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Resoconto della seduta n.13 del 15/12/2015

SEDUTA N. 13 DEL 15 DICEMBRE 2015

La seduta inizia alle ore 10,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 13 del 15 dicembre 2015. Do per letti i processi verbali delle sedute nn. 11 e 12, rispettivamente del 24 novembre e dell'1 dicembre 2015, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
- n. 19 in data 3 dicembre, ad iniziativa del Consigliere Giacinti, concernente: “Modifica alla legge regionale 17 dicembre 2012, n. 41 Norme per la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale dei componenti gli organi della Regione, dei titolari di cariche in Istituti regionali di garanzia e di cariche direttive in enti o società”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
- n. 20 in data 3 dicembre, ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Urbinati, Giacinti, Biancani, Giancarli, Micucci, Minardi, Traversini, Talè, Volpini, Mastrovincenzo, Marconi, Rapa, concernente: “Abolizione del contributo per il funzionamento dei gruppi consiliari e modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari", assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
- n. 21 in data 10 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Assestamento del bilancio 2015 e pluriennale 2015/2017”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 1) della legge regionale 15/2008 (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna).
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
- n. 9 in data 10 dicembre, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa regionale anno 2016 e pluriennale 2016/2018 ai sensi del d.lgs. 118/2011 e successive modificazioni. Programma annuale e triennale di attività e di gestione 2016/2018” (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna).
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 58 ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Micucci “Istituzione linea di trasporto pubblico fra Recanati e Civitanova Marche - Ospedale”;
- n. 59 ad iniziativa del Consigliere Zura Puntaroni “Chiusura del punto nascita dell'Ospedale "Bartolomeo Eustacchio" di San Severino Marche”;
- n. 60 ad iniziativa della Consigliera Leonardi “Salvaguardia reparti maternità di San Severino, Fabriano ed Osimo”;
- n. 61 ad iniziativa del Consigliere Celani “Per la difesa della nostra cultura e delle nostre tradizioni cristiane "Un Presepe in ogni Comune";
- n. 62 ad iniziativa del Consigliere Bisonni “Tutela dell'ospedale di Tolentino (MC)”;
- n. 63 ad iniziativa del Consigliere Celani “Adozione di iniziative da parte della Giunta regionale ai fini del superamento delle sanzioni economiche applicate contro la Russia e a sostegno del tessuto produttivo marchigiano gravemente colpito dalle sanzioni medesime”;
- n. 64 ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi “Punto nascita Ospedale di Osimo”;
- n. 65 ad iniziativa del Consigliere Maggi “Adesione al progetto di formazione e lavoro della figura dell'accompagnatore turistico e assistente delle destinazioni turistiche”;
n. 66 ad iniziativa del Consigliere Fabbri “Sospensione referendum concernente la fusione per incorporazione del Comune di Mombaroccio nel Comune di Pesaro e del Comune di Tavoleto nel Comune di Urbino”.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Forse devo dire le stesse cose del Consigliere Zura Puntaroni, normalmente in una sessione dedicata al bilancio giustamente si dà priorità ad un atto così forte, ma mi sembra importante, per venire incontro anche alle persone che arriveranno in Regione e per non farle aspettare fino alle 4,00 del pomeriggio, anticipare la discussione delle mozioni riguardanti i punti nascita ed affrontare subito il dibattito. se c'è la disponibilità dei Consiglieri e del Presidente di venire incontro a questa esigenza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Come abbiamo detto questa stamattina alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi verso l'ora di pranzo va più che bene.
La seconda richiesta riguarda l'abbinamento delle mozioni perché il tema è unico. Ci va bene, quindi, come abbiamo detto prima. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. La richiesta è la stessa …

PRESIDENTE. La richiesta è di iscrivere all'ordine del giorno odierno la mozione n. 60 e di conseguenza discuterla con le altre?

Elena LEONARDI. Si.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Chiedo anch'io l'iscrizione all'ordine del giorno della mia mozione. la n. 64, che si era smarrita negli uffici amministrativi, ed anche l'abbinamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Se fosse possibile, chiedo di discutere nella prossima seduta assembleare, comunque prima di Natale, la mozione n. 61 “Per la difesa della nostra cultura e delle nostre tradizioni cristiane "Un Presepe in ogni Comune" che ha una valenza se è discussa prima di Natale, altrimenti perde tutta la sua efficacia.

PRESIDENTE. Eventualmente la inseriremo nella seduta del 22 che, come concordato nella Conferenza dei Capigruppo. inizierà alle ore 14,00.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Buongiorno. Chiedo l'iscrizione della mozione n. 62 che ho presentato. Credo che nella Conferenza dei Capigruppo sia passata con esito positivo la sostituzione con quella precedentemente presentata dal Consigliere Maggi.

PRESIDENTE. L'iscrizione di questa mozione va comunque votata dall'Assemblea.
A questo punto votiamo la proposta del Presidente Ceriscioli, condivisa da altri Consiglieri, di anticipare, se non ho capito male, il dibattito sui punti nascita. L'anticipiamo, ma non possiamo farla all'ora di pranzo perché presumibilmente lavoreremo sull'assestamento di bilancio e quella è una discussione che ci porterà via molto tempo.

Luigi ZURA PUNTARONI. Va bene, Presidente, grazie.

PRESIDENTE. Votiamo l'anticipazione della trattazione di questo punto, successivamente voteremo l'iscrizione di tutte le mozioni attinenti che sono la n. 59 del Consigliere Zura Puntaroni “Chiusura del punto nascita dell'Ospedale Bartolomeo Eustacchio di San Severino Marche”, la n. 60 della Consigliera Leonardi “Salvaguardia reparti maternità di San Severino, Fabriano ed Osimo”, la n. 64 dei Consiglieri Pergolesi e Maggi “Punto nascita Ospedale di Osimo”.
Poi a parte voteremo l'iscrizione della mozione n. 62 del Consigliere Bisonni “Tutela dell'ospedale di Tolentino (MC)”.

Proposta di iscrizione delle mozioni nn. 59, 60 e 64, la pongo in votazione.

(Ci sono problemi tecnici al sistema di votazione elettronico per cui si procede per alzata di mano)

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di iscrizione della mozione n. 62, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Anche in questo caso riscontro una totale unanimità dell'Aula, quindi è iscritta, ma non viene abbinata, sarà trattata separatamente rispetto alle altre mozioni.
Ha la parola il Consiglieri Bisonni.

Sandro BISONNI. Siccome stanno arrivando anche da Tolentino delle persone chiedo cortesemente di anticipare la mozione insieme a quelle sui punti nascita.

PRESIDENTE. In ogni caso votiamo prima la richiesta fatta dal Presidente Ceriscioli e poi votiamo la sua, perché, ripeto, sono due punti differenti.

Proposta di anticipare la trattazione delle mozioni relative ai punti nascita, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di anticipazione della mozione n. 62, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Ora procediamo con l'ordine del giorno che a questo punto si apre con le mozioni che abbiamo abbinato.

Mozione n. 47
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Riorganizzazione dei punti nascita”

Mozione n. 59
ad iniziativa del Consigliere Zura Puntaroni
“Chiusura del punto nascita dell'Ospedale Bartolomeo Eustacchio di San Severino Marche”

Mozione n. 60
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Salvaguardia reparti maternità di San Severino, Fabriano ed Osimo”

