Resoconto della seduta n.161 del 30/04/2020
SEDUTA N. 161 DEL 30 APRILE 2020

La seduta inizia alle ore 10,20
(in modalità telematica con collegamento in videoconferenza)

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dò per letto il processo verbale della seduta 160 del 28 aprile 2020 il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, mediante invio con posta elettronica, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Commemorazione

PRESIDENTE. Chiedo a tutti di mettersi in modalità video perché, come in ogni Consiglio, in questa emergenza, invito l’Aula ad osservare un minuto di silenzio per le vittime del Coronavirus.

(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Comunico che viene rinviata al prossimo Consiglio l’interrogazione n.985 del Consigliere Rapa, che era rimasta sospesa.
L’ordine del giorno odierno prevede le mozioni nn. 616 e 639, rispettivamente dei Consiglieri Marconi, Zaffiri e Carloni e del Consigliere Marconi, che vengono posticipate in quanto non sono presenti i proponenti.

Mozione n. 619
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi
“Covid-19 (Coronavirus) e potenziamento dell’attività didattica scolastica in modalità smart learning”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n.619 dei Consiglieri Fabbri e Maggi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Questa è una mozione abbastanza datata perché l’avevamo presentata all’inizio della pandemia, all’inizio della sospensione delle attività didattiche. In queste settimane abbiamo visto che la modalità smart learning è diventata una pratica utilizzata e diffusa, purtroppo bisogna riscontrare che molte scuole vanno avanti a livello individuale, non c’è un’efficacia paragonabile, alcune sono riuscite ad organizzarsi bene, altre un po’ meno, alcuni insegnanti sono ben contenti di utilizzare la modalità telematica, altri sono più restii, c’è una capacità tecnica che va implementata. In queste settimane abbiamo capito che è molto importante far fare uno scatto tecnico e culturale a tutto il settore ed a questo si collega anche il discorso di potenziare la rete di trasmissione dei dati, parliamo di banda larga e ultra larga.
La Regione dovrebbe fare di più, quindi la mozione mette in evidenza questi due elementi: potenziare lo smart learning, lo smart working, e rendere possibile a tutte le scuole in maniera agevole l’applicazione di queste metodologie.
C’è ancora oggi uno stato di incertezza sulla riapertura delle scuole a settembre: in quale modalità, l’adeguamento delle classi ed altro. Da una parte formare i professori in maniera specifica su questi strumenti, far crescere culturalmente anche gli studenti e le famiglie, dall’altra creare piattaforme più efficaci, portare la trasmissione dei dati a livelli qualitativi superiori.
La mozione, quindi, chiede un impegno della Regione principalmente su questi due settori, uno scolastico e l’altro generale per la trasmissione dei dati e per l’infrastruttura da portare in tutto il territorio nazionale, solo questi due aspetti che ormai nelle settimane il dibattito ha ampiamente consolidato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Mi sembra che la pandemia di queste settimane abbia fatto venire al pettine dei nodi presenti nella nostra Nazione e il collegamento della banda larga e telematico in tutta Italia è uno delle urgenze maggiori.
Bene ha fatto il Consigliere Fabbri a evidenziare questa situazione e mi sembra di poter dire, non avendo il quadro generale di tutta la regione, ma solo di una parte di territorio, che la Regione Marche si è attivata positivamente già da diversi anni, penso al mega investimento di oltre 100 milioni di euro sulla banda larga approvato ormai più di due anni fa e purtroppo i tempi della burocrazia … Questo è l’altro tema sul quale tutta la Nazione si dovrà consultare nel prossimo futuro, è chiaro che non si può bloccare un Paese dietro ad una serie di pareri a volte eccessivi, però, a parte questa riflessione, il grosso investimento, soprattutto nelle aree più disagiate, ha dato i suoi frutti, purtroppo non tutti i lavori sono stati portati a termine, ma già una parte consistente ha avuto il suo effetto e ad oggi c’è la possibilità per molti studenti e molti insegnanti di poter continuare le proprie lezioni anche in questo stato di emergenza. Credo che questo sia dovuto in parte anche agli investimenti che la Regione ha fatto, sui quali bisogna accelerare, bisogna chiedere a tutti gli uffici competenti ed ai Comuni di velocizzare per far si che gli investimenti vengano effettuati in maniera celere, tradotti in opere concrete, per vedere la banda ultra larga ancora più espansa in tutta la regione. Chiaro che questo non basta, come ha detto il Consigliere Fabbri, non tutte le scuole, non tutti gli insegnanti e non tutti gli studenti hanno reagito allo stesso modo ed anche a causa di questi impedimenti si è creato uno iato maggiore tra le famiglie, tra quelle che possono permettersi più accessi da remoto, quindi più tablet, computer e telefoni, e quelle che questa possibilità non ce l’hanno, non necessariamente ricche o povere, ma tra chi ha una connessione veloce e vicino casa, che oggi non ha costi esorbitanti, e chi non ce l’ha, per cui si rischia di avere delle problematiche di questo tipo.
La mozione, partendo da quello che è stato fatto, che credo sia molto, fa bene a sollecitare un incremento di questi interventi, quindi penso che ci possa essere il nostro sostegno, soprattutto un sostegno alla Giunta affinché prosegua l’attività portata avanti in questi anni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Anche da parte mia una brevissima riflessione da ex uomo della scuola.
Condivido la mozione e le sue finalità, anche riguardo a quanto già detto dal Consigliere Fabbri. E’ naturale, e lo non ripeto, che questa emergenza sanitaria abbia messo a nudo un deficit strutturale che noi abbiamo sulle infrastrutture immateriali, intangibili. Lo sviluppo delle infrastrutture immateriali è rimasto indietro e le difficoltà e la carenza l’abbiamo in qualche modo toccata con mano con le nostre aziende che fanno fatica in determinate zone a comunicare, a globalizzare e per questo motivo molti territori non sono attrattivi dal punto di vista degli investimenti. Questa è una situazione che dobbiamo affrontare e in determinati luoghi lo si sta già facendo, però va spinto fortemente sull’acceleratore.
Il discorso che volevo accennare era un altro, tempo fa, mi sembra nel Governo Renzi, ci fu un piano straordinario di sostegno agli insegnanti che dava un bonus di 500 euro per l’acquisto di strumenti informatici, mi pare che la maggioranza degli insegnanti fu invitata ad acquistare degli Ipad per comunicare direttamente, attraverso questo strumento, con gli organi della scuola ed utilizzarlo per il registro elettronico, le lezioni, i consigli di classe, per costruire velocemente una rete per dialogare in modo comunitario.
Il problema adesso è quello di dare un sostegno per questo processo di didattica a distanza, in modalità smart learning, agli studenti e alle famiglie che molto spesso, al di là del fatto che abitano in zone dove la rete fa fatica ad arrivare oppure il segnale è molto debole, non hanno strumenti informatici adeguati perché le condizioni economiche non lo consentono.
Credo che sia opportuno avviare anche un’indagine, un censimento, con tutte le cautele per rispettare la privacy di tutte le famiglie, quelle che sono maggiormente in difficoltà, per dotare i figli di uno strumento informatico, un computer. Oggi i prezzi sono scesi e un investimento di qualche milione di euro in questo settore per cercare di colmare questa lacuna e mettere tutti i ragazzi nelle condizioni di fare smart learning credo che sia importante.
Il Governo centrale l’ha fatto per gli insegnanti con un bonus di 500 euro, se non ricordo male è stato fatto tre o quattro anni fa il Governo Renzi, anche noi dovremmo fare un discorso di questo tipo, soprattutto perché abbiamo delle zone interne in cui ci sono difficoltà di rete ed anche altre.
Un buono per l’acquisto di uno strumento informatico per dotare questi ragazzi e dare un sostegno concreto, al di là delle buone volontà che noi mettiamo in tutti gli atti, in tutte le mozioni che facciamo. Non voglio modificare questa mozione introducendo questo secondo punto, però teniamone conto e qualora dovessimo predisporre dei provvedimenti di sostegno alle famiglie, prevede in ambito scolastico delle somme per dare dei bonus per acquistare uno strumento informatico e mettere tutti nelle stesse condizioni per poter partecipare.
Sono favorevole alla mozione del Consigliere Fabbri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Mi associo a quanto detto, alle problematiche evidenziate dai Consiglieri in precedenza, ci sono zone non raggiunte dalla rete, quindi ci sono studenti che non hanno potuto utilizzare questa nuova modalità di insegnamento.
Oltre a questa difficoltà vorrei segnalare che la modalità learning non può supplire alla didattica in presenza. Mi riferisco in particolare agli istituti tecnici che hanno bisogno di esercitazioni, non soltanto orali; mi riferisco anche agli studenti più piccoli delle scuole primarie dell’infanzia ed anche a quelli della scuola primaria di primo grado, che a volte non hanno sufficienti conoscenze del mezzo e non possono essere aiutati dai genitori, come ad esempio bambini di prima classe, di 6/7 anni, che non hanno il genitore che sa accendere il computer. Vi sembra una cosa strana, però ricevo segnalazioni di questo tipo, ci sono studenti che non si sono mai collegati perché i genitori non sono in grado di entrare nelle piattaforme, non sanno farlo e i bambini hanno perso dei mesi importanti della loro formazione.
Oltretutto, è capitato, non è stato previsto niente per gli studenti che hanno bisogno di interventi individualizzati, non è stato previsto assolutamente nulla, nessun intervento individualizzato, quello che doveva fare l’insegnante di sostegno, aiutare e favorire in presenza, è stato sostituito da qualche telefonata, da qualche video o disegnino. Questa è un tipo di didattica che non ha funzionato per tutti.
Anticipo la mozione che più tardi verrà discussa, ci sarà bisogno di recuperare il tempo perso alla ripresa del nuovo anno scolastico con degli interventi potenziati, dovranno essere disposte più ore di sostegno, dovranno essere previsti affiancamenti al lavoro degli insegnanti per cercare di rimediare ad una situazione che è stata tirata avanti alla bene e meglio perché altro non si riusciva o non si poteva fare. Non faccio nessuna accusa, però c’è bisogno di recuperare il tempo perduto, perché ad un’intera generazione mancheranno mesi e mesi di formazione molto importante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Sommessamente vorrei ricordare il dispositivo della nostra mozione: realizzare tutte le azioni utili in materia di didattica scolastica affinché avvenga potenziato e favorito l’utilizzo di tecnologie digitali e telematiche in modalità smart learning. Ho sentito Consiglieri parlare della banda ultra larga, della possibilità di avere un collegamento su tutta la regione marchigiana, della difficoltà di alcune famiglie con redditi più bassi di avere a disposizione un tablet o un computer o la formazione all’uso di questi strumenti.
Vorrei fare, con tutto il rispetto possibile, un’osservazione sulla formazione degli insegnanti nella didattica scolastica on line. In famiglia ho due ragazze, una fa le scuole medie inferiori e l’altra le scuole medie superiori ed ovviamente c’è uno scambio di informazioni che riguardano i compagni di scuola e, come ha detto all’inizio il Consigliere Fabbri, ci sono modalità completamente diverse ed efficacia diversa per l’istruzione in modalità smart learning.
Questa iniziale esperienza, che viene fatta in un momento così difficile e drammatico, potrebbe essere uno degli aspetti, tanto per essere ottimisti, che potrebbe dare una svolta positiva a un panorama nero ed oscurantista in questa realtà dovuta alla diffusione del virus. Pregherei l’Assessore Bravi, non so se è presente, che è insegnante ed anche Assessore alla scuola e alla cultura, oltre allo sforzo sulla banda ultra larga, di fare una formazione per gli insegnanti per la modalità di insegnamento on line. Vedo insegnanti che insegnano inglese che non sanno la lingua, c’è bisogno di formazione, con grande rispetto per costoro, per tutti gli insegnanti, per il lavoro che svolgono e per la funzione sociale che hanno con uno stipendio da fame, questo lo so e sono vicino a loro.
Questo frangente di difficoltà ha messo in luce, gioco forza, la necessità di non lasciare indietro la formazione dei ragazzi ed anche le carenze del personale docente per alcuni aspetti per l’insegnamento a distanza, che ha modalità e principi completamente diversi rispetto all’insegnamento di presenza. Questo non vuol dire sminuire l’insegnamento che viene fatto in aula dagli insegnanti, per carità, la socializzazione e il contatto diretto sono sicuramente il metodo migliore, ce lo insegna la storia, per l’efficacia della formazione dei nostri ragazzi, però, visto che in questa situazione c’è stata la necessità di sperimentare questa nuova metodologia di insegnamento, credo che questo momento così difficile possa essere messo a frutto per quando si ritornerà in aula - per quando si potrà avere un contatto con l’insegnante, del docente con il discende - anche al di fuori dell’emergenza, nel momento in cui oltre alle lezioni scolastiche ci potrà essere un contatto anche tra gli alunni e gli insegnanti anche al di là della modalità in presenza, in aula, avendo indicazioni precise e contribuendo ad una maggiore efficacia, quindi, l’insegnamento in questa modalità va implementato. Spero che l’Assessore Bravi sia presente e si prenda a cuore anche questa modalità di insegnamento che, finito il Corona virus, potrebbe essere un complemento dell’insegnamento tradizionale in aula per gli insegnanti che è una categoria benemerita, che mette il massimo impegno nella sua funzione e che noi dobbiamo sempre ringraziare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Vorrei fare solo alcune riflessioni. Parto da un quadro generale che purtroppo è quello di un’arretratezza delle infrastrutture e del sistema italiano rispetto a questo tipo di tecnologia. Siamo indietro rispetto ad altri Paesi del mondo dal punto di vista della realizzazione di infrastrutture capaci e idonee a sostenere non solo una didattica a distanza, ma tutto quello che può essere una comunicazione a distanza e uno scambio di informazioni, è per questo che c’è bisogno di grandi investimenti.
Devo ricordare che la Regione Marche da diversi anni sta investendo, con un’azione di potenziamento della rete della fibra ottica per coprire direttamente l’intero territorio regionale, anche in quelle aree che non sono appetibili dal mercato, sono soprattutto le aree montane, e dalle grandi compagnie perché ci sono pochi utenti.
La Regione Marche con un investimento di diversi milioni di euro sta cercando di coprire gradualmente tutto il territorio e questo va nella direzione che io auspico.
C’è poi anche una arretratezza di carattere culturale perché alcuni, ancora oggi, nel 2020, hanno una certa resistenza nell’utilizzo della tecnologia in generale, si trovano male. Penso a noi, ci sono stati dei Consiglieri che hanno avuto delle difficoltà nel fare le sedute dell’Assemblea legislativa a distanza, parto da noi per poi scendere a tutte le altre classi.
Ci sono degli insegnanti che si trovano in difficoltà con questa tecnologia, ma potrei andare su qualsiasi settore, è un discorso anche culturale e di apertura verso quello che secondo me è un futuro a cui non possiamo rinunciare.
L’emergenza di questi giorni non ha fatto altro che rimarcare l’importanza di queste infrastrutture, perché abbiamo capito che in certe situazioni di difficoltà l’unica maniera per svolgere alcune attività è la modalità a distanza.
Detto questo, da insegnante devo dire anche una cosa: vanno fatti degli investimenti, va fatta la formazione, ma alla scuola servono anche altre cose, perché ci sono degli istituti abbandonati e come si dice, con una frase scontata, non hanno neanche i soldi per la carta igienica, purtroppo è vero. Posso testimoniare che ci sono delle scuole che non ricevono finanziamenti a sufficienza per mantenere i servizi essenziali.
La scuola per lo Stato dovrebbe essere uno di quei settori su cui rilanciare, perché la classe dirigente del futuro passa attraverso la formazione dei nostri giovani.
Per ritornare a questa mozione, sono favorevole, mi resta difficile pensare che ci sia qualcuno che possa essere contrario perché un atto del genere è come dire se siamo d’accordo sulla pace nel mondo perché è scontato ed ovvio che il futuro deve essere quello della dematerializzazione ed io non posso concepire che qualche Consigliere possa essere contrario a questo atto.
Aggiungo solo, e concludo, una nota ambientalista perché quando riusciamo a fare delle attività a distanza limitiamo o addirittura evitiamo gli spostamenti fisici e questo genera un minor impatto ambientale in termini di inquinamento dell’aria, di consumo dell’energia e tante altre cose. Questa è sicuramente la direzione del futuro ed è quella che noi tutti dovremmo percorrere sia dal punto di vista culturale che pratico, delle infrastrutture, quindi sosteniamola con degli investimenti importanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Darò un breve contributo, soprattutto per quanto riguarda il tema della banda ultra larga di cui in questi anni mi sono occupato insieme all’Assessore Cesetti.
Ritengo che sia importante mettere nelle stesse condizioni tutti i cittadini e tutti i residenti del nostro territorio regionale, soprattutto quelli delle aree interne, purtroppo non è così, in molte aree la banda ulta larga non arriva e questa è alla base di tutto perché per rimanere in casa e fare i collegamenti, sia per gli studenti che per le strutture pubbliche, come le scuole, è importante che ci sia.
Ricordo che nelle Marche durante l’emergenza si sono fermati i cantieri e per me è stato gravissimo perché i lavori della banda ultra larga potevano continuare, erano quelli in deroga, invece si sono fermati. Ritengo che sia opportuno accelerare perché se continuiamo così per il 2020 non saremo in grado di arrivare a coprire l’intero territorio regionale. Ad oggi per chiedere una autorizzazione servono mediamente 50 autorizzazioni, per fare 10 metri di scavo per inserire un tubo largo come un dito di una mano ci vogliono circa 40/50 autorizzazioni, quindi, secondo me, è importante prendere in considerazione uno snellimento delle procedure perché se continuiamo così la banda larga la finiremo quando andranno a scuola i miei nipoti, ed io non ho figli, e mancherà per parecchi anni. Non è possibile chiedere 50 autorizzazioni per mettere sotto il terreno un tubo largo come un dito, strategico per lo sviluppo, la promozione e il rilancio del nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Il tema della mozione mi interessa per la storia che ho non solo come amministratore regionale, ma per incarichi precedenti, soprattutto per l’appartenenza, che qualcuno di voi nell’intervenire ha sottolineato, alle aree interne.
Il discorso della nuova tecnologia è partito ormai da decine di anni, ci ho sempre creduto, talmente tanto che in qualità di Presidente della mia comunità montana circa 20 anni fa ho dotato il mio territorio di una rete wi-fi che dava per la prima volta, non solo agli studenti, la possibilità di avere una serie di servizi importanti anche a livello economico perché non dimentichiamoci, ad esempio, gli agriturismi, che comunque sono legati alla qualità della vita, nel momento in cui arrivava l’ingegnere o lo scrittore che voleva stare nelle bellissime nostre campagne se non aveva la possibilità di collegarsi al wi-fi non si fermava. Sto parlando di 20 anni fa e noi eravamo riusciti a dare anche queste risposte. E’ chiaro che rispetto alle prime innovazioni ormai se n’è fatta di strada ed è importante, l’ha detto adesso il Consigliere Biancani, che si chiuda velocemente la partita della fibra ottica che dà grandi risposte alle esigenze di tutto il territorio perché ormai la nuova tecnologia può essere quella che fa fare un salto, al di là della ripresa economica, che è tutto da vedere, soprattutto alle aree interne. Io punto su questo perché nel momento in cui sono in cima al Monte Catria, passeggio e riesco a prenotare il biglietto dell’aereo, a prenotare le vacanze dal mio telefonino, significa che il posto dove sono mi dice poco o nulla, ma abito in un luogo che ha delle caratteristiche di qualità di vita migliore rispetto alla grande città. Questo era il tema di 20/30 anni fa e tuttora rimane, quindi dobbiamo correre tanto più nell’insegnamento, quindi nella mozione, perché nelle aree interne l’uso della tecnologia, l’uso della fibra ottica, dà la possibilità di mantenere le classi e la scuola se si utilizza la modalità learning, 20 anni fa c’erano le lavagne intelligenti, con le quali gli insegnanti dal video riuscivano a comunicare con gli studenti. E’ chiaro che ci sono delle controindicazioni, è come quello che facciamo oggi, siamo riusciti a portare avanti il nostro lavoro allungando un po’ i tempi, ma grazie a questa tecnologia abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare, anzi, devo dire che per alcune situazione la modalità telematica è stata molto più pratica perché sarebbe stato complesso mettere insieme tante persone, in alcune situazioni, in così poco tempo e con la stessa facilità, mentre per altre cose si è rivelata più complicata. Spero che prima possibile si ritorni in Aula, però riusciamo a portare avanti il lavoro grazie a questa nuova tecnologia.
Questa mozione serve alla scuola ed io sono più che favorevole, l’importante è che la rete continui a lavorare per dare un servizio completo a tutto il territorio e con grande attenzione, non lasciamo per ultimi i territori meno popolati pensando che abbiano meno interesse, non è così. Quando feci la rete wireless nella mia comunità montana, la TIM aveva già dato il servizio, però andava nei centri dove poteva avere subito degli abbonamenti ed un ritorno economico, dell’agriturismo in mezzo alle colline non le interessava nulla. Quello che noi dobbiamo fare è dare la possibilità di coprire tutto il territorio nella stessa maniera per avere la possibilità di vivere nelle stesse condizioni. A questo punto non solo si dà una risposta agli alunni, ma si dà una risposta anche a livello economico perché tutti sono messi nelle stesse condizioni. Questo è un tema fondamentale, riequilibrio dei territori e servizi, come quello della scuola che può sviluppare tantissimi progetti. Ultimamente, poi ve ne parlerà l’Assessore Bravi, si è continuato a lavorare nella scuola in questo settore, è chiaro che se forniamo gli strumenti e diamo una mano le cose potranno andare meglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Ho chiesto la parola, poi interverrà l’Assessore Bravi, perché è stato evocato il piano della banda ultra larga, quindi vorrei dare una breve informazione.
La fase autorizzatoria coordinata dalla Regione Marche, tramite le Conferenze dei servizi, utilizzando la piattaforma digitale, è sostanzialmente completata, rimangono due conferenze dei servizi, ad oggi ne sono state effettuate 27 e sono state acquisite complessivamente le autorizzazioni per i 204 Comuni, inclusi quelli autorizzati in modalità …, in tutti questi i lavori possono essere effettuati, ne restano da autorizzare soltanto 13.
La vera criticità è nella realizzazione dei cantieri, infatti ad oggi risulta che c’è una percentuale molto esigua di cantieri in lavorazione e con personale ridotto. I rallentamenti sono dovuti spesso alla logistica, alberghi, ristoranti e servizi in genere chiusi, alla chiusura di impianti di calcestruzzo per l’approvvigionamento di materiali per il riempimento di scavi o di forniture in genere, alla sospensione per la mancata possibilità di procedere con attività. Noi come Regione Marche abbiamo evidenziato nelle sedi opportune, con numerose comunicazioni a Infratel, le criticità relative alla realizzazione del progetto che ha avuto una battuta di arresto in seguito all’emergenza Covid. Oggi i lavori che sono in corso sono quelli in cui la forza lavoro è del posto, attualmente dei 162 Comuni solo 9 sono in lavorazione: Pioraco, Ripatransone, Cossignano, Montefalcone Appennino, Ortezzano, Fabriano, Serra San Quirico, Genga e Cupramontana, mentre altri 30 sono sospesi, i rimanenti attualmente non lavorano a causa dell’impossibilità delle consegne del materiale di lavorazione fornito da aziende italiane.
Questo è un po’ il quadro, c’è stato un normale rallentamento a causa del COVID, alcuni lavori sono in corsa.
In alcune realtà, a seguito delle indicazioni del piano “Cura Italia”, è stato istituito un tavolo con tutti gli operatori della telecomunicazione per accelerare le attività di infrastrutturazione a banda ultra larga, in alcuni comuni Telecom ha già completato i lavori e proprio questa mattina ho letto che i lavori in alcuni Comuni della media valle del Tenna sono stati ultimati in questi giorni, comunque con la ripresa dell’attività immagino che ci sarà un accelerazione in questa direzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consiglio regionale per questa mozione che mi permette di fare chiarezza su alcuni punti e penso che vada fatta per tutti.
Rispondo al primo punto perché al secondo ha già risposto l’Assessore Cesetti.
Anche dai vostri interventi si evince che questo tipo di didattica è passata dal livello di curiosità a quello della necessità, non è più un sussidio, ma in certi casi è l’unica forma di educazione che speriamo si superi perché, parlavo ieri con degli insegnanti, manca la relazione e c’è una fascia di studenti dell’infanzia che soffre tantissimo.
Poi c’è un altro livello, noi non dobbiamo solo informare e istruire, ma dobbiamo educare e la didattica a distanza da sola non basta.
C’è anche un altro problema, abbiamo compreso che vanno riprogettati i programmi perché abbiamo degli stereotipi dal 900, abbiamo dei modelli didattici che non reggono, è chiaro che con le videoconferenze non ci si può mettere 4 mesi a fare Manzoni o Leopardi, bisogna rivedere alcune questioni e questa difficoltà si pone a livello di contenuti.
C’è anche un'altra difficoltà, questa didattica ha coinvolto 8 milioni di famiglie, mi lego a quello che ha detto il Consigliere Bisonni e cioè che tutta una squadra del personale Ata e degli insegnanti si è buttata su questa modalità, con quella caratteristica che ha mandato avanti la scuola italiana nonostante le pseudo riforme, cioè la buona volontà e ce l’ha messa tutta ed io ho avuto dei colleghi che mi hanno chiesto di essere aiutati a ridurre in cinque minuti con delle piccole lezioni ‘la scuola di Francoforte’ perché sanno che è una mia passione, mi sono subito messa in moto da questo punto di vista e così le maestre per i piccoli, sapete cosa è emerso? Tutti questi problemi ci dicono che siamo indietro, ma ci dicono anche che ce la possiamo fare perché molti insegnanti preparano molto bene e molti studenti non stanno davanti al computer a riempire il tempo, ma hanno anche capito che cosa significa il tempo, la fruizione dei concetti, lasciatemelo dire perché ci sono stata dietro.
Poi c’è un grosso secondo problema che dico ai Consiglieri Fabbri e Maggi, capisco, ma queste problematiche non sono di competenza della Regione, permettetemi di dirlo con chiarezza, perché io ho elemosinato, mendicato all’Ufficio scolastico regionale per sapere quanti soldi aveva avuto per la didattica a distanza e come li aveva spesi. Ho capito che la somma era di 2,3 milioni, che non mi sembra poco, e sono stati dati alle Marche 28 assistenti informatici in più e il Direttore mi ha detto che ha fatto una rete di scuole capofila e a tutte le scuole sono giunti gli strumenti e la giusta metodologia per connettersi, e questa è stata una risposta che mi ha fatto molto piacere.
Vengo poi a quello che ha detto il Consigliere Traversini che dal mio punto di vista è molto importante e vi spiego perché.
Volevo sapere dall’Ufficio scolastico regionale come sono state distribuite queste risorse così cospicue e cosa ci era stato fatto. Mi è stato detto che sono state usate per la dotazione di strumenti, per gli studenti meno abbienti e per la formazione del personale scolastico (questo lo trovate nella risposta abbastanza corposa che il Servizio mi ha fornito), però resta il problema che ha sollevato il Consigliere Traversini che è quello di capire qual è il ruolo della Regione Marche.
Il ruolo della Regione è politico e vi dico su che sto lavorando: calendario scolastico, risorse 06, detraibilità delle rette per le scuole paritarie, TS, organici, non alle scuole pollaio, sisma, dove ancora non abbiamo la sicurezza di avere il medesimo organico, mentre abbiamo quelle scuole belle che ci sono state donate, aree interne. Ieri ho scritto al Ministro dell’istruzione e le ho detto che esistono Apecchio, Pieve Torina, San Ginesio e Cerreto D’Esi e se vuole una mappa geografica fa un giro. Su che cosa non si dà risposta? Non sulla didattica a distanza, che diventa un palliativo per non pensare ad altro, non si dà risposta sull’offerta formativa marchigiana. Voi avete visto che io sono uscita di brutto, un po’ con l’accetta, ma quando ci vuole, ci vuole.
Quando sono arrivata in Regione ero impiccata: la didattica dei licei musicali, l’organico, le autonomie, 25 erano state ridate a Roma 25, e noi cosa abbiamo cercato di fare? Non abbiamo fatto grosse cose, abbiamo cercato di resistere, di mettere a tema il discorso delle aree interne, dell’organico, delle autonomie.
Il ruolo della Regione è quello che ha detto il Consigliere Traversini, noi dobbiamo insistere sull’organico, sulle scuole e sulle aree interne. Sulla didattica a distanza la mozione l’accogliamo, ma non è nostro compito, io non comprerò un tablet ai bambini perché l’Ufficio scolastico regionale ha i soldi, io sosterrò la famiglia per la riapertura, ma non per gli strumenti, sennò facciamo i doppioni senza sapere qual è il ruolo di ciascuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Concordo con quasi tutti gli intervenuti e sono contento che la visione sia abbastanza unitaria e che il tema stia a cuore di tutti i Consiglieri.
Voglio riprendere soltanto alcuni elementi, il dispositivo chiede di intervenire insieme alle altre istituzioni (MIUR, Provincie ecc.) e che la Regione si faccia promotrice per questa cosa.
I dati che ha riferito l’Assessore Cesetti riguardo alla banda ultra larga mi hanno anche allarmato perché ho sentito che i cantieri attivi sono pochi e che c’è stato un rallentamento.
Questa mozione può servire per mettere tra le priorità queste attività, appena le riaperture e la gestione della pandemia ci consentiranno di lavorare a pieno ritmo.
Lo strumento dello smart learning non può sostituire la scuola in presenza perché socialità ed educazione non hanno la stessa efficacia attraverso uno schermo e tutti noi, nella nostra formazione umana, abbiamo avuto dei rapporti umani che durante il periodo scolastico ci hanno temprato, forgiato e plasmato per la vita, sia tra pari, amicizie che nascono in questi periodi e rimangono per tutta la vita, che nei confronti dei professori. Io ho fatto il liceo classico ed ho scelto di fare geologia perché l’insegnante di scienze era particolarmente affascinante dal punto di vista didattico. E’ uno strumento inevitabile che potenzia la didattica tradizionale ed impone un completo ripensamento della didattica e del materiale perché anche mia figlia, che è diversamente abile, quando è davanti al suo tablet, su internet, i cartoni animati, le canzoncine e i filmati che le piacciono riesce a selezionarli.
Educazione allo spirito critico per dire una cosa fondamentale: cosa può fare la Regione di concerto con il Miur? La formazione dei professori. Noi sappiamo che senza uno standard elevato questo strumento non si riesce a governare, bisogna reintrodurre la meritocrazia. Nella mia esperienza di genitore ed anche di studente c’erano dei presidi che erano costretti a far ruotare alcuni professori di classe in classe altrimenti c’era la rivoluzione delle famiglie. E’ un sistema che in 40 anni si è andato impantanando e adesso occorre il coraggio per riprenderlo in mano. Senza una buona scuola non c’è una buona società. Scusate lo sfogo da ex alunno e da genitore.
Detto questo, la mozione apre due forti aspetti, che ho visto sono considerati anche dagli altri Consiglieri, uno è quello dell’infrastruttura, che dalle mie parti è fondamentale, e l’altro è quello della formazione, gestione ed efficacia dello smart learning. Quando da ragazzo giocavo a pallavolo mi sono slogato un paio di volte una caviglia e se avessi potuto seguire la prima settimana le lezioni da casa, con questi strumenti, non sarei rimasto indietro. Nella pratica si vedono gli ottimi insegnanti che usano in modo efficace questo strumento, che fanno le chat con i genitori, con gli studenti e li seguono anche nel pomeriggio e sono disponibili a chiarimenti, ripetizioni eccetera, sfruttiamo questo strumento che non può sostituire la socialità e l’educazione che si ha in presenza, ma deve essere inserito in maniera organica nella didattica e nella formazione dei programmi. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 619. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 616
ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Zaffiri, Carloni
“Rinvio del referendum confermativo del 29 Marzo”

