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Resoconto della seduta n.39 del 06/09/2016

SEDUTA N. 39 DEL 6 SETTEMBRE 2016

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 39 del 6 settembre 2016. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 37 e 38, rispettivamente del 26 luglio e 2 agosto, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 78 in data 4 agosto, ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Rapa concernente: “Proroga del Comitato regionale per le comunicazioni”, assegnata alla I Commissione in sede referente e trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 79 in data 10 agosto, ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Busilacchi, Giancarli, Traversini, Urbinati, Giacinti, Rapa, Talè, Marconi, concernente: “Sagre di qualità”, assegnata alla II Commissione in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
n. 80 in data 10 agosto, ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Busilacchi, Giancarli, Biancani, Traversini, Urbinati, Giacinti, Talè, Marconi, Volpini concernente: “Modifica alla legge regionale 30 aprile 1985 n. 24 'Interventi per favorire il funzionamento degli organi e delle strutture delle associazioni che perseguono la tutela e la promozione sociale dei cittadini invalidi, mutilati ed handicappati'”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 81 in data 18 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Rendiconto generale della Regione per l'anno 2015”, assegnata alla I Commissione in sede referente e trasmessa, per opportuna conoscenza, alle Commissioni II, III e IV, al Consiglio delle autonomie locali e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro;
n. 82 in data 26 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 'Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche'”, già trasmessa all'Ufficio di Presidenza ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9 della legge regionale n.10/1995;
n. 83 in data 26 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 'Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche'”, già trasmessa all'Ufficio di Presidenza ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9 della legge regionale n.10/1995.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 23 in data 26 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Art. 9, legge regionale n. 9/02 e successive modificazioni - Piano regionale per un sistema di interventi di cooperazione e di solidarietà internazionale – 2016/2018”, assegnata alla II Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) numero 2 della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e alle Commissioni I, III e IV ai sensi del comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 24 in data 26 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale concernente: “Legge regionale n. 7/2009 art. 3. Piano annuale per le attività cinematografiche anno 2016 - euro 150.000,00 Bilancio 2016/2018”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c) della l.r. n. 4/07 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 2) della l.r. n. 15/08.
Sono state presentate le seguenti proposte di deliberazione:
n. 13 in data 26 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Indizione del referendum consultivo in merito alla proposta di legge concernente 'Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 'Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche'” sulla quale è stata richiesta l'ammissibilità di cui al comma 2 dell'articolo 63 del Regolamento interno;
n. 14 in data 26 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Indizione del referendum consultivo in merito alla proposta di legge concernente 'Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 'Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche'”, sulla quale è stata richiesta l'ammissibilità di cui al comma 2 dell'articolo 63 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 161 del Consigliere Micucci, concernente: “Futuro della Task srl a seguito della riorganizzazione delle Province”;
n. 162 dei Consiglieri Biancani, Volpini, Giancarli, Talè, Traversini, Minardi, Rapa, concernente: “Applicazione della mozione n. 17 del 18 settembre 2015 'Linea ferroviaria Fano e Urbino'”;
n. 163 della Consigliera Pergolesi, concernente: “Iter di convalida ex post autorizzazione impianti a biogas”;
n. 164 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Leonardi, concernente: “Polizia stradale di Porto Recanati: un presidio indispensabile che deve rimanere”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
- n. 18 in data 1 agosto “Disposizioni urgenti di adeguamento dell'ordinamento regionale”;
- n. 19 in data 4 agosto “Ulteriori modifiche alla legge regionale 30 giugno 1997, n. 39 'Interventi a favore dei marchigiani all'estero'”.

Commemorazione delle vittime del terremoto

Propongo di cominciare questa seduta straordinaria del Consiglio regionale con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto.

(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)

Comunicazioni del Presidente del Consiglio Mastrovincenzo in merito agli eventi sismici che hanno colpito la regione Marche.

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Presidente Ceriscioli ritengo utile informarvi rispetto a quanto fatto velocemente dalla Presidenza del Consiglio regionale in questi giorni post terremoto.
Il 27 agosto ho organizzato ad Ascoli un incontro con gli altri 3 Presidenti dei Consigli regionali interessati dal sisma a cui hanno partecipato anche la Presidente della Camera Laura Boldrini, il Vice Ministro Mincini e il Capo dipartimento Curcio della Protezione Civile, era presente anche il Coordinatore nazionale della Conferenza dei Consigli regionali.
In quella sede è stato avviato un confronto rispetto a quanto come Consigli regionali vogliamo intraprendere in questa fase post sisma. Tra l'altro è stata data disponibilità, oltre che dai Consigli regionali, anche dal Presidente della Camera Boldrini, alla costituzione di un tavolo interistituzionale tra i Consigli regionali e Parlamento per quanto attiene i provvedimenti legislativi che sia la Camera dei Deputati che il Senato dovranno assumere in tema di terremoto, quindi i provvedimenti post sisma.
Subito dopo ho scritto a nome della Conferenza e su mandato della Conferenza dei Presidenti al Commissario straordinario Errani dando la disponibilità massima dei Consigli regionali a collaborare in questa fase in cui il Commissario straordinario avrà un ruolo particolarmente rilevante e pesante da sostenere, ho dato la massima disponibilità da parte di tutti i Consigli regionali interessati a collaborare in questa fase.
Si è anche riunita la III Commissione, presieduta dal Presidente Biancani, il quale poi relazionerà.
Ieri durante la Conferenza dei Presidenti d'Italia, ci siamo riuniti a Roma anche alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione civile Curcio, abbiamo assunto alcune decisioni che vi vado a leggere velocemente perché fanno parte di un verbale che abbiamo approvato all'unanimità come Presidenti dei Consigli regionali, abbiamo impegnato i Consigli regionali a promuovere iniziative di solidarietà dei Consiglieri regionali dei Consigli regionali con l'obiettivo di raggiungere la cifra simbolica di un milione di euro da destinare a 4 progetti di solidarietà da realizzare nei territori colpiti dal sisma, con un libero versamento su un conto corrente di cui poi vi fornirò i dati e l'Iban.
Ci siamo impegnati ad istituire un tavolo di coordinamento presso la Conferenza composto dai Presidenti delle Assemblee legislative delle 4 Regioni interessate, Marche, Lazio, Umbria ed Abruzzo, con i compiti di coordinamento e supervisione delle iniziative di solidarietà e l'individuazione di questi 4 progetti.
Un altro impegno è quello di attivare una cooperazione interistituzionale, come vi accennavo prima, con il Parlamento al fine di concertare i provvedimenti legislativi delle Camere e dei Consigli regionali del post sisma e più in generale in merito alla legislazione di prevenzione e gestione degli eventi causati dalle calamità naturali e infine di coinvolgere le istituzioni competenti dell'Unione Europea per sollecitare la completa attuazione degli articoli 196 e 222 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea rispettivamente riguardo alla creazione di un Corpo europeo di protezione civile e all'attivazione della clausola di solidarietà con l'inserimento nel bilancio europeo di un adeguato strumento finanziario sostenuto sia dall'Unione che dai singoli Stati membri.
Poi ci siamo impegnati a chiedere alla Commissione europea di sottrarre dai calcoli del patto di stabilità tutti gli investimenti destinati alla ricostruzione.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti i Presidenti dei Consigli che a nome dei loro Consigli regionali hanno dimostrato la solidarietà alla nostra ed alle altre regioni colpite dal sisma sin dalle prime ore del mattino del 24 agosto e ieri me l’hanno dimostrato nella Conferenza dei Presidenti e ringrazio a nome di tutto il Consiglio regionale, questo è emerso già alla riunione dei Capigruppo che abbiamo svolto poc'anzi, la Protezione civile, i Vigili del fuoco, le Forze dell'ordine, gli operatori sanitari e tutti i volontari che si sono impegnati in questo periodo particolarmente difficile e drammatico per la nostra regione e soprattutto per le popolazioni che sono state colpite così tragicamente da questo evento sismico.

Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in merito agli eventi sismici che hanno colpito la regione Marche.

PRESIDENTE. Lascio la parola per le comunicazioni al Presidente Ceriscioli.


Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Quello che è accaduto nei giorni scorsi, con inizio alle 3,30 del 24 agosto, con una scossa del VI grado della scala Mercalli con una profondità di 4 chilometri ed un epicentro al confine fra Lazio e le Marche, fra Accumoli ed Arquata, ha determinato una serie di conseguenze estremamente pesanti per il territorio delle quattro regioni, della nostra in particolare, coinvolgendo in maniera particolarmente significativa tre province, oltre 60 Comuni, con aspetti che sono andati anche al di fuori di queste tre province, provocando 50 vittime. Un numero che entra nella storia di questa regione perché per risalire ad eventi sismici che hanno prodotto un numero paragonabile di vittime bisogna andare indietro nei secoli, non negli anni, con uno sguardo rispetto anche all'ultimo sisma marchigiano, nuovo e diverso, perché alla luce di un prezzo umano così pesante lo stesso evento assume un'altra dimensione, un'altra caratteristica.
Da quel momento in poi, con un ritmo serrato, si è messa in moto una macchina dell'emergenza che ha dimostrato ancora una volta nel nostro Paese con quanta capacità si sappia reagire.
Dal crollo: alle 4,00 è stata potenziata la sala operativa, alle 4,45 la prima videoconferenza per collegare i vari soggetti interessati, alle 6,30 aperte le 3 sale operative integrate delle 3 province, Ascoli, Fermo e Macerata, alle 7,00 in gran parte dei centri, quelli che ce li avevano, sono stati attivati i Coc, magari anche in maniera meno strutturata nei luoghi dell'epicentro che non ne erano forniti, alle 7,30 già si faceva la prima riunione con la rendicontazione delle attività svolte dai vari centri, alle 8,00 già arrivavano le squadre cinofile con i cani addestrati a trovare le persone sotto le macerie in relazione ai crolli che ci sono stati in alcune località.
La cronologia di una macchina che si è immediatamente messa in moto, che ha avuto una grande capacità di reazione. Istituzioni, enti, volontariato da subito hanno permesso di avere innanzittutto sul luogo del disastro, ma poi sull'intero territorio colpito dal sisma, quelle presenze necessarie a gestire l'emergenza.
Già la sera del primo giorno erano pronte le cucine, i pasti, le tende per alloggiare chi aveva perso l'abitazione e nel giro di pochi giorni sono state estratte le vittime, sono state estratte le persone che hanno avuto invece soccorso, tanto da arrivare prima ancora di una settimana al riconoscimento di tutte le vittime ed addirittura alla celebrazione del funerale.
Noi non possiamo che ringraziare tutte le persone, gli uomini e le donne che si sono fin dal primo momento attivati, che hanno iniziato a lavorare senza orario, in una grande macchina organizzata, capace di dare una risposta di grandissima qualità che ha permesso di salvare tante persone quante sono quelle che purtroppo sono rimaste vittime sotto le macerie.
Ancora una volta nella prima fase il nostro Paese ha dimostrato una forte capacità forse di reazione e meglio di me lo potrà dire l'Assessore alla Protezione civile attraverso i numeri, attraverso il dettaglio, quante persone e quante realtà si sono attivate dando una risposta ineccepibile.
Parallelamente non sono mancate, e questo voglio testimoniarlo, presenza, vicinanza delle altre istituzioni, delle altre Regioni, con l'invio ovviamente di volontari, di risorse economiche, di un sostegno, rispetto a quanto è accaduto nel nostro territorio. Stessa cosa da parte del Governo nazionale, stessa cosa da parte di tutti i Parlamentari convocati nell'immediatezza che hanno espresso con grande disponibilità e sostegno quello che prima riassumeva il Presidente del Consiglio, come volontà e capacità di sostenere ogni iniziativa che potesse gestire una fase così complessa. Le stesse Commissioni consiliari so che si sono riunite all'insegna di una forte capacità e costruttività dentro questo percorso.
L'immagine che fino ad oggi hanno dato le istituzioni è stata un’immagine di forte coesione, grande presenza e solidarietà. Messa a disposizione immediata di risorse, messa a disposizione immediata di volontà al servizio di quello che è un percorso che dal nostro punto di vista certamente non termina con la fase dell'emergenza che vede oggi nella seconda fase, detta anche dell'assistenza, produrre gli atti necessari. Poi ci sarà la terza fase altrettanto importante che quella della ricostruzione.
In questa prospettiva lunga il sostegno istituzionale, la capacità delle istituzioni di mantenersi coese attorno i processi che hanno riguardato il terremoto del 24, ci permette con serenità e buona volontà di poter guardare al proseguo, oggi alla fase, come dicevo, dell'assistenza e domani alla fase della ricostruzione.
Cosa significa assistenza? Cos'è questa fase che stiamo vivendo oggi? Assistenza significa tirare il prima possibile i cittadini fuori dalle tende perché a differenza di altre vicende che sono capitate di recente questa cade a pochi mesi dall'inverno, a poche settimane dall'inverno, In realtà già nei giorni dell'emergenza la temperatura la mattina era di 3 gradi, con una popolazione mista, anche anziana, che certamente non può restare a lungo nelle tende.
Il grosso dell'attività di questi giorni è proprio una attività di reperimento di spazio dove poter collocare le persone il più possibile vicino ai luoghi, perché parliamo anche di una popolazione molto legata al territorio in cui vive, con la possibilità di non disperdere quella comunità preziosa, quel valore identitario di chi vi abita.
Prima cosa uscire dall'assistenza, uscire il prima possibile dalle tende.
Il secondo aspetto è quello delle scuole, l'evento cade a pochi giorni, a 3 settimane dal 15 settembre, giorno di apertura delle scuole.
E' stato fatto un lavoro concentrato proprio di attenzione nei confronti degli edifici scolastici, 27 sono gli edifici scolastici dichiarati totalmente o parzialmente inagibili, per 23 su 27 sono state trovate collocazioni nell'ambito del territorio in strutture agibili che hanno spazio per poter ospitare i ragazzi, alcune di queste riescono ad ospitarli comodamente, altre meno comodamente, quindi sarà importante nel proseguo trovare e aggiungere spazio al servizio delle scuole perché possano, attraverso una mensa esterna, possano sistemarsi, per 4 scuole invece è necessario realizzare l'invio di moduli, spazi dove poter svolgere l'attività scolastica.
Anche qui la generosità è fortissima, questi moduli arrivano direttamente dagli Alpini, da altre Regioni che li avevano e li mettono a disposizione del nostro territorio per fare in modo che anche queste 4 realtà che non hanno una alternativa alla scuola lesionata, possano avere un’adeguata risposta. Quindi fuori dalle tende e sistemare il tema delle scuole.
Da qui a sette mesi l'impegno di questa fase dell'assistenza è avere delle unità abitative collocate in prossimità delle aree colpite perché il periodo che attende la ricostruzione, presumibilmente, credibilmente, sarà di alcuni anni, minimo 3, 4 anni per avere una collocazione dignitosa, mantenendo l'identità e la permanenza nei luoghi.
Sette mesi è un tempo credibile perché a livello nazionale già Consip ha fatto una gara, quindi si possono acquistare moduli utilizzando i capitolati della gara Consip, ci sono strumenti in atto, c'è una forte collaborazione da parte degli enti locali nel reperimento delle aree, si è già messo in moto il percorso per il riconoscimento delle idoneità delle aree dove andranno collocate le infrastrutture, lo si è fatto in questi giorni per le scuole e parallelamente per gli alloggi. Tutta una macchina che anche a livello di assistenza sta offrendo risposte adeguate.
Sono convinto che le tappe stabilite, l'opportunità di uscire dalle tende, l'attivazione delle scuole, stiano seguendo un percorso solido, sano, irrobustito dalla generosità di tanti che ci permetterà quindi, anche nella fase di assistenza, di corrispondere ai bisogni della popolazione.
Il tema particolare ha riguardato anche …, lo dico per la delega che ricopro, poi l'Assessore sarà in grado di supportare questo dibattito perché quando parliamo di sisma non parliamo solo di chi ha perso la casa, ma di un contesto economico, di servizi, di un insieme di opportunità di attivare.
Il sisma non colpisce solo le persone, colpisce un sistema, oltretutto il sistema bellissimo e fragile delle aree interne della nostra regione. Le province colpite hanno avuto ricadute immediate ad esempio sul tema del turismo che sta diventando sostegno storico per alcune realtà e che stava diventando una grande opportunità proprio per l'area estremamente fragile di Arquata e dei Comuni vicini. E’ una dimensione che ha subito un colpo pesante, quindi le attività economiche vanno sostenute, come l'agricoltura, gli allevamenti, i piccoli allevamenti.
Abbiamo già detto della scuola, tante sono le opportunità e le valutazioni da fare in un contesto che va ricostruito nella sua interezza, dare uno sguardo al territorio, uno sguardo all'urbanistica, uno sguardo che non si limita all'abitazione in sè, non ha senso abitare in sè, abitare ha senso in un contesto che ha servizi ed opportunità in termini economici che vanno ricostruiti tanto quanto le abitazioni.
C'è ad esempio questo tema particolarissimo della seconda casa, che abbiamo posto fin da subito. In queste realtà, chi le conosce, alcuni Consiglieri regionali erano lì già dalla mattina del sisma, la seconda casa non è un lusso personale, la seconda, terza casa per le vacanze, magari una in Sardegna ed una a Cortina, non è quella l'immagine della seconda casa, la seconda casa è quella della zia, della nonna, questa è la seconda casa e, soprattutto nella parte più fragile, che teneva in piedi quell'economia perché grazie alle seconde case, luoghi di 80 abitanti diventavano realtà di 500 abitanti durante l'estate perché dentro quelle seconde case si faceva turismo.
Se uno guarda il contesto della parte più colpita dal sisma, dove ci sono stati i crolli, non c'è una rete di agriturismo, ristoranti o altro, ci sono queste piccole seconde case che hanno tenuto in piedi quella realtà in termini economici. Quindi anche lo sguardo alla ricostruzione, lo sguardo dentro al territorio fa si che la seconda casa in quel contesto sia un'altra cosa, uno strumento di economia che è paragonabile, parlando del terremoto dell'Emilia, alle fabbriche che lì sono state ricostruite. Lì sono state ricostruite fabbriche che rappresentavano il 2% del Pil nazionale in termini di produzione, qui va ricostruita l'economia del luogo che è fatta anche dalla seconda casa.
Anche il modello degli altri terremoti che ci sono stati fino ad oggi non può essere applicato tout court in questo contesto, in quanto vanno letti nell'intimo quelli che sono gli elementi di forza della ricostruzione, che ha bisogno di essere anche una ricostruzione economica, di opportunità e di contesti di vita.
Il percorso importantissimo della ricostruzione ha necessità di tanti contributi
Voglio segnalare l'incontro in teleconferenza con i Parlamentari europei, molto contenti di poter essere vicini, presenti, disponibili, propositivi dentro questo percorso.
Anche il tema dei fondi europei, della rimodulazione dei fondi europei, che possono essere destinati alle aree, revisione dello sguardo sugli aiuti di Stato verso imprese, che sono micro in questo caso, sono tutti elementi che, se guardati per tempo, sostengono e possono sostenere con forza ed al meglio questo percorso.
La nomina del Commissario e la scelta di una persona, a mio giudizio, di grande capacità, che ha una competenza specifica sul territorio aiuterà nel contesto a tenere una linea omogenea nelle quattro Regioni in termini di risposta ed anche un’attenzione agli aspetti di dettaglio che a chi conosce il territorio, a chi ha la cultura del territorio, non sfuggono, quindi sarà in grado, nella produzione degli atti fondamentali, come il decreto del Governo che dovrà guidare tutto il percorso di costruzione, di valutarli con adeguata attenzione. A fianco della ricostruzione più tradizionale, una ricostruzione mirata su caratteri specifici di questo territorio.
Il tema della trasparenza è sempre stato un tema importante ed oggi più che mai ha necessità di accompagnare fedelmente tutto il percorso di ricostruzione.
Nella trasparenza ci mettiamo tante cose, ad esempio una cosa interessante mutuata dal modello emiliano, è il fatto che, anche un privato, quando si sceglie un'impresa questa deve essere vagliata come azienda non contigua ad interessi legati alla criminalità organizzata.
Trasparenza è anche tutto il percorso di valutazione che verrà fatto con i certificati Edes, cioè che gli elementi che andranno ad analizzare siano realmente legati al terremoto, perché la rincorsa di accreditare come danni da terremoto altre cose, non fa altro che sottrarre tempo, risorse ed energie verso chi veramente ha subito i danni del sisma.
Un'interpretazione ampia, precisa, di un percorso di trasparenza degli atti e delle attività che possa il più possibile portarci verso quel modo che i nostri cittadini oggi chiedono e pretendono nella gestione di una cosa così delicata, che le risorse siano concentrate verso chi giustamente ne ha necessità e diritto e non disperse in mille rivoli ed in altre realtà.
Deve continuare questo coordinamento forte, come c'è stato fino ad oggi, interistituzionale, a tutti i livelli, enti locali, statali, regionali, presto, e sarà un passaggio importantissimo, quindi mi rivolgo a tutta l'Aula, con la legge di stabilità verranno determinate le prime risorse vere perché è chiaro che i 50 milioni di euro sono quelli che servono nell'immediato per l'emergenza, le prime risorse vere per la ricostruzione, così come l'attività fatta attraverso le schedules aiuta a chiarire le origini del danno e lo va anche a valutare permettendoci una quantificazione corretta e la determinazione delle risorse necessarie per poter portare avanti tutto il percorso di ricostruzione. Tanto più ci sarà chiarezza e trasparenza nei percorsi, tanto più a mio giudizio sarà per tutti quanti facile richiedere le risorse necessarie alla ricostruzione, sapendo che chiediamo quello che è giusto per quello che è avvenuto.
Un altro aspetto estremamente importante della gestione è fare chiarezza su quelli che io chiamo equivoci, ad esempio sul tema della comunicazione. Restando sul problema della comunicazione, riassumo le fasi, la prima è stata: ma il terremoto è stato solo ad Arquata? Il terremoto di Arquata ha prodotto 50 vittime e quindi un'attenzione comunicativa fortissima, ma dal primo giorno non c'è un atto, non c'è una relazione che non faccia il quadro di tutto il sistema che ha subìto il sisma. Ho qui l'ultimo rapporto della centrale operativa, ma sono stati tutti così, c'è Acquacanina, Apiro, Appignano, Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castel Sant'Angelo sul Nera, Cingoli, Colmurano, eccetera.
E' chiaro che a livello di comunicazione ha prevalso prima la zona più colpita e poi quelle più conosciute, perché paradossalmente rispetto all'ultima ricostruzione Serravalle ha avuto lo stesso risultato della parte umbra, cioè non ci sono stati crolli e danneggiamenti limitati, la ricostruzione dall'ultimo sisma aveva prodotto determinati effetti, però si è parlato solo dell'Umbria e di Norcia forse perché è più famosa di Serravalle. Ma è la comunicazione che dà il risultato? O è andare puntualmente a vedere tutto quello che è successo! Amatrice ha subìto una situazione devastante, uguale in proporzione a quella di Arquata, ma per mille ragioni ha avuto molta più attenzione dal punto di vista mediatico. Questo cambia qualcosa in quello che andremo a fare? Assolutamente no!
Nel mondo della comunicazione esiste solo ciò che si comunica, il mondo degli atti invece va in un'altra direzione che è quella di guardare là dove ci sono i problemi, mettere in fila le risposte per affrontarli e risolverli. Molte altre preoccupazioni, ho incontrato più volte il Sindaco di Amandola, dove c'è stato lo sgombero immediato di un'ala dell'ospedale, l'unico che ha detto di chiudere l'ospedale è lui - detto con molta franchezza - quando fin da subito la parte non evacuata ha continuato a lavorare a pieno ed i tecnici hanno fatto tutti i passaggi per mettere in condizione di risolvere i danni, quelli rapidamente risolvibili, per mettere le impalcature in cantiere e ci saranno tutti i passaggi per ricostruire o sistemare, a seconda del percorso tecnico, quello che manca e via, via, via.
La preoccupazione reale è comprensibile ed è quello che ho detto ai Sindaci che si sono preoccupati perché non si parlava abbastanza del loro tema, comprensibile, ma non corrisponde alla realtà dei percorsi amministrativi che hanno guardato con attenzione laddove c'era il bisogno.
La seconda leggenda metropolitana riguarda questo benedetto cratere che ancora non è stato definito. I Sindaci mi hanno chiesto: “Perché sono fuori dal cratere?” Ho risposto: “Il cratere non è stato ancora definito” e poi ho chiesto a quei Sindaci: “Scusate, qual è la differenza tra chi sta dentro o fuori il cratere?” A parte che non sono stati neanche definiti gli aspetti amministrativi che distinguono chi sta nel cratere e chi sta fuori. Il cratere non è stato definito e mi chiedono: “Ci saro? Non ci sarò?” Non lo so, ed allora chiedo loro: “Qual è la differenza?” Rispondono: “Non lo sappiamo, ma vogliamo stare nel cratere”. Adesso vedremo, cercheremo di capire a cosa corrisponderà il cratere e se darà qualcosa in più su determinate caratteristiche, farò in modo che chi ha titolo per starci giustamente ci stia.
Il sisma è stato del VI grado, del 6,1 o del 6,2 ma è vero che c'è un trucco per cui è 6, ma se è 6,1 …, io un atto, un provvedimento, il decreto deve essere ancora fatto, che sia in funzione di questo non l'ho ancora visto. Poi c’è il meccanismo degli indennizzi: “E’ vero che, per la casa che ho perso, se sto nella tenda verrò indennizzato e se invece scelgo l'autonoma sistemazione no?” Tutti questi elementi vanno chiariti e comunicati correttamente per costruire un clima attorno al percorso che permetta a tutti di occuparsi delle questioni vere e non inseguire preoccupazioni che non hanno fondamento. Questi sono stati gli aspetti che più ha occupato “in maniera relativamente utile” il percorso.
Ogni contributo che possiamo dare in termini costruttivi, di chiarezza - stare su un tema per dire benissimo, hai questo dubbio chiariamolo, diamo gli elementi, lavoriamoci, sono fasi di grande importanza, capire che se non si è al centro della comunicazione avrai le risposte, che se trovi un’autonoma sistemazione hai dato una mano al sistema, grazie, perché non volevo dare la caccia ad un alloggio, avrai il tuo ristorno, così come previsto, e quando sarà ora di mettere a posto la casa, l'indennizzo sarà come quello delle persone che sono state una settimana in tenda - permette di creare quel clima di accompagnamento in questo percorso già pieno di difficoltà di suo, che possa sostenere i necessari atti, le necessarie azioni per poter ripartire.
C'è anche un’attività da parte della Magistratura, devo dire aperta, impostata – adesso non voglio dare un giudizi - con tempestività e rigore che andrà a verificare laddove sono state investite risorse pubbliche con l'ultimo terremoto se queste risorse sono state spese correttamente dentro il percorso dichiarato. Lo dico per i Consiglieri perché magari alcuni lo sanno ed altri no, ma aiuta a capire il contesto, gli interventi relativi all'ultimo terremoto sono stati sostanzialmente di tre categorie: il grosso alle prime due e poco al terzo. Ovvero la riparazione, che significa semplicemente metto a posto quello che si è rotto ma la struttura è quella che c'era prima; il miglioramento sismico, la valutazione della classe sismica di un edificio è questa: io con l'intervento non solo metto a posto ma elevo la classe sismica che non vuol dire terrò la terza fascia, che invece è l'adeguamento, ma portare il mio edificio all'ultima normativa sismica in modo che sia paragonabile a quello che ho costruito oggi.
E’ chiaro che anche rispetto ad un sisma un edificio adeguato deve dare una risposta, un immobile migliorato un'altra ed uno semplicemente riparato dà la risposta di un edificio com'era prima del sisma precedente.
Questa impostazione ha aperto un grosso e serio dibattito che è quello della prevenzione, perché giustamente con terremoti molto ravvicinati, 20 anni sono una distanza temporale strettissima all'interno della stessa realtà, il primo tema, quello della riparazione, qualche interrogativo lo apre, cioè riparo e poi lascio l'edificio com'era prima.
Qui ci sono scelte molto delicate, gran parte delle riparazioni riguardano il patrimonio artistico, …. fa parte di tutte le sedi operative, di tutti i tavoli che vanno a valutare, il tema delle riparazioni è un tema molto delicato. Abbiamo capito cosa apre il discorso del miglioramento sismico che non è la stessa cosa di un adeguamento. L'adeguamento richiede spesso risorse, tecnologie, specie nella fattispecie della struttura a valore artistico estremamente importante, un patrimonio di case private enorme che se dovesse essere adeguato richiederebbe risorse private a quel punto altrettanto enormi.
Il tema della ricostruzione si incrocia in questo senso con le giuste e sacrosante inchieste che andranno a verificare se il progetto approvato per ottenere il finanziamento è conforme a quanto è stato realizzato, se quello che dichiarava il progetto coincide con quello che è stato effettivamente fatto.
Un lavoro anche qui di pulizia che credo di grandissima importanza, il ragionamento che abbiamo fatto con i parlamentari europei nel momento in cui sull'opera di prevenzione si volesse ampliare l'attività c’è la necessità di avere le giuste flessibilità per poter intervenire soprattutto per quanto riguarda la parte pubblica e sul privato un grande interrogativo perché oggi come oggi non so quanti italiani avrebbero le risorse in tasca per poter adeguare gli edifici in cui vivono.
Certamente un tema non da poco, estremamente concreto ed estremamente delicato che deve guidare gli atti di ricostruzione che parla alla comunità in termini di prevenzione.
Un focus particolare sulla sanità. Devo dire che nell'immediatezza è stata anche la parte che più ha impegnato le strutture sanitarie. Oltre alla tempestività vorrei sottolineare anche la qualità di quanto è stato offerto. Già la mattina erano presenti sui luoghi dei crolli le strutture operative avanzate, che hanno fatto il primo triage per chi veniva dall'area disastrata. La presenza di una trentina di ambulanze e di due elicotteri hanno fatto spola costantemente fra le strutture, l'arrivo della farmacia mobile, poi sostituita da quella stabile nel giro di pochi giorni, quindi farmaci disponibili da subito, gli atti conseguenti da parte della Giunta per poter offrire immediatamente quello di cui le persone avevano bisogno, come il supporto psicologico. Questo è un elemento qualificante, quest'Aula ha approvato degli atti che hanno spinto ad aumentare il valore della presenza dello psicologo nel contesto, che è delicatissimo, perché parliamo di famiglie che hanno perso i loro cari, ma anche chi non ha perso nessuno, ha il vicino di casa, l'amico di sempre, il compagno di scuola, ed anche chi non aveva questo tipo di relazione vive il dramma di stare in un contesto di disastro.
Il servizio veterinario, ci tengo a dirlo, da subito - quindi uno sguardo anche nella capacità di rispondere a tutti i bisogni, anche a quelli dell'animale ed è un modo di approcciare il problema che guarda i temi nella sua totalità, il servizio sanitario si occupa anche della parte veterinaria - ha avuto un ruolo nel contesto, a parte gli allevamenti ma anche gli animali da affezione, per dare una presenza ed una attenzione anche da questo punto di vista.
C'è stato un dibattito nazionale perché l'ospedale di Pitigliano, che è un ospedale che fa medicina alternativa, ha messo a disposizione i farmaci omeopatici. Addirittura si è pensato che volessimo curare solo con l'omeopatia i terremotati. Questo adesso mi sembra uno sguardo eccessivo, in realtà noi dobbiamo capire il contesto. A persone che hanno la casa crollata, che spesso non hanno nient'altro che il pigiama, che magari nella loro scelta c'è la medicina omeopatica, avere la possibilità di ottenere, gratuitamente offerto dall'ospedale di Pitigliano, il farmaco omeopatico non è un riconoscere a quelle persone un'attenzione a quelle che sono le scelte personali di quale tipo di medicina scegliere per curarsi, nel momento in cui non avrebbero avuto nessuna possibilità di procurarsi il loro farmaco? Non dobbiamo ringraziare anche chi ce li ha dati gratuitamente mettendoli a disposizione? Non è un atto di forte vicinanza con la comunità?
Non vi dico, è stato per me motivo di grande orgoglio, la visita ai pazienti fatta insieme al Presidente della Repubblica all'ospedale di Ascoli che, insieme a quello di Torrette, si è fatto più carico - bisogna ringraziare l'intero sistema sanitario, perché se Ascoli e Torrette hanno accolto 80 feriti è perché hanno potuto dirottare alcuni pazienti in altre strutture sempre del sistema sanitario regionale che hanno preso i casi meno gravi, trasferibili, per lasciare spazio a chi arrivava spesso con un po' di trauma dalla zona del terremoto - che hanno fortemente ringraziato la qualità del servizio. Il Capo dello Stato ha radunato un po' di sanitari e li ha personalmente ringraziati perché ha potuto constatare con quanta sollecitudine, capacità ed attenzione sono state date ed offerte le risposte.
Devo dire che spesso non è stato neanche necessario chiamare le persone a lavorare perché, come hanno sentito del sisma, sono tornate dalle ferie, turno o non turno, per capire se c'era qualcosa da fare per dare una mano. Da questo punto di vista c’è un'ottima risposta, i 40 pazienti che erano nella rsa, nella struttura ospedaliera di Amandola, piuttosto che Montegallo, che aveva problemi della stessa natura, sono stati trasferiti in altre strutture o accolti nelle strutture esistenti, a Castel Sant'Angelo sul Nera la stessa cosa. Un sistema dal punto di vista sanitario che non solo ha offerto tempestivamente le risposte, ma la qualità del soccorso ed anche un’attenzione particolare ad ampio spettro che è stata riconosciuta come estremamente utile e significativa nel momento dell'emergenza.
Ancora tanto lavoro da fare, la cosa che vorrei chiedere al Consiglio regionale ed ai Consiglieri è quella di continuare ad essere presenti, come hanno fatto fino ad oggi, vicino alle popolazioni, perché questo desiderio di ricostruzione, che abbiamo spiegato prima, costruzione materiale dei luoghi, è anche costruzione dell'anima dei luoghi, dell'identità dei luoghi, delle economie di quei luoghi. C'è la frase che tutti hanno ripetuto, che più abbiamo sentito nella comunicazione, nella comunicazione ci sono anche cose molto vere, e il terrore di queste persone di rimanere sole, se nella fase dell'emergenza, con una presenza, una preponderanza, c'era già questo sentimento, figuriamoci quello che accadrà da qui in avanti, quando i tempi si diluiranno. Sono 7 i mesi che ci vorranno per le casette ed anni ci vorranno per la ricostruzione, su tempi più lunghi la logica ferrea della comunicazione fa sparire qualunque cosa.
Credo che tutti quanti abbiamo assunto da subito il sentimento di vicinanza nei confronti delle persone, dei nostri corregionali, di quelli che hanno subito il dramma del terremoto che, come vi dicevo, sono tanti, riguarda in maniera significativa 3 province della nostra regione. Penso che fra le cose importanti da fare, oltre a trovare le risorse, a fare buone leggi, a muoversi con trasparenza, a dare le risorse a chi ne ha diritto, ci sia anche quello della presenza. Fare in modo che il Consigliere regionale, che spesso è legato al territorio, se non è legato a quel territorio è competente, se non è competente è rappresentante istituzionale di questo organismo, insieme alla Giunta, al Presidente, ai tecnici e tutti quanti, non faccia sentire soli i nostri cittadini che hanno subito la violenza di questo.
L'istituzione è accanto, presente, ascolta, riporta, contribuisce a costruire la soluzione. In Emilia-Romagna c'è stata anche la necessità ad esempio di una legge regionale per quelle parti che la normativa nazionale allora aveva lasciato piuttosto scoperte, non è detto che ce ne sarà la necessità, ma sono convinto che quest'Aula sarà in grado, nel momento in cui sarà necessario, di mettere in moto determinati percorsi, quando faremo le rivisitazioni dei fondi europei, la rimodulazione che passerà attraverso il confronto con quest'Aula, anche se saranno passati dei mesi non ci si dimenticherà di una parte di regione che avrà bisogno di risorse particolari per avere la restituzione dell'anima.
Questa richiesta è la più profonda, la più sentita, fare in modo che tutti quanti possiamo accompagnare non solo nel momento del clamore, dei riflettori, delle telecamere, ma anche nel momento in cui i riflettori saranno spenti, le telecamere saranno da un'altra parte, la testa di tanti rivolta ad altri problemi. Fare in modo che con la nostra presenza, con il nostro impegno, con la nostra capacità di rappresentare la forza delle istituzioni, che si mette a servizio di una comunità nell'approntare le risposte, possiamo essere in grado di essere lì, vicini, presenti, capaci di accompagnare questa fase importantissima che può segnare un ritrovare, dopo il momento della massima aberrazione, quella che è una prospettiva positiva di vita, individuale, personale, familiare, comunitaria, che è l'anima di questo territorio, soprattutto delle parti più interne.
Nel primo incontro che abbiamo avuto a Roma con il premier ed altri, abbiamo detto di aver di fronte a noi comunità che vivono in luoghi bellissimi ma pieni di fragilità, comunità che hanno un attaccamento al territorio inimmaginabile, guardando loro... nessuno di noi deciderebbe di fare quel tipo di vita, perché è veramente una scelta grande. Noi dobbiamo essere capaci di fare in modo che questa aspirazione di abitare nelle parti più interne e più fragili del nostro territorio venga messa in condizione di poter tornare a farlo con il massimo della serenità e di prospettiva di vita.

