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Resoconto della seduta n.146 del 28/11/2019

SEDUTA N. 146 DEL 28 NOVEMBRE 2019

La seduta inizia alle ore 13,10

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 146 del 28 novembre 2019. Do per letto il processo verbale della seduta 145 del 14 novembre 2019, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Rispetto all'ordine del giorno dei lavori odierno, c’è la richiesta di inserimento, come già detto alla Conferenza dei Capigruppo, della proposta di legge 323, riguardante l'assestamento di bilancio, e la proposta di atto amministrativo n. 73, relativa al Defr, quindi, se non ci sono obiezioni, le iscriviamo e le tratteremo subito. Dopodiché per quanto riguarda le mozioni, la proposta è la seguente: inserire all'ordine del giorno due mozioni abbinate, la n. 533 e n. 583 e a seguire la n. 581, se non vi sono obiezioni, le diamo per iscritte. Tratteremo nell'ordine le mozioni nn. 533 e 583, n. 581, n. 575 e n. 560, le altre sono rinviate al Consiglio del 6 dicembre.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per dire che va bene lo slittamento delle mozioni, però, Presidente, nella programmazione che abbiamo fatto ho tre mozioni in piedi e pongo un problema di natura tecnica, i gruppi composti da un solo Consigliere, non hanno di trattare più di una mozione a seduta. Subisco slittamenti ormai da mesi, sono previste tre mozioni di cui una nella seduta di bilancio, che dubito riusciremo a fare, quindi ci saranno sicuramente altri ulteriori slittamenti.
Chiedo se, Presidente, anche per sua decisione, si possa derogare alla norma di una sola mozione a seduta perché a gennaio ci troveremo un ingorgo con le mozioni e le interrogazioni, e per chi ha un gruppo composto da una sola persona avere la possibilità di trattare nella stessa seduta interrogazioni e mozioni multiple …, anche se con il Segretario generale abbiamo già fatto una calendarizzazione che arriva fino a gennaio, ma se presento altri tre atti devo per forza essere rieletto, e questo non è ancora nelle mie intenzioni.

PRESIDENTE. Va bene, nella seduta del 6 dicembre inseriremo le due mozioni del Consigliere Marconi.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Sono consapevole che inserendo ora sia il Defr che l'assestamento di bilancio andremo per le lunghe, quindi non so a questo punto se riusciremo a trattare le mozioni, però, nel caso riuscissimo a farle, chiederei di mantenere l'ordine, oppure nell'incertezza, magari discutiamo fino alle 20,00 e poi tutto viene rinviato, chiederei che la mozione n. 557 “Chiusura definitiva dei procedimenti amministrativi per la realizzazione delle opere di risanamento acustico lungo le linee ferroviarie marchigiane”, se non riusciamo a farla, nell'organizzazione dei lavori, venga iscritta al primo punto della prossima seduta perché è seguita, non vorrei creare disagi alle persone, ma dare una certezza.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno di oggi l'ha già deciso la Conferenza dei Presidenti dei gruppi all'unanimità, quindi non possiamo derogare, per la prossima seduta c’è la richiesta del Consigliere Urbinati di iscrivere la mozione n. 584, a seguire metteremo la n. 557.
Per la prossima seduta sono previsti due atti, le mozioni e le question time, quindi sicuramente sarà trattata come prima mozione.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Non so se sono stato chiaro, se riusciamo a farla oggi bene, se non ci riusciamo, diamogli questa corsia preferenziale per la prossima seduta.

PRESIDENTE. Questa è l’idea: darle questa corsia preferenziale per la prossima seduta, ovviamente al primo posto rimangono gli atti, come sempre, e poi a seguire le mozioni.
Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato le sue dichiarazioni che coincidono esattamente perché la Conferenza dei capigruppo ha approvato l’ordine di discussione delle mozioni, però, ribadisco che, forse è sfuggito al Presidente, la mia mozione è la prima, abbiamo dato la precedenza a quelle che hanno nelle prossime settimane una scadenza, come quella relativa alle vongole ed un’altra che non ricordo. Questo era l'ordine in quanto sono previste delle scadenze, quindi non vorrei che con il Consigliere Giancarli si possa creare un equivoco non seguendolo. Prima le mozioni che prevedono delle scadenze e poi con le altre, sempre se ci riusciamo.

PRESIDENTE. Alla fine della Capigruppo, se non erro, abbiamo detto di chiudere la seduta odierna con quattro mozioni: la n. 533, la n. 583, la n. 581, la n. 575 e la n. 560 sulla deroga per la pesca delle vongole, nella prossima seduta tratteremo i due atti e poi le due mozioni di cui abbiamo parlato ora, la n. 584 e la n. 557.

Nomina
Elezione di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la Pace.
(articolo 15, comma 5, della legge regionale 18 giugno 2002, n. 9; articolo 12, comma 6, dello Statuto Ente; deliberazione dell’Assemblea legislativa regionale n. 125 del 14 luglio 2009 e successive modificazioni) - Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione di un componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la Pace. Voto limitato ad uno.
Ricordo che l’Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati.

(Il Consigliere segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE: Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 20
Schede bianche n. 10
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 9

Ha ricevuto voti:
Cupelli Erica n. 9.

Proclamo eletta componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Università per la Pace Cupelli Erica.

Nomina

Elezione di un componente con funzione di Presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’Associazione Università per la Pace.
(articolo 15, comma 5, della legge regionale 18 giugno 2002, n. 9; articolo 15, comma 3, dello Statuto Ente; deliberazione dell’Assemblea legislativa regionale n. 125 del 14 luglio 2009 e successive modificazioni) - Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione di un componente con funzione di Presidente del Consiglio dei revisori dei conti dell’Associazione Università per la Pace. Voto limitato ad uno.
Ricordo che l’Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati.

(Il Consigliere segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE: Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 21
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 21

Hanno ricevuto voti:
Ciampolillo Clemente n. 1,
Lanchini Alessandro n. 7,
Gambacorta Maria Ausilia n. 13.

Proclamo eletta componente con funzione di Presidente del Consiglio dei Revisori dei conti dell’Associazione Università per la Pace Gambacorta Maria Ausilia.

