Resoconto della seduta n.160 del 28/04/2020

SEDUTA N. 160 DEL 28 APRILE 2020

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 160 del 28 aprile 2020. Do per letto il processo verbale della seduta 159 del 21 aprile 2020, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, mediante invio con posta elettronica, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Chiedo a tutti di osservare un minuto di silenzio per le vittime del Coronavirus di questa settimana.

(L’Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)

PRESIDENTE. Ricordo che l’ordine del giorno della seduta odierna, che avete ricevuto ieri, è quello aggiornato e concordato nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi.
Iniziamo con il punto 2) perché per il punto 1) attendiamo l’arrivo dell’Assessore Bora, ora impegnata in un’altra video conferenza.

Comunicazioni ai sensi dell’articolo 55, comma 4, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Vorrei esprimere una considerazione prima dell’inizio della seduta.
Questa mattina, purtroppo, non vedo ancora nessun provvedimento della Giunta in merito al problema dell’economia della nostra regione dove, ricordo, e non mi stancherò mai di farlo, abbiamo il 90% di circa 150.000 partite Iva e piccoli artigiani, imprenditori, commercianti che si trovano da 75 giorni in forte difficoltà, sono al terzo mese senza un minimo di retribuzione.
Credo che non possiamo andare avanti con mozioni, interrogazioni, solo per passare il tempo nei Consigli.
Presidente, la invito, per il ruolo istituzionale di rappresentante di tutti i marchigiani - carica politica più importante della Regione - di farsi protagonista nei confronti della Giunta per far si che venga immediatamente fatto un provvedimento per gli imprenditori. Siamo in una situazione a dir poco drammatica.
Noi ci intendiamo un po’ di burocrazia, ma non siamo più in condizioni di poter aspettare, pertanto la invito formalmente, Presidente, con questo intervento a nome mio e del partito, affinché lei si adoperi e diventi un momento politico importante ed adeguato al ruolo istituzionale che ricopre a nome di tutto il Consiglio, di tutti i marchigiani, soprattutto per quel 90% di marchigiani di cui parlavo prima, che ha forti difficoltà. Secondo dei dati che mi sono pervenuti sembra che il 30% delle imprese non ripartirà e questa percentuale per la nostra economia è molto pesante. Grazie.

PRESIDENTE. Recepisco il suo invito, comunque la Giunta è in collegamento, eventualmente potranno intervenire gli Assessori nel corso del dibattito, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico che tratteremo al punto 4) del nostro ordine del giorno.

Proposta di legge n. 341
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 ‘Testo unico in materia di commercio’ e alla legge regionale 4 aprile 2011, n. 5 ‘Interventi regionali per il sostegno e la promozione di osterie, locande, taverne e spacci di campagna storici’”

Nuova titolazione: “Modifiche alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 ‘Testo unico in materia di commercio’, alla legge regionale 4 aprile 2011, n. 5 ‘Interventi regionali per il sostegno e la promozione di osterie, locande, taverne e spacci di campagna storici’ e alla legge regionale 3 ottobre 2019, n. 33 ‘Promozione della multifunzionalità nel settore della pesca marittima e del turismo marittimo’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 341. La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. La proposta di legge che andiamo a presentare è una piccola omnibus che ci dà l’occasione di modificare tre leggi a seguito di alcune verifiche effettuate dagli uffici della Giunta regionale e condivise recentemente dalla II Commissione.
La prima riguarda il Testo unico del commercio, esattamente la legge n. 27/2009 e costituisce un adeguamento alla normativa statale in materia di autorizzazioni e concessioni all’apertura ed allo spostamento di impianti di distribuzione carburanti rispettivamente sulla rete stradale e autostradale. Si propone in particolare di trasferire questa funzione ai Comuni come peraltro disciplinato in altri ordinamenti regionali; si propone inoltre di adeguare i contenuti della legge regionale a quanto previsto dalla legge n. 124/2017, la legge sulla concorrenza in materia di incompatibilità degli impianti di distribuzione di carburante, a seconda che questi siano collocati fuori e dentro i centri abitati, specificando quando gli stessi devono essere considerati incompatibili. Risultano non compatibili gli impianti privi di servizi igienico sanitari per gli utenti, prevedendo la possibilità di un successivo adeguamento.
La seconda modifica è un mero coordinamento tecnico e consiste nella semplificazione del titolo della legge regionale 4 aprile 2011 n. 5 che recita “Interventi regionali per il sostegno e la promozione di osterie, locande, taverne e spacci di campagna storici” che viene cambiato in “Interventi regionali per il sostegno e la promozione dei locali storici” ciò anche a seguito di una modifica effettuata a fine 2019 che ha inserito tra i locali storici anche i bar in attività almeno da 40 anni. Questo intervento ha aggiunto i bar alle osterie, locande, taverne e spacci di campagna storici, rendendo opportuna la semplificazione proposta al titolo della legge.
La terza modifica è alla recente legge regionale per la diversificazione delle attività di pesca professionale, che conosciamo meglio come norma sull’ittiturismo e pescaturismo.
Abbiamo ricevuto una richiesta da parte degli uffici preposti in quanto si sta predisponendo il regolamento per poter far partire il primo bando con i fondi Feamp e c’è stata un’esigenza, anche in virtù della richiesta di autorizzazione agli enti locali e ai Comuni, di dividere il settore dell’ittiturismo da quello della pescaturismo, quindi l’imprenditore può fare solo pescaturismo, solo ittiturismo o entrambe le attività, questo facilita nel regolamento l’iter per la richiesta delle autorizzazioni.
E’ tutto qui, questa è una legge che prevede tre piccole modifiche ma, come avete potuto intuire, molto importanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Come ha già detto il Consigliere Urbinati, la proposta di legge n. 341 la possiamo dividere in due parti ben distinte in quanto si occupano di materie completamente diverse.
Una specie di omnibus per cercare di mettere a punto alcune situazioni che erano state interloquite ed altre invece che dovevano essere rese congruenti con la normativa nazionale.
Partiamo dalla prima parte, è una revisione della legge regionale 27/2009 il Testo unico in materia di commercio per quanto riguarda l’ubicazione, la gestione e altro relativo ai distributori di carburanti.
Si tratta di una semplificazione perché molte funzioni amministrative passano di competenza dalla Regione ai Comuni, quindi funzioni assegnare ad enti di prossimità. Si spera di aver semplificato qualcosa, si spera, perché comunque il processo è sempre molto complesso, per cui funzioni amministrative relative agli impianti sia della rete stradale ordinaria, che delle autostrade e dei raccordi autostradali, diventano di competenza dei Comuni in cui ricadono.
Tra queste funzioni amministrative c’è il rilascio delle autorizzazioni per l’installazione e l’esercizio dei nuovi impianti, la modifica dei nuovi impianti, il rilascio dell’autorizzazione al prelievo ed al trasporto di carburanti in recipienti mobili e agli impianti di distribuzione di carburanti ad uso privato.
La parte più significativa di questo testo è l’articolo 3 che prevede l’incompatibilità degli impianti stradali, quindi la norma va a specificare esattamente quali sono queste incompatibilità sia per quanto riguarda gli impianti di distribuzione carburanti, che sono dislocati all’interno dei centri urbani, così come definiti dal codice della strada, sia per quanto riguarda l’ubicazione degli impianti di distribuzione carburanti che sono al di fuori dei centri abitati, così come i Comuni hanno dovuto definire. Quindi stabilisce delle regole ben precise per cui non ci saranno più equivoci per individuare compatibilità ed incompatibilità.
Il comma 4 dell’articolo 3 prevede che i Comuni procedono all’individuazione ed alla chiusura degli impianti incompatibili nel rispetto della normativa. Una incompatibilità molto importante è che se sono ubicati in certi luoghi e non hanno dei servizi igienici destinati anche a persone portatrici di handicap devono essere chiusi.
Ovviamente c’è una norma transitoria, che credo sia rilevante e che abbiamo messo a punto, che stabilisce che all’entrata in vigore di questa legge tutti gli impianti che risultano sprovvisti di servizi igienico sanitari possono continuare a svolgere la loro attività purché non dotati dei servizi accessori, (bar, tipo negozietto che vende ricambi). Possono continuare ad operare fino a che non chiedono l’adeguamento, qualora chiedessero adeguamenti o implementazioni dovranno adeguarsi alla norma e quindi prevedere anche i servizi igienici, altrimenti devono essere chiusi.
Una disciplina abbastanza corposa, che va a semplificare la situazione perché tutto verrà gestito dagli enti locali e ci auguriamo che questo passaggio dal centro, cioè dalla Regione ai Comuni, possa snellire le procedure che sono sempre molto complesse.
La seconda parte di questa legge, a partire dall’articolo 4, modificare in parte la legge regionale n. 33/2019 perché in contrasto con la normativa nazionale del settore, il decreto legislativo n. 4/2012.
La legge regionale n. 33/2019 introduce il concetto del turismo esperienziale con la pesca sportiva e l’ittiturismo, perché credo che nelle Marche, tutta la II Commissione l’ha condivisa, sia necessario implementare ed ampliare le forme di turismo tradizionali, noi abbiamo un turismo prettamente ambientale, quello della costa, quello culturale, quello dell’entroterra, però è necessario che si trovino nuove forme che diano una forte carica emotiva e di novità al turista, all’ospite che viene in vacanza da noi, che deve essere sempre più considerato come un invitato e non come un ospite, dando dei servizi aggiuntivi sempre migliori, soprattutto creando quel senso di emotività che faccia percepire il luogo in cui si va in vacanza come unico, che magari solo il turista ha visto e lo possa raccontare agli altri.
Ci eravamo spinti un po’ più in là, dicendo cosa poteva fare chi esercitava la pesca sportiva, probabilmente qualcosa è andato in contrasto con la legge nazionale n. 4/2012 per cui la nostra norma è stata interloquita, quindi l’abbiamo ricondotta, secondo i canoni normativi della legge nazionale, all’ambito di chi fa l’attività professionale di pesca e non attività supplementari. Abbiamo modificato questa cosa.
L’altra situazione che riguarda sempre la modifica della legge n. 33/2019, attiene alle autorizzazioni che devono essere richieste, ad esempio, in merito ai Boat & Breakfast per le quali avevamo imposto la Scia, ora viene eliminato l’obbligo di presentare la Segnalazione certificata di inizio attività per chi esercita l’attività di Boat & Breakfast, un adeguamento significativo ed importante che fa chiarezza su queste attività, con l’auspicio che ci siano imprenditori nella nostra regione, in modo particolare nelle aree costiere, che possano dedicarsi a queste nuove forme di turismo, che sono: la pesca sportiva, l’attività di accoglienza all’interno delle barche da pesca di persone che vogliano fare una vacanza culturale e vedere come si sta in mare.
L’altro aspetto riguarda l’ittiturismo che invece è molto più spinto perché consente all’imprenditore professionale, cioè a colui che esercita l’attività di pesca professionale, di fare attività collaterali utilizzando beni strumentali che ha in porto o nell’immediata vicinanza, utilizzando il materiale pescato nel mare Adriatico.
C’è stato un voto favorevole della II Commissione ed anch’io mi sono espresso in questo senso, quindi sono favorevole all’approvazione in toto così come è stata presentata la legge. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 quater. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 quinquies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 sexies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4 septies. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 7 bis (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 341. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 302 (testo base)
ad iniziativa della Consigliera Bora
“Iniziative a sostegno del talento contemporaneo”

Proposta di legge n. 108
ad iniziativa della Consigliera Malaigia
“Tutela e valorizzazione della creatività marchigiana. Modifiche alla legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 “Norme in materia di beni ed attività culturali”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 302 (testo base) della Consigliera Bora e la proposta di legge n. 108 della Consigliera Malaigia, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Non ricordo altre volte in cui abbiamo impiegato più tempo per la votazione che per la discussione di una proposta di legge. Dovrebbe essere nella norma quando proposte, come quella che abbiamo appena votato o questa che andremo ad approvare a breve, così almeno mi auguro, sono ampiamente condivise all’interno della Commissione.
Questa è una legge che con molta soddisfazione relazione, è arrivata in I Commissione su proposta della Giunta, in particolare dell’Assessore Bora, contiene una divisione di ruoli di tutto ciò che è e come dovrebbe essere una regione.
Questa norma in particolare va a sostenere, questo è il suo obiettivo, il talento contemporaneo. Noi sappiamo che la nostra è un territorio che nei secoli è stato caratterizzato dall’evidenziarsi di talenti individuali, talenti rappresentati dagli uomini e dalle donne di impresa e dagli artisti. Tante sono state le spiccate individualità che hanno dato non solo prestigio alle Marche ma hanno creato nel nostro territorio un indotto importante, culturale, artigianale ed imprenditoriale.
Questa è una legge che va a valorizzare i talenti ma dà loro anche un luogo, quindi non si limita a sostenere tutto ciò che è talento e creatività, soprattutto per quanto riguarda i giovani, ma va anche a valorizzare un luogo simbolo della nostra regione, l’ex Lazzaretto, parlarne di questi tempi è molto significativo, però quell’opera, la Mole Vanvitelliana dell’Architetto Vanvitelli vuole diventare, come già è, secondo me, sotto certi aspetti, il luogo che dovrà valorizzare questa legge, passando per il capoluogo, che è la città di Ancona.
Durante la discussione di questa norma abbiamo fatto diverse audizioni e abbiamo messo insieme le tante esigenze emerse, perché quello che è stato fatto negli ultimi anni alla Mole Vanvitelliana di Ancona ha avuto una risonanza nazionale, quindi l’obiettivo è quello di valorizzare un luogo già molto importante e dare risonanza alla creatività della regione Marche, crediamo che questo potrà avere anche dei risvolti molto importanti a livello imprenditoriale.
La legge dà alla città di Ancona la possibilità di creare ed organizzare tutto ciò che può essere utile a questo scopo, è finanziata anche per il 2021 con una dotazione di 100.000 euro, che negli anni successivi si collocherà all’interno della legge del bilancio di previsione.
Ringrazio tutti quelli che ci hanno lavorato. Ora un aspetto importante è quello della creazione del Regolamento, gli uffici della Giunta dovranno farlo, poi tornerà in Commissione, ma noi crediamo che verrà fatto un buon lavoro, come è stato fatto per la legge verrà fatto anche per il Regolamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Unicamente per dire che la mia proposta di legge risale a tre anni fa e ha lo scopo di valorizzare la creatività come leva di sviluppo per il territorio. Penso che mai come in questo momento sia importante valorizzare il genius loci dei nostri creativi marchigiani.
E’ una cosa positiva che l’Assessore Bora abbia ripreso questa mia proposta di legge per iniziare, spero che sia solo un inizio, perché un finanziamento di 100.000 euro sarà soltanto un primo input per cominciare un percorso che dovrà essere implementato molto di più specialmente in questo contesto difficile in cui si propone qualcosa di innovativo, di creativo, oppure se si è radicati a concetti del passato per quanto riguarda la produttività marchigiana non si va avanti.
L’intervento è solo per dire la mia posizione, certamente non sono del tutto soddisfatta per l’esiguità della somma che viene stanziata, ma piuttosto che niente è meglio piuttosto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Parliamo di creatività, parliamo di talenti, quindi automaticamente parliamo di innovazione, sicuramente sono cose che servono alla nostra regione in modo particolare non soltanto in questo momento, ma sempre.
Da un po’ di anni noi segniamo il passo in questo campo anche se devo dire, poi lo spiegherò, tanti tentativi sono stati fatti nei territori senza sostegni o contributi della Regione. Proprio per questo motivo ho delle perplessità su questa norma e voglio esprimere alcune riserve, che vado a spiegare, non prima però di fare una premessa. Il fine è nobile ed quello di andare a sostenere, promuovere la creatività e il talento in ambito regionale, e Dio sa quanto ne abbiamo bisogno, scovarli, ma soprattutto sostenerli affinché le idee dei nostri talenti diventino effettivamente progetti. Il problema è questo, non è soltanto quello di andare a scovare il talento, ma è fare in modo che l’idea del talento si possa materializzare e possa essere messa a disposizione del sistema economico produttivo per poter fare un balzo in avanti e riprendere la via dello sviluppo.
Si tratta in pratica di andare a sostenere le competenze delle giovani generazioni. Allora, dove sono le mie perplessità? Se deve essere una promozione, perché non coinvolgere tutto il territorio? Perché non creare una rete dei talenti tra le cinque province delle Marche? Non capisco, perché collocare i talenti in un luogo fisico? Poi andrò a vedere cosa rappresenta questo luogo, che non mi sembra opportuno.
Si tratta di creare, secondo me, una rete tra le cinque province marchigiane in modo tale da sviluppare tutte le ipotesi talentuose.
La creazione di una centralizzazione, secondo me, ancora una volta, viene vista come togliere qualcosa ai territori.
Un luogo simbolo, come ha detto il Consigliere Urbinati, ma con tutto il rispetto per la bellezza, per la magnificenza di questo monumento qual è la Mole Vanvitelliana, non credo che rappresenti il simbolo delle Marche, il simbolo della cultura, il simbolo della scienza, il simbolo dell’innovazione, non credo che sia questo, anche perché all’articolo 3 trovo: “riconoscendo alla Mole Vanvitelliana caratteristiche strutturali, spaziali, urbanistiche idonee allo scopo”, qualcuno, mi deve spiegare cosa sono le caratteristiche strutturali. E’ un fortino nato nel 1733, fatto da un grande architetto Luigi Vanvitelli, che poi ha progettato anche la reggia di Caserta, nasce come lazzaretto per mettere in quarantena, ahimè siamo in tema, questa legge arriva in un momento poco fortunato, chi arrivava nel porto di Ancona da aree sconosciute e poteva portare qualche malattia. Vorrei capire cosa si intende per ‘spaziali’ dal punto di vista architettonico. Una bellezza architettonica molto bella, ma come ce ne sono tante.
Non è il luogo della creatività, il luogo delle invenzioni, delle innovazioni, non è un simbolo anche dal punto di vista culturale, senza nulla togliere alla città di Ancona ed ai suoi monumenti, alla bellezza, sicuramente non è luogo simbolo.
Perché creare un solo luogo? Bello, ma non simbolo delle Marche e dei suoi talenti, perché non creare dei luoghi dei talenti nella regione Marche mettendo in rete alcune strutture che fanno innovazione e ricerca? Quelli sono i simboli del talento in tutta la regione Marche, si poteva fare qualcosa di nuovo, di coinvolgente, soprattutto per le aree terremotate. Nella mia provincia, ad esempio, ad Ascoli Piceno, nel comune di Venarotta, c’è in animo di creare un centro di ricerca eccezionale, è stato presentato anche in Regione, perché non scoprire prima cosa bolliva in pentola nei territori e metterlo in rete in modo che i talenti si potevano confrontare?
Il comma 3, dell’articolo 3 prevede: “La Regione concede al Comune di Ancona contributi per il sostegno di attività indicate al comma 1, in particolare per la realizzazione di progetti espositivi - quindi che cosa finanziamo? - che coniugano artigianalità, impresa, cultura, scienza, tecnologia, con particolare riferimento all’organizzazione dell’attività giovanile” Cioè, finanziamo delle mostre, delle esposizioni di progetti che vengono fatti da questi talenti, ma se si voleva finanziare una cosa del genere non occorreva una legge, basta dire che ad Ascoli Piceno da sempre esiste la sezione giovanile di Confindustria che organizza un concorso annuale per giovani inventori. Vengono un fine settimana, si confrontano su certe tematiche, tirano fuori immediatamente, in 3 giorni, in 72 ore, dei progetti innovativi che vengono poi presentati al mondo del sistema economico produttivo e se c’è qualche industriale a cui interessa, acquista il brevetto, lo mette in pratica e parte. Noi facciamo da anni discorsi di questo tipo, allora perché non andare sui territori e vedere quello che si stava facendo per metterlo in rete?
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca - ad essere malizioso - come diceva un noto politico che ha fatto la storia della I Repubblica, tanto sciagurata, ma che dobbiamo rivalutare da questo punto di vista. A me sembra più che altro una legge …, si danno 100.000 euro al Comune di Ancona per fare che cosa? Progetti espositivi, eventi che consentono l’incontro fra talenti e workshop e laboratori, tutti i territori potevano fare queste cose per cui, ripeto, avrei preferito che venisse approvata la proposta che aveva fatto la Consigliera Malaigia, era una legge di indirizzo che voleva valorizzare e sostenere la messa in pratica di queste nuove idee dell’attività culturale relativa alle nuove generazioni, sarebbe stato un impegno forte da un punto di vista politico e culturale della regione Marche, che poi andava costruito attraverso dei regolamenti. Avrei visto meglio l’approvazione del testo della proposta di legge n. 108, ovviamente rivisitato e corretto, che non questa legge che, ripeto, ha una finalità nobile, non si discute sul fatto che i talenti non debbano essere sviluppati, fra l’altro torno a dire che stiamo parlando di talenti non di talento, talenti al plurale, per cui è chiaro che i talenti non sono solo le persone, ma sono anche i territori, perché l’entroterra delle Marche ha i suoi talenti, quindi dovevamo mettere in rete i talenti delle persone, i talenti del territorio e creare una rete che si potesse raccordare in un luogo fisico, che non poteva che non essere un centro di ricerca dove si fa innovazione, dove si fanno tutte queste cose.
A me sembra, ripeto, lo dico con un pizzico di malizia polemica …, ma lasciatemelo dire perché i territori soffrono e non è possibile vedere sempre i luoghi periferici abbandonati quando si crea qualcosa di nuovo. Perché si deve escludere il sud delle Marche? Perché si devono escludere il piceno, il fermano, San Benedetto del Tronto ed altri?
Lo dico con rammarico, avrei votato appassionatamente questa legge, però sono costretto ad astenermi con tutte queste perplessità che vi ho espresso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Innanzitutto mi dispiace che oggi il Consigliere Maggi non stia bene, altrimenti avrebbe fatto un intervento molto più appassionato e caloroso del mio su questa proposta di legge.
Noi la voteremo favorevolmente anche perché finalmente si inizia un po’ a programmare e questa norma prevede una programmazione per far si che le attività culturali, sperimentali ed i talenti sul territorio siano canalizzati in un punto di raccordo come la Mole Vanvitelliana, che è un luogo simbolo del capoluogo, che può dare visibilità ai talenti sparsi nella nostra regione.
Ricordo che in Ancona c’è il Liceo d’arte, con delle succursali anche in altri comuni, che fa un po’ da raccordo tra le attività e sono state allestite delle stanze per evidenziare i lavori dei talenti che frequentano quella scuola, avere un luogo in una zona come il Comune di Ancona, che è molto visitato ed a poca distanza dal porto, potrebbe dare un vero input, una vera spinta per le peculiarità del nostro territorio.
100.000 euro non sono una gran cifra, però, per canalizzare in un’unica zona le iniziative che, ricordo, già venivano fatte, la Mole si presta benissimo, anche per concerti ed altre iniziative, che tra l’altro sono state fatte, è molto suggestiva e può dare maggiore visibilità al territorio. Potrà essere un punto di ritrovo anche nella programmazione di eventi annuali, basta ricordare che nella regione ci sono tantissimi talenti, si fanno laboratori sperimentali molto interessanti che però sono sparsi qua e là e non vengono molto divulgati e quindi conosciuti.
Ripeto, secondo noi, soprattutto secondo il Consigliere Maggi che ci teneva particolarmente a questo atto, che questa proposta di legge è una spinta propositiva ed in questo particolare periodo serve un po’ alla regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Credo che siamo in presenza di una legge importante e penso anche di poter dire che alcune perplessità espresse, il ragionamento motivato del Consigliere Celani, trovano risposta in questa legge, che non è statica, ma dinamica ed a me sembra che siano chiare le finalità, come precise sono le indicazioni per la programmazione regionale.
Voglio partire dall’articolo 3 (la Mole luogo del Talento) perché ho sempre pensato, sostenuto, sollecitato, e credo anche agito, perché le Marche ed Ancona fossero riconosciute anche nei fatti e in questi ultimi anni la città ha fatto un grande salto politico, culturale, istituzionale, comunque è da sempre il capoluogo regionale di cui le Marche hanno bisogno ed il capoluogo ha bisogno delle Marche, dell’intero territorio, dei tantissimi comuni, un capoluogo che riconosce il policentrismo marchigiano.
Quindi l’articolo 3 da un lato dà forza a questo ragionamento del capoluogo regionale, dall’altro mette in evidenza il centro di riferimento per lo sviluppo del talento, è scritto chiaro, della creatività, in particolare delle giovani generazioni e poi riconosce la Mole come fatto strutturale, spaziale, urbanistico, idoneo allo scopo anche in relazione alle attività in essa realizzate. Lì si parla non soltanto dell’ambito culturale, ma anche di quello tecnologico, scientifico, artigianale, imprenditoriale, la legge è chiarissima.
Tra l’altro voglio ricordare una cosa, ne ho parlato molte volte, chiedo scusa ai colleghi che la sentono ripetere da un po’, per me la Mole Vanvitelliana è il Palazzo Grassi di Venezia, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, è un luogo grande dell’identità marchigiana e credo che risponda anche alle perplessità del Consigliere Celani perché non ci può essere - altrimenti avrebbe ragione lui - centralizzazione nel momento in cui si fa una legge sul talento, perché fondamentali nei talenti e nella creatività sono le relazioni, le reti e il rispetto del policentrismo.
Questo è un primo aspetto legato al capoluogo e a quel luogo che ha sottolineato il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.
Secondo me questa legge parla alla testa e all’intelligenza delle persone, è una norma importante, certo è pur sempre una legge regionale, noi dobbiamo essere consapevoli dei nostri limiti, non siamo lo Stato, non siamo l’Unione Europea, però è rilevante perché siamo di fronte, e questo è dimostrato anche da questa epidemia, purtroppo, a dalle sfide epocali. C’è sicuramente un cambio di paradigma dell’economia con la rivoluzione digitale e la forte domanda di crescita sostenibile, compatibile, rispettosa della natura e dell’ambiente, che prende atto dei cambiamenti climatici.
Questo è il futuro, il cambio di paradigma richiede intelligenza, creatività, preparazione professionale e culturale, riconosce il valore del lavoro, altro che lavoro precario, lavoro sfruttato, lavoro subappaltato, lavoro organizzato da pseudo cooperative. Quindi il lavoro e questo nuovo paradigma non può che basarsi inevitabilmente sulla partecipazione, sulla dignità, sulla qualità della democrazia, su una strategia di lungo termine e allora credo che l’Italia e le Marche, possiamo dirlo con forza, hanno costruito tantissimo sull’ingegno, sulla cultura, sulla capacità, anche capacità di impresa, sulla creatività delle persone, però la conoscenza, il sapere, l’ingegno devono essere alimentate e supportate da una adeguata istruzione e formazione, quindi, qualità dell’istruzione ma anche quantità, mi riferisco ad esempio al numero dei laureati, è stato scritto più volte che l’Italia ormai da tempo è al penultimo posto fra i 27 Paesi dell’Unione Europea per la percentuale di giovani laureati.
Anche noi Regione possiamo rafforzare, a mio avviso, gli interventi per il diritto allo studio, abbiamo fatto l’Erdis, dobbiamo fare in modo - su questo volevo farci un’interrogazione poi non l'ho fatta perché so che l’Assessore Bravi è una persona sensibile - di attuare quella legge, di uniformarla, di omogeneizzarla. Non molto tempo fa, ho fatto un viaggio in treno, prima dell’epidemia, da Ancona a Fabriano, c’erano dei ragazzi che venivano dall’Università di Ancona e da quella di Urbino, era un venerdì, rientravano nelle loro abitazioni a Fabriano, c’era un giovane che faceva il quarto anno di medicina e diceva che senza il supporto pubblico dell’Erdis non sarebbe stato nelle condizioni di poter frequentare e raggiungere una laurea importante come quella di medicina. Fra loro parlavano rispetto alla necessità e sulla modalità degli alloggi, di avere altri servizi, quindi c’è la necessità di intervenire con forza su questi aspetti.
Anche noi possiamo supportare con forza oltre che la creatività - nella legge non ci sono soltanto i 100.000 euro, ma ci sono richiami ben precisi alla programmazione europea e statale - lo sviluppo di tantissimi progetti e dare forza alle reti e attraverso l’Erdis, attraverso i nostri interventi sul diritto allo studio, supportare anche l'aspetto fondamentale della formazione e dell’istruzione.
Chiudo dicendo che c’è la necessità di una visione, di una strategia per agevolare il diritto allo studio, per agevolare la laurea universitaria ed anche percorsi professionalizzanti, quindi investire nell’istruzione, nell’Università, ed investire nei talenti e nella creatività, credo che questa legge costituisca, e tra l’altro voglio vederla con una visione dinamica, un tassello importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Abbiamo anche in questa seduta una legge che possiamo definire di promozione culturale, la volta scorsa avevamo quella sulla lettura, adesso questa sull’ingegno e la creatività.
Ho apprezzato molto l’intervento enfatico del Consigliere Giancarli che, però, ahimè, cozza con il solito problema: quanto mettiamo per tutte queste belle cose? Qui il campo degli interventi è più limitato rispetto alla legge per la lettura, sono quattro, e credo che sia stata una scelta intelligente, perché sopprime alcuni obiettivi e rimane molto sul generico.
Condivido anche la scelta di affidare tutto ad un Comune perché forse è anche meglio attrezzato, fa già iniziative di altro tipo. La Mole è già oggetto di questi interventi, è un po’ l’area culturale privilegiata del Comune di Ancona, un po’ sfortunata, un po’ fuori dalla passeggiata, però facilmente raggiungibile in automobile anche se con parcheggi a pagamento, quindi una combinazione di cose anche intelligenti.
Quello che invece trovo difficile da capire è l’articolo 1 e lo dico perché nell'intervento il Consigliere Giancarli ha pronunciato, sia in sostantivo che in predicato verbale, almeno otto volte la parola riconoscere e riconoscimento, che è giusta anche da un punto di vista squisitamente costituzionale, lo Stato, le istituzioni, non promuovono ma riconoscono, lo Stato - ora non voglio citare Calamandrei o altri simil costituzionalisti - promuove e fa la cultura quando è dittatoriale, quando è libero, quando lo Stato nasce dalla libertà - abbiamo festeggiato da poco il 25 aprile - riconosce quello che c’è. In fondo l’intento di questa legge è sostanzialmente questo, cioè dire: riconosco la creatività, il talento nell’ambito culturale attraverso progetti espositivi, eventi che consentano l’incontro tra talenti, sperimentazioni di azioni finalizzate al sostegno dell’innovazione, work shop, laboratori, eccetera.
Queste cose le ho fatte per vent’anni nel Comune di Recanati, come Sindaco, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura, ricordo che con 100.000 euro si fa una delle quattro cose previste nella legge. Per organizzare un complesso di progetti espositivi, se vuoi farli ad un certo livello, 100.000 euro non bastano e credo che il Comune di Ancona, se vorrà fare una cosa decorosa, dovrà metterci di suo e penso che lo farà perché è grosso ed ha anche la forza economica per poterlo fare. Proprio perché vengo da una città che è stata fatta oggetto di tanti interventi per centinaia di migliaia di euro in questi cinque anni, non nutro alcuna gelosia nei confronti del Comune di Ancona, anzi dico che se viene riconosciuto il Comune capoluogo e un suo ruolo per questo carattere regionale non si offende nessuno, mentre se eleggevamo, lo dico in maniera esagerata, come capitale delle iniziative creative un Comune qualsiasi, magari eccellente perché aveva già fatto alcune cose, potevano offendersi gli altri, nel caso specifico nessuno si offende che la sede della Regione sia in Ancona e nessuno ha motivo di offendersi del fatto che sia anche titolare di questa iniziativa.
Detto ciò e sottolineati questi limiti, che forse porteranno almeno a livello personale a qualche astensione sui singoli articoli, dico e raccomando in particolare all’Assessore Bora, che poi predisporrà i regolamenti - non so se sono previsti, ma mi sembra che qualcosa ci sia - di vigilare, cosa che magari farò se sarò, lo dubito, ancora in Consiglio, che queste iniziative siano un po’ fuori dai cliché, mi preoccupo molto della libertà, ci sia libertà assoluta in questo tipo di promozione e non ci siano cliché predeterminati, non ci siano soltanto i progressisti,, ma anche i conservatori, non ci siano soltanto i laici atei ma anche i cattolici, non ci siano soltanto gli ambientalisti, ma anche gli industriali. Dico questo perché negli anni ho avuto un po’ l’impressione che iniziative analoghe siano state particolarmente indirizzate, per cui è innovativo, è geniale, quello che gioca intorno all’ambiente e non quello che gioca intorno al nucleare e il nucleare sappiamo che non è solo per produrre l’energia o per fare le bombe, ma per tante altre cose.
Vorrei che questa libertà, sulla quale confido naturalmente, non sto esprimendo pregiudizi nei confronti di nessuno, sia conservata in una legge che caso voterò volentieri.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. La proposta di legge oggi in discussione, e per la quale auspico un’unanime approvazione, nasce come evidente in un momento storico molto diverso da quello che stiamo attraversando, ovvero precedente all’irrompere dell’epidemia di Coronavirus, che sta colpendo non solo la nostra regione, il nostro Paese, ma purtroppo il mondo intero.
Ho infatti presentato la proposta di legge n. 302, testo base di quella attuale - modificata in seguito all’abbinamento con la n. 108 del 2017 a iniziativa della Consigliera Malaigia e al prezioso lavoro della I Commissione - nell’agosto dello scorso anno.
Da allora molto è cambiato, ma credo che gli avvenimenti intercorsi non abbiano indebolito, anzi credo che abbiano rafforzato le ragioni di questa proposta di legge.
Essa individua infatti, tramite la valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della nostra regione, la Mole Vanvitelliana ubicata ad Ancona, che è patrimonio non solo della nostra regione ma di tutto il nostro Paese, due pilastri sui quali sarà necessario fondare la fase 2: cultura e innovazione.
Il titolo di questa proposta di legge, “Iniziative a sostegno del talento contemporaneo”, aveva l’intenzione di segnalare non a caso con la parola “talento” proprio quell’attitudine, quella caratteristica che è tipica di noi marchigiani, che ci siamo da sempre dimostrati capaci di connettere questi due elementi, grazie a una innata sensibilità declinata spesso e volentieri in un concreto spirito d’impresa.
Si inizia in questi giorni a parlare di ripartenza e di rilancio, anche economico, del sistema Paese e conseguentemente anche della nostra regione e noi oggi abbiamo la possibilità di fare un passo concreto in questa direzione, mettendo risorse per la realizzazione di progetti espositivi, eventi, work shop, attività formative, festival, affinché possano diventare luoghi di incontro tra capacità artigiane, imprenditorialità, cultura, tecnologia, scienza e creatività, con particolare riferimento al mondo dei giovani.
Uno sguardo dunque proiettato verso il futuro, che individua sia asset strategici che un vero e proprio hub di riferimento che è appunto la Mole, la quale ha già dimostrato, come avete ricordato in questi ultimi anni, prima della chiusura per il Coronavirus, una forte crescita in termini sia di proposta ma anche di partecipazione di pubblico, infine anche misure concrete in sinergia con il Comune di Ancona per la realizzazione di azioni nel senso indicato dalla legge a partire dal 2021.
Voglio qui ringraziare, in modo sincero, non solo in quanto atto dovuto, l’impegno della Commissione e in particolare dei due relatori, per le modifiche migliorative rispetto alla mia proposta iniziale, riconoscendone la bontà dell’impianto e dell’idea di fondo.
La mia intenzione era innanzitutto conferire alla Mole una valenza di carattere regionale fornendo linee strategiche di sviluppo, che spero negli anni futuri saranno confermate, visto che sono certa che sarà sempre più necessario far dialogare il mondo delle attività produttive e il mondo della cultura, come d’altronde la Regione fa già da molto tempo. Penso per esempio a Smau Marche, nel 2019 ospitato proprio alla Mole, splendida vetrina per tante nostre imprese, in particolare start-up, occasione di dialogo e di confronto tra di esse e anche con la pubblica amministrazione, fonte di nuove partnership e collaborazioni. E’ stato anche un momento di approfondimento sul futuro delle imprese nella nostra regione e nel mondo, si è parlato di industria 4.0, di nuovi modelli di produzione, di internet delle cose, di economia circolare.
Spero che presto, con la fase 2, ma poi ancora di più quando si avrà una totale riapertura, si ritorni a questi eventi collettivi e a una piena operatività della stessa Mole Vanvitelliana.
Ritengo infine che la legge che oggi discutiamo, se approvata, darà un grande contributo per questo che non dobbiamo considerare come un mero “ritorno alla normalità”, ma una nuova frontiera, una sfida che attende il nostro sistema produttivo e quello culturale, da affrontare con determinazione, consapevolezza e con gli strumenti adeguati. Uno di essi, potrebbe essere proprio quello a cui stiamo per dare vita. Grazie.


PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Esprimiamo una considerazione positiva anche perché abbiamo ascoltato l'intervento dell’Assessore Bora dal quale si evince che questa proposta nasce da un’ipotesi presentata dalla Consigliera Malaigia e credo che questo sia un aspetto molto rilevante.
L’altro elemento che vorrei sottolineare è che questa legge è molto importante perché tenterà di rivalorizzare la città di Ancona, che aveva riconoscimenti internazionali già negli anni 1990/2000 con il Premio Marche, un premio internazionale che purtroppo, lo dico con amarezza, è emigrato perché è stato recuperato da un gruppo di volenterosi, di artisti e sono due anni che si svolge nell’ascolano e la città di Ascoli Piceno ha trovato un riscontro positivo e il Premio Marche ha ritrovato la sua vitalità fuori dalla realtà anconetana.
Questa legge è fondamentale per Ancona per vedere se questa città saprà recepirla perché i fatti che ho evidenziato non hanno dato un riscontro positivo.
Spero e mi auguro, da anconetano, che questa legge possa valorizzazione nuovamente questa città, se si vuole chiamarla ancora capoluogo di regione, che oggi viene dotata di uno strumento importante e probabilmente irripetibile.
E' vero che non viene finanziata alla grande, però è rilevante, concordo con l’Assessore Bora, aver messo in moto questa norma. Adesso vedremo se avrà le gambe, dipenderà, ripeto, dalla città di Ancona se saprà utilizzarla e riempirla di eventi di interesse regionale e interregionale, perché l’arte, la storia, i talenti ci fanno conoscere a livello nazionale ed internazionale. Questo è l’aspetto importante che può rimettere in pista questa città, questo capoluogo di regione, affinché riscopra anche il proprio passato. Non a caso ho citato il Premio Marche, nato da un’idea negli anni 80, andato avanti per oltre 20 anni e diventato una manifestazione di interesse internazionale. Penso che questa legge, adeguatamente finanziata, abbia la capacità di far tornare grande la città di Ancona. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Faccio le veci del Consigliere Maggi, oggi assente, per fare più un discorso filosofico.
Ho sempre detto in Aula che l’intelligenza non si studia, non ci sono Università in cui studiare l’intelligenza. Un idiota, anche dopo aver preso cinque lauree, rimane sempre un idiota perché non ha quei fondamenti, che sono la creatività ed il talento innato.
Avrei voluto che in questa legge ci fosse un’equità regionale, amo molto la parola equità, l'amo tantissimo, all’infinito, e visto che riguarda le giovani generazioni mi sarebbe piaciuto, considerato il mio modo di vedere e pensare, che fosse più ampia. Certo, capisco le problematiche legate agli investimenti in questo momento, comunque credo che i soldi dati alla creatività ed al talento, che abbraccia tutti gli ambiti, come scritto nell’articolo 1 della legge, non siano mai buttati al vento.
In questo Paese abbiamo sempre avuto la capacità di produrre idee, conoscenze, innovazioni e questo è divenuto un fattore importante per stare al passo con i tempi e per essere competitivi nel mondo attuale che ci circonda e che conosciamo tutti.
Tutti i grandi passaggi della storia, tutti, soprattutto quelli epocali, non sono passati attraverso la conoscenza, ma sono frutto della creatività umana, di talento umano, che è differente dalla conoscenza. Il popolo italiano ha un’intelligenza ed una creatività molto più ampia e grande di quella che si impara a scuola, siamo oltre la conoscenza, quindi l’intelligenza e la creatività sono date dalla capacità di pensare, integrando gli approcci disciplinari vari e diversi, non basati tutti sulla conoscenza.
Queste due parole fanno parte di un discorso molto più ampio e filosofico di quello che riporta la legge, come diceva un grande Maestro del talento e della creatività che era Albert Einstein, l’inventiva e l’immaginazione sono molto più forti della conoscenza e la storia ce l'ha insegnato, il nostro Paese ne è il massimo esempio.
Quindi, pur riconoscendo un valore importante alla città di Ancona con questi 100.000 euro, pur riconoscendo il valore di questa legge, che io approvo in toto, sarebbe stato opportuno dare una possibilità, uno sguardo, anche a tutto il resto della regione, come ha ben detto il Consigliere Celani.
Questa è una piccola mancanza che riscontro in questa norma indipendentemente dal fatto che un provvedimento che dà anche un euro a chi ha creatività e talento fa una buona cosa. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 4. Soppresso.

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 5 ter. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 302 (testo base). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Avevo chiesto la parola per la dichiarazione di voto! Transeat, dicevano i latini, però avrei tenuto a specificare certe situazioni su questa legge importante che non guarda i territori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Non sono riuscito a votare l’articolo 1 perché il sistema non me lo ha permesso, forse in sede di votazione potrebbe essere utile tenere i microfoni aperti per segnalare qualcosa, altrimenti non si riesce a comunicare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Mi ero prenotato prima perché avevo qualche piccolo problema, ma adesso funziona tutto.

Interrogazione n. 992 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Celani
“Interruzione del servizio gestione macerie sisma 2016 per inadempienza termini liquidazione corrispettivi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 992 - a risposta immediata - del Consigliere Celani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Va premesso che a oggi, prima che la situazione emergenziale collegata al Coronavirus comportasse la necessità di sospendere le attività di gestione delle macerie, sono state raccolte e gestite 775.000 tonnellate di macerie derivanti dal sisma 2016. Dalle ultime stime, come sostenuto nell’interrogazione, poco più di 100.000 tonnellate restano da raccogliere nella Provincia di Ascoli Piceno. Di queste: 44.000 nel Comune di Arquata, che sono quasi nella totalità relative alla frazione di Pescara del Tronto che, come è noto, non verrà più ricostruita nello stesso sedime; 32.000 nel Comune di Acquasanta Terme dove sono state raccolte fino ad oggi 15.500 tonnellate, non risultano macerie a terra e non ci sono macerie da ritirare derivanti da demolizioni disposte dal Sindaco …
Vado direttamente alla risposta del quesito.
La causa della sospensione della raccolta è esclusivamente connessa all’emergenza Covid 19. Infatti il giorno 20 marzo 2020 il Commissario straordinario ha emanato una direttiva per fornire indicazioni operative per le attività in corso a tutela degli operatori dai possibili contagi da Covid 19. Tale direttiva è stata formalizzata a Cosmari, da parte del Soggetto attuatore sisma della Regione Marche, con nota n. 335738 del 23 marzo per chiedere se il gestore era in grado di procedere con il servizio alle condizioni operative imposte dal Commissario. Con nota n. 3677 del 25 marzo Cosmari ha risposto che non riusciva a procedere anche in relazione alle difficoltà rilevate per la graduale chiusura delle ditte sub affidatarie che operano nella raccolta nonché degli impianti a cui si conferiscono i materiali lavorati presso i siti di deposito temporaneo. Di ciò è stata data notizia allo stesso Commissario con nota dell’1 aprile 2020.
Sul fronte finanziario va detto che la problematica è stata da noi sollevata al Commissario straordinario ed al Dipartimento di Protezione Civile già con nota dell’8 gennaio 2019 e sollecitato con nota del 25 luglio 2019 (all’allora Commissario) in vista della conclusione delle disponibilità date con l’ordinanza 495 del 4 gennaio 2018 (ordinanza che ci aveva dato circa 41 milioni di euro per la gestione macerie).
Con nota del 22 novembre 2019, abbiamo nuovamente rappresentato al Commissario straordinario le criticità circa la copertura finanziaria per il prosieguo delle attività di gestione; a seguito di successivo carteggio con la Struttura commissariale, nonché in considerazione del decreto legge n. 123/2019, si è provveduto, prima a redigere e fornire il Piano finanziario 2020-2021 e successivamente ad adeguare il Piano operativo regionale di gestione delle macerie, poi rimodulato nella componente finanziaria (2 gennaio 2020) ed infine approvato in forma definitiva con decreto n. 25 del 17 gennaio 2020 (invio con prot. n. 71064 del 17 gennaio 2020), quali elementi necessari per una programmazione delle attività e degli scenari di spesa previsti per il corrente e per il prossimo esercizio finanziario.
Questi Uffici con nota del 18 dicembre 2019, sulla base della dettagliata relazione giustificativa fornita dal Rup ed allegata alla stessa, stante l’insufficiente copertura finanziaria reperibile nella disponibilità residua dei fondi stanziati con la suddetta ordinanza, aveva chiesto al Commissario straordinario di provvedere al finanziamento di 2.160.000 euro, quale importo occorrente per le dovute liquidazioni relative a titoli di pagamento emessi dal Concessionario a fronte delle attività svolte nel periodo giugno-ottobre 2019.
Si precisa che a seguito della nota del 16 gennaio 2020 inviata dalla Struttura commissariale, con la quale veniva chiesto di “garantire, esclusa ogni possibilità di inerzia, le attività di rimozione e smaltimento delle macerie verso i centri di raccolta comunali”, questo ufficio, con la medesima nota di riscontro del 17 gennaio 2020, ha chiesto al codesto Concessionario gestore pubblico di proseguire nell’esercizio del servizio affidato.
Con nota del 19 febbraio 2020, preso atto del mancato esito della precedente istanza, è stato chiesto al Commissario straordinario, il trasferimento delle risorse necessarie al saldo delle fatture emesse a tutto il 31 dicembre 2019 per l’importo complessivo di 5.316.158 euro (inclusa IVA) relative alle attività di gestione macerie svolte da Cosmari Srl nei comuni delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Stante l’urgenza, nelle more della efficace assunzione dei provvedimenti commissariali, si propose al Commissario straordinario e al Capo Dipartimento Protezione Civile, per il necessario nulla osta, con nota del 9 marzo 2020 di poter accedere, in via del tutto straordinaria, temporanea e con garanzia di successiva compensazione, alle disponibilità finanziarie accertabili sulla partita della contabilità speciale.
Da ultimo, dopo contatti informali, il 2 aprile abbiamo trasmesso per email alla segreteria del Commissario la documentazione riguardante il Piano aggiornato con decreto n. 25 del 17 gennaio 2020 nonché la nota del 19 febbraio 2020.
Visti gli incontri e le varie note di riscontro con il precedente Commissario e i contatti informalmente avuti con l’attuale confidiamo in una celere risoluzione del problema.
Ho parlato personale con il Commissario il quale mi ha detto … Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Vorrei la risposta scritta dato che non si è capito nulla a causa dei problemi di collegamento.
Vorrei fare due considerazioni, Assessore, al di là di tutta la corrispondenza, ci sono due aspetti significativi in cui la Regione doveva e deve intervenire. Primo, che i cantieri fossero chiusi per il Covid lo sappiamo tutti, però c’è un problema serio dato che il Concessionario aveva scritto qualche giorno fa dicendo: “Si comunica che l’attività in questione non sarà ripresa fino a quando codesto soggetto attuatore non provvederà a liquidare le fatture scadute”, questo è il problema, non perché si è fermi per il Covid, che è un problema di tutti i cantieri, non soltanto per le macerie.
La problematica è seria, questi hanno accumulato crediti certificati per 4,8 milioni di euro e altri per 3,4 milioni di euro per un totale di 8,2 milioni e non si accumulano crediti di questo tipo in un mese, questi sono relativi a mesi e mesi di ritardo.
Come mai non è stato fatto uno stato di avanzamento? Non si è fatta una rendicontazione mensile per vedere se le risorse erano disponibili o meno per poter pagare? Il problema è questo, ci accorgiamo che non ci sono le risorse quando il credito è arrivato a 8,2 milioni? Doveva essere fatto molto prima, mesi fa, perché il problema non è soltanto portare via le macerie di Pescara ed Arquata del Tronto, è portare via anche le macerie degli edifici che devono essere demoliti e se non si demoliscono, non si possono ricostruire, quindi aggiungiamo danno al danno.
Il problema è serio, il Cosmari dice che non riprenderà, indipendentemente dal Covid. Tra l’altro i cantieri pubblici potevano ripartire già ieri e se il Cosmari fosse stato pagato avrebbe potuto benissimo ripartire e qualche lavoro si poteva fare e qualche padroncino poteva lavorare.
Lasciamo perdere il discorso di tutto il sistema economico del piceno, che è stato tagliato fuori per lo smaltimento delle macerie, ma questa è un'altra questione su cui sono intervenuto otto mesi fa ed è nota a tutti.
Ripeto, per cortesia mandatemi la risposta dell’Assessore perché ho capito pochissimo.
Sapevo che non c’è la copertura finanziaria perché anch’io ho interagito con la struttura commissariale, ma è strano che ci si accorge solo oggi quando il credito è arrivato a 8,2 milioni, prima dov’erano le strutture? Perché non hanno contabilizzato? Perché non hanno detto di fermarsi? Perché non hanno interessato il Commissario per avere questi fondi? E’ qui il problema, Assessore, al resto gli giriamo attorno, non mi sembra che stiamo lavorando bene. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Chiedo scusa ma anch’io ho sentito a tratti l’intervento del Consigliere Celani, ho sentito però l’ultima parte e dico che non è come dice lui, l’ufficio ha segnalato dal luglio dello scorso anno, forse non si è sentito, ma nella risposta ho messo tutte le lettere circostanziate con le quali abbiamo segnalato ai vari Commissari la situazione economica, quindi non ce ne siamo accorti ieri, ma all’inizio e l'abbiamo periodicamente segnalato, c’è una corrispondenza agli atti che le farò leggere, dopodiché è vero che in questo momento la raccolta è ferma per i motivi che lei sa, relativi al Covid.
La situazione economica c’è, l'ufficio l’aveva segnalata sin dal mese di luglio e c’è tutta una corrispondenza, quindi le cose non stanno come dice lei.
Chiedo scusa, forse la mancanza di volume e la possibilità di sentirci a vicenda ha creato questo disguido.

Interrogazioni n. 959 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Malaigia
“Criteri utilizzati in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 959 - a risposta immediata - della Consigliera Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In merito alla interrogazione in oggetto, riguardante la nota esplicativa dell’ordinanza n. 1 del 25 febbraio 2020 del Presidente della Giunta della Regione Marche, concernente: “Misure in materia di contenimento gestione dell’emergenza epidemiologica del Covid 19” si precisa quanto segue rispetto al seguente quesito: “in base a quali criteri sono state escluse le mense e le attività recettive rivolte agli studenti universitari, considerando che comportano per loro natura significative concentrazioni di persone?”
L’ordinanza ha previsto la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche, universitarie (lezioni, esami di profitto e sedute di Laurea), quindi le attività universitarie frequentate dagli studenti. Quasi tutti gli studenti hanno quindi sospeso la frequenza delle Università.
La nota esplicativa riportava che sono escluse dalla sospensione le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio e ricettive, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense, nonché le attività corsistiche aziendali.
Inoltre la nota prevede cautelativamente che la eccezione della sospensione di mense ed attività ricettive va prevista laddove non comportino significative concentrazioni di persone.
Quindi per quanto riguarda le Università, le mense e le attività recettive non rappresentano un rischio di sovraffollamento, considerando la presumibilmente minima quantità di studenti, data la sospensione delle lezioni, degli esami di profitto e sedute di laurea.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. La mia non era una vera e propria interrogazione quanto una domanda di logica, perché sappiamo tutti che la sospensione delle lezioni è stata un po' a singhiozzo, un giorno erano chiuse, un giorno aperte, tanto che gli studenti - parlo di quelli universitari - hanno approfittato per rimanere in sede negli studentati e avendo la sede universitaria chiusa si sono riversati tutti in mensa.
Ho avuto telefonate di ragazzi che mi dicevano: “L’Università è chiusa, ma noi siamo tutti nella mensa a studiare, perché approfittiamo di questa settimana per prepararci meglio agli esami imminenti”, quindi lo studentato era aperto ed gli studenti utilizzavano le zone comuni, stavano insieme e studiavano a contatto diretto. La stessa cosa vale per la mensa, invece di essere dislocati in aule diverse, in spazi più ampi, stavano tutti ammassati nei saloni della mensa. Non l’ho ritenuto un criterio logico e non sono soddisfatta della risposta.
Auspico che negli interventi futuri si valutino maggiormente quali possano essere le disposizioni al fine di evitare gli assembramenti, che ci sono stati perché tutti gli studenti, in particolare a Camerino, sono stati tutti dentro al salone della mensa. Grazie.

Interrogazione n. 964 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Covid 19 - Posti di terapia intensiva”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 964 - a risposta immediata - del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In merito all’interrogazione del Consigliere Zaffiri, si precisa quanto segue.
Il numero di Unità operative di terapia intensiva del Servizio sanitario regionale è pari a 16 e, come riportato nella delibera di Giunta regionale n. 1554/2018, in eccesso rispetto al numero massimo stabilito dal decreto ministeriale n. 70/2015 che ne prevede 10.
Ad ogni buon conto, la Regione Marche, tramite il Gores, struttura operativa finalizzata all’organizzazione della risposta nelle maxi emergenze, ha attivato uno stretto monitoraggio dell’evoluzione dell’epidemia da Covid 19 e predispone, in base alle segnalazioni che provengono dai territori, di concerto con le direzioni degli enti del servizio sanitario regionale, specifiche misure per la gestione delle complicanze infettive, prevedendo azioni che contemplano anche la riorganizzazione delle attività di ricovero ospedaliero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che ormai questa interrogazione, purtroppo, non abbia più senso, ma non dipende da me, è dovuto a quello che è successo ed al fatto che i lavori non ci sono stati, e la risposta oggi ne è la dimostrazione.
Questa interrogazione è stata fatta per precauzione perché sapevamo quello che diceva il decreto Balduzzi ed i posti nella regione Marche per le cure intensive erano un piccolo lumicino ed lei infatti ha confermato il numero di 16, che questa grave epidemia ha portato a 179. Lo sviluppo di questo contagio ha portato ad una potenzialità della nostra regione di 179 posti.
Lo scopo, ripeto, dell’interrogazione era quello di capire se la Regione si era mossa o si stava muovendo con preoccupazione, però devo dire grazie alla struttura tecnica, che si è adoperata per realizzare tutti i posti letto anche in mancanza di una guida politica. In quella realtà estremamente importante e grave i tecnici dirigenti sono stati bravi, con tutto l’apparato della sanità (medici, paramedici e tutto il settore) ed hanno dato questa risposta eccezionale di 179 posti.
Di nuovo grazie a chi ha lavorato attorno a questo progetto, ma probabilmente la politica non si merita nessun grazie.

PERSIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Ovviamente non sono per niente d’accordo con le affermazioni del Consigliere Zaffiri perché la politica insieme ai tecnici ha saputo dare la risposta ad una emergenza senza precedenti.
Voler fare polemica o non riconoscere i meriti laddove ci sono mi pare che sia molto miope ed è innegabile che grazie al contributo di medici, paramedici, tecnici, amministrativi ed all’organizzazione della Giunta regionale e della politica, in primis del Presidente, la Regione Marche ha dato anche nell’emergenza più acuta una risposta all’altezza del compito, cosa che non è avvenuta, debbo dirlo, caro Consigliere Zaffiri, nella Regione da voi amministrata, dicasi Lombardia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Il metodo dell’Assessore Sciapichetti è inaccettabile, non c’è un’interrogazione a cui risponde alla quale non segua poi, dopo la replica del Consigliere, un’ulteriore replica dell’Assessore. Questa cosa è inaccettabile.
Ribadisco con autorevolezza quanto ho detto prima, dico che la politica non è stata presente e non sono stati nemmeno richiesti, da parte della politica, degli interventi particolari.
Caro Assessore, le faccio un esempio su tutti: il problema delle case di riposo. I Direttori sanitari regionali si sono adoperati e le linee guida, checché ne dica l’Assessore Sciapichetti, per quanto riguarda il problema dell’intervento, sono venute dalla struttura tecnica, non dalla politica. Questi sono i fatti!

Interrogazione n. 994 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Emergenza epidemiologica da COVID-19: questione albergo o spazi adeguati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 994 – a risposta immediata - del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In merito all’interrogazione n. 994 del Consigliere Giancarli la risposta è la seguente.
Gli uffici regionali interessati in collaborazione con l’Asur hanno identificato diverse strutture utili per consentire l’isolamento fiduciario non residenziale conseguente all’emergenza Covid 19 inoltre sono state ipotizzate le forme di gestione più corrette in relazione alla tipologia di soggetto paziente ospitato.
Si è provveduto ad inoltrare alla Commissione speciale una prima quantificazione della spesa necessaria al fine di trovare idonea copertura finanziaria.
Tuttavia si è rilevato che non sussiste una forte richiesta per tale tipo di sevizio.
A dimostrazione di una carenza della domanda rappresentiamo che alcune strutture che fanno capo ad associazioni, rispetto ad una capienza potenziale di decine di posti letto, sono utilizzate per poche unità.
Si sta riflettendo sulla reale esigenza di tali strutture anche a fronte di costi di contrattualizzazione e gestione stimati intorno ai 2.536.000 euro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Voglio ringraziare l’Assessore Sciapichetti, non perché ci si conosce da tempo o perché siamo nello stesso gruppo consiliare, ma la risposta che mi ha dato risponde ad un problema che avevo posto e che mi era stato sollevato da alcuni soggetti.
Quando l’Assessore dice che gli uffici regionali hanno individuato e visto diverse strutture utili, hanno individuato le forme di gestione più corretta, hanno preso atto che la domanda non è poi così forte” è chiaro che una regia regionale ha questa possibilità mentre quello che, ripeto, a me e ad alcuni soggetti istituzionali ed associativi era stato posto è che in questa fase le persone dimesse dagli ospedali o positive al virus, che ricevevano cure nelle proprie abitazioni e che magari non avevano adeguati spazi di isolamento, avevano la necessità di questo tipo di strutture (alberghi, eccetera).
La domanda che ponevo era: le persone in quarantena obbligatoria o in isolamento domiciliare fiduciario hanno la possibilità di avere un isolamento domiciliare che isoli abbastanza? E' sempre possibile gestire l’abitazione con criteri di sicurezza?
La risposta che lei Assessore mi ha dato è soddisfacente perché sono state fatte diverse azioni, addirittura si dà anche un altro tipo di risposta perché laddove sono state realizzate non c’è un utilizzo pieno.
L’importante è che questo aspetto sia monitorato e mi sembra che lo sia, quindi il grazie non è formale, Assessore, ma sostanziale.

PRESIDENTE. In attesa che il Presidente Ceriscioli risolva i problemi di connessione, per cui poi risponderà all’interrogazione a risposta immediata del Consigliere Busilacchi, passiamo al punto 4 dell’ordine del giorno.

Mozione n. 613
ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Urbinati
“Coronavirus - sostegno alle imprese marchigiane”

Mozione n. 622
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni
"Sospensione degli adempimenti fiscali e dei termini dei versamenti relativi ai tributi direttamente gestiti dalla Regione, con proroga al 30 giugno di tutte le scadenze fiscali”

Mozione n. 626
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Giacinti, Traversini
"A qualunque costo - misure regionali per l'emergenza economica conseguente alla pandemia globale da COVID-19”

Mozione n. 628
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Situazione dei titolari di concessioni demaniali marittime”

Mozione n. 631
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Fermo pesca forzato causa Covid-19 e ripercussioni sull’economia ittica locale. Richiesta al Ministero competente di esenzione da fermo pesca estivo”

Mozione n. 632
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Misure d’urto a livello economico e fiscale per il rilancio delle Marche durante e subito dopo l’emergenza Coronavirus”

Mozione n. 638
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Riapertura della pesca sportiva e ricreativa marittima e nelle acque interne”

Mozione n. 641
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni
“Covid 19 - interventi a favore delle micro e piccole imprese”

Mozione n. 642
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni
“Sblocco delle ristrutturazioni stabilimenti balneari delle Marche”

Mozione n. 644
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Rinvio della scadenza del pagamento per il finanziamento delle imposte dovute dalle partite IVA delle aree terremotate relative all’anno 2016”

Mozione n. 646
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Misure di rilancio del turismo nelle Marche dopo l’emergenza Coronavirus”

Mozione n. 648
ad iniziativa del Consigliere Micucci, Biancani, Maggi, Leonardi,
"Rischio paralisi settore diporto marchigiano in tempo di Coronavirus”

Interrogazione n. 957
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Emergenza COVID 19 - coronavirus - interventi immediati a tutela del lavoro e dell’economia e del turismo nelle Marche”

Interrogazione n. 965
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“COVID-19: iniziative urgenti di sostegno alle attività economiche ricadenti nella cosiddetta “zona gialla”

Interrogazione n. 973
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Iniziative urgenti per favorire la ripartenza delle attività della filiera turistica”

Interrogazione n. 975
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Ripercussioni socioeconomiche del Coronavirus nelle Marche”

Interrogazione n. 976
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Interventi urgenti in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche per il sostegno a tour operator, agenzie incoming e imprese che hanno partecipato a manifestazioni fieristiche internazionali per la promozione del turismo nelle Marche”

Interrogazione n. 977
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Attuazione linee guida e formazione di un protocollo sanitario per ripresa attività turistiche”

Interrogazione n. 981
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Iniziative urgenti a sostegno dei lavoratori della Berloni Group Srl”

Interrogazione n. 985
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Suolo demaniale in deroga per attività turistiche”

