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Resoconto della seduta n.141 del 15/10/2019

SEDUTA N. 141 DEL 15 OTTOBRE 2019

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 141 del 15 ottobre 2019. Do per letto il processo verbale della seduta 140 dell'1 ottobre 2019, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.


Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Chiedo l'iscrizione all'ordine del giorno delle proposte di legge nn. 310 e 270 (abbinate), riguardanti una modifica statutaria, delle proposte di legge nn. 36, 261, 275 e 295, testo unificato avente ad oggetto la legge elettorale, e la proposta di atto amministrativo n. 71, immagino che ne abbiate già discusso alla Conferenza dei capigruppo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Come annunciato in Conferenza dei capigruppo chiedo l’iscrizione delle mozioni n. 553, riguardante la questione del Kurdistan, e della 552 relativa al tronco autostradale San Benedetto del Tronto- Civitanova Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Sulle richieste di iscrizione la Conferenza dei capigruppo ha dato parere favorevole all'unanimità, quindi, se non ci sono obiezioni, vengono inserite all'ordine del giorno le proposte di legge nn. 310 e 270, le proposte di legge nn. 36, 261, 275 e 295 e le mozioni nn. 552 e 553.
La Conferenza ha fissato entro le ore 12,00 il termine per la presentazione degli emendamenti.
L'ordine dei lavori sarà quindi il seguente: proposta di legge n. 300, proposta di atto amministrativo n. 66, proposta di atto amministrativo n. 69, proposte di legge nn. 310 (testo base) e 270, riforma statutaria, proposte di legge nn. 36, 261, 275 e 295 (testo unificato), sulla riforma elettorale, proposta di atto amministrativo n. 71, a seguire le mozioni nn. 552 e 553, di cui ha chiesto l'iscrizione il Consigliere Urbinati.
Durante i lavori ci sarà una breve pausa, in pratica tra la riforma statutaria e la legge elettorale, per dare modo di discutere compiutamente tutti gli argomenti all'ordine del giorno.
Iniziamo subito i lavori con il punto 1.

Proposta di legge n. 300
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Giacinti, Biancani, Rapa, Urbinati, Marconi, Zaffiri, Pergolesi
“Concorso della Regione alla valorizzazione del Festival internazionale del folklore Terranostra”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 300 dei Consiglieri Giancarli, Giacinti, Biancani, Rapa, Urbinati, Marconi, Zaffiri, Pergolesi.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Questa è una legge presentata alcuni mesi fa, e voglio ringraziare i Consiglieri che con me l'hanno voluta firmare: Giacinti, Biancani, Rapa, Urbinati, Marconi, Zaffiri, Pergolesi.
L’obiettivo è chiarissimo, è finalizzato a promuovere e rafforzare i valori dell'amicizia e della pace fra i popoli e si vuole contribuire a sostenere il Festival internazionale del folklore Terranostra, in occasione della cinquantesima edizione programmata per il 2020.
Con un modo di agire trasparente, si vuole riconoscere ad un Comune, ad un borgo alle pendici del monte San Vicino, una manifestazione che realizza da tantissimo tempo, un Comune di 2.300 abitanti, nel cratere, uno degli 87 Comuni del cratere sismico. E' anche il segnale che c’è non soltanto ricostruzione, ma rinascita e rigenerazione, quindi ha anche questo significato.
Quando parliamo di folklore, parliamo di un patrimonio culturale immateriale, tra l'altro tutelato dall'Unesco, di un'espressione della tradizione popolare, di musica popolare, di memorie locali, che va salvaguardata anche a beneficio delle future generazioni.
Accanto al valore della manifestazione c'è anche questa specificità del Comune di Apiro, che è nel cratere, che realizza questa manifestazione dal 1970, nel mese di agosto e che ha alcuni obiettivi nell'ambito della cultura e della tradizione popolare, in armonia con i principi e che con le direttive dell'Unesco: la salvaguardia e la divulgazione delle espressioni della tradizione popolare; lo scambio di conoscenze e di esperienze a livello internazionale; lo scambio e la conoscenza di queste manifestazioni anche attraverso gli usi e i costumi dei popoli del mondo, con particolare riguardo alle minoranze etniche e linguistiche. Concorre alla promozione e alla diffusione della cultura della pace, della convivenza, della fratellanza e dell'amicizia tra i popoli, della tutela dei diritti civili; divulga la conoscenza delle tradizioni e della cultura popolare marchigiana, sia a livello locale che a livello internazionale; promuove mostre, pubblicazioni, in particolare sulla musica, la danza, il costume, il canto; promuove e valorizza nell'ambito della manifestazione l'artigianato e le produzioni di qualità anche enogastronomiche dei nostri territori.
Questa è la manifestazione folkloristica internazionale più antica e la longevità e il prestigio derivano anche da una sinergia fra l'Associazione culturale folkloristica l’Urbanitas di Apiro e il Comune gli Apiro, che opera ininterrottamente dal 1933 ed ha rappresentato in innumerevoli occasioni, la cultura popolare marchigiana in Italia e nel mondo e, come ho detto, è anche riconosciuta dall'Unesco. Ha avuto tantissimi riconoscimenti, per brevità ne cito soltanto due, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, l’Urbanitas ha ottenuto il secondo posto assoluto fra i gruppi folkloristici italiani, ritirando direttamente il premio dalle mani dal Presidente del Comitato dei Garanti delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d’Italia e nel 2010 il Festival Terranostra è stato premiato con la medaglia d'oro e con l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica.
Voi capite che lo sforzo è immenso, quindi dobbiamo ringraziare la comunità di Apiro, le Associazioni culturali il volontariato così presente e diffuso in quella realtà, come nella realtà marchigiana. Sono tantissime le delegazioni e i gruppi che partecipano, provengono dai 5 continenti, sono oltre 200 gli artisti e tantissimi sono gli addetti ai lavori. Lo sforzo organizzativo è enorme: dall'ospitalità, dal vitto, all'alloggio, all'esigenze sceniche, a quelle logistiche, alla parte artistica, comprese le prove, i palchi, sapete cosa una manifestazione di questo tipo comporta.
Chiudo ricordando che nell'anno 2020 si svolgerà la cinquantesima edizione e nonostante si tratti di un evento consolidato, la ricorrenza impone un accurato lavoro di preparazione oltre che di necessarie risorse, sia finanziarie che strumentali, il tutto finalizzato al raggiungimento di alcuni obiettivi: iniziative editoriali e di rappresentanza per le celebrazioni dei cinquant’anni del Festival, anche in considerazione che il 2020 rappresenterà contestualmente anche i cinquant'anni della fondazione del Ciof, che è l'organizzazione internazionale di rappresentanza e coordinamento a livello mondiale, l'istituzione di un premio “Terranostra” e un riconoscimento annuale da assegnare ad esperti che si sono distinti in campo etnografico, nei fenomeni interetnici, nella coreutica, nella musicologia, nella cultura e nelle tradizioni popolari, o a donne e uomini che, a diverso titolo, si sono distinti per la pace nel mondo, la difesa dei diritti umani, la tutela dell'ambiente, la salvaguardia e la promozione del territorio, nel potenziamento della presenza di immagine del marchio “Terranostra” sul territorio marchigiano ed europeo, anche mediante attività promozionali direttamente promosse dalle delegazioni ospiti, nell'integrazione della programmazione delle delegazioni che vengono da tutto il mondo con le realtà e le problematiche legate alle aree interne. Un insieme di obiettivi che non hanno una valenza locale, ma marchigiana, italiana, europea e questa è la ragione per cui in molti ci siamo sentiti di scrivere e di firmare questa proposta di legge, con l'auspicio che oggi diventi legge.
Grazie ancora a tutti i colleghi, al Consiglio regionale ed al Presidente Mastrovincenzo che ha voluto mantenere questa proposta al primo punto dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Condivido in pieno questa proposta di legge e quanto ha detto il Consigliere Giancarli.
Una legge per il cinquantesimo anniversario della manifestazione Terranostra che si svolge ad Apiro, che è un comune che fa parte del cratere e questo ha un significato ancora più importante perché significa rinascita, favorire quelle iniziative che promuovono in maniera virtuosa la nostra regione.
In questo caso ci troviamo dinanzi ad un festival che da mezzo secolo porta alto il nome delle Marche, un evento cresciuto e arrivato addirittura ad una caratura mondiale, che diffonde le nostre ricchezze culturali e folkloristiche su scala internazionale, oltre a mantenerle vive l’operato del Festival Terranostra contribuisce in maniera fattiva e significativa a valorizzare le nostre tradizioni e le ripercussioni in positivo sono evidenti anche in virtù della longevità della manifestazione, caso più unico che raro nel nostro territorio, promuove anche l'artigianato e la produzione enogastronomica,.
Terranostra a livello folkloristico offre una panoramica mondiale, in quanto sono rappresentati tutti i continenti del nostro pianeta, è una vetrina che promuove la cultura marchigiana nel mondo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Come ha già detto il Consigliere Giancarli, sono ben lieto di aver sottoscritto questa proposta di legge, al di là della competenza territoriale, perché il Comune di Apiro cade in provincia di Macerata.
Credo che per il cinquantesimo, in via del tutto straordinaria, eleviamo questo evento ad una dignità particolare, ma mi auguro che questa dignità possa restare, che non sia solo il frutto della buona volontà, della simpatia, dell'adesione dei sottoscrittori che rappresentano tutti i gruppi consiliari, ma che insieme ad altre nobilissime manifestazioni possa entrare definitivamente nell'ambito delle iniziative che la Regione Marche finanzia, anche se non con la considerevole cifra che viene indicata in questa legge, ma certamente non con la piccola, piccolissima cifra con la quale veniva finanziata precedentemente.
A questo scopo, credo che dovremmo ristabilire una tradizione che c'era e che secondo me mette al riparo gli organizzatori di eventi ed anche il bilancio, perché capisco l’Assessore Cesetti, capisco qualsiasi Assessore, che magari si vede arrivare da tante parti richieste per quella o per quell’altra cosa, quindi non si arriva per via ordinaria, non si arriva con i fondi europei, magari si fa la leggina, un piccolo nostro far west, dove ognuno si dà da fare per cercare di sostenere cose tutte belle, tutti sostenibili, che non troverebbero uguale spazio.
Se c'è già una legge dico che va rafforzata, va migliorata, una legge per i grandi eventi che entri ordinariamente nel bilancio della Regione, dove non possono mancare il Festival del cinema di Pesaro, il Premio musicultura, lo Sferisterio, la Quintana, cito uno più o meno una manifestazione per provincia, non so su Ancona che cosa potremmo ricordare. Una serie di eventi, come era nel passato, che non è più rimessa, ripeto, solo alla buona volontà di un gruppo di Consiglieri ed alla disponibilità di cassa, che per quell'anno viene trovata per l'altro no. E' un invito che faccio naturalmente al Presidente della I Commissione Consigliere Giacinti, che ha la particolare capacità di razionalizzare le cose, tutti abbiamo riconosciuto questa sua dote particolare, che è interessante dal punto vista dell'organizzazione dei lavori legislativi, facciamo una norma che organizzi una volta per tutte e faccia delle scelte, che ogni quinquennio possono essere riviste, comunque sottoposte ai chiari di luna del bilancio, ma si parte da lì, da quelle 7, 8, 10, 15 manifestazioni di eccellenza della regione Marche per le quali il fondo è certo, questo dà anche una forza a chi le organizza.
Credo che, data la passione che l'intera città di Apiro mette in questa iniziativa e non solo la città di Apiro, perché sono tante le collaborazioni che vengono messe in campo, l’iniziativa sarà stupenda e potrebbe essere qualcosa che dura nel tempo, anche perché segnalo che rispetto a tutti i grandi eventi che possiamo individuare nell'ambito regionale, è uno dei pochi al confine con l'Umbria, quindi, una grande sfida di un piccolo Comune che mette in piedi un evento che fanno le grandi città, come Recanati, Macerata, Pesaro, Ascoli Piceno, Ancona, che hanno alle loro spalle i numeri, le presidenze, grandi capacità organizzative ed anche grandi disponibilità finanziare.
Questa è una sfida nata nel piccolo, ma cresciuta nel tempo con un consenso internazionale che vede la partecipazione, a spese loro, di tanta gente che interviene a questa bella iniziativa, ed è unica, quindi ha tutte le caratteristiche per diventare stabilmente una manifestazione, un grande evento di carattere regionale, che riceve un finanziamento congruo, elevato che dà anche garanzia della sua continuità nel tempo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Ho firmato questa proposta di legge perché ritengo che le eccellenze della nostra regione, che ci sono nel territorio, vanno valutate ed anche rivalutate. Credo che questo sia il senso della legge presentata dal primo firmatario Consigliere Giancarli.
Mi permetto di dire che non possiamo più andare avanti in questo modo, mi rivolgo in modo particolare alla Giunta, al Presidente ed ai suoi Assessori, che sono qui presenti questa mattina, perché non possibile presentare per ogni territorio, per ogni particolarità o eccellenza una legge per avere qualche piccolo o ampio finanziamento.
Vuol dire che manca la programmazione e che la Giunta è disattenta al territorio. Questo è l'aspetto politico di questa norma ed è fondamentale. Non è possibile, caro esecutivo, ogni volta intervenire con le leggi, manca una programmazione di interesse regionale, attraverso la quale rivalutare le eccellenze, le feste, i territori, per mantenere vive le attività sul territorio. Si danno dei contributi, ma manca la linea, ma cosa state facendo? Questa è la riflessione politica che bisogna fare! Poi lo so che verrà qualche PM qui a fare la difesa d'ufficio, questa è un'abitudine oramai dentro quest'Aula, ma non serve questo, alla Regione servono delle iniziative concrete.
Occorre una legge quadro su questi temi, che dimostri la volontà della Giunta, dell'esecutivo, del Consiglio perché no, anzi il Consiglio è sovrano, anche se qualcuno tenta in continuazione di sminuire questo ruolo. Credo che questo sia un passaggio estremamente importante.
Quando si realizzerà questa ipotesi, allora probabilmente saremo in un altro contesto, me lo auguro, non voglio fare, come ho detto molte volte, il cattivo profeta, ma questo è la dimostrazione dei fatti.
Una comunità da 50 anni mantiene viva nel territorio una tradizione, che tutti gli anni si ripete, con i sacrifici di qualche migliaio di abitanti, un luogo che per una settimana diventa leader mondiale per quello che riesce ad organizzare.
Credo che questo sia l'aspetto essenziale, perciò quando questo esecutivo cambierà strategia, cambierà impostazione, sarà sempre tardi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Zaffiri ha chiamato un PM, io faccio l’avvocato difensore in questo caso, le accuse sono arrivate dal Consigliere Zaffiri, a cui spesso do atto di riconoscere alcune buone pratiche, soprattutto quando si parla di comunità locali.
In questo caso dico al Consigliere Zaffiri che non è vero che non c'è un indirizzo, è dall'inizio della legislatura che nel settore del turismo e nella valorizzazione dei beni artistici e architettonici seguiamo delle linee ben precise, ne è la riprova la questione dei cluster turistici, il successo che stiamo avendo con il ciclo bike, il turismo sportivo, tanti altri tratti che abbiamo dato alla nostra offerta.
Il Festival del folklore di Apiro non è altro che il compimento di qualcosa che, credo, avviene sull'indirizzo che noi ci siamo dati, quello di valorizzare tutto ciò che è caratterizzato nei nostri territori. Siamo partiti, se vi ricordate, con Senigallia città della fotografia, in onore del grandissimo artista Giacomelli, a seguire Civitanova Marche con la città del manifesto, poi San Benedetto del Tronto con la città del documentario in onore del grande artista Libero Bizzarri, ora siamo al riconoscimento della città del folklore.
Questo è l'indirizzo che ci siamo dati ed io che sono un Consigliere regionale sto scoprendo le tante meraviglie regionali che abbiamo, che un marchigiano da solo non conosce, questo è l'obiettivo che vogliamo raggiungere con queste leggi di riconoscimento, di specificità, nel nostro territorio.
Quindi, ben venga la città di Apiro, grazie al Consigliere Giancarli che ha tenuto tantissimo a questa legge, ci ha lavorato per molto tempo. Credo che questo sia un servizio che diamo alla nostra regione, per cui, secondo me, questa legislatura sarà ricordata. Guardate, la nostra regione è fatta di tante piccolissime realtà e di tante grandi eccellenze, quindi ringrazio il Consigliere Giancarli, ma soprattutto la comunità di Apiro che da anni ci regala questo straordinario Festival. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Capisco che già si sente aria di elezioni, magari qualcuno è già in campagna elettorale, però vorrei cercare di portare la discussione sulla bella iniziativa del Consigliere Giancarli e a chi lamenta la mancata organicità ricordo che è nelle funzioni di ciascun Consigliere la possibilità di presentare una legge, se in quattro anni non l'avete fatto, allora non prendetevela con gli altri, iniziate prima di tutto a guardarvi allo specchio.
Detto questo, ripeto, voglio ringraziare il Consigliere Giancarli per questa proposta perché conosco bene questo festival essendo Cingoli in provincia di Macerata e vicino a dove abito. E’ una manifestazione che è cresciuta tantissimo negli anni, è un festival di straordinaria bellezza, che vale la pena di viverlo e invito tutti quanti i Consiglieri e coloro che ci ascoltano ad andarci.
La rassegna della tradizione folcloristica è diventata il festival dell'amicizia fra i popoli, della tolleranza, dell'apprezzamento delle diversità, non solo, come ha detto bene il Consigliere Giancarli, ha avuto anche un altro grandissimo merito, quello di far conoscere il nostro territorio, le Marche, nel mondo perché accogliendo le tradizioni di altri Paesi contemporaneamente si esportano le nostre.
E' una manifestazione di grande pregio, che merita una legge specifica, come questa, che possa dare agli organizzatori anche una sicurezza in quello che fanno e una certa tranquillità organizzativa, quindi, è giusto votare questa legge e invito tutti a lasciar perdere le polemiche e ad apprezzare la bontà di questa proposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Dovrò ripetermi rispetto a quanto ho già detto in occasione di altre leggine di questo tipo, come l’ultima, ad esempio, che riconosce San Benedetto del Tronto come città del documentario, per valorizzare il premio Libero Bizzarri.
Non si può non essere d'accordo su un provvedimento che va ad interessare un territorio, non si può non essere d'accordo quando su questo territorio viene individuata un’eccellenza che deve essere considerata un elemento attrattivo, e Dio sa quanto abbiamo bisogno di attrattività in questa regione, perché se è pur vero che qualcosa si muove nell’ambito del turismo, siamo sempre il fanalino di coda rispetto alle grandi mete nazionali. Quindi abbiamo un'attrattiva, un’eccellenza e cerchiamo di valorizzarla in modo tale che possa convogliare più turisti nel nostro territorio.
Non si può non essere d'accordo con i colleghi che hanno proposto questa legge e, quindi, con il Consigliere Giancarli, però, consentitemi, non si può essere d'accordo sul metodo. Riprendo quello che ha detto l'altra volta, due mesi fa, e riprendo anche ciò che ha detto chi mi ha preceduto, il Consigliere Zaffiri, non si può andare avanti in questo modo, ad personam, a manifestazione.
Qualcuno ha ricordato che ogni Consigliere può fare una leggina, ma noi rifuggiamo da questo tipo di cose, Consigliere Bisonni, noi vorremmo un po’ di programmazione. Per tre anni abbiamo chiesto di rivedere la legge sul turismo per introdurre un progetto di programmazione, individuando sui territori quali sono le eccellenze. Tre anni fa abbiamo fatto questo tipo discorso, oggi più che mai dobbiamo farlo, perché abbiamo avuto il terremoto che ha colpito tutti i comuni dell'entroterra.
Quante eccellenze ci sono? Tante, facciamone una rete, vediamo quante risorse possiamo spendere, perché ogni anno c’è una ricorrenza, ogni anno c’è un ventennale, un trentennale, un cinquantennale, fra poco ci sarà anche qualche secolo, quindi ogni anno dovremmo fare quattro/cinque leggi, ma non è questo il modo con il quale deve procedere la Regione, questo lo può fare il Comune, la Provincia quando c'era, non la Regione che deve lavorare in un'ottica molto più ampia.
Che cosa succede? Vi ricordo cosa abbiamo combinato su questo tema: abbiamo fatto diverse leggi, non le ricordo tutte, la valorizzazione del dialetto, il museo della moto a Pesaro, poi per Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto, adesso per Apiro, dove abbiamo messo delle risorse che sono dieci volte superiori a quelle che abbiamo previsto nella legge quadro sulle rievocazioni storiche, fatta da me e dal Consigliere Talè, che interessa una ventina di rievocazioni storiche di eccellenza nazionale, 40 mila euro per tutte! Cose risibili! All’inizio dell’anno è uscito un bando del Mibact sulle rievocazioni storiche dove c’erano milioni di euro, perché ha capito che la cultura, la storia, in questo nostro Paese ha importanza.
Noi abbiamo previsto 40 mila euro per decine di rievocazioni storiche che hanno un secolo, addirittura nel fare il quadro abbiamo imposto il censimento di chi ha diritto al riconoscimento ai contributi. Solo quelle che per cinquant'anni, ininterrottamente, hanno fatto queste manifestazioni e fortunatamente nella regione Marche ce ne sono una decina.
Il prossimo anno a queste daremo 40 mila euro, 4 mila euro a testa, manifestazioni che vanno sui circuiti nazionali televisivi, internazionali e altro.
Questo perché? Perché abbiamo perso di vista la programmazione, non sappiamo quello che c’è a Monte Monaco, a Filottrano e ad Acqualagna.
Mettiamo insieme questo tipo di discorso e facciamo un censimento delle manifestazioni che meritano, dopodiché se c’è il ventennale, il trentennale o il cinquantennale non occorre fare la legge, c’è il bilancio, c'è il bilancio dell’Assessorato alla cultura, c’è il bilancio dell’Assessorato al turismo, c’è l'Assessore al bilancio. Cosa succede nel 2020 nelle Marche? Nel 2020 c’è una grande ricorrenza magari destinata a …, benissimo, non credo che nessuna Assemblea legislativa possa dire: “No, non la finanziamo”. Questa è la programmazione” So già che sta per arrivare un’altra legge ed anche lì di sono sicuro metteremo 50 mila euro, e non sarà l’ultima ad arrivare, ne avremo altre di questo tipo se viaggiamo per spot.
Rinuncio a presentare la legge sull'aspetto specifico perché posso andare in Assessorato e dire: “Guardate, il prossimo anno ricorre per il Comune di Martignano la festa di San Terenziano, molto particolare, molto sentita. Per cortesia come possiamo valorizzarla?” Nell'ambito delle programmazioni turistiche ci metteremo qualche migliaio di euro, ma non chiederò di fare la norma su quella manifestazione. Questo è il metodo! Ripeto, non si può non essere d'accordo su questo tipo di interventi perché vanno a valorizzare i territori, giammai uno può essere contrario, deve essere sempre positivo, si deve spendere, a me piace moltissimo il discorso del turismo, l’ho gestito anche personalmente quando ho fatto il Presidente della Provincia, però, nell'ambito di una programmazione regionale, fondamentale.
Ecco la grande critica, mi dispiace averla dovuta ripetere a distanza di 15 giorni, a distanza di un mese, a distanza di un anno, quando abbiamo fatto la prima legge 'ad manifestazione' e non mi sembra che sia segno di un'attenzione equa e congrua che noi diamo a tutte le Marche, da Pesaro ad Ascoli.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Mi ero già prenotata, ma molto bene si è espresso il Vicepresidente Celani, tuttavia, vorrei fare delle precisazioni, soprattutto in riferimento a quanto affermato dal Consigliere Urbinati.
Noi non stiamo criticando, non abbiamo detto che c’è stata assenza di azioni per la valorizzazione delle tradizioni e delle eccellenze marchigiani, quello che è stato detto è che non sono inserite in un sistema, perché in questa Regione non è mai stato fatto sistema, tra diversi settori o all'interno di uno stesso settore. Questo lo vediamo anche per le piccolissime manifestazioni che in certi periodi addirittura si sovrappongono, sono periodi intasatissimi, fare, quindi, un progetto che integri e faccia interagire le singole realtà servirebbe anche a dare una spinta propulsiva e di aiuto, le une alle altre.
Quello che stiamo criticando è il modo di procedere di una Giunta che si ritrova a programmare a fine legislatura con piani ridondanti, ma privi di effettivi contenuti. Siamo a pochi mesi dalla fine di questa consiliatura ed io so da sempre che quando si inizia un'attività si deve programmare all'inizio e non alla fine.
Questo è quello che critichiamo, è chiaro che questa proposta di legge ci trova concordi, però non siamo d'accordo a procedere in questa maniera, perché ogni azione è a compartimento stagno, non è integrata con quello che c'è intorno.
Nelle Marche, nella regione al plurale, ci sono diverse realtà, sia a livello orografico che di tradizioni, mare, montagna, collina, cerchiamo di fare sistema, di unire, cerchiamo di valorizzare facendo interagire il tutto in un progetto ben integrato, che comprenda tutto, anche le azioni che sono state fatte ma, come dico io, tutte fine a sè stesse, ognuna per sè. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Per salutare la proposta di legge del Consigliere Giancarli, di cui sono anche firmatario.
Non limiterei il dibattito a critiche sulla metodologia usata per celebrare questo grande patrimonio, che rappresenta una ricchezza per le Marche, che ha innumerevoli tradizioni e dalla loro numerosità e dal loro radicamento nel territorio, con le generazioni che si sono succedute, la nostra regione trae una grande forza, quindi non sminuirei il valore e l'esaltazione di una proposta come questa, che va a celebrare il cinquantesimo anniversario di una manifestazione, dove al suo interno ci sono tutti gli altri elementi che ho cercato brevemente di sottolineare in precedenza.
Più che una critica, mi sento di esaltare l'importanza di una proposta di legge che va ad evidenziare una pluralità, una messe di tradizioni che determinano una peculiarità della nostra popolazione, della nostra comunità, delle Marche.
È stata ricordata nel dibattito, per altre vie, la pluralità della nostra regione, da un punto di vista territoriale, culturale, tradizionale e di modi di fare, che la rende unica proprio per questa grande diversità e pluralità.
L’occasione specifica di quest'anno è il cinquantesimo anniversario che il Consigliere Giancarli ha voluto esaltare, quindi diamogli il giusto timbro e il prossimo anno, o in un'altra occasione, ce ne saranno altre, ovviamente, se continuereamo ad evidenziare quello che capita di volta in volta. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. La dichiarazione di voto è solo un'occasione, Presidente, perché sono favorevole, per dire che questa discussione una volta tanto è servita a qualche cosa perché sia dai banchi della maggioranza, ho cominciato io, che da quelli della minoranza si è implorato un sistema.
Visto che non è presente l'Assessore al turismo ed alla cultura, ma c’è il Presidente della Commissione e l’Assessore Cesetti, direi che questa cosa va fatta subito, una proposta di legge in cui il Servizio cultura raccolga le maggiori manifestazioni, che poi diventerà la legge dei grandi eventi - evitiamo la distribuzione in tabella C, leggi, leggine - e un'altra parte che riguarderà gli eventi di carattere minore.
Chiaramente si parte da quello che è stato storicamente finanziato, non voglio adesso indicare i criteri, ma una volta per tutte discutere di queste cose, che non siano rimesse alla volontà di qualcuno, anno per anno, o maggioranza per maggioranza. Ci sia un riconoscimento serio, al di là delle maggioranze, al di là dei quarti di luna del bilancio, al quale un minimo viene garantito, altrimenti chi fa queste cose non avrà mai la certezza in futuro che la manifestazione potrà essere realizzata e penso che il festival del folklore debba essere, in coda, in ordine di tempo, ma non ultimo, inserita nell'ambito dei grandi eventi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Il mio voto sarà favorevole. Prendo la parola per sottolineare quello che ho detto prima. Credo che per distrazione alcuni colleghi non abbiano ben compreso. A chi si lamenta di una mancata organicità, faccio l'invito a presentare una proposta di legge organica, non sto quindi facendo l'invito a fare una norma per la festa di Campofilone, ma dico di fare una legge, se a qualcuno sta a cuore questo argomento, invece di criticare. Fatela voi, avete avuto quattro anni e mezzo, anzi, dico pure di più, visto che è stata fatta una legge organica sulle manifestazioni storiche potevate inserirvi in questa se vi stava tanto a cuore e fare una complessiva legge organica.
Criticare è facile, prendere carta e penna e mettersi a scrivere leggi forse è un po' più difficile, avete avuto quattro anni e mezzo, direi che se vi stava a cuore potevate fare questa norma organica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, Presidente. Il Consigliere Bisonni mi ha rubato in parte l’intervento, capita anche questo.
Ovviamente la Giunta regionale voterà a favore di questa proposta e ne apprezzo l’iniziativa e le sue finalità, e se è una giusta azione va approvata. Qualcuno ha detto che non lo è, dobbiamo interrogarci se lo è o no, secondo noi lo è.
Nulla c'entra la presunta mancata iniziativa della Giunta, la legge di per sé, o un evento del genere, doveva avere il suggello di una disposizione normativa e, secondo me, come ha detto il Consigliere Giacinti, c'era questa necessità di dare con legge l'importanza a questo cinquantesimo, oppure se era necessario un atto amministrativo, poteva essere sufficiente, che ne so, inserirlo nel bilancio, fare una mozione e via dicendo, ma credo che questa proposta sia importante.
Altro è, come dice il Consigliere Marconi, un disegno di legge organico che racchiuda il tutto, che contenga il tutto, ma su questo, e in questo senso il Consigliere Bisonni mi ha in parte rubato l'intervento, il potere di iniziativa legislativa è in capo a ciascun Consigliere regionale, oltre che alla Giunta, ovviamente, è quindi prerogativa del Consiglio regionale, quindi su questo ci si deve ragionare.
Voglio ricordare che questo potere è tipico del Consiglio regionale e del singolo Consigliere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Mio malgrado non mi piace questo rimpiattino, però sono costretto ad intervenire di nuovo.
Dopo gli ultimi interventi che ci sono stati, in modo particolare l'ultimo o il penultimo, semmai ce ne fosse stato bisogno, ho avuto la conferma che in questi quattro anni qualcuno si è distratto, o perlomeno non c'era, pensava ad altre cose.
Noi abbiamo fatto una legge organica sulle rievocazioni storiche che prende un arco temporale grandissimo, che evidenzia la storia e la cultura di questa regione, se volete ne abbiamo fatta una pure sulle sagre, ci abbiamo lavorato moltissimo, ma in un ambito organico, adesso non mi si venga a dire che il Consigliere doveva fare, l’ha fatto il Consigliere e l'ha fatto nel modo giusto, nel modo istituzionale, ha preso in considerazione un cluster e su quello ha lavorato e l’ha portato a casa.
Questo che cos’era? Non era un cluster da mettere dentro? Ma qui c'è una particolarità, c’è la ricorrenza, allora si discute sul fatto che occorre una legge, oppure va nell’ambito di una programmazione? Nel prossimo triennio decido quali sono le ricorrenze, quali sono gli aspetti da valorizzare e li metto in bilancio.
Parliamo arabo? Oppure qualcuno in questi quattro anni è stato a pensare di passare dall'altra parte?
Ragazzi, non scherziamo, parliamo seriamente, non veniamo mica qui dopo aver giocato a nascondino! Abbiamo esperienze amministrative, sappiamo come si fanno certe cose, ci sono fior di Consiglieri che vengono da esperienze comunali, provinciali. Allora? Critiche di questo tipo ve le tenete. Ripeto, dopo gli ultimi interventi ho capito tutto.
Io non farò mai una norma ad hoc perché abbiamo fatto la legge quadro, mi smentirei su questo aspetto, andrei, come sono andato, dall’Assessore, dal servizio, per evidenziare certe situazioni che sui territori ci sono e direi: “E’ possibile farlo? E’ possibile in occasione di questa ricorrenza dare un contributo, mettere in bilancio una cosa del genere?”. Ecco, la legge quadro c’è, ripeto e torno a dirlo, questo porta ad una visione distorta dei modi di impegnare le risorse, potrei adoperare anche altri termini, brutti, che oggi vanno di moda, non li adopero: “Nella legge organica mettiamo X, nella legge per l’evento mettiamo 10 volte X”, questa è una visione distorta di come fare cultura, di come fare turismo, di come fare attrattività, di come valorizzare quello che la storia ci ha dato e non riusciamo ancora a capire che va difesa in un sistema.
Questo è quello che voglio dire, dopodiché nulla questio. L'abbiamo detto, come si fa a non essere d'accordo quando si va a valorizzare una manifestazione che rende eccellente un territorio, siamo tutti d'accordo da questo punto di vista, quindi, la legge va votata, senza dubbio, ma sul metodo fateci dire che qualcosa non funziona.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Consigliere Celani, mi meraviglio che lei si scaldi tanto quando qui perdiamo tempo a parlare sempre delle stesse cose, si dia sette mesi di tempo, poi se toccherà a noi vedrà cosa siamo capaci di fare, è inutile parlare!
Non devo sperare in questo? Da un lato mi preoccupa perché per stare lì bisogna avere capacità estreme. Prima ho detto che ormai abbiamo preso le misure uno con l’altro e stare lì comporta essere assaliti dagli altri, però il livello di partenza è stato, in questi cinque anni, scarso, scadente, non paragonabile nemmeno ad un asilo. Basta un capello, 5 minuti al giorno per fare meglio, figurarsi se non ci riesce uno come me che è abituato a lavorare 20 ore al giorno. Rien ne va plus.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.


Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire di nuovo anche perchè pensavo che questa proposta di legge passasse più liscia in questo consesso.
Secondo me oggi c'è da festeggiare e da ringraziare una comunità che da cinquant'anni regala a questa regione uno spettacolo del genere.
Questo è il filone, come ho detto, del riconoscimento di determinate città, quindi, non è vero che non c'è programmazione. Abbiamo fatto una legge per le manifestazioni storiche, le rievocazioni storiche, ed è un cluster ben preciso che abbiamo individuato dei paletti molto rigidi per il riconoscimento di manifestazione storica.
Stiamo riconoscendo delle peculiarità del territorio, ma se poi scivoliamo nella campagna elettorale, è tutto un altro discorso. Io non volevo farlo, però a questo punto, Presidente, chiedo la votazione per appello nominale su questa proposta di legge perché - voglio vedere - se passerà all'unanimità è la prova sostanziale che c'è strumentalizzazione. Noi non la raccogliamo su questo provvedimento, ma penso che oggi il nostro ringraziamento debba andare alla comunità di Apiro e alle tante altre comunità marchigiane che da anni, in maniera disinteressata, ci regalano questi straordinari festival. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Noi voteremo favorevolmente questo atto, l'ho già detto e l’ho fatto capire durante il mio intervento, però non accettiamo che ci venga detto che strumentalizziamo questa legge.
Noi diciamo che manca la programmazione, ed è questo, Consigliere Urbinati, il vero problema. Manca una programmazione, capisco che come capogruppo di maggioranza è difficile ammettere questa cosa, ma io sono grande politicamente e capisco le cose.
Non si può dire che c'è strumentalizzazione se votiamo a favore di questa legge, no, assolutamente no, io l’ho firmata, la condivido, però un conto è la programmazione!
Caro Consigliere Bisonni, probabilmente lei non si rende conto che cos'è un esecutivo e cos’è il Consiglio, probabilmente ha bisogno di qualche corso serale per approfondire questi temi.
L'esecutivo è l'organo di governo che deve gestire questi eventi, deve valorizzare la nostra regione, altrimenti non credo che serva un esecutivo, che serve per governare e questo è un territorio da amministrare, con le sue eccellenze, le sue particolarità - questa sarebbe una programmazione seria del nostro turismo - le nostre aree interne, la nostra costa e tutti eventi dell'anno.
Noi abbiamo detto soltanto una cosa e cioè che manca una programmazione e questo purtroppo è vero. La programmazione non manca solo su questo, in generale in questo Governo, in questa Regione.
Questo è il problema e noi su questo esprimiamo una considerazione politica e le lezioni non le vogliamo da nessuno, per favore, noi siamo liberi di dire quello che riteniamo opportuno politicamente.
Pertanto, votiamo a favore della legge, senza strumentalizzazione, senza demagogia, senza niente, perché un territorio eccellente della regione Marche da più di cinquant'anni celebra un'iniziativa senza nessun aiuto e quest'anno, visto che è il cinquantennale, gli si dà un contributo. Probabilmente Apiro doveva averlo anche negli anni passati, perché è un territorio che con le sue iniziative si colloca a livello mondiale.

Proposta di legge n. 300. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Carloni, Casini, Celani, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Comunicazione ai sensi del comma 4 dell'articolo 55 del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo scusa, è stata una mia dimenticanza perché quando abbiamo visto il calendario dei lavori mi è sfuggito il fatto che la proposta di legge n. 311 del 3 ottobre, a firma dei Consiglieri Marconi, Pieroni, Celani e Marcozzi, concernente: “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’", non è quella che discuteremo oggi. Mi sono confuso perché ci sono due modifiche.
La proposta di legge relativa alle modifiche statutarie ha dei tempi stretti, esattamente come quella che oggi approveremo con grande rapidità, collegata alla legge elettorale. Ha i suoi 60 giorni di tempo, lo ricordo ai Consiglieri, per la seconda lettura e poi occorre attendere 90 giorni di tempo per un'eventuale richiesta di referendum. Se si voterà, come tutti dicono i primi di giugno, noi faremmo l'ultima seduta ai primi di aprile, quindi chiedo cortesemente alla Presidenza del Consiglio ed anche al Presidente della Commissione di calendarizzare subito questa proposta perché non farlo significa apertamente non volerla trattare. Grazie.

PRESIDENTE. Bene, sarà inserita, d’accordo con il Presidente della Commissione, nella discussione in Commissione.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Come sempre, tutti gli atti seguono il loro corso, cercheremo di prestare attenzione a questo, come peraltro a tutti quelli che giungono in Commissione. Copiosamente, bisogna anche dirlo.

Proposte di atto amministrativo n 66
ad iniziativa della Giunta regionale
“Aggiornamento 2019 del Programma quinquennale per le aree protette 2016/2020. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 5, comma 1, articolo 7, commi 2, 3, 6 e 7 e articolo 10, commi 1, 2, 3 e 4”

Proposta di atto amministrativo n. 69
ad iniziativa della Giunta regionale
“Istituzione della Riserva naturale Generale Orientata del Bosco di Tecchie. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 11”
(Discussione congiunta)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le proposte di atto amministrativo nn. 66 e 69 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Qui ci sono due atti amministrativi, il n. 66 e il n. 69, che successivamente dovremo discutere. Devo dire che è difficile tenerli separati, quindi nella mia illustrazione comprenderò entrambi, ovviamente, dovranno essere votati separatamente.
Grazie a questi atti la Riserva naturale del Bosco delle Tecchie da oggi diventa una realtà, quindi da Parco naturale comunale a riserva naturale regionale.
Si tratta di un risultato molto importante in quanto conferma l'attenzione della Regione alla tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico marchigiano e dimostra la sua sensibilità ai temi ambientali.
Questa istituzione si è resa possibile grazie all'incremento, per un importo di 45 mila euro, delle risorse regionali destinate alla gestione delle aree protette, all'interno della programmazione quinquennale delle stesse, atto amministrativo n. 66.
Con l'istituzione di questa riserva naturale si rafforza e si struttura l'intenzione di preservare la biodiversità in termini floristici e faunistici all'interno di un'area boschiva di pregio, rimasta intatta nel tempo.
La strada intrapresa mi sembra quella giusta, un passo ulteriore nella direzione della tutela e della conservazione dell'area attraverso un progetto ambientale e di sviluppo sostenibile per dare nuovo impulso e valorizzazione al territorio paesaggistico, sociale ed economico molto rilevante della nostra regione. Quindi, istituire una nuova area, una nuova riserva, mi sembra un risultato fondamentale.
Con l'atto amministrativo n. 66, il primo, andiamo ad aggiornare il Piano quinquennale delle aree protette, 2016/2020, e al punto 3, pagina 28, si sostituisce il capoverso, incrementando le risorse per un importo di 45 mila euro per l'annualità 2019, che ci consentono di istituire la Riserva naturale del Bosco di Tecchie, nel comune di Cantiano.
Un’ulteriore modifica fatta in Commissione, che non era prevista all'interno dell'atto amministrativo n. 66, è quella al punto 1, dove all'interno del capoverso che riguarda il personale, abbiamo inserito la possibilità per gli Enti parchi, qualora volessero, di assumere nuovo personale addetto alla manutenzione. Fino ad oggi erano previsti il ragioniere, il tecnico e tante altre figure professionali, ma non un dipendente che potesse svolgere anche attività di manutenzione. Mi sembra importante inserirlo perché tutti i Parchi hanno bisogno, secondo me, qualora ci fossero le condizioni, di queste figure professionali.
Con l’atto amministrativo n. 69, che ovviamente non è oggetto della prima votazione, ma della successiva, ma come ho detto all'inizio ho scelto di presentarli insieme perché sono collegati, si va ad istituire all'articolo 1 la Riserva naturale orientata del Bosco di Tecchie. Le finalità sono quelle di salvaguardare la biodiversità e il paesaggio forestale.
L'articolo 2 definisce il perimetro che è di 196 ettari, lo stesso del Parco naturale, qualcuno magari voleva sapere se l’estensione è la stessa di prima, la superficie è la medesima del Parco comunale.
L'articolo 3 si occupa della gestione e dell’organizzazione amministrativa, viene qui definito che il soggetto gestore della riserva è il Comune di Cantiano ed è previsto un Comitato di riserva e un organo di indirizzo del gestore.
In Commissione abbiamo fatto una modifica al Comitato, in accordo con il Consigliere Traversini, che pur non essendo presente ha potuto esprimere il suo parere. Ricordo che il Consigliere Traversini si è occupato di questi atti insieme al Comune di Cantiano ed ha fatto in modo che arrivassero in Consiglio regionale.
Nel Comitato abbiamo aggiunto, oltre alla presenza del Sindaco, altri quattro rappresentanti: uno del Comune di Cantiano, uno della Provincia, uno dell’Unione montana e uno di comprovata esperienza, in linea con le altre riserve regionali, nominato dall’Assessore regionale. Si tratta di una riserva regionale, ci sembrava inopportuno non prevedere anche un componente della Regione Marche all'interno del Comitato di riserva.
L’articolo 4 prevede che la sede amministrativa sia presso il Comune di Cantiano.
E' altresì prevista l'adozione di un regolamento che andrà a disciplinare le modalità di salvaguardia, ma anche di utilizzo e di valorizzazione dell'intera riserva.
Viene definito che alla gestione tecnica del personale provvederà il Comune di Cantiano, attraverso il proprio personale o apposite convenzioni con l’Unione montana o con la Provincia di Pesaro e Urbino.
Due atti importanti che vanno ad implementare le aree protette e le riserve presenti nel nostro territorio regionale.
Oggi si parla sempre più di sostenibilità e di qualità ambientale, mi sembrano due provvedimenti molto importanti che vanno nella direzione giusta rispetto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ambientale del territorio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Voglio fare un intervento sulla mia Commissione, che negli ultimi tempi è molto squilibrata, nel senso che c'è un Presidente rappresentante della maggioranza, un Vicepresidente che ugualmente rappresenta la maggioranza ed un Consigliere del Movimento 5 Stelle che è diventato di maggioranza. In Commissione non mi ritrovo perché sono l'unico Consigliere di opposizione, quindi non ho alcun intervento da fare per protesta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Zura Puntaroni le battute le sa fare bene, proprio ieri ho detto che non faccio parte della maggioranza, caro Consigliere, lei ha la facoltà di dirlo, ma nella realtà io non lo sono e lo ha visto ieri sul piano della costa.
E' chiaro che sono d'accordo su entrambi gli atti amministrativi, sul principio fondante di creare una riserva naturale. Condivido l'istituzione della riserva naturale del Bosco di Tecchie ma, come ho detto in Commissione, sono contrario su un punto, come lo sono la Confederazione degli agricoltori, la Coldiretti, il Crel che ha dato parere positivo, ma vincolante. Sull’atto amministrativo n. 69, che istituisce la riserva, c’è un punto alquanto dubbioso e strano e riguarda il comma 1 dell'articolo 6, e ne spiego i motivi.
Riguarda la soppressione dei boschi cedui convertiti ad alto fusto, in pratica l'articolo 6 comma 1 prevede: “2) alla conversione dei cedui esistenti all'alto fusto”. Voglio spiegare di cosa stiamo parlando, anche per questo motivo il Crel ha dato parere favorevole e vincolante con la prescrizione di sopprimere le suddette parole.
Che cos’è il bosco ceduo? E’ una forma di governo del bosco che si basa sulla capacità di alcune piante di rimettere ricacci se tagliate, quindi, ricrescono velocemente nel giro di due anni. Non sono come gli alberi ad alto fusto per i quali occorrono decenni per diventare maturi. Questo tipo di formazione boschiva, il ceduo, è costituita essenzialmente da polloni, cioè da alberi provenienti da moltiplicazione vegetativa, quindi, il bosco dà la sua panoramica proprio dal bosco ceduo, se fossero tutte piante ad alto fusto sarebbe dal punto di vista visivo un brutto bosco.
Ritengo che il bosco ceduo era ed è una risorsa importante, tant'è che la Comunità europea ha emanato la direttiva su questo, la n. 1257 del 1999, la quale afferma: “Il presente regolamento definisce il quadro del sostegno comunitario per uno sviluppo rurale sostenibile” e prevede il finanziamento dei progetti per il ripopolamento dei boschi cedui. C’è una legge europea che disciplina questa cosa, quindi in questo atto è stato fatto un errore secondo il mio modo di vedere ed eliminando questo comma l’atto amministrativo avrebbe un senso più compiuto. In pratica la Comunità europea finanzia i boschi cedui e noi invece li togliamo per mettere l'alto fusto, ma che senso ha tutto questo?
Non conosco il motivo, per cui non posso giudicare, di questa scelta, ma si pensi che la ceduazione, si chiama in questo modo, è praticata da millenni, già all’epoca romana erano diffusi i cedui di castagno per produrre addirittura i pali per le costruzioni difensive, dato che crescono molto più velocemente.
Convertire il ceduo esistente in alto fusto, secondo il nostro modo di vedere, il mio modo di vedere, è molto grave, e questo va ad incidere sul voto finale, quindi voteremo il primo provvedimento, che è l’aggiornamento al Piano quinquennale, ma ci asterremo sull'atto amministrativo n. 69, che istituisce la Riserva naturale del Bosco di Tecchie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Parlare della costituzione della Riserva regionale del Bosco di Tecchie non è parlare di qualcosa di nuovo.
Il Bosco di Tecchie è stato istituito Parco comunale nel 1986, ne so qualcosa perché a quei tempi ero un giovane Assessore del Comune di Cantiano e l'istituzione non fu una cosa semplice. Sappiamo quanto sia complicato oggi parlare di istituire riserve e parchi, 33 anni fa la cosa era molto più complessa.
Dico questo perché da lì, nei cittadini, nell’opinione pubblica, è nata una coscienza diversa sulle questioni ambientali e per anni, soprattutto i primi anni, questa coscienza è stata al centro dell’interesse naturalistico delle scuole, delle università, della comunicazione ed ha coinvolto un po’ tutti, tant’è che c'è stata una partecipazione forte dell'amministrazione provinciale di Pesaro ed una raccolta di fondi chiamata “Mille lire per un Paradiso”, anche le associazioni ambientaliste nazionali erano spesso presenti in zona per parlare del Bosco di Tecchie.
Un valore unico dal punto di vista ambientale, parliamo delle Serre del Burano, che sono ai confini tra le Marche e l’Umbria, a circa 1.000 metri di altezza, indicate anche nel Ppar regionale come aree di particolare interesse dal punto di vista naturalistico per la presenza di una vegetazione e di una fauna particolare a causa dell'altezza e di un determinato livello di umidità.
Una delle esigenze che allora aveva spinto il Comune di Cantiano ad istituire il Parco comunale era quella di salvaguardare la faggeta ad alto fusto, che era diventata rara nel Centro Italia, perché molti proprietari terrieri l’avevano tagliata dato che il legno di questo albero era interessante dal punto di vista economico, quindi si è salvaguardato qualcosa di particolare.
Dico questo perché non è una cosa nuova, non è che oggi la Regione riconosce una riserva o qualcosa di nuovo, tant’è che il riconoscimento è sulla stessa area di trent’anni fa, su quell'area comunale che è tuttora il Parco naturale del Bosco di Tecchie.
Cosa è successo? Nei primi 10/15 anni le cose hanno funzionato abbastanza bene, grazie ad un primo lancio mediatico e alla presenza delle scuole, poi a causa della difficoltà di reperire fondi, l’interesse è andato scemando. Quindi in questi territori, circa 15 anni fa, è nata la riflessione di come rilanciare questo importante patrimonio sia a livello regionale che nazionale, dato che quell'area era in declino e riservata ai soli appassionati.
Si è fatto un ragionamento del quale sono stato uno dei protagonisti e si è arrivati a chiedere il riconoscimento di riserva, ma non solo del Bosco di Tecchie, anche di una parte del Monte Catria dove c’era una riserva per il ripopolamento e cattura in cui era vietata la caccia. Entrambe le località potevano essere riconosciute insieme, senza appesantire, senza creare grandi e costose strutture, per fare una riserva unica Catria e Bosco di Tecchie, tant'è che nel programma finanziario quinquennale, approvato nel 2011, era prevista la Riserva del Catria che comprendeva già il Bosco di Tecchie.
Avevo già lavorato da Presidente della Comunità montana alla presentazione del documento con cui avevo fatto mettere a bilancio 25/30 mila euro per l’avvio dell’istituzione della riserva, poi è finito il mio mandato e per problematiche che non conosco l’amministrazione della Comunità montana non ha mai presentato la richiesta.
Nel 2015 è iniziata la nuova legislatura e nel 2016 è stato prevista nuovamente nel piano quinquennale la Riserva del Catria e del Bosco di Tecchie, con la speranza che la Comunità montana, che è l'organo preposto in questa fase istituzionale, facesse la richiesta. Non è stata fatta neanche questa volta, probabilmente per motivazioni che non sta a me definire, ma credo che sia stato un grave errore.
Sapete benissimo, ne abbiamo parlato anche qui, che nel frattempo è nata la questione del Parco del Catria e personalmente ho già risposto sui giornali ed ho detto: “C'è già una richiesta in Regione per la riserva naturale, facciamo partire quella”, tra parentesi concordata con gli agricoltori, con i cacciatori, con gli abitanti perché prima di arrivare a formulare la richiesta avevamo fatto una serie di passaggi fondamentali, se si vuole andare avanti in questo settore, le cose non si fanno imponendole, si può forzare, ma si deve cercare il dialogo con chi ci abita.
A questo punto si sarebbe persa la grande occasione di veder riconosciuto un patrimonio messo in piedi 35 anni fa dal Comune di Cantiano, conosciuto anche a livello nazionale dai naturalisti, ma gli interessi erano diversi, il Comune di Cantiano - ente fondamentale per l’avvio della richiesta - è stato subito disponibile ad affrontare e portare avanti questo piano, e credo che il lavoro fatto nell'ultimo anno sia stato importantissimo.
Devo ringraziare principalmente l'Assessore Sciapichetti, per la sua disponibilità nell'affrontare il dibattito sulla Riserva del Bosco di Tecchie, i dirigenti e gli uffici dell'Assessorato all’ambiente, tra parentesi, qualcuno nell’organico regionale da anni conosce molto bene la storia del Bosco di Tecchie, e questo ha agevolato il percorso.
Sono stati fatti diversi passaggi, la Conferenza istituzionale ha approvato la richiesta fatta dal Comune di Cantiano, dalla Provincia e dalla Comunità montana. Qualche mese dopo è stato istituito il Tavolo tecnico per coordinare le riserve ed i parchi già esistenti nella regione Marche, i quali hanno dato parere favorevole. In seguito a questi passaggi importanti la proposta di legge è arrivata in III Commissione, che ringrazio per il lavoro fatto, ed oggi siamo qui a parlarne.
Sul Bosco di Tecchie c’è tanto materiale prodotto dal punto di vista scientifico, una settimana fa un noto giornalista a livello nazionale ha chiesto il permesso per andare a riprendere un animale particolare e raro lì presente, la salamandra pezzata che, insieme ad altre specie più tradizionali, come il picchio rosso, il falco picchiaiolo e tanta vegetazione, lo popola.
Come ho detto prima, la varietà di specie è favorita dall’umidità, dall’altitudine e dal torrente Balbano che ha una notevole portata d'acqua, cose che sul Monte Catria non si hanno.
La gestione è centrata sul Comune senza aumentare le spese, senza creare i famosi tavoli o incarichi, non c'è nulla di tutto questo, sono previsti 45 mila euro per l'attivazione e la gestione, senza andare a gravare sulle altre riserve dato che non ci sono tanti soldi. Non era questo l'interesse di quell'area, l’obiettivo era quello di riproporre all'attenzione di tutti, in maniera forte, il riconoscimento regionale di un patrimonio di interesse ambientale veramente unico.
Non è un’area particolarmente grande, si parla di circa 200 ettari di proprietà comunale, e sono gli stessi previsti 33 anni fa. All'interno del Parco di Tecchie c’è una casa ristrutturata, di proprietà della provincia di Pesaro Urbino. Le proprietà sono esclusivamente di enti pubblici.
Quello del riconoscimento di riserva regionale è un passaggio che dà un premio, dà una possibilità in più per rivitalizzare un'area ambientale di grande pregio, sicuramente la riserva dà un valore in più al patrimonio ambientale che la Regione Marche fino adesso ha messo in vista nelle proprie riserve regionali, quindi, un buon risultato. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Il gruppo dei Verdi saluta con favore l'iniziativa di istituire la Riserva naturale del Bosco di Tecchie.
Penso che tutti quanti possiamo affermare di aver fatto un buon lavoro, in particolare voglio ringraziare prima di tutti il Consigliere Traversini che si è spesso molto per la questione affrontando una serie di difficoltà, un ringraziamento va anche al Comune di Cantiano, che ha dimostrato una grande sensibilità su questo tema.
Ricordo, ad esempio, un'iniziativa del sottoscritto che voleva unire il Parco della Gola della Rossa con la Riserva naturale di Canfaito, separati da una piccola striscia di terra sottilissima, ed istituire un corridoio faunistico. In quell'occasione, e lo ricorderanno anche i Consiglieri della III Commissione, furono convocati i Sindaci, tutte le persone interessate, i cosiddetti stakeholders, ma non riuscimmo a trovare la quadra per l'opposizione, purtroppo, di alcuni soggetti coinvolti e a quel punto la Regione, nel rispetto delle opinioni dei Comuni e dei soggetti coinvolti, ha messo da parte e sospeso questa iniziativa. Dico questo per sottolineare, ripeto, la grande sensibilità dimostrata dal Comune di Cantiano nel richiedere, nel volere e nel perseguire, negli anni, questo obiettivo perché l’iter, come ha ricordato il Consigliere Traversini, è piuttosto complesso e complicato.
Come Commissione abbiamo fatto anche un buon lavoro e, come ha riferito prima il Consigliere Biancani, abbiamo inserito la possibilità di assumere un manutentore. Sembra strano, ma fino a poco tempo fa la normativa non era chiara, tant'è vero che spesso i gestori delle riserve naturali non assumevano queste figure, magari erano “costretti” ad assumerne altre non meno importanti, ma meno necessarie.
Nell'organo di gestione abbiamo previsto un rappresentante regionale, e mi sembra più che giusto che ci sia all'interno dell'organo di gestione, visto che la riserva è regionale ed è finanziata dalla Regione.
In Commissione la questione è stata affrontata in maniera seria, con il lavoro di tutti, che è andato nella stessa direzione ed ha portato a questo bel risultato. Un bellissimo risultato perché la zona è di particolare interesse per la tutela della biodiversità presente.
Concludo dicendo una cosa amichevole al Consigliere Giorgini, senza voler alimentare la polemica in merito al discorso che ha sollevato sui boschi cedui. Spiego in parole molto semplici, anche per chi sta a casa, che cos’è un bosco ceduo. E' un bosco che viene tagliato e viene gestito sul taglio degli alberi. Su internet si legge: “Il governo a ceduo viene utilizzato soprattutto per la produzione di legna da ardere e per gli impianti di produzione di biomassa”. Ecco perché l'Europa finanzia e incentiva il bosco ceduo perché finanzia gli impianti a biomassa.
Voglio ricordare a tutti in quest'Aula che anche recentemente, quando abbiamo approvato la mozione sul riconoscimento dello stato di emergenza climatica, è stato votato anche un emendamento che chiedeva alla Regione una riduzione degli incentivi verso le biomasse, perché è semplice, nel momento in cui brucio biomassa l’anidride carbonica che la pianta aveva recuperato, la reimmetto nuovamente nell'ambiente.
Non mi strapperei i capelli per il fatto che in questa delibera c'è scritto che si vuole la trasformazione dal bosco ceduo al bosco ad alto fusto, anzi credo che tutto sommato vada in una direzione più che sostenibile.
Ripeto, l’ho detto senza polemica, solo per invitare a votare anche perchè ho sentito il Consigliere Giorgini dire di non sapere se la seconda proposta di legge l'avrebbe votata o meno, secondo me andrebbe fatto proprio per le motivazioni che sto dicendo.
Infine, voglio concludere ringraziando tutti coloro che nella Commissione hanno lavorato e hanno contribuito a far sì che oggi in Aula si voti questa bella iniziativa. Grazie.

PRESIDENTE Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Nulla ovviamente contro l'istituzione della Riserva naturale del Bosco di Tecchie, mi preme però fare una considerazione che mi è venuta naturale leggendo la delibera: per istituire la riserva naturale si chiede di non continuare nella programmazione e viene tolta la convenzione che veniva fatta con altre tre aree, la Gola del Furlo, l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio, pertanto si tolgono le risorse economiche a queste tre riserve per darle a quella di nuova costituzione.
Vi ricordo anche che due di queste tre riserve, in particolar modo l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio, sono ricomprese nelle zone colpite dal terremoto. Allora mi chiedo: queste risorse che vengono tolte a queste tre realtà sono poi ricompensate da fondi statali che giustificano la scelta fatta oggi di spostare le risorse dalle zone terremotate ad un'altra? Come può la Regione vantarsi di avere attenzione, di investire per il rilancio delle zone terremotate - domani saremo a Roma per questo motivo - quando poi fa delle scelte che vanno in senso contrario?
Ecco, questo è un chiarimento che credo sia dovuto, perché l'istituzione della Riserva naturale del Bosco delle Tecchie, così com'è scritta, implica di non rifare la convenzione con la Gola del Furlo, l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio, si tolgono le risorse a queste tre aree per darle a quella di nuova istituzione, questa non mi sembra una strategia corretta. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Poi sarà l'Assessore a rispondere ovviamente, ma sentito le ultime parole della Consigliera Leonardi, ripeto, sarà l'Assessore a precisare e a chiarire, ma credo si tratti di risorse aggiuntive.
Detto questo, intervengo, e voglio farlo pubblicamente, perché a me dispiacerebbe, non soltanto come persona, ma anche componente della Commissione, a cui ha fatto riferimento il Consigliere Bisonni, se il voto del Consigliere Giorgini non fosse positivo, sarei dispiaciuto perché è un ambientalista ed è un uomo di sinistra, e questa è una scelta ambientalista e di sinistra.
Perchè faccio questa considerazione? Perché, ce l'ha ricordato ora il Consigliere Traversini, il Parco comunale del Bosco delle Tecchie nasce negli anni ’80 con lui giovane Assessore, in un Comune in cui c'era una Giunta di sinistra, quando in modo coerente la sinistra faceva la sinistra, e quindi ha valorizzato una area, una parte importante del territorio.
Su questa cosa del ceduo e dell'alto fusto, guardate, potremmo farci un convegno, il Consigliere Bisonni ha cercato di spiegarlo, ma dovremmo farlo con degli agronomi, con dei botanici, con dei laureati in scienze forestali, perché nel bosco non ci può essere contrapposizione fra ceduo ed alto fusto, semmai l’azione dovrebbe essere rivolta a far sì che tanta parte del bosco, oggi abbandonata, non curata, sia coltivata, questa deve essere la nostra attenzione e il nostro sforzo.
Larga parte del nostro territorio boschivo è abbandonato, sia dal punto di vista floristico che faunistico, rispetto anche all'equilibrio delle specie, quindi, dobbiamo fare in modo e l'alto fusto ..., qui parliamo di una faggeta con una dimensione limitata. Credo che nessuno di noi voglia che scompaia il ceduo, ci mancherebbe, sarebbe in contrapposizione con l'istituzione della riserva, quindi il ceduo deve rimanere, poi se c'è qualche ettaro in più, qualche ettaro in meno ..., l’alto fusto ha questa sua specificità.
In quel caso forse un errore l’abbiamo commesso, dovevamo fare un sopralluogo - a Cantiano ci sono stato più volte grazie al Consigliere Traversini – se l'avessimo fatto avremmo visto quello che è realmente quel territorio sotto il Monte Catria ed il Monte Acuto, che ha tantissime cose, e prima il Consigliere Traversini le ha elencate, manca la vite, non c'è tutto, la vite a Cantiano non c’è, ma per il resto ha tantissime cose anche dal punto di vista della biodiversità.
Secondo me, l'atto è importante, ha quell'impronta a cui prima ho fatto riferimento, poi possiamo migliorarlo, ma rilevante è istituire questa riserva naturale, le caratteristiche valoriali sono quelle che ho già accennato.
Credo che ci debba essere un largo voto di quest'Assemblea, soprattutto il consenso di quelle persone che nel corso delle loro esperienze politiche e culturali hanno fatto riferimento a questi valori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Intervengo per fare una precisazione che è un atto dovuto, anche al Congerie Giancarli.
Il problema di cui parlava il Consigliere Bisonni è esattamente il contrario, perché è proprio l'alto fusto che si usa per le biomasse dato che ha meno umidità. Il ceduo non viene utilizzato dalla biomassa industriale perché è molto umido, i biogassificatori, ad esempio, hanno bisogno di legna secca, non si possono usare i cedui perché sono umidi essendo parte del sottobosco che cresce velocemente, quindi non possono essere usati per le biomasse ed il Consigliere Bisonni si dovrebbe informare prima di parlare.
Detto questo, Consigliere Giancarli, questa cosa che ho affermato in Commissione è stata riferita dalla Confederazione degli agricoltori, dalla Coldiretti e il Crel ha dato parere favorevole con prescrizione.
Stiamo parlando di piccole realtà, pensiamo ad un bosco tutto di alto fusto e un bosco ceduo, una bellezza sostanziale visiva, non solo nel suo aspetto di biomassa, io non ho valutato quel lato perché sono piccole realtà che non possono alimentare nulla, tanto meno gli impianti che producono energia elettrica.
Secondo me il punto di vista degli addetti ai lavori va rispettato, quanto hanno detto in Commissione la Coldiretti e la Confederazione degli agricoltori, poi, come ha detto il Consigliere Traversini, sarà il Comitato d'indirizzo che deciderà cosa fare. Questo è il punto.
Io non sono contro l'alto fusto, né contro il ceduo, dico che una riserva naturale deve avere un suo equilibrio, deve avere i cedui e deve avere l'alto fusto, ed escludere l'uno o l'altro per qualsiasi motivo, è un danno alla riserva, per questo motivo, l’ho detto in Commissione e lo ripeto qui senza voler fare polemiche, credo che quel comma vada eliminato dato che non ha senso, poi sarà il Comitato di indirizzo a scegliere l'equilibrio dell'ambiente - visto che gestisce - che circonda il territorio della riserva e la riserva stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Proposte di atto amministrativo n 66
“Aggiornamento 2019 del Programma quinquennale per le aree protette 2016/2020. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 5, comma 1, articolo 7, commi 2, 3, 6 e 7 e articolo 10, commi 1, 2, 3 e 4”
(Votazione)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Dichiaro un voto di astensione perché nessuno è riuscito a spiegarmi cosa comporta il fatto che venga tolta la convenzione con la Gola del Furlo, l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio. Significa che per far posto alla nuova queste risorse, che vengono redistribuite nel piano, vengono tolte in particolar modo a due aree terremotate? Perché non si fa più la convenzione? Solo tramite la convenzione si può dare il finanziamento. Se nella delibera di Giunta n. 676, che istituisce la Riserva del Bosco di Tecchie, si invita ad evitare la sottoscrizione della convenzione con le tre riserve sopracitate, Gola del Furlo, Abbadia di Fiastra, Montagna di Torricchio, e si prevede per la Riserva del Bosco di Tecchie 45 mila euro, mi chiedo se la scelta di non fare più la convenzione, che nel 2018 ha consentito alle tre riserve di avere i finanziamenti, è dovuta a fatto di dare le risorse alla nuova, e siccome sono zone terremotate, chiedo in questo caso un'attenzione.
E' questo il senso del mio precedente intervento ma, non avendo avuto risposta da nessuno, non mi sento di avallare una cosa che può in qualche modo danneggiare e togliere risorse a dei territori che sono già stati aspramente colpiti e, come ho detto, domani andremo a Roma per caldeggiarne il rilancio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per una precisazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Prima di rispondere ho voluto verificare questa cosa. La convenzione ha creato problemi gli anni scorsi, soprattutto alla Gola del Furlo ed alle altre riserve, di cui ha parlato la Consigliera, quindi abbiamo tolto il fatto che sia obbligatoria e si danno direttamente i fondi senza la conversione, come avviene tutti gli anni.

Proposta di atto amministrativo n. 66. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 69
ad iniziativa della Giunta regionale
“Istituzione della Riserva Naturale Generale Orientata del Bosco di Tecchie. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 11”
(Votazione)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 69. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 310 (testo base)
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”

Proposta di legge n. 270
Ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Modifiche alla legge statutaria marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della regione Marche’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 310 del Consigliere Busilacchi e la proposta di legge n. 270 del Consigliere Urbinati, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Con questa proposta di legge, che si è resa necessaria, forse “necessaria” è un termine forte, diciamo, propedeutica all'introduzione di una tematica che con la seguente proposta di legge vedrà la luce.
Nello specifico, trattasi della incompatibilità, ma è la sospensione, per essere più precisi, dalle funzioni di Consigliere quando viene nominato Assessore.
Per questa modifica è preferibile, onde evitare i rigori di un'interpretazione troppo letterale, modificare lo Statuto, che al punto prevede che gli Assessori esterni possano essere in numero massimo di tre.
In seguito ad un'interpretazione rigida della nomina degli Assessori Consiglieri, in maggior numero di tre, qualcuno potrebbe pensare che i Consiglieri sospesi nelle loro funzioni, una volta nominati Assessori, possano essere considerati esterni. Non è questo il caso, secondo me, perché l'interpretazione più autentica è quella dello Statuto che intravede come esterno l'Assessore “non eletto”, però a scanso di equivoci è preferibile modificarlo, cosicché nessuno abbia ad interpretare in maniera più rigida e possa cadere nell'equivoco, magari, della questione di Assessore esterno in maggior numero di.
Questa la motivazione della proposta di legge, abbiamo preso come base il testo quella del Consigliere Busilacchi, ecco il motivo dell'abbinamento dei due atti che vertono sulla stessa tematica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Brevemente. Faccio un passo indietro, personalmente e come gruppo del Movimento 5 Stelle, nella legge che andremo a discutere dopo, che riguarda la riforma della legge elettorale, al punto 1 viene prevista l'incompatibilità tra Assessore e Consigliere ed avremmo votato contro se questa incompatibilità avesse pesato sul bilancio degli Assessorati, ma considerato che l’aumento di spesa va ad incidere sull'Ufficio di Presidenza del Consiglio, ci asterremo.
Coerentemente, annuncio la nostra astensione anche su questa proposta di legge che, come ha detto il Consigliere Giacinti, è un atto di prudenza, forse poteva anche non essere inserita, comunque il gruppo del Movimento 5 Stelle si astiene. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Poche parole perché poi discuteremo la legge elettorale nel suo complesso.
Oggi è una giornata molto importante, perché la proposta di legge elettorale, che più tardi andremo a discutere, introduce molti elementi di novità, dalla norma per promuovere la parità di genere a questa che riguarda la separazione tra Consigliere ed Assessore, alla modifica della soglia elettorale, per cui, per economia dei tempi, intervengo ora su questo aspetto, riservandomi nella discussione della legge elettorale di intervenire più compiutamente su altri temi.
Credo che quello che stiamo facendo oggi sia davvero una cosa epocale, perché andiamo a fare una modifica ed una riforma che non ha eguali in altre Regioni italiane, ma che risolve un vulnus che è presente da quando questi enti esistono.
Oggi nelle Regioni italiane non c'è la divisione tra due poteri: tra il potere esecutivo del governo regionale e il potere legislativo; una separazione che nella storia del pensiero della filosofia politica esiste da centinaia di anni, si studiava a scuola che lo spirito delle leggi di Montesquieu nel 1748 aveva definito la necessità di prevedere la separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario per consentire dei limiti a possibili abusivi di potere.
E' evidente che specie in un consesso piccolo, perché in un Parlamento composto da 630 deputati - forse presto 400 - avere un piccolo gruppo di Ministri che sono anche Consiglieri è comunque sbagliato, ma incide poco numericamente, ma è del tutto evidente che nelle Regioni, laddove il rapporto tra numerosità della Giunta e numerosità del Consiglio è più prossima, questa separazione è necessaria per evitare che controllore e controllato abbiano questa sovrapposizione.
E' chiaro che, per esempio, in una Giunta di sei componenti, fino a poco tempo fa di otto, di dieci, gli Assessori si trovano anche nell'imbarazzo, talvolta, di dover presentare delle proposte della Giunta e poi di votarle come Consiglieri. Persino nei rapporti democratici all'interno del rapporto tra maggioranza e minoranza, talvolta la Giunta può costituire gran parte della maggioranza, per cui credo che oggi saniamo una questione che del resto è già presente nei Comuni. Da quando esiste l'elezione diretta dei Sindaci, in tutti i Comuni italiani, gli Assessori non possono essere Consiglieri, perché la funzione di governo viene distinta dalla funzione in quel caso non legislativa, ma assembleare e consiliare ed ha un ruolo diverso anche di controllo nei confronti della Giunta. E' evidente che il Consigliere/ Assessore dovrebbe controllare sè stesso.
Credo che stiamo facendo una cosa molto buona, è chiaro che nelle pieghe della legge elettorale si discuteranno tante cose e questo aspetto forse rischia di passare un po' non dico sottotraccia, ma insieme agli altri, invece penso che meriti un suo protagonismo, ovviamente, non perché io sono il proponente, ma per dare un segnale anche alle altre Regioni. Ritengo che il ruolo dei Consigli sia sempre minore, da tanti anni, da quando esiste l'elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti e oggi invece diamo una scossa e un segnale al buon funzionamento democratico delle istituzioni.
Ritengo che rispetto a questo il costo non dovrebbe far decadere la nostra azione istituzionale e democratica, risparmiamo su altri temi, ma non sul funzionamento democratico. Quando un'istituzione arriva al punto di svilire il proprio funzionamento democratico per una questione di costi, beh, allora, credo che sarebbe meglio chiudere le Regioni e i Consigli regionali. Invece oggi che esiste l'elezione diretta, noi diamo al Presidente la possibilità di scegliere la sua squadra, così come fanno alcuni Sindaci, che scelgono tutti gli Assessori fuori dal Consiglio. E' un problema con le forze politiche? Questo attenga alla politica e ai rapporti tra forze politiche, non alle norme delle istituzioni, che tra di loro devono essere rispondenti, quindi Presidenza eletta direttamente, che deve avere la possibilità di nominare un Governo. Soprattutto, al di là di questo aspetto, ripeto, la separazione tra il potere legislativo e quello esecutivo mi pare una cosa buona e giusta, quindi sono orgoglioso di appartenere ad una Regione che auspicabilmente oggi darà la buona via ad altre Regioni ed ad altri colleghi in tutto il Paese.

PREASIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. La proposta di legge del Consigliere Busilacchi, abbinata a quella del Consigliere Urbinati, vorrei riportarla al testo senza dagli un valore metafisico.
Non siamo di fronte a una svolta epocale, stiamo semplicemente allineando la normativa regionale a quella dei Comuni ed a quella del Parlamento europeo, poi se vogliamo in questo vedere un gesto eroico, io direi di non enfatizzarlo. Semplicemente stiamo allineando la normativa, dando la possibilità ad entrambi i generi di una maggiore elettività, peraltro, voglio far notare ai Consiglieri, al pubblico ed alla stampa che, sulla scorta di un'evidente volontà condivisa di tutta l'Assemblea legislativa, all’unanimità, avevamo deciso di introdurre la doppia preferenza di genere, e immediatamente dopo, non per colpa del Consigliere Busilacchi, ma per una scelta politica, qualcuno ha ben pensato di sfruttare questo clima positivo e, ripeto, unanime. Non ci sono stati né gesti eroici né eroi in questa vicenda, tutti insieme avevamo deciso, con un impegno che prese la Commissione e per tutti i Consiglieri il Presidente Giacinti, che il 15 ottobre avremmo introdotto la doppia preferenza. Questo era l'impegno che avevamo preso con i marchigiani negli ultimi mesi.
Oltre a questo qualcuno ha ben pensato di sfruttare politicamente questo evento, questo accordo politico, che va al di là della politica, è un fatto di conquista di diritti civili, se vogliamo, per introdurre all'interno altre modifiche che riguardano altri interessi, certamente non quello della parità di genere.
Con questa norma statutaria andiamo a modificare lo Statuto, che è la legge primaria della nostra comunità, laddove vogliamo aumentare i posti, diciamolo chiaramente, si potrebbe arrivare a 37 Consiglieri regionali, di fatto c'è una spesa prevista sottesa a questa norma di 620 mila euro l'anno, potenziale, ovviamente, e questo serve soltanto per favorire gli accordi politici in vista delle prossime elezioni regionali e nulla ha a che fare con l'intento di introdurre la doppia preferenza di genere.
Secondariamente, oltre a questo, è stata fatta anche una modifica di cui parleremo ampiamente con la prossima proposta di legge, che è quella dell'aliquota per ottenere il premio di maggioranza, quindi, è chiaro a tutti, anche ai non vedenti e ai non udent,i che sfruttando il tema della doppia preferenza, su cui eravamo e siamo tutti d'accordo e che voteremo tutti quanti, si sono introdotti altri interventi di modifica normativa che servono ad una parte politica per cercare di essere rieletta, nonostante la volontà dei cittadini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Brevemente perché poi la discussione la faremo sul punto successivo, che vede modifiche importanti, che potremmo sì definirle epocali, come quella della differenza di genere, o come il premio di maggioranza costruito in un rapporto di maggiore equilibrio con le comunità di cui si ha la responsabilità.
Voglio rimanere sul punto, intanto una cosa diciamola, altrimenti finisce che non ci capiamo nemmeno noi che siamo qui, noi non stiamo facendo come nei Comuni, dove sopra i 15 mila abitanti chi va a fare l'Assessore decade, qui non si decade, non facciamo come si fa nei Comuni, qui il Consigliere rimane sospeso, ma questo lo dirò dopo, quindi non stiamo facendo come nei Comuni.
Rimango al punto, alla modifica, secondo comma: “Nella prima seduta del Consiglio, il Presidente della Giunta illustra il programma del Governo regionale, presenta gli Assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo, scegliendoli anche al di fuori dei componenti del Consiglio regionale e garantendo la presenza di entrambi i sessi”.
Per quello che riguarda la presenza dei sessi, va benissimo, ma in merito a “scegliendoli anche al di fuori dei componenti del Consiglio”, noi dobbiamo sapere che il Presidente ha la possibilità di nominare una Giunta al di fuori degli eletti.
Questo dobbiamo saperlo, voglio dirlo qui in quest'Aula a voce alta, i marchigiani eleggono il Consiglio regionale e magari dentro quel Consiglio alcuni Consiglieri potranno diventare Assessori, ma se noi scriviamo la norma così com’è, potranno anche non diventarlo perché è tutto nelle mani del Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Il mio intervento non sarà breve su questo argomento, perché vorrei portare una riflessione all'intero Consiglio relativamente al futuro esecutivo che andiamo a creare.
Insieme ad altri tre Consiglieri: Pieroni, Celani e Marcozzi, ho posto la questione che l'esecutivo che andrà a costituirsi, addirittura, potrebbe essere tutto esterno, con l'attuale legge elettorale, quella che andremo a fare fra pochi minuti, e soprattutto con l'attuale Statuto, avremo comunque un esecutivo.
Su questa riflessione, che sembra secondaria ci saranno degli accordi politici e si daranno risposte di natura contingente. In diritto non si danno risposte di natura contingente, si danno risposte in diritto, e qui siamo nel campo delle regole, se avremo una soglia di sbarramento al 40% e se succederà, potrebbe accadere in linea teorica, che nessuno raggiunge questa soglia, non oggi, non fra un anno, fra cinque, fra sei, di fatto avremmo istituito la situazione dell’anatra zoppa.
Ora, con l'attuale legge elettorale, l’anatra zoppa scatta sotto il 34%, quindi è un po' difficile da vedere, nella nuova situazione l'anatra zoppa, se avessimo il voto di cinque anni fa non ci sarebbe per l'1,5%, cioè la maggioranza ottenuta dal centrosinistra era pari al 41,5%.
Ci sarà il frazionamento, non ci sarà? Ci saranno accordi a tutti i livelli, è già tutto deciso in casa 5 Stelle? Avete già scelto il candidato Presidente, siete d'accordo a mettere quello del PD? Vedremo cosa succederà nella regione. Il centrodestra che adesso è diviso sarà unito? Tutte questioni giuste, vere, che riguardano però la politica, non la regola.
Non voler tener conto di questo aspetto e non voler far partire quell'altro tipo di proposta, mi sembra, Presidente Mastrovincenzo, abbastanza pericoloso perché dovrebbe essere il minimo di buonsenso che ci porta a far questo. Pensate, nella cosiddetta prima Repubblica questa situazione non c’era, ma c’erano le crisi e spesso si andava al voto, certo, ma erano sempre crisi politiche.
Invece, qui, se l'accordo non c'è e c'è crisi politica comunque un Presidente ci sarà, comunque sei Assessori esterni o interni, come stiamo decidendo, saranno nominati o i Consiglieri sostituiti, come abbiamo previsto nella legge elettorale con il meccanismo della sostituzione, sarà comunque esecutivo, verrà in quest'Aula con una maggioranza relativa e dovrà chiedere all'Aula una maggioranza che potrebbe esser stabile, che potrebbe essere estemporanea, sicuramente una maggioranza a contratto, una maggioranza a marchetta, una maggioranza che viene fatta di volta in volta sulla base di quello che quella parte di minoranza che si accorda vuole portare. Perché? Perché non c'è stato l’accordo politico prima, non c'è stato un accordo politico di fronte agli elettori.
Ecco il perché della proposta che avevo fatto inizialmente, avevo anche raccolto le firme per una riforma dello Statuto che mettesse in conto un doppio sistema, gli uffici l’hanno escluso, io non lo so Segretario generale, so della sua estrema competenza e del suo estremo scrupolo nell'affrontare le cose e so che esiste un curriculum in questo senso, non so se vale la pena aprire un conflitto con chicchessia a livello costituzionale, ma abbiamo ancora i tempi tecnici, adesso parlerò anche di questo perché, visto che stiamo facendo questa norma, qualcuno dovrà raccontarci che forse, anche per quest'altra parte della modifica statutaria stiamo perdendo tempo, poi spiegherò perché. Però un’ipotesi che metta metà, perché giustamente il Segretario generale mi ha fatto osservare che la Carta Costituzionale dice: “O il Presidente viene eletto direttamente dal popolo o in forma diversa”, ma nella forma diversa non è specificato se deve essere l'Assemblea o il popolo, perché se fosse così ci sarebbero due forme: “O il Presidente viene eletto dall'Assemblea e non direttamente dal popolo, oppure viene eletto direttamente dal popolo”.
Nulla esclude in linea teorica una funzione mista, a parte alcune sentenze che avrebbero detto che questa cosa non si può fare ma, secondo me, è un ragionamento aperto. Abbiamo i tempi ristrettissimi per approvarlo, ma è un ragionamento aperto perché, cari colleghi, rischiamo di fare un patacchio da un punto vista costituzionale, poi questo non sarà, perché siamo tutti convinti che ci sarà l'accordo. Voglio vedere l’accordo se a gennaio arriverà una suonata dal punto vista economico, o una crisi che metterà in discussione l'attuale e molto debole accordo di Governo nazionale che evidentemente è fatto sulla base di ragioni di opportunità, tutte legittime. Io non sono di quelli che si scandalizza, della morale, non mi sono mai scandalizzato del Governo precedente, che era giallo verde ed adesso è giallo rosso, io non mi scandalizzo di questo, anzi ritengo pienamente legittimo che in un sistema di fatto proporzionale, con correzioni maggioritarie, ci si debba mettere d'accordo, e chi lo fa è bravo, significa che ha capacità di mediazione, che ha capacità di trovare gli accordi necessari e lo fa. La prima cosa che la Costituzione ci chiede è garantire la governabilità, non è il mio Governo a livello nazionale, sto all'opposizione, però questo non significa nulla sul fatto che questo sia legittimo e possa funzionare.
Questa funzionalità non l’abbiamo garantita con questo Statuto e siccome so che le cose che sto dicendo non le avrebbe dette nessuno, ho sentito il dovere morale di dirle, perché l'idea di vedere uno Statuto in cui ci sarà, o potrebbe esserci, ipotesi estrema, l'1%, lo 0,1% e potrebbe esserci un Governo regionale tipo marchetta è allucinante per me. Non c’è stato nella prima Repubblica, dove i grandi passaggi, il centrosinistra, le larghe intese, il centrismo, il pentapartito, sono stati fatti tutti con accordi politici e quando gli accordi politici delle forze legittimate dal popolo sono venuti meno, vedi il grande accordo PC-DC degli anni ‘70, si è tornati al voto, senza problemi, invece in questa condizione non lo possiamo fare e non dimentichiamoci che non sto parlando di fantasie, perché c'è una Regione italiana, ahimè la Sicilia, che sta attraversando questo tipo di esperienza, ed è difficilissimo fare le maggioranze, perché in Sicilia per Statuto viene eletto il Presidente sganciato da qualsiasi maggioranza ed è una follia.
Allora andava bene, purtroppo poi c'è stata la sentenza della Corte Costituzionale, stimolata da quella infelice proposta dell'Italicum - infelice perché non è andata mai in porto, non era nemmeno brutta come legge, ma non è andata mai in porto - sennò il famoso Tatarellum, grande costituzionalista di destra, ma persona con idee chiarissime, avrebbe messo in piedi una legge elettorale per le Regioni che poteva essere buona per tutti, chi arriva primo vince. Ci sono 5 concorrenti e quello che vince ha il 21%? È un problema di chi ha scelto il frazionamento, ma sia chiaro che chi arriva primo vince e ha una maggioranza adeguata dal punto vista numerico. Addirittura penso che fissasse il 60% dei seggi per governare.
Questo non è, e resta il fatto che anche questo percorso statutario, questo che stiamo per votare, ma anche l'altro che ho proposto io e che chiedo, Presidente, che venga calendarizzato …, perché ci sia anche una risposta negativa, ma l'Aula non deve prendere atto di proposte sulla base di accordi di segreterie politiche, deve prenderne atto qui, vorrei che ci fosse un voto che dica: “A noi non ce ne frega niente, ci va bene che ci sia l'anatra zoppa e votiamo in questa maniera”.
Lo chiedono con coraggio i Consiglieri Marcozzi, Celani, Pieroni e Marconi, questo lo avete capito perché sono quasi 20 minuti che parlo. Anche questo però è un percorso, caro Consigliere Maggi, perché ne abbiamo parlato insieme, che dovrebbe essere condiviso, perché non ci prendiamo in giro, se il Segretario generale non mi corregge io penso che il percorso statutario, se non ricordo male, di modifica prevede 60 giorni minimo per la seconda lettura, quindi da oggi devono passare minimo 60 giorni e siamo al 16/17 dicembre, mi pare che ci sia la data programmata per approvare definitivamente l’atto, però poi ci sono anche 90 giorni per la richiesta di referendum, che dovrebbe essere celebrato, adesso non so quando deve essere chiesto, proposto da sei Consiglieri regionali o da un certo numero di elettori.
Questi percorsi fatti senza una condivisione chiara, e parlo del mio naturalmente, non di questo, vedremo qual è la condivisione intorno a questo, rischiano di naufragare e questa era la logica storica della prima Repubblica, che ha funzionato, ha funzionato anche dal punto di vista economico perché in questi 25 anni di spaccatura netta fra centrodestra e centrosinistra il Paese non è mai cresciuto, mentre uno cominciava, l’altro sfasciava, uno avviava e l’altro non concludeva, il ponte sullo Stretto di Messina ne è un emblema, Presidente Ceriscioli, avremmo speso più di un miliardo e mezzo per quel ponte, poi tutto è finito in strade asfaltate nella provincia di Messina e nella provincia di Reggio Calabria perché in qualche maniera dovevano spendere quei soldi, sennò erano fondi che andavano in economia.
Miti su questo argomento e non è così travolgente il fatto che il Presidente del Consiglio sia eletto dall'Aula e non direttamente dalla gente, perché l'elezione diretta del Sindaco è ormai diventata cultura, ma non penso che ci sia tutta questa grande passione per l’elezione diretta del Presidente della Giunta. Tra le altre cose avverrebbe comunque solo con un passaggio istituzionale in più, perché la maggioranza, e con la legge attuale arriviamo addirittura a 19 Consiglieri su 30, il Presidente che ha indicato nella fase elettorale se lo vota, ovviamente non va a sceglierne un altro, ma se questo non dovesse avvenire, le forze politiche sarebbero costrette a trovare intese molto più larghe a garanzia della governabilità e - lo dico con voce soffusa perché credo che di questo ormai in quest'Aula, come in molte altre, non freghi più niente a nessuno - a garanzia della rappresentatività. La rappresentatività è stata sempre la bandiera della sinistra, la bandiera della partecipazione, la bandiera del ‘68, della democrazia popolare non lobbistica, ora non frega più niente a nessuno, però vi dico, cari colleghi - vi stimo tutti, uno per uno, lo sapete - che con l'anatra zoppa noi potremmo eleggere un Presidente col 39,99% di voti su una percentuale di votanti che l’ultima volta è stata del 50%, così avremmo un esecutivo regionale che rappresenta il 20% degli elettori marchigiani, cioè un elettore su cinque.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Credo che oggi di storico non ci sia molto, abbiamo soltanto da mettere in atto una norma che è stata condivisa ampiamente in questi ultimi anni, cioè quella di introdurre la doppia preferenza, la cosiddetta parità di genere, in quanto l'accordo tra le forze politiche c’è sempre stato, si trattava, quindi, di introdurre una piccola modifica alla legge elettorale per completare il percorso già avviato con altre normative nazionali, norme sulla candidatura e sulla parità di genere nella scelta dei candidati, anche per quanto riguarda l’espressione di voto. Sgombriamo il dubbio da discorsi demagogici e altro, lo dico a chi vuole mettersi al petto qualche medaglia, questo è un discorso che, come ha detto il Consigliere Carloni, era stato ampiamente condiviso.
La modifica dello Statuto è una cosa abbastanza delicata che va a affrontata con tempi e metodi, ora quello che hanno detto i Consiglieri Giancarli e Carloni che mi hanno preceduto, mi fa pensare che nella modifica statutaria in questo senso, in questo primo articolo, c'è poco di atto cautelativo, ma c'è un obiettivo ben preciso da raggiungere che è quello di allargare la gestione della politica anche agli esterni.
Oggi noi governiamo con 31 Consiglieri, più un Assessore esterno, dopo avremo la possibilità di arrivare a 37, questo lo sanno tutti, non nascondiamoci, il termine cautelativo, che si potrebbe interpretare che tutti Assessori sono esterni, quindi cozza con il discorso di tre, lo vedo come un problema oltre la siepe. L’obiettivo di allargare non è cosa da poco, perché nel momento in cui abbiamo fatto scempio della partecipazione politica - abbiamo tagliato tutto, tant'è vero che non abbiamo più un euro da spendere anche per i gruppi consiliari ed i Consiglieri - noi facciamo questo passo che per me non è assolutamente cautelativo e va verso l’impegno di nuove e sostanziali risorse. Come ha detto il Consigliere Giancarli, tutti devono sapere, i marchigiani devono sapere, che quando votano stanno scherzando, perché potrebbe succedere che tutti quelli che vengono votati non amministreranno nulla, e sappiamo benissimo quanto vale qui fare gli indirizzi, chi fa il programma di mandato e chi gestire le cose.
C'è anche il rischio di produrre un ulteriore allontanamento della gente dalla politica, ma è chiaro questo, perché il cittadino che vota si affeziona al suo eletto e vorrebbe che decidesse qualcosa, che fosse la persona che gestisce la cosa pubblica, un uomo d'azione, non soltanto un uomo di indirizzo.
L’elezione diretta del Sindaco perché funziona? Ce lo siamo mai chiesti? Se lo è chiesto chi sta nelle alte sfere? Funziona perché tutti quanti identificano la persona che può dare risposte ai problemi dei cittadini, ma non è così perché il Sindaco è un taumaturgo, però viene visto dall'opinione pubblica, nell'immaginario collettivo, come una specie di deus ex machina. Chiamando tutti gli Assessori esterni togliamo al cittadino elettore anche questa visione della politica.
Io ho avuto un po’ di esperienza amministrativa, da Sindaco nel comune di Ascoli Piceno, ed ho visto che quando il PD fece un’esperienza di questo tipo, chiamando tutti esterni …, lasciamo perdere, l’esterno va chiamato quando c'è necessità di professionalità, non lo dico per piaggeria o perché voglio dire qualcosa in suo favore, ma l’Assessore esterno Bravi ha dimostrato di essere brava e di avere una notevole competenza in questo settore, quindi tre Assessori esterni sono più che sufficienti. Quando c’è necessità di integrare, perché c'è un progetto speciale, particolare, ed abbiamo nelle Marche il Maradona di turno, sarebbe deleterio non prenderlo per risolvere determinati problemi. Ad esempio, se nella sanità c’è un luminare perché non prenderlo? Non ci vedo nulla di tanto innovativo e storico, ma vedo un passaggio ancora più avvilente perché porterà, se questa riforma la portiamo a fondo, qualora si dovesse applicare il dettato letterale dell'articolo 1, un ulteriore allontanamento dei cittadini dalla politica.
Questo, ripeto, non ha nulla a che vedere con la parità di genere, l'accordo era quello di venire in Aula per parlare esclusivamente di quello, probabilmente avremmo già finito il Consiglio e tutti saremmo stati d'accordo, con grande soddisfazione di tutti, anche di chi ci sta a sentire, perché era un messaggio preciso che si lanciava alla comunità marchigiana, ma sul resto si doveva riflettere.
C'è stato un passaggio anche in Ufficio di Presidenza perché si volevamo mettere a disposizione alcune intelligenze per vedere quali erano i percorsi migliori da fare, no, si è deciso di accelerare in virtù di qualche accordo politico che si sta facendo o che si farà in futuro, e questo non fa altro che svilire ancora di più il lavoro di chi sta qui dentro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Questo primo intervento sulla modifica dello Statuto sarà breve perché entrerò nel merito delle singole questioni nella successiva proposta di modifica della legge elettorale.
La modifica dello Statuto dovrebbe, da come ci viene prospettata, essere funzionale a una modifica che sarà introdotta dalla seguente proposta di legge.
L'invarianza finanziaria che viene dichiarata in questo testo in realtà corrisponde ad una variazione sostanziosa del bilancio regionale perché se la modifica dello Statuto andrà in porto, l'introduzione di 6 Assessori esterni porterà ad un incremento dei costi della politica e di rappresentanza. Ciò che è scritto qui è corretto rispetto allo Statuto, ma oggettivamente preclude ad un incremento che chi era in Commissione - io non ne faccio parte, ma ho cercato di seguire costantemente lavori - ben sa, quindi, dire che non c'è un aumento di costi in questo senso in realtà è evitare di affrontare quello che, scindendo le due questioni, verrà affrontato fra pochi minuti.
Il ragionamento del Consigliere Celani che ha fatto poco fa mi trova su alcuni punti concorde. Lo strumento che oggi andiamo a ridisegnare, posto che è stato presentato in Commissione con tempi molto stretti, molto contingentati, potrebbe essere utilizzato anche in maniera differente, non solo per l'incompatibilità fra Assessore e Consigliere, che si vuole introdurre con la modifica elettorale che esamineremo fra poco, ma potrebbe essere anche utilizzato pienamente per attingere a persone esterne, senza che ci sia il passaggio dal Consiglio. Anche questo di fatto implica, rifacendomi al discorso di chi mi ha preceduto, dobbiamo dirlo in maniera chiara e puntuale, un implemento dei componenti di questa assise, dei due organi: dell'Assemblea e della Giunta regionale.
Questo messaggio va detto in maniera chiara e trasparente, non è una semplice rimozione di quel vincolo del “massimo di 3 Assessori esterni”, ma apre a una serie di possibilità che, comunque vada, implicano una crescita dei costi del Consiglio, e su questo pongo la mia riflessione che, ribadisco, deve essere trasparente e chiara e non nascosta dietro ad altri cavilli o ad altri ragionamenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Come al solito siamo qui a parlare del sesso degli angeli o a mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo, perché parliamo di una cosa e sappiamo - e l'Aula lo sa - che questa modifica allo Statuto, che oggi approveremo, porta ad un aumento dei costi.
Detto questo, in questi quattro anni c'è stato fatto il lavaggio di cervello sul fatto che dovevamo recuperare i soldi della politica, che dovevamo risparmiare, che dovevamo tagliare tutto quello che era previsto per i gruppi, questo è accaduto, sono stati tagliati anche i 500 euro previsti per le spese postali dei Consiglieri e adesso all'improvviso andremo a spendere oltre 1 milione, forse 1,5 milioni, per aumentare i costi della politica.
Abbiamo anche sentito dire che oggi si celebra una grande riforma, ma scherziamo o siamo su “Scherzi a parte”?. Ma quale riforma? Anzi, si crea un problema vero: il popolo elegge dei Consiglieri che all'improvviso spariranno perché andranno a fare un altro lavoro. Di cosa stiamo parlando? Questo è il problema di fondo.
Chi mi ha preceduto ha parlato di una strumentalizzazione in atto, perché c'era da approvare un provvedimento per la parità di genere, ma qualcuno si è inserito per manomettere questa cosa e per far passare il messaggio alla comunità marchigiana che qui si stanno facendo grandi riforme e si sta discutendo un atto travolgente. No, non c’è un atto stravolgente, c’è una presa in giro, c'è un aumento di spesa, e allora chiedo di nuovo: di cosa stiamo parlando? Qualcuno è corso dietro alla riduzione delle spese della politica, della non politica, votando a favore di provvedimenti farlocchi e adesso corre dietro ad un ulteriore provvedimento farlocco che aumenta le spese?
Credo che dobbiamo essere coerenti e seri perché penso che un minimo di intelligenza ci debba essere quando si celebrano degli interventi che celano un attacco all’intelligenza umana. Qualcuno deve riflettere perché non è pensabile che uno è bravo e tutti gli altri sono fessi. Questo non sta scritto da nessuna parte.
Per coerenza bisogna dirlo: “Modifichiamo la legge, modifichiamo un provvedimento, che ci costa. Questo non è fatto bene, quest'altro non è in linea con quanto si pensa”, queste sono le cose da dire, non essere matematicamente convinti.
Credo che la modifica dello Statuto non debba essere fatta, tantomeno il provvedimento successivo, che discuteremo, salvo quello che ho detto e sul quale ho messo un punto, perché la parità di genere, se qualcuno politicamente era serio qui dentro, mi rivolgo in modo particolare alla maggioranza, l’aveva già portata in votazione, l’aveva già approvata. Avete portato in giro la stessa maggioranza che ha presentato la modifica alla legge e adesso portate un atto che pensate vi soddisferà, ma attenzione, questi passaggi sono inaccettabili. Pertanto noi chiediamo di ripristinare la vecchia legge in quanto siamo matematicamente sicuri dei suoi contenuti e dichiariamo che la modifica dello Statuto è inaccettabile in quanto non coerente con quanto è accaduto in quest'Aula per quattro anni e la coerenza è la virtù della politica.
Lo so che oggi è la sua giornata Consigliere Busilacchi, le sembra la sua giornata, ma attenzione, mai dire …
Detto questo, non possiamo che esprimere un giudizio negativo sulla modifica dello Statuto e su quello che l’Aula andrà a discutere.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Questa proposta di legge va a modificare la legge statutaria 8 marzo del 2005 per evitare dubbi interpretativi in merito al Consigliere che assume la carica di Assessore. Fin qui nulla di strano, ci sono semplicemente da fugare dei dubbi in merito al fatto che il Consigliere che diventa Assessore può essere considerato Assessore esterno.
Detto questo, mi associo a quanto detto dai Consiglieri che mi hanno preceduto, in realtà questa modifica serve per favorire futuri accordi politici, e lo vedremo proprio nella prossima proposta di legge, dove c'è la preferenza di genere, quel provvedimento che abbiamo rinviato in Commissione in quanto doveva essere inserito nel testo unificato sulle proposte di legge per la modifica alla legge elettorale, e doveva essere portata in Aula, questo era l'impegno del Presidente della Commissione, entro il 15 settembre, invece che cosa è accaduto? Oggi arriva in Aula la proposta per la preferenza di genere insieme ad altri punti, quali? I Consiglieri che diventano Assessori, con un conseguente aumento degli stessi da 31 fino a 37 e c’è un emendamento - ricordo che nella riunione dei capigruppo si era stabilito che gli emendamenti non dovevano essere presentati - che aumenta la percentuale per ottenere il premio di maggioranza.
Ditemi se c'è coerenza con quanto avevamo votato prima dell'estate nel rinviare in Commissione il testo sulla preferenza di genere, che doveva essere discusso insieme alla legge elettorale, che doveva essere unificata dato che sono stati presentati 5 provvedimenti. Oggi invece ci ritroviamo, con la scusa della preferenza di genere, una proposta di legge, che andremo a discutere successivamente, per i futuri accordi politici.
Non ritengo assolutamente giusto questo percorso fatto dalla maggioranza, perché la preferenza di genere è soltanto una scusa per accordi che verranno fatti in futuro per poter vincere le prossime elezioni regionali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Mi corre l'obbligo, rispetto al lavoro che abbiamo svolto, non solo il mio, ma di tutta la Commissione e anche di altri membri, di altri Consiglieri che hanno partecipato assiduamente, di riportare il dibattito nel contesto corretto e giusto.
Stiamo modificando la legge statutaria, si, ed abbiamo anticipato le motivazioni tecniche che hanno fatto addivenire a questa proposta di legge a scopo cautelativo, tenendo presente che modificheremo un aspetto della legge elettorale, che vedremo dopo, e che non si possono tenere separate le questioni, altrimenti si rischierebbe di fare un'enorme confusione, come ho sentito negli interventi che mi hanno preceduto.
Inizio con qualche precisazione, che dirò poi, quando parleremo del prossimo atto che tocca più temi della legge elettorale stessa, non vorrei che questa agitata questione della doppia preferenza di genere sia scambiata e sia una scusa al contrario per prendere la palla al volo su altre tematiche, su altre questioni, che pure sono state toccate.
Il vulnus, lo scoglio, potrebbe essere proprio la doppia preferenza di genere non gradita forse a qualche forza politica, ma ora dovremmo parlare, per essere precisi, puntuali e aderenti, della proposta di legge in oggetto, una riforma statutaria che dà al Presidente la possibilità di attingere a figure di sua fiducia, quindi c'è una riposizione della fiducia nei confronti del Presidente della Giunta, che per questo può aprirsi a un numero di Assessori che riterrà più opportuno, anche al di fuori dal Consiglio. Per tornare alla contestualità, l'articolo 1 bis prevede che “dall'applicazione di questa legge non possono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Alla sua attuazione si provvede nei limiti delle risorse finanziarie previste a legislazione vigente”. Questo sta a significare che, non è detto, spetta al Presidente e nei limiti delle risorse a disposizione poter fare un tipo di scelta, o un'altra, che ora contempliamo con questa modifica e rendiamo possibile l'opzione di consentire al Presidente una scelta di diverso tipo.
Questo è il senso vero, poi, quando parleremo di legge elettorale, entreremo nella questione specifica della cosiddetta incompatibilità o sospensione delle funzioni, che è un tema che ha introdotto il Consigliere Busilacchi e che mi pare ben diverso dallo specifico punto che si tocca con questa proposta di legge. Non è questione di tecnica giuridica soltanto, ma anche di sostanza.
Aggiungo che probabilmente quell’argomento doveva essere contenuto in questa proposta di legge, ma per non modificare un orientamento già così predisposto in precedenza, visto e considerato che la questione della incompatibilità o sospensione è compresa nella legge elettorale, abbiamo mantenuto questa separazione. Forse un legislatore raffinato, me lo ha fatto notare giustamente l'Assessore Cesetti, poteva prevedere quella norma nella disposizione statutaria, però bisogna tenere in considerazione le motivazioni che hanno portato a questo provvedimento che occorre tenere separato dall'altra proposta, di cui parleremo spero presto in tutte le sue sfaccettature.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Sono stato chiamato in causa dall'intervento della Consigliera Marcozzi e per certi versi anche dal Consigliere Zaffiri.
Sposando in parte il ragionamento che ha fatto il Consigliere Giacinti, in tutta Italia da ormai 15 anni, in tutti i Consigli comunali d'Italia, il ruolo della Giunta ha un'incompatibilità con quello del Consiglio, chi fa l’Assessore, se viene chiamato dal Consiglio, fa subentrare un nuovo Consigliere, ma non in un ente, in tutti i Comuni d'Italia, dal primo all’ultimo.
Questa etica, chiamiamola, a scatti, perchè si ha di volta in volta, non si preoccupa di 100 mila Consiglieri comunali che surrogano quelli che diventano Assessori, ma dell'applicazione dell'identico meccanismo in quest'Aula.
Quindi trovo che riproporre un sistema che vediamo tutti i giorni, in tutti i Consigli comunali di tutta Italia, non possa aprire chissà quale dubbio nel momento in cui, ad esempio, la Lega ha governato fra tutto una decina di anni, da quando c'è l'elezione diretta dei Sindaci, e non si è mai preoccupata dell'aumento di spesa per i Consiglieri che subentrano a quelli che escono, non in un Consiglio comunale, ma in tutta Italia!
Questa etica che emerge improvvisamente sui costi della politica solo qua, permea e lascia il tempo che trova. Ci sono dei principi che vanno al di là, lo ha spiegato bene anche il Consigliere Giacinti, e secondo me ci sono scelte che vanno al di là di questo aspetto, è una decisione sui ruoli, su come si giocano, sul rapporto fra il Consiglio regionale e la Giunta.
Aggiungerei un elemento - non ho seguito tutto il dibattito, può darsi che sia emerso - non so quanti si sono accorti che con la trasformazione delle Province in modo particolare è anche cambiato il ruolo della Regione, io non so quanti se ne sono accorti! Il 70% dell'attività gestionale fatta dalle Province è diventata della Regione, noi non siamo più solo i programmatori del sistema dei trasporti, siamo i gestori del sistema TPL, noi non siamo solo legislatori sulla caccia, siamo i gestori del tema della caccia, noi non diamo solo contributi sulle strade, gestiamo 300 chilometri di strade regionali, quindi chi non si è accorto di questo cambiamento - perché la Regione Marche, con sei Assessori contro i dieci che c'erano prima, non solo fa tutta l'attività che c’era prima (il referendum non ha tolto neanche una competenza concorrente alle Regioni) ma a questa si è aggiunta tutta la parte relativa alla gestione del 70% delle attività che facevano le Province - si può giustamente interrogare anche sulla distinzione dei ruoli, come avviene esattamente nei Comuni, probabilmente per dare un ordine alle attività e comprendere il mutato ruolo delle Regioni.
No, qui tutto riguarda il sistema elettorale, le elezioni, vince le elezioni. Vince le elezioni chi prende un voto in più degli altri, questo normalmente succede, chi prende un voto più degli altri è quello che vince le elezioni, non c’è sistema elettorale che tenga, non c'è meccanismo che tenga, quello che prende un voto in più è quello che vince le elezioni.
Andare ogni volta a dibattere di altro, mentre si discute di un tema, tecnica molto interessante ..., mi dispiace ma non credo a questa etica che si applica a interruttore – dove mi interessa, dove non mi interessa – e spesso toglie il valore alla discussione che andrebbe fatta per fare un altro dibattito.
Io sono per stare sulle cose, questa proposta mi convince, la sostengo, ritengo sia una cosa che viene applicata diffusamente, quindi trova una ragione anche in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non ripeterò le cose dette dal Presidente, che condivido totalmente.
Voterò questa proposta di legge e dico finalmente.
Il Presidente Giacinti sa che questi ragionamenti li facevo già quattro anni fa, dopo cinque, sei mesi che ci siamo insediati. Vi ricorderete, in quest'Aula ero un convinto sostenitore, come lo sono ancora, del principio della separazione dei poteri, perché evidenziavo, quattro anni fa, le difficoltà istituzionali nell'essere contemporaneamente Consigliere ed Assessore, e non le starò qui a ripetere.
Questa è una norma che mi convince, non soltanto sotto l'aspetto della separazione dei poteri, ma perché dà ai poteri la loro giusta rilevanza ed evita la confusione degli stessi.
Quante volte ci siamo detti che il sistema, come è pensato nella nostra Regione, di fatto è, se vogliamo, presidenziale, nel quale il Presidente viene eletto direttamente, poi c'è un'Assemblea legislativa e su questo, tra l'altro, non ci sarebbe - a parte che si può votare la cosiddetta sfiducia - la difficoltà della cosiddetta anatra zoppa, perché è un sistema, se vogliamo, presidenziale, in cui il Presidente rappresenta il potere esecutivo per eccellenza, viene eletto direttamente dai cittadini e non deve neanche chiedere la fiducia all'Aula, ma comunica soltanto e rappresenta il potere esecutivo. Mi spiegate come può uno Statuto imporre a quel Presidente di scegliere tra gli Assessori soltanto tre esterni ed obbligarlo a sceglierli all'interno del Consiglio regionale, determinando così un conflitto istituzionale, se vogliamo, che è ex se.
E' elementare, era sbagliata la norma precedente, ma non tanto per la separazione dei poteri, ma perché determinava un'ingerenza dei poteri perchè obbligava il Presidente eletto direttamente non a scegliere il suo governo, ma a sceglierne metà perché erano previsti soltanto tre esterni. Stiamo scherzando?
Questa è una norma giusta ed i cosiddetti potenziali maggiori costi non sono un costo, Consigliere Zaffiri, ma il prezzo della democrazia ed ogni euro speso per la democrazia è speso bene, perché è utilizzato per la libertà dei poteri e perché se è dispiegato al meglio ci guadagna la comunità amministrata, quindi io sono molto favorevole. Aggiungo che secondo me, l'ha detto il Consigliere Giacinti, la norma sulla incompatibilità tra il ruolo di Assessore e di Consigliere forse doveva essere contenuta nello Statuto.
Aggiungo un'altra cosa perché le questioni sono legate, la modifica statutaria con la legge elettorale, la dico adesso così, Presidente, non chiederò la parola dopo, la legge elettorale che prevede l'incompatibilità, per quello che ho detto prima, è altrettanto giusta, è ovvio, io voterò la parità di genere, è giusto il tema del tetto, credo che sia giusto e coerente con quello della riforma e con quello che tra l’altro ci dice la Corte Costituzionale, non lo dobbiamo ripetere qua, stabilire un tetto minimo che sia oltre il 40%.
Voterò anche quella legge, l'unica cosa che, ma so bene che non si può ottenere tutto, ma la voterò convintamente, avrei voluto una separazione ancora più netta sulla scia di quello che succede nei Comuni o che succedeva nelle Province, quando queste erano elettive. Una separazione ancora più netta, il Presidente viene eletto direttamente dai cittadini, i cittadini eleggono un'Assemblea legislativa, che tra l'altro non deve neanche dare la fiducia al Presidente, il Presidente si sceglie il suo Governo, il suo esecutivo e ne risponde di fronte al corpo elettorale e ne risponde anche di fronte all'Assemblea legislativa che, se del caso, lo può sfiduciare.
Questo è ed era molto più semplice ed io lo condivido, però so che non si può ottenere tutto, perché? Cos’è che non mi convince? Ma va bene così, perché è un passo importante. Non mi convince quando parliamo e diciamo: c’è l’incompatibilità, però se il Consigliere che diventa Assessore poi non va d'accordo col Presidente, è un problema, succede come nei Comuni o come era prima nelle Provinc e decade anche da Consigliere. Capisco questo problema, però sceglie di fare il Consigliere o di fare l'Assessore, magari si mette d'accordo prima, il tema che a me non convince è la parola “sospensione”, perché noi sospendiamo il Consigliere che diventa Assessore, ma poi lo reintegriamo nel Consiglio se dovesse cessare da Assessore e a quel punto sospendiamo il Consigliere subentrante. Sapete che è qualcosa che stride con il plenum dell'Assemblea legislativa, che io direi non precostituito per legge, come i Giudici, ma precostituito per volontà del popolo- Questo plenum è precostituito per volontà del popolo, modificarlo col Presidente … E' un problema, è una riflessione, ma voterò la proposta di legge. L'altra riflessione, immaginate quale attività di controllo può esercitare il Consigliere che subentra nei confronti del sostituito, che è diventato Assessore, difficilmente gli farà una mozione contro, difficilmente gli farà un'interrogazione spinosa che lo potrebbe mettere in cattiva luce nei confronti del Presidente, perché se il Presidente caccia l'Assessore caccia anche quel Consigliere, capite che … Presidente, ho concluso anche l'intervento successivo, non lo ripeterò e voterò a favore di tutti i provvedimenti.
Ho voluto consegnare all’Aula queste riflessioni e voglio ringraziare il Presidente Giacinti per lo sforzo fatto nel portare in Aula questi due provvedimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.


Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Voglio intervenire su questo punto, su cui si è dibattuto un po’ per tutta la durata di questa discussione sulla legge elettorale e l'altro, che discuteremo successivamente, sull'innalzamento del premio di maggioranza.
Vede, Assessore Cesetti, io come lei sono un fortissimo assertore dell'incompatibilità piena, o si fa l’uno o si fa l'altro, e qualche secolo fa prima di noi ci aveva pensato Montesquieu a formare questo pensiero ed io, sarà una mia forma mentis, mi sono sempre chiesto come può un Ministro essere contemporaneamente parlamentare, forse sarò fuori dal mondo, ma credo che sia contro la Costituzione, però su questo aspetto non si è mai pronunciato nessuno.
Stare quattro anni e mezzo in questa Assemblea legislativa ha rafforzato questa mia convinzione, o si fa l'uno o si fa l'altro, il legislativo non è compatibile con l'esecutivo, sono due lavori totalmente diversi, che spesso vanno in conflitto tra loro, ed è uno dei fondamenti della democrazia.
Penso che la modifica che faremo sia un primo passo verso un aggiustamento, è chiaro chela cosa non è perfetta, così come non era perfetta l'altra. Ad esempio, sono un assertore del fatto che il Presidente quando si insedia non deve avere nessuna forzatura che arriva dall'elettorato, perché chi si presenta all'elettorato si presenta per fare il Consigliere regionale, si presenta per fare un lavoro importantissimo, che richiede tempo, impegno, che è quello del legislatore, qui si fanno leggi che riguardano 1,5 milioni di cittadini, si fanno leggi sulla sanità, sull'assetto del territorio, sull'istruzione, su tantissime cose importanti. E' un lavoro fondamentale e chi si candida, si candida a fare il legislatore, il Consigliere regionale.
Il Presidente ha la facoltà di scegliere chi crede per portare avanti l'esecutivo, spesso sono anche contrario alle forzature che si fanno nei partiti e nelle forze politiche nell'attingere dai risultati elettorali, sarò sempre contrario a questo aspetto, perché la responsabilità ricade sul Presidente ed è lui che deve decidere la sua squadra, dato che la fine ne risponde il Presidente, su questo ha ragione l'Assessore Cesetti.
In questo caso credo che abbiamo trovato un grande punto di equilibrio.
Anche altre Regioni si sono indirizzate verso questa scelta che, ripeto, non è la scelta perfetta, però anche nell'altro caso rimanere fuori ..., cosa che a me è successa ed ho avuto l’accortezza di andarmene prima che lo facesse il Sindaco e poi mi sono ritrovato qui, pensate quanto è strana la politica!
Questa è una cosa di cui sono fermamente convinto, non è la cosa che avrei fatto, la proposta di legge che ho presentato prevedeva la parità di genere e l'incompatibilità totale, e questa è la democrazia. Secondo me abbiamo trovato un ottimo punto di incontro, poi per le altre cose le dirò durante la discussione della seguente legge, quindi a nome del gruppo del Partito Democratico annuncio il voto favorevole su questa modifica.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto e vorrei soltanto chiarire ulteriormente perché la discussione ci ha portato a parlare della doppia preferenza.
Voglio chiarire che tutti noi voteremo a favore della doppia preferenza, eravamo d'accordo sin dall'inizio a calendarizzare questa iniziativa e ringrazio anch'io il Consigliere Giacinti per aver mantenuto l'impegno che avevamo preso tutti insieme, anche con le associazioni che abbiamo incontrato in questi mesi.
Tuttavia, dopo aver ascoltato il Presidente Ceriscioli e il suo avvocato Assessore Cesetti, devo dire che non mi ha convinto quella posizione e penso sempre di più che agganciare questa modifica al tema della doppia preferenza sia stato un utilizzo strumentale di un tema così importante, su cui tutti eravamo favorevoli, una conquista con la quale allineiamo le Marche a tutti i Consigli regionali, al Parlamento europeo e ai Consigli comunali. Ripeto, è stato sfruttato questo momento di condivisione per creare una norma che favorisce gli accordi politici e la manovrabilità in vista delle prossime elezioni, tanto ne sono convinto e credo che sia stato un gesto inopportuno anche verso tutti quei cittadini che si aspettavano da tempo questa modifica, che propongo all'Aula, ai sensi dell'articolo 123 della Costituzione, di firmare. almeno in cinque, sei Consiglieri regionali, la richiesta di referendum, immediatamente, per abrogare questa norma statutaria e utilizzare tutte le prerogative affinché questa occasione non sia uno spreco di risorse pubbliche per facilitare gli accordi politici. Quindi chiedo ai Consiglieri presenti se sono disponibili a firmare insieme a me la richiesta di un referendum per abrogare questa norma.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che si continui a strumentalizzare la discussione in quest'Aula, in molte circostanze, caro Presidente Ceriscioli.
Non ho detto che sono contro le spese, non ho votato il taglio delle spese, che è stato fatto qui, perché ho sempre detto che la politica ha bisogno di fondi, siete voi che avete votato il taglio, questo ho detto. Voi avete votato il taglio dei finanziamenti alla politica, è una cosa diversa, lei non può dire che mi chiamo A quando mi chiamo B, non me lo può dire. Ho detto che non mi scandalizzo di questo perché ho votato sempre contro, c’è qualcuno invece che ha votato a favore dei tagli, anche dei 500 euro per i francobolli dei Consiglieri.
Ora dopo quattro anni non si capisce questa politica schizofrenica, questo è il problema, ed è diverso, Presidente, è diverso, Assessore Cesetti, che ha difeso il Presidente e la maggioranza. Questo è il problema!
Voi avete fatto dei tagli alle spese della politica e adesso le aumentate, questo sta succedendo!
Lo Statuto è la premessa a quello che sto dicendo, perché qui non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, la modifica dello Statuto è una premessa a quello che avverrà oggi pomeriggio. Probabilmente abbiamo anticipato il dibattito, che comunque ci entra perché si parla dello Statuto che poi serve per semplificare la legge.
Ci siamo permessi di dire queste cose e di sottolinearle di nuovo che noi votiamo contro questo provvedimento che porta alla modifica di una legge, che non serve a niente, altrimenti credo che siamo veramente fuori strada.
Per quanto riguarda questo problema, per un certo periodo di tempo vi siete comportati in un determinato modo, adesso per altri motivi, che tutti abbiamo già capito perché non è che siamo nati ieri, e vi auguriamo tanto buon lavoro, si va verso questa ipotesi di scenari futuri, può darsi che vi portino fortuna, ma può anche darsi di no.
Detto questo, ribadisco che il nostro è un voto contrario. Forse non mi spiego bene durante i miei interventi, ma parlo con delle persone altamente professionali, ma quando si vuole strumentalizzare l'intervento di un Consigliere si riportano altre cose rispetto a quelle che sono state dette. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Sono curiosi questi nostri dibattiti in cui in maniera celata emerge già chi ha vinto, chi ha già perso, c'è un po’ troppa sicurezza, ma anche la sicurezza di perdere è un errore.
Su questa legge chiedo ancora una volta che si faccia chiarezza riguardo alla celebrazione del referendum, perché è chiaro che se c'è la richiesta di referendum questa legge verrà applicata dopo le elezioni di giugno, magari entrerà in vigore fra un anno perché l'iter è stato parzialmente interrotto.
Poi c’è da capire se l’iter dopo la fine della legislatura va ripreso, quindi, può darsi che tutte queste chiacchiere siano servite a poco, ma intanto ci siamo chiariti, abbiamo fatto un dibattito di carattere costituzionale.
Voto a favore per le ragioni opposte da quelle presentate dal Consigliere Urbinati e dall'Assessore Cesetti, opposte come base di partenza.
Sono assolutamente contrario all'incompatibilità dei ruoli, anzi credo che l'incompatibilità in sede comunale sia una cosa ridicola. Uno che fa parte di un Comune di 14.999 abitanti fa il Consigliere e l’Assessore, mentre sopra i 15.000 abitanti è incompatibile. Ti immagini quali segreti di Stato deve decidere un Comune come Potenza Picena a livello di esecutivo! È una cosa ridicola l’incompatibilità dei ruoli e non solo non è anticostituzionale, ma è costituzionale il fatto che l'esecutivo sia rappresentato anche da chi è stato eletto, semmai, se uno legge la Costituzione, caro Assessore Cesetti, è il contrario, perché intanto c'è l'investitura popolare, che aumenta o viene aggiunta, e solo una visione tecnicista della politica mi porta a dire che chi governa deve essere un tecnico e quindi non deve essere lì.
Incompatibile rispetto a cosa? Piena compatibilità, piena aderenza alle scelte politiche, chi è stato votato, chi ha avuto una legittimazione dal popolo diventa Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, prendeva 300 mila voti di preferenza, oggi governano persone che se si presentano da qualche parte prendono 30 voti di preferenza. Questa è la realtà delle cose, svegliamoci dentro questo Paese, non andiamo avanti ancora con questi feticci che la gente non capisce più, poi diciamo che non siamo legittimati, certo che non lo sei perché la legittimazione innanzitutto è popolare, nulla dovrebbe togliere questo aspetto.
Che cosa cambia con questo tipo di esercizio? Dico solo che vedo un aspetto positivo in questo, Presidente Ceriscioli, perché fin dall'inizio della legislatura, in modo particolare nel momento in cui abbiamo avuto la tragedia del terremoto, ho sottolineato che avevamo un esecutivo troppo ristretto, altro che diminuzione della spesa, ho fatto parte di una Giunta in cui eravamo in 10, con il Presidente 11, forse eravamo troppi, ma si lavorava bene e soprattutto si garantiva …, con soli 1.000 euro in più al mese, lo sappia il popolo, rispetto a un Consigliere un'indennità di funzione, mentre ora tutti gli Assessori presi dall’esterno è cosa un po' diversa.
Avrei fatto il contrario, avrei fatto Assessore solo chi è stato eletto e sarei tornato esattamente al 1970, compresa l'elezione del Presidente in Aula, perché quello ha un senso, se è stato legittimato dal popolo va anche a fare l’Assessore sennò raus, sennò succede il contrario, Assessore Cesetti, altro che giochetti, i giochetti si fanno lì, si fa una Giunta dei trombati, di tutti i primi non arrivati che diventano Assessori, questa è la storia se fai quel tipo di esclusione, invece devi essere eletto.
Qual è la parte propositiva? E’ quella relativa al fatto che la Giunta deve organizzare in maniera stabile, e questa sarebbe una bella riforma statutaria, Presidente, le deleghe perché allargando il campo si può delegare alcuni Consiglieri a. Abbiamo avuto un'esperienza difficilissima, non dico negativa né positiva, dico difficilissima in capo alla sanità, come lei ben sa, Presidente, io avrei fatto tre Assessori alla sanità, non uno in capo al Presidente, l'ho detto in tutte le sedi, quindi sono legittimato a dirlo anche qui, perché se la spesa per la sanità è 2,9 miliardi e la spesa per tutto il resto arriva a malapena 350 milioni, con tutto quello che viene dallo Stato, significa che tre Assessori devono coprire almeno una parte e gli altri tre si possono divertire a fare un po’ di caccia, un po’ di turismo, un po’ industria, mentre l'agricoltura e il bilancio sono due settori che dovrebbero avere un Assessore quasi a tempo pieno, poi ci potrebbe essere un terzo Assessore tuttologo, allora si segue bene e si ha la capacità di interloquire con tutti. Oppure si organizza un sistema di deleghe serie su argomenti che necessitano di rappresentanza, perché anche qui deve guidarci un principio, non un feticcio, non la moda, oggi la moda è la separazione, l'efficienza dovrebbe essere il dato che ci lega. C’è bisogno di parlare con centinaia di cittadini marchigiani tutti i mesi e i sei Assessori non ce la fanno. Questa è la sostanza della nostra esperienza, siete stati costretti, non per volontà vostra, a delegare ai dirigenti e non va bene. Io sono un cittadino delle Marche e voglio parlare col mio eletto, con un politico, Politico con la P maiuscola, il politico è una persona seria, è qualcosa di più di tutti perché rappresenta il popolo. E’ superiore? Certo che è superiore, perché è l’eletto. Il dirigente mi può dare il suo parere personale, che dovrebbe essere sempre vagliato e confrontato con un Assessore, caro Presidente, cosa che purtroppo non è successa perché spesso avete dovuto inseguire opinioni, decisioni, o pronunciamenti pubblici fatti da dirigenti in vostra vece. Questa è la soluzione seria della politica, perché non si può stare dietro a tutto, neanche una persona che si impegnasse tutti i giorni fino alla domenica ce la potrebbe fare. Quindi voto la norma per queste motivazioni completamente diverse da quelle che sono state edotte fino a questo momento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Molto brevemente per non ripetere le cose già dette, poi credo che gli interventi, quello del Presidente Ceriscioli in particolare, abbiano chiarito, secondo me, molto bene alcuni aspetti.
Intanto vorrei dire al Consigliere Zaffiri che non mi sento per niente protagonista, come non credo che oggi si senta l’Assessore Bora per le questioni su cui ha fatto una battaglia, sono le Marche ad essere protagoniste nel non essere maglia nera sulle questioni di cui discuteremo dopo e ad essere invece apripista su questo tema, che è presente solamente in Lombardia.
A me spiace che alcuni colleghi non abbiano pienamente capito questo aspetto, o in alcuni casi abbiano fatto un po' di confusione, magari facendo finta di non capire, legando questo aspetto a molti altri che discuteremo dopo.
Oggi non introduciamo il fatto che tutti gli Assessori potranno essere esterni, oggi eliminiamo un vincolo che, come ha ricordato prima l’Assessore Cesetti, è sbagliato soprattutto dopo che il Presidente è eletto direttamente, però alcuni interventi di questo dibattito, che non ho condiviso, mi fanno ribadire che oggi è una giornata epocale non solo perché, colleghi, le Regioni esistono dal 1970, e le elezioni dirette esistono dagli anni ’90, ma perché per decenni non è stato affrontato questo tema.
Adesso saniamo una situazione ed auspico che il Presidente Ceriscioli nella prossima Conferenza dei Presidenti delle Regioni possa spiegare che forse è opportuno sanare la situazione e mettersi in linea. È vero, non ci inventiamo niente di nuovo, è vero che facciamo la stessa cosa che hanno fatto i Comuni, giustamente, e le Province quando esistevano, però gli elettori oggi sapranno che potranno essere scelti anche degli Assessori esterni, ma ricordiamoci una cosa, così come avviene nei Comuni, gli elettori eleggono i Consiglieri, non gli Assessori, eleggono direttamente i Consiglieri, che poi possono diventare Assessori, anche con questa norma oppure no. Credo che questa sia l'unica cosa che mi distingue dall’Assessore Cesetti, penso che questa norma sia migliore di quella dei Comuni perché se un Presidente sceglie un Consigliere e lo nomina Assessore e magari dopo un mese lo licenzia, facendolo decadere non solo da Assessore, ma anche da Consigliere, interromperebbe un mandato popolare mentre gli elettori lo hanno eletto, magari con il maggior numero dei voti, quindi, non può essere il Presidente a licenziarlo da Consigliere. Penso che sia giusto che dopo eletto, nominato in Giunta e poi licenziato dal Presidente, torni a fare il Consigliere, per quello che l’hanno chiamato a fare. Oggi eliminiamo un vincolo, e questo aspetto, lo ribadisco, attiene poi alle forze politiche e alla forza dei Presidenti eletti scegliere in totale autonomia tutti Assessori esterni o all'interno del Consiglio. Il Presidente della Regione Lazio li ha scelti tutti esterni, abbiamo alcuni Sindaci, anche in questa regione, che hanno scelto tutti Assessori esterni, questa è una loro prerogativa, se poi questo è giusto o sbagliato, attiene alla politica e al rapporto tra il Presidente eletto direttamente dal popolo e le forze politiche, ma non può essere una norma a vincolare.
Ritengo che oggi stiamo facendo una cosa molto buona ed è vero che non ci inventiamo niente di nuovo, ma saniamo in modo importante, a differenza di quanto avviene nelle altre Regioni, un errore che, come è stato ricordato, c'è stato in tutti questi decenni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie, Presidente. Esprimo il voto favorevole da parte del gruppo Uniti per le Marche a questa norma che, come già più volte sottolineato, separa il potere legislativo da quello esecutivo dando maggiore democrazia a tutti i marchigiani.
Il nostro voto è favorevole e chiedo l'appello nominale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Riordiniamo un po’ le carte e qualche idea,
E' straordinario come in politica, chiedendo scusa a tutti, si possa improvvisamente sostenere tutto e il contrario del tutto, anche in deroga a certe norme che sono date dalla scienza, tipo la matematica o meglio l'aritmetica.
Cerchiamo di mettere un po' d'ordine in tutto quello che è stato detto, vediamo un attimo di capire perché si poteva fare benissimo fare a meno di questa norma che non porta e non aggiunge altro, se non peggiora qualcosa.
Credo che sia ammirevole, l’ho sempre apprezzato, ho stima personale, l'illustrazione del Consigliere Giacinti, il suo punto di vista per quanto riguarda questa legge e per quanto riguarda l'invarianza finanziaria. Faccio fatica, forse dovrò tornare a scuola per vedere le leggi dell’aritmetica, delle due l'una, se c'è l'invarianza finanziaria di questa legge se ne poteva fare a meno, non serve, perché se il Presidente può nominare e non lo deve fare per forza, allora che l’abbiamo fatta a fare? La si fa perché si dà una possibilità in più che costa, quindi aggrava le spese di funzionamento di tutto l'apparato. Non ci sono problemi, però delle due l’una. Scindiamo il discorso, se non aggrava le spese non aveva senso farla, perché c’era già una norma, c’era la possibilità che la Giunta potesse essere integrata con tre Assessori esterni, basta, finita lì. Quindi vuol dire che c'è qualcosa sotto, che poi vedremo con la legge elettorale, ovviamente c'è anche da dire che la situazione tra i Comuni, che è stata ventilata, e la Regione è completamente diversa. La Regione ha tutto un altro apparato, i Comuni ne hanno altri, per cui quando si arriva alle dimissioni dell'Assessore per incompatibilità con il Consiglio, ovviamente decade ed il Consigliere che entra per surroga - dopo ne discuteremo ampiamente dal punto di vista politico - ha ampi margini di manovra, che il supplente, come vedrete, non avrà perché supplisce al ruolo e sarà sempre a disposizione del surrogato, questa è una cosa presente nei manuali della politica.
Altra situazione, qualcuno ha detto che con questa norma il Presidente ha le mani libere, quindi lo liberiamo dal vincolo di dover necessariamente scegliere all'interno del Consiglio regionale, per cui può lavorare secondo la sua fantasia, ma scusate, qui siamo veramente ai margini di una parodia, il Presidente non ha affrontato l'elettorato con i suoi candidati? Non ha fatto un percorso con i suoi candidati, che poi sono stati eletti? In campagna elettorale non ha elaborato un programma con tutte quelle persone, di cui una parte se le ritrova in Consiglio? Di cosa deve aver paura? Di cosa lo dobbiamo liberare? Da quali lacci e lacciuoli lo dobbiamo liberare? Da nulla, non c'è pericolo. Dopodiché, ripeto, come ho detto prima, se c'è la necessità di individuare per determinati aspetti particolarmente significativi e specifici delle professionalità esterne, ben venga, ma non abbiamo necessità di liberare da grandi inciampi il Presidente nel fare la Giunta. D'altra parte c'è da dire un'altra cosa, il Presidente non governa da solo, lo dice la legge, non governa attraverso i decreti, governa attraverso delle delibere, quindi c’è un organo collegiale e deve per forza di cose fidarsi delle persone che stanno con lui.
Il vero problema dell'esterno, la vera riforma non è questa, questa non incide assolutamente nulla, la vera riforma, le vere mani libere che deve avere un Presidente, e non si è mai avuto il coraggio di fare a livello centrale, è lo spoil system della parte tecnica. Lì il Presidente dovrebbe avere le mani libere per scegliere nel corso del suo mandato i suoi collaboratori tecnici, in modo tale che ci sia affinità tra il suo modo di agire, il suo modo di pensare, tra quello suo e della Giunta, e chi poi sul territorio applica le norme, gli apparati tecnici, dirigenti e altro. E' lì che il Presidente dovrebbe avere le mani libere ed assumersi tutte le responsabilità e quindi risponderne. Questo problema l’ha affrontato anche il Consigliere Marconi, è questo il vero e grosso problema di un'amministrazione pubblica, non quello del Presidente di scegliere o non scegliere, e guardate, da che mondo è mondo, i Ministri fanno i parlamentari, e allora? Quando un cittadino, ad esempio, elegge un suo Consigliere nel Consiglio comunale per che cosa lo elegge? Per stare in Consiglio comunale a fare un’interrogazione, una mozione, oppure per alzare la mano anche se non condivide quando c'è da approvare un bilancio, o perché deve rispondere allo schema di partito? No, lo elegge perché pensa che quello andrà ad amministrare, a gestire, perché si fida di quella persona. Qui il concetto è completamente sbagliato, stiamo ragionando di una cosa che non ci sta proprio. Per cui credo che se ne poteva fare benissimo a meno dato che già lo Statuto vigente prevede la possibilità di introdurre, qualora ce ne fosse bisogno, delle specificità e delle alte specializzazioni, al massimo tre Assessori esterni. Penso che questo sottintenda a qualcosa che vedremo prossimamente quando fra qualche minuto discuteremo la nuova legge elettorale, per cui, ripeto, sono decisamente contrario e contrariato perché ritengo che questa sia una discussione che non porta da nessuna parte.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Faccio anch’io una dichiarazione di voto contraria, i motivi li ho già espressi nel mio intervento. E’ difficile scindere la modifica dello Statuto dall'introduzione di un articolo della proposta di legge, che verrà valutata successivamente, che prevede un aggravio di costi rispetto a quello che evidentemente la modifica dello Statuto di per sé non introduce.
Devo dire che trovo assordante il silenzio del Movimento 5 Stelle su questo punto e faccio un'ultima dichiarazione rispetto alla proposta di referendum proposto dal Consigliere Carloni, che reputo sostenibile sia io che i Consiglieri della Lega, che non hanno la facoltà di parlare nuovamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Quando intervengo su questi temi voglio farlo in punta di piedi e con tanta delicatezza, perché chi ha una formazione gramsciana come la mia, sa che il tema della rappresentanza è un fondamento della democrazia e si riesce ad esercitarla in profondità se si costruisce una connessione, come diceva Gramsci, sentimentale con il popolo.
Qui sono state fatte molte considerazioni, parto da quella del Presidente Ceriscioli, che ha messo in evidenza l'aumento dell'attività gestionale delle Regioni. Ha ragione, perché ci sono state delle riforme o dei pasticci istituzionali che hanno portato la Regione ad avere questo tipo di competenze, quindi una battaglia politica che deve essere fatta, perché noi siamo comunque dirigenti politici, al di là del ruolo istituzionale, è quella che non ci può essere una Giunta composta soltanto sei persone. Questo a me sembra il punto principale, e su questo credo che si debba dare una possibilità alle Regioni dentro il ragionamento delle autonomie più o meno differenziate, certo, con dei limiti, dei tetti, perché a volte abbiamo visto non in questa parte d'Italia, ma in altre, che l'autonomia è esercitata male, penso a quello che è accaduto anche sui costi della politica e non certo, ripeto, in questa parte d’Italia.
Ha ragione anche il Presidente Giacinti quanto dice di rimanere sul punto specifico dello lo Statuto, e dopo arriverò lì, però, vedete, noi queste due leggi ormai le conosciamo, sono state costruite, come ha detto il Consigliere Giacinti, in un lungo percorso, confronti, prese di posizioni politiche ed il tema dell'incompatibilità è presente nell'altra legge, nella legge elettorale, ecco perché poi alla fine dirò qualcosa.
Prima il Consigliere Urbinati ha chiesto come può un Ministro fare il deputato, ma su queste cose la stessa Democrazia Cristiana negli anni ’90, con la riforma della politica, ha stabilito che i Ministri (poi la Democrazia Cristiana è stata sciolta dallo stesso partito) dovevano dimettersi da deputati.
Parliamo di tante riforme istituzionali, addirittura a volte tocchiamo la Costituzione, a volte facciamo le riforme elettorali, mentre dovremmo rilanciare la riforma della politica, perché è lì che alcune norme dovrebbero essere inserite. Il Presidente dovrebbe scegliere chi, dove, come? Il Presidente sceglie nella maggioranza che lo elegge, non tutti, è chiaro, perchè deve avere la sua autonomia, ci mancherebbe che non riconosca il ruolo del Presidente. Voglio dirlo in modo molto franco, Presidente Ceriscioli, lei sa che pur criticando un provvedimento, glielo dico qui in presenza dell’Aula, può contare sulla mia lealtà, anche in momenti in cui ci sono dei sondaggi che mi piacerebbe sapere da chi e perché sono stati commissionati. Quindi, al di là delle mie critiche, magari su un suo un provvedimento, le dico che può contare sulla mia lealtà.
Detto questo, sinceramente faccio fatica a capire, leggendo il combinato disposto dei due provvedimenti ..., ho sentito l'Assessore Cesetti esprimere un concetto, ed io la penso come lui su quel punto, ed anche il Consigliere Marconi ha espresso preoccupazioni, come altri colleghi, ma allora perché facciamo questa incompatibilità? Mi do anche una risposta politica, credo che la facciamo perché noi, e il Consigliere Urbinati lo sa bene, siamo in una fase in cui oscilliamo da “Italia Viva” ad “Articolo 1”, questo è il quadro politico.
Dentro questo contesto voto convintamente la riforma elettorale, non solo perché c'è il punto sulla preferenza di genere, ma perché condivido e poi lo dirò, anche il ragionamento sul premio di maggioranza, e dirò anche il perché. Condivido anche altri aspetti, però, secondo me, la modifica statutaria ..., e chiedo scusa, la chiedo al capogruppo, la chiedo al Presidente, ma sapete che sono libero, non soltanto nel senso di esprimere le proprie idee, ma anche nel senso di non rinunciare a nulla di me stesso e di non tacitare parte della mia anima. In questi due provvedimenti, la riforma elettorale sulle incompatibilità e la modifica dello Statuto, ci vedo una contraddizione, perché nell'articolo 1 della modifica dello Statuto, diciamo chiaramente che il Presidente può prendere sei figure all'esterno, e questo è un punto, dall'altra parte diciamo che il Consigliere chiamato a fare l'Assessore addirittura viene sospeso e, guardate, quando un Consigliere è supplente, e prima l’ha detto l’Assessore Cesetti, non solo non farà una mozione, ma non eserciterà nemmeno il ruolo d'indirizzo, non solo nei confronti del proprio Assessore, cioè di quello che sta sostituendo, ma nemmeno degli altri. Quindi vedo alcune riforme che mi preoccupano, come quella che ho visto in Umbria, in cui si mette una penalizzazione per chi cambia partito. Noi che abbiamo una militanza lunga siamo estranei a questi temi, però siamo preoccupati comunque, perché se qualcuno decide di cambiare partito dev'essere libero di farlo, perchè non c'è il vincolo di mandato e quando un Consigliere rimane qui, al posto di un Assessore, credo che stiamo inserendo il vincolo di mandato, quindi con tutta la buona volontà, questa modifica statutaria non posso votarla e non partecipo al voto.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Proposta di legge n. 310. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Consigliere Rapa, in qualità di Presidente di gruppo.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Come deciso nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi, una breve pausa e poi riprendiamo con la riforma elettorale.

La seduta è sospesa alle ore 14,05

La seduta riprende alle ore 14,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Proposta di legge n. 36
ad iniziativa della Giunta regionale
“Accesso paritario per uomini e donne alle cariche elettive. Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Proposta di legge n. 261
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Proposta di legge n. 275
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini
“Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Proposta di legge n. 295
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Testo unificato: “Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le proposte di legge nn. 36 della Giunta regionale, n. 261 del Consigliere Busilacchi, n. 275 dei Consiglieri Giancarli, Volpini, n. 295 del Consigliere Giacinti, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Veniamo a questo atto che contiene più norme e più questioni precipue della legge elettorale.
Saluto l'arrivo di questo provvedimento in Aula, innanzitutto esprimo soddisfazione per essere riusciti a mantenere un impegno che avevamo preso nella seduta del 26 marzo scorso, quando personalmente avevo assunto quell'impegno. Sono felice di poter tributare all’intera Aula consiliare il giusto riconoscimento, che quel giorno, il 26 marzo, votò a favore, o quasi, del rinvio, con questo termine che oggi andiamo a rispettare, e questo aspetto non mi sembra secondario.
Presentiamo una proposta di legge a mio avviso molto importante, che introduce e tocca più questioni: la doppia preferenza di genere, in primis, che dal dibattito di queste ultime ore, debbo dirlo con un po’ di dispiacere, mi sembra un po' dimenticata; la non necessarietà della raccolta delle firme per i gruppi esistenti; l'incompatibilità delle funzioni tra Assessore e Consigliere, già ampiamente trattata in maniera disorganica e decontestualizzata quando abbiamo toccato la precedente proposta di legge; alcune modifiche degli orari di apertura degli uffici elettorali comunali, che sono necessari per la raccolta delle firme; la modifica del quorum al cui raggiungimento scatta un premio di maggioranza per la coalizione che lo raggiunge.
In premessa, qualcuno pensa che la legge elettorale si dovrebbe modificare ad inizio legislatura, non verso alla fine, io non sono d'accordo su questo argomento, perché modificare la legge elettorale ad inizio legislatura significherebbe delegittimare coloro che l’hanno effettata.
Torno a giugno 2015, mettere mano all'indomani della nostra elezione alla legge elettorale, che tocca tutte queste questioni, non tanto la rappresentanza di genere, che era un tema forse già attuale a quell'epoca, ed andare a incidere sul quorum o su una fotografia rispetto a quella situazione che l'aveva determinata, mi sembra non corretto, penso che sia stato meglio farlo verso il termine della legislatura. Mentre ci sono delle sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea che stabiliscono che non è corretto modificare la legge elettorale al fine di andare ad incidere, o cercare di farlo, sul risultato che può emergere, e questa è un'altra questione che è estranea ai temi che oggi trattiamo.
Seguirei questo metodo di lavoro: illustrerei il corpo della proposta di legge entrando nei singoli articoli di cui farei il commento relativo, così da circoscrivere, volta per volta, il tema che stiamo trattando, altrimenti diventa una nota metodologica di lavoro, chiaramente il dibattito è onnicomprensivo, ci mancherebbe.
L'articolo 1 introduce l'incompatibilità, o la sospensione, delle funzioni di Assessore con quelle di Consigliere regionale. Se ne è già parlato, ma nell'intervento relativo all'altra proposta di legge non mi sono riferito in particolare a questo tema perché mi sono limitato a distinguere da un punto di vista contestuale le due questioni, e guardo la Consigliera Leonardi che ha ben compreso questa differenza.
L’incompatibilità tra il ruolo di Assessore e di Consigliere ha quindi una ratio antica, io direi anche illuminata, per i motivi che sono stati in parte detti. Illuminata coincide bene con l'illuminismo, ovvero con quella fase storica che ha originato la separazione, importante, dei poteri legislativo ed esecutivo.
La separazione delle funzioni serve per esaltare al meglio le peculiarità e le capacità di ognuno nel proprio ruolo, ho visto in questi quattro anni e mezzo che la funzione di Assessore è ben diversa da quella di Consigliere, mantenere inalterato il ruolo, secondo me, non esalta la particolarità specifica del ruolo medesimo che ogni figura ricopre, incarna.
Ricordo a me stesso, come si dice, che non è obbligatorio accettare la nomina ad Assessore, se un Consigliere vuole mantenere ed esaltare il proprio ruolo può anche non accettare l'eventuale nomina ad Assessore. Un'ulteriore sottolineatura della diversità dei ruoli, mi dispiace sentire in Aula che si riconduce la figura del Consigliere che sostituisce il Consigliere nominato Assessore ad un ruolo di subalternità, mentre dovrebbe essere la sintesi e anche un’importante esaltazione del ruolo della classe dirigente di questa Regione. Se penso che il Consigliere che va a sostituire il Consigliere nominato Assessore perde ogni libertà di pensiero e di azione propria delle sue funzioni, si mortifica l'importanza del ruolo stesso che ognuno di noi dovrebbe avere a prescindere da quello esercitato in quest'Aula.
Un cenno l’ha fatto il Presidente Ceriscioli, che secondo me è esemplificativo di una mutazione del ruolo della Regione che è nata, non a caso ci chiamiamo ancora Assemblea legislativa, nel 1970 con spiccate, anzi, esclusive prerogative legislative, strada facendo, lo ha ricordato il Presidente Ceriscioli, fino a quest'ultima accelerazione di questi anni, le Regioni sono diventate sempre di più enti di gestione e questo cozza ancora di più - a parte l'esiguità del numero degli Assessori ricordata dai vari Consiglieri - con questa separazione delle funzioni. Se è vero che la Regione è sempre più ente gestore di attività molteplici, ancora di più la figura di Assessore e nel contempo di Consigliere cozza con i principi che abbiamo detto. Di questo ne sono un convinto assertore.
Per chiudere, c'è stato un attimo di confusione nel dibattito della proposta precedente, quando si è parlato di risorse destinate ad eventuali aumenti di spesa. Ricordo, ancora una volta, che nell'articolo dell'invarianza finanziaria, è implicitamente contenuta una limitazione alla spesa, perché quando si usa quella formula di far riferimento alle capacità finanziarie a disposizione del Presidente per nominare i suoi collaboratori, è chiaro che, essendo una norma statutaria, può anche decidere con legge di trovare lo spazio per questo eventuale ulteriore costo, anche con una riduzione dell'indennità per gli altri. Lo dico solo a memoria, per far capire la distinzione tra la volontà di voler destinare un certo numero di risorse, e quindi attenersi a quel limite o meno. Questo il legislatore fa, ha pensato di farlo in invarianza di spesa, che poi all'invarianza ci si possa arrivare attraverso una modifica dei capitoli di bilancio, quindi ad un risparmio, o viceversa in un'altra direzione, questo è un dato che non ci deve interessare, il tema vero è la separazione delle funzioni, così come è ed ho cercato di evidenziare.
Chiaro il pensiero dell’Assessore Cesetti, quello di una distinzione più netta, come nei Comuni, in cui una volta nominato Assessore il Consigliere cessa per sempre dalle funzioni, ne abbiamo parlato molto in Commissione, chi ne fa parte lo sa bene, ma è stato dato risalto ed importanza, è questo l'elemento innovativo, al mantenimento della funzione di Consigliere una volta che si fosse interrotta l'esperienza di Assessore. Di fronte all'elettorato noi tutti ci siamo presentati per essere eletti Consiglieri regionali, quindi questa funzione abbiamo voluto mantenerla, superando quella visione di subalternità, che ho poc'anzi sottolineato, rispetto al ruolo del Consigliere divenuto Assessore, perché siamo direttamente legati ad esso. Questo è stato ritenuto meno importante della nobiltà dell'impegno e dell'onestà intellettuale del Consigliere sostituto, questo è stato il dibattito che ci ha portato a propendere per questa visione.
L'articolo 2 è un preludio o un’overture, come preferite, all'introduzione della preferenza di genere, perché recepisce il dettato della normativa nazionale in tema di rappresentanza di genere, ovvero la legge 215/2012, in cui nell’approntamento delle liste si fa riferimento al fatto che siano rappresentative del genere, quantomeno per il 40%. Perché la Commissione ha scelto di fare riferimento al 40%, quando, forse, ai fini della questione che introduce questa modifica, potrebbe essere più logico un 50%? Perché la normativa nazionale parla di un minimo del 40% di rappresentanza di genere nella composizione delle liste, ecco perché l’ho chiamato preludio, ci arriveremo più tardi.
L'articolo 3 prevede che non è più necessaria la raccolta delle firme, questa è un'istanza venuta da più parti, che ha trovato tutti d'accordo, per i gruppi esistenti in Regione, in Parlamento e al Parlamento europeo, anche per quelle forze politiche espressione dell'Assemblea legislativa regolarmente costituiti come gruppi all'atto dell'emanazione del decreto di indizione delle elezioni. In poche parole si è voluto lasciare una specie di wild card, passatemi l'espressione barbara, sul fatto di raccogliere le firme per i soggetti che in ogni caso già partecipano all'Assemblea legislativa.
Il secondo comma dell’articolo 3 è una norma tecnica che disciplina l'orario di apertura degli uffici comunali per la raccolta delle firme. Questa proposta è stata recepita da una proposta di legge a mia firma, ma per onestà intellettuale, debbo dire che mi era stata sollecitata dal dirigente del servizio, che voleva superare delle questioni tecniche, ed ha formato oggetto di accordo fra tutte le forze politiche.
L'articolo 4, sempre in tema di firme, elimina la necessità delle firme per la candidatura a Presidente, in linea con un alleggerimento degli adempimenti formali.
L'articolo 5 e l'articolo 6 si possono definire due norme di coordinamento tecnico, perché, in poche parole, vanno ad eliminare quelle parti che alla luce dell’introduzione della non necessaria raccolta delle firme, non hanno più senso di esistere. Ecco il motivo di questa modifica.
L'articolo 7 introduce la doppia preferenza di genere con l'elemento coercitivo che prevede l'annullamento della seconda preferenza nel caso non fosse rispondente al doppio genere, come così stabilito da una norma nazionale, che ben conosciamo, perché c'è stato un dibattito, che è inutile ripetere con enfasi oggi, che ci ha tenuto impegnati per molto tempo, e guardo l’Assessore Bora che è stata la sua paladina fin dall'inizio. Con tutta onestà abbiamo ammesso che c'è stato un periodo di approfondimento della questione, che oggi, ripeto la mia soddisfazione, al pari di altri argomenti può vedere la luce in questa proposta di legge.
Con l’articolo 8 viene introdotta la modifica relativa al quorum, al raggiungimento del quale scatta un premio di maggioranza. Innanzitutto eliminiamo la previsione previgente attraverso la quale veniva sancito un premio di maggioranza al raggiungimento del 34%, ed un altro al raggiungimento del 37% dei voti. Abbiamo eliminato queste due opzioni e lasciato un premio di maggioranza che corrisponde all'ottenimento di 18 Consiglieri al raggiungimento del 40%, e al raggiungimento del quorum del 43% abbiamo aumentato la possibilità di avere un Consigliere in più, quindi: 40% 18 Consiglieri, 43% 19 Consiglieri.
Il 40% 18 Consiglieri, è l'esatta fotografia di quest'Aula all'indomani delle elezioni del 2015, quindi nulla di travolgente rispetto alla norma precedente. Qual è stata la ratio di questa modifica? Abbiamo dibattuto a lungo e sono anche soddisfatto, devo essere sincero, delle motivazioni che ora cercherò sinteticamente di mettere in ordine.
Innanzitutto, con questa modifica, ovvero col riconoscimento del premio di maggioranza almeno al raggiungimento del 40% dei voti, si dà atto della maggiore legittimazione della coalizione che raggiungerà questa percentuale, in un contesto politico, questo non possiamo nascondercelo, modificato radicalmente da quello che originò la legge elettorale previgente nel 2004. In questa maniera il raggiungimento del quorum acquista un maggior valore di rappresentatività nei confronti dell'elettorato. Quante volte abbiamo sentito dire anche in quest'Aula, in considerazione della sempre più bassa percentuale di votanti, di cittadini che si recano al voto, che la nostra coalizione che aveva vinto le elezioni nel 2015 non era così rappresentativa dell'intera comunità regionale, lo abbiamo sentito più volte, diciamolo francamente, e allora se non lo è il 40%, poteva esserlo il 34%? Mi viene naturale questa domanda.
Un altro aspetto è in risposta a spinte un po' proporzionaliste che tendono, secondo me, a sminuire un altro principio cardine che è alla base dell'elezione del Presidente della Giunta, l'elezione diretta della Giunta, che è un tema centrale della nostra legge elettorale, ma non solo della nostra, ormai di un sistema che dagli anni ‘90 è andato così fino ad oggi, e noi ce la sentiremmo di spiegare all'elettorato l'abbandono di questo principio per passare a uno radicalmente opposto? Quello che confida in una spinta più proporzionalista rispetto alla spinta più maggioritaria che questa legge, e questa modifica soprattutto, a mio modesto avviso, contiene.
In tema di legge elettorale è chiarissimo che il dibattito si allarga, le varie tesi si intersecano, la discussione diventa piacevole e acquista anche contorni filosofici, però qualcuno sostiene che in questa maniera si incorre nella circostanza, passatemela si utilizza una pessima espressione, dell'anatra zoppa, che non mi piace nemmeno, non è una forma molto elegante, è americana e gli americani non sono dei raffinati cultori della lingua come possiamo essere noi, per dire una battuta, per identificare quella circostanza in cui non c'è la coincidenza tra Presidente, espressione di una coalizione che si presenta al voto – mi riallaccio al tema poc'anzi accennato, anche con una trasparenza maggiore perché quando vado a votare so quale coalizioni sostiene quale Presidente, fin da subito, senza seconde possibilità di aggiustamento successivo, o si vuole questo? Questo è il tema - e la maggioranza consiliare. Per rispondere a chi agita questo aspetto critico, che potenzialmente può anche esistere, rispondo che questa proposta di legge induce a formare coalizioni prima del voto in maniera da tendere all'obiettivo del 40%, ovviamente anche di più, bontà loro, ma il raggiungimento del 40% metterà nella condizione di avere quella maggioranza di governo per cui mi sembra che questo patto di chiarezza sia un ulteriore elemento a favore di questa visione.
Mi viene da aggiungere un’altra riflessione perchè più volte, e non solo da parte dei commentatori politici, ma soprattutto degli elettori, abbiamo sentito dire che c'è una frattura tra base elettorale e classe politica. Questa proposta di legge, a mio parere, tenta di eliminare, o quantomeno di ridurre, questo punto critico, questo vulnus, in ragione di una maggiore richiesta preliminare di trasparenza che in questo momento storico e in questo contesto politico è un tentativo apprezzabile.
Ultima cosa, non dimentichiamo che in merito al premio di maggioranza c'è una sentenza della Consulta della Corte costituzionale, sull'Italicum, che fa riferimento ad un duplice aspetto: il raggiungimento di un premio che non sia spropositato rispetto alla percentuale attraverso la quale si raggiunge tale premio e nel contempo tenere nella debita considerazione la governabilità. Quindi, un premio non troppo alto da raggiungere al fine di cercare una governabilità, ma nemmeno troppo basso per non creare una sproporzione antidemocratica. Questo in una raffinatissima sentenza, poi ai legislatori di ordine inferiore il compito di trovare una sintesi in tal senso e il 40% dell’Italicum era stato considerato un livello accettabile dalla Consulta. Per cui mi sento di poter dire che anche la nostra proposta di legge non si discosta molto da questo principio, assioma, accettato per una norma elettorale nazionale, perché l’Italicum era riferito alle elezioni nazionali, ma in diritto non sempre funziona l'analogia, ma non vedo per quale motivo non possa essere ritenuta alla stessa stregua in ambito regionale.
Nell'articolo 9 troviamo l’allegato A, che tiene conto delle modifiche introdotte.
All'articolo 10 ci sono le disposizioni finanziarie che sono necessarie al fine di introdurre le variazioni contemplate in particolare, visto che ha tenuto molto alta l'attenzione l'eventuale copertura degli oneri derivanti dall'articolo 1, che faccio notare, è finanziata con il bilancio del Consiglio.
Nell’articolo 11 ci sono le norme transitorie con le quali si conclude questa proposta di legge.
Faccio un'ultima annotazione di carattere squisitamente politico, che sento di fare, è chiaro che il dibattito di questi giorni non ci è sfuggito, soprattutto quando le parti in gioco sono contrapposte come in ogni contesto democratico, chiaramente ognuno fa la sua parte, però mi sento di fare una annotazione, secondo me, importante di carattere politico che, a mio modo di vedere, si pone in linea, anzi rafforza, quanto sostenuto fino ad ora in termini di motivazioni. Questa proposta di legge è oggi in Aula, ci abbiamo lavorato molto, abbiamo fatto riunioni su riunioni, trovato sintesi, che ho cercato con modestia di spiegare e motivare singolarmente, per far sì che tutto avvenisse prima delle elezioni nella Regione Umbria, momento che nel dibattito politico, sappiamo bene, ha catturato l'attenzione e l’interesse di tutti e viene individuato come un esperimento politico molto significativo il cui risultato sembra essere di grandissimo valore.
Bene, questo momento non si è ancora celebrato, sia in un senso che nell'altro, si vedrà più avanti, quindi siamo ben lontani da qualsiasi condizionamento questo possa rappresentare e, ripeto, attribuisce ancora più valore alle motivazioni che hanno ispirato questa proposta di legge che andremo a votare, auspico, più tardi. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Ovviamente usufruiscono dell'analisi puntuale che ha fatto il Consigliere Giacinti, quindi parlerò velocemente degli articoli, facendo delle considerazioni più politiche che tecniche.
In Commissione abbiamo votato tutta la legge elettorale, escluso il primo articolo sul quale ci siamo astenuti, le cui motivazioni le ho dichiarate nella discussione precedente.
L'articolo 1 è quello che sancisce l'incompatibilità tra Assessore regionale e Consigliere e naturalmente noi abbiamo sostenuto la tesi che il Consigliere nel momento in cui diventa Assessore e perde la fiducia del Presidente, o si dimette, torna in Consiglio e ritrova il suo posto ed il primo dei non eletti, che lo ha sostituito, torna a casa. E' una questione sicuramente delicata che potrebbe far discutere, però la volontà degli elettori che hanno dato il mandato al primo degli eletti, ci ha fatto propendere per questo tipo di soluzione.
Nell'articolo 2 si parla della costituzione delle liste, che erano soppesate con 1/3 e 2/3, quindi il 33,66% per la composizione di genere, ci si è adeguati alla normativa nazionale che prevede il 40% in favore della maggiore rappresentatività.
Per quanto riguarda l'articolo 3, voglio ricordare, visto che ci sono state delle polemiche anche nelle audizioni che abbiamo avuto con le rappresentative femminili, che di tutte le 10 proposte di legge presentate sull'argomento di modifica della legge elettorale, il Movimento 5 Stelle è stato il secondo, dopo la proposta del PD del Consigliere Urbinati, a presentare un atto per la modifica della legge elettorale e c'era e c'è ancora la parità di genere. Noi siamo convintamente sostenitori della parità di genere, non solo a parole, ma nei fatti, e prendo ad esempio la composizione della Camera e del Senato, il Movimento 5 Stelle è il gruppo che ha una maggiore rappresentatività femminile all'interno delle istituzioni nazionali.
Passiamo all'articolo 4 che riguarda la raccolta delle firme. Questo è un tecnicismo, per chi ha la rappresentanza nel Parlamento italiano e nel Parlamento europeo, raccogliere firme non è nello spirito del legislatore, che chiede di raccogliere delle firme se io e un altro, che non abbiamo nessun seguito, vogliamo presentare una lista e presentarci alle elezioni. La raccolta delle firme è solo per dare un peso politico alla presentazione di una lista. Per chi ha la rappresentanza in Parlamento e nel Parlamento europeo credo che questa cosa possa essere saltata a piè pari.
Per chi deve raccogliere le firme c'è anche un vantaggio maggiore perché aumenta l’orario di apertura degli uffici comunali che autenticano le firme, infatti la firma deve essere presentata con l'autenticatore affianco che prende il documento e garantisce che la persona che firma è quella che ha presentato il documento.
Stessa cosa per il candidato Presidente, che comunque non è un passante, ma la rappresentazione di una forza politica o di una coalizione di forze politiche, quindi, questa legislazione di prudenza ormai non ha più motivo di essere.
Salto gli articoli 5 e 6 descritti dal Consigliere Giacinti e, visto che la preferenza di genere l'abbiamo già discussa, arrivo all'articolo 8, che è quello che ha suscitato più polemiche e più perplessità.
Nel momento in cui la legge elettorale prevedeva il 34% chi andava a votare era il 60-70% degli aventi diritto, a volte anche di più, una percentuale anche più alta, ma nel momento in cui è il 50% degli elettori, a volte anche meno, dare il mandato di governo di una Regione ad un'esigua minoranza di cittadini marchigiani, altro che scippo, è uno svilimento della democrazia. 40% perché? L'ha detto il Consigliere Giacinti, sull'Italicum la Corte costituzionale ha stabilito che è una percentuale adeguata per la volontà degli elettori. Il 40% del premio di maggioranza è in molte leggi elettorali delle Regioni, molte delle quali governate dalla Lega, la Lombardia ad esempio ha il 40% come premio elettorale.
Con questa percentuale non si vuole scippare la democrazia, ma invogliare i cittadini, come ha detto il Consigliere Giacinti, ad una maggiore e più responsabile partecipazione al voto, visto che c'è questa disaffezione, e garantire che la volontà di un numero attendibile di essi elegga chi governa la Regione. Questo significa rafforzare la partecipazione democratica, che oggi giustamente è stata definita un po' latitante a tutti i livelli.
Parlare di inciucio è quasi offensivo, personalmente non ho fatto pratiche sottobanco con nessuno, non solo, ho avuto un confronto con le altre forze politiche di maggioranza e di minoranza nella Commissione, in quest'Aula, e per rendere questa questione trasparente mi sono esposto a nome personale sui giornali. La mia posizione non è dovuta a un inciucio, ma è quello che pensa il Consigliere regionale Gianni Maggi, e l’ho più di una volta pubblicato sui giornali, quindi, respingo questa accusa per il dovere che sento nei confronti di questa legge che, ritengo, garantisce la partecipazione e la democrazia, per cui l'ho sostenuta apertamente.
Ho parlato a titolo personale e ora torno a fare il capogruppo del Movimento 5 Stelle, a parte il primo articolo su cui ci asterremo, sosterremo questa legge elettorale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Raccolgo il suggerimento del Consigliere Zura Puntaroni di parlare in maniera semplice e non con termini tecnici, quindi vado a raccontare i fatti.
Il primo è una grande discussione, direi esagerata, intorno ai tempi di questa legge, che non so se il Presidente Giacinti, con un atteggiamento pontificale, quasi cardinalizio, non ha voluto raccontare in tutte le sue sfaccettature.
C'era un dibattito aperto sulla legge elettorale all'interno delle forze di maggioranza e anche di minoranza, sicuramente il punto relativo alla forma, erano tante, attraverso la quale introdurre la cosiddetta parità di genere, ha indotto ad una accelerazione, ma com'è stato ricordato da altri, che ora non sono presenti in Aula, non è che la scelta di un sistema o di un altro sia ininfluente ai fini dell'applicazione della legge elettorale, perché quando si dice “doppia preferenza” già si è fatta una scelta, si è scelto il sistema delle liste concorrenti per il raggiungimento della maggioranza. La questione non era semplice, come dire: “L’importante è che ogni tanto ci sia un uomo e una donna” o giù di lì, gender permettendo, poi il Consigliere Volpini ci racconterà qualcosa su questa materia, non è questo il punto perché lo stesso principio poteva essere applicato, ad esempio, nei collegi uninominali o con le liste bloccate. Quindi non era ininfluente, la legge elettorale doveva essere discussa, tant'è vero che oggi noi arriviamo qui con 8 articoli e con molti argomenti che ruotano attorno ad essa e da quanto ho capito, Consigliere Giacinti, non è nemmeno finita perché la partita rimane aperta.
Ho parlato dell'anatra zoppa, anche se il termine non le piace, ma è quello che si usa, ed anche su questo poi dirò perché non è del tutto vero il fatto che la legge possa spingere in quella direzione e che quella sia la soluzione migliore, ma c'è il problema dei collegi, argomento che non è stato evocato, né dal relatore di maggioranza né dal relatore di minoranza, perché non fa parte ancora di una proposta largamente condivisa, o condivisa per una parte maggioritaria, ma che l'introduzione della seconda preferenza, eventuale, mica obbligatoria, fa scattare. Non era un ragionamento peregrino quello che il capogruppo del PD, non dico uno qualsiasi, ma il capogruppo del PD, Consigliere Urbinati ha spesso sollevato quando giustamente ha detto: “Nei nostri piccoli collegi di Ascoli e di Fermo due preferenze significano il blocco delle persone da eleggere”. Anche questa è una cosa di cui noi forse ci siamo accorti, ma i cittadini marchigiani no, non è vero che da noi esiste il sistema maggioritario, hai voglia a stabilire 40, 43, 44, 45%, non serve a nulla perché il sistema maggioritario non c'è nella nostra Regione, o c’è solo per due province su cinque. Nelle ultime elezioni il sistema maggioritario ha funzionato per Pesaro (5 contro 2) e per Ancona (6 di maggioranza contro 3 di minoranza), mentre nelle province di Macerata (3 contro 3), Fermo (2 contro 2), Ascoli Piceno (2 contro 2) non è scattata la famosa quota di maggioranza, e questo è un problema aperto, non sto facendo, e sto sempre alla raccomandazione del Consigliere Zura Puntaroni, sofismi, sto dicendo la realtà.
A questo aggiungiamo un altro piccolo particolare, le quote di maggioranza in questa legislatura sono scattate solo in due province, il resto non hanno avuto questa rappresentanza e questo non è democratico, questo non risponde agli stessi principi della legge, quindi la legge è sbagliata e va modificata in qualche sua parte.
Io ho fatto una proposta che per vincolo di maggioranza e per rispetto dell'accordo raggiunto non ho presentato emendamenti su questo argomento perché è rinviato di qualche mese l'ulteriore approfondimento, ma ho proposto, per esempio, il collegio unico regionale o due collegi dove la possibilità di esercitare maggioranza e minoranza, fissata per numero, c’è, perché si eleggono 16 Consiglieri al nord e 14 al sud, è automatico che un gruppo sia di maggioranza ed uno di minoranza. Il paradosso delle due preferenze sul collegio da 6, ma anche sul collegio da 4, significa che chi ha un blocco di potere, di consenso, di marchetta associata significativa, elegge l'intero gruppo dei Consiglieri, come a dire che se in un Consiglio comunale c'è da eleggere 8 Consiglieri di maggioranza, noi diamo 8 preferenze per scegliere, ed è un’assurdità, anche questo è vero, ma questo non c'entra nulla con la parità di genere, non c'entra nulla con la scelta che questa legge sta facendo, questi erano argomenti seri e veri che come piombi ai piedi pesano ancora sopra questa legge, che avrà non solo questi come dati di incoerenza.
All'altro argomento che vorrei usare a sostegno della tesi lo tratterò quando arriverò al sistema maggioritario.
Vado rapidamente sui pochi articoli che abbiamo esame.
Qui si apre il grande versante della cosiddetta parità di genere secondo legge, ed anche qui qualche verità va detta.
C’è stato raccontato per mesi che chi non avesse applicato questo tipo di legge, sarebbe incorso in ricorsi di natura costituzionale, non so, Assessore, se in Piemonte sono stati fatti ricorsi, mi sembra che abbia votato senza questo tipo di legge e non è successo nulla, quindi, questo non era vero, sono state dette delle bugie, io non lo so, può darsi che non sia aggiornato, non sono uno che insegue la stampa giorno per giorno, forse non sono aggiornato, ma sono state dette bugie perché è stato detto: “Questa è una cosa obbligatoria sennò saltano le Regioni”, però a me sembra che in Piemonte non sia successo nulla sul piano puramente costituzionale.
Non ne faccio neanche una questione di natura sociologica perché se apriamo le questioni sociologiche sfido chiunque ad introdurre altre 30, 40 corporazioni e non mi piace perché la filosofia delle corporazioni, cari compagni, amici della sinistra, è una filosofia che rimanda al periodo fascista, quando avevamo un'Assemblea elettiva che era nominata, era fatta da categorie, i cosiddetti Fasci (ad esempio i Fasci del commercio) Non apriamo l’argomento delle corporazioni che è sbagliato, io voglio entrare, invece, sull'argomento, e lo lascio in sospeso, perché fino all'ultimo farò esame di coscienza su come votare quest'articolo, ancora non lo so, però un problema me lo pongo: non riesco a capire perché adesso, primo con l'articolo 2 - in questo mondo di politicamente corretto, di dati scontati, si deve fare così, è più di sinistra, è più di destra, che mi fa ridere, perché ringraziando Dio, la mia libertà da Movimento 6 Stelle scusi, Consigliere Maggi, ma vi ho scavalcato, sono diventato più stellare di voi, ma da questo punto di vista non me ne frega niente di nessuno - avere per obbligo una lista che non può essere di sole donne mi dà un gran fastidio, perché dopo sessant'anni negare questa possibilità a una parte importante del cielo, la cosiddetta altra metà del cielo, forse la più nobile e ricordando mia moglie e le mie figlie dico la più bella, il fatto che non ci sia la possibilità di fare una lista di sole donne - ce lo mettiamo per legge - almeno per par condicio dovremmo dire: “Adesso per 60 anni 40% di maschi e 60% di donne”. Questa sarebbe stata la parità sulla giustizia storica e finché lo fai sulla base delle liste da presentare è una forzatura, ma ci può pure stare. Faccio riferimento esplicito al fatto che per 60 anni questa Repubblica, giusto o no, poi c'è chi dice che l'uomo sia più predisposto per il potere perché è più noioso, la donna più predisposta per altre cose perché è più creativa, ma non sono uno psicologo, né un pedagogo, non entro su questo argomento, è stata così, quindi questo non rimedia niente, questo mette un confine, stiamo tranquilli che a più di quel 40% non si può arrivare, e poi perché non avere tutto un Consiglio al femminile? Noi abbiamo avuto per 60 anni, caro Consigliere Maggi, Consigli comunali, Parlamenti formati dal 90-95% di maschi, perché non può arrivare un Parlamento diverso? No, non può arrivare, è già deciso che questa rivoluzione culturale non potrà avvenire anche se effettivamente la donna europea in genere è meno legata a determinati vincoli e potrebbe muoversi più facilmente su questo terreno. In alcuni campi delle libere professioni ed anche dello Stato, il numero delle donne impiegate che lavorano è decisamente superiore a quello degli uomini, anche a livelli dirigenziali.
La raccolta delle firme è già stata spiegata, semmai su questo argomento, semmai, Consigliere Giacinti, ci dovesse essere un ritorno al passato/futuro, direi che c’è un dato, non voglio dare un dato conservativo, c'è un dato, chi ha avuto una rappresentanza in Consiglio, in Parlamento per anni, è giusto che si possa ripresentare per dire: “Non ci dovevate stare, avevate tre Consiglieri, non ve ne diamo neanche 1”, ma il proliferare delle listarelle con quel livello di firme che viene richiesto è veramente ridicolo. Lo dico per l'ambito comunale, nella mia città di Recanati alle comunali abbiamo avuto 325 candidati in una città di 21.000 abitanti, 19 liste, 7 candidati Sindaco, perché bastano 200 firme per fare una lista, a livello regionale è peggio, in qualche Provincia bastano 200/250 firme, veramente una cosa ..., leviamole, anche qui un minimo di serietà, chiunque si sveglia la mattina può mettere giù un simbolo e presentare una lista, che richiede un numero basso di firme. O il numero di firme è elevato, e allora diventa uno sbarramento al proliferare delle liste e listarelle: Più Europa, Meno Europa, Più Euro, Meno Euro, Più Donne, Meno Donne, rispetto al fatto che chi è veramente … Intanto qualcosa abbiamo fatto se si libera il numero di raccolta delle firme in capo alle forze che già sono rappresentate c'è una platea molto più ampia per raccogliere le firme, quindi si potrebbe anche alzare questo benedetto sbarramento.
Ho qualche perplessità sull'articolo 8, che esplicito, pur annunciando fin d'ora che lo voterò. Su questo ho superato tutte le crisi di coscienza, ma sinceramente non capisco perché siamo passati da 16, 17, 18, fino al 40%, a 18 e 19 Consiglieri tra il 40 e il 43%. Anche qui mi appello agli amici della sinistra, siamo i portatori della grande democrazia rappresentativa, 19 Consiglieri su 30, più il Presidente 20, è l'attuale maggioranza, con l'arrivo del Consigliere Bisonni è l’attuale maggioranza, però ragazzi, ragionando con qualcuno mi è venuto da dire che c’è da introdurre un premio di minoranza, bisogna garantire che ci sia un certo numero di persone in minoranza, sennò c’è il rischio che non le abbiamo più neanche nelle Commissioni se qualcuno cambia casacca. 11 non si capisce, non si capisce perché con un 3% in più ce ne devono essere 11, non c'è una ragione, nessuno me l’ha saputa spiegare, perché se l'unica ragione che dovevamo soddisfare era quella del 40% previsto dalla Corte Costituzionale, quello c’è, diverso è se si arriva al 45% perchè si hanno 19 Consiglieri, ma anche questo non ha senso, perché in tutte le leggi elettorali, caro Consigliere Giacinti, siamo al 60%. Nei Comuni sopra i 15 mila abitanti siamo al 60%, riforme scellerate che sono state fatte da tutti, hanno portato la rappresentanza nei comuni a 3 di minoranza e a 9 di maggioranza, ma quanta paura hanno quelli che governano? Io ho fatto il Sindaco di Recanati con un Consigliere di differenza eletto con il proporzionale e sono arrivato alla fine dei 5 anni e in mezzo c'è stata Tangentopoli. Il Partito Comunista mi faceva due mozioni al mese di sfiducia, ma sono arrivato fino alla fine perché c'era la politica, questo è il segno che la politica non c’è più, quando si mettono in campo queste cose c'è paura. In più faccio un calcolo, visto che il Consigliere Giacinti dice che questo spinge a fare le coalizioni, ed è vero, domando: ma questo è un bene? Allora quello che è successo in questa legislatura è un male, è un male che 5 candidati Presidente si possano presentare, è un male, se questo è un bene, però si sono presentati ed è anche grazie a questo che abbiamo vinto, detto fra noi, perché siamo arrivati al 41%, non c'è stato il blocco di tutti contro tutti. A che cosa è servito in questi 25 anni di cosiddetta seconda Repubblica fare questi blocchi di tutti contro tutti? Abbiamo avuto più governabilità? Io ero in Senato con Prodi Presidente, mi faceva pena pover’uomo, io non lo tiravo fuori il rosario per sventolarlo perché penso che sia un simbolo da tenere in tasca, ma quanti ne ho detto di rosari a suo favore ed alla fine lo avrei anche votato, la pazienza che ha avuto quell’uomo con quei 3/4 disgraziati di Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista, che lo ricattavano su tutto con lo 0,3%, poi è caduto e non è stato Mastella, nè i suoi, perchè uno ha votato a favore, uno contro e uno si è astenuto, quindi ha pareggiato, Mastella non si è inimicato nessuno.
Non è che facendo grosse coalizioni, che forzano la composizione di schieramenti poco omogenei, poi si governa bene, non è così, tanto vale l’anatra zoppa e la proposta che faccio perchè queste composizioni avvengano alla luce del sole, non con accordi in cui si scrivono programmi che, sappiamo tutti, servono a poco o a niente, strada facendo e strada andando.
Chiudo, solo per darvi un numero, se si dovesse arrivare pari e patta, 50 e 50, chiaramente uno avrà un voto più dell’altro, ma tutti e 2 al 50% in maggioranza, basterà il 2,5% per avere un Consigliere, in minoranza il 4,5%, quindi di fatto abbiamo creato uno sbarramento del 5%, superiore a quello che la legge prevede ed anche questo in maniera subdola.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Dividerò il mio intervento in due parti perché credo sia opportuno.
L’ho detto in tutte le sedi nelle quali abbiamo discusso questi argomenti, sia nel marzo quando la doppia preferenza di genere è arrivata al voto dell'Aula, che ha votato a maggioranza il rinvio, sia quando la questione è stata trattata nella Conferenza dei capigruppo, quindi tratterò separatamente la doppia preferenza di genere perché reputo, l’ho detto allora e lo ribadisco oggi, che sia una proposta da trattare in maniera staccata dal resto della modifica della legge elettorale, sia perché è un adeguamento ad una normativa nazionale, per cui ha un iter diverso rispetto alle 10 proposte di legge che sono all'esame della Commissione, sia perché trovo non corretto che gli argomenti siano trattati necessariamente insieme.
La legge nazionale prevede tre diverse possibilità in base al tipo di legge elettorale che ogni Regione ha. Se hai la preferenza devi introdurre la possibilità, ribadisco possibilità e non obbligo, di mettere due nomi, uno maschile e uno femminile o viceversa, se hai un sistema uninominale, quindi con tanti collegi in cui c'è un solo candidato, hai l'obbligo di mettere una percentuale di questi candidati di genere diverso, se hai il listino bloccato hai obbligo di mettere alternativamente i nomi di un genere o di un altro.
È di tutta evidenza che noi ci adeguiamo sulla base del nostro sistema elettorale, e non mi sembra che nessuna delle 10 proposte in discussione andasse a proporre un modello completamente diverso, nessuna delle proposte ci avrebbe portato verso i collegi uninominali o i listini bloccati, quindi dire che queste cose dovevano andare necessariamente insieme non corrisponde al vero.
Dico anche di più, se fosse arrivata una proposta di questo genere e tutta la maggioranza l’avesse votata, era giocoforza naturale che, non essendoci più le preferenze, ci saremmo adeguati all'altro dei due sistemi proposti dalle leggi nazionali. Quindi, questa proposta dell’introduzione della doppia preferenza di genere poteva, e a parer mio doveva, essere votata tre anni fa, quando è stata introdotta, così come fondamentalmente avrebbe adeguato la nostra legge.
Dobbiamo dire che … può intervenire dopo, Assessore Casini …

