Riviera del Conero
 
 

Resoconto seduta n.20 del 12/10/2010

SEDUTA N. 20 DEL 12 OTTOBRE 2010



La seduta inizia alle ore 10,15


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 19 del 5 ottobre 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
E’ stata presentata la seguente proposta di legge regionale:
- n. 43/2010, in data 6 ottobre 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Carloni, Marinelli, D’Anna, Massi, Bugaro, Ciriaci, Romagnoli, Silvetti, Foschi, Natali, Zinni, Trenta, Acquaroli, concernente: “Modifica alla legge regionale 20 febbraio 1995, n. 17 “Interventi e indennizzi per danni causati al patrimonio zootecnico da specie animali di notevole interesse scientifico e da cani randagi”, assegnata alla III Commissione in sede referente.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 68/2010 del Consigliere Binci “Contro la realizzazione di stoccaggio di scorie nucleari sul territorio regionale”;
- n. 69/2010 del Consigliere Busilacchi “Situazione dell’Istituto superiore di studi musicali G.B. Pergolesi”.
Il Presidente della Giunta ha trasmesso, in data 4 ottobre 2010, le seguenti deliberazioni:
- n. 1383 del 27/09/2010: “Art. 29, comma 2 della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 20.000,00”;
- n. 1385 del 27/09/2010: “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da soggetti terzi e relativi impieghi. € 34.660,94".
Comunico, inoltre, l’avvenuta costituzione del Gruppo assembleare denominato “Futuro e libertà per l’Italia”, al quale hanno aderito i Consiglieri regionali Franca Romagnoli e Daniele Silvetti, provvedendo ad eleggere quale Presidente del Gruppo il Consigliere Silvetti.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Acacia Scarpetti e Bugaro e l’Assessore Mezzolani.


Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Vorrei chiedere l’iscrizione d’urgenza e la discussione subito dopo le interrogazioni della mozione n. 68 da me presentata avente per oggetto “Contro la realizzazione di stoccaggio di scorie nucleari sul territorio regionale”, considerato che c’è l’indicazione tra i possibili siti di un sito in una zona agricola della Vallesina.
Pertanto, vista l’urgenza e la gravità, credo sia importante un pronunciamento dell’Assemblea legislativa e un impegno della Giunta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Presidente, chiedo l’iscrizione della mozione n. 69, da me presentata, da abbinare alle altre mozioni riguardanti il Pergolesi in quanto è di analogo argomento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Presidente, innanzitutto mi scuso perché avremmo dovuto ricordarlo prima, ma ritengo che un minuto di raccoglimento e un ricordo per i quattro ragazzi...

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliere, ma ancora non siamo nella fase di apertura lavori, per cui prima di iniziare avrei sicuramente fatto la richiesta del minuto di silenzio.

Giulio NATALI. Benissimo, Presidente, lo raccomandiamo a lei.

PRESIDENTE. Certo, era già previsto, solo che lo avrei fatto prima di iniziare con i punti all’ordine del giorno, in questo momento siamo ancora nella fase delle comunicazioni. Comunque la ringrazio.
Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Considerato che ieri, Presidente, c’è stata un’operazione della Guardia di Finanza sui falsi tirocini utilizzati per favorire l’immigrazione clandestina, e visto che le autorizzazioni a questi tirocini sono stati dati dalla Regione Marche, ritengo sia opportuno avere questa mattina dei chiarimenti. Non è possibile che siano stati autorizzati dei tirocini che però si sono poi rilevati come un meccanismo per far entrare clandestini in Italia. Considerato, appunto, che nove di questi corsi sono stati definiti dalla stessa Guardia di Finanza inesistenti.
Quindi ritengo opportuno che da parte della Giunta venga fatta una comunicazione relativamente agli eventuali controlli fatti. Io ho qui alcune situazioni...

PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, il tema riguarda evidentemente la Giunta, lei ha proposto che cosa, una mozione?

Giancarlo D’ANNA. Io chiedo, Presidente, che la Giunta ci dia conto di quello che accaduto, perché, dicevo, ci sono dei tirocini autorizzati...

PRESIDENTE. Bene, Consigliere, la richiesta è chiarissima, però non si può entrare nel merito.

Giancarlo D’ANNA. Presidente, io sto solo facendo una richiesta ufficiale di chiarimenti su quello che è stato il ruolo della Regione.

PRESIDENTE. La sua richiesta è stata registrata, ora chiederò alla Giunta cosa ne pensa, poi comunicherò di conseguenza.
Allora, prima di iniziare i lavori dell’Assemblea legislativa, se non ci sono altre proposte, passiamo alla votazione delle due richieste avanzate.
Pongo in votazione la richiesta del Consigliere Binci di iscrivere la mozione n. 68 e di discuterla al primo punto dopo lo svolgimento degli atti ispettivi, quindi prima del punto 3).

(L’Assemblea legislativa approva)

Pongo ora in votazione la richiesta del Consigliere Busilacchi di iscrizione della mozione n. 69 sul Pergolesi, abbinandola alle mozioni n. 60, 61, 65 e alle interrogazioni n. 125, 127 riguardanti lo stesso argomento.

(L’Assemblea legislativa approva)


Commemorazione in memoria dei quattro alpini italiani caduti in Afghanistan.

PRESIDENTE. Purtroppo siamo ancora una volta in questa sede a piangere e a volgere il nostro pensiero a dei nostri concittadini caduti per una causa giusta, parlo dei quattro alpini che hanno perso la vita – naturalmente il pensiero va anche all’alpino ferito – nell’attacco che si è verificato nella provincia talebana di Farah in Afghanistan. Tra l’altro è il bilancio più pesante dopo quello del luglio 2099 che aveva coinvolto altri sei soldati.
Credo che non possiamo fare altro che volgere un nostro ricordo a questi nostri concittadini e alle loro famiglie rispettando un minuto di silenzio.

(L’Assemblea legislativa
osserva un minuto di silenzio)

PRESIDENTE. Ad inizio seduta ho dato comunicazione della costituzione del Gruppo Futuro e Libertà per l’Italia al quale hanno aderito i Consiglieri Franca Romagnoli e Daniele Silvetti. Quindi a nome mio personale auguro a questo Gruppo e ai loro componenti un buon lavoro. Lungi da me qualsiasi considerazione di carattere politico, ma quando una nuova storia nasce all’interno di questa Assemblea, ritengo sia doveroso, per chi appunto presiede questa Assemblea e che quindi è al di sopra delle parti, augurare a questi due colleghi un buon lavoro.


Comunicazione ai sensi dell'articolo 35, comma 6, del regolamento interno

PRESIDENTE. Ha ora chiesto la parola il Consigliere Binci, ne ha facoltà

Massimo BINCI. Presidente, siccome io avevo posto richiesta all’Assemblea legislativa in merito alla nomina del Difensore Civico, volevo comunicare che il TAR ha dato una prima parziale risposta dichiarando la sospensiva della nomina. Dopodiché chiunque potrà vedere tra le sentenze del TAR quelle che sono state le motivazioni.


Interrogazione n. 155
dei Consiglieri Acquaroli, Marinelli, Massi
“Società ACOM di Montecosaro: strategie di intervento della regione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 155 dei Consiglieri Acquaroli, Marinelli, Massi. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Lo scorso 30 settembre si è tenuto un incontro informale tra i soci di parte pubblica della ACOM Spa e i nostri uffici. Lo scopo della riunione era quello di verificare il percorso amministrativo che gli enti interessati intendono intraprendere per l’alienazione delle quote di competenza.
Da alcuni atti già posti in essere da uno degli enti detentori di quote azionarie, il Comune di Montecosaro, per essere espliciti, non era infatti ben chiaro il modo di procedere che, tra l’altro, non sembrava neppure allineato con le previsioni dello statuto di ACOM e con i patti parasociali della stessa.
A seguito della riunione tutta l’attuale proprietà pubblica, con la partecipazione del commissario prefettizio, Prefetto Calvosa, ha riconosciuto la necessità di procedere in modo condiviso effettuando, se necessario, anche le modifiche statutarie utili a favorire la dismissione per la parte pubblica, fermo restando il vincolo già presente di mantenere maggioritaria la quota pubblica della proprietà.
Al fine di provvedere all’acquisto abbiamo provveduto, mediante la proposta di assestamento che è all’attenzione dell’Assemblea legislativa in seconda Commissione, ad istituire una specifica UPB per i fondi presuntivamente necessari all’acquisto, comprensivi sia della quota di acquisto che del possibile aumento di capitale.
E’ una scelta molto risalente nel tempo, fa riferimento non solo alla volontà confermata dall’Amministrazione Capponi, ma addirittura dalla volontà esplicitata dalla precedente Giunta Silenzi.
La ACOM è una società di interesse pubblico per la missione che ha, ossia, la produzione di radiofarmaci inseriti in una rete di utilizzazione pubblica, la metodica PET e anche, appunto, la produzione di radiofarmaci per ricerche sia in campo diagnostico che terapeutico soprattutto nel settore oncologico, alla cui funzione sanitaria la Regione Marche è particolarmente interessata e in tal senso abbiamo due valutazioni tecniche svolte dall’ASUR.
Quindi intendiamo corrispondere a quell’impegno però valutata prima la congruità del valore della società. La Regione è disposta a subentrare non a qualsiasi prezzo, a qualsiasi condizione, ma valutata la congruità del prezzo di cessione.
Posso anticipare ai Consiglieri interroganti che la nostra valutazione è più bassa di quella di riferimento e che sono in atto i confronti sui valori iscritti a bilancio.
L’integrazione consentirebbe il rispetto della legge da parte dei Comuni, che in base al decreto 78 e alla legge 122 sono interdetti dall’avere partecipazione, e della stessa Provincia che non ha la funzione istituzionale collimante con lo scopo dello statuto, inoltre con la necessità di integrazione di una funzione come quella di servizi radiodiagnostici e terapeutici della regione Marche attraverso l’Asur.
E’ intenzione nostra, se dovessimo considerare congrua la valutazione, di imputare la gestione, l’acquisto e l’integrazione all’azienda sanitaria unica regionale e non all’amministrazione regionale genericamente intesa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Credo che ci possiamo ritenere soddisfatti dell’assicurazione fornita dall’Assessore. Siamo anche d’accordo sulla valutazione da fare sulla quota con cui la Regione subentra, perché l’urgenza è quella di liberare i Comuni e la Provincia secondo gli adempimenti di legge.
Mi pare che l’Assessore abbia compreso la validità dell’intervento, perché parliamo di produzione di radiofarmaci a scopo di ricerca e terapeutica di particolare importanza.
Certo, è giusto sottolineare che sono dello stesso parere gli ex Presidenti di Provincia Silenzi e Capponi, ovvero che siamo di fronte a un argomento che non contempla pregiudiziali ideologiche, ma che naturalmente comporta un sostegno alla ricerca sopratutto nel settore oncologico.
Quindi chiediamo ancora all’Assessore di fare presto nelle valutazioni, poi, certo, vedremo la manovra all’interno dell’assestamento, ma per ora siamo rassicurati dalla valutazione fatta dall’Assessore.


Interrogazione n. 137
del Consigliere Cardogna
“Calendario venatorio provinciale 2010/2011 Provincia di Pesaro e Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 137 del Consigliere Cardogna. Ha la parola l’Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. Noi abbiamo approvato il calendario venatorio con una delibera di Giunta del 12 luglio scorso, e lo abbiamo fatto dopo una consuetudinaria riunione con gli ATC, con le Province, con le associazioni venatorie, insomma, con tutti quei soggetti che ogni anno interagiscono con la disciplina venatoria.
Una delle principali questioni emerse a questi tavoli è l’invasività della presenza del cinghiale sul territorio, che porta con sé gravi problemi di ordine sociale ed economico. Non credo sfugga a questa Assemblea legislativa l’entità dei danni, sia per la circolazione stradale che per le produzioni agricole, provocati da questo ungulato.
Al di là degli strumenti che abbiamo a disposizione – che avranno una loro concretizzazione soprattutto in relazione all’approvazione del regolamento sugli ungulati, per il quale l’Assemblea legislativa già l’anno scorso aveva dato mandato alla Giunta di realizzare – anche attraverso un’estensione delle giornate di caccia al cinghiale si è creduto convintamente da parte di tutti di poter concorrere al contenimento di questa specie.
Quindi la decisione è stata quella di aprire la caccia al cinghiale dal 2 ottobre al 2 gennaio, affermando poi che la caccia sarebbe proseguita anche per tutto il mese di gennaio in relazione ai piani di abbattimento delle Province, ovvero in relazione allo stato di avanzamento dei piani di abbattimento delle Province stesse. Quindi di fatto abbiamo avuto quattro mesi di caccia al cinghiale, che certamente, seppur in forma non decisiva, concorrono al contenimento della specie.
Noi abbiamo approvato questo calendario non solo con la condivisione di tutti questi attori, ma anche degli organi indicati dalla legge, in particolare dall’ISPRA; è notizia della scorsa settimana che è stato respinto un ricorso fatto da un’associazione ambientalista, la LAC, ciò a ulteriore dimostrazione che il calendario è stato redatto secondo le migliori regole scientifiche e secondo tutte le norme.
Successivamente si è poi appreso che nel mese di agosto la Giunta provinciale di Pesaro ha deliberato una modifica al calendario venatorio regionale attraverso un calendario venatorio provinciale con cui ha stabilito che il periodo consentito per la caccia al cinghiale prendesse il via dal 1° novembre 2010 per concludersi il 30 gennaio 2011, modificando così in modo sostanziale l’atto regionale che appunto prevedeva l’apertura dal 2 ottobre al 2 gennaio.
In presenza di questa decisione, che legittima la perplessità in ordine alla competenza di quell’organo che ha adottato l’atto, sulla quale è necessario un approfondimento da parte degli uffici regionali, io ho ufficialmente inoltrato richiesta al Presidente della Provincia di Pesaro per poter pervenire alle motivazioni che hanno indotto la Giunta provinciale ad adottare la delibera suddetta. Ed in quell’occasione, ovviamente, ho anche avuto modo di ricordare come quanto deliberato dal suddetto ente risulti in aperto contrasto con quanto previsto dalla legge 157/1992, articolo 18, comma 2, nel quale si recita che: “Le Regioni pubblicano il calendario regionale e il regolamento” ecc., e dalla legge regionale 7/1995, articolo 30, che appunto afferma che la Giunta regionale stabilisce il calendario venatorio e il regolamento relativi all’intera annata venatoria.
A mio parere questo atto deliberato dalla Giunta provinciale di Pesaro è nullo, poi saranno i nostri uffici, in relazione agli atti conseguenti, a stabilirlo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Presidente, solo per ringraziare l’Assessore per la risposta e per dichiarare che mi ritengo soddisfatto.


