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Resoconto della seduta n.152 del 28/01/2020

SEDUTA N. 152 DEL 28 GENNAIO 2020

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 152 del 29 gennaio 2020. Do per letto il processo verbale della seduta 151 del 23 gennaio 2020, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Saluto i ragazzi, gli studenti della classe I del Liceo Medi di Senigallia, benvenuti ragazzi. Grazie della vostra presenza.
Saluto anche gli insegnanti, i professori che vi accompagnano.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione n. 934 del Consigliere Marconi è rinviata per assenza giustificata del proponente.

Proposta di legge n. 326
ad iniziativa dei Consiglieri Giacinti, Biancani Giancarli Micucci
“Modifiche alla legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 ‘Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie, al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile’ e alla legge regionale 2 agosto 2017, n. 25 ‘Disposizioni urgenti per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 326 dei Consiglieri Giacinti, Biancani Giancarli Micucci.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i colleghi.
Questa proposta di legge è finalizzata ad estendere a tutto il territorio regionale la disciplina specifica contenuta nell'articolo 3 della legge regionale 25 del 2017, che porta il titolo “Disposizioni urgenti per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016”, che a tutt'oggi è applicabile solamente ai comuni interessati dal terremoto.
È ormai un'opinione pacifica, sia in dottrina che in giurisprudenza, che i Piani casa regionali, emanati in attuazione dell'intesa fra Stato e Regioni, sottoscritta l’1 aprile 2009, non possono essere utilizzati per sanare interventi edilizi abusivi, eseguiti in epoca antecedente la loro entrata in vigore.
Anche il legislatore marchigiano, ovviamente, si è adeguato a questa linea di pensiero, laddove la legge, la n. 22 del 2009, all'articolo 4 prevede che non sono ammessi, per gli edifici anche parzialmente abusivi per i quali non sia intervenuto il condono, gli interventi previsti da questa norma, riproducendo, quindi, in questo ordinamento un'analoga previsione contenuta nell'intesa di cui abbiamo detto.
La citata legge 22 nel definire l'ambito di applicazione di questa disciplina ha inoltre stabilito che gli interventi in essa previsti non possono essere in sanatoria. Ora, questa disposizione, così com'è formulata, nel corso degli anni ha ingenerato dei dubbi interpretativi riguardo alla possibilità o meno di utilizzare gli interventi della legge 22, del cosiddetto Piano casa, anche per attivare il procedimento di accertamento di conformità previsto dall'articolo 36 del D.P.R. 380/2001, il cosiddetto principio della doppia conformità al fine di ottenere il relativo permesso in sanatoria.
Il servizio regionale in risposta a diverse richieste di parere, in merito al significato da attribuire al comma 9 dell'articolo 4 della legge 22, ha evidenziato nella maggior parte dei casi che la norma non doveva interpretarsi come generica preclusione al rilascio di un permesso in sanatoria, ai sensi l'articolo 36, disponendo solo il mero divieto di utilizzare le norme della legge 22 del 2009 per sanare interventi edilizi abusivi eseguiti prima della sua entrata in vigore.
Successivamente il legislatore regionale è intervenuto a seguito degli eventi sismici, che purtroppo hanno colpito questa regione, prevedendo un’agevolazione per i Comuni interessati da tali eventi, che ha consentito loro la possibilità di utilizzare le disposizioni contenute nella legge 22 del Piano casa al fine di ottenere, in deroga alle disposizioni contenute nel comma 9 dell'articolo 4, il permesso in sanatoria previsto dal citato articolo 36 del D.P.R. 380, generando un'ulteriore incertezza perché, riprendendo l'adagio latino ubi lex voluit dixit, il fatto di non prevedere al di fuori di ciò che veniva detto nella disposizione normativa sembrava accrescere il dubbio sull'esclusione dei casi fuori da quelli contemplati.
Al fine di dirimere e risolvere questa discordanza apparente tra i pareri espressi dalla Regione, in merito all'interpretazione del comma 9, e la disciplina dettata per i comuni interessati dagli eventi sismici, la novella in esame intende inserire espressamente il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria, di cui all'articolo 36 del D.P.R. 380, anche utilizzando la disciplina edilizia contenuta nella legge n. 22 del 2009, ovvero il Piano-casa purché, ecco come si chiude il cerchio, risulti soddisfatto il requisito della cosiddetta doppia conformità, cioè la conformità dell'intervento da sanare alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della sua realizzazione che della presentazione dell'istanza di sanatoria. In tal senso, ad abundantiam, va detto che la Corte Costituzionale ha recentemente considerato legittima questa possibilità per il legislatore regionale di prevedere gli interventi previsti nel Piano casa nell'ambito della disciplina urbanistica edilizia vigente, in riferimento all'articolo 36 del 380. Successivamente anche il Consiglio di Stato ha affermato che, leggo testualmente, “il requisito della doppia conformità trova ragione nel consapevole intento del legislatore, all'atto di disciplinare l'istituto, di circoscriverlo in confini tali da non prestarsi ad utilizzi sviati, anche in considerazione della sua portata, legittimante ed esimente. Esso scaturisce dalla necessità di evitare modifiche strumentali della pianificazione urbanistica, dirette esclusivamente alla regolarizzazione di abusi pregressi”. Viene sancito in questo ulteriore passaggio l’approvazione, diciamo così, giacché al principio della doppia conformità doveva divenirsi anche tramite le norme relativa al Piano casa, escludendo definitivamente e categoricamente un altro principio che a volte cercava di insinuarsi fra le norme, ed era quello della sanatoria giurisprudenziale che poggiava le sue basi precipue nella rilevanza di una sola conformità, non doppiamente prevista, come in questo excursus che abbiamo fatto.
La proposta di legge si compone di 3 articoli. L'articolo 1 riscrive il comma 9 dell'articolo 4 della legge 22, cioè il Piano casa, prevedendo in maniera espressa la possibilità, in tutto il territorio regionale, di considerare gli interventi previsti nel Piano casa, rilevanti ai fini dell'accertamento di conformità di cui all'articolo 36.
L'articolo 2 apporta conseguenti modifiche all'articolo 3 della legge 25, al fine di evitare antinomie normative e l'articolo 3 contiene la clausola dell’invarianza finanziaria.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Di questa cosa ne avevamo parlato in Commissione in maniera molto veloce perché è funzionale a portare un miglioramento concreto, immediato quindi, non c'è da aggiungere altro, c'è soltanto da votare una delle poche cose positive che abbiamo elaborato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Abbiamo discusso molto di questa proposta di legge in Commissione, a differenza di quello che ha detto il Consigliere Zura Puntaroni, è stata attentamente valutata dalla III Commissione, anche perché sono stati posti dei quesiti importanti ed un dirigente del servizio ci ha spiegato benissimo la situazione, anche se personalmente la conoscevo molto bene, ci ha spiegato tutti i punti che questa legge poteva risolvere, i punti oscuri sui conflitti, tanti conflitti, che ci sono su abitazioni, costruzioni, che negli anni non sono state valutate in termini di legalità edilizia. Naturalmente la proposta di legge è stata votata in III Commissione all'unanimità, visto che c'è anche una sentenza del Consiglio di Stato.
Chiariamo bene, questa piccola proposta di legge non permette nuove costruzioni, nè altre attività nuove.
L’intento era ed è condivisibile in quanto con questa modifica si estende la possibilità di utilizzare gli interventi previsti da legge regionale n. 22 del 2009, detta Piano-casa, che già, come ha detto il Presidente, erano stati concessi alle zone terremotate per attivare il procedimento di accertamento di conformità previsto dall'articolo 36 del D.P.R. 380 del 2001, che prevede questa doppia conformità.
Cosa significa doppia conformità? Significa che il fabbricato, per ottenere questa sanatoria, deve avere la conformità urbanistica ed edilizia, sia al momento della costruzione che quando si chiede la sanatoria, quindi al momento della realizzazione dell'opera e al momento della presentazione della domanda di sanatoria. E' bene chiarire che nella verifica delle due conformità attualmente non vengono presi in considerazione gli interventi che sarebbero dovuti essere a norma, secondo quanto stabilito dalla legge regionale 22, perché tale legge specifica espressamente che i Piani casa regionali non possono essere utilizzati per sanare abusi edilizi eseguiti prima dell'entrata in vigore della legge stessa. L'intento del legislatore era quello di impedire che la legge potesse essere utilizzata per mascherare un condono, questa è la realtà dei fatti.
Diversa è invece la situazione che affrontiamo oggi, in quando non si intende condonare abusi edilizi, ma semplicemente includere nella pratica di sanatoria, quindi con la regolarizzazione, il pagamento delle relative sanzioni pecuniarie (doppie, triple), gli interventi per soddisfare i requisiti edilizi, quindi gli interventi che soddisfano i requisiti edilizi, sismici e urbanistici, quindi non si può parlare di condono, fatti salvi anche i vincoli paesaggistici che possono essere considerati nella verifica di una delle due conformità, richiesta dal D.P.R. 380/2001, che altrimenti rimarrebbero esclusi. Resta comunque inteso che qualsiasi abuso edilizio, anche avente la doppia conformità, questo è un punto importante, anche essendo in regola con tutte le autorizzazioni, sia al momento della costruzione, sia al momento della richiesta di sanatoria non deve superare la soglia del 20% dell'aumento delle volumetrie, che non è sanabile in nessuna delle situazioni previste dalle norme. Se l'abuso supera il 20% di volumetrie, anche se c'è la doppia conformità, non è sanabile.
Credo che questa piccola proposta di legge possa risolvere tanti conflitti legali che ci sono in molte situazioni, in cui chi ha fatto un piccolo abuso non è riuscito a sanarlo e non prevedendo nuove costruzioni o altro, è il motivo per cui la Commissione l’ha approvato all'unanimità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Questa è una norma che ha una doppia lettura.
Ha ragione il Consigliere Zura Puntaroni quando dice che è qualcosa di estremamente semplice, che non aggiunge nulla a quello che noi abbiamo, è ma altrettanto vero quello che dice il Consigliere Giorgini, che in pratica limita determinate situazioni, quindi, una legge di una certa tranquillità dal punto di vista dell'applicazione.
Chiariamo un attimo in parole povere, in modo tale che, al di là degli articoli, dei commi e delle percentuali, tutti possano capire.
Questa legge non aggiunge nulla a quello che avevamo, perché in qualche modo resta fermo il disposto dell'articolo 36 del decreto 380 che è il testo unico sull'edilizia, che prevede che qualsiasi costruzione, che sia stata realizzata in difformità alle normative urbanistiche, deve essere sanata prima che intervengano le disposizioni degli enti locali, ad esempio le ordinanze di demolizioni, ed entro un determinato periodo si possono fare dei progetti a sanatoria, rispettando il principio della doppia conformità, cioè si deve dimostrare che questa difformità, che è stata realizzata, o abuso, tra virgolette, che è stato realizzato, sia rispettosa delle norme urbanistiche vigenti al momento dell'abuso, contestualmente alle norme vigenti nel momento in cui si presenta la domanda. Ci deve essere questo bilancino conforme alle strumentazioni che c’erano quando l'ho fatto, in pratica è come se avessi mancato di presentare il progetto, che sarebbe stato approvabile in quanto conforme alle norme che vigevano e, al tempo stesso, conforme alle norme che vigono nel momento in cui presento il progetto per richiedere la sanatoria. Non aggiunge nulla, è qualcosa che esiste da sempre, il D.P.R. 380 del 2001, il testo è unico, l’articolo 36 che noi applichiamo comunemente non dice nulla.
Dove sta la novità? La legge 22 del 2009, quella del Piano casa, che consente di andare in deroga, secondo l'accordo Stato-Regioni, a tutti gli strumenti urbanistici, con un aumento del 20% del volume, oppure del 10% della superficie calpestabile per edifici non residenziali, non poteva essere utilizzata per sanare qualche difformità o abuso, che era stato fatto prima dell'entrata in vigore della legge stessa. Adesso noi estendiamo questa possibilità anche a quegli abusi che sono stati fatti prima dell'entrata in vigore della norma, mettendo nelle stesse condizioni tutti i Comuni della regione Marche, non facendo due classifiche, vale per quelli che sono all'interno del cratere, non vale per quelli che sono fuori. Giustamente equipariamo la normativa a tutti i Comuni della regione Marche, così come sta succedendo in tutte le regioni italiane. Qual è la novità? In pratica le disposizioni della legge 22 diventano norme urbanistiche, al pari di quanto sta scritto nel D.P.R. 380 del 2001. Questa è la novità, diventa norma urbanistica la legge 22, mentre prima valeva soltanto per determinate situazioni all'interno della regione, oggi diventa una legge urbanistica.
Il problema non è quello di dire siamo sereni e tranquilli perché si devono rispettare le norme sismiche, non si possono fare nuove costruzioni, se non nel limite del 20% oppure del 30% qualora si faccia la demolizione e la ricostruzione, però, ripeto, il discorso delle norme sismiche c'entra poco, perché quella difformità, a me non viene di utilizzare il termine abuso perché molto spesso sono delle semplici difformità, abuso sembra chissà cosa quella persona abbia combinato, si sana non attraverso la conformità sismica o attraverso il collaudo statico, ma attraverso l'idoneità statica, che è un altro concetto diverso dal collaudo, quindi, per sanare le deformità urbanistiche, anche ai fini sismici, basta certificare l'idoneità statica di quell'edificio, che è tutt'altra cosa.
Da questo punto di vista ancora si potrebbe fare molto, ma sono convinto che l'idoneità statica basta e sia più che sufficiente. Non mi ascrivo tra tutti coloro che rigidamente ritengono che si debba fare il collaudo statico, che si può fare soltanto se a monte c’era un progetto chiaro, un progetto depositato al Genio civile rispetto alla legge 64, se è una difformità tutto questo non può esserci, quindi il professionista che accerta la conformità si limita a certificare l'idoneità statica.
L'altro aspetto che secondo me occorrerà affrontare in futuro, non credo che ci sia tempo, in questi 4/5 mesi che restano della legislatura, è quello uniformarsi alla modifica della normativa nazionale per quanto riguarda le aree interessate dal sisma, quindi il famoso decreto 189 del 2016, poi modificato 100 volte, fino ad arrivare all'ultimo decreto sisma del dicembre scorso, che ha favorito un po' i processi ricostruzione, soprattutto nell'entroterra, laddove onestamente negli anni sono state realizzate delle superfetazioni degli edifici, che non erano dei veri e propri abusi. Alcuni edifici sono diventati storici per la loro conformazione e ai sensi del Piano territoriale di coordinamento sono da tutelare, hanno una configurazione architettonica stranissima e bellissima perché ogni volta che in famiglia c’era un'esigenza, si costruiva una stanza, si sposava qualcuno e rimaneva ad abitare all'interno di quella famiglia, si ampliava l'edificio. Alla fine sono stati realizzati edifici che architettonicamente hanno preso la configurazione di un casale, che poi è diventato storico. Non sono veri e propri abusi, sono delle superfetazioni.
Nel decreto 189 è stato introdotto un concetto: non si considera difformità parziale, qualora gli aumenti di volume o di altezze o i distacchi dei confini non siano superiori al 5%. Il D.P.R. 380 del 2001, che è la legge fondamentale per le attività edilizie in Italia, si limita al 2% e dice che non sono da considerarsi difformità parziali quelle che rientrano nel 2%.
Ultimamente abbiamo chiarito nella seduta di bilancio del 23 dicembre 2019 questa definizione, per far si che tutti i Comuni potessero interpretare nel modo giusto, qualora queste difformità non superino il 2%. Per i Comuni terremotati questa percentuale è stata portata al 5% e ha dato la possibilità di mettere in regola tanti, tanti edifici. E' chiaro che si dovrà lavorare prossimamente ad una legge regionale affinché si possa recepire anche questa modifica, dal 2% al 5%, della legge nazionale, e quindi estenderla non soltanto ai Comuni del cratere, ahimè, che sono stati interessati dal terremoto, ma anche agli altri.
Senza fare nessuna legge sul condono, rientrando all'interno delle leggi n. 22/2009 e n. 25/2017, riusciamo a mettere in regola tanti edifici, che avranno la certificazione di idoneità statica. Anche se non si farà il collaudo l'idoneità statica può essere data o non data e se non conformi a certe determinate regole le strutture dovranno essere adeguate, ma si ovvia a tanti potenziali pericoli che ancora abbiamo in alcuni edifici vecchi, storici, che sono nell'entroterra, che sono a rischio se si verificassero degli eventi sismici di una certa intensità.
Credo che la legge si possa votare con molta tranquillità, accoglierla positivamente, perché innanzitutto entra a far parte del novero della normativa urbanistica generale, estende queste piccole sanatorie anche agli altri Comuni della nostra regione, fermo restando il principio della doppia conformità, che è fondamentale per evitare che venga stravolta la pianificazione territoriale di un comune oppure di una frazione, perché magari si fa riferimento soltanto a quello che si è fatto ultimamente in virtù anche di una modifica del PRG, perché molto spesso in alcuni Comuni, soprattutto quelli piccoli, per sanare certe situazioni si sono fatte modifiche addirittura al Piano regolatore regionale, si sono fatte modifiche ai vecchi Piani fabbricazione, si sono modificate le norme in modo tale che gli abusi potevano essere sanati. In questo modo passa il principio che si può sanare tutto, anche quello fatto nel secolo precedente e non credo che sia effettivamente corretto, per cui sono favorevole alla legge, anche se, è ovvio, che per gli addetti ai lavori è un po' farraginosa e tecnica però, credetemi, è una cosa che consentirà a tanti marchigiani di mettersi in regola e di evitare contenziosi spiacevoli con la pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n.326 La pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 900
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Assunzioni in Trenitalia e disparità di trattamento tra cittadini marchigiani”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 900 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. A seguito delle informazioni ricevute nell'ottobre scorso dal Comune di Fermo e da alcune sigle sindacali, sia per iscritto che verbalmente, l'Amministrazione regionale, per il tramite dell'ufficio competente, si è attivata prontamente ed ha inoltrato richiesta di informazioni sulla questione alla Direzione regionale di Trenitalia.
Trenitalia ha dichiarato che già negli anni scorsi le organizzazioni sindacali avevano segnalato alla Direzione nazionale di Trenitalia la non condivisione del perimetro di assunzioni; a seguito di tale intervento era stata data successivamente la possibilità a tutti i ragazzi della regione di poter essere assunti.
Solo nella selezione per capotreno e per specialista tecnico commerciale, argomento oggetto dell'interrogazione presentata dalla Consigliera Leonardi, considerata la necessità di completare urgentemente, tra l'altro, le assunzioni nel Customer Care di Ancona, a seguito di valutazione di non idoneità ai nuovi profili ricercati dei candidati operanti con contratto di somministrazione, nell'ambito del Contratto Collettivo, si è proceduto ad esaminare gli aspiranti residenti nella sola provincia di Ancona.
La Direzione regionale di Trenitalia, nuovamente interpellata, ha ribadito che le recenti selezioni per l'immissione di personale di bordo sono state espletate su base regionale.
Le opportunità di ingresso restano comunque vincolate alle esigenze industriali degli specifici impianti con sedi presenti in ambito regionale.
Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Sono alla fine soddisfatta, più che della risposta del risultato ottenuto.
L'interrogazione è di novembre, ma prima di Natale, le organizzazioni sindacali mi avevano segnalato l’anomalia di un concorso fatto con la possibilità di accesso solo a chi risiedeva nella provincia di Ancona, lasciando indietro, in maniera evidentemente iniqua, tutte le altre candidature, tutte le persone che volevano poter accedere a quei posti di lavoro ed erano anche disponibili, laddove ci fosse stata una necessità, a trasferirsi in altre parti della regione, anche a spostarsi su Ancona.
Questa cosa mi è sembrata di una disparità inaccettabile ed ho raccolto questa segnalazione, ma poi ho saputo da parte di queste sigle sindacali, che dopo le pressioni e anche l’uscita di questa interrogazione, che Trenitalia aveva rivisto per i futuri concorsi - questo era già in essere e non era stato bloccato - la disponibilità a fare concorsi ad hoc per ricomprendere quelle province che erano rimaste fuori e successivamente mi è stato riferito che il 14 e il 15 gennaio sarebbero state avviate delle nuove selezioni per l'assunzione nelle province che erano rimaste escluse.
Mi auguro che episodi di questo genere non accadano più, è interesse della collettività dare un’opportunità a tutti i giovani e a tutti coloro che vogliono accedere ad un'opportunità lavorativa, non essere esclusi e non trovare più un limite così iniquo, come quello dell'appartenenza ad una provincia.
Grazie.

Interrogazione n. 895
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Monitoraggio nell’attuazione della legge regionale n. 26/2017 ‘Uso terapeutico della cannabis’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 895 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Punto 1 - Il numero di pazienti trattati, la tipologia di assistenza, le patologie trattate e la spesa sostenuta per le annualità 2018 e 2019, l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona con nota prot. n. 87581 del 3 dicembre 2019 riferisce che nessuna richiesta di preparazione galenica magistrale a base di cannabis è pervenuta alla SOD Farmacia negli anni 2018 e 2019 per pazienti ricoverati presso la propria struttura.
L'Inrca con nota prot. n. 40808 del 28 novembre 2019 riferisce che nel 2018 sono stati trattati 59 pazienti a livello territoriale e che nel 2019 sono stati trattati 104 pazienti a livello territoriale e 1 paziente a livello ospedaliero.
L'area vasta 1 con nota prot. n. 1086395 del 15 novembre 2019 riferisce che nel 2018 sono stati trattati a carico del Servizio sanitario regionale 10 pazienti, per una spesa di 10.085,43 euro rimborsata alle farmacie che hanno provveduto all'allestimento. Da gennaio a luglio 2019 sono stati trattati 26 pazienti per una spesa di 15.106 euro.
L'area vasta 2 - Senigallia con nota prot. n. 2038266 del 18 novembre 2019 riferisce che nel 2019 sono stati trattati 18 pazienti (4 per analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, 13 per analgesia nel dolore cronico, 1 per analgesia nel dolore cronico + effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito) e che nel 2018 sono stati trattati 18 pazienti. Le preparazioni sono state erogate in ambito territoriale e dispensate con ricetta bianca a pagamento, pertanto non risultano a carico del Servizio sanitario regionale.
L'area vasta 2 - Fabriano con nota prot. n. 2036859 del 15 novembre 2019 riferisce che in totale sono stati trattati 13 pazienti. Le preparazioni sono state erogate in ambito territoriale e dispensate con ricetta bianca a pagamento, pertanto non risultano a carico del Servizio sanitario regionale.
L'area vasta 2 - Ancona con nota prot. n. 2036807 del 15 novembre 2019 riferisce che in totale sono stati trattati 76 pazienti. Le preparazioni sono state erogate in ambito territoriale e dispensate prevalentemente con ricetta bianca a pagamento. Risultano a carico del servizio sanitario regionale n.4 ricette spedite nel 2019 per un importo di 572 euro.
L'area vasta 2 - Jesi con nota prot. n. 173501 del 15 novembre 2019 riferisce che nel 2018 sono stati trattati 20 pazienti e che nel 2019 sono stati trattati 32 pazienti.
L'area vasta 3 con nota prot. n. 124233 del 20 novembre 2019 riferisce che in ambito territoriale sono stati trattati 135 pazienti nel 2018 per una spesa complessiva pari a 44.394 euro. Le preparazioni sono state impiegate per: analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, analgesia nel dolore cronico, effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, effetto stimolante dell'appetito.
L'area vasta 4 con nota prot. n. 0057810 del 15 novembre 2019 riferisce che dal 2018 sono pervenuti 26 piani terapeutici con rinnovo, 27 piani terapeutici senza rinnovo e 2 sospensioni di terapia. Le preparazioni sono state impiegate per: analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, analgesia nel dolore cronico, eccetera.
L'area vasta 5 riferisce che nel 2018 sono stati trattati 43 pazienti per una spesa di 7.712 euro e che nei primi 7 mesi del 2019 sono stati trattati 59 pazienti per una spesa di 12.000 euro. Le preparazioni erogate in ambito territoriale sono diverse.
I dati emersi dall'elaborazione effettuata della Regione Marche attraverso il canale della farmaceutica convenzionata sono i seguenti … Ometterei di leggere questi dati, magari le consegno la risposta per iscritto e mi permetto di suggerire anche all’Ufficio di Presidenza che quando ci sono interrogazioni così dettagliate, così specifiche, che comportano una risposta altrettanto dettagliata, specifica e corposa, potrebbe essere sufficiente anche un’interlocuzione scritta tra interrogante e gli interrogati, altrimenti credo che porti via tempo, ripeto, non è una mia competenza, quindi mi permetto di suggerire questo.
Punto 2) eventuali criticità emerse nell'applicazione della legge regionale n. 26/2017.
L'Inrca con nota prot. n. 40808 del 28 novembre 2019 riferisce che le eventuali criticità sono gestite da un gruppo di lavoro regionale che coinvolge i diversi attori. La formazione di medici e farmacisti iniziata con l'evento regionale del 25-26 ottobre 2019 sarà svolta dall'Asur nel 2020.
L'area vasta 3 con nota prot. n. 124233 del 20 novembre 2019 segnala le seguenti criticità: difficoltà a monitorare le prescrizioni con codice alfanumerico della scheda ISS e codice fiscale della ricetta servizio sanitario regionale; posologia variabile per esigenze terapeutiche.
Punto 3) eventuali criticità inerenti l'acquisizione e l'erogazione dei farmaci.
L'Inrca con nota prot. n. 40808 del 28 novembre 2019 riferisce che acquista la materia prima dallo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze poiché altre aziende private avrebbero richiesto la modalità di pagamento in contrassegno, non rispondente alla disciplina interna della pubblica amministrazione. Inoltre segnala problemi di erogazione per i pazienti residenti nella provincia di Pesaro.
Consegno la copia della risposta al Consigliere Bisonni e chiedo che venga allegata anche al resoconto.

