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Resoconto della seduta n.101 del 05/06/2018

SEDUTA N. 101 DEL 5 GIUGNO 2018

La seduta inizia alle ore 10,45

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 101 del 5 giugno 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 100 del 29 maggio 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Chiedo cortesemente l’iscrizione della proposta di legge n. 205, come accennato durante la Conferenza dei capigruppo, per motivi di urgenza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Visti gli accordi presi in Commissione, chiedo di rinviare in Commissione la proposta di legge n. 170.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. In accordo con il Presidente Traversini, riportiamo in Commissione per approfondimenti la proposta di legge che poi farà il suo iter.

PRESIDENTE. Votiamo queste due richieste.
Iscrizione d’urgenza all'ordine del giorno della proposta di legge n. 205. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 170. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Comunicazioni ai sensi del comma 4 dell’articolo 55 del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Chiedo di intervenire perché ho letto questa mattina delle dichiarazioni che sono state fatte da componenti di questa Aula e perché oggi si vota la prima fiducia al nuovo Governo che ci vede protagonisti come partito di maggioranza relativa.
Voglio ribadire al Consiglio ed alla Giunta, semmai ce ne fosse bisogno, che è stato e sarà nostro dovere e ferma convinzione considerare prioritari i diritti e gli interessi dei marchigiani rispetto a quelli di parte che provengono dalla contrapposizione degli schieramenti politici.
Questo per significare che le proposte di legge e le mozioni e gli altri atti che arriveranno in Commissione e in quest'Aula, non solo nostri, ma tutti quelli che riterremo condivisibili e utili per la nostra regione e che avranno bisogno di essere armonizzati ed approvati dal Governo centrale, riceveranno il nostro sostegno e il nostro impegno in uno spirito di collaborazione tra le forze politiche per il raggiungimento del bene comune.
E’ proprio appellandomi a questo spirito che mi permetto di invitare il Presidente Ceriscioli, la Giunta e tutta la maggioranza ad una condivisione che fino ad oggi è mancata sia in fase di individuazione delle aspettative più urgenti e sentite dei marchigiani che nelle fasi successive dei provvedimenti volti a non disattendere queste aspettative.
Mi permetto infine di ricordare che la mutata conduzione del Paese può essere l'occasione per tornare a mettere al centro della politica i cittadini e le loro famiglie, soprattutto quelle più fragili e tra queste quelle colpite dal terremoto per quanto attiene la loro salute, il lavoro e la sicurezza del futuro, il loro benessere e la loro felicità. Questo lo dico per fugare ogni preoccupazione del Consigliere Minardi che ha detto che non ci sono nell'agenda del Governo le disposizioni che riguardano i terremotati.
Questa è un’importante opportunità che sono sicuro ogni amministratore attento e responsabile non vorrà perdere anteponendo ad essa le logiche di partito.
Questo è quanto volevo dire per il Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Prendo la parola non in risposta all'intervento del Consigliere Maggi, ma per una dichiarazione a sè stante che in un aspetto tocca qualche riferimento fatto dal Consigliere Maggi.
Noi facciamo un grande in bocca al lupo a tutta la squadra di Governo che oggi si appresta ad avere la fiducia dal Parlamento, ma io vorrei far presente a questa Aula che ieri a mezzo stampa, sotto la spinta del mio gruppo e dei territori, ho fatto una puntualizzazione precisa su quello che sta accadendo nelle zone del sisma perché dai feedback che a noi arrivano c'è in questi primi giorni una grande assenza del Governo. Secondo me non c'è la consapevolezza di quello che è accaduto, quindi il nostro vuole essere un appello ai rappresentanti del nostro territorio affinché insistano sui nuovi Ministri e sul Governo e mettano molta attenzione su ciò che è accaduto nel cratere, dovrebbero saperlo in quanto ci sono state delle visite negli anni scorsi. Soprattutto noi ci aspettavamo qualche parola in più di qualche Ministro oltre che il proseguimento della campagna elettorale, soprattutto ci aspettiamo nei prossimi giorni la visita di qualche Ministro che possa diventare un punto di riferimento per le popolazioni del terremoto, così come il precedente Governo aveva fatto con diverse figure. Questo è un appello a tutti i rappresentanti politici del territorio.
Colgo con favore anche le dichiarazioni del Consigliere Maggi, quindi si facciano parte di questa istanza del territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Anche il mio è un intervento autonomo rispetto ai precedenti, ma colgo l'occasione in questa giornata per fare gli auguri di buon lavoro al Governo nascente con la convinzione che su tante partite che riguardano la Regione Marche otterremo piena collaborazione istituzionale.
Sono un po' dispiaciuto in realtà perché alcuni giorni fa sembrava che il Ministro delle infrastrutture dovesse essere un esponente di questo territorio, ci avrebbe senza dubbio aiutato avere uno jesino per tante partite su cui in questi anni le opposizioni, a partire dal Movimento 5 Stelle, hanno detto che non si è fatto nulla. Sarebbe stato interessante vedere un marchigiano all'opera, ma visto che è un esponente del Movimento 5 Stelle, sono convinto che adesso si procederà alla grande su tante questioni a partire dal porto di Ancona, dalla rete ferroviaria, dalla rete viaria. Sono convinto che a breve otterremo tantissime soddisfazioni, da parte nostra ovviamente vigileremo perché ogni ritardo sarà sottolineato.
Intervengo su due questioni che riguardano la Regione Marche, o meglio che riguardano il Consiglio regionale, perché su due provvedimenti, quello sui vaccini e quello sul reddito minimo, esistono in un caso una legge regionale, nell'altro una proposta di legge che è in Commissione, che si raccordano alla legge nazionale.
Poiché ho letto delle dichiarazioni, ora vedremo il Governo ai fatti, del Ministro alla salute che intende rivedere quello che è stato fatto, saluto con favore il fatto che noi abbiamo la nostra legge regionale, che essendo autonoma rispetto alla legislazione nazionale renderebbe per quello che riguarda la Regione Marche del tutto irrilevante un cambio di atteggiamento su questo punto, sono più preoccupato invece sulla questione del reddito minimo perché la nostra proposta di legge si connetteva ad una legislazione importante, quella del reddito di inclusione, che a quanto ho capito dal Ministro Di Maio vedrà un pericoloso passo indietro, quindi esprimo la preoccupazione. A tale scopo ho un appuntamento dopodomani con il Direttore generale del Ministero del Lavoro per avere tutti gli elementi e poter procedere quanto prima con la nostra proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Questa è una mia considerazione in riferimento ad una discussione che ho captato in queste ore.
E' vero, eravamo abituati ad un sistema di annunci e di tagli di nastri, però nella concretezza eravamo abituati al nulla, in sostanza - semplifico i ragionamenti senza entrare troppo negli argomenti - si sta instaurando in questi minuti un sistema diverso, capiamo che qualcuno non è abituato a queste cose, pazienza, ce ne faremo una ragione e credo che se ne debba fare una ragione anche chi era abituato ad un altro sistema.
Queste sono le considerazioni da fare con un augurio di un buon e lungo lavoro al nuovo Governo, affinché guidi questo Paese verso la soddisfazione di tutti i bisogni e di tutte le aspettative della popolazione.
Il cosiddetto accordo è previsto e non c'è nessuna preoccupazione per quanto riguarda questi territori.
Termino il mio intervento sottolineando il passaggio: meno annunci, meno nastri, più fatti.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Come Uniti per le Marche riprendo un po' le riflessioni fatte dal Consigliere Maggi, facciamo un in bocca al lupo al nuovo Governo che si sta insediando e che tra oggi e la prossima settimana farà tutti i passaggi istituzionali, prima al Senato poi alla Camera. Siamo tutti attenti alle valutazioni ed alle riflessioni.
Credo che questo Consiglio regionale, al di là delle maggioranze e delle opposizioni, voglia dare un segnale al Governo che si sta insediando, siamo qui, siamo tutti attenti alle valutazioni, alle riflessioni, ai vantaggi ed alle opportunità.
A questo punto c'è una maggioranza politica regionale diversa da quella del Governo, ma sono certo che il supporto e l'aiuto che questa Regione potrà avere anche dai Consiglieri di minoranza sarà importante.
Credo che come sempre, quando abbiamo problematiche che interessano i nostri concittadini, dobbiamo essere il più uniti possibili, anche perché sono convinto, al di là delle varie posizioni politiche che abbiamo avuto in questi 20 mesi, dal sisma del 2016, e al di là delle posizioni di ognuno, che una serie di situazioni sono state messe all'attenzione e sono state risolte, parlo delle famose casette che ormai sono completate, sono quasi 2000, parlo di una serie di scuole e di progetti che sono stati risolti, parlo ad esempio delle strade, la viabilità è quasi completamente libera dalle macerie, quindi tutta una situazione che sta dando delle importanti risposte. Soprattutto penso che tutti insieme dobbiamo aprire un confronto, oltre che sul tema importante che è quello dei nostri concittadini residenti nel cratere, ma ce ne sono altri rilevanti, con il nuovo Governo e con i Ministri competenti. Ad esempio sul sistema sanitario dobbiamo capire se le risorse che vengono messe in campo, e di questo ne sono certo che l'attenzione di questo nuovo Governo sarà forte per la Regione Marche, saranno importanti e continue e spetterà a noi gestirle in una certa maniera, al meglio possibile. Che queste risorse rimangano e non vengano tolte perché se alla gestione si aggiungono le difficoltà di carattere economico …
Sono convinto che questo Governo avrà una grande attenzione alla sanità, al sociale e manterrà almeno le stesse risorse che sono state messe negli anni passati.
Sono convinto che per il sistema della cultura e del turismo anche per il prossimo anno avremo i finanziamenti che sono stati erogati fino ad oggi. Parlo del “Milleproroghe”, anche questo anno il Ministero della cultura ha finanziato con 2 milioni di euro iniziative e spettacoli finalizzati a valorizzare quei territori, porto ad esempio “Risorgimarche” e la Regione utilizzerà questi fondi per fare una serie di grandi eventi che potranno tenere alta l'asticella.
Sono convinto che anche il prossimo anno avremo queste risorse, sicuramente questo Governo, sono certo, avrà le attenzioni almeno finanziarie che ha avuto il Governo passato.
Siamo qui, discuteremo insieme, valuteremo insieme il perché ed altre situazioni.
In questo momento a nome di Uniti per le Marche mi sento di dire che questo Governo deve partire e siamo tutti certi che darà il massimo per la nostra regione.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Abbiamo appena finito la Commissione, chiedo l’iscrizione d’urgenza all’ordine del giorno, in base all'articolo 48, comma 4, del Regolamento interno, la proposta di legge 202 che riguarda gli animali da affezione.

PRESIDENTE. Iscrizione d’urgenza all’ordine del giorno della proposta di legge n. 202. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. Dopo la proposta di legge n. 196, tratteremo nell’ordine le proposte di legge nn. 202 e 205.

Proposta di legge n. 196
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Celani, Carloni, Rapa
“Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 ‘Disciplina del Consiglio delle autonomie locali’ e alla legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 ‘Disciplina del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (CREL)’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 196 ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Celani, Carloni, Rapa.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. La proposta di legge n. 196, che andrò ad illustrare, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza (Mastrovincenzo, Minardi, Celani, Carloni, Rapa), va a modificare la regolamentazione del Cal e del Crel relativamente ai pareri che questi due organismi devono esprimere sulle proposte di legge, ci sono anche delle correzioni che servono a rendere più chiara e meno problematica una questione di cui parlerò.
Comincio con la prima parte dell'articolo 1, riguarda la legge n. 4 del 2007 che disciplina il Consiglio delle autonomie locali. La prima modifica è relativa alla seguente problematica: da quando le Province sono divenute la casa dei Comuni e ci sono dei soggetti che fanno parte del Cal di diritto, c'è il rischio che alcuni componenti possano avere anche un doppio ruolo. Per esempio la legge prevede che il Cal sia composto dai Presidenti delle Province, dai Sindaci dei Comuni capoluogo di provincia e se dovesse accadere che il Presidente della Provincia o il Sindaco del Comune capoluogo sia nominato, ovviamente non può ricoprire la duplice veste o votare in modo doppio, quindi con la modifica che andiamo ad approvare - oggi è previsto che la rappresentanza nel Consiglio delle autonomie locali può corrispondere ad una unica tipologia di ente locale – in caso di sovrapposizione, laddove ci siano delle sovrapposizioni incardinate sulla stessa persona, tra componenti di diritto e componenti eletti, va esercitata una opzione nei 30 giorni successivi la nomina. Se un componente del Cal avesse una doppia rappresentanza entro 30 giorni deve optare a quale delle due fare riferimento. Questa è la prima modifica.
La seconda modifica riguarda il Regolamento del Consiglio delle autonomie locali che, prevede la legge, prima dell'approvazione è trasmesso al Consiglio regionale che può formulare eventuali osservazioni.
Ora, non è semplice come, in base a come è stata scritta questa norma in passato, il Consiglio regionale possa formulare eventuali osservazioni perché il Consiglio si esprime, o si esprimeva l'Ufficio di Presidenza, nella sua completezza e con la modifica regolamentare che è stata fatta recentemente, ormai circa un anno fa, è stata prevista la Giunta per il regolamento, allora il parere sul Regolamento interno del Consiglio delle autonomie locali verrà espresso, con la modifica di questo articolo, dalla Giunta per il regolamento quindi: “prima dell'approvazione, la proposta di Regolamento è trasmessa alla Giunta per il regolamento di cui all'articolo 43 del Regolamento interno del Consiglio regionale”.
Di fatto c’è questo organismo che è deputato alla modifica del Regolamento interno a cui viene data la responsabilità di esprimere il parere sul Regolamento di funzionamento del Consiglio delle autonomie locali.
L'altra modifica riguarda l'articolo 12, comma 1 della legge 4/2007: le proposte di legge vengono trasmesse al Cal dal Presidente contestualmente all'assegnazione alle competenti Commissioni consiliari, che sono quelle che di fatto fanno l'istruttoria e licenziano l'atto. Questa richiesta era venuta dal Crel, ma essendo due organismi che esprimono pareri sugli stessi atti si è ritenuto di uniformarli, di fatto la proposta di legge viene trasmessa al Cal, e questa cosa vale anche per il Crel, nel momento in cui viene assegnata alla competente Commissione consiliare, dopodiché il Consiglio delle autonomie locali esprime il parere definitivo sul testo che viene licenziato dalla Commissione referente. Quando ci sono diverse proposte di legge che vengono abbinate, non singoli atti o singole leggi, ed esce un unico testo finale, avere espresso il parere sui testi iniziali e non sul testo finale rischierebbe di portare fuori strada chi è deputato a dare il parere.
Il Consiglio delle autonomie locali esprime parere sul testo della proposta della Commissione referente, che quando licenzia l'atto lo invia al Consiglio delle autonomie locali. Il Regolamento interno prevede i termini per l’espressione del parere.
La stessa cosa vale anche per il Crel, articolo 8 (procedimento consultivo) della legge 15 del 2008. Anche in questo caso avevamo la stessa situazione, ovvero che il Crel riceveva il testo della legge al momento dell'assegnazione alle competenti Commissioni consiliari, che fanno l'istruttoria in sede referente, rimane l’assegnazione alla Commissione, ma il parere viene espresso sul testo della proposta della Commissione referente nei termini e nelle modalità stabilite dal Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, che saranno valutati, dopo l'approvazione di questa legge, da parte della Giunta per il regolamento.
Se volete sono delle modifiche sostanzialmente tecniche, ma che danno la possibilità da una parte di non sovrapporre i ruoli nel Consiglio delle autonomie locali, nel caso in cui ci fosse una sovrapposizione il soggetto interessato dovrà optare per l'uno o per l'altro, quindi ci sarà una persona in più, un eletto in più a far parte del Consiglio, dall'altra la possibilità di esprimere il parere sul testo che poi approda in Aula per la discussione e la relativa approvazione.
Credo che questo sia importante anche perché era stato richiesto con una certa determinazione da parte del Crel, penso che sia giusto ed opportuno, ora spetta alla Giunta per il regolamento, di cui fanno parte diversi Consiglieri in rappresentanza dei vari gruppi, dare dei tempi adeguati, ma non eccessivamente lunghi per evitare che si dilatino i tempi e le procedure di un atto prima che approdi in Aula. Dal momento del licenziamento di un provvedimento fino all'Aula di solito ci sono una decina di giorni, la Giunta per il regolamento avrà la possibilità di valutare se quei tempi sono sufficienti per esprimere i pareri, dopodiché la Giunta per il regolamento ha una sua autonomia, deciderà in scienza e coscienza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Il Consigliere Minardi ha illustrato ampiamente ed in maniera esaustiva questa proposta di legge che viene da una discussione cominciata durante i lavori della Commissione per il regolamento. Ricordo che in quell'occasione avevo detto che molte volte nelle Commissioni soprattutto ed anche in Aula c’era poca considerazione nei confronti del Cal e del Crel e del lavoro che svolgono ed avevo chiesto di togliere questa ipocrisia e di dare una dignità maggiore a questi due organismi, visto che la legge ce lo impone.
Questa richiesta viene direttamente dai componenti del Cal e del Crel e credo che possa essere accettata sia perché in caso di sovrapposizione, come diceva il Consigliere Minardi, occorre scegliere la carica elettiva o la nomina, sia perché nella Commissione del regolamento avevamo detto che le proposte di legge erano sottoposte al Cal e al Crel quando erano assegnate alle Commissione, mentre qui si chiede che il Cal e il Crel si esprimano dopo che la Commissione ha valutato gli atti. Questo potrebbe dare maggiori spunti alla discussione in Aula.
Ripeto, una soluzione che soddisfi tutti, soprattutto nei tempi dell'iter degli atti, è difficile trovarla, si dovrebbe fare un giusto compromesso in questo senso, credo che questa richiesta che viene dal Cal e dal Crel dia una maggiore attenzione nei confronti di queste persone che impegnano il loro tempo, che va comunque considerato, per aiutare il processo legislativo dell'Assemblea.
Quindi il maggior mutamento rispetto al regolamento che c'è è che l'atto arriva al Cal o al Crel, secondo a chi è sottoposto, e sulla proposta della Commissione si esprima.
Credo che sia soltanto una attenzione, non c'è una regola che soddisfi tutti, nei confronti del lavoro di questi due comitati che ovviamente hanno lo scopo di aiutare l'Assemblea legislativa. Quindi crediamo che metterli nelle condizioni migliori per operare, su suggerimento loro, sia una cosa che può essere accettata, sicuramente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Pochissime considerazioni. Proprio per essere stato a lungo in questi organismi mi sento in dovere di intervenire ed anche di ringraziare i presentatori della proposta, a partire dal Presidente Mastrovincenzo.
Il Consigliere Maggi parlava di considerazione, di rispetto, di dignità di queste persone e di questi organismi. Sono organi di partecipazione, sono momenti rappresentativi, elettivi, perché trattasi da un lato di eletti nelle istituzioni locali, dall'altro di dirigenti di organizzazioni importanti del mondo del lavoro, del sociale.
Quando tocchiamo, così come fa la proposta, questi organi di fatto mettiamo a punto la democrazia, se necessario credo che non sarà nemmeno l'ultimo provvedimento. Si va ad esempio a regolamentare, lo diceva bene il relatore di maggioranza, che metteva in evidenza il fatto che le proposte vengono trasmesse al Cal o al Crel nel momento in cui vengono assegnate alle Commissioni, ma il pronunciamento avviene poi, può essere fatto comunque, in modo da incidere sulla proposta licenziata dalla Commissione referente.
Questi aggiustamenti li considero necessari, io stesso sono stato sollecitato da alcuni componenti del Crel, da alcuni componenti del Cal.
Io credo al nostro lavoro di legislatori, in Aula, nelle Commissioni, possibilmente anche nei territori, intesi come momento di partecipazione, di costruzione delle decisioni che devono essere prese nei luoghi preposti, e questo è l'Aula, ma questi organi possono essere di grande aiuto a perfezionare la nostra attività, quindi mi ritrovo nella relazione di maggioranza e di minoranza e nei contenuti della proposta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 196. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 202
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Modifica alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 'Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo" e abrogazione della legge regionale 3 aprile 2018 n. 6 ‘Modifica alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 'Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo' e alla legge regionale 18 dicembre 2017, n. 36 'Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 'Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo'"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 202 del Consigliere Talè.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Talè.