Interrogazione n. 102
del Consigliere Bugaro
“Immobile ex ospedale Lancisi”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 102 del Consigliere Bugaro viene rinviata in quanto lo stesso ha chiesto congedo.


Interrogazione n. 79
del Consigliere Bucciarelli
“Frana di Ancona”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 79 del Consigliere Bucciarelli. Ha la parola l’Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Consigliere Bucciarelli, leggerò prima una nota, poi a conclusione esprimerò su questa vicenda un pensiero personale.
L’attraversamento delle aree interessate dalla frana da parte della cosiddetta “Uscita ad Ovest” dal porto di Ancona è stato sempre tenuto ben presente dalla Giunta regionale e dai suoi uffici. Come risulta da quanto scritto in proposito nelle deliberazioni n. 833 del 1 luglio 2006 (con la quale veniva esaminata la conformità urbanistica del progetto preliminare) e n. 1308 del 3 agosto 2009 (con la quale veniva esaminata la conformità urbanistica della variante al progetto preliminare apportata dal soggetto promotore dell’opera). Delibere che sicuramente il Consigliere Bucciarelli conoscerà meglio di me essendo stato Presidente di questa Assemblea legislativa.
Fra le prescrizioni dettate con la delibera di Giunta regionale n. 833/2006 vi sono infatti quelle relative allo “accertamento della sicurezza geologica dei terreni interessati dalla costruzione della strada” (punto 3-C) ed alla dotazione del “progetto di un modello di calcolo sugli effetti che l’opera può indurre sugli equilibri meccanici e sulla statica degli edifici esistenti a cavallo della strada, sia che essa si trovi in galleria, sia si trovi su viadotti e/o in galleria artificiale. Nella zona di pertinenza della strada anche con riguardo al regime idraulico superficiale ed all’equilibrio delle masse disturbate” (punto 3- F).
Al riguardo nel documento istruttorio della delibera di Giunta regionale n. 833/2006 si espone che “date la qualità delle terre, di natura prevalentemente argillosa, e la conoscenza dei precedenti eventi, quali la grande frana del 1982 (che la strada progettata lambisce ed attraversa nella prima parte), porta a considerare come può risultare difficile rispettare i tempi di costruzione previsti ed i costi preventivati”. Infatti nel costruire gallerie “si entra nel campo degli impatti non conosciuti e lo studio geologico allegato al progetto non risolve i dubbi che emergono e non dà risposte esaustive in termini di conoscenza degli strati profondi e sicurezza dell’opera da costruire. Questo determina anche perplessità circa l’uso delle moderne macchine a ciclo completo per lo scavo e l’armamento”.
Nel documento istruttorio nella delibera successiva del 2009 è riportato il parere espresso dalla Autorità di bacino regionale in data 18 maggio 2009, su richiesta della PF Pianificazione urbanistica, dove si fa presente che è stato richiesto “un approfondimento dello studio geologico e geomorfologico per consentire l’espressione del parere vincolante sulla compatibilità dell’opera con la pericolosità delle aree di versante in dissesto previsto dalle norme di attuazione del PAI”.
La Commissione speciale VIA del Ministero dell’ambiente, nel valutare la variante al progetto preliminare, di cui alla delibera di Giunta regionale n. 1308/2009, pur dando atto che “l’affermazione dei progettisti che l’area dell’imbocco nord della galleria Palombella non sia inclusa in quella più ampia della grande frana di Ancona appare sostanzialmente confermata da diversi elementi scaturiti dalle indagini eseguite”, ha prescritto comunque per il progetto definitivo, per quanto attiene alla realizzazione delle gallerie “una campagna di controllo, con metodi topografici di opportuna precisione, dei movimenti assoluti di punti significativi del pendio e della base dell’area dell’imbocco nord della galleria Palombella”, la “cui durata non dovrà essere inferiore ad un anno” e che “dovrà tra l’altro confermare la differenziazione tra i fenomeni franosi della ‘Grande Frana’ e quelli locali della zona di imbocco” (pagg. 13-24 del documento istruttorio della dgr n. 1308/2009).
La Commissione ha anche richiesto il reperimento di “dati storici riguardanti misure di monitoraggio eseguite in passato nelle stesse aree”.
Sarà compito dell’impresa che dovrà concludere il progetto definitivo dell’opera rispettare tali prescrizioni. In tale fase progettuale sarà verificato il rispetto di tutte le prescrizioni date e, fra queste, di quelle relative alla situazione geotecnica e geomorfologica dell’opera nell’ambito dell’area in frana.
L’attuale tracciato della strada è stato scelto dal Comune di Ancona e tale scelta è stata confermata dal Ministero delle infrastrutture e dall’ANAS. La Regione, come lei ben sa, in quegli anni ha sempre accondisceso alle scelte del Comune.
Come è scritto nel documento istruttorio della delibera di Giunta regionale n. 833/2006, il Piano regolatore di Ancona conteneva due previsioni di strade per il collegamento del porto di Ancona con la grande viabilità: a nord, con interramento e riprofilatura a mare del tratto di costa tra il porto turistico e Torrette; l’altra, collegamento diretto a sud con l’autostrada “A-14”.
Il Comune di Ancona scelse all’inizio il progetto di uscita a sud, che fu approvato dalla Regione con delibera della Giunta regionale n. 1165 del 29 maggio 2001. Su tale progetto fu perfezionata l’intesa con lo Stato, ai sensi dell’art. 81 del d.p.r. n. 616/1977, con Decreto del ministero dei lavori pubblici, Provveditorato regionale alle OO.PP., n. 5085/374UT del 17 ottobre 2001.
Tale progetto decadde per scelta del Comune di Ancona che cambiò idea al riguardo e ne rese impossibile la realizzazione, lasciando decadere i vincoli espropriativi connessi alla realizzazione dell’opera contenuti nel Prg.
Il Comune scelse quindi, come ricordato sopra, l’attuale tracciato, condiviso dai competenti organi statali, oggetto delle due delibere regionali sopracitate, nonché della delibera di Giunta regionale n. 1919 del 16 novembre 2009, che ha concluso il procedimento di intesa con lo Stato ai fini della sua approvazione.
L’attuale tracciato dell’uscita ad ovest, dopo aver ottenuto l’intesa Stato-Regione, con l’assenso del Comune di Ancona, è stato approvato dal CIPE lo scorso 13 maggio 2010.
A questo punto il tracciato non può essere più modificato, a meno che non si voglia ricominciare da capo questa storia infinita del collegamento del porto di Ancona con l’A-14. Io sono diventato Consigliere regionale nel 2000, già allora si parlava di questo, e c’era una previsione che poi è stata cambiata. Ora il CIPE ha dato parere favorevole su questo progetto e se il Comune di Ancona ci dovesse ripensare significherebbe non realizzare più l’opera.
Anche se, e questa è la mia personalissima opinione, che a questo punto conta poco, anzi, niente, secondo me l’uscita a sud forse avrebbe avuto meno problemi e sarebbe stata senz’altro meno costosa. Ma ormai siamo a questo punto. Voi sicuramente sapete che per l’approvazione del progetto definitivo sono arrivate sei offerte, credo che entro un mese si potrà sapere quale sarà stata scelta per la definizione del progetto definitivo e poi per l’esecuzione dell’opera.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Prendo atto sia della risposta dell’ufficio, sia delle considerazioni che a titolo personale ha espresso l’Assessore.
Certo è che ci sono diversi motivi di preoccupazione, Assessore. Perché è vero quello che lei dice, ossia che il CIPE ha approvato il progetto definitivo, per cui rimettere in discussione quel tipo di progetto comporterebbe inevitabilmente delle lungaggini che non farebbero che prolungare questa che lei chiama la storia infinita. Però secondo me errare è umano e perseverare è diabolico.
Se su questo progetto siamo in presenza di un movimento continuo della famosa frana di Ancona, credo sarebbe veramente diabolico perseverare a volerci costruire una galleria. Anche perché, diciamocela tutta – sul tema delle grandi infrastrutture chiamerò l’Assemblea legislativa a discuterne, presenterò una mozione –, il fatto che ci siano sei offerte non dà nessuna garanzia che quella uscita si realizzerà. Sappiamo, ad esempio, che i costi della costruzione dell’uscita ad ovest del porto di Ancona sono esagerati rispetto al project financing che si propone. Quindi se lo Stato non interverrà massicciamente, cosa oggi da escludere totalmente, la storia infinita si perpetuerà.
Allora credo, sia per motivi geologici di sicurezza della città, sia per motivi di sviluppo del porto, probabilmente un ruolo più attento e incisivo da parte della Giunta potrebbe essere svolto. E questo nonostante, anzi, direi grazie alla Commissione di VIA del Ministero dell’ambiente che, come diceva lei, fa delle prescrizioni. Infatti sappiamo bene che la sicurezza non è data una volta per sempre, quindi le prescrizioni sono come un invito a dire: “state attenti perché lì non abbiamo nessuna garanzia”. E’ così che penso debba essere interpretato il ruolo svolto dalla Commissione ministeriale.
Quindi, ripeto, prendo atto della risposta, ma ritengo veramente che si potrebbe fare un po’ di più.


Interrogazione n. 92
del Consigliere Silvetti
“Ritardo della Regione Marche per acquisto vaccinazioni prevenzione tumori all’utero”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 92 del Consigliere Silvetti è rinviata per assenza dell’Assessore competente.


Interrogazione n. 132
del Consigliere Bucciarelli
“Bagno speciale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 132 del Consigliere Bucciarelli. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Per esigenze funzionali degli uffici, afferenti alle deleghe dell’Assessore Moroder e dello stesso Assessorato, è stata pianificata e realizzata una riorganizzazione degli spazi al secondo piano di Palazzo Raffaello per collocare la PF Pari opportunità da palazzo Leopardi (via Tiziano 44) a palazzo Raffaello (via G. da Fabriano 9) e ricavare un’ampia sala riunioni ad uso dell’Assessorato al turismo e dei relativi uffici.
E’ all’interno di questa ottimizzazione degli spazi che al posto di un locale-archivio è stato predisposto un bagno di tipo assolutamente ordinario a supporto della segreteria dell’Assessore e dei fruitori della sala riunione.
Il costo dell’intervento per la realizzazione del progetto (opere murarie, nuove aperture vano-porta, adeguamenti impianti, spostamenti della mobilia, tinteggiatura, pulizie e realizzazione del bagno) ammonta a consuntivo ad euro 12.2572,40.
Pertanto l’importo complessivo fortunatamente è ben distante da quanto riportato nell’interrogazione per il solo bagno; tale spesa è risultata necessaria per migliorare non soltanto la funzionalità dell’Assessorato e della segreteria, ma anche della sala riunione che è frequentata da numerosi utenti esterni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. La risposta dell’Assessore Marcolini conferma quanto ho scritto in premessa di questa interrogazione, cioè che mentre si tagliano spese in ogni dove c’è chi pensa – e veramente non si capisce la motivazione perché la risposta conferma – di costruirsi un bagno speciale a soddisfazione, si dice, della segreteria e dell’Assessorato, ossia per rendere più funzionale l’Assessorato al turismo.
Allora le domande che sorgono spontanee sono: ma finora non era funzionale? Finora la segreteria e l’Assessore non avevano un bagno? Cioè, l’Assessore Guarna- Moroder crede che gli Assessori che si sono susseguiti ed hanno seguito la politica turistica di questa Regione siano stati meno efficaci perché non avevano un bagno ad uso esclusivo?
Credo dunque che le motivazioni e i richiami alla parsimonia, di cui parla tanto anche il Presidente Spacca, vadano seguiti e rispettati sempre e in ogni momento, a partire dagli Assessori che per primi dovrebbero dare il buon esempio.


Interrogazione n. 103
del Consigliere Bugaro
“Nomina Direttore generale Azienda Sanitaria e Direttori zone territoriali”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 103 del Consigliere Bugaro in quanto lo stesso ha chiesto congedo.


Interrogazione n. 106
dei Consiglieri Marinelli, Massi
“Legge 18 giugno 2009, n. 69 e d.lgs. 3 ottobre 2009, n. 153 – sostegno ai nuovi servizi erogati dalle farmacie”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 106 dei Consiglieri Marinelli, Massi è rinviata per assenza dell’Assessore competente.


Interrogazione n. 114
del Consigliere Latini
“Impegno della società Pirelli e delle Istituzioni a creare le condizioni per la riapertura dei locali ex Mercatone Zeta”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 114 del Consigliere Latini. Ha la parola l’Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Presidente, la risposta ce l’ho pronta ma se si può rinviare è meglio.

PRESIDENTE. Bene, quindi l’interrogazione n. 114 è rinviata.
(…) Consigliere, vuol fare la proposta di chiudere i lavori? (…) Ci sono Assessori che hanno comunicato la loro assenza per impegni istituzionali, come del resto accade in qualsiasi Assemblea legislativa. Cerchiamo di essere propositivi!