Mozione n. 639
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Svolgimento separato del referendum confermativo e delle elezioni regionali e comunali”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 616 dei Consiglieri Marconi, Zaffiri, Carloni e la mozione n. 639 del Consigliere Marconi, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ritiro la mozione n.616 e credo che mi seguiranno i Consiglieri Zaffiri e Carloni in quanto la questione è superata perché il referendum previsto è già stato rinviato, il mese scorso, di 7 mesi, se ho ben capito dovrebbe svolgersi entro il mese di settembre, salvo ulteriore proroga.
Questa mozione segue un po’ le caratteristiche di altre che abbiamo fatto in questo tempo, non è a fronte di dichiarazioni ufficiali o di pronunciamenti amministrativi o atti legislativi che il Parlamento nazionale ha preso, ma entra in un dibattito che, mi sembra, ha toccato alcune cronache. Ogni tanto riaffiora la previsione dell’election day, bruttissimo temine di provenienza anglosassone, che nello spirito italiota dovremmo cancellare. Alle elezioni regionali, dal 1970 in poi, sono state abbinate le elezioni amministrative, comunali e provinciali, Nel frattempo ci siamo persi le Provincie e ci siamo persi anche molti Comuni, ma nel nostro appuntamento, quello che segna il lustro 20/25 ecc., ci sono rimasti i pacchetti più grossi dei comuni, non i comuni più grossi, ma una maggioranza relativa e questo va bene, mi sembra che rientri nelle logiche della vita costituzionale, non va bene invece questo tentativo, che penso sia tramontato, perché non ho letto più nulla, ma mi era stato segnalato, di fare insieme anche il referendum, questo non è mai accaduto nella storia della Repubblica, non è mai accaduto che il referendum venisse unito a qualsiasi altra elezione politica o amministrativa, per ovvia ragione, al di là del fatto che questo referendum non ha quorum, quindi non si pone il problema, ma il valore di questa consultazione sarebbe fortemente viziato perché al referendum può andare a votare anche il 10, il 5 o 1% della popolazione, ripeto, è un referendum confermativo che non ha quorum, ma sarebbe gonfiato da una presenza elettorale che le elezioni comunali e regionali in qualche maniera andrebbero ad alterare. Questo già avviene con la coincidenza di regionali e comunali, ad esempio a Senigallia, Macerata e Fermo, per citare i Comuni sopra a 15 mila abitanti, il voto regionale sarà gonfiato da una maggiore partecipazione legata all’esperienza comunale, e questo non né del tutto corretto da un punto di vista democratico perché la democrazia è soprattutto partecipazione, quindi chiedo al Consiglio, per quello che vale, ovviamente, mi rendo conto della relatività di questa nostra iniziativa, di suggerire al Presidente Ceriscioli una indicazione, casomai in sede di Conferenza Stato Regione dovesse venir fuori un argomento di questo genere, portare la voce delle Marche, non ha titolo personale, ma come espressione dell’intero Consiglio regionale.
Non ho aggiunto altro perché abbiamo già fatto una lettera al Presidente Ceriscioli e non ho messo niente in questa mozione che riguardi l’esperienza elettorale. Mi permetto di fare una battuta visto che ancora ieri arrivavano novità riguardo alle modalità elettive, qualche proposta di abolire le preferenze o altro, credo che stiamo scivolando tragicamente nel ridicolo ed è determinato dal fatto che, come hanno fatto Paesi più seri del nostro da questo punto di vista e di lungo corso dal punto di vista democratico, sicuramente più del nostro gli USA e il Regno Unito, al di là di chi attualmente sta governando in quei paesi, finché dura la situazione di emergenza tutte le elezioni dovranno essere portate all’anno successivo, come è stato fatto per il terremoto nelle zono interessate. Credo che anche qui la cosa non dovrebbe essere di grande e difficile attuazione, non c’è da alleggerire la tensione partecipativa, c’è da prendere atto che la tensione partecipativa (raccolta delle firme, candidature, manifestazioni), non è possibile realizzarla, per cui si va ad un altro periodo, non si può immaginare una democrazia a scartamento ridotto dopo che ci siamo sciacquati la bocca il 25 aprile ricordando il grande e vero sacrificio di decine di migliaia di italiani che hanno dato la vita perché una democrazia vera, guarda caso le prime elezioni repubblicane si sono fatte con le preferenze anche a livello nazionale, potesse dare questo tipo di espressione.
Credo che anche il referendum dovrebbe essere prorogato, anche se non comporta una preparazione così complicata, però ho l’impressione che le elezioni regionali si potranno fare, mentre per il referendum, che taglia il numero dei parlamentari, il Parlamento ha la forte tentazione di non farlo. Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma normalmente ci si azzecca, questa è l’impressione che ho riguardo a questo comportamento, che sembra unanime da parte delle maggioranze e delle minoranze in Parlamento. Sta di fatto che in questa fase 2 non avendo ancora definito la scadenza, anche se il Governo ha fissato la data del 31 luglio, su indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, del periodo di dell’emergenza sanitaria, fintanto che vige il divieto di assembramento non si può fare la messa nella mia parrocchia con 7 anziani alla mattina alle ore 8 in una chiesa che normalmente contiene 300 persone, non ci si può andare in 7, quindi, non si capisce perché si devono fare le elezioni quando una riunione o un incontro sono un po’ più numerosi.
Penso che alla fine il buon senso prevarrà come sempre in Italia dopo una marea di chiacchiere, e si andrà al rinvio di tutti gli appuntamenti elettorali, salvo il miracolo, non la previsione di recrudescenza del virus nel periodo autunnale/invernale, come tutti gli esperti, che ormai sono i dominatori della scena politica italiana, ci stanno dicendo, ma una cosa diversa. L’incongruenza la segnalerei con questa mozione, lancerei una sfida al Parlamento, non dico al Governo, chiedendo di tenere separato il referendum dalle elezioni regionali e di fare subito il referendum, credo che su questa materia sia d’uopo che tutte le forze politiche siano coinvolte in una decisione unanime. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Il Consigliere Marconi, senza spirito di polemica, ci spiegherà perché ha paura che al referendum, che è confermativo, partecipi più gente rispetto alle percentuali che si sono manifestate in precedenza.
Credo che la volontà popolare aperta a tutti darà un’indicazione precisa di quello che il Paese vuole. Naturalmente non sarà una partecipazione solo a parole, ma sarà effettiva per cui tutti quelli che andranno a votare per il proprio comune e per la propria regione esprimeranno un parere anche sul referendum confermativo.
Questa è una considerazione di carattere politico e generale, ma quello che vorrei dire è che in questo momento, speriamo di uscire da questa crisi, che oltre sanitaria è anche economica, in cui si ha il terrore che la nostra economia, non solo marchigiana, ma nazionale, non ce la faccia a rialzarsi dopo due mesi di azzeramento dell’economia nazionale e quindi regionale, sprecare milioni e milioni per fare due appuntamenti elettorali mi sembra una cosa da fuori di testa. Secondo me le risorse che abbiamo ora servono per altre cose, non per fare due elezioni, quelle amministrative e il referendum. Risparmiamo questi milioni e diamoli alle aziende per investire, alle famiglie, a tutti quelli che escono provati da questa maledetta crisi. Il Movimento 5 Stelle anche a livello nazionale ha già detto di essere favorevole all’accorpamento di tutte le elezioni in un unico giorno, per non urtare la suscettibilità del Consigliere Marconi in un unico giorno, non election day.
La motivazione più importante e più ponderata a favore del popolo, italiani e marchigiani, è quella di non sprecare soldi per due appuntamenti elettorali, ci sono milioni e milioni che possono essere dirottati in cose più urgenti e non dividere il referendum per una richiesta che scaturisce soltanto da un mero calcolo politico di parte. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Il tema che si è sviluppato in questi giorni, anche sulla stampa, riguarda la data delle elezioni, e non ci appassiona.
Come ha detto il Consigliere Marconi dipende poco dal Consiglio regionale, inoltre i commenti su queste vicende sono sempre estremisti, sia che si assuma una decisione o un'altra.
Farei una valutazione politica sulla data delle elezioni del referendum, il Consigliere Marconi ne ha fatte alcune, potremmo dire che farebbe comodo alle Giunte uscenti andare al voto il prima possibile perché in questa fase c’è una sovraesposizione delle amministrazioni rispetto ai Consigli e alle opposizioni, però mi sembra che su questo tema, come maggioranza e come Consiglio regionale, abbiamo tenuto una linea netta, che è quella di dare più spazio alle valutazioni di ordine politico e sanitario e la lettera che come capigruppo abbiamo scritto e condiviso va in questo senso.
Un tema delicato in questo periodo perché è vero quello che dice il Consigliere Marconi, nella storia non c’è mai stato un accorpamento di referendum o altro, molte cose di questi ultimi mesi purtroppo non erano mai avvenute nella storia, quindi, è chiaro che ci troviamo in una situazione straordinaria. In questa realtà straordinaria è vero che il referendum potrebbe dare un peso ponderato diverso al voto di alcune Regioni che vanno al voto rispetto a quelle che non ci vanno, Comuni che vanno al voto per le comunali rispetto ad altri, è anche vero quello che ha detto il Consigliere Maggi, è sempre un elemento positivo se più gente va a votare.
Abbiamo chiesto di posticipare di qualche mese le elezioni, non per motivazioni politiche, forse, egoisticamente, ci farebbe più comodo andare al voto domani che non a settembre, ottobre o novembre, ma perché abbiamo come linea guida la salute dei nostri cittadini che dovrebbero recarsi a votare. Abbiamo chiesto di far slittare le elezioni e sulla stessa logica credo ci possa essere la possibilità di un accorpamento e, visto che il tema non mi appassiona, poi deciderà il Governo, ci adegueremo senza particolari problemi, ci saranno delle valutazioni più complessive di ordine nazionale. Personalmente su questa mozione credo che mi asterrò essendo una valutazione di ordine politico, la mia posizione non è del partito o della maggioranza, ognuno è libero di votare come meglio crede, però in base a queste valutazioni il mio voto sarà di astensione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Anch’io come il mio capogruppo mi asterrò su questa mozione, però colgo l’occasione per ribadire quanto già ho avuto modo di esternare ai colleghi, non lo farò pubblicamente, ma lo voglio fare in questa sede.
Lo dico anche al mio capogruppo, con il quale condivido la decisione sul voto, non è che noi possiamo lasciare ogni decisione al Governo, anche quelle che ci riguardano, perché ad esempio il tema delle elezioni, se tenerle o posticiparle, ci riguarda direttamente, tra l’altro io non faccio molto affidamento su questo Governo, lo voglio dire, perché un Presidente del Consiglio che continua ad intervenire su diritti costituzionali con provvedimenti amministrativi, credo che sia una forzatura alla quale il Paese e le sue istituzioni non si devono abituare.
Non va bene che il Presidente del Consiglio dei Ministri intervenga sui diritti costituzionali che, sono d’accordo, in questo momento devono essere regolamentati e limitati perché c’è un diritto sopra a tutto che è quello alla salute e alla sicurezza pubblica, però non si può e non si deve intervenire con il decreto del Consiglio dei Ministri, questo non si può fare.
C’è anche il tema delle elezioni che voglio ribadire molto brevemente, se giustamente pensiamo che, compatibilmente con l’evolversi della situazione epidemiologica, bisogna ripartire in questo nostro Paese con tutte le cautele del caso, è evidente che se c’è questa ripartenza le elezioni dovrebbero svolgersi nei tempi previsti, perché, come ho avuto modo di dire, se noi torniamo in fabbrica, torniamo nelle manovie con tutte le cautele del caso, probabilmente torniamo anche dal barbiere, dall’estetista, facciamo le toilettature degli animali, torniamo sulle spiagge, riapriamo con tutte le cautele del caso i ristoranti, è evidente che con tutte le cautele del caso si devono e si possono svolgere le elezioni perché non va bene sospendere o prorogare, quindi, secondo me, nella sussistenza delle condizioni le elezioni si potrebbero tenere nel mese di luglio, anche perché tutti ci dicono che ottobre sarà più pericoloso di adesso, più di luglio, quindi ci sono ragionevoli motivi per votare a luglio.
Diverso il discorso, e questo lo accetterei, se si dovesse ritenere che siamo ancora in piena emergenza e quindi c’è bisogno di governi regionali che siano impegnati su questa contingenza e non in una campagna elettorale, ma non per la paura del contagio, non perché non si possono chiedere i voti, ma perché bisogna essere concentrati sull’urgenza, se così è bisogna avere il coraggio, la sensibilità e la forza di dire che le elezioni dobbiamo tenerle tra un anno e questo periodo deve essere speso a favore dell’emergenza anche perché c‘è bisogno di Governi impegnati nella gestione della stessa e non in una campagna elettorale, ma questo è un altro discorso sul quale sono d’accordo. Rinviarle ad ottobre è una fesseria perché forse sarà più pericoloso di oggi, le elezioni si fanno a luglio o si fanno il prossimo anno. Questo è il tema.
Per quello che mi riguarda non vorrei sentir parlare di quello che s’ipotizza in questi giorni, siccome c’è il pericolo del contagio togliamo le preferenze e facciamo le liste bloccate, così diamo un altro bel colpo alla democrazia, così anche nei governi regionali gli eletti del popolo, nella collocazione delle liste, li decidono quattro segretari di partito che consentano tra l’altro che un Presidente del Consiglio intervenga in questo momento con atti amministrativi. Pensate voi se va bene! Su queste cose dobbiamo dire la nostra perché siamo un’istituzione della Repubblica e lo possiamo dire perché tra l’altro noi, a differenza di tanti membri del Governo e del Parlamento, siamo stati eletti e scelti dal popolo e non soltanto dalle segreterie dei partiti, vero che i partiti ci hanno messo in lista, ma poi ci ha scelto il popolo e queste cose noi le dobbiamo gridare con forza anche in questa sede. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Questo è un tema che non dovrebbe appassionare più di tanto, però le condizioni per ragionare in maniera pacata devono esserci altrimenti se ne leggono di tutti i colori, l’ultima, quella che ha detto l’Assessore Cesetti, delle famose liste bloccate.
Il problema non è la data delle elezioni, luglio piuttosto che novembre, il problema è come si arriva e credo che questo sia l’argomento di tutte queste mozioni e quello che il Consigliere Marconi voleva mettere in evidenza.
Noi siamo in un momento di grande confusione, sfido voi ad avere una risposta alla domanda: cosa si può fare l’1 o il 4 maggio? Ognuno ha una sua interpretazione dei DPCM, di queste ordinanze regionali e probabilmente di qualche ordinanza dei sindaci locali, quindi la domanda è: come ci si arriva alle elezioni? Qual è il percorso da questo momento sino alla data, se fosse, di luglio, come ha detto l’Assessore Cesetti o qualche, secondo me, non avveduto Governatore regionale? Il percorso è questo, non sappiamo come organizzarci. Assessore Cesetti, le elezioni non sono paragonabili al lavoratore che torna in manovia o alla riapertura del parrucchiere, che farà entrare un cliente alla volta e lavorerà in determinate condizioni, lo stesso per il barbiere, come per chi lavora in una determinata azienda. Sulla manovia saranno distanti e ogni 3 ore saranno costretti a sanificare.
Ditemi come si fa a fare una campagna elettorale e a dare informazioni alle persone in questo periodo. E’ possibile fare un’adunanza? No! E’ possibile fare una riunione? No, perché in una stanza non ci possono stare più di 10 persone a distanza di 2/3 metri, si creerebbe un flusso di persone nell’arco della giornata e soprattutto nei fine settimana perché in genere questi incontri vengono fatti nel week end ed andrebbero a cozzare con le disposizioni che fino adesso sono state impartite. Queste sono le cose fondamentali. Chi vince questa cosa? Chi magari ha più risorse da mettere in campo per fare manifesti, per dare informazioni on line, per lavorare sulle piattaforme, per lavorare su…. Questa non è democrazia, tutti devono essere messi in condizioni di dare informazioni, quella che noi chiamiamo campagna elettorale, adesso la potremmo definire informazione al proprio elettorato. Poi c’è un altro aspetto, nei momenti di emergenza, come questo virus, la campagna elettorale o l’informazione si focalizzerebbe su un solo argomento, mettendo chiaramente in secondo ordine tutti gli altri problemi che un territorio ed una Regione hanno. Dobbiamo acquisire necessariamente un po’ di tranquillità da questo punto di vista.
Ci sono anche altri due aspetti significativi, se le democrazie più avanzate del mondo, come l’Inghilterra, decidono di procrastinare tutto di un anno, noi ci preoccupiamo di pochi mesi perché qualcuno potrebbe dire che il politico lavora per sé stesso, ma stiamo scherzando! Io rifuggo da questa situazione, da questa ipotesi, Assessore Cesetti, siamo pazzi a pensare una cosa del genere, allora facciamolo domani mattina.
L’altro aspetto è che noi non saremo in regime di prorogatio, è una proroga vera a tutti gli effetti, per cui questi mesi 7/8 che saranno, dovranno essere impegnati in modo forte per risolvere questi problemi perché potremo lavorare alla loro soluzione e non soltanto per l’emergenza sanitaria, ma anche per quella economica. Se si votasse tra qualche mese tutti questi provvedimenti non si prenderebbero più perché si lavorerebbe solo per l’ordinario, quindi, che cosa raccontiamo a tutti gli artigiani, a tutte le aziende e a tutte le partite IVA che ci chiedono dei provvedimenti attuativi veloci per poter sbarcare il lunario?
Un altro punto è quello che ho detto anche l’altra volta, come si fa a fare una campagna elettorale con uno spirito che in determinati territori è a terra anche perché ha subìto delle bastonate per lutti, morti, ed io vado a fare la campagna elettorale? Vado a portare il santino o mando per posta il mio programma, con la mia faccia, con cui chiedo di darmi il voto quando loro stanno affondando?
Chiariamo un attimo questo aspetto, riflettiamoci su, si prenda tempo e mi auguro che il Governo ragioni su questo tema, non faccia sempre sceneggiate da DPCM, si metta a ragionare, convochi i Governatori e si vada alle elezioni quando tutto questo sarà finito, soprattutto con l’impegno da parte nostra di impiegare questo tempo, da adesso alla prossima data delle elezioni, per lavorare sodo e risolvere i problemi. Questa è la serietà, il resto è populismo. Grazie.