PRESIDENTE. Come concordato nella Conferenza dei capigruppo, visto che il Presidente poi deve partire per Roma per una riunione relativa al terremoto, lascerei la parola ai Presidenti dei gruppi o ad un rappresentante per ogni gruppo, successivamente tutti gli altri Consiglieri potranno intervenire e ci saranno gli interventi degli Assessori competenti.
Il tempo che abbiamo deciso per ogni intervento dei capigruppo è di 6/7 minuti, vi pregherei di rimanere nel termine fissato così il Presidente Ceriscioli avrà modo di ascoltare tutti gli interventi delle forze politiche.
Per ora ho tre persone iscritte.
Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Questa è l'occasione per esprimere il senso di solidarietà alle persone colpite dal terremoto e anche il senso di gratitudine per coloro che si sono impegnati nei soccorsi, nella immediata vicinanza a quelle comunità e devo dire anche alla Giunta ed al Presidente che subito, mattina stessa, è stato particolarmente presente e quando è il momento bisogna darne atto.
In questo momento oltre alla discussione su quello che è accaduto è importante avere le giuste informazioni dalla Giunta e dal Presidente, io però ho avuto una delusione dalla sua comunicazione sincera, senza alcuna polemica.
Non riesco a capire perché ci sia ormai questo must che sta girando da diverse ore dei 7 mesi, non capisco perché vogliamo a tutti i costi lasciare queste 1.600 persone, questi 1.600 marchigiani, in balia dell'inverno, senza trovare una soluzione eccezionale, così com'è stata la prima fase dei soccorsi.
Secondo me ormai ci si è fissati su questa cosa dei 7 mesi e questo termine io ritengo che non sia congruo, lo dico con serenità e senza polemica, non lo dice ovviamente il Consigliere Carloni che non ha le competenze tecniche per farlo, ma ieri è passata sotto tono anche una dichiarazione del Presidente regionale della Lombardia che ha dato disponibilità a destinare le case delle strutture parallele di Expo, quelle che erano gli alloggi del campo base di Expo e lui stesso, che credo abbia più o meno competenza ed esperienza, ha detto che in poche settimane quelle case di Expo, come altre soluzioni, potrebbero essere pronte e disponibili.
Credo che sarebbe bello, anzi mi aspettavo che questa mattina tra le varie smentite del Presidente ci fosse anche quella sui tempi, perché è la cosa che probabilmente più preoccupa gli interessati, questa prospettiva significherebbe arrivare ad aprile, marzo del prossimo anno, e fare tutto l'inverno nelle tende.
Credo e spero di sbagliarmi, ma questi 7 mesi mi sembrano una cosa che ha preso un abbrivio sbagliato, perché nell'emergenza non credo che ci sia bisogno di 7 mesi, tanto più, come ha detto prima il Presidente, io l'ho ascoltato attentamente per capire quello che diceva, che Consip ha già scelto il contraente per gli acquisti e per le casette, quindi non c'è bisogno nemmeno di esperire le gare, a questo punto perché far passare tutto questo tempo?
Per entrare nel merito degli argomenti, Presidente, perché la gente vuol capire, ma prima di tutti è bene che capiamo noi. Ad esempio c'è stato un impegno, mantenuto, che la scuola sia lì ad Arquata, presente e che il 15 settembre i bambini potranno tornare ad Arquata, vi ricordo che questo è un impegno che ha preso anche il Ministro Alfano con le persone che glielo hanno chiesto, allora che senso ha mandare a dormire queste persone a San Benedetto del Tronto, cioè significherebbe per chi ha 2 bambini, mandarne uno a San Benedetto l'altro portarlo ad Arquata.
Mi pare che rischiamo di fare più confusione che altro, perché le persone interessate non possono - chi sceglie - trovare soluzioni immediate per continuare ad abitare ad Arquata? Secondo me non ci vogliono 7 mesi, magari una parte preferirà andare in albergo ed un'altra parte andrà in altre soluzioni, ma a chi vuole abitare lì, secondo me, prima dell'arrivo del freddo, Presidente, spero che lei possa contraddirmi quanto meno possa prendere un impegno in tal senso, gli si dia una possibilità, anche temporanea, magari accogliendo l'offerta del Presidente della Lombardia, di utilizzare altre soluzioni provvisorie per non far stare questi nostri concittadini nelle tende.
L'altra cosa, e poi finisco perché non voglio prendere altro spazio, lei ha detto una frase molto interessante che mi ha dato un'idea che avevo già prima di intervenire, non so quante persone hanno le risorse in tasca per pagare gli adeguamenti, comunque la messa in sicurezza dei propri immobili, questo come discorso generale. Questa è una verità, al di là dell'ipocrisia, perché cadono alcune case? Sono fragili? Non hanno avuto l'adeguata ristrutturazione? Molto spesso è una questione economica, questa è la verità.
Allora dico che questa Aula ha un dovere, Presidente, visto che non possiamo fare tante altre cose, noi siamo dei legislatori chiamati dai cittadini a fare le norme, e la invito, come faccio da un po' di tempo, a mantenere quell'impegno che lei prese in modo serio e solenne al suo insediamento: fare la legge urbanistica che nelle Marche è ferma dal 1992. Questa legge, creando dei sistemi premiali, potrebbe di fatto aiutare la ristrutturazione e la messa in sicurezza dei centri storici in modo particolare, che sono i più fragili, delle zone interne. Oltre al fattore economico c'è anche un fattore burocratico, di vincoli, di deroghe, che l'attuale legge non consente, nessuno demolirebbe la propria casa senza poterla ricostruire in sicurezza, in qualche modo anche bypassando la tragicomica situazione burocratica che i nostri Comuni vivono nel settore urbanistico, che lei conosce molto meglio di me.
Una cosa che questo Consiglio può fare, concreta, è iniziare a lavorare, a discutere in Commissione tutti i passaggi previsti di una nuova legge urbanistica, che dia ovviamente un focus specifico sulla messa in sicurezza, creando premialità, anche per le attività economiche, perché gli alberghi, i ristoranti, i pubblici esercizi, dove entra il pubblico, potranno essere messi in sicurezza, ma per farlo non bastano gli incentivi se poi quegli ampliamenti che servono non si possono fare per questioni di vincoli o di norme che alcune nelle Marche risalgono al 1992, una delle ultime Regioni che ha una normativa urbanistica che dà la possibilità di ristrutturare.
Parliamoci chiaro se si vuol dare la possibilità ai marchigiani non colpiti dal terremoto di mettere in sicurezza le aree interne, di mettere in sicurezza gli immobili bisogna farlo in modo premiale altrimenti nessuno metterà le proprie risorse a disposizione di un effficientamento sismico del proprio immobile con queste norme. Questo è uno dei limiti e credo che sia opportuno oggi sfruttare anche questa discussione per non dimenticare, per non far spegnere i riflettori ed il ritardo che mi sento di segnalarle in questa vicenda, perchè già da un anno questa norma urbanistica avrebbe potuto avere un avvio di discussione in Aula. Spero che nelle prossime settimane la Giunta mandi una bozza al Consiglio e si possa cominciare a parlare di questa normativa che è particolarmente legata al rischio sismico, non ce lo dimentichiamo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Abbiamo detto uscire dalle tende il prima possibile, non 6 mesi, 6 mesi è il tempo necessario per la costruzione della casetta, ma dalla tenda parliamo di qualche settimana al massimo.
La sistemazione che si cerca provvisoria è dentro strutture solide, in muratura, cioè negli appartamenti.
Chi ha fatto la scelta di San Benedetto è Accumoli che ha deciso in blocco di andare a San Benedetto, è un'idea dignitosa, perché così la comunità non la disperdo, la ricostituisco là, ed hanno delle condizioni per farlo, altrimenti non si potrebbe fare.
La scelta di Arquata è di non andare a San Benedetto, neanche se li leghi, è di restare sul territorio e trovare nei dintorni le risposte, ma nelle case, quindi i 6 mesi non si fanno in tenda, si fanno nelle case.
Io ho detto 7 mesi, ma vengono messi come prospettiva massima con un obiettivo che non è da poco che è quello, proprio in un contesto così delicato, di non dichiarare una cosa per poi vederne subito realizzata un'altra. Anche loro sono convinti di poter fare prima ed anche sulla disponibilità data, noi abbiamo già risposto al Presidente della Lombardia rispetto a determinate esigenze che adesso abbiamo e misuriamo, non l’abbiamo fatta cadere nel vuoto, tutt'altro, le proposte di solidarietà non le facciamo cadere nel vuoto. Però le commisuriamo a quello che ci serve, cioè chiediamo quello che ci serve, non quello che non serve, perché si sta meglio dentro una casa che dentro un modulo abitativo, quindi trovando risposte nella casa può non servire il modulo abitativo, restando nella tenda al massimo qualche settimana. A questo ci tengo molto perché ha sottolineato una cosa importante che aiuta, secondo me, a fare chiarezza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. In questo momento di dolore tutti noi siamo sconvolti e ci uniamo al cordoglio dei familiari che hanno perso i loro cari, esprimiamo la nostra vicinanza a quanti hanno dovuto abbandonare la casa o hanno subìto dei danni.
Credo che in questo momento non debbano essere fatte speculazioni politiche, non è il momento della speculazione, è il momento dell'unità.
Questo Consiglio deve dare un segnale di unità e di forza, è il momento di rimboccarsi le maniche tutti quanti nel nostro piccolo e lavorare a testa bassa.
Devo dire che la fase dell'emergenza a mio avviso, per quello che ho potuto leggere, sentire ed anche vivere, perché anch'io ho girato, è stata gestita bene, direi anzi molto bene, non ripeto i ringraziamenti che ha già fatto il Presidente Mastrovincenzo per non dilungarmi, ma penso che tutti quanti si siano adoperati al massimo.
Quello che adesso credo sia importante sottolineare, sono due aspetti, Presidente, che sono due parole chiave, lei le ha citate tutte e due, e questo mi ha fatto molto piacere, una parola chiave è prevenzione, l'altra è ricostruzione. Due parole importantissime. Parto dalla prima.
Noi dobbiamo investire nella prevenzione, finora questa Regione a mio avviso ha investito poco, il 14 giugno 2016 ho presentato a quest'Aula, in tempi non sospetti, due interrogazioni per chiedere quale fosse la sicurezza delle scuole e degli ospedali relativamente al rischio incendio.
Queste due interrogazioni, che ancora non hanno avuto risposta, denotano una cosa che le spiego. Dopo aver fatto le interrogazioni sono andato a parlare con i dirigenti preposti ed ho scoperto che se per le scuole esiste un’anagrafica comunque la situazione non è chiara, non si riesce a stabilire l'investimento necessario per mettere a norma le scuole marchigiane dal punto di vista dell'incendio, per le strutture sanitarie la situazione è ancora peggiore, perché il dirigente non mi ha saputo nemmeno dire se esiste questa anagrafica, anzi mi ha detto che non esiste e tanto meno esiste la valutazione economica di quello che può essere l'investimento per mettere a norma dal punto di vista antincendio tutte le strutture sanitarie.
Il 25 agosto 2016, il giorno dopo del sisma, ho presentato una terza interrogazione per chiedere anche la sicurezza sismica di queste strutture. Avevo già parlato con lei in quest'Aula sul tema dell'antincendio ed avevo fatto presente una cosa che ripeto: prima di investire soldi su strutture come potrebbe essere, faccio un esempio, l'Ospedale unico di Pesaro, con quella stessa cifra, più o meno - abbiamo fatto una stima con questi dirigenti, ma è una stima che non ha consistenza perché è veramente spannometrica - si potrebbero mettere a norma tutte le scuole e tutti gli ospedali delle Marche dal punto di vista sismico e della sicurezza antincendio, più o meno, è da verificare, questa è veramente una stima spannometrica.
Qui non è il discorso ospedale si, ospedale no, ospedale unico, a chi piace, a chi non piace, qui il discorso è un altro, glielo avevo già detto, nel frattempo che aspettiamo la realizzazione di queste nuove strutture, non possiamo permetterci o accettare che se viene un incendio o un terremoto le persone muoiano, per cui dobbiamo assolutamente investire per mettere a norma queste strutture e questo Presidente non lo possiamo fare solo a parole, lo dobbiamo fare con i fatti. Vorrei vedere nel prossimo bilancio le somme assegnate per la messa a norma di queste strutture, scuole ed ospedali, per lo meno le strutture dove ci sono le persone "più deboli”, ossia malati e bambini.
Questo significherebbe fare un'opera di prevenzione seria, per fare questo, e mi riaggancio alla seconda parola chiave, quella della ricostruzione, occorrono soldi, occorrono dei finanziamenti. Mi ha fatto piacere che ha citato, quando parlava della comunicazione, non solo quei Paesi che purtroppo sono su tutti i giornali, su tutte le televisioni, ma anche tutta l'altra realtà che è stata colpita duramente dal terremoto.
Non dimentichiamoci che anche qui ci sono stati dei danni, anche nei Paesi dell'entroterra ci sono state delle persone sfollate. Faccio un esempio banale, a Camerino ci sono 260 persone che non dormono nella loro casa, per dirne una. Quindi è importante reperire queste risorse, e per questo do un mio piccolo suggerimento, magari l’avete già fatto - si ricorderà che il 26 agosto ci siamo incontrati, lei si trovava con i parlamentari marchigiani proprio per accelerare questi processi, ed io, avendo sentito che Macerata sembrava esclusa, mi ero preoccupato di parlarle invece lei mi ha rassicurato che era inserita in quel famoso decreto per gestire l'emergenza - va benissimo incontrare i Parlamentari marchigiani e i Parlamentari europei, ma io suggerisco di fare un tavolo permanente con loro in maniera tale che sia seguita con attenzione tutta la fase del finanziamento pubblico.
Concludo dicendo che da parte mia accolgo con molto favore, l'avevo già accennato a chi l’aveva proposto in passato, l'iniziativa nazionale che tutti i Consiglieri donino un’offerta, un proprio contributo, per raggiungere questo milione di euro. Plaudo a questa iniziativa ed aderisco con molto piacere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Riguardo all'iniziativa dei Consiglieri di tutte le Regioni che versano penso che abbiamo approfondito molto chiaramente in sede di capigruppo. Da parte mia ho pensato di farla subito per Arquata perché hanno situazioni imminenti, da spendere subito, poi il Consiglio è libero di fare un versamento su un conto unico e magari fra 6, 7, 8 mesi ancora si starà a decidere cosa farne, poi arriverà una legge che blocca quel conto e finirà come quell'altro di 7, 8 anni fa che ancora sta lì. Però siete liberi di farvi male come volete, io per conto mio ho dato. Punto.
Tornando agli aspetti tecnici, riguardo a quello che ha detto il Presidente prima, voglio segnalare, come rappresentante del mio territorio, un paio di casi dove poter intervenire in maniera concreta. Ci sono delle forti segnalazioni riguardo il Comune di Cingoli, sul viadotto che attraversa la diga e parecchi, sia Consiglieri comunali, sia amministratori che tecnici, hanno lamentato, fino a ieri mattina, quasi un’assenza della Regione nel voler prendere atto di quella situazione che ha una certa gravità.
Oggi, al di là di quello che dico io, tutti quanti potete leggere sul Corriere Adriatico, c'è una pagina intera che spiega quello che è, quello che non è, quello che bisogna fare, quello che non è stato fatto.
Vi prego di dare un occhio anche a Cingoli, di vedere, se lo state facendo, di prendere in considerazione ...

