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Resoconto della seduta n.10 del 10/11/2015

SEDUTA N. 10 DEL 10 NOVEMBRE 2015

La seduta inizia alle ore 10,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 10 del 10 novembre 2015. Do per letto il processo verbale della seduta n. 9 del 27 ottobre 2015, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento interno.
Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge regionale:
- n. 17 in data 30 ottobre, ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Giancarli, concernente: “Modifica alla legge regionale 13 novembre 2001, n. 27 Interventi per il coordinamento dei tempi delle città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
- n. 7 in data 29 ottobre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2016-2018 della Regione Marche”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alle Commissioni assembleari II, III e IV, ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 1), della legge regionale 15/2008;
- n. 8 in data 6 novembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano triennio 2016/2018, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della l.r. 12/2003”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla I Commissione assembleare per il parere di cui all'articolo 69 del Regolamento interno, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro, per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale 15/2008.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 34 del Consigliere Carloni “Solidarietà a Valentino Rossi”;
- n. 35 dei Consiglieri Bisonni, Maggi, Pergolesi, Giorgini, Fabbri “Impegno della Giunta Regionale a farsi promotore presso il Governo dello Stato italiano per l'abolizione dell'articolo 35 del decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014, così come convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164”;
- n. 36 del Consigliere Maggi “Dgr. n. 598 del 27 maggio 2015 Contributo per attività sportive”;
- n. 37 del Consigliere Ceriscioli “Risoluzione ONU pro moratoria pena capitale”;
- n. 38 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia “Concorso dirigenti Assemblea legislativa delle Marche”;
- n. 39 del Consigliere Carloni “Difesa della produzione delle carni marchigiane”;
- n. 40 dei Consiglieri Giancarli, Rapa, Giacinti, Traversini, Urbinati, Micucci, Volpini “Esenzione della tassa automobilistica per motoveicoli e autoveicoli aventi interesse storico e collezionistico”;
n. 41 dei Consiglieri Busilacchi, Urbinati “Stato di attuazione della SUAM e importanti sviluppi in tema di appalti pubblici”;
n. 42 dei Consiglieri Busilacchi, Volpini “Fine vita” (ritirata);
n. 43, dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Mastrovincenzo, Malaigia, Leonardi, Zura Puntaroni, Rapa, Maggi, Carloni, Marcozzi, Marconi “Fine vita”.
Ha chiesto congedo l'Assessore Bravi.

Interrogazione n. 37
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
"Chiusura Ponte Conciatori presso Urbania (PU)"

Interrogazione n. 31
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Traversini
“Interventi per la ricostruzione del Ponte dei Conciatori di Urbania”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 37 del Consigliere Fabbri e l'interrogazione n. 31 dei Consiglieri Biancani, Traversini, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In relazione all'interrogazione n. 31 dei Consiglieri Biancani, Traversini, abbinata all'interrogazione n. 37 del Consigliere Fabbri, si precisa quanto segue.
La competenza della S.P. n. 4 "Metaurense" è della Provincia di Pesaro Urbino così come il ponte nominato "dei Conciatori" presso il Comune di Urbania.
Per quello che compete alla Regione Marche si evidenzia che in relazione al riconoscimento dello stato di emergenza a seguito degli eventi del marzo 2015 è stato predisposto dal Commissario delegato il piano degli interventi, previa verifica con gli enti locali dei danni subìti, poi trasmesso al Dipartimento di protezione civile nazionale. Tale ricognizione ha evidenziato un danno complessivo nella regione di circa 110 milioni di euro.
Con ordinanza del Capo di Dipartimento della protezione civile n. 264 del 3 luglio 2015 "Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 4 al 6 marzo 2015 nel territorio della regione Marche" è stato stanziato un importo complessivo pari a 18 milioni di euro, poco superiore al 15% dei danni censiti.
II Capo di Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato, per la segnalazione in questione, un finanziamento di 350.000 euro relativo alla "Segnaletica stradale di chiusura, transennamento dell'area, fornitura e installazione sulle arterie limitrofe della segnaletica stradale di preavviso chiusura, rimozione aiuole spartitraffico per la creazione di itinerario alternativo. Progettazione di nuovo ponte".
Con nota del 13 ottobre 2015 il Presidente della Regione Marche ha inoltrato al Capo di Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri la richiesta di assegnazione del finanziamento di 2.800.000 euro necessari a ripristinare l'infrastruttura viaria.
Tale nota ha sottolineato la strategicità del collegamento stradale fra i Comuni di Fermignano e Urbania sul quale si sviluppa gran parte del traffico di persone e merci nelle alte valli del Metauro e del Foglia. E' stata evidenziata inoltre l'urgenza e l'indifferibilità del ripristino del ponte che allo stato attuale compromette inevitabilmente i collegamenti con le vicine regioni Umbria e Toscana, impedendo anche il regolare transito dei mezzi di soccorso.
Alla sopra citata nota del Presidente è stata allegata una dettagliata relazione del Servizio viabilità della Provincia di Pesaro Urbino che descrive l'opera in parola.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Ai quesiti da me posti non c'è stata puntuale risposta e non sono quindi del tutto soddisfatto perché 1.800.00 euro è l'importo che il progetto della Enser S.r.l. aveva individuato per l'adeguamento funzionale, però non è stata verificata se esiste un'altra tipologia di opera che possa sostituire il ponte che, a nostro avviso, potrebbe essere, ad esempio, un terrapieno opportunamente realizzato che dovrebbe costare molto meno.
Non è stato risposto al fatto perchè è stato speso mezzo milione, nel 2011, 2012, 2013 e 2014, per ordinaria manutenzione e lavori di consolidamento; a partire già dal 2006 si è lavorato puntualmente su questo ponte, ed ora ci troviamo a doverlo improvvisamente chiudere.
Tra l'altro non si capisce quali indagini supplettive siano state fatte dopo la chiusura perché sembra che oltre ai sopralluoghi non sia stato fatto null'altro e si fa, quindi, riferimento ad un progetto di 11 anni fa.
Voglio soltanto ricordare che: sono passati 5 mesi ed attraverso questo ponte di Urbania si collegano tutte le zone industriali e commerciali oltre al normale traffico veicolare, “sociale”, dei cittadini che si spostano tra Fermignano e Sant'Angelo in Vado; la Valmetauro dopo Sant'Angelo, grazie alla galleria di Lunano, è collegata alla Valle del Foglia e, quindi, non ripristinare questo imbuto arreca gravissimo danno a tutta l'economia; il passaggio a nord dalle Marche verso l'Umbria e la Toscana, tramite il passo di Bocca Trabaria, è compromesso; il traffico veicolare pesante deve trovare strade alternative; nel centro storico di Urbania si è ormai instaurato un traffico insostenibile e le deviazioni al percorso, addirittura lungo la Valle del Foglia, costringono gli autoarticolati ad aggiungere chilometri su chilometri per fare questo by-pass; si impiega tempo, carburante, costi e le aziende sono effettivamente in grave difficoltà.
Sollecito a prendere urgentissimi provvedimenti per trovare il modo di riaprire questo ponte che funziona da 40 anni, che è stato rinforzato nel 1989-1990, e lo stato di degrado, dal punto di vista della soletta su cui poggia la carreggiata stradale, è evidente, mentre per quel che riguarda la struttura non risulta assolutamente evidente, quindi speravamo che fossero state fatte delle indagini ad hoc per chiarire questo concetto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Fabrizio BIANCANI. Grazie Presidente. Voglio, a nome mio e del Consigliere Traversini, ringraziare per la risposta l'Assessore Sciapichetti e l'intera Giunta.
Noi volevamo evidenziare, come ha già fatto il Consigliere Fabbri, il disagio che sta vivendo questa zona in quanto il ponte è strategico per la vallata, in particolar modo per il collegamento della zona di Fermignano e di Urbania, ma non solo, lì ci passa tutto il traffico che gravita in quella zona.
Sono contento che siano stati riconosciuti 350.000 euro per lo stato di emergenza. Serviranno risorse necessarie e strategiche per fare interventi anche di piccola manutenzione e mi fa molto piacere la richiesta che il Presidente ha inoltrato direttamente al Dipartimento di protezione civile che segnala quanto la Regione cerchi di aiutare, in questo caso, la Provincia perché, come ha già detto l'Assessore, si tratta di un'infrastruttura di competenza provinciale. E' vero che con lo svuotamento le Province avranno sempre più difficoltà a dare risposte rispetto alle esigenze che emergeranno sui territori, in particolar modo dal punto di vista infrastrutturale.
Ritengo utile questo nuovo atteggiamento della Regione che non può farsi carico dei problemi che ci sono in tutto il territorio ma, se non altro, si fa portavoce presso gli organi competenti, in questo caso, il Ministero, per sollecitare gli interventi, le risorse ed i finanziamenti per poter riaprire quanto prima questo asse strategico ed importante.
Ringrazio l'Assessore per la risposta.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente, come da accordi presi nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi chiedo l'iscrizione, al primo punto delle mozioni, della mozione n. 43 “Fine vita”, così come modificata e sottoscritta da tutti i Capigruppo.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, dò per approvata l'iscrizione della mozione n. 43 che sarà inserita nell'ordine del giorno odierno al punto 5.

Interrogazione n. 44
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
"Fallimento Asteria””
(Rinvio)

PRESIDENTE. Su richiesta dell'Assessore Cesetti, gentilmente accolta dalla Consigliera Leonardi, la mozione è rinviata.

Interrogazione n. 45
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
"Difesa della costa di Porto Recanati. Garanzie sui tempi di intervento e pari tutela anche del litorale nord"

Interrogazione n. 49
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Investimenti tesi a sanare le criticità legate all'erosione costiera nel tratto nord di Porto Recanati, zona Scossicci”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 45 della Consigliera Leonardi e l'interrogazione n. 49 della Consigliera Marcozzi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Ringrazio la Consigliera Leonardi per l'interrogazione, ma dovrebbe conoscere bene la situazione in quanto è stata Assessore del Comune di Porto Recanati, sa la storia e da quanti anni si trascina questa vicenda per la verità senza soluzione.
La soluzione non è semplice, non è facile, ciò nonostante per il Comune di Porto Recanati sono previste opere che, per quanto riguarda la programmazione della difesa della costa, non ha eguali nel resto della regione, in tutti gli altri Comuni della regione. Adesso specifico il perché.
Con deliberazione n. 954 del 2 novembre 2015 la Giunta regionale ha approvato lo schema di convenzione avente ad oggetto "La progettazione, l'appalto e l'esecuzione dell'intervento di difesa della costa nel paraggio dal fiume Potenza al fosso Pilocco nei Comuni di Porto Recanati (MC) e Potenza Picena (MC)" per un importo complessivo pari a 15.260.000 euro. Detto intervento prevede la protezione del paraggio di circa 3 chilometri con opere rigide e contestuale ripascimento.
A fronte delle mareggiate che negli ultimi anni hanno fortemente eroso il litorale, mettendo a repentaglio le infrastrutture ferroviarie e stradali, le abitazioni private e le strutture ricettive, l'intervento riveste carattere prioritario in termini di protezione sia della linea ferroviaria Bologna-Lecce, sia dell'abitato a sud del Comune di Porto Recanati.
Per ovviare a tale situazione la Regione Marche, il Provveditorato interregionale per le opere oubbliche Toscana-Marche-Umbria, il Commissario straordinario delegato per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e Rete ferroviaria italiana S.p.A. hanno stabilito un'azione comune per la difesa del tratto di costa in questione, finanziato congiuntamente dai predetti soggetti pubblici e privati.
L'accordo prevede inoltre che il 50% del ribasso d'asta conseguito nell'appalto della prima fase dei lavori resterà nella disponibilità di ciascun sottoscrittore in proporzione alla quota di finanziamento, questo per disposizione del Commissario straordinario, in linea con le indicazioni ministeriali relativamente all'Accordo di programma del 2010.
Le ulteriori economie a qualsiasi titolo conseguite in sede di rendicontazione finale delle spese e quelle eventualmente ottenute dal ribasso d'asta, saranno utilizzate dalla Regione Marche per cofinanziare la seconda fase dell'intervento che prevede un ulteriore ripascimento nella zona sud.
La Regione Marche ha potuto cofinanziare l'intervento suddetto (intervento n. 5 del Piano) per un importo pari a 3.050.000 euro a valere sul POR-FESR 2014-2020 di cui all'asse 5, su un importo totale pari a 15.260.000 euro, per la compartecipazione economica di enti e privati.
Nella scorsa estate è stato eseguito dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Toscana-Marche-Umbria - sede coordinata di Ancona - su mandato del Comune di Porto Recanati, un intervento relativo a "lavori di manutenzione straordinaria di n. 5 pennelli in località Scossicci nel litorale nord" per un importo di 338.000 euro; lo stesso intervento, in sede di conferenza veniva integrato con i lavori di ripascimento sullo stesso tratto di litorale per la spiaggia sommersa con materiale proveniente dall'escavo del porto di Numana, per un ulteriore importo di 80.000 euro.
La variante al Piano di gestione integrata delle aree costiere prevede, con l'intervento n. 4 denominato "litorale di Scossicci", di proteggere il paraggio ricompreso tra i transetti 483 e 500 con opere rigide. La variante ipotizza due alternative progettuali, al fine di fornire indicazioni sui costi di realizzazione: scogliere emerse o campo di pennelli; entrambe con ripascimento.
Come per l'intervento n. 5, per non creare ulteriori effetti erosivi localizzati, anche l'intervento n. 4 è previsto che sia realizzato nella sua completezza con un conseguente impegno economico stimato tra 15 e i 17 milioni di euro.
Ogni altra soluzione parziale che preveda interventi di difesa con opere rigide andrà valutata soprattutto per gli inevitabili effetti di bordo che potrebbero mettere a serio rischio la strada litoranea che percorre tutto il paraggio.
L'impiego di fondi a valere sul POR-FESR 2014-2020, di cui all'asse 5, potranno essere attivati in concomitanza di altri finanziamenti pubblici e/o privati.
Questo è quanto più volte detto dal sottoscritto in ogni circostanza e in ogni incontro avuto con gli operatori balneari, con il responsabile del Comune di Porto Recanati, il Commissario in questo momento, e con tutti i soggetti interessati.
Ci sono stati una serie infinita di incontri con il Comune di Porto Recanati, oggi alle ore 12,00 ce ne sarà un altro qui, in questa sede, con il Commissario del provveditorato alle opere pubbliche per vedere, studiare, quale possibilità può esserci data la situazione per quel tratto di costa.
La nostra preoccupazione l'abbiamo rivolta in questa fase al tratto di costa Porto Recanati nord-Scossicci perché lì oggi insistono i problemi, però vorrei che venisse valorizzato anche il fatto che, ripeto, nel Comune di Porto Recanati si interviene in maniera decisa e determinata e definitiva per un tratto di costa di 3 chilometri, intervento che non ha precedenti in giro per la regione. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Assessore per la risposta. Lei ha detto una cosa corretta, io conosco molto bene la questione perché da diversi anni la seguo e l'ho seguita sia come Assessore che come Consigliere di opposizione, indipendentemente dal fatto di avere una responsabilità amministrativa perchè in quella situazione, come ben sa, la competenza era della Regione, pertanto era una competenza parziale.
La conosco bene perché nel corso di questi anni le mareggiate che hanno causato ingenti danni a Porto Recanati si sono alternate battendo una volta la zona a sud, che è quella per cui lei oggi ha illustrato l'intervento che sarà realizzato, altre volte la zona nord, creando danni ingenti. Se lei per diverse volte è andato a vedere, io ho i cellulari pieni di immagini di quanto si è succeduto.
Ho letto la deliberazione che avete realizzato e trovo assolutamente corretto il fatto di aver unificato, in un unico intervento, in un unico appalto, i 4.200.000 euro frutto di fondi di un accordo di programma del 2010.
Ero presente alle mareggiate del gennaio 2009 e del dicembre 2008 quando per la tutela dell'incolumità umana - ci sono stati dei danneggiamenti e delle persone sono state portate fuori dalle loro abitazioni - si ebbe lo stato di emergenza da parte dello Stato ed a seguire il lavoro per ottenere dei fondi fatto anche dalla Protezione civile per la tutela delle vite umane e dell'abitato.
Ben venga anche lo sforzo che è stato fatto a fine della scorsa legislatura, in particolar modo l'impegno dell'Assessore Giorgi nell'unificare queste disponibilità che c'erano da parte delle Ferrovie, giustamente volevano tutelare la loro infrastruttura, del Provveditorato e della Regione. Bene, quindi, l'unificazione di questi fondi che certamente serviranno per fare un intervento importante nella zona sud di Porto Recanati.
Ora quello che è assolutamente da evitare è creare una contrapposizione che, purtroppo a volte c'è, fra gli operatori e chi ha un interesse diretto, non solo i balneari ma anche chi ha i villaggi turistici, gli alberghi, le case nella parte nord o sud del paese. Questo va assolutamente evitato.
Ciò che nella sua relazione purtroppo non ho trovato sono le risposte puntuali alle domande fatte.
Reputo assolutamente corretto se si andrà nella direzione di utilizzare quota parte delle risorse - l'obiettivo sarebbe quello di utilizzare tutti i ribassi d'asta - che sono destinati per il sud e spostarli al nord. Questo perché ad appalto completato le opere saranno realizzate con i soldi appaltati, pertanto il ribasso d'asta non andrebbe a togliere nulla di ciò che verrà realizzato nella parte sud del litorale porto recanatese, ma andrebbe a liberare delle risorse che sono sempre per la difesa della costa, sempre lo stesso capitolo di spesa, sempre per lo stesso paese che è Porto Recanati.
Altra questione è quella dell'utilizzo di altri fondi europei che potrebbero essere destinati per quella zona. Qui purtroppo sono mancate, Assessore, non dico l'impegno, non sto cercando una contrapposizione, delle risposte reali per quel tratto a nord di Porto Recanati e lei oggi purtroppo non ce le ha date.
Lei ci ha dato delle risposte che in parte già conoscevamo, perché chi è di Porto Recanati, chi si è interessato alla questione già sapeva di queste risorse, sapeva come sarebbero state impiegate e in quale zona, ciò che è mancato oggi, ed era invece l'oggetto di questa interrogazione, sono delle risposte per la parte nord del paese.
Senza fare strumentalizzazioni, come qualcuno ha cercato di mettermi in bocca e chi mi conosce sa che non fanno parte del mio modo di fare. Quando c'è stato da prendere le parole forti da parte dei bagnini - si era l'anticamera, la prima figura dell'amministrazione, qualsiasi essa fosse - soprattutto quando non si aveva la capacità di gestire questi fondi, io c'ero e mi sono presa anche gli insulti laddove sono arrivati, salvo capire quel momento di disperazione, di disagio, di chi vedeva crollare uno chalet, di chi vedeva andare in fumo i risparmi ed il lavoro di una vita, di chi vedeva disgregare, in una mareggiata, 30, 40 anni di lavoro, perché la situazione a livello economico non era rosea.
Assessore mi dispiace, ma oggi le risposte non sono assolutamente soddisfacenti perché non ci hanno dato nessuna garanzia per quanto riguarda la parte di Scossicci.
Ben venga l'impegno che c'è stato da parte del Comune, anche da parte del Commissario Passerotti che si è prodigato, comprendendo la difficoltà del momento, a dialogare - come hanno fatto tutte le amministrazioni anche di colore opposto a quello che governava - perché bisogna superare le contrapposizioni politiche e guardare al risultato.
Immagino che il risultato che uscirà dall'incontro che avrete questa mattina, sarà la possibilità di utilizzare parte di questi fondi, e lei ha ricordato che il 50% dovrà tornare alla disponibilità di chi li ha investiti in questo progetto.
Mi sarebbe piaciuto che lei avesse già dichiarato, in questa sede, la disponibilità della Regione, in parte anche con i fondi europei, a destinarli alla parte di Scossicci. Questa sarebbe stata, se non altro, una risposta anche parziale perché, è vero, che l'intervento è cospicuo, ma avrebbe dato delle garanzie a degli operatori che in questo momento non sanno come affrontare il loro futuro.
L'Assessore al turismo in questo momento non è presente, gli avrei rivolto, e lo rivolgo comunque, un appello perché il turismo della regione Marche, non parlo solo di Porto Recanati, ovviamente i numeri li fa il turismo balneare, se non offre servizi, se non offre la spiaggia, e Porto Recanati è un fiore all'occhiello in quanto a presenze per il litorale marchigiano, se non tutela e non investe in questa risorsa che è di tutta la regione Marche, indubbiamente avrà, come purtroppo ci sono già state, ripercussioni negative su quello che dovrebbe essere il volano della nostra economia.
Il turismo, diciamo tanto a parole, va coltivato, va sviluppato, questo è un modo concreto di svilupparlo e di garantire, in un momento di difficoltà occupazionale, il sostentamento e lo sviluppo o comunque la sopravvivenza di un comparto essenziale della nostra economia, non solo della cittadina di Porto Recanati, ma di tutta la regione Marche.
Mi dispiace che le risposte non siano soddisfacenti, mi auguro comunque che si possa trovare …

Angelo SCIAPICHETTI. … Non ho visto nel passato, per essere franchi, che il Comune, nessun tipo di amministrazione, abbia investito un centesimo su questa emergenza.
Lei capisce che è difficile trovare delle soluzioni, lei ha fatto l'Assessore, se pensava che stamattina avessi risolto il problema dopo 15 anni di difficoltà, forse credeva che avessi soluzioni divinatorie, poteri divinatori che non ho.

Elena LEONARDI. Sono convinta anch'io che lei non abbia la bacchetta magica, Assessore, però in questo momento devo guardare ad un dato oggettivo, rispetto a diversi anni fa si è fatto un lavoro e in questo io reputo che l'amministrazione …

Angelo SCIAPICHETTI. … dieci milioni di euro e facciamo il più grande intervento lungo la costa marchigiana su un solo Comune: Porto Recanati. Questo è un dato! Se si nega l'evidenza è un discorso che io non ho intenzione di proseguire perché, per quanto mi riguarda, è polemica e non si tiene conto di un intervento straordinario, unico, nella regione Marche. Se quando facciamo le considerazioni non lo trattiamo, non lo prendiamo in considerazione, l'informazione che ne consegue è deformata.

Elena LEONARDI. Innanzitutto non mi sembra di non averlo tenuto in considerazione ed anche in quello che ho detto mi sembra di averlo ribadito, perché questo percorso ha portato a queste risorse, a questi 15 milioni di euro, che oggi sono stati raggruppati e che sono fisicamente sulla carta già da maggio di quest'anno, ma nel corso degli anni precedenti, ed io l'ho seguita, non c'è stato uno straccio di vesti da parte di alcuno per risolvere la questione di Porto Recanati, se non da parte degli amministratori che sono corsi a Roma, che sono corsi in Regione, che sono corsi al fianco dei bagnini per sensibilizzare, e questo …

Angelo SCIAPICHETTI. … diciamo la verità sempre! Bisogna dire che gli amministratori di Porto Recanati, di qualunque colore essi siano stati, non hanno messo ad oggi un centesimo.