PRESIDENTE. Concordo con la posizione del Consigliere Celani, ho avuto già modo di esporla nella Conferenza dei Presidenti a livello nazionale e condivido anche la presa di posizione di tutti i capigruppo che hanno inviato la lettera al Presidente Ceriscioli.
Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Le parole dell’Assessore Cesetti mi lasciano stupito, una critica di basso livello sul fatto che il Parlamento deve legiferare. Questo è giusto, in tempi di ordinaria amministrazione sarebbe stata una critica corretta, ma quanto ha detto l’Assessore Cesetti non ha nessuna logica, perché il DPCM è un atto amministrativo e non ha forza di legge, come lui affermava, ed in questi momenti è l’unica cosa che ci permette di fare un atto con un’esecutività immediata ed in questa situazione non possiamo farne a meno. Poi il fatto che lo Stato deve sottostare alle Regioni non ha senso di esistere perché l’articolo 120 della Costituzione prevede che quando è in gioco l’incolumità pubblica lo Stato può sostituirsi alle Regioni, alle Provincie e ai Comuni, è un fatto costituzionale, di diritto acquisito.
Quindi, quando c’è un pericolo per l’incolumità della salute pubblica, lo Stato può agire direttamente ed essere sovraordinato a tutti. Non capisco perché in questa situazione si debba dare tutto al Parlamento, in tempi normali sarebbe stato giusto e mi domando, Assessore Cesetti, se ci fosse stata al Governo in questo momento la destra cosa avrebbe fatto, visto le intenzioni che ha non essendo al Governo? Direi di restare calmi e di ragionare con la logica e non con uno spirito di contrasto che adesso non ha senso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Chiedo innanzitutto il voto per l’appello nominale, poi qualche breve considerazione non certo per i 50 che ci stanno ascoltando in web, ma per i Consiglieri che non si sono pronunciati, nè per l’astensione nè per il voto contrario, cercando non di convincerli, ma con molta serenità di avanzare qualche ulteriore motivazione anche alla luce del dibattito che c’è stato e che mi sembra abbia toccato tutto, ma pochissimo il tema della mozione.
Rimango perplesso Consigliere Micucci della sua premessa nel dire che l’argomento elezioni non l’appassiona ed è stato detto anche da altri. Io invece sono convinto che questo deve essere l’unico tema che ci appassioni, perché vedete sulle soluzioni tecniche anch’io sono dell’idea che in una situazione particolare - come mi insegnavano a diritto amministrativo all’università - la valutazione tecnica vale il 90% delle decisioni, in altre il 50%, in altre ancora il 10%. In questa situazione i tecnici e i cosiddetti scienziati non ci azzeccano in niente, perché oggi dicono una cosa e dopo 2 settimane ne scoprono un’altra, sono loro stessi in difficoltà, quindi, non possiamo che fidarci di chi ha in mano alambicchi e microscopi e seguire quell’indirizzo, quindi, non credo che un Governo diverso da questo farebbe cose diverse. Il problema è quel 10% sul quale deve decidere la democrazia, il popolo.
Non è indifferente fare un referendum in una data e farlo insieme ad altre elezioni, votare alle regionali in una data oppure in un'altra e vado alle motivazioni. La prima motivazione e che con il terremoto il Governo ha dato la possibilità ai Sindaci di essere rieletti per la terza e la quarta volta, se sono sopra o sotto una certa soglia di abitanti, perché hanno iniziato un certo discorso con loro e con loro lo vogliono continuare, quindi, sul solco di quello che ha riferito l’Assessore Cesetti, che ha detto una cosa di buon senso: o si vota a luglio, ma è un’ipotesi senza nessun fondamento perché per tutto giugno ci sarà ancora il divieto di assembramento, oppure si va addirittura all’anno prossimo, continuando con quelli che hanno avviato questa fase. Con tutte le centinaia di ore di discussione che abbiamo fatto siamo diventati degli esperti nel settore, i nuovi Consiglieri dovrebbero iniziare tutto da capo, apprendere conoscenze, modalità e relazioni che noi abbiamo già sviluppato, quindi quello che dice l’Assessore Cesetti ha un senso.
Ieri ho sentito un dibattito televisivo in cui si parlava del fatto che il Presidente del Consiglio dei Ministri non andrebbe rimosso, dovrebbe diventare una specie di commissario d’Italia perché ormai è esperto nella materia. Questo mi sembra un po’ eccessivo, ma è una valutazione che fanno anche gli Italiani, perché più di un sondaggio dà al Presidente del Consiglio un riconoscimento, forse non meritato, di oltre il 50%, perché in questo momento, anche se ha mille difetti, anche se è arrivato lì senza una legittimazione popolare, certamente democratica parlamentare ma non popolare, anche se è saltato in due governi opposti uno dall’altro, è un po’ il babbo di tutti da sostenere.
Mi permetto di dire, e questo lo sosteneva anche il Consigliere Micucci e questo dovrebbe farvi rivedere la posizione, non voglio sfidarvi su questo tema perché siete il gruppo più grosso e probabilmente avete già deciso al vostro interno di prendere una linea, ma è possibile che un referendum di questo tipo vedrà nel Molise la partecipazione Molise al 3%, sfido chi andrà in Molise a votare, mentre nelle Marche voterà il 65%, in Toscana il 70%, in Campania il 55%. Questo non è un referendum nazionale, diventerà un referendum di 7 regioni, mi sembra che ci sia anche la Valle D’Aosta, è evidente un vulnus democratico riguardo a questo e mi meraviglio che partiti di lunga tradizione democratica dicano che sia uguale. Se venisse fatta è una cosa vergognosa, non so se c’è un indirizzo costituzionale in questo senso o un pronunciamento della Corte costituzionale, io sono d’accordo con l’Assessore Cesetti, in un momento di emergenza non si può sospendere tutto, non possiamo prendere la linea di Orbàn. Ricordo che c’è solo un Presidente in Europa, un capo di Governo che fa parte del Partito Popolare, ed abbiamo deciso di sbatterlo fuori, che ha preso questa decisione vergognosa, nessuno in Europa lo ha sostenuto, neanche le destre, perché non si prendono i pieni poteri, in questa condizione non li ha presi nessuno Governo, da Johnson a Macron fino all’Italia perché? Perché il controllo democratico …, anche se facciamo pena e facciamo cose ridicole, come quelle di stamattina in Parlamento, alla Camera, mezz’ora di discussione se il Presidente del Consiglio doveva portare o no la mascherina. Tutto il mondo ha visto l’Italia discutere per mezz’ora alla Camera, massima espressione del popolo, se il Presidente del Consiglio per parlare doveva indossare la mascherina, però ci sto, questa cosa mi piace perché è ancora democrazia viva, nelle sue debolezze, nelle sue fangaie, perché questa è una fangaia in cui spesso ci troviamo immersi, ma è ancora democrazia.
Rispondo al Consigliere Maggi, sapevo bene quale era la posizione del Movimento 5 Stelle e per ovvie ragioni, ma non mi può lanciare un’accusa di interessi partitocratici in questo senso, sono sui gli interessi, perché la battaglia per la riduzione dei parlamentari è la sua, non scendiamo a questo livello, lei lo sa bene, perché se viene affiancato il referendum ci sarà una parte di elettorato anticasta ancora convinto che risparmiare 15 milioni sui parlamentari sia fondamentale, quelle sono persone che in prevalenza voteranno per lei e allora avrà un vantaggio per le regionali, è una cosa vergognosa, questo sta per succedere ed è per questo che il Movimento 5 Stelle sostiene questa tesi.
L’ultima motivazione che non regge è proprio quella della spesa, perché la spesa per le elezioni va all’85/90% agli scrutatori ed ai presidenti di seggio, Chi sono i scrutatori ed i presidenti di seggio? Gli scrutatori sono ormai da diverse elezioni, per criterio, disoccupati e studenti. Questa è una modalità di restituzione del reddito a piccole cifre che va a persone che non hanno soldi, altro che spreco, basta con questo spreco. Lo spreco è quello che avete fatto dando 600 euro ai notai e agli avvocati, che denunciano 300/400 mila euro di reddito all’anno, avete dato 600 euro alle partite IVA, cioè ai notai, senza nessuna distinzione e non c’è stato nessun provvedimento a favore della famiglia, delle famiglie numerose che sono nella miseria e ci restano perché magari hanno da registrare un periodo da lavoro dipendente e vanno avanti con una cassa integrazione sul lavoro dipendente al 80% dell’50% del reddito, cioè il 40% reale, questo avete fatto Consigliere Maggi e Consigliere Giorgini, avete dato 600 euro alle partite IVA compresi i notai, si sappia in Italia perché questa non è propaganda questo è un fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Non volevo intervenire perché quando si inizia a parlare di campagna elettorale l’argomento mi rimane ostico e non mi appassiona. Ho perso alcuni passaggi della discussione perché nel frattempo stavo lavorando ad una risoluzione con la Consigliera Leonardi per dare questo senso di responsabilità e di unione dei membri del Consiglio regionale in un momento così delicato per l’emergenza del Coronavirus, però sentendo gli ultimi interventi qualcosa mi ha infastidito. Innanzitutto, va bene dire che a livello nazionale ci deve essere un’operatività dell’esecutivo perché siamo in una situazione emergenziale e, quindi concedere pieni poteri al Presidente del Consiglio, ma poi non va bene farlo sui territori e nei confronti delle Regioni e dei Comuni. Bisogna fare chiarezza, se va bene per il Governo, va bene anche per le Regioni e per i Comuni, oppure non va bene in nessun caso. Non va bene concedere pieni poteri se non in caso di guerra, credo che questo preveda la Costituzione, ma questo non è un periodo di guerra, malgrado qualcuno lo voglia amplificare e continuano ad uscire articoli che creano caos e panico ai cittadini, che però iniziano a vedere i numeri e si stanno anche rendendo conto che programmare e gestire l’emergenza in maniera differente avrebbe almeno portato meno disagio agli stessi e non solo, anche agli operatori sanitari e delle forze dell’ordine.
Chiedo di usare un po’ di buon senso, in periodo emergenziale la cosa migliore è non fare scelte di cui poi ci potremmo pentire, però quello che è certo è che vanno rispettati i voti ed il volere del popolo, vanno rispettati i rappresentanti eletti direttamente dal popolo, quindi non scelti e blindati dai partiti, e vanno rispettate le sedi istituzionali nelle quali i rappresentanti del popolo danno indirizzi politici.
Chiedo un po’ di responsabilità, smettiamola di fare la guerra o di difendere l’indifendibile perché non è questa la giornata! Chiedo scusa se mi sono un po’ accalorata, però, mentre sto lavorando per andare avanti uniti su mozioni e risoluzioni di buon senso, sentire questi attacchi non giova alla mia salute. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Volevo fare un fioretto e stare zitto perché parlare non serve a nulla, ma vorrei consolare l’Assessore Cesetti che ho sentito molto preoccupato. Si preoccupa dell’autunno, del Presidente del Consiglio e di quello che sarà, ma non si deve preoccupare perché in autunno finirà tutto, i nodi verranno al pettine, quindi non serve preoccuparsi. Mi meraviglia che non legga il Sole 24 ore, il Corriere, e che ieri non abbia letto le valutazioni che hanno dato le più importanti agenzie di rating sul debito sovrano in Italia, noi siamo BBB-, dopo di noi sa chi c’è nel mondo? 10 anni fa c’è stata l’Argentina e vorrei chiedere ai Consiglieri se hanno qualche parente in Argentina a cui chiedere che cos’è il default e come funziona. Siete tutti morti, siete vivi, come sono le condizioni di vita? Vedo che da noi c’è un’allegria estrema, mi ricorda il film Titanic, duo ore prima che si avvicinasse l’iceberg la sala da ballo era piena, il regno del nulla è di un fascino unico.
Poi vorrei dire una battuta, non capisco perché il Segretario della Lega sia preoccupato, ma è fortunato a non governare adesso, dovrebbe pensare a quanto è fortunato ed invece non lo capisce, fortunato come lui non c’è nessuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Devo rispondere al Consigliere Giorgini che ascolto sempre con molta attenzione, però questa volta ritengo che abbia detto delle inesattezze o abbia compreso male quello che ho detto.
Lo dico al Consigliere Giorgini, ma penso che possa sentire qualcun altro, non si può evocare la necessità di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che è un atto amministrativo, con l’urgenza, non è così, perché per gli atti urgenti c’è un provvedimento legislativo ed è il decreto legge, immediatamente efficace, questo doveva fare il Presidente del Consiglio e sa qual è la differenza? Il DPCM è un atto amministrativo che non è sottoposto al controllo di nessuno, è un atto autoritario illegittimo, secondo me, ed incostituzionale, il decreto legge è sottoposto all’approvazione del Parlamento, che lo può correggere nel suo procedimento di conversione in legge, è immediatamente efficace, ma non solo in occasione del passaggio parlamentare molti possono interloquire ed è sottoposto, come giusto che sia, al vaglio delle Regioni che devono dare i loro pareri, talvolta ci sono delle intese in sede di Conferenza unificata, in sede di conferenza Stato- Regioni, quindi quest’ultime sono messe in condizione di dire la loro sui provvedimenti, non soltanto nelle conferenze informali con il Presidente del Consiglio o con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ma nelle sedi istituzionali, questa è la differenza tra un DPCM e un decreto legge. Questo è necessario anche perché con certi provvedimenti è evidente che si interviene in competenze regionali, talvolta concorrenti, talvolta esclusive, e lo Stato in occasioni come queste, e qui ha ragione il Consigliere Giorgini, si deve anche sostituire alle Regioni. Io stesso all’inizio di questa tragedia dissi che era necessaria una regia unitaria e che lo Stato ed il Governo avocassero a se certe decisioni, ma lo Stato lo deve fare all’interno del Governo e all’interno del percorso delineato dalla Costituzione ed il DPCM non è all’interno del percorso delineato dalla Costituzione, ma è fuori, è oltre la Costituzione.
Infine vorrei dire al Consigliere Giorgini che il Presidente del Consiglio non è lo Stato, perché la nostra è una democrazia parlamentare ed il Presidente del Consiglio non è lo Stato, è semplicemente il Presidente del Consiglio che è stato incaricato dal Presidente della Repubblica, su indicazione di alcune forze politiche, ed ha avuto la straordinaria capacità di farsi indicare in tempi diversi da forze contrapposte, ha avuto poi la fiducia del Parlamento, che deve rispettare perché che gli ha dato la fiducia. Il Parlamento è depositario di certe prerogative, come quella della conversione dei provvedimenti che possono e che devono essere emessi in casi straordinari di necessità e d’urgenza come questo. Lo strumento deve essere il decreto legge e non il DPCM, e a me come cittadino non sta bene, non sta bene come parte di un’istituzione della Repubblica com’è la Regione, come Assessore e Consigliere Regionale, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, operi con atti amministrativi su diritti costituzionali, non mi sta bene e lo grido con forza in questa sede istituzionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Assessore Cesetti, qui stiamo parlando di casi straordinari, di necessità, di urgenza, non siamo in una situazione di normalità. Oltretutto lei sa benissimo che se il decreto legge non viene convertito entro 60 giorni dal Parlamento perde tutta l’efficacia e decade e tutto ciò che si è fatto va perduto, ecco per quale motivo vengono fatti i DPCM, anche se sono atti amministrativi che non hanno forza di legge, in quanto sono una fonte normativa secondaria e non primaria.
Si usano i DPCM perché non ci sono i tempi per la conversione in legge entro 60 giorni, non ci vuole uno scienziato per capire questo e quello che mi sorprende è il fatto che lei faccia parte di una forza politica che è al Governo con noi, se l’avesse fatto uno della Lega sarebbe stato politicamente accettabile, il fatto che lo faccia un Assessore del Partito Democratico a me non sta bene, perché quello che ha detto lei, Assessore Cesetti, e glielo ho spiegato, è una cosa che non sta né in cielo nè in terra, perché c’è una differenza sostanziale in una situazione straordinaria, come questa, tra un decreto legge e un DPCM e gliel’ho spiegato. Grazie.