(interrompe l’Assessore Schiapichetti)

Luigi ZURA PUNTARONI. Perfetto allora anziché farli aspettate tre settimane e farli sgolare …, se ci vuole un articolo sul giornale? Non serve.
Un'altra cosa simile a questa, ma differente, c'è la scuola elementare nel mio paese, a San Severino, che ha una storia diversa, in realtà è sicura ma purtroppo sul sito della Regione, dove viene riportato l'indice di sicurezza di queste scuole, risulta che potenzialmente è una delle più fragili in una situazione di prosecuzione degli eventi. Lì c'è un indice di non fiducia delle mamme, lì cova la rivolta, nel senso che i genitori non si fidano e fra 2 settimane 600 bambini delle elementari dovranno andare a scuola e le mamme hanno intenzione di dire al Sindaco: “Mio figlio lì non ce lo mando e lo iscrivo in un'altra scuola”.
Credo che la Provincia con i suoi enti, con i suoi dirigenti, dovrebbe rassicurare anche se tecnicamente la cosa può sembrare a posto, lì c'è bisogno di rassicurazioni perché si potrebbero creare dei problemi inutili, perché se una mamma non si fida di mandare un figlio a scuola lì, non c'è nessun Prefetto che la possa obbligare, perché è così, perché le teste ragionano così. Perché negli ultimi anni guardando la televisione si vede tutti i giorni quello che succede in Italia, purtroppo non c'è più il senso della sicurezza e ci vuole un attimo a sfasciarla e per ricostruirla possono passare decenni.
Un altro appunto che mi ero preso, prima il Presidente ha parlato di quella economia fatta di seconde case, io voglio aggiungere un'altra cosa, quella non è soltanto la seconda casa dei parenti che d'estate vanno a trovare altri parenti, quella è una seconda casa più sofisticata, più raffinata, ma in quelle zone vivono di agricoltura, vivono con la mezza pensione. Casa, bestiame, animali, porcile, ovile, stalla, lì sono obbligati, quell'economia povera, misera è un'economia che frutta in una famiglia i 7, 8, 10, 15 mila euro che integrati alla mezza pensione arrivano a 20.000 ed è quella che è strategica. Chiaramente è per questo che si dice che ad Arquata hanno la testa dura e non si vogliono muovere, ma hanno tutte le ragioni a non muoversi. Ad Arquata, quel giorno di funerali solenni, alla fine quando sono andati tutti via, c'era rimasto il Sindaco al quale ho detto che il conto era aperto ed avremmo fatto dei versamenti. Erano le 14,30, era solo come un cane a mangiare su un chioschetto un piatto di spaghetti, ma solo come un cane, che mi sono vergognato per lui, ci siamo accostati e ci ha detto “Cosa devo fare?”, gli ho risposto: “Adesso piano, piano, arriveranno un po' di versamenti, comunque vai avanti perché sei autonomo e puoi spenderli subito, immediatamente, per quello che ti serve”. L’altro giorno ci ha anche detto che data la pubblicizzazione forte di quel conto gli sono arrivati un sacco di soldi che lui può spendere subito per quello che gli serve adesso, perché fra un anno, se lui decide di fare una scuola, il Governo per lui, ci sarà tempo per fare la scuola, a lui servono adesso immediatamente.
Altro punto che mi sono appuntato riguarda l'aspetto di distinguere danni veri da danni simili. Non è facile, ricordo che a San Severino, in 19 anni ho vissuto tre terremoti, quello dell'Umbria, in parte quello dell'Aquila ed adesso questo qua molto forte. Io ho due abitazioni, una nuovissima che non ha avuto danni perché personalmente, per la mia sicurezza, ho raddoppiato gli obblighi di legge, ed una abitazione vecchia che nel 1997 ho lasciato correre, con l'Aquila ho lasciato correre, adesso lì vado incontro a 30, 40, 50 mila euro, ma se devo aspettare l'elemosina del Governo centrale che magari di quei 30, 40, 50 mila me ne dà 10.000 dopo aver presentato 70 fatture, io vado avanti per conto mio, non me ne frega niente perché la macchina organizzativa per queste procedure è ancora lenta, farraginosa, non è funzionale. Noi siamo eccellenti nel pronto intervento, perché dopo sei ore … - è vero che questa regione sfortunata è allenata alla sfortuna, si è allenata sulle disgrazie vecchie - ma sull'aspetto di finanziamenti, fondi, ristrutturazioni, siamo indietro anni luce, quindi ci saranno un mare di privati come me che metteranno mano al portafoglio ed andranno avanti per conto loro, per andare veloci, per non essere presi in giro.
L'ultimo punto che mi sono segnato, il Presidente ha detto: “Non lasciamo sole quelle popolazioni” ma quelle popolazioni rimarranno sole, perché dopo ogni terremoto, passato l'eco, lo scoop, la televisione, tutti quelli carucci che vanno lì a farsi vedere, ad aprire la bocca per dargli fiato, è inevitabile che rimarranno sole, ognuno a leccarsi le proprie ferite.
Quello che noi possiamo fare, ma questo va certificato, è che la Regione Marche - siccome sono figli della regione – possa dire: “Noi per i prossimi 2, 3, 4, anni finché dura questa legislatura, vorremo fare 2 Consigli l'anno lassù” perché quando vai lassù li senti, si avvicinano, ti vengono a parlare, ti vengono a rompere le scatole e ti dicono quello che gli serve al momento, se no il resto è tutta poesia.
Grazie per l'attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Mi unisco ai ringraziamenti che già sono stati formulati, mi unisco anche all’apprezzamento per le iniziative che sono state prese riguardo alla destinazione dei fondi. Ne abbiamo parlato alla Conferenza dei capigruppo, potrebbero essere tante le cose da fare, certamente queste cose possono essere fatte individualmente, ma visto che molte Regioni d'Italia, molti Consiglieri regionali hanno avanzato questa richiesta, alla quale poi tutti hanno aderito tutti, credo che le Marche non possano non aderire.
Farò pochissime considerazioni, Presidente Ceriscioli, perché non ho la pretesa di offrire soluzioni a cose che mi sembra si stiano già risolvendo, lo ha detto in maniera molto chiara, puntuale, senza tanti giri di parole. La relazione del Presidente mi sembra che sia schiacciante e chiara.
Una cosa però mi permetto di dirla rispetto a quello che è stato detto, è una banalità, noi vivremo i prossimi quattro anni con questa vicenda, la legislatura intera di questo Consiglio regionale sarà segnata da questo evento, quindi riconoscendo da una parte il grande lavoro della Protezione civile regionale, prendo questo spunto per dire che non è stato solo il frutto di un lavoro straordinario fatto nel presente, nel passato gli eventi sismici portavano ugualmente a grandi mobilitazioni, però un po' più scomposte. Ricordo che quando ero ragazzo, penso soprattutto all'Irpinia, partivano migliaia, decine di migliaia di giovani, di ragazzi, dagli scout a quelli meno organizzati, ma in maniera un po' più scomposta, adesso abbiamo un'organizzazione molto precisa, molto puntuale. Sabato sono stato ad Arquata, subito dopo l'incontro fatto con l'Assessore Sciapichetti ed con tutti i Sindaci della Provincia di Macerata ed ho visto grande ordine, grande decoro, grande organizzazione, tanta, nel senso che in qualche tratto di strada era difficile passare più che per le macerie per l'enorme numero di mezzi di soccorso presenti. Ma in queste fasi è meglio esagerare perché anche da un punto di vista psicologico tanta presenza induce a maggiore tranquillità, chiaramente questo nel giro di qualche settimana non sarà più e saremo in una fase diversa.
Credo che dovremo ringraziare tutti i nostri funzionari regionali della Protezione civile degli anni passati, a cominciare dal dott. Oreficini, perché se siamo a questo punto è grazie al fatto che pazientemente, anno dopo anno, si è lavorato in questo senso.
Prendo questo esempio, Presidente Ceriscioli, perché nel suo intervento ho notato la necessità di procedere con il passo del mulo, piuttosto che con il passo del cavallo schizofrenico che va saltando a destra ed a manca dietro ad una telecamera, anzi esprimo un personale apprezzamento per il fatto che tutta la Giunta, Presidente in testa, non è stata dentro il circo mediatico che i primi giorni è stato quasi ossessivo.24 ore, 48 ore, 72 ore di diretta con una marea di banalità che intorno alla morte mi infastidiscono particolarmente. Non c'era bisogno di tutta questa informazione, erano sufficienti i Tg o poco di più, c'è stato, come sempre avviene ormai nella nostra società, un evidente sfruttamento, una spettacolarizzazione esagerata.
Pongo una questione di natura pratica, capisco che la proposta potrà sembrare bizzarra ed originale, e mi auguro anche che la stampa abbia modo di riprenderla, ricordo per la piccola esperienza avuta, forse sono l'unico in questo Consiglio ad aver fatto della precedente Giunta, che con 10, 11 Assessori e con il Presidente era difficile andare avanti, oggi con 6, 7 l'ordinario è già pesante, immagino che l'aggravio sarà enorme. Se le cifre dicono il vero, si parla già di 13 miliardi, 15 miliardi e le Marche ne avranno una parte consistente, noi avremo, Assessore Cesetti, un bilancio nel bilancio da gestire. Lo dico non perché ho sfiducia nei confronti dell'ottimo Presidente Vasco Errani, io l'ho conosciuto in Conferenza Stato-Regioni e penso che brillasse per due qualità: un sano pragmatismo e la capacità di mediazione enorme, riusciva a mettere insieme la Lombardia di Formigoni o Maroni e la Sicilia di Crocetta, quindi sa lavorare, sicuramente la scelta è stata opportuna e necessaria perché abbiamo 4 Regioni, però io non vorrei che in tutto questo contesto l’istanza politica venisse meno.
Mi dispiacerebbe dover dire ad un Sindaco della mia provincia: “Va a parlare con il funzionario che ti ha mandato Errani” a me piacerebbe poter dire: “Va a parlare con l'Assessore Sciapichetti, con l'Assessore Bravi per la scuola, con l'assessore Casini per l'agricoltura, per le infrastrutture e quant'altro, o magari anche con lo stesso Presidente”.
Una leggina, ci vogliono 20 secondi, visto che c'è tutta questa solidarietà, che metta in condizione le Regioni interessate di poter aumentare di 1, 2 posti, non dico tanti, all'interno del Consiglio regionale la stessa composizione della Giunta. Penso che sia il minimo e non sto parlando di Commissari straordinari, sto parlando di Assessori, organo politico, con il quale potersi rapportare, che possa svolgere anche quell'attività importante di mediazione, di informazione, di raccordo, perché qui non si tratta soltanto di dare soluzioni tecniche. La riunione di Castel Sant'Angelo che è durata 4 ore, non sarebbe stata la stessa se lì fossero stati presenti solo il Questore, il Prefetto, naturalmente il Capo della Protezione civile, ma la presenza del Presidente della Provincia, dell'Assessore Sciapichetti, di noi Consiglieri regionali ha creato un altro clima.
Ci sarà bisogno di molte mediazioni, quindi ritengo che questa proposta, se il Presidente, se l'intero Consiglio ritiene di poterla avanzare non sarà un costo, cioè un Assessore, due Assessori che si occupino di questa materia ed alleggeriscano il resto. Lo dico anche per un'altra considerazione, proprio perché voglio guardare ai tempi lunghi, non vorrei che l'emergenza terremoto trasformi in emergenza l'ordinario, cioè che con il tempo siate costretti a trascurare, non per pigrizia, per accidia o per incapacità, ma per oggettiva necessità.
Adesso non credo che l'Assessore Sciapichetti, nomino lui perché è quello che ho visto più di tutti nel circuito mediatico, è stato il più presente, l’ho visto in giro per la regione, che ha fatto tanto in questi giorni, penso che avrete fatto molto anche voi, qualche altra cosa l’avrebbe fatta e se ha fatto questo evidentemente ha sottratto tempo ed energie ad altri interventi.
Sempre molto rapidamente, non si è fatto cenno alle polemiche politiche. L'ho detto nella riunione di Commissione che abbiamo avuto nel precedente incontro, non me ne farei un grosso problema, l'ho detto anche agli altri capigruppo di maggioranza, ma anche di minoranza, le polemiche, come tutte le forme critiche in democrazia, ci stanno tutte, non ho mai amato gli appelli all'unità necessaria, è giusto che ognuno dica esattamente quello che vuole, l'importante è che le cose vengano riportate in maniera corretta, quindi ha fatto bene per esempio nel corso di questo dibattito, il Presidente Ceriscioli a precisare immediatamente una questione che era stata sollevata dal Consigliere Carloni.
L'importante è che ci sia l'onestà di rappresentare bene le cose, poi uno può essere contrario su tutto. Chi vede le casette di legno ma le vuole di piombo, ha diritto a dire che le vuole di piombo e chi le vuole di legno sbaglia, però con questo ognuno si assumerà le proprie responsabilità, perché come in tutte le vicende ci sarà chi vuole lavorare seriamente nel silenzio e chi in qualche maniera vuole svolgere un altro ruolo, magari un po' più mediaticamente esposto.
Quarta cosa, mi pongo una preoccupazione Presidente, succede che tutti diventino immediatamente esperti, una delle cose veramente oscene di questo dibattito televisivo e radiofonico delle ultime due settimane, è che tutti sono diventati esperti di terremoto, adesso vale bene non fare le fondamenta, vale bene e non serve più il cemento armato, io posso anche confermarlo per alcuni aspetti perché la torre di Recanati è senza fondamenta è alta 38 metri e sta lì da 800 anni e non si è mai mossa, però voglio dire non so se la stessa cosa vale per un palazzo di 15 piani; adesso ci vuole tutto acciaio, ho sentito qualche tecnico dire: “Bisogna buttare tutto per aria e mettere l'acciaio”, quindi una spesa più o meno stimata di circa 25 mila miliardi di euro quello che dovremmo spendere per rifare tutto il sistema, quando abbiamo ancora il 60% del patrimonio immobiliare italiano che non è neanche dentro le leggi sismiche.
Rispetto a questo dico, Presidente, magari qualche mese di più, però valutiamo bene le soluzioni perché non voglio dire che non mi fido dei tecnici, ma li voglio ascoltare tutti, ecco perché dico ci vuole tempo, ci vuole più personale politico, non deve arrivare il genio dal Giappone o dalla Russia che ci dice: “Adesso la soluzione è questa” e magari è esattamente il contrario di quello che è stato fatto all'Aquila 9 anni fa.
Ascoltiamoli tutti con grande tranquillità e serietà, questo lo rappresenterà nelle sedi opportune, ma che non ci sia né fretta, né un pregiudizio favorevole nei confronti di quello che adesso è il genio del momento e ci dà tutte le soluzioni possibili ed immaginabili.
Altra cosa, ho già sentito di molta solidarietà nazionale ed europea, credo che non ce ne sarà bisogno però lo dico in maniera molto latina: freghiamocene di tutti i patti, di tutti i tetti, di tutti i limiti dei deficit, rispetto a questo sarebbe veramente offensivo per la sovranità nazionale che ci sentissimo dire da un lettone o da un ungherese o da uno spagnolo: “No, non si può spendere perché stai sforando i limiti e quindi c'è un problema di finanza anche riguardo ai tempi”.
Ho provato anche a dire questo, io non so quale sarà il modo con cui il Governo vorrà finanziare questa cosa, le strade sono sempre quelle, penso che sarà molto difficile trovare nuove risorse dal bilancio corrente o da quello che verrà. La strada sarà quella delle tasse o quella dell'indebitamento, se ci è consentito l'indebitamento allunghiamo l'ipotesi dei benefici perché adesso ci precipitiamo tutti a raccogliere 1.000 euro, 5.000 euro, 100.000 euro, benissimo, ma immaginare un beneficio, immaginare il lancio di un buono postale o del tesoro a 10 anni, perché quelli ordinari gli interessi non li dà, anzi li dà sotto zero quindi il problema non si pone, ma un buono bloccato per 10 anni, 10.000 euro al 2%, significa che già regaliamo 2.000 euro, questo sarebbe un impegno serio, per chi può. Lanciato alla totalità degli italiani è un modo per distribuire questo debito addosso al Governo su 10 anni e quindi immaginare che i 10, 15 miliardi siano pagati un miliardo e mezzo all'anno e già una cosa molto più semplice che doverli tirare fuori a botte immediate.
Anche qui il Presidente non ha bisogno di raccomandazioni perché già ha individuato il sistema dei più furbi e meno furbi. Su questo massimo rigore e anche poco allarmismo, lo segnalo all'Assessore all'urbanistica ed al territorio, noi abbiamo il piano casa bloccato, adesso vai a ragionare nelle Marche del fatto che c'è un tentativo, c'è di fatto un’assurda applicazione della legge antisismica su tutti gli ampliamenti che riguardano il piano casa. C'è una assurda applicazione, perché oggi non si può fare l'ampliamento di una abitazione a meno che non sia un ampliamento di cubatura adiacente all'unità abitativa, ma se lo fai sul terrazzo c'è una sopraelevazione e per fare un lavoretto da 20.000 euro devi rivedere l'intera …, ho capito, bisogna vedere pure quello che si va a fare, cioè se su un’abitazione di 2000 metri quadrati vai a fare un ampliamento o vai a fare una copertura di 300 metri quadrati, questo significa rivedere l'antisismica. Di fronte alle ideologizzazioni, o ai feticci mi sembra che siamo eccessivamente …, questa è legge nazionale, non è neanche regionale, però guarda caso tutto questo è stato fatto fino a qualche mese fa con una applicazione che il genio civile della provincia di Macerata, di Ascoli e Fermo faceva, quello di Ancona e Pesaro no. Sono state fatte queste cose e vorrei andare a vedere le case in cui sono state costruite queste sopraelevazioni se è successo qualcosa. Voglio dire, non passiamo sempre da un eccesso all'altro, non è una critica all'Assessore, è semplicemente il fatto che siamo bloccati da una assurda legge nazionale che il Veneto ha provato a superare con una legge sua, non c'è riuscito, la legge è stata interloquita e si è fermato tutto il mondo.
Diciamo che il piano casa non c'è più, già a tutti i casini che abbiamo nell'economia un serio ampliamento sulle elevazioni non è più possibile. Chi te lo fa? Se solo la verifica per l'antisismica, la vai a chiedere ad un tecnico, costa dai 1.500 ai 2.000 euro e per un lavoro di 20.000 poi dirà: “C'è da fare un rafforzamento per altri 30, 40.000 euro”.
Porto questo come esempio perché, ripeto, in ogni cosa l'intelligenza e la serietà dovrebbero camminare insieme.
L'ultima cosa, l'Assessore Pieroni è uscito, avrei voluto salutare e giubilare visto ormai che ha raggiunto il grado della santità, volevo chiedere informazioni riguardo al processo di beatificazione in corso avviato da Vittorio Sgarbi a che punto è arrivato, non so voi come Giunta, siete già interessati? Avete sottoscritto qualche cosa presso la congregazione dei santi? Non c'è il miracolo, no il miracolo l’abbiamo fatto, le mostre sono bellissime, quindi Sgarbi l’ha già beatificato come santo.
Una cosa che non ho sentito, ma ho sentito in quella assemblea, è che prevalentemente i Comuni colpiti sono Comuni montani che vivono un po' di agricoltura, un po' di attività artigianale e una parte non consistente, né prevalente, però significativa vive di turismo. Che cosa dicono questi Sindaci? L’avranno già detto, rispetto all'altro terremoto, penso soprattutto al maceratese ed in parte all'ascolano che ha sentito il terremoto di Colfiorito, l'altra volta è avvenuto in un periodo non turistico, questa volta la scossa un vissano o un abitante di Castel Sant'Angelo non l'hanno subita, l'altra volta l'hanno sentita molto di più, è stata molto più potente con danni visibili. A Visso sono cadute intere abitazioni, questa volta ci sono molte lesioni, ma non ci sono stati crolli significativi, forse anche per qualche intervento fatto nel momento, però la paura loro è quella, cioè noi ci troveremo già dalla stagione invernale per non parlare delle altre, in una situazione …, quindi penso ad una raccomandazione ovvia, di mettere in conto sui fondi europei, visto che di bilancio ne avremo poco, un piccolo piano di intervento nel quale dare e fare manifestazioni significative in loco, io già ne ho immaginata una con il Comune di Recanati - visto quello che hanno in Comune Visso e Recanati, noi lo scrittore, loro il manoscritto originale dell'Infinito - per dire facciamo una cosa insieme, “L'infinito festival” invece che farlo a Recanati portiamolo a Visso, cioè immaginiamo delle iniziative che fanno vedere che a Visso la gente ci ritorna ancora, ci cammina, ci vive. Il turista che è scappato in mutande purtroppo è stato veramente disastroso, soprattutto per le popolazioni di Roma e del Lazio che conoscono il terremoto. La paura terribile dei Sindaci è quella che dall'anno prossimo in questi luoghi non torni più nessuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Innanzitutto è doveroso che io esprima tutto il mio cordoglio per le vittime di questa tragedia che ha scosso il centro Italia colpendo in maniera devastante anche la nostra regione.
Ringrazio tutti coloro che hanno prestato soccorso e ringrazio anche per come è stata gestita l'emergenza da parte della Giunta e del Presidente.
Ho ascoltato la relazione del Presidente e condivido i punti che ha toccato, credo che non possono non essere condivisi: habitat, ricostruzione, turismo, trasparenza e prevenzione.
Oggi noi abbiamo un problema che è quello dell'abitabilità, lo abbiamo già detto nella III Commissione con l'Assessore Sciapichetti, con il Presidente Biancani, è necessario chiudere le tende il prima possibile, poiché il clima rischia di diventare rigido, lei ha detto nel giro di qualche settimana saranno chiuse, bene, perché lì abbiamo anche anziani che rischiano.
Occorre così, come hanno detto ripetutamente alcuni Sindaci sulla stampa, rispettare l'identità di questi luoghi, quindi ogni soluzione come le casette è temporanea, lei ha parlato di 7 mesi, noi auspichiamo che il tempo sia anche più breve, anche se parlando con l'ing. Celani e con una mia amica che è ingegnere, che lei Assessore Casini conosce, proprio ieri ho chiesto: “Ma sono questi i tempi?” “I tempi sono 6, 7 mesi”, quindi l'unica cosa che possiamo dire ai tecnici è: “Facciamo in fretta”, perché i Sindaci chiedono di rispettare l'identità di questi luoghi ed ogni soluzione come le casette è temporanea per gestire la ricostruzione.
E’ dovere della politica restituire a quelle famiglie il loro habitat nel minor tempo possibile, anche perché nelle Marche abbiamo aree di pregio, lo hanno ribadito più volte, il Parco dei Sibillini, un'economia da rilanciare, la qualità e la bellezza di questi luoghi.
Ha parlato di turismo, è vero, le seconde case lì avevano un significato diverso, cioè un incremento dell'economia, e allora oltre alla fondamentale ricostruzione in tempi brevissimi urge tenere in considerazione che molti dei nostri borghi vivono di turismo. Quel turismo fatto di famiglie che arrivano da fuori regione e che in quella tragica notte del 24 agosto erano in vacanza nella nostra terra, per non parlare poi di quelle attività commerciali che puntano sulla bellezza e sulla valorizzazione delle nostre montagne per andare avanti, quindi vanno considerati anche gli effetti economici che ha procurato questa catastrofe.
Trasparenza, ne abbiamo parlato anche questa mattina nella riunione dei capigruppo, è vero, perché essenziale diventa anche monitorare il processo di ricostruzione per evitare derive criminose, come è già successo troppe volte in Italia, stimolando continui controlli sugli appalti. Stamattina è stata citata Tolentino, 1.700 domande sono state fatte, non so chi le ha citate, il Presidente del Consiglio, qui facciamo attenzione, i tecnici valutino bene, quindi una gestione corretta e mirata dell’utilizzo delle risorse dei fondi e del flusso di capitali tra organi centrali e locali.
C'è stato allarmismo, è vero, perché in Amandola il Sindaco era terrorizzato, io quella mattina ero a Montefortino, Amandola e Sarnano, ieri sera gli ho detto: “Forse hai un po' esagerato” ma perché ha esagerato? Perché i cittadini vanno dal Sindaco che dice: “Io non sono stato inserito in quel decreto, come faccio a spiegare al mio Paese, quindi ai miei cittadini perché Amandola non è stata inserita e Montefortino si?” per questo ha iniziato a chiamare, ma lì c'è stata un po' di confusione perché hanno comunicato alla Regione dei dati sbagliati, 40 sfollati, in realtà erano 140, ero presente e posso dire che c'è stato un allarmismo che è derivato dal fatto che i cittadini andavano dal Sindaco.
L'ospedale. E’ arrivato il terremoto e si è pensato ad una scusa per chiuderlo, poi si è tranquillizzato tutto, 12 posti letti portati via, e questa è la situazione di Amandola.
Per quanto riguarda la prevenzione, ieri sera ho parlato con il Sindaco di Camerino, Pasqui, lì c'è l'Istituto Ugo Betti e mi ha detto che è stato dichiarato inagibile perché non è a norma con la legge antisismica, allora qui c'è bisogno di fare prevenzione.
Il nostro compito è quello di fare, di avviare finalmente un programma dettagliato in materia di prevenzione e cultura della sicurezza, con allegato un piano di interventi a partire dal tanto rimarcato, dagli specialisti, attestato di certificazione sismica sullo stato di salute degli edifici. Si individuino quindi anche i fondi per studi sull'analisi delle condizioni limite dell'emergenza e la microzonazione sismica, insomma investimenti sulla prevenzione.
La Regione si faccia anche portavoce nei confronti del Governo di una semplificazione amministrativa che consenta di spendere quanto stanziato e stanziabile, non come è avvenuto nel 2009. Diventa imprescindibile lavorare in primis per ridonare ai tanti terremotati una vita normale e programmare interventi futuri per far si che questa nostra Regione e più in generale la nostra Italia, non sia costretta per l'ennesima volta a piangere la scomparsa dei suoi figli.
Credo che ci debba essere l'obbligo della valutazione e della vulnerabilità sismica che già esiste, però non ci sono i fondi, quindi è importante questo, fare affidamento sulla prevenzione per evitare l’ennesima catastrofe. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Anch'io inizio esprimendo a nome mio e del gruppo la solidarietà ed il cordoglio per quello che probabilmente è stato l'evento più drammatico che ha colpito la nostra regione dal dopoguerra. Oltre 50 le vittime, tanti sfollati, scuole inagibili, è un evento che ha scosso e sta scuotendo in modo profondo la nostra comunità, sta scuotendo perché è un evento che ancora non si è concluso, non tanto per il discorso dello sciame sismico ma perché i controlli, le verifiche, sono ancora in corso e si stanno valutando i danni che vanno anche al di là dell'area più colpita nel modo più drammatico.
A fianco di questo cordoglio, consentitemi, quasi più da cittadino che da uomo delle istituzioni, di esprime una grande speranza, perché credo che sia sotto gli occhi di tutti la grande capacità di reazione della nostra macchina, della Protezione civile, dei Servizi della Regione, dei Vigili del fuoco, delle Forze dell'ordine, dei volontari che ringrazio e devo dire anche di chi è al vertice della Regione, del Presidente, della Giunta. Ci tengo a ringraziare, l’abbiamo già fatto in Commissione, l'Assessore Sciapichetti che con grande capacità si è subito mosso. Ci tengo ad esprimere anche un sentimento di ringraziamento e di solidarietà personale all'Assessore e Vicepresidente Casini non solamente per quanto sta facendo ma perché essendo in quel territorio proprio in quelle ore è stata colpita anche sul piano personale oltre che nell'aspetto politico.
Noi abbiamo già avuto un'occasione, e ringrazio il Presidente Biancani, perché la Commissione consiliare si è riunita alla presenza dei Capigruppo, abbiamo avuto fin da subito, a 6 giorni dal sisma, un aggiornamento insieme alla nostra Protezione civile.
Sul piano più politico mi sento di esprimere due esigenze, oggi, ma anche per i prossimi mesi, probabilmente per i prossimi anni - anch'io sono d'accordo con il Consigliere Marconi - quest'evento segnerà questa legislatura, lo segnerà probabilmente nelle scelte di bilancio che andremo ad intraprendere e forse anche in alcune priorità legate ad altri servizi pubblici.
La prima esigenza è quella di condividere con voi, con l'Aula, uno spirito di serietà, credo che in questi momenti, nei momenti di crisi più drammatica, si veda la classe dirigente, si veda il valore di una classe dirigente, si veda la capacità di tenere unite e coese le istituzioni e ci sia anche la capacità di essere un modello, un esempio, per i cittadini.
Nelle ore immediatamente successive al sisma, abbiamo visto direi due atteggiamenti diversi. Quello fortunatamente della stragrande maggioranza dei cittadini, non solamente delle Marche, ma di tutto il Paese, di immediata e grande solidarietà. A meno di ventiquattr'ore dal sisma ho ricevuto una telefonata di una grossa Pro loco lombarda, che ho messo in contatto con il Sindaco di Arquata, che ha fatto una donazione molto significativa, una Regione a noi non vicina, abbastanza lontana. Questa è stata la solidarietà di tantissimi cittadini.
A fianco di questa, ci sono state anche le polemiche, le strumentalizzazioni, alcune le ha ricordate il Presidente Ceriscioli, ne abbiamo lette, alcune incredibili, direi che le più incredibili sono quelle totalmente infondate, come la bufala sul fatto che l'Istituto nazionale di geofisica avesse addirittura modificato la scala del sisma confondendo la magnitudo con l'intensità. Noi sappiamo che i finanziamenti ed i risarcimenti avvengono sulla base dell'intensità del sisma, non sulla sua magnitudo, un terremoto di altissima magnitudo Richter che avviene nel deserto non fa alcun danno, ovviamente non ha intensità, però anche su questo evidentemente c'è chi ha voluto fare polemica e strumentalizzazione. Queste cose non servono e abbiamo bisogno probabilmente di riscrivere anche le nostre agende e cogliere quanto di buono è venuto dal Paese e dalle altre istituzioni.
Ha ricordato anche il Presidente, cosa che abbiamo letto sulla stampa nazionale, la polemica che c'è stata sulle cure omeopatiche, credo che sia il caso di un ospedale di un'altra regione, che non costa nulla ai cittadini marchigiani, che ha fatto alcune donazioni, credo che il tempismo perlomeno debba insegnarci a cogliere l'aspetto positivo di questa vicenda.
Il primo aspetto che volevo sottolineare è questo del tentativo di far emergere la concretezza, la serietà e l'unità di queste istituzioni.
Il secondo aspetto riguarda quello che potremmo fare come Consiglio regionale e più in generale come istituzione di questo Paese per la ricostruzione, per dedicare nel modo più efficace gli sforzi politici e gli sforzi delle istituzioni a fare sì non solo che non vadano disperse le risorse, ma che, come ha ricordato bene il Presidente Ceriscioli, con trasparenza e con efficacia l'intervento pubblico possa consentire la ricostruzione e il ritorno quanto prima alla normalità della vita in quei territori.
Oggi noi non sappiamo quale sarà in realtà, su questo tema, lo sforzo diretto della Regione, se ci sarà bisogno o no di una legge speciale, probabilmente ad oggi non sembra essercene bisogno, però ha fatto bene il Presidente Ceriscioli a dire: “Lasciamo questa porta aperta, vedremo in futuro”. E’ chiaro che ci sarà un intervento nazionale dei Governi, credo che la scelta di Errani sia positiva come coordinamento delle Regioni, per garantire un'omogeneità nel coordinamento e una interfaccia tra Governo e singole Regioni, così come avremmo bisogno di far si che l'Europa, tante volte affrontiamo dibattiti sull'Europa, possa dare un aiuto anche economico immediato e concreto.
Abbiamo poi le cose che possiamo fare da soli. In Commissione abbiamo parlato dell'emergenza legata all'apertura dell'anno scolastico. Questa mattina parlandone con il Presidente credo che già molto si sia fatto in queste ore per garantire che tutti bambini delle Marche possano svolgere le loro lezioni.
Penso che abbia fatto bene il Presidente a ricordare il senso della comunità che si vede con la presenza, con la continuità della presenza, che si vede con l'informazione, che si vede con tutte le iniziative che potremo prendere per non lasciare questi territori soli.
Lo ricordava il Presidente Mastrovincenzo in apertura, c'è anche questa iniziativa della donazione dei Consigli regionali di tutta Italia, credo che possa essere utile e possa dare un intervento concreto perchè fin da subito noi dobbiamo garantire aiuto, presenza e mettere in campo delle iniziative, al dì la ed oltre quelle positive, tempestive ed efficaci che, credo, hanno dato una bella immagine delle istituzioni.
A fianco di questo dobbiamo iniziare un'operazione più lunga che riguarda il tema della ricostruzione, sapendo anche di dover dire con serietà e con concretezza che noi abbiamo un territorio particolare.
Immediatamente la sera dopo il sisma ho parlato con un amico che giustamente mi ha detto: “I nostri centri storici, quelli costruiti nella prima metà del '900, sono in gran parte senza fondazioni”. Questi sono i centri storici del Paese, dell'Italia, noi abbiamo questa caratteristica, non possiamo pensare di essere come il Giappone, però cerchiamo con le risorse a disposizione di mettere in campo uno sforzo serio, concreto, sulle cose che si possono realizzare, che è possibile realizzare.
Questo senso di concretezza se lo aspetta il Paese e credo che lo dobbiamo alle vittime, a quei territori, alle persone colpite, a tutti i cittadini.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Mi unisco, ovviamente non è un dovere ma una cosa che credo sentiamo tutti, al cordoglio per le tante, le troppe persone che sono morte in questa tragedia. Lo faccio anche con un pizzico di orgoglio, da marchigiana, nel vedere che la macchina dei soccorsi, la macchina che purtroppo in precedenza ha avuto dei test sul campo, ha funzionato ed ha funzionato bene, ha retto il momento dell'evento.
Credo che tutti noi, in qualche modo, parlo sia per la parte istituzionale che per la parte umana, abbiamo dentro un lutto nel sapere e vedere di non essere riusciti a salvare tante persone, anche una sola vita umana. Penso che tutti noi dobbiamo interrogarci su quello che si poteva, ma soprattutto quello che si può fare oggi.
A me piace, l'ho detto in altri interventi e in questo momento così drammatico credo che sia ancora più importante ribadirlo, che alle parole che tutti noi ci troviamo oggi a dire, in tante occasioni, seguano sempre fatti concreti e lineari.
Mi unisco, come hanno fatto altri colleghi, nel ringraziare e nel rendere onore all'impegno delle nostre istituzioni marchigiane, quindi al Presidente, all'Assessore, alla Giunta perché credo che in questo momento vada riconosciuto un impegno serio e concreto e non si guardi la disputa politica, ma il risultato di quello che si va a mettere in campo ed a fare.
I Consiglieri che mi hanno preceduto hanno trattato molti temi, anche la relazione del Presidente Ceriscioli. Anch'io voglio soffermarmi sulla ricostruzione, la prevenzione, temi che dovranno essere centrali del nostro agire, da oggi al proseguo di questa legislatura, buttando anche un occhio a quello che si è fatto in precedenza.
Io ho fatto fare una piccola ricerca su quelle che sono le risorse ad esempio spese dal 2012 ad oggi sulla microzonazione sismica, da quando è stata varata la legge. Nel 2012 sono stati stanziati 923.000 euro, nel 2013 1.219.000 euro, e via così. Le risorse sono state stanziate, credo che sia importante anche valutare come siano state spese ed il risultato, perché se è giusto investire anche in studi propedeutici agli interventi effettivi, è giusto anche prevedere degli interventi concreti perché quello che conta è sapere qual è la situazione geologica e morfologica della nostra regione, ma è anche prevedere e dare la possibilità ai cittadini ed ai Comuni di intervenire.
Come tanti, punto l'accento sulla trasparenza degli interventi, temo il rischio che speculatori e opportunisti ci siano anche in questo terremoto, chi si sfrega le mani pensando di vedere nel dopo sisma una possibilità di business. Chiedo con fermezza che ci siano delle azioni concrete e serie contro chiunque possa anche solo pensare di poter fare speculazioni in questa occasione.
Purtroppo sappiamo che queste cose succedono, l’abbiamo visto attraverso gli atti della Magistratura in merito ad eventi che hanno preceduto questo. Vorrei che insieme a un modello virtuoso di intervento nell'emergenza, come quello marchigiano si è dimostrato, questo terremoto diventasse nella tragedia un esempio virtuoso di limpidità nell'utilizzo dei fondi e delle tecniche, quando si sceglieranno le procedure per la ricostruzione e gli investimenti.
Si parla tanto di ricerca delle risorse, ora attendiamo, come ha detto il Presidente, che nella finanziaria vengano investite delle disponibilità, cercando di non fare nessun tipo di polemica, però solo un paio di giorni fa un noto quotidiano ha fatto i conti in tasca a tutti i Governi che si sono preceduti da quando sono state messe, nel 1970, le accise sulla benzina per varie catastrofi e terremoti che si sono verificati nella nostra Italia, purtroppo più o meno tutta a rischio sismico, e a fronte di 261 miliardi di accise, riconvertite dalle lire in euro, dal 1970, le somme che sono state effettivamente spese per la ricostruzione sono solo 121,60 miliardi, siamo a meno della metà.
Credo che una riflessione vada fatta anche nei tavoli del Governo, nei tavoli delle Regioni, prendendo spunto anche da queste cifre che sono concrete, perché se c'è un'emergenza e quei fondi vanno per l'emergenza, non possono essere distratti ed utilizzati per altro, neanche se questa è consuetudine, neanche se questo è ormai un qualcosa di assodato.
Sono certa che, tutti noi e voi che avete la responsabilità di sedere a quei tavoli, avrete a cuore questa tragedia e che si possa dare in qualche modo delle risposte vere a chi ha perso tutto. Purtroppo non riusciremo a ridargli ciò che vorrebbero, cioè le persone che sono rimaste sotto quelle macerie, su questo purtroppo non possiamo fare nulla, ma in termini politici credo e mi auguro che il nostro ruolo sarà anche quello di controllo su quello che avverrà da qui ai prossimi, mi auguro, anni e non decenni. Vorrei proprio che diventassimo, nonostante le difficoltà, un modello virtuoso da guardare. Lei parlava di Protezione civile a livello europeo, io ho partecipato a due forum europei a Bruxelles della Protezione civile e già nel 2007/2009 si parlava della Protezione civile a carattere europeo, che possa avere un modello di intervento che sia concreto e non legato a dei vincoli che per il cittadino e anche per noi sono spesso sciocchi, incomprensibili, che non guardano al risultato che invece è quello che interessa a noi e alla cittadinanza.
Vicinanza, ovviamente massima collaborazione, lo ribadisco come ho fatto in III Commissione perché credo che sia veramente importante dimostrare di avere una marcia in più, superando divisioni e lavorando nella correttezza e nella serietà. L'impegno è troppo grande perché qualcuno possa pensare di tirarsi anche solo un passo indietro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Mi unisco a nome del gruppo consiliare Uniti per le Marche al cordoglio per le vittime e per chi ha perso familiari, amici, beni nel terremoto dello scorso 24 agosto.
Ritengo doveroso ringraziare tutti coloro che sin dal primo minuto si sono messi all'opera per prestare i soccorsi, donne, uomini, non faccio l'elenco perché chiaramente non vorrei escludere nessuno,
Un ringraziamento vorrei farlo a lei Presidente, alla nostra Giunta, a tutti gli Assessori perché in quei difficili momenti per la comunità marchigiana, avete svolto un grandissimo lavoro, soprattutto le risposte che avete dato, non lo dico io, lo dicono tutti, sono state nell'emergenza eccezionali.
Le Marche sono una regione al plurale, una regione dai 100 campanili, una regione dalle mille diversità, però hanno saputo rispondere con il cuore a questa ferita che si è aperta e hanno dato delle risposte con grande umanità, ma soprattutto con una grandissima dignità.
Adesso è importante mettersi all'opera e dimostrare con i fatti quanto la Regione sia vicina ai cittadini colpiti dal sisma. In questo senso non partiamo da zero perché abbiamo un'esperienza, quella del terremoto del '97, dove gli amministratori locali hanno dato delle risposte precise, concrete, con grande responsabilità.
Non appena terminata la fase dell'emergenza, occorrerà pianificare tutta la ricostruzione e sulla scia di questa esperienza riteniamo che la ricostruzione debba essere effettuata nelle zone colpite, nel rispetto della storia e dei paesaggi delle zone terremotate.
Con particolare attenzione sarà doveroso porre attenzione anche e soprattutto alla prevenzione, per fare in modo che simili catastrofi, siano le più contenute possibili, ed è per questo che sarà importante adottare normative antisismiche più efficienti e delle soluzioni, come quella ad esempio proposta dal Vice Ministro Nencini, di realizzare una carta d'identità di tutte le strutture che permetta di evitare in certe fasi la confusione e dia delle certezze sul tipo di ricostruzione.
Inoltre bisognerà a nostro avviso prendere delle misure che possano alleviare la situazione delle persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni e che in questo momento vivono in situazioni di particolare disagio. Prima, ad esempio, se necessario congelare i piani della ristrutturazione sanitaria nelle zone colpite per il tempo necessario per alleviare determinati disagi.
Inoltre riteniamo opportuno che le zone colpite siano magari esentate dalle tasse e dai tributi.
Come Consiglio regionale dobbiamo essere consapevoli che questa situazione modifica i programmi e occorre dare priorità a questa emergenza sia dal punto di vista della programmazione che soprattutto in termini di finanziamenti.
Una programmazione che sia condivisa il più possibile, che non ci sia alcuna speculazione di tipo politico e come gruppo diamo la disponibilità nel rivedere anche la parte di bilancio per sostenere un piano di rilancio per tutta la regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Se il Presidente ed il Consiglio me lo consentono, vorrei cedere la parola al Consigliere Giorgini che ha vissuto in prima persona, venendo da Ascoli Piceno, il dramma di quel territorio.
Vorrei fare in 10 secondi un ringraziamento. Prima il cordoglio ai parenti delle vittime e la solidarietà a chi sta soffrendo in questo momento, il ringraziamento a tutti quelli che, istituzioni, organi dello Stato, volontari e popolazioni, stanno lavorando. Da parte nostra, da parte del gruppo Movimento 5 Stelle, ci sarà collaborazione e vigilanza sia nella fase dell'emergenza in questo momento che nella fase della ricostruzione.
