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Resoconto della seduta n.4 del 28/07/2015

SEDUTA N. 4 DEL 28 LUGLIO 2015

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 4 del 28 luglio 2015. Do per letto il processo verbale della seduta n. 3 del 21 luglio 2015, il quale ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 3 in data 24 luglio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disposizioni urgenti sugli Enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU)”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4/2007, al Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla II Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme dell'ordinamento europeo ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis, del Regolamento interno;
n. 4 in data 27 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Bisonni, Fabbri concernente: “Modificazioni alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 - Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari ”, assegnata alla I Commissione in sede referente e trasmessa alla II Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme dell'ordinamento europeo ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis, del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 1 in data 23 luglio, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Convalida dell'elezione dei Consiglieri regionali, compreso il Presidente della Giunta regionale, eletti a seguito della consultazione svoltasi il 31 maggio 2015 e verifica delle eventuali cause di incompatibilità” (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 2 in data 23 luglio, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Rendiconto dell'Assemblea legislativa regionale per l'esercizio finanziario 2014” (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna).
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 9 del Consigliere Giancarli “Collaborazione con l'Iran”;
n. 10 dei Consiglieri Fabbri, Bisonni, Giorgini “Calendario venatorio regionale 2015/2016”;
n. 11 della Consigliera Leonardi “Tagli all'Anticendio boschivo da parte della Regione. Gravi ripercussioni sulla prevenzione e la lotta agli incendi”;
n. 12 dei Consiglieri Rapa, Pieroni, Busilacchi, Marconi “Genocidio del popolo armeno”.

Comunicazione ai sensi dell'art. 35, VI comma, del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. La mia comunicazione urgente riguarda la delibera 388 del 5 maggio 2015 con la quale è stato assunto, è stato reso attivo, il calendario venatorio.
Questo calendario venatorio non risponde compiutamente a quanto prescritto dalla direttiva europea 2009/147 e alle indicazioni dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Comunico, quindi, alla Giunta regionale la necessità di modificare la deliberazione 388 con la quale è stato approvato il calendario venatorio per non incorrere in molto probabili ricorsi e quindi all'annullamento di questo.
Dato che la caccia inizierà nei prossimi mesi, il mese di agosto potrebbe essere utile per poter modificare il calendario e riportarlo all'interno dei termini delle indicazioni che la direttiva europea e l'Ispra hanno dato. Grazie.

Prosecuzione comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Concludo le comunicazioni, informando che, con nota datata 25 luglio 2015 (acquisita agli atti in data 27 luglio 2015 con protocollo n. 5896) e già distribuita a tutti i consiglieri regionali, il Consigliere Renato Claudio Minardi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Vice Presidente dell'Assemblea legislativa regionale delle Marche.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE In considerazione dell'urgenza della questione relativa alle citate dimissioni presentate dopo la convocazione del Consiglio, propongo, ai sensi del comma 3 dell'articolo 27 del Regolamento interno dell'Assemblea di iscrivere all'ordine del giorno della seduta odierna quale primo punto: la presa d'atto delle dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consigliere regionale Renato Claudio Minardi, e l'elezione dei due Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa regionale ai sensi del comma 2 dell'articolo 6 del regolamento interno.
Se non vi sono contrari, dò per approvata l'iscrizione all'ordine del giorno di questo punto e passo alla sua trattazione

Presa d'atto delle dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consigliere regionale Renato Claudio Minardi ed elezione dei due Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa regionale
(articolo 13, commi 1 e 3, dello Statuto regionale) - Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'Assemblea legislativa regionale prende atto delle dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consigliere Renato Claudio Minardi.
Ricordo che, di conseguenza, ai sensi e per gli effetti di cui al comma 2 dell'articolo 6 del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa in caso di cessazione della carica di un Vicepresidente si procede alla rielezione di entrambi i due Vicepresidenti con le stesse modalità stabilite per l'elezione.
Al riguardo l'elezione dei Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa è disciplinata dall'articolo 13, commi 1 e 3 dello Statuto regionale vigente che prevedono una votazione a scrutinio segreto con voto limitato ad uno.
La scheda di voto che verrà distribuita è unica e ciascun consigliere può votare un solo nome.
Non sono previste dichiarazioni di voto, come non è prevista alcuna discussione essendo l'Assemblea legislativa riunita in funzione di seggio elettorale, è invece possibile l'annuncio delle candidature alla carica di Vicepresidente.
Per garantire una maggior riservatezza e regolarità nelle operazioni di voto sono state previste le consuete modalità.
Il Vicepresidente Sandro Zaffiri effettuerà la chiamata dei Consiglieri secondo l'ordine alfabetico e svolgerà le funzioni di spoglio delle schede in collaborazione con la Segreteria generale del Consiglio.
Ciascun Consigliere chiamato ritirerà la scheda di voto dal Commesso posto alla destra del tavolo della Presidenza e si recherà nella zona retrostante dove è stato allestito un seggio per esprimere il proprio voto, successivamente deporrà la scheda nell'urna sistemata sulla parte sinistra del tavolo della Presidenza.
Ricordo inoltre che ai sensi del comma 4, dell'articolo 45 del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, la votazione a scrutinio segreto è valida se il numero delle schede poste nell'urna non è inferiore alla metà più uno dei componenti assegnati all'Assemblea medesima, cioè 17 schede; che ai sensi del comma 3, dell'articolo 13 dello Statuto regionale risulteranno eletti Vicepresidenti il Consigliere di maggioranza e il Consigliere di minoranza che avranno ottenuto il maggior numero di voti e in caso di parità tra i Consiglieri di maggioranza o tra quelli di minoranza rispettivamente i Consiglieri più giovani di età.
Lascio la parola a coloro che la vogliono per presentare le candidature alla carica di Vicepresidente
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Parlo non solamente a nome del gruppo del PD, ma di tutta la maggioranza che compattamente presenta la candidatura del Consigliere Renato Claudio Minardi alla carica di Vicepresidente con più forza rispetto a qualche settimana fa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Coerentemente con la nostra precedente posizione e anche con forza, visto che siamo la seconda forza politica di questa regione, confermiamo la candidatura del Consigliere Giovanni Maggi a Vicepresidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Due parole per presentare la candidata dell'opposizione: Consigliera Marzia Malaigia. Grazie.

PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento, invito il Vicepresidente Sandro Zaffiri a procedere alla chiama dei Consiglieri in ordine alfabetico.

(Il Vicepresidente Zaffiri effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 30
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 30

Hanno ricevuti voti:
Renato Claudio Minardi n. 18,
Marzia Malaigia n. 7,
Giovanni Maggi n. 5.

Proclamo eletti Vicepresidenti dell'Assembla legislativa i Consiglieri Renato Claudio Minardi e Marzia Malaigia, li invito a prendere posto con l'augurio di buon lavoro.

(Applausi)

(Assumono le funzioni di Vicepresidenti i Consiglieri Minardi e Malaigia)

Saluto all'Associazione dei Marchigiani Argentini

PRESIDENTE. Prima di proseguire saluto calorosamente, sono presenti in Aula, i discendenti di terza e quarta generazione dei nostri migranti in Argentina in visita nella regione Marche. Grazie della vostra presenza.

(Applausi)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. C'è oggi in discussione un'interrogazione sul tema dell'Antincendio boschivo e avendo presentato una mozione sullo stesso oggetto chiedo, se possibile, di inserirla all'ordine del giorno per discuterla insieme.
E' una questione che riguarda questo periodo estivo e trattarla alla ripresa dei lavori del Consiglio, la metà di settembre, sarebbe un po' anacronistico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Il tema dell'interrogazione e della mozione è già stato superato in quanto ieri in Giunta abbiamo firmato la convenzione con i Vigili del Fuoco.
Abbiamo fatto una deliberazione, quindi il problema è risolto rispetto all'oggetto della mozione e dell'interrogazione.
Credo che non ci siano le condizioni per rispondere in quanto il problema non c'è più, è venuto meno l'oggetto della mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. A questo punto credo che la risposta sia assolutamente soddisfacente perché l'obiettivo di questo intervento, di questa mozione, era quello di far riattivare il servizio, quindi mi fa piacere che la sollecitazione sia andata a buon fine e si sia trovata una soluzione.

Interrogazione n. 7
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
"Eventi alluvionali nel Comune di Sant'Elpidio a Mare"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 7 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In relazione all'interrogazione n. 7/2015 concernente "Eventi alluvionali del Comune di Sant'Elpidio a Mare", presentata dal Consigliere Marcozzi in data 15 luglio 2015, si rappresenta quanto segue.
Con ordinanza del Capo Dipartimento Protezione Civile n. 7 del 10 giugno 2012, il Presidente della Regione Marche è stato nominato Commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza derivante dagli eventi alluvionali avvenuti nel periodo dall'1 al 6 marzo 2011.
Le risorse messe a disposizione da tale provvedimento sono rivolte al ristoro delle spese sostenute dagli Enti locali per gli interventi eseguiti nella fase di prima emergenza e per le finalità previste dall'ordinanza stessa. In particolare sono stati stanziati 25 milioni di euro a carico del Fondo della Protezione Civile Nazionale ed un'ulteriore somma, originariamente stimata in 3,1 milioni di euro, derivante dalla maggiorazione dell'imposta regionale sui carburanti.
In attuazione dell'articolo 1, comma 3 dell'ordinanza del Capo Dipartimento Protezione Civile n. 7/2012, il Commissario delegato, con decreto n. 3 dell'1 agosto 2012, ha approvato il piano recante lo schema delle tipologie di intervento ammissibili con relativo fabbisogno e disponibilità, nonché le modalità di accesso ai contributi, di liquidazione e controllo.
Con successivo Decreto n. 4 del 28 settembre 2012, il Commissario delegato, sulla base della riduzione dello stanziamento statale e delle richieste pervenute dalle Amministrazioni locali e ritenute ammissibili, ha approvato l'elenco degli interventi per tipologie e contributo concedibile a ciascun ente interessato.
In particolare nella tabella dell'allegato "B" al decreto 4/CDM/2012 per il Comune di Sant'Elpidio a Mare figurano le seguenti tipologie di spesa:
- assistenza alla popolazione - richieste ammissibili 92.833,51 euro - disponibilità 100%;
- impiego del volontariato e protezione civile compresi i pasti e le spese per il carburante - richieste ammissibili 12.763,76 euro - disponibilità 100%;
- spese per compenso lavoro straordinario effettivamente prestato da parte del personale dipendente e per eventuali turni di reperibilità - richieste ammissibili 25.282,33 euro - disponibilità 100%;
- nolo mezzi: idrovore, idropulitrici, movimento terra, impiegati per la ripulitura degli spazi e delle aree pubbliche e delle pubbliche fognature, nonché per ripristinare la fruibilità degli immobili privati - richieste ammissibili 404.215,57 euro - disponibilità 100%;
- smaltimento rifiuti - richieste ammissibili 29.266,16 euro - disponibilità 100%;
- interventi per la sistemazione dei corsi d'acqua - richieste ammissibili 24.378,00 euro - disponibilità 72%;
- lavori per la messa in sicurezza di infrastrutture, ponti, strade e marciapiedi - richieste ammissibili 1.492.831,36 euro - disponibilità 72%;
- interventi per il ripristino di edifici pubblici destinati ad uso pubblico - richieste ammissibili 125.281,01 euro - disponibilità 72%;
totale richieste ammissibili 2.206.851,70 euro - disponibilità erogabili 1.743.543,33.
Nel caso specifico, per il Comune di Sant'Elpidio a Mare sono stati emanati i seguenti decreti di liquidazione:
- decreto del Commissario Delegato n. 6 del 31 ottobre 2012 - importo liquidato 1.304.541,38 euro,
- decreto del Commissario delegato n. 1 del 22 marzo 2013 - importo liquidato 4.156,83 euro,
- decreto del Dirigente Servizio Infrastrutture Trasporti ed Energia n. 255 del 21 ottobre 2013 - importo liquidato 434.847,12 euro.
Totale 1.743.545,33 euro.
Da quanto sopra risulta che, alla data di ottobre 2013, l'importo concesso dal Commissario Delegato con decreto n. 4 del 28 settembre 2012 è stato totalmente liquidato.
Si fa presente inoltre, che la differenza tra l'importo ammesso a finanziamento con decreto 4 del 28 settembre 2012 (2.206.851,70 euro) e l'importo totale liquidato (1.743.545,33 euro), pari per differenza a 463.306,37 euro, è stata oggetto di successiva programmazione economica da parte della Giunta regionale, a valere sulle risorse assegnate e ripartite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2013.
Con deliberazione di Giunta regionale n. 1728 del 27 dicembre 2013, è stato stabilito l'ordine di priorità dei finanziamenti nonché la ripartizione dei fondi statali, ammontanti complessivamente a 15.741.514,84 euro, tra soggetti pubblici e soggetti privati.
In particolare tale programmazione prevede anche il "saldo degli interventi pubblici dichiarati ammissibili con decreto n. 4 del 28 settembre 2012".
Avendo finanziato gli interventi ritenuti prioritari dalla citata deliberazione di Giunta regionale n. 1728/2013 e in base alla disponibilità di cassa pari a 1.323.698,75 euro, con decreto del Dirigente del Servizio Infrastrutture Trasporti ed Energia n. 68 del 4 marzo 2013, è stato liquidato al Comune di Sant'Elpidio a Mare l'importo di 69.188,96 euro, quale anticipo dell'importo di 463.306,37 euro che sarebbe ancora mancante.
L'importo residuo da rimborsare, pari a 394.117,41 euro sarà oggetto di successivi provvedimenti di liquidazione in base alle risorse disponibili. Attualmente risulta accreditato dallo Stato l'importo complessivo di 3.411.643,69 euro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta. Io mi sono attivata per il Comune di Sant'Elpidio a Mare per capire quando arriveranno queste risorse e lei mi risponde quando avremo la disponibilità.
Ben poco sappiamo, perché a questo punto si dice tutto e nulla mentre il Comune sta aspettando.
Lei capisce che gli eventi alluvionali risalgono a 4 anni e mezzo fa ed il Comune ha anticipato i soldi per pagare le aziende e per non arrivare ad un contenzioso.
Mi auguro che il saldo venga dato il più presto possibile. Grazie.