Mozione n. 64
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi
“Punto nascita Ospedale di Osimo”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 47 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia, la n. 59 del Consigliere Zura Puntaroni, la n. 60 della Consigliera Leonardi e la n. 64 dei Consiglieri Pergolesi e Maggi, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Vorrei partire da un discorso più ampio perché può essere vero, può essere giusto, che la Regione abbia bisogno di razionalizzare, ma una parte delle bellissime immagini del nostro territorio che vi ho fatto osservare questa mattina, ricordandovi la bellissima giornata di giovedì scorso, sono state prese, guarda caso, dall'alto maceratese e in particolare dal mio Comune. Si vedeva la frazione di El Cito, con quelle balle ammucchiate di fieno, con quei cavalli che andavano in libertà, con le grotte di Sant'Eustacchio, zone che io conosco benissimo perché le frequentavo da ragazzo e mi dicevo che tutto era bello, bellissimo. Il Presidente faceva l'elegante, illuminatevi tutti quanti, guardate il nostro territorio, c'era anche un regista famoso che ha fatto un provino molto bello, ma ammucchiare quelle balle di fieno e di paglia, tenere quei cavalli lì, tenere puliti quei campi, il panorama, il paesaggio e la bellezza, presuppongono la presenza sul luogo di persone che lavorano a tal fine, forse per guadagnarsi il paradiso.
Via via togliamo una scuola, una strada, un servizio, un autobus perché è scomodo arrivare fin la, togliamo anche ciò che è più devastante psicologicamente: il punto nascita - è vero, economicamente ha un costo, non ha speranza in una visione economica squisitamente commerciale e da bilancio non funziona – ma a quelle persone che hanno contribuito e sono state determinanti per la realizzazione di quelle bellissime immagini, cosa dico? “Vi utilizzo per le immagini, ma non vi do servizi, vi lascio solo i cimiteri e tutto quello che è vita, come l'ospedale, che è futuro, che vi rassicura, ve lo porto via!”
Se sposto tutto lungo la costa, perché la vita sta lungo la costa, è vero, negli ultimi 50 anni si è sbilanciata lungo la costa, e se l'entroterra lo utilizziamo soltanto per fare i video promozionali e le foto, che futuro ha?
Sull'entroterra l'altra mattina c'è stata la Commissione, si è parlato di quei maxi impianti eolici, poi il Dirigente Piccinini ci ha rassicurato dicendoci che su 24 richieste 17 sono state respinte e 4, 5 sono state portate avanti, allora mi sono permesso di dire: “Scusi, queste pale alte 70 metri fra 50 anni, quando la tecnologia sarà obsoleta, con i soldi di chi e come verranno tolte per mantenere il paesaggio?” La risposta è stata: “Si, c'è la fidejussione ....”. Ho capito, è una grande presa in giro, rimarranno a carico del Sindaco scarognato che si troverà in quel territorio.
Le pale in quel modo, l'inceneritore in quell'altro, anche se devo dare atto che la Regione si è ravveduta con un gesto di grande intelligenza, di grande lungimiranza ..., tornando ai punti nascita è vero che in una programmazione squisitamente economica quei punti nascita pesano, ma se devo mantenere un equilibrio nella regione - dove non ci sono figli e figliastri e dove tutti siamo consapevoli che la ricchezza più forte fra 50 anni sarà il paesaggio e la qualità della vita, perché tutto il resto sarà perso - occorre fare una profonda riflessione anche sui punti nascita e sul valore simbolico che hanno, perché la gente tutto sommato cosa dice: “Guarda, mi togli San Severino e mi mandi a Macerata, ma Macerata ancora non è a norma”. Purtroppo ci sono stati anche un paio di casi tragici che addirittura sono finiti in tribunale, non per l'imperizia dell'equipe medica, quanto per la struttura che è un po' accalcata e confusionaria, dove le mamme stanno tutte insieme.
Fabriano invece è molto sbilanciato nell'entroterra, Osimo una via di mezzo, quello che si chiede alla Regione è una piccola riflessione, un gesto di buon senso, se non altro in attesa che questo spostamento venga codificato, venga migliorato, perché poi Macerata all'improvviso può fronteggiare 500 parti in più? È funzionale questo? La mamma che va a partorire si sente rassicurata?
E' vero che il Presidente mi ha detto prima che la fase di transizione è già iniziata ormai da 2 anni, ma queste persone, nello specifico, di San Severino, chiedono - adesso parliamo della mozione n. 59 – di attendere che Macerata venga messa a norma - la Regione ha già destinato delle somme, ma possono passare sei mesi, uno, due anni – allora avremmo spiegato i vantaggi che avranno e le porteremo lì.
Anche se, rispetto a quello che ho detto prima c'è un discorso più profondo, più sottile, a quelle zone non posso rubare il paesaggio, perché il paesaggio, il panorama, quelle bellissime immagini, sono state costruite con la fatica di chi ci vive, ed a chi ci vive e si accontenta di pane e acqua, devo almeno lasciare pane e acqua perché se non glielo lascio, per quale motivo quelle persone dovrebbero vivere in quelle zone a 600, 700, 1000 metri? Devono stare tutto il giorno lì, a sentire la puzza del bestiame ed io gli tolgo i punti nascita e gli lascio gli ospedali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Premesso che in questi giorni tre vaste zone delle Marche si trovano a dover fronteggiare il fatto che la Regione intende smantellare i punti nascita di tre importanti presidi ospedalieri: San Severino, Fabriano ed Osimo.
I reparti di ostetricia e ginecologia di questi tre ospedali rivestono strategica importanza per il bacino di utenza servito e, in due casi, anche per le condizioni orografiche dell’interno.
I programmi aziendali della sanità marchigiana hanno decretato la chiusura di questi tre reparti al fine del raggiungimento degli obiettivi di budget e di premialità per le Direzioni di Area vasta.
La Giunta regionale con deliberazione n. 665 del 2015, quindi questa Giunta, ha definito gli obiettivi del Servizio sanitario regionale per il 2015 sulla base di obiettivi di budget senza una razionale riorganizzazione sull'intero territorio regionale “al fine di ottemperare coerentemente con le disposizioni stabilite dal MEF”.
Con deliberazione n. 666 del 7 agosto 2015 la Giunta regionale ha contemporaneamente definito la “valutazione dei risultati conseguiti dai Direttori generali dell’Asur ..” tramite la “approvazione dei criteri 2015”.
Nella deliberazione n. 666/2015 si stabilisce che “il trattamento economico dei Direttori generali può essere integrato di una ulteriore quota, fino al 20% della stessa, previa valutazione dei risultati di gestione ottenuti”.
Nella medesima deliberazione si afferma che la valutazione degli obiettivi dei Direttori generali è definita tramite l'assegnazione di “60 punti per gli obiettivi di carattere economico e 40 punti per gli obiettivi di carattere sanitario”.
La valutazione di cui sopra sarà effettuata sulla base dei risultati conseguiti entro il 31 dicembre 2015, di qui la celerità nel tagliare reparti e servizi con la scusante della riorganizzazione sanitaria.
Premesso ancora che nella fattispecie del punto nascite di San Severino Marche questo assieme a Camerino fa parte di un complesso ospedaliero “di rete” che, perdendo il materno infantile, vedrebbe anche il declassamento di ambedue i presidi.
L’ospedale “Bartolomeo Eustachio” è considerato un’eccellenza per le performance anche del reparto “materno-infantile” e serve un’area interna orograficamente a prevalenza montana.
In data 3 dicembre 2015 il Presidente Ceriscioli, incontrando il sindaco di San Severino, ha ribadito che il punto nascita della città settempedana chiuderà il 31 dicembre prossimo, quindi fra pochissimi giorni.
Nel caso di Fabriano analoga problematica per il punto nascita dell’ospedale “Profili”. Il reparto di pediatria-ostetricia chiuderebbe il 31 dicembre prossimo col rischio per le gestanti di compiere un tragitto anche di 45 minuti per arrivare all’ospedale di Jesi.
L’attuale situazione infrastrutturale di quel territorio montano, come hanno ricordato i Sindaci del comprensorio, “con particolare riguardo alla viabilità del tutto inadeguata, oggetto di importanti lavori non ancora terminati e soggetta a interruzioni anche di lunga durata” isola il presidio di Fabriano dagli altri presidi.
Nel medesimo documento si ricordano la “mancata attuazione del sistema di trasporto assistito materno-infantile e la mancata implementazione di procedure e coordinamento tra i vari presidi ospedalieri per quanto attiene al processo del parto naturale”.
Analoga situazione si riscontra all’ospedale di Osimo che vedrebbe chiuso il reparto di ostetricia-ginecologia con le medesime modalità dei reparti succitati.
Nel caso di Osimo il bacino di utenza che rimarrebbe sguarnito comprende una vastissima area della Val Musone, a cavallo tra le province di Ancona e Macerata, oltre che il litorale sud del Conero.
Considerato che nella fattispecie dell’Ospedale di Osimo, quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, in cui si definisce il limite dei 500 parti per mantenere attivo un reparto maternità, il presidio in questione soddisfa queste condizioni.
Osimo è classificato come “Ospedale amico del bambino” secondo i criteri dell'UNICEF e, quindi il Piano sanitario nazionale vigente indica di incrementare il numero di questa tipologia di ospedali.
Nella deliberazione di Giunta regionale n. 1219 del 2014 si prevedeva la riorganizzazione anche di questo settore, che doveva essere effettuata garantendo la continuità dei servizi.
La Regione Marche depotenzia e chiude in anticipo reparti in ospedali che hanno delle vere e proprie eccellenze, come Loreto ed Osimo, senza aspettare il termine dei lavori e l’operatività effettiva del nuovo ospedale di rete dell’Aspio.
L’attuale Giunta regionale e la Direzione di Area vasta stanno agendo in palese contrasto con il vigente Piano socio-sanitario regionale che prevede invece, recependo il Protocollo siglato nel 2009 tra la stessa Regione ed i Comuni di Osimo e Loreto, di salvaguardare gli ospedali sino a che non fosse stato completato l’ospedale di rete “Nuovo Inrca” dell’Aspio.
La medesima Direzione di Area vasta disattende il protocollo di intesa siglato, essa stessa, con l’Inrca “per lo sviluppo delle attività assistenziali tra il presidio Inrca di Ancona ed il Presidio ospedaliero di Osimo in previsione del nuovo ospedale di rete Ancona”.
Ci si chiede perché si sconfessi il fatto che il protocollo è stato siglato affermando anche che il fine è quello di “garantire la presenza di servizi per le popolazioni residenti nel bacino di utenza a sud di Ancona”.
Considerato ancora che, nel caso dei reparti di maternità di San Severino e di Fabriano, la Giunta non applica le disposizioni nazionali emesse dal Ministro della Sanità Lorenzin, valide per i punti nascita delle aree montane.
Il “decreto Lorenzin” difatti consente di mantenere in deroga nelle aree montane i reparti con un numero inferiore a 500 parti annui.
Non si capisce come il Pd in alcune regioni aspettasse l'emanazione di questo decreto per tutelare alcuni punti nascita montani, mentre il Pd regionale delle Marche intende proseguire nell’azione di chiusura dei reparti maternità di San Severino e Fabriano che rientrerebbero a pieno titolo nel decreto Lorenzin.
I due punti nascita sono anche dei fiori all’occhiello in materia e rispondono ai requisiti di sicurezza ed appropriatezza degli interventi assistenziali.
Eventuali mancanze o assenze di strumentazioni o personale sono da addebitarsi alla gestione delle Aree vaste in vista probabilmente del raggiungimento degli obiettivi di budget e per giustificare questa operazione di taglio indiscriminato.
Una vera razionalizzazione delle spese consiste nel dotare una guardia attiva h24 poiché minime deficienze organizzative sono superabili con l’attività del servizio anche dal punto di vista delle convenienze economiche.
Il taglio di questi reparti non può essere inserito nel calderone degli obiettivi specifici per la valutazione del rendimento dei direttori generali e dei direttori di dipartimento.
In attesa delle definizioni, a livello nazionale, di attuazione di quanto già normato attraverso il decreto Lorenzin, la Regione Marche non può procedere alla chiusura di tali importanti reparti in aree montane.
Il taglio di questi reparti va contro il potenziamento della qualità clinica e il miglioramento dell'appropriatezza medica voluto dal vigente Piano socio-sanitario regionale.
Per quanto sin qui riportato le mie richieste riguardano: applicare le disposizioni del “decreto Lorenzin” salvaguardando i punti nascita delle aree interne, orograficamente svantaggiate, come San Severino e Fabriano; potenziare tali reparti considerata la funzione di presidio anche sociale in zone interne della regione Marche; mantenere attivo il reparto di maternità del nosocomio di Osimo e di considerare la definizione di un progetto per l’integrazione di questo reparto con l’ospedale di rete dell’Aspio, una volta che quest’ultimo sarà terminato e perfettamente operativo; potenziare questi tre reparti di maternità con particolare riferimento alla istituzione della guardia medica ostetrica, laddove h24 è assente; infine per ultimo quello che ha dato anche la spinta, questa accelerata, chiedo di stralciare dagli obiettivi di budget per il premio di produttività indicati nella deliberazione di Giunta n. 666/2015, i parametri che portano alla chiusura e al depotenziamento di questi reparti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Buongiorno a tutti. Innanzitutto ringrazio i presenti per aver permesso di presentare questa mozione che, ripeto, si era persa fra gli uffici e mi auguro che questa cosa non avvenga più perché è già la seconda volta.
Noi abbiamo presentato questa mozione perché c'è stata una grande sommossa da parte di tutti i Sindaci della Val Musone e l'abbiamo presentata anche in funzione del documento che loro hanno proposto a questa Giunta.
Probabilmente tutti saprete che c'è un recentissimo decreto del Ministro Lorenzin che prevede la possibilità di chiedere una deroga per quanto riguarda i punti nascita sia delle comunità montane che delle aree disagiate ed il Comitato “Percorso nascita nazionale” entro 3 mesi dovrà rispondere.
Viste le nostre mozioni, viste le mozioni presentate dagli altri Consiglieri, invito la Giunta e tutti i presenti a presentare una risoluzione, un documento condiviso che richieda la deroga al Ministro ed a questo Comitato perché questi punti nascita sono fondamentali per il territorio, sia quello dell'ospedale di Osimo che di Fabriano che di San Severino e tutti gli altri punti nascita che saranno a rischio nei prossimi anni.
Nello specifico l'ospedale di Osimo è un'eccellenza dimostrata professionalmente nel corso degli anni dal personale in servizio presso ostetricia e ginecologia, tra l'altro certificata dal Ministero della Sanità con il bollino rosa e dall'ente internazionale Unicef come Ospedale amico del bambino, come ha ricordato prima la Consigliera Leonardi.
La deliberazione della Giunta regionale n. 1219 del 2014 allegato c), punto 6, prevede che la riorganizzazione dei punti nascita deve essere oggetto di una specifica concertazione, e viste la sommossa popolare, le grandi manifestazioni che sono state fatte anche nelle ultime settimane, vista la contrarietà dei Sindaci che si sono palesemente espressi, non ultimo il comitato dei Sindaci per quanto riguarda l'area sociale territoriale n. 10 di Fabriano, considerata la particolare sensibilità sociale dell'argomento, le scelte devono essere effettuate garantendo la continuità dei servizi.
Visto anche che la Regione Marche ha sempre garantito la realizzazione non solo di un ospedale Inrca, ma di un vero e proprio ospedale di rete per tutta l'area della Val Musone e della Valle dell'Aspio, per l'effettività della quale è condizione necessaria il trasferimento dell'attuale reparto di ostetricia e ginecologia ampliato e potenziato con guardia ostetricia e guardia anestesiologica h24 contestualmente ai lavori di completamento, in modo da garantire sempre la sicurezza della madre e del bambino anche in caso di emergenza. Ricordiamo che l'ospedale di Osimo attualmente non ha queste figure professionali ed è riuscita a garantire un servizio ottimo, tant'è che non ci sono mai stati casi gravi, solo per l'impegno dei professionisti che lavorano nella struttura.
Rilevato anche che nel 2014 sono stati effettuati 4.794 parti, di cui 2.129 al Salesi e i restanti 2.663 negli altri 4 punti nascita e che, a seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'Area vasta 2, tenutasi il 17 novembre 2015, si evidenzia che i due punti nascita preservati di Jesi e Senigallia dovrebbero gestire più di 2000 parti/anno con un aggravio di lavoro e con il significativo rischio di riduzione della qualità delle cure, anche in relazione alla chiusura degli altri reparti di Fabriano e San Severino Marche.
Noi chiediamo l'impegno della Giunta al mantenimento dell’attuale struttura organizzativa del reparto di ginecologia ed ostetricia presso il presidio di Osimo, di San Severino e Fabriano. Oltretutto chiediamo l'ampliamento ed il potenziamento di tali strutture con la presenza di una guardia ostetrica ed anestesiologica h24, per garantire la sicurezza della madre e del bambino che dovrebbero essere al centro delle nostre preoccupazioni e di quelle della Regione Marche e ad integrare “in toto” il presidio ospedaliero di Osimo con l'Inrca, al fine di facilitare il traghettamento funzionale di tutti i reparti, compreso il punto nascita, verso la nuova sede ospedaliera unica in corso di realizzazione nell'area sud di Ancona; chiediamo inoltre di integrare/revisionare, pertanto, il protocollo di intesa tra Asur Area Vasta 2 e Inrca per lo sviluppo delle attività assistenziali tra il presidio Inrca di Ancona e il presidio ospedaliero di Osimo, prevedendo anche i reparti di ostetricia, ginecologia, neonatologia e pediatria.
Ricordo ancora che il decreto della Lorenzin cita testualmente: “Su richiesta del tavolo di monitoraggio di cui al decreto ministeriale 29 luglio 2015, citato in premessa, esprime motivato parere su eventuale richiesta da mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiore ai 500 parti annui, in deroga a quanto previsto dall'accordo Stato-Regione del 16 dicembre 2010 sul documento concernente “linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e della appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo”. La Regione e le Province autonome trasmettono le richieste di cui al comma 1 al tavolo di monitoraggio, di cui al decreto ministeriale del 29 luglio, il Comitato percorso nascita nazionale esprime il proprio parere entro 90 giorni dalla richiesta avanzata dalle Regioni, fatta salva l'interruzione dei termini per richiesta ed integrazione di elementi informativi”, quindi ci sono tutti i tempi tecnici per valutare il mantenimento di questi punti nascita. Soprattutto si chiede di sospendere la delibera che ne ha decretato lo smantellamento per garantire che le strutture che andranno ad inglobare i nuovi punti nascita e i nuovi nascituri siano potenziate e messe in sicurezza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mattina stiamo discutendo un aspetto molto importante per la vita di una comunità, di 1 milione e 400 mila marchigiani. Ne discutiamo grazie al contributo delle minoranze che hanno sottoposto all'attenzione del Presidente di questo esecutivo questo grave problema che interessa la colletività.
Chiedo e rifletto ad alta voce: se le direttive del Governo devono essere applicate in un modo così evidente, traslate da Roma in periferia, credo che la politica non serva, credo che l'Assessore alla sanità non serva.
Registro un continuo accentramento dei poteri del Governo della Regione o a livello nazionale e mi chiedo se i Presidenti delle Regioni, in questo caso della nostra Regione partecipa alla Conferenza Stato-Regioni perché se non è così, se la Regione non ha più un ruolo, se dobbiamo applicare quello che viene emanato dal Ministero, credo che al posto dell'Assessore basti individuare un semplice e modesto impiegato, perché questo è il ruolo.
Non accetto questa impostazione che in questo momento vi va bene perché siete al governo del Paese e della Regione, e credo che non vada bene neanche ai cittadini.
Esistono dei passaggi, Presidente, dei passaggi della politica e se i contribuenti pagano le tasse per avere un servizio, credo che lo si debba dare. Qui invece nei territori vengono distrutti. A Loreto, per esempio, c'è un'autorevole responsabile dell'esecutivo, ed i lauretani dovranno andare a Jesi o da un'altra parte. Non ho sentito voci difendere la struttura sanitaria di Osimo, credo che questo sia il problema! Il problema è di San Severino che risponde ad un territorio della cosiddetta montagna, Presidente. Lei viene da una città di mare e non sa che in montagna è più difficile avere i collegamenti, i servizi e i territori vengono depauperati e continua la distruzione della sanità, del servizio sanitario, perché il suo predecessore ha intrapreso questa strada. Capiamo che questa strada porta ai premi incentivanti per i dirigenti, perché questo è quello che alla fine abbiamo scoperto e risparmiando come il mio “amico” di Torrette risparmia, Galassi, avrà come premio un beneficio economico. Questo è sulle carte, è documentato.
Se tagliare sulla sanità serve ad aumentare e a dare premi ..., è inutile che lei rida, Presidente, è così, lei ride sempre, le cose sono così, il popolo soffre e lei non se ne rende conto, lei probabilmente vive in un altro pianeta, non so dove vive.
La situazione è che a San Severino non c'è più la maternità, ad Osimo non c'è più la maternità, a Fabriano non c'è più la maternità, rimane la maternità ad Ancona e a Macerata. Caspita! Questa è la sanità del Presidente? Questa è la sanità di questo esecutivo?
Io la rifiuto, noi rifiutiamo la sanità fatta in questo modo, questo aspetto è assolutamente inconcepibile.
Credo che esistano altre possibilità politiche perché noi facciamo politica non siamo degli amministrativi che dobbiamo applicare delle regole; abbiamo i nostri canali per poter intervenire e se voi non li avete, perché lì a Roma vi impongono queste scelte, pazienza! Probabilmente dovrete alzare la voce, tutti dovremmo alzare lo scontro politico per far sapere che qui c'è una Regione che non è un grande territorio, fatta da 1 milione e 400 mila abitanti, che ha bisogno nell'entroterra, di quello di cui ha parlato il Consigliere Zura Puntaroni, dell'equilibrio del territorio, però parliamo e alla fine non concretizziamo. Questo è il problema!
Adesso di notte lasciate il territorio senza i medici del 118, è un depauperamento continuo di questa sanità e credo che prima o poi, purtroppo, potrebbero succedere fatti incresciosi e politicamente qualcuno sarà responsabile di queste cose, perché se non c'è il servizio, se non si assiste un ammalato, se non si assiste il paziente che ha bisogno di cure, credo che qualcuno politicamente abbia delle responsabilità. Se poi è il mondo della non responsabilità, credo che abbiamo sbagliato tutto.
Penso che da questa discussione, Presidente, si possa costruire un percorso propositivo, nel senso che non sono i numeri, ma l'efficienza del territorio a dare più servizi. I numeri possiamo probabilmente recuperarli cercando di intervenire in modo diverso sulla sanità. Non i tagli verticali che ancora continuate a fare, ma in termini di ristrutturazione, di accorpamento di determinati servizi, di determinate prestazioni, verso la specializzazione degli ospedali che voi non vedete, non fate, e noi non sappiamo perché.
Si può discutere seriamente un problema che interessa sia la maggioranza, secondo noi, che la minoranza perché la salute non è di destra né di sinistra, il problema è dare il servizio alla salute nel miglior modo possibile ai cittadini. Questo è il concetto che vediamo in questo contesto.
Purtroppo, Presidente, su questo confronto, su queste ipotesi, non troviamo riscontri da parte della maggioranza, in modo assoluto, qui si parla di tagli, non di accorpamenti. Faccio un esempio che potrebbe non essere giusto, ma credo che ne possiamo discutere: probabilemente in qualche territorio i laboratori di analisi sono troppi, probabilmente gli amministrativi sono male distribuiti nelle Aree vaste, secondo la vecchia disposizione perché l'Area vasta è stata fatta, ma gli amministrativi probabilmente sono rimasti nei luoghi lavorativi che occupavano prima per cui troviamo le cose che si raddoppiano o si triplicano nelle Aree vaste.
Nell'attività lavorativa ci sono una serie di ripetizioni che costano, credo che questo sia il problema della sanità e quando parliamo di razionalizzazione, purtroppo, non siamo presi in considerazione. Faccio l'esempio: i miei amici della provincia di Macerata mi dicono, ma è un caso, ci saranno anche nella provincia di Ancona, che le attività amministrative nell'Area vasta n. 3 si ripetono da Civitanova a Macerata e nell'entroterra.
Esistono dei problemi che vanno affrontati in termini laici, senza avere la presunzione, come maggioranza, di non ascoltare i contributi e le idee della minoranza. Se poi la minoranza dice tutte fandonie, non dice la verità, va bene, pazienza, però ci sarà un momento di confronto nel quale, probabilmente, qualcosa possiamo trasmettere. Ripeto, nel contesto di cui ho parlato prima il servizio sanitario non è nè di destra né di sinistra, se partiamo da questa ipotesi credo che troveremo anche la soluzione per questi tre punti nascita perchè il territorio ha bisogno di avere una risposta, lei ne è a conoscenza perché si è incontrato più volte con il suo amico e collega di partito di Osimo, il Sindaco.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. … sia utile al dibattito. Al primo punto voglio far notare che esistono gli argomenti politici, esistono le scelte, esiste pure la logica.
Consigliera Leonardi come si fa a produrre, sugli obiettivi 2015, un risparmio di una struttura che viene chiusa il 31 dicembre 2015. Logica. Se fino al 31 dicembre 2015 si mantengono gli stessi servizi, lei mi deve spiegare come si fa a produrre un risparmio e come può essere un obiettivo del risparmio per il 2015, perché questi sono gli obiettivi, l'elemento di chiudere dei punti nascita.
Questo è puramente sotto il profilo logico, adesso andiamo su un profilo materiale.
Non prevediamo il licenziamento dei primari e medici che lavorano nelle strutture dove viene chiuso il punto nascita, anzi, viene declinato in maniera ampia il fatto che loro dall'1 gennaio continueranno a fare il 90% dell'attività che svolgevano prima della chiusura del punto nascita. Si nasce da un'altra parte, ma tutte le altre attività legate all'ostetricia-ginecologia all'interno di quel reparto vengono portate avanti esattamente come prima e come oggi, quindi non vengono sottratti medici, infermieri alle strutture che continueranno a svolgere le attività nelle strutture che non sono più punti nascita. Questo non solo per il 2015, ma anche per il 2016, è, quindi, un'azione che non produce risparmio.
Secondo aspetto, negli obiettivi 2015 non sta scritto: dovete chiudere i punti nascita, quindi non è neanche, sotto il profilo funzionale e non diciamo quello gestionale, fra gli obiettivi del 31 dicembre 2015.
E' una scelta che l'Asur giustamente porta avanti perché la vera domanda in realtà non è come mai oggi chiudiamo questi punti nascita, la vera domanda è come mai nel dicembre 2010 la Conferenza Stato-Regioni che quando decide all'unanimità, all'unanimità prende le decisioni, quindi, tutte le 20 Regioni italiane, di centro destra e di centro sinistra, quello che erano allora, in accordo con il Ministero della salute stabilì un protocollo su come dare qualità al percorso nascita nel territorio nazionale ed i criteri e modalità che riassumessero la sicurezza e la qualità.
Messi in fila questi criteri, l'impegno che la Regione Marche si prese con la delibera del gennaio 2011 era che entro il 21 dicembre 2012 sarebbero rimasti nelle Marche solo punti nascita sopra i 1000 parti l'anno, cioè in due anni, gradualmente, si sarebbe dovuto riordinare il sistema dei punti nascita che doveva finire il 21 dicembre 2012 e doveva portare le Marche ad avere punti nascita solo sopra i 1000 parti.
La vera domanda è: “Dal 2011 al 2015, altro le cose che ha detto il Consigliere Zaffiri, cosa è successo?” Nuovo Governo, l'Asur ristabilita ha preso in mano i percorsi clinici, perché questo è il tema e che cosa prevedono? L'ottimizzazione, cioè portare la rete clinica in tutte le specialità che riguardano la sanità marchigiana verso quei parametri che il decreto ministeriale n. 70 stabilisce come parametri di ottimalità, di qualità e via dicendo.
Cosa ha portato avanti la chiusura dei punti nascita? Quel percorso così graduale come diceva la delibera di Giunta del 2011. Non abbiamo avuto bisogno neanche di fare un'ulteriore delibera perché gli atti erano già scritti nell'accordo Stato-Regione e nella delibera fatta dalla Giunta. E' stata l'Asur che ha preso giustamente l'iniziativa di riprendere quel percorso perché se non chiudiamo nessun punto nascita come possiamo portare gradualmente il sistema a punti nascita con più di 1000 nascite per ciascuno?
E' ovvio che riprendere questo percorso permette di portare avanti un disegno, poi ognuno può avere il proprio progetto di salute, su scala regionale, e fra gli elementi che danno sicurezza e qualità ad un punto nascita ci sono certamente la presenza del rianimatore, la guardia medica notturna, ma uno degli elementi di qualità è fare almeno 1000 parti all'anno dentro una struttura, non è un fatto casuale perché nella struttura che fa 300 parti all'anno, il medico con la turnazione fa un parto a settimana, nelle strutture che ne fanno 500, ne fa uno e mezzo, cioè fa 3 parti in due settimane, 6 parti al mese, si partorisce 365 giorni all'anno con 6 medici che turnano. Ascoltate bene perché non li ho inventati io questi parametri, sono queli che hanno fatto, deciso e stabilito che la qualità e la sicurezza si ottengono con 1000 parti l'anno.
Sappiamo benissimo che il parto nel 99% dei casi è naturale, ancora oggi in molti luoghi c'è ancora chi lo fa a casa, il parto prevalentemente è questo. Il fatto è che anche con 300 parti - i parti sono andati bene, i bambini sono nati e le mamme sono felici - non c'entra niente con la parametrazione che dice che dobbiamo garantire gli elementi che stabiliscono come dare la qualità anche attraverso la numerosità che in medicina e in sanità funziona.
C'è un disegno che dice che nelle Marche, volendo portare avanti questo progetto che dà più qualità e più sicurezza nei punti nascita, dovremmo portare il sistema ad avere punti nascita, tutti, con almeno 1000 parti all'anno, almeno! Questo non è il parametro massimo, è il parametro minimo, almeno questo valore, almeno questo parametro. Punti nascita che abbiano tutti i requisiti previsti per legge e, quindi, diano sicurezza e assistenza.
Cosa significa? Fatto il passaggio a 3 punti nascita, si va avanti, si riassesterà il sistema, vedremo i punti nascita, e proseguiremo in questo percorso finché nelle Marche non ci saranno tutti punti nascita con almeno 1000 nati.
La deroga parla sotto i 500, perché sopra evidentemente non c'è neanche bisogno della deroga di cui parla il Governo, quindi, non si sta confrontando un disegno risparmiatore rispetto a non so quale altro disegno, si sta confrontando un disegno che dice che noi vogliamo andare su quei parametri di qualità, vogliamo avere punti nascita che fanno almeno 1000 parti all'anno e per poterli ottenere bisogna gradualmente chiudere quelli che sono sotto questa quota per dimostrare che non è una manovra di tipo economico, perché si suscita il disagio del cittadino nel momento in cui si dice “Ti togliamo delle risorse”, “Togliamo delle risorse alle aree interne”. No, qui i medici rimangono, quindi anche nel riordino di tipo sanitario, per la trasformazione degli ospedali, le risorse rimangono sul territorio, anzi, nel quadro generale sono più quelle che restano che quelle che vanno.
In realtà è un disegno di qualità, poi questo è un progetto, una modalità che è aderente agli standard internazionali che riguardano questo settore.
Altri possono avere altri progetti, altre idee. Possono pensare che un medico possa avere un parto alla settimana, una volta c'era una struttura che faceva 100 parti all'anno, quindi il medico non ne vedeva neanche uno a settimana, possono pensare che le strutture si possono portare avanti su un disegno diverso, per carità, altra filosofia sanitaria, altro pensiero sanitario, però per reggere la nostra tesi, ovvero noi crediamo che si possa andare avanti anche con strutture che fanno meno parti, non c'è mica bisogno di raccontare il falso su quello che stiamo facendo, mica è necessario, si può raccontare come stanno le cose. C'è un disegno della Giunta regionale di portare i punti nascita a 1000, i medici che sono nelle strutture rimangono, il 90% delle attività proseguono e i medici lo sanno, solo che l'ultimo momento, quello della nascita, lo si va a fare in una struttura organizzata per gestire questo numero di parti con le garanzie del caso.
Questo è, quindi confrontiamoci sulle cose come stanno. Mi hanno detto che si può partorire anche in casa, abbiamo Paesi europei dove il 60% dei parti avvengono a casa, ovviamente si fanno carico di tutta la rischiosità che consegue ad un parto di quella natura, perché purtroppo non si può sapere in anticipo come la storia andrà a finire, quindi, chi fa quella scelta si fa carico anche del rischio e del pericolo. Credo che per una sanità come la nostra, che è di eccellenza, lo ha detto qualcuno di voi, io ritengo sia tale, occorra rafforzare e mantenere costantemente questo profilo facendo le scelte adeguate.
Su Osimo sarà un caso, perché vi rifaccio il cronoprogramma: nel progetto dell'Inrca Osimo non è previsto un punto nascita? No, perché il piano di cui stiamo parlando è coevo alla progettazione ed all'appalto di quel nuovo ospedale.
Il nuovo ospedale non conteneva questa attività perché nel disegno di allora c'era non solo, e aggiungo, la perdita del punto nascita, ma anche del reparto di ostetricia e ginecologia. Noi oggi, a differenza di quel disegno che non prevedeva il reparto di ostetricia e ginecologia e neanche il punto nascita - lo deduco dai fatti, dai progetti, dalla carta approvata, appaltata, da quanto si sta realizzando e non dalle chiacchiere - manteniamo dentro le strutture, dove chiudiamo il punto nascita, il primario, i medici e gli infermieri.
Chi parla di un disegno mirato al risparmio dice una cosa non vera, è un disegno che mira ad avere punti nascita con almeno 1000 nati. E' giusto? E' sbagliato? Io difendo questo disegno, chi non lo difende dica: “Noi siamo per un'altra prospettiva”, non ha necessità di accusare chi porta avanti in maniera chiara e coerente un progetto di altre cose.
Dal 2012 ad oggi, ma potremmo dire dal 2011, l'unico punto pubblico che credo sia stato chiuso è quello Recanati. Perché non è stata fatta più la scelta? Perché non è stata portata avanti? Credete sia popolare portare avanti un disegno di riordino? È popolare dire che è meglio essere organizzati in questa maniera? Purtroppo nel fare questo mestiere non sempre fai una scelta popolare, però la devi fare, perché sei convinto che vai verso parametri che danno in termini di risposte e di servizio più qualità.
Lo abbiamo depurato dal tema economico, volutamente, lasciando lì i servizi, per favore, lo dico in termini di coerenza ed intelligenza, non venite a raccontare cose diverse, perché lo sanno i professionisti, nel riordino, dentro quelle strutture, dove non ci sarà più il punto nascita, verrà mantenuto il reparto di ginecologia e ostetricia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie. Questa cosa della sicurezza sinceramente sembra più una scusa che una motivazione, nel senso che abbiamo anche una legge regionale, ricordo, cerco di leggere, la n. 22 del 1998, che incentiva il parto a casa agevolando, se non vado errato, la questione con 1.500 euro di premio.
Se la Regione da una parte incentiva il parto in casa e dall'altra mi viene a dire che per motivi di sicurezza alcuni reparti devono essere chiusi, mi sembra che il contro senso sia evidente a tutti.
A parte questa cosa, vorrei ritornare un attimo su un discorso di buon senso, Presidente, cioè su he tipo di regione vogliamo, considerando che la nostra regione non è l'Emilia Romagna. Aoi abbiamo un territorio montano con le strade provinciali che sono in condizioni disastrate, franano e, nel passaggio delle competenze delle Province, nessuno le ripara.
Conosco meglio la situazione del maceratese provenendo da Tolentino. Ad esempio, una mamma di Fiuminata che deve andare a partorire a Macerata prima di arrivare, dopo aver fatto tutta la strada, partorisce in auto, Presidente.
Questo per dire che cosa? E' vero che in una logica nazionale ci possono essere degli indici che hanno un senso, purtroppo i legislatori hanno un po' perso il contatto umano, cioè si parla di indici, di numeri, non si parla più di persone, questo è l'errore grave a mio modo di vedere e non faccio il medico, ma vanno anche considerati i territori e la loro morfologia. E' chiaro che togliere dei punti nascita in particolar modo nell'entroterra, ma anche gli altri ovviamente, significa penalizzare fortemente questo territorio. Allora ditelo chiaramente, fate una legge: tutti gli abitanti dell'entroterra devono andare ad abitare lungo la costa! Facciamo una legge e spostiamo tutti gli abitanti dall'entroterra alla costa. Ovviamente è una battuta, però, Presidente, penso che al di là del risparmio ..., quanto risparmio possiamo ottenere da questa situazione e quanto danno invece ci comporta chiudere questi tre punti nascita? Quanto servizio in meno diamo ai cittadini? Siccome credo che a lei stia a cuore la regione Marche, Presidente, la invito fortemente a ripensare a questa posizione anche in virtù del fatto che la sua posizione è supportata dal decreto Lorenzin che permette a quelle strutture che superano i 500 parti l'anno di restare aperte. Togliamoci un attimo da questa logica dei numeri, dall'economicità, vorrei vedere come sono stati fatti i conti per vedere quanto si risparmia! Vorrei vedere a quanto ammonta questo risparmio, perché se è come dice lei e i medici e gli infermieri seguiteranno ad operare, togliere la possibilità di andare a partorire in queste strutture non credo che comporti un grosso risparmio.
Per cui, e concludo, a fronte di un risparmio minimo, si avrà un disservizio enorme per i cittadini e, ripeto, in particolar modo per quelli che abitano nell'entroterra marchigiano.
Siccome credo che le stia a cuore la regione come sta a cuore a tutti noi, chiedo a tutti i Consiglieri ed a lei in primis, di operare una scelta di buon senso perché questa cosa qua non ci porta da nessuna parte, non ci fa risparmiare niente, porta solo a un disservizio maggiore per i cittadini e considerato che c'è, ripeto, una legge dello Stato che ci consente, che ci dà l'opportunità di mantenere aperti i punti nascita che hanno almeno 500 parti, chiedo di approvare queste mozioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Dopo l'intervento del Presidente, preciso, puntuale, credo che ci sia poco da aggiungere se non alcune considerazioni che sono più di carattere generale, più di carattere politico che di carattere tecnico, perché siamo nell'Aula dell'Assemblea legislativa che è il luogo della politica.
In quel decreto, in quella Conferenza Stato-Regioni del 2010 il Ministro della sanità era Fazio, c'era un altro Governo e il Presidente della Commissione sanità alla Camera era Fitto.
Nel dibattito sui punti nascita ci sono alcune costanti, provo ad elencare le più significative.
C'è la costante del rigore scientifico, cioè le società scientifiche, i collegi delle ostetriche, degli infermieri, dei ginecologi, non hanno dubbi sul fatto che non il risparmio, ma la sicurezza per il nascituro e per la madre vengono garantite da quel tetto, da quel numero di parti. Su questo c'è il rigore della scienza, non l'approssimazione della politica, che dimostra la sua approssimazione, quando dico la politica non parlo né di destra né di sinistra, perché questo dibattito si sta sviluppando in tutta Italia, a parti diverse, a seconda di chi è al Governo e di chi è all'opposizione, in quanto in virtù di quell'impegno si stanno chiudendo punti nascita in Veneto, in Toscana, in Campania, in Molise, in Trentino, in tutte le Regioni d'Italia, e le costanti quali sono? Una costante è che chi governa si assume questa responsabilità, l'altra, giusta, comprensibile e anche umana, è la preoccupazione delle popolazioni che vedono nell'ospedale, in questo caso nella sala parto, una garanzia, perché non hanno gli strumenti necessari per valutare, C'è poi un'altra costante, spesso gli amministratori locali, qualche volta di centro destra, qualche volta di centro sinistra, a seconda delle parti, si mettono a capo delle popolazioni per contrastare questo tipo di decisione. Questi sono i problemi dei punti nascita.
E' vero la sanità e la salute non sono né di destra né di sinistra, ma la sanità e soprattutto la salute dei cittadini deve essere garantita dalla scienza, deve essere garantita dai professionisti, deve essere garantita dalle strutture, per quello che riguarda l'ospedale tecnologicamente dotato, il problema non sono gli operatori. In queste strutture che dovranno chiudere si garantisce l'assistenza alle donne in stato di gravidanza, ma il problema dell'assistenza al parto presuppone una serie di figure e di strutture che oggi non sono possibili. Il decreto Lorenzin dice che si può eventualmente chiedere la deroga, ma non a spese dello Stato. Le figure professionali che servono per garantire la sicurezza del parto sono: la guardia pediatrica h24, la guardia anestesiologica h24, la guardia ostetrica h24, ma addirittura in questi giorni hanno bocciato l'emendamento che prevede l'assunzione di nuove figure mediche per quanto riguarda l'adeguamento alle direttive europee sui turni dentro gli ospedali. Hanno bocciato pure quello, quindi capite che tutto diventa complicato e difficile.
Ripeto, la sicurezza dei punti nascita, laddove si riscontrano problemi di strutture e di manualità degli operatori, viene garantita da volumi ben più ampi.
Per cui, Presidente, anche alla luce di quello che ho detto, la politica, devo dire, non per chapeau, di fronte a scelte apparentemente impopolari o forse non popolari, deve assumersi la responsabilità di atti così importanti e, da un punto di vista pedagogico, deve riuscire a fare questo, per cui mi fa piacere collaborare con chi questo coraggio, in queste fasi non semplici della vita politica amministrativa di questo Paese, ce lo mette.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Non sono un esperto, non sono un medico, non sono un infermiere, ma vorrei provare con qualche ragionamento a scalfire questa sicurezza del Presidente e della sua maggioranza.
Non ho pretese, ma alcune considerazioni banali, avendo vissuto anche esperienze di questo tipo, da Sindaco, quando sono stati chiusi alcuni punti nascita che la regione teneva in piedi e che facevano 30 o 40 parti l'anno.
Il discorso della sicurezza legata al numero degli interventi che vengono fatti è un discorso sacrosanto, lo condivido, ma vale per determinate discipline, vale per determinati servizi, vale soprattutto per gli interventi chirurgici.
Il parto non è un intervento chirurgico, è un fatto naturale, è questo il discorso che dobbiamo fare (...). No, stiamo attenti, non giochiamo con le tre carte, mettetevi d'accordo se è una cosa naturale o innaturale, perché io non ci capisco niente, non faccio il medico, l'ho premesso, tanto meno il ginecologo, quindi è un fatto prettamente naturale.
Perchè dico questo? Perché nel chirurgo ha una grande valenza la manualità, non soltanto la competenza, puoi essere bravissimo, se non sei bravo c'è l'aiuto e quindi è fondamentale, lo condivido.
Questo ragionamento, se noi lo estrapoliamo tout court, per quanto riguarda l'aspetto delle nascite non funziona, non è proprio così. Il grado di sicurezza viene ad elevarsi in modo incredibile perchè è un fatto prettamente naturale e credo che solo questo il problema non lo regga.
C'è un altro aspetto, la configurazione delle Marche presenta un territorio molto composito, Presidente e, soprattutto, se togliamo i primi 20 chilometri della costa, abbiamo un territorio accidentato, quindi, il problema è anche di carattere sociale, dico una banalità, però ci rifletta un attimo: il cittadino di “montagna”, il montanaro ha un senso di appartenenza fortissimo e vuole rimanere attaccato al suo territorio. Sembra sciocca questa cosa?
Un cittadino della mia provincia, che abita a Montemonaco, se fosse nato ad Ascoli o a San Benedetto sarebbe stato qualcosa che non avrebbe sopportato. Glielo dico perché è così, è un fatto sociale. Non è soltanto un problema banale, di sicurezza, non è un problema soltanto di costi, perché se uno razionalizza e fa un punto nascita nell'entroterra, raccoglie un comprensorio abbastanza grande ed i costi sono gli stessi. Tanto è vero che per quanto riguarda Osimo, mi dite che gli operatori che stanno nel punto nascita, tout court, li prendo e li porto in un altro ospedale ed i costi sono gli stessi. Ovviamente c'è un risparmio per quanto riguarda la struttura, tutte le attrezzature e quant'altro.
Da un punto di vista sociale, se vogliamo fare una politica sanitaria dedicata e rivolta ai territori, questi aspetti li dobbiamo considerare, perché non può essere solo l'aspetto della sicurezza di cui stiamo facendo un totem, non è proprio così, per gli interventi chirurgici è così, ma per i parti non è così.
Tutto questo ormai ci fa fare delle riflessioni che credo siano abbastanza amare. La prima l'ha fatta il Consigliere Zaffiri quando ha detto che effettivamente la Regione che è titolata a fare programmazione e scelte sui propri territori viene espropriata, perché c'è il decretino, il numero e, quindi, il dirigente fa la mappatura dei luoghi. Secondo le statistiche facciamo tutto.
Credo che in questo modo non si possa sicuramente fare il bene dei territori anche perché, come avete detto tutti, sulla sanità la spending review va applicata in un certo modo, prima va guardata l'efficienza e l'efficacia del risultato che vogliamo aggiungere, dopo di che in pratica si deve lavorare sui costi.
Qual è il problema? Ci sono due problemi molto importanti che dobbiamo e dovete risolvere. Il primo: far tornare protagonisti i territori. Queste benedette conferenze dei Sindaci a che cosa servono fatte così? Sono assemblee pletoriche dove ognuno si scanna con il collega vicino perché uno vuole un servizio che vuole anche l'altro e due non si possono avere. Queste Conferenze non hanno potere decisionale. Zero! Solo per farli contenti arriva l'Assessore alla sanità regionale oppure arriva il dirigente dell'Asur, molto spesso l'Assessore non va perché cosa va a dire? Politicamente con chi si schiera? Con Tizio, con Caio, molto spesso appartengono allo stesso schieramento politico, quindi va lì per dare ragione a uno o all'altro? Non ci va per niente, ci manda il dirigente. Non può essere che la Conferenza dei Sindaci che, in qualche modo, rappresenta l'istanza dei territori continui ad essere fatta in questo modo.
Riformatela, affinchè questa conferenza possa essere decisoria, se no la togliamo perché non serve assolutamente a nulla.
L'altro aspetto è il discorso delle Aree vaste, anche lì dobbiamo riflettere, Presidente. Come sono state fatte queste Aree vaste? Sono state fatte perequando i servizi che già c'erano. Non funziona, perché noi abbiamo perequato soltanto quello che avevamo. Le cose che c'erano le ho disseminate su un'Area vasta a discapito dei servizi e della qualità, perché se c'era un'eccellenza in un nosocomio l'abbiamo smezzata per portarla su quell'altro senza metterci in pratica delle risorse.
E' chiaro che questo disegno, questa razionalizzazione dei punti nascita va vista in un'ottica di riforma generale, questa è l'amara riflessione che noi facciamo, che non viene fatta e che negli ultimi anni non è stata fatta.
Sul punto specifico vi chiedo di ripensarci perché la politica “della nascita dei nostri concittadini” non è una politica soltanto della salute, non è soltanto una politica di sicurezza per quanto riguarda la nascita, perché sul resto sono d'accordo, e credo che abbia dei risvolti sociali di cui noi dobbiamo farci carico, se vogliamo che la nostra regione, tutti i territori, tutti i cittadini, abbiano quel senso di appartenenza che è necessario ed indispensabile affinché una collettività sia coesa, altrimenti facciamo difficoltà ad inculcarlo ai nostri ragazzi. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di andare avanti ricordo che il tempo previsto per l'intervento sulle mozioni è di 5 minuti a Consigliere, quindi vi chiedo di rimanere nei termini.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ho esattamente 9 argomenti, quindi 35 secondi per ognuno.
Per quanto riguarda il primo potrei parlare per fatto personale visto che il Presidente Ceriscioli ha citato la città di Recanati come esempio di queste prime chiusure. Tra le altre cose, Presidente, mi permetto di ricordarle che da noi non c'era un punto nascita, c'era il Dipartimento materno-infantile a cui faceva riferimento Civitanova, cioè l'ospedale di Civitanova dipendeva da quello di Recanati, quindi non era un semplice punto nascita come altre realtà. C'era un ospedale con 87 posti letto per acuti che nel giro di un giorno è stato chiuso. Lo dico a conforto dei Consiglieri Zura Puntaroni ed altri che nelle loro città hanno questo tipo di situazione e chiaramente sono interpellati, sono a disposizione per consulenze, per consigli, per attività di conforto di vario tipo. Tra le altre cose quella situazione, Presidente, l'ho vissuta da Assessore, quindi non era particolarmente facile spiegarla e contenerla, ma per una cosa mi sento di ringraziarla, perché innanzitutto ha accettato un dibattito che noi in Conferenza dei Capigruppo pensavamo di fare più tardi, anche per venire incontro all'arrivo di annunciate popolazioni in sommossa, come ha detto prima una Consigliera, che però non sono arrivate. Riguardo a questo ho sentito adesso l'intervento del Consigliere Celani che sembra aver detto una cosa molto intelligente che riprenderò solo alla fine.
Bene, il Presidente che ha accettato subito il dibattito, ricordandoci che questo processo dura dal 2008-2009, adesso non ricordo qual era il Governo nazionale che teneva banco a quel tempo, ho perso il conto dei Governi, (...) però ho sempre sostenuto la bontà, e lo ribadisco oggi dai banchi di una maggioranza di centro sinistra, di quel processo, al di là delle cose che singolarmente sono poi avvenute, perché quel Governo ha avuto il coraggio di mettere in piedi una cosa che oggi si sta rivelando particolarmente utile per la riorganizzazione della sanità nazionale. Non parlo delle Marche che è sempre stata una Regione che ha avuto i conti in ordine ed è riuscita a tenerceli fino ad oggi, fatta eccezione per il problema della dispersione.
Immagino un gioco, se non avessimo avuto nelle Marche, come avevamo, 30 ospedali, la cui razionalità mi diventa un po' difficile da difendere, e dovessimo costruirli adesso - oggi abbiamo il genio della lampada che ci dà la possibilità di mettere in piedi ospedali, punti nascita e reparti, azzerando tutto - faremo nelle Marche 25 punti nascita come avevamo fino a qualche anno fa o ne faremo 10 ben organizzati e rispondenti alle necessità numeriche di questo territorio? Qui si parla dei territori, ma bisogna fare conto su questo. La mia riflessione, ma la riprenderò quando discuteremo la mozione del Consigliere Celani sui presepi, la farei piuttosto sul perché non abbiamo più bisogno di tutti questi punti nascita, sul perché le Marche siano una delle regioni che più di altre ha subìto in maniera così pesante il cosiddetto inverno demografico. Perché? Cosa stiamo facendo in questo settore per la famiglia? Lo dico complessivamente, non ne faccio una questione di legge regionale n. 30 che ovviamente ho seguito e continuerò a seguire.
Detto tutto questo, qualche nota positiva. Il Presidente ha detto chiaramente, ha dato anche una percentuale, quindi la registro non come una cambiale, Presidente Ceriscioli, ma come un dato di fatto, perché non penso che abbia sparato numeri a caso, il 90% dei servizi ambulatoriali di ginecologia e ostetricia rimarranno sul territorio. Addirittura mi risulta che a San Severino rimarrà la chirurgia ginecologica, quindi avremo lo spostamento del punto nascita. Questo lo voglio sottolineare e faremo attenzione che tutto questo avvenga perché il vero problema per una donna che partorisce, ed anche qui vanto un'esperienza di 4 punti nascita, perché ho fatto 4 figli, è il tempo precedente, il problema non è quando nasce, ma di chi la segue e come la segue, poi si sa che le mamme vanno a partorire dove vogliono.
Ricordo che per anni a Recanati, tra gli anni '70 ed '80, si andava a partorire a Jesi per motivi ideologici, perché a Recanati si facevano gli aborti ed a Jesi no. Ci andavano decine di donne, non era proprio dietro l'angolo, questo per dire che le motivazioni sono varie riguardo a questo tipo di contesto.
Vado alla conclusione e al ragionamento di carattere più generale che mi interessa molto, cioè dire: quale idea di sanità? La sanità, seppur ridotta da 2 miliardi e 9 a 2 miliardi e 7, poi vedremo in assestamento di bilancio, rimane comunque la parte più consistente della nostra attività. Rimane la riflessione, Presidente, su come immaginiamo la Regione e partitamente la sanità.
Riguardo a questo, visto che ho firmato con il Consigliere Micucci una mozione riguardo ai trasporti, il ragionamento su cui investire subito, visto che abbiamo una concentrazione di ospedali per acuti, di servizi, come quello del punto nascita di cui stiamo parlando, è quello che riguarda i collegamenti, non tanto per le partorienti che chiaramente sono poche e sempre accompagnate, quanto per gli anziani che, anche se hanno l'automobile, ad una certa età, non hanno più nessuno che li accompagni, questa è una spesa seria da cominciare a mettere in conto.
L'altro ragionamento del Consigliere Celani che mi ha interessato molto, l'ho detto mi ha intrigato, riguarda il rapporto con i cosiddetti territori, diciamo, con le istituzioni locali.
Le istituzioni locali debbono o no entrare in sanità? E' una ragione che si potrebbe cominciare a prendere in considerazione in maniera seria perché è estremamente interessante che i territori siano più coinvolti nelle scelte e nella responsabilità di queste decisioni, ma anche nella responsabilità economica che queste comportano, perché è facile comandare su cose di cui non si ha nessuna responsabilità, cioè sono lì a fare l'adolescente che chiede e piange presso mamma Regione perché faccia le cose e se non le fa pazienza! C'è e deve esserci un atteggiamento di responsabilità, se no qui siamo a livello di infantilismo politico che purtroppo trova grandi corresponsabilità e corresponsioni in questo settore.
Sono perfettamente d'accordo, non dico a spingerci, perché l'ho sentito nella campagna di ascolto che ho fatto, all'idea che in qualche maniera si rivedano anche i consigli di amministrazione degli ospedali, i vecchi consigli, con qualcosa che gli assomigli perché un maggiore controllo pubblico sulla sanità è stato brutalmente cancellato e sostituito dai dirigenti che oggettivamente sta creando, signor Presidente, una situazione di grave squilibrio sul piano politico. E' veramente umiliante, se non cretino, il fatto che noi Consiglieri regionali e anche voi Assessori siamo costretti ad andare dal dirigente che sembra il terminale dell'ultima questione. Su questo un po' mi arrabbio, perché sento parlare, per esempio, dell'ipotesi di un nuovo ospedale in provincia di Macerata, e ne parleremo presto, ci metteremo in coda dopo Fermo, dopo Pesaro e dopo Marche sud, perché siamo persone corrette e ragionevoli, ma c'è una ipotesi di un nuovo ospedale per la provincia di Macerata, l'ho sentito dire anche da amici che fanno politica: “Si facciamolo perché ho sentito quel tal dirigente ed è d'accordo”. Grazie, per fortuna che è d'accordo! Ormai la nostra mentalità è talmente piegata sui dirigenti, tra le altre cose: bravi, onesti e corretti, che non hanno neanche la pretesa di entrare su questi argomenti perché si rendono conto che sono difficili, però qualcosa andrebbe riequilibrata.
Raccolgo la provocazione, per quello che, come piccola parte politica, rappresento in questo Consiglio regionale, secondo me positiva ed intelligente del Consigliere Celani, affinchè su questo argomento si faccia qualche piccola riflessione nei limiti in cui la legge e la nostra autonomia statutaria ce lo consentono, mettendo però in conto una maggiore presenza pubblica, soprattutto a livello di controllo oltre che di programmazione, non farebbe che bene alla sanità regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Dal modo in cui questa mattina si è avviato questo dibattito particolarmente sentito, ritengo necessaria una riflessione rapida senza ripetere quello che è già stato detto anche dal Consigliere Marconi che ho ascoltato con grande attenzione.
Il punto nascita di San Severino è un diritto secondo me alla vita e credo che in questo momento la politica debba tutelare in qualche modo - fra le tante cose che la politica e noi dovremmo fare per tornare ad essere credibili - il diritto alla vita e impegnarsi sulla qualità della vita, in modo particolare sulla nascita che è una cosa prioritaria. Il primo impegno della politica è vivere, c'era un libro che ho letto qualche anno fa che parlava proprio di questo, forse tra le tante cose la vera missione è questa. Lancio un altro tema, oltre ai punti nascita che sono un diritto e sono giusti, senza il quale a una città come San Severino si lascia il cimitero per cui lo spettro della fine di questo territorio non è accettabile.
Voglio annunciare un altro tema: se non si tutela la vita che cosa stiamo a fare? Seconda domanda! Nei lea fondamentali tra Conferenza Stato-Regioni è stata inserita la fecondazione assistita che è un altro tema importante, Presidente, su cui la nostra Regione rispetto ad altre è indietro e c'è lo scenario della fuga di tante coppie che devono andare, per vedere un loro diritto assistenziale garantito, in altre regioni. Cerchiamo di tutelare quella fascia dalla fecondazione assistita, che è un tema fortissimo, ai punti nascita, cercando di sorreggere e sostenere chi ancora ha il coraggio di guardare al futuro e di impegnarsi nella nascita di nuovi bambini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Qui si sta decidendo di un argomento che andrà a modificare l'assetto territoriale e l'accessibilità alle cure assistenziali previste dalla normativa della Regione Marche.
Qui si sta parlando di parti, si sta parlando di bambini, della sicurezza delle mamme, che da che mondo e mondo partoriscono anche a casa, quindi non mi venite a raccontare che devono andare per forza in strutture ospedaliere che già sono al collasso perché stiamo chiudendo altri reparti vicini, non mi venite a dire che per partorire in sicurezza bisogna andare per forza in ospedali o strutture che stanno a più di 40 chilometri di distanza da dove sono gli attuali punti nascita.
Noi non siamo né tecnici né medici, il decreto Lorenzin prevede che ci sia un Comitato specifico nazionale - lo stesso Ministro Lorenzin va in deroga al proprio decreto ed all'accordo Stato-Regioni del 2010 - quindi non capisco perché il Presidente Ceriscioli e gli altri Consiglieri che sono intervenuti oggi contro queste proposte di mozione, si vogliono prendere l'autorità al posto dei Comitati specifici, noi ne abbiamo uno anche regionale. Vi volete prendere questa autorità, non ce l'avete! Si sta chiedendo di rispettare e di avere la possibilità di chiedere ad uno specifico Comitato, creato apposta, se è il caso di mantenere o no dei punti nascita. Non siamo noi che lo decidiamo, ci sono i tecnici, c'è il Comitato che è stato creato apposta.
I politici devono fare i politici ed i tecnici devono fare il loro lavoro.
La nostra responsabilità è quella di chiedere la deroga, non tanto perché ci sono le persone qui presenti che ringrazio di essere venute, non tanto perché si sono ribellati interi territori e Sindaci che sono la massima autorità sanitaria preoccupati per la tutela della salute dei cittadini. Il nostro Presidente cosa fa?
Noi, Presidente, abbiamo non solo gli articoli della nostra Costituzione che cito brevemente, articolo 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti, nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. L'articolo 24 prevede che la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane e gli stessi articoli 4, 5 dello Statuto della Regione Marche riconoscono la specificità del territorio montano e delle aree interne e promuove, questo è scritto nello Statuto, politiche di intervento ed equilibrio per assicurare una equa distribuzione dei servizi e delle infrastrutture. Questo è scritto nelle leggi.
La Regione Sicilia ha chiesto la deroga, ha avuto la responsabilità e la correttezza di chiedere una deroga.
Si sta chiedendo di fare esprimere un Comitato tecnico, noi non siamo i tecnici, noi abbiamo l'obbligo di tutelare le persone che sono giustamente preoccupate perché si può chiedere ad una madre di partorire in casa, tant'è che c'è una legge specifica che tutela e incentiva questo tipo di parto, ma non si può pretendere che in caso di complicanze, una madre che sta cercando di mettere al mondo un figlio si faccia 40 chilometri di curve e strade dissestate. Chi se la prende la responsabilità poi? E' successo recentemente a Recanati. Se la vuole prendere lei la responsabilità? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Tanto è stato detto su questo argomento, chi protesta per la chiusura dei punti nascita a San Severino, a Fabriano e a Osimo lo fa per rivendicare l'assistenza sanitaria come diritto sancito dalla Costituzione.
Lei Presidente fa riferimento alla Conferenza Stato-Regioni del 2010, però oggi non può ignorare questo territorio e la sua gente, quella che ci vive, che ci lavora e persino quella di passaggio.
Dobbiamo vedere le istanze che vengono dal nostro territorio che ci chiede di non sopprimere i punti nascita, anche se io come Consigliera, come persona, come Marcozzi Jessica, non andrei a partorire, non l'ho fatto neanche nel mio Comune a Fermo, sono andata in Ancona, l'ho detto anche ai Consiglieri, per la sicurezza del nascituro, però il problema è che le istanze che vengono dal territorio non sono le stesse, quindi noi dobbiamo guardare a ciò che dicono e pensano i nostri cittadini.
Chiudere il punto nascita di Fabriano significa andare a Jesi e i chilometri sono molti, non so se ha ascoltato, ho detto che la maggior parte dei cittadini donne, uomini, non vogliono la chiusura di questi punti nascita, sia un po' per la lontananza che per la sicurezza, noi dobbiamo ascoltare queste esigenze perché lei Presidente fa riferimento alla Conferenza Stato-Regioni. La sottoscritta non andrebbe a partorire in un punto nascita, però questo è il mio pensiero, noi dobbiamo ascoltare quello che viene dal nostro territorio.
Io ho partorito due bambini in Ancona e non mi vergogno di dirlo, l'ho detto anche ai Consiglieri, però il problema è che le mie istanze non sono le stesse degli altri, quindi chiudere San Severino, un punto nascita che è nell'entroterra, per loro è un problema. Da ultimo, sabato scorso c'è stata una protesta di un migliaio di persone a Fabriano ed una mamma ha scritto a lei personalmente una lettera aperta: “Carissimo Presidente, le scrivo innanzitutto per ringraziarla, si ha capito bene, volevo farlo perché grazie all'atteggiamento di chiusura che avete dimostrato lei e la sua Giunta lo scorso 30 novembre, è riuscito a fare arrabbiare proprio tutti e tutte in questa città. Da che ho memoria non ho mai visto una cosa così ampia e una coesione così grande a Fabriano. Donne, uomini, mamme, papà, nonni, commercianti, operai, studenti, disoccupati, liberi professionisti, dottori, come dicevo prima, tutta la cittadinanza, ciascuno con le proprie esigenze, donne incinte con accanto le loro famiglie, preoccupate per l'evolversi dei loro travagli”.
Di fronte a tutto questo, Presidente, visto e considerato che c'è anche una deroga del Ministro Lorenzin, la invito ad ascoltare le esigenze del territorio. Ho detto ed ho avuto il coraggio di dirlo che non andrei, non avrei neanche l'intenzione di andare in un punto nascita per la sicurezza dei bambini, ma questo è il mio pensiero, non è il pensiero dei cittadini di San Severino, di Fabriano, di Osimo, quindi sono loro che dobbiamo ascoltare. La invito ad ascoltare le loro esigenze ed a prendere in considerazione la deroga del Ministro Lorenzin. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Mi rivolgo direttamente al nostro Presidente ed al discorso che gli ho fatto prima. E' vera la razionalizzazione, è vera la sicurezza e - le ho fatto il discorso dell'altro giorno che eravamo tutti quanti al Lazzaretto a vedere quelle bellissime immagini, va bene, quella cerimonia verrà ripetuta, immagino, anche nel 2016 e vedremo altre belle immagini - a tutte quelle persone che hanno contribuito, con enorme sacrificio, a quelle belle immagini, pur abitando in territori estremamente disagiati perché stanno lì tra le capre, i cavalli, la puzza delle pecore, con le toppe nel sedere, come si dice, hanno lavorato, mi limito a dire loro: anche voi dovete razionalizzare i costi e, quindi, quel paesaggio non offritelo più gratis alla Regione perché la Regione ha fatto una valutazione diversa, ha pensato che deve razionalizzare in nome di quello che dice il Governo Renzi. Anche voi dovete razionalizzare, in quelle zone impervie non abitateci più, il paesaggio non glielo offrite più e quei bellissimi filmati che valorizzano la nostra regione non ci saranno più gratuitamente.
Mi limito a dire soltanto questo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Presidente, è evidente che la scelta regionale è stata fatta e non avete alcuna intenzione di tornare indietro, qualsiasi cosa sia stata detta in questa giornata, qualsiasi istanza sia pervenuta dentro e fuori da quest'Aula, dai territori, dai Sindaci che rappresentano i propri concittadini, per quanto mi riguarda anche di buon senso, verrà respinta quest'oggi in Aula. Mi sembra purtroppo un dato assolutamente certo.
Personalmente ribadisco, anche in considerazione di tutte le minoranze che si sono espresse e del nel buon senso di qualche discorso che è stato fatto al di fuori dal tema specifico della mozione, che rimane evidente l'importanza di mantenere questi punti nascita.
Il discorso che è stato fatto in risposta mi è parso anche contraddittorio perché si richiede una forte professionalità, quindi criteri sempre più implementati in questi punti nascit, alla sicurezza, che in parte contrasta con la volontà espressa di implementare il discorso delle nascite a casa, perché se un parto. Se è rischio è evidente che andrà indirizzato fin dall'inizio in reparti più complessi, mentre laddove c'è un parto a casa, con la stessa modalità, forse con una tutela maggiore, può essere fatto nei piccoli ospedali che dovrebbero poi essere adeguati e migliorati per queste esigenze.
Mi spiace che siamo molto lontani da un discorso che dovrebbe tutelare i cittadini e che in questo caso riguarda una riorganizzazione.
Presidente, lei mi ha detto che non c'è nel discorso del raggiungimento del budget dei dirigenti sanitari, eppure l'applicazione della 735 entro fine anno rientra in questo parametro e all'interno di questo discorso c'è la chiusura di questi punti nascita, quindi, francamente, la sua risposta non mi soddisfa e ribadisco il voto favorevole a tutte le mozioni che sono state presentate e non solo alla mia.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Prendo la parola per far osservare una cosa, nell'intervento del Presidente è stata evidenziato che le attività di ginecologia rimangono aperte nel territorio. Voglio ricordare al Presidente che questo di fatto non avverrà. Perché non avverrà Presidente? Perché le mamme andranno nei centri di ginecologia dove daranno alla luce i bambini, nei fatti questo accadrà, perché la mamma si fa assistere dal medico che, con molte probabilità, 98/100%, l'assisterà al momento del parto.
Questa è la cosa concreta. Personalmente mi dà fastidio quando si dice che queste cose non avvengono, perché vuole dipingere la cosa in un altro modo. Le volevo soltanto ricordare questo, Presidente. Nel suo intervento, lei ha menzionato il fatto che rimarranno aperti, lei lo sa che è un bluff questa cosa, rimarranno aperti, ma nei fatti non sarà così.
Poi succede, glielo voglio ricordare per l'ennesima volta, che per far recuperare il premio al dirigente generale dell'Asur - è così, questa cosa è avvenuta, lei la sa, abbiamo almeno un minimo di intelligenza e dire: “Si in qualche caso è avvenuto, cercheremo di non farlo capitare più” - si tagliano i servizi ed il premio per il risultato del dirigente c'è.
Queste cose sul territorio, Presidente, non avverranno ed i centri che rimarranno aperti, come lei ha detto, lo sa, di fatto verranno gradualmente chiusi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Scusate, ma trovo un po' irrispettoso che mentre un Consigliere interviene gli altri parlino di bilancio, parlino al telefono o altre cose.
Voglio dire semplicemente tre punti perché l'intervento l'ho già fatto prima per cui adesso faccio la dichiarazione di voto.
Primo: c'è una legge che ci permette di chiedere una proroga per questi punti nascita, rispettiamola; secondo: c'è la legge regionale n. 22/98 che all'articolo 4 dice: “Le aziende rimborsano alle donne che hanno effettuato il parto a domicilio le spese sostenute per lo stesso fino ad un massimo di 1.200 euro” e all'articolo 5 si prevede: “Istituiscono le case di maternità”, quindi che ci viene a dire, Presidente, che per sicurezza dobbiamo chiudere i punti nascita quando la legge regionale incentiva il parto a casa e istituisce le case di maternità? Terzo: pensando al punto nascita di San Severino, gli ospedali limitrofi, ad esempio, quello di Macerata, sono stati potenziati sufficientemente? Il reparto maternità di Macerata è stato potenziato oppure facendo questa cosa lo andremo ad ingolfare ulteriormente, oltre quello che è?
Prima di chiudere questi punti nascita occorrerà quanto meno potenziare a dovere i reparti degli ospedali che lasciamo in piedi perché vorrei vedere cosa accadrebbe in quei reparti se ci fosse un'ispezione dei Nas o qualcos'altro.
Ho già capito che avete già deciso tutto, però, Presidente, le rinnovo l'invito nell'interesse della comunità a rivedere la sua scelta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Mi rivolgo al Presidente Ceriscioli, in maniera saggia, visto quello che abbiamo analizzato oggi, che faccia una valutazione di buon senso e conceda il tempo necessario per fare gli assestamenti con gli altri ospedali che potranno avvenire in un tempo di 12, 18, 24 mesi, in particolare per la posizione di San Severino con Macerata perchè, come abbiamo spiegato prima, ci sono ancora problemi di logistica e problemi all'interno, quindi, chiediamo di applicare il buon senso, consci di quelle che sono le esigenze del territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Ho appena presentato una proposta di risoluzione che accorpa un po' tutte le 4 mozioni perché su questa cosa non mi arrendo e, ripeto, se malauguratamente venissero chiusi dei punti nascita e per colpa di questa chiusura, qualcuno si dovrà assumere il rischio di aver causato ..., noi presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica, perché noi non ci stiamo, perché qui si sta chiedendo una deroga, si invita di chiedere ad un Comitato tecnico specifico di pronunciarsi su ogni punto nascita. Non si sta dicendo che per risparmiare dobbiamo prenderci la responsabilità di chiudere dei punti nascita anche perché se poi i reparti rimangono comunque operativi, dov'è il risparmio? Il risparmio non si fa sulla pelle dei nascituri o sulle mamme, i risparmi si fanno su altre cose, si fanno sugli appalti, si fanno sulle nuove strutture e soprattutto sui dirigenti.
Presenterò la proposta di risoluzione e se potrò esporla la esporrò, comunque sappiamo benissimo di cosa tratta.
Vi chiedo non di ripensarci, vi chiedo di prendervi la responsabilità ...