Finisco il mio intervento con un invito a lei Presidente: il ruolo del Commissario Vasco Errani deve essere di coordinamento perché la testa dev'essere qui perché qui c'è il polso dell'esigenza del territorio, delle popolazioni e perché la professionalità e la capacità operativa dei marchigiani non è seconda a nessuno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Noi del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle ci uniamo al messaggio di cordoglio alle famiglie per le persone decedute.
Io sono stato in quelle zone 4, 5 giorni, ho visitato alcune delle 13 frazioni di Arquata e molte frazioni di Acquasanta Terme.
Ho preso coscienza di quello che è successo, conosco benissimo quelle zone, per cui credo che il problema sia abbastanza grande.
Detto questo voglio anche dire che noi come Consiglieri regionali abbiamo un dovere che è quello di vigilare su tutti i finanziamenti che saranno stanziati sia ai privati che agli enti pubblici, su tutte le gare di appalto degli enti pubblici e che la ricostruzione non vada in mano a corporazioni, per questo abbiamo presentato questa risoluzione che è stata firmata da tutta l'opposizione.
Veniamo al punto, alle mie riflessioni. Il Presidente ha detto due parole importanti che io ripeto spesso in quest'Aula, sempre poco ascoltato, ed una riguarda la prevenzione.
Il Presidente ha detto che è un problema grosso e serio, per questo io lo ripeto spesso anche perché purtroppo questa non è una fine, ma è un inizio. Chi di voi ha letto l'ultimo rapporto dell'Ispra sull'assetto idrogeologico si rende conto di cosa sto parlando.
Senza voler fare nessuna polemica perché le cose che adesso leggerò, che ho scritto, sono delle riflessioni, delle osservazioni razionali e non vogliono essere in alcun modo degli appunti o delle contestazioni. Credo che queste cose debbano essere prese sul serio, perché chiunque di voi potrebbe averle fatte.
Sulla prevenzione di cui parlava il Presidente. Nel corso degli ultimi decenni, agli eventi sismici che hanno flagellato la penisola, si è riscontrata una sorta di "distruzione selettiva" di alcune aree rispetto ad analoghe aree adiacenti meno colpite (pur appartenendo allo stesso distretto). A seguito di tali evidenze, alla classica macrozonazione sismica, finalizzata alla classificazione della pericolosità sismica su vasta scala, si è iniziato a procedere all'analisi sismica dettagliata (detta microzonazione) del territorio che permette di riconoscere a scala locale, gli effetti di sito, attraverso la suddivisione delle macroaree in microzone a maggiore suscettibilità, per amplificazione del sisma atteso, dovuta a fattori geologici e geomorfologici locali.
Allo stato attuale risulta ancora da completare in diversi Comuni (alcuni dei quali hanno già ottenuto peraltro i finanziamenti) il primo livello previsto dal piano di microzonazione sismica. Al completamento urgente di questo dovrà seguire l'integrazione dei livelli 2 e 3 con priorità assoluta per le aree a maggiore pericolosità. Il compimento di tale attività conoscitiva porterà alla creazione di un sistema geografico informatizzato di riferimento che sarà vincolante per qualsiasi intervento su costruito e nuove edificazioni.
Tuttavia, i lunghi tempi di redazione dello stesso e la non obbligatorietà di intervento sull'edificato preesistente, rende tale strumento, seppur di fondamentale importanza dal punto di vista conoscitivo, poco efficace nel ridurre significativamente danni al patrimonio edilizio e perdite di vite umane in caso di forti terremoti.
Si rende necessario dunque ricercare una soluzione che vada ad incidere significativamente sul miglioramento delle prestazioni di resistenza attese per il patrimonio edilizio già esistente, con particolare riferimento a quello situato in aree ad elevata pericolosità sismica di base. A tale scopo la nostra proposta è l'istituzione di una classificazione obbligatoria degli edifici basata sulle caratteristiche strutturali proprie, unita alla definizione della pericolosità sismica locale specie nelle aree ad elevata sismicità di base. La documentazione dovrà essere obbligatoriamente allegata ai contratti di compravendita e locazione in modo da incentivare la spontanea adozione di misure di adeguamento sismico e salvaguardia, anche da parte dei proprietari stessi, dei fabbricati in oggetto. Difatti, la mancata percezione di sicurezza da parte dei potenziali acquirenti, scaturita dalla attribuzione di classi di sicurezza mediocri, produrrebbe una diminuzione di valore nonché un decremento dell'appetibilità degli immobili non adeguati - non capisco, quando andiamo con una macchina che non ha fatto la revisione dopo 6 mesi ce la sequestrano se invece abbiamo abitazioni che crollano nessuno dice nulla - favorirebbe il naturale sviluppo di una rivoluzione culturale - è questo manca nel nostro Paese - determinata anche dall'accrescimento di una maggiore consapevolezza all'acquisto dei futuri proprietari che potrebbero essere a loro volta finanziatori a proprie spese dell'ammodernamento dell'unità abitativa acquistata a prezzo ridotto.
Questo è il nostro pensiero sulla prevenzione, può darsi che sia giusto, può darsi che sia sbagliato, questo lo vedremo in futuro.
Poi voglio affrontare anche questo tema, occorre avviare un'indagine conoscitiva degli immobili pubblici o privati che hanno già usufruito di finanziamenti statali per l'adeguamento sismico e per l'opera di post ricostruzione in eventi sismici precedenti – perché qui è successo che sono crollati immobili per i quali erano già stati presi finanziamenti ad hoc per altri sismi precedenti e sono crollati, credo che questa cosa debba essere presa in seria considerazione – al fine di verificare l'effettiva corrispondenza di eventuali nuove lesioni rispetto alle prestazioni attese; procedere ad avviare gli appropriati controlli, nonché le opportune denunce presso gli organi di giustizia preposti, qualora si riscontri una mancata corrispondenza a tale condizione. Questo è un altro punto importante che credo vada preso in forte considerazione.
Un altro elemento rilevante di cui la Regione deve prenderne atto, è un problema gravissimo, è che urge da parte del legislatore nazionale verificare l'eventuale conformità delle leggi regionali con le normative nazionali sovraordinate, specie su tematiche inerenti i controlli sul deposito dei calcoli strutturali e sulla fase di esecuzione dei lavori in quanto crediamo che vi siano degli enormi problemi sull'applicazione della legge regionale n. 33 del 19840. Questo è un altro punto importante.
Adesso vorrei dare due informazioni fondamentali, una è sull'acquedotto che abbiamo nel piceno che ha subìto dei danni non rilevanti, ma potrebbe subirne ancora.
Le opere di cui trattasi sono state realizzate diverse decine d’anni or sono, secondo i criteri costruttivi dell'epoca e manifestano pertanto tutte le criticità legate a tale circostanza – stiamo parlando dell'acquedotto del Pescara - nonché in taluni casi posizionate giocoforza in zone di rischio geologico elevato. In particolare le opere di captazione della sorgente Pescara, con tra l'altro l'immissione della sorgente Capodacqua, si trovano in una zona prossima all'epicentro del sisma del 24 agosto proprio in relazione alla natura geologica della scaturigine (sorgente sospesa di sfioro sito in corrispondenza del sovrascorrimento dei Sibillini sulla formazione della Laga, in zona fortemente detritica da fagliazione) – in pratica questa sorgente si trova in mezzo a delle faglie. Tutte le tubazioni sono ancora in cemento, ogni piccola scossa, adesso sono state riparate, fortunatamente non hanno avuto grandi lesioni, un eventuale sisma potrebbe farle collassare. Sussistono quindi notevoli potenziali criticità in ordine alla possibile significativa variazione delle portate o della compromissione totale della sorgente a seguito di eventi sismici rilevanti. Da sottolineare che il quantitativo idrico che interessa il nodo di Pescara è di circa 700 litri al secondo ed è quello che alimenta tutta la valle del Tronto e parte del fermano per oltre 200.000 abitanti.
Anche le altre sorgenti, pur se in maniera ridotta, in quanto poste a maggior distanza rispetto agli epicentri, presentano diffuse criticità e rischi legati a scuotimenti sismici ed in particolare: la Sorgente di Foce di Montemonaco che ha notevole rischio di frane, la Sorgente di Sasso Spaccato anch'essa soggetta a frane, la Sorgente di Forca Canapine possibile variazione significativa della portata della sorgente.
Appare pertanto necessario, in quest'ottica, oltre ad interventi mirati che possano mitigare la vulnerabilità del sistema, ad esempio svincolando la sorgente di Capodacqua da quella di Pescara, realizzando una condotta dedicata che bypassi la sorgente, opere di salvaguardia e varianti delle linee di adduzione, anche procedendo speditamente con fonti di approvvigionamento alternative che la CIIP sta comunque già studiando da tempo come l'impianto di soccorso di Castel Trosino. Da tale impianto, come da previsioni del PRGA adottato si conta di giungere a prelevare, in emergenza tra i 150 e i 200 litri al secondo.
Queste sono alcune problematiche, è chiaro che non ho il tempo di dirle tutte, che ho visto. Ad esempio, l'ultima e concludo, il Sindaco di Arquata, ieri l'abbiamo incontrato, ha il problema di rimettere il sesto il Comune, lui ha un geometra e mezzo vigile, quindi ha chiesto alla Provincia di avere degli aiuti ma ancora non si è mosso nessuno. Credo che sia necessario che vengano prese misure urgenti per dare un aiuto a questo Sindaco. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Consigliere Biancani, una precisazione da parte del Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Prendo la parola proprio un minuto, perché mi sento tirato con forza, in quanto ho sentito nominare il Comune di Tolentino come esempio negativo, sia in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi che adesso in Aula.
Vorrei invitare con molta educazione i Consiglieri che hanno fatto questo esempio, ad informarsi prima di parlare perché intanto le domande non sono 1.700 ma sono 1.386, sono comunque tante, perché sono tante? Perché Tolentino non so per quale conformazione morfologica ha oggettivamente subìto molti danni, di più di quelli che sembrano, perché i giornali non ne hanno parlato.
Faccio presente alcuni numeri esatti, ci sono 102 ordinanze di inagibilità, c'è una chiesa completamente crollata, mi dispiace che non si veda (il Consigliere Bisonni mostra una foto dal suo cellulare) e c'è un'altra chiesa che ha subìto un crollo parziale, ci sono 2 strade chiuse, 60 famiglie sfollate, 2 hanno chiesto di dormire in tenda e 40 dormono in strutture ricettive.
Per cui prima di portare Tolentino che esempio negativo, scusate lo sfogo, inviterei cortesemente a fare un giro insieme al Sindaco, così ci si rende conto della situazione. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Il mio intervento sarà molto breve, vorrei anch'io ringraziare per il lavoro svolto sia il Presidente della Regione che tutta la Giunta, ovviamente anche la Protezione civile regionale, nazionale, tutti coloro che si sono impegnati in queste ultime settimane.
Con il mio intervento voglio innanzitutto ringraziare, l’ho già fatto al termine della Commissione che abbiamo fatto, tutte le forze politiche di questo Consiglio regionale perché dalla prima Commissione che abbiamo convocato, neanche ad una settimana dall'evento sismico, tutte le forze politiche hanno partecipato ed hanno dimostrato un forte senso di responsabilità. In quell'occasione ognuno ha fatto il proprio intervento, ha cercato di capire come stavano realmente le cose, quindi vorrei approfittare di questa occasione, di questo Consiglio, per ribadire la disponibilità della III Commissione, ma penso che si possano convocare anche Commissioni congiunte che possano avere dei legami diretti con quello che saremo chiamati a fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Penso che sia importante che il lavoro che la Giunta farà, come organo esecutivo delle Marche, sia condiviso insieme al Consiglio regionale.
Molti Consiglieri regionali vengono anche dalle zone colpite e magari hanno la voglia e l'esigenza di riuscire a dare informazioni corrette ai Sindaci, ai cittadini, quindi penso che sia importante riuscire a fare in modo che i nostri Consiglieri regionali, che vivono in questi territori, siano messi nelle condizioni di poter essere informati. Ho percepito dall'intervento del Presidente della Giunta ed anche avendo parlato già con gli Assessori che c'è questa disponibilità.
La prima fase è stata quella dell'emergenza, una fase che a sentire un po' tutti gli interventi, è evidente, è stata ben gestita e la Regione in qualche modo si è mossa bene.
Prima il Presidente ha detto che stiamo entrando nella seconda fase, quella della ricostruzione, una fase in cui si dovranno dare risposte vere a questa esigenza abitativa, ma non solo, il Presidente ha parlato anche e giustamente di tutte le attività economiche e delle scuole che vivono e che sono presenti in questa realtà a cui occorre dare delle risposte.
Questa è la fase più complessa dove i cittadini staranno bene attenti a tutto quello che diremo, quindi che questa fiducia che fino ad oggi i cittadini ci hanno dato dovremmo meritarcela anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Il Presidente è stato molto cauto nel dare i tempi, penso che abbia fatto bene perché una volta che dici che riesci a ripristinare le case in quattro mesi e poi non ce la fai, già dal giorno dopo non sei riuscito a raggiungere l'obiettivo che ti eri dato. Non bisogna ovviamente neanche stare troppo larghi, perché sarebbe negativo anche il contrario, però penso che essere responsabili, dare dei numeri precisi, sia importante.
Penso che questa per la classe politica sia un'occasione importante per guadagnarsi la fiducia che già i cittadini in qualche modo hanno dato. Riuscire a dare delle risposte concrete con i tempi che ci diamo, dicendo sempre la verità ai cittadini, credo che sia, ripeto, un’ulteriore opportunità che dobbiamo sfruttare al meglio.
Ho ascoltato tutti gli interventi e gran parte li posso condividere. Una delle richieste che ha fatto il Consigliere Marconi, non so fino a che punto provocatoria, ha sicuramente toccato un tasto importante, quello della capacità e della forza della Giunta che con le riforme è composta da 6 Assessori più il Presidente. Probabilmente potrebbero esserci alcune cose dell'ordinario che verranno portate avanti con difficoltà.
Conosco l'Assessore Sciapichetti che, è uno degli Assessori di riferimento, in questo anno ha lavorato non so quante ore al giorno, non ha fatto le vacanze estive neppure prima del terremoto, è molto impegnato e pensare che riesca ad avere, all'interno delle tante deleghe, la forza di individuare il tempo per preoccuparsi in maniera concreta di questo aspetto, penso che sia difficile. Sicuramente lo farà, al di là di quelle che saranno le scelte, ma ovviamente dovremo essere consapevoli che se l'Assessore occuperà tante energie per occuparsi di questo aspetto, probabilmente non potrà arrivare dappertutto, le ore sono 24, un po' bisogna dormire, quindi non penso che sia semplice.
So che l'Assessore Casini è della zona, era addirittura in quel luogo per motivi personali, senza entrare nel merito dei motivi che l'avevano portata da quelle parti, e la voglio ringraziare perché in queste settimane è stata sul pezzo ed ho potuto vedere, leggendo i giornali e seguendo la cosa su internet, che si è veramente data tanto da fare. Ciò ha dimostrato anche la voglia di lavorare in squadra dell'intera Giunta e credo che questo aspetto sia importante e vada valorizzato. Quindi grazie ancora, rinnovando la disponibilità ad organizzare tutta una serie di Commissioni, sia dal punto di vista legislativo, qualora fosse necessario fare qualche intervento normativo, sia per confrontarci sulle scelte esecutive che la Giunta andrà a fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Troppe le vittime, troppo il dolore, tanta la disperazione, quindi abbiamo fatto bene anche quest'oggi, in quest'Aula, come abbiamo fatto alcuni giorni fa, in quella riunione della Commissione consiliare convocata dal Presidente Biancani a cui hanno partecipato tantissimi colleghi, a ribadire il fatto che siamo vicini alle popolazioni, vicini alle istituzioni locali colpite dal terremoto e ancora una volta esprimere il cordoglio alle famiglie delle vittime.
Ho ascoltato come voi, perché l'Aula è stata molto attenta, la relazione del Presidente Ceriscioli. Ha fatto una relazione seria ed ha affrontato il tema della ricostruzione, il tema dell'emergenza ed il tema dell'assistenza.
Credo che in sintesi dobbiamo puntare ad un modello di ricostruzione rispettoso delle persone e rispettoso dei luoghi. Una ricostruzione in grado di restituire un futuro, quindi una strategia coraggiosa per la prevenzione, per la cura del territorio e del patrimonio edilizio, sia pubblico che privato.
Le singole persone e i Paesi di fronte a questa tragedia hanno mostrato il loro volto migliore. Sono stati ricordati atti di eroismo e di generosità. Tante persone hanno lasciato le loro abitazioni, hanno interrotto le ferie per andare a scavare nelle macerie, a mani nude. Tanta generosità ed anche tanta efficienza della Protezione civile e delle Forze di polizia.
Noi dobbiamo dire grazie a queste persone, a queste comunità, voglio, non per un fatto formale, associarmi ai ringraziamenti che sono stati fatti al Presidente Ceriscioli, alla Vicepresidente Casini, all'Assessore Sciapichetti, non soltanto perché si sono mossi immediatamente, non soltanto per quello che hanno fatto, ma anche per il modo con cui l'hanno fatto. L'Assessore Sciapichetti sa che più volte ho sottolineato questa sobrietà della nostra Regione ed anche la sua.
Bene ha fatto il Presidente anche sul piano politico, istituzionale, oltre alle tante iniziative che qui sono state ricordate, a coinvolgere i Parlamentari eletti nelle Marche e presenti nelle istituzioni italiane, e bene ha fatto a coinvolgere i Parlamentari europei. Tra l'altro sul fondo europeo di solidarietà, come su altre misure, dobbiamo lavorarci. Ci sono, come voi sapete meglio di me, queste 12 settimane per attivarlo. In Europa dal 2002 ad oggi è stato attivato decine di volte. Dobbiamo fare in modo che accanto alle risorse del nostro Paese ci sia anche il coinvolgimento dell'Europa, non soltanto per un fatto di risorse.
Qui è stato riportato che il nostro Paese è sismicamente attivo e che negli ultimi quarant'anni ci sono stati tanti terremoti, c'è pure chi ha fatto considerazioni rispetto ad alcune fasi storiche, però se ci limitiamo anche a questi ultimi decenni, purtroppo, il terremoto nella sua fase devastante si è manifestato più volte, ma mai nelle Marche in questa misura.
A questo punto, proprio perché ci sono stati molti interventi, anche quelli dei colleghi del gruppo, del Capogruppo Busilacchi ed anche del Consigliere Biancani, voglio entrare nel merito di alcune proposte politiche, di alcuni ragionamenti politici che sono stati fatti. Per esempio condivido la proposta politica, direi la centralità della proposta politica, che veniva dal Consigliere Marconi, penso anch'io che ci sia la necessità, lo ribadiva anche ora il Consigliere Biancani, proprio perché questo fatto non solo muterà la strategia politica, gli interventi, gli obiettivi, è un fatto di una grandezza enorme e di una tragicità enorme, dal punto di vista organizzativo di attrezzarci. La proposta del Consigliere Marconi di dare la possibilità a queste due Regioni, Marche e Lazio, di allargare gli esecutivi, credo che sia una seria, soprattutto una proposta che dà forza alla democrazia, perché chi deve rispondere qui è la politica. Voglio ricordare che – condivido anch'io il giudizio espresso su Vasco Errani, ho avuto modo di conoscerlo bene, personalmente, in conferenza unificata, perché sono stato lì 2 anni, quindi so che è persona seria e capace - nelle Marche, purtroppo colpite dal sisma del 1997, c'è stata una bella esperienza di ricostruzione, dal primo momento della dichiarazione dello stato di emergenza, fino alle intese istituzionali di programma, a tutta la fase del terremoto, dall'emergenza alla ricostruzione, quindi è giusto che queste competenze siano utilizzate. Ad esempio la domanda che voglio pormi, non me la sono posta oggi, ma tempo fa, anche se quello era un periodo politico spento, con il Governo guidato dall’allora Senatore Monti, è se quando c'è stato il terremoto in Emilia le competenze dell'Umbria, delle Marche, del dott. D'Ambrosio, sono state utilizzate. È stato chiesto a questi Presidenti di mettere a disposizione la loro esperienza, le loro competenze?
Oggi l'utilizzo di una competenza come quella di Vasco Errani, la considero un fatto importante, ma legata al ragionamento che facevo poc'anzi e che faceva prima il Consigliere Marconi: noi dobbiamo fare in modo che a rispondere sia la democrazia, la politica e quindi dobbiamo organizzarci ed attrezzarci per quello che è di nostra competenza.
Purtroppo questi terremoti devastanti non sono una novità per il nostro Paese, tanti sono stati documentati nella lunga storia di questo nostro Paese, fino a quelli più recenti, del dopoguerra, dalla Sicilia, al Friuli, alle Marche, all'Umbria, all'Abruzzo, all'Emilia, e da questi eventi sono nate e sono state fatte delle scelte importanti, penso al sistema della Protezione civile che costituisce un importante esempio per l'Italia e per l'Europa.
Da più di 10 anni c'è un'ordinanza del Governo che rende obbligatoria la verifica di vulnerabilità sismica in tutti gli edifici di interesse strategico: ospedali, scuole, edifici pubblici. Questa verifica di vulnerabilità è indispensabile. Voglio ribadire che nulla si può fare per prevenire i terremoti, ma molto si può fare per ridurre le perdite umane e i danni materiali.
Penso alla riqualificazione del patrimonio edilizio, penso che in Italia ci sono tanti edifici che sono stati costruiti prima che entrassero in vigore le regole per l'adeguamento antisismico, penso alla necessità di ricostruire le periferie, di mettere al sicuro gli edifici. Tante sono le proposte, si parte dalla conoscenza dello stato di ogni singolo edificio, proposte per poter intervenire in modo concreto, a medio e lungo termine, lungo relativamente. Un piano complessivo, si parta immediatamente e non mi riferisco alla ricostruzione che va fatta subito, sono d'accordo su questo, ha fatto bene il Presidente ad intervenire sul fatto che nelle tende non ci si sta, che ci si deve stare il meno possibile anche nelle cassette, e che si punta alla ricostruzione, che semplificavo, come rispetto dei luoghi e delle persone.
Ho detto che le proposte per questo piano organico sono molte, dagli incentivi ai sistemi assicurativi, alle risorse finanziarie, con quel riferimento che ho fatto anche all'Europa.
Questa mattina ho sentito anche il Consigliere Carloni che parlava della legge urbanistica. La legge urbanistica è una necessità, su questo non so se interverrà la Vicepresidente Casini, ci sono state già numerose iniziative anche pubbliche su questa legge, in questi ultimi mesi ce ne sono state, ma comunque in questa regione ci sono già alcune leggi, io cito quella sulla microzonazione sismica che è una legge del novembre 2012, che è legata allo sviluppo delle attività connesse con la mitigazione del rischio sismico, con la valutazione della vulnerabilità degli edifici, con le priorità per quelli strategici, ed è legata anche ad un altro aspetto, alla tipologia dei terreni che producono effetti di amplificazione delle onde sismiche, quindi questa è una legge da attuare fino in fondo, perché è importante e fortemente innovativa.
Per la verità c'era stata anche una proposta di legge, mai diventata legge, legata all'istituzione della scheda tecnica di fabbricato, è nella storia di questa Regione, nei pronunciamenti di alcuni organismi che a volte intervengono perché preoccupati di alcune novità che potrebbero costare anche dei sacrifici, ma che sono importanti ed andrebbero colte. Vedo grandi resistenze al cambiamento, questa è una cosa che a me preoccupa, come pure l’aspetto legato alla necessità di ricostruire tenendo conto a quanto ho fatto riferimento: rispetto dei luoghi e delle persone.
Sulle leggi approvate dall'Assemblea legislativa delle Marche, o su altre che sono state proposte e non approvate, o su altre di cui dovremmo discutere, come quelle legate al governo del territorio, sicuramente avremo modo di ritornarci, però ci tengo a dirlo, dobbiamo essere molto attenti, nel momento in cui andiamo a rivendicare nuove leggi dobbiamo fare in modo che quelle che ci sono, che sono rilevanti, che sono innovative e che danno delle garanzie e della sicurezza importanti, siano applicate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Sarò molto breve anche perché molti aspetti che già sono stati citati li lascio da parte e mi concentrerò su alcune cose che ci tengo a dire, anche come provenienza da quel territorio.
Prima di tutto non posso che associarmi a tutti quanti per i ringraziamenti che sono stati fatti, sulla struttura su cui ho qualcosa da dire ed anche su quella che è la nostra struttura di rappresentanza, il Consiglio, la Giunta, l'Assessore Sciapichetti, il Presidente.
In particolare vorrei fare un ringraziamento, anche perché in questi giorni ho vissuto quel territorio, alla Vicepresidente Casini, lo faccio per un motivo specifico: anch'io spesso, in passato, mi sono trovato a gestire da amministratore alcune tragedie, alcune vicende che hanno riguardato i lavoratori del mare e posso assicurare che mantenere l’atteggiamento dell'amministratore, quando la tragedia colpisce i luoghi che riguardano la propria infanzia, che riguarda le persone che noi conosciamo da vicino, vi assicuro che è una cosa estremamente difficile, quindi vorrei ringraziare l'Assessore per questo.
La mia prima preoccupazione è stata per lei perché sapevo che quella notte si sarebbe trovata in quella zona duramente colpita. Grazie di questo e troveremo la forza per uscire da questa situazione.
Se c'è una cosa che colpisce è che abbiamo parlato tanto di aree interne, abbiamo parlato di rilancio di questi nostri territori, però questa tragedia in parte ha colpito il futuro di questi luoghi perché l'età media delle persone che sono decedute purtroppo è molto bassa, ci sono anche tanti bambini, e noi sappiamo benissimo che quando togli i giovani, quando togli i bambini è molto difficile far ripartire un territorio.
Credo che la commozione ce la possiamo permettere fino ad un certo punto proprio e per quello che ho detto prima ora dobbiamo essere forti e decisi per stare vicini a queste comunità e sono convinto che nonostante tutto riusciremo a dare un futuro a questi territori, che poi è il futuro che abbiamo sempre auspicato in quest'Aula e che abbiamo messo anche nei nostri piani, in particolare nei piani di sviluppo rurale ed in quello delle aree interne, In parte fortissimo è stato l'impegno anche dell'Assessore, proveniente da quelle parti, non solo sul Psr, anche aderendo al Piano nazionale di Fabrizio Barca e via dicendo.
Su questo il nostro impegno sarà molto forte. Ho visto la presenza costante anche degli Assessori di riferimento, dell'Assessore Sciapichetti, del Presidente stesso. Anch'io, come hanno detto in tanti, ritengo la nomina di un Commissario straordinario, il dott. Vasco Errani, un valore aggiunto che possiamo avere in tutta questa vicenda e che sicuramente non limiterà la capacità di indirizzo che questo Consiglio deve avere.
Ho detto che volevo mettere l'attenzione su altre cose, si è detto dell'importanza che la legge urbanistica potrà avere, integrata ad una politica nazionale, perché sappiamo benissimo che su queste tematiche occorrono appoggi, soprattutto occorrono tanti fondi che dovranno arrivare, dico semplicemente questo, Assessore: noi vogliamo lo stesso trattamento che c'è stato per l'Abruzzo con l'Aquila e per l'Emilia Romagna. In proporzione vogliamo le stesse risorse che sono state stanziate per quei terremoti che ci hanno preceduto purtroppo nel decennio precedente.
Vorrei dire un'altra cosa velocemente su quelli che sono gli edifici pubblici di primaria importanza. Apprezzo la politica molto in voga in alcuni Stati degli Stati Uniti d'America, dove gli edifici pubblici, in particolare ospedali, scuole, stadi, luoghi dove ci sono grandi assembramenti di pubblico, hanno una scadenza come se fossero dei prodotti alimentari. Questo parte da un concetto ben preciso: tutti i cittadini devono usufruire delle migliori tecnologie in un momento particolare della storia. Quello che è stato costruito 40, 50 anni fa sicuramente non ha le tecnologie che possiamo permetterci oggi, quello è il fine della ricostruzione degli edifici pubblici perché deve essere prima il pubblico a garantire ed a proteggere i propri cittadini, in particolare i più deboli. Mi riferisco alle scuole ed in particolare agli ospedali, proprio sugli ospedali mi associo al ringraziamento che abbiamo fatto alla Protezione civile che ormai è una splendida realtà del nostro Paese, purtroppo la Protezione civile si trova a gestire quello che ad esempio in un altro settore, nel settore automobilistico, viene definita la sicurezza passiva. Un airbag fa parte della sicurezza passiva perché si attiva nel momento in cui l'evento negativo è già avvenuto, invece noi abbiamo bisogno di sicurezza attiva, che è la sicurezza della prevenzione perché se noi abbiamo la Protezione civile, i Vigili del fuoco, gli apparati dello Stato che sul campo sono così attrezzati, così preparati è perché purtroppo di tragedie ne abbiamo avute molte e non basta solo il cuore, cioè quello che fa la Protezione civile non è solo il cuore, la forza, la determinazione, ma è anche la grande preparazione ed il grande lavoro che c'è dietro a quell'efficienza dei soccorsi.
Vorrei citare, perché è stato fatto poco in quest'Aula, ma è stato fatto, anche la nostra struttura sanitaria. Noi parliamo della sanità in quest'Aula ed anche nella stampa per le liste di attesa, per le inefficienze, per tutti disguidi ed i disagi che purtroppo oggi abbiamo, ed è stata straordinaria la dimostrazione di efficienza soprattutto della struttura del 118 dislocata negli ospedali di Ascoli e San Benedetto e in tutto il territorio. E' stata veramente straordinaria, perché sono riusciti con il massimo delle Potes ad essere sul posto mezz'ora dopo l'accaduto e nonostante tutto coprire anche i territori considerando che sulla costa, solo nella Riviera delle Palme, avevamo più di 350.000 persone, perché questo terremoto è accaduto il 24 di agosto.
Un esempio di straordinaria efficienza, detto questo credo che un'operazione importante che subito dovremo fare con questa amministrazione, con questa Giunta, sia un monitoraggio dello stato delle nostre strutture pubbliche, sia quelle attualmente rimaste agibili e a maggior ragione quelle inagibili.
Faccio un esempio, noi abbiamo parlato in quest'Aula tante volte della riqualificazione dei nostri ospedali, degli ospedali unici, quello di Fermo, quello di Macerata e quello di Ascoli, faccio presente che l'ospedale di Macerata e l'ospedale di Ascoli sono entrambi in una zona sismica 2, che è la stessa dell'Aquila e di Arquata del Tronto, una zona con un rischio sismico non altissimo ma elevato, come dicono gli esperti del settore. Entrambe le strutture sono state costruite all'inizio degli anni '70, sono state adeguate e messe a norma, ma per il concetto che dicevo prima dovremmo spingerci ad una accelerazione di quello che è già un progetto di questa amministrazione, uno dei pilastri con cui noi intendiamo riorganizzare tutta quanta la sanità marchigiana.
Un altro aspetto a cui tengo tantissimo è quello di smorzare o evitare totalmente quella piccola polemica che c'è stata tra ieri sera e stamattina, anche se credo che sia già totalmente sopita, di alcuni albergatori della Riviera delle Palme, in quanto c'è stato l'accordo tra il Comune di Accumoli e il Comune di San Benedetto, come ha detto prima il Presidente, perché c'è stata la volontà della comunità di Accumoli di trasferirsi in blocco in uno spazio ben delimitato e non essere collocata in diverse strutture, in uno spazio più ampio. La comunità ha manifestato questo interesse ed essendo la volontà popolare dei cittadini di Accumoli che hanno deciso di trasferirsi in massa, San Benedetto ha accolto favorevolmente questa iniziativa ed ha messo a disposizione tutte le strutture alberghiere ed addirittura ci sarà anche un ufficio del Comune di Accumoli che si sposterà nella città di San Benedetto del Tronto.
Lì avremo una comunità che si sposta in blocco e ad oggi, me l'ha detto poco fa il Presidente dell'associazione albergatori, sono più di 400 i cittadini che si trasferiranno nei prossimi giorni, una quarantina sono i bambini che occuperanno anche le scuole, principalmente quelle dell'infanzia e la scuola primaria. Noi ci attiveremo anche per sistemare questi bambini e per creare loro le situazioni favorevoli, per quanto ci possa essere possibile, e soprattutto per tenerli insieme ed integrarli con i nostri bambini.
Questa è stata una scelta della comunità di Accumoli, mentre la comunità di Arquata intende restare sul posto e mi sento molto sollevato dalle dichiarazioni del Presidente che ha detto che i 7 mesi sono solo un periodo che noi prendiamo come riferimento, e se i cittadini intendono, questa è la posizione che ho capito, rimanere sul posto, sicuramente la Regione, tutti gli organi dello Stato presenti, attueranno questa volontà perché sappiamo benissimo che per far rinascere un territorio … Ieri c'è stato un esempio bellissimo ad Arquata ha riaperto il bar del paese, questo è un segno importantissimo e quel bar per andare avanti ha bisogno che ci siano i cittadini, perché dopo il bar mi auguro che apra un forno e riaprano tutte le altre attività.
Siamo in una fase indivenire, ma sicuramente sapremo stare vicino a quei territori.
L'altra cosa riguarda le attività produttive, ho già parlato con il Presidente Traversini, grande conoscitore delle aree interne, ci sarà bisogno di ricalibrare un po' quelli che erano i nostri obiettivi anche perché sono sorte molte problematiche sia dal punto di vista dell'agricoltura che di alcune attività produttive che insistono sul posto.
Altro problema che è stato citato è quello della pubblicità negativa che è stata fatta alle nostre strutture turistiche - senza andare con i dati ufficiali all'ufficio del lavoro, sono dati che ho avuto attraverso delle conoscenze, essendo in quel territorio - nell'ultima settimana ci sono state più di 100 interruzioni di contratti anticipati di operatori delle strutture alberghiere, quindi la stagione nella riviera delle palme è finita circa 2 mesi prima, sono stati disdetti molti viaggi, sappiamo che questo è un periodo in cui molti Comuni mandano gli anziani a soggiornare in riviera e questo discorso noi lo dovremmo fare per cercare di partire con una contro comunicazione perché purtroppo in tutto il mondo è stato detto a chiare lettere che il terremoto c'è stato nel piceno e risulta agli occhi di molti, soprattutto di quelli che non vivono nei nostri luoghi, che il nostro territorio è pericoloso.
Noi sappiamo che così non è, lo è in parte e ci siamo ripromessi di lavorare insieme per far si che si apra una nuova fase che riguardi la sicurezza attiva, quindi la prevenzione, per non dover sempre ringraziare.
Questo può sembrare un paradosso però non vedo l'ora che arrivi quel giorno in cui non dovremmo più ringraziare per cose straordinarie la Protezione civile, il 118, i Vigili del fuoco, ma ringraziarli solo per il lavoro ordinario che fanno. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA (parla dagli scranni della minoranza). Grazie Presidente. Dal giorno della prima scossa sto seguendo con attenzione e preoccupazione quanto accade giorno dopo giorno nei Comuni colpiti.
E' un periodo che non è finito perché ogni giorno e anche poco fa ci sono state scosse abbastanza importanti, possiamo dire che non sono finiti i crolli, non è finita l'emergenza purtroppo.
Ho vissuto personalmente in quei territori momenti di angoscia, di ansia e di dolore e desidero esprimere anche in questa sede, come ho già fatto in altre, solidarietà e vicinanza a tutti coloro che sono stati colpiti dal sisma. La mia profonda gratitudine va soprattutto a tutti i membri della Protezione civile, ai volontari, a tutti quelli che sono accorsi non solo dalla nostra regione e dalle regioni limitrofe, ma da tutt'Italia nella nostra terra per portare soccorso o anche soltanto vicinanza.
Dal 24 agosto non passa giorno in cui non rivolgo il mio pensiero a tutti coloro che in un attimo, in un momento hanno perso tutto, chi i propri cari, chi la casa, chi i ricordi di una vita.
Ero a Sarnano quella notte e non nascondo di essermi sentita miracolata nel non aver riportato danni, né io né la mia famiglia, fino al punto di sentirmi quasi in colpa per essere fra i fortunati rispetto a chi tragicamente si è visto strappare via un figlio, un padre, un nipote.
Una tragedia che mi segna molto da vicino perché ho molti amici non solo arquatani, ma anche in tutti quei Comuni limitrofi, amici che ora sono senza casa, amici che sto cercando di aiutare con la vicinanza ed anche in modo più tangibile.
Ho visitato le case delle persone colpite, le ho visitate perché mi sembrava un dovere morale, non ho fatto niente di speciale; ho visitato la nostra terra, la mia terra, perché penso che così si interpreti bene anche quello che è il mio mandato elettivo. Ho sentito al cellulare chi non potevo raggiungere perchè le comunicazioni sono state interrotte quella notte ed il giorno dopo erano alquanto difficoltose. Ho cercato di essere vicina, non mi sono recata in tutte le zone colpite per non intralciare anche la macchina dei soccorsi che, come ha detto il Presidente, ha funzionato molto bene, ma ha funzionato bene anche perché noi marchigiani siamo un popolo che non si piange addosso, un popolo che fin da subito reagisce ed io spero che anche in questa sede possiamo confermare questo nostro spirito di pronta reazione, una reazione attiva innanzitutto.
Quello che ho visto è stato uno scenario apocalittico. Di quella terribile notte noi non possiamo dimenticare tutte le immagini diffuse, ma anche quelle non diffuse, perché non dimentichiamo che oltre Arquata ed Amatrice ci sono tanti altri Comuni che chiedono di non essere dimenticati.
Io sono stata vicina a molti Sindaci, ho portato un segno di vicinanza ed ho detto a tutti i Sindaci degli altri paesi che non saranno abbandonati, perché la prima cosa che è stata chiesta è quella di non abbandonarli. Noi dovremmo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità, quota parte di responsabilità che ricopriamo, per cercare di favorire e alleviare le sofferenze di una popolazione che di colpo si è trovata spogliata dalle fatiche di un'intera vita.
Il giorno seguente al terremoto mi sono recata anche nel centro operativo di Sarnano ed ho incontrato il Sindaco che lì per lì mi ha detto: “Grandi danni non ci sono stati”, perché c'è stata la difficoltà anche da parte dei Comuni di fare le perizie ed in mancanza di tecnici alcuni Comuni si sono trovati soli per cui le perizie e i controlli sono stati fatti successivamente e si stanno ancora svolgendo un po' in tutte le province di Macerata, Fermo e Ascoli.
Successivamente sono andata ad Amandola e anche nel Comune di Gualdo di Macerata che ha avuto molti crolli sia nel centro storico che nelle campagne. Ho visto case totalmente ridotte in macerie, anche se non sono mediaticamente attenzionate, la situazione non è così circoscritta, è un po' a macchia di leopardo.
A Gualdo sono scampata miracolosamente alla scossa delle 2,30 del giorno dopo e posso dire cosa che essere protagonisti di una scossa e vedersi crollare delle macerie a un metro, di fronte, è diverso dal vederle in televisione o nei servizi.
Quello che posso dire è che non dobbiamo lasciare anche gli altri Comuni abbandonati. Quello che mi ha fatto provare delusione è stata innanzitutto l'esclusione dal decreto del Consiglio dei Ministri contenente la lista dei Comuni assolti dagli obblighi fiscali, spero che ci sia una revisione.
Vorrei dire che altri Comuni si trovano nelle stesse difficoltà, mi sto riferendo ad Amandola, Gualdo di Macerata, Penna San Giovanni, Sarnano, Monte San Martino, Santa Vittoria in Matenano ed altri. Altre situazioni vanno gestite e poste sotto attenzione.
La nostra vicinanza e il nostro sostegno istituzionale deve rivolgersi innanzitutto agli amministratori locali, ai Sindaci in particolar modo che, come ho detto, in questo evento tragico si sono trovati in prima linea, alcuni di loro sono stati eletti da poco e nemmeno pronti ad affrontare il nuovo mandato, figuriamoci situazioni come queste.
Mi auguro che ci sia una forte collaborazione e convergenza come è stato annunciato già in quest'Aula al fine di sensibilizzare il Governo affinché vengano previsti tutti gli interventi possibili volti a censire con puntualità tutti i danni, ripeto che il censimento non è ancora completo, e ci sia il supporto immediato non solo per la ricostruzione ma anche per il riavvio delle attività produttive legate al territorio.
Apro una parentesi per quanto riguarda anche la gestione delle attività. Nelle nostre zone ci sono molte aziende, allevatori con aziende danneggiate, allevatori che non si vogliono spostare, non solo per stare vicino al bestiame che necessita di continua cura, ma soprattutto per evitare fenomeni di sciacallaggio. Ad esempio ad un allevamento che ho visitato è saltato il sistema di recinzione elettrica, per cui il bestiame va controllato a vista, altrimenti i capi potrebbero fuggire o essere facilmente rubati, cose che capitano generalmente nella normalità, figuriamoci in questo contesto.
L'altra situazione da porre sotto attenzione è la riapertura delle scuole che era già in forse, minata dall'altro “terremoto” quello della buona scuola. Adesso si trova molto più danneggiata perché la maggior parte degli edifici scolastici della provincia di Fermo, io parlo degli edifici più antichi, hanno delle parti, delle aree non agibili, non so, probabilmente ci sarà un posticipo dell'apertura dell'anno scolastico per molte scuole del fermano, del maceratese e dell’ascolano.
Per quanto riguarda l'essere vicini, spero che in questo momento così difficile per le zone e per le aree interne e montane si riesca, e questo lo chiedo a tutta l'Assemblea, anche a congelare la paventata chiusura delle guardie mediche nelle zone più interne. Grazie.

