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Resoconto della seduta n.113 del 06/11/2018

SEDUTA N. 113 DEL 6 NOVEMBRE 2018

La seduta inizia alle ore 10,55

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 113 del 6 novembre 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 112 del 22 ottobre 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei capigruppo si è espressa favorevolmente sull’inserimento nell’ordine del giorno della proposta di legge n. 248 ad iniziativa del Consigliere Cesetti, “Disposizioni abrogative in materia di tesoreria regionale”, se non ci sono obiezioni, visto che la proposta è passata all’unanimità in Commissione, ne do per approvata l’iscrizione nell’ordine del giorno al punto 1 bis, dopo il testo unificato sull’attività venatoria.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Visto che si parla delle proposte di legge che riguardano la caccia e visto che sono iscritte all’ordine del giorno odierno la proposta di deliberazione n. 24/18 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e la mozione n. 376 del Consigliere Talè “Piani di controllo della fauna selvatica in sovrannumero”, chiedo, a nome del Consigliere Fabbri che l’ha redatta, di iscrivere la mozione n. 412 che è analoga ad altre iscritte ed alla proposta di deliberazione. Grazie.

PRESIDENTE. Iscrizione all’ordine del giorno della mozione n. 412. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. La mozione viene inserita al numero 9 bis dell’ordine del giorno.

Proposta di legge n. 40
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Talè
“Modifica alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Proposta di legge n. 111
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Proposta di legge n. 113
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Proposta di legge n. 139
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Proposta di legge n. 212
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Modifica alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Proposta di legge n. 215
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Modifica alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Proposta di legge n. 230
ad iniziativa del Consigliere Minardi
“Modifica alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”