PRESIDENTE. Dica subito di cosa tratta la proposta di risoluzione almeno dopo votiamo tutti gli atti.

Romina PERGOLESI. La risoluzione prevede di sospendere in via cautelativa le procedure di chiusura dei punti nascita sopra indicati, anche perché sono giunte normative nuove dettate dal Ministero della salute, e di avviare subito la richiesta di deroga al Ministero per tutti i punti nascita in cui ricorrono le condizioni di cui al decreto emanato dal Ministero della salute in data 11 novembre 2015 con il quale si apre esplicitamente alla possibilità di sperimentazione in aree montane di punti nascita inferiori ai 500 parti annui, e di quelli delle aree interne, come previsto anche dallo Statuto della Regione Marche, garantendo gli standard di qualità e di sicurezza previsti, tenendo conto che rispetto alla qualità nazionale dei punti nascita quelli presenti nelle Marche sono generalmente di qualità superiore, grazie soprattutto alla professionalità degli operatori sanitari.
Chiedo di votare a favore di questa proposta di risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto votiamo in sequenza le mozioni.
Non funziona l'apparato elettronico, speriamo in una breve pausa di poter rimediare a questo problema.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Pergolesi e Zura Puntaroni.

PRESIDENTE. Su tutte le mozioni? … Siete consapevoli che è una cosa lunga? Bisogna fare la chiama per la votazione visto che non funziona …

Sandro BISONNI. L'argomento è di estrema importanza, Presidente.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. C'è un Regolamento al quale non si può ovviare. Se facciamo le cose seriamente è così! Di questo vi ho avvisato.
Per correttezza vi leggo l'articolo 48 del Regolamento del Consiglio regionale relativo alla votazione per appello nominale: “Per la votazione con appello nominale il Presidente indica il significato del si e del no – penso sia chiaro a tutti – e fa estrarre a sorte il nome di un Consigliere. L'appello nominale comincia da questo nome per continuare in ordine alfabetico – qui cominciamo subito in ordine alfabetico – per riprendere poi nello stesso ordine fino al nome del Consigliere che precede quello estratto a sorte. Esaurito l'appello si procede al nuovo appello dei Consiglieri risultati assenti”, quindi invito tutti a rientrare in Aula. Grazie.

Mozione n. 47. La pongo in votazione per appello nominale.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

Favorevoli: Bisonni, Carloni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Nessuno

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 59. La pongo in votazione per appello nominale.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

Favorevoli: Bisonni, Carloni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Nessuno

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 60 (di fatto assorbe anche la mozione n. 64 relativa al punto nascita di Osimo, perché i contenuti sono identici, ma è più ampia), la pongo in votazione per appello nominale.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

Favorevoli: Bisonni, Carloni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Nessuno

(L'Assemblea legislativa non approva)

Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Pergolesi, Zura Puntaroni, Leonardi, Bisonni, Fabbri, Maggi, Giorgini, Marcozzi Celani, Carloni.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Con questa risoluzione si chiede un atto di buon senso.
Mi rivolgo a lei Signor Presidente perché come candidato Presidente del Movimento 5 Stelle durante la campagna elettorale l'ho ascoltata molte volte e, in contrasto con il suo predecessore del suo partito che non aveva condiviso con i cittadini le decisioni politiche che avevano portato la Giunta precedente a non essere vicina ai marchigiani, ma vicina ad interessi corporativi e di categoria, lei aveva detto che il suo mandato sarebbe stato caratterizzato dall'ascolto della gente. Lo dimostri con i fatti in questa circostanza! Ascolti la gente!

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Il mio intervento per dichiarazione di voto è in continuità con quanto, come Lega Nord, abbiamo espresso questa mattina, perchè noi purtroppo vediamo i fatti, Presidente, e questi sono, non ce li può raccontare in un altro modo, Spacca uguale Ceriscioli, uguale, lei è uguale al suo predecessore, sta distruggendo la sanità nella regione Marche.
Questa è la cosa drammatica, lei vuole apparire alla comunità marchigiana come una persona che non continua quello che è stato fatto nel passato, ma qui questa mattina è la dimostrazione concreta di quello che è stato già fatto, perché lei, dato il momento diverso della situazione, dato che ci sono state le comunità che si sono mosse, dato che ci sono state le assemblee dei Comuni e tutto un movimento nel territorio, non prende in considerazione queste cose.
Da parte sua c'è un attacco alla democrazia, alla discussione, alla partecipazione, questi sono i fatti, è inutile che lei faccia così, sono questi i fatti e rispetto a questi le chiedo - l'ultimo buon senso della discussione di questa mattina - di riflettere con attenzione se è giusto proseguire nella continuità o prendere un momento di sospensione per riflettere e per ridiscutere il problema della sanità, in modo particolare delle ginecologie in questa regione che state distruggendo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Sono favorevolissimo a questa proposta di risoluzione.
Guardi, Presidente, in questa proposta di risoluzione ci sono due aspetti, uno politico e uno tecnico, lei deve fare soltanto un atto di buona volontà chiedendo la deroga, punto e basta, poi sarà il Comitato “Percorso nascita nazionale” a decidere se quei punti nascita sono in regola o meno.
Il problema è prettamente politico, glielo hanno chiesto tutti, questo è l'aspetto, lei è tutelato nel suo ragionamento perché ci sarà un momento successivo del Ministero della salute che giudicherà se questi punti nascita sono in regola o meno. Noi riteniamo che sono in regola per cui lei deve soltanto attivare la procedura per richiedere la deroga.
Se il Ministro è tornato indietro riflettendo sulle aree interne che hanno delle necessità, non è che io adori moltissimo questo Ministro alla sanità, però è tornato indietro su quanto era stato stabilito nella Conferenza Stato-Regioni, significa che qualche necessità i territori italiani ce l'hanno, o per lo meno le nostre regioni hanno queste peculiarità.
Lei chieda la deroga perché credo che stia nei fatti, dopo di che sarà il Comitato percorso di nascita sicura a decidere se quei punti nascita, di cui abbiamo discusso, sono in regola o meno.
Mi sembra la cosa più logica, non chiediamo la luna, chiediamo soltanto quello che chiedono i cittadini e quello che sta chiedendo questo consesso, credo, a maggioranza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Avendo inteso che questi atti, queste mozioni erano unificate, pensavo non fosse necessario un ulteriore dibattito, però evviva la democrazia e consentiamo …. dopo di che, è chiaro che in questo ulteriore scampolo di dibattito le forze di minoranza giustamente, a pieno diritto, utilizzano gli strumenti della demagogia, per cui ritengo necessario intervenire anche sul piano politico rispetto ad alcune cose che sono state dette.
Credo che la più grande differenza rispetto al passato e il più grande segno di rinnovamento sia che questa maggioranza sta attuando una riforma sanitaria che riscriverà la gestione del nostro sistema sanitario regionale in tutta la regione e penso che sia sbagliato guardare a pezzi e bocconi, va guardata la sua complessità.
Dentro questa complessità è inserita la riforma dei punti nascita, ma anche la riforma del nostro sistema della emergenza-urgenza, delle case della salute. E' guardando all'insieme del nostro sistema sanitario, di come verrà configurato in prospettiva, che credo dobbiamo interrogarci sul bene che tutti in quest'Aula abbiamo a cuore, e cioè la salute dei cittadini marchigiani.
Qui non c'è qualcuno, come è stato detto, che vuole tutelare la salute dei marchigiani e qualcun altro che ha chissà quali interessi da tutelare, qui c'è la volontà da parte di questa maggioranza, e spero anche dei Consiglieri di opposizione, di utilizzare le poche risorse che si hanno a disposizione per creare un sistema sanitario che abbia a cuore la salute dei cittadini marchigiani e che sia costruito nel modo migliore possibile.
Dentro questa riforma si attua una legge, sono curioso, visto che qualcuno di voi addirittura ha parlato di fare un esposto alla Procura della Repubblica, di vedere la risposta che sarà: “Perché non l'avete fatto prima? Perché non avete attuato prima una legge”. Voi fate quello che ritenete più opportuno, però credo che qui oggi sia chiara e netta la volontà di tutta la maggioranza che si è pronunciata in modo molto compatto, in modo molto coeso, sulla linea espressa con grande chiarezza dal Presidente che è quella di costruire un sistema sanitario all'altezza delle Marche.
Per queste ragioni andiamo avanti in una riforma importante che renderà più sicuro il nostro sistema sanitario e più sicura la salute dei cittadini.
Ricordo da ultimo che la Conferenza dei Capigruppo questa mattina ha deciso non solo di discutere fin da subito questa mozione, ma addirittura di invertire un ordine del giorno in modo anche abbastanza inconsueto perché l'assestamento di bilancio, che era al primo punto dell'ordine del giorno, va a toccare in profondità la vita dei cittadini, qui non ci sono cittadini di serie A o di serie B, qui ci sono i cittadini marchigiani e con l'atto che andremo a discutere, ahimè, dopo, restituiamo e ne parleremo, 60 milioni di euro al sociale, ai disabili della nostra regione, agli emotrasfusi, ai cittadini che hanno ugualmente diritto di essere tutelati.
Credo che sia utile ricordarlo, quindi le accuse che ho sentito prima che sono abbastanza risibili vanno assolutamente rispedite al mittente, ci regoleremo in futuro tenendo un altro atteggiamento che non sarà meno democratico, ma più rispettoso delle regole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Per dichiarazione di voto: questa risoluzione l'ho sottoscritta pertanto è ovvio che voterò favorevolmente.
Voglio chiedere un momento di riflessione perché incrociando lo sguardo di qualcuno della maggioranza che non ha votato secondo coscienza, ma secondo i dettami della maggioranza, mi sembra di leggere qualche perplessità. Invito a fare 5 minuti di pausa e ragionare fra di voi la possibilità di posticipare questa decisione perché non mi sembra che tutti siano egualmente allineati alla linea che viene dettata …, certo che si vota.
Consigliere Busilacchi lei ha parlato prima di questioni economiche quando precedentemente sono state rinnegate perché si è detto che è una questione di sicurezza mentre lei ha riparlato di budget. Lei ha parlato di questioni di budget e di riorganizzazione, forse c'è da parte di questa maggioranza una scarsa conoscenza di quella riorganizzazione sanitaria che state applicando e che viene dalla scorsa legislatura della quale lei peraltro dovrebbe essere a conoscenza in quanto era già Consigliere regionale e Presidente della Commissione sanità.
Credo che qualcosa di questa riforma forse vada messa in discussione, perché nel momento in cui non è stata applicata evidentemente qualche problema c'era ed ora che viene trasportata dalla carta ai territori emerge la criticità. Scrivere delle norme secondo dei parametri restrittivi che tagliano i posti letto, tagliano il numero dei punti nascita in base ai bambini nati, sono formule che vanno bene per una pagina scritta, ma quando poi vengono applicate nei territori purtroppo non sono sempre rispondenti ai bisogni reali dei cittadini.
Questa è una battaglia che in tutti i territori sta emergendo con forza. Vi chiediamo di prenderla in considerazione con la dovuta attenzione, con la dovuta calma, in modo da non chiudere questi reparti perché una volta chiusi, il 31 dicembre, non verranno più riaperti.
L'importante è che questa decisione venga, se non altro sospesa, rivalutata nell'ottica di capire quali sono le reali esigenze della collettività, non i bisogni dei tagli, non i bisogni dei primari, non i bisogni dei dirigenti Asur di avere il loro budget verificato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Signor Presidente, mi corre l'obbligo di unirmi a quanto ha già detto il Consigliere Busilacchi relativamente al metodo. E' assolutamente inaccettabile che, dopo aver accolto una richiesta che non avevamo accettato in sede di Conferenza dei Capigruppo, su sollecitazione del Presidente Ceriscioli, abbiamo accettato di sacrificare una seduta che era dedicata ad altro di importanza significativa, e parlo del bilancio che contiene quegli atti che vanno nella direzione di coprire i servizi, Presidente Cerisicoli, non di scoprirli. Qui si fa finta di non capire, perché la demagogia avrà sempre qualche sciocco sacerdote, che la coperta è sempre quella e se la si tira da una parte all'altra qualcuno rimane scoperto, se la si tira da una categoria all'altra qualcuna rimane scoperta.
Abilità di fare sintesi e giustizia sociale è una capacità elevata, colleghi della minoranza. e vi invito complessivamente, anche se i tempi di maturazione delle vostre forze politiche sono leggermente diversi, ad assumere questo tipo di atteggiamento soprattutto quando, caro Consigliere Zaffiri, il suo Capogruppo ha chiesto anche con una certa violenza che questa discussione venisse fatta. E' stata fatta, questa maggioranza non si è sottratta a questo tipo di confronto e non si può dire in quest'Aula: “State sfasciando la sanità” e con la stessa sciocchezza dire: “Discutiamo”, ma ci avete preso proprio per scemi?
Qual è l'atteggiamento giusto? Non si può dialogare con chi spara perché deve conquistare 4 o 5 voti a casa di qualcuno, o c'è un atteggiamento positivo, signori Presidenti, su tutto, allora il dialogo c'è, se no non si parla più in quest'Aula, si vota come democrazia impone. Questa è una cosa che deve assolutamente finire, siamo arrivati pure al punto, Consigliere Zura Puntaroni, poi può parlare anche per fatto personale per quello che mi riguarda, di accogliere la sua richiesta di attendere chi questa mattina è partito da San Severino o da Tolentino. Siamo arrivati pure a questo.
Detto questo mi permetto di dire che riguardo ai tempi di applicazione c'è un po' di confusione nella testa della Consigliera Leonardi perché arrivare a dire che queste cose dovevano essere già applicate da due anni e rimproverare chi nella maggioranza c'era già nella precedente legislatura, è una cosa gravissima, cara Consigliera Leonardi, perché non c'era solo chi stava in maggioranza, c'era anche chi stava in minoranza …

PRESIDENTE. Scusi Consigliere Marconi, chiedo rispetto da parte vostra, vi ho lasciato 10 minuti oltre il tempo, quindi non togliete il tempo a chi non ha mai parlato per cortesia. Prego.

Luca MARCONI. C'erano 4 Consiglieri di Fratelli d'Italia nella precedente legislatura e non li ho sentiti mai richiamare l'applicazione di questa cosa, uno era addirittura in Commissione sanità, quindi di cosa stiamo parlando?
Ricordiamocele le cose, perché se vogliamo dialogare fra persone serie, si dialoga fra persone serie, se vogliamo fare i bambini è un'altra cosa. Qui tutti hanno il diritto di comportarsi come vogliono al limite di ogni estrosa demagogia, ma la sostanza dei fatti rimane e il Presidente Ceriscioli ha detto una cosa che per me è stata più convincente di tutte e che fa la differenza anche su quell'insinuazione intollerabile, Consigliera Leonardi, relativamente al fatto che qui c'è qualcuno che non vota secondo coscienza. Questa storia deve finire, pesate le parole! Qui votano tutti secondo coscienza perché non ci sta nessuno stupido nella maggioranza. Difendo la serietà dei colleghi e non mi permetto di insultare nessuno, perché allora devo dire che voi votate secondo pancia e non secondo testa.
Il Presidente ha detto chiaramente non confondiamo i termini, questa maggioranza non ha timore riguardo alle decisioni che sta assumendo, lo ha detto all'inizio, purché i termini della questione siano chiari. Ha parlato di un 90% del servizio che rimane e si è messo in discussione pure questo, andiamo avanti su questa strada. Cchiaramente, Presidente, la partita non finisce qui, ce la giocheremo sui territori perché non si può pensare che si levano 3 bandiere a San Severino, a Osimo e a Fabriano ed il resto della regione non esiste, noi andremo a parlare al resto della regione riguardo a questo argomento e useremo gli stessi argomenti che avete usato voi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. La denuncia di cui parlavamo prima verrà fatta se malauguratamente qualcuno dovesse perdere la vita perché sono stati chiusi dei punti nascita senza chiedere ad un Comitato specifico se c'era la possibilità di mantenerli o meno. Seconda cosa: basta prendere in giro i cittadini.
Lei è qui per rappresentare il territorio, lei ha promesso, adesso non so nel caso di San Severino o Fabriano, ma ad Osimo si è presentato durante la campagna elettorale promettendo a quell'ingenuo, tra virgolette, del candidato Sindaco di Osimo che le ha creduto e le ha dato retta. Lei ha promesso che avrebbe mantenuto quel punto nascita e, sempre per quanto riguarda il non prendere più in giro le persone, questa non è demagogia, qui stiamo chiedendo il rispetto dei diritti e di non essere presi in giro, Consigliere Busilacchi, perché dire che si sono ripristinati 60 milioni al fondo sociale è dire una falsità, i soldi non sono stati stanziati dal fondo sociale, ma dal fondo sanitario e presi dal fondo nazionale, mentre dal fondo sociale il suo partito li ha precedentemente tolti. Voi fate i danni.
Noi chiediamo il rispetto e l'esigenza di mantenere i servizi a tutela dei cittadini e voi ci venite a dire che siamo demagoghi, per favore un po' di educazione e un po' di rispetto anche per i presenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni, però è l'ultimo intervento. Avevo già detto prima che il precedente era l'ultimo, ripetete sempre le stesse cose, chiedo a lei di intervenire per ultimo, come ho detto prima, però fate sempre un +1 e non credo che questo sia corretto. Prego.

Sandro BISONNI. C'è il PD che vuole imbavagliare il Movimento 5 Stelle dicendo che non si possono fare dichiarazioni di voto. Consigliere Busilacchi si studi il Regolamento!
In campagna elettorale abbiamo sentito che c'è voglia di nuovo, l'abbiamo sentito tante volte, ma la differenza con il precedente governo Spacca non l'avvertiamo, Presidente. Avvertiamo una continuità.
Tante volte, in quest'Aula, abbiamo sentito dire che i conti della sanità sono a posto e fare di questo un vanto, finalmente il Consigliere Busilacchi ha detto la verità ed ha parlato di costi e non di sicurezza. Nel suo intervento, ed è registrato, ha parlato di costi. Questa è l'unica cosa che vi preoccupa, i costi, però ribadiamo quanto detto: ci sono settori come la sanità, il sociale, i servizi ai cittadini su cui non si può fare una questione di costi e di numeri, ma si deve guardare alla tutela della salute delle persone. Grazie.