PRESIDENTE. Mi raccomando sui tempi perché stiamo sforando ampiamente rispetto al termine dato.
Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Presidente, non lo può chiedere alla fine, noi abbiamo ascoltato pazientemente tutti, vorremmo non dire le stesse cose, ma portare un contributo a questa bella discussione.
Mi associo ai ringraziamenti che sono stati fatti per coloro che hanno operato in emergenza.
Voglio esprimere anch'io solidarietà alle famiglie, a coloro che hanno perso i loro cari, io vengo da quel territorio, lo conosco a mena dito, in modo particolare ho un stretto legame proprio con l'arquatano, l'acquasantano per cui sono stato una settimana, mattina, sera ed anche qualche notte, in quei territori ed ho vissuto il dramma sociale ed umano delle famiglie residenti e dei turisti. Per cui vi posso garantire che visti i luoghi è un'immane tragedia dal punto di vista sia ambientale che umano.
Voglio scindere questo mio breve intervento in due parti, nella prima vorrei parlare un po' più tecnicamente, nella seconda trattare il dramma che il territorio sta vivendo.
Bene, la prima parte riguarda l'emergenza, è “scontato” perché noi sappiamo che in questi frangenti, questo nostro Paese dà delle risposte straordinarie ed anche questa volta ha dato una risposta straordinaria per professionalità, per vicinanza umana, per assistenza, incredibile insomma, si è mossa tutta l'Italia, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia ed anche dalla Sardegna, perché il sistema dell'emergenza della Protezione civile, come tutti sappiamo, funziona, anzi da più parti è stato preso a riferimento a livello mondiale.
Ho sentito tanti ringraziamenti, ciascuno di noi però ha fatto la propria parte, quello che dovevamo fare come istituzioni è essere lì, vicini, ascoltare, vedere se potevamo dare un contributo in termini di assistenza, quindi mi sento di dire che ciascuno di noi ha fatto la propria parte, la parte istituzionale che doverosamente in pratica si doveva fare. Però dobbiamo essere anche abbastanza realisti, più del re, non possiamo continuare a dire: “L'emergenza è stata gestita bene quindi adesso stiamo tranquilli”, no, il vero problema del nostro sistema è proprio la gestione della fase intermedia, la fase dopo l'emergenza e prima della ricostruzione.
Su questo versante, ce lo dobbiamo dire, altrimenti saremo veramente degli ipocriti, non abbiamo mai brillato, sul versante dell'assistenza post emergenza noi non abbiamo mai brillato, gli esempi dal Belice all'Aquila sono tutti lì a testimoniarlo, è lì che dobbiamo incidere.
Esprimo grandi riserve su questo aspetto, mi sembra veramente strano che dobbiamo aspettare, in un territorio come questo, dove l'inverno inizia il primo ottobre o forse il 20 settembre, non inizia il 21 dicembre, 7/8 mesi per dare una sistemazione stabile a queste persone.
Lo dico in tutta onestà, mi sembra un sistema che fa acqua da questo punto di vista, vi faccio un esempio, la Società autostrade Anas, in previsione della neve sulle loro strade, paga i mezzi e gli uomini anche se stanno fermi a partire da certe date.Da noi ad esempio dal 15 novembre, in altre zone dal primo novembre, in altre ancora dal 20 ottobre, quindi pensavo che dopo gli avvenimenti dell'Umbria, per non parlare dell'Aquila, la Protezione civile avesse già dei contratti fatti, che ci fossero già delle strutture pronte, da montare, non da realizzare, è così che si fa, la gestione di questo periodo va fatta in questo modo, deve essere tutto pronto, l'unica cosa è individuare le aree dove montarle e la settimana dopo doveva esserci già una struttura che lavorava in questo modo.
Sono molto preoccupato da questo punto di vista, perché quando sento dire: “Adesso toglieremo le tende, sistemeremo, certamente le persone non le faremo stare sotto le tende”, non è così, andateci a parlare, queste non vanno via, per lo meno quelle che stanno nell'arquatano! Non sorrida Assessore Casini …, la vedo con il sorrisino, io non ho mai sorriso in questi 20 giorni, allora per cortesia, se lei ha lì dei parenti, io ho degli amici. Le persone non andranno via, resteranno lì, vorranno roulotte, vorranno cose di questo tipo, sarà un accampamento incredibile da questo punto di vista, quindi mi sorprende come questo nostro sistema, così efficiente nell'emergenza, non sia in grado di strutturarsi per dare una risposta tempestiva nei 30 giorni successivi a quelli dell'emergenza.
Assessore Sciapichetti lo si fa, in alcune parti del mondo lo si fa e lo si può fare, glielo dice uno che non fa il farmacista, lo so che si può fare, si può fare perché le strutture sono lì, pronte e si possono montare. Avere i contratti prima, spendere in prevenzione significa questo, non spendere successivamente, sprecando denaro, la prevenzione si fa in questo modo. Poi parliamo di altre cose.
Da questo punto di vista sono molto preoccupato e non mi sento di dire che tutto va bene, madama la marchesa, perché li portiamo in albergo. No, portare in albergo quelle persone che hanno 80 anni, 70 anni è un disastro, è una sconfitta. Se noi ora riuscissimo a sistemare dei moduli per le scuole, quei bambini, se le loro famiglie non vivono lì, fra un mese li portiamo via? Li portiamo a scuola in un altro paese, in un altro Comune? Se le famiglie non vivono lì i bambini dove li portiamo?
Questo è il sistema di cui dobbiamo farci portavoce, io non do responsabilità alla Regione, non fraintendiamo, non do responsabilità né al Presidente né alla Giunta o a quant'altro, io critico il sistema perché se stiamo qui a dire che tutto va bene madama la marchesa è una sconfitta. Noi dobbiamo dare un contributo per capire quello che succede, anche perché i terremoti non sono una novità, purtroppo per noi, si ripetono ciclicamente, sempre. Nel 1972 facevo il primo anno di università qui ad Ancona, l'ho beccato ad Ancona, poi ad Ascoli, come professionista in Irpinia, in Friuli, in Umbria, all'Aquila ed ora qua …, questo per dire che uno, pur essendo diversamente giovane, quanti terremoti ha visto? Credo che su quest'aspetto occorra stare molto attenti.
Questo è l'aspetto su cui dobbiamo battere, su cui la Regione deve spingere perché una soluzione si deve trovare.
L'altro aspetto di cui mi preme parlare è la prevenzione.
Il Consigliere Giancarli ha parlato della microzonazione sismica, è importantissima se vogliamo fare un percorso di prevenzione perché se noi non riusciamo a mappare tutte le nostre zone non possiamo fare nessun piano di prevenzione, nessuna legge che possa incentivare, dal punto di vista urbanistico, economico e fiscale, il privato a fare qualcosa, perché non sappiamo dove e come intervenire.
Questo è importante! Se noi facciamo la microzonazione sismica a cosa deve essere finalizzata? Finalizzata a fare i piani di evacuazione? Transeat dicevano i latini, perché la statistica ci dice che i piani di evacuazione purtroppo sono messi in atto una volta su dieci. Nel momento in cui il terremoto arriva alle 3 di notte chi evacui? Nessuno! Questo è il concetto.
Non possiamo spendere dei soldi per fare la microzonazione sismica per fare i piani di evacuazione, libri grandissimi che nessuno legge, la dobbiamo invece per censire quelle aree, quei borghi, quelle case, quei territori, quei terreni su cui intervenire, allora si, questo è importante, mettere i fondi su quella legge per fare questo. Poi deve esserci una conseguenza logica, dopo aver fatto la mappatura fare la legge e smettere di dare comunicazioni all'esterno dicendo ai nostri concittadini che esistono le case antisismiche e che possono stare tranquilli, non è vero, il concetto di casa antisismica anche in cemento armato non esiste, non esiste la casa antisismica.
Anche nella comunicazione dobbiamo stare attenti. Abbiamo dei fabbricati che sono idonei a resistere a sollecitazioni che conosciamo, che la legge ci dice di prendere in considerazione, poi arrivano delle situazioni strane, diverse, per cui la tua casa, progettata antisismica, in realtà viene giù perché non conosciamo esattamente quali sono le accelerazioni dei terreni e non conosciamo i tempi di risposta che danno i fabbricati.
E’ questa la prevenzione, molto tecnica e su questa la regione può dare una grande risposta e se questa legislatura sarà caratterizzata da questo fatto - già soltanto tirare fuori la normativa - sarà un grande successo.
Un'altra cosa importante a livello nazionale è che noi abbiamo una normativa aggiornata dal 2012, ferma lì, non approvata, perché le norme antisismiche vengono elaborate in funzione delle esperienze tragiche che l'uomo vive. Lì si vede quello che è successo, lì si vedono le cause e si aggiornano le norme, dopo il terremoto dell'Aquila sono state evidenziate grandi lacune rispetto alla vecchia normativa, anche la normativa dell'Umbria è stata innovativa, tante ne sono state evidenziate, però quella normativa è ferma al 2012, per quale motivo? Per gelosia fra Ministri che non la portano? Io non ho capito, sta lì pronta, bella e non viene approvata, anche questa è una cosa di cui la Regione deve farsi carico, nella Conferenza Stato-Regioni, per andare avanti. Sono aspetti molto importanti.
Chiudo con l’altra parte di questo mio breve intervento relativa al dramma sociale ed umano che i territori di Arquata, di Amatrice, dei Sibillini,stanno vivendo. Credo che il terremoto abbia prodotto una grave frattura dell'ordine sociale, non ha soltanto fratturato i terreni, ha fratturato un ordine, ha fratturato un sistema di relazioni di carattere istituzionale, di carattere morale, di carattere personale ed economico.
Dall’interno dobbiamo trovare la spinta, dopo quello che è successo, per ricostruire questo legame, perché il problema più grosso che si pone adesso nei territori dell'arquatano non è soltanto la ricostruzione delle case, e quindi dare dei fondi per ricostruire, ma sarà ricostruire quel tessuto sociale che si può spezzare definitivamente se le persone le prendiamo e le portiamo chissà dove, perché dopo lì non ci tornerà nessuno, ci torneranno come seconde case, ma non come comunità.
Il nostro grande impegno è questo. Qual è la solidarietà che noi possiamo dimostrare al di là del versamento, dell'obolo, necessario, fondamentale? Cosa possiamo fare? Io propongo di dare questi fondi direttamente ai Comuni, impediamo che facciano un sacco di giri per poi arrivare chissà quando a destinazione. I Comuni hanno aperto dei conti correnti ed hanno la necessità di avere cash, importantissima, perché un Comune di 1.200 abitanti in cassa non ha niente e se arrivano 100/200/300 mila euro sono una grande risorsa anche perché arrivano subito, in tempo reale e possono essere spesi immediatamente.
Detto questo, poi ognuno dal punto di vista morale, etico, fa quello che vuole, li dà a chi vuole, alla famiglia, all'organizzazione onlus, al Comune, questo non importa. Ripeto, qual è l'altro aspetto della solidarietà? Cosa significa non lasciarli soli? Riflettiamo su questo! Significa andare in quei luoghi, significa andarci quotidianamente, significa che se devo comprare, ad esempio, un chilo di carne buona vado lì a comprarla, perché so che c'è una buona macelleria a Trisugo, faccio vedere che c'è vicinanza; se in primavera con il bel tempo decido di fare una passeggiata, la faccio sui Sibillini e vado negli agroturismo della zona. Questo significa non lasciarli soli, se c'è ancora una chiesa in piedi vado lì a messa. Questo è il concetto di non lasciarli soli. Questo è l'aspetto fondamentale, se non facciamo questo la solidarietà nostra non serve a nulla.
Mi auguro che il messaggio che la Regione possa portare sia proprio questo, anche organizzando, ad esempio, qualcosa all'interno dei parchi. Ci sono delle strutture che sono rimaste in piedi, l'Assessore Casini lo sa benissimo, la Regione può farsi carico di fare qualcosa all'interno, non le feste, ma qualcosa che porti gente quotidianamente a visitare quei luoghi in modo tale che le persone si sentano assistite e possano acquisire la fiducia per ripartire, perché che il terremoto ha rubato la speranza a tanti ragazzi che si stavano organizzando nell'entroterra attraverso cooperative, facendo le guide turistiche, le guide dei parchi, che avevano messo su degli agriturismi. A loro è stata rubata la speranza di lavorare e quando un ragazzo di 25/26 anni decide di farla finita, se ne va e non torna più, ci tornerà soltanto per la festa del Paese quando questa ci sarà.
Questo è l'impegno che noi dobbiamo prendere al di là delle roboanti dichiarazioni, un impegno preciso fatto di cose concrete su cui è compito della Regione intervenire. Credo che solo così noi ricostruiremo questo tessuto, dando vita a questi borghi che rappresentano la vita del nostro territorio, dell'Appennino, senza di loro vengono meno tutta una serie di valori su cui noi abbiamo costruito la comunità marchigiana, una comunità fatta di questi valori: solidarietà, amicizia, mutuo soccorso ed anche capacità di resistere agli eventi luttuosi. Solo così possiamo costruire una società resiliente, oggi vanno di moda questi grandi termini, una collettività capace anche di affrontare serenamente degli eventi luttuosi perché si sente particolarmente unita. Credo che sia necessario mettere questo in campo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Intervengo brevemente per sottolineare alcuni aspetti più specifici di questo dibattito.
La relazione fatta dal Presidente è stata molto ampia, puntuale ed oserei dire che su alcuni punti anche non reticente, cosa non sempre scontata nei dibattiti politici.
Ho sentito i tanti ringraziamenti e mi associo. Ringraziamenti generici alle forze che nell'immediatezza della scossa hanno svolto quell’azione fondamentale: sistema dell'emergenza, 118, eliambulanza, le cose che ho sentito.
Vorrei fare anche un ringraziamento, questa volta nominativo, nomi non ne ho sentiti ed è giusto non sentirli, ma vorrei approfittare e ringraziare propria da questa sede, dall'Aula del Consiglio regionale, il medico di medicina generale, medico di famiglia di Arquata del Tronto, il dr. Italo Paolini, carissimo amico e carissimo collega, che fin dalle prime ore - io sono stato uno di quelli che ha saputo quasi in diretta quello che stava succedendo ad Arquata, perché mi sono messo in contatto con Italo che sapevo essere di quel territorio - si è messo subito a disposizione ed ha creato una rete assistenziale degna e di un'efficienza straordinaria. Prima in tenda, poi in camper, messo a disposizione dalla Protezione civile, è riuscito a mettere in piedi un ambulatorio collegato – il telesoccorso - e questo grazie anche all'aiuto della Regione, per via telematica con l'Inrca per quanto riguarda la telecardiologia, la telediabetologia e la teledermatologia. Peraltro ci troviamo di fronte, lo ricordava prima il Consigliere Urbinati, ad una popolazione prevalentemente anziana con polipatologie, quindi c'era la necessità di ricreare il database, gli archivi di quei pazienti che non avevano più farmaci, e solo attraverso un’organizzazione così puntuale, capillare ed efficiente che la medicina generale, attraverso la figura del dr. Paolini, è riuscita a mettere in campo ed a garantire quella continuità assistenziale che ancora in queste ore e nei prossimi giorni si svolgerà, forse sarà uno di quei servizi che impedirà lo spopolamento, di cui si parlava prima, e ne potranno godere quei cittadini che vorranno rimanere sul posto, dove sono nati e dove hanno vissuto la loro vita.
Questo non è un ringraziamento così, formale, ma è il riconoscimento al ruolo di professionisti che peraltro oggi garantiscono l'H12 continuamente, perché poi ci sono anche dei medici volontari. Io sono andato domenica a visitare e sono rimasto sconvolto dalla possibilità che hanno di dare un'assistenza efficace ed efficiente a quelle popolazioni.
Hanno però una grossa preoccupazione, questo si, che è quella che spenti i riflettori, la serie di servizi, dal telesoccorso, alla teleassistenza, possano essere smantellati, invece vogliono che questi tipi di servizi, che sono la garanzia di una buona qualità di assistenza, soprattutto per popolazioni prevalentemente anziane, possano rimanere.
Ecco Assessore Casini, ne ha parlato anche il Consigliere Urbinati, l'importanza della progettualità che la Regione Marche ha messo in campo nelle aree interne soprattutto per quel che concerne i servizi sanitari.
Oggi ci siamo prevalentemente concentrati su alcuni territori, penso all'alto pesarese, so che stanno partendo alcune iniziative nell'alto maceratese, ma credo che la vicenda del terremoto possa portare anche in quei territori questa progettualità che è l'unica, secondo me, in grado di mantenere l'efficienza dei servizi, in questo caso dei servizi sociosanitari, quindi di impedire quello spopolamento, quel depauperamento di questi territori straordinari.
Chiudo con un cruccio e anche con una speranza, da tempo sarei dovuto andare a trovare il mio collega Paolini ad Arquata del Tronto, non ho mai trovato il modo, sono passato una sola volta ad Arquata del Tronto in occasione di una gara ciclistica che ho fatto, la maratona dei Sibillini, ma capite che in quelle condizioni ho visto ben poco, il cruccio è di non averla potuto vedere com'era, ma la speranza è quella di rivederla magari un po' diversa, con le sue caratteristiche di città dei Sibillini, così come la conoscevamo.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Non voglio ripetere le considerazioni generali perché ormai abbiamo parlato un po' tutti, il discorso che m'interessa sottolineare per punti lo evidenzio in maniera molto sintetica.
Siamo purtroppo a piangere i morti di un terremoto che ormai troppo spesso, negli anni, si ripete nelle nostre zone, chiaramente a causa delle caratteristiche strutturali delle abitazioni in cui abitiamo.
Questo ci deve far riflettere sulle priorità di spesa che in Regione, a livello nazionale, a livello europeo, abbiamo.
Siamo bravi nel curare, nell'intervenire in emergenza, ma non siamo bravi nella prevenzione. Ad esempio abbiamo visto che molti centri operativi comunali, che per legge devono essere attivati, non sono probabilmente all'altezza di supplire il loro compito di gestione dell'emergenza e questa cosa ci deve far riflettere per un controllo puntuale nell'applicazione della normativa.
Abbiamo tra l'altro bisogno, in questo momento, di finalizzare un cronoprogramma preciso nella gestione dell'assistenza. Nelle prossime settimane, l'inverno si avvicina, siamo anche in quota, rischiamo di sradicare queste popolazioni dalle loro abitazioni e sarà difficile riportarle negli anni successivi, quindi i moduli abitativi devono arrivare velocemente e consentire alle persone di abitare dove preferiscono, vicino a casa loro, in moduli confortevoli per passare l'inverno. Ci saranno problemi di viabilità, la neve, l'approvvigionamento e tutto quanto.
Faccio richiesta alla Giunta di avere un cronoprogramma, un dettaglio delle attività che vogliamo mettere in campo immediatamente per gestire la fase dell'assistenza, terminata la fase dell'emergenza.
Questo report ufficiale prenderà le mosse da quello fatto dalla centrale operativa che chiedo di ottenere e di visionare. Ho fatto il giro con i colleghi nelle zone alcuni giorni fa ed ho ricevuto da un centro di assistenza in una tendopoli una bellissima tabellina che mi fa vedere quanti pasti ci sono, quanti posti letti ci sono, i moduli sanitari e quant'altro, vorrei che questo sia di dominio di tutti i Consiglieri per poter approfondire la tematica, non voglio acquisire le informazioni dalla stampa, le voglio vedere ufficialmente trasmesse dalla Giunta ai Consiglieri.
Adeguamento sismico, è una priorità nazionale. La prevenzione dei rischi, compresi quelli delle alluvioni, si sposano con tutto il panorama se vogliamo mantenere in vita la nostra tipologia di società.
Sono andato a spulciare un po' il bilancio del 2015 e del 2016 per quel che riguarda il soccorso civile, le somme in gioco sono veramente ingenti. Nel 2015 si prevedeva di spendere quasi 45 milioni, poi praticamente ne abbiamo spesi 28, vediamo la discrepanza in quali settori si riscontra, ci sono voci che non dovrebbero essere soggette a eccessive variazioni, allora mi chiedo perché ad esempio per il sistema di protezione civile vengano previsti 2.500.000 euro e poi spesi 1.200.000 euro. Bisogna tarare meglio anche dal punto di vista organizzativo e preventivo la macchina del soccorso, anche dal punto di vista contabile.
Il bilancio 2016 prevede sul soccorso civile ben 32.000.000 di euro e vedremo come verranno spesi; nel bilancio triennale per il 2017 sono previsti soltanto 92.000, come dico ogni volta che parliamo di bilancio, non portiamoci in giro, alziamo lo sguardo e guardiamo a livello triennale quello che la normativa ci chiede e ci impone.
Sono andato a vedere le numerose voci di bilancio, ma per la differente modalità con cui il 2016 il bilancio viene redatto, sono anche malamente confrontabili, però ho riscontrato che per il 2016 abbiamo previsto di spendere quasi 18 milioni in mutui per le catastrofi passate. Stiamo spendendo ancora per il terremoto dell'Abruzzo del 2009, per quello dell'Emilia-Romagna che è più recente, per quello che si è avuto nella Valnerina, per quello di Ancona, quello del 1987. Nel bilancio del 2015 ci sono quasi 800.000 euro per terremoti e disastri che sono accaduti 20/30 anni fa. La capacità di progettazione e di adeguamento ci consente di stornare questi soldi che comunque dobbiamo impiegare sul futuro anziché riparare il passato. Poi piangiamo i morti, i morti possono essere evitati se costruiamo e adeguiamo le nostre residenze.
Per l'adeguamento antisismico delle scuole pubbliche 755.000 euro nel 2015, interroghiamoci se questa è una cifra sufficiente oppure no.
Sono sicuro che il terremoto gioco forza terrà banco per tutta la legislatura nei nostri Consigli, voglio chiudere con il fatto della trasparenza, su cui saremo chiaramente accaniti, e della destinazione dei fondi. Noi ci tagliamo gli stipendi tutti i mesi, 100.000 euro li abbiamo pubblicamente promessi ai Sindaci che avranno bisogno e ne avranno nell'immediata disponibilità, noi nella risoluzione che abbiamo presentato e che speriamo che sia condivisa da tutti, chiediamo di avere un sito di riferimento che tratti esclusivamente, in maniera specifica e approfondita, tutte le vicende che riguardano il terremoto, perché dei riflettori ci interessa poco, noi tutti i mesi faremo i nostri bravi sopralluoghi, vogliamo stare in mezzo alla gente per sapere di mese in mese quali sono le reali esigenze. Su questo quindi avremo modo di aggiornarci. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Mi associo a quanto già detto dai colleghi in merito al dramma che ha colpito numerosissime famiglie, anche se la densità abitativa in questo territorio è molto bassa, il numero dei morti purtroppo è drammatico.
E' chiaro che tutto questo nasce da quello che purtroppo è accaduto e che si è determinato sul territorio anche in riferimento ai terreni, terreni diversi che hanno determinato questa catastrofe.
Ringrazio chi è intervenuto immediatamente, i vigili del fuoco, credo che abbiamo un corpo eccezionale ed organizzato, la Protezione civile che personalmente vedo un po', mi si passi la parola, in difficoltà per il futuro, non per l'intervento immediato. Questo mi porta ad esprimere una considerazione, la vedo in difficoltà per il futuro, ripeto non per l'immediato perché è stata grandissima nel tempestivo intervento, perché probabilmente collegata a poche risorse economiche.
Questo secondo me è il problema di fondo e nello stesso tempo vedo con preoccupazione il commissariamento di questa situazione. Non sono stati indicati i Presidenti di Regione come commissari, è stata messa una persona intermedia fra il Consiglio dei Ministri, il Primo Ministro e le Regioni e questo mi preoccupa anche se la persona indicata ha governato una Regione, per carità, senza ombra di dubbio, però sotto l'aspetto del terremoto nella sua ex regione ci sono delle crepe aperte perché non tutte le persone di quella comunità sono state a tutt'oggi sistemate.
Un'altra considerazione è che il nostro territorio è molto diverso da altre zone di questo Paese, lavoriamo in montagna, a 1000 metri, in una situazione difficile alla quale si aggiunge che l'80% delle case danneggiate sono seconde case, è questo è l'altro aspetto gravissimo da dover gestire.
Ad Ancona, che non viene mai presa in considerazione nei piani di ricostruzione di questi ultimi terremoti, è stato fatto un grande piano di ricostruzione, chi amministrava la città in quel contesto è stato grande, perché ha costruito, si è appropriato delle case di proprietà e poi le ha ridate. Credo che sia stata una grandissima operazione di ricostruzione.
Penso che in questa discussione ci sia un aspetto debole che riguarda l'intervento immediato. Anch'io concordo con chi già ha evidenziato questo aspetto, i 6/5 mesi, quelli che occorreranno, per la costruzione delle case sono troppi, Assessore, sono troppo lunghi, e questa mia considerazione sui tempi lunghi, nasce perché la Protezione civile è in difficoltà, non può operare prima, non si può “organizzare” perché i fondi, dobbiamo dircelo, non sono … Vorrei fare solo una battuta, i fondi stanziati tra poco verranno raggiunti dai fondi di solidarietà, sappiamo che c'è un rapporto 1 a 3, 1 a 4, già l' abbiamo superato, quindi attenzione!
Penso che le Regioni su questo aspetto purtroppo debbano incidere, poi bisogna, Assessore, recuperare. La prova è di ieri e di ieri l'altro, lei è stato attento, io ho visto che lei è stato attento, l'ho anche letto - credo che questa sensibilizzazione fosse già stata mandata al Presidente - mi riferisco è ovvio alla situazione di Cingoli che è arrivata all'Assessore il quale è intervenuto puntualizzando la cosa.
Questo è un aspetto importante che nella direzione della sicurezza, Assessore. Credo che questa situazione sia molto difficile, io la vedo difficile, non la vedo facile, Ho cercato di evidenziare gli aspetti che trovo sostanzialmente negativi, come quello che può succedere ai Comuni che si spostano in blocco, non vorrei che questo spostamento porti a lasciare il territorio, a lasciare quello che c'era nel territorio, Assessore. Nel territorio c'era l'economia e quest'economia bisogna riprenderla perché se non si riprende non si riprende il territorio, Assessore, per questo incentivi questo settore. Bisogna intervenire urgentemente per far si che le imprese che sono state rase purtroppo al suolo, riprendano immediatamente, e qui occorre capacità, qui il passaggio è importante, ecco perché avrei preferito che il commissario fosse indicato nella figura del Presidente della Regione, perché è un modo diretto di interloquire, non di seconda battuta come purtroppo accadrà.
Questo è il dato di fatto e sotto questo aspetto se non si mette in moto la ripresa delle attività del territorio credo che tutto quello che si farà, anche se si faranno sforzi massimi per cercare di recuperare il tempo, invece di 6 mesi, 4 mesi o il tempo che occorrerà ..., se non si fa questo primo intervento urgente, immediato in contemporanea con il primo allestimento delle case prefabbricate ...
Credo che il problema dell'intervento sulle attività imprenditoriali debba essere recepito, spero che sia recepito e credo che occorra mandare dei segnali verso le imprese perché possano fare anche loro i piani di sviluppo che servono per la loro attività.
Mi sembra di capire che questo aspetto ancora manchi, credo che in queste ore ci potranno essere delle richieste da parte delle associazioni di categoria per determinare queste cose sul territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. E' molto difficile intervenire dopo aver sentito tante cose, alcune, devo dire sinceramente, proprio fuori dal contesto. Quando si parla di queste aree credo che si dovrebbe avere almeno l'umiltà di guardarle sulla carta geografica per conoscerne almeno la morfologia, almeno l'ubicazione.
Io ero lì quella mattina alle 3:30 quando c'è stata la scossa di terremoto, ero nella nostra casa di montagna, nel giorno del compleanno di mio padre che è morto qualche mese fa e quindi l'ho vissuta in maniera diretta. L'ho vissuta con l'angoscia di non sapere, senza la luce, cosa fosse successo in paese, con la consapevolezza di essere in una casa sismicamente adeguata, come diceva prima il Consigliere Celani, certamente non esiste una casa antisismica, ma esiste una casa che ti salva la vita rispetto ad un'altra casa che invece può non salvartela.
Immediatamente mi ha chiamato il Prefetto, ho sentito l'Assessore Sciapichetti che si era attivo immediatamente, la Protezione civile, dire che dire oggi, a 14 giorni, non si è stati un esempio per tutto il mondo - ho ricevuto messaggi di complimenti da persone che non sono italiane - è mettersi il prosciutto sugli occhi ed è ingeneroso nei confronti di tutti coloro che con grande senso di rispetto sono stati in quei luoghi senza tanto mettersi in mostra. Non parlo soltanto di me che ho ricominciato a scrivere su facebook, dove scrivo sempre tutto quello che faccio, esattamente 11 giorni dopo, perché non avevo nulla da scrivere, nulla da dire, non avevo nulla da fotografare che potesse rendere la drammaticità di quei momenti per renderli reali e vivi e non avevo nulla da condividere sinceramente di quei momenti.
Si parla di casette, si fa tanta speculazione, si parla di casette di legno, le casette non sono di legno, poi spiegherà bene anche l'Assessore Sciapichetti che è stato lì presente, dalla mattina alla sera, con grande dedizione soprattutto con grande impegno, come pure il Presidente che è arrivato immediatamente e gli altri colleghi Assessori ognuno per le proprie competenze.