Interrogazione n. 8
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Accordo Whirlpool"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 8 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Gentile Presidente e gentili Consiglieri, l'interrogazione del Consigliere Giancarli verte sostanzialmente su tre punti: la posizione della Regione Marche nella vicenda Whirlpool, il giudizio sull'intesa e la firma dell'accordo.
L'acquisizione da parte della Whirpool della Indesit, dopo la sottoscrizione dell'accordo del 3 dicembre 2013 e la presentazione di un nuovo piano industriale il 16 aprile 2015, con la previsione di esuberi occupazionali e la chiusura di alcuni siti, ha indotto le segreterie sindacali nazionali a chiedere l'intervento del Ministero dello Sviluppo Economico che, dopo un primo incontro collegiale, in considerazione che trattasi di una grande industria con stabilimenti in più Regioni, e quindi di competenza statale, ha ritenuto di avocare direttamente al Ministero la gestione della trattativa, non senza tenere le Regioni interessate al corrente degli sviluppi della vertenza.
L'accordo raggiunto e suggellato dal referendum tra i lavoratori (con oltre l'80% dei sì a livello nazionale e con il 73,5% dei sì dei lavoratori marchigiani) prevede l'impegno a non licenziare per tutta la durata del piano industriale, quindi fino al 2018 - come previsto già nel precedente accordo Indesit prima della sua acquisizione -, e 500 milioni di investimento in Italia.
Whirlpool utilizzerà ammortizzatori sociali con incentivi come la cassa integrazione ed i contratti di solidarietà, provvederà alla ricollocazione e riqualificazione professionale in particolare per impiegati ed aprirà percorsi di uscita incentivante volontaria o finalizzante alla pensione.
Il piano industriale prevede una vocazione produttiva per ogni singolo stabilimento, non ve lo delineo, ma per chi vuol prenderne visione: Caserta, None, Cassineta, Napoli, Melano-Fabriano, Comunanza e Fabriano come conferma della sede amministrativa e centro direzionale.
Non solo, l'accordo, cosa molto importante, ritenuta storico, prevede che il 75% degli investimenti su ricerca e sviluppo siano concentrati in Italia.
L'accordo è stato ufficialmente sottoscritto il giorno 24 luglio 2015 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, del Ministro Federica Guidi, del sottosegretario Bellanova e dei Presidenti delle Regioni interessate, Luca Ceriscioli per le Marche.
Ultimo punto dell'interrogazione, trattandosi di un accordo che fa seguito a un tavolo di crisi, le istituzioni regionali, e dunque la nostra Regione, mantengono pertanto la funzione di confronto costante, di supporto all'accordo medesimo e ai suoi sviluppi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Assessore la ringrazio. Questa interrogazione, di fatto espressione e per conto della famiglia dei metalmeccanici, è stata fatta per due ragioni, una perché ai lavoratori dobbiamo sempre chiarezza, l'altra perché conosco la sensibilità di questa maggioranza, di questa Giunta, del Presidente Ceriscioli che, anche in occasione dell'inaugurazione del Museo della Miniera, fatto importante, una pagina ricca nella storia del movimento operaio italiano, ha voluto ricordare quest'accordo.
Le porte di Palazzo Chigi si sono aperte agli operai. Il Presidente del Consiglio ha voluto festeggiare così un accordo importante, grazie anche a quella famiglia molto ampia che non ha visto soltanto l'unità delle organizzazioni sindacali, ma penso a tanta parte delle istituzioni, penso anche ai Vescovi, al vescovo di Fabriano Mons. Vecerrica, al Vescovo di Aversa Mons. Spinillo. Ci sono state grandi lotte, grandi manifestazioni, ricordo, perché siamo in questo territorio, quella molto grande, nazionale, di Fabriano del luglio dello scorso anno.
Il piano salva gli attuali 4.500 posti di lavoro, prevede, come lei ha detto, centinaia di milioni di investimenti, ed è stato possibile, far cambiare il piano della multinazionale americana, grazie a questa unità, chiarezza di obiettivi e lotta.
Sappiamo che la situazione nel Paese è mutata, il settore dell'elettrodomestico per numero di occupati era secondo solo a quello dell'auto e produceva il 45% degli elettrodomestici venduti in Europa, oggi non è più così, ma questo accordo sicuramente rappresenta una bella pagina per la nostra economia, per i nostri lavoratori, per la nostra Regione.

Interrogazione n. 14
ad iniziativa del Consigliere Rapa
"Situazione Aerdorica"
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 14 del Consigliere Rapa.
La Giunta ha chiesto di rinviare la trattazione ed il Consigliere Rapa ha accolto gentilmente la richiesta.

Interrogazione n. 9
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"CRA Osimo"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 9 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. In relazione all'interrogazione n. 9/2015 si rappresenta quanto segue.
L'Azienda sperimentale di Osimo del CRA (Centro di ricerca colture di Osimo) nasce nel 1936 come Istituto di cerealicoltura con sede a Bologna.
Negli anni '60 viene poi annoverata nell'Istituto colture industriali sempre con sede a Bologna.
Nel 2006 è invece Sezione operativa periferica con una sua autonomia per poi passare ad Azienda sperimentale con decreto n. 473 del 6 giugno 2013.
Si conferma che l'Azienda sperimentale di Osimo, che appartiene quindi al CRA - Ente di ricerca vigilato dal Mipaaf - possiede 15 ettari adibiti a sperimentazione su colture industriali oleaginose ed annovera un ricercatore, due operatori tecnici e un amministrativo, cui si aggiungono ogni anno una decina di operai che vengono assunti a tempo determinato.
Ad inizio anno il CRA è stato commissariato (Commissario straordinario: Dr. Salvatore Parlato) e contestualmente è iniziato un processo di riforma del settore ricerca che prevedeva la razionalizzazione delle sedi e la fusione con l'INEA. Il nuovo Ente si chiamerà CREA.
Il Piano di razionalizzazione doveva essere suddiviso in 2 fasi. La riorganizzazione delle strutture scientifiche e la successiva riorganizzazione delle aziende sperimentali, laboratori, ecc...
II 24 giugno 2015 all'EXPO è stata presentata la bozza di Piano triennale per il rilancio e la razionalizzazione della ricerca del CREA, anche per mezzo di schemi territoriali nei quali l'Azienda sperimentale di Osimo non era presente, sia nella fase attuale che in quella di progetto, come tra l'altro ci si doveva aspettare non essendo una struttura scientifica.
Nello stesso documento però l'Azienda sperimentale di Osimo veniva riportata nella scheda di pagina 15 indicandola in chiusura, così come Vercelli e Rovigo. Osimo compare infatti tra le sedi di provenienza e non tra quelle di destinazione, anche se trattasi di una mera forzatura perché della questione Osimo, in quanto azienda sperimentale, si sarebbe eventualmente dovuto trattare in una seconda fase, al momento della razionalizzazione del patrimonio immobiliare, insieme a tutte le altre realtà aziendali e non nella prima fase di revisione della rete. Osimo è stata invece considerata come se fosse rimasta alla situazione ante 2006, e non si tenuto conto invece delle modifiche successive, quando era ancora una centro di spesa dotato di direttore e quindi una Sezione operativa periferica.
Avendo informalmente richiesto chiarimenti ai dirigenti del CRA (CREA) tutti sono rimasti sgomenti della scelta dei Commissari, sia perché non era il documento nel quale prevedere la ristrutturazione delle Aziende sperimentali, sia perché l'Azienda sperimentale di Osimo a detta di tutti è, oltre che fortemente integrata con il territorio e strumentale per la ricerca a livello regionale, punto di riferimento nazionale nel settore delle oleaginose industriali, in considerazione della sua collocazione geografica.
Va inoltre ricordato che, per competenza e professionalità, da sempre la struttura funge da riferimento per tutte le visite ai campi sperimentali relativi alle prove delle reti cui ha finora partecipato, coordinando la rete di valutazione agronomica nazionale.
L'Azienda è anche fortemente integrata dal punto di vista operativo con il CIN Centro di Ricerca per le Colture Industriali:
- ospita i campi sperimentali del CRA-SCS assieme ad altre aziende del CIN;
- il personale, dalle peculiari doti tecniche, di impegno nel lavoro e attitudine alla collaborazione, opera attivamente, con presenza fisica, quando le competenze tecniche sono necessarie, anche nelle altre aziende del CIN.
In aggiunta, l'Azienda raccoglie autonomamente fondi significativi; negli ultimi anni sono state raccolte somme (181.000 euro nel 2010; 143.000 euro nel 2011; 138.000 euro nel 2012; 178.000 euro nel 2013; 158.000 euro nel 2014 e 156.000 euro nella prima parte del 2015) che ne permettono l'autosufficienza; anzi, senza ricevere alcun finanziamento esterno, è stata prevista anche la ristrutturazione di un annesso colonico per la realizzazione di laboratori e rimessa attrezzi, oltreché la costruzione di un impianto fotovoltaico (10 kW) per supplire alle esigenze energetiche della stessa azienda; purtroppo i lavori di realizzazione delle suddette opere sono stati bloccati proprio al loro inizio in attesa della definizione della questione di ristrutturazione e quindi di possibile chiusura.
Condividiamo che la chiusura di Osimo comporterebbe una grave penalizzazione per la Regione Marche, la prima regione italiana produttrice di girasole, coltura per la quale l'azienda di Osimo rappresenta da decenni, per competenza e professionalità del personale, oltre che per vocazione territoriale, una struttura di riferimento a livello nazionale. In essa si svolgono le prove per l'iscrizione al Registro nazionale delle varietà di molte specie (girasole, colza, barbabietola, sorgo, eccetera), senza le quali non potrebbero essere commercializzate. Inoltre Osimo coordina da decenni una rete di sperimentazione in cui varietà commerciali di girasole e colza, anche di provenienza estera, vengono provate per verificarne la validità e fornire indicazioni agli agricoltori. Inoltre collabora da sempre con altri enti di ricerca presenti sul territorio nella esecuzione di progetti sperimentali nazionali e regionali per la soddisfazione di esigenze di ricerca di primario interesse.
E' già stata redatta una mia nota, nella quale, oltre a ribadire quanto già detto sopra e, quindi a confermare la validità dell'Azienda Sperimentale di Osimo e la necessità che questa permanga nel nostro territorio, si fa presente che per le Aziende sperimentali di Vercelli e Rovigo, indicate in chiusura nel documento presentato il 24 giugno u.s., successivamente sono state trasformate in laboratorio, e si chiede quindi di confermare l'Azienda sperimentale di Osimo con le sue attuali funzioni.
Il documento finale della ristrutturazione non è ancora stato inviato al Direttore generale per il dovuto decreto di riorganizzazione. Pertanto ritengo di trasmettere in data odierna la nota al Ministro, ai Commissari e per conoscenza al Direttore generale, nella speranza di poter raggiungere il risultato ottenuto per Vercelli e Rovigo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ringrazio la Vicepresidente Casini e condivido il punto politico che sottolineava, ovvero la chiusura di questa realtà rappresenterebbe una grave penalizzazione per la regione Marche.
La ringrazio anche perché, se non ho capito male, ha già inoltrato una nota in cui ribadisce l'importanza di questa Azienda agricola sperimentale.
Sono soddisfatto perché il patrimonio scientifico al servizio dell'agricoltura marchigiana, che questa azienda rappresenta, va tutelato.
Se necessitano dobbiamo mettere in piedi anche altre azioni perché l'obiettivo del mantenimento deve essere raggiunto; la ringrazio ancora.

Interrogazione n. 17
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
"Convenzione Vigili del fuoco Marche"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 17 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIPICHETTI. In pratica ho già risposto prima. Voglio ringraziare i Consiglieri per la sollecitazione con cui hanno presentato l'interrogazione.
Ieri abbiamo fatto la deliberazione di Giunta e abbiamo risolto la questione oggetto dell'interrogazione. Il servizio di prevenzione nella regione Marche si farà, partirà dall'1 agosto fino al 9 settembre, quindi il problema è ad oggi tecnicamente risolto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Ringrazio per quello che è stato fatto grazie al nostro interessamento, perché se non c'era probabilmente la cosa sarebbe corsa via nel silenzio.
Quello che mi preoccupava di questa storia erano i casi simili che spesso leggiamo nei giornali, che avvengono nel nostro territorio, nelle regioni del sud, quando queste competenze vengono assegnate a delle cooperative, a delle associazioni che per essere molto attive, per far vedere che si impegnano, che ne so, se l'incendio non c'è, magari lo procurono e poi lo spengono. E' un modo non idoneo, come tradizione, a quello che accade nella nostra regione. Grazie.

Intervento dei Vicepresidenti sulle rispettive nomine

PRESIDENTE. Lascio la parola alla Vicepresidente Consigliera Malaigia per un breve saluto, non glielo l'ho lasciato prima, quindi, prego.