Proposta di risoluzione, la pongo in votazione per appello nominale.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

Favorevoli: Bisonni, Carloni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Proseguiamo con l'ordine del giorno, superiamo le interrogazioni che saranno trattate nella seduta pomeridiana del 22 dicembre ed affrontiamo il punto 3 all'ordine del giorno. Credo che sia da responsabili rinviare le interrogazioni alla prossima seduta, ne abbiamo parlato anche durante la Conferenza dei Capigruppo ai quali chiedo testimonianza di questo. Abbiamo parlato per una intera mattinata del tema dei punti nascita, le interrogazioni vengono rinviate alla prossima seduta del 22, perché penso che sia urgente approvare il bilancio. Grazie.

Deliberazione legislativa statutaria
“Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche'”
(Approvata dall'Assemblea legislativa regionale a maggioranza assoluta nella seduta del 6 ottobre 2015, n. 7)
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca una deliberazione legislativa statutaria.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. L’atto che dobbiamo rivotare, uso questo termine perché è già stato in Aula nella seduta del 6 ottobre 2015, “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2015 Statuto della Regione Marche” ha bisogno di una seconda lettura.
Sintetizzo l’atto in quanto è già stato discusso e votato, due mesi fa. Consta di quattro articoli e riguarda una modifica statutaria che sostanzialmente prevede all'articolo 1 che nella prima seduta di insediamento del Consiglio regionale post elettorale, i due Consiglieri più giovani d’età svolgano le funzioni di Consiglieri segretari, quindi non i Vicepresidenti. I più giovani avranno il ruolo di Segretari e dovranno fare la chiama dei Consiglieri per l’elezione dell’Ufficio di Presidenza.
L'articolo 2 prevede l'allargamento dell'Ufficio di Presidenza, da tre a cinque persone, ovvero un Presidente, due Vicepresidenti e due Consiglieri Segretari, con una modalità di votazione che garantisca le minoranze.
La specifica prevede che in caso di parità di voto, venga eletto per la Vicepresidenza il Consigliere più anziano e per il ruolo di Consigliere segretario quello più giovane di età. Questo in caso di parità di voto.
Altro punto previsto dall’articolo 2, è la possibilità, da parte dell'Aula, di poter revocare l’Ufficio di Presidenza o i componenti.
Opportunità che, con lo Statuto attuale e con il Regolamento attuale, non è prevista. Ovviamente devono esserci dei gravi motivi, la mozione deve essere presentata … Presidente sinceramente faccio fatica ...

PRESIDENTE. Scusate, chiedo il rispetto per il Vicepresidente, perché sta parlando, ma nessuno lo ascolta.

Renato Claudio MINARDI. Se non ascoltano forse non importa, ma almeno non avere il rumore di sottofondo. Vado velocissimo.
Stasvo dicendo che è una modalità non prevista dallo Statuto e dall’attuale Regolamento. Credo che sia quanto mai opportuno che l’Ufficio di Presidenza che ha avuto dall’Aula la fiducia nel momento in cui è stato eletto, possa anche essere revocato, ovviamente per gravi motivi.
Visto che l’Ufficio di Presidenza ha un ruolo di garanzia per tutta l’Aula, la mozione di sfiducia deve essere presentata da almeno un terzo dei Consiglieri in carica, votata per chiamata nominale ed essere approvata da una maggioranza non inferiore ai quattro quinti.
L'articolo 3 prevede che la stessa cosa, ossia la revoca, possa essere fatta anche per il Presidente e il Vicepresidente delle Commissioni, anche in questo caso, con una maggioranza dei quattro quinti.
L’ultimo punto l’art. 4, norma transitoria, riguarda il fatto che nel momento in cui questa legge entrerà in vigore, il Consiglio regionale dovrà essere convocato entro quindici giorni per l'elezione dei due Consiglieri Segretari che resteranno in carica per il periodo intercorrente tra la data di elezione e la scadenza prevista. Voi sapete che l'Ufficio di Presidenza resta in carica, da Statuto, per 30 mesi, ovviamente i due Consiglieri Segretari, con il ripristino e l’approvazione di questa nuova proposta, saranno eletti successivamente al momento dell'insediamento dell'attuale Ufficio di Presidenza, quindi non rimarranno in carica 30 mesi, ma per il tempo intercorrente alla scadenza di questo termine, calcolata dal momento in cui è stato eletto il Presidente del Consiglio, cioè nella prima seduta del Consiglio regionale.
Credo non ci sia altro da aggiungere, rispetto a quanto avevamo abbondantemente discusso nella seduta del 6 ottobre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Presidente, Consiglieri, dalla prima discussione di questa modifica statutaria sono accadute molte cose.
Mi riferisco, in generale, alla progressiva marginalizzazione del ruolo dei Consiglieri e in particolare allo svilimento delle loro prerogative e funzioni, soprattutto come Consiglieri rappresentanti di minoranza.
Svilimento in atti importanti come quello, per citare in ordine cronologico gli ultimi, dell'esproprio dei tempi necessari per esaminare e discutere l’assestamento del bilancio 2015 e del bilancio di previsione 2016/2018 del Consiglio regionale, come anche la votazione di questa mattina che è contraria ad ogni buonsenso e che non tiene in nessun conto la volontà dei cittadini marchigiani.
Un disagio e una frustrazione che crescono di fronte a un documento di economia e finanza regionale molto generico, senza indicazioni di passaggi intermedi, di tappe, per arrivare al raggiungimento, nonchè di indicazioni per quanto riguarda le scadenze, che è stato subito disatteso, immediatamente, dopo la sua pubblicazione, con l'abolizione, secondo noi giustificata goffamente da motivi pretestuosi, della stazione marittima di Ancona, che come anconetano mi indigna particolarmente, ma sono confortato, un piccolo conforto, dai successivi accadimenti che si sono verificati, come le 370 firme raccolte, pochi giorni fa, nella facoltà di economia Giorgio Fuà tra gli studenti, i docenti e il personale di quella facoltà per impedire l’abolizione di quest'infrastruttura della città capoluogo.
Questa modifica di legge statutaria era stata discussa, in prima battuta, come dicevo, in un clima di collaborazione e rispetto diverso, per le funzioni essenziali ed inderogabili dei Consiglieri di minoranza, questo clima è cambiato profondamente e il Movimento 5 Stelle delle Marche non ritiene più di avallare l'allargamento dell'Ufficio di Presidenza proposto da questa maggioranza, di cui non condividiamo la prassi e i contenuti della sua politica.
Voteremo contro perché non siamo a caccia di poltrone e perché non siamo più sicuri che questa modifica possa rispettare realmente le motivazioni che l'hanno a suo tempo determinata.
Vedo la vostra perplessità, ma voglio finire citando Bertrand Russell che diceva: “Il problema dell'umanità sta nel fatto che gli stupidi sono sempre sicuri, hanno grandi sicurezze, invece gli uomini intelligenti sono pieni di dubbi”. Naturalmente questo riferimento non vale per persone o fatti accaduti in quest’Aula.

PRESIDENTE. Capogruppo Maggi sono abbastanza sconcertato da questa cosa, perché la proposta di riforma statutaria credo sia stato un percorso condiviso e, francamente, le motivazioni che propone in Aula mi lasciano quantomeno perplesso, perché, come ben sa, le due norme attengono alla partecipazione dei Consiglieri segretari ai lavori dell'Ufficio di Presidenza ed è un'occasione unica per compartecipare alle scelte della Presidenza del Consiglio e per prevedere la mozione di revoca per Presidente e Vicepresidenti.
Credo che sia una norma di democrazia, a cui tanto e spesso voi vi ispirate.
Devo precisare che è stato presentato un emendamento dal Consigliere Giancarli, che purtroppo non è ammissibile perché, ai sensi dell’articolo 85 del Regolamento del Consiglio, è estraneo all'oggetto di discussione e non è attinente agli articoli dello Statuto che oggi andiamo a modificare.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, soltanto due parole sulla questione di carattere più generale.
Oggi voto l’atto, ovviamente, come l’ho votato due mesi fa, con questa convinzione: - ricordo di aver usato queste parole - per me questa modifica non è né nel cuore, né nelle coscienze, né nei bisogni dei marchigiani, ma risponde ad una richiesta di pluralità della rappresentanza.
In nome della pluralità l’ho votata e continuerò a votarla.
Vorrei illustrare l’emendamento, poi ovviamente lo ritiro, perché figuriamoci se voglio creare, in qualche modo, un conflitto di carattere istituzionale, conflitto fra virgolette.
Vorrei invece ripresentarlo insieme ai colleghi e costruirlo. Spiego un attimo le finalità. Nell'emendamento “la parola tre” è sostituita “dalla parola due”, in nome delle prerogative e delle funzioni proprie dell'Assemblea e dei Consiglieri, tra l'altro ho preso atto e ho apprezzato tantissimo, il gesto del Presidente quando, pur potendo nominare tre assessori esterni, ne ha nominato soltanto uno, e questo è un dato di fatto.
Come un dato di fatto sono le azioni che sono state compiute o che si stanno compiendo, come la proposta di legge del Partito Democratico sull'abolizione dei finanziamenti ai Gruppi consiliari. Siamo in presenza di un risparmio rispetto a costi che non riducono la democrazia, ma al contrario la rafforzano.
Per quello che riguarda gli esterni, tre mi sembra un numero eccessivo perché siamo in presenza del 50% della Giunta, mi sembra che nei fatti siamo di fronte ad una situazione che in qualche modo sminuisce il ruolo del Consiglio.
Perché dico che due vanno bene? Perché due, secondo me, sono un arricchimento del Consiglio. Il Presidente può utilizzare fino a due esterni per rispondere a competenze specifiche, a bisogni dei territori, ad esigenze culturali, mentre tre, secondo me, il 50% della Giunta di esterni - fino a due è un arricchimento - è una riduzione delle funzioni di rappresentanza della democrazia e dei cittadini.
Chiudo, ringrazio il Presidente Mastrovincenzo ed i Colleghi che mi hanno ascoltato, ritiro l'emendamento e vorrei costruire una proposta di legge che stabilisca che non ci possono essere più di due Assessori esterni, perché, ripeto, fino a due è un arricchimento, come lo è stato la nomina dell’Assessore Bravi, di più invece è uno svilire, dal mio punto di vista, le funzioni e le prerogative del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Non pensavo di intervenire, però questa mattina, come dire, è frizzante.
Credo che sia molto grave quello che ha detto il Capogruppo Maggi.
Non so se la citazione che ha utilizzato sia riferita a se stesso e alla sua sicumera sull'aspetto dei punti nascita, però il gruppo del Partito Democratico e la maggioranza non si fanno prendere in giro.
Non si fanno prendere in giro dalla minoranza specie quando utilizzano dei toni indegni a rappresentare questa istituzione.
Ricordo che questa modifica statutaria, forse è utile ogni tanto ricordarsi della storia recente, è nata quando è stato costituito l'Ufficio di Presidenza e il Presidente Ceriscioli ha voluto dare un segno importante per consentire una plurale rappresentanza delle minoranze.
Da questo è nata, se non sbaglio Presidente, questa modifica della legge statutaria.
Il tentativo maldestro di oggi di attribuire, in seguito all'intervento del capogruppo Maggi, alla maggioranza la responsabilità come minimo mi invita a chiedere una sospensione di cinque minuti all'Aula, evidentemente, per valutare se portare avanti questa proposta.

PRESIDENTE. Sospensione per cinque minuti, poi riprendiamo immediatamente la seduta per poi, lo preannuncio, sospendere per il tempo necessario per verificare il funzionamento del voto elettronico. Sospendiamo subito ed alla ripresa votiamo.
Scusate un attimo, alle 14,10 riprenderemo la seduta, nel frattempo diamo modo ai tecnici di operare sull'apparato elettronico.

La seduta è sospesa alle ore 13,20.

La seduta riprende alle ore 14,45.

Grazie. PRESIDENTE. Signori Consiglieri riprendiamo la seduta.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori, il gruppo del Partito Democratico e la maggioranza chiedono il rinvio del punto 3 all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Va bene. Su questa proposta dobbiamo sentire il parere dell'Aula.

Proposta di rinvio della deliberazione legislativa statutaria, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 21
ad iniziativa della Giunta regionale
“Assestamento del bilancio 2015 e pluriennale 2015/2017”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 21 ad iniziativa della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente, un saluto a tutti i colleghi. Prima di passare all'approfondimento di questo atto una premessa brevissima sulla tempistica che ne a portato al confezionamento.
La Giunta ha deliberato il rendiconto dell'esercizio finanziario 2014 il 7 agosto, inutile ribadire il cambio di legislatura che nel frattempo è avvenuto, poi fino al 17 novembre abbiamo dovuto attendere il giudizio di parificazione sul rendiconto di esercizio, un'operazione necessaria ai fini dell'espressione del parere della magistratura contabile. Essendo avvenuto il 17 novembre si intuisce che i termini si sono dilatati fino ad arrivare ad oggi, anche nella fretta di confezionare e di mettere a disposizione gli atti.
Il rendiconto, dopo il giudizio di parificazione, ha portato, questo è il primo, al riaccertamento dei residui attivi e passivi che avviene grazie al decreto legislativo 118 del 2011 ed ha comportato anche una rideterminazione del risultato di amministrazione.
Questo atto che andiamo a discutere contiene gli stanziamenti di entrata e di spesa necessari per una corretta reimputazione degli accertamenti e degli impegni anche conseguenti ad altre variazione che nel contempo si sono verificate nel corso dell'esercizio.
Anche l'iscrizione del fondo pluriennale vincolato è un elemento nuovo e il 2015 rappresenta il primo esercizio di questa nuova metodologia di rappresentazione del bilancio finanziario dell'ente.
Va illustrato brevissimamente che - seppur non è mancato modo di riferirsi a questo contesto generale di complessità anche per le normative statali che influenzano le possibilità di agire sul bilancio - il riparto del fondo sanitario nazionale è avvenuto non prima del 25 novembre. La legge di stabilità nazionale è ancora in corso di gestazione e ovviamente il suo epilogo avrà, più o meno, un impatto sul bilancio stesso, per cui in questo contesto possiamo evidenziare che è emerso ed è nato un atto, diciamo così, di assestamento di natura, passatemi questa espressione, forse un po' emergenziale. D'altro canto anche nella relazione della Giunta viene ripreso questo concetto per i motivi che sinteticamente ho messo in evidenza.
Ora voglio rappresentare a quest'Assemblea legislativa lo sforzo che il Governo regionale ha posto in essere per dare le risposte più urgenti sollecitate dalla comunità. Mi riferisco in particolare all'anticipazione dell'intervento sui fondi del sociale, il famoso intervento che con deliberazione di Giunta regionale è stato addirittura anticipato nel mese di novembre e che rappresenta un impegno e una risposta in termini numerici di circa 60 milioni di euro, per dare delle risposte ad un settore che non solo questo Governo, ma se non ricordo male, lo dico solo pleonasticamente, ma tutto il Consiglio regionale aveva messo come prioritario.
Andando oltre ed entrando un po' nell'anima di questo atto, possiamo dire che consta di variazioni di entrata per 112.000.000 di euro, che poi elencherò nelle misure più rilevanti, e variazioni nella parte di spesa per 155.000.000 di euro. Ovviamente le variazioni maggiori sono: quelle relative alla restituzione di parte della tassa automobilistica per circa 30.000.000 di euro; un adeguamento del fondo per il ristoro agli emotrasfusi, ricordate bene che avevamo posto questa questione già nel primo atto dell'insediamento o lì vicino di questa Assemblea; uno stanziamento di 1.200.000 euro per gli enti parco; uno stanziamento di 4.000.000 per le funzioni non fondamentali delle Province; un ripristino del fondo sviluppo e coesione per circa 13.000.000 di euro; risorse per il settore del trasporto pubblico locale, questa forse è la voce nel suo insieme più grande, ed è una risposta tangibile nei confronti dei bisogni della comunità, pari a circa 39.000.000 di euro.
Sono stati riposte alcune somme che erano state temporaneamente sospese, mi riferisco, se ricordate, a parte di risorse che andavano per il cofinanziamento della progettazione europea ed agli interventi straordinari per l'edilizia scolastica.
Queste sono le voci maggiormente rilevanti che danno corpo alla variazione vista nella sua interezza.
Dal punto di vista delle entrate si è dovuto fare i conti con aggiustamenti relativi al capitolo delle entrate per una politica anche espansiva dello Stato. Mi riferisco in particolare alla deducibilità, alla maggiore deducibilità del costo del lavoro in chiave Irap che ha comportato una diminuzione del gettito di questa imposta.
Ci sono poi altre variazioni, qualcuna legata anche a un criterio di imputazione diverso delle riscossioni, alcuni tributi vanno imputati non più per cassa, ma per competenza, ed ulteriori assegnazion per 25.000.000 di euro, mi riferisco a quelle della legge 119 del 2013. Ecco elencato in misura abbastanza sintetica il corpo numerico di questa variazione.
A questo si può aggiungere anche un corpo normativo. C'è un articolato che rappresenta diverse modificazioni che, nella sostanza, spostano alcuni termini per l'entrata in vigore della nuova configurazione del bilancio finanziario, alcuni termini per l'adeguamento dei regolamenti conseguenti alle stesse norme modificative. Ci saranno degli emendamenti che vanno a toccare alcuni di questi aspetti, ma diciamo che nella sostanza, la natura dell'atto emerge da quello che è stato indicato.
Che cosa si può dire per un'ulteriore precisione e per un maggiore e migliore inquadramento del contesto in cui questo atto nasce e prende le mosse? Una rarefazione dei trasferimenti statali, non lo dimentichiamo, nel corso dell'anno 2015 di 163.000.000, quindi la Regione Marche nel 2015 ha avuto, per essere molto franchi, 163.000.000 di euro in meno di trasferimenti dallo Stato, questo non ci esime dall'impegno di una migliore allocazione possibile e dai dare risposte che la comunità giustamente ci chiede.
Detto questo, colgo l'occasione per sottolineare un altro aspetto, un ultimo aspetto di novità, una questione tecnica che va fatta presente, dal 2016 con questo assestamento viene previsto che non sarà più possibile contrarre nuovo indebitamento se non nei limiti del debito autorizzato e non contratto alla data del 31 dicembre 2015, stante il vincolo del pareggio di bilancio che è un po' un elemento nuovo che va ad incidere profondamente nella precedente maniera di elaborare, misurare e confezionare il bilancio dell'ente Regione.
A questo aggiungerei che abbiamo recepito stamattina in Commissione, anche qui i tempi si sono un po' accavallati, e di fretta siamo giunti all'esame di tutti i documenti, il parere favorevole del Cal sull'atto di assestamento considerato nella sua interezza. Il Crel invece non si è espresso in maniera così compiuta, ma espressamente dice che nella riunione i temi trattati e la filosofia espressa dall'Assessore Cesetti, che era presente in quella riunione, lo fa propendere per un giudizio positivo seppure non ha la contezza e soprattutto il tempo di poter esprimere con dovizia di particolari un giudizio più di merito.
Mi sembra che sono state toccate, seppur brevemente, le varie questioni.
Invito quest'Assemblea legislativa ad approvare questo documento evidenziando in particolare il concetto che ho cercato di dire all'inizio, e cioè un contesto generale di rarefazione delle risorse, di crisi economica, a questo aggiungasi, lo diremo magari nell'esame del Def, ma sono parenti molto prossimi, la relazione della Banca d'Italia sullo stato dell'economia marchigiana che non può passare inosservata quando si tratta il bilancio nella sua interezza, viste anche le braccia che possono interessare un documento come quello del bilancio.
Tutta questa situazione non può che, a mio parere, passare positivamente sotto il profilo dell'impegno avuto nella direzione di dare risposta alle esigenze primarie più evidenziate, più sostenute, dalla comunità, che, ripeto, questo Consiglio non più tardi di qualche mese fa, aveva giustamente e all'unanimità sottolineato come elemento centrale di questa questa politica regionale e del nuovo governo regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Con l'assestamento del bilancio di previsione regolato dall'articolo 28 della legge regionale 11 dicembre del 2001 n. 31 vengono operate le rettifiche e le integrazioni alle previsioni al bilancio 2015 con riferimento sia alla competenza che alla cassa, necessarie al fine di aderire alle esigenze emerse nel corso dell'esercizio.
L'assestamento che andiamo a discutere non è da considerare soltanto un mero fatto tecnico di aggiornamento dei dati del bilancio di previsione 2015, ma rappresenta anche un momento di valutazione complessiva delle dinamiche, delle risorse e delle spese intervenute nella prima parte dell'anno e anche la rinnovata attenzione alla gestione del bilancio mediante la quale vengono perseguiti gli obiettivi di governo prefissati.
Siamo, Assessore, consapevoli che l'assestamento che ci accingiamo ad esaminare deve fare i conti con una drastica riduzione delle risorse e, così come ha detto il Consigliere Giacinti, la riduzione prevista a livello statale per la Regione Marche è pari a 163.000.000 su 5,252 miliardi di euro richiesti alle Regioni a Statuto ordinario per risanare i conti pubblici, quindi siamo consapevoli che per la Regione Marche la richiesta da parte del Governo centrale è di 163.000.000 di cui 56,16 milioni di trasferimenti del fondo per lo sviluppo e coesione. A questo va aggiunto e bisogna ricordarlo che c'è una riduzione del gettito dell'Irap in entrata perché dal 2015, dalla base imponibile Irap verrà completamente detratto per intero il costo del lavoro. Questa riduzione delle entrate da parte dell'Irap sarà compensata anche dalla quota di contributo statale da attribuire alle Regioni.
Come ha già detto il Presidente della Commissione bilancio, dall'analisi del presente allegato alla proposta di legge, si rileva una variazione complessiva di 112.000.000di euro: 70.000.000 al sociale, questa variazione è stata fatta in quanto auspicata sia dalla maggioranza che dalla minoranza, questo ci tengo a precisarlo, dai banchi della minoranza più volte abbiamo detto che il sociale doveva essere ripristinato per intero; 39.000.000 la copertura degli oneri relativi al trasporto pubblico locale per il 2015, a titolo di anticipazione regionale della quota statale non ancora erogata; 3.000.000 a titolo di anticipazione al fine di garantire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie; 1.200.000 per le aree protette e i parchi; 968.000 per i cofinanziamenti del settore cultura; 1.500.000 per garantire l'erogazione degli ultimi bimestri del 2015 per gli emotrasfusi; 2.400.000 per le attività produttive e 4.000.000 per le Province a cui un un mese fa questa Regione ha già dato 4.000.000 di euro suddivisi tra Ascoli, Fermo e Macerata. 4.000.000 al comparto Province per l'esercizio delle funzioni non fondamentali. Lla legge 13 del 2015 afferma che tutte le funzioni non fondamentali restano in capo alla Regione, però questo anno queste funzioni sono state attribuite alle Province.
Chiedo all'Assessore Cesetti: questi 4.000.000 saranno suddivisi, come lei aveva già detto in Commissione bilancio, tra Pesaro e Ascoli oppure tutto a Pesaro? Oppure verranno ripartiti equamente in base alle funzioni esercitate? Questa è la domanda perché in Commissione lei aveva detto che 3.000.000 erano per Pesaro ed 1.000.000 per Ascoli. Questo è quello che lei aveva detto in Commissione, io glielo ripeto.
Oggi approviamo questo assestamento quasi alla vigilia di Natale, quindi c'è poco da assestare e in Commissione infatti lei ha detto, ci ha invitato a non presentare nessun emendamento. “Non c'è stato spazio - le ripeto quello che ha detto - non c'è spazio per le richieste pur legittime e opportune da parte dei singoli Consiglieri e associazioni” che trovano riscontro nel territorio, perché le nostre esigenze arrivano dal territorio. Oggi purtroppo noi non abbiamo nulla da assestare perché è stato già tutto fatto, noi arriviamo alla vigilia di Natale e non possiamo fare più niente, quindi prendiamo solo atto di quello che avete fatto.
Alcune osservazioni ci tengo a precisarle. Quali sono queste osservazioni? Prima di tutto la Commissione bilancio è stata convocata mercoledì 9 e la documentazione non c'era. Io ho chiesto, Assessore, se c'era anche la relazione dei revisori dei conti e lei mi ha detto di si e che era già stata data. Questo non è naturalmente il miglior modo di operare, anche perché quando c'è stato il rinvio della Commissione al 10 ore 14,30 non c'era la documentazione, è arrivata più tardi, e non c'era neanche il parere dei revisori, tanto che alle 16,40 io sono dovuta andare via e non c'era ancora il parere.
Mercoledì 9 lei mi aveva detto che la documentazione era già stata data ai revisori, leggo dalla loro relazione: “Il Collegio ha preso in esame la proposta di legge avente ad oggetto “Assestamento al bilancio di previsione per gli esercizi 2015-2017 … acquisita agli atti del Collegio in data 10 dicembre”, questo significa che i revisori hanno preso la documentazione il giorno 10 quando è stata convocata la Commissione bilancio, cioè il giorno 10 alle ore 14,30. Vado a leggere la terza pagina della relazione dei revisori.
Mi chiedo: lei sa quanti giorni prima devono avere la documentazione? Come hanno fatto a dare un parere così veloce? Credo che abbiano fatto solo un mero controllo di quadrature, il controllo di rito senza nessuna considerazione, infatti sulla relazione non ce n'è nessuna.
E' stato fatto tutto in maniera veloce, troppo veloce, non solo per noi Consiglieri, ma credo che neanche l'organo di revisione abbia potuto lavorare come doveva. Questa è la realtà, perché mercoledì abbiamo fatto la riunione di Commissione bilancio e lei mi ha detto, perché le ho chiesto se avevamo il parere dei revisori, di si, che la documentazione era già stata consegnata ai revisori. Mentre è stata consegnata il giorno 10, c'è scritto, quindi …
Il modo di operare non è stato congruo e non solo, oggi noi ci troviamo di fronte ad un bilancio di assestamento dove non c'è più nulla da assestare, è già stato fatto tutto. E' normale che i Consiglieri possano fare qualcosa, invece in questo momento non possiamo fare più niente. Secondo l'Assessore Cesetti il ritardo è dovuto al giudizio di parificazione che è avvenuto il 17 novembre, bene potevate approvare il rendiconto e l'assestamento insieme, questo perché molte altre Regioni l'hanno fatto, cito la Toscana, assestamento e rendiconto insieme, l'Emilia Romagna, assestamento e rendiconto insieme, Lombardia, assestamento e rendiconto insieme. Potevate portare avanti il lavoro contestualmente sia il rendiconto che l'assestamento e lei lo sa meglio di me, perché in Provincia (…), no, Assessore, non dica stupidaggini!
Oggi purtroppo non c'è più nulla da assestare, l'assestamento viene approvato prima della vigilia di Natale e noi prendiamo atto di quello che avete fatto anche perché, se andate a vedere la relazione dei revisori, vi accorgerete che il bilancio di previsione iniziale, senza le varie variazioni, parte da 4.872.000.00 ed oggi con i valori assestati arriviamo a 6.700.000.000, variazioni pari ad 1.800.000.000.
Sapete cosa significa? Che tutte le variazioni le avete fatte da soli in Giunta, quindi noi Consiglieri non possiamo fare proprio nulla, allora che facciamo? Votiamo contro e basta, se invece portavate l'assestamento in Consiglio il 30 novembre qualcosa potevamo fare anche noi. Oggi prendiamo atto di quello che avete fatto e basta.
Credo che il modo di operare assunto dall'amministrazione, in questo caso dall'Assessore e da tutta la Giunta, impedisca a noi Consiglierei di svolgere appieno il nostro ruolo istituzionale.
Questa è la realtà! Portando l'assestamento di bilancio all'approvazione del Consiglio a pochi giorni da Natale e dalla fine dell'anno, praticamente è impossibile intercettare qualsiasi finanziamento seppur minimo per i territori.
Questa è la realtà! L'ha detto lei in Commissione: non portate nessun emendamento perché li bocceremo tutti, allora noi che ci stiamo a fare? Noi della minoranza che ci stiamo a fare qui in Consiglio? Me lo dica, me lo spieghi, l'ha detto lei in Commissione, le ripeto le sue testuali parole!
Mi auguro che questo scenario politicamente imbarazzante e istituzionalmente inaccettabile non si verifichi in futuro mai più, perché arrivare proprio alla fine dell'anno ad approvare l'assestamento, vuol dire che noi abbiamo guardato e staremo a guardare quello che farete. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo ai Consiglieri che vogliono intervenire di prenotarsi sin d'ora.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Anche a seguito dell'intervento della Consigliera Marcozzi che mi ha preceduto, chiedo al Presidente del Consiglio di ritirare e rinviare la votazione dell'assestamento di bilancio in quanto non rispetta il Regolamento interno specificatamente all'articolo 67 che, cito testualmente, recita: “La discussione generale non può aver luogo se il testo alla Commissione non è stato trasmesso almeno 10 giorni prima”, Questo ha poco a che fare con la nota di risposta che ci ha inviato alla nostra “diffida”, all'invito del nostro capogruppo addirittura ci rispondete che le norme citate sono antiquate e non sono mai state attuate nella loro completezza.
Per questo chiedo il rinvio dell'assestamento.