Interpellanza n. 9
del Consigliere Cardogna
“Realizzazione di un secondo casello autostradale a Pesaro in località Celletta – Santa Veneranda ad alto impatto ambientale e socio economico”
(Rinvio)

PRESIDENTE. Anche l’interpellanza n. 9 è rinviata. Quindi passiamo direttamente al punto successivo dell’ordine del giorno, ossia alla mozione n. 68 del Consigliere Binci avente ad oggetto “Contro la realizzazione di stoccaggio di scorie nucleari nel territorio regionale”. Ma non vedo ora il Consigliere Binci, dov’è? Però se fossimo un po’ più ordinati non ci sarebbero queste pause che, tra l’altro, non danno una grandissima immagine del nostro lavoro! Pertanto, visto che il Consigliere Binci in questo momento non è in Aula, direi di passare ad un altro punto.

Mozione n. 60
dei Consiglieri Bugaro, Zinni
“Proroga di un anno per il contributo all’Istituto superiore di studi musicali G.B. Pergolesi”

Mozione n. 61
dei Consiglieri Giorgi, Eusebi
“Istituto superiore di studi musicali G.B.Pergolesi di Ancona”

Mozione n. 65
del Consigliere Silvetti
“Processo statizzazione Pergolesi

Mozione n. 69
del Consigliere Busilacchi
“Situazione dell’Istituto superiore di studi musicali G.B Pergolesi di Ancona”

Interrogazione n. 125
del Consigliere Latini
“Conservatorio Pergolesi di Ancona: rischio chiusura”

Interrogazione n. 127
del Consigliere Pieroni
“Protocollo d’intesa tra la Regione Marche e l’Istituto Superiore di studi musicali G.B. Pergolesi di Ancona”

(abbinate)
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 60 dei Consiglieri Bugaro, Zinni, la mozione n. 61 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi, la mozione n. 65 del Consigliere Silvetti, la mozione n. 69 del Consigliere Busilacchi (di cui è stata richiesta l’iscrizione ad inizio seduta), l’interrogazione n. 125 del Consigliere Latini, l’interrogazione n. 127 del Consigliere Pieroni, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Innanzitutto vorrei fare una premessa più di carattere generale, anche in vista delle discussioni che avremo sull’assestamento di bilancio, che comunque è collegata anche nel merito della mozione.
Credo che occorra, da parte di tutte le forze politiche che siedono in quest’Aula, da parte di tutte le Istituzioni e dei Parlamentari, un senso di serietà e di responsabilità rispetto a questa fase difficile che le Regioni stanno attraversando a seguito dei tagli del Governo.
Ma lo dico senza voler fare alcuna polemica, dei tagli del Governo ne abbiamo già discusso, questa maggioranza li ritiene dannosi e sbagliati, la minoranza li ritiene inevitabili, non ritorno sul punto, però è oggettivo che i tagli ci sono.
Quindi se vogliamo che i rappresentanti di questa Istituzione lavorino al meglio per i servizi dei cittadini marchigiani occorre che ci assumiamo tutti una responsabilità.
Perché dico questo? Perché credo non si possa pretendere che la Regione continui a risolvere tutti i problemi dei cittadini come se niente fosse successo, magari ci agitiamo ad Ancona ma poi stiamo zitti a Roma, quando invece occorre dare tutti quanti insieme un segnale rispetto a tutti i servizi pubblici locali.
Auspico che non sarà così, altrimenti apparirebbe un atteggiamento schizofrenico. Quindi per inciso dico – e lo dico in particolare a coloro che credono nel federalismo – che mi sarei aspettato di più dal decreto del Governo sul federalismo. Infatti quel decreto è stato fatto senza però invertire quello che sta succedendo dal punto di vista delle risorse. Quindi, visto che gli amici della Lega parlano spesso di Roma ladrona, a me verrebbe da dire che siamo di fronte più che altro a Roma tagliona.
Al di là delle battute, voglio evitare davvero la polemica, credo sia opportuna, ripeto, un’assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Come credo sia opportuno che questa maggioranza, come sarà sicuramente, individui le priorità rispetto all’assestamento, poi rispetto a questo tutti i gruppi della maggioranza dovranno procedere in modo coeso, altrimenti potrebbe diventare davvero difficile.
Fatta questa premessa vado al merito della questione.
Ora non mi dilungo sui motivi rispetto ai quali l’Istituto Pergolesi meriterebbe una particolare attenzione e tutela pur in una fase di attuale difficoltà economica-finanziaria, sono noti a tutti. L’Istituto Pergolesi tra un decennio compirà un secolo, è nato nel 1924, è un’istituzione riconoscibile e riconosciuta nel nostro territorio sia nell’ambito cittadino che in quello provinciale, richiama studenti anche da fuori di questo territorio.
Mi voglio invece concentrare di più sulla situazione attuale rispetto alla quale vorrei spiegare perché merita una particolare attenzione in questa fase.
Dal 2001, come è noto, l’istituto musicale Pergolesi è diventato un istituto pareggiato, fa parte dei ventuno istituti musicali pareggiati in campo nazionale, quindi costituisce una delle tre istituzioni di alta formazione artistica e musicale della nostra regione insieme ai Conservatori di Pesaro e di Fermo.
Dopo la legge 508/1999 gli istituti musicali pareggiati sono praticamente diventati degli istituti superiori di studi musicali, ovvero sono considerati quasi al pari degli istituti universitari che sono tutelati anche dall’articolo 33 della Costituzione.
Qual è la specificità della situazione del Pergolesi? Di questi ventuno istituti il Pergolesi è l’unico che sta in un capoluogo di regione, esclusa la situazione di Aosta che però è una Regione a Statuto speciale quindi si può muovere secondo altri binari. Invece in tutte le altre regioni a Statuto ordinario ci sono dei Conservatori.
La legge 508/1999, all’articolo 2, comma 8, stabilisce la “possibilità di prevedere, contestualmente alla riorganizzazione delle strutture e dei corsi esistenti …omissis…, una graduale statizzazione, su richiesta, degli attuali istituti musicali pareggiati…omissis…”, e nell’ambito della graduale statizzazione si terrà particolarmente conto dei capoluoghi di regione sprovvisti di istituzioni statali qualora questi ne possiedano i requisiti alla data della domanda.
Quindi voi capite che in questa fase di difficoltà accelerare il processo della statizzazione ci permetterebbe di conservare non solo i posti di lavoro dei docenti che in essi ci lavorano, non solo l’attività didattica utile per gli studenti, ma anche uno dei fiori all’occhiello della nostra regione.
Però il problema è che per arrivare alla statizzazione, fintanto che questi istituti sono pareggiati, non possono essere finanziati dallo Stato ma dagli enti locali.
Sappiamo che da questo punto di vista questa Regione è già attiva da molto tempo, sia con l’Assessore Luchetti, ma anche lo stesso Presidente Spacca si è attivato presso la Conferenza dei Presidenti delle Regioni. In data 21 settembre il Presidente Errani ha scritto ai Ministri Gelmini e Fitto per sollecitare la situazione dei capoluoghi di regione sprovvisti di istituti statali.
Credo dunque che questa accelerazione sia positiva, è un’occasione da non perdere.
Spesso in questa Assemblea legislativa c’è un attenzione da parte di tutti, si dice che il capoluogo di regione forse ha troppo risorse, ha troppe cose. Guardate, qui c’è una situazione in cui il capoluogo di regione è anche ben disposto a perdere l’identità di questo istituto che può anche diventare una sede staccata di un altro conservatorio. Quindi non è un discorso nominalistico, non è una bandierina, ma si tratta di salvare posti di lavoro e attività didattica. Però per fare questo occorre che ci siano i requisiti di bilancio alla data del 30 ottobre, ossia quando l’istituto Pergolesi dovrà fare il proprio bilancio, per cui stiamo parlando di una scadenza molto vicina.
Pertanto sarebbe opportuno ci sia un lavoro congiunto.
Innanzitutto dei Parlamentari marchigiani affinché riescano a velocizzare ancora di più il processo di statizzazione predisponendo un dispositivo di legge; su questo occorre l’impegno di tutti, anche di coloro che stanno nella maggioranza di Governo, al fine anche di reperire nel bilancio dello Stato delle risorse atte a questo scopo.
Poi della Regione che, insieme ai soci (Comune e Provincia di Ancona), nelle more di questa statizzazione, riesca almeno a garantire l’attività didattica per il prossimo anno, perché qualora questa decadesse mancherebbero quelle condizioni e quei requisiti utili a tale processo.
E’ una questione che ci stiamo portando avanti da molto tempo, siamo probabilmente arrivati a un momento di svolta, quindi ritengo sia assolutamente necessario affrontare e risolverla al più presto. Se non si riuscirà a portare a termine entro il prossimi mesi questo processo di statizzazione, ho l’impressione che la situazione potrà diventare veramente drammatica. Quindi per evitare questo occorre l’impegno di tutti, a partire da chi siede in questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. L’intervento del collega Busilacchi è stato buono in termini di ricostruzione dello scenario, però ha fatto delle valutazioni sul federalismo fiscale che vi risparmio di controbattere perché non sono poi così attinenti a questo argomento, meriterebbero sicuramente una ben altra approfondita discussione.
Vorrei chiarire subito un paio di concetti. Nella ricostruzione del collega Busilacchi manca, secondo me, un piccolo punto fermo sul quale possiamo dare qualche elemento di utilità maggiore all’Aula. E questo punto fermo che noi dobbiamo prendere come dato di fatto è attinente a quella che fu la convenzione, ed il suo contenuto, stipulata tre anni fa.
Questa convenzione non ha soltanto determinato il famoso finanziamento all’Istituto di studi superiori Pergolesi, che, come giustamente rilevava il collega Busilacchi, è obbligatorio per legge, cioè non può essere lo Stato a dare finanziamenti in questo senso, ma anche il percorso di statizzazione.
E su questo percorso di statizzazione non si può fare ambiguità. Oggi l’unica statizzazione possibile, in un’ottica di risanamento del debito pubblico, di riduzione dei conti dello Stato, di manovre che colpiscono non solo le Regioni, le Province e i Comuni, ma che colpiscono concretamente anche il bilancio dello Stato – non è che il Governo non abbia ridotto le sue spese –, ossia, in una logica… (...) Non direi, Consiglieri, basta citare una sciocchezza, ad esempio la riduzione degli stipendi dei Deputati. Sono d’accordo che le Regioni hanno subìto di più, non lo metto in dubbio, però non mi sembra che lo Stato abbia aumentato i suoi investimenti in altri ambiti rispetto alla pubblica istruzione.
Quindi la verità è che in un’epoca di vacche magre oggi l’unico percorso di statizzazione possibile è quello di immaginare una struttura amministrativa e didattica unica nelle Marche come conservatorio. E così in tutta Italia, un conservatorio per regione è probabilmente il futuro.
Ora però in questa fase di transizione dobbiamo ovviamente metter mano a una specificità locale. Vorrei che fosse chiaro che la statizzazione di cui parlavo prima, ossia la convenzione, era finalizzata a far diventare il Pergolesi un conservatorio autonomo, quindi un ulteriore conservatorio delle Marche. E’ ovvio che già tre anni fa i bilanci dello Stato non erano chissà quanto ricchi, ma erano sicuramente più pasciuti di quello che è lo scenario attuale. Ma la verità è che questo non è stato fatto.
E oggi qui non voglio addentrarmi sull’individuazione delle colpe, però resta il fatto che chi politicamente l’aveva promesso non l’ha mantenuto, chi doveva tecnicamente ottenerlo non l’ha ottenuto.
Quindi il dato definitivo è che oggi abbiamo di fronte un istituto che ha un bilancio al di sotto di 1 milione di euro e che necessità di avere risposte concrete. Se invece affronteremo ideologicamente questo argomento rischieremo di infliggere un colpo mortale a questo istituto, come pure di creare una catastrofe.
Quali sono allora i punti chiari e fermi?
Il primo è che qualunque ipotesi di statizzazione deve comunque vedere il dato concreto acché questo istituto non vada a perdere la sua specificità di istituto di studi superiore pareggiato. Non è pensabile che nel 2011 questo istituto scenda al di sotto di quelle sei classe famose che ne determinano l’identità e poi tornare in pista e dire “ok, facciamo un accorpamento”. E’ un percorso che non può fare passi indietro, si deve andare solamente avanti. Quindi concretamente bisogna che questo istituto inizi la sua fase di accorpamento, a mio avviso, nel 2011.
Certamente capisco la situazione dei tagli, comprendo l’Assessore Marcolini che anche in Commissione ha detto che bisogna ragionare partendo da un bilancio ex novo, ricostruito, comprendo che qualunque contributo, anche 150 mila euro, vada pesato politicamente in una strategia complessiva.
Però il nostro documento è stato presentato in maniera ottimistica – in qualunque concertazione, in qualunque discussione politica si deve partire da un dato ottimistico –, e il dato che abbiamo chiesto è quello di prorogare per un anno il contributo che la Regione fornisce all’istituto, tenendo conto anche del problema della maggiorazione dell’adeguamento contrattuale dei docenti che inciderà per circa 160 mila euro sul bilancio del Pergolesi.
Comprendo che se non sarà possibile arrivare al mantenimento di questa cifra, quanto meno dovrà essere possibile, nella proporzionalità tra gli enti (Comune, Provincia, Regione) già prevista dalla convenzione appena scaduta, immaginare un contributo che possa accompagnare l’istituto verso questo accorpamento, ma che incida su che cosa? Quello cioè che politicamente è centrale è mantenere i requisiti di questo istituto. Quindi il contributo non dovrà essere finalizzato a qualunque attività possibile dell’istituto, ma dovrà essere finalizzato a non perdere l’identità specifica di legge che di fatto garantisce qualunque percorso di statizzazione.
Quindi credo si debba immediatamente immaginare un tavolo dove Provincia, Comune e Regione interagiscano con il cda del Pergolesi e in cui si inizi a quantificare concretamente qual è la parte del bilancio del Pergolesi che garantisce il mantenimento dei requisiti, dopodiché su questo avere Regione, Provincia e Comune che si impegnano.
Detta un po’ più volgarmente, se nell’ambito di un bilancio di circa 1 milione di euro ciò che garantisce le sei classi, l’impalcatura, la struttura del Pergolesi, ciò che garantisce i requisiti, ciò che garantisce un percorso di vita del Pergolesi, magari che a bilancio è una cifra pari a 500-600-700 mila euro, ecco che si può anche immaginare un contributo della Regione leggermente minore, però si deve quanto meno immaginare l’impegno politico.
Quello che chiediamo oggi a questa Assemblea è un impegno politico nell’individuare un percorso breve, perché se il Pergolesi dovrà approvare il suo bilancio a breve e noi sappiamo che faremo il nostro bilancio dopo quello appunto del Pegolesi, per cui già di per sé è un bilancio “intuitivo”, ma all’interno di quel bilancio è evidente che un punto fermo più chiaro possibile, signori Consiglieri, noi a questo istituto, secondo me, moralmente glielo dobbiamo dare.
Allora se è vero che l’Assessore Marcolini non può compiere miracoli, e se è vero che egli sta già lavorando fra la cerniera dell’assestamento col bilancio preventivo nuovo e sta già immaginando come costruire questo nuovo bilancio, è altrettanto vero che se l’Assemblea oggi dà mandato alla Giunta di prendersi l’impegno politico di individuare un contributo sì sostenibile per il bilancio della Regione, ma che sia di ausilio reale al mantenimento dei requisiti del Pergolesi, in un’ottica ovviamente di pressing politico pesante sui Ministeri e sul Governo a Roma per velocizzare un procedimento di accorpamento con un conservatorio, ritengo che oggi quest’Aula, signori Consiglieri, senza demagogia questo lo possa fare.
Pertanto io parto da una mozione più ottimistica. Il gruppo del PdL è aperto a qualunque ipotesi concreta. Se vogliamo fare un documento unitario e prenderci un impegno concreto daremo la nostra più totale disponibilità perché vogliamo raggiungere un risultato di concretezza e non ideologico. Però l’invito che vi faccio è quanto meno di consentire al Pergolesi di avere un dato concreto entro la formazione del suo bilancio, in maniera tale che lo stesso possa fare il Comune di Ancona e in maniera tale che noi si possa andare a Roma al Ministero a dire concretamente che ci prendiamo l’impegno di mantenere le sei classi, i requisiti, l’esistenza, l’identità del Pergolesi, e che il Ministero si prenda l’impegno tassativo di accelerare e garantire entro la fine del 2011, o al massimo i primi mesi del 2012, l’accorpamento.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Il mio intervento vuole essere un apporto costruttivo sia alla situazione attuale dell’istituto Pergolesi, ma anche della situazione in cui vive la Regione Marche a seguito dei tagli imposti dallo Stato e che ovviamente si riversano poi su queste situazioni, su cui tutti ci ritroviamo d’accordo nell’aiutare.
Non dobbiamo innanzitutto dimenticare che la Regione Marche nel corso degli anni precedenti ha già finanziato ripetutamente, prorogandola, la sua partecipazione finanziaria all’Istituto superiore di studi musicali G.P. Pergolesi di Ancona. Istituto che ha fatto un percorso molto importante dal punto di vista scientifico ai sensi della legge 508/1999, e quindi ha trovato corrispondenza e partecipazione da parte di tutti gli enti interessati, però proprio da parte dello Stato, in particolare del Ministero competente, non riceve più aiuti da dopo il 2008, infatti i finanziamenti statali si fermano al 2007 con 90 mila euro e 56 mila euro nel 2008.
Questo è il dato da cui partire in un quadro in cui anche la Regione, sia in sede di assestamento sia in sede di bilancio preventivo, è costretta a svolgere dei tagli non solo forzati ma indubbiamente dolorosi per determinate scelte. Su questo scenario si inquadra il grande lavoro bipartisan fatto ultimamente per recuperare uno spazio di autonomia e di sopravvivenza del Pergolesi, dai viaggi a Roma del Sindaco di Ancona, agli incontri tra Regione Marche, Comune e Provincia di Ancona, all’intervento di tutti i politici interessati, i Parlamentari e altri. Uno scenario in cui bisogna anche trovare, in questa fase, il punto unitario per la compartecipazione della Regione Marche. Però non può essere nell’ambito di quei 150 mila euro che in passato, insieme ai 180 della Provincia di Ancona, andarono a contribuire al sostentamento e all’autofinanziamento del Pergolesi, ma deve essere come valorizzazione di un’eccellenza fondamentale qual è appunto l’istituto Pergolesi ormai inquadrato come istituzione Afam.
E’ dunque su questo, senza retorica né strumentalizzazioni, che dobbiamo operare.
L’invito portato avanti con la mozione del Consigliere Busilacchi è sicuramente positivo, perché comprende la necessità che la Regione faccia un ulteriore doloroso sforzo nei limiti delle proprie possibilità; sarà poi in sede di assestamento e di bilancio che si potrà inquadrare l’eventuale quantitativo economico.
Ma sopratutto dovrà esserci un’azione sentita e pesante proveniente da più livelli, a cominciare dal Governo nazionale e da chi oggi rappresenta le Marche nei due rami del Parlamento, per far sì che l’Istituto Pergolesi riesca ad avere in futuro una vita autonoma basata sulla indiscutibile valorizzazione scientifica e su un’autonomia anche finanziaria che venga appunto determinata in maniera rigorosa, propositiva e certa per il futuro.
Dunque il senso del mio intervento, a seguito dell’interrogazione che ho presentato il 10 agosto 2010 e che va a spingere proprio la mozione del collega Busilacchi, su cui mi trovo sostanzialmente d’accordo, è quello di non fuggire di fronte agli ostacoli; anche perché il 30 ottobre, ovvero il termine della presentazione del bilancio, è molto vicino.
Ma sopratutto occorre inquadrare le tematiche, gli impegni e le responsabilità di ciascun ente nell’ambito di quelle che sono le possibilità e soprattutto le volontà che ciascun ente racchiude.
In questo senso la Regione Marche, ripeto, con le proroghe compiute negli anni scorsi ha dato il più ampio segnale della massima partecipazione, per cui sono convinto che tutti insieme, come Assemblea legislativa e come Giunta regionale, saremo in grado di farlo anche in questa fase.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Per cercare di assottigliare un po’ i tempi, Presidente, non ripeterò quelle che sono state le osservazioni e la descrizione storica dell’istituto Pergolesi, visto che di parole ne sono state dette diverse. Vedo anche dei documenti cosiddetti bipartisan che ovviamente hanno il consenso, il favore per lo meno delle forze politiche di maggioranza di questa Assemblea. Ma ritengo che ormai si debba passare finalmente dalle parole ai fatti.
E’ chiaro che abbiamo di fronte una situazione di emergenza, mi riferisco ovviamente all’aspetto più stringente, quello economico dell’anno corrente e del prossimo anno, ossia alle risorse che la Regione ha il preciso dovere di garantire con la prossima manovra di bilancio, al fine di assicurare anche il sostegno, il sostentamento di chi opera nel mondo della cultura; e da qui possiamo capire che tipo di progetto culturale ha questa Regione!
E’ emerso una volta di più che comunque il Comune di Ancona non ce la fa, non ce la fa dal punto di vista numerico ed è in difficoltà dal punto di vista politico, non riesce ad avere quella ribalta indispensabile per poter fronteggiare una situazione sia di emergenza che di progettualità futura.
Quindi da parte nostra non dovranno mancare le risorse indispensabili, occorre rivedere quello che è il contributo della Regione Marche.
Con queste mozioni – più o meno tutte dicono la stessa cosa – si vuole dare mandato al Presidente della Giunta, che ci rappresenta e rappresenta tutto il territorio marchigiano, di riunire i nostri Parlamentari, Deputati e Senatori, in modo trasversale perché l’impegno deve essere comune, per fare in modo che si risolva una volta per tutte l’annosa questione del Pergolesi di Ancona.
E’ un’annosa questione, perché se a quell’istituto gli diamo la possibilità di poter rappresentare e di poter avere la qualifica di istituzione di alta formazione artistica e musicale della nostra regione, è evidente che gli diamo un riconoscimento che non può rimanere acefalo, non può rimanere isolato o soltanto un pronunciamento di intenti.
E’ quindi indispensabile che da parte della Regione si trovino i finanziamenti e si trovino gli strumenti per poter garantire la continuità, dove appunto la statizzazione diventerebbe il punto cruciale.
Quindi fare in modo, ripeto, che il nostro Presidente della Giunta riunisca i Deputati e i Senatori, dopodiché una volta per tutte si provveda con un testo normativo efficace e definitivo al riconoscimento del Pergolesi come tassello fondamentale della cultura non solo musicale di questa regione.
Ritengo si debba finalmente passare dalle parole ai fatti, credo si possano approvare i documenti auspicando la sintesi in un unico grande atto politico che appunto possa spingere la Giunta a prendere provvedimenti definitivi, esaustivi dal punto di vista contabile, economico, ma sopratutto culturale