Interrogazione n. 986
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Procedura per la riconversione delle attività per la produzione di mascherine a causa dell’emergenza Coronavirus”
(abbinate)
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le mozioni n. 613 dei Consiglieri Talè, Urbinati, n. 622 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni, n. 626 dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Giacinti, Traversini, n. 628 del Consigliere Urbinati, n. 631 della Consigliera Leonardi, n. 632 della Consigliera Leonardi, n. 638 del Consigliere Urbinati, n. 641 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni, n. 642 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni, n. 644 del Consigliere Marconi, n. 646 della Consigliera Leonardi, n. 648 del Consigliere Micucci, Biancani, Maggi, Leonardi e le interrogazioni n. 957 del Consigliere Rapa, n. 965 del Consigliere Biancani, n. 973 del Consigliere Biancani, n. 975 della Consigliera Leonardi, n. 976 del Consigliere Biancani, n. 977 del Consigliere Rapa, n. 981 del Consigliere Biancani, n. 985 del Consigliere Rapa, n. 986 del Consigliere Micucci, abbinate.
Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 957, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Premetto che ho visto, giustamente, perché è un argomento pregnante, di grande attualità e di grande importanza, che ci sono tra interrogazioni e mozioni circa 20/21 atti sia dalla maggioranza che dalla minoranza. Sulle mozioni, che sono sostanzialmente tutte molto simili, si potrebbe fare una panoramica generale e poi votare una risoluzione unica.
Detto questo, per quanto riguarda l’interrogazione del Consigliere Rapa, in merito alla questione collegata al virus rispetto alle problematiche del turismo, stiamo predisponendo un'azione per dare un supporto economico e finanziario al settore del turismo e della ricettività marchigiana privata, ed alcune azioni di aiuto al comparto del turismo, al di là del semplice finanziamento.
Stiamo predisponendo tramite un protocollo, che verrà definito da qui a pochi giorni, una serie di azioni che potranno dare un ampio respiro al sistema del turismo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Ringrazio l’Assessore Pieroni per la risposta. E' chiaro che in questo periodo è tutto un work in progress, ma bisogna riuscire a fare un protocollo o un programma di lavoro per fare in modo, soprattutto per quello che riguarda le attività turistiche e ricettive, che ci sia una pronta risposta nel momento in cui si riapriranno le strutture.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 965, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. La risposta all’interrogazione del Consigliere Biancani è in itinere perché dalla data in cui è stata trasmessa l’interrogazione molte cose sono accadute e la situazione ha avuto una sua evoluzione.
Il sistema produttivo, soprattutto pesarese, sia quello industriale che turistico e di conseguenza anche il commercio e gli altri servizi, ha pagato un duro prezzo al diffondersi della pandemia da Covid 19. Pesaro è risultata, come sappiamo, una tra le città più colpite in Italia e riteniamo che le misure di emergenza, che hanno riguardato le imprese, gli uffici e le istituzioni, abbiano avuto una forte ragione di esistere.
Oggi il problema è l’esigenza di riprendere le attività, di generare reddito, di garantire l’occupazione, di preservare la sicurezza e di gestire responsabilmente i vari processi.
A parte il primo decreto governativo che aveva riconosciuto, come scritto nell’interrogazione, l’urgenza alle tre Regioni: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, diciamo che nel proseguo siamo entrati anche noi in questa criticità.
La Regione ha attivato alcuni primi strumenti, dalla cassa integrazione in deroga, fino al fondo per il sostegno alla liquidità delle imprese. Si tratta ora, dentro questa fase 2, di impegnarsi nel recupero di quanto è possibile reperire dal proprio bilancio, tenendo conto anche dell’elevato livello di utilizzo dei fondi europei. Sarà necessario che nuove risorse vengano messe a disposizione per la Regione e per il Paese.
Concludo dicendo al Consigliere Biancani che stiamo lavorando come Assessorato su progetti specifici, sulla sicurezza, sulla formazione mirata, quindi, il discorso di questa ripartenza prevede già un monitoraggio mappato delle risorse che aspettiamo di riempire con l’utilizzo dei fondi europei. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ringrazio l’Assessore Bravi per la risposta che è stata completa.
So benissimo che in queste ultime settimane ci siamo dati da fare per riuscire a dare questo tipo di risposte, quindi la ringrazio e dico che questo rapporto tra la Giunta e il Consiglio lo trovo molto positivo. Ritengo che sia importante continuare il confronto anche per mettere a disposizione dei Consiglieri tutte quelle informazioni rilevanti da riportare alle nostre comunità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 973, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Questa interrogazione è quasi una mozione, ma è giusto rispondere in quanto per la ripartenza del comparto turismo stiamo mettendo in campo una serie di azioni.
La prima questione fondamentale è relativa alla rimodulazione dell’approccio promozionale della Regione Marche rispetto a tutto il percorso che era stato fatto negli ultimi anni, quindi, con la struttura stiamo rimodulando una nuova comunicazione che partirà dalla prima metà di maggio sino al mese di giugno perché crediamo che questo sia un periodo importante.
Per quanto riguarda il rilancio del turismo stiamo predisponendo una serie di misure che stiamo condividendo con il comparto e le associazioni del turismo. La condivisione e il confronto sono importanti perché anche le misure che poi saranno definite insieme all’aspetto economico saranno fondamentali per la ripartenza. Penso ad esempio - cosa che approfondiremo di più quando parleremo delle mozioni - a tutta la questione collegata alla valorizzazione del comparto turismo, ai tour operator che fanno incoming, queste società, queste agenzie sono tra le più penalizzate dalla crisi dovuta al Coronavirus ed anche qui una misura ad hoc andrebbe impostata. Penso ad esempio a tutto il comparto delle agenzie di viaggio, alle 300 agenzie di viaggi e più che hanno visto crollare le prenotazioni, le richieste di viaggi, dimentico sicuramente altri ambiti, come tutto il settore della balneazione, della ricettività (alberghi, B&B e altro).
E' chiaro che dovremmo - le questioni le approfondiremo più tardi con le mozioni - definire una serie di misure che possano dare delle risposte, penso al discorso delle strutture ricettive balneari con interventi a fondo perduto per la sanificazione, un contributo per quanto dovrà essere acquistato per ripartire e per dare certezze e sicurezza ai turisti, sia italiani che marchigiani.
E' un’interrogazione che ci riporta tutti ad una valutazione interessante ed importante in merito alle misure da intraprendere.
Noi ci stiamo già confrontando con tutte le associazioni di categoria, ne ho elencate alcune, e quando tratteremo le mozioni potremo, come Regione, far capire il percorso che stiamo facendo per il superamento di questo virus dal punto di vista turistico.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. L’interrogazione era piuttosto complessa, nel senso che trattava diversi argomenti.
Per quanto riguarda una parte delle risposte che l’Assessore mi ha dato va bene e mi ritengo soddisfatto.
Con questa interrogazione volevo innanzitutto capire se erano state previste delle risorse a fondo perduto per la sanificazione e se erano state trovate risorse dedicate per i tour operator, avevo anche proposto l’eventuale possibilità di riconoscere dei contributi alle persone che venivano in vacanza nel nostro territorio attraverso dei “pacchetti vacanza” per coprire, ad esempio, le spese di viaggio, o nel caso di famiglie con figli rimborsi per il secondo e il terzo figlio. Una serie di azioni da condividere tra tutti i vari soggetti come ulteriore incentivo per passare le vacanze nelle Marche.
Mi auguro che di questo se ne parli al momento di discutere le mozioni oppure anche adesso, per me non c’è problema, l’importante è che siano previsti dei pacchetti complessivi per incentivare la scelta della regione Marche come meta di vacanze.
Nell’ultima parte chiedevo la possibilità di mettere a disposizione delle strutture ricettive per l’emergenza Coronavirus, non per le persone Covid positive, per coloro che si trovano nel nostro territorio (personale medico in trasferta qui nelle Marche o persone in quarantena domiciliare).
Approfitto di questo intervento per dire che Assessori di comuni confinanti - ieri ho avuto un incontro con i Comuni di Gabicce e di Gradara, ma vale anche probabilmente per altri - chiedono, se possibile, che la Regione Marche avanzi la richiesta di potersi spostare fra regioni e comuni limitrofi, ad esempio a Gabicce ci sono persone che hanno i propri genitori in Emilia-Romagna, a 500 metri da casa, ma superato il fiume si è in un’altra regione, quindi pensare alla possibilità di consentire degli spostamenti fra comuni confinanti, anche tra regioni confinanti, altrimenti si rischia di non permettere agli abitanti nei pressi dei confini di muoversi per andare a trovare un proprio caro o per andare al lavoro.
Chiedo di tenere in considerazione questa cosa che ha un valore, anche per le seconde case. In realtà turistiche come Gabicce sono di più le seconde case rispetto alle prime, quindi il fatto che non si può andare nella seconda casa in una realtà come Gabicce crea delle difficoltà al turismo, fatto quasi esclusivamente di seconde case. Io la vedo come un’opportunità e come una proposta.
Se vogliamo parlare di tutto questo adesso mi fa piacere, altrimenti avrà un’altra occasione per rispondermi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Intervengo per dire al Consigliere Biancani che per quello che riguarda i “pacchetti vacanze” stiamo definendo un percorso su cui muoverci, dedicato in particolar modo alle famiglie numerose, perché riteniamo che l’obiettivo sia quello di indirizzare le risorse su questo versante.
In merito alle strutture ricettive da dedicare agli operatori sanitari, anche su questo stiamo lavorando affinché, se ci sono delle richieste del comparto sanitario, valutare la loro disponibilità e metterle a disposizione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 975, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Rispondo per la parte di mia competenza.
La situazione economica e produttiva nella nostra regione a causa del Coronavirus è estremamente critica e le ricadute sui settori produttivi marchigiani sono negative e rischiano di aggravarsi nel prossimo futuro. In linea generale si ritiene necessario operare in primo luogo per il mantenimento della continuità produttiva sostenendo la continuità nei flussi di approvvigionamento e distribuzione nonché definendo interventi specifici sulle dinamiche occupazionali a sostegno della liquidità delle imprese, anche al di fuori della zona rossa.
Quanto si sta concretamente verificando sul mercato risulta essere una fortissima difficoltà operativa di tutto il personale delle imprese e del nostro sistema impegnato all’estero, mi riferisco ad agenti, tecnici, rappresentanti o impegnati anche nell’accoglienza di acquirenti, investitori, partners di ogni genere, a causa di comportamenti precauzionali per il Coronavirus.
C’è un notevole rischio di isolamento del Paese del sistema produttivo con rilevanti rischi economici per la forte propensione all’export. I prodotti del Made in Italy rimangono fortemente attrattivi all’estero, ma con l’assenza di strategie alternative di presidio dei mercati esteri c’è il rischio concreto di perdita di quote di mercato a favore di Paesi concorrenti, poi difficilmente recuperabili.
Si tratta ora di individuare un percorso integrato con gli interventi che sta mettendo in campo lo Stato per riuscire ad affrontare la crisi e sostenere il sistema delle piccole e medie imprese ed attuare politiche attive a tutela del lavoro.
Innanzitutto da un punto di vista organizzativo è stata istituita una task force regionale riguardante tutti i settori colpiti, che intende assicurare una azione coordinata che sia a stretto rapporto con il Governo, con gli enti locali e con le parti sociali.
E’ infatti fondamentale uno stretto raccordo con il Governo nazionale che sta predisponendo un nuovo decreto per affrontare l’emergenza Coronavirus dal punto di vista economico, assicurando ulteriori interventi che vadano oltre il decreto liquidità che è stato varato all’inizio di questo mese.
Per quanto riguarda le misure in discussione, l’orientamento è quello di assicurare in via prioritaria la liquidità alle imprese, in tale proposito le misure in previsione riguardano un ulteriore bando che andrà a sommarsi a quello che si è appena concluso che ha avuto un grandissimo successo e stiamo, come ha ricordato anche l’Assessore Cesetti, predisponendo una grande manovra economica che dovrebbe essere operativa già a partire dal prossimo mese.
E’ in corso di approvazione, per quanto riguarda il tema dell’export, la convenzione tra Regione Marche e Camera di Commercio delle Marche relativamente al sostegno coordinato di attività di internazionalizzazione delle imprese marchigiane. Vorrei ad ogni buon conto ringraziare la Camera di Commercio delle Marche per il contributo che ha dato anche in termini economici rispetto alla legge regionale 13/2020 a cui prima facevo riferimento, perché parte delle risorse erano anche in capo a loro.
In particolare la convenzione prevede la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese per la partecipazione a manifestazioni fieristiche anche mediante l’uso di piattaforme digitali, la realizzazione di iniziative promo-commerciali e di marketing, inclusa l’adesione a piattaforme di market place internazionali (tra cui ad esempio: Alibaba, AliExpress, Taobao in Asia; eBay, Wish,, eccetera) e la realizzazione di azioni di informazione a supporto dei decisori politici, delle imprese e dei loro sistemi di rappresentanza sugli andamenti e sugli effetti economici a seguito dell’emergenza Covid 19, mediante l’istituzione di un osservatorio scenari effetti Covid 19 che provvederà ad effettuare analisi, studi e report mensili e trimestrali.
Si prevede, inoltre, di integrare con un ulteriore milione di euro la dotazione finanziaria del bando Por-Fesr internazionalizzazione 9.2.1, sostegno al consolidamento all’export marchigiano, lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del sistema abitare e del sistema moda. in considerazione del fatto che le richieste di contributo a valere su tale bando saranno di molto superiore alla sua dotazione. Questa è la proposta dell’Assessorato all’internazionalizzazione e poi ovviamente andrà valutato insieme sia ai colleghi della Giunta ma anche del Consiglio se far confluire a queste risorse la manovra economica complessiva oppure comunque lasciare questo intervento, che mi sembra essere pienamente coerente con l’emergenza che stiamo affrontando.
Lo stesso vale anche per gli scorrimenti di graduatoria degli altri bandi del fondo europeo di sviluppo regionale, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti di ottica di impresa 4.0 nelle aree del sisma, in quanto riteniamo che l’utilizzo delle tecnologie nell’ottica dell’impresa 4.0 diventi di assoluta importanza nell’attuale fase di emergenza sanitaria, ma anche economica, pertanto si prevede l’attuazione di un nuovo intervento a valere su risorse regionali, oppure se il Consiglio e la Giunta lo riterranno, questa disponibilità finanziaria attualmente di circa un milione e mezzo di euro, potrebbe confluire anch’essa nella manovra economica complessiva per poi essere distribuita come si riterrà più opportuno fare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ricordo che questa interrogazione nasceva quasi due mesi fa, era a risposta urgente, presentata il 2 marzo, e doveva essere discussa nell’ultimo Consiglio regionale che abbiamo fatto in presenza, il 3 marzo, poi quel giorno le disposizioni urgenti in materia di emergenza Covid saltarono, ci si dilungò invece su alcuni provvedimenti economici che dovevano essere trattati e quindi non si rispose all’interrogazione.
Il tema che ponevo all’attenzione era per capire quali fossero le misure che la Regione voleva mettere in campo per contrastare, oltre al problema sanitario, il problema economico, quindi l’attenzione e la progettualità che la Regione voleva porre in essere per il mondo produttivo, il mondo turistico, il mondo economico in merito all'emergenza da valutare subito.
Ringrazio l’Assessore Bora per la risposta.
Per quanto riguarda il comparto turistico anche le misure in campo economico che sono state adottate, sulle quali ho depositato successivamente a questa interrogazione delle mozioni, che tratteremo dopo, risultano insufficienti.
In questa mia replica pongo l'attenzione sulla tempistica perché non si può più guardare, siamo in ritardo e arriviamo tardi per tantissime realtà che sono in difficoltà, quindi, l'urgenza che ponevo circa due mesi fa in relazione a queste problematiche oggi è ormai al limite.
Per quanto riguarda le risposte date dall’Assessore Bora, bene l’iniezione di liquidità e ci tengo a ribadire, come ho fatto sempre fatto, anche con una previsione a fondo perduto, sia per le piccole e medie imprese, sia per il settore turistico, che per tutta l’economia regionale perché, come già avevo chiesto all’inizio, non tutti gli operatori, non tutte le imprese hanno la possibilità di indebitarsi. La misura posta in essere con l’unica proposta di legge che abbiamo discusso, che era quella legata al mondo del Confidi, va bene in parte per chi può indebitarsi ed è uno strumento da utilizzare da tante realtà, ma in questa confusione, nella difficoltà di andare avanti, è purtroppo una misura non adeguata. Finalmente ho sentito in alcuni interventi parlare di fondi a fondo perduto, l’ho sentito dall’Assessore Bora, l’ho sentito dall’Assessore Pieroni, era ora, ma li aspettiamo concretamente perché il tempo degli annunci è purtroppo terminato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 976, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Questa è un’interrogazione più diretta e su questa possiamo dare delle risposte un po’ più dettagliate e precise.
Ringrazio il Consigliere Biancani che porta l’attenzione del Consiglio regionale su questo lavoro e già la Giunta e lo stesso Presidente Ceriscioli hanno dato indicazioni di muoverci su questa linea.
Ho già anticipato nella risposta all’interrogazione precedente quello che riguarda i tour operator che fanno incoming e il sistema delle agenzie. Il nostro obiettivo, visto che queste società sono le prime a soffrire dal punto di vista economico a seguito del virus, è quello di inserire una cifra importante che si aggiri sull’ordine dei 250/300 mila euro per cercare di dare dei finanziamenti e dei contributi a fondo perduto per aiutarle a superare questo drammatico momento.
L’altra questione che riteniamo fondamentale è cercare, partendo da settembre di quest’anno perché queste società hanno una operatività programmatoria per quello che riguarda il turismo, subito dopo la fine della stagione estiva di ogni anno, di condividere con loro un percorso di accompagnamento che possa dare una vicinanza economica per fiere ed altro perché riteniamo che anche su questo dobbiamo dare un supporto. Non dimentichiamoci che questi tour operator hanno un fatturato di circa 20 milioni di euro, come hanno ricordato negli incontri che abbiamo avuto, e fanno incoming per quasi un 40-45% delle presenze dei turisti.
E' chiaro che sulla misura da dedicare ai tour operator dobbiamo impegnarci fortemente perché già dal 2021 dovranno essere la risorsa per condividere questo percorso, per far ripartire una stagione che tutti auspichiamo più tranquilla e più importante.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ringrazio l’Assessore Pieroni per la risposta.
In effetti le agenzie che si occupano di promozione turistica e soprattutto quelle che fanno incoming hanno dovuto anticipare i soldi per fare promozione ed oggi si ritrovano con una stagione turistica che non riesce a partire, hanno anticipato delle risorse che difficilmente riusciranno a riprendere, quindi bene il sostegno della Regione con una attenzione particolare nei loro confronti.
Assessore, mi raccomando, bene il sostegno diretto a questo tipo di imprese, penso che nelle prossime settimane o giorni dovremo individuare le altre realtà che dovremmo sostenere a livello diretto, con contributi diretti, attraverso bandi o altre modalità che la Giunta riterrà opportune, però dobbiamo concentrarci su chi è veramente in difficoltà ad andare avanti perché ci sono attività che quando va bene vivono al limite, molte attività legate ai servizi - non ho mai conosciuto un ristoratore o un barista che sono diventati miliardari - vivono mese per mese in base al proprio lavoro sulla base di quello che incassano a causa delle molteplici spese che devono sostenere.
L’importante è individuare delle risorse anche per le altre attività, ora stiamo parlando di servizi legati al turismo, ma ci sono anche altre realtà, senza disperdere risorse rispetto a categorie che probabilmente non sono alla canna del gas, ma con la ripresa avranno comunque avere un reddito garantito per i prossimi mesi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 977, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Anche questo è un argomento fortemente impattante nel sistema dell’accoglienza turistica perché dobbiamo dare un segnale forte ai turisti che arriveranno ed ai marchigiani che fruiranno delle nostre strutture. Questo riguarda un po’ tutto il sistema, non soltanto la ricettività turistica/alberghiera, ma anche i ristoranti e i bar perché dare certezze di sicurezza sanitaria da questo punto di vista significa avere un’ulteriore opportunità nel presentare l'offerta delle Marche a chi vorrà arrivare. Quindi, la nostra idea, fortemente voluta dal Presidente, è quella di anticipare, come linee guida e requisiti da attuare con un protocollo sanitario, le iniziative del Governo perché la nostra preoccupazione è che queste iniziative relative all’accoglienza turistica e alla ripartenza della stagione estiva potrebbero arrivare tardi. Già i funzionari della nostra Regione hanno messo a confronto il turismo con la sanità, si sono già riuniti e stanno predisponendo delle linee guida, l’obiettivo è presentare già domani - domani ci sarà un incontro con le associazioni di categoria interessate – la nostra proposta sulle linee guida che saranno poi condivise ed eventualmente integrate anche dalle riflessioni che arriveranno da questo incontro.
L’obiettivo lo vorremmo raggiungere, completando questo percorso, dal 10 al 15 maggio, di solito non do date perché ci sono sempre troppe variabili, però credo che questa volta dobbiamo essere attenti e anticipatori, quindi l’obiettivo è che entro i primi quindici giorni di maggio queste linee guida siano pronte in modo da essere messe operativamente in mano a tutti i titolari delle strutture.
Da questo punto di vista, lo dico con grande franchezza e soprattutto con piacere, il percorso sulla sicurezza sanitaria è stato richiesto anche dalle associazioni di categoria perché anche loro si rendono conto che dare certezze significa dare opportunità alla regione Marche di spendere con più forza la propria immagine.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Pieroni e mi fa particolarmente piacere sapere che è già iniziato un percorso perché penso che questo sia, se non il punto fondamentale, il più importante per le attività ricettive, parlo di alberghi, campeggi, stabilimenti balneari, ristoranti, bar.
Ritengo che sia necessario capire quali sono le misure che ogni attività deve mettere in campo per fare anche delle valutazioni di sostenibilità economica, capire non tanto e non solo quando e se aprire, ma come aprire, e questo per poter dare risposte in tempi rapidi, anche in una funzione di comunicazione verso i turisti e verso la clientela.
Ringrazio l’Assessore e auspico che qualora si potessero accelerare i tempi prima del 15 maggio sarebbe una cosa ancora migliore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, sull'interrogazione n. 985, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Su questo tema vorrei chiedere al Consigliere Rapa il rinvio, visto che domani abbiamo già calendarizzato una riunione operativa con l’Ammiraglio della Capitaneria di Porto ed i Sindaci della regione per capire come possiamo rivedere le questioni legate all’utilizzo del demanio. Come voi tutti sapete il 90% della tassazione viene girata allo Stato è circa il 10% va alla Regione. Quindi vorremmo capire insieme alla Capitaneria di Porto se ci sono delle possibilità e non solo su questo. Ad esempio dobbiamo fare un ragionamento approfondito anche sulle spiagge libere, capire come potranno essere inserite.
Un’altra riflessione da fare con la Capitaneria di Porto è legata al salvataggio, se quest’anno, come gli altri, resta la misura rigida oppure, per quello che ci riguarda, vista la situazione emergenziale, il percorso potrebbe essere un po’ differenziato dato che è un costo esorbitante ed impegnativo per le strutture ricettive, in questo caso per i balneari e gli chalet.
Se il Consigliere Rapa è d’accordo, una risposta più precisa la potrei dare dopo l'incontro in occasione del prossimo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Sono d’accordo nell’avere risposte più complete.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 981, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. La Berloni in liquidazione con sede a Pesaro opera nel settore della produzione e della commercializzazione di cucine componibili. La società è stata posta in liquidazione volontaria da parte dell’attuale compagine sociale in data 28 novembre 2019 e per lo stabilimento di Pesaro è prevista la cessazione di attività.
La società occupa attualmente 55 dipendenti di cui 24 impiegati e 31 operai.
La determinazione di porre la società in liquidazione e conseguentemente cessare l’attività aziendale è derivata dalle ingenti perdite di esercizio che hanno caratterizzato gli ultimi esercizi finanziari e dall’indisponibilità della compagine societaria ad iniettare ulteriore liquidità per ripianare le suddette perdite.
Negli ultimi mesi il liquidatore dell’azienda ha ricevuto varie manifestazioni di interesse da parte di imprese o gruppi di imprese nazionali ed estere per rilevare in tutto e in parte il compendio aziendale ed in particolare con due vitali soggetti imprenditoriali la manifestazione di interesse si è concretizzata in una trattativa attualmente in corso di svolgimento.
Nel contempo con un’impresa della provincia di Pesaro è stato sottoscritto un accordo per la l’affidamento della produzione di cucine di portfolio Berloni in liquidazione e tale impresa ha manifestato il potenziale interesse a rilevare parte del compendio aziendale o per lo meno ad assorbire parte del personale in esubero per il soddisfacimento degli ordini che continuano a pervenire alla società in liquidazione.
In data 10 marzo il liquidatore della società ha richiesto alla Regione Marche la collaborazione per l’attivazione di un piano di politiche attive per i lavoratori che si vengono a trovare in esubero a seguito della cessazione dell’attività aziendale e non siano coinvolti nel passaggio ad altro soggetto imprenditoriale. La Regione Marche ha espresso la propria disponibilità a concordare un percorso idoneo per l’attivazione di politiche attive, per la salvaguardia dei livelli occupazionali consistenti nel realizzare azioni di orientamento e di riqualificazione di inserimento lavorativo sostenendo l’importanza strategico occupazionale della società in quel territorio.
Si conferma poi che la ditta in data 12 marzo 2020 ha presentato al Ministero del lavoro istanza di ammissione alla cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, ai sensi dell’articolo 44 del d.l. 109 convertito in legge 1611 n. 130. Tutt’oggi l’azienda non ha ricevuto alcuna comunicazione di esame congiunto dal Ministero del lavoro.
Abbiamo cercato di interloquire con il Ministero del lavoro il quale ci ha riferito che la pratica è stata acquisita, ma non sa dirà quanto l’azienda verrà convocata in quanto è in corso la ricognizione sui fondi residui ancora a disposizione per verificarne la compatibilità.
Nel frattempo la ditta ha presentato istanza di Cig ordinaria con causale Covid 19 per 9 settimane. La pratica risulta autorizzata dall’Inps per il periodo decorrente dal 23 marzo 2020 al 15 maggio 2020.
Quindi per quanto riguarda la tutela dei lavoratori è garantita dalla Cig ordinaria fino a quella data. La Regione Marche sarà parte attiva per sollecitare il Ministero del lavoro nella definizione della pratica di Cig straordinaria per cessazione, garantendo nel contempo la predisposizione di un piano di politiche attive necessario per il proseguo dell’iter procedurale della richiesta di Cig straordinaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ringrazio l’Assessore Bravi per la tempestività nella risposta perché questa è una interrogazione fatta pochi giorni fa.
Ero sicuro che l’Assessorato si fosse già attivato per sostenere da una parte il Piano delle politiche attive da condividere e dall’altra per sollecitare il Ministero a definire la pratica della Cassa integrazione in deroga per la cessazione dell’attività.
Questo è un impegno che dobbiamo prenderci perché i lavoratori da molti mesi ormai non ricevono lo stipendio e sono esasperati, quindi, questa firma, questo incontro, al Ministero è diventato importantissimo e nonostante le nove settimane di Cassa integrazione Covid è importante che questi lavoratori entrino nel percorso della Cassa integrazione, come viene intesa, per poter mantenere la loro famiglie e far fronte alle spese perché sono mesi che non hanno lo stipendio. C’è quindi la necessità di accelerare il più possibile.
Sono consapevole che non dipende dalla Regione, ma la questione è a livello ministeriale, non è un problema che la Regine non ha seguito, anzi, si è sempre resa molto disponibile però quello che chiedo alla Giunta è di stare sul pezzo e sollecitare il Ministero, magari anche con una lettera, affinché convochi quanto prima questo incontro perché le persone sono esasperate ed hanno bisogno di una risposta.
Voglio ringraziare anche il sindacato che in questo periodo è stato molto vicino ai lavoratori ed ha svolto al pieno il proprio ruolo, lo ringrazio inoltre per essere stato una parte molto attiva in questi mesi nel sostenere i lavoratori che stanno perdendo il loro lavoro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all'interrogazione n. 986, Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Con riferimento all’interrogazione per quanto di competenza di questo Assessorato, si fa presente quanto segue.
Punto 1. La Regione Marche giornalmente segue l’evolversi della situazione relativa alla conversione delle aziende marchigiane nella produzione delle mascherine sanitarie e di altri ausili necessari. A tal proposito con la delibera di Giunta regionale 467/2020 la Giunta ha delegato la struttura regionale “attività produttive” a seguire tutte le aziende marchigiane che sono interessate alla riconversione industriale.
In allegato lo schema dell’Istituto Superiore di Sanità da cui si evincono le difficoltà a valorizzare, difficoltà che dipendono principalmente dal fatto che i laboratori di analisi pochi in Italia e oberati peraltro di lavoro non hanno ancora provveduto ad effettuare le analisi di loro competenza. La tabella che consegnerò, adesso leggerò i nomi delle ditte che ne hanno fatto richiesta, è piuttosto complicata da riassumere in questa seduta in video conferenza, poi la consegnerò al Consigliere Micucci che avrà modo di approfondirla ulteriormente.
I proponenti sono: Confezioni Europa Srl di Loreto, Alex Srl di Offida, Dienpi Srl di San Benedetto del Tronto, Do Quality Srl di San Benedetto del Tronto,Va.Fra. Srl unipersonale di Porto Sant’Elpidio, Errepi Srl di Montegranaro, V.S. di Pennesi Assuntina di Porto Sant’Elpidio, Area62 Srl di Colmurano, Studio Immagine Srl di Porto Sant’Elpidio, Gironacci Arduino di Civitanova Marche, Fashion Lab Srl di Ascoli Piceno, Lordflex’s Srl di Serra de Conti, Stamperia Bianca Srl di Castelfidardo.
Punto 2. Con riferimento al quesito si fa presente che il Governo ha delegato Invitalia per la gestione degli incentivi per la produzione di mascherine.
La misura prevista nel DL Cura Italia per far fronte all’emergenza Coronavirus ha previsto un finanziamento di 50 milioni di euro. La gestione è affidata ad Invitalia.
Le imprese possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni dal 26 marzo con un iter semplificato, per le imprese che intendono ampliare e convertire la produzione in questo momento di emergenza c’è la possibilità di accedere ad un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa che può partire da un minimo di 200 mila euro fino ad arrivare a 2 milioni.
La copertura massima è di 800 mila euro e il muto agevolato può diventare a fondo perduto secondo il meccanismo di premialità definito: 100% se l’investimento si completa in 15 giorni, 50% se l’investimento si completa entro 30 giorni e 25% se l’investimento si completa entro 60 giorni.
Ad oggi non risulta che il fondo sia esaurito ma ovviamente trattandosi di fasi di istruttoria del procedimento non è dato conoscere appieno tutti gli elementi disponibili, ma in ogni caso il tema di un eventuale incremento sarà portato alla Conferenza delle Regioni e la Regione Marche se ne farà parte diligente per richiedere un eventuale incremento finanziario.
Punto 3. Si rileva che l’ufficio non è a conoscenza di provvedimenti di tale portata. Nella prossima riunione della Conferenza delle Regioni cercheremo di affrontare il tema posto dal Consigliere Micucci che ringrazio per l’interrogazione che ha voluto proporre.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per la risposta, anche perché come avevo scritto e come ha detto lei in premessa non è una nostra competenza diretta, però è un tema molto caldo in questa regione, soprattutto nel nostro distretto tessile/calzaturiero in cui molte aziende in questa fase di crisi hanno fatto richiesta, come lei ha elencato e probabilmente altre se ne potrebbero aggiungere, di riconvertire la loro produzione per un bene che oggi è diventato essenziale come quello delle mascherine, che fino a qualche settimana fa era un bene assolutamente superfluo, tant’è che l’intera produzione per le esigenze nazionali era estera, veniva quasi esclusivamente dalla Cina.
C’è stata la necessità improvvisa di riconvertire una produzione a vantaggio delle aziende che ovviamente più che sui supporti economici dati dal Governo, che pure sono utili ... Sappiamo bene che gli imprenditori nel momento in cui hanno una attività da mettere a regime hanno un interesse relativo per i contributi statali perché dalla loro attività e dalla loro capacità produttiva traggono il proprio beneficio e profitto.
Il problema è proprio nei tempi di riconversione perché il primo punto è assolutamente essenziale, comprendendo che tutto il sistema produttivo e sanitario rispetto a questo argomento non era preparato alla necessità di riconversione delle attività industriali, però è chiaro che chi oggi va ad acquistare dei presidi sanitari, come quello delle mascherine, la prima cosa che chiede è il certificato della Comunità europea, oppure una certificazione che attesti la bontà sanitaria del prodotto e laddove questo non c’è, perché c’è un ritardo nella verifica da parte dei laboratori che fanno questo tipo di analisi, quel prodotto perde di interesse, ma non perché non sia valido ma perché oggi la validità nei processi economici, che noi abbiamo in atto, viene quasi esclusivamente dalla certificazione, quindi, su questo credo che qualcosa vada fatta.
Mi pare che il Governo, dopo una prima fase di empasse, dovuta probabilmente ad una difficoltà di riorganizzazione complessiva, si stia muovendo positivamente, però una sollecitazione credo che vada fatta, ripeto, più che dal punto di vista dei contributi, dal punto di vista dell’accelerazione delle pratiche perché il tema delle mascherine non scadrà il 4 maggio, né il 18 maggio, né l’1 giugno, ma ce lo porteremo dietro nella nostra attività produttiva e socio sanitaria per i prossimi anni. Immagino che diventerà di uso quotidiano per ciascuno di noi, quindi mi auguro che su questo ci sia un’ulteriore presa di coscienza.
In merito al terzo punto già il Primo Ministro ha dato una risposta nel suo intervento dell’altra sera, non ho visto i documenti, ma ha detto che questo prodotto sarà addirittura esente da IVA, come qualsiasi altro prodotto sanitario, addirittura andando oltre la limitazione, che veniva proposta da alcuni, di una riduzione dal 22 al 4%, e mi auguro che sia effettivamente così. Ho sentito sempre dal Primo Ministro della possibilità di un prezzo calmierato a 0,50 centesimi per le mascherine, poi non si è capito bene, lo vedremo dagli atti successivi, se per tutti i tipi di mascherine, immagino per quelle chirurgiche, ma ce ne sono anche di diversi tipi. Mi pare positiva questa presa di coscienza da parte del Governo e sono soddisfatto della risposta dell’Assessore alla quale chiedo, in particolare sul primo tema, che è quello delle certificazioni, di avere un occhio attento e solletico verso il Governo. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Siamo in attesa di ripristinare il collegamento con il Presidente Ceriscioli per trattare l’interrogazione n. 979, gli daremo la parola non appena sarà in condizione di intervenire, anche durante la trattazione del prossimo punto.
Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Vorrei porre all’attenzione del Consiglio la richiesta di poter inserire nell’ordine del giorno odierno, in abbinamento al pacchetto di mozioni che si stanno discutendo in merito alla componente economica dell’emergenza Coronavirus, una mozione che ho depositato questa mattina per chiedere di consentire alle imprese di riaprire prima delle previsioni date dal Governo, in presenza di misure di controllo della sicurezza.
Mi sono fatta carico di queste richieste che vengono da parte di ristoranti e bar, che sono pervenute a tutti i Consiglieri regionali. Lo faccio in deroga alla proposta dei Capigruppo perché, se la trattazione delle misure economiche si chiude oggi, si riaprirebbe un’altra finestra giovedì mentre la volontà dei Presidenti è quella di chiudere oggi.
Chiedo di abbinare questa mozione a quelle in discussione oggi e di far votare dall’Aula l’iscrizione. Grazie.

PRESIDENTE. Colgo la sua richiesta, però su questo sappiamo bene che c’è una precisa norma: il Regolamento prevede che la Conferenza dei Presidenti di gruppo si debba esprimere su questa richiesta, tra l’altro ieri avevamo detto che l’ordine del giorno era bloccato, comunque, visto che non vedo collegati tutti i Capigruppo, è una prassi un po’ anomala, appena possibile porrò in votazione la sua richiesta, faremo una votazione specifica e chiederò ai Capigruppo di esprimersi. Ora li contattiamo, li facciamo collegare tutti e a breve si esprimeranno.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Sull’ordine dei lavori. Mi pare di aver capito che manca solo la mia interrogazione, il Presidente Ceriscioli, se ha dei problemi tecnici, potrebbe andare nell’ufficio di qualche Assessore così almeno risolviamo questo problema.
In merito alla richiesta della Consigliera Leonardi ricordo che l’interrogazione in questione è stata protocollata 11 giorni fa e per la sua natura di urgenza avevo chiesto di poterla discutere martedì scorso, non mi è stato consentito, allora bisogna avere degli atteggiamenti e comportamenti omogenei perché io avrei voluto discutere questa interrogazione la scorsa seduta quando i lavori alla Fiera di Civitanova Marche erano appena iniziati e potevano essere più recuperabili di oggi, però non ho avuto questa possibilità, Presidente, anche se avevo fatto richiesta anche a lei diverse volte.

PRESIDENTE. Oggi la Consigliera Leonardi lo ha chiesto pubblicamente e si esprimeranno su questo i Capigruppo, per quanto mi riguarda ho già espresso la mia opinione. Ieri abbiamo detto che l’ordine del giorno era bloccato, comunque è una richiesta che ho dovuto esperire.
Procediamo con le mozioni, come abbiamo già detto e ripetuto nella precedente seduta e ieri nella Conferenza dei capigruppo, ci sarà l’illustrazione di tutte.
Ha la parola, per illustrare le mozioni nn. 613, 628 e 638, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Molto tempo fa quando con il Consigliere Talè abbiamo presentato questa mozione non pensavamo che saremmo arrivati a questa situazione, non pensavamo che le Marche diventassero una delle regioni più colpite in Italia con le conseguenze che vediamo oggi nella sofferenza delle nostre attività produttive.
Avevamo fatto una mozione molto generica che prevedeva di monitorare la situazione e cercare soluzioni atte a mitigare la sofferenza economica nel tempo, però abbiamo visto che la situazione si è aggravata tantissimo ed ora all’emergenza sanitaria in atto, questo oggi fortunatamente la riconoscono tutti, si è aggiunta una grandissima emergenza economica.
Il nostro tessuto produttivo regionale è stato colpito profondamente da questa crisi pandemica e non possiamo negare che ad oggi i settori più colpiti e che hanno avuto le stesse agevolazioni degli altri, sono il comparto del commercio, il comparto del turismo, il comparto della ricettività, quel comparto che dopo il manifatturiero è la colonna trainante dell’economia della nostra regione.
Negli ultimi giorni stiamo vedendo che questa seconda chiusura si protrarrà sicuramente fino al 18 maggio, quindi avremo grandi problemi in quel comparto di cui ho già detto, al quale se ne aggiungeranno altri legati all’artigianato, anche questi molto importanti per il nostro tessuto produttivo (parrucchieri, estetisti, istituti di bellezza).
Questa mattina ho molto apprezzato il tentativo del Presidente di capire se con dei protocolli seri si possa arrivare almeno a dare la possibilità a queste strutture di aprire, magari trattando un cliente alla volta perché credo che se la fase 2 significa convivere con il virus, bisogna anche avere il coraggio di prendere certi provvedimenti.
Non mi curerei tanto del fatto che siamo in mezzo ad un conflitto Stato-Regioni, che c’è, ma il Titolo V esiste ormai da 20 anni, quindi non dobbiamo assolutamente preoccuparci di questo. Se posso dare umilmente un consiglio al Presidente ed alla Giunta è che in questo momento importante è far prevalere la vicinanza alle esigenze della nostra gente, alle esigenze delle nostre imprese, questa per noi è la priorità, poi se ci sarà un conflitto Stato-Regioni lo vedremo nei prossimi mesi quando tutto sarà finito.
Queste sono condizioni talmente eccezionali che è difficile anche giudicare quello che lei fa, più che giudicare è difficile valutare se si è fatto tanto o si è fatto poco o se siamo a metà del guado.
Credo che abbiamo fatto quello che potevamo, considerando anche che siamo una Regione in scadenza e tutto era disposto per andare al voto nel mese di maggio.
La prima proposta che noi facemmo, lo spostamento delle scadenze delle imposte nel mese di luglio, che mi auguro possano essere ancora prorogate, aspettando le disposizioni nazionali, ed il provvedimento di 14 milioni che abbiamo riversato nel tessuto produttivo, attraverso l’inserimento di liquidità, hanno avuto un apprezzamento notevole. Abbiamo visto che c’è una grandissima necessità delle imprese e, mi sono fatto un giudizio personale, quello che abbiamo fatto è di gran lunga superiore alla garanzia data dal Governo su quei finanziamenti sul 25% del fatturato dell’anno precedente. Secondo me abbiamo fatto qualcosa di più importante e soprattutto più snello e più vicino alle esigenze dei nostri operatori, questa, per me, è la linea che ci dobbiamo dare. Abbiamo già preso l’impegno, e siccome il Presidente e l’Assessore Cesetti gli impegni li mantengono, già ieri c’è stato un primo passo in Giunta. A noi occorre assolutamente una rivisitazione del bilancio a prescindere da quella che sarà la data delle elezioni. Avremo tempo nei prossimi due mesi per questa operazione che ha come scopo principale quello di riversare più liquidità possibile sulle nostre imprese, ma l’importante è che tutte possano ricominciare a lavorare.
E’ chiaro che qui non comanda il Governo, non comandiamo noi, ma la curva pandemica dei prossimi mesi perché con quella noi dovremo fare i conti, però la fase di convivenza con il virus richiede coraggio e noi lo stiamo dimostrando, dovremmo metterne di più? Vediamolo insieme, cerchiamo di fare il possibile, ma l’importante in questa fase è non lasciare nulla di intentato. Muoviamoci con le ordinanze perché in questo momento sono uno strumento molto importante, le sta facendo il Governo, le sta facendo il Presidente del Consiglio perché un dpcm è sostanzialmente un’ordinanza, come quella di un Sindaco o un Presidente di Regione, quindi, non dobbiamo avere timore di questo strumento che permette di avere risposte immediate. Ad esempio questa mattina tra il nuovo dpcm nazionale e le nostre ordinanze precedenti si è creato un problema relativo alle attività commerciali di vicinato - come per l’ordinanza che imponeva la chiusura per il giorno del I maggio - ma con un’altra ordinanza il problema è stato abbondantemente risolto. Questa dovrebbe essere la nostra strada.
Un piccolo inciso di cui ho discusso anche ieri con le associazioni di categoria, credo che dovremmo anche valutare bene la diversità dei settori, la diversità di impatto che ha avuto la pandemia sui vari ambiti, è innegabile ed è sotto gli occhi di tutti, nessuno può smentire che il settore del turismo, del commercio, tutte le attività piccole, artigianali, quelle che sostanzialmente riapriranno l’1 giugno, sono state maggiormente colpite, quindi auspico una discussione serena. Per quanto ci riguarda in maggioranza credo che arriveremo ad una risoluzione che metta dentro un po’ tutto, comprese le puntuali richieste che abbiamo fatto, ad esempio sulla balneazione.
Una volta per tutte credo che si possa ridiscutere seriamente con l’Unione Europea riguardo alla Bolkenstein, si possono ridiscutere i canoni demaniali, così era partita la discussione 7, 8 anni fa quando ci si rese conto cosa era la direttiva Bolkenstein. Quindi come Regione, anche ai tavoli nazionali, possiamo essere presenti con le nostre istanze su questi temi e credo che tutto ciò potrà essere fatto con una operazione di bilancio che funzionerà molto più delle operazioni, importanti anche queste, ci mancherebbe altro, a spot che stiamo facendo ora.
Questo l’ho già detto in I Commissione, ne ho parlato anche con l’Assessore, mi auguro che i finanziamenti che abbiamo dato, l’immissione di liquidità attraverso il Confidi, possano essere rifinanziati perché stiamo vedendo che proprio lì c’è il cuore della produttività marchigiana, chi sta facendo richiesta sono coloro che ne hanno veramente bisogno e che, come si dice nel nostro linguaggio, sono coloro che fino ad oggi hanno tirato la carretta dell’economia.
Questo è un auspicio che faccio e come Italia Viva chiediamo quello che abbiamo scritto nella mozione e che rientrerà nella risoluzione che ci apprestiamo ad approvare.

PRESIDENTE. Le sue altre mozioni presentate le diamo per presentate o le vuole illustrare ulteriormente?

Fabio URBINATI. Presidente, le diamo per presentate perché credo di aver fatto una panoramica di tutto.
Non ricordo se in questa discussione è inserita anche la questione della pesca sportiva e della nautica.

PRESIDENTE. Si è inserita. La mozione sulle concessioni demaniali l’ha di fatto presentata, se vuole può dire due parole sulla pesca sportiva poi passiamo alla presentazione delle altre mozioni.

Fabio URBINATI. Ieri sera la Fipsas ha chiarito che - è scritto anche sul regolamento nazionale - la pesca sportiva è una attività sportiva, non è ludica né ricreativa. In senso lato viene inquadrata a livello nazionale, ed è sul sito del Ministero dell’agricoltura, delle risorse forestali e della pesca, come attività sportiva, un’attività per eccellenza individuale, quindi, si potrà andare nei nostri moli e nelle nostre spiagge. Bisognerà chiarire se potrà essere fatta anche da natante, ma questo rientra in un’altra mozione su cui credo che due parole le dirà il Consigliere Micucci, quello è un altro settore molto importante. Si era creata questa problematica, data per scontato, ma anche il Ministero ha riconosciuto che la pesca sportiva è uno sport, quindi si potrà praticare dal 4 maggio.
Nelle Marche sono tanti gli appassionati di pesca sportiva, sia in mare che nelle acque interne. Nelle acque interne l’apertura della pesca alla trota si avrà il 10 maggio, quella si potrà praticare, ma c’è un problema per la pesca in mare anche perché questo è un periodo in cui si pratica tantissimo la pesca sportiva.
C’è un problema per chi pratica il surfcasting, pesca che si fa dalla spiaggia, si fa in ampi spazi, si fa in massima sicurezza, perché cozza con l’ordinanza che abbiamo fatto sulla chiusura delle spiagge. Ci sono due problemi, uno in particolare, come avevo detto prima, riguarda l’appassionato, il dilettante che vuole recarsi in spiaggia a fare una battura di surfcasting, l’altro è che noi nelle Marche abbiamo tantissimi iscritti Fipsas che aderiscono a squadre agonistiche, abbiamo diversi atleti che fanno parte della nazionale di pesca sportiva, addirittura abbiamo l’attuale campione d’Europa, e il decreto nazionale stabilisce che loro possono allenarsi, possono allenarsi in tutti gli sport di pesca che abbiamo in questa regione.
Vorrei che ragionassimo, Presidente, per capire se è possibile, magari solo per loro o per chi fa jogging, riaprire gli arenili, altrimenti l’inconveniente sarà che nelle città dove abbiamo porti, moli o luoghi di sbarco, che non è spiaggia, ma offrono l’accesso al mare, si creeranno grandi assembramenti di pescatori perché il decreto nazionale lo prevede, quindi i moli e i porti potrebbero essere invasi da pescatori sportivi invece aprendo la spiaggia sarebbe molto più sicura l’attività di surfcasting, che costituisce la metà di chi pratica questa disciplina o le pratica tutte
Poi c’è l’altra parte che riguarda la nautica da diporto, oggi non è consentito nemmeno andare a riprendere un oggetto che un armatore ha lasciato in barca, credo che su questo si possa ragionare perché uscire un paio di ore in mare, in solitudine o con un'altra persona, è il modo migliore per isolarsi e non stare in mezzo agli altri, quindi dovrebbe essere una delle prime attività consentite. Grazie.

PRESIDENTE. Vedo in postazione il Presidente Ceriscioli, quindi, riprendiamo l’interrogazione n. 979.