PRESIDENTE. L'articolo 78, secondo comma, parla di 5 giorni, quello a cui fa riferimento lei è un altro discorso.
Io ho risposto concretamente alla richiesta del capogruppo Maggi. La richiesta è stata respinta perché ai sensi del Regolamento, così come abbiamo convocato il Consiglio per il giorno 23, per lasciare a tutti i Consiglieri almeno 5 giorni di tempo da Regolamento sul bilancio preventivo, oggi le condizioni in termini di Regolamento per affrontare la discussione ci sono.
Andiamo avanti con questa querelle … c'è una lettera scritta! Quella è e rimane la risposta mia e dei dirigenti competenti, quindi possiamo andare avanti così. L'interpretazione del Regolamento è questa. Tutto qui. Il Regolamento non si interpreta, il Regolamento è quello! I dirigenti dicono questo e il Presidente del Consiglio dice questo. Andiamo avanti.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Avremo modo di approfondire sul Regolamento, nel frattempo proseguiamo questa incredibile, quasi assurda, discussione su un documento che non è stato possibile approfonditamente studiare.
Per prima cosa voglio stigmatizzare il fatto che il documento sia stato consegnato ed approvato nell'arco della stessa seduta dalla I Commissione, senza procedere ad una discussione esaustiva, registrando il voto dei vari Consiglieri presenti che frettolosamente si sono recati alla parata della Giornata delle Marche.
Uno degli atti più importanti che la I Commissione deve trattare è stato snobbato, svilendo così il ruolo della Commissione e dei Consiglieri stessi.
I tempi concessi per l'esame dell'assestamento sono chiaramente insufficienti per eseguire anche una parziale analisi delle voci di bilancio, non consentendo di entrare nel merito delle scelte politiche e tecniche assunte per la redazione dello stesso. In questo modo è venuta meno la possibilità di attuare l'esercizio di controllo critico che si pone naturalmente alla base dell'agire democratico.
Riporto il primo capoverso del Crel che dice: “Il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, riunito il giorno 11 dicembre, rileva con rammarico di non essere stato messo nelle condizioni di esprimere il parere di competenza sulla proposta di assestamento del bilancio 2015 in quanto la formale assegnazione, soprattutto la trasmissione della relativa documentazione, è avvenuta in tempi non compatibili a consentire una puntuale ed adeguata valutazione degli atti”, quindi che abbia quasi esposto un parere favorevole io non l'ho letto.
A questo modo di fare il Movimento 5 Stelle si oppone con fermezza e lo dichiarerà in tutte le sedi opportune e possibili.
Sottolineo che gli articoli del Capo II sono costituiti da modifiche di numerose normative regionali che comprendono: Ersu, fauna selvatica, associazioni di pesca, consumo di suolo, Aia e Via, aree protette, animali d'affezione; modifiche la cui portata non è certo possibile valutare compiutamente in pochi giorni con il rischio di non riuscire ad individuare eventuali errori nella loro formulazione e produrre aborti simili a quello malamente partorito sulle fusioni per incorporazione dei Comuni sul quale pende ora la spada di Damocle del danno erariale.
Il Movimento 5 Stelle chiede lo scorporo di queste modifiche, in Commissione le ha chieste e non sono state accettate, adesso vedremo cosa succede in Aula con gli emendamenti presentati.
Voglio evidenziare il generale aumento delle entrate tributarie che da un lato registra la pesante flessione degli importi a carico dell'accisa sul gas naturale e sull'Irap, mentre dall'altro riscontra un aumento della riscossione coattiva a mezzo ruolo per complessivi 15.000.000 di euro.
Anche le previsioni di competenza assestate sino al 2017 indicano un aumento dei tributi per alcuni milioni, incrementando di conseguenza la pressione sui cittadini.
Nell'assestamento si riscontra il contributo straordinario di 4.000.000 per le Province, il secondo, che segue di alcune settimane un provvedimento analogo. C'è stato spiegato dall'Assessore che serve per il riequilibrio di bilancio della Provincia di Pesaro-Urbino che necessiterebbe di 3.000.000 e di un sostegno per le altre Province.
Questo contributo viene assegnato prendendo quale paravento l'affidamento della competenza della viabilità ex Anas alle Province stesse, ma temiamo che tali fondi non vengano utilizzati per questo scopo. Ricordo per inciso che al momento non sono stati reperiti neanche 1.200.000 euro necessari per la ristrutturazione della scuola alberghiera pesarese di Santa Marta, oggetto di una recente serie di interrogazioni.
Non ha più senso agire con interventi una tantum, mentre è necessario ricorrere ad interventi strutturali poiché la scarsità oggettiva di risorse regionali non rende più opportuno il proseguire con azioni di sostegno sussidiarie ad altri enti che ora necessariamente devono gestire in maniera trasparente ed oculata i propri bilanci.
L'analisi delle tabelle concernenti le leggi regionali finanziate ha posto in evidenza l'elevata polverizzazione legislativa. Alcune leggi potrebbero essere proficuamente accorpate ad altre. Sono ad esempio già presenti leggi regionali che si pongono quali testi unici in materia di turismo e commercio e questa impostazione potrebbe essere sviluppata e potenziata per intraprendere con decisione la strada della razionalizzazione e semplificazione amministrativa.
Poco senso a mio avviso hanno leggi specifiche sul tartufo, sui canili, sul cinema, sul riconoscimento dell'agricoltore come custode dell'ambiente, su locali battaglie risorgimentali, mentre già esistono altre leggi che possono efficacemente fungere da contenitore organico per questi aspetti specifici.
Speriamo che, in questi cinque anni, abbiamo un po' di coraggio per rimettere mano alla materia e semplificare e organizzare meglio la nostra normativa.
La stessa impostazione si riscontra nella scelta dei finanziamenti assegnati che è stata operata polverizzando in importi esigui gli stanziamenti che avrebbero potuto essere utilizzati in politiche più rilevanti. Ad esempio è stato attribuito un contributo per la realizzazione di un presepe presso il Quirinale o sono presenti voci in assestamento per i Comuni di Falconara, Montemaggiore, Recanati, Orciano, Macerata, addirittura una parrocchia, che riguardano le più disparate tipologie di interventi, mostrando una modalità di azione spicciola e a rischio di clientela poiché ogni Comune, parrocchia, associazione ha sicuramente necessità di numerosi tipi di sostegno e di finanziamento, ma ritengo che non debba essere compito della Regione scendere in questo discriminante dettaglio.
Ci mancano i soldi per gli ospedali e per il sociale e polverizziamo.
Un certo allarme deve suscitare il recupero diffuso e sostanzioso delle somme rese a suo tempo disponibili e non spese poiché evidenzia un sistema di gestione che va migliorato e che nasconde difetti che potrebbero essere ricondotti alla complessità dei bandi, al poco tempo dato per presentare le domande (magari tre settimane durante il periodo festivo oppure estivo), o ad una erogazione non strettamente legata alle reali esigenze di spesa.
Chiudo, così il Consigliere Traversini si rasserena, riassumendo le critiche e i rilievi esposti: tempi ristretti e palesemente insufficienti per poter analizzare con il dovuto grado di approfondimento il documento; consegna, sbrigativa discussione e relativa votazione nella stessa giornata in Commissione referente dell'assestamento, questi due elementi minano alla base i meccanismi democratici di controllo e sviliscono il ruolo di tutti i Consiglieri; inserimento di numerose modifiche alla normativa regionale; eccessiva polverizzazione normativa e dispersione delle voci di assestamento.
Per questi motivi il Movimento 5 Stelle voterà no a questo assestamento di bilancio.

PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo per qualche sottolineatura a sostegno di un provvedimento che immagino difficile nelle scelte che ha dovuto operare, in quanto scorrendo le tabelle, non in cerca di particolari piccanti, ma cercando di vedere quali spostamenti la Giunta propone nelle tabelle A, B, C, D, E, è evidente che le scelte ci sono state e questo è in linea con un atteggiamento politico che sono contento di sostenere, perché questo, caro Presidente, è il tempo delle scelte, ne abbiamo parlato tutta la mattina, scelte anche dolorose, sulle quali è facile tuffarsi in azioni anti, che devono essere fatte.
Ritengo che, ho usato questa espressione, ma forse non è piaciuta, siamo in tempo di guerra, nel senso che non abbiamo grandi possibilità di manovra, se per prima cosa ci sono da comprare i cannoni. In questo caso c'è da comprare e pagare la sanità e i servizi sociali sui quali vengono concentrare la gran parte delle risorse, senza abbandonare completamente il resto, perché significherebbe l'abdicazione della politica.
Da questo punto di vista una considerazione che non ho ancora sentito e che mi permetto di farla è che questo assestamento, e penso ancora di più il bilancio di previsione, segna una sorta di sconfitta delle Regioni. Una piccola sconfitta rispetto allo Stato centrale. E' un argomento sul quale ritornerò per tutta la legislatura finché non vedrò un'inversione di tendenza, Presidente, affinchè non venga catechizzato da me o da altri esponenti della maggioranza o della minoranza, ma senta forte nella mente e nel cuore l'idea che questo Stato ha bisogno di enti intermedi.
Non possiamo immaginare un Paese complesso ed articolato, così lungo come l'Italia, 60.000 di abitanti amministrati e governati da un'unica scelta, da un'unica sede, che poi le Regioni vadano ripensate, che vada ripensata anche la funzione amministrativa, che per la funzione legislativa dovremmo eliminare i doppioni, come dovremmo eliminarli definitivamente tra Comuni, Province e Regioni sul piano amministrativo perché si può dire quanto si vuole contro la riorganizzazione delle Province, ma di fatto l'intenzione è giusta. Io l'ho sperimentato, su un argomento come la famiglia, il Comune, la Provincia e la Regione producono 3 bandi differenti. Questa è una cosa allucinante e finalmente con la razionalizzazione in atto finisce ed ognuno si occupa di una cosa in maniera esclusiva. Al massimo l'organo sovraordinato è quello che controlla l'operato, ma non è esecutivo ed operativo sullo stesso terreno.
Ripeto, apprezzo questo sforzo anche perché, e cito una cifra che mi ha decisamente impressionato, se la memoria non mi difetta, nell'assestamento 2011, la sanità regionale, eravamo in piena ristrutturazione, anzi 2010, segnava una cifra di 2.930.000.000, 27-30 milioni lo ricordo perché l'abbiamo ripetuta tante volte questa cifra, non l'ho controllata, quindi può darsi che mi sbaglio, oggi scrivete 2.790.000.000, il che significa una diminuzione di non meno di 140.000.000, quindi un taglio significativo proprio nel settore della sanità.
Per fortuna questa riorganizzazione ha consentito non solo il mantenimento di certi servizi, ma anche la creazione di nuovi. Penso alla rete di emergenza, penso a tutto quello che di nuovo si sta cercando di fare nel campo della riabilitazione, delle residenze protette, dell'assistenza ai non autosufficienti e anziani, perché anche questo è un argomento del quale credo che, in termini quantitativi, ci dovremmo purtroppo occupare in maniera prevalente. Anch'io sarei ben lieto di sostenere, l'ho detto questa mattina, la necessità di quintuplicare la spesa per i punti nascita, per le famiglie e per i nuovi nati, perché questo significherebbe che abbiamo quintuplicato le nascite in questa nostra regione, invece il 2015 segnerà l'ennesimo dato negativo rispetto al 2014. Le nascite continuano a calare e la popolazione anziana, colleghi della maggioranza e anche della minoranza, cresce, quindi è inevitabile che la spesa debba essere spostata in questi altri settori, c'è poco da fare, su questo dovremo fare i conti e dovremo trascinare la gran parte delle risorse.
Allo stesso modo leggo il sostanziale calo che riguarda le risorse ordinarie. Leggo 382.000.000 a fronte di cifre che superavano abbondantemente i 500.000.000, adesso non ho la cifra esatta, ma ricordo che li supereva abbondantemente. Anche stamattina, citando per esempio i servizi sociali, si dice: “Avete tolto”. Lì non è stato tolto, si toglie quando c'è già qualcosa, ma non c'era proprio niente. Nella passata legislatura quando si è fatto il bilancio, si è fatto nella presunzione esatta di poter recuperare la gran parte dei soldi e dai trasferimenti statali sono arrivati 16.000.00 e rotti in parte recuperati dall'anno precedente per la non autosufficienza, altri 6-7.000.000 sono arrivati come fondo indistinto che ha consentito di coprire gli asili nido e i minori fuori famiglia anche se in misura ridotta, poi il grande colpo è stato dato con i 29.500.000 della sanità, che è stato un sacrificio perché, è chiaro, sono risorse che sono state sottratte a questo mondo, ma che garantivano almeno la disabilità e in parte minore la tossicodipendenza, quindi la possibilità di mantenere in campo questi servizi.
Queste scelte comporterebbero un atteggiamento di grande umiltà e chi si confronta veramente con la realtà sa che c'è poco da scherzare, c'è poco da alzare i toni. Questa è la realtà e noi la stiamo affrontando, lo dico naturalmente ai colleghi della maggioranza, con grande senso di responsabilità, con grande attenzione ed è stata sottolineata - non da una richiesta dell'Assessore, a me l'Assessore relativamente agli emendamenti non ha fatto nessuna richiesta, Consigliere Busilacchi - mi sembra, in una riunione di maggioranza, nella quale ci siamo detti tutti che, di fronte a questo assestamento, si discuteva in Commissione, si ragionava con la Giunta, non avremmo fatto emendamenti marchetta, tanto per capirci, che mirano a coprire situazioni del territorio. Cosa che negli anni è stata naturale, Presidente, perché il primo assestamento e il primo bilancio dopo le elezioniera era quello in cui devevi registrare questa cosa e questa maggioranza in maniera estremamente seria non l'ja fatto, anzi ha sottolineato la necessità che le risorse siano concentrate. Penso a quello che è stato necessario fare per i trasporti, penso a quello che è stato necessario fare per il sociale di cui abbiamo parlato e qualche altra cosa, le Province, la cui prima pezza viene messa. Si va su cose di carattere generale che nulla hanno a che fare con il soddisfacimento di piccoli e microscopici interessi particolari.
Ripeto, lo faccio fin da adesso, voto convintamente questo provvedimento.
Sono d'accordo con il Consigliere che mi ha preceduto, il Consigliere Fabbri, sul fatto che dovremo andare a guardare le leggi anche se non mi risulta che tra quelle che ha nominato ce ne siano alcune finanziate, la maggior parte stanno ferme lì, senza un finanziamento, ma anche su questo dovremmo distinguere. Non mi sembra che ci siano tante leggi ad interventi settoriali, ne ha citate un paio che ho presentato io e mi sembra che abbiano l'intenzione di avere e di abbracciare un discorso di carattere generale. Vorrò vedere quelle che presenterete voi.
Abbiate anche la capacità, oltre che l'onestà intellettuale, nel formulare una cosa di dire come si può riorganizzare. Massima disponibilità a ragionare, ma a ragionare, quando si fa altro non mi interessa, ma ragionare si, per vedere se veramente questi interventi che diciamo strutturali possano essere capaci di essere messi in campo senza aumentare la spesa, riorganizzando e meglio ridistribuendo le risorse esistenti, confrontandoci sul terreno concreto, poi forse riusciremo anche a capirci meglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Anche per me risulta estremamente difficile intervenire su una materia così complessa, non avendo avuto né tempo nè atti a disposizione, quindi mi unisco a quanto è stato detto dai colleghi.
Credo che ormai soltanto le sessioni di bilancio sono quelle che permettano una discussione a livello di programmazione, anche un dibattito politico, un confronto fra le forze politiche presenti in Consiglio, se tutto questo non è possibile, perché non si ha a disposizione il materiale con cui aggiornarsi, con cui formarsi, con cui istruirsi, viene meno un po' l'azione politica di tutto questo consesso. Lo dico con tanta franchezza, io non ho nemmeno la relazione dei revisori dei conti, vedo che stamattina è stato consegnato il materiale. L'altro giorno l'ho chiesto, girando per gli uffici, anche il bilancio di previsione che discuteremo in pratica fra cinque giorni, anche nel più scalcinato dei Comuni si dà 20 giorni prima ai Consiglieri. Nel Comune più scalcinato che non ha personale i Consiglieri che l'hanno 20 giorni prima.
Vengo in Consiglio e mi trovo un bilancio di una Regione che non è certamente quello del mio Comune che è di 4 fogli, con tutto il rispetto per l'amico Sindaco di Palmiano, ne qui il discorso è diverso, quindi credo che da questo punto di vista, Presidente del Consiglio, la forma sia sostanza. Ve lo dice uno che senza fare polemica politica, ha fatto l'amministratore di un ente locale e sa benissimo quanto la vostra parte politica, il PD in particolare, ci tenga a queste cose. Il mancato rispetto di due ore nella consegna degli atti faceva partire - mi auguro che l'Assessore Casini, con onestà intellettuale ..., non faccia così, non sorrida, lo dica seriamente - esposti al Prefetto, esposti alla Corte dei Conti, esposti al mondo intero, mancava il Papa. Non nascondiamoci su queste cose, i sorrisini, i sorrisetti.
Consigliere Busilacchi lei è il Presidente di questo gruppo ed ogni tanto bacchetta - oggi non mi è piaciuto quando di imperio ha detto certe cose - qui si sta per discutere, prenda atto di questo fatto, di questa mancanza di rispetto, io dico, politico non personale, perché dal punto di vista personale può dire quello che vuole, politicamente non è così, la sua parte politica si è sempre comportata in questo modo, rispetto assoluto dei minuti, perché se gli atti si mettevamo sul sito un'ora dopo, l'esposto al Prefetto stava dietro l'angolo.
Ragazzi veniamo qui e veniamo a parlare di cosa? Io ho sfogliato in questo momento qualcosa e la dico, ad esempio leggo che i residui attivi all'inizio erano 2.500.000.000, poi in sede di rendiconto sono diventati 2.700.000.000, poi sono diventati 2.600.000.000, una differenza fra il rendiconto di un mese fa ed oggi di circa 100.000.000. Qualcuno ci dovrà dire se sono esatti questi 2.600.000.000 e sono stati incassati. Questa differenza a cosa è dovuta? Sono stati cancellati? Non lo so ..., riaccertati, significa che ad un mese di distanza dal rendiconto, in un mese, già si riaccerta un'altra volta? Vorrei capire! Anche questo è un discorso molto serio, questi crediti, questi residui attivi sono certi ed esigibili? Vedo soltanto 7.000.000 che sono ballerini di dubbia esigibilità, vedo nella relazione 2.000.000.000 di residui attivi, vorrei anche vedere la solerzia dei revisori dei conti perché, ripeto - i revisori dei conti hanno fatto questo ragionamento - i dirigenti oltre a fare la solita dichiarazione hanno presentato anche le carte, i documenti per cui questi crediti sono certi ed esigibili? Non basta la dichiarazione del dirigente che sul proprio onore dice “sono esigibili”, no, occorre il decreto, occorrono le carte del creditore che riconosce il debito e dice che è pronto a pagare.
Viene fatto questo? Lo chiedo ufficialmente e vorrei anche, come parte politica, incontrare, se possibile, in una Commissione i revisori dei conti per vedere se è stato fatto questo accertamento, perché ne va di mezzo il bilancio della Regione. Sappiamo benissimo che i bilanci vengono fatti quadrare con i residui attivi e passivi, vero Presidente? Può succedere, i residui attivi che non si riaccertano sono sempre lì, sono sempre quelli, poi , magari, si va a vedere che alcuni fanno riferimento al 2010, al Giubileo, vai a riprenderli!
E' un discorso molto serio, qui non c'è scritto nulla, a parte che non mi è dato nemmeno di vedere la relazione dei revisori dei conti.
Questo problema lo pongo, certamente non è risolvibile oggi, però per il futuro chiederò formalmente un incontro con i revisori dei conti per sapere se, ne va di mezzo anche la loro responsabilità, hanno verificato che questi residui attivi siano certi ed inesigibili, vorrei vedere i documenti che i dirigenti hanno portato per la loro accertabilità.
Un altro aspetto riguarda il vizio di mettere dentro una legge finanziaria tutte le normative possibili di questo mondo. Dateci la possibilità di discuterle! Se mettiamo queste variazioni, queste modifiche delle leggi dentro la legge finanziaria è chiaro che il dibattito si sposta sulla legge finanziaria e non va su questi altri amminicoli. Delle due l'una, o lo si fa apposta perché deve passare qualcosa che il Consigliere non deve vedere, oppure c'è l'incapacità di farli singolarmente. Facciamo Consiglio ogni settimana, non ho capito, si può fare anche due volte alla settimana e dibattere di queste norme specifiche. Vedo, come ha detto il Consigliere Fabbri, che qui ci sta di tutto e di più, non sono finanziate, sono finanziate, non interessa nulla, è comunque una modifica ad una legge, se è finanziata o meno interessa poco, comunque è una normativa che rimane lì. Questo non c'entra nulla con il discorso che ha fatto il Consigliere Marconi. Come non si può dire che non faccio emendamenti perché non voglio fare marchette. Che c'entra la marchetta? Nessuno qui vuole fare marchette, qui si vuole fare qualcosa nell'interesse del territorio, ma per fare questo, quando si fa il rendiconto, dovrei sapere qual è la parte che non è spesa vincolata e quanto dell'avanzo di amministrazione è spendibile e lo si mette a disposizione, dopodichè i Consiglieri, se vogliono, possono fare degli emendamenti in sede di assestamento, sperando di farlo entro il 30 novembre, non il 22 dicembre, per avere la possibilità di impegnare quelle spese, perchè se uno fa un emendamento e gli viene accolto c'è almeno un mese di tempo per impegnarlo, altrimenti va a residuo un'altra volta.
Da questo punto di vista, sono tutte cose che lasciano un po' l'amaro in bocca, quindi, ripeto certe cose cerchiamo di evitarle anche perché avete una maggioranza che non teme confronti. Non temete imboscate da parte della minoranza per cui venite in Aula con la legge. Cosa temete? Portate la legge specifica, sul benessere animale o si altre cose e ne discutiamo, dopodichè ci si confronta, se uno sbaglia o ha ragione vota con l'onestà intellettuale che vi distingue e che ci distingue. Questo è il punto!
D'altra parte qui c'è questo emendamento che grida vendetta, questo obolo politico per le Province, voglio che tutti lo capiate, ragazzi miei. Domanda e la faccio a ragione perchè l'ho vissuta sulla mia pelle, e in questo momento mi rivolgo al Presidente Minardi: se le 4 Province fossero state condotte tutte da Governi di centro destra ci sarebbe stata questa posta in bilancio? Assessore Cesetti, le dimostro che non ci sarebbe stata e le porto le relazioni e gli incontri avuti con la vecchia amministrazione quando venivo qui, dopo un anno che amministravo, a chiedere fondi per rispettare il patto di stabilità, ed il Governo mi aveva detto che la Provincia di Ascoli non era nuova, costringendoci a non rispettare il patto di stabilità.
E' assurdo questo! I fondi, Presidente Ceriscioli, li dovete chiedere tutti a Delrio ed a Renzi che hanno voluto questo scempio. Mettano i fondi per far funzionare le Province fino a che non faranno la legge definitiva. E' assurdo che la Regione spenda 7.000.000 e passa di euro privando degli investimenti la sanità, il sociale, per che cosa? Per una legge insana, per una legge che non ha né capo né coda, che ha rovinato una di quelle cose che funzionava sul territorio, che faceva da raccordo. Non hanno capito che il problema erano gli enti di secondo livello, quelli si dovevano chiudere, non le Province, e trasferire le competenze all'interno delle Province. Quelli si dovevano chiudere, sono dei carrozzoni, sono i 6.200 enti che costano 8.000.000.000 di euro strutturali l'anno, ma lì no, ci sono “poltrone”, che scherziamo? Poi ci viene a dire, con una bellissima faccia, in televisione, che da domani 3.000 politici si devono trovare un lavoro, ma quale lavoro se un Consigliere prende 36 euro lordi? Quale lavoro? Si devono vergognare, ci mettano i fondi, no che li regaliamo alle Province, in modo particolare … C'era la difficoltà di Ascoli a cui abbiamo dato 3.000.000 con l'ipotesi del fondo sociale europeo, grida vendetta, perché se non avessi onestà intellettuale, se non avessi governato e non sapessi effettivamente come funziona il rendiconto ..., lasciamo perdere, lasciamo perdere come funziona, Come funziona? Approfondite come funziona il rendiconto. Paghiamo due volte con il fondo sociale europeo, adesso lo diamo alla Provincia di Pesaro perché, sappiamo tutti che Ricci, quando era collega con me all'UPI, si lamentava del bilancio ed ora che lo deve chiudere gli si danno 3.000.000.
Questo è il concetto, questa non è politica seria, ragazzi, non lo è! Assessore lei fai così perché giustamente deve difendere la situazione, però lo dico apertamente, questo è un male italiano, non è un male della Regione Marche, e questa sarebbe stata un'occasione per dire al Governo: avete fatto una fesseria, metteteci mano, stanziate un miliardo di euro per ripianare i bilanci delle Province, dopo di che si chiuderanno definitivamente, diventeranno dei piccoli consigli di amministrazione per gestire le strade e quello che resta, mente tutto il resto andrà ai Comuni, alla Regione e quant'altro. Hanno voluto questo! Oggi noi di fatto abbiamo 7.000.000 in meno sul bilancio per mantenere in piedi, per far qualcosa che il territorio non voleva, questo è l'aspetto fondamentale, capite?
Poi, ripeto, c'è l'aspetto politico, l'ho detto, non ci torno sopra, alcune Provincie avevano sforato il patto di stabilità, tipo Ascoli, e la Regione su questo versante faceva orecchio da mercante, oggi invece c'è il soccorso, chiamatelo come vi pare, però non è assolutamente corretto.
Chiudo. Mi ero appuntato un'altra cosa, mi dispiace che non ci sia il Consigliere Marconi, questo discorso delle marchette, togliamocelo dalla mente, qui nessuno vuole fare le marchette, vogliamo avere soltanto gli atti per capire se ci sono somme libere da impiegare per lo sviluppo del territorio, non per fare marchette, non per dare alla parrocchia, non per dare a Tizio o a Caio, per fare sviluppo al territorio oppure per parare il colpo su alcuni settori tipo la sanità e soprattutto il sociale che rivendicano dei tagli smisurati fatti in questi anni. Questo tutti lo sappiamo! Da questo punto il fondo unico è stato azzerato, per alcuni versi ridotto ai minimi termini, è chiaro che si potevano gestire in altro modo, quindi respingo questo discorso del marchettificio a cui ha fatto riferimento il Consigliere Marconi, mi dispiace che non ci sia, ma non c'è alcuna intenzione, tant'è vero che non c'è nessun emendamento, anche perchè se ne fai uno da qui a fine anno devi fare il bilancio di previsione, gli impegni di spesa e finisce tutto.
Mi auguro che si possa cambiare metodo, tutto qui, innanzitutto per quanto riguarda i tempi, la possibilità di mettere a disposizione il materiale, ed essere un po' più corretti politicamente quando si fanno certe cose perché, ripeto, purtroppo o per fortuna in questo Consiglio ci sono persone che hanno amministrato i territori ed hanno già avuto dei rapporti di un certo tipo con “mamma” Regione. Allora perché in qualche modo volete farci ricredere della bontà di questa istituzione? Del ruolo di super partes di questa importante istituzione?
Questo voglio dire, non fate questo errore perché per me sarebbe una delusione incredibile da questo punto di vista. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Vorrei iniziare ricordando alcuni risultati importanti che sono stati conseguiti grazie ai nostri conti in ordine, non solamente la parifica, ma anche alcuni riconoscimenti nazionali. Penso ai conti della sanità che da tempo ci vedono in cima alle graduatorie, penso ai vari parametri che vedono una Regione virtuosa dal punto di vista del bilancio, al rapporto tra le entrate e i servizi erogati, ed in generale una condizione ed un contesto di benessere finanziario, o meglio di certificazione dei conti in ordine.
Voglio iniziare da qui perché quando parliamo delle singole politiche, colleghi, ad esempio nella riflessione che abbiamo fatto prima, si è utilizzata l'argomentazione che il tema delle risorse, il tema dei conti in ordine, debba essere l'ultimo degli aspetti. Certo non può rientrare, ma avere i conti in ordine è una precondizione per poter fare le politiche pubbliche, poiché esistono Regioni che hanno la sanità commissariata e non possono fare alcuna scelta di bilancio, non hanno i conti in ordine e non possono fare alcune scelte che noi stiamo facendo.
Vorrei partire da quest'aspetto positivo, ma anche da un'analisi del contesto e di una situazione forse di allarme generale, o meglio dall'apertura di una riflessione che credo che noi, come Regione Marche, Regioni e enti locali, dovremmo aprire - queste forse sono le sedi più opportune - rispetto ai continui tagli che ci sono e che non trovano continuità di colore politico, governi di qualsiasi genere. E' un dato storico, non è un dato che ha un colore politico, e la mia preoccupazione qual è? E' il rischio di una tendenziale ricentralizzazione di alcuni aspetti, quindi credo che l'Assemblea legislativa delle Marche, insieme alla Giunta, possa aprire, anche in queste sedi, una riflessione su questo aspetto anche per capire quali sono gli strumenti utili per far valere la nostra voce, per evitare i continui tagli agli enti locali e alla sanità che essendo gran parte del bilancio storicamente possono continuare.
Detto questo e venendo alla discussione più legata a questo bilancio, a questo assestamento, vorrei iniziare con gli aspetti politicamente più interessanti, più importanti, poi immagino che lo dirà anche la Giunta nelle conclusioni, risultati politici che credo sia necessario sottolineare.
Oggi noi certifichiamo ufficialmente il ripristino del fondo sociale, prima un Consigliere ha detto che le risorse si prendono da alcuni capitoli piuttosto che da altri, non è certo importante da dove derivano, casomai è importante dove vanno a finire, ed è chiaro che, pur in una situazione di grande difficoltà, è stato mantenuto un impegno che inizialmente sembrava molto difficile, ma che in qualche mese questa Giunta ha portato a casa, cioè ripristinare completamente la nostra spesa sociale, introducento un nuovo metodo di maggiore attenzione, di maggiore controllo della spesa, per fare in modo che le risorse erogate ai Comuni ed agli enti locali da parte della Regione possano trovare una congruenza piena ed una efficacia massima nella destinazione di questo capitolo.
Voglio anche ricordare un aspetto che ritengo altrettanto importante perché quando abbiamo parlato, in questi mesi, della spesa sociale l'abbiamo fatto in modo indistinto, pensando alla spesa sociale sul territorio. Ricordo che dentro i 60 ed oltre milioni di euro questa Giunta ha rifinanziato tutte le leggi del sociale che erano a zero, penso alla legge 32 quella che si occupa del governo degli ambiti sociali, penso alla legge sull'autismo, a tutt'oggi siamo l'unica Regione che ha una legge sull'autismo, che non aveva risorse e che oggi viene rifinanziata al 100%, stiamo parlando di oltre 2.000.000 di euro l'anno.
Credo che i servizi ai cittadini siano aspetti importanti ed è innegabile un riconoscimento da questo punto di vista.
E' evidente che il grosso del nostro bilancio rimane legato alla sanità, è evidente che rispetto ad alcuni vincoli che abbiamo da parte di Roma, il fatto di attuare con velocità la nostra riforma sanitaria è un obbligo, colleghi, per cui anche la discussione di prima e quella che faremo nei prossimi mesi sull'applicazione della riforma sanitaria sono legate a stretto giro a questo dibattito di carattere finanziario, perché è del tutto evidente che oggi non possiamo più permetterci di perdere tempo su alcuni aspetti, abbiamo bisogno di correre. O mettiamo in piedi fin da subito una attuazione di questa riforma o rischieremo, per tentare di aspettare, per tentare di sopravvivere, di non avere più l'acqua, perché le risorse caleranno. O siamo capaci fin da subito di mettere in campo un nuovo sistema per la salute dei cittadini marchigiani, oppure con le battaglie di retroguardia non andiamo da nessuna parte, rischiamo veramente di fallire nell'erogazione dei servizi.
Abbiamo necessità di condividere questo ragionamento, chi non capisce questo aspetto rischia di non fare gli interessi della comunità marchigiana nel suo insieme. Guardate, lo dico con grande laicità e con grande serenità, è una discussione che riguarda tutti noi.
In questo assestamento oltre al tema del sociale ci sono state, nel piccolo margine di manovra, delle spese necessarie, penso a quella per il trasporto pubblico locale, che è una delle vere competenze della Regione ed auspico che si possa ragionare, se i tagli, se i vincoli di bilancio ulteriori ce lo consentono, sulle vere funzioni della Regione, su cui concentrarci su cui concentrare la nostra azione politica. Credo che questa discussione sarà utile.
Nel piccolissimo margine di manovra sono state fatte le cose necessarie, penso al trasporto pubblico locale, a qualche risorsa per l'economia, al tema degli emotrasfusi, alle Province, a 1.200.000 euro per i parchi e su questo aspetto voglio aprire una riflessione, perché in questi giorni c'è una discussione sul sistema dei parchi, sul sistema delle politiche ambientali, sul sistema della sostenibilità.
Dei 6.000.000 di euro che avevamo come margine di manovra, destinare quasi un quinto agli enti parco è stata una scelta significativa. Viene lanciato un grido d'allarme per cercare di recuperare ancora ulteriori risorse, sappiamo che ad oggi non ce la facciamo, ma credo che sia utile capire se, nei prossimi mesi, dopo la verifica degli effetti della legge di stabilità, in seguito al fatto che potremmo probabilmente accantonare nuove risorse, potremmo concentrare una particolare attenzione su questo aspetto. Oggi abbiamo fatto il possibile, ma da domani dovremo capire quante risorse potremo destinare a questo sistema ed eventualmente anche come ripensare a questo e ad altri sistemi perché oltre a quello delle aree protette, abbiamo un sistema dell'associazionismo che oggi vede una bassa copertura da parte del bilancio, abbiamo anche altri sistemi, come quello culturale che chiedeva più risorse. E' chiaro che una politica responsabile non può pensare di giocare sempre al +1, è chiaro che nel momento in cui le risorse diminuiscono è opportuno fare delle scelte, però credo che sia utile, in tempo e fin da subito, su questi aspetti aprire una riflessione che vada nel senso della semplificazione e della regionalizzazione di questi istituti.
Abbiamo, ad esempio, diverse leggi regionali che si occupano della memoria, che si occupano delle associazioni, credo che dovremmo utilizzare i prossimi mesi per capire come semplificare quell'impianto normativo che potrebbe anche essere il modo più efficiente per rendere la nostra spesa, senza lasciare a terra nessuno, ricalibrando l'insieme della nostra azione complessiva.
Credo che questa riflessione debba riguardare anche gli enti parco.
Concludo, la nostra valutazione è assolutamente positiva, con una particolare enfasi sugli aspetti che riguardano l'attenzione alle categorie più deboli, l'attenzione alle politiche sociali che ancora, a tutt'oggi, a Costituzione invariata, sono una competenza delle Regioni e su cui, in una fase di difficoltà, credo si sia davvero fatta un'operazione molto significativa, per questo da parte nostra c'è un ringraziamento alla Giunta, un ringraziamento all'Assessore e a tutti coloro che, da questo punto di vista, si sono spesi per raggiungere un risultato che ritengo molto significativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Signor Presidente, deve convenire con noi che questo atto che stiamo discutendo - naturalmente, Assessore, la capiamo perché anche lei è nuovo di questa situazione anche se è già stato impegnato amministrativamente in altre circostanze - è arrivato tardi e non siamo nelle condizioni di esprimere delle considerazioni più approfondite, e le valutazioni del documento, letto in maniera così veloce, probabilmente sono molto superficiali.
Chi mi ha preceduto, il Consigliere Celani, ha evidenziato l'aspetto politico di questo atto anche perché questa mattina abbiamo parlato, Assessore, di politica, altrimenti siamo qua come ragionieri o dottori in economia e commercio mentre ci deve essere data la possibilità di fare una minima valutazione. Non come ha detto il Consigliere Marconi, probabilmente lui è abituato a quelle frasi, a quelle cose che poc'anzi ha riferito, forse si rivolgeva a sè stesso in quelle affermazione che ha fatto. Noi vogliamo ragionare politicamente perché, per quanto ci riguarda, come Gruppo Lega Nord, vogliamo esprimere delle considerazioni politiche. Dentro quest'Aula abbiamo sentito dire: “Ripristino dei fondi”, ma quale ripristino dei fondi cari colleghi Consiglieri? Sono stati tolti dalla maggioranza e adesso li ripristina! Santo cielo!
Attenzione perché chi ha parlato probabilmente è la stessa persona o sono le stesse persone che hanno votato queste cose. Questo fa parte dell'intelligenza politica, di un ragionamento politico che deve essere diverso, qui è stata ripristinata una cosa che era stata tolta. Probabilmente il timoniere numero 1 la vede in maniera un po' diversa, però la maggioranza era quella, Assessore.
Credo che queste cose siano così, senza entrare nel merito dei numeri che, per me sono difficili, non perché non ne capisca, ma perchè non ho avuto il tempo, non abbiamo avuto il tempo di farlo vedere anche ai nostri tecnici o a chi ci dà una mano per capire questi bilanci.
Penso che questo debba essere considerato, Assessore, un incidente di percorso, perchè queste cose devono essere presentate in tempo utile per essere discusse liberamente, eventualmente fare anche delle osservazione, non è detto che poi la maggioranza ne debba prendere atto, ma dobbiamo fare queste discussioni altrimenti credo che il ruolo venga a mancare.
Per esempio, sempre per ragionare politicamente, è quello che ho tentato di dire anche in altre circostanze e anche ieri mattina in Commissione, se noi ci presentiamo, maggioranza e minoranza, con una richiesta al Governo in termini politici forte, probabilmente qualcosa potrebbe essere rivista, potrebbe, uso il condizionale, Assessore, perché probabilmente voi, in termini di maggioranza, qualche volta siete costretti, fatemi passare la parola, a prendere a scatola chiusa quello che viene da Roma, allora probabilmente con l'aiuto della minoranza qualcosa potremmo chiedere in termini differenti ed è ovvio che ciò politicamente può darvi una forza diversa. Questo è evidente.
Mi rivolgo, in modo particolare ..., perché non è tutto oro quello che luccica, assolutamente. E' chiaro che i 7.000.000 di euro che vengono dati alle Province potevano servire per la Regione, questo è evidente Assessore …
Credo che questo debba servire alla discussione se vogliamo darle un senso. Questa cosa io non me la sono inventata, l'ho sentita, l'ho ascoltata anche nel giorno solenne in cui il Presidente ha introdotto i lavori di questo Consiglio: trasparenza, collaborazione, democrazia. Capiamo cosa si intende per democrazia, non quella che voi fate finta di capire per strumentalizzare la parola, democrazia nel senso di discutere, di avere il tempo sulle cose. Questo è!
Questo è mancato, perché siamo quasi al 25 dicembre, la variazione ..., a cosa serve l'assestamento di bilancio quando quei poveretti erano in difficoltà e chiedevano qualche soldo ad agosto, settembre? Le persone disagiate avevano bisogno ed i fondi messi a disposizione dai Comuni erano terminati. Lo sappiamo tutti e adesso a 10 giorni dalla fine dell'anno non si può far niente, occorre prendere a scatola chiusa, nemmeno “Arrigoni” si compra a scatola chiusa, Assessore, faccia passare questa battuta! Parliamo seriamente!
Credo che occorra considerare ciò un incidente di percorso per la sua intelligenza e per la sua esperienza amministrativa avendo governato i territori. Queste correzioni devono avvenire nel prossimo 2016, perché se i fatti si ripetono significa che qualcosa puzza, che qualcosa puzza nel vero senso della parola ed allora credo che effettivamente siamo in un'altra realtà, non dentro ad un'Aula consiliare.
Auspico che queste cose, ribadisco, non si ripetano più e che si creino le condizioni perchè la minoranza, ma credo anche la maggioranza, qualche Consigliere della maggioranza, abbia la possibilità di approfondire gli argomenti. E' vero che nell'iter probabilmente vengono informati di quello che succede o di quello che l'Assessore fa, ma una discussione più aperta serve a tutti per ragionare, non per modificare, non per fare marchette, come ha detto il Consigliere Marconi. Queste affermazioni le rimando personalmente al mittente e credo che questa cosa, ripeto, lei la debba recepire altrimenti le questioni sono brutte e pesanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Era mia intenzione, cari colleghi, non intervenire, però sono stato sollecitato dagli interventi precedenti e non posso fare a meno di prendere la parola.
Sono stato sollecitato anche dal linguaggio del Consigliere Marconi che ha parlato di marchette ed ha parlato di nostra ricerca di particolari piccanti. Non oso pensare quale frequentazioni abbia il Consigliere Marconi nel citare aggettivi e sostantivi di questa natura. Noi non abbiamo cercato particolari piccanti per citare il Consigliere Marconi, a meno che per particolari piccanti non intenta il taglio dei finanziamenti con l'assestamento ai parchi, non intenda il taglio dei finanziamenti allo sport, non intenda altre cose sicuramente molto importanti per la vita sociale e civile della nostra regione che migliorano la qualità della vita dei nostri marchigiani.
Noi non abbiamo cercato particolari piccanti, noi abbiamo cercato di vedere che cosa c'era nel Defr, quindi nel progetto e se queste cose nell'assestamento del bilancio avevano una conseguenza e una continuità.
Ho sentito anche l'intervento del capogruppo del PD, lui ha parlato di cultura, ha parlato di ambiente, ha parlato anche di altre cose e ha invitato ad aprire una riflessione. Noi la riflessione l'abbiamo fatta, non siamo andati alla ricerca di particolari piccanti, ma abbiamo fatto una riflessione su questo assestamento e abbiamo presentato degli emendamenti o delle osservazioni, tecnicamente non so come si chiamino, per essere conseguenti a questa ricerca e a questa riflessione.
Mi auguro, visto che queste cose sono state sollecitate dal capogruppo Consigliere Busilacchi, che il PD vorrà accogliere i nostri emendamenti sui parchi, per integrare l'assestamento di bilancio sui parchi, (...) quindi, voglio fare questa riflessione per la cultura.
Il parco del Conero, visto che sono anconetano, in una lettera disperata dice che non ha soldi per l'attività di controllo e monitoraggio delle specie floristiche e faunistiche; l'attuazione del piano antincendio boschivo; l'educazione ambientale che non è solo rivolta alle scuole, ma anche agli operatori turistici e così via. Argomenti che noi del Movimento 5 Stelle riteniamo importanti ed essenziali perché vediamo questa regione come una regione di cultura, di ambiente, di turismo, non solo cose che molte volte vengono citate strumentalmente per fare piacere a qualcuno. L'economia delle Marche, una regione così bella, accogliente e piena di storia, va valorizzata.
Si presenta un piano del turismo con grande pompa, con grandi cose e poi si tagliano i parchi, che congruenza c'è in questa cosa? Si presenta un Defr che dice che nelle zone costiere i pendolari devono essere portati da una parte all'altra con i treni e poi viene tagliata la stazione marittima. Ma di cosa stiamo parlando? Altro che cose piccanti! Queste sono cose oscene, non piccanti, tanto per essere in linea con la terminologia del Consigliere Marconi.
Noi abbiamo spulciato ed abbiamo fatto, Consigliere Busilacchi, una riflessione e degli emendamenti già pronti per togliere qualche cosa. C'è ad esempio il presepe fatto al Quirinale, 6.000 euro; ci sono quasi 20.000 euro per la battaglia Tolentino-Castelfidardo, per carità; oppure ci sono 6.000 euro per la giornata delle Marche. Voglio dire che queste sono scelte politiche discutibili. La riflessione noi l'abbiamo fatta.
Questa cosa oscenamente c'è stata presentata in Commissione giovedì scorso. Il nostro Presidente Giacinti ha convocato la I^ Commissione alle 14,30 eravamo tutti lì puntuali, ma non avevamo nulla su cui discutere perché l'assestamento non c'era, è arrivato dopo. Alle 17 circa è arrivato il parere dei revisori dei conti, con grande e malcelato disappunto anche dei colleghi della maggioranza. Di che cosa parliamo? Siamo seri quando parliamo in Aula e ai marchigiani che ci hanno dato i voti, è veramente il gioco delle tre carte o è il gioco delle ombre cinesi.
Vedremo se la serietà su questo assestamento corrisponde a quello che a parole viene detto in quest'Aula, quindi, alcuni nostri emendamenti possono essere non condivisibili, mentre altri vanno nel senso che il capogruppo della maggioranza Busilacchi ha detto, per cui mi auguro che vengano considerati e che questa riflessione non rimanga soltanto nella mente, ma si applichi nei fatti.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. A me non appassionano molto né i bilanci né gli assestamenti, però devo dire, in maniera molto onesta, che da questi interventi mi sono fatto un'idea molto chiara.
Pensando al futuro, ormai questa volta è andata così, non mettere a disposizione di tutti i Consiglieri una documentazione adeguata per poter dire “a” o “o” è una cosa triste. Io non metto in tempo a disposizione la documentazione e poi magari guardo compiaciuto il Consigliere di minoranza che non fa nessuna modifica, non chiede niente! Lo guardo compiaciuto perché non fa emendamenti, ma è chiaro se non gli do niente. Il Consigliere di minoranza è educato, sta zitto, ma potendo parlare liberamente, per come vivo io, due parole le avrei dette, soltanto così, ripeto, non sono un tecnico dei numeri ed i bilanci non mi appassionano, però è mortificante, non solo per chi sta da quest'altra parte, ma per tutti, non avere i fogli per poter dire o tentare di dire “a” o “o”. Questo non esiste, tanto meno in un'azienda privata, non esiste una storia del genere perché è di una sciattezza unica, incommensurabile.
Dico questo e basta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Mi scuso con lei in anticipo e con i Consiglieri se non avrò modo di fare un discorso organico, ma sarà anche per il dovere di rispondere alle osservazioni che sono pervenute da parte dei Consiglieri. Spero ugualmente di poter centrare la sostanza del problema.
Partiamo un attimo dalle questioni procedurali che all'evidenza nascondono una difficoltà a dissentire nel merito e nella sostanza di questa manovra di assestamento. Sia chiaro, non è una difficoltà per colpa soggettiva, ma una difficoltà perché noi riteniamo che questa manovra di assestamento vada nel segno e nella direzione giusta per la comunità regionale marchigiana.
Sulla questione procedurale sgombriamo il campo, nessuna violazione c'è stata. Il Presidente del Consiglio ha già risposto ad una lettera del capogruppo Maggi, noi abbiamo rispettato il Regolamento. Questo è un fatto, però riconosco che i tempi dati ai Consiglieri in occasione di questa manovra siano stati stretti e contenuti al minimo. E dobbiamo dirci il perché.
Una premessa, innanzitutto voglio ringraziare, prima che mi dimentico, gli uffici della Regione, il Servizio bilancio e tutti gli altri che hanno lavorato alacremente per arrivare a questo momento, perché i tempi stretti che pure ci sono stati, sono nell'interesse della comunità regionale, anche questo, per dare ad essa una risposta. Pensate cosa sarebbe successo se oggi non avessimo adottato questo provvedimento.
Perché questi tempi stretti? Anche questo è un fatto, noi siamo il nuovo Consiglio regionale, c'è stato un cambio di legislatura, lo ripeto per l'ennesima volta, come Assessore al bilancio ho presentato il 7 agosto, quindi a 40 giorni dall'insediamento, la proposta di legge di rendiconto 2014, la Giunta l'ha licenziata, si è aperto il procedimento di parificazione da parte della Corte dei Conti che si è concluso il 17 novembre 2015, nei tempi giustamente determinati dalla stessa Corte dei Conti.
Il rendiconto 2014 è stato approvato da questo Consiglio regionale immediatamente dopo la parificazione e noi contestualmente abbiamo adottato l'atto di riaccertamento dei residui con la deliberazione 1080 dell'1 dicembre 2015, poi risponderò su questo al Consigliere Celani, riaccertamento che ha consentito alla Giunta di varare la manovra di assestamento di bilancio che oggi viene consegnata nella disponibilità dell'Aula.
Questi sono i tempi e la Giunta non ha perso neanche un minuto, né lo hanno perso gli uffici. Questo è il dato ed il fatto sul quale non si può discutere, mi si dica quale poteva essere la soluzione alternativa. Potevamo forse comprimere i tempi della Corte dei Conti? Sarebbe stato possibile? Non è stato perso un minuto, non dico un giorno, un minuto. E' chiaro?
Dobbiamo essere intellettualmente onesti nei confronti di noi stessi, della dignità di quest'Aula, nel rispetto degli uffici che hanno lavorato alacremente, ripeto, giorno e notte in questa direzione, perché, ribadisco, questo nasconde una difficoltà nel merito.
Tra l'altro quel giudizio di parificazione era necessario. Questo non è stato evidenziato eppure ha partecipato il capogruppo Maggi, c'erano anche altri che ho visto, la Consigliera Leonardi, un giudizio di parificazione emesso con una sentenza della Corte dei Conti del controllo che possiamo definire da 110, se fossimo all'università, così non è stato per le altre Regioni di questo Paese. Lo dobbiamo evidenziare non perché vogliamo dire che siamo i migliori, ma per sottolineare la situazione in cui stiamo, dove Regioni come il Veneto, guidata dal leghista Zaia, ha avuto una sentenza di parificazione con una infinità di rilievi negativi, tanto da far dire allo stesso Zaia che avrebbe voluto ricorrere alla Corte nazionale, questo lo dico al Consigliere Zaffiri, che dire anche della Regione Piemonte guidata dal centro-sinistra, della Regione Lazio, o delle Regioni Abruzzo e Molise che hanno ottenuto da poco la parificazione sul rendiconto 2013.
No, la Regione Marche ha ottenuto una sentenza di parificazione, ripeto, da 110. Anche questo è un fatto ed è importante per la comunità regionale, per la comunità marchigiana, perché all'esito di quel giudizio di parificazione, ad esempio, le agenzie di rating internazionali, la Standard & Poor's, la Fitch Ratings, hanno dato un giudizio positivo sulle Marche, superiore addirittura a quello che si dà allo Stato italiano. Oggi questo ci consente di poter dire che noi, pur nelle difficoltà, amministriamo una regione sana, con un debito sotto controllo, con conti in ordine. Questo è fondamentale perché da qui dobbiamo partire e in quel giudizio, è evidente, ha influito, era il rendiconto 2014, la gestione pregressa, una gestione discreta, una gestione buona.
Io non ho mai detto ..., noi non diciamo che il precedente governo ha fatto male in questa Regione, no, noi diciamo che il precedente governo ha fatto bene, diciamo anche che noi faremo meglio, stiamo facendo meglio e vogliamo fare di più. In questo c'è la differenza. Tant'è vero che in quel giudizio di parificazione hanno influito le azioni positive, virtuose, messe in atto da questa Giunta, da questo governo, che hanno consentito alla Corte di superare quei rilievi. Faccio riferimento, lo dico per l'ennesima volta, al giudizio sulle partecipate che avrebbe potuto determinare una mancata parifica e lì la Corte ha preso atto delle iniziative di questa Giunta che ha avviato la dismissione delle partecipazioni indirette e delle partecipazioni dirette, tanto che la Corte stessa ha detto che si evidenzia un significativo cambio di passo che rappresenta una discontinuità rispetto al passato ed invita il Governo regionale ad andare avanti su questa strada.
Questo incide fortemente - voi capite la differenza se su un provvedimento si fa la critica alle partecipate o si fa il plauso, è una differenza, anche questo è un fatto, o che dire della valorizzazione del patrimonio e via dicendo - e da lì noi partiamo in un grande contesto di difficoltà perché la manovra di assestamento si colloca, anche qui bisogna avere l'onestà intellettuale di contestualizzare i provvedimenti che ci accingiamo ad adottare, in un contesto sempre più difficile per le finanze regionali, dove nel 2015 ci sono stati tagli per 163.000.000 di euro, di cui 56.000.000 per gli ex Fas che noi abbiamo dovuto ricoprire per 13.000.000 di euro con risorse nostre, in più ci sono 29.000.000 per la manovra fiscale Irap riassorbiti in parte per 18.000.000 con il contributo statale e c'è la restituzione per le tasse automobilistiche pregresse di 30.000.000 e fanno un totale di 204.000.000 di tagli, su un bilancio di circa 400.000.000 di euro, quindi oltre il 50%, esattamente il 53%.
Questi sono i dati che dobbiamo conoscere, è evidente che sono dati veri quelli che dico, perché non mi azzarderei mai a dare un dato soltanto parzialmente errato, questo è il contesto, quindi con una riduzione del 53% cosa fa questa Giunta che, ripeto, non è e non sarà mai prigioniera del suo passato? Un passato non ce l'ha, noi abbiamo solo il futuro dinanzi, perché il passato non ci appartiene, per niente, noi siamo altra cosa! Va bene? Come lo è questa maggioranza, nella considerazione, l'ho detto prima, che si è fatto bene.
Da qui siamo partiti e cosa abbiamo fatto? Abbiamo varato una manovra. Su una disponibilità di 200.000.000 di euro abbiamo varato una manovra di 110.000.000, in parte anticipata per quelle urgenze che sono state evidenziate. La manovra sul sociale di 60.000.000 questa è una manovra! 60.000.000 sul sociale che hanno consentito di dare una risposta alle esigenze della comunità istituzionale, politica e sociale della regione Marche. Una risposta alle fasce più deboli della popolazione, ai meno garantiti, a chi più ne ha bisogno. Una manovra sul sociale che non solo è uno degli obiettivi del Presidente della Giunta, ma ci è stata sollecitata da quest'Aula, dalle forze di maggioranza come dalle forze di minoranza. Ricordo le mozioni del Movimento 5 Stelle, e noi l'abbiamo fatto, così facendo abbiamo pensato, come credo sia, di aver interpretato al meglio quella che non era soltanto la volontà della maggioranza, ma di tutto questo Consiglio. L'abbiamo fatto da subito con una manovra che è strutturale, tra l'altro è un vanto avere reperito, in questa scarsità di risorse, circa 30.000.000 di euro in quella linea di confine tra il sociale e il sanitario. Credo che sia un merito di questa maggioranza, come è un merito avere abbandonato il concetto della spesa storica per andare ad esaminare i reali fabbisogni della comunità regionale, perché questo ci consentirà nel futuro, nel metodo soprattutto, oltre che nel merito, di ripetere e reiterare questa azione così virtuosa.
Questo è un fatto, ma c'è di più, oltre a questo noi abbiamo previsto con questa manovra di 30.000.000 di euro necessari di garantire la copertura integrale degli oneri relativi al trasporto pubblico locale per l'anno 2015 a titolo di anticipazione regionale della quota statale non ancora erogata.
Pensante un attimo se non lo avessimo fatto, quel che sarebbe successo. Potevamo anche fare un'altra cosa anziché 39.000.000 mettere 35.000.000 e trovare altri 4.000.000 per soddisfare altre esigenze, ma avremmo creato un danno ad un settore strategico che interessa le categorie più deboli della nostra comunità.
Anche qui c'è una scelta, c'è una scelta di fondo ed una scelta politica. Che dire dei 3.700.000 di euro a titolo di anticipazione finalizzata per garantire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie, dei 1.500.000 di euro per garantire l'erogazione degli ultimi due bimestri agli emotrasfusi, dei 2.400.000 di euro per le attività produttive, dove noi con un'operazione abbiamo ricondotto all'unità, all'uniformità, vecchie assegnazioni statali utilizzate, forse, in modo non ottimale. Abbiamo reperito risorse che c'erano, ma noi le abbiamo ricondotte a unità di 2.400.000, sapete per chi? Per gli artigiani, per favorire i consorzi e le reti di impresa, per l'innovazione, per la creazione di imprese artigiane, per la digitalizzazione, per l'artigianato artistico e via dicendo. Queste sono risorse per 2.400.000 euro.
Che dire del milione per garantire i cofinanziamenti nel settore della cultura che era un altro impegno e i 4.000.000 per le Province, e questo merita, Presidente, una una risposta ai Consiglieri che hanno criticato questo fatto.
A me dicono che sono troppo pro-Province, non è così, ritengo di essere giusto ed imparziale nelle mie azioni, come deve essere un amministratore che possa definirsi tale, lo sono anche perché non sono prigioniero del passato, come ho detto prima e, la “mia ex Provincia” ha chiuso da tempo l'assestamento in ordine e via dicendo.
Ho fatto in modo, d'intesa con il Presidente, con la Giunta, di reperire queste risorse perché questo è giusto, oltreché necessario. Sapete che le Province sono interessate da un procedimento di riordino che ancora non si è concluso, ci manca poco, debbo dire questo per responsabilità loro, e ci sono qualche difficoltà. Le Province fino ad oggi hanno continuato a gestire le cosiddette funzioni non fondamentali che, in base alla legge 13, la Regione Marche ha deciso di avocare a sé. Le Province hanno sempre rivendicato, come rivendicano, il pagamento di quanto sostenuto per l'esercizio delle funzioni non fondamentali. C'è una norma tra l'altro su un provvedimento statale, non so se è il decreto legge 78, su questo chiedo scusa non sono sicuro, che prevede che qualora le Regioni non adottino i provvedimenti di riordino di queste funzioni entro il 31 ottobre 2015, verranno sanzionate con il corrispettivo di quanto spendono le Province per l'esercizio delle funzioni non fondamentali.
Noi cosa abbiamo fatto? Una cosa molto semplice, abbiamo dato alle Province un contributo straordinario su quello che a loro spetta. Non abbiamo regalato nulla, sia chiaro. Abbiamo dato complessivamente 4.000.000 come ristoro per la gestione dei centri delle politiche attive del lavoro, 7.000.000 li abbiamo individuati come organismi intermedi per gestire i centri per l'impiego e le politiche attive del lavoro.
Per quanto riguarda i soldi e le risorse del Fondo sociale europeo, Consiglieri voi sapete che le politiche del lavoro, i centri per l'impiego, non sono annoverati tra le funzioni non fondamentali, neanche tra quelle fondamentali, è una competenza che lo Stato riserva a sè, che il Governo riserva a sè, come la formazione professionale è di competenza della Regione. Se non che in sede di conferenza Stato-Regioni si è concordato l'esercizio unitario delle attività delle politiche attive del lavoro, questione che sta seguendo in modo ottimo l'Assessore Bravi, e si è convenuta questa gestione unitaria fino al 31 dicembre 2016 in attesa della riforma costituzionale con oneri a carico per un terzo alle Regioni e per due terzi a carico dello Stato.
Questo è! Cosa abbiamo fatto individuando come organismo intermedio e dando quei 7.000.000 alle prime quattro? Abbiamo dato alle Province le risorse per poter gestire quella funzione, ma dietro quella funzione ci sono i servizi resi alla comunità regionale, anche qui a coloro che sono in difficoltà, ai disoccupati, alle politiche del lavoro. Capite? Se le Province non esercitano queste funzioni perché non hanno le risorse o non possono prorogare i contratti a tempo determinato fino al 31 dicembre 2016, come consentito dalla legge - senza quella proroga non possono esercitare le funzioni - è un danno che noi provochiamo alla comunità regionale, noi invece siamo qui per dare delle risposte, per trovare delle soluzioni e questo faremo. Anche qui c'è una scelta di fondo di questo governo regionale, il sociale, il trasporto pubblico locale, le Province, ma non per le Province, per garantire i servizi ai cittadini, questo è sulle funzioni non fondamentali.
Che dire se le Province devono destinare le poche risorse che hanno per quelle funzioni? Le sottraggono alle fondamentali, le sottraggono alle strade, e qui c'è la sicurezza dei cittadini anche qui dei più deboli, perché chi va in giro con l'elicottero non ha bisogno di una strada in sicurezza. E' il lavoratore che ha bisogno di una strada in sicurezza, è lo studente, è la persona anziana, chi ha poco reddito. Che dire delle scuole? Sono i nostri figli, sono i ragazzi che si devono formare, allora noi abbiamo il dovere di creare le condizioni perché tutta la comunità regionale possa formarsi in sicurezza.
Questa è la differenza, Consigliere Celani. Questo è il punto, non c'è dietro una regalia e non mi si venga a dire che se c'erano Province di centro-destra non avremmo fatto questo ...