Proposta di legge n. 323
ad iniziativa della Giunta regionale
“Assestamento del bilancio di previsione 2019/2021”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 323 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Mi attengo, usando l'espressione che ha utilizzato l'Assessore Cesetti quando è venuto in Commissione ad illustrare questa manovra di assestamento, a relazionare su un assestamento “quasi tecnico”, cito testualmente, a questa quasi tecnicità per limitarmi ad esprimere un po’ la linea guida che l’ha ispirato, che è quella di salvaguardare le spese inderogabili e incomprimibili senza per questo andare a sacrificare ulteriori poste nel bilancio, lasciando al bilancio 2020/2022 di prossimo confezionamento, tutte le ulteriori possibilità rimaste inespresse in questa manovra di assestamento relativa al bilancio 2019/2021.
I dati salienti di questa manovra prendono le mosse da una rivisitazione delle entrate, legata soprattutto ad un abbassamento delle stime effettuate in precedenza sulle entrate tributarie di competenza della Regione, in complessivo trattasi di -5,47 milioni di euro per l'annualità 2019, mentre per l’annualità 2020 sono -8,09 milioni di euro e per l'annualità 2021 -11,29 milioni di euro.
La rivisitazione delle entrate tributarie, in particolare di quelle di competenza regionale, tra Irap, addizionale regionale, tassa di circolazione degli automezzi, fa si che a cascata anche le spese subiscano una rivisitazione legata alla compressione delle entrate.
Si pone, però, rimedio ad esigenze sopravvenute, come portare a compimento gli obiettivi del bilancio di previsione, e mi limiterò a sottolineare le voci più salienti della parte della spesa, della previsione della spesa, che hanno significato gli interventi maggiori. Quando esamineremo gli emendamenti, che proprio in ultima battuta ci sono stati, vedremo che uno in particolare è di estrema importanza, legato al trasporto pubblico locale, per un contratto di recentissimo invito alla firma. In Commissione sono venuti il dirigente e l’Assessore Cesetti e ci hanno fatto capire che questa esigenza è sorta dal 22 di novembre ed in quattro e quattr'otto la Regione si è dovuta attivare per far sì che i presupposti giuridici per la firma di questo contratto potessero essere messi in regola e trovati, a partire dalle risorse necessarie alla firma, poi lo vedremo nello specifico.
Mi limitato all'esame delle voci maggiormente rilevanti, stiamo trattando della spesa: trasporto pubblico, oltre 8 milioni di euro per gli oneri relativi al trasporto pubblico locale, ivi compresa l'Iva; Erdis, 5,28 milioni di euro, poi vedremo che con un emendamento di 680 mila euro arriveremo quasi a 6 milioni di euro; ambiente e territorio, 1 milione di euro per le aree protette e 1 milione per la difesa della costa; 1,35 milioni di euro di risorse per la Polizia locale che, come sappiamo, è stata trasferita alle competenze della Regione; 900 mila euro di contributo alle Comunità montane; 700 mila euro per il servizio del turismo, quindi per le politiche legate al turismo; 561 mila euro per i soggetti danneggiati da emotrasfusioni - una voce che spesso ricorre in questa sede, per sistemare ovviamente impegni legati a questa tematica molto sensibile; contributi ai centri di educazione permanente per 350 mila euro e altre spese legate al servizio di istruzione per 120 mila euro.
Queste sono solo le voci più rilevanti, poi ci sono anche miriadi di assestamenti più puntuali, ma meno degni di nota da un punto di vista di valore assoluto, ma non per questo meno importanti.
Si parte dal risultato di esercizio che nel frattempo è stato imputato alla voce 1, ovvero al fondo di dotazione del patrimonio netto, che è di 125.765.097 euro, non c'è una quota libera del risultato di amministrazione, approvato con la legge regionale n. 30. Viene poi evidenziata la modalità di copertura dell'eventuale disavanzo di amministrazione, tenendo conto della struttura e della sostenibilità del ricorso all'indebitamento, con particolari contratti di mutuo, in poche parole, trattasi del debito autorizzato ma non contratto e all'articolo 4 viene evidenziato il rinnovo delle autorizzazioni al debito autorizzato, ma non contratto, pari a 155.912.000 euro.
Scorgendo anche l'atto da un ulteriore punto di vista, l'assestamento ovviamente quantifica in termini effettivi, al 31 dicembre, l'importo dei residui, che sono stati oggetto di rideterminazione, i residui attivi sono stati rideterminati in 2.096.288.000 euro, ovviamente, anch'essi in conformità ai corrispondenti dati definitivi provenienti dal rendiconto della gestione, i residui passivi sono stati rideterminati in 1.749.592.000 euro, alla stessa maniera, sempre in conformità al risultato del rendiconto generale della Regione.
La giacenza di cassa iscritta nello stato di previsione per 584 milioni di euro si determina per effetto delle risultanze del rendiconto dell'anno 2018 nell'importo di euro 373.397.000 presso la Tesoreria regionale, quindi il risultato di amministrazione, che era stato quantificato in 674 milioni e successivamente in 635, è stato rideterminato alla luce di tutte le variazioni in 596 milioni di euro, arrotondo le cifre che trovate con l'aggregato delle centinaia di milioni espresse.
Un'ultima osservazione, a seguito degli accantonamenti e dei vincoli, il disavanzo di amministrazione è determinato in 155.912.000, che è imputato, come abbiamo visto precedentemente, al debito autorizzato ma un contratto per l'intero importo.
Notiamo anche che sono stati fatti degli accantonamenti iscritti nello stato di previsione delle spese di bilancio, che sono stati variati, ovviamente, trattandosi di manovra di assestamento, e mi riferisco al fondo crediti di dubbia esigibilità, sia di parte corrente che di parte in conto capitale, che è stato rideterminato secondo quanto previsto dal principio contabile applicato, concernente la contabilità finanziaria.
Per quanto riguarda l'annualità 2019 l’incremento è stato compensato dalla contestuale riduzione dell'accantonamento, ai fini del rispetto del saldo di finanza pubblica, il fondo ripiano perdite società partecipate, seppur rimodulato nell'annualità 2020/2021, risulta congruo alla copertura dei rischi potenziali ad esso sottesi.
Da ultimo il fondo rischi passività potenziali è stato integrato per l'accantonamento di alcune potenziali posizioni debitorie nei confronti di enti strumentali, emerse in sede di redazione del bilancio consolidato, l'incremento è stato compensato dalla contestuale riduzione, anche qui, dell'accantonamento, ai fini del rispetto del saldo di finanza pubblica.
Una cosa che va notata è che in questa manovra di assestamento si pone mano a debiti fuori bilancio, anche consistenti. In particolare una vicenda annosissima, che risale addirittura agli anni ’90, conseguente ad un pronunciamento definitivo ha portato la Regione ad un risarcimento danni nei confronti della Provincia di Pesaro-Urbino per 2.400.000 euro, questa è la voce più rilevante, unitamente ad altri debiti fuori bilancio, ma di importo ben più esiguo che comunque troviamo all’articolo 7 appositamente previsto per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio.
Mi fermerei qui. Poi quando li esamineremo entreremo nel merito di alcuni emendamenti, Presidente, visto e considerato che, come ho fatto cenno, alcuni sono arrivati in ultima battuta, anche alla luce di un lavoro, bisogna ammetterlo, convulso, sia in Commissione che dal punto di vista dell'Assessore e della struttura.
E' esemplificativo questo contratto giunto nelle ultime ore che ha originato l'emendamento di questa mattina, di cui ho già detto.
Se da un lato l'attività è faticosa e anche molto pressante, dall'altro testimonia, ce lo diceva l'Assessore e lo condivido, anche un'attenzione e una vicinanza alle vicende di una materia complessa come quella del bilancio, che è espressione e declinazione di tutti i vari strumenti della finanza pubblica e a cascata di tutto ciò che può coinvolgere l'attività finanziaria di un ente come quello della Regione Marche, chiaramente, si capisce che questo legame e questa difficoltà sono immediate.
Mi fermo qui, Presidente, a disposizione per l'illustrazione degli emendamenti e magari per ulteriori questioni che dovessero sorgere in sede di dibattito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Oggi andiamo ad approvare l'assestamento al bilancio di previsione 2019/2021 e, come ha detto l'Assessore in Commissione bilancio, è un assestamento non “quasi tecnico”, ma io direi “tecnico”, non c’è nulla di strategico, si va a salvaguardare le spese che sono inderogabili, si coprono le spese obbligatorie inderogabili nel 2019, e ci consente di liberare risorse per il bilancio 2020/2022, quindi, da una parte si coprono le spese obbligatorie inderogabili e dall'altra si compensano le riduzioni a ribasso delle entrate tributarie da parte del Mef. Abbiamo minori entrate tributarie negli anni 2019, 2020 e 2021, come ha detto il Presidente della Commissione bilancio, per 5,4 milioni di euro, 9 milioni di euro e 11 milioni di euro, e quindi si vanno a rivisitare le spese. E' un assestamento squisitamente tecnico, non c'è nulla di più.
Si vanno a rivisitare le spese che sono state già elencate: il trasporto per 8 milioni di euro, l’Erdis, la Polizia provinciale, le Comunità montane, poi ci sono anche le risorse per le bande musicali pari a 350 mila euro, che non era stato detto, gli emotrasfusi, le Unioni montane per 900 mila euro, quindi è un assestamento tecnico, ed io mi limito a questo, poi quando si parlerà di Defr andremo anche a guardare se c'è qualcosa di strategico.
Faccio due domande tecniche, una riguarda a pagina 9 il parere dell'organo di revisione, il fondo crediti di dubbia esigibilità nell'esercizio 2019 è stato calcolato con il metodo della media semplice, secondo me non è molto corretto, fa anche delle considerazioni il Collegio dei Revisori; l'altra la rivolgo al Presidente della Commissione bilancio: Consigliere Giacinti, sul bilancio 2019 viene riportato nella parte entrata un utilizzo dell'avanzo presunto di amministrazione di 752 milioni di euro, l'articolo 1 comma 897 della legge 145 del 2018 prevede che l'applicazione al bilancio di previsione della quota vincolata accantonata e destinata del risultato di amministrazione è comunque consentita agli enti soggetti al decreto legislativo 23 giugno del 2011, n. 118, per un importo non superiore a quello di cui alla lettera a) del prospetto, riguardante il risultato economico al 31 dicembre dell'esercizio precedente, al netto della quota minima obbligatoria accantonata nel risultato di amministrazione per il fondo crediti di dubbia esigibilità e del fondo anticipazioni liquidità incrementato dell'importo del disavanzo da recuperare, iscritto nel primo esercizio del bilancio di previsione, quindi essendo il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018 pari a 596.562 ed il fondo crediti di dubbia esigibilità pari a circa 73 mila euro, la differenza è 523 mila euro ed aggiungendo il disavanzo di amministrazione iscritto nelle uscite per 155.912 euro, ne consegue che l'avanzo che poteva essere applicato al bilancio 2019, non è di 752 mila euro, ma di 679 mila euro, in base alla legge 145 del 2018, articolo 1, comma 897.
Queste sono le due criticità che ho notato, per il resto questo è un assestamento tecnico, nulla di più, c'è una riduzione delle entrate da parte dello Stato, quindi sono state riallineate le spese, però le due criticità sono queste: la prima riguarda il fondo crediti di dubbia esigibilità, che è stato messo in evidenza nel parere dell'organo di revisione, l'altra concerne l'applicazione dell'avanzo presunto di amministrazione pari a 752 mila euro che in realtà doveva essere di 679 mila euro. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Ho ascoltato la relazione sia di maggioranza che di minoranza e mi inchino alla professionalità, sono tutti e due commercialisti, sia del relatore di maggioranza che della relatrice di minoranza, per cui farò una considerazione di carattere politico, non tanto entrando nei numeri e nelle adempienze tecniche che questo assestamento deve comportare.
C’è una tabella A ed una tabella C. In merito alla tabella A, così come l'abbiamo vista in Commissione, penso di dare un giudizio di scarsa efficienza e spesso incapacità per l'applicazione delle leggi che questo Consiglio approva, per cui, come dice sempre il Consigliere Marconi, molte di queste norme rimangono nel cassetto e non vengono applicate o non vengono finanziate.
Nella tabella A c'è l'esempio del malfunzionamento dell'organo esecutivo nei confronti delle decisioni che vengono prese dal Consiglio. Faccio degli esempi, ho messo in evidenza alcune voci: la legge n. 24 del 1985, "Interventi per favorire il funzionamento degli organi delle strutture, delle associazioni che perseguono la tutela, la promozione sociale dei cittadini invalidi, mutilati e handicappati", aveva 260 mila euro, 140 mila sono rimasti e 120 mila non sono stati spesi; continuo velocemente, legge n. 25 del 2014, 25 “Disposizioni in materia di disturbi dello spettro autistico” -248 mila euro, non sono stati inseriti nel bilancio 2019. Si è discusso parecchio, soprattutto il Consigliere Minardi, sulla legge n. 27 del 2017 "Norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”, sulla quale l’Assessore Cesetti ci ha spiegato che i 313 mila euro sono stati tolti dalla legge, salvati e messi nel prossimo anno, però, guarda caso, Assessore Cesetti, non sono stati spesi neanche nel 2018, per cui le argomentazioni importanti sfoggiate nel momento dell'approvazione rimangono completamente disattese. Voglio citare la legge n. 24 del 2018, di cui è promotore il Consigliere Fabbri, quindi particolarmente sentita dal Movimento 5 Stelle, "Promozione di negozi di prodotti sfusi e alla spina", inserita in un ganglio vitale dell'economia circolare, era stata finanziata per 50 mila euro, ma sono stati depennati, non sono stati spesi i finanziamenti per l’anno 2019, non sono stati inseriti dopo, nel 2020.
Vado ancora avanti, legge n. 25 del 2018, “Impresa. 4.0 innovazione, ricerca, formazione” - 139.070 nel 2019. Ovviamente come dicono a ‘Striscia la notizia’, noi siamo qui, chiunque voglia dire qualcosa è libero di farlo e per questo sto guardando lei, Assessore Cesetti.
Sempre nella tabella A, non vado indietro parecchio, la legge n. 34 dello scorso anno, “Disposizioni per favorire l'accesso delle persone con disabilità alle aree demaniali destinate alla balneazione” ne avevamo parlato tanto perchè anche i disabili nelle spiagge devono godere delle bellezze naturali della nostra regione, era stata finanziata per 40 mila euro e 39.900 euro non sono stati spesi. Ecco, questo è quello che riguarda il finanziamento delle leggi regionali.
Passiamo alla tabella C, che potrei chiamare volgarmente marchette in saldo di fine legislatura, ma per non offendere la suscettibilità dell'Assessore Cesetti dirò: esigenze organiche dei territori di fine legislatura, ulteriori saldi, ulteriori sconti.
All’attività e marketing sui mercati turistici esteri sono stati tolti 432 mila euro, ci sono anche voci che sono state completamente disattese; manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua per la pulizia delle acque -237 mila euro; poi c'è il contenzioso arrivato a sentenza, quello che ha citato il mio Presidente, il Consigliere Giacinti, per 2,4 milioni di euro con la Provincia di Pesaro e guarda caso la Provincia di Pesaro ha lo stesso colore di questa maggioranza, non è venuto mai in mente di chiedere un aggiustamento con la Provincia di Pesaro dicendo: “Facciamo a metà?” No, tutti i 2,4 milioni di euro, e non si capisce perché, qualcuno me lo spiegherà, se io ho un amico e giocando a carte o a ruba mazzo perdo e devo dargli un sacco di soldi, il mio amico potrebbe dirmi: “Va bene, hai perso 2 mila euro, te ne abbuono mille”. Con la Provincia di Pesaro questo legame di fratellanza non ha funzionato? Una sentenza certo vecchia, però la Provincia di Pesaro pretende dalla Regione tutti i 2,4 milioni di euro per una sentenza passata in giudicato, ci diceva l'Assessore, del 1992.
Ci sono poi altre decurtazioni, tipo incentivi a favore delle imprese per l'economia circolare e la sostenibilità ambientale: -400 mila euro, che sono poi andate, non vi tedio ancora, ad incrementare ... Quello che mi dispiace e lo voglio sottolineare è che avevo fatto un emendamento per dare allo sportello InformaDonna di Ancona, visto che oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne, 20 mila euro, perché ce n’erano soltanto 8.500, la maggioranza l’aveva accolto ed ora vedo che sono stati tolti 28.500 euro al sostegno dello sportello informaDonna del Comune di Ancona perché non sono stati spesi. La colpa è del Comune di Ancona? E' della Regione? Non lo so dire, né peraltro mi è stato spiegato, mi è stato detto soltanto che non erano stati spesi. Queste somme che sono state tolte non sono andate a risparmiare qualcosa, perché leggo contributi per iniziative e manifestazioni a carattere rilevante della Presidenza per 38.300 euro e non metto in dubbio il carattere rilevante queste manifestazioni; contributo straordinario per 130 mila euro al Comune di Macerata per mostra Bauhaus; contributo alla Delegazione Pontificia per il Santuario della Casa di Loreto per mostra fotografica “I colori della vita” 15.000 euro; contributo all'Associazione Festival Musicultura 54.000 euro – su questo non dico niente - è un festival sicuramente molto importante, che riceve anche la gratificazione degli organi di informazione e della comunicazione anche a livello nazionale, della RAI; contributo all'Associazione culturale ricreativa l'Arca di Porto Recanati 3.500 euro; contributo straordinario all'Associazione marchigiana ricerche e studi sulla tradizione popolare di Osimo, che ha una lunga e fiorente tradizione popolare, 20.000 euro, come non darli a questo ridente Comune della provincia di Ancona, poi, sempre senza annoiarvi troppo, contributo straordinario all'Associazione Nuova salva ambiente onlus per il progetto “Rubinettiamoci”, sarà un'associazione di idraulici, forse, beviamo l'acqua pubblica per ridurre la plastica, 8.500 euro.
Sto dicendo magari delle battute fuori luogo, perché queste sono cose importanti che sono tutte nell'assestamento, infine, l’erogazione di indennizzi ai soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile per trasfusione, il Consigliere Giacinti aveva detto, ma si è dimenticato di dire: a causa di vaccinazioni obbligatorie, mi dispiace che non ci sia il Consigliere Volpini, un indennizzo per le vaccinazioni obbligatorie.
Infine, contributo all'Associazione pro loco monsanvitese per la fiera della birra, dopo Amburgo Monte San Vito è sicuramente un importante centro della birra, 15 mila euro; partecipazione al progetto Fico, il progetto della fiera dell'alimentazione dell'Italia contadina a Bologna, contributo per 79.300 euro perché si dice che le Marche abbiano, io non lo so, non ci sono stato, ma mi proponevo di andarci, uno stand fisso, che però è uno stand della Fileni.
Gli spostamenti non sono stati indolore perché nella mia Commissione, non faccio nomi, c'è stata una sollevazione popolare da parte dei Commissari della maggioranza, che hanno detto: ma come, ci siamo spesi, abbiamo messo la faccia nel dire che ci sarebbero stati dei contributi ed ora vengano tolti e inseriti a piacimento dell'esecutivo in altri capitoli di spesa? Qualcuno della maggioranza si è astenuto sull'assestamento, che ha creato un po’ di scompiglio e di malcontento. Ormai lo sanno tutti, soprattutto vengo accusato dall'altra parte dell’opposizione di essere vicino alla maggioranza, sto usando toni molto blandi, però devo annunciare, nonostante i toni blandi e quasi amichevoli, che noi voteremo convintamente contro questo assestamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Non lo so, Consigliere Maggi, se c'è stato qualche Consigliere di maggioranza che con la motivazione che ha riportato nel suo intervento, ovvero: “Noi Consiglieri di maggioranza siamo stati rigorosi, poi l'esecutivo ha inserito alcune voci che contrastano con questa scelta”, si sia astenuto, non lo so, se fosse così prendo atto positivamente della vivacità della maggioranza, di questi colleghi che si muovono, poi sarà l'Assessore Cesetti a rispondere, a dire che magari le cose, come credo, non sono così come sono state descritte.
Intanto voglio ringraziare il Presidente Giacinti perché come sempre è molto esaustivo e chiaro nella sua relazione ed introduzione, riesce a mettere in condizione anche chi non è componente della Commissione bilancio, oltre che siamo tenuti a leggere gli atti, di poter esprimere un giudizio.
La prima cosa che voglio dire riguarda gli emotrasfusi, non ne faccio una questione ideologica, ma di vicinanza a persone che hanno subìto un danno alla loro salute e, se fosse possibile, una volta per tutte dovremmo fare in modo che nel bilancio di previsione ci siano le somme necessarie e sufficienti perché ogni volta siamo costretti ... Ringrazio l'Assessore Cesetti che comunque riesce sempre a sopperire, però dovremmo riuscire ad avere nel bilancio di previsione una somma sufficiente per l'intero anno, perché molto spesso, è capitato a me, come sarà capitato ai colleghi, di sentire associazioni o singole persone dire che magari da mesi non ricevono quanto dovuto.
Non voglio fare un intervento organico, anche perché fra 15/20 giorni ci troveremo a discutere il bilancio di previsione e magari lì faremo un ragionamento legato anche ad una visione strategia della Regione e delle Regioni. Prima con il Consigliere Micucci ripassavo tutti i momenti che ci sono, dal bilancio di previsione, all'assestamento, al consolidato che tocca anche le società partecipate, al rendiconto, al consuntivo, e che vengono portati all'esame dell’Aula.
Rispetto al problema che ha posto il Consigliere Maggi sul contenzioso, Province/Regioni, sulla viabilità, credo di poter dire che nel corso degli anni, con i diversi passaggi che ci sono stati, dall'Anas alle Province, dalle Province alla Regione e all'Anas, considerando anche le competenze dopo la legge 142, sono sorti dei contenziosi che riguardavano tutte le province marchigiane e non lo so se con questa liquidazione alla Provincia di Pesaro-Urbino, Assessore si sono tutti chiusi, se ne esistono ancora sulla viabilità con le altre Province, forse questo era l'ultimo, però è stato un problema che ha toccato negli anni le diverse Province, tranne quella di Fermo perché allora non c’era.
Sul resto, cioè sugli aggiustamenti, qui abbiamo parlato di Comunità montane, se non capisco male, penso che siano le Unioni montane, perché oramai la partita delle Comunità montane nella regione Marche è stata chiusa.
Ci sono degli aggiustamenti, la relatrice di minoranza l'ha definito un atto tecnico, in larga parte concordo, perché le scelte forti sono nel bilancio di previsione, ma via via c'è una serie di passaggi, anche tecnici, che perfezionano l'atto, grazie anche al servizio, debbo dirlo, che è sempre molto puntuale e competente.
Fatta questa considerazione, ad esempio sul tema dell’Erdis dò una lettura un po' diversa e non l’affronto dal punto di vista del Consigliere Maggi, ma non perché la pensi diversamente, ma perché voglio toccare un altro aspetto. Tra l'altro, un giorno sono andato in treno a Fabriano e viaggiando ho sentito diversi ragazzi, frequentanti alcune università marchigiane (Ancona, Urbino) parlare di alcuni aspetti ed hanno ancora approcci, metodi di accessibilità e di fruibilità diversi. Visto che è stata fatta la legge che istituisce un unico ente regionale, rispettoso delle autonomie, e ci mancherebbe che non fosse così, dobbiamo fare in modo che per i servizi, le fruibilità, le modalità di accesso, ci sia una risposta identica da parte di tutte le università, ci sia uniformità nelle risposte alla possibilità di chiedere un alloggio. Avevo già avuto alcune segnalazioni in questo senso, ma ascoltando quei studenti in quel viaggio in treno un mese fa, ho capito che c'è anche questo tipo di difficoltà, perché se la legge non viene messa a regime, se non ci sono di fatto questa uniformità e coordinamento, creiamo a questi ragazzi delle riserve, poi va anche detto che per chi è di sinistra, almeno come lo siamo alcuni di noi, la possibilità di accedere a questi servizi è una delle condizioni alla lotta delle diseguaglianze per dare delle opportunità. Alcuni giovani, anche oggi, che riescono a frequentare l'università, a laurearsi e a compiere una scalata sociale, riescono a farlo anche perché ci sono servizi come quelli forniti dall’Erdis.
Noi dobbiamo essere attenti, non soltanto perché lì c'è un pezzo di stato sociale, ma c'è anche un pezzo di uguaglianza, di giustizia, quindi queste cose dobbiamo farle funzionare, come dobbiamo far funzionare la sanità. Dobbiamo sempre avere la consapevolezza che se lo Stato funziona, se le regole sono chiare, ne beneficiano coloro che hanno di meno, coloro che in qualche modo non sono nelle posizioni più avanzate nella scala sociale o in quella del reddito, quindi credo che dovremmo essere coerentemente da questa parte, lo dico da uomo di sinistra, ma non penso che da questo punto di vista ci debba essere un'egemonia, anzi, se ci sono anche altri che concorrano alla lotta alle diseguaglianze, ben venga questa unità di intenti nel colpire i privilegi e nel rendere giustizia a chi ha di meno.
Non voglio farla lunga su altri aspetti, perché, ripeto, mi sono messo nella mia testa di rinviare il tutto al bilancio di previsione, però voglio dire una cosa sulla sanità e poi chiudo. Io vado ovunque nel momento in cui mi invitano, vado e partecipo a volte anche a momenti in cui ci sono posizioni di netta contrarietà, anche dal punto di vista culturale, magari alle scelte che la maggioranza o la Regione ha fatto, non mi spavento, non mi preoccupo, mi preoccupo però se i cittadini sono esasperati, mi preoccupo se in qualche modo le forme a volte demagogiche o qualunquiste sono incoraggiate dal venir meno di risposte certe a bisogni essenziali.
Credo che la riduzione dei posti letto nelle strutture ospedaliere, se si dice che viene fatta per il periodo feriale, deve essere tale, se invece andiamo oltre, nonostante la buona volontà degli operatori, che io voglio ancora una volta ringraziare - i tanti medici, i tanti infermieri, le tante OSS, le tante figure che operano nella sanità – perché ci sono decine e decine di infermieri in meno, di medici in meno ed i posti-letto non possono essere ripristinati, se al Cup le file sono lunghissime, se le liste di attesa su alcune specialità rimangono, non solo creiamo un disagio alle persone nel momento del loro bisogno e della malattia, ma creiamo delle difficoltà più generali, ripeto, rispetto alla garanzia di questo diritto fondamentale, come il diritto alla salute che è previsto dalla Costituzione. Su questo insisto, ci sono alcune questioni che abbiamo posto non soltanto nell'Area vasta 2, ma in altri territori, abbiamo licenziato il piano, che è uno strumento importante di pianificazione, ma le risposte immediate dobbiamo darle. L’ho detto anche oggi, so che ci sono dei ritardi, vorrei che fossero colmati, perché io non vorrei arrivare ancora più avanti, nel momento in cui magari andiamo all'approvazione di atti così, senza tranquillità, invece vorrei avere mantenere sempre un rapporto positivo, non fra noi - è importante anche questo - ma fra noi e la comunità di cui abbiamo la responsabilità, perché se tutto finisce con un disagio diffuso e con difficoltà di incomprensione, non sono indeboliamo la nostra istituzione, ma indeboliamo la nostra democrazia. Il nostro compito invece è quello di dare risposte ai bisogni delle persone tenendo alta la democrazia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Poche considerazioni, ma spero di sostanza. Una domanda secca, subito, all'Assessore, relativamente alla contrazione della spesa per i mutui degli anni che vanno dal 2005 fino al 2015, addirittura con l'azzeramento negli ultimi 3 anni, sicuramente una buona notizia, vorrei capire se questa riduzione complessiva, che va da 272, quasi2 73 milioni, a 156 milioni, significa la possibilità per la Regione di fare nuovi mutui per investimenti, perché questo sarebbe un viatico importante per il nuovo bilancio di previsione e anche per la futura legislatura.
Sui 2,4 milioni della Provincia di Pesaro ha già parlato il Consigliere Maggi, recupero il discorso sulle compensazioni con le Province, è chiaro che è un argomento estremamente delicato, del quale ci siamo un po’ dimenticati, sarebbe interessante fare un monitoraggio, lo dico al Consigliere Maggi che lamenta questa cosa, ma lo dico soprattutto all’Assessore alle infrastrutture, ai lavori pubblici, all’Assessore Sciapichetti, a quanti altri si occupano di questi settori, per vedere - non ci abbiamo mai pensato perché verifichiamo sempre le carte mai la realtà - se le Province, da quando sono state trasformate e abbiamo rivisto i bilanci, sostanzialmente ridotti, lamentano loro, sono o no nelle condizioni di mantenere i vecchi standard operativi? Perché un conto sono i passaggi burocratici, un conto è la realtà, i cittadini non sono tanto interessati ai nostri passaggi burocratici, c’è la legge Delrio, va applicata e finisce lì, però l'operazione Province ha aumentato l'efficienza dei servizi, oppure è stato solo un risparmio di qualche centinaia di migliaia di euro sulle indennità e continuiamo a prendere in giro la gente, facendogli credere che con la riduzione dei parlamentari risolviamo i problemi della finanza pubblica? Anche in considerazione che la riduzione dei parlamentari l’hanno votata tutti, io non l’avrei fatto e lo dico pubblicamente - l’ha votata anche Forza Italia – perché è una cosa ridicola. Quindi la seconda domanda è: le province stanno meglio o peggio di una volta?
Terza domanda, sul questo aspetto sono stato anticipato dal Consigliere Maggi, ed è relativa ad una quesitone politica, quindi non richiamo l'attenzione dell'Assessore, e riguarda la tabella A, in cui abbiamo la significativa cancellazione di molti finanziamenti per varie leggi, ma anche nelle tabelle successive - poi vedremo in particolare la C - nella D e nella E, abbiamo la totale cancellazione dei cofinanziamenti, non li abbiamo più sia sui programmi statali che sui programmi comunitari, chiaramente non per tutti, per un numero significativo, probabilmente per mancanza di realizzazione. Che cosa significa in concreto? Se è mancata la realizzazione perché non ci sono i tempi, Assessore Cesetti, va bene, ma se queste cancellazioni sono dovute al fatto che non abbiamo più i soldi per farle, è un problema che in sede nazionale va riproposto, perché le Regioni hanno un senso se hanno i soldi, se non hanno i soldi non hanno un senso, perché ormai sono diventate a tutti gli effetti degli enti di amministrazione, come ente legislativo non funzionano quasi più per niente. L'abbiamo visto nel piano socio-sanitario, dove con emendamenti, abbiamo votato l’istituzione dei pronto soccorso in 5 comuni dell'entroterra, ma sappiamo che il DM 70 non consente di farli. Abbiamo immaginato, vogliamo immaginare, una diversa organizzazione della sanità, ma non si sa se possiamo farla, è passato un mio emendamento nel quale dico che i bilanci della sanità, votato da tutti, e ringrazio la Commissione per questa sensibilità, vengano almeno visti in sede di Commissione, sia il bilancio preventivo che quello consuntivo, perché della sanità vediamo una cifra, 2.930.000.000, poi non vediamo più niente, vogliamo sapere qual è la distribuzione? Anche perché la politica si deve assumere la responsabilità, ci è stato viene risposto che sarebbe un macello se il Consiglio regionale vedesse i bilanci della sanità. Perché? Qual è il problema? Il problema è se io decido di cancellare l’ospedale di Jesi e in cambio faccio 10 ospedali nell’entroterra? E’ una scelta politica e come tale è legittima, e non lo dico da uomo di sinistra, lo dico da politico. E' legittima! Non dico l’ospedale di Recanati perché è già stato cancellato, quindi non posso portare un esempio della mia città, ma dico un'assurdità perché evidentemente mai e poi mai dovremmo cancellare l’ospedale di Jesi, semmai qualcun altro verrà accorpato nei prossimi 10 anni. Ma è possibile che questo tipo di scelta non ci debba essere o addirittura diventa vergognoso, pericoloso, che il Consiglio regionale guardi i bilanci della sanità? Ma è una cosa pazzesca, e noi accettiamo questo tipo di tesi, siamo riusciti, compromesso minimo, a portarli almeno in Commissione per poterli vedere, tra le altre cose è già prevista, la Commissione deve poter vedere i bilanci, ma non c’è l’articolato! Io ho chiesto l’articolato del bilancio sanità che esce dall’Assessorato, ci sono 45 voci, una riguarda l'Asur è c’è scritto 2 miliardi, poi occorre vedere il bilancio dell’Asur, lo si chiede e ti dicono: “E' questo”, bisogna poi vedere i bilanci delle singole aree vaste, solo per la mia Area vasta, la 3, ci sono 350 milioni!
Adesso stiamo parlando di una fetecchia del bilancio regionale perché l’assestamento di bilancio, messo insieme tutto, è di poche decine di milioni, tutto il bilancio regionale, nella parte corrente non arriva a 350 milioni, il budget dell’Area vasta 3, però questi bilanci non li possiamo vedere. Che ci stiamo a fare se non abbiamo il coraggio di riappropriarci di questo tipo di cose?
Ecco perché dico che le modifiche in tabella A e la cancellazione dei cofinanziamenti nelle tabelle D ed E sono una cosa gravissima che va denunciata nelle sedi opportune, perché la Regione non può andare avanti in questa maniera, non è più in condizione di fare queste cose e le sole che facciamo sono quelle che possiamo fare con l’Europa. Sennò per il resto la tabella A fa delle scelte intelligenti perché concentra dei fondi, li gratta da altre voci, che vengono confermati: il riordino del trasporto pubblico regionale, l’Erdis, già richiamato dal Consigliere Giancarli, e altre cose, come il riordino e le funzioni amministrative esercitate dalle Province. L’altra botta riguarda i 5 milioni di disposizioni regionali in materia di diritto allo studio, sempre a fine anno dobbiamo fare queste cose, illudendoci, all'inizio dell'anno, di poter finanziare tutte le altre leggi.
Anche qui, l'ha detto il Consigliere Maggi, siamo in ritardo spaventoso, lo è anche lo Stato, sentivo l’altro giorno che le DAT, la cosa non mi è dispiaciuta per niente, vengono applicate adesso, dopo due anni dall’approvazione. I cittadini questo gap non lo capiscono, non capiscono perché fatta la legge facciamo i comunicati, le conferenze stampa, pare che tutto debba avvenire il giorno dopo e poi si applica la legge dopo due, tre, quattro anni, mai! Abbiamo leggi della precedente legislatura che non sono state mai applicate e non c’è nessuno che risponde di questo.
Un dirigente che riceve una legge la dovrebbe applicare, io mi metto nei panni dei funzionari statali che hanno ricevuto la nostra legge sull'azzardopatia e l’hanno regolarmente applicata. Se le Questure non l’avessero applicata sarebbe stato un vulnus, uno sputtanamento per la Regione, come a dire “non conti nulla”, loro lo fanno, i nostri funzionari regionali non lo fanno, non hanno tempo, non hanno l’input, non ci sono i soldi, alcune leggi sono anche finanziate per quel poco che è, fra le tante norme regge disperatamente la legge sul tabagismo, ma non vedo quella sul bullismo, è scomparsa, ci abbiamo lavorato 7/8 mesi, ma è scomparsa.
Andiamo alla tabella C, pochi minuti solo per difendere strenuamente le “marchette”. Non le ho fatte mai in questi 5 anni, non le ho mai presentate, le presenterò, spero in abbondanza, nell’ultimo scorcio di legislatura, non ce n’è una di quelle che ci sono qui che può essere abbinata al sottoscritto. C'era un finanziamento nella tabella C per la legge sui consultori familiari che grazie ad una sensibilità, spero recuperata da parte dei colleghi di maggioranza, ma completamente assente nei 3 anni e mezzo che hanno contrassegnato la presentazione di questa legge ad oggi, è in discussione. Questa legge non è ancora stata emanata, è approdata in Aula, poi è tornata in Commissione, adesso c’è anche una proposta del Consigliere Volpini, stiamo facendo un tentativo di abbinarle ma, ripeto, grazie a questa sensibilità la legge ora è in discussione. Insieme al capogruppo Micucci ho finanziato la norma sul servizio civile per anziani, ma dov’è? L'applicativo ancora lo devo vedere, noi le “marchette” non le abbiamo fatte, io non le ho fatte, ho messo 60 mila euro per quella cosa lì e sono serviti per finanziare altre “marchette”, a compensazione.
Sono contento che tutte queste cose riescano ad esse realizzate entro la fine dell'anno perché i fondi devono essere spesi, mi spiegava il Presidente Giacinti, entro tale termine, altrimenti andranno in economia. Tranquillizzo il Consigliere Maggi, più della metà di queste cose non si faranno perché gli enti devono ricevere i contributi e li devono spendere, il Comune di Osimo e tutti gli altri che ha citato, quindi i finanziamenti o vengono ripresentati o vanno in economia e l'Assessore Cesetti ringrazia perché sicuramente avrà altre pezze da aggiustare, perché ce ne sono sempre. L'Assessore ha tutta la mia personale solidarietà per l’ingrato mestiere che compie in quest'Aula. Le difendo perché - vorrei sottolineare che anche questa non è una cosa di sinistra, anche se molte di queste “marchette” sono presentate dai colleghi della maggioranza - pur non avendole mai fatte, non credo nella maniera più assoluta che questa pretesa di legalità, che fa passare tutto attraverso i bandi, possa funzionare. E’ una follia, perché si sa che i bandi vengono costruiti in funzione di quello che si vuole ottenere. Denuncio questa ipocrisia e lo sappiamo tutti, vedo molti che ridono sotto i baffi e fanno bene, perché è così, e sarebbe stupido non farlo direttamente, e lo dico per rivendicare una forza che la politica deve assumere. Io devo avere il coraggio di dire: voglio fare l'intervento per il Comune di Osimo e nessuno lo può mettere in discussione perché quello che vota quest'Aula è legittimamente morale e ineccepibile. Invece no, continuiamo a darci addosso e a coprire tutte queste cose con i bandi e altro, poi consegniamo questi bandi ai dirigenti, che giustamente nell'applicazione esercitano anche la loro discrezionalità e noi cosa facciamo? Andiamo lì a raccomandarci perché quella situazione sia presa in conservazione e quell’altra pure, ma quanto deve durare questa cosa? Quando ci sveglieremo per reclamare un minimo di decoro e di dignità? L'ha detto bene prima il Presidente, parlando degli stereotipi, lo stereotipo del politico ladro, lo stereotipo di quello, lo stereotipo di quell’altro, ma gli stereotipi sono costruiti chiaramente anche su comportamenti.
Il problema del politico ladro non lo eliminerei mai, perché ci sarà sempre l’amministratore ladro, anche gli amici del Movimento 5 Stelle, che hanno fatto di questo una bandiera, purtroppo l'umanità non la possono controllare ed anche loro hanno quelli che si macchiano, sono pochi perché avete governato poco, in confronto la Democrazia Cristiana non ne ha avuto nessuno dato che in 45 anni ne abbiamo avuti forse un migliaio, quelli che sono arrivati oggi ne hanno già 1.000, 2.000, noi abbiamo governato l'Italia per 45/47 anni ed abbiamo avuto alla fine un migliaio di inquisiti. Dico questo per dire che è inevitabile, quindi cosa dovremmo fare? Dovremmo riscattare la classe politica con comportamenti più sobri, più intelligenti, più positivi, in cui la politica dimostri la voglia di governare i processi, non di affidarsi sempre a qualcuno per giustificare quello che fa, io non ho bisogno di giustificarmi, io quello che faccio lo faccio con convinzione, faccio la tabella C, Assessore Cesetti, con convinzione, e ci metto quelle scelte, è chiaro che se aiuto un Comune non ne aiuto un altro, ma è una scelta che faccio e poi diciamocelo è una scelta limitata a quanto, Assessore Cesetti? Se mettiamo insieme tutti gli interventi della tabella C arriviamo a pochi spiccioli del bilancio complessivo, è tutta lì l’autonomia che il Consiglio regionale esercita e che riguarda il bilancio, un milioncino? un milione e mezzo? un contentino? E' così dappertutto. L'Assessore Cesetti si ricorderà quando alla Camera gli davano la possibilità di fare emendamenti fino ad una certa cifra, a me in Senato è successa la stessa cosa, ma a me neanche quello perché Prodi ha cancellato anche quello e non ci ha fatto fare neanche un emendamento in tre anni di bilancio. Questo per dire che sono condizioni oggettive e rispetto a queste perlomeno riscattiamoci, attraverso comportamenti e scelte e dove possiamo farle, vanno sempre fatte, con convinzione e senza vergognarsi di nulla.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Siamo oramai al quarto anno di questa legislatura e per l’ennesima volta ci troviamo a discutere di cose che di fatto vengono portate ed approvate, fino ad oggi, quasi sempre solo dalla maggioranza, perché si porta in Aula, a fine anno, un atto dovuto per chiudere i bilanci e le spese. Questa è una cosa che non va, ci viene detto che sono stati messi determinati importi su servizi fatti nella nostra regione, quando poi di fatto, probabilmente, il più delle volte ci sono delle difficoltà.
Ho sentito dei 6 milioni stanziati per il problema degli studenti, anche qui la notizia è di pochi giorni fa, più di cento studenti sono dovuti ricorrere alle cure degli ospedali, ciò significa che manca un controllo, è inutile allora mettere questi soldi, chi controlla? Chi fa questa gestione? Le cooperative? Le imprese che probabilmente in questo caso hanno dato cibo avariato agli studenti? A chi vanno questi servizi? Rimangono servizi che coprono le spese degli italiani, sono investimenti di questa comunità che poi ricadono sul territorio oppure vanno altrove? Questi sono i problemi, perché fare la lista della spesa e dire come sono stati spesi questi soldi è semplice.
Ho cercato di ascoltare i colleghi che sono intervenuti prima di me e se noi della minoranza diciamo che riscontriamo criticità nel settore della sanità è una cosa, però quando sento delle voci anche dalla maggioranza vuol dire che esistono dei problemi su quanto noi abbiamo segnalato, allora dov'è questo esecutivo? Dov’è questa Giunta quando sentiamo dire che ci sono problemi?
Ci sono problemi che soprattutto riguardano i lavoratori, i servizi. Credo che queste siano le analisi politiche da fare più che vedere i numeri, che sono un atto dovuto. I soldi che non sono stati spesi li recuperate, altri ne spostate, qualche intervento che viene fatto sul territorio probabilmente si poteva risparmiare, ma questi sono pensieri vostri perché ve la suonate e ve la cantate e per quanto mi riguarda credo che i cittadini vadano ascoltati e in questo momento si dovrebbe effettivamente se effettivamente i soldi dei marchigiani vengono spesi con oculatezza in investimenti.
Credo che siano queste le cose da dire, però, purtroppo, oramai questo è il quarto anno, siamo sempre qui a fare rimostranze, ad esprimere valutazioni, considerazioni non positive, ma negative, però la cosa va avanti e a voi sembra che vada tutto bene. Per carità, se siete convinti di questa cosa ne prendo atto e non posso che rimanerne soddisfatto, però so che le cose effettivamente dall'altra parte non sono così.
Dentro quest’Aula si sente di tutto, si sente anche che qualcuno, magari, tenta l'approccio al Partito Democratico per le intese da farsi e poi dentro l'Aula critica le posizioni dello stesso partito. Queste sono riflessioni politiche importanti che devono essere sviluppate e invece tutto accade come se non fosse niente, come se fosse tutto normale, ma credo che effettivamente ci siano dei problemi molto evidenti.
Poi con il Defr vedremo se ci saranno momenti di cambiamento, ma sono fortemente deluso ed anche lì non mi aspetto molte cose perché in questi quattro anni non abbiamo visto delle progettualità, il modello di Regione che vogliamo o che la maggioranza vuole. Penso che abbiamo gestito una situazione di transizione e alla fine dell'anno si faranno e si approveranno queste cose, cioè ve le approvate come maggioranza.
Una valutazione negativa su questo modo di gestire le cose non può che essere sottolineata dalla Lega perché, l'ho detto prima, è inutile dare dei soldi quando non si sa chi controlla, non si sa come vengono spesi, e purtroppo i fatti dimostrano delle situazioni negative. Delle riflessioni bisogna farle perchè si è dato del cibo guasto al servizio degli studenti, dopo aver messo 6 milioni su questo servizio, considerazioni non solo sul modello, ma su cosa è stato fatto per i servizi offerti dall’Erdis. Credo che la Giunta qualche strumento di controllo lo debba mettere in atto altrimenti se nessuno controlla possono sorgere anche dei problemi. Come vengono spesi questi soldi? Ritornano per l’economia al nostro territorio oppure vanno fuori, in giro, sparsi per il mondo, allora a questo punto non abbiamo fatto assolutamente l’interesse della nostra comunità marchigiana.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Cercherò innanzitutto di rispondere ad alcune osservazioni puntuali che sono state fatte.
Ringrazio il Presidente Giacinti per la sua relazione e la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi, alla quale rispondo su alcune sue osservazioni relative al calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità: questo è stato fatto con la media semplice e ciò è perfettamente coerente con il decreto legislativo 118 del 2011.
Per quanto riguarda l'avanzo abbiamo applicato in modo perfettamente coerente con la normativa contabile e peraltro i Revisori dei conti insieme ad altri ne hanno attestato la regolarità, tant'è vero che hanno espresso il relativo parere favorevole alla proposta di legge.
Una risposta anche ad alcune osservazioni degli altri Consiglieri, al Consigliere Maggi, circa quelle che lui finalmente si è convertito a catalogare sotto l'espressione “esigenze organiche dei territori” perché poi può chiedere ai territori se in effetti, quelle che impropriamente vengono chiamate “marchette”, che non dovrebbero essere fatte, rispondono a delle esigenze puntuali, ma in questo assestamento non ce ne sono perché non c'è un euro in più per quelle che io chiamo le esigenze organiche dei territori e che il Consigliere Maggi definisce marchette. Ci sono semplicemente delle, chiamiamole così, “rimodulazioni”, delle compensazioni, perché ad esempio, può capitare che attraverso il servizio, magari il Consigliere è interessato e questo è perfettamente legittimo, che non riesce ad impegnare e a spendere una determinata risorsa, la destini ad altro, all’interno però di quella compensazione. Questo è un esercizio virtuoso che deve essere fatto, altrimenti quelle risorse vanno in avanzo e di fatto sono perse.
Ad esempio, quando si parla del progetto “Rubinettiamoci”, è stato fatto un cambio per 8.269 euro, da spese correnti, mi pare, a spese di investimento, questo è stato fatto e secondo me in modo intelligente ed opportuno.
Da ultimo, la questione relativa ai 313 mila euro di risorse per la legge sulla Consulta della legalità, di questa ne parliamo un attimo perché attiene al più generale concetto dell'attuazione delle leggi regionali che, ripeto, non è una competenza dell'Assessore al bilancio, che deve pensare al bilancio, a tenerlo in ordine, a fare in modo che le risorse vengano impegnate, vengano spese per ed all'interno di una progettualità condivisa, tenendo in ordine non soltanto i conti, ma si preoccupa anche che la progettualità venga attuata, che però permane nella esclusiva responsabilità degli Assessori competenti e con essi dei servizi. Questo ho fatto in questi anni, poi dirò, e questo intendo fare.
All'interno di questo percorso che cosa è successo? C'erano queste risorse, c'è una legge regionale, noi abbiamo insediato la Consulta per la legalità, che ha fatto un ottimo lavoro nell'arco di un anno, che ha prodotto un documento all'unanimità, voglio dirlo. Ni abbiamo adottato quel programma sulla legalità con una delibera di Giunta, all'interno del quale erano previste delle risorse per la sottoscrizione di un protocollo con il Ministro degli interni, tramite il Prefetto di Ancona e gli altri Prefetti delle Marche, che io ho incontrato specificatamente su questo punto, l’abbiamo inserito, abbiamo adottato la delibera, che è stata trasmessa alla Commissione consiliare competente, che all'unanimità ha espresso il parere favorevole, senza alcuna osservazione, ed è tornata in Giunta circa 15 giorni fa ed ovviamente ho detto: “Ma siamo nella condizione di sottoscrivere questo protocollo da qui alla fine dell'anno e di impegnare le risorse sull’annualità 2019?” Ho dubitato, mi sono sentito con il Prefetto di Ancona, telefonicamente con il Viceprefetto, e in effetti questo Protocollo verosimilmente si andrà a sottoscrivere, previo alcuni aggiustamenti, i primi giorni del 2020, cosa doveva fare l'Assessore al bilancio? Doveva evitare che queste risorse andassero in avanzo e venissero spazzate via dal meccanismo contabile, per cui ho semplicemente ritirato la delibera, che adesso rimodulerò e rinvierò alla Commissione, e queste risorse le ho recuperate a vantaggio del bilancio generale di modo che così facendo ho lasciato uno spazio perché ho coperto quest'anno quello che magari avrei coperto nel 2020, di modo che le risorse nel 2020 le rimetto per questo progetto. Non ho fatto altro che il mio dovere, però l’ho fatto, con attenzione, preoccupandomi, monitorando l'andamento di una progettualità, ho avuto fortuna perché la sicurezza è una mia delega, questo ho fatto e così avviene per tutti gli altri importi.
Voi magari vedete che delle risorse non vengono impegnate, perché magari il servizio non riesce, quindi vanno in avanzo e opportunamente vengono rimodulate. Ad esempio, la cancellazione dei cofinanziamenti deriva sempre dalle comunicazioni dei servizi che non riescono a spendere, allora a quel punto facciamo la cancellazione e li spostiamo, non li perdiamo, e questo è un esercizio virtuoso e doveroso. Questi sono temi puntuali sui quali ho voluto dare una risposta.
L'altro riguarda la sentenza, perché a me piace, come si dice, ed è mio dovere rispondere a tutto, è ovvio che cerco di documentarmi anche oltre quelli che sono i miei compiti. Sono l’Assessore al bilancio e quando ho una comunicazione di un debito fuori bilancio, tale è una sentenza, ho il dovere per legge di provvedere alla relativa copertura e questo ho fatto, però, com'è giusto che sia, cerco di informarmi su cosa c'è dietro, anche se non dovrei perché se mi viene segnalato un debito fuori bilancio dal Servizio, quindi sotto la sua diretta responsabilità, ho il dovere di dargli copertura.
Nel caso di specie si tratta di una sentenza sfavorevole alla Regione Marche e favorevole alla Provincia di Pesaro e Urbino, la sentenza n. 879 del 1993, che è passata in giudicato, mi dicono, nel 2010, quindi ovviamente il diritto non è neanche prescritto, perché la cosiddetta res iudicata si prescrive in 10 anni. La vicenda è del 2003, c'è stata una sorta di accordo transattivo nel 2007, prima di noi, a cui non è stato dato seguito ed oggi la Provincia di Pesaro reclama quel credito e noi, è un debito fuori bilancio, non possiamo fare diversamente. Tra l'altro, dalle informazioni che ho assunto, credo che sia stato conseguito anche l'obiettivo di cui ha parlato il Consigliere, Maggi, dato che il credito era di molto superiore rispetto a quello che andiamo a pagare. E’ riferito al 1993, c'è una sentenza e noi di fronte ad una sentenza, anche se non siamo appassionati, si chiama appunto “cosa giudicata”, non possiamo fare nulla.
Dette queste cose puntuali, l'assestamento, che io definisco tecnico, è finalizzato alla copertura di spese obbligatorie, inderogabili dell'anno 2019. A titolo esemplificativo, parliamo di spese dell'Erdis, del personale, del trasporto pubblico, abbiamo visto l'emendamento che ci consente di sottoscrivere un contratto importante per 700 milioni di euro su 15 anni, delle spese per sentenze. Noi però non abbiamo fatto un assestamento a zero o in riduzione, a differenza di tante Regioni che l’hanno fatto, ma con questo assestamento riusciamo a coprire le spese obbligatorie ed inderogabili, la riduzione di entrate tributarie dovute alla diminuzione dei proventi dell'Irap, derivanti da attività di controllo dell'Agenzia delle entrate, la riduzione del gettito del tributo speciale per il deposito in discarica dei tributi solidi e le stime al ribasso delle entrate tributarie da parte del Mef. Questo è importante perché la copertura ci consentirà di non trascinare nell'anno seguente le suddette carenze e di predisporre così un bilancio 2020 che abbia un respiro diverso.
Mi rendo conto, tra l'altro, che è stato presentato a fine novembre, ma questo ritardo non è voluto, ma necessitato dall’esigenza di attendere il delinearsi anche del quadro nazionale, di come si può prospettare il 2020, così da individuare le rimodulazioni possibili nel 2019, perché sapere quello che può succedere nel 2020 ci consente di operare anche sul 2019 e sul triennale.
Sono stati stanziati fondi importanti nonostante questa definizione di assestamento tecnico, 8 milioni di euro relativi al trasporto pubblico locale, ai quali si aggiungono 18 milioni dell'emendamento presentato oggi; 5,28 milioni di euro per l’Erdis, per le spese del personale ai quali si aggiungono 682 mila euro per le spese di funzionamento; 1 milione di euro per le aree protette, così copriamo tutto lo storico e manteniamo fede ad un impegno; 1 milione per la difesa della costa per consentire le progettazioni, voi sapete che arriverà in Aula a breve il piano di difesa della costa, per il quale abbiamo previsto già 1 milione affinché i comuni possano avviare la progettazione, partecipare al bando e quindi avvantaggiarsi rispetto alla progettualità che devono mettere in campo; 1,35 milioni di euro per la Polizia locale, per le province; 900 mila contributi alle Comunità montane; circa 700 mila euro per il turismo; poi per i danneggiati emotrasfusi, il centro educazione permanente, l'istruzione, le bande musicali.
Tutto questo l’abbiamo fatto perché l'assestamento, vero Presidente Giacinti, è all'esito del rendiconto, che si approva all'esito del giudizio di parificazione da parte della Corte dei Conti. Voglio evidenziare, anche perché l’assestamento è l'occasione per constatare, e lo dico per me con una certa soddisfazione, la solidità del bilancio regionale, una solidità che è stata certificata anche quest'anno, per il quinto anno di fila, dalla Corte dei Conti, innanzitutto nel giudizio di parificazione. Le mie azioni come Assessore al bilancio, prioritariamente, vengono giudicate da un organismo terzo, l’ho detto più volte, con la procedura tra l’altro del contenzioso attraverso il contraddittorio e per 5 anni di fila il bilancio regionale è stato parificato senza alcuna riserva, con indicazioni vere, che tra l'altro abbiamo sempre raccolto e seguito, come ho avuto modo di dire dinanzi alla Corte dei Conti. La solidità - lo voglio dire perché è giusto che si sappia in quest'Aula, perché voglio rivendicare il lavoro da me svolto, ma anche quello del Servizio, degli uffici, svolto anche da questo Consiglio regionale, che con le sue critiche e la sua presenza ha anche stimolato a fare bene - è stata valutata anche da organismi terzi, come le Agenzie di rating che dicono “l'amministrazione regionale - leggo testuale - è impegnata a controllare la spesa e a porre in essere politiche di bilancio prudenti, offrendo al tempo stesso un buon livello dei servizi pubblici e, nonostante i vincoli di spesa, la gestione efficiente delle finanze regionali è confermata anche dalla capacità delle Marche di concedere sgravi fiscali alle piccole e medie imprese per stimolare l'economia locale”. Questo dice un'agenzia terza come Fitch. Ho avuto modo, insieme al Presidente, che voglio ringraziare perché ha avuto l'idea, di presentare alla stampa il bilancio “Rendicontiamo le Marche Regione virtuosa”, tra l’altro insieme al Presidente ho partecipato anche ad una trasmissione su E’tv dove abbiamo presentato questi dati, ma per la verità li avevo già indicati all’interno del documento di economia e finanza, di cui parleremo dopo. C'è una progettualità in tutto questo …
Posso anche tacermi, ma ho cercato di rispondere in modo puntuale, vorrei soltanto avere il tempo, ed accelero, per poter esporre altrettanto in modo dettagliato la solidità del bilancio regionale, perché questo non è un patrimonio di Cesetti, ma credo che sia della Regione Marche, come istituzione, Una volta in una conferenza stampa definii il bilancio con l'anima, oggi in occasione di un’altra conferenza stampa ho detto che, a distanza di quasi 5 anni - questo per me, in questa parte di tempo che ci è data, è l'ultimo intervento che faccio sull'assestamento, poi vedremo in futuro perché il prossimo anno ci saranno le elezioni - il bilancio non è soltanto l'anima, ma è il cuore e l'intelligenza di un'istituzione, è tutto. Il bilancio non è solo numeri, innanzitutto è progettualità, perché attraverso il suo ordine si può mettere ordine, è così, è come quando l'autorità si esercita meglio con l’autorevolezza, altrimenti diventa quasi arbitrio.
Questa Regione si distingue, e mi avvio alla conclusione, per questa capacità di trasformare il bilancio ed ovviamente questa è, lo rivendico da solo, l’anima. Tre sono i percorsi, li troverete nel Defr: riduzione del debito, aumento degli investimenti, riduzione della pressione fiscale, mantenimento delle agevolazioni e nel contempo ottimo rapporto tra tassazione e servizi resi ai cittadini.
Bene, la Regione Marche, questi sono dati certi, dal 2015 ad oggi, da quando ho preso la responsabilità del bilancio, da quando c'è questa amministrazione, ha ridotto il suo debito del 31,8%, soltanto nel 2018 il debito della Regione Marche è stato ridotto rispetto al 2017 di un quinto, da 1.046 milioni a 714 milioni, questa riduzione la certifica anche la Corte dei Conti. Il debito nazionale, il debito pubblico, passa da 2.163 miliardi a 2.321, con un aumento del 6,8% a livello nazionale e noi l’abbiamo ridotto del 31,8% in questi 4 anni e questi sono dati certi.
Nel contempo, in questo quadriennio abbiamo messo in campo investimenti per 896 milioni di euro, oltre a quelli aggiuntivi del terremoto, i fondi comunitari, ed arriviamo a 2,4 milioni. Sapete di questi quasi 900 milioni per quanto abbiamo fatto ricorso al debito? Solo per il 3,36%, perché l’abbiamo ridotto e non l’abbiamo aumentato.
Sul fronte fiscale, sapete qual è la media nazionale Irpef pro capite? 410 euro. Sapete qual è la nostra? 320 euro. Questi sono dati che ci proiettano al quattordicesimo posto in una classifica dove il ventesimo è il migliore, ed abbiamo mantenuto, nonostante questo, tutte le agevolazioni fiscali. Badate che nella nostra regione fino a 15 mila euro non si paga l'addizionale Irpef, non solo, abbiamo anche cancellato l'accise sulla benzina a decorrere dal 1° novembre dell'anno scorso, per quest'anno e per il futuro, misura che vale 4 milioni a base annua, che non pagano i nostri cittadini, abbiamo mantenuto l'esenzione dell'Irap per le start-up, l'azzeramento del bollo auto sulle auto ibride ed elettriche e per i veicoli di protezione civile.
Questi sono i dati, tanto che quell'agenzia di rating, di cui ho parlato prima, riconosce la buona gestione della Regione Marche. Il rating della Repubblica italiana è BBB con prospettive negative, Fitch ha riconosciuto alla Regione Marche un profilo di credito standalone pari ad ‘aa-‘, il rating delle Marche ha 5 posizioni in più rispetto all'Italia, grazie a una “buona performance finanziaria, debito basso e sostenibile, buona liquidità, sistema sanitario in equilibrio ed efficiente, capacità di finanziare gli investimenti”.
Questa è Regione Marche, questo è il bilancio della Regione Marche che io consegno a quest’Aula, insieme all’amministrazione di cui orgogliosamente faccio parte, e questo è quello che noi lasciamo oggi anche per il futuro.
Questi sono dati di fatto e, come dico sempre, sono argomenti testardi, ma all'interno di questo bilancio c'è anche e soprattutto una progettualità importante e, lo voglio dire, poi magari interverrà il Presidente, io non interverrò nel Defr, quando siamo arrivati, dal 2015, ad oggi questi sono i risultati, Presidente Volpini, e questi sono incontrovertibili. Ci siamo trovati nel 2015 con la vicenda di Aerdorica e con la necessità di coprire 40 milioni, con la crisi del credito, con la necessità del Confidi unico, è sopraggiunto il terremoto, ci siamo trovati con delle crisi industriali, abbiamo risolto anche tutto questo all'interno della progettualità, della quale parleremo in occasione del Defr.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6 bis/1 (articolo aggiuntivo)
Emendamento 6 bis1/1 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7.
Emendamento 7/1 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Una rettifica di quanto era stato precedentemente evidenziato, un importo che non è un debito fuori bilancioe che viene riallocato nella giusta collocazione, 1.339.000 euro.