Testo unificato “Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 40 dei Consiglieri Giancarli, Talè, la proposta di legge n. 111 del Consigliere Busilacchi, la proposta di legge n. 113 del Consigliere Bisonni, la proposta di legge n. 139 del Consigliere Fabbri, la proposta di legge n. 212 del Consigliere Talè, la proposta di legge n. 215 del Consigliere Bisonni, la proposta di legge n. 230 del Consigliere Minardi, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Andiamo oggi a modificare la legge 7/1995, dopo il lavoro fatto in Commissione dove abbiamo esaminato sette proposte di modifica ad iniziativa dei Consiglieri.
Di tutte le 7 proposte in realtà solo due sono gli articoli che sono stati approvati dalla Commissione, per motivazioni diverse, alcune proposte andavano messe a regolamento, altre, dopo le audizioni e gli approfondimenti fatti con le associazioni di categoria, non solo dei cacciatori, ma soprattutto con quelle agricole, e dopo le considerazioni sulla normativa in vigore a livello nazionale, non sono state approvate.
I due articoli approvati riguardano due parti, una importante per i cacciatori, che riguarda l'iscrizione all’ATC, che viene fatta ogni anno entro il 30 di giugno. L'attuale normativa dice che se il cacciatore si iscrive dentro il 30 giugno non ha sovrattasse, dall’1 al 31 luglio paga il 10% in più, dall’1 agosto il 50%. Una proposta dei Consiglieri era di togliere questo 50%.
Siccome l'80% ed oltre dei cacciatori a livello regionale paga entro la data del 30 giugno, siccome le somme che pagano non sono così considerevoli, dai 50 ai 90 euro, e siccome la cifra del 50% non era così rilevante, anche se una sovrattassa del 50% è una percentuale anomala, non applicata in altri casi, la Commissione ha approvato la riduzione al 30%. La nuova norma prevede che entro il 30 giugno deve essere pagata l'iscrizione, se il pagamento avviene nel mese di luglio c’è una penalità del 10%, oltre l’1 agosto del 30%.
L'articolo 2 riguarda l'iscrizione delle catture nel tesserino in dotazione al cacciatore, in pratica il cacciatore deve subito segnalare sul tesserino l’abbattimento.
Su questo si è aperta una discussione a livello nazionale, l'abbattimento avviene nel momento in cui uno spara, ma in realtà non basta sparare per annotarlo e questo ha creato disguidi, situazioni, anche furberie probabilmente, soprattutto disguidi, come quando al cacciatore viene contestato la mancata registrazione, quando in realtà l'animale non è stato neanche abbattuto, quindi ci sono difficoltà per questo accertamento.
I Consigli regionali della Lombardia e della Toscana hanno aggiunto la parola “accertati”, non è semplice perché le proposte possono essere tante, però il fatto che potesse passare a livello nazionale era altamente complicato. Due Regioni hanno aggiunto la parola “accertati”, quindi abbattimenti accertati, nel senso che il cacciatore spara e sapendo di avere colpito l’animale, anche se non lo ha recuperato, lo annota. Questo è un termine approvato dai due Consigli regionali ed a livello nazionale. La stessa cosa noi la mettiamo nel nostro articolo 2, quindi il cacciatore deve segnare sul tesserino i capi abbattuti ed accertati.
Questi sono i due articoli che con motivazioni diverse sono stati dedotti dalle 7 proposte di legge presentate.
Tra le varie proposte di legge di modifica c'era quella del Consigliere Bisonni, che però non è stata accolta, quindi ha presentato degli emendamenti che la Commissione oggi porta in Consiglio per la votazione. Sono emendamenti sono leggermente modificati rispetto alla proposta di legge, anche questa mattina non sono stati approvati dalla Commissione, non all’unanimità, ma a stragrande maggioranza, e riguardano l’aumento della distanza di sicurezza dello sparo del cacciatore che attualmente nella nostra legge è stabilita a 100 metri dai centri abitati.
Il ragionamento fatto dalla Commissione è molto semplice, c’è una norma nazionale che stabilisce le misure, ad esempio dagli immobili sono 100 metri, per cui abbiamo avuto dei dubbi sulla legittimità perché se a livello nazionale si sancisce che la sicurezza sta in una misura, diventa alquanto difficile stabilire che nelle Marche, lo dico in senso provocatorio, possa essere ad esempio di 500 metri, anche perché sapete benissimo che inserire un termine di distanza esagerato, significherebbe alla fine chiudere la caccia, anche questo diventa un meccanismo controverso.
La legge regionale ha recepito in maniera chiara le distanze previste dalla legge nazionale, credo che vadano mantenute, sia per legittimità che per non raggirare il dibattito sulla caccia.
Queste sono le motivazioni principali che abbiamo portato nel bocciare gli emendamenti, che prevedevano una distanza di 250 metri, è chiaro che aumenta ancora di più la sicurezza, però rimangono le motivazioni che ho detto poc’anzi.
Gli altri due emendamenti riguardano la costituzione di aziende faunistico-venatorie: nella Regione Marche, fino al 10% del territorio, si può costituire coattivamente una nuova azienda anche se il proprietario di quel 10% è contrario.
La Regione Marche, come la stragrande maggioranza delle Regioni, ha la percentuale del 10%, qualcuna addirittura del 15%, mentre due Regioni, se non sbaglio, hanno il 5%. Il Consigliere Bisonni chiedeva il 5%, la richiesta è stata bocciata perché credo che il ragionamento fatto in passato, del 10%, non sia penalizzante, né accattivante ed è abbastanza equilibrato. Queste sono le motivazioni per cui l’abbiamo bocciato. Così come abbiamo bocciato la proposta che prevedeva la preclusione della caccia in un territorio dentro l'azienda faunistica, per cui diventava una riserva all’interno dell’azienda faunistica. Questo mi è sembrato un controsenso, ne parleremo dopo l’intervento del Consigliere Bisonni. Queste sono le motivazioni per cui abbiamo respinto questi emendamenti che comunque poi saranno messi in votazione.
Dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato, cosa di questi giorni, la Commissione ha discusso ed approvato tre emendamenti legati all’ordinanza stessa che prevede la sospensiva per la caccia nei siti Natura 2000 (Sic e ZPS) ed elimina dal calendario venatorio le date relative a febbraio.
Questi tre emendamenti servono esclusivamente per ripristinare l'attività venatoria in tempi brevi, perché la sua sospensione nelle zone Natura 2000 interessa gran parte dei territori delle aree interne, soprattutto delle province di Pesaro e Macerata, ma tocca tutte le province, riguarda ampi territori nei quali non cacciare il cinghiale significa aumentarne la presenza.
Sapete benissimo che abbiamo il dovere di dare delle risposte, lo abbiamo fatto con il regolamento che riguarda gli ungulati, stiamo ragionando per dare delle risposte finalizzate alla riduzione dei danni provocati all'agricoltura ed agli automobilisti, questo è il problema principale per cui non si può non rimuovere questo ostacolo. Come lo si può fare? E’ stata fatta una proposta di legge che, firmata inizialmente da me e dall’Assessore Pieroni, poi si è aggiunta l’80% della Commissione, dà delle indicazioni che questa mattina sono state trasformate nei tre emendamenti che portiamo alla discussione ed all'approvazione del Consiglio.
In questi tre emendamenti c'è una struttura principale che riguarda un passaggio che già esiste nella nostra legge sulla caccia e che stabilisce che in attesa dell'approvazione del piano faunistico regionale valgono i piani faunistici provinciali, noi mettiamo una data, fino al 31 dicembre 2019, questo per dire che non vogliamo allungare l’iter dell’approvazione del piano faunistico regionale, ma l'intenzione è quella di approvarlo entro il 2019. Questa è la nostra volontà.
Ricordo che attualmente in Italia, poi ci sono anche notizie che si accavallano, non ci sono Regioni che hanno approvato dopo l'entrata in vigore della Delrio i piani faunistici regionali per le difficoltà che ci sono. La Lombardia e l’Emilia Romagna hanno predisposto i piani, però il Consiglio non li ha approvati, quindi di fatto siamo tutti in una situazione di grande difficoltà a causa degli eventi conseguenti dalla Delrio, al passaggio delle competenze e tutto il resto. Una situazione generale che potrebbe far diventare il caso delle Marche, un caso nazionale se entro l'anno la maggioranza delle Regioni non approva il piano faunistico regionale.
Aver messo una data significa porsi un termine entro cui approvare il piano faunistico regionale, comunque i piani provinciali esistono e sono attivi, non solo, diciamo che è importante che ci sia la valutazione di incidenza mirata alle zone Natura 2000 (Sic, Zps), per tutti i casi che riguardano la gestione della caccia all'interno delle zone definite. I piani faunistici provinciali sono stati oggetto di Vas, come pure sono state disciplinate le zone di addestramento cani e tutti quegli interventi riguardanti il prelievo venatorio, non solo, sono stati osservati i decreti ministeriali, quindi la normativa nazionale, in materia di tutela e salvaguardia delle zone di Natura 2000.
Queste sono le indicazioni tecniche in base alle quali si modifica la legge, le mettiamo anche nell'emendamento in maniera chiara perché da legge da sola non dà la possibilità di ritornare a cacciare, assolutamente, è la modifica di una legge che dà alcuni riferimenti, ma abbiamo messo in maniera chiara che la Giunta definisce con proprio atto le modalità di attuazione di quanto previsto al comma 1, quindi c'è bisogno, una volta pubblicata la legge, di un atto di Giunta.
Insieme a questi ci sono altri due emendamenti che sono puramente tecnici, uno prevede la dichiarazione d’urgenza, sapete benissimo quale quale situazione si è creata. E' passato più di un mese dall’apertura della caccia ed è molto difficile gestire le situazioni anche con la complicazione della questione ungulati. E' importante votare l'urgenza, come l’emendamento che riguarda la titolazione della legge.
Sinteticamente questo è il lavoro serio che abbiamo fatto in un anno e mezzo di audizioni, ragionamenti, contrasti, più che legittimi, all'interno della Commissione. Le proposte di legge erano tante, discussioni, approfondimenti sono stati tutti presi in considerazione, in più c'è stato l'ultimo caso al quale abbiamo cercato di dare il nostro contributo per dare una risposta veloce, non solo, e questo è importante, al mondo della caccia, che non ha piacere di pagare e di vedere in un attimo ridotto al 50-80% il proprio spazio, ma soprattutto abbiamo cercato di risolvere il rilevante problema dei danni subìti dagli agricoltori e quello del pericolo per la pubblica viabilità.
E' stato fatto un lavoro e in maniera trasversale quasi l'80-90% della Commissione ha approvato questo provvedimento che oggi è alla discussione del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Credo che non debba ripetere quanto già stato detto e specificato nel modo migliore dal Presidente Traversini.
La legge che andiamo a discutere questa mattina è il frutto di una sintesi che abbiamo fatto in questi mesi in Commissione, si compone di appena 3 articoli di cui solo due hanno una valenza, il terzo riguarda l'invarianza finanziaria, e toccano argomenti abbastanza marginali per quanto riguarda la legge 7/95.
L'articolo 1 regola il discorso delle sanzioni da applicare per il ritardo nell'iscrizione all’ATC; l'articolo 2 disciplina un argomento sensibile per i cacciatori ed è quello relativo al modo in cui deve essere accertato l'abbattimento della selvaggina stanziale e migratoria nel famoso tesserino. Qui mi sembra che abbiamo raggiunto una sintesi condivisa con il termine “accertato” anziché “recuperato”.
Quello che mi preme mettere in evidenza è una considerazione di carattere generale relativa all'iter complesso che ha avuto questa legge, che è la sintesi di altre 7 proposte di legge, discussa per mesi in Commissione. Ho qui degli appunti: abbiamo iniziato un anno fa ed abbiamo terminato alla fine di settembre ed abbiamo audito tutti i componenti di questo mondo (Atc, sezioni venatorie, organizzazioni di categoria agricole) Tutto questo ci fa capire una cosa significativa: è necessario su questo versante mettere mano ad una rivisitazione generale della legge 7/95.
Se andiamo ad analizzare le singole proposte di legge da cui è scaturita questa sintesi (a meno di due proposte che si sovrapponevano perché trattano gli stessi argomenti) - una disciplinava la caccia nei terreni adibiti ad attività di coltivazione, quindi c’è da chiarire una volta per sempre che cosa significhi terreni adibiti ad attività di coltivazione, occorre fare un discorso serio con le associazioni di categoria per capire se è possibile “andare a caccia” in determinati terreni, anche dopo che è avvenuta la semina senza provocare danni, chiarire il discorso del terreno bagnato e dei danni che possono derivare; un'altra disciplinava la famosa caccia al cinghiale ed introduceva il concetto, ahimè non applicabile, della sterilizzazione; un'altra ancora focalizzava l'aspetto della distanza di sicurezza; un'altra legge riguardava l’annotazione delle specie cacciate ed un'altra ancora focalizzava il discorso delle sanzioni per i ritardi dell’iscrizione agli Atc - ci accorgiamo che ognuna toccava un argomento diverso, ciò indica che l'amministrazione, la Giunta, l'Assessorato, deve mettere mano ad una rivisitazione globale per chiarire gli aspetti a cui i cacciatori tengono, ai quali noi dobbiamo dare delle risposte, perché negli anni qualcosa è cambiato nella caccia, ma è anche cambiata la coltivazione dei terreni, quindi è necessario fare questo ragionamento fondamentale. Non vorremmo trovarci di nuovo ad analizzare altre cinque, sei, sette proposte di modifica di una legge relative ad aspetti specifici, senza considerare come è cambiato il quadro generale in questi anni.
Sui 3 articoli non mi dilungo, nel primo si cambia la percentuale dal 50% al 30%; l'articolo 2 credo che sia un passo in avanti nella chiarezza in quanto prevede che il cacciatore annoti in modo indelebile, negli appositi spazi del tesserino personale, il numero di capi di selvaggina stanziale e migratoria dopo gli abbattimenti accertati, e questo è lo spirito della legge nazionale 157 che va nel senso dell’accertato.
L’altro aspetto su cui vorrei dire qualcosa è quello relativo all’emendamento derivante dalla famosa ordinanza del Consiglio di Stato, su questo qualcosa potremmo dire, non possiamo assolutamente far pagare il prezzo di questa ordinanza ai cacciatori per una manchevolezza, piccola o grande che sia, della Regione che ancora non riesce a tirare fuori il piano faunistico regionale.
Sicuramente c'è da riconosce la complessità dell'atto. Uno che come me è stato Presidente della Provincia, e quindi ha gestito il piano faunistico provinciale, sa le difficoltà che ci sono, però le cose vanno programmate e dal momento in cui si sapeva che la legge Delrio avrebbe provocato dei sfracelli sul territorio ci si doveva preoccupare fin da subito di quello che poteva accadere, non soltanto sull'aspetto della caccia, ma anche in generale perchè avrebbe potuto creare dei danni mostruosi ai territori dal punto di vista della programmazione, dal punto di vista della gestione, perché talune cose probabilmente sarebbero tornare immediatamente di competenza della Regione, tenuto anche conto che alcuni piani faunistici provinciali erano scaduti da anni, vedasi, mi sembra, Macerata ed in particolare Pesaro,
Oggi con questo emendamento al testo unico cerchiamo di riparare a delle manchevolezze, ci auguriamo tutti che questo provvedimento sia “blindato”, nel senso che dal punto di vista giuridico non possa essere ulteriormente appellato, ma la raccomandazione è che il piano faunistico regionale sia sviluppato nel più breve tempo possibile, perché non vorremmo nel prossimo anno, nella prossima stagione venatoria, che si ripropongano le stesse situazioni.
E’ naturale che il nuovo piano faunistico regionale dovrà prendere spunto da quelli che fino adesso sono i 5 piani vigenti delle province, in modo particolare di quelle che hanno avuto la diligenza e l'accortezza di redigerli a tempo debito, soprattutto facendo un percorso che la norma nazionale e regionale imponevano, con le necessarie valutazioni di incidenza.
Sono convinto che alcuni piani, come quello di Ascoli Piceno, quello di Fermo, quello di Ancona, siano inappuntabili perché sono stati costruiti secondo un iter legislativo idoneo e quindi rispondente a tutte le imposizioni a livello normativo superiore.
Credo che si possa prendere spunto velocemente da quanto è stato fatto sui territori per poter accelerare l’iter di questo piano che dovrebbe essere chiuso, secondo questo emendamento che è stato presentato dalla Commissione a firma del Presidente Traversini, entro il 31 dicembre.
Mi auguro che in futuro l'Assessorato possa, magari fra qualche settimana, dirci quale sarà la tempistica realizzativa di questo piano, per metterci in condizioni di poter dare un contributo e poterci organizzare a livello di Commissione senza arrivare all'ultimo momento a dare dei pareri.
In sintesi il discorso è proprio questo. Cerchiamo oggi di dare un contributo come Consiglio, tutti quanti, per cui annuncio fin da ora il voto favorevole sia alla proposta di legge sia a questo emendamento, non agli altri, che non sono altro che la ripetizione di alcuni aspetti contenuti nelle proposte di legge che abbiamo respinto in Commissione, non mettendoci una pezza per risolvere un problema, ma facendo un ragionamento compiuto, dicendo andiamo avanti con questo emendamento, mettiamo mano subito alla legge 7/95 per una rivisitazione generale, e soprattutto, cerchiamo di lavorare tutti congiuntamente per fare questo piano faunistico regionale, che possa dare delle risposte concrete al sistema della caccia di tutta la nostra Regione, che è molto importante perché serve salvaguardare anche i territori. La caccia non è soltanto un aspetto prettamente ludico, ma è molto importante, perché serve a salvaguardare i territori e gli agricoltori dalla fauna selvatica e a regolamentare la gestione del sistema floro-faunistico nel territorio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. Voglio ringraziare il Consigliere Traversini per aver fatto questo emendamento, che ovviamente voterò, però, essendo insieme a lui ed al Consigliere Giancarli tra i più anziani per la presenza in quest'Aula, non posso fare a meno di dire che oggi va in scena l'ennesima presa in giro per i cacciatori. Questo per onestà intellettuale.
Siamo d'accordo a metterci una pezza, perché quello che è successo è ovviamente da sanare, però diciamoci la verità: i cacciatori è da un po' che da questa Regione vengono presi in giro, perché, come per altre vicende, i cittadini in questa regione sono costretti ad andare al tribunale amministrativo per far valere i propri diritti.
Se c'è una attività che la Regione deve disciplinare, per andare a caccia, come per fare i referendum, come per gestire la sanità, le norme devono essere chiare. Uno paga un tesserino, paga una tassa all'ATC, paga quello che è previsto per andare a caccia, ma le norme devono essere chiare. Non è possibile che a metà stagione venatoria succede sempre qualcosa per cui quello è vietato, quell'altro non si può più fare, c’è una pendenza al Tar, non si può andare a caccia con l'avvocato a fianco, deve essere qualcosa di serio, di disciplinato e con delle norme chiare che ne disciplinano l'attività. Questo non è stato fatto e lo dobbiamo dire chiaramente.
Non è nemmeno possibile che costringiamo i cittadini ad andare al Tar per delle nostre mancanze come legislatori.
I piani provinciali sono scaduti da anni, in modo particolare alcuni, tra cui quello della Provincia di Pesaro che probabilmente è anche discutibile sul piano della disciplina con cui è stato approvato, ma comunque è scaduto da almeno 3 o 4 anni. Quindi sono 3 o 4 anni che si sa che i piani provinciali non erano a posto, così come si sapeva che se non si faceva un piano faunistico regionale, si sarebbero aperti degli spazi per un conflitto normativo e per i ricorsi, così com'è accaduto.
Questa mattina troviamo la soluzione, ci mettiamo la pezza, come ha detto prima il Consigliere Celani, però diciamoci la verità, ci sono volute 7 proposte di legge per entrare in quest'Aula con 3 articoli a cui oggi agganciamo un emendamento, che siamo d'accordo di approvare, perché è impossibile in un Paese civile, che si basa sul diritto, cambiare le regole in corsa, specialmente quando uno ha pagato per poter esercitare quel diritto. Quindi risolviamo questo problema, però lasciatemi dire che questa è una presa in giro per i cacciatori, se non facciamo, come ha detto prima il Presidente Traversini, nel giro di qualche settimana, di qualche mese, al massimo, il piano faunistico regionale, una pianificazione chiara, per cui chi vuole andare a caccia in questa Regione sa quali sono le regole da rispettare e sa in che modo poter accedere all'esercizio venatorio.
E' stato un errore, lo voglio dire col senno del poi, creare tante zone di protezione speciale, in particolare nella provincia di Pesaro sono state fatte ZPS dappertutto, non si sa per quale logica e in che modo tanta parte del territorio è stato creato a zona a protezione speciale, forse per accontentare un’ala estrema delle Giunte comunali, poi questo, come sta avvenendo, si sta rivoltando contro, perché sono zone dove non entra più nessuno a fare le manutenzioni. Le Province non riescono a fare più le manutenzioni, le persone deputate a farlo non ci sono, così come non ci sono le risorse, i cacciatori, nel bene o nel male, sono probabilmente gli unici che frequentano le zone a protezione speciale, forse fanno la manutenzione e in qualche modo la salvaguardano, così come fanno gli agricoltori.
Abbiamo creato delle normative che imbrigliano il territorio, non abbiamo le risorse per metterlo a posto con tutto quello che ne consegue, come il rischio idrogeologico, ed oggi stiamo pagando il prezzo di quelle scelte, diciamoci la verità.
Quindi prego, al di là degli arruffianamenti vari che ognuno di noi deve fare, di dare certezze al mondo della caccia su come si può accedere all'esercizio venatorio in questa regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Purtroppo oggi stiamo discutendo una legge che conclude un percorso di 3 anni, e penso che sarà uno dei punti più bassi, dal mio punto di vista, di questa Assemblea, e adesso spiego perché.
Gli unici cacciatori qui, sono i Consiglieri regionali che vanno a caccia dei voti dei cacciatori. E' questa la verità, solo che fate un errore, perché i cacciatori sono 20.970 nelle Marche, io sto cercando con difficoltà di fare un censimento dei marchigiani - non è facile, per il cacciatore è facile perchè c’è un tesserino - che sono assolutamente contrari alla caccia, da una stima preliminare sono circa 10 volte tanto.
Secondo me, tutte le leggi che in questi 3 anni e mezzo sono state fatte a favore della caccia, vanno a favore di questi 20.000 marchigiani, ma mancano di rispetto ai 200.000 e passa animalisti e ambientalisti che sono contrari alla caccia, quindi state mancando di rispetto a più di 200.000 famiglie.
Detto questo, vorrei partire da quelle che erano le mie proposte, cominciando con il toglierci un dubbio, qui ho sentito sia dal Presidente Traversini che dal Consigliere Celani dire che questa legge è una sintesi di 7 proposte, non è vero! Questa non è una sintesi, avete bocciato tutto, una sintesi significa che una legge include almeno un aspetto delle altre, questa è una sintesi, questa è una bocciatura su tutto, avete salvaguardato solo gli aspetti che vanno ancora una volta a favore della caccia. Quindi non parlate di sintesi perché state dicendo una cosa non vera, prima cosa.
Seconda cosa, parto dalle mie due proposte di legge, ho commesso un errore, e questo lo dico pubblicamente, perché ho intitolato una mia proposta di legge “Modifica alla legge regionale n. 7, eccetera”, quando invece avrei dovuta intitolarla “Prevenzione e tutela dell'incolumità delle persone dalle armi da fuoco”, se l’avessi chiamata così probabilmente avrebbe assunto nella mente di chi l’analizzava un significato diverso.
In questa proposta di legge non sono partito da una posizione contro la caccia, sono partito dalla cronaca, qui ho alcuni articoli: “Petriolo - I pallini sono arrivati sul citofono di una abitazione”, nonostante di fronte a quella casa ci fosse il cartello di divieto di caccia, questa è una notizia del 2016, sono partito da lì, con i proprietari piuttosto preoccupati per la loro incolumità. Altro articolo di settembre 2018: “5 incidenti di caccia nelle Marche, nel 2017 in Italia ci sono state 114 vittime”, persone morte, a causa dell’attività venatoria, questo è l’articolo che riporta il dato, fino ad arrivare all'ultima notizia che forse ha fatto un po' più clamore semplicemente perché ha colpito un bambino innocente ad Osimo: un bambino di 9 anni è stato colpito in pieno volto dai pallini che sembra siano rimbalzati su un muro.
Ho portato questi esempi per dire che le attuali distanze che la legge nazionale regola, evidentemente, dimostrato non da Sandro Bisonni ma da questi episodi, non sono sufficienti a garantire l'incolumità delle persone.
Avendo subìto la bocciatura delle mie proposte in Commissione, ho ripresentato sotto forma di emendamenti le stesse cose, che oggi voteremo, riducendo le distanze, non parliamo di 500 metri, Consigliere Traversini, non sia scorretto, ho messo come distanza 250 metri, quindi non parliamo di 500 metri, come lei ha detto, ma della metà, sto parlando di 250 metri, di aumentare un po' le distanze di sicurezza per proteggere le persone.
Qui dobbiamo dire chiaramente se vogliamo favorire l'attività venatoria o se ci preoccupa l'incolumità delle persone, perché a fronte di questi episodi è evidente che le distanze, dettate dalla legge nazionale, non sono sufficienti a garantire l'incolumità. Non è vero, mi dispiace contraddire il Presidente Traversini, che queste proposte non sono applicabili perché la scusa addotta è che c’è una legge nazionale e la Regione non può intervenire. Non è vero, perché la legge regionale non può andare in contraddizione con la legge nazionale, ma può essere più restrittiva, quindi se noi avessimo fatto una legge che prevedeva ad esempio che la distanza dai fabbricati anziché di 100 metri – com’è la legge nazionale – fosse di 80 metri, saremmo andati in contraddizione con la norma nazionale e quindi non avremmo potuto farla, ma noi possiamo fare, viceversa, un provvedimento che tutela di più la sicurezza delle persone, più restrittiva, perché la legge nazionale dice “inferiore a 100 metri” non dice “la distanza massima”, dà solo un minimo, quindi la legge regionale può benissimo mettere una distanza più restrittiva.
E' una scusa la motivazione adottata per bocciare la mia proposta e questo i marchigiani lo devono sapere, è una scusa, non vi dovete nascondere dietro un dito! E' possibile fare una legge regionale che sia più tutelante della sicurezza delle persone e dico che chi non voterà questi emendamenti oggi, dovrà rispondere un domani da un punto di vista morale se ci saranno degli episodi, degli incidenti, a causa dell’attività venatoria, incidenti che feriranno ed uccideranno delle persone. Oggi vi assumete questa responsabilità morale e chi non vota questi emendamenti sta dichiarando che non gli importa della sicurezza delle persone, perché deve favorire l'attività venatoria.
L’altro emendamento sulle aziende faunistiche lo illustro al momento debito perché vedo che il tempo è quasi finito ed io cerco sempre di stare nei tempi.
Voglio però aggiungere una cosa su quest’altro atto non commentabile, c'è stata una sentenza del Consiglio di Stato, la n. 5.165 del 2018, che ha accolto un ricorso di due associazioni, la Lac ed il WWF, e che sospende la caccia nelle aree della rete Natura 2000 e nel mese di febbraio, questo perché non si può fare attività venatoria in assenza di una pianificazione.
Voi con questo emendamento volete superare, uso questo termine anche se quello giusto sarebbe un altro, questa sentenza. Vi dico solo che questo atto sarà sicuramente impugnato e che voi state per votare una norma che sapete sarà impugnata e questo porterà l’ennesima figuraccia della Regione Marche. In tema di attività venatoria ne abbiamo già fatta un'altra a livello nazionale e sarà anche usata come precedente nazionale, le Marche hanno fatto scuola, non è un'esagerazione, è una cosa vergognosa dal mio punto di vista fare un provvedimento che va contro una sentenza del Consiglio di Stato, anziché fare il proprio dovere. Tra parentesi, sapete la mia posizione, ma anche i cacciatori sono scontenti di queste cose, neanche i cacciatori avete accontentato, più fate e peggio fate e volete con questo atto che, ripeto, sarà sicuramente impugnato, superare quella sentenza ma vi si ritorcerà contro, perché farete l’ennesima figuraccia.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Vorrei portare la discussione un po' all'origine. Oggi va in scena l'ennesima prova dell'inefficienza di questa amministrazione regionale, un'inefficienza che si è sempre configurata come mancanza di progettualità, mancanza di programmazione, come abbiamo visto in sanità, nella tutela del territorio, nelle politiche sul lavoro, nella gestione delle aree terremotate, l'abbiamo vista su tutti i fronti.
Che cosa significa? Quando manca una programmazione come si procede? Si va avanti per tentativi ed errori, alla cieca, sbagliando, e questa oggi è la riprova. Non sto parlando solo di caccia, perché una situazione come quella di oggi si è verificata più volte da 3 anni a questa parte, ma di tutte le attività correlate. Che cosa ha fatto l'Assessorato ben sapendo che il piano faunistico era scaduto? Ha temporeggiato, ha aspettato, ha confidato sulla calata dei numi dal cielo, sulla divina provvidenza, ben sapendo che c'erano ricorsi, ben sapendo che non stava procedendo. Un Assessorato che non ha fatto il suo dovere.
La riprova è che oggi, in extremis, si sta tentando di rimediare, di mettere qualche pezza, ma noi sappiamo benissimo che quando si tenta di ricucire uno strappo, molte volte si strappa di nuovo.
Confido che si possa quantomeno prendere tempo, oggi si sta prendendo tempo per risolvere un problema che si è causato, un problema che non è solo dei cacciatori, oggi non stiamo parlando solo di caccia, oggi stiamo parlando anche di attività ricettive che nel periodo invernale e autunnale vivono anche con i movimenti dei cacciatori, stiamo parlando di attività connesse, di attività di produttori di abbigliamento e accessori tecnici, stiamo parlando di allevatori di selvaggina che l'allevano per le zone da ripopolamento, per cui ogni giorno di caccia perso, ogni giorno di chiusura, comporta una perdita che chissà quando e se sarà risarcita, perché sappiamo bene i tempi che hanno i risarcimenti da parte della Regione. Parliamo anche di sicurezza, perché gli animali selvatici stanno invadendo sempre più spesso le nostre città, abbiamo filmati anche recenti di cinghiali o caprioli addirittura nelle aree urbane, in mezzo alle case, stiamo parlando di tanti problemi, anche riguardanti l'agricoltura, perché gli agricoltori, specialmente quelli all'interno delle aree parco, vedono in una notte distrutto il lavoro di un anno, stiamo parlando di tutte queste problematiche, quindi, che cosa succede oggi? L'Assessore mi riporta un po' ai tempi scolastici, quando gli studenti per un anno intero non facevano assolutamente niente e in dirittura d'arrivo, l'ultimo mese, si affrettavano ad arrabattare una soluzione per avere la promozione.
Le dico una cosa, Assessore, io la promozione oggi gliela regalo, ma non è una promozione sentita perché il problema in realtà non è risolto, il problema va risolto facendo atti pratici, ponendo in atto una programmazione che non c'è mai stata, mettendosi di buona lena al lavoro, lavoro che non c'è stato. Lo facciamo questo piano? Diamo fine all'inattività di questi primi anni? Così non si può andare avanti, assolutamente!
Oggi, anche attraverso le sedute della Commissione, abbiamo visto quanto è difficoltoso attaccarsi alle singole virgole, alle singole parole, per cercare di sviare il problema, perché oggi lo stiamo sviando, non lo stiamo affrontando.
Adesso farò la mia dichiarazione di voto, chiaramente voterò a favore perché altra strada non c'è, ma non è una promozione meritata.
Saremo sempre vigili per quanto riguarda il lavoro, che non è stato fatto, che è stato sollecitato dalle associazioni venatorie da oltre un anno e mezzo, quindi confido che oggi sia soltanto una lezione, che vi serva per cercare di fare tutto quello che non è stato fatto finora. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Grazie Presidente. Intervengo semplicemente per manifestare la soddisfazione per questa sintesi, per questa legge, che il Presidente Traversini ha portato in Aula. E' una sintesi di 7 proposte di legge, alcune delle quali sospese, altre tolte del tutto dalla discussione e mi riferisco a quanto hanno appena detto nei loro interventi i Consiglieri Malaigia e Bisonni. Proporre di stare a 300 metri dai fabbricati, caro Consigliere Bisonni, significa chiudere la caccia e fino a prova contraria, siccome non tutti fortunatamente la pensano come lei sulla caccia, non ci facciamo prendere assolutamente per il naso e in Commissione abbiamo accantonato la sua proposta.
Abbiamo invece per il momento sospeso, perché dovremmo parlarne con le associazioni agricole, le altre proposte di legge presentate, ad esempio quella del Consigliere Giancarli sul calpestio dei campi quando c’è il seminato, naturalmente occorre distinguere tra una cultura seminativa e una cultura orticola, ma sappiamo benissimo che non arreca danno calpestare un campo con del seminativo (grano, orzo, mais) entro il mese di febbraio. Abbiamo detto più volte che ci si passa con i trattori agricoli, un tempo ci pascolavano le pecore, sicuramente non fa danno il cacciatore che passa su questi campi. Però la proposta di legge del Consigliere Giancarli, firmata anche da me, l'abbiamo semplicemente sospesa perché dobbiamo incontrarci con le associazioni agricole, giustamente, e definire meglio l'atto che riporteremo qui in Aula, ma proporre di stare a 300 metri dai centri abitati, adesso c'è una dimizione di 50 metri per stare a 250 metri dalle case, penso che sia una proposta di chi non sa minimamente cosa vuol dire andare a caccia e vede soltanto nel cacciatore il danno, mentre il cacciatore, badate bene, lo dico sempre, è la sentinella del territorio, colui che ha del territorio più rispetto degli ambientalisti, degli animalisti e compagnia cantante, che parlano dai propri salotti, uso una frase che in questi giorni va molto di moda, ma non viene dal mio partito, la prendo a prestito dalla Lega, perchè molto calzante.
Due mie proposte sono state prese in considerazione e sono state inserite. Gli articoli sono 3, e quelli che entrano nel merito 2, derivanti dalle mie due proposte di legge, quindi ringrazio i lavori della Commissione e il Presidente Traversini. Il primo articolo riguardava l'unica sanzione che aumenta del 50%, l'unica a livello nazionale, ma penso anche a livello europeo, qualora il pagamento avvenga dopo la scadenza, la mia proposta prevedeva di ridurre questa penalità al 10%, togliendo il 50%. Dalla mediazione è venuta fuori una riduzione dal 50% al 30%, è comunque una mediazione e ringrazio perchè è un passo in avanti, è un segnale che si dà al cacciatore.
La seconda proposta riguardava l'annotazione nel tesserino, non è possibile che il cacciatore, che non ha accertato che l'animale sia stato abbattuto, debba segnarlo nel tesserino. Abbiamo inserito che il cacciatore, una volta accertato l'abbattimento, deve obbligatoriamente annotare l'animale come morto, quindi sottratto dal territorio.
Queste norme erano inserite nelle mie due proposte di legge che sono state recepite nella sintesi della legge.
Non possiamo considerare, caro Consigliere Bisonni, il cacciatore come colui che fa solo danni, assolutamente.
Sono contento che oggi si parli di questa cosa, non lo dico soltanto da Consigliere regionale, ma anche in qualità di ex Sindaco, perchè chi segnala gli inquinamenti nel territorio e le disfunzioni è il cacciatore ed è la mentalità ambientalista radicale che ha portato ai disastri nei fiumi, che non si riescono più a percorrere, non c'è un fiume dove si possa fare una passeggiata, non si può tagliare una pianta perché il fiume deve rimanere incolto, nel fiume non può passeggiare nessuno e questa è la mentalità che ha portato anche alla distruzione delle infrastrutture.
Ci sono piante che cadono nel fiume, che vanno a sbattere nei piloni dei ponti e i ponti cadono anche per questo. Tale situazione l’ho vissuto sulla mia pelle, in provincia di Pesaro, nel comune di Mondavio, anche questo abbiamo passato, quindi attenzione a demonizzare la figura del cacciatore.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Dobbiamo essere onesti, oggi arrivano in discussione 7 proposte di legge, presentate nell'arco di questi 3 anni, esaminate per mesi, come abbiamo sentito dai relatori che sono intervenuti prima di me, con l'audizione di tutti i soggetti coinvolti, dal mondo faunistico-venatorio al mondo agricolo. Oggi possiamo dire che la montagna ha partorito un topolino, perché di 7 proposte di legge andiamo ad approvare due articoli, al di là del terzo che è la dichiarazione d'urgenza.
Dobbiamo essere sinceri, su questa materia c'è confusione, probabilmente c’è anche una divisione interna di questa maggioranza rispetto a ciò a cui si vuole arrivare, tant'è che arriva in Aula con un provvedimento piccolo. Se c'era la necessità, e c'è, di rivedere la legge regionale, quale occasione migliore di quella che hanno avuto, non solo all'interno della Commissione, ma tutti i Consiglieri in questi 3 anni? Ripeto, le proposte di legge sono state presentate dal 2016 al 2018, sono 3 anni che si discute sulla variazione della legge regionale e credo che questo sia tutto dire, vedremo nei prossimi due anni e mezzo se arriverà effettivamente – lo auspicio, l'ho sentito in Aula - un provvedimento organico che riveda in maniera funzionale la legge.
La seconda parte del mio intervento riguarda la questione emergenziale che viene inserita con urgenza all'interno di questo atto, era già stata presentata il 31 ottobre una proposta di legge ed oggi entra con urgenza attraverso la riconversione in emendamenti. Quindi, ciò che si voleva proporre per tappare la falla che ci si è trovati ad affrontare dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato, viene oggi con urgenza, attraverso la presentazione degli emendamenti, inserito nel testo unificato delle 7 proposte di legge, fatto di due articoli.
Credo che su questo tema il dibattito sia acceso, anche attraverso le pagine dei giornali, ma mi sembra che la soluzione sia un po' riduttiva.
Sono intervenuta anche con un commento sulla stampa, non faccio parte della Commissione, è evidente che ciò che manca anche in questo tema, è una pianificazione regionale, come in altri settori e come da me denunciato altre volte.
Il piano faunistico-venatorio, Assessore Pieroni, è scaduto nel 2015, avete avuto una serie di sollecitazioni nel corso di questi anni, anche l'anno scorso le associazioni hanno richiesto di procedere, così c'è stato detto, così è stato scritto sui giornali - l'Assessore competente giustamente farà la replica finale, come è giusto che sia - però non dobbiamo nasconderci il fatto che forse si è un po’ dormito sugli allori, avendo avuto due sentenze favorevoli a monte e se si corre a dare mandato di procedere al nuovo piano si fa solo dopo questa emergenza, quando si sapeva bene che la questione era sul tavolo. Credo che sarebbe stato corretto affrontarla in altri tempi, sarebbe stato anche più giusto perché, e qui si devo ampliare necessariamente l'argomento, non parliamo solo della caccia con questi emendamenti che inserite, ma parliamo anche della tutela del mondo agricolo, perché a mio giudizio il provvedimento, che poteva arrivare non in questi termini se si fosse provveduto diversamente, va ad inficiare e mette a rischio in maniera grave un settore, è stato già stato citato il maceratese e in particolar modo l'entroterra colpito dal terremoto, che è già fortemente in crisi.
Uso il mio intervento anche per fare la dichiarazione di voto, voterò favorevolmente questo provvedimento anche se è una toppa che si mette ed anche se credo che l’amministrazione regionale un mea culpa lo debba fare.
Penso che occorra essere sinceri e onesti quando si affronta questo provvedimento, ritengo che sia ridicolo far arrivare le 7 proposte di legge in Aula dopo 3 anni, con due artiritcoli e mezzo, perché a questo punto era il caso di esaminare l'argomento in maniera completa e compiuta e portare un provvedimento serio che affrontasse le necessità e l'aggiornamento del tema. Quindi mi sembra ben poca cosa rispetto al tema e a quanti sono intervenuti in maniera anche roboante. Prendiamo atto che si mette una pezza a qualcosa determinata, è evidente, anche da una carenza regionale, si sarebbe potuto intervenire prima con quello strumento pianificatorio che purtroppo manca in tantissimi settori.
L'abbiamo detto con il piano socio-sanitario più di una volta. Il Presidente Ceriscioli ha risposto ad una mia interpellanza e sembrava che non si dovesse più fare il piano perché si sarebbe andati dietro alle normative nazionali, oggi prendiamo atto che quell'idea l’avete variata, state lavorando ad un nuovo piano, anche su questo le reprimende ed i solleciti arrivano a buon fine, sarebbe forse il caso di ragionarlo prima, perché credo che la programmazione sia lo strumento più importante non solo per valutare le politiche di dove volete portare la regione, ma soprattutto per capire ed utilizzare al meglio le risorse che questa Regione ha.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, ho ascoltato gli interventi che ci sono stati e la relazione introduttiva del Presidente Traversini. Consigliere Bisonni, noi non vogliamo e non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma questo deve valere anche per lei. Non sono abituato ad assumere decisioni con la preoccupazione elettorale, non mi tocca questa cosa, ma le decisioni vanno prese e sono abituato a prenderle in base ai miei principi, ai miei valori, ad aspetti etici e politici, ma soprattutto in base a quello che considero giusto, utile, necessario, indispensabile al bene comune.
Tornando all'argomento di oggi, all'attività venatoria, sono contrario all'abolizione della caccia, l’ho sempre detto e posso dirlo non soltanto alle assemblee dei cacciatori, ma anche a quelle delle associazioni ambientaliste ed in qualsiasi luogo, ma essere contrario all'abolizione della caccia significa rispettare le regole, significa essere consapevoli che, e questo i cacciatori lo sanno bene, non si può cacciare sempre e ovunque in tutto il territorio o tutte le specie, quindi la regolamentazione dell'attività venatoria che ci ha sempre animato e anche oggi ci anima.
Lo ricordava il Consigliere Talè, eravamo in presenza di 7 proposte di legge, che sono state portate a due articoli, illustrati dal Presidente Traversini. Uno è relativo alla riduzione della sanzione per il ritardato pagamento all'Ambito territoriale di caccia e l'altro prevede l'annotazione nel tesserino personale degli abbattimenti accertarci.
Come ha ricordato il Consigliere Talè insieme abbiamo presentato una proposta di legge il 17 marzo 2016, quindi più di due anni fa, per la verità c'era pure chi l’ha confusa con la 113, ovvero con quella relativa alle distanze delle abitazioni, anche se non capisco come si possa confondere una proposta come questa e come questa confusione sia venuta anche da una parte del mondo venatorio.
La nostra proposta è chiarissima ed interviene sui terreni in attualità di coltivazione, sui quali è vietato l'esercizio venatorio in forma vagante. Noi mettiamo in evidenza che il terreno seminato non patisce alcun danno da calpestio nei mesi invernali, in quanto le colture non hanno ancora formato lo stelo rigido, lo sanno bene gli agronomi, che poi le caratterizza.
Inoltre nelle nostre campagne abitate diffusamente dagli agricoltori - basta conoscerle, basta leggere, ci sono tante pubblicazioni interessanti sul paesaggio agrario, sulla storia dell'agricoltura; nella città di Senigallia, il Consigliere Volpini lo sa bene, c'è anche un museo interessante sulla mezzadria - era consuetudine mandare le pecore a brucare nei mesi di gennaio e febbraio sia per sfamare gli ovini, per le difficoltà dei coltivatori dell'epoca, che per costipare con il calpestio le superfici dei terreni sollevate dalle gelate ed anche per ridurre e ritardare lo sviluppo del grano. Tale consuedutine contribuiva a far sì che le culture non subissero danni e che si rafforzasse quella presenza responsabile.
Come ha detto il Consigliere Talè ed io lo voglio dire al Presidente Traversini, se ci fossero delle difficoltà di carattere procedurale noi non avremo difficoltà a ripresentare la legge, perché oggi non viene bocciata, ma di fatto non c'è. Non ci dovrebbero essere difficoltà procedurali, ma se ci fossero la ripresenteremo, perché vogliamo che questo concordato con il mondo agricolo … Qui è scritto chiaramente, ma se dobbiamo precisare che questo si intende per il seminativo e non per l'orticultura non abbiamo difficoltà a farlo.
L’Assessore Pieroni sa quanto gli voglio bene, la volta scorsa ho dichiarato che non voto mai contro le proposte che fa, però anche se la materia è impegnativa, ci sono atti di programmazione, di pianificazione che dobbiamo anticipare. Dobbiamo arrivare qualche momento prima, non dobbiamo aspettare le sentenze, perché su questo non ci sono posizioni critiche soltanto delle associazioni ambientaliste, ma anche delle associazioni venatorie, e non soltanto in questi giorni hanno assunto delle posizioni di sollecito e critica. Ad esempio ho qui una nota della Federcaccia dell'1 agosto 2018 in cui si dice che rimane in attesa che escano dal cassetto degli uffici di Ancona lo Statuto degli ambiti e sollecita il piano faunistico regionale (chissà perché Ancona, forse perché è la sede della Regione, ma chiamano in causa sempre Ancona). Tra l’altro anche nel mondo venatorio ci sono diversità di opinioni, ma il piano faunistico regionale vede l'unità delle associazioni venatorie ed anche un'attenzione di chi pensa ad una attività venatoria regolamentata, che credo dobbiamo recuperare in fretta e comunque, l'ha detto il Presidente Ceriscioli in una battuta, non siamo soltanto noi, ma c'è anche la Regione Umbria e ci sono anche altri territori che sono interessati a questi nostri provvedimenti.
Non voglio sollevare dalle responsabilità l'Assessore Pieroni, sono molto franco con lui e lo sa, ma il pasticcio che nasce con la soppressione e con il superamento delle province ci porta anche a queste situazioni, comunque sono certo che il lavoro dell'Assessorato, d'intesa con quello della Commissione, ci farà recuperare tutto il lavoro che c'è da fare per far sì che non solo si possa concludere questa stagione venatoria, ma si possa riaprire la prossima con le certezze che dobbiamo dare a tutti, anche al mondo venatorio.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. La legge che stiamo discutendo questa mattina è il frutto di un lavoro complessivo che è stato fatto dal Presidente e dall'intera II Commissione, competente per la caccia, che ha provato a tener conto di una serie di aspetti, di problematiche e di proposte che erano emerse e che erano sul tavolo grazie alle proposte di legge presentate da diversi Consiglieri.
E’ chiaro che il tema della caccia, che oggi è di competenza piena della Regione Marche, è estremamente delicato, dico delicato perché il passaggio delle competenze dalle province, dopo l'approvazione della legge Delrio, la 56 del 2014, ha provocato una rivoluzione nel suo complesso. Tutto ciò che prima veniva pianificato dalla Regione e poi gestito direttamente sui territori dalle Province ha subìto un cambiamento fondamentale ed epocale, ovviamente il passaggio di competenze ha subito un'inevitabile rallentamento anche perché, pur mantenendo i servizi decentrati sui territori, quello che prima non era totalmente uniforme nella regione Marche oggi deve esserlo perché la testa, che organizza il servizio, che lo gestisce, lo programma, lo pianifica, è una sola, mentre prima c'era la Regione e i piani faunistici su scala provinciale.
Questa rivoluzione è stata epocale ed ha visto difficoltà da tutte le parti, dalla nostra struttura, alla Giunta, all'Assessorato, ai Consiglieri che si sono trovati ad affrontare una nuova fase che riguarda la parte della gestione, compresi i servizi decentrati, compreso il mondo venatorio, i cacciatori, le associazioni di categoria.
Le associazioni del mondo venatorio in qualche modo hanno cercato di affiancare il lavoro che è stato fatto dalla Regione, cercando di accompagnarlo e di agevolare tutto ciò che poteva essere difficoltoso o complicato.
Questo è la premessa di quello che oggi stiamo discutendo, è la premessa rispetto alla legge che abbiamo fatto e rispetto al tema della vigilanza che, non dimentichiamo, è stata lasciata in capo alle province, frutto di un accordo, di una trattativa con le province stesse e con i corpi di Polizia provinciale. Se il personale fosse venuto direttamente in Regione, come doveva essere in base alla legge 13 che prevedeva il passaggio di tutto il personale e di tutte le competenze che non erano obbligatorie in capo alle province, quel personale avrebbe rischiato di perdere la divisa e non avrebbe potuto fare direttamente la vigilanza sui territori e, come è stato ricordato, noi sappiamo bene quanto siano importanti gli operatori della vigilanza ed i cacciatori rispetto all'ambiente, rispetto al controllo e al territorio.
Sono stato Assessore provinciale, ricordo il mondo delle guardie volontarie, un esercito di occhi sul territorio utile a segnalare qualsiasi problema, a volte con funzioni di sicurezza in materia di abbandono di rifiuti, in materia ambientale, a volte con funzioni di controllo sui corsi d'acqua.
Dico che il lavoro fatto dalla Commissione è ottimo, anche se, come ha detto prima la Consigliera Leonardi, ha prodotto soltanto due articoli. E' vero, ha prodotto due articoli, ma la Commissione ha cercato di fare un lavoro di sintesi, condividendolo con tutte le associazioni di categoria, in particolare quelle del mondo agricolo, che sono direttamente interessate al mondo venatorio, se parliamo, ad esempio, dei danni provocati dai cinghiali e dagli ungulati.
Il piano di abbattimento degli ungulati è già operativo, chiedo conferma all'Assessore, è un provvedimento attuato ed operativo già da qualche giorno ed anche questo tema è frutto di un lavoro fatto dalla Regione Marche con il mondo venatorio e con il mondo agricolo per cercare di affrontare il problema e trovare le giuste soluzioni per dare la possibilità di abbattere gli ungulati e nel contempo limitare il più possibile i danni al mondo agricolo che soffre e non poco per questa situazione.
Anch'io ho presentato una proposta di legge che prevedeva di trovare una soluzione per consentire la caccia anche sui terreni coltivati ad orzo e frumento finché il cereale non fosse nella fase di levata, ovvero fino alla fine di febbraio primi di marzo. L'ipotesi era quella di metterci una data, ma poi in Commissione si è preferito rinviare questo tema ad un accordo con le associazioni agricole. Siamo tutti consapevoli che calpestare le coltivazioni, soprattutto per la caccia vagante, non provoca danno alle colture però, visto che è stato posto un problema rispetto a questo tema, si è rinviato per un approfondimento con le associazioni, ne prendo atto, anche se credo che si potesse trovare una soluzione perché in alcuni territori le coltivazioni dei cereali sono talmente estese, mi riferisco in particolare alla mia provincia, che il rischio di limitare l'attività venatoria è molto elevato.
Per quanto riguarda l'altro articolo è previsto che venga annotato nel tesserino l'abbattimento accertato, io avevo proposto “dopo l'abbattimento e l'avvenuto recupero”, perché l'accertamento a mio avviso, voterò la legge per carità, è un termine che rischia di rimanere vago e di non dare certezza. L'accertamento può anche significare vedere cadere l'animale abbattuto, ma poi non poterlo recuperare perché l’animale non è morto oppure si è impossibiliti a recuperarlo perché è finito in mezzo ai rovi. Su questo avrei azzardato un po' di più, provando a scrivere, senza andare in violazione della legge nazionale: “l'abbattimento e l’avvenuto recupero”, il testo che andremo a votare oggi parla di “abbattimento accertato” ne prendo atto, lo voterò lo stesso, ma mi convince un po' meno.
L’ultima cosa su cui voglio fare una riflessione è questa: la sentenza ha messo in difficoltà tutto il mondo venatorio. In questi giorni abbiamo sentito i cacciatori, le associazioni, rispetto a questo tema vorrei essere chiaro, perché dalle notizie che arrivano (le telefonate, le chiamate da tutto e da tutti) sembra che la colpa sia tutta della Regione, su questo bisogna fare chiarezza, nel senso che, lo ha già detto il Presidente della Commissione Traversini, non c’è una Regione d'Italia, in funzione del fatto che c'è stato il passaggio delle competenze delle province a seguito della legge Delrio del 2014, che abbia approvato il piano faunistico regionale. Ci si sta lavorando, si poteva fare prima, probabilmente sì, ma probabilmente se si fossero accelerati i tempi l’approvazione del piano non sarebbe ancora completata.
Credo che trovare la soluzione, dare una scadenza certa ai piani faunistici provinciali al 31 dicembre 2019 e consentire di riaprire l'attività venatoria, sia una mossa da una parte tampone, per non mettere in discussione il calendario venatorio da qui alla fine di gennaio, e nel contempo avere il tempo sufficiente per approvare il piano che sicuramente è un atto che deve essere assolutamente fatto in estrema fretta.
Credo che il piano debba tener conto dell'attività venatoria, del rispetto delle regole, perché alla fine io non ho mai condiviso questa contrapposizione fra ambientalisti e cacciatori, i cacciatori sono rispettosi dell'ambiente, gli ambientalisti se non sono integralisti sono anche loro rispettosi dell'ambiente, a volte si fanno prendere da un integralismo eccessivo che vuol portare alla chiusura dell'attività venatoria che invece è importante per la pianificazione complessiva della tutela della fauna.
Credo che sia un modo per arrivare ad una conclusione definitiva rispetto a questo tema, intanto far ripartire l'attività venatoria e, nel contempo, fare il piano, però su questo bisogna essere chiari, la Regione ha fatto quello che doveva fare, non ci sono state omissioni ed è alla stessa stregua di tutte le altre Regioni d'Italia, quindi mi piacerebbe che anche quelle associazioni che in diverse occasioni hanno plaudito al calendario venatorio della Regione Marche come uno dei migliori d'Italia, tengano conto di questo aspetto, perché la Regione Marche non è cattiva o contraria al mondo venatorio, perché se ha uno dei migliori calendari venatori ovviamente fa di tutto per far al meglio il proprio lavoro.
È un incidente di percorso causato da altri, ma non si può imputare tutta la responsabilità alla Regione per un piano che ancora non è stato approvato quando nessuna Regione d'Italia lo ha fatto fino ad ora.
Su questo rispetto del mondo venatorio, rispetto degli ambientalisti, rispetto delle regole, ma nel contempo ognuno si deve prendere le proprie responsabilità e credo che oggi in quest'Aula ci prendiamo una responsabilità in funzione del fatto che vogliamo far ripartire il calendario, far ripartire l'attività e trovare una soluzione definitiva rispetto a quello che possiamo chiamare incidente di percorso, ma ovviamente la politica non può incidere sulla volontà della magistratura.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Una nota procedurale innanzitutto su questo iter legislativo che, come ha detto la Consigliera Leonardi, ha partorito un topolino, però non è stato un iter legislativo sbagliato perché c'erano 7 proposte di legge, anche corpose, ed alla fine è stata prodotta una legge con due soli articoli, anche questa è una risposta, l’importante è che ci sia una risposta.
Plaudo all'opera della Commissione, del Presidente e anche della Giunta, perché mi sembra che un po' su tutto le discussioni siano aperte, non c'è mai un momento in cui ne chiudiamo una, e questo lo dico come piccola chiosa: è il sale della democrazia e mi auguro che anche in tempi futuri questo sale non venga disperso.
Gli articoli sono molto semplici, evidentemente la maggioranza - non ho partecipato a nessuna seduta di questa Commissione che non è la mia - ha ritenuto che fosse quanto andava fatto in questa fase, con tutta una serie di rinvii che sento continuamente richiamare per il piano per gli uccelletti, per il piano per i cinghiali, per il piano per la caccia, perché, ha spiegato bene il Consigliere Minardi, è cosa complessa alla quale si arriverà. Questo va bene, votiamo tranquillamente la proposta di legge, le due cose sono quelle che servivano.
Un criterio che secondo me risponde anche a questo tipo di impostazione, è quella raccomandazione quanto mai opportuna che ha fatto il Consigliere Carloni, perché lo vedo da appassionato della legge, lui ha fatto una battuta anche simpatica. “bisogna andare a caccia con l’avvocato vicino” perché l’idea è che devo guardare chi ho ammazzato, il piumaggio, fare l’autopsia per vedere se è il mio, vedere se i pallini sono quelli corrispondenti, entriamo in un ridicolo insopprimibile, al di là del fatto se uno è favorevole o no alla caccia, che non è una questione secondo me, ma il punto vero è che da legislatori dobbiamo essere abbastanza intelligenti da fare cose per le quali chi legge la norma ci rispetti e dica: “Ho letto una legge che hanno fatto i Consiglieri regionali che ho mandato lì, che sostengo con il mio contributo, con tutto l'apparato e quell'apparato vale la pena, perché la norma che viene prodotta è intelligente”. Credo di aver un po’ semplificato e continuare a semplificare può aiutarci.
Terzo argomento, credo, ed è stato detto in più passaggi, che dobbiamo tenere fede al principio dell'equilibrio ecologico e mi permetto di sottolineare, Assessore Pieroni - si è prenotato per l’intervento il Presidente Ceriscioli, quindi, una discussione che sta interessando tutti – che dobbiamo fare un po’ di storia. Ricordo che un mio professore di inglese era una accanito ambientalista, ci fece leggere Silence Spring, un professore di inglese recanatese, nel quale c'era scritto che nel giro di 20, 30 anni in tutt'Italia, poi non dico nel mondo, sarebbero scomparsi le piante, le volpi, i cinghiali, gli uccelletti, i lupi, scomparso tutto. Questo modo culturale decisamente estremista ha portato ad uno stop rispetto a una sostanziale devastazione o violazione della natura ed ha portato ad un allargamento significativo di specie che dovevano scomparire e che invece ce le troviamo sotto casa. Va bene, la storia procede così, non ci scandalizziamo, da un estremo all’altro, adesso abbiamo capito queste due fasi e siamo ancora vivi, forse un’altra generazione ricomincerà a creare un nuovo squilibrio. Troviamo l'equilibrio! E' evidente che la caccia, a partire dal discorso cinghiali - dico la caccia e non dico i cacciatori poi dirò qualcosa sui 200.000 e i 21.000 - è un'attività che serve, su questo non c'è dubbio, è statistico, è scientifico, serve, va regolamentata, non deve essere invasiva, non deve rompere le scatole agli agricoltori, tutto quello che volete, ma serve! Serve per ristabilire un equilibrio, e l'uomo come elemento di questa caccia c'è. Ad esempio, la quantità di lupi, cani randagi che sembra siano più dei lupi, non è sufficiente ad eliminare i cuccioli di cinghiali, cosa che storicamente avveniva, i lupi sono belli sazi o dovrebbero essere sazi, purtroppo neanche quello, perché poi non corrono dietro ai cinghiali, ma vanno ad azzannare altro tipo di bestiame allevato. In linea di principio, su questo dovremmo essere tutti d'accordo, sennò diventiamo ideologici, diventiamo contro qualcosa a prescindere, come diceva il grande Antonio De Curtis, non dobbiamo dire a prescindere ma dobbiamo dire realisticamente se serve oppure no.
Rispetto a questa idea dell'equilibrio, visto che il Consigliere Talè ha anche citato i fiumi, dico che in questa Regione, sullo scadere della precedente legislatura, 2014/2015, avevamo fatto una legge, quindi mi meraviglio di quello che sta succedendo a Pesaro, che prevede che nei fiumi ci si possa andare. Anche questo è stato un processo che ha modificato una mentalità, prima avevamo le cave di rena all’interno dei fiumi, e questo portava dei grandi sconvolgimenti negli alvei, fino a arrivare, 20/30 anni, lo ricordo da Sindaco di Recanati, a raccogliere una denuncia perché una gara di motocross attraversava per un percorso di 25 centimetri il fiume Musone e in quel tratto andava distrutto un certo numero di uova di pesce, circa 20, sui 5 milioni di uova di pesce che stavano nel fiume Musone, ho dovuto fare anche la denuncia penale. Le esagerazioni fanno sempre male.
Adesso c'è una norma seria che la Regione Marche ha fatto, che le Province stanno attuando che, l'Assessore Sciapichetti ne è perfettamente cosciente perché ha dovuto inseguire i ritardi della sua applicazione, ma è stato bravo a portare alla conclusione una serie di progetti importanti, ci mette in condizione, per esempio, di non avere più il fiume che esce dagli argini e le alluvioni che portano altri danni. E' vero che è importante preservare le specie faunistiche all'interno dei fiumi, ma penso che sia anche importante preservare la specie umana, che rimane intrappolata nei sottopassi, che muore a causa di allagamenti o cose di questo genere. L'equilibrio porta alla valutazione di interessi e valori differenti, questo è stato fatto anche per i fiumi.
Arrivo al dato politico dell’equilibrio che è stato in maniera provocatoria sollevato dal Consigliere Bisonni, non è un fatto personale, ho citato tutti cercando di interloquire, non voglio polemizzare con nessun collega che sia estremamente corretto e intelligente nel proprio intervento. Il Consigliere Bisonni mette in contrapposizioni i 200.000 che sono contrari alla caccia, forse anche di più, ai 21.000 cacciatori, i 21.000 cacciatori non sono una lobby e se dovessimo interrogare quanti marchigiani sono favorevoli alla caccia e quanti contrari il numero sarebbe diverso, ma non è questo il punto. Una volta tanto, ma non mi sbaglio, tra i 20.000 e i 200.000 scelgo il milionetrecentomila che rimane, perché tra quelli ci sono anch'io che non sono un cacciatore, che non ho una passione particolare per la caccia, ma non sono neanche un esasperato anticaccia per le ragioni che ho detto prima, perché è una attività che va normata, che ha una sua funzione, che ha una sua storia, che ha una sua cultura, che va rispettata per quello che è. In tutto il mondo, dico in tutto il mondo, non c’è un Paese, dagli islamici agli induisti, dai socialisti ai liberali, dai popolari ai cristiani, che vieti questo tipo di attività, tutti la regolamentano perché ritengono che sia ancestralmente legata alla natura umana, bisogna trovare un punto di equilibrio.
Io sto con quella parte della popolazione che magari non è contentissima di vedersi i cinghiali e le volpi sotto casa, faccio un'esemplificazione massima.
Farei un discorso un po' diverso per quanto riguarda l’uccellagione, ma è un discorso anche questo straregolamentato con periodi, modalità, non sono un esperto, ma tra lo sostanziale, il fermo, quello che cammina. Non mi sembra che stiamo con le mitragliatrici antiaeree puntate verso il cielo a fare stragi! Aprirei un discorso sui tordi, Assessore, perché pure quelli qualche problema lo sta creando, ma ho capito che è un argomento tabù.
Chiudo sulle distanze, vi siete avventurati in questa operazione, Presidente Traversini, e purtroppo c'è tutto il limite 200, 150, 300. Ricordo le due esperienze che abbiamo fatto in questa legislatura, quella del gioco d'azzardo patologico, riguardo ai punti sensibili, e quella delle case del commiato che mi hanno viste ambedue protagonista come relatore di maggioranza, per le quali ho dovuto mediare fra esigenze diverse.
Per esempio sul gioco d’azzardo patologico è successo che non abbiamo considerato all’interno della legge, e dovremmo considerarlo, che il punto sensibile potrebbe realizzarsi nel futuro, non ci si pensa, si dice solo a chi ha una attività di gioco che deve stare a 500 metri da un punto sensibile, però può succedere che uno impianti un'attività di gioco, spenda 300/400 mila euro e dopo un anno, due anni, gli collocano un bancomat lì vicino. Questo poveretto non può spostare l’attività perché nel frattempo gli hanno piazzato lì un bancomat, magari il bancomat viene messo ad arte da qualche concorrente che ha un amico in banca che gli chiede di metterlo, siamo in Italia, questo per dire che se le distanze, purtroppo, in linea teorica dicono tutto, in realtà, nel concreto, trovano delle grandi limitazioni.
E' meglio 200? E’ meglio 100? E’ meglio 450? E’ meglio non sparare per niente? Sicuramente è meglio non sparare per niente, ma quando si riconosce in linea teorico-legislativa che si può sparare è chiaro che va limitato, ma in maniera ragionevole.
Nella regione Marche, penso al territorio, non a quello montano, ma a quello più vicino al mare, in campagna ci sono case ogni 150/200 metri, significherebbe di fatto, allungando quella distanza (200 + 200 = 400), vietare la caccia dappertutto, almeno a passeggio per i campi.
Riguardo alla sicurezza, lo dico provocatoriamente, l'unica cosa che ci renderebbe sicuri - il danno vero non sono solo le armi da caccia, ma quelle degli agenti di pubblica sicurezza, di coloro che hanno l'autorizzazione per motivi di lavoro a tenere le armi in casa – se consideriamo la statistica degli omicidi, dei ferimenti, dei suicidi che abbiamo in Italia, legati a chi possiede le armi, sarebbe quella di consegnare le armi come si fa in caserma, ad un'armeria e se ti servono le vai a prendere lì. E' una cosa che possiamo mettere in piedi, quello sarebbe il massimo della sicurezza, costerebbe qualche miliardo di euro, ogni possessore di arma, compreso il cacciatore, deve riconsegnare il fucile ad un’armeria e lì c’è uno che te lo dà quando è ora di prenderlo. Questo potrebbe essere esteso anche alle forze dell’ordine perché purtroppo è accaduto che agenti, dopo aver perso il lume della ragione, abbiano sterminato le proprie famiglie, ma è normale che questo avvenga perché l’uomo è fatto di difetti.
Chiudo riferendomi alla mozione del Consigliere Fabbri ed all'ordine del giorno della Lega, che mi sembrano estremamente ragionevoli in termini di proposta, ma non so se questi strumenti e soprattutto la necessità di approfondimenti ..., l'ho detto anche in occasione di un'altra mozione qualche seduta fa di impegnarci su cose sulle quali siamo tutti convinti. Io farei partire gli iter quando è possibile farlo, piuttosto che auspicare cose che dipendono dalla nostra volontà. Mi mette un po’ in difficoltà dire: “Sono io l’attore”, la Giunta è l’attore, vota con me una cosa che dovrei fare io, questo mi sembra un po' strano.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.
 
Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. L'argomentazione per forza oggi è molto articolata, in quanto è il riassunto di un'attività molto intensa della Commissione. Ho fatto fare una tabellina per vedere di cosa parliamo in Commissione: abbiamo parlato, fino a fine settembre, 29 volte di caccia, 10 volte di lavoro, 21 volte di industria, 22 volte di turismo, 12 volte di Europa e fondi europei, ma dopo c’è il Psr .Parliamo troppo di caccia!
A mio avviso è un'attività ludico sportiva, che va riportata in questo alveo e va fatta con dei criteri. Io e mio figlio piccolo giocavamo con il pallone di gomma, quello morbido, in sala, mettevamo via le suppellettili, ci si guardava negli occhi e ci dicevamo: “Non tirare la cannonata” e andavamo a dribling, qui invece siamo nella situazione in cui si vuole giocare a pallone nel salotto di casa con il pallone di cuoio e si vuol tirar anche la cannonata per fare gol di potenza. Questo è dimostrato dalle richieste di ogni tipo che sono approdate nelle 7 o 8 proposte di legge. Avevamo la proposta del Consigliere Minardi, che riguardava l'attualità di coltivazione e parlava di fase di levata per i cereali, prima gli agricoltori erano possibilisti poi nelle ultime audizioni hanno detto: “No, saremmo gli unici a non poter disporre del nostro campo”. In questi giorni a livello nazionale si parla di sicurezza, di legittima difesa, ma c'è una persona che armata entra nella proprietà altrui, e lo può fare, queste sono le cose che vanno ripensate.
Quando si è parlato della proposta di legge 40 e della proposta di legge 230, che prevedeva di calpestare i campi, ci si è chiesti: “Qual è la differenza tra levata e accestimento? All'interno del campo, quand'è che la piantina mette su lo stelo? Anche perchè non cresce in maniera univoca e contemporanea”. Siamo a questo livello di elucubrazione quando tentiamo di ragionare sulla nostra l'attività venatoria.
C'era la proposta di legge 111 del Consigliere Busilacchi, che oggi non è in Aula, con la quale il Consigliere si faceva portavoce di un certo spirito ambientalista - oggi chiaramente è in difficoltà all'interno della compagine di maggioranza e non si è presentato - e proponeva la sterilizzazione dei cinghiali. Io ho parlato con i ricercatori dell'Ispra che mi hanno detto che la sterilizzazione è costosa, non è efficace, la femmina si può sterilizzare per un periodo, ma nell'arco della vita ritorna fertile, in ambiente aperto e con migliaia di capi non si riesce a raggiungere l'obiettivo, quindi era una proposta di legge che non poteva essere recepita.
C'era poi la proposta 113 del Consigliere Bisonni che chiedeva di limitare a 300 metri la fascia di rispetto, l'ha ripresentata oggi come emendamento riducendo la distanza a 250 metri. La Commissione ha votato l'inammissibilità degli emendamenti, io ho detto che erano ammissibili e che li volevo discutere e votare. Perché, se la legge nazionale parla di 100, non possiamo essere più restrittivi? Possiamo farlo. Non ritengo corretta la decisione della Commissione di non trattarli. A dire il vero il concetto di aumentare la fascia di sicurezza era già stata bocciata dalla Commissione, che è andata dritta per la sua strada, non prendendo in considerazione le difficoltà di garantire maggiore incolumità a chiunque stia nei dintorni di un terreno in cui si svolge la battuta di caccia, purtroppo gli incidenti sono troppo frequenti, andrebbero limitati.
C'era un'altra proposta di legge del Consigliere Talè, la n. 212, che prevedeva la riduzione della penalità per il ritardato pagamento dei tesserini. Nelle audizioni si è visto che la percentuale dei cacciatori che pagavano in ritardo è molto ridotta, però è uno dei due aspetti di tutte le cose sollevate che poi ritroviamo nel testo unico, ma anche questo è un particolare, non si risolvono i problemi della caccia facendo lo sconto dal 50% al 30% ai cacciatori che pagano il tesserino in ritardo.
C'era anche una proposta che riguardava la caccia al colombaccio da capanno fisso, dopo il 15 novembre, ma gli stessi cacciatori hanno detto che chi non aveva il posto fisso non poteva più cacciarlo. Questo per dimostrare l'estemporaneità di queste richieste, che portano a definire il quadro politico disastroso con cui la Regione non gestisce la caccia.
C’era la richiesta del Consigliere Bisonni di ridurre dal 10% al 5% i terreni che potevano essere inseriti coattivamente all'interno delle aziende faunistico-venatorie, anche qui si è fatta opposizione, non si è voluto in Commissione riportare questo aspetto, che è stato bocciato.
Si è parlato poi del famoso carnet, perché nel momento in cui io vedo e sparo devo capire se sono nell'avvenuto recupero, ed è un discorso, se mi metto sull'avvenuto recupero sparo a 10 animali e scelgo quale mettere nel carnet, questo è un rischio, mentre l'accertato abbattimento è inequivocabilmente accertato. Anche qui la normativa, purtroppo, non può essere oggettivamente chiara, quindi bisogna che mi diciate che cosa sia un abbattimento accertato e questo non consente al cacciatore di gestire il carnet con tranquillità.
C'era la mia proposta di legge, ed è l'ultima di quelle che abbiamo registrato, la n. 139, che si spostava non dalla parte dei cacciatori, ma degli agricoltori, che diceva: “Consentiamo agli agricoltori, non ai cacciatori, di poter catturare il cinghiale”, dopodiché viene chiamata Polizia, il cacciatore, chi vi pare, il cinghiale viene abbattuto, macellato, venduto, quello che vi pare, però è l'unica cosa che possa consentire di risolvere il problema.
La questione del calendario venatorio era già stato sollevato dalla mia mozione, la numero 10, discussa il 6 ottobre 2015, in cui evidenziavo che l'Ispra aveva fatto dei rilievi e chiedevo di adeguare a questi il calendario venatorio. Mi è stato risposto: “Gli uffici regionali sono molto competenti riescono a fare cose diverse per cui siamo andati in deroga”, la spinta di chi vuole fare questa attività è quella di avere il giorno più, il week end in più, l'uccellino in più, l’ora di caccia in più, però i problemi effettivamente sono altri, e lo ribadisco, non sono contro la caccia, sono fieramente onnivoro - mangio le pappardelle al capriolo, al cinghiale, mangio la cacciagione, e mi piace la buona cucina - però la caccia va riportata in un alveo che non permetta di sprecare il nostro tempo oltre il dovuto e i soldi pubblici. Avevo detto di fare i calendari venatori come dovevano essere fatti, in modo da non andare incontro a rischi di impugnazione, ma si è detto: no, ma, eccetera.
Con l'interrogazione discussa il 2 agosto 2016, quindi un anno dopo, chiedevo: “Come mai siamo stati commissariati insieme ad altre 8 Regioni per il calendario venatorio? C'è un danno erariale per queste cose, anche perchè ci sono gli avvocati che studiano?” Mi è stato risposto che era tutto tranquillo, di non preoccuparmi perchè queste cose succedono anche in altre regioni, mal comune mezzo gaudio, e che bisognava definire meglio a livello nazionale le cose.
C'è una terza mozione, approvata questa volta l'11 maggio 2017, con cui si chiedeva di sottoporre a Vas e a Vinca il piano faunistico-venatorio, è passato un anno e mezzo il piano faunistico-venatorio è stato appaltato, ma ancora non è stato fatto, a riprova della lentezza con cui la macchina si muove,
E’ arrivata, purtroppo annunciata, l'ordinanza di questi giorni che mette il dito nella piaga, sul vero problema di cui dobbiamo parlare. Manca ormai da tempo, come già questo Consiglio ha osservato in un'altra occasione, l'8 settembre 2018, una generale, approfondita, attualizzata, consapevole, generale, pianificazione faunistico-venatoria a livello regionale. In forza di queste cose qua, poi discuteremo dell'emendamento.
Perché metto l'attenzione sulla questione cinghiali e non sulla questione caccia all’uccelletto vario, un giorno più o un giorno meno? Perché laicamente mi metto dalla parte dei dati che gli uffici mi hanno dato, che sono inseriti anche all'interno del piano di controllo del cinghiale, che non risolve alcunché. Capi prelevati negli anni 2012/2013: 9.300; 2013/2014: 8.100; 2014/2015: 10.300; 2015/2016: 7.30; 2016/2017: 11.000, quindi sono stati prelevati 46 mila capi negli ultimi anni ed il problema è aumentato invece di diminuire. I freddi numeri dicono che l’azione fatta dalle squadre di cinghialai è insufficiente, non voglio fare polemica, la fanno bene, non la fanno bene, lasciano passare la mamma incinta, oppure no, non m'interessa, purtroppo con questo elevato prelievo faunistico non riusciamo a risolvere il problema.
Abbiamo speso in misure di prevenzione? Assolutamente si: 2012/2013: recinti elettrificati 147, dissuasori 15, ettari protetti 151; l'anno successivo: 182 recinti, 79 dissuasori, 228 ettari protetti; l'anno successivo: 231 recinti, 91 dissuasori, 334 ettari protetti e via in crescendo fino all’ultimo anno, 2016/2017 di cui ho i dati: 217 recinti, 138 dissuasori, 647 gli ettari protetti, ed il problema non si è risolto! Non basta, purtroppo, neanche questo tipo di prevenzione. Numero di richieste per i danni: dal 2012 in poi, 1.181, 1.212, 1.274, 883, 954, per un totale di 5.000 richieste, 1.100 all'anno. I danni che abbiamo pagato: 742 mila euro, 658 mila euro, 687 mila euro, 520 mila euro, 587 mila euro, per un totale di 3 milioni.
Sono andato a parlare con il funzionario competente due settimane fa, mi ha fatto vedere delle slide relative ai danni causati da incidenti automobilistici che nell'ultimo anno ammontano ad un milione, noi siamo già arrivati a 4 milioni. Giocare male all'interno del salotto ci costa 4 milioni, bisogna giocare meglio.
Concludo, perché poi riprenderemo ed approfondiremo il resto della sfaccettatura quando discuteremo gli emendamenti, l'ordine del giorno, la mozione, non finiremo qui di parlare di caccia, ma delle 7 o 8 leggi non se ne è quagliata nessuna perché un discorso serio a livello politico non si è riusciti a fare; la legge prevede due ipotesi, una è la riduzione della multa dal 50% al 30%, l’altra è la registrazione nel carnet degli abbattimenti accertati, che non si sa cosa voglia dire con esattezza, quindi è una legge completamente inutile da questo punto di vista, poi parlerò sull’emendamento.
Noi voteremo in maniera contraria perché il problema è politico, non c'è una seria politica di gestione di questo aspetto, che ha portato i cacciatori all’estremo disagio di non poter esercitare la loro attività ludico-sportiva.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.
 
Luigi ZURA PUNTARONI. Dopo le tante cose ascoltate questa mattina con attenzione, ho fatto una profonda riflessione su quello che è riuscito a fare in questi mesi, in questi anni, l'Assessore Pieroni, al quale ho consigliato di andare a caccia, sennò uno non si rende conto di cos’è la caccia e di come risolvere i problemi.
Lei Assessore è mai andato a caccia? Se si, è gravissimo, se non c’è andato pace, ma se c’è andato è gravissimo, perché sono drammatici i numeri che ha dato il Consigliere Fabbri.
Al di là dei numeri, vorrei fare una disamina più distaccata. Noi abbiamo la campagna e gli agricoltori che per certe zone sono un presidio e vanno difesi. Tutti quanti giocano a fare gli ambientalisti, qui c'è qualche collega estremo, integralista islamico, che più di quello non capisce, non ci arriva, perché se si ammazza o se l'agricoltore fa fatica a vivere, il territorio e l'ambiente non si mantengono.
C'è la caccia tradizionale che riguarda i volatili o la selvaggina vagante, poi c'è la caccia grossa, la caccia al cinghiale, che non c'entra niente con quella tradizionale. In famiglia ho ereditato i fucili ad avancarica dei nonni e bisnonni e a quel tempo c'erano beccacce, starne, penso che il cinghiale sia arrivato da noi nel dopoguerra - è una storia venuta fuori negli ultimi 40 anni - quella io la chiamo caccia grossa perché utilizza la carabina che spara un proiettile (l'hanno utilizzavano in Serbia durante la guerra) che ha un tiro utile di 2.000 metri, è una caccia particolare, si chiama caccia, ma è paragonabile ad un safari ed oggi il safari dovrebbe essere incentivato, perché ci sono tanti problemi per gli agricoltori, quindi va incentivato, ma va anche regolamentato, bisogna fare qualche legge coraggiosa.
Qui non vedo coraggio, c’è da far pressione a Roma per capire se c'è la possibilità, Consigliere Traversini, di fare una modifica alla legge nazionale, sennò noi qui non modifichiamo niente. Comunque c'è da vedere la cosa in maniera più soft perché qualche illustre collega, che magari non è del settore, apre la bocca solo per dargli fiato: la distanza dalle case, ma il piombino di un fucile calibro 20, calibro 16, calibro 12, dopo 100 metri è caduto - io andavo a caccia e facevo lo snob con il fucile da tiro perché mi ci ero abituato - metti 120 metri, ma il tiro utile è di 30, 40, 50 metri.
Ci sono da fare un'analisi ed un'organizzazione in questo ambito, caro Assessore Pieroni, coraggiose ed audace sennò gli eventi ci scavalcano e poi lei scontenta gli agricoltori, scontenta la caccia grossa, scontenta l'amante che va a caccia col fucile tranquillo, che poi è una caccia relativa, perchè ad esempio ricordo, poi ho smesso perché non c'era più niente da cacciare, delle belle passeggiate in cui si portava la merenda e alla prima fonte di acqua ci si metteva a mangiare e si passava la domenica, c’è chi la vuol passare con il fucile da caccia, chi in moto, chi va a trovare la fidanzata, chi va a cercare i funghi.
Credo che il territorio della regione sia molto articolato e molto ricco, bisogna inventarsi qualcosa di raffinato per una convivenza molto equilibrata ed oggi la caccia grossa è importante per il contenimento dei cinghiali e un domani, secondo me, la caccia grossa e il contenimento dei cinghiali saranno impegnativi da gestire se qui qualcuno non si relaziona con Roma-
E' venuto il Ministro dell’agricoltura che ha una certa apertura per capire se nel giro di qualche mese si può fare una modifica alla normativa che riguarda i cinghiali.
Sui cinghiali si gioca tutto, l'abbiamo visto dalla lista precisa che ha fatto il Consigliere Fabbri, lì ci vuole coraggio, Assessore Pieroni. L’altro giorno l’ho provocata e lei mi ha detto: “Se è intelligente …” ma siccome lei giocava a fare il furbo sul cinghiale, se è volatile o stanziale, io l’ho provocata e lei è caduto nella trappola!
C’è da essere coraggiosi ed incisivi e lei Assessore Pieroni non è né coraggioso, né incisivo, si fa travolgere dagli eventi, come quando l’ultimo scellerato costruisce una villetta vicino al fiume e poi gli eventi lo travolgono. La villetta vicino al fiume io non la farei mai perché non amo essere travolto dagli eventi, mi spiego? Grazie.
 
