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VIA LIBERA A BILANCIO DI PREVISIONE 2019/2021 E RIFORMA DELL'ERAP

Cospicue risorse (oltre 113 milioni di euro sui tre anni) per investimenti in settori strategici per il rilancio del territorio marchigiano. Approvato anche il previsionale dell’Assemblea. Varo della legge di riforma dell’edilizia residenziale pubblica. Recepite le disposizioni urgenti in materia di politiche sociali.

Il Consiglio regionale delle Marche ha dato via libera con 19 voti a favore e 11 contrari (tutte le forze di opposizione) al Bilancio di previsione per il triennio 2019/2021. Oltre 113 milioni di euro sulle tre annualità. Investimenti più rilevanti per manutenzioni e infrastrutture viarie, miglioramento sismico degli edifici pubblici e dei contenitori culturali, difesa del suolo e efficientamento energetico. Unitamente al voto sui due provvedimenti finanziari (legge di stabilità e previsionale) è stato accolto un ordine del giorno, primo firmatario Boris Rapa (Uniti per le Marche), finalizzato ad avviare le procedure volte a destinare le risorse economiche incassate per le compensazioni ambientali al finanziamento del “Progetto Appennino”, ovvero allo sviluppo socioeconomico delle aree interne che, oggi, scontano particolari difficoltà connesse con gli eventi sismici del 2016.

RELAZIONI INTRODUTTIVE

I consiglieri Francesco Giacinti (Pd) e Jessica Marcozzi (FI), rispettivamente in qualità di relatore di maggioranza e di minoranza, hanno illustrato in Aula i contenuti delle due norme finanziarie all’ordine del giorno della seduta. Giacinti ha voluto sottolineare la peculiarità del piano degli investimenti. “Nessun aumento di pressione fiscale in un contesto di finanza pubblica nazionale, ancora non ben definito – ha affermato Giacinti – rappresenta uno sforzo da non sottovalutare”. Giacinti ha, poi, fornito il dettaglio degli investimenti per i tre anni di riferimento, cioè 45,5 milioni di euro nel 2019; 31,6 milioni di euro nel 2020; 35,9 milioni nel 2021. “Auspico – ha aggiunto il relatore di maggioranza - che sia possibile ottenere la ristrutturazione del debito e che questa possibilità diventi concreta nel rispetto del principio generale dell’attualizzazione del debito”. Per la consigliera Marcozzi si tratta di un piano di interventi importante per la nostra Regione. “Il problema - ha sottolineato Marcozzi – è che non è stato per nulla concordato con le forze di opposizione, secondo un metodo né trasparente, né democratico”. Critiche anche sul fronte della destinazione delle risorse: “c’è poco per il lavoro, la ricerca, ma soprattutto per l’accesso al credito”.

IL DIBATTITO

Apertura del dibattito da parte dell’assessore al Bilancio, Fabrizio Cesetti. “Nelle difficoltà generali – ha detto Cesetti - noi abbiamo dato risposte importanti alla comunità marchigiana”, subito seguito dal presidente della Giunta, Luca Ceriscioli. Successivamente, sono intervenuti diversi consiglieri. Luca Marconi (Udc) ha sottolineato l’elemento positivo di “una visione di lungo periodo nella programmazione proposta, meno attenta a tagliare nastri, più ai fatti concreti”. Il capogruppo della Lega nord, Sandro Zaffiri, ha effettuato una sorta di “verifica tra il detto e il fatto”. “Impegni molto spesso non mantenuti, come nel caso della riduzione delle liste di attesa – ha affermato Zaffiri – cosa che ci fa diffidare anche delle promesse per il futuro”. Per il capogruppo M5S, Gianni Maggi, “saltano agli occhi le voci relative alla ricapitalizzazione delle società partecipate, che rischiano di pesare come un macigno”. “Ci spiace – ha concluso Maggi – che non siano state mantenute le risorse per la formazione professionale, che, anzi, sono state perfino ridotte”. Per Piero Celani (FI) “buona parte delle risorse stanziate sono destinate a manutenzioni che, notoriamente, non producono ricchezza”. “Né possiamo vendere il patto per la ricostruzione e sviluppo – ha aggiunto Celani – come l’elemento dirimente per far ripartire l’economia di tutte le Marche”.