Interrogazione n. 979 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Progetto 100: realizzazione di una struttura ospedaliera temporanea per la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid 19 presso la Fiera di Civitanova Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 979 - a risposta immediata - del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. La questione che solleva il Consigliere Busilacchi è in particolare sulla scelta del luogo, nell’interrogazione chiedeva come mai fosse stata scelta quella collocazione rispetto ad altre.
In settimana c’era chi indicava la RSA di Villa Fastiggi, piuttosto che altri impianti, è evidente che il tipo di tecnologia e di risposta della struttura che si impianta a Civitanova Marche, dedicata in modo particolare alla fase più acuta della malattia Covid, per le terapie intensive e semi intensive, teoricamente può attivare anche tutti i posti di terapia intensiva, ha una strutturazione con un numero di posti letto uguale a 16, che è un numero ottimale nella gestione di questo servizio, non realizzabile all’interno delle altre strutture disponibili nel panorama regionale.
Il progetto è legato alla gestione di una situazione pandemica in cui occorre operare su numeri importanti.
E’ chiaro che grazie alla curva epidemiologica che ha avuto la nostra regione …, ho visto oggi una elaborazione molto bella ed ho chiesto di farne una seconda perché mi piacerebbe anche condividerla, un confronto fra la curva epidemiologica delle Marche e quelle di altre Regioni, nella quale si vede che a fronte di una partenza molto robusta e forte della nostra curva, la stessa poi ha piegato, mentre le altre hanno continuato a crescere e a salire con altre dinamiche, segno di un sistema che ha saputo reagire, altrimenti avremmo avuto bisogno di una struttura come quella di Civitanova Marche già con la dinamica che era in corso nelle prime settimane della pandemia.
E’ una infrastruttura utile oggi, soprattutto nel gestire il tornare indietro, a mano a mano che si svuotano le terapie intensive marchigiane. E’ sempre più evidente che andremo a gestire cinque, sei, quattro, tre posti letto di terapia intensiva con uno staff medico a quel punto al completo perché anche se abbiamo un solo paziente dobbiamo garantirgli la presenza di medico e infermiere, con l’utilizzo sempre crescente di un rapporto medico/malato, poterlo fare in una struttura che accolga la parte degli acuti dei nostri ospedali anche nella fase decrescente, quindi nella discesa epidemiologica, darà una possibilità enorme all’intero sistema regionale di potersi svuotare prima e potersi occupare delle altre patologie.
Voglio ricordare che se in una terapia intensiva da otto posti ci sono anche solo due malati Covid gli altri sei posti non possono essere impiegati da malati no Covid, quindi è la necessità di andare a concentrare le malattie da terapia intensiva è un fatto molto importante ed in realtà non va ad occupare ulteriore personale, al contrario, restituisce un maggior numero di personale che potrà lavorare in spazi ed in attività relative ad altre patologie.
La seconda finalità, la ricordo sempre, è che nessuno può escludere … I primi dati che abbiamo sull’attività fatta in termini di screening sierologici, che ci danno anche l’indicazione su chi ha maturato gli anticorpi, ci dicono che il numero di persone che hanno sviluppato la risposta anticorpale è piuttosto bassa e non sappiamo quanto durerà, quindi con i test ripetuti sapremo anche quanto durerà.
Cosa significa in termini molto diretti? Significa che non possiamo escludere nella parte finale dell’anno una recrudescenza, un ritorno della pandemia, finché non ci sarà un vaccino, finché i numeri degli immuni naturali è così basso, è chiaro che questa struttura potrà continuare a servire.
Avendo visto la realizzazione che sta procedendo ad un’ottima velocità, si conferma in maniera molto chiara l’altra indicazione: questa è una struttura temporanea, l’essere dentro la Fiera è un fatto momentaneo, il tipo di struttura che si sta realizzando è facilmente smontabile e rimontabile in un assetto, chiamiamolo, anche di altra natura. Cosa significa per la nostra regione? In una programmazione, nella pianificazione della capacità di risposta per emergenze particolari, in cui c’è la necessità di numeri importanti di posti letto di terapia intensiva, l’investimento che oggi viene fatto all’interno della Fiera è recuperabile. Sono molto belle le immagini della struttura in acciaio, delle pannellature metalliche, abbiamo fatto una scelta che è un po’ più costosa rispetto al cartongesso, ma ha il vantaggio straordinario di essere montabile e smontabile tutte le volte che si vuole, a maggior ragione se dovesse trovare una collocazione sulla temporalità più lunga.
Inoltre voglio ricordare che il Sindaco di Civitanova Marche non solo ha sposato il progetto, ma ultimamente dice che lui è disponibile a mantenere l’impianto per tutto il tempo di cui ci sarà bisogno, una dimensione anche in termini temporali di forte adesione del progetto alle necessità della sanità regionale, quindi un insieme di cose che ci fanno dire che in altre strutture non avremmo potuto avere questo tipo di organizzazione.
Certo, nella fase attuale uno può anche pensare: “Continuo a gestire le strutture, rallenterò un po’ gli altri interventi ed invece di iniziare a giugno inizierò a luglio”, ma capite che c’è chi sta aspettando da febbraio di fare un intervento di una patologia no Covid? Dall’altra se ci dovesse essere una recrudescenza la sanità regionale potrà contare su una struttura per la parte più acuta in grado di permettere all’intero sistema di reggere l’urto che ha retto questa volta, ma con un impegno fortemente ridotto rispetto a quello che ha comportato andare a ridefinire tutti i percorsi, tutti gli spazi all’interno dei nostri ospedali.
Abbiamo ospedali che hanno spesso metri quadri/paziente a valori più bassi della forbice prevista dai parametri nazionali, non abbiamo strutture che sovrabbondano di metri quadri, di disponibilità in termini di spazio, è evidente che la scelta di andare verso Civitanova Marche è stata meditata, valutata, non c’erano alternative che potessero accogliere all’interno dei nostri ospedali lo stesso tipo di risposta, sempre nella speranza che questa risposta non ci debba servire per una recrudescenza, però dobbiamo essere tutti consapevoli che aver fatto questa scelta ci metterà a riparo. Se la scelta, ad esempio, fosse stata fatta quella di non realizzare questa struttura di fronte ad un ritorno della pandemia il livello di responsabilità sarebbe stato enorme.
Voglio concludere come ho iniziato durante l’incontro con la Commissione, a chiederci di realizzare un Covid Hospital, quindi un assetto che permetta al sistema di essere pronto di fronte ad una recrudescenza, è stato prima di tutto il Governo, attraverso il Ministro della salute, che in cinque punti ha raccontato cosa va rafforzato del sistema sanitario sul territorio nel dare una risposta complessiva al virus. Fra questi punti c’è anche la predisposizione di un Covid Hospital, per noi Civitanova Marche in questo momento è un punto di riferimento, potremo averlo a disposizione finché ci servirà e nulla ci toglie, come ho detto più volte, laddove andiamo a fare investimenti, penso al nuovo ospedale di Macerata in modo particolare, di immaginare spazi flessibili per fare in modo che anche infrastrutturalmente gli ospedali abbiano la dimensione giusta per poter accogliere esperienze di questo tipo, che oggi, senza queste nuove realizzazioni, non potremmo avere.
Ricordo infine che oggi l’assetto principale dell’infrastrutturazione della sanità regionale fa fatica a garantire il parcheggio vicino all’ospedale, nel senso che abbiamo strutture nate in tempi lontani, cresciute nel tempo rispetto alla struttura originale, dove è difficile trovare lo spazio semplicemente per parcheggiare, figuriamoci per un ampliamento di migliaia di metri quadri in grado di accogliere infrastrutturazioni come queste.
Voglio rassicurare il Consigliere, il percorso è stato fatto, le valutazioni sono state fatte, la scelta è temporanea, ma utile a gestire il presente e riutilizzabile nell’investimento, ma in grado di trovare una destinazione definitiva in modo da offrire al sistema marchigiano un’opzione in più nel caso di pandemia.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Luca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Devo dire che il Presidente già aveva risposto in Commissione ad alcune delle mie domande, però ci tenevo che venissero fatte anche in Aula, tra l’altro, se ho capito bene, una notizia c’è oggi in questa risposta e cioè che tutti i pazienti in terapia intensiva andranno a Civitanova Marche, quindi verranno svuotate le altre terapie intensive, questa è una cosa che non avevo compreso.
Molto brevemente alcuni aspetti della replica. Sulle tempistiche, la delibera della Giunta è del 3 aprile, in quel momento c’erano alcuni dati, una certa situazione e nulla questo sulle modalità in cui è stata presa la decisione, poi è passato un po’ di tempo e con la mia interrogazione del 17 aprile, quando ancora i lavori erano appena iniziati, volevo capire se non fosse opportuno valutare altre sedi, anche con la stessa modalità montabile e smontabile in tensostrutture vicino ad altri ospedali, per esempio vicino a Torrette o in altre aree. Se ho capito bene non c’erano gli spazi necessari sul piano tecnico per allestire queste aree.
Su questo tema, come lei sa e come tutti sappiamo, ci sono stati vari dubbi e varie perplessità legati al fatto che potevano essere utilizzabili vecchie strutture dismesse per lo stesso modello di Covid Hospital o un incremento marginale di posti letto di terapia intensiva senza realizzare Covid Hospital, due cose un po’ diverse.
Se ho capito bene, al primo punto, le motivazioni tecniche non lo consentivano e sul secondo punto lei ha preferito la scelta del singolo Covid Hospital, piuttosto che l’incremento marginale di posti letto.
Preso atto di tutto ciò, l’unico elemento che rimaneva nell’interrogazione era capire se non si potesse creare un Covid Hospital permanente, modello Spallanzani, oppure, non avendo questa possibilità, valutare se era fattibile una tensostruttura collegata all’Ospedale. E’ vero che è difficile trovare queste aree, però, probabilmente, sarebbe stato più utile, questo si, avere una struttura molto vicina all’ospedale che consentisse di integrare meglio rispetto ad altri servizi specialistici necessari.
Se ho capito bene, oltre alla terapia intensiva ci dovrebbero essere altro dentro al Fiera Hospital? Anche un punto diagnostico, chirurgico? Su questo, anche se non è nell’interrogazione poteva essere utile un chiarimento per la funzionalità della terapia intensiva a Civitanova Marche. Grazie.


PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare le mozioni nn. 622, 641, 642, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. La mozione n. 622 non è da illustrare perché è stata presentata il 17 marzo e nel frattempo è stata superata dai fatti e gli atti del Consiglio lo dimostrano. E’ servita per velocizzare un provvedimento del Consiglio sulla proroga della scadenza dei termini del 30 marzo o di maggio. Non abbiamo la palla di cristallo per dimostrare questo, però credo che anche questa mozione possa aver dato un contributo.
Chiusa la 622 che, come ho già detto, è finita qui, si può passare alla mozione n. 641 che riguarda una cosa importante perché secondo me bisogna cercare di creare le condizioni, come ho detto questa mattina in apertura dei lavori, per premere sulla Giunta affinché vengano fatti dei provvedimenti,
Pensiamo, per esempio, all’ipotesi di istituire un Consiglio regionale permanente fino a che la Giunta non elabori una proposta, perché sono passati, lo voglio ricordare, 65 giorni di inattività, anche questo di oggi è un Consiglio inattivo perché tratta soltanto di mozioni, di interrogazioni, non dà risposte ai marchigiani. Questa è la forte preoccupazione della Lega che chiede alla Regione, alla Giunta, con la mozione n. 641, di istituire un fondo per dare dei contributi (10, 5, 15 mila euro) a fondo perduto al 90% di quelle piccole aziende artigiane e commercianti, per affrontare il periodo drammatico, tre mesi in cui i lavoratori non hanno introitato niente e sono in difficoltà.
Certo, la richiesta di fare un Consiglio perenne fino a che non arrivano queste cose è provocatoria.
Diciamo questo perché quando si è voluto, ed abbiamo le prove, la legge n. 13 in 72 ore è stata scritta, presentata e votata perché un’altra proposta della Lega ha fatto si che la Giunta accelerasse i tempi. Questo bisogna ricordarlo ai marchigiani, e allora credo che anche la mozione n. 641 abbia questo scopo, che la Giunta elabori in poche ore dei provvedimenti che la nostra comunità sta aspettando.
Cosa chiediamo con questa mozione? Di istituire un fondo regionale affinché la Regione intervenga, come è successo già nel 1997 quando la Giunta diede dei contributi diretti alle piccole aziende ed agli artigiani che erano stati colpiti dal terremoto del 1997. Si possono fare queste cose e si devono fare perché con questo meccanismo semplifichiamo la burocrazia, la Regione dà direttamente i soldi e si superano i problemi che i nostri artigiani ed i nostri commercianti hanno a causa di questo brutto periodo. Soffrono e probabilmente qualcuno non è in condizione di avere i documenti in regola, perché ha patito ed ha fatto altre scelte per la propria azienda, ma dal Confidi alle banche tutti chiedono che la documentazione sia in regola.
Questo è un meccanismo diverso, più diretto, senza burocrazia, questo è lo spirito della nostra mozione, questo è lo spirito che chiediamo all’Assessore ed al Presidente affinché si mettano in moto queste cose.
Come potrebbe avvenire la costituzione di questo fondo? Noi pensiamo, ad esempio, ad un intervento delle banche, la Regione è in condizione per poterlo fare perché, come abbiamo ascoltato in altre circostanze, abbiamo anche la capacità di indebitamento, che non è mai stata toccata, come le mie orecchie in qualche Consiglio hanno ascoltato. Bisogna fare delle scelte politiche importanti e se è necessario va fatto anche un intervento in deficit per dare delle risposte ai marchigiani. Se facciamo una sfida sulla produzione, se facciamo una sfida sulla ripresa, se facciamo oggi dei debiti, come ente, possiamo senz’altro recuperare da un’economia che parte. Questa è la sfida da fare, questo è il senso della nostra richiesta, questo è il senso della nostra proposta sulla quale il Consiglio deve fare una valutazione positiva perché questo significherebbe stare vicino alla gente, stare vicino ai nostri artigiani, ricordando anche che la media delle nostre aziende è di circa 3 dipendenti. Voglio evidenziare sempre il numero e ricordare a tutti, compreso a me stesso, che sono oltre 150.000 queste aziende e questa polverizzazione dell’economia della nostra regione è unica in Italia, salvo una parte del Veneto, che ha questo contesto e questa economia, che l’ha fatta grande, anzi grandissima e il modello marchigiano è stato preso ad esempio anche da Stati di oltre Oceano.
Questa mozione noi la caldeggiamo in modo accalorato, con passione politica, per una risposta da dare ai nostri marchigiani, perché oggi avere un riconoscimento economico che arriva direttamente nel conto corrente di un piccolo artigiano, magari, come ho detto prima, di 5 mila, 10 mila, 15 mila euro - poi dipenderà anche dal numero preciso delle aziende che ne potranno usufruire - è far sentire ai marchigiani che le istituzioni sono vicine. Che questo tempo, ormai lungo, venga il prima possibile accorciato, questa è la richiesta e la Regione Marche può immediatamente adottare questo provvedimento e partire velocemente.
Sappiamo che esistono anche altre difficoltà, e la mozione lo dice, la Regione deve immediatamente risolverle e liquidare quelle risorse che ancora oggi le aziende devono avere. E’ importante regolarizzare e immettere liquidità nel sistema regionale e questo è quanto previsto al punto 2 del nostro atto. Queste cose sono estremamente importanti.
Il terzo punto della mozione n. 641 è collegato alla n. 622, quella che abbiamo ritirato, nel quale chiediamo di prorogare i termini previsti dalla legge 7 aprile 2020, n. 12 per il pagamento delle tasse regionali. Era una richiesta contenuta anche nella mozione 622 del 23 marzo, nella quale erano stati superati i termini, invece questa del 23 aprile non è vecchia e contiene questa richiesta al punto 3): lo slittamento fino al 31 dicembre del pagamento di tutte le tasse regionali, come il bollo auto.
Questo è il senso della nostra richiesta per dare una risposta ai marchigiani, per far sentire che le istituzioni sono al fianco delle imprese che ormai sono senza fiato. Credo che occorra dare con urgenza delle risposte, non invitando all’indebitamento, ma bisogna fare uno sforzo e fare la scelta politica di dare un piccolo contributo (5,10 mila euro) a fondo perduto alle aziende.
Rimettiamo la mozione alla discussione ed alla votazione del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare la mozione n. 626, il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Prima di tutto vorrei dire perché è stata presentata questa mozione a firma mia, del Presidente Mastrovincenzo, dei Consiglieri Traversini e Presidente Giacinti.
Siamo consapevoli della importanza e della difficoltà del momento, stiamo vivendo ancora l’emergenza sanitaria causata da una pandemia mondiale, la curva sta scendendo, ma siamo ancora dentro la gestione dell’emergenza. Da una parte dobbiamo continuare a curare e a far guarire le persone che stanno male, cercando di salvare loro la vota, dall’altra si deve guardare al futuro e credo che questo sia importante perché dobbiamo avere la consapevolezza della difficoltà che stanno provando in questo periodo le imprese, le aziende, a partire da quelle del turismo, dei pubblici esercizi, che in questo momento soffrono di più insieme al commercio. In tutto questo dobbiamo cercare di guardare al domani per cercare di dare fiducia e speranza anche perché la situazione che si sta prospettando sarà diversa da quella del 2008 quando ci fu il fallimento della Lehman Brothers e giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, c’è stata una crisi progressiva e pesantissima che ha coinvolto in modo strutturale quasi tutti i sistemi economici. Questa sarà diversa, pesantissima, durissima, ma nel contempo immediata, accadrà tutto in una volta, alla fine del lockdown avremo le imprese che avranno la voglia di riprendere, ma molte faranno fatica a ripartire perché magari avranno perso le commesse, faranno fatica a riprendere il personale, i ristoratori ed i pubblici esercizi avranno difficoltà nel ricominciare la loro attività, ci sarà meno voglia di andare al ristorante piuttosto che al bar, piuttosto che nei locali pubblici, quindi ci sarà sicuramente una perdita di clientela.
Credo che a fronte di questo ci sia bisogno di una riflessione, come stiamo facendo proprio oggi, perché dobbiamo dare delle risposte, dobbiamo avere la consapevolezza che occorre dare delle risposte celeri, dobbiamo agire con forza e con velocità per evitare che la recessione si prolunghi.
Se da una parte stiamo affrontando il problema della perdita di vite umane, dall’altra dobbiamo far fronte alla perdita del sostentamento di molte famiglie. Dobbiamo proteggere i cittadini e l’economia, dobbiamo proteggere le persone dalla perdita del lavoro e dobbiamo proteggere la capacità produttiva per garantire l’occupazione. Penso che questo sia molto importante perché se difendiamo l’occupazione avremo meno bisogno di risorse da destinare alla cassa integrazione e nel contempo continueranno in entrata i flussi fiscali. Mi riferisco alle tasse di carattere generale (Iva, Irap, Irpef) e a tutte le altre fiscalità che sono previste.
Se continua l’occupazione e continua il sistema economico continueranno anche le tasse altrimenti avremo bisogno di fare interventi sociali perché se la gente perderà il posto di lavoro avremo meno entrate nelle casse pubbliche e dovremmo sostenere le famiglie delle persone che hanno perso il lavoro. Dobbiamo proteggere i cittadini e dobbiamo proteggere l’economia, dobbiamo agire con forza e con velocità. Nel frattempo la Giunta regionale e il Consiglio regionale hanno fatto dei provvedimenti come la proroga delle tasse, che è stata portata al 31 luglio; lo stanziamento di 14,2 milioni che prevede il finanziamento del fondo per la liquidità attraverso i Confidi; lo stanziamento di oltre 20 milioni di risorse per gli operatori sanitari che sono stati in trincea, i nostri angeli, e sono ancora in prima linea per salvare la vita alla gente mettendo a rischio anche la loro salute; lo stanziamento di oltre 18 milioni per l’emergenza sanitaria e per la protezione civile.
Credo che sia importante intervenire, i dati del fondo monetario internazionale ci dicono che l’Italia avrà una contrazione del Pil del 9,1%, il Governo nei provvedimenti dei giorni scorsi l’ha stimata intorno all’8% e capite bene che avere una contrazione fra l’8 e il 9%, una recessione fra l’8 e il 9%, all’improvviso, con una disoccupazione che rischia di andare fra il 10 e il 12%, deve essere per noi rappresentati delle istituzioni e dei cittadini uno stimolo a fare velocemente mente locale per dare delle risposte.
Questa mozione è nata tra la fine di marzo e i primi di aprile, quando è cominciata la curva discendente dell’emergenza sanitaria, per mettere sul tavolo un problema importante.
In Europa, per esempio, i dati del Fondo monetario internazionale ci dicono che solo la Grecia avrà un calo maggiore del nostro, è una cosa che va detta e non possiamo dimenticare che questa recessione sarà senza precedenti, è paragonabile e forse addirittura più severa di quella del 1929, della grande depressione, quindi dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di provvedere ai loro bisogni e garantire che le imprese possano ripartire rapidamente per fare in modo che si concluda la fase di crisi, non solo sanitaria, ma anche economica.
Sappiamo quanto il turismo sia importante per l’economia del nostro Paese e per la nostra regione, per l’Italia rappresenta il 13% del Pil con 230 miliardi di valore. Quest’anno ovviamente sarà un anno orribile perché il flusso degli stranieri lo perderemo totalmente ed il flusso primaverile non c’è stato e sappiamo bene quanto il sistema turistico lavori in questo periodo oltre che in quello estivo. Si stima una perdita fra il 50 e il 60% delle presenze, quindi dobbiamo mettere in campo delle azioni salvavita, facendo un progetto urgente, un piano, che possa essere quasi shock, per attrarre le persone e per dare alle aziende la fiducia per ripartire, per risollevarsi e per sollevare la domanda.
Detto questo, penso che le cose che sono state fatte siano già un primo passo, ma a questo punto dobbiamo mettere in campo delle azioni molto decise, severe e determinate per arrivare all’obiettivo e la mozione che abbiamo presentato insieme, io, il Presidente Mastrovincenzo ed i Consiglieri Giacinti e Traversini, prevede che la Regione faccia il punto su tutte le risorse disponibili da mettere in campo, risorse proprie, per dare una mano ai sistemi economici, riprogrammare i fondi europei per quello che c’è rimasto rispetto ad una programmazione che è alla fine del settennio 2014/2020, spero, quindi, che le poche risorse disponibili possano essere riprogrammate per dare una mano non solo alla liquidità, ma anche all’abbattimento dei costi fissi (bollette, affitti) che, questa è una cosa che volevo dire, anche mentre le aziende erano chiuse sono andati avanti ed anche se su sugli affitti ci saranno dei benefici fiscali per il prossimo anno se non c’è la liquidità sarà un problema.
Aggiungo, ho visto che sulla stessa linea è anche l’ex Governatore della Banca centrale europea, anche la possibilità di accendere un debito per salvare il sistema economico marchigiano visto che siamo la Regione che ha una delle più basse percentuali di addebitamento, intorno al 3,5%, un debito molto basso e laddove ci fosse bisogno eventualmente prevedere la possibilità di accendere un mutuo per dare una mano al sistema economico, quindi da una parte chiedere al Governo nazionale tutti i provvedimenti che potrà fare - dalle altre mozioni ho visto, per esempio, la defiscalizzazione per chi fa le vacanze in Italia, l’abbattimento dei canoni demaniali, il prolungamento dei termini, eccetera - dall’altra i Confidi, le garanzie dello Stato, i 400 miliardi varati con il Mediocredito centrale, che sono sicuramente una risposta, però è vero che le aziende in questo momento non hanno bisogno soltanto di indebitarsi, anche se per lungo periodo e con tassi agevolati, hanno bisogno anche di sostegno a fondo perduto. Nella possibilità della nostra Regione …, so che l’Assessore Cesetti poi farà un intervento e annuncerà la disponibilità di cifre importanti per questa manovra che dovrà essere fatta nelle prossime settimane/giorni perché, come ho detto prima, la velocità sarà una delle chiavi di volta per la possibile risoluzione del problema, anche risorse a fondo perduto, magari poche, magari non a tutti, selezionando chi avrà diritto, ma dobbiamo cercare di dare una mano per abbattere i costi fissi che queste imprese hanno dovuto affrontare.
Concludo dicendo che molte cose sono state fatte, alcune le ho annunciate anche nel settore del sociale, la delibera 465 prevede un finanziamento di 1.300.000 euro, i Confidi, i tributi regionali, le richieste da fare al Governo relativamente a questioni di propria competenza. Attenzioni ci sono state, ad esempio, per la riapertura degli stabilimenti balneari, per le manutenzioni, per il cibo da asporto, eccetera, però ritengo che l’obiettivo sia quello di trovare risorse per fare un’iniezione finanziaria al sistema economico regionale, non solo attraverso la liquidità, ma rifinanziando anche i Confidi perché quelle risorse che sono state messe si sono bruciate in pochissimi giorni e le associazioni di categoria ci sollecitano e ci stimolano a metterne, dato che il sistema bancario non è l’Avis ed è molto rigido. Le associazioni di categoria ci stimolano a rimettere risorse nei Confidi e questo credo che sia giusto fare, quindi con una manovra da qui a breve che preveda la creazione di un fondo … per dare una mano sia di liquidità che per abbattere i costi fissi, anche a fondo perduto, eventualmente attivando forme proprie di debito.
Penso che sia una risposta da dare al nostro sistema economico in modo importante, in modo da ripartire perché, come ho detto all’inizio, se daremo una mano al sistema economico avremo bisogno di intervenire di meno nei confronti delle famiglie, dei lavoratori, delle aziende. Se dopo la recessione c’è l’occupazione, se riparte il sistema, se ci sarà un rimbalzo dell’economia e del Pil sarà una opportunità di cui tutti ci renderemo conto, dopo aver subito tutti, in modo uguale, questa situazione pandemica. Se avremmo salvato il sistema economico marchigiano potremmo andarne orgogliosi alla fine di questa legislatura. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare le mozioni nn. 631, 632 e 646, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Inizio con la mozione n. 631 che riguarda un settore importante per l’economia della nostra regione, che è quello della pesca, che purtroppo non è rimasto indenne dalle difficoltà legate all’emergenza Covid, tanto che molte attività, molte barche, hanno scelto di non riprendere l’attività poiché non vengono garantite le distanze minime di sicurezza all’interno delle imbarcazioni per consentire agli operatori di operare in piena tranquillità.
Ci troviamo di fronte ad alcune realtà che stanno arrivando al quarantacinquesimo giorno consecutivo di fermo e nella misura che propongo con questa mozione c’è l’impegno da parte della Regione Marche nei confronti del Ministero competente, che è il Ministero delle politiche agricole, forestali e alimentari, affinché possa consentire una deroga relativamente alla misura del fermo pesca estivo. Le imbarcazioni si trovano nella condizione di aver già operato con l’emergenza Covid 45 giorni consecutivi di fermo pesca. Chiedo, quindi, di poter sostituire quel fermo con quello estivo e di consentire alle barche di non fermarsi nei mesi di luglio e agosto, recuperando il lavoro perso, consci del fatto che lo sforzo di pesca in questo periodo è stato minore per il fermo delle imbarcazioni e per la scelta di molti di non riaprire l’attività in considerazione della mancanza di sicurezza per l’equipaggio durante le operazioni di pesca. Sappiamo che gli spazi sono limitati e il distanziamento che tutti chiedono di mantenere, un metro è il minimo, non sarebbe possibile nelle piccole imbarcazioni.
Pertanto la mia richiesta è di intervenire come Regione nei confronti del Ministero e chiedere che per l’annualità 2020, in considerazione di questa emergenza, chi ha già operato i 45 giorni di fermo consecutivi non sia costretto a farne altrettanti nel periodo di luglio ed agosto.
La seconda mozione è quella che riguarda misure d’urto per il mondo economico e fiscale per il rilancio delle Marche dopo l’emergenza.
Questa mozione era stata annunciata diverse settimane fa e di fatto è frutto del lavoro del mio partito, Fratelli d’Italia e su alcune misure che comprende ci sono stati dei pronunciamenti da parte del Consiglio regionale, l’unica seduta sulle misure economiche che prevedevano alcuni rinvii. L’ho presentata comunque perché ci sono delle misure che non sono state contemplate fino ad ora o che sono diverse.
Cerco di stringere perché gli atti sono molti e riassumerli in un’unica presentazione non è facile, non voglio dilungarmi rispetto al fatto che le imprese hanno una difficoltà oggettiva, hanno bisogno di liquidità che non può essere data dall’unica misura che è stata messa in campo fino adesso dall’amministrazione regionale: l’accesso al nuovo credito, l’ho detto in quella seduta, lo ribadisco oggi e l’ho ribadito in queste settimane, può essere una misura a cui una serie di aziende può attingere perché ne ha bisogno, ma non può essere una possibilità per tutte le imprese perché, ricordo, c’è chi non può permettersi anche solo pensare di pagare le rate dei mutui che ha già in piedi per la propria attività, oltre alle spese ordinarie di una famiglia (affitto, vivere quotidiano). Pensiamo ad un professionista, un imprenditore, una piccola o piccolissima impresa artigiana della nostra regione, un commerciante, che a malapena riusciva a tirare su la saracinesca e pensava di compensare quelle difficoltà con la stagione estiva, avere come unica risposta dalla Regione Marche l’accesso al credito, per quanto mi riguarda, non è la risposta corretta.
Torno sulle mie richieste: la sospensione dei tributi e delle imposte regionali, chiedendo, come ho fatto fin dall’inizio, che siano sospese almeno fino al mese di settembre, questo perché alla fine di luglio se qualche attività avrà riaperto - anche in virtù delle direttive del Premier nella conferenza stampa di due sere fa - non potrà avere le liquidità necessarie per far fronte ad una serie di spese, per cui consentire di protrarre a dopo la stagione estiva, arrivando alla fine di settembre per questi pagamenti, credo che sia il minimo sindacale che vada concesso alle nostre imprese.
Torno alle proposte che riguardano come trovare le risorse per stanziare dei contributi a fondo perduto per le nostre imprese, sennò qualcuno mi potrebbe dire che chiacchiero bene, chiedo, ma non propongo nulla. Nella mia proposta, la proposta di Fratelli d’Italia, c’erano fondamentalmente due canali prioritari: la revisione del nostro bilancio, del bilancio della Regione Marche, perché quello che avevamo preventivato nel dicembre 2019 oggi può essere messo in discussione, abbiamo delle priorità totalmente diverse rispetto a quelle di dicembre dello scorso anno, per cui mettere mano al bilancio per scelte politiche diverse credo che sia un dovere, un obbligo nei confronti dell’emergenza che stiamo attraversando. Occorre prendere i vari capitoli e fare delle scelte, dicendo la questione che per me era importante passa in secondo piano perché nel 2020 ci troviamo con l’acqua alla gola per una situazione emergenziale drammatica. Nessuno deve prendersela se le cose che aveva inserito nel proprio orticello del bilancio regionale devono subire un rinvio all’anno prossimo, è vero, forse qualcuno l’anno prossimo non ci sarà, però non deve essere questo il metro di giudizio.
La seconda cosa riguarda i fondi europei, che non sono stati ancora attivati o che non sono stati ancora spesi, l’urgenza è quella di fare una revisione, vedendo quali sono le cifre che possiamo reimpiegare per misure oggi urgenti, anche perché probabilmente alcune non sono neanche più attuali dato che le imprese hanno delle esigenze diverse da quelle su cui erano modulati i fondi europei.
Nella conferenza Stato-Regioni, negli incontri in cui si valutano insieme alle altre Regioni i fondi europei puntare i pugni su quello che è un’emergenza. Oggi da queste due voci, già in tempi stretti, si possono trovare delle risorse per dare quella liquidità immediata di cui le imprese, gli artigiani, le piccole realtà della nostra regione necessitano, altrimenti rischiamo …
Ho letto ieri un intervento della Confcommercio, in particolar modo sul turismo e su tutto l’indotto che ruota intorno, parlava di una perdita stimata di almeno 2.300 imprese e 21.000 posti di lavoro. Con cosa le paghiamo queste persone che già oggi hanno fame? Non avremo più da dare i sussidi perché nessuno riuscirà a pagare le imposte. Se uno deve scegliere fra mettere il cibo sulla tavola per i propri figli e pagare il bollo dell’auto al 30 luglio, metterà il cibo sulla tavola. Quindi, dobbiamo stare con la testa e con i piedi ben piantati per terra e fare delle misure concrete.
Faccio anche una richiesta, nella proposta c’è anche l’accesso al credito sia tramite il sistema bancario che il Confidi, ed è quella di istituire un tavolo con le rappresentanze delle categorie e con questi due sistemi che erogano il credito, in modo da comprendere direttamente e dialogare sulle esigenze in modo che nessuna istruttoria resti inevasa e che qualsiasi problema sia risolto all’interno del tavolo, soprattutto per dare celerità e capire effettivamente qual è la quantità di risorse necessarie. L’Assessore Bora rispondendo alla mia interrogazione di prima ha detto che verrà rifinanziata, quindi è evidente che i 4 milioni di euro messi qualche settimana fa erano una misura insufficiente. Se si fa una programmazione e si mettono tutti i soggetti intorno ad un tavolo si riesce magari a capire anche prima quale potrebbe essere l’entità della misura che serve.
Ultimo punto imprescindibile, la realizzazione di fondi e finanziamenti a fondo perduto per le piccole e medie imprese che hanno evidentemente subito un danno gravissimo e che rischiano di non potersi risollevare.
La mozione n. 646 è specifica per il settore del turismo. In queste settimane ho avuto tantissime chiamate, incontri telefonici con operatori del settore ed anche con amministratori locali di realtà turistiche, che mi hanno sottoposto problematiche ed anche proposte, alcune molto interessanti le ho trovate esposte anche nella stampa, ciò che è certo è che il sistema turistico regionale, che deve essere una priorità e un volano per la nostra economia regionale, ad oggi 28 aprile non ha visto nessun provvedimento, c’è stato solamente un decreto per consentire la sistemazione degli chalet in preparazione della stagione estiva dopo aver creato per due giorni confusione, avendo fatto prima un annuncio - noi interpretiamo il decreto del Presidente in questo modo - senza un atto, un’ordinanza. Come è mio modo di fare in questi mesi ho sempre cercato un’interlocuzione per le vie brevi, quindi, al Governatore Ceriscioli ho girato anche un’ordinanza di un’altra Regione, chiedendo che facesse chiarezza ed emanasse un atto perché gli operatori balneari, giustamente, non si fidavano ad andare sulla spiaggia a sistemare se non c’era chiarezza. Anche in questa situazione ho cercato prima un’interlocuzione diretta con alcune proposte, poi, visto che è necessario il passaggio in Aula altrimenti non abbiamo risposte, ho cercato di unire in una mozione le tante richieste che mi sono pervenute dal mondo del turismo.
Cerco di riassumerle anche qui il più brevemente possibile e parto dalla cosa prioritaria, come è stato per il mondo in generale delle piccole e medie imprese, dei professionisti delle Marche, anche per il turismo va istituito un fondo di emergenza a sostegno del settore prevedendo le misure economiche attraverso l’assestamento del bilancio, attraverso la revisione dei fondi europei non utilizzati, creando un capitolo nuovo che possa essere speso in questa emergenza, realizzando dei finanziamenti a fondo perduto e alcuni anche a quota parte a fondo perduto per un’impresa che oggi è al collasso, che rischia di non riprendersi. L’ho detto anche in altre situazioni, ci sono persone e attività che temono di dover scegliere di non riaprire.
Insieme all’incentivo economico vanno previsti anche degli contributi per tutto il comparto anche in accordo con il Governo, premendo sempre nel rapporto con il Governo, per tutta quella fascia di lavoratori stagionali che oggi non lavorano e non sono compresi nelle prime misure delle casse integrazioni perché molte assunzioni, per chi conosce la nostra stagionalità, io nasco all’interno di una struttura ricettiva, un pezzo grande della mia vita è stato in questo settore, vengono fatte prima di Pasqua, se va bene, altre successivamente, per l’avvio graduale della stagione per arrivare ai mesi di giugno (in quota parte), luglio e agosto per avere la piena operatività. Per questi lavoratori vanno previste delle misure specifiche sia da parte nostra Regione che, in accordo, del Governo.
Le misure per incentivare chi sceglie come destinazione le Marche, creando dei buoni pasti, noi le promuoviamo. Fratelli d’Italia l’ha fatto con emendamenti anche a livello nazionale, un pacchetto di misure che sono state presentate dopo incontri serrati con i vari esponenti delle categorie, buoni vacanza che possano essere spesi in Italia, quindi anche della nostra regione, per rendere accessibile la vacanza anche a chi magari una difficoltà.
Va resa conveniente la scelta di fare la vacanza in Italia e nelle Marche, io questa misura la vedo anche a lungo termine, non solo per questa stagione, ma anche per le prossime, una deducibilità di chi sceglie di fare la vacanza in Italia e nelle Marche.
Mi auguro che il prossimo anno sia una stagione piena e con il superamento dell’emergenza del Covid si possa tornare ad una piena operatività per dare un sostegno a chi oggi si trova in difficoltà e faticherà ad arrivare alla prossima stagione. Questa deducibilità farà si che l’anno prossimo invece di scegliere una meta estera si sceglierà l’Italia perché conviene e perché le spese della vacanza si possono detrarre dalle tasse, su questo è ovvio che va fatta anche una forte pressione nei confronti del Governo.
Anche in merito alla promozione delle imprese turistiche, oggi sappiamo che il nostro sarà soprattutto un turismo di prossimità del nostro entroterra perché le persone non vedono l’ora, dopo mesi chiuse in casa, di poter respirare un po’ di aria fresca e di avere uno sfogo anche fisico a quella che è stata una chiusura forzata, lo devo dire, rispettata da molti con coscienza e responsabilità, non da tutti e purtroppo abbiamo visto anche dei solleciti sui quali non voglio entrare perché non mi va la polemica, sui quali ci sarebbe da esprimersi in maniera contraria.
Credo che nelle stagioni future ci sarà da recuperare una fetta di turismo che perderemo, che le nostre imprese perderanno, sia per il turismo italiano che estero, quindi investire in una promozione che porterà turisti non quest’anno ma il prossimo, che permetterà di detrarre queste spese, altrimenti le persone non avranno la forza economica di fare le vacanze, ritengo che possa essere un’ulteriore misura di aiuto.
Dobbiamo alleggerire i costi e le spese che oggi stanno subendo queste attività, penso, ad esempio, anche a degli interventi sulla tassa dei rifiuti. Oggi le attività devono pagare fortissime tasse che vengono calcolate sulle superfici, non solo sul lavoro svolto, a su rifiuti zero. Ad esempio, un albergo che ha superfici enormi, ma anche gli chalet e i ristoranti, paga molto perché ha dei coefficienti alti a incasso zero e rifiuti zero, quindi si troverà le imposte invariate. E’ inaccettabile pensare che possano pagarle, è fuori dal tempo, per cui bisogna prendere gli ambiti, bisogna pensare di prendere i gestori ed unirli attorno ad un tavolo perché è evidente che queste realtà non possono trovarsi in questa situazione a pagare queste tariffe.
Faccio un ultimo accenno perché è una cosa particolare, poi ci sono altri punti, ma più o meno riguardano sempre queste misure, ed è legato al turismo religioso e alle imprese che ruotano attorno ad esso. Ho avuto una serie di telefonate da alcuni imprenditori - il comparto nella zona in cui vivo è molto attivo ed ha un baricentro importante nella realtà di Porto Recanati, Recanati e Loreto, con imprese che producono oggettistica religiosa e che lavorano in Italia ed all’estero con il turismo religioso, con tutti i maggiori Santuari che si trovano nel mondo - che hanno la produzione ferma ed i benedetti o maledetti codici Ateco li inquadrano in imprese del settore chimico, che nulla hanno a che fare con il turismo, mentre in realtà la loro vocazione, per il prodotto che vendono e per tutta la filiera che vanno a contemplare, è quella del settore turistico.
Credo che sia importante e logico cercare di calibrare anche delle misure che facciano riferimento a questa categoria, che a tutti gli effetti rientra in una nicchia perché nelle Marche abbiamo anche il cluster del turismo religioso, non possiamo pensare di escluderla, anche se oggi, come mi hanno detto giustamente, è estromessa da tutto. Penso che anche su questo vada posta l’attenzione regionale.
Illustro velocemente l’ultima mozione, la n. 649, che riguarda la possibilità di fare i tamponi ed i test sierologici alle forze dell’ordine. Ho ricevuto nelle scorse settimane diverse richieste in questo senso, ho anche sollecitato il Governatore Ceriscioli tanto che nel primo Consiglio che abbiamo fatto in via telematica il 6 di marzo fra le risposte che ha dato ai vari quesiti, ha risposto anche a questa mia domanda, nella risposta però ho notato una incongruenza nel fatto che ….