Marzia MALAIGIA. Presidente, signor Presidente, Assessori, Consiglieri, mi rendo conto e sono cosciente del peso e della responsabilità di questo compito che mi è stato conferito. Non sono del tutto impreparata vuoi per il background culturale, per il grande senso civico che ho innato che per la mia professionalità.
Questo nuovo incarico di responsabilità sarà confacente al ruolo, con garanzia di rispetto per l'istituzione, rispetto che non sarà privo di incisività, di decisione e di schiettezza laddove necessario.
Un pensiero in questo momento, in particolare, alle donne marchigiane che ora hanno una di loro alla carica di Vicepresidente e trovano ancora più esplicata, ancora più concretizzata, la democrazia paritaria in seno alle istituzioni. Grazie.

PRESIDENTE. Un breve saluto anche da parte del Vicepresidente Consigliere Minardi, prego.

Renato Claudio MINARDI. Presidente, colleghi Consiglieri, innanzitutto a voi il ringraziamento per la fiducia che mi avete accordato nel rieleggermi nel ruolo di Vicepresidente del Consiglio regionale.
Nei giorni scorsi, dopo l'approvazione a larga maggioranza della mozione, ho ritenuto doveroso rimettere il mandato nelle mani dell'Aula, nelle mani del Consiglio regionale, Consiglio regionale che ha la sovranità nell'eleggere i propri rappresentanti, in quanto da quella mozione approvata era emerso che si era incrinato il rapporto fiduciario tra i Vicepresidenti e l'Aula per cui ho ritenuto doveroso rimettere nelle mani dell'Aula, nella sovranità dell'Aula, la scelta di rieleggere i Vicepresidenti.
Credo che avremo tanto lavoro da fare nei prossimi mesi, abbiamo un mandato di 5 anni, anche se il mandato del Presidente e dei Vicepresidenti dura 30 mesi, avremo tanto lavoro da fare a partire dalla prima priorità che abbiamo di fronte che è quella di lavorare continuamente e costantemente per creare occasioni di sviluppo, occasioni di lavoro, guardando in particolare alle giovani generazioni.
Ogni azione fatta dal Consiglio regionale dovrà avere come obiettivo, come scopo, quello di creare occupazione, di creare lavoro, guardando con molta attenzione in particolare ai giovani ed alle giovani generazioni.
L'altro tema che mi sta particolarmente a cuore è quello della sburocratizzazione. Dovremo lavorare unitamente, unitariamente a quest'Aula, affinché ogni regola, ogni legge, ogni regolamento, non sia un laccio o un lacciolo che crei difficoltà ai nostri cittadini, alle nostre imprese, ma sia un'opportunità che possa creare occasioni di lavoro, di sviluppo e di occupazione.
Altri temi non li vado a toccare, sarebbe il caso di parlare di turismo, di sanità, di liste di attesa, eccetera, sono temi importanti su cui avremo modo di misurarci.
Chiudo ringraziando ancora una volta l'Aula che mi ha riconfermato la fiducia, ribadendo che ho sentito il dovere, come rappresentante delle istituzioni, di rimettere il mandato nelle vostre mani perché questo era un atto dovuto.

