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Resoconto della seduta n.148 del 17/12/2019

SEDUTA N. 148 DEL 17 DICEMBRE 2019

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi, buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 148 del 17 dicembre 2019. Do per letto il processo verbale della seduta 147 del 6 dicembre 2019, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Nell’ultimo Consiglio abbiamo fatto la discussione sulla mozione riguardante le barriere antirumore delle Ferrovie dello Stato e ricordo che c’era stato l’impegno a votare una risoluzione che per motivi tecnici non è stata votata, chiedo, quindi, di iscrivere all’ordine del giorno la mozione n. 557, senza riaprire la discussione, per votare una proposta di risoluzione visto che il problema della raccolta delle firme è stato risolto, per cui oggi si può votare.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Come promotore della risoluzione, il Movimento 5 Stelle è a favore dell’iscrizione all’ordine del giorno.

PRESIDENTE. Bene, se l’Aula è d’accordo, come tra l’altro ci siamo già detti alla Conferenza dei capigruppo, inseriamo la mozione al punto 2 bis per la votazione.

Proposta di legge n. 322
ad iniziativa del Consigliere Traversini
“Modifiche alla legge regionale 3 ottobre 2019, n. 33 ‘Promozione della multifunzionalità nel settore della pesca marittima e del turismo marittimo’”