PRESIDENTE. Vorrei soltanto precisare, Assessore, che non à facoltà dell’Ufficio di Presidenza trasformare le interrogazioni da risposta orale a scritta, ma è una facoltà dell’interrogante e non dell’Ufficio di Presidenza, né del Presidente, né di chi deve rispondere all’interrogazione.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Questa interrogazione nasce dalle numerose segnalazioni di pazienti che, ancora oggi, nonostante i passi avanti che sono stati fatti, lamentano difficoltà e disagi nell’accedere a questo tipo di cure. Nasce da questo.
Dalla risposta dell'Assessore, mi sembra di poter trarre alcune considerazioni, la prima, la Regione Marche con questa legge ha fatto dei passi avanti importanti perché finalmente un numero ancora limitato di persone, ma in aumento, riescono ad accedere gratuitamente a questo tipo di cure, quando prima era impossibile.,
La legge sicuramente ha generato questo esito positivo, dopodiché non dobbiamo nasconderci dietro un dito e negare le difficoltà che ancora esistono, prima fra tutte quelle del reperimento della materia prima. E’ stato detto che viene acquistata dallo Stabilimento farmaceutico militare di Firenze, però, secondo me, occorrerebbe ampliare al massimo il numero delle persone che usufruiscono di queste cure mediche e ci deve essere un'attenzione e uno sforzo nel cercare di reperire con facilità, con una migliore accessibilità, la materia prima.
Questo significa, eventualmente, allargare i fornitori, non ci sarà solo questo stabilimento, ma potranno essercene altri, trovare quindi le modalità amministrative per poterlo fare.
Un altro aspetto importante, che non era oggetto dell'interrogazione, che ci tengo a sottolineare, è che la legge prevede anche un monitoraggio mensile e la formazione degli operatori.
Questi aspetti sono quelli su cui con l’interrogazione volevo porre l'attenzione, perché, ripeto, è una legge valida, che sta portando dei benefici a delle persone che, purtroppo necessitano di queste cure, quindi dobbiamo andare avanti e superare le difficoltà che ci sono. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Chiedo che le interrogazioni del Consigliere Zaffiri vengano poste alla fine.

PRESIDENTE. Bene.

Interrogazione n. 903
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Rinvenimento di sostanze inquinanti perfluoroalchiliche - PFAS”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 903 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. La risposta premetto è molto tecnica e alcuni passaggi che contengo i dati li ometto perché poi li consegnerò direttamente all’interrogante per iscritto.
Le analisi per la determinazione dei PFAS nelle acque sono iniziate a febbraio 2019 presso il laboratorio dell'Arpam.
Già dall'anno 2018 si è proceduto all'individuazione di 16 siti di monitoraggio (11 in acque fluviali e 5 in acque di falda) come prime aree di indagine nella Regione Marche; le analisi sono state svolte dal laboratorio di Arpa Veneto.
Per le acque superficiali i punti di monitoraggio, afferenti ai bacini Foglia, Metauro, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti, Aso e Tronto, sono stati scelti sulla base di una valutazione delle potenziali fonti di pressioni: aree industriali; depuratori, attività industriali appartenenti alla categoria galvaniche, cartiere e verniciature, in particolare quelle dotate di scarico in acqua superficiale.
Per le acque sotterranee i punti sono stati selezionati nei corpi idrici alluvionali ricadenti nei bacini dell'Esino, Metauro, Musone, Chienti e Tronto, 4 dei quali appartenenti alla rete di monitoraqgio della Direttiva quadro acque sulla qualità ambientale. In aggiunta è stata individuata una nuova stazione nell'area di Fermignano, dove si trovano attività industriali relative alla produzione di pentolame antiaderente.
Le stazioni selezionate ricadono nelle zone di ricarica dei suddetti corpi idrici sotterranei e sono state selezionate sulla base di una valutazione delle principali fonti di pressione (attività industriali) cercando di posizionarle nelle zone di ricarica il più possibile permeabili e a valle idrogeologica.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale di questi campioni, la maggior parte è stata prelevata nel territorio di competenza del Dipartimento di Pesaro a causa dell'approfondimento condotto a Fermignano, Mondavio e nella zona industriale di Bellocchi di Fano.
In percentuale sono stati analizzati campioni in:
- Provincia di Pesaro e Urbino il 43%;
- Provincia di Ancona il 14%;
- Provincia di Macerata il 25%;
- Province di Ascoli Piceno e Fermo il 18%.
Ad oggi non è stato condotto un censimento delle imprese che utilizzano o possono utilizzare composti perfluoroachilici, ma il monitoraggio dal 2020 prevede monitoraggi d'indagine specifici per le aziende che sono riconosciute con tipologie di attività che possono produrre tale contaminazione.
Nel maggio del 2019 l’Ispra ha pubblicato la linea guida n. 305/2019 che detta gli "indirizzi per la progettazione delle reti di monitoraggio delle sostanze perfluoroalchiliche nei copri idrici superficiali e sotterranei" oggetto della selezione per il 2020, compatibilmente con le capacità operative del laboratorio e del personale ispettivo Arpam.
Ovviamente la Regione Marche, tramite l'ufficio competente, ha dato come indirizzo quello di determinare, tramite i monitoraggi d'indagine, le fonti di pressione più critiche, anche in base all'esperienza maturata dalla Regione Veneto, tenendo in considerazione le loro esperienze in campo.
Per l'aspetto specifico delle imprese che possono far uso di tali sostanze si sta avviando un'azione congiunta con le Province che rilasciano l’autorizzazione unica ambientale (AUA) e le autorizzazioni integrate ambientali (AIA) e la struttura regionale competente per il rilascio delle autorizzazioni AIA (IPPC).
Le contaminazioni ad oggi rilevate riguardano i Comuni di Fermignano e di Mondavio; in questi territori sono state avviate le procedure dei piani di caratterizzazione. Le Aziende coinvolte sono la TVS per Fermignano e l'Alluflon per Mondavio.
L'Agenzia regionale per l'ambiente delle Marche ha acquistato nel 2018 e il collaudo è terminato in data 9 gennaio 2019.
L'introduzione del campione avviene per mezzo di un autocampionatore.
La liquido massa in questione è in grado di operare o per iniezione diretta del campione oppure tramite una estrazione in fase solida on-line; in quest'ultimo caso è possibile raggiungere limiti di quantificazione più bassi.
L'unica strumentazione appartiene al Servizio laboratoristico ed è ubicata presso il Dipartimento di Ancona. Ad oggi, in considerazione delle risorse disponibili, è dedicato alla determinazione degli analiti un unico operatore.
A partire da febbraio 2019 e fino al 23 novembre 2019 sono stati analizzati complessivamente n. 687 campioni, prevalentemente di acque superficiali e sotterranee.
La loro distribuzione è stata del 60% di campionamento in acque superficiali, il 36% in acque sotterranee ed il restante 4% in alcuni approfondimenti su acque potabili e di scarico.
Per le acque superficiali della Regione Marche attualmente le determinazioni sono state ultimate per 357 campioni prelevati nelle varie stazioni fluviali della rete di monitoraggio e in 48 campioni lacustri. Nella quasi totalità dei campioni tutte le sostanze perfluoroalchiliche ricercate sono risultate inferiori al limite di quantificazione. Solo in alcuni casi (22 su 405) sono state registrate concentrazioni superiori e in 12 campioni il contenuto è risultato superiore allo standard di qualità ambientale - media annua.
Pertanto non sono stati rilevati superamenti dei valori limite, ma il superamento richiede attenzione ed approfondimenti, laddove c’è stato, sulla potenziale fonte del composto PFOS.
Ci sono poi una serie di tabelle.
È stata inoltre eseguita la determinazione dei composti perfluorurati anche in 10 campioni di acque potabili, prelevate soprattutto nel territorio di competenza della Provincia di Pesaro e Urbino. Nei campioni analizzati non si è evidenziata la presenza delle molecole in oggetto.
Per quanto riguarda il PFOA solamente in 2 campioni dei 10 campioni è stata riscontrata una concentrazione superiore al limite di quantificazione.
Con Arpam è stato condiviso e avviato un monitoraggio specifico per queste sostanze, in coerenza con le linee guida dell’Ispra.
A partire dall'anno 2020 i PFAS saranno ricercati in una rete dedicata di corpi idrici fluviali costituita dai siti della rete nucleo a diffusa attività antropica, dalle chiusure dei bacini principali, dai siti a valle dei principali impianti di trattamento di acque reflue urbane, a valle delle aziende AIA con scarico diretto in acqua superficiale appartenenti alle categorie che potenzialmente possono immettere PFAS nel corpo idrico fluviale (galvaniche, cartiere, verniciature, trattamento rifiuti con esclusione di incenerimento e discariche), e in corrispondenza di un'area industriale con aziende che producono pentole antiaderenti.
Complessivamente la sottorete di monitoraggio dei PFAS comprende circa 40 stazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Mi riallaccio velocemente alla osservazione che ha fatto prima l’Assessore Cesetti sull'altra interrogazione, è prassi di questa Giunta non rispondere alle interrogazioni scritte, che io avevo iniziato a presentare nei primi mesi di attività poi ho visto che bisognava trasformarle in orali, questo ha purtroppo limitato uno strumento che poteva essere utilizzato in maniera più potente.
Seconda cosa, ormai si è visto il cattivo andazzo di leggere all'impronta le risposte che consegnano gli uffici, per cui sulle interrogazioni è difficile aprire una riflessione politica, quindi anche questo strumento risulta purtroppo spuntato. Ricordo anche alcune eclatanti figure in cui per distrazione, è stata letta l'interrogazione invece che la risposta.
Chiuso questo inciso, mi reputo parzialmente soddisfatto della risposta ricevuta dal punto di vista tecnico, perché abbiamo capito che c'è soltanto un operatore che si dedica alla questione, che lo strumento è in funzione dal 2019 e che ancora il censimento delle imprese non è stato fatto.
E’ proprio di oggi, l’ho appena postata sul mio profilo Facebook, una nota che riguarda la situazione europea ed italiana, questi PFAS sono all'ordine del giorno perché è un composto che fino adesso è stato sottovalutato, si accumula nel fegato, si accumula nel sangue, passa dalla madre al feto e addirittura la Regione Veneto ha con un disegno di legge provveduto ad individuarne dei limiti.
Quindi, invito a potenziare questa attività di monitoraggio in maniera più massiccia, a potenziare il personale dell'Arpam, a far lavorare lo strumento che abbiamo acquistato in maniera molto più massiva, perché effettivamente si è andati a “colpo sicuro” in due zone, quella di Fermignano e di Mondavio, dove ci sono due grosse industrie che trattano questo prodotto e, detto fatto, è stato trovato.
Non voglio aprire nessuna polemica con Fermignano, ma sappiamo che, diciamola, la cosa non è stata pubblicizzata ai cittadini nella maniera adeguata.
Voglio sollevare particolare attenzione perché è un argomento di frontiera, nuovo, che va approfondito e purtroppo, scopriremo che le contaminazioni in giro per la regione sono probabilmente più estese di quelle che fino adesso abbiamo riscontrato, quindi, allarghiamo a tutte le province il monitoraggio, potenziamo la struttura dell’Arpam che si occupa di questi monitoraggi e diamo il giusto peso a questa situazione.

Interrogazione n. 922
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Opere di regimazione idraulica”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 922 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente.
Punto 1) - Il tratto interessato dall'interrogazione è relativo a lavori da eseguirsi su fossi minori. L'articolo 12 del R.D. 523/1904 stabilisce che: "per la sistemazione dell'alveo dei minori corsi d'acqua, distinti dai fiumi e torrenti con la denominazione di fossati, rivi e colatori pubblici, si stabiliscono consorzi" e la lettera d) comma 1 articolo 14 della legge regionale n. 13 del 17 giugno 2013, afferma che il Consorzio di bonifica delle Marche "esercita le funzioni dei consorzi idraulici secondo quanto previsto dagli articoli 8, 9 e 10 del R.D. 523/1904".
Di conseguenza il Consorzio di bonifica delle Marche, avendone titolo, ha predisposto il progetto che è stato sottoposto all'ufficio regionale competente in materia idraulica non per essere validato ma per ottenere, ai sensi della normativa vigente, il nulla osta idraulico.
Con apposito decreto dirigenziale n. 198 del 9 agosto 2019, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 93 del R.D. 523/1904, sono stati autorizzati i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica attraverso la riduzione della vegetazione riparia sui tratti fiume Esino e sui torrenti Granita, Pratacci, Rubiano e Triponzio. In particolare il progetto autorizzato non prevedeva interventi in aree boscate.
Per quanto riguarda la valutazione del vincolo paesaggistico, regolato dall'allegato A del D.P.R. 13 febbraio 2017 n. 31, tale vincolo non rientra nelle competenze regionali.
Punto 2) - Come già detto al punto 1), la competente struttura regionale ha rilasciato preventiva autorizzazione idraulica all'esecuzione dei lavori, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 93 del R.D. 523/1904, al Consorzio di bonifica delle Marche.
Risposta 3) - In linea generale, ogni progetto riguardante opere di regimazione idraulica deve essere autorizzato, anche ai sensi del R.D 523/1904, con apposito nulla osta idraulico regionale, salvo casi particolari purché adeguatamente normati.
Se il quesito è riferito agli interventi sopra elencati ricadenti nel bacino dell'Esino, si rappresenta quanto segue.
Con Decreto n. 1 del 30 marzo 2018, per alcuni interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, sono state trasferite al Consorzio di bonifica delle Marche le funzioni di cui all'articolo 10 del decreto-legge 91/2014, convertito dalla legge 116/2014, tra cui i primi tre interventi elencati nella interrogazione.
Pertanto il Consorzio, ai sensi dei commi 5 e 6 dell'articolo 10, è titolare dei procedimenti di approvazione e autorizzazione dei progetti e l'autorizzazione rilasciata ai sensi del comma 5 sostituisce tutti i visti, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta e ogni altro provvedimento abilitativo necessario per l'esecuzione dell'intervento, fatti salvi i pareri e gli atti di assenso comunque denominati, di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Riguardo gli altri interventi elencati, per i quali sono già stati rilasciati il giudizio positivo di compatibilità ambientale con condizioni e prescrizioni e l'autorizzazione paesaggistica, come da decreto del dirigente della P.F. valutazioni ed autorizzazioni ambientali, essendo ancora in fase di progettazione esecutiva, non sono stati ancora sottoposti alla competente autorità idraulica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per questa risposta puntuale che, a differenza di altre volte, arriva anche piuttosto celermente, perché l'interrogazione è stata presentata a dicembre, quindi a gennaio riesco ad avere la risposta e questa cosa mi sorprende, quindi complimenti per l'efficacia e l'attività dei servizi competenti.
Per quanto riguarda l'interrogazione presentata, forse andrà fatto presente al Corpo forestale che la Regione Marche non è l'addetta alla tutela e quindi all'autorizzazione per disboscamenti di specie protette, come querce, olmi neri, eccetera, in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico. Certo è che sulla stampa è emersa una carenza autorizzativa, quindi auspico che per i prossimi interventi del Consorzi di bonifica venga fatta maggiore attenzione anche rispetto all'area dove questi vengono fatti, quindi ci sia un maggior controllo, un controllo più puntuale da parte della Regione per quanto di propria competenza. Grazie.

Interrogazione n. 909
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Situazione Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 909 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie, Presidente. In merito alle premesse iniziali dell'interrogazione in oggetto si precisa che:
- tra le funzioni svolte da AMAT come circuito multidisciplinare figura il circo oltre che teatro musica e danza;
- nell'assemblea dell'AMAT i rappresentanti degli enti associati sono 108 e non 11 come erroneamente riportato;
- il versamento delle quote associative riguarda esclusivamente gli enti effettivamente aderenti tra cui ad oggi non risultano le Comunità montane (ovvero le Unioni montane), come erroneamente riportato.
In merito ai singoli punti si specifica quanto segue premettendo una breve introduzione sul ruolo di AMAT.
AMAT è il soggetto culturale con la maggiore capillarità di intervento in territorio regionale, garantisce ai cittadini la programmazione delle migliori produzioni artistiche a livello regionale, nazionale e internazionale in tutte le discipline riconosciute dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (teatro, danza, musica, circo contemporaneo), oltre a numerosi progetti e iniziative speciali. La sua attività spazia dall'ospitalità offerta a piccole e grandi creazioni (purché di carattere professionale e non amatoriale), con un approccio artistico aperto ai linguaggi tradizionali ed innovativi nella consapevolezza che solo la qualità della proposta rappresenta il valore imprescindibile per permettere l'incontro tra la scena ed il pubblico dei teatri marchigiani.
L'attuazione di questa funzione prioritaria nell'ambito del territorio regionale ha generato negli anni, e continua a farlo, anche la conoscenza e l'ascolto di numerose esigenze di una comunità vivace e creativa come le Marche: artisti, operatori culturali, associazioni, organizzatori e produttori con i quali instaura continuativamente collaborazioni a vari livelli (ospitalità di spettacoli, partnership per candidature nell'ambito di bandi regionali, nazionali ed europei, residenze, eccetera).
AMAT opera in riferimento al riconoscimento del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo in qualità di circuito multidisciplinare regionale (Fondo Unico per lo Spettacolo, articolo 38 del DM 27 luglio 2017) nonché in base alla legge regionale 11/2009 (tra gli enti di primario interesse regionale) pertanto nel rispetto dei relativi contesti normativi.
Il buon operato dell'AMAT, sia dal punto di vista artistico sia per quanto riguarda la sana gestione, è dimostrato da numerosi fattori, tra cui si segnala in particolare la valutazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che, ai fini delle assegnazioni dei contributi 2019 ai Circuiti regionali multidisciplinari, ha visto l'AMAT al primo posto tra i 14 Circuiti su base nazionale, secondo numerosi parametri: qualità artistica (ad opera di una Commissione artistica ministeriale), qualità Indicizzata (frutto di specifici indicatori con calcolo mediante algoritmo), dimensione quantitativa dell'attività, ottenendo il più alto punteggio complessivo.
AMAT, per esplicito divieto ministeriale, "non può produrre, coprodurre o allestire spettacoli, direttamente o indirettamente". Il Mibact, infatti, esige che gli organismi che ottengono il riconoscimento di Circuito multidisciplinare possano operare in piena autonomia, senza alcun vincolo che sorgerebbe inevitabilmente qualora ci fossero interessi diretti o indiretti con la fase di produzione.
Punto 1 - AMAT è membro di tutti i più importanti network italiani (nelle discipline del teatro, della danza, del circo e della musica) che hanno l'obiettivo di incentivare buone pratiche per il sostegno alla creazione, e come tale funge da antenna per le Marche per la valorizzazione dello spettacolo dal vivo. Nell'ambito di questi network e in riferimento ai relativi inviti a presentare proposte progettuali, AMAT ha promosso e continua a promuovere nel modo più ampio possibile le produzioni marchigiane.
AMAT mantiene continuamente attiva la ricerca dei talenti marchigiani. A titolo di esempio, il 28 novembre 2019, in collaborazione con la Regione Marche, ha organizzato "Speed date: artisti marchigiani cercasi, vieni a raccontarci chi sei", evento pubblico al quale hanno preso parte ben 112 tra artisti e produzioni marchigiani che hanno avuto modo di presentare la propria identità e i progetti artistici davanti ad una platea di operatori culturali e altri artisti.
Questo appuntamento è parte di un percorso ampio e stratificato, dedicato in particolare agli artisti emergenti marchigiani, che prevede numerose azioni di sostegno che hanno come presupposto la volontà dell'AMAT di promuovere, nell'ambito della propria funzione, la creatività nell'ambito dello spettacolo dal vivo; facendo tesoro anche di quanto emerso nell'ambito del precedente evento "Lo spettacolo dal vivo nelle Marche: scenario e prospettive" promosso dal Consorzio Marche Spettacolo con la Regione Marche a Chiaravalle nel 2018.
Si elencano di seguito solo le principali azioni 2019 a sostegno della creatività marchigiana:
a) Made in Marche host: sostegno economico e organizzativo a 10 rassegne teatrali di imprese creative della regione;
b) Anticorpi XL: vetrina nazionale della giovane danza con iscritte 5 produzioni di danza marchigiane;
c) Glocal Sound: vetrina della musica d'autore emergente con iscritti 8 musicisti marchigiani;
d) In-Box: vetrina di compagnie teatrali emergenti con 4 presenze marchigiane.
Le azioni qui brevemente riassunte sono evidentemente rivolte agli artisti emergenti, in quanto per gli artisti maturi e/o affermati, esistono canali propri di finanziamento e sostegno nell'ambito della produzione (sia su base regionale che nazionale - Fondo unico dello spettacolo del Mibact).
AMAT comunque collabora regolarmente con le produzioni marchigiane nell'attività ordinaria dell'ente sia nell'ambito delle programmazioni teatrali sia per la predisposizione di progetti.
L'AMAT non è un ente deputato alla produzione di spettacoli; tale compito nelle Marche è svolto dall'ente Marche Teatro (uno dei soggetti riconosciuti come PIR - Prioritario interesse regionale) e dalla Regione Marche attraverso bandi e progetti a cadenza annuale.
Si elencano in sintesi gli interventi della Regione Marche a sostegno della produzione di spettacolo:
• interventi di co-cofinanziamento per soggetti finanziati dal Fus;
• bandi e progetti speciali destinati ai soggetti finanziati dal Fus che sono riconosciuti di prioritario interesse regionale, tra cui il Progetto interregionale residenze cofinanziato dal Mibact che prevede il sostegno a nuove produzioni;
• bandi a cadenza annuale per soggetti non finanziati dal Fus.
Punto 2 - AMAT, in quanto associazione senza scopo di lucro, persegue esclusivamente l'obiettivo del pareggio di bilancio. I proventi derivanti dalla vendita di abbonamenti e biglietti delle stagioni di prosa costituiscono pertanto apposite voci di entrata nei bilanci delle attività poste in essere in maniera congiunta con i Comuni e permettono di ridurre l'intervento economico di questi ultimi per la realizzazione del programma concordato.
Punto 3 - AMAT è totalmente aperta a collaborazioni con le produzioni teatrali regionali, nazionali e internazionali al fine di programmare spettacoli nell'ambito della propria attività, fatte salve le coperture economiche necessarie: non vi è infatti alcuna limitazione se non l'esigenza di garantire la presenza di spettacoli professionali e non amatoriali (a parte specifiche progettualità che possono eventualmente essere poste in essere con le relative coperture economiche) e il rispetto delle risorse a disposizione.
È importante ribadire che AMAT non si occupa di mera distribuzione di produzioni ma, in totale condivisione con gli enti soci (a partire dai Comuni), nell'ambito delle specifiche progettualità culturali poste in essere, seleziona gli spettacoli più funzionali a tali progettualità sulla scena nazionale e internazionale. Il punto di partenza pertanto non è lo spettacolo da distribuire quanto il progetto culturale condiviso con l'ente associato, per la cui efficacia è fondamentale per AMAT agire in piena libertà, senza alcun condizionamento o obbligo preventivo di programmazione.
Resta inteso quanto previsto dallo Statuto, articolo 4, comma 1, nonché quanto segue: "le attività di programmazione, organizzazione, gestione e realizzazione di cui ai comma 1 garantiscono comunque il diritto degli Enti Locali di concorrere alla scelta degli spettacoli" (articolo 4, comma 2).
I criteri sono pertanto riassumibili come segue:
- qualità delle proposte artistiche;
- condizioni e trattative su cachet di rappresentazione e su integranti esigenze correlate; accordi con i Comuni soci, nel rispetto di:
• obiettivi statutari;
• linee di politica culturale del teatro e del contesto di programmazione;
• equilibrio fra generi e discipline;
• valutazione delle disponibilità economiche;
• caratteristiche delle sale teatrali da programmare;
• bacino di utenza;
• prospettiva di attività in rete.
Punto 4 - Lo Statuto dell'ente prevede che: "le funzioni di Direttore dell'Associazione sono assegnate dal Consiglio di Amministrazione ad un Direttore da individuarsi, al di fuori dei suoi componenti, tra persone altamente qualificate per l'esperienza nell'ambito di attività culturali, teatrali o dell'organizzazione teatrale, prioritariamente fra i dipendenti dell'Associazione. Il Direttore dura in carica tre anni e può essere confermato".
Stante tale indicazione statutaria, il Consiglio di Amministrazione di AMAT ha confermato nell'ottobre 2018 il Direttore, scegliendolo pertanto, come da precisa indicazione statutaria, "prioritariamente tra i dipendenti dell'associazione" per il triennio di riferimento.
Per dovere di cronaca si precisa che l'attuale Direttore di AMAT, all'atto nella sua ultima nomina ha ricevuto il massimo elogio per il suo elevato profilo professionale.
In particolare preme evidenziare quanto la figura di spicco professionale dell'attuale direttore sia riconosciuta e apprezzata a livello nazionale come uno degli intellettuali di riferimento del panorama teatrale, pur mantenendo uno spiccato approccio gestionale che ha portato ai risultati di un ente sano e vitale, diversamente da quanto accaduto per altri soggetti dello spettacolo dal vivo regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi ha fatto quasi un poema con questa risposta, non chiedevo tanto, ma nella mia azione politica di verifica e controllo, facendo l’interesse soprattutto della Regione Marche e non solo in questo caso, caro Assessore, posso dire con assoluta certezza che dalle indagini che ho svolto, per capire che cosa sta succedendo dentro a questo importante ente …, questo a sua completa informazione, poi sarà lei, persona intelligente, a capire le parole che sto dicendo adesso.
Posso affermare con assoluta certezza che all’interno dell’AMAT vi sono situazioni poco chiare, anzi direi alquanto allarmanti e credo che debbano essere chiarite il prima possibile.
Si, ho detto proprio allarmanti perché riguardano situazioni che vengono proprio da dentro l’AMAT, dove evidentemente qualcosa non funziona come dovrebbe o funziona male.
La informo di questo Assessore, sembrerebbe esserci un processo penale in fase di istruttoria presso la Procura di Ascoli Piceno a carico dell’attuale Direttore, correlato ai modi posti in essere dallo stesso nel suo operare. Questo è quello che sono riuscito a capire e se questo si rivelasse vero ci sarebbero comportamenti lesivi non solo nei confronti della Regione Marche, ma anche del Mibact e dei Comuni associati all’AMAT oltre alle Unioni montane, che tutti insieme sostengono economicamente l’AMAT.
Non è la mia materia, ma mi occupo delle problematiche che mi vengono poste e lancio a lei questo sasso per far sì che qualcuno approfondisca questa situazione e rimetta le cose a posto.
Lei mi ha risposto a delle domande, ad esempio le ho chiesto il numero massimo di conferme alla carica di direttore, lei mi ha detto che il CdA dà incarico ogni tre anni, si dà il caso che questo direttore sia in carica dal 2006, cioè da 13 anni. Quindi bisogna vedere.
Non voglio fare nessuna affermazione negativa, ma dalle cose di cui sono venuto in possesso mi sono allarmato perché l’AMAT è un ente importante, parliamo di una associazione formata da enti locali e finanziata non solo da questi ultimi ma anche dalla Regione Marche e dal Ministero dei beni culturali oltre da quel poco che possono dare le Unioni montane.
Parliamo di un ente molto importante che abbraccia la cultura marchigiana e non solo quella teatrale, anche ciò che riguarda la danza, la musica, eccetera. Quindi, quello che le chiedo, Assessore, è di dare una vista a quello che sta succedendo dentro l’AMAT, anche in considerazione della prossima stagione estiva ed informarsi di quello che sembrerebbe esserci alla Procura di Ascoli Piceno perché da quello che ho potuto sapere ci sono situazioni molto sgradevoli. Quello che le posso dire è di verificare se le cose che ho detto in quest’Aula sono vere oppure magari sono stato informato male. Comunque la ringrazio per la risposta che è stata molto esaustiva. Grazie.