(interrompe l’Assessore Casini)

Elena LEONARDI. Dalla Giunta si, ma è proposta dall’Assessore Bora ed approvata dalla Giunta, non credo che sia il segreto di Pulcinella, come non è il segreto di Pulcinella che qui ci siano state delle forti resistenze a far passare questa legge e non chiamiamoli “approfondimenti”, come in maniera quantomeno diplomatica li ha definiti il Presidente della Commissione.
Qui ci sono state e ci sono forti resistenze che hanno fermato questa proposta di legge per tre anni e lo dico da persona …, l’ho già ribadito, l'Assessore lo sa - ci siamo confrontate, io la chiamo Assessore perché non reputo che vada messo il femminile necessariamente, non sono queste le battaglie - che questa proposta andava portata avanti ed ha trovato delle chiusure e, ce lo siamo detti tutti, io non amo sentirmi un sorta di panda in via di estinzione da tutelare, uso sempre questa formula, però non ci possiamo neanche negare che, come avviene nella politica ed anche in altri campi, c'è un sistema culturale che presenta delle difficoltà, e lo dice un Consigliere regionale, quella che sta parlando, che è stata eletta col precedente sistema, che è stata eletta con una sola preferenza, e che quindi non deve cercare uno spazio diverso da quello che si è già guadagnata sul campo. Dobbiamo ammettere però che c'è un sistema culturale, a me piacerebbe sapere quanti dei Consiglieri regionali qui presenti, che magari hanno famiglia e figli, fanno la spesa, riordinano la casa, portano i figli nelle varie attività (doposcuola, calcio, ballo, catechismo, dentista), una serie di incombenze che in maniera naturale sono sulle spalle della donna, che quindi ha meno tempo da dedicare alla politica. In questo senso, più ancora che con queste formule, occorre garantire la possibilità di non rinunciare a determinate cose, che sono anche giuste, e di poter vedere anche realizzata la propria aspirazione politica, e la premessa l’ho fatta perché nessuno mi può dire che faccio del garantismo per la mia posizione, perché credo che sia quanto di più lontano dal mio modo di fare e di sentire, ma credo che quello che è giusto dire bisogna dirlo.
C’è da fare anche una piccola cronistoria per spiegare come si va oggi a votare. Ho votato in quel Consiglio di marzo quell’atto, perché reputavo giusto che il Consiglio si esprimesse su quella proposta di legge e non fosse rinviata per trovare una quadratura del cerchio, che oggi abbiamo con l'abbinamento della doppia preferenza di genere con altre proposte.
Va fatta, credo, una giusta cronistoria perché sui tre punti che dovevano venire oggi in Aula: l'introduzione della doppia preferenza di genere; la semplificazione nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste e del candidato Presidente, l’incompatibilità del ruolo di Assessore/Consigliere, già un mese fa, durante la riunione dei capigruppo, si percepiva che non c'era unanimità, tant'è che io proposi di portare in Aula il 15 ottobre, come si era preso l'impegno il Presidente della I Commissione Consigliere Giacinti, solamente la doppia preferenza di genere e lasciare tutto il pacchetto delle riforme elettorali ad una valutazione successiva.
Devo dire che la mia proposta non ha avuto neanche la dignità di essere messa al voto perché poi ne è stata fatta un’altra che prevedeva l'introduzione e la discussione oggi, 15 ottobre, di questi tre punti, rinviando le varie modifiche della legge elettorale, dalla riforma dei collegi, alla modifica della percentuale per avere il premio di maggioranza, fino addirittura ad arrivare alla proposta del doppio turno. Tutte queste proposte dovevano essere esaminate in un secondo pacchetto di modifiche.
Quella proposta è stata votata e poi è stata disattesa successivamente nell'esame in Commissione quando è stato proposto un emendamento del PD, a firma del Presidente della Commissione, in cui non si trattavano solo i tre temi, ma veniva inserita anche la modifica delle percentuali per il raggiungimento del primo di maggioranza, un argomento che la Conferenza dei capigruppo non aveva votato, e questo lo devo far notare, in un silenzio compiacente del Movimento 5 Stelle che in altre situazioni avrebbe fatto delle barricate, avrebbe portato gli striscioni in Aula ed urlato contro il PD di governo mentre oggi si limita ad una tenue astensione.
Credo di dover fare una giusta valutazione politica, perché non siamo qui a prenderci in giro, né noi, né chi ci sta ascoltando, e penso che questo sia un segnale molto chiaro e vi spiego anche perché le modifiche che oggi vengono presentate vanno in una direzione.
Il secondo pacchetto di modifiche, vediamo se sarò smentita, non arriverà più in Aula, ma si è chiuso introducendo l'innalzamento della percentuale per il premio di maggioranza, si è chiuso fondamentalmente un semi-accordo o comunque ci si sta instradando nella direzione di creare tre diverse opportunità.
In un intervento di prima ho sentito, quando si dibatteva dello Statuto, qualcuno dichiarare, non ricordo chi, che era sbagliata la legge elettorale precedente con la quale siamo stati eletti. Ricordo che alcuni Consiglieri e Assessori sedevano in quella assise, hanno votato quella legge elettorale che ci vede eletti oggi. Allora avrebbero dovuto fare un’operazione verità e dire: “Ci siamo sbagliati prima, oggi dobbiamo correggere il tiro”, oppure “Era giusta quella, ma oggi per accordi, partiti, esigenze, dobbiamo cambiare la legge elettorale”.
Entriamo nelle motivazioni di questa modifica, è una mia valutazione, ovviamente, e mi assumo le responsabilità di quello che dico. Fra qualche mese si andrà al voto e vedremo se, non ho la sfera di cristallo, ci sono andata vicino.
Le ipotesi, a questo punto sono tre, la prima è innalzamento del premio dal 34%, che era la fascia minima, al 40% per ottenere il premio di maggioranza ed implica che si sta cercando di portare avanti l’ormai recente “modello Umbria”, che è quello che vede un accordo palese fra i due nemici fino a ieri, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, perché pensano, l'uno e l'altro, di non poter raggiungere da soli quella percentuale, quindi spingono per andare insieme e avere la possibilità di vincere e battere il centrodestra. Questa opportunità, questa strada, mi sembra che sia già stata avanzata, con una serie di passaggi che possiamo leggere, dato che la politica si legge anche dagli eventi che succedono: abbiamo visto i rifiuti di Roma arrivare nelle Marche e abbiamo visto un accordo che consente ai rifiuti di Roma di essere trattati nella nostra regione, oltre ai vari endorsement, aperture che sono state fatte dai vari Matteo Ricci, dai vari Gianni Maggi, esponenti dell'uno o dell'altro partito. Recentemente abbiamo visto che il Sindaco di Pesaro ha dato una delega di governo ad un esponente della minoranza, del Movimento 5 Stelle, che ha stupito tutti, che è propedeutica, è stato proprio dichiarato, a facilitare questo percorso, ed evidentemente a qualche elettore, forse più di uno, dell'uno e dell’altro schieramento, forse più del Movimento 5 Stelle, provoca un certo mal di pancia ed una fornitura abbastanza copiosa di Malox o di altri aiuti per lo stomaco.
La seconda ipotesi è quella della ingovernabilità, posto che non si riesca a fare il modello Umbria e che l’indirizzo di voto che si sta registrando un po' in tutt'Italia sia più vicino al centrodestra. Se il centrodestra arriva primo, non arriva al 40%, quindi alziamo l'asticella perché magari al 34% ci può arrivare tranquillamente, cosi non gli si consente di avere la governabilità nell'Aula, addirittura si potrebbe avere la proposta, che non credo verrà portata avanti, di cambiare il Presidente. Ingovernabilità e caos che. abbiamo visto recentemente, è diventata la parola d'ordine di Beppe Grillo, nella convention ha detto “Io sono il caos, io porto il caos” e mi sembra che stiamo andando verso questa direzione.
La terza opportunità è quella che riguarda il mancato l'accordo PD-M5S, in maniera palese, per cui l’Aula si apre al mercanteggio e alla ricerca di voti, per avere quella maggioranza che, non raggiungendo il premio di maggioranza, nessuno ha. Ecco spiegata anche la necessità di avere dei posti in più. Quali sono questi posti in più? I sei i posti di Assessore/Consigliere che diventano ora incompatibili. Cerco di seguire un filo che per me ha una logica, probabilmente gli altri mi diranno di no, ma a me sinceramente sembra che ci sia un filo logico, servono per accontentare, non solo per la frammentazione del PD, che si è spezzettato in vari rivoli, ma anche i novelli alleati, in un secondo momento, quindi, dopo aver costruito un'alleanza in Aula con i novelli alleati del Movimento 5 Stelle, necessariamente c’è la necessità di avere, insieme ai partiti minori, socialisti, eccetera, posti per accontentare un po' tutti.
Per queste motivazioni abbiamo sollevato, personalmente, ma anche come minoranza, forti perplessità rispetto al modello che si vuole modificare, separando, e lo ribadisco nuovamente perché non voglio strumentalizzazioni, un voto. Il mio sarà favorevole alla doppia preferenza di genere, rispetto al pacchetto delle altre riforme che, a mio avviso, cercano di disegnare un sistema elettorale a favore di chi fa la legge elettorale. Molti mi dicono che è un boomerang, che ha portato male a chi ha fatto il cambiamento, me lo auguro fortemente anche questa volta, ma reputo che le questioni vadano dette in maniera chiara.
Si astiene rispetto ad un aumento dei costi della politica, chi l'altro ieri ha fatto la battaglia della vita, strappando lo spumante quando sono stati tagliati i parlamentari ed oggi in Aula non dice nulla rispetto all'aumento dei posti in Consiglio regionale, credo che questo dimostri una totale incoerenza, di cui gli elettori non hanno bisogno.
Non si può in Parlamento cantare vittoria perché si toglie una rappresentatività, e lo dice un’esponente di Fratelli d’Italia che ha votato favorevolmente tutti i passaggi, anche quando il PD era in opposizione al Governo giallo/verde ed ha votato contro. Fratelli d’Italia ha votato tutto a favore, anche l'atto finale, però non si può per coerenza, per rispetto dell'elettorato, far finta che in Parlamento è una battaglia il taglio delle poltrone, per la quale bisogna combattere fino alla morte, e poi qui fare una flebile astensione, quando sappiamo che quelle incompatibilità hanno lo scopo di creare sei posti in più. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Anticipo subito che recupererò il tempo perché come mio consueto sarò brevissima.
Intervengo principalmente riguardo la questione della doppia preferenza di genere, che noi del centrodestra abbiamo sempre appoggiato fin dall'inizio, del resto nei nostri gruppi consiliari su 7 Consiglieri 3 siamo donne, mi sembra una percentuale accettabile rispetto a quella della maggioranza.
Tre donne elette senza artifici, senza dover ricorrere a nessun adattamento della legge elettorale che, come ha ricordato la Consigliera Leonardi, è stata fatta dalla stessa maggioranza che oggi siede in Consiglio.
Penso di essere titolata a parlare di parità di genere in quanto donna, orgogliosa di essere donna.
Come ha detto il Consigliere Marconi, provengo da un ambiente in cui la presenza femminile è preponderante e dove non si è mai stata posta la questione. Prima fuori dall’Aula scherzavo ed ho detto che prima o poi proporrò le quote celesti nei settori in cui ci sono solo donne, quindi voglio una riserva per gli uomini per il settore da cui provengo, nell'insegnamento, in cui siamo tutte donne. Se veramente di parità si vuol parlare, allora ci mettiamo tutto.
Scherzi a parte, noi del centrodestra abbiamo sempre sostenuto la questione della parità di genere, ma quello che mi fa pensare, che mi porta a qualche riflessione, è tutta questa enfasi che oggi la Giunta pone posta, questa grande soddisfazione, questo grande passo in avanti, che non è altro che un adeguamento a delle normative nazionali, quindi era doveroso.
Oggi ho sentito l'Assessore Cesetti dire: “Sono orgoglioso che finalmente venga in Aula”, ma ricordiamo è dal 2016 che ne stiamo parlando, ve ne siete accorti presto!
A me non piace, invece, la questione strumentale, se è passato così tanto tempo, a mio avviso, è perché ci si è serviti di questo provvedimento per traghettare altre modifiche che sono state presentate e che sono presumibilmente in preparazione, modifiche di una legge elettorale che, ripeto e non mi stancherò di farlo, è stata fatta dalla stessa maggioranza che siede oggi al governo di questa Regione, e nascondono, a mio avviso, un disperato tentativo, un colpo di coda, di chi si trova in difficoltà, perché se in Aula ostentate sicurezza, compattezza, fuori è evidente, specialmente in strada, che non avete più consenso. Siete quindi alla disperata ricerca di cambiamenti per prepararvi la tavola del futuro, con improbabili accordi con chi, a volte anche in maniera poco elegante e poco rispettosa della persona …, questo è il rispetto della persona, non cambiare e/o indossare abiti o fiocchetti o cose del genere, è non offendere pur avendo opinioni diverse, e voi state preparando accordi con chi finora avete combattuto. Penso che una cosa del genere sia una strumentalizzazione di quello che andate sbandierando e vi state servendo delle donne per traghettare qualcosa che con le donne non ha niente a che fare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Anch'io cercherò di stare nei tempi anche se il tema è articolato. Sono già intervenuto, quindi cercherò di essere sintetico, tra l'altro il Presidente Giacinti, che ringrazio, ha detto molte cose che condivido, e esprimo riconoscenza per il lavoro molto importante che ha fatto in questi mesi.
Come il Consigliere Giacinti anch’io inizierò da una questione di metodo, ci sono due temi importanti, il primo è la tempistica, quando fare queste riforme, e il Consigliere Giacinti l’ha già ricordato. Farle a fine mandato o all’inizio, quando potrebbero delegittimare gli eletti? Anche perché nel frattempo potrebbero occorrere delle modifiche anche al sistema istituzionale. Pensate cosa sarebbe successo se avessimo fatto una riforma elettorale all’inizio del mandato, quando ancora non si sapeva nulla sul referendum costituzionale, non si sapeva se le Province sarebbero state completamente soppresse, non c'era una sentenza della Corte Costituzionale, c'era quella sul Porcellum, la prima, ma non quella sull'Italicum. Nel corso di una legislatura cambiano le questioni politico istituzionali ed anche il sistema politico, che è molto mutato in questi anni, e se il sistema politico è più o meno maggioritario, più o meno proporzionale, incide sulla riforma che facciamo, non perché la nostra riforma elettorale deve prefigurare l'esito – ai colleghi che vedono dietro questa cosa un qualche complotto, dico che noi non prefiguriamo l'esito - ma perché si deve adattare al sistema politico-istituzionale per garantire i migliori i meccanismi di rappresentanza democratica, quindi bene la tempistica.
Secondo aspetto di metodo, c'è chi sostiene che questa riforma andava fatta in modo organico, tenendo tutte le questioni insieme, io ero tra questi, e chi sostiene che andasse fatta a rate, prima un pezzo, poi un altro, prima le questioni su cui c'è una convergenza, poi le altre.
In particolare, e saluto le donne presenti, il tema della preferenza di genere ci vedeva tutti d'accordo, io stesso ho presentato una legge elettorale che prevede la preferenza di genere, o meglio, la promozione della parità di genere alle cariche elettive, che è altra cosa dalla preferenza di genere, ed è un tema pienamente elettorale e non può essere disgiunto dalla legge elettorale. Ad esempio la preferenza di genere è una modalità elettorale legata ad un sistema proporzionale con cui noi promuoviamo la parità di genere, ma ricordo che è un obbligo di legge ed avevamo tre opzioni: le liste bloccate legate ad un sistema proporzionale, la preferenza di genere legata ad un sistema proporzionale, oppure collegi uninominali maggioritari ad alternanza di genere. Questa è una scelta perché indirizza il sistema elettorale verso un sistema maggioritario, quindi, giustissimo, io credo, inserire questo tema dentro la legge elettorale.
Venendo al merito, questo è uno dei temi oggi molto sentito. Ho detto che avevamo tre alternative, tra l’altro la legge nazionale prevedeva sia il tema della preferenza di genere, o delle liste bloccate, o dei collegi maggioritari, e anche un secondo obbligo di legge, che spesso qui ci dimentichiamo, che è quello che prevede il 40% dei candidati, il Consigliere Giacinti lo ha ricordato, sia di un genere e il 60% dell’altro.
Tra l'altro nella mia proposta c'era una parità completa, perché si prevedeva 50 e 50, ma al di là di questo aspetto, sul tema della preferenza di genere, l'ho detto anche quando ho presentato la mia proposta di legge, voglio essere molto chiaro, penso che noi facciamo bene a farla perché è un obbligo di legge nazionale, quindi dobbiamo andare in questa direzione, ma per onestà intellettuale voglio dire una cosa: sono tendenzialmente contrario alle preferenze multiple, non alle preferenze di genere, come per esempio alle europee, perché, per esperienza, ho visto che spesso non sempre promuovono la parità di genere, ma facilitano degli accordi all'interno dei partiti, tra le varie correnti. In questo caso specifico, pure essendo tendenzialmente contrario al tema generale, sono favorevole perché per utilizzare il gergo della letteratura di genere, credo che possa essere un simbolo utile a rompere il soffitto di cristallo, abbiamo necessità di una battaglia, anche simbolica, anche se sappiamo che specie nei partiti più organizzati favorirà combinazioni che hanno più a che fare con la politica correntizia, però ciononostante è una battaglia giusta.
Sono d’accordo con quello che ha detto la Consigliera Leonardi, noi abbiamo bisogno di accompagnare il tema di questa battaglia, e so di parlare all’Assessore che è sensibile a questo argomento, ad altre battaglie per favorire la partecipazione delle donne in politica, ovviamente riguardano i tempi di vita, che sono ancora troppo maschili, ma dico anche un’altra cosa, forse avremo bisogno non solo di più donne in politica, ma anche di una politica più femminile. Noi maschietti abbiamo bisogno anche di una politica che sia più dialogante, che dimostri una maggiore sensibilità più femminile e questa è una caratteristica più femminile che non maschile. Oltre ad avere più donne in politica, vorrei una politica anche più femminile e più sensibile da questo punto di vista.
Sulla separazione tra Consigliere e Assessore ho già detto prima, ho visto che la Consigliera Leonardi ha fatto un riferimento che proposi anche nella scorsa legislatura con altro esito, però su questo persisto.
Vengo agli altri due temi: collegi e premio di maggioranza. E’ chiaro che la preferenza multipla dal mio punto di vista va anche legata ad un ragionamento sui collegi perché in quelli più piccoli, dove si eleggono quattro Consiglieri, abbinare un uomo ed una donna, soprattutto per chi porta molti voti, creerà delle complicazioni. Ho presentato una proposta in tal senso e l’ho detto fin da subito, più per aprire una discussione, però oggi vedo che si andrà probabilmente ad un mantenimento dei collegi così come sono e probabilmente sarà il punto di caduta, mentre sulla preferenza di genere tutte le proposte presentate tengono conto di questo aspetto, quasi tutte le proposte presentate prevedono una revisione dei collegi, ma ognuna prevede una revisione diversa, quindi non si troverà un punto di sintesi.
C’era anche la proposta, mi pare dei Socialisti, di un unico collegio regionale, affascinante l’idea che finalmente i Consiglieri regionali possano occuparsi di tutta la Regione e non solo del proprio collegio elettorale. Ricordo quando ho avuto la responsabilità di capogruppo di maggioranza le cose più difficili erano le questioni che dividevano di più i collegi. Penso al tema delle vongole, che pure è un argomento molto di nicchia, molto meno deflagrante rispetto alla regione, al lavoro, allo sviluppo, al terremoto, eppure quella battaglia, come sappiamo e come sanno tutti i partiti, divide moltissimo i territori. Perché un Consigliere regionale non può prendere voti ed occuparsi di tutto il territorio regionale? Sappiamo quali sono i rischi di campagne elettorali molto costose e di eleggere solo dentro la costa, quindi credo che esistano varie altre alternative, ma i collegi rimarranno quelli attuali.
Premio di maggioranza, e concludo. E’ un obbligo la legge sulla preferenza di genere, l’altro è quello relativo alle sentenze della Corte Costituzionale, prima sul Porcellum e poi sull’Italicum, che dicono delle cose precise sul premio di maggioranza, e il Consigliere Giacinti le ha ricordate molto bene. Quindi, noi di fatto che cosa facciamo? Eliminiamo le due soglie più basse perché, ha ragione il Presidente Ceriscioli, non si può andare ad etica a corrente alternata, o si dice che una maggioranza che prende solo il 35% non rappresenta tutti i marchigiani, oppure si grida all’inciucio, delle due l’una, mettetevi d’accordo. Abbiamo eliminato le due soglie più basse, oggi per prendere il premio di maggioranza serve avere una rappresentanza alta, superiore al 40%, qualcuno qui dice che questa cosa faciliterà gli inciuci, è già stato fatto l’accordo con il Movimento 5 Stelle, ma la risposta è molto chiara: questa cosa facilita e favorisce l’aggregazione, ma quali sono le alternative? Il ballottaggio o l’anatra zoppa.
L’anatra zoppa vuol dire che un Presidente deve cercare i voti in Aula, il ballottaggio significa fare un accordo dopo un eventuale primo turno. L’aggregazione con la soglia più alta viene fatta prima delle elezioni ed è molto più onesta nei confronti degli elettori perché io vado davanti a loro dicendo che serve un sistema che garantisca la governabilità, quindi, questo è il programma, questo è il candidato Presidente. Sono le alternative che possono prendere in giro gli elettori perché significa favorire le aggregazioni dopo il primo turno, al ballottaggio, o addirittura in Aula.
Ricordo ad alcuni Consiglieri del centrodestra che avete gridato all’inciucio nell’Aula di Montecitorio sul contrario di quello che voteremo oggi, quindi credo che la soglia più alta sia un’operazione che garantisca la governabilità nella rappresentanza, un’operazione di trasparenza nei confronti degli elettori ed allo stato la migliore delle soluzioni possibili. Sappiamo poi che la democrazia è un sistema imperfetto ma, come diceva qualcuno, probabilmente il migliore di quelli a disposizione.
Credo che oggi questa legge elettorale per i tanti aspetti che tiene insieme in modo organico sia un’ottima norma, ovviamente il voto del gruppo ‘Articolo 1’ è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.


Mirco CARLONI. La presenza femminile in quest'Aula, anche se scarsa numericamente, è stata in questi anni molto positiva qualitativamente.
Per quanto mi riguarda ritengo che ai vertici delle istituzioni le donne siano più capaci e riescano ad umanizzare il ruolo che ricoprono quale che sia. Nei rapporti tra colleghi è stato molto più positivo il rapporto politico che ho avuto con le colleghe, lo dico apertamente. La loro sensibilità ed intelligenza le contraddistingue.
Voglio ribadire, come già fatto in Commissione, che è auspicabile l'introduzione della doppia preferenza per favorire la elettività di entrambi i generi e poiché sia il Consiglio comunale che il Parlamento europeo vedono una doppia preferenza di genere, con questa legge introduciamo la possibilità di esprimere non più una, ma due preferenze purché di sesso diverso; quindi è una opportunità in più di rappresentatività democratica.
Desidero dire che il mio voto è favorevole alla modifica della legge elettorale, così come concordato nella Conferenza dei capigruppo. Vorrei anche che fosse chiaro che la doppia preferenza viene introdotta per volontà unanime dell'Assemblea legislativa delle Marche. Non stiamo facendo un gesto eroico, non ci sono stati gesti eroici di singoli, ma in queste settimane eravamo tutti d'accordo perché si inserisse …, peraltro, avevamo preso l'impegno con le associazioni che ci hanno sollecitato in tal senso ad approvarla oggi come previsto. Siamo conformi all'impegno preso, eviterei, quindi, padronaggi sul tema perché svilirebbero il senso stesso della battaglia che proprio per la sua condivisione assume un valore ultra-politico.
Se per eleggere un Consigliere comunale si può esprimere una doppia preferenza di genere con questa modifica si potrà farlo anche per il Consiglio regionale delle Marche. Abbiamo allineato la normativa come si aspettavano molti cittadini, ed io sono favorevole, lo dico apertamente.
Vorrei cogliere però questa occasione per parlare di ostacoli da rimuovere per realizzare una vera parità di genere. Molto spesso le donne nella nostra regione sono ostacolate dalla mancanza di servizi e di uno stato sociale che consenta loro di riuscire a fare la madre, la lavoratrice, il manager, il libero professionista, l'imprenditore o anche il politico insieme. Mi piacerebbe che si parlasse del fatto che le Marche sono indietro su molti livelli essenziali di servizi per favorire la parità. In questi anni non sono state messe in campo politiche che fermassero il declino della natalità, dell'impossibilità economica di fare figli, degli asili che sostengano realisticamente le famiglie e le donne in particolare. La maggior parte di loro sono ancora costrette a scegliere tra carriera, lavoro e famiglia. La scelta non ci deve più essere: una donna oggi deve poter realizzare la sua vita in tutte le sue forme, senza limitazioni. Su questo vorrei far ragionare l'Assemblea legislativa delle Marche.
Mentre parliamo della preferenza per far eleggere più Consiglieri donna le statistiche dimostrano come nelle Marche l'età media delle madri al parto è più alta che nel resto d'Italia, le nuove nascite vengono in gran parte compromesse dalle possibilità economiche delle giovani coppie e dai problemi di gestione dei figli da parte dei genitori che, per precarietà finanziaria e per estrema flessibilità oraria, si trovano sempre a dover scegliere: famiglia o carriera, vita sociale, partecipazione alla politica o altro.
Per i più fortunati lavoratori con contratti a tempo indeterminato invece il problema principale è legato non tanto ai primi mesi della maternità, ben tutelati dalla legge, quanto al mancato riconoscimento del valore sociale della maternità e di ciò che ne consegue: la carenza e il costo elevato dei servizi per l'infanzia, la frustrante ricerca della conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro, la scarsa condivisione della responsabilità familiare, è dimostrato che nella maggior parte dei casi ricade sulle donne. In Italia solo il 63% dei manager riesce a conciliare lavoro e famiglia, bilanciando carriera e affetti, una media ben al di sotto di quella di altri Paesi, in particolare le donne manager investono nel lavoro più di 9 ore al giorno contro le 8,2 delle statunitensi e le 7,1 delle tedesche. Di contro dedicano solo 3,7 ore in media al giorno per la casa, il coniuge e i figli.
A questa condizione si aggiunge poi il grande cambiamento sociale dovuto al progressivo innalzamento dell'età media e al conseguente aumento dell'età pensionabile che fa sì che i nonni non costituiscano più una risorsa nella gestione dello stato sociale. Nelle Marche i servizi per l'infanzia sono di gran lunga sotto la media, infatti sono al penultimo posto nel rapporto tra scuole private dell'infanzia sul totale delle scuole. Insieme alla perdita di natalità, la scarsità dei servizi per l'infanzia e la fuga di molti marchigiani all'estero, specie dopo la laurea, crea nella nostra regione la tempesta perfetta.
Mi è capitato più volte di raccogliere il grido di giovani madri che vorrebbero organizzarsi per aprire degli asili privati, ma hanno sbattuto contro la burocrazia. Ebbene molte norme dipendono da noi.
Oggi votiamo la norma per favorire la partecipazione nelle istituzioni, quella più alta, il Consiglio regionale, ma ci sono tante donne che non possono fare i lavori che vorrebbero o non possono permettersi di partecipare alla politica perché non trovano asili.
In Italia per aprire una scuola materna privata, non statale, ma autorizzata e paritaria, bisogna avere determinati requisiti: l’apertura della partita Iva, la cittadinanza italiana, il compimento dei 30 anni di età, una serie di norme burocratiche-amministrative che rendono impossibile il rispetto della normativa vigente, che è, pensate, del 1975. Si deve fare domanda all’Asl, avere tutti i requisiti tecnici, richiedere le autocertificazioni, ottenere la documentazione sanitaria, far compilare a tutti i dipendenti le autocertificazioni, fare domanda alla Direzione didattica statale, compilare il modulo e spedire la domanda al Provveditorato, ottenere tutte le polizze assicurative e dopo un lungo iter che tocca Comuni, Ambiti sociali, Regione e Provveditorato agli studi, tutto viene sottoposto ad una Commissione dell'ambito sociale che molto spesso tende a non dare le autorizzazioni.
Per questa e per tante altre ragioni occorre combattere le pari opportunità laddove ci sono ostacoli sociali alla piena realizzazione o alla pari condizione rispetto all'uomo e su questo la Regione può e deve fare ancora tanto.
Siamo convinti che l'esempio che diamo oggi ai marchigiani sia un primo passo, ma c'è molto da fare per realizzare la piena parità di genere.
Quello che non ci aspettavamo è che il Partito Democratico utilizzasse questo tema condiviso da tutti, sfruttando la volontà di mettere mano alla modifica della legge elettorale, per inserire più Assessori esterni e soprattutto l'aumento della percentuale per ottenere il premio di maggioranza.
E' chiaro a tutti che oltre a violare l'impegno preso nella Conferenza dei capigruppo, di introdurre solo la doppia preferenza di genere, qui si vuole manipolare l'Aula e i cittadini che vogliono un riequilibrio tra maschi e femmine. Non ci aspettavamo questa scelta di cattivo gusto, con la norma che introduce incompatibilità tra Assessore e Consigliere, togliendo il limite di tre esterni, si apre la strada per aumentare le poltrone, infatti potranno arrivare anche altri esterni con un aumento del numero di Consiglieri e di costi, peraltro già stimato in oltre 600 mila euro all'anno.
Inoltre ad adiuvandum si è ben pensato di aumentare fino al 43% la soglia per ottenere il premio di maggioranza. Questo nuovo strumento cambia le regole del gioco in corsa e serve a favorire l’accordo tra il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico.
Ritengo che ci siano da dare risposte alle donne e agli uomini di questa comunità molto più coerenti con la vita reale che con il numero di Assessori esterni o con la soglia del premio di maggioranza.
Per coerenza abbiamo presentato degli emendamenti che ripristinano l'atto che ci sottoponete alla sua originalità: l’introduzione della doppia preferenza.
Vi chiediamo di votarli insieme e di togliere questa strumentale stortura e far vedere davvero che l'obiettivo era la parità di genere e non quello di sprecare i soldi dei cittadini o agganciare le joint venture della politica nazionale, che vedrebbero parti contrapposte apprestarsi alla spartizione delle poltrone.
Siamo pronti a votare tutto insieme se toglierete le parti che non erano nell'accordo della Conferenza dei capigruppo.
In ogni caso votiamo e voteremo la doppia preferenza perché manteniamo l'impegno preso non tanto con voi, ma con le donne e gli uomini delle Marche.

PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Parto dalla considerazione che ha fatto domenica scorsa sulla stampa locale l’Assessore Bora, quando riassumendo il fatto riteneva: “Ovvia e scontata in tempi brevi l’approvazione di questa legge”, parlo ovviamente di una parte della riforma elettorale, quella sulla preferenza di genere, e poi aggiungeva: “l’iter si è rivelato molto più complesso ed accidentato del previsto”.
Ha ragione perché siamo quasi a fine legislatura e stiamo decidendo, per fortuna, anche se tardi. Non soltanto doveva esserci un adeguamento ad una legge nazionale, ma in qualche modo …, come del resto ha rilevato sempre domenica la Presidente della Commissione pari opportunità, quando ha definito quella di oggi una giornata importante per le donne marchigiane ed ha ricordato una proposta di legge della scorsa legislatura di iniziativa di una Consigliera del PD.
Allora io e altri colleghi, un gruppo di Consiglieri appartenenti ad una sinistra con l’anima, avevamo presentato nella legislatura passata questa proposta di legge e con il Consigliere Volpini l’ho ripresentata un po’ di tempo fa, quando abbiamo visto quel percorso, a cui ho fatto riferimento prima con le parole dell’Assessore Bora.
E’ sicuramente un fatto importante ed oggi ho sentito molte cose su questo tema. Forse la preferenza di genere va un po’ ricondotta da un punto di vista politico e culturale alle difficoltà, ai ritardi che hanno avuto le donne, anche in Italia, nel riconoscimento del voto. Il primo voto è stato quello sul referendum monarchia/repubblica ed io mi permetto di dire, anche per la dialettica con cui colloquiamo anche vivacemente a volte con il Consigliere Marconi, che se non ci fossero state le donne forse in Italia ci sarebbe stata la monarchia, perché una buona parte degli amici del Consigliere Marconi votarono per la monarchia, non certo per la repubblica.
Voglio anche ricordare le lotte a partire da “Pane e Rose”, che è il nome con cui è diventato celebre uno sciopero dei lavoratori dell’industria tessile, svoltosi nel 1912 a Lawrence, l’appellativo derivò dallo slogan adottato dagli operai che protestavano, e la frase da cui fu estrapolato fu pronunciata da Rose Schneiderman, una leader femminista, socialista, durante un discorso che rivendicava il diritto di voto femminile. Di fronte ad una platea di suffragette benestanti a Cleveland disse: “Ciò che la donna che lavora vuole è il diritto di vivere, non semplicemente di esistere. Il diritto alla vita così come ce l’ha la donna ricca, al sole, alla musica e all’arte. Voi non avete niente che anche l’operaia più umile non abbia il diritto di avere. L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose. Date una mano anche voi, donne del privilegio, a darle la scheda elettorale con cui combattere”. Il secolo scorso è stato un secolo di lotte per tante persone, per tanti Paesi, ma le donne hanno dovuto lottare più degli altri, non solo per le condizioni di vita, ma anche per i diritti e per delle condizioni civili e sociali.
Ho chiuso l’intervento precedente dicendo che non avrei partecipato al voto sulla legge statutaria, quella che abbiamo votato prima della sospensione, questa la condivido per molti ragioni e da sola sarebbe sufficiente per dire che voto favorevolmente la proposta di legge elettorale, che è stata costruita dal Presidente Giacinti, dalla Commissione e dai gruppi consiliari, in particolare dalla maggioranza, questo lo dico perché abbiamo ascoltato il dibattito e sappiamo come sono andate le cose.
A proposito di maggioranza, la Consigliera Leonardi ha messo in evidenza prima, riferendosi al Movimento 5 Stelle, che martedì scorso a Roma il Parlamento, con un voto quasi unanime, ha deciso il taglio di 345 fra Deputati e Senatori, mentre oggi con l’incompatibilità aumentiamo gli spazi della rappresentanza con il conseguente aumento dei costi, sia dell’istituzione che della politica. Mi permetto di dire che la democrazia e le sue funzioni non si possono valutare in termini di puro costo, e non lo dico alla Consigliera Leonardi, lo dico a noi, lo dico all’Assemblea, lo dico ai marchigiani.
Il mio ovviamente è un approccio, mi avete sentito più volte in Aula, anche questa mattina, quindi non lo ripeto, che combatte l’antipolitica e l’intento di distruggere i partiti per lasciare campo libero a movimenti personali, quindi rifiuto l’idea di un’Assemblea legislativa, la nostra, o di un Parlamento, poco importa, a scatoletta di tonno, rifiuto questo modo di pensare.
Viviamo purtroppo una crisi della rappresentanza, non dobbiamo negarcelo, le persone si sentono deluse e troppo spesso lontane dalle istituzioni, ma la politica deve garantire e guidare continuamente, in modo permanente, un processo di cambiamento.
La politica di per sé è cambiamento, non si può essere appiattiti sull’esistente, bisogna sempre avere un orizzonte, guardare il futuro, capire quello che può accadere fra 30, 40, 50 anni, ripeto, la politica è di per sé cambiamento, chi nega questo non la conosce.
Questa mattina ho fatto una battuta sulla connessione sentimentale, ma anche ora in questo intervento, perché parliamo di questi temi, voglio ancora citare Antonio Gramsci, quando esprimeva la preoccupazione che si perdessero di vista i bisogni delle classi popolari. Riflettendo sul sentire, lo faceva lui, poi è diventato patrimonio comune culturale nel Paese (in tanti Paesi e nel mondo si studia Antonio Gramsci), sul comprendere, sul sapere, sulla politica come competenza, come storia, come passione, come connessione sentimentale con il proprio popolo.
La giornata di martedì scorso è stata definita storica dall’On. Di Maio e l’ha rappresentata addirittura in piazza con grandi forbici, torno alla considerazione che facevo prima: la democrazia e le sue funzioni non si possono valutare in termini di puro costo.
Su un altro aspetto, che qui si è cercato questa mattina di discutere, rispetto all’incompatibilità, rispetto al Consigliere sospeso, si è detto: “Facciamo come i Comuni”, io questo, l’ha detto in modo chiaro l’Assessore Cesetti, ho cercato di riprenderlo per quello che mi è stato possibile, l’hanno ripreso anche altri colleghi, questo fatto della sospensione ci porta a dire che non facciamo la stessa cosa che si fa nei Comuni perché nei Comuni si decade.
Voglio dire ai miei colleghi, forse anche al capogruppo Urbinati, che magari questo fine settimana partecipano a Firenze all’evento fondativo di un nuovo partito, magari potranno, di testimoniare dal palco della Leopolda la rottamazione della libertà degli eletti, libertà che la Costituzione italiana prevede e tutela. “Rottamata la libertà di chi”, torno sul concetto, è rottamata in parte … Fermo restando quello che dice il Consigliere Giacinti, a cui va il mio ringraziamento ed il rispetto per la profondità con cui si è presentato questa mattina, sia nella prima che nella seconda relazione, con dati ampi di approfondimento, di studio, di ricerca culturale, però su un punto, penso a quei 5/6 Consiglieri, perché se si va all’esterno tout court è un altro tipo di ragionamento, non possiamo dire … Abbiamo un esempio qui, non possiamo dire che l’Assessore Bravi non ha esercitato il suo ruolo da Assessore esterna, o abbia avuta limitata la sua autonomia, anzi, soprattutto sull’anticomunismo ha manifestato sempre una sua caratteristica, che l’ha distinta rispetto anche ad altri periodi, ha superato sicuramente la destra, quindi libertà piena e ci mancherebbe che non fosse così, ma se al posto degli esterni ci fossero stati i primi sei non eletti, con il rispetto che meritano le persone, oggettivamente l’Assessore Cesetti questa mattina è stato molto chiaro, pensiamo che dal punto di vista della libertà, dell’autonomia avrebbero esercitato fino in fondo quella funzione? Fermo restando l’etica, la preparazione, credo che chi si candita e non viene eletto, ed arriva in posizioni vicinissime all’elezione, sia sicuramente una persona preparata. E’ chiaro che l’Assessore che viene nominato dagli eletti conserva la titolarità del seggio e il Consigliere che lo sostituisce, primo dei non eletti, decade nel momento in cui, per qualsiasi ragione, l’Assessore decide di non ricoprire più quell’incarico, magari dopo alcuni mesi può anche stancarsi e tornare alle sue funzioni originarie, si può vivere anche senza stare nelle istituzioni, per carità, non è questo il problema, ma anche l’Assessore se viene mandato a casa dal Presidente può vivere senza funzioni istituzionali.
Questo è il punto e, ripeto, rispetto all’organizzazione della legge mi sento di votarla convintamente non soltanto per la questione del riconoscimento alle donne e per la preferenza di genere, ma anche per il premio di maggioranza.
Mi sento di dire ai colleghi del centrodestra ,che hanno criticato questo aspetto, che noi finora avevamo una legge che consentiva ad un marchigiano su tre di scegliere la maggioranza, perché noi la volta scorsa abbiamo avuto un consenso massimo previsto dalla legge, oltre il 40%, ma se ci fossimo fermati al 34%, con il 47% dei marchigiani che si erano recati al voto, e questo deve preoccuparci perché viene meno quella connessione a cui facevo riferimento, noi avremmo eletto con pochissimi marchigiani una maggioranza, oggi il 43% si avvicina all’1 su 3, quasi all’1 su 2, anche questo è un aspetto importante.
Non ripeto sul Consigliere sospeso quello che ho detto questa mattina rispetto ai provvedimenti adottati in Umbria, o rispetto a quello che può essere un vincolo di mandato che potrebbe prefigurarsi.
Ci sono poi anche altri aspetti, come la raccolta delle firme, che avete fatto bene ad inserire, ma, guardate, per chi vive la politica in un rapporto vero nelle comunità, con gli iscritti, con gli elettori, la raccolta delle firme per il candidato Presidente, per i candidati Consiglieri, per una proposta di legge, per una battaglia sociale, culturale, per un momento di lotta, è un fatto importante, quindi, per degli accorgimenti burocratici non possiamo cancellare il ruolo della politica.
Chiudo, ripeto, come esprimo il “no” quando non sono d'accordo, esprimo il “si” quando lo sono, nell'insieme, quindi, fermo restando questa ombra sull’incompatibilità, sul resto condivido e voto favorevolmente. Questa legge ha una caratteristica di fondo: riconosce prima degli aspetti particolari, il bene delle Marche, che viene prima di quello dei singoli partiti o della maggioranza.
Con questo auspicio e con questo riconoscimento a questa proposta politica come luogo in cui si decide il bene comune, noi crediamo oggi di compiere un atto importante e, visto che c'è la preferenza di genere, anche un atto di civiltà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Richiedo un'attenzione particolare da parte dei Consiglieri Urbinati, Giacinti, Traversini e Busilacchi perché nella mia illustrazione li chiamerò direttamente in causa, quindi, abbiate la pazienza e la cortesia di seguirmi con attenzione.
Parto velocemente perché la discussione mi ha sollecitato su tre argomenti un po' da gossip, da bar, gli accordi tra il Movimento 5 Stelle e il PD con questa legge elettorale. Abbiamo seguito la querelle di queste settimane sulla stampa, il Consigliere Maggi ha fatto le sue esternazioni a livello personale, è stato smentito a livello superiore e a livello inferiore, quindi, di cosa parliamo? Quando uno va a mettere le mani sulla legge elettorale dovrebbe e deve - e sono sicuro che debba essere così - pensare alla maggiore efficacia ed efficienza nella rappresentatività del volere popolare e non in accordicchi che poi vengono smentiti dalla volontà popolare, ed introduco subito un'analisi personale all'articolo 8, che innalza le percentuali.
Ogni volta che la politica nella storia ha tentato di arginare un fenomeno conclamato non c'è riuscita, quando la DC tentò di arginare l'ascesa di Berlusconi ha fallito, quando due anni fa il PD e la Lega tentarono con quella famosa legge - votata da tutti tranne che dal Movimento 5 Stelle - di frenare l’ascesa del Movimento 5 Stelle si sono ritrovati il Movimento 5 Stelle al 33%, se qualcuno interpreta l'elevamento della soglia al 40%, 43% come un argine alla volontà di cambiamento verrà smentito, perché il cittadino non è stupido mai, semplicemente trae le conclusioni ultime quando va a votare, se gli alzi l'asticella farà il salto più alto, quindi per me questa interpretazione, ce lo ridiremo, non va intesa in quel senso.
Seconda cosa, il Sindaco di Pesaro delega la Consigliera comunale del Movimento 5 Stelle. La Consigliera non entra in maggioranza, non ha portafoglio, ha un tema specifico che è estremamente sfidante, perché portare un pezzo di Università urbinate a Pesaro ..., non so se sia una cosa che riesce a fare un Consigliere dell'opposizione, quindi, più che un regalo, probabilmente è un dispetto che ha fatto. Del resto era il primo punto del programma elettorale del Movimento 5 Stelle pesarese, doveva rifiutare un'occasione del genere? Capisco la scelta personale del gruppo pesarese e questa da una parte può essere venduta dal Sindaco come vuole, ma nella realtà è una sfida, che non so se potrà essere positiva o negativa. Vista nel lungo termine è una cosa molto complessa, che neanche un Assessore riuscirebbe a portare avanti, capirai un Consigliere di minoranza in queste condizioni. Questa è la mia opinione personale e chiedo: il Sindaco di Pesaro le ha fatto un dispetto o un favore? E’ molto difficile portare avanti questo punto, del resto era un punto chiave, quindi, capisco la scelta del gruppo pesarese, di cui non entro nel merito, ma esprimo un mio convincimento personale.
Terza cosa, abbiamo i rifiuti di Roma delle Marche, ma la colpa è del Presidente della Regione Lazio che doveva fare un Piano dei rifiuti all'altezza e in tanti anni non l’ha fatto!
E qui chiudiamo gli aspetti personali, da bar, su cui ci siamo addentrati in maniera, se vogliamo, impropria, ma è giusto una sollecitazione, è entrato e aleggia questo retropensiero su una legge elettorale che tecnicamente deve esclusivamente rappresentare al meglio la volontà dei cittadini, dare uno strumento efficiente ed efficace. Questa è l'unica impostazione, l'unica interpretazione che noi dobbiamo dare a questa norma.
Questa legge tratta altri aspetti: primo, la raccolta delle firme, che vedo come una sensibilizzazione della politica verso il cittadino, un attivismo delle persone che giustamente si mettono a disposizione, qualcun altro le vede come un fardello burocratico, è chiaro che se tu aspetti esclusivamente quell'occasione per stare tra la gente è un fardello burocratico, ma per chi è abituato a farlo la raccolta delle firme è ininfluente. Per cui è un aspetto che ritengo secondario, non caratterizzante di questa proposta di legge.
Secondo, l'incompatibilità tra Assessore e Consigliere e la temporanea sostituzione. Le scuole di pensiero al riguardo le abbiamo sentite tutte e i costi eventualmente da sostenere sono all'interno del bilancio del Consiglio, non si tolgono fondi all'ambiente, al turismo, all’agricoltura. Il Presidente Mastrovincenzo farà qualche convegno in meno di qua e di là, però è un’impostazione che non ci piace, e già il Consigliere Maggi l’ha espressamente elencata.
Arriviamo al punto fondante che contiene questa legge, molto importante e chiaramente doveroso e positivo, la tutela delle pari opportunità. La tutela delle pari opportunità - 40%, doppia preferenza possibile - è perfetta e sta nella Costituzione all'interno di diversi articoli, io ricordo il 3, il 51 e il 117, che parlano di uomo, donna, sociale; ce ne sono altri che parlano di famiglia e lavoro.
Pari opportunità, qui abbiamo specificato opportunità di genere, ma voglio dire che il Movimento 5 Stelle è molto tranquillo su questo tema, geneticamente ha superato queste difficoltà. Noi abbiamo due donne Sindaco a Roma e a Torino, sono le due maggiori città che governiamo, abbiamo nel pesarese il Sindaco di Montelabbate, che è donna ed è stata confermata al secondo mandato, abbiamo 6 deputati su 13 nelle Marche che sono donne, avevamo candidati Sindaci, alle ultime elezioni, ad Ancona, Pesaro e Fano, che erano donne, quindi, questa cosa non ci tocca assolutamente, non ci crea difficoltà, anzi è una cosa che già operiamo spontaneamente.
Quando poi andiamo al livello di cultura del cittadino le statistiche ci raccontano che c'è una certa difficoltà, ma è giusto che l'istituzione porti al suo interno la tutela delle pari opportunità effettivamente deve esserci questa crescita culturale, che non può essere rinviata, per cui le istituzioni devono sensibilizzare. L'innalzamento dal 33% al 40%, ecco la possibilità di inserire la doppia preferenza, è perfetto, le istituzioni devono guidare la crescita culturale del cittadino perché sappiamo le difficoltà che ci sono ancora in questo settore.
Passiamo specularmente ad un altro aspetto. Questa legge è stata presentata all'Aula in maniera non rispondente ai dettami dell'articolo 89 del Regolamento, che impone l'abbinamento di tutte le proposte di legge che abbiano lo stesso argomento, ve lo voglio leggere esattamente perché è semplicissimo: “Le proposte di legge, di regolamento e di atto amministrativo assegnate alle Commissioni aventi oggetto identico o strettamente connesso sono poste congiuntamente all'ordine del giorno e il loro esame deve essere abbinato”, l'indicativo è una cosa cogente.
Questa legge, inserita come la somma di 4 leggi anziché di 10, va contro questo articolo del Regolamento, chiaramente è un errore che bisogna sanare, quindi chiedo, come dicevo ai miei colleghi, che ci si esprima in maniera ufficiale, a nome della Commissione, della maggioranza, in modo da poter inserire e completare quello che manca in questa legge perché, come il Consigliere Maggi più volte in Commissione ha espresso, quando si fa una legge tutto lo scenario deve essere chiaro, invece qui stiamo apportando delle modifiche parziali, e ritorna il fatto delle pari opportunità.
Ci sono delle pari opportunità territoriali che in questo momento, a livello istituzionale, vanno tutelate, né più né meno come la pari opportunità di genere. C'è una pari opportunità territoriale che deve essere salvaguardata, abbiamo l'entroterra che non è tutelato sulle pari opportunità, chi vive nell'entroterra non ha le stesse pari opportunità di chi vive sulla costa o nei grossi centri, e lo sappiamo bene: le infrastrutture, la sanità, l'istruzione, soprattutto secondaria. Per lo spopolamento, l'invecchiamento, le infrastrutture immateriali, la politica nazionale con Barca ha istituito la strategia delle aree interne perché ha riconosciuto socialmente una debolezza.
In questa normativa vogliamo parlare di pari opportunità, va per forza inserito questo aspetto territoriale che, come altri colleghi hanno prima evidenziato, con l'inserimento della possibilità giusta, sacrosanta e naturale di poter esprimere un uomo, una donna, altera gli equilibri sulla distribuzione della popolazione, essendo i collegi a livello provinciale.
L'istituzione che si fa carico di tutelare la pari opportunità uomo-donna si deve specularmente impegnare a tutelare la pari opportunità territoriale (entroterra, costa) e purtroppo qui la politica va addestrata.
La politica di questa Giunta ha portato a voler fare le piste ciclabili al posto dei treni, ha chiuso 13 ospedali, abbiamo dovuto aspettare due anni che riaprisse la strada del Furlo, che era andata giù, quindi, chiedo formalmente ai Consiglieri Urbinati e Giacinti di pronunciarsi e di prendere in quest’Aula l'impegno di completare l'analisi delle altre proposte di legge, di portare avanti l’assicurazione istituzionale delle parità territoriali come pari opportunità per i cittadini dell'entroterra, nei tempi congrui, quindi, molto velocemente e con urgenza, altrimenti questa legge altro che anatra zoppa, scombina e scompensa un sistema invece di migliorarlo. Quindi chiedo formalmente questo impegno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Inizio dichiarando che voterò la legge e voterò in particolare la preferenza di genere. Questo in premessa per togliere ogni dubbio, e siccome sono abituato anche a rispettare il detto “date a Cesare quel che è di Cesare”, debbo dire che questa misura della preferenza di genere è merito dell'Assessore Bora, a cui va riconosciuto di aver portato avanti questa battaglia.
Dopodiché, con altrettanta onestà intellettuale, Assessore, le devo dire che secondo me sbaglia a considerare questa battaglia come una battaglia delle donne, perché non c'è scritto che è una preferenza per le donne, c'è scritto preferenza di genere, quindi vale bilateralmente, sia per le donne che per gli uomini, ad esempio nei collegi dove sono state elette le donne magari la doppia preferenza potrebbe favorire un uomo.
Detto questo, personalmente sono un po' contrario alle categorie, dopo dirò perché voto questa cosa, sono contrario perché se ne potrebbero introdurre migliaia che ne so, perché non mettiamo la preferenza per i giovani, per gli anziani, per i disabili? Ne potremo trovare centomila, secondo me, il criterio unico con cui scegliere una persona è il merito, se sono malato non vado a farmi operare da un chirurgo in base al genere sessuale, vado da chi è più bravo.
Detto questo, sa Assessore perché voterò questa proposta e la voterò convintamente? Perché non impone l’obbligo della doppia preferenza, ma dà semplicemente la possibilità di farlo. Personalmente la parità di genere è una cosa scontata, non bisognerebbe neanche discuterne, siamo nel 2020 e stiamo a parlare della parità di genere, per me è talmente scontata che votare questa cosa è normale ma, ripeto, non essendoci un obbligo non mi cambia
C'è però da dire una cosa, il provvedimento ha avuto tempi lunghi, Assessore, diciamoci la verità, non è tanto perché qualcuno ha voluto difendere la categoria, ma semplicemente perché la legge elettorale è un tetris, è un puzzle dove se uno va a spostare una pedina, automaticamente se ne spostano centinaia. Ad esempio, uno dei tanti ragionamenti che sono stati fatti è che la doppia preferenza, non parlo più nemmeno della differenza di genere, va ad influire sul meccanismo dei collegi ed è per questo che il sottoscritto e tanti altri avevamo chiesto a più riprese che la doppia preferenza fosse discussa organicamente a tutta una serie di altre misure (una è proprio quella della revisione dei collegi) in maniera da portare in Aula una legge organica, concordata dalle forze di maggioranza e possibilmente anche da quelle di minoranza.
Il tempo che si è perso è dovuto, secondo me, a questo motivo e non ad altri, e sottolineo una cosa, oggi votiamo questi quattro punti per l’impegno che aveva preso il Presidente Giacinti, ma anche e soprattutto per l'impegno che ha preso il Partito Democratico a discutere in seconda mandata altri argomenti e ci tengo che questo impegno sia mantenuto: revisione dei collegi, eventuale ballottaggio e, ad esempio, l’incandidabilità dei Sindaci; ci sono anche altre di questioni ma queste sono le tre principali. Quindi, su questo penso di aver spiegato bene la mia posizione, per cui voterò convintamente.
Per quanto riguarda il secondo tema, quello della raccolta delle firme, penso che non sia stato fatto nulla di eclatante, nel senso che è normale che chi ha già una rappresentanza “non debba dimostrare” di rappresentare delle persone, dato che già le rappresenta, quindi mi trova d'accordo e non vedo grandi rivoluzioni.
Sull'incompatibilità tra Assessore e Consigliere una riflessione va fatta, personalmente sono favorevole e dico di più, non sono intervenuto nella prima fase della mattinata perché ho pensato di parlare adesso, sono convinto che quello che prima ha detto l’Assessore Cesetti sia più giusto, ossia che l'incompatibilità fosse stata prendere o lasciare: vuoi fare l'Assessore ti dimetti da Consigliere, senza essere sospeso, come avviene nei Comuni, ma questo perché? Anche per non andare incontro ad una eventuale impugnativa, ci saremmo uniformati a quello che accade in tutt'Italia e la questione sarebbe stata più lineare, solo per questo.
Dopodiché devo osservare due cose: la prima è quella che ha detto il Presidente Ceriscioli: ci si scandalizza perché facciamo questa cosa in Regione e non ci si scandalizza che in tutta Italia avviene così? Questo ragionamento è incongruente.
La seconda cosa che vorrei dire a chi propone il referendum, e si scandalizza dei costi, è che l'italiano è italiano e nella legge c'è scritto: “Articolo 1 bis. Dall'applicazione di questa legge non possono derivare nuovi o maggiori oneri”, questo significa, non nascondiamoci, che nell'eventualità ci fossero sei Consiglieri in più nella prossima legislatura, il Consiglio, a cui questi costi sono imputati, risparmierà da un'altra parte. Si faranno meno viaggi in Cina e ci saranno sei Consiglieri in più. Se permettete, questo è un prezzo giusto per la democrazia e per la rappresentatività. Questa operazione viene fatta a costo zero, questo lo dobbiamo dire, mi ritrovo pure a difendere la posizione del Movimento 5 Stelle, e chi legge in maniera diversa la legge lo fa solo per strumentalizzare la questione, non ci sono altri motivi. Andiamo incontro alla campagna elettorale, fa comodo, ma fare un referendum e sprecare dei soldi, perché il referendum costa, per una cosa non vera – dato che la legge lo dice “è fatta a costo zero” - questa si che è vera demagogia.
Sulle soglie non trovo nulla di eclatante, nel senso che sono state tolte le soglie più basse proprio per quello che molti colleghi hanno detto, cioè garantire che chi ha un premio di maggioranza rappresenti almeno il 40% della popolazione e questo, come qualcuno ha sottolineato, in linea con delle sentenze che dicono che la legge deve avere almeno la soglia del 40%, quindi, anche qui non facciamo altro che recepire quello che un ordinamento superiore a noi ci suggerisce.
Concludo che il tema delle soglie è stata introdotta, effettivamente, all'ultimo minuto, perché i punti erano tre all'inizio: preferenza di genere, firme e l’incompatibilità. Inizialmente quando è stato inserito questo ulteriore punto ero un po’ perplesso per il fatto che spesso e volentieri si era detto “dobbiamo cambiare queste soglie”, proprio in funzione questa sentenza. Non averle messe nella versione precedente era, a mio avviso, garanzia che ci sarebbe stato un secondo passaggio, averle messe ora mi ha fatto un po’ dubitare di questo, però, ripeto, siamo tra persone serie, il PD ha preso l'impegno serio di rivedere alcuni aspetti, che sono quelli che citavo prima.
Sono contento che oggi si votino questi quattro punti, anzi ce ne sarebbe un altro prettamente tecnico sugli orari dei Comuni, quindi mi sembra che questa legge, che è uscita dalla Commissione, sia equilibrata, giusta, non trovo nulla di eclatante, non ci sono costi in più. Tutto il resto è strumentalizzazione.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Proverò a stare nei tempi anche se il tema è impegnativo e gli argomenti sono diversi, per cui vado brevemente alle cose che dal mio punto di vista sono meno interessanti.
Sulla raccolta di firme si è già detto, il premio di maggioranza credo che sia un adeguamento alle sentenze della Corte degli ultimi anni, probabilmente prima era eccessivamente basso, salvo che l'attuale maggioranza ha comunque rispettato i dettami della Corte, quindi questo è un semplice adeguamento.
E’ chiaro che tutte le leggi elettorali, per loro natura, sono passibili di errore e non sono perfette, in due ore abbiamo trattato una serie di temi, tutti, secondo me, di pari dignità: le aree interne, la rappresentanza di genere, la rappresentanza territoriale. E' chiaro che non è semplice prevedere in una legge al massimo 30 eletti, al massimo 6 Assessori, quindi, non mi stupirei se fra 5 anni nella prossima legislatura, si farà, la stessa osservazione che oggi stiamo facendo, e cioè che la legge prevede alcuni errori e che alcuni l’hanno votata in maniera errata, perché sta nelle cose.
Abbiamo cercato attraverso questa norma, che oggi andiamo ad approvare, di mettere alcuni paletti. Delle firme abbiamo parlato, il premio di maggioranza è una cosa quanto mai opportuna rispetto alla governabilità ed alle maggioranze, la Corte si era espressa, quindi mi pare di non doverci tornare sopra.
Sull'incompatibilità tra l'Assessore e il Consigliere, anche qui, mi pare, che non ci siano molte voci discordanti, siamo tutti d'accordo, o comunque la maggior parte. La soluzione che è stata trovata è un po' particolare, qualcuno l'ha definito “il Consigliere precario”, ma vorrei ricordare all'Aula che anche noi siamo precari, pur legittimamente eletti, perché se il Presidente Ceriscioli domani mattina decide di dare le dimissioni, saremo tutti dimissionari. Siamo tutti in qualche modo dipendenti dal Presidente ed anche l'eventuale Consigliere che deve subentrare in maniera temporanea ...Poi vorrei vedere tutta questa temporaneità, l'amministrazione attuale non ha mai cambiato gli Assessori in corsa, non so nelle precedenti legislature, quindi questa norma di fatto non è stata attuata, proprio perché l'amministrazione si è retta sugli Assessori attuali.
Credo che questo sia un giusto equilibrio per dare, passatemi il termine, maggiore forza lavoro, perché è stata criticata questa Amministrazione, l'hanno detto in diversi, che oggi conta su 6 Assessori, mentre la precedente ne aveva 10, con l'aggravio di lavoro e di oneri, appesantiti in questi ultimi anni purtroppo dalle vicende sismiche. Il fatto che ci sia qualche Consigliere in più, che possa ricevere qualche delega, visto che poi ci lamentiamo che gli addetti alla segreteria non devono giustamente rappresentare il Presidente, quindi la possibilità, non dico l'obbligo, a me personalmente non scandalizza. In merito alle risorse, ammesso che ci sia un aumento dei costi complessivi, ci sarà eventualmente una diversa distribuzione, anche se credo che comunque siano soldi ben spesi.
Altro aspetto, oggi per esempio siedo in III Commissione in sostituzione temporanea dell'Assessore Sciapichetti, se domani dovesse ritornare a fare il Consigliere, non glielo auguro, dovrei dimettermi, quindi questo principio di caducità è già presente nello Statuto e nel Regolamento. Mi sembra che stiamo parlando di cose che se portate alle estreme conseguenze potrebbero essere negative, ma mi pare che in un contesto di equilibrio siano delle soluzioni più che dignitose.
Veniamo al tema che in qualche modo ci ha spinto oggi a dibattere di questa legge, cioè la pari rappresentanza. Passatemi la battuta, giustamente la Consigliera Leonardi ha detto: “Io sono stata eletta in assenza di questa legge, quindi penso di avere titolo ...”, rispetto all'elenco che ha fatto lei, per essere un marito e un uomo perfetto, penso di poter parlare anch'io, in maniera serena e tranquilla alle donne che siedono qui e che oggi ci ascoltano e penso di poter dire quello che penso.
Oggi facciamo non bene, ma benissimo, ad approvare questa norma. Questo è un momento di serietà e noi l'abbiamo sempre detto fin dall'inizio, da quando è stata portata la prima proposta di legge della Giunta, a cui poi sono susseguite tutte le altre. Questo era un tema da dibattere ed era giusto trattare ed approvare, tenendo conto che ha delle conseguenze, come oggi è emerso anche su altri aspetti della legge elettorale.
Manteniamo un impegno che qualcuno magari strumentalmente aveva messo in dubbio. In questi anni si sono susseguite una serie di polemiche, di articoli, di contro articoli, credo che oggi il tema della serietà vada detto e vada scandito. Mi auguro che la maggioranza e il Consiglio regionale tutto in qualche modo rispetti l’impegno che si era preso.
Questa legge risolve il problema della pari dignità tra uomo e donna e della pari accessibilità delle donne alla vita politica e vita sociale? Non prendiamoci in giro, credo di no, purtroppo, perché è stato detto da chi è più competente di me e da chi ha più titolo di me che ancora ci sono molte diversità e ostacoli che le donne devono superare, però, anche qui, penso che dobbiamo essere onesti intellettualmente nel dire che non partiamo dall'anno zero in cui non è riconosciuto nulla. Per esempio, il Partito Democrato rispetta già da tempo nelle sue istituzioni interne, nelle candidature, la norma che oggi andiamo ad approvare. Prendo conoscenza e do per scontato che il Movimento 5 Stelle e gli altri partiti lo facciano e l'esperienza ci dice che non è la possibilità di dare la doppia preferenza che aumenterà in automatico e di default la presenza delle donne nelle rappresentanze parlamentari, consiliari e comunali, però è un elemento importante perché accende, ancora una volta, e forse più di altre, una luce fondamentale sul tema delle difficoltà che spesso il mondo femminile ha nel partecipare alla vita politica. Credo che sia giusto, anche per tutto quello che sta avvenendo quotidianamente, la violenza a cui spesso le donne sono assoggettate, pure all'interno della propria casa, accendere un ulteriore focus che, ripeto, non risolve il resto dei problemi. Su questo penso che dobbiamo essere chiari, tutti, uomini e donne, non pensiamo di lavarci la coscienza o di aver fatto tutte le battaglie femministe perché oggi approviamo questa legge. Credo che nella vita quotidiana di ognuno di noi i temi siano altri, forse più rilevanti di quello di oggi, ma questo è un tema importante, e siccome siamo qui anche per deliberare e per modificare, laddove ci sia la necessità, la legge elettorale, credo che oggi facciamo bene ad approvare questo aspetto.
L'hanno detto altri, le leggi elettorali - non perché non si voleva cambiare, ma per un motivo di legittimità dato che nel frattempo sono intercorse altre esigenze - è giusto modificarle, chiaramente non il mese prima delle elezioni, ma dopo un tempo congruo in cui la legislatura ha svolto il proprio mandato. Credo che sia stato un momento anche di orgoglio politico, passatemi il termine, da parte della maggioranza non aspettare, come alcuni nei corridoi lasciavano intendere in queste settimane, per vedere come andava a finire in Umbria, come andava a finire in Emilia-Romagna. Approviamo oggi la legge elettorale prima delle prossime scadenze elettorali di queste Regioni, per dare il segno che la maggioranza, e mi auguro anche altri partiti, non vota una legge elettorale, Cicero pro domo sua, in base a quello che avverrà, ma semplicemente per adeguare alcuni aspetti normativi: il premio di maggioranza, la parità di genere, la possibilità della doppia preferenza ed anche per inserire un ulteriore elemento che è quello dell'incompatibilità Assessore/Consigliere, sul quale siamo tutti d'accordo.
Con questo portiamo a compimento la legge elettorale? È chiaro che ci sono altri punti, non so quante proposte di legge ci sono che presentano anche altri aspetti, questo è il pacchetto che ci fa essere tutti d'accordo. Sul resto, è chiaro che c'è l'impegno a riprendere la discussione, riusciremo a trovare un punto di sintesi? Questo non lo so, perché, è vero, il tema viene affrontato da tutte le proposte di legge, ma faccio fatica a trovarne due che dicano la stessa cosa, per esempio sui collegi, che ogni atto interpreta da una sfaccettatura diversa, da un territorio diverso, da un'angolatura diversa. Su questo è giusto aprire un dibattito, perché è legittimo approfondire qualsiasi tema, poi non sono certo che si arriverà ad un punto di sintesi, ma di certo questo sarà il lavoro che svolgeremo nelle prossime settimane.
Oggi portiamo in Aula un lavoro serio, approfondito, grazie al Presidente della Commissione, della Giunta e della maggioranza e non solo.
Qui apro e chiudo una parentesi, se si approva la legge elettorale a maggioranza non va bene, è un atto di forza, se si approva in maniera concertata, allora c'è l'inciucio, mettetevi d'accordo su quello che dobbiamo fare, lasciarla così significava essere degli illegittimi perché i premi di maggioranza erano troppo bassi, mi pare che ci sia molta confusione in Aula, quindi, penso che su questo oggi mettiamo un punto importante che dà una serie di risposte alle varie esigenze che venivano poste, sul resto possiamo aggiornarci alle prossime settimane, con l'impegno che abbiamo avuto fino ad oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. E’ stato detto tutto, io voglio più che altro fare un discorso politico, perché qui stiamo parlando in un consesso politico, è chiaro che se la politica fosse per tutti in quest'Aula occorrerebbero 150 poltrone, evidentemente non è per tutti.
La politica dai tempi da Depretis a De Gasperi si è fatta sempre a 360°, non a 180°, chi vede la politica a 180° è perché non la sa fare o non la capisce, probabilmente, questo è il punto della situazione: capire come fare politica.
Un appunto sugli accordi o meno, dico che se ci saranno o se ci dovessero essere lo deciderà il capo politico, che si chiama Luigi Di Maio, non lo decidiamo noi, noi possiamo dare una nostra posizione personale, un pensiero, perché siamo in democrazia e non c'è la Santa Inquisizione che ci proibisce di dire il nostro pensiero.
E' chiaro che ognuno dà la propria posizione, ma tutto verrà deciso dal capo politico, come è successo in Umbria. Questo deve essere chiaro a tutti. Al momento non abbiamo nessun accordo, nonostante tutti noi siamo stati eletti con il voto di preferenza per portare dei benefici ai territori, che purtroppo sono difficile da portare con degli atti amministrativi.
Adesso vengo alla legge di cui stiamo parlando. Quando in politica si fa la morale, bisogna essere in grado di farla e per fare la morale in politica è buona cosa, lo diceva addirittura Aristotele e ancora prima Platone, essere puri e immacolati. Non si può fare la morale, e parlo dei signori della destra, quando si è governato dal 1994 al 2008, quattro governi, con un Presidente che pagava Cosa Nostra.
Venite a fare la morale al Movimento 5 Stelle quando voi avete governato con un signore che pagava la mafia, perché non avete fatto la morale allora? Perchè la venite a fare adesso al Movimento 5 Stelle che sono 3/4 anni che sta al Governo? Dovete stare attenti a quello che fate, non credete che qui dentro ci siano tutti stupidi che non sanno rispondere. Quando fate la morale a chicchessia, non dico a noi, dovete stare molto attenti perché farla presuppone di essere immacolati, di essere puri, nemmeno noi siamo in grado di farla, visto che siamo al Governo da pochi anni. Immaginate cosa avete fatto dal 1994 al 2008, quattro governi con un signore che ha avuto una sentenza passata in giudicato, quindi lo posso dire, per aver pagato Cosa Nostra.
Detto questo, passo alle fesserie che avete detto sul 40%, voi parlate bene ma razzolate male. Ad esempio, in Veneto - il Governatore è del Movimento 5 Stelle? Di chi è? E’ vostro! - la legge elettorale prevede per il premio di maggioranza lo sbarramento al 40%; andiamo in Lombardia dal Governatore Fontana, la legge elettorale prevede lo sbarramento al 40%, e lui non è del Movimento 5 Stelle né della sinistra; andiamo in Liguria dal Governatore Toti, la legge elettorale prevede lo sbarramento al 40% e non è del Movimento 5 Stelle né di un altro partito; andiamo in Friuli Venezia Giulia dal Governatore Fedriga, che ha votato lo sbarramento al 45% per avere il premio di maggioranza del 60% dei seggi.
Signori, quello che ho da dirvi ve lo dico con amicizia: prima di fare la morale informatevi, vedete bene, perché noi del Movimento 5 Stelle la accettiamo, ma da chi se lo può permettere e voi non potete.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che dopo l'intervento del Consigliere Giorgini non ci sarebbe più niente da dire, ma penso che invece debba esserci un'altra considerazione, perlomeno per quanto mi riguarda su questo aspetto estremamente importante.
Conosco la proposta di legge sulla parità di genere, quando è uscita dalla Giunta regionale l'Assessore mi ha detto che c'era questo atto ed io dissi: “Va bene”.
Il problema che riguarda questa propopsta di legge, che condivido sin da quando è stata presentata, è di natura politica, ed è lo stesso Partito Democratico che ha portato questo atto in discussione questo pomeriggio. Bisogna che i marchigiani sappiano come stanno le cose, o come sono avvenute. Poi, l’ho detto altre volte e lo ripeto, ci sono i numeri, chi li ha governa, sono perfettamente d'accordo, mica chi ha la maggioranza deve diventare minoranza, per carità! Questo è un altro problema, però non si può portare in giro il popolo. Questo è l'aspetto essenziale per quanto mi riguarda, non si può portare in giro il popolo.
Si dice che questa legge non costa niente e invece costa, addirittura c'è una proposta economica di circa 600 mila euro, mentre io dico che sarà di 1 milione di euro per arrivare ad 1,5 milioni. Non mi scandalizzo su questa cosa, come ha detto stamattina il Presidente, perché sono per i costi della politica, io mi scandalizzo di chi li ha bloccati e li ha tolti. Di questo mi scandalizzo, perché non c'è coerenza, non può essere che un anno fa si sono tolti ed adesso si mettono. Io non lo considero un problema, il problema è dire ai marchigiani che prima qualcuno ha fatto dei provvedimenti che andavano a favore dell'antipolitica - che a me hanno creato dei problemi, anche perché io non li ho votati - ed adesso si alza il costo della politica, ed è giusto che sia così, ma il messaggio che si manda deve essere coerente. A me hanno insegnato questo, forse mi hanno insegnato male le cose, ma non credo.
Questo dà fastidio alla politica vera! Prima non ho fatto una sceneggiata nei confronti del Consigliere Giancarli perché oggi come anche altre volte ha fatto degli interventi politici di alta qualità. Questo è il problema di fondo, c'è un confronto sulla politica, sui fatti, sulla coerenza. Questo è il problema fondamentale! Coerenza con le cose che uno ha fatto in un certo periodo di tempo. Presidente, lei prima fa il genovese e poi viene a dire che non lo è più, che non è più un risparmiatore, allora era sbagliato prima o è sbagliato adesso?
Questa è la riflessione da fare, dico che occorre coerenza, queste sono le cose che danno fastidio. Il Partito Democratico ha messo nella legge della parità di genere altre cose che per quanto ci riguarda non stanno in piedi, l'abbiamo detto e ripetuto, questo significa che la legge sulla parità di genere soffre, ma non per colpa dell’opposizione, perché il Partito Democratico ha fatto la scelta di presentarla in questo modo.
Il problema del Consigliere che va a fare l'Assessore penso che sia una presa in giro perché c'è una legge elettorale che soffre, sappiamo che 31 Consiglieri non sono un numero sufficiente, anche perché per sostituire un Assessore un Consigliere deve essere presente in due o tre Commissioni, questa è una cosa sbagliata ed il problema va affrontato alla radice. Questa mattina abbiamo sentito del numero degli Assessorati, probabilmente 10 erano troppi, ma 6 sono insufficienti. I 30 Consiglieri più il Presidente sono insufficienti? Può darsi che lo siano e questo è una questione da affrontare.
Qui non discuto delle cose che non sono fatte bene, sulle quali mettiamo sempre un pannicello caldo con proposte di mediazione o accorgimenti, questo è il problema di fondo, qui non c'è chi è a favore e chi è contro, qui c’è chi è a favore di un ragionamento logico, sensato, e chi invece cerca di aggiustare le cose facendo quello che, secondo me, non andrebbe fatto.
In questo Paese così in fibrillazione dopo 2/3 anni un Consigliere che ha sostituito un Assessore deve tornare a casa, non c'è nessuno in questo Paese che si pronuncia sul fatto se deve rimanere dentro. C'è una schizofrenia su questa materia, sull'applicazione delle leggi, non sull'interpretazione, perché ce ne sono tantissime. Voglio vedere cosa succede a quel Consigliere, che era in panchina, poveraccio, che ha fatto per tre anni il sostituto, se non ritorna a casa dove va? L’Assessore rimane là, credo che sia una cosa un po' complessa, ma qui abbiamo tanti scienziati, per carità! E' una materia molto importante, le persone studiano, tutti siamo esperti del diritto del lavoro, credo che qualche riflessione vada fatta in termini più approfonditi. Per portare il pacchetto di proposte insieme alla legge sulla parità di genere si è frenato, Assessore e lei lo sa, mentre per altre cose l’iter si è velocizzato.
Ascoltiamo delle lezioni su accordi in cui le Regioni limitrofe non c'entrano niente. Poc'anzi ho assistito a una discussione e non solo le mie orecchie hanno ascoltato qualche fibrillazione che c'è dentro qualche partito. Io ho ascoltate le cose! Non penso male, e quando si dice che il Movimento 5 Stelle è andato in soccorso del Partito Democratico, io non posso che applaudire al Partito Democratico, questo è ovvio, parlo di politica e non posso non applaudire da questa posizione. Qual è lo scandalo? Se uno dice hai fatto già l'accordo e parla per te stesso, credo che ci siano tutte le risposte in tre parole, e questo per quanto ci riguarda è un augurio di buon lavoro. Meglio di questo non possiamo dire, adesso vedremo se questa ipotesi andrà a buon fine oppure andrà come dice il Consigliere Zaffiri. Auguri di buon lavoro.
Credo che questa sia la sofferenza di questa legge, il Partito Democratico non guarda oltre un palmo dal proprio naso ed ecco le conseguenze, ecco il ritardo di una legge che stava tanto a cuore all'Assessore. Se non ci fosse stata la modifica della legge, glielo dice il Consigleire Zaffiri, la sua proposta di legge non sarebbe venuta in Aula, ci scommetto una cena, di questo ne sono convinto.
In questa fibrillazione per la modifica della legge hanno dovuto per forza inserire la sua proposta, che noi non possiamo che votare, voteremo la parità di genere, però il Consigliere che va in panchina è un’operazione scellerata che non consideriamo. Il problema del costo lo solleviamo solo perché prima avevate votato a favore dell'antipolitica, per il taglio - l’ho detto questa mattina e lo ripeto - anche delle spese dei francobolli dei Consiglieri e adesso senza dolori allo stomaco votate questa legge. Credo che la coerenza, cari compagni, sia un passaggio estremamente importante della politica che va valutato con molta attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Sarò breve perché tanto è stato detto. Parto proprio dalla parità di genere, anzi a me non piace parlare di parità di genere, ma di doppia preferenza, e qui concordo con il Consigliere Bisonni, oggi in maggioranza.
Quello che oggi compiamo non è sicuramente un gesto eroico, abbiamo allineato la normativa regionale a quella nazionale, è un'opportunità di rappresentatività democratica.
Condivido in pieno quello che ha detto il Consigliere Zaffiri, a me non piace parlare di parità di genere perché sembra che dobbiamo mettere due preferenze, uomo e donna, per aiutare la donna che non ce la fa ad essere eletta, no, doppio preferenza, come giustamente ha detto il Consigliere Bisonni, uomo e donna, e fin qui va bene, però, la proposta di legge, così come è stato presentato l’articolo 7, è sbagliata, anzi sbagliatissima. Lo ripeto, l’ho già detto in merito alla precedente proposta di legge. A marzo avevamo concordato e votato, la sottoscritta ha votato, che la parità di genere, o doppia preferenza, tornasse in Commissione per tornare in Aula insieme alla modifica alla legge elettorale. Bene, sono stati presentati in Commissione vari atti, dovevano essere accorpati in un unico testo, ricordo che in ogni proposta di legge presentata c'era la doppia preferenza o parità di genere, cosa è successo? Non eravamo in grado di portare la proposta di legge sulla parità di genere il 15 settembre in Aula, così come aveva promesso il Presidente della I Commissione, quindi si è deciso di portarla un mese dopo, con qualche modifica alla legge elettorale. A parole si era detto che per quanto riguarda l'articolo 3 non era richiesta la sottoscrizione degli elettori per la presentazione delle liste e l'incompatibilità tra Consigliere e Assessore, quando però è arrivato il testo ci siamo trovati di fronte ad una proposta di legge che nulla aveva a che vedere con quello che avevamo in mente: fare una legge condivisa, raggruppare le cinque proposte di legge e venire in Aula. Così non è stato, siamo venuti in Aula e secondo me c'è un utilizzo strumentale della preferenza di genere, e l'ho già detto, l'avete sfruttata per futuri accordi politici. A livello nazionale oggi il Partito Democratico governa con il Movimento 5 Stelle, quindi avete fatto quelle modifiche per la successiva campagna elettorale, però vi ricordo che un anno è lungo e in politica con i tempi lunghi, sapete quello che succede. L'abbiamo visto quando il Movimento 5 Stelle e la Lega erano al Governo, poco tempo dopo, addirittura, sono arrivati il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle.
E' vero che oggi si adegua la legge elettorale ai futuri accordi, ma dico semplicemente di andare cauti perché abbiamo già visto quello che è accaduto con la Lega e il Movimento 5 Stelle.
Ho sentito in Aula delle cose assurde, come che questa proposta di legge, cioè l'incompatibilità tra Assessore e Consigliere, così come ha detto il Consigliere Bisonni, non genera oneri. Bene l'articolo 10 comma 1 afferma che dall'applicazione degli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 di questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri, ma non riguarda, Consigliere Bisonni, l’incompatibilità tra Consigliere e Assessore, l’incompatibilità è l’articolo 1. L'articolo 10 al comma 2 prevede che gli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1 sono quantificati in 299.000 euro per l'anno 2020 e per l’anno 2021 in 620.000 euro, che per 5 anni sono 3.000.000 di euro, poi il Consigliere Bisonni dice: “Aumentiamo i fondi ed eliminiamo le spese per andare in Cina” ma secondo voi, si possono fare questi ragionamenti? Io non lo so!
Per quanto riguarda la moralità, chi l'ha sempre fatta in quest’Aula? Il Movimento 5 Stelle! Guardate, proprio in Aula avete votato il taglio dei parlamentari perché dovevate ridare al popolo i propri soldi, voi siete coloro che portano avanti la riduzione dei costi, oggi addirittura vi astenete, andate a riprendere tutti gli articoli e leggete cosa dice Di Maio quando ha esultato: “Abbiamo portato a casa il taglio dei parlamentari” e oggi, Consigliere Giorgini, che cosa dite?