MOZIONE n. 639. La pongo in votazione per appello nominale chiesto dal Consigliere Marconi, in qualità di Presidente di Gruppo.

Favorevoli: Carloni, Celani, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi.
Astenuti: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Cesetti, Giacinti, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 621
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni
“Tutela per l'ospedale di Camerino e degli ospedali delle aree interne”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n.621 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Noi abbiamo presentato la mozione all’inizio di questa catastrofe, anche perché serve capire, anche se probabilmente la discussione è ancora immatura, quale potrà essere la strategia della maggioranza per gli ospedali che oggi sono impegnati in modo particolare per il Coronavirus, se ci sarà il mantenimento nei territori delle attività che c’erano prima, soprattutto serve per dare una garanzia ai territori sulla presenza effettiva dei servizi.
L’impalcatura della mozione è questa, è un impegno a far si che la Giunta si confronti con il territorio, si confronti con gli amministratori locali, con i sindaci, per vedere quello che c’era prima perché nel momento dell’emergenza non ci sono state le condizioni per discutere di queste cose e si è provveduto ad affrontarla. Adesso ancora non siamo rientrati, però la situazione sembra stia migliorando e probabilmente questo sarà un dibattito che in autunno ci dovrà vedere impegnati per capire cosa succederà in questi ospedali. Come esempio abbiamo citato delle strutture perché abbiamo pensato di vedere quali ipotesi la maggioranza e la Giunta cercheranno di mettere in atto quando si tornerà alla normalità. Questo è il senso della mozione, è molto ampio e va verso le richieste dei territori, dei sindaci, che all’improvviso si sono trovati ‘liberati’ dall’ospedale e quello che svolgeva un servizio al territorio ha visto ricoverati gli ammalati di Coronavirus, ed anche oggi ci sono delle difficoltà. Vedremo cosa succederà, però il senso della mozione è quello di far riflettere, discutere e far avanzare delle proposte alla Giunta affinché si ricomponga la vecchia attività dell’ospedale e in qualche territorio si potenzi anche perché in certe realtà abbiamo visto che è necessario questo passaggio. Magari qualche reparto in più, qualche servizio in più, per far si che la nostra comunità si muova il meno possibile e si dia un servizio all’entroterra perché tutti ne parliamo, ma di fatti se ne fanno pochi e noi vogliamo impegnare politicamente la Giunta in questo contesto.
Questa è l’impalcatura della mozione, ci auguriamo che riscuota il consenso da parte di tutte le forze politiche, è uno strumento importante di confronto, di idee e di valutazioni, quelle che poco fa ho evidenziato anche in riferimento al territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Rispondo innanzitutto dal punto di vista tecnico perché il Presidente non c’è, poi dirò anche qualcosa rispetto al fatto che impegnare dal punto politico e tecnico una Giunta nella cui regione c’è stata una crescita esponenziale dei contagi, tanto da essere parallela come curva …, e questo si capisce anche se uno non sa di matematica, solo un mese e mezzo fa eravamo dietro alla Lombardia ed oggi ci siamo distaccati, la nostra curva è in discesa e tende fortunatamente verso lo zero. Nella giornata di ieri abbiamo avuto 38 contagi, quindi credo che il lavoro sia stato fatto, il lavoro di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, ed è stato deciso con due delibere di Giunta,
Le delibere di Giunta regionale n. 272 del 2020 e n. 320 del 2020 hanno individuato le strutture ospedaliere del sistema sanitario regionale, primariamente dedicato ai ricoveri dei soggetti affetti da Covid 19 al fine di far fronte alla grave emergenza infettiva che ha colpito la nostra Regione ed il restante territorio nazionale.
Come riportato nelle succitate deliberazioni, le misure adottate, e questo è un virgolettato che è molto importante rispetto alle paure che a volte sono state evidenziate sia dal Consigliere Zaffiri che dal territorio, “sono di natura emergenziale e straordinaria e si sono rese necessarie e inderogabili a causa del rapido diffondersi dell’epidemia da Covid 19 sul territorio nazionale, pertanto hanno una validità temporanea, fino alla risoluzione delle criticità”.
È evidente che in questo momento si sta abbassando la curva, per cui la Giunta sta pensando alla riorganizzazione ed ovviamente l’ASUR sta lavorando con tutte le Aree Vaste proprio per questo progetto di ritorno alla normalità, nel quale ha un’importanza determinante l’ospedale Covid di Civitanova. Ieri, in una conferenza delle Regioni, con il Ministro della Salute, la Protezione civile e con il Commissario Arcuri, il Ministro ha chiesto a tutte le Regioni di individuare, possibilmente in luogo decentrato e un po’ isolato, delle strutture da destinare soltanto ai malati Covid con le rianimazioni e con la terapia intensiva e semi intensiva, proprio per far fronte a quello che potrà accadere a settembre, ottobre, novembre, e proprio per poter tornare alla normalità. E’ stata una grande soddisfazione per il Presidente Ceriscioli che era presente perché questa cosa nelle Marche si sta facendo.
Il merito al secondo dispositivo della mozione, al termine del periodo emergenziale, attualmente stabilito per 6 mesi, alla data del 31 gennaio 2020 (delibera del Consiglio dei Ministri), sarà necessario eseguire una verifica della rete dei servizi sanitari e renderla coerente con le disposizioni nazionali e regionali che saranno vigenti al termine del periodo sopra indicato. Mi permetto di dire che il Coronavirus ha cambiato tutti noi, sicuramente alcune cose potranno essere modificate, ma mi sento di poter asserire con fermezza che tutti gli ospedali e i presidi di ogni genere e tipo torneranno ad avere le stesse funzioni che avevano prima, quindi nulla verrà sottratto ai presidii territoriali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Non riaprirò il tema della sanità, che trattiamo in ogni Consiglio da 5 anni a questa parte.
Colgo nel dispositivo di questa mozione la volontà di valorizzare le strutture sanitarie dell’entroterra, che da questa Giunta non sono state ben trattate, e in questo periodo devono essere valorizzate.
Ho visto che la Giunta si è mossa con l’ospedale di Fossombrone, che ha 26 posti letto Covid, non sono di terapia intensiva o sub intensiva, però danno un supporto al territorio.
E’ opinabile in base alle scelte che ha fatto la Giunta battezzare Covid o non Covid quella struttura piuttosto che quell’altra, io avrei fatto una distinzione tra Pesaro e Fano, Covid o non Covid, lasciando Covid Urbino, invece la Giunta ha deciso di fare Urbino non Covid, però ognuno ha la sua impostazione.
Colgo positivamente il fatto che si ritorni a dare la giusta rilevanza alle strutture sanitarie dell’entroterra perché questa emergenza ha confermato la necessità di un’impostazione di politica sanitaria ospedaliera decentrata sul territorio per assicurare la stessa quantità di servizi a tutti, quindi su questa mozione penso di esprimermi in maniera positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Questa mozione mi sembra che sia datata i primi giorni dell’emergenza, quando c’era molta confusione però, senza voler far polemica, ho la sensazione che sia stato montato un caso per poter poi dire: l’abbiamo risolto.
In realtà l’emergenza che si è affrontata non è stata di ordine regionale, ma nazionale e mondiale, quindi il tema non poteva essere Camerino o non Camerino, è stata un’ondata che ha sconvolto la sanità italiana, ma noi oggi parliamo di quella regionale, quindi ha sconvolto la sanità regionale ed abbiamo visto che non solo l’ospedale di Camerino, ma moltissimi altri della nostra regione hanno avuto la necessità di essere riconvertiti.
Devo dire però che fin da subito la delibera datata pochi giorni dopo della Giunta regionale già prevedeva, come era ovvio che fosse … Non capisco come qualcuno possa pensare che una volta termina l’emergenza Covid questi ospedali potessero essere smantellati e non più riportati alla loro funzione originale. Chi pensa questa cosa è pazzo oppure strumentalizza una realtà perché è del tutto evidente che doveva essere affrontata un’emergenza mettendo completamente a disposizione tutta la sanità marchigiana, come è stato fatto anche grazie al supporto degli operatori sanitari, ed è altrettanto evidente che una volta terminata - ancora non si sa quando, oggi ci sono dei dati molto positivi da questo punto di vista, il dubbio se sono definitivi o ci sarà un ritorno di fiamma ce l’hanno tutti a partire dagli scienziati - è stato scritto nero su bianco da parte della Giunta regionale, gli ospedali dovranno tornare alle loro funzioni originarie. Nella delibera della Giunta regionale è stato già scritto che tutte le apparecchiature, tutti i mezzi acquistati per questa necessità straordinaria rimarranno a disposizione delle strutture dove sono stati posizionati, quindi, di fatto è stata data una risposta all’implementazione del servizio, per cui la mozione mi sembra superata da quello che è stato fatto e scritto.
Se invece vogliamo ragionare su quella che dovrà essere la sanità dei prossimi anni, avremo molto da discutere, ma non credo che questa mozione dia la risposta a questo quesito, invece mi sembra che la dia, nonostante si stato fatto nel periodo pre Covid, il piano sanitario che è stato approvato dal Consiglio regionale, perché non credo che questa emergenza, come qualcuno vuole strumentalmente dire, faccia ipotizzare che dobbiamo tornare ai vecchi ospedaletti, uno in ogni comune, riattivarli tutti, ha evidenziato cose diverse: abbiamo bisogno di ospedali nuovi ed efficienti dove poter anche inserire strutture di emergenza perché oggi la nostra regione ed altre non ne hanno a sufficienza, quindi ben vengano gli investimenti verso i nuovi ospedali, ci vuole una sanità del territorio, non degli ospedali o dei piccoli ospedali, poi se vogliamo utilizzare le strutture dei vecchi ospedali per metterci la sanità del territorio ben venga, ma non con le funzioni che avevano 20/30 anni fa, come qualcuno vorrebbe, con le funzioni della nuova sanità del territorio, vicina ai territori, fatta di medici vicini ai territori, di infermieri territoriali e di altri servizi di questo tipo.
Credo che su questo ci sono già state lunghe discussioni e non vorrei affrontarne una oggi, perché il piano sanitario ha già dato delle previsioni a cui chiaramente va data concretezza, vanno date delle gambe. Oggi abbiamo visto la sanità territoriale non le ha se non in minima parte e, come ho detto già altre volte, bisogna per questo chiamare a raccolta la sanità nazionale e i fondi a livello nazionale perché le nozze con i fichi secchi non si fanno.
C’è stata una straordinarietà data dall’emergenza e ci sono state risorse fresche, che mi auguro possano essere mantenute anche in seguito per poter dare delle risposte.
Questa mozione guarda soltanto all’ospedale di Camerino, pensando che qualcuno lo voglia chiudere, mi sembra che i dati siano sotto gli occhi di tutti e che all’epoca la discussione era falsa perché non poteva essere che solo Camerino rispondesse all’emergenza virus per tutte le Marche, così non è stato e di certo non c’è nessuna volontà e proprio oggi il Direttore dell’Area vasta 3 sulla stampa ha dichiarato che l’ospedale di Camerino verrà riposizionato nel suo ruolo, come era ovvio che fosse. Leggo la mozione come un atto strumentale che francamente in questa fase non serve. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Utilizzerò questo mio intervento anche come dichiarazione di voto e faccio presente il mio voto favorevole.
Voglio ripercorrere un po’ quello che credo sia stato il motivo scatenante di questa mozione perché io non sono assolutamente convinta di quello che ha detto qualche Consigliere in precedenza.
Non c’è una strumentalità, ci sono delle preoccupazioni e paure che sono state raccolte, che venivano dai cittadini, sono arrivate anche a me nei giorni di trasformazione, e nascevano dal fatto che in questi anni si è visto un depotenziamento, un depauperamento delle strutture ospedaliere dell’entroterra e dei servizi da queste erogati. La paura, in particolar modo di un territorio che è stato fortemente provato dal terremoto, di vedere in questa riconversione una possibilità di chiusura, anche di alcuni reparti, non solo dell’intero ospedale, per quanto mi riguarda è motivata, una paura che viene da un’esperienza pregressa e che andava sfatata attraverso degli atti concreti.
La mozione supera anche quanto scritto nella delibera, che è arrivata dopo una serie di pressioni e preoccupazioni. Nel momento in cui si è iniziato lo smantellamento è arrivata la delibera, su una richiesta che in quei giorni hanno fatto un po’ tutti, io stessa, di mettere nero su bianco delle garanzie.
Questa mozione chiede anche un potenziamento ed io mi ricollego anche ad un'altra questione perché nella mozione si parla della fine dell’emergenza, se la sanità, che è stata trasformata in sanità Covid, tornerà al più presto all’ordinarietà, se la curva epidemiologica lo consentirà, avremo la struttura Covid hospital di Civitanova che dovrà, è stato detto anche nell’ultimo Consiglio dal Presidente, raccogliere tutti i malati di Coronavirus che hanno necessità di terapia intensiva o semi intensiva, anche se non sappiamo con certezza l’organico che servirà per gestirla. Il Governatore ha detto che presumibilmente servirà anche organico della sanità ordinaria, allora è naturale chiedersi: le nostre rianimazioni, ad esempio quella di Civitanova Marche piuttosto che quella di Camerino, saranno interessate in questa operazione? Il personale verrà tolto da queste rianimazioni e portato al Covid hospital di fatto chiudendo l’ordinarietà di quei reparti, oppure no?
Chiedere la garanzia di quei reparti rientra, secondo me, a tutt’oggi, in una logica importante che riguarda, secondo quanto dichiarato dalla stessa amministrazione regionale, la volontà di ripristinare quanto prima l’ordinarietà delle funzioni della sanità regionale. Pertanto reputo che la mozione vada sostenuta, perché conferma quanto richiesto e quanto necessario per le popolazioni, sia in termini di rassicurazioni concrete che in termini di bisogni, che purtroppo sono emersi, il depotenziamento che c’è stato nella sanità ha portato problemi al nostro entroterra, perciò ribadisco il voto positivo di Fratelli d’Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire, ma sono stato stimolato dall’intervento dell’Assessore Casini, che è intervenuta per conto del Presidente, quindi vorrei fare delle considerazioni.
Da quello che so il graduale ripristino delle le funzioni di tutti i gli ospedali, sia delle aziende ospedaliere che degli ospedali in capo all’ASUR, sta procedendo ed anche abbastanza armonicamente.
Ho letto il piano di riordino dell’ASUR e mi sembra un buono, tra l’altro avviene in stretta collaborazione con tutte le Direzioni sanitarie degli ospedali, con la partecipazione dei professionisti che sono stati, tra l’altro, in prima fila, un mese e mezzo, fa nell’organizzazione degli ospedali Covid per trattare quell’ enorme numero di malati.
C’è un riordino graduale che sta avvenendo in maniera armonica in modo tale che gli ospedali ritornino a trattare quelle patologie che ci sono sempre state e che magari sono andate in sofferenza in questo periodo. Mi riferisco soprattutto agli interventi di chirurgia, di ortopedia d’elezione, di oncologia e anche di altre discipline. Credo che si stia facendo un lavoro importante ed egregio dal punto di vista metodologico, soprattutto con il coinvolgimento dei professionisti, e questo non era scontato.
Vorrei interloquire con l’Assessore Casini quando ha detto che nella Conferenza dei Presidenti, non so chi, ma degli esponenti del Governo avrebbero fatto i complimenti all’Assessore/Presidente Ceriscioli per la realizzazione dell’ospedale Covid a Civitanova Marche, se così fosse, presumo che siano stati stabiliti i requisiti ed i criteri di questi ospedali una delle 5/6 azioni che il Governo deve mettere in campo per la fase successiva, quindi dalle parole dell’Assessore Casini si evince che gli ospedali Covid sono stati già normati da parte del Governo e dovrebbero essere delle strutture che ospiteranno posti di terapia intensiva e sub intensiva, perché se il prototipo è quello, credo che sia riduttivo pensare ad un ospedale monofunzionale, che può essere realizzato e utilizzato in occasione di una situazione di emergenza e che potrebbe rimanere lì in attesa di … Chiamarlo ospedale Covid è un azzardo dal punto di vista della programmazione sanitaria perché io non credo che gli ospedali Covid di cui parla il Ministro, come azioni che le Regioni devono fare per prepararsi ad una eventuale recrudescenze dell’epidemia, siano soltanto strutture dotate di terapie intensive e sub intensive. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Vorrei che mi ascoltasse per correttezza il Consigliere Volpini, che ha parlato di un piano di rientro, la Giunta ancora non l’ha visto, so che lo stanno redigendo, quindi ne sa sicuramente più di me.
Per quello che riguarda quello che ha detto ieri il Ministro alla sanità, non Arcuri o qualcun altro, ma il Ministro della Sanità nella Conferenza con le Regioni, quindi con tutti i Presidenti, cosa che mi ha riferito il Presidenti Ceriscioli, è che dovrà essere predisposta una struttura che sia dedicata al Covid. Chiaro, e lui sa meglio di me, che ad esempio quello di Civitanova non è un ospedale soltanto per intensive e semintensive, ma ha dei moduli da 16 posti che possono essere utilizzati in maniera diversa, ha una sala operatoria per piccoli interventi, un’area per la diagnostica, non è un ospedale lazzaretto, ma può funzionare come una struttura con una base di attrezzature che possano renderla autosufficiente. Quindi non vorrei che passasse che l’ospedale di Civitanova Marche è come un capannone nel quale sono stati buttati 4 letti, ma è un vero e proprio ospedale, addirittura c’è una sala per la formazione dei dipendenti, per la svestizione e vestizione, c’è un’applicazione di altissima tecnologia per tutto quello che riguarda l’abbattimento totale dei fumi e l’abbattimento totale delle cariche batteriologiche, ci sono i percorsi caldi, i percorsi freddi, anche nelle pareti sono stati usati materiali di nuova generazione che sono antibatterici, vorrei anche ricordare che è tutto riutilizzabile e smontabile e può essere utilizzato anche per altre funzioni.
Non mi ero spiegata e chiedo scusa, non esiste un documento ufficiale, ma in una dichiarazione fatta ieri il Ministro della sanità diceva che dovranno essere individuati questi ospedali, possibilmente dedicati e non all’interno di altre strutture ospedaliere, questo è quello che ha dichiarato ieri in sede di Conferenza delle regioni. Da questo a dire che c’è un atto ce ne passa, io non ho detto che c’è un atto o che c’è un piano nazionale, ho solo detto che il Ministro si è complimentato con chi già ha predisposto un pensiero per il futuro, perché è vero che noi stiamo aspettando questo piano che stanno dirigendo le Aree Vaste insieme all’Asur, che non abbiamo visto, che arriverà in Giunta, che verrà approvato dalla Giunta e prevederà tutte le fasi per un rientro allo standard di normalità, però nel frattempo, visto che sono un architetto urbanista e lo faccio anche male, non mi posso permettere di esprimere un pensiero tecnico, però da quello che sento tutti hanno il timore che: uno, questo virus, essendo di tipo influenzale, possa non dare degli anticorpi efficaci per non infettarsi nuovamente, due, non si trovi il vaccino, tre, che ci possa essere un ritorno di infezione nel periodo di settembre ottobre, ed avere un ospedale dedicato ci eviterebbe di ‘sporcare’ gli altri presidi delle Marche, come purtroppo in alcune realtà è successo. Nella mia realtà ad esempio non è successo perché siamo stati fortunati ad essere gli ultimi nell’Area Vasta 5 e ad esserci organizzati come si doveva, però se avessimo potuto fare nell’Area Vasta 5 quello hanno fatto nelle altre aree Vaste e avessimo avuto
il tempo probabilmente l’avremmo affrontato in maniera diversa. Come in tutto il mondo non abbiamo avuto tempo laddove si sono sviluppati focolai, questo volevo dire. Quindi, nessun atto, ma una dichiarazione che ha fatto piacere al Presidente Ceriscioli ed a tutti noi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Vorrei esprimere una considerazione su questa mozione in riferimento anche alla discussione che c’è stata. Per quanto ci riguarda prendiamo atto che c’è un graduale ripristino e questo ci soddisfa perché vuol dire che la situazione sta migliorando, però noi proveniamo da una realtà in cui erano state tolte delle attività a qualche ospedale dell’entroterra, erano stati ridimensionati dei servizi, la preoccupazione è questa. Si discuta con il territorio e con i sindaci per rivalorizzare gli ospedali che sono presenti nel territorio e che non fanno parte di quelli piccoli che sono stati chiusi.
Siamo preoccupati perché nel piano regionale approvato di recente avevamo proposto un emendamento per valorizzare la sanità del territorio con i medici di medicina generale, una modifica che andava a potenziare le strutture territoriali anche con dei primi interventi. Ci è stato bocciato e questo serve per capire le cose. Se oggi ci si dice che ci deve essere la valorizzazione del territorio, allora mi chiedo perché è stato bocciato quell’emendamento che andava in questo senso? Probabilmente perché non l’aveva pensato la maggioranza?
Non è questo il ragionamento che vogliamo fare, è prendere atto della situazione prima del coronavirus, c’erano delle fibrillazioni sul territorio e per certi versi gli atti non hanno trovato riscontro, questo è il senso della mozione, che non è superata, anzi è proprio necessaria in questo momento. Tra un mese, due mesi, forse anche tra tre mesi, quando saremo, speriamo, tutti a regime, vedremo se un territorio avrà bisogno del potenziamento dell’ospedale in essere. Una cosa che non accetto politicamente è che se presenta le mozioni una certa parte politica vanno bene, se invece vengono proposte dall’altra parte politica sono sempre strumentali, questo è un linguaggio inaccettabile per quanto mi riguarda e vorrei che chi continua a fare questi ragionamenti, in questo contesto, si ravveda di questi messaggi, che non fanno parte nè della cultura, nè della storia della Lega e quando presentiamo degli atti probabilmente qualche lezione la possiamo anche dare, anche se non siamo così presuntuosi da sottolinearlo, come purtroppo sento quasi quotidianamente.
Questo è un linguaggio inaccettabile che fa parte della storia che ormai non c’è più e questi ragionamenti per quanto mi riguarda non portano lontano.
Penso che questa mozione risponda a questo ragionamento che, mi è sembrato di capire, ha fatto l’Assessore Casini, un potenziamento, un ripristino, come ha detto il Consigliere Volpini, siamo tutti perfettamente d’accordo, però in questo contesto e in questo ragionamento è chiaro che la minoranza, che è una forza politica presente in questo Consiglio, a qualcuno ogni tanto bisogna … Una riflessione su questa mozione, se le cose vanno bene nella regione, come ho ascoltato da autorevoli interventi, a quel punto sarà superata e noi ne prenderemo atto con soddisfazione, ma se serve per puntellare un ragionamento politico e per far si che la Giunta vada in questa direzione penso che sia attuale perché non si è neanche iniziato a parlare, salvo dei primi passi per tornare alla normalità.
Questo è un ragionamento di buon senso che molte volte facciamo, anche se sappiamo che in questa regione non vengono presi in considerazione, ma noi ci teniamo particolarmente perché mentre si parla di determinate cose i fatti purtroppo danno una risposta diversa, negativa, rispetto a quello che viene sostenuto anche questa mattina, occorre migliorare e potenziare la sanità del territorio, tutte queste cose sono state presentate anche nel piano sanitario, ma non sono state prese in considerazione, ecco perché siamo preoccupati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Consigliere Zaffiri ho portato altre volte questo esempio e mi sembra che questa volta calzi a pennello: un vecchio Assessore del mio Comune anni fa andava all’ufficio tecnico e si faceva dire gli interventi di manutenzione stradale che erano in programma da lì a pochi giorni, poi faceva un comunicato e chiedeva che quelle cose venissero fatte, dopo pochi giorni i lavori venivano realizzati, manti stradali e sistemazione, e si vantava dicendo che era merito suo che aveva fatto l’intervento ed aveva sollecitato. Mi sembra che quando si opera in questo modo non lo dico io che è strumentale, sta nelle cose, quando invece vengono fatte delle proposte per sollecitare, per delle carenze o per delle cose che posso essere ignorate, allora in quel caso non sono strumentali. Non decido io la strumentalità o meno, lo decide chi fa la proposta, questo tema io l’ho giudicato strumentale e confermo il mio giudizio, che può essere errato, ma lo confermo, perché il tema non può essere l’ospedale di Camerino, che si è sollevato il giorno dopo o addirittura poche ore dopo che la Giunta aveva definito pochi ospedali, perché all’epoca si parlava di un’emergenza ancora contenuta. Purtroppo dopo due giorni la Giunta è stata costretta ad allargare il campo d’azione, non più all’ospedale di Camerino, e adesso non ricordo quali altri, ma pochi per la sanità ospedaliera marchigiana.
La mozione è strumentale perché non si poteva chiedere il giorno dopo di farlo ritornare quando ancora eravamo in piena emergenza e non si sapeva che fine avrebbe fatto tutta la sanità perché rischiavamo che non bastassero neanche gli ospedali, c’era una forte carenza e siamo arrivati al limite dei posti di terapia intensiva. Che senso aveva dire che Camerino doveva tornare ad essere ospedale? Oggi, dopo un mese in cui l’evoluzione è stata quella che è stata, mi sembra che tutti possiamo dare atto del buon comportamento della sanità marchigiana, anche grazie alle iniziative della Giunta e riconfermare ciò che di fatto sta nelle cose e cioè che gli ospedali torneranno alla loro piena funzionalità.
La strumentalità me la confermano anche alcuni interventi, perché già oggi si comincia a chiedere, nonostante siano state date ampie risposte, vengono chiuse delle terapie intensive per portare il personale giù? Civitanova Marche non potrà più svolgere il proprio ruolo? Magari si alimenta una polemica alla quale saremo costretti a rispondere ulteriormente, nonostante siano state anticipate le risposte, e per dire che è una bufala questa.
Non dico di stare al pari con le interviste, con la stampa, ma credo che il Direttore e anche altri membri dell’Area Vasta abbiano già chiarito quale sarà l’iter per gli ospedali, nel caso di Civitanova Marche, che è stato tirato in ballo, avere il nuovo ospedale della fiera e spostare i pochi pazienti che sono ancora ospiti degli ospedali di Civitanova Marche e Camerino nella nuova struttura, sanificare quei locali, serviranno diversi giorni, penso settimane, e poi riprendere l’attività. Se in quei giorni in cui gli ospedali saranno di fatto poco operativi il personale si dovesse spostare in altre strutture non credo che sarebbe un dramma. Il personale sanitario per il nuovo ospedale Covid sarà da reperire nelle quattro strutture sanitarie delle Marche, oltre ha quello che è stato aggiunto in questi mesi dal Governo, oltre a quello che la nuova normativa ed i nuovi decreti governativi prevedono per i nuovi ospedali Covid, oltre ai volontari. Necessariamente le quattro aziende marchigiane dovranno dare un contributo per una struttura che, è evidente, sarà mobile nel personale, perché non sappiamo quanti pazienti entreranno, se saremo in una curva bassa saranno pochi, se saremo in una curva alta saranno di più, purtroppo, ed in questo caso il personale dovrà avere un’elasticità nel servire quella struttura.
Su questo sono state date anche le risposte, è inutile continuare a dire che chiuderanno altre terapie intensive, che chiuderanno altri ospedali perché non è così, evitiamo anche qui di fare una polemica preventiva su un problema che non esiste e, laddove, ma non è questo il caso, ci fossero dei problemi evidenziamoli e cerchiamo delle soluzioni. Ripeto, su questo le rispose sono state date ampiamente e quindi confermo che questa mozione non serve, io l’avrei ritirata perché i problemi proposti non sono più attuali, però se volete andare al voto non credo che potrà essere favorevole, sicuramente sarà contrario da parte nostra. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Chiedo scusa, pensavo fossi ancora in tempo per intervenire, quindi mi permetto un piccolo ragionamento stimolato molto dalla riflessione che ha fatto prima la Consigliera Pergolesi che con il richiamo al buon senso mi ha aperto una finestra nella testa e nel cuore per dire che in effetti questa mozione datata 12 marzo poteva sembrare un po’ propagandistica ed eccessivamente tempestiva all’interno di un quadro nel quale oggettivamente bisognava trovare in tutta la regione degli ospedali, inizialmente alcuni non sono bastati e addirittura siamo andati a strutture extraospedaliere, quindi la motivazione che porta il Consigliere Micucci su quella data può aver senso.
Se questa mozione fosse stata discussa il 14 di marzo avrei sicuramente votato contro perché registravo la preoccupazione di un territorio, è ovvio che il comune di Camerino e la città di Camerino si erano preoccupati perché nessuno voleva il Covid, mentre c’erano dei piccoli ospedaletti che invece lo volevano, quelle situazioni un po’ strane in cui ognuno fa delle tattiche municipaliste da 4 soldi, i Sindaci diventano Presidente di Regione e responsabili della sanità non capendoci praticamente nulla, non avendo una visione di insieme e purtroppo trovano in alcuni Consiglieri regionali degli i interlocutori che cavalcano qualche consenso per 5/6 voti, ed è questo il risultato finale quando si fa un’operazione di questo tipo.
Paradossalmente dico al Consigliere Micucci, con molta serenità, che questa mozione oggi acquista un sapore diverso, anche alla luce di quello che ha detto il Consigliere Volpini e anche di quello che ci siamo detti in IV Commissione.
Io sono convinto che non bastano Villa Fastigi e la Fiera di Civitanova Marche, se si parla di recrudescenza i 4.500 posti di terapia intensiva, che avevamo all’inizio della crisi, che nel 2002/2003 occupavamo per il 45-50%, adesso sono stati portati a circa 9.000, è un numero ancora molto distante dai 27.000 che hanno a disposizione i tedeschi, al quale ci riferiamo negativamente, che però se ne fregano ed hanno lasciato le fabbriche aperte, hanno continuato a lavorare, perché hanno i posti di terapia intensiva. Noi abbiamo fatto questo sforzo straordinario, probabilmente unici al mondo per questo tipo di capacità, perché gli italiani danno il meglio di loro nelle emergenze e siamo arrivati a questo punto.
La questione di Camerino sta in piedi, perché è ovvio che va riaperto l’ospedale di Civitanova Marche, è ovvio che gli altri ospedali che vengano anche citati in questa mozione in qualche maniera rientrino nella loro operatività, ma Camerino che fine farà? Lo dovremo mantenere oppure no? La mozione girata in questo senso e riattualizzata in questo contesto, a distanza di quasi due mesi, è ragionevole. Se fossimo stati in Aula e non in questo sacrificato ruolo di registri di noi stessi nel pronunciare discorsi, ci saremo messi attorno ad un tavolo con il Consigliere Zaffiri, con il Consigliere Micucci ed altri ed avremo detto che forse la mozione andava corretta in alcune parti, tolto il considerato che non ha più un’attualità immediata, e la domanda andava riproposta. Nelle aree interne, a parte Fabriano, li ripristiniamo questi ospedali oppure no? Questa è una domanda reale che in qualche maniera la mozione tiene aperta o riapre, una finestra sulla quale una riflessione va fatta. Grazie.