Devo dire che la Giunta si è divisa le competenze, pur essendo di quella zona e mettendo a disposizione la mia presenza e il mio affetto per quelle aree - ho avuto dei contatti e di questo vi voglio parlare perché questa è stata la volontà che si è espressa in Giunta - mi sono interessata dell'agricoltura. C'è stata una riunione immediata già una settimana fa tra gli Assessore all'agricoltura delle 4 Regioni colpite, poi abbiamo incontrato il Ministro Martina che si è reso disponibile ad accettare un documento che noi abbiamo scritto insieme, la prima fase del documento è un aiuto immediato anche a livello di reddito, perché quelle sono aree povere dove non c'è il turismo che uno può immaginare, c'è un turismo di ritorno e dove come dice mio figlio noi siamo parte di una retta che parte dai nostri bisnonni, che non conosciamo, e arriva fin dopo di noi, noi siamo soltanto un pezzetto di quella retta. Quelle erano seconde case, case che prima erano dei pagliai, case che erano povere, molto vicine, costruite forse non bene, costruite sicuramente con amore, l'amore del turismo di ritorno, perché quelle sono radici, le nostre radici.
E' chiaro che non si vuole e non si può non far rimanere quelle radici, non è vero che le persone si sposteranno, come ha deciso di fare il Lazio, perché il Lazio è vicino. Il Comune di Accumoli nel Lazio, nella provincia di Rieti, ha deciso di spostare l'intera comunità, ha fatto una scelta, ha deciso di non disgregare la comunità, ma avendo avuto dei danni probabilmente più ampi dei nostri dal punto di vista strutturale, ha deciso di spostare l'intera comunità e portarla a San Benedetto, tutta insieme e nel frattempo pensare alla ricostruzione.
Da noi è diverso perché tra un po' scenderanno a valle per esempio le mucche, scenderanno a valle le pecore che stanno allo stato brado e bisognerà farle rientrare nelle stalle che non ci sono, quindi i cittadini non si spostano da lì, cioè gli arquatani non si spostano perché hanno le loro attività, non si possono spostare. E' evidente che gli anziani e le categorie più fragili saranno, come dirà poi l'Assessore Sciapichetti, sistemati in alloggi, seconde case che magari sono a disposizione perché non sismicamente danneggiate, oppure si troveranno delle situazioni comunque emergenziali.
Dire che ci possono essere a disposizione centinaia e centinaia di cassette già pronte ..., devo dire che Curcio aveva fatto, in maniera molto intelligente e prevenendo, una gara d'appalto per cui esiste già la possibilità di avere la fornitura immediatamente, ma non esiste la fornitura, perché chi volete che realizzi 700/800 casette e se le tenga dentro al magazzino aspettando il terremoto, in un mondo dove la tecnologia avanza da un minuto all'altro.
E' evidente che bisognerà ordinarle, come abbiamo già fatto, e bisognerà soprattutto farle realizzare dall'industria dopodiché bisognerà decidere dove ubicarle perché non siamo in Pianura Padana, siamo nell'Appennino e di aree pianeggianti ce ne sono poche, aree pianeggianti dove bisognerà verificare se c'è un'idoneità dal punto di vista geologico e geomorfologico, in particolare geologico, cioè che ci siano le indagini di seconda fase, che sono i sondaggi, perché non possiamo mettere le case in un'area dove rischiamo di farle non dico distruggere, perché quelle non si distruggono, ma quantomeno rotolare oppure muovere.
Bisognerà realizzare delle platee con delle opere di urbanizzazione e in quelle zone le opere di urbanizzazione non stanno da tutte le parti, perché ci sono aree che non sono urbanizzate e non ci sono condotte idriche per esempio, quindi bisognerà pensare anche a questo e dire che lo si fa in due mesi è una sciocchezza, è una bugia, bisogna dire lo facciamo in 7 mesi, massimo, e riuscire magari a farlo in 5, sicuramente non lasciando lì - io quella notte avevo il camino acceso perché c'erano 6 gradi, io sto un po' più in alto rispetto a Pescara del Tronto o ad Arquata - nelle tende persone che già ieri hanno avuto disagi per la pioggia, perché lì nevica - la mia? Poggio d'Api di Accumoli, ad un chilometro e ottocento metri da Colli d'Arquata quindi da Arquata, è proprio ubicata lì al centro - è una questione importante. Mi sono un attimo distratta perché pensare a Poggio d'Api mi tocca.
Il Presidente Ceriscioli ha detto una frase che voglio ripetere: “Noi vogliamo restituire l'anima a quei luoghi”, io penso che questa dichiarazione contenga tutto quello che noi tutti pensiamo, l'anima! L'anima significa le scuole, l'anima significa le attività, il panificio, l'anima significa la macelleria Petrucci di cui parlava prima il Consigliere Celani che conosce bene quelle zone, quella è l'anima, bisogna ricostruirla, quelle sono zone povere che noi abbiamo aiutato, cerchiamo di aiutare con il progetto delle aree interne.
Quei ragazzi che hanno deciso di rimanere lì, noi li dobbiamo convincere a rimanere se non altro per mantenere quei luoghi così come sono, che non siano abbandonati perchè questo sarebbe un danno enorme.
Il Ministro Martina ci ha detto: “Interveniamo subito in maniera da tamponare questa emergenza poi mettiamo una parte dei soldi, probabilmente il 17% di compartecipazione regionale che verrà coperta dal Governo, su una strategia”. Una strategia per aiutare queste aree ma non solo. Per quanto riguarda la questione del cratere credo che se anche se più distante dal cratere, definito, non definito, ovunque ci sia un danno da terremoto e ovunque si possa mettere in sicurezza un qualunque manufatto, questo debba essere fatto.
Penso che non ci debba essere la corsa a mettere il bollino rosso o bianco, io sono nella tenda, io non sono nella tenda, io ho la scuola, io non ho la scuola, noi dobbiamo rendere più possibile sicure tutte le strutture, quelle lesionate dal terremoto ovviamente, le altre lo dobbiamo fare lo stesso.
Mi fa piacere che prima il Consigliere Urbinati, che mi ha telefonato immediatamente la notte, abbia ricordato alcune cose, e mi fa piacere anche molto piacere quanto detto dal Consigliere Giancarli perché c'è stato un processo di partecipazione - si parlava di nuova legge urbanistica - che è durato un anno, chi ha già partecipato io ho sempre invitato tutti, se ne è accorto, chi non ha partecipato non se ne è accorto, dove il problema della sismica è stato affrontato. La questione della sismica è un problema difficile che presuppone non soltanto le verifiche, che pur adesso sono obbligatorie dei terreni, delle pendenze, o le verifiche che si fanno con il Genio civile, il problema è molto diverso, è quello delle case esistenti, di tutta l'edilizia non soltanto nei borghi. E’ l'edilizia nelle nostre periferie che mi preoccupa maggiormente, quell'edilizia dagli anni '50, '60, '70, '80 in cemento armato che non è stata studiata e progettata pensando al sisma e lì diventa difficile e poter intervenire presuppone delle figure professionali completamente diverse sulle quali dovremo ragionare in questa Aula. Penso anche ad un edificio dove ci sono 10 famiglie, convinciamole un po' ad andarsene perché dobbiamo fare i lavori? Pensiamo anche alla prossimità dei finanziamenti, è un tema che credo non possa essere aperto in questo momento, oppure possiamo aprirlo ma ci porterà ad una discussione e a delle soluzioni in tempi che non sono certamente compatibili con l'emergenza.
Ringrazio molto e sono stata orgogliosa di essere marchigiana, perché il modello Umbria/Marche non ha avuto un'ombra e quando si parla di altri modelli, per carità, che hanno migliorato il nostro, io vorrei ricordare che non c'è stata un'ombra della magistratura, non c'è stata una polemica, non c'è stata una chiacchiera, non c'è stato nulla sulla ricostruzione Umbria/Marche e parlo per la parte delle Marche.
L'obiettivo della nostra Giunta, l'obiettivo di tutti noi deve essere quello di seguire quella procedura, ovviamente migliorandola, come si sta facendo, migliorando anche tutto quello che è venuto dalle altre Regioni, in particolare l'Emilia-Romagna. Credo che la presenza di Errani da questo punto di vista sia importante e per quello che riguarda le infrastrutture vi do quest'altra notizia, oltre agli aiuti alle aziende agricole, alla zootecnia, eccetera, sono già partiti tutti i sopralluoghi e da questo punto di vista ci saranno anche degli aiuti per la viabilità, perché la viabilità secondaria è importantissima, i Comuni da soli non ce la fanno, quindi la viabilità interpoderale e vicinale l'abbiamo inserita tra le priorità delle 4 Regioni sul mondo dell'agricoltura.
Nell'ordinanza che verrà fatta e che riguarderà l'agricoltura speriamo di ottenere anche degli aiuti per la viabilità, perché chi ha una azienda danneggiata o magari un'azienda non danneggiata può avere la viabilità di accesso, perché il Vettore per esempio ha problemi anche sui sentieri, quindi ci può essere la viabilità danneggiata che va immediatamente ripristinata.
Sono molto rasserenata e rassicurata, rispetto alla tragedia che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo, da due affermazioni, la prima l'ho detta riguarda la ricostruzione dell'anima, la seconda è un'affermazione che ha fatto Renzi e non solo lui perché l'ha fatta anche Curcio e l'ha fatta anche Errani, è quella del rispetto dell'identità culturale. Nel momento in cui si dice che si rispetta l'identità culturale di un sistema, si rispetta tutto quello che è stato detto fino adesso. Credo che il nostro l'obiettivo sia questo e sia quello di rimanere in quelle zone per verificare che questo processo si compia tutto fino alla fine e che lì tornino non solo quelli che fino adesso hanno avuto il coraggio di viverci, ma ci tornino anche altri giovani che vogliono investire, che vogliono vivere la loro vita in queste zone impervie ma certamente, lasciatemelo dire, dal punto di vista paesaggistico meravigliose.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Un breve intervento per qualche aggiunta operativa, perché come si è detto prima è bene apprendere qui qual è l'operatività che è nata, più che dalla stampa, e su questo posso essere d'accordo.
Aggiungo solo un piccolo concetto, credo che delle volte nella vita capitano delle cose che portano ad una nudità totale e alla nostra totale impotenza, quindi possiamo parlare finché vogliamo, ma siamo di fronte ad una impotenza, il terremoto è una di queste, toglie tutto ad una persona e non c'è più l'avere, resta a malapena l'essere, quando resta.
Detto questo vorrei dirvi brevemente come per la parte mia, per l'assessorato che mi riguarda, ci siamo mossi, perché qua c'è il lavoro, il sostegno alla famiglia e c'è l'istruzione, quindi l'idea della Giunta era questa: che ognuno facesse il proprio pezzo, la propria parte.
In primo luogo l’1 settembre insieme ad Abruzzo, Lazio ed Umbria abbiamo chiesto al Ministro Poletti la cassa integrazione in deroga per tutte le imprese e per le zone colpite dal terremoto almeno per 12 mesi, questa è la prima cosa chiesta.
La seconda, si sta facendo uno studio per gli sgravi fiscali alle imprese anche, come diceva la collega, se parlare di imprese e parlare di creazione di imprese significa non aver visto quei luoghi, se ho compreso bene.
Terzo punto, il sostengo al reddito, e qui mi riferisco essenzialmente all'esenzione dalle tasse scolastiche, agli alloggi universitari dove l'Università di Camerino ha già dato la disponibilità per questo.
Il quarto punto riguarda la politica attiva, non le politiche passive ma attive, si valuta la possibilità di misure da concertare con le associazioni sindacali datoriali di categoria, e qui le notizie giunte sono quelle che probabilmente, qui parlo anche per l'Assessore Bora, con i fondi europei possiamo fare, forse, è tutto in forse, perché la progettualità va pensata e non va pensata a vuoto, cose che servono, non cose che non servono e pensiamo a qualche forma di artigianato locale.
Interventi per favorire il reinserimento lavorativo dei dipendenti che hanno perso il posto di lavoro. Qui vediamo negli over 40/50 che cosa può esserci da verificare.
Rilancio e sviluppo delle aree industriali, artigianato e commercio. Ricordiamo che Arquata del Tronto fa parte insieme all'ascolano dei Comuni della crisi complessa del Piceno per la quale ci stiamo muovendo già dall'inizio di questa legislatura e il 15, mi dice l'Assessore Casini, ci sarà un incontro con il Mise per questo.
Un altro punto è che oggi alle 16,00 io e l'Assessore Bora abbiamo un incontro con Confcommercio Marche per una prima valutazione di monitoraggio aziendale per le zone colpite dal sisma. Un altro incontro verrà fatto ad Ascoli Piceno il giorno 15 settembre con i sindacati, le associazioni di categoria e le associazioni datoriali.
Questo è ciò che finora è stato pensato e da verificare per la delega al lavoro. Per la delega all'istruzione vorrei subito dire che come ci siamo mossi per il lavoro con Poletti, per l'istruzione ci siamo mossi con il Ministro Giannini e abbiamo chiesto di bloccare la mobilità dei docenti delle zone colpite dal sisma trasferiti a Rovigo, è uscito un decreto su questo, mi dicono che è un decreto zoppicante, zoppicante è la modalità con la quale vengono trasferiti i docenti, ma non nelle Marche, in tutta Italia, però questo è stato fatto.
Per il resto vorrei anche aggiungere una cosa sulle 27 scuole inagibili. Come diceva il Presidente, per 23 su 23 si sono risolti i problemi e trovata l'ospitalità, per le altre 4 a breve si faranno dei moduli. Vorrei aggiungere che abbiamo scelto tutti insieme questa modalità di riaprire la scuola il primo possibile perché la scuola è uno di quei modi che, anche se non hai tutte le strutture ad hoc, ti permette di vivere quotidianamente insieme ad altri bambini e per non lasciare da sola questa fascia che deve elaborare una lacerazione del genere, abbiamo previsto addirittura il doposcuola, speriamo non nelle tende, speriamo in moduli che ne so, però l’abbiamo previsto per far stare insieme i bambini, su questo prevediamo anche un doposcuola di aiuto ai compiti, di musica, di arte, fare delle attività che non necessitino di laboratori multimediali, ma che diano alle persone la possibilità di stare insieme.
Un'altra cosa, questa l'ho verificata con i dirigenti altrimenti non l'avrei detta, è la possibilità di prevedere anche qualche attività per gli anziani e dobbiamo pensare quale potrebbe essere buona.
L'ultima che dico, ce n'è una un po' audace, ma non credo che sia nella seconda fase, forse è più in itinere, c'è un progetto “Horizon 2020” un progetto europeo, che prevede innovazione e ricerca con fondi diretti e indiretti e lì si può pensare a qualche giovane che studi il territorio e che possa essere una risorsa in più nella prevenzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che questo Consiglio straordinario sia utile per tutti, non soltanto per ricordare il dramma che è accaduto pochi giorni fa, ma soprattutto per capire tutti insieme che c'è una grande volontà di tutto il Consiglio, in maniera trasversale, per cercare non solo di dare vicinanza a questi nostri concittadini marchigiani e non, drammaticamente colpiti, ma soprattutto per dare una serie di risposte, come ricordava i Presidente nel suo intervento ma anche gli Assessori che mi hanno preceduto, anche perché riteniamo che sia giusto dare anche un percorso di progettualità di quello che questa Regione, questa Giunta, ma credo tutto il Consiglio regionale, vuole mettere al servizio dei nostri terremotati.
Per quello che riguarda in particolar modo le mie competenze che in questa fase, nella fase iniziale, possono sembrare non opportune ed operative ma tutti sappiamo che nel breve futuro saranno indispensabili, in particolar modo parlo del turismo e anche del recupero dei nostri beni culturali che chiaramente sono stati, in maniera molto importante, distrutti o sono da recuperare.
Per quello che riguarda il turismo, lo ricordava la Vicepresidente Casini, noi abbiamo un obiettivo importante che è quello di cercare tutte le forme utili al recupero di queste seconde case perché, l'ho sentito da tutti i Consiglieri che sono intervenuti, questo territorio aveva un cuore collegato anche alle seconde case, chi era andato via dal proprio territorio, da questi Comuni, ci ritornava volentieri per trascorrere le proprie vacanze.
Questo naturalmente è uno degli obiettivi primari che come Regione vogliamo darci perché il recupero delle seconde case significa ricreare quel percorso di ritorno da parte degli abitanti di questi territori, ma soprattutto un'opportunità maggiore dal punto di vista economico, sociale e anche turistico.
E' chiaro che oggi noi siamo concentrati in particolar modo sui territori più colpiti, ma per quello che riguarda il turismo e i beni culturali il fenomeno è molto esteso, lo ricorderà poi l'Assessore Sciapichetti che ha il quadro più completo rispetto a ogni singolo Assessore, per quello che riguarda il turismo e i beni culturali abbiamo con chiarezza un panorama abbastanza diffuso e in particolar modo esteso nell'entroterra maceratese.
Per quello che riguarda il turismo il nostro obiettivo qual è? Anche per dare concretezza a quello che oggi viene detto da tutti noi, intanto confrontarci e questo, per quello che mi riguarda, da qui a breve, chiederemo un incontro a tutte le associazioni di categoria, Confcommercio, albergatori e quant'altro perché riteniamo che insieme a loro dobbiamo, soprattutto con gli operatori turistici del territorio, cominciare a ragionare qual è secondo noi - un confronto ed anche un momento di valutazione complessiva - il miglior percorso da portare avanti per quello che vogliamo più valorizzare per il turismo.
Dico questo perché siamo consapevoli, ed è volontà di questa Giunta promuovere i nostri territori, questi paesaggi meravigliosi, per quello che riguarda l'arte e quant'altro, della necessità della promozione turistica di questi territori per far capire che con il 24 agosto non sono finiti, ma da quella data noi ripartiamo per valorizzarli ancora di più e vedrete che quando andremo a fare le fiere in Italia, all'estero, terremo ben presente questo progetto collegato ad una promozione turistica di questi luoghi.
Per quanto riguarda i beni culturali, noi abbiamo da tempo calendarizzato, ma soprattutto catalogato tutto quello che riguarda i beni culturali della nostra regione, questa è una grande opportunità perché questa catalogazione permetterà alle Marche di essere pronte al tavolo del Ministero, perché ad oggi, come voi tutti sapete, il Ministero del turismo e della cultura tiene giustamente tutte le file, per capire come tutte le Regioni possano avere un percorso univoco, ma arriverà il momento in cui la Regione Marche dovrà cominciare a dare delle risposte forti per la catalogazione.
Noi abbiamo già individuato alcuni nostri tecnici che seguiranno in maniera molto chiara e dettagliata, esperti, perché purtroppo hanno avuto la drammatica esperienza del terremoto del 1997, quindi all'epoca hanno avuto la possibilità di capire qual era il percorso da portare avanti per i beni culturali. Pochi giorni fa, se non sbaglio venerdì scorso il Presidente, l'Assessore Cesetti, il sottoscritto e la Sovrintendenza abbiamo avuto un incontro operativo per capire e soprattutto essere pronti, quando il Ministero comincerà a ragionare e a delegare naturalmente alle Regioni, a questo percorso del recupero dei nostri beni culturali, che sono la ricchezza storica, il patrimonio storico, di questo nostro territorio e che dovranno anche qui permetterci di ripartire con una promozione forte e importante dal punto di vista del turismo.
Come osservatorio del turismo abbiamo anche noi monitorato la situazione nella nostra regione e i dati sono differenti tra l'entroterra e la costa perché a fronte di una serie di disdette che ci sono state nell'entroterra, in particolar modo nell'entroterra maceratese, la costa, seppur con alcune disdette alle strutture alberghiere, non ha avuto quel crollo, quella diminuzione importante per il turismo balneare.
Sono convinto che come Assessorato al turismo dovremmo essere pronti a rilanciare e a valorizzare ancor più rispetto agli anni passati i nostri territori lavorando e collaborando con tutti gli enti e le associazioni che fanno riferimento al turismo marchigiano. Credo che per l'entroterra sia importante e determinane, anche dal punto di vista economico, il rapporto con i Gal che hanno la possibilità e le potenzialità per poter fare una serie di investimenti. Sarà cura di questo Assessorato coinvolgerli in quanto ritengo che con loro dobbiamo fare un ragionamento forte e chiaro per quello che riguarda la promozione turistica, l'accoglienza e anche il recupero dei beni culturali.
Credo che anche questo percorso debba essere fatto in maniera chiara, forte, ma soprattutto diretta, proprio per dimostrare che la Regione Marche ancor più che negli anni passati è sensibile e vicina a questi territori.
Mi fermo qui perché credo che avremo modo di confrontarci.
Sulla trasparenza ho visto la risoluzione che è stata presentata e credo che sia giusto e importante far capire il percorso che la Regione Marche vorrà fare nel sostenere e supportare tutte le azioni che avverranno a 360°.
Per quello che riguarda il gruppo Uniti per le Marche sicuramente saremo pronti con un impegno diretto anche economico a sostenere queste popolazioni, questi nostri concittadini che in questo momento stanno vivendo un dramma veramente forte.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Ho ritenuto di intervenire nel merito della questione, l'ha già fatto il Presidente, l'ha fatto la Vicepresidente, i colleghi Assessori, però ritengo di intervenire perché anche da questa Aula voglio far sentire la mia vicinanza, il cordoglio alle famiglie delle vittime di questa immane tragedia che ha colpito la nostra comunità regionale e non solo, anche altre regioni.
Immediatamente dopo l'evento drammatico del 24 agosto mi sono recato nei luoghi della tragedia, l'ho fatto ad Arquata del Tronto con il collega Sciapichetti che voglio ringraziare perché ha gestito la fase dell'emergenza ed anche oggi con grande e straordinaria capacità, passione, tempestività, efficienza ed efficacia.
Ho visitato quei luoghi, ho visitato Amandola, ho visitato Falerone e tanti altri. Deliberatamente l'ho voluto farlo senza i riflettori, la stampa e via dicendo. L'ho fatto in modo deliberato e due cose mi hanno colpito, innanzitutto la straordinaria dignità delle popolazioni colpite. Questo lo voglio dire in quest'Aula, una dignità straordinaria, senza alcuna polemica, senza alcuna recriminazione, con un atteggiamento che non era di rassegnazione, ma di grande dignità e di grande forza dinanzi a questo evento così drammatico. Uomini e donne, anziani, bambini che hanno perso i loro cari, gli affetti più veri, che sono rimasti soli, che hanno perso i loro beni, eppure ho visto questa straordinaria dignità e credo che questo debba essere un esempio, un esempio per tutti noi, e penso che questo vada riconosciuto.
Dall'altra parte mi ha colpito la straordinarietà del soccorso, la capacità delle istituzioni tutte, ad essere presenti con tempestività in quei luoghi, un esempio che ha dimostrato non soltanto l'efficienza e l'efficacia del nostro sistema di Protezione civile che racchiude in sé le diverse istituzioni, pensiamo allo Stato, ai Vigili del fuoco all'Arma dei Carabinieri, alla stessa Polizia, alla Regione, ai Comuni e via dicendo, questo sistema così complesso che bene rappresenta anche l'architettura istituzionale del nostro Paese, ma anche un impegno che andava al di là del dovere, c'era questa grande spinta di solidarietà insieme al mondo dei volontari. Queste due cose mi hanno colpito veramente e positivamente.
Mi è venuto in mente adesso, prima di fare l'intervento e l'ho anticipato al Presidente del Consiglio, non ci avevo pensato fino a 5 minuti fa, credo che questo Consiglio regionale debba riflettere, io spero che lo faccia, sulla istituzione di una giornata del ricordo delle vittime di questa immane tragedia. lo diceva il Presidente della Regione, è una tragedia senza uguali, la più grande tragedia che da qualche secolo a questa parte colpisce la nostra comunità, insieme a questa nostra comunità, comunità di altre regioni, allora penso che sia giusto istituire una giornata del ricordo di queste vittime, perché non si dimentichi, non si dimentichi adesso, ora, domani, dopo domani, fino a quando non avremo totalmente ricostruito e restituito alle comunità la bellezza di quei territori, la forza di quei territori, le loro opportunità, le loro passioni, ma le vittime non potranno essere restituite e credo che noi dovremo trovare il modo per ricordarle, penso che lo possa fare, lo debba fare questo Consiglio regionale.
Passata questa fase siamo nel pieno di una fase ulteriore, vado brevemente, forse non è drammatica ma la più difficile, perché si tratta di trovare una sistemazione come è stato detto, degna, adeguata alle popolazioni ed ai superstiti, di questo si tratta dei superstiti, e questo deve essere fatto subito.
Sono sicuro che il sistema tutto, dal Governo che si è mosso con tempestività, alla Regione che ugualmente si è mossa con tempestività, ai Comuni, alle istituzioni tutte, troverà il modo per dare queste risposte ed avviare subito la fase della ricostruzione.
In questa fase è evidente che cambia la prospettiva della programmazione e della stessa azione del Governo regionale, questo è inevitabile! Lo dicevano gli Assessori, i colleghi, cambia la prospettiva dell'attività dello stesso Consiglio regionale perché è evidente che nulla può essere più come prima e allora, lo dicevano i colleghi, è evidente che si impone una programmazione che vada nella direzione di una ricostruzione vera che restituisca questi territori alle loro comunità, ma che possano essere vissuti assieme. Lo dovranno fare tutti i settori dell'azione del Governo regionale, lo dovrà fare questo Consiglio regionale, farlo anche da questo Consiglio e bene ha fatto il Presidente a relazionarsi con altri colleghi, perché noi dobbiamo cercare di dire la nostra anche su quelle che sono le azioni del Governo e del Parlamento, è evidente ci saranno delle leggi che dovranno "programmare e gestire” la ricostruzione.
Da subito dobbiamo dire che nelle ricostruzioni il tutto deve avvenire, perché non c'è stato, all'insegna della trasparenza, della legalità, della velocità, che spesso cozza con le procedure che si dispiegano. Noi dobbiamo cercare di snellire anche tutto questo, dobbiamo pretendere che si snellisca, che non ci perda nelle “pastoie burocratiche” perché io penso che la legalità e la trasparenza possono e devono essere garantite anche con procedure snelle. Questo lo dobbiamo pretendere, come dobbiamo pretendere la trasparenza e la legalità negli affidamenti, non soltanto per gli interventi pubblici, di messa in sicurezza del patrimonio pubblico, ma anche per quanto riguarda, nella ricostruzione, gli interventi dei privati, perché saranno risorse pubbliche, e questo lo dobbiamo pretendere con forza, lo dobbiamo pretendere anche attraverso l'adozione di provvedimenti nazionali legislativi che prevedano sanzioni preventive e repressive adeguate a questa ricostruzione. Della serie, lo voglio dire quasi in “dialetto”, se si ruba in un appalto sappiamo qual è la sanzione, se si ruba in un appalto del terremoto la sanzione deve essere moltiplicata per n numeri e questo si può fare e si deve fare, lo dobbiamo anche alle vittime e nel contempo dobbiamo snellire le procedure, si può fare, e non dobbiamo scomodare Cantone. Di Cantone ho grande stima e ammirazione ma questo è un paese, il nostro, che deve imparare ad andare da solo, senza essere sempre accompagnato ed allora questa deve essere l'occasione per dimostrarlo.
Facciamolo, e poi termino, non ho tempo per altre considerazioni.
L'altro aspetto, le risorse necessarie saranno ingenti, questo va da sé, queste risorse dovranno essere trovate e non ci potranno essere vincoli europei che tengano, anche qui questo Paese deve andare da solo, questo è un evento eccezionale e quindi noi dobbiamo rivendicare che in questa vicenda noi facciamo quel che riteniamo opportuno e non può esserci e non deve esserci Europa che tenga, che magari non capisce e ci mette i vincoli, questo non può essere, dobbiamo rivendicare con forza.
Tante risorse che dovranno essere dirottate verso quelle attività, quelle proprietà realmente colpite, per fare questo sarà necessario percorrere la via della verità e della giustizia attraverso accertamenti seri. Lo voglio dire anche in quest'Aula del Consiglio regionale, e termino Presidente, penso che la ricostruzione dopo il sisma del 1997 sia stata nella nostra regione un modello da seguire, non sono risultate infiltrazioni criminali, non ci sono stati scandali, credo che sia un esempio da seguire. Facciamolo, cerchiamo nella ricostruzione di privilegiare le imprese locali, perché questo può e deve contribuire alla crescita dei nostri territori, perché sono più affidabili e possono essere esenti dalla possibilità di infiltrazioni malavitose.
Su una cosa però noi possiamo fare meglio rispetto alla ricostruzione del sisma del '97, l'unica cosa che dobbiamo migliorare è solo una. Quello del '97 è un esempio da seguire, possiamo fare meglio, dobbiamo fare meglio a partire da un controllo, dicevo, di verità e di giustizia che eviti che qualcuno che non è stato realmente colpito nei beni o nelle attività dal terremoto possa accedere ai finanziamenti. Su questo dobbiamo stare attenti e dobbiamo saper vigilare perché sarebbe qualcosa di ingiusto ed io, questo si, in quella ricostruzione eccezionale e positiva, ho visto alcune persone che si sono rifatte la casa quando il terremoto non gli aveva fatto nulla e questo non può e non deve essere.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti. Dopo ci sarà la votazione della proposta di risoluzione unitaria.