PRESIDENTE. Consigliera, mi scusi se la interrompo, questa mozione fa parte del secondo blocco, non dobbiamo parlarne ora.

Elena LEONARDI. Scusatemi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare la mozione n. 644, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sarò rapidissimo, la mozione che ho presentato è di appena 8 righe e avrete avuto modo di leggerla, quindi non c’è bisogno di fare particolari approfondimenti.
Tutte le mozioni presentate sono nell’ordine di riapertura e sospensione, queste sono le due parole chiave che vedo scritte più volte da parte dei colleghi, mi auguro che per tutte queste si giunga ad una risoluzione che metta in conto i criteri, non le cose specifiche sennò scendiamo nel ridicolo nel volerci sostituire al Governo in questo tipo di azione e magari perdiamo di vista le cose che possiamo fare come amministrazione regionale e per le quali, non ci dimentichiamo, abbiamo un impegno che la Giunta e il Presidente Ceriscioli e vari Assessori, soprattutto l’Assessore Cesetti, hanno assunto relativamente a nuove disponibilità economiche a fronte delle quali si può fare qualcosa di più di quel primo intervento di 4 milioni. Quindi, aspettiamo quello che verrà dalla Giunta e più o meno è quello che sta avvenendo in tutte le Regioni perché anche le cose che recentemente ci sono state inviate da qualche collega, relativamente alla Sardegna ed all’Abruzzo, sono iniziative che vengono prese dalla Giunta, ovviamente i Consigli non hanno nessuna operatività specifica in questo settore se non l’importante compito di controllo e vigilanza sull’impiego delle risorse finanziarie e naturalmente sull’approvazione delle relative variazioni di bilancio.
Riaperture e sospensioni, questa mozione è un po’ a metà tra una lettera di raccomandazioni e un impegno che assumiamo tutti perché il Presidente si attivi.
La questione è molto semplice, si tratta di due decreti legge del 2016 e 2017 riguardanti le aree terremotate, siccome ho visto che nessuno aveva sollevato questa questione, mi sono permesso di farlo. Cosa prevedevano questi due dispositivi di legge? Consentivano alle partite Iva presenti e residenti nella aree terremotate delle Marche e delle altre regioni, di chiedere un prestito alle banche per coprire l’imposta dovuta. Faccio un esempio, un’impresa che doveva 50.000 euro di imposta poteva chiedere il prestito, lo otteneva dalla banca, pagava l’imposta e restituiva l’importo senza interessi, la prima rata in scadenza dal 2016/2017 è il 30 giugno 2020, ecco la motivazione per la quale ho fatto questa mozione. E’ chiaro che una ditta che ha potuto lavorare in questi tre anni non ha problemi ad affrontare i 5.000 euro di rata, ma molte imprese, molte partite Iva, in quelle aree terremotate non hanno avuto questa possibilità, comunque non hanno fatto lo stesso fatturato degli anni precedenti, in più negli ultimi due/tre mesi si sono trovate di fronte ad un ulteriore calo, anzi allo stop totale delle attività e se avevano qualche risparmio è stato impiegato nell’azienda o per il consumo personale.
Detto ciò, quello che chiedo è una cosa molto semplice, senza dare nessuna indicazione, è semplicemente una segnalazione al Commissario governativo per il terremoto e al Governo stesso perché prendano atto di questa situazione e prevedano uno slittamento della data del 30 giugno, come è stato fatto per tutte le altre scadenze che erano in piedi.
Una dilazione di questo pagamento che, siccome è semestrale, potrebbe andare dal 30 giugno al 31 dicembre, quindi far slittare di sei mesi l’inizio del pagamento di questa rata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare la mozione n. 648, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Questa mozione sollecita una valutazione del Governo della Regione su un settore che, se guardiamo ai numeri dell’economia, forse non è il principale, ma è comunque importante sia da un punto di vista economico che sociale soprattutto per quei cittadini che risiedono nelle città rivierasche delle Marche, che hanno a disposizione i porti ed utilizzano le proprie imbarcazioni. Un settore che in questo periodo non è stato trattato dai vari decreti.
Abbiamo visto come, in diverse riprese, è stata data la possibilità ai cittadini, sia dal Governo nazionale che regionale, di poter accedere ai propri terreni, ai propri orti ed alle proprie attività balneari per fare manutenzione, non è stata ancora prevista, a quanto sembra, la possibilità di fare manutenzione per chi possiede un’imbarcazione da diporto all’interno dei porti, che sono dei luoghi al pari degli altri che ho appena citato, in cui probabilmente i rischi sono molto ridotti, soprattutto a bordo delle imbarcazioni dove molto spesso gli armatori si trovano da soli a fare manutenzione. L’impegno che viene chiesto con questa mozione è quello di dare la possibilità, innanzitutto in questo periodo ancora di lockdown, a questi armatori, come ad altre categorie, di poter accedere alle proprie imbarcazioni per fare manutenzione in proprio o tramite soggetti terzi, come sta avvenendo in altri settori.
Dal 4 maggio, dal momento in cui verrà dato il via libera ad alcune attività, dare anche a questo settore alcune possibilità perché, dal mio punto di vista, in questo caso i rischi sono di fatto quasi a zero perché la possibilità di contagio risulta molto limitata, o pari a tutte le altre situazioni, se un armatore da solo, con la propria imbarcazione, va in alto mare. Stessa cosa nel momento in cui c’è la presenza del nucleo familiare con il quale convive quotidianamente.
Quindi chiedo la possibilità di aprire, a mio modo di vedere, in maniera tranquilla, ad alcune e determinate situazioni ed almeno prevedere, di concerto ovviamente con il Governo, con le associazioni di categoria e con gli altri interessati, dei protocolli affinché questo settore, non solo a livello amatoriale, ma anche a livello economico, possa intraprendere di nuovo l’attività sempre - lo dico perché lo do per scontato, non perché non lo tenga in considerazione - nel rispetto delle norme di sicurezza, con tutti gli spazi idonei,. Come è stata normata, con precauzioni assolutamente idonee, la funzione di alcuni servizi e di alcune attività, credo che, per le stesse motivazioni che ho detto prima, con non troppe difficoltà, possa essere normata anche questa, prevedendo degli spazi idonei per ciascuna persona. Le imbarcazioni, ripeto, con limitati posti, per lo più di utilizzo familiare, possono tranquillamente tornare a solcare i mari e questo, ripeto, oltre ad un servizio sociale che viene fatto nei confronti di tutte le famiglie di armatori, che sono stati chiusi in casa, come molte altre categorie in questi mesi, potrebbe essere anche uno svago con un pericolo molto limitato, ma soprattutto, come in altre situazioni e attività, essere uno sbocco positivo per la nostra economia, per l’economia del diporto a cui sono legate alcune nostre realtà marchigiane, ovviamente quelle che si affacciano sul mare e che hanno un posto nelle vicinanze perché molti armatori sono residenti in altre città marchigiane dell’entroterra.
Mi auguro che possa essere accolto positivamente sia l’impegno minimale che viene chiesto alla Regione sia l’impegno al Governo nazionale di valutare quanto meno questo settore. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Torniamo alla richiesta della Consigliera Leonardi che, ripeto, è fuori da quello che si era deciso ieri nella Conferenza dei Presidenti di gruppo nella quale si era blindato l’ordine del giorno della seduta odierna e di quella di giovedì.
Per estrema attenzione nei confronti dell’opposizione chiedo il parere dei capigruppo, in via assolutamente irrituale, perché dovremmo convocare una Conferenza dei capigruppo per ammetterla o meno, ma francamente è una forzatura che va oltre l’accordo politico che ieri si era raggiunto.
Chiamo i Presidenti di gruppo ad esprimersi velocemente, poi proseguiremo.
Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Spero che non se ne faccia un caso politico perché, l’ha ricordato prima il Consigliere Busilacchi, in altre occasioni l’iscrizione è stata impedita indipendentemente dall’appartenenza politica del Consigliere.
Mi pare che ieri discutendo nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi abbiamo già derogato, io sono stato uno che ha avuto, non da solo, ma insieme ad altri, la possibilità di iscrivere le mozioni presentate nel corso della mattinata di ieri.
Mi pare che le richieste in Conferenza siano state tutte accolte, anche di più rispetto a quelle preannunciate, quindi è gioco forza che tutto quello che è venuto dopo, per chiara espressione … Avevamo detto che l’ordine del giorno era bloccato sia per oggi che per giovedì a quanto sarebbe arrivato entro la mattinata di ieri.
Ripeto, mi auguro che nessuno voglia farne una valutazione politica ma, per non dare ulteriore spazio ad altre presentazioni, sennò ognuno di noi avrebbe altre mozioni da discutere e da presentare, il mio parere è negativo. Grazie

PRESIDENTE. Tanto più che, come ha ricordato il Consigliere Micucci, abbiamo ammesso le mozioni che sono arrivate entro la giornata di ieri.
Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Anch’io nulla nel merito, per carità, come ha detto il Consigliere Micucci.
Solo ieri abbiamo fatto la Conferenza dei capigruppo, siamo in una situazione molto straordinaria e mi complimento nuovamente per questa modalità che sembra stia funzionando, ma non è un Consiglio dal vivo, ci sono anche delle difficoltà oggettive, difficilmente superabili, ma se non riusciamo a stare dentro le regole che ci diamo poi rischiamo di creare dei precedenti che ci possono far sfuggire le cose di mano successivamente, quindi, per questo motivo, non ritengo opportuno inserire la mozione ed anch’io non vorrei che se ne facesse un caso politico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie, Presidente. Sono contrario per una questione di metodo, anch’io avevo una mozione che stavo per presentare alla Commissione, però per correttezza ho rinunciato a farlo proprio perché ieri si era presa una decisione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Non ho alcun problema ad inserire la mozione, l’unica cosa è che ieri ci eravamo dati delle regole: potevano essere inserite solo le mozioni presentate nella giornata, però, ripeto, per me non c’è alcun problema a discutere l’atto in Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Come hanno già detto gli altri le regole vanno rispettate, indipendentemente dalla Consigliera, dalla parte politica che rappresenta e dal merito della mozione.
Ieri ci si era dati un ordine dei lavori preciso, derogare a questa decisione, presa all’unanimità da tutti i Capigruppo, secondo me costituisce un precedente che non va alimentato, per cui sono contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Sarei del parere di dire si, però abbiamo anche detto che questo Consiglio proseguirà il giorno 30 ed avevamo deciso di chiudere l’ordine del giorno, altrimenti, è chiaro, c’è la possibilità, e credo che la Consigliera Leonardi capisca il problema, di presentare altre mozioni per dopodomani. Non penso ci sia bisogno di votare, il buon senso era nell’impegno che abbiamo preso.

PRESIDENTE. E’ chiaro che questa è solo un parere, è un’attenzione nei confronti della richiesta della Consigliera Leonardi, niente di più perché le regole valgono per tutti in modo ferreo.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Non parteciperò a questa votazione perché ritengo che sia sbagliata per le ragioni che ho detto prima. Io ho presentato un’interrogazione il 17 aprile, tre o quattro giorni prima del Consiglio del 21, ho chiesto a tutti, anche formalmente, di poterla inserire, non ho avuto una risposta formale, non ho avuto nemmeno il piacere di una votazione per poter esprimere le mie argomentazioni anche se credo che quell’interrogazione fosse piuttosto urgente, visto che i lavori a Civitanova Marche in quel momento non erano nemmeno partiti, per cui non parteciperò a questo voto.

PRESIDENTE. In realtà non è un voto, è solo una richiesta di parere.
Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Sono favorevole a questa richiesta, mi allineo a quanto detto dai miei colleghi della minoranza. Sono favorevole in via straordinaria.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Prendo atto, non volevo fare una forzatura al regolamento.
Ho chiesto a lei, Presidente, perché ho fatto una richiesta e-mail questa mattina a tutti i capigruppo e per le vie brevi nella chat, ma non avendo ricevuto risposta in merito, ho pensato di chiederlo in Aula, quindi, ritiro la richiesta perché non voglio fare una forzatura, sarebbe stato sufficiente che i capigruppo mi avessero risposto alla e-mail su whatsapp dicendo no e non si sarebbe posto il problema in Aula.
Adesso mi attrezzerò diversamente perché poi ci sono, come sempre, una serie di risvolti politici. Sono per il rispetto delle regole, credo che sia una procedura che si possa fare, come è successo in mille altre situazioni, purtroppo nella modalità del Consiglio on line non c’è più la Conferenza dei Presidenti dei gruppi la mattina, come avveniva nella maniera ordinaria, nella quale mille volte la Conferenza si è espressa, un minuto prima, ma anche un minuto dopo l’inizio del Consiglio, tanto che le sedute si concludevano alle 10,30 quando il Consiglio doveva iniziare alle 10,00. C’era una serie di richieste da parte di tutti i Consiglieri, soprattutto di maggioranza ma non solo, di inserire delle mozioni mai viste, mai concepite, solo perché avevano una certa urgenza. Purtroppo il fatto di non poter svolgere la Capigruppo immediatamente prima del Consiglio, nella quale abitualmente venivano fatte queste pratiche, crea un gap anche nelle necessità. Ne prendo atto, però non diciamo che è una pratica mai avvenuta o che ci sia chissà quale stravolgimento delle regole perché non mi sembra. Con un po’ di onestà intellettuale penso che chi sta seduto nella Conferenza dei Presidenti di gruppo possa convenire con l’affermazione che ho fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Ieri, Consigliera Leonardi, durante la Capigruppo si era detto chiaramente che il patto era di non rivedere l’ordine del giorno, questo per puntualizzare e anche per dare atto al Consigliere Busilacchi di quanto detto in precedenza, perché è vero che la mozione è diversa dall’interrogazione, ma è vero anche che con lui si è tenuta una determinata posizione ed è giusto mantenerla tanto più se ieri eravamo tutti d’accordo su questa linea.
Proseguiamo l'esame delle mozioni presentate e riprendiamo la discussione delle mozioni.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei intervenire a favore della mozione n. 648 che ho anche firmato, quella che denuncia la paralisi del settore del diporto marchigiano a causa del Coronavirus e penso che sia importante quanto prima fare, se necessario, anche un decreto. Mi rivolgo direttamente al Presidente Ceriscioli perché occorre fare in modo che alle persone che hanno una imbarcazione sia consentito di fare le attività di manutenzione. Questa è la prima cosa.
Per quanto mi riguarda ritengo anche che sia importante consentire l’uscita in barca, ovviamente mi riferisco al titolare e penso che sia opportuno allargare questa possibilità anche ai familiari, ai conviventi o alle persone con le quali il titolare ha un rapporto di tipo sentimentale.
Ricordo che dal 4 maggio sarà possibile muoversi nel territorio regionale, spostarsi tra comuni per poter incontrare i propri congiunti e per quanto riguarda le imbarcazioni non vedo problemi alla possibilità di uscite da soli ed anche con un familiare convivente o con una persona che si è autorizzati ad andare a trovare in un altro comune.
Ritengo che sia importante che se una persona non abita nel Comune in cui ha l’imbarcazione possa avere la possibilità di raggiungerla per poter fare sia la manutenzione che l’uscita.
Dichiaro il mio voto favorevole anche sulla mozione n. 638 del Consigliere Urbinati, quella che riguarda la pesca sportiva ricreativa che è sicuramente uno sport individuale e siccome dal 4 maggio gli sport individuali sono consentiti, mi sembra importante che venga data una comunicazione chiara anche in questo senso e cioè che dal 4 maggio le persone possono tornare a pescare sui moli, sulle scogliere, lungo i fiumi o nei laghi. Questa sarebbe già una bella risposta per tutte le persone che hanno questo tipo di passione.
Annuncio il mio voto favorevole sia alla mozione n. 638 che alla mozione n. 648. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Sono molto contento che ci sia stata la presentazione di una mozione sulla pesca sportiva, sulla nautica da diporto e che l’ultimo intervento del Consigliere Biancani sia stato a favore. Questo sta a rappresentare quanto sia importante la nautica da diporto, l’amore per il mare e il lavoro che si svolge sul mare in tutta la regione Marche. Basta ricordare la tradizione cantieristica di Ancona, Fano, San Benedetto del Tronto, che va dalle piccole imbarcazioni fino agli yacht dei miliardari e degli sceicchi arabi che arrivano con l’elicottero nei cantieri.
C’è una tradizione, un grande amore e una grande simbiosi dei marchigiani della costa soprattutto ma non solo nei confronti del mare.
Abbiamo parlato di armatori, l’armatore fa venire in mente Onassis, ma nella città in cui sono nato e vivo ci sono 1.300 imbarcazioni nel porto di Marina Dorica e di queste almeno la metà sono di famiglie, di pensionati, di persone che amano il mare e hanno fatto sacrifici per comprarsi il gommone, il piccolo motoscafo, l’imbarcazione per andare a pesca, che è un patrimonio che è costato molti sacrifici.
E’ stato impedito l’accesso ai porti perché è difficile il controllo, ma in tutti i porti c’è un servizio di guardiania per cui è facile il controllo e comunque è importante tenere presente che questi i piccoli o grandi patrimoni, che sono le barche da diporto, hanno bisogno della manutenzione perché stanno nell’acqua di mare per cui la manutenzione è fondamentale.
Accanto ai porti turistici ed alle imbarcazioni da diporto c’è un’economia molto vasta, è l’economia dei cantieri, dei meccanici, di coloro che si occupano degli impianti elettrici, degli idraulici, di quelli che tirano su le barche, quando si parla di alaggio e di varo, l’alaggio è il tirar su con la gru la barca e il varo è rimetterla in acqua per fare carena, per dare quella vernice antivegetativa sulla carena. Questa è un’economia importantissima per le Marche che è stata fermata per il fatto che i proprietari delle barche e gli armatori non possono accedere al porto.
In alcune considerazioni è stato detto che quelli con i codici Ateco, tipo i meccanici, i tappezzieri, coloro che si occupano degli impianti elettrici, possono entrare, ma se nella mia barca non so di quali manutenzioni ho bisogno, faccio entrare chi? Dove? Quando? Per fare che cosa?
Per trattare la carena i proprietari delle barche devono effettuare una prenotazione per gli alaggi e i vari, ci si mette in lista e se il proprietario non può entrare nel porto per accendere il motore e portare la propria barca nel bacino di alaggio, come si fa a fare la carena? E’ tutto fermo, non è solo negata la possibilità di andare per mare o fare la manutenzione, ma è tutto fermo perché viene impedito un indotto importantissimo che ruota intorno alla barca da diporto. E’ più pericoloso per il proprietario stare in solitudine nella propria barca o andare a fare la spesa nel supermercato e mettersi in fila?
Capisco che sono tante e diverse le situazioni che vanno prese in considerazione. La barca da diporto, questo amore che c’è per il mare, questa tradizione che c’è nella nostra regione, con una notevole economia che ruota intorno al diporto, prendere a pretesto la sicurezza per non far accedere ai porti che hanno una sbarra, una guardia, per cui come dice la mozione una persona per entrare e controllare la propria barca, il controllo è possibile? Le distanze possono essere mantenute? Se si fa la prova in mare più isolati di così!
Voglio terminare con l’ordinanza n. 11 che è stata fatta pochi giorni fa dal Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, che permette interventi di manutenzione alle barche da diporto, il provvedimento consente di provare barche entro un raggio limitato rispetto al porto turistico e ieri, a Trieste, i proprietari di barche sono andati, hanno visto di quale manutenzione hanno bisogno le loro imbarcazioni, dalla piccola lancetta per la pesca, al gommone, alla barca grossa di 10, 15 metri.
Questo è successo a Trieste per l’ordinanza n. 11 del Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia e tutto si è svolto nella massima sicurezza e nel rispetto delle regole che sono state emanate dal Governo.
Chiedo, come ha detto prima il Consigliere Biancani, che sia fatta un’ordinanza su questa cosa per cui il proprietario può entrare nel porto, all’ingresso del porto c’è una sbarra e solo i proprietari possono entrare e visto che i bar ed i ristoranti sono chiusi chi ci va è solo per andare in barca. Il proprietario può tirare su la propria imbarcazione e dà la possibilità di fare i lavori relativi al diporto e questa sicuramente è una disposizione di buon senso, che tiene in considerazione la nautica da diporto nella nostra regione, con una attenzione molto importante e con una economia ed un indotto altrettanto rilevanti.
Mi auguro che questa mozione venga approvata e che ci sia subito un seguito concreto a queste disposizioni di buon senso che la mozione chiede. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Cercherò di essere veloce e sintetico perché credo che a questo punto la gente, i marchigiani, ci chiedono concretezza e non soltanto buone intenzioni. Mi riferisco a quanto ha detto in apertura, con un pizzico di polemica, ma non tanta, il Consigliere Zaffiri.
E’ chiaro che dobbiamo cominciare a confrontarci sulla concretezza, già preannuncio che tutte queste mozioni sono votabili, come fanno a non esserlo? Ma è inutile stare a parlare più di tanto perché tutte affrontano un problema serio, che è quello dell’economia e della ripartenza.
Ormai il dibattito sul Coronavirus si sta spostando rapidamente dall’emergenza sanitaria a quella economica e credo che se non prendiamo velocemente alcune decisioni l’emergenza economica può diventare un’emergenza sociale come mai c’è stato fino adesso.
Ci troveremo di fronte ad una situazione economica drammatica perché le stime che vediamo tutti i giorni, dai media, dalla stampa specializzata, ci dicono del crollo del Pil e della possibilità di avere una messe di disoccupati che potrebbero sfiorare, addirittura, il 12, 13, 14%. E’ una situazione da inorridire.
Occorre fare uno scatto in avanti, occorre cominciare a parlare concretamente di quello che si può fare e dico questo perché il primo concetto che voglio mettere in evidenza è che l’ente pubblico, lo Stato in generale e quindi la Regione, sta in piedi nella misura in cui stanno in piedi i privati, le aziende private, le partite Iva, perché sono loro a produrre ricchezza, sono loro che pagano le tasse, dopodiché c’è lo Stato, la Regione che ridistribuisce queste risorse, quindi, se adesso non mettiamo subito in atto dei processi veloci in modo tale di ridistribuire tutto quello che abbiamo in più, dandolo a chi produce ricchezza, non abbiamo fatto nulla.
L’altro aspetto è che mi auguro che la Giunta, indipendentemente dai vari Assessorati, riesca a presentarci un documento che dica tutte le risorse che sono disponibili, quelle che erano state impegnate in bilancio per una attività che nel 2020 non si farà e che probabilmente non si farà nemmeno nella primavera 2021, e chieda alcune deroghe per la destinazione dei fondi Por-Fesr perché dobbiamo immediatamente distribuirli sul territorio.
Questa è la prima preoccupazione, quindi mi aspetto, non sarà sicuramente giovedì prossimo, ma la prima settimana di maggio, che arrivi questa proposta di legge su cui poterci confrontare e capire quante risorse abbiamo a disposizione da dare a chi produce reddito, perché senza coloro che producono reddito noi siamo qui solamente a riempirci la bocca di parole perché non avremo più risorse in servizi, per il welfare e a questo punto occorre anche, ecco l’altro aspetto, mi auguro che il Presidente Ceriscioli sia in ascolto, fare qualche scatto in avanti, prendersi qualche briciola di responsabilità per allentare la stretta e dare la possibilità a qualche attività di ripartire, dare la possibilità al cittadino di muoversi più liberamente. Faccio un esempio banale, la gente ha una grande voglia, lo dico in tono accorato perché sento tante persone, di andare a far visita ai propri cari nei cimiteri, tra l’altro attorno ai cimiteri gira tutto il mondo del florovivaismo, dei piccoli commercianti che vendono fiori e cose di arredo funebri.
Diamo un segnale su questi temi, possiamo riaprire i parchi contingentando le entrate, in modo tale che il cittadino si senta più libero, si allenti questa tensione anche per chi in questi mesi ha avuto lutti non solo legati al Coronavirus, perché non dimentichiamoci che il quotidiano purtroppo è andato avanti lo stesso.
Occorre dare segnali per la ripartenza sociale e l’allentamento delle restrizioni, con tutte le dovute cautele, dall’altra parte, immediatamente, cerchiamo di fare una sintesi di tutto quello che abbiamo detto su queste mozioni, che sono tutte condivisibili, toccano tutte le branche dell’attività produttiva, dal turismo al manifatturiero, alle costruzioni, sono tutte condivisibili, come quella sulle imbarcazioni da diporto, di cui ha parlato il Consigliere Maggi, e sulle manutenzioni che si possono fare, c’è tutto, però vediamo quanto abbiamo in borsa, quante cose possiamo dare, in modo tale da poter fare subito questo atto.
Mentre ascoltavo ho ricevuto alcune osservazioni, ad esempio, da parte delle guide turistiche, anche loro partite Iva, dobbiamo anche occuparci di loro, quindi nel tavolo che dobbiamo mettere in piedi vediamo quanti sono gli operatori e come toccare tutti i servizi.
Mi auguro che si possa fare un’unica risoluzione perché non servono a nulla tutti questi piccoli francobolli per mettersi al petto il merito di aver fatto qualcosa, che magari poi non si potrà concretizzare. Se siamo in grado di fare sintesi con un’unica risoluzione, che tocca un po’ tutti gli argomenti, dicendo che il nostro impegno è quello di dialogare immediatamente con la Giunta per dare il nostro contributo, come Consiglio, a mettere in moto questo meccanismo virtuoso della ripresa, sarebbe una bellissima cosa. So che dico cose assurde, però penso che in questo momento ci deve aiutare molto il buon senso, la buona volontà, lasciare perdere la bandiera partitica per fare squadra e vedere questa nostra regione ripartire. Grazie.

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata una proposta di risoluzione (sulle mozioni nn. 616, 626 e 628), condivisa, che è stata inviata a tutti, a firma dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Talè, Urbinati, Bisonni, Rapa, Giacinti, Traversini, Micucci, Giancarli, Pergolesi, Busilacchi, Maggi, Giorgini. Chi vuole intervenire anche su questa lo può fare perché poi non si riaprirà una discussione.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Noi andremo a votare un blocco di mozioni e, come ha annunciato lei, credo che si sia arrivati ad una proposta di risoluzione. Io avevo dato la disponibilità a firmarla e mi sembra che lei abbia letto anche il mio nome, mi fa piacere perché è stata accolta questa mia richiesta, anzi, sono favorevole affinché tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza la sottoscrivano anche se è chiaro che stiamo dicendo una cosa “scontata” e cioè che dobbiamo sostenere l’economia marchigiana che è andata in sofferenza a fronte di questa crisi sanitaria.
Nel ribadire la mia disponibilità a sottoscrivere la risoluzione, voglio anche ricordare quello che ho già detto nello scorso Consiglio e cioè che è più che evidente che per quanto la Regione si possa adoperare a sostenere l’economia delle aziende marchigiane, questo non può prescindere dal fatto che ci deve essere un aiuto da parte dello Stato e dell’Europa. Le Marche da sole, ma credo nessuna regione d’Italia, nemmeno la Lombardia, il Veneto, le regioni più ricche, non sarebbero in grado di sostenere un’emergenza del genere. C’è bisogno di un aiuto dello Stato e dell’Europa, sostanzialmente si tratta di recarsi presso i Ministeri competenti e far sentire la propria voce, su questo credo che, come ho detto l’altra volta, siamo tutti d’accordo, anzi devo dire, da quello che leggo, che la Giunta si sta già muovendo in questa direzione, sta cercando per quanto possibile di anticipare i tempi, di limitare al massimo il danno provocato da questo terribile virus.
Con l’auspicio che questa risoluzione sia condivisa da tutti, annuncio il mio voto favorevole al blocco delle mozioni o alla risoluzione che andremo a votare.