Nuova titolazione: "Modifiche di disposizioni in tema di sviluppo economico ed attività produttive".
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 322 del Consigliere Traversini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Commissione per il lavoro svolto. Torniamo sulla legge della multifunzionalità nel settore della pesca, approvata i primi di ottobre, che conosciamo come la norma sull’ittiturismo e la pescaturismo.
Il primo obiettivo possiamo dire di averlo raggiunto, noi facciamo queste modifiche perché su questa legge si sono scatenati alcuni Ministeri sottolineando cose per le quali ci eravamo già barcamenati tra le norme leggi nazionali e quelle regionali.
La cosa sostanziale, molti di noi anche come una provocazione politica, è l'abrogazione dell’articolo 11, quello che permetteva nella regione Marche la possibilità di effettuare Boat & Breakfast, ne avevamo parlato, sulle imbarcazioni da diporto. Su questo ci sono arrivate le segnalazioni di due Ministeri e, credo sia solo un caso, non è la nostra legge che ha scatenato questo, è notizia di qualche settimana fa che la Guardia di Finanza nella città di Venezia ha effettuato un blitz e ha messo sotto sequestro più di un centinaio di imbarcazioni che praticavano il Boat & Breakfast.
Noi ci adeguiamo a quello che il Ministero ci indica e la legge rimane tale e quale in tutte le sue peculiarità.
C’è un’altra modifica che abbiamo fatto, è prettamente tecnica, e riguarda il rilascio della Scia e delle autorizzazioni, però, come avevamo detto, politicamente non ci fermiamo qui, gli uffici stanno preparando, ed io con loro, una proposta di legge alle Camere perché a noi i Ministeri ci hanno detto che non è possibile effettuare l’attività di Boat & Breakfast, o attività ricettiva sulle imbarcazioni, mentre in alcuni Paesi dell’Europa si fa da secoli, si fa ancora oggi, ed è un segmento di turismo importantissimo che ha tantissime richieste.
Nelle prossime settimane, i primi dell’anno, faremo una proposta di legge alle Camere che prevederà la modifica della legge sul diporto nautico ed anche, già alcuni disegni di legge sono in Parlamento, la modifica del Codice della navigazione. C’è stato un blitz della Finanza che ha messo sotto sequestro più di 100 imbarcazioni, se noi regolarizziamo queste situazioni, ripeto, come nel resto d’Europa, non faremo nulla che va contro la legge, anzi qualificheremo ancora di più la nostra offerta turistica e di tante altre regioni italiane, soprattutto riusciremo a creare tantissimi posti di lavoro.
Per suffragare e confermare quello che sto dicendo vi faccio un invito, molti di voi avranno l’applicazione Booking o Trivago, sono comodissime per poter effettuare prenotazioni negli hotel in ogni angolo del mondo, provate a digitare in Italia Boat & Breakfast e, ne rimarrete stupiti, vedrete che troverete anche delle offerte che arrivano dalla nostra regione. Nel diritto si chiama “usi e consuetudini”, questo è un uso e una consuetudine, è una attività che si fa nelle massime condizioni di sicurezza, si fa all’interno dei nostri circoli nautici, si fa all’interno dei Marina Resort, questa potrebbe essere una attività per un Marina Resort, altrimenti lì dentro cosa ci mettiamo? Cos’ha di diverso un Marina Resort da uno dei tantissimi e bellissimi circoli nautici che abbiamo nella regione Marche?
Credo che dobbiamo presentare questa proposta di legge alle Camere per modificare una situazione in un mondo che sta cambiando, con una offerta turistica che sta trasformando.
Da quel punto di vista abbiamo una peculiarità, basta andare, non voglio sempre parlare della mia città perché sarei noiosi, ad Ancona, al Mandracchio, alla Mole Vanvitelliana, immaginate cosa sarebbe far vivere ai turisti quello specchio di città, quella parte di mare, quella parte di Adriatico.
Non voglio contestare il Ministero perché ha fatto il proprio lavoro, ma qui è la politica che deve scendere in campo, non possiamo chiedere ai dirigenti di fare quello che non possono fare, siamo noi, spero che dalla Regione Marche arrivi questo invito al Parlamento, che dobbiamo mobilitare i nostri parlamentari e tutto il resto.
Ripeto, ringrazio chi ha votato questa legge, chi l’ha sostenuta anche nei territori e noi vogliamo andare avanti perché dalle Marche vorrei che partisse questa modifica che potrebbe creare tanti posti di lavoro. Per quello che è successo nella città di Venezia la legge farà il suo corso e la Guardia di Finanza il suo lavoro, però si va a penalizzare un’attività economica che va assolutamente regolarizzata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Condivido totalmente quanto ha detto il Consigliere Urbinati perché questa legge è stata dibattuta in modo molto profondo in II Commissione ed è stata votata, se non sbaglio, all’unanimità, ma queste modifiche, se pure obtorto collo, le facciamo e siamo costretti a condividerle.
Qualche riflessione però va fatta. La prima, noi abbiamo la grande necessità di diversificare l’accoglienza sui territori e qui cozziamo con una normativa statale che è stagionata e non prende in considerazione i cambiamenti delle richieste e delle esigenze di certe forme di turismo, quindi della necessità di fare l’accoglienza in modo diverso. Dobbiamo implementare le forme di accoglienza sul nostro territorio, perché, come abbiamo sempre detto, la promozione delle nostre coste non può più essere fatta soltanto con il messaggio che sono bellissime, abbiamo spiagge molto belle, e così via, anche perché noi abbiamo dei grandi servizi, probabilmente migliori rispetto ad altre regioni, questo è il concetto e questo è un modo diverso di implementare l'accoglienza.
Anch’io sono convinto che dovremmo sollecitare il Parlamento affinchè si modifichi questa normativa. Non capisco, se un’imbarcazione da diporto è ferma e non viene utilizzata per la navigazione, se ci sono le condizioni igienico sanitarie, se è stata fatta la Scia, perchè non può essere utilizzata come Boat & Breakfast, non comprendo quali sono le anomalie e qualcuno a livello ministeriale ce lo deve spiegare.
Ovviamente imbarcazioni che non sono adibite alla navigazione, sulla legge è scritto a chiare note, ce lo vengano a dire quando si parla di autonomia dei territori, autonomia della Regione nel legiferare, è qui che dobbiamo incidere, lasciamo perdere nel fare certe leggine che probabilmente poi non producono nulla, nessun effetto, dobbiamo lavorare su questo, riacquisire una centralità, riacquisire una autonomia nel legiferare. Mi auguro che il Parlamento prenda ..., proprio in questi giorni, mi sembra ieri sera, c’è stata una riunione del Consiglio dei Ministri nella quale si è parlato di autonomia delle Regioni, quindi questa riflessione casca a fagiolo, in considerazione anche di una maggiore libertà ed autonomia nel rispetto dei parametri della Costituzione, ma per il resto, dal punto di vista amministrativo, lacci e lacciolo dovremmo eliminarli.
L’articolo 11 dobbiamo eliminarlo per effetto del rilievo che gli organi ministeriali ci hanno fatto, c’è una modifica anche al comma 2, dell’articolo 6, per meglio specificare che la Scia va fatta nel rispetto della disciplina della legge 241/90, è sottointeso, se c’è una Scia, la segnalazione certificata di inizio di attività va fatta secondo i criteri della legge 241/90, secondo i criteri che la norma regionale impone.
In II Commissione avevo espresso dei dubbi su un aspetto che adesso modificheremo, credo che su questo probabilmente avevamo forzato un po’ la mano, l' avevamo detto, avevamo espresso dei dubbi, io l’avevo espresso chiaramente, al comma 2 dell’articolo 5 della legge 33, che prevede che i fabbricati utilizzati per l’esercizio di attività di turismo sono considerati beni strumentali all’esercizio dell’attività ittica - e fino a qui ci sta - avevamo aggiunto: “sia ai fini catastali che della pianificazione urbanistica”.
E’ chiaro che la cosa non poteva andare, significava che noi ope legis quasi facevamo delle varianti urbanistiche a fini urbanistici. No, urbanistici no, la titolarità è dei Comuni e lo stesso per quanto riguarda il discorso catastale perché se saltuariamente dentro un edificio ci mangio, ci faccio ristorazione, non è detto che quello debba essere necessariamente un ristorante. Tutto questo deve essere codificato da una norma comunale e di tipo urbanistico, quindi su questo aspetto penso che il rilievo sia stato puntuale, cosa che in Commissione avevamo già detto.
Sono favorevole a questa modifica della legge 33, ma lo dico con rammarico, perché ci lega un po’ le mani per la programmazione che dovremmo fare sui territori a livello turistico per implementare questo sistema d’accoglienza che credo sia, da qui al futuro, la chiave di volta per rendere più attrattivo e competitivo il nostro territorio.
Da un punto di vista sociale l’accoglienza la facciamo come tante altre persone non sanno fare, i marchigiani sono particolarmente accoglienti, non parlo soltanto del mio territorio, ma di tutto, da Pesaro a San Benedetto del Tronto siamo particolarmente accoglienti, umanamente ci predisponiamo ad accogliere la gente, quindi vogliamo dare ulteriori servizi accanto a questa accoglienza di tipo umano e sociale, ce la facessero fare, quindi mi auguro che il Governo e il Parlamento prendano atto di una maggiore autonomia richiesta dalle Regioni, soprattutto nel campo del turismo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie, Presidente. Mi accodo anch’io agli appelli dei Consiglieri Urbinati e Celani, nel senso che non possiamo fare diversamente, quindi è giusto adeguarsi rispetto alle osservazioni fatte dal Ministero, però avrei compreso le osservazioni se ci fosse stata una norma nazionale che regolamentava e la Regione avesse svicolato rispetto a questa.
Il tema che avete ben evidenziato è che sui Boat & Breakfast, nonostante da anni sollecitato dalle associazioni di categoria e dagli operatori del settore, i vari Governi che si sono avvicendati non hanno preso un filone ed è francamente incomprensibile. Per esempio, negli agriturismi sono ormai decenni che in Italia si fa questo tipo di accoglienza, assolutamente di qualità, che ha dato nuovo slancio al settore sia dell’agricoltura che del turismo. Soprattutto per nazioni come l’Italia, che hanno delle peculiarità a livello turistico, è importante valorizzare queste caratteristiche.
Non si capisce invece perché in Italia, soprattutto nel settore della pesca, che tra l’altro vive un periodo di crisi ormai permanente, quindi sarebbe un toccasana sia per il settore della pesca che del turismo, per dare una nuova opportunità di lavoro, una nuova opportunità di accoglienza turistica, questo ancora non sia possibile, si hanno due pesi e due misure tra agricoltura e pesca.
Ho sentito dal Consigliere Urbinati che c’è l’idea di una proposta di legge alle Camere, sin da ora do la mia disponibilità a sottoscriverla, laddove ci fosse bisogno. Credo che occorra un appello accorato, che dobbiamo fare al Parlamento, perché finalmente si adotti anche in Italia una normativa precisa, rispettosa di tutti i canoni di sicurezza, di accoglienza, senza nulla togliere, che dia una pari opportunità anche al settore della pesca e del turismo di svilupparsi.
L’Italia è una penisola che si sviluppa prevalentemente sul mare, quindi sarebbe un’opportunità di lavoro, pensiamo alle bellezze del mare Adriatico, del mar Ionio, del mar Tirreno, per non parlare delle nostre isole, anziché continuare con un settore che a volte rischia di svicolare nell’abusivismo, regolamentare con regole certe e dare opportunità di lavoro e di sviluppo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Riguardo questa proposta di legge di modifica devo dire che qualche dubbio mi è sorto. Le questioni sono due, da una parte la modifica del titolo è abbastanza chiara, nasceva come modifiche alla legge sulla promozione della multifunzionalità nel settore della pesca marittima e del turismo marittimo ed oggi diventata modifiche di disposizioni in tema di sviluppo economico ed attività produttive.
Per quanto riguarda l'ittiturismo, che è la parte che è stata oggetto della discussione finora, devo dire che tutti in quest’Aula quando è stata discussa la proposta di legge regionale del Boat & Breakfast siamo stati a favore e l'abbiamo decantata come una opportunità esperienziale e di turismo da poter offrire a chi sceglieva le Marche ed anche come forma di nuovo sviluppo turistico e di riconversione per un settore come quello della pesca che è, anche in questa sede ne abbiamo discusso più volte, fortemente in crisi.