Angelo SCIAPICHETTI. Lontano dall'enfasi, dalla retorica, credo che sia necessario fare un'operazione verità, perché in un paese in cui sempre e troppo spesso si criticano le istituzioni, si critica tutto, si dice che non funziona nulla, un paese che ha tutto da invidiare ad altri paesi del mondo, oggi sono fatti concreti, questa è la giornata della verità ma, Consigliera Pergolesi, anche la giornata della serietà.
Per essere seri, per essere veritieri, noi dobbiamo innanzitutto ringraziare un sistema, quello della Protezione civile, che il mondo ci invidia e che chi l’ha visto all'opera, io l'ho visto all'opera come tanti di voi, rimane senza parole per l'efficacia, la professionalità, l'efficienza, la tempestività con cui cerca in un dramma incredibile, in un dramma indecifrabile … Vorrei che fosse chiaro che il terremoto che ha colpito duramente Arquata, parte della provincia di Ascoli, parte della provincia di Fermo, parte della provincia di Macerata non è stato un terremoto soltanto di quelle comunità, è una ferita grave che si è aperta all'interno di tutta la comunità marchigiana, forse la più grave, come ricordava chi mi ha preceduto, dal dopoguerra ad oggi, non solo in termini di vittime ma soprattutto in termini di danni.
Non è il momento questo delle divisioni, io non ho risposto e non rispondo a nessuna polemica, si tratta di chiarire se c'è da chiarire, chiariamo i passaggi più importanti, ma è il momento della collaborazione fattiva tra Giunta, Consiglio e tra le forze politiche che di questo Consiglio fanno parte.
Voglio ringraziare personalmente Cesare Spuri che oggi è responsabile regionale della Protezione civile, voglio ringraziare tutto il personale della Protezione civile, con lui voglio anche ringraziare chi c'è stato prima, qualcuno lo ricordava, perché se abbiamo un sistema efficace lo dobbiamo a tanta gente che negli anni si è spesa, un nome su tutti: Roberto Oreficini, credo che debba essere ricordato perché ha messo in piedi un sistema efficace ed efficiente.
Voglio ringraziare i Vigili del fuoco, le Forze dell'ordine, il Corpo forestale dello Stato, i volontari della Croce Rossa, dell’Anpas e di tutte le associazioni che si sono recati lì a poche ore dall'evento; sono andati lì con una professionalità incredibile, non si è creata confusione o disordine perché nessuno sapeva cosa dovesse fare, quelli che sono arrivati lì dopo 5 minuti erano al proprio posto, facevano quello che gli era dovuto secondo le mansioni che gli erano state assegnate. Una squadra ed una capacità di mobilitazione unica, noi questa gente dobbiamo ringraziarla, valorizzarla.
Sono d'accordo con la proposta dell’Assessore Cesetti, aggiungerei che oltre alla giornata del ricordo dovrebbe esserci la giornata del ringraziamento per questa gente che si è mobilitata, si è spesa, si è messa a disposizione, con una professionalità, ripeto, unica.
Noi oggi siamo ad un bivio difficile perché si è conclusa la prima fase quella emergenziale, quella del soccorso ai feriti, quella dell'estrazione dei morti dalle macerie, quella di dare, dopo poche ore e comunque già per la prima notte, una tenda a tutti coloro che la volevano, questo è stato fatto al meglio e di questo noi dobbiamo prendere atto. Oggi si apre una fase diversa, anzi non oggi, si è già aperta nelle ore passate, si deve lavorare nei prossimi giorni su un'altra fase che è propedeutica a quella della ricostruzione, è la fase intermedia, più delicata, più difficile, più complessa, a cui noi con grande attenzione dobbiamo guardare.
Qual è la fase che si è aperta? La fase che si è aperta è quella che ci vede impegnati su due fronti, uno, abbiamo avuto 27 istituti scolastici non più agibili, quindi per garantire l'apertura dell'anno scolastico nei tempi stabiliti, si sta lavorando, lo ricordavano l'Assessore Casini e l'Assessore Bravi. Nei Comuni dove è possibile avere un'altra sede, magari meno confortevole, ma comunque agibile, intanto si sposta il plesso scolastico, in 24 su 27 hanno fatto questa scelta. Per gli altri si sta lavorando per costruire con i moduli la casetta necessaria per far partire l'anno scolastico.
Poi c'è il problema dei cittadini nelle abitazioni e delle famiglie. Su questo vorrei ritornare per cercare, se possibile, di fare un minimo di chiarezza perché ho visto che forse in qualche passaggio la comunicazione non è stata perfetta. E’ giusto che tra di noi, prima di tutto tra di noi, poi all'esterno - qui voglio fare un appello agli organi di informazione - le notizie siano date in modo preciso, cerchiamo di non creare ulteriori allarmismi o comunque difficoltà, diamo le notizie per quelle che sono, cerchiamo di fotografare la situazione.
Il sistema della Protezione civile e il Commissario Errani sin dal primo momento hanno dato delle indicazioni precise che non riguardano ancora la vera e propria fase della ricostruzione, perché tutta quella fase dovrà essere normata da un decreto che sarà stilato con la partecipazione di tutti i Sindaci. Mi sono dimenticato di una cosa e voglio dirla in questa sede, se c'è un volontario in ogni Comune, il primo volontario oggi è il Sindaco, i Sindaci sono stati commoventi, tutti, per l'impegno che hanno messo sin dalla prima ora, per la solidarietà espressa ai Comuni vicini e laddove magari non hanno avuto tanti danni si sono messi a disposizione. Vanno veramente ringraziati perché il sistema delle autonomie locali, in questo caso dei Comuni e dei Sindaci, ha fatto un servizio incredibile che si è aggiunto a quello fatto da altri enti e da altre istituzioni.
Stavo dicendo che siamo nella fase intermedia, si è aperta questa possibilità e qui si cerca di dare, forse per eccesso di correttezza e di onestà, il tempo massimo entro il quale alcune operazioni debbono necessariamente essere fatte, per evitare polemiche e per non cadere nell'errore di dare una data e poi magari, per una serie di vicende, in un paese difficile e complesso, non rispettarla. Si è detto che entro un mese i cittadini devono uscire dalle tende, ma noi sappiamo che diciamo un mese, ma non lo sarà, dovrà essere molto meno perché, l’avete detto prima di me, in quei luoghi, in quei Comuni, il vento, la pioggia di questi giorni, il clima, la temperatura, siamo in alta montagna, crea dei problemi enormi soprattutto ad una popolazione anziana che in molti casi ed in questo momento sta nelle tende.
Nel più breve tempo possibile dobbiamo intervenire per portar fuori i cittadini dalle tende, questo è l'imperativo che noi ci siamo dati, in che modo? Qui mi pare che dobbiamo fare chiarezza perché il sistema prevede una serie di possibilità. In sintesi una è quella dell'autonoma sistemazione. Voi sapete come funziona l'autonoma sistemazione, 200 euro a persona fino ad un massimo di 600 euro, se qualcuno ha un fratello, una moglie separata, un figlio o un amico che è disposto ad ospitarlo, non c'è bisogno del contratto d'affitto, se ha la casa dichiarata inagibile o un'ordinanza di sgombero prende questa provvidenza e può andare dove vuole.
Se non si riesce a fare questo, c'è la possibilità di sistemarsi, come hanno fatto volontariamente - anche qui non ci sarà nessuna violenza sulle popolazioni, le popolazioni dovranno autonomamente scegliere quale modello per loro potrà essere migliore, ce lo indicherà e cercheremo di adeguarci, per esempio Accumoli ha scelto autonomamente, una comunità intera, di spostarsi a San Benedetto; con il pullman la sera 450 persone vengono portate a San Benedetto e al mattino riportate ad Accumoli, per Arquata non è questo il modello. Anche in questo il commissario Errani è stato chiarissimo sin dal primo incontro e quando si sente parlare di modelli, di Emilia - a parte che il modello Emilia non c'entra proprio niente con quel territorio perché lì c'è un territorio pianeggiante, qui c'è un territorio appenninico all'interno di due parchi e non c'entra proprio - si tratta di prendere il meglio. Veniva ricordata l'esperienza della ricostruzione fatta 20 anni fa nelle Marche e nell'Umbria, è stata fatta bene, benissimo, senza nessuno scandalo …, se ci sono problemi, Consigliera Pergolesi, se lei è parte di cose che noi non abbiamo, la invito a portarle in Commissione così verranno esaminate perché non mi pare che si possa dire che quella sia stata una ricostruzione che ha creato problemi, comunque non c'è un modello preconfezionato, si tratta di confezionarlo sul posto con i Sindaci e con i cittadini del posto.
Ho detto dell'autonoma sistemazione o della sistemazione in albergo, nel frattempo parte la fase della costruzione dei moduli abitativi, delle casette, ma è chiaro, Consigliere Celani, che noi ci siamo dati anche qui una data che non è la data entro la quale certamente faremo, è la data massima, si è detto 7 mesi perché ci sono una serie di passaggi, alcuni li ha ricordati l'Assessore Casini, altri per esempio spettano alle amministrazioni comunali che se non individuano in tempi brevissimi l'area, non fanno l'urbanizzazione, non portano l'acqua, non metteno le fognature, quello non dipende …, ma se l'amministrazione comunale lo fa in una settimana, io lo dico, ma non è che si può fare una cosa del genere in una settimana, però lo fa nel minor tempo possibile la gara d'appalto la Protezione civile l'ha già fatta per le casette, quindi si può costruire in loco.
Il tempo dei 7 mesi è un tempo massimo oltre il quale non si potrà andare, ma sarà un tempo nel quale cercare di utilizzare al meglio i giorni che ci sono. Anche la costruzione delle casette deve essere fatta nel minor tempo possibile, posto che quella sarà la sistemazione definitiva prima della ricostruzione, cioè la ricostruzione poi avrà i suoi tempi, speriamo, come diceva la Consigliera Leonardi, che non sia biblica e che duri gli anni necessari, 6/7/8/10 anni non lo sappiamo, quella della casetta sarà definitiva fino al rientro nella propria abitazione.
Noi volgarmente chiamiamo casetta una cosa che casetta non è , è una abitazione molto ben fornita di tutti i servizi e credo che debbano essere rispettate le regole necessarie e tutte le procedure.
Sulla ricostruzione mi pare che debba essere detto …, sulla polemica in merito alla questione dei soldi, voglio ringraziare l'Assessore Cesetti che il giorno successivo ha chiesto di riunire la Giunta ed ha messo a disposizione per l'immediato, per far fronte alle spese immediate, 1.500.000 euro come primo intervento.
Qualche giorno dopo l'Emilia-Romagna ha messo a disposizione 1.000.000 di euro per le Marche e il Governo, come sapete, adesso ha stanziato, nella prima riunione, subito dopo l'evento, 50.000.000 di euro.
E' ovvio che sono le cifre che serviranno per l'immediatezza, per far fronte a questa fase, non certo per la ricostruzione, perché la ricostruzione ha bisogno … Sono soldi che vengono messi a disposizione per far fronte alle richieste immediate, per dare la possibilità alla Protezione civile di fare tutti gli interventi necessari, di somma urgenza che comunque vanno fatti.
E' chiaro che la ricostruzione, quella definitiva, dovrà essere fatta secondo i criteri che ricordava adesso l'Assessore Cesetti, nell'assoluta trasparenza, nel rispetto delle regole, nell'assoluta legalità e quindi è inutile che ci diciamo queste cose.
Credo che in questo Consiglio, in questo momento, dovremmo fare un appello ai proprietari di case vuote, seconde case, mettano a disposizione di coloro che ne hanno bisogno in questa fase, fino alla costruzione della casetta, se ce l'hanno, una casa, una seconda abitazione o quello che può essere. Questo è l’aiuto concreto che oggi noi dovremmo dare a questa gente per tirarla fuori dalle tende nei prossimi giorni, o nelle prossime ore, quindi l'appello che si fa, l'appello che dovremmo rivolgere all'esterno è quello di mettere a disposizione, chiunque ce le abbia, le abitazioni per ospitare questi sfollati.
Voglio dare alcuni numeri, perché alcuni Consiglieri me li hanno chiesti, brevissimamente poi concludo, per capire l'entità del fenomeno e anche l'entità degli interventi e delle persone che si sono mobilitate.
Noi abbiamo avuto sul posto 619 volontari della Protezione civile in generale, tra quelli della Protezione Civile e quelli delle associazioni di volontariato, di cui 118 provenienti dalle regioni dell'Emilia Romagna, Campania e dalla Provincia autonoma di Trento e Trieste; risultano aperti 11 campi allestiti più alcuni punti sparsi; 294 sono le tende allestite per un totale di 3.338 posti letto, che devo dire non sono stati utilizzati per intero, anzi ne sono stati utilizzati in parte, 2.076 effettivamente occupati e sono stati elevati giornalmente 2.459 pasti. Nell'immediato si è costruito queste tende per dare la possibilità a tutti, poi ci si è accorti che qualcuno non voleva entrare in tenda perché aveva trovato un'altra sistemazione o addirittura dormiva in macchina.
I campi dove sono state allestite le tendopoli sono quelli di: Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo, Montemonaco, Amandola, Montefortino e Castel Sant'Angelo sul Nera, non vuol dire che altrove non ci sono tende, queste sono le tendopoli attrezzate e allestite dalla Protezione civile.
I Vigili del fuoco sono intervenuti con 400 unità, il Corpo forestale con 35, 300 unità sono state quelle dei Carabinieri e della Polizia, 230 provenienti dalle Marche e 70 dalla Puglia, e via via il discorso del soccorso sanitario perché è stato detto che il sistema sanitario, tanto vituperato e tanto criticato, ha fatto il suo corso con grande efficienza ed efficacia e dalla prima giornata sono state utilizzati 2 elicotteri del 118, 12 ambulanze medicalizzate di cui 10 dell'Asur e 4 delle Aree vaste 4, 5 e 2, 27 ambulanze tra Croce Rossa e Anpas. Come sapete fin dal primo momento sono stati ricoverati 34 pazienti presso l'ospedale di Ascoli Piceno, 19 a San Benedetto, 11 pazienti meno gravi sono stati portati in una Casa di cura privata, 11 sono stati ricoverati all'ospedale di Torrette. Si provveduto sin dal primo momento ad evacuare l'ospedale di Amandola, 19 pazienti sono stati portati a Fermo, l'Inrca di Fermo ha accolto in uno spazio allestito d'urgenza i pazienti ricoverati presso la Rsa di Amandola, è stata sgomberata la casa di riposo del Comune di Castel Sant'Angelo con 25 pazienti ed anche la Rsa di Mogliano che in alcune parti è rimasta inagibile, si è proceduto a fare anche una serie di interventi dal punto di vista sanitario che adesso non sto a dettagliare per ragioni di brevità.
Voglio rispondere al discorso dei fondi, abbiamo detto del decreto che tante polemiche e difficoltà ha creato ai Comuni che non sono stati assolti, Consigliera Malaigia, dagli obblighi fiscali in scadenza, ma sono state solo sospese le scadenze fiscali. Questa è una polemica che ha tenuto impegnata mezza informazione per molto tempo, devo dire che la Giunta regionale si è comportata, anche qui, con assoluta trasparenza, perché in base ai dati che ci sono stati forniti dai Sindaci, attraverso le Soi che sono state aperte a Macerata, Fermo ed Ascoli, abbiamo mandato al Consiglio dei Ministri un elenco dei Comuni in cui risulta il numero degli evacuati e la percentuale degli evacuati rispetto agli abitanti, che è quello che ci chiedeva per cui noi abbiamo inviato un elenco.
Di quell'elenco fanno parte alcuni Comuni, altri no, magari hanno una percentuale più alta, però io credo che noi non dobbiamo fossilizzarci su quel decreto perché poi - altra questione che ci ha tenuto impegnati fin dai primi momenti - la regione Marche, insieme all’Umbria, all’Abruzzo e Lazio, come Regione in quanto Regione, è stata inserita nel decreto e le è stato riconosciuto lo stato di calamità, quindi noi siamo inseriti.
Questi sono i Comuni che hanno la sospensione, non mi pare una grande cosa perché laddove è stata applicata, basta chiedere agli interessati dei Comuni dell'Emilia Romagna o addirittura ai Comuni di 20 anni fa, poi sono state richieste in un'unica rata tutte le cifre sospese e quando è finita la sospensione tutta la contentezza di quegli abitanti non c'è stata. Mi pare una cosa che non va assolutamente enfatizzata.
Dobbiamo continuare a tenerci informati, bene ha fatto il Consigliere Biancani a convocare la Commissione, sia a livello di Commissione che di Consiglio, così come abbiamo fatto oggi, sullo stato dell'arte da qui ai prossimi mesi ed anche alle prossime settimane.
La solidarietà, come è stato ricordato, è scattata a livello nazionale e ad un certo momento la Protezione civile, come sapete, si è sentita in dovere di chiedere il blocco dell'invio dei viveri perché, per la verità, c’erano delle difficoltà di stoccaggio, non sapevamo e non potevamo sapere che alla Protezione civile sarebbe arrivata una spinta solidaristica di tanti cittadini, che vanno comunque sempre ringraziati, talmente grande da mettere in difficoltà lo stoccaggio di quanto arrivato.
Rispetto a quanto avvenuto dobbiamo cercare di ricostruire, come è stato detto - condivido assolutamente l'affermazione del Presidente, l'anima, l'identità e l'economia di quei luoghi, dobbiamo farlo nel rispetto dei territori e dobbiamo farlo con il pieno assenso e con la concertazione dei rappresentanti dei territori e dei cittadini. Quello che dobbiamo fare da qui ai prossimi mesi è di metterci in una posizione di dialogo e di ascolto, soprattutto di ascolto, di quelle comunità e cercare di fare in modo di ricostruire un tessuto sociale che rischia di andare disperso perché si è creato un dramma ed è stata aperta una ferita.
Penso, e concludo, che la comunità nazionale guardi con grande attenzione a quello che sta succedendo in seguito al terremoto nelle Marche non solo perché è giusto che si dia un ristoro a quanti hanno avuto dei danni, ma perché qui ci giochiamo la credibilità delle istituzioni e delle forze politiche.
Noi dobbiamo fare quello che ci è dovuto, lo dobbiamo fare con assoluta celerità, nell'assoluta trasparenza e nel rispetto di tutte le normative, per fare questo credo che ci sia bisogno di un rapporto costante, giornaliero, con i cittadini di quei luoghi. Noi non possiamo mettere in campo modelli che non siano condivisi da quei cittadini, è questo l'impegno che la Giunta regionale ha preso.
Voglio ringraziare tutti gli Assessori della Giunta regionale perché hanno dato un contributo, ognuno per la parte di propria competenza, incredibile. Un ringraziamento particolare ed affettuoso lo faccio alla fine ad Anna Casini perché è stata colpita doppiamente, quando siamo arrivati alle 10,00 lei era già lì dalla notte, dopo 5 minuti era sul posto e prestava soccorso e contribuiva ad estrarre la gente ed i primi feriti, è una cosa che ha vissuto in prima persona e voglio ringraziarla perché la sua presenza lì, in quei momenti, è stata veramente determinante, quindi dobbiamo farle un ringraziamento proprio per questo. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Malaigia, Rapa, Carloni, Busilacchi, Marconi, Bisonni, Leonardi, Marcozzi, Maggi, Zaffiri.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Quando si parla del versamento di 1.000 euro sul conto corrente, questo è in linea con quanto abbiamo deciso nella Conferenza dei capigruppo, quindi è volontario, per chi vuol farlo.