Proposta di legge n. 2
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Zaffiri, Minardi
"Modifica alla legge regionale 5 agosto 1996 n. 34 - Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 2 ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Zaffiri, Minardi.
La discussione è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. La proposta di legge n. 2 "Modifica alla legge regionale 5 agosto 1996 n. 34 - Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione" ha come scopo quello di allungare i termini delle nomine che la Regione dovrà fare, spostandoli da 30 a 90 giorni, tradotto in 3 mesi.
I termini sono molto ristretti, soprattutto nel momento in cui inizia una nuova legislatura, un nuovo Presidente, una nuova Giunta, un nuovo Consiglio e, quindi c'è la necessità di avere tempi maggiori nella gestione di tutte le fasi, tenendo conto che le scadenze a termine di legislatura sono 38, 31 di Consiglio e 7 di Giunta.
Anche in passato si era ravvisato che i tempi erano abbastanza ristretti per l'esame delle candidature da parte degli uffici, questo ancor di più nel momento in cui con la legge regionale 23 del 2012 si è inserito l'obbligo di presentare una doppia candidatura, una maschile e una femminile, la doppia candidatura di genere.
Alfine di consentire, da parte di tutti i Consiglieri e della I Commissione a ciò deputata, un'adeguata valutazione dei requisiti professionali e di esperienza, appare necessario prevedere l'allungamento del termine di un mese per provvedere alle nomine scadenti con la legislatura.
Questa norma riguarda le nomine che scadono a fine legislatura e che devono ripartire con quella successiva.
Come vedete negli articoli che ci sono, la proposta di legge è neutra dal punto di vista finanziario, quindi non ha impatti sul bilancio, e si compone di 4 articoli. L'articolo 1 modifica testualmente l'articolo 10 della legge regionale n. 34 prevedendo un allungamento dei termini per procedere alle nomine scadenti con la legislatura.
Sottomano avete un testo che parla di 90 giorni, questo testo sarà modificato con un emendamento che è stato approvato ieri dalla I Commissione, nel testo: "il novantesimo giorno" viene trasformato "entro i successivi 3 mesi". Parliamo di 90 giorni, parliamo di 3 mesi, il termine esatto sarà 3 mesi, se sarà approvato l'emendamento.
Il termine per la presentazione delle candidature rimane inalterato, questo anche per consentire alle candidature che vengono presentate un più accurato esame da parte degli uffici.
L'altro articolo che viene presentato è l'articolo 01 che modifica l'articolo 5 della legge 34 del '96 e che prevede: "Se il termine indicato al comma 1 coincide con un giorno non lavorativo feriale, è prorogato al successivo giorno lavorativo".
Questa era una parte che non era normata, con l'inserimento dell'articolo 01 si modifica l'articolo 5 della legge 34 del '96 e si dà la possibilità di utilizzare il primo giorno non lavorativo qualora la scadenza sia in un giorno feriale, potrebbe essere il sabato, quindi non lavorativo, o addirittura un giorno festivo.
Credo di non dover aggiungere altro: spostamento della scadenza a 90 giorni che con l'emendamento sarà trasformata in 3 mesi, invarianza finanziaria, disposizioni transitorie e dichiarazione d'urgenza in modo tale che la legge entri in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione Marche.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Faccio gli auguri ai due Vicepresidenti, alla Consigliera Malaigia e al Consigliere Minardi, ed auguro ad entrambi un buon lavoro.
Per quanto riguarda la proposta di legge n. 2, noi della minoranza abbiamo contribuito alla modifica della legge n. 34 del '96 che riguarda le norme per le nomine di spettanza della Regione Marche.
Come ha spiegato in maniera molto chiara il Consigliere Minardi alla fine della legislatura sono numerose le nomine in scadenza, 38. La nuova legislatura si apre con la nomina di questi organi, quindi, diamo la possibilità alla Commissione di valutare con un po' più di tempo tutti i candidati.
Come ha detto il Consigliere Minardi, con l'entrata in vigore della legge del 2012, la n. 23, per quanto riguarda le nomine, va presentata sia una candidatura femminile che maschile, i candidati raddoppiano, ecco perché è auspicabile, è importante, allungare di un mese la fine del procedimento.
Questa variazione non ha nessun impatto sul bilancio, è fiscalmente neutrale e noi come minoranza abbiamo contribuito alla modifica della legge n. 34 del '96.
Auspico, quindi, in Aula che questa modifica possa essere approvata all'unanimità. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 01. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma della I Commissione. L'emendamento prevede la sostituzione delle parole "novantesimo giorno" con le parole "tre mesi successivi". Questo emendamento è stato approvato all'unanimità dalla I Commissione, presieduta dal Consigliere Giacinti. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 2, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 1
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
"Convalida dell'elezione dei Consiglieri regionali, compreso il Presidente della Giunta regionale, eletti a seguito della consultazione svoltasi il 31 maggio 2015 e verifica delle eventuali cause di incompatibilità"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 1 ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Questo atto prevede la convalida dell'elezione dei Consiglieri regionali da parte dell'Aula, quindi da parte del Consiglio regionale.
L'articolo 22 della legge 27/2004 riserva all'Assemblea legislativa la convalida dell'elezione dei propri componenti compreso il Presidente della Giunta, secondo le norme del suo Regolamento interno.
Ai sensi dell'articolo 14 del Regolamento interno, l'Ufficio di Presidenza è l'organo competente a proporre all'Assemblea la convalida di quei Consiglieri nei confronti dei quali abbia accertato non sussistere cause di ineleggibilità.
Nell'istruttoria del procedimento di convalida l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto opportuno procedere contestualmente alla verifica dell'insussistenza di cause di ineleggibilità e dell'insussistenza di cause di incompatibilità.
Secondo la costante prassi assembleare i Consiglieri interessati hanno prodotto una dichiarazione concernente l'eventuale sussistenza di condizioni di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità; tutti le abbiamo presentate nella prima seduta in Aula, quella del 22 giugno u.s.
Dall'esame della suddetta dichiarazione non risultano sussistere in capo ai 31 eletti fattispecie di incandidabilità e di ineleggibilità alla carica di Consigliere regionale.
Sono emerse condizioni di incompatibilità che sono state prontamente rimosse dai diretti interessati che nello specifico sono: il Consigliere Biancani, incompatibile in quanto Assessore al Comune di Pesaro, ha espressamente rinunciato all'incarico suddetto in data 17 giugno 2015; il Consigliere Cesetti Fabrizio, Presidente della Provincia di Fermo, ha espresso la propria opzione alla carica di Consigliere regionale in data 2 luglio 2015 con la procedura di decadenza; il Consigliere Micucci, incompatibile in quanto Assessore al Comune di Civitanova, ha espressamente rinunciato all'incarico in data 18 giugno 2015; il Consigliere Talè Federico incompatibile, ha espresso la propria opzione alla carica di Consigliere regionale ed il Consiglio comunale di Mondavio ne ha dichiarato la decadenza dalla carica di Sindaco in data 7 luglio 2015.
Comunico che, per completezza, è stato presentato un ricorso notificato in data 17 luglio 2015 da parte dell'Avv. Antonio Baldelli che ha proposto ricorso avanti al Tar Marche e contro la Regione Marche ed altri per ottenere l'annullamento dei seguenti atti: tutti i verbali dell'Ufficio centrale e circoscrizionale, atto di proclamazione, deliberazione del Consiglio generale con la quale si è provveduto alla convalida delle elezioni, ogni atto conseguente e presupposto comunque preordinato e finalizzato alla mancata elezione del ricorrente.
Pertanto, alla luce di quanto sopra detto, tutti i 31 Consiglieri sono nelle condizioni di poter essere convalidati, per cui mettiamo nelle mani dell'Aula l'approvazione di questo atto.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 1. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 2
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
"Rendiconto dell'Assemblea legislativa regionale per l'esercizio finanziario 2014"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 2 ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Questo atto riguarda la relazione sul consuntivo del bilancio dell'anno 2014 del Consiglio regionale. Premetto che ha avuto il parere favorevole da parte dell'organo di revisione, parere favorevole all'approvazione del rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2014 con l'invito a trasmetterlo al Consiglio regionale per la sua approvazione, quindi il parere è favorevole da parte dell'organo di revisione.
La spesa complessiva per l'anno 2014 è risultata di 15.399.885 euro, con una diminuzione rispetto al 2013 di 235.000 euro. La diminuzione della spesa è da imputare principalmente alla riduzione dei costi per il funzionamento dell'ente avendo le spese obbligatorie subìto una forte riduzione già nell'anno 2013.
Il bilancio 2014 risente tra l'altro degli effetti delle manovre economiche nazionali che hanno introdotto misure di contenimento della spesa per la pubblica amministrazione, recepite anche dal Consiglio regionale delle Marche, in particolare dal decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito nella legge 122 del 2010, concernente: "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica".
Il Consiglio regionale ha fatto proprio l'obiettivo del contenimento delle spese di funzionamento dell'Assemblea secondo il principio dell'autonomia, ribadito nell'articolo 12 della legge regionale 14 del 2003 e successive modificazioni. In osservanza di tali disposizioni il contenimento delle spese di funzionamento non è avvenuto con riferimento alle singole voci di spese richieste dalla normativa statale, ma nel complesso delle voci suddette in modo da assicurare sia il rispetto della normativa che le esigenze di funzionamento degli uffici.
Nella gestione finanziaria abbiamo entrate effettive composte esclusivamente dai trasferimenti dei fondi assegnati dal bilancio regionale per il 2014 che sono risultati pari a 15.949.000 euro.
I risultati della gestione finanziaria, alla luce dei dati del consuntivo, dimostrano il raggiungimento dell'obiettivo con un significativo contenimento della spesa. In particolare analizzando le spese non predeterminate con legge, dal confronto tra i dati del 2009 a quelli del 2014, risultano riduzioni di spesa superiori al valore complessivo delle riduzioni imposte dalla legge 122/2010, questo è un dato che andrebbe sottolineato, risultano riduzioni di spese superiori rispetto a quanto imposto dalla legge 122 del 2010. Infatti il totale delle spese dei suddetti capitoli dell'anno 2009, ridotte secondo le percentuali indicate, sarebbe ammontato complessivamente a 4.988.000 euro; il totale delle spese sostenute dal Consiglio nel 2014, in questi stessi capitoli, ammonta invece a 3.850.000 euro, quindi 1.1000.000 euro in meno circa.
Inoltre confrontando il dato delle spese del 2014 in tali capitoli, con le spese corrispondenti nel 2013, quindi un raffronto non solo sul 2009 ma anche sul 2013, risulta una riduzione di spesa di 188.000 euro.
Cercherò di dare le informazioni essenziali, senza dilungarmi.
Il complesso delle operazioni finanziarie, questo è un dato importante, derivanti sia dalla gestione di competenza che dalla gestione dei residui degli anni 2014 e precedenti, determinano il risultato di amministrazione che ammonta complessivamente a 765.000 euro.
L'avanzo di amministrazione al termine dell'anno 2014, determinato secondo quanto previsto dalla legge, modificato dalla legge di assestamento, ammonta a 670.000 euro, quindi la nostra amministrazione è di 670.000 euro.
Se volete vi do una lettura sintetica di quelle che sono state le spese principali nei capitoli di spesa.
Lo stanziamento definitivo del capitolo 1 (indennità di carica e di missione dei componenti il Consiglio regionale) del bilancio di previsione del 2014, pari a 11.301.000 euro, è stato utilizzato per 11.270.000 euro, con un avanzo di 31.000 euro.
Lo stanziamento del capitolo 2 (spese di rappresentanza) è stato utilizzato per 6.100 euro rispetto ad uno stanziamento di 36.000 euro, quindi un'economia di 29.000 euro.
Nel capitolo 3 (spese postali, telefoniche, di cancelleria, documentazione e biblioteca, per servizi ed informazione, di economato e minute spese) lo stanziamento definitivo del bilancio di previsione per il 2014 di 459.000 euro è stato utilizzato per 391.000 euro, con una economia di 68.032 euro. La riduzione di spesa deriva principalmente dalle minori spedizioni sia degli uffici consiliari che dell'Ufficio di Presidenza ed anche dalla diminuzione delle spese per il carburante dei mezzi del Consiglio.
Per quello che riguarda il capitolo 4 (spese per locazioni, manutenzioni, sistemazione ed adeguamento impianti, pulizia e sorveglianza e sicurezza delle sedi consiliari) lo stanziamento definitivo di 913.000 euro del bilancio di previsione è stato utilizzato per 797.000 euro, con un avanzo di 115.000 euro. La riduzione di spesa interessa tutte le voci del capitolo in particolare quella relativa ai canoni di locazione.
Al capitolo 5 (spese per acquisto, noleggio, manutenzione attrezzature, impianti, arredi, automezzi, e strutture informatiche) si rileva una spesa pari a 213.000 euro rispetto ad uno stanziamento di 252.000 euro, con un avanzo di 38.800 euro. Anche qui una contrazione di spesa rispetto al 2013 di 28.499 euro.
Capitolo 6 (spese per il personale) - i capitoli sono 8, non vi spaventate - la spesa è risultata pari a 2.171.000 euro rispetto ad uno stanziamento del bilancio di previsione 2014 di 2.293.000, con un avanzo, quindi, 122.000 euro. Anche in questo caso, c'è una riduzione di spesa rispetto all'anno precedente di 57.000 euro.
Con riferimento allo stanziamento definitivo del capitolo 7 (spese per il funzionamento dei gruppi consiliari), la spesa è risultata pari a 279.000 euro rispetto ad uno stanziamento del bilancio di previsione di 370.000 euro, con un avanzo di 90.000 euro.
La voce nella quale si è determinata parte dell'avanzo è quella relativa ai contributi ai gruppi (- 49.000 euro), e l'altra voce riguarda le spese postali (- 41.000 euro). Anche in questo caso abbiamo avuto una minore spesa, rispetto allo stanziamento di inizio anno, di 91.000 mila euro.
L'ultimo capitolo, il capitolo 8 (compensi, onorari, rimborsi per consulenze prestate da enti e privati a favore del Consiglio, convegni, indagini conoscitive, studi di ricerche) a fronte dello stanziamento definitivo di 323.000 euro sono stati impegnati complessivamente 270.000 euro, con un avanzo di 52.000 euro.
Per concludere, come ho detto all'inizio della relazione, l'avanzo di amministrazione, al termine del 2014, rispetto agli stanziamenti fatti nel bilancio di previsione, ammonta a 670.000 euro, il saldo finanziario di esercizio è 765.858 euro.
Il parere del Collegio dei sindaci revisori è favorevole; non aggiungerei altro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Intervengo semplicemente per approvare quanto è stato presentato; con il Vicepresidente Minardi l'abbiamo già fatto come componenti del Collegio dei revisori dei conti.
A questo riguardo, visto che non è stato detto se il Presidente è informato, il Collegio ha fatto una proposta, quella di abolire il collegio stesso in quanto ritiene che, essendo già presenti i revisori dei conti tecnici, il suo intervento sia, come dire, non costoso, non è oneroso, ma assolutamente inutile. Semmai è più interessante che rispetto a questo ci sia una verifica preventiva, cioè che il bilancio, come già avviene, dell'Ufficio di Presidenza sia oggetto di condivisione, per esempio, da parte della Conferenza dei Capigruppo. Questo ci sembra più in linea ed è stato condiviso da tutti e tre i componenti della Commissione, Presidente compreso.
Per il resto mi permetto semplicemente di fare alcune considerazioni giusto perché siamo all'inizio della nostra attività e si tocca un argomento delicato, un argomento in cui sono comprese le spese per le nostre indennità, per i nostri rimborsi, e mi permetto di ricordare all'Aula, sono spese di una percentuale insignificante sul totale delle spese della Regione, su circa 4 miliardi, Presidente Ceriscioli, parliamo complessivamente di poco più di 10 milioni di euro.
Lo dico perché le considerazioni sono duplici, ma non vorrei che venissero percepite come contraddittore.
La prima: credo che non si spenda mai abbastanza per la democrazia e quindi, rispetto al furore che ha attraversato un po' questi ultimi tempi nei quali si è cercato non solo di demolire i partiti, i politici, ma la politica stessa - in quest'Aula, da quello che ho sentito, non c'è questo furore - c'è un altro tipo di necessità. Il rispetto degli organi democratici significa anche il loro corretto e libero funzionamento, perché il libero funzionamento è legato al fatto che non si deve dipendere da nessuno, neanche per prendere un ufficio. Nel passato, lo dico perché è importante che le cose le condividiamo e che ci rendiamo conto, i Parlamentari italiani, per esempio, non avevano un ufficio offerto da Camera e Senato. Dove andavano? Una categoria, il sindacato, l'associazione, il partito. L'ufficio a Roma significava essere a disposizione di ..., fu un atto secondo me di grande civiltà quello di dire è una spesa che l'intera collettività deve assumersi perché il Deputato e il Senatore non debba dire grazie a nessuno, non debba dipendere da nessuno e nessuno deve scrivergli le leggi. Questa indipendenza va garantita in un contesto di grande sobrietà.
La seconda parte riguarda il Presidente del Consiglio, anche per il futuro, cioè dire registriamo con soddisfazione una diminuzione delle spese che sarà molto più forte negli anni a venire, perché questo è l'anno di passaggio da 43 a 31 Consiglieri e l'anno prossimo con 31 saremo decisamente sotto i 10 milioni.
Credo che, lo possiamo dire con orgoglio, nella precedente legislatura, confermata dall'attuale, abbiamo fatto un'operazione di maggiore restringimento delle spese istituzionali, mantenendo un decoro, mantenendo la dignità di quest'organo, ma entrando nello specifico anche di piccole cose che lei, Presidente Mastrovincenzo, rilevava anche nella stampa recentemente, cioè si va a prendere un rimborso se effettivamente ..., abbiamo messo fine a questa cosa un po' buffa del rimborso forfettario, che avevamo ereditato, penso, dai rimborsi chilometrici del Parlamento nazionale, e si va alla sostanza delle cose.
In questa sostanza c'è anche la scelta che il Presidente della Giunta, il Prof. Ceriscioli, ha fatto, quella di ridurre al minimo la presenza di Assessori esterni. Non l'abbiamo detto nel momento dell'insediamento, ma lo diciamo oggi, abbiamo un Assessore esterno ed è l'unico che è stato assunto quando invece, con il nuovo Statuto, Presidente, avremmo potuto tranquillamente arrivare a 3.
Non cambia, se la prossima legislatura cambiasse qualche cosa in questo senso, non mi scandalizzerei, io ho votato anche per i 6 Assessori esterni, perché esterni o tutti interni, non è questo il punto, non sono i 100.000 euro in più che possono fare la differenza, dico però, questa è la considerazione finale che, ripeto, non vorrei venisse percepita come maligna anche rispetto al passato, ogni volta che c'è una riduzione di spesa in qualsiasi settore mi pongo sempre il problema: ma questa riduzione rispetto a spese che c'erano prima non è un giudizio evidente? Se oggi possiamo spendere 100, 200, 300.000 euro in meno, perché ieri spendevamo 100, 200, 300.000 euro in più?
Le motivazioni possono essere molte, non entro in questo ordine di giustificazioni, di motivazioni, perché diventerebbe antipatico, ma dico che negli ultimi trent'anni abbiamo reso necessario ciò che non lo era, abbiamo creduto, ci siamo lasciati convincere, che tutto era fatto in perfetta buonafede.
Abbiamo ritenuto necessarie cose che non lo erano, e questo è l'insegnamento che deve riguardare il futuro della Giunta e del Consiglio. Sobrietà significa interrogarsi, lo dico a tutti e due i Presidenti, non una volta, ma cinque volte quando dobbiamo decidere una spesa aggiuntiva rispetto al passato.
Confido molto in questa maggioranza, in queste minoranze, in quest'Aula, perché ripeto il clima che ho registrato è estremamente confortante e positivo.
Per quanto mi riguarda insisterò già dai prossimi atti affinchè, come ho già detto, l'attività di ispezione e controllo non sia un'attività secondaria, Presidente Ceriscioli, ma cominci a diventare regolarmente quella che ci fa e ci aiuta a verificare non i pezzi di carta, ma la realtà effettiva delle cose che andiamo a gestire, a cominciare naturalmente da noi stessi, perché quello che i cittadini esigono, non perché c'è questo tempo, non perché c'è stata tangentopoli e tutto il resto che è seguito, ma perché è giusto e basta che ci si comporti sempre in maniera estremamente sobria e attenta rispetto a tutto quello che si fa, soprattutto, ripeto, questa serenità nei confronti di noi stessi. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo 2. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Relazione n. 1
ad iniziativa della II Commissione assembleare permanente