Faccio quindi una considerazione di carattere politico, o non si sapeva che questa norma non era di competenza regionale, ma nazionale, e allora qui direi che abbiamo avuto un vulnus a livello tecnico e pratico, oppure, la seconda cosa, si voleva sollevare la questione ed in questo caso vorrei sottolineare che chi ha portato avanti questa proposta oggi siede in maggioranza di Governo.
Ribadisco, quale occasione migliore avere un Governo del vostro colore per far leva e far si che questa normativa venga finalmente adottata ed arrivi in porto? Altrimenti facciamo solo parole e non entriamo mai nel merito della questione, quindi invito i Consiglieri di maggioranza a sollecitare la propria maggioranza di Governo altrimenti siamo qui in Aula, ancora una volta, a fare il bello e il cattivo tempo e il contrario rispetto a quello che la propria compagine di governo porta o meno avanti.
La seconda questione, che è quella che ha originato l'ulteriore modifica di questa proposta, riguarda un'altra legge, la n. 6 del 2005, e su questa un piccolo momento di riflessione lo vorrei aprire. Benissimo inserire la parte legata alle formazioni vegetali monumentali, forse è stata una svista non averla riportata nell’articolo, ma la cosa sulla quale vorrei aprire una riflessione riguarda l’articolo 1 di questa proposta oggi in discussione che in merito ai piani per la tutela del mondo vegetale, del mondo arboreo e del mondo verde prevede che siano proposti dagli enti territoriali competenti, ovvero da società pubbliche o private di gestione associata delle foreste, da questi promosse e partecipate.
Vorrei capire quali sono queste società, quanta partecipazione pubblica ci deve essere e in che percentuale la gestione deve essere data ai privati, perché dobbiamo dichiarare che è un fallimento della componente pubblica, oppure dobbiamo capire cosa c’è dietro questa modifica, che a me onestamente ha dato un attimo da pensare, anche perché è inserita nella legge sull’ittiturismo con la quale, onestamente, per quanto mi riguarda, non c’entra nulla. Non mi sembra che le due questioni siano in alcun modo attinenti, sono state fatte entrare a forza.
Riguardo al discorso dell’ittiturismo è una contestazione a livello normativo, ma farei un sollecito a che la componente che oggi governa la nostra Nazione possa rendersi conto dell’importanza di aprire a questo mondo.
Sull’altra questione, che invece è prettamente regionale, chiedo di avere qualche delucidazione in più sulla finalità di questa modifica legata ai piani, che riguarda società pubbliche o private che dovrebbero gestire per conto degli enti territoriali, che hanno la competenza di tutelare e gestire le zone verdi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Ci troviamo qui a votare una modifica di legge che era partita con tante buone intenzioni ma che strada facendo, nonostante il lavoro di tutta la Commissione, sta perdendo pezzo dopo pezzo quello che era l’obiettivo principale.
Su questa norma c’erano tantissime aspettative da parte degli operatori del settore che avrebbero avuto la possibilità di operare in trasparenza e nella massima regolarità, una attività che può dare un impulso positivo non solo alla zona costiera, ma a tutta la regione.
Questa attività, come hanno detto i colleghi, in tanti casi già si svolge, basta vedere su booking o in portali di settore, specialmente in altre regioni, quindi, quello che non si capisce sono gli obiettivi del Ministero quando nega un’attività di questo genere che può rispondere a bisogni diversi, ad un turismo cambiato, che non è più quello di 50 anni fa. Oggi le richieste sono diverse, i turisti hanno bisogno di stimoli differenti, non si accontentano più delle spiagge, dei passatempi, hanno bisogno di nuove esperienze e questa attività può dare qualcosa alla regione che è rimasta indietro rispetto alle altre nelle quali il Boat & Breakfast viene tranquillamente praticato. Non capisco perché la nostra regione deve stare sempre uno, due, tre passi indietro rispetto ad altre che hanno intrapreso percorsi analoghi in precedenza.
Approfitto per annunciare il voto positivo, come del resto ho fatto anche in Commissione dopo aver ascoltato tutte le audizioni, quindi i pro e i contro, puntualizzando che il voto favorevole è un atto dovuto verso un percorso che non ha ancora raggiunto nessuno degli obiettivi che si erano prefissati all’inizio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie, Presidente. Velocemente, lascio poi al Consigliere Urbinati la possibilità di rispondere ai quesiti posti sul turismo legato al mare e sulla legge sul turismo ittico.
Vorrei rispondere a quello che ha chiesto prima la Consigliera Leonardi in merito alle altre piccole modifiche, è chiaro quella delle formazioni vegetali, sembra abbastanza chiaro, introduce la possibilità di inserire piante che altrimenti sarebbero rimaste fuori, quindi non c’è nessun problema. Come non ci sono questioni particolari nello spiegare anche l’altro articolo che riguarda la modifica alla legge forestale, che avevamo modificato nella passata legislatura, di cui ero stato relatore, con la quale avevamo introdotto un ragionamento molto importante per la salvaguardia del territorio e dei boschi, e cioè che le Unioni montane competenti per il patrimonio boschivo con la cura e l’intervento, potevano prevedere un piano straordinario per intervenire nei boschi abbandonati. Il fenomeno che si sta diffondendo, soprattutto in montagna, è che interi appezzamenti di boschi, che sono frazionati in multiproprietà, per i quali non c’è più un interesse economico neanche dei proprietari, vengono abbandonati con il pericolo dal punto di vista del dissesto idrogeologico ed anche degli incendi, se non viene fatto un piano di intervento. Le Unioni montane al riguardo avevano la possibilità di fare piani straordinari per intervenire in quelle proprietà e presentare dei progetti di ripulitura, di sistemazione dei boschi, di risanamento di quell’ambiente che si stava degradando.
Dall’approvazione della legge ad oggi sono passati alcuni anni, le Unioni montane non riescono ad avere tanti strumenti, né tanto personale, né sostegni finanziari per poter promuovere e fare un controllo accurato del territorio.
Ci sono società pubbliche/private, come la Saf, dove il 49% è pubblico e il 51% è privato, promosse dalle stesse Unioni montane, che non possono gestire il processo, ma proporre all’Unione montana, che comunque deve dire se l’operazione va fatta o meno. Quindi non cambia per l’Unione montana la responsabilità di dire se in quel bosco va fatta manutenzione di un certo tipo, non lo fa dall’inizio ma lo decide, anche se si dà la possibilità al soggetto pubblico/privato di cui fa parte, di cui ha il 49% e che ha promosso, di fare una proposta all’Unione montana stessa. Alla fine il soggetto principale rimane l’Unione montana, ma si dà una possibile, speriamo, risposta intervenendo in una situazione dove c’è degrado e dove non si sta intervenendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Non voglio ripetere quanto hanno detto i colleghi in precedenza in quanto è abbastanza chiaro.
Questa legge era nata per i Boat & Breakfast, ci ha visto particolarmente convinti sull’idea e paragonare a livello marino gli agriturismo che abbiamo in campagna è un’idea che stiamo cercando convintamente di portare avanti, superando i cavilli burocratici che incontriamo a vari livelli. Quindi raccolgo lo stimolo che la Consigliera Leonardi ha fatto in precedenza dicendo bene, coordiniamoci con il livello centrale per superare questo inghippo perché poi il settore è chiaramente di interesse e noi lo vogliamo spingere.
Questa legge contemporaneamente è diventata una piccola omnibus perché oltre a modificare la 33, modifica anche la 5/2011 e la 6/2005, relativamente all’aspetto che ha trattato adesso il Consigliere Traversini.
Le Unioni montane non hanno la forza, la capacità progettuale e programmatoria di gestire i territori di cui sono custodi, neanche di essere promotrici del rilancio delle aree interne.
Questa legge pone una pezza che non risolve il problema, noi diamo la possibilità a società pubblico/private di fare progettazione e di affiancare tecnicamente le Unioni montane, ma non diamo una svolta all’organismo stesso, infatti la Regione che ha delle competenze sul riordino territoriale istituzionale, dovrebbe tentare di ripotenziare le Unione montane se vogliamo utilizzarle come strumento di rilancio dei territori interni, dotandole nuovamente di personale, di fondi e di capacità.
Purtroppo in questi anni, dopo la decadenza istituzionale delle Province, la scomparsa delle Comunità montane, di cui non si poteva fare a meno, la creazione delle Unioni montane, non hanno ancora gli strumenti per poter agire.
Questo è un po’ il sintomo, ma non la malattia, come Regione, a mio avviso, dobbiamo prendere coscienza e rilanciare la struttura delle Unioni montane, se ci crediamo, altrimenti dobbiamo fare un riordino territoriale che sia differente.
Ecco, quindi, la mia perplessità che ho esposto anche nella discussione in Commissione, a suo tempo, quando un paio di settimane fa abbiamo trattato questa proposta di legge relativa a questo settore.
Sui Boat & Breakfast siamo completamente d’accordo, sulle formazioni vegetali monumentali non ci sono problemi ad allargare il censimento e la tutela, quindi l’unico neo che come gruppo abbiamo è su questo aspetto, dato che non risolviamo il problema dell’operatività e della capacità tecnica delle Unioni montane, mentre dovremmo agire in maniera molto più profonda sul settore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Non per replicare, ma per cercare di chiarire alcuni aspetti, perché poi i messaggi arrivano agli operatori, dato che ho sentito delle dichiarazioni che non corrispondono a verità ed al senso di questa norma.
Questa legge non nasce per i Boat & Breakfast, parliamoci chiaro, nasce per la multifunzionalità del settore della pesca, per permettere ai pescatori di fare quello che fanno gli agricoltori con l’agriturismo, e su quell’aspetto la legge rimane intatta, anzi, come dice il Ministero, viene migliorata, quindi le opportunità di lavoro su attività che già esistono, già possono essere svolte. Anzi, invito l’Assessore Sciapichetti a sollecitare gli uffici affinché venga emanato con queste modifiche, al più presto, il regolamento per l’applicazione di questa legge, perché gli operatori lo stanno attendendo.
Sulla prossima programmazione Feamp, che arriverà, avremo la possibilità, questa volta sì, di investire tutti i fondi che abbiamo per l’ittiturismo e la pesca turismo, perché prima non avendo una legge e non avendo il settore regolamentato ogni volta si faceva la ripartizione dei fondi a metà mandato. Quando si faceva la riperequazione i fondi della pesca turismo andavano sempre per altre misure, invece ora ci sarà la possibilità di utilizzarli totalmente per tutte le misure, quindi non allarmiamo gli operatori, ve lo chiedo per favore, c’è solo la questione dei Boat & Breakfast sulla quale, lo dico - l’abbiamo fatta e l’abbiamo condivisa - abbiamo voluto fare un’operazione politica perché qui facciamo politica. C’è una legge da modificare, il codice della navigazione fu emanato negli anni ’20, ci sono degli aspetti che vanno a cozzare con le nuove normative della Bolkenstein, un Paese serio mette subito le mani su certi provvedimenti.
La legge sull’ittirurismo relativamente alla parte dell’applicazione e tutto ciò che è somministrazione e ricettività viene migliorata con questa modifica, va via totalmente il Boat & Breakfast, spiace, tantissimo, in primis a me, però questo ci dà la possibilità di operare per un’operazione politica importante da portare avanti nei prossimi mesi.
Occhio a quello che diciamo perché tanti operatori già si sono messi in moto ed io li invito a praticare questa attività che in futuro darà tanta soddisfazione e soprattutto contribuirà all’aumento delle presenze turistiche nella nostra regione.
Tutto rimane come era prima e con gli indirizzi che ci eravamo dati, questo è il messaggio che deve passare, il Boat & Breakfast, riconosciamolo tutti, lo sapevamo, ci dà la possibilità di aprire una pagina di politica ed una interlocuzione con i nostri parlamentari e con il Ministero, questo è lo spirito che dovremmo avere in quest’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Solo per dire, a dimostrazione del fatto che questa proposta di legge interessava parecchie persone, che mi stanno segnalando che dalla diretta streaming non si sente l’audio, sono già tre segnalazioni che ricevo dagli operatori del settore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 02. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 322. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Prima di passare al punto successivo, comunico che l’interrogazione n. 870 del Consigliere Biancani è stata rinviata su richiesta del proponente.