PRESIDENTE. Emendamento 7/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11.
Emendamento 11/1 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. In seguito ad una sovrastima degli oneri per il personale del Consiglio, vengono riallocati 682.000 euro a favore dell’Erdis e vengono stornati dai capitoli relativi agli oneri del personale.

PRESIDENTE. Emendamento 11/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 11/2 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Questa è una precisazione, per far sì che possa essere considerata valida questa variazione che rientra nel novero di quelle compensative, è stata riallocata correttamente al fine di evitare una duplicazione del contributo che avrebbe inficiato l’erogazione dello stesso. Si cambia nomenclatura, ma resta la bontà dell’operazione.

PRESIDENTE. Emendamento 11/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 11/3 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Gli emendamenti 11/3, 11/4, 11/5, 11/6 sono tutti di natura compensativa per evitare, alla stessa maniera di quanto è stato illustrato in precedenza, di mandare in avanzo delle risorse che correvano il rischio di non essere spese entro l’esercizio.

PRESIDENTE. Emendamento 11/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Chiedo la votazione per appello nominale sui prossimi emendamenti.

Emendamento 11/4 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Malaigia, Zaffiri.
Astenuti: Carloni, Giorgini, Maggi.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 11/5 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati.
Contrari: Malaigia, Zaffiri.
Astenuti: Carloni.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 11/6 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Malaigia, Zaffiri.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 11, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 13.
Emendamento 13/1 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Questo è l’emendamento più importante di tutta la serie, trattasi di un emendamento dell’entità di circa 18 milioni che, come ho detto nella relazione iniziale, si è reso necessario per poter predisporre gli strumenti giuridici e andare alla firma di un contratto molto importante per il trasporto pubblico locale che riguarderà questa attività per i prossimi anni a venire e tutto il trasporto pubblico locale della regione Marche. Un accordo che sarà firmato nei prossimi giorni.
E' un emendamento di circa 18 milioni di euro che trova collocazione e contropartita nell’utilizzo di risorse, anche in questo caso, come ci ha spiegato l’Assessore durante la seduta della Commissione di questa mattina, circa 7 milioni, sono risorse che erano state allocate per la realizzazione di parte di un ospedale che però, in virtù di vicissitudini legate alla gara e quindi ai ricorsi che sappiamo bene in questo Paese recitare un ruolo molto importante, probabilmente, anzi sicuramente, non saranno utilizzabili in questo esercizio, quindi sono utilizzate per fare spazio a questo impegno che va nella direzione che abbiamo detto, gli altri 11 milioni si prendono dallo stesso servizio, con l’impegno che appena queste risorse torneranno disponibili attraverso la firma dei decreti ministeriali saranno riallocate al loro posto originario.

PRESIDENTE. Emendamento 13/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 13, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 15 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 323, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 73
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2020/2022 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 73 della Giunta regionale.
La discussione generale è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Non sono intervenuto durante la discussione dell'assestamento di bilancio in quanto il documento che andiamo ad approvare è strettamente legato e praticamente segue l'assestamento di bilancio ed è il programma delle linee guida di quella che sarà la programmazione per il nuovo anno, dove tutti sappiamo, alla metà del prossimo anno, avremo il rinnovo di questa Assemblea legislativa, quindi, questo è l'ultimo documento di programmazione che approviamo.
Lo ha detto il Presidente, questo è un atto amministrativo e al suo interno ci sono tutte quelle peculiarità che abbiamo programmato per la nostra regione, oltre, diciamo, ad una parte di bilancio che, come sappiamo, è abbastanza ingessata, soprattutto per quanto riguarda la parte corrente.
Il Defr è un atto di programmazione e questa credo sia una anomalia che è venuta fuori nel nostro Paese, chi è stato nelle amministrazioni, soprattutto chi ha avuto a che fare con il settore del bilancio, programmazione e patrimonio, sa benissimo che dopo il 118, la legge sull'armonizzazione dei bilanci e altre normative, purtroppo, tutto si concentra alla fine dell'anno di competenza, in quanto poi, come sappiamo, la programmazione nazionale influisce su quella regionale e conseguentemente quella nazionale e regionale influiscono su quella degli altri enti locali, quindi è chiaro che si arriva, in maniera abbastanza ingolfata, a discutere prima l'assestamento di bilancio e subito dopo la programmazione dell'anno successivo, però in questa occasione, in questa ultima discussione del documento di programmazione, noi partiamo dall'assestamento che abbiamo appena votato.
Va bene, ne abbiamo viste tante e se ne sono dette tante in quest'Aula, esigenze organiche del territorio, concordo con l'Assessore Cesetti, andiamo a chiedere al territorio se ci sono o meno esigenze organiche oppure chiediamo se erano delle vere e proprie esigenze.
Vorrei ringraziare, credo che a fine legislatura ormai siamo lì, possiamo dirlo, chi ha gestito il bilancio, a parte la parte politica, l'Assessore, la Commissione bilancio, il Presidente della Commissione. Voglio dire che abbiamo avuto una struttura che è stata sempre all'altezza dei cambiamenti legislativi che l bilanci delle Regioni hanno subìto in questi anni. Noi, e questa è una pecca che credo ci riguardi, Assessore, non abbiamo mai messo bene in evidenza quali sono stati i tagli che abbiamo subìto in questi anni, che abbiamo subìto in sanità. Si sopperisce solo a determinati tagli e a determinate mancanze se si ha una robusta gestione del bilancio, che al tempo stesso permette una riduzione dell'indebitamento ed anche, con i cofinanziamenti, tutta la programmazione europea. A causa del sisma abbiamo avuto una programmazione aggiuntiva sui fondi europei, a cui con i cofinanziamenti abbiamo fatto fronte, e questo credo che sarà un punto di forza di questa amministrazione.
Siamo riusciti in proporzione a fare molto di più di quello che hanno fatto le altre Regioni, molto di più di quello che non ha fatto mai il Governo in questi ultimi anni, a ridurre la pressione fiscale direttamente sulle imprese. Noi abbiamo ridotto ed abbassato la pressione fiscale sulle imprese, sulla produzione e sul lavoro e dall'altra parte siamo stati in grado di dare incentivi, che sono costati qualche milione di euro, sugli indirizzi che ci eravamo dati, vorrei citare uno fra tutti le politiche ambientali. Tra poco entreremo nella campagna elettorale, ma credo che questa decima legislatura si distinguerà per l'innovazione e l'impegno che ha messo nelle politiche dell'ambiente.
Quando abbiamo iniziato questa legislatura la regione Marche, come non era mai accaduto prima, era stretta dalla morsa della crisi economica ed ancora oggi ne sentiamo le conseguenze, basta pensare alle nostre aree di crisi. Prima degli anni ‘90 nelle Marche la parola crisi fortunatamente non la contemplavamo, però noi abbiamo dovuto fare i conti con tutto quello che è accaduto nel nostro Paese.
Ricordiamoci che abbiamo avuto anche una delle più grandi sciagure naturali del nostro Paese, il sisma e non per questo ... Si dice sempre che un bilancio rispecchia quello che è un'amministrazione, un bilancio rispecchia il territorio che quell'amministrazione governa, condivido la scelta che abbiamo fatto, politica e degli uffici, di iniziare il Defr - nelle prime righe della descrizione, se noi andiamo a leggerle – parlando ampiamente del sisma del 2016 e del 2017 e di come questo abbia influito sulle politiche di bilancio della nostra Regione, perché, come abbiamo sempre detto e così è stato, una tragedia del genere cambia gli obiettivi, cambia la programmazione e soprattutto cambia le priorità.
Il prossimo bilancio che inizieremo a discutere tra una settimana o non più tardi di 10 giorni in I Commissione, di cui faccio parte, è l'ultimo di questa decima legislatura, lascerà, anche secondo me, il frutto del buon lavoro che abbiamo fatto per dare una struttura molto robusta a questo bilancio. Ben venga chi arriverà dopo perché troverà una struttura all'altezza, soprattutto troverà un bilancio sano, che sarà in grado di fare fronte anche ad eventuali emergenze, mi auguro di no, che dovessero capitare nella nostra regione.
Sono molto soddisfatto del mantenimento delle cifre che abbia messo negli investimenti, però sugli investimenti, come purtroppo accade a livello nazionale, credo sia il caso di parlarne e andare oltre quelle che sono, diciamo, le nostre politiche regionali e i nostri referenti. Penso che sulle risorse investite bisognerà operare in maniera diversa e cercare di velocizzare le procedure, ovviamente non mi riferisco solo a quelle del sisma, del terremoto, dove qualche shock va dato, altrimenti la ricostruzione continuerà ad avere fatiche e criticità che ci sono state fino ad oggi, Mi auguro che sugli investimenti se possa eliminare un po’ di burocrazia e cercare di velocizzare la loro l'applicazione perché sappiamo benissimo che significano lavoro per le imprese e posti di lavoro, di cui in questa Regione, soprattutto i giovani, ne ha bisogno.
Ringrazio tutto il settore bilancio, programmazione e patrimonio, ringrazio l'Assessore per il lavoro fatto e ringrazio anche il Presidente della Commissione di cui faccio parte, perché capisco che le dinamiche, di cui prima abbiamo parlato, ci hanno obbligato, ma questo è il nostro lavoro, dover gestire passaggi in Commissione ed anche in Aula con tempi molto ravvicinati e con tempi molto lenti, però noi comprendiamo tutto e finché riusciremo a fare un buon servizio per la nostra regione e noi, perlomeno fino a giugno, ci saremo. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Faccio i complimenti al Consigliere Giancarli per l'intervento che ha fatto sull'assestamento, gli fa onore dire le cose come stanno, non significa criticare, ma essere obiettivi. Mi sono scritta la frase che prima ha pronunciato: "Quando i cittadini sono esasperati - parlando di sanità - bisogna fare qualcosa”, e qualcosa che non va c'è.
Prima di iniziare a spiegare il documento di economia e finanza, secondo la minoranza, vorrei dire all'Assessore al bilancio, che è vero che avete ereditato delle situazioni non ottimali, come: Aerdorica, Interporto, crisi industriale, ma ricordiamoci che la Regione Marche è sempre stata governata dal Partito Democratico.
E' vero che lei è arrivato ed ha trovato queste situazioni, che però non sono state create dal centrodestra, le ha create il suo partito, quindi è inutile che cerchiate anche lì di giustificare l’ingiustificabile. Lei ha detto: “Nel momento in cui siamo arrivati abbiamo trovato Aerdorica ...”, però questa situazione l’ha create il suo partito, perché noi non abbiamo mai governato, il centrodestra non è stato mai al governo di questa Regione.

(interventi fuori microfono)

Jessica MARCOZZI. Saremo incapaci, vedremo!

(interviene fuori microfono l’Assessore Cesetti)

Jessica MARCOZZI. Il PD ha governato e non c’era solo il Presidente. Ricordiamoci che le colpe ... Assessore la riprendo, perché lei è l'Assessore al bilancio, e quando ci rivolgiamo a lei, che tiene i conti in ordine insieme all'ufficio ragioneria, noi ci rivolgiamo a tutta la Giunta e all'amministrazione, non diamo la colpa a lei.
E’ vero che qualcuno ha appoggiato Spacca, ma non c'era solo il Presidente, il Presidente non era il male assoluto …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Jessica MARCOZZI. Consigliere Zaffiri lui si riferiva a Spacca come Presidente. Detto questo, non possiamo giustificare l'ingiustificabile.
Oggi andiamo ad approvare il documento di economia e finanza regionale, così come ha detto il Consigliere Urbinati, che rappresenta il tassello iniziale della programmazione economica e finanziaria del D.Lgs. 118/2011 e costituisce la programmazione relativa alla legislatura 2020/2022. Siccome parliamo di un documento relativo al 2020/2022 era bene coinvolgere anche la minoranza che, non solo in questo momento, non è stata mai coinvolta, come nei quattro anni precedenti. Dico che era necessario e indispensabile perché questo è l'ultimo atto, è l'ultimo documento di economia e finanza che approverà questo Consiglio, quindi, anche la minoranza, a mio avviso, doveva essere coinvolta.
Quali sono gli obiettivi dell'amministrazione? Andate a leggere a pagina 5 del documento: rilanciare gli investimenti, ridurre il debito, continuare nella riduzione del debito che, come ha detto giustamente l'Assessore al bilancio, si è ridotto del 34%, mantenere l'ottimo rapporto tra tassazione e servizi.
Se andiamo avanti, sotto il primo aspetto, anche al di là della ricostruzione post terremoto, leggiamo che la Regione intende proseguire il vasto programma di investimenti legati al governo del territorio, al dissesto idrogeologico e alla difesa della costa, alla viabilità, all'edilizia sanitaria, alla mobilità, all’ambiente e cultura, alla sicurezza degli edifici scolastici. Qui le priorità quali sono? Gli investimenti e continuare nella riduzione del debito.
Devo capire: se continuiamo a ridurre il debito, ed è giusto, gli investimenti con che cosa verranno fatti, con maggiore indebitamento, oppure attraverso le risorse che arrivano dallo Stato? Sappiamo benissimo che dallo Stato centrale sono arrivati dei tagli, altrimenti non avremmo fatto le variazioni nell'assestamento. Allora, me lo dovete dire!
Inoltre, visto e considerato che gli investimenti sono importanti e che anche le infrastrutture sono rilevanti per il nostro territorio, a questo punto mi chiedo: qual è stata l'ultima infrastruttura importante che è stata inaugurata nelle Marche? Il 26 luglio 2016 è stata inaugurata la Quadrilatero, l'unica infrastruttura importante, che poi è stata programmata dal Governo Berlusconi.
Guardate, questo documento di economia e finanza, Defr 2020-2022, è un copia e incolla dei quattro precedenti documenti di economia che abbiamo approvato negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, è lo stesso, se voi andate a vedere, ed io me li sono ristampati, si dicono sempre le stesse cose: investimenti, costa, viabilità, edilizia.
Le chiedo Assessore, e questa volta non facciamo come le due domande che le ho fatto, poi lo chiederò al servizio Ragioneria, qual è quell'infrastruttura che è stata fatta nelle Marche, programmata nel 2015 e da questa amministrazione realizzata? Nel fermano, ne parlo perché io sono di Fermo, qual è l’infrastruttura che è stata programmata nel 2015 e che dovrebbe vedere quasi la luce e quindi l'inaugurazione?
Ricordo che nel 2016, a Palazzo dei Priori, è stato presentato il nuovo ospedale di Fermo, che avrebbe dovuto vedere la luce a fine 2019, inaugurato – se parliamo di infrastrutture dobbiamo anche essere seri e obiettivi – ma non ci siamo riusciti, è la realtà, ma nel 2015 che cosa avevate programmato? Sempre le stesse cose, se andate a rivedere il documento di economia e finanza regionale degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 ci sono le stesse e identiche cose. Questo è un dato di fatto.
Monti mare, da quanto tempo ne parliamo nel fermano? Nel 2016 ho fatto un’interrogazione, 2017, 2018, 11 milioni di euro, queste risorse non ci sono più, adesso arriveranno dal Governo nazionale.
Mareggiate, i fondi, ogni anno diciamo che interveniamo sulla costa, ma ad oggi? Ricordo che ad ottobre 2018 c’è stato un Consiglio aperto a Porto Sant'Elpidio e proprio lì era stato detto che l'amministrazione regionale sarebbe intervenuta nell'immediato, sono passati anni, Assessore.