Elena LEONARDI. Ricordo che la competenza è della Regione Marche e questo discorso mi sembra che non possa essere tralasciato, ora se lei vuole dare la colpa …, ma io voglio dire una cosa.
Oggi viviamo, rispetto agli ultimi 10, 15 anni, una congiuntura favorevolissima perché abbiamo quello che la Regione fino ad oggi non aveva fatto, cioè il cambio del piano integrato di difesa della costa che prevede, finalmente, delle barriere anche rigide, le uniche che realmente riescono a fermare il discorso erosivo, e che la Regione fino a pochissimi mesi fa si era ostinatamente opposta a modificare. Ora abbiamo questo e abbiamo delle risorse ingenti, dico: utilizziamole giustamente e bene per la parte a cui sono destinati, ma non dimentichiamo la parte di Scossicci dove si sviluppa il turismo del Comune di Porto Recanati.
Invito nuovamente a non dimenticare quella parte del paese, senza fare polemiche che francamente, in questo momento, reputo, Assessore, fuori luogo, perché lei ha voluto difendere un provvedimento che non è neanche di questa Giunta regionale, se non un accorpamento, i fondi non sono stati reperiti da questa Giunta ..., taccio perché i tempi sono stati lunghi, comunque sono insoddisfatta della risposta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Assessore. Comprendo tutta la sua buona volontà e quello che ha esposto la Consigliera Leonardi credo sia un quadro chiaro e preciso.
Noi oggi, Assessore, volevamo delle risposte, perché? Dopo che ho fatto l'interrogazione, lei si ricorderà, sono venuta da lei con una delegazione a chiedere che cosa si potesse fare per Scossicci, apro una parentesi: bene l'intervento che verrà fatto a Porto Recanati sud, con i 15 milioni di euro, un intervento mai fatto, grandioso, su questo non c'è ombra di dubbio, ma il problema è un altro, noi abbiamo fatto un'interrogazione non su Porto Recanati sud, bensì su Scossicci.
Mi permetto di intervenire, la Consigliera Leonardi è stata veramente esaustiva nel suo intervento, sono venuta da lei con una delegazione e abbiamo chiarito il fatto che le attività lì sono in difficoltà, c'è uno chalet che è a rischio crollo, bisogna trovare le risorse e non solo, capire cosa fare in quella zona e come intervenire.
Avevamo fatto la proposta dei pennelli, 3 pennelli che costavano 300.000 euro, lei aveva detto: “Si facciamoli!” Oggi non è possibile, perfetto, tecnicamente non si può fare, lo apprendo da lei, lo capisco, però oggi volevo una risposta da lei su quale intervento chiaro e preciso a Scossicci.
Qui ci sono delle proteste infinite, Assessore, capisco che la precedente amministrazione regionale ha fatto ben poco, che l'amministrazione comunale a Porto Recanati non ha messo un euro, però oggi lei è l'Assessore e si deve prendere questa responsabilità, purtroppo! Lo sta facendo, però oggi volevamo delle risposte chiare, quindi, lei nel giro di dieci giorni, per cortesia, dia queste risposte.
Lì c'è uno chalet, Presidente, che è a rischio crollo, ci sono a rischio le attività produttive. Se c'è uno chalet che rischia di crollare, che facciamo? Lasciamo tutto così? Aspettiamo un altro anno? Aspettiamo un'altra amministrazione regionale?
Lei ha detto molto bene che è una vicenda che va avanti da molti anni e la soluzione non è facile, ma prima o poi qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di capire che cosa dobbiamo fare in quella zona!
Assessore mi raccomando, perché noi ci teniamo che venga trovata una soluzione nell'immediato, non tra un anno, due anni, tre anni perché sarebbe troppo tardi. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Interrogazione n. 47
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Stato di attuazione dell'articolo 8 della legge regionale n. 36/2014 'Disposizione per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015/2017 della Regione (legge finanziaria 2015)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 47 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Consigliere Marconi, l'ufficio preposto ha preparato una dettagliata e precisa risposta, però non la leggerò integralmente, come le ho annunciato, altrimenti non la finiamo più.
La Regione Marche e l'Azienda sanitaria unica regionale, così come gli altri enti ed Aziende del Servizio sanitario regionale, appartengono a due diversi e distinti comparti di pubblico impiego: Regioni, autonomie locali e sanità.
Le aree di contrattazione relative al personale delle Regioni sono due: area della dirigenza e area del personale no dirigenziale.
Le aree di contrattazione relative al personale della sanità sono: area III di licenza sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa, area IV dirigenza medica veterinaria, personale non dirigenziale del comparto sanità.
L'accesso del personale dirigenziale e non nel servizio sanitario nazionale è regolamentato da norme nazionali specifiche. L'obbligatorietà del concorso pubblico per l'accesso alla dirigenza sanitaria è stabilito dall'articolo 15, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, numero 502, mentre per la dirigenza dei ruoli professionali tecnico ed amministrativo è sancita dall'articolo 26, del decreto legislativo n. 165 del 2001.
Il decreto legislativo n. 150 del 2009, cosiddetta riforma Brunetta, con l'articolo n. 54 ha introdotto, modificando l'articolo n. 40 del decreto legislativo n. 165 del 2001, la previsione che i comparti di contrattazione collettiva nazionale non potranno superare il numero di quattro cui corrispondono non più di quattro separate aree per la dirigenza.
L'accorpamento in un unico comparto dei dipendenti delle Regioni e del servizio sanitario nazionale non è stato attuato in relazione al blocco contrattuale ed è comunque ancora oggetto di confronto ha seguito della legge n. 124/2015 sulla riforma della pubblica amministrazione, cosiddetta riforma Madia.
E' confermato infatti che i decreti delegati non riguarderanno la dirigenza medica, sanitaria e veterinaria ma solo quella tecnico, professionale e amministrativa del servizio sanitario nazionale.
L'orientamento è quello di prevedere un'area contrattuale autonoma della sanità dalla quale sarà esclusa la dirigenza tecnica, professionale e amministrativa che rientra nel ruolo unico della dirigenza delle Regioni, come previsto dalla legge n. 124/2015.
L'articolo 40 del decreto legislativo n. 165 del 2001, come modificato dal decreto legislativo n. 150 del 2009, è ad oggi rimasto inattuato in quanto, per effetto delle disposizioni del decreto-legge n. 78/2010 convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del 2010, è stato disposto il blocco della contrattazione collettiva nazionale che è perdurato fino ad oggi.
La legge n. 124/2015 recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” all'articolo n. 11 ha introdotto la possibilità di definire concorsi unici per la dirigenza con riferimento a tre specifici ruoli: dirigenti dello Stato, dirigenti delle Regioni, e dunque anche dirigenti del ruolo professionale, tecnico e amministrativo degli enti del servizio sanitario nazionale e dirigenti degli enti locali e all'articolo n. 17 comma 1, lettera c), la possibilità di svolgere, per le posizioni non dirigenziali, concorsi per tutte le amministrazioni pubbliche in forma centralizzata o aggregata.
In entrambi i casi il legislatore nazionale nella stessa legge delega, ha demandato a specifici decreti legislativi la relativa attuazione e cioè la definizione delle specifiche discipline, decreti che ovviamente, aggiungo, non sono stati ancora emanati.
La legge n. 190/2014 cosiddetta legge di stabilità 2015, è entrata in vigore l'1 gennaio scorso, ha introdotto specifiche disposizioni concernenti il personale delle Province e delle città metropolitane, soggette a riordino ai sensi della legge n. 56/2014.
In particolare è previsto, ai commi 424 e 425, l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di destinare le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato alla ricollocazione delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità. Sulla base in particolare della disposizione recata al comma n. 424, che peraltro sanziona di nullità le assunzioni effettuate in sua violazione, questa amministrazione - ivi compresi i propri enti dipendenti -nonché gli altri enti pubblici territoriali e dunque i Comuni devono destinare il budget delle assunzioni relativo all'anno 2015-2016 per le finalità di ricollocazione del personale in mobilità delle Province.
Aggiungo, fuori dalla relazione, Consigliere, che questa Giunta, già prima dell'estate, ha adottato una delibera che riguarda il personale della Giunta regionale, degli altri enti dipendenti e delle agenzie nella quale si prevede il ricollocamento del personale delle Province e destina tutte le risorse a quella ineludibile finalità.
Premesso quanto sopra, vengo a rispondere alle sue puntuali domande nella interrogazione.
Il termine fissato dal comma 3, dell'articolo 8, della legge regionale n. 36/2014, ovvero i 180 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge entro i quali adottare da parte della Giunta regionale uno o più regolamenti di attuazione delle disposizioni indicate nel medesimo articolo 8, commi 1 e 2, non ha natura perentoria.
La materia della disciplina per l'accesso (regolamenti concorsi) agli uffici pubblici è competenza legislativa esclusiva dello Stato in quanto rientrante nella materia di cui all'articolo 117, comma 2, lettera l) della Costituzione e il legislatore statale vi ha provveduto con le normative tutte precitate riservando, con l'articolo 40 del decreto legislativo n. 165/2001, alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro l'ambito specifico di competenza per la definizione dei profili professionali in entrambi i comparti: Regioni, autonomie locali e sanità, relativamente al personale non dirigente.
Lo stesso legislatore nazionale ha introdotto un concetto di equivalenza relativamente alle posizioni di dirigente regionale e di dirigente del ruolo professionale, tecnico e amministrativo degli enti del Servizio sanitario nazionale,
L'entrata in vigore del comma 424, che ho citavo prima, dell'unico articolo della legge 192/2014, ha di fatto reso inutile definire un regolamento unico di concorsi per l'impossibilità concreta di indizione di nuovi concorsi da parte di tutti gli enti appartenenti al comparto Regioni ed autonomie locali.
La materia dell'unico concorso o di concorsi centralizzati aggregati per effetto dell'entrata in vigore della legge n. 124/2015 è demandata ai decreti legislativi attuativi della stessa delega.
Nel contesto illustrato risulta utile e coerente la previsione della regola di utilizzare le graduatorie dei concorsi già indetti previa individuazione dei possibili ambiti d'intervento che tengono conto delle discipline specifiche tutte indicate.
Il legislatore regionale vi ha già provveduto con la legge regionale 27 novembre 2012, numero 37, con la quale è stato previsto all'articolo 26, comma 1, che gli enti indicati allo stesso comma, e cioè: la Giunta regionale, l'agenzia regionale sanitaria, l'ente regionale per l'abitazione pubblica, l'agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (ARPAM), l'agenzia per i servizi del settore agro-alimentare (ASSAM), gli enti gestori dei parchi naturali regionali, i consorzi di bonifica, gli enti del Servizio sanitario regionale, prima di indire un concorso pubblico possono ricoprire i posti vacanti e disponibili utilizzando gli idonei delle graduatorie di pubblici concorsi indetti per pari o equivalente posizione.
I criteri e le modalità per l'utilizzo delle graduatorie da parte degli enti sono stati approvati dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1066 del 15 luglio 2013.
Spero, Consigliere, di essere stato esaustivo sono questioni molto tecniche dalle quali non possiamo sottrarci.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Grazie Assessore, lei non è stato esaustivo, mi ha sommerso con una valanga di argomentazioni che trovo estremamente utili e confermo la validità dell'interrogazione, come della risposta. Questa normativa entra con un emendamento in finanziaria, è chiaro che non è stato un emendamento meditato, me ne rendo perfettamente conto, se fosse entrato come legge ordinaria della Regione, avremmo avuto tutto il tempo di sentire gli uffici e di avere questa relazione che leggerò con grande attenzione.
Resta un principio rispetto al quale ho visto che alcune cose si stanno già facendo, il principio parte, Assessore, da un fatto, non so se ancora si verifica, ma l'ho verificato nei cinque anni passati, le nostre Aree vaste facevano concorsi per le stesse figure professionali, allora dico: partiamo da quello!
Capisco che la sanità è un comparto tutto a sè, ma è anche il comparto in cui la Regione assume di più, ventimila e più dipendenti contro i mille o poco più che abbiamo al di fuori della sanità.
Se dentro questo, non solo per i dirigenti, ma anche per gli infermieri, per le ostetriche, per gli stessi medici, ci fossero concorsi regionali, magari dati all'Area vasta - faccio un esempio, c'è da assumere 30 infermieri prevalentemente destinati all'Area vasta di Ancona, questa si accolla il compito di fare il concorso per queste 30 figure, però 15 saranno per Ancona, 5 per Ascoli e 3 per Fermo – ci sarebbe anche un'economizzare rispetto a quello che è.
Io, però, avevo evidenziato un altro punto di vista, l'umiliazione dei giovani, non solo perché ho quattro figli, tutti in età da concorso, non c'è l'interesse personale in questo, ma perchè oggi è umiliante e ancora più difficile entrare, attraverso i concorsi, nella pubblica amministrazione. Ricordatevi bene, solo l'ingresso del personale della Provincia bloccherà interi comparti per anni, e ritengo che sia veramente umiliante per i nostri ragazzi dover fare, come dice la canzone di De Andrè, “Mille concorsi, quaranta ricorsi”, non si può andare avanti in questo modo.
La provocazione è anche verso i Comuni, è vero che la legislazione è nazionale, possiamo divertirci a fare iniziative di leggi regionali da mandare in Parlamento, ci vuole poco, se siamo tutti d'accordo posso proporla alla Conferenza dei capigruppo e mandarla come stimolo in questa direzione, perché è una nostra facoltà costituzionale, ma una cosa veramente incredibile è che i 230 Comuni delle Marche facciano ancora il concorso della loro vita. Io lo capisco, “faccio quello nel paesino, lo farò per 10 anni”, però anche lì è una cosa ridicola, i tempi, i costi, il livello D dell'amministrazione, il livello C dell'amministrazione, i livelli B tecnici o esecutivi o quello che sono, non possono essere fatti a livello regionale con i Comuni che magari concorrono a livello volontario? Non dico una legge che li obblighi, ma lo possono fare, possono mettersi d'accordo. Un veicolo potrebbe essere l'Anci, e l'interrogazione lo richiama, e la stessa Regione per dire: “Prevediamo nei prossimi 3 anni di assumere 100 funzionari amministrativi di una volta, cioè il livello D, facciamo un unico concorso regionale” ed oltre ad economicizzare, si eviterebbero tanti ricorsi che purtroppo oggi avvengono e se ha senso partecipare in 2000 ad un concorso per 100, non ha senso partecipare in 300 ad un concorso per 1. Purtroppo questa è una cosa che si ripete, concorsi che a volte costano perché al concorrente viene chiesto un piccolo contributo per la partecipazione ed anche per le spese che devono essere affrontate.
Prendo atto con piacere che l'ufficio comunica ed anche lei comunica che, per esempio, per quanto riguarda l'assunzione dopo il concorso, questa avviene, ma è sempre a livello volontario, ma dove possiamo spingere ed in quale direzione possiamo spingere, è una cosa che possiamo mettere in conto per il futuro.
Ripeto, distinguendo da una parte tutto il settore sanitario e dall'altra, dico genericamente, il settore tecnico-amministrativo, la cosa potrebbe essere tentata e la risposta o meglio la riproposta che, in qualche maniera cercherò di formulare, riguarda soprattutto questo aspetto. Nelle nostre aziende, non dico l'Asur rispetto a Marche Nord o a Torrette, ma addirittura all'interno dell'Asur avvenivano, mi auguro non avvengano più, concorsi separati per le stesse figure professionali.
Grazie della risposta, la considero una fase di partenza per poter rilanciare un argomento che ha una sua rilevanza sociale, non è solo un aspetto tecnico, quello di superare questa frammentazione concorsuale che seppur ridotta rispetto al passato, perché effettivamente di concorsi se ne fanno molti di meno, ogni concorso vede un numero esagerato di concorrenti che potremmo raggruppare in prove più concentrate. Grazie.

Interrogazione n. 53
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
"Decurtazione stanziamento Fondo sociale anno 2015”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 53 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Com'è noto ieri la Giunta, su proposta del Presidente della Regione Marche, ha approvato una delibera con la quale vengono stanziati 64 milioni di euro per il fondo sociale 2015, quindi si è andati nella direzione auspicata dalla stessa interrogante.
Se negli anni precedenti il carico finanziario era sostenuto dai fondi nazionali e regionali di competenza sociale, riconducibili anche a finanziamenti disposti dalla Regione in sostituzione delle risorse statali progressivamente ridotte, con particolare riferimento ai settori anziani, disabili, salute mentale e dipendenze patologiche, a partire dal 2015 è diventato indispensabile individuare nuove modalità di finanziamento attingendo alle fonti che restano disponibili o che si renderanno disponibili nel corso del tempo (fondo sanitario regionale, fondi nazionali, fondi europei).
Per il 2015, in considerazione del fatto che le aziende e gli enti pubblici e privati accreditati che operano nel settore hanno continuato l'attività sulla base delle modalità e dei criteri di acquisizione delle risorse preesistenti, non tenendo conto, se non marginalmente, del mutato scenario conseguente all'azzeramento delle risorse che erano messe a disposizione dal bilancio regionale, in particolare per l'attività finanziata dalla legge regionale n. 18/1996, si è resa necessaria una puntuale verifica di tutte le risorse a vario titolo disponibili, riferite anche ad anni precedenti e non completamente utilizzate, giungendo in tal modo ad identificare una quota complessiva che consente di garantire la copertura pressoché totale del fabbisogno degli ambiti territoriali e sociali avendo come riferimento l'anno 2014.
Ciò è stato possibile, tra l'altro, grazie al riallineamento delle quote dei fondi nazionali, utilizzati in precedenza solo in acconto nell'anno di riferimento e a saldo nell'anno successivo.
Per alcune delle attività, in particolare i centri socio educativi riabilitativi diurni per disabili, il cambiamento della modalità di finanziamento, trasferita in larga misura al fondo sanitario regionale, comporta un'attribuzione ai beneficiari di quote di spettanza diverse da quelle avute nell'anno 2014, potendo verificarsi per alcuni casi degli incrementi anche significativi in relazione alla disomogenea distribuzione dei centri nel territorio.
Consigliera, l'approvazione da parte della Giunta di questo importante atto deliberativo è la migliore risposta alla sua interrogazione, perché con questa delibera di Giunta il Presidente della Regione ha rispettato gli impegni che ha assunto dinnanzi al corpo elettorale e in quest'Aula all'atto del suo insediamento e successivamente.
E' stata rispettata da parte del Governo regionale una mozione d'impegno di questo Consiglio, sono stati stanziati, come detto, 64 milioni, 31 a carico dello Stato, 33 fondi regionali, sono per la verità 60, e 4,5 sono risorse del 2014 ripartite nell'anno 2015.
E' stato conseguito anche l'importante obiettivo che era anche uno degli impegni del Presidente della Regione Marche, è riportato anche nella sua interrogazione, con questo atto si sostengono i Comuni, lo si fa in tempo utile, perché noi abbiamo sempre detto, l'ho detto anch'io perché non poteva essere diversamente, che bisognava aspettare l'assestamento di bilancio, i tempi tecnici che ovviamente non dipendono da noi, anche per essere questa legislatura appena iniziata e, quindi un Governo regionale che si è insediato da quattro mesi.
Aspettare quell'atto importante del Consiglio avrebbe creato dei problemi agli enti locali, ai Comuni in particolare, di questo ne eravamo consapevoli e gli uffici, su indicazione del Presidente, hanno fatto uno sforzo straordinario. Pubblicamente voglio ringraziare: il servizio salute, il settore bilancio, i servizi sociali, in grande sinergia e seriamente hanno lavorato e questo consentirà ai Comuni - questo atto adesso è stato trasmesso al Cal com'è giusto che sia - di avere le risorse, tutte le risorse, vogliamo dirlo, in tempo utile per cui possano approvare il loro assestamento di bilancio, che come sappiamo scade il 30 novembre, quindi, dà certezza su quest'anno.
E' un atto importante anche per un altro motivo, secondo me, perché è un intervento strutturale che ci consente di avere la certezza del futuro, cioè quest'operazione virtuosa potrà essere ripetuta nei prossimi anni e, quindi la comunità regionale tutta, i cittadini, le istituzioni, i Comuni, possono sapere fin d'ora che, a risorse invariate da parte dello Stato, anzi aumentate, se vogliamo, per quanto riguarda il sociale, la Regione potrà mantenere quest'impegno nei prossimi anni, quindi questo stanziamento ci sarà anche negli anni a venire.
Questo dà certezza a noi, ma soprattutto alla comunità regionale, ai Comuni, agli ambiti, a tutti quegli operatori pubblici e privati accreditati che fanno affidamento su queste risorse per garantire servizi fondamentali e indispensabili alla comunità e credo che questo segni anche la cifra di una comunità deve essere innanzitutto solidale nei confronti di chi ha più bisogno.
Credo sia un atto di straordinaria importanza e spero che sia la prova della migliore risposta agli interrogativi posti con il suo atto ispettivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Buongiorno a tutti. Mi fa molto piacere che la Giunta ieri abbia approvato questa delibera giusto in tempo per rispondere positivamente a quella che è un po' la richiesta da parte di tutti i territori, le associazioni e i Comuni.
Fortunatamente la mia interrogazione è stata ritardata di alcune settimane, quindi sono molto felice e soddisfatta della risposta.
Certo è che noi del Movimento 5 Stelle siamo un po' petulanti e puntigliosi, quindi ci piacerebbe vedere la delibera prima di fare troppi complimenti all'amministrazione.
Sono soddisfatta perché la scelta della vecchia amministrazione sempre a firma PD … Ci sarebbe piaciuto che gli uffici che attualmente e così egregiamente hanno trovato questi fondi e questa sicurezza per i prossimi anni, si fossero attivati anche l'anno precedente, evidentemente è stata una volontà puramente politica o forse gli uffici hanno lavorato meno bene di questa volta.
Ricordo che ormai lo sforzo dei Comuni e delle associazioni per riuscire a garantire i servizi essenziali è arrivato veramente al limite. Persone con gravi difficoltà, famiglie, disabili ... Il fondo sociale finanzia anziani non autosufficienti, salute mentale, infanzia, adolescenza, tutto quel settore che una comunità civile dovrebbe garantire, quindi mi auguro che nelle prossime legislature non avvengano più questi spiacevoli episodi. Grazie.

Interrogazione n. 56
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri
"Cessione di azioni ordinarie della Conerobus”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 56 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Il primo punto dell'interrogazione riguarda se corrisponde al vero … Dalle informazioni acquisite, si tratta di una procedura in corso per la quale non risultano atti illegittimi e pregiudizievoli, anzi, riguardando procedure ad evidenza pubblica a seguito di bando d'asta con più concorrenti e diritti di prelazione, non si ritiene di procedere con azioni che possano indurre a turbative procedurali.
In merito al discorso se non si ritenga dannoso distrarre risorse da Contram spa, destinate a finanziare i servizi di trasporto pubblico locale, si precisa che le risorse che la Regione destina al finanziamento dei contratti di servizio del trasporto pubblico locale sono quelle previste nel programma triennale vigente e sono destinate agli enti locali titolari dei contratti di servizio stessi. Il cambiamento delle compagini societarie in seno ai gestori quindi non comporta distrazione di risorse regionali da un bacino ad un altro.
Gli interroganti chiedevano: “Se non ritenga invece che possano configurarsi danni erariali”. Dalle notizie assunte risulta che la società Contram s.p.a. ha un bilancio depositato al registro delle imprese che evidenzia un capitale netto molto superiore al capitale sociale.
Non si rileva quindi ad oggi alcune ipotesi per poter interessare la Corte dei Conti né I'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
In merito alla richiesta se non si ritenga opportuno investire delle loro responsabilità gli enti locali proprietari di quote Contram spa, in particolare la Provincia di Macerata, la comunità montana, il Comune di Camerino, il Comune di San Severino, si precisa che dalle informazioni assunte gli enti locali sono a conoscenza delle operazioni di cui si discute avendole peraltro portate a conoscenza nelle proprie assemblee e riunioni dei soci. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che l'Assessore abbia dato una risposta formale ed istituzionale. E' ovvio, Assessore, che non ci aspettavamo una cosa diversa da quello che poc'anzi ha affermato.
Il problema è un altro, Assessore. Lei è l'Assessore ai trasporti regionali e sa che il Contram di Camerino ha partecipato alla gara per le azioni ordinarie lasciate dal Comune di Osimo. Perchè il Comune di Osimo ha lasciato quelle della Contram di Ancona? Perché la Contram di Ancona ha un deficit pauroso, mentre è un'azienda sana quella del Contram di Camerino. Lo conosciamo e lo sappiamo, la ringraziamo per averlo ribadito, ma il problema non è questo, il problema è un nocciolo politico se il Contram di Camerino entra in un'azienda decotta come quella del Contram di Ancona, un'azienda attiva rispetto ad un'azienda che è in deficit.
Questo è un problema politico e lei non può fare finta di non essere responsabile. E' responsabile di un settore molto delicato per la vita regionale e sa che tra poco ci sarà un bando di gara di appalto pubblico.
Nella regione Marche ci sono delle aziende del trasporto pubblico che sul territorio sono polverizzate, lei sa le problematiche. Non può non recepire le difficoltà che ci sono da parte del Contram di Camerino per inserirsi in un'azienda come quella del Conero. Per che cosa? Questa è l'altra domanda che non era evidenziata nell'interrogazione, ma è una domanda politica: perchè il Contram di Camerino tenta di entrare nel Contram di Ancona? Per cosa? Per qualche linea? Per entrare nel bacino del trasporto?
Questo manca Assessore, manca la programmazione. Lei ha risposto, ne prendiamo atto, ma non siamo soddisfatti perché siamo in un settore molto delicato e lo vedremo nei prossimi giorni e nel prossimo avvenire, Lo sa il suo collega della Toscana chi sono arrivati? Sono arrivati i francesi e hanno mandato a casa decine di aziende, anche qui, se continuiamo … Gliel'ho detto pubblicamente in un convegno, su questo settore la strategia politica è sbagliata e lei si era impegnato a rivederla. Mi auguro che si ricordi quell'impegno che ha preso pubblicamente in un convegno fatto ad Ancona. Credo che in questo territorio decine di aziende soffriranno per l'appalto pubblico e spero non rimarranno a casa.
Non voglio fare il cattivo profeta, ma l'orizzonte non è bello per quanto riguarda il trasporto pubblico locale. Ciò significa che i soldi della comunità marchigiana, dei contribuente di questa regione marchigiana, con molte probabilità, rischiano di andare a dei capitali non marchigiani. Grazie.