Deliberazione legislativa statutaria concernente “Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la deliberazione legislativa statutaria.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Una brevissima relazione perché trattasi di una modifica all’articolo 7 della legge statutaria n. 1 dell’8 marzo 2005, per renderla congruente con la modifica della legge elettorale, se vi ricordate, laddove abbiamo previsto l’incompatibilità tra le funzioni di Consigliere e quelle di Assessore, per cui, per essere in linea con il disposto di quella norma, anche lo Statuto va uniformato.
Viene quindi eliminata la precedente formulazione con la quale il limite massimo degli Assessori esterni era di 3, viene tolto questo limite ed il nuovo testo è quello che troviamo all’articolo 1, così modificato, questo è il senso di questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.
Ci sono problemi, proseguiamo con la votazione per alzata di mano. Votate.
Ripetiamo la votazione con il sistema elettronico.

Articolo 1. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Deliberazione legislativa statutaria. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Mozione n. 557
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Talè
“Chiusura definitiva dei procedimenti amministrativi per la realizzazione delle opere di risanamento acustico lungo le linee ferroviarie marchigiane ed aggiornamento della normativa nazionale”
(Votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 557 dei Consiglieri Giancarli, Talè (n.d.r. la discussione generale si è svolta nella suta n. 147 del 6 dicembre 2019)
E’ stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Giancarli, Pergolesi, Maggi, Micucci, Urbinati, Giorgini, Fabbri, Bisonni, Traversini, Rapa, Talè, “Impegno della Regione a tutela dell’ambiente, dei beni paesaggistici rispetto agli interventi di risanamento acustico previsto dal Piano di Rete Ferroviario”. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 907
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Delibera CIPE 99/2017 - Intervento di separazione della rete fognaria acque nere nell’agglomerato industriale di Ascoli Piceno/Maltignano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 907 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Nel merito dell’interrogazione si rappresenta quanto segue. La Regione Marche ha sottoscritto un accordo programma quadro col Ministero dell'ambiente e gli Egato 1, 2, 3, 4 per 16 interventi e contributi pari a 10,6 milioni di euro e deve sottoscrivere un addendum all'accordo per altre due linee di cofinanziamento, per circa 7 milioni e 5,2 milioni di euro.
Nel primo addendum, quello per circa 7 milioni di euro, ci sono i 5 milioni di euro del contributo per i collettori dell'area Piceno Consind.
Pertanto si è in attesa dell'invio, da parte del Ministero, della bozza di atto, che dovrà poi essere condiviso anche con gli Egato, compresa I'Egato 5, prima di sottoporlo alla Giunta regionale per l'autorizzazione alla sottoscrizione.
Nel frattempo la Regione Marche, tramite l'ufficio competente, ha chiesto all'Egato, per sua competenza dettata dalla legge regionale 30/11, di indicare quali azioni intende intraprendere coordinandosi con CIIP e Piceno Consind.
A fine luglio la Regione Marche ha organizzato un incontro con il Ministero, invitando Egato 5 e Piceno Consind per chiarire definitivamente che il contributo sarebbe stato assegnato rispettando le regole della disciplina del Servizio Idrico Integrato, al fine di non incorrere negli aiuti di Stato e contestazioni da parte della Commissione europea.
In tale sede è stato chiarito che il contributo, a seguito della sottoscrizione dell'accordo, sarebbe stato erogato dal Ministero verso Egato 5, e da questo verso il Gestore del Servizio Idrico Integrato, che è la CIIP Spa, in funzione dell'atto convenzionale stipulato tra Egato 5 e CIIP Spa ai sensi della legge regionale 30/11. Pertanto si auspicava una soluzione condivisa tra tutti e tre gli enti.
Con nota n. 2596 del 6 dicembre 2019 I'Egato 5 ha comunicato la propria disponibilità alla sottoscrizione dell'addendum all'accordo di programma quadro del 2019.
Con nota n. 2597 del 6 dicembre 2019 I'Egato 5 ha comunicato che, in base all'articolo 29 commi 17, 19 e 20, i fondi a contributo sarebbero stati assegnati al Gestore del Servizio Idrico Integrato salvaguardato, cioè il CIIP.
La CIIP con nota del 6 dicembre 19 n. 29004 ha comunicato la propria disponibilità, in forza della convenzione sottoscritta tra Egato 5 e CIIP Spa, stipulata ai sensi della legge regionale 30/11.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Sono soddisfatto della risposta e non ho nulla da dire. Grazie.

Interrogazione n. 873
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Inizio lavori Monti-Mare”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 873 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. La Regione Marche ritiene opera strategica la strada così detta "Mari e Monti" che collega la costa all'entroterra da Porto San Giorgio/Porto Sant'Elpidio ad Amandola.
Per tale motivo l'infrastruttura era stata inserita anche nell'Atto aggiuntivo all'Intesa Generale Quadro sottoscritto con il Governo il 6 marzo 2009.
Ad oggi è stato finanziato il tratto iniziale della "Mare e Monti" per un importo di 5,8 milioni di euro.
In data 7 novembre 2019 con delibera di Giunta regionale n. 1339 è stata data attuazione all'individuazione dei sub interventi e dei soggetti attuatori nell'ambito dell'intervento denominato "Viabilità di adduzione al nuovo Ospedale di Fermo”.
Tale intervento è ricompreso in quello complessivo denominato "Viabilità di adduzione al nuovo Ospedale di Fermo" finanziato per un importo totale di 11 milioni di euro a valere sulle risorse Fsc 2014-2020, per le quali è stata sottoscritta il 3 giugno 2019 la Convenzione con il Ministero delle infrastrutture e trasporti e la Regione Marche, che è stata approvata con decreto ministeriale n. 353 del 3 giugno 2019, registrato alla Corte dei Conti il 18 giugno 2019, dico questo perché l’Fsc è stato approvato con delibera del Cipe inizialmente il 28 dicembre 2017, da questa prima approvazione alla sottoscrizione sono passati due anni non per causa della Regione.
Il primo tratto della strada “Mare e Monti” riguarda la realizzazione di una rotatoria finanziata per un importo di 800 mila euro (ricompreso nella sopra citata Convenzione), sulla Statale 16 Adriatica in località San Tommaso Tre Archi (punto iniziale della Mare e Monti) e l'ammodernamento per un costo di 5 milioni di euro della Strada Provinciale 204 "Lungo Tenna".
Per tali opere si prevede: entro dicembre 2020 la redazione del progetto definitivo, l'approvazione del progetto esecutivo, l'espletamento delle procedure di gara; entro ottobre 2021 l'affidamento dei lavori; entro dicembre 2023 la fine dei lavori.
Per quanto riguarda il tratto interno della "Mare e Monti", che coincide con la Statale 210 Fermana-Faleriense tra Servigliano ed Amandola, si precisa che la Regione Marche nel 2007, quando tale strada era di competenza della Provincia, ha assegnato un contributo di 5 milioni di euro per la realizzazione del bypass di Amandola.
La Provincia di Fermo ha consegnato i lavori il 17 settembre 2018 e gli stessi attualmente sono in corso di realizzazione.
Ad oggi la Regione Marche nell'ambito dell'area di crisi industriale complessa del Distretto delle calzature del fermano-maceratese ha avanzato la richiesta di un ulteriore finanziamento per il completamento della Mare e Monti (Statale 210 Fermana Faleriense) da utilizzare nell'adeguamento del tratto che va da Servigliano ad Amandola.
Si precisa infine che attualmente tale tratto di strada è di competenza dell'Anas, pertanto sarà cura del governo regionale intraprendere tutte le necessarie azioni con il coinvolgimento degli Enti territoriali affinché l'infrastruttura possa essere oggetto di opere di ammodernamento condivise, anche partendo dal progetto preliminare del Comune di Fermo e dallo studio di prefattibilità della Provincia di Fermo.
Ho conoscenza del fatto che l’Assessore Cesetti, proprio per l’area di crisi complessa del fermano, ha chiesto un appuntamento al Ministro per questa infrastruttura.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Sono sicura che la strada “Mare e Monti” sia un’opera strategica per la regione Marche, se ne parla ormai da oltre 10 anni, parliamo del 2008/2009, tanto che ho fatto un’interrogazione nel 2017/2018.
Sono stati stanziati 11 milioni di euro, 800 mila euro per la rotatoria e 5,4 milioni di euro per il tratto di Strada Lungo Tenna, il problema è l’interno e la sua risposta è semplice, ha detto che ad oggi la Regione Marche, nell’ambito dell’area di crisi industriale complessa del Distretto della calzatura del fermano-maceratese, ha avanzato la richiesta di un ulteriore finanziamento, quindi siamo ancora alla fase di una richiesta per un ulteriore finanziamento per l’area interna.
C’è poi il problema è quel tratto di strada è di competenza dell’Anas, per cui la Regione dovrà attivarsi con gli organi competenti, però siamo ancora alla fase della richiesta del finanziamento per l’area interna e purtroppo, ho parlato anche con il Sindaco di Amandola, Montefortino, il problema è proprio il tratto interno, perché gli 11 milioni di euro sono per la rotatoria e la strada Lungo Tenna che serve per l’ospedale, ma il problema è proprio la “Mare e Monti” dove siamo ancora alla fase di finanziamento. E’ questo quello che lamentano le aree interne, quindi non posso essere soddisfatta della risposta perché per noi quest’opera era ed è strategica, soprattutto per evitare la desertificazione delle aree colpite anche dal terremoto. Grazie.

