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Resoconto della seduta n.1 del 19/04/2010

SEDUTA N. 1 DEL 19 APRILE 2010


Presidenza del Consigliere anziano Raffaele Bucciarelli
(art. 12, comma 3, Statuto regionale)




La seduta inizia alle ore 10,30


PRESIDENTE. Signori Consiglieri, a norma dell'articolo 12, comma 3, dello Statuto regionale, in qualità di Consigliere regionale più anziano di età assumo la presidenza provvisoria dell'Assemblea legislativa, quindi dichiaro aperta la prima seduta della nona legislatura regionale.
Buongiorno a tutti, benvenuti ai nuovi Consiglieri regionali e bentornati a coloro che già erano stati in questa assise. Un saluto particolare lo voglio rivolgere ai Consiglieri più giovani Gianluca Busilacchi e Mirco Carloni, in quanto sono il significato preciso del rinnovamento che sa realizzare questa nostra Regione; ai sensi della disposizione citata tali Consiglieri svolgeranno le funzioni provvisorie di Consiglieri segretari.
Credo sia per tutti motivo di soddisfazione non soltanto l’essere qui ma anche il poter dare il proprio contributo a favore di questa nostra regione e che sono sicuro verrà dato nel miglior modo possibile. Saluto ovviamente il riconfermato Presidente Spacca.
Ma voglio ora salutare, ritenendo di interpretare anche i vostri sentimenti, la liberazione in Afghanistan dei tre ostaggi di Emergency (applausi), con l’augurio che il vero volontariato italiano possa continuare ad operare non soltanto in Afghanistan ma nel mondo intero.
Comunico che sulla base del verbale delle operazioni elettorali dell'Ufficio centrale regionale, costituito presso la Corte di Appello di Ancona, relativo alla consultazione svoltasi il 28 e 29 marzo 2010, risultano proclamati eletti:
Presidente della Giunta regionale: Gian Mario Spacca
Consiglieri regionali:
Acacia Scarpetti Luca
Acquaroli Francesco
Badiali Fabio
Binci Massimo
Bucciarelli Raffaele
Bugaro Giacomo
Busilacchi Gianluca
Camela Valeriano
Canzian Antonio
Cardogna Adriano
Carloni Mirco
Ciriaci Graziella
Comi Francesco
D'Anna Giancarlo
Donati Sandro
Eusebi Paolo
Foschi Elisabetta
Giancarli Enzo
Giannini Sara
Giorgi Paola
Latini Dino
Marco Luchetti
Malaspina Maura
Marangoni Enzo
Marconi Luca
Marinelli Erminio
Massi Francesco
Mezzolani Almerino
Natali Giulio
Ortenzi Rosalba
Petrini Paolo
Pieroni Moreno
Perazzoli Paolo
Ricci Mirco
Romagnoli Franca
Sciapichetti Angelo
Silvetti Daniele
Solazzi Vittoriano
Traversini Gino
Trenta Umberto
Zaffini Roberto
Zinni Giovanni
Ai quali vanno le mie più vive congratulazioni e l’augurio di buon lavoro.
Di conseguenza l'Assemblea legislativa risulta regolarmente composta da 43 membri (Presidente della Giunta e 42 Consiglieri) come previsto dal combinato disposto di cui all’articolo 7, comma 1, e all’articolo 11, comma 2, dello Statuto regionale.
Come è noto il comma 1 dell'articolo 12 dello Statuto regionale prevede che l'Assemblea legislativa nella prima seduta e come primo atto proceda all'elezione del proprio Presidente e dell'Ufficio di presidenza, composto oltre che dal Presidente da due Vicepresidenti e da due Consiglieri segretari.
Successivamente, a norma del comma 2 dell'articolo 7 dello Statuto regionale, il Presidente della Giunta regionale sarà chiamato ad illustrare il programma di governo e a presentare gli Assessori, tra i quali indicherà il Vicepresidente.


Elezione del Presidente dell'Assemblea legislativa
(art. 13, comma 2, Statuto regionale)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'elezione del Presidente dell'Assemblea legislativa.
Ricordo che l'elezione del Presidente dell'Assemblea legislativa è disciplinata dall'articolo 13, comma 2, dello Statuto regionale, avverrà a scrutinio segreto, scrivendo nome e cognome del prescelto sulla scheda apposita che sarà distribuita.
Non sono previste dichiarazioni di voto, come non è prevista nessuna discussione, essendo l'Assemblea legislativa riunita in funzione di seggio elettorale. Possono, invece, essere presentate candidature alla carica di Presidente.
Per garantire una maggiore riservatezza e regolarità nelle operazioni di voto sono state previste le modalità che seguono.
Un Consigliere effettuerà la chiamata dei Consiglieri secondo l'ordine alfabetico.
Ciascun Consigliere chiamato ritirerà la scheda di voto dal commesso d'Aula posto alla destra del tavolo della Presidenza e si recherà nella zona retrostante dove è stato allestito un seggio per esprimere il proprio voto; successivamente deporrà la scheda nell'urna sistemata sulla parte sinistra del tavolo della Presidenza.
Invito pertanto il Consigliere segretario Mirco Carloni a spostarsi accanto al collega Gianluca Busilacchi al fine di vigilare, entrambi, sulla regolarità delle operazioni di voto.
Ricordo, inoltre: che ai sensi del quarto comma dell'articolo 45 del regolamento interno dell'Assemblea legislativa, la votazione a scrutinio segreto è valida se il numero delle schede deposte nell'urna non è inferiore alla metà più uno dei componenti assegnati all'Assemblea medesima, cioè 22 schede; che ai sensi del comma 2 dell'articolo 13 dello Statuto regionale, per l'elezione del Presidente dell'Assemblea nelle prime due votazioni è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti assegnati all'Assemblea stessa, cioè 22 voti, mentre alla terza votazione è sufficiente la maggioranza dei voti validi espressi. Non sono voti validamente espressi quelli risultanti da schede bianche o nulle. In caso di parità si dovrà procedere ad ulteriori scrutini.
Ha chiesto la parola il Consigliere Ricci per presentare le candidature.

Mirco RICCI. Presidente, oltre che salutare tutti i Consiglieri eletti e rieletti, presento la candidatura a Presidente del Consigliere Vittoriano Solazzi, Assessore uscente della Giunta che ha dato dimostrazione di grande professionalità, competenza ed esperienza. Ritengo quindi sia una candidatura molto adeguata.

PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento invito il Consigliere segretario Busilacchi a procedere alla chiama dei Consiglieri.

Gianluca BUSILACCHI. Procedo alla chiama.

(Segue votazione per appello nominale e a scrutinio segreto)

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione. Votanti n. 42, schede bianche n. 17, schede nulle nessuna, schede valide n. 25. Ha ricevuto n. 25 voti il Consigliere Vittoriano Solazzi, che pertanto proclamo eletto Presidente dell'Assemblea legislativa regionale e che invito a prendere posto con l’augurio di buon lavoro.

(applausi)