Interrogazione n. 57
ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Volpini
"Obbligatorietà dello screening neonatale metabolico esteso”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 57 dei Consiglieri Talè, Volpini.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. L'interrogazione si articola su diversi punti. Il primo: “se è partita l'operatività?” L'operatività c'è ed è collocata presso l'Azienda ospedaliera Marche Nord, ha una lunga tradizione che io conosco.
Nasce dall'Ospedale di Fano, dall'attività del reparto di neuropsichiatria infantile ed è un punto di riferimento di qualità a livello nazionale , quindi un elemento sul quale la programmazione regionale punta in termini di crescita e di sviluppo per le attività, come viene citato.
E' prevista, a supporto di questa crescita su scala nazionale, una convenzione con IRCCS Bambino Gesù - Ospedale Pediatrico di Roma, per quanto riguarda una serie di attività correlate che andranno a completare quella potenzialità del nostro centro su una proiezione che va al di là del confine regionale.
L'ultimo punto chiedeva se ci sono dei rapporti in essere. Con l'Abruzzo ci sono già dei rapporti di collaborazione ed utilizzano i servizi del centro per le loro attività di screening. Più in generale, come strategia, sia con l'Abruzzo che con l'Umbria, stanno crescendo delle opportunità di collaborazione in campo sanitario proprio per giocare con quelle strutture che non hanno una dimensione strettamente regionale, e vale ovviamente in un rapporto di reciprocità, in una scala più ampia, cioè costruire, attraverso le scelte, queste linee di collaborazione, di potenziamento di quelle che sono le attività del servizio.
Lo screening non è obbligatorio perché ancora manca un decreto ministeriale che recepisca queste attività aggiuntive. Come? L'ideale sarebbero i lea, all'interno dei livelli essenziali di assistenza e a quel punto sarebbe possibile valutare anche l'obbligatorietà.
Al di là di questo direi che il centro funziona benissimo perché è un tipo di attività di prevenzione che viene fortemente sostenuta e spinta dalla rete pediatrica regionale.
Segnalo che ieri c'è stato un incontro importante che è servito a fare un po' il punto non solo ovviamente su questo, ma su tante attività che riguardano la pediatria nella nostra regione, con il contributo di quelle che sono le eccellenze, i punti di forza, su scala regionale, partendo dalla struttura ospedaliera ad alta complessità del Salesi fino alla rete dei medici pediatri diffusa sul territorio.
L'elemento è partito, sono in corso altre attività di complemento importanti, i rapporti con le altre Regioni ci sono, manca questo decreto, questo riconoscimento su scala nazionale che permetterebbe di fare il salto di qualità, che era un po' il nucleo dell'interrogazione, ovvero rendere obbligatorio questo tipo di screening per allargare una platea che, ricordo, è già molto ampia proprio per la qualità e la capacità che il centro ha avuto di promuovere l'iniziativa.
Seguiremo con attenzione sul tavolo nazionale tutte le opportunità che andranno in questo senso con l'obiettivo di rafforzare quella che è una eccellenza del nostro territorio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Talè.

Federico TALE'. Grazie Presidente. Il motivo per cui ho fatto questa interrogazione, e la ringrazio di nuovo per la risposta esaudiente, è perché pochi genitori sanno quanto è importante, a poche ore dalla nascita, fare questo screening neonatale.
E' uno screening che permette di evidenziare da subito se il bambino è affetto da qualche malattia genetica ereditaria. Fino a qualche anno fa, un anno, un anno e mezzo fa, si riusciva a individuare appena quattro malattie, oggi con uno screening esteso si riesce ad individuarne quaranta.
Individuare subito questo tipo di malattia, significa, se diagnosticata subito nelle prime di vita, fare la differenza, in alcuni casi, tra la vita e la morte del bambino, in altri casi tra l'invalidità o lo sviluppo regolare, non è un esame invasivo perché, sentendo i medici, basta prelevare una goccia di sangue dal neonato, metterlo su una carta assorbente ed inviarlo al centro analisi attrezzato più vicino, e noi nella regione Marche, a Fano, abbiamo un centro di questo tipo.
In Italia sono pochi i centri e la Toscana è l'unica regione che, con delibera di Giunta, ha istituito lo screening obbligatorio, no con legge del Consiglio. L'unica Regione è la Toscana, e lo fa all'ospedale Mayer.
Ci sono anche due progetti pilota, uno in Liguria e l'altro nel Lazio. La legge di stabilità 2014 lo ha menzionato e parla dello screening neonatale esteso, e l'orientamento del Ministero è quello di non creare nuovi centri, ma di aggregare gli esistenti o addirittura chiudere quelli che hanno pochi nati e, quindi, poco lavoro.
La Toscana ha già preso come partner l'Umbria o sta collaborando molto con l'Umbria, noi come Marche potremmo farlo, perché stiamo già collaborando, come ha detto prima il Presidente, con l'Abruzzo e anche con il Molise. Attenzione, però, perché mi dicono che l'Abruzzo sta dialogando anche con il Lazio, quindi l'interrogazione nasce da questo, stiamo attenti perché può succedere che le Regioni a noi vicine si aggreghino a qualcun altro e il nostro centro possa essere chiuso.
Per quanto riguarda la legge di stabilità appena pronto il decreto ci saranno 15 milioni di euro da distribuire su questi centri e ci saranno stanziamenti annuali in base al numero dei nati. Grazie.

Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in ordine alle ultime vicende che hanno interessato la Società Aerdorica

PRESIDENTE. Ha la parola, per le comunicazioni, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Il fatto rilevante, rispetto alle comunicazioni precedenti che attendevano l'esito della gara attraverso il parere di Enac e del Ministero, viene dal parere di Enac che giudica, vi leggo testualmente: “La gara posta in essere dalla società Aerdorica per come rappresentato dalla società stessa con nota protocollo 1380 del 25 settembre 2015, sia stata condotta in violazione delle prescrizioni contenute nella convenzione, nella legge, nei principi comunitari invocati, presentando nel complesso profili di illegittimità”. L'Enac stronca con questo parere il bando di gara che ha portato, vi ricordo, il 15 maggio scorso al deposito delle offerte, alla valutazione delle stesse e alla trasmissione dell'esito della gara del bando ad Enac e al giudizio che Enac ha dato.
Dopo aver ricevuto questo parere, siamo stati al Ministero delle infrastrutture per capire quale sarebbe stato l'atteggiamento del Ministero che ovviamente ha confermato il contenuto del parere di Enac.
Il Consiglio di Amministrazione - il bando di Aerdorica l'ha fatto la società stessa - prendendo atto che in questa maniera viene vanificato tutto il lavoro svolto nonché le offerte ricevute, ha rassegnato, l'indomani stesso dell'incontro al Ministero, le dimissioni. Lo hanno fatto sia i due rappresentanti dipendenti della Regione che il prof. Belluzzi, in considerazione del fatto che dopo questo giudizio bisogna ricominciare da capo.
Ci siamo riattivati subito, il 16 novembre è convocata l'Assemblea dei soci per la nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione che avrà un mandato molto preciso: ripartire con un nuovo bando, farlo secondo i criteri in accordo con l'Enac e con il Ministero, così da non dover incappare nuovamente in questo brutto errore, rifare la gara e farla nei tempi più stretti possibili per andare a verificare, in un ambito più ampio, con una maggiore pubblicità, questo era uno dei punti che veniva contestato al percorso, l'opportunità di partecipazione.
Il Ministero stesso, questo credo sia un dato importante da acquisire in quest'Aula, non ha posto problemi rispetto all'alienazione. L'alienazione è uno di quei temi su cui si credeva se ci fosse o meno la disponibilità a valutarla. Si tratta, quindi, di fare un bando con la dovuta pubblicità, con i crismi previsti per legge e riprendere il cammino di rilancio e di sanamento di questa importante infrastruttura della nostra regione, di questo aeroporto internazionale, strumento utile per gli aspetti più diversi del vivere nelle Marche, nei tempi più brevi possibili.
Sempre da parte del Ministero ed anche dell'Enac la massima disponibilità a collaborare condividendo l'obiettivo del percorso per il quale ripartiamo.
Era stata, all'indomani delle elezioni di giugno, una mia precisa volontà quella di non modificare il Consiglio di Amministrazione che aveva seguito, prodotto il bando, ottenuto le buste, eccetera, proprio per non turbare un percorso già avviato. C'era già stato il bando, depositate le buste, andava fatta la valutazione e i rapporti con Enac, l'obiettivo francamente non era quello di veder bocciato il percorso, ma di poter arrivare al risanamento dell'azienda.
Devo dire, con grande onestà, che il Consiglio di Amministrazione ha riconosciuto il fatto di non essere stato in grado di assolvere questo importante obiettivo che era la vendita e conseguentemente si è dimesso ed ha preso in carico le responsabilità di un mancato risultato. Questo ci permette oggi di ripartire, confido nell'impegno che ci ha trasmesso il Ministero di tenere i tempi molto stretti perché è molto importante, secondo me, arrivare più rapidamente possibile alla soluzione del problema. Faremo la nostra parte dando un mandato molto chiaro al nuovo Consiglio di Amministrazione affinchè i tempi della gara siano tenuti stretti e necessari per poter arrivare al risultato.
Riprendiamo questo cammino, non modifichiamo l'obiettivo, cioè quello di arrivare ad una nuova compagine societaria che possa rilanciare, abbiamo visto che le potenzialità ci sono, le offerte ce l'hanno trasmesso e, con il ritardo di qualche mese, arrivare allo stesso obiettivo.
Questo mi sembra un po' il resoconto delle attività e degli accadimenti dell'ultimo periodo, nel frattempo, sapete bene, quest'Aula ha previsto un finanziamento di 3 milioni di euro come servizio pubblico per quest'anno, quindi continua da parte nostra un sostegno in itinere perché vorremmo salvaguardare tutti gli aspetti che sono attorno all'aeroporto. Ho citato prima gli aspetti di natura economica, ma ci sono anche aspetti di natura occupazionale, c'è il valore di questa infrastruttura in termini di sicurezza, sono tanti gli aspetti che riguardano un aeroporto ecco perché è importante essere vicini e sostenere questo percorso con il massimo impegno.
Per quanto mi riguarda avrei preferito mille volte che la procedura fosse stata corretta ed aver già risolto il problema, ma non bisogna, neanche di fronte a difficoltà o situazioni che possono accadere, perdere da questo punto di vista lo spirito originale, lo andiamo a recuperare cercando con maggior rigore e maggior qualità di portare fino in fondo questo percorso.

PRESIDENTE. Grazie Presidente, ora apriamo la discussione, come già annunciato ad ogni Gruppo è assegnato un tempo di 7 minuti per le comunicazioni che gestirà come ritiene opportuno. Si sono prenotati i Consiglieri Zaffiri, Carloni e Rapa.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie anche al Presidente della Giunta che questa mattina ha voluto introdurre di nuovo questo argomento, anche se c'era stata una richiesta congiunta delle minoranze per discuterlo, anzi mi sembra che il regolamento preveda che tre Consiglieri possano chiedere un'apposita seduta per la discussione di un problema.
Problema, Presidente, molto delicato che lei in quest'Aula liquidò, secondo me, con una battuta molto leggera. Io le chiesi se c'era un progetto, se c'era un business plane, cosa volesse fare questa società - non si capisce ancora oggi se è russa la società che ha il mandato dalla Novaport, se é russa ancora noi non lo sappiamo, abbiamo chiesto massima trasparenza sugli atti, ma ancora non ci sono stati consegnati - lei rispose: “Consigliere c'è una gruppo che mette 22 milioni, la garanzia è questa!” Ha visto? La garanzia non era quella? Io ho già detto che c'era un Consiglio d'amministrazione formato da dilettanti allo sbaraglio, anche da rappresentati della struttura regionale che dovevano difenderla, questo purtroppo non è avvenuto ed è una cosa grave.
Ci sono state le dichiarazioni, sempre dentro questa Aula, del Vicepresidente che affermava che tutte le cose andavano bene e tutto andava avanti, ce l'abbiamo qua nei resoconti, purtroppo le cose non stanno così, abbiamo visto che avevamo ragione, avevamo ragione da prima, Presidente, perché qui c'è la continuità dell'amministrazione del Partito Democratico di maggioranza che governava cinque … (...), si chiamava Spacca il Presidente ed era votato dai Consiglieri del Partito Democratico, non era votavo dal centro-destra, a lei la votano i Consiglieri del Partito Democratico, giustamente, perché ha la maggioranza, perciò c'è continuità.
Prima c'era un direttore che si chiama Monreale che è stato preso con le mani dentro la marmellata, adesso c'è un altro Presidente, sempre voluto da quella continuità che poc'anzi ho evidenziato, era l'uomo dei numeri che avrebbe messo a posto l'aeroporto, non ve l'ha fatto nemmeno vendere! Questo è il dramma della situazione! Non ve l'ha fatto nemmeno vendere, di cosa stiamo parlando. Presidente?
C'è un rischio perché i debiti, secondo quanto siamo a conoscenza, sono aumentati, cito soltanto l'esempio di Equitalia, i debiti sono passati da 10 a 12 milioni, come sembra siano aumentati gli interessi degli accordi sottoscritti con i creditori. Dovreste sapere se queste cose sono vere o non lo sono, a noi risultano vere, pertanto i 37 milioni, non sono più 37, sono aumentati. Parliamo del bilancio della Regione Marche, per questo siamo preoccupati, anzi preoccupatissimi, Presidente. Il bilancio della Regione Marche è di 170 milioni di euro con una società sempre della Regione Marche che ha 40 milioni di debito e se il 5 dicembre questa società va in crisi e viene dichiarato il fallimento, voglio capire cosa succederà! 42 e più milioni!
E' questo il problema che fate finta di non capire, ma è un problema grosso.
Seconda cosa c'è il rischio che i marchigiani rimangano senza aeroporto. L'altra volta qui ho chiesto della programmazione, Presidente, e ribadisco la richiesta questa mattina. In un contesto globalizzato qual è il progetto per questo aeroporto? Per salvarlo? Venezia è entrata su Verona, lo sapete, Bologna entra su Ancona? Faccio soltanto un esempio. Credo che con la Macroregione si debba trovare un progetto diverso perché con 400 mila passeggeri su Falconara e con 120 persone questo aeroporto non regge, Presidente. Lo so che c'è il problema occupazionale, ma c'è anche il problema che abbiamo preso i soldi dal PSR e messi nel bilancio, ci sono stati messi 3 milioni … da bilancio? Va bene, però stiamo facendo il gioco delle 3 carte, capito Assessore Casini?
Sono stati messi i soldi nel bilancio della Regione e anche quella volta è stato risposto: “Non c'è problema”, ma i problemi ci sono e sono drammatici, non lo dice solo l'opposizione, la Filt-Cgil è preoccupata, è scritto sulla stampa, e naturalmente detto fuori tavolo, detto dal segretario generale, pochi giorni fa, in un incontro che ho avuto, la Cgil ha difficoltà anche nella gestione.
La situazione è difficile, noi abbiamo sollevato il problema, l'avevamo detto anche a Spacca che ci ha risposto che eravamo folli, che cercavano di creare solo difficoltà, ma è stato dimostrato che non era vero. Avrei voluto essere folle, ma non lo sono stato perché avevamo ragione e se spingiamo a ragionare in termini diversi ci sarà un motivo. E' possibile che non volete riflettere su questo problema? Noi siamo qui nell'interesse di una comunità, di 1.400.000 marchigiani, e purtroppo la realtà dei servizi dell'aeroporto di Falconara ci dà ragione ed abbiamo ragione sulle cose che diciamo.
Noi non vorremmo avere ragione, Presidente, se lo vuole sapere, però, purtroppo, ce l'abbiamo e questo vuol dire che qualcosa non viene fatto con attenzione.
Bisogna avere attenzione sull'aeroporto, c'è un problema di alti costi di gestione e se non vogliamo rimettere altri 3 milioni di euro, Presidente, bisogna diminuirli, per salvarlo, forse.
Il 5 dicembre potrebbe succedere qualcosa di grave, c'è un fallimento e se il giudice darà ragione al creditore che avanza dei soldi, e soldi non ci sono, bisogna che arrivi mamma Regione e li metta. Bravo, non li metterà!
C'è un problema, Presidente, le chiedo soltanto di guardarlo con attenzione, non lo diciamo solo noi, l'ha detto anche l'on. Arlotti Tiziano che non è amico mio, qualcuno ha detto che è amico mio perché lui faceva gli interessi di Rimini ed io ce l'avevo con l'Aerdorica! Ha fatto osservare delle regole ben precise, ci sono soldi pubblici, sono azioni pubbliche della Regione che vanno messe in gara d'appalto. Parliamo di cosa pubblica, questo è il problema.
Il Presidente ha detto che questo cose non possono accadere, però sono accadute e se vuole che non accadano più bisogna che cambi dal Consiglio di Amministrazione, che lei vuole rimettere, ad un Commissario che alla fine del risultato verrà pagato. Questo è il problema di fondo, se porta a casa il risultato verrà pagato, altrimenti prende i soldi del rimborso spese. Questa è la logica sull'Aerdorica, non un altro Consiglio di Amministrazione, per cosa fare? Per mettere altre tre persone che si comporteranno come quelle di prima, come quelle di adesso, come quelle di domani?

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. Ho colto una correttezza nelle comunicazioni del Presidente Ceriscioli, però alcune cose non le ha dette, quindi provo a vedere quanto meno se quello che ho capito corrisponde al vero.
Ritengo che su Aerdorica ci siano gravi errori, qualcuno probabilmente ha sbagliato ed ha fatto anche malversazioni gravi, reputo che chi ha sbagliato debba pagare perché non è giusto che alla fine i danni li paghino i cittadini marchigiani, le imprese marchigiane. Se c'è stata, come immagino, malversazione, qualcuno deve pagare i conti.
Non ritengo che l'ultimo Consiglio di Amministrazione abbia sbagliato perché per conoscenza diretta so che ha fatto l'attività con spirito di servizio, quanto meno, ma su questo aeroporto, come ha detto prima anche il Consigliere Zaffiri, ci sono molte cose da chiarire ed è bene farlo per evitare che chi vuole fare demagogia su questo tema, la possa fare perché la politica copre certe cose. Non è più possibile coprire certe malversazioni, su questo credo ci debba essere assoluta chiarezza.
Ritengo altresì che la procedura avviata da Aerdorica non sia completamente sbagliata e penso che avendo la vostra Giunta approvato quella procedura, mi pare il 7 agosto ..., a me risulta questo, vediamo se sbaglio. A settembre 2014 è iniziata questa procedura con la precedente amministrazione ed è finita con il Consiglio di amministrazione del 30 luglio e con l'assemblea dei soci del 7 agosto, in cui la Regione era presente ed ha approvato la conclusione della procedura ...

(Interviene fuori microfono l'Assessore Casini)