MOZIONE n. 621. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 635
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, Carloni
“Piano straordinario di assunzioni di professionisti psicologi a sostegno della cittadinanza e del personale sanitario a seguito dell’emergenza epidemiologica”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 635 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, Carloni.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Avevo già anticipato ad inizio seduta l’oggetto di questa mozione, che chiede che quanto prima venga creato un piano straordinario di assunzioni per professionisti psicologi, che vengano potenziati i tempi di ascolto e che vengano fatte delle valutazioni periodiche per la diagnosi precoce per sindrome depressiva e di ansia.
Questo perché indubbiamente siamo di fronte ad uno scenario che non è mai capitato e non siamo pronti ad affrontare situazioni di questo genere. Ne vediamo già gli effetti negativi su tanti comportamenti delle persone che sono costrette a rimanere a casa, o tanti studenti hanno visto troncare quasi di netto le relazioni fra di loro o tante altre criticità già evidenti dovute a questa nuova realtà.
Parto dalle nuove generazioni, come ho detto prima abbiamo avuto specialmente nei più piccoli fenomeni di regressione. Sappiamo benissimo che la scuola dell’infanzia ha come primo obiettivo quello della socializzazione, i bambini che non hanno potuto relazionarsi fra loro, per mesi interi, sicuramente avranno degli effetti molto negativi sullo sviluppo. La stessa cosa vale per gli ordini di scuola successivi, la difficoltà di relazione, le relazioni virtuali, quelle che si stanno avendo adesso tramite il web, non sono vere e proprie relazioni, sono falsate perché i cyber confronti sono inficiati da dinamiche che non tengono conto di tanti aspetti, sono relazioni falsate e molto spesso esasperate oppure vanificate.
Abbiamo tante altre criticità, le certezze della quotidianità che avevamo prima non le abbiamo più, sono venute meno a tutti i livelli e per tutti i cittadini. Problemi che c’erano in precedenza si sono amplificati: le famiglie hanno avuto dei lutti e non hanno avuto nemmeno il lusso di poterli elaborare, i problemi economici dei commercianti e di tutte le imprese che sicuramente arriveranno e ci sono già, lo stress e la stanchezza degli operatori sanitari, dei medici e degli infermieri, problematiche già esistenti come quella del terremoto. Ho sentito delle famiglie che dopo 3 anni avevano iniziato a ripartire con tanta forza e con tanto spirito di resilienza e adesso si vedono di nuovo affossate. L’altro giorno parlavo con due commercianti di Caldarola che dopo 3 anni erano riusciti a rimettere su il loro piccolo negozietto di bomboniere - bomboniere, figuriamoci di cosa stiamo parlando - questi sono affossati e ci sono settori che non potranno ripartire.
Prima d’ora non abbiamo mai avuto bisogno di un sostegno a tutti i livelli, quindi quello che si chiede non è tanto potenziare i punti d’ascolto via web o telefono perché questo in parte lo si sta già facendo, tanti Comuni hanno messo a disposizione delle linee telefoniche, ma nell’ottica di una ripresa dobbiamo essere presi tutti per mano ed essere sostenuti. Avremo bisogno di operatori che affiancheranno gli insegnanti nelle scuole perché non avremo più gli stessi studenti che abbiamo lasciato, i piccoli avranno difficoltà addirittura nella manualità fine perché non sono più abituati nemmeno a tenere la penna, i pastelli, avranno difficoltà a relazionarsi fra loro, avremo bisogno di un potenziamento in linea generale, questa è una cosa di cui dobbiamo tener conto perché ci sarà bisogno di sostegno nei momenti difficili della ripresa.
Non dimentichiamo che in tutti i momenti difficili, e lo abbiamo visto anche con il terremoto, ci sono stati addirittura dei picchi di suicidi, dobbiamo evitare questo, dobbiamo evitare che la depressione prenda il sopravvento su tutti noi, questo è l’impegno che, attraverso le graduatorie già in essere, attraverso le nuove procedure concorsuali, chiedo alla Giunta per poter aiutare a ripartire perché da soli non ce la possiamo fare e perché non abbiamo mai vissuto situazioni di questo genere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Rispondo anche a nome del Presidente Ceriscioli su alcune questioni.
In merito agli impegni richiesti alla Giunta Regionale ad attuare le seguenti strategie ed intervento immediato e tempestivo in grado di prevedere supporto concreto ad ogni problematica, sulla base della relazione fornita da ASUR con nota prot. 16177 del 24 aprile, si rappresenta quanto segue.
E’ necessario premettere che nel corso dell’emergenza Covid 19 sono stati attuati interventi di supporto psicologico ai servizi alla persona e ai singoli cittadini, a gruppi e comunità, agli operatori sanitari e ad altre istituzioni coinvolte in applicazione di linee giuda organizzative e concordate dal GORES con le associazioni regionali di volontariato, di protezione civile, specializzate in psicologia dell’emergenza e all’ordine regionale degli psicologi.
Il quadro dei professionisti psicologi che operano nel territorio che sono stati messi a disposizione dalle aziende e dagli ambiti territoriali sociali, dalle associazioni e anche dagli ordini dei psicologi è il seguente: provincia di Pesaro 40 unità; provincia di Ancona 49 unità; provincia di Macerata 32 unità; provincia di Fermo 28 unità; provincia di Ascoli Piceno 28 unità.
Ciò premesso l’Asur nel periodo da dicembre 2019 a marzo 2020 ha assunto 12 psicologi a tempo indeterminato e 9 psicologi a tempo determinato, prorogato n. 3 contratti in essere nelle Aree Vaste che necessitavano di potenziamento di questo profilo professionale.
La rete territoriale esistente, articolata in diversi livelli di coordinamento delle attività, prevede diverse procedure di gestione per tipologia di richiesta di supporto psicologico: a) le richieste di supporto psicologico fatte dai cittadini sono fatte dai medici di medicina generale alle USCA o al numero verde, dotato al suo interno di psicologo o di coordinatore esperto in turno, in ogni turno c’è uno psicologo, già attivo per fornire alla popolazione informazioni o gestire richieste con contenuti prettamente sanitari; b) richieste di supporto psicologico provenienti dagli operatori sanitari sono gestite dagli sportelli dedicati all’ascolto psicologico degli ospedali; c) per le richieste di supporto psicologico provenienti dalle scuole o dai Comuni il numero verde invierà le schede dedicate ai coordinatori delle attività specifiche che contatteranno l’utente e saranno inoltrate alla referente per la formazione.
A tali diverse procedure corrispondono diverse metodologie di intervento psicologico, come il colloquio telefonico di ascolto attivo individuale, il video contatto individuale, il video contatto gruppale e l’invio a servizi ASUR psicologici competenti territorialmente, DSM, per problematiche più complesse emerse.
Per favorire il coordinamento ed il monitoraggio degli interventi è stato creato il sito ad accesso riservato a cura del DSM Area Vasta 2 Asur, c’è un sito al quale connettersi.
Tutti gli operatori che effettuano interventi di supporto psicologico o alla persona sono invitati a mettersi in rete tramite il sito e ad utilizzare la scheda di attività in esso contenuta, anche al fine di monitorare l’insieme delle attività.
Per ampliare infine la rete assistenziale di supporto socio-sanitario e psicologico l’Asur ha esteso il protocollo d’intesa stipulato con Emergency per l’emergenza sisma dell’area montana di Camerino, oggi sede dell’ospedale Covid, e può avvalersi di un team di 3/4 psicologi, psicoterapeuti, formati nella gestione dell’emergenze e specializzati nella gestione del trauma psichico che si alternano nella postazione mobile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Intervengo e credo che il Consigliere Volpini mi possa dare una mano in questo senso perché su questo tema è molto più preparato e più bravo di me nell’esporre.
Tempo fa io ed il Consigliere Volpini ci siamo battuti molto in Consiglio su questo tema, fino al punto di intervenire con due mozioni affinché l’Asur e la Regione Marche istituissero, anche attraverso un progetto sperimentale, la figura dello psicologo delle cure primarie.
Questo è un momento particolarmente significativo ed importante ed in una situazione di emergenza di questo tipo il problema non è soltanto sanitario ma, quando si prolunga, anche di tipo psicologico. Spesso leggiamo dalla stampa e vediamo in televisione reportage di alcune persone, più o meno fragili, che sono andate in depressione e che hanno bisogno di un supporto molto forte dal punto di vista psicologico per superare momenti di crisi, non soltanto a livello sanitario, ma anche a livello socio-economico, che molte famiglie stanno vivendo.
Insieme al Consigliere Volpini ho presentato questo progetto, anche abbastanza dettagliato, invitando l’Asur a fare le sperimentazioni, partendo naturalmente da alcuni comprensori. E’ vero che sono state fatte due conferenze nell’Area Vasta 5 ad Ascoli ed il Consigliere Volpini è venuto a relazionare di fronte ad un gruppo di professionisti, anche abbastanza vasto, sulla diffusione del virus, in un contesto sanitario anche piuttosto riottoso, che appariva non proprio favorevole, cercando di far capire che lo psicologo delle cure primarie non avrebbe tolto nulla al medico di base, ma avrebbe aggiunto qualcosa facendolo lavorare meglio, in modo che potesse occuparsi esclusivamente dell’aspetto sanitario e non di quello psico-sociale.
La sperimentazione che avevo proposto insieme al Consigliere Volpini, era quella di individuare, per esempio, nell’area Vasta 5 due poliambulatori, uno lungo la costa e l’altro nell’entroterra, nei quali mettere un paio di psicologi che potessero affiancare i medici per vedere come filtrare certe situazioni. Credo che questa emergenza purtroppo cada a pennello, quindi mi auguro che si possa cominciare subito questa sperimentazione, inserendo lo psicologo non soltanto nella struttura pubblica fondamentale, ma anche nei territori, perché questa realtà ci ha insegnato che la prevenzione si fa sui territori, non nelle grandi strutture, la prevenzione va fatta sui territori ed aver smantellato alcune strutture territoriali ha portato anche a queste conseguenze drammatiche che abbiamo vissuto.
Ripartiamo dai territori, positiva è l’assunzione, come ha detto l’Assessore Casini, di alcuni psicologi che l’Asur ha fatto a tempo determinato, indeterminato, situati dove? All’interno delle strutture pubbliche, dell’Asur Marche, all’interno di ogni Area Vasta, però è bene che queste figure vengano inserite nei territori, mettendole nei poliambulatori dei medici privati, dei medici di base, dei medici di medicina generale, perché è lì che parte la prevenzione. Ognuno poi farà un iter, lo psicologo delle cure primarie insieme al medico di medicina generale, qualora ci siano delle situazioni più problematiche da affrontare, accompagneranno questi cittadini in un percorso fino ad arrivare alla grande struttura pubblica nella quale altri colleghi prenderanno in carico questi pazienti.
L’atto in questo senso secondo me è validissimo, però torno a ripetere che siamo in ritardo su questo tema. La prima mozione l’abbiamo fatta circa 3 anni fa, poi l’abbiamo ripetuta per sapere qual era lo stato di attuazione, ci fu data una risposta molto vaga, nonostante ci fossero le risorse per iniziare la sperimentazione.
Mi auguro che ora questa sperimentazione parta in pianta stabile perché il futuro sarà questo: avremmo una società sempre più fragile, che dovrà affrontare sempre più spesso emergenze di questo tipo, sanitarie ma anche socio economiche, che dureranno anni, quindi noi dobbiamo dare servizi alla popolazione, partendo esclusivamente dai territori.
Questa è un’occasione da non perdere, è un’occasione tragica, che però capita a fagiolo. Non ci sono costi incredibili per iniziare questo percorso per fare in ogni provincia, in ogni Area Vasta, andando a prendere una decina di psicologi, almeno una sperimentazione annuale, per poi arrivare ad una legge che, ci auguriamo, istituisca lo psicologo delle cure primarie che dovrà affiancare il medico di medicina generale.
Questa figura non deve essere vista come diminutio, anzi è un’esaltazione della figura del medico, che potrà lavorare molto meglio essendo libero da certe problematiche che non sono sue.
Il Consigliere Volpini raccontava di alcune situazioni paradossali, pazienti che andavano in ambulatorio quasi tutti i giorni, e lui non sapeva cosa fare, anche se a lui va il merito di aver sperimentato nel suo ambulatorio questa figura per un po’ di tempo ed ha riferito che tanti problemi sono stati risolti.
Io mi fido dei tecnici e di chi in questa materia ne sa più di me e credo che il Consigliere Volpini abbia a suo tempo manifestato la validità di questo progetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Molto brevemente, anche nell’ultimo Consiglio è stata evidenziata da parte di tutti ed in maniera molto forte l’importanza del territorio come strumento fondamentale nei servizi sanitari, tant’è che sono arrivato a sostenere il ritardo, se non il fallimento, di questa amministrazione rispetto al problema del territorio.
C’è la necessità di un piano straordinario perché nei nostri servizi distrettuali normalmente dovrebbe operare un’equipe di psicologi e di assistenti sociali, che dovrebbe occuparsi dei PEI per i disturbi di attenzione, di seguire gli studenti con problematiche, ma in questi anni, per mancanza di personale non sono più stati fatti, ricordo le ripetute sollecitazioni che erano arrivate dal Garante dell’infanzia, che richiamava le forze politiche, l’Assessore, la Giunta, il Presidente del Consiglio, a prendere atto delle difficoltà in cui si trovavano i nostri distretti sanitari, i nostri consultori, soprattutto per queste figure.
L’assunzione straordinaria che l’Asur ha fatto di 9 o 12 psicologi, adesso non ricordo quelli che ha citato l’Assessore Casini, non va a coprire neanche il 50% di quelli che nel tempo si sono persi. Quanto è avvenuto all’interno degli ospedali per il personale sanitario, infermieristico e medico, è avvenuto nei già fragili servizi territoriali, in questo caso distrettuali. E’ necessario quindi, assolutamente, che si vada al di là del fatto emergenziale, di quello che è successo, che naturalmente ha la sua importanza perché apre una serie di scenari patologici che sono sotto gli occhi di tutti, come ha detto la Consigliera Malaigia, alcuni tipi di disturbi depressivi, fobici, ansia ed altri disturbi di questo tipo.
La strutturazione del territorio sotto questo aspetto è fondamentale perché sono tante le incompiute di questa amministrazione. Ora il Consigliere Celani ha ricordato la mozione che, presentata da tutti, tra l’altro era trasversale, credo che portasse la firma del Consigliere Busilacchi e del Presidente Mastrovincenzo, riguardava lo psicologo delle cure primarie, sperimentazione che doveva essere fatta almeno in ogni Area vasta, in modo di intercettare il bisogno, di intercettare la fragilità dov’è più facile, dove non ci sono filtri, dove non ci sono prenotazioni, dove non ci sono CUP per attivare il servizio.
Nonostante le sollecitazioni e le interrogazioni di quel progetto non si è fatto nulla, oggi, in una situazione di questo tipo, poteva tornare utile un approccio più psicodinamico, più psicologico verso le persone che frequentano e che frequenteranno i nostri studi, i nostri ambulatori dopo la fase acuta.
Quindi, rafforzare i distretti, rafforzare il territorio di queste figure è una cosa da fare, ma non solo per l’immediato, ma per dare una risposta più appropriata alle problematiche che si sono aperte e si apriranno nelle prossime settimane, nei prossimi mesi in virtù dell’epidemia, ma anche per l’ordinarietà di servizi che in questi anni sono stati completamente dimenticati. Per quello che mi riguarda reputo la mozione positiva e voterò favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Vorrei precisare alcune cose, non ho mai detto che durante l’emergenza Covid non siano state predisposte misure a sostegno, sono state fatte anche delle assunzioni, ma era quello previsto e comunque molto risicato.
Sono stati ampliati gli organici, ma in un periodo ordinario, io qui sto parlando di una situazione straordinaria, di un investimento che dobbiamo fare nel futuro, che non può essere risolto con interventi via web da adesso in poi. Non è che quando saremo alla fase 2, 3 e successive, sarà cancellato quello che è stato vissuto, avremmo bisogno di interventi di recupero per disturbi legati a regressioni, ansia, angoscia, stress, stanchezza, timori e sensi di impotenza, quindi è adesso il momento per aiutare il personale sanitario, che è stato impegnato finora, ad affrontare quello che verrà dopo. Già mi immagino che dai medici di famiglia ci saranno delle persone che andranno continuamente a farsi prescrivere ansiolitici e cose del genere.
Vogliamo per una volta prevenire lo stato di disagio che tutti attraverseremo? Questa è la mia domanda, quello che è stato fatto finora ci poteva accontentare in momenti ordinari. Io ho 60 anni e non ho mai vissuto, nè sentito raccontare, tranne che dai miei nonni che hanno fatto la guerra, di periodi così catastrofici, o la facciamo adesso oppure è inutile che stiamo qui a parlare, a fare altri Consigli e a decidere qualsiasi cosa. Grazie.