Interrogazione n. 926
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Trasporto pubblico locale a Montefortino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 926 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie, Presidente. In riferimento alla questione indicata si sono svolti appositi incontri negli ultimi mesi del 2019, alla presenza sia all'azienda Trasfer, che gestisce il servizio TPL extraurbano nel bacino fermano, sia del Sindaco del Comune interessato.
A tal fine è stato chiesto alla suddetta azienda di trasporto di individuare possibili soluzioni all'interno della flessibilità prevista dalle clausole del contratto in essere, senza costi aggiuntivi per la Regione.
Pertanto la proposta formulata dall'azienda consiste nell'attivare nell'immediato tre coppie di corse giornaliere con partenza dal Comune di Montefortino e dirette al capoluogo provinciale, Fermo, ma tale programmazione non è stata accolta dal suddetto Comune.
Consigliera Marcozzi, questa è la risposta che gli uffici hanno preparato, corrisponde ovviamente a quanto le posso dire io, nel senso che del problema Montefortino mi sono occupato più volte e più volte ho cercato di risolvere il problema. Nell’ultima occasione in cui ci siamo visti, un mese e mezzo fa, abbiamo cercato con le aziende di Fermo, che collega Montefortino a Fermo, e di Ascoli Piceno, che collega con Ascoli, di trovare soluzioni aggiuntive ai servizi che effettivamente sono pochi e scarsi con il comune di Montefortino, sia per Ascoli che per Fermo.
Le aziende, dopo 10 giorni, su mia sollecitazione hanno fatto una proposta operativa, aggiuntiva, che andava nella direzione che avevo posto, l’ho comunicata al Sindaco di Montefortino, il quale in un primo momento l’ha accettata, uscendo dal mio ufficio ringraziandomi, salvo poi, dopo un'ora, telefonarmi e dirmi che era inaccettabile.
Su questo tema, su Montefortino, non ho chiuso ancora la partita, ci ritorno, ci ritornerò, ci sono tornato anche ieri con Fermo, cercherò di trovare una soluzione possibile. C'è anche la disponibilità dell'azienda, il problema è che bisogna mettersi intorno ad un tavolo in maniera urbana per discutere di questo argomento.
Quindi, la vicenda non è conclusa, le proposte sono lì sul tavolo, sono operative e vanno nella direzione che era stata posta dal Comune Montefortino, se quelle che in un primo momento erano state accettate e poi respinte con sdegno non vanno bene, si dica cosa si può fare e come possiamo fare, c'è la disponibilità da parte del sottoscritto a trovare le soluzioni possibili nella situazione data.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Assessore Sciapichetti la ringrazio per la risposta, non ripeterò quanto ho già detto nell'interrogazione, le soluzioni vanno trovate, è dagli ultimi mesi del 2019 che l'Amministrazione regionale si sta attivando, ma è dal 2 agosto 2019 che la sottoscritta insieme al Consigliere Carloni ha messo in evidenza questa problematica. Adesso vengo a sapere che le proposte che l'amministrazione ha fatto al Sindaco di Montefortino, quindi al Comune di Montefortino in un primo momento erano state accettate, successivamente, dopo un’ora, non accettare, mi chiedo la motivazione, il Sindaco di Montefortino avrà detto le motivazioni per cui non accetta queste condizioni.
Non sono soddisfatta della risposta perché è assurdo che un Sindaco dica di accettare in un primo momento, e dopo un’ora dica: “No, non va più bene”, ci saranno delle motivazioni, lei Assessore saprà le motivazioni per cui il Sindaco non ha accettato queste soluzioni, è impossibile che non le sappia.
A questo punto chiamerò il Sindaco di Montefortino, con alcuni Consiglieri mi sono vista domenica pomeriggio, perché voglio capire la motivazione per cui non andavano bene quelle soluzioni e poi vedremo il da farsi, però questa problematica che va avanti ormai da mesi e mesi va risolta, Montefortino è uno dei comuni più danneggiati dal sisma e oggi è completamente isolato dalla provincia di Fermo e non è possibile, non è accettabile. Grazie.

Interrogazione n. 906
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni
“Steat SpA - Area ex stazione di Santa Lucia presso il Comune di Fermo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 906 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In riferimento all'interrogazione in oggetto, si precisa che la Regione Marche non ha rapporti con la Steat Spa e pertanto non può intervenire nelle iniziative della suddetta società, in quanto la Steat Spa è una consorziata nella società Trasfer S.C. a r.l., quest'ultima titolare del contratto di servizio del TPL extraurbano con la Regione Marche, per il bacino fermano e tale servizio comporta un corrispettivo annuo di 3.506.800,56 euro.
La Regione Marche ha un rapporto diretto con la società Trasfer S.C. a r.l. in virtù di una concessione di servizi pubblici ai sensi del Reg. CE 1370/07. In riferimento a tale concessione regolata da contratto di servizio, gli obblighi della contraente nei confronti della Regione Marche sono la produzione di una certa quantità di servizi di TPL resi ad un determinato livello di qualità. A fronte di tali servizi la Regione riconosce un corrispettivo come sopra quantificato e pertanto non eroga contributi. La modalità con cui la Trasfer organizza la propria produzione di servizi, qualora siano rispettati gli accordi contrattuali, non rientra tra le azioni che la Regione quale committente può sindacare. Parimenti l'Ente non può sostituirsi ad un soggetto economico contraente, nelle scelte industriali che lo stesso ritiene più opportuno operare per soddisfare gli obblighi contrattuali. Dai punti seguenti si desume anche che la Regione non ha quote nel capitale della Società, pertanto anche sul fronte societario non ha alcun titolo per intervenire sulle scelte.
Per quanto riguarda il servizio di trasporto urbano dei comuni di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio, sono stati sottoscritti contratti dai relativi Comuni.
In definitiva la Regione non ritiene di intraprendere altre iniziative rispetto a quanto è stabilito nel contratto di servizio. Come gli interroganti sanno il contratto di servizio stabilisce che la Regione dà un corrispettivo, a tutte le aziende che hanno vinto una regolare gare d'appalto, chilometrico e nulla più, quindi non dà contributi di nessun genere, quello che prende è un corrispettivo chilometrico, quindi le scelte industriali che la Steat fa non è che possono essere sindacate dalla Regione, la Regione non c'entra con le scelte strategiche della Steat, la Steat ovviamente ne risponderà nelle sedi opportune, ma non nei confronti della Regione perché, ripeto, noi non siamo né in società, né diamo contributi, diamo un corrispettivo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che l'Assessore abbia scoperto l’acqua calda. E’ zuppa o pan bagnato? E’ la stessa cosa.
Noi popolo, noi Stato, noi Regione, diamo un corrispettivo, non è che non diamo niente, arrivano si o no dei soldi pubblici? Si, questa è la stessa cosa che gira in questi giorni, in queste ore, date dei soldi e non controllate.
Vengono dati delle risorse ad una azienda che sperpera e che alla fine percepisce denaro pubblico, questo è il concetto checchè se ne dica, in forma di aiuto, di contributi. Per quanto riguarda la possibilità di intervenire sul costo delle spese, perché per fare trasporto ci sono delle spese, cosa succede? Ad una società in cui la Steat si trova dentro, arrivano dei soldi e se questa ci fa un progetto è questo è il problema, perché con quei soldi ci fanno un progetto.
Le risorse vengono investite male, vengono sperperate, invece di comprare una cosa a 5 la comprano a 10, questo è quello che è accaduto o sta accadendo. Questo è il problema!
Lo so che voi fate un altro ragionamento rispetto al mio, ma la riflessione onesta e trasparente da fare è questa. Arrivano comunque dei soldi ad una società, che non è un fantasma, è una società di trasporto pubblico, che per questo servizio prende dei soldi pubblici.
Questo è quello che non volete ammettere, io non dico che deve essere la Regione a fare il controllo, probabilmente dovrebbe essere la stessa società in cui arrivano direttamente i soldi per poi essere ripartiti all'interno della Trasfer. Questo è il problema! Lì c’è una cattiva gestione e la Regione sa quanti soldi arrivano al tentacolo della Steat, perché ci sono diversi tentacoli, nel senso che ci sono diverse aziende all'interno della Trasfer, è chiaro che quei soldi che oggi arrivano servono probabilmente per comprare una cosa, ma se la devono comprare per forza perché non l'hanno comprata a 5? Non hanno comprato un pezzo di terra per la possibile realizzazione di un deposito per gli automezzi e gli autobus da parcheggiare, perché così è, hanno preso una stazione vecchia concessa dalle Ferrovie e non è stata presa a 5, ma è stata comprata a 15. Con che cosa? Con i soldi della Steat? Questo è il problema, non ci sono i soldi della Steat, perché la Steat vive di biglietti, del pagamento delle corse da parte dei passeggeri e dei soldi che le vengono dati, come dice l'Assessore, del corrispettivo, cambia il nome, ma la zuppa è la stessa. Se si chiama corrispettivo o si chiama contributo non cambia niente, perché il problema è che i soldi arrivano e sono soldi pubblici, vengono distorti o vengono gestiti male. Questo è il problema di fondo, perché, ripeto, è stata acquistata una cosa che poteva essere comprata a 5 ed invece è stata pagata 15. Cosa c’è dietro?

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Il corrispettivo per i chilometri è un conto, glielo spiega anche un bambino di terza elementare, il contributo che io posso dare è un altro, è semplicissimo. Qua no, parliamo serenamente.

(voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Ho dato la parola all’Assessore, se vuole, Consigliere Zaffiri, la do anche a lei per una questione di equità.
Se deve fare una precisazione, io le do la possibilità di replicare.

Interrogazione n. 902
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Stato attuazione Por-Fesr 2014/2020 Sostegno allo start-up, allo sviluppo e alla continuità di impresa nelle aree colpite da crisi diffusa delle attività produttive. Anno 2016”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 902 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Consigliere Zaffiri, non mi ero affatto intromesso, non mi chiami in causa. Quando lei parla dei casi di questi giorni, fa riferimento a Aerdorica, tra l’altro abbiamo anche un discreto rapporto personale, lei ha espletato le funzioni di Presidente della Commissione d'inchiesta su Aerdorica, dovrebbe sapere che i fatti di questi giorni, che vengono propalati sui giornali, tra l’altro noti da tempo, riguardano le vicende di Aerdorica fino al 2013 e questo esecutivo si è insediato nel 2015.
Abbiamo questo buon rapporto personale oltre che istituzionale, anche lei dovrebbe cominciare, come altri, a distinguere e separare sennò alla fine rischiano di partire le azioni per danni, perché quando si parla di “omessi controlli” si riferiscono ai fatti fino al 2013, questo lo dica a chi c’era. Più volte in quest'Aula, voi siete testimoni, ho parlato dei fatti inenarrabili successi in Aerdorica, che vengono propalati in questi giorni, che avvenivano nel silenzio dei molti e dei più. Cerchiamo quindi di separare in merito a questa vicenda. Le cose le dicevo già tre anni fa ed oggi noi veniamo accomunati a quelle cose, ma stiamo scherzando? Noi li abbiamo denunciati pubblicamente quei fatti in quest’Aula.
Il bando, approvato con decreto n. 59/ACF del 31 maggio 2016, prevedeva, al momento della sua attivazione, il sostegno a progetti di start up, di investimento produttivo, di rilocalizzazione della produzione del Made in Italy e di trasferimento di impresa (sono pervenute proposte progettuali relative solo alle prime due linee di intervento).
In una prima fase è stato attivato in due aree di crisi, quella interessata dall'Accordo di programma ex A. Merloni e quella mappata con delibera di Giunta regionale 1166/2015 interessata dalla crisi del mobile-arredo della provincia di Pesaro Urbino.
In una seconda fase è stato reso operativo nell'area di crisi complessa del Piceno Valle del Tronto Valle Vibrata, a seguito della stipula dell'Accordo di programma in data 28 luglio 2017 (fino a quella data non era consentita la sua attivazione, pena la non computabilità delle risorse ai fini del cofinanziamento regionale dell'accordo di programma).
La sua lunga gestione amministrativa, ancora in atto, è pertanto legata a questa operatività in due fasi, nonché all'implementazione del plafond Piceno-Val Vibrata con le risorse aggiuntive del Por Fesr Sisma Asse 8 e, infine, alla possibilità di utilizzare le economie rinvenienti da revoche e rinunce, per progetti pervenuti prima della chiusura dello sportello, ma che non era stato possibile finanziare per carenza fondi.
Di seguito leggerò le risposte ai singoli quesiti.
Risposta al quesito 1, 2, 3, 4 – Numero di domande presentate, approvate, escluse, risorse impegnate.
C'è una tabella riepilogativa sotto riportata, poi la consegno al Consigliere Zaffiri, che riporta la situazione al 31 dicembre 2019, delle domande presentate, approvate, escluse e delle risorse impegnate, suddivise per linee di intervento e, all'interno di ogni tipologia di intervento, per aria di crisi.
Risposta a quesito 4 – Risorse erogate.
Anche qui c’è una tabella con il dettaglio delle risorse erogate e liquidate al 31 dicembre 2019 che corrisponde all’importo certificato alla Commissione europea, in totale sono 7.615.000 euro, ma c’è il dettaglio nella risposta.
Risposta a quesito 5 - Ritardo nell'approvazione delle pratiche.
Questo bando è stato il primo della programmazione Fesr 2014/20 a partire con la nuova Piattaforma Sigef nel maggio 2016, pertanto il ritardo iniziale è stato motivato dalla necessità di implementare tutte le funzionalità del nuovo sistema informatico, che in quei mesi stava subentrando al vecchio sistema Sigfrido. A questa motivazione si aggiungono i ritardi imputabili all'insediamento e funzionamento del Comitato di valutazione che, per la natura dei progetti finanziabili, ha richiesto anche la partecipazione di membri esterni indipendenti a fianco di membri interni che, nel tempo, causa avvicendamenti organizzativi, sono stati sostituiti.
Relativamente alle concessioni avvenute circa 24 mesi dopo la presentazione della domanda, come indicato in premessa, si tratta di concessioni relative a progetti che non era stato possibile finanziare per carenza risorse, alcuni dei quali già approvati, altri che è stato necessario sottoporre all'approvazione del Comitato.
Solo a seguito della disponibilità di economie per rinunce e revoche è stato possibile ammetterli a finanziamento.
Risposta a quesito 6 – Rup.
Causa modifiche organizzative della Struttura responsabile dell'attuazione, sia nelle figure apicali, sia in quelle dei responsabili di procedimento, la titolarità della gestione ha subìto diversi avvicendamenti ed anche qui Consigliere Zaffiri vengono indicati dettagliatamente nella risposta, che poi consegnerò agli uffici.
Risposta a quesito 7 – Revoche.
In misura assolutamente prevalente gli atti di revoca sono conseguenti a rinunce da parte dei beneficiari, soltanto in misura secondaria a revoche determinate da rendicontazioni di spese ammissibili in misura inferiore a quanto stabilito dal bando, ovvero inferiore al 70%.
Le risorse derivanti da revoche, economie e rinunce sono sempre state riutilizzate per il sostegno di progetti ammissibili ma non finanziati per esaurimento fondi.
Di seguito il dettaglio delle revoche.
2017 - 3 Investimenti produttivi (tutte rinunce volontarie) pari a 437.000 euro;
2018 - 4 Investimenti produttivi (tutte rinunce volontarie); 3 Start up (tutte per rinuncia volontaria) pari a 835.000 euro;
2019 - 6 Investimenti produttivi (di cui 5 volontarie rinunce e 1 per rendicontazione inferiore a 70%) 3 Start up (tutte per rendicontazione inferiore a 70%) 5 Piceno (tutte per rinuncia volontaria) pari a 2.069.000 euro.
Nella risposta che consegno agli uffici, che possono far avere al Consigliere Zaffiri, c’è anche il dettaglio di alcuni dati di cui ho omesso la lettura.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. La prima parte dell'intervento dell'Assessore Cesetti, per quanto ci riguarda non ci fa né caldo né freddo, probabilmente si sente di replicare per dare delle giustificazioni o delle spiegazioni che a noi e alla fine nemmeno al popolo marchigiano interessano, probabilmente qualcosa in giro c'è.
Veniamo all'argomento di questa interrogazione. Prendo atto della risposta dell'Assessore, vedo che avete dovuto modificare i sistemi, cambiare le cose, vedo ancora tantissima burocrazia che crea problemi per accedere ai fondi, aggiungo anche che non è possibile che di una materia così delicata ed importante, che serve per l'economia della nostra regione, il Consiglio, salvo che non venga interrogato l'Assessore preposto, non sappia niente. Questa è una cosa estremamente importante e con le domande contenute nell'interrogazione si voleva capire con quali criteri il Comitato di valutazione, per esempio, nelle zone di crisi, esclude una domanda rispetto ad un’altra.
So per certo che non sono state ammesse delle domande a causa della valutazione di questo Comitato, qualche perplessità nasce, va tutto bene? Forse. Tutto va bene? Si.
La riflessione è importante per capire qual è l’effetto economico di questi interventi sul territorio, qui non si sa mai niente, non è lei in questo momento che risponde ad una interrogazione, lei come persona non c'entra nulla, è il sistema che non va bene perché non si sa niente, questa è la cosa essenziale che riguarda i fondi Por/Fesr. Questo è il problema, sapere cosa hanno generato, altrimenti, come per altre interrogazioni che abbiamo fatto su questo argomento, è inutile andare avanti con questo sistema.
Credo che questa amministrazione, questa Giunta, sia fortemente in ritardo, poco trasparente e non ha risposto alle domande che ho evidenziato in Aula e non ha risposto nemmeno negli anni passati quando sono state poste.
La risposta che viene data all’interrogazione n. 902 sulle aree di crisi e sui relativi interventi è insufficiente, non convince che i fatti siano avvenuti in un modo ben individuato, trasparente perché qualche zona d'ombra c’è. C’è un sistema burocratico che non ha mai cercato di dare trasparenza a questi finanziamenti che dovrebbero essere a conoscenza di chi vuol sapere, soprattutto di chi è protagonista della vicenda, cioè il Consiglio regionale.