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Non sono della Commissione, non sono appassionato di caccia, quindi non volevo intervenire, ma sono rimasto stupefatto dal fatto che si è sviata l’essenza della discussione e si è cominciato a parlare, secondo me strumentalmente, di favorevoli e contrari alla caccia. Qui non c'entra assolutamente niente!
Il legislatore deve perequare i diritti degli ambientalisti, dei cittadini, degli agricoltori, dei cacciatori e della fauna, è questa la funzione e prendere a pretesto chi è contro e chi a favore della caccia è sviare il problema.
Credo che alla fine mi viene, ed a molti verrà, un dubbio: come mai sono state presentate 7/8 proposte di legge articolate sulla questione della caccia?
Nella regione c’è la questione del terremoto, del dissesto idrogeologico, del lavoro, della salute, dell'ambiente con l'aria che respiriamo, credo che una discussione così corposa e articolata non sia mai stata fatta su questi problemi e viene fatta sulla caccia, quindi, qualche dubbio viene sugli interessi da tutelare.
Questa legge sulla caccia tutela il diritto dei cacciatori e non c'è una legge che permetta agli agricoltori, che sono sicuramente gli imprenditori produttivi della nostra economia regionale, di catturare o sparare ai cinghiali che vanno nel loro territorio e vanificano anni di lavoro.
Perché da una parte c’è la tutela dei cacciatori e non c'è la tutela degli agricoltori? Probabilmente viene da pensare - ho ascoltato molti agricoltori in questo senso - che la caccia venga anche strumentalizzata dal fatto che i cinghiali producono danni, però, non si toccano i cacciatori di cinghiali, che stanno diventando un business molto importante.
Qui non si sta guardando gli interessi equidistanti della popolazione e delle categorie, qui si sta guardando agli interessi di alcune categorie.
Mi chiedo: gli agricoltori non possono catturare i cinghiali? Non possono sparare ai cinghiali? C’è il decreto sicurezza che quasi permette di sparare al vicino di casa che di notte viene a chiedere il sale perché l’ha finito e l'agricoltore che vede il proprio lavoro vanificato non può sparare al cinghiale o catturarlo? C'è una difficoltà nella comprensione di tutto questo ed alimenta alcuni sospetti tra i cittadini, agricoltori compresi.
La politica deve prendere delle decisioni, deve stabilire delle priorità, non si può mantenere questa ipocrisia e votare una legge che non dice assolutamente niente con solo due articoli.
Voi avete la maggioranza, votatevi questa cosina di legge che avete prodotto, che non odora e non fa rumore, sospendiamo questo teatrino intorno alla caccia, questa ipocrisia del cinghiale che è il pretesto per tutelare una categoria, fate questa cosa. Avete dato modo, con un ricorso al Consiglio di Stato, di mettere in luce, come è già avvenuto in Umbria, lo diceva il Presidente giustamente, una vostra carenza e quando la politica deciderà di prendere delle decisioni senza mantenere il piede in più staffe, non si verificheranno questi episodi ridicoli del Consiglio di Stato che vieta la caccia in alcuni territori e voi non dovrete più ricorrere a degli emendamenti che mettono una pezza alla vostra incapacità. Affrontiamo velocemente la problematica della caccia e andiamo a concentrarci su problemi molto più importanti che la nostra regione ha urgenza che vengano affrontati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Cercherò di fare un intervento di buonsenso, perché credo che questa politica, abbia portato ad un immobilismo, ad una disattenzione a quello che avviene! Non possiamo far finta che non sia accaduto niente, c'erano delle avvisaglie, Assessore, ben presenti, che qualcosa poteva succedere.
Si è tergiversato e si è detto: non succederà, mettiamoci a confronto con altre Regioni che non hanno fatto niente, che non è vero perchè c'è chi ha fatto, ma questo non viene considerato, si guarda sempre al dato negativo.
Caro esecutivo, credo che su questo provvedimento siamo fuori binario e, l’ho già detto qualche giorno fa, è la goccia che fa traboccare il vaso ed evidenzia le cose che mancano. Presidente lei lo sa, quante volte le ho detto che manca una programmazione, una progettualità, si è pensato che non sarebbe accaduto niente. E' da molto tempo che esiste il problema della caccia, ecco perché ho parlato di buonsenso, Assessore, ed esiste anche un altro problema che è quello dei cinghiali, è un problema di sicurezza, è un problema di incolumità, e se la donna del Vallone fosse morta a causa di quello che è successo, sarebbe deceduta a causa di un cinghiale. Questo è il problema! Quando dico il buonsenso, bisogna ragionare!
Sono arrivato dentro quest'Aula e ho trovato già scritto un documento che, sono vent'anni che va avanti, ed ogni tanto lo ricordo, caro Assessore Sciapichetti lei lo sa, dice di valorizzare i territori dall'entroterra.
E' un documento importante e lo sapete, sottoscritto dai vari esecutivi da vent’anni a questa parte, ma come faccio a proteggere l’entroterra se non proteggo gli agricoltori di quel territorio che è anche circoscritto? Li devo proteggere, questo è il buon senso e devo dare la possibilità anche ai cacciatori di cinghiali di andare a caccia, però prima devo fare questo, se non lo faccio sono in difficoltà, lo vogliamo capire?
Siamo in difficoltà perché rispondiamo parzialmente o non rispondiamo. La politica deve rispondere, chi governa deve fare le proposte e quest'Aula legifera. Se questo è il buonsenso, secondo il Consigliere Zaffiri e secondo la Lega, credo che si possano fare dei passi in avanti, però bisogna parlare senza pregiudizi, senza protezioni, per ragionare sulle cose che dobbiamo fare.
Anche qui, chi dovrà fare un piano? Non ci serve un piano faunistico per la Croazia, ci serve per le Marche, chi vuole capire capisca! Siamo sicuri che queste scelte siano state ponderate bene? Quando parlo di buonsenso parlo anche di questo, caro Assessore Pieroni, bisogna capire se abbiamo scelto le persone giuste che ci possono aiutare a risolvere i problemi o se invece servono solo a complicare le cose, Presidente. Questo è il buonsenso!
Una parte della comunità marchigiana ci fa osservare dei problemi e noi non possiamo far finta di essere sordi, questo è l’errore peggiore della politica, bisogna cercare di equilibrare le cose prima che succedano fenomeni gravi.
Ho presentato anche una mozione che arriverà in Aula e riguarda la messa in sicurezza della strada del Vallone e l’incolumità delle persone in considerazione degli incidenti che avvengono, che possono capitare in qualsiasi momento, un'aggressione alle persone può capitare anche nei parchi e se capita ad una persona anziana che non è in grado di salire sopra il tetto della macchina 6 o 7 animali come quelli la fanno fuori. Avete capito? Questo succede.
Quando parlo di buonsenso, quando parlo della logica del buonsenso, dico che bisogna parlare di queste cose messe tutte su un tavolo. Se si ragiona con il buonsenso credo che si possa trovare una soluzione, però la cosa più importante è la caccia, che interessa un gran numero di persone, alla quale bisogna metterci mano seriamente.
Ho anche sentito parlare di un fenomeno che ci interesserà, anzi sta già interessando pesantemente il territorio marchigiano e le città, ed è quello degli storni. Questo diventerà un problema drammatico nelle città e nei centri abitati, è una questione da affrontare prima che succeda quello che è accaduto per i cinghiali, un numero incontrollato di animali che creano danni.
Questi sono i problemi su cui, quando parlo di buonsenso, trovare la sintesi. Bisogna avere la capacità di trovarla, se non trovate la soluzione, se non fate proposte da presentare in Aula, senza le prevaricazioni, senza un'ideologia di parte, senza le proposte di parte, senza le proposte dei numeri, se manca anche qui una progettualità, vi dico di fare una riflessione molta attenta, non sono io che devo dirvi cosa dovete fare, lo capite da soli.
Credo che sia questo il problema, a me risulta, per esempio, che sono state fatte delle sollecitazioni, siete stati avvisati, mettiamola in questo modo, e vi è stato detto: guardate che sta succedendo questa cosa, mancano i piani.
Adesso non voglio sapere chi ha ragione, non mi interessa perché poi viene fuori la “manina” ed allora …, anche qui bisogna capire e credo che con il buonsenso si possa e si debba trovare la soluzione.
Abbiamo presentato, per incentivare il buonsenso, un ordine del giorno che chiediamo all’Aula di prendere in considerazione, perché va nel senso della discussione, un ragionamento ispirato al buonsenso, perché si parte anche oggi con il piede sbagliato, Presidente Ceriscioli, se non si tiene conto del contributo delle forze politiche di opposizione, ragionando nel momento opportuno, Assessore Pieroni, di una situazione molto seria.
Penso che si possa partire col piede giusto, ci sono le condizioni per trovare delle soluzioni ragionevoli che diano delle risposte serie, perché poi servono gli strumenti necessari perché le leggi e i provvedimenti possano funzionare o essere applicati, perché a volte può accadere che le leggi non vengono applicate o vengono applicate male.
Per quanto riguarda gli aspetti nazionali, condivido pienamente l’intervento del Consigliere Zura Puntaroni, questo problema esiste e noi (Lega e Movimento 5 Stelle) abbiamo sensibilizzato il Ministro quando è venuto in visita nelle Marche, e se con quest’Aula, questa Giunta, questa maggioranza vogliamo dare un contributo positivo per modificare una legge, penso che si possa ragionare con il buonsenso di cui parlavo prima. Se ci richiamiamo al buonsenso per fare il provvedimento, per dare delle risposte, penso ci possano esserci possibilità di percorsi seri, perché possiamo rapportarci non con le Regioni che non hanno fatto niente, ma con quelle che hanno fatto qualcosa, sono poche, però qualche Regione ha già fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Intervengo brevemente dopo la relazione anche per sottolineare alcuni passaggi.
Si è detto che il lavoro della Commissione, bisogna che lo ricordo, ha partorito un topolino, due articoli rispetto a sette proposte di legge, anzi otto, perché una, sempre sulla caccia, a firma del Consigliere Talè, è una proposta alle Camere.
Le proposte di legge erano ad iniziativa dei Consiglieri, non riguardavano una riforma generale della caccia - non è che per un anno e mezzo abbiamo discusso tutte le settimane di caccia, assolutamente, le sette proposte avrebbero comportato che ogni 3 mesi saremmo stati in Consiglio a discutere due articoli – ed il ragionamento che è stato fatto era quello di metterle insieme per vedere le risposte che si potevano dare, altrimenti, in base al regolamento che abbiamo, anche se la Commissione non riteneva di approvare la proposta di modifica di un articolo in generale, questa sarebbe arrivata in Consiglio per la discussione e quello che qualcuno oggi ha definito una forma un po’ teatrale, sarebbe stato un teatro. Questo è il primo principio che abbiamo adottato.
Dopodiché abbiamo lavorato in maniera seria ed è venuto fuori che solo due articoli per la Commissione erano accettabili e da portare all'approvazione del Consiglio. Questo in base alle proposte che sono state fatte.
Altro rilievo che ci tengo a fare, il Consigliere Bisonni ha detto che le proposte che sono state tutte bocciate erano contro i cacciatori, non è assolutamente così, anche questo è inesatto, perché ci sono state una serie di proposte che non sono state ammesse, non portate in Consiglio, che riguardavano l’aumento delle aperture, l’iscrizione al tesserino, la questione del recupero, che era ben accetta e forse a favore dei cacciatori, ma non l'abbiamo presa in considerazione per il semplice fatto che la norma, anche se due Regioni avevano previsto una disposizione che parlava in altri termini di accertato e non di recupero, non sarebbe passata a livello nazionale. Così per il calpestio, la possibilità di calpestare il seminato delle cerealicole fino all'1 marzo non è un provvedimento che sfavorisce il cacciatore, assolutamente, dà una possibilità in più, non l'abbiamo votata per la considerazione che abbiamo avuto, grazie alle audizioni, delle associazioni di categoria, Coldiretti e CIA, che erano fortemente contrarie, così come per altre cose. Questi problemi non si risolvono così, con un provvedimento di legge, si risolvono più con un regolamento, perché le situazioni vanno articolate e questo per esempio è un tema che noi riprenderemo sicuramente, lo abbiamo già detto in Commissione, in un tavolo e deve esserci un accordo tra la Regione e le associazioni di categoria e dei cacciatori, regolamentando anche in maniera più dettagliata. Questo lo dico perché c'è chi sostiene che non si recano danni e chi sostiene, come le associazioni di categoria, che in alcune condizioni del terreno è un problema.
Il discorso è stato abbastanza articolato, non ho parlato di tutte le proposte di legge che non erano previste dai due articoli, anche se alla fine sono venute fuori e se ne è discusso perché qualche Consigliere vi ha accennato.
Una di queste, quella del Consigliere Bisonni che abbiamo votato, trattata di distanze, ma i numeri che ho citato li ho portati solo come esempio, non era per deviare, l’ho detto in maniera chiara, almeno credo. Ho parlato di 500/600 metri per far capire che non si può utilizzare una norma, stirandola a livello regionale, per cercare di limitare la caccia, sarebbe un errore. Se a livello nazionale è stato stabilito che sono 100 metri per la questione della sicurezza, diventa complicato e difficile ed ho anche espresso dubbi di legittimità, perché i ricorsi pioverebbero, questa è una mia opinione, e sarebbero anche vincenti, perché nel momento in cui a livello nazionale si stabilisce che 100 metri sono sufficienti, è molto complicato stabilire distanze completamente diverse, anche perché non ci sono solo i pallini, io non sono un cacciatore, però nel mio territorio molte persone vanno a caccia, le armi per la caccia al cinghiale hanno una gittata di 2,5/3 chilometri, quindi non sono i 50 metri in più che salvano, il discorso è molto più complicato. Anche questo diventa un tema che sposta il ragionamento caccia si/caccia no e non è questo che ci interessa e che dobbiamo portare avanti.
Le varie proposte che sono state fatte e di cui non abbiamo parlato sono comunque state discusse, quella del Consigliere Fabbri coglieva il tema di questo periodo e cercava di limitare la presenza del cinghiale, dando all’agricoltore la possibilità della cattura. Abbiamo aspettato molto prima di discuterla in Commissione perché la Giunta ha emanato il regolamento che riguarda la limitazione del cinghiale e lì è previsto, a seguito di una regola nazionale, che l'agricoltore possa catturarlo, però deve essere in possesso della licenza di caccia, ma questo è un concetto di tipo giuridico, se si riesce a superare questo, ben venga, ma il problema non è questo, assolutamente.
Ci sono impedimenti giuridici, si sa, lo sanno benissimo i Consiglieri, perché nell'incontro che è stato fatto con l’Assessore Casini ed il Ministro dell'agricoltura, se non sbaglio, è stato chiesto che a livello nazionale ci si dia una mano e si rimuova questo ostacolo - questo è stato fatto se non sbaglio dai Consiglieri della Lega e dal Consigliere Fabbri - perché l'impossibilità di avere la licenza da caccia impedisce la cattura del cinghiale da parte dell'agricoltore, poi se si studierà la possibilità di farlo, lo si farà.
La questione è molto articolata e comunque la Commissione, lo ripeto nuovamente, ha svolto bene il suo lavoro e ha fatto bene ad unificare le 7 proposte di legge, altrimenti il problema si sarebbe ripetuto ogni tre mesi, a dimostrazione del fatto che solo due articoli sono stati portati in votazione.
La partita si chiude con il ripristino della caccia, non solo per dare soddisfazione ai cacciatori, che può far piacere o meno, ma perché il problema di cinghiali non si risolve tenendola chiusa, ma dando la possibilità di eliminarli. Penso che ripristinarla sia un passaggio importantissimo, anche per limitare i danni alla viabilità.
Rimane il fatto che abbiamo l’esigenza di portare a termine velocemente il piano faunistico regionale, la data indicata del 31 dicembre 2019 è, secondo me, il termine ultimo entro cui riuscire ad avere il piano, se possibile entro l'inizio della prossima stagione della caccia, altrimenti i problemi potrebbero ritornare come potrebbe diventare un caso nazionale quello che è successo alla Regione Marche e non solo. E' stato citato questo passaggio, ieri l'Umbria ha avuto un’ordinanza da parte del Consiglio di Stato, diversa, che ha ugualmente bocciato e sospeso dei provvedimenti legati alla preapertura ed alla caccia di selezione. Anche la Regione Umbria ha avuto dei problemi che ha superato facendo degli atti susseguenti che hanno permesso la preapertura.
Quello che è successo alla Regione Marche ed all'Umbria potrebbe estendersi a livello nazionale, l'obiettivo nostro è quello di portare avanti, anche con la massima collaborazione dei Consiglieri perchè il problema della caccia riguarda tutti, il lavoro del piano faunistico che organizza tutto il settore, quindi se c'è la necessità di rivedere la legge - ho partecipato alla revisione nella passata legislatura - e di rimetterci le mani si può fare, però la cosa più importante è fare una bella discussione sulla questione del piano faunistico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Anch'io partirei da quel buonsenso richiesto dal Consigliere Zaffiri, poi articolato in un modo un po' oscuro, spesso usa dei sottintesi, ma non si capisce a cosa sottintende, però il buonsenso è la strada maestra.
E’ molto difficile, lo dico per il capogruppo Maggi, distinguere l'equilibrio degli interessi e il tenere il piede in più staffe, se la stessa azione la fa il Governo regionale è tenere i piedi in più staffe, se la propone il Movimento 5 Stelle è contemperare gli interessi in gioco, le due cose si assomigliano molto, nella contemperazione degli interessi in gioco uno deve tener conto di tutto quello che si sta muovendo e non è avere i piedi in più staffe, ma è la ricerca di una soluzione rispetto a un tema.
Voglio ricordare i numeri che diceva il Consigliere Fabbri, alla luce anche dei dati che l'Ispra ogni anno ci dà come parametro di riferimento. Il tema principale per il quale ci muoviamo non è la caccia, ma in modo particolare il tema del cinghiale che è quello che ha sollevato le maggiori preoccupazioni all'indomani dell'ordinanza del Consiglio di Stato.
I numeri degli abbattimenti crescenti, realizzati da attività venatoria, tutte le volte sono approvati dalla Regione e sono superiori ai parametri che l’Ispra ritiene ottimali per l'equilibrio del cinghiale. Abbiamo sempre approvato numeri superiori perché ritenevamo i numeri dell'Ispra, l'organo scientifico preposto a valutare l’ottimalità di questi numeri, insufficienti rispetto alla realtà e malgrado che la Regione avesse programmato e poi attuato quei numeri di abbattimento superiori, si è visto un crescendo in termini di danni prodotti dalla fauna selvatica nei confronti dell'agricoltura. Quindi ai dati crescenti, ai numeri che abbiamo messo al di sopra di quello che prevede l'Ispra, per esempio un Giudice avrebbe potuto dire: “No, l’Ispra dice 100 e tu fai 100”, stando a una corretta valutazione delle indicazioni tecniche che sovrintendono il percorso autorizzativo agli abbattimenti, noi ci siamo posti al di sopra, quindi, quei numeri li abbiamo costantemente aumentati perché l’indicazione che arrivava dal territorio era diversa rispetto a quella dell’Ispra ed era quella di una preoccupazione crescente.
Quando c’è stata l’ordinanza del Consiglio di Stato, la prima categoria a mobilitarsi non è stata quella della caccia, è stata quella degli agricoltori. I primi a reagire all'ordinanza sono stati gli agricoltori a testimonianza, come se non servisse, ma già chiara, del fatto che a valori immutati ritengono insufficiente il prelievo, figuriamoci, limitando il prelievo, in modo particolare del cinghiale, nelle zone SIC ZPS Natura 2000, anche perché è opinione molto diffusa che le aree protette siano il primo serbatoio di crescita incontrollata di questa fauna selvatica che danneggia i raccolti, in quanto fuori equilibrio.
Quello che va ricostruito, quello che va ricercato è un equilibrio e per ottenerlo c'è bisogno dell'attività venatoria, c'è la necessità dell'attività venatoria, alleata in questo caso all’agricoltura, non nemica.
Questa amministrazione è stata tutt'altro che inerte nei confronti dei temi legati ai danni da fauna selvatica e alla caccia in generale, tutt'altro, primo perché, come è stato ben sottolineato da alcuni interventi, ha dovuto armonizzare una situazione che era precedentemente frammentata su 5 gestioni diverse, spesso radicalmente diverse, nelle varie attività che sovrintendono questo servizio; in secondo luogo ha varato con il piano di contenimento degli ungulati misure che non si erano mai viste, ritenute misure insufficienti, tanto che il tema che ha sollevato il Consigliere Traversini nell'ultimo intervento, ovvero la possibilità per l'agricoltore di proteggere il proprio terreno, la propria attività, con i chiusini, che l’atto limita per una filiera logica, la caccia la può fare il cacciatore, i chiusini sono strumento di caccia, per mettere il chiusino devi essere cacciatore. Questa è la modifica che vogliamo fare, non necessariamente il titolare del chiusino è l'agricoltore, uno autorizzerà nel proprio campo, a difesa del proprio terreno, l'istallazione, poi il gestore materiale del chiusino sarà qualcun altro e non potendo cacciare lo farà chi ha titolarità a farlo, cercando di estendere il più possibile questa misura, cercando ogni strada possibile per arrivare al risultato, contrariamente a quella vulgata che vorrebbe uno squilibrio, misure che non c'erano né in una forma né nell'altra prima di questo Governo regionale: una rendicontazione più accurata delle attività di selezione, in modo che fosse monitorato se effettivamente gli obiettivi vengono raggiunti e misure, diciamo, di tutela; l'estensione del calendario per quasi 11 mesi all'anno, proprio per fare in modo che in tutti i periodi ci sia questa attività di prelievo selettivo, finita la caccia e via dicendo. Quindi tutt'altro che una azione limitata ed il fatto che l'ordinanza sia arrivata ad incarico già avviato per il nuovo piano faunistico regionale - trovo anche raro che si faccia un’ordinanza ad attività avviata, trovo molto raro - apre secondo me un altro tema che non è stato toccato dall'Aula molto delicato e molto importante, ne parlavo prima con il Consigliere Carloni. Una legge regionale che stabilisce la validità dei piani provinciali, fino all'approvazione del piano regionale, c’è già, quella che approviamo oggi la puntualizza maggiormente, mette dei termini, fissa dei passaggi, ma in termini di natura normativa già la Regione Marche, proprio in forza di piani che non avevano scadenze coincidenti e andavano delineati su un nuovo piano regionale, ne prevedeva la validità fino all'approvazione del nuovo strumento, che il Consiglio di Stato con un’ordinanza vada a disconoscere la legge regionale, oltretutto non fissando dei termini rapidi per il Tar nella pronuncia nel merito, non poteva vedere inerte quest'Aula.
Ecco perché torniamo sulla legge, ne puntualizziamo ancora di più i confini e con un atto di Giunta conseguentemente ne daremo applicazione.
Questa tensione di carattere generale nel non riconoscere la normazione regionale non è un fatto banale per chi ha chiaro qual è il suo ruolo dentro quest'Aula e andrebbe combattuta al di là del termine specifico, dell'occasione specifica, del fatto puntuale, perché riguarda la dignità dell'azione di questo consesso regionale, riguarda principi costituzionali che pongono allo stesso livello lo Stato e le Regioni, ciascuno nella propria sfera di azione di attività.
Questo tentativo, io lo definisco neocentralista, di scavalcare costantemente leggi regionali è una lettura sbagliata della Carta Costituzionale, è un errore grave, non comprende come l'articolazione del territorio attraverso le Regioni permetta di promuovere attività e atti che sono coerenti con i bisogni di quel territorio.
E’ quindi a maggior ragione, con maggior forza, che questa legge va approvata e che ci permetta di nuovo di mettere in campo il ruolo e la funzione che il Consiglio regionale ha nella gestione dei temi e dei problemi.
Sull'argomento degli incidenti e dell’incidentalità qualche giorno fa ero con mia figlia in auto, lei ha fatto retromarcia e l’auto ha frenato da sola, perché ha i sensori di distanza e se dietro c’è un ostacolo, poteva essere anche un bambino, frena da sola eppure continuiamo a far girare auto che non frenano da sole, che ti impongo di frenare e magari producono incidenti, cioè il tema dell'incidentalità fa parte di tutte le attività umane dall'autovettura, all'aeroplano, al treno, alla caccia, allo sport e via dicendo, una valutazione di quanto un’attività sia peggiore o migliore dell'altra, rischierebbe di farci sovvertire l'ordine e dovremmo approvare qui una legge per non far andare più in giro in auto la nostra regione, perché potremo valutare che è molto più pericoloso di altre attività che riteniamo per loro natura pericolose. Io sono abituato a ragionare su numeri e confronti, quindi non mi sento per niente colpevole di alcunché se manteniamo una normativa che oltretutto segue le indicazioni nazionali su un’attività che, come tutte le altre, avrà la sua incidentalità, ma non credo che si distingua da questo punto di vista.
Una valutazione oggettiva della norma dai fatti, mi ricordo di quelli che avevano paura di volare in aereo, poi hanno spiegato che era molto più sicuro il viaggio in aereo che in auto facendo in base ad un’analisi statistica delle due modalità ed anche se è vero che uno ha il piede vicino terra non è detto che il mezzo sia più sicuro rispetto ad un altro modo di muoversi e di viaggiare, quindi valutazioni oggettive bene, ma con il sensazionalismo non risolviamo nessun tipo di problema.
Voglio ricordare un ultimo impegno non banale, quello che è stato fatto nei temi di risarcimento, quando ci siamo insediati i risarcimenti per i danni da animali selvatici erano fermi al 2013, per un tema legato al de minimis, io sono convinto che una gran parte dell'Aula se riproponiamo di risolvere adesso il problema, non sa neanche com'è stato risolto, ma con impegno e determinazione l'abbiamo portato avanti e risolto.
Il tema non è esaustivo perché credo che qualunque agricoltore non voglia il risarcimento, ma che il campo non sia devastato dal cinghiale e che quindi le altre misure siano altrettanto importanti, però per arrivare a quel risultato, bisogna fare azioni, mettere in atto provvedimenti, portare avanti iniziative e questa legge è essenziale per portare avanti quelle attività che sono a favore, chiaramente, della caccia nella misura in cui si superano i limiti di un'ordinanza a favore degli agricoltori che sono i primi che hanno chiesto di riattivare questa misura.
A me ha impressionato il racconto di realtà legate all'area del sisma che, con la casa demolita dal terremoto, la stalla abbattuta dal terremoto, stando dentro al Mapre, utilizzando la stalla provvisoria, quindi, una condizione di grande precarietà, alla richiesta qual è il primo problema, non hanno risposto il terremoto, ma i danni da fauna selvatica.
Quando parliamo di questo non parliamo di un tema marginale, se lo stesso agricoltore terremotato dà come priorità, rispetto al sisma che è una cosa enorme (la casa demolita, la stalla abbattuta) il tema del contenimento degli animali della fauna selvatica rispetto al proprio lavoro.
Quindi l'atto di oggi è molto importante perché va concretamente a rimettere in moto una risposta essenziale che ci permetterà di gestire questa stagione venatoria nelle more poi dell'approvazione del nuovo piano faunistico regionale che darà ancora più stabilità in futuro, con la volontà precisa di andare ad affrontare tutti quei nodi per avere una risposta sempre più efficace sotto il profilo del contenimento della fauna selvatica a tutela innanzitutto dell'agricoltura, dove si è dimostrato in questo caso una convergenza di interessi tra il mondo dell’agricoltura e il mondo della caccia, perché da una parte il cacciatore permette e favorisce il contenimento di specie che altrimenti metterebbero, anzi già mettono, in difficoltà, quindi immaginiamo senza, l'agricoltura. Un'alleanza dentro il territorio che noi con questo atto, sosteniamo, rafforziamo. Vorremmo continuare a lavorare nelle misure che abbiamo approvato, in maniera sempre più efficace rispetto agli obiettivi che vi dicevo prima, nell'interesse generale, contemperandoli, tenendoli insieme in quello che è il rispetto della fauna, nella misura in cui non viene messa in difficoltà in termini di estinzione, rispetto all’attività venatoria e rispetto all'attività agricola.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Dopo le valutazioni, le riflessioni e l'intervento fatto dal Presidente Ceriscioli, credo che sia stato inquadrato perché oggi siamo qui a confrontarci su una proposta di legge, articolata su almeno tre indicazioni, ma soprattutto sull'emendamento che è stato presentato in Aula dal Presidente della Commissione Traversini, che integra e dà un'accelerazione ed una risposta. Questo deve fare la politica regionale, la Giunta, che ha competenze dirette e gestionali nella programmazione che riguarda i territori, e naturalmente l'Aula del Consiglio regionale.
Sono convinto che tutti gli interventi che ci sono stati nascono da una posizione politica, da una coscienza personale, quindi oggi c'è stato un dibattito articolato, giusto e riflessivo, ritengo però di aggiungere alle valutazioni fatte dal Presidente Ceriscioli, delle considerazioni che credo facciano capire prima di tutti a noi e poi all'esterno perché abbiamo accelerato l'approvazione di quell'emendamento, che sicuramente è importante per il sistema della Regione Marche.
Vorrei leggere testualmente quello che prevede l'attuale legge regionale, a cui accennava il Presidente Ceriscioli, all'articolo 3, comma 4, sicuramente i Consiglieri lo conoscono meglio di me, ma credo che sia giusto ripeterlo: “I piani faunistico-venatori provinciali hanno durata quinquennale e possono essere aggiornati nel periodo della loro validità, fino all'entrata in vigore dei nuovi piani faunistici provinciali - in questo caso regionali - resta efficace la pianificazione preesistente”, quindi è chiaro che noi ci muovevamo nel solco di una legge definita che prevedeva chiaramente che fino all'approvazione del piano faunistico regionale, erano funzionali, anche se scaduti, i piani faunistici provinciali che, questo lo dico per onore di chiarezza, sono scaduti il 30 giugno, Ascoli Piceno, quindi 4 mesi fa circa, e il 31 dicembre 2017, Fermo.
E' chiaro che noi ci siamo mossi in una situazione normativa che contemplava questa possibilità perché, ed è giusto ricordarcelo, con la riforma Delrio una serie di competenze sono passate dalle Province alle Regioni, tra cui naturalmente la caccia e la pesca nelle acque interne comprese. Oltretutto la Regione Marche è stata in Italia la più veloce ad attuare questo tipo di percorso ed a riprendersi le competenze, ci sono stati alcuni passaggi anche in quest’Aula consiliare e, come ricorderete bene, nel mese di aprile 2016 abbiamo dovuto far partire anche le procedure, quindi le varie convenzioni, per assorbire, ad esempio, il personale della Polizia provinciale che alcuni voleva far diventare dei semplici impiegati amministrativi regionali. Invece, a mio avviso in maniera importante, abbiamo lasciato alla Polizia provinciale il ruolo di pubblica sicurezza, attraverso una convenzione diretta e molto articolata con le Province, che non riguardava solo e soltanto il passaggio della Polizia provinciale, ma anche i vari servizi, tra cui la competenza dei controlli sul territorio, le verifiche ed altro. Una convenzione che, debbo dire, è stata molto articolata e molto ben definita, chiaramente può essere anche questa migliorabile, ma ancora oggi è funzionale.
Il percorso di questa convenzione è stato completato nell'anno 2017, se non sbaglio, tra settembre ed ottobre è stata firmata la convenzione tra la Regione Marche e le 5 Province.
E’ chiaro che in questo contesto c'è stata subito un'attenzione per il recupero normativo del sistema della caccia dalle Province alla Regione, perché come ben ricordava il Presidente, ma anche altri Consiglieri sia di maggioranza che di opposizione che sono intervenuti, è cambiato il sistema, tant'è che da qui a pochi giorni, e questo credo che sia anche un altro importante messaggio, la Giunta definirà, dopo il confronto forte con le associazioni, con gli ATC, ed approverà lo Statuto unico degli ATC, che sarà fondamentale per avere una pianificazione omogenea in tutto il sistema della regione Marche, dall'ascolano sino al pesarese.
Porto un semplice esempio a chi meglio di me, come il Consigliere Zura Puntaroni, conosce il mondo della caccia e quindi sa bene che ci sono degli ATC che al confine della provincia svolgono, ad esempio, dei prelievi per il controllo dei corvi e degli animali nocivi, mentre l'ATC confinante magari non fa partire le procedure e crea un disequilibrio tra il sistema, l'habitat confinante.
Questo Statuto unico che abbiamo condiviso e che abbiamo elaborato, dopo un percorso molto importante con tutto il sistema legato alle associazioni venatorie, agricole ed agli ATC, dopo poco più di un anno, siamo in grado di approvarlo, quindi molto probabilmente entro l'anno, al massimo entro il mese di gennaio, lo approveremo. Questo per dire che c'è stato un lavorio che ha fatto si che oggi la Regione Marche - qui ringrazio il Consigliere Zaffiri che ha ricordato che la Regione deve prendere ad esempio, ed è giusto che sia così, Regioni italiane che sulla caccia hanno previsto iniziative diverse – ed è ormai riconosciuto, non sia seconda a nessuno per quello che riguarda l'organizzazione e la programmazione, non lo diciamo noi, ma le attestazioni che arrivano dalle altre Regioni.
Noi oggi ci troviamo di fronte ad una questione importante, evidenziata nella varie proposte di legge. Apro una piccola parentesi, credo che la norma licenziata dalla Commissione ed oggi discussa in Aula, sperando poi che il Governo nazionale non la impugni, possa dare serenità a chi va a caccia ed anche a coloro che si impegnano nel controllo. La parola “accertato”, e qui rispondo al Consigliere Fabbri, che sicuramente meglio di me conosce il mondo venatorio, significa che il cacciatore ha certezza dell'abbattimento avvenuto, mentre oggi con l'attuale normativa il cacciatore rischia di essere multato da coloro preposti a farlo (polizia, forze dell'ordine, guardie volontarie) se dopo lo sparo non segna subito nel tesserino, di cui è in possesso, l’abbattuto, neanche con la certezza dell'abbattimento. Oggi accertato significa che il cacciatore va lì, controlla, verifica che l'animale sia stato abbattuto e lo segna nel tesserino.
Questo è fondamentale e spero che la legge che andremo ad approvare non venga impugnata dal Governo, altrimenti ritorneremo un'altra volta nella confusione totale.
Siamo la seconda Regione che segue questo percorso e credo che questa sia una risposta buona, giusta, di buonsenso, come chiedeva il Consigliere Zaffiri nel suo intervento.
Al Consigliere Bisonni dico che sono convinto che lui abbia una coscienza ambientalista, una coscienza legata al mondo delle varie associazioni animaliste, però in alcuni momenti è anche giusto essere ideologicamente onesti, perché non è pensabile prevedere delle norme restrittive motivandole con la sicurezza, che è importante, guardate cosa è accaduto nell'ultimo caso osimano. Dal Presidente al sottoscritto abbiamo pensato che dovessero essere fatte a livello nazionale, e qui dovremmo impegnarci tutti, delle normative più stringenti riguardo al fatto di portare i minorenni a caccia, anche se un genitore è libero di fare quello che vuole, però ci siamo subito preoccupati di questo.
Consigliere Bisonni, non è che mettere il limite a 250 metri sarebbe la soluzione ai problemi, posso dire anche 300, se vogliamo essere sicuri potremmo mettere 300, 400 metri, ma l'incertezza grossa, che ricordava il Presidente della Commissione Traversini, è come normiamo, quelle si, le distanze quando si fa la battuta di caccia al cinghiale o la battuta da selezione con l'appostamento fisso, lì non è possibile. Credo che dobbiamo essere giusti nel portare avanti le varie proposte, contemperando le varie criticità che si possono creare.
Nel rispetto, per carità, dell’ordinanza del Consiglio di Stato, sulla quale non entriamo, è giusto che la politica amministrativa, in questo caso la Regione Marche, intervenga per risolvere il problema, anche se nei vari interventi non ho sentito nessuno, per dimenticanza, ricordare che nel 2015 il Tar, sempre su ricorsi fatti dalle associazioni animaliste ed ambientaliste, non aveva accettato la sospensiva ed aveva confermato la giustezza del calendario venatorio; nel 2016 il Tar è entrato nello specifico, parlando anche del piano faunistico regionale ed anche qui non ha accettato la sospensiva ed ha rigettato la richiesta avanzata dalle associazioni animaliste ed ambientaliste, WWF, Lipu o Lac, non ricordo. Nel 2017, guarda caso, queste associazioni non hanno fatto ricorso al calendario e voglio ricordare a me, perché chiaramente voi tutti lo saprete, che il calendario del 2018, al di là di alcune modifiche sulle quali il Consiglio di Stato non è entrato, è uguale al 95% a quello del 2017, con piccole modifiche, giornate in più a fine anno o in meno per la preapertura, tant'è che il Tar sullo stesso ricorso presentato dalla Lac e dal WWF, in questo caso, non ha accettato la sospensiva dicendo che nel merito sarebbe stato discusso.
Questo dobbiamo dircelo, Consiglieri, sennò rischiamo di fare un dibatto senza che ci siano i presupposti, come se in questi anni ci fosse stata l'assenza della Regione Marche in merito al percorso programmatorio del calendario venatorio.
E' chiaro che mettendo insieme la tempistica, che come dicevo prima nel 2017 era quella delle convenzioni che abbiamo chiuso con le Province per la caccia, ed una serie di risposte che il Tar Marche ha dato, nel rispetto di un'ordinanza ..., però permettetemi di dire che non condivido il percorso, penso che per come è stato impostato non sia condivisibile da nessuno, sarebbe stato più giusto dire: “Bene, l'ordinanza è che il Tar nel giro di una settimana si esprima nel merito del ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste ed animaliste”, il Consiglio di Stato invece cosa ha detto? “Faccio l’ordinanza e nel frattempo sospendo la caccia nelle zone SIC ZPS”, ecco perché questa volontà forte e giusta della Giunta regionale ed anche dei componenti della Commissione di discutere immediatamente questo nuovo emendamento.
Al di là delle varie sollecitazioni sappiamo bene che l'ordinanza del Consiglio di Stato - e lo sanno tutti, anche chi ha una posizione diversa, come il Consigliere Bisonni, il Consigliere Fabbri, il Movimento 5 Stelle e altro - avrebbe creato delle criticità se per un anno non avessimo risolto, come Giunta regionale, questa problematica.
E’ qui che la politica regionale deve dare una risposta chiara e forte, non solo al mondo venatorio, ma anche a quello agricolo ed ambientalista, per assurdo, perché voi non avete pensato a quello che la chiusura della caccia in quelle zone per un anno può provocare, al di là dei cinghiali per i quali abbiamo espresso in maniera molto chiara la nostra posizione e stiamo cercando di trovare normative e soluzioni diverse per quello che riguarda il rapporto “agricoltore non cacciatore”, con trappole e chiusini.
Non avete pensato a quello che potrebbe accadere all'habitat ed alla fauna locale se non si sparasse, se non si abbattessero e non si facessero i controlli selettivi per i nocivi, e parlo di corvi, volpi e altro. Faccio l’esempio degli uccelli minori colpiti dai corvi oppure delle stragi di altri animali perpetrate dalle volpi, credo che questo non sia stato valutato da chi ha fatto ricorso e chiaramente il Giudice fa il Giudice e non entra nel merito delle preoccupazioni che tutti noi dobbiamo avere, sia per il mondo agricolo che per il mondo venatorio che per l'abitato di quei territori.
Credo che oggi sia questa la risposta che deve essere data, spero che ci sia un voto unanime su questa legge, ma in particolar modo sull'emendamento che, al di là di tutto, dà una risposta a tutto il sistema collegato alle aree Natura 2000. Voglio portare come semplice esempio l’area protetta di Castelfidardo, la selva, più volte da parte di alcuni Consiglieri è arrivata la richiesta di farla diventare una riserva naturale, oggi se parlate con gli agricoltori che stanno in quel territorio, al di là dei cacciatori (una caccia naturalmente non totale), la loro vera preoccupazione è che dal Conero gli ungulati possano spostarsi se non c’è più lo sparo, in particolar modo i cinghiali, che oggi sono presenti in maniera limitatissima, perché con lo sparo si allontanano, e tornare in quella zona, creando una devastazione all'agricoltura, con danni e altro.
Credo che dobbiamo essere attenti a queste cose, non dobbiamo farci prendere semplicemente dal “a favore o contro”.
Ringrazio anche la Consigliera Malaigia, perché per la prima volta in quest'Aula ha parlato di caccia con fervore, con grande passionalità, con conoscenza di quel mondo, quindi è importante anche questo suo intervento, però, che io ricordi, molto abilmente sarò smentito da alcuni Consiglieri appena dirò queste parole, non c'è stata una mozione, né un'interrogazione che sollecitasse, forse ricordo male, la Giunta ed l'Assessore ad approvare, perchè ed era importante ed urgentissimo, il piano faunistico regionale. Non lo ricordo, non ci sono mozioni …, no Consigliere Fabbri la sua mozione è di carattere generale.
Credo che, sempre per ragionare con il buonsenso, il piano faunistico regionale sia l’atto programmatorio fondamentale per i prossimi 10 anni della politica venatoria, agricola, ambientale di questa nostra regione. E' vero che le associazioni venatorie regionali da almeno un anno, per essere sempre corretti e franchi, chiedevano l'attuazione del piano faunistico regionale, ma è anche vero che con le stesse avevamo condiviso un percorso, quello di approvarlo entro il 2019, certi di una serie di azioni che avevamo portato avanti collegate al Tar e alle leggi attuali. Quando si fanno i ricorsi non c’è certezza di niente, però l'approvazione nel 2019 del piano faunistico è comunque una risposta importante al mondo venatorio e agricolo.
Il piano faunistico regionale è un atto programmatorio che impegna anche economicamente la Regione Marche. Pensate che complessivamente l'operazione verrà a costare almeno 150 mila euro, utilizzando anche i fondi dei cacciatori, sarà quindi un messaggio forte,
Il piano faunistico regionale è un atto che è già stato dato in mano ad un'associazione che ha vinto la gara - non so se il Consigliere Zaffiri si riferiva a questo, guardi Consigliere che questa volta la politica non è intervenuta per niente - è uscito il bando con una serie di criteri, è stato esaminato da una Commissione apposita, che li ha valutati ed ha deciso - forse erano due o tre le associazioni o le società che hanno partecipato a questo bando - è stato quindi definito il percorso ed è già stato ufficializzato in maniera informale a coloro che hanno vinto l'appalto.
La scommessa della politica regionale, su cui mettiamo la faccia noi, la Giunta e l’Assessorato, è che entro il 2019 …, tenete conto che i tempi sono contingentati, non possono essere superati, c’è una tempistica della quale la VAS e la VIA devono tener conto.
In questo contesto credo che oggi sia importante dare una risposta a tutto il sistema ambientalista, agricolo e venatorio, e secondo me viene data con questo emendamento. Ricordava il Presidente che va a migliorare, integrare una legge già esistente definendo tempi, modalità e altro.
L'obiettivo è che entro questa settimana, anche questo è un altro grande messaggio che diamo al sistema, la Giunta possa adottare l'atto amministrativo conseguenziale a questo emendamento, che spero possa essere votato e condiviso all'unanimità da questa Aula.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Sono le 14,10, il dibattito è stato ampio, direi di procedere con le votazioni.
Una precisazione, è stato detto in questa sede che il Consigliere Busilacchi sarebbe assente per convenienza, invece aveva comunicato sia alla Presidenza che alla Conferenza dei capigruppo che sarebbe stato all’estero per motivi personali e familiari, quindi non c’è alcuna convenienza da parte sua.
Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Chiedo, se possibile, di procedere su ogni votazione relativa all'atto con l'appello nominale.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 01 (articolo aggiuntivo).