(interrompe l’Assessore Casini)

Jessica MARCOZZI. Non è così, perfetto niente è così, va tutto bene, come dice il Consigliere Giancarli: “Tutto bene”, non si può fare una critica perché non è vero nulla. Mi dica: un'infrastruttura è stata programmata nel 2015 e vede la luce oggi o l'anno prossimo?
Sanità, e qui mi ricollego al Consigliere Giancarli, parlo con i dati del giudizio di parifica nel 2018, ma sapete la mobilità passiva di quanto è aumentata? Da 26 milioni del 2015 a 76 nel 2018.
L'avanzo partiva dal 2015, 200 milioni di euro, addirittura anno 2018, se consideriamo l’INRCA va in disavanzo. Questi sono numeri che ho ripreso dalla parifica della Corte dei Conti.
Siccome va tutto bene, va tutto benissimo, per fortuna arriva anche dalla maggioranza qualche nota stonata, ma ripeto, lei è l’Assessore al bilancio e noi non abbiamo detto che la colpa è la sua, considerando anche che c'è stata la congiuntura, la crisi economica, tutto quello che vuole, però vogliamo essere una volta obiettivi?
E’ uscito sulla stampa che questo è l'anno delle grandi opere, è stato programmato di tutto e di più, ma l'ultimo anno programmiamo di tutto e di più? Infrastrutture, difesa della costa, sanità, lavoro, sappiamo benissimo che la disoccupazione nelle Marche è superiore alla media nazionale, e il documento di economia e finanza, che oggi andiamo ad approvare, è secondo me vuoto perché ogni anno si dicono tante cose, ma alla fine quante se ne realizzano? Io non le vedo, e siccome voi le vedete, Assessore, noi della minoranza siamo critici perchè alla fine i dati sono questi.
E’ vero che c'è stato il terremoto, il sisma, come ha detto il Consigliere Urbinati, tutto vero, ci sono state le calamità, la crisi industriale, però secondo me è mancata la programmazione, non lo diciamo solo noi, lo dicono anche le associazioni di categoria, lo dicono tutti, è mancata una reale programmazione.
Questa è la sintesi sul documento di economia e finanza, che dice tanto nelle prime due pagin,e che però è un copia incolla degli altri anni, questa è la realtà, andate a vedere i documenti di economia e finanza precedenti è un copia incolla e poi, ripeto - sia obiettivo - mi dica una infrastruttura che è stata programmata e realizzata nel suo fermano, visto e considerato che nel Palazzo dei Priori nel 2016 avete progettato l’ospedale che doveva vedere la luce a fine 2019. Non c'è nulla. Liste di mobilità? E’ tutto scritto qui, non mi invento niente, quindi per me è un giudizio negativo.
Ripeto, ci sono state le calamità, c'è stata la congiuntura, tutto quello che volete, una situazione difficile, un Governo nazionale prima, Lega e Movimento 5 Stelle, l’ho detto anche agli amici della Lega, che si è dimenticato di questo territorio, però adesso c'è anche il PD e vedremo, ma quanto durerà? Litigano in continuazione, non sta a me dire quanto durerà questo Governo, forse arriverà alla fine, ma bisognerà vedere quello che combina perché è facile parlare, nei fatti è difficile. Era facile criticare quando il centrodestra era al Governo, ricordo che il Consigliere Maggi parlava sempre di Berlusconi, oggi state al Governo, guardate a quale percentuale siete arrivati.
Questo è un documento che non voterò favorevolmente, sicuramente contro e sul quale vi invito a fare delle riflessioni e a non dire sempre: “Va tutto bene”.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Devo dire che con una certa leggerezza discuto per l'ultima volta il Defr, questo Defr che nelle intenzioni deve essere l'atto più importante di programmazione politica e che diventa per la Giunta, ma non è una critica è una considerazione, quasi una fastidiosa incombenza perché non si fa un volo alto su quello che sarà la nostra Regione da qui ai prossimi ai prossimi anni. Non si dà una programmazione di ampio respiro, ci si limita a raccontare delle cose che hanno quasi un'ovvietà, nel senso che sono di buonsenso, a cui nessuno può dire di no, sono cose così, vengono scritte perché debbono essere scritte, non perché questo documento, come era nelle intenzioni del Defr nazionale e del Defr delle Regioni, deve essere il fulcro programmatico di un'azione politica nell'anno o negli anni successivi. E' un brodino riscaldato ed io non entrerò nel merito delle questioni, mi limito soltanto a ripetere quello che anche la Consigliera Marcozzi ha detto.
Ci sono tre obiettivi: il rilancio degli investimenti anche all'interno della progettualità che si andrà a delineare nelle strategie di aree di crisi delle aree interne, quindi una visione d'insieme del patto per la ricostruzione e lo sviluppo, perché questa regione nel 2016 è stata colpita da un evento catastrofico che ha messo a dura prova anche la progettualità politica di questa Giunta e di questo Consiglio; l'ulteriore riduzione del debito; l'impegno a mantenere l'ottimo rapporto tra tassazione e servizi offerti alla cittadinanza. Questi sono i tre punti, come dire di no?
Per quanto riguarda gli investimenti che si andranno a definire nell'area di crisi e sul patto per la ricostruzione e lo sviluppo, riprendo un'osservazione che ha fatto il Crel nell’approvare il Defr, che ritengo molto giusta, al punto b) dice: “In riferimento al patto per la ricostruzione e lo sviluppo manca in pratica l'attivazione dei tavoli territoriali, al fine di declinare in chiave locale le linee strategiche in esso contenute, rendendo protagoniste le istituzioni e le comunità locali”. Presidente Ceriscioli, mi ricordo che nella la campagna elettorale nel 2015, lei parlava di un'argomentazione giustissima, che io condividevo, quella dell'ascolto delle popolazioni, il Crel lamenta il mancato ascolto delle popolazioni colpite da un evento così drammatico, catastrofico e doloroso. Questa osservazione la condivido perché nel Defr regionale l’indicazione non c'è e non è espressa.
La Consigliera Marcozzi ha parlato tra l'altro di un brodino riscaldato, alla fine della missione 12, diritti sociali, politiche sociali e famiglia, c'è scritto: "Resta fermo l'impegno a verificare l'applicabilità dei progetti riportati nel piano per lo sviluppo, sulla base delle disponibilità che si riuscirà a trovare sui fondi europei”. Nel piano di programmazione è come dire: elimineremo la siccità, se piove. Faremo dei programmi se avremo i soldi dalla disponibilità dei fondi europei? I programmi si fanno, poi si cerca di ottenere le risorse europee.
La relatrice di minoranza ha detto che questo Defr è un copia incolla continuo, quindi, all'esecutivo consiglio di fare attenzione sul copia incolla perché vi siete dimenticati, anzi non avete notato, che nella missione 14 si dice più specificatamente: “le azioni che saranno perseguite in questo ambito, nel periodo 2019/2021”, facendo il copia e incolla non si è cambiata neanche la data, ora stiamo parlando del Defr del 2020/2022 e qui c'è scritto: 2019/2020, non si è cambiato neanche l’anno. Nel copiare e incollare il documento dell’anno scorso sono state riportate delle date nel Defr 2020/2022, è una disattenzione, però, voglio dire, è sintomatica del fatto che non si dà il valore a questo atto, a questo documento di economia e finanza regionale, che dovrebbe avere.
L'altra direttrice, la terza, riguarda il fatto che la Giunta ha mantenuto l'ottimo rapporto tra tassazione e servizi offerti alla cittadinanza. Nel prospetto del Defr Marche 2020/2022, vedo che la tassazione per l’anno 2019 è pari a 3,169 miliardi per l'anno 2020 e 3,219 miliardi, con un aumento di 49 milioni, che mi auguro sia altrettanto sostanzioso rispetto all'ottima qualità dei servizi prestati.
Voglio terminare perché non mi sento di criticare un documento che non incide nella politica, non dico che questo documento non incide nella politica di questo triennio, ormai questo è il quarto che esaminiamo, anche gli altri non hanno inciso, perché l'esecutivo ha seguito la propria politica, ha seguito la contingenza del momento e non si è ispirato alla programmazione che il Defr indicava e che ha indicato in maniera molto labile e quasi inconsistente.
Sono nella I Commissione che si occupa di scuola e cultura, un'altra cosa che ho già detto quando si è parlato della rete scolastica è che c'è bisogno del potenziamento della formazione, mi dispiace che l'Assessore competente non ci sia, ma glielo l’ho già detto, aumentando soprattutto gli istituti professionali che, se ben organizzati, con laboratori efficienti, con una docenza particolarmente competente, sono quelli che in un momento così difficile riescono a garantire i posti di lavoro, dei laureati e dei diplomati non ne parliamo, già è difficile e dipende dalle facoltà. Gli istituti tecnici, sicuramente, sono quelli che, ce lo dicevano i Presidi quando abbiamo fatto un giro nelle scuole, che danno una preparazione, i ragazzi di una V classe, che fanno la formazione scuola-lavoro, hanno già delle opzioni per essere assunti dall'industria, veri posti di lavoro. Questa cosa è importante, una volta l'istituto tecnico era quello che veniva denigrato ed era preso per scelta da coloro che non avevano voglia di studiare, attualmente l'istituto tecnico che fa una formazione, soprattutto per quanto riguarda l'informatica, la robotica, è sicuramente uno sbocco di lavoro in un momento così particolarmente difficile.
L'ho detto l'altra volta e lo dico ora discutendo il Defr, l'istruzione non è una cosa secondaria, è il futuro delle generazioni che verranno, è molto sfumata questa cosa e nel momento in cui si fa formazione, nel momento in cui si vanno a guardare quali sono le peculiarità degli istituti, non si può cercare il consenso del territorio, ma occorre valutare se l'istituto riesce a creare posti di lavoro, quindi, non la comodità del trasporto, non la comodità della scuola sotto casa, perché 5 anni prendendo il treno o l'autobus si possono fare, ma non prendere il treno l'autobus e rimanere disoccupati è una grande sciocchezza. In questo Defr è accennata e sfumata la questione della formazione, l'altra volta ho portato l'esempio emblematico della formazione professionale che è stata disattesa nella nostra regione, dell’istituto nautico Elia di Ancona, che è andato a finire, come istituto logistico, all’Itis di Torrette, tenete presente che il cantiere navale di Ancona ha ancora 10 anni di commesse per le navi da crociera. L'istituto nautico Elia di Ancona, che era un'eccellenza in questo settore, è stato relegato a istituto logistico nell'istituto professionale di Torrette. Questa è una programmazione che non ha senso, che non corrisponde agli interessi delle popolazioni, soprattutto agli interessi delle nuove generazioni, per cui l'istruzione nel Defr non può essere un libro di belle parole perchè nel momento in cui si va a fare politica, nel momento in cui si va a fare gestione, devono essere strettamente legate ad una programmazione, fatta e pensata nel Defr e poi attuata nella pratica dall'esecutivo regionale. Tutto questo mi pare che non ci sia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Noi abbiamo elaborato e diffuso, perché è anche una mia consuetudine quella di rendicontare, le attività che si faranno, i fondi che si programmano e via dicendo. Quello che voglio far osservare sugli investimenti, molto sommessamente, è che il ruolo della Regione è per il 90% quello di programmare risorse che poi verranno spese, investite da altri enti, non direttamente dall’ente regionale, attraverso altri soggetti che faranno gli investimenti, da società collegate a quelle che hanno la delegazione, penso all'attività che fa per esempio il Consorzio di bonifica con i fondi regionali, attraverso l'istituto della delegazione.
La riqualificazione straordinaria del ponte l'ha fatta il Consorzio di bonifica, ha fatto un lavoro fortissimo a Cingoli superando un problema decennale, strutturale, i famosi punti di appoggio del ponte montati alla rovescia, un cantiere importantissimo. Sul fiume Misa finalmente è stato fatto l’intervento, attività che non ha fatto la Regione, l’ha fatto il Consorzio di bonifica con fondi regionali, su delegazione della Regione. Quando accenderemo a Montalto la banda ultralarga, non è che la Regione ha gestito direttamente l’appalto o la gara, l’ha fatto il Ministero, fondi europei e regionali, ed ha fatto l’intervento, lavori realizzati, finiti. Opere con fondi regionali ce ne sono una marea, attraverso questo meccanismo il Comune fa la scuola col fondo programmato e francamente di inaugurazioni ne ho fatte tante.
Le opere più complesse, gli ospedali, per carità, sappiamo benissimo che abbiamo rimesso in moto una macchina che si era fermata dopo quello che è capitato, imprese fallite e via dicendo, ma non rappresentano la totalità delle attività di investimento fatte nella nostra regione, nel nostro territorio.
Erdis, la riqualificazione del tridente è stata una cosa enorme, da qui a poco andremo al Buon Pastore, che era un progetto incagliato, gli interventi non li fa la Regione, li fa l'Erdis con fondi programmati, attraverso le risorse regionali.
40 alloggi a Pesaro, che abbiamo inaugurato, li ha fatti l’Erap non li ha fatti la Regione, ma l'investimento è stato fatto, tutti gli investimenti finanziati dalla Regione ammontano a 2,5 miliardi di euro. Attraverso il sisma abbiamo programmato anche 1,2 miliardi di fondi per il recupero delle strade e fondi per le scuole, che verranno a mano a mano spesi da soggetti diversi a seconda dell'attività di competenza, ma già centinaia di milioni di quelli dichiarati sono stati investimenti fatti, finiti e messi a disposizione della comunità.
Stessa cosa dicasi per scuole, 512 milioni di euro, perché abbiamo rendicontato, calcolato, fondi già disponibili, impegnati, interventi alcuni finiti, altri appaltati, altri in progettazione, altri non ancora utilizzati, ma risorse importanti.
Il fatto che questo non sia direttamente svolto dalla Regione è un fatto collegato alla natura stessa di questo ente, anzi avrete notato che abbiamo cercato, anche laddove sono venute competenze gestionali dalle Province, di dirottarle verso altri soggetti. Chi gestisce i 300 chilometri di strade regionali, chi fa gli investimenti straordinari sulle strade? Li fa l’Anas perché con abbiamo un contratto, un accordo, un’attività.
Gli 8 treni comprati sono un investimento, sapete quanto valgono 8 treni in termini di investimento? Certo, non li ha comprati la Regione, non compare la voce “treno comprato dalla Regione”, ma gli 8 treni in più, nuovi, nelle Marche hanno un valore di quasi 2 miliardi di euro, dentro il meccanismo dei contratti fatti con RFI, ma finanziati da noi, investimenti importanti nella riqualificazione del trasporto pubblico locale.
Punto 2, la qualità del Governo, la scelta, le strategie. Iniziamo da alcuni temi importanti, alcuni li ha citati prima l’Assessore Cesetti, come aver ridotto il debito del 30%, aver ridotto la tassazione, aver garantito una quantità di investimenti importanti, sono scelte non che tutti fanno indifferentemente, conoscete altre Regioni che hanno abbattuto il debito? Avete guardato la pressione fiscale che c’è in ogni singola Regione? Se avessimo le tasse con le stesse aliquote delle Regioni vicine, vi siete chiesti quanto entrerebbe nelle nostre tasche? Queste non sono scelte secondarie, di comune e normale amministrazione.
Gli obiettivi di performance sui fondi europei, voi pensate che tutte le Regioni d'Italia li prendono? Sapete quanto vale quel 6% per noi degli obiettivi di performance? 50 milioni di euro in più di fondi europei, l’aver centrato l'obiettivo N+3 significa non mandare indietro i soldi europei, sono tutti impegni, scelte di attività che determinano opportunità importanti.
I fondi europei sono programmati a caso? Tutt'altro che a caso, tutt'altro, puntuali su direttrici forti come il credito, l’innovazione, gli investimenti all’interno delle imprese, le piattaforme, quattro piattaforme sulla parte tecnologica, informatica, dei materiali e via dicendo, tutte scelte che hanno una strategia all'interno dello sviluppo regionale, come l'attività svolta attorno al turismo. Anche la declinazione e l’utilizzo di questi fondi seguono logiche e attività di programmazione importanti.
Ci tengo solo a non banalizzare i tre punti che sono stati evidenziati nel dibattito, che affrontati così possono sembrare cose secondarie. Quando parliamo del bilancio dello Stato teniamo gli occhi grandi così: il problema dei fondi mandati indietro, il problema del debito, il problema dell'aumento delle tasse, c'è un bel dibattito quando si toccano le tasse, ma nella nostra Regione si declina in modo molto diverso. Non banalizzerei neanche il tema degli investimenti per le ragioni che ho detto prima, proprio per il ruolo dell'ente che ha avuto la capacità, anche per questioni che avrebbe preferito non avere, come il sisma, di poter disporre per i territori di 2,5 miliardi di euro di fondi di investimento, che sono una quantità significativa e importante per rispondere alle necessità di un territorio che ne chiede molti di più.
Voglio dire un numero: 244 milioni, di quei 2,5 miliardi 244 milioni sono andati alla difesa del territorio, intesa come: difesa del suolo, idraulica, difesa della costa; scelte che hanno marcato in maniera molto forte un impegno all’ordine del giorno in questo periodo, mezza Italia è sott'acqua. Il tema è non fare solo emergenza, ma lavorare su scelte strutturali. Dentro la programmazione delle nostre risorse questa scelta strutturale è stata perseguita sia in termini di quantità di risorse messe a disposizione che di attivazione di meccanismi di realizzazione molto più efficaci rispetto al passato, con la capacità oggi di vedere realizzate opere attese da tantissimi anni, concorrendo ai fondi che il Governo metterà a disposizione, si parla di oltre 1 miliardo, per la nuova programmazione di risorse nella difesa del suolo, scelte che hanno, secondo me, una strategia forte, chiara, a favore del territorio, e vanno lette in maniera corretta.
Le fondi entrate della Regione sono 3,4 miliardi, le entrate proprie non superano gli 80 milioni, soldi che i cittadini pagano in tasse alla Regione, il resto sono meccanismi di rimputazione, di trasferimenti dallo Stato su aliquote di tasse nazionali. Se alla Regione Marche devono arrivare 2 miliardi, l’80% dall’Iva, il 20% dall'Irpef, c'è un'imputazione su tassazione nazionale che non va a spostare le aliquote nazionali. E' una definizione di come quelle entrate vengono riqualificate nella nostra spesa, in più c’è una parte che è il trasferimento, in modo particolare lo fa la Lombardia e parte delle proprie entrate vengono ridefinite per coprire la spesa sanitaria, ad esempio, di tutte le altre Regioni. Non è il meccanismo delle tasse regionali, i 49 milioni in più non nascono dalle tasse regionali sono la rimputazione di fondi trasferimenti dallo Stato che vengono definiti su partecipazione di aliquote di tasse statali, lo dico perché si rischia di fare confusione. Le nostre entrate sono: il bollo auto, l'addizionale Irpef, le varie forme di concessione, voci che sono limitate, sono quelle e su quelle abbiamo agito togliendo l'Irap alle imprese per i primi tre anni di vita, per chi vuole fare impresa nel nostro territorio. Abbiamo cancellato le accise sul carburante, dovevano farlo tutti e intanto l'abbiamo fatto noi, prima o poi lo faranno anche altri enti, abbiamo tolto il bollo per il volontariato, scelte in riduzione perché non abbiamo toccato nessuno degli sconti fiscali, le tasse che avevamo le abbiamo ridotte, magari erano 90 milioni ed oggi sono 78, c’è stata una riduzione in entrata di tasse regionali, dove noi decidiamo aliquote, esenzioni e misure.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che sia un film che non risponde alla realtà perché purtroppo siamo al quarto anno che approvate un Defr che non ha un'impalcatura, uno scheletro, per lo sviluppo di una regione, checché ne dica lei Presidente, nè tantomeno un modello di regione che questa maggioranza vuole.
Purtroppo i dati sono in netta contraddizione rispetto a quello che poc'anzi ha evidenziato. Do solo un piccolo e modestissimo dato che è apparso su tutte le testate giornalistiche locali e nazionali, le Marche scivolano al sud, questo è un dato incontrovertibile. Nel 2007/2011, fisicamente lei non c’era perché stava facendo il Sindaco a Pesaro, lo ricordo bene, però c'era il Partito Democratico, lo so che la Vicepresidente Casini non vuole sentire parlare di questa cosa e va in fibrillazione, però la verità è questa, il Pil ha avuto una flessione del 7,5%, lo dice l’Istat, non il Consigliere Zaffiri.
Tutti i dati sono in controtendenza, dati Istat del 2018 sul 2017, è la notizia di ieri, sul turismo -13%, Assessore vada all’Istat e cerchi questi dati, che tra l’altro fornisce lei, il suo ufficio. Non voglio far polemica, è inutile che lei tenti di fare polemica con me, non ci riesce. Come maggioranza andate al Bit e dite che c’è lo 0,92% in più per il turismo, poi in una conferenza stampa di ieri vedo +5,9%, allora o l’Istat è pazzo o qualcun altro dà dei dati non giusti, perché il -13 dell'Istat più 6 fa 19. Qualcosa non funziona! Adesso sforno qualche altro numero, nella regione Marche c’è un 2% in più di disoccupati rispetto alle altre Regioni dell’Italia centrale, lei quattro anni fa nel suo insediamento ha detto: "Affronteremo il problema della disoccupazione e vedrete che nel programma di questa Giunta ci sono queste cose”, siete rimasti al 2%, siete la peggiore Regione dell'Italia centrale, non avete incrementato niente.
Ho chiesto quanta occupazione hanno portato i fondi europei ed ancora attendo una risposta dai vostri uffici, senza dare la possibilità di accesso ai Consiglieri, come succede per qualche elenco di cui i Consiglieri hanno bisogno, che sono bloccati, per cui non abbiamo neanche questa possibilità.
Questa è una Regione fortemente in difficoltà e questo documento che state per approvare, dopo quattro che dovevano tracciare una linea di sviluppo ... Ho ascoltato soltanto un'elencazione, come qualcuno che va al mulino con il grano degli altri per fare la farina, perché se gli interventi vengono realizzati con finanziamenti che vengono da altri quella non è farina del suo grano, lei è andato al mulino con il grano degli altri, e tutti sono bravi con questa cosa. Cosa ha fatto la Regione? La Consigliera Marcozzi l’ha sfidata e le ha chiesto che cosa ha fatto la Regione e dalla elencazione che ha fatto lei non risulta niente. Questo è il vero problema, la Regione non ha fatto niente, ha realizzato determinate cose, che fra l'altro si potevano fare anche meglio. Ad esempio, nello studentato ad Ancona, che lei ha citato, la maggioranza precedente e quella di adesso ha perso più di 60, 70 camere, perché si è realizzato un numero di camere molto inferiore rispetto al progetto ed ai finanziamenti che c’erano. Non l’ha ritardato la minoranza, che non ha governato, ha governato sempre il Partito Democratico, sono 25 anni che governa questa Regione! Avete perso anche dei finanziamenti per realizzare determinate opere che avevano un ruolo e un'importanza maggiore, anche in termini di quantità.
Queste sono le cose e qui strombazzate che questa Regione va bene ed è ai primi livelli. In queste ultime ore abbiamo visto intere pagine di giornali riportare la notizia che la sanità è migliorata, ma quando parliamo con le persone che prenotano una visita ci riferiscono che viene loro risposto: “2021”. Ma di cosa stiamo parlando, Presidente?
Lei sa che io ho un problema che sollevo da 4 anni, ed ancora non trova una risposta, riguarda dei bambini che hanno delle difficoltà, che hanno bisogno di visite specialistiche, c'è una lista d'attesa e oltre 2.000 ragazzini aspettano.
Questi sono i problemi che non vedono la luce, è facile scrivere sulle pagine dei giornali del bonus malus, che funziona tutto, se non rinunci in tempo paghi la visita, ma quelle sono determinate visite, ma alle visite vere, ai controlli veri, quelli che servono alla gente che sta veramente male, si risponde: “2021”. Da un’altra parte si risponde: “Non più” alle persone che dovevano avere il trasporto, che sono fortemente svantaggiate, che sono meno fortunate di noi. Non c'è più nemmeno il rimborso per queste situazioni difficili, si gioca sulla salute delle persone, poi si viene qui e sentiamo dirle in continuazione che andiamo bene, mi domando dove passa il Presidente quando gira per la regione? Non so se è un drone che vola, passa sopra e non si rende conto di come la gente sta sul territorio.
La risposta delle persone è differente, sarò sfortunato io che le incontro tutte, che vengono a lamentarsi perchè magari non riescono ad ottenere subito una prenotazione, che hanno bisogno di risposte che non arrivano, e quando cominci ad informarti senti che c'è una lista d'attesa, che ci sono altre cose, allora che miseria succede qui?
Presidente, la invito a riconsiderare i suoi interventi. Capisco che questo è il suo modo di comunicare, dicendo cose che probabilmente non sono vere, però io le dico, lo sa che sono franco, che questo metodo di comunicare a qualche suo illustre predecessore ha portato sfortuna, perché diceva che tutto andava bene, che era un grande Paese, però alla fine c’è stato qualcuno che gli ha ricordato che il Paese non andava bene. Questo lo dico a lei, perché questa Regione Marche non va bene, è molto svantaggiata, abbiamo la crisi dei distretti, una forte disoccupazione. Le ricordo che oltre 24 mila famiglie sono in difficoltà nella provincia Ascoli, 9 o 10 mila nella provincia di Ancona per l’ex zona del bianco; poi non parlo delle scarpe, non parlo del mobile, è una situazione preoccupante per me, poi se per lei o per voi della maggioranza non è preoccupante ...
Credo che qui occorra incidere sull'occupazione, ho sentito il Consigliere Maggi dire che non c'è più una professionalità, è vero, sul cantiere sono pienamente d'accordo, abbiamo la Fincantieri che forse si prepara a creare mille posti di lavoro perché farà l'ampliamento dello scalo di Ancona, e non sono solo 10 anni di lavoro. Come ha detto il Consigliere Maggi, non abbiamo professionalità perché non abbiamo saputo guidare il territorio, non abbiamo saputo dare delle risposte al territorio, chi le doveva dare? Dovevamo darle noi che non abbiamo mai governato o chi ha governato questa Regione? Questa è la domanda e a questo bisogna dare una risposta.
Purtroppo credo che la risposta non ci sia in un documento così importante, perché il Defr è la cornice di un quadro in cui deve essere fatto il disegno, messa la tela, realizzata l'opera, ma se la cornice non c'è, neanche il quadro c'è.
Credo che occorra riflettere, assolutamente, in termini diversi per questa nostra Regione, che ha bisogno di risposte più concrete, più precise e di programmazione che manca.
Avete detto prima, ed io ho cercato di ascoltare, sugli interventi che sono stati fatti dalle partecipate della Regione, ma chi ha fatto investimenti dal 2007 al 2017 di circa 100 milioni sulle partecipate? La Lega? Fratelli d’Italia? Forza Italia? Il Movimento 5 Stelle? O li ha fatti il Partito Democratico? Questa è la domanda: se la comunità marchigiana ha dato più di 100 milioni di euro perché abbiamo ancora delle sofferenze? Aspettiamo qualcosa che ancora non si vede arrivare, nonostante ci siano state autorevoli firme in merito al problema dello sviluppo.
Purtroppo non è così, siamo ancora in forte difficoltà, ci sono dei problemi che credo non siano ancora risolti. Sono lì e si stanno radicalizzando perché se non si risolvono si radicalizzano. Penso che delle risposte vadano date, i marchigiani se le aspettano, su questa strada c’è bisogno che i marchigiani cambino completamente strategia e che al momento del consenso pensino seriamente a chi ha portato la Regione in queste difficoltà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Intervengo per fatto personale, lei non può dire che dico cose non vere, perché, purtroppo, dicendo così la cosa non vera la dice lei.
Primo, ascolti bene, il piano nazionale delle liste d'attesa, che è l'obiettivo dato a tutte le Regioni, lo ha approvato il Governo e indovini un po’ chi c’era al Governo sull'ultimo piano nazionale delle liste d’attesa? La Lega, quindi, gli obiettivi sulle liste d'attesa nazionali li ha definiti il Governo in cui c'era la Lega, come gli obiettivi che indicano le 69 prestazioni in priorità B, D, P su cui centrare le visite. I dati che do non me li invento, non me li sogno di notte e do i numeri, do i dati che il sistema, seguendo una ad una tutte le persone che oggi prenotano, ti dice com'è andata a finire. Ha capito, caro Consigliere Zaffiri, come funziona? Funziona esattamente così e tutti quelli che hanno detto: “Avevamo una visita urgente e me l’hanno data tra un anno” sono stati smentiti, non ne era vera una, chiaro? Tutti smentiti dal primo all'ultima.
Quella che va ad un anno da oggi è la visita di controllo che, non avendo i tempi, la priorità, non essendo in quel piano, va con il tempo che gli si dà, che può essere anche un anno, e per una visita di controllo un anno può anche andare bene.
Ho visto crescere la consapevolezza dei cittadini, che sanno sempre più come funziona il bonus-malus, la lista di garanzia, il fatto che a nessuno di quelli che hanno la priorità B, D, P delle 69 prestazioni viene dato un tempo ulteriore e quando non c'è la visita viene chiesto loro se vogliono andare in lista di garanzia, in questo caso il cittadino può risponde si o no, è una scelta sua. Se risponde si viene richiamato, a tutti è stata data la visita, ha capito come funziona Consigliere Zaffiri? Io riporto queste cose, quindi affermare che non dico il vero significa che lei dice il falso, quindi, un'altra volta, prima di dire che non dico il vero, cerchi di capire su cosa sta argomentando, su cosa sta parlando, perché io parlo in maniera abbastanza precisa, faccio dei riferimenti puntuali, racconto dati che non mi invento, ma che mi danno. Poi questo risponde a tutti i problemi che ci sono? No, ma è certamente un grande passo avanti aver dato questa estate 25 mila prestazioni in più ai marchigiani, o no? Nei tempi attesi, sulle 69 specialità. Se lei pensa che sia una cosa banale le assicuro che non lo è, anzi, grazie al sistema che abbiamo costruito andiamo sempre meglio, miglioriamo sempre di più questa performance.
Sulla nostra sanità, anche ieri c’era la milionesima classifica che ci mette fra quelli che le risposte alla salute le danno, ma essere tra quelli che danno risposte non vuol dire che non ci sono problemi. Trovarmi sopra Trento mi sembra una cosa incredibile, per certi versi, per tutti i soldi che ha, però significa che siamo nella fascia delle Regioni che danno.
Sono d'accordo sul dire che il nostro modello fatto di piccole imprese non è lo stesso dell'Emilia-Romagna, non abbiamo avuto la possibilità di reazione di realtà che hanno un modello di imprese molto più grandi, più adatte al mondo che è cambiato, ma noi con il sud non c'entriamo niente, come modello economico, come livello di disoccupazione, come capacità di spesa pubblica. Quindi è una frase fatta: "Stiamo scivolando verso il sud”, è molto evocativa e molto di propaganda, caro Consigliere Zaffiri, i marchigiani non c'entrano nulla. Abbiamo dei settori in crisi? Certo, abbiamo il calzaturiero in crisi? Certo, ma quel sistema produttivo, quelle persone, quella mentalità non c'entrano niente con i problemi, con i temi che riguardano il sud.
Dobbiamo ritrovare per il nostro sistema, per il nostro modello, degli strumenti che ci permettono di essere competitivi, lo facciamo con un ritmo diverso dall'Emilia-Romagna, dagli altri, ma perché abbiamo un modello economico diverso e ci difendiamo e perché sulla disoccupazione non dice che siamo migliorati di 5 punti in questi quattro anni, dal 12% al 7%? Perché non lo dice, le costa qualcosa?
Cita l'Istat come dato statistico a confronto di un dato nostro, che non è statistico. Il nostro dato è quello di che tutti gli operatori ci danno con il sistema Istrice, non è una statistica, non è un sondaggio, se l’Istat le piace tanto lo citi sulla disoccupazione che ci ha tolto 5 punti. I dati del nostro sistema sono di un’altra natura, non statistica, sono quelli che caricano i turisti che sono venuti nelle Marche e se l'occupazione è cresciuta nel settore turistico, se i turisti sono cresciuti, basta aprire gli occhi e lo si vede. Le amministrazioni di centrodestra rivendicano il fatto che i turisti sono cresciuti non è che quando fa i conti la Regione spariscono, non è che a Civitanova Marche crescono i turisti e quando facciamo le statistiche noi spariscono. Funziona esattamente così, la nostra è la somma di tutti quelli che sono venuti. Non è che siamo bravi dove vogliamo noi ed asini quando lo fa la Regione.
Caro Consigliere Zaffiri, capisco che le dà piacere poter dire cose in libertà, però chiedo semplicemente rispetto nei confronti di chi è molto attento a quello che dice. Uno può dire: “Quello che dice lei è vero, ma non è abbastanza” e lo accetto anch’io, ci sono ancora molti problemi, è vero, si può fare molto di più, certo, ma non può dire che io dico bugie o che non dico il vero.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Brevemente perché non voglio fare un discorso personale, c'è un rapporto politico e voglio parlare in tali termini. Quello che dice lei, purtroppo, non corrisponde ai numeri ed agli indici formali statistici che vengono messi in rete, questo è il vero problema, lei parla di disoccupazione ed è inutile che lo faccia, la Regione Marche soffre, è una delle peggiori Regioni dell'Italia centrale, credo che occorra dire umilmente: “Non siamo riusciti negli obiettivi, perché c'è stata una crisi mondiale che ci ha creato delle difficoltà, siamo in sofferenza”, un minimo di umiltà nel ragionamento.
Questo è quando dico: “Non sono vere le cose che il Presidente dice dal punto di vista numerico” perché i numeri li prendiamo noi, li prendete voi, ma poi, siccome ci sono dei numeri che fanno parte di una formale inchiesta, di una formale indagine, di una formale statistica, prendiamo quelli statistici e purtroppo vediamo che sono in negativo, questo è il dato di fatto, questa è la verità, bisogna comunque migliorare, perché c'è un'esigenza ed il popolo marchigiano chiede queste cose. Ecco perché ho fatto la battuta: “Dove passa il Presidente quando gira per la regione” certo, se va in una situazione, mirata, dove c'è una situazione particolare, probabilmente è vero quello che dice, ma nel senso generale, per 1,5 milioni di marchigiani la Regione Marche è in difficoltà. Questo è il dato di fatto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Registro con piacere questo dibattito e ringrazio il Presidente Ceriscioli, che è intervenuto due volte, come l’Assessore Cesetti, per il lungo intervento.
Questi sono atti importanti, è vero, prima con il Presidente Giacinti abbiamo ripassato tutti i momenti di programmazione, di discussione, legati al bilancio, al consuntivo, al bilancio di previsione, al rendiconto, al consolidato, al Defr e all'assestamento, sono molte le occasioni in cui il Consiglio, se vuole, può esercitare il proprio ruolo, la propria parte, intervenendo con strumenti fondamentali nella vita della Regione e quindi della comunità marchigiana.
Non aggiungo molte cose perché condivido la relazione introduttiva del Consigliere Urbinati. Ci sono stati gli interventi del Presidente che hanno arricchito notevolmente il dibattito, però voglio partire da una considerazione, perché dovremmo recuperare anche l'orgoglio di marchigiani, siamo la seconda regione nel mondo per ricchezze ambientali, culturali, paesaggistiche, storiche, la seconda regione da visitare, credo che questo debba renderci orgogliosi. Quindi ringrazio l'Assessore Pieroni, al di là dei dati, ieri c'è stata una conferenza stampa, per il messaggio che vogliamo e che sta dando l'Assessorato al turismo, questo è un riconoscimento internazionale, come pure, e non lo faccio per piaggeria, mi sento di ringraziare l’Assessore Pieroni, ci conosciamo da tantissimo, perché dopo tanto tempo ha dato corso, realizza un'opera, lo sa bene il Presidente Traversini, che era stata a suo tempo la costruzione di una collaborazione fra la Provincia di Pesaro Urbino e quella di Ancona, ed è relativa all'istituzione del Centro ittiogenico regionale. Finalmente si va alla realizzazione di questo centro dopo collaborazioni con le istituzioni locali, dopo una spinta dal basso che era venuta dallo stesso Comune di Cantiano, in quell’occasione ho conosciuto il Consigliere Traversini che era Sindaco di Cantiano,
Mi fa pure piacere l'integrazione che è stata fatta in merito alla riqualificazione degli impianti a fune esistenti, perché anche questa è una delle componenti del turismo dei trasporti, non so se la segue l'Assessore Sciapichetti o l’Assessore Pieroni, però mi sembra giusto che si ritorni a finanziare questo tipo di impianti. Bene, Assessore Sciapichetti, ma lei lo sa, di lei ho parlato più volte come un santo, quindi non debbo aggiungere nulla, però mi sembra importante migliorare gli impianti che ci sono e dal mio punto di vista, forse, non realizzarne di nuovi, ma migliorare quelli che ci sono, ammodernarli, e questa è un'altra considerazione che volevo fare.
Un altro aspetto che mi sento di sottolineare riguarda l’Interporto su cui noi abbiamo fatto un convegno a Jesi, dico noi perché c'era il Presidente Ceriscioli e l’Assessore Bora. Sul Defr c'è scritto chiaramente: “l'infrastruttura interportuale dal dicembre 2018 è dotata di propria stazione ferroviaria automatizzata denominata Jesi Interporto, che permette l'instradamento diretto dei treni merci sulla linea ferroviaria Orte-Falconara da e verso l’Interporto; l'opera è stata completata da Rete ferroviaria italiana e rende gli scambi intermodali presso l’Interporto più rapidi, più economici, e lo scalo più accessibile e competitivo a servizio sia dell'economia locale, sia di quella nazionale che internazionale. Sono inoltre in fase avanzata le procedure per permettere alle aree interportuali di ospitare, nei prossimi anni: il Centro regionale del 118, la logistica del farmaco, il centro regionale della protezione civile, attività che ne valorizzano la funzionalità”, sotto c’è poi una considerazione sulla società.
Ho voluto leggere e riprendere questo aspetto, perché non solo è scritto qui, ma noi dobbiamo fare in modo che questa volontà, questa indicazione, sia tradotta concretamente e sia un doppio canale: da un lato le funzioni originarie dell'Interporto, il collegamento e il fatto che partano treni per la cellulosa, per i cereali, per le acque minerali, per il ferro, dall'altro quelle nuove. Dobbiamo fare in modo che, Asur o non Asur, queste funzioni si realizzino, l'Interporto ha bisogno di manutenzione, anche di manutenzione ordinaria, ma ha bisogno soprattutto di attività che realizzino la piena funzione di una infrastruttura di quell'entità. Questa è forse la ragione principale per cui sono intervenuto. Colgo anche questa occasione per dire che con il massimo della collaborazione dell'istituzione Regione e delle sue partecipate o degli strumenti delle partecipate dobbiamo fare in modo che questa cosa si realizzi.
So che ci sono altri aspetti che coinvolgono la nostra regione, penso ad esempio ai provvedimenti che sono stati adottati per l'autostrada e che creano una strozzatura nel sud delle Marche, che si ripercuote nel resto della regione, al tempo stesso so anche che ci sono progetti innovativi, qui cito l’Assessore Sciapichetti, e penso all'elettrificazione - lo faccio anche per ricordare il mio capogruppo, ma poi lo farà lui nell'intervento successivo, credo in dichiarazione di voto - della Civitanova/Macerata/Albacina/Fabriano, è un fatto importante, c’è un altro precedente di questo tipo nelle Marche che è Porto d’Ascoli/Ascoli Piceno. Quando si fanno queste opere innovative di fatto si riescono a concretizzare le politiche di mobilità sostenibile e compatibile nel rispetto dell'ambiente.
Qui sono state dette anche altre cose, ma non le riprendo, quando parlo dell'Interporto penso anche al raddoppio della Orte/Falconara e sono d'accordo con la considerazione del Presidente, sono stato 10 giorni fa ad un'assemblea del trasporto merci ed ho fatto presente che l'istituzione Regione non realizza direttamente opere, le consegue non solo attraverso gli enti a cui ha fatto riferimento il Presidente prima, ma può ed esercita un'azione importante anche mediante l'Anas, la Società Autostrade, la Rete ferroviaria italiana, quindi dobbiamo fare in modo che ci sia la programmazione di opere ed investimenti nel nostro territorio. Credo che la tratta ferroviaria Orte/Falconara, il collegamento del capoluogo della regione Marche con la capitale d'Italia, sia un'opera importante, oltre che per l'economia marchigiana per il collegamento Tirreno/Adriatico, anche per tanti altri aspetti; ci sono poi anche altre infrastrutture che non sto a dire.
Ha ragione il Presidente quando dice che non si riesce a rispondere a tutti i problemi. Nel mio ragionamento di prima, per rispondere alla Consigliera Marcozzi, ho fatto riferimento alla necessità della risposta, ad esempio, di rimettere a sistema la sanità dopo il periodo estivo, sono di questo avviso, noi dobbiamo fare in modo che le criticità …, a questo ho fatto riferimento quando ho parlato di uomo di sinistra, che non vuole essere una sinistra egemone nel senso che non riconosce altre culture o altri spazi, una cultura di sinistra e riformista, mi permetto di dire, e questo è il ragionamento e forse anche una delle motivazioni per cui sono intervenuto prima ed intervengo ora, magari i colleghi vorrebbero stringere, ma credo che di fronte a strumenti importanti dobbiamo esercitare il nostro ruolo, rappresentiamo i marchigiani e quindi quelle critiche che registriamo devono diventare delle priorità, ecco, con questo auspicio, penso che possiamo dare un contributo ai nostri cittadini, alla nostra Regione, alla nostra istituzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Ero indeciso se intervenire dopo le riflessioni fatte dal Presidente della Regione Ceriscioli nel suo secondo intervento, nel quale con grande chiarezza e puntualità ha posto l'attenzione su argomenti evidenziati da alcuni Consiglieri, in particolare dai Consiglieri della Lega che hanno parlato senza nessuna documentazione, senza nessun dato certo, soltanto per cercare, come sempre, di creare quel clima di sfiducia che fa comodo a qualcuno, anzi fa comodo a loro nel rapporto con i nostri concittadini, ma una valutazione credo che debba essere fatta.
Nel documento di programmazione vengono inserite una serie di progettualità che poi si concretizzano con il bilancio di previsione, con l'assestato e con il consuntivo finale e all'interno di tale atto sono riportate le linee guida su cui questa maggioranza, questa Giunta, farà convergere le varie progettualità. Se ne parla poco, Presidente, ma credo che noi dobbiamo essere più incisivi da questo punto di vista perché all'opposizione non fa comodo parlarne.
Alla Consigliera Marcozzi che vuol sapere qual è l'opera più importante che in questi 5 anni è stata definita e completata dalla Giunta regionale, credo che sia giusto ricordare, per quello che mi riguarda e per quello che riguarda il sistema dell'economia marchigiana, che è stato salvato l'aeroporto. Consigliera Marcozzi, un anno e mezzo fa il capogruppo della Lega Consigliere Zaffiri, in questo consesso, e non ricordo se anche lei, dava per morta e per spacciata l'infrastruttura aeroportuale, ricordo bene l'intervento: “Non state facendo niente. I marchigiani ricorderanno che avete fatto fallire l’aeroporto”, ricordo le parole del capogruppo e le opposizioni, in particolar modo la destra, applaudivano. Credo che questo oggi sia altrettanto giusto ricordarlo, a me stesso per primo, ma soprattutto ai cittadini e a tutta l'imprenditoria. Anche qui voglio fare un'altra piccola valutazione, immaginiamo cosa sarebbe accaduto in questo consesso e all'esterno in particolar modo, se l'aeroporto fosse fallito. Immagino che il più piccolo cartellone in tutta la regione Marche sarebbe stato 6 metri x 6: “Questa Giunta non ha salvato l'aeroporto, che è stato fatto fallire”.
Lo sapete sicuramente perché parlo a colleghi che sono molto più attenti ai conti rispetto a me, se non sbaglio, noi eravamo partiti con un deficit …, Consigliere, non può dire sempre: “Ha governato quello”, perché in quel contesto i Presidenti che si sono succeduti erano anche imprenditori e le scelte di allora, fatte dal Presidente Spacca – ovviamente le nomine non le ha fatte il Consigliere Pieroni o altri, erano fatte dai vertici, come adesso - riguardavano un deficit di 40 milioni, se non sbaglio.
Credo che oggi la più grande opera che questa Giunta regionale - senza poi sottolineare le altre che sono state portate avanti, come il sistema sanitario – abbia fatto sia quella di aver dato un respiro diverso al mondo imprenditoriale, turistico, economico, manifatturiero, di aver salvato e messo in sicurezza l'aeroporto e non basta – Consigliere Zaffiri lei è il capogruppo della Lega, attento ai dati, attento ai particolari, ma quando vuole dimenticare alcune cose le dimentica – infatti questa Regione con propri investimenti, chiaramente facendo scelte politiche, quelle sì, e i fondi europei, sta predisponendo, anzi ha predisposto dei bandi per aprire altre rotte europee al mondo economico e al mondo turistico.
Credo che occorra un minimo di correttezza politica, Consigliere Zaffiri, vogliamo ammetterlo? Poi i temi che lei ha ricordato ci sono tutti, sicuramente i problemi ci sono, noi non nascondiamo che tanto è stato fatto, ma tanto c'è da fare e per questo lavoriamo, perché i prossimi 5 anni i marchigiani possano avere chiarezza e l'avremo anche quando ci confronteremo su un altro aspetto che è fondamentale della politica programmatoria, il piano sanitario, perché lì, capogruppo Zaffiri, non si potranno fare semplicemente annunci o facile demagogia. Penso che arriverà a breve, entro il mese di gennaio e lì ci confronteremo veramente e vedremo se lo voterete, perché darà un respiro diverso.
Anzi, aspetto e spero perché in questi quattro anni e mezzo non ho visto mai da parte della Lega, che è sempre pronta a dire che tutto va male, e l’ho detto, al di là delle semplicistiche critiche, una proposta, una scelta. Non è vero che chi sta all'opposizione, Capogruppo Zaffiri, esponente di spicco della Lega marchigiana, perché lei è il capogruppo e rappresenta tutta la Lega marchigiana, deve soltanto criticare e mai fare una proposta, poi mi divertirò anche a vedere ad oggi, perché dopo questa mia dichiarazione ne farete a decine, quante proposte di legge avete presentato, vedremo quante ne avete fatte in questi quasi 5 anni. Anche questo sarà un motivo per dire quanto siete stati propositivi, forse voi pensate che i marchigiani siano cosi sciocchi intellettualmente da pensare che solo il simbolo della Lega possa sopperire alla grande incapacità della vostra classe dirigente nella nostra Regione. Non avete presentato e fatto niente, avete soltanto criticato e penso che i marchigiani non siano così stupidi e sciocchi, su questo poi avremo modo di confrontarci.
I dati che lei riporta, come sempre, sono “sparati”, non dice neanche a quale anno si riferiscono. A quale anno si riferiva, Consigliere Zaffiri, con i dati sul calo del turismo?