Mirco CARLONI. Guardi, Vicepresidente, io cercavo di essere moderato, però se lei mi stimola, cambio atteggiamento, non mi dica “legga”, non siamo a scuola e soprattutto le dico che io li ho già letti, la Giunta regionale su sua relazione ..., l'assemblea dei soci ha approvato la procedura di conclusione perché la vostra Giunta ha dato il via libera alla conclusione e all'offerta di Novaport (...) lo stavo dicendo, con quella approvazione avete dato conclusione ed esito positivo ad una procedura avviata dalla precedente amministrazione che è terminata con un'offerta di Novaport, se poi vogliamo cambiare le parole, però non mi dica “legga”, perché se no mi arrabbio. E' stata approvata all'unanimità e, tra l'altro, in quell'occasione, in quella assemblea dei soci, c'è stato un buon esito della procedura.
Quello che mi fa strano di tutta questa vicenda è l'aspetto politico, a me non piace fare il pubblico ministero, c'è chi fa quel mestiere, a me non piace l'atteggiamento della politica su questa vicenda. Il Presidente Ceriscioli non è uno stupido e sa fare politica, quando ha incontrato il Viceministro Nencini, penso che qualche garanzia sull'esito della procedura l'abbia chiesta e questo mi fa specie perchè c'era un impegno formale, politico, del Governo ad aiutare l'aeroporto e qualche settimana dopo un ente come l'Enac dà parere contrario una procedura avviata. Questo è il vero nodo da sciogliere e ritengo che su questa vicenda, al di là di alcune responsabilità della politica o per lo meno di qualche superficialità della politica, ci sia una lotta geopolitica di interessi. Questa è la cosa da chiarire, cioè l'Emilia Romagna, Rimini in particolare, non ha mai accettato che si potesse spostare l'asse degli interessi del trasporto aeroportuale da Rimini ad Ancona ed è in questa lotta che va contestualizzato il problema, cioè qui si sta giocando il futuro di una parte del trasporto del centro Italia. I riminesi con tutti i loro sistemi di potere hanno fatto in modo che saltasse quello che le Marche avevano preparato, questa è la mia lettura, Presidente, magari mi sbaglio, spero anche di sbagliarmi, però ritengo e sono molto convinto che oggi dobbiamo lanciare un messaggio unitario, cioè che Aerdorica vada salvaguardata e venga rilanciato il ruolo dell'aeroporto perché è strategico. E' strategico per la logistica, è strategico per il turismo, è strategico per le imprese e in questo senso non si può fare di tutto un'erba un fascio e buttare via il bambino con l'acqua sporca.
Probabilmente c'è anche tanta acqua sporca da levare, ma stiamo attenti a non colpire un sistema infrastrutturale strategico per la nostra regione e per la nostra economia, anzi cerchiamo di dare un segnale come fanno gli emiliano-romagnoli che, quando vogliono ottenere qualcosa, riescono a fare squadra e qualche volta anche a infilarla alle altre Regioni. Stiamo attenti anche a dare l'idea che quell'aeroporto sia un aeroporto di banditi, perché così non è, c'è anche chi ha lavorato per il rilancio, c'è anche chi ha rubato, ma quelli che hanno rubato vanno accantonati da questo sistema e vanno sanzionati penalmente.
Voglio dire un'ultima cosa che è molto importante, Presidente, l'ha già detta il Consigliere Zaffiri, bisogna evitare che si vada al fallimento della società aeroportuale, perché questo sarebbe un punto di non ritorno e, come è successo con alcuni aeroporti, il fallimento rappresenta il vero tracollo del sistema.
Quello che vi consiglio ed auspico è che si possa evitare, anche nell'interlocuzione informale, il fallimento. Rimini non c'è riuscito. Quando anni fa con la crisi economica è fallito, c'è stato un tracollo per un sistema economico-finanziario. Conosco tanti imprenditori che lavoravano con quell'aeroporto, anche della provincia di Pesaro Urbino, che hanno avuto un danno economico immane dalla chiusura del sistema aeroportuale riminese, quello anconetano ha resistito al fallimento, molti in quel periodo non ce l'hanno fatta. Evitate assolutamente il fallimento del 5 dicembre, ma soprattutto fate in modo che il Governo non vi prenda in giro, specialmente chi ha responsabilità di governo, come ha fatto Nencini che, secondo me, ha preso in giro le Marche in questa vicenda, non accada più che dica: “Vi aiutiamo” e poi dietro non riesce a dare seguito alle volontà politiche e agli interessi dei marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Ritengo che l'aeroporto regionale sia, come detto un po' da tutti, un'infrastruttura strategica per il rilancio delle politiche economiche regionali, sia quelle legate al trasporto passeggeri, e quindi al turismo, che riguardo al trasporto merci, essenziale al rilancio dell'imprenditoria marchigiana che si pone come obiettivo principale non solo per i mercati interni ma, in questo caso, anche per quelli internazionali.
Da un problema bisogna sempre cogliere le opportunità si dice, e l'attuale situazione caratterizzata dalla bocciatura da parte dell'Enac e del Ministero delle procedure di privatizzazione, va vista nell'ottica di un bicchiere mezzo pieno, in chiave ottimistica.
Tale nuova situazione ci dà infatti l'opportunità di riprendere in mano, come Governo regionale, una partita che in realtà non riguarda solamente l'aeroporto in quanto tale, ma l'aeroporto in quanto infrastruttura strategica in funzione dei bisogni delle politiche dei trasporti, non solo nell'ambito della regione, ma anche al di fuori della regione stessa.
L'impostazione data era tesa essenzialmente alla vendita per risanare le gestioni precedenti, adesso bisogna ripartire da capo con una nuova visione.
La Regione può e deve tornare ad avere un ruolo strategico di programmazione.
Sappiamo che la strada maestra per evitare uno scenario difficile, visto il livello non più governabile dell'indebitamento, con il rischio ad esempio del possibile fallimento, sia quella dell'ingresso nella società di un partner privato.
Occorre, nonostante queste ipotesi, pensare che il governo regionale abbia in mano, ben saldo, uno strumento per determinare tutte quelle politiche che riguardano l'aeroporto contestualizzato nell'ambito del territorio regionale e non solo.
Come governo regionale dobbiamo perciò rivendicare tutto questo attraverso strumenti tecnici. Non bisogna dimenticare che le Marche sono la Regione capofila della Macroregione Adriatico-Ionica e che l'aeroporto marchigiano rientra a pieno titolo nel piano nazionale degli aeroporti, come scalo strategico nell'ambito degli aeroporti regionali, soprattutto nel segmento cargo.
Prossimamente sarà la Regione che dovrà costruire il futuro del proprio aeroporto, questo dovrà passare per quelle politiche che, partendo dai bisogni dei territori e dei cittadini delle amministrazioni locali, vanno a sostegno dell'impresa e dello sviluppo economico regionale, partendo dal turismo che per un deciso rilancio non può prescindere da un marcato sviluppo dello scalo regionale.
Il turismo, la cultura, l'artigianato, l'impresa marchigiana, hanno bisogno che si parli dell'aeroporto non come di un peso, ma come uno strumento a servizio di tutti.
Abbiamo una risorsa che le altre Regioni limitrofe non hanno, soprattutto in relazione alla caratteristica dell'infrastruttura, come la lunghezza della pista che consente di fare atterrare e decollare qualsiasi tipo di aereo, cosa non possibile negli aeroporti vicini; senza dimenticare la vicinanza alla rete autostradale e ferroviaria.
Va ricordata infine la relazione dell'aeroporto con interporto e porto, altro caso felice di tre infrastrutture così vicine e ben collegate fra di loro, cosa che, anche in questo caso, tante altre regioni ci invidiano.
Concludo dicendo che va ripresa l'idea di una regia unica, magari attraverso la creazione di un unico soggetto di gestione tra le tre realtà partendo da aeroporto ed interporto insieme. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Così come ha detto il Presidente, l'Enac stronca il bando di gara, quindi oggi noi marchigiani rischiamo di restare senza aeroporto. Credo che qui ci sia una priorità che è quella di evitare, il 5 dicembre, il fallimento. La priorità è quella di rilanciare Aerdorica, è quella di rilanciare l'aeroporto, importantissimo per noi marchigiani.
Ritengo anche, Presidente, che l'amministrazione debba garantire, oggi stesso, tempi certi e celeri sulla pubblicazione del nuovo bando, visto e considerato che l'Enac l'ha stroncato.
La Regione si deve impegnare in ogni modo affinché l'iter burocratico, per arrivare alla pubblicazione di un nuovo bando, sia il più rapido possibile. Il rischio che si corre con il defilarsi della Novaport è grandissimo. Visto che l'Enac ha eccepito la mancata pubblicazione del bando per l'individuazione del soggetto privato, il tempo che si potrebbe perdere a questo punto, per arrivare alla pubblicazione di un nuovo bando, potrebbe essere pari a circa 2 mesi se non di più. A questo punto è lecito domandarsi se i russi siano disponibili a proseguire nell'operazione oppure no.
La Regione indipendentemente da tutto deve assolutamente cercare di agevolare e accorciare i tempi sia per il bando che per le trattative con il Ministero, perché più va alla lunga questa questione, più si corre il rischio che Novaport Italia, emanazione di Novaport Russia, se ne vada o quanto meno invece dei 22 milioni di euro di investimenti previsti ne faccia molti di meno.
Questo renderebbe gravissima la situazione economica-finanziaria della Aerdorica su cui pesano oltre 30 milioni di euro di debiti e se si perde questa occasione di rilancio dell'Aerdorica, con un investitore importante e documentato che si defila dall'operazione a causa delle lungaggini burocratiche delle istituzioni, a partire dalla Regione, prevedo un futuro nero per il nostro aeroporto marchigiano.
Vietato dunque perdere tempo ulteriormente su uno scalo, il nostro, dalla forte valenza strategica per il rilancio dell'intera regione che ha saputo attrarre investitori internazionali di grandissimo rilievo, come appunto la Novaport, soprattutto vietata qualsiasi ingerenza da parte di Regioni limitrofe che potrebbero avere fortissimi interessi a far fallire le operazioni.
Auspico un intervento celere e veloce da parte dell'amministrazione regionale. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie. Devo dire che la Consigliera Pergolesi con la sensibilità femminile mi ha fatto notare che il viso del Presidente della Giunta, quando si è alzato, traspariva grave difficoltà. Io l'ho guardato e non avevo mai visto il Presidente senza il suo solito sorriso, si vede che .... ci saranno le riprese televisive!
Questa è veramente una cosa pesante e grave che è stata gestita in maniera quasi delittuosa: con il piano di sviluppo rurale, con il gioco delle cifre, con questo spostamento all'Aerdorica, con questa assoluta mancanza di chiarezza, sono rimasto, io neofita della politica, veramente sbalordito perché c'è stato un balletto di cifre, dichiarazioni difformi che hanno portato a questa cosa per cui mi sono detto c'è sotto qualcosa, quindi, mi sono documentato soprattutto per vedere cosa negli anni era successo e capire in effetti qual era il problema di Aerdorica.
Presidente, dopo il 2010 sono andate deserte le offerte di Aerdorica e dopo 5 anni si è fatta una trattativa privata, la legge dice chiaramente che deve passare per il Ministero e per l'Enac che deve dare il parere, non ci si può meravigliare di questa stroncatura, come l'ha definita lei, ci doveva essere per forza.
Non ripeterò quanto è stato detto, soprattutto dai colleghi di minoranza, osservazioni che condivido.
Ho cercato alcuni documenti recenti del 2014/2015 per capire un po' quello che c'è dietro alla tematica dell'aeroporto di Falconara, un aeroporto, come è stato detto, importantissimo per l'economia, per il turismo della nostra regione ed in effetti sono rimasto stupefatto, e quello che dirò è soltanto per invitarla, visto che abbiamo messo nel nostro programma regionale la trasparenza e la legalità, a fare piazza pulita e a non coprire l'illegalità e l'opacità che c'è stata fino adesso. Questa illegalità ed opacità che, scartabellando un po' le carte, ho visto e che riferisco ai colleghi ed anche alla stampa.
Per esempio, in una riunione, del 4 luglio 2014, del Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche erano presenti Belluzzi, il Presidente dell'Aerdorica, l'avv. Costanzi che era, non so se lo è ancora, amministratore dell'Aerdorica e capo dell'Ufficio legale della Regione, il collegio sindacale dell'Aerdorica, il commercialista dell'Aerdorica e per la Regione il segretario generale Elisa Moroni.
Il Presidente del collegio sindacale aprendo questa discussione evidenziava la preoccupazione per lo stato di deficit dell'Aerdorica dicendo che era aumentato fino ad arrivare a 37 milioni, ed evidenziava che in sostanza i debiti erano 4 volte il fatturato.
Siamo a luglio del 2014, il dott. Criso dice: “Il collegio dei revisori ha preso visione in data 19 giugno 2014 della nota trasmessa da Aerdorica a firma del dott. Morriale - che noi conosciamo per le note vicende giudiziarie e Spacca aveva dichiarato di averlo scelto tra 240 candidature, come si dice in Ancona l'ha “capato” tra i migliori ed ha preso il migliore, così diceva Spacca – che riporta quanto comunicato dal Presidente del collegio sindacale dott.ssa Marcolin in esito alla richiesta di poter visionare il libro dei verbali del collegio sindacale di Aerdorica” quindi, il collegio sindacale della Regione chiede di visionare i libri del collegio sindacale di Aerdorica che “pur non consentendo l'esame dei libri dei verbali del collegio sindacale, si rende disponibile ad incontri informativi”.
Il collegio sindacale della Regione, visto che c'è questa disponibilità per incontri informativi, fa delle domande in modo da rendere questo incontro informativo più produttivo, e non ne fa 2 o 3, ne fa 16.
Il collegio sindacale della Regione fa al Consiglio di Amministrazione dell'Aerdorica 16 domande, tra l'altro, non le cito tutte e 16: “Quanto ha investito la Regione da quando è nata Aerdorica fino ad oggi”. Il collegio sindacale della Regione domanda quanto soldi sono stati investiti dalla Regione fino al 2013, evidentemente se viene fatta questa domanda, non lo sa.
Fa delle domande per sapere chi sono questi della Roux Italia Srl, quanto sono costati questi pareri per la rivalutazione degli immobili di Aerdorica, perché, dice: “Sul parere della Roux Italia la firma in calce è illeggibile, non si conoscono titoli, esami ed abilitazioni professionali di chi l'ha firmato ed a ben leggere nemmeno chi l'ha firmato, ma solo che è una Srl con capitale sociale di 10.400 euro”.
Il collegio sindacale della Regione tra l'altro dice che nell'oggetto sociale di questa Roux Italia Srl che ha un capitale di 10.400 euro, non c'è una perizia di questo tipo nell'oggetto sociale questa società non poteva fare una perizia di questo tipo, la perizia non è giurata, nemmeno asseverata e resa in forma solenne, poi dice: “Questa perizia permetterebbe agli amministratori di aumentare di 30 milioni il valore dei beni immobili”, quindi, si domanda e domanda come mai, se questa società è aumentata di 30 milioni, nessun socio abbia aderito all'aumento di capitale tra il 2013 e il 2014 visto che le proprie azioni erano aumentate addirittura di 30 milioni.
Non vi tedio con le altre cose che ci sono scritte che sono veramente preoccupanti. Io neofita della politica non pensavo che questa potesse spingersi fino a tanto e leggo velocemente una risposta di colui che è il capo dell'ufficio legale della Regione, che era nel Consiglio di amministrazione dell'Aerdorica, l'avv. Paolo Costanzi che dice: “Con l'occasione rilevo dal verbale - dopo questa richiesta di 16 chiarimenti quindi c'era tutto da chiarire, era tutto oscuro - pervenuto il 10 ottobre 2014 che il collegio dei revisori segnala che il consiglio di amministrazione di Aerdorica SpA non avrebbe risposto ad alcune delle 16 domande poste nella seduta del 4 luglio 2014. Per quanto mi è dato di ricordare nell'incontro del 4 luglio il Presidente della società Aerdorica - ovvero il dott. Morriale - ha risposto in modo esauriente a tutti i quesiti rivoltigli dall'organo di revisione consegnando una copia di due pareri legali, del prof. Madonna e del prof. Costi, questi della perizia della Roux Italia, di una perizia tecnica e di diversa altra documentazione. Il verbale dell'incontro, secondo le regole vigenti, deve riportare, ancorché per riassunto, le dichiarazioni rese e l'elenco dei documenti depositati agli atti dei Consigli. Da un esame del verbale del collegio redatto il 4 luglio si evince soltanto l'elencazione dei quesiti - dice l'avv. Costanzi - ma non risultano, nella documentazione prodotta, le risposte fornite nel corso dell'incontro durato più di un'ora - Morriale aveva presentato della documentazione che il collegio sindacale della Regione non aveva -. Appare evidente che quanto riportato nel verbale di cui trattasi non risponde a verità”. Il funzionario legale della Regione, il capo dell'ufficio, dice che il collegio sindacale ha dichiarato una cosa non vera, quindi nelle 16 domande c'era una menzogna.
Finisco dicendo che c'è una relazione dell'organo di revisione, sempre composta dal dott. Marco Nestore Presidente e Piero Criso Segretario, sulla proposta di legge regionale di rendiconto generale della Regione Marche per l'anno 2014 e sullo schema di rendiconto finanziario per l'esercizio finanziario 2014, termino qua, nella quale si prende in esame il contenuto contenzioso civile, le spese di rappresentanza, l'uso delle carte di credito, gli Assessori esterni, le spese di quotidiani, la Svim SpA e alla fine, al settimo punto, l'Aerdorica SpA.
Rileva che il debito è aumentato negli anni e che ammonta a 37.054.000 e che il patrimonio netto è pari, è così, alla fine chiede che, a seguito della dichiarata illegittimità costituzionale da parte della Suprema Corte, con decisione 179/2015 - questo lo dice il collegio sindacale della Regione – del secondo comma, dell'articolo 1, della legge finanziaria 2014, con il quale si attribuiva un finanziamento a favore della partecipata per euro 1.000.000, si proceda al recupero della somma già trasferita.
Si complica ancora di più quello che è già complicato, quindi, Presidente, le chiedo un atto di trasparenza, di legalità e di verità perché in questa situazione così complicata dove di illegalità ce n'è tanta, andare avanti coprendo le responsabilità altrui sicuramente porta al crollo ed all'affondamento di questa struttura importante con grave pregiudizio del denaro pubblico della Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Presidente, ho perso anni fa il concorso per Commissario di Pubblica sicurezza, non mi sento vocato a questo ruolo, l'ho perso perché ho preso 9 in diritto amministrativo e 4 in diritto penale, quindi ho capito che la mia vocazione era un'altra.
Trovo una certa difficoltà, Presidente, perché capisco che il linguaggio è questo da parte di alcune forze politiche presenti in Consiglio, però sentire ripetere molte volte la parola illegalità mi preoccupa. Lo dico prima di tutto al Presidente del Consiglio regionale che presiedendo questa Assemblea ha i verbali in mano, se ci sono delle illegalità Pesidente Mastrovincenzo proceda immediatamente o chieda al Consigliere che ha pronunciato molte volte questa frase, a cosa si sta riferendo, perché io non ci sto a chiudere una discussione nella quale non si è capito di cosa abbiamo parlato.
Io sto alla redazione ed alla comunicazione del Presidente Ceriscioli, il quale con grande moderazione e senso di responsabilità ci ha riferito relativamente ad una procedura che era nota, perché tutti l'abbiamo letta sui giornali, poi, ripeto, ognuno può fare quello che gli pare, impiega il proprio tempo a fare il poliziotto, qualcun altro a fare altre cose, io il poliziotto non lo faccio, però di fronte a questa relazione la cosa che mi interessava sentire, e l'ho sentita dal Presidente, era: “Rispetto a tutte le speculazioni fatte andiamo avanti”.
Andare avanti significa due cose. La prima che scommettiamo sul nostro aeroporto e non su altri perché anche di questo si è parlato. La seconda è che questo aeroporto costerà, su questo magari la Giunta farà un approfondimento ulteriore, costerà per forza, ma dovremo capire quanto saremo disposti e come saremo disposti a spendere, perché mi giungono notizie, che ho sentito anche dal competente intervento del Consigliere di Uniti per le Marche, che, in alcuni casi, investendo i soldi pubblici presso determinate compagnie o determinate agenzie, in collaborazione con ..., arrivano centinaia di migliaia di viaggiatori, come nel caso, per esempio, dell'aeroporto di Trapani, in Sicilia.
Stiamo attenti a queste cose, però, ripeto, oggi lo dico perché per primo voglio che questo sia, ma non è che urlando cinque volte all'illegalità sembra che tutti gli altri stiano a coprirla. L'illegalità è una cosa precisa, è un reato. Illegittimità sul piano amministrativo, irregolarità, sono parole diverse che hanno il loro peso e siccome questa non è una bocciofila o un dopolavoro, ma un Consiglio regionale in cui gli atti rimangono scritti a verbale, se ci sono elementi di questo genere che vengano in evidenza.
Un'altra cosa ho capito e chiudo, quindi il mio intervento sarà brevissimo, è che, replicando a chi interveniva a questo riguardo, non ho visto la Giunta fare atti conseguenti a quello che già c'era. D'altra parte quell'atto arriva alla conclusione quando l'Enac interviene, quando c'è l'intervento esterno che ti dice che quella procedura va bene, e rispetto a quello non si poteva fare nulla fintanto che quella procedura non veniva espletata.
Oggi il Presidente ci dice che quella procedura prende atto di questo, certo se si concludeva positivamente non potevamo fare, credo, nulla rispetto a quella, ma nel momento in cui si chiude negativamente, si riprocede come si sarebbe dovuto fare a monte, cioè con un'evidenza pubblica e con un diverso modo di procedere.
Ripeto, però, mettere su quel piatto tutte le illegalità, o uno ha gli elementi, nomi, cognomi, fatti, eccetera, oppure siamo in quel massacro culturale, mediatico, al quale assistiamo continuamente e inutilmente perché fa solo male alle istituzioni.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Sarò breve perché mi sembra che le esposizioni dei Consiglieri che mi hanno preceduto sono state molto dettagliate.
Vorrei focalizzarmi su due tematiche. La prima, riprendendo quello che ha detto il Consigliere Marconi, riguarda le irregolarità, ce ne sono state, se non vogliamo usare altri termini, a partire dalla procedura che è quella per cui oggi ci troviamo qui a far questa discussione.
Non ci sono state date risposte se non nell'ambito del futuro, cioè di procedere prima possibile alla nuova gara, secondo le formulazioni di regola e secondo le prescrizioni che giustamente ha dato l'Enac.
Ci chiediamo però perché Aerdorica non incontrò, non si presentò, a suo tempo all'Enac prima di indire quel bando sapendo che doveva essere convocata.
I due piani su cui mi voglio muovere sono il futuro e il passato, perché se oggi andiamo diretti verso l'interesse che è stato espresso da tutti, che è quello di rilanciare l'aeroporto, bisogna capire anche come. Queste linee non ci sono state date. Investiamo sul turismo? Investiamo sulle compagnie low cost? Investiamo sul cargo insieme al turismo? Quali sono le prospettive che vogliamo dare a questo nostro aeroporto? Non c'è stato risposto, né in questa sede né in quella futura.
Il fatto di guardare tutti con volontà ad un rilancio dell'aeroporto marchigiano, in quanto importantissimo ed essenziale per tanti aspetti dell'economia della nostra regione, secondo me, non ci esime dal guardare al passato.
Non si può pensare di tirare una linea e dire che quello che è successo prima, sbagliato o giusto, non ci importa, noi andiamo avanti. Se delle responsabilità ci sono, se siamo arrivati a questo punto, e non mi riferisco solamente al bando, alla procedura errata applicata alla fine di un percorso che dura da anni, mi riferisco anche a ciò che ha letto prima il Consigliere Maggi, ai resoconti, alle richieste di approfondimenti, alle segnalazioni di cose non chiare emerse dagli organi tecnici, come quello dei revisori contabili organo della Regione Marche, quando sono stati chiesti chiarimenti in merito a delle procedure, in merito a delle figure, in merito a una serie di questioni che sono state economicamente rilevanti per la nostra regione, non si sono trovate, non si sono date risposte, addirittura non si sono dati i documenti, quello che ha appena citato il Consigliere Maggi, secondo me, è importante arrivare anche a capire di chi sono queste responsabilità.
Responsabilità evidentemente ci sono, noi non possiamo nasconderci dietro a “oggi siamo persone nuove rispetto a quello che c'erano prima” e a “oggi andiamo a guardare al futuro”, si oggi andiamo a guardare il futuro e cerchiamo di fare qualcosa per salvare l'aeroporto marchigiano e per far decollare, questa nostra infrastruttura essenziale, però non possiamo esimerci anche dal guardare al passato per una operazione di chiarezza e di trasparenza, perché laddove ci sono delle responsabilità e dei costi ingenti, come ad oggi risulta che ci sono stati, per la collettività marchigiana per l'infrastruttura aeroporto, in senso purtroppo negativo, qualcuno delle risposte, in questo senso, dovrà darle.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Anch'io sarò breve perché credo che la comunicazione del Presidente Ceriscioli sia stata molto chiara ed abbia non solo ricostruito le vicende, ma anche espresso, e adesso su questo dirò qualcosa, un atteggiamento politico di trasparenza, correttezza e indirizzo sulle scelte di fondo.
Su questo voglio dire qualcosa, forse sarebbe utile su queste vicende separare le responsabilità della politica dalle responsabilità puntuali di concreta amministrazione che può avere diversi livelli e può riguardare errori di procedura, sono sempre delle responsabilità, colpe di gestione fino ad arrivare al dolo o persino all'ipotesi di truffa e di peculato. Sono diversi i livelli di responsabilità e riguardano chi concretamente è chiamato a fare delle scelte puntuali di amministrazione ed sono una cosa diversa rispetto ad alcune scelte politiche di fondo.
Dopo di che, molte delle cose che sono state dette in questo dibattito sono condivisibili, altre meno. Intanto si impara sempre qualcosa dai dibattiti in Aula, ad esempio abbiamo imparato che la Lega riconosce la Cgil come un'interlocutrice e l'incontra spesso, questa cosa ci fa piacere evidentemente ..., siamo preoccupati per la Cgil, va anche detto che, Consigliere Zaffiri, la Lega qualche giorno fa ha dichiarato sulla stampa che Morriale era un capro espiatorio. Dire in questa vicenda che Morriale è un capro espiatorio credo che sia un eufemismo perché qui ci sono colpe di gestione oltre agli aspetti su cui abbiamo, come sempre si dice, piena fiducia nella magistratura, quindi è chiaro che rispetto ai procedimenti giudiziari in corso, rispetto alle ipotesi di truffa e peculato, vedremo, ma è chiaro che da quello che si legge sulla stampa alcune responsabilità gravi di gestione evidentemente ci sono.
Detto questo credo che, qualcuno l'ha detto prima di me, probabilmente un parere all'Enac poteva essere chiesto prima. Questo è un aspetto che ci può stare, andava chiesto prima, abbiamo imparato che c'erano anche dei pareri legali che dicevano che questa cosa non era necessaria, però questo genere di responsabilità credo che vada ben inserita all'interno degli errori di procedura che ovviamente portano anche a delle responsabilità, infatti non a caso il consiglio di amministrazione si è dimesso e ce ne sarà uno nuovo.
Vorrei ritornare all'aspetto più importante che è quello che ha ricordato prima il Presidente Ceriscioli, cioè la volontà della Regione di rilanciare l'aeroporto, di rilanciare lo scalo, di ripartire fin da subito e di fare presto con una nuova procedura, di arrivare al prossimo consiglio di amministrazione, confermando alcune scelte e, in tempi stretti, arrivare subito ad un nuovo bando. Questo, secondo me, è il segnale di un atteggiamento corretto, trasparente, tra l'altro voglio dire anche un'altra cosa, il Presidente Cerisicoli l'ha detto prima, confermando il vecchio consiglio di amministrazione che non era stato nominato da lui, ma dalla precedente amministrazione - poteva anche scegliere di farne uno nuovo - dal mio punto di vista, ha espresso la volontà di concludere un iter che era stato già avviato a favore del buon fine di una procedura che poteva portare ad un esito positivo.
Voglio ricordare un'altra cosa, visto che si è parlato anche del bilancio della società, in riferimento, ad esempio, alle risorse, di 3 milioni di euro che questo stesso Consiglio regionale ha approvato, noi stiamo aspettando una valutazione da parte della Commissione europea, proprio in nome della trasparenza, in nome della correttezza delle procedure amministrative che credo possa inaugurare un nuovo metodo di trasparenza e di correttezza in questa vicenda e, proprio perché vogliamo che gli obiettivi fondamentali, che sono quelli del rilancio dell'aeroporto, possono arrivare a buon fine, credo che istruire le procedere ai valori della trasparenza e della correttezza sia una cosa buona e giusta.
La scelta di arrivare presto ad una nuova gara e di fare in tempi brevi il consiglio di amministrazione, portando avanti delle scelte, è la cosa corretta ed anche il metodo che ha usato il Presidente, mi pare, sia da salutare con grande favore.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la replica, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Poche cose, ci tengo a puntualizzare, rispetto all'intervento del Consigliere Carloni che in realtà al 90% era più che condivisibile, il ruolo che ha avuto la Giunta nel percorso della procedura. La Giunta precedente con proprie deliberazioni ha deciso che avrebbe dovuto esprimere un gradimento sul soggetto individuato dalla procedura stessa e che il finanziamento di 3 milioni di euro per servizi - sempre previsto dagli atti della Giunta precedenti - era materiale di gara ovvero era un elemento messo a disposizione di chi partecipava alla gara.
Ecco perché abbiamo espresso il gradimento sul soggetto ed il finanziamento di 3 milioni di euro all'interno della procedura, per essere coerenti, per non essere noi quelli che bloccavano l'eventuale vendita.
Sulle dietrologie, se lei guarda bene tutti gli atti, capisce che il giudizio di Enac non è dietrologia, eventualmente, al contrario, avremmo potuto chiederci quello che affermava un Consigliere negli ultimi interventi: “Come mai durante la procedura non hanno parlato prima con Enac?” Potevamo ipotizzare che ci fosse stato un confronto anche informale in precedenza, come facevamo a sapere quello che altri primi di noi avevano fatto? E' difficile giudicare da fuori.
Abbiamo fatto in modo che non ci fosse nessun disturbo nostro a quella procedura per non essere, magari, accusati di essere quelli che avevano dato un calcio ad un investimento importante, fatto all'interno dell'aeroporto.
Prima il Consigliere Maggi ha parlato della serenità. Queste cose non toccano la perturbabilità, la questione più semplice, non so se l'ha notato, è che sono pochi i mesi di governo in cui abbiamo avuto modo di confrontarci, a me non piace come stile di governo, mai, intervenire sulle cose che hanno fatto quelli che c'erano prima di me. E' una modalità. Preferisco portare avanti, ho i mezzi, gli strumenti, gli uffici, le risorse, quelle che sono le nostre iniziative per rispondere ai problemi della comunità. E' una modalità. Ho un fastidio a dover commentare il governo di chi mi ha preceduto, altra cosa è un giudizio politico che posso dare in sede politica, ma in sede amministrativa devono parlare gli atti, bisogna portare a casa i risultati, rispondere alla comunità perché questa non cerca le scuse di chi governa, cerca le risposte a obiettivi che ritiene utili per sè stessa.
Terzo punto, sappiamo tutti che c'è una profonda ed ampia inchiesta giudiziaria, per questo non mi ha turbato sentire parlare di illegittimità e di illegalità, non so se a proposito o a sproposito, quindi non entro, perché so benissimo che c'è già in atto un'ampia ed approfondita inchiesta che sta guardando tutte le carte che riguardano Aerdorica, quindi il giudice, il magistrato, sta facendo il proprio lavoro.
Anche qui per consuetudine ed abitudine, tendo a fare il mio di lavoro, non quello degli altri, soprattutto quando so che lo stanno facendo. Se sapessi che non c'è nessuna inchiesta potrei avere la preoccupazione di dire: “Bisogna segnalare determinati fatti in modo che ci sia presa visione”, ma so che stanno verificando tutte le carte e questo è un fatto molto importante.
Il quarto punto è molto delicato e riguarda un'altra impostazione di questa procedura, e ci tengo a farlo comprendere a tutti. Dal codice civile nel rapporto con una società privata, la proprietà può scegliere due atteggiamenti di fondo: avere un forte ruolo di indirizzo e controllo, già dall'Assemblea, per capirci, come proprietà, oppure un ruolo di delega dove il Consiglio di amministrazione, gli amministratori si fanno carico di macrobiettivi, avendo la loro autonomia di …, è evidente che tutti gli atti, anche quello prima citato, manifestano che questa società ha avuto un ruolo di forte autonomia, tanto da non trasmettere documenti, eccetera.
Potrebbe essere letto negativamente in termini di trasparenza, ma vi assicuro che in termini di codice civile e come Assemblea regionale, potremmo leggere in termini estremamente positivi questa impostazione che ha sempre avuto la società Aerdorica, lo dico e lo metto a verbale perché tutti quanti possiamo cogliere il senso profondo di questa affermazione (...), dipende se, i 40 milioni di euro di debiti, li fa chi ha dato il controllo e l'indirizzo o gli amministratori che hanno gestito la società.
Sono fatti non poco rilevanti e ci possono essere tanti scenari futuri che potrebbero aprirsi, ci tengo a dire che questi atti confermano, ancora una volta, il carattere scelto nel rapporto fra Regione Marche, non parlo di me, e società Aerdorica, così per l'ennesima volta lo mettiamo a verbale dei lavori di questa Assemblea.
Alla trasparenza degli atti, eccetera, c'è già chi ci sta pensando profondamente. Il mio atteggiamento è di non nascondere nulla, anzi mi viene voglia di fare anche a me il dietrologo, ma ripeto non è la mia natura, non lo farei mai.
Uno si può chiedere come mai questa gara non sia stata strutturata bene, solidamente, uno se lo domandare, il quesito che mi sono posto è questo, non un altro. Secondo me ci sono delle possibili spiegazioni, alcune possono giocare anche questa partita di non voler ..., perché con la vendita la trasparenza è garantita. Nel momento in cui arriva un acquirente è difficile che tu non ti muova in una logica di trasparenza, perché chi arriva fa le radiografie dell'azienda per mille ragioni, qualunque amministratore nuovo che si insedia, prima di assumersi le responsabilità rispetto ad una azienda, fa una verifica profonda, di quelli che sono gli atti, lo stato patrimoniale concreto, eccetera.
Ripeto, non è nella mia natura fare il dietrologo, dico che ci sono spiegazioni anche piuttosto razionali di perché un percorso è stato gestito in un certa maniera.
Gli atti che noi facciamo vanno pienamente verso questa trasparenza, verso le cose che abbiamo dichiarato e la tenuta dei tempi. L'ha detto la Consigliera Marcozzi di cui ho apprezzato il ragionamento di concretezza: “Teniamo i tempi più stretti possibili”, noi stiamo facendo così, l'Assemblea, se guarda, è stata convocata rapidamente, il Consiglio avrà l'obiettivo di fare la gara nel periodo più rapido possibile, il Ministero ci ha garantito questa disponibilità a gestire i tempi in modo veloce e via dicendo.
Finisco con Rimini che non è in una situazione estremamente positiva e fortunata, paradossalmente uno degli ultimi momenti migliori è stato quando il Commissario, in estate, ha fatto viaggiare 500.000 passeggeri su Rimini.
Il nuovo gestore non è stato altrettanto brillante. Il Tar ha bocciato quella gara, ed il gestore precedente sta continuando la gestione in termini molto provvisori, non vedo, quindi, un rilancio riminese così rapido da mettere in difficoltà il nostro percorso, però sta a noi, con molta concretezza, mantenere i tempi più stretti possibili per arrivare a quello che è il risultato e l'obiettivo che ci siamo dati, uscire cioè da questa situazione di difficoltà, per ripartire come aeroporto, perché sono convintissimo, un po' come ha detto prima il Consigliere Zaffiri, che questa infrastruttura ha le potenzialità per dare dei risultati importanti al nostro territorio e fino ad oggi tutte le vicende che ha vissuto non hanno permesso di poter verificare fino in fondo questa ipotesi, quindi, un lavoro di risanamento, di rilancio, di allargamento delle attività e via dicendo, può portare ad un risultato positivo.
Ecco perché vale la pena spendersi dentro la procedura di gara, cercare un partner affidabile che possa gestire l'aeroporto e possa sviluppare appieno le potenzialità di una infrastruttura a servizio del nostro territorio.
Nel concreto non metteremo nessun ostacolo a chi voglia vedere atti o altro, lavoreremo per arrivare presto alla gara sperando, Consigliera Marcozzi, di poter trovare offerte paragonabili a quelle che ci sono state nella procedura ultima, sfortunatamente conclusa, ma che se non altro ha messo in evidenza degli interessi importanti rispetto al nostro aeroporto.