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. L’intervento del Consigliere Busilacchi mi è sembrato più interessato a criticare la Lega Nord che a parlare del tema del Pergolesi. Allora l’amico Busilacchi farebbe bene a guardare la trave che è nel nell’occhio del suo partito e della sua maggioranza, anziché guardare la pagliuzza, che può anche esserci, per carità, nell’occhio della Lega Nord. Il 50% del suo intervento – l’ho contato con l’orologio – lo ha fatto sul tema del federalismo fiscale e della Lega Nord. Quindi complimenti, Consigliere, per essersi attenuto all’oggetto!
Ha parlato di Roma ladrona, riferendosi polemicamente alla Lega Nord, quando invece sarebbe il caso che cominciasse ad interiorizzare il concetto – che questa maggioranza non riesce a interiorizzare – di Regione sprecona e di Ancona sprecona e pasticciona alla grande, non certo riferito agli abitanti né della regione né del comune, bensì a questa maggioranza regionale e alla maggioranza che governa la città di Ancona.
E quando dico Regione sprecona e Ancona sprecona e pasticciona voglio ricordare al Consigliere Busilacchi che noi stiamo ancora aspettando chiarimenti sui 12 milioni di euro regalati alla cooperativa di Pesaro, specializzata in tagli dell’erba e in pulizie e che si improvvisa esperta di CUP. Stiamo ancora aspettando chiarimenti sui 5,5 milioni di euro per rimborsi di farmaci non dovuti e su cui sono indagati 26 dirigenti di questa Regione. Stiamo ancora aspettando che al di là di tanta falsa demagogia si faccia un chiarimento su questo presunto taglio di auto blu. E dico presunto taglio di auto blu, che in termini di contenimento dei costi fa veramente ridere, perché si dice che le auto blu vengono limitate, ma in realtà i rimborsi spesa agli Assessori continuano. Si dice che le auto blu vengono limitate ma si passa sulle auto bianche. Si dice che le auto blu vengono limitate ma poi si fanno i tragitti autostradali in auto blu salvo scendere al casello e salire su una panda bianca, e poi vantarsi pubblicamente di aver fatto il viaggio in panda bianca e quindi di essere arrivati in ritardo.
Credo allora che il Consigliere Busilacchi farebbe bene ad interiorizzare il concetto di Regione sprecona e di guardare se stesso e la sua maggioranza anziché blaterare sul buon operato del Governo nazionale.
Invece per quanto riguarda il merito della questione Pergolesi, credo che il Consigliere Zinni abbia fatto delle proposte di assoluto interesse, molto ragionevoli, molto equilibrate, sulle quali veramente possiamo tutti convenire, io perlomeno convengo su quello che ha detto. Quindi per non procrastinare ulteriormente il mio intervento mi rimetto a quanto ha detto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Presidente, per due chiarimenti e un punto di vista a difesa della onesta ricostruzione delle responsabilità, pur non essendo mia la competenza, per cui risponderà più tardi anche l’Assessore Luchetti.
Quello che bisogna dire – e lo dico soprattutto ai rappresentanti del Pergolesi che vedo in sala – è che è molto facile, come hanno fatto i Consiglieri di opposizione qui stamattina, chiedere la soddisfazione di quello che è onestamente un diritto ad avere riconosciuto un lavoro di qualità, che certamente ha un valore civile oltreché di reddito e occupazione per chi ci lavora, però è veramente indecente che nel dibattito si smarrisca la fonte del mancato finanziamento dell’istituto.
Hanno un bel dire il rappresentante della Lega oppure quello del PdL a reclamare responsabilità di carattere locale su quello che è un definanziamento e una mancata risposta che è data negli anni. Ricordo che nel 2004 in un processo di statizzazione avevamo avviato un confronto per il finanziamento per la parte regionale – ma la parte più importante è quella comunale, come voi sapete bene – di accompagnamento, appunto, a quella comunale. Dopodiché il Ministero ha permanentemente preso in giro gli interlocutori locali, poi tre anni fa siamo arrivati a una definizione di un ultimo strappo per 450 mila euro. Mi ricordo la discussione di allora, si disse che pur essendo così oneroso lo sforzo, essendo la Regione Marche in difficoltà finanziarie, andava fatto per stabilizzare una situazione che altrimenti rischiava di soccombere agli oltraggi della crisi. Per cui per tre anni finanziammo questo intervento straordinario con 150 mila euro l’anno.
Ora sapete bene quello che sta succedendo sul piano nazionale, sapete che le risorse alle Regioni vengono tagliate per due terzi, su 220 milioni, 148 vengono tagliati appunto alle Regioni. Quindi la cosa veramente indecorosa è che i rappresentanti delle forze di Governo, quelle che tagliano le risorse, vengono poi a dire al Comune, che è quello che paga i quattro quinti del finanziamento: “fate la vostra parte”. Infatti insieme ai finanziamenti tagliati alla Regione vengono tagliati anche i finanziamenti alla Provincia e al Comune. E’ indecoroso! E’ indecoroso che si richiami una corresponsabilità alla Regione, al Comune e alla Provincia, quando invece il taglio proviene proprio dal Governo! Non è possibile che la Lega, che tiene il cordone, come pure il PdL, che ha addirittura la rappresentanza principale di Governo, si prestino a questo gioco indecente!
Ritengo invece che l’equilibrio inserito nella mozione che ha presentato il Consigliere Busilacchi tenga in mente tutta la filiera.
La Regione – poi dirà meglio di me l’Assessore Luchetti – farà la sua parte secondo la possibilità che gli è rimasta in mano, non si girerà dall’altra parte, ma farà quello che potrà fare, è del tutto evidente.
Io ho visto che ci dono Deputati di maggioranza che si gloriano al Ministero dicendo: “farò, risolverò, mi adopererò per dare un’integrazione decisiva”, ma dal Governo non è pervenuto un solo euro! Oppure un impegno che è dato da sette anni per la parificazione e per la statizzazione!
Ripeto, noi faremo la nostra parte secondo le nostre possibilità, a condizione però che i Gruppi parlamentari, che qui stanno all’opposizione ma che stanno al Governo a Roma, che quindi sono i responsabili di queste difficoltà, prendano per quota parte la loro responsabilità. Perché solo se ci sarà un’integrazione delle risorse di carattere nazionale il Comune, che ha il peso più grosso, potrà continuare a fare per quota la propria parte, così la Provincia e così soprattutto la Regione, ovviamente cercando di guardare alla gestione minima efficiente e non a quella desiderata massima.
Questa mi pare possa essere una condizione onesta delle cose possibili da fare, al di là della indicazione sul piano politico della responsabilità altrui, dimenticando appunto che la fonte delle nostre difficoltà è proprio quella del Governo che si gira dall’altra parte.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Io sono sostanzialmente a favore, così come rappresentata nella sua interezza, della mozione che stiamo discutendo. Ma all’affabulatore Marcolini, Assessore al bilancio, devo dire che io sono quello che sta rivolto dall’altra parte, impropriamente siedo su questo scranno, e sicuramente non sono venuto qui per l’applauso dei ragazzi che giustamente rappresentano interessi reali.
Qui stiamo parlando di un qualcosa che evidenzia la presenza di un conservatorio statale, di una sua articolazione. Ma soprattutto c’è un richiamo che mi ha colpito e che dovrebbe colpire tutti noi – poi arrivo anche all’Assessore Luchetti –: il liceo musicale Pergolesi di Ancona, facente parte del gruppo di ventuno istituti musicali pareggiati attivi in campo nazionale, svolge da decenni un’attività di formazione di alto prestigio nel settore musicale, costituendo una delle tre istituzioni di alta formazione artistica e musicale (AFAM) operanti nella regione Marche.
Ed oggi noi, approvando questo documento in Aula, penso che o lo lasciamo fuori oppure che precedentemente è stato, per un principio di equanimità, già soddisfatto.
L’articolo 33 della Costituzione cita “istituzioni di alta cultura”. Allora di fronte a questo fatto bisogna essere, in maniera ossequiosa, soddisfatti, proprio perché è un principio costituzionale.
Ma questa è un’Ancona accentratrice che spesso dimentica il nord e il sud delle Marche.
Oggi tutto e tutti dovremmo essere a favore di questa istanza, al di là dei sofismi e degli equilibrismi amministrativi. Ma se qui dal chiacchiericcio apprendo che si spendono 70 mila euro per cose poco attinenti alla cultura, allora evidentemente c’è qualcosa che non funziona in questo spalmare risorse regionali di tutte le Marche, caro Consigliere Silvetti, lei infatti parla di territorio marchigiano e di tutti i suoi parlamentari, quindi in rappresentanza dell’intera territorialità.
Ed ecco qui l’attacco scellerato del nostro Assessore al bilancio, che rimbalza la mancanza di una programmazione, oculata ed intelligente che fa riferimento anche all’articolo 33 della Costituzione, dicendo che il Governo gira dall’altra parte. No! Io dico, caro Assessore, che forse a quel Governo è arrivato qualcosa, come sempre, ad un indirizzo diverso.
Lei è un Assessore di peso, lei è veramente un super Assessore, è una persona intelligentissima, riesce ad articolarsi nei meandri delle ripartizioni del bilancio, favorendo iniziative di Assessori potentissimi – l’83% del bilancio riguarda risorse per la sanità –, ma questo principio di equanimità, da questa Regione definita virtuosa da un Ministro di quel Governo distratto che è volto dall’altra parte, credo meriti le sue scuse.
In questa vicenda specifica – ecco che chiamo in causa l’Assessore Luchetti, scusi se disturbo il suo pensiero così serafico! – che fine ha fatto, ecco l’aggancio, il piano scolastico 2010/2011 per l’istituzione dei licei musicali? Questo Governo distratto – ed ecco l’attacco all’interlocutore locale, come voleva fare l’Assessore al bilancio, tra Regione, Ministro e Provincia – ha dato, contrariamente alle indicazioni di quel piano e di quella delibera, che riporto in gioco, l’istituzione di una scuola rispetto ad un’altra, indicata nel piano provinciale. Quindi su questo atto le chiedo giustizia, equanimità.
Purtroppo avvengono queste cose, quindi è giusto che i ragazzi del Pergolesi sappiano che la loro giustissima rivendicazione – che, ripeto, è in nome dell’articolo 33 della Costituzione – merita immediatamente le giuste risorse finanziarie. Risorse che dovete togliere ad altre assegnazioni che nulla hanno a che vedere con l’alta cultura e la formazione. I ragazzi ancora oggi hanno la sensibilità di credere a quello spirito libero delle sette note musicali. E non dunque alle sette note dolenti di questo bilancio e di queste distrazioni! Questo non fa parte della cultura dei marchigiani! I marchigiani si rifanno solo al principio dell’equanimità dei tre istituti e delle richieste dei licei musicali. Istituti che sono la linfa vitale in un concerto armonico distante dall’amministrare politico di questa Giunta che appunto amministra in questa maniera.
Quindi è giusto che i ragazzi del Pergolesi applaudano chi con sensibilità ha sostenuto questa loro preoccupazione.
Questo è il nostro futuro, caro Assessore Luchetti – vedo che si stropiccia la fronte, forse le ho colpito il cuore, è così che si imbavaglia?! –, sia lei che noi tutti dobbiamo dare queste risposte. (…) No, ho fatto solo l’interpretazione della sua conoscenza distratta dei problemi del Pergolesi!