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Glielo dico io, qualche suo “consigliori”, molto probabilmente, glieli ha mandati e lei li ha presi così, di punto in bianco, senza neanche vedere a che anno si riferivano. I dati presentati dalla Regione Marche si riferiscono al periodo gennaio-ottobre 2019, invece quelli che lei ha letto, al di là che sono dati statistici (l'Istat fa una serie di proiezioni, mentre i nostri sono dati reali, e li può chiedere alle associazioni di categoria e agli stessi albergatori) sono del 2018, si è perso un anno, senza pensare che - e questo mi dispiace perché dimostra che la Lega ha scarsa capacità di presa nella nostra regione – la Regione Marche sta recuperato nel settore turistico, cosa che può essere secondaria rispetto tutti i drammi che i nostri concittadini hanno vissuto, su cui ci stiamo tutti impegnando, rispetto al sisma del 2016.
Ringrazio anche il Presidente Ceriscioli per la dichiarazione che ha fatto oggi, perché credo che non sia facile per il Presidente dire quelle parole verso un Governo nazionale, ha evidenziato che questo decreto non basta per risolvere e dare una risposta immediata ai nostri concittadini. L’ha detto il Presidente, non l’ho sentito da parte di altre forze politiche-
Dopo il terremoto del 2016 noi avevamo dei dati drammatici, non preoccupanti per quello che riguarda il turismo, evidenziavano un 70% in meno, forse la Consigliera Malaigia conosce meglio quei territori, rispetto a me ed a lei che siamo dell’anconetano, -70% delle prenotazioni nell'anno 2017, -70% nelle aree più vicine al cratere e -45% nelle aree più lontane, parlo delle Marche del nord, quindi dell’alto pesarese.
Questo a significare che turisticamente nel 2017 avevamo una grande criticità che riguardava l'occupazione e l'economia turistica.
In due anni qualcosa è stato fatto, sicuramente tutto è migliorabile, stiamo lavorando alla proposta programmatoria dei fondi europei, questo sì, per scelta dello stesso Presidente, stiamo predisponendo le nostre schede e, rispetto a quello che abbiamo trovato, chiederemo cospicui finanziamenti per la promozione e l'accoglienza turistica.
Il riconoscimento della casa editrice Lonely Planet non è della Regione o della Giunta regionale, ma di tutto il sistema regionale pubblico e soprattutto privato, perché se noi siamo riusciti ad essere la seconda regione al mondo, dopo la via della seta, credo che questo sia un percorso portato avanti da tutto il sistema, perché il lavoro è fatto in squadra, abbiamo cercato di farlo in squadra cambiando la logica, non più ognuno per sé, ma tutti insieme.
Penso che questo percorso vada portato avanti, vada migliorato e integrato e certe affermazioni dovrebbero essere fatte non soltanto per prendere l'applauso in questo consesso, che poi non c'è, ma con la giusta cognizione di causa.


PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. E’ stato detto abbastanza, difficile dire qualcosa di nuovo.
Qualche appunto me lo sono preso, dico subito che non mi ascrivo, ovviamente, alla categoria di coloro che vanno a cercare la responsabilità di chi è stato o di chi non è stato, perché siamo in questa situazione.
Sta di fatto che, caro Consigliere Giancarli, la situazione non è brillante da questo punto di vista, assolutamente, l'economia in questi quattro-cinque anni non ha brillato, il Pil è un po' diminuito, siamo fra le ultime Regioni d'Italia, la disoccupazione è quella che è, e di disgrazie purtroppo ne abbiamo avute tante, per cui faccio fatica ad individuare come ci siamo mossi in termini di programmazione e di investimenti. Dico anche un'altra cosa, è vero che in merito al bilancio della Regione l’Assessore Cesetti ha sempre detto che aveva un anima, oggi ha anche evidenziato che deve avere un cuore ed una intelligenza, quest’ultima lasciamola perdere perché offenderemo un sacco di persone, non parliamo di intelligenza, ma di ragione, dovrebbe avere ragionevolezza, andava fatto quello che poteva essere fatto e che avrebbe dato degli effetti immediati sui territori. Ecco perché dobbiamo programmare, voi sapete che in Italia, purtroppo, dopo aver programmato ci vogliono decenni per realizzare un'opera, ma se non facciamo programmazione, non realizziamo assolutamente nulla.
Faccio alcuni esempi banalissimi, sarei cauto nel dire che abbiamo salvato l’aeroporto perché dobbiamo ancora capire se è stato salvato, anche se per salvarlo ci abbiamo messo un sacco di soldi, tanti ce ne abbiamo messi, quindi l'aeroporto è salvo, ma non è nostro, le strutture non sono della Regione, sarei molto cauto perché le notizie che arrivano non sono positive.
Secondo, non ho visto un piano che definisca questa infrastruttura come l'aeroporto delle Marche, questo continua ad essere l’aeroporto di Ancona, io non vedo un piano industriale che metta al centro dell'attenzione infrastrutturale della regione un aeroporto. Noi dobbiamo essere attrattivi altrimenti Rimini, Bologna e Perugia ci mangiano, dove andiamo? Abbiamo salvato l’aeroporto di Ancona, non l’aeroporto delle Marche, l'abbiamo detto durante la Commissione d'indagine, l’abbiamo detto più volte qui, non è stato fatto nulla, abbiamo solo investito soltanto soldini, non abbiamo messo soltanto i 23 milioni di adesso, ne abbiamo messi almeno 50/60 e non è bello sentire dire: “Siamo stati bravi a salvarlo” perché i passeggeri non aumentano, le infrastrutture sono quelle che sono, si rischiano 50/55 licenziamenti, quindi non abbiamo fatto nulla, quindi, non toccherei questo tasto.
Altro aspetto, questo Defr presenta gli obiettivi e come si fa a non essere d'accordo sul fatto che si vogliono rilanciare gli investimenti? Va bene, ma l'abbiamo detto l'anno scorso, l’abbiamo detto due anni fa, l’abbiamo detto nel 2016 ed anche nel 2015.
Poi c'è stato il discorso dell’ulteriore riduzione del debito, è chiaro, uno dei problemi grossi è il debito e dobbiamo ridurlo, però c'è da capire dove mettiamo quello che riduciamo, serve soltanto per pagare ulteriori debiti di altri settori? Perché non gli abbiamo messi sugli investimenti?
Abbiamo detto anche dell'impegno a mantenere il rapporto giusto fra qualità e prezzo, il rapporto tra tassazione e qualità dei servizi, c'è da capire dove stanno questi servizi di tutti i settori.
Facciamo programmazione, la Regione non costruisce, ed è giusto, l'errore che si è fatto è proprio questo e le Province non le ha cancellate la Lega, non le ha cancellate Forza Italia - io ho fatto il diavolo a quattro sul discorso delle province – ed ora il problema di aver cancellato le Province ce l’hanno le Regioni, che non gestiscono. E' un disastro sui territori. In 6 mesi ci siamo affrettati a sbarazzare tutto e a febbraio avevamo chiuso completamente e trasferito le persone qua dentro, sui territori abbiamo prodotto un disastro, ma non è colpa della Regione, è colpa del sistema e in questo sistema, né io, né i Consiglieri Leonardi e Zaffiri ci stiamo. L’avevamo detto, guardate, sarà un disastro in termini di manutenzione, di politica attiva, di formazione professionale, e non abbiamo fatto nulla per correggere perché la nostra funzione è quella di programmare.
Andiamo a vedere la programmazione che porta sviluppo, lo sviluppo lo portano le infrastrutture, materiali o immateriali, che qualcuno mi smentsca: lo sviluppo lo porta le infrastrutture, siano esse materiali o immateriali.
Vorrei capire, vengo da Ascoli tutti i giorni in Regione, ci metto due ore con l’auto, prima ci mettevo un’ora e tre quarti, adesso ci sono i cantieri e dopo i sequestri ci metto due ore. Ancora non abbiamo capito che il problema sono le strade che mancano non le auto che sono troppe, c'è una mentalità ottusa, si dice ancora che le auto sono troppe, no, sono le strade che mancano, quindi lo sviluppo non l'avremo mai.
Cosa abbiamo fatto per programmare la rete autostradale? Cosa abbiamo fatto per programmare il collegamento est-ovest? Cosa abbiamo fatto per programmare un collegamento forte? Il collegamento con la 24 Orte-Falconara, con l’Arezzo-Fano, che cosa abbiamo fatto per “costringere” l'Anas, il Cipe e il Governo a metterci i soldi? Dovevamo solo fare questo, programmare e basta, dopodiché se non lo fanno la responsabilità è loro. Quindi sarei molto cauto nel dire tutto questo.
Vi dico un'altra cosa e chiudo, abbiamo avuto questa grande tragedia del terremoto, vi dico come la penso, la Regione deve fare un mea culpa, io avrei chiuso tutto, baracche e burattini qua dentro, mi sarei trasferito in uno dei luoghi tartassati e lì avrei fatto una task force per gestire la ricostruzione, invece cosa abbiamo fatto noi? Qualche mozione, abbiamo abbaiato alla luna e quelli che stavano là non ci hanno sentito.
Noi del centrodestra abbiamo sempre detto che occorre una legge speciale per il terremoto, altrimenti non se ne viene fuori, però la Regione doveva essere presente sui luoghi, doveva mettere su una sede decentrata, lì dovevamo stare a fare ogni settimana i Consigli regionali, far risorgere quei territori significa anche far risorgere la regione, non soltanto il subappennino. Non abbiamo ancora capito che lì i danni si vedranno fra qualche anno, quando inizierà questo nuovo urbanesimo, perchè la gente non tornerà più sugli Appennini, resterà sulla costa e qui non saremo in grado di dare servizi, perché la costa è intasata, le strutture pubbliche non funzionano, mentre avremo dei territori abbandonati, con tutti i dissesti idrogeologici, ricostruiremo delle cattedrali nel deserto perché nessuno ci abiterà più, l'abbiamo capito questo?
Qual è il progetto strategico per quanto riguarda il terremoto? Ve lo leggo: pagina 165, "Strategia sisma: direttrici di intervento in risposta terremoto", c'è un elenco di dati relativi ai finanziamenti, nella Missione 1 - risorse umane e organizzazione, sapete di cosa si parla? Di come si è organizzata la Regione per fare la rendicontazione della protezione civile, per pagare i Cas. Non andate a chiedere alla gente che deve prendere i Cas con mesi di ritardo.
Missione 1 - informatica e crescita digitale, stiamo implementando tutto il discorso relativo all'informatica per poter portare il più velocemente possibile le conferenze dei servizi sui territori, ma lasciamo perdere, questo mi sembra un discorso alla Cettolaqualunque, quali conferenze vuoi fare se lì non c'è niente da fare?
Andiamo avanti, abbiamo fatto un sistema, il Domus, che mette in rete tutti i soggetti coinvolti nell’iter della ricostruzione, che fornisce al cittadino lo stato di avanzamento della sua pratica, questo è interessante.
Ordine e sicurezza pubblica, dopo il terremoto ci siamo attrezzati per promuovere la realizzazione di corsi di formazione e aggiornamento destinati alla Polizia locale, che c’entra questo con il terremoto? Addestriamo i vigili urbani a resistere al sisma?
Missione 5 - tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali. Non c'entriamo niente ha fatto tutto il Mibac, le risorse sono del Mibac, l'ultimo stralcio è di 246 milioni di euro, che sono stati liberati proprio adesso, e tutta la gestione la farà il Mibac e le Diocesi, noi non centriamo nulla per quanto riguarda i beni culturali. Qualcuno mi venga a smentire!
La cosa simpatica la dobbiamo leggere perché è sul turismo, l’Assessore Pieroni non c'è, e si dice in modo molto generico che l’obiettivo strategico è sostenere il rilancio turistico dei territori colpiti dal sisma 2016/2017 e delle aree limitrofe, attraverso il sostegno e la riqualificazione di strutture ricettive turistiche, interventi di valorizzazione territoriale, mediante progetti infrastrutturali per l'accoglienza, la riqualificazione di impianti a fune esistenti, questo credo che l'abbia introdotto la Commissione.
Continuiamo a leggere e finalmente c'è un progetto strategico per rilanciare le nostre strutture interne, tant'è vero che c'è pure una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio per quanto riguarda gli impianti, di cui non se ne parla minimamente. Era un'occasione per cercare una APQ, un accordo quadro fra Marche e Abruzzo per tutta l’area dei Sibillini.
Sarei molto cauto nel dire “abbiamo fatto”, credo che ci sia “tanto” ancora da fare e probabilmente dalla grande sfortuna che abbiamo avuto, dovevamo trarne anche uno spunto per tornare a far rivivere i territori, starci a contatto per capire che cosa stava succedendo, per fare una grossa inversione di tendenza, essere bravi e costringere chi governava in quel momento - a me non interessa se il governo era giallo verde o giallo rosso - a mettere i fondi su questo nostro territorio per poter programmare in base alle nostre esigenze, in base a quello che la politica della Regione voleva fare, tutte le infrastrutture, perché, ripeto, non ripartiremo mai se non investiamo in infrastrutture.
Dico un’ultima cosa su come funziona l'Italia, qui la Regione non c’entra niente, noi non abbiamo l'alta velocità e nel frattempo le Ferrovie la vanno a fare in Spagna, dove hanno vinto una gara per l’alta velocità in cui non faranno profitto, perché lì non si fa profitto, le infrastrutture non sono delle ferrovie, avranno soltanto una gestione, probabilmente faranno pari e patta, però qui da noi l’alta velocità non c’è, qui non si fanno investimenti in questo campo.
Questi sono gli aspetti su cui probabilmente il Defr manca, è mancato negli anni, cosa possiamo fare oggi? E' impossibile rimediare a questo stallo. Nel Defr la programmazione non è stata fatta per cui il giudizio personale e del gruppo non è certamente positivo. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Devo intervenire, l’ha fatto il Presidente, cercherò di non ripetere quello che ha detto, che condivido pienamente, anzi lo ringrazio, però un intervento lo devo fare perché è evidente che porto la responsabilità di questo atto come Assessore al bilancio.
Alcune considerazioni di carattere preliminare, io non voglio polemizzare, però Consigliera Marcozzi, Consigliere Zaffiri, non credo che dobbiamo portare su di noi la responsabilità di chi ci ha preceduto, come non abbiamo la pretesa di indirizzare coloro che ci seguiranno un domani. È come se io attribuissi la responsabilità di chi li ha preceduti ai Consiglieri Celani e Marcozzi, dovrei dire che loro portano le responsabilità del loro candidato Presidente, che pure ha governato questa Regione per tanti anni, per qualche decennio, non lo faccio perché è un ragionamento di poca cosa.
E’ del tutto naturale che il Defr venga redatto sulla scia di quelli precedenti, all'insegna della continuità, ma su questo voglio fare un'osservazione, mi ha anticipato l’Assessore Pieroni, in questi quattro anni e mezzo, con tutto il rispetto, da parte dell'opposizione, salvo qualche rarissima eccezione, non da coloro che hanno sbraitato adesso in quest'Aula, non ho mai trovato una proposta. E stato detto che l'opposizione non è stata coinvolta in questo atto che guarda al futuro, l'ha detto la Consigliera Marcozzi, voleva essere coinvolta perché è un atto che guarda al futuro, ma quale opposizione vuoi coinvolgere se poi si viene in quest'Aula e si lascia soltanto spazio alle critiche senza alcuna proposta?
Il Defr poteva essere emendato, poteva essere messa in campo qualche proposta ulteriore e se fosse stata utile alla nostra comunità difficilmente avremmo potuto non accoglierla. Niente di tutto questo è stato fatto, perché un'opposizione che legittimamente si candida ad essere alternativa possibile di Governo deve essere costruttiva e realizza la propria proposta all'interno del confronto democratico ed istituzionale di un'istituzione importante come la Regione. Non si limita soltanto a brandire il frastuono dell'albero che cade nel silenzio della foresta che cresce, questo è, e questo è quello che fa il Consigliere Zaffiri. Di questo poi ne parleremo, tanto avremo l'occasione di confrontarci nella prossima campagna elettorale ed io vi aspetterò lì, Consigliera Marcozzi, su questo terreno, perché nei confronti dei cittadini, che vi hanno votato, non potete soltanto limitarvi a venire in quest'Aula a criticare, ad evocare paure, a raccontare dati talvolta falsi, senza avere la capacità di mettere in campo una proposta, per questo vi hanno votato, non soltanto per criticare, e lì ci confronteremo.
Torniamo al Defr, la prima regola di ogni programmazione, che voglia essere tale, è la tenuta dei conti all'interno di un quadro di sostenibilità e di crescita. Quando fanno il Defr nazionale che cosa fa il Governo? Tiene conto in quella programmazione, inevitabilmente deve tenerne conto, del quadro di finanza.
Ecco la più grande opera che noi consegniamo dopo cinque anni di amministrazione, è innanzitutto un bilancio regionale che, ripeto ancora una volta, è l’intelligenza, il cuore e l'anima di un'istituzione, e questo non può essere revocato in dubbio, noi consegniamo un bilancio solido, un bilancio che ha ridotto l'indebitamento del 31,8% rispetto a un bilancio nazionale in cui l'indebitamento cresce, un bilancio che ha aumentato gli investimenti per 900 milioni di euro, per 2,4 miliardi di euro complessivi, come ha detto il Presidente, un bilancio di un'amministrazione che è ricorsa soltanto per il 3,5% all'indebitamento per finanziare questi investimenti. Un bilancio di un’amministrazione regionale che consegna una Regione in cui il fisco pesa di meno, che ha lasciato inalterate in questi anni le agevolazioni fiscali, anzi, ha ridotto il fisco, l'accisa sulla benzina, l'Irap, i bolli. Ripeto, ci consegna una Regione dove in Italia il fisco pesa di meno. Questa è l'opera che noi consegniamo e lo dico con parole che non sono mie, sono di una agenzia esterna di rating, come ho detto prima, l’agenzia Fitch Ratings, che ha dato i punti allo Stato italiano e li ha dati a noi, "L'amministrazione regionale è impegnata a controllare la spesa e a porre in essere politiche di bilancio prudenti, offrendo al tempo stesso un buon livello dei servizi pubblici, nonostante i vincoli di spesa. La gestione efficiente delle finanze regionali è confermata anche dalla capacità delle Marche di concedere sgravi fiscali alle piccole e medie imprese per stimolare l'economia locale e la crescita".
Questo è quello che ha fatto questa amministrazione, e c’è di più, un altro organismo terzo, che è la Corte dei Conti, i magistrati della Corte dei Conti, e lo dico forte, ha affermato nei suoi atti che la gestione del bilancio regionale 2018 si è basata sul contenimento e sulla razionalizzazione delle spese, sulla diminuzione del debito e della pressione fiscale, nonché sul mantenimento dell'equilibrio dei conti, in aderenza, altresì, alle istanze di innovazione, di semplificazione dell'attività amministrativa. Questi sono i magistrati della Corte dei Conti, sono parole loro.
Questa è l'opera che noi consegniamo. Innanzitutto, ma non solo, abbiamo trovato una Regione con i conti che erano discretamente in ordine, è vero, ma noi oggi consegniamo questo dopo aver trovato una Regione con il problema di Aerdorica, e poi dirò, con la necessità di accantonare 40 milioni di debiti, che certamente non avevamo fatto noi, con la perdita di credibilità, con la crisi del credito, con la crisi dei distretti industriali, con la riforma delle Province, l'ha detto correttamente il Consigliere Celani, con i definanziamenti degli ospedali e con il terremoto. Ci siamo misurati con queste sfide non provocate da noi, questo ci siamo trovati a fronteggiare, credo che non abbiamo avuto la consapevolezza di starci altrimenti avrebbero tremato i polsi a chiunque. Su queste temi vogliamo dire oltre a questa consegna che cosa abbiamo fatto? Di Aerdorica ha parlato l’Assessore Pieroni, i libri contabili erano in Tribunale, ma non ce li aveva portati un creditore qualsiasi, ce li aveva portati il Procuratore della Repubblica, segno evidente che all'interno di quella istanza non c'era soltanto il debito, ma la cattiva amministrazione e la cattiva gestione che, come tale, doveva essere censurata da chi è titolare dell'azione penale in questo Paese. L’istanza di fallimento l'ha fatta la Procura della Repubblica, all'esito tra l’altro di notizie apprese all'interno di procedimenti penali in cui erano indagati i soggetti che non erano stati nominati da noi, ma da chi ci ha preceduto, che comunque ne porta la responsabilità, quand'anche morale. Noi l'abbiamo salvata, l'abbiamo fatto da quell'istanza di fallimento all'interno di un percorso economicamente sostenibile e giuridicamente ineccepibile perché validato da un Tribunale e dall'Unione europea.
Questo abbiamo fatto, senza che i soldi che lì abbiamo messo gravassero sulla fiscalità regionale, tant'è vero che abbiamo ridotto il debito e la pressione fiscale, non siamo ricorsi alle tasse dei cittadini, è questo che si deve dire, per finanziare il salvataggio di Aerdorica e l' abbiamo fatto. Pensate, l'ha detto l’Assessore Pieroni, cosa sarebbe successo oggi se quell'aeroporto, quella società, fosse fallita, cosa avremmo perso non soltanto in termini economici, ma in posti di lavoro, in credibilità in questo nostro Paese, dopo il terremoto. Immaginate un attimo cosa sarebbe successo, eppure, c'era anche chi all'interno di questa Aula, di questo Consiglio regionale, pensava che la soluzione migliore fosse il fallimento di Aerdorica e lasciare l'aeroporto a se stesso, questo dobbiamo immaginare, questa è la foresta che cresce, e quando si parla di Aerdorica, si parla di consulenze che sono state date per quel salvataggio, questa è la verità, il resto è menzogna raccontata pure male. Noi l'abbiamo fatto.
La crisi del credito ce la siamo trovata, il Confidi unico va nella direzione di dare una mano a chi nessuno la dà perché egoisticamente pensa a se stesso, anche perché le banche sono fallite e si sono rubate pure il futuro, senza che nessuno dicesse niente. Ero Presidente della Provincia, qui c’era un'altra amministrazione, e ad un convegno organizzato da Confindustria a Villa Lattanzi dissi: “Attenti perché Banca Marche sta rubando il futuro a questa nostra terra”, lo dissi lì, in quella circostanza, ci sono gli articoli di stampa, ero Presidente della Provincia, ma nessuno parlò.
I distretti industriali, la crisi, che cosa abbiamo fatto noi? Le aree di crisi chi le ha chieste? Questa amministrazione regionale. La Piceno/Val Vibrata, l’alto fermano/maceratese, la Merloni, chi le ha fatte, chi le ha gestite? Non c'è all'interno di quelle aree di crisi una progettualità consapevole che guarda non soltanto alla progettualità in sé dell’area di crisi, ma a tutte le altre opportunità che gravitano intorno? Gli iti urbani, Consigliera Marcozzi, li abbiamo finanziati per 30 milioni di euro, tutti e 5 i capoluoghi di Provincia. Gli iti urbani sono una progettualità che si sposta, che sostiene, che sorregge, che accompagna la progettualità dell'aria di crisi, perché il tutto si deve tenere, come si deve tenere, con le aree interne, nella strategia delle aree interne. Parlando del fermano, spiace che mi abbiano chiamato in causa, io sono l'Assessore regionale, inopinatamente la zona dell’alto fermano era stata lasciata fuori dalla precedente amministrazione, inspiegabilmente, e noi l'abbiamo inserita insieme alla quarta ed alla quinta area, e proprio oggi il Presidente Ceriscioli ha convocato una riunione per lunedì prossimo per comunicare a quei Sindaci, penso di poterlo anticipare, che quell'istanza, quell'area verrà riconosciuta.
Questi sono i progetti che abbiamo messo in campo, sono necessari ancora di più all'interno di una regione che è stata ferita dal terremoto, questa progettualità si deve tenere tutta insieme. Come pensare all'area di crisi disgiunta dai iti urbani o dalla politica delle aree interne? Questo noi lo stiamo facendo, non è che lo faremo, lo stiamo facendo e l'abbiamo già fatto, come la riforma delle Province, l’ha detto correttamente il Consigliere Celani, una riforma scellerata fatta dal mio Governo, in modo scellerato, l’ho detto più volte. Nel panorama nazionale vediamo il dissesto idrogeologico, con cui il nostro Assessore Sciapichetti si deve misurare, delle reti viarie … Ho capito che non mi volete ascoltare, però io devo rispondere, Presidente, perché porto la responsabilità di quest’atto ed anche la responsabilità della sua difesa. Avete parlato in tanti ed io vi devo rispondere, se poi non volete sentire pazienza, però non è corretto nei confronti dei cittadini.
La riforma delle Province. Non pensate che i tanti dissesti che stanno capitando nel nostro martoriato Paese siano forse la conseguenza delle mancate manutenzioni negli anni? Di chi è la responsabilità delle mancate manutenzioni? E' della Province? No, è dei prelievi forzosi che sono stati fatti alle Province. Lei, Consigliere Giancarli, ha fatto il Presidente della Provincia, i prelievi forzosi - le Province non hanno potuto spendere e poi le loro funzioni sono state trasferite alla Regione, senza però trasferire le risorse - noi li abbiamo fronteggiati, i definanziamenti degli ospedali li abbiamo trovati. Consigliera Marcozzi, quando ero Presidente della Provincia l'1 ottobre 2013 ho chiuso l’allora dirigente in una stanza insieme al Sindaco di Fermo ed ho detto: "Qui si firma l'accordo di programma o non si firma, ma non si esce senza una decisione", Se lo ricordano bene, era l'1 ottobre, firmammo quell'accordo, lei era in Consiglio provinciale all'opposizione come oggi, vedo che c'è abituata, non c’è due senza tre, era in Provincia con me, venne finanziato ed il 9 novembre, ricordo questa data come fosse adesso, con una magia tolsero le risorse. Tutti ricorderanno il can can che misi in campo, com'era mio dovere da Presidente della Provincia. Noi siamo arrivati e come primo atto, con il primo bilancio, abbiamo finanziato l’Ospedale di Fermo, il Salesi e poi è partito l’Inrca, queste cose noi le abbiamo fatte. Per l’Ospedale di Fermo i lavori sono in corso, noi li abbiamo finanziati. L'ha detto prima il Presidente, noi non possiamo portare la responsabilità di un Paese nel quale per realizzare un'opera pubblica di straordinaria importanza non so quanti passaggi bisogna fare, poi può essere sospesa, arrestata da un reperto archeologico di qualche milione di anni fa, che se pure deve essere conservato, non può però mettersi di traverso, questo è un tema, non è possibile, noi guardiamo ai vivi, questo è, questa è la verità, perché l'Ospedale di Fermo è rimasto lì 3 anni, soltanto per indagini archeologiche, i lavori bloccati, e noi cosa abbiamo fatto nel frattempo? Abbiamo aumentato i posti letto, abbiamo aumentato gli investimenti, abbiamo fatto la variante dell’accordo di programma ed i posti letto sono passati a 362, e stanno lavorando. Questo abbiamo fatto.
Per gli investimenti, faccio un esempio, abbiamo preso 53 milioni di euro del fondo di sviluppo e coesione e li abbiamo ripartiti tra le Province, li abbiamo assegnati alle Province, alcuni li realizziamo noi, altri li assegniamo alle Province. Alla nostra Provincia, per citare un esempio, lo faccio solo per per rendere l'idea, alla Provincia di Fermo, abbiamo dato 6 milioni di euro per la circonvallazione di Amandola, 5 milioni per la variante Molini Girola, 11 milioni per la viabilità di adduzione, li abbiamo dati, i lavori li stanno realizzando, ci vuole tempo, ma non dipende da noi, questo noi lo abbiamo fatto, io lo cito perché dopo diventa ..., ripeto, sono un Assessore regionale, ma questo è quello che noi abbiamo dato a Fermo, solo a Fermo 218 milioni.
Da ultimo, nonostante tutte queste cose poi è sopraggiunto il terremoto, ma sul terremoto, lo voglio dire una volta per tutte, non ho avuto tante occasioni perché non ho avuto la responsabilità che ha avuto il Presidente, l’Assessore Sciapichetti, le mie sono deleghe di staff, non di line, inevitabilmente il bilancio e l'organizzazione del personale non sono molto relative, ma sul terremoto, quell'enorme tragedia che è stata devastante oltre tutti gli aspetti, noi dobbiamo affermare con orgoglio che il Presidente, l’Assessore Sciapichetti, i colleghim che se ne sono occupati, la struttura, hanno gestito in maniera esemplare la fase dell'emergenza, nessuno è rimasto da solo, di questo dobbiamo essere consapevoli e ci fa onore.
Il tema della ricostruzione, è vero, ma di chi è la responsabilità? E’ nostra forse? La responsabilità, la dovremmo rivendicare con forza, è dei vari Governi che si sono succeduti e che ancora oggi non riescono a mettere in campo una legislazione che sia coerente con le necessità della ricostruzione. Questo è il tema che noi dobbiamo gridare con forza e dobbiamo chiamare i nostri parlamentari e i rappresentanti del Governo dinanzi alle loro responsabilità. Questo è il tema!
Non è pensabile, nel 2011, quando ero Presidente della Provincia e il Consigliere Celani di Ascoli, ci fu una devastante alluvione e se avessi ricostruito con le procedure ordinarie sarebbe ancora tutto lì, a quel tempo mi assunsi la responsabilità di intervenire con provvedimenti di somma urgenza. Ricordo che nella piccola Provincia disposi interventi di somma urgenza per 13,6 milioni di euro senza avere neanche la copertura finanziaria, ma non potevo fare diversamente davanti alle case allagate, ai ponti crollati, ai due morti che c'erano stati, disposi quegli interventi con la somma urgenza, se avessi seguito la procedura ordinaria, non li avrei fatti mai. Quindi, il tema è creare lo strumento per poter intervenire ed è questo di cui noi abbiamo bisogno.
Ho sforato il tempo, la finisco qui, signori, ve l’ho detto, porto la responsabilità dell'atto e, come si dice, lo devo difendere ed è mio dovere farlo nell'interesse più generale.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. L'Assessore Pieroni parlando di Aerdorica ha detto che la prima grande infrastruttura è avere salvato Aerdorica, ok, ma non può dire: “Prima di noi” perchè c'è sempre stata continuità, il centro destra non c’è mai stato, ma di cosa parliamo, ragazzi!
Assessore, io la stimo però le ricordo: Aerdorica, 42 milioni di euro, crisi del credito, crisi del distretto industriale, terremoto, bene, le dico di assumersi la sua responsabilità perchè quando il centrodestra era al Governo nell'anno 2011, andatevi a vedere i dati economici, siamo andati a casa - lo sa perché Assessore - perché c'è stato un colpo di Stato, la crisi economica era tutta colpa del Governo e siamo andati a casa, Berlusconi è andato a casa per quei dati. La colpa è sempre stata del centrodestra, non abbiamo dato la colpa a nessuno perché non si poteva dire, come oggi dite su Aerdorica, “chi ci ha preceduto”. Chi c’era? C’eravamo noi? Era il vostro partito, Assessore Cesetti, non è possibile dire una cosa del genere, le vostre cose le attribuite agli altri.
Creare uno strumento per intervenire sulla troppa burocrazia, ok, ma avete governato a livello nazionale, Letta, Renzi e altri, è vero o no? Allora, quando eravate al Governo la colpa era di Berlusconi, ora siete dal Governo e la colpa è di chi vi ha preceduto, ma non vi assumete la vostra responsabilità? Questo non si può accettare perché nel 2011 il vostro partito è stato una cosa incredibile, arrogante, prepotente, avete detto di tutto e di più a livello nazionale.
Crisi economica? Oggi parlate di crisi economica, all'epoca la crisi economica era tutta colpa di Berlusconi, quindi a casa, oggi la crisi economica di chi è la colpa? Non l’attribuite a nessuno.
Aerdorica, ma come fate a dire: “Ci ha preceduto un’altra amministrazione regionale, la colpa è di quella” Voi l’avete salvata? Bene, ma non potete dire: "Noi abbiamo trovato”, voi avete trovato quello che ha lasciato il vostro partito.
Creare lo strumento per poter intervenire ..., siete stati al Governo nazionale per tanti anni e perché non avete trovato questo strumento? La colpa è sempre del centrodestra, quindi, assumetevi la vostra responsabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Mi sento in obbligo di intervenire perché l'Assessore Cesetti non è stato esaustivo nel suo intervento.
Molto brevemente, il mio è solo un intervento per sostenere l'azione dell'amministrazione regionale e in questo documento è stata molto ben esplicitata prima dal Presidente e poi dall'Assessore al bilancio.
Per quanto riguarda le amministrazioni, adesso si parlava di Aerdorica, cara Consigliera, lei sa che le amministrazioni delle aziende partecipate vengono fatte dagli amministratori, il ruolo della politica è quello di nominarli, di controllarli, evidentemente c'è stato un uno scarso controllo nelle precedenti amministrazioni, questo è un dato di fatto, però mi pare che l'attività dell'amministrazione dell'ultima legislatura, tra la Commissione d'inchiesta, che abbiamo messo in piedi, che in qualche modo ha specificato delle responsabilità, che peraltro la Magistratura sta individuando in maniera autonoma, e l'azione per cercare di salvare, di rilanciare non la singola società ovviamente, ma un aeroporto, va a vantaggio di tutta la cittadinanza marchigiana.
E’ sufficiente? No, è chiaro che va fatta una pianificazione, vanno presentati dei progetti per il futuro, va coinvolto tutto un contesto industriale, che forse si è coinvolto quando non doveva e ora fa fatica a reinsesirsi, però da questo punto di vista questa amministrazione non ha nulla di cui rimproverarsi, anzi, come non ha nulla da rimproverarsi in tutti gli altri settori.
Capisco che il Consigliere Zaffiri in campagna prelettorale ha tutto l’interesse a buttare benzina sul fuoco e sminuire i risultati ottenuti, evidenziando le carenze che ancora ci sono, è un dato di fatto e continueranno ad esserci anche in futuro, soprattutto in un settore come quello della sanità in cui oggettivamente è impossibile arrivare a risolvere tutte le questioni perché è un ambito in continua evoluzione sia dal punto di vista gestionale che di operatività dei macchinari e delle strutture, per cui è chiaro che è sempre un rincorrere. Credo però che ci siano dei risultati che sono visionabili da chiunque, lei ha citato l’Istat, abbiamo molti altri elementi per portare dati oggettivi, risultati dal punto di vista della sanità, del turismo, dell’ambiente, quindi su questo possiamo tenere e reggere qualsiasi discussione anche in fase di campagna elettorale, ma non adesso, questo è semplicemente il momento per dire che il Partito Democratico sostiene convintamente l’azione di questa amministrazione e voterà il Defr.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Sempre per completare l’intervento dell’Assessore Cesetti, in questa dichiarazione di voto vorrei soffermarmi su un paio di argomenti e di questioni che sono venute fuori, per poi fare una conclusione e rivolgermi direttamente al centrodestra che in questi quattro anni e mezzo ha rappresentato la forza di minoranza, quella che vorrebbe proporre, se vuole, nella logica dell’alternanza, di sostituirci tra qualche mese.
Resto ancora un po’ perplesso in merito al sistema infrastrutturale del nostro Paese, nel senso che abbiamo avuto un periodo di 20/30 anni in cui, è vero che ci sono state lungaggini burocratiche e normative che hanno rallentato sempre la creazione di nuove infrastrutture, c’è stata una situazione che a me preoccupa forse più delle altre perché le altre con una buona politica potevano essere tranquillamente superate.
Prima il Consigliere Celani nel suo intervento ha parlato delle infrastrutture del sud delle Marche, quello che ha detto è successo anche questa mattina, credo che succederà anche quando rientrerò, stasera non tanto, ma domani sicuramente sarà una giornata drammatica. Ricordo i no di certi amministratori quando furono fatte delle proposte serie per le infrastrutture del sud delle Marche, ma, nonostante le risorse, nonostante tutti gli atti che abbiamo fatto qui, perdere un treno come quello significa avere danni per 20, 30, se non 40 anni e ad oggi non sappiamo se Autostrade per l’Italia finanzierà la terza corsia. Quando fu inaugurato il casello autostradale di Grottammare, l’allora Presidente disse: “Si, tra una ventina d’anni potremo cominciare a parlare di arretramento” ed una parte politica che ancora fa proselitismi sul territorio non dice: "Sono stato seduto in Consiglio regionale, in Parlamento per anni, faccio ammenda per quello che è successo" perché nel sud qualcuno pensava che se l’autostrada fosse arretrata di un chilometro verso l’interno, verso Fermo, verso Ascoli, verso Teramo, coloro che sarebbero venuti da Pesaro, anziché fare una superstrada, che è l’attuale A14, avrebbero pagato il pedaggio per fare 20 chilometri in più, questo pensavano sostanzialmente.
20 anni sono passati, Presidente, non si sa mai, magari la Presidenza è diversa, oggi addirittura si parla di revocare delle concessioni, anche il mio ex partito sembra che si sia indirizzato su questa strada, vediamo cosa si potrà fare perché il problema delle infrastrutture nella nostra regione è centrale, non possiamo avere una regione che va a due velocità e non possiamo avere il sud delle Marche che è diventato il tappo della dorsale adriatica, è inaccettabile ed anche pericoloso.
Sul terremoto, Presidente, condivido quello che lei ha detto, è il momento di passare alla protesta perché così non si va avanti, noi siamo stati sul pezzo, concordo sul fattto che abbiamo gestito in maniera egregia la fase dell’emergenza e sono orgoglioso dell'istituzione Regione Marche e delle altre, soprattutto tutti insieme dobbiamo essere orgogliosi delle forze del volontariato della nostra regione che hanno dato il meglio e negli anni rimarrà il loro lavoro per il terremoto e quello che stanno ancora facendo.
Sono uno a cui non piace dire: “Ve l'avevo detto” anche perché poi non l’ho detto a nessuno, ce lo siamo tenuto tra pochi intimi, a me la gestione commissariale non ha mai convinto, nonostante le diverse caratteristiche caratteriali dei tre Commissari che si sono avvicendati. Subito dopo la tragedia del terremoto, rispetto ad altre Regioni, si è parlato della gestione virtuosa dell’Emilia-Romagna, ma non credo che quella della fine degli anni ’90 nelle Marche non sia stata una gestione virtuosa, facendo tesoro di quella potevamo proseguire in quell’ambito e su quella strada.
Vedete, si parla tanto di infrastrutture bloccate, la proposta shock che ha fatto Renzi su tutte le infrastrutture, e si parla di fondi finanziati, non si parla di risorse che dovremmo reperire, su quei fondi ci metterei anche quei 15/16 miliardi che sono stati stanziati per il terremoto del centro Italia, perché noi abbiamo avuto la tragedia, l'abbiamo gestita ed è giusto che gestiamo anche l’opportunità che questi finanziamenti ci danno perché così assisteremo ad una ricostruzione lenta, ma sarà una ricostruzione generazionale, è matematico.
Ringrazio anche il Consigliere Celani quando da tecnico, essendo più dentro di me e di altri, dice che la questione ed i fatti sono quelli, è inutile che ci giriamo intorno, il giocattolo così come è stato impostato non funziona. Sono anche riformista, quando le cose non funzionano bisogna avere il coraggio di cambiarle, bisogna cambiarle ed io, Presidente, sarò il primo a protestare perché così è un problema per noi, lo è stato, ma lo sarà anche per chi arriverà.
A proposito di chi arriverà, mai avrei immaginato che essendo relatore ..., ringrazio il Presidente Giacinti che mi ha assegnato questo provvedimento, è la prima volta che non lo fa il Presidente della Commissione, portare oggi l’assestamento e il documento di programmazione non era tanto opportuno, quindi di buon grado ho accettato di fare la relazione sul Defr. La discussione su questo atto di programmazione è durata, minimo, tre volte di più della discussione sull’assestamento di bilancio che, parliamoci chiaro, è un documento importantissimo, quindi se non si votano quegli atti si va a casa, è la legge che ci obbliga alla regolarità e all’approvazione di questi provvedimenti.
Questo è un atto di programmazione, cosa c’è di più politico? Oltre le urla, oltre il rinfacciarsi: “C’eravate voi”, “C’eravate sempre voi”, “Avete governato la Regione per 30 anni”, bisogna sapere che 10 anni nella pubblica amministrazione sono un altro mondo, però da chi vuole governare questa regione nella logica dell’alternanza - addirittura qualcuno ha già fatto la Giunta, mi sembra di averla letto qualche settimana fa su qualche quotidiano - mi sarei aspettato almeno un emendamento sulle famiglie. Guardate quanta roba c’è dentro un documento di programmazione: le infrastrutture, il sociale, la sanità, mi sarei aspettato da forze che hanno il 30% a livello nazionale almeno un piccolo emendamento su una visione di Regione, altrimenti dovrei dire che sostanzialmente si condivide la nostra visione. Avremo parecchi mesi per discutere di queste cose e per certi aspetti sarà anche molto piacevole per chi come me vive con molta leggerezza e molta tranquillità la politica.
Vi ringrazio tutti, ringrazio in particolare, fatemelo fare, la struttura e gli uffici perché sappiamo benissimo che su questi temi, anche nelle difficoltà che ci sono tra legislazione nazionale e seguire determinati provvedimenti, una struttura che ci mette nelle migliori condizioni è quanto di meglio possiamo chiedere ad una Regione, quindi Italia Viva voterà favorevolmente e annuncio che faremo di tutto affinché questi 15 miliardi vengano messi in un piano straordinario per la ricostruzione, che esca totalmente dalle attuali procedure, che sono asfissianti per chi deve ricostruire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Vorrei fare solo una battuta, consentitemi una battuta in più dopo una discussione di questo tipo in cui abbiamo parlato di programmazione.
Soltanto per capire perché sono un po’ confuso, avevo un’altra idea sull'amministrazione della cosa pubblica, che non è soltanto tenere i conti in ordine, la differenza fra chi amministra un’impresa privata e un’impresa pubblica sta in questo fatto, le imprese private devono tenere i conti in ordine, fare profitto e distribuirlo tra gli azionisti, chi invece amministra un ente pubblico, una struttura, uno Stato, un Governo, una Regione, un Comune, oltre che tenere i conti in ordine, e non è una cosa da niente, ma è importante, quindi sono grato a chi lo fa, ma non è solo questo altrimenti prendiamo un buon ragioniere e il discorso finisce lì, deve produrre sviluppo e ricchezza per i territori, non profitti da distribuire.
Potrei parafrasare adesso, sdrammatizzando un po’ la sintesi di tutto questo dibattito sui conti in ordine, dicendo che l’operazione è riuscita in questi anni, però ho l’impressione che l’ammalato stia morendo, e ci mettiamo il timbro dopo cinque anni.
Questo è il discorso fondamentale e deve essere fatto perché amministriamo qualcosa che non è nostro e mi sembra che con questo taglia taglia, alla fine l'ammalato non ce la fa più, quindi voto no. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Una dichiarazione che mira soprattutto a sollecitare la replica dell’Assessore Cesetti, che investirò del fatto personale, così gli darò l'occasione per qualche altra parola.
Penso che la sua considerazione politica sia valida per tutti, si devono fare oggi cose giuste, che però hanno una rilevanza politica pari a zero. Tutto quello che lei ha elencato in termini di solidità di bilancio, che a me ha sempre affascinato perché mi sono sempre occupato di questa materia, purtroppo non servono a niente a meno che non semplifichiamo il linguaggio, cose da fare e da dire mettendo in conto quello che serve.
Questo documento non poteva mettere in conto le cose che dico, quindi lo voto a prescindere, ma a noi servono - tutti i conti che ho fatto e rifatto in questi cinque anni in Commissione salute - almeno 100 milioni in più nella sanità e per i servizi sociali, mettendo insieme una serie di piccole cose che diciamo sempre di averne bisogno. Certo che non lo si può scrivere nel documento! 100 milioni, un milione ai soggetti d’imposta, all’ingrosso, è una media di circa 100 euro a persona. Un partito serio, una coalizione seria che vuole presentarsi per il futuro, da qui a 10 anni, ormai siamo già in campagna elettorale, dovrebbe dire: “Occorre mettere questi 100 euro”, sapendo che diventa non dico una sorta di tassa, ma queste sono cose che muovono, invece ci siamo voluti muovere in questi ultimi anni sui 100 mila euro, 300 mila euro, 5 milioni, 4 milioni ed abbiamo dovuto fare un rastrellamento del bilancio di tutte le tabelle per trovare i 5 milioni per l’Erdis. E' una cosa vergognosa, ma a livello governativo è uguale, perchè i margini che ci sono rimasti sono talmente ristretti che stiamo parlando del nulla. Se non investiamo almeno - e qui ci sarebbe la possibilità, Assessore Cesetti, di fare i mutui da quello che sta scritto - 50 milioni all’anno sul territorio da dividere per i 1.600 chilometri di fiumi e di fossi, che stanno in una sola provincia ... Ricordo che il Consigliere Giancarli nella precedente legislatura, insieme alla Provincia di Pesaro, ci portò questo dato, solo la provincia di Pesaro-Urbino ha 1.600 chilometri di corsi d’acqua minori e maggiori, solo una provincia perché siamo tutto un corso d’acqua. Quindi, se vuoi fare un intervento serio sulla montagna, sui fossi, sulla circolazione delle acque di superficie, sulle piantumazioni ci vogliono almeno 50 milioni. Per il progetto Appennino quanto c’era? Qualche milioncino, ma più di quello non c'era, questo è investimento.
Le scelte le facciamo sempre dopo che qualcuno a livello europeo o nazionale dice: “Qui ci sono i soldi”, quindi non siamo più un ente che amministra se stesso, siamo un ente che amministra per conto degli altri, sulla base degli input che gli altri ci danno.
Dico tutto questo perché scaldarsi tanto per questo Defr mi sembra eccessivo rispetto a quello che è.
Sulla ricostruzione del dopo terremoto, anche qui, veniamo fuori dall’equivoco definitivo della responsabilità delle Regioni. In termini legislativi ancora non ho capito qual è la responsabilità diretta perché se ci fosse, visto che è stata incaricata una persona, crocifiggeremo l’Assessore Sciapichetti e il problema sarebbe finito. Se è solo questo avremmo risolto, ma il vero problema è che qui non c’è stata questa responsabilità, anche qui sempre all’italiana, perchè abbiamo dato un pezzo ad uno ed uno ad un altro, questa è la mia percezione da quello che ho sentito in Aula. I Commissari poi non hanno neanche brillato, quello precedente all’attuale non l'abbiamo visto mai e non ha fatto grandi rivoluzioni su questa materia. La precedente è diventata Ministro, parlo di quello che ha sostituito la precedente, non mi ricordo il nome perché è stato talmente scolorito che non si è visto per niente.
L’ultima cosa sulle infrastrutture, questa si che è una cosa seria, l’Aerdorica come finirà, finirà, lo vedremo e sta tutto lì. Anche qui, Presidente, se non c’è una strategia nazionale che dice che i piccoli aeroporti sono soggetti antieconomici, che quelli grossi vanno avanti a malapena con quello che incassano, se non c’è una strategia per coprire i costi di questi servizi, di cosa stiamo parlando? Di nulla perché sul mercato non si reggono, non ce la fanno, non si regge neanche l’Alitalia! La Chrysler-Fiat fa l’accordo con Peugeot e sarà una delle più grosse compagnie mondiali, ma non la più grossa. Siamo fuori da tutti questi giri, siamo talmente provinciali che ancora stiamo a ragionare di cose inesistenti. I treni, Assessore, non la voglio crocifiggere, c’è una linea tra le altre cose comoda che prendo a Jesi alle 7,53 di mattina e mi porta a Roma alle 10,25, il treno è quasi sempre vuoto, prendiamo quindi atto di come i marchigiani si muovono, si muovono in automobile, molta popolazione dall’asse Macerata/Jesi/Urbino/Ascoli va a Roma con facilità con l’auto e non va a prendere un treno in Ancona per parcheggiare non si sa dove ed arrivare a Roma dopo 5/6 ore di viaggio, non lo fa più nessuno, anche perchè bisogna rientrare la sera ed i treni interregionali si fermano a tutte le stazioni come fossero una locomotiva di una volta che doveva fare la pipì e prendere l’acqua.
C'è qualcosa di più forse su Milano, mi pare che siamo arrivati a tre Freccerosse, quelle sono comode, se ce ne fosse una quarta sarebbe meglio, visto che non abbiamo più l'areo su Milano, che è un hub commerciale e finanziario significativ0.
Detto questo, con molta umiltà accontentiamoci di prendere la Lufthansa da Falconara a Monaco, tre voli al giorno per quasi tutta la settimana e da Monaco possiamo viaggiare per il resto del mondo, siamo realisti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non può passare e neanche minimamente può essere adombrata l’idea falsa che siccome il bilancio è in ordine, ovviamente questo non si può negare, su tutto il resto, a vantaggio dell’ordine del bilancio, non è stato fatto nulla. No, non può passare l’idea che il malato è morto perché non è vero, è un’idea falsa, è una falsa rappresentazione della realtà e quindi ribadisco, perché resti agli atti, che noi abbiamo fronteggiato la crisi di Aerdorica e dell’aeroporto mettendo in campo alta progettualità e risorse, abbiamo fronteggiato la crisi del credito, per quel che potevamo, mettendo in campo progettualità e risorse, abbiamo fronteggiato le crisi industriali mettendo in campo progettualità, aree di crisi complesse e non complesse, delibera n. 1500, validate perché approvate dal Governo, dal Mise. Abbiamo messo in campo una progettualità ritenuta valida e abbiamo messo in campo risorse regionali, oltre che quelle nazionali. All’interno di queste aree di crisi c'è una progettualità infrastrutturale, consapevoli, come siamo, che nessun progetto di riqualificazione e riconversione industriale di un territorio colpito dalla crisi può prescindere da un ammodernamento infrastrutturale, e questo lo abbiamo messo in campo. Per citare un esempio, mi è stata recentemente attribuita la responsabilità delle aree di crisi complesse ed io ho inviato al Ministero, con il quale mi sono incontrato al Mit, una richiesta di incontro, oltre a quello che ha fatto il Presidente. All’interno dell’area di crisi fermano/maceratese, che poi è legata e connessa con quella dell’ascolano, c’è il grande tema della prosecuzione della terza corsia, della Mezzina, della Maremonti, dello svincolo di Civitanova Marche, dove noi mettiamo in campo una progettualità che indichiamo al Governo e ci mettiamo risorse perché lì abbiamo indicato 60 milioni di euro e sono risorse che abbiamo già scritto a bilancio perché il Governo faccia la nostra parte, quindi che cosa dite che il paziente è morto, ma che stiamo dicendo?
La riforma delle Province, noi abbiamo trasferito personale dipendente sui territori siamo diventati ente di gestione per questo e non ci abbiamo messo le risorse? Nell'assestamento che abbiamo approvato ci sono le risorse per le Province, oltre quelle che abbiamo già dato, risorse che non ci sono state trasferite. Non sono una progettualità gli ospedali? La progettualità degli ospedali unici? Il Salesi non è una progettualità? L’Inrca sud non è una progettualità? Quella progettualità l’abbiamo finanziata e ci abbiamo messo le risorse, in sanità abbiamo investito 430 milioni di euro, che cosa stiamo dicendo? Noi teniamo in ordine il bilancio con quelle caratteristiche che ho detto prima e che non potete negare, ma queste risorse ce le abbiamo messe. Prima ho dimenticato la banda ultralarga, non è forse una progettualità quella di portare la banda ultralarga nelle cosiddette aree a fallimento di mercato di tutta la nostra regione? Si, noi ci abbiamo investito 105 milioni di euro, risorse nazionali, Fsc, regionali e comunitarie, sono in atto già circa 130 cantieri.
Il 19 dicembre andremo nella provincia di Ascoli Piceno e il Presidente accenderà la banda ultralarga a Montalto Marche, poi si sta sbloccando Monte Rinaldo dove stanno i cosiddetti Pcn, a Montelparo, 130 cantieri nonostante le difficoltà. Ieri abbiamo indicato ed ho scritto, ad esempio, all’Agenzia nazionale perché c’è un problema di coerenza, dove sono andati gli operatori privati e dove dobbiamo andare noi, il documento che abbiamo scritto è stato recepito dalla Commissione Agenda digitale. Tra qualche minuto, dopo il Consiglio, andremo a sottoscrivere un atto deliberativo per un contratto di 15 anni con Trenitalia. Non è una progettualità questa? E’ un contratto che vale 700 milioni di euro, di cui una parte ce li abbiamo messi prima, quindi non è una progettualità quella che consentirà l’ammodernamento di tutti i mezzi nei prossimi 15 anni? E non ci mettiamo risorse all’interno di quella progettualità?
Questi sono i fatti che non possono essere negati e i cittadini lo devono sapere e voi non gli potete raccontare menzogne perché fate un torto a loro, che hanno il diritto e il dovere di sapere, hanno il diritto di criticarci, di mandarci a casa, ma hanno anche il diritto di apprezzarci se ce lo meritiamo, sia noi che voi, però bisogna dire la verità e questa è la verità, questi sono i fatti che andremo a deliberare.
Voi quando fate così, ma per fortuna non sempre, dimostrate di fare un torto anche alle idee e quando le idee non sono tali non si tramutano in progettualità, ma diventano chiacchiere ed è quello che voi fate in quest’Aula, noi preferiamo fare i fatti perché le idee possano diventare cose compiute.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 73. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 533
ad iniziativa dei Consiglieri Rapa, Pieroni, Celani, Maggi, Pergolesi, Giancarli, Micucci
“Interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016 - Richiesta semplificazione procedure per la ricostruzione”