Mozione n. 635. La pongo in votazione.

(L’assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei chiedere l’anticipo del punto 12 perché dopo, purtroppo, potrei avere dei problemi personali nel seguire i lavori - questa mattina ho anche presentato una risoluzione sulle mozioni nn. 624, 633 e 645 – e questa è una discussione alla quale vorrei partecipare.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, do per approvata l’anticipazione del punto 12.

Mozione n. 624
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Sostegno finanziario straordinario alle organizzazioni di volontariato che collaborano nell'assistenza sanitaria e socio-sanitaria domiciliare”

Mozione n. 633
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Tutela delle persone senza dimora”

Mozione n. 640
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Misure straordinarie a sostegno delle strutture socio sanitarie”

Mozione n. 643
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Emergenza Covid-19: abbattere i costi di iscrizione e frequenza ai corsi per Operatore Socio Sanitario (OSS)”

Mozione n. 645
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giancarli
“Istituzione Alta Scuola di Formazione per il Volontariato nella regione Marche e promozione corsi di pubblico interesse”

Interrogazione n. 980
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Strutture residenziali sociosanitarie e interventi di sostegno domiciliare sociosanitario durante l'emergenza coronavirus”

Interrogazione n. 982
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giancarli
“Interventi di sostegno domiciliare a seguito della chiusura dei Centri diurni e delle disposizioni del decreto legge “Cura Italia” (n. 18 del 17 marzo). Iniziative di “governo” regionale”