(interrompe il Consigliere Giorgini)

Jessica MARCOZZI. Esatto, infatti la morale la fate, vi siete astenuti sull’aumento dei costi, questa è la moralità del Movimento 5 Stelle, ma ricordo anche che il Movimento 5 Stelle era al Governo con la Lega, oggi si trova al Governo con il Partito Democratico, quel Partito Democratico che avete in questi quattro anni sbeffeggiato, questa è questa la vostra coerenza.
Guardate, ho qui le dichiarazioni che avete fatto, Consigliere Maggi, contro il Presidente Ceriscioli …

(interrompe il Consigliere Maggi)

Jessica MARCOZZI. Consigliere Maggi lei non parli fino a quando non ha la parola, lei ha sempre fatto la morale a tutti, oggi ve la dovete smettere, non vi riconosco più, lei è relatore di minoranza di una proposta di legge che all’articolo 1 aumenta i costi per il 2021 di 620.000 euro, se questo fosse avvenuto 5 o 6 mesi fa sareste usciti dall’Aula, come avete fatto un anno fa quando Forza Italia era qui, ve lo ricordate questo?
Caro Movimento 5 Stelle, tutto, vi dico che non vi potete più permettere di fare la morale, andate a vedere tutti gli articoli che avete fatto sulla stampa, su Facebook, ed è veramente assurdo quando una persona, un politico, un Consigliere regionale in Aula dice una cosa e dopo quattro mesi dice esatttamente l’esatto contrario. Eravate al Governo con la Lega e dopo pochi giorni al Governo con il PD, ma vi rendete conto? La cosa bella è che fino a un mese fa ogni volta che parlavo qualcuno del Movimento 5 Stelle tirava fuori il patto del Nazzareno. Anche i miei colleghi del centro destra hanno sbagliato perché hanno fatto cadere il Governo, ma voi avete l’onere di aver fatto andare al Governo nazionale il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle, quindi chi è causa del suo male pianga se stesso anche perché ne abbiamo viste di cotte e di crude.
Ho sentito per quattro anni la storia del “Patto del Nazzareno”, ma io voto in Aula le proposte che secondo me sono utili per i marchigiani e non voto questo obbrobrio, voterò “si” all’articolo 1, ma non voterò tutto il pacchetto della legge, però oggi la mia soddisfazione è vedere le grandi contraddizioni in atto e presto o tardi l’asino cadrà, ed è inutile fare sempre la morale se poi si arriva a fare queste oscenità a livello nazionale e regionale perché, caro Consigliere Maggi, ripeto, se un mese fa su questa proposta di legge fosse stato il relatore ne avrebbe dette di cotte e di crude al Presidente Ceriscioli. Si ricordi, un anno fa siete usciti dall’Aula quando Forza Italia è rimasta qui, quindi noi voteremo l’articolo 1, ma non voteremo questa legge, però non fate i moralisti perché la morale avete dimostrato di non averla in questo momento e poi Consigliere Giorgini quando lei parla, parla di chi? Al Governo con Cosa Nostra …, intanto guardate in casa vostra!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Dichiaro che voterò la legge nella sua interezza e poi vorrei fare delle piccole riflessioni sull’articolo 7 nel quale è prevista la presenza della doppia preferenza, che significa che uno deve votare un candidato di un sesso e di un altro. Su questo sono d’accordo e lo voterò anche perché se n'è discusso ampiamente sia a livello nazionale che regionale, la cosa è stata condivisa ed accompagnata anche da ragionamenti, dovrebbe servire per una maggiore uguaglianza di trattamento, di possibilità nel ruolo politico, di incarichi alle donne che sono più in difficoltà ad essere riconosciute a livello elettorale. Qesto è un po’ il principio che viene portato avanti.
Voto questo provvedimento senza problemi anche se devo dire che ho criticato questa introduzione, ma non nel suo ragionamento e nella sua filosofia, l’ho criticato e continuo a farlo perchè non tutte le cose, non tutti i principi, hanno lo stesso valore.
Dico questo perché, l’ha introdotto benissimo il Consigliere Fabbri, c’è una questione che è legata a qual è la legge, dove l'andiamo a mettere, qual è il panorama che ne viene fuori e qual è la situazione della regione. Abbiamo le aree interne legate alla montagna dove il 60% del territorio è abitato da 1/5 degli abitanti, quindi da un punto di vista elettorale, con questo sistema diviso per province, è chiaro che hanno difficoltà non ad essere rappresentate, ma ad avere quel numero di rappresentanti eletti dagli abitanti. Dopodiché c’è un problema non solo di opportunità, di donne o di aree interne, il problema è come si governa la regione. Parliamo dei rischi perché già è difficile per questi territori avere dei rappresentanti e portare una testimonianza, comunque per quanto la politica deve essere di carattere generale, ci mancherebbe altro, uno può coprire e può far meglio anche dei rappresentanti provenienti dalle aree interne, ma vivere le situazioni cambia tutta la valutazione anche perchè l’interpretazione di quello che uno vive è diversa. Viene fuori che le aree interne rischiano con l’ingresso della doppia preferenza una chiusura ancora maggiore perché sappiamo bene che se uno mette in un collegio, in una parte di territorio, un uomo ed una donna all’interno dello stesso partito, è chiaro che il giochetto favorisce l’elezione dei due candidati, non è una scoperta del momento, quindi sarà ancora più difficile eleggere i candidati in lista in quei territori che hanno una presenza di cittadini così bassa. Questo è un dato di fatto ed avere una Regione che non ha rappresentanti provenienti da una certa area, secondo me, non è il modo migliore per guardare avanti e per amministrare in maniera corretta.
Ecco perché voto questa proposta di legge anche se ne ho presentata un'altra, che non vuol dire che deve essere approvata così com’è per avere una risposta positiva, ma pone il problema di cambiare i collegi elettorali e si può ragionare come dare una risposta per ovviare alla problematica che attualmente viene fuori. La composizione è complicata, solo l'area interna ad esempio di Ascoli, che è una cittadina di un certo peso, avrà la possibilità di essere eletta, mentre gli altri andranno a fare un lavoro nei partiti, che possono in qualche modo ovviare, però sappiamo bene che non è così semplice, negli ultimi anni i partiti non hanno un'organizzazione con cui mitigare, quindi diventa estremamente complicato e sarebbe un errore gravissimo non prendere in considerazione questo aspetto.
Sono favorevole alla doppia preferenza e la voto, però c’è un impegno della maggioranza di prendere in considerazione quello che prima ha detto il Consigliere Fabbri, e cioè cercare di capire se c’è la possibilità di correggere questa situazione che per le Marche è molto complicata. Spero di sbagliarmi, ma avere il 90% o anche di più di candidati che vengono eletti lungo la costa e non avere neanche la presenza di un candidato per il 60% del territorio, non lo dico per me, sono alla seconda legislatura, sarebbe una gravissima mancanza di rispetto nei confronti di un’area che è anche quella che ha subìto il terremoto e che nei prossimi anni rischia di sparire, perché se quei territori continuano a perdere abitanti al ritmo degli ultimi 30 anni, significa che non ci saranno più le forze in grado di amministrarli. La Regione deve porsi il problema di come regolare e arginare, insieme ai partiti, questa situazione e la questione della doppia preferenza la acuisce, non è un dramma, ma bisogna approvare oggi la doppia preferenza e poi capire e correggere. I partiti devono assumere la responsabilità, spero che diano una risposta alle donne per le elezioni, ma basta pensare al giochetto che un partito qualsiasi può fare, ci sono le candidature che sono dispari, 7 o 5, metto 3 candidate donne e 2 uomini, e non favoriscono le donne perché se una donna è forte viene eletta e se è forte significa che ha una struttura politica. Chi è qui lo può dimostrare, l’Assessore Casini, se non sbaglio, è la prima degli eletti di questo Consiglio regionale, e non mi sembra che sia dovuto alla doppia preferenza. I giochetti si possono prestare alla doppia preferenza, questo è un altro ragionamento e noi dobbiamo correggere il sistema elettorale per la regione Marche, poi le altre situazioni possono essere completamente diverse. Noi dobbiamo dare delle risposte alle aree interne e per farlo un'amministrazione regionale deve essere migliore e deve avere tutte le varie sfaccettature.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Intanto desidero ringraziare tutte le donne e gli uomini che sono venuti da ogni parte della regione per sostenere la proposta di legge n. 36 del 2016, afferente l’accesso paritario alle cariche elettive.
Ne approfitto per ricordare ancora una volta che le priorità dell’Assessorato alle pari opportunità sono quelle di sostenere le politiche efficaci per le donne in campo economico, soprattutto sociale e culturale. Quindi è evidente che ridurre le disuguaglianze in campo salariale, piuttosto che di accesso alle cariche direttive, l’iniqua distribuzione dei carichi di lavoro, che rende terribilmente difficile poter conciliare i tempi di vita e di lavoro, un maggior contrasto alla pratica illegale delle dimissioni in bianco, rappresentano il cuore delle questioni di genere.
Poi, certo, non solo si può fare sempre di più, e tanto c’è ancora da fare per ridurre il gap di genere, però mi sento di rispedire al mittente le critiche che sono state fatte in questi quattro anni da parte della Regione. Vedo qua in Aula e ringrazio anche a nome di tante donne, ad esempio, l’Assessore Bravi e ricordo i bandi che ha fatto per favorire l’inserimento al nido di bambini figli di donne lavoratrici, il bando maternità come opportunità per incentivare orari più flessibili per le donne che rientrano al lavoro dopo la maternità, e mi piacerebbe pensare che questa grande attenzione che c’è stata in campo economico poi avverrà davvero quando si tratterà, ad esempio, nel prossimo settennio 2021/2027, di allocare metà delle risorse del fondo sociale europeo alle donne. Mi piace pensare che questa sensibilità rimanga nel tempo perché l’Assessorato alle pari opportunità di questa Giunta ha sempre declinato non solo in modo trasversale, ma soprattutto con una grande connotazione economica, la delega alla pari opportunità, tant’è che in tutti i bandi che sono stati emanati c’è sempre un punteggio ingente per le donne, ad esempio, che partecipavano. Ricordo, purtroppo, le note messe anche per iscritto di molti Consiglieri che dicevano che questo punteggio era eccessivo, a dimostrazione quanto meno del fatto che l’attenzione c’era e lo ripeto non è mai eccessiva; ricordo anche l’Osservatorio sulle statistiche di genere proprio per monitorare la presenza ed anche la variabilità della presenza delle donne nel mercato del lavoro, anche a seguito della maternità.
Il tema della rappresentanza politica certamente non è primario, ma diventa cardine nell’affrontare certe questioni perché io sono convinta del fatto che nel nostro Paese ci sia una grande difficoltà, ad esempio, a conciliare tempi di vita e di lavoro connessa con il fatto che in tutti gli organi politici ci sono soprattutto uomini.
Ricordo con grande vivacità quella primavera di cinque anni fa quando la Consigliera del Partito Democratico propose allora la modifica della legge elettorale, ricordo che fu respinta, ma ricordo anche che l’Assemblea legislativa di allora, l'ha ricordato anche il Consigliere Giancarli, impegnò quella successiva, quella attuale, cioè noi, ad introdurre questa modifica. All'epoca mi sembrò molto naturale, mai avrei potuto immaginare un giorno di poter diventare Assessore alle pari opportunità, mi è sembrato naturale riprendere quella iniziativa, riproporla alla Giunta che subito l’ha accolta, francamente mi aspettavo un'approvazione immediata proprio perché, lo ribadisco, è una proposta che non ha assolutamente niente di innovativo, aveva ed ha l’unica ambizione di riportare la nostra Regione nel quadro istituzionale rispetto delle norme sovraordinate, italiane ed europee, che obbligano i Consigli regionali ad introdurre la preferenza di genere.
Tuttavia l’iter è stato più lungo e più faticoso del previsto, ma in questi anni si è dato il via anche ad un bellissimo percorso di lotta politica che ha portato alla nascita del Comitato Voce Donna che vedo qua oggi rappresentato, che ringrazio, e che include le tantissime associazioni, organizzazioni sindacali, di categoria, gli ordini professionali, alcune singole donne, anche Consiglieri di altri movimenti politici per cercare di sostenere con forza l’approvazione della proposta di legge 36/2016 che spero venga approvata oggi da quest’Aula, anzi ne approfitto per anticipare la richiesta di appello nominale su ogni votazione.
Negli anni questa battaglia è diventata la loro battaglia e il mio più grande auspicio è che questo bel gruppo che si è creato, questo grande insieme di determinazione e di passione, rimanga anche dopo la giornata di oggi.
Vi ringrazio davvero tutte quante perché in questi anni si è portata avanti questa “battaglia”, perché si è trattato di lottare anche per un atto che è scontato, secondo me, e lo si è fatto senza individualismi e senza personalismi e comunque non è che se qualcuno è coerente con i propri valori fino all’ultimo, anche quando sembra che la battaglia sia impossibile, significa che voglia personalizzare la battaglia, questo a casa mia si chiama coerenza con i propri valori, quindi ringrazio tutti quanti voi ed è a voi che dedico, spero, questa grande conquista. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Ho seguito attentamente tutta la discussione ed altrettanto attentamente ho seguito un po’ tutto il percorso che ci ha portato all'impegno, che ricordo avevamo preso nella Conferenza dei capigruppo prima della pausa estiva, di portare oggi questo punto.
Credo nella complessità dell’argomento perché la legge elettorale è sempre complicata nella sua costruzione, non ne esiste una perfetta, questo è un modo di dire ed è una verità assoluta. Sappiamo che una legge elettorale ha tantissime variabili tant’è che nel dibattito sono venuti fuori molti spunti e noi oggi, a mio avviso, abbiamo un provvedimento perfetto nell’intesa politica che abbiamo trovato, intorno all’80%. Ho ascoltato e ne terrò conto anche per gli impegni che abbiamo preso in I Commissione e in Conferenza capigruppo su questo aspetto in particolare, quello dei collegi, su cui torneremo perché se nove proposte di legge, di nove Consiglieri, di nove legislatori prevedono una modifica o un ritocco ai collegi, questo significa che il problema c’è, esiste, però voglio stare a quello che è oggi all’approvazione.
Sono d’accordo su quello che oggi andiamo ad approvare, l’ho detto prima, avrei preferito andare un po’ più pesantemente sulla questione dell’incompatibilità, io sono per l’incompatibilità a 360°, però credo che abbiamo trovato una buona sintesi su quel provvedimento che dà un po’ più di dignità al Consiglio regionale, questo diciamolo in maniera chiara.
Sul premio di maggioranza a me meraviglia la meraviglia di qualcuno, noi ci adeguiamo al dettato della Corte Costituzionale, nel senso che abbiamo seguito tutte le discussioni che invitavano i consessi a portare i premi di maggioranza dal 40% in su, lo abbiamo alzato di 3/4 punti - non ricordo bene - non abbiamo fatto nulla, se si ha la possibilità di vincere le elezioni non credo che sia un problema la soglia del 40%. Prima si è detto che non automatico che chi fa la legge elettorale poi vinca le elezioni, non è così, noi abbiamo semplicemente portato la soglia del premio di maggioranza laddove la legge lo consente, tutto qui, non abbiamo fatto altro, poi se meraviglia che una forza politica parlando tra persone ha la capacità di costruire un percorso, un accordo politico, quello attiene alla politica stessa, noi siamo qui e facciamo politica. Ci mancherebbe altro che non si provi ad avere un approccio del genere, si parte da ciò che si condivide e si vede se si può fare insieme un pezzo di strada, ma qui siamo nella pura ipotesi, non c’è nulla di definitivo, non c’è nulla di scontato, ripeto, questo attiene ed atterrà alla politica.
Altra cosa che voglio dire, ringrazio tutte le associazioni che sono molto numerose, ci scusiamo, purtroppo chi è stato nelle istituzioni ed è in platea capisce benissimo quali sono le dinamiche della discussione in una Assemblea legislativa come questa, abbiamo finito tardi e mi dispiace perché stamattina c’erano molte più persone ad assistere alla seduta del Consiglio regionale.
Vi assicuro che in I Commissione era da un paio di mesi che non si discuteva più della parità di genere, non ne discutevamo perché già il risultato era acquisito quando abbiamo fatto la prima modifica ed abbiamo accorpato tutte le leggi. La parità di genere era in tutte e nove le proposte di legge, abbiamo preso quella che era la più gettonata ed abbiamo messo la doppia preferenza, addirittura alcune ne prevedevano tre, abbiamo fatto la cosa più ovvia, siamo andati a maggioranza ed oggi portiamo questo atto all’approvazione.
Nel percorso c’è stata una discussione che, secondo me, alla fine è servita un po’ a tutti ed oggi vorrei ringraziare anche il Presidente della I Commissione Giacinti ed il Segretario del nostro Partito, perché quello che avevamo promesso l'abbiamo mantenuto fino in fondo e vi assicuro che non c’è mai stato il minimo dubbio che la Regione Marche andasse al voto nel 2020 senza la doppia preferenza o la parità di genere, chiamiamola come volete.
Ci siamo adeguati alla stragrande maggioranza delle Regioni italiane, non si sono allineate il Piemonte, la Calabria, come la Liguria e la Puglia, quindi molte più di tre le Regioni che non si sono adeguate, noi abbiamo fatto un approfondimento, ma a noi questo aspetto non interessa assolutamente.
Assessore Bora, come ho fatto l’altra volta, una proposta la voglio fare: credo che, e parlo anche per la mia parte politica, noi abbiamo meno donne in rapporto alla minoranza, che ha portato il doppio delle donne in Consiglio regionale, nonostante la preferenza unica.
Credo che su questo aspetto, ma non solo su questo, anche su tante altre cose che prima ha detto molto bene l’Assessore, se non arriviamo ad un cambio culturale a niente servirà una legge come questa. Penso che ci debba essere un cambio culturale e noi dobbiamo essere capofila. Ad esempio io una proposta ce l’ho, ho già fatto un’iniziativa, cominciamo a parlare - chiedo sostegno anche alle associazioni – di tutti quei Consigli di amministrazione, e ce ne sono tanti, li ho tutti elencati, e vedere, dove non è rispettata la parità di genere e guai a chi dice quando bisogna applicarla: “Bisogna vedere se la legge lo prevede o meno” no, la Regione deve farlo di default, se non lo fanno gli altri enti noi dobbiamo dare l’esempio perché abbiamo la capacità di rimuovere quell’incompatibilità.
Chiedo a questo consesso, chiedo alle associazioni di sostenere questo aspetto, iniziamo a dare l’esempio perché lì c’è il vero cambiamento culturale. Sogno una società - anch’io ho due figli, un maschio ed una femmina – in cui tra 20/30 anni queste leggi non serviranno più. Mi auguro che questo percorso ci porti al giorno in cui queste proposte di legge non servano più, dove la parità di genere sia qualcosa di acquisito e ci si ricordi solo delle lotte che sono state fatte nel passato.
Questo è quello che penso, se noi non arriviamo ad un cambiamento culturale oggi, secondo me, non avremmo fatto neanche un terzo del percorso che avremmo dovuto, la possibilità c’è, per quanto riguarda l’Assemblea legislativa posso prendere l’impegno, ma già lo facciamo di default, di rispettare rigorosamente la parità di genere nelle nomine che faremo a prescindere se la legge lo permette o meno, altrimenti non siamo sulla lunghezza d’onda giusta, noi lo faremo e mi auguro che su questo si adoperi anche la Giunta.
Il Consigliere Fabbri dice delle cose che noi abbiamo già acquisito in I Commissione, credo che anche il Presidente Giacinti sia d’accordo perché se su nove proposte di legge si chiede di rivedere e ridiscutere i collegi è giusto che le forze politiche si siedano intorno a un tavolo, perché parliamo di regole, e trovino una soluzione a questo aspetto per compiere un percorso perfetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sulla legge che stiamo approvando ho già fatto come relatore di minoranza le mie osservazioni. Per una questione personale voglio rispondere al Consigliere Fabbri, che secondo me quanto da lui detto è inesatto Ha detto che nelle mie esternazioni sono stato smentito, quando ho fatto le esternazioni poi il Movimento 5 Stelle a grande maggioranza ha votato l'accordo del candidato Governatore civico in Umbria, ovviamente coloro che mi hanno smentito erano dei Parlamentari locali che, nel momento in cui il Movimento ha votato a favore del candidato civico in Umbria, si sono affrettati a dire che era l'unica cosa giusta che poteva fare.
Successivamente ho mantenuto la mia posizione e non sono stato smentito, anzi credo che lo sia stato chi mi ha smentito senza averne l'autorità, perché nell'ultima Assemblea di Napoli, Grillo ha detto che il Movimento è cambiato, se lo dice lui che l’ha fondato! Comunque andare al Governo con il Partito Democratico è la conseguenza legittima di questo cambiamento, perché il Movimento 5 Stelle può portare le proprie idee nel momento in cui governa, sia a livello nazionale che locale.
Chiedo scusa alla Consigliera comunale di Pesaro perché non ha assolutamente bisogno di giustificazione, è capace, ha fatto una battaglia per riportare a Pesaro l’Università, ha avuto l'assenso del Magnifico Rettore e proprio per il lavoro fatto ha avuto questo incarico importante, che sono sicuro porterà a termine, quindi nessuna giustificazione per il suo operato.
Voglio terminare tornando all'argomento, dicendo che voglio fare i complimenti alle donne che sono qui in Aula, alle nostre colleghe Consigliere, alle donne della Giunta, perché questa è una grande battaglia e farò i complimenti quando tornerò a casa alla mia compagna e alle mie figlie perché sono convinto che – nella legge che ho redatto io c'era la doppia preferenza di genere - questa sia una battaglia vinta ed io sono felice e mi complimento ancora con loro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Non volevo intervenire, ho seguito tutto il dibattito, sono un po’ come il Consigliere Giancarli, il senso del dovere, di lealtà, ha fatto sì che non mi sono mosso, se non per qualche istante, anche se l’argomento non mi appassiona, però molti miei colleghi Consiglieri sono intervenuti con passione, ho sentito citazioni da Montesquieu a Depetris, da De Petris a De Gasperi, il Consigliere Giancarli ha citato Gramsci, anche la ricchezza delle citazioni è in sintonia con la partecipazione e l'impeto con cui questo dibattito è stato fatto.
Anch'io saluto le donne che sono rimaste ad ascoltarci e faccio notare, ma non per spirito di campanile, che sono tutte mie concittadine, a testimonianza della forza e della tenacia che hanno.
Brevemente nel merito, non l’ho fatto sulla prima proposta di legge che riguarda l’incompatibilità, avrei preferito che non ci fosse stata la reversibilità dell'azione, se uno decide di fare l'Assessore, come nei Comuni, corre il rischio fino in fondo e se entra in collisione con il Presidente della Giunta, comunque va bene e ci sta.
Sul problema della parità di genere credo di avere le carte in regola, avevo ancora i pantaloni corti e sono andato a manifestare sulla parità di genere a Napoli, sono stato sempre in prima fila, forse questo dispiacerà molto al Consigliere Marconi, a difesa della 194, delle leggi che maggiormente interessano le problematiche femminili.
Ricordo a tutti che se in questa regione oggi è possibile praticare l'aborto farmacologico, quindi, una tecnica meno invasiva rispetto a quella chirurgica, è perché abbiamo presentato una proposta, quindi, da questo punto di vista …
Io stesso ho subìto le decisioni del Presidente rispetto alla parità di genere nell'atto di formazione della Giunta, però nonostante tutto abbiamo presentato, io e il Consigliere Giancarli, una proposta di legge in cui chiedevamo la parità di genere nell’espressione della preferenza, quindi, da questo punto di vista abbiamo le carte in regola.
Ho sentito parlare di discriminazione, vi porto questi dati, nella mia professione c'è oggi una femminilizzazione, circa il 45% dei medici sono donne, però tra i direttori di unità operativa complessa, ovvero i primari, il rapporto tra uomini e donne è di 1 a 35 a svantaggio delle donne, di 1 a 13 per quello che riguarda le unità operative semplici, a testimonianza di come sono più brave durante il corso di studi, ma quando si tratta di raggiungere i posti di vertice hanno a che fare con noi.
Chiudo con il Consigliere Giorgini, bisogna che si metta in pace con sè stesso, una volta ci considera di sinistra ed un'altra no. Stasera ha detto, rivolgendosi a questa parte, la sinistra, mentre in altri interventi ha detto che c'eravamo dimenticati di Berlinguer, che c'eravamo dimenticati di tutti, ed il fatto che abbia detto, parlo per me, ma credo possa valere per tutti i miei colleghi, il nostro DNA, perlomeno il mio, è ancora a sinistra mi ha fatto piacere, però bisogna che si metta d'accordo con sè stesso qualche volta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Sarò veloce perché c'è stato sia sullo statuto che sulla legge elettorale un ampio dibattito dove ogni Consigliere, ogni forza politica, ha portato un contributo importante. Bypasso velocemente la questione della doppia preferenza, perché anche noi abbiamo inserito nella nostra proposta di legge, questo tema, quindi, su questo siamo tutti d'accordo e non andiamo a cercare le motivazioni.
Vorrei soffermarmi su due questioni che riguardano la legge elettorale. Intanto la questione della percentuale, la soglia viene portata al 40%, anche perché negli interventi, non ho sentito una riflessione collegata al fatto che chi vince, chi raggiunge questa soglia, ha un consenso popolare importante rispetto a prima, quando la normativa precedente prevedeva il 34% e 16 Consiglieri, il 37% e 17 e oltre il 40% 18 Consiglieri su 30.
E’ chiaro che aver portato questa soglia al limite unico del 40% dà maggiore legittimazione alla coalizione, alla forza politica, che raggiunge con i consensi questa soglia, quindi diventa importante e determinante che vi sia una progettualità, una programmazione forte da presentare ai nostri concittadini marchigiani.
Ho sentito alcune riflessioni espresse dalla destra che, a mio avviso, dimostrano quanta preoccupazione, quanta debolezza politica ha perché, al di là di tutte le varie motivazioni, esternazioni su accordi che ci sono, che ci saranno, futuri, il dato vero è la grande preoccupazione di non raggiungere la soglia del 40%, mentre noi, lo ha ricordato anche il Consigliere Micucci, abbiamo presentato e volutamente accelerato il dibattito su questa proposta di legge elettorale, prima delle varie tornate elettorali delle altre Regioni, parlo dell'Umbria, come dell'Emilia-Romagna, come della Calabria, perché riteniamo che le Marche debbano ragionare sulle Marche non collegandosi alle varie tornate elettorali, più o meno vincenti, per una parte o per l'altra.
Da questo punto di vista, non capisco quale sia la preoccupazione della destra a votare una legge elettorale che tutti riconosciamo giusta, che prevede una soglia che permette di governare, cercando soltanto motivazioni che hanno poca linearità.
L’altra questione riguarda gli Assessori esterni, sicuramente è una scelta importante che dà la possibilità di lasciare un ruolo politico-amministrativo ai Consiglieri e un ruolo amministrativo all’esecutivo. Su questa vicenda mi rivolgo al Consigliere Carloni che da un anno a questa parte ha cambiato il suo modo di rapportarsi all'interno di quest'Aula, prendendo un percorso che capisco, anche legittimamente, perché si deve accreditare con la destra in maniera importante, dimostra di aver cambiato il modo di fare, il modo di presentarsi, perché sono convinto che mai avrebbe proposto un referendum che, tutti lo dobbiamo sapere, costa moltissimo alle casse della Regione Marche, e questi non sarebbero fondi provenienti dal Consiglio regionale, ma risorse che andrebbero a toccare tante questioni sociali. Lo sa Consigliere Carloni qual è il costo di un referendum? Il costo è di 5 milioni di euro, e questa è una proiezione al ribasso. Ho chiesto alla Ragioneria pochi minuti fa quanto sono costate le elezioni regionali del 2015 ed un referendum ha più o meno lo stesso costo, quindi significa che questa operazione che viene messa in piedi per chiedere ai cittadini se sono d'accordo o no sui sei Assessori esterni o meno, costa alle casse della Regione 5 milioni di euro rispetto al costo di sei Consiglieri per 5 anni di legislatura, pari a circa 350.000 euro l'anno, un totale di circa 1,8 milioni di euro.
Credo che, al di là del fatto che legittimamente i Consiglieri possono tranquillamente prendersi la responsabilità di indire questo referendum, sia giusto tenere presenti i riflessi economici che andrebbero a incidere in maniera importante nelle casse della Regione Marche.
Da questo punto di vista noi come gruppo “Uniti per le Marche” siamo stati attenti, abbiamo anche stimolato in maniera forte il dibattito sulla questione della doppia preferenza, ma abbiamo anche sollecitato l'accelerazione perché ritenevamo importante evitare le scadenze elettorali delle altre Regioni e non avvicinarsi troppo, com'è successo 5 anni, alla data delle prossime elezioni regionali. Questo l'abbiamo fatto per dimostrare che il centrosinistra tutto è convinto di ripresentarsi in maniera forte e importante ai cittadini e di avere un risultato importante e se abbiamo previsto questa soglia è perché crediamo che possa essere raggiunta. Ho sentito che già la destra sa quello che accadrà da qui ai prossimi mesi, sono dei cartomanti che alimentano queste chiacchiere per nascondere la loro grande preoccupazione e trovare la motivazione per non votare questa legge elettorale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Farò velocemente, visto che mi sembra sia difficile individuare qualcosa che non è stato detto, ma ci provo.
Innanzitutto faccio una premessa e dico che non mi iscrivo a questa corsa per chi arriva primo a mettersi la medaglia sul risultato della doppia preferenza, perché credo che ci fosse da tempo un accordo fra tutti noi, per cui il merito credo sia di tutti, ed incensare per dire chi è arrivato primo mi sembra molto risibile e poco onesto dal punto di vista intellettuale.
Questo provvedimento era stato condiviso da tempo, tanto più che all’inizio si pensava soltanto di modificare questo passaggio senza toccare la legge elettorale, se non rivisitandola alla luce delle conseguenze che la doppia preferenza avrebbe potuto portare. Questo non è stato fatto, non sto nemmeno a dire di chi è la colpa, poi sarà il tempo a giudicare se si porterà successivamente un pacchetto di proposte di ulteriori modifiche alla legge elettorale che integrerà quanto abbiamo fatto oggi.
Mi limito a fare due semplici considerazioni e rilevare qualche contraddizione in merito agli articoli 1 e 8, quelli su cui il dibattito si è incentrato.
Credo di aver capito un po’, ci siamo anche scambiati qualche battuta in privato, il tormento del Presidente Giacinti quando ha spiegato a noi, convincendosi, che il Consigliere surrogante, che entra dopo le dimissioni dell'eventuale Assessore, assolve un ruolo a tutto tondo in quando può esercitare tutte le sue funzioni in piena indipendenza, senza piccole soggezioni o cose di questo tipo.
Non è possibile, tant'è vero che la legge non lo chiama il Consigliere surrogante lo chiama, se andiamo a vedere l’articolo 1, il Consigliere supplente. Io non sono un grande letterato, però se andate a prendere un dizionario qualsiasi vi dice chi è il supplente, colui che supplisce, chi sostituisce provvisoriamente, chi fa le veci di quello che sostituisce. Quindi come possiamo immaginare che il supplente possa immedesimarsi in tutto e per tutto in questo consesso se vive una situazione di sudditanza con chi si è dimesso?

(interrompe il Consigliere Maggi)

Piero CELANI. Può servire, torna utile e non è paragonabile il discorso con la stessa cosa che succede con il Consigliere comunale. E' diverso, perché il Consigliere comunale non supplisce nessuno una volta che l'Assessore si è dimesso, l'Assessore non è più Consigliere e non potrà tornare sullo scranno del Consiglio, quindi il Consigliere surrogante ha una sua titolarità, una sua autorevolezza, una sua autonomia, è parte integrante di quel consesso.
Quindi, non scherziamoci su, non diciamo cose che non sono vere, forse in Lombardia c’è una cosa di questo tipo, ma non ne sono sicuro, credo che noi da domani staremo, starete perché non lo voto - voto solo la parità di genere - su tutti i giornali nazionali perché un Consiglio regionale dall'assetto variabile credo sia difficilmente individuabile in questo scenario.
C’è inoltre una contraddizione in termini, se si introduce questo discorso per evitare la commistione che c'è fra chi gestisce e chi programma: “Via le mani dalla programmazione, via le mani dagli organi di indirizzo, l'Assessore deve solo gestire", allora c’è anche un altro aspetto da eliminare fra i compiti individuati all'articolo 26 attribuiti al Presidente della Giunta regionale, quello di conferire incarichi particolari ai singoli Consiglieri regionali. Delle due l'una, se permane questo significa che il Presidente può delegare un Consigliere a gestire determinate cose, ed era giusto secondo me, perché in un contesto come questo per la spending review voluta dalla legge nazionale siamo passati da otto a sei Assessori, un esperimento è stato fatto, chapeau, tanto di cappello al Consigliere Volpini che era partito benissimo, poi non so che cosa sia successo, era stato individuato come un esperto della materia, quindi ad un Consigliere si dà una delega che non può essere data a chi non si intende di sanità, questo è il concetto. Lo Statuto funzionava benissimo, non c'era motivo di fare queste cose e se veramente la ratio fosse stata quella di separare nettamente, con l'accetta, i compiti dell'amministratore che gestisce da quello che dà indirizzi e programma, a questo punto doveva essere cancellato, perché rimane a tutti gli effetti questo rapporto di fiducia fra il Presidente e un Consigliere, che può essere delegato per fare e gestire, quindi c’è qualcosa che non funziona.
La seconda considerazione è sull'articolo 8, su queste benedette percentuali di maggioranza, guardate, vi dico come andrà a finire, si tornerà indietro di tanti anni, caro Consigliere Maggi, si tornerà a mercanteggiare in Aula qualche voto per comporre qualche maggioranza, anche lì ad assetto variabile - Sicilia docet - perché molto probabilmente se non si arriva al 40%, si viene in Aula ed il Presidente che è stato eletto pur di stare in auge dovrà trovare le maggioranze volta per volta. Lungi da me pensare che questo 43% sarà da stimolo ai nostri concittadini marchigiani per tornare alle urne a frotte, quindi non più il 50%, ma l'80%, non sarà così, togliamocelo dalla mente, se si voleva fare questo si poteva lavorare su una legge maggioritaria pura. Se si doveva tornare a questo tipo di ragionamento, condivido con il Consigliere Marconi, si fa un proporzionale puro, poi il Presidente lo elegge l’Aula, invece noi non troveremo altro che l'anatra zoppa, troveremo un mercanteggiare che non finisce mai, allora o si aveva il coraggio di fare un maggioritario puro, correggendo il nominali con la quota percentuale, dove lì non c'è problema di 40% o 60%, perché si va 1 contro 1, ci si mette la faccia e il discorso finisce, come con il vecchio Mattarellum, oppure si va su un proporzionale puro, si pongono degli sbarramenti, si evitavano il 3%, il 5%, l'8%, quello che è, e poi la buona politica sarebbe statoarappresentata qui dentro ed avrebbe eletto il Presidente, quindi un pastrocchio veramente molto difficile da digerire per cui noi, come hanno detto i miei colleghi, voteremo la parità di genere, di questo siamo convinti, ma non le altre modifiche che avete apportato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Parlare di coerenza, questa sera è veramente difficile, non so perché l’Assessore Pieroni mi dedica sempre la chiusura dei suoi interventi negli ultimi tempi, però, vorrei dirgli che non mi devo accreditare con nessuno e se il mio atteggiamento è cambiato è perché nelle ultime settimane provo un certo disgusto nel vedere come è cambiato il clima in quest'Aula, le stesse persone qualche settimana fa dicevano che questa Giunta è la peggiore dal 1974 ad oggi, e tutto quello che avete detto voi nei confronti di alcuni esponenti dell'opposizione, vedervi oggi cosi friendly mi preoccupa, quindi la coerenza non è certamente un mio problema, lo dovrete spiegare voi cosa avete fatto!

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Dopo l’intervento dell’Assessore Bora hanno parlato tutti uomini, senza lasciarle volutamente o non volutamente l'ultima parola, quindi, l'ultima parola la prendo io per ringraziarla per la tenacia, la forza e l'impegno che ha messo nel portare avanti questa modifica, parlo della parità di genere ovviamente, perché ha fatto una battaglia grande a cominciare dalla Giunta, convincendo tante persone, convincendo tutto il Consiglio e devo dire che la ringrazio per questo, non avremmo avuto questa modifica se non lei non si fosse impegnata così tanto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Vorrei solo ribadire l’appello nominale su tutto l’atto a nome della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Carloni, Marcozzi, Malaigia, Zura Puntaroni, Leonardi, Celani. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Semplicemente proponiamo la soppressione dell'articolo 1, chiediamo di toglierlo dalla proposta di atto in votazione. Grazie.

Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri.
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Articolo 1 bis (articolo aggiuntivo)
A seguire ci sono due emendamenti presentati dal Consigliere Fabbri che sono stati dichiarati inammissibili per il combinato disposto di cui alla lettera a), del comma 1, dell’articolo 103 e al comma 4 dell’articolo 102.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Non sono d’accordo sull’inammissibilità perché stiamo parlando dello stesso argomento: di tutela delle pari opportunità, come abbiamo giustamente protetta la parità di genere, dobbiamo proteggere la territorialità che ha un substrato sociale ed economico differente. Questa cosa è ormai riconosciuta a livello oggettivo dalla strategia delle aree interne, d,a tutte le politiche che la Regione dà a sostegno dell’entroterra perché riconosce questa debolezza, quindi si tratta esattamente dello stesso argomento e chiedo che vengano messi in votazione gli emendamenti che ho presentato su questi aspetti, non potendo invocarsi un argomento differente.

PRESIDENTE. L’emendamento non viene messo in votazione, si vota, ai sensi dell'articolo 103 comma 2 del Regolamento interno, l’ammissibilità dell’emendamento, che leggo: “Dopo l’articolo 1 della proposta di legge testo unificato ‘Modifica della legge regionale 16 dicembre 2004 n. 27’, articolo 1 bis, il comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale 27/2004 è sostituito dal seguente: i 30 seggi dei Consiglieri regionali sono attribuiti a 6 Circoscrizioni elettorali, il seggio del Presidente è attribuito con le modalità di cui all’articolo 19, comma 4, lettere a), b) e d)”.
Questo era il primo emendamento, ma come ho detto già prima è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza; il secondo emendamento: “Dopo l’articolo 1 'Modifica dell’articolo 6 della legge regionale 27/2004', il comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale 27/2004 è sostituito dal seguente: “Ai fini dell’elezione del Consiglio del Presidente della Giunta regionale il territorio regionale è ripartito in 6 Circoscrizioni elettorali individuate in base all’allegato 0A di cui alla presente legge”.
Si vota sull’ammissibilità dell’emendamento, chi vota “si” vota per l’ammissibilità, chi vota “no” è contro l’ammissibilità. Se il proponente si oppone, il regolamento prevede questa possibilità.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Solo per concorrere a chiarire la questione, giustamente il Presidente ha fatto presente che questi emendamenti sono inammissibili ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento interno, che prevede l'inammissibilità degli emendamenti che non hanno avuto a che fare con gli emendamenti presentati in Commissione o con temi trattati in Commissione, però il Consigliere Fabbri ha la facoltà di opporsi a questa decisione.
La norma non ha bisogno di interpretazione, ma a maggior tutela - questo per evidenziare come la tutela di tutti i pensieri, soprattutto delle minoranze, sia presente nel nostro regolamento – ha l'opportunità di vagliare, attraverso un voto, l'ammissibilità o meno di un emendamento, nonostante, tecnicamente non sia ammissibile.
Questo è il motivo per cui ora voteremo l'ammissibilità o meno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Mozione d'ordine sull'argomento. Vorrei, come ho già detto durante l'intervento, ribadire l'impegno che come maggioranza abbiamo già preso, quello di ridiscutere i collegi, perché se tale questione è presente nell'80% delle proposte di legge la discussione fa fatta assolutamente in Commissione, in maggioranza e tra i partiti. Parliamo di regole.
Sinceramente non vorrei neanche dare il voto sull'ammissibilità, chiedo al Consigliere Fabbri se è disponibile a ritirarli e al primo tavolo politico inizieremo la discussione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Confermo questo impegno, ma è pleonastico perché basta leggere le proposte di legge che sono state accorpate nel testo unificato, ne troviamo solo quattro, questo significa che in meritto a tutte le altre, al di fuori di queste che toccano temi estranei a questo atto, come ha detto il Consigliere Urbinati, come ci siamo detti anche in maggioranza più volte e anche in Commissione, già da domani mattina si potrebbe discutere di collegi o di ballottaggi, o di un altro tema, che non è oggetto di queste quattro. Ecco il motivo per cui troviamo soltanto le leggi unificate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Sono contento di questa presa di posizione ufficiale da parte del Presidente della I Commissione e della maggioranza, ritiro gli emendamenti, perché con questa formale promessa di discuterne a breve, portiamo avanti il discorso che abbiamo fino adesso approfondito e che mi sembra condiviso anche da molti altri colleghi. Ritiro quindi gli emendamenti.

Articolo 2. Ha la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Questo articolo, Presidente, fa parte di quel complesso di norme che da circa 20 anni lo Stato impone e che le Regioni pedissequamente approvano ed applicano. Ora è chiaro che in sede di Carta Costituzionale la materia elettorale è di esclusiva competenza delle Regioni e nessuno può intervenire. La Conferenza Stato-Regioni che poi produce leggi di questo tipo, al massimo invoca accordi coordinati, anche per gli Assessori, Presidente Ceriscioli, noi possiamo arrivare a 8, ma c’è una penale, il maggior costo diventa minore trasferimento da parte dello Stato. Credo che rispetto a questa situazione, al di là del merito della cosa - ed è assolutamente ininfluente il fatto che ci sia una percentuale del 34%, del 40%, del genere sessuale diverso nella composizione delle liste - nelle Marche non cambi proprio niente, forse su Ancona si sposta qualcosa, ma nelle altre province non cambia niente, però è proprio il principio che ritengo non debba essere accolto e qualche segnale in questo senso va mandato.
Penso che nessuno si unirà a questa levata di scudi di tipo autonomista e federalista del Consigliere Marconi, voterò per conto mio contro questo articolo e non invito nessuno a farlo.

Articolo 2. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Marconi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8.
Emendamento 8/1 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Carloni, Marcozzi, Malaigia, Zura Puntaroni, Leonardi, Celani.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Noi abbiamo presentato questo emendamento all'articolo 8 perché, da quanto già precedentemente detto dal Consigliere Celani, che andrò a ripetere e a risottolineare, si evince l’aspetto pasticciato di questa legge.
Con l'articolo 8 si eleggerà un Presidente, questo è il dato di fatto, che potrebbe non avere la maggioranza e che dovrebbe venire in Aula a raccoglierla. Questa è la democrazia? Questa è la trasparenza? Questo è quello che vuole la maggioranza, noi proponiamo una cosa più umile e più sensata, secondo noi, e cioè ripristinare il 37% e il 34% della vecchia legge, che è lo strumento ideale per evitare quel pastrocchio che potrebbe scaturire dal presente articolo 8, che tra poco approverete.
Sottoponiamo all’Aula in termini democratici questa proposta consequenziale a quanto abbiamo sempre detto, anche durante il dibattito di oggi. La parità di genere è una cosa e un’altra è la legge elettorale che voi della maggioranza avete voluto con forza portare all’approvazione. Per questo sottoponiamo all’Aula questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Non abbiamo ancora votato l’articolo 8, se non c’è il modo di aggiungere il mio voto all’articolo precedente, chiedo di votarlo nuovamente perché alla fine ho visto che il mio voto non era stato preso, quindi, chiedo, dato che non abbiamo ancora votato l’articolo 8, di rivotare l’articolo 7 perché ci tengo ad esprimermi, non so qual è stata la ragione, ma alla fine ho visto che non c’era il mio voto.

PRESIDENTE. Mettiamo a verbale la dichiarazione del Consigliere Giancarli di voto favorevole all’articolo 7.
Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Sulla dichiarazione fatta a nome di tutto il centrodestra …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. E' un emendamento, come non c'è il dibattito?

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Da quando l'emendamento non può esser discusso. Chi mancherebbe altro!
Assessore Pieroni, prego.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Forse Consigliere Zaffiri ha un po' di confusione. Un conto sono le proposte di iscrizione all'ordine del giorno, su cui possono parlare due oratori, uno a favore e uno contro ….

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Sull'emendamento possono parlare tutti, è una libera discussione.
Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Gli emendamenti sono discussi, al di là di chi li presenta.
La cosa che fa piacere è vedere come il capogruppo della Lega abbia cambiato la sua posizione, perché, se non sbaglio, dopo quattro anni vuole ritornare alle percentuali del 34 e 37%. Ha sempre detto che noi governavamo con una minoranza di cittadini, allora alziamo il livello del dibattito …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Capisco la sua difficoltà …

(interrompe il Consigliere Zura Puntaroni)

Moreno PIERONI. Stavo dicendo che l'apprezzo prima di pranzo, dopo mi preoccupo sempre un po'. Credo che oggi lei abbia mangiato e bevuto un po' troppo Consigliere, bisogna che mangi, ma forse beva un po' meno.
Detto questo, torno all'emendamento presentato, ricordo le sue riflessioni, Consigliere Zaffiri …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Lei non ha il problema del 40% - e sono certo che non ce l'ha perché so che vincerete, l'augurio che fa sempre a noi lo faccio a lei – ma il 34% rimane sempre un problema di fondo, perché non è detto che qualcuno arrivi al 34%, rimane il rischio che nessuno arrivi a tale percentuale, caro Consigliere Zaffiri, esperto in materia, e se non ci si arriva scatta il ragionamento della legge.
Quindi proporre il 34% non ha senso, la logica è avere un'asticella unica al 40% che permette a tutti di governare con un consenso popolare un po' più importante.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Le soglie per il premio di maggioranza non erano fra le modifiche concordate e votate dalla Conferenza dei capigruppo, sono state introdotte con una forzatura con un emendamento. La Conferenza dei capigruppo aveva votato di portare in Aula oggi solo 3 temi. Per questo reputiamo scorretto anche rispetto a quell'impegno preso da tutti i capigruppo, di tutti i partiti presenti …, però la Conferenza dei capigruppo ha votato questo e indipendentemente dal suo voto, Consigliere Maggi, è stata introdotta una modifica che, secondo quello che il Partito Democratico di maggioranza aveva detto in quella sede, andava ricompresa fra le modifiche che necessitavano giustamente di un approfondimento, come quelle del cambio dei collegi e del doppio turno.
Qui c'è una forzatura che noi reputiamo scorretta dal punto di vista formale ed istituzionale rispetto a quello che si era detto nella Conferenza dei capigruppo, altrimenti non vale nulla di quello che viene detto all'interno di quell'assise.
Seconda cosa, con questo emendamento proponiamo l'abrogazione dell'articolo 8, riportando la legge allo stato attuale perché crediamo, per tutti gli argomenti, non mi ripeto, detti in queste tre ore di dibattito, che si vada verso il caos e l'ingovernabilità, invece il premio di maggioranza, che consente la governabilità, è qualcosa di corretto, fare queste manovre è scorretto anche dal punto di vista politico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Credo che la Consigliera Leonardi abbia spiegato molto bene il senso di questo emendamento, noi vorremo soltanto ripartire col piede giusto, nel senso di rivisitare un po' tutto, perché portare l'asticella al 40% pone un problema politico, quello che hanno detto i Consiglieri Zaffiri e Leonardi.
Il problema è probabile, perché da qui a giugno può cambiare il mondo dal punto di vista politico, è cambiato dal 4 marzo 2018 a maggio 2019 e cambierà ancora dal 2019 al 2020, quindi le certezze qui non ce le ha nessuno, mi sembra risibile chi ha certezze di vincere le elezioni.
La nostra preoccupazione è quello che molto probabilmente succederà, quello che abbiamo detto perché la riforma è a metà. Questo è un sistema che non è maggioritario né proporzionale, quindi in questa Aula tornerà un mercimonio, si abbia il coraggio di dirlo.
Anche il Consigliere Marconi ha spiegato bene la situazione facendo una serie di ipotesi. In quest’Aula c'è un certo fermento, un'ansia di arrivare, perché abbiamo visto che il Movimento 5 Stelle fa delle proposte e subito il PD lo tranquillizza dichiarando che poi si ridiscuterà tutto, allora ridiscutiamo tutto, azzeriamo questo aspetto, abbiamo ingoiato, anche se non votata, quella grossa fesseria contenuta nell’articolo 1, su questo diciamo di tornare da capo, di ricominciare da capo, dato che dobbiamo discutere, c'è un impegno, vediamo cosa porta il 34% o il 37%. La legge prevedeva perlomeno un paracadute alla governabilità che dal punto vista politico conta poco, però, in qualche modo valeva qualcosa.
Qualcuno ha paura di non arrivare al 34%? Pazienza vuol dire che i marchigiani saranno governati da una minoranza del 10%, punto e basta! Questo è il costrutto politico. C'è stata un'accelerata, una spinta dovuta a fattori esogeni, non endogeni, noi ne prendiamo atto, però il ruolo del vaso di coccio in questo tipo di discorso non lo vogliamo fare perché il centrodestra ha una sua dignità, l'ha dimostrata tempo fa e la vuole difendere fino in fondo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Non volevo intervenire, ma respingo direttamente al mittente le accuse fatte in questi ultimi interventi.
Nella Conferenza dei capigruppo mi era stato promesso che qualcuno avrebbe sbobinato gli interventi per vedere cosa avevo dichiarato nell'ultima seduta. A me pare di ricordare bene, non potrei ricordare qualche sfumatura, l'impegno che io forzai era per il 15 settembre poi, per tutto l’iter in Commissione, siamo arrivati ad oggi. L'impegno era quello di portare il 30 settembre, che abbiamo portato al 15 ottobre, la doppia preferenza e non quei quattro punti che già avevamo acquisito in quella Conferenza dei capigruppo che erano, e li ricordo benissimo: le firme, l’incompatibilità tra il Consigliere e Assessore e gli orari di apertura degli uffici comunali, ma c'era anche tutto ciò che saremmo riusciti a condividere di lì in avanti e se una maggioranza politica allargata trova un accordo sulle regole chi non ci sta fa quello che oggi avete fatto voi, tutto lì. Noi stiamo discutendo di un normalissimo percorso politico e ci stiamo adeguando alla sentenza della Corte Costituzionale, ma di che cosa stiamo parlando? Dal 37% al 40% cambia la vita? Il partito del Consigliere Zaffiri dice che sta al 40%, dov’è il problema? Cosa avremmo fatto noi di tanto speciale per cambiare le carte in tavola? Cosa cambia? Abbiamo preso un premio di maggioranza e ci abbiamo messo tre punti in più. Qual è il problema? Dov'è l'ingovernabilità? L'ingovernabilità o meno saranno i cittadini a deciderla, non c'è nessuna ingovernabilità, se c'è un sistema tripolare è totalmente sbagliata la legge.
Non accetto che si dica che non abbiamo mantenuto gli impegni, questo non lo accetto e ritengo legittimo il fatto di aver trovato un accordo politico, allargato oltre i confini della maggioranza. Se una parte della minoranza non ci sta non è colpa nostra, fa parte della normale dialettica, noi abbiamo trovato un accordo di maggioranza che va oltre i confini della maggioranza, sulle regole. Basta, questo è successo, è inutile che la portiamo a 151, come si dice da noi, finiamola e poi l'ipocrisia di dire “la parità di genere la voto il resto no”, se eravate coerenti bocciavate tutto il pacchetto che abbiamo portato oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Il Consigliere Urbinati ha detto una cosa che, mi dispiace, non è corretta, su cui non sono assolutamente d'accordo e devo dire che nell'ultima fase del suo intervento ha chiarito in maniera palese la questione.
Avete trovato un accordo, voi con il Movimento 5 Stelle, perché la vicenda delle soglie non è stata oggetto di discussione, è arrivata come emendamento blindato, non c'è stata una discussione, proprio perché in quella riunione dei capigruppo era stato deciso che si sarebbero toccati solo quei tre punti e mi dispiace, io la sbobinatura la chiederò, perchè lo chiesi proprio lei, siccome non c'era l’accordo su tutte le altre questioni, di votare solo la preferenza di genere, non l’avete neanche messa al voto.
La questione delle soglie doveva essere trattata in un successivo esame del resto delle proposte elettorali, tant'è che non è stata dibattuta, è arrivato l'emendamento perché il Partito Democratico, lei adesso candidamente lo ha ammesso, ha chiuso nelle sue stanze un accordo con il Movimento 5 Stelle, non l'avete fatto in una assise pubblica, non c'è stata la discussione su quel punto, tant’è che non c'è stato dibattito né altre proposte perché quel tema non doveva essere trattato, non sono arrivati altri emendamenti proprio perché non era oggetto di questa prima fase, questa è una scorrettezza istituzionale che va detta. Voi avete trovato l'accordo, ve l'ho già detto, voi avete i numeri adesso rafforzati dal Movimento 5 Stelle, quindi ve la cantate e ve la suonate, se a voi piace questa musica, a noi non piace.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Trovo estremamente grave quando detto, ho partecipato agli incontri di maggioranza dove si è trovata la quadratura sul 40%, come cifra idonea per rispettare l'obiettivo di adeguamento della nostra legge, è stato un incontro di maggioranza in cui si è deciso, senza i 5 Stelle e senza nessun altro, che poi la proposta possa trovare in Aula il consenso delle forze di minoranza è nello spirito migliore di una modifica della legge elettorale.
Quindi non permetto di raccontare di accordi che non ci sono, so che avete una paura profonda di chissà quale accordo, guardate, potete dormire i vostri sonni tranquilli, questo accordo non c'è, si tratta di pura convergenza su una scelta che riguarda le regole del gioco.
Non ho sentito una parola che avesse un senso nel riconosce che per avere un premio maggioranza è corretto avere almeno il 40%, una cosa di una serenità, di un pacifico, di un tranquillo, che ancora non ho sentito un argomento per dire che questo non è corretto.
State sulle cose, non inventatevi una politica che non c'è, i vostri timori teneteveli per voi. E' apprezzato il fatto che si va a modificare una regola in maniera leggerissima rispetto alle regole attuali che abbiamo, si alza leggermente la soglia dal 34% al 40%, che non stravolge le aspettative di nessuno, avessimo portato questo numero al 50% l’avrei capito dicendo: “Noi al 50% non ci arriveremo mai, volete l’ingovernabilità”, ma avete paura di non arrivare al 40%? Se non ci arrivate è giusto che non governate questa Regione, eventualmente, questo è il punto.
Il tema è molto semplice. La proposta che si fa credo che sia stata recepita positivamente anche dal Movimento 5 Stelle proprio perché non ha quegli elementi di stravolgimento del sistema, anzi penso che sia la soglia corretta da raggiungere, non a caso l'altra volta l’abbiamo raggiunta e giustamente abbiamo governato questa Regione.
Il punto sta tutto lì, gli inciuci e le dietrologie fanno parte di un abbassamento del dibattito in quest'Aula, che non fa onore neanche a chi lo propone. E' stato anche detto che poi si tornerà a discutere tutti i temi sollevati dalle altre proposte, ma che volete di più?
Il punto a cui si arriva oggi è di qualità, a mio giudizio, chi lo difende lo difenderà e chi è contrario è contrario, ma che non si dica di chissà quale accordo, che non sta né in cielo né in terra, per difendere la pochezza delle proprie argomentazioni.
Siete contrari al 40%? Proponete il 50%, che vi devo dire! A livello nazionale volete fare un referendum sul maggioritario e qui non reggete il 40%? Ma che maggioritario volete fare? Con i collegi volete fare il maggioritario, ma vi interessano solo le poltrone?
Guardate e valutate la proposta in sè, se la ritenete corretta la votate, se la ritenete sbagliata non la votate, non muore nessuno ed io sono già soddisfatto della richiesta che ho fatto quando abbiamo iniziato questo percorso, avevo detto che una legge elettorale non si poteva cambiare solo a botte di maggioranza come fece il Porcellum, giusto per dare un esempio, perché è sbagliato, e sono molto contento che questa proposta di buonsenso abbia trovato un consenso più ampio del centrosinistra, e quindi la voterò molto volentieri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Devo chiarire, ma soprattutto devo rivolgermi ai Consiglieri di minoranza che sono all'interno della I Commissione. Da sei mesi a questa parte, da quando ci sono le leggi elettorali in Commissione, ho sempre detto apertamente, una volta l'ho detto anche con la Consigliera Leonardi presente, che bisognava aumentare il premio di maggioranza perché le condizioni oggettive non erano più quelle della legge precedente e dovevamo garantire governabilità e dare la possibilità ad un numero adeguato di cittadini di scegliere chi li dovesse governare. Sono sei mesi che dico che bisogna aumentare il premio di maggioranza, ma non nella stanza del cesso o in qualche altra stanza, lo dico in Commissione composta da Consiglieri di maggioranza e di opposizione. Quindi, è strumentale questa richiesta, è strumentale questa cosa, capisco che quando uno ha una fetta di torta, apre la bocca e se gliela tolgono poi ha paura. C'è la paura di non arrivare al 40%? La paura che nuove formazioni politiche potrebbero superarvi, ma che concetto della democrazia avete se è questa la vostra paura?
Respingo questa cosa e mi appello ai miei colleghi che sono in Commissione per chiedere loro se non è vero che da sei mesi chiedo pubblicamente, le sedute sono registrate, l'aumento del premio di maggioranza e rifiuto qualsiasi insinuazione che un accordo sia stato fatto sottobanco e nelle segrete stanze, non è nel nostro stile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Su questo emendamento noi esprimiamo un voto favorevole. Non voglio che questa Aula cambi ciò che viene detto in dichiarazioni non vere. Il capogruppo del Partito Democratico ha appena detto che questa maggioranza è allargata, che c’è un allargamento del consenso, e siccome noi del centrodestra non abbiamo dato questo consenso, deduco che si riferiva al Movimento 5 Stelle.
Non volevo intervenire, ma il Presidente, ha dichiarato: “Noi non sappiamo niente, non c'entriamo niente ...”, ma se avete pure telefonato per vedere se questa proposta aveva il consenso di altre forze politiche! Ma a noi non ci avete telefonate, santo cielo! Di cosa stiamo parlando? Questo dovete ammettere, dovete riconoscere che un contatto con il Movimento 5 Stelle c’è stato su questa proposta portata dal Presidente in Commissione. Pensate che ci facciamo prendere in giro da voi? Dal Presidente che dice che non è vero? Certo che nella riunione di maggioranza non c’era il Movimento 5 Stelle, perché potevate essere visti e fotografati dall’esterno, ma di cosa stiamo parlando?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Riportiamo un po’ di tranquillità e un po’ di verità in Aula perché mettere in bocca parole ..., a parte che non sono preoccupato, alla fine non sono neanche parole pesanti, nulla di grave in merito a quello che è stato detto.
E' legittimo o no che una maggioranza, questa, trovi un accordo sulla legge elettorale? Legittimo questo accordo della maggioranza che poi si è allargato al Movimento 5 Stelle e, come dice il Consigliere Maggi in maniera ripetitiva, sono due o tre anni che ripete che bisogna alzare il premio di maggioranza. Parliamo di regole.
Una cosa ve la dico, una minoranza che vuole sostituire l'attuale maggioranza, ed è pienamente legittimo, secondo me, oggi sarebbe venuta in Aula con una legge elettorale alternativa, perché non abbiamo capito che idea di maggioritario avete: siete contrari a portare il premio di maggioranza al 40%? Non capisco, non so quale altro tipo di legge elettorale voi avete in mente.
Adesso la proposta la lancio io: discuteremo dei collegi, portateci una proposta alternativa, siete legislatori, portateci una proposta alternativa di legge elettorale.
Noi ci torneremo, come già concordato col Consigliere Fabbri, discuteremo i collegi, portateci una legge alternativa, perché in Commissione, l'altro giorno, quando si è discusso il tutto, c'eravate anche voi. Lei Consigliera Marcozzi fa parte della I Commissione, quindi credo che quello che ha detto il Consigliere Maggi possa testimoniarlo anche lei, però, non mettete in bocca parole non dette, anche se le avessi dette non sono parole gravissime, ma non le ho dette.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Ripristiniamo la verità? In Commissione, lo ripeto ancora una volta, la preferenza di genere la dovevamo portare il 30 settembre, abbiamo riportato in Commissione la doppia preferenza o la preferenza di genere perché dovevamo venire in Aula con un testo unificato sulle cinque proposte relative alla legge elettorale. Non saremmo riusciti a venire in Aula in tempi così brevi, allora che cos'è accaduto? Si è deciso di venire in Aula con la preferenza di genere o doppia preferenza, lei Presidente ha detto: “Aggiungiamo due cose, aggiungiamo le firme che non devono essere sottoscritte dagli elettori e l’incompatibilità tra Assessore e Consigliere”, finito qui. Poi quando è arrivata in Commissione la proposta di legge, il Presidente della Commissione ha detto: “Faccio un emendamento”, che non è stato discusso prima, tanto che abbiamo detto che gli emendamenti non dovevano essere presentati perché gli accordi nella riunione dei capigruppo non prevedeva di presentarli, ed è stato aggiunto il premio. Ma come? Il premio doveva essere discusso nella legge elettorale, che non dovevamo a portare in Aula insieme alla doppia preferenza, questa è la verità! E' inutile che continuate a parlare. Si era deciso nella riunione dei capigruppo di non fare emendamenti, all'ultimo momento avete presentato questo emendamento. Il premio doveva essere portato in Aula insieme alla legge elettorale modificata, non con la preferenza di genere, questa è la verità! La preferenza di genere l’abbiamo portata in Aula perché non saremmo riusciti a modificare la legge elettorale in tempi brevi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Onestamente mi sento molto confusa e ho bisogno di qualche spiegazione. Per sapere cosa votare devo regolarmi su cosa sta succedendo perché qui stiamo parlando di maggioranza, minoranza, sento il capogruppo del Movimento 5 Stelle che esordisce e dice: “mi rivolgo ai Consiglieri di minoranza”, quindi vorrei sapere dal capogruppo Maggi, a questo punto chi è maggioranza e chi è minoranza.

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliera Malaigia, ha detto: “Consiglieri di minoranza che fanno parte della Commissione”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Sulla legittimità di quello che stiamo facendo spero che nessuno abbia dubbi. Stiamo facendo una cosa illegittima? Questo lo voglio capire, dopo entro nel merito.
Ricordo un articolo di giornale apparso alcune settimane fa, a firma o ispirato da un Assessore o addirittura dal segretario del Partito Democratico, che lanciava una percentuale intorno al 42%, quindi, personalmente, come componente della maggioranza ho saputo che c'era questa opinione ed era un discorso che non era stato mai aperto fino a quel momento. Ricordo anche, Consigliera Marcozzi, ahimè, che sulla non presentazione degli emendamenti e sul bloccare le proposte su tutto quello che abbiamo portato oggi, escluso il premio di maggioranza, hanno votato solo i Consiglieri Urbinati e Marconi, la stessa maggioranza non ha votato, quindi erano aperte tutte le soluzioni. Diciamo i fatti, eravate tutti contrari, si sarebbe andati in Aula con l’ipotesi di una valanga di emendamenti su tutto, oggi, l'unico emendamento fuori quadro è stato ritirato saggiamente dal Consigliere Fabbri, che ha detto: “Va bene, capisco che c’è un secondo pacchetto”.
La maggioranza ha raggiunto un accordo il giorno prima della seduta della Commissione, potevano esserci stati tutti i contatti in alto mare fra i Consiglieri Maggi e Urbinati, ma non vedo cosa ci sia di strano in questo. La sostanza, lo dico agli amici di centrodestra, che dovrebbe far stare tutti sereni è quella che ha detto il Presidente Ceriscioli, l'unica tentazione, che però, attenti, non è passata, perché c'è tempo fino a marzo-aprile e ci sono le elezioni in Calabria, Umbria, Emilia-Romagna, quindi non vorrei che la maggioranza ci ripensasse perché a me quella soluzione non piace, è il 50% ed il doppio turno. Anche di questo nessuno ha mai parlato, è legittimo, ma questa sarebbe una cosa pesante per tutti, per me, perché da piccolo partito quale sono non è un'ipotesi sulla quale posso ragionare tanto facilmente. Dire che abbiamo fatto il mite adeguamento a quanto la Corte ha stabilito, significa solo una cosa: che alle prossime elezioni regionali, stante questa legge elettorale, avremo due schieramenti, questa è l'unica cosa civilmente immaginabili a meno che il PD e il M5S per altre ragioni non trovino una quadra, ma questo è l'unico motivo. Io non lo condivido in parte perché ho detto che si può creare la situazione dell’anatra zoppa, e non ritorno su questo argomento, ma l'unica conclusione vera sul piano del ragionamento politico è questa e di fronte a questa credo che ogni forza politica si debba interrogare su quello che andrà a fare, quindi far ritornare nelle mani delle forze politiche la soluzione. Altro tipo e altre percentuali avrebbero forzato soluzioni diverse.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Credo che questo genere di discussione sia acqua per il mulino di quanti di noi sostenevano che alcune delle proposte presentate oggi erano pienamente materia elettorale. Come ha ricordato adesso il Consigliee Marconi, alla seduta dei capigruppo si decise con un voto a maggioranza che oggi sarebbero stati portati in Aula i punti su cui c'era un accordo: la questione di genere, l'incompatibilità tra Consigliere e Assessore, le firme e gli orari.
In quella discussione io, i socialisti ed altri votammo contro perché sostenemmo che erano materie elettorali, quindi saremmo esposti a qualsiasi emendamento dell'Aula anche su altri temi: collegi, soglia e altro.
Se oggi fossero stati previsti questi quattro argomenti e se io, o i Consiglieri Urbinati e Giancarli, un qualsiasi collega, avessi fatto un emendamento sulle soglie e fosse passato a maggioranza, quale sarebbe stato il problema? Nessuno, perché la verità è che tutte queste leggi modificano la legge 27 del 2004, la legge elettorale delle Marche. E' chiaro che i punti, che si sono riusciti a trovare all'interno della maggioranza, come ha detto bene il Presidente sulla legge elettorale, sono stati portati al voto, perché hanno trovato una maggioranza in Aula. E' avvenuto prima? Meglio, perché la Commissione lo ha potuto fare, se oggi uno di noi avesse portato un emendamento che modificava la legge approvata in Commissione e questo trovava un consenso nell'Aula era un inciucio? Tutti gli emendamenti a qualsiasi legge che facciamo, che trovano una maggioranza, sono un inciucio? Se è così avete una strana definizione di inciucio perché questo si chiama democrazia dei voti.

Emendamento 8/1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Abbiamo assistito a questo dibattito un po’ surreale, il capogruppo Marcozzi mi ha detto che non siamo mai stati convocati per condividere questo percorso, dopodiché potete dire quello che vi pare: trasparenza, democrazia, numeri.
A questo punto riteniamo di non poter continuare questo dibattito, ve la suonate e ve la cantate, come diceva la Consigliera Leonardi.
Annuncio a nome di Forza Italia, Area popolare Marche 2020, Lega nord e Fratelli d’Italia, che abbandoniamo l’Aula, è stato un piacere, abbiamo votato quello che ci interessava, quello per cui avevamo preso degli impegni con i marchigiani ed ora usciamo dall’Aula. Grazie.

(Abbandonano l'Aula i Consiglieri di Forza Italia, Area popolare Marche 2020, Lega nord e Fratelli d’Italia)

PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Intervengo per rendere giustizia al lavoro svolto, che è stato alacre e sostanzioso. Sono molto soddisfatto, a nome del gruppo del PD mi esprimo su delega del capogruppo, perché sono state accolte le modifiche in linea con i dettati delle sentenze della Consulta e con le leggi nazionali, mi riferisco alla doppia preferenza di genere e all’adeguamento del quorum che fa scattare il premio di maggioranza.
Saluto questo proposta di legge con soddisfazione perché, come ho già detto in altre dichiarazioni e nella relazione iniziale, è un passo in avanti molto significativo verso una maggiore trasparenza, verso un patto di chiarezza nei confronti dell’elettorato dato che questa legge spinge a fare coalizioni per giungere alla percentuale del 40% o ulteriori, ben venga e onore a chi li raggiunge.
Un patto chiaro ed una legittimazione per una rappresentatività maggiore di tutta la comunità marchigiana, più volte è stato detto, lo ripeto per l’ennesima volta, il combinato tra scarsa presenza dell’elettorato al voto e percentuali precedenti non erano così legittimanti nei confronti della forza che vinceva le elezioni, figuriamoci se questo poteva restare così, con il 34, 37%, almeno con il 40, 43% c’è un passo in avanti molto più significativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Intervengo perché devo chiarire il punto sull’articolo 7, che è un fatto tecnico.
Questa mattina quando sono intervenuto, poi sono intervenuto nuovamente, ho fatto un ragionamento di carattere politico, sottolineando i molti punti di forza e alcune criticità. Ho detto con chiarezza che avrei semplificato senza entrare molto sui singoli aspetti e che non avrei partecipato al voto sulle modifiche statutarie, mentre avrei votato la legge elettorale, quindi intervengo per sottolineare che ho votato la legge elettorale ed anche l’articolo 7, che è uno dei punti di forza della legge, ma per una ragione tecnica questo voto non risulta, quindi ribadisco ancora una volta che quello è un punto di forza dal punto di vista politico e, come ho detto nell’intervento questa mattina, un atto di civiltà.

PRESIDENTE. L’intervento del Consigliere Giancarli era per puntualizzare quanto accaduto sull’articolo 7, mentre la dichiarazione di voto può essere fatta dal capogruppo o da un suo delegato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Voto a favore di questa legge nonostante abbia votato contro l’articolo 2 e non abbia votato l’articolo 7. Condivido invece tutto il resto e devo dire che il Consigliere Giacinti, nei tempi di una lunga attesa, ma in tempi rapidi per arrivare ad una conclusione, ce l’ha messa veramente tutta e va un plauso al suo indirizzo.
Ribadisco, non capisco il senso dell’abbandono di quest’Aula se non quello di cercare un po’ di visibilità sui giornali di domani, non lo capisco perché una legge elettorale sul premio di maggioranza ..., a parte quel 43% che mi fa venire qualche brufolo, ma lo schiaccerò da qualche altra parte non in vostra presenza. Non capisco proprio quel 43% anche se c’è qualche logica. Qualcuno mi ha augurato di essere il 19° di quella legge, non si sa in quale schieramento, ma 19° sicuramente, però il punto vero è che è stata fatta una legge onesta, Presidente Ceriscioli, questo ci tengo a dirlo perché so che lei in prima persona, come anche il segretario del Partito Democratico, in tutte le riunioni che abbiamo fatto di maggioranza, avete sempre espresso il concetto che non venisse fatta una legge che potesse essere attaccata come strumentale rispetto a soluzioni di parte. Qui c’è la soluzione politica e, lo ribadisco, avremo di nuovo uno scontro a due, io avrei preferito uno scontro a sette perché amo un altro tipo di politica, ma questo è coerente con l'impostazione ed è una soluzione onesta che sta dentro i limiti fissati dalla Corte Costituzionale, tutto il resto è veramente incomprensibile.

PRESIDENTE. Testo unificato delle proposte di legge nn. 36, 261, 275, 295. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 71
ad iniziativa della Giunta regionale
“Linee guida per la programmazione della rete scolastica e l'offerta formativa per il triennio 2020/2023. Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 71 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Rapidamente perché immagino di trovare i favori dei Consiglieri rimasti.
Con questo atto amministrativo si vanno ad approvare le linee guida per la programmazione della rete scolastica e dell'offerta formativa per il triennio 2020/2023.
Questo atto si colloca sulla linea dell'esperienza fatta nel triennio precedente e ha come finalità quella di tendere allo sviluppo economico e sociale, dando corso alle richieste dei territori in tema di programmazione e offerta formativa.
Nel triennio precedente i punti salienti sono stati: la tutela delle scuole dell'area del cratere e ciò che esse rappresentano per quelle comunità e per quel contesto territoriale; l'ampliamento dell'offerta formativa per la scuola primaria; il sostegno scolastico verso la disabilità; i percorsi musicali e coreutici per le scuole superiori; l'incremento anche dei corsi musicali nelle scuole secondarie,;la criticità delle aree interne, che è un tema che torna spesso in molti argomenti, quindi un'analisi e un esame dal punto di vista delle aree interne coerente; un ammodernamento dei laboratori didattici; la sperimentazione alle forme di alternanza scuola/lavoro; la definizione con l'Ufficio scolastico regionale di protocolli per la gestione del sistema di istruzione e di formazione professionale; l'orientamento scolastico; il bullismo, l'attenzione al bullismo e al cyberbullismo, non a caso anche in quest'Aula questo Consiglio ha approvato una legge su queste tematiche, che pure hanno acquistato, ahimè, tanto spazio in questa nostra società attuale, da ultimo, ma solo in ordine di elencazione, ma non certo come valore, tutto il grande lavoro che è stato fatto sull'Erdis, che oggi sta dando i suoi frutti, come ben sappiamo e come abbiamo avuto altre occasioni per evidenziarlo.
Gli obiettivi e le finalità, partendo da questo punto di vista e da queste tematiche toccate, di questo nuovo piano prioritario vanno a supportare l'obiettivo della definizione del dimensionamento e dell'organizzazione del sistema scolastico, guardando in particolare ai seguenti elementi: le caratteristiche orografiche delle diverse aree; i processi di riorganizzazione degli enti locali; le strategie regionali di promozione dello sviluppo socio-economico; le caratteristiche strutturali delle sedi che ospitano le diverse istituzioni scolastiche; la necessità di assicurare un'offerta formativa di qualità in maniera omogenea e razionale sull’intero territorio regionale. E' questa la precipua funzione di un atto amministrativo, come quello che stiamo trattando.
Passando agli indirizzi generali è giusto evidenziare, seppur sinteticamente, quelli riguardanti il dimensionamento scolastico, come ad esempio considerare le istituzioni sottodimensionate, con particolare attenzione alle aree interne ed al contesto territoriale di riferimento perché, l'abbiamo detto, nelle aree interne non possiamo certamente usare gli stessi criteri che utilizziano in altre aree più popolose; considerare il servizio offerto dalle scuole paritarie che in molti contesti svolgono anche un servizio che va considerato a supporto di tutta la finalità; intervenire in quei contesti però anche sovradimensionati perché il problema del sovradimensionamento, l’Assessore ne ha fatto esplicita comunicazione in una visita in Commissione qualche tempo fa, è da tenere nella debita considerazione, tendendo a ridimensionare quei contesti che superano i 1.000 iscritti, guardando alle linee ministeriali che considerano il numero di 1.000, in alcuni casi con le deroghe dell’ordine del 20%, un limite più accettabile, anche se ci sono realtà che superano abbondantemente questo limite con le deroghe consentite; superare le direzioni didattiche, ovviamente dove è possibile perseguire questo scopo; promuovere la diffusione dei servizi di educazione dell’infanzia da zero a tre anni.
Questo a grandi linee il tema del dimensionamento, passando all’offerta formativa, le principali linee guida di questo atto amministrativo sono: promuovere la diffusione del tempo pieno; la valorizzazione dell’esperienza montessoriana; prevenire la dispersione scolastica, un altro tema che in questa società acquista sempre maggior rilievo; sostenere gli indirizzi musicali e la loro diffusione avendo cura di procedere all’azzeramento di indirizzi autorizzati, che però non hanno raggiunto il numero sufficientemente significativo di iscritti per poterlo farlo partire. Purtroppo ci sono delle ipotesi, delle situazioni in cui l’esiguità del numero degli iscritti ha fatto venir meno una richiesta pur legittima venuta dai territori, ma non sempre contestualizzata rispetto a quanto detto; una rivisitazione dell’offerta formativa degli IeFP che dovrà prevedere la valorizzazione del trasferimento dei valori della tradizione manifatturiera ed artigiana. Siamo nella regione più manifatturiera e artigiana d’Italia e questo patrimonio non va certamente disperso, quindi in collaborazione con le finalità questo atto cerca di esaltarlo e di valorizzarlo al meglio; l'incentivazione dei rapporti di collaborazione ed integrazione progettuale fra le istituzioni scolastiche statali, paritarie e le istituzioni comunali; sostenere un sistema di orientamento sia informativo che didattico; sviluppare le collaborazioni con le istituzioni e amministrazioni locali; venendo all’orientamento va fatto riferimento, con una modifica che abbiamo apportato in Commissione, all’accordo Stato-Regioni dell'1 agosto 2019 per rendere più attuale le linee che ispirano alcuni interventi e quindi orientare anche l’investimento delle risorse del Por Marche a sostegno di progettualità integrate tra il sistema dell’istruzione, della formazione e del lavoro; rafforzare l’offerta formativa in ambiti specifici.
Infine troviamo gli indirizzi generali di tipo logistico organizzativo fino agli indirizzi ed alle linee guida per il dimensionamento dell’offerta formativa dove si guarda con attenzione alle sezioni primavera, al sistema educativo per bambini di età compresa fra i 24/36 mesi.
Un’attenzione alle questioni delle pluriclassi, nella scuola secondaria di primo grado, un tentativo di coniugare l’offerta formativa con la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie, quindi cercare di dare una risposta alle domande di tempo prolungato, l’orientamento alla scelta del percorso di istruzione superiore, fino a giungere alla scuola secondaria di secondo grado dove si rende necessaria una razionalizzazione di indirizzi ed opzioni, esercitando una valutazione preventiva sulle richieste che pervengono da parte delle province, quindi, sentite le province nel rispetto delle loro funzioni. Si continua sul contrasto alla dispersione scolastica come elemento connotativo di questo atto amministrativo, fino all’inclusione scolastica ed all’integrazione scolastica; un’attenzione anche all’educazione permanente degli adulti.
Questo un po’ a volo d’uccello sono le linee principali che hanno caratterizzato questo atto amministrativo ad iniziativa della Giunta, che concerne la programmazione delle rete scolastica e dell’offerta formativa per il triennio 2020/2023.
Abbiamo recepito nella seduta di stamattina un paio di emendamenti che erano pervenuti dal Cal nelle ultime ore e ci sono due emendamenti presentati dal Consigliere Maggi, che esamineremo poi nel corso dell’esame della proposta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ho letto con attenzione il Piano, devo dire che in linea di massima è estremamente condivisibile e mi sono soffermato su un argomento che aveva evidenziato l’Assessore quando è venuto in audizione in I Commissione.
Questo Piano, ha detto l’Assessore, guarda a tre punti ed io ho posto la mia attenzione su uno di questi: avvicinare la scuola al mondo del lavoro, non solo alta formazione, i master tanto per capirci, ma anche l’apprendistato che accompagna i ragazzi al lavoro. Io ho fatto una serie di considerazioni e i due emendamenti riguardano questo aspetto.
Per operare una programmazione efficace della rete scolastica e della relativa offerta formativa la Regione deve sostenere un ruolo operativo che contempli le seguenti azioni fondamentali: avere ben chiare le esigenze formative e lavorative del territorio in sinergia con l’organizzazione datoriale; dare precise linee indicative all’ente Provincia per l’esplorazione e il confezionamento delle proposte; esaminare criticamente le proposte della Provincia; monitorare l’offerta effettivamente resa dalle scuole ed incidere sull’eventuale inefficacia delle strategie che sono state messe in atto.
Azioni che, secondo il mio parere, non sono eseguite con la dovuta attenzione perché l’ente Provincia ogni anno cerca di sistemare le emergenze accogliendo o meno le richieste di nuovi indirizzi da parte delle scuole più o meno affamate di iscrizioni con criteri per lo più discutibili e poco coerenti.
L’ente Regione accetta quasi sempre passivamente le proposte inoltrate e soprattutto non opera monitoraggi sui risultati delle programmazioni deliberate. Vorrei a questo proposito evidenziare come esempio negativo, che non riguarda questa Giunta, ma la mia città, il mancato monitoraggio e la scomparsa dell’Istituto nautico Elia. Una scuola storica per la città di Ancona, fatta lentamente morire con una integrazione umiliante con gli indirizzi dell’Istituto industriale Volterra. Circa 10 anni fa la Regione decise di unire le due scuole - quindi non riguarda questa Giunta, ma è un caso sicuramente emblematico - per questioni numeriche, essendo entrambi istituti tecnici la decisione venne considerata coerente, il problema è che chi ha gestito l’accorpamento da un punto di vista operativo non ha fatto nulla o non ha saputo fare gli interessi del nautico e di conseguenza questo indirizzo è diventato trasporti e logistica, uno pensa ai camion, non pensa alle navi, ed ha perso via via studenti e visibilità mediatica. Nessuno ha monitorato il processo di accorpamento e nessuno ha inciso sull’inefficacia della strategia operata a livello scolastico con risultati tristemente evidenti. Tenete presente che il l'Istituto nautico sta davanti al cantiere navale di Ancona, che adesso ha commesse per anni per le navi da turismo, quindi ha bisogno di persone che siano professionalmente preparate e l’Istituto nautico Elia era un'eccellenza in Ancona, adesso è diventato l’Istituto di trasporti e logistica, e quindi con le navi ha poco a che fare.
Veniamo alle linee guida proposte dalla Regione Marche per la programmazione 2020/2023. Ho letto con attenzione l’atto amministrativo ed ho riscontrato in esso tanti spunti sicuramente condivisibili, mi sono ritrovato anche negli obiettivi e nelle linee da seguire per una seria programmazione della rete scolastica, l’unica cosa che mi lascia perplesso e al tempo stesso preoccupato sono le dichiarazioni riportate nel documento: operare in continuità con l’impostazione del triennio precedente 2017/2020 che ha rappresentato, secondo l’ente Regione, una sperimentazione di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa ispirata ad una programmazione pluriennale. Il problema è che i bei proponimenti delle attuali linee guida non sono stati seguiti nel passato remoto e nel passato recente.
Ottima l’idea di evitare una dannosa frammentazione dell’offerta formativa con una conseguente dispersione di cattedre e di finanziamenti, però non si capisce come mai circa otto anni fa fu concesso all’Istituto professionale Pieralisi Salvati di Jesi di attivare l’indirizzo moda, tessile, abbigliamento quando lo stesso indirizzo era da anni offerto e consolidato dall’Istituto professionale Padovani di Senigallia e al professionale Laeng di Osimo. I tre centri di istruzione non erano così distanti da arrecare un grave disagio agli utenti e il risultato ottenuto è stato quello di avere insegnanti con cattedre inesistenti su più istituti e classi di moda con numero ridotto di studenti sempre a rischio di attivazione. In questo caso si è privilegiata la comodità di spostamento dei ragazzi e delle famiglie, più che la formazione professionale, e questo è veramente un suicidio perché, è vero, sarai più vicino a casa, ma poi non trovi il lavoro. Questa cosa è molto contraddittoria.
Leggo anche che bisogna tenere in debita considerazione l’offerta formativa delle scuole paritarie, questo va benissimo, sarebbe bello guardare le paritarie come scuole serie e capaci di integrarsi con le scuole pubbliche per incidere sull’offerta formativa regionale, ma molte paritarie sono diplomifici a pagamento e questo non lo dico io, ma lo dicono i Presidenti e i Commissari esterni che vanno a fare gli esami in quegli istituti paritari. La situazione delle scuole paritarie dovrebbe essere affrontata con piani programmatici più seri.
I fondi Fse lo scorso anno scolastico sono stati promessi agli istituti professionali marchigiani per organizzare al meglio il primo anno della riforma in funzione della qualifica triennale, ma poi non sono stati mai messi a bando, con grave disagio delle famiglie che non sanno quale sarà la collocazione dei propri figli dopo i tre anni.
Parliamo del trasporto pubblico, in alcune parti del territorio provinciale è assolutamente inadeguato, parlo ovviamente del trasporto per i lavoratori, quindi a maggior ragione del trasporto per gli studenti, con impossibilità da parte delle scuole di dare un’offerta pomeridiana e di usare al mattino le ore da 60 minuti perché non coincidono con gli orari dei trasporti. Questo grave problema viene ogni anno evidenziato dai dirigenti delle scuole all’ente Provincia, ma non c'è mai stato un miglioramento dei servizi di collegamento.
Questa reale difficoltà rischia di far passare estemporanei slogan demagogici per giustificare una formazione a chilometro zero, in assoluta discordanza con l’idea di non frammentarietà dell’offerta formativa.
Sono d’accordo nel superamento di dimensioni spaziali e amministrative, un’unificazione o un accorpamento di istituti però può superare i limiti geografici comunali e provinciali se viene giustamente privilegiata la corrispondenza tematica degli istituti. Questo però non è successo due anni fa. E’ storia recente, nel comune di Jesi l'stituto professionale agrario Salvati è stato accorpato all’istituto Cuppari, un tecnico con un indirizzo economico e uno con un indirizzo per geometri, quando avrebbe potuto essere integrato con l’Istituto tecnico agrario Vivarelli di Fabriano per creare un polo di agricoltura - la richiesta di lavoro in agricoltura ce n’è sicuramente - specializzato in sviluppo rurale e valorizzazione dei prodotti dell’ambito territoriale Jesi/Fabriano, il Cuppari è rimasto sottodimensionato, avrebbe potuto unificarsi con l’Istituto Corinaldesi di Senigallia, che aveva gli identici indirizzi di studio rimasto anche lui sottodimensionato. Si sarebbe potuto creare un polo tematico robusto per superare le difficoltà incontrate negli ultimi anni da certi indirizzi di studio per attirare iscrizioni, evidentemente le amministrazioni comunali e non gli interessi di una armonica offerta formativa hanno inciso sulle scelte operate.
E' la politica, sono i Sindaci dei comuni che chiedono di istituire delle scuole, delle classi per dire poi ai genitori: “Abbiamo permesso ai vostri figli di studiare sotto casa”, e questo va sicuramente a discapito dell’offerta formativa.
Vado su quelle che una volta erano le scuole serali perché ormai da due o tre anni ci sono un sacco di disoccupati che vanno riformati perché facevano un lavoro che adesso non è più adeguato, quindi è scritto: “la Regione intende contribuire all’educazione permanente degli adulti coinvolgendo i cinque Centri permanenti di istruzione Adulti (CPIA) nella gestione dell’offerta formativa pubblica di qualificazione, specializzazione e aggiornamento dei disoccupati, mettendo a punto un programma di aggiornamento dedicato ai docenti e al personale impegnato nei Cpia per valorizzarne la motivazione e la professionalità in termini di competenza e di capacità relazionali, così da esaltare le potenzialità di collaborazione con il tessuto sociale ed economico di riferimento”, come non sottoscrivere una dichiarazione di questo tipo? Sta di fatto che i Cpia non stanno funzionando come dovrebbero a causa di continui tagli agli organici, quello di Ancona dopo anni dalla sua costituzione ancora non ha una sede e la formazione serale, i corsi serali per i lavoratori, che devono aggiornarsi per cercare un posto di lavoro, e quelli che sono stati licenziati sta praticamente scomparendo in molti istituti superiori. Anche qui vale il principio di non frammentarietà che consentirebbe di arrivare a numeri dignitosi per comporre le classi.
A mio avviso c’è del buono in questa formazione ed io credo che la Regione debba operare un maggior controllo perché si privilegi la formazione. Su questo argomento ho preparato due emendamenti che ho sottoposto all’Aula.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie, Presidente. Vi chiedo scusa per l’ora però l’argomento è molto importante, sarò brevissima e vi chiedo un minimo di attenzione per il lavoro che c’è stato.
Intanto ringrazio il Consigliere Giacinti e la I Commissione perché ci siamo incontrati varie volte e siamo andati a fondo di questo dimensionamento. Mi sento anche di ringraziare il Consigliere Maggi, che ha messo il dito su piaghe importanti, la prima è quella del Nautico, la seconda quella del diplomificio, la terza quella del monitoraggio, su questo ha perfettamente ragione, e l’ultima quella sugli orari a 50 minuti, sulle quali, vorrei ricordare un po’ lo storico, si sta lavorando da molto tempo. Il monitoraggio lei sa che è sempre molto difficile, però questa è una preoccupazione che ho anch’io.
Vorrei ricordare lo storico, lei parlava di 7/8 anni fa, purtroppo, apro una aprentesi e la chiudo subito, non ho avuto una gran cosa, perché ho ereditato 24 autonomie cedute e una scuola frammentata, quindi rimetterla insieme non è stato facile, per questo dissento dal suo intervento su un punto, quello della continuità con il 2017/2020, io rivendico questa continuità perché nel triennio precedente abbiamo smantellato le vecchie linee guida e rifatte nuove, quindi io devo andare su quell’ottica lì, per forza.
Vorrei solo ricordare brevemente che sui Cpia ci stiamo lavorando molto, con convenzioni territoriali insieme all’Ufficio scolastico regionale.
La priorità di queste linee guida è salvaguardare le scuole nell’entroterra, la tutela del cratere e della disabilità, dopodiché il discorso delle paritarie è valido per la scuola come servizio, soprattutto da 0-6 anni. Non entro in merito sulle scelte ideali o ideologiche dei ragazzi più grandi, mi fermo allo 0-6 perchè la scuola va tutelata come servizio.
Le linee guida hanno uno scopo principale ed il Consigliere Maggi le ha lette a fondo, e lo ringrazio perché la scuola è educazione, quindi va letta a fondo per il futuro, non guarda al domani, ma guarda un po’ più in là. Quello che ha detto il Consigliere Giacinti è fondamentale, le linee sono due: permettere un’alta formazione e il duale, l’apprendistato alla tedesca, per chi vuole andare a lavorare, quindi le aziende sono le interlocutrici delle linee guida. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. E’ semplicissimo, dopo il punto relativo a monitorare l’offerta effettivamente resa al territorio dalle scuole sulla base del programma deliberato, aggiungere il seguente periodo: Obiettivo strategico è quello di supportare l’assolvimento dell’adempimento istituzionale …, che quello di monitorare l’offerta effettivamente resa dl territorio”, quindi un maggior controllo.

Emendamento n. 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n. 2 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n. 3 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Questo è l’emendamento che boccerete? Se mi garantite che possiamo fare una mozione su questo, lo ritiro. Va bene.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno si può fare solo oggi, sennò può fare una mozione.

Giovanni MAGGI. Faccio una mozione, magari la sottopongo all’Assessore e vediamo se possiamo approvarla.

PRESIDENTE. L’emendamento n. 3. Ritirato.

Emendamento n. 4 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 71, emendata. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 552
ad iniziativa dei Consiglieri Urbinati, Giacinti, Micucci
“Richiesta totale o parziale declassamento del pedaggio autostradale dopo la riduzione delle corsie sull’A/14”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 552 dei Consiglieri Urbinati, Giacinti, Micucci.
Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ieri ho scritto ad Autostrade una lettera nella quale riportavo dei disagi e chiedevo di mettere in sicurezza la viabilità, soprattutto di non pagare il pedaggio. Vi leggo la risposta laconica che mi è arrivata oggi da Autostrade “Cara Regione, abbiamo girato la nota al servizio competente”, quindi quello che ci chiedete con la mozione noi l'abbiamo già fatto ieri.

PRESIDENTE. Leggo il dispositivo: “Impegna la Giunta a chiedere ad Autostrade per l’Italia il totale o parziale declassamento del pedaggio dei tratti autostradali interessati dall’ordinanza fino a che essa non verrà revocata sulla nuova disposizione dell’autorità giudiziaria”.
Mozione n. 552. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 553
ad iniziativa dei Consiglieri Micucci, Giancarli, Giacinti, Rapa, Minardi, Bisonni, Mastrovincenzo, Busilacchi, Maggi, Biancani, Marconi, Casini
“Contro la guerra di Erdogan, solidarietà al popolo Curdo”
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 553 dei Consiglieri Micucci, Giancarli, Giacinti, Rapa, Minardi, Bisonni, Mastrovincenzo, Busilacchi, Maggi, Biancani, Marconi, Casini.
Leggo il dispositivo: “Impegna il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi con il Governo italiano affinché si faccia portavoce presso la Nato, l’Unione europea, le Nazioni Unite per trovare una soluzione democratica, pacifica e giuridica alla questione curda nell’ambito di una Conferenza di pace internazionale; a sollecitare il Ministro degli esteri a inoltrare il presente atto alle autorità turche, europee; a varare il decreto ministeriale per bloccare l’export di armamenti verso la Turchia”.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Manca solo la mia firma, chiedo se è possibile aggiungerla.

PRESIDENTE. La possiamo aggiungere, chi vuole sottoscrivere la mozione può farlo. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 553. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 878
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Grave situazione alla Rsa di Recanati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 878 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Primo punto, l’Area vasta 3 ha avviato le procedure riguardanti la contestazione in adempimento agli obblighi contrattuali mediante notifica della stessa alla ditta, ai sensi di quanto previsto all’articolo 18 del capitolato speciale d’appalto.
Punto due, nel caso in cui dovesse decorrere inutilmente il termine di 15 giorni dalla notifica della contestazione, senza che sia stato posto fine all’adempimento, verrà adottato da parte dell’Area vasta il provvedimento di risoluzione del contratto.
Punto tre, la continuità dei servizi presso la Rsa dovrà essere garantita per non interrompere il pubblico servizio. Inoltre la procedura prevista dal bando di gara espressamente prevede che in caso di risoluzione del contratto l’amministrazione potrà interpellare progressivamente i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento del completamento dell’esecuzione dei servizi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente Ceriscioli che si è trattenuto per rispondere a questa interrogazione che in effetti segnala una situazione già matura da alcuni mesi.
Prendo atto da questa risposta, che è soddisfacente, che l’Asur 3 ha già provveduto a tutto quello che il contratto consente di fare.
Annuncio semplicemente, se è possibile poi avere la risposta scritta, che mi risulta, notizia degli ultimissimi minuti, che ci sarebbe stata una cessione di contratto a favore di una società il cui Presidente era un dipendente della precedente.
Tutto bene, l’importante è che arrivi la garanzia della copertura del personale, che ad oggi non c’è, e faccio presente che ad oggi l’Asur di Macerata ha provveduto sostituendosi in maniera anche complicata e problematica al pagamento dei lavoratori, quindi la parte pubblica ha fatto tutto quello che era nelle condizioni di fare.
Chiudo dicendo che in futuro, anche se le nostre leggi lo prevedono e gli appalti lo prevedono, ma noi non riusciamo quasi mai ad applicarli bene, l'abbiamo detto anche in Commissione, dovremmo essere sicuri che nell’affidamento di queste gare la percentuale dell’importo che va a gara dovrebbe essere esclusa dalla parte relativa al pagamento del personale. Se ad esempio un infermiere costa 38.000 euro in una nostra struttura pubblica, non è possibile che questi 38.000 euro moltiplicati in questo caso per 12 infermieri diventino oggetto di ribasso d’asta. Il ribasso d’asta può riguardare certi servizi, i servizi amministrativi, una piccolissima parte, per il resto capisco che è un costo, ma non possiamo continuare a risparmiare sul personale perché il risultato finale è questo qui: abbiamo un numero di infermieri e di Oss decisamente inferiore a quelli previsti.
Più vigilanza nel momento in cui questi contratti vanno avanti e anche, Presidente, ma credo di non insegnarle niente, più facilità nei tempi di recesso, perché in questo caso, e lo ha detto anche nell’interrogazione, il Direttore dell’Asur 3 ha faticato non poco per recedere, perché se recedi e ti sbagli paghi in prima persona, quindi che le norme sul recesso scattino immediatamente, se dopo 60 giorni una società è inadempiente, basta, chiuso, si procede immediatamente con un'altra. Grazie.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20,15




SEDUTA N. 141 DEL 15 OTTOBRE 2019

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 141 del 15 ottobre 2019. Do per letto il processo verbale della seduta 140 dell'1 ottobre 2019, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.


Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Chiedo l'iscrizione all'ordine del giorno delle proposte di legge nn. 310 e 270 (abbinate), riguardanti una modifica statutaria, delle proposte di legge nn. 36, 261, 275 e 295, testo unificato avente ad oggetto la legge elettorale, e la proposta di atto amministrativo n. 71, immagino che ne abbiate già discusso alla Conferenza dei capigruppo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Come annunciato in Conferenza dei capigruppo chiedo l’iscrizione delle mozioni n. 553, riguardante la questione del Kurdistan, e della 552 relativa al tronco autostradale San Benedetto del Tronto- Civitanova Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Sulle richieste di iscrizione la Conferenza dei capigruppo ha dato parere favorevole all'unanimità, quindi, se non ci sono obiezioni, vengono inserite all'ordine del giorno le proposte di legge nn. 310 e 270, le proposte di legge nn. 36, 261, 275 e 295 e le mozioni nn. 552 e 553.
La Conferenza ha fissato entro le ore 12,00 il termine per la presentazione degli emendamenti.
L'ordine dei lavori sarà quindi il seguente: proposta di legge n. 300, proposta di atto amministrativo n. 66, proposta di atto amministrativo n. 69, proposte di legge nn. 310 (testo base) e 270, riforma statutaria, proposte di legge nn. 36, 261, 275 e 295 (testo unificato), sulla riforma elettorale, proposta di atto amministrativo n. 71, a seguire le mozioni nn. 552 e 553, di cui ha chiesto l'iscrizione il Consigliere Urbinati.
Durante i lavori ci sarà una breve pausa, in pratica tra la riforma statutaria e la legge elettorale, per dare modo di discutere compiutamente tutti gli argomenti all'ordine del giorno.
Iniziamo subito i lavori con il punto 1.

Proposta di legge n. 300
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Giacinti, Biancani, Rapa, Urbinati, Marconi, Zaffiri, Pergolesi
“Concorso della Regione alla valorizzazione del Festival internazionale del folklore Terranostra”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 300 dei Consiglieri Giancarli, Giacinti, Biancani, Rapa, Urbinati, Marconi, Zaffiri, Pergolesi.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Questa è una legge presentata alcuni mesi fa, e voglio ringraziare i Consiglieri che con me l'hanno voluta firmare: Giacinti, Biancani, Rapa, Urbinati, Marconi, Zaffiri, Pergolesi.
L’obiettivo è chiarissimo, è finalizzato a promuovere e rafforzare i valori dell'amicizia e della pace fra i popoli e si vuole contribuire a sostenere il Festival internazionale del folklore Terranostra, in occasione della cinquantesima edizione programmata per il 2020.
Con un modo di agire trasparente, si vuole riconoscere ad un Comune, ad un borgo alle pendici del monte San Vicino, una manifestazione che realizza da tantissimo tempo, un Comune di 2.300 abitanti, nel cratere, uno degli 87 Comuni del cratere sismico. E' anche il segnale che c’è non soltanto ricostruzione, ma rinascita e rigenerazione, quindi ha anche questo significato.
Quando parliamo di folklore, parliamo di un patrimonio culturale immateriale, tra l'altro tutelato dall'Unesco, di un'espressione della tradizione popolare, di musica popolare, di memorie locali, che va salvaguardata anche a beneficio delle future generazioni.
Accanto al valore della manifestazione c'è anche questa specificità del Comune di Apiro, che è nel cratere, che realizza questa manifestazione dal 1970, nel mese di agosto e che ha alcuni obiettivi nell'ambito della cultura e della tradizione popolare, in armonia con i principi e che con le direttive dell'Unesco: la salvaguardia e la divulgazione delle espressioni della tradizione popolare; lo scambio di conoscenze e di esperienze a livello internazionale; lo scambio e la conoscenza di queste manifestazioni anche attraverso gli usi e i costumi dei popoli del mondo, con particolare riguardo alle minoranze etniche e linguistiche. Concorre alla promozione e alla diffusione della cultura della pace, della convivenza, della fratellanza e dell'amicizia tra i popoli, della tutela dei diritti civili; divulga la conoscenza delle tradizioni e della cultura popolare marchigiana, sia a livello locale che a livello internazionale; promuove mostre, pubblicazioni, in particolare sulla musica, la danza, il costume, il canto; promuove e valorizza nell'ambito della manifestazione l'artigianato e le produzioni di qualità anche enogastronomiche dei nostri territori.
Questa è la manifestazione folkloristica internazionale più antica e la longevità e il prestigio derivano anche da una sinergia fra l'Associazione culturale folkloristica l’Urbanitas di Apiro e il Comune gli Apiro, che opera ininterrottamente dal 1933 ed ha rappresentato in innumerevoli occasioni, la cultura popolare marchigiana in Italia e nel mondo e, come ho detto, è anche riconosciuta dall'Unesco. Ha avuto tantissimi riconoscimenti, per brevità ne cito soltanto due, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, l’Urbanitas ha ottenuto il secondo posto assoluto fra i gruppi folkloristici italiani, ritirando direttamente il premio dalle mani dal Presidente del Comitato dei Garanti delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d’Italia e nel 2010 il Festival Terranostra è stato premiato con la medaglia d'oro e con l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica.
Voi capite che lo sforzo è immenso, quindi dobbiamo ringraziare la comunità di Apiro, le Associazioni culturali il volontariato così presente e diffuso in quella realtà, come nella realtà marchigiana. Sono tantissime le delegazioni e i gruppi che partecipano, provengono dai 5 continenti, sono oltre 200 gli artisti e tantissimi sono gli addetti ai lavori. Lo sforzo organizzativo è enorme: dall'ospitalità, dal vitto, all'alloggio, all'esigenze sceniche, a quelle logistiche, alla parte artistica, comprese le prove, i palchi, sapete cosa una manifestazione di questo tipo comporta.
Chiudo ricordando che nell'anno 2020 si svolgerà la cinquantesima edizione e nonostante si tratti di un evento consolidato, la ricorrenza impone un accurato lavoro di preparazione oltre che di necessarie risorse, sia finanziarie che strumentali, il tutto finalizzato al raggiungimento di alcuni obiettivi: iniziative editoriali e di rappresentanza per le celebrazioni dei cinquant’anni del Festival, anche in considerazione che il 2020 rappresenterà contestualmente anche i cinquant'anni della fondazione del Ciof, che è l'organizzazione internazionale di rappresentanza e coordinamento a livello mondiale, l'istituzione di un premio “Terranostra” e un riconoscimento annuale da assegnare ad esperti che si sono distinti in campo etnografico, nei fenomeni interetnici, nella coreutica, nella musicologia, nella cultura e nelle tradizioni popolari, o a donne e uomini che, a diverso titolo, si sono distinti per la pace nel mondo, la difesa dei diritti umani, la tutela dell'ambiente, la salvaguardia e la promozione del territorio, nel potenziamento della presenza di immagine del marchio “Terranostra” sul territorio marchigiano ed europeo, anche mediante attività promozionali direttamente promosse dalle delegazioni ospiti, nell'integrazione della programmazione delle delegazioni che vengono da tutto il mondo con le realtà e le problematiche legate alle aree interne. Un insieme di obiettivi che non hanno una valenza locale, ma marchigiana, italiana, europea e questa è la ragione per cui in molti ci siamo sentiti di scrivere e di firmare questa proposta di legge, con l'auspicio che oggi diventi legge.
Grazie ancora a tutti i colleghi, al Consiglio regionale ed al Presidente Mastrovincenzo che ha voluto mantenere questa proposta al primo punto dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Condivido in pieno questa proposta di legge e quanto ha detto il Consigliere Giancarli.
Una legge per il cinquantesimo anniversario della manifestazione Terranostra che si svolge ad Apiro, che è un comune che fa parte del cratere e questo ha un significato ancora più importante perché significa rinascita, favorire quelle iniziative che promuovono in maniera virtuosa la nostra regione.
In questo caso ci troviamo dinanzi ad un festival che da mezzo secolo porta alto il nome delle Marche, un evento cresciuto e arrivato addirittura ad una caratura mondiale, che diffonde le nostre ricchezze culturali e folkloristiche su scala internazionale, oltre a mantenerle vive l’operato del Festival Terranostra contribuisce in maniera fattiva e significativa a valorizzare le nostre tradizioni e le ripercussioni in positivo sono evidenti anche in virtù della longevità della manifestazione, caso più unico che raro nel nostro territorio, promuove anche l'artigianato e la produzione enogastronomica,.
Terranostra a livello folkloristico offre una panoramica mondiale, in quanto sono rappresentati tutti i continenti del nostro pianeta, è una vetrina che promuove la cultura marchigiana nel mondo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Come ha già detto il Consigliere Giancarli, sono ben lieto di aver sottoscritto questa proposta di legge, al di là della competenza territoriale, perché il Comune di Apiro cade in provincia di Macerata.
Credo che per il cinquantesimo, in via del tutto straordinaria, eleviamo questo evento ad una dignità particolare, ma mi auguro che questa dignità possa restare, che non sia solo il frutto della buona volontà, della simpatia, dell'adesione dei sottoscrittori che rappresentano tutti i gruppi consiliari, ma che insieme ad altre nobilissime manifestazioni possa entrare definitivamente nell'ambito delle iniziative che la Regione Marche finanzia, anche se non con la considerevole cifra che viene indicata in questa legge, ma certamente non con la piccola, piccolissima cifra con la quale veniva finanziata precedentemente.
A questo scopo, credo che dovremmo ristabilire una tradizione che c'era e che secondo me mette al riparo gli organizzatori di eventi ed anche il bilancio, perché capisco l’Assessore Cesetti, capisco qualsiasi Assessore, che magari si vede arrivare da tante parti richieste per quella o per quell’altra cosa, quindi non si arriva per via ordinaria, non si arriva con i fondi europei, magari si fa la leggina, un piccolo nostro far west, dove ognuno si dà da fare per cercare di sostenere cose tutte belle, tutti sostenibili, che non troverebbero uguale spazio.
Se c'è già una legge dico che va rafforzata, va migliorata, una legge per i grandi eventi che entri ordinariamente nel bilancio della Regione, dove non possono mancare il Festival del cinema di Pesaro, il Premio musicultura, lo Sferisterio, la Quintana, cito uno più o meno una manifestazione per provincia, non so su Ancona che cosa potremmo ricordare. Una serie di eventi, come era nel passato, che non è più rimessa, ripeto, solo alla buona volontà di un gruppo di Consiglieri ed alla disponibilità di cassa, che per quell'anno viene trovata per l'altro no. E' un invito che faccio naturalmente al Presidente della I Commissione Consigliere Giacinti, che ha la particolare capacità di razionalizzare le cose, tutti abbiamo riconosciuto questa sua dote particolare, che è interessante dal punto vista dell'organizzazione dei lavori legislativi, facciamo una norma che organizzi una volta per tutte e faccia delle scelte, che ogni quinquennio possono essere riviste, comunque sottoposte ai chiari di luna del bilancio, ma si parte da lì, da quelle 7, 8, 10, 15 manifestazioni di eccellenza della regione Marche per le quali il fondo è certo, questo dà anche una forza a chi le organizza.
Credo che, data la passione che l'intera città di Apiro mette in questa iniziativa e non solo la città di Apiro, perché sono tante le collaborazioni che vengono messe in campo, l’iniziativa sarà stupenda e potrebbe essere qualcosa che dura nel tempo, anche perché segnalo che rispetto a tutti i grandi eventi che possiamo individuare nell'ambito regionale, è uno dei pochi al confine con l'Umbria, quindi, una grande sfida di un piccolo Comune che mette in piedi un evento che fanno le grandi città, come Recanati, Macerata, Pesaro, Ascoli Piceno, Ancona, che hanno alle loro spalle i numeri, le presidenze, grandi capacità organizzative ed anche grandi disponibilità finanziare.
Questa è una sfida nata nel piccolo, ma cresciuta nel tempo con un consenso internazionale che vede la partecipazione, a spese loro, di tanta gente che interviene a questa bella iniziativa, ed è unica, quindi ha tutte le caratteristiche per diventare stabilmente una manifestazione, un grande evento di carattere regionale, che riceve un finanziamento congruo, elevato che dà anche garanzia della sua continuità nel tempo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Ho firmato questa proposta di legge perché ritengo che le eccellenze della nostra regione, che ci sono nel territorio, vanno valutate ed anche rivalutate. Credo che questo sia il senso della legge presentata dal primo firmatario Consigliere Giancarli.
Mi permetto di dire che non possiamo più andare avanti in questo modo, mi rivolgo in modo particolare alla Giunta, al Presidente ed ai suoi Assessori, che sono qui presenti questa mattina, perché non possibile presentare per ogni territorio, per ogni particolarità o eccellenza una legge per avere qualche piccolo o ampio finanziamento.
Vuol dire che manca la programmazione e che la Giunta è disattenta al territorio. Questo è l'aspetto politico di questa norma ed è fondamentale. Non è possibile, caro esecutivo, ogni volta intervenire con le leggi, manca una programmazione di interesse regionale, attraverso la quale rivalutare le eccellenze, le feste, i territori, per mantenere vive le attività sul territorio. Si danno dei contributi, ma manca la linea, ma cosa state facendo? Questa è la riflessione politica che bisogna fare! Poi lo so che verrà qualche PM qui a fare la difesa d'ufficio, questa è un'abitudine oramai dentro quest'Aula, ma non serve questo, alla Regione servono delle iniziative concrete.
Occorre una legge quadro su questi temi, che dimostri la volontà della Giunta, dell'esecutivo, del Consiglio perché no, anzi il Consiglio è sovrano, anche se qualcuno tenta in continuazione di sminuire questo ruolo. Credo che questo sia un passaggio estremamente importante.
Quando si realizzerà questa ipotesi, allora probabilmente saremo in un altro contesto, me lo auguro, non voglio fare, come ho detto molte volte, il cattivo profeta, ma questo è la dimostrazione dei fatti.
Una comunità da 50 anni mantiene viva nel territorio una tradizione, che tutti gli anni si ripete, con i sacrifici di qualche migliaio di abitanti, un luogo che per una settimana diventa leader mondiale per quello che riesce ad organizzare.
Credo che questo sia l'aspetto essenziale, perciò quando questo esecutivo cambierà strategia, cambierà impostazione, sarà sempre tardi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Zaffiri ha chiamato un PM, io faccio l’avvocato difensore in questo caso, le accuse sono arrivate dal Consigliere Zaffiri, a cui spesso do atto di riconoscere alcune buone pratiche, soprattutto quando si parla di comunità locali.
In questo caso dico al Consigliere Zaffiri che non è vero che non c'è un indirizzo, è dall'inizio della legislatura che nel settore del turismo e nella valorizzazione dei beni artistici e architettonici seguiamo delle linee ben precise, ne è la riprova la questione dei cluster turistici, il successo che stiamo avendo con il ciclo bike, il turismo sportivo, tanti altri tratti che abbiamo dato alla nostra offerta.
Il Festival del folklore di Apiro non è altro che il compimento di qualcosa che, credo, avviene sull'indirizzo che noi ci siamo dati, quello di valorizzare tutto ciò che è caratterizzato nei nostri territori. Siamo partiti, se vi ricordate, con Senigallia città della fotografia, in onore del grandissimo artista Giacomelli, a seguire Civitanova Marche con la città del manifesto, poi San Benedetto del Tronto con la città del documentario in onore del grande artista Libero Bizzarri, ora siamo al riconoscimento della città del folklore.
Questo è l'indirizzo che ci siamo dati ed io che sono un Consigliere regionale sto scoprendo le tante meraviglie regionali che abbiamo, che un marchigiano da solo non conosce, questo è l'obiettivo che vogliamo raggiungere con queste leggi di riconoscimento, di specificità, nel nostro territorio.
Quindi, ben venga la città di Apiro, grazie al Consigliere Giancarli che ha tenuto tantissimo a questa legge, ci ha lavorato per molto tempo. Credo che questo sia un servizio che diamo alla nostra regione, per cui, secondo me, questa legislatura sarà ricordata. Guardate, la nostra regione è fatta di tante piccolissime realtà e di tante grandi eccellenze, quindi ringrazio il Consigliere Giancarli, ma soprattutto la comunità di Apiro che da anni ci regala questo straordinario Festival. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Capisco che già si sente aria di elezioni, magari qualcuno è già in campagna elettorale, però vorrei cercare di portare la discussione sulla bella iniziativa del Consigliere Giancarli e a chi lamenta la mancata organicità ricordo che è nelle funzioni di ciascun Consigliere la possibilità di presentare una legge, se in quattro anni non l'avete fatto, allora non prendetevela con gli altri, iniziate prima di tutto a guardarvi allo specchio.
Detto questo, ripeto, voglio ringraziare il Consigliere Giancarli per questa proposta perché conosco bene questo festival essendo Cingoli in provincia di Macerata e vicino a dove abito. E’ una manifestazione che è cresciuta tantissimo negli anni, è un festival di straordinaria bellezza, che vale la pena di viverlo e invito tutti quanti i Consiglieri e coloro che ci ascoltano ad andarci.
La rassegna della tradizione folcloristica è diventata il festival dell'amicizia fra i popoli, della tolleranza, dell'apprezzamento delle diversità, non solo, come ha detto bene il Consigliere Giancarli, ha avuto anche un altro grandissimo merito, quello di far conoscere il nostro territorio, le Marche, nel mondo perché accogliendo le tradizioni di altri Paesi contemporaneamente si esportano le nostre.
E' una manifestazione di grande pregio, che merita una legge specifica, come questa, che possa dare agli organizzatori anche una sicurezza in quello che fanno e una certa tranquillità organizzativa, quindi, è giusto votare questa legge e invito tutti a lasciar perdere le polemiche e ad apprezzare la bontà di questa proposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Dovrò ripetermi rispetto a quanto ho già detto in occasione di altre leggine di questo tipo, come l’ultima, ad esempio, che riconosce San Benedetto del Tronto come città del documentario, per valorizzare il premio Libero Bizzarri.
Non si può non essere d'accordo su un provvedimento che va ad interessare un territorio, non si può non essere d'accordo quando su questo territorio viene individuata un’eccellenza che deve essere considerata un elemento attrattivo, e Dio sa quanto abbiamo bisogno di attrattività in questa regione, perché se è pur vero che qualcosa si muove nell’ambito del turismo, siamo sempre il fanalino di coda rispetto alle grandi mete nazionali. Quindi abbiamo un'attrattiva, un’eccellenza e cerchiamo di valorizzarla in modo tale che possa convogliare più turisti nel nostro territorio.
Non si può non essere d'accordo con i colleghi che hanno proposto questa legge e, quindi, con il Consigliere Giancarli, però, consentitemi, non si può essere d'accordo sul metodo. Riprendo quello che ha detto l'altra volta, due mesi fa, e riprendo anche ciò che ha detto chi mi ha preceduto, il Consigliere Zaffiri, non si può andare avanti in questo modo, ad personam, a manifestazione.
Qualcuno ha ricordato che ogni Consigliere può fare una leggina, ma noi rifuggiamo da questo tipo di cose, Consigliere Bisonni, noi vorremmo un po’ di programmazione. Per tre anni abbiamo chiesto di rivedere la legge sul turismo per introdurre un progetto di programmazione, individuando sui territori quali sono le eccellenze. Tre anni fa abbiamo fatto questo tipo discorso, oggi più che mai dobbiamo farlo, perché abbiamo avuto il terremoto che ha colpito tutti i comuni dell'entroterra.
Quante eccellenze ci sono? Tante, facciamone una rete, vediamo quante risorse possiamo spendere, perché ogni anno c’è una ricorrenza, ogni anno c’è un ventennale, un trentennale, un cinquantennale, fra poco ci sarà anche qualche secolo, quindi ogni anno dovremmo fare quattro/cinque leggi, ma non è questo il modo con il quale deve procedere la Regione, questo lo può fare il Comune, la Provincia quando c'era, non la Regione che deve lavorare in un'ottica molto più ampia.
Che cosa succede? Vi ricordo cosa abbiamo combinato su questo tema: abbiamo fatto diverse leggi, non le ricordo tutte, la valorizzazione del dialetto, il museo della moto a Pesaro, poi per Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto, adesso per Apiro, dove abbiamo messo delle risorse che sono dieci volte superiori a quelle che abbiamo previsto nella legge quadro sulle rievocazioni storiche, fatta da me e dal Consigliere Talè, che interessa una ventina di rievocazioni storiche di eccellenza nazionale, 40 mila euro per tutte! Cose risibili! All’inizio dell’anno è uscito un bando del Mibact sulle rievocazioni storiche dove c’erano milioni di euro, perché ha capito che la cultura, la storia, in questo nostro Paese ha importanza.
Noi abbiamo previsto 40 mila euro per decine di rievocazioni storiche che hanno un secolo, addirittura nel fare il quadro abbiamo imposto il censimento di chi ha diritto al riconoscimento ai contributi. Solo quelle che per cinquant'anni, ininterrottamente, hanno fatto queste manifestazioni e fortunatamente nella regione Marche ce ne sono una decina.
Il prossimo anno a queste daremo 40 mila euro, 4 mila euro a testa, manifestazioni che vanno sui circuiti nazionali televisivi, internazionali e altro.
Questo perché? Perché abbiamo perso di vista la programmazione, non sappiamo quello che c’è a Monte Monaco, a Filottrano e ad Acqualagna.
Mettiamo insieme questo tipo di discorso e facciamo un censimento delle manifestazioni che meritano, dopodiché se c’è il ventennale, il trentennale o il cinquantennale non occorre fare la legge, c’è il bilancio, c'è il bilancio dell’Assessorato alla cultura, c’è il bilancio dell’Assessorato al turismo, c’è l'Assessore al bilancio. Cosa succede nel 2020 nelle Marche? Nel 2020 c’è una grande ricorrenza magari destinata a …, benissimo, non credo che nessuna Assemblea legislativa possa dire: “No, non la finanziamo”. Questa è la programmazione” So già che sta per arrivare un’altra legge ed anche lì di sono sicuro metteremo 50 mila euro, e non sarà l’ultima ad arrivare, ne avremo altre di questo tipo se viaggiamo per spot.
Rinuncio a presentare la legge sull'aspetto specifico perché posso andare in Assessorato e dire: “Guardate, il prossimo anno ricorre per il Comune di Martignano la festa di San Terenziano, molto particolare, molto sentita. Per cortesia come possiamo valorizzarla?” Nell'ambito delle programmazioni turistiche ci metteremo qualche migliaio di euro, ma non chiederò di fare la norma su quella manifestazione. Questo è il metodo! Ripeto, non si può non essere d'accordo su questo tipo di interventi perché vanno a valorizzare i territori, giammai uno può essere contrario, deve essere sempre positivo, si deve spendere, a me piace moltissimo il discorso del turismo, l’ho gestito anche personalmente quando ho fatto il Presidente della Provincia, però, nell'ambito di una programmazione regionale, fondamentale.
Ecco la grande critica, mi dispiace averla dovuta ripetere a distanza di 15 giorni, a distanza di un mese, a distanza di un anno, quando abbiamo fatto la prima legge 'ad manifestazione' e non mi sembra che sia segno di un'attenzione equa e congrua che noi diamo a tutte le Marche, da Pesaro ad Ascoli.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Mi ero già prenotata, ma molto bene si è espresso il Vicepresidente Celani, tuttavia, vorrei fare delle precisazioni, soprattutto in riferimento a quanto affermato dal Consigliere Urbinati.
Noi non stiamo criticando, non abbiamo detto che c’è stata assenza di azioni per la valorizzazione delle tradizioni e delle eccellenze marchigiani, quello che è stato detto è che non sono inserite in un sistema, perché in questa Regione non è mai stato fatto sistema, tra diversi settori o all'interno di uno stesso settore. Questo lo vediamo anche per le piccolissime manifestazioni che in certi periodi addirittura si sovrappongono, sono periodi intasatissimi, fare, quindi, un progetto che integri e faccia interagire le singole realtà servirebbe anche a dare una spinta propulsiva e di aiuto, le une alle altre.
Quello che stiamo criticando è il modo di procedere di una Giunta che si ritrova a programmare a fine legislatura con piani ridondanti, ma privi di effettivi contenuti. Siamo a pochi mesi dalla fine di questa consiliatura ed io so da sempre che quando si inizia un'attività si deve programmare all'inizio e non alla fine.
Questo è quello che critichiamo, è chiaro che questa proposta di legge ci trova concordi, però non siamo d'accordo a procedere in questa maniera, perché ogni azione è a compartimento stagno, non è integrata con quello che c'è intorno.
Nelle Marche, nella regione al plurale, ci sono diverse realtà, sia a livello orografico che di tradizioni, mare, montagna, collina, cerchiamo di fare sistema, di unire, cerchiamo di valorizzare facendo interagire il tutto in un progetto ben integrato, che comprenda tutto, anche le azioni che sono state fatte ma, come dico io, tutte fine a sè stesse, ognuna per sè. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Per salutare la proposta di legge del Consigliere Giancarli, di cui sono anche firmatario.
Non limiterei il dibattito a critiche sulla metodologia usata per celebrare questo grande patrimonio, che rappresenta una ricchezza per le Marche, che ha innumerevoli tradizioni e dalla loro numerosità e dal loro radicamento nel territorio, con le generazioni che si sono succedute, la nostra regione trae una grande forza, quindi non sminuirei il valore e l'esaltazione di una proposta come questa, che va a celebrare il cinquantesimo anniversario di una manifestazione, dove al suo interno ci sono tutti gli altri elementi che ho cercato brevemente di sottolineare in precedenza.
Più che una critica, mi sento di esaltare l'importanza di una proposta di legge che va ad evidenziare una pluralità, una messe di tradizioni che determinano una peculiarità della nostra popolazione, della nostra comunità, delle Marche.
È stata ricordata nel dibattito, per altre vie, la pluralità della nostra regione, da un punto di vista territoriale, culturale, tradizionale e di modi di fare, che la rende unica proprio per questa grande diversità e pluralità.
L’occasione specifica di quest'anno è il cinquantesimo anniversario che il Consigliere Giancarli ha voluto esaltare, quindi diamogli il giusto timbro e il prossimo anno, o in un'altra occasione, ce ne saranno altre, ovviamente, se continuereamo ad evidenziare quello che capita di volta in volta. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. La dichiarazione di voto è solo un'occasione, Presidente, perché sono favorevole, per dire che questa discussione una volta tanto è servita a qualche cosa perché sia dai banchi della maggioranza, ho cominciato io, che da quelli della minoranza si è implorato un sistema.
Visto che non è presente l'Assessore al turismo ed alla cultura, ma c’è il Presidente della Commissione e l’Assessore Cesetti, direi che questa cosa va fatta subito, una proposta di legge in cui il Servizio cultura raccolga le maggiori manifestazioni, che poi diventerà la legge dei grandi eventi - evitiamo la distribuzione in tabella C, leggi, leggine - e un'altra parte che riguarderà gli eventi di carattere minore.
Chiaramente si parte da quello che è stato storicamente finanziato, non voglio adesso indicare i criteri, ma una volta per tutte discutere di queste cose, che non siano rimesse alla volontà di qualcuno, anno per anno, o maggioranza per maggioranza. Ci sia un riconoscimento serio, al di là delle maggioranze, al di là dei quarti di luna del bilancio, al quale un minimo viene garantito, altrimenti chi fa queste cose non avrà mai la certezza in futuro che la manifestazione potrà essere realizzata e penso che il festival del folklore debba essere, in coda, in ordine di tempo, ma non ultimo, inserita nell'ambito dei grandi eventi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Il mio voto sarà favorevole. Prendo la parola per sottolineare quello che ho detto prima. Credo che per distrazione alcuni colleghi non abbiano ben compreso. A chi si lamenta di una mancata organicità, faccio l'invito a presentare una proposta di legge organica, non sto quindi facendo l'invito a fare una norma per la festa di Campofilone, ma dico di fare una legge, se a qualcuno sta a cuore questo argomento, invece di criticare. Fatela voi, avete avuto quattro anni e mezzo, anzi, dico pure di più, visto che è stata fatta una legge organica sulle manifestazioni storiche potevate inserirvi in questa se vi stava tanto a cuore e fare una complessiva legge organica.
Criticare è facile, prendere carta e penna e mettersi a scrivere leggi forse è un po' più difficile, avete avuto quattro anni e mezzo, direi che se vi stava a cuore potevate fare questa norma organica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Telegraficamente, Presidente. Il Consigliere Bisonni mi ha rubato in parte l’intervento, capita anche questo.
Ovviamente la Giunta regionale voterà a favore di questa proposta e ne apprezzo l’iniziativa e le sue finalità, e se è una giusta azione va approvata. Qualcuno ha detto che non lo è, dobbiamo interrogarci se lo è o no, secondo noi lo è.
Nulla c'entra la presunta mancata iniziativa della Giunta, la legge di per sé, o un evento del genere, doveva avere il suggello di una disposizione normativa e, secondo me, come ha detto il Consigliere Giacinti, c'era questa necessità di dare con legge l'importanza a questo cinquantesimo, oppure se era necessario un atto amministrativo, poteva essere sufficiente, che ne so, inserirlo nel bilancio, fare una mozione e via dicendo, ma credo che questa proposta sia importante.
Altro è, come dice il Consigliere Marconi, un disegno di legge organico che racchiuda il tutto, che contenga il tutto, ma su questo, e in questo senso il Consigliere Bisonni mi ha in parte rubato l'intervento, il potere di iniziativa legislativa è in capo a ciascun Consigliere regionale, oltre che alla Giunta, ovviamente, è quindi prerogativa del Consiglio regionale, quindi su questo ci si deve ragionare.
Voglio ricordare che questo potere è tipico del Consiglio regionale e del singolo Consigliere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Mio malgrado non mi piace questo rimpiattino, però sono costretto ad intervenire di nuovo.
Dopo gli ultimi interventi che ci sono stati, in modo particolare l'ultimo o il penultimo, semmai ce ne fosse stato bisogno, ho avuto la conferma che in questi quattro anni qualcuno si è distratto, o perlomeno non c'era, pensava ad altre cose.
Noi abbiamo fatto una legge organica sulle rievocazioni storiche che prende un arco temporale grandissimo, che evidenzia la storia e la cultura di questa regione, se volete ne abbiamo fatta una pure sulle sagre, ci abbiamo lavorato moltissimo, ma in un ambito organico, adesso non mi si venga a dire che il Consigliere doveva fare, l’ha fatto il Consigliere e l'ha fatto nel modo giusto, nel modo istituzionale, ha preso in considerazione un cluster e su quello ha lavorato e l’ha portato a casa.
Questo che cos’era? Non era un cluster da mettere dentro? Ma qui c'è una particolarità, c’è la ricorrenza, allora si discute sul fatto che occorre una legge, oppure va nell’ambito di una programmazione? Nel prossimo triennio decido quali sono le ricorrenze, quali sono gli aspetti da valorizzare e li metto in bilancio.
Parliamo arabo? Oppure qualcuno in questi quattro anni è stato a pensare di passare dall'altra parte?
Ragazzi, non scherziamo, parliamo seriamente, non veniamo mica qui dopo aver giocato a nascondino! Abbiamo esperienze amministrative, sappiamo come si fanno certe cose, ci sono fior di Consiglieri che vengono da esperienze comunali, provinciali. Allora? Critiche di questo tipo ve le tenete. Ripeto, dopo gli ultimi interventi ho capito tutto.
Io non farò mai una norma ad hoc perché abbiamo fatto la legge quadro, mi smentirei su questo aspetto, andrei, come sono andato, dall’Assessore, dal servizio, per evidenziare certe situazioni che sui territori ci sono e direi: “E’ possibile farlo? E’ possibile in occasione di questa ricorrenza dare un contributo, mettere in bilancio una cosa del genere?”. Ecco, la legge quadro c’è, ripeto e torno a dirlo, questo porta ad una visione distorta dei modi di impegnare le risorse, potrei adoperare anche altri termini, brutti, che oggi vanno di moda, non li adopero: “Nella legge organica mettiamo X, nella legge per l’evento mettiamo 10 volte X”, questa è una visione distorta di come fare cultura, di come fare turismo, di come fare attrattività, di come valorizzare quello che la storia ci ha dato e non riusciamo ancora a capire che va difesa in un sistema.
Questo è quello che voglio dire, dopodiché nulla questio. L'abbiamo detto, come si fa a non essere d'accordo quando si va a valorizzare una manifestazione che rende eccellente un territorio, siamo tutti d'accordo da questo punto di vista, quindi, la legge va votata, senza dubbio, ma sul metodo fateci dire che qualcosa non funziona.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Consigliere Celani, mi meraviglio che lei si scaldi tanto quando qui perdiamo tempo a parlare sempre delle stesse cose, si dia sette mesi di tempo, poi se toccherà a noi vedrà cosa siamo capaci di fare, è inutile parlare!
Non devo sperare in questo? Da un lato mi preoccupa perché per stare lì bisogna avere capacità estreme. Prima ho detto che ormai abbiamo preso le misure uno con l’altro e stare lì comporta essere assaliti dagli altri, però il livello di partenza è stato, in questi cinque anni, scarso, scadente, non paragonabile nemmeno ad un asilo. Basta un capello, 5 minuti al giorno per fare meglio, figurarsi se non ci riesce uno come me che è abituato a lavorare 20 ore al giorno. Rien ne va plus.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.


Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire di nuovo anche perchè pensavo che questa proposta di legge passasse più liscia in questo consesso.
Secondo me oggi c'è da festeggiare e da ringraziare una comunità che da cinquant'anni regala a questa regione uno spettacolo del genere.
Questo è il filone, come ho detto, del riconoscimento di determinate città, quindi, non è vero che non c'è programmazione. Abbiamo fatto una legge per le manifestazioni storiche, le rievocazioni storiche, ed è un cluster ben preciso che abbiamo individuato dei paletti molto rigidi per il riconoscimento di manifestazione storica.
Stiamo riconoscendo delle peculiarità del territorio, ma se poi scivoliamo nella campagna elettorale, è tutto un altro discorso. Io non volevo farlo, però a questo punto, Presidente, chiedo la votazione per appello nominale su questa proposta di legge perché - voglio vedere - se passerà all'unanimità è la prova sostanziale che c'è strumentalizzazione. Noi non la raccogliamo su questo provvedimento, ma penso che oggi il nostro ringraziamento debba andare alla comunità di Apiro e alle tante altre comunità marchigiane che da anni, in maniera disinteressata, ci regalano questi straordinari festival. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Noi voteremo favorevolmente questo atto, l'ho già detto e l’ho fatto capire durante il mio intervento, però non accettiamo che ci venga detto che strumentalizziamo questa legge.
Noi diciamo che manca la programmazione, ed è questo, Consigliere Urbinati, il vero problema. Manca una programmazione, capisco che come capogruppo di maggioranza è difficile ammettere questa cosa, ma io sono grande politicamente e capisco le cose.
Non si può dire che c'è strumentalizzazione se votiamo a favore di questa legge, no, assolutamente no, io l’ho firmata, la condivido, però un conto è la programmazione!
Caro Consigliere Bisonni, probabilmente lei non si rende conto che cos'è un esecutivo e cos’è il Consiglio, probabilmente ha bisogno di qualche corso serale per approfondire questi temi.
L'esecutivo è l'organo di governo che deve gestire questi eventi, deve valorizzare la nostra regione, altrimenti non credo che serva un esecutivo, che serve per governare e questo è un territorio da amministrare, con le sue eccellenze, le sue particolarità - questa sarebbe una programmazione seria del nostro turismo - le nostre aree interne, la nostra costa e tutti eventi dell'anno.
Noi abbiamo detto soltanto una cosa e cioè che manca una programmazione e questo purtroppo è vero. La programmazione non manca solo su questo, in generale in questo Governo, in questa Regione.
Questo è il problema e noi su questo esprimiamo una considerazione politica e le lezioni non le vogliamo da nessuno, per favore, noi siamo liberi di dire quello che riteniamo opportuno politicamente.
Pertanto, votiamo a favore della legge, senza strumentalizzazione, senza demagogia, senza niente, perché un territorio eccellente della regione Marche da più di cinquant'anni celebra un'iniziativa senza nessun aiuto e quest'anno, visto che è il cinquantennale, gli si dà un contributo. Probabilmente Apiro doveva averlo anche negli anni passati, perché è un territorio che con le sue iniziative si colloca a livello mondiale.

Proposta di legge n. 300. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Carloni, Casini, Celani, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Comunicazione ai sensi del comma 4 dell'articolo 55 del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo scusa, è stata una mia dimenticanza perché quando abbiamo visto il calendario dei lavori mi è sfuggito il fatto che la proposta di legge n. 311 del 3 ottobre, a firma dei Consiglieri Marconi, Pieroni, Celani e Marcozzi, concernente: “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’", non è quella che discuteremo oggi. Mi sono confuso perché ci sono due modifiche.
La proposta di legge relativa alle modifiche statutarie ha dei tempi stretti, esattamente come quella che oggi approveremo con grande rapidità, collegata alla legge elettorale. Ha i suoi 60 giorni di tempo, lo ricordo ai Consiglieri, per la seconda lettura e poi occorre attendere 90 giorni di tempo per un'eventuale richiesta di referendum. Se si voterà, come tutti dicono i primi di giugno, noi faremmo l'ultima seduta ai primi di aprile, quindi chiedo cortesemente alla Presidenza del Consiglio ed anche al Presidente della Commissione di calendarizzare subito questa proposta perché non farlo significa apertamente non volerla trattare. Grazie.

PRESIDENTE. Bene, sarà inserita, d’accordo con il Presidente della Commissione, nella discussione in Commissione.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Come sempre, tutti gli atti seguono il loro corso, cercheremo di prestare attenzione a questo, come peraltro a tutti quelli che giungono in Commissione. Copiosamente, bisogna anche dirlo.

Proposte di atto amministrativo n 66
ad iniziativa della Giunta regionale
“Aggiornamento 2019 del Programma quinquennale per le aree protette 2016/2020. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 5, comma 1, articolo 7, commi 2, 3, 6 e 7 e articolo 10, commi 1, 2, 3 e 4”

Proposta di atto amministrativo n. 69
ad iniziativa della Giunta regionale
“Istituzione della Riserva naturale Generale Orientata del Bosco di Tecchie. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 11”
(Discussione congiunta)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le proposte di atto amministrativo nn. 66 e 69 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Qui ci sono due atti amministrativi, il n. 66 e il n. 69, che successivamente dovremo discutere. Devo dire che è difficile tenerli separati, quindi nella mia illustrazione comprenderò entrambi, ovviamente, dovranno essere votati separatamente.
Grazie a questi atti la Riserva naturale del Bosco delle Tecchie da oggi diventa una realtà, quindi da Parco naturale comunale a riserva naturale regionale.
Si tratta di un risultato molto importante in quanto conferma l'attenzione della Regione alla tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico marchigiano e dimostra la sua sensibilità ai temi ambientali.
Questa istituzione si è resa possibile grazie all'incremento, per un importo di 45 mila euro, delle risorse regionali destinate alla gestione delle aree protette, all'interno della programmazione quinquennale delle stesse, atto amministrativo n. 66.
Con l'istituzione di questa riserva naturale si rafforza e si struttura l'intenzione di preservare la biodiversità in termini floristici e faunistici all'interno di un'area boschiva di pregio, rimasta intatta nel tempo.
La strada intrapresa mi sembra quella giusta, un passo ulteriore nella direzione della tutela e della conservazione dell'area attraverso un progetto ambientale e di sviluppo sostenibile per dare nuovo impulso e valorizzazione al territorio paesaggistico, sociale ed economico molto rilevante della nostra regione. Quindi, istituire una nuova area, una nuova riserva, mi sembra un risultato fondamentale.
Con l'atto amministrativo n. 66, il primo, andiamo ad aggiornare il Piano quinquennale delle aree protette, 2016/2020, e al punto 3, pagina 28, si sostituisce il capoverso, incrementando le risorse per un importo di 45 mila euro per l'annualità 2019, che ci consentono di istituire la Riserva naturale del Bosco di Tecchie, nel comune di Cantiano.
Un’ulteriore modifica fatta in Commissione, che non era prevista all'interno dell'atto amministrativo n. 66, è quella al punto 1, dove all'interno del capoverso che riguarda il personale, abbiamo inserito la possibilità per gli Enti parchi, qualora volessero, di assumere nuovo personale addetto alla manutenzione. Fino ad oggi erano previsti il ragioniere, il tecnico e tante altre figure professionali, ma non un dipendente che potesse svolgere anche attività di manutenzione. Mi sembra importante inserirlo perché tutti i Parchi hanno bisogno, secondo me, qualora ci fossero le condizioni, di queste figure professionali.
Con l’atto amministrativo n. 69, che ovviamente non è oggetto della prima votazione, ma della successiva, ma come ho detto all'inizio ho scelto di presentarli insieme perché sono collegati, si va ad istituire all'articolo 1 la Riserva naturale orientata del Bosco di Tecchie. Le finalità sono quelle di salvaguardare la biodiversità e il paesaggio forestale.
L'articolo 2 definisce il perimetro che è di 196 ettari, lo stesso del Parco naturale, qualcuno magari voleva sapere se l’estensione è la stessa di prima, la superficie è la medesima del Parco comunale.
L'articolo 3 si occupa della gestione e dell’organizzazione amministrativa, viene qui definito che il soggetto gestore della riserva è il Comune di Cantiano ed è previsto un Comitato di riserva e un organo di indirizzo del gestore.
In Commissione abbiamo fatto una modifica al Comitato, in accordo con il Consigliere Traversini, che pur non essendo presente ha potuto esprimere il suo parere. Ricordo che il Consigliere Traversini si è occupato di questi atti insieme al Comune di Cantiano ed ha fatto in modo che arrivassero in Consiglio regionale.
Nel Comitato abbiamo aggiunto, oltre alla presenza del Sindaco, altri quattro rappresentanti: uno del Comune di Cantiano, uno della Provincia, uno dell’Unione montana e uno di comprovata esperienza, in linea con le altre riserve regionali, nominato dall’Assessore regionale. Si tratta di una riserva regionale, ci sembrava inopportuno non prevedere anche un componente della Regione Marche all'interno del Comitato di riserva.
L’articolo 4 prevede che la sede amministrativa sia presso il Comune di Cantiano.
E' altresì prevista l'adozione di un regolamento che andrà a disciplinare le modalità di salvaguardia, ma anche di utilizzo e di valorizzazione dell'intera riserva.
Viene definito che alla gestione tecnica del personale provvederà il Comune di Cantiano, attraverso il proprio personale o apposite convenzioni con l’Unione montana o con la Provincia di Pesaro e Urbino.
Due atti importanti che vanno ad implementare le aree protette e le riserve presenti nel nostro territorio regionale.
Oggi si parla sempre più di sostenibilità e di qualità ambientale, mi sembrano due provvedimenti molto importanti che vanno nella direzione giusta rispetto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ambientale del territorio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Voglio fare un intervento sulla mia Commissione, che negli ultimi tempi è molto squilibrata, nel senso che c'è un Presidente rappresentante della maggioranza, un Vicepresidente che ugualmente rappresenta la maggioranza ed un Consigliere del Movimento 5 Stelle che è diventato di maggioranza. In Commissione non mi ritrovo perché sono l'unico Consigliere di opposizione, quindi non ho alcun intervento da fare per protesta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Zura Puntaroni le battute le sa fare bene, proprio ieri ho detto che non faccio parte della maggioranza, caro Consigliere, lei ha la facoltà di dirlo, ma nella realtà io non lo sono e lo ha visto ieri sul piano della costa.
E' chiaro che sono d'accordo su entrambi gli atti amministrativi, sul principio fondante di creare una riserva naturale. Condivido l'istituzione della riserva naturale del Bosco di Tecchie ma, come ho detto in Commissione, sono contrario su un punto, come lo sono la Confederazione degli agricoltori, la Coldiretti, il Crel che ha dato parere positivo, ma vincolante. Sull’atto amministrativo n. 69, che istituisce la riserva, c’è un punto alquanto dubbioso e strano e riguarda il comma 1 dell'articolo 6, e ne spiego i motivi.
Riguarda la soppressione dei boschi cedui convertiti ad alto fusto, in pratica l'articolo 6 comma 1 prevede: “2) alla conversione dei cedui esistenti all'alto fusto”. Voglio spiegare di cosa stiamo parlando, anche per questo motivo il Crel ha dato parere favorevole e vincolante con la prescrizione di sopprimere le suddette parole.
Che cos’è il bosco ceduo? E’ una forma di governo del bosco che si basa sulla capacità di alcune piante di rimettere ricacci se tagliate, quindi, ricrescono velocemente nel giro di due anni. Non sono come gli alberi ad alto fusto per i quali occorrono decenni per diventare maturi. Questo tipo di formazione boschiva, il ceduo, è costituita essenzialmente da polloni, cioè da alberi provenienti da moltiplicazione vegetativa, quindi, il bosco dà la sua panoramica proprio dal bosco ceduo, se fossero tutte piante ad alto fusto sarebbe dal punto di vista visivo un brutto bosco.
Ritengo che il bosco ceduo era ed è una risorsa importante, tant'è che la Comunità europea ha emanato la direttiva su questo, la n. 1257 del 1999, la quale afferma: “Il presente regolamento definisce il quadro del sostegno comunitario per uno sviluppo rurale sostenibile” e prevede il finanziamento dei progetti per il ripopolamento dei boschi cedui. C’è una legge europea che disciplina questa cosa, quindi in questo atto è stato fatto un errore secondo il mio modo di vedere ed eliminando questo comma l’atto amministrativo avrebbe un senso più compiuto. In pratica la Comunità europea finanzia i boschi cedui e noi invece li togliamo per mettere l'alto fusto, ma che senso ha tutto questo?
Non conosco il motivo, per cui non posso giudicare, di questa scelta, ma si pensi che la ceduazione, si chiama in questo modo, è praticata da millenni, già all’epoca romana erano diffusi i cedui di castagno per produrre addirittura i pali per le costruzioni difensive, dato che crescono molto più velocemente.
Convertire il ceduo esistente in alto fusto, secondo il nostro modo di vedere, il mio modo di vedere, è molto grave, e questo va ad incidere sul voto finale, quindi voteremo il primo provvedimento, che è l’aggiornamento al Piano quinquennale, ma ci asterremo sull'atto amministrativo n. 69, che istituisce la Riserva naturale del Bosco di Tecchie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Parlare della costituzione della Riserva regionale del Bosco di Tecchie non è parlare di qualcosa di nuovo.
Il Bosco di Tecchie è stato istituito Parco comunale nel 1986, ne so qualcosa perché a quei tempi ero un giovane Assessore del Comune di Cantiano e l'istituzione non fu una cosa semplice. Sappiamo quanto sia complicato oggi parlare di istituire riserve e parchi, 33 anni fa la cosa era molto più complessa.
Dico questo perché da lì, nei cittadini, nell’opinione pubblica, è nata una coscienza diversa sulle questioni ambientali e per anni, soprattutto i primi anni, questa coscienza è stata al centro dell’interesse naturalistico delle scuole, delle università, della comunicazione ed ha coinvolto un po’ tutti, tant’è che c'è stata una partecipazione forte dell'amministrazione provinciale di Pesaro ed una raccolta di fondi chiamata “Mille lire per un Paradiso”, anche le associazioni ambientaliste nazionali erano spesso presenti in zona per parlare del Bosco di Tecchie.
Un valore unico dal punto di vista ambientale, parliamo delle Serre del Burano, che sono ai confini tra le Marche e l’Umbria, a circa 1.000 metri di altezza, indicate anche nel Ppar regionale come aree di particolare interesse dal punto di vista naturalistico per la presenza di una vegetazione e di una fauna particolare a causa dell'altezza e di un determinato livello di umidità.
Una delle esigenze che allora aveva spinto il Comune di Cantiano ad istituire il Parco comunale era quella di salvaguardare la faggeta ad alto fusto, che era diventata rara nel Centro Italia, perché molti proprietari terrieri l’avevano tagliata dato che il legno di questo albero era interessante dal punto di vista economico, quindi si è salvaguardato qualcosa di particolare.
Dico questo perché non è una cosa nuova, non è che oggi la Regione riconosce una riserva o qualcosa di nuovo, tant’è che il riconoscimento è sulla stessa area di trent’anni fa, su quell'area comunale che è tuttora il Parco naturale del Bosco di Tecchie.
Cosa è successo? Nei primi 10/15 anni le cose hanno funzionato abbastanza bene, grazie ad un primo lancio mediatico e alla presenza delle scuole, poi a causa della difficoltà di reperire fondi, l’interesse è andato scemando. Quindi in questi territori, circa 15 anni fa, è nata la riflessione di come rilanciare questo importante patrimonio sia a livello regionale che nazionale, dato che quell'area era in declino e riservata ai soli appassionati.
Si è fatto un ragionamento del quale sono stato uno dei protagonisti e si è arrivati a chiedere il riconoscimento di riserva, ma non solo del Bosco di Tecchie, anche di una parte del Monte Catria dove c’era una riserva per il ripopolamento e cattura in cui era vietata la caccia. Entrambe le località potevano essere riconosciute insieme, senza appesantire, senza creare grandi e costose strutture, per fare una riserva unica Catria e Bosco di Tecchie, tant'è che nel programma finanziario quinquennale, approvato nel 2011, era prevista la Riserva del Catria che comprendeva già il Bosco di Tecchie.
Avevo già lavorato da Presidente della Comunità montana alla presentazione del documento con cui avevo fatto mettere a bilancio 25/30 mila euro per l’avvio dell’istituzione della riserva, poi è finito il mio mandato e per problematiche che non conosco l’amministrazione della Comunità montana non ha mai presentato la richiesta.
Nel 2015 è iniziata la nuova legislatura e nel 2016 è stato prevista nuovamente nel piano quinquennale la Riserva del Catria e del Bosco di Tecchie, con la speranza che la Comunità montana, che è l'organo preposto in questa fase istituzionale, facesse la richiesta. Non è stata fatta neanche questa volta, probabilmente per motivazioni che non sta a me definire, ma credo che sia stato un grave errore.
Sapete benissimo, ne abbiamo parlato anche qui, che nel frattempo è nata la questione del Parco del Catria e personalmente ho già risposto sui giornali ed ho detto: “C'è già una richiesta in Regione per la riserva naturale, facciamo partire quella”, tra parentesi concordata con gli agricoltori, con i cacciatori, con gli abitanti perché prima di arrivare a formulare la richiesta avevamo fatto una serie di passaggi fondamentali, se si vuole andare avanti in questo settore, le cose non si fanno imponendole, si può forzare, ma si deve cercare il dialogo con chi ci abita.
A questo punto si sarebbe persa la grande occasione di veder riconosciuto un patrimonio messo in piedi 35 anni fa dal Comune di Cantiano, conosciuto anche a livello nazionale dai naturalisti, ma gli interessi erano diversi, il Comune di Cantiano - ente fondamentale per l’avvio della richiesta - è stato subito disponibile ad affrontare e portare avanti questo piano, e credo che il lavoro fatto nell'ultimo anno sia stato importantissimo.
Devo ringraziare principalmente l'Assessore Sciapichetti, per la sua disponibilità nell'affrontare il dibattito sulla Riserva del Bosco di Tecchie, i dirigenti e gli uffici dell'Assessorato all’ambiente, tra parentesi, qualcuno nell’organico regionale da anni conosce molto bene la storia del Bosco di Tecchie, e questo ha agevolato il percorso.
Sono stati fatti diversi passaggi, la Conferenza istituzionale ha approvato la richiesta fatta dal Comune di Cantiano, dalla Provincia e dalla Comunità montana. Qualche mese dopo è stato istituito il Tavolo tecnico per coordinare le riserve ed i parchi già esistenti nella regione Marche, i quali hanno dato parere favorevole. In seguito a questi passaggi importanti la proposta di legge è arrivata in III Commissione, che ringrazio per il lavoro fatto, ed oggi siamo qui a parlarne.
Sul Bosco di Tecchie c’è tanto materiale prodotto dal punto di vista scientifico, una settimana fa un noto giornalista a livello nazionale ha chiesto il permesso per andare a riprendere un animale particolare e raro lì presente, la salamandra pezzata che, insieme ad altre specie più tradizionali, come il picchio rosso, il falco picchiaiolo e tanta vegetazione, lo popola.
Come ho detto prima, la varietà di specie è favorita dall’umidità, dall’altitudine e dal torrente Balbano che ha una notevole portata d'acqua, cose che sul Monte Catria non si hanno.
La gestione è centrata sul Comune senza aumentare le spese, senza creare i famosi tavoli o incarichi, non c'è nulla di tutto questo, sono previsti 45 mila euro per l'attivazione e la gestione, senza andare a gravare sulle altre riserve dato che non ci sono tanti soldi. Non era questo l'interesse di quell'area, l’obiettivo era quello di riproporre all'attenzione di tutti, in maniera forte, il riconoscimento regionale di un patrimonio di interesse ambientale veramente unico.
Non è un’area particolarmente grande, si parla di circa 200 ettari di proprietà comunale, e sono gli stessi previsti 33 anni fa. All'interno del Parco di Tecchie c’è una casa ristrutturata, di proprietà della provincia di Pesaro Urbino. Le proprietà sono esclusivamente di enti pubblici.
Quello del riconoscimento di riserva regionale è un passaggio che dà un premio, dà una possibilità in più per rivitalizzare un'area ambientale di grande pregio, sicuramente la riserva dà un valore in più al patrimonio ambientale che la Regione Marche fino adesso ha messo in vista nelle proprie riserve regionali, quindi, un buon risultato. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Il gruppo dei Verdi saluta con favore l'iniziativa di istituire la Riserva naturale del Bosco di Tecchie.
Penso che tutti quanti possiamo affermare di aver fatto un buon lavoro, in particolare voglio ringraziare prima di tutti il Consigliere Traversini che si è spesso molto per la questione affrontando una serie di difficoltà, un ringraziamento va anche al Comune di Cantiano, che ha dimostrato una grande sensibilità su questo tema.
Ricordo, ad esempio, un'iniziativa del sottoscritto che voleva unire il Parco della Gola della Rossa con la Riserva naturale di Canfaito, separati da una piccola striscia di terra sottilissima, ed istituire un corridoio faunistico. In quell'occasione, e lo ricorderanno anche i Consiglieri della III Commissione, furono convocati i Sindaci, tutte le persone interessate, i cosiddetti stakeholders, ma non riuscimmo a trovare la quadra per l'opposizione, purtroppo, di alcuni soggetti coinvolti e a quel punto la Regione, nel rispetto delle opinioni dei Comuni e dei soggetti coinvolti, ha messo da parte e sospeso questa iniziativa. Dico questo per sottolineare, ripeto, la grande sensibilità dimostrata dal Comune di Cantiano nel richiedere, nel volere e nel perseguire, negli anni, questo obiettivo perché l’iter, come ha ricordato il Consigliere Traversini, è piuttosto complesso e complicato.
Come Commissione abbiamo fatto anche un buon lavoro e, come ha riferito prima il Consigliere Biancani, abbiamo inserito la possibilità di assumere un manutentore. Sembra strano, ma fino a poco tempo fa la normativa non era chiara, tant'è vero che spesso i gestori delle riserve naturali non assumevano queste figure, magari erano “costretti” ad assumerne altre non meno importanti, ma meno necessarie.
Nell'organo di gestione abbiamo previsto un rappresentante regionale, e mi sembra più che giusto che ci sia all'interno dell'organo di gestione, visto che la riserva è regionale ed è finanziata dalla Regione.
In Commissione la questione è stata affrontata in maniera seria, con il lavoro di tutti, che è andato nella stessa direzione ed ha portato a questo bel risultato. Un bellissimo risultato perché la zona è di particolare interesse per la tutela della biodiversità presente.
Concludo dicendo una cosa amichevole al Consigliere Giorgini, senza voler alimentare la polemica in merito al discorso che ha sollevato sui boschi cedui. Spiego in parole molto semplici, anche per chi sta a casa, che cos’è un bosco ceduo. E' un bosco che viene tagliato e viene gestito sul taglio degli alberi. Su internet si legge: “Il governo a ceduo viene utilizzato soprattutto per la produzione di legna da ardere e per gli impianti di produzione di biomassa”. Ecco perché l'Europa finanzia e incentiva il bosco ceduo perché finanzia gli impianti a biomassa.
Voglio ricordare a tutti in quest'Aula che anche recentemente, quando abbiamo approvato la mozione sul riconoscimento dello stato di emergenza climatica, è stato votato anche un emendamento che chiedeva alla Regione una riduzione degli incentivi verso le biomasse, perché è semplice, nel momento in cui brucio biomassa l’anidride carbonica che la pianta aveva recuperato, la reimmetto nuovamente nell'ambiente.
Non mi strapperei i capelli per il fatto che in questa delibera c'è scritto che si vuole la trasformazione dal bosco ceduo al bosco ad alto fusto, anzi credo che tutto sommato vada in una direzione più che sostenibile.
Ripeto, l’ho detto senza polemica, solo per invitare a votare anche perchè ho sentito il Consigliere Giorgini dire di non sapere se la seconda proposta di legge l'avrebbe votata o meno, secondo me andrebbe fatto proprio per le motivazioni che sto dicendo.
Infine, voglio concludere ringraziando tutti coloro che nella Commissione hanno lavorato e hanno contribuito a far sì che oggi in Aula si voti questa bella iniziativa. Grazie.

PRESIDENTE Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Nulla ovviamente contro l'istituzione della Riserva naturale del Bosco di Tecchie, mi preme però fare una considerazione che mi è venuta naturale leggendo la delibera: per istituire la riserva naturale si chiede di non continuare nella programmazione e viene tolta la convenzione che veniva fatta con altre tre aree, la Gola del Furlo, l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio, pertanto si tolgono le risorse economiche a queste tre riserve per darle a quella di nuova costituzione.
Vi ricordo anche che due di queste tre riserve, in particolar modo l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio, sono ricomprese nelle zone colpite dal terremoto. Allora mi chiedo: queste risorse che vengono tolte a queste tre realtà sono poi ricompensate da fondi statali che giustificano la scelta fatta oggi di spostare le risorse dalle zone terremotate ad un'altra? Come può la Regione vantarsi di avere attenzione, di investire per il rilancio delle zone terremotate - domani saremo a Roma per questo motivo - quando poi fa delle scelte che vanno in senso contrario?
Ecco, questo è un chiarimento che credo sia dovuto, perché l'istituzione della Riserva naturale del Bosco delle Tecchie, così com'è scritta, implica di non rifare la convenzione con la Gola del Furlo, l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio, si tolgono le risorse a queste tre aree per darle a quella di nuova istituzione, questa non mi sembra una strategia corretta. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Poi sarà l'Assessore a rispondere ovviamente, ma sentito le ultime parole della Consigliera Leonardi, ripeto, sarà l'Assessore a precisare e a chiarire, ma credo si tratti di risorse aggiuntive.
Detto questo, intervengo, e voglio farlo pubblicamente, perché a me dispiacerebbe, non soltanto come persona, ma anche componente della Commissione, a cui ha fatto riferimento il Consigliere Bisonni, se il voto del Consigliere Giorgini non fosse positivo, sarei dispiaciuto perché è un ambientalista ed è un uomo di sinistra, e questa è una scelta ambientalista e di sinistra.
Perchè faccio questa considerazione? Perché, ce l'ha ricordato ora il Consigliere Traversini, il Parco comunale del Bosco delle Tecchie nasce negli anni ’80 con lui giovane Assessore, in un Comune in cui c'era una Giunta di sinistra, quando in modo coerente la sinistra faceva la sinistra, e quindi ha valorizzato una area, una parte importante del territorio.
Su questa cosa del ceduo e dell'alto fusto, guardate, potremmo farci un convegno, il Consigliere Bisonni ha cercato di spiegarlo, ma dovremmo farlo con degli agronomi, con dei botanici, con dei laureati in scienze forestali, perché nel bosco non ci può essere contrapposizione fra ceduo ed alto fusto, semmai l’azione dovrebbe essere rivolta a far sì che tanta parte del bosco, oggi abbandonata, non curata, sia coltivata, questa deve essere la nostra attenzione e il nostro sforzo.
Larga parte del nostro territorio boschivo è abbandonato, sia dal punto di vista floristico che faunistico, rispetto anche all'equilibrio delle specie, quindi, dobbiamo fare in modo e l'alto fusto ..., qui parliamo di una faggeta con una dimensione limitata. Credo che nessuno di noi voglia che scompaia il ceduo, ci mancherebbe, sarebbe in contrapposizione con l'istituzione della riserva, quindi il ceduo deve rimanere, poi se c'è qualche ettaro in più, qualche ettaro in meno ..., l’alto fusto ha questa sua specificità.
In quel caso forse un errore l’abbiamo commesso, dovevamo fare un sopralluogo - a Cantiano ci sono stato più volte grazie al Consigliere Traversini – se l'avessimo fatto avremmo visto quello che è realmente quel territorio sotto il Monte Catria ed il Monte Acuto, che ha tantissime cose, e prima il Consigliere Traversini le ha elencate, manca la vite, non c'è tutto, la vite a Cantiano non c’è, ma per il resto ha tantissime cose anche dal punto di vista della biodiversità.
Secondo me, l'atto è importante, ha quell'impronta a cui prima ho fatto riferimento, poi possiamo migliorarlo, ma rilevante è istituire questa riserva naturale, le caratteristiche valoriali sono quelle che ho già accennato.
Credo che ci debba essere un largo voto di quest'Assemblea, soprattutto il consenso di quelle persone che nel corso delle loro esperienze politiche e culturali hanno fatto riferimento a questi valori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Intervengo per fare una precisazione che è un atto dovuto, anche al Congerie Giancarli.
Il problema di cui parlava il Consigliere Bisonni è esattamente il contrario, perché è proprio l'alto fusto che si usa per le biomasse dato che ha meno umidità. Il ceduo non viene utilizzato dalla biomassa industriale perché è molto umido, i biogassificatori, ad esempio, hanno bisogno di legna secca, non si possono usare i cedui perché sono umidi essendo parte del sottobosco che cresce velocemente, quindi non possono essere usati per le biomasse ed il Consigliere Bisonni si dovrebbe informare prima di parlare.
Detto questo, Consigliere Giancarli, questa cosa che ho affermato in Commissione è stata riferita dalla Confederazione degli agricoltori, dalla Coldiretti e il Crel ha dato parere favorevole con prescrizione.
Stiamo parlando di piccole realtà, pensiamo ad un bosco tutto di alto fusto e un bosco ceduo, una bellezza sostanziale visiva, non solo nel suo aspetto di biomassa, io non ho valutato quel lato perché sono piccole realtà che non possono alimentare nulla, tanto meno gli impianti che producono energia elettrica.
Secondo me il punto di vista degli addetti ai lavori va rispettato, quanto hanno detto in Commissione la Coldiretti e la Confederazione degli agricoltori, poi, come ha detto il Consigliere Traversini, sarà il Comitato d'indirizzo che deciderà cosa fare. Questo è il punto.
Io non sono contro l'alto fusto, né contro il ceduo, dico che una riserva naturale deve avere un suo equilibrio, deve avere i cedui e deve avere l'alto fusto, ed escludere l'uno o l'altro per qualsiasi motivo, è un danno alla riserva, per questo motivo, l’ho detto in Commissione e lo ripeto qui senza voler fare polemiche, credo che quel comma vada eliminato dato che non ha senso, poi sarà il Comitato di indirizzo a scegliere l'equilibrio dell'ambiente - visto che gestisce - che circonda il territorio della riserva e la riserva stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Proposte di atto amministrativo n 66
“Aggiornamento 2019 del Programma quinquennale per le aree protette 2016/2020. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 5, comma 1, articolo 7, commi 2, 3, 6 e 7 e articolo 10, commi 1, 2, 3 e 4”
(Votazione)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Dichiaro un voto di astensione perché nessuno è riuscito a spiegarmi cosa comporta il fatto che venga tolta la convenzione con la Gola del Furlo, l’Abbadia di Fiastra e la Montagna di Torricchio. Significa che per far posto alla nuova queste risorse, che vengono redistribuite nel piano, vengono tolte in particolar modo a due aree terremotate? Perché non si fa più la convenzione? Solo tramite la convenzione si può dare il finanziamento. Se nella delibera di Giunta n. 676, che istituisce la Riserva del Bosco di Tecchie, si invita ad evitare la sottoscrizione della convenzione con le tre riserve sopracitate, Gola del Furlo, Abbadia di Fiastra, Montagna di Torricchio, e si prevede per la Riserva del Bosco di Tecchie 45 mila euro, mi chiedo se la scelta di non fare più la convenzione, che nel 2018 ha consentito alle tre riserve di avere i finanziamenti, è dovuta a fatto di dare le risorse alla nuova, e siccome sono zone terremotate, chiedo in questo caso un'attenzione.
E' questo il senso del mio precedente intervento ma, non avendo avuto risposta da nessuno, non mi sento di avallare una cosa che può in qualche modo danneggiare e togliere risorse a dei territori che sono già stati aspramente colpiti e, come ho detto, domani andremo a Roma per caldeggiarne il rilancio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per una precisazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Prima di rispondere ho voluto verificare questa cosa. La convenzione ha creato problemi gli anni scorsi, soprattutto alla Gola del Furlo ed alle altre riserve, di cui ha parlato la Consigliera, quindi abbiamo tolto il fatto che sia obbligatoria e si danno direttamente i fondi senza la conversione, come avviene tutti gli anni.

Proposta di atto amministrativo n. 66. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 69
ad iniziativa della Giunta regionale
“Istituzione della Riserva Naturale Generale Orientata del Bosco di Tecchie. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 11”
(Votazione)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 69. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 310 (testo base)
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”

Proposta di legge n. 270
Ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Modifiche alla legge statutaria marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della regione Marche’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 310 del Consigliere Busilacchi e la proposta di legge n. 270 del Consigliere Urbinati, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Con questa proposta di legge, che si è resa necessaria, forse “necessaria” è un termine forte, diciamo, propedeutica all'introduzione di una tematica che con la seguente proposta di legge vedrà la luce.
Nello specifico, trattasi della incompatibilità, ma è la sospensione, per essere più precisi, dalle funzioni di Consigliere quando viene nominato Assessore.
Per questa modifica è preferibile, onde evitare i rigori di un'interpretazione troppo letterale, modificare lo Statuto, che al punto prevede che gli Assessori esterni possano essere in numero massimo di tre.
In seguito ad un'interpretazione rigida della nomina degli Assessori Consiglieri, in maggior numero di tre, qualcuno potrebbe pensare che i Consiglieri sospesi nelle loro funzioni, una volta nominati Assessori, possano essere considerati esterni. Non è questo il caso, secondo me, perché l'interpretazione più autentica è quella dello Statuto che intravede come esterno l'Assessore “non eletto”, però a scanso di equivoci è preferibile modificarlo, cosicché nessuno abbia ad interpretare in maniera più rigida e possa cadere nell'equivoco, magari, della questione di Assessore esterno in maggior numero di.
Questa la motivazione della proposta di legge, abbiamo preso come base il testo quella del Consigliere Busilacchi, ecco il motivo dell'abbinamento dei due atti che vertono sulla stessa tematica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Brevemente. Faccio un passo indietro, personalmente e come gruppo del Movimento 5 Stelle, nella legge che andremo a discutere dopo, che riguarda la riforma della legge elettorale, al punto 1 viene prevista l'incompatibilità tra Assessore e Consigliere ed avremmo votato contro se questa incompatibilità avesse pesato sul bilancio degli Assessorati, ma considerato che l’aumento di spesa va ad incidere sull'Ufficio di Presidenza del Consiglio, ci asterremo.
Coerentemente, annuncio la nostra astensione anche su questa proposta di legge che, come ha detto il Consigliere Giacinti, è un atto di prudenza, forse poteva anche non essere inserita, comunque il gruppo del Movimento 5 Stelle si astiene. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Poche parole perché poi discuteremo la legge elettorale nel suo complesso.
Oggi è una giornata molto importante, perché la proposta di legge elettorale, che più tardi andremo a discutere, introduce molti elementi di novità, dalla norma per promuovere la parità di genere a questa che riguarda la separazione tra Consigliere ed Assessore, alla modifica della soglia elettorale, per cui, per economia dei tempi, intervengo ora su questo aspetto, riservandomi nella discussione della legge elettorale di intervenire più compiutamente su altri temi.
Credo che quello che stiamo facendo oggi sia davvero una cosa epocale, perché andiamo a fare una modifica ed una riforma che non ha eguali in altre Regioni italiane, ma che risolve un vulnus che è presente da quando questi enti esistono.
Oggi nelle Regioni italiane non c'è la divisione tra due poteri: tra il potere esecutivo del governo regionale e il potere legislativo; una separazione che nella storia del pensiero della filosofia politica esiste da centinaia di anni, si studiava a scuola che lo spirito delle leggi di Montesquieu nel 1748 aveva definito la necessità di prevedere la separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario per consentire dei limiti a possibili abusivi di potere.
E' evidente che specie in un consesso piccolo, perché in un Parlamento composto da 630 deputati - forse presto 400 - avere un piccolo gruppo di Ministri che sono anche Consiglieri è comunque sbagliato, ma incide poco numericamente, ma è del tutto evidente che nelle Regioni, laddove il rapporto tra numerosità della Giunta e numerosità del Consiglio è più prossima, questa separazione è necessaria per evitare che controllore e controllato abbiano questa sovrapposizione.
E' chiaro che, per esempio, in una Giunta di sei componenti, fino a poco tempo fa di otto, di dieci, gli Assessori si trovano anche nell'imbarazzo, talvolta, di dover presentare delle proposte della Giunta e poi di votarle come Consiglieri. Persino nei rapporti democratici all'interno del rapporto tra maggioranza e minoranza, talvolta la Giunta può costituire gran parte della maggioranza, per cui credo che oggi saniamo una questione che del resto è già presente nei Comuni. Da quando esiste l'elezione diretta dei Sindaci, in tutti i Comuni italiani, gli Assessori non possono essere Consiglieri, perché la funzione di governo viene distinta dalla funzione in quel caso non legislativa, ma assembleare e consiliare ed ha un ruolo diverso anche di controllo nei confronti della Giunta. E' evidente che il Consigliere/ Assessore dovrebbe controllare sè stesso.
Credo che stiamo facendo una cosa molto buona, è chiaro che nelle pieghe della legge elettorale si discuteranno tante cose e questo aspetto forse rischia di passare un po' non dico sottotraccia, ma insieme agli altri, invece penso che meriti un suo protagonismo, ovviamente, non perché io sono il proponente, ma per dare un segnale anche alle altre Regioni. Ritengo che il ruolo dei Consigli sia sempre minore, da tanti anni, da quando esiste l'elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti e oggi invece diamo una scossa e un segnale al buon funzionamento democratico delle istituzioni.
Ritengo che rispetto a questo il costo non dovrebbe far decadere la nostra azione istituzionale e democratica, risparmiamo su altri temi, ma non sul funzionamento democratico. Quando un'istituzione arriva al punto di svilire il proprio funzionamento democratico per una questione di costi, beh, allora, credo che sarebbe meglio chiudere le Regioni e i Consigli regionali. Invece oggi che esiste l'elezione diretta, noi diamo al Presidente la possibilità di scegliere la sua squadra, così come fanno alcuni Sindaci, che scelgono tutti gli Assessori fuori dal Consiglio. E' un problema con le forze politiche? Questo attenga alla politica e ai rapporti tra forze politiche, non alle norme delle istituzioni, che tra di loro devono essere rispondenti, quindi Presidenza eletta direttamente, che deve avere la possibilità di nominare un Governo. Soprattutto, al di là di questo aspetto, ripeto, la separazione tra il potere legislativo e quello esecutivo mi pare una cosa buona e giusta, quindi sono orgoglioso di appartenere ad una Regione che auspicabilmente oggi darà la buona via ad altre Regioni ed ad altri colleghi in tutto il Paese.

PREASIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. La proposta di legge del Consigliere Busilacchi, abbinata a quella del Consigliere Urbinati, vorrei riportarla al testo senza dagli un valore metafisico.
Non siamo di fronte a una svolta epocale, stiamo semplicemente allineando la normativa regionale a quella dei Comuni ed a quella del Parlamento europeo, poi se vogliamo in questo vedere un gesto eroico, io direi di non enfatizzarlo. Semplicemente stiamo allineando la normativa, dando la possibilità ad entrambi i generi di una maggiore elettività, peraltro, voglio far notare ai Consiglieri, al pubblico ed alla stampa che, sulla scorta di un'evidente volontà condivisa di tutta l'Assemblea legislativa, all’unanimità, avevamo deciso di introdurre la doppia preferenza di genere, e immediatamente dopo, non per colpa del Consigliere Busilacchi, ma per una scelta politica, qualcuno ha ben pensato di sfruttare questo clima positivo e, ripeto, unanime. Non ci sono stati né gesti eroici né eroi in questa vicenda, tutti insieme avevamo deciso, con un impegno che prese la Commissione e per tutti i Consiglieri il Presidente Giacinti, che il 15 ottobre avremmo introdotto la doppia preferenza. Questo era l'impegno che avevamo preso con i marchigiani negli ultimi mesi.
Oltre a questo qualcuno ha ben pensato di sfruttare politicamente questo evento, questo accordo politico, che va al di là della politica, è un fatto di conquista di diritti civili, se vogliamo, per introdurre all'interno altre modifiche che riguardano altri interessi, certamente non quello della parità di genere.
Con questa norma statutaria andiamo a modificare lo Statuto, che è la legge primaria della nostra comunità, laddove vogliamo aumentare i posti, diciamolo chiaramente, si potrebbe arrivare a 37 Consiglieri regionali, di fatto c'è una spesa prevista sottesa a questa norma di 620 mila euro l'anno, potenziale, ovviamente, e questo serve soltanto per favorire gli accordi politici in vista delle prossime elezioni regionali e nulla ha a che fare con l'intento di introdurre la doppia preferenza di genere.
Secondariamente, oltre a questo, è stata fatta anche una modifica di cui parleremo ampiamente con la prossima proposta di legge, che è quella dell'aliquota per ottenere il premio di maggioranza, quindi, è chiaro a tutti, anche ai non vedenti e ai non udent,i che sfruttando il tema della doppia preferenza, su cui eravamo e siamo tutti d'accordo e che voteremo tutti quanti, si sono introdotti altri interventi di modifica normativa che servono ad una parte politica per cercare di essere rieletta, nonostante la volontà dei cittadini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Brevemente perché poi la discussione la faremo sul punto successivo, che vede modifiche importanti, che potremmo sì definirle epocali, come quella della differenza di genere, o come il premio di maggioranza costruito in un rapporto di maggiore equilibrio con le comunità di cui si ha la responsabilità.
Voglio rimanere sul punto, intanto una cosa diciamola, altrimenti finisce che non ci capiamo nemmeno noi che siamo qui, noi non stiamo facendo come nei Comuni, dove sopra i 15 mila abitanti chi va a fare l'Assessore decade, qui non si decade, non facciamo come si fa nei Comuni, qui il Consigliere rimane sospeso, ma questo lo dirò dopo, quindi non stiamo facendo come nei Comuni.
Rimango al punto, alla modifica, secondo comma: “Nella prima seduta del Consiglio, il Presidente della Giunta illustra il programma del Governo regionale, presenta gli Assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo, scegliendoli anche al di fuori dei componenti del Consiglio regionale e garantendo la presenza di entrambi i sessi”.
Per quello che riguarda la presenza dei sessi, va benissimo, ma in merito a “scegliendoli anche al di fuori dei componenti del Consiglio”, noi dobbiamo sapere che il Presidente ha la possibilità di nominare una Giunta al di fuori degli eletti.
Questo dobbiamo saperlo, voglio dirlo qui in quest'Aula a voce alta, i marchigiani eleggono il Consiglio regionale e magari dentro quel Consiglio alcuni Consiglieri potranno diventare Assessori, ma se noi scriviamo la norma così com’è, potranno anche non diventarlo perché è tutto nelle mani del Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Il mio intervento non sarà breve su questo argomento, perché vorrei portare una riflessione all'intero Consiglio relativamente al futuro esecutivo che andiamo a creare.
Insieme ad altri tre Consiglieri: Pieroni, Celani e Marcozzi, ho posto la questione che l'esecutivo che andrà a costituirsi, addirittura, potrebbe essere tutto esterno, con l'attuale legge elettorale, quella che andremo a fare fra pochi minuti, e soprattutto con l'attuale Statuto, avremo comunque un esecutivo.
Su questa riflessione, che sembra secondaria ci saranno degli accordi politici e si daranno risposte di natura contingente. In diritto non si danno risposte di natura contingente, si danno risposte in diritto, e qui siamo nel campo delle regole, se avremo una soglia di sbarramento al 40% e se succederà, potrebbe accadere in linea teorica, che nessuno raggiunge questa soglia, non oggi, non fra un anno, fra cinque, fra sei, di fatto avremmo istituito la situazione dell’anatra zoppa.
Ora, con l'attuale legge elettorale, l’anatra zoppa scatta sotto il 34%, quindi è un po' difficile da vedere, nella nuova situazione l'anatra zoppa, se avessimo il voto di cinque anni fa non ci sarebbe per l'1,5%, cioè la maggioranza ottenuta dal centrosinistra era pari al 41,5%.
Ci sarà il frazionamento, non ci sarà? Ci saranno accordi a tutti i livelli, è già tutto deciso in casa 5 Stelle? Avete già scelto il candidato Presidente, siete d'accordo a mettere quello del PD? Vedremo cosa succederà nella regione. Il centrodestra che adesso è diviso sarà unito? Tutte questioni giuste, vere, che riguardano però la politica, non la regola.
Non voler tener conto di questo aspetto e non voler far partire quell'altro tipo di proposta, mi sembra, Presidente Mastrovincenzo, abbastanza pericoloso perché dovrebbe essere il minimo di buonsenso che ci porta a far questo. Pensate, nella cosiddetta prima Repubblica questa situazione non c’era, ma c’erano le crisi e spesso si andava al voto, certo, ma erano sempre crisi politiche.
Invece, qui, se l'accordo non c'è e c'è crisi politica comunque un Presidente ci sarà, comunque sei Assessori esterni o interni, come stiamo decidendo, saranno nominati o i Consiglieri sostituiti, come abbiamo previsto nella legge elettorale con il meccanismo della sostituzione, sarà comunque esecutivo, verrà in quest'Aula con una maggioranza relativa e dovrà chiedere all'Aula una maggioranza che potrebbe esser stabile, che potrebbe essere estemporanea, sicuramente una maggioranza a contratto, una maggioranza a marchetta, una maggioranza che viene fatta di volta in volta sulla base di quello che quella parte di minoranza che si accorda vuole portare. Perché? Perché non c'è stato l’accordo politico prima, non c'è stato un accordo politico di fronte agli elettori.
Ecco il perché della proposta che avevo fatto inizialmente, avevo anche raccolto le firme per una riforma dello Statuto che mettesse in conto un doppio sistema, gli uffici l’hanno escluso, io non lo so Segretario generale, so della sua estrema competenza e del suo estremo scrupolo nell'affrontare le cose e so che esiste un curriculum in questo senso, non so se vale la pena aprire un conflitto con chicchessia a livello costituzionale, ma abbiamo ancora i tempi tecnici, adesso parlerò anche di questo perché, visto che stiamo facendo questa norma, qualcuno dovrà raccontarci che forse, anche per quest'altra parte della modifica statutaria stiamo perdendo tempo, poi spiegherò perché. Però un’ipotesi che metta metà, perché giustamente il Segretario generale mi ha fatto osservare che la Carta Costituzionale dice: “O il Presidente viene eletto direttamente dal popolo o in forma diversa”, ma nella forma diversa non è specificato se deve essere l'Assemblea o il popolo, perché se fosse così ci sarebbero due forme: “O il Presidente viene eletto dall'Assemblea e non direttamente dal popolo, oppure viene eletto direttamente dal popolo”.
Nulla esclude in linea teorica una funzione mista, a parte alcune sentenze che avrebbero detto che questa cosa non si può fare ma, secondo me, è un ragionamento aperto. Abbiamo i tempi ristrettissimi per approvarlo, ma è un ragionamento aperto perché, cari colleghi, rischiamo di fare un patacchio da un punto vista costituzionale, poi questo non sarà, perché siamo tutti convinti che ci sarà l'accordo. Voglio vedere l’accordo se a gennaio arriverà una suonata dal punto vista economico, o una crisi che metterà in discussione l'attuale e molto debole accordo di Governo nazionale che evidentemente è fatto sulla base di ragioni di opportunità, tutte legittime. Io non sono di quelli che si scandalizza, della morale, non mi sono mai scandalizzato del Governo precedente, che era giallo verde ed adesso è giallo rosso, io non mi scandalizzo di questo, anzi ritengo pienamente legittimo che in un sistema di fatto proporzionale, con correzioni maggioritarie, ci si debba mettere d'accordo, e chi lo fa è bravo, significa che ha capacità di mediazione, che ha capacità di trovare gli accordi necessari e lo fa. La prima cosa che la Costituzione ci chiede è garantire la governabilità, non è il mio Governo a livello nazionale, sto all'opposizione, però questo non significa nulla sul fatto che questo sia legittimo e possa funzionare.
Questa funzionalità non l’abbiamo garantita con questo Statuto e siccome so che le cose che sto dicendo non le avrebbe dette nessuno, ho sentito il dovere morale di dirle, perché l'idea di vedere uno Statuto in cui ci sarà, o potrebbe esserci, ipotesi estrema, l'1%, lo 0,1% e potrebbe esserci un Governo regionale tipo marchetta è allucinante per me. Non c’è stato nella prima Repubblica, dove i grandi passaggi, il centrosinistra, le larghe intese, il centrismo, il pentapartito, sono stati fatti tutti con accordi politici e quando gli accordi politici delle forze legittimate dal popolo sono venuti meno, vedi il grande accordo PC-DC degli anni ‘70, si è tornati al voto, senza problemi, invece in questa condizione non lo possiamo fare e non dimentichiamoci che non sto parlando di fantasie, perché c'è una Regione italiana, ahimè la Sicilia, che sta attraversando questo tipo di esperienza, ed è difficilissimo fare le maggioranze, perché in Sicilia per Statuto viene eletto il Presidente sganciato da qualsiasi maggioranza ed è una follia.
Allora andava bene, purtroppo poi c'è stata la sentenza della Corte Costituzionale, stimolata da quella infelice proposta dell'Italicum - infelice perché non è andata mai in porto, non era nemmeno brutta come legge, ma non è andata mai in porto - sennò il famoso Tatarellum, grande costituzionalista di destra, ma persona con idee chiarissime, avrebbe messo in piedi una legge elettorale per le Regioni che poteva essere buona per tutti, chi arriva primo vince. Ci sono 5 concorrenti e quello che vince ha il 21%? È un problema di chi ha scelto il frazionamento, ma sia chiaro che chi arriva primo vince e ha una maggioranza adeguata dal punto vista numerico. Addirittura penso che fissasse il 60% dei seggi per governare.
Questo non è, e resta il fatto che anche questo percorso statutario, questo che stiamo per votare, ma anche l'altro che ho proposto io e che chiedo, Presidente, che venga calendarizzato …, perché ci sia anche una risposta negativa, ma l'Aula non deve prendere atto di proposte sulla base di accordi di segreterie politiche, deve prenderne atto qui, vorrei che ci fosse un voto che dica: “A noi non ce ne frega niente, ci va bene che ci sia l'anatra zoppa e votiamo in questa maniera”.
Lo chiedono con coraggio i Consiglieri Marcozzi, Celani, Pieroni e Marconi, questo lo avete capito perché sono quasi 20 minuti che parlo. Anche questo però è un percorso, caro Consigliere Maggi, perché ne abbiamo parlato insieme, che dovrebbe essere condiviso, perché non ci prendiamo in giro, se il Segretario generale non mi corregge io penso che il percorso statutario, se non ricordo male, di modifica prevede 60 giorni minimo per la seconda lettura, quindi da oggi devono passare minimo 60 giorni e siamo al 16/17 dicembre, mi pare che ci sia la data programmata per approvare definitivamente l’atto, però poi ci sono anche 90 giorni per la richiesta di referendum, che dovrebbe essere celebrato, adesso non so quando deve essere chiesto, proposto da sei Consiglieri regionali o da un certo numero di elettori.
Questi percorsi fatti senza una condivisione chiara, e parlo del mio naturalmente, non di questo, vedremo qual è la condivisione intorno a questo, rischiano di naufragare e questa era la logica storica della prima Repubblica, che ha funzionato, ha funzionato anche dal punto di vista economico perché in questi 25 anni di spaccatura netta fra centrodestra e centrosinistra il Paese non è mai cresciuto, mentre uno cominciava, l’altro sfasciava, uno avviava e l’altro non concludeva, il ponte sullo Stretto di Messina ne è un emblema, Presidente Ceriscioli, avremmo speso più di un miliardo e mezzo per quel ponte, poi tutto è finito in strade asfaltate nella provincia di Messina e nella provincia di Reggio Calabria perché in qualche maniera dovevano spendere quei soldi, sennò erano fondi che andavano in economia.
Miti su questo argomento e non è così travolgente il fatto che il Presidente del Consiglio sia eletto dall'Aula e non direttamente dalla gente, perché l'elezione diretta del Sindaco è ormai diventata cultura, ma non penso che ci sia tutta questa grande passione per l’elezione diretta del Presidente della Giunta. Tra le altre cose avverrebbe comunque solo con un passaggio istituzionale in più, perché la maggioranza, e con la legge attuale arriviamo addirittura a 19 Consiglieri su 30, il Presidente che ha indicato nella fase elettorale se lo vota, ovviamente non va a sceglierne un altro, ma se questo non dovesse avvenire, le forze politiche sarebbero costrette a trovare intese molto più larghe a garanzia della governabilità e - lo dico con voce soffusa perché credo che di questo ormai in quest'Aula, come in molte altre, non freghi più niente a nessuno - a garanzia della rappresentatività. La rappresentatività è stata sempre la bandiera della sinistra, la bandiera della partecipazione, la bandiera del ‘68, della democrazia popolare non lobbistica, ora non frega più niente a nessuno, però vi dico, cari colleghi - vi stimo tutti, uno per uno, lo sapete - che con l'anatra zoppa noi potremmo eleggere un Presidente col 39,99% di voti su una percentuale di votanti che l’ultima volta è stata del 50%, così avremmo un esecutivo regionale che rappresenta il 20% degli elettori marchigiani, cioè un elettore su cinque.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Credo che oggi di storico non ci sia molto, abbiamo soltanto da mettere in atto una norma che è stata condivisa ampiamente in questi ultimi anni, cioè quella di introdurre la doppia preferenza, la cosiddetta parità di genere, in quanto l'accordo tra le forze politiche c’è sempre stato, si trattava, quindi, di introdurre una piccola modifica alla legge elettorale per completare il percorso già avviato con altre normative nazionali, norme sulla candidatura e sulla parità di genere nella scelta dei candidati, anche per quanto riguarda l’espressione di voto. Sgombriamo il dubbio da discorsi demagogici e altro, lo dico a chi vuole mettersi al petto qualche medaglia, questo è un discorso che, come ha detto il Consigliere Carloni, era stato ampiamente condiviso.
La modifica dello Statuto è una cosa abbastanza delicata che va a affrontata con tempi e metodi, ora quello che hanno detto i Consiglieri Giancarli e Carloni che mi hanno preceduto, mi fa pensare che nella modifica statutaria in questo senso, in questo primo articolo, c'è poco di atto cautelativo, ma c'è un obiettivo ben preciso da raggiungere che è quello di allargare la gestione della politica anche agli esterni.
Oggi noi governiamo con 31 Consiglieri, più un Assessore esterno, dopo avremo la possibilità di arrivare a 37, questo lo sanno tutti, non nascondiamoci, il termine cautelativo, che si potrebbe interpretare che tutti Assessori sono esterni, quindi cozza con il discorso di tre, lo vedo come un problema oltre la siepe. L’obiettivo di allargare non è cosa da poco, perché nel momento in cui abbiamo fatto scempio della partecipazione politica - abbiamo tagliato tutto, tant'è vero che non abbiamo più un euro da spendere anche per i gruppi consiliari ed i Consiglieri - noi facciamo questo passo che per me non è assolutamente cautelativo e va verso l’impegno di nuove e sostanziali risorse. Come ha detto il Consigliere Giancarli, tutti devono sapere, i marchigiani devono sapere, che quando votano stanno scherzando, perché potrebbe succedere che tutti quelli che vengono votati non amministreranno nulla, e sappiamo benissimo quanto vale qui fare gli indirizzi, chi fa il programma di mandato e chi gestire le cose.
C'è anche il rischio di produrre un ulteriore allontanamento della gente dalla politica, ma è chiaro questo, perché il cittadino che vota si affeziona al suo eletto e vorrebbe che decidesse qualcosa, che fosse la persona che gestisce la cosa pubblica, un uomo d'azione, non soltanto un uomo di indirizzo.
L’elezione diretta del Sindaco perché funziona? Ce lo siamo mai chiesti? Se lo è chiesto chi sta nelle alte sfere? Funziona perché tutti quanti identificano la persona che può dare risposte ai problemi dei cittadini, ma non è così perché il Sindaco è un taumaturgo, però viene visto dall'opinione pubblica, nell'immaginario collettivo, come una specie di deus ex machina. Chiamando tutti gli Assessori esterni togliamo al cittadino elettore anche questa visione della politica.
Io ho avuto un po’ di esperienza amministrativa, da Sindaco nel comune di Ascoli Piceno, ed ho visto che quando il PD fece un’esperienza di questo tipo, chiamando tutti esterni …, lasciamo perdere, l’esterno va chiamato quando c'è necessità di professionalità, non lo dico per piaggeria o perché voglio dire qualcosa in suo favore, ma l’Assessore esterno Bravi ha dimostrato di essere brava e di avere una notevole competenza in questo settore, quindi tre Assessori esterni sono più che sufficienti. Quando c’è necessità di integrare, perché c'è un progetto speciale, particolare, ed abbiamo nelle Marche il Maradona di turno, sarebbe deleterio non prenderlo per risolvere determinati problemi. Ad esempio, se nella sanità c’è un luminare perché non prenderlo? Non ci vedo nulla di tanto innovativo e storico, ma vedo un passaggio ancora più avvilente perché porterà, se questa riforma la portiamo a fondo, qualora si dovesse applicare il dettato letterale dell'articolo 1, un ulteriore allontanamento dei cittadini dalla politica.
Questo, ripeto, non ha nulla a che vedere con la parità di genere, l'accordo era quello di venire in Aula per parlare esclusivamente di quello, probabilmente avremmo già finito il Consiglio e tutti saremmo stati d'accordo, con grande soddisfazione di tutti, anche di chi ci sta a sentire, perché era un messaggio preciso che si lanciava alla comunità marchigiana, ma sul resto si doveva riflettere.
C'è stato un passaggio anche in Ufficio di Presidenza perché si volevamo mettere a disposizione alcune intelligenze per vedere quali erano i percorsi migliori da fare, no, si è deciso di accelerare in virtù di qualche accordo politico che si sta facendo o che si farà in futuro, e questo non fa altro che svilire ancora di più il lavoro di chi sta qui dentro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Questo primo intervento sulla modifica dello Statuto sarà breve perché entrerò nel merito delle singole questioni nella successiva proposta di modifica della legge elettorale.
La modifica dello Statuto dovrebbe, da come ci viene prospettata, essere funzionale a una modifica che sarà introdotta dalla seguente proposta di legge.
L'invarianza finanziaria che viene dichiarata in questo testo in realtà corrisponde ad una variazione sostanziosa del bilancio regionale perché se la modifica dello Statuto andrà in porto, l'introduzione di 6 Assessori esterni porterà ad un incremento dei costi della politica e di rappresentanza. Ciò che è scritto qui è corretto rispetto allo Statuto, ma oggettivamente preclude ad un incremento che chi era in Commissione - io non ne faccio parte, ma ho cercato di seguire costantemente lavori - ben sa, quindi, dire che non c'è un aumento di costi in questo senso in realtà è evitare di affrontare quello che, scindendo le due questioni, verrà affrontato fra pochi minuti.
Il ragionamento del Consigliere Celani che ha fatto poco fa mi trova su alcuni punti concorde. Lo strumento che oggi andiamo a ridisegnare, posto che è stato presentato in Commissione con tempi molto stretti, molto contingentati, potrebbe essere utilizzato anche in maniera differente, non solo per l'incompatibilità fra Assessore e Consigliere, che si vuole introdurre con la modifica elettorale che esamineremo fra poco, ma potrebbe essere anche utilizzato pienamente per attingere a persone esterne, senza che ci sia il passaggio dal Consiglio. Anche questo di fatto implica, rifacendomi al discorso di chi mi ha preceduto, dobbiamo dirlo in maniera chiara e puntuale, un implemento dei componenti di questa assise, dei due organi: dell'Assemblea e della Giunta regionale.
Questo messaggio va detto in maniera chiara e trasparente, non è una semplice rimozione di quel vincolo del “massimo di 3 Assessori esterni”, ma apre a una serie di possibilità che, comunque vada, implicano una crescita dei costi del Consiglio, e su questo pongo la mia riflessione che, ribadisco, deve essere trasparente e chiara e non nascosta dietro ad altri cavilli o ad altri ragionamenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Come al solito siamo qui a parlare del sesso degli angeli o a mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo, perché parliamo di una cosa e sappiamo - e l'Aula lo sa - che questa modifica allo Statuto, che oggi approveremo, porta ad un aumento dei costi.
Detto questo, in questi quattro anni c'è stato fatto il lavaggio di cervello sul fatto che dovevamo recuperare i soldi della politica, che dovevamo risparmiare, che dovevamo tagliare tutto quello che era previsto per i gruppi, questo è accaduto, sono stati tagliati anche i 500 euro previsti per le spese postali dei Consiglieri e adesso all'improvviso andremo a spendere oltre 1 milione, forse 1,5 milioni, per aumentare i costi della politica.
Abbiamo anche sentito dire che oggi si celebra una grande riforma, ma scherziamo o siamo su “Scherzi a parte”?. Ma quale riforma? Anzi, si crea un problema vero: il popolo elegge dei Consiglieri che all'improvviso spariranno perché andranno a fare un altro lavoro. Di cosa stiamo parlando? Questo è il problema di fondo.
Chi mi ha preceduto ha parlato di una strumentalizzazione in atto, perché c'era da approvare un provvedimento per la parità di genere, ma qualcuno si è inserito per manomettere questa cosa e per far passare il messaggio alla comunità marchigiana che qui si stanno facendo grandi riforme e si sta discutendo un atto travolgente. No, non c’è un atto stravolgente, c’è una presa in giro, c'è un aumento di spesa, e allora chiedo di nuovo: di cosa stiamo parlando? Qualcuno è corso dietro alla riduzione delle spese della politica, della non politica, votando a favore di provvedimenti farlocchi e adesso corre dietro ad un ulteriore provvedimento farlocco che aumenta le spese?
Credo che dobbiamo essere coerenti e seri perché penso che un minimo di intelligenza ci debba essere quando si celebrano degli interventi che celano un attacco all’intelligenza umana. Qualcuno deve riflettere perché non è pensabile che uno è bravo e tutti gli altri sono fessi. Questo non sta scritto da nessuna parte.
Per coerenza bisogna dirlo: “Modifichiamo la legge, modifichiamo un provvedimento, che ci costa. Questo non è fatto bene, quest'altro non è in linea con quanto si pensa”, queste sono le cose da dire, non essere matematicamente convinti.
Credo che la modifica dello Statuto non debba essere fatta, tantomeno il provvedimento successivo, che discuteremo, salvo quello che ho detto e sul quale ho messo un punto, perché la parità di genere, se qualcuno politicamente era serio qui dentro, mi rivolgo in modo particolare alla maggioranza, l’aveva già portata in votazione, l’aveva già approvata. Avete portato in giro la stessa maggioranza che ha presentato la modifica alla legge e adesso portate un atto che pensate vi soddisferà, ma attenzione, questi passaggi sono inaccettabili. Pertanto noi chiediamo di ripristinare la vecchia legge in quanto siamo matematicamente sicuri dei suoi contenuti e dichiariamo che la modifica dello Statuto è inaccettabile in quanto non coerente con quanto è accaduto in quest'Aula per quattro anni e la coerenza è la virtù della politica.
Lo so che oggi è la sua giornata Consigliere Busilacchi, le sembra la sua giornata, ma attenzione, mai dire …
Detto questo, non possiamo che esprimere un giudizio negativo sulla modifica dello Statuto e su quello che l’Aula andrà a discutere.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Questa proposta di legge va a modificare la legge statutaria 8 marzo del 2005 per evitare dubbi interpretativi in merito al Consigliere che assume la carica di Assessore. Fin qui nulla di strano, ci sono semplicemente da fugare dei dubbi in merito al fatto che il Consigliere che diventa Assessore può essere considerato Assessore esterno.
Detto questo, mi associo a quanto detto dai Consiglieri che mi hanno preceduto, in realtà questa modifica serve per favorire futuri accordi politici, e lo vedremo proprio nella prossima proposta di legge, dove c'è la preferenza di genere, quel provvedimento che abbiamo rinviato in Commissione in quanto doveva essere inserito nel testo unificato sulle proposte di legge per la modifica alla legge elettorale, e doveva essere portata in Aula, questo era l'impegno del Presidente della Commissione, entro il 15 settembre, invece che cosa è accaduto? Oggi arriva in Aula la proposta per la preferenza di genere insieme ad altri punti, quali? I Consiglieri che diventano Assessori, con un conseguente aumento degli stessi da 31 fino a 37 e c’è un emendamento - ricordo che nella riunione dei capigruppo si era stabilito che gli emendamenti non dovevano essere presentati - che aumenta la percentuale per ottenere il premio di maggioranza.
Ditemi se c'è coerenza con quanto avevamo votato prima dell'estate nel rinviare in Commissione il testo sulla preferenza di genere, che doveva essere discusso insieme alla legge elettorale, che doveva essere unificata dato che sono stati presentati 5 provvedimenti. Oggi invece ci ritroviamo, con la scusa della preferenza di genere, una proposta di legge, che andremo a discutere successivamente, per i futuri accordi politici.
Non ritengo assolutamente giusto questo percorso fatto dalla maggioranza, perché la preferenza di genere è soltanto una scusa per accordi che verranno fatti in futuro per poter vincere le prossime elezioni regionali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Mi corre l'obbligo, rispetto al lavoro che abbiamo svolto, non solo il mio, ma di tutta la Commissione e anche di altri membri, di altri Consiglieri che hanno partecipato assiduamente, di riportare il dibattito nel contesto corretto e giusto.
Stiamo modificando la legge statutaria, si, ed abbiamo anticipato le motivazioni tecniche che hanno fatto addivenire a questa proposta di legge a scopo cautelativo, tenendo presente che modificheremo un aspetto della legge elettorale, che vedremo dopo, e che non si possono tenere separate le questioni, altrimenti si rischierebbe di fare un'enorme confusione, come ho sentito negli interventi che mi hanno preceduto.
Inizio con qualche precisazione, che dirò poi, quando parleremo del prossimo atto che tocca più temi della legge elettorale stessa, non vorrei che questa agitata questione della doppia preferenza di genere sia scambiata e sia una scusa al contrario per prendere la palla al volo su altre tematiche, su altre questioni, che pure sono state toccate.
Il vulnus, lo scoglio, potrebbe essere proprio la doppia preferenza di genere non gradita forse a qualche forza politica, ma ora dovremmo parlare, per essere precisi, puntuali e aderenti, della proposta di legge in oggetto, una riforma statutaria che dà al Presidente la possibilità di attingere a figure di sua fiducia, quindi c'è una riposizione della fiducia nei confronti del Presidente della Giunta, che per questo può aprirsi a un numero di Assessori che riterrà più opportuno, anche al di fuori dal Consiglio. Per tornare alla contestualità, l'articolo 1 bis prevede che “dall'applicazione di questa legge non possono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Alla sua attuazione si provvede nei limiti delle risorse finanziarie previste a legislazione vigente”. Questo sta a significare che, non è detto, spetta al Presidente e nei limiti delle risorse a disposizione poter fare un tipo di scelta, o un'altra, che ora contempliamo con questa modifica e rendiamo possibile l'opzione di consentire al Presidente una scelta di diverso tipo.
Questo è il senso vero, poi, quando parleremo di legge elettorale, entreremo nella questione specifica della cosiddetta incompatibilità o sospensione delle funzioni, che è un tema che ha introdotto il Consigliere Busilacchi e che mi pare ben diverso dallo specifico punto che si tocca con questa proposta di legge. Non è questione di tecnica giuridica soltanto, ma anche di sostanza.
Aggiungo che probabilmente quell’argomento doveva essere contenuto in questa proposta di legge, ma per non modificare un orientamento già così predisposto in precedenza, visto e considerato che la questione della incompatibilità o sospensione è compresa nella legge elettorale, abbiamo mantenuto questa separazione. Forse un legislatore raffinato, me lo ha fatto notare giustamente l'Assessore Cesetti, poteva prevedere quella norma nella disposizione statutaria, però bisogna tenere in considerazione le motivazioni che hanno portato a questo provvedimento che occorre tenere separato dall'altra proposta, di cui parleremo spero presto in tutte le sue sfaccettature.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Sono stato chiamato in causa dall'intervento della Consigliera Marcozzi e per certi versi anche dal Consigliere Zaffiri.
Sposando in parte il ragionamento che ha fatto il Consigliere Giacinti, in tutta Italia da ormai 15 anni, in tutti i Consigli comunali d'Italia, il ruolo della Giunta ha un'incompatibilità con quello del Consiglio, chi fa l’Assessore, se viene chiamato dal Consiglio, fa subentrare un nuovo Consigliere, ma non in un ente, in tutti i Comuni d'Italia, dal primo all’ultimo.
Questa etica, chiamiamola, a scatti, perchè si ha di volta in volta, non si preoccupa di 100 mila Consiglieri comunali che surrogano quelli che diventano Assessori, ma dell'applicazione dell'identico meccanismo in quest'Aula.
Quindi trovo che riproporre un sistema che vediamo tutti i giorni, in tutti i Consigli comunali di tutta Italia, non possa aprire chissà quale dubbio nel momento in cui, ad esempio, la Lega ha governato fra tutto una decina di anni, da quando c'è l'elezione diretta dei Sindaci, e non si è mai preoccupata dell'aumento di spesa per i Consiglieri che subentrano a quelli che escono, non in un Consiglio comunale, ma in tutta Italia!
Questa etica che emerge improvvisamente sui costi della politica solo qua, permea e lascia il tempo che trova. Ci sono dei principi che vanno al di là, lo ha spiegato bene anche il Consigliere Giacinti, e secondo me ci sono scelte che vanno al di là di questo aspetto, è una decisione sui ruoli, su come si giocano, sul rapporto fra il Consiglio regionale e la Giunta.
Aggiungerei un elemento - non ho seguito tutto il dibattito, può darsi che sia emerso - non so quanti si sono accorti che con la trasformazione delle Province in modo particolare è anche cambiato il ruolo della Regione, io non so quanti se ne sono accorti! Il 70% dell'attività gestionale fatta dalle Province è diventata della Regione, noi non siamo più solo i programmatori del sistema dei trasporti, siamo i gestori del sistema TPL, noi non siamo solo legislatori sulla caccia, siamo i gestori del tema della caccia, noi non diamo solo contributi sulle strade, gestiamo 300 chilometri di strade regionali, quindi chi non si è accorto di questo cambiamento - perché la Regione Marche, con sei Assessori contro i dieci che c'erano prima, non solo fa tutta l'attività che c’era prima (il referendum non ha tolto neanche una competenza concorrente alle Regioni) ma a questa si è aggiunta tutta la parte relativa alla gestione del 70% delle attività che facevano le Province - si può giustamente interrogare anche sulla distinzione dei ruoli, come avviene esattamente nei Comuni, probabilmente per dare un ordine alle attività e comprendere il mutato ruolo delle Regioni.
No, qui tutto riguarda il sistema elettorale, le elezioni, vince le elezioni. Vince le elezioni chi prende un voto in più degli altri, questo normalmente succede, chi prende un voto più degli altri è quello che vince le elezioni, non c’è sistema elettorale che tenga, non c'è meccanismo che tenga, quello che prende un voto in più è quello che vince le elezioni.
Andare ogni volta a dibattere di altro, mentre si discute di un tema, tecnica molto interessante ..., mi dispiace ma non credo a questa etica che si applica a interruttore – dove mi interessa, dove non mi interessa – e spesso toglie il valore alla discussione che andrebbe fatta per fare un altro dibattito.
Io sono per stare sulle cose, questa proposta mi convince, la sostengo, ritengo sia una cosa che viene applicata diffusamente, quindi trova una ragione anche in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non ripeterò le cose dette dal Presidente, che condivido totalmente.
Voterò questa proposta di legge e dico finalmente.
Il Presidente Giacinti sa che questi ragionamenti li facevo già quattro anni fa, dopo cinque, sei mesi che ci siamo insediati. Vi ricorderete, in quest'Aula ero un convinto sostenitore, come lo sono ancora, del principio della separazione dei poteri, perché evidenziavo, quattro anni fa, le difficoltà istituzionali nell'essere contemporaneamente Consigliere ed Assessore, e non le starò qui a ripetere.
Questa è una norma che mi convince, non soltanto sotto l'aspetto della separazione dei poteri, ma perché dà ai poteri la loro giusta rilevanza ed evita la confusione degli stessi.
Quante volte ci siamo detti che il sistema, come è pensato nella nostra Regione, di fatto è, se vogliamo, presidenziale, nel quale il Presidente viene eletto direttamente, poi c'è un'Assemblea legislativa e su questo, tra l'altro, non ci sarebbe - a parte che si può votare la cosiddetta sfiducia - la difficoltà della cosiddetta anatra zoppa, perché è un sistema, se vogliamo, presidenziale, in cui il Presidente rappresenta il potere esecutivo per eccellenza, viene eletto direttamente dai cittadini e non deve neanche chiedere la fiducia all'Aula, ma comunica soltanto e rappresenta il potere esecutivo. Mi spiegate come può uno Statuto imporre a quel Presidente di scegliere tra gli Assessori soltanto tre esterni ed obbligarlo a sceglierli all'interno del Consiglio regionale, determinando così un conflitto istituzionale, se vogliamo, che è ex se.
E' elementare, era sbagliata la norma precedente, ma non tanto per la separazione dei poteri, ma perché determinava un'ingerenza dei poteri perchè obbligava il Presidente eletto direttamente non a scegliere il suo governo, ma a sceglierne metà perché erano previsti soltanto tre esterni. Stiamo scherzando?
Questa è una norma giusta ed i cosiddetti potenziali maggiori costi non sono un costo, Consigliere Zaffiri, ma il prezzo della democrazia ed ogni euro speso per la democrazia è speso bene, perché è utilizzato per la libertà dei poteri e perché se è dispiegato al meglio ci guadagna la comunità amministrata, quindi io sono molto favorevole. Aggiungo che secondo me, l'ha detto il Consigliere Giacinti, la norma sulla incompatibilità tra il ruolo di Assessore e di Consigliere forse doveva essere contenuta nello Statuto.
Aggiungo un'altra cosa perché le questioni sono legate, la modifica statutaria con la legge elettorale, la dico adesso così, Presidente, non chiederò la parola dopo, la legge elettorale che prevede l'incompatibilità, per quello che ho detto prima, è altrettanto giusta, è ovvio, io voterò la parità di genere, è giusto il tema del tetto, credo che sia giusto e coerente con quello della riforma e con quello che tra l’altro ci dice la Corte Costituzionale, non lo dobbiamo ripetere qua, stabilire un tetto minimo che sia oltre il 40%.
Voterò anche quella legge, l'unica cosa che, ma so bene che non si può ottenere tutto, ma la voterò convintamente, avrei voluto una separazione ancora più netta sulla scia di quello che succede nei Comuni o che succedeva nelle Province, quando queste erano elettive. Una separazione ancora più netta, il Presidente viene eletto direttamente dai cittadini, i cittadini eleggono un'Assemblea legislativa, che tra l'altro non deve neanche dare la fiducia al Presidente, il Presidente si sceglie il suo Governo, il suo esecutivo e ne risponde di fronte al corpo elettorale e ne risponde anche di fronte all'Assemblea legislativa che, se del caso, lo può sfiduciare.
Questo è ed era molto più semplice ed io lo condivido, però so che non si può ottenere tutto, perché? Cos’è che non mi convince? Ma va bene così, perché è un passo importante. Non mi convince quando parliamo e diciamo: c’è l’incompatibilità, però se il Consigliere che diventa Assessore poi non va d'accordo col Presidente, è un problema, succede come nei Comuni o come era prima nelle Provinc e decade anche da Consigliere. Capisco questo problema, però sceglie di fare il Consigliere o di fare l'Assessore, magari si mette d'accordo prima, il tema che a me non convince è la parola “sospensione”, perché noi sospendiamo il Consigliere che diventa Assessore, ma poi lo reintegriamo nel Consiglio se dovesse cessare da Assessore e a quel punto sospendiamo il Consigliere subentrante. Sapete che è qualcosa che stride con il plenum dell'Assemblea legislativa, che io direi non precostituito per legge, come i Giudici, ma precostituito per volontà del popolo- Questo plenum è precostituito per volontà del popolo, modificarlo col Presidente … E' un problema, è una riflessione, ma voterò la proposta di legge. L'altra riflessione, immaginate quale attività di controllo può esercitare il Consigliere che subentra nei confronti del sostituito, che è diventato Assessore, difficilmente gli farà una mozione contro, difficilmente gli farà un'interrogazione spinosa che lo potrebbe mettere in cattiva luce nei confronti del Presidente, perché se il Presidente caccia l'Assessore caccia anche quel Consigliere, capite che … Presidente, ho concluso anche l'intervento successivo, non lo ripeterò e voterò a favore di tutti i provvedimenti.
Ho voluto consegnare all’Aula queste riflessioni e voglio ringraziare il Presidente Giacinti per lo sforzo fatto nel portare in Aula questi due provvedimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.


Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Voglio intervenire su questo punto, su cui si è dibattuto un po’ per tutta la durata di questa discussione sulla legge elettorale e l'altro, che discuteremo successivamente, sull'innalzamento del premio di maggioranza.
Vede, Assessore Cesetti, io come lei sono un fortissimo assertore dell'incompatibilità piena, o si fa l’uno o si fa l'altro, e qualche secolo fa prima di noi ci aveva pensato Montesquieu a formare questo pensiero ed io, sarà una mia forma mentis, mi sono sempre chiesto come può un Ministro essere contemporaneamente parlamentare, forse sarò fuori dal mondo, ma credo che sia contro la Costituzione, però su questo aspetto non si è mai pronunciato nessuno.
Stare quattro anni e mezzo in questa Assemblea legislativa ha rafforzato questa mia convinzione, o si fa l'uno o si fa l'altro, il legislativo non è compatibile con l'esecutivo, sono due lavori totalmente diversi, che spesso vanno in conflitto tra loro, ed è uno dei fondamenti della democrazia.
Penso che la modifica che faremo sia un primo passo verso un aggiustamento, è chiaro chela cosa non è perfetta, così come non era perfetta l'altra. Ad esempio, sono un assertore del fatto che il Presidente quando si insedia non deve avere nessuna forzatura che arriva dall'elettorato, perché chi si presenta all'elettorato si presenta per fare il Consigliere regionale, si presenta per fare un lavoro importantissimo, che richiede tempo, impegno, che è quello del legislatore, qui si fanno leggi che riguardano 1,5 milioni di cittadini, si fanno leggi sulla sanità, sull'assetto del territorio, sull'istruzione, su tantissime cose importanti. E' un lavoro fondamentale e chi si candida, si candida a fare il legislatore, il Consigliere regionale.
Il Presidente ha la facoltà di scegliere chi crede per portare avanti l'esecutivo, spesso sono anche contrario alle forzature che si fanno nei partiti e nelle forze politiche nell'attingere dai risultati elettorali, sarò sempre contrario a questo aspetto, perché la responsabilità ricade sul Presidente ed è lui che deve decidere la sua squadra, dato che la fine ne risponde il Presidente, su questo ha ragione l'Assessore Cesetti.
In questo caso credo che abbiamo trovato un grande punto di equilibrio.
Anche altre Regioni si sono indirizzate verso questa scelta che, ripeto, non è la scelta perfetta, però anche nell'altro caso rimanere fuori ..., cosa che a me è successa ed ho avuto l’accortezza di andarmene prima che lo facesse il Sindaco e poi mi sono ritrovato qui, pensate quanto è strana la politica!
Questa è una cosa di cui sono fermamente convinto, non è la cosa che avrei fatto, la proposta di legge che ho presentato prevedeva la parità di genere e l'incompatibilità totale, e questa è la democrazia. Secondo me abbiamo trovato un ottimo punto di incontro, poi per le altre cose le dirò durante la discussione della seguente legge, quindi a nome del gruppo del Partito Democratico annuncio il voto favorevole su questa modifica.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto e vorrei soltanto chiarire ulteriormente perché la discussione ci ha portato a parlare della doppia preferenza.
Voglio chiarire che tutti noi voteremo a favore della doppia preferenza, eravamo d'accordo sin dall'inizio a calendarizzare questa iniziativa e ringrazio anch'io il Consigliere Giacinti per aver mantenuto l'impegno che avevamo preso tutti insieme, anche con le associazioni che abbiamo incontrato in questi mesi.
Tuttavia, dopo aver ascoltato il Presidente Ceriscioli e il suo avvocato Assessore Cesetti, devo dire che non mi ha convinto quella posizione e penso sempre di più che agganciare questa modifica al tema della doppia preferenza sia stato un utilizzo strumentale di un tema così importante, su cui tutti eravamo favorevoli, una conquista con la quale allineiamo le Marche a tutti i Consigli regionali, al Parlamento europeo e ai Consigli comunali. Ripeto, è stato sfruttato questo momento di condivisione per creare una norma che favorisce gli accordi politici e la manovrabilità in vista delle prossime elezioni, tanto ne sono convinto e credo che sia stato un gesto inopportuno anche verso tutti quei cittadini che si aspettavano da tempo questa modifica, che propongo all'Aula, ai sensi dell'articolo 123 della Costituzione, di firmare. almeno in cinque, sei Consiglieri regionali, la richiesta di referendum, immediatamente, per abrogare questa norma statutaria e utilizzare tutte le prerogative affinché questa occasione non sia uno spreco di risorse pubbliche per facilitare gli accordi politici. Quindi chiedo ai Consiglieri presenti se sono disponibili a firmare insieme a me la richiesta di un referendum per abrogare questa norma.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che si continui a strumentalizzare la discussione in quest'Aula, in molte circostanze, caro Presidente Ceriscioli.
Non ho detto che sono contro le spese, non ho votato il taglio delle spese, che è stato fatto qui, perché ho sempre detto che la politica ha bisogno di fondi, siete voi che avete votato il taglio, questo ho detto. Voi avete votato il taglio dei finanziamenti alla politica, è una cosa diversa, lei non può dire che mi chiamo A quando mi chiamo B, non me lo può dire. Ho detto che non mi scandalizzo di questo perché ho votato sempre contro, c’è qualcuno invece che ha votato a favore dei tagli, anche dei 500 euro per i francobolli dei Consiglieri.
Ora dopo quattro anni non si capisce questa politica schizofrenica, questo è il problema, ed è diverso, Presidente, è diverso, Assessore Cesetti, che ha difeso il Presidente e la maggioranza. Questo è il problema!
Voi avete fatto dei tagli alle spese della politica e adesso le aumentate, questo sta succedendo!
Lo Statuto è la premessa a quello che sto dicendo, perché qui non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, la modifica dello Statuto è una premessa a quello che avverrà oggi pomeriggio. Probabilmente abbiamo anticipato il dibattito, che comunque ci entra perché si parla dello Statuto che poi serve per semplificare la legge.
Ci siamo permessi di dire queste cose e di sottolinearle di nuovo che noi votiamo contro questo provvedimento che porta alla modifica di una legge, che non serve a niente, altrimenti credo che siamo veramente fuori strada.
Per quanto riguarda questo problema, per un certo periodo di tempo vi siete comportati in un determinato modo, adesso per altri motivi, che tutti abbiamo già capito perché non è che siamo nati ieri, e vi auguriamo tanto buon lavoro, si va verso questa ipotesi di scenari futuri, può darsi che vi portino fortuna, ma può anche darsi di no.
Detto questo, ribadisco che il nostro è un voto contrario. Forse non mi spiego bene durante i miei interventi, ma parlo con delle persone altamente professionali, ma quando si vuole strumentalizzare l'intervento di un Consigliere si riportano altre cose rispetto a quelle che sono state dette. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Sono curiosi questi nostri dibattiti in cui in maniera celata emerge già chi ha vinto, chi ha già perso, c'è un po’ troppa sicurezza, ma anche la sicurezza di perdere è un errore.
Su questa legge chiedo ancora una volta che si faccia chiarezza riguardo alla celebrazione del referendum, perché è chiaro che se c'è la richiesta di referendum questa legge verrà applicata dopo le elezioni di giugno, magari entrerà in vigore fra un anno perché l'iter è stato parzialmente interrotto.
Poi c’è da capire se l’iter dopo la fine della legislatura va ripreso, quindi, può darsi che tutte queste chiacchiere siano servite a poco, ma intanto ci siamo chiariti, abbiamo fatto un dibattito di carattere costituzionale.
Voto a favore per le ragioni opposte da quelle presentate dal Consigliere Urbinati e dall'Assessore Cesetti, opposte come base di partenza.
Sono assolutamente contrario all'incompatibilità dei ruoli, anzi credo che l'incompatibilità in sede comunale sia una cosa ridicola. Uno che fa parte di un Comune di 14.999 abitanti fa il Consigliere e l’Assessore, mentre sopra i 15.000 abitanti è incompatibile. Ti immagini quali segreti di Stato deve decidere un Comune come Potenza Picena a livello di esecutivo! È una cosa ridicola l’incompatibilità dei ruoli e non solo non è anticostituzionale, ma è costituzionale il fatto che l'esecutivo sia rappresentato anche da chi è stato eletto, semmai, se uno legge la Costituzione, caro Assessore Cesetti, è il contrario, perché intanto c'è l'investitura popolare, che aumenta o viene aggiunta, e solo una visione tecnicista della politica mi porta a dire che chi governa deve essere un tecnico e quindi non deve essere lì.
Incompatibile rispetto a cosa? Piena compatibilità, piena aderenza alle scelte politiche, chi è stato votato, chi ha avuto una legittimazione dal popolo diventa Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, prendeva 300 mila voti di preferenza, oggi governano persone che se si presentano da qualche parte prendono 30 voti di preferenza. Questa è la realtà delle cose, svegliamoci dentro questo Paese, non andiamo avanti ancora con questi feticci che la gente non capisce più, poi diciamo che non siamo legittimati, certo che non lo sei perché la legittimazione innanzitutto è popolare, nulla dovrebbe togliere questo aspetto.
Che cosa cambia con questo tipo di esercizio? Dico solo che vedo un aspetto positivo in questo, Presidente Ceriscioli, perché fin dall'inizio della legislatura, in modo particolare nel momento in cui abbiamo avuto la tragedia del terremoto, ho sottolineato che avevamo un esecutivo troppo ristretto, altro che diminuzione della spesa, ho fatto parte di una Giunta in cui eravamo in 10, con il Presidente 11, forse eravamo troppi, ma si lavorava bene e soprattutto si garantiva …, con soli 1.000 euro in più al mese, lo sappia il popolo, rispetto a un Consigliere un'indennità di funzione, mentre ora tutti gli Assessori presi dall’esterno è cosa un po' diversa.
Avrei fatto il contrario, avrei fatto Assessore solo chi è stato eletto e sarei tornato esattamente al 1970, compresa l'elezione del Presidente in Aula, perché quello ha un senso, se è stato legittimato dal popolo va anche a fare l’Assessore sennò raus, sennò succede il contrario, Assessore Cesetti, altro che giochetti, i giochetti si fanno lì, si fa una Giunta dei trombati, di tutti i primi non arrivati che diventano Assessori, questa è la storia se fai quel tipo di esclusione, invece devi essere eletto.
Qual è la parte propositiva? E’ quella relativa al fatto che la Giunta deve organizzare in maniera stabile, e questa sarebbe una bella riforma statutaria, Presidente, le deleghe perché allargando il campo si può delegare alcuni Consiglieri a. Abbiamo avuto un'esperienza difficilissima, non dico negativa né positiva, dico difficilissima in capo alla sanità, come lei ben sa, Presidente, io avrei fatto tre Assessori alla sanità, non uno in capo al Presidente, l'ho detto in tutte le sedi, quindi sono legittimato a dirlo anche qui, perché se la spesa per la sanità è 2,9 miliardi e la spesa per tutto il resto arriva a malapena 350 milioni, con tutto quello che viene dallo Stato, significa che tre Assessori devono coprire almeno una parte e gli altri tre si possono divertire a fare un po’ di caccia, un po’ di turismo, un po’ industria, mentre l'agricoltura e il bilancio sono due settori che dovrebbero avere un Assessore quasi a tempo pieno, poi ci potrebbe essere un terzo Assessore tuttologo, allora si segue bene e si ha la capacità di interloquire con tutti. Oppure si organizza un sistema di deleghe serie su argomenti che necessitano di rappresentanza, perché anche qui deve guidarci un principio, non un feticcio, non la moda, oggi la moda è la separazione, l'efficienza dovrebbe essere il dato che ci lega. C’è bisogno di parlare con centinaia di cittadini marchigiani tutti i mesi e i sei Assessori non ce la fanno. Questa è la sostanza della nostra esperienza, siete stati costretti, non per volontà vostra, a delegare ai dirigenti e non va bene. Io sono un cittadino delle Marche e voglio parlare col mio eletto, con un politico, Politico con la P maiuscola, il politico è una persona seria, è qualcosa di più di tutti perché rappresenta il popolo. E’ superiore? Certo che è superiore, perché è l’eletto. Il dirigente mi può dare il suo parere personale, che dovrebbe essere sempre vagliato e confrontato con un Assessore, caro Presidente, cosa che purtroppo non è successa perché spesso avete dovuto inseguire opinioni, decisioni, o pronunciamenti pubblici fatti da dirigenti in vostra vece. Questa è la soluzione seria della politica, perché non si può stare dietro a tutto, neanche una persona che si impegnasse tutti i giorni fino alla domenica ce la potrebbe fare. Quindi voto la norma per queste motivazioni completamente diverse da quelle che sono state edotte fino a questo momento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Molto brevemente per non ripetere le cose già dette, poi credo che gli interventi, quello del Presidente Ceriscioli in particolare, abbiano chiarito, secondo me, molto bene alcuni aspetti.
Intanto vorrei dire al Consigliere Zaffiri che non mi sento per niente protagonista, come non credo che oggi si senta l’Assessore Bora per le questioni su cui ha fatto una battaglia, sono le Marche ad essere protagoniste nel non essere maglia nera sulle questioni di cui discuteremo dopo e ad essere invece apripista su questo tema, che è presente solamente in Lombardia.
A me spiace che alcuni colleghi non abbiano pienamente capito questo aspetto, o in alcuni casi abbiano fatto un po' di confusione, magari facendo finta di non capire, legando questo aspetto a molti altri che discuteremo dopo.
Oggi non introduciamo il fatto che tutti gli Assessori potranno essere esterni, oggi eliminiamo un vincolo che, come ha ricordato prima l’Assessore Cesetti, è sbagliato soprattutto dopo che il Presidente è eletto direttamente, però alcuni interventi di questo dibattito, che non ho condiviso, mi fanno ribadire che oggi è una giornata epocale non solo perché, colleghi, le Regioni esistono dal 1970, e le elezioni dirette esistono dagli anni ’90, ma perché per decenni non è stato affrontato questo tema.
Adesso saniamo una situazione ed auspico che il Presidente Ceriscioli nella prossima Conferenza dei Presidenti delle Regioni possa spiegare che forse è opportuno sanare la situazione e mettersi in linea. È vero, non ci inventiamo niente di nuovo, è vero che facciamo la stessa cosa che hanno fatto i Comuni, giustamente, e le Province quando esistevano, però gli elettori oggi sapranno che potranno essere scelti anche degli Assessori esterni, ma ricordiamoci una cosa, così come avviene nei Comuni, gli elettori eleggono i Consiglieri, non gli Assessori, eleggono direttamente i Consiglieri, che poi possono diventare Assessori, anche con questa norma oppure no. Credo che questa sia l'unica cosa che mi distingue dall’Assessore Cesetti, penso che questa norma sia migliore di quella dei Comuni perché se un Presidente sceglie un Consigliere e lo nomina Assessore e magari dopo un mese lo licenzia, facendolo decadere non solo da Assessore, ma anche da Consigliere, interromperebbe un mandato popolare mentre gli elettori lo hanno eletto, magari con il maggior numero dei voti, quindi, non può essere il Presidente a licenziarlo da Consigliere. Penso che sia giusto che dopo eletto, nominato in Giunta e poi licenziato dal Presidente, torni a fare il Consigliere, per quello che l’hanno chiamato a fare. Oggi eliminiamo un vincolo, e questo aspetto, lo ribadisco, attiene poi alle forze politiche e alla forza dei Presidenti eletti scegliere in totale autonomia tutti Assessori esterni o all'interno del Consiglio. Il Presidente della Regione Lazio li ha scelti tutti esterni, abbiamo alcuni Sindaci, anche in questa regione, che hanno scelto tutti Assessori esterni, questa è una loro prerogativa, se poi questo è giusto o sbagliato, attiene alla politica e al rapporto tra il Presidente eletto direttamente dal popolo e le forze politiche, ma non può essere una norma a vincolare.
Ritengo che oggi stiamo facendo una cosa molto buona ed è vero che non ci inventiamo niente di nuovo, ma saniamo in modo importante, a differenza di quanto avviene nelle altre Regioni, un errore che, come è stato ricordato, c'è stato in tutti questi decenni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie, Presidente. Esprimo il voto favorevole da parte del gruppo Uniti per le Marche a questa norma che, come già più volte sottolineato, separa il potere legislativo da quello esecutivo dando maggiore democrazia a tutti i marchigiani.
Il nostro voto è favorevole e chiedo l'appello nominale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Riordiniamo un po’ le carte e qualche idea,
E' straordinario come in politica, chiedendo scusa a tutti, si possa improvvisamente sostenere tutto e il contrario del tutto, anche in deroga a certe norme che sono date dalla scienza, tipo la matematica o meglio l'aritmetica.
Cerchiamo di mettere un po' d'ordine in tutto quello che è stato detto, vediamo un attimo di capire perché si poteva fare benissimo fare a meno di questa norma che non porta e non aggiunge altro, se non peggiora qualcosa.
Credo che sia ammirevole, l’ho sempre apprezzato, ho stima personale, l'illustrazione del Consigliere Giacinti, il suo punto di vista per quanto riguarda questa legge e per quanto riguarda l'invarianza finanziaria. Faccio fatica, forse dovrò tornare a scuola per vedere le leggi dell’aritmetica, delle due l'una, se c'è l'invarianza finanziaria di questa legge se ne poteva fare a meno, non serve, perché se il Presidente può nominare e non lo deve fare per forza, allora che l’abbiamo fatta a fare? La si fa perché si dà una possibilità in più che costa, quindi aggrava le spese di funzionamento di tutto l'apparato. Non ci sono problemi, però delle due l’una. Scindiamo il discorso, se non aggrava le spese non aveva senso farla, perché c’era già una norma, c’era la possibilità che la Giunta potesse essere integrata con tre Assessori esterni, basta, finita lì. Quindi vuol dire che c'è qualcosa sotto, che poi vedremo con la legge elettorale, ovviamente c'è anche da dire che la situazione tra i Comuni, che è stata ventilata, e la Regione è completamente diversa. La Regione ha tutto un altro apparato, i Comuni ne hanno altri, per cui quando si arriva alle dimissioni dell'Assessore per incompatibilità con il Consiglio, ovviamente decade ed il Consigliere che entra per surroga - dopo ne discuteremo ampiamente dal punto di vista politico - ha ampi margini di manovra, che il supplente, come vedrete, non avrà perché supplisce al ruolo e sarà sempre a disposizione del surrogato, questa è una cosa presente nei manuali della politica.
Altra situazione, qualcuno ha detto che con questa norma il Presidente ha le mani libere, quindi lo liberiamo dal vincolo di dover necessariamente scegliere all'interno del Consiglio regionale, per cui può lavorare secondo la sua fantasia, ma scusate, qui siamo veramente ai margini di una parodia, il Presidente non ha affrontato l'elettorato con i suoi candidati? Non ha fatto un percorso con i suoi candidati, che poi sono stati eletti? In campagna elettorale non ha elaborato un programma con tutte quelle persone, di cui una parte se le ritrova in Consiglio? Di cosa deve aver paura? Di cosa lo dobbiamo liberare? Da quali lacci e lacciuoli lo dobbiamo liberare? Da nulla, non c'è pericolo. Dopodiché, ripeto, come ho detto prima, se c'è la necessità di individuare per determinati aspetti particolarmente significativi e specifici delle professionalità esterne, ben venga, ma non abbiamo necessità di liberare da grandi inciampi il Presidente nel fare la Giunta. D'altra parte c'è da dire un'altra cosa, il Presidente non governa da solo, lo dice la legge, non governa attraverso i decreti, governa attraverso delle delibere, quindi c’è un organo collegiale e deve per forza di cose fidarsi delle persone che stanno con lui.
Il vero problema dell'esterno, la vera riforma non è questa, questa non incide assolutamente nulla, la vera riforma, le vere mani libere che deve avere un Presidente, e non si è mai avuto il coraggio di fare a livello centrale, è lo spoil system della parte tecnica. Lì il Presidente dovrebbe avere le mani libere per scegliere nel corso del suo mandato i suoi collaboratori tecnici, in modo tale che ci sia affinità tra il suo modo di agire, il suo modo di pensare, tra quello suo e della Giunta, e chi poi sul territorio applica le norme, gli apparati tecnici, dirigenti e altro. E' lì che il Presidente dovrebbe avere le mani libere ed assumersi tutte le responsabilità e quindi risponderne. Questo problema l’ha affrontato anche il Consigliere Marconi, è questo il vero e grosso problema di un'amministrazione pubblica, non quello del Presidente di scegliere o non scegliere, e guardate, da che mondo è mondo, i Ministri fanno i parlamentari, e allora? Quando un cittadino, ad esempio, elegge un suo Consigliere nel Consiglio comunale per che cosa lo elegge? Per stare in Consiglio comunale a fare un’interrogazione, una mozione, oppure per alzare la mano anche se non condivide quando c'è da approvare un bilancio, o perché deve rispondere allo schema di partito? No, lo elegge perché pensa che quello andrà ad amministrare, a gestire, perché si fida di quella persona. Qui il concetto è completamente sbagliato, stiamo ragionando di una cosa che non ci sta proprio. Per cui credo che se ne poteva fare benissimo a meno dato che già lo Statuto vigente prevede la possibilità di introdurre, qualora ce ne fosse bisogno, delle specificità e delle alte specializzazioni, al massimo tre Assessori esterni. Penso che questo sottintenda a qualcosa che vedremo prossimamente quando fra qualche minuto discuteremo la nuova legge elettorale, per cui, ripeto, sono decisamente contrario e contrariato perché ritengo che questa sia una discussione che non porta da nessuna parte.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Faccio anch’io una dichiarazione di voto contraria, i motivi li ho già espressi nel mio intervento. E’ difficile scindere la modifica dello Statuto dall'introduzione di un articolo della proposta di legge, che verrà valutata successivamente, che prevede un aggravio di costi rispetto a quello che evidentemente la modifica dello Statuto di per sé non introduce.
Devo dire che trovo assordante il silenzio del Movimento 5 Stelle su questo punto e faccio un'ultima dichiarazione rispetto alla proposta di referendum proposto dal Consigliere Carloni, che reputo sostenibile sia io che i Consiglieri della Lega, che non hanno la facoltà di parlare nuovamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Quando intervengo su questi temi voglio farlo in punta di piedi e con tanta delicatezza, perché chi ha una formazione gramsciana come la mia, sa che il tema della rappresentanza è un fondamento della democrazia e si riesce ad esercitarla in profondità se si costruisce una connessione, come diceva Gramsci, sentimentale con il popolo.
Qui sono state fatte molte considerazioni, parto da quella del Presidente Ceriscioli, che ha messo in evidenza l'aumento dell'attività gestionale delle Regioni. Ha ragione, perché ci sono state delle riforme o dei pasticci istituzionali che hanno portato la Regione ad avere questo tipo di competenze, quindi una battaglia politica che deve essere fatta, perché noi siamo comunque dirigenti politici, al di là del ruolo istituzionale, è quella che non ci può essere una Giunta composta soltanto sei persone. Questo a me sembra il punto principale, e su questo credo che si debba dare una possibilità alle Regioni dentro il ragionamento delle autonomie più o meno differenziate, certo, con dei limiti, dei tetti, perché a volte abbiamo visto non in questa parte d'Italia, ma in altre, che l'autonomia è esercitata male, penso a quello che è accaduto anche sui costi della politica e non certo, ripeto, in questa parte d’Italia.
Ha ragione anche il Presidente Giacinti quanto dice di rimanere sul punto specifico dello lo Statuto, e dopo arriverò lì, però, vedete, noi queste due leggi ormai le conosciamo, sono state costruite, come ha detto il Consigliere Giacinti, in un lungo percorso, confronti, prese di posizioni politiche ed il tema dell'incompatibilità è presente nell'altra legge, nella legge elettorale, ecco perché poi alla fine dirò qualcosa.
Prima il Consigliere Urbinati ha chiesto come può un Ministro fare il deputato, ma su queste cose la stessa Democrazia Cristiana negli anni ’90, con la riforma della politica, ha stabilito che i Ministri (poi la Democrazia Cristiana è stata sciolta dallo stesso partito) dovevano dimettersi da deputati.
Parliamo di tante riforme istituzionali, addirittura a volte tocchiamo la Costituzione, a volte facciamo le riforme elettorali, mentre dovremmo rilanciare la riforma della politica, perché è lì che alcune norme dovrebbero essere inserite. Il Presidente dovrebbe scegliere chi, dove, come? Il Presidente sceglie nella maggioranza che lo elegge, non tutti, è chiaro, perchè deve avere la sua autonomia, ci mancherebbe che non riconosca il ruolo del Presidente. Voglio dirlo in modo molto franco, Presidente Ceriscioli, lei sa che pur criticando un provvedimento, glielo dico qui in presenza dell’Aula, può contare sulla mia lealtà, anche in momenti in cui ci sono dei sondaggi che mi piacerebbe sapere da chi e perché sono stati commissionati. Quindi, al di là delle mie critiche, magari su un suo un provvedimento, le dico che può contare sulla mia lealtà.
Detto questo, sinceramente faccio fatica a capire, leggendo il combinato disposto dei due provvedimenti ..., ho sentito l'Assessore Cesetti esprimere un concetto, ed io la penso come lui su quel punto, ed anche il Consigliere Marconi ha espresso preoccupazioni, come altri colleghi, ma allora perché facciamo questa incompatibilità? Mi do anche una risposta politica, credo che la facciamo perché noi, e il Consigliere Urbinati lo sa bene, siamo in una fase in cui oscilliamo da “Italia Viva” ad “Articolo 1”, questo è il quadro politico.
Dentro questo contesto voto convintamente la riforma elettorale, non solo perché c'è il punto sulla preferenza di genere, ma perché condivido e poi lo dirò, anche il ragionamento sul premio di maggioranza, e dirò anche il perché. Condivido anche altri aspetti, però, secondo me, la modifica statutaria ..., e chiedo scusa, la chiedo al capogruppo, la chiedo al Presidente, ma sapete che sono libero, non soltanto nel senso di esprimere le proprie idee, ma anche nel senso di non rinunciare a nulla di me stesso e di non tacitare parte della mia anima. In questi due provvedimenti, la riforma elettorale sulle incompatibilità e la modifica dello Statuto, ci vedo una contraddizione, perché nell'articolo 1 della modifica dello Statuto, diciamo chiaramente che il Presidente può prendere sei figure all'esterno, e questo è un punto, dall'altra parte diciamo che il Consigliere chiamato a fare l'Assessore addirittura viene sospeso e, guardate, quando un Consigliere è supplente, e prima l’ha detto l’Assessore Cesetti, non solo non farà una mozione, ma non eserciterà nemmeno il ruolo d'indirizzo, non solo nei confronti del proprio Assessore, cioè di quello che sta sostituendo, ma nemmeno degli altri. Quindi vedo alcune riforme che mi preoccupano, come quella che ho visto in Umbria, in cui si mette una penalizzazione per chi cambia partito. Noi che abbiamo una militanza lunga siamo estranei a questi temi, però siamo preoccupati comunque, perché se qualcuno decide di cambiare partito dev'essere libero di farlo, perchè non c'è il vincolo di mandato e quando un Consigliere rimane qui, al posto di un Assessore, credo che stiamo inserendo il vincolo di mandato, quindi con tutta la buona volontà, questa modifica statutaria non posso votarla e non partecipo al voto.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Proposta di legge n. 310. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Consigliere Rapa, in qualità di Presidente di gruppo.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Come deciso nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi, una breve pausa e poi riprendiamo con la riforma elettorale.

La seduta è sospesa alle ore 14,05

La seduta riprende alle ore 14,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Proposta di legge n. 36
ad iniziativa della Giunta regionale
“Accesso paritario per uomini e donne alle cariche elettive. Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Proposta di legge n. 261
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Proposta di legge n. 275
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini
“Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Proposta di legge n. 295
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”

Testo unificato: “Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 ‘Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le proposte di legge nn. 36 della Giunta regionale, n. 261 del Consigliere Busilacchi, n. 275 dei Consiglieri Giancarli, Volpini, n. 295 del Consigliere Giacinti, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Veniamo a questo atto che contiene più norme e più questioni precipue della legge elettorale.
Saluto l'arrivo di questo provvedimento in Aula, innanzitutto esprimo soddisfazione per essere riusciti a mantenere un impegno che avevamo preso nella seduta del 26 marzo scorso, quando personalmente avevo assunto quell'impegno. Sono felice di poter tributare all’intera Aula consiliare il giusto riconoscimento, che quel giorno, il 26 marzo, votò a favore, o quasi, del rinvio, con questo termine che oggi andiamo a rispettare, e questo aspetto non mi sembra secondario.
Presentiamo una proposta di legge a mio avviso molto importante, che introduce e tocca più questioni: la doppia preferenza di genere, in primis, che dal dibattito di queste ultime ore, debbo dirlo con un po’ di dispiacere, mi sembra un po' dimenticata; la non necessarietà della raccolta delle firme per i gruppi esistenti; l'incompatibilità delle funzioni tra Assessore e Consigliere, già ampiamente trattata in maniera disorganica e decontestualizzata quando abbiamo toccato la precedente proposta di legge; alcune modifiche degli orari di apertura degli uffici elettorali comunali, che sono necessari per la raccolta delle firme; la modifica del quorum al cui raggiungimento scatta un premio di maggioranza per la coalizione che lo raggiunge.
In premessa, qualcuno pensa che la legge elettorale si dovrebbe modificare ad inizio legislatura, non verso alla fine, io non sono d'accordo su questo argomento, perché modificare la legge elettorale ad inizio legislatura significherebbe delegittimare coloro che l’hanno effettata.
Torno a giugno 2015, mettere mano all'indomani della nostra elezione alla legge elettorale, che tocca tutte queste questioni, non tanto la rappresentanza di genere, che era un tema forse già attuale a quell'epoca, ed andare a incidere sul quorum o su una fotografia rispetto a quella situazione che l'aveva determinata, mi sembra non corretto, penso che sia stato meglio farlo verso il termine della legislatura. Mentre ci sono delle sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea che stabiliscono che non è corretto modificare la legge elettorale al fine di andare ad incidere, o cercare di farlo, sul risultato che può emergere, e questa è un'altra questione che è estranea ai temi che oggi trattiamo.
Seguirei questo metodo di lavoro: illustrerei il corpo della proposta di legge entrando nei singoli articoli di cui farei il commento relativo, così da circoscrivere, volta per volta, il tema che stiamo trattando, altrimenti diventa una nota metodologica di lavoro, chiaramente il dibattito è onnicomprensivo, ci mancherebbe.
L'articolo 1 introduce l'incompatibilità, o la sospensione, delle funzioni di Assessore con quelle di Consigliere regionale. Se ne è già parlato, ma nell'intervento relativo all'altra proposta di legge non mi sono riferito in particolare a questo tema perché mi sono limitato a distinguere da un punto di vista contestuale le due questioni, e guardo la Consigliera Leonardi che ha ben compreso questa differenza.
L’incompatibilità tra il ruolo di Assessore e di Consigliere ha quindi una ratio antica, io direi anche illuminata, per i motivi che sono stati in parte detti. Illuminata coincide bene con l'illuminismo, ovvero con quella fase storica che ha originato la separazione, importante, dei poteri legislativo ed esecutivo.
La separazione delle funzioni serve per esaltare al meglio le peculiarità e le capacità di ognuno nel proprio ruolo, ho visto in questi quattro anni e mezzo che la funzione di Assessore è ben diversa da quella di Consigliere, mantenere inalterato il ruolo, secondo me, non esalta la particolarità specifica del ruolo medesimo che ogni figura ricopre, incarna.
Ricordo a me stesso, come si dice, che non è obbligatorio accettare la nomina ad Assessore, se un Consigliere vuole mantenere ed esaltare il proprio ruolo può anche non accettare l'eventuale nomina ad Assessore. Un'ulteriore sottolineatura della diversità dei ruoli, mi dispiace sentire in Aula che si riconduce la figura del Consigliere che sostituisce il Consigliere nominato Assessore ad un ruolo di subalternità, mentre dovrebbe essere la sintesi e anche un’importante esaltazione del ruolo della classe dirigente di questa Regione. Se penso che il Consigliere che va a sostituire il Consigliere nominato Assessore perde ogni libertà di pensiero e di azione propria delle sue funzioni, si mortifica l'importanza del ruolo stesso che ognuno di noi dovrebbe avere a prescindere da quello esercitato in quest'Aula.
Un cenno l’ha fatto il Presidente Ceriscioli, che secondo me è esemplificativo di una mutazione del ruolo della Regione che è nata, non a caso ci chiamiamo ancora Assemblea legislativa, nel 1970 con spiccate, anzi, esclusive prerogative legislative, strada facendo, lo ha ricordato il Presidente Ceriscioli, fino a quest'ultima accelerazione di questi anni, le Regioni sono diventate sempre di più enti di gestione e questo cozza ancora di più - a parte l'esiguità del numero degli Assessori ricordata dai vari Consiglieri - con questa separazione delle funzioni. Se è vero che la Regione è sempre più ente gestore di attività molteplici, ancora di più la figura di Assessore e nel contempo di Consigliere cozza con i principi che abbiamo detto. Di questo ne sono un convinto assertore.
Per chiudere, c'è stato un attimo di confusione nel dibattito della proposta precedente, quando si è parlato di risorse destinate ad eventuali aumenti di spesa. Ricordo, ancora una volta, che nell'articolo dell'invarianza finanziaria, è implicitamente contenuta una limitazione alla spesa, perché quando si usa quella formula di far riferimento alle capacità finanziarie a disposizione del Presidente per nominare i suoi collaboratori, è chiaro che, essendo una norma statutaria, può anche decidere con legge di trovare lo spazio per questo eventuale ulteriore costo, anche con una riduzione dell'indennità per gli altri. Lo dico solo a memoria, per far capire la distinzione tra la volontà di voler destinare un certo numero di risorse, e quindi attenersi a quel limite o meno. Questo il legislatore fa, ha pensato di farlo in invarianza di spesa, che poi all'invarianza ci si possa arrivare attraverso una modifica dei capitoli di bilancio, quindi ad un risparmio, o viceversa in un'altra direzione, questo è un dato che non ci deve interessare, il tema vero è la separazione delle funzioni, così come è ed ho cercato di evidenziare.
Chiaro il pensiero dell’Assessore Cesetti, quello di una distinzione più netta, come nei Comuni, in cui una volta nominato Assessore il Consigliere cessa per sempre dalle funzioni, ne abbiamo parlato molto in Commissione, chi ne fa parte lo sa bene, ma è stato dato risalto ed importanza, è questo l'elemento innovativo, al mantenimento della funzione di Consigliere una volta che si fosse interrotta l'esperienza di Assessore. Di fronte all'elettorato noi tutti ci siamo presentati per essere eletti Consiglieri regionali, quindi questa funzione abbiamo voluto mantenerla, superando quella visione di subalternità, che ho poc'anzi sottolineato, rispetto al ruolo del Consigliere divenuto Assessore, perché siamo direttamente legati ad esso. Questo è stato ritenuto meno importante della nobiltà dell'impegno e dell'onestà intellettuale del Consigliere sostituto, questo è stato il dibattito che ci ha portato a propendere per questa visione.
L'articolo 2 è un preludio o un’overture, come preferite, all'introduzione della preferenza di genere, perché recepisce il dettato della normativa nazionale in tema di rappresentanza di genere, ovvero la legge 215/2012, in cui nell’approntamento delle liste si fa riferimento al fatto che siano rappresentative del genere, quantomeno per il 40%. Perché la Commissione ha scelto di fare riferimento al 40%, quando, forse, ai fini della questione che introduce questa modifica, potrebbe essere più logico un 50%? Perché la normativa nazionale parla di un minimo del 40% di rappresentanza di genere nella composizione delle liste, ecco perché l’ho chiamato preludio, ci arriveremo più tardi.
L'articolo 3 prevede che non è più necessaria la raccolta delle firme, questa è un'istanza venuta da più parti, che ha trovato tutti d'accordo, per i gruppi esistenti in Regione, in Parlamento e al Parlamento europeo, anche per quelle forze politiche espressione dell'Assemblea legislativa regolarmente costituiti come gruppi all'atto dell'emanazione del decreto di indizione delle elezioni. In poche parole si è voluto lasciare una specie di wild card, passatemi l'espressione barbara, sul fatto di raccogliere le firme per i soggetti che in ogni caso già partecipano all'Assemblea legislativa.
Il secondo comma dell’articolo 3 è una norma tecnica che disciplina l'orario di apertura degli uffici comunali per la raccolta delle firme. Questa proposta è stata recepita da una proposta di legge a mia firma, ma per onestà intellettuale, debbo dire che mi era stata sollecitata dal dirigente del servizio, che voleva superare delle questioni tecniche, ed ha formato oggetto di accordo fra tutte le forze politiche.
L'articolo 4, sempre in tema di firme, elimina la necessità delle firme per la candidatura a Presidente, in linea con un alleggerimento degli adempimenti formali.
L'articolo 5 e l'articolo 6 si possono definire due norme di coordinamento tecnico, perché, in poche parole, vanno ad eliminare quelle parti che alla luce dell’introduzione della non necessaria raccolta delle firme, non hanno più senso di esistere. Ecco il motivo di questa modifica.
L'articolo 7 introduce la doppia preferenza di genere con l'elemento coercitivo che prevede l'annullamento della seconda preferenza nel caso non fosse rispondente al doppio genere, come così stabilito da una norma nazionale, che ben conosciamo, perché c'è stato un dibattito, che è inutile ripetere con enfasi oggi, che ci ha tenuto impegnati per molto tempo, e guardo l’Assessore Bora che è stata la sua paladina fin dall'inizio. Con tutta onestà abbiamo ammesso che c'è stato un periodo di approfondimento della questione, che oggi, ripeto la mia soddisfazione, al pari di altri argomenti può vedere la luce in questa proposta di legge.
Con l’articolo 8 viene introdotta la modifica relativa al quorum, al raggiungimento del quale scatta un premio di maggioranza. Innanzitutto eliminiamo la previsione previgente attraverso la quale veniva sancito un premio di maggioranza al raggiungimento del 34%, ed un altro al raggiungimento del 37% dei voti. Abbiamo eliminato queste due opzioni e lasciato un premio di maggioranza che corrisponde all'ottenimento di 18 Consiglieri al raggiungimento del 40%, e al raggiungimento del quorum del 43% abbiamo aumentato la possibilità di avere un Consigliere in più, quindi: 40% 18 Consiglieri, 43% 19 Consiglieri.
Il 40% 18 Consiglieri, è l'esatta fotografia di quest'Aula all'indomani delle elezioni del 2015, quindi nulla di travolgente rispetto alla norma precedente. Qual è stata la ratio di questa modifica? Abbiamo dibattuto a lungo e sono anche soddisfatto, devo essere sincero, delle motivazioni che ora cercherò sinteticamente di mettere in ordine.
Innanzitutto, con questa modifica, ovvero col riconoscimento del premio di maggioranza almeno al raggiungimento del 40% dei voti, si dà atto della maggiore legittimazione della coalizione che raggiungerà questa percentuale, in un contesto politico, questo non possiamo nascondercelo, modificato radicalmente da quello che originò la legge elettorale previgente nel 2004. In questa maniera il raggiungimento del quorum acquista un maggior valore di rappresentatività nei confronti dell'elettorato. Quante volte abbiamo sentito dire anche in quest'Aula, in considerazione della sempre più bassa percentuale di votanti, di cittadini che si recano al voto, che la nostra coalizione che aveva vinto le elezioni nel 2015 non era così rappresentativa dell'intera comunità regionale, lo abbiamo sentito più volte, diciamolo francamente, e allora se non lo è il 40%, poteva esserlo il 34%? Mi viene naturale questa domanda.
Un altro aspetto è in risposta a spinte un po' proporzionaliste che tendono, secondo me, a sminuire un altro principio cardine che è alla base dell'elezione del Presidente della Giunta, l'elezione diretta della Giunta, che è un tema centrale della nostra legge elettorale, ma non solo della nostra, ormai di un sistema che dagli anni ‘90 è andato così fino ad oggi, e noi ce la sentiremmo di spiegare all'elettorato l'abbandono di questo principio per passare a uno radicalmente opposto? Quello che confida in una spinta più proporzionalista rispetto alla spinta più maggioritaria che questa legge, e questa modifica soprattutto, a mio modesto avviso, contiene.
In tema di legge elettorale è chiarissimo che il dibattito si allarga, le varie tesi si intersecano, la discussione diventa piacevole e acquista anche contorni filosofici, però qualcuno sostiene che in questa maniera si incorre nella circostanza, passatemela si utilizza una pessima espressione, dell'anatra zoppa, che non mi piace nemmeno, non è una forma molto elegante, è americana e gli americani non sono dei raffinati cultori della lingua come possiamo essere noi, per dire una battuta, per identificare quella circostanza in cui non c'è la coincidenza tra Presidente, espressione di una coalizione che si presenta al voto – mi riallaccio al tema poc'anzi accennato, anche con una trasparenza maggiore perché quando vado a votare so quale coalizioni sostiene quale Presidente, fin da subito, senza seconde possibilità di aggiustamento successivo, o si vuole questo? Questo è il tema - e la maggioranza consiliare. Per rispondere a chi agita questo aspetto critico, che potenzialmente può anche esistere, rispondo che questa proposta di legge induce a formare coalizioni prima del voto in maniera da tendere all'obiettivo del 40%, ovviamente anche di più, bontà loro, ma il raggiungimento del 40% metterà nella condizione di avere quella maggioranza di governo per cui mi sembra che questo patto di chiarezza sia un ulteriore elemento a favore di questa visione.
Mi viene da aggiungere un’altra riflessione perchè più volte, e non solo da parte dei commentatori politici, ma soprattutto degli elettori, abbiamo sentito dire che c'è una frattura tra base elettorale e classe politica. Questa proposta di legge, a mio parere, tenta di eliminare, o quantomeno di ridurre, questo punto critico, questo vulnus, in ragione di una maggiore richiesta preliminare di trasparenza che in questo momento storico e in questo contesto politico è un tentativo apprezzabile.
Ultima cosa, non dimentichiamo che in merito al premio di maggioranza c'è una sentenza della Consulta della Corte costituzionale, sull'Italicum, che fa riferimento ad un duplice aspetto: il raggiungimento di un premio che non sia spropositato rispetto alla percentuale attraverso la quale si raggiunge tale premio e nel contempo tenere nella debita considerazione la governabilità. Quindi, un premio non troppo alto da raggiungere al fine di cercare una governabilità, ma nemmeno troppo basso per non creare una sproporzione antidemocratica. Questo in una raffinatissima sentenza, poi ai legislatori di ordine inferiore il compito di trovare una sintesi in tal senso e il 40% dell’Italicum era stato considerato un livello accettabile dalla Consulta. Per cui mi sento di poter dire che anche la nostra proposta di legge non si discosta molto da questo principio, assioma, accettato per una norma elettorale nazionale, perché l’Italicum era riferito alle elezioni nazionali, ma in diritto non sempre funziona l'analogia, ma non vedo per quale motivo non possa essere ritenuta alla stessa stregua in ambito regionale.
Nell'articolo 9 troviamo l’allegato A, che tiene conto delle modifiche introdotte.
All'articolo 10 ci sono le disposizioni finanziarie che sono necessarie al fine di introdurre le variazioni contemplate in particolare, visto che ha tenuto molto alta l'attenzione l'eventuale copertura degli oneri derivanti dall'articolo 1, che faccio notare, è finanziata con il bilancio del Consiglio.
Nell’articolo 11 ci sono le norme transitorie con le quali si conclude questa proposta di legge.
Faccio un'ultima annotazione di carattere squisitamente politico, che sento di fare, è chiaro che il dibattito di questi giorni non ci è sfuggito, soprattutto quando le parti in gioco sono contrapposte come in ogni contesto democratico, chiaramente ognuno fa la sua parte, però mi sento di fare una annotazione, secondo me, importante di carattere politico che, a mio modo di vedere, si pone in linea, anzi rafforza, quanto sostenuto fino ad ora in termini di motivazioni. Questa proposta di legge è oggi in Aula, ci abbiamo lavorato molto, abbiamo fatto riunioni su riunioni, trovato sintesi, che ho cercato con modestia di spiegare e motivare singolarmente, per far sì che tutto avvenisse prima delle elezioni nella Regione Umbria, momento che nel dibattito politico, sappiamo bene, ha catturato l'attenzione e l’interesse di tutti e viene individuato come un esperimento politico molto significativo il cui risultato sembra essere di grandissimo valore.
Bene, questo momento non si è ancora celebrato, sia in un senso che nell'altro, si vedrà più avanti, quindi siamo ben lontani da qualsiasi condizionamento questo possa rappresentare e, ripeto, attribuisce ancora più valore alle motivazioni che hanno ispirato questa proposta di legge che andremo a votare, auspico, più tardi. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Ovviamente usufruiscono dell'analisi puntuale che ha fatto il Consigliere Giacinti, quindi parlerò velocemente degli articoli, facendo delle considerazioni più politiche che tecniche.
In Commissione abbiamo votato tutta la legge elettorale, escluso il primo articolo sul quale ci siamo astenuti, le cui motivazioni le ho dichiarate nella discussione precedente.
L'articolo 1 è quello che sancisce l'incompatibilità tra Assessore regionale e Consigliere e naturalmente noi abbiamo sostenuto la tesi che il Consigliere nel momento in cui diventa Assessore e perde la fiducia del Presidente, o si dimette, torna in Consiglio e ritrova il suo posto ed il primo dei non eletti, che lo ha sostituito, torna a casa. E' una questione sicuramente delicata che potrebbe far discutere, però la volontà degli elettori che hanno dato il mandato al primo degli eletti, ci ha fatto propendere per questo tipo di soluzione.
Nell'articolo 2 si parla della costituzione delle liste, che erano soppesate con 1/3 e 2/3, quindi il 33,66% per la composizione di genere, ci si è adeguati alla normativa nazionale che prevede il 40% in favore della maggiore rappresentatività.
Per quanto riguarda l'articolo 3, voglio ricordare, visto che ci sono state delle polemiche anche nelle audizioni che abbiamo avuto con le rappresentative femminili, che di tutte le 10 proposte di legge presentate sull'argomento di modifica della legge elettorale, il Movimento 5 Stelle è stato il secondo, dopo la proposta del PD del Consigliere Urbinati, a presentare un atto per la modifica della legge elettorale e c'era e c'è ancora la parità di genere. Noi siamo convintamente sostenitori della parità di genere, non solo a parole, ma nei fatti, e prendo ad esempio la composizione della Camera e del Senato, il Movimento 5 Stelle è il gruppo che ha una maggiore rappresentatività femminile all'interno delle istituzioni nazionali.
Passiamo all'articolo 4 che riguarda la raccolta delle firme. Questo è un tecnicismo, per chi ha la rappresentanza nel Parlamento italiano e nel Parlamento europeo, raccogliere firme non è nello spirito del legislatore, che chiede di raccogliere delle firme se io e un altro, che non abbiamo nessun seguito, vogliamo presentare una lista e presentarci alle elezioni. La raccolta delle firme è solo per dare un peso politico alla presentazione di una lista. Per chi ha la rappresentanza in Parlamento e nel Parlamento europeo credo che questa cosa possa essere saltata a piè pari.
Per chi deve raccogliere le firme c'è anche un vantaggio maggiore perché aumenta l’orario di apertura degli uffici comunali che autenticano le firme, infatti la firma deve essere presentata con l'autenticatore affianco che prende il documento e garantisce che la persona che firma è quella che ha presentato il documento.
Stessa cosa per il candidato Presidente, che comunque non è un passante, ma la rappresentazione di una forza politica o di una coalizione di forze politiche, quindi, questa legislazione di prudenza ormai non ha più motivo di essere.
Salto gli articoli 5 e 6 descritti dal Consigliere Giacinti e, visto che la preferenza di genere l'abbiamo già discussa, arrivo all'articolo 8, che è quello che ha suscitato più polemiche e più perplessità.
Nel momento in cui la legge elettorale prevedeva il 34% chi andava a votare era il 60-70% degli aventi diritto, a volte anche di più, una percentuale anche più alta, ma nel momento in cui è il 50% degli elettori, a volte anche meno, dare il mandato di governo di una Regione ad un'esigua minoranza di cittadini marchigiani, altro che scippo, è uno svilimento della democrazia. 40% perché? L'ha detto il Consigliere Giacinti, sull'Italicum la Corte costituzionale ha stabilito che è una percentuale adeguata per la volontà degli elettori. Il 40% del premio di maggioranza è in molte leggi elettorali delle Regioni, molte delle quali governate dalla Lega, la Lombardia ad esempio ha il 40% come premio elettorale.
Con questa percentuale non si vuole scippare la democrazia, ma invogliare i cittadini, come ha detto il Consigliere Giacinti, ad una maggiore e più responsabile partecipazione al voto, visto che c'è questa disaffezione, e garantire che la volontà di un numero attendibile di essi elegga chi governa la Regione. Questo significa rafforzare la partecipazione democratica, che oggi giustamente è stata definita un po' latitante a tutti i livelli.
Parlare di inciucio è quasi offensivo, personalmente non ho fatto pratiche sottobanco con nessuno, non solo, ho avuto un confronto con le altre forze politiche di maggioranza e di minoranza nella Commissione, in quest'Aula, e per rendere questa questione trasparente mi sono esposto a nome personale sui giornali. La mia posizione non è dovuta a un inciucio, ma è quello che pensa il Consigliere regionale Gianni Maggi, e l’ho più di una volta pubblicato sui giornali, quindi, respingo questa accusa per il dovere che sento nei confronti di questa legge che, ritengo, garantisce la partecipazione e la democrazia, per cui l'ho sostenuta apertamente.
Ho parlato a titolo personale e ora torno a fare il capogruppo del Movimento 5 Stelle, a parte il primo articolo su cui ci asterremo, sosterremo questa legge elettorale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Raccolgo il suggerimento del Consigliere Zura Puntaroni di parlare in maniera semplice e non con termini tecnici, quindi vado a raccontare i fatti.
Il primo è una grande discussione, direi esagerata, intorno ai tempi di questa legge, che non so se il Presidente Giacinti, con un atteggiamento pontificale, quasi cardinalizio, non ha voluto raccontare in tutte le sue sfaccettature.
C'era un dibattito aperto sulla legge elettorale all'interno delle forze di maggioranza e anche di minoranza, sicuramente il punto relativo alla forma, erano tante, attraverso la quale introdurre la cosiddetta parità di genere, ha indotto ad una accelerazione, ma com'è stato ricordato da altri, che ora non sono presenti in Aula, non è che la scelta di un sistema o di un altro sia ininfluente ai fini dell'applicazione della legge elettorale, perché quando si dice “doppia preferenza” già si è fatta una scelta, si è scelto il sistema delle liste concorrenti per il raggiungimento della maggioranza. La questione non era semplice, come dire: “L’importante è che ogni tanto ci sia un uomo e una donna” o giù di lì, gender permettendo, poi il Consigliere Volpini ci racconterà qualcosa su questa materia, non è questo il punto perché lo stesso principio poteva essere applicato, ad esempio, nei collegi uninominali o con le liste bloccate. Quindi non era ininfluente, la legge elettorale doveva essere discussa, tant'è vero che oggi noi arriviamo qui con 8 articoli e con molti argomenti che ruotano attorno ad essa e da quanto ho capito, Consigliere Giacinti, non è nemmeno finita perché la partita rimane aperta.
Ho parlato dell'anatra zoppa, anche se il termine non le piace, ma è quello che si usa, ed anche su questo poi dirò perché non è del tutto vero il fatto che la legge possa spingere in quella direzione e che quella sia la soluzione migliore, ma c'è il problema dei collegi, argomento che non è stato evocato, né dal relatore di maggioranza né dal relatore di minoranza, perché non fa parte ancora di una proposta largamente condivisa, o condivisa per una parte maggioritaria, ma che l'introduzione della seconda preferenza, eventuale, mica obbligatoria, fa scattare. Non era un ragionamento peregrino quello che il capogruppo del PD, non dico uno qualsiasi, ma il capogruppo del PD, Consigliere Urbinati ha spesso sollevato quando giustamente ha detto: “Nei nostri piccoli collegi di Ascoli e di Fermo due preferenze significano il blocco delle persone da eleggere”. Anche questa è una cosa di cui noi forse ci siamo accorti, ma i cittadini marchigiani no, non è vero che da noi esiste il sistema maggioritario, hai voglia a stabilire 40, 43, 44, 45%, non serve a nulla perché il sistema maggioritario non c'è nella nostra Regione, o c’è solo per due province su cinque. Nelle ultime elezioni il sistema maggioritario ha funzionato per Pesaro (5 contro 2) e per Ancona (6 di maggioranza contro 3 di minoranza), mentre nelle province di Macerata (3 contro 3), Fermo (2 contro 2), Ascoli Piceno (2 contro 2) non è scattata la famosa quota di maggioranza, e questo è un problema aperto, non sto facendo, e sto sempre alla raccomandazione del Consigliere Zura Puntaroni, sofismi, sto dicendo la realtà.
A questo aggiungiamo un altro piccolo particolare, le quote di maggioranza in questa legislatura sono scattate solo in due province, il resto non hanno avuto questa rappresentanza e questo non è democratico, questo non risponde agli stessi principi della legge, quindi la legge è sbagliata e va modificata in qualche sua parte.
Io ho fatto una proposta che per vincolo di maggioranza e per rispetto dell'accordo raggiunto non ho presentato emendamenti su questo argomento perché è rinviato di qualche mese l'ulteriore approfondimento, ma ho proposto, per esempio, il collegio unico regionale o due collegi dove la possibilità di esercitare maggioranza e minoranza, fissata per numero, c’è, perché si eleggono 16 Consiglieri al nord e 14 al sud, è automatico che un gruppo sia di maggioranza ed uno di minoranza. Il paradosso delle due preferenze sul collegio da 6, ma anche sul collegio da 4, significa che chi ha un blocco di potere, di consenso, di marchetta associata significativa, elegge l'intero gruppo dei Consiglieri, come a dire che se in un Consiglio comunale c'è da eleggere 8 Consiglieri di maggioranza, noi diamo 8 preferenze per scegliere, ed è un’assurdità, anche questo è vero, ma questo non c'entra nulla con la parità di genere, non c'entra nulla con la scelta che questa legge sta facendo, questi erano argomenti seri e veri che come piombi ai piedi pesano ancora sopra questa legge, che avrà non solo questi come dati di incoerenza.
All'altro argomento che vorrei usare a sostegno della tesi lo tratterò quando arriverò al sistema maggioritario.
Vado rapidamente sui pochi articoli che abbiamo esame.
Qui si apre il grande versante della cosiddetta parità di genere secondo legge, ed anche qui qualche verità va detta.
C’è stato raccontato per mesi che chi non avesse applicato questo tipo di legge, sarebbe incorso in ricorsi di natura costituzionale, non so, Assessore, se in Piemonte sono stati fatti ricorsi, mi sembra che abbia votato senza questo tipo di legge e non è successo nulla, quindi, questo non era vero, sono state dette delle bugie, io non lo so, può darsi che non sia aggiornato, non sono uno che insegue la stampa giorno per giorno, forse non sono aggiornato, ma sono state dette bugie perché è stato detto: “Questa è una cosa obbligatoria sennò saltano le Regioni”, però a me sembra che in Piemonte non sia successo nulla sul piano puramente costituzionale.
Non ne faccio neanche una questione di natura sociologica perché se apriamo le questioni sociologiche sfido chiunque ad introdurre altre 30, 40 corporazioni e non mi piace perché la filosofia delle corporazioni, cari compagni, amici della sinistra, è una filosofia che rimanda al periodo fascista, quando avevamo un'Assemblea elettiva che era nominata, era fatta da categorie, i cosiddetti Fasci (ad esempio i Fasci del commercio) Non apriamo l’argomento delle corporazioni che è sbagliato, io voglio entrare, invece, sull'argomento, e lo lascio in sospeso, perché fino all'ultimo farò esame di coscienza su come votare quest'articolo, ancora non lo so, però un problema me lo pongo: non riesco a capire perché adesso, primo con l'articolo 2 - in questo mondo di politicamente corretto, di dati scontati, si deve fare così, è più di sinistra, è più di destra, che mi fa ridere, perché ringraziando Dio, la mia libertà da Movimento 6 Stelle scusi, Consigliere Maggi, ma vi ho scavalcato, sono diventato più stellare di voi, ma da questo punto di vista non me ne frega niente di nessuno - avere per obbligo una lista che non può essere di sole donne mi dà un gran fastidio, perché dopo sessant'anni negare questa possibilità a una parte importante del cielo, la cosiddetta altra metà del cielo, forse la più nobile e ricordando mia moglie e le mie figlie dico la più bella, il fatto che non ci sia la possibilità di fare una lista di sole donne - ce lo mettiamo per legge - almeno per par condicio dovremmo dire: “Adesso per 60 anni 40% di maschi e 60% di donne”. Questa sarebbe stata la parità sulla giustizia storica e finché lo fai sulla base delle liste da presentare è una forzatura, ma ci può pure stare. Faccio riferimento esplicito al fatto che per 60 anni questa Repubblica, giusto o no, poi c'è chi dice che l'uomo sia più predisposto per il potere perché è più noioso, la donna più predisposta per altre cose perché è più creativa, ma non sono uno psicologo, né un pedagogo, non entro su questo argomento, è stata così, quindi questo non rimedia niente, questo mette un confine, stiamo tranquilli che a più di quel 40% non si può arrivare, e poi perché non avere tutto un Consiglio al femminile? Noi abbiamo avuto per 60 anni, caro Consigliere Maggi, Consigli comunali, Parlamenti formati dal 90-95% di maschi, perché non può arrivare un Parlamento diverso? No, non può arrivare, è già deciso che questa rivoluzione culturale non potrà avvenire anche se effettivamente la donna europea in genere è meno legata a determinati vincoli e potrebbe muoversi più facilmente su questo terreno. In alcuni campi delle libere professioni ed anche dello Stato, il numero delle donne impiegate che lavorano è decisamente superiore a quello degli uomini, anche a livelli dirigenziali.
La raccolta delle firme è già stata spiegata, semmai su questo argomento, semmai, Consigliere Giacinti, ci dovesse essere un ritorno al passato/futuro, direi che c’è un dato, non voglio dare un dato conservativo, c'è un dato, chi ha avuto una rappresentanza in Consiglio, in Parlamento per anni, è giusto che si possa ripresentare per dire: “Non ci dovevate stare, avevate tre Consiglieri, non ve ne diamo neanche 1”, ma il proliferare delle listarelle con quel livello di firme che viene richiesto è veramente ridicolo. Lo dico per l'ambito comunale, nella mia città di Recanati alle comunali abbiamo avuto 325 candidati in una città di 21.000 abitanti, 19 liste, 7 candidati Sindaco, perché bastano 200 firme per fare una lista, a livello regionale è peggio, in qualche Provincia bastano 200/250 firme, veramente una cosa ..., leviamole, anche qui un minimo di serietà, chiunque si sveglia la mattina può mettere giù un simbolo e presentare una lista, che richiede un numero basso di firme. O il numero di firme è elevato, e allora diventa uno sbarramento al proliferare delle liste e listarelle: Più Europa, Meno Europa, Più Euro, Meno Euro, Più Donne, Meno Donne, rispetto al fatto che chi è veramente … Intanto qualcosa abbiamo fatto se si libera il numero di raccolta delle firme in capo alle forze che già sono rappresentate c'è una platea molto più ampia per raccogliere le firme, quindi si potrebbe anche alzare questo benedetto sbarramento.
Ho qualche perplessità sull'articolo 8, che esplicito, pur annunciando fin d'ora che lo voterò. Su questo ho superato tutte le crisi di coscienza, ma sinceramente non capisco perché siamo passati da 16, 17, 18, fino al 40%, a 18 e 19 Consiglieri tra il 40 e il 43%. Anche qui mi appello agli amici della sinistra, siamo i portatori della grande democrazia rappresentativa, 19 Consiglieri su 30, più il Presidente 20, è l'attuale maggioranza, con l'arrivo del Consigliere Bisonni è l’attuale maggioranza, però ragazzi, ragionando con qualcuno mi è venuto da dire che c’è da introdurre un premio di minoranza, bisogna garantire che ci sia un certo numero di persone in minoranza, sennò c’è il rischio che non le abbiamo più neanche nelle Commissioni se qualcuno cambia casacca. 11 non si capisce, non si capisce perché con un 3% in più ce ne devono essere 11, non c'è una ragione, nessuno me l’ha saputa spiegare, perché se l'unica ragione che dovevamo soddisfare era quella del 40% previsto dalla Corte Costituzionale, quello c’è, diverso è se si arriva al 45% perchè si hanno 19 Consiglieri, ma anche questo non ha senso, perché in tutte le leggi elettorali, caro Consigliere Giacinti, siamo al 60%. Nei Comuni sopra i 15 mila abitanti siamo al 60%, riforme scellerate che sono state fatte da tutti, hanno portato la rappresentanza nei comuni a 3 di minoranza e a 9 di maggioranza, ma quanta paura hanno quelli che governano? Io ho fatto il Sindaco di Recanati con un Consigliere di differenza eletto con il proporzionale e sono arrivato alla fine dei 5 anni e in mezzo c'è stata Tangentopoli. Il Partito Comunista mi faceva due mozioni al mese di sfiducia, ma sono arrivato fino alla fine perché c'era la politica, questo è il segno che la politica non c’è più, quando si mettono in campo queste cose c'è paura. In più faccio un calcolo, visto che il Consigliere Giacinti dice che questo spinge a fare le coalizioni, ed è vero, domando: ma questo è un bene? Allora quello che è successo in questa legislatura è un male, è un male che 5 candidati Presidente si possano presentare, è un male, se questo è un bene, però si sono presentati ed è anche grazie a questo che abbiamo vinto, detto fra noi, perché siamo arrivati al 41%, non c'è stato il blocco di tutti contro tutti. A che cosa è servito in questi 25 anni di cosiddetta seconda Repubblica fare questi blocchi di tutti contro tutti? Abbiamo avuto più governabilità? Io ero in Senato con Prodi Presidente, mi faceva pena pover’uomo, io non lo tiravo fuori il rosario per sventolarlo perché penso che sia un simbolo da tenere in tasca, ma quanti ne ho detto di rosari a suo favore ed alla fine lo avrei anche votato, la pazienza che ha avuto quell’uomo con quei 3/4 disgraziati di Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista, che lo ricattavano su tutto con lo 0,3%, poi è caduto e non è stato Mastella, nè i suoi, perchè uno ha votato a favore, uno contro e uno si è astenuto, quindi ha pareggiato, Mastella non si è inimicato nessuno.
Non è che facendo grosse coalizioni, che forzano la composizione di schieramenti poco omogenei, poi si governa bene, non è così, tanto vale l’anatra zoppa e la proposta che faccio perchè queste composizioni avvengano alla luce del sole, non con accordi in cui si scrivono programmi che, sappiamo tutti, servono a poco o a niente, strada facendo e strada andando.
Chiudo, solo per darvi un numero, se si dovesse arrivare pari e patta, 50 e 50, chiaramente uno avrà un voto più dell’altro, ma tutti e 2 al 50% in maggioranza, basterà il 2,5% per avere un Consigliere, in minoranza il 4,5%, quindi di fatto abbiamo creato uno sbarramento del 5%, superiore a quello che la legge prevede ed anche questo in maniera subdola.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Dividerò il mio intervento in due parti perché credo sia opportuno.
L’ho detto in tutte le sedi nelle quali abbiamo discusso questi argomenti, sia nel marzo quando la doppia preferenza di genere è arrivata al voto dell'Aula, che ha votato a maggioranza il rinvio, sia quando la questione è stata trattata nella Conferenza dei capigruppo, quindi tratterò separatamente la doppia preferenza di genere perché reputo, l’ho detto allora e lo ribadisco oggi, che sia una proposta da trattare in maniera staccata dal resto della modifica della legge elettorale, sia perché è un adeguamento ad una normativa nazionale, per cui ha un iter diverso rispetto alle 10 proposte di legge che sono all'esame della Commissione, sia perché trovo non corretto che gli argomenti siano trattati necessariamente insieme.
La legge nazionale prevede tre diverse possibilità in base al tipo di legge elettorale che ogni Regione ha. Se hai la preferenza devi introdurre la possibilità, ribadisco possibilità e non obbligo, di mettere due nomi, uno maschile e uno femminile o viceversa, se hai un sistema uninominale, quindi con tanti collegi in cui c'è un solo candidato, hai l'obbligo di mettere una percentuale di questi candidati di genere diverso, se hai il listino bloccato hai obbligo di mettere alternativamente i nomi di un genere o di un altro.
È di tutta evidenza che noi ci adeguiamo sulla base del nostro sistema elettorale, e non mi sembra che nessuna delle 10 proposte in discussione andasse a proporre un modello completamente diverso, nessuna delle proposte ci avrebbe portato verso i collegi uninominali o i listini bloccati, quindi dire che queste cose dovevano andare necessariamente insieme non corrisponde al vero.
Dico anche di più, se fosse arrivata una proposta di questo genere e tutta la maggioranza l’avesse votata, era giocoforza naturale che, non essendoci più le preferenze, ci saremmo adeguati all'altro dei due sistemi proposti dalle leggi nazionali. Quindi, questa proposta dell’introduzione della doppia preferenza di genere poteva, e a parer mio doveva, essere votata tre anni fa, quando è stata introdotta, così come fondamentalmente avrebbe adeguato la nostra legge.
Dobbiamo dire che … può intervenire dopo, Assessore Casini …