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgi.

Paola GIORGI. Stamattina stiamo parlando di una mozione trasversale, sono infatti diversi i Gruppi che hanno voluto porre all’attenzione questo problema.
Devo dire che l’Assessore Marcolini ha fatto un intervento lucido e anche chiarificatore. Certamente si deve trovare una soluzione a questo problema, ma in ogni caso finora la Regione è intervenuta e ha investito, perché comunque aver messo 450 mila euro in tre anni significa aver voluto investire su un processo di statizzazione, Ciò anche considerato quello che sta accadendo nel mondo culturale marchigiano, mi riferisco principalmente alla riorganizzazione del settore che pone come organi principali gli enti che hanno dei riconoscimenti ministeriali.
Per cui è sicuramente importante, se sarà nelle condizioni di poterlo fare, che la Regione in qualche maniera riesca ancora per un anno a dare il suo contributo, proprio per portare avanti questo processo che è fondamentale. Però non posso non dire che ci sono grandi responsabilità da parte del Governo. Quindi sottolineo quello che ha detto l’Assessore Marcolini, ossia, è vero, Consigliere Zinni, che ci sono delle difficoltà, ma quando il Governo Berlusconi investe 12 miliardi di euro e 7 miliardi di euro sull’Alitalia solo per favorire alcuni amici, poi 5 miliardi di euro sulla Libia, significa… (…)

PRESIDENTE. Consigliere Trenta, per favore, faccio appello alla sua notoria signorilità, la prego!

Paola GIORGI. No, io sto dicendo delle cose reali! Così come sono reali i tagli del 67% dei trasferimenti alle Regioni, così come è reale il taglio del 50% del FUS, che altro non è che un ulteriore taglio ai sistematici tagli alla cultura che fa il Governo.
Quindi non addossiamo le responsabilità solo da una parte, l’Assessore Marcolini l’ha detto, poi sentiremo anche l’Assessore Luchetti. Sicuramente la Regione farà la sua parte, così come l’ha fatta finora, pur nelle grandi difficoltà in cui viene messa da questo Governo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Luchetti, che mi sembra abbia una proposta di risoluzione.

Marco LUCHETTI. Presidente, la situazione è stata descritta, tutti quanti sanno come stanno le cose, per cui descriverò soltanto quello che è un impegno non solo personale, ma di tutta la Giunta, per cercare di arrivare ad una definizione di un problema sicuramente rilevante.
E’ chiaro che quando nel 1999 è stata fatta una legge dove si prospettava una soluzione per ventuno istituti pareggiati, tanti sono quelli che stanno nel Paese, ma poi non ci si è messo mano, questo diventa un problema quasi irrisolvibile. Per cui, così come per altre questioni, purtroppo i Comuni, le Province e le Regioni si sono trovate a dover sopperire a funzioni che non sono proprie.
E in un momento come questo di taglio incredibile di risorse un simile tema, ripeto, diventa veramente insormontabile. E non solo per la Regione – l’Assessore Marcolini lo ha spiegato bene –, ma dobbiamo farci carico del fatto che c’è un problema anche per il Comune. Siamo infatti tutti sulla stessa barca rispetto alle condizioni che ci si prospettano per il 2011. Il Comune deve far fronte con 500 mila euro! Non è una cosa di poco conto. La Provincia con 180 mila euro. E questo era il budget che per tre anni è stato mantenuto per supportare giustamente un istituto importante e di riferimento per larga parte del territorio di Ancona e non solo.
Il tema su cui dobbiamo riflettere è che neanche la riforma della scuola media superiore e dell’università ha tenuto conto del dato delle AFAM. Per cui stiamo aspettando questo regolamento che non si sa come verrà sviluppato. Come Regione abbiamo sollecitato il Presidente Errani a sottoporre nella Conferenza Stato-Regioni questo tema, lo abbiamo sottoposto anche al Sottosegretario Pizza che poi si è fatto carico di trasferirlo al Ministro Gelmini. Perché da qualche parte dobbiamo comunque venirne fuori. Ed altri istituti stanno nella stessa nostra condizione, per cui è veramente una situazione difficile.
Il Pergolesi rappresenta sicuramente un’istituzione storica della nostra città che purtroppo tiene conto di un dato, ossia che nella nostra regione ci sono due conservatori, Pesaro e Fermo, mentre Ancona è l’unico capoluogo di regione che non lo ha. Per cui anche questo in un simile momento di crisi va ad incidere nella prospettiva complessiva della riorganizzazione che dovrebbe uscire dall’attuazione della legge 508/1999. Quindi anche da questo punto di vista siamo un po’ in difficoltà.
Personalmente sono stato al Ministero insieme al Sindaco di Ancona per tentare una strada. Abbiamo saputo che un altro istituto pareggiato ha trovato una soluzione di accordo, ma senza oneri per lo Stato. Ed è la cosa che il sottosegretario Pizza ha sottoposto anche a noi, lui dice: “prendiamo la strada della statizzazione, facciamo l’accordo, però voi ci mettete le risorse”. Voi capite che la situazione diventa assolutamente problematica.
Ma c’è anche un’altra cosa di cui dobbiamo tener conto, cioè che la strada che ci è stata proposta, ovvero quella di accorpare il Pergolesi con il conservatorio pesarese, da quest’ultimo non è che viene accolta molto bene. Ve lo dico, perché già abbiamo preso i contatti, quindi sappiamo che ci sono delle difficoltà anche lì. Perché? Perché il processo di statizzazione dovrebbe far riferimento anche all’organico presente a Pesaro. Quindi anche su questo non abbiamo delle strade molto agevoli.
La situazione è dunque questa.
Ora d’accordo con i presentatori delle mozioni ho tentato di fare una sintesi di questa realtà. Credo che a questo punto tutti qua dentro, sia di maggioranza che di minoranza, ci rendiamo conto di come stanno le cose.
Quindi continuiamo l’impegno con il MIUR per tentare di definire la questione, inoltre, una volta stabiliti gli obiettivi e individuata la strada, vedremo come andare avanti, cioè dobbiamo trovare una strada che ci consenta di raggiungere quegli obiettivi, perché se chiudiamo l’obiettivo si perde. Quindi dovremo trovare in qualche modo delle soluzioni che ci consentano di essere in grado, nel momento in cui verranno fuori delle soluzioni, almeno di esserci.
E’ per questo che ho fatto una sintesi, che ora vi leggo, affinché si possa trovare comunemente una strada.

PRESIDENTE. Prego intanto gli uffici di distribuire copia della proposta di risoluzione in modo che i Consiglieri possano seguire meglio la questione. Prego, Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. “L’Assemblea legislativa regionale,
Tenuto conto della situazione dell’Istituto superiore di studi musicali “G.B. Pergolesi”, che alla scadenza della convenzione tra Regione, Provincia di Ancona e Comune di Ancona rischia di non avere le risorse per continuare ad operare;
Tenuto conto dell’azione che la Regione, la Provincia di Ancona e il Comune di Ancona stanno svolgendo nei confronti del MIUR;
Considerata l’importanza che l’Istituto riveste nell’ambito del territorio della Provincia di Ancona;
Tenuto conto della prospettiva per tutti i ventuno istituti pareggiati;
Impegna la Giunta regionale
- ad adoperarsi, unitamente al Comune di Ancona e alla Provincia di Ancona, per definire con il MIUR la statizzazione dell’Istituto superiore di studi musicali “G.B. Pergolesi”;
- a coinvolgere tutti i parlamentari marchigiani nel definire in sede di legge finanziaria una norma che realizzi tale obiettivo anche nell’ambito della ridefinizione organizzativa dei ventuno istituti pareggiati;
- a lavorare perché la statizzazione possa realizzarsi con l’accorpamento dell’Istituto superiore di studi musicali “G.B. Pergolesi” con uno dei conservatori delle Marche;
- a definire con il MIUR un percorso che porti a tale obiettivo. In tale prospettiva e nella chiarezza di tale obiettivo ridefinire un programma finanziario che per l’anno scolastico 2010-2011 riesca a mantenere le condizioni di funzionalità dell’istituto pareggiato assumendo tutte le scelte necessarie per un adeguato programma di contenimento delle spese avuto riguardo della situazione economico finanziaria dovuta al forte ridimensionamento dei finanziamenti della Regione agli enti locali;
- a continuare, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, l’azione politica per definire la situazione degli istituti pareggiati di cui alla legge 508/1999.”.