Federico TALE'. Grazie Presidente. Questa proposta di legge nasce da un'interlocutoria che c'è stata con il Ministero a proposito della modifica della legge 10/97, quella sul benessere animale.
Intanto vorrei spiegare il motivo per cui andiamo a modificare questo articolo. La legge 10, sul benessere animale, prevede che basta avere in casa 5 cagne femmine in età di riproduzione per essere allevatore a scopo commerciale. L'Ente nazionale cinofilo italiano, Enci, quindi non i cacciatori o le associazioni dei cacciatori, chiede di modificarlo proprio perché tanti appassionati di cinofilia hanno più di 5 cagne in età fertile in casa, fuori casa o in giardino per varie discipline, che possono essere l'agility dog, cani da valanga, cani da soccorso, tante discipline compresa quella della caccia. Chiede di modificarlo e legare questa cosa non soltanto alla questione relativa al sesso delle cagne, quindi alle cagne femmine, ma al numero dei cuccioli perché se sei un allevatore a scopo commerciale - cosa vuol dire? - commerci e vendi i cuccioli.
Questa cosa è normata anche da un accordo Stato Regioni, ed è per questo che siamo di nuovo su questa legge, con il quale non dobbiamo andare in contrasto.
La dott.ssa Zampa che ha tenuto i rapporti con il Ministero ha fatto quest'ultima stesura e il Ministero ci ha detto con e-mail che approverà e non impugnerà, quindi noi andiamo ad approvare questa proposta di legge.
Nella proposta di legge precedente, che adesso andremo a cambiare, avevamo messo un solo parametro, quello dei cuccioli, cioè sei allevatore a scopo commerciale solo ed esclusivamente se produci almeno 25 cuccioli l'anno. Il Ministero ci ha detto che nell'accordo Stato-Regioni i parametri sono due, uno è il numero delle fattrici, l'altro è il numero dei cuccioli, quindi facciamo questa proposta di legge tenendo conto di tutte e due le cose, di tutti e due i parametri. La proposta di legge considera sia il numero delle cagne in età fertile che il numero dei cuccioli e prevede che se il numero delle fattrici è pari o superiore a 5, allora i cuccioli potranno essere non più di 20, se il numero delle fattrici è inferiore a 5, i cuccioli potranno essere fino a 30.
Questa è la modifica che facciamo alla legge 10, una modifica concordata con il Ministero che ci ha detto che così va bene e non andiamo in contrasto con l'Accordo Stato-Regioni, quindi propongo all'Assemblea la votazione di questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Devo ammettere di essere un po’ in imbarazzo a tornare per la terza volta come relatrice di minoranza sulla stessa proposta di legge che rispetto ai molti argomenti che tratta o dovrebbe trattare questa Aula può essere considerata marginale se andiamo a guardare tutte le problematiche che insistono nella nostra regione.
Ho votato favorevolmente tutti i passaggi che ci sono stati fino ad oggi e voterò favorevolmente anche quest’ultimo anche perché non solo rispetta quei parametri dell’accordo Stato-Regione, ma va a sanare una situazione che è stata eccepita dal Ministero e che avrebbe portato ad un’impugnativa.
Ho compreso che nel corso di questi mesi, è dallo scorso anno che portiamo avanti queste modifiche, ci sono state delle attenzioni anche contrapposte, forse credo ci siano state anche delle incomprensioni rispetto ad una volontà che reputo legittima, il fatto di non considerare chi possiede 5 cagne femmine un allevatore, ancorchè se queste cagne non mettano al mondo dei cuccioli e soprattutto se il proprietario non intende sterilizzarle. Quindi questa esigenza, al pari dell’esigenza sollevata da molte associazioni animaliste, di avere una tutela rispetto ad un fenomeno che è quello dell’abbandono dei cuccioli, di vedere crescere il randagismo, devono andare di pari passo ed io credo che con questa modifica concordata con il Ministero si possa andare in questa direzione.
Dispiace che a volte non si facciano scelte del tutto di buon senso per cercare di accogliere istanze che sembrano all’apparenza così diverse, che invece devono essere conciliate in una proposta di legge che tuteli il diritto di chi vuole possedere delle fattrici, ma di non fare un allevamento, di avere una distinzione tra chi legittimamente detiene un certo numero di animali anche uno scopo di allevamento e chi invece lo fa con altre finalità. Al tempo stesso tutelare le giuste istanze presentate dalle associazioni animaliste, che si occupano di contrastare l’abbandono degli animali e il randagismo, di non vedere messe in atto delle norme che possono essere in qualche modo considerate facilitatrici rispetto ad un fenomeno che credo noi tutti dobbiamo condannare.
Questa proposta, che è un po’ più articolata rispetto alla semplice frase indicata nell’accordo Stato-Regioni, vede, lo voglio ribadire e per questo do anche il mio voto favorevole, rispettati entrambi i principi dell’accordo Stato-Regioni, riformulati in maniera, se vogliamo più restrittiva da una parte e dall’altra consente di non considerare allevatore chi questo non ha intenzione di fare, ma non a danno degli animali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Vorrei brevemente ristabilire un attimo la verità perché il Consigliere Talè ha raccontato un film tutto suo.
La verità è che l’accordo, che era stato fatto tra la Regione Marche e lo Stato nella Conferenza Stato-Regioni, insieme a tutte le altre Regioni, diceva una cosa un po’ diversa, e siccome questa cosa non era gradita a delle categorie, in particolare non tutelava gli interessi di alcune categorie, allora si è voluto forzare in tutti i modi la frase e la forzatura è talmente evidente, Consigliere Talè che siamo qui per la terza volta. Lei ha “la responsabilità” di avere impegnato l’Aula per tre volte su quella che è palesemente una forzatura sul tema che riguarda gli animali da affezione.
Dopo non ci lamentiamo se i marchigiani giustamente ci rimproverano perché ci sono temi molto più importanti e urgenti, anche questo è un tema importante, ma impegnare l’Aula per tre volte su una questione come questa, è evidente che lei ha fatto una forzatura.
La cosa più semplice era lasciare la legge come stava, oppure riportare fedelmente le parole dell’accordo Stato-Regioni. Perché questo non si vuol fare? Diciamo la verità, perché non piace tenere nemmeno un registro minimo che garantisca la possibilità di rintracciabilità e trasparenza.
Si è fatto tutto questo ambaradan, tre volte il Consiglio regionale è stato impegnato su questa questione, per togliere il registro, questa è la verità, dopo tutto il resto sono favole.
Sottolineo la cosa leggendo i due testi ho qui il testo che andrete ad approvare, che io di certo non lo voterò: “Per allevamento di cani e gatti e attività commerciale si intende la detenzione anche a fini commerciali di: a) un numero pari o superiore a 5 fattrici di razza canina o felina, intese quali femmine in età fertile non sterilizzate, che producono complessivamente nell’arco di un anno un numero pari o superiore a 20 cuccioli; b) un numero di cuccioli pari o superiore a 30”.
E’ vero che è stato concordato e che questo testo sarà approvato, ma forse abbiamo preso il Ministero per sfinimento. Io sono stato uno di quelli che fieramente ha segnalato al Ministero che la legge che avevate approvato era incompatibile con l’accordo Stato-Regini e fieramente dico che mi hanno dato ragione perché hanno detto: “Guardate, se continuate così noi ve la impugniamo”.
Adesso per sfinimento il Ministero, proprio perché penso che abbia cose più importanti e sostanziose da fare, ci approverà questo testo, che è talmente complicato che anche lei che è la persona che lo ha scritto non ha saputo spiegarlo, si è incartato quando ha fatto la relazione, è talmente arzigogolato e talmente complicato che si è incartato lei che lo ha scritto.
Bastava semplicemente dire quello che è riportato qui, guardate quanto è semplice: per allevamento di cani e gatti per attività commerciali si intende la detenzione di cani e di gatti anche a fini commerciali in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli l’anno. Che ci voleva a riportare queste stesse parole? Lasciarle cosi era tanto complicato? Era la cosa più semplice! No, invece dobbiamo fare un articolo che complica, tutto questo solo ed unicamente per evitare la detenzione di un piccolo registro.
Questo dal mio punto di vista non è accettabile perché non è possibile che si elimini la possibilità di controlli minimi a chi detiene gli animali e li alleva a fini commerciali, dal mio punto di vista non è accettabile togliere questo controllo minimo ed il sottoscritto voterà fieramente contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Intervengo perché citato più volte e tirato in causa. E’ vero, Consigliere Bisonni, sono tre volte che portiamo in Aula questo tema e nonostante sono tre volte che ne parliamo lei ancora non ha capito di che cosa si tratta.
Nonostante sono tre volte che ne parliamo, lei ancora non ha capito che l’accordo Stato-Regioni dice una cosa e la modifica della legge ne dice totalmente un’altra, tenendo conto dei parametri dell’accordo.
Non penso che questo sia un esercizio da invalsi, credo che sia abbastanza semplice da capire, se oggi approviamo questa legge andiamo a dire che, e lo scriviamo nero su bianco in questa legge, chi è in possesso di 5 cagne in età fertile e non produce cuccioli non è un allevatore a scopo commerciale, sia per i gatti che per i cani.
Gira la Forestale, sta facendo 700 euro di multa! Ma ci rendiamo conto se uno ha 5 gatti femmine …, ho capito che ci sono argomenti molto più importanti di questo, ma è un tema anche il benessere animale. Se ho 5 gatti femmine in casa ho dai 400 ai 700 euro di multa!
Consigliere Bisonni l’ha capito o dobbiamo tornare per quarta volta in Consiglio regionale?

