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Resoconto della seduta n.122 del 25/06/2013

SEDUTA N. 122 DEL 25 GIUGNO 2013

La seduta inizia alle ore 10,20

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 122 del 25 giugno 2013. Do per letto il processo verbale della seduta n. 121 del 18 giugno 2013, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 335 in data 18 giugno, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'anno 2012”, assegnata alla II Commissione in sede referente, trasmessa ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento Interno alle Commissioni I, III, IV, V e VI e trasmessa, per opportuna conoscenza, al Consiglio delle Autonomie Locali e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro;
n. 336 in data 19 giugno, ad iniziativa dei Consiglieri Solazzi, Giancarli, concernente: “Modifiche alla legge regionale 23 novembre 2011, n. 22 "Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico e modifiche alle leggi regionali 5 agosto 1992, n. 34 'Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio” e 8 ottobre 2009, n. 22 “Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e trasmessa per conoscenza al Consiglio delle Autonomie Locali e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro;
n. 337 in data 19 giugno, ad iniziativa dei Consiglieri Acacia Scarpetti, Latini, concernente: “Proroga del termine previsto dall'articolo 9 della legge regionale 8 ottobre 2009 n. 22 'Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile'”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e trasmessa per conoscenza al Consiglio delle Autonomie Locali e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 62 in data 13 giugno, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Legge regionale n. 7/09 Articolo 3 “Piano per le attività cinematografiche. Anno 2013”, assegnata alla I Commissione in sede referente, alla II Commissione per il parere di cui all’articolo 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali per il parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2 della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere ai sensi dell'articolo 4, comma 1 della legge regionale n. 15/2008;
n. 63 in data 19 giugno, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Accordo tra la Regione Marche e il Governo della Repubblica di San Marino per lo smaltimento ed il recupero nella Regione Marche di rifiuti speciali prodotti nel territorio della Repubblica di San Marino. Richiesta ratifica ai sensi dell'articolo 21, comma 2, lettera d) dello Statuto della Regione Marche”, assegnata alla IV Commissione e trasmessa ai sensi dell'articolo 68 alla I Commissione consiliare.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 514 dei Consiglieri Ricci, Giancarli, Busilacchi, Badiali, Comi “Osservatorio epidemiologico presso la struttura dell'Ospedale “Maria Montessori” di Chiaravalle”;
n. 515 dei Consiglieri Massi, Marconi, Sciapichetti, Marangoni, Marinelli, Acquaroli, Comi “Utilizzazione dei licheni per il monitoraggio e le analisi delle emissioni del Co.Sma.Ri.”;
n. 516 dei Consiglieri Giancarli, Cardogna, Silvetti “Prolungamento del Corridoio Baltico – Adriatico fino al porto di Ancona”;
n. 517 del Consigliere Latini “Avvio del percorso di fusione dei Comuni di Belforte all'Isauro, Lunano e Piandimeleto”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato:
legge statutaria n. 3 in data 19 giugno “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 “Statuto della Regione Marche”;
legge regionale n. 13 in data 17 giugno “Riordino degli interventi in materia di bonifica e di irrigazione. Costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche e fusione dei Consorzi di Bonifica del Foglia, Metauro e Cesano, del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto nera, dell'Aso del Tenna e del Tronto”
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato il seguente regolamento regionale:
n. 3 in data 7 giugno: “Requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e professionali per l'autorizzazione e l'accreditamento dell'attività di trasporto sanitario di cui alla legge regionale 30 ottobre 1998, n. 36 (Sistema di emergenza sanitaria)”.
Comunico, inoltre, che l'Ufficio di Presidenza ha preso atto nella seduta n. 130 del 18 giugno u.s. della costituzione del Gruppo consiliare “Scelta Civica” composto dal Consigliere Donati.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Bucciarelli, Camela, Trenta.

Comunicazioni ai sensi dell'art. 35, sesto comma, del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Chiedo che nella prossima seduta assembleare, il 2 luglio, l'Assessore, non so se la Malaspina o la Giorgi, riferisca in merito all'incendio della nave cisterna avvenuto davanti alle coste. Non ho presentato nessuna interrogazione, se si prende l'impegno è soltanto una relazione sullo stato delle cose, tenendo conto che c'è un attimo di preoccupazione: è avvenuto a 40 km, con la stagione turistica e con le bandiere blu. Non presento niente, Assessore, d'accordo e grazie.

PRESIDENTE. Lei confida in una comunicazione all'inizio della prossima seduta assembleare su questo tema? (...) Va bene perfetto.
Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Presidente mi scusi non c'è il Presidente Spacca, ma io volevo sollecitare a nome del Gruppo Fratelli d'Italia che qualcuno ci riferisca e magari si discuta sulla problematica Indesit.

PRESIDENTE. Il gruppo è Centro Destra Marche.

Giulio NATALI. Centro Destra Marche Fratelli d'Italia, scusi, mi correggo.
Sentiamo e leggiamo, televisioni e giornali, riteniamo di dover muovere, non vogliamo dire delle critiche, ma delle osservazioni attente su quello che significa la crisi Indesit, al di là di tutto, dal punto di vista lavorativo, per il problema, per tutte le Marche, per tutto il territorio.
Riteniamo anche che sia particolarmente utile che il Presidente e il Governatore della Giunta abbiano il supporto di un Consiglio regionale intero, che rafforzi la posizione del Presidente della Giunta e di una amministrazione, di un esecutivo regionale, che bene o male, possiamo capirlo, non hanno una posizione del tutto terza rispetto al gruppo Indesit.
Noi vorremmo, non per strumentalizzare nulla, ma per rafforzare la posizione del Presidente e dell'esecutivo, che questa discussione in Consiglio regionale venga affrontata e, in difesa del territorio, tutti i Consiglieri regionali possano muoversi. Mi dispiace che non c'è il Presidente Spacca spero, sono sicuro, che lei riferirà e, magari, nel prossimo Consiglio, anche per essere i giusti altoparlanti sul territorio, a quanti ci domandano che succede, noi onestamente non sappiamo quanti ...

PRESIDENTE. Riferiremo … non la voglio interrompere, fra l'altro c'è una richiesta anche da parte di un collega in merito alla convocazione di un Consiglio tematico su questo argomento.

Giulio NATALI. Presidente, intanto riterrei che una discussione sullo stato dell'arte sarebbe utile, sullo stato dell'arte di ieri, dell'altro ieri, di oggi, di domani e, magari, dopodomani, poi il Consiglio aperto è una cosa sicuramente auspicabile, ma ce la possiamo giostrare in altro modo, intanto il Presidente Spacca potrebbe avere la giusta forza con il nostro contributo.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Presidente, come chiesto già nella Conferenza dei Capigruppo, propongo l'iscrizione all'ordine del giorno della mozione n. 516 e la discussione della stessa, vista l'attualità, l'opportunità e urgenza dei contenuti. Il titolo è "Prolungamento del corridoio Baltico Adriatico fino al porto di Ancona".

PRESIDENTE. Bene, se l'Aula è d'accordo come abbiamo concordato in sede di Conferenza dei Presidenti la iscriverei al punto 5 bis. L'Aula è d'accordo.
Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Presidente volevo sollecitare, se possibile, la discussione, non so se oggi, comunque l'Assessore alla sanità è presente, della mozione che praticamente tutti i Consiglieri regionali della provincia di Macerata, tutti quanti, abbiamo presentato per un monitoraggio speciale sulle emissioni del Cosmari, si chiede una procedura particolare che è quella del monitoraggio attraverso i licheni.

PRESIDENTE. Ne ho dato comunicazione prima, mi pare vero?

Francesco MASSI. Si, se è possibile, perché ripeto …

PRESIDENTE. Quindi per la prossima volta? Perché se è per la prossima volta la iscriviamo, la portiamo come prima mozione

Francesco MASSI. Se possibile si, perché … grazie.

PRESIDENTE. Va bene, allora al tavolo tecnico, la prima mozione della prossima volta è questa a cui fa riferimento il Consigliere Massi, che dovrebbe essere, se non mi sbaglio, la n. 515 a firma dei Consiglieri Massi, Marconi, Sciapichetti, Marangoni, Marinelli, Acquaroli e Comi. La iscriviamo come prima mozione.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Mi scuso con lei e con l'Aula, ma debbo chiedere, ancora una volta, il rinvio del punto 3 all'ordine del giorno: proposta di legge regionale 281, perché stanno discutendo sul nome. Il Sindaco di Ripe mi ha fatto presente che entro questa settimana dovrebbero trovare sul nome la sintesi, ma stanno discutendo, quindi, chiedo il rinvio del punto.

PRESIDENTE. Va bene, anche se in questo caso la richiesta, per la verità, la dovrebbe fare il relatore di maggioranza, però va bene, se siamo d'accordo non c'è problema. Va bene.

Interrogazione n. 982
del Consigliere Bucciarelli
“Situazione della SOD di Odontostomatologia chirurgica e speciale degli Ospedali Riuniti di Ancona”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 982 del Consigliere Bucciarelli, ma il Consigliere ha chiesto congedo per la seduta odierna, quindi, non la trattiamo.

Interrogazione n. 1194
del Consigliere Pieroni
"Nuovo volo Ancona-Mosca e le ricadute per l'economia marchigiana"
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione del Consigliere Pieroni, ma il Consigliere non c'è.

Interrogazione n. 1139
del Consigliere Perazzoli
“Accreditamento Casa di Cura privata Stella Maris”
(Rinvio)

(fuori microfono l'Assessore Mezzolani chiede il rinvio)

Interrogazione n. 1215
del Consigliere Natali
“Furto Ospedale Mazzoni”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1215 del Consigliere Natali. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Abbiamo su questo una relazione dell'Asur che con nota del 27 maggio ha rappresentato che la Direzione dell'Area Vasta ha evidenziato che il sistema di videosorveglianza presso le strutture esterne dell'Ospedale Mazzoni fu installato nei primi anni '90. Tale sistema dopo alcuni anni mise in luce alcuni malfunzionamenti e nell'anno 2002, divenuto ormai obsoleto, fu dismesso, anche in considerazione dell'intervenuta irreperibilità sul mercato degli idonei pezzi di ricambio.
Da quell'anno, pertanto, considerata la non obbligatorietà e le esigue circostanze che rendevano necessaria tale apparecchiatura l'allora Direttore è giunto alla decisione di non rendere più attivo alcun sistema di videosorveglianza, né è stata disposta dalle Amministrazioni, nel tempo succedutesi, l'acquisizione di un nuovo sistema anche in considerazione dei relativi intervenuti ingenti costi.
La Direzione Asur ha ritenuto opportuno fornire le seguenti ulteriori precisazioni relativamente alle circostanze connesse alla rapina al portavalori avvenuta presso il predetto nosocomio il 13 aprile scorso.
L'Amministrazione sanitaria ha immediatamente provveduto a formalizzare la denuncia del fatto alla Questura di Ascoli Piceno ed altresì a richiedere alla società che cura la vigilanza il nominativo della relativa compagnia di assicurazione per il risarcimento del danno subìto.
In data 15 aprile 2013 si è, quindi, provveduto a richiedere alla società affidataria della gestione degli accessi e dei parcheggi nelle aree dell'ospedale Mazzoni apposita relazione sull'operato degli addetti in servizio all'ingresso principale, relativamente all'accesso degli autoveicoli nell'arco della mattinata del giorno in cui la rapina è avvenuta.
La suddetta società con lettera protocollo Asur, del 3 maggio 2013, ha provveduto a chiarire le circostanze che hanno determinato il forzato momentaneo abbandono della porta principale da parte dell'operatore addetto che, chiamato dal collega in servizio presso la portineria dell'ingresso sito in Via Salaria, causa un malfunzionamento della serratura della relativa porta, nel recarsi presso tale seconda postazione, ha lasciato momentaneamente le sbarre dell'ingresso principale alzate per consentire l'accesso di eventuali urgenze emergenze che avrebbero potuto verificarsi.
Il malfunzionamento della porta, in parola, risulta poi essere stato successivamente, effettivamente accertato da un operatore tecnico anche su richiesta della locale squadra mobile nell'ambito delle indagini svolte.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Ho faticato ad alzarmi, perché non riuscivo a rimettermi in piedi dopo una risposta del genere, Presidente.
Noi scopriamo, questa è una sciocchezza, un furto all'interno di una struttura, come il Mazzoni di Ascoli, dove dei rapinatori, non si sa come, ma forse stanno lì tutto il giorno, tutti i giorni, e nel momento in cui la sbarra non funziona e rimane aperta, sono pronti, ZAC, arrivano e fanno la rapina.
Il problema vero, Assessore, è quello che viene fuori di fronte ad una interrogazione veramente di quisquilie, lì dentro non c'è un sistema di sicurezza che funzioni. Questo è il problema, non la rapina, la rapina è un'altra cosa.
All'ospedale Mazzoni di Ascoli dal 2002, secondo quello che dice lei e senza che nessuno lo sappia, perché non lo sapevano i medici, non lo sapeva il personale sanitario, non lo sapevano tutti quelli che entrano ed escono da quell'ospedale in tutte le ore del giorno e della notte e che forse potevano anche essere garantiti da certe situazioni, lei mi dice che dal 2002, da quando è stato rilevato il non funzionamento non è stato sostituito niente e non funziona l'impianto di videosorveglianza.
La sorveglianza, la vigilanza funziona in determinate ore del giorno e sarà interessante andare a vedere il contratto con la vigilanza, per verificare se sapeva che la videosorveglianza funzionava o no.
Questo è uno dei tanti esempi di come viene amministrata, dal punto di vista amministrativo, la struttura dell'Ospedale Mazzoni in cui negli ultimi anni, parlo degli ultimi due bilanci, c'è stato un incremento di spesa del personale amministrativo che è raddoppiato, in tempo di spending review itinerante diciamo, in cui già i tagli si facevano, ma il personale amministrativo all'interno della ex zona territoriale 13, e gli oneri di spesa raddoppiavano. Non ci sono commenti da fare Assessore.