Emendamento 01/1 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Approfitto della possibilità che ho per illustrare gli emendamenti per dire che non accetto l'alibi di alcuni Consiglieri che si mascherano dietro alle parole: “Noi siamo o non siamo per chiudere la caccia” e chi l’ha detto? Io ho detto che sono per chiudere la caccia? C’è scritto questo? Qualcun altro ha detto “Il problema è quello dei cinghiali” parliamo di cinghiali? Parliamo specificatamente di cinghiali? Questi sono due alibi, queste cose non le accetto, smaschero questo alibi.
Non stiamo discutendo di chiudere la caccia né del problema dei cinghiali, qui stiamo discutendo della sicurezza delle persone.
Sorvolo sulle offese gratuite che sono state fatte, che non hanno contenuti e che rappresentano il vuoto assoluto. Non credo che lei Assessore sia caduto nel tranello che il cinghiale sia un volatile. Rilevo delle contraddizioni, perché è stato detto che non è un problema di distanze, però subito dopo è stato evidenziato che ci sono dei fucili, tipo quelli per la caccia al cinghiale, che sparano fino a 2 chilometri.
Detto questo, voglio rispondere con serietà al Presidente Ceriscioli che ha fatto l’esempio delle auto. Presidente lei sa meglio di me che prima i sensori per il parcheggio non c'erano, perché? Perché la tecnologia avanza, ci sono delle statistiche che dicono che ci sono degli incidenti, per cui si cerca di migliorare.
Questo sarebbe il nostro dovere: tentare di migliorare e l'atteggiamento di non fare niente è ugualmente colpevole di fronte ai numerosi incidenti che ci sono stati. Ho citato prima l’ultimo, quello del bambino di Osimo colpito al volto. In Italia ci sono stati 117 morti per la caccia, non fare niente di fronte a questo problema significa assumersi una responsabilità, voi non siete stati chiamati qui per non fare niente, siete stati chiamati per governare dei processi e se non lo fate vi assumete una responsabilità. Chiaro?
Ripeto, chi voterà contro questi emendamenti si assumerà la responsabilità politica e morale di non essersi preoccupato per la sicurezza delle persone, questo è quanto.
Gli emendamenti non parlano di chiudere la caccia, né di far proliferare i cinghiali, parlano solo di tutelare le persone.
Dico solo un'ultima cosa al Consigliere Talè, lei dopo due anni e mezzo ha capito che in Commissione gli emendamenti si possono anche concordare, se ci fosse stata la volontà da parte della Commissione di mediare, magari si poteva dire 250 invece di 300 o 200 invece di 250. Lei invece ha detto che erano improponibili, ma non erano improponibili, non li avete voluti nemmeno considerare, perché evidentemente vi interessa di più tutelare la caccia che la sicurezza delle persone.

PRESIDENTE. Emendamento 01/1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 01/2 a firma del Consigliere Bisonni. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2 bis (articolo aggiuntivo).
Emendamento 2 bis/1 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Qui non ci sono scuse, a volte vengono portati, giustamente, gli interessi degli agricoltori in considerazione dei danni che provoca il cinghiale.
Questo emendamento parla di aumentare dagli attuali 100 metri a 250 metri la distanza dalle macchine operatrici, da chi sta lavorando sui terreni. Quindi in questo caso non avete nemmeno l'alibi e la scusa di voler “tutelare” - giustamente quando lo fate - gli interessi degli agricoltori.
Se volete tutelare gli interessi degli agricoltori e la sicurezza delle persone, dovete votare questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 2 bis/1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Pergolesi.
Contrari: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

(interviene fuori microfono la Consigliera Pergolesi)

PRESIDENTE. E’ stata chiesta la votazione per appello nominale, stiamo facendo l'aggiornamento di una serie di questioni tecniche che sono emerse in questa prima fase. Per la prossima seduta ci garantiscono che questa cosa sarà possibile, però in Aula la votazione viene vista da tutti, quindi anche dal pubblico.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Questa cosa che l’aggiornamento verrà fatto e che per la prossima seduta sarà visibile a tutti, ce la state raccontando da due mesi, se non tre.
Mi auguro che sia veramente l’ultima volta, altrimenti dovremo prendere provvedimenti e segnalare la cosa agli organi competenti in quanto non rimane traccia delle votazioni che si fanno in quest’Aula.

PRESIDENTE. Assolutamente, la traccia delle votazioni rimane, peraltro è stata chiesta la votazione per appello nominale, quindi la schermata delle votazioni dei Consiglieri c’è, diciamo le cose come stanno.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Non ho fatto in tempo a correggere il mio voto che è favorevole all’emendamento, chiedo che venga messo a verbale.

PRESIDENTE. Ripetiamo la votazione dell’emendamento 2 bis/1.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2 bis/2 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Qui si tratta di aumentare da 1.000 a 1.500 metri la distanza nei valichi montani. Approfitto per dire che il problema maggiore non è la distanza, io mi auguro che venga aumentata, ma è il fatto che la Regione non abbia ancora definito quali sono i valichi montani, questo è il problema maggiore.
Assessore mi deve dire che cosa sta aspettando la Regione a fare un elenco dei valichi montani? Perché non fate l'elenco?
Ci sono stati contatti con l’Ispra, io ho seguito tutto, la responsabilità è della Regione. Punto!
Dovete assolvere a questa cosa, che è grave, perché in assenza della definizione dei valichi montani io cacciatore posso cacciare ovunque, a qualsiasi distanza.
Il fatto più grave qui non è la distanza, che mi auguro venga aumentata, ma che la Regione non adempia ad un suo preciso dovere, quello di definire i valichi montani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Capisco la sua antipatia per la caccia, che si evidenzia in tutti i modi stamattina, però dire che i cacciatori possono andare a sparare dappertutto, come ha detto adesso, è una cosa sbagliata, perché sui valichi c'è già un limite, c’è già la norma che lo stabilisce, ed è di 1.000 metri.
La maggior parte dei valichi è già in zona di riserva, dire che il cacciatore può andare a sparare dappertutto è una cosa dilatoria, giusto per offendere l'intelligenza dell'Aula. Non è vero che si può andare a sparare dappertutto!
C'è già una norma che stabilisce la distanza nei valichi che è di 1.000 metri.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Il voto contrario è dovuto al fatto che questo emendamento, per come l’ha esposto adesso il Consigliere Bisonni, ha una contraddizione di fondo, infatti è inutile portare la distanza da 1.000 a 1.500, come dice lui, se non sono definiti i valichi, quindi è assurdo votarlo.
La Regione Marche sta lavorando e cercando di definire queste cose, ma in questa fase questo emendamento …, per fare un percorso di questo genere, serve una serie di attenzioni e di valutazioni, che il Consigliere Bisonni e tutti gli altri conoscono.
Secondo me è inutile presentare questo emendamento, invito il proponente a ritirarlo. Non ha un senso logico presentare degli emendamenti che non hanno, come dice il Consigliere, i presupposti di fondo, quindi, personalmente voterò contro proprio perché non c’è logica.
Quando si andranno a definire nel tempo e nei modi le modalità, individuate in maniera più dettagliata - giustamente il Consigliere Carloni ha ricordato che la stragrande maggioranza dei valichi sono definiti da una serie di zone già preordinate - allora l'emendamento potrebbe essere presentato e per quello che mi riguarda non essere votato anche in quel momento, però è chiaro che oggi non ha un senso logico.
Chiedo al Consigliere di ritirarlo, sennò votiamo qualcosa che non ha nessun senso.

PRESIDENTE. Emendamento 2 bis/2. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Bisonni.
Contrari: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Malaigia, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Pergolesi.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2 bis/3 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Mi sembra strano che questo emendamento non possa essere accolto.
Attualmente la legge regionale prevede che quando vengono costituite delle nuove aziende agrituristico-venatorie si possono coattivamente includere dei terreni fino a un 10%, terreni i cui proprietari sono contrari alla costituzione dell'azienda faunistico venatoria.
La cosa che propongo è semplice, siccome ci sono altre Regioni in Italia che hanno una percentuale minore e visto che i proprietari sono contrari al fatto che i loro terreni divengano aree di caccia, riduciamo questa percentuale dal 10%, come hanno fatto altre Regioni d'Italia, al 5%.
E' fattibilissimo, non c’è nessun ostacolo normativo, è chiaro che anche questa è una scelta che va contro, attenzione, la volontà dei proprietari terrieri, è un atto di prepotenza ….

PRESIDENTE. Consigliere Bisonni, le chiedo scusa, stiamo discutendo e stiamo per votare l'emendamento 2 bis/3 che dice tutt'altro rispetto a quello che ci sta illustrando: “Cacciare a distanza inferiore a 250 metri da macchine operatrici agricole in funzione”.
Le votazioni le facciamo secondo l'ordine degli emendamenti, che sono numerati e ce li avete.
Stiamo discutendo il 2 bis/3, quello di cui parla lei l'abbiamo già votato, che prevede: di cacciare a distanza inferiore a 250 metri da macchine operatrici agricole in funzione, per chiarezza.

Emendamento 2 bis/3. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Emendamento 2 bis/4 a firma della II Commissione. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Se non mi sbaglio, perché purtroppo in questo momento non ho gli emendamenti numerati, è quello relativo alla ex proposta di legge 249. Su questo bisogna riaprire il discorso.
Prima cosa, l'ordinanza del Consiglio di Stato dice che “si annullano le varie deliberazioni che riguardano il calendario venatorio ed ogni altro atto presupposto, conseguente, o comunque connesso, collegato, esecutivo, ancorché non conosciuto” in cui questa legge, con questo emendamento rientra.
Questa è la toppa che voi tentate di mettere a questa situazione creata, purtroppo, dall'insipienza politica che ha danneggiato in primis i cacciatori e in secondo luogo gli agricoltori, con il calendario venatorio che è stato bloccato.
Mi riallaccio al discorso che facevano l’Assessore Pieroni e il Presidente Ceriscioli, noi abbiamo un piano faunistico regionale che è stato appaltato, ma che non è ancora stato redatto, la legge dice che valgono i piani faunistici provinciali, che sono stati fatti in maniera eterogenea, allora, per salvarvi avete escogitato questo emendamento che dice: entro il 31 dicembre 2019 faremo il piano regionale e qualora sia stata fatta la valutazione di incidenza sui piani medesimi, siamo a posto. Ma è stata fatta? La Commissione prima del Consiglio ha parlato con gli uffici, la valutazione di incidenza – Consigliere Traversini non è la valutazione di impatto ambientale come erroneamente riportato, si è confuso nella sua illustrazione - è stata fatta su tre piani e non sugli altri due.
Sugli altri due, sembra che ci sia un singolo intervento che è stato messo a valutazione di incidenza, quindi abbiamo ristretto ancora il calcolo dicendo che è sufficiente che un singolo aspetto del piano e non tutto sia stato sottoposto a valutazione di incidenza. Quindi noi consideriamo anche questa cosa qua e restringiamo il campo sul terzo ove si dice: “ovvero siano state adottate le misure di conservazione di cui al decreto del Ministero dell'ambiente “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative alle zone speciali di conservazione e a zone di protezione speciali”. Ci accontentiamo ed anche se nel piano non c'è nessuna cosa che è stata sottoposta a valutazione di incidenza, almeno sono stati applicati i criteri minimi uniformi del decreto.
Effettivamente si vede che è una pessima toppa quella che tentate di mettere all'ordinanza, ordinanza che ha già messo le mani avanti perché dice che è inutile che vengano collegati altri atti, in quanto annulla tutto dicendo che manca una progettazione generale, lo dice da tempo e ne abbiamo discusso prima. Quindi dal punto di vista normativo non è corretto presentarlo.
Seconda cosa, introducete il comma 2 che prevede che la Giunta regionale definisca, con proprio atto, le modalità di attuazione di quanto previsto al comma 1 di questo articolo, ma al comma 1 non prevede niente, quindi in Commissione gli uffici hanno chiamato l'avvocato, hanno tentato di farsi dare una spiegazione, che non è chiara ai più, a mio avviso è andato in cortocircuito anche sul comma 2.
Dal punto di vista normativo sappiamo che questa è una pezza che non reggerà, quindi che cosa la votiamo a fare? Per fare ulteriori brutte figure? Si prenda atto che manca una pianificazione dell'attività venatoria e che i problemi vanno gestiti in maniera seria, in un altro modo, non facendo degli emendamenti che non portano da nessuna parte anche perché questa cosa verrà impugnata, si perderà, si sprecherà ancora tempo ed ancora soldi pubblici.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Su questo emendamento, ovviamente, voterò contro, ribadisco quella che è la posizione da 3 anni a questa parte di quest'Aula, in cui a più riprese è stata chiesta una programmazione seria dell'attività venatoria.
Questo atto, come ho già detto prima, sicuramente sarà impugnato, ho tentato velocemente di informarmi perché non ero a conoscenza della sentenza dell'Umbria, ma mi risulta che riguardi altri argomenti, si parla di allevamento dei cani da caccia, quindi sono altre le motivazioni.
La sentenza del Consiglio di Stato c’è stata di recente, sottolinea la mancanza di una pianificazione, come dicevo giustamente prima, e sarà un precedente che farà scuola in tutta Italia. Di questa cosa ve ne dovete assumere la responsabilità politica, non è vero Assessore che non è stata chiesta la pianificazione, ricordo una mozione del Consigliere Fabbri e in quest'Aula più volte è stato ribadito questo concetto.
La soluzione non è tentare di superare, ripeto la parola giusta sarebbe un’altra, la sentenza della Corte costituzionale non mi sembra opportuno, dico solo che c’è un precedente, se non ricordo male, in Trentino, non vorrei sbagliarmi, dove è stata fatta una cosa simile e adesso ci sono anche delle persone che ci stanno passando dei guai, quindi vi dico di fare attenzione a quello che votate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Noi del Gruppo della Lega su questo emendamento, per non essere in contraddizione con quanto abbiamo già detto, esprimiamo un valutazione positiva, perché abbiamo a cuore l'interesse dei cacciatori, altrimenti non avremmo la volontà di votarlo.
Il Resto del Carlino a pagina 8 dice la verità e se il Presidente di questa Giunta era bravo a qualcuno avrebbe tolto le deleghe, caro Assessore Pieroni, perché l'Arcicaccia stamattina dice che farebbe meglio ad andare verso Villa Musone, cioè a casa. Ha capito?
Questo è il problema vero, caro Presidente, perché non c'è una sentenza, c'è un'ordinanza del Consiglio di Stato e le ordinanze sono per quelli che dormono. Questo è il problema, qualcuno ha dormito su questo provvedimento, ed hanno ragione i cacciatori ad arrabbiarsi e a chiedere le dimissioni di qualcuno. Il Presidente secondo me doveva togliere la delega, però non l’ha fatto, speriamo che un giorno lo faccia.
Questo è il problema vero, la mancanza del senso di responsabilità, non va bene. Il Presidente Traversini lo ha detto, questi provvedimenti non vanno bene, bisogna affrontare il problema della caccia, non c’è una soluzione, dovete affrontarlo prima del 2020.
Questo intervento, Vicepresidente, è conseguente a quello che ho fatto prima, perché voglio essere chiaro, ho parlato di progettualità, e il Presidente ha recepito questa cosa, questo è uno stimolo, è un richiamo per dirvi che le cose non vanno bene, però se volete continuare su questa strada noi siamo felici, mica ci mettiamo a piangere! Noi vi diciamo, anche se questa Aula è l’organo sovrano della comunità marchigiana, che state facendo errori a non finire.
Non ci piace come viene gestita questa cosa, ma per senso di responsabilità e per andare avanti noi votiamo positivamente questo provvedimento che fra l’altro è stato presentato dal Presidente della II Commissione. Chi vuol capire capisca! Dopo si dice che sono uno sponsor di parte, non voglio esserlo, però l’esecutivo ogni tanto, più tanto che ogni, imbarca acqua.
Credo che dovreste riflettere, sennò non ci date un fianco, ce ne date due. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Velocemente perché di questo emendamento, oltre che nella presentazione, ne abbiamo discusso anche in Commissione e il Consigliere Fabbri ha riportato un po’ di questa discussione nella presentazione.
La valutazione di incidenza non è la valutazione di impatto, questo lo sapevo benissimo e la ringrazio per averlo sottolineato, probabilmente nel ripetere diverse volte che l'impatto ambientale è una cosa e la valutazione di incidenza è un'altra, può darsi che mi sia sfuggito.
Sappiamo che è articolato pensare ad un provvedimento di variazione della legge che possa reggere, dare sostanza e sanare un problema che sta a cuore a tutti, perché, lo ripeto per l'ennesima volta, questo provvedimento, debolezza o non debolezza, forza o meno forza, ribadendo che la caccia non è solo una soddisfazione nei confronti dei cacciatori, dà una risposta al problema dell’eliminazione dei cinghiali, degli ungulati.
Capisco che uno potrebbe anche non essere d’accordo, però utilizzare come giustificazione che il contenuto normativo non regge …
La proposta di legge fatta, poi trasformata in emendamento dall’Assessore Pieroni, dal sottoscritto ed anche dai Consiglieri della Commissione, è stata sottoposta a chi, da un punto di vista giuridico, ci ha detto che le cose stanno in piedi, perché non è sola una costruzione politica, ma è anche una costruzione tecnica, quindi ci si affida a chi la normativa la conosce.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ho chiesto la parola perché il Consigliere Bisonni nel suo ultimo intervento, siccome non credo che volesse essere una intimidazione né una minaccia, ha parlato di persone che stanno passando dei guai, se è possibile vorrei avere dei chiarimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Mi scuso se non sono stato chiaro, da quello che ho potuto leggere - però va verificato perché io leggo internet ed i quotidiani - nel Trentino è accaduta una cosa simile, ma poi c'è stato un incidente e a causa dell'attività venatoria non so se sia morta una persona o se sia stata gravemente ferita o qualcosa del genere, e chi ha votato il provvedimento che forzava quello che la Corte Costituzionale aveva detto - mi risulta, però ripeto è da verificare - sta passando dei problemi, ha una posizione da chiarire. Era inteso in questo senso.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che sia doveroso intervenire, anche perché ne abbiamo parlato durante il dibattito ed abbiamo chiarito che c’era una legge, che noi abbiamo voluto definire ancora di più, c'era una serie di sentenze, questa sì, da parte del Tar che ha fatto fare questo percorso all'amministrazione regionale, ma oggi il tema è diverso, e credo che sia quello di dare una risposta immediata, non solo al mondo venatorio, che magari se l'aspetta e la Giunta regionale ha questo compito, ma a tutto il sistema perché, ricordava nel suo intervento il Consigliere Traversini, il tema degli ungulati è grave.
Io l'ho accennato e lo ribadisco, il Presidente l’ha detto ancor più con grande chiarezza, se la caccia in quei territori venisse bloccata per un anno altro quello che ha ricordato in maniera un po’ ambigua il Consigliere Fabbri, come tenere un piede su due staffe - dice sempre di non essere contro la caccia, ma tutti i suoi interventi, tutte le sue iniziative sono contro la caccia, anche se poi si muove cercando, da buon ex democristiano, di avere un atteggiamento sempre … - sarebbe un grave problema perché ci sarebbero criticità nel mondo agricolo, questo si, collegate anche alla sicurezza stradale, soprattutto di ordine e sicurezza pubblica, perché, ripeto, ci sarebbe una serie di intasamenti forti nel sistema della caccia al cinghiale, perché alcune zone comunque rimarrebbero aperte.
E' chiaro che responsabilmente dobbiamo dare, come tutti, una risposta forte a un'ordinanza che tutti rispettiamo, ma con questa legge, con questo emendamento, noi vogliamo precisare e puntualizzare. Poi chi vuole fare ricorso lo faccia, anche perché ormai le sponde nazionali sono abbastanza facili da ottenere.
Voglio riallacciarmi al buonsenso sempre ribadito dal Consigliere Zaffiri, che poc'anzi si è riferito alle criticità legate agli storni, piccioni ed altro. Poco tempo fa, in data 19 settembre 2018, quindi poco più di un mese e mezzo fa, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha scritto alla Regione Marche, guarda caso, dicendo che doveva sospendere la deroga per l'abbattimento allo storno, al piccione ed alla tortora, questo per dire che il Consigliere Zaffiri deve parlare con i suoi responsabili del Governo nazionale perché il problema del piccione e dello storno anche nelle Marche è sentito. Il Ministro, che era entrato da poco più di un mese e mezzo, senza conoscere dati, senza conoscere niente, ha scritto subito questa nota.
E' chiaro che per portare avanti questo tema bisogna avere giustezza, celerità e rispetto delle norme regionali ed anche degli atti che la Giunta regionale dovrà fare.
Credo che il Consigliere Bisonni poteva anche evitare quell'ultima uscita - non ricordando, ricordando, facendosi fare una telefonata da qualche amico - questa è una legge che sarà impugnata? Non lo so, spero di no, non per il bene di chi oggi la presenta e la vota, ma soprattutto perché si rimette in equilibrio un sistema.
Poi è chiaro che tutte le accelerazione che abbiamo detto le auspichiamo, come il piano faunistico che dovrà essere approvato entro il 2019, dobbiamo farlo e questo è un impegno politico che ci dobbiamo prendere, però oggi possiamo almeno dire che il percorso fatto è migliorabile, integrabile, anche perchè tutto può essere rivisitato.
Voglio tranquillizzare anche il Consigliere Zaffiri, a me fa piacere ricordare le sue radici, io sono rimasto socialista, lui dai vertici socialisti è passato alla destra leghista, chiaramente ha fatto un percorso politico che ci sta, non è che non ci sta …, i lavoratori li difendete come li difendeva Mussolini, con l’olio di ricino! Detto questo, voglio ricordare al Consigliere Zaffiri che non deve cinguettare il suo leader perché non è capace, lasciamo usare i social a chi è capace.
Credo che questo passaggio sia giusto che venga fatto, le paventate minacce da parte del Consigliere Bisonni le rigettiamo, nel senso che è facile buttare lì le cose senza avere certezza di niente, per me non esistono, invece noi abbiamo l'obbligo di dare una risposta a un sistema, che non è solo quello venatorio, che ci chiede di approvare in tempi brevi questa normativa.
Chi non l’approva se ne assumerà la responsabilità non solo nei riguardi dei cacciatori.
Spero che almeno questa volta il Movimento 5 Stelle non si astenga, come fa sempre, o peggio ancora non voti perché dimostrerebbe che non ha capacità di sintesi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Assessore Pieroni, mi dispiace, forse non è stato attento visto che ha chiesto la spiegazione anche il Consigliere Giancarli, non era assolutamente una minaccia, mi sono limitato a riportare una notizia che vi ho anche invitato a verificare, punto e basta, a me risulta questo, la minaccia dove sta?