(Interrompe il Consigliere Celani)

PRESIDENTE. Consigliere Celani lasci concludere l'Assessore.

Fabrizio CESETTI. Non vorrei essere interrotto anche perché, ripeto, vado a braccio ... Evidentemente lei ha una capacità di concentrazione superiore.
Caro Consigliere Celani, ho già detto che non sono prigioniero del passato, figuriamoci se posso essere identificato con il passato.
Le dico che c'è una differenza, perché quando stavo da quella parte, quando anch'io stavo da quella parte si dava niente, oggi sto da quest'altra e do non quel che dobbiamo, ma quel che possiamo, perché è dovuto, e credo che anche in questo ci sia una differenza.
Per quanto riguarda le aree protette, vede Consigliere Maggi, anche qui noi non abbiamo tagliato, ma ci abbiamo messo 1.200.000 euro, che non c'erano. Questo signori non è il gioco delle 3 carte perché, Consigliere Magg, sia chiaro l'ho detto, (...), l'ho già detto, non lo ripeto per l'ennesima volta, io non sono un prigioniero del passato. Questa è una differenza. Perché non ci sono stati messi prima? Ho già spiegato il contesto nel quale abbiamo operato, oggi abbiamo messo 1.200.000 euro necessari per pagare il costo del personale, faremo il possibile per il 2016. Voglio dirlo in quest'Aula, anche perché questa è una indicazione del Presidente, lo voglio dire anche ai rappresentanti dei parchi …

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Lasciate concludere l'Assessore per favore.

Fabrizio CESETTI. No, mi hanno scritto, non mi rivolgo ..., non mi permetterei!
Vedremo nel 2016 di creare le condizioni per fare di più, ma voglio dire da subito, e qui me ne assumo la responsabilità, che anche i parchi devono fare di più, devono contenere le spese laddove sia possibile, come abbiamo fatto noi, con gli atti di Giunta, perché io non voglio vedere negli enti parchi le spese per consulenze, per uffici stampa o spese legali e via dicendo, non le voglio vedere più, perché come ho imposto, abbiamo imposto alla Regione, agli enti dipendenti, alle agenzie, agli organismi partecipati, un drastico taglio di tutto fino all'azzeramento di spese di rappresentanza, di consulenze, non le voglio neanche vedere negli enti parchi.
Noi faremo e voglio dire anche di più per i parchi, nel 2015 sono stati dati 2.700.000 euro rispetto ai 2.800.000 del 2014, è vero, le risorse nel 2014 erano più per la parte corrente, questa volta sono per gli investimenti. Questa è una verità, però ho anche detto dove bisogna intervenire.
Credo di aver detto e di aver risposto quasi a tutti. Brevemente, Presidente, poichè non sono abituato a lasciare dietro nulla, come ho detto prima, in sostanza noi con questa manovra non abbiamo fatto solo una scelta, non abbiamo messo delle risorse, abbiamo fatto una scelta politica, ripeto una manovra di 110.000.000 di euro, ne sono disponibili poco più di 200.000.000, ma in questa manovra noi abbiamo coperto questi settori e credo qui che ci sia tutto il senso delle linee programmatiche del mandato del Presidente della Giunta regionale.
Con questa manovra di assestamento ritengo che noi abbiamo rispettato gli impegni assunti nei confronti della comunità regionale, non soltanto assunti per una parte dei cittadini, ma anche, diciamo, per quelle che sono le aspettative di questo Consiglio.
La Consigliera Marcozzi ha detto che l'assestamento non è un fatto tecnico, ma è anche una verifica ed è quello che noi abbiamo fatto, e lo abbiamo fatto con quel che ho detto prima. Non è vero che i Consiglieri non avevano la possibilità di presentare emendamenti, io avevo detto che la Giunta regionale avrebbe chiesto il ritiro, avrebbe chiesto la bocciatura di tutti gli emendamenti perché volevamo qualificare questa manovra, però è evidente che si poteva fare una scelta diversa, ad esempio si poteva decidere di non dare i soldi ai parchi, alle Province, e via dicendo, e fare altri emendamenti. Si sarebbe potuto fare questo, bastava presentarli.
Quello che non si può fare è presentare emendamenti e determinarne la copertura con costi, diciamo, obbligatori in senso stretto ed incomprimibili.
Credo che prima il Consigliere Maggi o qualcun altro abbia parlato dell'albero di Natale, del presepe a Roma. Quel provvedimento, quella richiesta ci è stata sollecitata dalla Presidenza la Repubblica con il varo della Conferenza delle Regioni, quella è una spesa obbligatoria, delle altre citate dal Consigliere Maggi non ne abbiamo messa neanche una, erano tutte …, è così ..., se ci sono degli impegni assunti, voi sapete che, credo che questo sia l'abc, vanno rispettati, questo abbiamo fatto, non li ha fatti questa Giunta, non li ha fatti questo Governo.
Sulla questione delle Province, penso di aver riposto al Consigliere, ci conosciamo da qualche decennio, me lo consentirà, lui è molto abile ed esperto e mi ricorda quando ero Capogruppo dell'opposizione al Comune di Fermo e, a quel tempo, mi dedicavo esclusivamente alla mia attività di avvocato, venivo chiamato per andare in Consiglio comunale, andavo, chiedevo di cosa si sarebbe parlato ed allora mi prendevo il minimo e facevo un comizio di un'ora e mezza. Questo è quello che ha fatto il Consigliere Celani, però così facendo l'abile Consigliere Celani evidentemente ha saltato qualche riga, perché quando parla di riaccertamento degli residui, avrebbe dovuto leggere la relazione contenuta nel documento presentato, c'è tutto, c'è la spiegazione della differenza che è dovuta ad un normale riaccertamento dei residui con conseguenza della finanziaria potenziale.
Bastava semplicemente leggerlo, … Consigliere Celani, perché mi interrompe?

PRESIDENTE. Lasciamo chiudere l'Assessore.