Interrogazione n. 918
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Interporto di Jesi e suoi recenti sviluppi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 918 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. In relazione all'interrogazione n. 918 presentata il 5 dicembre 2019, a risposta orale, ad iniziativa del Consigliere Zaffiri rispondo per punti rispetto alle domande fatte, che in realtà non sono semplici da leggere.
1) Il piano di risanamento di Interporto è in corso di finalizzazione e mercoledì 18 dicembre sarà discusso in consiglio di Amministrazione.
La situazione debitoria tiene conto dei contributi ministeriali che potrebbero essere destinati, con l'accordo del Ministero, ai lavori di allungamento dei binari della stazione fino a 750 metri e quindi recuperati al potenziamento dell'infrastruttura, parlo di 3 milioni di euro.
2) Il contributo statale, concesso alla società Interporto Marche ai sensi dell'articolo 1, comma 1044, legge n. 296/2006 ammonta a 3 milioni di euro. La convenzione sottoscritta da MIT, Regione e Interporto Marche Spa è stata dichiarata risolta ed il contributo revocato da parte della Regione Marche in attuazione dell'articolo 10, quarto capoverso, lettera b) della stessa.
Contestualmente è stato disposto il recupero della somma di 1,5 milioni di euro, pari alla metà del contributo complessivo concesso, erogata a Interporto Marche Spa nel 2011.
La revoca del contributo concesso, con la conseguente richiesta di recupero della parte erogata, è stata notificata a Interporto Marche Spa a fine febbraio 2019.
La restituzione non è ancora avvenuta e, sentita la società, sarà contemplata nel piano di risanamento redatto dal nuovo Consiglio di amministrazione.
Nel frattempo l'Amministrazione e la società hanno incontrato il MIT per valutare la possibilità che il finanziamento in oggetto possa rimanere assegnato alla Regione/Interporto per progetti coerenti con le finalità della legge iniziale, vale a dire progetti che permettano l'eliminazione dei cosiddetti "colli di bottiglia" nel trasporto merci. Da parte del Ministero non ci sono preclusioni a rivalutare il contributo previa presentazione di idoneo progetto che la società Interporto ha già iniziato a valutare con RFI Spa, come già sopra rilevato.
3) La delibera di Giunta regionale n. 687 del 25 giugno 2007 è stata revocata con la delibera di Giunta regionale n. 354 del 2 marzo 2009, atto oramai inoppugnabile, cosicché le somme ivi previste sono state destinate ad altri utilizzi.
Con il decreto n. 267 del 13 settembre 2006, assunto ex legge regionale n. 13/2006, è stata assegnata ad Interporto la somma di 1.500.000 euro, a titolo di anticipazione per le spese da affrontare per la definizione della liquidazione del Ce.MiM anche tramite una proposta concordataria.
Il Tribunale di Ancona, nei mesi di marzo e giugno 2007, ha respinto l'istanza concordataria e decretato la chiusura del fallimento, provocando il ritorno in "bonis" della società.
Interporto ha dato corso all'incarico ricevuto di definizione della liquidazione del Ce.MIM, dandone rendicontazione periodicamente all'Amministrazione.
L'attività è stata resa difficoltosa a causa della riviviscenza dei crediti non soddisfatti con moneta fallimentare (interessi non pagati) e delle continue azioni giudiziarie promosse, a fini risarcitori, anche da ex amministratori e dirigenti della società consortile, protrattesi nel tempo ed alcune ancora in attesa di conclusione.
Con il decreto n. 70 del 29 maggio 2015, in attuazione della legge regionale n. 16/2015, è stato assegnato all'interporto un'ulteriore anticipazione di 1.000.000 di euro per la prosecuzione dell'attività, a fronte delle spese dalla stessa evidenziate, con riserva di rendicontazione ed eventuale rimborso.
Sia la liquidazione del Ce.MM che la rendicontazione delle anticipazioni regionali sono in corso di definizione, tenendo conto delle necessità di preservare la possibilità di risanamento e del rilancio della società Interporto.
Vorrei aggiungere una cosa, le date, da quanto si può evincere dalla relazione che ho appena letto, sono tutte antecedenti l’arrivo di questa Giunta e se effettivamente, come ho letto oggi sui giornali, sono state spese somme per 50 milioni di euro, a questo punto mi viene in mente l’aeroporto, non è certo per responsabilità di questa amministrazione che sta cercando di salvare l’Interporto.
Quando mi è stata assegnata questa delega non esistevano treni che uscivano dall’Interporto, può sembrare una banalità, ma la funzione era quella di base logistica per il trasporto tra gomma e ferro, non esisteva neanche una linea ferroviaria con la relativa stazione, oggi la linea ferroviaria c’è, deve essere modificata e potrà essere aumentata in lunghezza fino a 750 metri con i famosi 3 milioni di euro, almeno i treni entrano ed escono da Interporto, cosa che quando mi sono insediata e mi è stata data la delega non esisteva, come non c’era neanche questa funzione.
Mi rendo conto che il problema è grande ed enorme e come Assessore competente mi sono trovata con tutto il peso esattamente, mutatis mutandis, molto simile a quello dell’aeroporto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che l’Assessore abbia fatto uno sforzo perché l’interrogazione che abbiamo posto all’attenzione della Regione era abbastanza tecnica.
Sono quattro anni che alla parifica dei bilanci della Corte dei Conti ascoltiamo delle osservazioni abbastanza puntuali e precise sulle società partecipate della Regione, di cui l’Interporto tramite la Svim, ne fa parte.
Credo che questa interrogazione sia un passaggio estremamente importante, perché, come è anche scritto sulla proposta di bilancio di quest’anno, la Regione, quindi la comunità marchigiana, metterà altri 8 milioni e più su una situazione già difficile come quella dell’interporto. Si interviene con soldi pubblici, con i soldi dei marchigiani che probabilmente sarebbero stati più favorevoli ad utilizzarli per altre proposte, ad esempio per il mondo delle imprese e dell’economia, anche perché ultimamente è stato fatto un accordo per la gestione dell’Interporto tra la Regione ed una società privata di logistica. Secondo me lascia molte perplessità, 178 mila euro all’anno per un contratto di gestione, con il diritto di prelazione sull’Interporto per una eventuale vendita, credo che qualche riflessione più attenta si dovrebbe fare.
A prescindere, come lei ha detto, dal fatto che le è stata data la delega e che lei è intervenuta, voglio ricordare a quest’Aula ed alla comunità marchigiana che la situazione dell’Interporto è dovuta al Partito Democratico, che prima gestiva questa Regione. Non c’era un’altra forza politica che sosteneva il precedente Presidente di questa Giunta, è sempre stato il Partito Democratico, le cose che sono accadute e che stanno accadendo nell’Interporto non sono dovute alla Lega, a Fratelli d’Italia, a Forza Italia, sono legate al Partito Democratico. E’ vero, i suonatori non sono gli stessi, ma la musica è sempre quella.
Sono state dette tante cose, però, purtroppo, ancora l’Interporto è lì e dovranno intervenire i marchigiani, perché non è la Giunta che interviene, ma sono i marchigiani che mettono 8 milioni e più della comunità per coprire anche qui un disavanzo, un buco.
Credo che di queste interrogazioni ne faremo altre, almeno fino a che non si vedrà una situazione definitiva, un atto concreto.
Durante la legislatura è stato detto che sarebbe intervenuta l’Asur per fare altre cose fuori dalla logistica, penso invece che occorra riportare il tema dell’Interporto all’interno della logistica, all’interno dei trasporti, ma con idee chiare, che però, come ho visto questa estate, non ci sono perché si è privilegiato un tipo di accordo che probabilmente va contro gli interessi dei marchigiani ed a favore di qualche società, come quella che ha sottoscritto l’accordo.
Ancora una volta siamo distanti dalla soluzione del problema, sappiamo che purtroppo ci sono stati anche fatti incresciosi, di una gravità inaudita, persone che ci hanno lasciato e contenziosi ancora in atto con la Regione Marche in merito alle proprietà dei terreni, dopo tutti questi anni.
Credo che l’Interporto sia una telenovela che ancora non trova soluzione nonostante lei dica: “Non c’erano i binari e noi li abbiamo portati”, però non è che li ha portati la Giunta, li ha portati RFI su un progetto che riguarda il raccordo con la ferrovia.
Questo problema è un cancro, ancora non si è risolto e credo che le responsabilità non siano delle forze di minoranza, tanto meno nella Lega. Penso che sia un problema dell’attuale maggioranza che governava prima e governa oggi l’Interporto.
Non sono soddisfatto della risposta, che è tecnica e non dà la soluzione ad un problema che per l’economia della regione Marche è estremamente importante risolvere. Grazie.