PRESIDENTE. Emendamento 2 bis/4. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3 bis (Articolo aggiuntivo - Dichiarazione d’urgenza).
Emendamento 3 bis/1 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento di coordinamento tecnico/1 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Noi proponiamo questo secondo ordine del giorno che riprende la richiesta pervenuta da CIA, Confagricoltura, Copagri, Confcooperative e Frima hanno mandato come lettera e-mail a tutti i Consiglieri, che evidenzia il vero problema tra tutti i discorsi fatti in queste ore: i danni che i cinghiali fanno agli agricoltori.
La legge che abbiamo approvato nella sostanza non parla di questo perché, numeri alla mano, abbiamo visto che l'azione dei cinghialai negli anni è stata inutile tanto che gli agricoltori chiedono: “Vogliamo realmente risolvere il problema? Ci consentite o non ci consentite di catturare i cinghiali? Catturato il cinghiale chiameremo qualcuno ad abbatterlo e se sono anche un cacciatore oltre che agricoltore farò da me”.
Gli agricoltori hanno fatto un elenco di proposte condivisibili, a mio avviso, che abbiamo fatto nostre e previste in questo ordine del giorno, che vi leggo in modo da non dare adito a nessun tipo di interpretazione: “Incentivare l'utilizzo dei chiusini o recinti di cattura nei fondi, ove l'agricoltore lo richieda, anche se non in possesso di licenza di caccia”, perché l'agricoltore che aveva iniziato lo sciopero della fame ci scrive una e-mail al giorno e fino ad ora non è stata possibile l'installazione di nessun recinto e di nessun chiusino, nonostante siano passati mesi.
Quindi attenzione a dire le cose con precisione o meno, a fare discorsi di ex democristiani o di comunisti, a tirare in ballo il bene dell'ambiente tutelato dal cacciatore e non dall'ambientalista.
Questa mattina ne avete dette di tutti i colori, fuori luogo, compreso che io sono contro la caccia, l’ho specificato, ma purtroppo se non c'è un sufficiente grado di obiettività e onestà intellettuale ognuno dice le cose a ruota libera. Qui invece abbiamo il vero problema evidenziato nell'ordine del giorno, che i cacciatori hanno messo in evidenza, nero su bianco, 8 punti, che io ho parafrasato.
Gli agricoltori: CIA, Confagricoltura, Copagri, Confcooperative e Frima, il 30 ottobre 2018 ci hanno mandato a tutti una e-mail su una cosa che stanno evidenziando da mesi nelle varie sedute della Commissione. È chiaro?
Questa è la vera votazione di oggi, non ridurre dal 50% al 30% la multa, no mettere nel carnet quello che è stato effettivamente abbattuto, non presentare il fatto che i vecchi piani sono validi quando già l'ordinanza ha detto che non li considera validi perché parliamo di altro.
Questa è la vera votazione di oggi. Vogliamo difendere gli agricoltori dai danni dei cinghiali o non li vogliamo difendere? Gli agricoltori riuniti hanno presentato una e-mail che noi abbiamo parafrasato, è chiaro a tutti questo?
Allora ricominciamo con la proposta di ordine del giorno: punto 1) i chiusini, punto 2): modificare la normativa e gli atti derivati affinché:
venga potenziata l'azione di prevenzione al danno causato dai cinghiali (bisogna in ogni caso prevenire lo dice la normativa stessa);
la segnalazione tracciabile da parte dell'agricoltore in possesso di licenza di caccia per l'autodifesa, nel fondo da lui condotto, diventi autorizzazione all'abbattimento, perché il piano di controllo del cinghiale dice che se sono in zona C io chiamo e posso anche aspettare 6 ore prima di poter catturare e abbattere il cinghiale - l'ho già detto in quest’Aula: in queste 6 ore, nella zona C dove il cinghiale non ci deve essere, che faccio lo lego al pagliaio e aspetto? Se sono in zona B o in zona A devo aspettare 24 ore prima di poter fare qualcosa ed allora gli agricoltori giustamente chiedono: “Per legittima difesa posso agire subito oppure no?” -;
per gli agricoltori non in possesso di licenza di caccia, la segnalazione tracciabile equivalga all'autorizzazione di fare immediatamente intervenire un sele-cacciatore di fiducia per l'abbattimento. Non sono un cacciatore, il cinghiale è una bestia impegnativa, lo sappiamo, chiamo il mio amico che sta a poca distanza e faccio fare il lavoro a lui? Giustamente l'agricoltore chiede di difendersi. È chiaro?
Gli agricoltori chiedono, ed è una cosa che nelle audizione è venuta fuori più volte, che venga eseguita la turnazione con sorteggio delle squadre in braccata in tutte le province perché è dimostrato, numeri alla mano della Regione, che l'azione di questi anni da parte dei cinghialai è stata insufficiente ed inutile. Lo dicono i dati e questa mattina sono stato l'unico, come spesso purtroppo accade, a portare i dati, i vostri dati, non i dati del Consigliere Fabbri, i dati del funzionario con cui avete fatto il piano.
Il piano non funziona, non è ancora applicata la questione dei chiusini perché non ce n'è uno installato, gli agricoltori da mesi lanciano un grido di dolore: “Ci permettete di difenderci?” Tutti dicono, ambientalisti compresi, che ormai il cinghiale è in sovrannumero, non è una razza autoctona, è una razza più robusta, è una razza che prolifica molto di più, quindi non c'è nessuna remora nel contenerne il numero, questa è la votazione con cui il Consiglio regionale decide: sto con gli agricoltori o sto con chi gioca a qualcos’altro. E’ chiaro questo?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Preannuncio che voterò a favore di questa proposta di ordine del giorno perché sono per il contenimento dei cinghiali, forse per qualcuno sarà una sorpresa o una notizia inaspettata.
Soprattutto questa cosa dei cinghiali viene automaticamente e sistematicamente presa come scusa e come alibi per fare una serie di misure a favore della caccia, sbagliate, tra parentesi, come dicono gli stessi cacciatori.
Inoltre l’Ispra, lo ha citato prima il Presidente, giustamente, in un rapporto del 1993 dice esattamente queste parole: “L'attività venatoria è responsabile dei ripopolamenti, più o meno massicci e di introduzioni con individui provenienti da regioni geograficamente molto distanti”
Uno studio scientifico più recente pubblicato nel 2018 e firmato da diversi ricercatori provenienti da tutta Europa, dimostra che la caccia provoca l'aumento non la diminuzione dei cinghiali, come ha detto prima il Presidente, è aumentata l'attività venatoria al cinghiale e sono aumentati i cinghiali, perché? Lo studio dice che spesso e volentieri chi va a caccia di cinghiali tende a non uccidere le femmine, quindi questa cosa fa scattare un certo meccanismo …, questo non lo dico io, lo dice uno studio scientifico. Qui ognuno può avere le proprie opinioni, d'altra parte, come ha detto prima il Presidente, i dati ci dimostrano che nonostante l'attività venatoria sui cinghiali sia aumentata il numero dei cinghiali sta aumentando e siccome è un problema, ed io sono cosciente di questo, sono favorevole a questa proposta di ordine del giorno.
Chiedo che gli agricoltori vengano tutelati, se venissero applicate delle azioni concrete per la cattura dei cinghiali ci sarebbe, mi auguro, una diminuzione del numero ed anche una diminuzione dei danni che questi animali provocano e da parte della Regione ci sarà di conseguenza un minore esborso per i risarcimenti. Quindi è una proposta di ordine del giorno da votare e mi auguro che venga approvata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. E' rientrato il Presidente Mastrovincenzo, ma prima di assentarmi vorrei fare una precisazione in merito a quello che ha detto prima la Consigliera Pergolesi relativamente alla non visibilità delle votazioni attraverso lo streaming.
Lo streaming è un servizio che il Consiglio regionale Assemblea legislativa dà all’esterno per il pubblico, ma nulla ha a che vedere con la registrazione, con la correttezza delle votazioni in quanto le votazioni vengono registrate dal sistema elettronico, vengono verificate dai Consiglieri segretari, vengono validate dal Segretario d’Aula e poi approvate successivamente da parte dell’Aula stessa, per cui il fatto che lei abbia richiamato addirittura la possibilità di rivolgersi alle autorità competenti, deve sapere che, e questo vorrei che rimanesse agli atti, le votazioni sono estremamente trasparenti, estremamente regolari e vengono certificate e validate dalle autorità competenti che sono dentro l’Aula non fuori.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Prendo la parola perché ho apprezzato il suo discorso quando ha detto del danno che i cinghiali recano agli agricoltori e che fino a prova contraria questa è una regione agricola e sull'agricoltura si basa l'economia. Ho apprezzato questo suo discorso e questa proposta di ordine del giorno va in soccorso ai danni che gli agricoltori subiscono.
Mi ricordo che già dal 2015, quando c'era la campagna elettorale per questa legislatura, gli agricoltori denunciavano i danni, chiedevano i rimborsi, che poi sono stati dati, gliene do atto perché con il rimborso dei danni i ritardi sono stati colmati.
Sin dal 2015 gli agricoltori parlavano dei danni causati dai cinghiali e qui nei primi due punti della proposta di ordine del giorno c'è questo appello, ma noi abbiamo anche sentito quello a cui ha accennato il Consigliere Bisonni, riportato nell'ultimo punto del dispositivo e cioè “che venga eseguita la turnazione con sorteggio delle squadre in braccata in tutte le province”.
Anche lei Presidente, come me, avrà ascoltato i discorsi degli agricoltori, sia singolarmente che come rappresentanti di categoria. Il cinghiale è un business per cui durante le battute di caccia, a volte, questo lo hanno detto gli agricoltori, non vengono denunciati tutti gli animali che poi vengono venduti ai ristoratori che ovviamente li pagano profumatamente. Le femmine in generale, e quelle gravide segnatamente, non vengono abbattute dai cinghialai, addirittura delle femmine vengono legate per essere fecondate dai maiali o dai cinghiali per aumentare la popolazione.
I dati che ha fornito il Consigliere Fabbri sono ufficiali e sono incontrovertibili, per cui si ammazzano sempre di più, si abbattono sempre di più, ma la popolazione dei cinghiali aumenta.
Lei è un professore di matematica, qui c'è qualcosa che non quadra a questo punto, per cui tutti in quest'Aula si sono espressi nei confronti degli agricoltori, si sono dimostrati solidali nei loro confronti, ma questo è il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti e questa proposta di ordine del giorno è uno dei fatti concreti che oggi in quest’Aula viene presentato dopo una lunghissima discussione sulla caccia e segnatamente sulla fauna selvatica.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mattina ho richiamato l’Aula ad un ragionamento di buonsenso perchè immaginavo che la discussione sarebbe andata in questo modo.
Anche il modesto ordine del giorno presentato dal gruppo della Lega andava in questo senso, chiedeva un'attenzione maggiore nella discussione e nei provvedimenti che si faranno e che prenderà l'esecutivo, in modo da attenzionare maggiormente il fenomeno dei cinghialai.
Il Consigliere Fabbri ha presentato un ordine del giorno più dettagliato rispetto a quello della Lega, ma la sostanza è la stessa.
Quel buonsenso nel ragionamento e nel trovare una soluzione, caro Presidente, per i cacciatori e per il problema dei cinghiali in questa regione, sta scemando.
Ve lo dico apertamente, non fate un ragionamento serio ed intervenite negativamente su questi ordini del giorno, fate quello che vi pare, però credo che dovreste essere più sensibili, checché ne dica sottovoce il Vicepresidente, e fare determinate cose per gli agricoltori.
Cari compagni del PD avete abbandonato questo problema, la battuta non è stata fatta a caso. La questione è seria e, ripeto e ve lo ridico, la Carta di Fonte Avellana non l'ha fatta la Lega, non l’ha fatta il Movimento 5 Stelle, l’ha fatta il Partito Democratico di questa Regione. Avete scritto delle cose sacre in quel pezzo di carta che sono state messe dall’Assessore competente alla base delle attività per il prossimo ventennio, dovete prendere dei provvedimenti seri affinché gli agricoltori non scappino da quei territori. Questo è provvedimento serio, bisogna fermare i cinghiali, in tutti i modi - questo è il problema - per mantenere su quei territori gli agricoltori.
Ecco perché ho richiamato il buonsenso. Se si ragiona con il buonsenso le soluzioni si trovano, ma voi non ragionate con giudizio e non permetto più, Presidente, di usare la parola buonsenso, perché a casa Zaffiri significa mediazione sulle cose, ragionare e trovare una sintesi politica.
Voi siete arroganti ed usate i vostri numeri per non ragionare su un problema che esiste nella regione Marche, vi tappate gli occhi, mettete due fette di prosciutto di cinghiale per non vedere un problema che c'è nell'entroterra ed alle difficoltà del terremoto si aggiungono anche quelle dei cinghiali.
Questo è il buonsenso che stamattina ho richiamato all'inizio della seduta, bisogna dare un equilibrio giusto ai cacciatori per farli ripartire perché qualcuno, l’ho detto prima, un po' ha sonnecchiato, ma andiamo avanti, facciamo finta di niente, abbiamo ripristinato le regole del gioco per i cacciatori, adesso c’è da ripristinare e da fare con il buonsenso. Buonsenso vuol dire che là ci sono gli agricoltori, riparliamo con i cacciatori, vediamo come si possono superare le difficoltà, per dare una risposta a questi territori dove non si può vedere che una donna sale sopra la macchina perché è aggredita da un branco di cinghiali. Presidente, lei vorrebbe che una sua familiare venisse aggredita da un branco di cinghiali?
Sta succedendo questo, lo sapete o no? Se non lo sapete, vi dico io come stanno le cose: c'è un problema drammatico che va risolto con equilibrio e l’equilibrio a casa mia c’è. Sono matematicamente sicuro delle cose che dico, perché qualcuno mi ha insegnato a fare politica seriamente, per 35 anni ho cercato di difendere i più deboli, i lavoratori, adesso credo che occorra trovare una soluzione per questo problema.
Ci sono delle proposte, una è stata annacquata, è stata buttata nel cestino, adesso rischiamo di buttarne un’altra, continuate su questa strada, una strada di prepotenza, fatta senza ragionare sui problemi esistenti, allora torno a chiedervi quel buonsenso che ho richiamato nell'intervento affinché si possa trovare una soluzione, perlomeno avviare una discussione, non ho detto di trovare una soluzione per domani mattina, ma almeno avviare una discussione.
Questo è il messaggio dell’ordine del giorno: essere più sensibili al problema, se non lo prendete in considerazione dimostrate di essere disattenti e di non volerlo affrontare.
Vi invito a trasformare questo atto nella risoluzione del problema, che esiste, cari compagni del Partito Democratico. La soluzione è eliminare, ridurre fortemente i cinghiali, questo è il problema, non possono esserci in giro nel territorio mangiatoie per i cinghiali, i guardiacaccia sanno dove sono. Se sul territorio ci sono mangiatoie per i cinghiali questo vuol dire che c’è un problema, non ci vuole molta intelligenza per capirlo.
Credo che questo problema vada affrontato, non mettete la testa sotto la sabbia per non affrontarlo perchè poi ci travolgerà in quanto questi animali si riproducono in quantità. Questo è il problema di fondo! Non sono nemmeno cinghiali, ormai sono diventati maiali da 120 chili, quando ti prendono ti stritolano ed io non auguro niente a nessuno, però avere un incidente con un cinghiale vi garantisco che è un’esperienza drammatica.
Penso che il problema sia questo, se l’Aula, la maggioranza del PD, non lo vuole affrontare, è libera di farlo, democraticamente, ma poi le conseguenze politiche si riverseranno nel territorio, presentarvi poi all’assemblea dei cacciatori, quelli veri, presentarvi all'assemblea degli agricoltori, non vi sarà facile ed alla fine faremo i conti.
Questa è la situazione, questo problema esiste ed oggi ci sono le condizioni per ragionarci sopra visto che coinvolge fortemente la nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Il mio intervento di prima voleva essere un contributo ai lavori di quest'Aula visto che diversi Consiglieri dell'opposizione chiedono che attraverso la streaming venga condivisa la conoscenza delle votazioni ed il numero dei voti a favore e contrari sugli atti che vengono approvati in quest'Aula.
Chiedo anche a nome dei Consiglieri Fabbri e Maggi l’appello nominale sulla votazione della proposta di ordine del giorno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Cerisicoli.

Luca CERISCIOLI. Rispetto al tema dell'ordine del giorno, ne parlavo prima con il capogruppo, ci sono due tipi di atti che normalmente si bocciano: quelli con cui non si è d'accordo e quelli che dichiarano cose che tu stai facendo, né l’uno né l’altro si possono approvare e nessuno ha voglia di dare ad altri il risultato che sta portando avanti.
Il punto 1 esiste, per gli agricoltori è aperta la misura 4.1, la potete andare a verificare, finanzia i sistemi di protezione dal cinghiale nonché i chiusini. Il bando è aperto ed è stato fatto mesi fa, programmato ancora prima, all’interno di questa misura gli agricoltori oggi, presentando la domanda al bando, vedono finanziati i chiusini, i sistemi di protezione, le reti elettrificate, tutto quello che è citato.
Perché dovremmo votare una proposta di ordine del giorno che cita come cosa da fare una che abbiamo già fatto? A testimonianza della volontà che dichiaravo prima.
Quindi i bandi, chiarito ed in accordo con le associazioni degli agricoltori, finanziano anche questo tipo di intervento.
Punto 2, capoverso 1. Per la prima volta abbiamo fatto un piano, non so quanto sia articolato, sul contenimento e la prevenzione del danno da ungulato. Non capisco perché dovrei votare una proposta di ordine del giorno che riporta come cose da fare quelle già proposte: lo studio della popolazione, le conseguenze negli anni, il tipo di selezione che viene fatta, come dicevo prima, il monitoraggio del selettore, l’allungamento del periodo, una serie di misure di contenimento.
I capoversi 2 e 3 anche recentemente sono stati oggetto di un incontro con le associazioni di categoria degli agricoltori, proprio per superare questo limite, secondo me scritto anche in maniera ambigua nell'attuale strumento di contenimento, su come deve comportarsi l'agricoltore non cacciatore nelle due fattispecie, una rispetto al tema del chiusino, l’altra sul problema del meccanismo di eliminazione del cinghiale non solo ex post, dopo che ho avvisato e sono stato autorizzato, ma anche ex ante, prima lo elimino, lo lascio lì, qualcuno verrà a verificare che effettivamente il cinghiale era nel campo, che effettivamente ero nelle condizioni necessarie per l’autorizzazione ex ante, quindi su questo punto occorre aggiornare il meccanismo per aggiustare il tiro.
Anche l’ultimo punto del dispositivo, quello della turnazione delle squadre, in rapporto ad una cosa oggettiva non in astratto, nel momento in cui non vengono raggiunti gli obiettivi dati dalla nostra pianificazione, e non è una rotazione a casaccio, è spostare di zona se non si raggiungono gli obiettivi, è già presente nel piano nella parte della selezione. Se avete guardato e studiato il piano di prevenzione dell’ungulato, nella parte della selezione si prevede che qualora i selettori non abbiano raggiunto gli obiettivi che vengono dati come l'attività di selezione, su quell’area interverranno i selettori che operano in un’altra area.
Il caso specifico è un’estensione dell'attività delle squadre nel momento in cui non raggiungono gli obiettivi che vengono dati in quell'area. Il tema eventualmente riguarda gli obiettivi ed è il punto che prima volevo sottolineare e chiarire con voi, forse non sono stato abbastanza chiaro. Il meccanismo del numero dei capi cacciabili parte dalla relazione e da quello che l'Ispra ci dà come dato generale, noi normalmente diciamo che quel dato è basso e lo superiamo, forse non lo superiamo abbastanza, e qui l’Assessore Pieroni sa quale tipo di spinta c’è da questo punto di vista, forse non lo specifichiamo abbastanza come obiettivo e come risultato, quindi, specificato meglio ed aumentato. Perché dovrei rimuovere una squadra da un territorio se quella mi raggiunge tutti gli obiettivi dati in termini di attività venatoria? Qual è la ragione? Giustamente se non raggiunge gli obiettivi è giusto ruotarla.
Anche sull’ultimo meccanismo e su tutti i meccanismi ho chiesto all'Assessore Pieroni, e spero che realizzi questo obiettivo, anche per evitare le ipotesi che ha fatto il Consigliere Zaffiri, che con la delibera, con l’atto che riapre la caccia - altrimenti con questi presupposti non si capisce bene: li vogliamo aiutare, ma poi lasciamo le cose come dice l'ordinanza - ci sia l'aspetto relativo all'ordinanza e quello che riguarda l'aggiustamento del tiro su questi punti.
Non ritengo corretto, questo è il mio punto di vista, che la maggioranza - poi se la proposta di ordine del giorno passa sono le cose che faremo, quindi non ho nessun tipo di problema - che si impegna e si impegnerà su questi punti attraverso l'atto di Giunta, debba dare a bando aperto, a fondi disponibili, ad attività per la realizzazione delle quali abbiamo cercato anche di trovare delle vie tecniche …, il più delle volte la difficoltà, come nel caso del contributo per i danni, non è tanto nella volontà politica di corrispondere o meno un contributo, ma sta nella difficoltà tecnica di trovare una strada per poterlo fare. Anche nei casi specifici, il freno non sta nella volontà politica, ma nella difficoltà tecnica a trovare la strada e gli strumenti.
Ci siamo impegnati in questi mesi, credo che su questi punti abbiamo trovato una via e intendiamo applicarla, tutto qua.
A testimonianza di quanto diceva molto bene il Consigliere Maggi, spero che questi obiettivi li possiate trovare dal primo all’ultimo nell’atto che la Giunta approverà assieme alla riapprovazione degli strumenti necessari per riaprire la caccia nelle zone SIC ZPS.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Le argomentazioni, Presidente Ceriscioli, per non votare l'ordine del giorno non stanno in piedi.
Primo, se l'ordine del giorno è giusto non si vede perché non votarlo. Non si vota perché la proposta è del Consigliere Fabbri del Movimento 5 Stelle? Siamo alle solite, ma questa è una posizione politica che non mi appartiene, ma è cara al PD. Viene una cosa buona dalle opposizioni, che si fanno interpreti di cinque sigle e raggruppamenti di sigle degli agricoltori, e non viene approvata perché voi farete meglio! Aspettiamo da anni che voi facciate meglio perché i numeri, caro Presidente Ceriscioli che insegna matematica, hanno dimostrato che se rimane soltanto la cartuccia, questa non funziona, bisogna passare ad un'azione sul territorio, come abbiamo chiesto facendoci tramite degli agricoltori.
La misura 4.1 del Psr prevede la partecipazione al bando, vincere e anticipare i soldi, ma siamo o non siamo in emergenza? Oggi approvate la normativa, ma già il Consigliere Talè in Commissione diceva: “Che sabato si ritorni a cacciare”, quindi, se siamo in emergenza bisogna che ci regoliamo in un certo modo e troviamo lo strumento per essere efficaci, altrimenti andiamo avanti con il Psr e la misura 4.1. E' insufficiente!
Il primo paragrafo del punto 2 della proposta di ordine del giorno prevede che venga potenziata l'azione di prevenzione del danno causato dai cinghiali, esattamente le cose che avete previsto finora nel piano di controllo, che sono inadeguate. Noi non abbiamo votato l'ordine del giorno della Lega, perché chiedeva un monitoraggio di uno strumento che è inadeguato e vi ho detto perché lo è: devo aspettare almeno 6 ore per poter fare qualcosa al cinghiale che ho visto nel mio terreno, per dirne una, poi ho studiato le cento e più pagine, ho estratto i dati e vi ho detto che la situazione attuale non è in equilibrio e gli strumenti che avete individuato non sono sufficienti.
Il paragrafo tre riguarda la segnalazione tracciabile sia da parte dell'agricoltore cacciatore che da parte dell'agricoltore che non è cacciatore. Avete detto che ci state pensando, è oggetto di approfondimento, e questa è una delle svolte, o l’agricoltore riesce a difendere fattivamente il proprio territorio oppure stiamo parlando del nulla.
L'ultimo paragrafo del punto 2 prevede che venga eseguita la turnazione. E' un obiettivo, se fino adesso l’avete applicato e non è stato efficiente, ribadiamo, per l'esperienza di 5/6 anni, che lasciare esclusivamente alla cartuccia dei cinghialai la gestione dei cinghiali, in tutta Italia, non solo nelle Marche, è purtroppo insufficiente. Siamo ormai arrivati, dal punto di vista scientifico e di sostenibilità ecologica, alla cartina di tornasole, o qui si sta dietro alle esigenze reali di un territorio, oppure si sta dietro ad altre cose che a me francamente non interessano.
Ribadisco che di questi argomenti se ne parla da mesi, ma sul terreno si vede zero, o ci mettiamo d'accordo per fare qualcosa oppure no, siete liberi di prendere le posizioni politiche che credete.
La proposta di ordine del giorno l’ha presentata il Movimento 5 Stelle che si è fatto promotore delle associazioni, votate no, cosa vi devo dire? Cercheremo di far titolare i giornali: “E' passata una legge che riduce la sanzione dal 50% al 30% per chi paga in ritardo il tesserino e prevede di scrivere nel carnet cosa è stato veramente abbattuto, mentre si è rispedita al mittente una richiesta proposta da mesi da tutti gli agricoltori uniti”. Questo tenteremo di fare scrivere sui giornali, perché questa è la realtà di oggi e la votazione nominale lo proverà. E' chiaro questo? Punto!