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Presidente Gian Mario Spacca, signori Consiglieri regionali, vi chiedo di concedermi pochi minuti per portare il mio saluto a questa Assemblea legislativa regionale nel momento in cui, appunto, ne assumo la Presidenza. Lo faccio anche con una emozione che non mi è solita, ma ciò è dettato dal fatto che dal primo momento in cui ho avuto l'opportunità di far parte di questa Assemblea, quindi cinque anni fa fin dall’inizio della scorsa legislatura, sono stato subito convinto che questa Assemblea legislativa è il consesso che rappresenta l'intera comunità marchigiana. Quindi assumerne la presidenza è per me sicuramente un onore, e questo è ciò che mi emoziona.
Vi ringrazio, come ringrazio tutti coloro che con l'espressione del voto mi hanno accordato fiducia consentendomi di assumere questo importante ruolo. E ringrazio anche chi, per comprensibili ragioni di rappresentanza e di appartenenza, non mi ha votato.
Nel farlo con grande sincerità, senza incedere in retorica o in frasi di circostanza, voglio assumere qui l'impegno assoluto che intendo essere, negli anni in cui ricoprirò questo incarico, il Presidente garante dell'intera Assemblea legislativa regionale. Garante dei diritti di tutti i Consiglieri regionali, indipendentemente dai gruppi di appartenenza, indipendentemente dai partiti di riferimento. Perché, come dicevo poc’anzi, coloro che sono stati qui eletti sono chiamati a rappresentare la comunità marchigiana.
Peraltro credo di dover dire, interpretando molto probabilmente il giudizio e il convincimento di tutti voi, che stare qua è davvero una grande fortuna, in quest’Aula si ha infatti l'opportunità di rappresentare una regione straordinaria. Dico straordinaria perché è una regione bella, è una regione operosa fatta di persone intraprendenti e sobrie. Una regione che nei comportamenti che andremo ad assumere, nel lavoro che svolgeremo in questi anni, dobbiamo sempre avere come punto di riferimento.
Sono convinto che il lavoro che andremo a svolgere sarà impegnativo, così come sarà impegnativo e non ordinario il lavoro del Presidente Gian Mario Spacca, a cui va l'augurio, assieme alla squadra di assessori che ha scelto, di un buon lavoro.
Viviamo, infatti, un tempo non facile, quindi anche una regione come la nostra, seppur caratterizzata fortunatamente e storicamente dall'ammortizzare meglio di altre realtà territoriali ampli cicli economici negativi, vive comunque le difficoltà di questo tempo e dunque rischia.
La nostra è una regione – ecco perché dicevo che abbiamo la fortuna di rappresentarla – che in questi anni difficili non ha mai perso l'attenzione nei confronti dei fondamentali, nell'economia così come nella società.
E' una regione che in questi anni difficili ha continuato a credere nei valori del lavoro, nei valori dell'investimento, dell'intrapresa, del rischio, del merito, nel sociale. La nostra comunità marchigiana ha continuato a credere nei valori della coesione, dell'inclusione, della tolleranza, del rispetto.
Dunque nel rappresentare questa comunità e per svolgere al meglio il nostro ruolo, negli anni che ci stanno davanti è da tutto questo che dobbiamo partire.
Ci troviamo di fronte ad anni caratterizzati da una forte crisi economica, è una crisi che morde, ripeto, anche una realtà sana come quella regionale che dunque rischia di vedere minate le fondamenta. E’ una crisi che per molti aspetti è congiunturale, come del resto tutte le crisi susseguitesi nella storia dell'umanità, nella quale ci sono anche elementi di strutturalità che ci preoccupano non poco.
Accanto a questa crisi, inoltre, e dobbiamo esserne consapevoli, c'è un'ulteriore crisi che mi preoccupa, è la crisi degli istituti di rappresentanza, è la crisi della politica, della partecipazione.
La politica rispetto alla difficoltà del momento – lo dico in modo assolutamente trasversale – è spesso distante, disattenta, litigiosa. Viviamo un contesto nel quale la società sembra si caratterizzi – anche se a scavare non è così – solo nelle frammentazioni, nelle fratture che spesso sono di genere, di generazione, localistiche, sociali, come pure nei localismi o in quegli atteggiamenti dove molto spesso vi è un eccesso di corporativismo.
Ecco, rispetto a questo quadro, che non voglio dipingere eccessivamente negativo ma dove ci sono problemi che è inutile nascondere, è chiaro che in un consesso come questo, che rappresenta, come dicevo prima, l'unità di questa straordinaria comunità marchigiana, deve essere forte, accanto all'onore di rappresentarla, il senso di responsabilità. Deve essere forte l'impegno di lavorare per creare quelle condizioni di sviluppo che sono l'antidoto a questi mali. Uno sviluppo, però, che non deve essere solo economico bensì anche sociale, civile e culturale.
Dobbiamo pertanto caratterizzare gli anni che ci stanno davanti su questo impegno. E lo dobbiamo fare sia nella sostanza come pure nella forma, in quanto rappresentando in questa Assemblea legislativa l'intera comunità marchigiana anche la forma diventa sostanza. E la forma è il rispetto delle idee altrui, è il riconoscimento dei diritti ai singoli Consiglieri, al di là, ripeto, dei partiti di appartenenza.
Occorre assicurare un dibattito franco, così come occorre richiedere all'Esecutivo regionale il convincimento che l'Assemblea legislativa è l'organismo che rappresenta l'intera comunità marchigiana, e quindi il rapporto con essa deve essere stretto, di grande collegamento e di grande coesione. Ciò al fine di adempiere al meglio il lavoro che ci sta davanti e per raggiungere quegli obiettivi a cui prima ho fatto riferimento.
Da ultimo esprimo ancora un solo pensiero.
La comunità marchigiana è articolata in modo assai ricco, ma voglio dedicare questo mio primo saluto soprattutto ai giovani di questa regione. E lo faccio proprio perché i giovani sono il futuro di una qualsiasi comunità, sono loro la nostra proiezione nel futuro. Le società che non scommettono sui giovani e che non lavorano in modo forte per loro sono società che hanno il fiato corto.
Il tempo che ho cercato prima di descrivere in modo succinto e forse, considerata l'emozione, anche un po' confuso, è un tempo in cui i giovani vivono più di altri le precarietà, le insicurezze, le fragilità.
L'invito dunque che rivolgo a me per primo e a tutti voi è quello di operare in questi anni sapendo che rappresentiamo una straordinaria regione, una straordinaria comunità, sapendo che il momento è particolarmente impegnativo, ma sapendo anche che dal nostro lavoro dipendono le condizioni per creare quello sviluppo che può assicurare benessere e prospettive all'intera comunità marchigiana ed in particolare ai giovani che sono appunto il futuro di questa nostra grande regione.
Vi ringrazio davvero. Saluto tutti i Consiglieri che sono stati con me nei cinque anni della legislatura appena conclusasi e do il benvenuto ai neo Consiglieri eletti. Ringrazio tutti dell'opportunità e quindi della fiducia che mi avete dato di ricoprire questo importante ruolo. Vi auguro sinceramente un buon lavoro.

(applausi)

Elezione dei Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa
(art. 13, comma 3, Statuto regionale)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'elezione dei Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa.
Ricordo che l'elezione dei Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa è disciplinata dall'articolo 13, comma 3, dello Statuto regionale che prevede una votazione a scrutinio segreto. La scheda di voto che verrà distribuita è unica e ciascun Consigliere può votare un solo nome.
Non sono previste dichiarazioni di voto, come non è prevista alcuna discussione, essendo l'Assemblea legislativa riunita in funzione di seggio elettorale. E’ invece possibile l'annuncio delle candidature alla carica di Vicepresidente.
La procedura di voto che seguiremo sarà la stessa con cui è avvenuta la precedente elezione.
Ricordo, inoltre: che ai sensi del quarto comma dell'articolo 45 del regolamento interno dell'Assemblea legislativa la votazione a scrutinio segreto è valida se il numero delle schede deposte nell'urna non è inferiore alla metà più uno dei componenti assegnati all'Assemblea medesima, cioè 22 schede; che ai sensi del comma 3 dell'articolo 13 dello Statuto regionale, risulteranno eletti Vicepresidenti coloro che avranno riportato il maggior numero di voti ed in caso di parità i consiglieri più anziani di età.
Ha chiesto la parola il Consigliere Massi per presentare le candidature.

Francesco MASSI. Presidente, per la carica di uno dei due Vicepresidente propongo la candidatura del collega Giacomo Bugaro.

PRESIDENTE. Ha ora la parola il Consigliere Eusebi sempre per presentare candidature.

Paolo EUSEBI. Presidente, propongo la candidatura per la carica di Vicepresidente di una delle, purtroppo, poche colleghe donne, la Consigliera Giorgi.

PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento invito il Consigliere segretario Busilacchi a procedere alla chiama dei Consiglieri.

Gianluca BUSILACCHI. Procedo alla chiama.

(Segue votazione per appello nominale e a scrutinio segreto)


PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione. Votanti n. 42, schede bianche n. 3, schede nulle n. 1, schede valide n. 38. Hanno ricevuto voti: Paola Giorgi n. 24, Giacomo Bugaro n. 14. Proclamo eletti Vicepresidenti dell'Assemblea legislativa i Consiglieri Giorgi e Bugaro, che pertanto invito ad assumere posto al tavolo della presidenza.