"Partecipazione della Regione Marche alla consultazione avviata dalla Commissione europea in merito alla elaborazione di un regolamento che istituisce un piano pluriennale per la gestione della pesca di piccoli pelagici nel Mare Adriatico settentrionale"
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la relazione n. 1 della II Commissione.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Come lei ha già preannunciato questo atto viene dal lavoro fatto in Commissione, esattamente nelle sedute del 15 e del 22 luglio. Nella prima c'è stata un'audizione delle Associazioni di categoria, dei portatori di interesse e di una rappresentanza del mondo scientifico, attraverso il C.N.R., mentre l'elaborazione e l'approvazione di questo atto in Commissione sono avvenute all'unanimità il 22 luglio scorso.
Parliamo di un argomento molto importante, di un'economia fondamentale per la nostra regione che, come sappiamo, è anche uno dei quattro pilastri dell'istituzione della Macroregione Adriatico-Ionica. Parliamo della blu-economy, parliamo in questo caso di pesca, in particolare di piccoli pelagici, si tratta, quindi, di pesce azzurro.
Come sappiamo la Commissione europea da anni, da sempre, da quando è nata, ha avviato per ogni provvedimento importante che riguarda più Paesi quelle che noi generalmente chiamiamo campagne di ascolto, dove noi purtroppo, negli anni passati, soprattutto in questo settore ma anche in altri, siamo stati assenti.
Credo che da questo momento in poi, noi, come tutte le altre Regioni, dovremmo essere molto più attenti a quello che accade nell'Unione europea, soprattutto in quelle fasi che possono sembrare facili o meno importanti, ma alla fine sono percorsi che portano a determinate normative dell'Unione europea che, come sappiamo, non sono calzanti con quelle che sono le nostre necessità, con quelle che sono le esigenze delle nostre economie e possono creare gravi danni, come purtroppo è successo nel settore della pesca, ma non solo, anche nel settore dell'agricoltura.
Ringrazio in particolare il Presidente della II Commissione, il Consigliere Traversini e la dott.ssa Sardella che sono stati tempestivi nel comunicarci la scadenza della spedizione di queste osservazioni, in quanto il tutto è avvenuto a cavallo tra la vecchia e la nuova legislatura, quindi siamo stati celeri ad arrivare oggi con questo provvedimento in Consiglio regionale.
Come sappiamo, la pesca è un'economia importante per la nostra regione, lo abbiamo detto, lo è anche quella del pesce azzurro. Noi abbiamo avuto una media di produzione negli ultimi 4/5 anni di circa 10.000 tonnellate l'anno. Il pesce azzurro è un prodotto che, come sappiamo e come vediamo anche dai mass-media, è in grande crescita di consumo, è molto raccomandato dal mondo scientifico, soprattutto dalla scienza dell'alimentazione, ed ha una grande tradizione nella nostra regione.
Un settore che è attaccato dall'importazione dei Paesi stranieri e dalla tutela che c'è stata nel nostro territorio, nella nostra regione e che purtroppo non ha dato i frutti che noi ci aspettavamo, anche per un'assenza ed una leggerezza su questo settore da parte della politica nazionale.
Nella passata legislatura, questo Consiglio regionale ha avviato tantissimi progetti in riguardo a questo prodotto, alcuni dei quali hanno permesso attraverso i fondi FEP, i fondi dell'Unione europea per la pesca, di creare manifestazioni sparse in tutto il territorio regionale, alcune delle quali hanno avuto un successo che è andato anche oltre i confini regionali ed hanno rappresentato le eccellenze del nostro territorio, della Regione Marche, all'Expo di Milano. Per fare un altro esempio, il progetto pappafish, anch'esso finanziato dai Fondi europei per la pesca, che ha portato il consumo di pesce azzurro, in particolare, ma di tanti altri prodotti all'interno delle mense scolastiche, prodotti che provenivano dai mercati ittici della regione Marche.
Questa è una strada da seguire, ma io porrei l'attenzione su questo provvedimento e su quella che è la campagna di ascolto che la Comunità europea ha avviato.
Noi abbiamo avuto un'audizione con le Associazioni di categoria della regione Marche. Come sappiamo nella nostra regione, in questo settore, abbiamo una tradizione molto importante dell'associazionismo che aveva già elaborato un piano nel 2012 che prevedeva l'istituzione delle quote per il pesce azzurro sia mensili che settimanali e le divideva anche per i diversi tipi di pesca che, come sappiamo, sono principalmente quello della circuizione e dello strascico a volante. Nella nostra regione abbiamo questi due tipi di pesca. Noi staremo molto attenti a quello che avverrà successivamente perché abbiamo recepito tutte le istanze delle associazioni di categoria. Era un piano molto importante, come ho detto, di cui vorrei sottolineare solamente due righe per far capire come già, qualche anno fa, eravamo più avanti - purtroppo non è stato autorizzato dalle Istituzioni nazionali - due righe di un piano elaborato nel 2012: "La regolazione dovrà portare alla riduzione generale delle catture, sia per diminuire la pressione sugli stock che per stabilizzare i prezzi di vendita, ma anche per limitare i tempi di pesca con conseguente riduzione dei costi operativi e risparmio energetico".
Questo è un principio che oggi ci suggerisce la Comunità europea, ma nella nostra regione eravamo pronti ad attuarlo già due anni fa, per cui in questa risoluzione abbiamo inserito delle risposte che abbiamo elaborato insieme alle associazioni di categoria, per cui invito i colleghi ed anche il relatore di minoranza, Consigliere Fabbri, che ringrazio per l'approfondimento scientifico che ha fatto, affinchè tutte queste tematiche siano condividise con il Consiglio regionale.
Vorrei anche sottolineare il percorso di condivisione che c'è stato, perchè, vista la situazione della crisi di questo settore ed anche la crisi che riguarda un po' tutte le economie della nostra regione, la condivisione e la compatezza del Consiglio regionale su certi provvedimenti sono molto importanti e soprattutto sono un segnale di forte incoraggiamento per tutti gli operatori.
Infine, come sapete, qualche settimana fa è uscito il decreto che ha dettato le date per il fermo pesca nel medio Adriatico. Noi con questo provvedimento parliamo della GSA17 che in pratica è il tratto di mare che va da Trieste fino a Termoli e riguarda completamente la regione Marche. Ebbene all'interno di questo decreto è stato istituito il blocco della pesca, l'interdizione della Fossa di Pomo che, per i non addetti ai lavori, è un tratto di mare a sud della GSA17 che il mondo scientifico ha decretato, e su questo tutti sono concordi compresi gli operatori, essere un'area di altissimo valore biologico perché lì si riproducono le principali specie di prestigio del nostro mare Adriatico.
All'interno di questo decreto per il fermo pesca c'è questa interdizione che è caduta come un fulmine a ciel sereno perché, nonostante ci fosse la condivisione da parte degli operatori e delle associazioni di interdire in determinati periodi quell'area, questa interdizione è decontestualizzata, quindi la Regione Marche ha già fatto delle azioni, le hanno anche fatte la Regione Abruzzo e la Regione Molise, ma ci sono ancora degli aspetti non chiari, quindi inviterei l'Assessore Bora a chiarirli, soprattutto in merito al tipo di pesca che è interdetta in questa zona di mare, perché da quanto sembra l'interdizione riguarda solamente la pesca a strascico e non la pesca con i palancari. Un tipo di pesca molto antico, una pesca con dei cavi a cui sono collegati degli ami che ha un impatto terrificante soprattutto sulle specie in riproduzione.
Credo che questo sia un aspetto che dovremmo chiarire anche perché inizialmente non si sapeva se questa interdizione fosse per le imbarcazioni battenti bandiera italiana o fosse un divieto internazionale; alla fine il Ministero ha chiarito che questo accordo è frutto di un trattato tra Italia e Croazia e l'interdizione riguarda le imbarcazioni battenti qualsiasi bandiera.
Chiudo qui, siamo aperti a qualsiasi chiarimento, rinnovo il ringraziamento a tutta la Commissione, sia da parte della maggioranza che della minoranza, e alla Dott.ssa Sardella che, ripeto, tempestivamente ci ha messo in grado di portare questo provvedimento in Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Buongiorno Presidenti e colleghi Consiglieri.
Il Consigliere Urbinati ha bene illustrato l'importanza e la complessità della materia oggetto della presente risoluzione.
L'eventuale stesura da parte dell'Unione europea di un regolamento inerente un piano di gestione della pesca dei piccoli pelagici, principalmente acciughe e sardine, dovrebbe ispirarsi al principio di sussidiarietà ed essere steso tenendo in considerazione le indicazioni espresse a livello nazionale e regionale dalle autorità pubbliche, dalle associazioni di categoria e dal cosiddetto mondo scientifico.
Solo tale concertazione potrà unire l'esigenza ecologica di salvaguardia dell'ecosistema marino e della sua biodiversità da un lato, con l'esigenza di sostenibilità economica e sociale del settore della pesca dall'altro.
Tale concetto viene articolato nel regolamento europeo 1380 del 2013 che attribuisce alla politica comune della pesca il compito di garantire che le attività di pesca e di acquacoltura contribuiscano alla sostenibilità a lungo termine sotto il profilo ambientale, economico e sociale, consentendo il rendimento massimo sostenibile con un tasso di sfruttamento coerente allo stesso entro il 2020 per tutti gli stock ittici, come richiede la normativa europea.
A tal fine per la stesura del documento si è provveduto ad ascoltare le associazioni dei pescatori che hanno presentato le loro osservazioni e pareri, che noi abbiamo reso omogenee, e al contempo si è coinvolto il mondo scientifico nella fattispecie l'Università di Urbino, il Dipartimento di scienze biologiche di Bologna, il Dipartimento di scienze biologiche e geologiche ambientali ed il CNR.
La proposta di risoluzione auspica, leggo due frasi che ci auguriamo vengano portate in Europa: l'istituzione di un tavolo tecnico che impegni tutti i Paesi che si affacciano sul mare Adriatico settentrionale a giungere celermente ad un piano e ad un regolamento condivisi sulla pesca dei piccoli pelagici in cui l'Unione europea possa tener conto dell'emanazione di eventuali ulteriori atti specifici, in applicazione al principio di sussidiarietà. In questa fase ascendente vogliamo essere protagonisti come Paesi che si affacciano sul mare Adriatico in modo che non ci venga calato nulla dall'alto e si tenga in peculiare attenzione le caratteristiche di biodiversità e di complessità che il Mare Adriatico ha nel regime della pesca.
Auspichiamo anche l'apertura di un confronto con la Commissione europea riguardante l'obbligo di sbarco, introdotto a partire dall'1 gennaio 2015, quale misura alternativa all'obbligo di rigetto in mare che sarà estesa a tutti tipi di pesca entro il 2019, finalizzato a verificarne l'applicabilità alla realtà specifica del Mare Adriatico.
L'obbligo di sbarco è ampiamente dibattuto, ci sono pro e contro, ma bisogna assolutamente verificare se per il livello del Mare Adriatico, con la sua complessità, con le sue modalità di pesca, è una pratica che possa essere tout court presa oppure vada un attimo ripensata.
Su questo vogliamo aprire un dibattito approfondito, anche con il mondo scientifico in modo che raccolga i dati in collaborazione con gli operatori del settore e si riesca a distinguere se la cosa può essere presa come viene indicata oppure se vada calata nella nostra realtà.
L'auspicare i due punti enunciati va nella direzione di ottenere un regolamento coordinato e condiviso tra tutti gli attori, calato specificatamente sulle caratteristiche particolari del Mare Adriatico, rispettoso degli equilibri ecologici di salvaguardia della biodiversità e della sostenibilità economica dell'attività di pesca.
Scendendo su alcuni aspetti particolari, si evidenzia l'importanza che assume nella stesura del regolamento il considerare le inevitabili interazioni con gli altri eventuali piani inerenti i grandi pelagici, i molluschi bivalvi e le risorse demersali.
Si sottolinea, inoltre, la necessità di semplificazione burocratica e la definizione di strumenti di carattere premiale ben limitati nel tempo e decrescenti per gli operatori che si attengano scrupolosamente alla misura di conservazione degli stock ittici.
Infine si suggerisce l'introduzione di limiti di cattura giornalieri, mensili, per barche e tipologia di pesca e, in via sperimentale, la chiusura spazio temporale anche a rotazione delle aree nelle quali sono maggiormente presenti gli stadi sensibili della specifica di riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Non vorrei infastidire eccessivamente anche perché vedo che c'è sostanziale unanimità su questo come sugli altri punti.
Semplicemente alcune considerazioni. Auspicio che questo tavolo di lavoro sia anche l'occasione per uno studio perché qui abbiamo alcune considerazioni di carattere generale da fare - l'Aula è nuova e penso che tutti ne dobbiamo prendere coscienza - se vengono fatti i regolamenti è perché qualcosa non funziona, non funziona il fatto che non c'è più pesce ed a volte viene pescato in maniera indiscriminata.
Siamo arrivati a dover regolamentare l'unica tipologia ittica, il pesce azzurro, che era ancora abbondante nei nostri mari, non parliamo degli altri. Penso alle vongole, stiamo pescando le "coccie senza ciccio!" Quaranta, cinquant'anni fa il brodetto di Porto Recanati aveva 24, 25 tipologie di pesci, oggi siamo scesi a 8, 9, non si trovano più quelli che c'erano una volta.
Credo che la Commissione, presieduta da persona sicuramente esperta e di grande sensibilità come il Consigliere Traversini, debba aprire una riflessione di carattere più generale.
Capisco che non sono tempi di vacche grasse, per cui immaginare fermi pesca per 10 anni è quasi una favola, però voglio dire: "Poniamocela questa questione", perché passa sotto i nostri occhi, passa sotto il nostro pulsante e sotto il nostro voto e, quindi, ci assumiamo anche una responsabilità per il futuro. Qui c'è il rischio che non fra decenni, ma fra qualche anno, non troveremo più niente nell'Adriatico, per tante ragioni, adesso non sto qui a fare tutta l'analisi. Il mare è sempre più dolce, sempre più caldo, tante cose che nel passato non c'erano ora incidono, anche la responsabilità dell'uomo in termini economici. Lo dico, non sono un appassionato ambientalista, però è inutile andare avanti con uno sfruttamento selvaggio che ci illude, ancora per qualche anno, di avere rendite economiche in questi settori, mentre tra poco non le avremo più, anche perché si aprono nel mondo scenari inimmaginabili, ne cito uno solo: lo scioglimento dei ghiacci dell'Artico porterà una quantità enorme di pesce ed il 40, 50% di tutto il pescato del mondo l'avremo dal Polo Nord. Questo significa che i nostri mercati diventeranno assolutamente insignificanti, ripeto, non sono un esperto, leggo queste cose come le possono leggere tutti, però una riflessione, Presidente Traversini, l'aprirei su questo argomento e sono ben disponibile a partecipare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Accolgo favorevolmente l'invito del collega, chiaramente questa risoluzione va sotto questo auspicio, quello di raccogliere dati dal punto di vista scientifico in modo da rendere sostenibile l'attività di pesca e salvaguardare la ricchezza che abbiamo come mare Adriatico che come biodiversità ha pochi eguali.
Affronteremo sicuramente con grande attenzione la tematica della pesca in generale e, come si è visto all'interno del documento, vorremmo coordinare questo eventuale regolamento con gli altri in modo che si tenga insieme tutta l'attività e non ci siano quei fenomeni che ancora accadono: una tipologia di pesca si bypassa con altri strumenti; con la stessa barca si peschino altri tipi di pesci, in altre zone, si subisca l'invasione di altre flotte, di altri Paesi, eccetera.
E' assolutamente necessario un coordinamento stringente, unitario, di tutti i Paesi che si affacciano sull'Adriatico nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale e dell'ecosistemica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Credo che sia un atto di grande bontà da un punto di vista tecnico e da un punto di vista politico perché il problema è particolarmente sentito e partecipato dagli operatori, tanto è vero che in questa consultazione che la Comunità europea ha affidato alle Regioni c'è stata una partecipazione molto forte. Associazioni di categoria hanno chiesto di partecipare, consce che lo strumento fondamentale per poter gestire la pesca dei piccoli pelagici sia l'attuazione di piani pluriennali, quello che si diceva prima, altrimenti sull'emotività o sulla contingenza del momento non si va da nessuna parte.
Il fatto di poter lavorare con dei piani pluriennali è molto importante e credo che la Comunità europea di questo ne debba prendere atto.
La seconda considerazione di cui abbiamo parlato in Commissione, ma penso che il Presidente Traversini e il Presidente della Giunta lo faranno, è quella di avere un coordinamento con le altre Regioni, molto importante. Non sappiamo cosa uscirà dalle consultazioni con le Regioni limitrofe, ma occorre evitare che questa regionalizzazione intesa a livello europeo del Mare Adriatico sia sub-regionalizzata attraverso considerazioni poco consone da parte dell'Emilia, dell'Abruzzo, del Veneto o di qualche Stato-Regione che ci sta di fronte, tipo la Croazia. Occorre capire in questo momento da che parte stanno andando gli altri per presentare un fronte comune.
Credo che questo documento sia di grande importanza per poter rivitalizzare questo settore che tanto ha dato all'Adriatico ed in modo particolare alla nostra regione, soprattutto al sud. Insieme all'amico Urbinati parlo della nostra città, San Benedetto, dove la categoria dei pescatori ha fatto la fortuna del territorio ed oggi si vede messa all'angolo.
Questa è una raccomandazione del Coordinamento dell'Adriatico con le Regioni, ne abbiamo parlato la settimana scorsa durante la Commissione, grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Vorrei ribadire il fatto che in Commissione si è discusso in maniera veloce ed anche approfondita per dare la certezza dei tempi. Scade l'11 settembre la risposta che le Regioni possono dare in merito alla posizione che hanno su questo documento.
Abbiamo fatto un ottimo lavoro, sollecitato, l'ha detto il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati, dalla Dott.ssa Sardella. Devo dire che i due relatori sono stati molto bravi, hanno approfondito in maniera perfetta l'argomento. Abbiamo anche la fortuna di avere all'interno della Commissione il Consigliere Urbinati che conosce bene il mondo della pesca.
Questo è il primo passaggio fondamentale ed è importante dare la posizione della Regione e non solo, perchè abbiamo cercato di mettere insieme tutte le Associazioni, quindi le opinioni, per dare una posizione globale sulla situazione dei piccoli pelagici.
E' chiaro che abbiamo aperto anche l'argomento del mare, quello che ha detto il Consigliere Marconi è una indicazione importante che la Commissione deve recepire. Vedremo come andrà questo argomento, come sarà recepita a livello europeo questa nostra posizione, perché è una fase che si apre, però il problema che dobbiamo porci è quello di riflettere sull'utilizzo del mare, come ha detto il Consigliere Marconi.
Su questo la disponibilità mia e della Commissione è piena perché, per il momento, c'è un clima veramente positivo, abbiamo iniziato molto bene e credo che potrà dare buoni risultati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Cari colleghi, credo che si sia aperto un dibattito molto interessante sul problema della pesca nell'Adriatico. Credo anche che siamo in un momento particolare, di forte cambiamento.
La Macroregione naturalmente è arrivata e ci deve vedere determinati a svolgere un ruolo sia nella costa adriatica dell'Italia che nella costa dell'ex-Jugoslavia perché se siamo tutti nel mare Adriatico, non è pensabile che da una parte si svolga una determinata attività di pesca e dall'altra un'attività contrapposta.
Credo che questo sia il problema dell'Adriatico, il problema di un governo unico di questo mare, perché se non c'è un governo unico, il ruolo che noi svolgiamo, abbiamo anche dato atto delle proposte che gli operatori hanno presentato a questo Consiglio, rischia di rimanere tutto qui dentro, perchè il ruolo che questa Regione deve svolgere nei confronti di una comunità più ampia, come quella del Mare Adriatico, è politico
Il Presidente è uscito, ma credo che potrà comunque ricevere questo messaggio, perché il ruolo più importante ce l'ha lui nel confronto non solo con le nostre Regioni italiane, ma soprattutto con gli altri Stati per quanto riguarda l'altra parte dell'Adriatico, ed a quel punto noi svolgeremo un ruolo politico importante, altrimenti rimarrà probabilmente solo aria fritta all'interno di questa Regione. Dobbiamo fare un lavoro affinchè questo non accada, ma si verifichi un momento propositivo, altrimenti non solo i nostri operatori avranno un danno, ma l'avrà soprattutto l'economia che interessa moltissime comunità.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.
Risoluzione n. 4 a firma del Consigliere Traversini, in qualità di Presidente della II Commissione, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 2
ad iniziativa dei Consiglieri Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi. Pergolesi
"Esercizio del potere di vigilanza della Giunta regionale per la verifica dell'appropriatezza dell'invio degli avvisi di pagamento da parte del Consorzio di bonifica delle Marche"