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno, la pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Maggi, Pergolesi e Fabbri.
Favorevoli: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati.
Astenuti: Carloni, Celani, Marcozzi.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Mi sono guadagnato questo intervento avendo ascoltato per circa sei ore la discussione su quello che giustamente la Consigliera Leonardi all'inizio ha apostrofato come un topolino.
Presidente, ho un po’ di confusione in testa, soprattutto su una questione che di tutte quelle ragionate è oggettivamente la più oggettiva, a parte la trasparenza, non ho capito se normalmente i deliberati del Consiglio regionale su leggi o altro sono riportati sul sito? Non lo ricordo, sono riportati sul sito con le votazioni relative? Senza nomi se non c’è la richiesta di votazione per appello nominale? Questo va rispettato comunque, rispetto a cosa? All’Aula che può vedere? Il punto è vedere. Qual è la sostanziale differenza tra l’una e l’altra? Semmai ne parliamo un attimo meglio, perché un conto è l’appello nominale, che chiaramente arriva, un conto è vedere, che può essere diretto attraverso la ripresa, anche se negli atti in cui c’è la distinzione di voto questo avviene. Come regola potremmo stabilire di fare sempre l’appello nominale, così il problema si risolve.
L’altra cosa che sinceramente non ho capito e che mi preoccupa molto, votando a favore di questo atto e avendo già detto tutto sulla caccia, riguarda l'unico argomento che mi rimane sospeso ed è quello sulla sicurezza.
In un passaggio il Consiglieri Bisonni ha fatto cenno in maniera precisa al numero totale di morti per caccia in questo Paese, non ho capito se 117 o 177 e poi ha aggiunto: “Vi dovete assumere le vostre responsabilità”. Quindi, caro Presidente Ceriscioli, se qui noi votiamo questo atto, perché non ce le vogliamo assumere, siamo complici di questa cosa ed io non voglio esserlo per cui sto decidendo di votare contro questa legge. Abbiate pazienza, colleghi del PD. Non voglio essere a favore, fate rientrare tutti perché se alla fine votassi contro ed il mio voto dovesse cambiare la sorte del voto sarebbe un problema.
Rimango però in sospeso riguardo al punto delle distanze, che è quello che deve convincermi, perché il Consigliere Bisonni ha detto che questa legge provoca grave insicurezza, financo le morti e che lui porrebbe rimedio a questo tipo di situazione proponendoci le distanze. Allora voglio capire dagli esperti di fucileria, ero artigliere i fucili li ho usati ma poco, in collina per la sicurezza bastano 200 metri, in montagna ce ne vogliono 1.500, dietro ad un trattore agricolo 250 metri, con uno che misura tutti gli spostamenti perché si deve stare a 250 metri mentre il mezzo agricolo si muove, quindi non ho capito bene quale possa essere il criterio unificante. Se dite che la gittata massima per un fucile da cinghiale può raggiungere fino tre chilometri, mentre penso che un normale fucile a pallettoni qualche centinaio di metri li faccia, da vicino ti colpisce in pieno, da lontano forse non ti ammazza ma ti concia male, se questa non è la soluzione, quella che propone il Consigliere Bisonni è di cancellare la caccia.
Alla totale sicurezza delle popolazioni tengo più di qualsiasi altra cosa, perché sono convinto che i voti dei cacciatori e dei non cacciatori alla fine si distribuiscono in maniera equanime su tutto l'arco costituzionale e no, quindi se l'equazione è più sicurezza, non le distanze perché questa è una cosa ridicola, non è possibile che uno sia al sicuro a 200 metri in collina e non a 1.500 in montagna, l’alternativa è la cancellazione della caccia, se questo è all'ultimo minuto, non aspetto una risposta, ma farò una riflessione approfondita fra me e me, cambierò il mio voto, che era inizialmente contrario a questa legge in favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ho già annunciato un voto favorevole, intervengo anche per chiarire la mia posizione visto che il Consigliere Marconi, forse in parte distratto durante il mio intervento, non ha compreso.
Quando ho detto che la montagna ha partorito un topolino, mi riferivo ai due articoli e mezzo, perché uno riguarda l'invarianza finanziaria, rispetto alle sette proposte di legge - la riflessione che lei adesso ha fatto è stata anche ripresa durante il lungo dibattito che ha preceduto questa votazione finale – e rispetto alla necessità che si esplicava attraverso queste.
Si può correttamente dividere il percorso in due fasi, perché le sette proposte di legge sono state presentate nel corso dei 3 anni antecedenti l'ordinanza del Tar, quello che è stato aggiunto oggi è successivo, rientra nella discussione odierna, ma per quanto mi riguarda è oggetto di riflessioni diverse.
La montagna ha partorito il topolino, se è vero che c'è da fare una riflessione su determinati aspetti. Riprendendo le modifiche che aveva proposto il Consigliere Bisonni lei ha parlato delle distanze, uno dei motivi su cui riflettere.
Se c'è da fare una riflessione e nel corso di tre anni sono state presentate delle proposte – ovviamente, Consigliere Traversini, non intendevo che per 3 anni consecutivi la Commissione avrebbe dovuto trattare l’argomento – come si è fatto altre volte, si fa un testo unificato, si discute per mesi, come la Commissione ha discusso, si sentono tutti e si arriva ad una modifica organica di una legge, nel momento in cui tutti reputano che qualche manina consapevole, non quella governativa, vada messa perché noi dobbiamo avere contezza di quello che facciamo.
Continuo ad essere convinta che sul provvedimento con le due misure, sulle multe e sul conteggio degli animali effettivamente uccisi da riportare nel carniere, è stato fatto tanto lavoro per arrivare a due cose piccole, se siamo tutti d'accordo che la legge potrebbe essere modificata o dovrebbe essere modificata o rivista in accordo con i vari soggetti.
Ribadisco il voto favorevole alla proposta di legge trasformata poi in emendamento, che è la pezza messa al buco aperto dall'ordinanza. E' ovvio che questa deve andare a sanare un vulnus che si è esplicitato recentemente, quindi si è corso, e questo lo auspicavano tutti, per mettere questa pezza in modo da impedire, non tanto e non solo, lo voglio ribadire, le proteste dei cacciatori e di ciò che ruota attorno al mondo venatorio (turismo, accoglienza, eccetera) ma anche quelle del mondo agricolo, che era pronto a scioperare, a venire e a far sentire le proprie ragioni, dopo averle espresse su tutta la stampa con inserzioni a pagamento, oltre alle pagine citate dal Consigliere, ed a mezzo e-mail a tutti i Consiglieri, Gridano una preoccupazione e quindi l'urgenza di mettere questa toppa c'era, quindi il mio voto è favorevole.
Non sono intervenuta prima e non capisco, adesso lo dico in dichiarazione voto, ma era evidente che la maggioranza avrebbe votato contro e sinceramente le motivazioni non mi hanno convinto, perchè non si è andati incontro alle richieste degli agricoltori.
Ribadisco che la pezza va messa - rispetto alle responsabilità probabilmente ci si è dormito sopra, come ha detto il Consigliere Zaffiri – e va fatto non tanto e non solo per il mondo venatorio, che giustamente ha fatto sentire la propria voce, ma anche per il mondo agricolo.
Questo provvedimento ci sta, ma non mi si venga a dire che i due articoli precedenti che, se non ci fosse stata l'emergenza, dovevano comporre l'atto odierno, siano qualcosa di risolutivo che giustifichino un lavoro di mesi su sette proposte diverse, questo sinceramente non mi convince.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Noi voteremo contro, ma non perché siamo contrari alla caccia. Personalmente sono contrario alla caccia, ma siccome sono eletto nelle istituzioni e c'è una legge dello Stato che garantisce la caccia, io sono garante anche dei diritti dei cacciatori. La mia è una posizione personale, però come eletto nelle istituzioni garantisco anche i diritti dei cacciatori, come garantisco quelli degli agricoltori, della fauna e dei cittadini in generale.
Devo dire che gli agricoltori sono veramente degli ingrati, Presidente, e nonostante quello che lei ha dichiarato che fa, il 20 novembre saranno qui fuori a manifestare per i danni che subiscono dalla fauna selvatica. In questa data tutte le sigle dell'agricoltura verranno qui a manifestare. Sono quasi indignato da questa ingratitudine nei confronti di una Giunta a cui sta molto a cuore il destino degli agricoltori e la loro attività economica.
Piccole precisazioni, il Consigliere Marconi se ne è andato, sul fatto che si debba misurare i 250 o i 300 metri. Mi appello al Consigliere Urbinati che è un marinaio come me, quando si dice che con la barca bisogna stare a 300 metri dalla costa non si va con il metro a misurare la distanza, è un principio di precauzione, quello che viene approvato nell'Unione europea, ed i cacciatori sono sicuramente molto attenti a questo principio, basta tenersi un po’ più larghi in modo che non si incorra nei rigori della normativa. Questo è quello che si fa, quindi dire che non si può misurare, mi sembra molto infantile.
Vado poi all’ultima precisazione. Nell’ultimo paragrafo si dice: venga eseguita la turnazione con sorteggio delle squadre in braccata in tutte le province. Io che vengo dal privato e non vengo dalla politica, illustrissimo Presidente, posso dirle che la turnazione non è un meccanismo che viene messo in moto in relazione ai risultati, a parte che i risultati non li portano o se li portano dall'altra parte aumentano i capi che prolificano. Nelle superfici della grande distribuzione, di cui mi sono occupato, il direttore viene cambiato ogni due anni perché si cerca di smantellare una rete di conoscenze e di consuetudini che non fanno bene all'azienda. Pensi un può se la turnazione dei cinghialai non possa essere quanto di migliore potrebbe esserci indipendentemente dal numero e dalla dichiarazione dei capi abbattuti. Quindi la turnazione è una pratica che viene accolta ed eseguita in varie attività di carattere economico e non solo.
La tristezza che mi viene al termine della discussione e al momento della votazione è che in quest’Aula si sono dette tante parole e quando poi si è venuti ai fatti si sono disattese perché ancora una volta prevale una logica di carattere politico rispetto agli interessi dei marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Nell'esprimere contrarietà a questa legge, ho l'obbligo di rispondere ad un paio di interventi. Il primo è quello del Consigliere Marconi, all'inizio ha detto di stare con i 1.300.000 marchigiani che non sono a favore né contro la caccia, ma il Consigliere Marconi non è stato attento evidentemente a quello che ho detto, perché ho detto un’altra cosa: che ci sono quasi 21.000 cacciatori, e questo dato si trova facilmente perché basta contare i tesserini, poi si stima che ci sono, qui diventa più difficile, 200.000 persone che sono iscritte o attiviste di associazioni ambientaliste.
E’ chiaro che probabilmente i marchigiani che sono contrari alla caccia sono molto di più, se oggi si facesse un referendum, come vuole proporre il Consigliere Busilacchi, credo che sarebbero molti di più i marchigiani che voterebbero per l'abolizione.
Dico subito che la soluzione proposta dal Consigliere Busilacchi a mio avviso è più propaganda che concreta, nel senso che il referendum deve essere a livello nazionale, non credo che un referendum regionale possa cambiare le sorti, quindi la vedo più come una mossa propagandistica che altro.
Tutto ciò per specificare che 200.000 circa sono le persone attive nelle associazioni ambientaliste ed animaliste, mentre i marchigiani contrari a questa pratica sono molti di più.
Per quando riguarda quello che ha sottolineato e che io ribadisco, cioè il discorso delle distanze e della sicurezza, faccio presente al Consigliere Marconi che chi stabilisce queste istanze non è Sandro Bisonni, che ha tentato di aumentarle, ma è una legge nazionale, che è stata approvata nel febbraio 1992 quando il Ministro dell'agricoltura competente era Giovanni Goria della DC, quindi se c'è stato qualcuno che ha fatto delle distanze fantasiose: prima è sicuro e poi no, il trattore si sposta, eccetera, non è certo Sandro Bisonni, ma è stata la DC nel ’92. Se ci sono delle cose che non tornano il Consigliere Marconi se la prenda con gli ex colleghi della DC.
Detto questo, rispondo al Consigliere Talè, il quale non è la prima volta che si mette in bocca e mette in bocca al sottoscritto delle parole. Da solo si è messo in bocca la frase di Salvini quando ha parlato degli ambientalisti da salotto, siccome questa frase ha fatto indignare gli ambientalisti di tutta Italia e siccome non è la prima volta che ripete frasi di Salvini, le propongo di fare una riflessione per capire qual è la sua idea politica reale.
In bocca a me ha messo delle parole che non ho detto: che vedo il cacciatore come una persona che fa solo danni, io questa frase non l'ho mai detta, ci sono le registrazioni, dico invece un'altra cosa: temo non i cacciatori che fanno danni, ma i Consiglieri regionali che fanno tanti danni, quelli sì che li temo.
Detto tutto questo, ribadisco il concetto delle distanze, l’avete bocciato, è inutile ritornarci, però ho detto che vi siete assunti la responsabilità politica e morale di questa scelta. Per quanto riguarda gli incidenti, se vuole Consigliere Marconi, le regalo questo articolo de Il Fatto Quotidiano che riporta le 114 vittime del 2017, se vuole glielo lascio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Solo per dire che potrei rispondere, ma non ho voglia di perdere tempo, ormai è tardi, e poi non merita una risposta.

Testo unificato delle proposte di legge nn. 40, 111, 113, 139, 212, 215, 230, emendato. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. C’è la proposta di passare alle interrogazioni.
Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Chiedo, se possibile, di fare subito e velocemente la nomina che abbiamo all’ordine del giorno.

PRESIDENTE. Facciamo le interrogazioni, poi la nomina ed infine la legge inserita questa mattina. Passiamo alle interrogazioni.

Interrogazione n. 641
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Strada 257 Apecchiese (SR 257)”

Interrogazione n. 713
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Traversini
“Assegnazione risorse per ‘Strada 257 Apecchiese (SR 257)’”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 641 del Consigliere Fabbri e l’interrogazione n. 713 dei Consiglieri Biancani e Traversini, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. In relazione all’interrogazione n. 641 del 18 giugno 2018 rispondiamo così. La ex SS 257 "Apecchiese" ad oggi rientra tra le strade di proprietà della Regione Marche.
La Regione Marche ha sottoscritto il 5 ottobre 2016 una Convenzione con Anas Spa alla quale ha affidato, tra l'altro, anche la gestione di questa strada, pertanto l'Anas Spa provvede, per conto della Regione Marche e con fondi stanziati dalla stessa, alla manutenzione ordinaria per un importo che ammonta a circa 350.000 euro l'anno ed ha programmato, a valere sui fondi di cui all'Accordo di programma quadro viabilità stradale (riprogrammazione 12 dicembre 2017), l'importo di circa un milione di euro per l'anno 2019, per la manutenzione straordinaria, rifacimento pavimentazione stradale.
La Regione Marche ha in programma di svolgere con Anas Spa i necessari sopralluoghi al fine di individuare puntualmente tutti gli interventi per la messa in sicurezza di tale strada.
La Regione Marche e la Regione Umbria hanno concordato, in un incontro che si è tenuto il 31 ottobre 2018, di chiedere nuovamente al MIT di inserire sia l’ex SS 257 Apecchiese che l’ex SS 360 Arceviese tra le strade di interesse nazionale considerato il ruolo strategico che svolgono di collegamento tra Marche ed Umbria.
La riunione c’è stata insieme all’Assessore dei trasporti della Regione Umbria ed abbiamo deciso di fare questa richiesta congiunta che provvederemo a redigere in tempi brevi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Non riusciamo a venirne fuori con queste strade, prima erano dell'Anas, poi sono passate alle Province, poi sono passate alle Regioni, poi tentiamo di ridarle all'Anas, un po' ci riusciamo e un po’ no
Abbiamo la promessa che per quest’anno arriveranno 350.000 euro per l’ordinaria manutenzione e che per il prossimo ci sarà questo milione, da come ho capito, quindi speriamo che senza perdere ulteriore tempo questa fascia di asfalto venga manutenuta per ragioni di sicurezza, poi confidiamo che dove la Regione non riesce, ridia pure all’Anas questo pezzo di strada in modo che ci pensi qualcun altro, dato che questo è un’ulteriore pecca della gestione di questa amministrazione.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. A differenza di quello che dice, questa Giunta è stata virtuosa perché è stata la prima Regione d'Italia che ha ritrasferito le strade ex Anas all’Anas.
Forse a lei sembrerà un po' complesso, ma se io glielo spiego, magari lo capisce.
Le Marche sono state la prima Regione che ha stipulato con l'Anas il preaccordo, erano 800 i chilometri di strade ex Anas che la Regione aveva trasferito alle Province e che sono poi state ritrasferite alla Regione, perché era un obbligo di legge. Di questi 800 chilometri, 500 sono stati restituiti ad Anas con parere obbligatorio del MIT, quindi è il MIT che ha stabilito, a prescindere dai contatti tra Anas e la Regione, quali fossero i tracciati definitivi e i chilometri da trasferire. I chilometri fra gli 800 e quelli trasferiti in proprietà sono stati comunque assegnati con un protocollo all'Anas, la quale fa la manutenzione e la Regione paga un corrispettivo, che è circa il valore del costo dei cantonieri che sono stati ritrasferiti all'Anas, più o meno a costo zero.
Nel caso di specie ci sono, come abbiamo detto, 300.000 euro per le manutenzioni ordinarie, oltre 1 milione di euro per le straordinarie, ma non è una promessa, questo fa parte dell'accordo quadro che è stato stipulato. Nel frattempo, essendoci due strade di interesse interregionale, che non erano state inserite dal MIT, non erano state accettate dal MIT perché la Regione aveva proposto, insieme all'Anas, di inserirle tra quelle da trasferire, che coinvolgono anche l'Umbria nella parte oltre gli Appennini, abbiamo trovato un’intesa insieme all'Assessore Chianella, faccio proprio nome e cognome, per fare una richiesta congiunta, Regione Umbria e Regione Marche, per chiedere al MIT di trasferire anche queste due strade all'Anas.
Essendo le strade passate alla Regione, questa ha provveduto a metterci, insieme ad Anas, 1.300.000 euro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Vorrei ringraziare innanzitutto l'Assessore Casini della risposta, anche perché questa per me è anche un’occasione per farle i complimenti per il lavoro che ha svolto in questi anni, rispetto a quest'accordo che la Regione è riuscita a raggiungere con Anas.
La Regione Marche, come ha detto l’Assessore, è stata una delle prime a chiudere un accordo importantissimo. Ricordo al Consigliere Fabbri che quello che la Provincia di Pesaro-Urbino riusciva a mettere, ma le altre non si discostavano di tanto, andava dai 200 ai 400 euro al chilometro, Anas investe dai 18 ai 22 mila euro al chilometro. Quindi è stata una scelta lungimirante che la Regione Marche ha voluto portare avanti con forza.
Ci sono delle strade, una è l’Arceviese e l’altra è l’Apecchiese ma conosco meglio la situazione dell’Apecchiese, che non sono passate perché attraversano parte del territorio marchigiano e parte del territorio umbro. L’Umbria non aveva fatto la stessa richiesta e l’Anas non era disponibile a prenderle in proprietà perché la strada non avrebbe avuto continuità. È per questo che è rimasta tra le strade che non sono passate, non c'era una continuità da una regione ad un’altra.
Oggi l'Assessore ha già organizzato, come diceva, degli incontri insieme alla Regione Umbria per riuscire a fare in modo che anche per l’Apecchiese l’Umbria faccia la stessa richiesta. Questo sarà un risultato importantissimo che ci consentirà, entro tempi difficili da dare, di far diventare statale anche l’Apecchiese.
Molto importante è stata la dichiarazione, comprovata da atti e documenti, del fatto che il prossimo anno ci sarà un intervento molto importante di manutenzione di una strada e di un territorio che ne necessitano.
Grazie Assessore per l’impegno che ha portato avanti in questi anni rispetto a questo percorso.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'interrogazione n. 650 del Consigliere Rapa è rinviata, così come l'interrogazione n. 654 dei Consiglieri Biancani e Traversini.

Interrogazione n. 651
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Verifica e controllo delle azioni messe in atto da funzionari dell'AV 1 in merito al conferimento dell'incarico di Direttore di struttura complessa di un dipendente dell'Asur”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 651 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Il Presidente si è dovuto assentare e mi ha lasciato la risposta.
Con riferimento al contenuto dell'interrogazione n. 651 si rappresenta quanto segue, sulla base della relazione fornita dalla Direzione generale dell'Asur con note prot. n. 59101 del 20 luglio 2018 e mail del Responsabile del personale dell'Area vasta n. 1 di Fano.
Punto 1 - Con deliberazione n. 323 del 4 ottobre 1989 del Comitato di gestione, esaminata senza rilievi dal Comitato regionale di controllo, è stato indetto concorso pubblico per titoli ed esami a n. 1 posto di Biologo Dirigente della ex Usl n. 2 di Macerata Feltria. Tale qualifica corrisponde alla posizione funzionale apicale del profilo biologi prevista dall'allegato 1 del DPR 761/79, in seguito denominata nella vigente normativa Direttore di struttura complessa. Con successiva deliberazione n. 408 del 3 dicembre 1990 dell'Unità sanitaria locale n. 2 di Macerata Feltria, il dipendente Asur è stato nominato Dirigente Biologo dall'1 gennaio 1991, essendosi classificato al 1° posto della graduatoria, regolarmente approvata in applicazione della normativa concorsuale allora vigente contenuta nel DM 30 gennaio 1982.
Punto 2 - Il bando di concorso da Biologo Dirigente approvato con delibera 323 del 4 ottobre 1989 è stato pubblicato sul BUR n. 132 del 4 dicembre 1989 e sulla G.U. n. 98 del 29 dicembre 1989.
Punto 3 - Il Comitato regionale di controllo con visto prot. n. 35491 del 21 gennaio 1991 ha esaminato senza rilievi la deliberazione n. 408 del 3 dicembre 1990 sopracitata che approva gli atti concorsuali e nomina il vincitore.
Punti 4 e 5 - Se intende avviare un'azione di controllo dell'operato dei funzionari interessati del caso in questione al fine di verificare se le azioni messe in campo siano pienamente conformi alle disposizioni normative previste in materia; se intende, laddove dovessero presentarsi eventuali irregolarità, attivarsi presso gli uffici competenti con i dovuti e necessari provvedimenti anche di natura disciplinare al fine di tutelare l'ente pubblico che rappresenta.
Considerato che la procedura di conferimento dell'incarico apicale è conforme alla normativa vigente all'epoca e che l'attuale normativa per la selezione del Direttore di struttura complessa, prevista nel DPR n. 484/97, non è applicabile alla fattispecie in esame, non si ritiene di adottare provvedimenti in merito.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Premesso che mi aspetterei che dopo diverse ore di Consiglio si possa fare una piccola pausa, perché sinceramente mi sento un po' stanca da stamattina, non mi sento proprio in forma, quindi spero di non cadere giù mentre replicherò a questa risposta.
Mi spiace che il Presidente Ceriscioli non sia presente, chiedo di avere copia della risposta e conoscere anche chi l'ha firmata perché mi piacerebbe sapere se il Presidente Ceriscioli, oltre ad aver affidato ai propri servizi la risposta alla mia interrogazione, ha visionato anche la documentazione, le due tabelle allegate, che ho girato espressamente alla Giunta, ove si evince che per quanto riguarda il concorso in questione – ripeto, mi piacerebbe avere la risposta per verificare bene le date che mi sono state fornite - se non sbaglio, all'epoca il biologo non poteva fare un concorso da primario perché non era previsto dalla normativa, probabilmente con le date verificherò meglio, e se non erro, se per il posto in questione non poteva essere fatto un concorso stante l'assenza del primario.
Chiederò un incontro personale con il Presidente Ceriscioli, nonché Assessore alla sanità, perché voglio capire se lui ha letto la tabella che ho inoltrato, effettivamente ci sono almeno sei certificati di servizio diverso, a firma di 5 persone diverse, che attestano date discordanti fra loro.
Non ce l’ho con la persona in questione, però chi firma gli atti deve assumersi la responsabilità e quindi deve essere fatta chiarezza. Nel 1997 il soggetto in questione aveva prestato servizio come Direttore biologo, c'è un successivo atto del 1999 in cui veniva indicato, dal 1996 al 1999, come dirigente di II livello, idem per il periodo dal 1996 al 2010. C'è anche un successivo atto del 2010 a firma di un’altra persona, nel quale il dirigente in questione veniva indicato dal 1998 al 2005 come Dirigente biologo di secondo livello. Nel 2017 le date cambiano nuovamente e diviene Direttore di struttura complessa dal 1999 al 2017, fino al curriculum pubblicato nel quale ci sono delle discrepanze rispetto agli atti precedentemente nominati, senza considerare che nella seconda tabella riporto anche le cinque determine a firma del responsabile del personale e avallate anche dai Direttori di Area vasta, dove la data del pensionamento di questo signore viene puntualmente rettificata.
Non posso certo dirmi soddisfatta perché nella mia interrogazione, con tanto di allegati, c'erano 6 pagine di dati e atti contrastanti e mi si risponde con una paginetta a firma della dirigente, non so se questa risposta è stata anche firmata dal Direttore generale dell’Asur, spero di sì, poi farò un accesso agli atti per verificare chi ha preparato l'istruttoria e per verificare, ripeto, anche insieme al Presidente Ceriscioli, se lui attesta e fa propria la risposta che mi è stata data.
Non mi ritengo soddisfatta ed andrò avanti con eventuali e successive integrazioni a quelli che sono stati i miei quesiti. Gradirei avere in Aula la dichiarazione del Presidente Ceriscioli che dice che è soddisfatto della risposta che i suoi uffici gli hanno preparato. Grazie.