(applausi)


Elezione dei Consiglieri segretari
(art. 13, comma 3, Statuto regionale)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'elezione dei Consiglieri segretari.
Ricordo che anche l'elezione dei Consiglieri segretari dell'Assemblea legislativa è disciplinata dall'articolo 13, comma 3, dello Statuto regionale, che prevede una votazione per scrutinio segreto. La scheda di voto che verrà distribuita è unica e ciascun consigliere può votare un solo nome.
Non sono ammesse dichiarazioni di voto, come non è prevista alcuna discussione, essendo l'Assemblea legislativa riunita in funzione di seggio elettorale. E’ invece possibile l'annuncio delle candidature alla carica di Consigliere segretario.
La procedura che seguiremo sarà la stessa con cui sono avvenute le precedenti due elezioni.
Ricordo, inoltre: che ai sensi del quarto comma dell'articolo 45 del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa la votazione a scrutinio segreto è valida se il numero delle schede deposte nell'urna non è inferiore alla metà più uno dei componenti assegnati all'Assemblea medesima, cioè 22 schede; che ai sensi del comma 3 dell'articolo 13 dello Statuto regionale, risulteranno eletti coloro che avranno riportato il maggior numero di voti e, diversamente da quanto stabilito per la precedente votazione, in caso di parità risulteranno eletti Consiglieri segretari i consiglieri più giovani di età.
Ha chiesto la parola il Consigliere Ricci per presentare le candidature.

Mirco RICCI. Propongo la candidatura del Consigliere Moreno Pieroni alla carica di Consigliere segretario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi sempre per presentare candidature.

Francesco MASSI. Propongo la candidatura della collega Franca Romagnoli alla carica di Consigliere segretario.

PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento invito il Consigliere segretario Busilacchi a procedere alla chiama dei Consiglieri.

Gianluca BUSILACCHI. Procedo alla chiama.

(Segue votazione per appello nominale e a scrutinio segreto)

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione. Votanti n. 42, schede bianche n. 4, schede nulle n. 1, schede valide n. 37. Hanno ricevuto voti: Moreno Pieroni n. 23, Franca Romagnoli n. 14. Proclamo eletti Consiglieri segretari dell'Assemblea legislativa i Consiglieri Pieroni e Romagnoli, che pertanto invito ad assumere posto al tavolo della presidenza.

(applausi)


Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale in ordine al programma di governo e alla composizione della Giunta
(art. 7, comma 2, Statuto regionale)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l'illustrazione del programma di governo e presentazione degli Assessori da parte del Presidente della Giunta regionale.
Ha la parola il Presidente Gian Mario Spacca.