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola il Consigliere Zinni, ne ha facoltà.

Giovanni ZINNI. Dico subito che ho apprezzato molto l’intervento dell’Assessore Luchetti, un intervento equilibrato che ha ricostruito con una risoluzione tutto il ragionamento che il Popolo della Libertà aveva fatto. Quindi ritiriamo il documento a firma Zinni e Bugaro e voteremo a favore di questa risoluzione.
Mi si consenta semplicemente di rispondere a un paio di cose. Devo dire che sono un po’ dispiaciuto che una persona intelligente e di spessore come l’Assessore Marcolini utilizzi offese verbali per spiegare un ragionamento politico che potrebbe spiegare benissimo anche in altri modi. Pertanto la invito, Assessore, a scendere un po’ dal pelo! Lei quando dice “indecoroso e indecente” a un Gruppo politico deve tenere ben presente che io mi prendo volentieri da lei dell’indecoroso e dell’indecente, perché abbiamo l’umiltà di ottenere il risultato, a noi infatti interessa politicamente in quest’Aula uscire con la risoluzione che ha scritto l’Assessore Luchetti. Quindi sappia che io quelle parole me le prendo volentieri, però comunque sul piano personale la invito a scendere dal pelo!
Glielo dico francamente, perché è vero che ci sono dei tagli pesanti alla Regione, però le dico anche che una persona intelligente come lei sa benissimo che questi tagli non nascono oggi, nascono da una gestione scellerata di anni, anni e anni, che va al di là di centro-destra, centro-sinistra, potremmo parlare dei vecchi partiti, potremmo dire dal 1970 ad oggi quanto hanno speso le Regioni in Italia per cose inutili ecc. ecc..
Però ora non voglio approfittare di questo dibattito, lo farò con lei in sede di bilancio preventivo, voglio solo aggiungere un’altra cosa. Lei ha citato con astio l’atteggiamento di alcuni Deputati, ma l’on. Ciccioli – io sono abituato a fare nomi e cognomi –, tanto per essere chiari, oltre ad aver anticipato quello che hanno asserito Luchetti e Gramillano, in quanto è andato sette giorni prima ad interrogare il Ministero, come appunto hanno giustamente fatto, ripeto, anche l’Assessore e il Sindaco di Ancona, non ha promesso quello che dice lei – noi abbiamo il dovere morale in questa istituzione di rapportarci con la verità –, l’on. Ciccioli ha detto di aver ottenuto riscontro favorevole dal Ministro Bondi per un contributo per le attività artistiche del Pergolesi, che non c’entra niente con la statizzazione.
Quindi, per piacere, in quest’Aula cerchiamo di essere seri, cerchiamo di dire… (…) Questo lo spiegherà a lei l’on. Ciccioli… (…) Senta, Assessore, lo sforzo lo sta vedendo in quest’Aula! (…) Lei impari a portare rispetto, non è un Messia, ha capito! Lei è un Assessore, non è il Messia! Impari a portare rispetto con le parole! Indecente e indecoroso lo dica ai governi di centro-sinistra che non hanno fatto niente per la statizzazione del Pergolesi! Abbiamo opinioni diverse, ma io non la insulto, mentre lei lo fa! (…) Ma io sono orgoglioso dei suoi insulti, perché con umiltà oggi sono contento ed ottimista che quest’Aula esce con un documento unitario a favore del Pergolesi! Quindi con orgoglio mi prendo dell’indecoroso, ritiro il documento e voto la mozione Luchetti, perché, ripeto, quello che ci interessa a noi PdL di Ancona è il Pergolesi, le chiacchiere politiche se le tenga pure!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Io voglio partire dalla responsabilità del Governo e dell’Assemblea della Regione Marche, perché stiamo giungendo ad un voto che vedrà sicuramente riconoscersi larga parte di questa Assemblea. Grazie infatti al lavoro nostro, di tutti voi che avete presentato le mozioni, del Presidente Spacca – che poi dirò –, dell’Assessore Marcolini e dell’Assessore Luchetti, siamo giunti ad una sintesi utile ed interessante e siamo giunti a una responsabilità che indica sicuramente un percorso efficace per mantenere in vita l’istituto Pergolesi.
Però voglio fare anche un’altra considerazione. Io non so se metà dell’intervento del Consigliere Busilacchi abbia affrontato questioni che hanno toccato la Lega, quello che è certo, Consigliere Marangoni – perché lei ha fatto questa premessa ed io l’ho ascoltata – è che tutto il suo intervento è stato accentrato sull’intervento del Consigliere Busilacchi.
Quando invece la mozione del collega Busilacchi ha un misurato e corretto senso istituzionale. Essa partiva appunto dalle sollecitazioni del Presidente Spacca fatte il 21 settembre al Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Errani, faceva presente il ruolo e le sollecitazioni rivolte ai Ministri Gelmini e Fitto rispetto alla situazione degli istituti musicali pareggiati.
Nella mozione del Consigliere Busilacchi c’è anche una questione di fondo, ovvero quando si sottolinea le necessità finanziarie minime per mantenere l’attività didattica nel prossimo anno scolastico. Questo è il punto che sicuramente tocca tutti noi.
Vedete, il processo di statizzazione è ancora in atto, però siamo alla scadenza della convenzione. Allora è vero, se vogliamo guardare in avanti, che dobbiamo dire che ci sono state difficoltà enormi, che c’è stata la mancanza di una chiara volontà, che ci sono state azioni non pienamente coerenti, però la statizzazione per noi rimane l’obiettivo. Rimane l’obiettivo per un insieme di ragioni, per il valore dell’istituto, per la professionalità dei docenti, per il numero e per la partecipazione vera degli allievi e delle famiglie, per la cultura musicale a cui faceva riferimento il collega Trenta, che la descriveva in modo armonico e poetico quando parlava delle sette note musicali, e quindi il prestigio del Pergolesi.
Credo allora di poter dire davvero che dentro quel quadro pesantissimo, difficilissimo, dentro quei tagli descritti dall’Assessore Marcolini – ora non vedo il collega Zinni –, dentro quella situazione difficilissima che oggi l’Assessore ha rappresentato qui, come ha fatto anche altre volte in Commissione, purtroppo vi è la realtà. Per cui non c’è una drammatizzazione, purtroppo è solo la realtà.
Sicché di fronte a questa situazione difficilissima, di fronte alle cose che ci ha detto l’Assessore Luchetti, mi sembra che tutti in questa Assemblea stiamo acquisendo quel coraggio necessario, quella responsabilità per un atto concreto che consenta a questa prestigiosa e importante istituzione di vivere.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Annuncio che il Gruppo Futuro e Libertà per l’Italia voterà a favore del documento presentato dall’Assessore Luchetti, per cui preannuncio anche il ritiro del documento presentato anzitempo.
Credo che questa risoluzione sia un documento efficace. Ritengo che aiuti tutti a trovare la giusta serenità e armonia tra Assemblea legislativa e Giunta, ciò anche al fine di evitare lo sport dello scaricabarile, colpa del Comune, colpa della Provincia, colpa della Regione, colpa del Governo.
Per cui in modo unanime l’Assemblea dà un mandato, alla Giunta, al Presidente Spacca, molto preciso e specifico. In questo momento è infatti urgente, da un lato trovare le risorse che consentano all’istituto di continuare il suo percorso culturale e sociale, dall’altro responsabilizzare una volta di più il Governo Berlusconi acché provveda quanto prima alla statizzazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. In modo davvero telegrafico, Presidente, sono per l’economicità del dibattito, quindi non tornerò sugli argomenti che ho già esposto, però mi impegno a mandare al collega Marangoni la stenografica, così potrà valutare quante parole ho speso nel mio intervento per il Pergolesi. Siccome apprezzo sempre la simpatia del collega, ho fatto qualche battuta perché conosco il suo spirito umoristico, invece non rispondo alle note polemiche.
Apprezzo la sintesi politica fatta in quest’Aula da parte di tutti i Gruppi assembleari che seriamente hanno dato un contributo. Ovviamente anche il Gruppo del Partito Democratico voterà a favore della risoluzione dell’Assessore Luchetti ed io ritirerò la mia mozione.
Come amministratori siamo chiamati a risolvere i problemi, quindi condivido chi prima ha detto che sui temi seri che toccano i cittadini si devono evitare le polemiche di margine, teniamo però presente che tutti gli interventi della Regione ricadono in un contesto nazionale, quindi è giusto contestualizzarli. Poi è chiaro che la passione politica può portare alcuni di noi a utilizzare toni differenti, rispetto anche alla personalità di ognuno, ma poi la cosa più importante è che si riesca a mettere fine alle polemiche politiche e a risolvere i problemi dei cittadini, del resto è per questo che siamo stati votati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Voterò a favore della risoluzione dell’Assessore Luchetti. Vorrei soltanto segnalare, come nota acritica ma propositiva, che una volta votata la risoluzione poi bisogna anche essere leali nell’impegno e nella realizzazione. Non parlo in termini dell’impegno della Giunta, che ovviamente sarà certo, ma dell’interpretazione. Ovvero, non può essere vista soltanto come un’ulteriore proroga di un finanziamento della Regione, altrimenti ricadremmo nella difficoltà. Insomma, non vorrei che qua dentro siamo tutti d’accordo e poi una volta usciti fuori qualcuno interpreta che la Regione ripaga non dico quasi a piè di lista, certo, nessuno vuole discutere la valenza dell’Istituto, ma comunque l’impegno è serio nell’ambito di quelle che sono le poche risorse certe della Regione.
Quindi benvenga l’intervento della Regione nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni per la modifica e l’applicazione della 508, senza discussione sulle responsabilità, che io trasformerei in impegno positivo da parte del Governo, come ha detto prima il collega Silvetti, e di tutti gli altri enti, compresa la Regione, ma nel solco di quelle che sono oggi le nostre possibilità, che sono fortemente propositive e di solidarietà, ma che rispetto ai canali di finanziamento sono sicuramente meno forti.
Si potranno trovare collaborando tutti insieme altre risorse affinché la statizzazione del Pergolesi assuma un quadro definitivo nell’ambito però degli apporti specifici e direi paritari di tutti gli enti e soggetti istituzionali coinvolti.
Sottolineo di nuovo questo aspetto, perché se lo interpretiamo come la risoluzione affinché il bilancio del 30 ottobre sia coperto, scaricheremo sulla Regione una responsabilità che non è propria, che non si deve assumere, ed invece si assume la più grande responsabilità di far sì che il Pergolesi abbia quella vita specifica a cui è destinato fin dall’applicazione della legge 508/1999.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. L’intervento del collega Latini mi ha un po’ rubato l’idea, quindi concordo con quanto ha detto.
Secondo me anche in questa questione abbiamo assistito a qualche, pur legittima, strumentalizzazione politica, una questione così importante per la vita culturale e anche personale per la città di Ancona possono esserci anche questi aspetti.
Ritengo dunque ci possano stare alcune strumentalizzazioni – non me ne voglia Zinni, è troppo intelligente –, peraltro se fatte da persona intelligente ed esperta come il mio amico Carlo Ciccioli. Però ora è importante – al di là del documento predisposto dall’Assessore Luchetti, che noi voteremo convintamente, ritiriamo pertanto la nostra mozione – ci sia veramente l’impegno di tutti, anche a livello nazionale. Dopodiché le strumentalizzazioni locali, momentanee, elettoralistiche, ci stanno pure, purché si arrivi all’impegno concreto.
In quest’Aula i Consiglieri Zinni e Silvetti hanno dimostrato che questo impegno unitario c’è, speriamo ci sia anche a Roma. Quindi, ripeto, ritiriamo la nostra mozione e voteremo convintamente il documento dell’Assessore Luchetti.
Un ringraziamento anche all’Assessore Marcolini perché quando vediamo che qualcuno ci mette passione ci rincuora.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Per dire che finalmente i vari “strumenti musicali” di questo consesso suonano all’unisono. E’ giusto infatti che tutti sosteniamo questa risoluzione così come proposta con garbo istituzionale all’Aula dall’Assessore Luchetti, voglio però anche far notare la delicatezza del carattere di questa opposizione regionale, ma che è maggioranza di Governo nazionale, in quanto ha voluto in maniera equanime portare avanti questa documento.
Quindi esprimo compiacimento, ma al contempo anche un augurio, quale? Quello che una mia prossima mozione che presenterò in Aula possa avere, per lo stesso concetto di equanimità, di cultura istituzionale e di sensibilità istituzionale, la stessa accoglienza da questa maggioranza, che è maggioranza in questa Regione ma opposizione rispetto al Governo nazionale. Ora non svelo ulteriori particolari perché potrei disturbare la telefonata del mio Assessore con delega al piceno che sicuramente sta facendo un sondaggio sul perché e sul per come di questa mozione! Una mozione che ci vedrà, mi auguro, insieme agli altri Consiglieri del piceno, solidali per un riequilibrio tra il nord e il sud delle Marche.
Quindi esprimo ancora una volta soddisfazione per questa risoluzione annunciando il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Intanto vi ringrazio del ritiro delle mozioni presentate. Però vorrei che sia chiaro a tutti che cosa c’è scritto in questa proposta di risoluzione! Qui c’è un impegno preciso, sia chiaro! Perché se qua non ci sono chiarezze di obiettivi, occhio èh! Cioè questo è un impegno che tutti ci assumiamo. Però, attenzione, non è pensabile che si vada avanti per anni nelle condizioni in cui siamo andati avanti negli anni passati, sia chiaro, non è possibile! E siccome questa questione qua è più a carico di Roma che di altre parti, allora dico alla minoranza di questa Assemblea che se non svolgerà la sua funzione a livello nazionale, dato che governa, poi, guardate, ne riparleremo, sia chiaro! Sia chiaro! Ognuno ha le sue responsabilità!