Mozione n. 536
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Contributo per il danno indiretto a seguito del sisma del 2016: necessità di riapertura delle domande di richiesta dell’agevolazione e di revisione dei termini del calcolo del contributo per evitare discriminazioni”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 536 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Parliamo di un tema molto sentito che è quello del terremoto, relativamente alle imprese colpite dal sisma.
La normativa che si è susseguita, decreti nn. 189 del 2016, 8 del 2017 e 50 del 2017, ha stabilito una serie di disposizioni che riguardano le competenze rispetto agli aiuti alle imprese. Ad esempio il comma 1, dell’articolo 20 bis del decreto 8/2017, dispone che, al fine di favorire la ripresa produttiva delle imprese del settore turistico, dei servizi connessi, dei pubblici esercizi e del commercio e artigianato, nonché delle imprese che svolgono attività agrituristica, come definita dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96 e dalle pertinenti norme regionali, insediate da almeno sei mesi antecedenti agli eventi sismici nelle province delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria nelle quali sono ubicati i comuni di cui agli allegati 1 e 2 al presente decreto, nel limite complessivo di 23 milioni di euro per l'anno 2017, sono concessi alle medesime imprese contributi, a condizione che le stesse abbiano registrato, nei sei mesi successivi agli eventi sismici, una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 30% rispetto a quello calcolato sulla media del medesimo periodo del triennio precedente”. Il comma 2 del medesimo articolo prevede che “I criteri, le procedure, le modalità di concessione e di calcolo dei contributi di cui al comma 1 e di riparto delle risorse tra le regioni interessate sono stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze”. Il decreto emanato successivamente modifica quello dell’11 agosto del 2017 che recava criteri, procedure e modalità di concessione ed erogazione dei contributi.
La misura del cosiddetto “danno indiretto” intende calcolare i mancati guadagni delle imprese ricadenti sui Comuni ricompresi nel “cratere sismico” e ne possono beneficiare soltanto quelle imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 30% rispetto a quello calcolato sulla media del medesimo del triennio precedente, dovrebbe, quindi, costituire un indennizzo per chi ha subìto delle perdite a causa del sisma.
Il contributo è ammesso soltanto nell’eventualità che l’attività abbia sostenuto dei costi a seguito del sisma (non è cumulabile con nessun’altra agevolazione pubblica concessa a fronte dei medesimi costi ammissibili). In altre parole l’attività economica riceve il rimborso del danno indiretto solo a condizione che a seguito del sisma abbia speso quella somma per costi correnti di gestione, quindi di fatto solo nel caso in cui abbia potuto riaprire e/o proseguire l’attività o abbia avuto la possibilità economica di spendere una somma di denaro per la propria attività terremotata.
Così com’era pensato, fino alle modifiche introdotte dal succitato decreto interministeriale del 6 giugno 2019, il contributo per il danno indiretto veniva calcolato solo in base ai costi sostenuti negli anni 2017 e 2018, entro il limite massimo del 30% della riduzione del fatturato, mentre a seguito del succitato decreto sono stati introdotti anche gli anni 2019 e 2020 ed è stato cancellato il limite massimo entro il quale erano ammissibili i costi di produzione (automaticamente diventa del 100%).
Di conseguenza si può affermare che chi per i più svariati motivi non abbia potuto riaprire la propria attività e riprendere il lavoro dopo il terremoto, pue avendo avuto un evidente danno economico, non ha diritto al contributo medesimo per il danno indiretto.
L’erogazione del contributo spetta al Vicecommissario alla ricostruzione, quindi alla Regione, secondo quanto previsto dal decreto-legge 50/2017.
Al momento della stesura della mozione, ricordo che è del settembre 2019, le attività che avevano presentato domanda per il 2017/2018 non avevano la possibilità di integrare la richiesta del contributo a seguito delle modifiche introdotte dal decreto interministeriale del 30 giugno 2019, che estendeva i criteri introducendo le annualità 2019 e 2020, perdendo di fatto un diritto.
Al momento della presentazione della mozione, nessuno degli aventi diritto aveva ancora beneficiato del contributo previsto dal “danno indiretto” e, in ogni caso, la graduatoria in essere risultava da modificare a seguito delle modifiche introdotte dal decreto giugno 2019.
Tenuto conto del susseguirsi delle normative e anche dell’evidente disparità di trattamento che spetta a quelle attività che pur avendo avuto un evidente danno non sono riuscite neanche a riaprire, nel dispositivo della mozione chiedo alla Regione ed anche in particolar modo al Vicecommissario alla ricostruzione, per quanto di rispettiva competenza, di attivarsi affinché si riaprano le domande per permettere una più puntale certificazione dei costi alla luce delle modifiche introdotte dal decreto interministeriale del 6 giugno 2019, quello che amplia gli anni da tenere in considerazione per il calcolo del contributo indiretto; di permettere anche a chi non ha riaperto l’attività di presentare la domanda per ottenere l'agevolazione, calibrando il contributo su altri costi, cambiando la modalità di determinazione del contributo, scollegando il calcolo dai costi, calibrandolo in base alla effettiva riduzione del fatturato, in modo da non creare discriminazioni tra chi ha potuto riaprire dopo il sisma e chi invece non ha potuto farlo (il danno indiretto si calcola sui costi di gestione, anche correnti, sostenuti a seguito del terremoto).
Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Sono totalmente d'accordo con quello che dice la Consigliera Leonardi perché il 30 maggio 2017 avevo presentato una mozione in quest'Aula e mi ero rammaricato che la maggioranza l’avesse bocciata, riguardava il sostegno alle attività produttive per i danni indiretti in termini di contributi economici diretti all'esenzione fiscale parziale o totale. Era stata discussa nella seduta n. 67 e bocciata sonoramente.
Avevo affrontato il problema da subito perché di professione faccio il commerciante, da 50 anni, quindi so cosa significa avere un territorio spopolato, avere tutte le tasse e le ditte fornitrici che devono essere pagate.
Ritengo che quello che dice la Consigliera Leonardi sia giusto perché alle Marche erano stati assegnati 28 milioni di euro, indipendentemente dalla riapertura che già era stata prorogata, se non sbaglio, al 30 settembre 2018, le domande erano 1.047 per un contributo ammesso pari a 11.804.000 euro.
I fondi disponibili per il 2016/2017 erano pari a 20.130.000 euro e per il 2018 7.930.000 euro, suppongo, se non ho fatto male i miei calcoli, che ancora sono disponibili 17 milioni di euro, nascosti, che andranno a finire in meandri dove è impossibile ritrovarli. Credo che questi fondi ci siano, anche perché, vi voglio dare un'informazione, avevo preparato una legge sul reddito minimo garantito per le zone del cratere a chi non percepiva altri sostegni al reddito, 1.000 euro per due anni a chi aveva subìto le conseguenze del terremoto, ebbene, cosa ho scoperto? I fondi per l'indennità di lavoro dipendente e i fondi per l'indennità di lavoro autonomo assegnati dal decreto legge 189 del 2016 alla Regione Marche, parliamo del 24 maggio 2019, erano 48 milioni di cui 46 milioni di euro fermi lì, 46.255.853 euro. L’indennità per i lavoratori dipendenti era ferma, giacente. Dei 47.852.325 euro previsti per i lavoratori autonomi dall'ex articolo 45 comma, comma 4, del decreto legge 189, assegnati alla Regione Marche, ne erano disponibili al momento che ho fatto la verifica, quindi a maggio 2019, 22 milioni, una marea di soldi fermi!
La domanda che ha posto la Consigliera Leonardi è oltretutto accettabile e congrua perché oltre al fatto che a me risulta che siano disponibili ancora 17 milioni di euro, se non vado errato, per i danni indiretti, credo che siano da valutare anche queste altre risorse che quando ho fatto la richiesta erano giacenti nelle casse della Regione Marche.
Penso che questa sia una cosa che si possa fare subito perché è di competenza del Commissario regionale, come ha ben detto la Consigliera Leonardi, quindi muoviamoci e risolviamo, almeno prima della fine della legislatura, questo problema che riguarda tutte le attività produttive (commercio, piccolo artigianato, eccetera) che purtroppo hanno avuto dei danni enormi dallo spopolamento dei territori del cratere. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 536. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dalla Consigliera Leonardi.
Favorevoli: Bora, Busilacchi, Carloni, Celani, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Mastrovincenzo, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Zaffiri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 544
ad iniziativa dei Consiglieri, Fabbri, Giorgini, Maggi
“Stato di attuazione del piano energetico ambientale regionale (Pear) 2020”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 544 dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Lo stato di attuazione del Piano energetico ambientale regionale non è ben chiaro, infatti i commi 1, 2, 3, 4 dell’articolo 2 (Strumenti attuativi) dell’allegato 1 “Disciplinare di attuazione del Pear 2020” stabiliscono che la Giunta regionale approvi entro il 30 novembre di ogni anno, acquisito il parere delle competenti Commissioni consiliari, un Programma annuale di attuazione, di cui non si ha notizia, al fine di garantire un’attuazione efficace del Piano, considerato che alla stessa concorrono più politiche di settore (edilizia, agricoltura e pesca, industria, ricerca e innovazione, trasporti, turismo e commercio, rifiuti, bilancio, politiche comunitarie e legislativo).
E’ demandata alla Giunta Regionale l’istituzione di un organismo permanente di coordinamento tecnico-politico, costituito dai rappresentanti delle strutture competenti nelle politiche di settore individuate, quindi vorremmo sapere questo organismo tecnico politico quali attività e quali indirizzi abbia dato ai vari servizi per attuare il Pear.
La Giunta regionale presenta annualmente all’Assemblea legislativa un documento di valutazione e monitoraggio che descrive lo stato di realizzazione e i risultati dell’attuazione del Piano, quindi abbiamo ben tre documenti ufficiali che l’Assemblea deve considerare, valutare per vedere che cosa si intende fare e che cosa è stato fatto. Sulla carta tutto dovrebbe funzionare, purtroppo non abbiamo mai visto girare questi documenti.
Avevamo fatto a suo tempo numerosissime osservazioni al Pear, alcune delle quali sono state addirittura giustamente recepite: chiedevamo un piano finanziario con gli strumenti attuativi e c’era stato risposto che sarebbe stato aggiunto un disciplinare a tal riguardo; avevamo mosso l’osservazione affinché con una apposita legge regionale si spingessero i comuni sopra i 5.000 abitanti ad attivare lo sportello dell’energia, c’era stato detto che tale osservazione era accoglibile; era stata mossa l’osservazione per aumentare i trasferimenti ai Comuni affinché implementassero nei loro Prg e Regolamenti norme concrete per finalizzare la riduzione di Cfl, c’era stato detto che era accoglibile; si era chiesto per le barriere fonoassorbenti fotovoltaiche di realizzare delle barriere a lato strada, dove ci sono soprattutto le barriere acustiche, la proposta era che sarebbe stato preso in considerazione quanto richiesto; all’osservazione su una politica di rilancio dell’utilizzo del trasporto su ferro ci era detto che poteva essere un’osservazione accoglibile, poi volete fare sulla Fano-Urbino una ciclabile rovinando il tracciato ed in futuro l’eventuale riutilizzo a trasporto pubblico, come chiediamo da sempre.
Purtroppo non abbiamo evidenza della realizzazione delle osservazioni ritenute accoglibili e non abbiamo evidenza di questi tre documenti, quindi questa mozione chiede di applicare in maniera puntuale il Pear; di darne adeguato riscontro all’Assemblea, che venga prodotto il programma annuale di attuazione per gli anni, per cui doveva essere prodotto, 2017/2018/2019 e prossimamente anche il 2020; di presentare il documento annuale di valutazione e monitoraggio e il resoconto dell’attività dell’organismo permanente di coordinamento tecnico-politico.
Questo a dimostrazione che in campo ambientale la Regione ha fatto pochissimo tant’è che non abbiamo la minima contezza di come stia procedendo il Piano energetico ambientale regionale, la mozione è un invito da una parte e una denuncia dall’altra a fare meglio di quello che state facendo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. Prima di rispondere puntualmente alla mozione, respingo a nome di tutto il gruppo del Partito Democratico le accuse del Consigliere Fabbri circa uno scarso impegno sul fronte ambientale. Quello che ha fatto questa Regione in questi anni credo che debba riempire d'orgoglio tutti i marchigiani, nel 2016 è stata scelta come ambasciatrice del Patto dei Sindaci, in meno di 3 anni sono stati coinvolti più di cento Comuni, e con le risorse aggiuntive dell'asse 8 grandissima attenzione è stata data all'efficientamento energetico.
Non siamo sicuramente qui a prendere lezioni dal Consigliere Fabbri né dal Movimento 5 Stelle su come si tutela l'ambiente, per non citare tutto quello che si fa sul fronte delle attività produttive in merito a uno sviluppo sostenibile. Le ricordo anche il recente bando sull'economia circolare, tutti interventi che ci vedono tra i primi attori nel panorama nazionale ed europeo.
Riguardo ai contenuti della mozione la risposta al punto 1 è la seguente. Il Piano energetico ambientale regionale (PEAR), approvato dall'Assemblea legislativa con delibera n. 42 del 20 dicembre 2016, ha consentito alla Regione Marche di rispettare la condizionalità ex ante imposta dalla Commissione europea per l'utilizzo delle risorse stanziate a favore del settore energia volte alla decarbonizzazione dell'economia marchigiana.
Il Pear, al fine del perseguimento degli obiettivi "burden sharing" 2020 con orizzonte 2030, ha individuato un complesso sistema di azioni, nell'ambito del quale l'utilizzo della dotazione di risorse comunitarie costituisce strumento prioritario.
Considerate le esigenze emerse per affrontare l'emergenza terremoto, in termini di risorse umane e finanziarie, l'attuazione del Piano energetico ambientale regionale, avviata dalla Giunta regionale, si è concentrata sull'utilizzo delle risorse comunitarie, in quanto ritenuta azione più efficiente ed efficace a seguito di una valutazione degli "input" a disposizione o meglio a seguito di una valutazione delle risorse finanziare e umane da potere destinare esclusivamente a tale attività. Occorre evidenziare che, a seguito del terremoto, la Giunta non solo ha gestito le macerie e la ricostruzione, ma si è fortemente impegnata nella gestione delle risorse aggiuntive derivanti dalla riprogrammazione del Por Eventi Sismici; programmazione, quest'ultima, che ha consentito di aggiungere alle già ingenti risorse destinate al risparmio energetico e allo sviluppo delle energie rinnovabili, circa 50 milioni di euro. Complessivamente le risorse destinate al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano energetico ambientale regionale superano i 100 milioni di euro.
Concentrare l'attuazione del Piano energetico ambientale regionale sull'impiego delle risorse comunitarie, ha reso la presentazione del Programma annuale di attuazione, previsto dal disciplinare di Piano, così come richiamato dalla mozione, non necessaria. Occorre, infatti, considerare che tutti gli interventi del Por e del Psr relativi all'efficientamento energetico erano già stati oggetto di approvazione da parte dell'Assemblea legislativa.
In merito al punto 2, il monitoraggio dell'attuazione del Piano, come ben descritto a pag. 203 paragrafo 7.2 del Pear, è legato al sistema di monitoraggio nazionale (SIMERI - Sistema italiano di Monitoraggio delle fonti rinnovabili) gestito dal Gse.
Tale sistema raccoglie, elabora e valuta i dati con la collaborazione delle singole Regioni annualmente, ma con riferimento ai due anni precedenti:
- al 31 dicembre 2017 si sono avuti a disposizione i dati riferiti all'annualità 2015 (anno in cui il Piano energetico, non essendo ancora approvato, non poteva produrre alcun effetto;
- al 31 dicembre 2018 si sono avuti a disposizione i dati riferiti all'annualità 2016 (anno in cui il Piano energetico, non essendo approvato che a dicembre 2016, non poteva produrre alcun effetto);
- al 31 dicembre 2019 si sono avuti a disposizione i dati riferiti all'annualità 2017.
Ciò significa che solo da gennaio 2020 la Giunta è in grado di valutare gli effetti dell'attuazione del Pear. La valutazione degli effetti sarebbe comunque limitata ad un anno di attuazione e cioè l’esercizio 2017.
La valutazione, inoltre, è da ritenersi teorica, in quanto occorre considerare che il sostegno alla realizzazione degli interventi di efficientamento energetico e di sviluppo delle energie rinnovabili con risorse comunitarie, sopra richiamato, è stato concretamente concesso tra l'annualità 2018 e 2019.
Per le motivazioni sopra illustrate, è evidente che non sono ancora maturate le condizioni oggettive per consentire alla Giunta regionale di presentare all'Assemblea legislativa un rapporto di monitoraggio.
Infine in merito al punto 3, l'organismo permanente del Pear, vista l'approvazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, è confluito in seno alla cabina di regia per la Strategia regionale costituita con delibera di Giunta regionale n. 1602/2018 e resa operativa con Decreto del Segretario regionale n. 9/2019. I cambiamenti climatici e le politiche energetiche costituiscono, infatti, uno dei temi strategici prioritari di coordinamento regionale.
II resoconto dell'attività della cabina di regia potrà essere trasmesso su specifica richiesta dell'Assemblea legislativa.
In questa relazione, che sono felice di consegnarle, sono messi tantissimi interventi che pur concorrono agli obiettivi che la Giunta e il Consiglio si sono prefissi, che riguardano, ad esempio, le deleghe delle attività produttive. Non le sarà sfuggito, dato che è recente, l’ approvazione del Protocollo con il Ministero dello sviluppo economico sulla ripartizione del fondo idrocarburi, un fondo che storicamente viene destinato alle attività produttive tout court, invece la Giunta ha fatto una scelta ben precisa di destinare metà delle risorse all'installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e l'altra metà per quei lavori di completamento o di manutenzione delle piste ciclabili per i Comuni sotto i 5000 abitanti.
Ripeto, quello che si è fatto in questi anni credo che possa e debba riempire d'orgoglio tutti i marchigiani anche perché infrastrutture di questa portata, ovviamente, non possono che realizzarsi se non c'è una sensibilità condivisa da tutti i soggetti della regione.
Ringrazio il Consigliere Fabbri che, come ha già fatto anche in occasione dei fondi europei, con le sue mozioni non fa altro che mettere ancora più in luce il buon operato di questa Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Mettiamo in luce la virtuosità di questa Regione. La congiuntura economica degli ultimi anni ha purtroppo ridotto il carico energetico delle imprese, quindi, statisticamente le Marche, si possono vantare, ma non per azioni proprie, di avere un comparto che inquina ed è meno energivoro, purtroppo, per la crisi economica, da cui ancora deve uscire. Non abbiamo ancora raggiunto i livelli pre-crisi del 2008.
I soldi che avete messo vengono per l’efficientamento energetico vengono dal terremoto, per il resto, energie rinnovabili da sviluppare, la mobilità, l'intermodalità, tutto il settore dello sharing, zero e questo, nella risposta che ho ricevuto, è stato confermato, tant'è che non siete in grado neanche di acquisire dati in proprio per poter assolvere ai programmi annuali, al documento di valutazione, e dire che cosa ha fatto questo organismo, perché quando sono andato a reperire, alcuni mesi fa, negli uffici i dati c'era un incerto smarrimento su questo, quindi giriamo la frittata da una parte e dall'altra si cuoce o si brucia, ma alla fine la realtà è questa. I numeri cantano.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 544. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 558
ad iniziativa del Consigliere Carloni
“Fondi per acquisto dotazione per le Forze dell'Ordine”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 558 del Consigliere Carloni, che ha la parola per illustrarla.