Interrogazione n. 983
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giancarli
“Emergenza coronavirus all’interno delle strutture residenziali sociosanitarie. Dati riguardanti contagi e decessi e iniziative regionali”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 624 dei Consiglieri Biancani, Bisonni, n. 633 del Consigliere Bisonni, n. 640 del Consigliere Marconi, n. 643 del Consigliere Fabbri, n. 645 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giancarli e le interrogazioni n. 980 del Consigliere Busilacchi, n. 982 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giancarli, n. 983 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Giancarli, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 624, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Ho presentato la mozione n. 624 il 31 marzo 2020 ed ha come finalità il sostegno finanziario a tutte le organizzazioni di volontariato, soprattutto a quelle che hanno fatto assistenza domiciliare, da un punto di vista sociale e socio sanitario, ma in generale a tutte le associazioni di volontariato che si sono impegnate e che hanno dato un loro contributo in questi mesi di emergenza.
Devo dire che le associazioni in questo periodo non si sono sprecate, anzi, la loro attività grazie ai tantissimi volontari è aumentata ed hanno svolto un ruolo importante a sostegno dei comuni, della regione, a sostegno soprattutto dei servizi socio-sanitari, svolgendo un ruolo importante. Basta pensare al lavoro di assistenza domiciliare, alla consegna della spesa, al sostegno alle persone più deboli, disabili, tutto questo in completa gratuità.
Le associazioni hanno avuto dei grossi problemi legati al fatto che non riescono più ad organizzare le varie iniziative, sia di vendita dei loro prodotti che di socializzazione, ed oggi si ritrovano senza una quantità di risorse economiche che avrebbe consentito di finanziare le attività che portano avanti.
A questo proposito devo ringraziare l’Assessore Cesetti e il Presidente Ceriscioli per il lavoro svolto in queste ultime settimane. La delibera n. 465, che è stata già illustrata dall’Assessore Cesetti, prevede l’impegno della Regione di 1,3 milioni di euro a favore delle associazioni che hanno svolto e che svolgeranno un ruolo di vicinanza alle popolazioni più deboli, di questo va dato merito alla Giunta che è stata tempestiva.
E’ una mozione importante, abbiamo presentato una risoluzione, di cui voglio illustrare parte del dispositivo, il resto poi lo faranno gli altri Consiglieri, il Consigliere Bisonni per quanto riguarda la mozione n. 633 e i Consiglieri Maggi, Pergolesi e Giancarli, se vorranno, per quanto riguarda la mozione n. 645.
Una parte del dispositivo corretto, che è presente nella risoluzione, evidenzia il fatto che occorre sostenere anche quelle realtà e quelle associazioni delle Marche che non sono riuscite a rientrare nella delibera di Giunta n. 465/2020, che non rientrano nei parametri e nelle caratteristiche che questa prevede, tra queste ci sono la Caritas, il Banco alimentare, sono tantissime le associazioni che non rientrano in questo atto.
Ho già parlato con l’Assessore Cesetti, devo dire è stato molto disponibile, per evidenziare la necessità di un ulteriore finanziamento a questo settore perché è importante riuscire a dare una risposta anche alle altre associazioni che non hanno i requisiti per motivi prettamente burocratici e non perché non hanno svolto l’attività di vicinanza alle persone, purtroppo non hanno i requisiti, quindi è rilevante che vengano previste risorse diverse per riuscire a dare una mano alle associazioni che si sono impegnate in questo periodo.
Grazie per aver accolto la richiesta di anticipare le mozioni e la risoluzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 633, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Dirò due parole sulla mozione che ho presentato ed immagino che ciascun firmatario farà altrettanto.
Ho firmato la risoluzione, quindi, non solo condivido le altre mozioni, ma le voto e le sottoscrivo ed alcune con la risoluzione le abbiamo unificate.
Ho presentato questa mozione a tutela delle persone senza dimora, semplicemente per il fatto che di loro non se ne occupa nessuno, non interessano a nessuno, mi riferisco alla società, sono gli ultimi, non hanno potere economico e a volte neanche votano, quindi non interessano.
A me invece, e penso anche ad altri Consiglieri, interessano per cui ho fatto questa mozione perché ci sia una piccola tutela nei loro confronti.
Voglio ringraziare l’associazione degli avvocati di strada che mi ha segnalato questa situazione, sta succedendo in Italia, nelle grandi città prevalentemente, sono state fatte delle multe alle persone senza dimora perché non rispettano la quarantena. E’ più che evidente che sono impossibilitate a rimanere a casa, nel momento in cui la casa non ce l’hanno e il fatto di non avere una residenza fissa li mette in una posizione ambigua nei confronti della normativa. Per cui in alcune occasioni da parte degli operatori che interpretano la legge in maniera rigida, e aggiungo anche cieca, sono state irrorate delle sanzioni. Non me la prendo con gli organi di polizia, ci mancherebbe altro, da parte mia c’è la massima vicinanza, il problema è che probabilmente le leggi non sono così chiare e non hanno previsto anche questa casistica.
La mozione impegna il Presidente e la Giunta ad intervenire presso il Governo per far cessare l’erogazione di queste sanzioni, a richiedere al Governo, questa è una cosa che va risolta a livello centrale, di stanziare delle somme per consentire ai comuni, per lo meno in questa fase emergenziale, di fornire un tetto alle persone senza dimora, utilizzando edifici pubblici o privati e facendo in modo che anche loro possano restare a casa, a garantire il diritto alla salute delle persone senza dimora, consentendo l’accesso immediato alle cure, anche prevedendo attività di monitoraggio sanitario all’interno dei luoghi in cui si trovano. Anche questo è un punto molto importante perché queste persone sono le più esposte al contagio dato che sono per strada, hanno contatti con chi circola, non hanno i dispositivi individuali necessari per proteggersi. Credo che per loro si debba fare uno sforzo per garantire il diritto alla salute.
Tutto questo che ho detto è nella mozione, è stato perfettamente recepito nella risoluzione e sono convinto che l’Aula voterà favorevolmente la risoluzione e di conseguenza quello che avevo chiesto ed indicato nella mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 643, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Abbiamo visto come questa emergenza abbia evidenziato che occorre una grande quantità di personale socio-sanitario per gestire meglio i servizi che dobbiamo erogare. A tal riguardo ci sono i decreti governativi che danno misure straordinarie per l’assunzione di specializzandi e per il conferimento di carichi di lavoro autonomo al personale sanitario; abbiamo i fondi FSE che la Regione sta utilizzando per fare i corsi per gli operatori socio-sanitari, abbiamo delle delibere di Giunta che stanziano questi fondi e definiscono quali sono le modalità di tenuta, di iscrizione e di frequenza.
La Regione Veneto con una propria delibera ha previsto la copertura parziale dei costi di iscrizioni e frequenza, praticamente l’istituzione di voucher formativi individuali.
In questa penuria di personale e nell’estrema necessità di dover favorire l’erogazione dei servizi - abbiamo visto che più di 1.000 persone, dipendenti e personale sanitario, nella regione Marche sono assenti dal lavoro perché affette da Covid - chiediamo di sostenere l’offerta formativa per gli operatori socio-sanitari, agevolare loro la frequenza e abbattere i costi sia di iscrizione che di frequenza perché riteniamo che in questo momento sia da incentivare la formazione e l’assunzione di queste figure, quindi la Regione di concerto con il Governo può stornare o potenziare i fondi europei, mettere anche delle risorse proprie, per consentire alle persone che vogliono diventare operatori socio sanitari di frequentare i corsi e di poter essere assunte, agevolandole abbattendo i costi di inscrizione e di frequenza.
Una mozione molto semplice che in questo momento ritengo possa essere di particolare utilità per tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 980, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. La Regione ha in campo principalmente tre iniziative per monitorare lo stato dei servizi sociali territoriali:
1. una campagna di ricognizione "veloce" presso gli ATS per verificare lo stato dei servizi territoriali, tramite una piattaforma on line. Ad oggi si è chiusa la prima ricognizione, che aveva carattere esplorativo su alcuni temi urgenti (servizi territoriali per disabili, servizi territoriali per minori e presenza di mediatori culturali); è in partenza la seconda, che prevede un aggiornamento e un ampliamento, compreso un approfondimento sulle dimensioni dei servizi attivi;
2. un programma di incontri con i coordinatori di ATS per un ascolto e condivisione sulle buone prassi di rimodulazione dei servizi intraprese nei territori. Ad oggi è stato effettuato il primo incontro (lunedì scorso) e programmato il secondo per il 5 maggio p.v;
3. Un programma settimanale di incontri con le rappresentanze degli enti gestori di strutture residenziali e semiresidenziali per anziani per un confronto sulle criticità e sulle buone prassi
Qui ho alcuni dati, poi ve li faccio avere per poterli fornire agli interroganti, non posso leggerli perché sono dei fogli Excel.
Domanda n. 2: Per quante persone sono stati attivati "percorsi di domiciliarità e/o di prossimità?
Domanda n. 3: Quale sia lo stato attuale dell'offerta dei servizi domiciliari (si possono stimare nei servizi per disabilità e anziani circa 6500-7000 utenti per interventi educativi e di assistenza) per i quali non è stata disposta sospensione né da norme regionali, né nazionali;
Domanda n. 4: quanti interventi vengono attualmente realizzati e, in caso di sospensione, se è possibile conoscere quali siano le motivazioni per cui la sospensione è stata disposta (scelta dell'utente, scelta dell'ente gestore, scelta del titolare di prestazione, carenza di protezioni).
Risposta: la quantificazione degli interventi è in corso nella seconda ricognizione già avviata.
Risposta alla domanda n. 5: la materia è prettamente di competenza gestionale e non di natura programmatoria in quanto le linee di indirizzo a riguardo sono state abbondantemente fornite dall'Istituto Superiore di Sanità per nome e conto del Ministero della Salute. Essendo ASUR l'unica azienda sanitaria territoriale, espressione di tutta la realtà dei servizi e delle strutture sanitarie, sociosanitarie della Regione Marche, le relative attuazioni gestionali delle linee di indirizzo nazionali hanno trovato pronta applicazione su tutto il contesto regionale. Inoltre il Servizio Sanità già in data 27 febbraio 2020, inviava con circolare prot. n. 2567, al Direttore generale e al Direttore sanitario Asur, nonché a tutti i rappresentati degli enti gestori le indicazioni operative per le strutture residenziali e semiresidenziali.
L'Azienda Sanitaria Asur, in data 5 marzo 2020, di concerto con l'Assessorato alla sanità, ha inviato ai Direttori di Dipartimenti di prevenzione, Distretti sanitari, Direzioni mediche di presidio, Centrali operative 118, Direttori amministrativi di presidio, Direttori amministrativi territoriali, URP, SPP, Medici competenti, una nota per indicazioni attuative per l'emergenza Covid-19 ai fini di contenere la diffusione del Coronavirus.
In data 3 aprile 2020 l'Asur ha dato seguito alle disposizioni del 5 marzo 2020, perfezionando le stesse con la pubblicazione della Determina dirigenziale n. 162/2020. Attraverso tale determina l'Azienda ha attivato un sistema di triage delle criticità in grado di monitorare in particolare la situazione all'interno delle strutture per anziani.
Risposta alla domanda n. 6: la Regione, Servizio sanità in collaborazione con il Servizio politiche sociali, ha attivato a partire dal 16 aprile un monitoraggio, a cadenza settimanale, sulle strutture residenziali sociali e socio-sanitarie che ha lo scopo di rilevare per ciascun servizio residenziale del territorio, per il tramite dell'Ambiti territoriali sociali, il quadro degli ospiti e del personale, il fabbisogno di DPI e la segnalazione di eventuali criticità. Contemporaneamente Asur rileva giornalmente a scopo gestionale la situazione delle strutture che si trovano in stato di criticità. Questo monitoraggio è in fase di concertazione e perfezionamento tra Regione e Asur allo scopo di distinguere gli ambiti di indagine, così da non sovrapporsi, per non gravare come richiesta di informazione sulle strutture e sugli ATS, e poter fornire un quadro completo ed esaustivo.
C’è poi un quadro di sintesi del prospetto giornaliero aggiornato al 23 aprile 2020 delle strutture Covid a cura dell'Asur, che faccio avere alla Presidenza per email, così che possa essere distribuito.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Casini, mi sarebbe utile avere per email la risposta visto che richiama molti dati.
Mi sono limitato a riprendere delle domande che erano già state predisposte da alcuni gestori e che sono state inviate a tutti i Consiglieri.
Credo che, come è stato ricordato in questo momento, il tema delle residenze per anziani e per disabili sia molto importante e parallelamente, prima si è parlato di medicina territoriale, vada anche potenziato il servizio domiciliare che oggi viene erogato. Tra l’altro ho visto che anche nell’ultimo D.P.C.M. l’articolo 8 richiama le attività sociali e socio sanitarie e c’è possibilità di intervento per le Regioni assicurando specifici protocolli per prevenire il contagio e la tutela della salute, quindi l’ultimo D.P.C.M. ribadisce la possibilità che noi possiamo intervenire.
Credo che siano molto utili i dati, di cui ha parlato prima l’Assessore Casini, per avere sotto controllo la situazione perché purtroppo, giustamente, ci stiamo concentrando molto sull’aspetto sanitario, però c’è anche quello socio-sanitario che riguarda le residenze, che non può essere lasciato indietro e su cui abbiamo la necessità di avere protocolli e di potenziare la nostra iniziativa, anche per quello che riguarda i servizi domiciliari.
Ringrazio l’Assessore Casini e auspico che ci sia su questo tema un’attenzione. Concludo su questo, prima si è parlato di bambini, purtroppo rischiano di esserci alcune categorie che non dico tralasciamo, ma che non ci possiamo permettere di considerare meno importanti, tra di esse ovviamente le persone non autosufficienti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta alle interrogazioni nn. 982 e 983, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Ho dei fogli Excel con indicate tutte le strutture, se li leggessi sarebbe per tutti una noia infinita, ho già provveduto ad inviare a lei e alla sua segreteria, in questo momento, le risposte con tutti gli allegati da consegnare agli interroganti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Io non ho chiesto di intervenire perché sono d’accordo con quanto ha detto la Vicepresidente, poi sulle interrogazioni credo che interverrà la Consigliera Pergolesi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Credo che sia importante la discussione che stiamo facendo in questo momento perché riguarda le fasce più deboli, coloro che sono più in difficoltà, coloro che hanno meno, quindi nei loro confronti è doverosa l’attenzione del Consiglio regionale, ma direi della Regione Marche.
E’ chiaro che in questo particolare periodo di emergenza legata al Covid abbiamo avuto il sistema delle associazioni del volontariato che hanno svolto e stanno svolgendo un ruolo straordinario. Dico questo perché in un momento di grave difficoltà si sono prestate a svolgere un ruolo in prima linea, ad esempio nella consegna dei farmaci e dei buoni, che i Comuni hanno distribuito attraverso i fondi ministeriali e che giustamente sono stati consegnati a casa dai volontari, evitando alle persone di fare la fila, come di fatto è accaduto, davanti a qualche Municipio, mettendo anche coloro che hanno fatto la richiesta dei buoni alla berlina, perché chi ha chiesto aiuto non ha bisogno di esposizione e su questo credo che il volontariato abbia svolto un ruolo importante, un ruolo centrale nella consegna delle mascherine, dei medicinali, anche di generi alimentari e di buoni spesa.
Queste associazioni hanno bisogno di essere sostenute, hanno bisogno di una mano, va apprezzata la delibera della Giunta Regionale n. 465 del 14 aprile 2020, che ha già stanziato 1,3 milioni di euro, anche con fondi ministeriali, ma credo che con la discussione che abbiamo fatto l’altro ieri, relativamente ad uno stanziamento importante di risorse, che è stato preventivato in 150 milioni di euro … L’Assessore Cesetti ha anche detto: “Una corposa manovra di qualche centinaia di milioni di euro”, quindi, in questa partita dovremo avere la giusta attenzione per mettere in campo un’azione finalizzata a questo mondo, anche perché le associazioni che prestano attività e sono complementari al sistema di solito lavorano nell’ombra e si fanno vedere poco, non sono tutti i giorni a chiedere, ma dobbiamo essere noi pronti a tenerne conto e a dare loro una mano anche dal punto di vista finanziario.