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Consigliere Talè, forse quello che non ha capito è lei che scrive le cose e non capisce forse nemmeno quello che scrive e la riprova è che il Ministero ha dato ragione a me, non a lei!
Quando ho scritto dicendo che voi non avevate rispettato gli accordi e non avevate rispettato quanto stava scritto nell’accordo Stato-Regioni, il Ministero ha dato ragione a me, tanto è vero che stiamo qui per la mia e-mail al Ministero, e ne sono fiero.
Se qui c’è qualcuno che non ha capito è lei che l’ha scritta, non il sottoscritto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Sono un po’ in imbarazzo ad intervenire dopo questo altissimo scambio.
Non vorrei rientrare nel merito anche perché anch’io credo che stiamo facendo una brutta figura non tanto a tornare così tante volte in Aula, ma ad avere un’interlocuzione così pressante con il Governo e con gli uffici che si occupano di far rispettare gli accordi che sono stati presi.
Nel merito non ritorno sulla mia posizione perché è chiara, anch’io ho votato contro le passate modifiche, oggi invece voterò a favore e adesso spiego il perché. In realtà non è come è stato ricordato ora, questo testo non può che ritornare all’accordo Stato-Regioni, l’interpretazione del testo che esce oggi, per quanto il testo sia piuttosto ambiguo, non può essere che quella che ritorna all’accordo Stato-Regioni, tra l’altro avevo la paternità della legge regionale n. 18/2015 che era molto chiara e dal mio punto di vista sarebbe stato meglio mantenere quella, perché quella legge all’articolo 7, comma 1, ripeteva pedissequamente quanto scritto nell’accordo Stato-Regioni.
Oggi quella formulazione è sostituita da un accordo puntato, ho controllato, nel manuale di rafting delle leggi del Consiglio regionale si dice che gli elenchi puntati vanno resi chiari, quando non sono chiari si fa salva l’interpretazione che rimanda ad altre norme.
Perché il testo così come è formulato ha l’accordo del Ministero? Non certo perché si prende per sfinimento, avremmo una bassissima considerazione della pubblica amministrazione italiana se pensassimo che le leggi vengono accolte per sfinimento, questo testo ha la condivisione del Ministero molto semplicemente perché nella sostanza fa ritornare all’accordo Stato-Regioni, cioè al testo che prevede che le due condizioni siano: il numero pari o superiore a 5 fattrici, o i 30 cuccioli all’anno. Questa può essere l’unica interpretazione per come sono previste le norme del manuale del rafting delle leggi del Consiglio regionale e per come rimandano agli accordi fra Stato-Regioni, quindi, visto che ritorniamo, dopo aver perso tempo e dopo uno spettacolo che avremo potuto evitare, alla norma del 2015 che rispettava l’accordo Stato-Regioni, voterò favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. L’intervento si allunga sulla necessità, che il Consigliere Bisonni ha registrato, di un ulteriore approfondimento, mi sembra di aver capito che vuole che questa discussione duri parecchio proprio perché eravamo arrivati a dei chiarimenti sostanzialmente definiti, ma questi chiarimenti ancora non arrivano perché dietro questi chiarimenti ci sono ragioni che non vengono dette, io invece le dico.
La prima ragione per cui intervengo e per cui voto convintamente questa legge, anche se ero stato quasi tentato in Commissione di seguire una prima indicazione, la seduta di Commissione è segreta, quindi non dico chi aveva formulato, di resistere rispetto alla legge che convintamente avevamo già votato qualche mese fa.
E’ prevalsa in me una linea di buon senso, metterci a fare un ricorso su questo argomento …, però alla luce di quello che ho sentito oggi quasi avrei voglia di ritornare su quelle posizioni, perché lo dico? Perché ho l’impressione che qui si goda ad essere un oscuro ufficio periferico del Governo o della Conferenza Stato-Regioni. Io non mi sento in questa Assemblea rappresentante di un oscuro ufficio periferico del Governo o della Conferenza Stato-Regioni, lo dico perché il conflitto con il Governo, il conflitto con la Costituzione, il conflitto con le leggi ordinarie, il conflitto con gli accordi Stato-Regione, i vincoli di bilancio, i Tar, i Tribunali ordinari, la Corte Costituzionale, i Tribunali europei stanno sopra le Regioni, lasciando alle Regioni il terminale di decisione in cui ci viene riservata l’autonomia per mettere una virgola su un punto, su una riga oppure su un’altra. Non ci sto a questa impostazione, non so se le altre forze politiche presenti in quest’Aula, soprattutto quelle che sono andate di recente ad assumere la grave responsabilità del Governo nazionale, ci stiano, non mi sembra che ci fosse la Lega su queste posizioni, non conosco bene le posizioni del Movimento 5 Stelle, ma non mi sembra che ci fosse la Lega. Ecco io a questa impostazione non ci sto!
Qui parliamo di Governo e di Ministero, in realtà abbiamo come interlocutore un funzionario il quale propone al Consiglio dei Ministri una interlocutoria, perché è il lavoro suo, ma non vorrei che abbia anche un premio di produttività per quante ne fa nel corso dell’anno, poi sarà la Corte Costituzionale a decidere, che è già intasata di ricorsi. Quindi il buon senso ha condotto la maggioranza, in particolare il relatore di maggioranza, ed anche la relatrice di minoranza e la ringrazio, ad addivenire ad un accordo ragionevole per evitare il cinquecentesimo, il settecentesimo ricorso in capo alla Corte Costituzionale. Penso che sia stata la decisione più intelligente che abbiamo assunto, però questa storia comincia a diventare pesante e mi rivolgo a chi per noi, il Presidente Ceriscioli, ha aperto una partita per me fondamentale sul piano politico, che è quella della contrattazione dell’autonomia fra la Regione Marche e il Governo, nella quale abbiamo avuto sulla vicenda della fibromialgia, sulll’istituzione del servizio civile anziani e altre, addosso la spada di Damocle del “Che cosa succederà? Che cosa dirà?”, poi siamo dovuti tornare in quest’Aula per cambiare una parola, come ho già detto, quindi non mitizziamo l’atteggiamento del Governo. Io ci tornerei 50 volte in Aula se serve per affermare la mia autonomia politica, perché è vergognoso che un Consiglio regionale debba tornare in Aula per togliere “vigilanza” e mettere “assistenza” quando 4.000 delibere di Giunta comunale prevedono la parola “vigilanza” e su quelle l’intervento non c’è.
Non siamo ridicoli, questo è un sistema malato da questo punto di vista, ci vuole più chiarezza e più nettezza, dove la competenza è regionale dovrebbe diventare esclusiva, ci impicchiamo ai nostri alberi pagandone tutte le conseguenze, ma con una chiara responsabilità, invece in Italia così non funziona perché fa comodo a tutti, maggioranza e minoranza che cambiano in Italia ogni 5 anni, quindi tutti siamo minoranza e siamo tutti maggioranza: Non entriamo mai in un ruolo o nell’altro, ma l’importante è poter dire: “Lo ha detto il Governo! Lo ha detto la categoria! Lo ha detto quell’altro”. Ci adattiamo a decisioni che altri prendono, anche la tanto disprezzata Europa fa comodo perché quando non si riesce a far passare una cosa che vorremmo tutti, che magari il popolo non vuole perché è dura ma bisogna farla, allora si dice: è stata l’Europa, troviamo sempre una scusa e questo significa che l’età media degli italiani si è fermata tra i 14 e i 18 anni, età classica dell’adolescenza, in alcuni casi si allunga fino a 21/22 o 23 e questa adolescenza si sta pesantemente riflettendo sul piano politico.
Sono anche contento per alcuni aspetti che forze che non hanno avuto mai fino ad oggi la responsabilità del Governo godano di questo felice periodo e di questo felice vivere perché noi abbiamo già goduto per tanto tempo e siamo oggettivamente stanchi, ma stanchi non di governare e di fare il bene per l’Italia e siamo convinti di aver fatto bene per tanti aspetti, ma stanchi di sentirci dire: questo si può fare, questo non si può fare, questo è giusto, questo non è giusto.
Benissimo, il giusto e l’ingiusto, che su questa terra sono molto relativi, se li vadano a cercare negli atti che concretamente andranno fatti e noi finalmente avremo la libertà di poter dire: “Non è giusto, è giusto” il discorso che normalmente fanno gli adolescenti.
Quindi ringrazio il Consigliere Talè, ringrazio la Commissione che ha pazientemente affrontato la questione, che è vero, ce la giochiamo tutta su 20, 30 fattrici, cagne, cagnolini, però c’è un minimo nella sostanza, non si può dire che nella sostanza non ci sia un argomento, c’è un minimo il controllo, la questione l’ha detta bene il Consigliere Bisonni, è tutta lì, ecco l’incomprensione Consigliere, nessuno le ha dato dell’ignorante, ma sottoscrivo quello che ha detto il Consigliere Talè, quindi se vuole può chiedere nuovamente la parola per fatto personale anche nei miei confronti perché c’è un minimo!
Il punto politico della questione, che è anche una questione abbastanza delicata, sennò non ci sarebbe stata tutta questa attenzione, diciamocelo chiaro, non banalizziamo questo fatto, ci sono tesi che si scontrano fra cacciatori, allevatori, ambientalisti, animalisti, è che ci sono tesi politiche dietro, ma il minimo era: qual è il minimo perché questo avvenga? Per quello che mi riguarda il minimo potrebbe essere anche 3 cuccioli perché, avendo preso il quarto cucciolo a casa mia per colpa di mia figlia di 10 anni, adesso mi tengo questo cane che abbaia tutta la notte. Ero contento che fossero 3 perché un allevatore non era costretto a darli via, ma se li sarebbe tenuti a casa. Il mio limite personale era 3, però la legge dice che possono essere 20 o 30 perché nella normalità dei casi questo movimento c’è.
Non cerchiamo di essere troppo burocratici, chiudo con questo, non dimentichiamoci che l’argomento fondamentale da cui siamo partiti è che abbiamo detto non vogliamo l’ennesimo registro, non vogliamo l’ennesimo registro in capo a centinaia di soggetti che fanno questa cosa più o meno a livello amatoriale, poi li controlleremo, non li controlleremo se li venderanno, questo succede dappertutto, perché nessuno può andare casa per casa in campagna per controllare quello che sta succedendo. La responsabilità è sempre in capo alle persone, la legge c’è, quando il controllo arriva, se ti becca poi paghi, però la sostanza era quella di dire non cerchiamo di essere troppo burocratici e registriamo una fattispecie che è stata consacrata anche in sede di audizioni, se non ricordo male, nella quale si dice – per me era una cosa strana che ci fossero persone che tengono 5 fattrici femmine ma nella fattispecie c’è – che c’è gente che per passione tiene 4 o 5 cagne, le tiene non perché ha la mania dell’allevamento, e se queste hanno delle gravidanze, danno i cuccioli ad amici e conoscenti. Che problema è?
Dentro il principio di sburocratizzazione credo che sia l’argomento fondamentale nel quale, anche con una parte significativa della minoranza, ci siamo ritrovati su questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Non volevamo intervenire perché troviamo, come giustamente qualcuno ha evidenziato, piuttosto disdicevole tornare puntualmente su leggi e atti approvati dal Consiglio regionale solo perché dei funzionari dal Governo voglio imporre la loro linea.
Vorrei ricordare, e mi trovo d’accordo con il Consigliere Marconi, e puntualizzare l’autonomia legislativa del Consiglio regionale che ricordo ancora una volta risponde alle esigenze ed alle necessità del proprio territorio, non da ordini calati dall’alto o da imposizioni calate dall’alto.
La Conferenza Stato-Regioni è un organismo al quale partecipa l’esecutivo e nel quale il Presidente della Regione deve portare le istanze e gli indirizzi politici dettati dal Consiglio regionale, qui si continua a fare confusione, si continua a cedere a dei “ricatti”, non tenendo conto delle necessità e delle esigenze del territorio e delle persone che magari a casa detengono 4 cuccioli di gatti femmine e due cuccioli di cani femmine e devono detenere un registro di cui nemmeno sono consapevolmente coscienti e per il quale è prevista anche una sanzione piuttosto cospicua, sanzione che magari va ad integrare i contributi di chi si dovrebbe occupare del controllo e della salute di questi cuccioli.
Sicuramente la norma è tutta da rivedere, ma va rivista non a colpi o a e-mail tra i funzionari del Governo ed i nostri funzionari del Consiglio regionale, tant’è che io ho anche chiesto esplicitamente che questa interlocutoria, questo scambio di e-mail, venga girata per conoscenza a tutti i Consiglieri perché deve essere la Commissione competente a dire: andiamo avanti e vediamo se la impugnano se ci sono gli estremi per l’impugnazione, oppure se è solo una pseudo forzatura da parte di qualche funzionario.
Secondo me, come giustamente ha fatto il Consigliere Talè, aprire un colloquio direttamente con il funzionario da parte di chi magari ha proposto ed ha sostenuto quella proposta di legge è più che opportuno.
Delle prossime interlocutorie verranno informati tutti i Consiglieri regionali, chiedo anche che vengano riportate eventuali azioni dei nostri funzionari nella Commissione competente per far sì che non sia un dialogo tra funzionari, ma ci sia un ruolo della parte politica che è quella che poi dà delle chiare e serie indicazioni.
Per quanto riguarda la proposta di legge non la voteremo pur condividendo alcune parti, come condividevamo la prima stesura. Secondo me, questo continuo rimpallarsi non si sa bene dettato da chi è grave, non dà all’autonomia di questa Assemblea legislativa il ruolo e la competenza che merita.
Mi auguro che questa cosa non avvenga più e mi auguro che per questioni ben più importanti di quelle che riguardano il numero di cuccioli detenuti da un singolo cittadino, ci siano in futuro delle interlocutorie tra i nostri funzionari e quelli del Governo per vedere magari un’eventuale impugnazione, cosa che in questo Consiglio e soprattutto nella Commissione sanità per questioni ben più importanti non se ne è fatta parola. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Premetto che voterò questa legge convintamente, così come ho votato tutte le altre che sono passate in Aula sullo stesso argomento, non perché erano state fatte bene, ma perché avevano interpretato una sensibilità che in questa regione esiste e che magari in altre non esiste, è qui la differenza.
Mi sento di condividere aprioristicamente l’intervento del Consigliere Marconi il quale dice basta con le imposizioni, è impossibile mettere una camicia che è uguale per tutti. Nella nostra regione, così come ha rimarcato il Consigliere Talè, esiste dal punto di vista degli allevatori e dell’Enci in particolare, una sensibilità a questo problema che è diversa da quella di altre regioni, ve lo dico perché sono in questo settore, come socio Enci.
E’ chiaro che si sia instaurato un dibattito particolare, è chiaro che si sia cercato di addivenire ad una soluzione condivisa con le realtà del territorio e se noi diciamo che la politica deve essere il collettore di talune istanze dei territori, poi non possiamo nasconderci e dire: “Ce lo impongono”, e in questo modo non considerare quello che dice il territorio. Non è possibile questo!
Credo che si sia fatto un tentativo, secondo me, meritevole di arrivare ad un aggiustamento, forse non ci siamo riusciti perché siamo tornati indietro all’accordo Stato-Regione, ma penso che questo debba essere il metodo.
E’ inutile in questo momento andare allo scontro con il funzionario ministeriale per cercare di farci accogliere quanto avevamo detto in precedenza, ma lo spirito deve sempre essere quello di riportare nelle nostre proposte le istanze e le sensibilità che le organizzazioni di categoria, in questo caso l’associazione cinofila, Enci, mettono sul campo.
Quindi va bene adesso questa legge, vanno bene i 20 cuccioli, vanno bene le 5 fattrici, però il principio deve essere questo: non possiamo uniformarci a quello che dice ogni volta un organo superiore, in questo caso un accordo Stato-Regioni, laddove ci sono sensibilità diverse, lo deve capire chi Governa. In questa regione, il punto di vista della caccia in questo caso non c’entra nulla, lo ha detto il Consigliere Talè e lo condivido, c’è una sensibilità nel campo dell’allevamento e dell’Enci, che è una associazione meritevole perché tutela la salute e la dignità dell’animale e dei cani in modo particolare. Non c’è nessuna speculazione, commercio e altro, c’è soltanto la volontà … Andate a vedere i campi di addestramento che ha l’Enci nelle Marche – uno sta ad Ascoli ed è veramente magnifico – venite a vedere come vengono trattati e qual è lo spirito con cui il cittadino si avvicina a questa situazione. Tra l’altro devo dire che c’è anche un aspetto prettamente sociale, sanitario, di pet theraphy, tanti ragazzini affetti da malattie se avvicinati a questi cuccioli possono in qualche modo riacquisire un equilibrio, una tranquillità e modificare il proprio comportamento.
Perché dobbiamo impiccarci su un numero se in una regione ci sono certe situazioni e certe istanze? Per questo motivo sono fermamente convinto di votare questa proposta di legge, così come ho votato tutte le altre che sono arrivate in Aula sull’argomento.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di legge n. 202. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 205
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 7 aprile 2017, n. 13 'Interventi urgenti per assicurare la continuità del servizio di trasporto aereo nella Regione Marche'”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 205 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge si va a modificare e riscrivere la legge 13 del 2017, che contemplava un precedente intervento di ristrutturazione della società Aerdorica. E’ una riscrittura più consona e più appropriata sia ai fini del buon esito della procedura concordataria in essere, ai sensi dell’articolo 186 della legge fallimentare, che non secondariamente ai fini degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato, procedura notoriamente a nostra conoscenza che è in corso presso la Commissione europea.
In poche parole, 25.050.000 euro complessivi avevano dato luogo alla legge 13/2017, erano divisi in 20.000.000 per l’operazione di ristrutturazione e 5.050.000 per contributi di funzionamento, suddivisi in 3.050.000 nel 2018 e 2.000.000 nel 2019 come annualità di bilancio, ora i 5.050.000 euro vengono trasfusi insieme ai precedenti 20.000.000, per complessivi 25.050.000, a totale appannaggio dell’operazione di ristrutturazione.
Questo non pregiudica, ma anzi va a migliorare sia le prerogative per il buon esito delle operazioni di concordato, ex articolo 186, che l’operazione di scongiuramento degli aiuti di Stato, procedura che è in corso presso la Commissione dell’Unione europea.
Di questo si tratta, ovviamente vengono toccati i capitoli di riferimento per far si che tutte le risorse, ovvero i 25.050.000, siano imputate nella parte cosiddetta di ristrutturazione e vengano eliminati i capitoli che riguardavano i contributi in conto funzionamento.
Non ho altro da aggiungere se non che restano nelle annualità, come ho precedentemente evidenziato, 23.050.000 euro nel 2018 e 2.000.000 di euro nel 2019.
L’articolo 3 prevede la dichiarazione l’urgenza proprio perché questa operazione è finalizzata, ribadisco, al buon esito e se fatta tempestivamente può agire in quella direzione, sia nell’operazione del concordato che in quella dell’orientamento degli aiuti di Stato presso la Commissione europea. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Siamo qui a parlare ancora di Aerdorica e ci si chiede di approvare una legge che recita: “Interventi urgenti per assicurare la continuità del servizio di trasporto aereo nella regione Marche”. Vuol dire che gli interventi che sono stati fatti prima non assicurano più il servizio di trasporto aereo nella regione Marche? Spiegatemelo, se si spostano le risorse per assicurare la continuità del servizio vuol dire, secondo me, che la legge n. 13 del 2017 era sbagliata perché non assicurava la continuità, quindi io che del trasporto aereo sono un semplice fruitore vorrei capire perché questa assicurazione non veniva data.
L’amministratore unico nella relazione ritiene opportuno e necessario, mantenendo sempre l’impegno di 25.050.000 e spostandolo negli anni, l’innalzamento del contributo alla ristrutturazione, imputando allo stesso le risorse previste per l’aiuto di funzionamento, modificandolo in questo senso.
A noi si dice questa cosa, queste risorse vengono spalmate diversamente negli anni, vengono imputate al funzionamento anziché all’altro capitolo, perché - articolo 2 - non si sono verificate nel 2017 tutte le condizioni necessarie all’erogazione del contributo. Quali sono le condizioni necessarie? Perché l’Unione europea non ha approvato il contributo? Tutte? Una!
Secondo me tutte significa più condizioni, di cui alcune sono state soddisfatte ed altre no, qui tutte le condizioni in realtà sono una, l’Unione europea non l’ha approvata. Significa che nel momento in cui si è chiesto all’Unione europea di approvare questo finanziamento, la Commissione europea non sapeva cosa dire oppure la richiesta alla Commissione europea non era stata preparata a sufficienza e preventivamente in modo da arrivare a un risultato positivo.
Su tutte queste incognite e domande io, è un mio limite, lo ammetto, non riesco a dare risposte soddisfacenti, ma ci si chiede di votare questa proposta di legge con urgenza per assicurare il trasporto aereo.
Noi non sappiamo nulla di quello che sta succedendo. Non siamo stati informati su chi sono i privati interessati, lo leggiamo soltanto dai giornali; non siamo stati informati a che punto è la procedura di vendita, leggiamo delle illazioni sui giornali e sulle televisioni; non sappiamo se è stata aumentata la redditività dell’aeroporto, visto che doveva sanare contenendo le spese e aumentando la redditività; leggiamo sempre sui giornali che ci sono degli scioperi, li conosciamo i motivi degli scioperi? Siamo stati informati? No. Ci sono accordi tra dipendenti Aerdorica e Regione Marche, lo abbiamo letto sul giornale.
Io faccio parte della Commissione di indagine su Aerdorica, di cui il Presidente è il Consigliere Zaffiri, insieme al Consigliere Fabbri del Movimento 5, i documenti richiesti non arrivano tutti alla Commissione, la dott.ssa Massei, che è quella che ci chiede di avallare questa proposta di legge, ha detto che non viene più per essere audita, l’Assessore Casini dice che non vuole più sentire parlare di Aerdorica e alla mia richiesta di togliere la dizione di “direzione e coordinamento”, affinché la Regione non sia chiamata a rispondere del passivo di oltre 40 milioni di euro della Aerdorica, non è stato dato seguito, si è probabilmente nicchiato perché forse ci sono degli accordi o forse se la Regione dice: “Non c’entro niente con il passivo”, tutto il tentativo crolla.
Con tutti questi buchi neri voi ci chiamate ad avallare un provvedimento il cui senso noi non riusciamo a comprendere e non conosciamo, per cui con un sorriso sulle labbra, un sorriso ironico e beffardo, vi dico che sono offeso di essere chiamato ad esprimermi su questa legge perché voi non rispettate la dignità né del Consigliere né dell’uomo quando mi chiedete di mettere un timbro su una carta, come fa l’impiegato di concetto alle poste, con tutto il rispetto per gli impiegati di concetto alle Poste. Chiedete di mettere un timbro su una carta che modifica una situazione di cui non ci informate di un accidente, quindi noi non possiamo esprimere nessun giudizio e nessuna valutazione su una proposta di legge che deve assicurare il trasporto aereo nella regione Marche. Volete una cosa e non ci mettete nella condizione di ragionare, di capire, di ponderare su quello che ci chiedete, per cui mi sento offeso nella dignità di uomo e di Consigliere regionale per questa proposta di legge che è arrivata lunedì con urgenza in Commissione ed arriva oggi in Aula con altrettanta urgenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Questo è un problema strettamente legato alla maggioranza che di fatto ha sempre, giustamente dico io, governato questo percorso, questo processo.
Per carità non voglio entrare nel merito, ma credo che la maggioranza sappia che i lavoratori si sono mobilitati, hanno scioperato e nonostante tutti i soldi che sono arrivati negli ultimi 10 anni ad Aerdorica, che probabilmente sfiorano in totale i 100 milioni di euro, i lavoratori non percepiscono lo stipendio. Qualcosa c’è, adesso non so cosa ci sia, faccio finta di non capire, però credo che ci siano dei problemi nel management o incomprensioni perché non è possibile che nonostante l’arrivo di tutti questi soldi i lavoratori siano fortemente in difficoltà per cui hanno fatto sciopero per difendere il posto di lavoro.
Ho letto con attenzione l’accordo, si è giunti ad una ricaduta sui lavoratori per il mantenimento del posto di lavoro, siccome questi sono finanziamenti regionali credo che un po’ di trasparenza ci debba stare, cioè si debba sapere cosa effettivamente sta accadendo perché, il Consigliere Maggi l’ha detto, abbiamo cercato di parlare con l’amministratrice indicata da lei, quindi una persona di sua fiducia, la quale non ha partecipato ai lavori della Commissione, fra l’altro questa signora percepisce anche una retribuzione a carico della comunità marchigiana, quindi un minimo di dignità questa persona penso che debba averla. Non è stato così, non l’ha fatto e abbiamo avuto anche altri problemi con gli uffici di questa Regione che non rispondono alle nostre richieste.
Alla fine qualcosa c'è perché c’è stata l’elargizione di questi soldi e forse non c'è stata una valutazione precisa da parte del management di questa società. Siamo in una società di servizi, basta che manca un elemento e i conti non tornano, basta perdere 5 mila passeggeri, è successo con i collegamenti, e ci si trova in una situazione difficile per il governo economico, non ci sono entrate certe e ci sono una serie di cose che noi abbiamo visto conoscendo un po’ questo aeroporto. Credo che la situazione sia questa.
Noi abbiamo difficoltà perché non c’è ancora una situazione trasparente di quello che accadrà in questo aeroporto, ma è chiaro che oggi, alla luce di questa rimodulazione dei numeri, qualcuno ha sbagliato! Se qualcuno ha sbagliato non può continuare a prendere i soldi della Regione! Santo cielo, siamo un po' onesti! Bisogna ammettere che sono stati fatti degli errori e che qualcuno ha sbagliato, questo esecutivo deve prendere delle decisioni e non fare come se non fosse successo niente.
Non so se rimodulando questi soldi prima la situazione avrebbe preso un’altra strada, non lo so! Fatto sta che abbiamo un aeroporto situato nell’Italia centrale che è fortemente in competizione con Pescara e Perugia, non cito Rimini perché già è fuori e se l’Enac è un ente serio, e spero che lo sia, a giorni dovrebbe togliere a Rimini la concessione per un progetto vinto di 800 mila passeggeri per il 2018, che non ha raggiunto, per un investimento di 17 milioni che non c'è. Occorre che il Presidente ed il Direttore generale dell'Enac guardiano alla concessione di Rimini.
Noi siamo uno dei tre aeroporti dell’Italia centrale, quindi occorre rimodulare questo problema perché probabilmente l’aeroporto si può salvare se qualcuno ci mette i soldi. Leggiamo in continuazione che arrivano i soldi, arriva Babbo Natale, ma ancora Babbo Natale non è arrivato, anzi ci sono alcuni giornali che stanno in ansia aspettando di per scrivere che arriva Babbo Natale, però non arriva mai!
Noi vogliamo capire se c’è un progetto che possa dare risposte alle richieste delle nostre aziende alle quali serve l’aeroporto, ai cittadini a cui serve l’aeroporto. Bisogna iniziare a guarda i numeri con attenzione, se Pescara cresce abbastanza velocemente, mi sembra leggendo i numeri, bisogna che riflettiamo e che iniziamo a ragionare.
Penso che in 120 chilometri bisogna diversificare le rotte, bisogna evitare che entrambi gli aeroporti seguano le stesse rotte, probabilmente questa è una causa, ma con chi se ne può parlare? Con chi ha sbagliato anche il piano economico per cui oggi stiamo qui a modificare, a correggere, la legge? Questa è una riflessione da fare! Presidente, non so se lei l’ha fatta, penso che non voglia farla, che non voglia attuare questa riflessione.
Non è possibile che questa Regione contribuisca alla ricompensa economica di chi probabilmente questa mattina ci fa discutere di una modifica della legge. Credo che questa sia una valutazione da fare, non ce l’ho con nessuno, però a chi dirige un aeroporto dico che la carlinga di un aereo sta davanti e non sta di dietro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Poche considerazioni, anche perché non ho intenzione di ritornare sulle molte vicende legate alla nostra infrastruttura aeroportuale.
Colgo un messaggio del Consigliere Zaffiri, ovvero che l’aeroporto serve, serve ai marchigiani, serve alle nostre imprese, serve al turismo, serve all’economia, l’aeroporto serve, quindi dobbiamo agire con molta determinazione perché possa e debba essere messo in condizione di svolgere appieno le proprie funzioni, non soltanto con l’aumento dei voli, cosa che importante, con l’aumento del numero dei passeggeri, del cargo, ma con una sua prospettiva di stabilità.
Il Consigliere Maggi diceva che la legge 13 era sbagliata e aggiungeva che non è chiaro il senso dell’atto in questione, anzi lo diceva in modo molto fermo: il senso dell’atto in questione non è chiaro.
A mio avviso invece l’atto in questione è chiaro, può non essere condiviso, ma è chiaro perché si tratta di spostare 5.050.000 euro, qui è scritto chiaramente, dal contributo di funzionamento all’innalzamento del contributo di ristrutturazione e quindi alla messa in sicurezza, in questo caso finanziaria, dell’aeroporto stesso.
E’ pure chiara la legge 13, anche lì potevano essere fatte scelte diverse, perché si poteva decidere per la legge 13, ovvero impegnando allora 20 milioni di euro, oppure si poteva decidere di portare i libri in tribunale, perché anche quella era una strada.
Si è ritenuto di mantenere l’aeroporto e lo abbiamo motivato tantissime volte, lo ha motivato il Presidente Ceriscioli, il Presidente della Commissione Giacinti, la Vicepresidente Casini, io stesso per quello che mi è stato possibile più volte sono intervenuto partendo dalla necessità dell’aeroporto. Il problema semmai è questo, perché abbiamo percorso una strada che è quella di intervenire in modo massiccio per far si che ci sia l’ingresso anche dei privati, quindi un suo potenziamento dal punto di vista dell’attività, dell’impegno finanziario e così via. Un atto così importante come la legge 13 ha bisogno di tempestività, di efficacia, di determinazione anche di pressione democratica – il Consigliere Maggi parlava di costruzione preventiva, anche questa è una strada - perché noi abbiamo avuto una pressione contraria che è venuta dalla Romagna e se fossimo stati tempestivi quando è arrivata quella contro pressione magari l’avremmo già attuata.
Mi sento di dire che ci vuole tempestività, efficacia, soprattutto quando trattiamo con l’Unione europea perché non ci possono essere errori, in questo caso di carattere burocratico, perché questi atti debbono colpire nel segno, la scelta è importante e proprio perché la scelta è importante dobbiamo lavorare per accelerare la sua attuazione.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Al di là del merito che contiene questa proposta di legge, su cui credo si tornerà a breve nel momento in cui la Commissione chiuderà i propri lavori, e quindi porterà in Aula le risultanze di un’indagine molto accurata che è stata fatta, al di là di questa sostanza, è naturale che questa proposta di legge ancora una volta stia, purtroppo, ahimè, a significare il fallimento della gestione di un progetto.
Non voglio entrare nel merito delle responsabilità perché successivamente vedremo quali sono, ma sono già abbastanza delineate, ma nel fallimento di un progetto, nella gestione del progetto stesso, credo che ci entreremo perchè la politica ha le sue responsabilità, la politica intesa nel senso di chi ha gestito questa governance, perché non si può arrivare ad accumulare 40, 50 milioni di debiti senza che nel corso degli anni ci si accorga o senza che qualche decisione venga presa.
Al di là di questo, il merito e la sostanza di questa norma sta nell’acclarare il fallimento di una gestione, di un progetto sull’aeroporto di Falconara che, oso dire, uno dei grandi difetti, uno dei grandi misteri, è quello di non essere mai diventato l’aeroporto delle Marche.
Questo è uno dei problemi, perché per essere un aeroporto regionale dovevano essere messi a sistema ed a rete una serie di altri servizi e non essere qualcosa di specifico che poteva interessare un micro territorio, già noi siamo piccolissimi, se non mettiamo a corredo tutta una serie di situazioni. Il progetto industriale ha dimostrato questa carenza, quindi non possiamo soltanto, ovviamente il Presidente non ha alcuna responsabilità, cambiare l’etichetta “Aeroporto delle Marche” per farlo diventare effettivamente l'aeroporto delle Marche se poi non ci sono i servizi e se io che vengo da Ascoli, o da San Benedetto, o da Pesaro non ho tutte le strutture per poter raggiungere tempestivamente questo aeroporto in modo tale che sia funzionale alle mie esigenze, a quelle degli imprenditori e dei cittadini. L’aeroporto delle Marche non diventerà mai un aeroporto regionale, diventerà un micro aeroporto a servizio di chi? A servizio di qualche operatore turistico, ma non a servizio della collettività e del sistema imprenditoriale, che è la prima cosa, perché quando dico che l’aeroporto è strategico lo è per le attività che sono nella regione e fra le attività non c’è soltanto quella turistica, c’è l’attività imprenditoriale, c’è l’imprenditore che vuole calarsi qua, che vuole venire ad investire, ma che prima di spendere le sue risorse si chiede che cosa ha in questa regione. Come funziona il sistema dei trasporti? Abbiamo carenze per quanto riguarda le strutture ferroviarie, con tutte le battaglie che stiamo facendo, Freccia bianca, Freccia rossa, alta velocità, le aree interne e quant’altro, abbiamo anche l’aeroporto che zoppica, ma a dire il vero non è mai decollato.
Quello che mi interessa mettere in evidenza, e torno a ripetere perché dico no a questa legge, l'ho già detto all’altra legge del 2017, a scanso di equivoci non perché mi auguro il default di Aerdorica a qualche giorno di distanza dal pronunciamento del Tribunale, lungi da me, dico no perché a me la legge sembra stravagante, come ho detto l’altra volta, perchè in pratica, come già dimostrato da quella del 2017, non produce alcun effetto, perché prevede che gli effetti si produrranno se si verificheranno certe situazioni.
Una legge di questo tipo non l’ho vista mai, un anno fa abbiamo discusso pure di questo, nell’aprile 2017 ci fu un imbarazzo fra coloro che avevano scritto questa legge e pure uno scambio di opinioni con il Presidente Giacinti, con il funzionario, a me sembra stravagante fare una legge che non produce alcun effetto, la legge è legge, nel momento in cui viene promulgata produce degli effetti, questa non produce nulla e lo dice il fatto che ci dobbiamo tornare per la seconda volta, perché non si sono verificate certe situazioni.
La cosa simpatica è che nel frattempo noi con questa legge blocchiamo delle somme, è vero che sono somme che ancora devono essere spese, però una missione è bloccata, il radioprogramma è bloccato e gli effetti non si vedono. Serve soltanto per lanciare un monito a chi dovrà decidere, dicendo guardate siamo pronti a metterci i soldi, quindi dateci una mano.
Non credo che si debba fare con una legge, è la politica che deve dare questo monito, è la politica che si deve impegnare dicendo che per noi è strategico e quindi siamo pronti ad investire sul futuro, ma non possiamo fare una legge i cui effetti non vengono direttamente prodotti. Dopodiché ci sono fini giuristi che l’altra volta, molto vagamente, con molto imbarazzo, hanno detto di no, hanno detto che non è così, però li ho visti molto titubanti ed alcuni mi hanno dato ragione, però transeat dicevano i latini.
Sono fermamente convinto che così non si possa andare avanti, anche perché si poteva dare un segnale anche in modo diverso, ad esempio si poteva dare approvando nel Consiglio di amministrazione un vero piano industriale di rilancio, l'ha detto pure il Consigliere Maggi, sono due anni che stiamo lì a cincischiare, ma un vero piano di rilancio e di risanamento di Aerdorica non l'abbiamo mai visto. Scusate, ma siamo stati presi per il naso con una serie di fotocopie di piani di marketing, come li chiamo io, che sono stati portati là, ma in realtà non si è detto niente su come si poteva negli anni risanare, su come si poteva tornare ad investire avendo degli introiti certi, come i 400 mila passeggeri che potevano diventare 700 mila/800 mila, quali potevano essere gli accordi con Rimini, Perugia, Pescara.
Il vero messaggio verso l’esterno, verso chi poteva entrare prepotentemente e con serietà all’interno del core business di Aerdorica, era questo, un piano sostenuto dalla politica, sostenuto dalla Regione, sostenuto dal socio di maggioranza, questo era il vero messaggio, non la legge fatta in questo modo che, ripeto, non produce alcun effetto.
Poi non sappiamo nemmeno, ad esempio, qual è lo stato dell’arte. Perché torniamo qui dopo un anno e mezzo ed è già la seconda volta che ci torniamo? Qual è lo stato dell’arte della pratica a Bruxelles? Qual è lo stato dell’arte vero?
Torniamo al discorso che faceva il Consigliere Marconi prima, qui siamo sotto la spada di Damocle, lo Stato vuole una certa cosa, la Corte dei Conti vuole una certa cosa, la Corte Costituzionale ne vuole un’altra cosa, l’Europa le vuole tutte, manca l’Enac, il Ministero dei trasporti, il Ministero dell’economia, la Commissione parlamentare, tutti, allora qual è il vero stato dell’arte?
Mi schiero tra gli interlocutori positivi del Consigliere Marconi, facciamo questa crociata.
Era da chiarirlo in un anno, altrimenti si dovevano lanciare altri messaggi, non fare una legge di questo tipo. Poi improvvisamente anche oggi leggiamo, come già letto 6/8 mesi fa, che esistono imprenditori, uno spagnolo, un inglese, un valdostano, e mi viene un dubbio su questa cosa. Anche quando c’è stato il discorso di Novaport la riflessione è stata questa: gli interessi e l’attenzione su Aerdorica non è mai stata da parte di un grande vettore, sono state soltanto attenzioni di operatori turistici, anche grandi, avevano anche il veicolo, però erano operatori turistici, quindi dobbiamo stare molto attenti. Chi sono questi? Non lo sappiamo! Sono dei vettori oppure sono dei semplici operatori che tendono a sfruttare determinate rotte secondo le proprie esigenze?
Tutto questo noi non lo sappiamo, al di là di tutto questa legge che non produce alcun effetto per me è molto stravagante e inutile, ed ecco il motivo per cui uno si accalora a dire di no pur volendo dare un grosso contributo per salvare una struttura che dovrà essere strategica per il rilancio della nostra regione, ma non lo possiamo soltanto dire a parole, dobbiamo lanciare dei messaggi seri. La politica e l’amministrazione lancino dei messaggi seri a qualche investitore che ci creda veramente in un piano industriale concreto, al di là della legge che facciamo per dare di nuovo 25 milioni di euro rispetto alle decine già date. Consigliere Giacinti, sono sempre quelli! Un signore perse la guerra proprio mostrando sempre gli stessi armamenti nelle varie piazze, gli italiani erano convinti che fossero milioni di armamenti in realtà erano sempre quelli e qui sono sempre quelli! Non vorrei che anche noi perdessimo questa battaglia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Capisco che sarebbe molto bello se le cose fossero più semplici, anzi molti hanno costruito la loro impostazione politica sulla possibilità di semplificare tutto, poi la complessità si può ricostruire per singoli atti più significativi o in maniera un po’ più ampia, ma non è detto che sia riducibile, anzi spesso non è lo, va affrontata per quello che è.
Il fatto di avere oggi una serie di regole, di rapporti, di interlocuzioni tutt’altro che banali ci danno poi la necessità di fare atti conseguenti per essere pronti a cogliere le eventuali opportunità. Che il contributo di Regione, questo che vorremmo dare, ha la necessità di essere approvato dalla Commissione europea in quanto aiuto di Stato consentito, non è una scelta che possiamo fare in maniera indipendente, non è né pro, né contro l’Europa, è una serie di regole che aiutano la libera concorrenza e cercano di stabilire quando sia possibile o meno dare delle risorse, però nel momento in cui diventa possibile le coperture bisogna averle.
Quindi la legge che approviamo dà copertura a quello che chiediamo alla Comunità europea. E' chiaro che serve anche l’investitore che vuol sapere su cosa investe, Su cosa investe? Su un debito di 40 milioni di euro? Non investirebbe nessuno! Chi investirebbe su un debito di 40 milioni di euro? Nessuno. Su una procedura concorsuale che permette di avere una società pulita dalla gran parte dei debiti, un atto approvato dalla Commissione europea, certo lì ci si investe!
Anche l’investitore farà proposte condizionate perché non può dire metto 25 milioni da dare ai creditori di Aerdorica in una procedura fallimentare, non esiste, non esiste forse neanche per quest’Aula, come non esiste per l’investitore privato. Tutto qua.
La cosa drammatica che voglio dire è che non è detto che questa sia l’ultima, perché se la procedura scavalca anche il 2018 e finisce il 3 gennaio 2019, noi dobbiamo per il 2019 riapprovare il finanziamento, come i latticini che a fine anno purtroppo scadono.
A me piacerebbe avere una finanza che una volta stanziate le risorse, una sorta di contabilità speciale, restano lì a disposizione per quando serviranno, ma noi veniamo chiamati dentro questa complessità a fare o non fare la nostra parte.
Noi stiamo coltivando una opportunità nella quale intervengono tutti quei soggetti che prima elencavamo che è fatta necessariamente di un assenso della Commissione europea all’aiuto di Stato, della presenza di un investitore, altrimenti non si va fino in fondo, di una procedura approvata dall’Enac, che è il soggetto che ci dà in concessione l’aeroporto. Per poterci arrivare abbiamo bisogno delle coperture, la copertura è data da questa legge che potrebbe essere anche rinnovata nel 2019, ad esempio anche le procedure concordatarie non seguono l’anno solare, possono benissimo scavalcare all'anno successivo, anzi è più probabile ad essere concreti. Ma noi oggi per avanzare nella procedura dobbiamo dare la copertura.
E’ una grandissima sfida, molto complicata, ma molto appassionante perché io sono straconvinto della funzione strategica del nostro aeroporto. In realtà non è vero che negli ultimi anni hanno investito solo operatori turistici, chi ha investito negli ultimi anni nel nostro aeroporto? Ha investito Lufthansa, che non è un operatore turistico, è una grandissima compagnia aerea, penso fra le prime al mondo, non vorrei sminuirla dicendo fra le prime al mondo, che ha triplicato i voli su Monaco, oggi sono tre quelli confermati per l’estate e per tutto l’anno, Monaco è il secondo hub più importante di Lufthansa, il primo è Francoforte, il secondo è Monaco. Il collegamento con Monaco non è un collegamento turistico, è un collegamento con tre quarti del mondo, andare su Monaco significa andare in tre quarti del mondo, andare su Francoforte significherebbe andare in tutto il mondo, perché Francoforte ha voli diretti con le regioni cinesi, con le province cinesi, per dire dove arriva Francoforte.
Monaco è un ottimo hub, il fatto che abbiamo tre voli Lufthansa su Monaco significa che siamo collegati con tre quarti del mondo che per le piccole Marche potrebbe pure bastare, non è che se ci manca un pezzo di una provincia cinese ci strappiamo le vesti, siamo già ben collegati con gran parte del mondo e ci ha investito Lufthansa, ci ha investito Dhl sulla logistica, che aspetta di capire come finisce questa procedura per far diventare questo aeroporto uno dei principali punti di riferimento nel nostro Paese per i propri trasporti, ci crede MSC Crociere che vuole investire sul porto di Ancona, ma ha necessità di avere alle spalle un aeroporto perché se le crociere partono da qui fanno i voli charter per portare centinaia di migliaia di passeggeri, non di spiccioli.
Tutte queste cose hanno bisogno che ognuno di quei soggetti, che dicevo prima, dia il proprio consenso alla procedura e questa Aula è chiamata a dare le coperture.
E’ un po’ la prima scoperta del nuovo Governo, mi rivolgo al Consigliere Zaffiri, mi rivolgo ai Consiglieri del Movimento 5 Stelle, il nuovo Governo sta scoprendo quanto è importante la parola coperture perché senza coperture tu non fai nulla e voler dare copertura significa trovare le risorse per.
Ci sono delle tecniche un po' brigantine per gli aeroporti gestiti male, nascondere i costi ed aumentare le entrate e le previsioni di entrata, però è una tecnica non auspicabile, ma quando la copertura deve essere vera uno deve prevedere per davvero i costi e coprirli con entrate certe.
In campagna elettorale ho sentito parlare della riforma Fornero, non ho mai sentito dire che verrà modificata, ho sentito che verrà cancellata, abrogata, significa tornare alle regole precedenti a casa mia, ma io sono troppo complicato nella testa, significa per i sessantaquattrenni andare a modificare, perché? Semplicemente per il tema delle coperture perché se non hai le coperture tu non vai ad abrogare la Fornero, se ce l’hai lo puoi fare, se non ce le hai fai scelte di altra natura.
Noi oggi dobbiamo fare una cosa molto semplice, Consigliere Maggi, dobbiamo dare la copertura alla richiesta che facciamo di contributo alla Commissione europea, alla quale chiediamo l’assenso per poterla fare.
Se non ci sarà l’assenso della Commissione europea, se non troveremo l’investitore, se Enac non è convinta delle procedure, se i creditori di Aerdorica non addiverranno ai contenuti del concordato, non si andrà fino in fondo. Abbiamo bisogno di tutti, ma il primo passo per permettere a tutti di esprimersi è questo. Quindi è molto importante per chi crede in questo aeroporto, per chi è convinto che sia stato vittima di pessime gestioni. Voi avete studiato, avete visto, credo che uno dei direttori, poveretto, sia alla seconda condanna penale per la gestione dell’aeroporto, parlano di anni, non cose piccole ma importanti, quindi qualcosa è accaduto.
Fra l’altro sono convinto che sia una bella infrastruttura, un aeroporto che ha grandi qualità, un aeroporto che ha investitori di natura non solo turistica, che hanno dato attenzione anche in queste condizioni difficilissime, che a maggior ragione daranno le loro attenzioni in una infrastruttura risanata di tutte le situazioni pregresse e noi con questo tassello, che forse servirà anche per il prossimo anno, ve lo dico prima, diamo copertura all’intera operazione, diamo copertura a tutto quello che serve, poi se arriveranno una ad una tutte le altre volontà, riusciremo a portare fino in fondo questa procedura. Basta che uno dei nostri interlocutori non sia d’accordo e salta tutto, quindi è molto complicato, come diceva Popper, le affermazioni che sono collegate da un and, da una e, sono le più difficili da realizzare perché per essere vere devono essere vere tutte, noi abbiamo bisogno di questo, che siano tutte vere, ma il primo passo è questo qua perché senza questo neanche andiamo a vedere se l’investitore è vero o non è vero. Ma non siete curiosi? Approviamo questo atto e vediamo se c’è o non c’è l’investitore, ma se non lo facciamo è sicuro che l’investitore non c’è. Questo ve lo garantisco! Serve questa copertura per fare tutti gli altri atti, per vedere tutti gli altri passi, cosa molto complicata. Noi ci crediamo tantissimo, se non credessimo in questa infrastruttura potevamo assumere, ve lo voglio ricordare, un atteggiamento molto semplice quando due anni e mezzo fa abbiamo visto che i debiti erano il doppio di quelli raccontati, perché se ne raccontava una ventina ed erano quaranta, l’unica cosa era prendere i libri e portarli in Tribunale, potevamo dire: “E' stata gestita in maniera pessima facciamo saltare questa infrastruttura”. Avete visto cosa è successo a Rimini dopo il fallimento, è un aeroporto che non possiamo quasi nemmeno considerare, fanno i voli charter per portare i turisti nelle strutture alberghiere romagnole, quindi l’ha detto molto bene il Consigliere Zaffiri e non voglio superare la sua analisi che è stata chiarissima sulle condizioni dell’aeroporto di Rimini, dal fallimento è molto difficile rialzarsi, ripartire, recuperare credibilità e andare avanti.
Ecco perché chi crede nell’infrastruttura deve evitare in tutti i modi quella prospettiva, noi ci stiamo e con questo atto diamo forza a questo percorso. Sono convinto che il lavoro fatto in questi mesi, tutto quello che è stato portato avanti possa avere anche questa chance di finire e di andare a buon fine e quindi restituire a questa infrastruttura meravigliosa fra il porto e l’interporto, di fianco all’autostrada, con la ferrovia che ci passa dentro, con una pista di tre chilometri, con spazi per aumentare tutto quello che serve, di sviluppare e offrire appieno i propri servizi alla comunità marchigiana.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Ho cercato di ascoltare questo dibattito e rimango un po’ esterrefatto anche dall’intervento del Presidente, e cerco di spiegare il perché.
Secondo me nell’intervento del Presidente il piano strategico dell’aeroporto l’ha enunciato a parole, però non c’è il progetto. Questo è il problema di questo aeroporto.
E’ stata citata la Comunità europea, sulla Comunità europea si interviene a posteriori, non si è mai voluto intervenire a priori per chiedere a Bruxelles come si doveva fare, anche perchè altri hanno fatto delibere di Giunta per dare gli aiuti con il consenso di Bruxelles. Qui è stato fatto un disastro, questo non si vuol capire, ancora continuiamo a fare disastri. Ho sentito parlare del trasporto merci, ma per favore, dobbiamo dire cosa fare nel trasporto merci. Dobbiamo creare dei capannoni all’interno dell’aeroporto per il trasporto merci, cosa vogliamo fare? Arrivano i camion e dicono che arrivano gli aerei gommati, si sono inventati gli aerei gommati per dire che c’è il trasporto merci, ma di cosa stiamo parlando,Presidente?
Qui il problema è che manca una strategia di fondo che doveva coinvolgere il porto. Poc’anzi ha citato la MSC, che cos’è? E' una nave che trasportare dei passeggeri, dove si ferma? Al porto, guarda un po’! C’è un collegamento porto-aeroporto in termini strutturali? C’è un progetto? No, a 7 chilometri di distanza c’è l’interporto cosa fa l’interporto? Trasporta merci, una volta era così, adesso non so se è più così, cosa c’è? C’è una società che chiede di trasportare merci. Santo cielo, per favore!
Noi vi diciamo che manca un progetto, c’è stata la sfacciataggine di presentarci le fotocopie di un progetto industriale dell’aeroporto di Fiumicino, nelle carte che qualcuno ci ha presentato ci sono le foto dell’aeroporto. Questi signori percepiscono decine di migliaia di euro, o no? Stanno lì gratis? Non stanno lì gratis, no quasi, stanno lì per soldi, addirittura adesso sono stati presi dei consulenti da Bologna per fare i turni dei lavoratori, quando sono tre mesi che non percepiscono i soldi, ma di cosa stiamo parlando?
Questo è il problema, non lo volete ammettere, lo capisco, però dall’intervento del Presidente qualcosa ho captato, c’è una qualche correzione, ma non è sufficiente, quella cosa che è stata detta qui in Aula deve essere tramutata in un progetto, se sono capaci di farlo, se non lo sono bisogna che questa Regione cambi dirigenti, santo cielo!
Le cose sono semplici ed io credo che su questa cosa siamo ancora su una strada completamente sbagliata e se non correggiamo completamente strategia su questa cosa non lo so … Abbiamo parlato qui più volte dell’Enac, che è il tutore di questa cosa, ed è stato preso a pesci in faccia e snobbato da persone che rappresentavano l’azienda, non ci hanno mai parlato e non hanno chiesto niente su come fare. Ma di cosa stiamo parlando? Che film avete visto?
Vi raccontano un film che non è vero perché non siete del settore e uno non può essere un tuttologo, va bene? Sono pienamente d’accordo con lei, Assessore, però le persone che vengono messe là hanno la fiducia di qualcuno, ma prendono in giro chi ce le ha messe.
Questo metodo è inaccettabile, qui di cosa stiamo parlando? Di una cosa che non era stata fatta bene! E' vero il prossimo anno torneremo qui, certo, io mi auguro di no, torneremo qui per correggere di nuovo in base alle decisioni di Bruxelles, ma vuol dire che non abbiamo lavorato bene, bisogna superare queste cose.
Vuole scommettere che se qui c’era un progetto industriale serio, nel quale erano inseriti l’interporto, il porto e l’aeroporto, qualcuno aveva già tirato fuori i soldi? Ma non si vuole fare e io non ho capito il perché. In 20 chilometri abbiamo la possibilità di realizzare questo progetto, non viene fatto! Certo, probabilmente occorrono delle professionalità adatte per fare questa cosa, ma credo che se continuate a proporre questa proposta di legge alla fine il gioco finisce, Presidente. Questo è.
Questa cosa come l’avete determinata? Per la diminuzione dei passeggeri avete incrementato l’organico, saprò cosa vuol dire difendere i lavoratori? L’ho fatto per 35 anni, mica smentisco quello che ho fatto, c’è la possibilità di difendere i lavoratori in questo contesto, ma oggi è arrivata questa zavorra che vi tira giù perché il progetto non va bene.
Avete chiesto in questo periodo cosa succedeva all’Enac? No, non l'avete chiesto, vi ha graziato, l’Enac ci ha graziato perché i bilanci sono in rosso da diversi anni, probabilmente la concessione sarebbe saltata, per questa grazia bisogna portare un cero all’Enac che ci ha salvato ed ancora tiene aperto l’aeroporto.
Queste sono le cose che purtroppo non sono state ancora affrontate, Presidente, lei lo sa, abbiamo parlato più volte di questo problema.
Credo che rispetto a questa ennesima proposta, modifica, chiamatela come vi pare, non ci siano le condizioni per votarla favorevolmente perché manca il supporto tecnico indispensabile per andare avanti.
Lo sa l’amministratore che quella struttura aeroportuale, per tenere i bilanci in sicurezza, è stata costruita per 1 milione e più passeggeri? Se arrivano a più di 1 milione di passeggeri quella struttura si può mantenere aperta, altrimenti bisogna pagare perché i costi di gestione sono alti, ma lo sa? Spero di si!
Se si modificano i passeggeri in continuazione, penso che non ci siano i ricavi stabiliti, siamo veramente al paradosso.
Credo che i marchigiani abbiano bisogno, gli imprenditori hanno bisogno, ci sono anche dei documenti degli imprenditori che dimostrano che hanno bisogno di questo aeroporto, però bisogna che ci siano le condizioni per tenerlo aperto, un conto è l’aeroporto e un conto è la società di gestione, cosa che ancora oggi voi non volete capire.
La società di gestione rischia, se continuiamo su questa strada - con tre mesi di stipendi arretrati per le maestranze si arriva a più di un milione di euro - di non avere i soldi necessari, quindi per questi motivi ritengo che non ci siano le condizioni per votare una legge che va verso il mantenimento dell’aeroporto Raffaello Sanzio aperto.
Arriva il trasportatore della Valle d’Aosta che non ha nessun aereo, ne aveva due presi in affitto, fallito due volte, ricompare presso l’aeroporto di Falconara e come dice oggi la stampa, quella che ci informa, si è ritirato. Ma che film avete visto? Questo signore faceva il trasporto aereo per i suoi turisti che girano il mondo, però è fallito perché gli aerei non sono suoi e adesso forse viene a Falconara, prende altri due aerei e si mette a fare il trasporto aereo. Ma lasciamo stare queste cose, per favore!
Non abbiamo bisogno delle passerelle di questi signori, ma di un'altra cosa e vi dico che se non c’è un progetto industriale, bisogna che lo fate fare, se è capace, un progetto industriale per presentarlo anche agli investitori, altrimenti non ne venite fuori e noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Questo è un film già visto, le dichiarazioni del Presidente sull'aeroporto le ho già sentite quattro o cinque volte, sempre le stesse, la situazione è complicata, ricordo che nell’approvazione della legge 13, quando ho detto: “Non c’è un piano industriale”, dai banchi della Giunta si è alzato il grido: “Volete chiudere l’aeroporto!”.
Facciamo una cosa, se mi scrivete: Maggi dichiara che l’aeroporto è una struttura strategica. Ve lo firmo. Maggi vuoi mantenere i posti di lavoro per i lavoratori? Ve lo firmo. Ma io non voglio la vostra inettitudine su questa gestione, raccontate sempre le stesse cose: che è una struttura strategica, che bisogna mantenerla e nel frattempo c’è stata la richiesta di fallimento, il concordato, l’Europa che non risponde, ma che cosa avete fatto fino adesso?
Dobbiamo continuare con questo teatrino stucchevole di dire che l’aeroporto è una struttura strategica? Si, ve lo firmo è una struttura strategica, se la sapete gestire è una struttura strategica, sennò è un pozzo senza fondo, è semplice! La situazione è complessa? Ma le capacità si vedono nel momento della complessità, mica quando tutto è facile, anche mia nonna è brava ad aprire un negozio di biscotti se tutti voglio i biscotti di mia nonna, ma che vuol dire?
Togliamo questo polverone del Movimento 5 Stelle che non riconosce la struttura strategica dell’aeroporto, sicuramente la riconosciamo se è gestita bene.
Caro Presidente, lei chiede: chi investirebbe con un debito di 40 milioni? Se ci fosse un piano strategico che nei prossimi anni se ne incassano 150 io investirei, non ho 40 milioni, ma chiederei un prestito al Monte dei Paschi di Siena. Non è questione di debito, se c’è la redditività si investono 40 milioni, se ne investono 100. Se c’è un riscontro positivo dipende dal piano industriale, dipende dalle prospettive, dipende dal management, dipende da un sacco di variabili, comunque in questo caso avete dimostrato di non saper gestire e la situazione è andata a rotoli, non è migliorata.
Un aeroporto serve per fare l’hub a Monaco, per andare in tre quarti del mondo e i domestic flights dove sono? Gli imprenditori devono andare a Milano, devono andare a Roma, avete tolto tutti i voli! Che vuol dire? A Roma non si va per parlare con i Ministeri? Non si va a Milano per parlare con le altre industrie, con i clienti? Voi avete una visione dell’economia molto strana, io vi potrei consigliare un bravo psicologo perché potreste aprirvi nei suoi confronti!
Ogni volta siete qui a dire che è una struttura strategica, volete chiudere l’aeroporto? No, noi siamo per le strutture strategiche che funzionano, che fanno girare l’economia, che migliorano la vita dei marchigiani, voi non siete capaci, per questo votiamo no.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ora che finalmente siete anche voi una forza di Governo, noi che stiamo dall’altra parte diciamo: chissà che farà il Mit visto che siamo così in difficoltà!
Caro Consigliere Maggi, anch’io avrei voluto avere un bell’aeroporto, come delega, senza i 40 milioni di euro di debiti non causati da questa Giunta, tantomeno da questo Consiglio, che sono un peso enorme, soprattutto quando non ci sono state politiche di sviluppo, quindi noi abbiamo ereditato questo aeroporto.
Quale sarebbe stata la cosa più facile da fare? Quella che un po’ volevano tutti, chiudiamolo, facciamolo fallire!