Mirco CARLONI. E’ un'iniziativa che sostiene una attività svolta in modo particolare dal Sindacato autonomo di Polizia, che sta sollecitando tutte le varie Regioni e le sta stimolando per rafforzare le tutele degli operatori delle Forze dell'ordine.
Una mozione analoga è stata approvata con contributi sia da parte della Regione Friuli Venezia Giulia che da altre, la danno in approvazione sia nell'Emilia-Romagna che in Veneto, che si stanno attivando su queste segnalazioni fatte dai sindacati, laddove c'è una carenza di equipaggiamento e dotazioni per il personale che svolge attività di pubblica sicurezza e che opera nelle nostre strade per la nostra incolumità.
Questo è un tema che credo interessi tutti quanti, hanno oggettiva carenza di attrezzature (esempio giubbotti antiproiettile) che sono sottodimensionate.
E’ una cosa molto sentita, devo dire, segnalata in modo laico, non è un'iniziativa politica, ma è una cosa che riguarda la sicurezza di tutti quanti noi.
Molti Commissariati fanno fatica a svolgere attività di ordine pubblico proprio per queste carenze, giubbotti antiproiettile e giubbotti anti-taglio, quindi, con questa mozione chiedo all'Aula di creare un fondo, fin da subito, che permetta di stanziare risorse finanziarie per dare un contributo diretto all'acquisto di questa dotazione individuale a favore degli agenti di pubblica sicurezza, vi chiedo di approvarla all'unanimità, perché deve essere una cosa di tutto il Consiglio regionale delle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La mozione è meritevole, però dovrebbe essere indirizzata al Governo, non so se lo fanno tutte le Regioni, ma secondo me non si può fare. Come possiamo mettere a disposizione risorse per il potenziamento strumentale delle Forze dell'ordine? Casomai mettiamo a disposizione risorse, come le abbiamo messe, per i Corpi di Polizia locale. In Ascoli Piceno abbiamo fatto recentemente la festa della Polizia locale e proprio ieri ho portato in Giunta l’approvazione del piano che abbiamo votato nella Consulta della legalità, fatto in base ad una legge regionale, su cui c’è stato il parere della Commissione, dove addirittura abbiamo messo maggiori risorse in tema di sicurezza, fino a 600.000 euro, e probabilmente. ad esempio, andremo a stipulare un Protocollo di intesa per la sicurezza integrata tra la Regione Marche e il Ministero degli interni, l’abbiamo approvato proprio ieri.
Abbiamo messo in campo tante iniziative, ad esempio: svolgiamo attività di formazione, aggiornamento e riqualificazione degli appartenenti ai servizi ed ai corpi di Polizia locale, abbiamo stabilito i criteri per incentivi all'introduzione di sistemi e strumenti innovativi nella gestione dell'attività dei corpi e dei servizi, ci siamo impegnati per favorire l'accesso alle banche dati degli archivi utili per l'operatività sempre della Polizia locale, per promuovere protocolli operativi tra Polizia locale e Polizia di Stato e personale sanitario e tante altre cose. Le risorse che abbiamo messo in campo con l'approvazione di ieri, con quello che sarà il progetto di sicurezza integrata, che in definitiva è destinato ai Comuni, potranno essere utilizzate attraverso appositi bandi con gli enti locali.
Quindi, ritengo che, per carità, questa mozione è importantissima perché accende un faro sulla necessità che venga disposto il potenziamento strumentale per la sicurezza passiva delle forze dell'ordine (giubbotti antiproiettile, giubbotti anti-lama sotto camicie e anti-taglio), ma dopo tutte le battaglie sulla sicurezza l'ex Ministro degli interni ha poi lasciato sguarniti i corpi deputati alla tutela ed alla sicurezza delle strumentazioni minime, in questo nostro Paese, per cui oggi ci si rivolge alle Regioni per mettere a disposizione le risorse. Semmai devono essere messe a disposizione dei Corpi di Polizia locale, che tra l’altro non sono neanche tra le disponibilità della Regione, ma degli enti locali perché sappiamo che la Regione è l'unica istituzione della Repubblica che non può disporre di un proprio corpo di Polizia locale o di sicurezza.
Ripeto, pur apprezzando la presentazione di questa mozione, dal mio punto di vista, come Assessore al bilancio, la ritengo inaccoglibile, anche perché, secondo me, non potremmo mettere a disposizione delle risorse per il potenziamento strumentale delle Forze dell'ordine, non potremmo farlo come Giunta, ed io non proporrei mai un atto del genere perché non posso destinare risorse per una finalità non propria, specialmente di questi tempi, con le inchieste che aleggiano, non mi pare che sia proprio il caso.
Con molto dispiacere voterò contro questa mozione e chiedo di votare contro, a meno che non si voglia trasformarla in un atto che impegna un'attività nei confronti del Governo nazionale per mettere a disposizione queste risorse, però, se del caso, dovrebbe essere ripresentata, quindi, in sostanza, voterò contro e chiedo che venga espresso voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Ringrazio innanzitutto il Consigliere Carloni per aver sollevato il problema, le segnalazioni erano arrivate anche noi e nello specifico avevamo espresso la perplessità sulla possibilità della Regione di destinare i soldi in tal senso. Naturalmente, come ha ricordato l'Assessore Cesetti, di questi tempi va fatta attenzione su dove vanno a confluire le risorse della Regione, specialmente se non ha competenza in merito.
A me è piaciuta la proposta di arrivare ad una risoluzione proposta all'unanimità per chiedere un intervento del Governo, chiedo, quindi, al primo firmatario, Consigliere Carloni, se è disposto a lavorare su una risoluzione in tal senso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Esprimo il mio parere personale al di là delle motivazioni, tutte legittime, plausibili, che ha fornito l’Assessore Cesetti. Aggiungo qualcosa di ulteriore dettato un po' dal cuore oltre che dall'intelligenza.
Di fronte a un provvedimento di questo tipo non sono così ben disposto a vederlo con sufficiente volontà di accoglimento, perché rifuggo dall’idea della difesa ad oltranza, perché se c'è una difesa c’è una violenza. E’ un modo di ragionare che non mi appartiene e che mi sento espressamente di rifiutare e di andare oltre. Nonostante quello che ho detto, mi sembra eccessivo intavolare e pensare ad interventi che esulano, anzi che vanno contro le competenze previste dalle norme.
Quello che ho voluto testimoniare in più è questo aspetto anche un po' filosofico di fronte ad una questione del genere. Gli operatori, le forze dell'ordine vanno tutelati perché sono chiamati a proteggere e a tutelare la nostra sicurezza, però, passatemi questa espressione, esaltare questo aspetto, prevedendo uno stanziamento per il potenziamento strumentale di sicurezza passiva (acquisto di giubbotti antiproiettile, anti-arma sotto camicia e guanti di taglio) cozza con la mia filosofia, la mia cultura, la mia formazione.
Sono per pensare a forme alternative, quando parliamo di carcerazione, quando parliamo di carcerazione preventiva, figuriamoci se posso accogliere un'idea di questo tipo, che peraltro, ribadendo quello che ha detto l’Assessore Cesetti, giustamente, non è nemmeno di nostra competenza, quindi ultra petita, proprio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Intervengo rapidamente per rafforzare quanto ha espresso l’Assessore rispetto alla competenza.
Mi viene in mente una mozione che abbiamo approvato e che portava la firma della Consigliera Leonardi, che prevede di estendere l'esenzione del ticket alle Forze dell'ordine quando hanno infortuni nell'esercizio della propria attività. Una mozione votata da tutti perché in quel caso la materia era sanitaria, su cui la Regione ha competenza, mentre in questo caso la competenza è istituzionalmente del Ministero dell’interno e, seppur valide e comprensibili le ragioni che hanno ispirato l’atto per cui potrebbe essere accolto, ringrazio il Consigliere Giacinti per quanto da lui sottolineato, pur rispettando l'impalcatura culturale che sta dietro a questa mozione, ma anch'io qualche perplessità la nutro.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Devo dire che condivido le motivazioni che sono alla base di questa mozione. Purtroppo abbiamo visto che ci sono stati vari episodi di attacco alle forze dell'ordine e spesso i mezzi che usano per proteggersi durante il servizio, per la tutela e l'incolumità di tutti noi cittadini, sono inadeguati.
Oltre alla mozione che ha ricordato il Presidente Volpini, ne avevo presentata una qualche anno fa che chiedeva al Governo di mettere nuovi e maggiori fondi per adeguare queste strumentazioni.
Non so se è possibile, io non posso farlo, magari il Consigliere Carloni può emendare ed integrare la mozione chiedendo, se la Regione non vuole o non può mettere risorse proprie sul tema, di fare almeno una richiesta forte nei confronti del Governo affinchè stanzi delle risorse idonee ad adeguare i dispositivi di sicurezza degli agenti che, lo voglio ricordare, sono lì a difendere, non certo ad offendere.
Credo che sia un impegno doveroso per tutti perché quando ci troviamo in difficoltà, ovviamente, chiediamo il loro aiuto, quindi è anche giusto che gli agenti, uomini e donne dello Stato, siano tutelati a loro volta nell'adempimento del loro dovere, con strumentazioni idonee a garantire l'incolumità propria e, nel fare il proprio lavoro, la nostra.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie, Presidente. La mia è una mozione abbastanza concreta e pragmatica, non aveva nessun significato ideologico e tantomeno aveva un'impalcatura culturale, Consigliere Volpini. L’unica impalcatura culturale o idea, che evidentemente non vi è chiara, è che queste persone che lavorano per la sicurezza e l'ordine pubblico non hanno colore politico, sono dei dipendenti dello Stato che svolgono il loro dovere negli stadi, nelle manifestazioni e quando vengono chiamati dagli organi dello Stato a fare attività subiscono aggressioni e rischi e non hanno la dotazione necessaria per proteggersi.
Di fronte a questo parlare di impalcatura culturale o di idea alternativa, come ha detto il Consigliere Giacinti …, non so quale sia la sua idea alternativa di pubblica sicurezza, ma la pubblica sicurezza, Consigliere Giacinti, non ha colore politico, l'ordine pubblico è l'ordine pubblico, lo Stato deve tutelare prima di tutto i cittadini, ma anche i dipendenti che, nell'esercizio delle loro funzioni, non possono rischiare di essere oggetto di violenza o atti contro la loro salute, per questo ci hanno segnalato, in modo laico, non ideologico, una necessità che da un anno evidenziano soprattutto i sindacati che sono preposti a farlo, per tutelare le Forze dell’ordine con delle risorse speciali, risorse speciali che hanno chiesto a tutte le Regioni, non solo a quelle di centrodestra o di centrosinistra. E’ una richiesta che viene dai rappresentanti dei lavoratori della pubblica sicurezza.
Abbiamo la legge regionale del 17 febbraio 2014, che prevede tra le varie cose che la Regione promuova Protocolli operativi tra Polizia locale e Polizia di Stato e altri soggetti operanti nel territorio per la sicurezza in caso di servizi di controllo, pronto intervento, trattamento sanitario obbligatorio. All'interno della norma regionale prevedevo la possibilità giuridica che la Regione, con risorse proprie, potesse dare un contributo alle Forze di Polizia, segnatamente per questi materiali che servono a svolgere l'ordine pubblico, non è vero che non c'è la possibilità di farlo perché altre Regioni lo stanno già facendo.
Credo che accogliere una mozione che vale quel che vale, è un impegno da affrontare poi tecnicamente nelle sedi opportune per valutarne la fattibilità tecnica, ovviamente economica e la sostenibilità della spesa.
Non credo che questa mozione sia da elevare a significati ideologici che non aveva e che non ha, soprattutto, credo che sia più che altro un segnale di attenzione verso il personale che svolge servizio di ordine pubblico nelle nostre città e che molto spesso non ha problemi con l'impalcatura culturali, ma con le bastonate che prende negli stadi durante le manifestazioni, per le quali non ha la dotazione necessaria. Che poi sia responsabilità del Governo non c'è dubbio, al di là di chi è al Governo in questo momento, ma una mozione che impegna il Governo lascia il tempo che trova, mentre un atto che cerca risorse dirette da parte Regione, che sono pur sempre soldi pubblici, all'interno di quel Protocollo e di quella legge regionale che vi ho indicato, è possibile ed anche un dovere.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Una brevissima replica perché, ripeto, le considerazioni del Consigliere Carloni meritano rispetto.
So bene a che cosa fa riferimento, però in base a quella legge regionale, ho già detto che ieri abbiamo portato un atto nel quale abbiamo raccolto il lavoro fatto all’interno della Consulta, tra l'altro, molto probabilmente, andremo a stipulare un accordo per la sicurezza integrata con il Ministero dell’interno, e quindi con lo Stato.
Penso una cosa, siccome le risorse sono alquanto limitate, è ovvio che faremmo dei danni, personalmente ritengo che dovremmo e potremmo destinare quelle risorse, se del caso, per la protezione dei Corpi di Polizia locale, per i Corpi di Polizia di competenza dello Stato ci deve pensare il Governo e secondo me non è possibile neanche destinare risorse in quella direzione, comunque dal mio punto di vista non sarebbe opportuno, perché noi dobbiamo garantire la Polizia locale in questa nostra Regione, la Polizia locale, che deve essere, questa sì, diciamo, dotata anch'essa degli strumenti di protezione, anche in attuazione di accordi specifici con il Governo nazionale. Pensiamo, ad esempio, alla sicurezza stradale, c'è un Protocollo d'intesa, se non vado errato, tra Anci e Ministero dell’interno per la sicurezza stradale, c'è il concorso delle Forze di Polizia e della Polizia locale, ecco, la Polizia locale in base a quell'accordo può espletare funzioni tipiche, altrimenti espletabili solo dai Corpi di Polizia. In quel caso, ad esempio, per espletare quell'attività dovremmo pensare a dotare il Corpo di Polizia di strumenti di protezione, perché quando fa attività di repressione, che ne so, per il controllo dell'alcol test o delle sostanze stupefacenti magari può incontrare anche dei balordi, dei delinquenti e lì ci vogliono le strumentazioni che il Consigliere Carloni ha citato prima.
Quello che lei dice noi l’abbiamo già fatto perché abbiamo destinato delle risorse e ne abbiamo messe in più in base anche al lavoro che abbiamo fatto all'interno della Consulta per la legalità, ripeto, ieri abbiamo approvato il piano, le risorse sono passate da 300.000 a 600.000 euro, però, questa mozione, secondo me, non possiamo votarla.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 558. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Consigliere Carloni.
Favorevoli: Carloni, Leonardi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Mastrovincenzo, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 559
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Traversini
“Finanziamento ed attivazione dei Poli tecnico professionali delle Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 559 dei Consiglieri Fabbri, Traversini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. L'oggetto della mozione è importante ed anche molto semplice.
Con la delibera della Giunta regionale del 7 ottobre 2013 si è deciso di adottare i criteri per il consolidamento del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, degli Istituti tecnici superiori e per l'attivazione dei Poli tecnico professionali nel territorio delle Marche, per il triennio 2013/2015. C’è stato poi il decreto del dirigente della PF istruzione, formazione integrata, diritto allo studio e controlli di primo livello del 4 ottobre 2014, con il quale sono stati costituiti tre Poli tecnico professionali: Artepromic - c/o l.l.S. "Merloni-Milani" di Fabriano; Tecmec - c/o l.T.l.S. "E. Mattei" di Urbino; Della Meccatronica - c/o l.l.S. "Volterra-Elia" di Ancona.
Ad esempio l’I.T.I.S. “E. Mattei” di Urbino ha sottoscritto un Accordo di rete che ha per oggetto: “Polo tecnologico del legno-arredo e della meccatronica” ed ha come missione lo sviluppo delle attività di formazione tecnica delle risorse umane al fine di supportare i processi di innovazione delle imprese per la competitività dei settori del legno-arredo e della meccatronica, a cui hanno aderito anche l’Istituto di istruzione superiore polo scolastico 3, l’Università di Urbino, l’Università di Camerino, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Confindustria, il Confapi e la Cna di Pesaro e Urbino, alcuni Enti di ricerca e 29 imprese del territorio.
I Poli tecnico professionali hanno lo scopo di garantire una interconnessione tra i soggetti della filiera formativa e le imprese della filiera produttiva. Sono reti formalizzate tra soggetti pubblici e privati che includono istituti tecnici e/o professionali, imprese, organismi di formazione professionale e ITS volti a favorire un'offerta formativa qualitativamente migliore e più rispondente alle esigenze del tessuto produttivo, attraverso l'integrazione delle risorse professionali, strumentali e finanziarie. E’ chiaro lo scopo e l’importanza della formazione tecnica e del collegamento con le imprese che svolgono questi agglomerati di istituzioni e di privati, 29 imprese, appunto, per il comparto urbinate.
Riteniamo che la formazione tecnica sia un tassello fondamentale per il tessuto economico regionale e che la Regione debba sostenere e finanziare con tutti gli strumenti utilizzabili la formazione tecnica, specialmente di concerto con il mondo delle imprese e dell’Università, quindi, chiediamo di finanziare in maniera adeguata e con urgenza l’attivazione dei tre Poli tecnico professionali delle Marche, che sono individuati da anni, come ci viene anche sollecitato dai diretti interessati. Inoltre, sappiamo che il mercato ha fame di questi tecnici che escono da questa tipologia di formazione, che vede anche il coordinamento tra Università, centri di ricerca, imprese, scuole, quindi, facciamo uno sforzo e un passo avanti per realizzare questo gradino della formazione che nelle Marche è particolarmente necessario.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Sono aperte le iscrizioni per chi vuole intervenire su questa mozione che auspica il finanziamento e l’attivazione dei Poli tecnico professionali nelle Marche, la cui importanza l’ha descritta molto bene il Consigliere Fabbri.
Noi abbiamo bisogno di formazione in questo settore, in modo tale che le persone che escono dalla scuola possano essere immediatamente immesse nel mercato del lavoro, nelle aziende e su questo tema c’è un accordo che, mi sembra, abbastanza vasto e compiuto tra tutti gli organi competenti.
Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie, Presidente. Questa è una mozione molto interessante, sono pienamente d'accordo con i Consiglieri Fabbri e Traversini e li ringrazio di averla posta. E’ interessante e soprattutto è in itinere, non è che la questione non è iniziata, il problema è che costruire dei Poli tecnico professionali è molto difficile, però ci stiamo lavorando da quella delibera e ci stavano lavorando già prima di me, quindi io mi sono messa in questa linea. Soprattutto bisogna capire bene, lo spiego a tutta l’Assemblea perché credo che possa interessare, cosa intendete con “finanziamento”. La Regione è in un partenariato al cui interno abbiamo previsto le accademie aziendali ed altre forme di formazione che fanno da corollario al tema del Polo.
Ribadisco, sono soprattutto risorse del Fondo sociale europeo previste per questo e vanno insieme al contributo delle aziende e delle scuole, volevo chiarire questo perché prima ho visto che vi siete impiccati sulla natura del fondo.
Vorrei dire alcune cose: i Poli tecnico professionali costituiscono una modalità organizzativa che consente un’efficace ed efficiente collaborazione tra il sistema educativo e il sistema economico nel rispetto degli ambiti di autonomia e flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e delle agenzie formative.
Il funzionamento dei Poli è definito con appositi accordi di rete, qui viene fuori la rete, che abbiamo anche rimpinguato per la necessità di arrivare capillarmente in tutti i territori marchigiani, nel rispetto dei requisiti definiti dall'allegato C, del febbraio 2013.
La competitività del sistema produttivo ci ha portato a individuare sette aree economiche e professionali, che sono: agro-alimentare; manifattura e artigianato; meccanica, impianti e costruzioni; cultura, informazione e tecnologie informatiche; turismo e sport; servizi commerciali, trasporti e logistica; servizi alla persona. Sono le sette aree sulle quali, in base al discorso che ho fatto all'inizio, stiamo lavorando anche con altre risorse del tipo dottorati innovativi o dottorati, volgarmente chiamati, industriali, a sostegno totale della Regione, senza il partenariato dell'azienda e dell’università, proprio per dare l'avvio, ecco la governance di questa cosa.
I soggetti pubblici o privati che possono partecipare alla costituzione dei Poli attraverso i citati accordi di rete sono: Fondazioni ITS (almeno 1), Istituti tecnici professionali statali e paritari (almeno 2), imprese (almeno 2), organismi di formazione accreditati (almeno 1), altri soggetti indicati nell'avviso di selezione emanato dalla Regione, quali ad esempio le università (pubbliche e private), i centri di ricerca (pubblici o privati), i servizi per il lavoro accreditati, i centri per l'impiego, gli enti locali.
Debbono sussistere altresì anche dei requisiti minimi richiesti ai soggetti che si candidano alla costituzione dei Poli e cioè per gli Istituti tecnici e professionali statali e paritari deve essere documentata la presenza nel piano dell'offerta formativa, per almeno alcuni anni, di un indirizzo di studio riferibile all'area economica e professionale, a cui è rivolta la candidatura; per le imprese deve essere documentata l'iscrizione ad un settore coerente con l'area economica e professionale di quell'istituto.
A livello tecnico ogni sede operativa delle istituzioni scolastiche o delle agenzie formative e anche ciascuna sede operativa delle imprese può candidarsi alla costituzione di un unico Polo tecnico professionale, deve però impegnarsi a garantire adeguati servizi e il monitoraggio degli esiti formativi perché lo scopo è l'occupazione, altrimenti non si può usare il Fondo sociale europeo, per capire.
Nella mozione si è parlato del 2015, quindi dei tre punti.
Successivamente al 2015, specie con le previsioni attuative dalla Regione Marche n. 13 del 2015, si citano, infatti, da ultimo le delibere di Giunta regionale nn. 1630 del 2019, vado un po’ più vicina, e 253 dell'11 marzo 2019, con le quali a valere sulle risorse sono stati garantiti 4,2 milioni di euro ad incremento del sempre più decrescente contributo ministeriale, al fine di accrescere e potenziare l'offerta formativa pubblica da sviluppare attraverso i quattro Istituti tecnici superiori (ITS), quindi 4,2 milioni di euro per potenziare gli I.T.S, che sono il primo stakeholder della lista.
Parallelamente con delibera di Giunta regionale del 9 dicembre 2019 e del 2 maggio 2016, sempre a valere sulle risorse comunitarie, sono stati garantiti 2,4 milioni di euro al fine di diffondere ulteriormente nel territorio regionale l'offerta formativa da sviluppare attraverso i percorsi IFTS nelle varie annualità.
Ci sono infine gli FP, che sono il sostegno agli Istituti professionali che viene fatto, in cui ci sono 8 milioni di euro.
Quindi ci sono gli ITS, gli IFTS, gli FP che vanno tutti a sostegno del discorso professionale e tecnico e lì ci sono 4,2 milioni, 2,4 milioni, e 8 milioni, non mi sembra male come stakeholder della Regione. Andiamo avanti.
Quale ultimo tassello, poiché politica formativa di istruzione superiore, ma caratterizzata da finanziamenti molto più contenuti, l’Assessorato sta elaborando una proposta che, dopo il vaglio di compatibilità delle ultime risorse programmabili, quindi siamo alla fine perché le abbia spese, possa rendere operativa la costituzione dei Poli - se possiamo con quelle residue vorremmo andare con qualcosa di mirato - i quali dovranno operare negli ambiti e secondo le priorità indicate nell’attuale programmazione regionale, conseguendo alcuni obiettivi, tra i quali: promuovere contesti di apprendimento pratici dinamici; valorizzare il contributo delle imprese; rafforzare l'acquisizione delle competenze specifiche; consolidare il rapporto tra sistema dell'istruzione e della formazione; prevedere una diversificazione dell'offerta formativa.
Con l’avviso in elaborazione - poi aggiungo quello delle accademy che non è da meno, perché con le accademy si farà la formazione mirata nelle aziende e questo è fondamentale per quelle aziende che incontrano i ragazzi e che quindi possono andare direttamente sul territorio, a quel settore delle sette aree, che serve loro - pertanto, si potrà dare avvio anche al processo di evidenza pubblica di costituzione dei Poli tecnico professionali previsti dalla normativa. Quindi, vi ringrazio perché possiamo provare a dare atto all'ultimo tassello.
L'obiettivo è di organizzare un complessivo sistema di offerta di formazione ed istruzione diffuso su tutto il territorio, incentrato sulla collaborazione col mondo del lavoro, le sedi della ricerca, l'università, la terza missione, cose che sapete benissimo.
Ci si auspica, infine, che gli Istituti a partire dal Mattei di Urbino, che diciamo è quello un po' più all'avanguardia in questo settore, sottoscrivano innanzitutto accordi di rete, a partire da soggetti regionali (ad esempio, con una delle quattro fondazioni ITS, con particolare riferimento a quella del Made in Italy), privilegiando successivamente la dimensione multiregionale.
Aggiungo un altro pezzo che non c’è in questa lunga risposta, stiamo lavorando anche perché le quattro fondazioni ITS collaborino sempre più tra loro. Vorremmo arrivare a una, ma non ce la possiamo fare, ma è in prospettiva, perché è inutile dividersi in varie fondazioni. Si potrebbe fare una fondazione unica con dentro quelli che abbiamo adesso e diversificare sul territorio, faccio un esempio: se a Fabriano c’è l’energetico, ma è chiesto da Ascoli, si farà un corso a Fabriano ed uno ad Ascoli Piceno, se il made in Italy c’è a Fano ma serve a Fermo si farà un corso di qua e uno di là, come stanno già facendo, tra l’altro in massima collaborazione. Scusate la lungaggine ma la questione è abbastanza rognosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Ringrazio l'Assessore per la disponibilità a dar seguito a questa mozione. Ricordo che l’Itis di Urbino, di cui ho maggiore conoscenza ed ho approfondito la questione, l'accordo di rete lo ha già sottoscritto, per quello che ne so io, e all'interno, ha già la Fondazione ITS del sistema casa del Made in Italy, con sede in Via XXIV Maggio.
Abbiamo fatto la panoramica delle cose che l’Assessorato sta facendo per favorire la formazione tecnica, abbiamo visto le sette aree, i 4,2 milioni del 2019, i 2,4 milioni residui dal 2016, gli 8 milioni degli FP, adesso manca proprio questo.
Quindi, spingo l'Assessore perché intervenga sugli uffici affinchè si facciano con urgenza promotori dell’attivazione dei Poli tecnico professionali, perché la sensazione è che non si spinga abbastanza, mentre chi ha sottoscritto l'accordo di rete è pronto da un pezzo, non facciamoci rallentare dalla burocrazia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie, Presidente. Penso che il finanziamento sia di competenza della Regione ma qui, se si vuole spostare un po' di aggressività …, dopo tutta questa relazione io non voglio infierire contro l’Assessore Bravi, che in passato è stata molto comprensiva per cose del mio territorio, quindi mi vergognerei come un ladro.
Sulla disgrazia del terremoto, che è successa, se io stavo seduto là avrei coinvolto cento Università nel mondo per studiare quello che era successo e dopo averle coinvolte avrei messo in moto una ricerca scientifica, di tutto di più, poi i soldi comunque a caduta arrivano.
Qui il ping pong, l'Istituto di qua, quello di Urbino, quello di Pesaro, quello di Fano, è una decadenza totale, voi state ragionando su una decadenza ancora più grande, quando l’intera Europa ci ha detto che siamo una regione di transizione, non siamo la Columbia University o altre che danno le linee guida al mondo. State solo perdendo tempo. Era meglio se stavo zitto perché mancano pochi mesi, passano velocemente, però la tristezza è inaudita, e come disse … “E fu l’orrore”, qui “E fu la tristezza finale”. Mamma mia!

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Vorrei solo dire questo. Posso comprendere le sue parole e mi taccio, ognuno si esprime come vuole, però io parto sempre con un punto di speranza che è questo: la lunga relazione che ho fatto non porta dove dice lei, porta esattamente all'opposto, perché sono stati avviati tavoli territoriali per la prima volta capillarmente ed io ho incontrato tutte le aziende e quando me ne andrò via credo che la nostalgia più grossa l’avrò verso le aziende. Ho stimolato l'Università a fare sviluppo reale, concreto, di tutto il discorso dello sviluppo che fanno in cattedra, perché io non ho lavorato sulla cattedra, ma sui territori.
Quindi, credo che il Polo tecnologico non lo deve fare solo la Regione, che ha la governance, ma sul territorio c’è una mentalità educativa, formativa e lavorativa, quindi, la devo smentire perché abbiamo fatto passi da gigante e le dirò di più, forse è la cosa più bella che questo Assessorato ha fatto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Ho controfirmato la mozione presentata dal Consigliere Fabbri che l'ha spiegata benissimo; anche la risposta dell’Assessore mi sembra più che soddisfacente per quello che riguarda il lavoro che sta facendo.
La mozione riguarda un tema molto importante, quello del Polo tecnico professionale per il sistema occupazionale ed economico delle Marche. Penso che sia estremamente rilevante giungere al funzionamento pieno dei Poli tecnici e professionali.
È chiaro che in merito a tutti i Poli tecnico professionali una sensibilità maggiore nel firmare la mozione l’ho avuta con il Consigliere Fabbri soprattutto per quello di Urbino, di cui conosco meglio la realtà provinciale. Sapevo benissimo qual era il lavoro che stava facendo l'Assessore, che avevo già contattato e con cui spesso mi capita di collaborare come Presidente della Commissione.