PRESIDENTE. Ribadisco che la proposta di risoluzione attiene alle mozioni nn. 613, 626 e 628.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Questa mattina stiamo parlando, dopo le due proposte di legge, di dodici mozioni e leggo nei vari dispositivi moltissime cose particolari, altre molto generali, ma tutte chiedono un sostegno economico e finalmente diverse chiedono un sostegno economico a fondo perduto e non un incentivo ai prestiti.
Ricordo che due settimane fa avevo proposto, quando discutevamo la prima proposta di legge sui Confidi e sulle misure di emergenza per l’agricoltura, l’istituzione di tre fondi, il primo era di aiuto a fondo perduto, il secondo un fondo di adeguamento, che sarà necessario istituire perché le imprese dovranno comunque convivere con il virus, quindi distanziare i lavoratori, metterli in sicurezza, e un fondo di rilancio, quindi, sono contento che finalmente sia maturata questa convinzione, nonostante i miei emendamenti due settimane fa siano stati bocciati.
Si parla di modifica di bilancio e già due settimane fa avevo detto che occorreva mettere sul tavolo alcune centinaia di milioni nel triennio.
Nelle mozioni si parla di piano anticrisi, di indebitamento, allora vado a memoria, poi l’Assessore Cesetti avrà modo di puntualizzare e di correggere, all’inizio di questa legislatura la Regione Marche aveva un miliardo di debiti accumulati, di mutui ed altro da dover ripianare, piano piano il debito, con l’azione - bisogna dire - accorta dal punto di vista contabile, è diminuito a circa 700 milioni, viceversa, vado a memoria, poi l’Assessore Cesetti mi correggerà, abbiamo sui 250/350 milioni di mutui a cui possiamo accedere, mutui concessi e non ancora attivati. Finalmente si tenta di andare a drenare queste somme per questo enorme stato di emergenza che stiamo vivendo.
Vedo poi nelle mozioni anche lo slittamento e la riduzione dei tributi. L’atto del Consigliere Zaffiri parla di 100 milioni di euro alle imprese a fondo perduto, fino a 15 mila euro per coloro che hanno un fatturato inferiore a un milione. Chiediamo il sostegno al settore del turismo, del commercio, balneare, del diporto, della pesca sportiva, quindi, ritengo che finalmente stiamo parlando tra tutti, nel senso che fortunatamente sfruttiamo le videoconferenze, a cui ci siamo abituati per lavorare, anche per parlare con le associazioni di categoria, con gli imprenditori, e si sta iniziando a condividere una linea abbastanza comune.
Quello che mi dispiace è che a distanza di due mesi abbiamo soltanto alcune pagine sulla exit strategy sul turismo, che sta racimolando 14,8 milioni su cui, magari, spero di aver modo di approfondire il discorso insieme all’Assessore, a cui ho chiesto un’audizione in Commissione. E’ stata menzionata una task force della Giunta per rimodulare il bilancio, però ancora non sappiamo le attività.
Due, tre settimane fa avevo proposto l’istituzione di una Commissione speciale che si occupasse dell’emergenza Coronavirus e della ripartenza economica, che potesse fare da collante alle attività delle varie Commissioni, che fino adesso, dal punto di vista del Covid, dall’analisi degli ordini del giorno, non riescono a produrre riflessioni a spron battuto di cui sento l’esigenza.
Ben venga la messa a fuoco di specifiche esigenze di particolari settori, giovedì tratteremo un’altra ventina di mozioni che parlano di altrettante situazione che stiamo vivendo, ma ritengo che occorra a questo punto dare un segnale molto forte, di visione strategica, chiedo, quindi, alla Giunta di condividere il processo di ripensamento nella distribuzione dei fondi che sta facendo, senza dover leggere, come ormai abbiamo visto in questi cinque anni, il lunedì sera per il martedì mattina 50 pagine di tabelle relative alla redistribuzione dei fondi per decine di milioni. Chiedo una maggiore partecipazione alle attività necessarie che si stanno facendo perché come Consiglieri possiamo dare il nostro aiuto, il nostro apporto, sono due mesi e di tutto ciò non abbiamo ancora visto nulla sul tavolo.
La risoluzione è condivisibile, mi piacerebbe avere un documento più ampio perché riassume e completa i dispositivi di 3 mozioni su 12, ma chiaramente l’appoggeremo.
Il mio auspicio è quello di rendere più produttivo il lavoro dei Consiglieri, di strutturare maggiormente le attività delle Commissioni, di non perdere tempo con leggi e leggine, come abbiamo fatto in questi ultimi Consigli, che in questo momento sono realmente marginali, e mettere a sistema una strategia molto più efficace, come ha detto ad inizio seduta il Consigliere Zaffiri, su sollecitazione del Consigliere Carloni, che ha scritto all’Assessore che ci sono Regioni che hanno concretizzato e hanno dato una linea politica alla loro azione. Noi siamo ancora un po’ indietro, su questo mi sento di chiedere una accelerazione oltre che una maggiore compartecipazione di idee e di iniziative tra la Giunta e il Consiglio. Siamo qui per lavorare, io sono un grosso cultore dell’intelligenza collettiva e in questo momento di emergenza mi sembra che, a parte alcuni episodi e il gioco inevitabile delle parti, tutti stiamo andando nella stessa direzione, quella di consentire al settore imprenditoriale marchigiano di ripartire il prima e il meglio possibile, tra pochissime settimane.
Un ulteriore spunto, ho appena depositato una mozione sul trasporto pubblico locale che dovrà vedere gioco forza un impegno tra Comuni, gestori, Regione, Provincia e Governo, di questo bisogna iniziare a parlare in maniera strutturata ecco perché la Commissione speciale poteva fare da collante, da moltiplicatore delle attività e dei singolari argomenti che ogni Commissione doveva e dovrà trattare nelle prossime settimane.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Queste 12 mozioni sono tutte condivisibili, parlano di sostegno alle imprese, alle famiglie, però mi permetto di dire che dopo 75 giorni siamo ancora ai buoni propositi. Gli italiani e i marchigiani vogliono certezze e concretezza ed in questo momento abbiamo sentito promesse poiché di concretezza ce n’è ben poca.
Voglio fare una distinzione, imprese e famiglia, cosa ha fatto lo Stato per le imprese? Come ha detto chi mi ha preceduto, noi abbiamo una grande emergenza sanitaria che non è passata ed oggi ci troviamo a fronteggiare una gravissima emergenza economica.
Che cosa ha annunciato lo Stato e che cosa hanno ottenuto le imprese? Le partite Iva hanno avuto 600 euro (dopo 15 giorni sono iniziati i bonifici sui conti correnti), mentre le micro e piccole imprese hanno avuto la possibilità di accedere ad un fondo di garanzia di 25.000 euro, voi immaginate che questa somma possa servire come liquidità?
I 600 euro sono arrivati, il Governo ha annunciato che per aprile e maggio arriveranno altri 800 euro, che non basteranno neanche per gli affitti, ma andiamo oltre. Ci sono i fondi di garanzia: 25.000 euro per le micro e piccole imprese. In TV hanno detto che se l’imprenditore porta i documenti in banca, naturalmente documenti esatti, il finanziamento viene erogato nel giro di 48 ore, ad oggi non è stato erogato nulla. Ci sono imprenditori che lunedì scorso hanno compilato i modelli scaricandoli dal sito, si sono recati in banca ed hanno fatto la domanda ed una settimana dopo l’istituto di credito ha chiesto di compilare altri modelli. Passerà un’altra settimana e l’istruttoria necessiterà di altri giorni, quindi, se va bene, le aziende otterranno il finanziamento a giugno e ad oggi sono passati 75 giorni. Confindustria si è raccomandata perché le aziende hanno bisogno di liquidità entro il 30 aprile, l’impresa è il cuore dell’economia italiana e in questo caso marchigiana.
La Regione Marche che cosa ha fatto per le imprese? 14 milioni al Confidi, io avevo fatto una domanda nella penultima seduta del Consiglio, avevo detto bene 14 milioni ai Confidi, ma entro quanto tempo verranno erogati questi soldi alle imprese? Le lungaggini sono elevatissime perché in Italia abbiamo una burocrazia enorme.
Le famiglie e la cassa integrazione. La cassa integrazione se va bene arriverà a metà maggio e ci sono molte famiglie in cui moglie e marito da marzo non lavorano e la cassa integrazione arriverà a metà maggio, se va bene, perché nelle Marche sono state presentate 13.000 domande di cassa in deroga dalle imprese. Le famiglie fino ad oggi non hanno ricevuto nulla, a livello regionale che cosa abbiamo fatto? Abbiamo sospeso tutte le tasse regionali, altro non è stato fatto.
La domanda che mi viene spontanea è: per due mesi le imprese sono rimaste chiuse, le famiglie non hanno percepito reddito, come riprenderà l’economia in Italia e nelle Marche? Noi abbiamo a cascata l’impresa, in mezzo abbiamo il commercio al dettaglio e all’ingrosso, parlo in maniera molto semplicistica, i commercianti vendono le merci prodotte dall’impresa e le famiglie sono il consumatore finale, ma se queste non percepiscono redditi e non consumano, quando ci sarà il via libera per tutti, voglio capire, come farà l’impresa a mantenersi? A marzo l’imprenditore non ha lavorato, ad aprile neanche, però i pagamenti ci sono ugualmente.
Il Governo stamattina ha parlato di contributi a fondo perduto per le micro imprese, la Regione sta aspettando la ricognizione delle risorse, ma quanto dobbiamo aspettare? Gli italiani, i marchigiani, quanto tempo ancora devono attendere? E’ difficile che l’economia riparta in queste condizioni, è difficilissimo anche perché non è stato fatto nulla, le imprese non hanno ricevuto nulla, se non i 600 euro alle partite Iva. Le famiglie non hanno ricevuto nulla, allora mi chiedo: andiamo avanti a forza di promesse, di annunci, oppure il Governo e la Regione cambiano metodo? Questa è la mia domanda alla Regione ed anche all’Assessore Cesetti, che ha detto che sta aspettando per vedere l’ammontare delle risorse da destinare alle imprese ed alle famiglie, allora mi chiedo: avete un’idea di ciò che volete fare? Una volta che avete individuato le risorse come le destinate alle famiglie, alle imprese, al commercio? Un progetto ce l’avete?
Il Consigliere Celani si è dimenticato di dire nel suo intervento che noi faremo una proposta di legge, la depositeremo domani per destinare le risorse, che individuerà la Giunta e stabilità l’ammontare totale che avremo a disposizione perché ad oggi non abbiamo nessuna certezza, non abbiamo nulla, se non i buoni propositi sia a livello statale che regionale.
Prima abbiamo parlato della piccola pesca, i piccoli pescatori non hanno ricevuto neanche i 600 euro, questa è la situazione reale. Le imprese non hanno avuto nulla, le famiglie non hanno ottenuto nulla e chi interverrà dopo di me, magari della maggioranza, dirà che non è vero, però ad oggi i fatti sono questi: per le partite Iva 600 euro, per la cassa integrazione ancora nulla ancora, forse ci sarà a metà maggio, i 25.000 euro per le micro e piccole imprese non si sono ancora visti, le famiglie e le imprese non hanno ottenuto nulla, questo è il dato di fatto, per loro non c’è nessuna certezza, quindi, o cambiamo registro oppure l’economia marchigiana non si risolleverà, come quella italiana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Brevemente per riportare la discussione nell’alveo che secondo me è giusto rispettare, gli argini vanno rispettati.
E’ chiaro che stiamo vivendo una situazione di grande difficoltà e questo fa si che tutto il mondo economico, chiamiamolo così, per racchiudere in questa espressione tutto il mondo delle imprese, le aziende ed i lavoratori ad esse collegati stanno vivendo momenti di particolare difficoltà. Quindi, la risoluzione che andremo a votare, di cui sono anche firmatario, è secondo me auspicabile per porre l’attenzione in questa direzione, però vanno fatti dei distinguo, questo lo voglio dire per gli interventi che ho ascoltato anche stamattina, d’altro canto il tenore della discussione è quello economico, che in questo momento ha un ruolo di maggior rilievo. Spesso si confondono i livelli di intervento, ho sentito parlare di interventi statali, regionali, di rivisitazione delle risorse a livello europeo, prima di colpire senza mirare il bersaglio, così a casaccio, è bene prestare attenzione alla derivazione di queste risorse, quindi agli autori degli interventi. Cosa voglio dire? L’intervento che ha fatto il Governo nell’immediato, per ridare liquidità alle imprese, è importante perché ha messo delle garanzie per 400 miliardi di credito ed ora il problema che sto riscontrando, in alcuni casi, da operatore del settore, sapete la professione che svolgo, è quello che gli istituti di credito per un motivo o per l’altro, non dico che ostacolano, ma forse non riescono a rendere immediata l’iniezione di liquidità. Le motivazioni dell’iniezione di liquidità erano quelle di immettere nel sistema denaro a favore delle famiglie e non solo delle imprese. Cosa voglio dire? Che l’impresa che temporaneamente poteva affidarsi a queste risorse, poteva pagare, anche anticipandola, la cassa integrazione ai propri dipendenti in attesa che dall’Inps fosse stornata e compensata con l’anticipazione già fatta. Lo Stato nell’immediato, qualche giorno prima o qualche giorno dopo, a tutti gli iscritti alla gestione ordinaria, parlo di artigiani, commercianti, di gestione separata, ha stanziato 600 euro che probabilmente saranno ribaditi ed anche aumentati nel prossimo decreto, queste sono risorse che sono arrivate più o meno immediatamente.
Bollare il tutto solo con il solito malcontento sui ritardi e sui provvedimenti sommari, che non hanno reso i loro effetti, non mi sembra rispondente a quella che è la realtà. Sono il primo onestamente a dire che per quanto concerne la liquidità ci vuole un impulso maggiore nei confronti degli istituti di credito, soprattutto per gli importi più garantiti, mi riferisco fino ai 25 mila euro, ma anche oltre alla garanzia del 90% da parte dello Stato, ad accelerare queste pratiche, questo modo di mettere a frutto le risorse, altrimenti qui si rischia di perdere l’immediatezza dell’intervento.
Poi va detto pure e qui mi riferisco a quella parte di persone che stanno un po’ fuori da questi schemi che abbiamo visto, quindi quelli dell’Ago e alle imprese. Mi riferisco a quelle persone che svolgono lavori saltuari, l’ho detto anche in un altro intervento, spesso anche un po’ fuori dall’ordinario o da rapporti normali, che per ovvi motivi non possono più prestare i loro servizi anche saltuari, occasionali o borderline, per questi lo Stato ha previsto delle risorse a favore dei Comuni i quali possono intercettare meglio di altri questi bisogni, queste necessità e possono agire, come è stato fatto, e mi risulta, in tutti i nostri comuni, in questa direzione soddisfacendo, seppur forse non interamente, anche queste necessità.
Auspico fin da ora che nei prossimi interventi legislativi, nel prossimo decreto aprile, si torni anche su questo tema, unitamente a tutti gli altri che meritano attenzione, ma chiaramente vanno distinti i livelli di legislazione.
Chiudo in questa direzione, ma l’ha detto l’Assessore Cesetti in altre occasioni, l’abbiamo detto in Commissione, lo ribadisco per l’ennesima volta, le Regioni sono depositarie di risorse consistenti, mi riferisco agli avanzi vincolati e non che sono presenti nei bilanci, come quelli dei Comuni peraltro, come di molti altri enti pubblici. Cosa c’è bisogno in questo particolare momento di grande difficoltà, di drammaticità della situazione e di necessità di richieste di interventi straordinari? Se siamo in un periodo di straordinaria difficoltà c’è la necessità di ricorrere ad interventi anche legislativi e normativi straordinari, per cui se le Regioni saranno autorizzate dal Governo, dal legislatore nazionale, a utilizzare, non dico tutti gli avanzi a disposizione, ma una buona parte di essi, potranno dar luogo ad interventi mirati, soprattutto robusti che vanno nella direzione di mettere l’economia regionale …, ma non solo l’economia, tutte le varie esigenze perché in questo discorso abbiamo lasciato fuori qualche associazione, il mondo del volontariato ed il mondo culturale, che non sono meno importanti, mi riferisco a tutto l’associazionismo che va sotto il nome di terzo settore, alle associazioni di volontariato, di aiuto, con particolari condizioni e situazioni. Anche per loro c’è la necessità di poter contare su delle risorse per superare alcune problematiche.
Quando parliamo e ci riferiamo al fatto di dover risolvere tutto in un colpo solo, è facile dirlo, ma se lo confrontiamo con la realtà non è proprio così. Bisogna che ciascuno faccia la propria parte, inquadri gli interventi nei quadri normativi di riferimento, non possiamo pensare ad interventi che sono di competenza dello Stato e viceversa. E’ vero che nell’immediatezza ci sono state delle situazioni di confusione, però noi siamo uomini delle istituzioni e dobbiamo aver presenti i quadri normativi di riferimento, per cui nell’auspicio di votare favorevolmente questa risoluzione, va da sè che il compito non è concluso, questo è ben chiaro.
Tempo fa ho presentato una mozione che secondo me è sempre più attuale e importante, di quella parlerò quando sarà il suo momento, perché, secondo me, la straordinarietà imposta dalle evenienze, che ben conosciamo, rende la problematicità di tutte le varie questioni, che possiamo toccare, ben più grave della contezza che oggi possiamo avere.
Dal mio personale e modesto punto di vista c’è bisogno di uno sforzo ulteriore, ma di questo ne parleremo un’altra volta, per ora mi limito a dire che questa risoluzione va nella giusta direzione, tenendo in considerazione il tempo e il momento in cui ci esprimiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Innanzitutto voglio rassicurare il Consigliere Giacinti sulla situazione delle associazioni di volontariato, abbiamo già presentato una mozione assieme al Consigliere Maggi ed al Consigliere Giancarli, anzi, ben venga chi la vuole sottoscrivere, per non lasciare indietro il mondo del volontariato, ma utilizzare questa occasione per potenziarne la formazione.
Ringrazio i proponenti della risoluzione e soprattutto chi insieme a me l’ha voluta sottoscrivere perché giustamente, come ha ricordato il Consigliere Bisonni, è importante dare una dimostrazione di forte unità e questo atto è un chiaro segno perché accorpare e sottoscrivere all’unanimità una risoluzione su una dozzina di mozioni presentate è certamente un segnale con il quale tutto il Consiglio si impegna, indipendentemente dalle varie appartenenze politiche, a risolvere in maniera unanime le criticità dei cittadini marchigiani.
Spero che anche i proponenti delle altre mozioni abbiano lavorato al testo unico di una risoluzione anche se gli argomenti sono più variegati, però sarebbe interessante sottoscrivere anche un’altra risoluzione.
Detto questo, giusto pensare di istituire un fondo nazionale, si parla addirittura di 150 milioni e di ridurre i tributi, è un valore aggiunto a questa iniziativa soprattutto per il settore turistico, economico e produttivo.
Certo è che il segnale chiaro e forte deve essere inviato anche al Governo perché se non dà la possibilità di liberare risorse importanti per la Regione, diventa difficile dare contributi e intervenire con piani straordinari, quindi, mi auguro che questa nostra risoluzione sottoscritta ampiamente da più forze politiche arrivi chiara e forte per accelerare l’iter di autorizzazione da parte del Governo per far utilizzare i fondi alle Regioni.
Ringrazio anche il Consigliere Maggi che seppur con la febbre si è unito a noi anche per sottoscrivere questa risoluzione, mi fa piacere avere un capogruppo sempre attivo ed operativo anche in situazione di salute precaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Spero di essere veloce, sulla mozione da me presentata ho già detto, sulle altre che riguardano il tema economico, su cui stiamo dibattendo, non aggiungo molto a quello che è già stato detto nel dibattito dal Consigliere Giacinti. So che altri interverranno, tra cui l’Assessore, quindi non mi dilungo.
La cosa che mi piace sottolineare è che su questo tema economico, in riferimento ad alcuni interventi che ci sono stati, molti di noi della maggioranza e della minoranza hanno delle idee al riguardo.
Noi siamo al Governo, quindi mi piace essere serio, in passato non sono state accolte alcune sollecitazione, se non in maniera parziale, da parte della minoranza, a volte perché, l’abbiamo detto, ci sono sembrate strumentali, ma anche quando ci sono sembrate interessanti il problema è sempre quello di recuperare le risorse economiche perché se uno vuole fare un dibattito serio su questi temi non bastano i pronunciamenti, ma occorrono le risorse economiche.
Da una parte è più semplice per la minoranza fare delle proposte perché non ha l’onere di reperire le risorse, anche oggi ho sentito battere il tasto sulle risorse europee, ma mi pare che su questo ci siamo ampiamente espressi. Purtroppo la Regione Marche ha avuto il “difetto” di aver saputo spendere nei mesi e negli passati le risorse della Comunità europea ed oggi paradossalmente è un limite perché non abbiamo fondi aggiuntivi da poter spendere. Molte Regioni stanno facendo gli atti con le risorse europee che non avevano speso nei mesi e negli anni e quello che di solito viene individuato come un limite o una colpa, oggi paradossalmente si ripropone come una risorsa, a differenza della Regione Marche che è stata virtuosa nei mesi passati, ha speso le risorse europee dei vari capitoli ed oggi da questo punto di vista non ha gran che da impiegare, però si continua a battere il tasto delle risorse europee.
Per il resto, l’abbiamo già detto, l’indebitamento è una possibilità, ma io preferirei utilizzarla come estrema ratio e valutare prima tutte le possibilità tra le risorse presenti in bilancio o, quella che mi sembra più attuabili, sbloccare le risorse nazionali, ferme, degli anni precedenti. Su questo la Regione Marche ha un grosso capitolo dove poter attingere, se questo sarà, e mi auguro e mi sembra di poter dire che da questo punto di vista ci sono buone probabilità, le nostre proposte, le nostre richieste, avranno un senso più compiuto, sennò sarebbero aria al vento.
Ripeto, sulle risorse di bilancio si sta già lavorando e mi pare che, come ha già preannunciato l’Assessore Cesetti alla Conferenza dei Presidenti di gruppo di ieri, il Governo debba sbloccare alla Regione Marche alcuni importi ed anche qui si sta lavorando. Se una forza di Governo, come è il Partito Democratico, facesse solo degli annunci, senza corroborarli con le risorse economiche necessarie, non avrebbe credibilità nei confronti dei cittadini, quindi, mi auguro che questa sia la strada da seguire.
Oggi, attraverso la risoluzione che è stata presentata, cerchiamo di dare concretezza a quello di cui abbiamo parlato in questo e nei Consigli scorsi, diamo maggiore consistenza a tutte le mozioni che abbiamo dibattuto. Mi pare che si cominci a parlare anche di cifre, ripeto, non di chiacchiere, ma di cifre concrete, questo è un passo avanti anche a livello politico ed il fatto di aver voluto coinvolgere i presentatori delle mozioni in questa risoluzione credo che sia un passaggio importante.
Comprendo le difficoltà politiche, le posizioni politiche diverse di alcune minoranze, ripeto, è comprensibile da un punto di vista politico, ma quello che interessa è che nella risoluzione alcuni spunti proposti dalle minoranze, oltre a quelli presentati nelle mozioni dei componenti della maggioranza, siano stati presi in considerazione e inseriti.
Mi pare di poter dire che, al di là delle posizioni politiche e di quello che ognuno dirà a mezzo stampa, il lavoro fatto è positivo che va in questa direzione.
Una battuta, e chiudo, mi piace farla in merito alla mozione presentata dalla Consigliera Leonardi sul fermo pesca perché è un tema a me caro dato che seguo da tempo questo settore.
Mi permetto di dire alla Consigliera che, a fronte di un preambolo assolutamente condivisibile sulla crisi del settore della pesca, che in questa fase purtroppo è comune a molti altri, nei mesi scorsi ci sono state intere marinerie che sono state ferme una, due settimane, qualcuna non si è fermata affatto, alcuni singoli scafi hanno deciso di fermarsi, ripeto, a fronte di questa crisi generale, e questo è, mi pare, il preambolo della sua mozione, ma l’oggetto del deliberato sembra, non dico ad personam, ma per un gruppo molto ristretto di soggetti perché ritengo che il fermo pesca volontario di 45 giorni consecutivi non sia stato fatto quasi da nessuno, se non da singoli casi che legittimamente hanno optato per questa scelta. Quindi, mi pare una mozione troppo specifica.
Credo che vadano ascoltate le associazioni di categoria, i diretti interessati, occorre ragionare con loro e capire anche quale sarà l’indirizzo nazionale perché questo è un tema di ordine nazionale, con le difficoltà che sta vivendo il settore della pesca oltre alle problematiche ordinarie.
Anche nello specifico di questa ulteriore crisi dovuta all’emergenza Covid, credo che vada fatta un’analisi a bocce ferme. Il fermo pesca tradizionale si aveva nel periodo di fine luglio e agosto ed oggi non possiamo capire e non possiamo dire come sarà in quel periodo l’attività del commercio e della ristorazione e se il pescato avrà uno sbocco nella filiera di vendita oppure no. Se non sarà così, avrà senso forzare il fermo pesca con il rischio di danni anche per le stagioni a seguire o avrà maggiore senso mantenere il fermo pesca pur con una difficoltà oggettiva che c’è, senza sprecare una risorsa che potrà essere utile nei prossimi mesi e nei prossimi anni, non avendo un mercato a disposizione? Sono tutti interrogativi legittimi a cui oggi non possiamo dare una risposta definitiva, per cui prendo per buone le premesse della sua mozione, ma mi pare che la richiesta di voto su un tema così specifico sia prematuro.
E’ un dibattito che dovremo svolgere nei prossimi mesi insieme alle associazioni di categoria, insieme agli imprenditori della pesca, magari ascoltando anche le associazioni di categoria del commercio che in questo settore sono particolarmente importanti per capire quale potrà essere la strategia della Regione Marche e quale sarà attuata anche dalle altre Regioni e dal Governo per valutare insieme a loro come affrontare il prossimo fermo pesca. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Ho cercato di ascoltare il dibattito, credo che non ci siamo, siamo alle solite, io ti presento un compito e tu lo leggi, questo è un metodo vecchio e per quanto ci riguarda inaccettabile: “Abbiamo preso qualcosa sulla falsariga di quello che avete detto”, se prendete qualcosa sulla falsa riga di quello che diciamo sembra quasi un regalo. Questo è un metodo inaccettabile perché se si vogliono fare le cose congiuntamente, ci si mette insieme e si ragiona, non si fa il compito e poi si presenta. Le mozioni sono le nostre, una, due e tre e le abbiamo superate con una risoluzione.
La filosofia delle mozioni purtroppo è diversa, è diversa l’impostazione politica, nelle vostre risoluzioni aspettate che il Governo sblocchi i soldi degli accantonamenti, ma dovete chiedere di farlo subito perché sono quattro Consigli che parliamo del nulla. Ha ragione il Consigliere Zura Puntaroni, abbiamo parlato del nulla, se i marchigiani ascoltassero quello di cui abbiamo parlato in quattro Consigli non prenderebbero solo i forconi, prenderebbero altre cose e ci lincerebbero, perché non abbiamo fatto niente. Questa è la drammaticità della cosa, sono arrivate le ore 18 del 28 aprile e c’è il nulla, non c’è niente, questo i marchigiani lo devono sapere, non c’è niente e poi dobbiamo sentire la lezioncina che purtroppo ascolto da 35 anni, è una vecchia filippica che non ho mai accettato perché se voglio dare un contributo lo do con le mie idee ed insieme alle altre si fa una sintesi, Se le due proposte trovano una sintesi c’è un grande risultato, ma non siamo in questo contesto, siamo al solito: prendere o lasciare. Ne abbiamo viste tante, forse in Aula è anche meglio, si lavora meglio, ma non vorrei che la modalità di questo Consiglio, alla quale sono sempre contrario, sia voluta, spero di no e mi auguro di essere distante da questa ipotesi.
In questo contesto le difficoltà ci sono e portano a soluzioni che tutti conosciamo. Durante il mio precedente intervento non ho voluto fare una provocazione dicendo al Presidente che bisogna convocare questo Consiglio a tempo indeterminato, fino a quando non arriva una proposta dalla Giunta saremo sempre riuniti sperando che l’esecutivo faccia qualcosa.
L’ho detto, le filosofie sono diverse, la nostra impostazione è quella di avere una soluzione rapida e basta chiedere a delle banche oppure ad una sola, quella europea, come vi pare, ma le scelte politiche vanno fatte, bisogna capire se si vuole intervenire per salvare i piccoli artigiani o aspettare. Questo sta accadendo, aspettiamo e intanto muoiono. Ieri i dati della CNA li avete letti come li ho letti io, quasi 2000 aziende sono state chiuse, l’avete letto o no? Ma di cosa stiamo parlando? Dalla Confartigianato arrivano segnali preoccupanti, potrebbero chiudere oltre il 30% delle aziende chiuse, cosa significa chiuse? Significa parrucchieri, pizzerie, tutte quelle attività individuali che devono continuare a pagare gli affitti e se non li pagano oggi li dovranno pagare domani e non c’è una risposta, perché alla parrucchiera che deve pagare 1.200 euro di affitto più quello per i suoi prodotti, nessuno ha dato un euro! Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando per il quarto Consiglio consecutivo de, nulla, ha ragione il Consigliere Zura Puntaroni, ed anche questa sera si va a casa senza una proposta da parte della Giunta - questa è la drammaticità della cosa - si va casa senza nessun provvedimento, se non il solito atto “vedremo e faremo”, che i marchigiani non possono più accettare, ve lo dico con il cuore, purtroppo è così.
Pensavo che oggi qualcuno si presentasse dicendo: “Abbiamo costituito un fondo, le banche ci hanno dato la possibilità di farlo. Si metteranno immediatamente in moto i nostri uffici per procedere su questo fronte”, ma questo non c’è, chi parla e mena il can per l’aia non è l’opposizione, in qualche intervento ho sentito aleggiare questa frase, noi vogliamo vedere degli atti concreti, vedremo quando ci saranno, oggi c’è il nulla. Questa sera sono fortemente rammaricato, ma non come gruppo Lega o perché mi chiamo Sandro Zaffiri, lo sono per i marchigiani che ancora non hanno una risposta, questa è la dignità politica che mi hanno insegnato 40 anni fa, per parlare di queste cose, per parlare in questo modo.
Credo che ancora una volta, purtroppo, poi giovedì si concluderà questo Consiglio, saremo impegnati per un’altra manciata di ore per non produrre niente, penso che questa sia la vergogna più alta di una istituzione che dopo decine di ore di discussione non produce niente, questo è il dramma.
Questa sera quando chiuderà il Consiglio regionale non ci sarà nessun provvedimento per noi marchigiani, “vedremo e faremo” di queste cose ne abbiamo sentite troppe.
Ieri sera abbiamo ascoltato un’altra grossa notizia, il Ministro in diretta ha dato questa informazione: in riferimento alle domande evase per i famosi 25.000 euro, ha detto che state riconosciute 5.500 aziende, su tutto il territorio nazionale, andatevi a vedere la trasmissione. Il Ministro ha detto che 5.500 imprese italiane hanno percepito i soldi, con questo numero chiudo il mio intervento per dire che siamo veramente al dramma totale.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ho già illustrato nel merito le mie mozioni ed ora voglio entrare nel merito della discussione rispetto alla proposta di risoluzione, che è giunta.
Vorrei seguirvi nelle motivazioni che sono state esaltate da alcuni Consiglieri che l’hanno sottoscritta o hanno dichiarato di volerla sottoscrivere, quelle di intervenire in maniera unitaria e forte, portando la voce collegiale del Consiglio rispetto a provvedimenti e misure che devono, almeno nelle intenzioni, salvare l’economia, le piccole imprese, i lavoratori e le famiglie che sono alle spalle.
Io vi seguirei se non ci fosse un vulnus iniziale, se la proposta di risoluzione ricomprendesse realmente tutte le mozioni che oggi sono state discusse o almeno quelle che riportano le medesime proposte che, inserite, acquisiscono una veste di parte e non di tutti. Io vi seguirei, io vi voglio seguire e vi chiedo che la risoluzione ricomprenda anche le mozioni nn. 646 e 631 presentate dalla sottoscritta, non chiedo la mozione sul fermo pesca che si voterà separatamente, visto che il Consigliere Micucci ha detto che sono troppo avanti perché ho guardato ad una procedura che forse valuterete fra qualche mese, perché, è ovvio, è una richiesta da fare al Governo, non è una competenza della Regione. E’ una richiesta, visti i tempi burocratici e le lungaggini che conosciamo tutti della pubblica amministrazione, da fare a maggio ed oggi è il 28 aprile. Se deliberiamo questa proposta credo che gli uffici dovranno organizzarsi per prendere contatti con il Ministero ed avanzare la richiesta. Penso che i tempi siano maturi, forse ne servirebbe anche qualcuna in più se, l’ho ricordato prima, la richiesta mia personale di misure economiche sul turismo era datata 2 marzo rispetto al Covid.
Allora vi dico, poiché la richiesta di un fondo a fondo perduto è in entrambe le mie mozioni, per tutte le categorie ed anche per il turismo e la richiesta della riduzione dei canoni demaniali è nella mia mozione sul turismo - una serie di proposte che ho fatto nelle mie mozioni e che ritrovo nella risoluzione - se la risoluzione comprende solamente le mozioni della maggioranza non venite a farci la sviolinata che dobbiamo lavorare tutti insieme. Se le misure che avete inserito sono le stesse che sono nelle mie mozioni, allora la sottoscrivo e così si avrà una risposta unitaria.
Il Consigliere Zaffiri proponeva un fondo di 100.000 euro, lo fate di 150.000? Bene, magari avete un uccellino in più in paradiso che vi ha detto la capacità economica e fino a quanto si può spendere, è ovvio che in maggioranza avete probabilmente qualche capacità in più, benissimo, è migliorativo, non è restrittivo, io ci sto, la sottoscrivo ma deve ricomprendere anche le intestazioni delle mie mozioni, perché le richieste che io faccio sono contemplate nella risoluzione e questa dovrebbe, se fatta con questo spirito, come è prevista, accorpare la discussione che è emersa dall’Aula. Avrei chiesto anche una sospensione e ne avrei presentata una mia, ma purtroppo mi sembrava di andare contro e in questa situazione di difficoltà abbiamo il personale a casa, non è in Regione come me e non può lavorare nell’immediato, né portarmi le carte come faremmo se fossimo in Aula. E’ evidente che i proponenti di questa risoluzione l’avevano già predisposta e presentata prima con l’intento, forse, di fare un pacchetto chiuso, allora vi chiedo: se c’è bisogno sospendiamo, a me vanno bene le proposte perché fondamentalmente sono quelle che richiedo anch’io, però se la risoluzione vuole essere un atto che nasce da tutte le mozioni, senza tagliar fuori le proposte delle minoranze, va corretto e integrato con la dicitura e il titolo delle mozioni anche dei Consiglieri di minoranza. Solo a quel punto sarà un atto che, come ha detto la Consigliera Pergolesi enfatizzandolo, racchiuderebbe uno spirito di collaborazione, altrimenti, purtroppo, rispecchia uno spirito di chiusura, autoreferenziale, nel quale non volete che anche le cose giuste proposte dalla minoranza possano esserle attribuite. Siete voi a dare una valenza politica, non provate a rigirare la questione, se volete essere collaborativi lo strumento c’è, la risoluzione deve ricomprendere anche le mozioni a firma dei Consiglieri di minoranza che dicono le stesse cose. Questa è la mia richiesta, se c’è bisogno di una sospensione chiedo al Presidente Mastrovincenzo di farla, perché possano valutarla i proponenti sottoscrittori e modificare il testo della risoluzione per renderlo operativa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Vorrei fare solo alcune domande perché premetto che la risoluzione ha dentro di sé tanti fattori importanti che coinvolgono imprese, professionisti, tutti quelli che hanno dei problemi legati a questa pandemia. E’ chiaro che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno e trovare delle soluzioni è sempre complesso e difficile.
Io ho un problema che quasi nessuno ha tirato fuori, qui si parla di fondo perduto, si parla di incentivi, di finanziamenti e prima di fare la domanda al Consigliere Giacinti o all’Assessore Cesetti voglio porre la questione degli affitti, qual è il problema? Che ogni attività produttiva, un’impresa di qualsiasi tipo o pregio, dovrà pagare perlomeno 8, 10 mesi di affitto senza avere nessun introito per ammortizzarlo.
L’errore che secondo me ha fatto il Governo, e questo lo devo dire, è quello di dare la possibilità di scontare una parte di questi debiti con il credito d’imposta, quindi, la domanda che pongo è questa: come faccio a scontare con il credito di imposta se probabilmente per i prossimi 2, 3 anni sarà impensabile avere un utile? La pongo al Consigliere Giacinti, voglio dare un contributo e capire se ci sono delle possibilità di cucinare con poche cose, questa in primis. Il Consigliere Giacinti ha parlato degli avanzi di amministrazione, allora gli chiedo: la legge di bilancio del 2020 dà la possibilità alle Regioni di anticipare di un anno lo sblocco degli avanzi di amministrazione, cioè i fondi vincolati, i risultati di amministrazione, addirittura la legge che è passata al Senato dà la possibilità di sbloccare gli avanzi di amministrazione già dal 2020, se questa notizia che io conosco tramite le chat vi risulta, c’è la disponibilità ad usare questi avanzi di amministrazione e sono in itinere?
La seconda domanda che faccio è se è fattibile, non lo so perché non faccio il commercialista, trovare una soluzione per cui la Regione possa prendere questi crediti di imposta e dare immediatamente alle attività produttive e a chi deve pagare un affitto i soldi.
La terza domanda è: le Regioni possono accedere a questi fondi, 400 miliardi di euro, garantiti dallo Stato?
Le tre domande che ho posto potrebbero avere uno sviluppo su questa problematica e su altre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. C’è chi si è lamentato perché la risoluzione non tiene conto di alcune mozioni che sono state presentate, è chiaro che il lavoro è stato fatto da remoto, capite bene che non è facile, però è altrettanto vero che se ne può parlare, ma criticare perché non si è tenuto conto di una mozione che è stata presentata ieri, dopo aver deciso che nella mattinata si sarebbe chiusa la possibilità di inserire ulteriori interrogazioni e mozioni, mi sembra un po’ pretestuoso. Addirittura oggi ci è stato chiesto di inserire altri punti all’ordine del giorno quando all’unanimità la Conferenza dei capigruppo si era espressa blindando l’ordine del giorno per le sedute di oggi e per quella di giovedì. Questo era il patto fra i capigruppo e credo che vada rispettato.
E’ chiaro che abbiamo lavorato in queste ore per fare la sintesi delle mozioni che abbiamo presentato, senza voler emarginare nessuno, non era questa la volontà, ma era quella di trovare una soluzione per il sistema economico marchigiano e dare la possibilità di ripartire, tenuto conto di quello che accadrà nelle prossime settimane. Dopo il lockdown sarà uno shock notevole, il settore del turismo, l’ho detto prima illustrando la mozione, è sicuramente in difficoltà, come quello dei pubblici esercizi, quindi, c’è bisogno di dare molta attenzione a questo comparto, ma non è il solo perché ce ne sono altri che magari sono più silenziosi, ma registrano le medesime difficoltà.
In questi giorni abbiamo lavorato seriamente, concretamente, prima ci siamo occupati di dare una mano a chi aveva la responsabilità in prima persona, mi riferisco al Governatore Ceriscioli, ai componenti della Giunta, in particolare a chi ha la delega alla protezione civile, per risolvere problemi perché chi ha la responsabilità e deve guidare il sistema a latere ha tantissimi problemi.
Vi garantisco che in questi giorni abbiamo lavorato tutti sodo per dare una mano al sistema, per cercare di affrontare l’emergenza sanitaria e per avere meno contagi possibili, anche meno decessi. Capite bene che quella dei decessi è stata per noi una problematica molto seria, l’ho detto anche in un’altra occasione, la provincia di Pesaro Urbino in rapporto alla popolazione ha un dato superiore a quello della provincia di Milano.
Mentre stava calando la curva epidemica tutti abbiamo iniziato a lavorare sul tema della ripresa, dell’economia e voi sapete quanto io sia sensibile a questo settore, anche per i ruoli che ho ricoperto in passato, una vicinanza in particolare al settore del turismo, ma anche a quello delle attività produttive. Quindi, c’è bisogno di un progetto, di un piano anticrisi, veloce, con azioni coraggiose per sostenere e proteggere l’occupazione, questo si sta concretizzando perché stanno venendo fuori degli atti concreti è la nostra regione, che tra l’altro è stata una delle più colpite a livello nazionale, sta reagendo mettendo in campo una serie di azioni che non sono il nulla, sono concrete perché dall’approvazione degli atti di oggi - nei prossimi giorni seguiranno altri provvedimenti concreti per dare risposte concrete - in parte delle risposte sono state date, le avete criticate, avete detto che non serviranno a niente, non importa, io ritengo che delle risposte siano state date.
Vorrei anche citare quello che viene sbandierato rispetto alle altre regioni, vorrei ricordare che l’Umbria ha fatto una manovra da 32 milioni, la Lombardia ne ha fatta una da 16,5 milioni, l’Abruzzo da 18 milioni, l’Emilia-Romagna da 280 milioni. Smettiamola di raccontare le favole che tutti fanno meglio di noi perché credo che in questa Regione ci sia una maggioranza ed una Giunta che responsabilmente cercano di dare delle risposte ai cittadini, prima di tutto per la salute e poi anche per il sistema sanitario.
Sappiamo bene che la situazione è seria, sappiamo bene che la recessione è stata stimata tra l’8 e il 9%, quindi dobbiamo dare delle risposte alle aziende marchigiane, al settore del turismo, che ancora non ha delle regole per ripartire. Questo è il primo problema che bisogna affrontare perché gli albergatori, i ristoratori, i bar, i campeggi ci dicono: “Riapriamo, ma cosa dobbiamo e possiamo fare per accogliere le persone, per accogliere i cittadini?”
Il sistema ricettivo in questo momento è in grande difficoltà: le agenzie di viaggio hanno investito risorse nei mesi passati per fare delle iniziative, per acquistare i viaggi aerei, per organizzare i gruppi, i tour operator hanno comperato degli slot sul mercato, i commercianti in questo momento, soprattutto quelli dell’abbigliamento, hanno le nuove collezioni in negozio, sono state consegnate fra gennaio e febbraio, ma non sono state vendute - il problema dei saldi è stato posto questa mattina e credo che sia una cosa condivisibile -, il distanziamento sociale nelle concessioni in spiaggia, credo che questi siano temi su cui concretamente dobbiamo dare delle risposte e la risoluzione che è stata predisposta non vuole escludere nessuno, sia chiaro, soltanto per una situazione oggettiva abbiamo preso in considerazione quelle che sono state citate, n. 613, n. 626 e n. 628.
Vorrei anche dare atto delle cose che la Regione in questo momento ha fatto, il Presidente Ceriscioli, l’Assessore Cesetti, l’Assessore Bora, ma tutta la squadra, hanno affrontato una serie di questioni, come il rinvio delle tasse, bollo auto e tasse universitarie per gli studenti, questa è stata la prima risposta che è stata data, o il finanziamento dei Confidi, vi ricordate le polemiche sulla quesitone del finanziamento dei Confidi? Non serve a nulla, c’è già la garanzia dello Stato, non serve darlo, poi chissà perché in tre giorni i fondi sono esauriti. Evidentemente le imprese che non dormono in questo momento hanno trovato maggiore celerità e maggiore risposta diretta nei Confidi piuttosto che presso le banche. Io dico che le banche non sono l’Avis, non le ho mai visto fare donazioni di sangue, per cui i Confidi adesso sono la diretta emanazione del sistema economico marchigiano, delle piccole e medie imprese, delle associazioni di categoria ed hanno tutto l’interesse a dare delle risposte concrete, per cui quel fondo, secondo me, deve essere rifinanziato con la manovra che andremo a fare. Lo dico all’Assessore Bora in primis, il fondo se si è esaurito va in qualche modo rialimentato.
I fondi sono stati già stanziati anche per i progetti del volontariato e della promozione sociale che riguardano il terzo settore, 800 mila + 500 mila euro, queste sono risposte che sono già sul tavolo, già date e operative, dopodiché la Giunta ha chiesto al Governo lo svincolo delle risorse che abbiamo in pancia, che sono nel bilancio della Regione Marche e sono frutto dell’avanzo vincolato e solo grazie allo sblocco da parte del Governo potremo averne piena disponibilità. So che in queste ore qualcosa si sta muovendo o forse si è già sbloccata, questo ce lo dirà meglio l’Assessore al bilancio e alle finanze Cesetti.
Credo che le risposte siano comunque importanti, anche di negoziazione nei confronti del Governo che, non vorrei dimenticare, è lo stesso che ha fatto ricorso al Tar quando il Presidente Ceriscioli decise la chiusura delle scuole, ricordiamoci anche questo, lo dico senza polemica, ma lo dico.
Vorrei richiamare anche il fatto che sono stati stanziati 18.300.000 euro per l’emergenza sanitaria della protezione civile e c’è la volontà dell’amministrazione regionale di approvare il rendiconto entro la metà di maggio per onorare questa grande manovra che deve dare delle risposte al sistema, non solo economico, ma anche alle famiglie ed ai professionisti.
C’è una serie di atti che sono stati formalizzati, che sono a favore del commercio, degli stabilimenti balneari, per le manutenzioni e per la vendita del cibo da asporto, che è stata approvata pochi giorni fa.
Qual è l’obiettivo della risoluzione? Abbiamo cercato di fare sintesi fra le mozioni che ho appena citato per dire variamo un piano anticrisi, urgentemente, lo dico a chi vuol far finta di non sentire perché bisogna trovare le risorse, senza si fanno le chiacchiere. Per dare finanziamenti o quello che sarà alle imprese ed alle famiglie ci vogliono i soldi e per trovarli bisogna fare la ricognizione di tutti i capitoli, occorre una ricerca su tutto il sistema del bilancio regionale e so che l’Assessore Cesetti e tutti i dirigenti ci stanno lavorando, per cercare di dare delle risposte perché con la disponibilità finanziaria si possono dare le risorse, senza si fanno solo chiacchiere che non portano a dei risultati. Quindi, qual è l’obiettivo? E’ quello di varare un piano anticrisi, intervenire per avere le disponibilità che il Governo deve dare alla nostra Regione relativamente ai temi che ci riguardano più da vicino, a partire dalla copertura delle spese sanitarie perché noi abbiamo dovuto anticipare le spese sanitarie che sono al momento a carico del bilancio regionale. So che le risorse sono poche ed anche l’eventuale riprogrammazione dei fondi europei …, quelli che ancora sono liberi perché siamo a fine settennio e sappiamo bene che ce ne sono pochi, che la programmazione è stata fatta e gli impegni sono stati presi, ma se ci fossero delle somme residue cerchiamo di buttarle presto nel sistema per cercare di dare delle risposte.
Dico un’altra cosa, non escludo, e l’ha detto a qualcuno molto più onorevole di me, che in questi casi gli enti possono arrivare a fare l’indebitamento, che serve a garantire il sistema, a salvare l’occupazione, meglio avere debiti che un’economia che va a rotoli, che sicuramente è un danno maggiore.
Vado verso le conclusioni, ci sono una serie di cose che dobbiamo fare nel settore del turismo, sono elencate e vanno negoziate anche con il Governo nazionale perché non sono di nostra competenza, come la riduzione del canone concessorio, magari sospenderlo fino al 2021 se la stagione dovesse partire tardi, l’abbattimento dell’Iva dal 22% al 10% per i servizi del turismo, poi, rinegoziare e confrontarsi con la Commissione europea relativamente all’applicazione della direttiva Bolkenstein sulle concessioni. Una cosa che credo passerà quasi sicuramente, dalle notizie che abbiamo, è la detassazione dei soggiorni turistici in Italia, quindi vale anche per le Marche, non compete direttamente a noi, ma possiamo farcene carico nella conferenza Stato-Regioni per portare a casa questo risultato. Contributi per la sanificazione delle attrezzature ed anche degli stabilimenti, varare un piano che io chiamo straordinario, ma dovrebbe essere un piano shock, in modo che possa imporsi sul mercato in modo forte e, molto importante dal punto di vista mediatico, la promozione turistica per attrarre turisti nella nostra regione.
Concludo, nella mia mozione chiedevo la ricognizione di tutti i fondi possibili ed immaginabili da destinare al sistema perché, ribadisco, destinare risorse al sistema significa salvaguardare non solo le aziende, ma le famiglie, i posti di lavoro, difendere l’occupazione ed evitare anche il disagio sociale ed alla fine queste risorse potranno essere un’opportunità anche per dare continuità alle entrate ordinarie degli enti pubblici a partire dall’Irap, dall’addizionale Irpef, dall’Iva.
Questi giorni mi sono confrontato anche con l’Assessore Cesetti e con il suo servizio, che ringrazio, quello che chiedo è di mettere in campo una grossa manovra, importante, di qualche centinaia di milioni di euro. Mi sono limitato a scrivere: “mettere in campo una dotazione di almeno 150 milioni”, questo dovrebbe essere la base di partenza, mi sono relazionato con l’Assessore Cesetti che mi ha dato questa disponibilità, questo avallo, a mettere nella risoluzione una cifra come questa, poi lui interverrà e dirà meglio le cifre che conosce.
Con una manovra come questa saremmo in grado di finanziare 150/200 milioni, meglio ancora se di più, sarebbe un bel contributo finalizzato a salvare il nostro sistema produttivo marchigiano e non escludo, l’abbiamo scritto nella risoluzione, anche contributi a fondo perduto perché non serve sempre e solo l’indebitamento per le imprese, a volte serve affrontare nell’immediato, anche con poco, i costi fissi.
L’abbiamo detto per l’economia, però non abbiamo voluto dimenticare, nel sostenere la liquidità e abbattere i costi fissi, le imprese, i professionisti perché ci sono anche dei professionisti che sono in sofferenza in questo periodo particolare, soprattutto le famiglie, quelle che sono più in crisi, ovviamente non si possono dare i soldi a tutti perché il sistema non lo permette e non sarebbe giusto e la giustizia in questo caso deve essere il primo punto di riferimento. Si scriveranno i criteri, il più oggettivi possibili e chi avrà più diritto avrà la possibilità di avere queste risorse.
Se con l’approvazione di questa risoluzione saremo in grado di varare una manovra, da qui a qualche giorno, ormai parliamo di qualche giorno, con cifre che oscillano sopra i 150 milioni, che potrebbero essere anche 200 milioni, avremmo raggiunto un grande risultato.
A coloro che in questi giorni hanno sventolato che tutti gli altri avevano fatto tutto e noi nulla, voglio ricordare che l’Abruzzo ha varato una manovra di 18 milioni, la Lombardia di 16,5, l’Umbria di 32,5 l’Emilia-Romagna di 282, questo è il raffronto con le Regioni che sono state citate da qualche collega, che le ha prese a riferimento. Se faremo una manovra di 150/200 milioni rispetto al numero della popolazione ed al nostro bilancio credo che potremo essere considerati, in questo momento, non dico i primi della classe, ma i primi per i numeri che mettiamo in campo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Il dibattito oggi ha giustamente toccato le tematiche collegate al comparto del turismo ed è naturale perché non possiamo dimenticare che rispetto al dramma che questo virus ha creato e sta creando in Italia e nel sistema economico, non lo dico io che sono l’Assessore competente, ma lo dicono tutti i soggetti dell’economia marchigiana, il settore che avrà più ripercussioni sarà il turismo perché partirà con lentezza. Attorno al turismo non c’è soltanto la ricettività, ma ci sono la ristorazione, i bar e altro.
Questo dibattito di oggi è incentrato su una serie di mozioni, che si rapportano un po’ tutte alla questione economica - credo che sia stato un dibattito molto profondo - che, come hanno ricordato tanti Consiglieri che mi hanno preceduto, deve avere un’opportunità altrimenti tutto quello di cui abbiamo discusso e che è stato detto oggi viene vanificato.
Voglio mettere in fila alcune situazioni, intanto dire che quest’anno sarebbe stato, secondo gli operatori turistici, l’anno della regione Marche dopo il lavoro di promozione fatto in questi quattro anni. Non dimenticandoci che siamo usciti da un drammatico sisma, che ha messo in ginocchio una vasta area delle Marche ed il turismo per tutto il 2017 e parte del 2018 ne ha risentito complessivamente, anche se in percentuali minori. Non ci siamo fatti neanche mancare la tromba d’aria lungo una parte della nostra costa in piena stagione estiva e da questo punto di vista ci siamo sempre sollevati grazie alla tenacia degli imprenditori ed anche grazie alla grande promozione messa in campo dalla Regione Marche, che ci ha fatto raggiungere il grande riconoscimento da parte della Lonely Planet come seconda regione al mondo da visitare dal punto di vista attrattivo, per cui gli operatori turistici privati erano preparati a risultati positivi.
Poi abbiamo avuto questo virus ed è chiaro che oggi dobbiamo lavorare, per quello che riguarda il percorso che stiamo condividendo con la Giunta e in particolar modo con il Presidente Ceriscioli, su due binari in questa fase d’emergenza, senza dimenticare anche un percorso a media e lunga scadenza per gli anni 2021/2022 in quanto l’obiettivo è ripartire.
Già dal 7 marzo, questa la do come notizia, anche se alcuni Consiglieri l’avranno vista, come Assessore al turismo ho mandato una nota molto chiara al Ministero del turismo e della cultura, con la quale mettevo davanti alle problematiche nazionali che il virus poteva portare, l’economia marchigiana e la questione turismo con una serie di valutazioni che secondo noi dovevano essere portate avanti dal Governo e dalla Regione.
Al Governo abbiamo evidenziato il bonus vacanze, che riteniamo possa essere un respiro alle famiglie ed un incentivo a muoversi perché il turismo è legato all’aspetto economico delle famiglie, se hanno o meno la capacità di fare la vacanza, e soprattutto farla in sicurezza dal punto di vista sanitario.
Ritenevamo già allora fondamentale una serie di azioni, tra cui il bonus vacanze, la promozione fatta a livello nazionale dall’Enit, che toccasse tutto il sistema della promozione, una serie di interventi che potessero attenuare le tassazioni, che sono importanti per gli enti locali.
Per quello che riguarda le Marche, do queste notizie in modo che ci sia un quadro abbastanza completo e tutti abbiano conoscenza di come ci siamo mossi e di come ci vorremmo muovere nel breve, subito dopo la Pasqua abbiamo avuto un incontro con tutti gli Assessori regionali ed il Ministro in videoconferenza, nella quale è stata ribadita una serie di azioni. Il Ministro in questo caso si è impegnato e vedremo se nel decreto aprile saranno previste le misure come il bonus vacanze ed altre. Questo sarebbe importante perché, voi capite, darebbe forza a tutte le Regioni ed anche la possibilità alle Marche di essere attrattive nei confronti dei turisti italiani perché ormai tutti i dati, tutte le informative di cui siamo a conoscenza, dicono con grande chiarezza che per quest’anno dobbiamo sostanzialmente rivolgerci ai turisti italiani, perché il turista straniero avrà difficoltà ad arrivare.
Dopo questo incontro, uno snodo per noi fondamentale è stata la riunione che abbiamo avuto con tutte le associazioni di categoria, quasi 42 associazioni del comparto del turismo, non le sto ad elencare, dal mare alla montagna in maniera trasversale, tutte sono state invitate ed abbiamo avuto questo confronto nel quale abbiamo presentato e proposto questo nostro progetto, che io definirei innovativo, collegato alla problematica cioè di exit stategy del comparto turismo dove anche lì abbiamo previsto una serie di azioni, che poi dirò, che sono già state riprese con delibera di Giunta. Anche in quel contesto abbiamo potuto approfondire e prendere atto di alcune riflessioni e di alcune proposte che sono arrivate direttamente dal comparto.
Ringrazio tutte le forze politiche e tutti i Consiglieri che hanno presentato le mozioni, ma noi dobbiamo sempre tenere conto delle richieste che arrivano direttamente dal territorio, in questo caso dal sistema turistico.
In quel contesto la richiesta che è stata sostenuta da tutti è stata quella di creare un gruppo operativo, un pool di persone che potesse fare delle proposte aggiuntive alla Regione Marche, è stato deciso che sarà coordinato dal Rettore della Politecnica di Ancona ed è prevista la presenza dei Comuni tramite l’Anci, della Camera di Commercio, che rappresenta tutto il sistema delle categorie collegate alla ricettività marchigiana e punto di riferimento e, quindi, il braccio operativo nei rapporti con le associazioni. Abbiamo previsto anche la presenza del Presidente della Commissione Traversini, del Presidente Ceriscioli ed abbiamo ritenuto importante che ci fosse anche il rappresentante della Commissione della minoranza ed è stata inviata oggi una nota del Presidente Traversini che indica, penso che sia nata da un accordo interno alla Commissione, il Vicepresidente del Consiglio Celani. Anche qui la volontà della Giunta regionale è quella di condividere il più possibile un percorso che possa dare concretezza a tutte le valutazioni che oggi ho sentito e che sono previste nelle mozioni.
In questo caso è fondamentale la presenza di tutti coloro che rappresentano la parte politica regionale. E’ chiaro che questo gruppo sarà riconvocato da qui a lunedì o martedì prossimo perché vorremmo concretizzare una serie di misure, alcune delle quali le anticiperò adesso, che sono per noi un fulcro e partono da una serie di riflessioni che sono state fatte, ma che già come settore turismo e come Giunta stavamo portando avanti. Noi abbiamo diviso due ambiti: la parte promozionale, quindi la comunicazione, e l’accoglienza, in cui ci sono una serie di indicazioni e altro.
Per quello che riguarda la parte della promozione noi riteniamo fondamentale rimodulare la nostra comunicazione che era stata impostata prima del virus in una certa maniera, come avete visto, grandi spazi sulle TV nazionali e grandi opportunità sulle radio nazionali, di queste misure una parte rimarrà perché la visibilità nazionale della nostra regione deve persistere, ma indirizzeremo maggiormente, lo ricordava qualche Consigliere nel proprio intervento, la promozione nelle regioni a noi più congeniali, che sono state sempre attratte dalle Marche, ai turisti di quelle zone indirizzeremo una comunicazione molto spinta, l’obiettivo è farla partire, senza aspettare, dalla metà di maggio fino a tutto il mese di giugno perché riteniamo che questo periodo, nella fase calante del virus, possa esser il momento giusto per promuovere la nostra regione. Non ci nascondiamo che non sarà semplice, ma la comunicazione sarà diretta e mirata.
Non so se avete visto la prima uscita sul Il resto del Carlino, sulle pagine nazionali, più di 220.000 copie in tutta Italia, volutamente l’abbiamo dedicata ai Monti Sibillini. Quest’anno ci sarà una grande presenza di turisti che saranno attratti dalle aree interne, dalle nostre montagne, quindi riteniamo che questi territori vadano attenzionati.
Nelle varie mozioni non ho visto un’attenzione forte verso le zone montane, cratere e non. Vi anticipo che come Regione Marche vorremo creare una misura per il settore della ricettività in senso lato, dall’accoglienza alla ristorazione ed altro. Riteniamo che quei territori vadano ancor più attenzionati dalla Giunta regionale, quindi una misura per le aree interne e per il cratere.
Non voglio dimenticare la Bolkenstein, ho sentito alcuni Consiglieri ricordare nelle proprie mozioni la direttiva europea, il tema è abbastanza importante. Ragionando con tutti coloro che hanno le strutture balneari è chiaro che nessuno fa investimenti interessanti, ancora di più in questo momento, se non ha la certezza di una proroga fino al 2033. E’ altrettanto vero che anche qui serve coraggio da parte dei Sindaci nel stimolare i propri responsabili di procedimento nel rilasciare le concessioni perché non è pensabile che dopo una nota molto chiara inviata dagli uffici del demanio della Regione Marche, ormai quasi un anno fa, seguita da una nota diretta dell’Assessore nella quale si diceva che era giusto e che potevano essere rilasciate le concessioni, alcuni Comuni lo fanno ed altri no. Da questo punto di vista è giusto che, per evitare delle disomogeneità tra Comuni, i Sindaci prendano in mano la questione e stimolino i propri responsabili anche perché tutti sappiamo che il rilascio può essere subordinato all’autotutela, cioè dire: è vero che la situazione della Bolkenstein è difficile perché ci sono sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che in alcuni casi hanno dato ragione ed in altri no, quindi c’è la responsabilità di chi rilascia il procedimento, ma è altrettanto vero che basta aggiungere “in autotutela” e qualora ci siano situazioni che si modificano le concessioni vengono tolte. Intanto occorre che i responsabili prendano il coraggio e vadano avanti e che ci sia una forma omogenea per il rilascio delle concessioni.
Abbiamo un percorso predisposto per quanto riguarda l’accoglienza e forse ho visto qualche Consigliere che nella propria mozione aveva l’obiettivo di approvare in tempi brevi il sistema della sicurezza sanitaria in ambito turistico (ricettività, accoglienza, ristoranti). Da indicazioni del Rettore dell’Università di Ancona e da una serie di indagini che lui ha fatto, il turista italiano andrà preferibilmente in regioni nelle quali ha la certezza della sicurezza sanitaria, questo è al primo punto, al di là poi dei bonus vacanza, dei finanziamenti che ogni regione farà. La prima questione che interessa ai turisti è la certezza dal punto di vista sanitario.
Posso dare già una anticipazione perché con il Presidente ieri in Giunta ed insieme all’Assessore Sciapichetti abbiamo condiviso una scelta che riteniamo fondamentale, importante e concreta per le strutture, quella di aprire la nostra stagione estiva tra il 29 maggio e l’1 giugno, nella prossima Giunta definiremo questo passaggio. La mia idea è quella di aprirla il 29 maggio perché è venerdì e daremo la possibilità agli alberghi di sfruttare anche il week end collegato al ponte del 2 giugno, questo è ancora da valutare, però già abbiamo messo un punto fermo: la stagione estiva inizierà il 29 maggio.
Dal 2 maggio al 29 maggio verranno fatte tutte le verifiche e i controlli sulle acque, come ha detto l’Assessore Sciapichetti, per avere le acque dal punto di vista normativo in regola. L’obiettivo, proprio perché la data sarà quella, è avere certezza e dare certezze per quanto riguarda il percorso della sicurezza sanitaria, dai balneari fino alla ricettività e a tutto il sistema della ristorazione, proprio perché vogliamo dare delle possibilità organizzative alle strutture ed entro la metà di maggio, quando già saranno stati predisposti i tavoli operativi tra il settore turismo e la sanità, verranno indicati i requisiti e le linee guida per la sicurezza all’interno di tutte le strutture turistiche.
Già domani il referente del turismo e quello della sanità si confronteranno con le varie associazioni a cui fanno riferimento i vari settori e presenteremo la nostra proposta di linee guida, valuteremo se vanno bene o se ci sono dei suggerimenti integrativi perché l’importante è che noi, entro la metà di maggio, riusciamo a dare risposte dal punto di vista della sicurezza permettendo alle strutture di organizzarsi.
Collegato al discorso della sicurezza sanitaria - qui entra in campo la prima misura su cui ci stiamo confrontando, vedremo compatibilmente con tutto il sistema economico cosa riusciremo a mettere in campo - l’altra richiesta che arriva dalle varie strutture ricettive in generale è quella di poter avere un contributo a fondo perduto per le attrezzature di sanificazione, e su questo stiamo lavorando. Se riuscissimo, e non sarà semplice, a finanziare il sistema e a dare un contributo per le attrezzature per la sanificazione daremo anche qui un bel messaggio alle strutture, quindi, prima questione, dare certezza di un contributo a fondo perduto.
L’altro filone su cui stiamo lavorando con grande determinazione riguarda le misure dirette perché non possiamo dimenticarci dei tour operator che fanno incoming e che sono circa una cinquantina di società, sono quelli che hanno fatto un investimento che purtroppo è sfumato, senza nessun risultato, allora anche qui predisporremo una misura ad hoc per dare un contributo a fondo perduto al settore dei tour operator. Non dobbiamo dimenticarci di tutte le agenzie di viaggi che ci sono nelle Marche e che sono in grande sofferenza.
Domani mattina, sempre in merito all’accoglienza, abbiamo un incontro già cantierato, questo per dire che stiamo lavorando ora per ora con il settore del turismo e abbiamo organizzato, anche grazie al Presidente dell’Anci, una riunione con tutti i Comuni della costa, con l’Ammiraglio, perché riteniamo che sia fondamentale avere una duplice risposta, una, come avete scritto, del demanio per capire se da parte della Capitaneria di Porto ci sono le condizioni per ragionare in questo momento su una riduzione del pagamento del canone che, come tutti sappiamo, il 90% è dello Stato e il 10% ricade sulle Regioni; l’altra questione sollevata da tutte le associazioni di categoria dei balneari riguarda il servizio di salvataggio. Per i bagnini da Gabicce fino a San Benedetto del Tronto il costo per dare sicurezza e controllo è elevato, quindi, occorre cercare di capire se con la Capitaneria di Porto si riesce a ridurre, sempre mantenendo la sicurezza dei bagnati, le misure degli anni passati. Stiamo valutando questo percorso con l’Ammiraglio perché riteniamo che su questi due temi, anche se non con un finanziamento diretto da parte della Regione, possono esserci degli sgravi importanti per tutte le strutture balneari.
Siamo fortemente impegnati anche nel dare un segnale importante alla promozione, questa idea è nata da un confronto con le associazioni di categoria, incentivi ai marchigiani nel mondo. Voi sapete che abbiamo circa 2 milioni di marchigiani nel mondo, e tantissimi sono in Italia, l’associazione ne comprende moltissimi, stiamo quindi cercando una forma diretta per dire: cari marchigiani che siete in Italia e nel mondo, quest’anno, per dare un sostegno alla vostra regione e per apprezzare le sue bellezze, venite nelle Marche, quindi stiamo cercando di fare una misura diretta con l’Associazione dei marchigiani nel mondo.
Una delle ultime riflessioni che faccio riguarda la possibilità di creare una comunicazione all’interno della nostra Regione, negli anni passati non sarebbe mai stata fatta, ma quest’anno, visto che tante persone non andranno in vacanza per gli ovvi motivi che conosciamo, vale per noi e per tutta l’Italia, vorremmo che i marchigiani si riappropriassero delle Marche e potremmo incentivare una vacanza in una delle nostre strutture ricettive, in montagna o al mare, vedremo come dare dei contributi perché questo lo riteniamo interessante per far si che i marchigiani si riapproprino della propria regione.
Concludo con un tema che non è stato toccato o probabilmente mi è sfuggito, il rapporto turismo cultura perché noi abbiamo, per scelta forte della Giunta e con sollecitazione dello stesso Presidente, ritenuto importante non smobilitare il progetto dedicato ai 500 anni di Raffaello e le tante iniziative che erano previste nel periodo primaverile e in quello estivo, mostre di rilevanza internazionale, chiederemo di spostarle non soltanto nel tardo autunno, ma addirittura alla stagione 2021 perché riteniamo che questi momenti siano utili per destagionalizzare il sistema dell’accoglienza turistica, ancor di più oggi perché sappiamo che questi eventi di alta cultura in Italia e all’estero potrebbero dare delle opportunità ed alle strutture ricettive l’occasione di allungare la stagione.
In particolare stiamo cercando di vedere con le amministrazioni comunali di Macerata e Pesaro, lo Sferisterio e la Stagione Rossini Opera festival, quali possono essere le possibilità per mantenere in piedi questi due grandi eventi, con la presenza di tanti estimatori ed allo stesso tempo tanti turisti.
Non sarà semplice perché le misure di sicurezza sono fondamentali e da questo punto di vista cercheremo di creare le giuste condizioni, anche se sono le amministrazioni che avranno il polso della situazione e valuteranno se ci sono le possibilità di sviluppare questi due grandi appuntamenti.
Naturalmente manterremo alta l’attenzione a tutte le realtà e, come ho detto, da qui a lunedì, massimo martedì prossimo, incontreremo questo gruppo operativo perché a tamburo battente vogliamo creare il giusto rapporto, senza dimenticarci della ristorazione, senza dimenticarci che intorno al sistema del turismo ci sono situazioni che vanno approfondite in maniera forte e chiara.
L’ultima notazione la faccio nei confronti del turismo religioso, l’ho lasciato per ultimo ma non perché lo sia. Voi tutti sapete che nelle Marche ci sono tantissime abbazie, santuari ed in questi luoghi le strutture commerciali vivono di accoglienza turistica che ancor più saranno in difficoltà perché sarà difficile che i pullman potranno andare in questi territori per cui cercheremo di individuare una misura che possa dare una risposta forte anche al turismo religioso perché quei territori, quei comuni, sono in grande crisi.
Credo di aver detto alcune cose, non tutti, perché non c’è tempo, che metteremo in campo: l’apertura della stagione estiva, la sanificazione e tutto quello che ho potuto elencare, naturalmente lavoreremo perché queste misure abbiano il giusto riconoscimento economico. Non possiamo dimenticarci, lo ricordavano alcuni Consiglieri, non ultimo il Consigliere Minardi, che abbiamo misure che complessivamente toccheranno circa i 20 milioni di euro per dare risposte a tutto quello che voi attendete e che riguarda il comparto del turismo. Credo che già il Presidente abbia dato una indicazione molto forte nel cercare di recuperare tutto il recuperabile, sia dal bilancio ordinario che dai fondi europei, se riuscissimo a recuperare una cifra interessante, che possa dare un respiro a tutto il sistema dell’economia, anche al turismo con questa misura che si aggira intorno ai 20 milioni di euro, sicuramente daremo una risposta e potremo far capire che, ancora una volta, le Marche attenzionano con grande impegno il sistema del turismo e tutto il comparto della ricettività privata.