VIA LIBERA AL BILANCIO DELL’ASSEMBLEA

L’Aula ha votato favorevolmente a maggioranza la proposta di atto amministrativo, ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, concernente il “Bilancio di previsione finanziario 2019/2021 del Consiglio-Assemblea legislativa regionale”, provvedimento, per un previsionale di oltre 14 milioni di euro, che costituisce parte integrante del Bilancio di previsione della Regione Marche. Il documento è stato illustrato dal vicepresidente dell’Assemblea, Renato Claudio Minardi, che ha rivolto particolare attenzione agli aspetti relativi al complessivo contenimento delle spese generali, alle spese per il personale e a quelle per l’editoria, “settore rispetto al quale – ha affermato – il Consiglio regionale eccelle come prima casa editrice regionale”. Sono intervenuti il capogruppo del M5S, Gianni Maggi, Piero Celani (FI), Sandro Zaffiri (Lega nord), Luca Marconi (Udc) e Francesco Micucci (Pd).

RIFORMA DELL’ERAP

E’ passata ad ampia maggioranza (unico contrario il consigliere Sandro Bisonni, astenuti i consiglieri del M5S, Elena Leonardi di FdI, Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia della Lega nord) la proposta di riforma del sistema di edilizia residenziale pubblica. Una legge organica che va ad incidere profondamente sulla legge n.36 del 2005, alla luce di un contesto socioeconomico completamente mutato rispetto a tredici anni fa. Tra gli aspetti più rilevanti, un ambizioso programma di messa a disposizione di alloggi popolari derivanti da acquisizione di immobili già esistenti o da ristrutturare, l’introduzione di criteri rivolti a perseguire una maggiore equità negli indici di assegnazione degli alloggi, anche nell’intento di garantire più turn-over ed evitare assegnazioni sine die, la revisione degli assetti di governance rivolta ad un maggior collegamento tra sede decisionale e territori (nel CdA sarà presente un rappresentante per ogni presidio provinciale). Ed ancora, l’introduzione di criteri di maggior favore per chi lavora e/o risiede da più anni in territorio regionale (radicamento territoriale), garanzie per la cosiddetta “morosità incolpevole” per la quale non scatterà fin da subito la procedura di sfratto, progetti innovativi di cohousing per favorire le aggregazioni di soggetti in condizioni simili. Ad integrazione del provvedimento sono stati presentati circa venti emendamenti, tutti respinti.

LE RELAZIONI SULL’ATTO

I contenuti della riforma sono stati illustrati dal consigliere di maggioranza e presidente della Terza Commissione Lavori Pubblici, Andrea Biancani (Pd). “Una legge importante, frutto di un grande lavoro svolto in Commissione”. “Alcuni articoli reputo particolarmente rilevanti – ha affermato Biancani – quelli che sono rivolti ad avviare un piano di reinvestimento dei proventi delle alienazioni per riqualificare il patrimonio immobiliare esistente e mettere a disposizione nuovi alloggi”. Di particolare interesse è la rivisitazione dei requisiti per accedere ai bandi, favorendo le categorie deboli e in disagio abitativo, i soggetti con più forte radicamento nel territorio, i legami famigliari. “Altri aspetti interessati dalla riforma – ha concluso Biancani – sono quelli della governance, con un consiglio di amministrazione con funzione di raccordo importante tra sede centrale e territori”. Di diverso avviso il relatore di minoranza, Peppino Giorgini (M5S), che, però, ha voluto sottolineare i positivi interventi introdotti a favore di progetti abitativi innovativi e in favore di categorie deboli, come padri separati e donne che hanno subito violenza domestica, e le tutele per i soggetti colpiti dalla cosiddetta morosità incolpevole. “Non è possibile che un Consiglio di amministrazione che dovrebbe essere organo autonomo – ha affermato Giorgini – subisca il controllo della Giunta regionale. Una legge sostanzialmente buona – ha concluso – che viene sporcata proprio da questa scelta che rappresenta grande errore politico”.