PRESIDENTE Facciamo un passo indietro perché è arrivata l'Assessore Bora che può rispondere all'ultima interrogazione della Consigliera Marcozzi.

Interrogazione n. 48
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Disciplina dell'attività di pesca dei molluschi bivalvi nelle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 48 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Mi scuso con la Consigliera Marcozzi del ritardo, ma purtroppo ero ad Ascoli Piceno e vi ho raggiunto appena ho potuto.
Lascio la parte scritta delle considerazioni visto che i tempi si sono dilungati per cui vado dritta alle risposte.
1) La Giunta regionale ha come obiettivo primario quello della tutela della risorsa e delle imprese marchigiane abilitate alla raccolta dei molluschi bivalvi, le quali devono avere le medesime possibilità di pesca e pertanto non si prevede, ma nemmeno si esclude, un'eventuale rideterminazione dei confini, in base alle risultanze derivanti dalle analisi degli ulteriori dati sulla produzione, tutt'ora in fase di elaborazione.
2) Il regolamento regionale n. 6 del 2009 ad oggi può essere considerato un atto di natura definitiva ove non intervengano pronunciamenti contrari al fatto che la competenza in materia rimanga in capo all'amministrazione regionale.
3) Alla scadenza del termine fissato, che è il prossimo 30 giugno 2016, a seguito delle valutazioni già illustrate al punto 1), la Giunta regionale sentite le associazioni di categoria e previo parere della Commissione consiliare competente, valuterà l'opportunità di riconfermare l'attuale assetto geografico per la distribuzione delle unità di pesca, ovvero potrà procedere ad eventuali modifiche dei confini sempre allo scopo di mantenere a livello ottimale la distribuzione dello sforzo di pesca esercitato dalla flotta operante con draga idraulica.
Sostanzialmente la Giunta ha già iniziato l'attività di ascolto ed eventualmente di modifica del regolamento, la scadenza prevista è il 30 giugno per cui ci siamo già messi all'opera e passerà anche per la Commissione competente la riflessione in materia.
La Giunta e l'Assessore sono consapevoli dell'importanza e anche delle tempistiche che abbiamo a disposizione per intervenire eventualmente.
Grazie per aver posto l'attenzione su questo tema.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Mi fa piacere che abbiate preso in considerazione questa nostra vicenda che perdura ormai da anni e mi sembra di aver capito che, c'erano delle voci, il regolamento regionale n. 6 del 19 ottobre 2009 sembra per voi definitivo. (...) Non ho capito bene, (...), ok, comunque la ringrazio per aver preso in considerazione questa vicenda.
Visto però che il tribunale amministrativo delle Marche con sentenza n. 855 del 2009 ha sentenziato che la potestà di regolamentazione in materia di pesca è da ritenersi attribuita alla Regione, mi auguro che la Regione non modifichi nulla, che rimangano così tutti i compartimenti. Cosa significa? Che l'area A rimarrà coincidente con il compartimento di Pesaro-Urbino, l'area B coincidente con la porzione del compartimento di Ancona, l'area C riguarderà, ed è qui la problematica, la porzione del compartimento di Ancona che va da Porto Recanati alla zona di Civitanova, l'area D riguarderà il compartimento di San Benedetto del Tronto che va dal fiume Chienti al fiume Tronto.
Auspico che rimanga tutto così, perché chi vuole modificare è il compartimento di Ancona che vorrebbe appropriarsi di quel lembo di mare di Civitanova e le difficoltà delle 19 imbarcazioni che si trovano in questa zona sarebbero enormi perché dovrebbero trasferirsi nell'area D che coincide con San Benedetto del Tronto la cui area è congestionata e di conseguenza le attività verrebbero messe in difficoltà .
Auspico un incontro con tutti i compartimenti, perché credo che l'unico problema l'abbia Ancona, e che tutto rimanga così com'è. Grazie.

Proposta di regolamento n. 1
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Modifica al regolamento regionale 9 febbraio 2009, n. 3 Attività funebri e cimiteriali ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 1 febbraio 2005, n. 3”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di regolamento n. 1 del Consigliere Marconi.
La discussione è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sarò estremamente sintetico, ma alcune cose vanno dette.
Abbiamo proceduto a diverse stesure di questo regolamento che tocca un argomento delicato e oggettivamente anche triste, ma lieto per altri.
Le premesse di natura legislativa, se no non si capisce la proposta, riguardano innanzitutto un regolamento nazionale emesso con il d.p.r. 285 del 1990 in cui è scritto quanto segue, diciamo che la questione gira tutta intorno a queste sette righe: “Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all'ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dalle unità sanitarie locali. A richiesta dei genitori nel cimitero possono essere accolti con la stessa procedura anche i prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane. Nei casi previsti dai commi 2 e 3 i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento all'unità sanitaria locale accompagnata dal certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto”.
A seguire abbiamo citato la legge regionale n. 3 del 2005 dove all'articolo 9 si dice che il Comune è tenuto a garantire la sepoltura ai nati morti ed ai prodotti del concepimento il cui parto aborto sia avvenuto in struttura sanitaria sita nel territorio comunale ed il regolamento che andiamo a modificare già prevede per i nati morti ed i prodotti abortivi la richiesta di inumazione.
Non leggo tutte le parti perché sarebbe eccessivamente lungo e comunque sono citate nella premessa al dispositivo di modifica del regolamento.
Che cosa andiamo a fare con questo regolamento? Una cosa mite, ma credo abbastanza significativa, tanto che la Commissione l'ha approvato all'unanimità, e ringrazio di questa sensibilità mostrata anche se il fatto non è personale, anzi sono contento che la cosa sia diventata di pubblico patrimonio dell'intero Consiglio regionale.
Stavo dicendo cosa andiamo a fare. Abbiamo molto emendato la mia proposta originale per lasciare in sostanza il succo del provvedimento che è questo: prevediamo che l'Asur e le Aziende ospedaliere della Regione e tutte le strutture sanitarie private accreditate, predispongano opuscoli informativi sulla possibilità di richiedere, nei limiti e con le modalità previste dalla normativa statale e regionale, che ho richiamato, la sepoltura del feto o del prodotto abortivo.
In pratica cosa facciamo? Non modifichiamo la legge perché ovviamente non è cosa di nostra competenza, ma la rendiamo possibile a fronte del fatto che la legge, anche per ragioni pratiche, prevede che la possibilità di sepoltura, cioè la richiesta della sepoltura eventuale, e quindi la non espulsione del prodotto del concepimento o del prodotto abortivo tramite rifiuti speciali ospedalieri, debba avvenire entro le 24 ore.
Questa norma essendo per lo più sconosciuta ai cittadini delle Marche non viene applicata se non da chi è direttamente informato della cosa. Con questo provvedimento, noi non facciamo altro che mettere in atto una prescrizione presso le nostre strutture sanitarie ed è una competenza assolutamente nelle nostre possibilità, affinchè provvedano a questa informativa.
Rispetto a questo che ritenevo un fatto centrale, mi sono permesso di aggiungere anche un altro aspetto che forse non è mai stato preso in considerazione dalla nostra Regione, ma che ho visto applicato in altre, per esempio in Piemonte, in caso di sepoltura c'è la possibilità di indicare un nome di fantasia, questo perché non ci sia la possibilità per il pubblico che visita un cimitero di risalire immediatamente alla maternità o paternità del nato. Può essere indicato un nome di fantasia che è una sorta di codice al quale corrisponde nel registro ufficiale del cimitero il nome effettivo della persona che ha provveduto alla sepoltura in quanto, nel caso specifico, il feto non ha una personalità giuridica riconosciuta.
Questo è quanto. Ripeto, la Commissione ha posto una adeguata attenzione a questo provvedimento, l'abbiamo largamente modificato rispetto alla proposta iniziale, ma alla fine c'è stato un pronunciamento unanime. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Sarò molto breve perché il Consigliere Marconi ha illustrato molto bene la proposta.
Entriamo in un campo molto delicato che tocca la sensibilità di tutti, in particolar modo di chi può essere coinvolto in queste pratiche.
Non dobbiamo tenere in considerazione solamente i prodotti abortivi come frutto di una scelta, ma dobbiamo anche considerare laddove questo avviene per cause naturali o per problemi durante la gestazione e, quindi, la consapevolezza per alcune famiglie, per alcuni genitori, di poter dare una sepoltura, anche a un bimbo mai nato perché in qualche modo possiamo considerarlo così, e quindi saperlo non …, non vorrei usare parole forti proprio perché è un tema molto delicato e sensibile, saper di poter dare eventualmente una sepoltura a quello che, per qualcuno, sebbene mai nato, è un figlio, credo che sia una possibilità da far conoscere laddove questo non è pubblicizzato.
Ben venga anche la possibilità, per chi non ha desiderio di far sapere che questo bimbo non è mai nato, di usare un nome di fantasia in modo da tutelare anche la privacy di quei genitori o quei nonni che pur volendo dare una degna sepoltura preferiscono non evidenziare questo aspetto comunque triste, qualunque sia il fattore che l'ha portato a realizzarsi, triste per la vita di ogni donna e di ogni famiglia laddove il bimbo era voluto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Come facciamo di solito noi del gruppo Movimento 5 Stelle leggiamo tutte le mozioni il lunedì prima, ovviamente siamo persone con sensibilità diverse e come chiediamo il rispetto delle nostre sensibilità, rispettiamo le sensibilità altrui, per cui noi voteremo a favore di questo regolamento.
Come ha detto la Consigliera Leonardi, sono momenti non solo tristi, ma anche dolorosi che soprattutto le donne vivono in questo momento, ovviamente un desiderio in questo senso è anche per chi non è credente e considera il feto, come dice la legge in maniera brutale, un prodotto, dico questo perchè credo che queste volontà e queste sensibilità vadano rispettate.
Voglio fare una raccomandazione a nome di tutto il gruppo su questo regolamento nel quale si parla di un opuscolo informativo. Non guardo tanto al costo dell'opuscolo, anche se noi siamo molto attenti alla spesa del denaro pubblico, ma anzichè fare un opuscolo lasciato sui tavoli, si potrebbe fare un file dove c'è l'indicazione di questa norma che è poco conosciuta e gli operatori sanitari, nel momento in cui si accingono a fare un'operazione di questo tipo o nel momento in cui c'è un decesso o un bambino nasce morto, potrebbero stampare il file e dare questa informativa in maniera puntuale e precisa a coloro che sono coinvolti in quel momento doloroso e triste.
Secondo me sarebbe sicuramente un risparmio, sarebbe un metodo più efficace, se l'operatore sanitario avesse a disposizione questo file e, per regolamento, a coloro che devono ricorrere a questo tipo di pratica, consegnasse questa cosa.
Il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Siccome non possiamo emendarlo, come relatore di maggioranza raccolgo positivamente questa indicazione, magari Presidente possiamo fare una nota alle nostre strutture indicando due cose: la necessità, Consigliere Maggi, di una pubblicità oggettiva, non necessariamente un opuscolo, basta un formato A4 affisso nei reparti interessati; la possibilità, come lei ha detto, di una documentazione diretta che però, ecco la tempestività, questo lo diciamo per delicatezza, sia consegnata dopo l'evento e non prima. Lo dico perché per tutti i ricoverati inizialmente c'è anche questo tipo di previsione, occorre precisare che non è l'informativa per l'anestesia che normalmente viene data prima, questa è un'informativa che deve essere data necessariamente dopo, anche quando si sa che la fine sarà quella per necessità cliniche o per scelta della donna, quando si ha, per esempio, un'interruzione volontaria della gravidanza. E' chiaro che deve essere fatto dopo dicendo che c'è questa opportunità, se si è interessati.
La metterei, Presidente, non so quale forma può avere, come una lettera, una raccomandazione ai nostri uffici.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Proposta di regolamento n. 1. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Nomina

Designazione di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Campana per l'istruzione permanente di Osimo
(articolo 7, Statuto Ente) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Campana per l'istruzione permanente di Osimo. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 26
Schede bianche n. 8
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 17

Hanno ricevuti voti:
Biscarini Matteo n. 15
Romagnoli Pasquale n. 2
Baffetti Daniela n. 0
Balestro Rossana n. 0

Proclamo eletto componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Campana per l'istruzione permanente di Osimo il Sig. Biscarini Matteo.

La seduta è sospesa alle ore 13,20

La seduta riprende alle ore 14,15

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Mozione n. 43
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Mastrovincenzo, Malaigia, Leonardi, Zura Puntaroni, Maggi, Rapa, Marcozzi, Carloni, Marconi
“Fine vita”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 43 dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Mastrovincenzo, Malaigia, Leonardi, Zura Puntaroni, Maggi, Rapa, Marcozzi, Carloni, Marconi.
Lasciatemi esprimere la soddisfazione per aver raggiunto l'accordo su un testo di mozione condivisa da tutti i gruppi consiliari, così come avevo auspicato nella mia e-mail di ieri, quindi la mozione è stata firmata da tutti i gruppi.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Ringrazio il Presidente del Consiglio che con una nota di ieri mattina ha invitato i gruppi consiliari a prendere in considerazione la possibilità di portare in Aula questa mozione.
Il nostro gruppo ieri a depositato, a firma mia e del Consigliere Volpini, la mozione che questa mattina abbiamo portato alla Conferenza dei capigruppo e che è diventata una nuova mozione condivisa da tutti.
L'auspicio è che possa arrivare da parte di quest'Aula un segnale forte al Parlamento per calendarizzare il dibattito su questa questione, perché credo che sia un atto di civiltà, tra l'altro nella nostra regione questo atto assume un significato particolare, anche per la battaglia che sta facendo Max Fanelli che, come sapete, è un malato di Sla e che, interrompendo le terapie, ha voluto dare a tutto il Paese, all'opinione pubblica, oltre che alle istituzioni, un segnale molto chiaro, molto netto, molto forte, sulla necessità che questo dibattito, su un tema così importante, si apra.
Non voglio dilungarmi, non voglio nemmeno entrare troppo nell'argomento anche perché il tema si deve esprimere in Parlamento, ci deve essere un dibattito parlamentare ed è giusto che la nostra istituzione chieda al Parlamento, al Presidente della Camera e al Presidente del Consiglio, di poter istruire questo dibattito al più presto.
Una sola considerazione credo che sia opportuno farla, la nostra Costituzione riconosce ad ogni cittadino un principio direi inviolabile che è il diritto all'autodeterminazione della propria coscienza. Credo che sia necessario in una fase in cui i trattamenti sanitari diventano accanimenti terapeutici, anche perchè sappiamo che, salvaguardando l'importanza del principio supremo che è quello della vita, alle volte capita che la sanità si accanisca per tenere in vita alcune persone, lasciare la possibilità di poter scegliere i trattamenti.
Credo che questo tema, nella giustezza di questi principi, debba trovare spazio nelle aule parlamentari. Esistono delle proposte di legge sull'argomento del fine vita e credo che sia giusto che il Consiglio regionale delle Marche faccia un richiamo al Parlamento per discutere al più presto questa tematica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Mi sento di ringraziare tutti i capigruppo che sono intervenuti questa mattina alla riunione presieduta dal Presidente Mastrovincenzo per la mediazione che è stata fatta, come ha detto il Consigliere Busilacchi, per arrivare ad una mozione firmata da tutti che mi auguro sarà approvata all'unanimità.
Anche qui c'è il discorso delle sensibilità su alcune cose, tipo: eutanasia, tipo Luca Coscioni, verso la cui associazione io sono particolarmente collaborativo. La nostra Consigliera Pergolesi fa parte della commissione sanità ed ha incontrato più volte i rappresentanti dell'associazione Luca Coscioni per collaborare e rendersi promotrice delle attività che fanno e, come dicevo l'altra volta, da vecchio libertario, per i diritti civili sono sicuramente in prima fila, alcuni di noi sono in prima fila.
Le sensibilità del nostro gruppo, chi è cattolico, e le sensibilità che abbiamo riscontrato vanno rispettate per cui questa azione, ecco perché ringrazio i colleghi, di rendere politicamente accettabile da tutti questo documento ha un significato particolare che io apprezzo molto e mi complimento con tutti.
Noi voteremo a favore di questa mozione che sicuramente alla fine coglie e cerca di ovviare ad un vuoto legislativo, ad una lungaggine del Parlamento sulla legislazione del fine vita che, secondo me, cattolico o non cattolico, con un'etica ed una morale diversa, è un momento di poca civiltà del nostro Paese e va colmata quanto prima.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Conosco Max Fanelli dall'inizio del suo percorso, anche di salute. Siamo arrivati in Consiglio regionale a caldeggiare una mozione votata da tutti, senza entrare nel merito di problematiche complesse che riguardano l'eutanasia, la desistenza terapeutica, l'accanimento terapeutico, qui l'oggetto è un altro, è quello di sollecitare il Parlamento, ed è anche la battaglia che Max Fanelli e chi lo sostiene stanno facendo. Una battaglia che più per sé stessi è per altri che potrebbero trovarsi in quella posizione.
Avere questo anelito corale da parte del Consiglio regionale delle Marche rispetto a questo tema che è quello di calendarizzare una legge sul fine vita - il nostro Paese ne ha bisogno anche per allinearsi a legislazioni di altri Paesi europei - credo che sia motivo di soddisfazione anche per chi come me conosce Max Fanelli, avendo anche frequentato più volte, in diverse circostanze, la sua abitazione.
Penso di poter ringraziare anche a nome di Max e direi dell'intera città di Senigallia che di questo problema se ne è fatta carico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. La mozione che viene presentata credo si unisca ad altre, ma quella che uscirà da questo Consiglio regionale, a mio modesto avviso, potrebbe quasi, non dico fare scuola, non avere bisogno di battaglie, come ha detto il Consigliere Volpini, nel senso che su queste terminologie ed in questi termini, credo che il Parlamento nazionale possa, con molta serenità e all'unanimità, come è successo qui, approvare questa legge.
Non so se le altre sollecitazioni, penso siano state fatte un po' da tutte le Regioni e da tante amministrazioni comunali, abbiano inteso esattamente la questione, puntare cioè all'oggetto dell'argomento sul fine vita che è il problema e non sull'eutanasia che è una soluzione, è laicamente intesa, una cosa completamente diversa perché un conto è dire abbiamo un problema con il fine vita e un conto è dare la soluzione.
Il testo è: c'è un problema di fine vita, indubbiamente c'è e non è neanche una questione di natura religiosa. Ho apprezzato quella piccola modifica che abbiamo potuto fare riguardo all'aspetto che mette in conto, nelle premesse, la questione etico-religiosa che c'è con la questione della dignità umana. Non sono questioni separate, sono questioni unite, tutti vogliamo che ci sia un fine vita dignitoso e che al tempo stesso non diventi l'occasione per eliminare la vita. Questo è il vero punto.
Qual è il limite della libertà? Questo è quanto il legislatore nazionale dovrà stabilire, come il principio assoluto dell'autodeterminazione che in alcuni Paesi, come l'Inghilterra, ha prodotto, Presidente Ceriscioli, una grande soluzione alle spese sanitarie. Una grande soluzione alle spese sanitarie perché alla fine si eliminano le persone quando cominciano a costare molto. Questo è già stato scritto, questa è una cosa che è già stata scritta.
Spero che nel concetto dell'autodeterminazione che è presente nella nostra legislazione non si arrivi a questo tipo di aberrazione. La libertà ci deve essere, indubbiamente ci deve essere a fronte alle cure mediche straordinarie che, come ha detto bene il Consigliere Busilacchi, spesso si configurano come un accanimento terapeutico. Uno può scegliere di farle come può scegliere di non farle. Credo anche che la dottrina cattolica lo sostenga e non si escludono, come succedeva nel passato, per esempio, le cure palliative che accelerano verso la morte. La cura palliativa accelera verso la morte, ma è ammessa, è eticamente ammessa da tante religioni e non può essere negata. Uno può decidere di campare per un po' di tempo, come può decidere di non campare.
Questo lo dico anche per svelenire il clima intorno a questo argomento. Un caso che nessuno ricorda è quello di una signora siciliana che tempo fa rifiutò il taglio del braccio ed è morta, il suo Vescovo di Catania non l'ha condannata, l'ha portata in Chiesa, perché? Perché non è obbligatorio farlo, per lei quella mutilazione significava un danno superiore alla sua persona, non c'è l'obbligo comunque di vivere, anzi direi che rovesciando un po' la cosa, lo dico al mio Presidente di Commissione, ci sia un po' la nevrosi, ne parlavamo prima, di vivere a tutti i costi e a qualsiasi condizione. Semmai il problema è opposto! Per cui arriviamo a costi diagnostici e di cure che oggettivamente sono eccessivi considerando quello che dovrebbe essere un atteggiamento sereno rispetto ad una conclusione naturale dell'esistenza.
Apprezzo molto quello che è stato fatto, un apprezzamento particolare lo vorrei rivolgere nei confronti dei due firmatari della prima mozione, i Consiglieri Busilacchi e Volpini, perché rispetto a quella c'è stato, come ha detto il Presidente Mastrovincenzo, un atteggiamento e un'apertura emendativa molto larga, l'importante è arrivare il più possibile uniti e questo è a dimostrazione che quando si vuole si può. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 43. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 19
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Bisonni, Pergolesi, Giorgini, Fabbri
"Contrarietà all'ipotesi di soppressione della stazione ferroviaria marittima di Ancona"