PRESIDENTE. Manca solo l’intervento dell’Assessore Cesetti dopodiché voteremo la risoluzione e le mozioni e poi chiuderei la seduta odierna con l’ultima mozione a firma dei Consiglieri Biancani, Giacinti, Micucci, Minardi, Giancarli sul sostegno alle edicole, poi il resto lo tratteremo giovedì. Chiedo all’Assessore di contenersi nei tempi per poi andare al voto.
Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Cercherò di stare nei tempi cercando anche di rispondere a tutti.
In primo luogo vorrei dire al Consigliere Zaffiri, e lo dico anche a me stesso, che la democrazia è una grande cosa anche nei momenti difficili perché a seconda di come si dispiega concede l’opportunità della propaganda e la responsabilità del Governo e con esso delle decisioni efficaci perché il Consigliere Zaffiri, ancora una volta, perde tempo per fare propaganda, fregandosene dei problemi dei marchigiani, minimizzando e addirittura escludendo quelle cose importanti che sono state fatte perché non è vero, e il Consigliere Zaffiri lo sa, che non è stato fatto nulla dall’inizio dell’emergenza ad oggi.
L’ha ricordato il Vicepresidente Minardi, ma vale la pena ribadire che, al di là della efficacissima azione del Presidente Ceriscioli nella sua responsabilità di Presidente della Regione, del soggetto attuatore dell’emergenza, di responsabile della sanità, con azioni tanto efficaci da aver dato risultati positivi pur nell’enorme tragedia che ha colpito la nostra regione, la Giunta ed il Consiglio regionale hanno adottato provvedimenti importanti in questo tempo e cito, li ribadisco brevemente, la legge regionale n. 12 del 2020, sulla sospensione dei tributi regionali, non soltanto del bollo auto, ma di tutti i tributi, una misura che vale 42 milioni di euro e che i cittadini marchigiani per adesso non pagano, quindi è un sostegno alle famiglie della nostra regione; la legge regionale n. 13 del 2020, il fondo emergenza Covid 19 - sostegno alla liquidità delle imprese che vale 14,2 milioni, con un effetto moltiplicatore importante di questa misura ed abbiamo visto, ed è stato ricordato, quanto sia stata efficace, tanto è vero che dal territorio ed anche dal Consiglio regionale ci viene sollecitato un rifinanziamento, cosa che molto probabilmente faremo; lo stanziamento di 18,4 milioni di euro per l’emergenza sanitaria e la protezione civile; la delibera di Giunta n. 465 con la quale abbiamo destinato celermente ed efficacemente 1,2 milioni di euro al terzo settore, di cui 800 mila euro finalizzati al progetto terzo settore in rete per emergenza Covid 19, e sappiamo quanto sia importante l’opera del terzo settore a sostegno della comunità regionale così seriamente ferita e di come sia necessario nello stesso tempo il sostegno a queste attività anch’esse colpite dalla crisi; i 20 milioni di euro per il personale sanitario, le Marche hanno autorizzato già da una settimana 32 milioni di euro per la cassa integrazione ed è stata una delle prime, se non la prima, d autorizzare questa misura il cui pagamento dipende da Inps e certamente non da noi.
Sono risorse importanti quelle che ho elencato che se le paragoniamo alle misure adottate dalle altre Regioni ben più grandi di noi, credo che tanto abbiamo fatto ed adesso andremo oltre. Dall’altra parte il Consigliere Zaffiri, al di là della propaganda, che cosa fa? Quali proposte ha messo in campo?
Innanzitutto ha ritirato la mozione n. 622 perché ha preso atto che quello che lui chiedeva noi l’avevamo già fatto, tanto è vero che ce lo ha copiato, ha dovuto ritirarla e nella mozione n. 641 ci sono tre punti, al punto 3 chiede di spostare la sospensione, che noi abbiamo già adottato, al 31 dicembre 2020, dimenticando che nella proposta di legge n. 12/2020 noi abbiamo previsto la possibilità, una sorta di delega alla Giunta sentita la Commissione, di valutare l’opportunità di allungare quella sospensione - quindi già c’è - e la valuteremo secondo l’evolversi della situazione epidemiologica ed emergenziale, già c’è e questo è un punto assodato.
Per quanto riguarda il punto 2 della mozione n. 641, il pagamento delle somme dovute dalla Regione alle imprese, noi fin dai primi giorni dell’emergenza abbiamo implementato le procedure finalizzate all’accelerazione delle liquidazioni e dei pagamenti, che sono regolarmente avvenuti.
Per quanto riguarda il punto 1, da tempo il Servizio bilancio ha avviato contatti con la BEI finalizzati ad individuare misure idonee di sostegno alle imprese, con particolare riferimento a quelle con fatturato inferiore ad un milione di euro. Per quanto riguarda l’indebitamento regionale, si precisa che la normativa statale non consente di coprire mediante debito la concessione di contributi alle imprese. Le cose che dice il Consigliere Zaffiri nella mozione n. 641 noi le abbiamo già fatte, lui probabilmente ne è venuto a conoscenza, le ha copiate e ci ha fatto la mozione. Nessun’altra proposta ha messo in campo al di là della propaganda.
Queste le azioni fatte, ma fin dal primo intervento in qualità di responsabile del bilancio, ovviamente, fin dal primo Consiglio che abbiamo fatto dopo l’emergenza, avevo annunciato che era in atto una attività di ricognizione del bilancio regionale per la sua riscrittura, questo l’ho già detto e l’abbiamo fatto, tanto è vero che la Giunta regionale nella seduta di ieri, del 27 aprile, ha approvato il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2019 ed entro il 15 di maggio, quindi tra 15 giorni al massimo, procederemo con l’approvazione del rendiconto, nel contempo è in corso l’ultimazione l’attività di riorientamento di tutte le risorse regionali, nazionali ed europee di nostra gestione affinché nessuna risorsa possa rimanere non utilizzata in un momento di crisi così grave nel quale la leva pubblica è fondamentale ed ancora di più lo sarà nei prossimi mesi.
Su questo voglio aggiungere però, anche questo è stato detto, mi pare dal Consigliere Micucci, che per quanto riguarda le risorse europee, purtroppo, abbiamo un limite che deriva dalla nostra capacità perché le risorse europee sono state quasi tutte impegnate ed oggi paghiamo il fatto di essere stati virtuosi e paghiamo la nostra capacità di impegno e di spesa, grazie ovviamente al lavoro della componente femminile della Giunta regionale, gli Assessori Casini, Bora e Bravi. Paghiamo questa nostra capacità a differenza di altre Regioni che non avendo impegnato le risorse potranno metterne in campo di più.
Dicevo e ribadisco che altri provvedimenti dovranno e saranno necessariamente adottati ed in alcun modo dovranno sovrapporsi a quelli nazionali, con i quali dovranno integrarsi per dare una mano a chi verrà lasciato indietro, magari per qualche disattenzione, oltreché dovremmo intervenire prioritariamente, come già stiamo facendo, nelle materie e nei settori di nostra competenza, quindi, come ho detto anche alla Conferenza dei Presidenti di gruppo, all’esito dell’approvazione del rendiconto, che al massimo avverrà entro il 15 maggio, la Giunta regionale presenterà una corposa manovra di qualche centinaia di milioni di euro di sostegno alle imprese, ai professionisti, ai lavoratori, alle famiglie, in generale all’economia regionale.
Ovviamente l’entità di questa manovra, che sarà corposa, dipenderà anche dalla possibilità di utilizzare le risorse relative all’avanzo vincolato che verrà determinato con l’approvazione del rendiconto. A tal fine con tutte le Regioni abbiamo presentato uno specifico emendamento al DL 18/2020 finalizzato alla sostituzione del vincolo originario dell’avanzo, con un vincolo collegabile all’emergenza Covid. Qui rispondo al Consigliere Giorgini che chiedeva se c’era la possibilità di applicare l’avanzo. Certo che c’era questa possibilità, tant’è che noi con il bilancio di previsione abbiamo iscritto 49 milioni di euro, però la possibilità di utilizzare l’avanzo era con il vincolo originario, noi invece abbiamo chiesto la possibilità di sostituire il vincolo originario dell’avanzo con un vincolo collegabile all’emergenza Covid per destinarlo all’emergenza sanitaria.
Purtroppo a livello centrale è stato posto il problema di come applicare questa norma, con la conseguenza che al momento tutte le Regioni sono in attesa di un chiarimento da parte della Ragioneria generale dello Stato, tanto che ad oggi nessuna ha potuto fare reali manovre per emergenza Covid, contrariamente a quanto sostenuto in merito a provvedimenti assunti da alcune Regioni, come Lombardia, Abruzzo, e nella sostanza non corrisponde a quanto sbandierato il fatto che queste Regioni darebbero una montagna di soldi, non è così, e l‘ha spiegato bene il Consigliere Minardi, quelle Regioni insieme a noi hanno chiesto queste misure.
Contiamo che la nota esplicativa della portata delle norme sull’utilizzo delle risorse relative all’avanzo vincolato giunga in tempi brevi, anzi la immaginiamo imminente, la immaginiamo a ore, al massimo a giorni, come contiamo nell’approvazione degli emendamenti che riguardano l’istituzione di un fondo per la salvaguardia dei bilanci regionali a compensazione delle minori entrate derivanti dall’emergenza Covid.
In ogni caso voglio qui confermare che la Giunta regionale all’esito, lo ribadisco, dell’approvazione del rendiconto, al più tardi entro il 15 maggio, varerà la manovra di sostegno all’economia regionale di qualche centinaia di milioni di euro e per questo obiettivo da conseguire assolutamente, così rispondo anche ad un’altra sollecitazione, non escludiamo neanche il ricorso a forme di indebitamento per progetti di investimento compatibili con tale forma di finanziamento o per esigenze di cassa.
Voglio misurare bene le parole perché questi sono i termini della questione, quindi, noi non escludiamo, Presidente e Consiglieri, di ricorrere a forme di indebitamento, però, ripeto, per progetti di investimento che siano con questa forma compatibili oppure per esigenze di cassa.
Concludo, so che è stata presentata una risoluzione che, come auspicavo nelle scorse sedute, ha ampliato il perimetro del consenso intorno ad essa, non soltanto delle forze di maggioranza, ma anche altre importanti forze politiche hanno aderito, credo che questo sia un fatto molto importante perché, come ho detto le scorse volte, nei momenti difficili c’è bisogno di tutti, c’è bisogno della responsabilità di ciascuno, messa a disposizione di un progetto comune e più alto e oggi il progetto comune e più alto è il sostegno alla nostra comunità regionale e noi terremo conto delle indicazioni di quelle forze, come terremo conto delle indicazioni di tutti nel varare questa manovra.
La Giunta è favorevole a questa risoluzione, che ho letto attentamente, perché in essa si riconoscono correttamente le iniziative assunte dalla Giunta e quelle in atto e comprensibilmente la si impegna a conseguire quegli obiettivi nell’interesse della comunità regionale, quindi, la Giunta voterà a favore di questa risoluzione, così come illustrata dal Consigliere Minardi.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Minardi, Mastrovincenzo, Talè, Urbinati, Bisonni, Rapa, Giacinti, Traversini, Micucci, Giancarli, Pergolesi, Busilacchi, Maggi, Giorgini. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. La mozione n. 622 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni è stata superata dalla n. 641, così come ha comunicato il Consigliere Zaffiri.