Fabrizio CESETTI. Il Consigliere Celani lamenta che neanche i revisori dei conti avrebbero avrebbero preso atto di questo documento.
Lo invito a leggere la relazione e vedrà che non è così, oppure se lo faccia spiegare dalla sua Capogruppo Marcozzi che essendo commercialista è molto più capace di me sotto il profilo tecnico, però c'è scritto ed è qua.
Capisco Consigliere Celani, non si innervosisca, io non l'ho interrotto e lei non mi interrompa, penso di doverle rispondere, anche questo è un fatto, perché l'atto che abbiamo consegnato è qua e credo sia nella disponibilità di tutti i Consiglieri regionali ed è scritto qui: “I residui attivi della chiusura di gestione del 2014 già iscritti nello stato di previsione delle entrate 2015 per l'importo presunto ...” non continuo a leggere, ma è qua, dove è citata la delibera 1080 dell'1 dicembre 2015 con la quale noi abbiamo adottato l'atto di riaccertamento dei residui contestualmente all'approvazione del rendiconto 2014.
Questo è. Non può essere revocato in dubbio, quindi penso e spero di aver risposto a tutti.
Pensiamo che con questa manovra abbiamo dato una risposta a quelle che sono le esigenze della nostra comunità.
Voglio evidenziare che, è già stato detto dal Presidente Giacinti che voglio ringraziare per il lavoro svolto insieme a tutti i membri della Commissione da lui guidata, ripeto, ringrazio ancora gli uffici, abbiamo ottenuto il parere favorevole del Cal, della Conferenza delle autonomie locali, dove ci sono state due “astensioni tecniche” da parte delle Unioni montane. Parere favorevole espresso anche dai rappresentanti istituzionali non della nostra area politica, questo ci tengo a dirlo, perché ovviamente fa piacere e dimostra che noi abbiamo centrato quelle che sono, l'ho detto prima, all'inizio, le esigenze della comunità istituzionale politica regionale tutta. Non è indifferente se uno e più Sindaci esprimono parere favorevole a questa manovra di assestamento, perché noi sappiamo bene che abbiamo un dovere che è quello - siamo si una maggioranza - di allargare gli obiettivi che ci prefiggiamo.
Il parere del Crel. Io c'ero ed ho fatto la relazione, il Crel lamenta di aver avuto tardi il provvedimento, abbiamo spiegato e se leggete bene la lettera del Presidente si evince la soddisfazione per gli obiettivi che vengono conseguiti da questa manovra di assestamento. Tra l'altro il Crel, e termino, dice testualmente nella lettera: “In questo quadro l'illustrazione della manovra svolta - non diciamo da chi - se come obbligo ha dovuto recuperare i limiti procedurali per necessità di approfondimento, ha consentito comunque di evidenziare come i risultati di economia e di efficientamento della spesa hanno consentito di recuperare risorse su alcuni importanti settori come quelli del sociale e del trasporto pubblico locale”. Questo è un giudizio!
Presidente chiedo scusa per il tempo che ho preso e confido nell'approvazione di questo assestamento.
L'ultima cosa riguarda le norme che sono assolutamente necessarie e non vanno ad incidere sulla spesa. Assolutamente necessarie perché tante sono delle proroghe dei termini. Penso, ad esempio, alla norma che proroga il divieto per i piani regolatori in attesa del varo della nuova legge urbanistica, adesso vado a memoria, alla proroga per quanto riguarda l'ambito della zona dei Sibillini richiesta dei Sindaci che va dal 2015 al 2018. Penso a qualche altra proroga, quindi non ci sono, anche qui basta leggere il provvedimento, posso assicurarlo, norme che vanno ad impattare su quella che è l'architettura legislativa di questa Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Voglio dire che questa volta l'Assessore avvocato Cesetti si è confuso, come se quest'Aula fosse quella di un tribunale, perché lui ha fatto un'arringa per difendere se stesso dalle accuse che gli fa il Pubblico Ministero. Capito? Lui in pratica ha fatto tutto da solo, se la suona e se la canta, senza alcun contraddittorio come se dovesse convincere noi ma, caro Assessore Cesetti, ci sono i documenti. Quando mi parla di funzioni fondamentali sa quali non sono fondamentali per la Provincia? Il turismo, la cultura, dove sono queste spese da 7.000.000 che voi gli date? Che rendiconta? Se gli uffici dell'impiego sono finanziati con il fondo sociale europeo e se i precari sono a carico dello stesso fondo i soldi li hanno avuti. Non aggravi la situazione perché mi viene voglia di fare un esposto alla politica comunitaria. Non faccia queste cose, non dica queste sciocchezze, perché è un obolo, l'abbiamo capito tutti, transeat. Mi auguro che la Vicepresidente Casini, anzi se la fa sono contento, faccia una nuova conferenza stampa insieme all'on. Agostini per magnificare le gesta di Terasmo che ha salvato la Provincia con i soldi della Regione. Mi auguro che la faccia così posso intervenire nuovamente, perché c'è anche questo di cui stare attenti.
Poi le dico un'altra cosa, caro Assessore Cesetti, lei è un'istituzione, come fa a confondere questo? Lei ha la responsabilità di una istituzione, non è che quello che è stato fatto prima lei lo disconosce, lei è la continuità delle istituzioni. Questa è una regola fondamentale della democrazia, non è una dittatura nella quale si dice “Quello che ha fatto il dittatore precedente lo porto al macero”. Questa è una democrazia, lei si assuma le responsabilità di tutto quello che c'è stato prima, no di quello che ci sarà dopo …

PRESIDENTE. Consigliere Celani non c'è fatto personale …

Piero CELANI. … se le dico che prima funzionava in un certo modo, lei deve dire che funzionava in un certo modo. Ci sono gli atti. Punto e basta e la responsabilità politica se la prende tutta.
Non può dire questo. Ci offende in modo incredibile, da lei questo non me lo sarei aspettato, non può dire “il passato non mi appartiene”, le appartiene eccome, si assuma le responsabilità, è il responsabile di una istituzione, non è un dittatore. Stiamo scherzando?

PRESIDENTE. Continuiamo, avrà modo eventualmente di riprendere la parola nella dichiarazione di voto. Passiamo alla votazione.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7.
Emendamento 7/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 7 bis/1, istitutivo dell'articolo 7 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Nel discorso in cui vi siete inseriti, anche precedentemente, della tutela delle fasce più deboli, ho voluto inserire, per quanto riguarda il sostegno al servizio di assistenza domiciliare ulteriori 300.000 euro di finanziamento presi dal capitolo dedicato alla tutela sociale, ai diritti di cittadinanza, che si compone di 3.300.000 euro circa. 300.000 euro da indirizzare all'assistenza domiciliare, mi sembra un correttivo che si può applicare. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 7 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 8.
Emendamento 8/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 8 bis/1 a firma della Consigliera Leonardi. Inammissibile.
Emendamento 8 bis/2 a firma della Consigliera Leonardi. Inammissibile.

Articolo 9.
Emendamento 9/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 10.
Emendamento 10/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 10 bis/1, istitutivo dell'art. 10 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Ho richiesto di apportare due modifiche alla legge regionale sulle politiche abitative sopprimendo all'articolo 14 la parola “immigrati” dalle categorie a cui vengono destinati gli alloggi. Restano ovviamente anziani, disabili, giovani coppie, sfrattati, nuclei familiari monoparentali con figli a carico, eccetera. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 10 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 10 bis/2, istitutivo dell'art. 10 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Sempre sul tema delle politiche abitative. Modifica dell'articolo 18 in cui chiedo di inserire, come criterio per l'aggiudicazione degli alloggi popolari, di avere la residenza da almeno 15 anni. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 10 bis/2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 11.
Emendamento 11/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 11/2 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Velocemente. Sapete che sono sintetico. Sul calendario venatorio avevamo discusso una mozione e con il Consigliere Traversini si era detto di fare questa modifica per portare l'approvazione del calendario venatorio in Commissione. Abbiamo presentato una proposta di legge che è morta lì, adesso rimettiamo mano alla stessa legge in altri punti, allora propongo di reinserire questa cosa sulla quale c'era praticamente già un accordo in Commissione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Il Consigliere Fabbri ha raccontato, presentando l'emendamento, quella che è stata la discussione di due mesi fa, forse, in merito al problema della caccia e del calendario venatorio. Non c'è stato nessun altro accordo. Allora si disse che bisognava passare anche attraverso la Commissione, l'abbiamo detto in Aula, in quanto era stata scavalcata completamente ed in quel Consiglio, non è una cosa nuova infatti, non sapevo neanche che l'avesse presentata, abbiamo dibattuto il problema del calendario venatorio ed abbiamo detto questa cosa. Tutto qui.

PRESIDENTE. Emendamento 11/2. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 11 così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 12.
Emendamento 12/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 12 bis/1, istitutivo dell'art. 12 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie. Con l'emendamento chiedo la possibilità di riconoscere la figura dell'ispettore ambientale che in questa materia aiuti il sanzionamento degli illeciti. In alcune realtà, in alcuni Comuni, esiste già ed è riconosciuta, ma non c'è uniformità su questo discorso. Può essere d'aiuto anche per sgravare il lavoro, ad esempio, delle polizie municipale che oggi sono chiamate ad altri tipi di incontro, quindi se c'è la possibilità da parte della Regione di verificare la realizzazione in maniera uniforme di questa figura in maniera idonea e riconosciuta, potrebbe essere un aiuto importante in una materia come quella dell'illecito ambientale che oggi purtroppo è molto diffuso. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 12 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 13.
Emendamento 13/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 13 bis/1, istitutivo dell'art. 13 bis, a firma della Consigliera Malaigia. Inammissibile.

Sub emendamento 13 bis/1/1 a firma della Consigliera Malaigia che propone: “Dopo l'articolo 13 è aggiunto il seguente: Articolo 13 bis: Modifica della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 “Norme in materia di beni e attività culturali”. Al comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 (Norme in materia di beni e attività culturali) dopo le parole “valore storico-culturale” sono inserite le seguenti: “tra cui il patrimonio di archeologia industriale”.
Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Vorrei riportare questa Aula a scenari più ameni ricordando la Giornata delle Marche, come ha fatto il nostro Consigliere Zura Puntaroni.
Chi visita la nostra regione ha davanti agli occhi delle bellezze naturali e architettoniche tra cui purtroppo spiccano mostri architettonici come l'ex Montecatini di Recanati che non vorremmo rimanesse nei ricordi di chi attraversa la nostra regione.
Penso sia già una proposta quella di valutare e valorizzare il patrimonio di archeologia industriale ed eventualmente riconvertire determinati edifici in disuso e desolati per destinarli ad altri usi più vicini e più qualificanti per la nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. In Commissione si è detto che l'emendamento non era ammissibile perché prevedeva un incremento di spesa.

PRESIDENTE. Adesso chiarisco. C'è stato un emendamento dichiarato inammissibile dalla Commissione che prevedeva spesa. Questo non comporta spesa, ed è stato presentato ora dalla Vicepresidente Malaigia.
Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Soltanto per riprendere le parole della Vicepresidente ritenendo che questo emendamento possa essere recepito dall'Aula in quanto aggiunge ad una serie di tutele anche il patrimonio archeologico industriale, per cui non ci sono problemi.

PRESIDENTE. Sub emendamento 13 bis/1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 13 bis/2, istitutivo dell'art. 13 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Con questo emendamento chiedo la possibilità di rateizzare in tre soluzioni le cartelle esattoriali che pervengono a seguito del mancato pagamento della tassa automobilistica per importi superiori a 150 euro. Questo per venire incontro, in un momento di crisi, a chi vuole pagare, ma è in difficoltà, e può farlo attraverso una rateizzazione. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 13 bis/2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 14 bis/1, istitutivo dell'art. 14 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. In tema di tutela della salute, in particolar modo di bambini malati e anziani, si chiede con questo emendamento di vietare l'uso di diserbanti riconducibili in particolar modo al gliphosate nei centri abitati e in prossimità di ospedali, nidi d'infanzia, scuole primarie e secondarie, case di ricovero e case di cura, entro i 200 metri, Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Premesso che sono contrario alla modifica di alcune leggi, al di là di interventi di natura tecnica, all'interno degli atti di bilancio, questa ne è una prova provata, cioè è un aspetto molto specifico che può avere anche delle buone intenzioni, ma va approfondito nelle sedi opportune con i tecnici e con i funzionari per verificare se alcuni provvedimenti ci sono già o se possono essere implementati in altro modo, quindi, una cosa così specifica che riguarda la salute si porta in Commissione, lei collega ne è Vicepresidente …, comunque c'è già.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. C'è una proposta di legge che giace da cinque anni. Lei c'era e dovrebbe conoscerla. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 14 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 15.
Emendamento 15/1 ad iniziativa della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Trattasi di un emendamento relativo al termine previsto dalla legge regionale 13 per l'individuazione e gli atti conseguenti alle funzioni fondamentali della Provincia che l'Assessore, ma in generale il Governo, ci ha chiesto per addivenire a una più calma ..., ma soprattutto per acquisire quegli atti che le Province non erano ancora in grado di fornire. Parlo degli atti relativi al personale, al patrimonio, ai mutui, tutte quelle questioni inerenti l'individuazione corretta delle funzioni non fondamentali, quindi dar corso all'iter che completa questo passaggio.
E' stata chiesta una proroga dei termini di tre mesi in maniera tale che non si rinvii sine die, ma si dia un termine per poter adempiere in un tempo ragionevole.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Emendamento 15/1, così do una risposta anche alle preoccupazioni del Consigliere Celani.
Ho presentato questo emendamento perché, lo voglio dire in particolare al Consigliere Celani, ma anche a tutti gli altri, noi avevamo previsto per le Province un contributo straordinario di euro 4.000.000 per l'esercizio delle funzioni non fondamentali di cui alla legge 13 del 2015.
Le Province si sono incontrate e hanno fatto un accordo, che ho allegato all'emendamento presentato in Commissione, ed hanno convenuto che il contributo di 4.000.000 doveva essere così ripartito: 3.000.000 di euro per la Provincia di Pesaro Urbino, 250.000 euro ad ognuna delle altre quattro.
Non solo, le Province hanno convenuto che con le eventuali assegnazioni del 2016, se dovessero esserci, verrà disposto un riequilibrio di tutte le risorse erogate nel 2015. Cosa significa questo? Quando nel 2016 andremo a qualsiasi titolo ad erogare risorse, Ascoli Piceno che ha preso di più l'altra volta, o Pesaro che ha preso di più adesso, prenderanno meno e tra le Province verrà tutto riequilibrato come è giusto che sia e come non potrebbe essere diversamente.
Questo è l'emendamento con il quale credo di aver dato una risposta anche alle osservazioni legittime del Consigliere Celani astrattamente, però noi abbiamo disciplinato questo rapporto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Su questo aspetto, l'Assessore Cesetti quando ha parlato ed ha fatto riferimento alle Province ha detto: “Non siamo alla spesa storica, ma teniamo conto di quello che è il reale fabbisogno”.
Mi sento di poter dire che sicuramente siamo oltre questo aspetto, ma mi permetto di dire quelle che sono le difficoltà vere del bilancio delle Province, perché nel provvedimento precedente abbiamo distribuito 4.000.000 euro, in questo distribuiamo altri 4.000.000 euro, nell'insieme 8 milioni di euro. La volta scorsa sono stati assegnati 3.000.000 alla Provincia di Ascoli Piceno, 500.000 euro alla Provincia di Macerata, 500.000 euro alla Provincia di Fermo.
In questo provvedimento vengono assegnati 3.000.000 alla Provincia di Pesaro-Urbino, 250.000 euro a ciascuna delle altre quattro Province, non sto qui a rivendicare qualcosa, anzi, lo considero un forte gesto ed un atto di responsabilità e di solidarietà da parte del Presidente della Provincia di Ancona, la scelta di muoversi in una dimensione regionale dentro questo aspetto, perché la Provincia che ha un terzo degli abitanti di questa regione sugli 8 milioni percepisce 200.000 euro.
Come Consigliere regionale sono rispettoso dell'autonomia della Provincia e voto a favore dell'emendamento, vorrei però, Assessore Cesetti, che questa autonomia che riconosciamo alla Provincia e alle Province la riconoscessimo anche agli enti parco.

PRESIDENTE. Emendamento 15/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 15 così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 15 bis/1, istitutivo dell'art. 15 bis, ad iniziativa della I Commissione, già illustrato dal Consigliere Giacinti. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 17.
Emendamento 17/01 ad iniziativa della I Commissione. Ritirato.
Emendamento 17/1 a firma del Consigliere Busilacchi. Ritirato.

Emendamento 17/2 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 17/3 ad iniziativa della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. E' un emendamento che va a modificare l'articolo 17 così come nella stesura originaria, avendo cura di inserire in maniera più completa le condizioni attraverso le quali non si corre il rischio di incorrere in sanzioni per la tenuta dei cani e degli animali in generale in auto. Qual è il problema? Succedeva spesso che la norma, come era originariamente scritta, lasciasse la possibilità di interpretazione dando luogo a molte occasioni di contenzioso e soprattutto di sanzioni.
In questa maniera si è voluto cercare di disciplinare, senza snaturare, l'attenzione verso il mondo animale con una specificazione più puntuale al fine di preservare queste situazioni da aspetti sanzionatori e nel contempo tutelare il pieno rispetto degli animali così come nel nostro ordinamento è giusto fare.

PRESIDENTE. Emendamento 17/3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 17 così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 17 bis/1, istitutivo dell'art. 17 bis, a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente, Sarò monotona, ma ho il pallino di questa problematica che riguarda la difesa della costa di Porto Recanati. Qualche settimana fa ho accennato all'Assessore Cesetti la possibilità di introdurre a livello di assestamento di bilancio qualche risorsa per l'area di Scossicci, con questo emendamento chiedo di spostare queste risorse, 150.000 euro, da un capitolo al discorso della difesa della costa. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 17 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 20.
Emendamento 20/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. I nostri emendamenti sono 4 e riguardano tutti lo stesso argomento.
Abbiamo provato a togliere fondi da quattro parti diverse in modo tale che se non passa il primo, potrebbe passare il secondo, se non passa il secondo, potrebbe passare il terzo e così via.
Io sono onesto e sincero in questa cosa e vi dico che cosa significa ripristinare 6.250 euro che erano stati tagliati precedentemente per la valorizzazione degli archivi storici dei partiti politici, dei movimenti politici e delle politiche dei sindacati.
Vi faccio l'esempio - questa sollecitazione probabilmente i colleghi del PD la conoscono meglio di me - dell'Istituto Gramsci di Ancona che raccoglie gli archivi storici del Partito comunista, del Partito socialista, di parte della Democrazia cristiana ed una legge dello Stato fa sì che non possono più essere gestiti dal volontariato, ma deve essere assunto un archivista laureato per gestire questi archivi storici che sono a disposizione degli studiosi, degli studenti che fanno le tesi e del pubblico.
Sono archivi storici conservati grazie al volontariato, persone che non percepiscono niente e che per amore del proprio territorio, della storia e della cultura, impegnano il loro tempo nel gestire queste strutture.
Qui si tratta della nostra storia, la storia della nostra regione, sto citando questo, ma nelle Marche nelle stesse condizioni ce ne sono altri, indipendentemente da questo che è a nome di Gramsci, ci sono gli istituti Maritain, ci sono altre associazioni che contano sul volontariato e che raccolgono la nostra storia, quello che siamo stati, tramandano questa tradizione e questa cultura e la aprono a tutti, studiosi, curiosi e non.
Abbiamo fatto questo emendamento per ripristinare 6.250 euro e abbiamo previsto di toglierli dalle norme per il sostegno dell'informazione e dell'editoria o dalle attività promozionali per l'acquisto di beni e servizi, o dalle operazioni di comunicazione per l'azione integrata regionale, o dal contributo al Comune di Macerata per il restauro e ricollocazione dell'orologio della torre civica. Io non ho niente contro Macerata e i maceratesi però …
Questa è l'illustrazione, le finalità credo che siano comprensibili. Parlo soprattutto a persone che hanno una lunga militanza storica e politica e che sanno sicuramente distinguere e apprezzare quello che è stato conservato di questa militanza e storia politica. Ci sono poi delle pubblicazioni molto importanti sulla resistenza, sulla prima guerra mondiale e si stanno anche facendo delle pubblicazioni.
Le Marche non hanno brillato mai per una memoria storica, non rendiamoci complici ancora di questa mancanza e di questa carenza che sicuramente non ci fa onore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Maggi, soltanto come Assessore al bilancio poi lascerò ad altri valutazioni politiche.
Al di là ovviamente del valore degli archivi storici, della funzione svolta, importantissima, l'ipotesi di copertura non mi consente di dare parere favorevole come esecutivo. Do parere contrario perché la prima ipotesi, sono quattro, abilmente messe in modo consequenziale dal capogruppo Maggi, è relativa alle norme a sostegno dell'informazione e dell'editoria, sono fondi per oneri in scadenza nel 2015, quindi non è possibile toglierli. Le risorse per l'attività promozionale e per l'acquisto di beni e servizi sono fondi per oneri inderogabili, la terza ipotesi per azioni di comunicazione per la promozione integrata regionale è inderogabile perché sono obbligazioni già assunte, mentre quello di Macerata è un perente cancellato e quindi è una inderogabilissima posta di bilancio e come tale non può essere utilizzata. Quindi parere contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Maggi che ci dà l'occasione di parlare di questo tema.
Apprezzo la sua sensibilità alla storia dei partiti politici tradizionali che ovviamente insegna a tutti noi, anche a lui, le radici ed anche la strada giusta da perseguire per il futuro.
Detto ciò e preso atto sul piano tecnico di quello che dice l'Assessore Cesetti, mi spingerei persino oltre, 6.000 euro certamente non consentono l'assunzione di un archivista, tema sul quale sarebbe utile aprire una riflessione, come quella di recuperare personale all'interno delle Province, in generale del personale.
L'ho già detto nel mio intervento generale a questo atto di assestamento, questa è una di quelle voci su cui credo che sia opportuno fin dalla discussione sul preventivo e da un'eventuale variazione di bilancio, pensare ad una riconfigurazione e razionalizzazione delle attuali leggi esistenti.
E' vero che abbiamo la legge sull'Istituto Gramsci e su altri istituti, ma se vogliamo fare un'operazione che possa avere un futuro, probabilmente è bene rivedere quelle leggi, prevedendo anche un accorpamento di tutti gli istituti che si occupano della memoria, che vanno adeguatamente finanziati, dopo aver, insieme a loro, verificato ad esempio quelle che possono essere le funzioni che possono essere messe in economia tra di loro. Possiamo, ad esempio, pensare che un solo archivista possa fare la medesima funzione per vari archivi storici dei movimenti politici.
Credo che il tema sollevato sia utile, opportuno, meriti una riflessione a parte, però per i motivi ora illustrati, non può essere accolto l'emendamento così come è stato presentato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Il mio Capogruppo su questo ha già detto, tra l'altro nell'intervento del Consigliere Busilacchi su alcune questioni c'erano enunciazioni precise sulla cultura, sul sociale, sulle questioni ambientali, sui parchi. Temi che per noi sono le ragioni del voto favorevole a tutti gli emendamenti al bilancio, non c'è soltanto una ragione di maggioranza, ci sono scelte politiche precise.
Consigliere Maggi, dopo il voto sulla stazione marittima non le chiederò mai più di ritirare degli emendamenti o di rinviare una mozione, non lo farò mai più, credo però che il ragionamento che ha fatto il Consigliere Busilacchi sia giusto. Tra l'altro su questo tema c'è una nostra mozione, mia e dei Consiglieri Volpini, Rapa, Giacinti che possiamo discutere non nella prossima seduta in quanto parliamo del bilancio, magari a gennaio, e discutendone possiamo dare avvio ad un percorso organico sugli istituti di storia, sui partiti politici, sui movimenti politici. (...) L'abbiamo sospesa, ritirata, la mia è stata ritirata.
Non le chiedo di ritirare gli emendamenti, ma dentro il ragionamento che ha fatto il Consigliere Busilacchi, dentro la sua proposta, credo che questo tema e non soltanto rispetto a questo - faccio riferimento alle parole iniziali del mio intervento, ma anche ad altri temi, ad altri titoli dell'intervento del capogruppo - sia una questione che meriti tutta l'attenzione, ma non solo, anche un sostegno che però non può trovare accoglimento perché alcuni capitoli a cui lei fa riferimento non hanno la condizione oggettiva per poter agire.

PRESIDENTE. Emendamento 20/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/2 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/3 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/4 a firma del Consigliere Maggi. Ritirato

Emendamento 20/5 a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Entrambi gli emendamenti sono per il ripristino dei fondi legati alla commemorazione del 10 febbraio che è il giorno del ricordo. Per queste commemorazioni erano previsti originariamente 7.000 euro, poi scesi a 5.000 ed ora portati a zero, chiedo di riportarli a 5.000 euro, perchè reputo che almeno una cifra per commemorare il giorno del ricordo sia importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente, la copertura prevista non è …, parere contrario perché sono obbligazioni. La prima è una obbligazione assunta per legge, la seconda è un'adesione obbligatoria per legge, quindi il parere è contrario per queste motivazioni.

PRESIDENTE. Emendamento 20/5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Emendamento 20/6 a firma della Consigliera Leonardi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/7 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/8 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/9 a firma del Consigliere Maggi. Ritirato

Emendamento 20/10 a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie. Visto che è stato bocciato il primo emendamento ho pensato di ripresentare la problematica della difesa della costa di Porto Recanati attraverso un emendamento che recuperi 143.000 euro: 100.000 euro provenienti dal capitolo legato alla promozione e 43.000 euro provenienti da un capitolo dei servizi forniti dai CAA. Dal primo perché mi chiedo, come ho detto quando abbiamo trattato l'argomento nell'interrogazione presentata in Consiglio, di quale promozione parliamo se non riusciamo ad offrire neanche la spiaggia per queste nostre località turistiche? L'altro capitolo riguarda gli uffici agricoli di zona che fanno lo stesso e possono fare bene quello che fanno i sindacati agricoli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. La copertura individuata non può essere accettata, Presidente, perché l'UPB 31605 è relativo a fondi per coperture di obbligazioni in scadenza, mentre l'UPB 30901 di 43.000 euro riguarda servizi forniti da pagare per la programmazione comunitaria, quindi parere contrario.

PRESIDENTE. Emendamento 20/10. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/11 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. L'emendamento riguarda la gestione delle aree protette a cui mancano, come abbiamo già visto, un milione circa che noi tentiamo di recuperare da diverse voci. Adesso sentiremo se l'Assessore ci dice che questi fondi sono drenabili, perché i parchi sono considerati una delle cose importanti, un volano dal punto di vista turistico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Lo sapevamo, Assessore, lei l'ha già detto in una litania poco musicale: tutti i fondi sono bloccati.
Siccome il Capogruppo del suo partito si è espresso favorevolmente per il reintegro, come credo anche altri del gruppo del PD, e siccome lei ha detto: “Chiediamo anche ai parchi di togliere delle spese eccessive o degli sprechi”, non mi ricordo che tipo di sostantivo ha usato, chiedo di prendere un impegno qui in Aula verso le zone protette che sono parte integrante di quel progetto turistico che abbiamo approvato un paio di settimane fa, per ripristinare questo fondo dei parchi e dare indicazioni nuove da parte della maggioranza, con limiti ben precisi, se limiti ci sono stati. Non parlo solo del parco del Conero, parlo di tutti i parchi delle Marche, io ho citato il parco del Conero perché la lettera che veniva da loro era drammatica e noi teniamo particolarmente alla tutela del territorio e del paesaggio.
Vogliamo prendere un impegno qui, lei Assessore e lei Presidente della Giunta, per questa ricchezza delle Marche insostituibile ed inalienabile che costituisce l'economia della nostra regione nel futuro? Vogliamo prendere un impegno formale in questa Aula affinché i parchi ritornino al ruolo importante che compete loro? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Se ci fosse stata un po' più di capienza in questo assestamento, che ho ricordato essere veramente di poca cosa, al di là del grande dibattito che suscita, avremmo già ottemperato. C'era un'attenzione da parte dell'Assessore all'ambiente e mia sui 2.100.000 euro che era l'importo definito dal PTRAP come il minimo vitale, come un fiume, il minimo vitale per il mantenimento del sistema dei parchi. Oltretutto ho apprezzato moltissimo perché come Sindaco ho partecipato al percorso della Carta del turismo sostenibile di cui i nostri parchi sono stati tra i primi in Italia a fregiarsene, quindi, la prima occasione finanziaria con un minimo di spazio e di disponibilità ci servirà a riprendere quel cammino e a rifinanziarlo.
Quello che ho cercato di far capire è che in un assestamento di 7.000.000 di euro, 1.200.000 non è in realtà un piccolo impegno, è la volontà di dare un segnale possibile su una base veramente molto piccola, con la possibilità di svalicare l'annualità e finanziare il prossimo anno.
Questo impegno l'abbiamo preso tempo fa, non l'abbiamo potuto mantenere per questioni oggettive, ma credo che di fronte agli occhi di tutti siamo ben disponibili alla prima occasione, chiamiamola, di spazio finanziario di poter ottemperare a questo impegno.