Comunicazioni, ai sensi dell'art. 30, secondo comma, del R.I.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Presidente, Consiglieri, ho sentito che da parte di alcuni Consiglieri regionali è stato chiesto di dibattere, nella prossima seduta del Consiglio, l'argomento delle crisi economiche e industriali che attraversa la nostra regione. Siccome l'argomento è strettamente urgente, credo che sia opportuno, anche visto il tenore del dibattito che si sta svolgendo in questo momento e le interrogazioni che si stanno producendo, che questo argomento sia anticipato, quindi, anticipare la comunicazione in modo tale da poterne parlare anche alla luce di alcune interrogazioni che sono state presentate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Vicepresidente Bugaro.

Giacomo BUGARO. Ho ascoltato quello che ha chiesto il Presidente della Giunta e, in un certo qual modo, lo apprezzo, però, Presidente, ritengo che a volte la gatta frettolosa faccia i gattini ciechi, non si possono precipitare le cose. Quindici giorni fa ho chiesto, in forma scritta, a lei ed al Presidente del Consiglio la convocazione di un Consiglio regionale congiunto al Consiglio comunale di Fabriano, andando tutti quanti noi a Fabriano, audendo le rappresentanze sindacali, le rappresentanze della proprietà ed anche i parlamentari, se non altro quelli residenti nella nostra provincia, in modo da avere un quadro preciso della situazione. A quella richiesta informalmente ci fu un impegno, un'apertura, in questo senso, ancora non ho avuto risposta, quindi, precipitare a oggi, modificando il calendario, non lo ritengo una cosa che porti un beneficio ai lavori di quest'Aula ed alla comprensione di un problema che, a mio modo di vedere, deve essere trattato con grande equilibrio, senza fughe in avanti. Stiamo parlando del futuro di una parte consistente della nostra economia e del nostro territorio, dove anche le notizie vanno approfondite, perché formano il quadro generale di questa situazione, rispetto alla possibile proroga della cassa integrazione in deroga nella quale per le piccole e medie imprese che formano l'indotto di questo nostro territorio e via dicendo, devono essere ricomprese, quindi, questa accelerazione sua, di oggi, mi sembra quasi una voglia a voler chiudere, in qualche maniera, la discussione.
Ritengo che, con molto equilibrio e molto buon senso, dare questo segnale, anche di vicinanza nostra, del Consiglio regionale a Fabriano, sia un segnale importante perché la vita politica si esplicita con atti e anche con comportamenti, forma e sostanza formano un unicum, a mio modo di vedere, forse sbaglio, però ritengo che sia importante dare questo segnale di vicinanza.
Per questo ritengo, Presidente, che oggi un'accelerazione sia quanto meno inopportuna e, invece, vada costruito un percorso molto più solido, entro il quale poter affrontare, in maniera seria, una crisi assolutamente drammatica che ahimé non nasce oggi, ma che oggi è esplosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Credo che le parole del Consigliere Bugaro non siano in contraddizione con lo spirito della richiesta che ho fatto, credo che sia giusto quello che lui dice che, ad un certo punto di un percorso, che si annuncia sarà complesso, lungo, difficile, che coinvolgerà largamente la nostra comunità e non soltanto le sue istituzioni, quindi, forze sociali e categorie produttive, sia giusto anche quello che lui chiede e lo chiederemo stasera nell'incontro con i Sindaci del territorio interessato, molto largo, in realtà, della nostra regione e formuleremo questa richiesta che, da parte del Vicepresidente è stata avanzata, di un Consiglio regionale aperto, con tutti i stakeholders per affrontare il tema di una crisi aziendale e, non solo di una crisi aziendale, se mi consentite, ma della difficilissima situazione occupazionale ed economica che la nostra regione attraversa che rischia di essere focalizzata su un unico elemento quando in realtà ce ne sono molti, ma molti di più.
Io ho chiesto la parola perché ieri pomeriggio, eravamo alla vigilia dell'incontro con il Ministro Zanonato, avevamo chiesto un incontro con il Ministro, insieme all'Assessore alle attività produttive e ai dirigenti del servizio della nostra Regione, per rappresentare la complessiva difficoltà dell'economia regionale, è stato molto utile avere il supporto di un'interrogazione, che è stata diffusa a mezzo di agenzie di informazione, far sapere al Ministro che, naturalmente, si è interessato molto di più, che il Presidente della Regione poteva avere dei teorici conflitti di interesse rispetto alla richiesta di rappresentare le situazioni di difficoltà della sua regione.
Questo sinceramente è stato un aiuto ed uno stimolo, ringrazio i Consiglieri Natali, Silvetti, Acquaroli e Romagnoli che hanno prodotto questo tipo di richiesta, ma di essa mi interessa, soprattutto, prendere l'aspetto che, a questo punto, viene risolto attraverso l'informativa che chiedo di dare, ovvero di accompagnare l'azione di salvaguardia della nostra economia regionale, che la Giunta regionale nel suo complesso sta facendo, con un'informativa costante, continua, al Consiglio regionale perché non sia soltanto un luogo di controllo, come giusto che sia, un luogo dove si pongono interrogazioni al Governo regionale, come è giusto che sia, ma sia anche quello che ho chiesto in occasione della verifica politica, un luogo di elaborazione, perché qui siamo tutti alla pari e ognuno di noi viene remunerato per le sue attività, alla stessa maniera, e deve essere impegnato, alla stessa maniera, nell'esercizio delle sue funzioni. Non può semplicemente limitarsi a fare un'azione ispettiva fine a se stessa, magari, con finalità di tipo particolare, peculiare, in relazione ad una speculazione in termini di consenso politico e non esercitare, invece, una funzione che è quella di una proposizione che sia finalizzata alla costruzione di un'azione di Governo che complessivamente appartiene al Consiglio come alla Giunta.
Insisto Consigliere Bugaro, Vicepresidente, per raccontare al Consiglio regionale l'incontro con il Ministro dello sviluppo economico, rispetto non soltanto ad una vertenza, ma ad una serie di problemi che la nostra regione, in questo momento, attraversa, affinché il Consiglio regionale ne sia informato e i Consiglieri non si limitino soltanto ad esercitare, ripeto, un ruolo ispettivo, ma partecipino e condividano questo senso di sofferenza complessivo della comunità regionale, elaborino delle proposte che possono aiutare a venirne fuori in termini complessivi e non soltanto nella specificità delle relazioni industriali.

Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale
in merito alla difficile situazione occupazionale ed economica della nostra regione