(interrompe il Consigliere Maggi)

Anna CASINI. No, tutti dicevano una cosa diversa, non si diceva mettiamone uno che ci capisce …

(interrompe il Consigliere Maggi)

Anna CASINI. Morriale ci capiva molto ed anche Belluzzi ci capiva, erano due esperti, solo che noi abbiamo ereditato la differenza tra il dire lo vogliamo chiudere o vogliamo fare un piano industriale da 150 milioni di euro. Babbo Natale non si vede, per sua natura non si vede, arrivano i regali e non si vede, quelli che si vedono in giro sono in genere quelli finti, quindi tutti investiremmo solo che noi abbiamo trovato un bubbone che tutti conoscete e presuppone che in questo momento ci siano diverse procedure aperte, c’è una procedura del Giudice ordinario, c’è una procedura del Giudice fallimentare, c’è un ricorso di Air Riminum, c’è una procedura con la Comunità europea non per farci dare i soldi, perché quando parliamo dovremmo dire le cose come sono, ma per avere la dichiarazione che non si tratta di aiuti di Stato, che è cosa ben diversa dal farci dare i soldi, perché tante volte sento affermazioni strane anche qui dentro. I soldi sono sempre gli stessi.
I tecnici di questa Regione non hanno funzione di gestione, quindi quando si dice: lo avete gestito male, ricordo che la Regione Marche non ha una funzione di gestione, decide, si è vero, chi gestisce, ma non ha una funzione di gestione, sta in questo momento lavorando insieme ad Enac, insieme alla Comunità europea, insieme a tutti gli attori, per evitare la chiusura.
C'è qualcuno che evoca il problema del fallimento, io l'ho sentito e sono inorridita perché se fallisse l’Aerdorica, non l’aeroporto, dobbiamo separare le due cose, Enac chiude l’aeroporto.
Consigliere Zaffiri, ognuno fa il lavoro suo, io faccio l’Assessore, non è una bugia, è questa la prassi !

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Anna CASINI. Forse a Reggio Calabria hanno …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Anna CASINI. Consigliere Zaffiri faccia l’arrogante da un’altra parte e mi faccia parlare perché io parlo con cognizione di causa e mi faccia finire.

(interrompe il Consigliere Maggi)