PRESIDENTE. Emendamento 20/11. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/12 a firma della Consigliera Marcozzi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/13 a firma della Consigliera Marcozzi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/14 a firma della Consigliera Marcozzi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 20/15 a firma della Consigliera Marcozzi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 20. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 21. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 22. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 23 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 21, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 7
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2016/2018 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 7 ad iniziativa della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Veniamo all'esame di questo documento di economia e finanza regionale, usando l'acronimo Defr.
E' la prima volta che si discute questo documento poiché il decreto legislativo 118/2011 lo pone all'attenzione di quest'Assemblea per la prima volta nel bilancio relativo al 2016/2017/2018, bilancio pluriennale, ovviamente.
Giusto per riportare la discussione ed evitare qualche confusione, prima ho sentito fare riferimento in maniera indistinta fra Defr e assestamento, l'assestamento è l'ultimo atto con il quale andiamo a sancire il bilancio dell'anno 2015, mentre il Defr è un documento che ha a che fare con il triennio 2016/2018.
Che cos'è il Defr? Il Defr è un documento importante e definisce le linee strategiche della programmazione economica e finanziaria dell'ente Regione che ritroveremo nei bilanci dal 2016 in avanti.
Che cosa si può dire? Da un primo esame, con molta franchezza e sincerità possiamo dire che questo non è, come il Presidente ama definire a volte, un libro dei sogni, ma è un documento che fa della sobrietà e non certo della temerarietà la sua caratteristica peculiare.
Riprendo a prestito quei concetti espressi prima quando abbiamo parlato di assestamento.
Non possiamo non tenere nella debita considerazione il contesto economico in cui stiamo ad operare, la circostanza di trasferimenti e di rarefazione delle risorse, come spesso le chiamano dal livello centrale, per cui in un panorama di austerità mi sembra più che plausibile, dal mio punto di vista, accogliere meglio un documento contenuto, nella speranza che possa cambiare aria, soprattutto che gli effetti e gli influssi del Governo regionale che è orientato, l'abbiamo già visto in qualche azione, a reperire risorse su altri versanti ed a convogliarle al fine di rivedere e rivisitare i concetti chiave, le linee strategiche che troviamo in questo documento.
Inutile ritornare sul rapporto della Banca d'Italia che viene purtroppo ripercorso anche in questo documento e che non può non influenzarlo.
Nel Defr troviamo la stessa esposizione del bilancio regionale, così come sancita dal decreto legislativo 118 del 2011, ovvero la stesura secondo lo schema per missioni e programmi.
Se andate alle pagine 9 e 10, senza scorrere le varie missioni e programmi, noterete una differenza sostanziale che è quella dell'armonizzazione del principio contabile, nuovo regime, con il quale si andranno a scrivere e a discutere i bilanci dal 2016 al 2018 per la Regione ed anche per altri enti locali.
Questo elemento di novità ha interessato un po' anche l'assestamento per quanto ha riguardato il riaccertamento straordinario dei residui che sposava questo nuovo principio derivato dalla finanza potenziata, il principio finanziario potenziato.
Questo documento, mi sento di dire, è improntato al realismo e non a visioni fantastiche o fantasiose, anche se per certi versi può trovare le critiche di chi in maniera propagandistica vuole dire il contrario.
Con molta franchezza e con molto senso di responsabilità, mi sento di dire a questa Assemblea che faccio riferimento, oltre alla mia visione di Consigliere regionale, a quella del comune cittadino di questa comunità. Sarà per mia formazione, per mia cultura, ma mi sento di condividere meglio una stesura e una visione che tengano conto delle difficoltà obiettive dello stato in cui ci troviamo ad operare, piuttosto che di situazioni che potrebbero incontrare, nel breve, i favori della stampa o di qualche altro uditore, ma che potrebbero venire smentite dalla incapacità di dare risposte.
Torno al discorso che ho fatto nell'illustrazione del provvedimento dell'assestamento sul bilancio 2015. Le risposte che in questa frazione di esercizio sono state date da questo governo regionale, in un contesto di difficoltà, come quello in cui si trova ad operare, hanno individuato ciò che la comunità stessa, la comunità marchigiana, va cercando. Mi ricordo quando subito dopo l'estate, come componente della I Commissione ho incontrato innumerevoli associazioni e Sindaci, e diverse sollecitazioni andavano nel senso di ripristinare i fondi del settore sociale perché si agitava lo spettro di non dover e poter garantire quei servizi irrinunciabili.
Credo che questo sforzo vada considerato appieno e che sia forse l'elemento più connotativo dell'azione di questo governo regionale.
Per concludere, sempre dal punto di vista del cittadino di questa comunità regionale, sono ancorato ancor di più, per quello che ho potuto vedere finora, al discorso fatto dal Presidente Ceriscioli in sede di insediamento di questa nuova Assemblea legislativa, piuttosto che alle linee programmatiche che sono contenute e non generano voli pindarici o sogni fantasiosi del documento.
L'azione svolta effettivamente sul campo mi dà più tranquillità come cittadino e come membro di questa comunità. motivo per cui mi sento di proporre l'approvazione di questo documento auspicando che possa cambiare il vento, il clima, le condizioni e le future azioni di questo Governo regionale e che si possano individuare ulteriori risorse per rivisitare, perché no, in termini più espansivi, questo documento che presento per l'approvazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Il documento di economia e finanza regionale è stato presentato in I Commissione dai dirigenti della Giunta regionale che in pratica lo hanno redatto e c'è stato illustrato come un atto generico di indirizzo generale senza particolari dettagli, in quanto non si era certi delle risorse che si sarebbero avute a disposizione.
Ho difficoltà a capire cosa andiamo realmente a votare.
In alcune parti del Defr sono indicate attività così sfumate che servono a raggiungere gli obiettivi che risultano addirittura meno dettagliate della relazione programmatica del 22 giugno. Soprattutto certi argomenti così importanti, spulciando questa cosa, la banda larga, l'aeroporto, si liquidano con poche righe ed è difficile capire l'orientamento nei confronti di queste infrastrutture essenziali per la nostra regione.
Le linee programmatiche che abbiamo sentito nel discorso del Presidente sono più dettagliate dell'atto che ci chiedete di votare oggi e con un documento così liquido abbiamo veramente delle perplessità su come verrà redatto un bilancio che parte direttamente dal documento di economia e finanza regionale.
Ci viene anche il sospetto che questo documento sia così liquido perché è stato presentato in Commissione il giorno stesso in cui si doveva esaminare, relazionare e votare, come è stato fatto per l'assestamento 2015, quindi c'è una certa coerenza della Giunta, una coerenza direi quasi diabolica nella prassi politica di questa maggioranza, mentre invece voglio ribadire, perché forse se ne è dimenticato, che la presentazione della sua relazione dovrebbe avvenire in due momenti diversi, tanto che il Regolamento prescrive che il Presidente del Consiglio in Aula annuncia che un atto è stato assegnato alla Commissione competente.
In questo caso l'assegnazione, l'esame, la valutazione, la relazione, la presentazione sono avvenuti tutti in un solo giorno e questo, oltre ad avere una coerenza diabolica, è anche un elemento che mette in dubbio questa voglia di nuovo che abbiamo tanto sentito nella campagna del Presidente Ceriscioli o forse è una voglia di nuovo, ma è un nuovo che non va nella direzione che noi e i marchigiani vorremmo.
Torniamo al documento di economia e finanza, diamo atto che questa volta, rispetto al bilancio, c'è stato più tempo per esaminarlo.
Ho parlato di obiettivi sfumati e a volte sono indicati come obiettivi strategici quelli che in realtà sono compiti propri delle strutture competenti, come per esempio garantire continuità dei servizi ferroviari oppure fare il piano di gestione integrata delle aree costiere che non è sicuramente un obiettivo strategico, ma uno strumento di difesa del suolo.
Un obiettivo strategico, almeno per come noi lo intendiamo, deve essere individuato con certezza e raggiungibile, ma deve essere specifico non generico e deve essere soprattutto misurabile nelle tappe di attuazione e alla fine del suo percorso.
Un documento programmatorio, come ha ricordato il Presidente della I Commissione Giacinti, che è il primo nel suo genere dato che scaturisce dal decreto legislativo 118/2011, il primo di questa legislatura e ci si aspettava qualcosa di più misurabile, di più valutabile nelle tappe, nel tempo e nella sua esecuzione.
Noi che non siamo solo un movimento di protesta, ma anche di proposta, siamo stati gli unici in Commissione a proporre modifiche al Defr, ne abbiamo presentate una trentina, otto sono state accettate, addirittura ci siamo molto sorpresi per il fatto che la III Commissione e la IV che si occupa di sanità non l'hanno preso assolutamente in considerazione.
Sono stati accettati questi otto suggerimenti, questi otto emendamenti, queste otto osservazioni e ci auguriamo e suggeriamo che gli obiettivi strategici vengano declinati con i loro passaggi intermedi e ci venga detto quali sono gli obiettivi da ottenere nel tempo, cioè i risultati entro un anno, entro un triennio e magari, dato che è il primo Defr della legislatura, il risultato che alla fine della legislatura si vuole ottenere.
Capiamo anche la difficoltà di fare una programmazione di questo genere, ma non vogliamo pensare che le difficoltà siano nel fatto che più si è imprecisi nel dichiarare la propria programmazione con dettagli misurabili, come ho detto prima, e più sia facile far finta di niente quando questi obiettivi non verranno raggiunti e di questo escamotage nella politica ne abbiamo molti esempi.
Chiediamo che nel Defr venga indicato come e quando si deve rendicontare l'attività svolta. Come, quando e chi si deve prendere la responsabilità. Tutto questo non lo troviamo, per questo votiamo contro il documento di economia e finanza. Questi sono motivi oggettivi.
E' proprio la maggioranza e chi ci ha illustrato in I Commissione questo documento di economia e finanza che ci hanno detto che questo documento non è sufficientemente valutabile anzi sembra quasi già obsoleto in quando si parla delle trattative private per l'aeroporto Raffaello Sanzio che sono saltate, le vicende le conosciamo molto bene, si parla di pendolari, questo lo dico tante volte perché è una cosa che mi brucia in maniera particolare, si parla di pendolarismo sulle coste che dovrebbe prendere il treno, ma abbiamo visto come è stata gestita la stazione marittima.
Caro Consigliere Giacinti, con tutto il rispetto, la stima e la simpatia che io ho, questo non è sicuramente un libro dei sogni, ma un libro delle favole e mi sembra che rispecchi, almeno per il momento, il comportamento di questa amministrazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. A me le favole piacciono, Presidente, fin da piccolo e, quindi cerco di sposarle per quello che è possibile e, Consigliere Maggi, data una mia certa frequentazione cercherò di esorcizzare questo testo diabolico per quello che è possibile.
Ho provato a leggere con attenzione questo testo che non è facile, è molto denso, 128 pagine che contengono 20 missioni, un numero infinito di articolati, è veramente difficile, è anche il primo esperimento, la prima prova, è un triennale, quindi in alcune parti può essere scaduto, ma non per questo è scadente.
Possiamo consigliare, Assessore, che il testo sia, non tanto ridotto nella parte letteraria perché è faticoso leggerlo, quanto concentrato su alcuni aspetti particolari e salienti, cioè dire: in questo testo abbiamo l'elenco delle priorità, togliendo quelle cose sulle quali siamo tutti d'accordo.
Questo testo in alcune parti rispecchia abbastanza fedelmente quello che abbiamo scritto nel nostro programma, quindi è anche giusto che la minoranza non lo voti perché non è il suo programma, è ovvio che sia così, se avesse vinto le elezioni, avrebbe scritto cose diverse. Ho ritrovato, Presidente Ceriscioli, qualche parola, qualche frase che avevamo scritto ed è naturale che questo sia.
Dall'altra parte individuare le priorità ci aiuta anche a dire 60, 70, 80 cose, poi sul resto è ovvio che siamo tutti d'accordo, che lo sport vada sostenuto ed il turismo non venga abbandonato, siamo nel campo della cosiddetta ovvietà.
Detto questo rapidamente, non perché l'ora è tarda, ma perché non voglio far perdere tempo a nessuno, mi soffermo su alcuni aspetti che riguardano direttamente l'Assessore Bravi. Non lo faccio per amicizia e vicinanza politica, ma perché tocca argomenti che, dovendo fare una scelta, li ritengo strategici per due aspetti: uno riguarda i servizi sociali e la famiglia in cui viene effettivamente articolata una bella letteratura e rispetto a questa letteratura sappiamo che le difficoltà che abbiamo sono quelle che sono, sappiamo che sulla famiglia quello che vale sono le politiche fiscali e su queste la Regione può far poco.
Assessore, tenterò ancora con grande pazienza e determinazione quella piccola operazione che riguarda la detrazione Irpef, l'annuncio, la studieremo ancora insieme per quanto riguarda le famiglie numerose e quelle che al loro interno hanno dei disabili. Operazione che è già stata fatta in alcune Regioni, penso alla Puglia, all'Emilia-Romagna, non sono operazioni che hanno visto intestatarie, per forza, un certo tipo di Regione del nord, Veneto e Lombardia in testa. Con molto piacere mi auguro che queste parole, al di là di quello che faremo, non siano mai cancellate: la Regione considera la famiglia come nucleo fondamentale, fondante la società civile. Questo faceva parte del nostro programma.
Questo ragionamento che sottende la parte della valorizzazione ed il sostegno delle responsabilità familiari mette in conto come tutte le nostre politiche possano essere orientate in questo senso, se arriveranno dal Governo, Presidente, questi interventi per la cittadinanza sociale, quello che verrà, non ne faccio una questione …, io sono sempre stato fedelmente ancorato all'idea della fiscalità perché sono convinto che la prima cosa che deve fare l'ente pubblico è quella di non togliere per poi essere costretto a ridistribuire. Quest'operazione da Robin Hood alla rovescia, togliamo ai poveri per ridare ai poveri, e purtroppo anche ai ricchi, non funziona.
Nei confronti delle famiglie in difficoltà che hanno un reddito, o delle famiglie numerose che hanno un reddito non adeguato, la cosa più semplice è non prendere i soldi, poi, quando anche questo non è sufficiente perché ci troviamo di fronte ad una evidente incapienza - penso ai disoccupati, penso alle famiglie in cui lavora solo una persona e non due - è chiaro che l'altra operazione immediata è quella dell'assegno familiare o di altro.
Su questo ricordo che in chiusura della precedente legislatura politica, quindi prima del 2013, si era tentato un ragionamento con il Governo e con le Regioni relativamente al fatto che tutto il pacchetto previdenziale e sociale venisse considerato un unicum tra Regioni e Stato e affidato prevalentemente alle Regioni. Altri tempi, altri sogni, Presidente, come sono d'accordo che sarebbero interessanti i codici Inps in capo alle Regioni e non in capo allo Stato. Queste sono quelle cose che, unitamente alla pubblica istruzione, sanità e servizi sociali e basta, per il momento diciamo basta, hanno un senso se gestite in una Regione o in una Macroregione perché sono quelle cose in cui tu puoi misurare, essendo vicino al cittadino, il risultato.
Io questo ce lo metterei, come metterei in futuro il discorso sui tempi di cura. Non abbiamo fatto emendamenti su questo, ma per la famiglia è fondamentale questo tipo di ragionamento. Di fronte alla depressione demografica si ragiona molto dicendo che la famiglia non ha i soldi, non si costituisce in tempo, eccetera, può essere anche vero, ma la Germania che destina decine di miliardi al sostegno della famiglia poi si ritrova con il più basso tasso di natalità d'Europa.
Non bastano i soldi, c'è bisogno soprattutto del tempo, perchè è oggettivamente difficile se una famiglia oltre alla copertura economica, non ha il tempo per seguire i figli.
L'altro argomento, sempre all'interno delle deleghe dell'Assessore Bravi, riguarda il sostegno all'occupazione e l'istruzione professionale. Anche qui vedo dei segnali non timidi di svolta rispetto al passato, dove per esempio si parla del sostegno all'occupazione e della conciliazione vita-lavoro delle donne, che ritengo fondamentale e che rientra nel ragionamento sui tempi di cura per la famiglia.
Per quanto riguarda l'istruzione professionale vedo un tentativo, almeno nelle intenzioni, di uscire da quella sorta di minorità che questo tipo di scuola mantiene rispetto a tutte le altre.
Dobbiamo dare dignità all'istruzione professionale perché non è la scuola gli sfigati, ma è una scuola che può dare un mestiere e deve darlo con la dignità di uno studio non di 3 anni, ma di 5 che comprenda anche altre materie, anche se deve esserci molto pratica, diretta ed estremamente elastica.
Assessore, fra poco, verso gennaio, arriverà il piano per l'istruzione pubblica 2016/2017 e la nostra preoccupazione dovrà essere rivolta a questo tipo di programmazione e non, come ci è successo nei 5 anni ed in quelli passati, a quella di avere a casa mia la sezione distaccata di quell'istituto o la sezione aggiuntiva di quell'altro perché qualcosa devo avere.
Fuori da questa logica facciamo buone scuole e soprattutto teniamole il più possibile unite piuttosto che disperse perché i giovani sono pochi e l'ulteriore frammentazione delle sedi scolastiche credo che non ci aiuti in nessun modo, ma questa è discussione che riguarderà il prossimo anno.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie. Per il Defr voglio fare alcune considerazioni perché è vero che è la prima volta che viene redatto, però sembra un distratto copia incolla da altri documenti programmatici, anche lo stile in italiano è differente.
L'ho letto con attenzione e riscontro che, a parte un po' di aleatorietà dei principi esposti in alcuni punti, scivolamenti su zoomate anche eccessive su alcuni aspetti tecnici, manca soprattutto per l'agile lettura la corrispondenza tra i programmi specifici e gli importi che vengono messi in campo per quantificare l'impegno che la misura, il programma vuole individuare, anche come ordine di grandezza, quindi, in generale, non mi è sembrato un buon documento.
Nelle prossime edizioni occorre migliorarlo per renderlo maggiormente fruibile, altrimenti fatto così come è, ha poca incidenza ed è forse più pericoloso che utile. Addirittura erano presenti alcuni refusi che in parte sono stati corretti dal parere del Crel che ho in mano.
Mi rammarico che, come Movimento 5 Stelle, siamo stati probabilmente gli unici a leggerlo con attenzione e a fare degli emendamenti.
Non ho visto grandi discussioni in Commissione e a mio avviso questa è un'occasione persa, spero, quindi, che i colleghi la prossima volta dedichino più attenzione a questa cosa.
Il fatto che non sia stato discusso minimamente nelle Commissioni III e IV mi ha sorpreso in maniera allarmante, perché la IV Commissione si occupa di sanità e il bilancio regionale è pesantemente vincolato da questo aspetto. Nel documento sono anche contenuti numerosi aspetti ambientali che sono stati discussi in I Commissione dove forse i Consiglieri sono meno competenti, quindi abbiamo riversato in I Commissione tutto quello che nelle altre non si era potuto discutere ed emendare.
Personalmente sono soddisfatto della discussione avvenuta nella mia Commissione, gli emendamenti che avevo presentato sono stati tutti accolti, ma questa è una cosa personale che non mi fa cambiare il giudizio complessivo su questo atto.
Diciamo che sono sorpreso dal parere del Crel che riporta al punto 3 quanto vi leggo: “A pagina 38, missione 09, programma 03 Rifiuti, al termine del quarto punto dell'elenco inserito nel terzo periodo sono aggiunte le seguenti parole 'a tale proposito si prevede inoltre che le attuali assemblee territoriali d'ambito procedano, nel proprio ATO, all'affidamento unitario della gestione dei servizi di raccolta e trasporto'”. E no, non mi fate allargare a tutti i Comuni Marche Multiservizi, perché ci sono dei Comuni che in maniera indipendente, con altri gestori, hanno la raccolta differenziata che arriva all'85%. Nella mia provincia, il Cosmari da una parte ha delle percentuali molto superiori a quelle che nella nostra provincia ha Marche Multiservizi che di fatto la raccolta differenziata porta a porta non la vuole applicare. Noi abbiamo il 70% dei Comuni che non raggiunge neanche il 65% obbligatorio per legge di raccolta differenziata.
Il Crel nel suo parere dice una cosa di questo genere? A mio avviso non è accettabile.
Detto questo, il Movimento 5 Stelle voterà contrariamente a questo documento perché non è nostro e ci sembra poco incisivo.
Speriamo che la prossima volta sia redatto in maniera più precisa, che la discussione sia più approfondita e soprattutto chiedo al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro di non prendere queste posizioni.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 7. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Sull'ordine dei lavori, mi pare di aver capito che il 22 pomeriggio manterremo il Consiglio regionale, visto che le mozioni sui punti nascita sono state discusse oggi, se l'Aula è d'accordo, proporrei, se non ci sono urgenze …, ci sono?

PRESIDENTE. C'è il bilancio del Consiglio e credo che la proposta di legge del Consigliere Giacinti comporti spesa, quindi non possiamo farli se non oggi.

Gianluca BUSILACCHI. Assolutamente oggi e non il 22?

PRESIDENTE. Si, questi due punti perché comportano …, chiedo conferma se la proposta di legge del Consigliere Giacinti comporta spesa o meno, se non c'è spesa.

Francesco GIACINTI. E' solo una modifica normativa.

PRESIDENTE. Invece il bilancio del Consiglio dobbiamo discuterlo e approvarlo.

Francesco GIACINTI. E' un solo articolo ed ha a che fare con una questione procedurale, faremo lavorare gli uffici nelle migliori condizioni. E' semplicissimo, ve ne renderete conto nella discussione.

Proposta di atto amministrativo n. 9
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
“Bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa regionale anno 2016 e pluriennale 2016/2018 ai sensi del decreto legislativo 118/2011 e successive modificazioni. Programma annuale e triennale di attività e di gestione 2016/2018”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 9 ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Questo è il primo bilancio che viene approvato da parte di questo Consiglio regionale insediatosi nel mese di giugno, dopo le elezioni del 31 maggio.E' il primo bilancio della X^ legislatura.
I temi centrali su cui ci si è caratterizzati, come Ufficio di Presidenza, nel momento in cui è stato predisposto, sono stati: rigore e sobrietà. Sono i punti di riferimento centrale. L'atteggiamento che questo Consiglio regionale vuole avere rispetto di tutta la comunità marchigiane, quindi rigore e sobrietà sono le cose che ci chiedono i cittadini.
Questo bilancio tiene conto del fatto che la X^ legislatura ha un numero inferiore di Consiglieri, 31 al posto di 43, ha 6 componenti di Giunta rispetto agli 11 della precedente legislatura, le Commissioni sono passate da 6 a 4, quindi c'è un abbattimento dei costi anche per quello che riguarda la parte politica.
Non va dimenticato il fatto che sono state fatte modifiche anche al trattamento economico dei Consiglieri, compreso il fatto che da questa legislatura non ci saranno più i vitalizi. Cifre che incidono nella predisposizione del bilancio di previsione del Consiglio regionale che è poi parte integrante del bilancio della Regione che verrà deliberato la prossima settimana.
E' il primo bilancio che approviamo nel rispetto del decreto legislativo 118 che cambia sostanzialmente il sistema della contabilità ed anche tutte le procedure di spesa.
Il bilancio che andremo a votare tiene conto anche della riorganizzazione degli uffici del Consiglio, non dimentichiamo che l'Ufficio di Presidenza alla luce del fatto che i dirigenti in carica sono a tempo determinato, che sono in scadenza e che dovevano essere prorogati, ha dato corso alle procedure di concorso per la assunzione di 3 dirigenti, concorso su cui il Consiglio è entrato nelle settimane scorse e su cui ha avuto il parere favorevole anche da parte della locale Corte dei Conti.
Entrando nel merito delle cifre, il Consiglio per il prossimo anno prevede una spesa di 13.817.000 euro che sono esattamente 1.082.000 euro in meno rispetto al bilancio del 2015; teniamo conto che nel 2015 il Consiglio regionale in sede di assestamento, che è stato appena votato, ha fatto una riduzione di 850.000 euro, per cui rispetto alla previsione dell'anno scorso c'è un minor costo di poco meno di 2.000.000 di euro e rispetto all'assestato c'è 1.100.000 euro in meno. Come ho detto: rigore e sobrietà.
Non dimentichiamo mai che l'Ufficio di Presidenza ha attivato una riduzione di tutte le spese riguardanti i gruppi, le spese postali, le spese telefoniche, le spese del dirigente della comunicazione, il gabinetto del Presidente, eccetera. Sono tutte spese che sono andate in economia e sono un minor costo per il bilancio del Consiglio e ovviamente sono un minor costo per tutta la comunità marchigiana.
Gli 850.000 euro, di cui ho parlato prima, sono andati come riduzione nell'assestamento che abbiamo appena votato. Il Consiglio spende 850.000 euro in meno, sono stati riversati nel bilancio ordinario della Regione Marche e serviranno per coprire i servizi della comunità marchigiana.
Sono state messe in campo anche azioni di razionalizzazione dei servizi, di ottimizzazione della spesa e sono state previste una serie di attività di approfondimento delle tematiche di rilevante interesse per tutta la comunità marchigiana. Ci si soffermerà su alcuni argomenti, la relazione lo dice in modo chiaro per chi ha voglia di leggerla. Nel 2016 saranno affrontate una serie di tematiche con progetti speciali e con iniziative specifiche.
Le tematiche riguarderanno le riforme istituzionali e costituzionali, l'integrazione europea e le politiche comunitarie, lo sviluppo economico e sociale, la condizione giovanile, quindi la collaborazione anche con il mondo della scuola e della formazione, la riforma dei servizi pubblici locali, la promozione delle iniziative territoriali a sfondo culturale, sociale ed ambientale e l'assetto del territorio e tutela dell'ambiente.
Queste tematiche prevedono iniziative che si attueranno con una serie di progetti che avranno come obiettivo l'educazione alla pace, la Giornata della Memoria e del Ricordo ...

PRESIDENTE. Consiglieri per favore un po' di silenzio.

Renato Claudio MINARDI. … il tema dell'Europa, la valorizzazione della Cittadella della cultura che è stata istituita al piano terra del Palazzo delle Marche, l'identità marchigiana come tema della Giornata delle Marche anche in vista del 50° anno dalla nascita delle Regioni.
Tutto questo si trasformerà in una serie di azioni specifiche che riguarderanno, come ho detto prima, le riforme costituzionali, i servizi pubblici, il lavoro e le politiche sociali, i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, un tema sicuramente caro a tutta la nostra comunità marchigiana, le politiche ambientali, la società dell'informazione e, quindi, della conoscenza, il nuovo sviluppo delle Marche perché, sperando di uscire velocemente dalla crisi, c'è bisogno di dare un segnale a quello che potrà essere il nuovo sviluppo del modello marchigiano che ha segnato il passo come tutto il sistema economico e produttivo, non solo del nostro Paese, ma direi come tutto il sistema europeo ed occidentale, il tema dell'immigrazione e il tema anche del volontariato.
Chiudo dicendo che sulla parte degli obiettivi generali nel 2016 ci sarà una grande attenzione alla valutazione dell'attuazione delle leggi e delle politiche regionali perché dobbiamo farci ogni giorno “l'esame di coscienza” rispetto a quella che è la nostra attività di Consiglieri regionali per fare in modo che l'attuazione delle leggi e, quindi delle politiche regionali, sia confacente a tutta la parte normativa e a quelle che sono le esigenze della comunità marchigiana.
L'altro tema è quello del miglioramento della qualità della normazione e della semplificazione normativa. Tutti abbiamo la consapevolezza di come la semplificazione normativa debba essere un obiettivo che dobbiamo porci quotidianamente, in qualsiasi momento, quando votiamo un atto, perché i cittadini devono avere il diritto di poter leggere le norme senza farlo attraverso complicati percorsi di studio e di approfondimento.
Non aggiungerei altro se non che il bilancio ha ottenuto il parere favorevole da parte del collegio dei revisori che scrive in apertura: “Il collegio prende atto di uno scostamento dell'attuale Ufficio di Presidenza rispetto alle passate legislature” e fa una carrellata di motivazioni, non solo dà un parere favorevole, ma sostanzialmente fa i complimenti a questo nuovo metodo e modo di lavorare.
L'ultima cosa che voglio dire è che nel 2016 sulle spese di funzionamento andremo ad un'economia, ad una spesa di 4.330.000 euro che sono circa 650.000 euro in meno in riferimento all'obiettivo che ci si era dati e rispetto alle regole di finanza pubblica uscite nel 2009.
Quest'anno, nel 2016, avremmo potuto avere spese di funzionamento per 4.988.000 euro, in verità avremo spese di funzionamento per 4.330.000 euro, anche questo credo che sia un altro tema di valutazione positiva rispetto a ciò che ho accennato all'inizio e cioè il rigore, la sobrietà, la razionalizzazione dei servizi e l'ottimizzazione delle spese.
Ultima cosa, ci sarà bisogno di rivedere anche il Regolamento interno per la gestione dell'Aula su cui in passato è stato fatto un lavoro da parte di una Commissione speciale che alla fine si è concluso soltanto con l'approvazione di una parte delle norme. Dovrà essere ripreso perché oggi stesso abbiamo visto una serie di incongruenze nella gestione dell'attività dell'Aula su cui c'è bisogno di rimettere mano.
Questo è un tema che non può riguardare soltanto la maggioranza, perché le regole devono essere approvate con il massimo consenso possibile da parte dei gruppi consiliari, ovviamente le regole sono di tutti a prescindere da chi si trova al Governo in quel momento.
Non aggiungerei altre cose, se non sottolineare questa ulteriore riduzione delle spese di oltre un milione di euro più fra il 2015 e il 2016.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sarò brevissimo visto che c'è poco da dire sul bilancio di previsione.
Il risparmio sugli anni precedenti, onestamente dobbiamo dire, riguarda soprattutto il fatto che i Consiglieri sono passati da 43 a 31 e quindi si è ridotto anche il contributo per i gruppi.
Il 67% delle spese che sono previste in bilancio riguardano il trattamento economico dei Consiglieri e degli ex Consiglieri comprese le missioni, i tributi e le spese varie.
Noi abbiamo in animo di formulare una proposta di legge per un risparmio ben più sostanzioso per quanto riguarda le spese ed il rimborso spese forfettario dei Consiglieri, sicuramente più sostanzioso dei 150.000 euro circa che vengono tolti dai contributi ai gruppi consiliari che saranno comunque un aggravio di spesa nei capitoli di funzionamento dell'Assemblea legislativa e presumibilmente un aggravio di lavoro per il personale degli uffici amministrativi per garantire la dotazione di beni e servizi ai gruppi stessi che con la formulazione attualmente vigente dovevano preoccuparsi di essi stessi.
Nella Conferenza dei Capigruppo c'è stato illustrato il programma di questa attività di gestione triennale della Giunta, l'auspicio che facciamo è che l'Ufficio di Presidenza nel momento in cui ci saranno tantissimi contributi ad associazioni e altri organismi, per garantire la trasparenza, l'utilità e l'efficacia di questa spesa, controlli puntualmente il regolare svolgimento delle attività che vengono fatte. A noi neofiti di questa Assemblea e comunque degli organi istituzionali in generale, hanno detto che questi controlli vengono fatti ad estrazione e nel momento in cui vengono portate delle pezze d'appoggio queste sono sicuramente molto carenti. Sui contributi dell'Assemblea, nell'orientamento che sta facendo il nostro Presidente Mastrovincenzo, di maggiore trasparenza e maggiore efficacia, ci auguriamo che anche il controllo sul denaro pubblico che l'Assemblea legislativa spende, sia puntuale ed efficace nel rispetto di tutti i marchigiani.
Ci aspettiamo, sempre come auspicio, che nell'assegnazione delle risorse, dei mezzi personali, dei budget e delle risorse ai dirigenti, in modo formale e sostanziale, come prevede il decreto legislativo 118 del 2011, si possa verificare correttamente l'andamento e il raggiungimento degli obiettivi.
Molto spesso ho sentito parlare di efficientanento della macchina pubblica e, quindi, anche l'Assemblea legislativa deve andare verso questo orientamento, questa strada.
Alla fine la raccomandazione è quella, direi, che ci tocca molto da vicino, che abbiamo vissuto quasi sulla nostra pelle e cioè che sugli atti e su tutto quello che viene sottoposto sia in Aula che in Commissione, parlo anche a nome di tutti gli altri miei colleghi del Movimento 5 Stelle, ci venga data la possibilità di esaminare, di studiare e di poter contribuire come Consiglieri di minoranza al mandato che gli elettori ci hanno assegnato.

PRESIDENTE. Su questo ultimo aspetto, Consigliere Maggi, dico che mi sono preso anche un impegno nella lettera che le ho inviato in risposta alla sua e-mail.
Lascio la parola per una precisazione, perché ha detto una cosa non propriamente precisa, al Vicepresidente Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Relativamente ai controlli sulle iniziative e le manifestazioni che verranno sostenute con il patrocinio del Consiglio è prevista la rendicontazione di ogni iniziativa, con tanto di documentazione allegata, quindi con le fatture e con i rendiconti ed in aggiunta a questo ci saranno controlli a campione, quindi un secondo livello di controllo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 9. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 19
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Modifica alla legge regionale 17 dicembre 2012, n. 41 'Norme per la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale dei componenti gli organi della Regione dei titolati di cariche in Istituti regionali di garanzia e di cariche direttive in enti o società'”
(Discussione e votazione)


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 19 ad iniziativa del Consigliere Giacinti.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Rapidissimamente perché trattasi di una modifica relativa alla legge regionale 41 del 2012 che ha a che fare con le norme per la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale dei componenti gli organi della Regione.
In poche parole alcune redditi non venivano tenuti in considerazione nel quadro N, il quadro che viene preso a base per il cosiddetto quadro riassuntivo, alcune fattispecie non rientravano in questo quadro, non andavano indicate, per cui quelle tipologie di reddito restavano fuori.
Abbiamo modificato il corpo dell'articolo 1 inserendo anche ulteriori quadri che non venivano riportati nel quadro riepilogativo dei redditi.
Alla stessa maniera si coglie l'occasione per uniformare questa legge al termine che prevede la legge statale in materia, ovvero quella dei 3 mesi dall'insediamento anziché 1 mese, come era riportato nella legge regionale, quindi si coglie anche questa opportunità per uniformare il testo regionale al testo statale. Ecco la motivazione di questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. … possono essere votati all'unanimità, così come ha detto il Consigliere Giacinti. Si tratta di una modifica che riguarda la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale reddituale di tutti i componenti degli organi della Regione, quindi vanno inseriti oltre al quadro riepilogativo RN anche tutti gli altri che non sono compresi nel RN.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Soltanto per dire che qualsiasi orientamento verso la trasparenza ci vede favorevoli, quindi, il gruppo del Movimento 5 Stelle voterà favorevolmente questa proposta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 19. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 19,00.
 

 
 
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