Gianmario SPACCA. Venendo all'argomento che è stato sollecitato, vorrei dire che la vertenza Indesit è semplicemente una delle tante che, in questo momento, il nostro territorio, la nostra economia vive.
Vorrei che ci fosse, anche qui, un maggiore equilibrio rispetto alla sofferenza di 11.000 lavoratori, ognuno di loro è una sofferenza specifica che va ricompresa, ma qui abbiamo, in questo momento, 11.000 lavoratori che nella realtà regionale da questo mese non saranno più coperti dalla cassa integrazione. Sono tutti lavoratori che appartengono alle micro e piccole imprese della nostra regione, nei settori prevalentemente dell'artigianato, ovvero, dieci volte di più quelli che riguardano la situazione, su cui tutti quanti ci stiamo giustamente concentrando, che è quella della Indesit.
Al Ministro dello sviluppo economico abbiamo rappresentato, innanzitutto, questa richiesta che ci sia la copertura degli ammortizzatori sociali in deroga che riguardano le imprese al di sotto dei 15 dipendenti che, in questo momento, nello sviluppo dei prossimi mesi, riguarderanno nella nostra regione non più gli 11.000 che abbiamo coperto fino a qui, ma 20.000 soggetti. La cassa integrazione in deroga è stata coperta con un miliardo di euro da parte del Governo, cosiddetta prima tranche, che in realtà poi si è rivelata essere non un miliardo ma cinquecentocinquantamila euro, che ci consente soltanto la copertura degli ammortizzatori sociali in deroga e, quindi, degli 11.000 a cui prima facevo riferimento per i mesi di gennaio, febbraio e marzo, e riusciremo attraverso altre modalità a coprire il mese di aprile e maggio, ma già a giugno avremo delle difficoltà. Questa mattina abbiamo fatto un incontro con gli enti bilaterali per trovare all'interno del bilancio regionale altre risorse da accompagnare a quelle dello stesso ente bilaterale in modo tale da arrivare a un milione di euro che generi un effetto volano attraverso l'INPS per riuscire a coprire il mese di giugno, soprattutto, nel Consiglio dei Ministri di dopodomani, chiedere al Governo di farsi carico di questo problema, che è un problema dirompente che rischia di distruggere anche la nostra strategia di resistenza e minare profondamente la coesione sociale della nostra comunità, creando non dei momenti dialettici, ma dei momenti di forte conflittualità all'interno della nostra comunità che noi non saremo in grado di poter sostenere.
Ricordo che in questo momento, noi nella Regione Marche, abbiamo coperto in quattro anni 84.000 lavoratori e se abbiamo vissuto questo periodo di crisi con un equilibrio all'interno del nostro sistema di vita comunitaria è stato proprio il frutto dell'azione prodotta dagli ammortizzatori sociali; non avere più copertura degli ammortizzatori sociali significa entrare in uno scenario che nessuno di noi avrebbe mai immaginato, uno scenario, ripeto, di conflittualità sociale.
La richiesta che formuliamo e abbiamo formulato ieri al Ministro è quella di avere la copertura da parte del Governo degli ammortizzatori sociali in deroga per 2 miliardi almeno, che garantirebbero la copertura per tutto l'anno in corso, eviterebbero questo scenario apocalittico di tensioni sociali, proporremo la nostra richiesta in modo così determinante che qualora non fosse accolta noi restituiremo la delega per quanto riguarda questa materia al Governo, visto che la esercitiamo per suo conto e, quindi, chiameremo il Governo a farsene carico senza più l'intermediazione delle Regioni. Ripeto, questo è un problema di una gravità molto forte, io mi auguro che accanto all'azione della Giunta regionale ci sia anche un’azione politica dei gruppi consiliari che, facendo riferimento ai loro partiti di appartenenza, facciano pressione sui parlamentari e pressione sui partiti politici a livello nazionale, perché questo problema venga affrontato e venga risolto, non sia soltanto affrontato e magari elaborato in termini di annunci, ma sia risolto.
Questa è la prima questione che abbiamo rappresentato al Ministro.
L'altra questione, naturalmente, che abbiamo posto al Ministro, è quella che riguarda gli accordi di programma che sono stati stilati e rispetto a cui abbiamo grandissime difficoltà, in modo particolare, sull'accordo di programma che riguarda la reindustrializzazione dell'area appenninica a seguito della crisi dell'ex Ardo, abbiamo chiesto, da parte del Governo centrale, un'azione più ficcante ed efficace, perché la parte finanziaria dell'accordo di programma che viene gestito direttamente dal Ministero, attraverso Imi Italia, praticamente, non ha prodotto nessun effetto. Come sapete l'accordo di programma ha due parti, uno viene finanziato con le risorse regionali, e lì siamo in fase di esaurimento dei fondi perché sono stati presentati progetti per la reindustrializzazione, magari in territori esterni all'area maggiormente critica che soffre di più che, quindi, non è in grado neanche di reagire, sapete che di questo accordo di programma fanno parte 55 Comuni, paradossalmente i territori che sono maggiormente in salute hanno capacità di reazione più forte e, quindi, presentano dei progetti mentre realtà più colpite dalla crisi, per esempio, quelle dove l'Ardo aveva sede, non sono in grado di presentare i progetti. Di fatto, però, la reazione della nostra struttura regionale è stata capace di elaborare dei progetti fino all'utilizzo delle risorse che noi avevamo messo a disposizione, per contro la parte che faceva riferimento al Ministero, e parlo di 35 milioni di euro, non viene intaccata nel senso che non ci sono progetti presentati perché il soggetto gestore di questo accordo di programma, che era Imi Italia, non è stato in grado di accompagnare il percorso di presentazione di progetti. Abbiamo, quindi, manifestato il nostro profondo disappunto per il modo in cui Imi Italia gestisce questa parte dell'accordo di programma, chiedendo che ci sia un superamento di un atteggiamento che è fortemente burocratico e defocalizzato, al punto di essere perfino ostativo in alcuni casi testimoniati dall'Assessore allo sviluppo economico.
La terza questione, sempre su questo punto, è che abbiamo rilanciato sull'accordo di programma che riguarda la Val Vibrata e la Valle del Tronto perché quest'area sia allineata con le altre aree di crisi della nostra regione e su questi argomenti abbiamo registrato la disponibilità e l'attenzione del Ministro. Naturalmente siamo, poi, entrati nelle vertenze aziendali e, innanzitutto, siamo partiti dalla situazione della Indesit.
Vi dico che non ho nessun disagio ad affrontare questa vertenza, nel senso che io sono stato il Direttore, Coordinatore della Fondazione Merloni negli anni tra il 1980 e il 1990, la Fondazione Merloni aveva una finalità semplicemente di analisi economica e di diffusione della cultura industriale, non agiva in relazione diretta con l'impresa e, comunque, se io ho avuto anche delle occasioni di confronto in termini di strategia produttiva, partecipando ed elaborando anche progetti che riguardavano la parte industriale dell'azienda, l'ho fatto per la parte che si riferisce all'Ariston Termo e non per la parte che si riferisce ad Indesit. Anche le mie relazioni più personali sono state rivolte ad un'altra parte del gruppo. Devo dire anche, come voi mi ricordate, il mio tempo in Consiglio regionale è piuttosto lungo, è tempo che finisca, sono 23 anni che sono in Consiglio regionale, è chiaro che le mie relazioni con le strutture fisiche di queste aziende si sono perdute, tant'è che io non conosco neanche i manager che, in questo momento, sono alla guida del gruppo di cui oggi parliamo, cioè del gruppo Indesit. Vi dico anche qualche cosa di più, il tempo passa e il cambiamento è molto veloce per cui cambiano anche gli stili di governance, in questo momento, come voi sapete, l'Indesit è una società, una compagnia quotata in borsa, quindi, c'è una governance molto ampia che fa riferimento sia alla famiglia Merloni, ma anche a tanti azionisti che operano sul mercato e la governance non viene espressa dal mercato ma dalle persone che vengono nominate dagli azionisti che definiscono un piano strategico, che può corrispondere, non necessariamente, all'indicazione, come avveniva un tempo, alla volontà di un singolo imprenditore che è il proprietario dell'azienda.
In questo momento, credo, ma è una mia personale opinione che l'azienda sia nelle mani di una tecno struttura, più che di un sistema tipico della nostra regione, dove gran parte delle imprese sono imprese familiari, la tecno struttura, ovvero un sistema di management governato in rapporto con il mercato finanziario fa si che le valutazioni siano molto orientate proprio alla borsa, proprio al mercato finanziario e, quindi, vengano definite delle strategie che sono orientate, non a lungo tempo, dove puoi anche sostenere aumenti di difficoltà, processi di ammortamento limitati o addirittura di rinvii di investimenti perché l'azienda è parte di una strategia familiare, avendo a riferimento il mercato finanziario e la necessità di corrispondere a dei valori. E' chiaro che le strategie possono modificarsi, essere più orientate al breve medio termine, non solo sul discorso della borsa, ma anche sulla valutazione della tecno struttura che, chiaramente, fa delle valutazioni in base a quelli che sono i propri interessi.
Proprio alla luce di tutto questo, nell'incontro con il Ministro Zanonato ieri abbiamo rappresentato questa che è la linea ufficiale che desidererei confrontare con voi della nostra Regione, che è stata condivisa con tutte le altre istituzioni e che è simmetrica, perfettamente simmetrica, alla rappresentazione che di questo problema fa il sindacato, ovvero le organizzazioni sindacali. Noi non possiamo accettare quella natura, vogliamo che il piano sia cambiato, perché il piano risponde proprio ad una logica prevalentemente di carattere finanziario e non di strategie industriali. Abbiamo chiesto che sia maggiormente focalizzato sulla strategia di settore e, quindi, impegniamo il Governo a definire una strategia di settore, e per settore si intende il settore degli apparecchi domestici e professionali che in Italia significa 130.000 persone, un settore che genera 15 miliardi di fatturato al nostro paese, un settore che dà il 60% delle esportazioni italiane nel mondo, un settore che partecipa alla bilancia commerciale, allo scambio commerciale tra Italia e resto del mondo, per 2,5 miliardi, quindi, è un settore propulsivo dell'economia nazionale, sia in termini di occupazione, sia in termini di reddito. A fronte di questo abbiamo chiesto al Ministro non soltanto di fare una valutazione sul piano industriale di Indesit che, ripeto, noi chiediamo sia modificato, ma di far anche un’azione che guardi, in termini di politica industriale a questo settore degli apparecchi domestici e professionali, in modo tale, che quella posizione rilevante che il nostro paese ha conquistato nel corso di decenni, fino al punto che le multinazionali si rivolgono all'Italia per trovare quegli elementi di conoscenza e di innovazione, proprio perché il nostro paese ha una posizione dominante su questo settore, non sia disperso.
Ci siamo anche resi disponibili a creare una piattaforma di ricerca e di innovazione che, in qualche modo, sostenga questo settore attraverso anche l'apporto delle Regioni maggiormente interessate che sono la Campania, le Marche e il Friuli. Naturalmente è un cambiamento un po' di linea, perché, come sapete, le grandi imprese non appartengono alle nostre competenze, quindi, teoricamente la risposta deve essere data dal Governo nazionale a questa crisi, noi possiamo fare poco o niente, possiamo soltanto fare un'azione di stimolo, un'azione di responsabilità, perché il Governo nazionale apra, e questa è stata la seconda richiesta che gli abbiamo fatto, il tavolo nazionale dove si possono confrontare le imprese con i sindacati, dove si possa sviluppare anche un approfondimento sulle politiche di settore, dove si possa iniziare un dialogo e un confronto, e su questo il Ministro si è reso disponibile al punto che tra qualche ora, credo, convocherà il tavolo proprio impresa-sindacati per fare questo tipo di confronto e per fare questo tipo di valutazione.
Dicevo noi non abbiamo altra competenza che quella di realizzare una moral suasion nei confronti del Governo nazionale, perché sentiamo il peso di questa crisi che tocca il nostro territorio e i nostri lavoratori, ma non ne abbiamo la competenza tant'è che qui rispondo ad un'altra delle tante critiche che emergono: "ma quanto abbiamo dato a questa impresa marchigiana, a questa grande impresa marchigiana?" Gli abbiamo dato, secondo le valutazioni che abbiamo fatto, 227.000 euro nel corso di un lungo periodo di tempo, capite che qualcuno potrebbe ridere, se noi pubblicassimo questo dato, perché in effetti si comprenderebbe molto poco, anche alla luce di un confronto più allargato. In termini europei, in Polonia, questa azienda ha il supporto del suo tessuto locale ed è possibile che gli enti locali, le istituzioni locali possano intervenire per sostenere la competitività di una grande impresa, in Italia questo non è possibile, in Polonia è possibile una connessione tra l'aeroporto di ... e l'impresa, da parte nostra questa cosa non è possibile, è classificato come aiuto di Stato, e così via tante altre cose. Però di fatto in una logica di carattere competitivo che riguarda il settore, ripeto, non solo degli elettrodomestici, ma riguarda tutti gli apparecchi domestici e professionali e ancora una volta lo ribadisco dà 130.000 posti di lavoro nel nostro paese, è possibile fare una strategia di infrastruttura dei servizi, in questo caso, rivolta alla ricerca ed allo sviluppo per sostenere la possibilità di mantenere il dominio o per lo meno l'egemonia su questo settore e contemporaneamente rispettare anche le normative di carattere europeo e non contravvenire alla legge. Tra l'altro abbiamo ottenuto questa posizione, di creare una piattaforma di ricerca di settore, proprio per convincere l'azienda a cambiare il suo piano industriale.
Questo è quello che abbiamo rappresentato al Ministro sulla vertenza Indesit, naturalmente, siamo scesi e visto che ci sono, faccio informativa anche sul resto, abbiamo parlato anche molto di Terna, chiedendo al Ministro che intervenga perché chiarisca se da parte di Terna c'è davvero la volontà di realizzare gli investimenti, di creare una infrastruttura energetica oppure no, perché è inutile agitare il territorio e le istituzioni locali, rispetto ad una infrastruttura che oggi non si capisce se sarà o meno realizzata, se non si capisce se ci sono o meno gli investimenti per farla. Dopo di che se effettivamente c'è la volontà di realizzarla, allora ci possiamo mettere a tavolino per parlare di cosa questo significa e di come possa essere in qualche modo confrontata con i bisogni e con le caratteristiche del nostro territorio.
Io non credo che noi dobbiamo avere una preclusione pregiudiziale rispetto a questo argomento, ho detto al Ministro che non c'è una pregiudiziale chiusura, si può discutere sulla modalità se l'investimento si farà se no è inutile parlarne.
Io credo che questo sia l'atteggiamento su cui il buon senso del Consiglio regionale possa farsi valere e, quindi, condividere questa impostazione, perché da una parte noi non dimentichiamo che siamo la regione più manifatturiera d'Italia e, quindi, non possiamo continuare a far pagare alle nostre imprese il 30% in più del costo dell'energia, se vogliamo, poi, che queste imprese garantiscano l'occupazione e il reddito alle nostre famiglie. Nello stesso tempo, c'è un altro problema, che non è giusto che le regioni d'Italia che sono in sottosviluppo a causa dell'intoppo che noi creiamo con l'elettrodotto ad alta tensione, paghino l'energia il doppio di quello che si paga nelle Marche che già paga il 30% in più di quello che si paga in Lombardia, quindi, credo che ci sia anche un problema morale nei confronti del meridione del paese e del suo percorso di crescita e di sviluppo.
Abbiamo detto, quindi, che noi non siamo pregiudizialmente contrari, ma che siamo disponibili qualora ci sia la reale volontà di realizzare l'infrastruttura, cosa che oggi non esiste. Per affrontare il tema occorre che ci sia la reale volontà e l'investimento programmato finanziariamente per farlo, se no il discorso non si apre, ripeto, è inutile andare in giro per il territorio a parlare di qualcosa che non esiste, è inutile che si creino comitati o che si agitino i Sindaci rispetto a qualche cosa che non esiste.
Abbiamo parlato anche delle altre situazioni di crisi che vanno dalla Merloni, alla Socci, un po' di tutte le altre situazioni, purtroppo, il paese è quello che è, il Ministro si è impegnato ad affrontare il problema con una strategia di politica industriale, sapete che la via che in questo momento prevale è quella di un ipotetica forma di alleggerimento della pressione fiscale e della ristrutturazione, quindi, della riduzione del cuneo fiscale, non si sa dove prendere le risorse, però, di fatto quello è l'orientamento che si è assunto.
Siamo in un momento davvero difficile, straordinariamente difficile, la vicenda degli ammortizzatori sociali lo evidenzia, non sottovalutatela, è davvero drammatica se non si troverà una soluzione, non ci sarà un Indesit, ci saranno 30 Indesit in giro per il territorio della nostra regione.
Credo che queste valutazioni debbano invitarci a un comportamento di massima responsabilità e di forte condivisione istituzionale, facendo cadere anche qualche riserva mentale rispetto ai profili che ciascuno di noi ha, per cercare invece di far prevalere soluzioni che siano utili per tenere in equilibrio, non solo e non più soltanto la coesione sociale del nostro territorio, ma per cercare soluzioni che vadano verso la reindustrializzazione, il rilancio industriale, il rilancio della crescita, il rilancio dello sviluppo e naturalmente, in coerenza con quello che ho detto oggi, ogni Consiglio regionale vi informeremo sull'avanzamento delle trattative.

PRESIDENTE. Grazie Presidente. Direi di continuare con ...

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. E’ stata una comunicazione, su una comunicazione si può aprire un brevissimo dibattito con pochi interventi oppure si può decidere di aprire un dibattito in una seduta appositamente convocata, c'è anche una richiesta formalizzata da parte del Consigliere Bugaro se, nella giornata odierna riusciamo a concordare anche con il Presidente della Giunta una data vicina, ritengo che si possa soprassedere altrimenti ditemi voi.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Martedì 2 è convocato ...,

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Scusate, andiamo in diretta, pensavo di farlo il 2 o il 3 però, non c'è il Presidente, quindi possiamo farlo venerdì 5 oppure, in sostituzione del Consiglio che è previsto, martedì 9.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Lunedì quale? No, lunedì non posso io e ci tengo a questa cosa, quindi, non è possibile. Ripeto venerdì 5 è una data in cui mi pare non sia impegnato il Presidente, oppure conserviamo la data del 9 che è la data canonica del calendario del Consiglio e si fa Consiglio.
Fra il 5 ed il 9 non cambia niente, il 5 è venerdì, c'è il sabato e la domenica di mezzo, quindi, potrebbe andare bene anche il 9, chiedo però al Presidente se lo facciamo qui o accogliamo la richiesta fatta dal ..., debbo organizzare questo Consiglio, quindi, ho bisogno di specifiche, nel senso se lo facciamo in un'altra sede, devo concordare la sede, c'era una …

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. In questo momento sono un notaio, ho una richiesta formalizzata del Consigliere Bugaro alla quale devo dare una risposta.
Ha la parola il Vicepresidente Bugaro.

Giacomo BUGARO. Chiedo, Presidente, di avere come, giustamente, lei dice una risposta rispetto ad una richiesta che prevede che sia convocato, ripeto quello che ho detto prima, anche per dare un elemento vicinanza della nostra istituzione al territorio, un Consiglio a Fabriano, in consiglio comunale a Fabriano nel quale noi possiamo audire le parti sociali, desidererei audire anche il management della Indesit perché oggi il grosso della crisi economica ed occupazionale si sviluppa attorno a quell'azienda, quindi, noi possiamo parlare della crisi economica in generale, facciamolo, ma oggi c'è una contingenza che è quella, chiedo questa cosa non per fare demagogia, per fare speculazione politica, che è distante anni luce dalla mia intenzione, ma semplicemente per marcare la vicinanza della nostra istituzione a un'area specifica del nostro territorio che, non da oggi, è colpita da una grave crisi, perché l'attuale segue a quelle precedenti che sono fortemente dirompenti sul piano occupazionale ed economico e che vanno a mutare la geografia, potrebbero mutare la geografia della nostra economia. Penso che oggi dobbiamo affrontare l'emergenza, poi sui grandi disegni, sulle grandi strategie, come il Presidente Spacca giustamente ci ha richiamato, ognuno ha le sue idee e via dicendo, anche se non mi sembra, a partire da me, che siamo tutti grandi economisti, cerchiamo, quindi, di essere, come dire, umili rispetto alla nostra portata, senza volerla limitare, però oggi il tema all'ordine del giorno è la crisi dell'Indesit e penso che il Consiglio regionale debba andare a Fabriano ad affrontare il problema della crisi, non la crisi economica nella sua generalità.