Anna CASINI. Ne ha dette tante lei prima, quindi me ne faccia dire qualcuna anche a me!
E' stato approvato dal Tribunale il piano industriale che probabilmente ne sa meno di lei Consigliere Zaffiri …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Anna CASINI. No, non dica così, perché le cose che io dico sono affermazioni reali, lei dice delle cose non reali, il piano è stato approvato dal Tribunale perché il Ctu del Tribunale ha dato una valutazione e lei che è Presidente di una Commissione dovrebbe almeno conoscere, e se non la conosce mi preoccupo perché evidentemente lei apre la bocca senza sapere quello che dice, come io sospetto fortemente molte volte.
Detto questo, mi faccia finire, perché lei l’antidemocratico lo fa da un’altra parte, ancora nelle Marche vige la democrazia, purtroppo per lei, quindi parla chi ha diritto di parola.
Chiudere l’aeroporto anche se solo per pochi mesi perché ci sono delle procedure, che lei dovrebbe conoscere, ma non mi pare che sia tanto esperto in materia, io invece mi sono informata, per circa due mesi significherebbe rovinare completamente i rapporti commerciali anche ed in particolare quelli cargo.
Le do una notizia: non esistono gli aerei cingolati, sono tutti gommati, glielo comunico perché magari lei che è esperto non lo sa, ma i cingolati non ci sono, gli idrovolanti nemmeno perché noi non ce li abbiamo, sono tutti gommati …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Anna CASINI. Lei prima si faceva meraviglia per gli aerei gommati ed io le dico che ne ho visti finora solo di gommati, ma magari ho poca esperienza, lei avrà visto anche altre cose, come aerei cingolati, anfibi, eccetera.
Detto questo, sarebbe molto semplice oggi dire: prima cosa, noi modifichiamo esclusivamente la destinazione di questi fondi e non ne aggiungiamo di altri, questa è la prima cosa, questa decisione è necessaria per proseguire un percorso che è molto complesso e rispetto a quel percorso, mi ha interrotto prima il Consigliere Zaffiri, stavo elencando tutte le procedure che sono aperte. In questo momento probabilmente il mio Assessorato, questa Giunta e il Presidente avremmo fatto più bella figura se avessimo voluto fare i populisti e dire signori siamo arrivati, ci sono 40 milioni di debiti, 106 dipendenti all’epoca, andate tutti a casa e chi ha colpe le paghi.
Abbiamo deciso invece di metterci la faccia perché c’erano speranze e ancora oggi l’aeroporto è aperto, è vero che molti tifano perché chiuda per molte motivazioni, noi cerchiamo di andare avanti con onestà, con serietà e con un grande lavoro di tutti gli uffici e dei servizi, perché è un lavoro squisitamente tecnico, perché riguarda procedure molto complesse, che sono difficili per me, magari per il Consigliere Zaffiri è più facile comprenderle, perché io ho un’intelligenza riflessiva e ci metto un po’ di tempo a capire le cose, però si sta operando con onestà, con serietà e soprattutto cercando di fare sistema con tutti gli attori, ivi incluso Enac. Qui non ci si muove se non si sentono tutti gli attori coinvolti e questo è un metodo che prima non esisteva e allora sentire le vostre “indignazioni” nei confronti di chi non ha avuto altra possibilità che prendersi in carico una responsabilità grande come questa, mi fanno davvero sorridere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Utilizzo l’occasione della dichiarazione di voto anche per qualche puntualizzazione perché ho sentito delle doglianze che un po’ esulano dalle reali motivazioni di questo provvedimento che siamo qui a discutere.
Ricordo che la legge 13 nasceva come tentativo di ristrutturazione della società Aerdorica e le condizioni che sono state sottolineate, che hanno fatto indignare i Consiglieri che si sono susseguiti, sono sottoposte a un parere della Commissione europea, come è stato anche ribadito nella discussione.
Il parere della Commissione europea per evitare il discorso degli aiuti di Stato, necessario ai fini della completezza dell’operazione, è la condizione sospensiva a cui ancora oggi non è stata messa la parola fine.
Nel frattempo bisogna ricordare che la procedura di concordato preventivo è nata qualche mese fa, quindi ben lontana dalla legge 13 che è del 6 aprile 2017, ed è chiaro che oggi anche alla luce di questa nuova fase, ovvero la procedura concordataria, questo intervento è in linea anche con questa sopravvenuta modificazione della situazione in essere. Non c’è un remake, una duplicazione, questa legge non è affatto una duplicazione di un intervento già fatto che fa gridare allo scandalo, come qualcuno ha voluto dire.
Ora restando nella complessità di tutta la questione, che sappiamo bene essere una questione complessa, basta capire e riflettere sulla massa debitoria della società Aerdorica, su tutte le questioni che sono state toccate, ma quelle sono questioni che non hanno direttamente a che fare con questo provvedimento, ribadisco che questo provvedimento è solo una riscrittura di quella legge alla luce degli eventi che sono intervenuti successivamente alla legge 13.
Ripeto che i 25 milioni complessivi sono gli stessi del piano finanziario contemplato nella legge 13, quindi 7.280.000 erano sotto forma di prestito, se ci ricordiamo bene, 12.720.000 aumento di capitale subordinato al giudizio della Commissione europea e altri 3.050.000 più 2.000.000 erano contributi in conto funzionamento.
Queste due voci vengono spostate nella parte cosiddetta ristrutturazione per far si che tutte le risorse siano improntate e finalizzate al buon esito, lo ribadisco, del concordato preventivo ed anche del coordinamento da parte dell’Unione europea in tema di aiuti di Stato.
Questa è la finalizzazione di questo intervento, poi tutte le altre discussioni sono legittime, perché è stato ribadito più volte che è un’infrastruttura importante per il nostro territorio, più volte abbiamo sottolineato la sua importanza, anzi la sua necessità ai fini dello sviluppo turistico, delle attività produttive, uno sguardo anche alla tutela dei lavoratori e delle maestranze impiegate, credo che sia importante, in un contesto infrastrutturale di pregio per tutta la regione.
Alla luce di queste motivazioni, il nostro voto è favorevole e conseguente perché da un lato ribadiamo l’importanza di questi elementi e dall’altro votiamo coerentemente proprio per questa importanza, non che con una mano agitiamo l’importanza di certe tematiche e dall'altra votiamo contro e magari vogliamo affossare il futuro di questa importante infrastruttura.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Ho sentito parlare di aerei gommati, di aerei cingolati, però vorrei dire anche che non credo agli asini che volano, questo è chiaro! Ad Ascoli c'è un premio “l'asino che vola” però lo si dà durante il carnevale, al miglior gruppo mascherato.
Vorrei tornare ad essere un po’ più cogente, sereno e tranquillo anche perché prendo atto della dichiarazione del Presidente, in pratica il suo intervento è stato sulla scia del mio ed ha detto che abbiamo delle procedure aperte e che dobbiamo dare dei messaggi positivi affinché queste procedure si chiudano, affinché la società che gestisce l’aeroporto non fallisca.
Perchè dico che crediamo all’asino che vola? Sapete come sta in piedi questo aeroporto? Perché è stato aperto? Perché questa società di servizi lo gestisce? Perché per avere la concessione trentennale, e questo sta scritto negli atti, molti debiti sono stati messi sotto al tappeto, allora mi viene il dubbio, ed ecco perché il giudizio è negativo, è possibile che in tutti questi anni l'aeroporto sia vissuto soltanto sul contributo del pubblico, della Regione? Nessuno se ne è accordo? Questi debiti venivano messi sotto il tappeto per far vedere che tre bilanci consecutivi erano positivi e quindi l’Enac ha dato la concessione trentennale. Questo è il motivo! E noi continuiamo a fare questo? Il messaggio positivo lo diamo con una legge come questa?
Io non sono assolutamente convinto, i messaggi positivi andavano fatti diversamente, facendo piazza pulita dell'establishment. Il messaggio positivo era mettere una governance nuova ogni sei mesi? Il messaggio positivo è quello di una governance seria, precisa, affidabile, strutturata, che dia dei segnali all’esterno molto forti a chi vuole investire nella società di servizi.
Presidente, Lufthansa utilizza l’hub non perché crede nella società di servizi, perché crede nei suoi affari, perché un volo per Monaco interessa tutti, interessa pure quelli di Crotone e Reggio Calabria, ma come hub. Lufthansa si guarda bene dall'investire nella società di servizi, chi gestisce la società di servizi? Non certamente il titolare dell'aereo, quello che abbiamo visto fino adesso, che diceva il Consigliere Zaffiri, tutti quelli che ci hanno investito non erano dei grandi imprenditori, erano persone che volevano fare affari in modo diverso, perché non credevano nel piano industriale di risanamento e sviluppo di questa struttura. E’ questa la verità, la verità è tutta qui,! Il problema serio noi l'abbiamo visto in questa Commissione, guardate non l’hanno vista Celani, Zaffiri o Maggi, l’hanno visto anche Giancarli, Giacinti, l’hanno visto tutti!
Poi un altro aspetto, sfatiamo questo fallimento, guardiamole bene le carte, noi ci auguriamo che non fallisca, perché è sempre un disastro, non è solo il fallimento dell’impresa, è anche il fallimento di una politica, di una gestione, di una classe dirigente, di chi non ha saputo guardare queste cose, di chi doveva esercitare l’azione di direzione e controllo, di immagine. Credo che il fallimento sia da scongiurare nel modo più assoluto e nessuno penso che lo voglia, però non è che scompare l’aeroporto perché se fallisse entrerebbe in funzione l’Enac che lo gestirebbe direttamente perché l’aeroporto non è nostro, non è della Regione, le infrastrutture sono dell’Enac. Tanti errori sono stati fatti e non abbiamo capito che la trattativa era con l’Enac, che è proprietaria di questa cosa.
Quindi un accompagnamento, un concordato preventivo, ci sono tante formule per uscire da questa situazione e creare qualcosa di nuovo che possa essere attrattivo e accattivante per chi vuole investire. Faccio fatica a capire come questi tre soggetti vengano lì a fare i Paperoni, a mettere 30 o 40 milioni per poter fare che cosa?
E’ vero che un piano industriale è stato portato, l'abbiamo visto anche noi, quel piano industriale non si fonda su delle progettualità future, dove i passeggeri che oggi sono 400 mila diventano non dico 1 milione, ma almeno 600/700 mila fermo, restando che il quadro economico e l’equilibrio economico si raggiunge quando si arriva a 800 mila/1 milione di passeggeri.
Quali sono i servizi che dobbiamo mettere a corredo per poter incrementare queste risorse? Non li abbiamo visti, l’unica cosa che noi vediamo, da 10 anni a questa parte, sono tanti milioni, non perché non devono essere messi, non perché non deve essere salvato, deve essere salvato, ma questi 25 milioni che girano da un anno devono avere un futuro, e noi qui contestiamo questo. Non vediamo un futuro per questi 25 milioni che saranno appesi lì e saranno dati soltanto per tappare un buco e probabilmente fra due anni ripartiremo ancora con 10 milioni o 5 milioni da mettere sul piatto.
Questa è la verità su questo aeroporto e chi gestiva, nominava, controllava la governance non è riuscito a renderla trasparente al massimo.
Ricordo che sta in piedi perché noi abbiamo una concessione trentennale, andate a vedere come abbiamo ottenuto questa concessione trentennale per poter gestire l’aeroporto, è da lì che è nato tutto lo sfacelo dell’aeroporto ed oggi ne paghiamo le conseguenze.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Il nostro voto sarà positivo perché riteniamo che la legge che viene presentata è solo per mettere in sicurezza con risorse opportune e negli spazi giusti questo percorso, che interessa il nostro aeroporto gestito dalla società Aerdorica, che faticosamente tutti stiamo portando avanti
Credo che mi sfugga qualcosa, intanto non ritrovo le riflessioni che facemmo tutti tre anni fa quando si insediò questo Consiglio regionale, quando all’epoca ci ritrovammo con questi 40 milioni di euro di debito. All’epoca pochi si posero il problema di come si erano accumulati, sicuramente è mancato il controllo del Consiglio di amministrazione, dell’amministratore delegato. Sull’amministratore una piccola riflessione, anche qui manca sempre un passaggio che in alcuni casi dovrebbe essere riconosciuto, ma capisco che chi fa opposizione cerca sempre di evidenziare le cose negative e mai quelle che potrebbero dare il giusto riconoscimento, all’epoca se non sbaglio – posso anche sbagliare – mi sembra che qualche amministratore prendesse dai 200 ai 250 mila euro, più il Consiglio di amministrazione? Oggi c’è una amministrazione diversa, tant’è che l’ultimo amministratore l'abbiamo cambiato riducendo di quasi il 50-60% il compenso, abbiamo tolto il consiglio di amministrazione, abbiamo creato una figura che riteniamo valida nel proseguire.
Queste cose le opposizioni non le devono ricordare, sennò esce male la battaglia che devono fare. A me manca anche un altro passaggio, non so cosa sarebbe accaduto se appena insediati, o anche se oggi, avessimo detto: la società che gestisce l’aeroporto è fallita. Immagino le conseguenze, il Consigliere Celani lo ha accennato, cosa avrebbero potuto dire le opposizioni? Sollevazioni popolari sui social, sulle televisioni. Credo che se oggi siamo ancora qui a cercare di portare avanti un percorso, a questo punto solo come maggioranza, perché le opposizioni si aggrappano ad una serie di motivazioni, ad una serie di cavilli per non votare questa posizione.
Il Consigliere Celani adesso ha ammesso che un piano industriale c’è, mentre prima mi sembrava di aver capito che qualcuno non sapeva neanche dell'esistenza del piano industriale, ha detto che è un piano industriale poco valido, che non vale niente, tutte queste cose, però ha ammesso che un piano industriale c’è.
I Consiglieri Maggi e Zaffiri non sono a conoscenza del piano industriale, mi sembra che ci sia scarta attenzione al di là degli annunci demagogici che vengono fatti e non c’è in approfondimento su un piano industriale che può essere giusto o sbagliato.
La preoccupazione che noi abbiamo, che è pari alla salvaguardia ed alla tutela della società e quindi dell’aeroporto, è quella dei dipendenti, il Consigliere Zaffiri lo ha ricordato più volte, ma immaginiamo un fallimento, immaginiamo cosa accadrebbe se l’aeroporto fallisse – dobbiamo fare il possibile per far avere le mensilità arretrate ai dipendenti, perché giustamente chi lavora deve essere pagato - il Consigliere Zaffiri è un maestro in queste cose perché è un sindacalista, quali conseguenze potevano esserci. I dipendenti sarebbero andati tutti a casa o ne sarebbero rimasti pochi, sarebbe stata una sconfitta non solo della politica regionale, ma di ognuno di noi perché quasi 100 persone non avrebbero avuto un lavoro.
La Giunta e la maggioranza voteranno questo passaggio di cifre, spero anche che le opposizioni lo facciano, che lasciano invariato il bilancio. Votando questa legge apriamo la strada ad un giusto progetto su cui lavorare, poi è chiaro che c’è un Tribunale che sta decidendo, c’è la Commissione europea, c’è l’Enac, c'è il Ministero, tutto un sistema, ma noi dobbiamo fare l’impossibile per risolvere questo problema che non parte da questa Giunta, parte da chi ha governato in altri momenti, parte anche dai revisori dei conti, qui non parliamo mai dei revisori dei conti, che stavano lì e non avevano un controllo su quello che accadeva? Non si sono accorti che in 5/6 anni prima del 2015, si stavano creando debiti di 40 milioni? Era solo un problema del Consiglio di amministrazione o dell’amministratore che comunque era responsabile? I revisori dei conti stavano lì giusto per girare i fogli e mettere pareri favorevoli.
Credo che noi in questi tre anni siamo riusciti a inquadrare il tutto, tutto può essere migliorabile, tutto può essere superabile, però non votare oggi questa legge dimostra ancora una volta che si fanno solo degli annunci, quello che si doveva fare, quello che avremmo fatto noi senza nessuna proposta, mentre noi siamo impegnati a cercare di risolvere questo problema che oltre ad essere una questione strutturale è un impegno forte che dobbiamo darci.
Concludo dicendo che pochi giorni fa, sono convinto che il Consigliere Zaffiri che è un attento lettore dei giornali l'avrà visto la notizia, la Regione Marche si è impegnata per creare dei voli aggiuntivi e per la prima volta sono cominciati voli charter con la Lettonia, l’Ucraina e la Lituania. Sono voli importanti perché ogni settimana sbarcano 500 persone che arrivano da quelle nazioni, e sapete dove facevano scalo prima? A Rimini, siamo riusciti a spostare dall’aeroporto di Rimini all’aeroporto di Ancona queste nazioni che arrivano e portano turisti nella nostra regione.
Noi crediamo in questo aeroporto altrimenti non faremmo un percorso alternativo, quindi l’obiettivo è salvare e contemporaneamente rafforzare gli arrivi nella nostra regione. Capisco che a chi ha la capacità di far atterrare aerei senza gomme queste cifre interessano poco.
Credo che lo sforzo che stiamo facendo sia importante, l’obiettivo è quello di salvaguardare l’aeroporto, i dipendenti ed anche la società.

Proposta di legge n. 205. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)


Interrogazione n. 605
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Utilizzo dei proventi derivanti dalle sanzioni di cui all’articolo 22 della legge regionale n. 19/2007”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 605 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. L’entità degli introiti delle sanzioni è: nel 2010 - 332.000 euro; nel 2011 – 431.000 euro, nel 2012 – 448.000; nel 2013 - 480.000 euro, nel 2014 - 371.000, nel 2015 - 446.000 euro.
Come sono stati realmente utilizzati? Qui ho il dettaglio Area vasta per Area vasta. Sulla base delle somme totali ripartite per ciascuna Area vasta, in ogni anno di riferimento, le stesse sono state destinate, nel rispetto delle percentuali stabilite, per l’acquisto di attrezzature e dispositivi, per sviluppare prestazioni aggiuntive e per contratti necessari a garantire la gestione ottimale dei servizi nonché dei progetti inerenti le attività della prevenzione primaria, cioè tutte le spese corrispondono al 70% di quota che deve andare su determinate azioni, e qui ci sono tutti i numeri a dimostrazione che quelle percentuali sono state rispettate.
La terza domanda è se effettivamente una quota del 10% è stata destinata al funzionamento della Commissione di esperti.
Nelle determine Asur sono state individuate quote pari al 10% degli introiti da sanzioni per il funzionamento della Commissione appositamente istituita in seguito a quanto previsto dall’articolo 22 della legge regionale.
Quali sono i risultati ottenuti dall’utilizzo dei proventi destinati al potenziamento dell’attività di formazione, di comunicazione del rischio e di informatizzazione dei Dipartimenti di prevenzione?
Le azioni di potenziamento dell’attività di formazione e di comunicazione del rischio sono state sviluppate attraverso l’Area vasta 2, in base alle indicazioni contenute in specifiche determine.
L’Area vasta 2 ha acquisito le risorse umane necessarie all’implementazione del portale regionale (veterinaria e sicurezza alimentare) ed ha realizzato due corsi di formazione a valenza regionale.
Gli eventi formativi sviluppati con i proventi delle sanzioni sono stati dedicati alla formazione specifica del personale sanitario che, a vario livello, contribuisce alla produzione dell’informazione tecnico-scientifica esposta nel portale.
Questa attività formativa è stata espletata attraverso corsi complementari alla formazione pianificata annualmente dalle Aree vaste in materia di sicurezza alimentare.
Il risultato maggiormente significativo in ambito di comunicazione del rischio e sicurezza alimentare è stato raggiunto attraverso il portale, il quale è il sito web istituzionale di informazione tecnico-scientifica fruibile in modo capillare da parte di tutti i portatori di interesse.
L’utilizzo razionale della tecnologia internet nell’ambito della comunicazione del rischio in sicurezza alimentare ha richiesto lo sviluppo di sinergie tra la Regione Marche, che supporta il software, e l’Asur che garantisce l’informazione specifica di tipo tecnico-scientifica alimentando il portale con l’informazione concernente le filiere di produzione, di trasformazione, ci commercializzazione, di distribuzione e di somministrazione degli alimenti.
Ci sono poi i grafici sull’utilizzo del portale nei mesi, quanti accessi e attività sono state fatte, quindi abbiamo tutti i dati complessivi Area vasta per Area vasta per ogni capitolo, il 10% rispettato e il grafico sul portale che dà le informazioni per tutti gli aspetti che riguardano il cibo.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. La risposta che l’Assessore ha dato riguarda l’applicazione della legge 11 dell’11 maggio 2001 che, come tutti sappiamo, doveva essere finalizzata alla formazione ed all’aggiornamento degli operatori della vigilanza ed ispezione nel predetto servizio.
Se queste cose, che ora verificheremo, sono state rispettate ci fermeremo qui, altrimenti faremo altre interrogazioni.
Noi abbiamo chiesto, lei ha risposto, siamo zero a zero, vedremo in futuro cosa succederà.

Interrogazione n. 615
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Ritardo nell’erogazione dei contributi PSR per le annualità 2015, 2016 e 2017”

Interrogazione n. 618
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Mancata erogazione contributi Misura ‘agricoltura biologica’”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 615 del Consigliere Fabbri e l’interrogazione n. 618 della Consigliera Leonardi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Vi ringrazio per aver chiesto di parlare di questo argomento che non riguarda soltanto le Marche, ma l’Italia intera.
Il Consigliere Fabbri, che era presente al Comitato di sorveglianza, ha ascoltato quello che ho detto al Presidente della Commissione agricoltura, ma ha ascoltato anche quello che il Presidente ha risposto, ovvero che il problema di Agea è un problema italiano, è un problema serio ed è un problema che è stato anche evidenziato al Governo italiano più volte ed alla stessa Agea, che è stata anche oggetto di lettere di censura.
Faccio una premessa nel dire che - e in questo faccio un encomio agli uffici perché qui parliamo di indennità compensativa, quindi di misure a superficie soprattutto, che sono per intenderci le misure che vengono pagate ad ettaro e sono quelle più semplici e che aiutano maggiormente, insieme alla Pac gli allevatori e gli agricoltori soprattutto delle aree interne - quando ci sono stati “donati” i 160 milioni di euro per le zone del terremoto e per gli obiettivi di rinascita di quei territori, c’è stata una azione velocissima da parte degli uffici che in soltanto tre mesi, grazie anche al lavoro fatto dalle Commissioni e da questo Consiglio, sono riusciti ad ottenere il parere della Comunità europea e a fine dell’anno scorso, inizi di questo anno, a mettere a bando le misure a superficie, proprio perché era necessario dare un sostegno a queste attività che tra l’altro sono quelle più penalizzate che devono mantenersi per le tante questioni che ci siamo detti sulle aree interne.
Purtroppo una volta che i bandi sono stati emanati, una volta che sono state assegnate dagli uffici le risorse, per cui gli assegnatari erano chiari, il problema è sorto nell’imbuto di Agea, quindi la Regione cosa può fare?
La Regione ha scritto più volte, poi magari leggerò nel dettaglio e lascerò anche il documento se lo volete vedere perché è più tecnico, ed io più volte sono andata ad Agea ed ho parlato sia con il Direttore che con il Dirigente, abbiamo fatto telefonate di fuoco, abbiamo riunito le associazioni di categoria; l’ultima cosa che abbiamo fatto è stata quella di fare un elenco, che più volte avevamo mandato dal punto di vista tecnico, delle criticità, compreso il fatto che voi riportate di Vallefoglia. Agea a tutt’oggi non ha la possibilità di inserire i catastali dei Comuni che si sono fusi perché loro usano per legge il catasto nazionale che evidentemente non è aggiornato.
Questa è una cosa gravissima che noi abbiamo evidenziato già da tempo, abbiamo detto che dovevano risolvere il problema e se volevano potevamo risolverlo noi. Ci siamo messi a disposizione anche tramite l’Ing. Guglielmi, perché noi, come sapete, abbiamo venduto il nostro Siar ad altre Regioni, tra cui la Liguria, la Sardegna, quindi è chiaro che è un sistema informativo che funziona e funziona molto bene, ma il problema rimane lì.
La scorsa settimana io insieme alle associazioni di categoria ed agli uffici siamo andati ad Agea, le associazioni di categoria con i loro tecnici, ed abbiamo evidenziato dal nostro punto di vista anche le problematiche che voi avete elencato, che sono quelle emergenti, ma ce ne sono anche altre, abbiamo chiesto loro di risolvere, abbiamo dato anche delle indicazioni su come potessero risolvere queste questioni dal punto di vista tecnico, perché è soltanto dal punto di vista informatico e tecnico che si può risolvere questo problema, ed abbiamo fatto fare il monitoraggio ai nostri tecnici. Il pomeriggio del 7 giugno torneremo, io, i tecnici e tutte le associazioni di categoria, perché questa è una difesa delle aziende che non può essere fatta soltanto da me che mi metto a capo di una protesta oppure soltanto dalle associazioni, bisogna in maniera seria risolvere il problema e cercare di tracciare punto per punto una linea.
Sono state richieste delle giornate di formazione specifiche, che saranno l’11 e il 12 giugno, per riuscire ad armonizzare ancora di più i sistemi e abbiamo anche proposto un gruppo di lavoro interregionale che sta già lavorando perché la problematica non è soltanto, ahimè, marchigiana, ma è a livello italiano.
Non so se vale la pena che legga tutta la relazione che è stata fatta, forse è meglio che ve ne dia copia perché ci sono tutte le campagne.
La campagna 2016 con tutti i pagamenti che sono stati fatti, la campagna 2015 che per fortuna da noi è andata meglio, ci sono Regioni che stanno peggio di noi e la 2017, se vi può interessare ve la consegno, così se ci sono altri problemi ce li diciamo dopo che avete letto con calma la parte tecnica.
Addirittura il Presidente Ceriscioli ha fatto una prova con gli uffici, ha fatto finta di essere un Centro autorizzato di assistenza agricola (Caa) ed ha preparato e predisposto l’inserimento di una procedura di richiesta di misura superficie e il blocco viene da Agea, è evidente che il blocco viene da Agea e lo riconosce Agea ed anche le associazioni di categoria.
Per alcune cose è fisiologico che qualche problema ci possa essere, ma lo abbiamo risolto, i problemi grandi stanno lì, ma non è una cosa che dico soltanto io, ormai è diventata un’emergenza europea, perché la Comunità europea ha richiamato più volte Agea ritenendola dannosa perché gli obiettivi della CE di rinvigorire alcuni settori vengono bloccati da questo atteggiamento che sicuramente non è virtuoso, ma si potrebbe dire anche peggio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Si, Assessore, effettivamente è importante andare a fondo di questa situazione perché abbiamo visto nel Comitato di sorveglianza oltre alla denuncia che ha fatto il Commissario che nella prossima programmazione ritorna in vigore l’N+2, non l’N+3, quindi dobbiamo assolutamente accelerare la certificazione della spesa dato che gli uffici sono solerti.
Il discorso è che se l’imbuto è informatico, bisognerà utilizzare delle squadre di softwaristi più efficaci, quindi facciamo pressione, altrimenti aggreghiamoci a qualche altra Regione che ha un organismo pagatore in proprio, perché se non se ne viene a capo …

(interrompe l'Assessore Casini)

Piergiorgio FABBRI. Sono anni che parliamo di misure a superficie, dovrebbero andare in automatico, se tra il fascicolo del produttore e l’estrazione che fa il Siar è cambiata una piccola particella marginale, un’aia, un pezzettino di bosco, per poche decine di metri quadri per due o tre anni viene bloccato tutto l’investimento. La cosa non è sostenibile da parte dell’agricoltore, dell’impresa che su questi fondi fanno affidamento per la loro sopravvivenza, quindi dobbiamo fare qualsiasi sforzo per sburocratizzare il procedimento, renderlo trasparente, più agevole e andare sulla sostanza dei controlli e non fermarci su cose che sono assolutamente di dettaglio, formali e non sostanziali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta, ora leggerò il lungo elenco di dati che ci ha fornito.
La cosa che mi premeva di più era poter dare delle certezze anche relativamente ai tempi, ma credo che questa sia la preoccupazione di tutti, quindi penso di sfondare una porta aperta.
Se questi ulteriori solleciti, questi incontri, che lei aveva già annunciato tramite stampa, si sono svolti quando la questione è diventata di pubblico dominio attraverso la stampa, attraverso gli appelli degli agricoltori e delle associazioni di categoria, se il problema è ormai consolidato nel senso che non è, lei lo ha ribadito, una novità di questi giorni e riguarda tutta l’Italia, forse andava messa mano in maniera forte già qualche anno fa a questo problema.
La cosa che a me premeva di più era capire e dare una risposta rispetto alle tempistiche perché queste persone, questi piccoli agricoltori ed allevatori sono ovviamente in difficoltà nel momento in cui fanno affidamento su determinate risorse che gli spettano, ma nel momento di vedersele effettivamente erogate non arrivano mai. Non so se all’interno della risposta che ci ha dato ci sono alcune indicazioni veritiere, non perché lei dica qualcosa di non veritiero, perché già Agea ha dimostrato nel tempo di non essere conseguente alle promesse di adempiere, come aveva fatto su solleciti precedenti.
Darò anch’io un’occhiata, però è evidentemente che è un problema verso il quale è necessario magari fare maggior corpo comune, maggior forza con quelle Regioni che si affidano ad Agea ed assumere dei provvedimenti che possano sopperire. So che si era parlato di aumento di personale su Agea, di investimenti, evidentemente sono state fatte scelte diverse che ricadono sui beneficiari di questi importantissimi investimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Forse non ho detto due cose, la prima è che oltre al primo incontro c’è un monitoraggio tecnico degli uffici, ogni giorno loro controllano tutto “l’elenco della spesa” delle inefficienze di Agea, che noi abbiamo consegnato quando siamo andati con le associazioni di categoria, quindi c'è un gruppo tecnico della Regione Marche ed un gruppo tecnico interregionale delle Regioni che hanno Agea e che hanno difficoltà in quanto alcune tematiche sono comuni.
Il pomeriggio del 7 giugno saremo ad Agea per monitorare fisicamente, anche dal punto di vista politico, sia io che tutte le associazioni di categoria della Regione Marche, ed in questo incontro tecnico-politico chiederemo contezza di tutto quello che c’è stato, dopodiché decideremo cosa fare.
La protesta mi avrebbe dato una visibilità personale che non mi interessa, Io l'ho evitata perchè cerchiamo di risolvere i problemi mettendo a disposizione anche i nostri tecnici che sono stati a Roma per giorni, dopo il 7 vi saprò dire quello che sarà in maniera più ufficiale.