Interrogazione n. 658
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Servizi sanitari presso l’aeroporto ‘R. Sanzio’ di Falconara marittima”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 658 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In merito all'interrogazione riportata in oggetto del Consigliere Zaffiri, sulla base delle note pervenute da Asur, si precisa:
In merito alla domanda: se, successivamente alle scadenze della Convenzione e della sperimentazione di cui in premessa, l'Asur abbia messo a disposizione servizi e/o abbia erogato risorse finanziarie a favore di Aerodorica S.p.A. e, in caso affermativo, in virtù di quali provvedimenti, si risponde che il servizio sanitario è stato continuativamente garantito, dal 1 gennaio 2016 al 31 luglio 2016, con apposita convenzione e dal 1 agosto 2016 a tutt'oggi come servizio di assistenza sanitaria aggiuntivo a carico di Asur.
Alla domanda: se effettivamente nel periodo 1 agosto - 31 dicembre 2016 sono stati attivi presso l'aeroporto entrambi i servizi di cui alla Convenzione e alla sperimentazione, si risponde che non ci sono mai stati due servizi, ma si è cambiato dal 1 agosto 2016 il regime gestionale: prima a convenzione, poi a sperimentazione di servizio aggiuntivo dell'Asur-Area vasta 2 sino al 31 dicembre 2017. Inoltre, in data 23 marzo 2018, su richiesta del Dirigente del servizio sanità, sono stati precisati elementi organizzativi del servizio sanitario erogato, nonché gli esiti del monitoraggio realizzato, per la valutazione della sua efficacia, al fine di effettuare la stabilizzazione del servizio stesso.
Alla domanda n. 3: quante fatture sono state emesse dall'Asur-Area vasta 2, in virtù della Convenzione, con l'indicazione dei relativi estremi, importi e periodi di riferimento delle prestazioni, nonché delle date in cui sono state saldate da Aerdorica S.p.A., si risponde che nel corso del 2016 sono state emesse n. 7 fatture per un totale di 253.879,51 euro e sono state riscosse 3 "trance" per un totale di 53.000 euro.
Alla domanda n. 4: come è attualmente garantito, presso l'aeroporto di Falconara, il servizio sanitario previsto dalle Linee Guida Enac n. 2014/LG del 31 ottobre 2014, si risponde che i requisiti minimi del servizio, secondo quanto richiesto dalle indicazioni Enac, sono garantiti da medici ed autisti soccorritori; i turni di guardia vengono effettuati attraverso la presenza di 6 medici di continuità assistenziale e 6 autisti soccorritori. La fornitura di farmaci e presidi sanitari mancanti o da sostituire è garantita, compresa l'ambulanza che ha regolare assicurazione specifica.
Il personale partecipa a corsi di formazione obbligatori; parte degli autisti ha partecipato anche al corso per l'abilitazione alla guida in aeroporto. Il personale che non è fornito dell'abilitazione al BLSD frequenta il corso specifico, partecipando alle edizioni previste per il dipartimento di emergenza di Area vasta 2 e ad altri corsi di formazione per la gestione delle emergenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Ho capito che è una risposta dovuta, Assessore, lei fra l'altro, non c'entra niente, perché presso l'aeroporto si svolge un servizio dell'Asur nel modo da lei poc’anzi evidenziato, addirittura ci sono contratti di lavoro a chiamata, 257 euro lordi per i medici. E' una situazione a dir poco disastrata.
Inutile stare qui a evidenziare gli aspetti negativi, anche questo è un passaggio negativo che di fatto esiste.
Lei ha detto che l'Asur è rientrata di 57 mila euro e considerato che l'Aerdorica non ha soldi nemmeno per far cantare un cieco, in questa situazione è creditrice nei confronti di Aerdorica.
Speriamo che partecipi al concordato, almeno l’Asur potrà rientrare di qualche centinaia di migliaia di euro, altrimenti dovrà portare in negativo le fatture che sono state emesse nei confronti di Aerdorica.

Interrogazione n. 660
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Trasporto ferroviario e attuazione mozione n. 142 approvata il 6 dicembre 2016”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 660 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Premesso che il raddoppio della tratta ferroviaria Orte-Falconara è considerato dalle Marche una priorità infrastrutturale per lo sviluppo dei collegamenti trasversali Tirreno-Adriatico, che consentirebbe anche un rapido collegamento per i traffici, soprattutto delle merci, verso le destinazioni del nord Europa.
Punto 1: quali iniziative intende mettere in campo anche d'intesa con l'Umbria per dar corso alla mozione 142 citata in premessa.
Il Presidente della Regione Marche ha incontrato a Roma, lo scorso luglio, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), nel corso della riunione si è parlato della necessità di attivare un raccordo strategico con l'Umbria per il completamento del raddoppio della Orte-Falconara, così come richiesto dalla mozione n. 142/2016.
La Regione Marche nel mese di ottobre ha incontrato gli amministratori della Regione Umbria convenendo sulla necessità di sottoscrivere un documento unico con cui programmare gli interventi necessari al miglioramento delle infrastrutture e all'acquisto di materiale rotabile.
Attualmente il Contratto di Programma 2017-2021 parte investimenti, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la RFI S.p.A. prevede, per la linea Orte-Falconara, una struttura degli investimenti così articolata:
- il Progetto "Potenziamento infrastrutturale Orte-Falconara" che comprende il raddoppio della tratta Fabriano, il raddoppio tratta Castelplanio-Montecarotto e il raddoppio della tratta Spoleto-Campello e il progetto "Nodo di Falconara 1 fase" costituito dalla variante Falconara e dalla bretella di collegamento tra la linea Orte-Falconara direzione nord, risultano completamente finanziati per complessivi 503 milioni di euro;
- Il "Raddoppio Terni-Spoleto" e il "completamento del Nodo di Falconara" per complessivi 12,42 milioni di euro che ad oggi risultano parzialmente finanziati troveranno copertura nel programma ministeriale a completamento del piano decennale Sezione 2 "fabbisogni finanziari 2018-2021" per complessivi 625 milioni di euro;
- Il "Raddoppio Foligno-Fabriano" e il "Raddoppio P.M. 228-Castelplanio" per complessivi 2,491 milioni di euro troveranno copertura nel programma ministeriale a completamento del piano decennale Sezione 3 "fabbisogni finanziari 2022-2026".
Punto 2: quali provvedimenti si vuole adottare nei confronti di Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana per contrastare gli allungamenti dei tempi di percorrenza previsti con il nuovo orario.
La legge regionale 45 del 1998 "Norme per il riordino del trasporto pubblico regionale e locale nelle Marche" in conformità agli indirizzi stabiliti dal D.Lgs. 19 dicembre 1997, n. 422 e dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, disciplina l'esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alla Regione e agli enti locali e delle altre funzioni esercitate dalla Regione in materia di trasporto pubblico regionale e locale. In particolare i servizi ferroviari di cui agli articoli 8 e 9 del D.Lgs. n. 422 del 1997, costituiscono un sistema di trasporto unitario sul territorio regionale e comprendono tutti i servizi ferroviari non di interesse nazionale.
I compiti della Regione, tra gli altri, sono quelli di programmazione e amministrazione dei servizi ferroviari di interesse regionale e locale.
La tratta ferroviaria Ancona-Roma non rientra tra quelle attribuite alla Regione Marche secondo gli accordi di Tivoli: gli Interregionali che effettuano servizio sono contrattualizzati dalla Regione Umbria. I servizi Intercity e FrecciaBianca hanno diversa natura. I primi sono contrattualizzati tra Ministero Infrastrutture Trasporti e Trenitalia Lunga percorrenza sono contribuiti quindi direttamente dallo Stato e i servizi freccia sono invece treni a mercato, cioè senza contribuzione da parte dello Stato né da parte delle Regioni.
Ciononostante l'amministrazione regionale ha più volte segnalato il mal funzionamento dei servizi ferroviari richiedendo, in attesa che si completi il raddoppio sulla Orte-Falconara, nuovo materiale rotabile che se non altro possa migliorare le condizioni di viaggio. Il sottoscritto a tal riguardo ha ricevuto garanzie dall'Amministratore Delegato e Direttore generale di Trenitalia dell'immissione in servizio di nuovo materiale rotabile.
Interpellata ripetutamente la Direzione nazionale di Trenitalia sulle motivazioni dell'aumento dei tempi di percorrenza con il nuovo orario, per la tratta Ancona-Roma, si è in attesa di avere chiarimenti al riguardo. Sarà cura dell'ufficio regionale competente fornire le richieste informazioni non appena note.
Punto 3: se risponde a verità la soppressione del bus navetta Ancona-Falconara e viceversa per i passeggeri del Freccia Bianca ed eventualmente quali azioni immediate si intende intraprendere per ripristinarlo.
In relazione alla richiesta di informazioni sulla soppressione del servizio navetta Falconara-Ancona collegato al treno freccia bianca proveniente da Roma, gli uffici hanno richiesto a Trenitalia le motivazioni di tale soppressione. Trenitalia ha dichiarato che essendo un servizio a mercato, ma in perdita in quanto poco utilizzato dai passeggeri, la società ne ha deciso la soppressione. All'atto della soppressione della navetta la Direzione regionale di Trenitalia, sollecitata dall'Assessorato regionale e dal sottoscritto, ha istituito un servizio ferroviario ad hoc per agevolare il rientro ad Ancona degli utenti provenienti da Roma. Tale servizio però è stato successivamente sospeso per l'esiguità del numero dei passeggeri presenti, la media dei passeggeri lungo quel servizio era di 2/3 unità.
Al momento in alternativa gli utenti possono utilizzare, nei giorni feriali, il treno regionale da Fabriano (19.48) che arriva ad Ancona alle 20.55 e nei giorni festivi da Falconara Marittima alle 21.08 con arrivo ad Ancona alle 21.19. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Assessore, lei è sempre non soltanto gentile e puntuale, ma ha risposto anche ad alcuni punti, di fatto visto anche il tempo passato, per certi aspetti superati.
Considero molto importante due punti della risposta. Il fatto che lei e il Presidente vi siete incontrati con il Direttore, l'Amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, ed il fatto che si sia messo in piedi un rapporto sinergico con l'Umbria, perché noi dobbiamo evitare, e l'Assessore lo sa bene, la marginalizzazione di questa regione.
Il rischio vero è che, per quanto riguarda la linea adriatica, anche se alcune misure sulla velocizzazione stanno andando avanti, Bari venga raggiunta da Napoli, con l'alta velocità che c'è fino a Napoli e poi con il tratto Napoli-Bari. Dobbiamo evitare che questa linea, soprattutto Ancona-Bari, non sia potenziata, e su questo però, ripeto, c'è una attenzione, ci sono delle misure e c'è la collaborazione con l'Umbria, che considero importante, perché l'Umbria potrebbe raggiungere ad esempio Perugia sulla Firenze-Roma direttamente. Dobbiamo fare in modo che l'asse Ancona-Roma, attraverso l'Umbria, sia potenziato.
Le azioni politiche che si stanno portando avanti sono importanti, di questo do atto all'Assessore Sciapichetti ed al Presidente che si stanno interessando con la dovuta attenzione, dobbiamo però essere ancora più presenti, dobbiamo spingere di più, dobbiamo mobilitare di più, dobbiamo esserci perché in questo quadriennio e in quello successivo ci saranno dei finanziamenti cospicui, affinché non solo si realizzi quel tratto in Umbria, ma possibilmente, con la chiusura del cantiere Moglie-Montecarotto-Castelplanio, non si interrompa questo processo di ammodernamento della linea e quindi si continui in direzione Serra San Quirico.
Assessore, grazie. Lei è sempre molto puntuale.

Nomina

Elezione di un componente del Consiglio di presidenza dell’Associazione per la formazione al giornalismo (sede Urbino)
(articolo 2, comma 3, l.r. 3 giugno 2003, n. 10 – articoli 4 e 10 Statuto Ente) – Voto limitato ad uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un componente del Consiglio di presidenza dell’Associazione per la formazione al giornalismo (sede Urbino). Voto limitato ad uno.
Ricordo che l’Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere Segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione.

Votanti n. 26
Schede bianche n. 5
Schede nulle n. 4
Schede valide n. 17

Hanno ricevuto voti:
Marfoglia Simonetta n. 16;
Ceccaroli Cinzia n. 1.

Proclamo eletta componente del Consiglio di presidenza dell’Associazione per la formazione al giornalismo (sede Urbino) Marfoglia Simonetta.

Proposta di legge n. 248
ad iniziativa del Consigliere Cesetti
“Disposizioni abrogative in materia di tesoreria regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 248 del Consigliere Cesetti.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Sostituisco nella relazione il collega Giacinti che oggi purtroppo non è presente in Consiglio regionale. Si tratta di un provvedimento urgente in quanto parliamo della Tesoreria regionale. Come sappiamo, negli ultimi anni sia il sistema bancario che la gestione della cassa di bilanci pubblici sono notevolmente cambiati. Tutto ciò che regolava la nostra Tesoreria era in virtù di due leggi, una del 1972 e l’altra del 1998.
Essendo andata deserta la gara prevista secondo la precedentemente la legge, che doveva essere fatta a costo zero per la Regione Marche, anche in virtù, come ho detto, della trasformazione del sistema bancario e dei flussi di cassa, oggi non più possibile in quanto non sostenibile dal sistema bancario, abbiamo deciso di procedere in maniera veloce con una proposta di legge molto ben articolata e una volta che sarà approvata, i nostri uffici saranno in grado di espletare la gara, andando a fissare un tetto massimo per le spese di Tesoreria.
Questo provvedimento è passato all'unanimità in Commissione consiliare tenutasi la settimana scorsa, credo che non dovrebbero esserci problemi in quando parliamo di una procedura prettamente tecnica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Mi associo a quanto riferito dal Consigliere Urbinati, come ha detto è cambiata la legislazione, le banche non hanno più i flussi di cassa della Regione in deposito presso i loro forzieri, le loro filiali, che vengono versati nella filiale della Banca d’Italia, per cui il Servizio tesoreria non è più conveniente per le banche, nonostante sia un servizio importantissimo per il funzionamento della Regione Marche.
Quando l’Assessore Cesetti ci ha spiegato questa problematica in I Commissione, responsabilmente abbiamo votato all’unanimità e ci auguriamo che questo bando possa essere fatto il più presto possibile per riattivare una funzione indispensabile che al momento rischia di non essere espletata.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di legge n. 248. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Proposta di deliberazione n. 24 (proposta di legge alle Camere)
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Modifiche alla legge 11 febbraio 1992 n. 157 'Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio'’’
(Articolo 21, secondo comma, della Costituzione, Articolo 121 del Regolamento interno)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 24 del Consigliere Talè.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Talè.

Federico TALE’. Grazie Presidente. Questa proposta di legge è finalizzata a facilitare il controllo dei nocivi. E' una proposta di legge alle Camere ed è volta a modificare l'articolo 19 della legge nazionale 157 del 1992 e prevede in modo esplicito la possibilità per le Regioni di attuare i piani di controllo della fauna selvatica in sovrannumero, avvalendosi di privati muniti di licenza di caccia.
Da quando la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo 93 della legge della Liguria n. 29 del 2015, le nostre guardie provinciali non danno più, giustamente, l'autorizzazione a chi è munito di licenza con patentino anche di operatore faunistico, per abbattere i nocivi (cinghiali, storni, volpi, corvidi, nutrie).
Tutti conosciamo i danni che questi stanno producendo, soprattutto le volpi, le nutrie e i cinghiali; le nutrie stanno danneggiando i laghi di coloro che producono gli ortaggi (chi ha gli ortaggi ha il lago perché c'è bisogno di acqua) perchè rompono le dighe.
Di conseguenza i territori e le varie province chiedono alla Regione di fare qualcosa per far modificare la legge n. 157, che è nazionale, non regionale, per cui l’iter è quello di approvare una proposta di deliberazione che poi andrà alle Camere in Parlamento e siccome in Parlamento la maggioranza è vostra, vi solleciterei a far passare al più presto questa proposta di modifica.
Al momento la possibilità di abbattere è consentita soltanto nelle Province autonome di Trento e di Bolzano, mentre per le altre Regioni tale possibilità è concessa soltanto se i cacciatori sono anche proprietari o conduttori del fondo sul quale il piano di controllo è assegnato.
Dopo la sentenza della Corte costituzionale, nelle nostre province, nella nostra regione chi è deputato ad abbattere i cinghiali in sovrannumero e le volpi, che stanno facendo un sacco di danni alla zootecnia ed anche agli animali selvatici, come diceva prima l'Assessore, sono i proprietari del fondo muniti di licenza di caccia e le guardie provinciali, che sono 3, 4, 5 per Provincia e sicuramente non riescono a far fronte alle migliaia di cinghiali e di volpi che nel frattempo si sono moltiplicati.
La proposta prevede la modifica della legge n. 157 che concerne la caccia, quindi dare la possibilità a chi è munito oltre che di licenza anche di patentino di operatore faunistico di prelevare dal territorio i nocivi, animali che fanno solamente danni sia all'agricoltura che agli animali selvatici.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Poche parole per dire che personalmente non parteciperò al voto di questa normativa, che va definita a livello nazionale, per cui in quella sede ci adopereremo, se interessa noi come Regione, per modificare la normativa. Quindi non voto questa proposta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Non solo Presidente per onorare questa proposta del Consigliere Talè, che condivido, anche perchè ho un po’ la fissa delle proposte regionali in sede nazionale.
Non capisco la posizione del Consigliere Fabbri che in assoluto non è una posizione del Movimento 5 Stelle assunta sempre, in altre circostanze ne ha assunte diverse, questa però non dovrebbe imbarazzare il Consiglio rispetto alla discussione fatta prima, perché tutto sommato andiamo a toccare un mondo che crea qualche difficoltà e qualche problema.
Mi auguro che l’attuale legislatura duri 5 anni, perché sono stato sempre contrario alla fine anticipata delle legislature che è sempre sbagliata. Quando la gente ha votato un Governo deve durare 5 anni.
Mi permetto una piccola segnalazione, la norma, se ho ben capito, non è lunghissima, magari al di là dell'iter ordinario si potrebbe provare, attraverso i Parlamentari delle Marche di tutte le tendenze, non dico di fare l'emendamento adesso in sede finanziaria perché forse arriviamo tardi, però il primo milleproroghe o la prima semplificazione che si presenta potrebbe essere l'occasione per avere questo chiarimento di natura legislativa.
Lavorerei in questo senso, anche attraverso l'intervento dei nostri rappresentanti di Giunta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Poche parole. Condivido l'approccio del Consigliere Marconi quando dice che innanzitutto vogliamo onorare questa proposta, perché è un metodo che condividiamo, non è la prima volta che in quest'Aula lo usiamo.
Nel merito, a me la proposta sembra molto efficace, perché non solo pone il problema dell'equilibrio delle specie, ma credo che potrebbe essere una misura molto potente ed incisiva se diventasse legge per l'abbattimento dei cinghiale, come nel nostro caso.
E' una proposta che va benissimo, e visto che ho la parola, approfitto anche per dire che io non attribuisco mai a nessuno posizioni, ognuno si attribuisce la propria, ho parlato di me stesso per quanto riguarda la caccia e resto convinto che la caccia non debba essere abolita, ma deve essere fortemente regolamentata, ma parlo di me, ho evitato di intervenire prima perché già ci siamo stati sopra 6 ore, questo è il ragionamento che stamattina ho cercato di fare.
Nel merito di questa proposta faccio i complimenti al Consigliere Talè.

PRSIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Aggiungo poco al dibattito ed a quanto detto, solo per aggiungere l’informazione che la legge n. 157 del 1992, probabilmente perchè è una norma che ha più di vent'anni, ha necessità di essere aggiornata e modificata secondo le esigenze e per questo sono già state presentate alcune proposte, fra cui quella dell'onorevole Maria Cristina Carretta di Fratelli d'Italia.
Immagino che il sollecito che verrà dalla Regione Marche potrà essere accolto da parte del Parlamento e dare la possibilità di aprire un dibattito per aggiornare la questione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Relazione illustrativa. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Relazione tecnico/finanziaria. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva all'unanimità)

Proposta di deliberazione n. 24. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Il Consigliere Giancarli ha chiesto il rinvio della mozione n. 375.
Il Consigliere Talè ritira la mozione n. 376.

Mozione n. 379
ad iniziativa dei Consiglieri Rapa, Busilacchi, Urbinati, Giancarli, Pieroni
“Intitolazione Sala studio Collegio internazionale di Urbino a Marco Pannella”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 379 dei Consiglieri Rapa, Busilacchi, Urbinati, Giancarli, Pieroni.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Cercherò di essere, vista l’ora, il più conciso possibile.
Ho presentato questa mozione perché Marco Pannella è stato uno fra i più rilevanti, importanti e discussi leader politici italiani della nostra contemporaneità sia a livello nazionale che internazionale. Questo a sottolineare quanto il suo pensiero e le sue lotte, sebbene radicali, erano alla fine di valore universale.
La sua storia penso che la conosciamo tutti. La sintesi del suo pensiero politico, con il suo famoso quanto criticato "non credo nelle ideologie", contiene molto più di una provocazione, significa che bisogna abbandonare spesso le sovrastrutture e calarsi nei reali problemi della gente, perché, come diceva Pannella "l'ideologia te la fai tu con quello che ti capita, a caso".
Per questo, visto e considerato che ha studiato ad Urbino e visto il suo legame con la città ducale dove ha frequentato gli studi e dove si è laureato, ritengo opportuno intitolargli l’Aula studio dei collegi universitari. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo per dire che, con tutto il rispetto possibile e immaginabile a chi è stato apostrofato da Giovanni Paolo II come il difensore dei carcerati e da chi ha testimoniato la recita del rosario da parte di Marco Pannella prima della morte, non so se sia vero ma qualcuno l’ha testimoniato, credo che non sia, come ha dichiarato il Consigliere Rapa, una persona sulla quale universalmente possiamo ritrovarci per i valori che ha presentato, perché è stato di destra, di sinistra, di centro, cattolico, anticattolico, radicale, è stato quello che ha voluto.
Marco Pannella era bello così, era bello nella sua libertà, era bello nel suo radicalismo, ma al di là di questa versione, non ce la faccio a votare questa mozione perché gli addebito la grande responsabilità, a lui e all'attuale Presidente Mattarella, di averci regalato la peggiore legge elettorale che l'Italia potesse avere, il maggioritario uninominale, che ringraziando Dio abbiamo eliminato, raggiungendo un compromesso adeguato.
Al di là delle battute per questa ragione, non posso aderire a questa iniziativa, che credo troverà qui molti sostenitori. Sarò ben lieto di essere l’unico a non votarla.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Voterò con molto entusiasmo questa mozione che ho anche sottoscritto e firmato.
Possiamo dire che Pannella è stato un personaggio, sotto certi aspetti, controverso della politica italiana, però di fondo sono convinto di una cosa, se non ci fosse stato lui, se non ci fossero stati i movimenti che Pannella ha creato, se non ci fosse stata quella spinta politica, oggi questo Paese avrebbe molti diritti civili in meno di quanti ne abbia oggi, di questo sono fermamente convinto. Sui diritti civili penso che Pannella abbia fatto fare un grandissimo passo in avanti a questo Paese.
Oltretutto mi sento molto affezionato a Marco Pannella ed al movimento dei Radicali, perché credo che il miracolo che ha saputo compiere Pannella e i suoi movimenti è stato quello di mettere insieme tutti quanti, a prescindere dalla forza politica da cui si proveniva. Spesso sui provvedimenti, magari mozioni comunali che avevano quell'imprimatur, quello stampo radicale, quello stampo dei diritti civili, Marco Pannella riusciva a mettere insieme tutti, da destra e da sinistra. Ricordo benissimo la campagna del doppio tesseramento, quando si diceva che si era Radicali dentro e si poteva stare in qualsiasi altro partito.
Credo che Marco Pannella abbia regalato a questo Paese una grande politica di diritti civili, alcune cose molto radicali, altre molto più di buonsenso.
Voto volentieri questa mozione e spero che questa intitolazione possa andare in porto e non possa essere solo l'unica della regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Penso di votare questo atto sennò vi viene in mente qualcuno peggiore, bisogna limitare i danni. Non era Pannella che ha fatto eleggere Cicciolina, o mi sbaglio? Vi potrebbe venire in mente qualcuno di peggio, limitiamo i danni, viva Pannella.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Per rispondere al Consigliere Zura Puntaroni, ci tengo ad onorare la memoria di Marco Pannella, avrà portato Cicciolina in Parlamento, ma successivamente abbiamo visto forze politiche, la forza politica a cui lei appartiene, portare persone condannate in Cassazione per mafia e per omicidio, credo che questo parli da solo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Rispetto a questo problema, è chiaro che quanto detto dal Consigliere Zura Puntaroni sia particolare, però credo che il senso dell’intervento, a prescindere dalla battuta, sia quello di votare questa mozione.
Sottolineo che siamo fortemente convinti di Marco Pannella - sono state fatte delle scelte per la nomina di sale e vie molto discutibili – che è stata anche una persona molto vicina al Partito Socialista,soprattutto vicina ai più deboli ed alle persone più in difficoltà.
Penso che questo sia un aspetto essenziale e l'intitolazione a Marco Pannella dà un contenuto importante per la realtà territoriale di Urbino.
Votiamo convintamente questa candidatura e le ultime affermazioni che abbiamo ascoltato qui in Aula le rimandiamo al mittente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Anche se non avrei voluto parlare, lo faccio a titolo personale, non a nome del gruppo.
Devo dire e lo dichiaro che Marco Pannella è stato l'eroe della mia giovinezza, con le battaglie per l’aborto, il divorzio, gli anticoncezionali, per l'aborto aspirato, quando si autodenunciavano per evitare che le mammane facessero scempio delle donne.
Marco Pannella ha creato “Nessuno tocchi Caino”, ha chiesto la liberalizzazione delle droghe leggere, adesso si parla di cannabis, ha chiesto l'eutanasia, il fine vita, di cui adesso si sta discutendo.
Credo che sia stato un precursore, poi durante la sua maturità ha fatto delle scelte sbagliate, che io non ho condiviso, però voterò questa mozione e se l'aula di Urbino sarà titolata o meno a Marco Pannella, ha poca importanza. Questo l'ho voluto dire perché non voglio rinnegare le mie origini.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 379. La pongo in votazione, per appello nominale chiesto dal Capogruppo Marconi..
Favorevoli: Biancani, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giancarli, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Rapa, Traversini, Urbinati, Zaffiri.
Contrari: Bisonni, Marconi, Micucci, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 380
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Urbinati
“Istallazione urgente ed improrogabile di una centralina di rilevamento della matrice aria nella zona agraria, quartiere sud di San Benedetto del Tronto”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 380 dei Consiglieri Giorgini, Urbinati. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Chiedo il rinvio della mozione alla prossima seduta.

PRESIDENTE. Va bene, rinviata alla prossima seduta.

Mozione n. 383
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Utilizzo del Taser per la difesa degli agenti di Polizia Municipale – previsione nel regolamento applicativo della legge regionale n. 1/2014”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 383 della Consigliera Leonardi, chiede la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Presidente chiedo il rinvio della mozione n. 383.

PRESIDENTE. Va bene, rinvio della mozione n. 383.

Mozione n. 412
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Proposta per la gestione dell'emergenza cinghiali”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 412 del Consigliere Fabbri, che ha parola per l’illustrarla.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. La discussione non la riapriamo, dopo 6 ore, oggi eravamo in tema ed ho richiesto la calendarizzazione, visto che c’erano queste due norme che sono state votate.
Riassumo i concetti base che reggono questa mozione, il piano faunistico-venatorio regionale è necessario nel minor tempo possibile, perché la somma di quelli provinciali non è la stessa cosa, anche dal punto di vista sostanziale non soltanto formale. Va fatto quanto prima.
I danni causati dal sovrannumero dei cinghiali, ormai certificato da chiunque, sono insostenibili per i nostri territori, voglio ricordare i 3,1 milioni pagati per danni all'agricoltura dal 2012 al 2016, le 5.500 richieste di indennizzo fornite, il fatto che il 77% dei Comuni ha avuto dei danni, 27 Comuni, che sono l'11% del territorio regionale, hanno delle criticità, con delle richieste per ettaro che raggiungono addirittura i 20 euro, abbiamo anche visto che le misure di prevenzione, finora previste nel piano di controllo degli ungulati, sono insufficienti.
Anche la gestione prevista dal piano per la limitazione della popolazione del cinghiale è ritenuta da noi insufficiente.
Non ripeto i danni, anche un milione per la circolazione automobilistica.
Abbiamo la possibilità di chiedere a tre Ministeri di andare in deroga, ed è la richiesta che abbiamo consegnato nelle mani del Ministro dell'agricoltura Centinaio, quando la scorsa settimana l'abbiamo intercettato nelle zone terremotate.
Riassumendo, il dispositivo di questa mozione, che cerca di tutelare il più possibile il mondo agricolo dai danni operati dai cinghiali, chiede al Presidente e alla Giunta regionale: la tempestiva gestione dell'emergenza e la modifica del piano di controllo del cinghiale per renderlo più operativo e quindi più efficace (attualmente non lo riteniamo tale); di redigere il piano faunistico-venatorio, nel minor tempo tecnico possibile; di farsi promotore presso le istituzioni competenti, quindi i 3 Ministeri, dell'adozione della deroga prevista dal D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, che consente il raggiungimento e il mantenimento di equilibri ecologici stabili nei territori ora oggetto invece di emergenza, può andare in deroga alle modalità con cui si può contenere il soprannumero, nella fattispecie specifica dei cinghiali, ed è riportato nella narrativa della mozione in maniera specifica. I 3 Ministeri possono agire in maniera più cogente su questi aspetti, è un po' quello che la normativa, che prima ha proposto il Consigliere Talè, prevede: mettere mano a questi aspetti a livello nazionale, perché a livello regionale, probabilmente, ormai abbiamo travalicato anche la possibilità di agire in maniera autonoma.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 412. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,10

 

 
 
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