Gian Mario SPACCA. Signor Presidente, signori Consiglieri, a lei e a voi tutti gli auguri di un proficuo lavoro per il bene di tutta la nostra comunità.
Oggi, naturalmente, il primo ringraziamento va ai cittadini delle Marche che hanno consolidato il loro rapporto di fiducia con le Istituzioni. Immediatamente a seguire il pensiero va a tutti i cittadini che non si sono recati alle urne e che dunque divengono la nostra prima preoccupazione affinché si possa riprendere al più presto un dialogo dentro i problemi della nostra regione.
Un ringraziamento caloroso va al personale della Regione Marche, che ancora una volta ha dimostrato la sua efficienza e la sua professionalità gestendo autorevolmente le elezioni regionali – come sapete siamo state una delle quattro Regioni d'Italia che ha scelto la via di organizzare autonomamente le elezioni, un lavoro appunto fatto con una grande prova di professionalità –, a dimostrazione che anche nella pubblica amministrazione ci siano figure capaci di gestire processi organizzativi molto complessi.
Dico dunque, senza alcuna retorica, che sono orgoglioso per le professionalità che risiedono nella nostra organizzazione amministrativa, ritengo che a queste persone che dimostrano generosità ed impegno dovremmo tutti riconoscere non solo più status ma anche rispetto e considerazione.
Il risultato delle urne ha premiato la coalizione di centrosinistra riformista ed è il riconoscimento più autorevole, senza alcuna possibilità di dubbio, in quanto espresso direttamente da tutti i marchigiani, è la conferma del buon governo della nostra Regione che intendiamo proseguire anche in questa legislatura.
Trascorso il periodo del confronto elettorale, in cui mi sono presentato da candidato insieme ad Erminio Marinelli e a Massimo Rossi, a cui va l'attestato di simpatia e di rispetto per il modo in cui è avvenuto il confronto elettorale nel periodo appunto trascorso durante questa competizione, torno ad essere il Presidente di tutti i marchigiani.
L'impegno è continuare a prestare attenzione nell'azione di governo, a prestare attenzione a tutte le proposte, a tutte le sollecitazioni, anche a quelle che arriveranno dai banchi dell'opposizione e dalle molteplici voci della comunità regionale, al fine di costruire, tutti insieme, Marche più forti, più sicure, più belle.
Torniamo, dunque, al lavoro e ripartiamo dal buon governo di questi cinque anni, consolidato dai fatti e dall'ampio mandato di fiducia ricevuto dai cittadini.
La nostra, infatti, è una coalizione di centrosinistra riformista che ha scelto la via di abbreviare le distanze tra il dire e il fare, di stare dentro i problemi dei cittadini, rifiutando ogni ritualità e narcisismo autoreferenziale, che oggi è la prima malattia della politica italiana.
Come abbiamo già detto nel confronto con i cittadini, e lo confermiamo oggi in modo solenne in quest'Aula, il nostro impegno prioritario è quello di essere dentro i problemi, il che significa prima di tutto affrontare quelli che riguardano il lavoro, la protezione dei lavoratori, delle loro famiglie e del loro reddito, sostenendo le piccole imprese del nostro artigianato, dell'industria e quelle nuove che si svilupperanno, lo auspichiamo, nei settori dell'agricoltura, del commercio, dell'ambiente, della cultura e del turismo e della cooperazione.
Continueremo a farlo nelle difficoltà che ancora ci attendono, infatti la crisi internazionale ancora morde, ma anche con la fiducia che deriva dal modo e dai risultati con cui le Marche l'hanno finora affrontata.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la crisi internazionale, che dal 2008 ha investito in modo simultaneo ogni area del mondo, ha spiazzato tutti, e non solo per le sue dimensioni ma anche per i suoi contorni indefiniti ed incerti. Si è trattato di una crisi generalizzata, trasversale e profonda, difficilmente collocabile in logiche settoriali e territoriali, essa ha colpito diffusamente tutti. E gli effetti si sono fatti sentire a tutti i livelli anche nel nostro Paese, non dimentichiamo che la caduta del Pil nel 2009 è stato di oltre meno 5%.
Pur scossa e anche ferita in quella che è la sua caratteristica fondamentale (il lavoro, l'imprenditorialità, la coesione sociale) la nostra regione ha sostanzialmente retto un pò meglio di altri sistemi regionali del Paese apparentemente più solidi e strutturati.
Pur avendo attraversato il lungo tunnel della crisi internazionale, oggi la regione Marche in base a dati Istat: registra la più altra crescita del PIL nel decennio; in tutto il 2009 ha sostanzialmente difeso la propria base occupazionale (655 mila occupati) rispetto al 2008 (657 mila), a fronte di una perdita di meno 380 mila posti di lavoro nello stesso periodo su scala nazionale; conferma il primato della vocazione produttiva; ha la più elevata imprenditorialità in termini di numero di imprese attive rispetto alla popolazione; ha una crescita della cassa integrazione elevata ma comunque inferiore alla media nazionale; presenta tutte le sue province tra le prime dieci nella classifica del benessere interno lordo; ha un’incidenza della povertà pari alla metà della media nazionale.
Tali risultati sono stati raggiunti grazie all'inesauribile capacità di tutti i marchigiani, che da sempre sanno stringersi nei momenti difficili, sanno fare sistema, dalle imprese alle famiglie, dalle istituzioni locali alle rappresentanze economiche e sociali. Insomma, nessuno si è chiamato fuori in questo momento difficile dall'impegno corale che ha visto tutti protagonisti.
Ma oltre ai risultati raggiunti, in termini di tenuta dei livelli di crescita e coesione sociale, molteplici sono i segnali e gli indicatori che ci spingono a proseguire in questa strategia regionale intrapresa per difendere il lavoro e rilanciare l'economia.
In una recente ricerca del Censis sulle Marche, ad esempio, si rileva che malgrado la sensazione di affanno che il territorio sta vivendo al tempo stesso vi è la convinzione diffusa che la regione stia reagendo sostanzialmente bene e comunque meglio di altre realtà territoriali. La pensa così il 72,4% degli attori locali, che attribuisce il merito al ruolo di supporto svolto dalle amministrazioni locali (28,6%), alla vitalità e dinamicità dell'imprenditorialità marchigiana (27,6%) o al ruolo di altri fattori (16,2%).
Dunque un ruolo centrale nel contrasto alla crisi è stato riconosciuto all'Istituzione regionale, quindi proprio al lavoro fatto dalla precedente Assemblea legislativa, a cui va il nostro ringraziamento.
L’azione regionale è quella che riscuote l'apprezzamento nella valutazione positiva dei testimoni privilegiati (il 76,6% la valuta positivamente e tra questi il 16,8% molto positivamente), prima ancora dell'operato del Governo centrale (giudicato positivamente dal 33%), delle Province (71,8%), dei Comuni (64,7%).
Pertanto questo ci incoraggia a proseguire nell'azione fin qui svolta a tutela del lavoro e a tutela della nostra economia e per sostenere il ritmo della sua possibile crescita in relazione ad uno scenario di rallentamento delle situazioni di difficoltà e di segnali di ripresa.
Tuttavia non dobbiamo abbassare la guardia, perché se anche le aspettative siano in fase di miglioramento, una eventuale ripresa si preannuncia molto lenta e richiederà un deciso accompagnamento da parte nostra e di tutte le Istituzioni.
Per questo nel nostro programma di governo continueranno a rivestire un ruolo centrale e prioritario le azioni per la tutela dei diritti del lavoro e sul lavoro, per lo sviluppo della nuova e vecchia imprenditorialità.
Consolideremo l'articolata batteria di strumenti di protezione del lavoro e delle piccole imprese che abbiamo già messo in campo, soprattutto per la difesa del reddito e l'accesso al credito, anche con nuovi interventi per tutelare le maggiori fragilità sociali di fronte alla crisi.
Incentiveremo anche nuovi investimenti e progetti imprenditoriali delle piccole e medie imprese, soprattutto nei settori dell'innovazione, della sicurezza, del risparmio energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di favorire la nascita di nuove attività e il rilancio dell'economia, contrastando ogni forma di delocalizzazione che impoverisca la nostra regione.
Sul tema dello sviluppo andranno create, ancor più che in passato, le condizioni affinché le imprese, che ora in una fase di globalizzazione rischiano di diventare come le piante anemofile del deserto che trasportate dal vento si fermano solo laddove trovano l'acqua, vengano e restino nelle Marche, evitando ovvero procedure di delocalizzazione e creando condizioni favorevoli per la loro permanenza.
Sarebbe tuttavia riduttivo guardare a quello che è successo in chiave di sola resistenza. A ben vedere, la crisi internazionale ha stimolato o accelerato in alcuni casi un processo di metamorfosi molto profonda del sistema marchigiano che era atteso da tempo.
Le Marche hanno resistito meglio di altre regioni proprio perchè son state in grado di mettersi in discussione e di cambiare anche sulla base di questi stimoli, quindi bisogna attivare una progettualità complessiva, insieme alla filiera istituzionale, economica e sociale, per gestire questa fase di trasformazione.
I marchigiani ancora una volta hanno fatto leva, in un momento di difficoltà come quello attuale, su quello che forse rappresenta il tratto identitario più profondo, ossia il saper trasformare gli svantaggi in opportunità, fare dei propri limiti un volano di miglioramento e di successo. E così dobbiamo continuare a fare.
Quello che è in atto nel modello marchigiano è un cambiamento di fase decisivo, è una trasformazione che va in direzione del superamento di quelli che sono alcuni dei suoi limiti strutturali: l'esasperato individualismo, la scarsa propensione all'innovazione, la centralità unica della dimensione produttiva rispetto a forme di nuova economia, legate sulla distribuzione e basate sulla conoscenza, sull'ambiente ed energia, sulla cultura ed il turismo.
In altri termini, visto che il sistema marchigiano ha funzionato, è da questo che vogliamo ripartire, riconoscendo i fattori che ne costituiscono il dna, prima di tutto il carattere di responsabilità e l’impegno dei cittadini, ma anche il valore del lavoro e dell'imprenditorialità, la vocazione manifatturiera, la qualità della vita e del territorio, la coesione sociale delle comunità locali, le piccole dimensioni.
Come sono altrettanto forti le indicazioni che provengono in direzione di un processo forte di innovazione dello stesso modello, all'interno del quale si intravedono i segnali di un'accelerazione nel processo di terziarizzazione, di una maggiore diversificazione dell'economia, di un rapporto nuovo con l'ambiente e il territorio, della valorizzazione delle risorse turistiche e culturali, dell'emergere di nuove forme di collaborazione in rete e di collaborazioni progettuali per attrarre risorse e investimenti che non saranno più automatici e che potranno derivare anche da un contesto più ampio di carattere internazionale.
In definitiva, è in corso un nuova spinta all'innovazione, che la Regione ha già alimentato con forza nella scorsa legislatura e che dunque vuole continuare a sostenere attivamente anche nei prossimi anni, quale strumento decisivo per costruire insieme "la storia del nostro futuro".
"Restare fedeli a noi stessi senza però rimanere replicanti di noi stessi" è il motto che ci diamo per la prossima legislatura, ossia, restare fedeli alla nostra identità senza però tendere a una replica meccanica della stessa, cercando cioè di cogliere nuovi aspetti che possano far crescere e rafforzare le Marche.
Per questi motivi nel nostro programma di governo, oltre ai temi del lavoro e della crescita imprenditoriale, c'è un'attenzione privilegiata anche al welfare di qualità, alla sicurezza sociale e di comunità, alla tutela del paesaggio e alla promozione dell'ambiente quale fattore di sviluppo, all'integrazione delle risorse turistiche, culturali e territoriali, alla crescita infrastrutturale. Senza inoltre dimenticare la semplificazione della macchina amministrativa, al fine di ridurre ulteriormente le spese improduttive e velocizzare le decisioni.
Così come sono centrali anche gli interventi per un welfare di qualità e la sicurezza sociale e di comunità, con il forte riconoscimento dei diritti fondamentali della persona e della famiglia: salute, educazione, formazione, integrità.
Sul versante della salute, dopo il consolidamento nel corso della precedente legislatura del sistema sanitario regionale grazie anche al riequilibrio dei conti, inizia ora la fase dello sviluppo attraverso il rilancio degli investimenti e dei servizi. Una particolare attenzione sarà dedicata al potenziamento del territorio e di tutte le reti, come quelle ad esempio delle farmacie e dei medici di famiglia, affinchè possano favorire l'integrazione socio-sanitaria, l'appropriatezza delle risposte e la riduzione delle liste di attesa.
Tra i diritti fondamentali della persona vi è la scuola con il suo ruolo strategico, per la quale andremo soprattutto ad intercettare risorse europee per far fronte ai pesanti tagli decisi dal Governo. La formazione dovrà essere ancora di più orientata e focalizzata sui reali fabbisogni del mondo del lavoro, per offrire ai nostri giovani non false speranze bensì reali prospettive soprattutto nelle attività economiche più innovative.
Rafforzeremo l'azione della Regione, nel rispetto delle nostre competenze, per la promozione della sicurezza di comunità e dell'ordine pubblico.
Quanto all'ambiente dovremo sempre più rapportarci con l'Ue. Cambiamenti climatici, biodiversità, energie rinnovabili sono i primi tre temi all'attenzione dell'agenda europea e che dunque saranno anche al centro della nostra attenzione. La green economy, le energie rinnovabili, sono tra le principali priorità del nostro programma di governo affinchè si possano creare nuove prospettive di sviluppo nella piena tutela dell'ambiente. Enormi sono le potenzialità occupazionali nel campo dell'imprenditoria "verde" - abbiamo fatto una stima con osservatori nazionali, possono esserci 25.000 potenziali nuovi posti di lavoro per la nostra regione -, con effetti benefici anche per l'agricoltura e le politiche per la montagna, fondamentali in una regione come la nostra.
Quindi sul versante energetico puntiamo ancora una volta, nel rispetto del PEAR, su piccoli impianti fondati sulle energie rinnovabili, diffusi sul territorio e non impattanti.
Un'altra spinta potente ai processi di sviluppo e diversificazione dell'economia regionale scaturisce anche dall'integrazione delle risorse turistiche, culturali, territoriali e rurali. Confermiamo tale priorità anche nella nuova legislatura, soprattutto per valorizzare la qualità del "brand Marche". Abbiamo uno straordinario patrimonio di risorse di qualità turistiche, culturali, paesaggistiche e rurali che possiamo e dobbiamo saper valorizzare per incrementare la nostra "riconoscibilità" su scala nazionale e internazionale.
E’ in questo modo che produrremo valore aggiunto per tutta la comunità marchigiana, sicchè è in questa direzione che proseguiremo con ancora più determinazione.
La politica finanziaria e fiscale sarà un'altra condizione per favorire nuovi processi di sviluppo e coesione sociale. Dopo la riduzione del debito e della pressione fiscale, proseguiremo nel consolidamento dell'equilibrio dei conti e nel trend dell'abbassamento delle tasse. Naturalmente compatibilmente con l'evoluzione del contesto nazionale, a cui farò più esplicito riferimento in seguito. Avere cioè "conti in ordine", come le Marche hanno, è un segno di buona amministrazione, di cui oggi solo pochissime Regioni in Italia possono vantare.
Inoltre, non c'è sviluppo senza infrastrutture. Dopo cinque anni di immobilismo abbiamo messo in cantiere opere per oltre 5 miliardi di euro, con l'imperativo, in questa fase, di accelerarne la realizzazione affinché siano rispettati i tempi previsti nei capitolati di appalto. E qui non si può nascondere la preoccupazione rispetto all'andamento dei lavori della società Quadrilatero, con particolare riferimento all'asse della direttrice Ancona-Perugia, sulla quale abbiamo già espresso delle preoccupazioni al Presidente della Quadrilatero e che rappresenteremo nel prossimo Consiglio di amministrazione della società previsto per il prossimo 21 aprile.
Valorizzeremo anche l'imprenditorialità locale. Sperimenteremo nuove forme di collaborazione pubblico-privata per sostenere la mobilità di una regione policentrica come la nostra. La sfida è utilizzare ferrovie, linee ferroviarie secondarie, far collaborare il pubblico con il privato per far fronte ai problemi e alle esigenze che i cittadini ci pongono in relazione a un modello di economia diffusa.
Le sfide dunque che ci attendono sono impegnative, ci aspettano ancora anni duri, difficili, ma siamo preparati ad affrontarli, siamo temprati e pronti ad uscire dal tunnel delle difficoltà della congiuntura e continuare il sentiero di crescita della nostra regione.
Affrontiamo queste sfide consapevoli che la nostra azione di governo sarà fortemente condizionata anche dall'evoluzione dello scenario finanziario e istituzionale nazionale. L'auspicio è che vincoli esterni non introducano incompatibilità economiche capaci di frenare gli investimenti per lo sviluppo e la coesione sociale della comunità marchigiana.
In questo campo confermo l'invito già rivolto a Erminio Marinelli, quale leader dell'opposizione, di svolgere una funzione attiva di tramite con il Governo nazionale per la salvaguardia degli interessi delle Marche.
Non entro ora in dettagli operativi, voglio però delineare alcune partite nei rapporti con il Governo nazionale, che saranno cruciali già a partire dalle prossime settimane proprio perché capaci di condizionare pesantemente l'iniziativa regionale:
- il Patto per la salute 2010-2012 prevede un aumento delle risorse finanziarie, ma in misura notevolmente inferiore rispetto all'incremento medio del precedente triennio; almeno per gli anni 2011 e 2012 l'ammontare del Fondo sanitario nazionale va significativamente elevato rimettendolo in linea con le strategie di programmazione che erano state definite nel precedente patto per la salute;
- le politiche per la tutela del lavoro e il rilancio dello sviluppo hanno bisogno che gli accordi di programma e dei progetti speciali, che la Regione Marche ha proposto al Governo, abbiano accoglienza; sarebbe un segnale positivo di collaborazione, soprattutto per quanto riguarda il Piceno con l'Accordo di programma Val Vibrata e l'iniziativa legata alla SGL Carbon;
- il patto di stabilità interno obbliga la Regione ad attestare le proprie spese su livelli di gran lunga inferiori agli stanziamenti in bilancio, anche quelli totalmente coperti con risorse proprie; un analogo effetto "depressivo" si produce nell'intero sistema dei Comuni e delle autonomie locali, su cui dovremo fare un'azione condivisa;
- la gestione di una rilevante entrata statale, come i Fondi Fas, continua ad essere bloccata da oltre un anno per la mancata certezza delle effettive disponibilità delle risorse previste, che per la nostra Regione sono particolarmente significative (225 milioni), nonostante la Regione abbia già predisposto i programmi operativi di spesa, addirittura in alcuni casi, come per la linea ferroviaria Porto D'Ascoli-Ascoli, anticipati;
- infine c’è il tema forse più importante, ossia, che la prospettiva imminente dei provvedimenti attuativi del federalismo fiscale deve costituire l'occasione per affermare l'autonomia di entrata e di spesa e la responsabilizzazione amministrativa e finanziaria ad ogni livello di governo, in un'ottica di lealtà istituzionale, di concorso di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e di premialità delle Regioni virtuose, come appunto le Marche che sicuramente da un'applicazione del federalismo fiscale avrebbero la possibilità di migliorare le proprie performance economiche e finanziarie.