Interrogazione n. 616
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Avviso pubblico per un incarico quinquennale di Dirigente medico: Direttore di struttura complessa, disciplina chirurgia generale, per lo stabilimento di Macerata del Presidio unico dell’Area vasta 3 indetto con determina del Direttore n. 636/Av3 del 14 giugno 2016 – Motivazione del mancato espletamento”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 616 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. L'Azienda giustifica il ritardo nell'espletamento della procedura evidenziando che si è resa necessaria una rivisitazione delle reti cliniche in applicazione del d.m. 70/2015 con analisi dei volumi minimi di attività relativi alle singole procedure chirurgiche, questo sui punti 1 e 2.
Sul punto, 3 l'Azienda dichiara che la procedura verrà completata entro i prossimi mesi. Nel frattempo l'attività viene garantita senza soluzione di continuità da dirigenti medici del Dipartimento chirurgico del Presidio unico ospedaliero, a cui sono state attribuite temporaneamente le funzioni di sostituzione, ex articolo 18 del CCNL 8 giugno 2000.
Quindi l’Azienda dice che ha tardato nell’espletare la procedura perché voleva essere sicura che quel posto effettivamente restasse all’interno del quadro della pianta organica delle necessità, in base al d.m. 70, e completerà nei prossimi mesi la procedura per la selezione del Dirigente tenendo conto che le funzioni sono state espletate da un facente funzione nel tempo intercorso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ringrazio il Presidente Ceriscioli, ovviamente non sono soddisfatto, il Direttore della struttura complessa disciplina chirurgia generale dell’Area vasta 3 di Macerata è stato posto in pensione nel 2015 e siamo nel 2018.
Nel 2016, l’anno dopo a giugno, il Direttore dell’Area vasta ha emanato un avviso, un bando pubblico che non ha avuto nessun esito perché non è stata nominata neanche la Commissione ed il concorso non è stato mai fatto.
Questa segnalazione noi l’abbiamo avuta da persone molto qualificate che hanno presentato il loro curriculum ed hanno partecipato al bando, ma nel frattempo sono rimaste lì a bagnomaria e nessuno ha detto più nulla.
Sul quotidiano delle cronache maceratesi del gennaio 2018, il Direttore generale Asur Area vasta 3 di Macerata riferiva che alla base della scelta della Direzione dell’Area vasta – intanto era stata temporaneamente nominata una persona - c'era una valutazione dei curricula con una analisi comparativa.
Noi abbiamo fatto l’accesso agli atti chiedendo la relativa documentazione di affidamento dell’incarico, ci hanno risposto che non è stato nominato nessun Direttore, ma solo un facente funzione e quindi non si capisce perché, e lei Presidente non ce lo ha spiegato, non è stato dato corso al bando nonostante i numerosi chirurghi di chiara fama che hanno partecipato e perché si sta aspettando tanto per fare una procedura corretta nonostante sia passato molto tempo.
Lei ci ha fornito una motivazione irrisoria e insussistente.

Interrogazione n. 619
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Ritardi del bando pubblico per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 619 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Per l'espletamento delle procedure di gara in capo alla Regione, sia per i servizi extraurbani che per quelli urbani di tipo automobilistico, la cornice di riferimento è stata costruita sulla base delle pregresse attività che hanno consentito nel tempo di individuare gli Ambiti Territoriali Ottimali, di approvare il Programma triennale regionale dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale, di raccogliere la documentazione relativa alla programmazione dei servizi urbani dei Comuni più grandi e più piccoli e di approvare il Progetto di Rete che rappresenta lo strumento di individuazione dei servizi trasportistici minimi extraurbani da mettere a base della gara per il rinnovo dei contratti di servizio.
A luglio 2014, con delibera di Giunta regionale 923, la Giunta regionale ha adottato e trasmesso al Cal per il relativo parere gli schemi della documentazione di gara. L'organismo di rappresentanza delle Autonomie locali ha presentato molti rilievi, esprimendo in merito un parere negativo e bloccando di fatto per diverso tempo il prosieguo della procedura.
In attuazione di quanto previsto dalla normativa europea di settore, nel luglio 2016 è stato pubblicato l'avviso di preinformazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea relativo alla gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale automobilistico urbano ed extraurbano.
Successivamente, con delibera di Giunta regionale 1607/2016 la Giunta regionale ha adottato schemi di gara, rivisitati ed aggiornati da parte degli uffici, da sottoporre al parere del Cal. Su tali schemi il Cal si è espresso nella seduta del 20 marzo 2017, formulando parere favorevole, condizionato al recepimento di molteplici prescrizioni che dovranno essere valutate dalla Giunta regionale. Gli uffici hanno avviato il lavoro di aggiornamento di tali schemi dei documenti di gara, che dovranno ora tornare in Giunta per la successiva e definitiva approvazione.
Quali sono le motivazioni e le eventuali problematiche che non permettono la progressione delle procedure del bando in oggetto?
I principali eventi che hanno aggravato la complessa situazione e rallentato il processo per la preparazione dei documenti di gara, sono stati gli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 e le successive numerose repliche, che oltre a creare una situazione di forte disagio nelle popolazioni colpite, hanno causato nuove esigenze di mobilità transitoria - per le popolazioni inizialmente albergate (lavoratori e studenti) a favore delle quali è stato necessario, in emergenza, riorganizzare un vero e proprio potenziamento dei servizi esistenti - ma anche mutati fabbisogni di mobilità sistematica post emergenza, soprattutto nei comuni colpiti dal sisma dei bacini provinciali di Ascoli Piceno e Macerata.
Il complesso e lungo processo di ricognizione e individuazione dì tutti i beni essenziali (depositi e materiale rotabile) e personale delle aziende che svolgono il servizio di trasporto pubblico locale da porre a base di gara.
La Regione Marche, ultima in termini di assegnazione pro capite del corrispettivo, è volta ad ottenere una più favorevole ripartizione del fondo nazionale che coincide con il passaggio a nuovi criteri di riparto del fondo stesso basati su costi e fabbisogni standard, in aderenza con le previsioni costituzionali che stabiliscono livelli essenziali anche per i servizi pubblici locali. Ad oggi il Mit sta approvando il primo d.m. che approva il metodo di calcolo del costo standard sul quale le Regioni hanno dato l'Intesa dopo un lungo confronto sui tavoli tecnici, dove anche le Marche hanno lavorato attivamente. Seppur al momento non è noto l'impatto che tale decreto produrrà sull'assegnazione del fondo nazionale a favore della nostra Regione, sicuramente è da ritenere un atto utile perché segna l'avvio del superamento della spesa storica.
L'ufficio inoltre è da tempo impegnato ad avviare le complesse operazioni di finanziamento e rinnovo del parco rotabile. Complessivamente sono a disposizione delle Marche più di 30 milioni di euro di investimenti per il rinnovo degli autobus circolanti. Anche questo aspetto ha un impatto determinate sulle gare.
Altre attività finanziate con il Por-Fesr costituiscono in questo momento una priorità per l'ufficio trasporti per la necessità di certificazione della spesa; fra queste l'avvio del sistema di bigliettazione elettronica ed il completamento dell'infomobilità aziendale, nonché l'attuazione del progetto sulla mobilità elettrica e le varie misure di finanziamento della mobilità ciclistica, che pure favorisce l'intermodalità con il trasporto pubblico locale.
Va ricordato che la Regione Toscana che è partita per prima per la gara aperta ha dovuto gestire moltissimi contenziosi e dopo 4 anni non è ancora addivenuta all'affidamento dei servizi post gara.
Entro quale data si prevede la pubblicazione del bando sopra citato?
A termini del regolamento comunitario 1370, entro il 2019 dovrà essere bandita la procedura aperta per l'affidamento dei servizi trasporto pubblico locale su gomma.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore perché ha fornito una risposta dettagliata ed esaustiva. Resta da parte mia, Assessore, la sollecitazione a trovare una sintesi quanto prima possibile perché, come le dicevo anche nelle premesse dell’interrogazione, questa necessità del bando, che prima veniva quasi vista con paura dalle aziende, adesso viene considerata un'opportunità, quindi sono le stesse aziende del territorio che ne sollecitano l’avvio. D’altra parte è un elemento di preoccupazione se il fondo di ripartizione nazionale dei trasporti pubblici dovesse per qualche motivo diminuire. Questo sì che è un elemento di preoccupazione.
Capisco che avanzare e portare avanti un bando europeo non sia cosa facile, nel senso che è un procedimento piuttosto complesso, capisco che ci sono state delle difficoltà inerenti gli eventi sismici che sicuramente hanno rallentato, però penso che ci sia ormai la necessità di trovare una sintesi, su questo converrà con me, anche perché se aspettiamo di perfezionare il bando, perché vogliamo evitare i ricorsi, cosa legittima ..., le auguro che non ci siano ricorsi, ma per quanto cercheremo di perfezionare, credo che alla fine qualche ricorso ci sarà, ci saranno in ogni caso.
Quindi affrontiamo il toro per le corna, armiamoci di coraggio e arriviamo all’emanazione di questo bando, mi auguro, entro il 2018, se possibile.
All’ultima domanda ha risposto in maniera formale, sappiamo di essere in ritardo e, ripeto, questo bando non è più un evento visto con timore ma al contrario come un’opportunità, per cui cerchiamo di fare sintesi per arrivare a questo bando il prima possibile. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

Interrogazione n. 617
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zura Puntaroni, Zaffiri
“Adesione della Regione Marche alla sperimentazione del progetto ‘Bandiera Lilla’ per la realizzazione di aree turistiche adeguatamente attrezzate per i disabili”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 617 dei Consiglieri Malaigia, Zura Puntaroni, Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. In riferimento a quanto richiesto dai Consiglieri regionali Malaigia, Zura Puntaroni e Zaffiri, si evidenzia che, ad oggi, malgrado l'interesse manifestato da alcuni Comuni costieri, non sono state assegnate 'Bandiere Lilla' ai Comuni della Regione Marche e, del resto, da una visione del sito ufficiale dell'associazione, risulta che i Comuni italiani che hanno ottenuto tale riconoscimento, per il biennio 2018/2019, sono in tutta Italia 17. Sarà impegno di questo Assessorato perseguire l’obiettivo di far partire le procedure per l’individuazione dei Comuni 'Bandiere Lilla' almeno nell’anno 2019.
Con il progetto finanziato dall'Unione europea, denominato 'All Now', cui la Regione Marche era partner, sono state contattate diverse strutture ricettive, per verificarne l'accessibilità e la dotazione di servizi per le persone diversamente abili, la loro disponibilità ad effettuare migliorie tali da permettere una migliore accessibilità e la disponibilità ad essere inserite in un net-work europeo. Il percorso è in fase di definizione e avremo poi la possibilità di capire quante sono le strutture che hanno la capacità e l’attenzione su questo tema.
L'Assessorato al turismo nel frattempo sta predisponendo un progetto, che è il primo in Italia, in accordo con le Associazioni di categorie della ricettività marchigiana, per garantire, alle famiglie con persone diversamente abili che trascorrono un periodo di vacanza nelle nostre strutture ricettive della Regione Marche, assistenza infermieristica e sociale gratuite, da richiedere, tramite un apposito numero verde, ad una struttura dedicata, così da poter garantire un'assistenza costante e specialistica alle persone e sollevare temporaneamente le famiglie dalle incombenze quotidiane, anche se solo per un breve periodo.
Il progetto, risorse finanziarie permettendo, dovrebbe essere operativo e attuato, in via sperimentale, nel mese di agosto di questo anno.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta che anticipo immediatamente non mi trova soddisfatta.
Le 'Bandiere Lilla' in tutta Italia sono poche, ma penso che anche le 'Bandiere Blu' abbiano iniziato in questa maniera, probabilmente all’inizio il progetto non avrà avuto una adesione di massa, ma è stato sufficientemente promosso un progetto di questo genere?
Spero di aver capito male, Assessore, per quanto riguarda il progetto lei sta proponendo, ho capito che lei propone un'assistenza sociale infermieristica alle famiglie per poterle sollevare da questo ..., a questo punto penso che sia un incomodo per la famiglia.
Lei si rende conto che cosa significa per una famiglia aspettare il momento della vacanza, che è un momento privo di incombenze lavorative e di altri problemi? Lei sa cosa significa per una famiglia aspettare questo momento per poter stare finalmente insieme e cercare un territorio che possa accoglierla, per stare insieme e godersi una certa parte dell’anno, in santa pace, in serenità? Una vacanza tutti insieme, la famiglia non vuole che l’incomodo ..., perché non si tratta di mettere il disabile in una specie …, il disabile non è un cane che va tolto dalla famiglia, un disabile non è un peso per la famiglia.
Non vedo nel libricino di destinazione Marche, che è stato fatto dall’Assessorato con fondi anche europei, alcun riferimento. Qui c’è da promuovere una cultura dell’accessibilità, una cultura che evidentemente non è stata assolutamente presa in considerazione, poi facciamo le sceneggiate sull’adesione alla convenzione Onu sui diritti dei disabili, però ce li vogliamo togliere di mezzo: troviamogli una assistenza, cerchiamo di sollevare le famiglie! Questa è un offesa anche nei confronti di caregiver che tutti i giorni soltanto mossi da amore per il loro familiare si occupano 24 ore su 24 di un disabile.
Spero che, come lei ha promesso, almeno nel 2019 si prenda in considerazione questo progetto che, attenzione, era stato approvato qui dentro all’unanimità, quindi un impegno c’è ed io ho fatto questa interrogazione perché alcuni Comuni che vorrebbero e si stanno attrezzando per favorire un turismo pienamente accessibile mi hanno chiesto come fare, non trovando alcuna informazione in questo senso. Sapevano che la Regione aveva aderito al progetto “Bandiera Lilla”, non c’è una modulistica, non c’è una persona di riferimento, è chiaro che la Regione Marche non ha nessuna “Bandiera Lilla”. Nella cartina della nostra regione sono indicate tutte le Bandiere conferite, come i Borghi più belli d’Italia, per cui un turista sa che cosa andare a cercare, inizialmente ci sarebbe potuto essere anche uno o due siti. Parliamo sempre di barriere architettoniche e sensoriali e del loro abbattimento, ma laddove abbiamo delle realtà non le sappiamo nemmeno valutare, valorizzare.
Qui sarebbe stato opportuno ..., Assessore mi fido, confido che magari dietro mia sollecitazione questo percorso abbia inizio, però rigetto assolutamente il progetto pilota di fornire assistenza sociale e infermieristica, che poi dovrebbe essere data sempre e non soltanto nel periodo di vacanza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Prendo atto e quindi ringrazio la Consigliera Malaigia, ma rispondo soltanto per precisare che il progetto, letto così, davo per scontato che fosse chiaro, invece giustamente non era comprensibile.
Il nostro progetto ha lo scopo di far venire i turisti nella regione Marche e portare con loro parenti o familiari, il progetto è in questo senso.
In accordo con le associazioni di categoria (Confcommercio, Confederesercenti, Federalberghi), stiamo elaborando un progetto che dia la possibilità in estate a tutte le strutture ricettive delle Marche, dalla costa alla montagna, che lo vogliono, di mettere a disposizione un numero verde per chi arriva lì ed ha un familiare con una criticità, una disabilità e non lo può lasciare, rischiando così di non poter fare una vacanza. Per alcuni periodi della vacanza, per alcune ore della vacanza, la Regione Marche mette a disposizione in quella struttura del personale. E' una grande opportunità e secondo me questo è un messaggio non solo turistico che si dà alle famiglie che vogliono portare con loro i familiari in vacanza.
Se durante la vacanza la famiglia vuole fare un’escursione, la Regione Marche mette a disposizione una assistenza per quelle ore specifiche, quindi la famiglia può fare l’escursione e il diversamente abile ha un’assistenza continua, quindi viene garantito un servizio. E' il primo che si offrirebbe in Italia, è in via sperimentale perché questo significa mettere in piedi un sistema per dare un segnale forte di accoglienza per un turismo sostenibile ed accessibile.
Questa è un po’ l’impostazione. Questo mio intervento è aggiuntivo per dire che nel 2019 saranno date ai Comuni le 'Bandiere Lilla'.

Interrogazione n. 620
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Linee di indirizzo procedurali ed attuative per l’attuazione della legge regionale n. 26/2017 concernente ‘Uso terapeutico della cannabis’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 620 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispondo per conto del Presidente.
Attualmente le linee di indirizzo procedurali ed organizzative per l'attuazione della legge regionale del 7 agosto 2017, n. 25 concernente "Uso Terapeutico della cannabis", non sono state completamente messe in atto.
Tuttavia questa Amministrazione in data 26 aprile 2018 con nota prot. n. 3770, ha richiesto al Ministero della salute Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, dei chiarimenti relativi alla prescrizione di preparazioni magistrali a base di cannabis, ciò è propedeutico per l'applicazione omogenea della legge regionale 26/2017, nonché per la programmazione del fabbisogno regionale ed il monitoraggio dei medicinali e dei preparati magistrali importati che sono autorizzati dall'Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della sanità.
Inoltre ha avviato in data 14 maggio 2018 con nota prot. 4208, la procedura per istituire un gruppo di lavoro per quanto previsto dalla legge regionale 26/2017 per:
- realizzare corsi di formazione e di aggiornamento periodici per gli operatori sanitari;
- promuovere la ricerca e la sperimentazione scientifica;
- promuovere i progetti di ricerca su cure palliative e terapie del dolore.
Per quanto riguarda la diffusione della conoscenza dell'impiego e degli effetti della cannabis per finalità diverse da quelle terapeutiche, nella nostra regione "da alcuni anni, in considerazione dell'interesse sempre più crescente della coltivazione della canapa per le peculiarità qualitative e salutistiche dei propri prodotti, constatata la difficoltà di trovare coltivazioni ‘economicamente valide e remunerative’ in alternative alla bietola (non più coltivabile per scelte nazionali e comunitarie), nonché per praticare una necessaria e valida rotazione colturale, si sta diffondendo la coltivazione della canapa sativa che riserva particolari aspettative" (e-mail 4 giugno 2018 del Servizio agricoltura forestazione e pesca).

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Sciapichetti che malgrado quanto ha affermato nell’ultima risposta alle mie interrogazioni, si è reso disponibile a rispondermi al posto del Presidente Ceriscioli, che naturalmente latita come spesso avviene.
Ricordo che la Commissione competente nella seduta n. 87 del 26 ottobre 2017 aveva già fatto presente alla Giunta, agli uffici ed ai funzionari che tra gli indirizzi mancavano questi aspetti molto peculiari della proposta di legge, che erano anche il valore aggiunto della modifica della vecchia legge.
Ricordo anche che si parla di informazione scientifica e di accordi ministeriali e, secondo il parere della sottoscritta, ma sicuramente io non sono un’esperta in materia, la realizzazione di quello che è previsto in Italia da 10 anni a questa parte, cioè l’utilizzo di cannabis terapeutica per alcune terapie, non può richiedere più di pochi mesi.
Quindi mi sorprende questa risposta, questa tarda attivazione da parte degli uffici, perché lei mi parla di due note, che vorrei avere, del 24 aprile 2018 e del 14 maggio 2018, mentre l’attuazione della legge in questione doveva essere prevista entro 90 giorni e siamo arrivati quasi a 300. Ricordo che gli stessi uffici risposero alle osservazioni poste dalla Commissione competente in data dicembre 2017, dicendo che, viste le peculiarità di questa proposta, l’innovazione di questa proposta di legge, serviva maggior tempo, ma non pensavamo che occorressero altri 5 mesi.
Chiediamo alla Giunta, all’Assessore latitante, o chi per lui voglia riportare questa nostra voce, agli uffici di attivarsi e di essere un po’ più presenti su quelle che sono le indicazioni della stessa Commissione sanità.
Non mi ritengo assolutamente soddisfatta, vorrei avere anche la copia delle note che mi ha citato in risposta per verificare che mi sia stato risposto a quello che ho chiesto e non fischi per fiaschi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Il Presidente come sa è impegnato non solo a stare in Aula.
Da oggi avete il Presidente del Consiglio e vi renderete conto che il Presidente del Consiglio non sta solo alla Camera ed al Senato, ma deve fare anche altro, quindi da oggi sarà latitante anche il vostro Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente, per fortuna c’è lei e non il Presidente Mastrovincenzo. Non sono previste repliche alle risposte alle interrogazioni, se vogliamo modificare il Regolamento del Consiglio le prevediamo.
Non credo che il Presidente abbia bisogno di avvocati difensori, se decidiamo di metter mano al Regolamento per prevedere la replica perché altrimenti …

PRESIDENTE. No, questo non è possibile.

Romina PERGOLESI. o viene rispettato il Regolamento, o non mi sembra corretto questo comportamento.