Interrogazione n. 874
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Situazione dei medici delle cooperative in servizio negli ospedali pubblici delle Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 874 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Approfitto anche, visto che il Consigliere Zaffiri ha fatto una serie di dichiarazioni tra l’altro anche sbagliate, per intervenire sull’Interporto.
La Regione Marche non ha nessun contenzioso per le aree in quanto non le ha espropriate, il contenzioso è di una partecipata di Svim, eventualmente. Fare sempre di tutta un’erba un fascio e mettere insieme tutto non va bene.
Chissà dov’era il Consigliere Zaffiri nel 2007, forse era già con la Lega, quando si consumavano gli espropri, quelli che materialmente hanno creato il danno, ma lui è come i rinati cristiani, ha fatto un battesimo nel fuoco ed è ritornato vergine il giorno dopo, il miracolo del Consigliere Zaffiri rinverginato il giorno dopo. Quando siamo arrivati qui era giugno 2015 ed abbiamo trovato le partecipate, l’abbiamo scoperto mano a mano, non tutte subito, non c’erano i manifesti, in condizioni varie e abbiamo cercato di fare un percorso, prima con Aerdorica che nella parifica ... Nell’ultima parifica siamo stati elogiati per Aerdorica, questa amministrazione e questo Governo sono stati elogiati, non criticati, e sull’Interporto vorremmo arrivare allo stesso risultato, cioè fare quelle operazioni su una realtà molto importante per le imprese marchigiane, questo è il punto. Finché non c'è stata una stazione ferroviaria certamente importante non era, era un piazzale per i camion, ma da quando c'è una stazione ferroviaria è molto rilevante per le imprese marchigiane, perché possono contare sullo scambio ferro/gomma, in una stazione vera, e queste cose si stanno già facendo, non aspettano il dibattito dell’Aula, già si sta utilizzando quella stazione.
Mettere in sicurezza i conti di Interporto significa poter garantire lo scambio ferro/gomma al sistema delle imprese marchigiane, quindi un investimento che va a favore delle aziende.
Non è banale fare queste operazioni sennò le avrebbero fatte prima, ma arrivare alla fine dei 5 anni partendo dalle condizioni che avevamo, facciamo una foto a 5 anni fa, ne facciamo una oggi e poi le confrontiamo, va solo a merito di questo Governo e di questa amministrazione.
Torno all’interrogazione.
1) Quale sia la situazione dettagliata dello stato delle prestazioni mediche svolte all'interno delle strutture della sanità pubblica regionale appaltate a delle cooperative o a delle ditte private.
2) Quali siano le strutture sanitarie dove questo si verifica e relativamente a quali reparti.
Si premette che gli interventi che prevedono l'affidamento a soggetti terzi di prestazioni mediche nelle Unità operative di pediatria e pronto soccorso sono a carattere temporaneo, adottati al fine di garantire la continuità dell'assistenza. Ciò in quanto le Aziende non riescono a coprire il fabbisogno di personale essendo state utilizzate tutte le graduatorie sia a tempo indeterminato che a tempo determinato relative a tali profili professionali ed essendo state espletate le procedure di reclutamento. Ad oggi sono state autorizzate due procedure unificate per entrambe le discipline di che trattasi, in fase di avvio.
Quindi è possibile ricorrere a questo strumento solo dopo che uno ovviamente ha esaurito tutte le graduatorie disponibili, tutte le opportunità, ma solo con il fine di coprire i servizi, è una premessa molto importante perché teoricamente uno potrebbe dire invece di fare i concorsi mi affido allo strumento delle cooperative, no, faccio i concorsi, vado ad esperire le graduatorie fino all’ultimo posto, se non trovo nessuno e devo coprire un turno obbligatorio in un reparto ospedaliero di pediatria o di pronto soccorso, ricorro a questo strumento, non è la stessa cosa in Regioni che per esempio affidano la metà dei loro servizi direttamente ai privati senza utilizzare le strutture pubbliche, quindi è una cosa mirata e finalizzata.
L'Asur comunica che la situazione organizzativa attuale relativa a prestazioni di assistenza medica affidate a soggetti esterni da parte delle aree vaste è di seguito descritta:
area vasta 1: presso la l’Unità operativa pediatria/nido dell'Ospedale di Urbino il servizio di guardia medica viene integrato mediante assegnazione a medici non dipendenti con una media di 2/3 turni al mese diurni o notturni;
area vasta 4:
• presso la Pediatria dell'Ospedale di Fermo, il servizio di guardia medica notturna viene integrato con circa n. 8 turni al mese effettuati da 2 medici pediatri;
• presso la Medicina d'urgenza dell'Ospedale di Fermo, il servizio di guardia medica notturna OBI, comprensivo della continuità assistenziale viene integrato con circa n. 28 turni al mese effettuati da 2 medici di pronto soccorso.
Nelle aree vaste nn. 2, 3 e 5 non risultano affidamenti, convenzioni o appalti a cooperative o ditte private in relazione a prestazioni svolte da personale medico.
L'Azienda Marche Nord relaziona che:
• presso la Pediatria al fine di garantire la continuità della guardia medica diurna/notturna, il servizio viene integrato con 1 medico pediatra che ha effettuato circa n. 14 turni al mese.
L'Inrca dichiara che:
• presso il pronto soccorso di Osimo, al fine di garantire la continuità del servizio di assistenza medica, l'attività viene affidata all'esterno attraverso l'utilizzo di n. 3 medici di medicina e chirurgia d'urgenza per circa n. 29 turni al mese.
La carenza riguarda quindi la Pediatria e il Psoccorso del reclutamento, con la disposizione che è stata fatta qui, ed è ovvio che a mano a mano che si riesce a reclutare si può fare a meno di utilizzare questa forma.
3) Quale sia il costo, complessivamente e nel dettaglio per ciascuna struttura sanitaria, che questa pratica di subappalto comporta per le casse pubbliche.
L'area vasta 1 dichiara che la spesa per l'affidamento del servizio al terzo è contenuta entro il tetto di 40.000 euro per l'anno 2019.
L'area vasta 4 dichiara che la spesa per l'affidamento del servizio di prestazioni mediche pediatriche sostenuta per il 2019 è di circa 149.000 euro; per le prestazioni mediche di Pronto soccorso è di circa 267.300 euro.
L'Azienda ospedali riuniti Marche Nord dichiara che la spesa annua sostenuta per l'affidamento a terzi del servizio è circa di 121.680 euro esente Iva.
L'Inrca dichiara che il costo massimo presunto annuale è di circa 260.510,25 euro (per un numero massimo di 347 turni all'anno).
Il costo complessivo nel 2019 per l'affidamento di prestazioni mediche all'esterno è circa di 838.490 euro.
I contratti di affidamento dei servizi di assistenza medica non prevedono un numero fisso di prestazioni, essendo suscettibili di variazioni a seconda della necessità delle prestazioni mediche richieste dalle unità operative carenti di personale.
E’ chiaro che si fa ricorso a questo quando l’alternativa non c’è, e l’alternativa è la chiusura dei servizi stessi, cosa ovviamente non auspicabile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Direi che i numeri che ha dato parlano di una pratica piuttosto diffusa e non solamente occasionale.
La mia interrogazione nasce da una sollecitazione uscita anche a mezzo stampa relativa all’Ospedale di Fermo, ma mi sembra di capire, chiedendo qual era la diffusione del ricorso, che con i numeri che mi ha fornito sia una pratica abbastanza diffusa, e mi chiedo e continuo a chiedermi - per questo onestamente non posso dirmi soddisfatta della risposta - come riusciamo a trovare medici attraverso le cooperative, ma non riusciamo a trovarli ed a farli operare all’interno del servizio pubblico, secondo i canali di legge? Presidente, lei ha detto che le graduatorie sono terminate, perché non vengono rifatte in tempo per coprire i turni? Soprattutto chi si rivolge ad un servizio pubblico e reputa di trovarsi di fronte personale scelto, secondo quelle che sono le normative di legge, si trova di fronte una situazione che è rappresentata in maniera diversa. La cosa particolare che dovrebbe farci interrogare è: come mai queste cooperative i medici li trovano e la sanità pubblica non riusce a trovare i medici o gli operatori che dovrebbero operare dentro le nostre strutture?
Credo che su questa particolarità o carenza ci dovremmo interrogare e soprattutto prendere dei provvediment. Non possiamo arrivare alla fine della graduatoria per accorgerci che i medici non ci sono ed indire procedure dovrebbe essere una formula che richiede una programmazione che abbiamo visto in questi anni essere un po’ carente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Intervengo a titolo personale perché credo che il fosforo non serva a me ma, mi dispiace, al Presidente. Voglio ricordargli che si interviene con il bilancio sull’Interporto, con i soldi dei marchigiani per 8 milioni di euro e sono tanti. E’ stata fatta una concessione, un accordo tra una società privata per gestire la logistica a 178.000 euro all’anno con diritto di prelazione sull'Interporto.
I dati sono questi, penso che a me non serva il fosforo, ma le ricordo, Presidente, che probabilmente racconta molte volte film non visti, per raccontare i film bisogna prima vederli. Grazie.