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di risoluzione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 68
del Consigliere Binci
“Contro la realizzazione di stoccaggio di scorie nucleari sul territorio regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. Passiamo ora alla la mozione n. 68 del Consigliere Binci, che ha la parola per illustrarla.

Massimo BINCI. Questa mozione è forzatamente semplice perché poche sono le notizie in merito all’oggetto, ossia sono quelle apparse sulla stampa riguardo alla realizzazione di stoccaggio di scorie nucleari sul territorio regionale, in particolare nella Vallesina.
La Sogin, una società controllata al 100% dal Ministero dell’economia e dello sviluppo economico, ha presentato in questi giorni al Governo il piano di individuazione di 52 aree potenzialmente idonee per ospitare depositi di rifiuti radioattivi e tra i siti individuati risulta anche un’area agricola situata nella Vallesina tra i comuni di Jesi e Filottrano.
La Regione Marche ha affermato la contrarietà all’uso del nucleare, oltre che per i costi, anche per le difficoltà di smaltimento delle scorie radioattive. Ricordo che in Italia stiamo ancora girando e rigirando le scorie prodotte dalle centrali italiane fermatesi nella produzione nel 1987.
Si parla addirittura di siti di lavorazione e di studio di materiale nucleare, in una regione italiana questo è già partito, quindi non vorremmo fare le cavie rispetto appunto a depositi su stoccati in capannoni ecc..
La mozione ripropone il fatto che nel piano energetico non prevedevamo l’uso di energia nucleare, ripropone la contrarietà alla realizzazione del sito di stoccaggio di scorie nucleari nella nostra regione, inoltre impegna la Giunta ad opporsi alla realizzazione di depositi di scorie radioattive nel proprio territorio, a tutti i livelli istituzionali e decisionali.
Naturalmente occorre anche con un’operazione di indagine per verificare la certezza delle notizie e quali sono le intenzioni. Seppure questo sia un po’ difficile, perché ricordo che sulla localizzazione precisa del sito c’è l’applicazione del segreto di Stato. Inoltre anche perché il decreto legislativo 31/2010 all’articolo 4 per le centrali nucleari e anche per i siti di smaltimento parla di autorizzazione unica rilasciata previa intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni che però ha funzioni consultive, quindi rimanda a competenze esclusive statali.
Pertanto è opportuno – vedo la presenza del Presidente Spacca a cui chiedo, se possibile, di intervenire – dotarsi di un impegno e di strumenti adeguati per fronteggiare l‘emergenza di un simile deposito individuato nella zona della Vallesina.

PRESIDENTE. Devo informare che in merito all’interrogazione n. 180 presentata in data odierna sempre dal Consiglieri Binci, di pari oggetto, non possiamo esaurirla oggi perché ovviamente la Giunta – peraltro a termini di regolamento ha venti giorni di tempo – non ha ancora la risposta. In ogni caso ora l’Assessore Donati espliciterà in merito. Prego Assessore.

Sandro DONATI. Come già detto dal Consigliere Binci, le notizie in merito le abbiamo apprese dalla stampa, quindi ufficialmente non ci è pervenuto niente che ci faccia pensare all’insediamento di un sito nucleare nel nostro territorio.
E’ vero che si parla di 52 aree che sono state studiate dalla società Sogin, però è anche vero, dice il Sottosegretario Saglia, che successivamente tutta la mappa per la valutazione ambientale e strategica dovrà essere esaminata da un’agenzia per il nucleare presieduta dal dott. Veronesi, ma che a tutt’oggi non è stata ancora istituita.
Pertanto quando queste notizie ci arriveranno ufficialmente – seppure ci auguriamo non arrivino mai – ci attiveremo con i nostri uffici per vedere quale potere potrà esercitare la Regione nei confronti dello Stato, visto che è una materia che sappiamo essere attualmente prevalentemente statale.
Comunque confermo la mozione e quindi la presa di posizione sul no al nucleare e tutto ciò che si porta dietro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Do atto che molto opportunamente l’Assessore all’ambiente della Regione Marche Donati risponde al Consigliere Binci dicendo che in effetti non si può rispondere su un qualcosa che ancora non si sa. Addirittura sembrerebbe qualcosa di secretato dal Ministero dell’economia, quindi dovrebbe essere un qualcosa che fa parte del comparto dei segreti militari.
Però questa mozione del Consigliere Binci, che ringrazio, in merito alle scorie nucleari nella Vallesina, mi fa venire in mente di fare ad essa una estensione.
Vorrei cioè sapere nella precedente guerra dei Balcani quanti voli sono partiti dai nostri territori nazionali e che hanno dovuto necessariamente attraversare il nostro spazio aereo e soprattutto il fronte mare. Tant’è che qualcuno interrogò a mezzo stampa – sono alcune amministrazioni comunali del piceno – per evitare l’autostrada del mare in quanto porterebbe inquinamento.
Allora, Presidente Spacca, mi rivolgo a lei, che poi magari parlerà il linguaggio di un assessore all’ambiente, per sapere quanti aerei hanno scaricato scorie nucleari e bombe non esplose nel nostro mare.
Ripeto, tutto quello che non ci compete come area governativa credo faccia parte di un discorso internazionale molto più complesso, molto più ricco di finanziamenti, ma in ogni caso dovrebbe muovere le nostre coscienze siano esse antinucleari o per il nucleare. Visto e considerato che il futuro dell’economia globale affronterà nuove sfide sul discorso molto semplice della sostenibilità economica delle attività imprenditoriali, cioè il costo dell’energia.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Voterò a favore di questa mozione. Mi meraviglia però quanto affermato dall’Assessore Donati, perché con questa mozione si intende impegnare la Giunta non a domandarsi cosa può fare, ma quantomeno ad essere fedele al proprio programma amministrativo.
Sono diversi i provvedimenti e le decisioni prese dall’Assemblea legislativa e dal Governo regionale che dicono no al nucleare, ossia la Regione Marche è contraria al nucleare. Tanto più lo siamo nel momento in cui diciamo che lo sviluppo nuovo delle Marche, per quanto riguarda il settore manifatturiero dovrà essere basato su innovazione e ricerca, mentre l’altro pilastro indispensabile, Assessore Donati, è quello della valorizzazione del nostro territorio e del nostro paesaggio con tutto quello che ne consegue, iniziando dai prodotti agricoli di qualità.
Allora tutto questo non c’entra niente con la salute della terra e il benessere di chi ci vive, e con uno sviluppo sano del nostro territorio e della nostra popolazione. Quindi a prescindere dal fatto che sia vero o no che il Governo con questa commissione ha individuato nelle Marche un sito per lo smaltimento delle scorie nucleari, noi dobbiamo comunque ribadire il nostro no fermo e convinto a qualsiasi intervento che porti materiale nucleare nella nostra regione.
Questo è quello che credo oggi dobbiamo fare, oggi è questo quello che ci chiede la mozione. Quindi il ruolo è quello della difesa di ciò che abbiamo, al fine di poterlo valorizzare al meglio compatibilmente con la difesa del creato. Questo è quello che dice anche il vostro programma, cari signori! E’ compatibile il creato con le scorie nucleari? Interpretando anche il vostro modo di pensare, credo proprio di no.
Dunque con queste motivazioni voterò a favore di questa mozione, per impedire appunto che ne nostro territorio continuino – infatti il nostro territorio, come tutto il territorio nazionale, ha già subìto – gli scempi e le violenze incredibili, e venga invece salvaguardato e possano essere rafforzate le possibilità di uno sviluppo compatibile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Ringrazio innanzitutto il Consigliere Binci per la tempestività di una simile mozione. Ognuno di noi sentendo parlare del nucleare d’istinto dovrebbe essere contrario, così è almeno nel mio caso. Nel senso che sono scelte già fatte in precedenza. Peraltro questa Regione ha detto no a molto meno, è cioè riuscita a bloccare gli impianti a biomasse, non riesce a far decollare l’eolico, figuriamoci se vogliamo dire sì al nucleare, che è una forma di energia che noi vogliamo contrastare con le rinnovabili. In questo caso parliamo di scorie nucleari.
D’altro canto bisogna fare uno sforzo enorme, lo deve fare qualsiasi governo, qualsiasi forza politica. E se noi continuiamo, al di là delle scelte strategiche, a voler impedire solo un qualcosa che cade nel nostro territorio, ossia che a prescindere da tutto non la vogliamo fare, rischiamo di non combinare un granché. Voglio dire che ci vuole un grande equilibrio. Però comunque sul tema delle scorie o della scelta nucleare la mia parte politica ed io personalmente siamo contrari da sempre, anche per le ragioni che ricordava il Consigliere Bucciarelli.
Ma quello che mi stupisce – e mi rivolgo anche all’Assessore, che comunque ha fornito un’indicazione molto precisa, quindi lo ringrazio – è che le Marche erano una di quelle regioni escluse comunque da impianti di questo tipo, da stoccaggio di materiale nucleare, proprio perché è una regione a rischio sismico. Forse la mia informazione è incompleta, forse non ho elementi aggiornati, ma questo era un tema. Ossia si individuano sempre zone laddove non esiste rischio sismico, infiltrazioni di falda, cioè luoghi che nell’arco di tempo non corrono il rischio di essere in nessun caso modificati da movimenti terrestri e geologici.
Quindi mi sembra molto strano che nelle Marche venga individuato un sito per lo stoccaggio di scorie nucleari, peraltro la zona di Jesi e di Ancona sono tra le zone più a rischio. Per cui, al di là della scelta di campo, di fondo, strategica, c’è anche questo elemento.
Quindi chiedo all’Assessore, e a chi può fare questa verifica, di capire un po’ meglio di che cosa si tratta, al di là delle notizie giornalistiche e delle parziali informazioni.
Una scelta già fatta sul “no al nucleare” per me e per il mio Gruppo è una scelta di fondo, per cui anche le scorie sono un pezzo del metabolismo della gestione del nucleare. Ma al di là di questo occorre capire il perché si sceglierebbe eventualmente una regione che per larga parte del suo territorio, purtroppo, è a rischio sismico, quindi mi pare non c’entri nulla con l’individuazione di un sito di qualsiasi genere che riguardi il nucleare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo Socialista alla mozione presentata dal Consigliere Binci, ritengo doveroso fare anche alcune riflessioni.
Innanzitutto voglio ribadire che i Socialisti da sempre, sin dal lontano 1987, quando cioè furono i promotori, come riporta la mozione stessa, del referendum contro il nucleare, hanno per lo meno in Italia avuto sempre una posizione molto chiara. Quindi su questo vorremmo ancora andare avanti.
E’ chiaro che le notizie giornalistiche possono o no avere fondamento, però comunque il problema esiste. Quindi spero che oggi da questa mozione – mi auguro che sia votata all’unanimità – parta dalle Marche un segnale forte. Cioè quel segnale che con chiarezza dice no al nucleare, no, in particolar modo, alle scorie del nucleare. Perché certamente il no al nucleare per queste grandi centrali è un no netto, forte, ma la mia preoccupazione è che quando arrivano le scorie queste saranno secretate molto probabilmente fino all’ultimo, e allora il rischio che ce le potremo ritrovare qui nelle Marche esiste.
Quindi questa mozione oggi deve essere uno spartiacque con il futuro della regione Marche per quanto riguarda il nucleare in tutta il nostro territorio.
E’ dunque una mozione molto importante. Al di là delle giuste verifiche che ha chiesto il Capogruppo Ricci all’Assessore e al Presidente Spacca che sicuramente hanno una grande attenzione per quanto riguarda le energie non nucleari. E queste verifiche devono essere fatte con chiarezza, Consigliere Binci, perché certamente non ci possiamo fermare solo alle notizie apprese dai giornali, ma in ogni caso non dovranno portare a una situazione diversa da questo spartiacque così come presentato dalla mozione del Consigliere Binci.
Ripeto, spero che questa mozione venga approvata da tutti, in questo modo daremmo un grande segnale di chiarezza ai nostri concittadini marchigiani per dire che questa Assemblea è per un no netto al nucleare nelle Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Mi unisco alla posizione dei Consiglieri che mi hanno preceduto, di quelli cioè che sono contrari al nucleare nelle Marche. Però credo che questa tematica, portata in evidenza oltre che dai giornali anche da questa mozione presentata dal Consigliere Binci, abbia un sottofondo di sibillinità molto più forte di quello che interpretiamo.
Qui infatti non parliamo di impianti nucleari che dovremmo realizzare o di procedure che dovremmo verificare, che sarebbe un parlare alla luce del sole, ma parliamo di una tematica che chi ha avuto per condizioni personali o legali la sventura di incontrare, può ben capire che è molto più nascosta di quello che si può pensare.
Questo perché, come diceva giustamente il Consigliere Pieroni, le scorie del nucleare non sono un qualcosa di identificabile all’interno di un contenitore ben preciso, ma fanno parte di una tematica come quella ad esempio dell’attività dell’uso dell’uranio impoverito, dell’uranio destinato al nucleare civile, che appunto è molto più difficile da confezionare in termini di raggiungibilità e di identificazione.
Quindi la segnalazione giornalistica non solo va verificata, ma dobbiamo fare anche attenzione a non ritrovarci in una situazione in cui potremo trovare il nucleare all’interno dei nostri territori. Ossia che un territorio potrebbe essere individuato come deposito di quelle tante aziende commerciali, di quei tanti produttori che utilizzano il nucleare per fini civili, magari anche per iniziative positive dal punto di vista dell’obiettivo che intendono raggiungere, che appunto hanno questo scarto certamente difficile da contenere in termini di post mortem dell’attività che svolgono. Per cui poi nella giungla della non notizia, del non controllo del territorio, quello che a noi magari appare come un semplice deposito di una qualsiasi fabbrica che si ferma a lasciare qualcosa da noi o comunque ci sembra crei soltanto una normale situazione di stoccaggio, in realtà potrebbe propinarci un veleno.
Quindi se questa situazione la inquadriamo come impostazione del nucleare così come inteso, ossia perché è stato fatto il referendum nel 1987, oppure per la posizione assunta dalla Regione Marche, certamente è una situazione che potrà essere chiara a tutti, quindi credo non ci sia difficoltà a ribadire la mozione con facilità dal punto di vista del controllo, della verifica dei dati e di quelle che possono essere le prospettive future. Se invece la inquadriamo nel controllo pedissequo e costante di un territorio che è soggetto a depositi di sostanze nocive, possiamo dire che noi già abbiamo un territorio inquinato, questo dobbiamo dircelo, non dico dal nucleare, non dico dall’uranio impoverito, ma da molte sostanze chimiche che non nascono dalla produzione locale, ma da una serie di stoccaggi che involontariamente non conosciamo che però sono già sul territorio.
Per cui se dovesse arrivare anche il nucleare, o meglio, lo scarto residuo del nucleare, saremo veramente in una situazione opposta a quella che noi tutti vorremmo.
Peraltro credo che la prima azione di prevenzione dovrebbe essere quella fatta dall’ARPAM per quanto riguarda appunto i controlli effettivi sulle denominazioni che ci sono dietro ogni realtà commerciale che viene a realizzare depositi o situazioni simili sul territorio delle Marche. Come pure i comitati che sempre più degli altri possono controllare il territorio per situazioni di questo genere.
Quindi deve esserci una rete continua di segnalazioni.
Certamente la risposta data dall’Assessore è del tutto positiva, ma questo riguarda un piano strategico di riservatezza e di natura industriale e soprattutto militare sul quale nessuno ci può produrre una questione se non in termini di dati certi.
Allora quello che a noi oggi manca sono proprio quei dati certi che ci consentono di dire con chiarezza e certezza che sul territorio delle Marche non ci sono, indipendentemente dalla nostra posizione, dei depositi o che si rischia di averli.
In questo senso la mozione sarà da riverificare anche in futuro, perché questo rischio a mio avviso già esiste.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgi.