(interrompe l’Assessore Casini)

Elena LEONARDI. Dalla Giunta si, ma è proposta dall’Assessore Bora ed approvata dalla Giunta, non credo che sia il segreto di Pulcinella, come non è il segreto di Pulcinella che qui ci siano state delle forti resistenze a far passare questa legge e non chiamiamoli “approfondimenti”, come in maniera quantomeno diplomatica li ha definiti il Presidente della Commissione.
Qui ci sono state e ci sono forti resistenze che hanno fermato questa proposta di legge per tre anni e lo dico da persona …, l’ho già ribadito, l'Assessore lo sa - ci siamo confrontate, io la chiamo Assessore perché non reputo che vada messo il femminile necessariamente, non sono queste le battaglie - che questa proposta andava portata avanti ed ha trovato delle chiusure e, ce lo siamo detti tutti, io non amo sentirmi un sorta di panda in via di estinzione da tutelare, uso sempre questa formula, però non ci possiamo neanche negare che, come avviene nella politica ed anche in altri campi, c'è un sistema culturale che presenta delle difficoltà, e lo dice un Consigliere regionale, quella che sta parlando, che è stata eletta col precedente sistema, che è stata eletta con una sola preferenza, e che quindi non deve cercare uno spazio diverso da quello che si è già guadagnata sul campo. Dobbiamo ammettere però che c'è un sistema culturale, a me piacerebbe sapere quanti dei Consiglieri regionali qui presenti, che magari hanno famiglia e figli, fanno la spesa, riordinano la casa, portano i figli nelle varie attività (doposcuola, calcio, ballo, catechismo, dentista), una serie di incombenze che in maniera naturale sono sulle spalle della donna, che quindi ha meno tempo da dedicare alla politica. In questo senso, più ancora che con queste formule, occorre garantire la possibilità di non rinunciare a determinate cose, che sono anche giuste, e di poter vedere anche realizzata la propria aspirazione politica, e la premessa l’ho fatta perché nessuno mi può dire che faccio del garantismo per la mia posizione, perché credo che sia quanto di più lontano dal mio modo di fare e di sentire, ma credo che quello che è giusto dire bisogna dirlo.
C’è da fare anche una piccola cronistoria per spiegare come si va oggi a votare. Ho votato in quel Consiglio di marzo quell’atto, perché reputavo giusto che il Consiglio si esprimesse su quella proposta di legge e non fosse rinviata per trovare una quadratura del cerchio, che oggi abbiamo con l'abbinamento della doppia preferenza di genere con altre proposte.
Va fatta, credo, una giusta cronistoria perché sui tre punti che dovevano venire oggi in Aula: l'introduzione della doppia preferenza di genere; la semplificazione nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste e del candidato Presidente, l’incompatibilità del ruolo di Assessore/Consigliere, già un mese fa, durante la riunione dei capigruppo, si percepiva che non c'era unanimità, tant'è che io proposi di portare in Aula il 15 ottobre, come si era preso l'impegno il Presidente della I Commissione Consigliere Giacinti, solamente la doppia preferenza di genere e lasciare tutto il pacchetto delle riforme elettorali ad una valutazione successiva.
Devo dire che la mia proposta non ha avuto neanche la dignità di essere messa al voto perché poi ne è stata fatta un’altra che prevedeva l'introduzione e la discussione oggi, 15 ottobre, di questi tre punti, rinviando le varie modifiche della legge elettorale, dalla riforma dei collegi, alla modifica della percentuale per avere il premio di maggioranza, fino addirittura ad arrivare alla proposta del doppio turno. Tutte queste proposte dovevano essere esaminate in un secondo pacchetto di modifiche.
Quella proposta è stata votata e poi è stata disattesa successivamente nell'esame in Commissione quando è stato proposto un emendamento del PD, a firma del Presidente della Commissione, in cui non si trattavano solo i tre temi, ma veniva inserita anche la modifica delle percentuali per il raggiungimento del primo di maggioranza, un argomento che la Conferenza dei capigruppo non aveva votato, e questo lo devo far notare, in un silenzio compiacente del Movimento 5 Stelle che in altre situazioni avrebbe fatto delle barricate, avrebbe portato gli striscioni in Aula ed urlato contro il PD di governo mentre oggi si limita ad una tenue astensione.
Credo di dover fare una giusta valutazione politica, perché non siamo qui a prenderci in giro, né noi, né chi ci sta ascoltando, e penso che questo sia un segnale molto chiaro e vi spiego anche perché le modifiche che oggi vengono presentate vanno in una direzione.
Il secondo pacchetto di modifiche, vediamo se sarò smentita, non arriverà più in Aula, ma si è chiuso introducendo l'innalzamento della percentuale per il premio di maggioranza, si è chiuso fondamentalmente un semi-accordo o comunque ci si sta instradando nella direzione di creare tre diverse opportunità.
In un intervento di prima ho sentito, quando si dibatteva dello Statuto, qualcuno dichiarare, non ricordo chi, che era sbagliata la legge elettorale precedente con la quale siamo stati eletti. Ricordo che alcuni Consiglieri e Assessori sedevano in quella assise, hanno votato quella legge elettorale che ci vede eletti oggi. Allora avrebbero dovuto fare un’operazione verità e dire: “Ci siamo sbagliati prima, oggi dobbiamo correggere il tiro”, oppure “Era giusta quella, ma oggi per accordi, partiti, esigenze, dobbiamo cambiare la legge elettorale”.
Entriamo nelle motivazioni di questa modifica, è una mia valutazione, ovviamente, e mi assumo le responsabilità di quello che dico. Fra qualche mese si andrà al voto e vedremo se, non ho la sfera di cristallo, ci sono andata vicino.
Le ipotesi, a questo punto sono tre, la prima è innalzamento del premio dal 34%, che era la fascia minima, al 40% per ottenere il premio di maggioranza ed implica che si sta cercando di portare avanti l’ormai recente “modello Umbria”, che è quello che vede un accordo palese fra i due nemici fino a ieri, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, perché pensano, l'uno e l'altro, di non poter raggiungere da soli quella percentuale, quindi spingono per andare insieme e avere la possibilità di vincere e battere il centrodestra. Questa opportunità, questa strada, mi sembra che sia già stata avanzata, con una serie di passaggi che possiamo leggere, dato che la politica si legge anche dagli eventi che succedono: abbiamo visto i rifiuti di Roma arrivare nelle Marche e abbiamo visto un accordo che consente ai rifiuti di Roma di essere trattati nella nostra regione, oltre ai vari endorsement, aperture che sono state fatte dai vari Matteo Ricci, dai vari Gianni Maggi, esponenti dell'uno o dell'altro partito. Recentemente abbiamo visto che il Sindaco di Pesaro ha dato una delega di governo ad un esponente della minoranza, del Movimento 5 Stelle, che ha stupito tutti, che è propedeutica, è stato proprio dichiarato, a facilitare questo percorso, ed evidentemente a qualche elettore, forse più di uno, dell'uno e dell’altro schieramento, forse più del Movimento 5 Stelle, provoca un certo mal di pancia ed una fornitura abbastanza copiosa di Malox o di altri aiuti per lo stomaco.
La seconda ipotesi è quella della ingovernabilità, posto che non si riesca a fare il modello Umbria e che l’indirizzo di voto che si sta registrando un po' in tutt'Italia sia più vicino al centrodestra. Se il centrodestra arriva primo, non arriva al 40%, quindi alziamo l'asticella perché magari al 34% ci può arrivare tranquillamente, cosi non gli si consente di avere la governabilità nell'Aula, addirittura si potrebbe avere la proposta, che non credo verrà portata avanti, di cambiare il Presidente. Ingovernabilità e caos che. abbiamo visto recentemente, è diventata la parola d'ordine di Beppe Grillo, nella convention ha detto “Io sono il caos, io porto il caos” e mi sembra che stiamo andando verso questa direzione.
La terza opportunità è quella che riguarda il mancato l'accordo PD-M5S, in maniera palese, per cui l’Aula si apre al mercanteggio e alla ricerca di voti, per avere quella maggioranza che, non raggiungendo il premio di maggioranza, nessuno ha. Ecco spiegata anche la necessità di avere dei posti in più. Quali sono questi posti in più? I sei i posti di Assessore/Consigliere che diventano ora incompatibili. Cerco di seguire un filo che per me ha una logica, probabilmente gli altri mi diranno di no, ma a me sinceramente sembra che ci sia un filo logico, servono per accontentare, non solo per la frammentazione del PD, che si è spezzettato in vari rivoli, ma anche i novelli alleati, in un secondo momento, quindi, dopo aver costruito un'alleanza in Aula con i novelli alleati del Movimento 5 Stelle, necessariamente c’è la necessità di avere, insieme ai partiti minori, socialisti, eccetera, posti per accontentare un po' tutti.
Per queste motivazioni abbiamo sollevato, personalmente, ma anche come minoranza, forti perplessità rispetto al modello che si vuole modificare, separando, e lo ribadisco nuovamente perché non voglio strumentalizzazioni, un voto. Il mio sarà favorevole alla doppia preferenza di genere, rispetto al pacchetto delle altre riforme che, a mio avviso, cercano di disegnare un sistema elettorale a favore di chi fa la legge elettorale. Molti mi dicono che è un boomerang, che ha portato male a chi ha fatto il cambiamento, me lo auguro fortemente anche questa volta, ma reputo che le questioni vadano dette in maniera chiara.
Si astiene rispetto ad un aumento dei costi della politica, chi l'altro ieri ha fatto la battaglia della vita, strappando lo spumante quando sono stati tagliati i parlamentari ed oggi in Aula non dice nulla rispetto all'aumento dei posti in Consiglio regionale, credo che questo dimostri una totale incoerenza, di cui gli elettori non hanno bisogno.
Non si può in Parlamento cantare vittoria perché si toglie una rappresentatività, e lo dice un’esponente di Fratelli d’Italia che ha votato favorevolmente tutti i passaggi, anche quando il PD era in opposizione al Governo giallo/verde ed ha votato contro. Fratelli d’Italia ha votato tutto a favore, anche l'atto finale, però non si può per coerenza, per rispetto dell'elettorato, far finta che in Parlamento è una battaglia il taglio delle poltrone, per la quale bisogna combattere fino alla morte, e poi qui fare una flebile astensione, quando sappiamo che quelle incompatibilità hanno lo scopo di creare sei posti in più. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Anticipo subito che recupererò il tempo perché come mio consueto sarò brevissima.
Intervengo principalmente riguardo la questione della doppia preferenza di genere, che noi del centrodestra abbiamo sempre appoggiato fin dall'inizio, del resto nei nostri gruppi consiliari su 7 Consiglieri 3 siamo donne, mi sembra una percentuale accettabile rispetto a quella della maggioranza.
Tre donne elette senza artifici, senza dover ricorrere a nessun adattamento della legge elettorale che, come ha ricordato la Consigliera Leonardi, è stata fatta dalla stessa maggioranza che oggi siede in Consiglio.
Penso di essere titolata a parlare di parità di genere in quanto donna, orgogliosa di essere donna.
Come ha detto il Consigliere Marconi, provengo da un ambiente in cui la presenza femminile è preponderante e dove non si è mai stata posta la questione. Prima fuori dall’Aula scherzavo ed ho detto che prima o poi proporrò le quote celesti nei settori in cui ci sono solo donne, quindi voglio una riserva per gli uomini per il settore da cui provengo, nell'insegnamento, in cui siamo tutte donne. Se veramente di parità si vuol parlare, allora ci mettiamo tutto.
Scherzi a parte, noi del centrodestra abbiamo sempre sostenuto la questione della parità di genere, ma quello che mi fa pensare, che mi porta a qualche riflessione, è tutta questa enfasi che oggi la Giunta pone posta, questa grande soddisfazione, questo grande passo in avanti, che non è altro che un adeguamento a delle normative nazionali, quindi era doveroso.
Oggi ho sentito l'Assessore Cesetti dire: “Sono orgoglioso che finalmente venga in Aula”, ma ricordiamo è dal 2016 che ne stiamo parlando, ve ne siete accorti presto!
A me non piace, invece, la questione strumentale, se è passato così tanto tempo, a mio avviso, è perché ci si è serviti di questo provvedimento per traghettare altre modifiche che sono state presentate e che sono presumibilmente in preparazione, modifiche di una legge elettorale che, ripeto e non mi stancherò di farlo, è stata fatta dalla stessa maggioranza che siede oggi al governo di questa Regione, e nascondono, a mio avviso, un disperato tentativo, un colpo di coda, di chi si trova in difficoltà, perché se in Aula ostentate sicurezza, compattezza, fuori è evidente, specialmente in strada, che non avete più consenso. Siete quindi alla disperata ricerca di cambiamenti per prepararvi la tavola del futuro, con improbabili accordi con chi, a volte anche in maniera poco elegante e poco rispettosa della persona …, questo è il rispetto della persona, non cambiare e/o indossare abiti o fiocchetti o cose del genere, è non offendere pur avendo opinioni diverse, e voi state preparando accordi con chi finora avete combattuto. Penso che una cosa del genere sia una strumentalizzazione di quello che andate sbandierando e vi state servendo delle donne per traghettare qualcosa che con le donne non ha niente a che fare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Anch'io cercherò di stare nei tempi anche se il tema è articolato. Sono già intervenuto, quindi cercherò di essere sintetico, tra l'altro il Presidente Giacinti, che ringrazio, ha detto molte cose che condivido, e esprimo riconoscenza per il lavoro molto importante che ha fatto in questi mesi.
Come il Consigliere Giacinti anch’io inizierò da una questione di metodo, ci sono due temi importanti, il primo è la tempistica, quando fare queste riforme, e il Consigliere Giacinti l’ha già ricordato. Farle a fine mandato o all’inizio, quando potrebbero delegittimare gli eletti? Anche perché nel frattempo potrebbero occorrere delle modifiche anche al sistema istituzionale. Pensate cosa sarebbe successo se avessimo fatto una riforma elettorale all’inizio del mandato, quando ancora non si sapeva nulla sul referendum costituzionale, non si sapeva se le Province sarebbero state completamente soppresse, non c'era una sentenza della Corte Costituzionale, c'era quella sul Porcellum, la prima, ma non quella sull'Italicum. Nel corso di una legislatura cambiano le questioni politico istituzionali ed anche il sistema politico, che è molto mutato in questi anni, e se il sistema politico è più o meno maggioritario, più o meno proporzionale, incide sulla riforma che facciamo, non perché la nostra riforma elettorale deve prefigurare l'esito – ai colleghi che vedono dietro questa cosa un qualche complotto, dico che noi non prefiguriamo l'esito - ma perché si deve adattare al sistema politico-istituzionale per garantire i migliori i meccanismi di rappresentanza democratica, quindi bene la tempistica.
Secondo aspetto di metodo, c'è chi sostiene che questa riforma andava fatta in modo organico, tenendo tutte le questioni insieme, io ero tra questi, e chi sostiene che andasse fatta a rate, prima un pezzo, poi un altro, prima le questioni su cui c'è una convergenza, poi le altre.
In particolare, e saluto le donne presenti, il tema della preferenza di genere ci vedeva tutti d'accordo, io stesso ho presentato una legge elettorale che prevede la preferenza di genere, o meglio, la promozione della parità di genere alle cariche elettive, che è altra cosa dalla preferenza di genere, ed è un tema pienamente elettorale e non può essere disgiunto dalla legge elettorale. Ad esempio la preferenza di genere è una modalità elettorale legata ad un sistema proporzionale con cui noi promuoviamo la parità di genere, ma ricordo che è un obbligo di legge ed avevamo tre opzioni: le liste bloccate legate ad un sistema proporzionale, la preferenza di genere legata ad un sistema proporzionale, oppure collegi uninominali maggioritari ad alternanza di genere. Questa è una scelta perché indirizza il sistema elettorale verso un sistema maggioritario, quindi, giustissimo, io credo, inserire questo tema dentro la legge elettorale.
Venendo al merito, questo è uno dei temi oggi molto sentito. Ho detto che avevamo tre alternative, tra l’altro la legge nazionale prevedeva sia il tema della preferenza di genere, o delle liste bloccate, o dei collegi maggioritari, e anche un secondo obbligo di legge, che spesso qui ci dimentichiamo, che è quello che prevede il 40% dei candidati, il Consigliere Giacinti lo ha ricordato, sia di un genere e il 60% dell’altro.
Tra l'altro nella mia proposta c'era una parità completa, perché si prevedeva 50 e 50, ma al di là di questo aspetto, sul tema della preferenza di genere, l'ho detto anche quando ho presentato la mia proposta di legge, voglio essere molto chiaro, penso che noi facciamo bene a farla perché è un obbligo di legge nazionale, quindi dobbiamo andare in questa direzione, ma per onestà intellettuale voglio dire una cosa: sono tendenzialmente contrario alle preferenze multiple, non alle preferenze di genere, come per esempio alle europee, perché, per esperienza, ho visto che spesso non sempre promuovono la parità di genere, ma facilitano degli accordi all'interno dei partiti, tra le varie correnti. In questo caso specifico, pure essendo tendenzialmente contrario al tema generale, sono favorevole perché per utilizzare il gergo della letteratura di genere, credo che possa essere un simbolo utile a rompere il soffitto di cristallo, abbiamo necessità di una battaglia, anche simbolica, anche se sappiamo che specie nei partiti più organizzati favorirà combinazioni che hanno più a che fare con la politica correntizia, però ciononostante è una battaglia giusta.
Sono d’accordo con quello che ha detto la Consigliera Leonardi, noi abbiamo bisogno di accompagnare il tema di questa battaglia, e so di parlare all’Assessore che è sensibile a questo argomento, ad altre battaglie per favorire la partecipazione delle donne in politica, ovviamente riguardano i tempi di vita, che sono ancora troppo maschili, ma dico anche un’altra cosa, forse avremo bisogno non solo di più donne in politica, ma anche di una politica più femminile. Noi maschietti abbiamo bisogno anche di una politica che sia più dialogante, che dimostri una maggiore sensibilità più femminile e questa è una caratteristica più femminile che non maschile. Oltre ad avere più donne in politica, vorrei una politica anche più femminile e più sensibile da questo punto di vista.
Sulla separazione tra Consigliere e Assessore ho già detto prima, ho visto che la Consigliera Leonardi ha fatto un riferimento che proposi anche nella scorsa legislatura con altro esito, però su questo persisto.
Vengo agli altri due temi: collegi e premio di maggioranza. E’ chiaro che la preferenza multipla dal mio punto di vista va anche legata ad un ragionamento sui collegi perché in quelli più piccoli, dove si eleggono quattro Consiglieri, abbinare un uomo ed una donna, soprattutto per chi porta molti voti, creerà delle complicazioni. Ho presentato una proposta in tal senso e l’ho detto fin da subito, più per aprire una discussione, però oggi vedo che si andrà probabilmente ad un mantenimento dei collegi così come sono e probabilmente sarà il punto di caduta, mentre sulla preferenza di genere tutte le proposte presentate tengono conto di questo aspetto, quasi tutte le proposte presentate prevedono una revisione dei collegi, ma ognuna prevede una revisione diversa, quindi non si troverà un punto di sintesi.
C’era anche la proposta, mi pare dei Socialisti, di un unico collegio regionale, affascinante l’idea che finalmente i Consiglieri regionali possano occuparsi di tutta la Regione e non solo del proprio collegio elettorale. Ricordo quando ho avuto la responsabilità di capogruppo di maggioranza le cose più difficili erano le questioni che dividevano di più i collegi. Penso al tema delle vongole, che pure è un argomento molto di nicchia, molto meno deflagrante rispetto alla regione, al lavoro, allo sviluppo, al terremoto, eppure quella battaglia, come sappiamo e come sanno tutti i partiti, divide moltissimo i territori. Perché un Consigliere regionale non può prendere voti ed occuparsi di tutto il territorio regionale? Sappiamo quali sono i rischi di campagne elettorali molto costose e di eleggere solo dentro la costa, quindi credo che esistano varie altre alternative, ma i collegi rimarranno quelli attuali.
Premio di maggioranza, e concludo. E’ un obbligo la legge sulla preferenza di genere, l’altro è quello relativo alle sentenze della Corte Costituzionale, prima sul Porcellum e poi sull’Italicum, che dicono delle cose precise sul premio di maggioranza, e il Consigliere Giacinti le ha ricordate molto bene. Quindi, noi di fatto che cosa facciamo? Eliminiamo le due soglie più basse perché, ha ragione il Presidente Ceriscioli, non si può andare ad etica a corrente alternata, o si dice che una maggioranza che prende solo il 35% non rappresenta tutti i marchigiani, oppure si grida all’inciucio, delle due l’una, mettetevi d’accordo. Abbiamo eliminato le due soglie più basse, oggi per prendere il premio di maggioranza serve avere una rappresentanza alta, superiore al 40%, qualcuno qui dice che questa cosa faciliterà gli inciuci, è già stato fatto l’accordo con il Movimento 5 Stelle, ma la risposta è molto chiara: questa cosa facilita e favorisce l’aggregazione, ma quali sono le alternative? Il ballottaggio o l’anatra zoppa.
L’anatra zoppa vuol dire che un Presidente deve cercare i voti in Aula, il ballottaggio significa fare un accordo dopo un eventuale primo turno. L’aggregazione con la soglia più alta viene fatta prima delle elezioni ed è molto più onesta nei confronti degli elettori perché io vado davanti a loro dicendo che serve un sistema che garantisca la governabilità, quindi, questo è il programma, questo è il candidato Presidente. Sono le alternative che possono prendere in giro gli elettori perché significa favorire le aggregazioni dopo il primo turno, al ballottaggio, o addirittura in Aula.
Ricordo ad alcuni Consiglieri del centrodestra che avete gridato all’inciucio nell’Aula di Montecitorio sul contrario di quello che voteremo oggi, quindi credo che la soglia più alta sia un’operazione che garantisca la governabilità nella rappresentanza, un’operazione di trasparenza nei confronti degli elettori ed allo stato la migliore delle soluzioni possibili. Sappiamo poi che la democrazia è un sistema imperfetto ma, come diceva qualcuno, probabilmente il migliore di quelli a disposizione.
Credo che oggi questa legge elettorale per i tanti aspetti che tiene insieme in modo organico sia un’ottima norma, ovviamente il voto del gruppo ‘Articolo 1’ è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.


Mirco CARLONI. La presenza femminile in quest'Aula, anche se scarsa numericamente, è stata in questi anni molto positiva qualitativamente.
Per quanto mi riguarda ritengo che ai vertici delle istituzioni le donne siano più capaci e riescano ad umanizzare il ruolo che ricoprono quale che sia. Nei rapporti tra colleghi è stato molto più positivo il rapporto politico che ho avuto con le colleghe, lo dico apertamente. La loro sensibilità ed intelligenza le contraddistingue.
Voglio ribadire, come già fatto in Commissione, che è auspicabile l'introduzione della doppia preferenza per favorire la elettività di entrambi i generi e poiché sia il Consiglio comunale che il Parlamento europeo vedono una doppia preferenza di genere, con questa legge introduciamo la possibilità di esprimere non più una, ma due preferenze purché di sesso diverso; quindi è una opportunità in più di rappresentatività democratica.
Desidero dire che il mio voto è favorevole alla modifica della legge elettorale, così come concordato nella Conferenza dei capigruppo. Vorrei anche che fosse chiaro che la doppia preferenza viene introdotta per volontà unanime dell'Assemblea legislativa delle Marche. Non stiamo facendo un gesto eroico, non ci sono stati gesti eroici di singoli, ma in queste settimane eravamo tutti d'accordo perché si inserisse …, peraltro, avevamo preso l'impegno con le associazioni che ci hanno sollecitato in tal senso ad approvarla oggi come previsto. Siamo conformi all'impegno preso, eviterei, quindi, padronaggi sul tema perché svilirebbero il senso stesso della battaglia che proprio per la sua condivisione assume un valore ultra-politico.
Se per eleggere un Consigliere comunale si può esprimere una doppia preferenza di genere con questa modifica si potrà farlo anche per il Consiglio regionale delle Marche. Abbiamo allineato la normativa come si aspettavano molti cittadini, ed io sono favorevole, lo dico apertamente.
Vorrei cogliere però questa occasione per parlare di ostacoli da rimuovere per realizzare una vera parità di genere. Molto spesso le donne nella nostra regione sono ostacolate dalla mancanza di servizi e di uno stato sociale che consenta loro di riuscire a fare la madre, la lavoratrice, il manager, il libero professionista, l'imprenditore o anche il politico insieme. Mi piacerebbe che si parlasse del fatto che le Marche sono indietro su molti livelli essenziali di servizi per favorire la parità. In questi anni non sono state messe in campo politiche che fermassero il declino della natalità, dell'impossibilità economica di fare figli, degli asili che sostengano realisticamente le famiglie e le donne in particolare. La maggior parte di loro sono ancora costrette a scegliere tra carriera, lavoro e famiglia. La scelta non ci deve più essere: una donna oggi deve poter realizzare la sua vita in tutte le sue forme, senza limitazioni. Su questo vorrei far ragionare l'Assemblea legislativa delle Marche.
Mentre parliamo della preferenza per far eleggere più Consiglieri donna le statistiche dimostrano come nelle Marche l'età media delle madri al parto è più alta che nel resto d'Italia, le nuove nascite vengono in gran parte compromesse dalle possibilità economiche delle giovani coppie e dai problemi di gestione dei figli da parte dei genitori che, per precarietà finanziaria e per estrema flessibilità oraria, si trovano sempre a dover scegliere: famiglia o carriera, vita sociale, partecipazione alla politica o altro.
Per i più fortunati lavoratori con contratti a tempo indeterminato invece il problema principale è legato non tanto ai primi mesi della maternità, ben tutelati dalla legge, quanto al mancato riconoscimento del valore sociale della maternità e di ciò che ne consegue: la carenza e il costo elevato dei servizi per l'infanzia, la frustrante ricerca della conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro, la scarsa condivisione della responsabilità familiare, è dimostrato che nella maggior parte dei casi ricade sulle donne. In Italia solo il 63% dei manager riesce a conciliare lavoro e famiglia, bilanciando carriera e affetti, una media ben al di sotto di quella di altri Paesi, in particolare le donne manager investono nel lavoro più di 9 ore al giorno contro le 8,2 delle statunitensi e le 7,1 delle tedesche. Di contro dedicano solo 3,7 ore in media al giorno per la casa, il coniuge e i figli.
A questa condizione si aggiunge poi il grande cambiamento sociale dovuto al progressivo innalzamento dell'età media e al conseguente aumento dell'età pensionabile che fa sì che i nonni non costituiscano più una risorsa nella gestione dello stato sociale. Nelle Marche i servizi per l'infanzia sono di gran lunga sotto la media, infatti sono al penultimo posto nel rapporto tra scuole private dell'infanzia sul totale delle scuole. Insieme alla perdita di natalità, la scarsità dei servizi per l'infanzia e la fuga di molti marchigiani all'estero, specie dopo la laurea, crea nella nostra regione la tempesta perfetta.
Mi è capitato più volte di raccogliere il grido di giovani madri che vorrebbero organizzarsi per aprire degli asili privati, ma hanno sbattuto contro la burocrazia. Ebbene molte norme dipendono da noi.
Oggi votiamo la norma per favorire la partecipazione nelle istituzioni, quella più alta, il Consiglio regionale, ma ci sono tante donne che non possono fare i lavori che vorrebbero o non possono permettersi di partecipare alla politica perché non trovano asili.
In Italia per aprire una scuola materna privata, non statale, ma autorizzata e paritaria, bisogna avere determinati requisiti: l’apertura della partita Iva, la cittadinanza italiana, il compimento dei 30 anni di età, una serie di norme burocratiche-amministrative che rendono impossibile il rispetto della normativa vigente, che è, pensate, del 1975. Si deve fare domanda all’Asl, avere tutti i requisiti tecnici, richiedere le autocertificazioni, ottenere la documentazione sanitaria, far compilare a tutti i dipendenti le autocertificazioni, fare domanda alla Direzione didattica statale, compilare il modulo e spedire la domanda al Provveditorato, ottenere tutte le polizze assicurative e dopo un lungo iter che tocca Comuni, Ambiti sociali, Regione e Provveditorato agli studi, tutto viene sottoposto ad una Commissione dell'ambito sociale che molto spesso tende a non dare le autorizzazioni.
Per questa e per tante altre ragioni occorre combattere le pari opportunità laddove ci sono ostacoli sociali alla piena realizzazione o alla pari condizione rispetto all'uomo e su questo la Regione può e deve fare ancora tanto.
Siamo convinti che l'esempio che diamo oggi ai marchigiani sia un primo passo, ma c'è molto da fare per realizzare la piena parità di genere.
Quello che non ci aspettavamo è che il Partito Democratico utilizzasse questo tema condiviso da tutti, sfruttando la volontà di mettere mano alla modifica della legge elettorale, per inserire più Assessori esterni e soprattutto l'aumento della percentuale per ottenere il premio di maggioranza.
E' chiaro a tutti che oltre a violare l'impegno preso nella Conferenza dei capigruppo, di introdurre solo la doppia preferenza di genere, qui si vuole manipolare l'Aula e i cittadini che vogliono un riequilibrio tra maschi e femmine. Non ci aspettavamo questa scelta di cattivo gusto, con la norma che introduce incompatibilità tra Assessore e Consigliere, togliendo il limite di tre esterni, si apre la strada per aumentare le poltrone, infatti potranno arrivare anche altri esterni con un aumento del numero di Consiglieri e di costi, peraltro già stimato in oltre 600 mila euro all'anno.
Inoltre ad adiuvandum si è ben pensato di aumentare fino al 43% la soglia per ottenere il premio di maggioranza. Questo nuovo strumento cambia le regole del gioco in corsa e serve a favorire l’accordo tra il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico.
Ritengo che ci siano da dare risposte alle donne e agli uomini di questa comunità molto più coerenti con la vita reale che con il numero di Assessori esterni o con la soglia del premio di maggioranza.
Per coerenza abbiamo presentato degli emendamenti che ripristinano l'atto che ci sottoponete alla sua originalità: l’introduzione della doppia preferenza.
Vi chiediamo di votarli insieme e di togliere questa strumentale stortura e far vedere davvero che l'obiettivo era la parità di genere e non quello di sprecare i soldi dei cittadini o agganciare le joint venture della politica nazionale, che vedrebbero parti contrapposte apprestarsi alla spartizione delle poltrone.
Siamo pronti a votare tutto insieme se toglierete le parti che non erano nell'accordo della Conferenza dei capigruppo.
In ogni caso votiamo e voteremo la doppia preferenza perché manteniamo l'impegno preso non tanto con voi, ma con le donne e gli uomini delle Marche.

PRESIDENTE Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Parto dalla considerazione che ha fatto domenica scorsa sulla stampa locale l’Assessore Bora, quando riassumendo il fatto riteneva: “Ovvia e scontata in tempi brevi l’approvazione di questa legge”, parlo ovviamente di una parte della riforma elettorale, quella sulla preferenza di genere, e poi aggiungeva: “l’iter si è rivelato molto più complesso ed accidentato del previsto”.
Ha ragione perché siamo quasi a fine legislatura e stiamo decidendo, per fortuna, anche se tardi. Non soltanto doveva esserci un adeguamento ad una legge nazionale, ma in qualche modo …, come del resto ha rilevato sempre domenica la Presidente della Commissione pari opportunità, quando ha definito quella di oggi una giornata importante per le donne marchigiane ed ha ricordato una proposta di legge della scorsa legislatura di iniziativa di una Consigliera del PD.
Allora io e altri colleghi, un gruppo di Consiglieri appartenenti ad una sinistra con l’anima, avevamo presentato nella legislatura passata questa proposta di legge e con il Consigliere Volpini l’ho ripresentata un po’ di tempo fa, quando abbiamo visto quel percorso, a cui ho fatto riferimento prima con le parole dell’Assessore Bora.
E’ sicuramente un fatto importante ed oggi ho sentito molte cose su questo tema. Forse la preferenza di genere va un po’ ricondotta da un punto di vista politico e culturale alle difficoltà, ai ritardi che hanno avuto le donne, anche in Italia, nel riconoscimento del voto. Il primo voto è stato quello sul referendum monarchia/repubblica ed io mi permetto di dire, anche per la dialettica con cui colloquiamo anche vivacemente a volte con il Consigliere Marconi, che se non ci fossero state le donne forse in Italia ci sarebbe stata la monarchia, perché una buona parte degli amici del Consigliere Marconi votarono per la monarchia, non certo per la repubblica.
Voglio anche ricordare le lotte a partire da “Pane e Rose”, che è il nome con cui è diventato celebre uno sciopero dei lavoratori dell’industria tessile, svoltosi nel 1912 a Lawrence, l’appellativo derivò dallo slogan adottato dagli operai che protestavano, e la frase da cui fu estrapolato fu pronunciata da Rose Schneiderman, una leader femminista, socialista, durante un discorso che rivendicava il diritto di voto femminile. Di fronte ad una platea di suffragette benestanti a Cleveland disse: “Ciò che la donna che lavora vuole è il diritto di vivere, non semplicemente di esistere. Il diritto alla vita così come ce l’ha la donna ricca, al sole, alla musica e all’arte. Voi non avete niente che anche l’operaia più umile non abbia il diritto di avere. L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose. Date una mano anche voi, donne del privilegio, a darle la scheda elettorale con cui combattere”. Il secolo scorso è stato un secolo di lotte per tante persone, per tanti Paesi, ma le donne hanno dovuto lottare più degli altri, non solo per le condizioni di vita, ma anche per i diritti e per delle condizioni civili e sociali.
Ho chiuso l’intervento precedente dicendo che non avrei partecipato al voto sulla legge statutaria, quella che abbiamo votato prima della sospensione, questa la condivido per molti ragioni e da sola sarebbe sufficiente per dire che voto favorevolmente la proposta di legge elettorale, che è stata costruita dal Presidente Giacinti, dalla Commissione e dai gruppi consiliari, in particolare dalla maggioranza, questo lo dico perché abbiamo ascoltato il dibattito e sappiamo come sono andate le cose.
A proposito di maggioranza, la Consigliera Leonardi ha messo in evidenza prima, riferendosi al Movimento 5 Stelle, che martedì scorso a Roma il Parlamento, con un voto quasi unanime, ha deciso il taglio di 345 fra Deputati e Senatori, mentre oggi con l’incompatibilità aumentiamo gli spazi della rappresentanza con il conseguente aumento dei costi, sia dell’istituzione che della politica. Mi permetto di dire che la democrazia e le sue funzioni non si possono valutare in termini di puro costo, e non lo dico alla Consigliera Leonardi, lo dico a noi, lo dico all’Assemblea, lo dico ai marchigiani.
Il mio ovviamente è un approccio, mi avete sentito più volte in Aula, anche questa mattina, quindi non lo ripeto, che combatte l’antipolitica e l’intento di distruggere i partiti per lasciare campo libero a movimenti personali, quindi rifiuto l’idea di un’Assemblea legislativa, la nostra, o di un Parlamento, poco importa, a scatoletta di tonno, rifiuto questo modo di pensare.
Viviamo purtroppo una crisi della rappresentanza, non dobbiamo negarcelo, le persone si sentono deluse e troppo spesso lontane dalle istituzioni, ma la politica deve garantire e guidare continuamente, in modo permanente, un processo di cambiamento.
La politica di per sé è cambiamento, non si può essere appiattiti sull’esistente, bisogna sempre avere un orizzonte, guardare il futuro, capire quello che può accadere fra 30, 40, 50 anni, ripeto, la politica è di per sé cambiamento, chi nega questo non la conosce.
Questa mattina ho fatto una battuta sulla connessione sentimentale, ma anche ora in questo intervento, perché parliamo di questi temi, voglio ancora citare Antonio Gramsci, quando esprimeva la preoccupazione che si perdessero di vista i bisogni delle classi popolari. Riflettendo sul sentire, lo faceva lui, poi è diventato patrimonio comune culturale nel Paese (in tanti Paesi e nel mondo si studia Antonio Gramsci), sul comprendere, sul sapere, sulla politica come competenza, come storia, come passione, come connessione sentimentale con il proprio popolo.
La giornata di martedì scorso è stata definita storica dall’On. Di Maio e l’ha rappresentata addirittura in piazza con grandi forbici, torno alla considerazione che facevo prima: la democrazia e le sue funzioni non si possono valutare in termini di puro costo.
Su un altro aspetto, che qui si è cercato questa mattina di discutere, rispetto all’incompatibilità, rispetto al Consigliere sospeso, si è detto: “Facciamo come i Comuni”, io questo, l’ha detto in modo chiaro l’Assessore Cesetti, ho cercato di riprenderlo per quello che mi è stato possibile, l’hanno ripreso anche altri colleghi, questo fatto della sospensione ci porta a dire che non facciamo la stessa cosa che si fa nei Comuni perché nei Comuni si decade.
Voglio dire ai miei colleghi, forse anche al capogruppo Urbinati, che magari questo fine settimana partecipano a Firenze all’evento fondativo di un nuovo partito, magari potranno, di testimoniare dal palco della Leopolda la rottamazione della libertà degli eletti, libertà che la Costituzione italiana prevede e tutela. “Rottamata la libertà di chi”, torno sul concetto, è rottamata in parte … Fermo restando quello che dice il Consigliere Giacinti, a cui va il mio ringraziamento ed il rispetto per la profondità con cui si è presentato questa mattina, sia nella prima che nella seconda relazione, con dati ampi di approfondimento, di studio, di ricerca culturale, però su un punto, penso a quei 5/6 Consiglieri, perché se si va all’esterno tout court è un altro tipo di ragionamento, non possiamo dire … Abbiamo un esempio qui, non possiamo dire che l’Assessore Bravi non ha esercitato il suo ruolo da Assessore esterna, o abbia avuta limitata la sua autonomia, anzi, soprattutto sull’anticomunismo ha manifestato sempre una sua caratteristica, che l’ha distinta rispetto anche ad altri periodi, ha superato sicuramente la destra, quindi libertà piena e ci mancherebbe che non fosse così, ma se al posto degli esterni ci fossero stati i primi sei non eletti, con il rispetto che meritano le persone, oggettivamente l’Assessore Cesetti questa mattina è stato molto chiaro, pensiamo che dal punto di vista della libertà, dell’autonomia avrebbero esercitato fino in fondo quella funzione? Fermo restando l’etica, la preparazione, credo che chi si candita e non viene eletto, ed arriva in posizioni vicinissime all’elezione, sia sicuramente una persona preparata. E’ chiaro che l’Assessore che viene nominato dagli eletti conserva la titolarità del seggio e il Consigliere che lo sostituisce, primo dei non eletti, decade nel momento in cui, per qualsiasi ragione, l’Assessore decide di non ricoprire più quell’incarico, magari dopo alcuni mesi può anche stancarsi e tornare alle sue funzioni originarie, si può vivere anche senza stare nelle istituzioni, per carità, non è questo il problema, ma anche l’Assessore se viene mandato a casa dal Presidente può vivere senza funzioni istituzionali.
Questo è il punto e, ripeto, rispetto all’organizzazione della legge mi sento di votarla convintamente non soltanto per la questione del riconoscimento alle donne e per la preferenza di genere, ma anche per il premio di maggioranza.
Mi sento di dire ai colleghi del centrodestra ,che hanno criticato questo aspetto, che noi finora avevamo una legge che consentiva ad un marchigiano su tre di scegliere la maggioranza, perché noi la volta scorsa abbiamo avuto un consenso massimo previsto dalla legge, oltre il 40%, ma se ci fossimo fermati al 34%, con il 47% dei marchigiani che si erano recati al voto, e questo deve preoccuparci perché viene meno quella connessione a cui facevo riferimento, noi avremmo eletto con pochissimi marchigiani una maggioranza, oggi il 43% si avvicina all’1 su 3, quasi all’1 su 2, anche questo è un aspetto importante.
Non ripeto sul Consigliere sospeso quello che ho detto questa mattina rispetto ai provvedimenti adottati in Umbria, o rispetto a quello che può essere un vincolo di mandato che potrebbe prefigurarsi.
Ci sono poi anche altri aspetti, come la raccolta delle firme, che avete fatto bene ad inserire, ma, guardate, per chi vive la politica in un rapporto vero nelle comunità, con gli iscritti, con gli elettori, la raccolta delle firme per il candidato Presidente, per i candidati Consiglieri, per una proposta di legge, per una battaglia sociale, culturale, per un momento di lotta, è un fatto importante, quindi, per degli accorgimenti burocratici non possiamo cancellare il ruolo della politica.
Chiudo, ripeto, come esprimo il “no” quando non sono d'accordo, esprimo il “si” quando lo sono, nell'insieme, quindi, fermo restando questa ombra sull’incompatibilità, sul resto condivido e voto favorevolmente. Questa legge ha una caratteristica di fondo: riconosce prima degli aspetti particolari, il bene delle Marche, che viene prima di quello dei singoli partiti o della maggioranza.
Con questo auspicio e con questo riconoscimento a questa proposta politica come luogo in cui si decide il bene comune, noi crediamo oggi di compiere un atto importante e, visto che c'è la preferenza di genere, anche un atto di civiltà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Richiedo un'attenzione particolare da parte dei Consiglieri Urbinati, Giacinti, Traversini e Busilacchi perché nella mia illustrazione li chiamerò direttamente in causa, quindi, abbiate la pazienza e la cortesia di seguirmi con attenzione.
Parto velocemente perché la discussione mi ha sollecitato su tre argomenti un po' da gossip, da bar, gli accordi tra il Movimento 5 Stelle e il PD con questa legge elettorale. Abbiamo seguito la querelle di queste settimane sulla stampa, il Consigliere Maggi ha fatto le sue esternazioni a livello personale, è stato smentito a livello superiore e a livello inferiore, quindi, di cosa parliamo? Quando uno va a mettere le mani sulla legge elettorale dovrebbe e deve - e sono sicuro che debba essere così - pensare alla maggiore efficacia ed efficienza nella rappresentatività del volere popolare e non in accordicchi che poi vengono smentiti dalla volontà popolare, ed introduco subito un'analisi personale all'articolo 8, che innalza le percentuali.
Ogni volta che la politica nella storia ha tentato di arginare un fenomeno conclamato non c'è riuscita, quando la DC tentò di arginare l'ascesa di Berlusconi ha fallito, quando due anni fa il PD e la Lega tentarono con quella famosa legge - votata da tutti tranne che dal Movimento 5 Stelle - di frenare l’ascesa del Movimento 5 Stelle si sono ritrovati il Movimento 5 Stelle al 33%, se qualcuno interpreta l'elevamento della soglia al 40%, 43% come un argine alla volontà di cambiamento verrà smentito, perché il cittadino non è stupido mai, semplicemente trae le conclusioni ultime quando va a votare, se gli alzi l'asticella farà il salto più alto, quindi per me questa interpretazione, ce lo ridiremo, non va intesa in quel senso.
Seconda cosa, il Sindaco di Pesaro delega la Consigliera comunale del Movimento 5 Stelle. La Consigliera non entra in maggioranza, non ha portafoglio, ha un tema specifico che è estremamente sfidante, perché portare un pezzo di Università urbinate a Pesaro ..., non so se sia una cosa che riesce a fare un Consigliere dell'opposizione, quindi, più che un regalo, probabilmente è un dispetto che ha fatto. Del resto era il primo punto del programma elettorale del Movimento 5 Stelle pesarese, doveva rifiutare un'occasione del genere? Capisco la scelta personale del gruppo pesarese e questa da una parte può essere venduta dal Sindaco come vuole, ma nella realtà è una sfida, che non so se potrà essere positiva o negativa. Vista nel lungo termine è una cosa molto complessa, che neanche un Assessore riuscirebbe a portare avanti, capirai un Consigliere di minoranza in queste condizioni. Questa è la mia opinione personale e chiedo: il Sindaco di Pesaro le ha fatto un dispetto o un favore? E’ molto difficile portare avanti questo punto, del resto era un punto chiave, quindi, capisco la scelta del gruppo pesarese, di cui non entro nel merito, ma esprimo un mio convincimento personale.
Terza cosa, abbiamo i rifiuti di Roma delle Marche, ma la colpa è del Presidente della Regione Lazio che doveva fare un Piano dei rifiuti all'altezza e in tanti anni non l’ha fatto!
E qui chiudiamo gli aspetti personali, da bar, su cui ci siamo addentrati in maniera, se vogliamo, impropria, ma è giusto una sollecitazione, è entrato e aleggia questo retropensiero su una legge elettorale che tecnicamente deve esclusivamente rappresentare al meglio la volontà dei cittadini, dare uno strumento efficiente ed efficace. Questa è l'unica impostazione, l'unica interpretazione che noi dobbiamo dare a questa norma.
Questa legge tratta altri aspetti: primo, la raccolta delle firme, che vedo come una sensibilizzazione della politica verso il cittadino, un attivismo delle persone che giustamente si mettono a disposizione, qualcun altro le vede come un fardello burocratico, è chiaro che se tu aspetti esclusivamente quell'occasione per stare tra la gente è un fardello burocratico, ma per chi è abituato a farlo la raccolta delle firme è ininfluente. Per cui è un aspetto che ritengo secondario, non caratterizzante di questa proposta di legge.
Secondo, l'incompatibilità tra Assessore e Consigliere e la temporanea sostituzione. Le scuole di pensiero al riguardo le abbiamo sentite tutte e i costi eventualmente da sostenere sono all'interno del bilancio del Consiglio, non si tolgono fondi all'ambiente, al turismo, all’agricoltura. Il Presidente Mastrovincenzo farà qualche convegno in meno di qua e di là, però è un’impostazione che non ci piace, e già il Consigliere Maggi l’ha espressamente elencata.
Arriviamo al punto fondante che contiene questa legge, molto importante e chiaramente doveroso e positivo, la tutela delle pari opportunità. La tutela delle pari opportunità - 40%, doppia preferenza possibile - è perfetta e sta nella Costituzione all'interno di diversi articoli, io ricordo il 3, il 51 e il 117, che parlano di uomo, donna, sociale; ce ne sono altri che parlano di famiglia e lavoro.
Pari opportunità, qui abbiamo specificato opportunità di genere, ma voglio dire che il Movimento 5 Stelle è molto tranquillo su questo tema, geneticamente ha superato queste difficoltà. Noi abbiamo due donne Sindaco a Roma e a Torino, sono le due maggiori città che governiamo, abbiamo nel pesarese il Sindaco di Montelabbate, che è donna ed è stata confermata al secondo mandato, abbiamo 6 deputati su 13 nelle Marche che sono donne, avevamo candidati Sindaci, alle ultime elezioni, ad Ancona, Pesaro e Fano, che erano donne, quindi, questa cosa non ci tocca assolutamente, non ci crea difficoltà, anzi è una cosa che già operiamo spontaneamente.
Quando poi andiamo al livello di cultura del cittadino le statistiche ci raccontano che c'è una certa difficoltà, ma è giusto che l'istituzione porti al suo interno la tutela delle pari opportunità effettivamente deve esserci questa crescita culturale, che non può essere rinviata, per cui le istituzioni devono sensibilizzare. L'innalzamento dal 33% al 40%, ecco la possibilità di inserire la doppia preferenza, è perfetto, le istituzioni devono guidare la crescita culturale del cittadino perché sappiamo le difficoltà che ci sono ancora in questo settore.
Passiamo specularmente ad un altro aspetto. Questa legge è stata presentata all'Aula in maniera non rispondente ai dettami dell'articolo 89 del Regolamento, che impone l'abbinamento di tutte le proposte di legge che abbiano lo stesso argomento, ve lo voglio leggere esattamente perché è semplicissimo: “Le proposte di legge, di regolamento e di atto amministrativo assegnate alle Commissioni aventi oggetto identico o strettamente connesso sono poste congiuntamente all'ordine del giorno e il loro esame deve essere abbinato”, l'indicativo è una cosa cogente.
Questa legge, inserita come la somma di 4 leggi anziché di 10, va contro questo articolo del Regolamento, chiaramente è un errore che bisogna sanare, quindi chiedo, come dicevo ai miei colleghi, che ci si esprima in maniera ufficiale, a nome della Commissione, della maggioranza, in modo da poter inserire e completare quello che manca in questa legge perché, come il Consigliere Maggi più volte in Commissione ha espresso, quando si fa una legge tutto lo scenario deve essere chiaro, invece qui stiamo apportando delle modifiche parziali, e ritorna il fatto delle pari opportunità.
Ci sono delle pari opportunità territoriali che in questo momento, a livello istituzionale, vanno tutelate, né più né meno come la pari opportunità di genere. C'è una pari opportunità territoriale che deve essere salvaguardata, abbiamo l'entroterra che non è tutelato sulle pari opportunità, chi vive nell'entroterra non ha le stesse pari opportunità di chi vive sulla costa o nei grossi centri, e lo sappiamo bene: le infrastrutture, la sanità, l'istruzione, soprattutto secondaria. Per lo spopolamento, l'invecchiamento, le infrastrutture immateriali, la politica nazionale con Barca ha istituito la strategia delle aree interne perché ha riconosciuto socialmente una debolezza.
In questa normativa vogliamo parlare di pari opportunità, va per forza inserito questo aspetto territoriale che, come altri colleghi hanno prima evidenziato, con l'inserimento della possibilità giusta, sacrosanta e naturale di poter esprimere un uomo, una donna, altera gli equilibri sulla distribuzione della popolazione, essendo i collegi a livello provinciale.
L'istituzione che si fa carico di tutelare la pari opportunità uomo-donna si deve specularmente impegnare a tutelare la pari opportunità territoriale (entroterra, costa) e purtroppo qui la politica va addestrata.
La politica di questa Giunta ha portato a voler fare le piste ciclabili al posto dei treni, ha chiuso 13 ospedali, abbiamo dovuto aspettare due anni che riaprisse la strada del Furlo, che era andata giù, quindi, chiedo formalmente ai Consiglieri Urbinati e Giacinti di pronunciarsi e di prendere in quest’Aula l'impegno di completare l'analisi delle altre proposte di legge, di portare avanti l’assicurazione istituzionale delle parità territoriali come pari opportunità per i cittadini dell'entroterra, nei tempi congrui, quindi, molto velocemente e con urgenza, altrimenti questa legge altro che anatra zoppa, scombina e scompensa un sistema invece di migliorarlo. Quindi chiedo formalmente questo impegno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Inizio dichiarando che voterò la legge e voterò in particolare la preferenza di genere. Questo in premessa per togliere ogni dubbio, e siccome sono abituato anche a rispettare il detto “date a Cesare quel che è di Cesare”, debbo dire che questa misura della preferenza di genere è merito dell'Assessore Bora, a cui va riconosciuto di aver portato avanti questa battaglia.
Dopodiché, con altrettanta onestà intellettuale, Assessore, le devo dire che secondo me sbaglia a considerare questa battaglia come una battaglia delle donne, perché non c'è scritto che è una preferenza per le donne, c'è scritto preferenza di genere, quindi vale bilateralmente, sia per le donne che per gli uomini, ad esempio nei collegi dove sono state elette le donne magari la doppia preferenza potrebbe favorire un uomo.
Detto questo, personalmente sono un po' contrario alle categorie, dopo dirò perché voto questa cosa, sono contrario perché se ne potrebbero introdurre migliaia che ne so, perché non mettiamo la preferenza per i giovani, per gli anziani, per i disabili? Ne potremo trovare centomila, secondo me, il criterio unico con cui scegliere una persona è il merito, se sono malato non vado a farmi operare da un chirurgo in base al genere sessuale, vado da chi è più bravo.
Detto questo, sa Assessore perché voterò questa proposta e la voterò convintamente? Perché non impone l’obbligo della doppia preferenza, ma dà semplicemente la possibilità di farlo. Personalmente la parità di genere è una cosa scontata, non bisognerebbe neanche discuterne, siamo nel 2020 e stiamo a parlare della parità di genere, per me è talmente scontata che votare questa cosa è normale ma, ripeto, non essendoci un obbligo non mi cambia
C'è però da dire una cosa, il provvedimento ha avuto tempi lunghi, Assessore, diciamoci la verità, non è tanto perché qualcuno ha voluto difendere la categoria, ma semplicemente perché la legge elettorale è un tetris, è un puzzle dove se uno va a spostare una pedina, automaticamente se ne spostano centinaia. Ad esempio, uno dei tanti ragionamenti che sono stati fatti è che la doppia preferenza, non parlo più nemmeno della differenza di genere, va ad influire sul meccanismo dei collegi ed è per questo che il sottoscritto e tanti altri avevamo chiesto a più riprese che la doppia preferenza fosse discussa organicamente a tutta una serie di altre misure (una è proprio quella della revisione dei collegi) in maniera da portare in Aula una legge organica, concordata dalle forze di maggioranza e possibilmente anche da quelle di minoranza.
Il tempo che si è perso è dovuto, secondo me, a questo motivo e non ad altri, e sottolineo una cosa, oggi votiamo questi quattro punti per l’impegno che aveva preso il Presidente Giacinti, ma anche e soprattutto per l'impegno che ha preso il Partito Democratico a discutere in seconda mandata altri argomenti e ci tengo che questo impegno sia mantenuto: revisione dei collegi, eventuale ballottaggio e, ad esempio, l’incandidabilità dei Sindaci; ci sono anche altre di questioni ma queste sono le tre principali. Quindi, su questo penso di aver spiegato bene la mia posizione, per cui voterò convintamente.
Per quanto riguarda il secondo tema, quello della raccolta delle firme, penso che non sia stato fatto nulla di eclatante, nel senso che è normale che chi ha già una rappresentanza “non debba dimostrare” di rappresentare delle persone, dato che già le rappresenta, quindi mi trova d'accordo e non vedo grandi rivoluzioni.
Sull'incompatibilità tra Assessore e Consigliere una riflessione va fatta, personalmente sono favorevole e dico di più, non sono intervenuto nella prima fase della mattinata perché ho pensato di parlare adesso, sono convinto che quello che prima ha detto l’Assessore Cesetti sia più giusto, ossia che l'incompatibilità fosse stata prendere o lasciare: vuoi fare l'Assessore ti dimetti da Consigliere, senza essere sospeso, come avviene nei Comuni, ma questo perché? Anche per non andare incontro ad una eventuale impugnativa, ci saremmo uniformati a quello che accade in tutt'Italia e la questione sarebbe stata più lineare, solo per questo.
Dopodiché devo osservare due cose: la prima è quella che ha detto il Presidente Ceriscioli: ci si scandalizza perché facciamo questa cosa in Regione e non ci si scandalizza che in tutta Italia avviene così? Questo ragionamento è incongruente.
La seconda cosa che vorrei dire a chi propone il referendum, e si scandalizza dei costi, è che l'italiano è italiano e nella legge c'è scritto: “Articolo 1 bis. Dall'applicazione di questa legge non possono derivare nuovi o maggiori oneri”, questo significa, non nascondiamoci, che nell'eventualità ci fossero sei Consiglieri in più nella prossima legislatura, il Consiglio, a cui questi costi sono imputati, risparmierà da un'altra parte. Si faranno meno viaggi in Cina e ci saranno sei Consiglieri in più. Se permettete, questo è un prezzo giusto per la democrazia e per la rappresentatività. Questa operazione viene fatta a costo zero, questo lo dobbiamo dire, mi ritrovo pure a difendere la posizione del Movimento 5 Stelle, e chi legge in maniera diversa la legge lo fa solo per strumentalizzare la questione, non ci sono altri motivi. Andiamo incontro alla campagna elettorale, fa comodo, ma fare un referendum e sprecare dei soldi, perché il referendum costa, per una cosa non vera – dato che la legge lo dice “è fatta a costo zero” - questa si che è vera demagogia.
Sulle soglie non trovo nulla di eclatante, nel senso che sono state tolte le soglie più basse proprio per quello che molti colleghi hanno detto, cioè garantire che chi ha un premio di maggioranza rappresenti almeno il 40% della popolazione e questo, come qualcuno ha sottolineato, in linea con delle sentenze che dicono che la legge deve avere almeno la soglia del 40%, quindi, anche qui non facciamo altro che recepire quello che un ordinamento superiore a noi ci suggerisce.
Concludo che il tema delle soglie è stata introdotta, effettivamente, all'ultimo minuto, perché i punti erano tre all'inizio: preferenza di genere, firme e l’incompatibilità. Inizialmente quando è stato inserito questo ulteriore punto ero un po’ perplesso per il fatto che spesso e volentieri si era detto “dobbiamo cambiare queste soglie”, proprio in funzione questa sentenza. Non averle messe nella versione precedente era, a mio avviso, garanzia che ci sarebbe stato un secondo passaggio, averle messe ora mi ha fatto un po’ dubitare di questo, però, ripeto, siamo tra persone serie, il PD ha preso l'impegno serio di rivedere alcuni aspetti, che sono quelli che citavo prima.
Sono contento che oggi si votino questi quattro punti, anzi ce ne sarebbe un altro prettamente tecnico sugli orari dei Comuni, quindi mi sembra che questa legge, che è uscita dalla Commissione, sia equilibrata, giusta, non trovo nulla di eclatante, non ci sono costi in più. Tutto il resto è strumentalizzazione.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Proverò a stare nei tempi anche se il tema è impegnativo e gli argomenti sono diversi, per cui vado brevemente alle cose che dal mio punto di vista sono meno interessanti.
Sulla raccolta di firme si è già detto, il premio di maggioranza credo che sia un adeguamento alle sentenze della Corte degli ultimi anni, probabilmente prima era eccessivamente basso, salvo che l'attuale maggioranza ha comunque rispettato i dettami della Corte, quindi questo è un semplice adeguamento.
E’ chiaro che tutte le leggi elettorali, per loro natura, sono passibili di errore e non sono perfette, in due ore abbiamo trattato una serie di temi, tutti, secondo me, di pari dignità: le aree interne, la rappresentanza di genere, la rappresentanza territoriale. E' chiaro che non è semplice prevedere in una legge al massimo 30 eletti, al massimo 6 Assessori, quindi, non mi stupirei se fra 5 anni nella prossima legislatura, si farà, la stessa osservazione che oggi stiamo facendo, e cioè che la legge prevede alcuni errori e che alcuni l’hanno votata in maniera errata, perché sta nelle cose.
Abbiamo cercato attraverso questa norma, che oggi andiamo ad approvare, di mettere alcuni paletti. Delle firme abbiamo parlato, il premio di maggioranza è una cosa quanto mai opportuna rispetto alla governabilità ed alle maggioranze, la Corte si era espressa, quindi mi pare di non doverci tornare sopra.
Sull'incompatibilità tra l'Assessore e il Consigliere, anche qui, mi pare, che non ci siano molte voci discordanti, siamo tutti d'accordo, o comunque la maggior parte. La soluzione che è stata trovata è un po' particolare, qualcuno l'ha definito “il Consigliere precario”, ma vorrei ricordare all'Aula che anche noi siamo precari, pur legittimamente eletti, perché se il Presidente Ceriscioli domani mattina decide di dare le dimissioni, saremo tutti dimissionari. Siamo tutti in qualche modo dipendenti dal Presidente ed anche l'eventuale Consigliere che deve subentrare in maniera temporanea ...Poi vorrei vedere tutta questa temporaneità, l'amministrazione attuale non ha mai cambiato gli Assessori in corsa, non so nelle precedenti legislature, quindi questa norma di fatto non è stata attuata, proprio perché l'amministrazione si è retta sugli Assessori attuali.
Credo che questo sia un giusto equilibrio per dare, passatemi il termine, maggiore forza lavoro, perché è stata criticata questa Amministrazione, l'hanno detto in diversi, che oggi conta su 6 Assessori, mentre la precedente ne aveva 10, con l'aggravio di lavoro e di oneri, appesantiti in questi ultimi anni purtroppo dalle vicende sismiche. Il fatto che ci sia qualche Consigliere in più, che possa ricevere qualche delega, visto che poi ci lamentiamo che gli addetti alla segreteria non devono giustamente rappresentare il Presidente, quindi la possibilità, non dico l'obbligo, a me personalmente non scandalizza. In merito alle risorse, ammesso che ci sia un aumento dei costi complessivi, ci sarà eventualmente una diversa distribuzione, anche se credo che comunque siano soldi ben spesi.
Altro aspetto, oggi per esempio siedo in III Commissione in sostituzione temporanea dell'Assessore Sciapichetti, se domani dovesse ritornare a fare il Consigliere, non glielo auguro, dovrei dimettermi, quindi questo principio di caducità è già presente nello Statuto e nel Regolamento. Mi sembra che stiamo parlando di cose che se portate alle estreme conseguenze potrebbero essere negative, ma mi pare che in un contesto di equilibrio siano delle soluzioni più che dignitose.
Veniamo al tema che in qualche modo ci ha spinto oggi a dibattere di questa legge, cioè la pari rappresentanza. Passatemi la battuta, giustamente la Consigliera Leonardi ha detto: “Io sono stata eletta in assenza di questa legge, quindi penso di avere titolo ...”, rispetto all'elenco che ha fatto lei, per essere un marito e un uomo perfetto, penso di poter parlare anch'io, in maniera serena e tranquilla alle donne che siedono qui e che oggi ci ascoltano e penso di poter dire quello che penso.
Oggi facciamo non bene, ma benissimo, ad approvare questa norma. Questo è un momento di serietà e noi l'abbiamo sempre detto fin dall'inizio, da quando è stata portata la prima proposta di legge della Giunta, a cui poi sono susseguite tutte le altre. Questo era un tema da dibattere ed era giusto trattare ed approvare, tenendo conto che ha delle conseguenze, come oggi è emerso anche su altri aspetti della legge elettorale.
Manteniamo un impegno che qualcuno magari strumentalmente aveva messo in dubbio. In questi anni si sono susseguite una serie di polemiche, di articoli, di contro articoli, credo che oggi il tema della serietà vada detto e vada scandito. Mi auguro che la maggioranza e il Consiglio regionale tutto in qualche modo rispetti l’impegno che si era preso.
Questa legge risolve il problema della pari dignità tra uomo e donna e della pari accessibilità delle donne alla vita politica e vita sociale? Non prendiamoci in giro, credo di no, purtroppo, perché è stato detto da chi è più competente di me e da chi ha più titolo di me che ancora ci sono molte diversità e ostacoli che le donne devono superare, però, anche qui, penso che dobbiamo essere onesti intellettualmente nel dire che non partiamo dall'anno zero in cui non è riconosciuto nulla. Per esempio, il Partito Democrato rispetta già da tempo nelle sue istituzioni interne, nelle candidature, la norma che oggi andiamo ad approvare. Prendo conoscenza e do per scontato che il Movimento 5 Stelle e gli altri partiti lo facciano e l'esperienza ci dice che non è la possibilità di dare la doppia preferenza che aumenterà in automatico e di default la presenza delle donne nelle rappresentanze parlamentari, consiliari e comunali, però è un elemento importante perché accende, ancora una volta, e forse più di altre, una luce fondamentale sul tema delle difficoltà che spesso il mondo femminile ha nel partecipare alla vita politica. Credo che sia giusto, anche per tutto quello che sta avvenendo quotidianamente, la violenza a cui spesso le donne sono assoggettate, pure all'interno della propria casa, accendere un ulteriore focus che, ripeto, non risolve il resto dei problemi. Su questo penso che dobbiamo essere chiari, tutti, uomini e donne, non pensiamo di lavarci la coscienza o di aver fatto tutte le battaglie femministe perché oggi approviamo questa legge. Credo che nella vita quotidiana di ognuno di noi i temi siano altri, forse più rilevanti di quello di oggi, ma questo è un tema importante, e siccome siamo qui anche per deliberare e per modificare, laddove ci sia la necessità, la legge elettorale, credo che oggi facciamo bene ad approvare questo aspetto.
L'hanno detto altri, le leggi elettorali - non perché non si voleva cambiare, ma per un motivo di legittimità dato che nel frattempo sono intercorse altre esigenze - è giusto modificarle, chiaramente non il mese prima delle elezioni, ma dopo un tempo congruo in cui la legislatura ha svolto il proprio mandato. Credo che sia stato un momento anche di orgoglio politico, passatemi il termine, da parte della maggioranza non aspettare, come alcuni nei corridoi lasciavano intendere in queste settimane, per vedere come andava a finire in Umbria, come andava a finire in Emilia-Romagna. Approviamo oggi la legge elettorale prima delle prossime scadenze elettorali di queste Regioni, per dare il segno che la maggioranza, e mi auguro anche altri partiti, non vota una legge elettorale, Cicero pro domo sua, in base a quello che avverrà, ma semplicemente per adeguare alcuni aspetti normativi: il premio di maggioranza, la parità di genere, la possibilità della doppia preferenza ed anche per inserire un ulteriore elemento che è quello dell'incompatibilità Assessore/Consigliere, sul quale siamo tutti d'accordo.
Con questo portiamo a compimento la legge elettorale? È chiaro che ci sono altri punti, non so quante proposte di legge ci sono che presentano anche altri aspetti, questo è il pacchetto che ci fa essere tutti d'accordo. Sul resto, è chiaro che c'è l'impegno a riprendere la discussione, riusciremo a trovare un punto di sintesi? Questo non lo so, perché, è vero, il tema viene affrontato da tutte le proposte di legge, ma faccio fatica a trovarne due che dicano la stessa cosa, per esempio sui collegi, che ogni atto interpreta da una sfaccettatura diversa, da un territorio diverso, da un'angolatura diversa. Su questo è giusto aprire un dibattito, perché è legittimo approfondire qualsiasi tema, poi non sono certo che si arriverà ad un punto di sintesi, ma di certo questo sarà il lavoro che svolgeremo nelle prossime settimane.
Oggi portiamo in Aula un lavoro serio, approfondito, grazie al Presidente della Commissione, della Giunta e della maggioranza e non solo.
Qui apro e chiudo una parentesi, se si approva la legge elettorale a maggioranza non va bene, è un atto di forza, se si approva in maniera concertata, allora c'è l'inciucio, mettetevi d'accordo su quello che dobbiamo fare, lasciarla così significava essere degli illegittimi perché i premi di maggioranza erano troppo bassi, mi pare che ci sia molta confusione in Aula, quindi, penso che su questo oggi mettiamo un punto importante che dà una serie di risposte alle varie esigenze che venivano poste, sul resto possiamo aggiornarci alle prossime settimane, con l'impegno che abbiamo avuto fino ad oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. E’ stato detto tutto, io voglio più che altro fare un discorso politico, perché qui stiamo parlando in un consesso politico, è chiaro che se la politica fosse per tutti in quest'Aula occorrerebbero 150 poltrone, evidentemente non è per tutti.
La politica dai tempi da Depretis a De Gasperi si è fatta sempre a 360°, non a 180°, chi vede la politica a 180° è perché non la sa fare o non la capisce, probabilmente, questo è il punto della situazione: capire come fare politica.
Un appunto sugli accordi o meno, dico che se ci saranno o se ci dovessero essere lo deciderà il capo politico, che si chiama Luigi Di Maio, non lo decidiamo noi, noi possiamo dare una nostra posizione personale, un pensiero, perché siamo in democrazia e non c'è la Santa Inquisizione che ci proibisce di dire il nostro pensiero.
E' chiaro che ognuno dà la propria posizione, ma tutto verrà deciso dal capo politico, come è successo in Umbria. Questo deve essere chiaro a tutti. Al momento non abbiamo nessun accordo, nonostante tutti noi siamo stati eletti con il voto di preferenza per portare dei benefici ai territori, che purtroppo sono difficile da portare con degli atti amministrativi.
Adesso vengo alla legge di cui stiamo parlando. Quando in politica si fa la morale, bisogna essere in grado di farla e per fare la morale in politica è buona cosa, lo diceva addirittura Aristotele e ancora prima Platone, essere puri e immacolati. Non si può fare la morale, e parlo dei signori della destra, quando si è governato dal 1994 al 2008, quattro governi, con un Presidente che pagava Cosa Nostra.
Venite a fare la morale al Movimento 5 Stelle quando voi avete governato con un signore che pagava la mafia, perché non avete fatto la morale allora? Perchè la venite a fare adesso al Movimento 5 Stelle che sono 3/4 anni che sta al Governo? Dovete stare attenti a quello che fate, non credete che qui dentro ci siano tutti stupidi che non sanno rispondere. Quando fate la morale a chicchessia, non dico a noi, dovete stare molto attenti perché farla presuppone di essere immacolati, di essere puri, nemmeno noi siamo in grado di farla, visto che siamo al Governo da pochi anni. Immaginate cosa avete fatto dal 1994 al 2008, quattro governi con un signore che ha avuto una sentenza passata in giudicato, quindi lo posso dire, per aver pagato Cosa Nostra.
Detto questo, passo alle fesserie che avete detto sul 40%, voi parlate bene ma razzolate male. Ad esempio, in Veneto - il Governatore è del Movimento 5 Stelle? Di chi è? E’ vostro! - la legge elettorale prevede per il premio di maggioranza lo sbarramento al 40%; andiamo in Lombardia dal Governatore Fontana, la legge elettorale prevede lo sbarramento al 40%, e lui non è del Movimento 5 Stelle né della sinistra; andiamo in Liguria dal Governatore Toti, la legge elettorale prevede lo sbarramento al 40% e non è del Movimento 5 Stelle né di un altro partito; andiamo in Friuli Venezia Giulia dal Governatore Fedriga, che ha votato lo sbarramento al 45% per avere il premio di maggioranza del 60% dei seggi.
Signori, quello che ho da dirvi ve lo dico con amicizia: prima di fare la morale informatevi, vedete bene, perché noi del Movimento 5 Stelle la accettiamo, ma da chi se lo può permettere e voi non potete.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che dopo l'intervento del Consigliere Giorgini non ci sarebbe più niente da dire, ma penso che invece debba esserci un'altra considerazione, perlomeno per quanto mi riguarda su questo aspetto estremamente importante.
Conosco la proposta di legge sulla parità di genere, quando è uscita dalla Giunta regionale l'Assessore mi ha detto che c'era questo atto ed io dissi: “Va bene”.
Il problema che riguarda questa propopsta di legge, che condivido sin da quando è stata presentata, è di natura politica, ed è lo stesso Partito Democratico che ha portato questo atto in discussione questo pomeriggio. Bisogna che i marchigiani sappiano come stanno le cose, o come sono avvenute. Poi, l’ho detto altre volte e lo ripeto, ci sono i numeri, chi li ha governa, sono perfettamente d'accordo, mica chi ha la maggioranza deve diventare minoranza, per carità! Questo è un altro problema, però non si può portare in giro il popolo. Questo è l'aspetto essenziale per quanto mi riguarda, non si può portare in giro il popolo.
Si dice che questa legge non costa niente e invece costa, addirittura c'è una proposta economica di circa 600 mila euro, mentre io dico che sarà di 1 milione di euro per arrivare ad 1,5 milioni. Non mi scandalizzo su questa cosa, come ha detto stamattina il Presidente, perché sono per i costi della politica, io mi scandalizzo di chi li ha bloccati e li ha tolti. Di questo mi scandalizzo, perché non c'è coerenza, non può essere che un anno fa si sono tolti ed adesso si mettono. Io non lo considero un problema, il problema è dire ai marchigiani che prima qualcuno ha fatto dei provvedimenti che andavano a favore dell'antipolitica - che a me hanno creato dei problemi, anche perché io non li ho votati - ed adesso si alza il costo della politica, ed è giusto che sia così, ma il messaggio che si manda deve essere coerente. A me hanno insegnato questo, forse mi hanno insegnato male le cose, ma non credo.
Questo dà fastidio alla politica vera! Prima non ho fatto una sceneggiata nei confronti del Consigliere Giancarli perché oggi come anche altre volte ha fatto degli interventi politici di alta qualità. Questo è il problema di fondo, c'è un confronto sulla politica, sui fatti, sulla coerenza. Questo è il problema fondamentale! Coerenza con le cose che uno ha fatto in un certo periodo di tempo. Presidente, lei prima fa il genovese e poi viene a dire che non lo è più, che non è più un risparmiatore, allora era sbagliato prima o è sbagliato adesso?
Questa è la riflessione da fare, dico che occorre coerenza, queste sono le cose che danno fastidio. Il Partito Democratico ha messo nella legge della parità di genere altre cose che per quanto ci riguarda non stanno in piedi, l'abbiamo detto e ripetuto, questo significa che la legge sulla parità di genere soffre, ma non per colpa dell’opposizione, perché il Partito Democratico ha fatto la scelta di presentarla in questo modo.
Il problema del Consigliere che va a fare l'Assessore penso che sia una presa in giro perché c'è una legge elettorale che soffre, sappiamo che 31 Consiglieri non sono un numero sufficiente, anche perché per sostituire un Assessore un Consigliere deve essere presente in due o tre Commissioni, questa è una cosa sbagliata ed il problema va affrontato alla radice. Questa mattina abbiamo sentito del numero degli Assessorati, probabilmente 10 erano troppi, ma 6 sono insufficienti. I 30 Consiglieri più il Presidente sono insufficienti? Può darsi che lo siano e questo è una questione da affrontare.
Qui non discuto delle cose che non sono fatte bene, sulle quali mettiamo sempre un pannicello caldo con proposte di mediazione o accorgimenti, questo è il problema di fondo, qui non c'è chi è a favore e chi è contro, qui c’è chi è a favore di un ragionamento logico, sensato, e chi invece cerca di aggiustare le cose facendo quello che, secondo me, non andrebbe fatto.
In questo Paese così in fibrillazione dopo 2/3 anni un Consigliere che ha sostituito un Assessore deve tornare a casa, non c'è nessuno in questo Paese che si pronuncia sul fatto se deve rimanere dentro. C'è una schizofrenia su questa materia, sull'applicazione delle leggi, non sull'interpretazione, perché ce ne sono tantissime. Voglio vedere cosa succede a quel Consigliere, che era in panchina, poveraccio, che ha fatto per tre anni il sostituto, se non ritorna a casa dove va? L’Assessore rimane là, credo che sia una cosa un po' complessa, ma qui abbiamo tanti scienziati, per carità! E' una materia molto importante, le persone studiano, tutti siamo esperti del diritto del lavoro, credo che qualche riflessione vada fatta in termini più approfonditi. Per portare il pacchetto di proposte insieme alla legge sulla parità di genere si è frenato, Assessore e lei lo sa, mentre per altre cose l’iter si è velocizzato.
Ascoltiamo delle lezioni su accordi in cui le Regioni limitrofe non c'entrano niente. Poc'anzi ho assistito a una discussione e non solo le mie orecchie hanno ascoltato qualche fibrillazione che c'è dentro qualche partito. Io ho ascoltate le cose! Non penso male, e quando si dice che il Movimento 5 Stelle è andato in soccorso del Partito Democratico, io non posso che applaudire al Partito Democratico, questo è ovvio, parlo di politica e non posso non applaudire da questa posizione. Qual è lo scandalo? Se uno dice hai fatto già l'accordo e parla per te stesso, credo che ci siano tutte le risposte in tre parole, e questo per quanto ci riguarda è un augurio di buon lavoro. Meglio di questo non possiamo dire, adesso vedremo se questa ipotesi andrà a buon fine oppure andrà come dice il Consigliere Zaffiri. Auguri di buon lavoro.
Credo che questa sia la sofferenza di questa legge, il Partito Democratico non guarda oltre un palmo dal proprio naso ed ecco le conseguenze, ecco il ritardo di una legge che stava tanto a cuore all'Assessore. Se non ci fosse stata la modifica della legge, glielo dice il Consigleire Zaffiri, la sua proposta di legge non sarebbe venuta in Aula, ci scommetto una cena, di questo ne sono convinto.
In questa fibrillazione per la modifica della legge hanno dovuto per forza inserire la sua proposta, che noi non possiamo che votare, voteremo la parità di genere, però il Consigliere che va in panchina è un’operazione scellerata che non consideriamo. Il problema del costo lo solleviamo solo perché prima avevate votato a favore dell'antipolitica, per il taglio - l’ho detto questa mattina e lo ripeto - anche delle spese dei francobolli dei Consiglieri e adesso senza dolori allo stomaco votate questa legge. Credo che la coerenza, cari compagni, sia un passaggio estremamente importante della politica che va valutato con molta attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Sarò breve perché tanto è stato detto. Parto proprio dalla parità di genere, anzi a me non piace parlare di parità di genere, ma di doppia preferenza, e qui concordo con il Consigliere Bisonni, oggi in maggioranza.
Quello che oggi compiamo non è sicuramente un gesto eroico, abbiamo allineato la normativa regionale a quella nazionale, è un'opportunità di rappresentatività democratica.
Condivido in pieno quello che ha detto il Consigliere Zaffiri, a me non piace parlare di parità di genere perché sembra che dobbiamo mettere due preferenze, uomo e donna, per aiutare la donna che non ce la fa ad essere eletta, no, doppio preferenza, come giustamente ha detto il Consigliere Bisonni, uomo e donna, e fin qui va bene, però, la proposta di legge, così come è stato presentato l’articolo 7, è sbagliata, anzi sbagliatissima. Lo ripeto, l’ho già detto in merito alla precedente proposta di legge. A marzo avevamo concordato e votato, la sottoscritta ha votato, che la parità di genere, o doppia preferenza, tornasse in Commissione per tornare in Aula insieme alla modifica alla legge elettorale. Bene, sono stati presentati in Commissione vari atti, dovevano essere accorpati in un unico testo, ricordo che in ogni proposta di legge presentata c'era la doppia preferenza o parità di genere, cosa è successo? Non eravamo in grado di portare la proposta di legge sulla parità di genere il 15 settembre in Aula, così come aveva promesso il Presidente della I Commissione, quindi si è deciso di portarla un mese dopo, con qualche modifica alla legge elettorale. A parole si era detto che per quanto riguarda l'articolo 3 non era richiesta la sottoscrizione degli elettori per la presentazione delle liste e l'incompatibilità tra Consigliere e Assessore, quando però è arrivato il testo ci siamo trovati di fronte ad una proposta di legge che nulla aveva a che vedere con quello che avevamo in mente: fare una legge condivisa, raggruppare le cinque proposte di legge e venire in Aula. Così non è stato, siamo venuti in Aula e secondo me c'è un utilizzo strumentale della preferenza di genere, e l'ho già detto, l'avete sfruttata per futuri accordi politici. A livello nazionale oggi il Partito Democratico governa con il Movimento 5 Stelle, quindi avete fatto quelle modifiche per la successiva campagna elettorale, però vi ricordo che un anno è lungo e in politica con i tempi lunghi, sapete quello che succede. L'abbiamo visto quando il Movimento 5 Stelle e la Lega erano al Governo, poco tempo dopo, addirittura, sono arrivati il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle.
E' vero che oggi si adegua la legge elettorale ai futuri accordi, ma dico semplicemente di andare cauti perché abbiamo già visto quello che è accaduto con la Lega e il Movimento 5 Stelle.
Ho sentito in Aula delle cose assurde, come che questa proposta di legge, cioè l'incompatibilità tra Assessore e Consigliere, così come ha detto il Consigliere Bisonni, non genera oneri. Bene l'articolo 10 comma 1 afferma che dall'applicazione degli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 di questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri, ma non riguarda, Consigliere Bisonni, l’incompatibilità tra Consigliere e Assessore, l’incompatibilità è l’articolo 1. L'articolo 10 al comma 2 prevede che gli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1 sono quantificati in 299.000 euro per l'anno 2020 e per l’anno 2021 in 620.000 euro, che per 5 anni sono 3.000.000 di euro, poi il Consigliere Bisonni dice: “Aumentiamo i fondi ed eliminiamo le spese per andare in Cina” ma secondo voi, si possono fare questi ragionamenti? Io non lo so!
Per quanto riguarda la moralità, chi l'ha sempre fatta in quest’Aula? Il Movimento 5 Stelle! Guardate, proprio in Aula avete votato il taglio dei parlamentari perché dovevate ridare al popolo i propri soldi, voi siete coloro che portano avanti la riduzione dei costi, oggi addirittura vi astenete, andate a riprendere tutti gli articoli e leggete cosa dice Di Maio quando ha esultato: “Abbiamo portato a casa il taglio dei parlamentari” e oggi, Consigliere Giorgini, che cosa dite?