IL GOVERNO REGIONALE
La squadra di governo che oggi presentiamo a voi e alla comunità regionale ha pertanto i requisiti per conseguire e realizzare le priorità indicate e dunque per attuare il nostro programma di governo.
Vi presento ora gli Assessori in ordine alfabetico, dopodiché domani faremo la prima riunione di Giunta dove saranno assegnate le deleghe: Antonio Canzian, Sandro Donati, Sara Giannini, Pietro Marcolini, Luca Marconi, Almerino Mezzolani, Serenella Moroder, Marco Luchetti, Paolo Petrini (che continuerà ad avere la Vicepresidenza della Giunta regionale), Luigi Viventi.
Questa Giunta regionale nasce in coerenza con il giudizio espresso dai cittadini attraverso il loro voto, il criterio dei criteri che fa aggio su tutti gli altri e che risponde ad ogni valutazione strumentale, di parte o di carattere polemico.
Sono certo che tutti gli Assessori esprimano un elevato livello di competenza e di esperienza e saranno all'altezza dei compiti che li attendono. A loro auguro buon lavoro.
Tutti i territori provinciali sono rappresentati in modo equilibrato nel rispetto del nostro modello "policentrico" di organizzazione civile, sociale ed economica, un impegno che proseguiamo e portiamo avanti dalla passata legislatura, affinchè ogni cittadino di ciascun territorio delle Marche abbia gli stessi diritti e le stesse opportunità.
E' stato anche considerato il criterio della rappresentanza delle liste in base al principio del maggior numero di consensi ricevuti. Ma sappiamo anche che il valore della coesione della coalizione è irrinunciabile; per questo cercheremo – e qui c'è il mio impegno – le modalità per valorizzare ogni componente, ogni professionalità, ogni esperienza per costruire un progetto autorevole come quello che abbiamo in mente.
L'impegno solenne cui è chiamato questo gruppo di persone, in spirito di squadra e senza alcun personalismo, è dettato dal programma di governo su cui ciascuno è chiamato ad offrire il meglio di se stesso.
Dunque totale impegno e generosità di comportamento, su cui puntualmente ogni anno, come è accaduto nella precedente legislatura, ci sarà una verifica e una valutazione.