Interrogazione n. 54
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Rapa, Volpini
“Stazione marittima di Ancona”
(abbinate)
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 19 dei Consiglieri Maggi, Bisonni, Pergolesi, Giorgini, Fabbri e l'interrogazione n. 54 dei Consiglieri Giancarli, Rapa, Volpini, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Egregi colleghi, noi abbiamo presentato questa mozione il 29 settembre a seguito delle notizie apparse sui giornali che dicevano che il Comune di Ancona e l'Autorità portuale avrebbero suggerito alle Ferrovie dello Stato di sopprimere la linea Ancona centrale-Ancora marittima e viceversa dall'1 gennaio 2016. Sempre le notizie di stampa dicevano che tale richiesta era motivata dal fatto che le Ferrovie dello Stato avevano imposto, per mettere in sicurezza questa linea, passaggi a livelli che avrebbero rallentato, così si leggeva, il traffico, il flusso dal porto, addirittura due passaggi a livello, sia al Mandraccio che alla dogana che avrebbero impedito il passaggio.
Tutto questo in contrasto con il Piano regionale del trasporto merci che mira a potenziare e migliorare i collegamenti ferroviari, anziché quelli su gomma ed a svantaggio degli oltre 600 pendolari che tutti i giorni prendono quella linea, a svantaggio di un un progetto vecchissimo che noi come Movimento 5 Stelle, già dalle prime elezioni in Consiglio comunale, avevamo individuato come metropolitana di superficie, facente capo, come punto d'arrivo e di partenza, alla stazione marittima di Ancona. Su questa prospettiva soltanto accennata e mai presentata, mai concretizzata, si erano fatte le fermate di Falconara stadio, Ancora Torrette, Ancona stadio, Aspio terme e c'era in progetto anche la fermata di Falconara aeroporto. Tutto questo anche in contrasto con le direttive europee che mettono al centro dello spostamento delle persone il trasporto su ferro e non su gomma.
Bisogna anche notare che oltre 4 milioni di euro sono stati spesi da Comune, Provincia e Regione per le strutture relative a questa tratta ferroviaria. Dismettere la stazione marittima di Ancona significherebbe, a parere di esperti delle Ferrovie, a parere di competenze delle Ferrovie dello Stato, un abbandono completo di quella via di trasporto. Tra l'altro le Ferrovie dello Stato interpellate hanno detto che ci sono disponibilità per intensificare le corse negli orari di punta per quella tratta ferroviaria che dovrebbe costituire, non solo ad avviso del Movimento 5 Stelle, ma anche di altre forze politiche, un punto di riferimento per questa metropolitana di superficie.
Questa notizia della soppressione della ferrovia è venuta come un fulmine a ciel sereno, improvvisamente, e noi siamo andati a verificare, soprattutto grazie ai nostri Consigliere comunali che vivono come me ad Ancona e che insieme ad altri cittadini si sono preoccupati molto del fatto che questa struttura venisse sospesa, una struttura di cui la città di Ancona verrebbe privata, non solo la città di Ancona, ma anche i Comuni limitrofi che ne sono serviti.
Ci siamo preoccupati e siamo andati a vedere quali erano veramente le motivazioni di questa sospensione improvvisa ed abbiamo reperito un report che l'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria ha fatto in data 25 febbraio 2015. Si chiama report dell'intervento presso la stazione di Ancona marittima, sono stati eseguiti alcuni controlli a campione e le disposizioni che sono state date dall'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, non sono affatto quelle dei passaggi a livello usati come motivazione per la soppressione. L'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria dice testualmente: “I passaggi a livelli senza barriere posti uno alla progressiva 1+283 varco dogana e l'altro alla progressiva 1+075 in corrispondenza del Lazzaretto (Mole Vanvitelliana) risultano difformi da quanto previsto dalla disposizione 8/2014, dall'articolo 5, e dalla disposizione 15/2014”.
Siamo andati a vedere quali sono queste disposizioni, sono più o meno analoghe, per cui ve le leggo, sono 5 righe: “I passaggi a livello senza barriere devono essere provvisti lato strada da segnalazioni luminose costituite da due luci rosse lampeggianti alternativamente, accompagnate da un segnale acustico. Gli stessi passaggi a livello devono essere protetti lato ferrovia con l'apposito segnale previsto dall'articolo 53 bis del regolamento sui segnali in uso sull'infrastruttura ferroviaria nazionale. Le suddette segnalazioni vengono azionate automaticamente dai treni” per cui non c'è bisogno neanche dell'intervento di personale delle ferrovie che va lì a chiudere e ad alimentare con un pulsante o con un computer questo passaggio a livello.
Non solo, abbiamo chiesto, non a persone vicine al Movimento 5 Stelle, un parere sui tempi che erano stati calcolati. Ammettiamo nell'ipotesi peggiore che i passaggi a livello debbono esserci, cosa che non corrisponde a realtà, abbiamo chiesto a all'ingegner Claudio Ciarmatori, ex direttore compartimentale del movimento dei compartimenti di Ancona - Bari delle Ferrovie dello Stato, quindi, un tecnico che è stato anche al vertice tecnico delle ferrovie, un parere sui tempi che sono stati indicati per la soppressione della stazione marittima. Questi tempi, come minimo, sono la metà di quelli indicati nella motivazione del passaggio a livello.
La motivazione era strumentale perché le Ferrovie dello Stato e l'Agenzia nazionale della sicurezza stradale non hanno chiesto la prescrizione dei passaggi a livello.
Noi in questa mozione chiediamo alla Giunta regionale ed al Presidente della Giunta di scongiurare la soppressione di questa via ferroviaria, quindi, di tutto il materiale impiantistico che una volta soppresso non sarebbe più riutilizzabile, di attivarsi affinché venga annullata qualsiasi tipo di contrapposizione tra la Regione, il Comune, le Ferrovie dello Stato e l'Autorità portuale, farsi promotore di un confronto tra queste parti affinché si possa chiarire quello che è apparso sulla stampa e quello che noi abbiamo verificato con le carte, con i fatti, con lo scritto delle carte, confermare il contratto di rapporto con Trenitalia e la Regione per mantenere la struttura di Ancona marittima.
L'emendamento che verrà eventualmente presentato, discusso e spero approvato è quello che sostituisce la parola “deroga” con la parola “proroga” è soltanto formale visto che abbiamo saputo che le Ferrovie dello Stato hanno detto che la deroga non si può fare. Abbiamo fatto un emendamento formale per cambiare la parola in “proroga” e non “deroga” e spero che anche questo emendamento sia approvato.
Le carte sono a disposizione di chiunque voglia vederle, la motivazione della soppressione è caduta e si è sciolta come neve al sole visto che abbiamo i documenti ufficiali, chiedo a questa Giunta ed a tutti i Consiglieri regionali di esprimersi in favore del mantenimento della stazione marittima di Ancona perché questa soppressione è nell'interesse di qualcun altro, non certo della città di Ancona, della popolazione e degli altri Comuni che da questa stazione possono trarre benefici. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, oggi abbiamo toccato argomenti importanti, non soltanto questo, alcuni di una delicatezza estrema come quello che abbiamo votato or ora, ma anche questo lo considero molto importante rispetto all'impostazione legata alla sostenibilità di questa nostra regione.
Ora il Consigliere Maggi ci ha illustrato la mozione, mi permetto solo una precisazione, per la verità la fermata per l'aeroporto c'è già, ed è quella di Castelferretti, ha un nome improprio, ma la fermata c'è. Questo per dire che quel sistema a cui il Consigliere ha fatto riferimento esiste.
Io vorrei partire da alcune considerazioni, la relazione del Ministro Delrio sul piano strategico nazionale della portualità e della logistica, il punto centrale di questa relazione dice: “Migliorare la competitività del sistema portuale logistico, agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone, la promozione dell'intermodalità nel traffico merci, dalla crescita dei traffici delle merci e delle persone”.
La Conferenza delle Regioni, sempre su questo argomento, evidenzia come la competitività dei porti oggi dipenda comparativamente meno da fattori endogeni legati al porto stesso, ad esempio la lunghezza delle banchine, la dotazione sovrastrutturale e così via, e sempre più da fattori esterni quali le dotazioni infrastrutturali aggiuntive, l'adduzione stradale e ferroviaria, l'esistenza o meno di un servizio intermodale, la presenza di piattaforme logistiche a supporto delle attività portuali.
Il parere che viene espresso dalle Commissioni competenti, ad esempio, quella lavori pubblici e comunicazioni del Senato, presieduta dal senatore Matteoli, fa presente che uno degli aspetti cruciali per il successo del nuovo sistema logistico portuale italiano, opportunamente richiamato nel piano in esame, è quello di assicurare il collegamento sinergico dei porti con le altre modalità di trasporto, non solo stradale, ma soprattutto ferroviario.
La Commissione trasporti poste e telecomunicazione presieduta dall'onorevole Meta fa riferimento al rilancio della competitività del sistema portuale italiano considerando prioritario il potenziamento dell'intermodalità e la disponibilità di adeguati collegamenti ferroviari.
Potrei continuare richiamando anche una direttiva europea, ma credo che siano sufficienti i richiami sul piano generale, concreto, che ho fatto.
Qui non parlo dell'interrogazione, intervengo sulla mozione, anche se sull'interrogazione voglio ringraziare i Consiglieri Volpini e Rapa che l'hanno firmata con me, ma il Partito Democratico, il gruppo del Partito Democratico non ne ha ostacolato la presentazione, questo è un fatto di democrazia che noi abbiamo la fortuna di vivere in questo gruppo consiliare, in questo partito.
Detto questo non c'è, da parte nostra, da parte mia, nessuna contrapposizione fra porto e città, anzi ho sempre pensato il contrario. Ho sempre pensato che il porto non può essere estraneo alla città e al tempo stesso non si può perdere di vista che stiamo parlando di un porto internazionale. Penso pure che questa città debba sempre di più esercitare il ruolo di capoluogo di regione. 15 giorni fa in quest'Aula abbiamo parlato dell'incorporazione del Comune di Mombaroccio, non ho detto che Pesaro e Mombaroccio insieme avrebbero realizzato un numero di abitanti maggiori di Ancona, ma nella disputa Monbaroccio-Pesaro facevo presente che Ancona poteva rischiare con una prossima fusione, con un'ulteriore fusione, di trovarsi con una città bellissima, importantissima, una città che tutti amiamo, come Pesaro, con più abitanti della città capoluogo di Regione.
Nessuno di noi mette in discussione il ruolo di Ancona, anzi vorremmo che questo ruolo fosse ancora più forte, addirittura il Consigliere Busilacchi nella legislatura precedente aveva presentato una legge su Ancona capoluogo.
Detto questo siamo in presenza di un servizio e potremmo chiederci, perché poi ci sono state anche alcune considerazioni, chi paga questo servizio? Mi sento di dare una risposta: pagano i marchigiani, perché sono 55 milioni di euro i ricavi da traffico su gomma e su ferro, 55 milioni di euro, in presenza di una città con queste caratteristiche, di un'Autorità portuale diretta in modo serio, autorevole che, tra l'altro, sta riscoprendo anche quello che è il valore di questa città, penso al fronte mare con tutto quello che rappresenta dal punto di vista storico e culturale.
Dentro questo quadro normativo, giuridico, marchigiano, siamo in presenza di un progetto di metropolitana di superficie che non sarà realizzato perché e che, qui non voglio sottrarre molto altro tempo, in qualche modo partiva da una considerazione di carattere statale e da risorse che erano state messe dallo Stato, date ai Comuni dell'area metropolitana, era dentro un progetto di arretramento della ferrovia, una ricucitura e riqualificazione di tutta la fascia mare, una riqualificazione ambientale che prevedeva uno spostamento della stessa stazione centrale, ma questo è un altro progetto che non si è realizzato e non so se e quando lo sarà. Dentro quel percorso la metropolitana era un qualcosa di leggero, non parliamo di treno o di trasporto pubblico locale, ma il treno, il trasporto pubblico locale aveva un progetto che si è realizzato perché ci sono quasi 50 treni al giorno che vengono non da Falconara Marittima, ma da Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia, Falconara-Ancona, Foligno, Fabriano, Jesi Chiaravalle-Ancona, Ascoli Piceno e qui c'è il Consigliere Celani che sa bene dell'elettrificazione della San Benedetto del Tronto- Ascoli Piceno e la Vicepresidente Casini conosce bene e vive in quella realtà, con l'elettrificazione di quella tratta Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto noi oggi assistiamo ad un percorso ferroviario e di fatto ci sono alcuni treni che addirittura arrivano in Ancona 10 minuti prima che il Frecciarossa parta per Milano. Si è data, quindi, una dimensione marchigiana alla rete ferroviaria e anche da Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche arrivano i treni che vengono da Albacina, Matelica, Macerata che poi raggiungono Ancona.
Siamo in presenza di un progetto ferroviario realizzato, con treni frequenti, ordinari, strutturali, questo è il dato di fatto. Ho sentito alcuni dire: “Ma perché questo progetto non si è realizzato?” Quel progetto si può anche realizzare, quello della metropolitana di superficie, ma è altra cosa, la stazione c'è, è stata sistemata nel 2000 con i fondi del Giubileo ed è al centro della città.
Dal mio punto di vista il treno che arriva nell'area pedonale è sempre un cardine della pianificazione, della pianificazione vera, moderna, della città ed è anche un cardine della città del futuro.
Dal mio punto di vista la connessione fra la mobilità su ferro e la zona pedonale è un fatto di grande ricchezza culturale, sociale, ambientale, questa connessione, cioè il treno che arriva nell'isola pedonale è sicuramente un'occasione di crescita, un punto centrale della mobilità sostenibile.
Tra l'altro, rispetto al traffico portuale, oggi siamo in presenza di un fatto nuovo, oltre alle considerazioni che ha fatto il Consigliere Maggi rispetto allo studio dell'ingegner Ciarmatori, tanta parte del traffico portuale non passa più in quei varchi lì, ma raggiunge direttamente il nord o il sud attraverso altri percorsi anche stradali.
Credo che dobbiamo pensarci tanto prima di mettere in discussione quello che è un fatto strutturale, quello che è anche una grande realizzazione del passato che ci colloca nel futuro.
Su questo mi permetto - Consigliere Maggi credo che a voi interessi, in quanto vi ho sentito più volte ed ho letto le sue dichiarazioni e quelle dei dirigenti del Movimento 5 Stelle della città - sapendo di poter contare sulla maturità di questa Aula e di questa Assemblea, di fare una proposta, una a lei e una all'Assessore Sciapichetti: manteniamo iscritta questa mozione, non votiamola, evitiamo di dividerci, se il punto è il mantenimento della stazione, chiediamo all'Assessore Sciapichetti che in questa settimana faccia una verifica forte, determinata, incisiva - tra l'altro sulla serietà e sulla capacità dell'Assessore Sciapichetti io scommetto, non dico di più, perché potrei scivolare sullo spirituale quando parlo di Angelo, ma voglio rimanere su un terreno concreto - e promuova un incontro con l'Autorità Portuale, con il Comune di Ancona, con le Ferrovie. So che lei non è stato con le mani in mano, ma facciamo un'ulteriore verifica e tra 10 giorni ritorniamo qui e discutiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che quest'oggi, in quest'Aula, si stanno discutendo problemi molto importanti che interessano la comunità marchigiana.
Questa mattina abbiamo discusso di tematiche che interessano l'intera comunità marchigiana e questo pomeriggio non è da meno, perché i lavoratori che provengono anche da altre province, dal nord e dal sud delle Marche, arrivano nel cuore della città con il mezzo ferroviario e nessun documento in questa Repubblica italiana smentisce le capacità del servizio su ferro.
Poc'anzi abbiamo ascoltato le frasi dette dal Consigliere Giancarli e, altro aspetto molto importante, la presentazione della mozione da parte del Consigliere Maggi.
Non c'è nessun documento che inviti a sopprimere il servizio ferroviario. Questo era anche un cavallo di battaglia del movimento della sinistra negli anni '80 e '90, quando facevo il sindacalista, me le ricordo queste cose.
Quest'Aula è un po' strana, oggi su questo problema, questo è l'aspetto politico che mi preoccupa, il cuore è sul trasporto ferroviario, però la testa guarda Ancona, il Presidente dell'Autorità portuale ed il Sindaco di Ancona. Questo è il problema, cari colleghi! Il vero problema di Ancona marittima è questo, bisogna capire qual è l'impegno che c'è stato, probabilmente, anche nella campagna elettorale tra l'Autorità portuale e l'amministrazione comunale.
Questo Assessore è il problema! Il problema non è la mozione perché qui dentro siamo tutti d'accordo, compreso il gruppo di maggioranza, il Partito Democratico, sul problema della ferrovia e scommetto che intervistando qualsiasi dirigente del Partito Democratico mi dirà che non è contrario al trasporto su ferro.
Qui dobbiamo salvare il servizio del trasporto su ferro. Questo è il problema di fondo, Assessore. Contro chi? Lo dice il Consigliere Zaffiri, probabilmente la logica su questa città non è tutta trasparente. Il Sindaco di Ancona si preoccupi di far diventare Ancona capoluogo di Regione, ma non con la fusione con Offagna, con altre città importanti della riviera. Questo è il problema del Sindaco, non pensare alla fermata, alla ferrovia.
Questo progetto nasce negli anni '90, agli inizi degli anni '90, Presidente della Provincia era un signore che si chiama Giancarli, questa è la storia del trasporto ferroviario, poi nascono e si aggiungono le fermate – io ero sindacalista e trattavo con Giancarli, chiusa la parentesi – si aggiunge un servizio di trasporto, nasce la fermata a Passo Varano perché c'era la Telecom. Questa è la storia!
Adesso qualcuno, grande scienziato, vuole distruggere, per quali interessi? Questo è il problema! Chi sono quelli del porto che vogliono che la ferrovia si chiuda? Chi sono questi signori?
Credo che l'obiettivo di questa Aula sia salvare il trasporto ferroviario su Ancona. Bisogna mandare un messaggio forte. Se si può raccogliere senza rompere l'Aula, portando in votazione la mozione con la quale chiediamo di salvare il trasporto ferroviario sul capoluogo di Regione, compresa Ancona marittima, se con l'Aula è possibile ragionare attorno a questo problema, credo che questa sia la capacità politica che dobbiamo avere.
Se abbiamo questa capacità politica di dire che questo trasporto va salvato, troviamo poi le soluzioni tecniche. Soluzioni tecniche ce ne sono, ci sono quelle di mettere in sicurezza, quelle di modificare qualcosa che forse è possibile, ma ragionando seriamente, perché se da una parte abbiamo due signori che rappresentano delle istituzioni locali che hanno un pregiudizio contro questa cosa e dall'altra c'è un gruppo regionale che invece ragiona in termini diversi, credo che la politica, a me hanno insegnato questa cosa, rispetto ad una posizione che non vuole e l'altra che vuole, debba trovare una sintesi. Questa è la capacità politica. Per chi si deve trovare la sintesi? Questo è l'altro passaggio, la sintesi riguarda l'avv. Mancinelli ed il Presidente dell'Autorità portuale Giampieri nell'interesse della comunità.
Questo è il problema, l'interesse della comunità, perché se non si guarda all'interesse della comunità, ma ad altri interessi, credo che si amministri male, sappiamo tutti che l'Autorità portuale ha i soldi, la possibilità di intervento economico, gestisce il porto e tutta una serie di cose.
Penso che occorra trovare una soluzione - non so come potrebbe essere la formula tecnica, questo non spetta a me, credo di capire l'aria che c'è in quest'Aula del Consiglio regionale - affinché rimanga il collegamento Ancona centrale e Ancona marittima, anche perché le posizioni anche un po' accese delle Ferrovie si potrebbero rimuovere, ne sono matematicamente convinto. Occore parlare anche a Roma con l'amministratore delegato delle Ferrovie, perché quando venne Moretti, l'amministratore delegato, per presentare il progetto del passante ferroviario al castello di Falconara Alta, questa è la storia, le amministrazioni locali furono molto tiepide, anzi rifiutarono questo progetto, dei Sindaci lo rifiutarono, il sottoscritto era presente e partecipò al quel dibattito, lo rifiutarono, e non venne fatto, Consigliere Giancarli. Questo passante fu rifiutato dalle amministrazioni comunali, credo, quindi, che noi dobbiamo riflettere, dobbiamo avere un'attenzione molto particolare al trasporto ferroviario e la soluzione di quest'Aula oggi non può che trovare una sintesi politica.
Il gruppo che governa la Regione Marche, maggioranza e minoranza, trovi una sintesi, Consigliere Busilacchi, e questo Consiglio faccia ragionare, la metto in questi termini, l'Autorità portuale e l'avv. Mancinelli Sindaco della città di Ancona.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Voglio anch'io intervenire perché sul trasporto su ferro e su gomma c'è un dibattito aperto non soltanto a livello locale, ma anche nazionale.
Ritengo che tutto non si possa ridurre ad una polemica tra un Sindaco ed un'Autorità portuale perché saremo rovinati, se due persone vedono lo sviluppo di un certo territorio in modo diverso, ne va di mezzo lo sviluppo di una collettività, di una struttura, di una regione. E' assurdo questo, mi auguro che non sia così, lo spero, Consigliere Zaffiri, altrimenti saremo rovinati.
Sono fermamente convinto e difensore del trasporto su ferro, perché i risultati si vedono laddove viene introdotto. I vantaggi in termini di velocità, in termini di sostenibilità ambientale, in termini soprattutto di costi si vedono, sia per quanto riguarda il trasporto passeggeri che il trasporto merci.
Per cui mi auguro che la città e questo Consiglio si adoperino per difendere questo tratto. Credo che il problema non possa essere quello dell'automazione di tre passaggi a livelli perchè mi sembra di aver capito che, per quanto riguarda la sicurezza, l'Agenzia nazionale chiede ben poca cosa: l'automazione dei passaggi a livello e il rafforzamento di alcune barriere. Non mi sembra siano costi insostenibili.
Il vero problema, secondo me, è quello di fare un passo in avanti e trasformare questa tratta ferroviaria da Ancona centrale ad Ancona marittima in un tratto di metropolitana urbana. Questo è il vero problema!
Non possiamo tenere un tratto di ferrovia soltanto per far passare dei treni, dei convogli che, magari, prendono il via della dorsale adriatica. E' assurdo, deve essere trasformata e questo progetto deve essere accompagnato da una vera e propria modifica di questo tratto in metropolitana ferrata di superficie al servizio della città e del centro, con orari diversi, molto più flessibili per dare il modo e la possibilità ai cittadini che arrivano alla stazione centrale di raggiungere, attraverso il mezzo su rotaia, attraverso il trasporto su ferro, con le sue fermate, il centro di Ancona .
Questa è la novità. Questa tratta io la conosco perché ho studiato, ho fatto l'università in questa città e le prime volte sembrava un paradosso vedere partire dei treni da Ancona marittima che venivano convogliati sulla dorsale adriatica. Lo era prima, lo è maggiormente oggi, perché se oggi ci sono 600 passeggeri che viaggiano in una giornata, come dice la mozione che ha illustrato il Consigliere Maggi, credo che trasformando questa tratta da 600 potranno diventare 3.000 o 4.000 o 5.000.
Le Ferrovie non possono frapporsi ad un progetto del territorio così valente. E' assurdo! Se poi bisogna mettere delle risorse per trasformare questo tratto in questo progetto, si troveranno queste risorse. Chi gestirà questo tratto? Lo gestirà R.F.I? Lo gestirà un altro ente? Una società pubblica-privata? Ne possiamo discutere, l'importante è che resti questo tronco ferroviario, l'importante è che precipuamente si metta in sicurezza questo tratto facendo dei lavori minimali perché l'automazione di tre passaggi a livello non è un costo così eccessivo, come il potenziamento di queste barriere. Non ho assistito a tutta la sua illustrazione, Consigliere Maggi, se ha fatto riferimento alla possibilità di trasformarla in una metropolitana di ferro, ma mi auguro e vorrei fosse inserita nella mozione perché, ripeto, il futuro dovrà essere questo.
Sono qui testimone di come è stato rivitalizzato un tratto di ferrovia tra Ascoli Piceno e Porto d'Ascoli era un ramo secco e che negli anni '80 le Ferrovie avevano deciso di chiuderlo, vi faccio vedere come oggi quel tratto è si rivitalizzato con grande soddisfazione dei passeggeri, tante persone lasciano la macchina in garage per venire a lavorare ad Ancona, a Civitanova, a Sant'Elpidio, lo possiamo tutti constatare, quindi non possiamo perdere questa occasione.
Da parte mia c'è tutta la disponibilità a votare questa mozione e l'interrogazione credo che vada nello stesso verso, poi adesso sta a voi decidere quale sia il percorso da fare, deve essere un percorso comune perché l'importanza è tale che richiede l'aiuto di tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Vorrei sottolineare l'importanza e le potenzialità del porto in cui arriva la strada ferrata, al centro di una città che ha le sue caratteristiche buone dal punto di vista artistico, quindi un punto intermodale.
I 600 passeggeri, 700 passeggeri che attualmente frequentano queste due chilometri di appendice possono assolutamente aumentare di numero e non scordiamoci che fermarli alla centrale vuol dire traghettarli giocoforza su pullman e su autobus. Quello è un punto in cui stanno facendo i lavori, io lo faccio per venire qua ormai molto spesso, è molto complesso tra rotatorie uscite-entrate dalla stazione, semafori a ripetizione, per cui effettivamente dobbiamo considerare le capacità del porto che è stato migliorato, ampliato, con il nuovo braccio a mare, e speriamo, le potenzialità dell'Aerdorica - facciamo gli scongiuri, ne abbiamo parlato questa mattina. Il discorso è esattamente riferito al centro e quindi al flusso di metropolitana.
Questo punto intermodale per me fa da interscambio e va visto in una posizione strategica, non possiamo lasciare le ferrovie abbandonate senza indirizzarle verso una politica di più ampio respiro, non possono essere i costi di gestione di due chilometri di quest'appendice che dettano il fatto di lasciarla sottoutilizzata o male utilizzata, senza dare ai macchinisti indicazioni specifiche tanto che transitano a passo d'uomo per non rischiare, abbiamo parlato con i ferrovieri, con i sindacalisti dei ferrovieri, c'è forse poca chiarezza da parte delle Ferrovie nella gestione di questo tratto.
Ben venga l'approfondimento su questo tema, se l'Assessore ci dà man forte, penso che non abbiamo nulla in contrario a riparlarne nell'ottica strategica di questo che è un punto irripetibile delle nostre città. Abbiamo una congiuntura sul porto turistico, merci e passeggeri che in altri porti non abbiamo, non lasciamo che le cose vadano senza che il nostro indirizzo sia stato forte in questo settore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Oggi mi spertico di ringraziamenti perché vedo che l'Aula e gli altri colleghi di tutti i partiti sono favorevoli e orientati verso la scelta del trasporto su ferro rispetto a quello su gomma. Mi meraviglio sempre di più che una scelta politicamente così condivisa, trovi uno sbocco nell'abolizione della stazione marittima di Ancona.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Giancarli anche perché quando lui era Presidente della Provincia aveva impegnato risorse e tempo in questo studio della metropolitana di superficie, dell'arretramento della ferrovia, di un'intermodalità che allora, nel 2000, era all'avanguardia, ed è quello che si sta dicendo adesso, che ci dicono i tecnici, che ci dice l'Europa, è l'orientamento che tutti i gruppi hanno espresso.
Accolgo favorevolmente, sono perfettamente d'accordo, a noi interessa che la stazione marittima venga mantenuta, questa è la priorità, non ci interessa mettere la bandierina del Movimento 5 Stelle su questa cosa, ma come cittadini, per me come anconetano, la priorità è che la stazione venga mantenuta, tenendo presente che ha, oltre quello che hanno detto gli altri colleghi, possibilità di grande sviluppo. Si parla del porto storico, dell'arco di Traiano, di valorizzarlo, tenete presente che il binario arriva fino in fondo all'arco di Traiano, fino alla punta della lanterna rossa, quindi potrebbe essere sfruttato in chiave di sviluppo della città, per rivalutare il porto storico che adesso tutti dicono di valorizzare, ma che per il momento è soltanto una landa desolata.
Noi ci batteremo affinché ci sia questa valorizzazione, io ho in mente il porto storico di Genova che è stato spostato completamente da un'altra parte ed è stato restituito alla città scavando le vecchie banchine fatte di pietre grosse, tenendo le vecchie bitte, anche perchè ad Ancona c'è il porto traianeo da quella parte.
Rivalorizzare, quindi, questo pezzo di storia di una città che è più vecchia di Roma perché è stata fondata dai greci, farne un polo di interesse turistico e storico e dare un impulso diverso all'economia rispetto a quello che è stato fatto fino adesso da una politica miope. Noi ci batteremo per questa cosa, noi di Ancona, noi Consiglieri del Movimento 5 Stelle.
Accetto la proposta del Consigliere Giancarli, non voglio dare condizioni, suggerirei sommessamente alcune cose: la mozione non la ritiriamo, la rimandiamo tra 15 giorni, visto che il prossimo martedì non ci sarà seduta assembleare, con l'impegno dell'Assessore di convocare entro 10 giorni - va bene Assessore? - le Ferrovie, l'Autorità portuale, il Sindaco, chi altro ritenga opportuno, ed anche tutti i capigruppo del Consiglio regionale.
Una riunione entro 10 giorni, assieme a queste persone, a questi rappresentanti, assieme ai capigruppo dei gruppi rappresentati in Regione - questa non è di sfiducia, è questione di essere informati sull'evoluzione ed eventualmente poter dare il proprio contributo nel momento in cui la discussione dovesse avere dei lati oscuri - e noi ritireremo la mozione perché, come ha detto il Consigliere Giancarli ed io sposo le sue parole, non vogliamo una contrapposizione su questo, vogliamo che la stazione marittima venga mantenuta.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Voglio ringraziare tutti coloro che sono intervenuti perché mi pare che stamattina, non solo su questo tema, ma anche sui punti precedenti, si è sviluppato un dibattito molto costruttivo e molto interessante. Mi piace questo clima costruttivo, cercare di entrare nel merito delle questioni per trovare delle soluzioni a problemi che per la verità non partono da oggi.
Rispetto all'interrogazione ed alla mozione che sono state presentate vorrei fare alcune brevissime precisazioni, posto che condivido lo spirito del dibattito ed anche il contenuto.
Chi vi parla è a favore del discorso dell'intermodalità del trasporto, quindi, vanno verificate delle forme diverse. Certamente chi vi parla è favorevole a privilegiare il trasporto su ferro anziché su gomma. Sono argomenti che mi vedono assolutamente d'accordo e consenziente.
Nel caso specifico ho trovato sul tavolo dell'Assessore ai trasporti, non appena ricevuta la delega, il problema della stazione marittima di Ancona ed ho promosso in questi mesi diversi incontri, molti incontri, oserei dire, per approfondire il tema, prima di arrivare ad una conclusione, con tutti i soggetti interessati, penso al Comune di Ancona, all'Autorità portuale, a Trenitalia, tutti i soggetti coinvolti nella vicenda.
Dalla discussione sono emersi due fatti inconfutabili. Il primo, Trenitalia dice: “Guardate che non si può più derogare al fatto di intervenire su quel tratto per metterlo in sicurezza. Sono quattro anni che aspettiamo dalla Regione Marche, dal Comune e dal Provveditorato di intervenire. Non possiamo più derogare in nessun modo e non possiamo neanche fare proroghe”. Per la verità, il responsabile di Trenitalia e delle Ferrovie dello Stato alla prima riunione a cui ho partecipato mi ha detto: “Se entro una settimana la Regione non decide noi interromperemo questo servizio perché non siamo più nelle condizioni di continuare senza fare gli interventi necessari”. Siamo arrivati ai giorni nostri, l'intervento non è prorogabile per quello che hanno detto gli incaricati delle Ferrovie.
L'Autorità portuale e il Comune di Ancona fanno delle obiezioni pratiche, pragmaticamente dicono che, qualora si dovessero fare gli interventi, succederebbe: marcato incremento dei tempi di deflusso dei mezzi provenienti dagli imbarchi e di quelli destinati all'imbarco con conseguente aumento dei ritardi negli orari dei traghetti ed evidenti disagi all'utenza portuale; aumento dei tempi di attesa dei veicoli pesanti; sensibile aumento del livello delle emissioni inquinanti in misura direttamente proporzionale al progressivo aumento di attese forzate dei veicoli leggeri e pesanti; incremento degli ostacoli e i conseguenti rallentamenti riferibili all'attività del pronto intervento, prima fra tutte quella di primo soccorso ed antincendio, con palese ripercussione per la sicurezza dello scalo.
Il Comune di Ancona aggiunge che, essendo il tratto interessato per ben 38 volte al giorno dall'attraversamento di veicoli ferroviari, il traffico in quei momenti si bloccherebbe al punto tale da rallentare o bloccare tutta la città o comunque mettere in difficoltà zone intere della città.
Queste sono le argomentazioni rispetto alle quali noi abbiamo preso la decisione e predisposto uno schema di accordo che prevede la regolamentazione del servizio ferroviario sulla tratta in discussione e prevede, come sapete, che dal 13 dicembre siano sospesi, non smantellati, i servizi ferroviari in quella tratta.
C'è stata un'interlocuzione forte, stretta, con tutti i diretti interessati se però, come da quest'Aula questa mattina quasi unanimemente viene richiesto, c'è la necessità di fare un supplemento tecnico, un ulteriore supplemento, perché al 13 dicembre mancano 20 giorni, possiamo …
Consigliere la ringrazio perché è stato molto specifico ed è intervenuto con grande precisione, per esempio, come elemento nuovo io ho la lettera delle Ferrovie del 9 novembre 2015 che rispetto a tutto il percorso dice testualmente: “Si fa presente che la tipologia di protezione che riguarda un dispositivo di sicurezza non può essere soggetta a deroghe”. Questo lo dice il 9 novembre, si tratta di confrontarci con tutti i documenti che arrivano (...). D'accordo, però, credo che se il tema è continuare un confronto sereno e franco tra di noi, un approfondimento, l'Assessore ai trasporti è assolutamente, completamente e totalmente disponibile, come ha sempre fatto in questo periodo, cercando con la massima trasparenza di addivenire poi a decisioni. Se la trasparenza, il confronto, la concertazione servono per dire non fare e bloccare, non rispondiamo al compito a cui come partito di governo dobbiamo attenerci.
Nel caso specifico, se si vuole tenere aperto il tratto, credo che non ci sia una terza via, o facciamo gli interventi, i lavori che le Ferrovie ci chiedono, altrimenti le Ferrovie non si assumono più la responsabilità.
Se facciamo quegli interventi sappiamo quali sono i problemi, ci dicono i tecnici, che possono provocare.
Siamo però ..., vogliamo continuare su questa strada serena del confronto, posto che abbiamo predisposto un accordo di programma, una delibera di Giunta del 19 ottobre che prevede dal 13 dicembre ..., posto che abbiamo alcuni giorni per continuare questo confronto, io sono a disposizione affinchè questo incontro che è stato richiesto possa essere effettuato nei prossimi giorni.