PRESIDENTE. Fatemi fare un tentativo, capisco da cosa è ispirata la richiesta del Consigliere Bugaro, però, faccio una riflessione ad alta voce, non ho avuto nemmeno modo di scambiarla con il Consigliere Bugaro, la vertenza Indesit certamente in questo momento è, forse, la più importante per il numero di dipendenti minacciati da provvedimenti di espulsione dal lavoro, però, ci sono molte vertenze in questa nostra regione, ci sono molte situazioni, lo rappresentava bene il Presidente, peraltro sullo sfondo c'è il pericolo della fine delle disponibilità finanziarie per il pagamento della cassa integrazione in deroga, il problema che mi pongo è che se il Consiglio regionale si sposta da qui e va a Fabriano, probabilmente, rischia di usare metodi diversi per situazioni uguali, perché come dire aziende anche importanti e comunque numerose che producono un ammontare di personale in difficoltà ce ne sono davvero tante, quindi, probabilmente lo spostarsi dell'intero Consiglio regionale in una città, pur considerando che il tema Indesit è un tema importante, da un punto di vista numerico, a mio avviso, potrebbe essere letto anche in modo non adeguato dalla diffusione di questa crisi che c'è in tutti i territori.
A mio avviso è preferibile che si mantenga questa sede, che naturalmente si affronti il tema in modo generale, in modo particolare, come peraltro abbiamo fatto in questa sede per altre vertenze, penso alla Fincantieri o ad altro, e quindi si può rimanere qua, certo poi il territorio e le istituzioni locali hanno funzione diversa dalla nostra, nel senso che se il Sindaco o i Sindaci di un territorio ritengono di chiamare o di convocare un Consiglio comunale aperto o Consigli comunali aperti in cui invitano i Consiglieri regionali o il Presidente o l'Assessore competente o la Giunta credo che il senso di responsabilità di tutti noi ci farebbe propendere per andare in questi Consigli comunali aperti.
Noi manteniamo, però, la nostra funzione centrale rispetto ad una crisi che è vasta in questa nostra regione, questa è la sede istituzionale in cui noi la dibattiamo, se poi i territori attraverso le loro istituzioni esponenziali che sono i Consigli comunali, le Province, eccetera, richiedono la nostra presenza io direi che è normale aderire.
Questa è una proposta che mi sento di fare altrimenti rischiamo una lettura che non è corretta rispetto al nostro ruolo, pur comprendendo e condividendo la richiesta del Consigliere Bugaro che parte da una specificità di una crisi che riguarda un numero davvero grande di dipendenti.
Questa è la mia proposta, quindi, potrebbe essere per martedì 9, se ci sono altri input nel senso che lo dobbiamo aprire a sindacati, eccetera lo concorderemo o mi farete sapere, oppure apriamo un dibattito in un Consiglio comunale tematico dedicato alla crisi aziendale ed occupazionale della nostra regione.
E' questo? Ho capito bene? Possiamo chiudere su questo? Chiedo anche al Presidente Spacca, va bene? (…) Va bene, si fa Consiglio regionale qui il 9 alle 10, poi magari ci mettiamo d'accordo sugli inviti.

Interrogazione n. 1267
del Consigliere Marinelli
“Blocco cantieri A14”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1267 del Consigliere Marinelli. Ha la parola per la risposta l'Assessore Giorgi.

Paola GIORGI. Grazie Presidente. In relazione all'interrogazione a risposta orale, del Consigliere Marinelli volevo dire che, sia da parte del Presidente in prima persona che degli Assessori competenti, c'è una continua e costante attenzione e una interlocuzione con tutti i protagonisti di questa vicenda. Voglio fare un po' il panorama della situazione e dare risposta alle sue specifiche richieste.
Il progetto di potenziamento dell'A14 tra Rimini Nord e Porto S. Elpidio prevede l'ampliamento da 2 a 3 corsie, più la corsia di emergenza per uno sviluppo complessivo di 154,7 km e prevede interventi su cinque gallerie naturali per complessivi 2,4 km, di nuove gallerie in variante e l'adeguamento di altri 3,3 km. Sono previsti, inoltre, quattro gallerie artificiali, cinque nuovi svincoli (Marina di Montemarciano, Porto Sant'Elpidio, Pesaro Sud, Fano Nord e Ancona Ovest), lo spostamento dello svincolo di Senigallia, 96 km di barriere anti rumori, la realizzazione di circa 5 milioni di mq. di nuova pavimentazione drenante-fonoassorbente, interventi di riforestazione per circa 400 ettari, finalizzati all'assorbimento della C02, in merito era stata anche votata una mozione in Aula, durante i lavori vengono comunque garantite agli utenti autostradali le due corsie per senso di marcia.
I lavori sono in corso di realizzazione e in parte sono stati già ultimati. Sono già aperti al traffico gli svincoli di Senigallia (è stato aperto nell'aprile del 2011), Porto Sant'Elpidio (luglio 2011) e Marina di Montemarciano (luglio 2012). A luglio 2012 sono stati aperti a tre corsie i rimanenti 3 km del tratto di 40 km da Ancona Sud a Porto Sant'Elpidio. Il tratto di 21 km da Fano a Senigallia e quello di 10,4 km da Cattolica a Pesaro sono stati aperti al traffico dal dicembre 2011. A oggi, quindi, risultano ultimati 100,7 km di nuove terze corsie corrispondenti ad uno stato di avanzamento complessivo dell'opera del 65%. Dallo scorso maggio i lavori per la realizzazione del quarto lotto della terza corsia dell'A14, nel tratto Ancona nord-Senigallia (18,9 Km), risultano sospesi a causa della richiesta di rescissone del contratto stipulato da Autostrade per l'Italia con il Consorzio Samac, risoluzione richiesta dalla ditta Samac, che si era aggiudicata i lavori per l'ampliamento di tale tratto autostradale.
L'interruzione dei lavori naturalmente e la richiesta di risoluzione stanno producendo un preoccupante ritardo nel completamento di questa importantissima opera, portano gravi ricadute sul territorio rispetto ai lavoratori, ma anche sulle imprese che direttamente o indirettamente, parlo delle ditte su appaltatici e dei fornitori, sono coinvolti nei lavori dell'opera.
Tutto ciò premesso: lo scorso 21 giugno il Presidente della Regione Marche ha incontrato a Roma l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia per discutere delle problematiche relative all'interruzione dei lavori nel tratto Senigallia-Ancona Nord. Nel corso dell'incontro è stata condivisa la necessità che il cantiere riprenda al più presto. Una via possibile può essere quella che Autostrade per l'Italia riprenda quanto prima la disponibilità delle aree del cantiere e che proceda all'appalto del completamento del lotto nei tempi più rapidi possibili. Sono previsti, quindi, anche dei tempi più rapidi rispetto ad un appalto che potrebbe impiegare anche diversi mesi di tempo. Autostrade per l'Italia sta cercando di lavorare ad una soluzione più breve, che individui, nell'ambito di questo futuro affidamento, forme che consentano il riassorbimento delle singole maestranze e delle imprese che, come dicevo prima, sono coinvolte nell'opera
II termine di conclusione delle opere nel tratto Senigallia-Ancona Nord da crono programma era previsto entro il 2013 quindi ci sono altri sei mesi. Noi speriamo che nonostante questa problematica si riesca, in qualche maniera, a completare in tempi comunque accettabili e brevi.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta molto esaustiva ed anche per la rapidità, perché ci sono delle interrogazioni che aspettano anni invece qui, in 10 giorni, presentata in maniera urgente, la risposta è stata rapida, quindi, bisogna dare atto della velocità e anche della precisione della risposta.
A me non interessava un po' tutto il discorso dei grandi lavori che ci sono, mi preoccupavo, avendo più volte utilizzato l'autostrada fra Ancona e Senigallia, le deviazioni, le difficoltà, la viabilità difficile.
Il problema è nel fatto che accanto alla sospensione dei lavori, dal mese di maggio c'è questo contenzioso, i contenziosi chiaramente hanno bisogno di tempo e non portano niente di buono.
C'è una rassegna stampa gravosa con i vari interventi sulla necessità, da parte dell'amministrazione regionale, da parte dei sindacati, di trovare una soluzione, la soluzione necessaria. Viviamo un periodo difficile, viviamo un periodo, l'estate, in cui chiaramente quella autostrada è molto trafficata e porta soprattutto alle spiagge che hanno la bandiera blu, quindi, occorre agevolare e non creare difficoltà.
Mi preoccupano anche i 120 operai e tutto l'indotto che chiaramente risente dal punto di vista economico, quindi, mi auguro che la presenza attiva dell'Assessore insieme al Presidente Spacca porti ad una risoluzione quanto prima, perché i termini ci sono, 2013, e le Marche non possono pagare sempre un tributo pesante a una situazione del genere, quindi, buon lavoro e mi auguro quanto prima di aver una risposta positiva.

PRESIDENTE. Prima di andare avanti dobbiamo fermarci un attimo per problemi tecnici, per la sistemazione dell’impianto audio.

La seduta è sospesa alle ore 11,30.

La seduta riprende alle ore 11,40

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

Interrogazione n. 927
del Consigliere Marangoni
“Stato di salute del fiume Metauro. Alto tasso di nitriti ed ammoniaca a valle del depuratore di Urbania. Mancato rispetto del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e degli obiettivi del Piano di tutela delle acque della Regione Marche. Assenza di adeguati monitoraggi da parte degli enti competenti ai sensi della sezione B/5 delle Misure di piano di cui alla deliberazione amministrativa dell’Assemblea legislativa regionale n. 145 del 26/1/2010 ”

Interrogazione n. 1015
del Consigliere D'Anna
“Situazione fiume Metauro”

Interrogazione n. 610
del Consigliere Latini
“Interventi di pulitura alveo fiume Metauro”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni n. 927 del Consigliere Marangoni, n. 1015 del Consigliere D'Anna e n. 610 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola per la risposta l'Assessore Malaspina.