PROGRAMMA DI GOVERNO
Il programma di governo nel suo dettaglio – affinché rimanga agli atti di questa seduta e possa costituire il metro di valutazione per tutti i cittadini delle Marche e per tutti voi che partecipate a questa Assemblea legislativa – è frutto della convergenza di partiti politici, movimenti e liste civiche, ma anche delle forze vitali della comunità marchigiana. Si basa su un preciso e solido sistema di valori in cui tutti ci riconosciamo.
L'azione di governo della Regione Marche è improntata al rispetto dei valori della Costituzione repubblicana.
La Regione Marche assicura un governo istituzionale e una governance territoriale volta a promuovere l'interesse comune e a tutelare il cittadino.
La Regione Marche realizza una democrazia rappresentativa e promuove forme di partecipazione dei cittadini e di vita pubblica, sostiene e preserva la qualità della vita dei suoi cittadini e ne promuove il benessere socio-economico in accordo con i principi europei di economia sociale di mercato e di sviluppo sostenibile.
La Regione Marche partecipa al processo di costruzione dell'Europa dei popoli e attraverso essa contribuisce alla costruzione di un mondo di pace, dove libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà siano il fondamento dell'agire comune. In questa direzione proseguiremo l'azione di cooperazione su scala internazionale per promuovere condizioni di pace e di sviluppo, e consolideremo i rapporti con la comunità dei marchigiani all'estero, che avrà nella "Giornata delle Marche", il 10 dicembre di ogni anno, il momento più significativo di ricaduta.
All'Unione europea chiederemo anche il progressivo riconoscimento della Comunità dell'Adriatico, che ha come essenziali punti di riferimento: la Segreteria dell'Iniziativa Adriatico-Ionio, con sede presso la Cittadella; Adrion, coordinamento delle Università dell'Adriatico: i Forum delle città e delle Camere di commercio dell'Adriatico. Tutte organizzazioni che hanno sede nella città di Ancona.
L'allargamento degli orizzonti geografici, che sono riferimento della nostra attività, ci obbliga a pensare le nostre azioni a partire da nuovi contesti territoriali.
Da qui la necessità di alimentare il progetto Centro-Italia, da inserire come priorità strategica nella nostra agenda politico-istituzionale fin da subito. I tempi sono maturi affinchè le Regioni dell'area centrale del Paese e le Istituzioni che le rappresentano sviluppino e adottino un comune e nuovo quadro di alleanze strategiche.
E' l'idea degli Stati generali del Centro-Italia. E’ un protagonismo nuovo del Centro-Italia per dare una voce ad un'area sempre più stretta tra le rivendicazioni egoistiche e spesso rancorose del Nord e anche del Mezzogiorno.
Molteplici sono le motivazioni di tale strategia:
- sono forti le somiglianze e le complementarietà delle comunità regionali del Centro-Italia. Basti pensare alla qualità della vita, alla crescita e alla vitalità delle micro e piccole imprese, alla presenza di risorse ambientali e culturali, alla attitudine per il "buon vivere" che caratterizza la gran parte degli abitanti, alla tradizione di buon governo che contraddistingue gli Enti locali;
- inoltre, l'approfondimento autentico sul federalismo fiscale – quello basato su fatti concreti, procedure sostanziali e cifre ben definite – inizia solo ora, richiede quindi un sistema ampio di alleanze istituzionali al fine di definire, attraverso i decreti attuativi, un quadro di certezze sulla copertura dei diritti essenziali dei cittadini e di perequazione solidale tra territori;
- infine, al di là del dibattito teorico sul federalismo, finora di fatto si è assistito, al contrario, ad un processo di verticalizzazione delle scelte istituzionali – la personale esperienza che insieme abbiamo acquisito anche nel contesto della Conferenza Stato-Regioni – che anche in futuro rischia di penalizzare i territori che non fanno massa critica su scala interregionale, che non presentano in maniera unitaria e coesa le proprie istanze, soprattutto in un contesto nazionale di risorse scarse o calanti.
Dunque una "coalizione" del Centro-Italia serve a tutti. Serve al sistema Paese contro ogni possibile spinta centrifuga e quale cerniera funzionale e unitiva tra sistemi territoriali altrimenti distanti e separati. Serve alle singole regioni che la compongono, per consolidare i rispettivi sentieri di crescita e coesione sociale nel nuovo contesto istituzionale di un federalismo sempre più concreto e operativo.