PRESIDENTE. L'idea, la spiegavo prima alla Consigliera Pergolesi, è che a chi ha già versato non si chiederà un nuovo versamento, l'auspicio forte è che coloro che ancora devono versare il contributo lo facciano attraverso questo conto, che è un conto nazionale aperto …

Giovanni MAGGI. I nostri colleghi di altre Regioni, in merito alla Conferenza Stato-Regioni, a cui lei ha fatto riferimento, dicevano che ci poteva essere un prelevamento forzoso, cioè obbligatorio. Così hanno detto …, noi nella Conferenza dei capigruppo abbiamo deciso …

PRESIDENTE. No, non è che si può obbligare. A tutti quelli che non hanno fatto il versamento chiedo ufficialmente di farlo su questo conto.

Giovanni MAGGI. I colleghi delle altre Regioni ci chiedevano un chiarimento su questo.

PRESIDENTE. Chi non l’ha ancora fatto in coscienza lo sa e può farlo. Chiedo questo, perché l'obiettivo di un milione di euro …Come? (…) Nulla vieta, perché si può fare …, però oggettivamente questo è il senso della risoluzione..
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Naturalmente mi associo alle istanze dei colleghi che mi hanno preceduto. Ringraziamenti a tutta la macchina dei soccorsi, soprattutto ai tanti cittadini che si sono subito mossi e che hanno sopperito a quelle che potevano essere alcune lacune burocratiche.
Vorrei ricordare questa giornata come la giornata in cui non si fa polemica, almeno su questo tema.
Vorrei ringraziare tutti i Consiglieri regionali perché credo che oggi sia una delle prime volte in cui su un tema così importante, così toccante e drammatico per la regione Marche, si sia trovata una proposta condivisa e si voglia tutti insieme verificare, monitorare quelle che saranno le spese, anche attraverso l'istituzione di questa pagina sul sito della Regione.
Alcuni di noi hanno già donato quello che si sentivano di donare, altri lo faranno, per una sorta di esempio che la politica in queste occasioni vuole dare per dimostrare che poi non c'è tutto questo marcio dietro.
Spero che la risoluzione venga approvata all'unanimità, alcuni dei nostri colleghi probabilmente avevano altri appuntamenti e sono usciti, mi auguro che questa sia una delle giornate da ricordare non solo per le vittime di questo terremoto, ma per tutte le popolazioni colpite e danneggiate dagli eventi naturali, dalle negligenze della macchina amministrativa e dalle varie aziende che magari dovevano ristrutturare in maniera più efficace ed efficiente le strutture cadute. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15,25.

 

 
 
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