PRESIDENTE. Mi sembra di capire che l'ipotesi di rinvio sia condivisa da tutta l'Aula, se nessuno eccepisce, la rinviamo alla prossima seduta.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Conosco un po' le Ferrovie, Assessore, un conto sono i dirigenti locali che sono una cosa, mi fermo qui, nel senso che hanno delle direttive che provengono dalla sede centrale, un conto è la sede centrale della Direzione generale o l'amministratore delegato che, come lei sa benissimo, il più delle volte è molto sensibile alla politica. Questa mia chiosatura al suo intervento è suffragata dagli interventi anche finanziari sulle opere ferroviarie del nord, del sud, del centro, di come naturalmente la politica in qualche circostanza si muove.
Sto dicendo di un confronto a livello locale, ma anche a livello centrale in modo tale che si presenti la strategia della Regione, sostenuta da tutta la politica di questa Aula che privilegi il trasporto ferroviario, perciò i canali d'intervento, secondo me, potrebbero essere contemporanei, mentre si parla a livello locale si può anche aprire un tavolo di confronto a livello nazionale. Di recente se ne è chiuso uno con la sede centrale che, mi sembra, interessasse la zona montana di questa regione, anche lì si è modificato un tipo di trasporto, un tipo di macchine per il trasporto ed è venuto a decadere un tipo di manutenzione. Questo tavolo è stato aperto fino all'ultimo e credo che adesso anche per questo troncone di Ancona centrale-Ancona marittima, per quanto mi riguarda, serve un tavolo nazionale che possa alleggerire la situazione locale in termini del gruppo F.S. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Voglio fare una proposta sia all'Assessore che ai Consiglieri, il luogo più indicato per questi incontri potrebbe essere la Commissione che insieme all'Assessore potrebbe convocare tutti gli attori e le persone coinvolte.
In Commissione abbiamo i rappresentanti di diverse forze politiche, volendo potremmo allargare l'invito ai Capigruppo, non c'è nessun problema, quindi, la mia proposta è questa: utilizzare la Commissione come luogo più indicato per affrontare e chiarire bene questa questione.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. La proposta presentata dal Consigliere Giancarli, che voglio ringraziare per le parole usate nei miei confronti anche immeritatamente, credo che vada nella direzione auspicata anche dal Consigliere Maggi.
Se vogliamo fare in Commissione, va bene, dobbiamo trovare un'occasione di confronto e può essere la Commissione che mi pare la sede opportuna per farlo insieme e per approfondire, però, ripeto, dobbiamo farlo in tempi rapidi perché c'è volontà di chiudere questa partita in breve tempo e non rimandarla.

PRESIDENTE. Va bene, la mozione è rinviata al prossimo Consiglio.

Mozione n. 28
ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Giacinti, Busilacchi
"Dispositivi medici su misura degli odontotecnici"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 28 dei Consiglieri Volpini, Giacinti, Busilacchi.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Questo clima sereno di concordia che si è manifestato nella giornata di oggi in quest'Aula mi auguro che continui su una mozione che se non di secondaria importanza, è sicuramente un argomento molto più specifico che raccoglie un po' la preoccupazione, il lamento, l'allarme, lanciati da dei rappresentanti degli odontotecnici per il proliferare di dispositivi medici su misura, come vengono chiamati, che non rispondono alle procedure richieste per la loro fabbricazione. Come capite hanno a che fare con un aspetto importante della salute delle persone che riguarda il cavo orale.
Questo crea una situazione di disparità tra chi rispetta le norme e chi non le rispetta, oltre che creare un pericolo o comunque una situazione negativa nei confronti dei cittadini che usufruiscono di questi dispositivi.
Già nella precedente legislatura l'Assemblea aveva affrontato l'argomento con la mozione n. 682 votata all'unanimità che chiedeva al Presidente della Giunta di attivarsi nei confronti del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni affinché si riprendesse l'esame degli accordi per il riconoscimento del profilo professionale dell'odontotecnico. La proposta di legge è rimasta ferma alla Camera dei Deputati e non ha seguito l'iter per l'approvazione, per cui si ritorna, attraverso questa mozione, a chiedere che la Giunta regionale si attivi nei confronti del Governo, del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni per riprendere l'esame degli accordi per il riconoscimento del profilo professionale dell'odontotecnico e si adatti allo stesso l'esclusività di produrre quei dispositivi medici su misura con la consegna obbligatoria al paziente dell'apparecchio con l'etichettatura e le istruzioni per l'uso. Diciamo, quindi, una certificazione di garanzia per non esporre chi ricorre a questi strumenti, a rischi inutili.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 28. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 29
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Biancani, Urbinati
"Richiesta di impegno dell'Italia in vista della COP21 sui cambiamenti climatici di Parigi"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 29 dei Consiglieri Busilacchi, Biancani, Urbinati. Su questa mozione sono stati presentati tre emendamenti.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Questa mozione richiama le questioni connesse al cambiamento climatico e agli impegni ad oggi assunti dagli Stati in materia di riduzione delle emissioni di CO2, ricordando le competenze in seno alle Regioni in un'ottica di armonizzazione degli strumenti attuativi al fine di perseguire un coordinamento delle attività su tutto il territorio nazionale.
E' una mozione che impegna il Governo italiano a farsi promotore anche nel quadro dell'Unione europea di precise politiche di riduzione delle emissioni di CO2 programmandole ed attuandole rapidamente in modo strategico in tutti i settori economici. Auspica che la Conferenza che si terrà a Parigi degli Stati membri della convenzione quadro sul cambiamento climatico, nel prossimo dicembre, vari un accordo globale efficace ed indichi percorsi amministrativi e normativi necessari e gli strumenti tecnici adeguati per rimanere al di sotto dei 2 gradi centigradi di riscaldamento globale ed accolga la richiesta del Comitato delle Regioni europee di ridurre entro il 2030 del 50%, invece che solo il 40%, le emissioni di gas che provocano l'effetto serra rispetto ai valori del 1990.
E' una mozione che riguarda una discussione nazionale ed internazionale in vista di questa conferenza di Parigi, ma perché la poniamo in questa Aula? Perché c'è anche un impegno alla Giunta regionale affinchè nei nostri strumenti di pianificazione e programmazione in campo energetico e di miglioramento della qualità dell'aria vengano sempre più introdotte, implementate e massimizzate misure di riduzione progressiva delle emissioni di CO2, al fine di perseguire l'obiettivo dell'azzeramento dell'uso di combustibili fossili, a partire dall'arresto degli impianti inquinanti; adottando nuove strategie integrate in campo energetico e di uso razionale delle risorse, basate sulla circular economy, le energie rinnovabili, il risparmio e l'efficienza energetica nell'edilizia pubblica, la climatizzazione residenziale del terziario, l'illuminazione pubblica efficiente; privilegiando la sostenibilità nelle politiche di pianificazione del territorio, del paesaggio e dei trasport; promuovendo le modalità di trasporto pubblico meno inquinanti, l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture esistenti, l'arresto del consumo e della conversione urbana del suolo e la rigenerazione urbana, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, la manutenzione, la rinaturalizzazione, riforestazione del territorio, il recupero ecologico delle sponde delle zone di esondazione naturale dei corsi d'acqua, la tutela della biodiversità attraverso le infrastrutture verdi e la riqualificazione ambientale delle aree libere abbandonate o sottoutilizzate.
Questa mozione va anche nel senso di una richiesta che diverse associazioni ambientaliste negli ultimi mesi hanno portato avanti.
In realtà ho visto solo due emendamenti, non ho visto il terzo, forse verranno illustrati dai proponenti, magari interverrò in un secondo momento quando li avrò visti tutti e tre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Gentili Consiglieri, la presente mozione connota un alto senso civico e sensibilità rispetto ai campanelli d'allarme lanciati da organizzazioni scientifiche riconosciute a livello mondiale sulla grave situazione climatica che il pianeta sta attraversando. Ne abbiamo parlato anche stamattina, l'accelerata erosione marina è uno dei segnali negativi ai quali si sta assistendo con marcata preoccupazione, ma anche il dissesto idrogeologico dovuto ad eventi meteorici sempre più intensi o all'aumento delle malattie respiratorie dovute all'inquinamento dell'aria e ad altre matrici ambientali.
Quello che stupisce è che questa solerzia e questi buoni propositi provengano da un partito che ha governato la Regione Marche negli ultimi anni. Regione che si è trovata spesso in procedura di infrazione da parte dell'Unione europea proprio per motivi ambientali. Ricordo la legge sulla valutazione di incidenza ambientale o sulla fauna selvatica o le carenze e i ritardi nell'applicazione di norme direttive sulla qualità dell'aria ambiente.
Si potrebbe dire che avete realizzato delle belle cornici, ma che nella sostanza si sono concretizzate in un nonnulla; la mozione che viene presentata oggi ne è in qualche modo la riprova.
Mi domando come si possa chiedere un impegno alla Giunta regionale, al punto 3 della mozione: “La sostenibilità nelle politiche di pianificazione del territorio, del paesaggio e dei trasporti, l'arresto del consumo di suolo, la mitigazione ed i cambiamenti climatici, la tutela della biodiversità”, eccetera, quando, vi ricordo, è rimasta per anni nei cassetti della Regione la legge sul governo del territorio e se ce n'è una depositata in questa legislatura è su istanza popolare. La Rete ecologica marchigiana è relegata ad un articoletto di una modifica di legge regionale, ma risulta inattuata e solo sulla carta.
Il piano di risanamento della qualità dell'aria ambiente deliberato nel 2010 ha dato solo come risultato dei protocolli fra Regione e Comuni, ma forse dobbiamo dire, purtroppo e paradossalmente, grazie alla crisi se i livelli di alcuni inquinanti atmosferici si sono abbassati.
Vorrei inoltre ricordarvi che dai lavori del recentissimo convegno “Città, paesaggio e territorio” è scaturito il fatto che dal 1954 al 2010 il consumo di suolo è cresciuto del 275%, mentre la popolazione residente è aumentata solo del 15%. Negli ultimi 15 anni tale fenomeno è stato molto rilevante, e lei Consigliere Busilacchi dovrebbe saperlo perché c'era.
I 47 mila ettari urbanizzati, spesso senza una corretta pianificazione, non contribuiscono certo ad una diminuzione della CO2 totale, tutt'altro.
Ricordo le distorsioni di una legge forestale regionale che sulle autorizzazioni ai tagli degli alberi soprattutto nei centri urbani ha dimostrato tutta la sua inefficienza, nella scorsa legislatura la si è cambiata addirittura in peggio, non sono questi i fattori che aumentano la produzione di CO2 totale?
Pertanto la mozione che stiamo discutendo risulta, a mio modesto parere, monca e parziale, discute dei massimi sistemi, guarda la pagliuzza negli occhi degli altri, ma non toglie la trave nel proprio occhio.
Onestà intellettuale vorrebbe che tale mozione impegnasse la Giunta regionale, nella quale ci sono 2 Assessori che erano Consiglieri regionali nella passata legislatura, ad attuare tutto quello che è rimasto inapplicato, norme vigenti, piani di settore e regolamenti applicativi ancora da redigere, in questo va l'emendamento che ho presentato che chiede di inserire dopo il punto 3 un punto 4, ed impegna ad applicare tutte le norme, la pianificazione di settore, le linee guida, finora inattuate o prive di rilievo e il relativo regolamento regionale in materia di tutela della salute umana, dell'inquinamento dell'aria e di altre matrici ambientali, di consumo di suolo, di Rete ecologica marchigiana, di tutela delle biodiversità, al fine della tutela dell'ambiente e della salute dei marchigiani e della riduzione delle emissioni di CO2, già con strumenti in possesso delle competenze deleghe regionali, entro la prima metà dell'anno 2016. Prima diamo il buon esempio applicando la nostra parte che è tutt'ora in giacenza e non applicata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Spero che questa volta questo “impegna” sia una cosa seria perché non mi sembra che nelle altre legislature siano state rispettate tutte le leggi che regolamentano questa materia.
Adesso darò un piccolo contributo su un grande problema, un problema enorme che forse molti di voi non conoscono. Io sono appassionato di dati anche perché i dati sono importanti nella politica, per cui vi farò capire un po' di cosa stiamo parlando.
L'inquinamento ambientale e l'aumento della CO2 sono due dei più grandi problemi che abbiamo non in Italia o in Europa, ma nel mondo, soprattutto l'inquinamento ambientale. L'IARC, ente mondiale per la ricerca sul cancro, un organo dell'organizzazione mondiale della sanità, l'ha inserito da tempo, ma l'ha fatto sempre molto tardi, al punto più alto come patogenicità, praticamente uguale al contagio nucleare.
In Europa ci sono 600 mila morti l'anno e 33.000 di questi sono in Italia, il costo che l'Italia sostiene per questi 33.000 morti che ci sono all'anno, stiamo parlando di casi certi, stiamo parlando di scienza, non stiamo parlando di dati approssimativi, è di circa 90 miliardi di euro.
Nelle Marche abbiamo centraline che rilevano le PM10 - voglio fare questo discorso perché è importantissimo, poi vi spiegherò anche il perché ed il perché dell'emendamento - centraline che sono regolari perché è entrato in vigore il rilevamento con una direttiva che doveva essere adottata dal 2015 per cui le centraline dovevano rilevare le polveri PM2,5, quindi sono di 2,5 micron. Come ben sapete le PM10 sono innocue, non hanno nessuna patogenicità, siamo indietro con le PM2,5 perché già stiamo parlando di PM1, che sono un micron, cioè un milionesimo di millimetro, per farvi capire che cosa succede, perché qui in Italia, in Europa, si muore a norma di legge e per i prossimi vent'anni chi di noi arriverà all'età di 70,75, 80 anni morirà di tumore, questo perché le particelle PM1, quindi le nanoparticelle, e questi sono dati scientifici provati già da 10 anni, dagli anni 2000, entrano in circolo con l'emoglobina in un minuto e in un minuto sono nell'alveolo polmonare e si introducono dentro la cellula, poi ognuno di noi ha un risvolto genetico per cui il tumore si sviluppa in un anno, in cinque anni, in dieci anni.
L'inquinamento ambientale è un problema gravissimo. Guardando la CO2 gli scienziati europei, si sono inventati lo stoccaggio della CO2, noi abbiamo a Senigallia il primo esempio sovrumano di acqua minerale gassata in mare, disponibile a tutti. Stiamo facendo uno stoccaggio di CO2 perché, come al solito, ritorno sempre al discorso degli incentivi, c'è un progetto che si chiama NER 300 che riguarda contributi europei erogati per stoccare lo 0,100 volte 0,1% della CO2 che si produce nel mondo. Dove si sta facendo lo stoccaggio? La concessione Sibilla lo sta facendo al largo delle coste di Senigallia.
E' un progetto sperimentale dove ci sono delle quote che vengono date che si acquistano tra Paesi per stoccare la CO2 prodotta da impianti industriali.
La via da prendere è il miglioramento della qualità dell'aria, noi dobbiamo pensare a queste cose perché quello che sto dicendo, sono dati scientifici, pubblicati dall'OMS e dall'OCSE, quindi non sono dati che io ho preso così su internet o a caso.
Devo spiegare l'emendamento oppure lo posso fare dopo?