Interrogazione n. 881
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Taglio di personale medico al punto di assistenza territoriale dell’Ospedale di Comunità di Matelica”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 881 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Chiedo scusa al Consigliere Bisonni ma devo fare una piccola chiosa, la ditta privata ha vinto una gara, non è che stato un affidamento diretto. Le gare si possono fare tutti i giorni, a tutte le ore, e le aziende devono essere pronte a cogliere le opportunità, poteva essere colta da chiunque altro, la gara è stata fatta secondo le regole, in trasparenza e se vuol fare ricorso contro forse non fa nemmeno in tempo perché è passato troppo tempo. Lei non può avere spregio del rispetto della legge e dire una cosa per un’altra: ha vinto una gara, so che è strano per chi viene da certe tradizioni, ma noi facciamo le gare, rispettiamo le leggi, siamo fatti in questa maniera, questa è una battuta, sto scherzando.
Passiamo all’interrogazione che chiedeva: punto 1, quali siano i dati in possesso all'area vasta 3 per giustificare la scelta compiuta.
La riorganizzazione delle attività relative all'Ospedale di Comunità di Matelica si è resa necessaria per rispondere alle esigenze assistenziali dell'utenza, che hanno determinato la necessità di una diversa allocazione delle risorse. Infatti il terzo medico che di notte era adibito al Pat è stato spostato nelle ore diurne per garantire l'assistenza ai ricoverati, tenuto conto anche che dall'1 gennaio 2020 saranno attivi ulteriori 8 posti di cure intermedie, quindi il medico della notte non è stato mandato via, ma è stato spostato al giorno, con questi 8 posti in più da aggiungere agli attuali 8 e ai 12 di Rsa.
Non si è trattato quindi di un "taglio di personale", ma di uno spostamento del medico dalle ore notturne a quelle diurne, durante le quali si è ritenuto opportuno rafforzare il contingente di personale per sopperire alle criticità legate alla presenza di un solo medico.
La riorganizzazione inoltre è stata anche dettata dallo scarso impegno del terzo medico durante le ore notturne il quale non è stato mai impegnato presso il Pat, nel senso che il terzo medico nei mesi in cui è stato utilizzato di notte non è stato mai chiamato per fare un intervento, quindi scarso impegno perchè non è stato utilizzato, non che lui non si sia impegnato, e ciò non solo per la presenza del medico di continuità assistenziale e del medico della Potes, ma anche e soprattutto per la scarsa affluenza di utenti nelle ore notturne. Infatti nel 2018 gli accessi sono stati 49, mentre nei primi 10 mesi del 2019 gli accesi sono stati 27, con una media di poco superiore ai due al mese, per cui il medico della Potes è stato più che sufficiente a gestire l’afflusso notturno.
Per questo si è ritenuto di spostare il medico nelle ore diurne per garantire una maggiore assistenza ai pazienti ricoverati, si ribadisce, senza alcun taglio di personale e con una ottimizzazione delle risorse.
Nelle ore notturne l'assistenza viene garantita sia dal medico della continuità assistenziale che dal medico della Potes ed è ampiamente soddisfattiva dei bisogni dell'utenza e nel caso in cui i due medici siano fuori sede, l'utente dovrà rivolgersi al 118 secondo le procedure impartite dal Direttore medico della centrale operativa, francamente è un caso remoto.
Punto 3, come esplicitato nei punti precedenti, gli aspetti organizzativi sono stati affrontati garantendo con continuità i servizi assistenziali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Lei mi ha spiazzato con questa risposta perché io ho sentito un’altra realtà.
Quando faccio le interrogazioni in genere cerco anche di informarmi e l’informazione che mi è arrivata è che ci fosse stato un taglio per necessità prettamente economiche. Lei adesso ha detto un’altra cosa, quindi mi fa piacere che il medico sia stato spostato e non sia stato operato un taglio all’Ospedale di Matelica.
Le voglio dire però una cosa, sarà anche un caso remoto che durante la notte il medico della continuità assistenziale e il medico del 118 siano impegnati, magari arriva una persona e non trova nessuno, ma se dovesse capitare, vedere il cartello appeso con scritto “nel caso non trovate nessuno chiamate il 118”, per il cittadino non è un buon segnale perché dà più l’idea di una struttura abbandonata più che seguita.
Visto che la nostra sanità è virtuosa e che in funzione di questo il bilancio della sanità dovrebbe, credo che lei me lo possa confermare, essere aumentato rispetto all’anno scorso, ripristinare anche di notte quel medico per garantire l’assistenza al Pat è una cosa che va considerata.
Concludo dicendo che qualche giorno fa a Fabriano lei e l’Assessore Casini, io ero nelle retrovie, in occasione della conferenza degli agricoltori dell’entroterra, avete parlato del suo rilancio, benissimo mi trova d’accordo. In questi giorni abbiamo recentemente preso una lode sul fatto che le Marche sono una meta turistica tra le più attrattive al mondo, sono convinto che questo merito derivi dalla bellezza del nostro entroterra, dall’armonia delle nostre colline, dalla bellezza dei piccoli borghi medioevali che abbiamo, però se vogliamo che l’entroterra sopravviva, anzi viva dignitosamente, e se vogliamo che i cittadini rimangano e non si spostino verso la costa, dobbiamo garantire ad essi i servizi, che significano: scuole, strade, ospedali e tutto quanto serve, ma se non ci sono i servizi è chiaro che c’è lo spostamento della popolazione dall’entroterra, che sarà sempre più abbandonato, verso la costa.
Questo non lo vuole nessuno e siccome la sanità, come dice lei, è virtuosa ..., lei mi ha dato anche una lezione quando è venuto a Tolentino per l’inaugurazione dell’ospedale, e ringrazio per quello che state facendo per l’ospedale di Tolentino, ed ha detto: “Guardate, i tagli in sanità non esistono perché il bilancio viene fatto sempre in parità”, se viene fatto in parità vuol dire che quando tolgo qualcosa da una parte, va a finire da un’altra parte e siccome, ripeto, il bilancio della sanità è virtuoso e in aumento, credo che la possibilità di ripristinare questo servizio notturno debba essere pensata. Grazie.

Interrogazione n. 886
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi
“Incerta attività e scarso personale dell’Osservatorio epidemiologico ambientale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 886 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. Premesso che la delibera di Giunta regionale 1500/2009 ha istituito l'Osservatorio epidemiologico ambientale (Oea) all'interno dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam), dal punto di vista formale I'Oea risulta collegato funzionalmente con l'Osservatorio epidemiologico regionale (Oer) e quindi facente parte della Rete epidemiologica delle Marche (Rem).
Il Servizio epidemiologia dell'Agenzia a cui sono state attribuite le funzioni dell'Osservatorio collabora operativamente con i Dipartimenti di Prevenzione delle aree vaste dell'Asur Marche, con la PF flussi informativi sanitari e monitoraggio del servizio sanitario regionale, con la PF prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro dell'Agenzia regionale sanitaria (Ars), con l'Ufficio valutazioni e autorizzazioni ambientali, qualità dell'aria e protezione naturalistica della Regione Marche, nonché, a seconda di particolari esigenze e circostanze, con il Servizio regionale di protezione civile e sicurezza, con il sistema regionale delle Prefetture e con gli Enti Locali e le strutture e i servizi pubblici della Regione Marche in generale.
Per quanto di competenza e a seguito di informazioni assunte dalla Direzione Generale Arpam, si rappresenta quanto segue.
Punto 1. La delibera di Giunta regionale n. 1500/2009 ha assegnato all'Osservatorio epidemiologico ambientale e quindi "indirettamente" ad Arpam alcune competenze specifiche in materia di epidemiologia ambientale e valutazione del rischio, competenze ulteriori rispetto alla legge istitutiva della stessa Agenzia, anche in considerazione delle norme ambientali subentrate tra i due periodi.
Le principali funzioni attribuite dalla delibera sono:
- partecipazione alla realizzazione ed alla alimentazione dei flussi informativi epidemiologici;
- valutazione di rischio sull'inquinamento ambientale;
- sperimentazione di forme di sorveglianza sanitaria e ambientale delle popolazioni residenti in siti contaminati;
- supporto all'Asur per le procedure di analisi di rischio (siti contaminati), tossicologia ambientale e per la sorveglianza effettuata dai Dipartimenti di prevenzione a seguito dell'entrata in vigore del regolamento Reach;
- studi di epidemiologia ambientale a livello regionale e su piccole aree.
Dall'altro lato nella citata delibera è previsto che:
• la direzione dell'Oea sia affidata ad un dirigente di struttura complessa in servizio presso I'Arpam;
• l'Asur metta a disposizione dell'Oea le professionalità necessarie allo svolgimento delle attività e prevede almeno un dirigente sanitario per area vasta dedicato, a tempo pieno, che operi sia in sede centrale che periferica;
• l'Ars garantisce l'accesso alle informazioni sanitarie e assicura un flusso continuo e regolare delle stesse per consentire l'effettuazione della sorveglianza sanitaria della popolazione.
Questo modello organizzativo non è stato reso operativo anche perché nel frattempo è stata emanata la legge regionale 6/2012 e la delibera di Giunta regionale 447/2014 che prevedono:
• l'Osservatorio epidemiologico regionale (Oer) è istituito presso l'Ars;
• l'Oer per lo svolgimento dei propri compiti si avvale del supporto della Rete epidemiologica delle Marche (Rem) di cui l'Oea ne costituisce un Centro regionale specialistico (Cers);
• i Cers, attraverso la stipula di apposite convenzioni o protocolli d'intesa, collaborano, per quanto di competenza, alle iniziative ed agli studi di valenza regionale coordinati dall'Oer.
II personale attualmente assegnato alle attività dell'epidemiologia ambientale è il seguente:
- un dirigente medico titolare di struttura semplice;
- due collaboratori tecnici professionali con profilo di statistico di categoria D;
- un collaboratore tecnico professionale con profilo di addetto alla comunicazione di categoria D.
La struttura è inserita nella Direzione generale ed è coordinata e supervisionata dal Direttore tecnico scientifico.
Il personale collabora sinergicamente con altri servizi per la parte relativa alla esposizione.
Gli altri servizi della Direzione generale operano in sinergia con le attività dedicate all'epidemiologia ambientale, in primo luogo per valutare l'esposizione della popolazione a fattori inquinanti.
A breve saranno avviate le procedure per l'individuazione di un Dirigente di struttura complessa per il potenziamento del settore epidemiologico.
Ulteriori soluzioni saranno valutate in una logica di inquadramento organico dell'attività nell'ambito di un processo di riorganizzazione del coordinamento tra i diversi attori coinvolti a livello regionale.
Punto 2. In considerazione degli atti su citati, attualmente vengono eseguite in Agenzia le funzioni previste dalla legge istitutiva e alcune di quelle ulteriori assegnate con la delibera 1500/2009 a supporto dell'Ars e dell'Asur; andrebbe certamente rafforzato il ruolo dell'Ars quale Agenzia individuata dalla legge regionale 6/2012 per il coordinamento delle attività in quanto sede dell'Oer e per la formalizzazione di una collaborazione in campo epidemiologico tra le due Agenzie, attraverso specifiche convenzioni come previsto dalla citata delibera 447/2014.
Di seguito vengono riportate le principali attività eseguite dal Servizio epidemiologia dell'Arpam sia in merito alle competenze assegnate dalla legge istitutiva e sia per quelle attribuite dalla delibera 1500/2009:
- la partecipazione alla realizzazione ed alla alimentazione dei flussi informativi epidemiologici regionali, integrando dati ambientali e sanitari al fine di produrre indicatori epidemiologici come ad esempio gli atlanti epidemiologici ambientali);
- le valutazioni di rischio da inquinanti ambientali;
- la partecipazione alla realizzazione di forme di sorveglianza epidemiologica e sanitaria delle popolazioni residenti in aree nelle quali è nota la presenza di fonti di pressione ambientale (es. sorveglianza in ex-Aerca);
- l'effettuazione di valutazioni di epidemiologia ambientale nelle comunità locali;
- il supporto tecnico fornito ai Dipartimenti di Prevenzione delle aree vaste dell'Asur nell'ambito delle procedure di bonifica dei siti contaminati.
L'attività ha favorito l'integrazione tra ambiente e salute e ha fornito supporto tecnico alle amministrazioni locali e sanità regionale nell'ambito dei processi quali la valutazione di impatto ambientale e sanitario (Viias), procedure di bonifica di siti contaminati e indagini di sorveglianza epidemiologica (attualmente su 9 comuni marchigiani, ex Aerca, è in corso il progetto Pia - Progetto inquinamento atmosferico - area Ancona).
Punto 3. Preme ricordare che nell'anno 2019, per volere del Direttore Generale Arpam, si è instaurata una nuova e proficua collaborazione tra il personale del Servizio ed altri uffici dell'Agenzia, con elaborazioni statistiche dei numerosi dati disponibili, soprattutto per le matrici ambientali acqua e aria, con raggiungimento di risultati positivi che stanno permettendo di aggiungere utili informazione nella elaborazione e reportistica dei dati ambientali disponibili.
In relazione a quanto riportato, le due Direzioni generali dell'Arpam e dell'Ars stanno predisponendo un'apposita Convenzione per la formalizzazione di una sempre più stretta collaborazione.
In ultimo si rappresenta che l'Agenzia è in grado di rispondere al meglio alle richieste di attività che pervengono oltre che a svolgere attività di studio e ricerca anche di carattere nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Assessore, lei mi ha letto tre pagine scritte dagli uffici in cui si riassume come funziona la collaborazione teorica fra l’Osservatorio epidemiologico ambientale, l’Ars, eccetera. Per questo bastava leggere le delibere che abbiamo da tempo in mano e avremmo saputo già tutto, di concreto non mi ha risposto. Non sappiamo che cosa stia facendo l’Osservatorio epidemiologico perché flussi di dati, caricamento dati, sinergie, coordinamento, atlante epidemiologico, convenzioni in essere, eccetera ....
La nostra sensazione è che effettivamente sia stato messo un po’ da parte, abbiamo il registro tumori che è ancora indietro, sono stati caricati gli anni fino al 2012, mentre si aspetta che vengano caricati gli anni 2013/2014/2015 entro il 2020, quindi chiederemo il potenziamento anche di questo aspetto. Abbiamo l’area ex-Aerca e con una vostra delibera di Giunta avete messo nero su bianco statistiche di tumori superiori alla media proprio in quell’area, nonostante per 10 anni si siano fatti interventi di vario tipo, ma evidentemente non significativi, non risolutivi per il problema.
Non posso reputarmi soddisfatto della risposta perché è burocratica, vuota, dice come la macchinetta dovrebbe agire, ma ancora non ha dimostrato la sua efficacia, quindi noi rimaniamo dell’opinione che va potenziato presso l'Arpam questo servizio. Le quattro persone che lei dice sono identificate e possono lavorare a tempo pieno su questo settore perché il valore aggiunto che potrebbe dare l’Osservatorio deve essere ancora globalmente espresso. Non abbiamo contezza di risultati sul territorio concreti in base all’elaborazione dei dati fatti, quindi su questo chiedo un maggiore impegno e decisioni da parte della Giunta.