Interrogazione n. 12
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
"Consorzio di bonifica delle Marche - Contributi di bonifica per gli anni 2014 e 2015"
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 2 dei Consiglieri Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi e l'interrogazione n. 12 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei chiedere, in qualità di Presidente della III Commissione, ed il Consigliere Bisonni ne fa parte, ai firmatari di questa mozione di poterla rinviare al prossimo Consiglio per approfondire gli argomenti trattati.
L'argomento del Consorzio di bonifica è molto importante sia dal punto di vista ambientale che delle opere di vigilanza che la nostra Regione deve fare.
Ho stampato anche la risposta che l'Assessore Casini ha dato precedentemente ad una interrogazione nella quale i quesiti che sono posti in questa mozione hanno già avuto una risposta.
La nostra volontà è quella di rivedere la mozione, di andare in Commissione e discuterne magari in un incontro con lo stesso Assessore o con qualche Dirigente della Regione Marche che possa illustrarci e meglio definire quello che sta avvenendo e le modalità con cui sta operando lo stesso Consorzio di Bonifica.
Chiedo, quindi, il rinvio della mozione al prossimo Consiglio per avere la possibilità di chiarire alcuni aspetti in Commissione.

PRESIDENTE. Rispetto alla proposta del Consigliere Biancani, lascio la parola al Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Noi vorremmo discutere la mozione oggi.

PRESIDENTE. Proposta di rinvio della mozione n. 2, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. La mozione è rinviata, quindi va alla prossima seduta di Consiglio.

Mozione n. 3
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
"Problematiche relative al 118 di Matelica e al servizio di Guardia medica dei Comuni di Fiuminata, Visso, Sefro e Pioraco"
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 3 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Buongiorno Presidente e buongiorno a tutti, intervengo solo per chiedere, anche in questo caso, il rinvio perché la problematica è importante e riguarda la continuità assistenziale e la guardia medica di un territorio rilevante della nostra regione. Nel frattempo sono intervenute delle normative nazionali, penso al decreto del Ministro della sanità n. 70 dell'aprile del 2015, recepito peraltro dalla Giunta regionale, che norma nuovamente i 118 e le postazioni di continuità assistenziale, quindi, anche alla luce di questa nuova disposizione, chiedo un rinvio della mozione per un approfondimento in Commissione anche alla presenza di tecnici e, se necessaria, dell'Assessore che sarà opportuna e potrà aiutare a spostare in avanti la situazione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Accolgo la richiesta del Presidente Volpini con il quale mi trovo anche all'interno della Commissione Sanità.
Ho visto un interesse dietro la presentazione di questa mozione che ha portato, nei giorni scorsi, anche ad un incontro tra il Presidente Ceriscioli e il Sindaco di Matelica avente proprio ad oggetto la mozione portata oggi.
Reputo che la problematica, essendo importante e avendo avuto all'interno della Commissione disponibilità positiva a trovare una soluzione piuttosto che una forzatura e una bocciatura della mozione oggi in Aula, possa meritare questo rinvio della trattazione.
Chiedo formalmente in Aula che nella prossima riunione della IV Commissione venga inserita la trattazione di questo argomento per fare eventualmente degli approfondimenti insieme e, se vogliamo, anche dei tecnici. Do la mia disponibilità a farlo assieme a lei.

PRESIDENTE.Ci sono contrari alla richiesta di rinvio? No, allora la diamo per approvata, quindi la mozione è rinviata alla prossima seduta del Consiglio.

Mozione n. 5
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri
"Trattato T.T.I.P. in via di approvazione in sede europea"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 5 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Abbiamo presentato questa mozione affinché anche in questo Consiglio regionale delle Marche si possa iniziare a discutere del trattato internazionale fra l'Europa e l'America che riguarda i prodotti che interessano il nostro territorio.
Siamo consapevoli che questa è una cosa molto importante, e siamo a conoscenza che in questo Paese si svolgono frequentemente le riunioni Stato-Regione, per cui questa mozione ha questo senso politico, spingere il Presidente di questa Regione a farsi portatore di una proposta o di indicazioni o di sollecitazione al primo Ministro perchè questi prodotti potrebbero avere delle ricadute anche nel nostro territorio in rapporto ai prodotti di qualità, ai prodotti D.o.p., ai prodotti che interessano l'agricoltura, una ricaduta negativa su queste attività.
In altre Regioni d'Italia, addirittura all'unanimità, sono stati presi dei provvedimenti ed i suoi colleghi Presidente si sono resi responsabili di sensibilizzare il Governo su questa materia molto delicata per l'economia italiana.
Il senso di questa mozione è quello di far discutere questo Consiglio.
Abbiamo visto che il nostro contributo in questa Assemblea non è recepito, avremo probabilmente delle difficoltà nell'approvazione. Capiamo questa cosa, però rimane l'atto e chiediamo formalmente da questa Aula, da quest'Assemblea, che il Presidente della nostra Regione si renda protagonista di sensibilizzare il Governo, perché è il Governo che tratta e che è presente a Bruxelles, è il Governo che deve tutelare la nostra economia, i nostri agricoltori, le nostre produzioni di alta qualità, altrimenti è chiaro, lo sappiamo tutti, ricadremmo in una difficoltà non solo economica, ma soprattutto di qualità.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente, grazie Consigliere Zaffiri.
La Giunta chiede di respingere questa mozione in quanto la ritiene inopportuna, poiché vuole costringere il Governo ad un passaggio che è già stato espletato, che ha prodotto, in sede di Conferenza Stato-Regioni, in data 25 marzo 2015, un documento che si chiama: "Commenti al negoziato sul partenariato transatlantico per gli scambi, gli investimenti tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America", oltretutto ce l'ho, se vuole dopo le fornisco una copia.
Nella passata legislatura, anche se sono trascorsi solo pochi mesi, le Regioni sono state consultate, hanno già partecipato a questo procedimento, pertanto non riteniamo opportuno legare l'accettazione del Governo ad un'ulteriore consultazione vincolante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Vorrei aggiungere alcune cose all'intervento dell'Assessore Bora che condivido.
Nel merito del dispositivo, mi pare che la richiesta di questa mozione non solo sia fuori tempo massimo, perché è un tema su cui c'è stato già un incontro della Conferenza Stato-Regioni, ma più in generale direi che, per carità l'Aula è sovrana e possiamo intervenire su tutti i temi, dalla pace nel mondo ai singoli territori, chiedere al Governo che sui trattati internazionali la Regione Marche possa esprimere un parere vincolante, mi pare una cosa abbastanza irrituale.
Vorrei dire qualcosa anche nel merito, sin dal 1995, quando è stata istituita l'organizzazione mondiale del commercio (W.T.O.) il tema del commercio internazionale è sempre stato fonte di grande dibattito politico. C'è chi in questa organizzazione, senza soluzione di continuità, ha visto dal male assoluto al bene assoluto, è chiaro che sul tema del commercio internazionale ci possa essere una disputa politica.
Queste organizzazioni in sè per sè sono neutre, dipende da come le normative intervengono, possono favorire una maggiore liberalizzazione del commercio, anche con degli effetti positivi per le popolazioni - ricordo che dalle liberalizzazioni e dalla globalizzazione non ci sono solamente effetti negativi per l'economia, ma in alcuni casi hanno anche sfamato una parte del mondo - ma al contempo alcuni effetti della globalizzazione possono essere deteriori e negativi.
Il trattato, da questo punto di vista, prevede una facilitazione del commercio e delle opportunità anche per le economie regionali in termini di economia e di occupazione.
Il trattato prevede l'uniformazione delle normative e la semplificazione burocratica. Sappiamo che l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno due diverse burocrazie, due diverse normative, è chiaro che uniformarle può portare degli effetti positivi, può anche facilitare il commercio locale, perché uno degli effetti che, è stato studiato, questo trattato può comportare è l'aumento delle esportazioni dei nostri imprenditori. Gli imprenditori marchigiani da una semplificazione delle normative possono aumentare le esportazioni verso gli Stati Uniti e questo non mi pare sia una cosa così negativa.
Vedremo se con il passare del tempo la semplificazione burocratica produrrà effettivamente questi effetti, però un centro autorevole, come il Centre for economic policy research di Londra ha verificato che ci potrà essere un aumento delle esportazioni anche italiane verso gli Stati Uniti perché si abbattono alcune barriere, sono le non-tariff barriers che possono facilitare le nostre esportazioni.
Vedremo questo trattato alla prova dei fatti, però una sua bocciatura, ancor prima che produca degli effetti, mi pare una cosa errata, quindi voteremo contro la mozione.