Sono soddisfatto di quello che ha detto, è il modo per far conoscere più nel dettaglio al Consiglio regionale il lavoro che viene portato avanti e spero che sia un incentivo in più per chiudere velocemente questa partita, che riteniamo estremamente importante.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Voto a favore perché mi sono commosso, se voto contro vi impiccate e non voglio avervi sulla coscienza.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 559. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 562
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Talè, Giancarli, Volpini, Mastrovincenzo
“Scioglimento organizzazioni e partiti di ispirazione fascista”

Mozione n. 565
ad iniziativa dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri
“Contro tutti i totalitarismi - Recepimento Risoluzione Parlamento Europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”

Mozione n. 570
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo Busilacchi, Rapa, Micucci, Urbinati, Bisonni, Maggi
“Solidarietà a Liliana Segre: contro ogni atto di odio e intolleranza”

Mozione n. 571
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Micucci, Rapa, Urbinati, Bisonni, Mastrovincenzo
“Istituzione di una Commissione speciale per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio ed alla violenza”

Mozione n. 572
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giorgini, Fabbri
“Riconoscimento pubblico alla Senatrice Liliana Segre a seguito dei recenti episodi di ‘hate speech’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 562 dei Consiglieri Busilacchi, Talè, Giancarli, Volpini, Mastrovincenzo, n. 565 dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, n. 570 dei Consiglieri Mastrovincenzo Busilacchi, Rapa, Micucci, Urbinati, Bisonni, Maggi, n. 571 dei Consiglieri Busilacchi, Micucci, Rapa, Urbinati, Bisonni, Mastrovincenzo e n. 572 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giorgini, Fabbri, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Vorrei chiedere alla Presidenza ed al Consiglio, siccome ci sono tutte queste mozioni, di accorpare la n. 570 e la n. 572, che riguardano la Segre. La differenza tra la mozione della maggioranza e quella del Movimento 5 Stelle è che la nostra invita la Senastrice Segre ad una visita presso l'Aula consiliare, basta, è solo questa. Si potrebbero accorpare in una risoluzione, se possibile, oppure discutere le mozioni e lasciare le due della Segre a parte, perché, ripeto, è una volontà unanime, sia della maggioranza che del Movimento 5 Stelle e l’unica differenza è che quella del Movimento 5 Stelle le rivolge l’invito, gradito, di venire in Consiglio.

PRESIDENTE. La discussione ormai è incardinata in questo modo ed è per forza di cose unica. Dopodiché, sulle mozioni nn. 570 e 572, che hanno un tema particolare, se i proponenti vogliono, possono fare una risoluzione.
La discussione è unica per forza di cose, le mozioni verranno illustrate una per una, poi gli atti saranno votati singolarmente e, se i proponenti vogliono, sulle mozioni concernenti la Segrete possono presentare una risoluzione.
Cominciamo con la discussione, ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie, Presidente. Come è stato giustamente ricordato ci sono varie mozioni che sono arrivate in tempi diversi, la prima, la n. 562, se non sbaglio, è arrivata prima dei fatti che hanno riguardato Liliana Segre, mentre le mozioni nn. 570, 571, 572 sono state presentate in un secondo momento.
Dall'ordine del giorno mi pare chiaro che il dibattito, Presidente, mi corregga se sbaglio, è unico. Credo che nulla vieti di fare una risoluzione, anche di sole tre mozioni, non so se è possibile votare, ad esempio, la n. 562 e la n. 565 e invece fare una risoluzione sulle mozioni nn. 570, 571, 572. Io sono favorevole, voterei favorevomente anche la 572 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giorgini, Fabbri, ma, essendo l'argomento molto simile, sarei per fare una risoluzione, forse unificando la 571, che non riguarda la solidarietà alla Segre.
La mozione 571 riprende nella sostanza, in sede regionale, la stessa proposta di Liliana Segre, così come portata e bocciata, ahimè, dal Senato della Repubblica.
La Regione Lombardia è stata la prima a riprendere la proposta di Liliana Segre fatta in Parlamento e l'ha portata in sede regionale, cioè istituire una Commissione per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, che sono una delle due facce di questo fenomeno.
I fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo stanno caratterizzando, purtroppo in maniera crescente in Italia, ma non solo, in tutta Europa, pezzi della società, sia con violenze fisiche che verbali e questo è un pezzo che caratterizza la mozione 562, semplicemente il rispetto della legge nazionale e della nostra Costituzione che prevedono lo scioglimento delle organizzazioni e dei partiti di ispirazione fascista.
Tra l'altro colgo l'occasione per ringraziare diversi comuni, il primo è stato il Comune di San Lorenzo in Campo, che hanno fatto pervenire a me e ad altri colleghi, questa mozione già approvata nei Consigli comunali, e credo che sia utile. Oltre a me l'hanno sottoscritta i Consiglieri Talè, Giancarli, Volpini, Mastrovincenzo, vedo già iscritto a parlare il Consigliere Giancarli, quindi dirà anche lui, uno degli aspetti del dispositivo è quello di attivarsi presso i Comuni della regione Marche perché questa iniziativa venga ripresa in sede comunale.
Il dispositivo, qualora questa mozione venga approvata, impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso il Ministero dell'interno perché si rispetti la legge dello Stato n. 205 del 1993, che prevede la condanna e la sanzione di gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazi-fascista e punisce l'utilizzo di simbologie legate a questi movimenti, questa cosa, purtroppo, cari colleghi, non sta avvenendo.
Sono aumentati in tutta Italia in modo molto significativo i reati di stampo razzista su base antisemita, pensate che l'Osservatorio interforze per la sicurezza contro gli atti discriminatori in un monitoraggio dice che nel 2019 in Italia si sono registrati 969 reati, 1 ogni 9 ore, legati al razzismo, identità di genere, disabilità. Il razzismo è il motivo alla base di 3 episodi di violenza su 4.
Credo che derubricare, cosa che spesso avviene tra i negazionisti, tra i i revisionisti storici e tra i giustificazionisti, categoria una volta limitata ad una minoranza di persone e invece oggi sempre più diffusa, sia un fenomeno grave anche da un punto di vista culturale. I giustificazionisti spesso dicono: “Ma sono casi di disagio sociale, allora cosa vogliamo dire degli altri totalitarismi?" Persino il Parlamento europeo con un atto incredibile, dal punto di vista storico, storiografico e soprattutto culturale, è intervenuto sul piano giustificazionista e le giustificazionismi sono colpevoli e criminali, perché di fatto provano a rimuovere il problema, annacquandolo, quando invece esiste e lo leggiamo, ahimè, quotidianamente. Ieri era la Giornata della Memoria e a Torino, lo avrete letto perché la notizia è uscita sull’Ansa, si è verificato un nuovo episodio antisemita, è stato scritto: “Crepa sporca ebrea” sulla casa di una partigiana. Ci sono moltissimi fenomeni, che aumentano, approfitto per leggere alcuni dati che derivano da fonti ufficiali dell'Unione europea: in Italia nel 2017 su 1.048 reati di odio trasmessi dalle forze dell'ordine, il 79% era a base razzista, xenofoba e antisemita. Purtroppo sia le violenze fisiche che verbali basate sul hate speech stanno aumentando tantissimo, fortunatamente i monitoraggi li fa Amnesty International, il Barometro dell'odio, lo fanno le Università di Milano “La Sapienza” e di Bari “Aldo Moro”, mappa dell'intolleranza che monitora tutti questi aspetti.
E' un fenomeno fortemente crescente, che non può essere derubricato a disagio sociale, che non può essere annacquato, guardando alle analisi storiche di tutti i totalitarismi perché è un fenomeno che riguarda l'oggi, hic et nunc.
Intervengo subito anche sulla mozione dei Consiglieri Leonardi e Zaffiri, la n. 565, esprimendo il mio voto contrario e penso quello di altri colleghi di maggioranza, perché? Cosa fa questa mozione e perché è oggi grave e sbagliato in questo momento provare ad annacquare il problema inserendolo in un altro dibattito, quello della condanna di tutti i totalitarismi? Lo voglio dire con estrema chiarezza, è chiaro che siamo contrari a tutti i totalitarismi, non abbiamo problemi, non ci sono problemi da parte mia, da parte di Articolo 1, da parte della maggioranza, a condannare tutti i totalitarismi che ci sono stati nella storia, a condannare lo stalinismo, ci mancherebbe altro, però c'è un però grande come una casa, e cioè che noi non possiamo permetterci di fare confusione tra due aspetti diversi: una cosa è la condanna ai totalitarismi della storia, ai totalitarismi che si sono già verificati, e se vogliamo fare un dibattito da questo punto di vista non ho problemi a dire che tutti i totalitarismi sono da condannare, ma quelli appartengono alla storia. Lo stalinismo è un fenomeno che è stato condannato dalla storia e che è irripetibile perché è legato alla figura di un dittatore, metre i pericoli enormi che ci sono nei razzismi su base antisemita, basati sull'odio razziale, non sono dei fenomeni storici, sono dei fenomeni che si stanno verificando adesso e per questo è grave, è sbagliato ed è criminale accorparli. Fare un dibattito su questi temi è stato un errore madornale del Parlmanto europeo, partendo tra l'altro da un evento che può essere elemento di discussione storiografica, dire che la seconda guerra mondiale sia iniziata con il patto Ribbentrop-Molotov è un'interpretazione, io potrei dire che la seconda guerra mondiale è iniziata con l'invasione della Polonia da parte della Germania di Hitler, ma questa è un'analisi storica, che non ha a che vedere con i reati di stampo razzista, che non ha a che vedere con il fatto che qualche mese fa in Germania una persona ha preso un mitra ed ha ucciso due ebrei, che non ha a che vedere con il fatto che qualche anno fa, lo ricorderete, purtroppo, in Norvegia, una persona si è presentata ad una summer school dei giovani socialisti europei, uccidendo tanti ragazzi. Quello non è un fenomeno storico, è un pericolo di oggi, per cui io credo che sia sbagliato, fortemente sbagliato, accomunare non tanto tutti i totalitarismi, che possono anche essere accomunati, ma la condanna della storia dal pericolo dell'oggi.
Per questo, visto che già ho esaurito il mio tempo, credo che sia ovviamente utile votare singolarmente le mozioni, invece, e concludo molto brevemente, possiamo fare una risoluzione, magari poi interverrò brevemente nella discussione, sulla questione che riguarda Liliana Segre perché lei è un simbolo altissimo delle vittime di questi hate speech perché oggi le istituzioni devono essere baluardo ed argine contro l'odio che ha purtroppo dei riferimenti politici molto alti.
Ho letto adesso che Facebook negli scorsi minuti, ha cancellato il video in cui il Segretario della Lega Salvini citofonava. Conoscete la vicenda che una volta si sarebbe classificata come una boutade, ma non sono per parlare di boutade perché anch'io annacquerei, è stato cancellato perché era focolaio di odio e credo che oggi la politica e le istituzioni debbano essere argine a questo odio che sta proliferando, purtroppo, a causa della rete, ma la rete è sempre un medium, è sempre un mezzo, purtroppo c'è un atteggiamento politico e culturale che tende ad annacquare e a sdoganare fenomeni che hanno una base razzista, xenofoba, antisemita. Non ce lo possiamo permettere, quindi come istituzioni, anche locali, abbiamo un compito importante, che è quello di far rispettare la nostra Costituzione, di far rispettare le basi su cui è nata l'Europa e su cui è nata la pace.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Questa mozione di fatto chiede il recepimento di quanto approvato dal Parlamento europeo il 19 settembre 2019, la condanna a tutti i totalitarismi e all'importanza della memoria per il futuro dell'Europa stessa.
Il 19 settembre il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa e, visti i principi universali dei diritti umani e i principi fondamentali dell'Unione europea in quanto comunità, basata su valori comuni.
L'anno scorso, questa mozione l'ho depositata il 4 novembre, si celebrava l'ottantesimo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale, che ha causato sofferenze umane fino ad allora inaudite e ha portato all'occupazione di alcuni Paesi europei per molti decenni. Ottant'anni fa, il 23 agosto 1939, l’Unione Sovietica comunista e la Germania nazista firmarono il trattato di non aggressione, noto come patto Ribbentrop-Molotov e i suoi protocolli segreti, dividendo l'Europa e i territori di Stati indipendenti fra due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse, il che ha spianato la strada allo scoppio della seconda guerra mondiale, diretta conseguenza del patto Ribbentrop-Molotov, seguito dal Trattato di amicizia e di frontiera nazi-sovietico del 28 settembre 1939. La Repubblica polacca fu invasa prima da Hitler e due settimane dopo da Stalin, eventi che privarono il Paese della sua indipendenza e furono una tragedia senza precedenti per il popolo polacco.
Dopo la sconfitta del regime nazista e la fine della seconda guerra mondiale, alcuni Paesi europei sono riusciti a procedere alla ricostruzione e ad intraprendere un processo di riconciliazione, mentre per mezzo secolo altri Paesi europei sono rimasti assoggettati a dittature, alcuni direttamente occupati dall'Unione Sovietica o soggetti alla sua influenza.
Sebbene i crimini del regime nazista siamo stati giudicati e puniti attraverso i processi di Norimberga, vi è ancora un'urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature.
Il Parlamento europeo ha approvato questa risoluzione in cui si ha finalmente il coraggio di condannare tutte le forme di totalitarismo che hanno schiacciato la libertà dei popoli europei, senza escludere la dittatura comunista che ha calpestato e umiliato le popolazioni dell'est europeo in maniera barbara.
Occorre mantenere vivo il ricordo del tragico passato dell'Europa, onde onorare le vittime, condannare i colpevoli e gettare le basi per una riconciliazione fondata sulla verità e la memoria. La memoria delle vittime dei regimi totalitari, riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo, nonché la sensibilizzazione a tale riguardo, sono di vitale importanza per l'unità d'Europa e per i suoi cittadini, per costruire la resilienza europea alle moderne minacce esterne.
I regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando nel corso del XX secolo perdite di vite umane e di libertà, di una portata inaudita nella storia dell'umanità.
Il Parlamento europeo ha rammentato l'orrendo crimine dell'Olocausto perpetrato dal regime nazista, ha condannato con la massima fermezza gli atti di aggressione, i crimini contro l'umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da tutti i regimi totalitari. Ha espresso il proprio profondo rispetto per ciascuna delle vittime di quei regimi totalitari, invitando tutte le istituzioni e gli attori dell'Unione europea a fare il possibile per garantire che gli orribili crimini totalitari contro l'umanità e le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani siano ricordati e portati dinanzi ai tribunali, nonché ad assicurare che tali crimini non si ripetano mai più, sottolineando l'importanza di mantenere vivo il ricordo del passato, in quanto non può esserci riconciliazione senza memoria, ribadendo che la sua posizione è unanime contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia.
Nella risoluzione dell'Unione europea si invitano tutte le istituzioni europee, ad ogni livello, a formulare una valutazione chiara e fondata sui principi riguardo ai crimini e agli atti di aggressione perpetrati dai regimi totalitari comunisti e dal regime nazista, a condannare il revisionismo storico e la glorificazione dei collaboratori nazisti in alcuni Stati membri dell'Unione europea. Il Parlamento è profondamente preoccupato per la crescente accettazione di ideologie radicali e per il ritorno di regimi di ideologie razziste, per la xenofobia e per altre forme di intolleranza nell'Unione europea.
Sempre l'Unione europea propone di celebrare il 23 agosto la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari a livello sia nazionale che dell'Unione europea, a sensibilizzare le generazioni più giovani su questi temi, inserendo la storia e l'analisi delle conseguenze dei regimi totalitari nei programmi didattici e nei libri di testo di tutte le scuole dell'Unione, a condannare e contrastare ogni forma di negazione dell'Olocausto, compresa la banalizzazione e la minimizzazione dei crimini commessi dai nazisti e dai loro collaboratori, a prevenire la banalizzazione nei discorsi politici mediatici, ad affermare una cultura della memoria condivisa che respinga i crimini dei regimi nazisti e stalinisti e degli altri regimi totalitari e autoritari del passato, come modalità per promuovere la resilienza delle moderne minacce alla democrazia, in particolare fra le generazioni dei giovani.
Consigliere Maggi, non mi interrompa, la condanna è a tutti i regimi nazisti, fascisti, stalinisti e comunisti, quindi, è inutile che lo ribadisca, sto leggendo e dicendo “a tutti i totalitarismi”, quindi non si permetta neanche di fronte all'evidenza dei fatti di attaccare in maniera indegna e veramente inopportuna perché questa è una risoluzione dell'Unione europea nella quale non c'è solo, come dice il Consigliere Busilacchi, una condanna della storia, c'è quanto di importante pochissimi giorni fa abbiamo celebrato in quest'Aula con le testimonianze che riguardano la storia portata e declinata ad oggi. Che senso ha se cinque giorni fa abbiamo celebrato qui la Giornata della memoria ed abbiamo chiesto alle scolaresche di elaborare con i propri lavori e con il proprio ragionamento una condanna del passato per l’oggi. Non è una condanna solo a ieri, ma è far ragionare le giovani generazioni, che comprendano che i totalitarismi, tutti, nelle loro modalità di violenza e di coercizione sono dannosi, non solo per il passato, ma anche per il presente. Noi facciamo solamente una distinzione comoda alla sinistra, perché se guardiamo ad oggi gli unici regimi totalitari che ci sono nel mondo sono comunisti, allora, per favore, cerchiamo di essere onesti intellettualmente e di riportare ad un ragionamento calmo, senza provocazioni, Consigliere Maggi che si può tranquillamente tenere.
Consigliere Maggi le consiglio di studiare, il Parlamento europeo, ovviamente, guarda a tutta l'economia europea e mondiale, compresa anche l'Italia,

(interrompe il Consigliere Maggi)

Elena LEONARDI. Credo che stiamo assistendo ad uno spettacolo indegno e io non le permetto di insinuare, Consigliere Maggi, che personalmente, Elena Leonardi, né il partito Fratelli d’Italia, appoggiano le leggi razziali, non si permetta di insinuare mai più questa cosa, altrimenti la denuncio, la smetta di dire delle falsità e di lanciare delle accuse totalmente prive di fondamento, la smetta di fare questo show che è indegno.
Presidente, credo che qui non ci sia democrazia perché uno non può neanche leggere quello che è stato approvato. Questa risoluzione, se al Consigliere Maggi non piace quella della Consigliera Leonardi, è stata approvata dal Parlamento europeo, che, quando vi fa comodo, viene messo davanti ed ora che non vi fa comodo non mi consentite neanche di leggere. Credo che sia anche questa una forma di dittatura e un modo imperioso e fascista di comportarsi perché la libertà di parola, soprattutto a chi rappresenta le istituzioni, deve essere garantita. Lei si deve vergognare di questo modo di fare indegno perché la risoluzione del Parlamento europeo condanna tutti i totalitarismi, la sto leggendo, non c'è scritto da nessuna parte che qui si dà un salvacondotto alle leggi razziali. Lei la deve smettere di girare le cose come non sono, e di lanciare accuse che non mi appartengono.
Lo sa perché mi scaldo? Perché sono stanca di questi preconcetti nei confronti di chi appartiene alla destra in Italia che, secondo voi, in maniera indegna, devono essere per forza dei fascisti, vi dovete vergognare …

(interventi fuori microfono)

Elena LEONARDI. Capisco che siamo sotto campagna elettorale, siete in difficoltà e volete lanciare il fango rispetto ad un periodo della storia che è morto e sepolto.
Finisco di dire cosa ha votato l'Unione europea, chiedendo che tutte le istituzioni europee, e io mi sono fatta portavoce della richiesta, dessero seguito e riconoscessero i principi della mozione approvata dal Parlamento europeo. Quindi chiedo, se siete contrari ad affermare, a condannare ogni forma di negazione dell'olocausto, compresa la banalizzazione e la minimizzazione dei crimini commessi, dai nazisti e dai loro collaboratori e a prevenire la banalizzazione dei discorsi politici e mediatici, forse siete contrari a questo, oppure siete contrari a chiedere che il 25 maggio sia proclamata la Giornata internazionale degli eroi della lotta contro il totalitarismo, forse siete contrari a questo, o a celebrare il 23 agosto la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari, forse siete contrari a questo se avete già detto che voterete contro questa risoluzione, contro il recepimento della risoluzione votata dal Parlamento europeo.
Credo che quello che si è consumato poco fa, non consentire ad un Consigliere regionale di poter esprimere e di parlare all'interno di questa all'Aula, sia veramente molto, molto grave.
La mia mozione è stata presentata prima di quelle relative alla Senatrice Segre, se verrà fatta una risoluzione in cui si darà il sostegno e il riconoscimento morale, oltre che l'invito al Consiglio regionale, io sono pronta a sottoscriverla e a firmarla.
Mi sono molto arrabbiata perché respingo con disprezzo queste accuse nei miei confronti, nei confronti del mio partito, che non è mai stato razzista, non ha mai cercato la ricostituzione del partito fascista. Siamo la destra, con orgoglio, ma non ci dovete accusare di cose che non ci appartengono, essere di destra non vuol dire essere razzisti e fascisti, come voi volete banalizzare.
In questo momento mi sono limitata a illustrare la mozione presentata che chiede di recepire la risoluzione del Parlamento europeo. Come vedete e come avete potuto ascoltare non c'è totalitarismo a cui si guarda con benevolenza e totalitarismo, che viene condannato, c'è una condanna generale, volta non solo a guardare alla storia, Consigliere Busilacchi, è una condanna per aiutare le giovani generazioni, è volta a contrastare l'odio. Probabilmente avete visto sui social network quante minacce di morte, quanti insulti triviali vengono fatti nei confronti della leader del mio partito e addirittura nei confronti della figlia. L'odio che passa in rete è qualcosa da condannare e dovreste avere sempre l'onestà intellettuale di riconoscere come la leader del mio partito ha dato riconoscimento a tutte le leader donna o a tutti i leader uomini che sono stati attaccati, condannati, pur avendo posizioni politiche differenti. Un conto sono le minacce, un conto sono le infamie, un conto sono le idee politiche che possono essere divergenti, contrastanti, ma che devono essere rispettate, perché questa è la democrazia. La democrazia non è tappare la bocca, come ha cercato di fare prima il Consigliere Maggi, a chi porta un'idea differente. Se è contrario al recepimento della risoluzione approvata dal Parlamento europeo dica perché, non dica cose che non c'entrano, che non ci sono, butta fumo negli occhi rispetto a qualcosa che, lo capisco, per la componente di sinistra, è difficile da accettare, poter condannare i regimi della sinistra. Personalmente non mi sento in nessun tipo di imbarazzo, né nella Giornata della memoria, perché non credo che nessuno a me più che al Consigliere Busilacchi debba chiedere conto dei crimini dell'Olocausto o delle leggi razziali, perché non vedo la differenza fra me e il Consigliere Busilacchi rispetto a quelle leggi da condannare.
Questa condanna a priori di chi è esponente della destra italiana credo che sia una cosa vergognosa, non degna della democrazia, non degna di quest'Aula, delle istituzioni regionali. Non mi devo scusare di nulla, mi devo scusare delle mie azioni, non mi devo scusare di cose che non mi appartengono ed è vergognoso che ogni volta, impunemente, con i paraocchi, solo perché si è rappresentanti della destra, si chieda conto di cose che non si condividono, che non si sono fatte e che non si portano certamente avanti.
Mi sembra purtroppo impossibile, viste le reazioni, poter affrontare questo discorso con una certa serenità, che non c'è, non si vuole avere una serenità.
Avevo pronta anche una bozza di risoluzione per tutte le questioni, perché personalmente, l'ho ribadito e lo ridico, massimo rispetto per la Senatrice Segre, massimo rispetto per tutte le vittime di odio e no alle strumentalizzazioni che si stanno facendo su questo, perché non servono a contrastare le campagne di odio, né fanno bene al rispetto delle vittime, né fanno bene al rispetto della Senatrice Segre, che, se vi ricordate, forse avete visto anche questa citazione, quando non si voleva far porre una corona dell'Anpi al Sindaco di Rapallo, la Senatrice Segre ha detto: “I morti sono tutti uguali, non togliamo le corone a nessuno”, dimostrando la superiorità, forse e soprattutto a causa di quello che sta subendo, rispetto a chi invece trova queste forme di strumentalizzazione al contrario.
Le strumentalizzazioni non vanno bene da nessuna parte e io vi chiedo una maturità rispetto a questo tema, perché se noi per primi diamo il cattivo esempio, accusando le persone che non c'entrano nulla, ingiustamente, per fare propaganda politica, non siamo diversi da quelli che voi volete condannare, non siamo diversi dagli esponenti della destra che secondo voi devono essere censurati, anzi avete anche l'aggravante, perché lo fate, di nascondervi dietro la Senatrice Segre e dietro le vittime dell'Olocausto, e questo credo che sia veramente indecoroso.
Se riusciamo a fare una discussione libera dai preconcetti, come io credo, poi ognuno ha i suoi limiti nel cercare di fare, però non mi sembra che i presupposti che sono stati detti in maniera …

(interrompe il Consigliere Busilacchi)