Entriamo ora nel merito delle azioni operative per la prossima legislatura.
PRIMA DI TUTTO I DIRITTI DEL LAVORO E LA SICUREZZA DEL LAVORO E SUL LAVORO.
In questa nuova fase di recessione internazionale la coesione sociale si crea soprattutto con la protezione ed il sostegno del lavoro, dei lavoratori e del loro reddito, attraverso il consolidamento degli strumenti regionali sia di tutela che di promozione attiva e dotandosi anche di nuovi strumenti regionali a sostegno di una ripresa con occupazione, con misure che aiutino la resistenza ed il rilancio della base occupazionale, con contratti di solidarietà, ammortizzatori sociali per le piccole imprese, aiuti alle assunzioni, progetti formativi, agevolazioni per i lavoratori in difficoltà, sostegni alle nuove imprese, soprattutto giovanili e femminili.
Sostegno al reddito per i lavoratori in mobilità e in CIGS e finanziamento della Cassa integrazione guadagni in deroga per le PMI. Proseguirà un'azione che ha visto la Regione protagonista per prima in Italia, già a partire dal 2005, nel sostegno di uno strumento divenuto ormai comune in tutto il resto del Paese, ovvero la cassa integrazione in deroga.
Accordi di programma per tutti i territori ed i settori in difficoltà.
Sostegno alla formazione diffusa quale leva fondamentale per l'occupabilità e la qualità del lavoro.
Sostegno alla nuova imprenditorialità in tutti i settori.
Sostegno alle iniziative cooperative di lavoratori in difficoltà e al terzo settore.
Prosecuzione del trend di riduzione degli infortuni sul lavoro con nuove politiche di sicurezza e prevenzione; ricordo che siamo passati da 34 mila infortuni sul lavoro nel 2005 a 30 mila nel 2010, il nostro obiettivo è proseguire ancora in questo trend.
Consolidare l'area di protezione sociale con lo strumento normativo del reddito sociale a sostegno di quote deboli della popolazione (disoccupazione di lungo periodo, precarietà, povertà, ma anche sostegno a studenti meritevoli con basso reddito familiare, ecc.).
Inoltre:
SVILUPPO DELLE IMPRESE E NUOVA IMPRENDITORIALITA’.
Il sistema imprenditoriale e produttivo regionale, basato sulle PMI produce reddito e benessere, va pertanto sostenuto assegnando priorità ai progetti a favore delle PMI di innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico, sostegno finanziario, investimento, aggregazione e costituzione di reti, spin-off, collaborazione con l'Università, semplificazione amministrativa, apertura internazionale.
Potenziamento delle misure volte a sostenere il credito delle PMI.
Abolizione progressiva dell'addizionale regionale residua sull'IRAP.
Progetti di rafforzamento della competitività territoriale internazionale del sistemi locali regionali.
Politiche specifiche per il sostegno diretto e l'avvio di micro e piccole imprese artigianali, industriali, commerciali, turistiche, cooperative, agricole.
Sviluppo del "distretto del mare".
Contrasto deciso delle operazioni di delocalizzazione attuando e potenziando le normative regionali.
Avvio del polo tecnologico della "domotica", come processo di innovazione che attraversa tutti i settori dell'economia e tutti i territori; ricordo che su questo abbiamo avuto l'approvazione dell'Unione europea ma stiamo ancora attendendo quella del nostro Governo.
Valorizzazione di qualità, produzioni e identità delle Marche in Italia, in Europa e nel Mondo, per incrementare "reputazione" e attrattività, soprattutto turistica, della nostra regione, diffondendo il Marchestyle.
Creazione di un unico ente regionale per le fiere e il marketing strategico e territoriale.
Nuove forme e strumenti di intervento pubblico regionale per rafforzare le attività di sostegno creditizio-finanziario e di animazione dello sviluppo del sistema economico.
INNOVARE E DIVERSIFICARE: INTEGRAZIONE TURISMO-CULTURA-AMBIENTE-AGRICOLTURA DI QUALITA’.
Nuove forme di economia capaci di affiancarsi alla specializzazione manifatturiera delle Marche: integrazione dei settori quale secondo motore di sviluppo regionale, con il coordinamento dei progetti di sviluppo delle risorse rurali, territoriali, culturali e turistiche.
Sviluppo diffuso di nuove forme di economia verde (green economy), capaci, come ho detto prima, di produrre nuova occupazione con grande qualità.
Sostegno alle filiere rurali di qualità locali e diffusione dei marchi di qualità.
Potenziamento dei servizi del terziario professionale, turistico e del commercio, con particolare riguardo alla logistica e al sistema di distribuzione di prodotti e servizi.
Progetti integrati di valorizzazione di beni e risorse culturali.
AMBIENTE E PAESAGGIO PER LA QUALITA’ DELLA VITA E PER LA CRESCITA DELLE MARCHE.
Promozione del "senso di integrità del creato", quale forma essenziale di responsabilità morale per il rispetto della vita, della biodiversità, con politiche integrate di tutela e valorizzazione dell'ambiente.
Una parte essenziale della nuova economia e occupazione marchigiana del sapere (economia grigia) e dell'ambiente (economia verde) avrà origine proprio dalle azioni di tutela e valorizzazione del territorio e del paesaggio, con la lotta all'inquinamento, la difesa del suolo e della costa, il contrasto del dissesto idrogeologico, il monitoraggio del rischio sismico, la valorizzazione delle aree naturali protette e la manutenzione della montagna, uno sviluppo energetico sostenibile, l'adeguamento integrato degli strumenti paesaggistici e urbanistici per la salvaguardia delle aree più sensibili e per evitare nuovo consumo di suolo, tema fondamentale, il rilancio delle attività dell'edilizia parte dalla riqualificazione del tessuto urbano delle nostre città.
Promuovere e tutelare la gestione pubblica dei beni primari, quali ad esempio l'acqua.
Progetto Appennino e potenziamento delle politiche per la montagna.
Consolidare l'integrazione ambientale delle politiche settoriali regionali e svilupparne la centralità.
Potenziare gli incentivi per la crescita delle energie rinnovabili, con il consolidamento delle previsioni del PEAR, anche attraverso una maggior dotazione finanziaria ed un piano di allocazione degli impianti e con consultazione delle comunità locali.
Tendenziale equilibrio di autosufficienza energetica su scala provinciale.
La Regione, dunque, continuerà con grande determinazione ad attuare il PEAR, seguendo l'approccio rigoroso di rispetto delle norme di compatibilità ambientale e di rifiuto di ogni forma di ulteriore inquinamento.
Impegno finalizzato al riequilibrio energetico territoriale, con particolare attenzione a ciascuna comunità provinciale.
Progetti di valorizzazione di risorse ed eccellenze territoriali delle Marche su scala nazionale e internazionale, anche quali nuovi fonti di crescita occupazionale.
WELFARE DI QUALITA’, COME DIRITTO ALLA SALUTE E INTEGRAZINE SOCIO-SANTIARIA. Tema fondamentale e prioritario.
Nuovo Piano socio-sanitario integrato per un sistema di welfare di qualità, con il consolidamento del percorso virtuoso, in termini di qualità e risultati, realizzato dal sistema socio-sanitario marchigiano, basato su appropriatezza e qualificazione delle prestazioni, protezione diffusa delle fragilità sociali e delle fasce più deboli della popolazione, attivazione di progetti di eccellenza, diffusione di nuove tecnologie (come ad esempio il processo già avviato sulla medicina molecolare), assistenza territoriale, nuovi investimenti sanitari, riduzione della mobilità passiva, equilibrio dei conti, riduzione dei costi amministrativi a vantaggio dei servizi ai cittadini.
Valorizzazione del personale medico specialistico, di medicina generale e del personale infermieristico, personale cardine del sistema socio-sanitario regionale.
Ulteriore potenziamento delle politiche di integrazione socio-¬sanitaria e a favore dei servizi territoriali; non dimentichiamo che nel 2008 è avvenuto il sorpasso delle spese dagli ospedali verso il territorio, azione che proseguirà in futuro per dare più forza alla capacità di risposta ai bisogni dei cittadini, a partire dal territorio, al fine di rendere le strutture sanitarie, quelle che vengono riservate agli acuti, sempre più appropriate a questa tipologia di esigenze.
Dimezzamento delle liste d'attesa con il coinvolgimento degli operatori, il miglior utilizzo di strutture e tecnologie, l'operatività del progetto di CUP regionale.
Forte valorizzazione del volontariato nel sistema di welfare.
Potenziamento dei servizi di assistenza alla "non autosufficienza", altro punto qualificante del nostro programma di governo. In questo settore si misurerà davvero la qualità dell'Amministrazione regionale, dando quindi una risposta appropriata, ampia, al tema della non autosufficienza.
Processo di semplificazione del modello di governance della sanità – partita che appassiona moltissimo i Consiglieri regionali ma che deve essere subordinata alla priorità delle risposte ai servizi ai cittadini –, con il potenziamento del ruolo di programmazione della Regione e la valorizzazione delle funzioni operative dei territori, attraverso il rafforzamento delle attività di coordinamento di Area vasta, la responsabilizzazione delle Conferenze dei Sindaci e delle Conferenze provinciali delle Autonomie locali.
L'ASUR resta l’ente di coordinamento e di indirizzo centrale.
La scelta dei dirigenti e dei primari avverrà attraverso selezioni meritocratiche e quindi con esclusione di qualsiasi interferenza della politica.
Impegno straordinario per la riduzione delle liste di attesa anche attraverso una gestione più dinamica dell'intramenia e dell'extramenia.
Prescrizione di farmaci e prestazioni sanitarie in forma elettronica diretta da parte dei medici di famiglia.
Avvio degli investimenti per la realizzazione di nuove strutture sanitarie e socio-sanitarie, a partire già dal prossimo mese con l’appalto per la realizzazione dell'Agenzia nazionale per l'invecchiamento, per il nuovo Inrca e il nuovo ospedale di rete per la zona di Ancona sud e immediatamente a seguire l'ospedale di Fermo.
FAMIGLIA, GIOVANI E LONGEVITA’ ATTIVA.
Progetto integrato di longevità attiva per consolidare la centralità degli anziani nell'azione di governo, per fronteggiare le crescenti esigenze di protezione della terza età, soprattutto per la non autosufficienza, ossia per porre l'anziano come nuovo protagonista della vita sociale.
Completamento, come dicevo, del progetto di Agenzia nazionale per l'invecchiamento; questo, caro Consigliere Marinelli, sarà un altro tema su cui dovremo lavorare insieme, perché, tra l'altro, l'Agenzia nazionale per l'invecchiamento è una struttura in rete che coinvolge le Regioni Lombardia, Calabria, Lazio e Sardegna, quindi dovremo lavorare con una strategia by-partisan e con il conforto e la disponibilità anche del Governo nazionale.
Aiuto concreto alle famiglie e ai cittadini con il potenziamento dei servizi per la prima infanzia, tenendo conto della numerosità dei figli che frequentano il sistema scolastico inferiore; ulteriore potenziamento del diritto allo studio nella scuola dell'obbligo e per l'università.
Potenziamento delle politiche per le pari opportunità e per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne.
Progetto-casa per estendere il diritto all'abitazione, privilegiando i bisogni dei cittadini delle Marche.
Sostegno economico e fiscale per la famiglia naturale (acquisto di casa, facilitazioni giovani coppie, ecc.); e per famiglia naturale, così ci chiariamo fin da subito, si intende quell'incontro tra uomo e donna che danno origine alla vita, indipendentemente dalla forma in cui questo avviene, quindi siamo al di sopra anche dell'articolo 29 della Costituzione che definisce un'altra cosa rispetto a questo elemento. Introduzione sperimentale di forme di quoziente familiare nella fiscalità regionale.
Istituzione dell'Assessorato alla famiglia.
Rilancio della funzioni della Consulta per la famiglie.
Nel rispetto delle competenze delle autonomi locali, impegno per il finanziamento degli oratori parrocchiali e di altri i centri di aggregazione giovanile.
Sostegno alle attività sportive e potenziamento delle strutture relative, soprattutto a vantaggio dei giovani.
DAL FARE AL SAPERE CON CULTURA E CONOSCENZA.
E' necessario un grande progetto culturale di diffusione delle "conoscenze", mettendo in rete tutti i soggetti interessati, a partire dal sistema universitario regionale, chiamandolo alla necessità di coordinarsi rispetto al dato e alla complessità della comunità regionale, senza fughe verso altre direzioni, per puntare sul merito; quindi investire in formazione quale fattore chiave per un'occupazione di qualità e per offrire nuove opportunità ai nostri giovani, rafforzando le politiche per il diritto allo studio, potenziando il sistema scolastico ed educativo, elevando la capacità di produrre innovazione di sistema soprattutto a favore delle piccole imprese, con iniziative di diversificazione dell'economia.
Compiere uno sforzo ulteriore per mettere in valore le risorse e le abilità umane della nostra regione, siano esse pubbliche che private, per finanziare l'industrializzazione del sapere.
Politiche premiali del merito e politiche d'inclusione sociale nei sistemi scolastici e universitari regionali.
Rilancio e valorizzazione degli Istituti tecnici, come pure attivazione di nuovi Istituti tecnici, come quelli già programmati e che partiranno all'inizio del nuovo anno scolastico nel settore delle calzature e nel settore delle politiche energetiche fondate su fonti rinnovabili.
Riaffermazione del ruolo insostituibile e prioritario della scuola pubblica, cui aggiungere un corretto e proficuo rapporto di collaborazione e sostegno con quella paritaria.
INFRASTRUTTURE A SOSTEGNO DELLA MOBILITA’ E DELLO SVILUPPO.
Impegno deciso al completamento del programma regionale delle infrastrutture strategiche, basato su sistemi viari nord-sud e di attraversamento degli Appennini (a partire dalla Fano-Grosseto).
Potenziamento delle reti ferroviarie quali cardini del sistema logistico regionale e delle metropolitane di superficie.
Potenziamento dei sistemi logistici integrati Porto-Aeroporto-Interporto, anche attraverso il concorso di nuovi rapporti joint-venture e project-financing che diano più forza al sistema infrastrutturale delle Marche.
Valorizzazione del sistema della portualità per l'attrattività turistica ma anche per i traffici commerciali nella strategia di apertura verso est.
Completamento e sviluppo delle reti immateriali a banda larga.
Sostegno agli investimenti infrastrutturali degli Enti locali secondo i principi della legge 46/92.
Potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale valorizzando l'imprenditorialità locale.
Sostegno alla società Quadrilatero per la realizzazione di progetti infrastrutturali regionali. Su questo, come dicevo prima, dovremo cercare altri finanziamenti, oltre quelli che ci derivano dal Governo nazionale, sia in Europa che al di fuori di essa nel mercato internazionale, al fine di potenziare le nostre reti.
SICUREZZA PERSONALE E DI SISTEMA.
Tutela integrata dei cittadini, rispetto sia a ogni fenomeno criminale sia a ogni evento calamitoso, che possa incidere sulla incolumità della popolazione.
Potenziamento dunque del sistema di protezione civile – uno dei più avanzati d'Italia – e valorizzazione del ruolo dei soggetti sociali e istituzionali che lo compongono.
SEMPLIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE E MENO BUROCRAZIA.
Un Ente più snello ed efficace che recupera appieno le proprie funzioni programmatorie e legislative.
Riduzione dei costi della burocrazia, con lotta agli sprechi, taglio di enti inutili – qualcuno ne taglieremo fin da subito –, semplificazione legislativa, ulteriore riduzione di consulenze, spese amministrative e dei "costi della politica", al fine di liberare risorse aggiuntive per gli impieghi a favore di cittadini, delle famiglie e delle imprese. Qui ricordo ai neo Consiglieri che l'Assemblea legislativa delle Marche è tra le più parsimoniose d'Italia, i Consiglieri delle Marche sono i peggio retribuiti tra i colleghi del resto Paese, ciò la dice lunga rispetto alla strategia del Presidente Bucciarelli, a cui va il ringraziamento per il lavoro svolto nella passata legislatura, come pure di tutta l'Assemblea legislativa. Una strategia che ci siamo dati e che vogliamo insieme confermare per dare un segno al rapporto di fiducia con i nostri concittadini che su questo argomento sono particolarmente sensibili.
Integrazione di principi di sussidiarietà nelle politiche regionali, valorizzando i corpi intermedi e la collaborazione tra Enti locali.
Prosecuzione e potenziamento degli strumenti di programmazione in specie sociale ed economica. Includendo eventualmente un nuovo Programma di sviluppo regionale, per il quale i parametri debbono essere diversi da quelli del PIL tradizionalmente intesi e più orientati all'evoluzione del dibattito politico, economico e sociale, ovvero all'introduzione di nuovi elementi che hanno a che fare soprattutto con quei princìpi, come dicevo, che l'Unione europea ha posto a presidio della propria agenda, ossia la biodiversità, i cambiamenti climatici e lo sviluppo eco-sostenibile.
FINANZA PUBBLICA EQUA NEL FEDERALISMO FISCALE.
Consolidamento del trend di riduzione della pressione fiscale; voglio ricordare che nella scorsa legislatura è passata da 169 milioni di euro a 90 milioni di euro a carico dei cittadini delle Marche, con un meno 47%, che crediamo sarà difficile confermare ma che per lo meno vogliamo mantenga lo stesso segno.
Salvaguardia dei servizi ai cittadini e contrasto ai tagli dei trasferimenti statali.
Prosecuzione del contrasto dell'evasione fiscale; ricordo che da questa azione di contrasto nella scorsa legislatura, quindi lo faremo anche in questa, abbiamo recuperato 100 milioni di euro.
Garanzia dello stesso livello di impegno della Regione, in termini di spesa e servizi, in ogni territorio delle Marche, dal sud al nord; sicchè, prima che nascano polemiche rispetto alla collocazione di ciascuno nell'ambito del proprio territorio, confermo che il criterio che seguiremo sarà quello della spesa degli investimenti pro-capite, quindi non ci saranno divisioni per cinque, per quattro o per sei, bensì le risorse verranno attribuite alle istituzioni locali in un rapporto definito dal criterio dei cittadini presenti su ciascun territorio.
Promozione e salvaguardia di criteri di efficienza, appropriatezza ed economicità nell'erogazione dei servizi a cittadini, famiglie e imprese, anche con la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nei servizi di pubblica utilità.
FILIERA SOCIALE E ISTITUZIONALE, NAZIONALE E INTERNAZIONALE.
Intendiamo potenziare la filiera sociale e istituzionale. E’ infatti attraverso la partecipazione, l'ascolto e la condivisione progettuale, in un orizzonte allargato ma che parte dal basso, che si rende possibile realizzare un'azione di governo incisiva.
Prosegue dunque la progettualità strategica unitaria tra le Regioni del centro Italia, per un modello "terzo" basato su coesione, qualità sociale e sviluppo.
Ulteriore potenziamento del ruolo delle Marche nelle sedi di rappresentanza nazionali, europee ed internazionali, a partire dall'Adriatico e dal Mediterraneo, per rafforzare l'immagine della Regione e la sua capacità di attrarre nuovi investimenti e risorse finanziarie e per sviluppare tutte quelle politiche che sono alla base del nostro programma di governo.