Maura MALASPINA. In merito alle interrogazioni a risposta orale, la n. 927 del Consigliere Marangoni e la n. 1015 del Consigliere D'Anna. Per quanto riguarda il punto 1 dell'interrogazione del Consigliere Marangoni e il primo considerato del Consigliere D'Anna, cioè i dati dei campionamenti ed i relativi risultati, in possesso dell'Arpam per tutto il bacino idrografico del Fiume Metauro nelle ultime 10 annualità: l'ARPAM da decenni monitora i corpi idrici della Regione Marche, in attuazione delle norme europee e nazionali sono stati istituiti programmi di monitoraggio approvati dalla Regione Marche con deliberazione di Giunta regionale n. 3138/2001 e deliberazione di Giunta regionale n. 9/2010 e con decreti dirigenziali attuativi.
Con la deliberazione di Giunta regionale n. 9/2010 è stata attuata la direttiva quadro sulle acque, la Water Frame Directive (WFD - direttiva quadro sulle acque).
Il monitoraggio, dal 2002 al 2010, prevedeva la classificazione dei corpi idrici significativi attraverso gli indicatori Livello Inquinamento Macrodescrittori (LIM) e Indice Biotico Esteso (IBE), che determinavano l'indicatore Stato Ecologico Corsi d'Acqua (SECA), quest'ultimo, integrato con l'indicatore stato chimico, determinava l'indicatore Stato Ambientale dei Corsi d'Acqua (SACA); questi ultimi due indicatori rappresentano la qualità dei corpi idrici esprimendola in cinque classi: elevata, buona, sufficiente, scarsa e pessima. Durante il periodo 2004-2009, il Fiume Metauro ed i suoi affluenti, che costituiscono il bacino idrografico più grande della Regione, sono stati monitorati su 8 siti di campionamento, almeno una volta al mese, per un numero complessivo di 576 campionamenti per ognuno dei parametri necessari alla determinazione degli indicatori.
Nella tabella sono riportati i valori della classe assunta dal Metauro nei vari siti di monitoraggio per il periodo 2002-2009.
Nel sito 4/ME è stata mantenuta la classe buono;
nel sito 8/ME la classe ottenuta è quella sufficiente.
Nel Piano di gestione del Distretto idrografico dell’Appennino settentrionale l’obiettivo buono deve essere raggiunto entro il 2021.
I siti di monitoraggio dei tratti del Fiume Metauro oggetto delle interrogazioni sulle condizioni ambientali sono quelli individuati dai codici 4/ME, a Monte di S. Angelo in Vado, e 8/ME, zona Canavaccio a valle di Fermignano.
Ora leggo la tabella:
4/ME buono dal 2002 al 2009;
8/ME sufficiente dal 2002 al 2009;
11/ME buono;
14/ME buono dal 2002 al 2003, sufficiente nel 2004 e buono negli altri anni;
15/ME buono fino 2006, sufficiente nel 2007 e buono negli altri anni;
17/ME sufficiente fino 2005, buono nel 2006, sufficiente nel 2007, buono nel 2008, sufficiente nel 2009;
20/ME sufficiente per tutti gli anni;
21/ME sufficiente nel 2002, scadente nel 2003, sufficiente dal 2004 al 2006, scadente dal 2007 al 2009.
La classe peggiore si ha nel sito 21/ME cioè alla foce del Fiume Metauro, con l'indicatore Livello Inquinamento Macrodescrittori (LIM) che presenta un valore 2, mentre quello biologico, I'Indice Biotico Esteso (IBE), presenta valore 4 e ne determina la classe scadente.
Dal 2010, per il periodo sessennale 2010/2015, il monitoraggio, adeguato alla norma europea, prevede un numero di indicatori biologici maggiore; la nuova metodologia prevede il monitoraggio di quattro indicatori biologici, i macroinvertebrati, le diatomee, le macrofite e la fauna ittica, e dell'indicatore Livello Inquinamento Macrodescrittori ecologico (LIMeco), i quali determinano l'indicatore complessivo SE (stato ecologico); l'integrazione tra il valore degli indicatori Stato Ecologico e Stato Chimico determinano il valore dell'obiettivo di qualità. Anche per questi indicatori la qualità viene rappresentata con le stesse cinque classi, cioè da elevato a pessimo.
Durante il periodo 2010-2012, il Fiume Metauro è stato monitorato su 12 siti di campionamento, almeno una volta al mese, per un numero complessivo di 320 campionamenti per ognuno dei parametri necessari alla determinazione degli indicatori.
Per gli anni 2010-2012 la classificazione del Fiume Metauro è in fase di elaborazione in quanto è necessario anche un confronto tra i dati e i corpi idrici di tutto il Distretto Idrografico dell'Appennino Settentrionale.
Tuttavia una prima valutazione sembrerebbe confermare lo stato di qualità descritto nei precedenti anni: il tratto di Metauro proveniente dalla confluenza con il Torrente Sant’Antonio, che attraversa Sant'Angelo in Vado, fino alle porte di Urbania è nello stato di "buono", mentre il successivo tratto fino alla confluenza con il Candigliano in località Ponte Trajano, e che attraversa Urbania e Fermignano, è nello stato "sufficiente". Questi due tratti sono rispettivamente monitorati dai siti codificati R110054ME e R110058ME, rappresentati nella cartina del bacino idrografico del Metauro.
Tutti i dati di monitoraggio dal 2004 al 2012 sono disponibili presso l'ufficio regionale competente in tabelle e grafici.
Per quanto riguarda i punti 2, 3, 4 e 5 dell'interrogazione del Consigliere Marangoni e il secondo e il terzo considerato del Consigliere D'Anna:
perché a tutt'oggi il depuratore di Urbania non funziona creando in tal modo l'elevato tasso di inquinamento ambientale;
come si intende agire nell'immediato per ripristinare il funzionamento del depuratore stesso e per riportare la vita nell'ecosistema fluviale oggi altamente compromesso;
come si intende risarcire gli abitanti dell'area servita dal "depuratore che non depura" e con quali modalità di rimborso nelle bollette relative, alla voce "depurazione delle acque";
come si intende far rispettare i parametri imposti dal decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, e se sono ormai raggiungibili gli obiettivi imposti dal decreto stesso e dalle sue successive modifiche ed integrazioni.
I controlli effettuati sullo scarico dei quattro depuratori di Urbania negli ultimi 5 anni (2008-2012), da parte di Arpam, sono risultati conformi ai valori limite previsti dalla normativa. Nella zona del Metauro segnalata insistono n. 10 depuratori di acque reflue urbane di cui:
n. 4 di potenzialità compresa fra 2.000 e 10.000 abitanti equivalenti:
Depuratore di acque reflue urbane di Sant'Angelo in Vado (3500 a.e.);
Depuratore di acque reflue urbane di Urbania località Isola (5000 a.e.);
Depuratore di acque reflue urbane di Urbania località Cà Rombaldoni (3500 a.e.);
Depuratore di acque reflue urbane di Fermignano (7000 a.e.);
n. 6 di potenzialità inferiore ai 2000 abitanti equivalenti:
Depuratore di acque reflue urbane di Borgo Pace capoluogo;
Depuratore di acque reflue urbane di Borgo Pace Lamoli;
Depuratore di acque reflue urbane di Mercatello sul Metauro;
Depuratore di acque reflue urbane di Peglio;
Depuratore di acque reflue urbane di Urbania Santa Maria del Piano;
Depuratore di acque reflue urbane di Urbania Muraglione.
I quattro impianti con capacità superiore ai 2.000 abitanti equivalenti, secondo le norme nazionali vigenti e le Norme Tecniche del Piano di Tutela delle Acque, sono controllati dall'Arpam quattro volte l'anno; qualora sia riscontrata una non conformità, la frequenza di campionamento passa a dodici controlli annui. I piccoli sono controllati dall'Arpam una volta l'anno. Arpam riferisce che tutti i controlli hanno avuto esito conforme.
Inoltre il Gestore del Servizio Idrico integrato, Marche Multiservizi spa, effettua gli autocontrolli; con nota del 27 novembre 2012 n. 18445 al Sindaco di Urbania ha presentato tutti i dati degli autocontrolli effettuati, in ingresso ed uscita agli impianti, riferendo che gli stessi funzionano correttamente.
Arpam riferisce che le analisi effettuate dal gruppo "Progetto Acqua" hanno riguardato prelievi istantanei, mentre secondo la normativa le analisi debbono riguardare campioni medi sulle 24 ore e sulle 3 ore: pertanto è possibile che da un campione istantaneo risultino valori alti, che però si possono stemperare nel campione medio pluriorario.
Ne consegue che non risulta che il funzionamento dei depuratori debba essere ripristinato, né che essi non rispettino le prescrizioni normative, né pertanto che gli utenti debbano essere risarciti, come tra l'altro riferito dall'Ente gestore dl Servizio Idrico Integrato Marche Multiservizi con nota al Sindaco di Urbania n. 18445 del 27 novembre 2012, acquisita dallo stesso Ente Gestore.
Tuttavia si può ipotizzare che, nonostante il corretto funzionamento degli impianti di depurazione, gli scarichi, ancorché conformi, non siano "sostenibili" dal corpo idrico recettore in alcuni periodi dell'anno di scarsa portata idrologica.
Tale situazione richiederebbe che in questi periodi, per altro relativamente brevi e fortemente condizionati dalle condizioni climatiche, i depuratori fornissero più elevate prestazioni di abbattimento dei carichi inquinanti, raggiungibili solo con altre e migliori tecnologie depurative: pertanto gli attuali impianti dovrebbero essere dismessi o sostituiti.
Questa prospettiva richiede investimenti notevoli attualmente insostenibili, in tempi medio-brevi, con le entrate tariffarie, in quanto le risorse disponibili sono utilizzate per la necessaria manutenzione delle esistenti infrastrutture acquedottistiche, fognarie e depurative, nonché per le nuove realizzazioni a servizio di alcuni grandi agglomerati della Provincia attualmente sottoposti a procedura comunitaria di infrazione per l'inadeguatezza della depurazione (Pesaro, Urbino).
Per quanto riguarda i punti 6 e 7 dell'interrogazione del Consigliere Marangoni:
6) se dal depuratore di Urbania esce una quantità di ammoniaca pari a 25 mg/litro con una portata del flusso di acqua reflua del depuratore stesso di circa 20 litri al secondo: che valore dovrebbe avere la portata del Fiume Metauro per tollerare questo scarico?
7) quanto tempo potranno sopportare senza conseguenze - considerato che i pesci sono già scomparsi da alcuni anni - gli uomini che vivono intorno al Metauro e, nello specifico, attorno al centro di Urbania con questi dati di inquinamento e questi scarichi?
La legge consente che lo scarico di depuratori di acque reflue urbane contenenti anche reflui industriali contenga Azoto ammoniacale sotto forma di catione Ammonio NH4+, che è una sostanza di bassa tossicità, con il valore limite di emissione di 15 mg/I, e non nella forma indissociata Ammoniaca NH3, che è una sostanza tossica.
Del resto è poco verosimile che, nelle ordinarie condizioni di acidità degli scarichi, l'Azoto ammoniacale sia presente più che in tracce nella forma indissociata di Ammoniaca.
E' importante conoscere la portata dello scarico del depuratore e le concentrazioni per ogni sostanza inquinante, nonché la portata e le caratteristiche chimiche dell'acqua del fiume recettore immediatamente a monte del punto dello scarico, per valutare la compatibilità del medesimo con gli obbiettivi di qualità del corpo idrico.
Uno scarico con le caratteristiche indicate al punto 6, con la concentrazione di Ammonio di 25 mg/I con una portata di 20 I/s, immette 500 mg/s, che è il valore del flusso di massa, e che equivale a 1,8 Kg/h di azoto.
Considerando gli obiettivi di qualità della vita dei pesci e prendendo il valore guida (cioè ottimale) per la specie salmonicola pari a 0,04 mg/I, quello per la specie ciprinicola pari a 0,2 mg/I, quello per la qualità ambientale buona pari a 0,06 mg/I, quello per la qualità ambientale sufficiente pari a 0,12 mg/I, possiamo calcolare determinare le portate fluviali minime necessarie, nell'ipotesi che l'acqua di monte non contenga Ammonio.
Ho qui una tabella, che poi vi metterò a disposizione, dove sono riportate le portate minime necessarie per le varie qualità richieste.
La tabella è stata calcolata per la concentrazione di 25 mg/L ipotizzata dall'interrogante, ma, poiché il limite di normativa è di 15 mg/L, le portate minime necessarie sarebbero il 60% di quelle in tabella.
E' evidente che, in condizioni di scarsissima portata, e con lo scarico prossimo al limite di concentrazione, in quel tratto il fiume non consente la vita dei pesci.
Le classificazioni a valle di Fermignano, per le quali il raggiungimento dell'obiettivo è posto al 2021, talora soffrono in occasione di portate idriche molto scarse, che riducono notevolmente la capacità del Metauro di ricevere gli scarichi di acque reflue urbane ed industriali.
Infatti un controllo effettuato nel mese di agosto 2012 sul fiume Metauro a valle del depuratore, in condizioni idrologiche particolarmente ridotte, cioè con condizioni siccitose particolarmente prolungate, ha evidenziato inquinamento, quindi una ridotta sostenibilità del fiume a ricevere scarichi di acque reflue urbane, ancorché rispettosi dei valori limite d'emissione previsti dalle vigenti normative.
Gli impianti dovrebbero essere tutti adeguati o sostituiti, ma questo non è attualmente possibile con le entrate tariffarie.
Invece lo stato di qualità del tratto fluviale compreso tra Sant'Angelo in Vado e Fermignano, nell'arco temporale di un anno e di un triennio, periodi di valutazione, non appare critico.
Ricordo infatti che le classificazioni a monte di Urbania rispondono già all'obiettivo di qualità richiesto, cioè buono.
Per quanto riguarda i punti 8 e 9 dell'interrogazione del Consigliere Marangoni:
8) quali seri progetti ecosostenibili si intende mettere in atto per salvare veramente il Fiume Metauro;
9) se alla Regione Marche interessa veramente la tutela dei propri fiumi e la vita nelle acque dolci oppure le basta dotarsi di vuoti "piani-cornice" senza reali applicazioni e seri monitoraggi periodici ma soprattutto trasparenti.
Si intende rispondere unitariamente alle domande 8 e 9 per quanto riguarda l'aspetto principale di tutela della qualità delle acque.
Ci si deve riferire al Piano di Tutela delle Acque approvato con DACR 145 del 26 gennaio 2010.
All'art. 2 comma 4 stabilisce che i Piani ed i Programmi degli Ambiti Territoriali Ottimali dovevano essere aggiornati entro un anno, secondo un ordine di priorità specificato in sei punti, che vedeva e vede:
al primo posto gli interventi necessari per conseguire la conformità, alla normativa comunitaria e nazionale, degli agglomerati urbani con almeno 2.000 abitanti equivalenti, nonché degli agglomerati con oltre 10.000 abitanti equivalenti che scaricano in acque recipienti individuate come aree sensibili; si tratta in sostanza di raccogliere tutti i reflui urbani nelle rete fognarie, di collettarli presso depuratori adeguati e di costruire ex novo tali depuratori o di adeguare quelli esistenti,
al secondo posto gli interventi necessari a rendere conformi alla normativa comunitaria e nazionale i corpi idrici classificati non conformi agli obiettivi di qualità ambientale e a specifica destinazione.
Le AATO hanno aggiornato quantomeno i programmi triennali, utilizzando tutte le risorse di prospettata provenienza tariffaria, e vi hanno inserito, oltre ai necessari interventi di manutenzione e alle opere acquedottistiche minime indispensabili, solo interventi della prima priorità.
Nel caso AATO1 e della zona geografica gestita da Marche Multiservizi, che include Urbania, gli interventi di fognatura e depurazione sono concentrati sui due agglomerati più difformi, Pesaro e Urbino, per i quali, a seguito delle inadempienze riscontrate con la procedura di infrazione comunitaria 2009/2034, è stato depositato ricorso alla Corte di Giustizia Europea, con iscrizione nel registro della Corte con il numero C-85/13. L'agglomerato di Urbania risulta invece conforme in quanto tutti i reflui prodotti sono raccolti dalla rete fognaria e sono trattati nei depuratori di acque reflue urbane conformi.
Appositi finanziamenti regionali o statali oggi non sono disponibili: se lo fossero verrebbero impiegati per gli interventi della prima priorità.
Per quanto riguarda l'interrogazione 610 è stata già discussa il 26 febbraio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Grazie Assessore. Il mio modo di porre le interrogazioni che presuppone sempre uno studio analitico ha costretto gli uffici a fare un trattato di laurea, anzi dottorato di ricerca sull'inquinamento del fiume Metauro, credo, però, che questo sia anche da stimolo ad applicare, come io ho cercato molte volte di fare.
Mi rivolgo adesso in particolare all'Ufficio di Presidenza, per evitare di intrattenere mezz'ora, ha fatto un bellissimo lavoro Assessore, una bellissima risposta, gli uffici e l'intero Consiglio, dovremmo applicare l'articolo 113, mi rivolgo al Vicepresidente, all'Ufficio di Presidenza, che prevede la possibilità di interrogazioni a risposta scritta, e al primo comma, dà 20 giorni di tempo al ricevente, all'Assessore, per dare una risposta scritta. Molte volte ho fatto interrogazioni a risposta scritta, mai una volta che abbia avuto risposta, nonostante abbia fatto due, tre, quattro anche dieci sollecitazioni. A quel punto accade che uno è costretto, come dice il comma tre dello stesso articolo, a trasformare le interrogazioni in orali, quindi a riscriverle, allora l'auspicio è questo: se voi Assessori, visto che siete staffati tutti quanti, rispondeste alle interrogazioni, non dico in 20 giorni, ma anche in 30 o 40 basterebbe, eviteremo di perdere tempo, non perché la qualità della risposta non sia stata adeguata, tutt'altro, d'altra parte l'interrogazione era molto complessa; entro 20, 30 anche 40 giorni, mi va bene, risparmieremo tanto tempo in Consiglio e gli interroganti sarebbero ugualmente soddisfatti.

PRESIDENTE. Sono certa che le sue raccomandazioni sono state apprese e verranno prese in considerazione dai colleghi della Giunta.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Vista la relazione che è stata esposta, è necessario approfondire leggendo con calma tutti i dati che sono stati forniti. Resta il fatto che una risposta non è stata data ed è quella che riguarda, per esempio, la fauna ittica che in alcuni punti è praticamente scomparsa per una serie di motivi.
Intervengo anche per sollecitare una diversa attenzione relativamente a quelli che sono i bacini idroelettrici, nella fattispecie non riguardano direttamente il fiume Metauro, ma riguardano un suo affluente, nel senso che sappiamo benissimo che, per esempio, alcuni bacini della regione Marche, compreso quello del Furlo, hanno un problema annoso che è quello della rimozione dei detriti e dei fanghi che si accumulano. In una fase meteorologica difficile come quella che stiamo affrontando, nella quale in poche ore si riversano a terra delle quantità enormi di acqua, è evidente che i bacini idroelettrici che hanno una maggiore capienza riescono in parte a mitigare, alleviare e in qualche caso eliminare alcuni problemi forti, quindi, il mio appello è, visto che in passato si era parlato molto della rimozione dei detriti nel bacino del Furlo, che praticamente è sempre nella provincia di Pesaro-Urbino, nella zona di cui abbiamo trattato, a distanze chilometriche ridotte, è quello che, al di là degli incontri che ci sono stati in Provincia anche con esponenti della Regione, sia necessario provvedere alla pulizia di quel bacino perché è evidente che corriamo un rischio. Con le piogge che sempre più frequentemente sono molto pesanti, rischiamo di trovarci in situazioni di estrema difficoltà e di pericolo per la popolazione se non diamo modo all'acqua di essere ospitata, ove esistono, in grossi bacini come quello della diga del Furlo.
Per quanto riguarda il resto della interrogazione, come ho già anticipato, è necessario approfondire in modo dettagliato, leggere tutta la relazione che era abbastanza lunga, quindi, ne chiedo copia.