Mozione n. 583
ad iniziativa dei Consiglieri Bisonni, Micucci, Rapa, Busilacchi, Urbinati
“Conversione in legge del decreto legge 24 ottobre 2019, n. 123”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 533 dei Consiglieri Rapa, Pieroni, Celani, Maggi, Pergolesi, Giancarli, Micucci e la mozione n. 583 dei Consiglieri Bisonni, Micucci, Rapa, Busilacchi, Urbinati, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Questa mozione noi l’abbiamo presentata non appena si è insediato il nuovo Governo per rimarcare l’attenzione di Uniti per le Marche e di tutto il centro sinistra, credo e spero che venga votata da tutti i Consiglieri perché è un atto che impegna e stimola, come avrete letto tutti, il Governo ad attivare procedure massime per snellire la burocrazia, che è il vero e drammatico problema che attanaglia le aree del cratere e non permette di accelerare e sviluppare tutti i progetti, in particolar modo l’edilizia privata.
E’ una mozione su cui noi puntiamo molto e spero che questo Consiglio la voti all’unanimità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Questa mozione chiede alla Giunta di farsi portavoce presso il Parlamento italiano ed il Senato della Repubblica di alcune modifiche della conversione in legge del cosiddetto Decreto Sisma.
E’ notizia di queste ore, leggendo un post di un Deputato del PD, che la legge è stata approvata questo pomeriggio alla Camera e noi sappiamo che questo decreto così com’è non ci piace, voglio dire solo una cosa, però, a vantaggio del Consigliere Giacinti, anche perché dopo c’è una mozione al riguardo, il Deputato riferisce che per chi non ha scelto di percepire la cosiddetta busta paga pesante sarà emanata una circolare Inps che conterrà le modalità per avere il rimborso del 60% di quanto versato, se questo sarà confermato andrebbe incontro a quello che è scritto nella mozione che ho firmato anch’io.
Ritornando alla mozione oggetto ora del voto, si chiede di integrare il Decreto Sisma con alcune osservazioni piuttosto tecniche, direi, formulate da tutto il mondo tecnico perché è la relazione unificata degli architetti, dei chimici, degli agronomi, dei geometri, dei geologi, degli ingegneri, dei periti agrari, dei periti industriali e dei tecnologi alimentari, è stato prodotto un documento che è allegato alla mozione in cui vengono riportate una serie di modifiche al decreto che va nella direzione di velocizzare le pratiche del terremoto.
Se volete posso entrare anche negli aspetti tecnici, però vista l’ora direi di fare un atto di fiducia vista la serietà degli ordini professionali che hanno proposto queste modifiche.
Dico solo due parole e ripeto che da una parte si chiede di velocizzare le pratiche, e loro suggeriscono come fare, dall’altra c’è una tutela verso queste organizzazioni che giustamente, fino adesso, hanno fatto anche un po’ da banca perché hanno lavorato per tre anni gratuitamente e questo ovviamente non può andare avanti, quindi una serie di misure che ritengo accoglibili.
La mozione è stata sottoscritta da diversi capigruppo, che ringrazio, per cui sono fiducioso che venga approvata all’unanimità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Solo per informarvi che la richiesta della rete delle professioni di imprese è già stata valutata, vi posso dire quali osservazioni sono state accolte e quali no, ho qui il documento della Camera, che ho stampato adesso, cinque sono state accolte, quattro sono già previste nella legge, una è stata ritenuta inammissibile, sette sono state respinte.
Ritengo che questa mozione adesso non abbia il senso di esistere perché è stata già discussa ed inserita nella legge, quindi è tardi ed ormai sarebbe inutile.
Volevo solo far conoscere questo all’Aula, ho il report della Commissione che ha deciso, quindi non credo che sia opportuno votarla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Reputo, purtroppo lo dico a malincuore, che questi due atti non avranno alcun tipo di valenza, lo dico veramente con rammarico perché ho seguito sia ieri che in parte oggi, durante i lavori dell’Aula, quello che è successo in Parlamento, che trovo onestamente vergognoso.
Le richieste dei territori ed anche dei professionisti che sono state portate da mesi, più volte, in tutti i momenti in cui si è parlato di terremoto, sono state inascoltate da tutti i Governi, e questo ce lo dobbiamo dire.
E’ vero, c’è il passaggio al Senato, speriamo nei miracoli che a volte avvengono, ma dobbiamo anche essere concreti e sapere che questo Governo, questo Parlamento, ha sbattuto la porta in faccia alle necessità dei terremotati, ha sbattuto la porta in faccia a 138 comunità, a 600.000 persone, alle richieste di una ricostruzione che chiedeva cose precise, che tutti sapevano, lunghi rinvii, lunghe discussioni, audizioni per ore ed ore, questioni che già si sapevano ma che giustamente dovevano essere ascoltate. Si è arrabbiato anche il Presidente Ceriscioli per quello che è successo.
Onestamente credo che queste mozioni, se vogliamo, possiamo votarle ma, come a volte mi è stato risposto per le mozioni sul terremoto, anche recentemente, “sono sorpassate, tutto quello che i tecnici vogliono è nel decreto oggi in discussione”, così mi ha risposto poco tempo fa l’Assessore Sciapichetti. Se volete smentirlo, benissimo, io l’ho fatto quel giorno in Aula due settimane fa, mi date solo conferma di quanto ho detto in quell’occasione, del fatto che comunque le richieste sarebbero rimaste inascoltate, ed oggi l’abbiamo certificato dal voto dell’Aula, come le richieste dei professionisti, dei territori, dei Comuni, di tutti quelli che ruotano da tre anni nell’immobilismo e in quello che si muove contro le popolazioni terremotate.
Credo che dovremmo fare, se abbiamo a cuore tutti quanti la situazione, una bella manifestazione, questa volta stranamente sembra che siamo tutti d’accordo, anche la maggioranza di Governo lo è ed è contraria a quello che succede in questo governo giallo/fucsia, giallo/rosso, non so come vogliamo definirlo, con una serie di cose inconcepibili per chi professa a parole che ha a cuore i terremotati e poi negli atti non lo fa.
E’ ora che usciamo da questa finzione, da questa ipocrisia, siamo tutti d’accordo nel voler aiutare i territori terremotati, sappiamo tutti, ascoltiamo tutti le richieste, poi quando c’è da tradurle in atti pratici vediamo che c’è sempre qualcosa di vuoto che non risolve.
Le mozioni dell’Assessore Pieroni e degli altri Consiglieri a settembre chiedevano che il Governo facesse un atto per i terremotati e questo ha fatto, purtroppo l’ha fatto, nel senso che il Decreto Sisma, ed è il provvedimento dedicato - tutti gli altri, 6/7 decreti, li abbiamo infilati qua e là in altri provvedimenti che parlavano d’altro – solo al terremoto del centro Italia, quindi le mozioni sarebbero superate perché l’atto c’è, finalmente, relativo a queste problematiche, ma è vuoto, se non per il discorso legato alla busta paga pesante. Su questo debbo dire che Fratelli d’Italia otto volte l’ha presentata, otto volte l’ha richiesta, finalmente siamo riusciti, dopo il Conte 1 e il Conte 2, ad inserirla, ma in pratica non c’è nulla delle richieste dei Sindaci, una visione di sviluppo del territorio non c’è, la legge quadro non c’è, la zona economica speciale non c’è, tutte le richieste concrete per la semplificazione non ci sono.
Se vogliamo sperare in un miracolo, visto che la speranza è l’ultima a morire, speriamoci, però personalmente vi aspetto tutti alla resa dei fatti, alla prova provata quando l’atto avrà concluso il suo iter al Senato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Condivido quanto ha detto la Consigliera Leonardi. La Camera ha già votato e vi dico che non c’è nulla di tutto quello che è stato chiesto, solo piccole modifiche, si aspetta che durante la discussione in Senato possa succedere qualcosa, però di fatto le premesse sono brutte.
Oggi parliamo un po’ di politica, io dico che qualche responsabilità …, qui non possiamo sempre dire: “E’ colpa di qua, è colpa di là, noi non c’entriamo niente”.
Questo terremoto ha toccato in modo forte, perché ha avuto tante vittime, anche una città del Lazio che si chiama Amatrice, tanto è vero che molto spesso questo sisma viene identificato come il terremoto di Amatrice, dove ci sono stati centinaia di morti, ma da chi è governato il Lazio? Dalla Meloni? Da Berlusconi? Da Salvini? No, mi sembra che il capo del Governo della Regione Lazio sia lo stesso capo della delegazione del PD al Governo e non ha capito che deve fare una legge speciale? Ma perché prendiamo in giro i nostri concittadini?
Qui c’è una cultura che deve essere cambiata perché si pensa che dietro la semplificazione si possano inserire chissà quali marchingegni di corruzione e altro, ma allora siamo finiti, lasciamo perdere, qui ci vuole un cambio culturale sennò non se ne viene fuori. Si deve semplificare. Avete visto con il decreto 55 di giugno cosa hanno introdotto per i tecnici? Su base volontaria l’autocertificazione, e chi la fa l’autocertificazione volontaria? Chi si assume la responsabilità se non c’è una legge che dice come va fatto? Anche perché il giorno dopo che si fa un’autocertificazione di tipo volontario, nel senso che viene certificato che tutto è in regola, quindi domani mattina si dà il via ai lavori, arriva la Magistratura che blocca e sequestra il cantiere perché magari c’è la finestra che non è stata condonata o altro. Ma dove andiamo?
Queste due mozioni vanno bene, però non produrranno nulla, tra l’altro il 50% delle richieste sono sorpassate e sono di carattere generico. Noi abbiamo fatto tanti emendamenti, personalmente li ho mandati al mio partito ed ho detto: “Vedete di giocare”.
Se dobbiamo far vedere che facciamo l’ennesima dimostrazione, ma che non produrrà assolutamente nulla, non possiamo dire no, perché l’immagine sarebbe brutta, ma qui ci sono responsabilità politiche che bisogna prendersi. Questo dimostra ancora una volta la debolezza della politica dei territori rispetto a quella centrale, prendiamone atto, perché quattro Regioni: l’Umbria, le Marche, il Lazio e l’Abruzzo fanno una massa critica grossa, possibile che non si riesca ad avere un decreto con un po’ di grano in testa per poter superare questa crisi?
Questa è la verità, c’è una debolezza strutturale della politica. Direi anche che il PD ha le sue grosse responsabilità, chi ha governato l’Umbria fino adesso? La Regione Abruzzo fino ad un anno fa chi l’ha governata? Soprattutto il Lazio, il terremoto di Amatrice, che fa il Governatore della Regione Lazio che è anche il grande manovratore del Governo? Che fa? Non si assume la responsabilità di cambiare radicalmente questa legge?
Questo è l’aspetto principale, non è possibile che per fare una pratica devi fare 72 procedimenti, è impossibile. Anche per fare un’opera pubblica con il codice degli appalti ordinario dove vai? Le conferenze dei servizi ne devi fare a iosa, allora certifichiamo a fine anno la morte di questi territori perché se non cambiano con questo decreto non cambiano più.
Sono dubbioso, che dobbiamo fare? Votiamo queste mozioni, non le votiamo? Votiamole, però, ripeto, ha ragione il Consigliere Giorgini, non spostano nulla, se poi c’è da fare qualche azione eclatante a livello regionale noi siamo disponibili, facciamola, però non dateci responsabilità che non abbiamo, sia chiaro.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che a queste mozioni non si possa dire di no, questo è chiaro, però esiste un problema drammatico, in queste condizioni non si ricostruisce questo territorio.
Faccio degli esempi per far capire il problema a chi non lo conosce, spero che qualcuno ascolti, se viene demolita dalla Protezione civile una casa che sta a tre metri dalla strada il proprietario non potrà ricostruirla, questo è il dramma, ciò significa che le leggi ordinarie presenti oggi sul territorio devono essere immediatamente sospese, perché non si ricostruisce. Ripeto, se la Protezione civile demolisce una casa pericolante a confine con la strada oggi non può ricostruirla lì, è così, ma ci prendiamo in giro?
L’autocertificazione è una cosa inammissibile, inaccettabile, nessun tecnico firmerà. Ho avuto anche una discussione all’interno del partito su questa cosa, chi ha il coraggio di firmare con la Magistratura che è proprietaria di questo Paese? Che blocca le autostrade. Abbiamo l’Ilva, chi comanda? La Magistratura. Abbiamo l’Ansaldo, chi comanda? La Magistratura! Questo è il problema drammatico, credo che il Presidente abbia ragione, bisogna che il Consiglio regionale delle Marche venga convocato alla Camera dei Deputati a Roma per protestare su questa cosa, e questa sarebbe un’azione forte, altre cose sono aria fritta, perché già non sono passati gli emendamenti alla Camera. Facciamo un’iniziativa forte, politica, non di protesta ma di cambiamento di questo meccanismo, di questa impalcatura perché il decreto Errani - aver preso 85 ordinanze – è sbagliato. Bisogna avere il coraggio di dirlo, non va bene per le Marche. Devo ricostruire Camerino e lo devo ricostruire come Arquata, non è possibile perché Camerino ha il centro storico disastrato e nella periferia ci sono le abitazioni moderne e nuove che sono a posto, ci vuole un altro metodo per ricostruire Camerino, un’altra impostazione.
Siamo fuori perché la politica non riesce più a governare una situazione, questa è la drammaticità che purtroppo mi rammarica fortemente perché continuiamo a mettere sempre pannicelli caldi che non servono purtroppo a niente.
La situazione è molto preoccupante ed io sono angosciato perché, l’ho già detto al Presidente, lo ripeto formalmente in Aula affinché venga registrato, mancano già 5.000 persone, 5.000 persone non sono rientrate e non rientreranno in questi territori, questo è un segnale fortemente negativo, questo è l’aspetto importante della cosa, altro che … C’è un pericolo reale e questo territorio costerà ai marchigiani per il suo mantenimento, per mantenere un territorio affinché non si creino ulteriori problemi, ma purtroppo non avremo la gente che torna in queste realtà.
Questa è la drammaticità, fino adesso non avevo capito bene perché il Presidente non avesse preso posizione, noi abbiamo detto alla maggioranza, più volte, in Commissione ed in Aula, che le minoranze sono disponibili a dare un contributo alla maggioranza, lavoriamo tutti insieme unitariamente per questo terremoto. Fino a poche ore fa sembrava che il terremoto fosse della maggioranza, adesso, dopo le dichiarazioni fatte ieri dal Presidente, devo riflettere, però anche lui deve riflettere se politicamente fare una grande squadra, maggioranza e opposizione, per andare a sostenere a Roma questo problema in termini istituzionali.
Tento di fare una proposta, la faccio formalmente al capogruppo del PD, al Presidente, al Presidente del Consiglio, non parliamo solo, andiamo a Roma, convochiamo il Consiglio regionale davanti a Montecitorio, alle ore 10,30 ci convochiamo là, andremo dai gruppi parlamentari, sentiremo cosa ci dicono, senza gazebo, ma con qualche fischietto, come si faceva negli anni ’80 quando si protestava, e chiediamo soluzioni per risolvere questo problema, altrimenti non ne veniamo fuori.
Prima ho fatto questo esempio, qualcuno potrà non crederci, ma ci tocca da vicino perché ce l’abbiamo dentro casa nostra, della Lega, non c’è solo la distanza, c’è il problema della Sovraintendenza perché non sono state prese e mantenute le pietre dell’edificio, ma la casa non l’ha demolita il proprietario, l’ha demolita la Protezione civile, non sono state conservate le pietre esterne della casa e non avrà il permesso dalla Sovrintendenza per ricostruire, ma ragazzi questa è una legge pazzesca!
Il problema è molto più profondo delle due mozioni che non possono che essere votate, non voglio essere frainteso, penso che occorra fare un’iniziativa politica forte andando a Roma, convocando un Consiglio presso la Camera dei Deputati, credo che serva un’iniziativa politica di alto livello. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Elencare i problemi urlando, secondo me, non risolve i problemi.
Credo che sia più opportuno avere un approccio serio, visto che siamo tutti d’accordo, Consiglio e Giunta, maggioranza e minoranza, presentiamo degli emendamenti, lo stesso emendamento a tutti i nostri parlamentari che stanno a Roma e facciamo sentire forte la voce del Consiglio regionale delle Marche, dei terremotati, facciamo questa cosa.
Se alla Camera non è stato fatto probabilmente c’è stata una carenza dei parlamentari marchigiani che si occupano del tema, che non hanno trovato tra loro una convergenza-
In questi anni noi abbiamo dimostrato di avere un approccio diverso sui temi, che non hanno colore né bandiera, facciamo questa cosa, un emendamento, una serie di emendamenti identici, da sottoporre a tutti i nostri parlamentari, di ciascuna forza politica e andiamo lì a sostenerli, non a fare un Consiglio regionale o le manifestazioni, la manifestazione la possiamo fare, portiamoci anche i terremotati, mettiamo i soldi di tasca nostra, organizziamo dei pullman e andiamo su, se vogliamo farla, il giorno in cui si voterà in Senato il Decreto. Cerchiamo prima però di ragionare, di costruire una convergenza su degli emendamenti che rispondano alle richieste dei territori, alle richieste dei Sindaci e che risolvano i problemi perché, ripeto, elencare i problemi urlando non serve a risolverli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Intervengo anche sull’altra mozione quella relativa alla busta paga pesante, sulla quale siamo tutti d’accordo, almeno risparmiamo tempo, poi se gli altri vorranno intervenire potranno farlo.
Mi pare da alcune dichiarazioni che ho letto che la strada è tracciata ed anche qui sarà da verificare se rispetto alle dichiarazioni arriveranno anche atti concreti, cioè il riconoscimento del 60% non solo a chi giustamente ha fatto domanda per la busta paga pesante, ma a chi all’epoca aveva rinunciato pensando poi di doverla restituire in toto, cosa che invece fortunatamente, dico io, grazie all’intervento del Governo, non dovrà avvenire.
Rispetto a queste mozioni, in generale al tema del sisma, è chiaro che l’andazzo che sta prendendo la ricostruzione non può soddisfarci, prendo atto che l’insoddisfazione è trasversale perché rispetto alla ricostruzione la macchina viaggia molto lentamente. Rispetto alle critiche politiche, anche qui mi pare trasversali, credo che qualche precisazione non per onore di polemica, ma per onore di verità, vada fatta.
Dopo il sisma e durante questi tre anni c’è stata un’elezione importante, è stato scelto il nuovo Parlamento, alcuni partiti hanno eletto molti rappresentanti, altri hanno visto la loro compagine ridursi quasi all’osso, ci sono dei Sindaci del cratere che sono stati eletti in Parlamento e a parte qualche avviso di garanzia non mi pare si siano fatti notare per null’altro. C’è stato un Governo che ha amministrato per 14 mesi la fase iniziale della ricostruzione, che non ha segnato alcun passaggio rispetto al sisma, questo per onore di verità, mentre il nuovo Governo forse ha dato l’illusione, forse c’era una volontà, di dare un segnale di svolta- Per la verità, oggi diciamo che siamo insoddisfatti, lo affermiamo convintamente, qualche elemento è stato inserito ed è migliorativo rispetto al passato, come giustamente abbiamo detto tutti in quest’Aula e il Presidente ieri in maniera altisonante, ma così come impostato non è determinante per far ripartire la ricostruzione. Questo ce lo dobbiamo dire ed è chiaramente una lotta territoriale, non politica, penso che anche questo sia evidente.
Vogliamo fare la polemica con Zingaretti? Facciamola, ma la Regione Lazio, mi pare evidente, non ha un interesse così spinto per il terremoto e per la ricostruzione, a parte il grande dramma di decine di morti, un dramma vero ed effettivo di un solo Comune. Il tema della ricostruzione non è nelle sue corde, ho visto il loro rappresentante, l’ex Sindaco di Amatrice, molto accalorato nel chiedere interventi decisivi, che ha prodotto anche lì pochi risultati.
Dobbiamo prendere delle iniziative, è chiaro che l’unanimità qui dentro è utile per dare un segnale fuori, ma non è sufficiente, quindi qualche altra iniziativa dovrà essere presa se non vogliamo arrenderci allo stato delle cose, che al momento mi sembra insoddisfacente.
Facciamo politica, dobbiamo essere realisti, verificheremo il provvedimento quanto uscirà dalle Camere, oggi siamo alle dichiarazioni e di fatto il testo definitivo che è uscito dalla Camera credo che nessuno di noi l’abbia letto, salvo qualche dichiarazione anticipata su facebook. Come Consiglio regionale, da organo legislativo, preferisco attenermi agli atti votati e non alle dichiarazioni a mezzo facebook. Vedremo il testo definitivo che sarà licenziato dal Senato, se non dovrà tornare indietro alla Camera in questo bicameralismo a volte folle che abbiamo in Italia, su quello ragioneremo e valuteremo anche con i territori, come abbiamo sempre fatto fino ad oggi.
Era un segnale soddisfacente il fatto che finalmente il Governo e le Commissioni avessero ascoltato i territori, ma probabilmente al momento hanno prodotto risultati insoddisfacenti, però, ripeto, prima di decidere quali altri atti si reputano necessari è fondamentale vedere i provvedimenti concreti che usciranno dal Parlamento, su quelli occorrerà ragionare insieme alle associazioni di categoria, ai territori, ai Sindaci e capire insieme a loro, come abbiamo fatto sempre fino oggi, quali saranno gli ulteriori elementi da mettere in atto.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Solo per aggiungere due cose, perchè se si vota anche la mozione 575 e vengono accorpate e trattate tutte e tre …

(intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. Per chiarire che le due mozioni vanno nella stessa direzione, ma la nostra, che è stata presentata i primi di settembre, quando il Governo da poco si era insediato, prevede alcuni passaggi che rimangono politicamente importanti e validi e riguardano lo snellimento burocratico, quindi dovremmo togliere la parte iniziale che fa riferimento al decreto che è stato superato, ed i funzionari la stanno sistemando.
Mi rivolgo al Consigliere Celani ed alla Consigliera Leonardi, è chiaro che la mozione ha sempre una valenza fortemente politica ed è chiaro il messaggio politico che dobbiamo dare su questo tema. Nessuno vuole prendersi il primato di chi ha presentato la mozione perché ne sono state presentate altre negli anni passati.
Questa mozione percepisce l'esigenza di eliminare questa drammatica e bruttissima burocrazia che blocca, l'abbiamo detto sempre, la grande ricostruzione, in particolar modo privata, col rischio di depauperare i territori non soltanto economicamente, ma anche umanamente.
E’ indubbio che tutti i Governi …, mentre posso accettare che Forza Italia e Fratelli d’Italia, che non sono al Governo dal 2018, abbiano un po' più libertà nell’esporre le situazioni, quello che mi rimane più difficile … Ricordo prima del famoso 4 marzo 2018, quando in particolar modo la Lega nei territori del cratere, ha eletto …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Prima l'ho lasciata parlare, Consigliere Zaffiri. Non interrompiano l'Assessore Pieroni, per cortesia.

Moreno PIERONI. Lo so che lei vincerà la battaglia casalinga, vedremo poi le altre battaglie, ma al di là di questo credo che il 4 marzo, chi ha dietro una serie di impegni e di promesse, ritorno a dirlo per lasciarlo agli atti, ha preso consensi ed ha eletto parecchi parlamentari nei territori del cratere, sicuramente .... Capisco, Consigliere stia tranquillo, faccia il bravo, si metta a cuccia per qualche secondo, faccia il buon cagnolino e non abbai sempre.
E' chiaro che da questo punto di vista questi parlamentari che hanno preso tanti consensi hanno dimostrato in particolar modo in quell'anno e mezzo ... Il capogruppo della Lega dice che hanno fatto tanti emendamenti, non mi sembra così chiaro, perché se i cittadini sono rimasti arrabbiati, se la ricostruzione non è partita, è probabile che quel decreto che hanno fatto la Lega e il Movimento 5 Stelle è molto blando, quindi, da questo punto di vista non si può gioire di quello che è accaduto nell'anno e mezzo in cui la Lega ha governato l’Italia.
La mozione va in una logica e se siamo tutti pronti …, anzi, saremo i primi ad essere pronti a fare le barricate se il Consiglio regionale riterrà opportuno andare sotto il Parlamento ed il Senato. Dobbiamo essere sempre impegnati ed attenti, però credo che la Lega delle Marche, in questo caso, non abbia le carte in regola per dire niente, perché ha governato per un anno e mezzo l’Italia e nulla ha fatto per tutelare quei territori e in particolar modo i cittadini del cratere.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 583. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

(interviene fuori microfono il Consigliere Celani)

PRESIDENTE. Mettiamo agli atti che il Consigliere Celani ha votato favorevolmente e per errore ha votato in maniera difforme.
Annulliamo la votazione e la ripetiamo.
Mozione n. 583. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Mozione n. 533.
Emendamento n. 533/1 a firma dei Consiglieri Rapa, Pieroni, lo leggo, su questo abbiamo avuto l’ok dei Consiglieri Pieroni e Rapa, “Nella premessa il secondo punto in elenco è soppresso; infine è aggiunto il seguente punto: ‘Visto il decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123 - che è stato approvato dopo la presentazione della mozione – “Disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici’”, il quale è già approdato alle Camere per la conversione in legge’. Il dispositivo è così sostituito: 'A farsi portavoce presso il Parlamento italiano, il Senato della Repubblica, durante la fase di approvazione della conversione in legge del decreto legge 24 ottobre 2019, n. 123, affinché siano snellite le procedure giuridiche e amministrative che a tutt'oggi rallentano e limitano le procedure e le attività legate alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 e che ne limitano la rinascita sociale ed economica di tali territori'”.

Emendamento 533/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 533, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 581
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi e Traversini
“Indennizzi agli apicoltori per le perdite subìte a causa delle avverse condizioni atmosferiche 2019”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 581 dei Consiglieri Minardi e Traversini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Questa mozione ha come obiettivo quello di chiedere alla Giunta di mettere nel bilancio 2020, ecco perché è stata richiesta l'urgenza, la somma di 250 mila euro al fine di indennizzare il settore degli apicoltori per le seguenti specifiche motivazioni: la stagione di quest'anno, del 2019, è stata critica, forse la più problematica di sempre. Nella prima parte dell'anno c'è stata una persistente siccità, sopra la media stagionale, a cui è seguito un periodo piovoso piuttosto lungo che si è inoltrato fino alla metà/fine di giugno, questo è, con cali termici piuttosto importanti sia nel mese di maggio che di giugno. Tale situazione ha portato ad una produzione del miele irrilevante ed ha messo in difficoltà l'intero settore, al punto tale che gli apicoltori sono dovuti intervenire con operazioni di nutrizione e di soccorso agli alveari e alle api.
La mancata produzione di miele ha provocato un danno economico alle aziende, che hanno dovuto somministrare nutrizione artificiale, che si è protratta fino a tutto il mese di giugno 2019, c’è un danno, certificato dall'Ismea, anche per la mortalità degli alveari che ha azzerato le scorte. Nelle scorse settimane i Consorzi provinciali si sono incontrati con l'Assessore Casini e hanno rappresentato la problematica e le difficoltà che stanno affrontando.
Si ritiene opportuno intraprendere il percorso di sostenere il settore, sappiamo quanto le api siano importanti anche per la biodiversità, anche per il trasporto del polline da un fiore all'altro.
Vado alla conclusione, la richiesta è quella di attivare una misura straordinaria a sostegno del settore, consistente in un aiuto diretto agli apicoltori, finalizzato ad indennizzare le aziende del settore, a fronte della riduzione del reddito in conseguenza dei ripetuti cali di produzione, richiamati nella premessa, di cui ho detto.
I beneficiari della misura sono individuati negli apicoltori in possesso di partita Iva, con più di 30 arnie, questo per evitare che ne possano beneficiare i semplici hobbisti, regolarmente censite nell'anagrafe apistica.
Il contributo massimo annuo per arnia calcolato in base al costo per la somministrazione di nutrizione artificiale di soccorso è di 10 euro/arnia.
L'impegno della mozione prevede: di richiedere alla Giunta regionale di stanziare per gli indennizzi agli apicoltori la cifra di 250 mila euro, con tutte le procedure che poi dovranno essere messe in atto da parte dei nostri servizi, di attivare la procedura finalizzata all'attuazione delle domande di indennizzo, nel rispetto della pertinente normativa in materia di aiuti di Stato.
Non mi dilungo oltre vista l'ora, il settore è venuto in Regione, i Consorzi provinciali si sono incontrati con l’Assessore e la richiesta è stata quella di riuscire ad avere un indennizzo perché gli apicoltori sono in crisi, crisi attestata anche a livello nazionale dal Ministero dell'agricoltura.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 581. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n 560
ad iniziativa dei Consiglierei Micucci, Biancani,
“Conferma deroga per pesca vongole da 22 millimetri nel Mar Adriatico”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 560 dei consiglieri Micucci e Biancani.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Per una volta mi auguro che il tema delle vongole non divida l'Aula, nel senso che parliamo della possibilità data alle Regioni del Mar Adriatico di poter pescare vongole inferiori ai 25 millimetri, che è la misura standard europea, dai 22 millimetri in su. Una deroga dovuta non solo per motivazioni commerciali, ma soprattutto per motivi di sostenibilità ambientale, in quanto parliamo dell'unico tipo di vongola autoctona del Mare Adriatico, a differenza delle altre.
Su questo c’era stata una lunga querelle tra la Spagna e l'Italia, dato che la Spagna è il principale competitor commerciale nella produzione di vongole. La deroga è stata data negli anni precedenti, motivata non tanto da vicende commerciali che, come potete immaginare, poco interessano alla Comunità europea, ma sulla scorta di una valutazione di ordine di sostenibilità ambientale.
In questi giorni il Parlamento europeo si dovrà pronunciare sulla prosecuzione di questa deroga, abbiamo saputo che dalla parte spagnola c'è stata un'opposizione, quindi come Consiglio regionale ci è sembrato opportuno proporre un atto che in qualche modo sostenga il voto della Comunità europea, proprio perché le Regioni del Mar Adriatico hanno la necessità di tutelare questa specie, ovviamente anche a tutela delle imprese di pesca.
Ritengo, per quello che può valere, comprendendo che la Comunità europea è un ente vasto, che sia importante un segnale di sostegno alla categoria, soprattutto all'ambiente del Mar Adriatico ed auspico che il Consiglio regionale voti unanimemente questo atto. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 560. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 575
ad iniziativa dei consiglieri Giacinti, Bisonni, Biancani, Micucci, Giancarli, Giorgini, Zaffiri, Leonardi
“Problematiche relative alla ‘busta paga pesante’ alla luce del decreto-legge sisma del 24 ottobre 2019”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 575 dei Consiglieri Giacinti, Bisonni, Biancani, Micucci, Giancarli, Giorgini, Zaffiri, Leonardi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Da informazioni apparse più che sulla stampa sui media abbiamo saputo del recepimento di questo tema nel decreto sisma che dovrebbe essere convertito.
Da quello che ho letto si è parlato di una circolare dell'Inps per la restituzione del 60% di imposta, che coloro che non hanno scelto la busta paga pesante hanno pagato all'erario, mentre nella nostra mozione è previsto il meccanismo del credito d'imposta, che mi sembra forse più consono alla questione in esame, visto e considerato che trattiamo di soggetti che non hanno optato per avere la busta paga pesante e che quindi dovranno restituire solo il 40%, così come stabilito dalla legge, e per recuperare il 60%, coloro che non hanno optato per la busta paga pesante, è forse preferibile il metodo del credito d'imposta da esercitare tramite una dichiarazione.
Un'altra cosa, ripeto, non conosciamo il testo definitivo, solo indiscrezioni apparse sulla stampa, sui social più che altro, si tratterebbe di una circolare dell'Inps, ma l'Inps ha a che fare con i contributi, con le ritenute previdenziali, cosa c'entra con le imposte che devono essere pagate all'erario? Per cui credo che il nostro testo vada votato perché prefigura una modalità più consona, a mio modesto parere.
Devo prendere anche atto, Presidente, che c'è un piccolo refuso rispetto al testo originale, che ho in mano. Nella penultima riga della richiesta di impegno, si parla di valutazione discrezionale del sostituito, non del sostituto, come erroneamente riportato, e di questo ringrazio la Consigliera Leonardi che me lo ha fatto notare, ma avendola scritta personalmente avevo ben in mente il concetto di sostituito, che è ben diversa da quella di sostituto.
Quindi chiedo al Segretario generale se questo errore viene eliminato d'ufficio, oppure se dobbiamo prevedere un emendamento, visto che il testo originario era corretto, mentre in quello che è circolato tra i colleghi, nella documentazione del Consiglio, è stato commesso un errore ed è stata cambiata la parola “sostituito” in “sostituto”, che è una cosa ben diversa. Ribadisco a mio modesto parere la valenza del tenore, attraverso il quale si esprime questa mozione, perché lo reputo più consono alle modalità specifiche di ottenimento del rimborso delle somme non oggetto di scelta della cosiddetta busta paga pesante.
Non voglio dare giudizi sul testo apparso oggi sulla stampa, perché non conosciamo il testo definitivo, ed esprimere giudizi non è certamente nel nostro stile.
Ringrazio di nuovo la Consigliera Leonardi per essersi accorta di questo refuso che cambiava nettamente il contesto di riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto, sono favorevole alla mozione avendola sottoscritta, di cui il primo firmatario è il Consigliere Giacinti.
Vorrei porre l'attenzione sul fatto che nella mozione non si tiene conto del mondo dei lavoratori autonomi, quindi dei titolari di reddito di lavoro autonomo o di impresa. Per quanto mi riguarda dovrebbero essere ricompresi all'interno della mozione, perché ci troviamo di fronte ad una disparità di trattamento in quanto i lavoratori dipendenti restituiranno il 40% di quanto trattenuto, mentre i lavoratori autonomi, poiché la norma non tiene in considerazione i titolari di redditi di lavoro autonomo e di impresa, hanno pagato o pagheranno il 100% delle imposte.
Teniamo conto che i titolari di reddito di impresa da lavoro autonomo, soprattutto nelle zone colpite dal sisma, si trovano ad operare in scenari economici di grande crisi, mentre, paradossalmente, per il dipendente che ha mantenuto il posto di lavoro nulla è cambiato, perché dal punto di vista reddituale dipendente era e dipendente rimane. Ovviamente ha avuto tutte le difficoltà, per cui è giusta la questione della busta paga pesante, però i lavoratori autonomi, che sono stati fortemente colpiti, molti non hanno più gli studi professionali, si sono trovati in una situazione di grandissimo disagio e non vengono ricompresi in questo provvedimento. Reputo che potrebbe essere una integrazione utile a riequilibrare la situazione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Naturalmente dopo l'integrazione della Consigliera Leonardi, se il Presidente non vuole emendare ..., altrimenti avremmo sottoscritto anche noi la mozione, è un peccato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Non è che non voglio prendere in considerazione l'emendamento indicato dalla Consigliera Leonardi, però, come le ho detto prima in separata sede, discutendo di questa sua idea, gli autonomi hanno avuto … Anch’io sono un autonomo, non sto nel cratere, però conosco bene i meccanismi attraverso i quali il Governo ha emesso forme compensative a vantaggio degli autonomi, delle imprese, che avevano sede nel cratere. Fare destinatari quei soggetti, esercenti attività di lavoro autonomo o di impresa, che potrebbero fruire di ulteriori agevolazioni in campo fiscale, di una condizione premiale ai fini del rimborso del 60%, che per loro non è maturato nella stessa maniera in cui è maturato per i lavoratori dipendenti, mi sembra una vera e propria disparità di trattamento. Quindi non sono così favorevole perché rischiamo in molti casi di andare a duplicare l'agevolazione riconoscendo un ulteriore 60% di imposta, che a sua volta è frutto di una sommatoria di ulteriori agevolazioni, che magari hanno avuto gli stessi effetti per cui è nata questa agevolazione.
Non so se sono stato chiaro, mi sembra di rischiare troppo in termini di disparità di trattamento.
Per questo motivo non mi sento di accogliere un suggerimento di questa natura, se rivolto alla platea degli autonomi, che ribadisco hanno senza dubbio avuto altri meccanismi agevolativi, sempre se residenti nel cratere.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 575. La pongo in votazione.

(L’ Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 19,20





 

 
 
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