Interrogazione n. 901
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Rapa
“Mantenimento dei distretti sanitari nei comuni di Agugliano e Polverigi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 901 dei Consiglieri Busilacchi, Rapa.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Con riferimento ai Distretti sanitari di Agugliano e Polverigi, in seno alla area vasta 2, tutti i servizi hanno continuato e continuano ad operare senza alcuna soluzione di continuità.
In particolare permarranno nella vigente funzionalità sia i servizi amministrativi relativi a cassa, Cup e anagrafe sanitaria, sia i servizi sanitari in essere, ovvero Adi, punto prelievi e continuità assistenziale. Ciò a nulla rilevando la rimodulazione degli spazi necessari in corso di definizione nell'ambito di necessarie procedure di efficientamento delle attività e della organizzazione.
In particolare si assicura la permanenza della funzionalità del punto prelievi, le cui necessità verranno comunque garantite.
Dandosi atto in ogni caso che la sostituzione del personale in turn over rientra nell'ambito di applicazione del piano occupazionale di area vasta 1.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente e se la risposta è questa mi ritengo estremamente soddisfatto.
L’interrogazione nasce dal fatto che era corsa la voce che queste attività sarebbero state sospese.
Credo che sia importante e condiviso dalla Giunta che nei territori che hanno già efficientato il sistema ..., qui ci sono due punti che operano in continuità con lo stesso personale, quindi sottrarre dei servizi a quel territorio sarebbe sbagliato.
Sono contento della risposta per cui possiamo dare un messaggio di tranquillità alla popolazione sia per il mantenimento dei servizi, che per la sostituzione ed il turn over del personale, ovviamente all’interno dei limiti previsti dalla legge.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

Interrogazione n. 905
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Attuazione della mozione n. 436 ‘Cittadella della Salute di Jesi’ approvata il 26 febbraio 2019”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 905 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Punto 1. Gli interventi interni da mettere in atto nell'area del pronto soccorso, a seguito di un confronto avuto anche con il nuovo primario, sona da ritenersi conclusi.
Relativamente ai lavori di ampliamento del pronto soccorso stiamo valutando, in collaborazione con il nuovo primario, la soluzione tecnica che meglio può rispondere alle esigenze sanitarie al fine dell'eliminazione delle criticità. Quindi ancora non c’è un accordo sullo schema del progetto, però si lavora su questo.
Punto 2. Per quanto riguarda la demolizione dell'ospedale è stato redatto il progetto esecutivo dai professionisti incaricati. Si fa presente che è in corso l'attività di revisione del progetto a seguito del rapporto intermedio di verifica rilasciato dalla società di ingegneria appositamente incaricata. Appena la verifica sarà completata il progetto verrà validato e si darà corso alle procedure per bandire la gara dei lavori.
Punto 3. Relativamente alla realizzazione della Rsa è necessario rivedere la programmazione dei posti letto extra ospedalieri, di cui alla delibera della Giunta regionale n. 1105 del 25 settembre 2017 a seguito della quale si potrà affrontare una progettazione organica di tutta la struttura e pertanto valutare anche l'impegno economico necessario per dare seguito agli interventi.
Punto 4. L'illuminazione dell'area ospedaliera (parcheggio e viabilità) è stata completamente sostituita con lampade a Led, così come è stata rifatta la segnaletica stradale verticale ed orizzontale. Al momento la sistemazione delle aree verdi non è stata ancora eseguita in mancanza della necessaria copertura finanziaria. Tale intervento verrà inserito nella programmazione dei lavori da eseguire sugli immobili dell'area vasta n. 2, quindi è una parte ancora da coprire finanziariamente.
Punto 5. L'intervento verrà inserito nella programmazione dei lavori da eseguire sugli immobili dell'area vasta n. 2 prevedendo preventivamente di affidare un incarico professionale per l'acquisizione di un progetto al fine di individuare la soluzione tecnica rispondente ai vincoli imposti dalla Soprintendenza e pertanto determinare l'effettiva entità dei lavori da eseguire.
Approfitto anche per segnalare la scelta che ha fatto il Comune di Belforte del Chienti di intitolare la elisuperfice a Carlo Urbani, lo dico perché so della particolare sensibilità del Consigliere Giancarli.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Con questa affermazione su Carlo Urbani ha messo in evidenza non la mia, ma la sua e la nostra sensibilità, quindi grazie perché siamo di fronte ad una persona di grande umanità e al tempo stesso uno scienziato che aveva anche una grande conoscenza scientifica.
Sui punti, Presidente, noto l’attenzione e anche il divenire, rimane questo aspetto che tra l’altro il Presidente Ceriscioli conosce benissimo, che poteva costituire ..., quindi bisogna che sia la direzione sanitaria, intesa in questo caso come area vasta, come Asur, sia la direzione tecnica colgano la ricchezza che il Presidente ha saputo cogliere in un incontro pubblico a Jesi nell’utilizzo del vecchio Carlo Urbani, proprio come filiera della post acuzie ed anche come fatto sperimentale che può essere di grande aiuto.
Questi sono aspetti legati alle infrastrutture, c’è un problema di dotazione organica e speriamo che a partire dall'1 gennaio 2020 cambino completamente le condizioni economiche e finanziarie, anche con alcuni provvedimenti che stanno venendo avanti a livello nazionale con i quali possiamo far fronte alle necessità legate alla presenza di personale. Grazie.

La seduta è tolta.


La seduta termina alle ore 12,30
 

 
 
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