Interrogazione n. 1161
del Consigliere Cardogna
“Applicazione della compensazione forestale nell'ambito della realizzazione della centrale idroelettrica sul fiume Esino in località Genga Stazione (AN)”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1161 del Consigliere Cardogna. La rimandiamo al prossimo Consiglio.

Interrogazione n. 1228
dei Consiglieri Natali, Foschi
“Alienazione immobili SSR”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1228 dei Consiglieri Natali, Foschi. Ha la parola per la risposta l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Al fine di dare piena attuazione al Titolo II del decreto legislativo 118 del 2011, con la legge regionale del 27 novembre 2012 n. 37 si è inteso modificare la normativa regionale relativa alle alienazioni dei beni disponibili di cui alla legge regionale 18 del 2009 per renderla coerente con quanto previsto dall'articolo 29 comma uno lettera c) del citato decreto legislativo. Tale articolo prevede infatti che nel caso di cessione di beni acquisiti con contributi in conto capitale la quota di contributo residua comprensiva dell'eventuale plusvalenza realizzata resta iscritta nell'apposita voce del patrimonio netto ed è utilizzata per sterilizzare l'ammortamento dei beni acquisiti con la disponibilità generata dalla dismissione.
L'articolo proposto con legge regionale 27 del 2012 tuttavia non specificava il vincolo di destinazione dei proventi rinvenienti dalle dismissioni.
Con legge regionale del 10 maggio 2013 la numero 10 si è proceduto pertanto a sostituire il comma con il seguente per meglio evidenziare la coerenza del dettato normativo nazionale: “3 ter. Le plusvalenze derivanti dall'alienazione di beni immobili di cui al comma uno successive al 1 gennaio 2012 e le somme derivanti dall'alienazione di altri beni immobili rispetto a quelli indicati allo stesso costituiscono, fino alla stessa finalizzazione, una riserva del patrimonio netto ai sensi del comma uno dell'articolo 29 del decreto legislativo 11/2011.
La Regione si è fatta attiva presso i competenti dicasteri statali, Ministero dell'Economia e Finanza, e Dipartimento per gli Affari Regionali, per un atto del Governo di rinuncia del ricorso.
Nell'anno 2012, le alienazione realizzate dagli enti del servizio sanitario sono state le seguenti:
l'azienda Ospedali Riuniti di Ancona ha realizzato la vendita di un fabbricato disponibile inserito nell'elenco dei beni alienabili di cui ex articolo 35 della legge regionale 18 del 2009 per un importo pari a euro 195.000 con una plusvalenza generata di euro 52.871;
l'Asur ha realizzato vendite di terreni per euro 630.000, di cui 504 rientrati tra i beni alienabili e di fabbricati per euro 805.000, tutti rientrati tra i beni alienabili, secondo l'ex l'articolo 35 della legge 18 del 2009, con plusvalenze generate complessive di euro 631.000;
l'azienda Marche Nord ha realizzato alienazioni per un importo pari a euro 73.815 con plusvalenze generate di euro 17.105, relative alla vendita di tre terreni agricoli, di cui uno inserito nell'elenco dei beni alienabili, valore di realizzo di euro 30.000 euro con una plusvalenza di euro 9.000;
l'Inrca ha realizzato la vendita di un terreno non rientrante tra i beni di cui all'ex articolo 35 della legge 18 del 2009, per un importo pari a euro 525.000 con una plusvalenza generata di euro 102.000.
Poi c'è la tabella. Per quanto riguarda infine le modalità di utilizzo di dette somme, si ribadisce che i proventi rivenienti dalle dismissioni vanno destinati al finanziamento di investimenti, come prevede la normativa nazionale e regionale al comma ter della legge 18 del 2009.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Intervengo anche per la Consigliera Foschi. Assessore vorrei la copia della comunicazione in maniera da poter confrontare qualche dato, anche perché la cosa che manca nella sua risposta è come sono stati investiti, o come si ritiene di investire nel 2012, quelle plusvalenze. Il tema dell'interrogazione era questo visto questo susseguirsi di leggi e visto che non potevano essere impiegate in un certo modo, visto tutto quello che si taglia nella spesa sanitaria delle Marche, la domanda specifica era di sapere in che modo, gli importi di cui lei ci ha parlato relativamente ad una tabella, saranno investite quelle risorse.
Vorrei Assessore che specificasse questo aspetto, perché se no la risposta rimane monca. … Io ho chiesto come sono state utilizzate, se non è obbligatorio investire l'importo relativo all'anno 2012 in infrastrutture sanitarie, lei mi ha detto mi ha rifatto un elenco dicendomi questo è quanto emerge come plusvalenza ...

(Interrompe l’Assessore Mezzolani)

PRESIDENTE. Se non si reputa soddisfatto della risposta può ripresentare l'interrogazione per ulteriori chiarimenti da parte dell'Assessore.

Interrogazione n. 1174
del Consigliere Busilacchi
“Stato di attuazione della l.r. 15/2009 su delocalizzazione e incentivi alle assunzioni”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione del Consigliere Busilacchi è stata rinviata.

Interrogazione n. 1268
del Consigliere Marinelli
“Ospedale di Civitanova Marche - Piano occupazionale 2013 Area Vasta 3 - assunzioni”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1268 del Consigliere Marinelli. Ha la parola per la risposta l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Nel merito dell'interrogazione, il Direttore generale dell'Asur rappresenta preliminarmente, che il Piano assunzioni dell'Ospedale di Civitanova Marche, così come tutte le altre acquisizioni di personale nelle diverse Aree Vaste, viene definito dalla Direzione Generale ASUR nel rispetto dei limiti del turn over imposti dalla normativa nazionale, dalle conseguenti normative regionali e secondo le linee organizzative da ultimo disciplinate dalla Giunta regionale con deliberazione n. 735/2013 ad oggetto «Riduzione della frammentazione della Rete Ospedaliera, Riconversione delle piccole strutture ospedaliere e Riorganizzazione della rete Territoriale della Emergenza-Urgenza della Regione Marche in attuazione della deliberazione di Giunta regionale 1696/2012».
In particolare evidenzia che il piano assunzioni dei primi otto mesi dell'Area Vasta n.3, relativamente al personale infermieristico, definisce che:
a Civitanova le assunzioni previste sono pari a n. 4 unità a fronte di n. 2 cessazioni mentre, a Macerata, risultano previste n. 40 assunzioni a fronte di n. 55 cessazioni ed a Camerino n. 37 assunzioni a fronte di n. 41 cessazioni;
nella ex Zona Territoriale n. 8 sono previste n. 10 cessazioni di personale infermieristico tutte ricadenti nel periodo 15 ottobre-15 dicembre; al riguardo, la conferma o meno di tali figure, sarà oggetto di valutazione nell'ambito del Piano Assunzioni dell'ultimo quadrimestre.
Per il restante personale sanitario afferente alla ex Zona n.8, tenuto conto delle cessazioni acquisite agli atti dell'Area Vasta e riguardanti l'intero anno 2013, si evidenzia il dato delle assunzioni previste sino a tutto il 2° quadrimestre, suddivise per categoria professionale:
Ostetriche: cessazioni n. 0, assunzioni n. 0;
Operatori Socio Sanitari: cessazioni n. 1, assunzioni n. 1;
Personale tecnico sanitario:
Tecnico di RX: cessazioni n. 2, assunzioni n. 2;
Tecnico di Laboratorio: cessazioni n. 1, assunzioni n. 1 (da prevedere nel 3^ quadrimestre);
Personale di Vigilanza ed Ispezione: cessazioni n. 1, assunzioni n.1.
Questo è il piano che riguarda le cessazioni e le relative assunzioni per quanto riguarda l'Area Vasta n. 3.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Apprezzo per una volta, Assessore, la risposta molto stringata e rapida perché altrimenti si fa sempre un excursus che porta a distogliere l'attenzione da quelle che sono le domande, solo che rimango sconcertato per la confusione, per la superficialità e per la non risposta alle domande.
L'Ospedale di Civitanova già paga una penalizzazione non indifferente a livello di numeri, basta ricordare che negli ultimi due anni sono diminuiti del 10% gli infermieri passando la 400 a 360, in una situazione del genere si prevedono 4 assunzioni a Civitanova, 11 a Macerata, 10 a Camerino, se partiamo da questa situazione deficitaria, che dicevo prima, non si capisce questo numero, indipendentemente dal rispetto della legge nazionale e del turn over.
Io non ho fatto questa interrogazione per creare allarmismo, ma devo dire che grazie all'impegno, alla professionalità del settore medico e paramedico si riesce a venire incontro a quelle che sono le difficoltà di un ospedale, che non è un semplice ospedale di rete, è un ospedale di una municipalità virtuale di 110.000 abitanti, è un ospedale che vede raddoppiare il numero delle presenze in estate per la stagione turistica, è un ospedale dell'emergenza, così definito dalla Giunta regionale, ma che ha carenze deficitarie tali che, secondo me, non può venire incontro a quelle che sono le emergenze.
Capisco, Assessore, che la coperta è corta in tutti i reparti, ma i medici e gli infermieri sono ridotti all'osso, basta pensare che al terzo punto delle assunzioni del personale sanitario, ha parlato di tutto meno che del personale sanitario.
Il personale sanitario sta facendo i miracoli, ciò nonostante le difficoltà sono enormi, le difficoltà dettate anche dal blocco operatorio per due settimane nel periodo estivo con gli interventi sospesi e, per quanto riguarda la seconda metà di agosto, per gli interventi programmati.
Gli infermieri sono in difficoltà, non sono in numero adeguato, mi si dice che il discorso deve essere valutato nell'Area Vasta, ma non è così, l'infermiere deve essere presente, operativo, non può saltare da un ospedale all'altro, se pensiamo poi che viviamo nel periodo delle ferie che c'è la necessità di turnazione io credo che Civitanova non sia l'ospedale dell'emergenza, sia un presidio sempre in emergenza perché non viene considerato nella giusta maniera, non vi sono delle risposte adeguate.
Tralascio chiaramente di dire che abbiamo perso 12 posti letto per acuti, tralascio di dire che il primario del pronto soccorso dell'ospedale di emergenza doveva essere nominato a marzo, poi aprile, poi maggio, siamo alla fine di giugno, chiaramente non ci meravigliamoci se a Civitanova c'è un'indignazione del personale sanitario e non solo, riguardo i premi dei dirigenti amministrativi.
E' ovvio, è fuori luogo, è logico, ma credo che di queste cose ne parleremo anche nel Consiglio comunale aperto che si terrà quanto prima, perché credo che, se dobbiamo darci tutti una regolata e un intervento che serve a dimostrare buon senso e partecipazione nel prodotto sanità, un prodotto sanità di salute, dobbiamo far si che Civitanova, ospedale dall'emergenza, possa essere messo in grado di essere l'ospedale dell'emergenza.