PRESIDENTE. Se vuole può illustrarlo rapidamente in modo che dopo …

Peppino GIORGINI. E' semplicissimo. Il nostro emendamento tende a migliorare, per i motivi che ho esposto sopra, questa mozione ampliando il punto 2, abbiamo voluto ben specificare: “nell'ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture esistenti” vengono aggiunte, in maniera chiara ed inequivocabile, le parole “limitando al massimo il consumo del territorio”. Per quale motivo? Perché quando si dice “ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture esistenti” è possibile che avendo una strada a una o due corsie ne venga fatta una a quattro corsie, oppure ce n'è una che è lunga 2 chilometri, magari non serve, e ne viene fatta una di venti chilometri. E' un esempio banale, ma è per far capire il senso di quello che voglio dire.
Dobbiamo smetterla con questo consumo del territorio e pensare un po' ai nostri figli perché poi i malati di cui parlavo prima, non attaccano solo …, ho visto delle immagini scioccanti che spero qualcuno di voi voglia vedere, di bambini appena nati che sono morti per colpa delle polveri sottili, appena nati, usciti dal grembo della madre.
Credo che se questo Governo regionale voglia iniziare un cammino di riduzione dell'inquinamento ambientale possa essere sulla strada giusta, se invece facciamo “l'impegna” solo per motivi politici e pubblicitari, non andremo da nessuna parte.
Ricordo un'altra cosa e concludo, noi stiamo andando in un sistema regionale dove il turismo è fondamentale e dobbiamo capire che il sole e il mare ormai ce l'hanno tutti, quindi non è sufficiente per attirare turisti. Credo che una grossa novità possa essere il turismo ambientale e se la Regione andrà in questo senso, andrà nel senso giusto, se invece prenderà un'altra strada, che è quella che hanno seguito le amministrazioni precedenti, che ha gestito la Regione nelle legislature precedenti, credo sia l'ennesimo errore e non saremmo sulla strada giusta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Buonasera a tutti. Quando abbiamo letto questa mozione noi del Movimento 5 Stelle siamo stati molto felici nel vedere che si prendevano impegni che ricalcano pari pari una parte del programma regionale del Movimento 5 Stelle.
Ci siamo subito domandati se questi impegni sarebbero stati presi con serietà oppure sarebbero stati l'ennesima presa di posizione basata su nulla di concreto. Dico questo perchè gli impegni che sono scritti qua, sono molto importanti e pesanti, leggo: “Perseguire l'obiettivo dell'azzeramento dell'uso di combustibili fossili a partire dall'arresto degli impianti inquinanti”, Consigliere Busilacchi ha letto bene quello che ha scritto? Arresto degli impianti inquinanti, voi vi state prendendo l'impegno di arrestare gli impianti inquinanti nella regione Marche.
Questa cosa me lo ricorderò fra 15 giorni, quando presenterete una mozione fotocopia della mia contro l'inceneritore nella quale prevedo, vediamo se mi smentite, di togliere la combustione dei rifiuti nei cementifici sotto forma di CSS. Allora vi rinfaccerò quello che avete scritto in questa mozione: arresto degli impianti inquinanti.
Voglio vedere se questa volta fate sul serio o sono solo chiacchiere, tra parentesi credo che questa mozione parta da una e-mail che è arrivata a tutti i Consiglieri regionali, compreso il sottoscritto, di un'associazione, quindi, voglio vedere se questa volta prendete degli impegni seri oppure stiamo prendendo in giro i cittadini.
Il mio emendamento è questo: “Entro il 30 giugno, si impegna la Giunta a relazionare al Consiglio regionale sulle azioni concrete che la Giunta ha individuato per adempiere agli impegni dei punti precedenti”. Si chiede con questo emendamento di relazionare entro il 30 giugno e noi saremo qui il 30 giugno a ricordarvi questo impegno per vedere con l'Assessore Sciapichetti e con tutti i componenti della Giunta quali azioni concrete hanno fatto seguito a questo impegno che voi oggi state prendendo.
Se questi emendamenti saranno approvati, quello che ha illustrato prima il Consigliere Giorgini e questo del sottoscritto, noi saremo ben felici di votare favorevolmente questa mozione altrimenti ci asterremo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Ho condiviso la mozione che noi abbiamo proposto. Mi pare che nell'analisi e nella introduzione che ha fatto il nostro capogruppo Busilacchi ci siano un po' tutte le ragioni del perché e dell'importanza di questo atto. Penso che il contrasto ai cambiamenti climatici costituisca un obiettivo strategico e debba essere riaffermato con forza da parte della Regione Marche.
L'adesione è convinta e credo che il voto debba essere favorevole dopodiché il Consigliere Bisonni sa che noi ci misuriamo nel limite del possibile per quello che possiamo, con grande trasparenza, serenità e serietà. Massima trasparenza negli atti che andiamo a prendere anche massima concertazione per quello che è di nostra competenza, per quello che riguarda il ruolo della Regione Marche.
Da qui a dire che debba esserci una scadenza entro la quale noi dobbiamo rendicontare su una serie di questioni, mi pare che sia facile dirlo dall'opposizione, un po' più difficile farlo nella realtà.
Se poi serve per fare un articolo in più su qualche giornale on line oppure su facebook questo posso capirlo, è anche legittimo, non c'è assolutamente niente di straordinario, fa parte del dibattito politico, però credo che la mozione sia molto importante, seria e non vada svilita con altre questioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Una breve dichiarazione di voto anche per rispondere ad un paio di sollecitazioni che sono giunte dalla Consigliera Leonardi.
Intanto vorrei ricordare una cosa, il nostro Statuto indica quelli che sono i compiti, le funzioni e il ruolo del Consiglio regionale e quelli della Giunta. E' compito di quest'Aula, con i propri atti ispettivi, verificare che le azioni dell'amministrazione messe in campo vengano attuate, questo avviene oggi, è avvenuto nel passato, per cui credo che sia giusto che alcune nostre espressioni, portate avanti con atti politici o che riguardano anche sensibilità, come quella ambientale, possano trovare un controllo dell'Aula nei confronti dell'attività portata avanti dagli esecutivi. Questo è avvenuto anche nel passato.
Più in generale credo che sia utile che il Consiglio regionale delle Marche possa appropriarsi di uno strumento di valutazione delle politiche e dell'efficacia degli atti che vengono portati avanti. Nella passata legislatura, visto che lei la richiamava, sono state approvate perfino delle proposte di legge che poi non sono state pienamente attuate. Capita e ahimè capita in tutte le Assemblee elettive, talvolta persino in Parlamento. Noi abbiamo dei casi in cui anche le norme nazionali non vengono pienamente attuate, quindi non vedo alcuna contraddizione nel fatto, ma semplicemente per ribadire il necessario ruolo dell'Aula e far sì che gli atti che votiamo vengano poi applicati.
Questa mattina abbiamo depositato come gruppo una mozione sulla stazione unica appaltante che esiste già nelle Marche, esiste per legge, una legge regionale votata nel 2012, e le prime gare di questa stazione appaltante sono partite dopo mie interrogazioni, dopo tre anni e noi auspichiamo, ne sono convinto, ne ho già parlato con il Presidente e con la Giunta, che finalmente oggi l'amministrazione applicherà fino in fondo quella legge.
Non vedo contraddizioni nel fatto che l'Aula possa esprimere anche con propri atti ufficiali alcune indicazioni e con il fatto che chiediamo che queste applicazioni vadano fino in fondo.
Dopodiché io sono d'accordo con quello che ha detto l'Assessore, il giusto ruolo dell'Aula deve trovare un equilibrio anche nei tempi della Giunta regionale, per cui non possiamo chiedere in un atto impegnativo come questo che la Giunta relazioni immediatamente. Secondo me, per esempio, non so se l'Assessore è d'accordo, una volta all'anno potremmo prevedere delle comunicazioni in Aula su questo tema che illustrano rispetto agli atti di programmazione. Potrebbe essere persino migliore perché a quel punto tutti gli anni avremo una sessione di Aula o almeno un punto all'ordine del giorno dedicato a questo tema, senza una scadenza.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, quello della Consigliera Leonardi mi pare assolutamente accoglibile, l'emendamento numero 1 dal mio punto di vista è peggiorativo rispetto alla nostra mozione, ma se questo serve a portare ad un voto più ampio dell'Aula, non ho problemi.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 29/1 a firma dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Maggi, Bisonni, Fabbri. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 29/2 a firma della Consigliera Leonardi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 29/3 a firma dei Consiglieri Bisonni, Pergolesi, Fabbri, Giorgini, Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 29 così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. La mozione n. 31, su richiesta dell'Assessore Pieroni, è rinviata.

Mozione n. 30
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Talè, Micucci, Giancarli
"Importanza delle vaccinazioni"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 30 dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Talè, Micucci, Giancarli.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Colleghi, onestamente mi dispiace che questa mozione venga trattata per ultima in un momento in cui la nostra attenzione fisiologicamente cala, in ogni gruppo cala dopo circa 1 ora e mezzo, forse dovrei avere qualche slide, non è il massimo, ma credo che questa mozione e questo tema siano molto importanti per l'allarme che in questi giorni riceviamo dall'Organizzazione mondiale della sanità che ha pubblicato dei dati che vedono, nel nostro Paese e anche nella nostra regione, la diminuzione del numero delle vaccinazioni sotto determinate soglie che rischiano di disperdere quell'effetto, l'effetto gregge, che consente alle vaccinazioni, al piano vaccinale, di essere pienamente efficace. Credo che sia una preoccupazione che tutti quanti noi come cittadini, come genitori, dovremmo avere.
Proprio qualche settimana fa sulla stampa sono stati pubblicati dei dati che ci hanno segnalato un ritardo di diverse regioni, tra cui la regione Marche, rispetto alla percentuale di vaccinazioni dell'età pediatrica. In particolare per il vaccino del morbillo, parotite e rosolia la percentuale è scesa al di sotto degli standard che consentono un alto livello di tutela rispetto a queste malattie.
Su questo tema, in questi anni, c'è stata molta disinformazione, è invece opportuno ricordare che le più importanti organizzazioni scientifiche, a partire dall'organizzazione mondiale della sanità, ma non solo, ricordano che i vaccini sono una delle scoperte scientifiche più importanti dal punto di vista sanitario e che hanno debellato diverse malattie mortali. In Italia l'obbligatorietà è stata inserita anche per un sistema di lotta alle disuguaglianze perchè nell'Italia del dopoguerra molti bambini, specie nelle zone più disagiate del Paese, erano esposti ad infezione di alcune malattie che potevano portare a forti danni per la salute fino alla morte.
Con le vaccinazioni obbligatorie molti di queste malattie sono state debellate, in realtà l'obbligo di legge in Italia ha una efficacia relativa perché sappiamo che non esistono di fatto delle vere sanzioni, è possibile, ad esempio, andare a scuola a differenza di quello che avviene in altri Paesi. Penso al caso dell'Inghilterra dove non c'è, ad esempio, l'obbligo di vaccino sul morbillo, però i bambini che non sono vaccinati, non possono andare a scuola.
Devo dire che anche il Ministro alla salute da questo punto di vista sta facendo una campagna importante che io condivido. Voglio ricordare, ad esempio, che in Italia, ogni anno, per il morbillo ci sono diversi morti ed è utile ricordare che rispetto a questo tema c'è stata in questi anni una pericolosa campagna antivaccinale soprattutto via web che non muove da alcuna premessa scientifica appurata. L'unico fondamento che si prova ad alimentare su un'ipotetica correlazione tra la vaccinazione e l'autismo nasce da una pubblicazione di diversi anni fa del dott. Wakefield che venne pubblicata sul Lancet e poi si scoprì che i dati erano stati falsificati, tanto che il medico venne radiato dall'albo e il Lancet per la prima volta ritirò quella pubblicazione. Questa è una cosa che spesso non viene ricordata, invece quando si gioca sulla salute delle persone e dei bambini credo che sia opportuno ricordare tutta la storia di quella vicenda.
L'effetto negativo che si è avuto da questo genere di controinformazione è che in tanti Paesi, in particolare in Italia, si è alimentato un panico di massa rispetto ai rischi che ci sono nei confronti dei vaccini.
Credo che sarebbe utile che la Regione Marche che in realtà, dal punto di vista istituzionale, sta già facendo molto, voglio ricordare che esiste un piano vaccinale nazionale che le Marche hanno recepito, esiste un piano vaccinale regionale, esistono delle iniziative, faccia in modo che queste iniziative istituzionali possano penetrare maggiormente nella cultura diffusa della popolazione.
In questa mozione che ho sottoscritto insieme al Presidente Volpini e ai Consiglieri Talè, Micucci, Giancarli che fanno parte della Commissione competente chiediamo non solo che ci possa essere una maggiore collaborazione tra le strutture sanitarie, la prevenzione del territorio, le figure che si occupano di sanità e assistenza territoriale, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, che ci possa essere una attenzione agli organici dei dipartimenti di prevenzione, ma anche che ci possa essere una corretta campagna informativa. Credo che sia davvero tempo che la nostra situazione regionale promuova direttamente una comunicazione ufficiale su questo tema anche con delle iniziative.
Queste iniziative già esistono nel nostro territorio regionale, ma sono in parte demandate ad organizzazioni, associazioni, che a macchia di leopardo le organizzano su questo tema. Sarebbe utile che lo facessimo anche come Regione o forse ancora meglio sarebbe utile che fosse il Governo ad indire una giornata nazionale della vaccinazione, cioè una giornata in cui, magari, in tutte le scuole o in tutti i distretti sanitari possano essere organizzate delle iniziative ufficiali in cui si incontrano le famiglie e si spiegano con chiarezza, sulla base di dati certi e scientifici, quelli che sono gli effetti delle vaccinazioni per la salute degli individui.
Questo è un tema, ripeto, molto importante su cui la politica oggi credo sia chiamata a dare delle risposte perché è un tema molto sentito dai cittadini, molto sentito dalle famiglie marchigiane, da tante famiglie che chiedono delle risposte, chiedono di sapere la verità su un tema, ripeto, su cui rispetto alle informazioni ufficiali esiste una controinformazione rispetto alla quale è necessario, non dico arginare, ma fare chiarezza a partire dalla scienza.
Ricordo che alcuni anni fa ci fu persino una proposta di legge popolare su questo tema per far sì che le Marche, così come avviene in Veneto, interrompessero l'obbligo vaccinale, quella proposta di cui ero relatore, venne bocciata anche perchè noi per avere maggiori garanzie di scientificità chiamammo nelle Marche l'Istituto superiore della sanità, il più importante istituto scientifico che si occupa di questo tema e che collabora con il Governo e con il Ministero della salute.
Credo che sia importante che da quest'Aula, su un tema così importante, su un tema così delicato, ci sia un segnale alla comunità marchigiana che ha su questo, sui temi che riguardano la salute, bisogno di chiarezza e di certezze.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. … questa mozione sulla necessità di un'azione coordinata a favore delle vaccinazioni perché, come ha detto il Consigliere Busilacchi, le vaccinazioni rappresentano una delle scoperte scientifiche più importanti dal punto di vista sanitario che hanno debellato tantissime malattie.
Se riteniamo che la vaccinazione sia un mezzo per la salvaguardia della popolazione andrebbe anche definito meglio il piano nazionale visto che, ad esempio, il vaccino per il meningococco B è a pagamento e non ad un prezzo veramente basso, 80 euro, per chi ha 2 o 3 figli, voi capite, la spesa è elevata.
Ad esempio i bambini tra i 7 e i 13 anni che avevano già fatto il vaccino per il meningococco C non possono fare il nuovo vaccino combinato che costa meno e sono costretti a pagarlo. Solo la Regione Toscana, per i nuovi nati, lo somministra gratuitamente.
Auspico, Consigliere Volpini che è Presidente della Commissione sanità, che questa amministrazione prenda l'impegno di rendere gratuiti i vaccini a pagamento, soprattutto in quelle famiglie dove c'è l'esenzione dal ticket sanitario. Questo è un auspicio che mi auguro lei possa prendere in considerazione perché un vaccino per il meningococco B che cosa 80 euro non tutti se lo possono permettere.
Per quanto riguarda questa mozione io sono a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Questo intervento è rivolto in modo particolare al Presidente della Commissione sanità, al Consigliere Volpini, anche perché proviene dal mondo scientifico, medico e credo che sia la persona più adatta dentro quest'Aula per recepire questa mozione, non tanto nella sua parte scritta, come è stato poc'anzi evidenziato, quanto nella parte concreta.
Il compito è, come ha detto la Consigliera Marcozzi, che la questione di determinati vaccini, Presidente Volpini, possa essere discussa in una delle prime sedute della Commissione affinchè si impegni la Giunta su questo problema sanitario e che, oltre le cose che ha detto il Consigliere Busilacchi, cioè i documenti cartacei, ci sia una risposta concreta anche in termini di contributi verso le famiglie, perchè questo è l'aspetto essenziale.
A questo punto con la volontà politica di rendere più incisivo, più pesante, più obbligatorio, l'uso di questi vaccini, perché effettivamente le statistiche ci dicono che sono diminuite le vaccinazioni, supportare con una proposta che diventi poi una proposta della Giunta in senso economico, credo sia una cosa buona che possiamo fare per questa comunità marchigiana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Qualche riflessione su un tema che è ritornato di grandissima attualità per cercare di capire il perché.
Ci eravamo dimenticati che i vaccini esistessero, li abbiamo riscoperti perché la stragrande maggioranza di quelle malattie non si vedevamo più. Penso alla polio, penso alla difterite, le avevamo soltanto nel nostro bagaglio culturale, ma non le avevamo più viste, poi c'è stato un calo delle vaccinazioni e sono ritornate prepotentemente di moda ed abbiamo ricominciate a vederle quando masse di immigrati hanno raggiunto le nostre città, penso ad alcune malattie tipo la tubercolosi che prima non conoscevamo e che è ritornata di importazione.
Questo calo sensibile delle vaccinazioni ha portato la soglia al di sotto, quello di cui ha parlato prima il Consigliere Busilacchi, del famoso 95% di copertura per le vaccinazioni obbligatorie. Questo ci ha spinto anche a presentare la mozione perchè le civilissime Marche, dove c'è un sistema sanitario efficiente, secondo il rating delle società è la terza o la quarta, hanno fatto registrare il calo più sensibile, sia per quello che riguarda le vaccinazioni obbligatorie che per quel che riguarda le vaccinazioni fortemente consigliate: morbillo, rosolia ed altre.
Questo perché c'è stata in tutti questi anni una comunicazione aggressiva da parte dei gruppi cosiddetti antivaccinatori, molto aggressiva, utilizzando mezzi di comunicazione tipo i social, in cui il messaggio difficilmente è controllabile, associando queste vaccinazioni a malattie tipo lo spettro autistico ed altre.
L'insieme di questi fattori ha determinato questa forte riduzione e nel piano della prevenzione, presentato dalla Regione Marche non più di 15 giorni fa, c'è un capitolo che è l'ottavo completamente dedicato al rilancio delle vaccinazioni attraverso una serie di strumenti, tipo quello di migliorare la comunicazione e l'educazione sanitaria soprattutto in determinati ambienti, che sono poi gli ambienti scolastici, dove il messaggio comunicativo ha la maggior presa e stimolare attraverso delle campagne comunicative l'importanza dei vaccini tendenti a contrastare quelle bufale dal punto di vista scientifico che sono state messe in circolazione in questi anni.
C'è un servizio all'interno del Dipartimento di prevenzione interamente dedicato alla vaccinazione e la necessità anche, l'ha ricordato il Consigliere Busilacchi e viene ricordato nella mozione, di rafforzare i servizi vaccinatori, perché, è vero, la vaccinazione non è stata una scoperta scientifica, ma dopo l'introduzione dell'acqua potabile è lo strumento di maggior efficacia nel prevenire malattie mortali, come quelle infettive.
Il fatto che anche la politica tutta rimetta al centro della propria discussione, come sta succedendo in questa Aula, il problema delle vaccinazioni, credo che sia un aspetto estremamente positivo.
Le sollecitazioni che sono venute dal Consigliere Zaffiri ed anche dalla Consigliera Marcozzi penso che possano essere recepite da parte della Giunta, io stesso credo che, per alcuni tipi di vaccini, soprattutto quelli a pagamento, in questo caso il vaccino meningococco - tra l'altro adesso è stato messo a punto, perché prima ce n'era un tipo che non dava ampie coperture, è stato messo in commercio recentemente e dà anche quelle giuste coperture - se non a tutti, ma a quei bambini e adolescenti che provengono da famiglie in difficoltà, dove esiste per esempio l'esenzione del ticket per disoccupazione o per reddito, possa essere somministrato e distribuito a carico del sistema sanitario marchigiano.
Domani dovrebbe arrivare in tutti gli ambulatori medici e nei servizi vaccinatori il vaccino per l'influenza che, come sapete, inizia in questo periodo, sperando di non incontrare nuovamente una situazione come quella che è capitata l'anno scorso, dove notizie incontrollate avevano attribuito al vaccino Fluad 6, 7, 8 morti in giro per l'Italia, quando invece dalle verifiche fatte dal Ministero questo non è risultato vero, hanno interrotto la vaccinazione e di contro ci sono stati tanti ricoveri per patologie respiratorie scompensate ed anche tanti morti per mancata vaccinazione.
Speriamo che quest'anno le cose non si ripetano e forse ognuno di noi per quota parte potrebbe contribuire alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla vaccinazione che non è duratura come le altre, perché quelle di cui abbiamo parlato prima sono durature, ma si fa di anno in anno, cercando di dare un contributo e contrastare le false notizie scientifiche che in questi anni si sono susseguite nel campo delle vaccinazioni.
Vedo in giro che si stanno facendo una serie di iniziative, auspico da quest'Aula si alzi un grido forte a favore della vaccinazione come strumento di controllo di malattie importanti e come Commissione chiederemo che su alcune vaccinazioni, tipo quella che voi avete sollevato, l'antimeningococco, ci possa essere uno sforzo da parte della Regione per quanto riguarda la somministrazione gratuita del vaccino.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 30. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,25
 

 
 
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