Elena LEONARDI. Consigliere Busilacchi, lei ha detto che questa mozione non la vuole votare e l’ha confinata nella storia, forse non l'ha letta. Io sono favorevole a votarle singolarmente, non mi spaventa questa cosa, anche se ho proposto una risoluzione unica per il contrasto ai totalitarismi.
Per quanto riguarda il discorso della ricostituzione del partito fascista, ci sono le leggi nazionali, c'è la legge Scelba, c'è la legge Mancino, ci sono le leggi ma come hanno detto ... Guardi le cito una persona che dice: "Basta con questa storia del fascismo e dell'antifascismo, non se ne può più, è un dibattito di una inconcludenza totale, fondato sul nulla. Pensiamo piuttosto al fatto che i nostri ragazzi escono da scuola senza sapere chi erano Hitler e Mussolini". Secondo voi, nella Commissione dell'odio questa cosa deve essere censurata oppure no? Chi dice basta con questa storia, del fascismo e dell’antifascismo, non se ne può, è Massimo Cacciari, poi ce ne sono altri, ma adesso non mi voglio dilungare. Per dire come si stia facendo una strumentalizzazione inadeguata e la mozione che riprende la risoluzione europea impegna per l'oggi - ho letto gli impegni e il fatto che sia una richiesta dell'Unione europea - per le nuove generazioni, anche ad istituire le giornate in cui si ricordano le vittime, si ricordano chi ha aiutato le vittime dell'Olocausto e le vittime dei regimi, poi si citano anche - ed è scomodo - i regimi totalitari comunisti, però se non spazziamo via e non abbiamo l'onestà intellettuale e morale di guardare ai fatti del passato con la libertà di oggi …

PRESIDENTE. Andiamo avanti con l’illustrazione delle mozioni. Per quanto riguarda quella di cui sono primo firmatario, ha già detto in parte il Consigliere Busilacchi, manifestiamo alla Senatrice Liliana Segre la solidarietà e la vicinanza della comunità marchigiana, attraverso questa istituzione, che è la massima istituzione rappresentativa.
Ha la parola sull'ultima mozione la Consigliera Pergolesi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Richiamo i colleghi alla calma e alla serenità, specialmente quando si trattano temi così importanti che dovrebbero far superare qualsiasi preconcetto e pregiudizio.
Accolgo la proposta della Consigliera Leonardi, visto che noi stavamo già lavorando ad una risoluzione che unisse le altre tre mozioni, spero che lei sia interessata a lavorare insieme ad una proposta di risoluzione che unisca, che faccia ribadire a quest'Aula la propria contrarietà ad ogni forma di violenza, di condanna ad ogni regime e spero che questo avvenga quando come Consiglieri regionali esercitiamo il nostro mandato e, a maggior ragione, individualmente, prendendo anche le distanze magari da qualche alleato o collega di partito.
Come ha ricordato chi mi ha preceduto, il Senato della Repubblica ha approvato con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astenuti, la mozione a prima firma della Senatrice a vita, Liliana Segre, in cui si è deliberato di istituire una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza.
L'Osservatorio antisemitismo opera dal 1975 e svolge un'azione costante di monitoraggio e di studio del fenomeno in tutte le sue molteplici manifestazioni e qui in Italia ha rilevato come la Senatrice Segre sia stata oggetto di pesanti e contini insulti antisemiti, arrivando a contare fino a 200 messaggi di odio al giorno.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente spirale di fenomeni di odio, intolleranza, razzismo e neofascismo, che pervadono la scena politica, accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzioni contro singoli ed intere comunità, sia con una capillare diffusione, attraverso veri mezzi di comunicazione, in particolare sul web, di parole, atti, gesti e comportamenti offensivi e di disprezzo, di persone o di gruppi, che assume la forma di incitamento all'odio, in particolare verso le minoranze, verso chi la pensa in modo diverso.
Le persone non sono sempre perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile. Si pensi solo alla fusione nei giovani di certi linguaggi e comportamenti riassumibili nella forma di cyberbullismo, ma anche ad altre forme violente di isolamento ed emarginazione di bambini o ragazzi da parte di coetanei e questo avviene, purtroppo, anche da adulti, anzi, l'adulto ha un'aggravante maggiore, visto che dovrebbe avere un po’ più di saggezza e responsabilità. Soltanto in Italia circa il 41% dei casi stimati di discriminazione segnalati nel 2012 sono da ricondurre al web.
Esiste inoltre un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a cui partecipano le istituzioni che hanno la possibilità, in base alle loro competenze, di sensibilizzare i giovani a contrastare l’odio diffuso on line, numerosi sono i progetti che anche la Regione Marche sta promuovendo attraverso le scuole.
Appare particolarmente opportuno e urgente in questo passaggio storico riconoscere alla Senatrice Liliana Segre, che ha dedicato la sua vita a diffondere la propria testimonianza presso le più giovani generazioni, una pubblica vicinanza e un moto di solidarietà delle istituzioni, volto ad una chiara presa di posizione in difesa della sua storia, del suo impegno e della sua persona, quotidianamente attaccata con intollerabili e gravissime manifestazioni antisemite.
Chiedo, quindi, che tutti i membri dell'Assemblea legislativa, i Consiglieri presenti, manifestino alla Senatrice Liliana Segre la loro stima e la profonda solidarietà per le aggressioni di cui è stata oggetto e il loro profondo rispetto per la sua storia personale, che la rende preziosa testimone di una tragedia, l'Olocausto, sul quale non è tollerabile nessun revisionismo, negazionismo e sottovalutazione.
Spero che venga approvata la risoluzione che proporremo, che invita la Senatrice Liliana Segre ad una visita presso l'Aula consiliare, ad un incontro con tutti i Consiglieri regionali per raccogliere il suo intervento, rivolto al legislatore regionale, in modo da recepire importanti e significativi spunti di riflessione che possano in qualche modo accompagnare il resto del nostro percorso. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, voglio partire da un fatto politico che forse ha toccato di più in questi giorni il Paese.
L'ultima tappa elettorale del Presidente dell'Emilia Romagna è stata al Sacrario dei caduti di Marzabotto, ha voluto passare un minuto in silenzio davanti alle centinaia e centinaia di vittime, per la verità 1.830, della strage di Marzabotto, ed ha fatto una riflessione: il futuro non può prescindere da quelle radici, né oggi né domani, ma il futuro - ci mancherebbe, io non ho difficoltà e non penso che qui ci sia qualcuno che non condanna le leggi razziali - ripeto, non può prescindere da quelle radici, né oggi né domani e le radici sono l'antifascismo, che è uno dei pilastri su cui si fonda la nostra Carta Costituzionale, un patrimonio di principi e valori che resistono al tempo. Questo, a mio avviso, è il dato: principi e valori che resistono al tempo e che sono i pilastri della nostra Carta Costituzionale.
Nelle stesse giornate, mentre si chiudeva la campagna elettorale in Emilia-Romagna, è apparsa una scritta in tedesco: “Qui ci sono ebrei” sulla porta della casa di Mondovì, Cuneo, dove vive il figlio di una partigiana, deportata nei lager. Ieri ci sono stati altri fatti a Lecco, a Brescia, a Torino, a Borgo Po. Oltraggio alla Shoah e alla casa della partigiana, staffetta partigiana nella Brigata Garibaldi, catturata e torturata, consegnata alla Gestapo che l'ha internata nel campo di Ravensbruck come prigioniera politica, non era ebrea, era una prigioniera politica, quindi, la scritta è sbagliata. Come ha detto prima il Consigliere Maggi non conoscono nemmeno la storia, perché la scritta faceva riferimento al fatto che era ebrea, ma questo non cambia la cosa, il fatto è un'offesa frutto dell'odio, questa donna era stata una delle prime in Italia a raccontare l'indicibile orrore delle donne nei lager. Cinque giorni fa in quest'Aula abbiamo celebrato la Giornata della memoria alla presenza di molti giovani studenti. La Shoah è stata il punto più basso, buio e tetro della storia dell'uomo su questa terra, il più disumano e disumanizzante e allora quella scritta di Mondovì è ancora più ignobile.
Torno all'antifascismo, alla Repubblica, alla resistenza. In Italia la libertà è stata riconquistata e non soltanto concessa dagli alleati con il loro decisivo intervento. C'è stato un moto autonomo, nazionale, spontaneo, di ribellione e rifiuto della dittatura, organizzato e armato, che ha dato vita alla resistenza. Un'opposizione organizzata al prezzo di morti, di galere, di confine, Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, i fratelli Rosselli, e potrei continuare, sono le vittime più illustri, ma sono migliaia e migliaia i morti per conquistare la libertà. Gramsci è stato fatto uscire dalla galera quando l'hanno visto finito, quando era così malato che avevano la certezza che poco dopo sarebbe morto. Questa è la storia, l'opposizione ha portato all'insurrezione partigiana e alla libertà di cui godiamo, alla cultura democratica nella quale è organizzata la convivenza civile, sono delle conquiste frutto di volontà e di azione di una parte degli italiani a beneficio di tutti e ci mancherebbe che non fosse così, vinti e vincitori, a vantaggio soprattutto delle generazioni future.
A mio avviso qui sta la fonte di legittimazione della Repubblica, che non è una costruzione artificiale o un prodotto di importazione, perché dalla lotta partigiana al fascismo è nata l'emancipazione democratica di una nazione, da lì sono derivate la Costituzione e tutte le istituzioni che reggono il nostro Paese.
Questa credo che sia la storia e se questa è la storia è questo il fondamento di libertà di questo nostro Paese, del nostro ordinamento costituzionale ed istituzionale, questo è il nostro costume democratico e i valori fondanti, sono valori, mi permetto di dire, liberali, quindi, una storia che non si può riscrivere, a meno che non si voglia restringere gli spazi della democrazia e della libertà.
Credo che su questo ferma debba essere la posizione, gli spazi di democrazia e di libertà debbono essere mantenuti, quindi libertà, democrazia, giustizia.
Noi vogliamo ringraziare e ricordare con rispetto e gratitudine i protagonisti della resistenza, anzi su questi giovani partigiani, sui combattenti della libertà, non voglio fermarmi soltanto alla resistenza, ma voglio ricordare le tantissime persone che nel corso degli anni, anche in tempo di pace, hanno pagato con la vita per mantenere la libertà, per manifestare le loro idee, addirittura altre vittime, come è successo ad esempio a Giulio Regeni, vittime di sistemi antidemocratici. Voglio partire e fermarmi qui, nel senso che se questi sono i principi, se questi sono i valori fondanti, credo che la mozione di cui sono fra i firmatari, siamo in molti ad averla firmata, non possa che essere approvata, ma non può essere nemmeno, a mio avviso, messa insieme ad altre perché c’è un punto fermo, perché noi siamo europei e sappiamo che c’è una dimensione mondo, ma credo che dobbiamo rimanere in questo caso fermi ai valori della democrazia e della Repubblica italiana.
Chiudo pensando a Nelson Mandela quando diceva: “Nelle vostre scelte non fatevi ispirare dalle paure, ma dai vostri sogni”.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. La mia storia, le mie convinzioni, quello che ho detto e quello che ho fatto nella mia vita dimostrano che sono contro tutti i totalitarismi, la privazione della libertà e dei diritti, una battaglia che combatto sempre e comunque.
Detto questo, qual è la differenza tra i totalitarismi e la vocazione antifascista della nostra nazione e della nostra Carta Costituzionale, che ha citato il Consigliere Giancarli? La differenza è che siamo contro i totalitarismi, ma il fascismo ci ha segnato la pelle, ci ha segnato la vita, ha segnato la sofferenza delle nostre famiglie, questa non è una differenza da poco, questa è una differenza sostanziale perché noi l'abbiamo vissuto direttamente con i nostri morti e con i nostri sacrifici.
Tutti gli anni in Piazza Ugo Bassi, qua vicino, si mette una lapide in cui c’è scritto “Mario Maggi”, aveva 18 anni, era il cugino di mio padre, lo hanno fucilato i fascisti, lì davanti alla piazza, davanti alla farmacia.
Mio padre è andato a fare il servizio militare, poi è andato a conquistare l'impero, ha fatto la seconda guerra mondiale e dopo l’8 settembre i tedeschi lo hanno mandato a Dortmund a lavorare in una fabbrica pesante tedesca. L'hanno preso i fascisti e l’hanno mandato in Germania! Mio padre mi raccontava che mangiava le bucce delle patate delle guardie tedesche che stavano lì e che mangiavano le patate. Mi raccontava che avendo perso la mamma a soli 8 anni, stava davanti alla stufa in questo capannone e sognava la mamma che gli dava da mangiare, addirittura si è portato in avanti, mi vengono lacrime a pensare, ed è caduto a terra, lì, davanti alla stufa. Mio zio a Bologna era un dirigente dell'artigianato fascista, addirittura, però era profondamente contrario alle leggi razziali, per cui fuori Bologna incendiava i casolari di campagna in modo che i pompieri andassero a spegnere l'incendio e dentro l'autobotte ci caricava gli ebrei.
Questa è la storia, questa è la differenza tra tutti i totalitarismi e quello che noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
Quante famiglie ci sono qui che hanno da raccontare episodi come questi, che hanno segnato le loro vite, le vite dei nostri genitori e dei nostri nonni. Questa è la differenza sostanziale, per cui io sono libero da preconcetti e quello che mi ha fatto esplodere, Consigliera Leonardi, non è tanto quello che lei ha detto, ma lei per cinque volte ha citato il totalitarismo del nazismo e del comunismo, senza dire una parola di quella piaga che è stato il fascismo nella nostra nazione, di cui ancora portiamo le cicatrici, questa è la differenza.
Non c'è nessuna differenza intellettuale, concettuale tra le tirannie, i despotismi e i totalitarismi, l’unica differenza è che nel nostro Paese ha segnato le nostre famiglie e noi non ce lo possiamo e non ce lo dobbiamo dimenticare, è solo questo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Stiamo facendo, senza offendere nessuno, un discorso politico, perché di questo si parla, e questa è un’assemblea politica, quindi molte cose vanno dette, vanno approfondite e discusse, fermo restando che ognuno di noi che fa politica ha valori politici e sociali ed ha una visione diversa sia della vita quotidiana che della storia.
Non tutti ragioniamo allo stesso modo e dalle parole della Consigliera Leonardi noi prendiamo atto che lei non si sente fascista, che c'è di male, non si sente fascista, ma lei rappresenta un partito, che è Fratelli d’Italia ed oltre ai noti festeggiamenti in ricordo della marcia su Roma, ha dentro persone che non solo simpatizzano al fascismo, ma sono anche nostalgici, tant'è che un dirigente del suo partito ha detto: “Dobbiamo essere liberi di poterci definire fascisti”. Questa è la realtà delle cose, ognuno è libero di fare quello che crede nel rispetto delle norme e della Costituzione, quindi prendo atto delle parole della Consigliera, che stimo per carità, "Noi siamo di destra, ma non siamo fascisti", ma forse ha sbagliato, "Io sono di destra e non sono fascista", perchè non può parlare a nome del suo partito, che in realtà così non è. Basta aprire le pagine di un giornale per vedere che decine di persone di Fratelli d'Italia vogliono sentirsi libere di dire: “Io sono fascista”.
Se questo è possibile o no, non è compito mio dirlo, però in politica le cose vanno chiarite e devono essere dette come sono. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che questa sia una discussione molto interessante, come è interessante l'aggancio ad una mozione presentata e firmata da me e dalla Consigliera Leonardi.
Una risoluzione che il Parlamento europeo ha votato, nella quale dice che ci sono stati dei fatti - questo è il problema - che sono paragonabili, pertanto tutti e due vanno condannati.
Ci sono cose che forse, o senza forse, estrapolate dal contesto di questa mozione avrebbero avuto una discussione diversa.
Per quanto mi riguarda l'oggetto da cui siamo partiti riguarda la risoluzione del Parlamento europeo, lì non ci possiamo convincere in modo diverso, la risoluzione è giusta, basta aprire uno strumento tecnologico a portata di tutti per sapere cosa c'è scritto. Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia dopo la risoluzione votata dal Parlamento europeo. Questo è il problema. Poi discutiamo di altro? Bene, ma la discussione ha un altro significato.
Come Lega il passaggio è estremamente importante perché non si può far finta che migliaia e migliaia di italiani sono stati fatti fuori, avevano un nome e un cognome, non li voglio nemmeno citare, perché tutti li sappiamo, ma questo è un falso dibattito per Zaffiri, perché si tenta di mettere insieme cose che non ha senso mettere insieme. Non possiamo far finta che non siano stati riconosciuti determinati crimini, poco tempo fa, nel 2015, dal Governo che oggi amministra quel grande territorio, sono stati perpretati dei crimini nei confronti dei nostri concittadini.
Per questo la mozione è giusta, non potete sempre stravolgere il dibattito, questo mi dà fastidio. La discussione doveva essere sulla mozione, su due sistemi, purtroppo disgraziati, maledetti, da affogare, da distruggere tutti e due. Ci sono stati, questo è da ammettere e su questo c'è da fare una riflessione, ma non si può citare la storia, che è stata scritta dai vinti, allora noi guardiamo ai fatti criminosi che sono accaduti ed al fatto che per riconoscerli sono serviti 20, 30, 40, anche 50 anni. Questo è il problema.
Sono perchè ci si esprima sulla mozione presentata, per quanto mi riguarda, dalla Consigliera Leonardi, ma personalmente non ritiro la firma.
Il contesto per quanto ci riguarda va affrontato in modo diverso, in un dibattito in cui non ci sono solo i torti, probabilmente ci sono tante ragioni anche dall'altra parte, ma mettere insieme determinate cose è un errore, questo ancora una volta è l’ennesimo errore che non fa chiarezza di quello che è successo in questi settant'anni di storia. Questo è il vero problema e finchè non si chiarirà quella cosa, ci sarà sempre una discussione di parte, un'interpretazione di parte, e non ci sarà mai la verità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Un breve intervento perché l'argomento lo impone anche se nella discussione ho notato che ci sono state deviazioni rispetto al tema centrale e all'importanza che questo racchiude.
Ho sentito degli interventi andare nella direzione, avere quasi la pretesa, di riscrivere o reinterpretare la storia. Questo non mi sembra corretto, non abbiamo l'autorevolezza, con tutto il rispetto per quest'Aula, e le capacità di poter riscrivere la storiografia, siamo esponenti di tutte le forze politiche, siamo qui per svolgere una attività politica, pur in maniera autorevole, ma non siamo certo all'altezza di poter riscrivere la storia o reinterpretarla.
Dal mio punto di vista nemmeno servirebbero certe mozioni perché rifuggo e contesto ogni forma di totalitarismo, nemmeno a parlarne, mi sono espresso poc'anzi in un altro contesto, figuriamoci, sono per un'idea libertaria per eccellenza, rifiuto la carcerazione preventiva, figuriamoci se posso non recepire il messaggio filosofico che può stare dietro a mozioni come quelle che stiamo discutendo, però non possiamo perdere di vista i fatti della storia, qualcuno nel precedermi lo ha citato, non possiamo nemmeno far finta che certi fatti non abbiano interessato questo Paese, nel profondo, causando sconvolgimenti nel tessuto sociale, familiare, culturale, creando momenti da cancellare. Quindi, non posso che ribadire la mia contrarietà a qualsiasi forma di totalitarismo, questo senza dubbio, però occorre discernere anche ciò che è avvenuto nella storia e ciò che ha causato nel corso degli anni appartenere e esaltare fenomeni che sono partiti come politici e poi sappiamo bene come sono andati a finire.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Consigliere Giancarli, la parte che governa la Regione se si vuole concentrare ad essere rieletta, oggi avrebbe dovuto dibattere di sanità, terremoto, infrastrutture.
Ogni tanto in quest'Aula scappano fuori argomenti di settant'anni fa, la Costituzione, ma voglio dire una cosa, se io che sono cattolico per tradizione mi fissassi come lei, perché è scritto nella Costituzione, sui martiri, eccetera, mi sarei fissato sulle stragi e sui saccheggi dei monasteri cattolici, cristiani in Serbia e dire a distanza di 6/7 secoli che fanno parte della nostra identità, poi però dico, siccome si campa poco e si rischia anche di campare male ...
Ogni giorno con tutte le cose che abbiamo è sempre un po' peggio, vi state gasando, ma come ve ne va? Sempre quello, ogni giorno sempre un po' peggio, anziché dire mi guardo attorno per capire la realtà che mi circonda, il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro ... Qui bisogna venir fuori da una situazione drammatica, di miseria totale che ci sta cadendo addosso e voi vi gasate sul passato così, sembra di stare a scuola, ma come ve ne va! Avrei voluto vedervi concentrati su ciò che accadrà fra cinque mesi, a meno che non vada come in Emilia Romagna, ma la vedo complicata, e invece no, ci massacriamo perché noi siamo antifascisti, io sono anticomunista. Voglio indire la giornata in ricordo del saccheggio dei monasteri cattolici in Serbia del 1400, ma come ve ne va? Me lo dovete dire, e mi fermo qui per un senso di pietà profonda.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Mi scuso se ho avuto una reazione un po' forte, ma essere oggetto di questi preconcetti e accuse, che non ci sono, darebbe fastidio a chiunque.
Sto vedendo insieme alla Consigliera Pergolesi la possibilità di presentare una risoluzione, nella quale si inviti la Senatrice Segre nella nostra istituzione e le si confermi la nostra vicinanza e solidarietà, nessun tipo di opposizioni, anzi, ho chiesto, cercando di fare come mi è stato chiesto, di integrarla con la mozione che abbiamo presentato, quindi, chiederei l'inserimento del recepimento della risoluzione europea, ribadendo la condanna a tutti i totalitarismi e di istituire, nelle date che l'Unione europea chiede, delle Giornate per commemorare le vittime e coloro che hanno aiutato chi era nei campi di concentramento.
Rispondo a una delle banalità che purtroppo, diciamo spesso, caratterizzano l'attacco alla destra.
La nostra legge vieta la ricostituzione del partito fascista, Fratelli d'Italia non vuole, non sta ricostituendo il partito fascista, tant'è che noi siamo un partito legittimamente in Parlamento, legittimamente nelle istituzioni e questa deve essere una cosa chiara a tutti, che non va banalizzata.
Se prendo ad esempio quello che ha detto il Consigliare Giorgini, l'ex Ministro Fioramonti, addirittura prima di diventare Ministro, probabilmente è stato premiato, in un post ha esalutato per il ferimento di un agente di Polizia, dicendo: "Peccato che ne sia stato colpito solo uno”, quindi, seguendo la banalizzazione fatta dal Consigliare Giorgini e facendo lo stesso tipo di parallelismo potrei dire che il Movimento 5 Stelle è tutto contro le forze dell'ordine ed esulta per il loro ferimento.
Ognuno risponde delle proprie affermazioni, ma non si può, spacciando per dichiarazione di verità e di ricostituzione di una verità dei fatti, dire cose che non appartengono al partito di cui faccio parte. La mia posizione è la stessa del partito, non c'è nessun tipo di rifondazione del partito fascista, cosa che non potrebbe essere, altrimenti saremo sanzionati dalla nostra legge e dalla Costituzione, cosa che evidentemente non è.
Quindi, chiedo di evitare queste banalizzazioni che lanciano ulteriormente delle accuse false e creano quel preconcetto, sbagliato, nei confronti di chi milita fieramente in partiti che appartengono all'alveo del centrodestra o della destra.
Quindi, chiedo rispetto, come io rispetto le idee altrui, chiedo di non banalizzare e chiedo, se si riesce, di fare una risoluzione congiunta portando questi contributi, ovviamente, l’ho già detto, sono favorevole, altrimenti non vedo quale contrarietà ci possa essere a recepire la risoluzione dell'Unione europea, che condanna tutti i totalitarismi. Se a parole si esprime contrarietà verso tutti e si dice: non ho problema a condannarli tutti, non vedo perché i fatti non debbano essere conseguenti alle parole. E' su questo che veniamo misurati dai nostri elettori, dai nostri cittadini, se le cose che diciamo e che facciamo sono conseguenti.
Se c'è la possibilità, l’ho ribadito adesso, non so se è stato condiviso anche con i proponenti delle varie mozioni, questo per me è fattibile, togliendo le parti che ho segnalato alla Consigliera Pergolesi, si può giungere ad un atto condiviso e libero da preconcetti ideologici.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. E’ inutile che vi ribadisca quanto ritengo importante approvare all'unanimità questa mozione perché purtroppo anche in altri contesti, in altre partiti, in altri livelli istituzionali, questa sorta di prepotenza e di violenza e di incitamento all'odio crea vittime e fa danni, anche dal punto di vista istituzionale e umano. Quindi, ci tengo particolarmente affinché tutte le mozioni presentate vengano in qualche modo inglobate in un'unica risoluzione, da approvare all'unanimità, però chiedo al Presidente dell'Assemblea due minuti di sospensione per stampare la risoluzione proposta.