Mozione n. 631. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 632. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Chiedo di votare la mia mozione. Mi dispiace non aver trovato la disponibilità effettiva ad inserire le mie mozioni nella risoluzione. Chiedo comunque di votarla positivamente anche perché molte delle misure sono state riportate nella risoluzione appena votata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Vorrei semplicemente rispondere al mio amatissimo Cesare, che è un bravissimo oratore e ci ha raccontato tutte quelle cose, giusto per ripetergli che da qui all’ultimo Consiglio del 2020 voto contro tutto perché la Giunta non può continuare a chiedere la condivisione e poi fare come le pare, perciò io voterò contro, ma tanto serve poco perché in autunno crolla tutto, crollano i grilli canterini, crolla la Regione, la gente va in miseria, quindi noi stiamo perdendo tempo per nulla.

PRESIDENTE. Mozione n. 632. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 638. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 641. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Voglio fare un ultimo appello all’Aula per questa mozione per esprimere in termini democratici la convinzione a votarla.
E’ un atto che impegna seriamente la Giunta perché, checché se ne dica, ho ascoltato con attenzione l’Assessore Cesetti, l’Avvocato del popolo, e credo che nell’intervento ci sia una serie di irregolarità. Ad esempio ho sentito parlare di 20 milioni per la sanità, si è il ‘Cura Italia”, un provvedimento del Governo che manda i soldi alle Regioni, non è farina del suo sacco, questo è il problema vero, si continua ancora una volta a dire tante cose anche non vere.
Ci sono provvedimenti che le Regioni stanno adottando ed attuando, la differenza è questa, ancora nella Regione Marche non si è fatto niente, salvo lunedì mattina che è stata fatta una delibera di Giunta per la ripartizione dei fondi quando le domande scadevano il 19. Anche lì non si è capito cosa sia successo ed io ho chiesto di capire bene come stanno le cose, chiusa la parentesi.
Abbiamo ascoltato tante cose, verbi e frasi che purtroppo nella mia attività ho ascoltate tante volte, “vedremo e faremo”. Vedremo e faremo vuol dire non aver fatto nulla, è inutile che vi arrabbiate compagni del Partito Democratico, vi arrabbiate quando vi diciamo del nulla, ma purtroppo è così e rispetto al nulla sono state presentate delle mozioni dall’opposizione molto serie per impegnare la Giunta, più di questo non potevamo fare, sono delle proposte che indirizziamo alla Giunta e spero che l’Aula le recepisca, se non le accoglie, pazienza, ci sarà il popolo marchigiano che poi valuterà queste cose, altri termini di democrazia non ci sono.
La democrazia nell’intervento che ho fatto prima era riferita a un documento e quando uno vuole può creare le condizioni per costruire insieme un atto, chiama l’altra persona e le dice di mettersi d’accordo per vedere quello che si può scrivere, questo purtroppo non avviene e non è mai avvenuto in questi cinque anni dal Partito Democratico delle Marche perché altri esponenti del Partito Democratico probabilmente qualcosa hanno recepito anche dalle opposizioni, però il Partito Democratico delle Marche non ha mai recepito niente.
Ho visto anche i supporter durante l’intervento dell’Assessore Cesetti, credo di poter dire che con la sua professione va al mulino con il grano degli altri, raccontando cose che non si vedono, che non sono state fatte. Penso che qualche problema ci possa essere, però non è una problematica mia, eventualmente è dell’Assessore Cesetti.
Credo di poter invitare caldamente il Consiglio a votare favorevolmente questa nostra mozione perché è un momento di impegno e di cambiamento. Io avrei anche votato la risoluzione del Partito Democratico se le cifre ivi indicate contenevano una data, l’impegno di quando verranno messe in atto e realizzate, ma purtroppo ancora “vedremo e faremo” sono contenuti nella risoluzione.
Penso che non ci sia una indicazione seria perché la Giunta nel giro di 48 ore, come ha fatto per la legge 13, poteva e doveva presentare una proposta. Queste condizioni, cari compagni, non ci sono, bisogna analizzare la situazione: non ci sono proposte, non ci sono provvedimenti, ci saranno? Vedremo, quando ci saranno li valuteremo, in questo momento purtroppo ci dovete dare ragione perché alle ore 18,20 del 28 aprile non c’è nessuna proposta per i marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Vedo che il Consigliere Zaffiri da bravo nonno ha imparato a raccontare le favole, però questo non è l’ambiente adatto.
In merito alle mozioni e a chi le firma e a chi le propone, ricordo all’Aula che, a chi ci ascolta e a futura memoria, nello scorso Consiglio il sottoscritto chiese ad alcuni colleghi, anche a quelli della Lega, di presentare una risoluzione su alcune mozioni presentate che tenesse conto delle azioni che la Giunta nel frattempo aveva intrapreso, fu lei Consigliere Zaffiri, insieme ad altri Consiglieri, a sbattere la porta in faccia al Partito Democratico e a non volere l’atto.
Capisco che i tempi sono contingentati e che tutti stiamo vivendo delle difficoltà per raccogliere le firme e far girare i documenti, però rispetto a questo mi pare che le proposte che sono arrivate dal Partito Democratico e da tutta la maggioranza tengano più che nel dovuto conto le proposte della minoranza perché alcuni punti sono stati ripresi, abbiamo già fatto il dibattito e non ci ritorno.
Mi pare che la volontà almeno da una parte dell’opposizione non sia quella di trovare una quadra comune, ma sia quella di continuare a raccontare le favole qui in Consiglio e sulla stampa. Di fronte a questo purtroppo non ci sono risoluzioni che tengano perché se non vogliamo raccontare le favole … Lei fino ad ora ha dipinto la risoluzione e gli atti della Giunta come cose campate in aria, io vorrei sottolineare che il deliberato della sua mozione, della mozione della Lega, prevede due cose: una proroga dei termini del 31 luglio, a cui ha già ampiamente risposto l’Assessore Cesetti, che non ha negato questa possibilità che è in capo alla Giunta e che verrà valutata, sentita la Commissione consiliare, con la piena democraticità del Consiglio; l’altra prevede mirabolanti imprese della Lega e la postazione di un fondo di 100 milioni di euro senza prevedere dove prenderli, né le scadenze, né le date di cui lei parlava.
Le faccio presente che la risoluzione che abbiamo appena approvato, e che lei non ha votato, prevede un fondo di almeno 150 milioni di euro, quindi era ad adiuvandum la risoluzione rispetto alla sua proposta, ed adesso ci viene a raccontare che quella è tutta fuffa, mentre la sua mozione era oro colato e tutto ben di Dio. Ripeto, andiamo fuori, raccontiamo ognuno la propria storia, ma qui siamo in pochi ed almeno non prendiamoci in giro.
Su questo mi pare che ci sia stata ampia possibilità di condivisione, che non è stata accolta. Segnalo ad esempio, senza che intervengo dopo, che su una mozione presentata dal sottoscritto e poi firmata anche dai Consiglieri Biancani e Maggi è stata accolta ben volentieri la firma della Consigliera Leonardi, pur arrivata in questo momento, quindi, non c’è una assoluta preclusione preconcetta nei confronti dell’opposizione e, come ha visto, quando c’è la volontà di trovare un punto di accordo si muove la maggioranza e si muove anche la minoranza.
Ora, senza raccontare ulteriori storie, mi pare che la risoluzione che abbiamo votato sia ampiamente migliorativa rispetto a questa mozione e votarla mi sembrerebbe una diminuzione rispetto a quanto già abbiamo detto e approvato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Telegraficamente al Consigliere Zaffiri, senza alcuna polemica, voglio dire che in cinque anni, rispetto a quello che ho sempre dichiarato come Assessore al bilancio, non sono mai stato smentito, né dai fatti, né dai numeri tanto è vero che è nota la solidità del bilancio regionale.
Quando il Consigliere Zaffiri dice che porto al mulino la farina degli altri non è vero perché i 18,4 milioni per l’emergenza sanitaria e per la protezione civile sono risorse che derivano per 16,5 milioni dalla premialità che abbiamo conseguito in quanto Regione virtuosa e per 1,9 milioni di euro da risorse di bilancio regionale, quindi non ci ha dato niente nessuno, sono risorse nostre.
Tra l’altro c’è da dire che alle Marche è stato dato meno perché sono stati assegnati 36 milioni con il DL 18 per la sanità, ma sulla base della quota di accesso al fondo sanitario nazionale, questo significa che noi abbiamo preso meno anche se è evidente che siamo stati una delle regioni più colpite rispetto ad altre, all’Umbria, o all’Abruzzo, o alla Puglia, o alla Campania. Noi li abbiamo presi sulla base della quota di accesso e siamo una delle regioni più colpite, quindi se del caso abbiamo preso meno. Quindi, quelle sono risorse nostre.
La mozione, l’ha detto bene il Consigliere Micucci, è superata perché il punto 3 noi l’abbiamo già attuato con la legge 12, il punto 2 l’abbiamo fatto da un pezzo, il punto 1 chiede un fondo di 100 milioni, tra l’altro ho già detto che non sarebbe possibile un indebitamento regionale per dare contributi alle imprese perché non lo consente la normativa, ma nella risoluzione presentata dalla maggioranza e firmata anche da altri, il fondo è maggiore ed è di almeno 150 milioni ed io ho dichiarato in questa sede, e non sono mai stato smentito in cinque anni, né dai fatti né dai numeri, che la manovra che noi faremo sarà di qualche centinaia di milioni di euro. Quindi, l’obiettivo che c’è stato dato con la risoluzione, quello dei 150 milioni, noi pensiamo di portarlo a casa.
Per quanto riguarda i tempi, la mozione della Lega non ne prevede alcuno, mentre il tempo qui c’è ed è ben chiaro perché ho dichiarato in questo Consiglio che noi approveremo il rendiconto entro il 15 maggio ed immediatamente dopo vareremo la manovra, quindi i termini sono più che certi.
Da ultimo sul coinvolgimento nella risoluzione, il Consigliere Zaffiri sa bene che all’inizio del Consiglio l’ho chiamato al telefono e gli ho detto che c’erano le condizioni per pervenire ad una sintesi unitaria. Visto che tante cose delle mozioni della Lega erano state fatte, visto che convergevano anche sugli obiettivi, si poteva arrivare ad una soluzione concordata e condivisa. Il Consigliere Zaffiri mi ha risposto dicendo che non era possibile perché? Perché lui doveva fare demagogia e doveva fare il tribuno in Consiglio regionale e non io l’Avvocato del popolo, questa è la pura verità. Qui concludo, Presidente, e mi scuso del tempo ulteriore che ho preso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Questo dibattito per certi aspetti è molto interessante, per altri deprimente, mi viene in mente una fotografia di gruppo quando ciascuno cerca di andare avanti agli altri per farsi vedere meglio e quelli dietro si alzano in punta di piedi in modo che nella fotografia vengano presi.
Certo, qui siamo vicini alla campagna elettorale, quindi è facile spararla grossa, noi abbiamo cercato, indipendentemente da tutto, di non guardare alla campagna elettorale in un momento così difficile, delicato, drammatico e abbiamo cercato di far quadrato con tutti per trovare una soluzione, non siamo contenti di quello che è stato fatto in toto, ma cerchiamo di dare il nostro contributo per un’azione che sia comune e quindi più efficace per i marchigiani.
Noi apprezziamo la buona volontà e l’impegno della Lega, non siamo gli sponsor dell’Assessore Cesetti, abbiamo votato questa risoluzione per quello che ho detto prima, ma la mozione della Lega ci lascia perplessi: 100 milioni di euro per dare 15 mila euro a ogni artigiano e commerciante con un fatturato fino ad un milione di euro. E’ come nei film di “Cettola Qualunque”, uno dice mille, l’altro duemila e l’altro ancora tremila in modo che la gente possa dire: “Vedi, ci vogliono dare 5 mila euro, mentre la Lega ce ne vuole dare 15 mila”.
100 milioni diviso 15 mila fa 6.600 aziende artigiane e commerciali, sapete quante aziende artigiane e commerciali ci sono da 0 a 9 dipendenti? Ce ne sono 140.000 nelle Marche! Se si danno 15 mila euro a ciascuna azienda artigiana e commerciale se ne accontentano solo 7.000 e le altre 137.000 cosa fanno? Per carità, non metto in dubbio la buona volontà di aiutare i marchigiani, ma mi sembra una cosa che non si può reggere, quindi noi ci asterremo dal voto di questa mozione anche perché ci siamo impegnati a votare la risoluzione precedente.
Nulla di preconcetto, ma questa mozione mi sembra che abbia più valore per la propaganda elettorale che per la volontà vera di aiutare le Marche in questa situazione così drammatica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Intervengo perché ho ascoltato in precedenza l’Assessore ed il Consigliere Micucci, che ha detto di lasciar perdere le favole, io dico semplicemente che oggi abbiamo bisogno di concretezza più che mai e di proposte.
E’ vero che qualcosa è stato fatto nella regione Marche, anzi l’Assessore Cesetti ha detto: “Dobbiamo prendere atto di quello che ha fatto il Presidente Ceriscioli”, noi abbiamo ringraziato sulla stampa il Presidente quando ha deciso di chiudere le scuole e il Presidente del Consiglio è intervenuto dicendo “no”; sull’ospedale Covid a Civitanova Marche abbiamo detto che è stata un’ottima proposta del Presidente della Regione, però siamo concreti, io faccio una domanda ed esigo una risposta: 14 milioni dati ai Confidi, le imprese hanno ottenuto il finanziamento? Nelle tasche dei marchigiani che cosa è arrivato ad oggi? Sono due mesi che le famiglie non lavorano, vorrei sapere se è arrivato qualcosa nelle tasche dei marchigiani!
Qualche politico è andato in televisione il 4 aprile dicendo che la cassa integrazione non era arrivata, quelle erano dichiarazioni non giuste perché doveva arrivare dal 20 a fine aprile, oggi però nelle tasche dei marchigiani che cosa è arrivato? Dia una risposta Assessore Cesetti, la cassa in deroga è arrivata? No! Il finanziamento alle imprese è arrivato? No! In merito ai 25 mila euro c’è un imprenditore che ha fatto la domanda lunedì scorso, oggi è tornato in studio perché la banca gli ha richiesto altra documentazione da compilare, ho parlato con il direttore dell’Istituto di credito che ha detto: “Nel giro di 48 ore eroghiamo, ma quando? Se va bene a giugno.
Perché in questo momento chiediamo concretezza? Noi non diciamo che la Regione non ha fatto nulla, assolutamente, abbiamo ringraziato il Presidente della Regione sulla stampa, basta campagna elettorale, però diciamo che in questo momento i marchigiani, i lavoratori, non hanno nulla e sono due mesi che non lavorano, quando arriverà questa cassa in deroga per le piccole e micro imprese? Non si comprende. Gli imprenditori quando riusciranno ad avere il finanziamento?
Risponda Assessore Cesetti, chieda in banca, vediamo i tempi, scommetto che per giugno le imprese non avranno ancora nulla e per le famiglie, se va bene, la cassa in deroga arriverà a metà o fine maggio, ce lo diremo successivamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Una dichiarazione che accoglie e comprende i voti già espressi e quelli che andremo ad esprimere.
Confesso una grande difficoltà rispetto a questa discussione, mi sembra che ci sia, come ha detto il Consigliere Maggi, una corsa al primato e in riferimento a quello che ha detto il Consigliere Zura Puntaroni, se vuoi in maniera contraddittoria, evidenzio che ha firmato le mozioni e poi ha fatto una dichiarazione nella quale dice che tutto questo è nulla e non vale niente o quasi. Vedo una gran confusione e sono contento che ad ascoltarci ci siano soltanto 44 marchigiani, compresi i nostri dipendenti e collaboratori.
Dico questo perché non sono incline alle cose facili e tutto ciò che viene presentato come facile mi puzza d’inganno. Ci sono state parole grosse come demagogia, che in politica ci sta pure, ma deve avere qualche fondamento.
Non c’è dubbio che, l’ha ribadito adesso l’Assessore Cesetti, lo ha detto anche la Consigliera Marcozzi, la Giunta regionale abbia preso dei provvedimenti nei limiti che il bilancio consentiva, anzi, Assessore, mi permetto di dire di non esagerare negli interventi anche qui in maniera demagogica …, cerchiamo di fare cose che poi non ci pentiamo di aver fatto, o rastrellato risorse dove non dovevamo, di questo ne riparleremo in I Commissione quando ci presenterà il provvedimento.
Dico che questo è il momento degli esecutivi, lo dico agli amici della Lega, lo dico agli amici della minoranza, se seguite quello che sta accadendo in tutte le Regioni d’Italia. Il Consigliere Carloni ci ha mandato recentemente dei provvedimenti della Regione Sardegna e della Regione Abruzzo, non è la proposta della minoranza, è la proposta della maggioranza ed è giusto che sia così perché in tempi di crisi così stretti e così particolari è ovvio che solo chi ha in mano la cassa può fare proposte. Le opposizioni cosa possono fare? Vigilare, controllare e nel momento in cui arriva una proposta che prevede di prendere 150 milioni tutti da una parte o tutti da un’altra dire: “No, forse è il caso di prenderli in maniera più articolata”, questo è quello che possono fare i Consigli, non solo le minoranze, maggioranza e minoranza comprese. Poi, per carità, colleghi, alziamo la voce, però stiamo attenti perché le dichiarazioni che stiamo facendo poi ce le ricorderemo tutte e ce le ricorderemo fra cinque mesi, fra un anno, a elezioni fatte. Troppo facilmente questo Paese dimentica le dichiarazioni fatte, alla Consigliera Marcozzi alla quale mi lega stima e simpatia personale mi permetto di dire che implorare un provvedimento in una settimana, che normalmente viene erogato in quattro mesi, non ha senso, non è demagogico, né stupido, ma non ha senso! Penso che tutti gli operatori del settore se ci ascoltassero sarebbero i primi a dirci: “Ma di cosa stiamo parlando, sappiamo bene quali sono i tempi minimi per poter operare in questo senso”. Poi non ho capito tutte le urla contro l’Inps che non dà i soldi in tempo, ma quando mai siamo riusciti a fare una cosa di questo genere? Non prendiamo gli esempi da fuori, l’America ha dato subito i soldi, l’America è fatta da gente che non risparmia, non siamo così ipocriti, in America abbiamo visto le file di centinaia di persone per prendere il pacco alimentare con il Suv perché lì il Suv si compra a rate, noi compriamo il Suv quando abbiamo i soldi in banca per comprarne tre, sennò l’italiano non lo compra perché risparmia. In America se perdi il lavoro, hanno perso il lavoro 26 milioni di persone, non mangi perché campano con lo stipendio a un mese, a due mesi, a tre mesi, la situazione da noi per fortuna è molto diversa, da noi il tasso di disoccupazione si sta muovendo molto più lentamente perché abbiamo meccanismi di protezione sociale, viva Dio, molto più forti, abbiamo una Costituzione diversa, fondata sulla solidarietà e non sul singolo. Non tener conto di tutte queste cose e muoversi in maniera, direi, un po’ adolescenziale, un po’ istintiva, non ci aiuta in nessun senso.
L’ultima mozione della Lega, che stiamo discutendo, ha un piccolo difetto a monte, è strutturale e non si possono presentare mozioni strutturali, io sono contrario di principio a mozioni di questo tipo, al di là di quello che dicono. Si potevano mettere 200 milioni e non metterci qualche centinaio di artigiani e commercianti, ma prevederne 2.000 ed anche stabilire 500 milioni, togliendo i soldi alla sanità, ma dove le andiamo a prendere le risorse?
Sono contento che l’Assessore Cesetti abbia annunciato centinaia di milioni di euro e parli giustamente dei residui perché nel bilancio corrente, che abbiamo approvato mesi fa, non c’è un euro, la famosa tabella C sulla quale ci siamo potuti muovere ha mosso qualche decina di milioni rispetto all’ordinario, siamo realisti!
Sappiamo benissimo che la ricaduta dei soldi l’avremo solo ed esclusivamente dall’Europa, altrimenti potremmo farlo dall’Italia indebitandoci. Adesso l’Assessore ha aperto uno spiraglio ed ha detto: “Forse possiamo anche arrivare all’indebitamento regionale” ma anche lì con molta attenzione, con grano salis, perché io aspetterei, non darei di corsa i soldi senza criterio, aspetterei!
Prima qualcuno ha ricordato l’ambito economico che subirà più di tutti un pesante ritardo nell’incasso del fatturato, speriamo che si tratti solo di un ritardo e non di un mancato incasso in termini assoluti, è il settore del turismo, è tanta parte del terziario che nelle Marche conta molto di più che altri settori. Su questi forse in futuro ci sarà da intervenire, ma anche lì un minimo di giustizia, perché chi nel settore privato, nel settore del turismo, ha denunciato fatturati di centinaia di migliaia di euro e ne ha persi altrettanti è giusto che prenda, chi pur avendo attività equivalenti ha denunciato 15/20 mila euro è giusto che non prenda nulla o prenda in ragione del fatturato perché non è possibile considerarli tutti uguali. Anche questo è un principio che non va bene in questo nostro Paese, non va bene quando consideriamo in maniera diversa gli autonomi e i dipendenti, presupponendo che gli autonomi siano tutti evasori, è un principio che non ho mai accolto, tra gli autonomi c’è chi ha denunciato tutto e chi forse non l’ha fatto, dico forse perché non sono la Guardia di Finanza, ma l’idea di dare tutto a tutti nella stessa maniera non mi piace, ecco perché dico aspettiamo, ragioniamo sui provvedimenti e attendiamo quelli che la Giunta porterà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. A dire la verità non volevo intervenire, ma poi ho sentito gli interventi da cui mi sono sentito tirato in causa perché ci sono stati richiami da parte delle opposizioni alla concretezza, quando poi arrivano proposte che di concreto non hanno nulla se non la demagogia.
Il dispositivo di questa mozione parla della creazione di un fondo di 100 milioni di euro per la concessione di contributi di 15 mila euro a fondo perduto ad impresa per quelle con un fatturato sotto il milione di euro. Facendo i conti, non so se gli amici della Lega li sanno fare, con questo fondo loro propongono di accontentare 6.600 imprese e tute le altre? O la Lega le ha individuate tra i loro amici, ha individuato delle ditte particolarmente meritevoli, oppure è chiaro che non sa fare i conti oppure sta facendo demagogia.
Il Consigliere Maggi ha ricordato che le imprese che rispondono a questi requisiti sono quasi 140.000 questo significa che occorrerebbero, per volere accontentare tutti, più di 2 miliardi di euro. Da una parte si chiede concretezza e dall’altra non si prevede nessuna copertura finanziaria, non si dice dove si trovano i soldi, si fanno dei conti sbagliati e si propongono delle mozioni che oltre, ripeto, alla demagogia a mio avviso non hanno niente.
Sono anche contento che la Lega ed il suo leader abbiano imboccato la strada della protesta su tutto quello che sta facendo il Governo nazionale e locale, anche regionale, perché questo li ha portati in questi mesi ad un calo dei consensi, tanto è vero che nei sondaggi stanno precipitando.
Ci vorrebbe un po’ di serietà, che si parlasse di cose concrete e soprattutto non si facesse demagogia su un tema così delicato per le centinaia di persone e per la crisi economica delle imprese che direi quasi storica. Su questi argomenti non possiamo permetterci la polemica gratuita, né la demagogia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Visto e considerato che il Consigliere Marconi mi ha tirato in ballo rispondo: proprio qui parliamo di demagogia? In televisione, Consigliere Marconi, qualcuno ha detto che le imprese avrebbero ricevuto nel giro di 48 ore, e non mi potete smentire, il finanziamento di 25.000 euro, questa è demagogia. Se una persona chiede a un funzionario bancario se è possibile ricevere nel giro di 48 ore un finanziamento questo risponde che è demagogia ed è ancora di più demagogico dire che la cassa integrazione arriverà il 15 aprile, falso, non è possibile! Questa è demagogia! Soprattutto diciamo stupidaggini agli italiani, in questo caso anche ai marchigiani. La demagogia è proprio questa: cassa integrazione il 15 aprile, finanziamento nel giro di 48 ore. Vergogniamoci a dire queste cose in televisione, in questo modo siamo concreti? Penso proprio di no perché si stanno ingannando gli italiani.

PRESIDENTE. Mozione n. 641. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 642. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 644. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Non è per la dichiarazione di voto, che chiaramente è favorevole, ma solo per comunicare quanto mi ha detto per telefono il Governatore Ceriscioli: la mozione è accoglibile ed ha già predisposto una lettera che domani sarà trasmessa al Governo.
L’atto, come avete letto tutti, prevede il rinvio della scadenza del pagamento delle partite Iva delle aree terremotate. Quello che ci fa sapere il Presidente Ceriscioli è che la richiesta che farà è esattamente quello che ho detto stamattina nel mio intervento e cioè che non viene rinviato il pagamento del 30 giugno sommandolo a quello del 31 dicembre, ma slitta complessivamente il pagamento di 10 rate ed invece che partire dal 30 giugno parte dal 31 dicembre. Grazie.

PRESIDENTE. Mozione n. 644. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 646. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. La mozione l’ho già illustrata abbondantemente, ho preso atto della indisponibilità ad inserirla nella risoluzione pur avendo la maggior parte dei punti che coincidevano, chiedo comunque di votarla, ci sono alcune cose inserite in più, come la questione del turismo religioso e delle realtà imprenditoriali legate a questo ambito. Chiedo un voto favorevole e la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Mozione n. 646. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Carloni, Celani, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Pieroni, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bora, Casini, Giacinti, Giancarli, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Traversini, Volpini.
Astenuti: Bisonni, Busilacchi, Pergolesi, Talè, Urbinati.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 648. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 614
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Giacinti, Micucci, Minardi, Giancarli
“Iniziative a sostegno delle edicole e per incentivare la lettura della carta stampata”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 614 dei Consiglieri Biancani, Giacinti, Micucci, Minardi, Giancarli.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Questa mozione è stata presentata da me e dai Consiglieri Giacinti, Micucci, Minardi ed ha come oggetto “Iniziative a sostegno delle edicole e per incentivare la lettura della carta stampata”. Dico subito che non è stata discussa insieme alle altre mozioni che riguardavano il rilancio dell’economia perché era stata presentata prima del 28 febbraio ed aveva l’obiettivo di prevedere un sostegno, non legato al periodo dell’emergenza del Coronavirus.
Ho presentato anche un emendamento che dovrebbe essere stato inviato a tutti i Consiglieri regionali con il quale nel dispositivo pongo l’attenzione anche alla necessità di incentivare e sostenere i servizi di consegna della carta stampata, in particolare anche nelle zone terremotate e montane. Già questo Consiglio regionale aveva votato una mozione di questo tipo e purtroppo ad oggi nelle zone terremotate, in alcuni paesi, ancora non arrivano i giornali e la possibilità di una consegna sul posto, a domicilio ed alle varie attività presenti sul territorio potrebbe essere un’opportunità.
Premetto che le edicole hanno contributo nel tempo a garantire il diritto all'informazione dei cittadini, offrendo la disponibilità quotidiana di giornali e riviste anche nei numerosi piccoli centri del nostro territorio. La vendita di giornali cartacei è in continuo calo da anni e le versioni digitali dei giornali non hanno sostituito l'abitudine degli italiani alla lettura dei quotidiani e dei periodici tradizionali. Di conseguenza il settore delle edicole sta vivendo da tempo una crisi che ha assunto numeri preoccupanti. In Italia nel 2019 hanno chiuso due edicole al giorno, il 5,2% del totale. La lettura della carta stampata stimola il pensiero profondo e contribuisce allo sviluppo dello spirito critico dei nostri cittadini.
Alcuni edicolanti per mantenere il rapporto di prossimità con i lettori hanno organizzato, soprattutto in questo periodo, un servizio di consegna a domicilio dei giornali, conciliando a fatica l'attività di consegna con la necessaria presenza nel punto vendita.
Le consegne a domicilio dei giornali permettono di fidelizzare i lettori che per motivi di salute o età avanzata, organizzazione dei tempi della giornata, difficoltà logistiche, non riescono a recarsi in edicola.
Inoltre la consegna a domicilio può essere utile soprattutto nelle località turistiche e potrebbe essere inserita tra i servizi che si possono mettere a disposizione.
E’ importante garantire ai cittadini una informazione qualificata e strutturata, quale strumento di partecipazione consapevole alla vita delle nostre comunità, confermata anche dalla scelta dello Stato che nel bilancio 2020 ha previsto la possibilità di finanziare l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste, anche scientifiche, tra le attività che possono essere fatte con le risorse che lo Stato ha messo a disposizione.
Considerato che nella nostra regione sono stati già avviati contatti tra le rappresentanze sindacali di edicolanti, corrieri ed editori e le realtà che si occupano delle consegne a domicilio, considerato che questo tipo di servizio permetterebbe a molte persone di riavvicinarsi ad una informazione quotidiana seria ed approfondita, la consegna a domicilio potrebbe essere una grande opportunità da una parte per le persone che hanno la possibilità di ricevere i giornali, dall’altra per potenziare le imprese locali che offrono il servizio di consegna a domicilio, che spesso coinvolgono anche i giovani.
Con questa mozione si impegna la Giunta a favorire e valorizzare le iniziative innovative di collaborazione fra editori, edicolanti e corrieri per un servizio di consegna a domicilio capillare dei giornali; a sostenere ed ampliare le iniziative utilizzando ed eventualmente incrementando le risorse disponibili per gli interventi nei settori dell'editoria, dell'informazione, risorse che la Regione ha già previsto e che con questa mozione chiediamo di implementare.
L’emendamento fa riferimento alle zone terremotate, come ho accennato all’inizio, al fatto di sostenere la consegna dei giornali soprattutto nelle aree del sisma e in quelle montane e sottolinea l’importanza di individuare delle risorse sia per questo periodo di emergenza Coronavirus che al di là dell’emergenza.
Voglio ricordare che già diverse Regioni hanno deliberato in questo senso ed hanno deciso di sostenere le edicole, dando la possibilità della consegna a domicilio, incentivando la lettura dei giornali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Intervengo velocemente perché la mozione è stata già illustrata bene dal Consigliere Biancani.
Ricorderete che la scorsa settimana abbiamo approvato la legge sulla promozione del libro e della lettura, di cui ero primo firmatario ed anche relatore in Aula, quindi è ovvio che il tema della lettura sia a me molto caro perché, come ho detto in occasione della presentazione della norma, chi legge sa, chi legge conosce, la lettura è opportuna per l’evoluzione della società, ma soprattutto chi legge sa, conosce ed è meno esposto alle false notizie che girano in rete.
La filiera dei giornali, dei venditori, dei quotidiani ovviamente rientra in questo argomento per cui incentivare il meccanismo di sostegno alle edicole per la consegna domiciliare dei giornali, in modo che il cittadino dalla mattina presto ritrovi il giornale a casa senza dover uscire, senza dover andare per forza all’esterno, credo che sia una bella opportunità, soprattutto per coloro che escono di meno, mi rivolgo in particolare agli anziani, ma non solo.
Abbiamo visto come in questo particolare periodo, il Consigliere Biancani ha ricordato che la mozione è stata presentata prima che iniziasse la crisi sanitaria emergenziale dovuta al Coronavirus, le edicole hanno svolto un servizio, non solo sono rimaste aperte, ma molte si sono organizzate per consegnare i giornali a domicilio ed abbiamo rilevato che, abbiamo dei dati statistici, in questo periodo le vendite dei giornali sono aumentate. Questo vuol dire che coloro che sono abituati ad andare nei locali pubblici a leggere il giornale … voi capite che oggi non sarebbe opportuno sfogliare il giornale da parte di persone diverse, soprattutto se si utilizza la saliva per girare le pagine.
Le vendite sono aumentate, questo dipende dal fatto che la gente è andata all’edicola ad acquistare il giornale e dal fatto che le edicole hanno offerto questo tipo di servizio, che ha un costo perché il giornale ha un prezzo estremamente limitato e molti preferiscono, soprattutto le persone adulte, anziché fare l’abbonamento sul web, cosa che magari è più adatta alle giovani generazioni, sentire l’odore della carta stampata, sfogliare direttamente il giornale ed averlo in casa.
Per garantire l’informazione dei cittadini, proprio perché la lettura è importante e nei luoghi pubblici può diventare oggi un problema di carattere sanitario, penso che questa mozione vada nel verso giusto.
L’ho firmata con il Consigliere Biancani molto volentieri, tra l’altro ho avuto anche delle sollecitazioni in tal senso dalla categoria per arrivare a questo obiettivo perché credo che si possa dare una risposta adeguata per la consegna dei giornali a domicilio, agli editori per sostenerli, agli edicolanti, organizzare una rete, un sistema, per fare le consegne direttamente a domicilio in modo capillare.
Voto volentieri la mozione di cui sono firmatario, condivido l’emendamento che è stato presentato, che prevede anche i luoghi legati al terremoto.
Sostenere la filiera degli editori, dei giornali e degli edicolanti credo che sia un modo, anche questo, per fare cultura e per fare lettura.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ho poco da aggiungere a quanto hanno detto i Consiglieri Biancani e Minardi, intervengo soltanto perché mi sento in dovere di ringraziare le organizzazioni professionali di categoria, che associano le edicole, ed il sindacato dei giornalisti marchigiani perché, come bene sa l’Assessore Sciapichetti, da tempo su questo tema ci siamo confrontati e l’Assessore si è impegnato, Siamo partiti dalle difficoltà oggettive e non solo che esistevano perché in alcuni Comuni del cratere non arrivavano i giornali.
L’emendamento a cui ha fatto riferimento il Consigliere Biancani va in questa direzione, ne abbiamo parlato più volte in Aula, bisogna mettere risorse affinché si intervenga e si supportino i distributori per far si che i giornali arrivino in tutti i Comuni marchigiani, in particolare in quelli del cratere. Questo è un aspetto fondamentale e se c’è da contribuire, come c’è, lo si faccia perché non è pensabile che ci sia qualche Comune in cui i giornali non arrivano.
Ci sono almeno tre obiettivi in questa mozione: garantire la libertà di informazione a tutti, aiutare la carta stampata e sostenere le edicole che svolgono una funzione importante, anche come presidio sociale.
Non solo ho firmato questa mozione e la voto, ma credo che su questo dobbiamo mantenere l’attenzione perché ha a che fare con l’organizzazione e il tessuto sociale della nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Poco da aggiungere a quanto è stato detto dal Presidente Biancani e dai Consiglieri Minardi e Giancarli. Solo un ringraziamento a tutti quelli che hanno reso possibile la continuazione di un servizio così importante, reso ancor più rilevante in questo periodo che tutti abbiamo avuto modo di conoscere e vivere, per cui un ringraziamento ai giornalisti, al sindacato dei giornalisti, agli edicolanti che hanno reso possibile la continuazione della fornitura di un servizio essenziale, come quello di avere il giornale.
E’ vero che siamo nell’epoca digitale in cui molti quotidiani sono on line, anche gratuitamente in questo periodo ma, per me che sono un po’ un romantico, avere il giornale è un piacere. Ancora di più se lo poniamo in relazione alla libertà di informazione, di stampa, di lettura, almeno fino a quando potremo fregiarci di questi diritti.
Mi auguro che non si possa mai rinunciare all’esercizio di questi diritti fondamentali, come la nostra Costituzione sancisce ed in un periodo così difficile ha fatto bene il Presidente Biancani a presentare questo atto che ho firmato e sul quale esprimo il mio voto favorevole finalizzato anche alla salvaguardia di un diritto prezioso, ancor più in questo periodo in cui ci siamo resi conto di quanto questa funzione sia nobile ed importante per tutta la comunità regionale, ma non solo, anche oltre. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Pongo in votazione la mozione n. 614 con il relativo emendamento a firma dei Consiglieri Biancani, Minardi, Giacinti, Giancarli, Micucci.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 19,10