PRESIDENTE. Comunico che da parte del Movimento 5 Stelle è stato presentato un emendamento e, forse, per l'illustrazione mi chiede la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Esatto. Noi siamo contrari alla proroga del Consigliere Busilacchi perché crediamo che questo sia un danno anziché un beneficio, in quanto il partenariato in corso di negoziazione prevede, addirittura, il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc, l'investitor-state dispute settlement (I.S.D.S.), i Governi sovrani e le autorità locali qualora le loro società subissero perdite anche potenziali di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottata dalle autorità medesime. Stiamo parlando sempre di lobby internazionali che vogliono fare e disfare con l'aiuto dei Governi degli Stati membri della Comunità europea.
L'assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni né delle istituzioni a tutti i livelli che le rappresentano, è il modo comune di agire di queste lobby e costituisce un preciso attacco ai diritti dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare in merito.
Il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i Governi e le autorità locali, in seguito all'approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicare i profitti, contribuisce ad un gravissimo vulnus democratico, un'inaccettabile compressione delle autonomie e delle autorità pubbliche, un'azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali.
Caro Consigliere Busilacchi, forse voi siete abituati, come Partito Democratico, a comportarvi in questo modo anche a livello nazionale, per cui cercate di portare questo sistema anche nel Consiglio regionale, capisco benissimo il vostro interesse, però noi siamo contrari, assolutamente contrari e l'abbiamo ribadito anche con questa integrazione presentata alla mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sono veramente, come dire, stupito che il Partito Democratico per bocca del suo Capogruppo dica cose veramente gravi, non solo per la nostra economia nazionale, ma per l'economia della nostra regione. Per cui gli agricoltori, i pescatori, la piccola e media industria, devono sapere che il Partito Democratico non ostacola il Transatlantic Trade and Investment Partnership (T.T.I.P.).
Cosa sono le barriere non doganali? Sono la tutela della nostra salute, la tutela della tipicità dei nostri prodotti, la tutela della nostra legislazione sul lavoro che adesso è veramente molto carente, la tutela dei farmaci, la salvaguardia della salute attraverso i farmaci.
E' una massificazione che mette in ginocchio la nostra piccola e media industria. La tipicità della nostra agricoltura, la nostra pesca nell'Adriatico, tutto sarà massificato, tutto in funzione di una produzione di massa e della non tutela dei cittadini e dei consumatori, questo è quello che il T.T.I.P. vuole mettere in atto, come ha detto il Consigliere Giorgini, nell'assoluto silenzio, nell'assoluta mancanza di conoscenza all'esterno.
I nostri piccoli imprenditori, i pescatori, gli agricoltori che si occupano di un prodotto di nicchia, di un prodotto che non può essere messo nella concorrenza al ribasso, perché è un prodotto specifico che tutela e salvaguardia l'economia della nostra regione, devono sapere che in effetti il PD guarda con favore a questo trattato internazionale che sarebbe veramente disastroso per la nostra economia e per la nostra salute.
Noi chiediamo, con questa proposta di emendamento, di far conoscere ai cittadini, di far conoscere agli imprenditori, gli elementi essenziali e vincolanti di questo T.T.I.P.. Tra l'altro, l'ha detto il Consigliere Giorgini, questo arbitrato internazionale fa si che non vengano tutelati gli interessi delle Nazioni, non venga tutelata la salute, ma vengano tutelati soltanto gli interessi economici, quando sono lesi dalla sovranità degli Stati, delle grandi multinazionali dell'alimentazione, dei farmaci, della pesca.
Questo è un trattato veramente disastroso e lesivo non solo dell'autonomia degli Stati, ma della salute della popolazione.
L'Italia non è la Cina, né la Romania, e la sua economia è basata sulla tipicità e sulla qualità dei propri prodotti non solo alimentari.
Questo trattato internazionale, passato sotto silenzio e in segreto tra gli Stati Uniti e l'Europa, non tra i cittadini degli Stati Uniti e i cittadini d'Europa, ma tra le multinazionali e le finanziarie dell'Europa e degli Stati Uniti è contro la nostra salute, è contro la nostra economia, è contro la nostra autonomia.
Per questo noi siamo fortemente contrari e chiediamo a questo consesso regionale, che certo non si occupa di trattati internazionali, di mettere la salute dei propri cittadini, dei propri elettori che hanno dato la fiducia, al primo posto nella propria politica e non asservirli agli interessi che non sono i nostri e che vengono da troppo lontano in quest'economia che non mette più al centro dell'attenzione l'uomo, ma gli interessi di pochi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Sono allibito nell'avere ascoltato il capogruppo del PD, Consigliere Busilacchi, che si è pronunciato a favore di questo T.T.I.P.. Questa è la sostanza che viene fuori da questo intervento, pertanto dobbiamo dire a tutti i produttori, a tutti gli artigiani, a tutto il mondo dell'economia, che il formaggio può essere prodotto con la polvere, che l'olio non è più olio, ma può essere prodotto con altro materiale, naturalmente è così, perchè parliamo di superare la provenienza del prodotto, parliamo di superare e di togliere i cosiddetti adesivi di provenienza, dove proviene il materiale e come viene fatto.
Il trattato parla di questo, parla di un libero scambio dove gli americani imporranno senz'altro questo modello di organizzazione e pertanto in questa Comunità europea, dove prevalgono determinate lobby che non fanno parte dell'Italia, e tutti lo sappiamo - è inutile tapparsi gli occhi o le orecchie, non vogliamo ascoltare, perché sta succedendo questo, i nostri produttori di alta qualità, dal formaggio alla catena di distribuzione oggi sono indispensabili per quest'economia al 100% - accadrà che verrà probabilmente distrutto il meccanismo di conoscenza e di provenienza dei prodotti.
Questo è la gravità, altro che eccellenze, altro che eccellenze in questo Paese, questa mattina, abbiamo capito molto bene che una parte di questo Consiglio, la maggioranza, privilegia un rapporto che va contro gli interessi della comunità e contro gli interessi dei produttori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ho chiesto la parola qualche intervento fa, fortunatamente non mi ha visto, quindi ho avuto l'occasione di ascoltare interventi estremamente interessanti.
Alla luce dell'ultima enciclica di Papa Francesco mi dichiaro contro ogni forma di lobby. Non parlo a nome di nessuna lobby, non lo so, forse a questo punto avremo ricevuto qualche contributo, vedremo se risulterà da successive indagini, perché qui pare che, caro Consigliere Busilacchi, siamo a servizio di qualcuno.
La prima risposta a questa mozione è stata data dall'Assessore Bora, la quale in maniera molto chiara ci ha ricordato che il 25 marzo, è qui c'è un documento che credo abbiate tutti, la Conferenza Stato-Regioni si è occupata di questa cosa ed ha espresso un suo parere, quindi non c'è niente di segreto.
Di questo trattato si parla, non so, da 4-5 anni. E' stato oggetto di confronto e di scontro. Io ho sentito la Coldiretti, la Confartigianato, tutti quelli che hanno potuto sono intervenuti su questo argomento. Questa segretezza, cari colleghi, è proprio una favola! Non c'è niente di segreto, perché se l'avete saputo voi, non siete la C.I.A., né il K.G.B., può averlo saputo chiunque altro, e credo che questo argomento non possa essere all'ordine del giorno di questa seduta.
Non capisco lo stupore, perché penso che uno dei più grandi sostenitori di questo accordo sia stato il Presidente Maroni. Presidente Ceriscioli, il suo collega lombardo che esporta più del 60-70% dei propri prodotti e più della metà li manda negli Stati Uniti, li manda in Cina, per non parlare dell'Emilia Romagna, come accidenti avrebbe potuto dire: "Non faccio questo trattato!"
Tra le altre cose, la rivisitazione dei dazi ed altri provvedimenti di questo tipo, rientrano in qualche cosa, mi permetto di ricordare, che risulta presente nel nostro Paese già nel 1945. Nel 1945 con il Piano Marshall i nostri nonni mangiavano il grano americano, non so se si sono arrabbiati riguardo a questo, perché è dal '45 che noi riceviamo gli alimenti dagli Stati Uniti, quando stavamo per morire di fame. Adesso abbiamo un sistema di controlli interno molto più forte di quello che avevamo 70 anni fa.
Capisco questo tipo di raccomandazione e la condivido pure, però mi permetto di ricordare che molte delle adulterazioni dei prodotti vengono fatte da noi stessi. Noi abbiamo uno dei migliori sistemi alimentari al mondo perché abbiamo un sistema di controllo interno molto forte, sia nei confronti dei nostri produttori che nei confronti di quelli europei.
Capisco che ogni apertura comporta problemi di questo genere, perché c'è la preoccupazione di ..., ma vogliamo vedere in maniera non ideologica le opportunità?
Se è vero, come è vero, che il 40% del Parmigiano Reggiano che circola nel mondo, che viene venduto e mangiato non è vero Parmigiano Reggiano, ma passa attraverso sigle ed etichette false, questa è una grande opportunità, perché mandando in giro il buon Parmigiano Reggiano, il consumatore che alla fine sarà l'ultimo vero regolatore del sistema, lo dico da liberale economico quale mi ritengo, è quello che deciderà e, dopo aver mangiato una schifezza prodotta dai cinesi o dai peruviani, quando finalmente mangerà il nostro Parmigiano Reggiano, dirà: "Benissimo, costa il 10% in più, ma mangio una cosa decorosa".
Non dobbiamo avere paura di questo, semmai abbiamo una grande opportunità, Assessore Bora e Presidente Traversini, abbiamo 5 anni durante i quali possiamo spendere circa 560 milioni di euro del Fondo dello sviluppo rurale.
Rafforziamo per quello che ci riguarda la qualità dei nostri prodotti, approfittiamo di questa opportunità per dare la possibilità ai nostri produttori di mettersi insieme, di entrare, questa è una giusta preoccupazione, perchè da piccoli è difficile stare in un mercato globale, allora come Regione offriamo l'opportunità, per chi la vuole, dal tartufo al pesce, dal formaggio ai prodotti dell'agricoltura ordinari, di avere prodotti di grande qualità, garantendo la bontà anche da un punto di vista igienico-sanitario e dando gli strumenti per un'adeguata commercializzazione.
Questa potrebbe essere una linea di indirizzo forte che unita a questo grande contesto internazionale potrà fare reddito, concentrandoci sui prodotti di qualità, impegnando, ripeto, non una piccola cifra, ma più di mezzo miliardo di euro in questo tipo di attività. Volgiamo la situazione al positivo piuttosto che avere paura di fantasmi più o meno giustificabili.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie. Mi soffermo solo su una questione, la mozione impegna la Giunta regionale a coinvolgere l'Assemblea prima di prendere, approvare o comunque recepire testi e trattati che potrebbero impattare negativamente sulla nostra economia reale, quella che è in crisi in questi anni.
In questo momento, credo che l'oggetto sul quale andrebbe posta l'attenzione sia proprio questo: coinvolgere e fare questo passaggio in Assemblea, dove siamo chiamati a portare anche le istanze dei nostri concittadini (...).
E' ovvio che noi siamo la voce diretta, in questo caso, voi come maggioranza di governo, siete la voce diretta del Governo e quindi discutere queste cose all'interno dell'Assemblea legislativa credo che sia la cosa più corretta perché siamo portavoci delle esigenze dei cittadini e delle imprese che sono sul nostro territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Il tema è particolarmente importante e dibatterlo senza fare alcune considerazioni di carattere socio-economico ci fa perdere di vista l'obiettivo finale.
Vede Consigliere Marconi, se se ne parla da 3 o 4 anni, se è stato fortemente dibattuto e contrastato - poi quello che fa Maroni in Lombardia è relativo - se è stato fortemente combattuto - prendo atto, lo so, l'ho seguito - è chiaro che qualche problema lo pone perché in questo periodo storico di globalizzazione, chiamiamolo così, uno dei problemi della nostra economia locale è proprio la competitività delle nostre imprese che si trovano ad operare in un mercato globalizzato le cui regole sono completamente diverse da Stato a Stato, e siccome le nostre aziende, e qui sta il problema, non producono commodity, non producono prevalentemente bottoni, occhialini o altre cose, ma producono elementi e prodotti di elevata tecnologia e di qualità, se parliamo poi dell'agricoltura, è naturale che su questo accordo qualche dubbio nasca.
Come si può superare tutto questo? Lo si può superare, come ha detto il Consigliere Marconi nella fase finale del suo intervento, qualora ci fosse un grosso sostegno alle nostre aziende che fanno qualità, che non fanno commodity, in modo tale da farle diventare competitive sul mercato internazionale quale potrebbe essere quello degli Stati Uniti d'America.
E' qui il vero problema, altrimenti il parmesan lo producono pure loro e c'è il rischio che noi mangiamo quello loro, non mangiamo quello nostro, dico il rischio, non do certezze, dico che il rischio potrebbe esserci.
E' difficile andare indietro ed in un momento di grande recessione economica i carrelli della spesa che escono dai supermercati, sono sempre pieni, ma andate a vedere quello che è successo con la qualità! C'è un'indagine di mercato molto simpatica, da questo punto di vista, il volume d'affari dei centri commerciali - quelli di un certo tipo - è lo stesso, però andate a vedere quali prodotti la famosa massaia di Voghera porta a casa, prodotti che non sono certamente di qualità.
Ecco Il dubbio su questo trattato. Non perché si voglia tornare all'epoca dei dazi, anche se una discussione su questo fatto credo che possa essere intrapresa, non dobbiamo vergognarci, le nostre imprese pagano lo scotto di confrontarsi con economie completamente diverse, che hanno regole completamente diverse. Questo è il concetto fondamentale!
Spero e credo che qualche provvedimento venga preso quando Paesi come il Brasile o del Sud America entreranno prepotentemente nell'economia mondiale, saranno dolori, dopo aver assistito a quello che è accaduto con Cina, India, Pakistan, dovremmo confrontarci con qualcosa che è senza regole.
Questo è il dubbio su questo trattato. Non so se questa Assemblea sia in grado di sciogliere questi dubbi. Sono dubbi fondati quelli che ha detto il Consigliere Maggi, l'apertura ad un mercato internazionale è positiva, come ha detto il Consigliere Busilacchi, ma dubbi su questo aspetto ci sono e credo che il Governo italiano, se vuole tutelare le imprese italiane che non fanno commodity ....
E' questo che noi dobbiamo metterci in testa. In Italia non si fanno commodity, ma il Governo ancora non capisce che facciamo qualità, che facciamo alta tecnologia, e nel campo dell'agricoltura (...), non lo vuole capire, non lo so, io mi metto dalla parte di colui che osserva e non trae conclusioni politiche da questo punto di vista, però faccio fatica ad entrare nel merito e non so come voterò questa mozione. I dubbi li esprimo proprio in questo modo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Ho qui una mozione del 29 aprile 2015 della città di San Benedetto del Tronto: "Stop T.T.I.P." votata anche dal PD, perché la votazione è stata 14 a favore e 2 astenuti. Questo per sollecitare un attimo di riflessione anche all'interno del PD.
Il discorso del T.T.I.P., nel metodo e nell'impalcatura con cui si sta sviluppando, pone degli interrogativi preoccupanti. Si rischia di andare ad accordi al ribasso sulla salute, sulla modalità di produzione e commercializzazione dei prodotti.
Sappiamo che a livello sanitario le statistiche parlano chiaro, la vita media si allunga, ma la vita sana si accorcia. Sappiamo che tutte le incidenze tumorali e la prevenzione adesso iniziano a scendere sotto i cinquant'anni, chiaramente dipende da come vengono prodotti gli alimenti che mangiamo e da come mangiamo, tra le altre cose.
Un sistema come questo in cui nella conduzione dei lavori la trasparenza è deficitaria ed ha risvolti che toccano la qualità della vita di tutti i cittadini, con questi trattati parliamo chiaramente di milioni di persone, penso che sia degna una seria riflessione anche a livello regionale, per questo noi appoggiamo e integriamo la mozione.