IL DIBATTITO

Subito dopo gli interventi dei relatori, si è aperto il dibattito. Primo ad intervenire il consigliere Sandro Bisonni. “L’introduzione del principio della impossidenza planetaria, cioè di non essere proprietari di immobili né in Italia, né all’estero, per accedere ai bandi di alloggio popolare – ha tuonato Bisonni – è elemento di forte preoccupazione e rappresenta una grave discriminazione nei confronti di chi dovrà dimostrare, spesso con enorme difficoltà, la condizione di impossidenza”. Per il consigliere Enzo Giancarli (Pd) “positive le novità introdotte sul fronte della tutela nei confronti dei soggetti colpiti da morosità incolpevole, messa a disposizione e maggior mobilità degli alloggi”. Il capogruppo della Lega nord, Sandro Zaffiri, ha descritto la legge come “costruita per uno scopo, cioè quello di attribuire alla Giunta regionale il totale controllo sull’Erap”. “Non è possibile che su una legge sostanzialmente condivisa anche dalle minoranze, emergano distinguo di poco conto” – ha poi affermato il capogruppo Udc, Luca Marconi, che si è soffermato sugli aspetti relativi ai nuovi assetti di governance. “E’ stato fatto un grande passo avanti rispetto alla normativa precedente – ha detto Luigi Zura Puntaroni della Lega nord – verso una maggiore equità e rispetto delle regole”. La consigliera di FdI, Elena Leonardi, ha evidenziato la bontà di molteplici elementi di novità, come la spinta verso l’eliminazione delle barriere architettoniche e la maggior considerazione per il radicamento territoriale. “La nota dolente – ha rilevato Leonardi – è il vizio di voler mantenere il controllo attraverso l’organo politico della Giunta”. “La vera discriminazione – ha affermato Peppino Giorgini (M5S) tornando sul tema della impossidenza – sarebbe stata quella di esentare gli extracomunitari dalla richiesta di ogni certificato, come se fossero tutti poveracci”. Chiusura del dibattito affidata al presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli: “Dare una casa a chi deve costruire o ricostruire il proprio percorso – ha affermato Ceriscioli - è una scelta importante e delicata che va affrontata sempre con maggior attenzione, imparzialità e giustizia”. In sede di dichiarazione di voto sono, inoltre, intervenuti i consiglieri Gianluca Busilacchi (Mdp-Art.1), Piero Celani (FI), Boris Rapa (Uniti per le Marche).

POLITICHE SOCIALI

La necessità di procedere in tempi brevi alla modifica di alcuni aspetti delle norme che regolamentano l’attuale sistema regionale delle politiche sociali è alla base del passaggio in Aula della proposta di legge n.254 ad iniziativa del consigliere Federico Talè (Pd). La legge, accolta a maggioranza (contrari i consiglieri della Lega nord, astenuta Elena Leonardi di FdI), prevede una proroga di un anno (fino al 31/12/2019, anziché 31/12/2018) del mantenimento, nella sua attuale composizione, dell’ATS (Ambito territoriale sociale) XXIV Comunanza/Amandola, coincidente con l’Unione montana dei Sibillini. La seconda parte della modifica riguarda, invece, un processo di miglioramento del sistema dell’offerta semi residenziale per persone con disabilità grave, ritoccando, nel numero, i soggetti assistibili nei centri di assistenza a valenza sociosanitaria, portandoli ad un numero massimo di 15 unità (dalle 10 previste). La presentazione del provvedimento è spettata ai consiglieri Federico Talè (Pd), per la maggioranza, e Elena Leonardi (FdI), per la minoranza. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Sandro Zaffiri (Lega nord), Fabrizio Volpini (Pd), Luca Marconi (Udc), Francesco Micucci (Pd), Romina Pergolesi (M5S), Marzia Malaigia (Lega nord).

l.b.
Venerdì 21 Dicembre 2018
 

 
 
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