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RICORDANDO ELIA E CAPOTOSTI, MASTROVINCENZO: “DIFENDIAMO LA NOSTRA COSTITUZIONE SEMPRE APERTA AL NUOVO”. Alla “Loggia dei Mercanti” di Ancona il convegno promosso dal Consiglio regionale e dedicato ai due giuristi marchigiani. Una riflessione a tutto campo proposta da docenti universitari che da anni intervengono nell’ambito del dibattito sulla legge fondamentale dello Stato

Di origini fanesi il primo, sambenedettese di nascita il secondo. Leopoldo Elia e Piero Alberto Capotosti, attenti ed esigenti giuristi marchigiani che si sono presi cura della Costituzione, mettendone in luce pregi e difetti, interpretandone le angolazioni più remote e fornendo risposte sulla sua concreta applicazione, anche alla luce di una modernità che, a volte, sembra poco incline a rapportarsi con i valori in essa custoditi. Anni di studio per maestro e allievo, come amava definirsi Capotosti, una profonda amicizia ed il percorso parallelo che ha portato ambedue a presiedere la Corte Costituzionale.
E’ a loro che il Consiglio regionale ha voluto dedicare un incontro di studio, ospitato alla “Loggia dei Mercanti” di Ancona”, in occasione del settantesimo compleanno della Costituzione italiana.
“Quando abbiamo scelto questo tema – ha sottolineato il Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo aprendo i lavori – non pensavamo di incrociare uno dei passaggi più difficili della vita politica ed istituzionale del nostro Paese, almeno da quando sono nate la Repubblica e la Costituzione. Al Presidente Mattarella, oggetto negli ultimi giorni di attacchi ed insulti, vanno la mia solidarietà ed il pieno sostegno per l’alta funzione di garanzia che sta svolgendo in una fase delicatissima della vita nazionale.” Proprio partendo da queste considerazioni, secondo Mastrovincenzo ci sarebbe ancora bisogno di personalità come Elia e Capotosti “per fornire un contributo competente, autonomo ed autorevole al funzionamento delle istituzioni e per ricordare a tutti noi che l’attuazione e l’attualità della Costituzione presuppongono, prima di tutto, la sua difesa”.
Il Presidente del Consiglio ritiene che apertura al nuovo e costituzionalismo rappresentino “una sfida ancora aperta, che oggi deve fare i conti con gli effetti sociali e politici della lunga crisi economica e con la riforma del progetto europeo a cui siamo indissolubilmente legati. Elia affidava il compito a chi sarebbe venuto dopo, affinchè potesse fare meglio di chi aveva operato prima. Ora il testimone è nelle nostre mani”.
Per rendere possibile un confronto a tutto campo, la scelta è stata quella di prevedere due diversi percorsi di riflessione, animati da docenti universitari che da anni forniscono il loro contributo nell’ambito del dibattito sulla Costituzione, come Valerio Onida, Alessandro Pace, Renato Balduzzi, Fulco Lanchester, con il coordinamento di Gianni Di Cosimo. Al centro dell’attenzione difesa della Costituzione e rapporto con la rivista “Giurisprudenza costituzionale” per Elia, equilibro e forma di governo per Capotosti. E più in generale l’apporto che i due giuristi hanno offerto in ambito marchigiano. Elia, consulente del primo Statuto regionale, strumento evoluto frutto del lavoro di personalità come Donatello Serrani, Sabino Cassese, Bernardo Secchi, ed anche docente e studioso delle autonomie e dei problemi del regionalismo. Capotosti, a più riprese consulente giuridico e legislativo della Regione Marche.
Due considerazioni su tutte, lasciando che a parlare siano i diretti protagonisti. Ecco, allora, una Costituzione che per Leopoldo Elia “ha dimostrato con la sua tenuta di possedere prudente elasticità e attitudine a comprendere, con i suoi principi, fenomeni non prevedibili dai costitutenti. E tutto ciò senza perdere di significanza”. La forma di governo? Piero Alberto Capotosti scriveva che ha bisogno “di dispositivi idonei a tutelare la stabilità dell’azione e ad evitare le degenerazioni del parlamentarismo”.

A.Is.

Comunicato n.134, Mercoledì 30 Maggio 2018
 

 
 
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