PRESIDENTE. Emendamento a firma dei Consiglieri Maggi, Pergolesi, Giorgini, Biosnni, Fabbri, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 5, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 6
ad iniziativa del Consigliere Micucci
"Attuale inalienabilità del Castello di Brunforte di Loro Piceno"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 6 del Consigliere Micucci, ha la parola per illustrarla.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. La mozione nasce dalla sollecitazione da parte di molti residenti del Comune di Loro Piceno per una tematica che da diversi anni è sul tavolo.
Parliamo di un bene privato in possesso delle Suore domenicane che hanno residenza nel castello e che, come molti ordini religiosi negli ultimi anni, vivono momenti di difficoltà e che si sono interessate per poter vendere il bene. Ricordo che è un patrimonio non pubblico, ma privato. Patrimonio dell'intera comunità tanto che lo stesso castello appare nel simbolo del Comune di Loro Piceno.
Il Consiglio comunale di Loro Piceno negli anni scorsi si era espresso negativamente rispetto ad un'alienazione del bene stesso, identico parere era stato espresso dal Consiglio provinciale di Macerata e la Regione Marche, a seguito di un contributo per una ristrutturazione che aveva dato alle suore per ripristinare alcune zone del castello, aveva sottoscritto nel 2008 una convenzione per l'accessibilità pubblica del castello e nella sostanza, anche attraverso quella convenzione, si stabiliva l'inalienabilità per la durata fino al 2018, con possibile tacito rinnovo per ulteriori 10 anni.
Nel frattempo la Regione Marche si era attivata per la richiesta di un parere nei confronti della Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici, parere che ancora non è arrivato a quanto mi risulta, siamo ancora alla fase istruttoria.
Tutto ciò premesso la volontà di questa mozione è quella di ribadire, da parte della Regione Marche, l'inalienabilità del bene fino al termine della convenzione e dovrà essere, secondo noi, ribadito per ulteriori 10 anni e nel frattempo, il secondo punto, avviare dei colloqui tra gli enti ed i soggetti ecclesiastici affinchè sia garantito l'integrale mantenimento della struttura sia dal punto di vista storico che architettonico.
Ora, al di là della mozione, è chiaro che in questo momento storico-finanziario, chiedere alle istituzioni pubbliche di acquisire un bene privato non è semplice, però io credo che proprio per l'importanza storica di quel bene, per l'importanza che questo bene ha per la popolazione lorese e non solo, ma anche per i Comuni limitrofi, vadano espletati tutti i tentativi affinché questo possa avvenire o quantomeno affinché il bene rimanga nella massima fruibilità della popolazione.
E' chiaro che alienare il bene ad una società privata che in qualche modo può assimilarlo nella propria attività - pur avendo le migliori intenzioni, un bene che è patrimonio pubblico - possa in ipotesi arrecare un danno alla popolazione e questo, credo, vada in tutti i modi evitato.
Ribadisco la richiesta di impegno da parte della Regione Marche a non far altro che reiterare l'impegno di non cedere il bene, come già fatto negli anni passati, tenendo conto che la convenzione stessa prevede la possibilità di richiedere indietro il contributo regionale erogato, nel caso in cui le attuali proprietarie decidano diversamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Cercare di fare cassa attraverso la vendita di beni storico-architettonici non è certamente il modo migliore per difendere la nostra storia, la nostra cultura e le radici dei luoghi. Anche se, mi sembra che, con l'ultima vicenda della Grecia, qualcosa stia cambiando se è vero che la Merkel ha voluto, ha preteso, l'ipoteca su alcuni beni di straordinaria valenza architettonica che fortunatamente non potranno mai essere delocalizzati nella bassa Sassonia o in Baviera; sicuramente resteranno lì, spero, a dimostrazione imperitura di una grande civiltà.
Sherziamoci un momento sopra, ma qui ci sono delle comunità che ci chiedono che questo castello resti in mano, non diciamo pubblica, ma di un organismo, di una organizzazione, di una congregazione, mi sembra, di suore domenicane che possa valorizzarlo.
I nostri asset più importanti che noi dobbiamo tutelare, dai beni paesaggistici a quelli storici-culturali, a quelli architettonici, rappresentano un patrimonio inestimabile che può essere utilizzato per promuovere non soltanto il nostro territorio, ma per fare cultura e quant'altro.
Mi auguro che questa mozione passi velocemente affinchè passi il concetto che questi beni, anche se prettamente privati, ormai fanno parte del patrimonio culturale collettivo di cui noi dobbiamo farci carico per tutelarlo e valorizzarlo.
Come ha detto il Consigliere Micucci che ringrazio per aver fatto questa mozione - conosco il tema perché alcuni amici mi hanno coinvolto, conosco la situazione - noi dobbiamo fare in modo che queste strutture vengano censite e vengano messe in rete per poterle valorizzare, soprattutto quelle che sono ancora in mano a privati, privati di qualsiasi genere, pseudo privati, pseudo pubblico, soprattutto organizzazioni religiose e congregazioni, in modo che possano essere messe nell'ambito di quella rete di asset straordinari che la Regione Marche ha per poterle patrimonializzare e monetizzare, dal punto di vista turistico, questa nostra cultura, questi nostri beni, queste nostre radici.
Credo che noi dobbiamo farci carico e rispondere positivamente alle sollecitazioni che giungono da queste comunità, per far si che questi beni restino fruibili e soprattutto nel patrimonio collettivo di tutti noi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che il problema che è stato esposto dal Consigliere Micucci, sia vero, reale.
Noi non siamo contro chi cerca di acquistare un bene, un immobile ad uso privato, ma qui parliamo di un'altra cosa, parliamo di un bene che è patrimonio di una comunità e fa parte del patrimonio della comunità locale e regionale, ma anche internazionale, perché parliamo di monumenti del seicento, per cui credo che questa cosa debba essere rivista.
Va rivista da chi intende percorrere la strada della vendita ed il bene deve rimanere nella gestione delle attività che servono al pubblico, al territorio.
Mi risulta, è vero, come ho ascoltato dal Consigliere Micucci, che possono essere restitiuiti i finanziamenti dati dalla parte pubblica, ma la parte pubblica fino ad oggi ha mantenuto la possibilità dell'accesso pubblico e ha provveduto anche alla conservazione dell'edificio, questo è l'aspetto importante secondo me della cosa, l'intervento pubblico ha fatto sì che questo monumento rimanesse integro, rimanesse nel suo splendore seicentesco.
Credo che la proprietà debba riflettere su questa cosa, oggi potrebbe vendere, ma può vendere grazie al pubblico che ha mantenuto questo bene.
Credo che sia necessario che questo immobile rimanga alla comunità e ci sia la possibilità, da parte del territorio e non solo, di fuirne anche per i nostri itinerari marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Conosciamo bene il problema.
Noi siamo per l'autodeterminazione dei popoli e visto che qua sono venuti i cittadini di Loro Piceno a sostenere questa cosa, ci hanno dato una cartella che illustra in maniera sommaria, ma comunque precisa, gli interventi pubblici a cui ha fatto riferimento il Consigliere Zaffiri, noi votiamo per l'inalienabilità del castello.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Alcuni chiarimenti. Il fatto che il bene sia inalienabile è determinato da una convenzione che è stata stipulata nel 2008 dalla Regione Marche e dai proprietari, dalle Clarisse, quando hanno usufruito di un finanziamento di cui alla legge 61, un finanziamento determinato dai fondi per il terremoto, quindi successivi al terremoto, per ripristinare gli immobili danneggiati.
In quella convenzione c'era scritto che doveva rimanere: "La fruibilità pubblica gratuita di alcuni locali del convento", condizione stabilita in questa convenzione che aveva equiparato, per poter accedere ai finanziamenti, il monastero ad un bene culturale pubblico, un conto è un bene pubblico, un conto è un bene privato che ha qualità di bene culturale, sono due cose diverse che vengono regolate da una apposita normativa, cioè dal decreto 42/2004.
In questo caso sono stati concessi finanziamenti in virtù di questa fattispecie e la convenzione è stata stipulata il 18 novembre 2008 con validità decennale, rinnovabile fino al 2018. Il bene è inalienabile a quelle condizioni.
Questo che dico è supportato dal parere del Dirigente, Ing. Mario Pompei, della valorizzazione dei beni culturali, che l'ha reso all'Assessore Pieroni, il quale dice (lo leggo testualmente): "La competenza inerente il procedimento di autorizzazione all'alienazione del castello di Brunforte è in capo al Ministero per i Beni e le attività culturali, ai sensi delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 42/2004. La documentazione relativa agli interventi di cui alla legge 30 marzo 1998, n.61, articolo 8, è stata trasmessa dalla struttura regionale competente all'ufficio territoriale del Ministero Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici delle Marche in data 17 giugno 2011. Nel richiamare i contenuti della stessa nota con la quale la Dirigente della posizione di funzione conservazione del patrimonio culturale recupero dei beni culturali esprime parere negativo all'alienazione - già nel 2011 era stato espresso parere negativo all'alienazione - si chiarisce che a tutt'oggi il monastero in oggetto è sottoposto al vincolo di inalienabilità imposto dalla convenzione tra la Regione Marche e l'Ordine monastico, stipulata in adempimento dei disposti della legge regionale 7/99. La suddetta convenzione è di efficacia decennale ed è tacitamente rinnovabile alla sua scadenza, salvo diversa disposizione della legge della Regione Marche".
Siamo quindi tutti favorevoli alla richiesta del Consigliere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. In riferimento alla risposta dell'Assessore Casini, non so se sia utile ai fini dell'atto, visto il parere arrivato in data odierna, integrare nelle premesse della mozione il parere del Dirigente Pompei in maniera tale da rendere più efficace la richiesta formulata.

PRESIDENTE. Per integrare la mozione, bisognerebbe presentare un emendamento.

Francesco MICUCCI. Lo facciamo nostro.

PRESIDENTE. Se prepara velocemente due righe lo mettiamo in votazione.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Velocemente, questo emendamento va integrato salvo la revisione dell'accordo perché il 2018 è dietro l'angolo, mancano solo 2 anni.

PRESIDENTE. Assessore Casini, guardi la proposta del Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Assessore le stavo dicendo che quel parere del Dirigente della Regione è interessante, ma ricordo che il 2018 è dietro l'angolo, lei ha letto: "...salvo nuovi accordi", adesso cito a memoria, questo bisognerebbe evidenziarlo, altrimenti siamo pure fatti fessi, perché il 2018 arriva fra due anni, per cui quell'emendamento deve essere completato anche con la posizione della Regione che proseguirà anche dopo il 2018.

Anna CASINI. Gli attori sono due, siamo nel 2015, abbiamo 3 anni, intanto possiamo dire che il bene è inalienabile, credo che questo sia l'obiettivo di questo Consiglio, non credo che sia il momento di aggiungere altro.

PRESIDENTE. Attendiamo l'emendamento e poi lo votiamo.

Francesco MICUCCI. Chiedo conforto dell'Ufficio di Presidenza, ho scritto (nella mia mozione c'erano due commi: "Preso atto che il Comune di Loro Piceno ...; preso atto che la Provincia di Macerata ..."): "Inserire il comma 3: Preso atto del parere giunto a firma dell'Ing. Pompei protocollo n. ... che conferma la contrarietà all'alienazione del bene in oggetto".
Se può andar bene come dicitura lo presento agli uffici.
Dopo 'Preso atto', al comma 3, inserire: "Il parere giunto a firma dell'Ing. Pompei, protocollo n. 0536494 del 28 luglio 2015, che recita: nel richiamare i contenuti della stessa nota con la quale la Dirigente della P.F. conservazione del patrimonio culturale e recupero dei beni culturali esprime parere negativo all'alienazione, si chiarisce che a tutt'oggi il monastero in oggetto è sottoposto al vincolo di inalienabilità imposto dalla convenzione tra la Regione Marche e l'Ordine monastico, stipulato in adempimento ai disposto della legge regionale 11 maggio 1999 n. 7", poi riprende la mozione.

(interrrompe il Consigliere Zaffiri)

Francesco MICUCCI. Questo in qualche modo era già presente nella mozione al punto uno nel quale si dice: "Ribadire l'inalienabilità del castello di Brunforte fino al 18 novembre 2008, termine dopo il quale la Regione Marche potrà rinnovare tacitamente la convenzione".

PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Micucci, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 6, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13.30.
 

 
 
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