PRESIDENTE. Qui c’è da chiarire, abbiamo, mi sembra, cinque mozioni, è vero che hanno un substrato comune, però affrontano problematiche dalla specificità diversa. Abbiamo due mozioni sulla solidarietà alla Senatrice Liliana Segre, ne abbiamo una, la n. 571, che invece parla dell’istituzione di una Commissione speciale, poi ne abbiamo altre due che hanno un fondamento comune, che sono la n. 562 e la n. 565. C’è da capire come combinarle. Dubito, poi sarà l'Aula ovviamente a decidere, che si possa fare una risoluzione comune su tutto vista la complessità degli argomenti.
Se vogliamo sospendere affinché gli estensori delle singole mozioni possano vedere come aggregarle, credo che l’Ufficio di Presidenza non abbia alcun problema da questo punto di vista, però, tra l'altro, la mozione che parla dell’istituzione di una Commissione non credo possa essere oggetto di una risoluzione comune.
Mi sembra che i Consiglieri Zaffiri e Busilacchi vogliono intervenire.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Ci sono cinque mozioni, tre riguardano problemi diversi, in sintesi c’è la possibilità che tre mozioni possano confluire in una risoluzione benchè siano portatrici di proposte diverse. Questo è il problema. Ma cosa stiamo discutendo? Va votata ogni mozione oppure un pacchetto di mozioni che riguardano la stessa cosa ed eventualmente lì fare una risoluzione, ma le altre sono tutte diverse.
Secondo me ci sono da fare tre votazioni.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. L'ho già detto nel mio intervento, sostanzialmente sul metodo sono d'accordo con quello che ha detto il Consigliere Zaffiri, nel senso che c'è una disponibilità, chiaramente, a fare una risoluzione sulle mozioni 570 e 572, che sono molto simili, ed eventualmente anche sulla 571, sulla vicenda che riguarda il capitolo Liliana Segre. La n. 562 invece tratta un altro tema, quindi, i firmatari non sono disponibili a mischiarla con le altre, per questo ne abbiamo fatte due diverse. Sono anche per votare contro la n. 565, quindi reputo difficile fare una risoluzione su due mozioni anche perchè su una voterei favorevolmente e sull'altra contrario.

PRESIDENTE. Mi sembra di capire che c’è questa proposta, più o meno condivisa, di votare separatamente la 562 e la 565. Dopodiché sulle altre tre, la 570, la 572 e se ce la facciamo anche la 571, ci potrebbe essere una risoluzione.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie, Presidente. Purtroppo noto che ancora non c’è la maturità, quindi chiedo scusa alla Consigliera Leonardi, con la quale avevamo trovato un punto di condivisione e propongo ai sottoscrittori delle mozioni 570, 571 e 572, una risoluzione che in qualche modo le ingloba tutte e tre.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle prime due mozioni, poi sospendiamo due minuti e mettiamo mano alla risoluzione e la votiamo.
Mozione n. 562. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Chiedo il voto per appello nominale e chiedo di essere conseguenti poiché l’Aula ha scelto di scindere questi momenti e di votare singolarmente le mozioni, quindi ogni alibi per non votare la risoluzione dell’Unione europea è caduto dato che non va ad inficiare l’attualità, non va a interagire con altre situazioni che vengono distinte.
Ora si vota la mozione, il recepimento delle direttive date dalla risoluzione dell’Unione europea che condanna tutti i totalitarismi e chiede alle varie istituzioni di farne cardine nel proprio agire, istituendo anche delle giornate per la commemorazione delle vittime e di coloro che hanno salvato le vittime dell’Olocausto, chiedo pertanto il riconoscimento della risoluzione europea che condanna tutti i totalitarismi compresi i totalitarismi di sinistra.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Come ho detto prima, voterò contro questa mozione, non solo perchè sarebbe stato un errore accorparla con la risoluzione, dato che avremmo mischiato due cose diverse, ma sono profondamente contrario a questa mozione, così come sono profondamente contrario a quello che ha fatto il Parlamento europeo. Questo non vuol dire non essere contrari ai totalitarismi, sono due cose diverse, si può essere contrari al totalitarismo, io sono contro ogni totalitarismo e pregherei di non parlare di totalitarismi di sinistra e di destra, ci sono totalitarismi stalinisti basati su un'ideologia comunista, una distorsione dell’ideologia comunista, e ci sono stati i totalitarismi fascisti, nulla a che vedere con la dicotomia tra sinistra e destra.
Ciò detto, l'atto del Parlamento europeo così come questa mozione fanno un errore madornale, partono da una giusta condanna ai totalitarismi, ma mischiano delle cose molto diverse, un'analisi storica della seconda guerra mondiale, tra l'altro, evidenziando delle cose che non sono assunte dal punto di vista storico. L’ho detto prima, che la seconda guerra mondiale sia originata dall'accordo Ribbentrop-Molotov è funzionale ad una visione della storia che non condivido, credo che la seconda guerra mondiale sia nata dall'invasione di Hitler della Polonia, così come abbiamo studiato a scuola, ovviamente, fa comodo quella lettura.
Alcune cose sono persino provocatorie e chiedere che il 25 maggio, che è l'anniversario della morte di colui che ha liberato Auschwitz, sia proclamata giornata internazionale della lotta degli eroi contro tutti i totalitarismi, la ritengo una cosa sbagliata.
Noi facciamo la Giornata della memoria e la Giornata sulle foibe, sono il primo a dire che va bene, ma separiamo le cose, com'è giusto che sia perchè questa fase storica vede, come ho documentato prima, un aumento forte dei reati a carattere razzista, antisemita e xenofobo, mentre ritengo piuttosto difficile che oggi ci siano dei reati a base stalinista, trovatemi un caso in cui ci sia stato un atto di violenza a base stalinista, che vuol dire, non ha alcun significato.
Ci sono invece dei reati a base razzista, xenofoba contro gli ebrei, contro i neri, contro le persone diverse, ed hanno una base, per cui oggi in questa situazione grave, è altrettanto grave quello che ha fatto il Parlamento europeo, secondo me, e non ho alcun timore a dirlo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Faccio una dichiarazione non a nome del gruppo, non so se sarò in dissenso o meno, faccio una dichiarazione a titolo personale.
Sono profondamente d'accordo con l'analisi storica delle cause, che ha fatto il Consigliere Busilacchi, so che molte volte, non è la prima volta, ma non in un caso importante come questo, le decisioni del Parlamento europeo sono frutto di compromessi per le varie anime e soprattutto per i vari interessi economici che ci sono al suo interno.
Devo dire che non posso votare a favore della mozione della Consigliera Leonardi, perché vengono nominati come totalitarismi il nazismo e il comunismo, non credo sia una dimenticanza non aver citato il fascismo, per cui, secondo me, questa mozione diventa completamente inaccettabile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Noi votiamo questa mozione e ne siamo matematicamente convinti perché finalmente il Parlamento europeo ha chiarito o ha tentato di chiarire quello che accade quotidianamente per le discussioni che nascono, secondo me ... Quella di oggi ne è la prova, anche qui in questa piccola Aula, rispetto al contesto internazionale o globale, siamo pieni di ideologie e il dibattito soffre di questo.
Davanti a queste ideologie non c'è dibattito, non c'è confronto, non c'è possibilità di esprimere e di ragionare in termini diversi, pertanto, noi rimaniamo su questa posizione sulla risoluzione che è stata approvata, che ha tentato di aprire anche qui una discussione. Questo è il senso della risoluzione del Parlamento europeo, purtroppo, vediamo che ancora siamo molto distanti, è difficile fare un ragionamento comune, anche se, in qualche caso, come sostengo io, si deve mediare, ma si deve mediare e si deve ragionare in termini diversi rispetto a persone che si sgombrano di un'ideologia, altrimenti non ci sarà soluzione a questo problema.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. A nome del gruppo, dopo un breve consulto fra di noi, faccio le funzioni del capogruppo, che è assente, dico che questa mozione non ci sentiamo di votarla, per un semplice motivo, pur aderendo al discorso di essere contrari ad ogni forma di totalitarismo, la questione nemmeno si pone per come è scritta da un punto di vista storiografico, per la mancanza di motivazioni politiche e storiche e per la mancanza di distinzioni specifiche che, invece, nella nostra storia, sono state così rilevanti, segnando solchi insanabili ancora oggi, dacchè qualche giorno fa abbiamo festeggiato il Giorno della memoria e fra qualche giorno festeggeremo il Giorno del ricordo.
Sono storie che hanno dato vita a particolari ricorrenze, che stanno a significare tutto quello che c'è dietro e che è stato detto nel dibattito. Per questo motivo annuncio il voto contrario del gruppo a questa mozione.

Mozione n. 565. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dalla Consigliera Leonardi.
Favorevoli: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri.
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Giacinti, Giancarli, Mastrovincenzo, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Sulle altre tre mozioni sta girando una risoluzione per completare la raccolta delle firme, dopodiché voteremo anche la risoluzione.

La seduta è sospesa alle ore 15,05

La seduta riprende alle ore 15,10

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Pergolesi, Mastrovincenzo, Urbinati, Giorgini, Fabbri, Busilacchi, Minardi, Maggi, Volpini, Giancarli, Bisonni, Rapa, Giacinti, Micucci.
Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Con questa risoluzione il Consiglio esprime la propria condivisione per l’istituzione di una Commissione speciale regionale per il contrasto ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio ed alla violenza; manifesta alla Senatrice Liliana Segre la nostra stima, la nostra profonda solidarietà per le aggressioni di cui è stata oggetto e il nostro profondo rispetto per la sua storia personale, che la rende preziosa testimone di una tragedia, inoltre invitiamo la Senatrice Liliana Segre ad una visita presso l’Aula Consiliare e anche ad un incontro con i Consiglieri regionali per raccogliere un suo intervento rivolto al legislatore regionale in modo da recepire importanti e significativi spunti di riflessione.
Ringrazio tutti i Consiglieri che vogliono dare seguito alla mia istanza di votare all’unanimità la risoluzione che raccoglie un chiaro segnale da parte di questa Assemblea. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Maggi, Giorgini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Esprimo di nuovo la solidarietà alla Senatrice Liliana Segre e sono favorevole all’invito della Senatrice qui in Aula con noi per il contrasto all’antisemitismo.
Qualche perplessità sulla Commissione mi rimane.

Proposta di risoluzione. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dai Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giorgini.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Busilacchi, Carloni, Celani, Fabbri, Giacinti, Giancarli, Giorgini, Maggi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Minardi, Pergolesi, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Zaffiri.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. La mozione n. 573 è rinviata.

La seduta è tolta

La seduta è terminata alle ore 15,20


Testi degli interventi di cui è stata richiesta la pubblicazione in allegato al resoconto della seduta odierna, ai sensi dell’articolo 55, comma 2, del Regolamento interno

Interrogazione n. 895 “Monitoraggio nell'attuazione della Legge n. 26/2017 "Uso terapeutico della cannabis" – Risposta dell’Assessore Cesetti.

1) il numero di pazienti trattati, la tipologia di assistenza (ambito ospedaliero o territoriale), le patologie trattate e la spesa sostenuta per le annualità 2018 e 2019
• L'AOR Ancona con nota prot. n. 87581 del 03/12/2019 riferisce che nessuna richiesta di preparazione galenica magistrale a base di cannabis è pervenuta alla SOD Farmacia negli anni 2018 e 2019 per pazienti ricoverati presso la propria struttura.
• L'INRCA con nota prot. n. 40808 del 28/11/2019 riferisce che nel 2018 sono stati trattati 59 pazienti a livello territoriale e che nel 2019 sono stati trattamenti 104 pazienti a livello territoriale e 1 paziente a livello ospedaliero.
• L'Area Vasta 1 con nota prot. n. 1086395 del 15/11/2019 riferisce che nel 2018 sono stati trattati a carico del SSR 10 pazienti, per una spesa di 10.085,43 euro rimborsata alle farmacie che hanno provveduto all'allestimento. Da gennaio a luglio 2019 sono stati trattati 26 pazienti per una spesa di 15.106,69 euro.
• L'Area Vasta 2 - Senigallia con nota prot. n. 2038266 del 18/11/2019 riferisce che nel 2019 sono stati trattati 18 pazienti (4 per analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, 13 per analgesia nel dolore cronico, 1 per analgesia nel dolore cronico + effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito) e che nel 201estati trattati 18 pazienti (2 per analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, 12 per analgesia nel dolore cronico, 1 per analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore + analgesia nel dolore cronico, 1 per analgesia nel dolore cronico + effetto stimolante dell'appetito). Le preparazioni sono state erogate in ambito territoriale e dispensate con ricetta bianca a pagamento, pertanto non risultano a carico del SSR.
• L'Area Vasta 2 - Fabriano con nota prot. n. 2036859 del 15/11/2019 riferisce che in totale sono stati trattati 13 pazienti (analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, analgesia nel dolore cronico). Le preparazioni sono state erogate in ambito territoriale e dispensate con ricetta bianca a pagamento, pertanto non risultano a carico del SSR.
• L'Area Vasta 2 - Ancona con nota prot. n. 2036807 del 15/11/2019 riferisce che in totale sono stati trattati 76 pazienti (analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, analgesia nel dolore cronico, effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, effetto stimolante dell'appetito). Le preparazioni sono state erogate in ambito territoriale e dispensate prevalentemente con ricetta bianca a pagamento. Risultano a carico del SSR n.4 ricette spedite nel 2019 per un importo di 572,75 euro.
• L'Area Vasta 2 - Jesi con nota prot. n. 173501 del 15/11/2019 riferisce che nel 2018 sono stati trattati 20 pazienti (20% analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, 80% analgesia nel dolore cronico) e che nel 2019 sono stati trattati 32 pazienti (20% analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, 80% analgesia nel dolore cronico).
• L'Area Vasta 3 con nota prot. n. 124233 del 20/11/2019 riferisce che in ambito territoriale sono stati trattati 135 pazienti nel 2018 (di cui 94 pazienti residenti in AV3) per una spesa complessiva pari a 29.278,21 euro e 144 pazienti nel 2019 (di cui 105 residenti in AV3) per una spesa complessiva pari a 44.394,66 euro. Le preparazioni sono state impiegate per: analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, analgesia nel dolore cronico, effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, effetto stimolante dell'appetito.
• L'Area Vasta 4 con nota prot. n. 0057810 del 15/11/2019 riferisce che dal 2018 sono pervenuti 26 piani terapeutici con rinnovo, 27 piani terapeutici senza rinnovo e 2 sospensioni di terapia. Le preparazioni sono state impiegate per: analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore, analgesia nel dolore cronico, effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, effetto stimolante dell'appetito, sindrome di Gilles. Le preparazioni erogate in ambito territoriale non risultano a carico del SSR.
• L'Area Vasta 5 riferisce che nel 2018 sono stati trattati 43 pazienti per una spesa di 7.712,44 euro e che nei primi 7 mesi del 2019 sono stati trattati 59 pazienti per una spesa di 12.175,04 euro. Le preparazioni erogate in ambito territoriale sono: bediol olio, bedrocan olio, bedrocan cartine, FM2 cartine, FM2 olio.
I dati emersi dall'elaborazione effettuata della Regione Marche attraverso il canale della farmaceutica convenzionata sono i seguenti:
Anno di spedizione 2018
area vasta 1: ricette 32, assistiti 6, n. preparazioni 32, 3.778,78 euro;
area vasta 2: ricette 45, assistiti 21, n. preparazioni 45, 3.064,68 euro;
area vasta 3: ricette 166, assistiti 95, n. preparazioni 166, 15.436,15 euro
area vasta 5: ricette 71, assistiti 36, n. preparazioni 71, 6.637,16 euro;
totale: ricette 314, assistiti 150, n. preparazioni 514, 28.916,77.
Anno di spedizione 2019 (gennaio – agosto):
area vasta 1: ricette 118, assistiti 27, n. preparazioni 118, 13.819,33 euro;
area vasta 2: ricette 129, assistiti 46, n. preparazioni 129, 7.984,53 euro;
area vasta 3: ricette 497, assistiti 171, n. preparazioni 497, 56.802,61 euro;
area vasta 5: ricette 114, assistiti 54, n. preparazioni 114, 11.461,93 euro;
totale: ricette 858, assistiti 285, n. preparazioni 858, 90.068,40 euro;
totale: ricette 1.172, assistiti 344, n. preparazioni 1.172, 118.985,17 euro.
TOTALE: ricette 1.172, assistiti 344, n. preparazioni 1.172, 118,985,17.

2) eventuali criticità emerse nell'applicazione della LR n. 26/2017
• L'INRCA con nota prot. n. 40808 del 28/11/2019 riferisce che le eventuali criticità sono gestite da un gruppo di lavoro regionale che coinvolge i diversi attori. La formazione di medici e farmacisti iniziata con l'evento regionale del 25-26/10/2019 sarà svolta dall'ASUR nel 2020.
• L'Area Vasta 3 con nota prot. n. 124233 del 20/11/2019 segnala le seguenti criticità: difficoltà a monitorare le prescrizioni con codice alfanumerico della scheda ISS e codice fiscale della ricetta SSR; posologia variabile per esigenze terapeutiche.

3) eventuali criticità inerenti l'acquisizione e l'erogazione dei farmaci
• L'INRCA con nota prot. n. 40808 del 28/11/2019 riferisce che acquista la materia prima dallo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze poiché altre aziende private avrebbero richiesto la modalità di pagamento in contrassegno, non rispondente alla disciplina interna della pubblica amministrazione. Inoltre segnala problemi di erogazione per i pazienti residenti nella provincia di Pesaro.

Interrogazione n. 902 "Stato di attuazione POR FESR 2014-2020 Sostegno allo start up, allo sviluppo e alla continuità di impresa nelle aree colpite da crisi diffusa delle attività produttive. Anno 2016" – Risposta dell’Assessore Cesetti.

Il bando, approvato con Decreto n. 59/ACF del 31/05/2016, prevedeva, al momento della sua attivazione, il sostegno a progetti di start up, di investimento produttivo, di rilocalizzazione della produzione del Made in Italy e di trasferimento di impresa (sono pervenute proposte progettuali relative solo alle prime due linee di intervento).
In una prima fase è stato attivato in due aree di crisi, quella interessata dall'Accordo di programma ex A. Merloni e quella mappata con DGR 1166/2015 interessata dalla crisi del mobile-arredo della provincia di Pesaro Urbino.
In una seconda fase è stato reso operativo nell'area di crisi complessa del Piceno Valle del Tronto Valle Vibrata, a seguito della stipula dell'Accordo di programma in data 28/07/2017 (fino a quella data non era consentita la sua attivazione, pena la non computabilità delle risorse ai fini del cofinanziamento regionale dell'ADP).
La sua lunga gestione amministrativa, ancora in atto, è pertanto legata a questa operatività in due fasi, nonché all'implementazione del plafond Piceno-Val Vibrata con le risorse aggiuntive del POR FESR Sisma Asse 8 e, infine, alla possibilità di utilizzare le economie rinvenienti da revoche e rinunce, per progetti pervenuti prima della chiusura dello sportello, ma che non era stato possibile finanziare per carenza fondi.
Di seguito le risposte ai singoli quesiti.
Risposta a quesito 1 , 2, 3, 4 – Numero domande presentate, approvate, escluse, risorse impegnate
Nella tabella riepilogativa sottoriportata la situazione, al 31/12/2019, delle domande presentate, approvate, escluse e delle risorse impegnate, suddivise per linea di intervento e, all'interno di ogni tipologia di intervento, per area di crisi.
Totale investimento produttivo (IP): domande pervenute 201, domande approvate dal Comitato 103, domande finanziate 90, Domande escluse 98, Importo contributo concesso/impegnato 12.784.986,64;
Area di crisi Adp Merloni: domande pervenute 63, domande approvate dal Comitato 24, domande finanziate 23, domande escluse 39, importo contributo concesso/impegnato 3.592.296,5;
Area di crisi Provincia di Pesaro e Urbino: domande pervenute 94, domande approvate dal Comitato 51, domande finanziate 41, domande escluse 43, importo contribuito concesso/impegnato 4.406.648,8;
Piceno/Piceno sisma: domande pervenute 44, domande approvate dal Comitato Piceno 26, domande approvate dal Comitato Piceno sisma 2, domande finanziate Piceno 24, domande finanziate Piceno sisma 2, domande escluse 16, Importo contributo concesso/impegnato Piceno 4.667.737,66, importo contributo concesso/impegnato Piceno sisma 118.303,68;
Totale star up (SU): domande pervenute 145, domande approvate dal Comitato 44 domande finanziate 41, domande escluse 101, importo contributo concesso/impegnato 5.924.415,12;
Area di crisi Adp Merloni: domande pervenute 46, domande approvate dal comitato 15, domande finanziate 14, domande escluse 31, importo contributo concesso/impegnato 1.902.090,3;
Area di crisi Provincia di Pesaro e Urbino: domande pervenute 48, domande approvate dal Comitato 13, domande finanziate 11, domande escluse 35, importo contributo concesso/impegnato 1.216.727,82;
Piceno/Piceno sisma: domande pervenute 51, domande approvate dal Comitato Piceno 7, domande approvate dal Comitato Piceno sisma 9, domande finanziate Piceno 7, domande finanziate Piceno sisma 9, domande escluse 35, importo contributo concesso/impegnato Piceno 1.168.391, importo contributo concesso/impegnato Piceno sisma 1.637.206.

Risposta a quesito 4 - Risorse erogate
Nella tabella che segue il dettaglio delle risorse erogate (liquidate), che al 31/12/2019, corrisponde all'importo certificato alla Commissione europea.
Investimenti produttivi (Adp Merloni - PU): 0;
Star up (Adp Merloni – PU): certificato al 31/12/2018 3.369.677,35, certificato al 31/12/2019 4.245.323,37, totale 7.615.000,72;
Piceno/Piceno sisma: 0.

Risposta a quesito 5 - Ritardo nell'approvazione delle pratiche
Questo Bando è stato il primo della programmazione FESR 2014/20 a partire con la nuova Piattaforma Sigef nel maggio 2016, pertanto il ritardo iniziale è stato motivato dalla necessità di implementare tutte le funzionalità del nuovo sistema informatico, che in quei mesi stava subentrando al vecchio sistema Sigfrido. A questa motivazione si aggiungono i ritardi imputabili all'insediamento e funzionamento del Comitato di valutazione che, per la natura dei progetti finanziabili, ha richiesto anche la partecipazione di membri esterni indipendenti a fianco di membri interni che, nel tempo, causa avvicendamenti organizzativi, sono stati sostituiti.
Relativamente alle concessioni avvenute circa 24 mesi dopo la presentazione della domanda, come indicato in premessa, si tratta di concessioni relative a progetti che non era stato possibile finanziare per carenza risorse, alcuni dei quali già approvati, altri che è stato necessario sottoporre all'approvazione del Comitato.
Solo a seguito della disponibilità di economie per rinunce e revoche è stato possibile ammetterli a finanziamento.
Risposta a quesito 6 - Rup
Causa modifiche organizzative della Struttura responsabile dell'attuazione, sia nelle figure apicali, sia in quelle dei responsabili di procedimento, la titolarità della gestione ha subito diversi avvicendamenti.

Risposta a quesito 7 - Revoche
In misura assolutamente prevalente gli atti di revoca sono conseguenti a rinunce da parte dei beneficiari, soltanto in misura secondaria a revoche determinate da rendicontazioni di spese ammissibili in misura inferiore a quanto stabilito dal Bando, ovvero inferiore al 70%.
Le risorse derivanti da revoche, economie e rinunce sono sempre state riutilizzate per il sostegno di progetti ammissibili ma non finanziati per esaurimento fondi.
Di seguito il dettaglio delle revoche.
2017 - 3 Investimenti produttivi (tutte rinunce volontarie) pari a 437.023,18 euro.
2018 - 4 Investimenti produttivi (tutte rinunce volontarie); 3 Start up (tutte per rinuncia volontaria) pari a 835.931,86 euro.
2019 - 6 Investimenti produttivi (di cui 5 volontarie rinunce e 1 per rendicontazione inferiore a 70%) 3 Start up (tutte per rendicontazione inferiore a 70%) 5 PICENO (tutte per rinuncia volontaria) pari a 2.069.541,55 euro.
 

 
 
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