Mozione n. 185
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Busilacchi
“Budget Area vasta 2”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 185 dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Busilacchi.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ha ragione il Presidente Celani a porsi la domanda di chi illustra questa mozione che ha firme autorevoli, quindi poteva essere illustrata dal Presidente Volpini ed anche dal Consigliere Busilacchi.
Visto che parliamo di un’area vasta di circa 500 mila abitanti, una provincia che ha un terzo degli abitanti della regione, una provincia che non tende ad isolarsi, anzi, ha cercato sempre di fare sistema, che sa che il valore delle Marche è proprio nell’unità del territorio nel suo insieme, quindi nessuna fuga, voglio partire un attimo dal piano socio sanitario regionale, Consigliera Pergolesi, quello dal 2018 al 2020, quello su cui si è cominciato a discutere, perché gli indirizzi prioritari e le logiche strategiche sono molto importanti.
Il piano sanitario regionale 2018/2020 della Regione Marche - poi su questo, non oggi, si aprirà a breve un lungo dibattito, sono certo che ci sarà tantissima partecipazione, una partecipazione a tutto campo – si ispira al modello comune di politica salute 2020, che 53 Stati membri della Regione europea, dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno concordato. Quindi ha alcuni obiettivi, appunto quelli dell’Oms, migliorare in modo significativo la salute e il benessere delle popolazioni, ridurre le diseguaglianze di salute, rafforzare la sanità pubblica e garantire sistemi sanitari che pongano al centro la persona e che siano universali, equi, sostenibili, di alta qualità.
Potrei continuare su alcuni principi importanti come equità, sostenibilità, qualità, trasparenza, responsabilità, equità di genere, parità dei sessi, dignità e diritto a prendere parte ai processi decisionali. Questa è la sfida che poniamo ed è una sfida altissima ed io credo anche entusiasmante per chi crede nel diritto di tutti a prendere parte ai processi decisionali, soprattutto da parte del cittadino.
Potrei continuare, questi sono alcuni principi del piano che dovrà essere riempito di contenuti e su cui sarà chiamata poi a pronunciarsi prima la Commissione poi l’Aula, la Giunta, ma soprattutto le Marche e i marchigiani.
Dentro questo ragionamento 'di Marche', abbiamo fatto anche alcune leggi che hanno questa dimensione e ne voglio citare una perché è importante e punta non solo a riorganizzare il servizio sanitario, ma conta di costruire all’interno del servizio sanitario regionale omogeneità, attraverso il ruolo forte delle organizzazioni sindacali, del mondo del lavoro e dei lavoratori come protagonisti e come operatori sanitari.
Questa legge, che abbiamo fatto, si pone di costruire omogeneità senza abbassare il livello ma alzandolo, è la n. 8 del 21 marzo 2017 ed ha un articolo molto chiaro: “la Giunta regionale entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore di questa legge adotta con riferimento agli enti del servizio sanitario regionale, linee di indirizzo finalizzate a superare le disparità relative al trattamento economico accessorio per il personale che svolge le medesime attività”.
Qui l’articolo 8, anche se non nei tempi stabiliti dalla legge, è stato rispettato, perché c’è la delibera n. 1638 del 27 dicembre 2016 che stabilisce fra gli altri aspetti quello della verifica dei fondi contrattuali, ovvero “l’Asur si impegna sulla base - poi c’è un’altra delibera che integra questa - della documentazione già prodotta e in corso di produzione, attraverso il confronto con le delegazioni sindacali di Area vasta (RSU e OO.SS.), ad accertare divergenze applicative sulla costituzione dei fondi, dando mandato alle stesse Aree vaste ad assumere gli eventuali e conseguenti provvedimenti in autotutela per la loro esatta quantificazione - addirittura qui c’è una data- entro febbraio 2017. Il tavolo a partecipazione OO.SS. E e Rsu di Area vasta potrà essere riconvocato su richiesta delle parti qualora se ne rilevasse la necessità”.
Che la ricostruzione dei fondi contrattuali fosse un fatto importante lo dimostra anche un’iniziativa di non molti giorni fa che riguarda i lavoratori degli ospedali riuniti di Ancona, e quindi dell’Azienda Torrette, tant’è che c’è stata anche una conferenza stampa che ha visto la presenza del nostro Presidente Ceriscioli, del Direttore generale degli ospedali riuniti di Torrette, dott. Caporossi, del Presidente Volpini, del Sindaco del Comune di Ancona, e si dice chiaramente: “Sin dalla nascita dell’Azienda degli ospedali riuniti è emersa la notevole differenza di stipendio che penalizzava gli operatori degli Ospedali riuniti di Ancona rispetto a quelli delle altre aziende del sistema sanitario regionale. L’amministrazione regionale ha sempre considerato questa disparità tra le priorità da risolvere e, in condivisione con il Comune di Ancona, ha assegnato all’Azienda l’obiettivo di procedere alla ricostruzione dei fondi contrattuali del comparto e della dirigenza. Obiettivo raggiunto, steso un atto robusto, condiviso, nella logica della coerenza che restituisce diritti ai lavoratori e crea un nuovo punto di partenza per il futuro dell’ospedale di Torrette”.
Mi piace citare anche il Presidente Volpini, che è arrivato ora, che sa quanto apprezzo il suo lavoro, che dice che è un atto di giustizia ed equità.
Ho parlato di una legge regionale, ho parlato di una delibera della Giunta regionale, ho parlato di una conferenza stampa e aggiungo, visto che siamo in un’Aula consiliare e ci sono legislatori, ci sono persone che conoscono la politica, che un atto così importante deve essere accompagnato da altri provvedimenti importanti e per quanto riguarda i fondi contrattuali c’è stato un pronunciamento, una richiesta precisa della Rsu dell’Area vasta 2: quanto realizzato deve essere fatto anche per l’Area vasta 2, lo dico in quest’Aula perché è il luogo più alto della democrazia marchigiana, quindi ad atti importanti debbono seguire atti altrettanto importanti.
Nella mozione noi facciamo riferimento ad alcune specificità di carattere regionale e citiamo la Banca degli occhi delle Marche presso l’ospedale Profili di Fabriano, che ha un costo sostenuto dall’Area vasta 2, come la centrale operativa del 118 che ha un costo notevole.
L'Assessore Cesetti sa quanto è importante la Stazione unica appaltante regionale ed il personale amministrativo di questa struttura, importante, strategica, fondamentale, che tra l’altro ha comportato e comporta notevoli risparmi negli acquisti, ricade nei costi dell’Area vasta 2. Quindi vogliamo mantenere una dimensione regionale ma al tempo stesso non vogliamo ridurre, per non compromettere la possibilità di agire sulla spesa, soprattutto quella quotidiana, corrente, non legata agli investimenti per capirci, anche se è una Azienda importante, la spesa di questa o di quell’altra Area vasta.
Siamo in presenza di atti importanti per la Regione Marche tant’è che il Consigliere Urbinati a cui non sfugge nulla dell’attività del Consiglio, soprattutto del nostro gruppo, anche se ha un approccio molto democratico perché non mi ha mai detto di non intervenire su questo o su quell’argomento, ha detto poc’anzi di capire le specificità anconetane, ma ce ne sono altre che andrebbero costruite anche con la collaborazione del Presidente Volpini in una risoluzione che tenga conto dei fondi contrattuali, dei fondi contrattuali da ricostruire in alcune Aree vaste, in questo caso specifico dell’Area vasta 2, ed altre specificità. Azioni che possono essere fatte in questo o in quel territorio e che quindi danno forza da un lato al piano socio-sanitario regionale, che si sta costruendo, dall’altro ai territori affinché si possa agire con determinazione, con efficacia e nel momento in cui andiamo a pianificare e programmare possiamo dare anche risposte puntuali, non soltanto in questa Area vasta che è centrale, ma anche in altri territori.
Io non soltanto perché me lo chiede il mio capogruppo, ma anche perché condivido l’approccio politico. Nel momento in cui cogliamo, chiamiamola, autonomia differenziata anche nella Regione Marche, nel momento in cui rappresentiamo questa autonomia differenziata nella Regione Marche, non posso che essere d’accordo, ripeto, non per una questione di metodo, anche se il metodo ha la sua importanza, ma soprattutto per una questione di merito, quindi, Presidente Volpini, aggiungiamo altro lavoro e presto torneremo in Aula con un atto ancora più completo di questo.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Mi fa molto piacere la presentazione di questa proposta, anche se lascia qualche perplessità perché il Presidente della Regione Marche dovrebbe insistere affinché un organo come quello dell'Asur preveda già di risolvere questo genere di disparità, visto che l'Asur è stata creata apposta e sono anni che questa cosa tormenta un po' le singole Aree vaste.
Mi auguro che questa mozione, come altre, non venga disattesa, ma venga attuata affinché ci sia finalmente un po' di parità e l'Asur raggiunga lo scopo per cui è stata creata, quindi il Movimento 5 Stelle voterà a favore con l'augurio che questa cosa funzioni realmente perché non ha senso presentare delle mozioni che magari servono solo ad avere alcuni consensi sul territorio quando i problemi sono statici da anni.
Se c'è la volontà politica questa cosa deve essere risolta in breve tempo anche perché alcune organizzazioni sindacali stanno, da diversi anni, protestando al riguardo e se non sbaglio c'è stato anche un ricorso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Il Consigliere Giancarli ha proposto ed apprezziamo il rinvio in Commissione per poter arrivare in Aula con un atto più completo sia per questioni di tempo, in quanto questa è una mozione presentata nel 2016, che per cercare di capire e vedere altre situazioni nelle restanti Aree vaste. Grazie

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, rinviamo la mozione n. 185 e procediamo con l'ordine del giorno,

Mozione n. 333
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Abbattimento barriere architettoniche e sensoriali nelle stazioni ferroviarie”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 333 del Consigliere Zaffiri, che ha la parola per illustrarla.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Non vedo l'Assessore ai trasporti, comunque ci sarà chi gli racconterà.
Ho presentato questa mozione ed oggi la pongo alla valutazione del Consiglio e dei Consiglieri.
Questo mio intervento nasce da una situazione che si è verificata in una stazione ferroviaria delle Marche, in particolare a Jesi, dove delle persone meno fortunate di noi non possono passare, ad esempio, dal primo al terzo marciapiede della stazione. Cito questo esempio, ma quasi tutte le stazioni della nostra rete purtroppo creano difficoltà per il passaggio.
La persona con problemi deve segnalare alle Ferrovie che per raggiungere il proprio treno deve attraversare i binari e se trova una persona disponibile ad aiutarla forse può passare dal primo al terzo marciapiede.
Il superamento delle barriere architettoniche credo che sia un problema impossibile da risolvere tutto in una volta perché capisco che la portata dei lavori nelle nostre stazioni è importante, le stazioni sono molte, ma se l'Aula appoggiasse e prendesse in considerazione questa mozione l'Assessore potrebbe portarla con più autorevolezza e con più forza all'attenzione delle Ferrovie, in modo particolare al Gruppo RFI, che non è Trenitalia, che gestisce l'infrastruttura ferroviaria.
Questo è un problema molto importante che bisogna affrontare. Siamo un Paese civile, così ci definiamo, però abbiamo queste gravi difficoltà, purtroppo, per le persone disabili. In qualche stazione c'è una sedia per traghettare le persone, ma è una cosa abbastanza superficiale, quindi ritengo che che sia necessario intervenire per mettere a norma le stazioni.
Il Gruppo RFI gestisce l'infrastruttura, per chi lo conosce da tanto tempo sa che gli interventi economici vengono fatti in continuazione su tutto il territorio nazionale, basta guardare le infrastrutture viarie, i binari, ed interviene in continuazione lasciando più volte dei cantieri aperti e foraggiare poi, di volta in volta, la parola è brutta ma la uso per far capire, i progetti rispetto alle richieste che provengono dai territori.
Mi sono permesso di fare questa mozione partendo da un fatto accaduto a Jesi che ha visto anche la stampa prenderne atto; c'è stata anche la segnalazione al Gruppo RFI di questa difficoltà da parte dell'associazione Luca Coscioni.
L'ho presa non per fare il primo della classe, ma per evidenziare questo aspetto perché credo, come dicevo poc'anzi, che in un Paese civile si debba andare al superamento delle barriere architettoniche.
Perciò invito i colleghi Consiglieri ad approvare questa mozione, che non è di Zaffiri, ma è di chi è meno fortunato di noi, per dare all'Assessore, tramite questo atto, più forza politica nel momento in cui sottoscrive gli accordi di programma con Trenitalia, non escludendo l'intervento diretto dell'esecutivo nei confronti del gruppo FS, in modo particolare del Gruppo RFI titolare e gestore delle infrastrutture.
Auspico che la sensibilità dei Consiglieri sia rivolta verso questa mozione, affinché arrivi un consenso unanime da quest'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Ringrazio il Consigliere Zaffiri perché ci permette di fare il punto della situazione rispetto all'abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni ferroviarie, non solo per quanto riguarda la stazione di Jesi, ma per quello che riguarda le altre stazioni marchigiane, che adesso voglio elencare brevissimamente per dire quello che è stato fatto e quello che è in fase di programmazione con RFI.
Per la stazione di Jesi si rappresenta quanto segue:
- risulta già accessibile per le persone con disabilità uditiva essendo dotata di sistema d'informazione al pubblico visive;
- risulta parzialmente accessibile per quelle con disabilità visiva, in quanto le informazioni sonore sono fornite attraverso gli altoparlanti di stazione, ma presenta indicazioni tattili solo sino al binario 3;
- risulta accessibile parzialmente per le persone con disabilità o ridotta mobilità solo dal primo binario.
La stazione di Jesi è stata inserita nel programma degli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e compatibilmente con la pianificazione finanziaria aziendale a partire dal 2019 sarà interessata dalla realizzazione delle seguenti opere:
- riqualificazione dei marciapiedi a servizio del fabbricato viaggiatori, con sostituzione della pavimentazione ed installazione percorsi tattili;
- installazione di n. 3 nuovi ascensori per garantire l'accessibilità al sottopasso ed ai marciapiedi;
- miglioramento dell'accessibilità alla stazione con la realizzazione di rampe a norma ove necessarie;
- riqualificazione delle pensiline esistenti;
- riqualificazione del fabbricato viaggiatori;
- implementazione dei dispositivi per l'informazione al pubblico (mappe tattili comprese);
- realizzazione di nuovi servizi alla clientela.
Queste opere si andranno ad aggiungere a quelle per il miglioramento dell'accessibilità già realizzate negli anni scorsi per la sopraelevazione dei marciapiedi H55 e per i percorsi tattili sulle banchine ad isola (rispettivamente al 2° e 3° marciapiede); per la riqualificazione e adeguamento a norma dei nuovi wc di stazione nonché per l'attestazione dei servizi di trasporto pubblico locale bus e taxi, nonché per gli stalli di sosta sul piazzale antistante, concesso in uso e manutenzione al Comune di Jesi.
La Regione Marche vigilerà e intraprenderà tutte le possibili azioni affinché tali interventi vengano realizzati.
Per quanto riguarda gli interventi di natura strutturale e tecnologica, RFI S.p.A. intende procedere alla progressiva eliminazione delle barriere architettoniche in ogni impianto:
- stazione di Civitanova Marche: adeguamento a 55 centimetri di altezza dei marciapiedi per un più agevole accesso ai treni e installazione di n. 3 ascensori a servizio di tutti i binari (completato);
- stazione di Pesaro: ultimazione lavori per adeguamento a 55 centimetri di altezza del marciapiede primo binario, nonché per miglioramento dell'accessibilità di stazione con percorsi e mappe tattili; la stazione è già fornita di ascensori a servizio di tutte le banchine già dal 2002, è in programma il loro rinnovamento mediante sostituzione in base alla durata della vita tecnica;
- stazione di Falconara: i lavori per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono in corso e termineranno presumibilmente nel 2019;
- stazione di Osimo: i lavori per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono in corso e termineranno presumibilmente entro il 2018;
- stazione di Ancona: i lavori per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono in corso e termineranno presumibilmente entro il 2018;
- stazione di San Benedetto del Tronto: i lavori per l'installazione di ascensori non hanno avuto inizio essendo programmati estesi lavori di riconfigurazione del piano binari e relativi impianti, da avviare nel 2019. Tuttavia la stazione rientra nel circuito di assistenza alle persone con ridotta mobilità, con cui è possibile accedere al servizio ferroviario erogato sui binari 1 e 4 rivolgendosi alla “Sala Blu”;
- stazione di Fano: dal mese di agosto 2017, il viaggiatore con disabilità o ridotta mobilità può accedere ai treni dal binario 4 dotato di ascensore, in autonomia o con proprio accompagnatore, previa richiesta via e-mail alla “Sala Blu” di Ancona.
Questa è la situazione complessiva.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Reputo che approvare questa mozione sia una cosa molto importante, garantire la mobilità e l'accessibilità al trasporto, e quindi condizioni favorevoli a coloro che sono portatori di handicap, sia una battaglia per la quale ci dobbiamo spendere tutti.
Ho ascoltato gli interventi che le Ferrovie dello Stato hanno fornito all'Assessore e che l'Assessore ci ha elencato e devo dire che sicuramente ne mancano molte altre, non ne faccio una questione campanilistica, tant'è che avrei voluto aggiungere il Comune di Porto Recanati, ma la mozione prende lo spunto, come ha illustrato bene il Consigliere Zaffiri, dai fatti di Jesi, ma poi chiede un intervento su tutte le stazioni marchigiane.
Voglio però portare una testimonianza che è quella del mio comune nel quale non c'è una difficoltà solo per i pendolari, ma anche dei turisti, essendo una cittadina turistica di mare durante l'estate molto utilizzata anche da chi sceglie il treno per i propri spostamenti per le vacanze. Anche per questo devo dire che dovrebbe essere potenziata, anche perché mi è stato segnalato anche direttamente, per poter garantire anche alle stazioni minori, che però hanno un'importanza che io reputo strategica, l'accessibilità a tutti coloro che vogliono poter usufruire di un mezzo così importante.
Mi auguro che nel sollecito alle Ferrovie dello Stato possa essere ricompreso anche un Comune come Porto Recanati e come altri che hanno necessità di garantire un'accessibilità sia a chi utilizza il mezzo per lavoro - di pendolari ce ne sono diversi, ci sono anche persone con difficoltà motorie che hanno trovato e trovano difficoltà in quella stazione, chi conosce Porto Recanati sa le difficoltà che ci sono: l'assenza totale di un ascensore e il primo binario, che era quello accessibile dal piano terra, non è più utilizzato e non è accessibile per cui per ogni treno vanno fatte le scale – che una chiave di sviluppo e di rilancio turistico.
Quindi ben venga una mozione e mi auguro che trovi una accoglienza totale da parte dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. La mozione in questione si concentra in modo particolare sulla stazione ferroviaria di Jesi, ma il problema, com'è ricordato nell'atto stesso, non è solo della stazione in questione e non è solo delle stazioni ferroviari.
Questa mozione, dunque, è l'ennesima occasione per tornare a parlare di abbattimento delle barriere architettoniche. Una priorità, un segnale di civiltà senza il quale è inutile parlare di altro.
Vengono giustamente ricordate nella mozione la Costituzione italiana e il regolamento della Comunità europea, aggiungo anche la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
Non stiamo parlando di concessioni. Dinanzi ad una qualsiasi barriera architettonica viene leso un diritto ben preciso, abbattendole non si concede qualcosa a qualcuno, si rispetta un sacrosanto diritto.
Ecco perché tutti noi, nelle vesti di cittadini, prima ancora che nei panni della politica, non possiamo girarci dall'altra parte ed è certo che se si riveste il ruolo di amministratore pubblico, il dovere di intervenire a tutela di un sacrosanto diritto diventa ancor più imprescindibile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Personalmente tendo sempre meno a credere alla bontà e alle necessità di legge, Assessore.
Su questo argomento per il quale invochiamo l'Onu, le convenzioni, da decenni ci sono leggi che riguardano l'abbattimento delle barriere architettoniche, non avremmo dovuto avere la necessità di leggi, le leggi servivano per finanziare, non per obbligare perché il buonsenso impone che questo venga fatto.
Non credo né nel buonsenso né nella bontà e se era possibile emendare la mozione avrei aggiunto solo questo argomento, che offro all'attenzione dell'Aula non solo per questo aspetto, ma anche per tutti gli altri.
Noi parliamo sempre di persone con disabilità e immaginiamo i due, tre, quattro milioni di persone che in Italia soffrono per varie ragioni di queste forme di menomazione, ma dovremmo considerare che queste forme di difficoltà motoria toccheranno nei prossimi 10/15 anni non una piccola parte della popolazione, comunque consistente e meritevole di rispetto, ma un numero sempre più elevato di anziani e gli anziani sono quelli che nel tempo, proprio perché hanno più difficoltà ad usare il mezzo privato, useranno le ferrovie, useranno gli autobus.
Dovrebbe essere interesse dell'azienda Ferrovie dello Stato intervenire in questo senso perché aumenterà inevitabilmente il numero di coloro che potranno utilizzarlo, quindi non solo le ferrovie dello Stato, ma anche Trenitalia, perché poi chi usufruisce maggiormente del maggior traffico passeggeri è proprio Trenitalia.
Questo dovrebbe essere un ragionamento che sposta dal privato sempre più in difficoltà al pubblico, anche perché magari l'anziano pensionato ha più tempo, può sopportare i lunghissimi orari ai quali bisogna sottoporsi con l'utilizzo del mezzo pubblico in genere, rispetto alla maggiore rapidità con il quale si accede attraverso un mezzo privato, però è un dato di fatto. Quindi questo interesse più che tutti i richiami alla bontà dovrebbe convincere chi ha una responsabilità soprattutto economica, perché qui stiamo chiedendo di spendere soldi, quindi non facciamo i puritani, ma nel loro interesse dovrebbero cominciare a farlo. Per cui voto volentieri questa mozione con questa sottolineatura.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Testimonianza per testimonianza, vorrei portare anche quella di Civitanova Marche che fa parte dell'elenco dell'Assessore Sciapichetti, visto che si parlava di diverse stazioni che non usufruiscono di questi servizi.
Io sono testimone del fatto che poco tempo fa Ferrovie dello Stato, insieme all'amministrazione comunale di allora, ha finanziato, realizzato e concluso i lavori poco tempo fa.
Le stazioni sono molte, gli adeguamenti altrettanti, chiaramente non sono lavori che si possono fare nel giro di poco tempo, mi piace pensare che anche le amministrazioni comunali, che dovrebbero vedere se i loro beni sono tutti adeguati rispetto alle barriere architettoniche, possono contribuire, nel senso che in molti investimenti che le amministrazioni pubbliche oggi fanno se c'è una collaborazione ed anche una compartecipazione le iniziative corrono più spedite. Ad esempio ricordo che in quegli interventi ci fu una collaborazione, l'amministrazione ne fece alcuni nelle zone limitrofe, mentre le Ferrovie dello Stato finanziarono quelli all'interno della stazione, con un miglioramento di tutta l'area.
Nell'abbattimento delle barriere architettoniche, oltre all'intervento della Regione nel sollecitare genericamente Ferrovie dello Stato, anche le singole amministrazioni, magari cointervenendo rispetto a queste opere, possono in qualche modo accelerare queste iniziative.
Sicuramente degna di nota è questa mozione che va sulla scorta di una serie di iniziative che il Consiglio regionale sta prendendo a tutela dei soggetti più svantaggiati, quindi diciamo che come sollecitazione va bene e mi auguro che tutte le amministrazioni pubbliche possano in qualche modo intervenire nella soluzione di questi problemi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Zaffiri per aver posto l'attenzione sulla stazione ferroviaria di Jesi, che sia io che il Consigliere Giancarli conosciamo benissimo perché usufruiamo del treno e quindi anche della stazione.
Se è pur vero che dal primo binario si può accedere anche con una carrozzina, è anche vero che i treni lì non si fermano, quindi mi piacerebbe avere dall'Assessore Sciapichetti anche le tempistiche di realizzazione della programmazione che ci ha evidenziato prima.
Voteremo a favore di questa mozione e ci auguriamo che presto, dal nuovo Governo, arrivino anche maggiori finanziamenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche in tutte le stazioni della regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Molto velocemente per unirmi agli altri Consiglieri e dire che anch'io voterò a favore di questa mozione.
Ritengo che la Regione possa sollecitare in tal senso le Ferrovie dello Stato.
Sono d'accordo con il Consigliere Micucci nel dire che anche le amministrazioni locali possono sollecitare e collaborare con Ferrovie dello Stato affinché un maggior numero possibile di stazioni vengano adeguate e rese fruibili ai disabili, alle persone anziane e via dicendo.
Ripeto, voterò a favore di questa mozione che ritengo interessante e utile e mi auguro che la tempistica, per avere un numero accettabile e considerevole di stazioni nelle Marche facilmente accessibili, non sia eccessiva.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 333. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 341
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Attivazione delle scuole di specializzazione di area sanitaria per i ‘non medici’”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 341 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Torniamo su questa mozione ad una settimana dall'arrivo in Aula, dopo la richiesta di rinvio per un approfondimento, che è stato possibile in questi giorni grazie ad una interlocuzione con l'Università.
Siamo giunti alla presentazione di una risoluzione insieme al Consigliere Volpini, integrando la richiesta iniziale con le questioni che sono emerse dall'Università.
Non so se illustrare direttamente la risoluzione distribuita ai Consiglieri, perché il testo è lo stesso della mozione con alcune integrazioni. Poi magari vorrà entrare nel merito il Consigliere Volpini che si è fatto carico di interloquire con l'Università.
Parliamo dell'istituzione di alcuni corsi di specializzazione in area sanitaria per figure professionali non mediche.
Il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca nel 2016, attraverso un decreto, aveva aperto alcune scuole di specializzazione, le voglio citare un po' tutte: “Microbiologia e Virologia”, “Patologia Clinica e Biomedica Clinica”, “Genetica Medica”, “Farmacologia e Tossicologia Clinica”, “Scienza dell'alimentazione”, “Statistica sanitaria e Biometria”, anche a figure laureate ma non in campo medico, che potevano accedere a queste scuole di specializzazione, così come avviene in altre parti d'Italia.
Fra gli atenei che non avevano avviato l'iter per l'attivazione di queste scuole di specializzazione risultava anche l'Università politecnica delle Marche, tanto che più volte erano stati fatti dei solleciti da parte dell'Ordine nazionale dei biologi e dello stesso Ministero dell'istruzione dell'università e della formazione e della ricerca perché venissero attivate nel più breve tempo possibile.
Questo non solo serve per una formazione in questo senso, ma c'è una disparità di trattamento tanto che l'impossibilità di accedere a questi corsi per i 'non medici ' bloccava anche la possibilità di accedere, ad esempio, a concorsi legati a queste scuole di specializzazione, creando disagi.
La popolazione marchigiana per poter fare questi corsi si deve spostare verso altri Atenei, ad esempio a Milano o a Roma, che invece hanno già provveduto ad attivarli, consideriamo che a volte sono persone che lavorano e che quindi hanno una oggettiva difficoltà nel fare questi corsi.
La disponibilità riguardo all'attivazione di questi corsi non prevede un aggravio di costi tant'è che anche nelle previsioni del Ministero i corsi sono a carico dei partecipanti per la componente non medica.
La richiesta originale era quella di una attivazione, quindi di un sollecito nei confronti dell'Università rispetto all'attivazione di questi corsi, dall'interlocuzione è emerso il fatto che l'Università politecnica delle Marche ha già attivato e stia attivando alcuni di questi corsi per la parte medica ed ha offerto la disponibilità ad aprirli anche alla componente non medica.
Pertanto la richiesta è quella di disciplinare il regime degli specializzandi non medici e del loro trattamento economico al fine dell'equiparazione dell'area medica all'atto della stipula dell'intesa fra l'Università politecnica delle Marche e la Giunta, e di prevedere nei successivi anni accademici, poiché il Rettore ha dato una disponibilità su alcune di queste tipologie, quelle che venivano attivate per la componente medica, l'attivazione di corsi di specializzazione che sono rimasti fuori: “Genetica medica” e “Farmacologia e Tossicologia Clinica”.
Reputo che sia un'azione importante che mira non solo a formare delle professionalità ma a garantire una accessibilità alla formazione, che poi può essere tradotta anche in possibilità di lavoro per giovani laureati non medici anche della regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Per confermare l'intervento e la relazione che ha fatto la Consigliera Leonardi. C'eravamo presi l'impegno di capire come stavano le cose all'interno dell'Università visto che, tranne il Consigliere Busilacchi che è abituato, molti di noi non la frequentano, quindi ho chiesto una interlocuzione al Rettore per capire qual era lo stato dell'arte.
Il Rettore ci ha risposto con una nota scritta che abbiamo inserito all'interno del dispositivo della risoluzione che va incontro ai contenuti della mozione presentata dalla Consigliera Leonardi con delle sottolineature soprattutto di carattere economico che il Rettore ci fa per l'attivazione di alcuni corsi in alcune discipline.
Riteniamo che questa proposta di risoluzione sia importante e da votare, quindi ci sarà il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio la Consigliera Leonardi, ma anche il Presidente Volpini per quello che ha detto ed anche per quello che ha fatto.
Credo che l'interlocuzione fosse necessaria anche perché le università hanno autonomia. L'autonomia universitaria è un principio sancito per legge e la Regione non può scegliere quali corsi sono attivabili o no.
Queste scelte riguardano l'offerta didattica, se in una particolare materia il corpo docente magari è esiguo si può fare una scelta diversa.
Del resto la risposta che ha dato il Rettore al Presidente ci ricorda che sugli specializzandi 'non medici' non sono previste borse di studio dell'Università, quindi in modo molto raffinato è stato fatto capire che eventualmente li finanzierebbe la Regione, tutto si può fare però sappiamo che questo potrebbe prevedere un impegno di spesa.
Voterò comunque a favore, soprattutto dopo il passaggio del Presidente Volpini che mi è parso molto corretto e che ringrazio ancora.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Leonardi e Volpini. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 351
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Celani, Rapa, Carloni
“Adesione del Consiglio regionale delle Marche all’edizione straordinaria della marcia PerugiAssisi dedicata alla promozione dei diritti umani, della pace e della fraternità”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 351 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Celani, Rapa, Carloni.
Dichiaro aperta la discussione generale e sintetizzo brevemente la mozione che parla dell'adesione alla marcia della pace PerugiAssisi a cui abbiamo già aderito gli anni scorsi.
C'è stato rivolto l'invito del Coordinamento nazionale degli enti locali, quest'anno tra l'altro ricorrono i 70 anni della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Costituzione italiana, quindi nella mozione si decide di aderire e partecipare alla marcia PerugiAssisi del 7 ottobre 2018, di contribuire all'attività nazionale di organizzazione, promozione e coordinamento dei progetti, di promuovere la partecipazione alla marcia della cittadinanza, in particolar modo dei giovani, delle scuole del territorio nazionale, e di dare mandato all'Ufficio di Presidenza ed all'Assemblea legislativa di formalizzare i passaggi necessari per l'adesione e la partecipazione alla marcia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. In linea di principio e concettualmente siamo favorevoli allo spirito della marcia, però non vogliamo che la politica si appropri del detto “armiamoci e partite”, per cui noi saremmo ben lieti di votare favorevolmente se i 5 firmatari, ovvero il Presidente Mastrovincenzo e i Consiglieri Minardi, Celani, Rapa, Carloni, parteciperanno fisicamente alla marcia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Voterò a favore. Mi sembra talmente scontato il fatto che l'Aula voti favorevolmente questa mozione che vorrei fare una domanda al Presidente: perché non è stata fatta una mozione più generica? Non è che ogni anno dobbiamo ribadire la nostra volontà di partecipare alla marcia della pace, aderiamo una volta per sempre a tutte le marce per la pace, mi sembra talmente scontato che non ravviso la necessità ogni anno di tornare a dire: “Si aderiamo alla marcia della pace”.

PREASIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Il nostro voto è favorevole a questa iniziativa. Rammento, visto che il Consigliere Maggi chiedeva la vostra partecipazione, di aver fatto dalle 20 alle 22 marce della pace, le ho fatte in tutti i modi, anche di corsa, quindi se è sufficiente per rappresentare tutti voi sono disponibile, visto che nella marcia Perugia Assisi sono di casa.

PRESIDENTE. Ottimo il Consigliere Volpini sarà presente e personalmente credo che ci sarò anch'io, vedremo poi chi altri parteciperà.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Noi votiamo questa mozione anche se nel passato e per certi aspetti anche oggi si considera questa marcia della pace di parte.
Votando la mozione vorremmo dare una valutazione diversa perché credo che nel mondo della pace non ci sia solo il colore arcobaleno, ci sono tanti colori che fanno parte di una società che vuole la pace, senza strumentalizzazioni.
Credo che il senso della mozione presentata dai firmatari abbia questo valore, altrimenti siamo nel passato. Nel passato non voglio assolutamente trovarmici, perché credo che quelle cose che sono accadute, quei colori particolari con cui quelle marce sono state raffigurate, devono far parte della storia.
Qui l'abbiamo considerata in un modo diverso e esprimiamo una valutazione non soltanto positiva nel voto ma anche nei confronti di chi l'ha firmata perché credo che sia questo il contesto, se poi ci siamo sbagliati, vedremo, trarremo delle conclusioni diverse da quelle che sto evidenziando in questo momento, ma penso che anche qui dobbiamo fare questo salto di qualità e la mozione va letta in questo contesto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Caro Presidente, anch'io voglio fare un intervento, né come battuta né di costume, relativamente alla partecipazione, quindi chiedo formalmente che ci sia una organizzazione, se possiamo farlo, che preveda la partecipazione di tutti i Consiglieri che vorranno aderire alla manifestazione, poi, come ho già detto, sorteggeremo chi porterà lo zaino pesante. Il Consigliere Carloni è già deciso, gli altri vedremo.
Al di là di questo che era il senso più vero, di fronte a così vasta unanimità, vorrei sottolineare come nel tempo, al di là delle adesioni formali o non formali, si dovrebbero maturare anche comportamenti relativi a questi perché quando parliamo di pace, parliamo sempre della pace che devono fare gli altri o delle guerre che non devono fare gli altri, invece gli atteggiamenti pacifici, non pacifisti, visto che siamo a casa di San Francesco in Assisi, dovrebbero essere letti alla luce di coloro che hanno fatto e hanno dato questo tipo di testimonianza. Mi riferisco, per esempio, agli atti di guerra interni che si sono sviluppati in questi ultimi anni, pesantissimi anche da un punto di vista politico. Io non uso linguaggi, né metodi che possano indurre ad uno scontro, però questo avviene. La notizia è mezza celata, ma un fatto ieri a Montecosaro è successo, molto simile, non con lo stesso danno di quello che è accaduto in Calabria, sui giornali forse non c'è finito, ma io accidentalmente sono venuto a conoscenza di questo gesto, non voglio con questo dare segnali di nessun tipo nei confronti di chicchessia, però le fortune politiche - perché qui stiamo votando e siamo in una sede politica, non siamo in una sede ecclesiale, né culturale, né siamo un circolo ricreativo - costruite sull'aggressione verbale e politica nei confronti di avversari politici, secondo me, non sono atti pacifici, soprattutto quando queste aggressioni sono formulate non sulla base di dati di fatto, di verità profonde, ma sulla base di convincimenti non riscontrabili.
Solo per questa ragione non partecipo al voto, non mi astengo, non partecipo al voto perché ci tengo che rimanga questo tipo di dichiarazione, in piena coscienza, non per altre ragioni, perché la pace è una cosa seria e la pace funziona solo se non viene proclamata, ma viene realizzata a livello personale cominciando da quello, poi magari, Presidente, se avrò modo e se l'ernia che mi affligge me lo consentirà, parteciperò volentieri a livello personale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Intervengo anche se l'ha già fatto il Consigliere Volpini dichiarando il nostro voto favorevole, però quest'ultimo intervento del Consigliere Marconi pone una riflessione a partire dal voto, ovviamente voto favorevolmente, però rispetto tantissimo il suo gesto che non è un gesto di astensione o contrario, ma di non partecipazione al voto ed ha espresso una posizione politica.
Concordo su un punto con il Consigliere Marconi, la pace non è soltanto assenza di guerra, di questo ne sono convinto, anche se la pace credo che richieda una militanza, forse noi di sinistra abbiamo questa abitudine. Ecco la ragione per cui apprezzo tantissimo la sua posizione e penso che anche la pace oltre a comportamenti, come lei dice, ed ha perfettamente ragione, comportamenti di giustizia, di solidarietà, richiede anche una militanza, una azione e in qualche caso, se me lo permette, uso una parola forte, di lotta. La pace è anche un momento di lotta e non significa guardare indietro, ma significa guardare avanti. Purtroppo non riusciamo nemmeno ad avere l'assenza di guerra perché abbiamo visto in Libia ed io mai come in quel momento sono stato schierato con il Presidente Berlusconi, che non voleva quella guerra. Queste cose dobbiamo ricordarle. Purtroppo le guerre in altri Paesi del Medio oriente continuano, fatti di terrorismo internazionale, terribili, hanno portato la guerra anche in Europa.
Secondo me bene ha fatto l'Ufficio di Presidenza e se non ho capito male non è soltanto una adesione, che è importante, ma è anche una partecipazione attiva, per certi aspetti anche finanziaria, ad articolare e sostenere le manifestazioni che si svolgeranno in Italia, che si svolgeranno in Umbria in particolare, nelle Marche.
Secondo me è importante questo fatto e chiudo socializzando, condividendo, sottolineando la proposta del Consigliere Marconi anche di far si che ci sia una partecipazione nostra, anche forme organizzate, perché dobbiamo fare in modo che questo valore della militanza per la pace e la democrazia lo riscopriamo tutti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione 351. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 356
ad iniziativa dei Consiglieri Marcozzi, Celani
“Concorrenza dalla Cina. Azioni a tutela dell’economia, dell’imprenditoria e dell’artigianato locali”
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 356 dei Consiglieri Marcozzi, Celani.
Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. L'Italia è lo Stato europeo maggiormente interessato dal fenomeno del falso e della contraffazione con quasi 7 miliardi di euro all'anno di mancate vendite e 100 mila posti di lavoro andati in fumo.
Secondo il Censi almeno 18 miliardi sono sottratti illecitamente dal settore della contraffazione, abbigliamento ed accessori sono proprio i settori più colpiti e il valore del falso sul mercato legale è pari al 32,5% del totale, più in generale tutti i settori produttivi sono flagellati dal fenomeno della contraffazione.
Lo scorso aprile, una nota azienda di calzature di Montegranaro ha scoperto una contraffazione a danno dei suoi prodotti e della sua immagine solo grazie alla segnalazione di un cliente inglese che ha avuto la premura di contattare l'azienda fermana titolare del marchio acquistato a Londra con un prodotto risultato poi effettivamente contraffatto.
A seguito dell'increscioso episodio, le associazioni di categoria degli artigiani e degli imprenditori sono tornati a porre pubblicamente il quesito su chi e come si tuteli il lavoro svolto nel rispetto delle regole know how degli artigiani, della creatività e gli investimenti.
Da tempo le associazioni di categoria chiedono precise e decise azioni congiunte politica/imprenditoria/sindacati per arginare e possibilmente arrestare il fenomeno della contraffazione. Obiettivi paralleli sono la tutela delle idee dell'imprenditore e la tutela della proprietà industriale e intellettuale, dall'etichettatura alla registrazione del marchio o brevetto.
Il tessuto produttivo marchigiano con i suoi distretti, il suo artigianato d'eccellenza e la sua imprenditoria di altissimo livello, è tra i soggetti che maggiormente subiscono la contraffazione e il falso in termini economici e di immagine.
A questo punto si chiede a questa Giunta regionale: di istituire immediatamente e convocare un tavolo congiunto tra istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e autorità di controllo, per acquisire un quadro complessivo sul fenomeno della contraffazione dei marchi e dei prodotti marchigiani all'estero e l'accesso fuori controllo di prodotti esteri sul mercato regionale e per monitorare costantemente il fenomeno del falso e della contraffazione; a istituire un Osservatorio regionale sulla contraffazione e il 'Made in' composto da rappresentanti delle istituzioni, della politica, del mondo accademico, di quello economico, sindacale e associativo con il compito di seguire costantemente le dinamiche e i flussi commerciali viziati dalla contraffazione e interfacciarsi con le autorità di controllo. Allo stesso Osservatorio sarà assegnato anche il compito di avanzare proposte, studi e progettazioni per delineare il quadro normativo più efficace nel contrasto al fenomeno della contraffazione e nella tutela del 'Made in'; a farsi promotrice in sede di Governo nazionale di azioni concrete e mirate alla tutela del 'Made in' ed al contrasto del fenomeno della contrattazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Intervengo e mi scuso con la Consigliera Marcozzi in quanto volevo parlargliene precedentemente, però purtroppo non è stato possibile.
Qui tocchiamo effettivamente un tema di grande interesse, soprattutto per quanto riguarda il nostro manifatturiero, la produzione del 'Made in Italy'.
Sappiamo che alcuni settori della nostra economia, dell'economia marchigiana, sono fortemente interessati da questo fenomeno e si è generata una grande preoccupazione. Da tempo sono state prese delle misure, soprattutto per quanto è nelle nostre competenze, che tendono a valorizzare il 'Made in' per cercare di arginare questo fenomeno attraverso l'informazione e attraverso delle etichette di riconoscimento, questo vale per il manifatturiero, ma anche per altri casi, in particolare per il nostro settore agro-alimentare.
La mozione è apprezzabile, credo che si possa arrivare ad una risoluzione, spero che possa esserci anche qualcosa di più concreto che vada anche al di là della mozione in quanto sarà molto interessante capire come con il nuovo sistema camerale, che abbiamo istituito, con tutte le forze sindacali si possano creare delle sinergie per la valorizzazione del 'Made in' ed, intervenendo sugli organi superiori, per il contrasto alla contraffazione.
Proporrei di utilizzare la II Commissione consiliare, così come abbiamo fatto nel Consiglio scorso sulla questione dell'area di crisi del fabrianese. Credo che anche questo sia un tema che possa entrare in una discussione all'interno della II Commissione, con la disponibilità del Presidente Traversini, perché crediamo che le Commissioni oltre ad essere degli organismi legislativi possono essere anche degli organismi nei quali si discute anche di queste problematiche.
Questa è la proposta che noi facciamo, che a noi piacerebbe discutere insieme a voi.

PRESIDENTE. Sospendiamo un attimo la seduta.

La seduta è sospesa alle ore 15,30

La seduta riprende alle ore 15,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Rinviamo ufficialmente ad altra seduta la mozione n. 356.
Annuncio che la mozione n. 361 è rinviata.

Mozione n. 357
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Biancani
“Screening mammografico biennale gratuito rivolto alle donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni di età”

Mozione n. 358
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Biancani
“Attivazione percorso di esenzione per donne con mutazione BRCA1 e BRCA2”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 357 dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Biancani e la mozione n. 358 dei Consiglieri Giancarli, Volpini, Biancani, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Le mozioni tra loro collegate hanno come tema la neoplasia del seno, che è la prima causa di morte nelle donne e di cui si parla molto. In questa regione tra l'altro abbiamo attivato la rete delle Breat unit, che è uno strumento di qualità per quanto riguarda la fase della diagnosi e soprattutto della terapia.
Con queste due mozioni poniamo l'accento su due questioni fondamentali, la prima riguarda gli screening, quello della mammella, quello del colon e quello della cervice uterina sono quelli che in questa regione, come in tutte le regioni italiane, vengono effettuati.
Il dato che ci preoccupa è che l'adesione, l'aderenza agli screening, è piuttosto bassa anche nella nostra regione. L'aderenza allo screening mammario è di circa il 50%, quindi ci vuole un impegno per intensificare le iniziative affinché le donne aderiscano.
La mozione chiede l'abbassamento dell'età in cui ha inizio lo screening, generalmente si inizia a 49 anni e lo si conclude a 65, si è visto negli ultimi anni che c'è stato un aumento di incidenza delle neoplasie mammarie ad età relativamente giovane e questo ha imposto una serie di ragioni per le quali alcune Regioni, come l'Emilia-Romagna, la Lombardia, Veneto, hanno abbassato l'età di inizio dello screening, che è quello che si chiede nella prima mozione.
La seconda mozione pone l'accento su un tipo di neoplasia mammaria, che è quella eredo/familiare, quella con BRCA1 e BRCA2 positivi, sono degli antigeni che permettono di identificare quelle corti di famiglie in cui questo tipo di neoplasia è più frequente.
Un esempio, perché la conosciamo tutti, la famosa attrice Angelina Jolie a scopo di prevenzione ha fatto la mastectomia bilaterale, che è uno degli strumenti di prevenzione in questi casi.
Oggi noi siamo nella condizione di poter identificare questi geni, tra l'altro nella regione Marche è attivo da diversi anni un centro per le malattie neoplastiche ereditarie, il Centro regionale oncologico, che sta presso la clinica, dove questi tipi di accertamenti e di indagine possono essere fatti e possono farli le persone affette, ma devono essere fatti anche dai familiari, soprattutto di sesso femminile, nelle cui famiglie questa cosa è positiva.
Con la mozione si chiede che questi esami, che possono essere mammografie, che possono essere altri tipi di accertamenti, vengono fatti in regime di esenzione, proprio perché sono strumenti ed esami di prevenzione.
Questo il senso ed il contenuto di queste due mozioni, aggiungo solo che a loro sostegno è anche arrivata una nota, un documento, della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche che invita il Consiglio a votare positivamente queste due mozioni per le ragioni che ho esposto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Voglio ringraziare i firmatari di queste due mozioni che trattano un argomento di straordinaria importanza.
Ricordo, avendo fatto negli ultimi 10 anni della mia vita la lotta agli inceneritori, degli studi epidemiologici che dimostravano aumenti di queste specifiche malattie proprio in prossimità degli inceneritori.
Mi è capitato purtroppo nella vita di incontrare diverse donne che hanno avuto questo tipo di problematica, che credo sia in aumento, quindi vi ringrazio a nome di tutte le donne marchigiane. Credo che dei tre firmatari il buon Consigliere Volpini ci abbia messo parecchio, quindi un ringraziamento particolare a lui. Ho solo un rimpianto che è quello di non aver firmato anch'io questa mozione, l'avessi saputo l'avrei firmata molto volentieri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio anch'io i firmatari di queste due mozioni che io ed il mio gruppo condividiamo, anche se ci piacerebbe che poi la Giunta trovi le risorse necessarie, perché qui si parla di un esborso non indifferente.
Altra questione per chi magari è davvero intenzionato ad aumentare le percentuali di screening, è che forse andrebbero riviste le tempistiche delle liste d’attesa quando chi deve fare i controlli programmati va addirittura a finire in un’altra Area vasta, perché nella propria non riesce a farli in tempi congrui, e che si rispetti la tempistica dei controllo, soprattutto prevedendo un sistema re-call. Lo so, Presidente Volpini, che lei mi sta guardando con gli occhi di traverso però di fatto la questione è questa, se non riusciamo ad avere delle percentuali alte è perché non funziona il sistema di re-call del CUP e chi deve fare questo tipo di esami è costretto ad andare, ed io ne sono la testimonianza, a 150 chilometri dalla propria abitazione oltretutto avendo un ospedale modello a 5 chilometri o addirittura, come mi evidenziava la Consigliera Malaigia, deve andare fuori regione.
Quindi va benissimo implementare ed integrare le risorse e le risposte della Giunta, però facciamo funzionare anche quello che dovrebbe funzionare ordinariamente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Ringrazio quanti hanno dichiarato il loro voto favorevole.
Voglio ricordare alla Consigliera Pergolesi che gli screening, in questo caso quello mammografico, non si prenotano tramite CUP, ma funzionano in altro modo, quelle a cui lei si riferisce - la mammografia fra un anno e mezzo - sono iniziative che prende il singolo medico o la singola paziente, ma le mammografie di screening non sono con il CUP, arriva la lettera a casa e quella persona in quel giorno, in quell’ora e in quel minuto va ad effettuare l’esame mammografico. Non ci sono sugli screening liste d’attesa.
Il problema è che c’è invece una carenza molto probabilmente di informazione, qualche volta, questo lo abbiamo potuto appurare, non arriva in maniera tempestiva la lettera, molto probabilmente dovremmo inventare qualche altro tipo di chiamata, non solo quello della lettera, però parlare di screening e di liste d’attesa è un ossimoro.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Non so quante lettere siano arrivate a lei, a me le lettere non arrivano e dovrebbero arrivare, quindi capisco che lei magari ha altre esperienze.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. A me arriva regolarmente la lettera per lo screening del sangue occulto, per il tumore al colon.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Sono molto imbarazzata quando una donna scherza su questioni importanti come lo screening, ci ride e fa delle battute, perché dietro e davanti allo screening ci sono delle situazioni davvero drammatiche che vengono scoperte grazie al lavoro che viene fatto ogni giorno.
Lo screening è una cosa seria, non si fa soltanto della mammella, ma si fa anche del colon-retto, per esempio, come si fa anche quello del collo dell’utero. Sarà che questa cosa l’ho vissuta personalmente per cui non ci rido e le lettere per fortuna mi sono arrivate sempre, soprattutto per il pap test e per il colon retto, probabilmente sono più vecchia di lei e quindi rientro nella fascia d’età oltre ad aver avuto un precedente per quello che riguarda il collo dell’utero.
Sono strumenti che salvano la vita, come l’hanno salvata a me, lei sorride ed io sono contenta per lei, le auguro tanta salute e le auguro di non aver bisogno di fare screening o di non farlo per sua scelta, ma il fatto che il sistema regionale mandi delle lettere è accertato e lo può accertare banalmente verificando nella sua Area vasta all’ufficio dedicato, ci sono degli uffici e dei servizi dedicati allo screening in ogni Area vasta .
Sono anni che si fanno gli screening, sono state implementate le fasce ed è stata ridotta d’età l’età anagrafica, credo che questo sia molto importante perché purtroppo il tumore al seno comincia a presentarsi anche in età più giovane rispetto a quelli che sono gli standard. Penso che sia una cosa molto interessante, io sono stata fortunata e grazie allo screening sono ancora qui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie. Innanzitutto non sorridevo, a me spiace che l’Assessore Casini si picchi sempre e trovi questo modo di contrapporsi, in maniera così antipatica.
Ho detto semplicemente che siamo a favore delle due mozioni, naturalmente chiediamo che anche l’ordinario venga garantito.
Se parlo di esperienze personali evidentemente alcune competenze le ho in materia, ma non perché sia medico, evidentemente ho avuto altri esempi e non mi va di stare a raccontare le mie esperienze in Aula, però se parlo, parlo per cognizione di causa.
Detto questo, ribadisco che mi sarei aspettata da parte di un Assessore della Giunta Ceriscioli un minimo di garanzia sulle risorse che dovrebbero essere necessarie per l’attuazione di queste mozioni. Quindi rinnoviamo il nostro voto a favore nella speranza e nell’auspicio che queste risorse arrivino.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 357. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 358. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15,50.



 

 
 
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