Paola GIORGI. Concordo con gli interventi che mi hanno preceduto, ma credo che questa mozione abbia valore in entrambe le esplicazioni, come ci diceva il Consigliere Latini. Ed il no al nucleare deve essere ribadito. Ricordo che l’Italia dei Valori ha concluso pochi mesi fa una raccolta di firme proprio per promuovere un nuovo referendum per fare, come in passato, esprimere il popolo, anche se poi il Governo nazionale ha preso altre decisioni, e questo è un fatto importante.
Ritengo importante anche l’altra questione che ci ha testè ricordato il Consigliere Latini, quella ovvero di preservazione del nostro territorio.
Il nucleare è sicuramente una forma di energia obsoleta. E’ una forma di energia di cui molte volte ne parliamo in maniera settoriale, invece oggi siamo riusciti ad ampliare un po' il raggio di azione, il raggio di pericolosità, di incidenza di questa forma di energia.
Quindi come Italia dei Valori appoggeremo sicuramente la mozione del Consigliere Binci.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Sicuramente questa è una mozione importante in quanto affronta un tema che necessariamente deve trovare spazio nei nostri dibattiti e nelle nostre proposte. Ritengo, senza voler entrare nel merito della premessa e delle varie considerazioni, che quando si tratta di mettere a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, sia doveroso intervenire in modo concreto e soprattutto con iniziative come questa. Quindi nulla da eccepire relativamente a tale mozione.
Però mi piace anche evidenziare una contraddizione, che non è del Consigliere Binci, ma di questa Giunta. Ovvero, nel corso degli anni questa attenzione alla salute, come viene poi identificata in questa mozione, non c’è stata relativamente ad alcuni episodi accaduti nella nostra regione. Mi riferisco ad esempio alla questione di quella che è stata definita “l’operazione arcobaleno”. Operazione con cui nel nostro territorio sono confluiti per diversi mesi rifiuti provenienti da altre regioni, con un’assenza di controllo che ha fatto sì che per alcuni mesi la nostra regione diventasse il riferimento di uno scandalo non solo nazionale ma anche internazionale, del fatto se ne è infatti anche occupata la televisione svizzera.
Un’ulteriore contraddizione la troviamo, sempre da parte della Giunta regionale e della maggioranza, relativamente alla questione dell’amianto. Credo che la proposta di legge presentata quest’anno e che dovrebbe arrivare in Commissione, riguardo allo smaltimento dell’amianto, sia sicuramente un passo avanti. Anche se faccio rilevare che lo scorso anno la mia proposta di legge in merito appunto allo smaltimento dell’amianto non è nemmeno arrivata in Commissione. Ho dunque ripresentato quella proposta di legge che credo verrà abbinata all’altra.
Quindi ben poco è stato fatto. Io qualche settimana fa ho proposto di utilizzare i benefici dello Stato per far sì che ad esempio nelle zone industriali, dove i capannoni hanno ancora delle coperture di amianto, venisse fatto quello che si sta facendo già in altre regioni, cioè utilizzare quei fondi che servono a rimuovere l’amianto e contemporaneamente a mettere il fotovoltaico, cosa che sicuramente avrebbe impedito ciò che sta succedendo e che è alla ribalta, ossia la proliferazione degli impianti del fotovoltaico a terra.
Inoltre c’è anche il problema, ancora una volta trascurato e che ha visto diversi interventi anche del sottoscritto nella scorsa legislatura, delle polveri sottili. Caro Consigliere Binci, le polveri sottili sono un nucleare diffuso sul territorio! Non possiamo continuare a far finta di niente! Le polveri sottili sono riconosciute come pericolosissime, sono la causa di moltissime malattie anche mortali.
Certamente mi sta benissimo appoggiare questa mozione, la voterò favorevolmente, però credo che al di là di questo documento, visto che si occupa di un problema che potrebbe verificarsi ma che al momento non c’è, a maggior ragione credo invece dovremmo intervenire su quei problemi già esistenti e che fino ad oggi sono stati sottaciuti. E appunto quello delle polveri sottili, insieme a quello all’amianto, che peraltro anch’esso fa parte delle polveri sottili, sono problemi che devono essere affrontati una volta per tutte con una serie di iniziative, magari da decidere anche attraverso un’apposita proposta di legge e con dei finanziamenti per quelli che potrebbero essere dei mezzi alternativi all’automobile. Su questo potremo trovare una sintesi.
Quello che volevo ancora una volta rimarcare è che da una parte si fanno delle mozioni per un problema che potrebbe verificarsi ma che ancora non c’è, poi dall’altra i problemi che già ci sono non vengono affrontati nel modo dovuto. E questo francamente non è molto tranquillizzante. Perché prendere degli impegni per la salute dei cittadini però poi non prenderne per tutelarla credo sia una contraddizione forte, pericolosa e appunto dannosa per la salute.
Quindi faccio un ulteriore appello affinché si possa incidere in modo positivo su tutte quelle problematiche esistenti ormai da troppo tempo.
Comunque, ripeto, il mio voto su questa mozione sarà sicuramente positivo.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi procediamo alla votazione.
Mozione n. 68. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 46
dei Consiglieri Camela e Malaspina
“Misure di sostegno ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 46 dei Consiglieri Camela, Malaspina. Ha la parola il Consigliere Camela per illustrarla.

Valeriano CAMELA. Ringrazio il Presidente Solazzi e i componenti della Conferenza dei Capigruppo per aver accettato l’anticipazione della trattazione di questa mozione avente ad oggetto “Misure di sostegno ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità”, quindi riguarda il problema lavoro che a mio parere ha un significato prioritario su tutti gli atti. Vado ad illustrarla.
Premesso:
che nell’ultimo triennio il territorio marchigiano è stato interessato da una progressiva ed ingravescente crisi economica ed occupazionale che vede migliaia di persone sostenute dal sistema degli ammortizzatori sociali;
che nel 2009 circa 14.700 persone risultano essere in mobilità, di cui 4.830 indennizzata, ovvero persone licenziate che usufruiscono di tale ammortizzatore sociale per un periodo che va da 1 a 3 anni – per rimarcare la differenza nel territorio piceno, qui la durata di questi ammortizzatori sociali è per un periodo che va da 2 a 4 anni – oltre ai lavoratori in mobilità in deroga che usufruiscono di un’indennità per un massimo di sei mesi, come risulta dalle liste tenute presso i centri per l’impiego;
che le persone che si trovano in questa gravosa condizione e con carichi familiari si trovano in grande difficoltà economica causa la significativa riduzione del reddito familiare;
Considerato:
che attraverso gli ammortizzatori sociali quantificabili in alcune centinaia di euro mensili si riesce a garantire un contributo utile al solo sostentamento in questa critica fase congiunturale, certamente non sufficiente a garantire la stabilità economica;
che le persone fuoriuscite dal mercato del lavoro, se la situazione di disoccupazione permane per lungo tempo, vanno incontro a rischiosi cambiamenti della visione della vita e della società, problematiche che si aggiungono alle difficoltà economiche derivandone tensioni familiari che spesso mettono a repentaglio la tenuta delle famiglie stesse con le intuibili gravi ripercussioni sociali;
Ritenuto opportuno dare la possibilità alle persone in mobilità di svolgere lavori di interesse pubblico, cioè a beneficio della comunità;
Valutato che a fronte del servizio prestato può essere riconosciuto – se ci sono le risorse – un compenso economico utile ad integrare lo scarso reddito disponibile;
Considerato altresì che tali servizi di pubblico interesse possono riguardare l’area sociale, la manutenzione del patrimonio pubblico, dell’arredo urbano, degli argini dei fiumi, dei boschi ecc. – problemi magari non urgentissimi ma comunque utili a questo fine –;
Ritenuto opportuno che tali servizi vadano gestiti direttamente da soggetti privati anche associati, compresa la forma cooperativa, consorzi, ecc., e che la parte pubblica intervenga esclusivamente nel contributo all’analisi, alla progettazione, alla promozione e coordinamento delle attività ed attraverso un eventuale contributo economico, così da non creare false aspettative di lavoro nel pubblico, evitando ogni confusione e similitudine con la vecchia esperienza dei lavori socialmente utili;
Ritenuto che la formazione di associazioni o consorzi d’ imprese o di cooperative e comunque l’aggregazione di privati per la gestione di tali nuovi servizi può essere, una volta avviato e sviluppato il progetto, un nuovo stimolo all’economia che può creare anche nuovi posti di lavoro;
Visto che è imminente la scadenza di una parte degli ammortizzatori sociali per molti lavoratori e che tali iniziative potrebbero creare nuove occasioni di ricollocazione nel mercato del lavoro attraverso le aziende utilizzatrici;
Impegna la Giunta regionale ad adottare tutte le misure necessarie a costruire le condizioni per l’implementazione di azioni e progetti mirati agli obiettivi di cui sopra, coinvolgendo le altre Istituzioni locali, le Organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori e tutti gli attori utili al fine di mettere in sinergia la necessità di lavoro di molti cittadini colpiti dalla crisi con l’esigenza di sviluppare nuove attività produttive e/o servizi importanti per migliorare la qualità della vita dei marchigiani.

PRESIDENTE. A questo punto non avendo richieste di intervento…(…) Prego, Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. La ringrazio, Presidente, lei è sempre così benevolo nei miei confronti!
Logicamente essendo eletto nel territorio piceno e come presidente del Consiglio comunale del capoluogo di provincia del piceno, debbo essere in linea con quanto proposto dal Consigliere regionale Camela, che nella sua campagna elettorale mise al primo posto della sua azione politica il problema del lavoro, un problema reale che attanaglia tutto il piceno.
Pertanto annuncio il voto favorevole, seppure non condivida l’estromissione dell’Assessore Canzian nella sua delega ai problemi del piceno. Perché quando si parla di lavoro bisognerebbe necessariamente dare la giusta dotazione alla delega dell’Assessore dal punto di vista degli equilibri di bilancio.
Pongo allora alcuni problemi importantissimi sulla questione: le dotazioni finanziarie mirate, l’area ex SGL Carbon, la ex Cartiera Mondadori ora Armstrong, e soprattutto quelle iniziative connesse alla sostenibilità delle proposte che riguardano il settore energetico, e con tutte le proposte ancora giacenti in Giunta.
Quindi al Consigliere regionale Camela, ai firmatari dell’atto proposto in Aula, e soprattutto all’Assessore Canzian, dico questo, ossia che spingano la Giunta Spacca in direzione di una ripartizione di fondi su un bilancio sostenibile; perché il libro dei sogni nel momento della difficoltà e della concretezza non appartiene o non dovrebbe più appartenere a un linguaggio politico.
Quindi sostegno di quanti in quest’Aula hanno la sensibilità di capire che un territorio facente parte della regione Marche debba avere le giuste risorse finanziarie attribuite ai casi specifici, così come ho proposto nell’intervento. Questo è l’appello che faccio.
Per cui, Consigliere Camela, avrà il voto favorevole di un eletto del suo territorio piceno, come il Consigliere regionale Trenta Presidente del Consiglio comunale di Ascoli Piceno, ma ricordandoi, essendo anche lei Consigliere comunale, che lo stesso atto lo dovremo riproporre in un ordine del giorno congiunto.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.
Mozione n. 46. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Con questa mozione si chiudono i lavori della nostra Assemblea legislativa. A martedì prossimo.

La seduta termina alle ore 13,05








 
 
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