(interrompe il Consigliere Giorgini)

Jessica MARCOZZI. Esatto, infatti la morale la fate, vi siete astenuti sull’aumento dei costi, questa è la moralità del Movimento 5 Stelle, ma ricordo anche che il Movimento 5 Stelle era al Governo con la Lega, oggi si trova al Governo con il Partito Democratico, quel Partito Democratico che avete in questi quattro anni sbeffeggiato, questa è questa la vostra coerenza.
Guardate, ho qui le dichiarazioni che avete fatto, Consigliere Maggi, contro il Presidente Ceriscioli …

(interrompe il Consigliere Maggi)

Jessica MARCOZZI. Consigliere Maggi lei non parli fino a quando non ha la parola, lei ha sempre fatto la morale a tutti, oggi ve la dovete smettere, non vi riconosco più, lei è relatore di minoranza di una proposta di legge che all’articolo 1 aumenta i costi per il 2021 di 620.000 euro, se questo fosse avvenuto 5 o 6 mesi fa sareste usciti dall’Aula, come avete fatto un anno fa quando Forza Italia era qui, ve lo ricordate questo?
Caro Movimento 5 Stelle, tutto, vi dico che non vi potete più permettere di fare la morale, andate a vedere tutti gli articoli che avete fatto sulla stampa, su Facebook, ed è veramente assurdo quando una persona, un politico, un Consigliere regionale in Aula dice una cosa e dopo quattro mesi dice esatttamente l’esatto contrario. Eravate al Governo con la Lega e dopo pochi giorni al Governo con il PD, ma vi rendete conto? La cosa bella è che fino a un mese fa ogni volta che parlavo qualcuno del Movimento 5 Stelle tirava fuori il patto del Nazzareno. Anche i miei colleghi del centro destra hanno sbagliato perché hanno fatto cadere il Governo, ma voi avete l’onere di aver fatto andare al Governo nazionale il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle, quindi chi è causa del suo male pianga se stesso anche perché ne abbiamo viste di cotte e di crude.
Ho sentito per quattro anni la storia del “Patto del Nazzareno”, ma io voto in Aula le proposte che secondo me sono utili per i marchigiani e non voto questo obbrobrio, voterò “si” all’articolo 1, ma non voterò tutto il pacchetto della legge, però oggi la mia soddisfazione è vedere le grandi contraddizioni in atto e presto o tardi l’asino cadrà, ed è inutile fare sempre la morale se poi si arriva a fare queste oscenità a livello nazionale e regionale perché, caro Consigliere Maggi, ripeto, se un mese fa su questa proposta di legge fosse stato il relatore ne avrebbe dette di cotte e di crude al Presidente Ceriscioli. Si ricordi, un anno fa siete usciti dall’Aula quando Forza Italia è rimasta qui, quindi noi voteremo l’articolo 1, ma non voteremo questa legge, però non fate i moralisti perché la morale avete dimostrato di non averla in questo momento e poi Consigliere Giorgini quando lei parla, parla di chi? Al Governo con Cosa Nostra …, intanto guardate in casa vostra!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Dichiaro che voterò la legge nella sua interezza e poi vorrei fare delle piccole riflessioni sull’articolo 7 nel quale è prevista la presenza della doppia preferenza, che significa che uno deve votare un candidato di un sesso e di un altro. Su questo sono d’accordo e lo voterò anche perché se n'è discusso ampiamente sia a livello nazionale che regionale, la cosa è stata condivisa ed accompagnata anche da ragionamenti, dovrebbe servire per una maggiore uguaglianza di trattamento, di possibilità nel ruolo politico, di incarichi alle donne che sono più in difficoltà ad essere riconosciute a livello elettorale. Qesto è un po’ il principio che viene portato avanti.
Voto questo provvedimento senza problemi anche se devo dire che ho criticato questa introduzione, ma non nel suo ragionamento e nella sua filosofia, l’ho criticato e continuo a farlo perchè non tutte le cose, non tutti i principi, hanno lo stesso valore.
Dico questo perché, l’ha introdotto benissimo il Consigliere Fabbri, c’è una questione che è legata a qual è la legge, dove l'andiamo a mettere, qual è il panorama che ne viene fuori e qual è la situazione della regione. Abbiamo le aree interne legate alla montagna dove il 60% del territorio è abitato da 1/5 degli abitanti, quindi da un punto di vista elettorale, con questo sistema diviso per province, è chiaro che hanno difficoltà non ad essere rappresentate, ma ad avere quel numero di rappresentanti eletti dagli abitanti. Dopodiché c’è un problema non solo di opportunità, di donne o di aree interne, il problema è come si governa la regione. Parliamo dei rischi perché già è difficile per questi territori avere dei rappresentanti e portare una testimonianza, comunque per quanto la politica deve essere di carattere generale, ci mancherebbe altro, uno può coprire e può far meglio anche dei rappresentanti provenienti dalle aree interne, ma vivere le situazioni cambia tutta la valutazione anche perchè l’interpretazione di quello che uno vive è diversa. Viene fuori che le aree interne rischiano con l’ingresso della doppia preferenza una chiusura ancora maggiore perché sappiamo bene che se uno mette in un collegio, in una parte di territorio, un uomo ed una donna all’interno dello stesso partito, è chiaro che il giochetto favorisce l’elezione dei due candidati, non è una scoperta del momento, quindi sarà ancora più difficile eleggere i candidati in lista in quei territori che hanno una presenza di cittadini così bassa. Questo è un dato di fatto ed avere una Regione che non ha rappresentanti provenienti da una certa area, secondo me, non è il modo migliore per guardare avanti e per amministrare in maniera corretta.
Ecco perché voto questa proposta di legge anche se ne ho presentata un'altra, che non vuol dire che deve essere approvata così com’è per avere una risposta positiva, ma pone il problema di cambiare i collegi elettorali e si può ragionare come dare una risposta per ovviare alla problematica che attualmente viene fuori. La composizione è complicata, solo l'area interna ad esempio di Ascoli, che è una cittadina di un certo peso, avrà la possibilità di essere eletta, mentre gli altri andranno a fare un lavoro nei partiti, che possono in qualche modo ovviare, però sappiamo bene che non è così semplice, negli ultimi anni i partiti non hanno un'organizzazione con cui mitigare, quindi diventa estremamente complicato e sarebbe un errore gravissimo non prendere in considerazione questo aspetto.
Sono favorevole alla doppia preferenza e la voto, però c’è un impegno della maggioranza di prendere in considerazione quello che prima ha detto il Consigliere Fabbri, e cioè cercare di capire se c’è la possibilità di correggere questa situazione che per le Marche è molto complicata. Spero di sbagliarmi, ma avere il 90% o anche di più di candidati che vengono eletti lungo la costa e non avere neanche la presenza di un candidato per il 60% del territorio, non lo dico per me, sono alla seconda legislatura, sarebbe una gravissima mancanza di rispetto nei confronti di un’area che è anche quella che ha subìto il terremoto e che nei prossimi anni rischia di sparire, perché se quei territori continuano a perdere abitanti al ritmo degli ultimi 30 anni, significa che non ci saranno più le forze in grado di amministrarli. La Regione deve porsi il problema di come regolare e arginare, insieme ai partiti, questa situazione e la questione della doppia preferenza la acuisce, non è un dramma, ma bisogna approvare oggi la doppia preferenza e poi capire e correggere. I partiti devono assumere la responsabilità, spero che diano una risposta alle donne per le elezioni, ma basta pensare al giochetto che un partito qualsiasi può fare, ci sono le candidature che sono dispari, 7 o 5, metto 3 candidate donne e 2 uomini, e non favoriscono le donne perché se una donna è forte viene eletta e se è forte significa che ha una struttura politica. Chi è qui lo può dimostrare, l’Assessore Casini, se non sbaglio, è la prima degli eletti di questo Consiglio regionale, e non mi sembra che sia dovuto alla doppia preferenza. I giochetti si possono prestare alla doppia preferenza, questo è un altro ragionamento e noi dobbiamo correggere il sistema elettorale per la regione Marche, poi le altre situazioni possono essere completamente diverse. Noi dobbiamo dare delle risposte alle aree interne e per farlo un'amministrazione regionale deve essere migliore e deve avere tutte le varie sfaccettature.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Intanto desidero ringraziare tutte le donne e gli uomini che sono venuti da ogni parte della regione per sostenere la proposta di legge n. 36 del 2016, afferente l’accesso paritario alle cariche elettive.
Ne approfitto per ricordare ancora una volta che le priorità dell’Assessorato alle pari opportunità sono quelle di sostenere le politiche efficaci per le donne in campo economico, soprattutto sociale e culturale. Quindi è evidente che ridurre le disuguaglianze in campo salariale, piuttosto che di accesso alle cariche direttive, l’iniqua distribuzione dei carichi di lavoro, che rende terribilmente difficile poter conciliare i tempi di vita e di lavoro, un maggior contrasto alla pratica illegale delle dimissioni in bianco, rappresentano il cuore delle questioni di genere.
Poi, certo, non solo si può fare sempre di più, e tanto c’è ancora da fare per ridurre il gap di genere, però mi sento di rispedire al mittente le critiche che sono state fatte in questi quattro anni da parte della Regione. Vedo qua in Aula e ringrazio anche a nome di tante donne, ad esempio, l’Assessore Bravi e ricordo i bandi che ha fatto per favorire l’inserimento al nido di bambini figli di donne lavoratrici, il bando maternità come opportunità per incentivare orari più flessibili per le donne che rientrano al lavoro dopo la maternità, e mi piacerebbe pensare che questa grande attenzione che c’è stata in campo economico poi avverrà davvero quando si tratterà, ad esempio, nel prossimo settennio 2021/2027, di allocare metà delle risorse del fondo sociale europeo alle donne. Mi piace pensare che questa sensibilità rimanga nel tempo perché l’Assessorato alle pari opportunità di questa Giunta ha sempre declinato non solo in modo trasversale, ma soprattutto con una grande connotazione economica, la delega alla pari opportunità, tant’è che in tutti i bandi che sono stati emanati c’è sempre un punteggio ingente per le donne, ad esempio, che partecipavano. Ricordo, purtroppo, le note messe anche per iscritto di molti Consiglieri che dicevano che questo punteggio era eccessivo, a dimostrazione quanto meno del fatto che l’attenzione c’era e lo ripeto non è mai eccessiva; ricordo anche l’Osservatorio sulle statistiche di genere proprio per monitorare la presenza ed anche la variabilità della presenza delle donne nel mercato del lavoro, anche a seguito della maternità.
Il tema della rappresentanza politica certamente non è primario, ma diventa cardine nell’affrontare certe questioni perché io sono convinta del fatto che nel nostro Paese ci sia una grande difficoltà, ad esempio, a conciliare tempi di vita e di lavoro connessa con il fatto che in tutti gli organi politici ci sono soprattutto uomini.
Ricordo con grande vivacità quella primavera di cinque anni fa quando la Consigliera del Partito Democratico propose allora la modifica della legge elettorale, ricordo che fu respinta, ma ricordo anche che l’Assemblea legislativa di allora, l'ha ricordato anche il Consigliere Giancarli, impegnò quella successiva, quella attuale, cioè noi, ad introdurre questa modifica. All'epoca mi sembrò molto naturale, mai avrei potuto immaginare un giorno di poter diventare Assessore alle pari opportunità, mi è sembrato naturale riprendere quella iniziativa, riproporla alla Giunta che subito l’ha accolta, francamente mi aspettavo un'approvazione immediata proprio perché, lo ribadisco, è una proposta che non ha assolutamente niente di innovativo, aveva ed ha l’unica ambizione di riportare la nostra Regione nel quadro istituzionale rispetto delle norme sovraordinate, italiane ed europee, che obbligano i Consigli regionali ad introdurre la preferenza di genere.
Tuttavia l’iter è stato più lungo e più faticoso del previsto, ma in questi anni si è dato il via anche ad un bellissimo percorso di lotta politica che ha portato alla nascita del Comitato Voce Donna che vedo qua oggi rappresentato, che ringrazio, e che include le tantissime associazioni, organizzazioni sindacali, di categoria, gli ordini professionali, alcune singole donne, anche Consiglieri di altri movimenti politici per cercare di sostenere con forza l’approvazione della proposta di legge 36/2016 che spero venga approvata oggi da quest’Aula, anzi ne approfitto per anticipare la richiesta di appello nominale su ogni votazione.
Negli anni questa battaglia è diventata la loro battaglia e il mio più grande auspicio è che questo bel gruppo che si è creato, questo grande insieme di determinazione e di passione, rimanga anche dopo la giornata di oggi.
Vi ringrazio davvero tutte quante perché in questi anni si è portata avanti questa “battaglia”, perché si è trattato di lottare anche per un atto che è scontato, secondo me, e lo si è fatto senza individualismi e senza personalismi e comunque non è che se qualcuno è coerente con i propri valori fino all’ultimo, anche quando sembra che la battaglia sia impossibile, significa che voglia personalizzare la battaglia, questo a casa mia si chiama coerenza con i propri valori, quindi ringrazio tutti quanti voi ed è a voi che dedico, spero, questa grande conquista. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Ho seguito attentamente tutta la discussione ed altrettanto attentamente ho seguito un po’ tutto il percorso che ci ha portato all'impegno, che ricordo avevamo preso nella Conferenza dei capigruppo prima della pausa estiva, di portare oggi questo punto.
Credo nella complessità dell’argomento perché la legge elettorale è sempre complicata nella sua costruzione, non ne esiste una perfetta, questo è un modo di dire ed è una verità assoluta. Sappiamo che una legge elettorale ha tantissime variabili tant’è che nel dibattito sono venuti fuori molti spunti e noi oggi, a mio avviso, abbiamo un provvedimento perfetto nell’intesa politica che abbiamo trovato, intorno all’80%. Ho ascoltato e ne terrò conto anche per gli impegni che abbiamo preso in I Commissione e in Conferenza capigruppo su questo aspetto in particolare, quello dei collegi, su cui torneremo perché se nove proposte di legge, di nove Consiglieri, di nove legislatori prevedono una modifica o un ritocco ai collegi, questo significa che il problema c’è, esiste, però voglio stare a quello che è oggi all’approvazione.
Sono d’accordo su quello che oggi andiamo ad approvare, l’ho detto prima, avrei preferito andare un po’ più pesantemente sulla questione dell’incompatibilità, io sono per l’incompatibilità a 360°, però credo che abbiamo trovato una buona sintesi su quel provvedimento che dà un po’ più di dignità al Consiglio regionale, questo diciamolo in maniera chiara.
Sul premio di maggioranza a me meraviglia la meraviglia di qualcuno, noi ci adeguiamo al dettato della Corte Costituzionale, nel senso che abbiamo seguito tutte le discussioni che invitavano i consessi a portare i premi di maggioranza dal 40% in su, lo abbiamo alzato di 3/4 punti - non ricordo bene - non abbiamo fatto nulla, se si ha la possibilità di vincere le elezioni non credo che sia un problema la soglia del 40%. Prima si è detto che non automatico che chi fa la legge elettorale poi vinca le elezioni, non è così, noi abbiamo semplicemente portato la soglia del premio di maggioranza laddove la legge lo consente, tutto qui, non abbiamo fatto altro, poi se meraviglia che una forza politica parlando tra persone ha la capacità di costruire un percorso, un accordo politico, quello attiene alla politica stessa, noi siamo qui e facciamo politica. Ci mancherebbe altro che non si provi ad avere un approccio del genere, si parte da ciò che si condivide e si vede se si può fare insieme un pezzo di strada, ma qui siamo nella pura ipotesi, non c’è nulla di definitivo, non c’è nulla di scontato, ripeto, questo attiene ed atterrà alla politica.
Altra cosa che voglio dire, ringrazio tutte le associazioni che sono molto numerose, ci scusiamo, purtroppo chi è stato nelle istituzioni ed è in platea capisce benissimo quali sono le dinamiche della discussione in una Assemblea legislativa come questa, abbiamo finito tardi e mi dispiace perché stamattina c’erano molte più persone ad assistere alla seduta del Consiglio regionale.
Vi assicuro che in I Commissione era da un paio di mesi che non si discuteva più della parità di genere, non ne discutevamo perché già il risultato era acquisito quando abbiamo fatto la prima modifica ed abbiamo accorpato tutte le leggi. La parità di genere era in tutte e nove le proposte di legge, abbiamo preso quella che era la più gettonata ed abbiamo messo la doppia preferenza, addirittura alcune ne prevedevano tre, abbiamo fatto la cosa più ovvia, siamo andati a maggioranza ed oggi portiamo questo atto all’approvazione.
Nel percorso c’è stata una discussione che, secondo me, alla fine è servita un po’ a tutti ed oggi vorrei ringraziare anche il Presidente della I Commissione Giacinti ed il Segretario del nostro Partito, perché quello che avevamo promesso l'abbiamo mantenuto fino in fondo e vi assicuro che non c’è mai stato il minimo dubbio che la Regione Marche andasse al voto nel 2020 senza la doppia preferenza o la parità di genere, chiamiamola come volete.
Ci siamo adeguati alla stragrande maggioranza delle Regioni italiane, non si sono allineate il Piemonte, la Calabria, come la Liguria e la Puglia, quindi molte più di tre le Regioni che non si sono adeguate, noi abbiamo fatto un approfondimento, ma a noi questo aspetto non interessa assolutamente.
Assessore Bora, come ho fatto l’altra volta, una proposta la voglio fare: credo che, e parlo anche per la mia parte politica, noi abbiamo meno donne in rapporto alla minoranza, che ha portato il doppio delle donne in Consiglio regionale, nonostante la preferenza unica.
Credo che su questo aspetto, ma non solo su questo, anche su tante altre cose che prima ha detto molto bene l’Assessore, se non arriviamo ad un cambio culturale a niente servirà una legge come questa. Penso che ci debba essere un cambio culturale e noi dobbiamo essere capofila. Ad esempio io una proposta ce l’ho, ho già fatto un’iniziativa, cominciamo a parlare - chiedo sostegno anche alle associazioni – di tutti quei Consigli di amministrazione, e ce ne sono tanti, li ho tutti elencati, e vedere, dove non è rispettata la parità di genere e guai a chi dice quando bisogna applicarla: “Bisogna vedere se la legge lo prevede o meno” no, la Regione deve farlo di default, se non lo fanno gli altri enti noi dobbiamo dare l’esempio perché abbiamo la capacità di rimuovere quell’incompatibilità.
Chiedo a questo consesso, chiedo alle associazioni di sostenere questo aspetto, iniziamo a dare l’esempio perché lì c’è il vero cambiamento culturale. Sogno una società - anch’io ho due figli, un maschio ed una femmina – in cui tra 20/30 anni queste leggi non serviranno più. Mi auguro che questo percorso ci porti al giorno in cui queste proposte di legge non servano più, dove la parità di genere sia qualcosa di acquisito e ci si ricordi solo delle lotte che sono state fatte nel passato.
Questo è quello che penso, se noi non arriviamo ad un cambiamento culturale oggi, secondo me, non avremmo fatto neanche un terzo del percorso che avremmo dovuto, la possibilità c’è, per quanto riguarda l’Assemblea legislativa posso prendere l’impegno, ma già lo facciamo di default, di rispettare rigorosamente la parità di genere nelle nomine che faremo a prescindere se la legge lo permette o meno, altrimenti non siamo sulla lunghezza d’onda giusta, noi lo faremo e mi auguro che su questo si adoperi anche la Giunta.
Il Consigliere Fabbri dice delle cose che noi abbiamo già acquisito in I Commissione, credo che anche il Presidente Giacinti sia d’accordo perché se su nove proposte di legge si chiede di rivedere e ridiscutere i collegi è giusto che le forze politiche si siedano intorno a un tavolo, perché parliamo di regole, e trovino una soluzione a questo aspetto per compiere un percorso perfetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sulla legge che stiamo approvando ho già fatto come relatore di minoranza le mie osservazioni. Per una questione personale voglio rispondere al Consigliere Fabbri, che secondo me quanto da lui detto è inesatto Ha detto che nelle mie esternazioni sono stato smentito, quando ho fatto le esternazioni poi il Movimento 5 Stelle a grande maggioranza ha votato l'accordo del candidato Governatore civico in Umbria, ovviamente coloro che mi hanno smentito erano dei Parlamentari locali che, nel momento in cui il Movimento ha votato a favore del candidato civico in Umbria, si sono affrettati a dire che era l'unica cosa giusta che poteva fare.
Successivamente ho mantenuto la mia posizione e non sono stato smentito, anzi credo che lo sia stato chi mi ha smentito senza averne l'autorità, perché nell'ultima Assemblea di Napoli, Grillo ha detto che il Movimento è cambiato, se lo dice lui che l’ha fondato! Comunque andare al Governo con il Partito Democratico è la conseguenza legittima di questo cambiamento, perché il Movimento 5 Stelle può portare le proprie idee nel momento in cui governa, sia a livello nazionale che locale.
Chiedo scusa alla Consigliera comunale di Pesaro perché non ha assolutamente bisogno di giustificazione, è capace, ha fatto una battaglia per riportare a Pesaro l’Università, ha avuto l'assenso del Magnifico Rettore e proprio per il lavoro fatto ha avuto questo incarico importante, che sono sicuro porterà a termine, quindi nessuna giustificazione per il suo operato.
Voglio terminare tornando all'argomento, dicendo che voglio fare i complimenti alle donne che sono qui in Aula, alle nostre colleghe Consigliere, alle donne della Giunta, perché questa è una grande battaglia e farò i complimenti quando tornerò a casa alla mia compagna e alle mie figlie perché sono convinto che – nella legge che ho redatto io c'era la doppia preferenza di genere - questa sia una battaglia vinta ed io sono felice e mi complimento ancora con loro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Non volevo intervenire, ho seguito tutto il dibattito, sono un po’ come il Consigliere Giancarli, il senso del dovere, di lealtà, ha fatto sì che non mi sono mosso, se non per qualche istante, anche se l’argomento non mi appassiona, però molti miei colleghi Consiglieri sono intervenuti con passione, ho sentito citazioni da Montesquieu a Depetris, da De Petris a De Gasperi, il Consigliere Giancarli ha citato Gramsci, anche la ricchezza delle citazioni è in sintonia con la partecipazione e l'impeto con cui questo dibattito è stato fatto.
Anch'io saluto le donne che sono rimaste ad ascoltarci e faccio notare, ma non per spirito di campanile, che sono tutte mie concittadine, a testimonianza della forza e della tenacia che hanno.
Brevemente nel merito, non l’ho fatto sulla prima proposta di legge che riguarda l’incompatibilità, avrei preferito che non ci fosse stata la reversibilità dell'azione, se uno decide di fare l'Assessore, come nei Comuni, corre il rischio fino in fondo e se entra in collisione con il Presidente della Giunta, comunque va bene e ci sta.
Sul problema della parità di genere credo di avere le carte in regola, avevo ancora i pantaloni corti e sono andato a manifestare sulla parità di genere a Napoli, sono stato sempre in prima fila, forse questo dispiacerà molto al Consigliere Marconi, a difesa della 194, delle leggi che maggiormente interessano le problematiche femminili.
Ricordo a tutti che se in questa regione oggi è possibile praticare l'aborto farmacologico, quindi, una tecnica meno invasiva rispetto a quella chirurgica, è perché abbiamo presentato una proposta, quindi, da questo punto di vista …
Io stesso ho subìto le decisioni del Presidente rispetto alla parità di genere nell'atto di formazione della Giunta, però nonostante tutto abbiamo presentato, io e il Consigliere Giancarli, una proposta di legge in cui chiedevamo la parità di genere nell’espressione della preferenza, quindi, da questo punto di vista abbiamo le carte in regola.
Ho sentito parlare di discriminazione, vi porto questi dati, nella mia professione c'è oggi una femminilizzazione, circa il 45% dei medici sono donne, però tra i direttori di unità operativa complessa, ovvero i primari, il rapporto tra uomini e donne è di 1 a 35 a svantaggio delle donne, di 1 a 13 per quello che riguarda le unità operative semplici, a testimonianza di come sono più brave durante il corso di studi, ma quando si tratta di raggiungere i posti di vertice hanno a che fare con noi.
Chiudo con il Consigliere Giorgini, bisogna che si metta in pace con sè stesso, una volta ci considera di sinistra ed un'altra no. Stasera ha detto, rivolgendosi a questa parte, la sinistra, mentre in altri interventi ha detto che c'eravamo dimenticati di Berlinguer, che c'eravamo dimenticati di tutti, ed il fatto che abbia detto, parlo per me, ma credo possa valere per tutti i miei colleghi, il nostro DNA, perlomeno il mio, è ancora a sinistra mi ha fatto piacere, però bisogna che si metta d'accordo con sè stesso qualche volta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Sarò veloce perché c'è stato sia sullo statuto che sulla legge elettorale un ampio dibattito dove ogni Consigliere, ogni forza politica, ha portato un contributo importante. Bypasso velocemente la questione della doppia preferenza, perché anche noi abbiamo inserito nella nostra proposta di legge, questo tema, quindi, su questo siamo tutti d'accordo e non andiamo a cercare le motivazioni.
Vorrei soffermarmi su due questioni che riguardano la legge elettorale. Intanto la questione della percentuale, la soglia viene portata al 40%, anche perché negli interventi, non ho sentito una riflessione collegata al fatto che chi vince, chi raggiunge questa soglia, ha un consenso popolare importante rispetto a prima, quando la normativa precedente prevedeva il 34% e 16 Consiglieri, il 37% e 17 e oltre il 40% 18 Consiglieri su 30.
E’ chiaro che aver portato questa soglia al limite unico del 40% dà maggiore legittimazione alla coalizione, alla forza politica, che raggiunge con i consensi questa soglia, quindi diventa importante e determinante che vi sia una progettualità, una programmazione forte da presentare ai nostri concittadini marchigiani.
Ho sentito alcune riflessioni espresse dalla destra che, a mio avviso, dimostrano quanta preoccupazione, quanta debolezza politica ha perché, al di là di tutte le varie motivazioni, esternazioni su accordi che ci sono, che ci saranno, futuri, il dato vero è la grande preoccupazione di non raggiungere la soglia del 40%, mentre noi, lo ha ricordato anche il Consigliere Micucci, abbiamo presentato e volutamente accelerato il dibattito su questa proposta di legge elettorale, prima delle varie tornate elettorali delle altre Regioni, parlo dell'Umbria, come dell'Emilia-Romagna, come della Calabria, perché riteniamo che le Marche debbano ragionare sulle Marche non collegandosi alle varie tornate elettorali, più o meno vincenti, per una parte o per l'altra.
Da questo punto di vista, non capisco quale sia la preoccupazione della destra a votare una legge elettorale che tutti riconosciamo giusta, che prevede una soglia che permette di governare, cercando soltanto motivazioni che hanno poca linearità.
L’altra questione riguarda gli Assessori esterni, sicuramente è una scelta importante che dà la possibilità di lasciare un ruolo politico-amministrativo ai Consiglieri e un ruolo amministrativo all’esecutivo. Su questa vicenda mi rivolgo al Consigliere Carloni che da un anno a questa parte ha cambiato il suo modo di rapportarsi all'interno di quest'Aula, prendendo un percorso che capisco, anche legittimamente, perché si deve accreditare con la destra in maniera importante, dimostra di aver cambiato il modo di fare, il modo di presentarsi, perché sono convinto che mai avrebbe proposto un referendum che, tutti lo dobbiamo sapere, costa moltissimo alle casse della Regione Marche, e questi non sarebbero fondi provenienti dal Consiglio regionale, ma risorse che andrebbero a toccare tante questioni sociali. Lo sa Consigliere Carloni qual è il costo di un referendum? Il costo è di 5 milioni di euro, e questa è una proiezione al ribasso. Ho chiesto alla Ragioneria pochi minuti fa quanto sono costate le elezioni regionali del 2015 ed un referendum ha più o meno lo stesso costo, quindi significa che questa operazione che viene messa in piedi per chiedere ai cittadini se sono d'accordo o no sui sei Assessori esterni o meno, costa alle casse della Regione 5 milioni di euro rispetto al costo di sei Consiglieri per 5 anni di legislatura, pari a circa 350.000 euro l'anno, un totale di circa 1,8 milioni di euro.
Credo che, al di là del fatto che legittimamente i Consiglieri possono tranquillamente prendersi la responsabilità di indire questo referendum, sia giusto tenere presenti i riflessi economici che andrebbero a incidere in maniera importante nelle casse della Regione Marche.
Da questo punto di vista noi come gruppo “Uniti per le Marche” siamo stati attenti, abbiamo anche stimolato in maniera forte il dibattito sulla questione della doppia preferenza, ma abbiamo anche sollecitato l'accelerazione perché ritenevamo importante evitare le scadenze elettorali delle altre Regioni e non avvicinarsi troppo, com'è successo 5 anni, alla data delle prossime elezioni regionali. Questo l'abbiamo fatto per dimostrare che il centrosinistra tutto è convinto di ripresentarsi in maniera forte e importante ai cittadini e di avere un risultato importante e se abbiamo previsto questa soglia è perché crediamo che possa essere raggiunta. Ho sentito che già la destra sa quello che accadrà da qui ai prossimi mesi, sono dei cartomanti che alimentano queste chiacchiere per nascondere la loro grande preoccupazione e trovare la motivazione per non votare questa legge elettorale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Farò velocemente, visto che mi sembra sia difficile individuare qualcosa che non è stato detto, ma ci provo.
Innanzitutto faccio una premessa e dico che non mi iscrivo a questa corsa per chi arriva primo a mettersi la medaglia sul risultato della doppia preferenza, perché credo che ci fosse da tempo un accordo fra tutti noi, per cui il merito credo sia di tutti, ed incensare per dire chi è arrivato primo mi sembra molto risibile e poco onesto dal punto di vista intellettuale.
Questo provvedimento era stato condiviso da tempo, tanto più che all’inizio si pensava soltanto di modificare questo passaggio senza toccare la legge elettorale, se non rivisitandola alla luce delle conseguenze che la doppia preferenza avrebbe potuto portare. Questo non è stato fatto, non sto nemmeno a dire di chi è la colpa, poi sarà il tempo a giudicare se si porterà successivamente un pacchetto di proposte di ulteriori modifiche alla legge elettorale che integrerà quanto abbiamo fatto oggi.
Mi limito a fare due semplici considerazioni e rilevare qualche contraddizione in merito agli articoli 1 e 8, quelli su cui il dibattito si è incentrato.
Credo di aver capito un po’, ci siamo anche scambiati qualche battuta in privato, il tormento del Presidente Giacinti quando ha spiegato a noi, convincendosi, che il Consigliere surrogante, che entra dopo le dimissioni dell'eventuale Assessore, assolve un ruolo a tutto tondo in quando può esercitare tutte le sue funzioni in piena indipendenza, senza piccole soggezioni o cose di questo tipo.
Non è possibile, tant'è vero che la legge non lo chiama il Consigliere surrogante lo chiama, se andiamo a vedere l’articolo 1, il Consigliere supplente. Io non sono un grande letterato, però se andate a prendere un dizionario qualsiasi vi dice chi è il supplente, colui che supplisce, chi sostituisce provvisoriamente, chi fa le veci di quello che sostituisce. Quindi come possiamo immaginare che il supplente possa immedesimarsi in tutto e per tutto in questo consesso se vive una situazione di sudditanza con chi si è dimesso?

(interrompe il Consigliere Maggi)

Piero CELANI. Può servire, torna utile e non è paragonabile il discorso con la stessa cosa che succede con il Consigliere comunale. E' diverso, perché il Consigliere comunale non supplisce nessuno una volta che l'Assessore si è dimesso, l'Assessore non è più Consigliere e non potrà tornare sullo scranno del Consiglio, quindi il Consigliere surrogante ha una sua titolarità, una sua autorevolezza, una sua autonomia, è parte integrante di quel consesso.
Quindi, non scherziamoci su, non diciamo cose che non sono vere, forse in Lombardia c’è una cosa di questo tipo, ma non ne sono sicuro, credo che noi da domani staremo, starete perché non lo voto - voto solo la parità di genere - su tutti i giornali nazionali perché un Consiglio regionale dall'assetto variabile credo sia difficilmente individuabile in questo scenario.
C’è inoltre una contraddizione in termini, se si introduce questo discorso per evitare la commistione che c'è fra chi gestisce e chi programma: “Via le mani dalla programmazione, via le mani dagli organi di indirizzo, l'Assessore deve solo gestire", allora c’è anche un altro aspetto da eliminare fra i compiti individuati all'articolo 26 attribuiti al Presidente della Giunta regionale, quello di conferire incarichi particolari ai singoli Consiglieri regionali. Delle due l'una, se permane questo significa che il Presidente può delegare un Consigliere a gestire determinate cose, ed era giusto secondo me, perché in un contesto come questo per la spending review voluta dalla legge nazionale siamo passati da otto a sei Assessori, un esperimento è stato fatto, chapeau, tanto di cappello al Consigliere Volpini che era partito benissimo, poi non so che cosa sia successo, era stato individuato come un esperto della materia, quindi ad un Consigliere si dà una delega che non può essere data a chi non si intende di sanità, questo è il concetto. Lo Statuto funzionava benissimo, non c'era motivo di fare queste cose e se veramente la ratio fosse stata quella di separare nettamente, con l'accetta, i compiti dell'amministratore che gestisce da quello che dà indirizzi e programma, a questo punto doveva essere cancellato, perché rimane a tutti gli effetti questo rapporto di fiducia fra il Presidente e un Consigliere, che può essere delegato per fare e gestire, quindi c’è qualcosa che non funziona.
La seconda considerazione è sull'articolo 8, su queste benedette percentuali di maggioranza, guardate, vi dico come andrà a finire, si tornerà indietro di tanti anni, caro Consigliere Maggi, si tornerà a mercanteggiare in Aula qualche voto per comporre qualche maggioranza, anche lì ad assetto variabile - Sicilia docet - perché molto probabilmente se non si arriva al 40%, si viene in Aula ed il Presidente che è stato eletto pur di stare in auge dovrà trovare le maggioranze volta per volta. Lungi da me pensare che questo 43% sarà da stimolo ai nostri concittadini marchigiani per tornare alle urne a frotte, quindi non più il 50%, ma l'80%, non sarà così, togliamocelo dalla mente, se si voleva fare questo si poteva lavorare su una legge maggioritaria pura. Se si doveva tornare a questo tipo di ragionamento, condivido con il Consigliere Marconi, si fa un proporzionale puro, poi il Presidente lo elegge l’Aula, invece noi non troveremo altro che l'anatra zoppa, troveremo un mercanteggiare che non finisce mai, allora o si aveva il coraggio di fare un maggioritario puro, correggendo il nominali con la quota percentuale, dove lì non c'è problema di 40% o 60%, perché si va 1 contro 1, ci si mette la faccia e il discorso finisce, come con il vecchio Mattarellum, oppure si va su un proporzionale puro, si pongono degli sbarramenti, si evitavano il 3%, il 5%, l'8%, quello che è, e poi la buona politica sarebbe statoarappresentata qui dentro ed avrebbe eletto il Presidente, quindi un pastrocchio veramente molto difficile da digerire per cui noi, come hanno detto i miei colleghi, voteremo la parità di genere, di questo siamo convinti, ma non le altre modifiche che avete apportato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. Parlare di coerenza, questa sera è veramente difficile, non so perché l’Assessore Pieroni mi dedica sempre la chiusura dei suoi interventi negli ultimi tempi, però, vorrei dirgli che non mi devo accreditare con nessuno e se il mio atteggiamento è cambiato è perché nelle ultime settimane provo un certo disgusto nel vedere come è cambiato il clima in quest'Aula, le stesse persone qualche settimana fa dicevano che questa Giunta è la peggiore dal 1974 ad oggi, e tutto quello che avete detto voi nei confronti di alcuni esponenti dell'opposizione, vedervi oggi cosi friendly mi preoccupa, quindi la coerenza non è certamente un mio problema, lo dovrete spiegare voi cosa avete fatto!

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Dopo l’intervento dell’Assessore Bora hanno parlato tutti uomini, senza lasciarle volutamente o non volutamente l'ultima parola, quindi, l'ultima parola la prendo io per ringraziarla per la tenacia, la forza e l'impegno che ha messo nel portare avanti questa modifica, parlo della parità di genere ovviamente, perché ha fatto una battaglia grande a cominciare dalla Giunta, convincendo tante persone, convincendo tutto il Consiglio e devo dire che la ringrazio per questo, non avremmo avuto questa modifica se non lei non si fosse impegnata così tanto.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Vorrei solo ribadire l’appello nominale su tutto l’atto a nome della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Carloni, Marcozzi, Malaigia, Zura Puntaroni, Leonardi, Celani. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Semplicemente proponiamo la soppressione dell'articolo 1, chiediamo di toglierlo dalla proposta di atto in votazione. Grazie.

Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri.
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Articolo 1 bis (articolo aggiuntivo)
A seguire ci sono due emendamenti presentati dal Consigliere Fabbri che sono stati dichiarati inammissibili per il combinato disposto di cui alla lettera a), del comma 1, dell’articolo 103 e al comma 4 dell’articolo 102.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Non sono d’accordo sull’inammissibilità perché stiamo parlando dello stesso argomento: di tutela delle pari opportunità, come abbiamo giustamente protetta la parità di genere, dobbiamo proteggere la territorialità che ha un substrato sociale ed economico differente. Questa cosa è ormai riconosciuta a livello oggettivo dalla strategia delle aree interne, d,a tutte le politiche che la Regione dà a sostegno dell’entroterra perché riconosce questa debolezza, quindi si tratta esattamente dello stesso argomento e chiedo che vengano messi in votazione gli emendamenti che ho presentato su questi aspetti, non potendo invocarsi un argomento differente.

PRESIDENTE. L’emendamento non viene messo in votazione, si vota, ai sensi dell'articolo 103 comma 2 del Regolamento interno, l’ammissibilità dell’emendamento, che leggo: “Dopo l’articolo 1 della proposta di legge testo unificato ‘Modifica della legge regionale 16 dicembre 2004 n. 27’, articolo 1 bis, il comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale 27/2004 è sostituito dal seguente: i 30 seggi dei Consiglieri regionali sono attribuiti a 6 Circoscrizioni elettorali, il seggio del Presidente è attribuito con le modalità di cui all’articolo 19, comma 4, lettere a), b) e d)”.
Questo era il primo emendamento, ma come ho detto già prima è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza; il secondo emendamento: “Dopo l’articolo 1 'Modifica dell’articolo 6 della legge regionale 27/2004', il comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale 27/2004 è sostituito dal seguente: “Ai fini dell’elezione del Consiglio del Presidente della Giunta regionale il territorio regionale è ripartito in 6 Circoscrizioni elettorali individuate in base all’allegato 0A di cui alla presente legge”.
Si vota sull’ammissibilità dell’emendamento, chi vota “si” vota per l’ammissibilità, chi vota “no” è contro l’ammissibilità. Se il proponente si oppone, il regolamento prevede questa possibilità.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Solo per concorrere a chiarire la questione, giustamente il Presidente ha fatto presente che questi emendamenti sono inammissibili ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento interno, che prevede l'inammissibilità degli emendamenti che non hanno avuto a che fare con gli emendamenti presentati in Commissione o con temi trattati in Commissione, però il Consigliere Fabbri ha la facoltà di opporsi a questa decisione.
La norma non ha bisogno di interpretazione, ma a maggior tutela - questo per evidenziare come la tutela di tutti i pensieri, soprattutto delle minoranze, sia presente nel nostro regolamento – ha l'opportunità di vagliare, attraverso un voto, l'ammissibilità o meno di un emendamento, nonostante, tecnicamente non sia ammissibile.
Questo è il motivo per cui ora voteremo l'ammissibilità o meno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Mozione d'ordine sull'argomento. Vorrei, come ho già detto durante l'intervento, ribadire l'impegno che come maggioranza abbiamo già preso, quello di ridiscutere i collegi, perché se tale questione è presente nell'80% delle proposte di legge la discussione fa fatta assolutamente in Commissione, in maggioranza e tra i partiti. Parliamo di regole.
Sinceramente non vorrei neanche dare il voto sull'ammissibilità, chiedo al Consigliere Fabbri se è disponibile a ritirarli e al primo tavolo politico inizieremo la discussione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Confermo questo impegno, ma è pleonastico perché basta leggere le proposte di legge che sono state accorpate nel testo unificato, ne troviamo solo quattro, questo significa che in meritto a tutte le altre, al di fuori di queste che toccano temi estranei a questo atto, come ha detto il Consigliere Urbinati, come ci siamo detti anche in maggioranza più volte e anche in Commissione, già da domani mattina si potrebbe discutere di collegi o di ballottaggi, o di un altro tema, che non è oggetto di queste quattro. Ecco il motivo per cui troviamo soltanto le leggi unificate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Sono contento di questa presa di posizione ufficiale da parte del Presidente della I Commissione e della maggioranza, ritiro gli emendamenti, perché con questa formale promessa di discuterne a breve, portiamo avanti il discorso che abbiamo fino adesso approfondito e che mi sembra condiviso anche da molti altri colleghi. Ritiro quindi gli emendamenti.

Articolo 2. Ha la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Questo articolo, Presidente, fa parte di quel complesso di norme che da circa 20 anni lo Stato impone e che le Regioni pedissequamente approvano ed applicano. Ora è chiaro che in sede di Carta Costituzionale la materia elettorale è di esclusiva competenza delle Regioni e nessuno può intervenire. La Conferenza Stato-Regioni che poi produce leggi di questo tipo, al massimo invoca accordi coordinati, anche per gli Assessori, Presidente Ceriscioli, noi possiamo arrivare a 8, ma c’è una penale, il maggior costo diventa minore trasferimento da parte dello Stato. Credo che rispetto a questa situazione, al di là del merito della cosa - ed è assolutamente ininfluente il fatto che ci sia una percentuale del 34%, del 40%, del genere sessuale diverso nella composizione delle liste - nelle Marche non cambi proprio niente, forse su Ancona si sposta qualcosa, ma nelle altre province non cambia niente, però è proprio il principio che ritengo non debba essere accolto e qualche segnale in questo senso va mandato.
Penso che nessuno si unirà a questa levata di scudi di tipo autonomista e federalista del Consigliere Marconi, voterò per conto mio contro questo articolo e non invito nessuno a farlo.

Articolo 2. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Marconi.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8.
Emendamento 8/1 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Carloni, Marcozzi, Malaigia, Zura Puntaroni, Leonardi, Celani.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Noi abbiamo presentato questo emendamento all'articolo 8 perché, da quanto già precedentemente detto dal Consigliere Celani, che andrò a ripetere e a risottolineare, si evince l’aspetto pasticciato di questa legge.
Con l'articolo 8 si eleggerà un Presidente, questo è il dato di fatto, che potrebbe non avere la maggioranza e che dovrebbe venire in Aula a raccoglierla. Questa è la democrazia? Questa è la trasparenza? Questo è quello che vuole la maggioranza, noi proponiamo una cosa più umile e più sensata, secondo noi, e cioè ripristinare il 37% e il 34% della vecchia legge, che è lo strumento ideale per evitare quel pastrocchio che potrebbe scaturire dal presente articolo 8, che tra poco approverete.
Sottoponiamo all’Aula in termini democratici questa proposta consequenziale a quanto abbiamo sempre detto, anche durante il dibattito di oggi. La parità di genere è una cosa e un’altra è la legge elettorale che voi della maggioranza avete voluto con forza portare all’approvazione. Per questo sottoponiamo all’Aula questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Non abbiamo ancora votato l’articolo 8, se non c’è il modo di aggiungere il mio voto all’articolo precedente, chiedo di votarlo nuovamente perché alla fine ho visto che il mio voto non era stato preso, quindi, chiedo, dato che non abbiamo ancora votato l’articolo 8, di rivotare l’articolo 7 perché ci tengo ad esprimermi, non so qual è stata la ragione, ma alla fine ho visto che non c’era il mio voto.

PRESIDENTE. Mettiamo a verbale la dichiarazione del Consigliere Giancarli di voto favorevole all’articolo 7.
Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Sulla dichiarazione fatta a nome di tutto il centrodestra …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. E' un emendamento, come non c'è il dibattito?

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Da quando l'emendamento non può esser discusso. Chi mancherebbe altro!
Assessore Pieroni, prego.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Forse Consigliere Zaffiri ha un po' di confusione. Un conto sono le proposte di iscrizione all'ordine del giorno, su cui possono parlare due oratori, uno a favore e uno contro ….

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Sull'emendamento possono parlare tutti, è una libera discussione.
Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Gli emendamenti sono discussi, al di là di chi li presenta.
La cosa che fa piacere è vedere come il capogruppo della Lega abbia cambiato la sua posizione, perché, se non sbaglio, dopo quattro anni vuole ritornare alle percentuali del 34 e 37%. Ha sempre detto che noi governavamo con una minoranza di cittadini, allora alziamo il livello del dibattito …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Capisco la sua difficoltà …

(interrompe il Consigliere Zura Puntaroni)

Moreno PIERONI. Stavo dicendo che l'apprezzo prima di pranzo, dopo mi preoccupo sempre un po'. Credo che oggi lei abbia mangiato e bevuto un po' troppo Consigliere, bisogna che mangi, ma forse beva un po' meno.
Detto questo, torno all'emendamento presentato, ricordo le sue riflessioni, Consigliere Zaffiri …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Lei non ha il problema del 40% - e sono certo che non ce l'ha perché so che vincerete, l'augurio che fa sempre a noi lo faccio a lei – ma il 34% rimane sempre un problema di fondo, perché non è detto che qualcuno arrivi al 34%, rimane il rischio che nessuno arrivi a tale percentuale, caro Consigliere Zaffiri, esperto in materia, e se non ci si arriva scatta il ragionamento della legge.
Quindi proporre il 34% non ha senso, la logica è avere un'asticella unica al 40% che permette a tutti di governare con un consenso popolare un po' più importante.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Le soglie per il premio di maggioranza non erano fra le modifiche concordate e votate dalla Conferenza dei capigruppo, sono state introdotte con una forzatura con un emendamento. La Conferenza dei capigruppo aveva votato di portare in Aula oggi solo 3 temi. Per questo reputiamo scorretto anche rispetto a quell'impegno preso da tutti i capigruppo, di tutti i partiti presenti …, però la Conferenza dei capigruppo ha votato questo e indipendentemente dal suo voto, Consigliere Maggi, è stata introdotta una modifica che, secondo quello che il Partito Democratico di maggioranza aveva detto in quella sede, andava ricompresa fra le modifiche che necessitavano giustamente di un approfondimento, come quelle del cambio dei collegi e del doppio turno.
Qui c'è una forzatura che noi reputiamo scorretta dal punto di vista formale ed istituzionale rispetto a quello che si era detto nella Conferenza dei capigruppo, altrimenti non vale nulla di quello che viene detto all'interno di quell'assise.
Seconda cosa, con questo emendamento proponiamo l'abrogazione dell'articolo 8, riportando la legge allo stato attuale perché crediamo, per tutti gli argomenti, non mi ripeto, detti in queste tre ore di dibattito, che si vada verso il caos e l'ingovernabilità, invece il premio di maggioranza, che consente la governabilità, è qualcosa di corretto, fare queste manovre è scorretto anche dal punto di vista politico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Credo che la Consigliera Leonardi abbia spiegato molto bene il senso di questo emendamento, noi vorremo soltanto ripartire col piede giusto, nel senso di rivisitare un po' tutto, perché portare l'asticella al 40% pone un problema politico, quello che hanno detto i Consiglieri Zaffiri e Leonardi.
Il problema è probabile, perché da qui a giugno può cambiare il mondo dal punto di vista politico, è cambiato dal 4 marzo 2018 a maggio 2019 e cambierà ancora dal 2019 al 2020, quindi le certezze qui non ce le ha nessuno, mi sembra risibile chi ha certezze di vincere le elezioni.
La nostra preoccupazione è quello che molto probabilmente succederà, quello che abbiamo detto perché la riforma è a metà. Questo è un sistema che non è maggioritario né proporzionale, quindi in questa Aula tornerà un mercimonio, si abbia il coraggio di dirlo.
Anche il Consigliere Marconi ha spiegato bene la situazione facendo una serie di ipotesi. In quest’Aula c'è un certo fermento, un'ansia di arrivare, perché abbiamo visto che il Movimento 5 Stelle fa delle proposte e subito il PD lo tranquillizza dichiarando che poi si ridiscuterà tutto, allora ridiscutiamo tutto, azzeriamo questo aspetto, abbiamo ingoiato, anche se non votata, quella grossa fesseria contenuta nell’articolo 1, su questo diciamo di tornare da capo, di ricominciare da capo, dato che dobbiamo discutere, c'è un impegno, vediamo cosa porta il 34% o il 37%. La legge prevedeva perlomeno un paracadute alla governabilità che dal punto vista politico conta poco, però, in qualche modo valeva qualcosa.
Qualcuno ha paura di non arrivare al 34%? Pazienza vuol dire che i marchigiani saranno governati da una minoranza del 10%, punto e basta! Questo è il costrutto politico. C'è stata un'accelerata, una spinta dovuta a fattori esogeni, non endogeni, noi ne prendiamo atto, però il ruolo del vaso di coccio in questo tipo di discorso non lo vogliamo fare perché il centrodestra ha una sua dignità, l'ha dimostrata tempo fa e la vuole difendere fino in fondo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Non volevo intervenire, ma respingo direttamente al mittente le accuse fatte in questi ultimi interventi.
Nella Conferenza dei capigruppo mi era stato promesso che qualcuno avrebbe sbobinato gli interventi per vedere cosa avevo dichiarato nell'ultima seduta. A me pare di ricordare bene, non potrei ricordare qualche sfumatura, l'impegno che io forzai era per il 15 settembre poi, per tutto l’iter in Commissione, siamo arrivati ad oggi. L'impegno era quello di portare il 30 settembre, che abbiamo portato al 15 ottobre, la doppia preferenza e non quei quattro punti che già avevamo acquisito in quella Conferenza dei capigruppo che erano, e li ricordo benissimo: le firme, l’incompatibilità tra il Consigliere e Assessore e gli orari di apertura degli uffici comunali, ma c'era anche tutto ciò che saremmo riusciti a condividere di lì in avanti e se una maggioranza politica allargata trova un accordo sulle regole chi non ci sta fa quello che oggi avete fatto voi, tutto lì. Noi stiamo discutendo di un normalissimo percorso politico e ci stiamo adeguando alla sentenza della Corte Costituzionale, ma di che cosa stiamo parlando? Dal 37% al 40% cambia la vita? Il partito del Consigliere Zaffiri dice che sta al 40%, dov’è il problema? Cosa avremmo fatto noi di tanto speciale per cambiare le carte in tavola? Cosa cambia? Abbiamo preso un premio di maggioranza e ci abbiamo messo tre punti in più. Qual è il problema? Dov'è l'ingovernabilità? L'ingovernabilità o meno saranno i cittadini a deciderla, non c'è nessuna ingovernabilità, se c'è un sistema tripolare è totalmente sbagliata la legge.
Non accetto che si dica che non abbiamo mantenuto gli impegni, questo non lo accetto e ritengo legittimo il fatto di aver trovato un accordo politico, allargato oltre i confini della maggioranza. Se una parte della minoranza non ci sta non è colpa nostra, fa parte della normale dialettica, noi abbiamo trovato un accordo di maggioranza che va oltre i confini della maggioranza, sulle regole. Basta, questo è successo, è inutile che la portiamo a 151, come si dice da noi, finiamola e poi l'ipocrisia di dire “la parità di genere la voto il resto no”, se eravate coerenti bocciavate tutto il pacchetto che abbiamo portato oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Il Consigliere Urbinati ha detto una cosa che, mi dispiace, non è corretta, su cui non sono assolutamente d'accordo e devo dire che nell'ultima fase del suo intervento ha chiarito in maniera palese la questione.
Avete trovato un accordo, voi con il Movimento 5 Stelle, perché la vicenda delle soglie non è stata oggetto di discussione, è arrivata come emendamento blindato, non c'è stata una discussione, proprio perché in quella riunione dei capigruppo era stato deciso che si sarebbero toccati solo quei tre punti e mi dispiace, io la sbobinatura la chiederò, perchè lo chiesi proprio lei, siccome non c'era l’accordo su tutte le altre questioni, di votare solo la preferenza di genere, non l’avete neanche messa al voto.
La questione delle soglie doveva essere trattata in un successivo esame del resto delle proposte elettorali, tant'è che non è stata dibattuta, è arrivato l'emendamento perché il Partito Democratico, lei adesso candidamente lo ha ammesso, ha chiuso nelle sue stanze un accordo con il Movimento 5 Stelle, non l'avete fatto in una assise pubblica, non c'è stata la discussione su quel punto, tant’è che non c'è stato dibattito né altre proposte perché quel tema non doveva essere trattato, non sono arrivati altri emendamenti proprio perché non era oggetto di questa prima fase, questa è una scorrettezza istituzionale che va detta. Voi avete trovato l'accordo, ve l'ho già detto, voi avete i numeri adesso rafforzati dal Movimento 5 Stelle, quindi ve la cantate e ve la suonate, se a voi piace questa musica, a noi non piace.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Trovo estremamente grave quando detto, ho partecipato agli incontri di maggioranza dove si è trovata la quadratura sul 40%, come cifra idonea per rispettare l'obiettivo di adeguamento della nostra legge, è stato un incontro di maggioranza in cui si è deciso, senza i 5 Stelle e senza nessun altro, che poi la proposta possa trovare in Aula il consenso delle forze di minoranza è nello spirito migliore di una modifica della legge elettorale.
Quindi non permetto di raccontare di accordi che non ci sono, so che avete una paura profonda di chissà quale accordo, guardate, potete dormire i vostri sonni tranquilli, questo accordo non c'è, si tratta di pura convergenza su una scelta che riguarda le regole del gioco.
Non ho sentito una parola che avesse un senso nel riconosce che per avere un premio maggioranza è corretto avere almeno il 40%, una cosa di una serenità, di un pacifico, di un tranquillo, che ancora non ho sentito un argomento per dire che questo non è corretto.
State sulle cose, non inventatevi una politica che non c'è, i vostri timori teneteveli per voi. E' apprezzato il fatto che si va a modificare una regola in maniera leggerissima rispetto alle regole attuali che abbiamo, si alza leggermente la soglia dal 34% al 40%, che non stravolge le aspettative di nessuno, avessimo portato questo numero al 50% l’avrei capito dicendo: “Noi al 50% non ci arriveremo mai, volete l’ingovernabilità”, ma avete paura di non arrivare al 40%? Se non ci arrivate è giusto che non governate questa Regione, eventualmente, questo è il punto.
Il tema è molto semplice. La proposta che si fa credo che sia stata recepita positivamente anche dal Movimento 5 Stelle proprio perché non ha quegli elementi di stravolgimento del sistema, anzi penso che sia la soglia corretta da raggiungere, non a caso l'altra volta l’abbiamo raggiunta e giustamente abbiamo governato questa Regione.
Il punto sta tutto lì, gli inciuci e le dietrologie fanno parte di un abbassamento del dibattito in quest'Aula, che non fa onore neanche a chi lo propone. E' stato anche detto che poi si tornerà a discutere tutti i temi sollevati dalle altre proposte, ma che volete di più?
Il punto a cui si arriva oggi è di qualità, a mio giudizio, chi lo difende lo difenderà e chi è contrario è contrario, ma che non si dica di chissà quale accordo, che non sta né in cielo né in terra, per difendere la pochezza delle proprie argomentazioni.
Siete contrari al 40%? Proponete il 50%, che vi devo dire! A livello nazionale volete fare un referendum sul maggioritario e qui non reggete il 40%? Ma che maggioritario volete fare? Con i collegi volete fare il maggioritario, ma vi interessano solo le poltrone?
Guardate e valutate la proposta in sè, se la ritenete corretta la votate, se la ritenete sbagliata non la votate, non muore nessuno ed io sono già soddisfatto della richiesta che ho fatto quando abbiamo iniziato questo percorso, avevo detto che una legge elettorale non si poteva cambiare solo a botte di maggioranza come fece il Porcellum, giusto per dare un esempio, perché è sbagliato, e sono molto contento che questa proposta di buonsenso abbia trovato un consenso più ampio del centrosinistra, e quindi la voterò molto volentieri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Devo chiarire, ma soprattutto devo rivolgermi ai Consiglieri di minoranza che sono all'interno della I Commissione. Da sei mesi a questa parte, da quando ci sono le leggi elettorali in Commissione, ho sempre detto apertamente, una volta l'ho detto anche con la Consigliera Leonardi presente, che bisognava aumentare il premio di maggioranza perché le condizioni oggettive non erano più quelle della legge precedente e dovevamo garantire governabilità e dare la possibilità ad un numero adeguato di cittadini di scegliere chi li dovesse governare. Sono sei mesi che dico che bisogna aumentare il premio di maggioranza, ma non nella stanza del cesso o in qualche altra stanza, lo dico in Commissione composta da Consiglieri di maggioranza e di opposizione. Quindi, è strumentale questa richiesta, è strumentale questa cosa, capisco che quando uno ha una fetta di torta, apre la bocca e se gliela tolgono poi ha paura. C'è la paura di non arrivare al 40%? La paura che nuove formazioni politiche potrebbero superarvi, ma che concetto della democrazia avete se è questa la vostra paura?
Respingo questa cosa e mi appello ai miei colleghi che sono in Commissione per chiedere loro se non è vero che da sei mesi chiedo pubblicamente, le sedute sono registrate, l'aumento del premio di maggioranza e rifiuto qualsiasi insinuazione che un accordo sia stato fatto sottobanco e nelle segrete stanze, non è nel nostro stile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Su questo emendamento noi esprimiamo un voto favorevole. Non voglio che questa Aula cambi ciò che viene detto in dichiarazioni non vere. Il capogruppo del Partito Democratico ha appena detto che questa maggioranza è allargata, che c’è un allargamento del consenso, e siccome noi del centrodestra non abbiamo dato questo consenso, deduco che si riferiva al Movimento 5 Stelle.
Non volevo intervenire, ma il Presidente, ha dichiarato: “Noi non sappiamo niente, non c'entriamo niente ...”, ma se avete pure telefonato per vedere se questa proposta aveva il consenso di altre forze politiche! Ma a noi non ci avete telefonate, santo cielo! Di cosa stiamo parlando? Questo dovete ammettere, dovete riconoscere che un contatto con il Movimento 5 Stelle c’è stato su questa proposta portata dal Presidente in Commissione. Pensate che ci facciamo prendere in giro da voi? Dal Presidente che dice che non è vero? Certo che nella riunione di maggioranza non c’era il Movimento 5 Stelle, perché potevate essere visti e fotografati dall’esterno, ma di cosa stiamo parlando?

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Riportiamo un po’ di tranquillità e un po’ di verità in Aula perché mettere in bocca parole ..., a parte che non sono preoccupato, alla fine non sono neanche parole pesanti, nulla di grave in merito a quello che è stato detto.
E' legittimo o no che una maggioranza, questa, trovi un accordo sulla legge elettorale? Legittimo questo accordo della maggioranza che poi si è allargato al Movimento 5 Stelle e, come dice il Consigliere Maggi in maniera ripetitiva, sono due o tre anni che ripete che bisogna alzare il premio di maggioranza. Parliamo di regole.
Una cosa ve la dico, una minoranza che vuole sostituire l'attuale maggioranza, ed è pienamente legittimo, secondo me, oggi sarebbe venuta in Aula con una legge elettorale alternativa, perché non abbiamo capito che idea di maggioritario avete: siete contrari a portare il premio di maggioranza al 40%? Non capisco, non so quale altro tipo di legge elettorale voi avete in mente.
Adesso la proposta la lancio io: discuteremo dei collegi, portateci una proposta alternativa, siete legislatori, portateci una proposta alternativa di legge elettorale.
Noi ci torneremo, come già concordato col Consigliere Fabbri, discuteremo i collegi, portateci una legge alternativa, perché in Commissione, l'altro giorno, quando si è discusso il tutto, c'eravate anche voi. Lei Consigliera Marcozzi fa parte della I Commissione, quindi credo che quello che ha detto il Consigliere Maggi possa testimoniarlo anche lei, però, non mettete in bocca parole non dette, anche se le avessi dette non sono parole gravissime, ma non le ho dette.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Ripristiniamo la verità? In Commissione, lo ripeto ancora una volta, la preferenza di genere la dovevamo portare il 30 settembre, abbiamo riportato in Commissione la doppia preferenza o la preferenza di genere perché dovevamo venire in Aula con un testo unificato sulle cinque proposte relative alla legge elettorale. Non saremmo riusciti a venire in Aula in tempi così brevi, allora che cos'è accaduto? Si è deciso di venire in Aula con la preferenza di genere o doppia preferenza, lei Presidente ha detto: “Aggiungiamo due cose, aggiungiamo le firme che non devono essere sottoscritte dagli elettori e l’incompatibilità tra Assessore e Consigliere”, finito qui. Poi quando è arrivata in Commissione la proposta di legge, il Presidente della Commissione ha detto: “Faccio un emendamento”, che non è stato discusso prima, tanto che abbiamo detto che gli emendamenti non dovevano essere presentati perché gli accordi nella riunione dei capigruppo non prevedeva di presentarli, ed è stato aggiunto il premio. Ma come? Il premio doveva essere discusso nella legge elettorale, che non dovevamo a portare in Aula insieme alla doppia preferenza, questa è la verità! E' inutile che continuate a parlare. Si era deciso nella riunione dei capigruppo di non fare emendamenti, all'ultimo momento avete presentato questo emendamento. Il premio doveva essere portato in Aula insieme alla legge elettorale modificata, non con la preferenza di genere, questa è la verità! La preferenza di genere l’abbiamo portata in Aula perché non saremmo riusciti a modificare la legge elettorale in tempi brevi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Onestamente mi sento molto confusa e ho bisogno di qualche spiegazione. Per sapere cosa votare devo regolarmi su cosa sta succedendo perché qui stiamo parlando di maggioranza, minoranza, sento il capogruppo del Movimento 5 Stelle che esordisce e dice: “mi rivolgo ai Consiglieri di minoranza”, quindi vorrei sapere dal capogruppo Maggi, a questo punto chi è maggioranza e chi è minoranza.

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliera Malaigia, ha detto: “Consiglieri di minoranza che fanno parte della Commissione”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Sulla legittimità di quello che stiamo facendo spero che nessuno abbia dubbi. Stiamo facendo una cosa illegittima? Questo lo voglio capire, dopo entro nel merito.
Ricordo un articolo di giornale apparso alcune settimane fa, a firma o ispirato da un Assessore o addirittura dal segretario del Partito Democratico, che lanciava una percentuale intorno al 42%, quindi, personalmente, come componente della maggioranza ho saputo che c'era questa opinione ed era un discorso che non era stato mai aperto fino a quel momento. Ricordo anche, Consigliera Marcozzi, ahimè, che sulla non presentazione degli emendamenti e sul bloccare le proposte su tutto quello che abbiamo portato oggi, escluso il premio di maggioranza, hanno votato solo i Consiglieri Urbinati e Marconi, la stessa maggioranza non ha votato, quindi erano aperte tutte le soluzioni. Diciamo i fatti, eravate tutti contrari, si sarebbe andati in Aula con l’ipotesi di una valanga di emendamenti su tutto, oggi, l'unico emendamento fuori quadro è stato ritirato saggiamente dal Consigliere Fabbri, che ha detto: “Va bene, capisco che c’è un secondo pacchetto”.
La maggioranza ha raggiunto un accordo il giorno prima della seduta della Commissione, potevano esserci stati tutti i contatti in alto mare fra i Consiglieri Maggi e Urbinati, ma non vedo cosa ci sia di strano in questo. La sostanza, lo dico agli amici di centrodestra, che dovrebbe far stare tutti sereni è quella che ha detto il Presidente Ceriscioli, l'unica tentazione, che però, attenti, non è passata, perché c'è tempo fino a marzo-aprile e ci sono le elezioni in Calabria, Umbria, Emilia-Romagna, quindi non vorrei che la maggioranza ci ripensasse perché a me quella soluzione non piace, è il 50% ed il doppio turno. Anche di questo nessuno ha mai parlato, è legittimo, ma questa sarebbe una cosa pesante per tutti, per me, perché da piccolo partito quale sono non è un'ipotesi sulla quale posso ragionare tanto facilmente. Dire che abbiamo fatto il mite adeguamento a quanto la Corte ha stabilito, significa solo una cosa: che alle prossime elezioni regionali, stante questa legge elettorale, avremo due schieramenti, questa è l'unica cosa civilmente immaginabili a meno che il PD e il M5S per altre ragioni non trovino una quadra, ma questo è l'unico motivo. Io non lo condivido in parte perché ho detto che si può creare la situazione dell’anatra zoppa, e non ritorno su questo argomento, ma l'unica conclusione vera sul piano del ragionamento politico è questa e di fronte a questa credo che ogni forza politica si debba interrogare su quello che andrà a fare, quindi far ritornare nelle mani delle forze politiche la soluzione. Altro tipo e altre percentuali avrebbero forzato soluzioni diverse.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Credo che questo genere di discussione sia acqua per il mulino di quanti di noi sostenevano che alcune delle proposte presentate oggi erano pienamente materia elettorale. Come ha ricordato adesso il Consigliee Marconi, alla seduta dei capigruppo si decise con un voto a maggioranza che oggi sarebbero stati portati in Aula i punti su cui c'era un accordo: la questione di genere, l'incompatibilità tra Consigliere e Assessore, le firme e gli orari.
In quella discussione io, i socialisti ed altri votammo contro perché sostenemmo che erano materie elettorali, quindi saremmo esposti a qualsiasi emendamento dell'Aula anche su altri temi: collegi, soglia e altro.
Se oggi fossero stati previsti questi quattro argomenti e se io, o i Consiglieri Urbinati e Giancarli, un qualsiasi collega, avessi fatto un emendamento sulle soglie e fosse passato a maggioranza, quale sarebbe stato il problema? Nessuno, perché la verità è che tutte queste leggi modificano la legge 27 del 2004, la legge elettorale delle Marche. E' chiaro che i punti, che si sono riusciti a trovare all'interno della maggioranza, come ha detto bene il Presidente sulla legge elettorale, sono stati portati al voto, perché hanno trovato una maggioranza in Aula. E' avvenuto prima? Meglio, perché la Commissione lo ha potuto fare, se oggi uno di noi avesse portato un emendamento che modificava la legge approvata in Commissione e questo trovava un consenso nell'Aula era un inciucio? Tutti gli emendamenti a qualsiasi legge che facciamo, che trovano una maggioranza, sono un inciucio? Se è così avete una strana definizione di inciucio perché questo si chiama democrazia dei voti.

Emendamento 8/1. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Abbiamo assistito a questo dibattito un po’ surreale, il capogruppo Marcozzi mi ha detto che non siamo mai stati convocati per condividere questo percorso, dopodiché potete dire quello che vi pare: trasparenza, democrazia, numeri.
A questo punto riteniamo di non poter continuare questo dibattito, ve la suonate e ve la cantate, come diceva la Consigliera Leonardi.
Annuncio a nome di Forza Italia, Area popolare Marche 2020, Lega nord e Fratelli d’Italia, che abbandoniamo l’Aula, è stato un piacere, abbiamo votato quello che ci interessava, quello per cui avevamo preso degli impegni con i marchigiani ed ora usciamo dall’Aula. Grazie.

(Abbandonano l'Aula i Consiglieri di Forza Italia, Area popolare Marche 2020, Lega nord e Fratelli d’Italia)

PRESIDENTE. Articolo 8. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Intervengo per rendere giustizia al lavoro svolto, che è stato alacre e sostanzioso. Sono molto soddisfatto, a nome del gruppo del PD mi esprimo su delega del capogruppo, perché sono state accolte le modifiche in linea con i dettati delle sentenze della Consulta e con le leggi nazionali, mi riferisco alla doppia preferenza di genere e all’adeguamento del quorum che fa scattare il premio di maggioranza.
Saluto questo proposta di legge con soddisfazione perché, come ho già detto in altre dichiarazioni e nella relazione iniziale, è un passo in avanti molto significativo verso una maggiore trasparenza, verso un patto di chiarezza nei confronti dell’elettorato dato che questa legge spinge a fare coalizioni per giungere alla percentuale del 40% o ulteriori, ben venga e onore a chi li raggiunge.
Un patto chiaro ed una legittimazione per una rappresentatività maggiore di tutta la comunità marchigiana, più volte è stato detto, lo ripeto per l’ennesima volta, il combinato tra scarsa presenza dell’elettorato al voto e percentuali precedenti non erano così legittimanti nei confronti della forza che vinceva le elezioni, figuriamoci se questo poteva restare così, con il 34, 37%, almeno con il 40, 43% c’è un passo in avanti molto più significativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Intervengo perché devo chiarire il punto sull’articolo 7, che è un fatto tecnico.
Questa mattina quando sono intervenuto, poi sono intervenuto nuovamente, ho fatto un ragionamento di carattere politico, sottolineando i molti punti di forza e alcune criticità. Ho detto con chiarezza che avrei semplificato senza entrare molto sui singoli aspetti e che non avrei partecipato al voto sulle modifiche statutarie, mentre avrei votato la legge elettorale, quindi intervengo per sottolineare che ho votato la legge elettorale ed anche l’articolo 7, che è uno dei punti di forza della legge, ma per una ragione tecnica questo voto non risulta, quindi ribadisco ancora una volta che quello è un punto di forza dal punto di vista politico e, come ho detto nell’intervento questa mattina, un atto di civiltà.

PRESIDENTE. L’intervento del Consigliere Giancarli era per puntualizzare quanto accaduto sull’articolo 7, mentre la dichiarazione di voto può essere fatta dal capogruppo o da un suo delegato.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Voto a favore di questa legge nonostante abbia votato contro l’articolo 2 e non abbia votato l’articolo 7. Condivido invece tutto il resto e devo dire che il Consigliere Giacinti, nei tempi di una lunga attesa, ma in tempi rapidi per arrivare ad una conclusione, ce l’ha messa veramente tutta e va un plauso al suo indirizzo.
Ribadisco, non capisco il senso dell’abbandono di quest’Aula se non quello di cercare un po’ di visibilità sui giornali di domani, non lo capisco perché una legge elettorale sul premio di maggioranza ..., a parte quel 43% che mi fa venire qualche brufolo, ma lo schiaccerò da qualche altra parte non in vostra presenza. Non capisco proprio quel 43% anche se c’è qualche logica. Qualcuno mi ha augurato di essere il 19° di quella legge, non si sa in quale schieramento, ma 19° sicuramente, però il punto vero è che è stata fatta una legge onesta, Presidente Ceriscioli, questo ci tengo a dirlo perché so che lei in prima persona, come anche il segretario del Partito Democratico, in tutte le riunioni che abbiamo fatto di maggioranza, avete sempre espresso il concetto che non venisse fatta una legge che potesse essere attaccata come strumentale rispetto a soluzioni di parte. Qui c’è la soluzione politica e, lo ribadisco, avremo di nuovo uno scontro a due, io avrei preferito uno scontro a sette perché amo un altro tipo di politica, ma questo è coerente con l'impostazione ed è una soluzione onesta che sta dentro i limiti fissati dalla Corte Costituzionale, tutto il resto è veramente incomprensibile.

PRESIDENTE. Testo unificato delle proposte di legge nn. 36, 261, 275, 295. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 71
ad iniziativa della Giunta regionale
“Linee guida per la programmazione della rete scolastica e l'offerta formativa per il triennio 2020/2023. Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 71 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Rapidamente perché immagino di trovare i favori dei Consiglieri rimasti.
Con questo atto amministrativo si vanno ad approvare le linee guida per la programmazione della rete scolastica e dell'offerta formativa per il triennio 2020/2023.
Questo atto si colloca sulla linea dell'esperienza fatta nel triennio precedente e ha come finalità quella di tendere allo sviluppo economico e sociale, dando corso alle richieste dei territori in tema di programmazione e offerta formativa.
Nel triennio precedente i punti salienti sono stati: la tutela delle scuole dell'area del cratere e ciò che esse rappresentano per quelle comunità e per quel contesto territoriale; l'ampliamento dell'offerta formativa per la scuola primaria; il sostegno scolastico verso la disabilità; i percorsi musicali e coreutici per le scuole superiori; l'incremento anche dei corsi musicali nelle scuole secondarie,;la criticità delle aree interne, che è un tema che torna spesso in molti argomenti, quindi un'analisi e un esame dal punto di vista delle aree interne coerente; un ammodernamento dei laboratori didattici; la sperimentazione alle forme di alternanza scuola/lavoro; la definizione con l'Ufficio scolastico regionale di protocolli per la gestione del sistema di istruzione e di formazione professionale; l'orientamento scolastico; il bullismo, l'attenzione al bullismo e al cyberbullismo, non a caso anche in quest'Aula questo Consiglio ha approvato una legge su queste tematiche, che pure hanno acquistato, ahimè, tanto spazio in questa nostra società attuale, da ultimo, ma solo in ordine di elencazione, ma non certo come valore, tutto il grande lavoro che è stato fatto sull'Erdis, che oggi sta dando i suoi frutti, come ben sappiamo e come abbiamo avuto altre occasioni per evidenziarlo.
Gli obiettivi e le finalità, partendo da questo punto di vista e da queste tematiche toccate, di questo nuovo piano prioritario vanno a supportare l'obiettivo della definizione del dimensionamento e dell'organizzazione del sistema scolastico, guardando in particolare ai seguenti elementi: le caratteristiche orografiche delle diverse aree; i processi di riorganizzazione degli enti locali; le strategie regionali di promozione dello sviluppo socio-economico; le caratteristiche strutturali delle sedi che ospitano le diverse istituzioni scolastiche; la necessità di assicurare un'offerta formativa di qualità in maniera omogenea e razionale sull’intero territorio regionale. E' questa la precipua funzione di un atto amministrativo, come quello che stiamo trattando.
Passando agli indirizzi generali è giusto evidenziare, seppur sinteticamente, quelli riguardanti il dimensionamento scolastico, come ad esempio considerare le istituzioni sottodimensionate, con particolare attenzione alle aree interne ed al contesto territoriale di riferimento perché, l'abbiamo detto, nelle aree interne non possiamo certamente usare gli stessi criteri che utilizziano in altre aree più popolose; considerare il servizio offerto dalle scuole paritarie che in molti contesti svolgono anche un servizio che va considerato a supporto di tutta la finalità; intervenire in quei contesti però anche sovradimensionati perché il problema del sovradimensionamento, l’Assessore ne ha fatto esplicita comunicazione in una visita in Commissione qualche tempo fa, è da tenere nella debita considerazione, tendendo a ridimensionare quei contesti che superano i 1.000 iscritti, guardando alle linee ministeriali che considerano il numero di 1.000, in alcuni casi con le deroghe dell’ordine del 20%, un limite più accettabile, anche se ci sono realtà che superano abbondantemente questo limite con le deroghe consentite; superare le direzioni didattiche, ovviamente dove è possibile perseguire questo scopo; promuovere la diffusione dei servizi di educazione dell’infanzia da zero a tre anni.
Questo a grandi linee il tema del dimensionamento, passando all’offerta formativa, le principali linee guida di questo atto amministrativo sono: promuovere la diffusione del tempo pieno; la valorizzazione dell’esperienza montessoriana; prevenire la dispersione scolastica, un altro tema che in questa società acquista sempre maggior rilievo; sostenere gli indirizzi musicali e la loro diffusione avendo cura di procedere all’azzeramento di indirizzi autorizzati, che però non hanno raggiunto il numero sufficientemente significativo di iscritti per poterlo farlo partire. Purtroppo ci sono delle ipotesi, delle situazioni in cui l’esiguità del numero degli iscritti ha fatto venir meno una richiesta pur legittima venuta dai territori, ma non sempre contestualizzata rispetto a quanto detto; una rivisitazione dell’offerta formativa degli IeFP che dovrà prevedere la valorizzazione del trasferimento dei valori della tradizione manifatturiera ed artigiana. Siamo nella regione più manifatturiera e artigiana d’Italia e questo patrimonio non va certamente disperso, quindi in collaborazione con le finalità questo atto cerca di esaltarlo e di valorizzarlo al meglio; l'incentivazione dei rapporti di collaborazione ed integrazione progettuale fra le istituzioni scolastiche statali, paritarie e le istituzioni comunali; sostenere un sistema di orientamento sia informativo che didattico; sviluppare le collaborazioni con le istituzioni e amministrazioni locali; venendo all’orientamento va fatto riferimento, con una modifica che abbiamo apportato in Commissione, all’accordo Stato-Regioni dell'1 agosto 2019 per rendere più attuale le linee che ispirano alcuni interventi e quindi orientare anche l’investimento delle risorse del Por Marche a sostegno di progettualità integrate tra il sistema dell’istruzione, della formazione e del lavoro; rafforzare l’offerta formativa in ambiti specifici.
Infine troviamo gli indirizzi generali di tipo logistico organizzativo fino agli indirizzi ed alle linee guida per il dimensionamento dell’offerta formativa dove si guarda con attenzione alle sezioni primavera, al sistema educativo per bambini di età compresa fra i 24/36 mesi.
Un’attenzione alle questioni delle pluriclassi, nella scuola secondaria di primo grado, un tentativo di coniugare l’offerta formativa con la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie, quindi cercare di dare una risposta alle domande di tempo prolungato, l’orientamento alla scelta del percorso di istruzione superiore, fino a giungere alla scuola secondaria di secondo grado dove si rende necessaria una razionalizzazione di indirizzi ed opzioni, esercitando una valutazione preventiva sulle richieste che pervengono da parte delle province, quindi, sentite le province nel rispetto delle loro funzioni. Si continua sul contrasto alla dispersione scolastica come elemento connotativo di questo atto amministrativo, fino all’inclusione scolastica ed all’integrazione scolastica; un’attenzione anche all’educazione permanente degli adulti.
Questo un po’ a volo d’uccello sono le linee principali che hanno caratterizzato questo atto amministrativo ad iniziativa della Giunta, che concerne la programmazione delle rete scolastica e dell’offerta formativa per il triennio 2020/2023.
Abbiamo recepito nella seduta di stamattina un paio di emendamenti che erano pervenuti dal Cal nelle ultime ore e ci sono due emendamenti presentati dal Consigliere Maggi, che esamineremo poi nel corso dell’esame della proposta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ho letto con attenzione il Piano, devo dire che in linea di massima è estremamente condivisibile e mi sono soffermato su un argomento che aveva evidenziato l’Assessore quando è venuto in audizione in I Commissione.
Questo Piano, ha detto l’Assessore, guarda a tre punti ed io ho posto la mia attenzione su uno di questi: avvicinare la scuola al mondo del lavoro, non solo alta formazione, i master tanto per capirci, ma anche l’apprendistato che accompagna i ragazzi al lavoro. Io ho fatto una serie di considerazioni e i due emendamenti riguardano questo aspetto.
Per operare una programmazione efficace della rete scolastica e della relativa offerta formativa la Regione deve sostenere un ruolo operativo che contempli le seguenti azioni fondamentali: avere ben chiare le esigenze formative e lavorative del territorio in sinergia con l’organizzazione datoriale; dare precise linee indicative all’ente Provincia per l’esplorazione e il confezionamento delle proposte; esaminare criticamente le proposte della Provincia; monitorare l’offerta effettivamente resa dalle scuole ed incidere sull’eventuale inefficacia delle strategie che sono state messe in atto.
Azioni che, secondo il mio parere, non sono eseguite con la dovuta attenzione perché l’ente Provincia ogni anno cerca di sistemare le emergenze accogliendo o meno le richieste di nuovi indirizzi da parte delle scuole più o meno affamate di iscrizioni con criteri per lo più discutibili e poco coerenti.
L’ente Regione accetta quasi sempre passivamente le proposte inoltrate e soprattutto non opera monitoraggi sui risultati delle programmazioni deliberate. Vorrei a questo proposito evidenziare come esempio negativo, che non riguarda questa Giunta, ma la mia città, il mancato monitoraggio e la scomparsa dell’Istituto nautico Elia. Una scuola storica per la città di Ancona, fatta lentamente morire con una integrazione umiliante con gli indirizzi dell’Istituto industriale Volterra. Circa 10 anni fa la Regione decise di unire le due scuole - quindi non riguarda questa Giunta, ma è un caso sicuramente emblematico - per questioni numeriche, essendo entrambi istituti tecnici la decisione venne considerata coerente, il problema è che chi ha gestito l’accorpamento da un punto di vista operativo non ha fatto nulla o non ha saputo fare gli interessi del nautico e di conseguenza questo indirizzo è diventato trasporti e logistica, uno pensa ai camion, non pensa alle navi, ed ha perso via via studenti e visibilità mediatica. Nessuno ha monitorato il processo di accorpamento e nessuno ha inciso sull’inefficacia della strategia operata a livello scolastico con risultati tristemente evidenti. Tenete presente che il l'Istituto nautico sta davanti al cantiere navale di Ancona, che adesso ha commesse per anni per le navi da turismo, quindi ha bisogno di persone che siano professionalmente preparate e l’Istituto nautico Elia era un'eccellenza in Ancona, adesso è diventato l’Istituto di trasporti e logistica, e quindi con le navi ha poco a che fare.
Veniamo alle linee guida proposte dalla Regione Marche per la programmazione 2020/2023. Ho letto con attenzione l’atto amministrativo ed ho riscontrato in esso tanti spunti sicuramente condivisibili, mi sono ritrovato anche negli obiettivi e nelle linee da seguire per una seria programmazione della rete scolastica, l’unica cosa che mi lascia perplesso e al tempo stesso preoccupato sono le dichiarazioni riportate nel documento: operare in continuità con l’impostazione del triennio precedente 2017/2020 che ha rappresentato, secondo l’ente Regione, una sperimentazione di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa ispirata ad una programmazione pluriennale. Il problema è che i bei proponimenti delle attuali linee guida non sono stati seguiti nel passato remoto e nel passato recente.
Ottima l’idea di evitare una dannosa frammentazione dell’offerta formativa con una conseguente dispersione di cattedre e di finanziamenti, però non si capisce come mai circa otto anni fa fu concesso all’Istituto professionale Pieralisi Salvati di Jesi di attivare l’indirizzo moda, tessile, abbigliamento quando lo stesso indirizzo era da anni offerto e consolidato dall’Istituto professionale Padovani di Senigallia e al professionale Laeng di Osimo. I tre centri di istruzione non erano così distanti da arrecare un grave disagio agli utenti e il risultato ottenuto è stato quello di avere insegnanti con cattedre inesistenti su più istituti e classi di moda con numero ridotto di studenti sempre a rischio di attivazione. In questo caso si è privilegiata la comodità di spostamento dei ragazzi e delle famiglie, più che la formazione professionale, e questo è veramente un suicidio perché, è vero, sarai più vicino a casa, ma poi non trovi il lavoro. Questa cosa è molto contraddittoria.
Leggo anche che bisogna tenere in debita considerazione l’offerta formativa delle scuole paritarie, questo va benissimo, sarebbe bello guardare le paritarie come scuole serie e capaci di integrarsi con le scuole pubbliche per incidere sull’offerta formativa regionale, ma molte paritarie sono diplomifici a pagamento e questo non lo dico io, ma lo dicono i Presidenti e i Commissari esterni che vanno a fare gli esami in quegli istituti paritari. La situazione delle scuole paritarie dovrebbe essere affrontata con piani programmatici più seri.
I fondi Fse lo scorso anno scolastico sono stati promessi agli istituti professionali marchigiani per organizzare al meglio il primo anno della riforma in funzione della qualifica triennale, ma poi non sono stati mai messi a bando, con grave disagio delle famiglie che non sanno quale sarà la collocazione dei propri figli dopo i tre anni.
Parliamo del trasporto pubblico, in alcune parti del territorio provinciale è assolutamente inadeguato, parlo ovviamente del trasporto per i lavoratori, quindi a maggior ragione del trasporto per gli studenti, con impossibilità da parte delle scuole di dare un’offerta pomeridiana e di usare al mattino le ore da 60 minuti perché non coincidono con gli orari dei trasporti. Questo grave problema viene ogni anno evidenziato dai dirigenti delle scuole all’ente Provincia, ma non c'è mai stato un miglioramento dei servizi di collegamento.
Questa reale difficoltà rischia di far passare estemporanei slogan demagogici per giustificare una formazione a chilometro zero, in assoluta discordanza con l’idea di non frammentarietà dell’offerta formativa.
Sono d’accordo nel superamento di dimensioni spaziali e amministrative, un’unificazione o un accorpamento di istituti però può superare i limiti geografici comunali e provinciali se viene giustamente privilegiata la corrispondenza tematica degli istituti. Questo però non è successo due anni fa. E’ storia recente, nel comune di Jesi l'stituto professionale agrario Salvati è stato accorpato all’istituto Cuppari, un tecnico con un indirizzo economico e uno con un indirizzo per geometri, quando avrebbe potuto essere integrato con l’Istituto tecnico agrario Vivarelli di Fabriano per creare un polo di agricoltura - la richiesta di lavoro in agricoltura ce n’è sicuramente - specializzato in sviluppo rurale e valorizzazione dei prodotti dell’ambito territoriale Jesi/Fabriano, il Cuppari è rimasto sottodimensionato, avrebbe potuto unificarsi con l’Istituto Corinaldesi di Senigallia, che aveva gli identici indirizzi di studio rimasto anche lui sottodimensionato. Si sarebbe potuto creare un polo tematico robusto per superare le difficoltà incontrate negli ultimi anni da certi indirizzi di studio per attirare iscrizioni, evidentemente le amministrazioni comunali e non gli interessi di una armonica offerta formativa hanno inciso sulle scelte operate.
E' la politica, sono i Sindaci dei comuni che chiedono di istituire delle scuole, delle classi per dire poi ai genitori: “Abbiamo permesso ai vostri figli di studiare sotto casa”, e questo va sicuramente a discapito dell’offerta formativa.
Vado su quelle che una volta erano le scuole serali perché ormai da due o tre anni ci sono un sacco di disoccupati che vanno riformati perché facevano un lavoro che adesso non è più adeguato, quindi è scritto: “la Regione intende contribuire all’educazione permanente degli adulti coinvolgendo i cinque Centri permanenti di istruzione Adulti (CPIA) nella gestione dell’offerta formativa pubblica di qualificazione, specializzazione e aggiornamento dei disoccupati, mettendo a punto un programma di aggiornamento dedicato ai docenti e al personale impegnato nei Cpia per valorizzarne la motivazione e la professionalità in termini di competenza e di capacità relazionali, così da esaltare le potenzialità di collaborazione con il tessuto sociale ed economico di riferimento”, come non sottoscrivere una dichiarazione di questo tipo? Sta di fatto che i Cpia non stanno funzionando come dovrebbero a causa di continui tagli agli organici, quello di Ancona dopo anni dalla sua costituzione ancora non ha una sede e la formazione serale, i corsi serali per i lavoratori, che devono aggiornarsi per cercare un posto di lavoro, e quelli che sono stati licenziati sta praticamente scomparendo in molti istituti superiori. Anche qui vale il principio di non frammentarietà che consentirebbe di arrivare a numeri dignitosi per comporre le classi.
A mio avviso c’è del buono in questa formazione ed io credo che la Regione debba operare un maggior controllo perché si privilegi la formazione. Su questo argomento ho preparato due emendamenti che ho sottoposto all’Aula.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie, Presidente. Vi chiedo scusa per l’ora però l’argomento è molto importante, sarò brevissima e vi chiedo un minimo di attenzione per il lavoro che c’è stato.
Intanto ringrazio il Consigliere Giacinti e la I Commissione perché ci siamo incontrati varie volte e siamo andati a fondo di questo dimensionamento. Mi sento anche di ringraziare il Consigliere Maggi, che ha messo il dito su piaghe importanti, la prima è quella del Nautico, la seconda quella del diplomificio, la terza quella del monitoraggio, su questo ha perfettamente ragione, e l’ultima quella sugli orari a 50 minuti, sulle quali, vorrei ricordare un po’ lo storico, si sta lavorando da molto tempo. Il monitoraggio lei sa che è sempre molto difficile, però questa è una preoccupazione che ho anch’io.
Vorrei ricordare lo storico, lei parlava di 7/8 anni fa, purtroppo, apro una aprentesi e la chiudo subito, non ho avuto una gran cosa, perché ho ereditato 24 autonomie cedute e una scuola frammentata, quindi rimetterla insieme non è stato facile, per questo dissento dal suo intervento su un punto, quello della continuità con il 2017/2020, io rivendico questa continuità perché nel triennio precedente abbiamo smantellato le vecchie linee guida e rifatte nuove, quindi io devo andare su quell’ottica lì, per forza.
Vorrei solo ricordare brevemente che sui Cpia ci stiamo lavorando molto, con convenzioni territoriali insieme all’Ufficio scolastico regionale.
La priorità di queste linee guida è salvaguardare le scuole nell’entroterra, la tutela del cratere e della disabilità, dopodiché il discorso delle paritarie è valido per la scuola come servizio, soprattutto da 0-6 anni. Non entro in merito sulle scelte ideali o ideologiche dei ragazzi più grandi, mi fermo allo 0-6 perchè la scuola va tutelata come servizio.
Le linee guida hanno uno scopo principale ed il Consigliere Maggi le ha lette a fondo, e lo ringrazio perché la scuola è educazione, quindi va letta a fondo per il futuro, non guarda al domani, ma guarda un po’ più in là. Quello che ha detto il Consigliere Giacinti è fondamentale, le linee sono due: permettere un’alta formazione e il duale, l’apprendistato alla tedesca, per chi vuole andare a lavorare, quindi le aziende sono le interlocutrici delle linee guida. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. E’ semplicissimo, dopo il punto relativo a monitorare l’offerta effettivamente resa al territorio dalle scuole sulla base del programma deliberato, aggiungere il seguente periodo: Obiettivo strategico è quello di supportare l’assolvimento dell’adempimento istituzionale …, che quello di monitorare l’offerta effettivamente resa dl territorio”, quindi un maggior controllo.

Emendamento n. 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n. 2 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n. 3 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Questo è l’emendamento che boccerete? Se mi garantite che possiamo fare una mozione su questo, lo ritiro. Va bene.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno si può fare solo oggi, sennò può fare una mozione.

Giovanni MAGGI. Faccio una mozione, magari la sottopongo all’Assessore e vediamo se possiamo approvarla.

PRESIDENTE. L’emendamento n. 3. Ritirato.

Emendamento n. 4 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 71, emendata. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 552
ad iniziativa dei Consiglieri Urbinati, Giacinti, Micucci
“Richiesta totale o parziale declassamento del pedaggio autostradale dopo la riduzione delle corsie sull’A/14”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 552 dei Consiglieri Urbinati, Giacinti, Micucci.
Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ieri ho scritto ad Autostrade una lettera nella quale riportavo dei disagi e chiedevo di mettere in sicurezza la viabilità, soprattutto di non pagare il pedaggio. Vi leggo la risposta laconica che mi è arrivata oggi da Autostrade “Cara Regione, abbiamo girato la nota al servizio competente”, quindi quello che ci chiedete con la mozione noi l'abbiamo già fatto ieri.

PRESIDENTE. Leggo il dispositivo: “Impegna la Giunta a chiedere ad Autostrade per l’Italia il totale o parziale declassamento del pedaggio dei tratti autostradali interessati dall’ordinanza fino a che essa non verrà revocata sulla nuova disposizione dell’autorità giudiziaria”.
Mozione n. 552. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 553
ad iniziativa dei Consiglieri Micucci, Giancarli, Giacinti, Rapa, Minardi, Bisonni, Mastrovincenzo, Busilacchi, Maggi, Biancani, Marconi, Casini
“Contro la guerra di Erdogan, solidarietà al popolo Curdo”
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 553 dei Consiglieri Micucci, Giancarli, Giacinti, Rapa, Minardi, Bisonni, Mastrovincenzo, Busilacchi, Maggi, Biancani, Marconi, Casini.
Leggo il dispositivo: “Impegna il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi con il Governo italiano affinché si faccia portavoce presso la Nato, l’Unione europea, le Nazioni Unite per trovare una soluzione democratica, pacifica e giuridica alla questione curda nell’ambito di una Conferenza di pace internazionale; a sollecitare il Ministro degli esteri a inoltrare il presente atto alle autorità turche, europee; a varare il decreto ministeriale per bloccare l’export di armamenti verso la Turchia”.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Manca solo la mia firma, chiedo se è possibile aggiungerla.

PRESIDENTE. La possiamo aggiungere, chi vuole sottoscrivere la mozione può farlo. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 553. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 878
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Grave situazione alla Rsa di Recanati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 878 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Primo punto, l’Area vasta 3 ha avviato le procedure riguardanti la contestazione in adempimento agli obblighi contrattuali mediante notifica della stessa alla ditta, ai sensi di quanto previsto all’articolo 18 del capitolato speciale d’appalto.
Punto due, nel caso in cui dovesse decorrere inutilmente il termine di 15 giorni dalla notifica della contestazione, senza che sia stato posto fine all’adempimento, verrà adottato da parte dell’Area vasta il provvedimento di risoluzione del contratto.
Punto tre, la continuità dei servizi presso la Rsa dovrà essere garantita per non interrompere il pubblico servizio. Inoltre la procedura prevista dal bando di gara espressamente prevede che in caso di risoluzione del contratto l’amministrazione potrà interpellare progressivamente i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento del completamento dell’esecuzione dei servizi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente Ceriscioli che si è trattenuto per rispondere a questa interrogazione che in effetti segnala una situazione già matura da alcuni mesi.
Prendo atto da questa risposta, che è soddisfacente, che l’Asur 3 ha già provveduto a tutto quello che il contratto consente di fare.
Annuncio semplicemente, se è possibile poi avere la risposta scritta, che mi risulta, notizia degli ultimissimi minuti, che ci sarebbe stata una cessione di contratto a favore di una società il cui Presidente era un dipendente della precedente.
Tutto bene, l’importante è che arrivi la garanzia della copertura del personale, che ad oggi non c’è, e faccio presente che ad oggi l’Asur di Macerata ha provveduto sostituendosi in maniera anche complicata e problematica al pagamento dei lavoratori, quindi la parte pubblica ha fatto tutto quello che era nelle condizioni di fare.
Chiudo dicendo che in futuro, anche se le nostre leggi lo prevedono e gli appalti lo prevedono, ma noi non riusciamo quasi mai ad applicarli bene, l'abbiamo detto anche in Commissione, dovremmo essere sicuri che nell’affidamento di queste gare la percentuale dell’importo che va a gara dovrebbe essere esclusa dalla parte relativa al pagamento del personale. Se ad esempio un infermiere costa 38.000 euro in una nostra struttura pubblica, non è possibile che questi 38.000 euro moltiplicati in questo caso per 12 infermieri diventino oggetto di ribasso d’asta. Il ribasso d’asta può riguardare certi servizi, i servizi amministrativi, una piccolissima parte, per il resto capisco che è un costo, ma non possiamo continuare a risparmiare sul personale perché il risultato finale è questo qui: abbiamo un numero di infermieri e di Oss decisamente inferiore a quelli previsti.
Più vigilanza nel momento in cui questi contratti vanno avanti e anche, Presidente, ma credo di non insegnarle niente, più facilità nei tempi di recesso, perché in questo caso, e lo ha detto anche nell’interrogazione, il Direttore dell’Asur 3 ha faticato non poco per recedere, perché se recedi e ti sbagli paghi in prima persona, quindi che le norme sul recesso scattino immediatamente, se dopo 60 giorni una società è inadempiente, basta, chiuso, si procede immediatamente con un'altra. Grazie.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20,15




 

 
 
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