Interrogazione n. 1230
dei Consiglieri Acquaroli, Romagnoli, Natali, Silvetti
"Riorganizzazione ASUR”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1230 dei Consiglieri Acquaroli, Romagnoli, Natali, Silvetti. Ha la parola per la risposta l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. La Direzione generale dell'Asur ha rappresentato alcuni dati sul costo complessivo pro-capite per Area Vasta del personale amministrativo e sanitario e il costo per locazioni passive, già in possesso dell'ente regionale, in quanto risultano evidenziate nello stesso bilancio di esercizio.
In particolare, si rammenta che nell'anno 2012 il costo del personale risulta corrispondente ai dati di seguito riportati:
Costo personale dipendente anno 2012 distinto per ruolo e per Area Vasta:
AV 1 Ruolo sanitario 66.033.000 – Ruolo professionale tecnico amministrativo 21.000.000 – Totale 87.000.000;
AV 2 Ruolo sanitario 142.000 – Ruolo professionale tecnico amministrativo 36.000 – Totale 178.000;
AV 3 Ruolo sanitario 115.775.000 - Ruolo professionale tecnico amministrativo 27.000.000 - Totale 142.737.000;
AV 4 Ruolo sanitario 47.555.000 – Ruolo professionale tecnico amministrativo 11.500.000 – Totale 59.000.000;
AV 5 Ruolo sanitario 83.000.000 – Ruolo professionale tecnico amministrativo 20.000.000 – Totale 103.000.000;
Totale Asur Ruolo sanitario 454.518.000 – Ruolo professionale tecnico amministrativo 115.629.000 – Totale 570.148.000.
Fonte: estrazione Areas cedolini anno 2012 Personale dipendente.
Sono incluse tutte le voci di costo, compresa la formazione, la libera professione, la progettualità e ANF, tranne i rimborsi spese per conto terzi. I dati sono al netto degli oneri carico ente.
Nel personale non sono stati considerati i borsisti e i Direttori di Area Vasta e dell'Asur.
La retribuzione erogata agli eredi è stata tutta inclusa nel ruolo sanitario per l'impossibilità di imputarla per ruolo.
Per quanto riguarda, invece, l'ammontare, dei così detti «premi», evidenzia che il fondo per la retribuzione di risultato e per il premio della qualità delle prestazioni individuali, art.10 del CCNL del 6 maggio 2010, sono stati pagati, alla data odierna secondo i seguenti valori economici seguenti:
AV 1: Area della Dirigenza Sanitaria Professionale-Tecnica Amministrativa – Anno 2010: 233.000 - Anno 2011: 213.000 – Anno 2012: 212.000; Area Medica veterinaria: Anno 2010: 820.000 – Anno 2011: 363.000 – Anno 2012: 355.000;
AV 2: Area della Dirigenza Sanitaria Professionale-Tecnica Amministrativa. Anno 2010: 437.000 – Anno 2011: 409.000 – Anno 2012 non è stato pagato – Area Medica veterinaria – Anno 2010: 2.356.000 – Anno 2011: 3.000.000 – Anno 2012: 507.000;
AV 3 Area della Dirigenza Sanitaria Professionale-Tecnica Amministrativa – Anno 2010: 652.520 – Anno 2011: 485.000 – Anno 2012: 436.000 – Area Medica veterinaria – Anno 2010: 3.100.000 – Anno 2011: 2.272.000 – Anno 2012: 1.834.000;
AV 4: Area della Dirigenza Sanitaria Professionale-Tecnica Amministrativa – Anno 2010: 217.000 – Anno 2011: 191.000 – Anno 2012: non è stata pagato – Area Medica veterinaria – 2010: 875.000 – Anno 2011: 867.000 – Anno 2012: 435.000;
AV5: Area della Dirigenza Sanitaria Professionale-Tecnica Amministrativa - Anno 2010: 250.000 – Anno 2011: 253.000 – Anno 2012: 250.000 – Area Medica veterinaria – Anno 2010: 1.571.000 – Anno 2011: 1.567.000 – Anno 2010: 1.543.000.
Tali fondi sono costituiti sulla base delle risorse assegnate dal Contratto Nazionale di Lavoro ed è parte integrante della retribuzione dei Dirigenti sia dell'Area ATL che dell'Area Medico Veterinaria. La struttura della retribuzione dei Dirigenti della Sanità, ormai da due decenni, ha superato la vecchia modalità di trattamento omnicomprensivo ed è stata suddivisa in una parte fissa, definita dai contratti nazionali, che comprende sia il tabellare uguale per tutti i Dirigenti, sia la retribuzione di posizione che compensa la differenza di incarico (struttura complessa, struttura semplice, alta specializzazione, base), a sua volta differenziata in una parte stabilita dal contratto nazionale ed una parte stabilita dall'Azienda, ed infine nella retribuzione di risultato, di cui si è fatto cenno sopra. La retribuzione di risultato, non esistono premi così come sono stati definiti, così come la retribuzione di posizione, sono parti fondamentali della retribuzione, il cui importo è assegnato a fondi contrattualmente individuati e va interamente assegnato alla categoria di riferimento. È solo sulla quota variabile delle stesse che l'Amministrazione può variare l'importo, sulla base del merito e del raggiungimento degli obiettivi, le quote eventualmente non assegnate restano nel fondo contrattuale, e ridivise poi ai Dirigenti negli anni seguenti secondo i criteri per l'erogazione della retribuzione di risultato definiti sulla base dei parametri previsti dalle norme contrattuali nazionali in vigore, come applicati sulla base di accordi decentrati. I dati evidenziati risultano corrispondenti alle quote già corrisposte; come si può notare dalla lettura degli stessi, invero, nell'anno 2012 non sono state ancora corrisposte le retribuzioni di risultato afferenti alcune categorie contrattuali ed anche per l'anno 2011 risultano sospese alcune posizioni.
Infine, per rispondere al 4 ed ultimo quesito dell'interrogazione si evidenzia come il costo complessivo sostenuto dall'Asur per il fitto passivo degli immobili destinati allo svolgimento dell'attività istituzionale è pari ad 3.522.845 euro ripartito tra i locatori di cui c'è un elenco allegato.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Grazie Assessore, era da tempo che noi stavamo aspettando questi dati perché crediamo che siano fondamentali per poter, in qualche maniera, fare uno studio anche approfondito rispetto a quelli che sono i costi dettagliati della struttura sanitaria nella nostra Regione.
Il brusio dell'Aula sinceramente non mi ha reso di facile comprensione i numeri che lei ha elencato e che sono un po' alla base di tutta la discussione dell'interrogazione, quindi, io non posso esprimere né soddisfazione, né in qualche maniera insoddisfazione, ma mi riservo di leggere dettagliatamente la sua risposta e eventualmente riproporre dei chiarimenti qualora questa sua risposta, in qualche maniera, non sia soddisfacente.
Una cosa sento di dirla fin da subito, sarebbe importante capire a quanto ammontano i rimborsi spesa del personale amministrativo e non amministrativo dell'Asur e, magari, successivamente, in qualche maniera, chiarire anche questa parte che mi sembra che non abbia avuto risposta in questa occasione.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

Interpellanza n. 42
del Consigliere Latini
“Grave crisi del turismo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interpellanza n. 42 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Io vorrei interrogare il Consigliere Latini per sapere dove ha trovato i dati da cui risulta una grave crisi del turismo nella nostra regione a confronto con il resto delle regioni italiane, visto che, per quel che mi ricordo a memoria, i dati della nostra regione, nell'ultimo periodo, sono di sostanziale tenuta. Certo non stiamo avendo dei valori esaltanti, però, mi pare che abbiamo un incremento della presenza di turisti italiani nelle Marche dell'1% ed una presenza di turisti stranieri nella nostra regione che supera l'1%, a fronte di cadute molto forti nel resto delle regioni italiane.
Direi di utilizzare le parole con più appropriatezza anche per non creare un effetto di disorientamento e di sfiducia da parte di un sistema che, viceversa, risulta essere fortemente motivato in questo momento e fortemente impegnato a rilanciare la propria attività e fare del turismo della nostra regione proprio un fattore anti crisi, un fattore che genera reddito e occupazione a favore della nostra regione che tanto ne ha bisogno.
Del resto mi pare che anche la strategia complessiva che la Regione Marche sta perseguendo in questo momento sia una strategia estremamente attiva, nel senso che abbiamo deciso, tutti quanti insieme nella programmazione regionale, di fare del turismo un secondo motore di crescita che possa, in qualche modo, allentare anche le tensioni rispetto alle cadute del sistema manifatturiero, che pure resta un settore fondamentale della nostra economia e su cui siamo impegnati in una strategia di difesa attiva, ma sul settore turistico stanno avvenendo i maggiori sforzi anche da parte dell'istituzione regionale, cercando di superare quello che era l'elemento distruttivo del sistema turistico regionale, ovvero la sua frammentazione. Siamo arrivati al punto che stessi Sindaci di Comuni di città capoluogo di distretti turistici ci chiedono di essere messi in net work, in rete, e quindi la strategia che stiamo perseguendo, che supera l'organizzazione in senso localistico, in senso geografico, ma che definisce la strategia turistica per cluster di prodotto, definendo segmenti turistici riconoscibili in una dimensione regionale, ovvero il mare, l'enogastronomia, il turismo di meditazione, il termalismo e così via, organizzando in rete i diversi presidi di eccellenza che ci sono sul nostro territorio, ma soprattutto collegando il brend Marche e questi cluster di prodotto al sistema web e, quindi facendo un larghissimo ricorso all'informatica, alla telematica, utilizzando anche i blogger chiamandoli nella nostra regione a proprio a valorizzare i cluster di prodotto, sta producendo, mi pare, dei risultati soddisfacenti che ci consentono di non essere ulteriormente appesantiti dalla caduta di reddito che nel mercato turistico nazionale si sta registrando, con relative cadute anche della domanda che alla nostra regione fino ad oggi sono state evitate.
Mi pare che anche l'azione del Governo regionale orientata sulla promozione del brend Marche sia estremamente efficace, il risultato di questi giorni è positivo mi pare che la campagna di promozione che abbiamo affidato alla Rai, attraverso Rai 1, nella prima serata, con gli spot inseriti nel ciclo di carosello, ma soprattutto le azioni che abbiamo fatto nei cinema, nel sistema, nel net work delle radio, sta producendo dei risultati positivi rispetto proprio al posizionamento del nostro brend Marche. Mi pare che anche l'azione più strutturale ed efficace rivolta agli imprenditori perché rinnovino, ristrutturino, riorganizzino la loro struttura di accoglienza, sta producendo dei positivi risultati, il finanziamento che abbiamo avuto dalla Banca Europea di Investimenti finalizzato proprio a dare dei contributi agli imprenditori per sostenere la loro attività di riorganizzazione e di accoglienza è stato abbastanza, forse poteva essere meglio utilizzato da parte degli imprenditori, però c'è un sostanziale movimento positivo anche in questa direzione.
Infine vorrei dire che anche le manifestazioni in termini di eventi, che la nostra regione comincia ad ospitare con una frequenza molto positiva, ci aiutano a sostenere il trend turistico e, quindi la domanda turistica, naturalmente c'è in quest'ultimo periodo di tempo, forse a questo si riferisce il Consigliere Latini, una piccola flessione in queste ultime settimane del turismo, chiamiamolo così, mordi e fuggi, quello dei week end a causa delle condizioni di cattivo tempo, ma a quel che risulta le prenotazioni per la prossima stagione sono soddisfacenti, ci rivedremo a settembre per fare una valutazione che ci auguriamo possa essere ulteriormente positiva, soprattutto a causa della maggiore presenza di turisti internazionali nella nostra regione.
Vorrei anche che si valutasse attentamente lo sforzo che è stato fatto per acquisire voli da diverse parti d'Europa sull'aeroporto delle Marche proprio con la specificità di charter turistici che porteranno dalla Germania, dall'Olanda, dalla Scandinavia, determinate quantità di turisti a cui sono collegati e formalizzati anche i contributi della Regione Marche. Quindi ci auguriamo complessivamente che quest'azione di intervento della Regione Marche possa consentire alla nostra regione e agli imprenditori del turismo di trovare la fiducia necessaria per crescere ancora di più e far si che turismo della nostra regione partecipi in maniera molto più forte alla formazione del Pil regionale.
Come voi sapete il Pil regionale oggi è fatto solo per il 6% dal contributo del turismo, ci siamo dati come obiettivo di arrivare almeno al 10% in un paio d'anni, chiaramente abbiamo come riferimento altre regioni d'Italia, Toscana per eccellenza, dove il contributo del turismo al Pil regionale oscilla dal 16 al 18% e questo deve essere il nostro traguardo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la replica, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Grazie Presidente, intanto l'interpellanza è del 19 luglio 2012, a quella data i dati, per cui è stata nominata la mozione "Grave crisi del turismo", portavano ad una diminuzione di assunzioni, tra il 2005 e il 2011, di 1727 e un calo del 15% delle presenze sul territorio, ovviamente, questo non per la politica intrapresa dalla Regione, che condivido e credo moltissimi condividono in pieno proprio in funzione, è stato ripetuto molte volte in questa Aula, di costituire un secondo volano della nostra economia, ma credo che nel contesto nazionale e internazionale, che tutti noi riconosciamo, la grave crisi generale dei settori economici ha portato ad una contrazione anche del turismo.
Questi sono i dati su cui ho basato praticamente l'interpellanza.
Il dato fondamentale è che oltre ai meno che si segnalavano nel 2012, e che un po’ sono rimasti tali allo stato attuale, le assunzioni in meno per quest'anno si aggirano sui 1500, 1600. Il calo rispetto all'anno scorso è del 5%, quindi, c'è in generale una diminuzione delle presenze, anche se in controtendenza, proprio per la qualificazione che la Regione dà all'attività del turismo, che porta ad un riconoscimento e ad una validità dell'offerta proposta a livello generale, a confronto delle altre Regioni, ben più significativa e ben più evidente. Il fatto che ha accennato lei della pubblicità su Rai 1, a cui aggiungo anche la pubblicità su Radio 1 che viene praticamente trasmessa, per quanto riguarda il turismo nelle Marche in questi giorni, almeno nell'ultima decade, taglia bene, diciamo così, il percorso che si vuole fare.
Rilevo, però, questo dato della grave crisi del turismo e questo sforzo che la Regione sta facendo, che è uno sforzo davvero fortissimo anche contestualizzato, diciamo così, alle poche risorse che si hanno a disposizione, ma vi è una difficoltà, e proprio la Giunta regionale l'anno scorso nel tirare i dati in conferenza stampa su la valorizzazione dell'attività turistica lo metteva, così l'ho interpretato, in risalto, vi è un minore sforzo, una minore attenzione da parte del settore alberghiero, comunque, da parte di coloro che operano in questo campo, proprio per tutte quelle attività di rivitalizzazione del settore, attraverso una riclassificazione e una riqualificazione del prodotto da offrire che, sostanzialmente, si snoda fra i soggiorni e i servizi e, dall'altro lato, la capacità che è in generale proprio degli enti locali e comunque degli enti che sono deputati alla conservazione di buona parte del nostro territorio, soprattutto non quella costiera ma dell'entroterra, in grado di offrire quello che diceva, un distretto turistico omogeneo con tante offerte all'interno del quale trovare situazioni di approccio.
Questa è la segnalazione che faccio, che facevo e che rinnovo anche a distanza di un anno esatto, cioè quella che ci deve essere una maggiore partecipazione, quindi, l'interpellanza era rivolta alla Giunta regionale per conoscere quali erano le misure per lanciare, rilanciare la competitività del turismo, inteso proprio come soggetti che sono interessati attraverso il meccanismo che la Regione ha messo in piedi a far si che poi, nella finalizzazione dell'offerta turistica, ci sia la capacità di dare quello che i turisti chiedono e, quindi, creare un aumento delle presenze al fine di raggiungere quella somma in più del nostro prodotto interno lordo di quattro punti percentuali che certamente è alla nostra portata se tutti i soggetti interessati all'ingranaggio lavorano in questa direzione.
Altrimenti la battaglia che viene fuori, o meglio la critica che viene fuori ogni anno all'inizio e alla fine, soprattutto, della stagione estiva, cioè delle presenze in calo, delle presenze che in certi settori sono in calo, oppure che ci sono meno assunzioni, è, diciamo così, l'elemento negativo di tutto uno sforzo enorme e abnorme che si sta facendo per considerare questo settore alla pari degli altri settori, del settore secondario in particolar modo.
Questo è il dato per cui ho presentato questa interpellanza, aggiungo una postilla in fondo, si tiene poco in considerazione che all'intero del turismo debba esserci inserita anche la voce della formazione professionale. I dati nazionali ci dicono quanti pizzaioli o quante altre categorie, che lavorano anche indirettamente nel campo del turismo, mancano in Italia. Significa che un progetto complessivo globale deve comprendere anche la formazione professionale delle categorie che vi lavoro all'interno, in modo tale da dare anche, non soltanto dal punto di vista naturale, dal punto di vista dei servizi, delle strutture ma anche delle risorse umane, quella risposta adeguata che giustamente attende praticamente ad un obiettivo così importante come quello che ci siamo posti.

