Riviera del Conero
 
 

25 APRILE: IL PRESIDENTE NAPOLITANO A PESARO

Solazzi: "Il futuro sarà sempre fragile senza la memoria solida del passato. Ci serve ritrovare al piu' presto la forza di quei valori, per riaffermare una coscienza nazionale ed europea"

Signor Presidente della Repubblica,

Grazie, grazie a nome mio personale, a nome dell’Assemblea Legislativa Regionale, e dell’intera comunità marchigiana per aver accolto l’invito a celebrare nella nostra regione la festa della liberazione nazionale. E’ una data fondamentale quella del 25 aprile per la storia della Repubblica Italiana. L’inizio di un percorso di conquista della coscienza nazionale e civile che ha portato alla nascita della Carta Costituzionale.
E quest’anno, il giorno in cui la nostra comunità si raccoglie per condividere i valori di democrazia e libertà, assume una dimensione, se possibile, ancor più significativa.
Si sono appena concluse le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che hanno sancito, Signor Presidente sotto il Suo impulso, la Sua guida, la corale partecipazione del popolo italiano ad una straordinaria pagina della nostra storia.
In questo quadro la liberazione nazionale è da considerarsi come la tappa fondamentale di quel percorso che con la scelta repubblicana completa le conquiste del nostro Risorgimento.
Ma la celebrazione del 25 aprile - in questo tempo che ci è dato vivere, così complesso e difficile - ci suggerisce di riaggiornare la forza di valori, di sentimenti, del coraggio e della fermezza d’animo di quelle donne e di quegli uomini che anche con il sacrificio della propria vita hanno sconfitto le tenebre di una feroce dittatura e ricostruito un orizzonte di speranza e futuro sulle macerie della guerra.
Ci serve ritrovare al più presto la forza di quei valori, per riaffermare una coscienza nazionale ed europea, un più forte senso di appartenenza e riacquisire la consapevolezza di dover sempre e sempre - di più - assumere una comune responsabilità nei confronti del nostro Paese, per garantire soprattutto ai giovani una nuova speranza nel domani.
Quella speranza che anche nella nostra regione ha mosso sino all’estremo sacrificio tanti giovani in quegli anni tragici. In questi giorni ho letto e riletto alcune lettere scritte da quei giovani ai propri genitori, lettere di ragazzi coscienti di rinunciare, alla vita:
Battistino scrive...“Carissimi genitori è scoccata per me l’ultima ora, sono contento di aver fatto il mio dovere fino all’ultimo istante di vita, e di avere combattuto per quell’ideale che è sempre stato innato in me e sarà ben presto coronato dalla vittoria.…”
E ancora... Bruno scrive...“Cari miei tutti, vi prego di perdonarmi se vi darò questa angoscia, è quasi l’alba e sarò fucilato, ma tranquillizzatevi, muoio tranquillo, ho già fatto la santa Comunione e tra poco andrò a trovare la mamma… Cercate di educare il piccolo Luciano che non abbia a soffrire come io ho sofferto”.
Ecco, si sente, da queste parole, che a scrivere sono ragazzi, sono giovani pieni di ideali, di speranza per un futuro che sarà di altri e non il proprio. Sono le parole di chi, anche senza saperlo, ha rappresentato ciò che, in ogni epoca, serve, e serve anche adesso, in questi anni delicati e difficili: un esempio, il valore di un esempio.
Signor Presidente, ho fatto spesso riferimento in questo saluto al futuro, al domani, perché -come Lei continuamente ci testimonia - deve essere in noi tutti forte la convinzione che è comunque necessario e doveroso guardare in questa direzione, ma con la consapevolezza che il futuro sarà sempre fragile, senza la memoria solida del passato.
Del nostro passato.
Grazie, Signor Presidente, per averci onorato della Sua presenza.

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Intervento del Presidente Solazzi durante la diretta di Rai Uno di ieri in occasione della celebrazione della Festa di Liberazione
Mercoledì 25 Aprile 2012
 
 
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