Questo è dunque il nostro programma di governo per questa legislatura, ad esso dedicheremo tutte le nostre energie. Per noi non esisteranno altri obiettivi, nè di parte, nè di categoria, nè di interesse territoriale o settoriale.
A questa finalità, rispettosa dei principi di dialogo e tolleranza, chiediamo che siano indirizzate le ambizioni di tutti, ovvero, di tutti coloro che sono dentro quest'Aula, come pure di tutte quelle persone che recitano un ruolo protagonista nella crescita della comunità regionale e che in questo momento ci stanno ascoltando, dimostrando così la sensibilità e l'attenzione che hanno verso l'Istituzione regionale.
Questo lo chiedo prima di tutto a me stesso e poi a tutti voi. Lo chiedo ai gruppi politici, alle categorie economiche, alle forze sociali, alle organizzazioni dei cittadini e del volontariato, a tutti i soggetti istituzionali.
Ricerchiamo la realizzazione degli interessi legittimi di ciascuno, mettendo in gioco le nostre migliori energie, sfidandoci reciprocamente nell'impegno alla crescita generale e al benessere di tutta la comunità marchigiana. Facendoci carico, nella maggior parte delle occasioni, di comprendere le ragioni degli altri.
Ripeto, questo è il nostro progetto di governo per questa legislatura, lo porremo, come sempre è avvenuto, a confronto con i cittadini, a cui chiederemo, come appunto abbiamo fatto nella passata legislatura, costantemente un giudizio, al fine di approfondire, conoscere ed eventualmente anche correggere la nostra rotta.
Non abbiamo altra finalità che il benessere delle Marche, non abbiamo altra finalità che il benessere della nostra comunità, il nostro desiderio è fare le Marche più forti e più sicure.
Ora, al termine di questo mio lungo intervento, desidero ringraziare voi tutti per la pazienza, ma soprattutto voglio ringraziare tutti coloro che si uniranno a noi per realizzare concretamente questo progetto.

(applausi)

PRESIDENTE. Ringrazio il Presidente Gian Mario Spacca.
Ora, avendo parlato anche con alcuni Presidenti dei gruppi, riterrei di terminare qui la seduta odierna e riaggiornarla per discutere del programma di governo presentato testé dal nostro Presidente. Potremmo anche aprire adesso un dibattito, ma rischierebbe di essere complesso, invece credo che il programma presentato meriti un dibattito approfondito con tempi non ristretti. Mi permetto quindi di suggerire, avendolo concordato per lo meno con chi ho parlato, la data di mercoledì 5 maggio alle ore 10,00.
Grazie e buona giornata. La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 12,50.



 

 
 
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