Interpellanza n. 44
del Consigliere Latini
“Differenze sociali ed economiche sorte nei vari strati della società”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interpellanza n. 44 del Consigliere Latini. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Questa interpellanza del 23 luglio 2012 chiede che cosa abbia fatto il Governo regionale per venire incontro alle varie nuove povertà e difficoltà economiche che si riscontrano nell'ambito della Regione Marche.
Credo che sotto questo profilo, il Governo regionale, nella sua interezza, abbia messo a disposizione tutte le risorse finanziarie possibili ed anche tutte le energie - prima parlavate del turismo, del settore delle infrastrutture, del settore del lavoro, della produzione - per sostenere queste situazioni che sono veramente di mese in mese diventate più problematiche.
Ci sono cinque linee di intervento che il Governo regionale ha adottato sin dall'inizio di questo periodo di crisi che ormai ricordiamo dura da cinque anni, non è un periodo breve, ma un periodo lunghissimo:
la tutela del lavoro e della coesione sociale anche attraverso l'utilizzo dei fondi di solidarietà a sostegno dei lavoratori, qui ricordo anche la cassa integrazione in deroga, rispetto alla quale il Governo regionale ha messo a disposizione somme ingenti;
il sostegno alla liquidità delle piccole imprese;
gli investimenti nelle infrastrutture strategiche, vorrei ricordare anche il piano casa, i trasporti, il piano casa bene o male che abbiamo rifatto nel 2011 e che ha fatto registrare 3.500 domande di intervento è servito anche a stimolare un settore in grave crisi come l'edilizia;
la collaborazione con la Banca Europea degli Investimenti;
l'accelerazione degli impegni di spesa e dei pagamenti dei crediti verso l'amministrazione regionale già dall'anno 2010.
Questo detto così a braccio.
Gli interventi sono stati definiti anche attraverso intese con le organizzazioni sindacali. Possiamo entrare nello specifico, però, queste sono le cinque grandi linee di intervento e credo che sia importante sollecitare questo.
Ci sono anche situazioni in cui la Giunta regionale è intervenuta, ogni anno, con il piano di riparto dei contributi da assegnare a vari Comuni, in forma singola o associata, per gli interventi a favore della famiglia, per gli interventi a favore di tutte le varie sofferenze che si riscontrano nella nostra regione.
Posso citare alcune situazioni di disagio sociale ed economico. Io questa mattina ho avuto l'incontro con i rappresentanti del terzo settore che mi facevano presente la velocità di incremento, l'incredibile velocità di incremento, di quelle che sono le situazioni di difficoltà. Sono state adottate diverse misure, ma credo che la cosa più importante, senza fare adesso l'elenco che sarebbe un po' brodoso, siano i soldi che noi abbiamo dato per il disagio sociale, per le persone in difficoltà, i contributi al trasporto, i contributi sanitari per tutti i lavoratori che sono in cassa integrazione, in mobilità eccetera, per l'esenzione dal ticket, potrei fare un elenco lunghissimo, perché credo che questo sia il settore dove obiettivamente il Governo della Regione ha investito di più e si sia contraddistinto nel suo impegno.
Direi che oltre a mettere a disposizione le scarse risorse finanziarie, di cui siamo ancora in possesso per lenire le sofferenze più evidenti, lo sforzo più grande che dovremmo fare adesso, ma da soli con le forze nostre non riusciremo a farlo, è quello di stimolare nuovi investimenti nel nostro paese, nella nostra regione in particolare, solo con la creazione di nuovo lavoro, di nuove opportunità di lavoro, noi potremmo superare questo periodo, perché alla lunga, non credo, che questo sistema possa reggere ancora per molto, perché aumenta la cassa integrazione in deroga, aumenta la cassa speciale, aumentano i provvedimenti di mobilità, aumentano i contributi alle famiglie bisognose, aumenta tutto, io penso che questo salvadanaio, se aumentano sempre di più quelli che vi attingono e diminuiscono sempre di più quelli che versano, in brevissimo tempo diventerà vuoto
Credo che questa sia la risposta più grande e noi stiamo lavorando per questo, per dare un segnale, se possibile, e vedere se si può andare incontro alle imprese. Alla riduzione dell'Irap, ci stiamo lavorando, il Presidente lo ha dichiarato più volte, mi pare, ci sta lavorando, non è semplice, perché bisogna trovare anche qui le risorse. Vorremmo dare in questo lasso di tempo dei segnali forti che vadano nella direzione di stimolare gli investimenti nel lavoro perché altrimenti credo che non riusciremo più, anche se fino ad ora dobbiamo dire ci siamo riusciti, a resistere a lungo per difendere queste povertà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la replica, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Grazie Presidente, anche in questo caso i dati sono quelli riferiti alla scorsa estate, però, sono dati che sono aumentati a dismisura in termini di povertà.
Il dato di fondo è proprio quello che il 14% della popolazione marchigiana vive ormai in uno stato di povertà e la crescita di questa povertà dal 2007 al 2012 ha sfiorato il 26%. Quando noi ragioniamo di problematiche del lavoro, di problematiche delle grandi industrie, non dobbiamo mai dimenticare che accanto alla crisi di questa o quella grande impresa industriale, soprattutto marchigiana, c'è a cascata la difficoltà molto più forte, e sempre più forte, di coloro che ne subiscono le conseguenze drammatiche anche in termini sociali.
Il problema è, ormai sempre di più lo sarà almeno per i prossimi due anni, considerato che non c'è all'orizzonte una inversione di tendenza per quanto riguarda il Pil e gli altri parametri che ci segnalano la possibilità di uscire o comunque di intravedere la luce dal tunnel in cui siamo, la prevalentissima logica emergenziale in base alla quale è necessario intervenire, dal punto di vista della pubblica amministrazione, per l'erogazione di contributi economici ai fini dell'attivazione dei servizi sociali.
Intervento che, a mio viso e qui nasce la ragione dell'interpellanza, non può più essere quello del welfare che abbiamo conosciuto, perché sono cambiati sia in quantità, sia anche in qualità la richiesta di interventi specifici. Mentre fino a poco tempo fa, almeno 20, 30 anni, vi era una nicchia ben specifica di popolazione che era in stato di indigenza o in difficoltà psichiche o in difficoltà ad essere inserite all'interno della nostra comunità, le cui risposte da parte dei servizi sociali erano ormai non soltanto conosciute, ma esperte, ed in qualche modo lenivano, diciamo così, le pene di queste persone, noi ci troviamo all'improvviso dal 2007 a parlare di dare delle risposte a famiglie normali che hanno sempre vissuto con i loro redditi e che non riescono effettivamente più a pagare le bollette di acqua, luce e gas, a pagare i trasporti scolastici per i figli, a mettersi in condizioni di una normalità minima che consideravano non solo indissolubile, ma sicuramente valida come concetto di partecipazione alla comunità tutta.
Le risposte, non solo da parte degli enti locali, non solo da parte di enti onlus, non solo da parte delle associazioni di categoria, ma soprattutto da parte delle istituzioni superiori, ricompresa la Regione, a mio avviso, devrebbero andare verso una qualificazione di interventi che siano differenti rispetto al passato e, purtroppo, quando giustamente lei, Assessore, ha accennato al fatto che dobbiamo imporre più servizi, questa logica si scontra con i parametri, anch'essi assoluti, del bilancio, in questo caso regionale, che ci danno una diminuzione costante del nostro attivo e del nostro consuntivo, una diminuzione costante delle possibilità di interventi nelle voci del sociale e un’impossibilità di prendere in considerazione l'aspetto maggiore, cioè quello delle nuove povertà, le povertà di persone qualificate nella consuetudine del nostro parlare normale.
Proprio questa mattina l'Assessore Marcolini nella Commissione bilancio ha segnalato, diciamo così, la difficoltà che avremo a portare a compimento un bilancio rispetto alle attese preventive, proprio per l'esigenza effettiva di intervento che ha compiuto finora la Regione nel campo degli ammortizzatori sociali, soprattutto, della cassa integrazione, l'ex cassa integrazione in deroga che trova, da qui alla fine, forti difficoltà per poter reperire quelle somme di intervento. Immaginiamo quando si va a parlare, poi, di quei servizi minimi alla persona che tagliano trasversalmente la sanità, i presidi sanitari, tagliano trasversalmente la scuola, il venir meno dei contributi, tagliano trasversalmente anche la partecipazione, non soltanto a quella che noi consideriamo uno dei simboli del vecchio stato sociale, che è l'edilizia popolare, ma tutta quella che è l'attività, la capacità di consentire al cittadino di elevarsi attraverso la formazione.
L’interpellanza, vuole chiedere questo, credo che sia necessario, a partire dal prossimo bilancio, una rimodificazione per ridurre le differenze sociali, economiche nei vari strati della società. Un intervento forte, proprio per quelle esigenze che sono emerse in maniera inconfutabile, in termini quantitativi e qualitativi negli ultimi tre anni e far si che la Regione si concentri in quelle risposte, per il momento, non per sempre, quasi tralasciando le altre, che sono più scolastiche e direi più di categoria, nel senso che quella nicchia di difficoltà è sempre esistita e sempre esisterà, per redimere praticamente la posizione che il mondo produttivo, inteso come mondo che lavora, ha in questo momento di estrema difficoltà, per l'esigenza di superare una crisi che non vede sbocchi.
Se il sociale non interviene in maniera forte, in questo momento, credo che da una parte non ha più la funzione del sociale, addirittura viene meno il principio per il quale è stato costruito tutto il servizio nel suo complesso dagli anni '60 in poi, dall'altra certo non va a pacificare, o quanto meno a ridurre, quelle ipotesi di reazione sociale che sono ormai all'ordine del giorno e che rischiamo, sempre più, di vederci presentare davanti, nei momenti di grande difficoltà, quando cioè il cittadino di fronte, diciamo così, alla sua sopravvivenza non ha nemmeno la forza o quantomeno non ha una risposta da parte degli enti interessati in grado di poterlo comunque tenere nel compendio di quello che è una comunità organizzata com'è la nostra.
Tenendo conto della risposta che ha dato Assessore, invito a considerare quel 26% in più di aumento straordinario della povertà, rispetto al 14 complessivo dei dati percentuali, non sono ovviamente meri numeri, ma dietro ci stanno persone, famiglie, anche figli e, soprattutto in ogni caso, giovani che sono colpiti da questa crisi e il cui reddito a loro disposizione è calato dall'1 al 4%, rispetto soltanto al 2007 ed hanno bisogno di una coraggiosa mano da parte della pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. Per concludere, come è stato deciso alla riunione dei Capigruppo, dovremmo procedere all’elezione di un consigliere di maggioranza quale componente supplente nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.
Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Sull’ordine del giorno

Adriano CARDOGNA. No, chiedo scusa, è stato un errore da parte mia, le mozioni vengono dopo questo punto.

PRESIDENTE. Ho riportato l’intendimento dei Capigruppo che si …

Adriano CARDOGNA. Presidente, mi scusi, intende chiudere dopo questo punto? Il punto 5 bis è ritenuto urgente proprio per il momento particolare nel quale si colloca e non porta con sé discussione.

PRESIDENTE. Lei chiede che si discuta il 5 bis (…), credo che l'Assessore Giorgi abbia chiesto un po' di tempo per avere più informazioni per poterlo discutere. Credo di aver chiarito Consigliere Cardogna.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Questa mozione ha carattere d'urgenza ed è stata sollevata in Conferenza dei Capigruppo dal Consigliere Cardogna, è stata posta all'attenzione di questa Aula questa mattina all'inizio dei lavori, tra l'altro da parte della Presidenza si era colta l'urgenza in quanto è stata inserita al punto 5 bis. Qui non c'è tempo da perdere, poi il Consiglio è sovrano, se non intende approvarla, perché non ne considera, non ne condivide il merito, ma i tempi sono strettissimi, quindi, c'è la necessità di votarla oggi.

PRESIDENTE. Collega io non so che dirle, l'Assessore Giorgi non è in Aula, se la vogliamo chiamare, però, si era d'accordo che c'era bisogno di un ulteriore approfondimento di tutta la questione. L’Aula, però, è sovrana, può votare, può decidere. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Sono favorevole alla discussione, voglio aggiungere soltanto un piccolo particolare all'intervento del Consigliere Giancarli, questa mozione è conseguente ad una storia che questo Consiglio ha già costruito rispetto a questa questione in particolare, non fa altro che dar seguito ad una mozione già approvata dal questo Consiglio, diverso tempo fa, e quindi, è nella scia perfetta di quanto Consiglio e Giunta fino ad oggi hanno realizzato. Sono favorevole alla discussione, propongo che venga discussa e votata.

PRESIDENTE. Va bene, credo che il regolamento prevede questo, l'Assemblea è sovrana, quindi passiamo alla mozione.

Mozione 516
dei Consiglieri Giancarli, Cardogna, Silvetti
“Prolungamento del Corridoio Baltico – Adriatico fino al porto di Ancona”
(votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 516 dei Consiglieri Giancarli, Cardogna, Silvetti, C'è qualcuno che la vuole illustrare oppure passiamo direttamente alla votazione? Va bene si vota. C'è una parte del Consiglio che è assente ma probabilmente è sufficiente la maggioranza
La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Nomina

Elezione del Consigliere di maggioranza quale componente supplente nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere - voto limitato a uno.
(l.r. 11 novembre 2008, n. 32, art. 3 - d.g.r. 14 aprile 2009, n. 567)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un Consigliere di maggioranza quale componente supplente nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, voto limitato a uno.
PRESIDENTE. Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere Segretario Romagnoli effettua la chiamata)

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

Votanti n. 30
Schede bianche n. 3
Schede nulle n. 2
Schede valide n. 25.

Hanno ricevuto voti:
Rosalba Ortenzi n. 14;
Sandro Donati n. 11.

Proclamo eletta quale componente supplente nel Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere la Consigliera Rosalba Ortenzi.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,15.
 

 
 
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