Le associazioni soprattutto nei periodi primaverili, nei periodi delle grandi feste, Natale, Pasqua, sono abituate a vendere nelle piazze i loro prodotti per raccogliere fondi (azalee, gardenie, uova di pasqua) o a fare iniziative pubbliche per raccogliere fondi, che ora non possono fare a causa della pandemia.
Vorrei ricordare un’associazione, lo dico come esempio, senza escludere, per carità, nessun’altra, l’Associazione Adamo della mia città nel periodo del Covid, che ancora non è terminato, ha continuato a fare assistenza domiciliare agli oncologici terminali. Ha personale assunto (medici, personale professionalizzato, infermieri) che ovviamente a fine mese aspetta uno stipendio, come tutti gli altri, e credo che quando ristanzieremo le risorse, oltre i 20,3 milioni di euro per il personale sanitario, anche a queste persone dovremo dare un riconoscimento perché sono andate nelle case, nelle famiglie ad assistere i malati oncologici, cercando di dare sollievo ed evitando ai pazienti di andare negli ospedali con il rischio di essere contagiati.
Le iniziative pubbliche e le iniziative di vendita dei prodotti sono venute meno.
Ripeto, quando ho portato l’esempio di un’associazione non volevo assolutamente escludere le altre, lo voglio sottolineare, è solo un esempio e ribadisco che il sistema del volontariato è complementare alle nostre organizzazioni socio-sanitarie, dobbiamo dire grazie ai volontari, ecco perché ho proposto all’Ufficio di Presidenza che nella celebrazione della Giornata delle Marche si tenga conto del sistema del volontariato, di quello straordinario esercito di persone che dedica il proprio tempo agli altri, sottraendolo alle ferie, al tempo libero, alla famiglia, al divertimento. Straordinarie persone a cui bisogna sempre dire grazie, anche se vi si dedicano un solo un minuto, anche se lavorano nelle proloco, nelle associazioni culturali, turistiche, nell’assistenza, nel sociale, nello sport.
A tutti queste va un ringraziamento dal profondo del cuore e proprio per questo sono contento e dico grazie ai colleghi che hanno firmato la risoluzione. Credo che anche il Consiglio regionale debba rivolgere un grande ringraziamento a questo mondo, ma deve affiancare le giuste misure per dare le risposte adeguate perché in questo momento di pandemia e di distanziamento sociale queste associazioni hanno avuto e continuano ad avere una grande difficoltà ed è proprio per questo è giusta l’attenzione che mettiamo con le mozioni e con la risoluzione che andremo a votare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Faccio miei tutte le considerazioni e gli apprezzamenti appena fatti dal Consigliere Minardi nel suo intervento, quanto ha sottolineato l’importanza e il valore che rappresenta il terzo settore, il mondo del volontariato nella nostra regione e più in generale nei nostri comuni, siano essi grandi o piccoli. Chi ha fatto l’amministratore comunale sa quanto sono importanti, spesso riescono ad affiancarsi al pubblico, qualche volta addirittura a vicariarne la funzione, per cui voterò convintamente questa risoluzione.
Aggiungo solo un argomento che non è contenuto nell’atto che riguarda il volontariato e quello che è riuscito a fare e sta facendo, non dobbiamo usare il passato prossimo o l’imperfetto perché siamo ancora dentro a questo periodo complicato e difficile.
Un’organizzazione di volontariato importante a livello nazionale, che poi si declina nei vari territori, è la Caritas, nella mia città è riuscita, stipulando un protocollo con l’Ambito e con l’ASUR, ad aprire il primo hotel Covid, prendendo in affitto un albergo di 54 camere che attualmente ospita pazienti stabili clinicamente, guariti o usciti dagli ospedali o provenienti dalle proprie abitazioni, che non sono in grado di ospitarli perchè non adatte per ragioni sociali e per altri motivi, persone che non possono fare la quarantena e l’isolamento nelle proprie case, magari sono in attesa dell’esecuzione del doppio tampone negativo per poi essere riemesse, come tutte, a circolare nella comunità. Questa importante iniziativa è unica nel panorama regionale, so di altre azioni, di altre iniziative che si cercano di attuare in altri Comuni, nella mia città è stata realizzata e sta funzionando.
Senza entrare nel dettaglio di come è articolata e di come è organizzata, credo che si debba dare atto e magari anche concretezza alla Caritas di Senigallia per la realizzazione del Covid Hotel. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 640, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. La mozione che ho presentato non fa riferimento genericamente – per questo non sono entrato nella proposta di risoluzione del Consigliere Biancani - al volontariato del terzo settore, ma alle realtà socio-sanitarie a carattere aziendale, sia società cooperative che private, diverse dalle realtà ASUR delle nostre aziende.
Le motivazioni che venivano adottate per una richiesta economica alla Giunta …, quindi, è una mozione che pongo concretamente su quel tavolo, che mi auguro verrà attivato dal Presidente Ceriscioli, dall’Assessore Casini, dall’Assessore Cesetti, non so chi è attivo su queste materie, perché queste sono realtà molto grosse, hanno migliaia e migliaia di dipendenti e debbono essere sostenute. Certo fra queste abbiamo anche quelle che hanno avuto anche dei problemi e delle oggettive difficoltà. Residenze protette, RSA, generiche case di riposo, ormai la stampa le chiama tutte RSA, dimenticando che l’RSA è una struttura socio-sanitaria e residenza riabilitativa, non è una casa di riposo.
Vorrei dire quattro motivazioni a sostegno di questo intervento economico, anzi 3, il primo è la mancanza di infermieri e di operatori socio-sanitari, che sono stati distolti da queste strutture per far fronte all’esperienza ospedaliera, per soccorrere i malati di Covid.
Un secondo punto è quello relativo alla diminuzione degli incassi, chiaramente la struttura con 40 anziani, o con 40 ospiti di qualsiasi tipo - qui parliamo anche di asili nido e di altre realtà, l’asilo nido è chiuso - rimane aperta e mentre per i decessi e per il ritiro i pazienti si riducono, il personale è sempre lo stesso e le entrate oggettivamente diminuiscono e questo porta a un nocumento da un punto di vista economico.
Il terzo punto riguarda i maggiori costi straordinari dovuti ad una diversa organizzazione del presidio ed alle protezioni individuali.
La quarta richiesta è avere indicazioni su come riorganizzare i servizi, questa è una bella domanda perché in qualche maniera anticipa l’emergenza o la fine della stessa perché queste strutture sono particolarmente delicate, penso a quelle genericamente dedicate ad anziani, che hanno avuto la metà del totale dei decessi in Italia e anche nelle Marche.
Ho ricevuto una sollecitazione ad eliminare il punto 2, relativo all’aiuto economico per le mancate entrate, è reale, nel senso che è avvenuto. ma mi si dice, e accolgo questo tipo di osservazione, che è una motivazione sulla quale si potrebbero innescare dei ragionamenti delicati e complessi perché la mancata entrata potrebbe essere relativa ad un decesso che potrebbe essere, anche la magistratura sta indagando, responsabilità del gestore e compensarlo per una responsabilità che ha avuto potrebbe sembrare eccessivo.
D’altra parte le altre due motivazioni sono relative ai costi e a dare un aiuto economico potrebbe essere sempre possibile, dicendo alla Giunta di tener conto anche di questo criterio.
Presidente, non so come formalizzare un emendamento, se non dire in diretta che tolgo il punto 2 del dispositivo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Vorrei intervenire prima con un’informativa e poi con un buon auspicio.
E’ chiaro che l’impiego dell’operatore socio-sanitario nelle strutture sanitarie residenziali e semiresidenziali oggi si potenzia notevolmente rispetto alla passata annualità ed è altrettanto chiaro che l’Assessorato che rappresento confermerà un intervento e straordinariamente ne metterà un altro. Cosa confermiamo? L’offerta formativa per l’acquisizione della qualifica di operatore socio-sanitario e lunedì prossimo ci sarà una delibera su questo, per gli studenti iscritti al IV e al V anno che frequentano gli Istituti professionali di stato ad indirizzo servizi socio- sanitari. Si tratta di un’azione formativa integrata che prevede un monte ore complessivo di 440 ore, articolato sulle annualità del IV e del V anno del percorso curriculare, mentre le restanti competenze previste per il conseguimento della qualifica verranno certificate dalla scuola attraverso il riconoscimento dei crediti formativi. La qualifica di operatore socio-sanitario verrà rilasciata a seguito del superamento di un esame finale.
Vengono finanziati 15 corsi per 20 allievi, per un totale di 300 ragazzi, per un importo complessivo di 396 mila euro, e questa è la ripetizione dello storico.
Straordinariamente per l’emergenza Covid finanzieremo per la prima volta un’offerta formativa ampia rivolta a soggetti disoccupati per un numero complessivo di dieci corsi di formazione da 1.010 ore, da distribuire sull’intero territorio regionale, faremo due corsi per ciascuna provincia. Ogni corso è destinato a 20 allievi, per un totale di 200. L’ulteriore stanziamento previsto è di 808 mila euro. Trattandosi di finanziamenti per la formazione permanente sarà possibile anche coinvolgere soggetti occupati che necessitano di una riqualificazione professionale, e questo mi sembra importante.
La seconda cosa che vorrei aggiungere è riferita al volontariato perché come Assessorato, anche se la questione è seguita dal Dirigente del Servizio politiche sociali, non dal mio Assessorato in primis, vorremo offrire una formazione, ma è necessario un incontro tecnico con il centro servizi del volontariato per individuare i profili professionali che possono servire.
E’ chiaro che l’Assessorato si muove con un ente accreditato e con una finalità occupazionale, altrimenti non possiamo investire nessuna risorsa. La Regione può anche promuovere un secondo incontro con gli atenei delle Marche per valutare la possibilità di attivare dei master di primo e secondo livello, faccio un esempio: la facoltà di economia e commercio di Ancona ha dei master, se non addirittura un corso di laurea per esperti di cooperazione internazionale, quindi si andrebbe a costituire come impresa di informazione che poi si potrebbe accreditare presso la Regione Marche come ente di formazione, individua e propone dei profili da inserire nel repertorio regionale.
Il primo punto che ho attuato è una realtà, questa è una possibilità che mi sembra che vada in linea con quanto detto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Sulla risoluzione non torno, perché sono intervenuti diversi membri del PD e condivido pienamente i loro interventi. Ringrazio il Consigliere Biancani che ci ha lavorato e gli altri proponenti che hanno trovato una soluzione condivisa, che è sempre apprezzabile.
Rispetto alla mozione presentata dal Consigliere Marconi, non so se sono l’unico, ma sono uno di quelli a cui ha fatto riferimento, ed ho fatto richiesta, lo ringrazio di averla accolta, di cassare il punto 2 perché nelle RSA è chiaro che sono ancora in corso le emergenze, quindi non possiamo fare una valutazione complessiva, però mi sembra del tutto evidente che alcune situazioni non abbiano funzionato bene. Credo che prima di dare dei sostegni economici per il mancato guadagno - una situazione che di fatto è condivisa da tutto il mondo economico e sociale marchigiano, e non solo quella dei mancati guadagni - prima di inoltrarci in una situazione del genere, va fatto un approfondimento. Sottolineo ulteriormente, anche se so che non è oggetto della mozione, che le RSA, hanno delle gestioni che sono di altro ente e non della Regione, è chiaro che in una situazione di assoluta emergenza e straordinarietà anche la Regione si faccia carico di una situazione straordinaria anche perché molte RSA si sono rese disponibili a mantenere, con percorsi in sicurezza, gli ospiti affetti da Covid nelle loro strutture, si sono messe a disposizione del Servizio sanitario marchigiano, quindi è giusto, e condivido l’obiettivo, trovare una soluzione di comune accordo tra il mondo sanitario, la Regione Marche e le RSA. Credo che su alcuni punti la collaborazione dell’Asur di fatto ci sia stata.
Sottolineo l’ultimo punto della mozione che mi sembra il più illuminato, che è quello di trovare, come si sta facendo per altre categorie economiche, dei percorsi per mettere in sicurezza l’ingresso di nuovi ospiti, perché non è che non ci sono più gli anziani, grazie a Dio molti hanno superato il Covid e molti non si sono ammalati, quindi c’è un mondo che ha ancora necessità di essere accolto in queste strutture ed è giusto individuare dei percorsi sicuri per accogliere i nuovi ospiti all’interno delle RSA.
Mi sembra che la collaborazione sia quanto mai opportuna e cassando quel punto 2, che mi sembra quello più ostico da approvare per i motivi che ho detto, il resto della mozione è condivisibile e votabile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Solo per dire sul mancato guadagno di queste strutture, ne parlava il Consigliere Marconi, è proprio così, parlo per esperienza diretta, prima in una settimana facevamo molte domande, come medico, per l’ammissione nelle residenze protette, questa epidemia ha cambiato molto l’orizzonte e oggi c’è una grande difficoltà delle famiglie che hanno in casa degli anziani e che magari progettavano un loro inserimento all’interno di queste strutture. In questo momento stanno tutti frenando per paura per cui è reale il problema che ha posto il Consigliere Marconi, per queste strutture c’è una difficoltà anche finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare gli altri Consiglieri che hanno presentato le altre mozioni e anche gli altri gruppi politici per aver deciso di presentare questa risoluzione tutti insieme.
Un argomento importante, il dibattito ha evidenziato quanto il tema del sociale e il mondo delle associazioni siano importanti, oggi secondo me c’è stata una bella discussione, anche perché questo è un mondo di cui dobbiamo tenere conto, sia per le tantissime associazioni di volontariato che per la gran parte dei servizi che riusciamo a fornire ai nostri cittadini, che difficilmente sarebbe possibile.
Ringrazio tutti per il dibattito e mi auguro che ci sia un voto unitario da parte di tutto Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Non ho seguito il dibattito, però ho letto attentamente le mozioni e la risoluzione, sono d’accordo, la Giunta è favorevole, ringrazio i presentatori, in particolare il Consigliere Biancani, anche perché con questa risoluzione si dà atto dell’intervento tempestivo della Giunta in questo settore, consapevole com’è dell’opera straordinaria che questo settore svolge a favore della nostra comunità regionale. Di queste associazioni si avrà sempre più bisogno, anche nella fase successiva, di convivenza con il Covid per un po’ di tempo, poi soprattutto ci dovrà accompagnare verso …

PRESIDENTE. Proposta di risoluzione sulle mozioni nnn. 624, 633 e 645 a firma dei Consiglieri Biancani, Pergolesi, Giancarli, Bisonni, Maggi, Minardi.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare tutti i Consiglieri per questo sforzo comune che è stato fatto in un momento particolarmente delicato e difficile, che ha visto maggioranza e opposizione insieme, per cercare di venire incontro a tutti coloro che si stanno adoperando con grande sacrificio e con rischio personale per fronteggiare questa epidemia improvvisa e dolorosa.
Naturalmente l’intervento finanziario straordinario a favore degli enti di volontariato, sia quelli riconosciuti, compresi nell’accordo, che quelli fuori dall’accordo …, anche perché costoro fanno dei salti mortali per far quadrare un bilancio difficile, tanto che a volte sono su una linea di demarcazione tra l’illegalità e la legalità, quindi, proprio per far fronte a questa difficoltà economica occorre cercare di dare dei contributi, almeno come rimborso spese, a coloro che si sono prodigati volontariamente per assistere gli altri.
Un pensiero va a chi non ha fissa dimora, che in frangenti come questi vede amplificate le proprie difficoltà, oltre ad avere una parte del cuore rivolta a queste persone meno fortunate di noi, occorrerebbe anche l’intelligenza ed il buon senso di non fare multe o sanzioni, che poi dovranno essere recapitate a chi non hanno fissa dimora, sembra quasi un paradosso.
Infine la mozione che ho firmato insieme ai Consiglieri Pergolesi e Giancarli riguarda l’alta formazione del volontariato ed è stata inserita nella risoluzione, Secondo noi è una cosa di prioritaria importanza, non solo in questo frangente, nel quale si è dimostrata una misura fondamentale e rilevante, ma in generale.
La scuola di alta formazione del volontariato è un momento di grande civiltà di cui c’è grande bisogno, per cui annuncio a nome personale e del mio gruppo il voto favorevole alla risoluzione. Grazie.

Proposta di risoluzione sulle mozioni nn. 624, 633 e 645. La pongo in votazione.

(L’assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n.643. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Mozione n. 640.
Emendamento 640/1 a firma del Consigliere Marconi, che sopprime il punto 2 del dispositivo. Lo pongo in votazione.

(L’assemblea legislativa approva)

Mozione n.640, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 623
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Manutenzione e ripristino delle spiagge”

Mozione n. 629
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, Carloni
“Le attività manutentive siano consentite ai titolari di concessioni demaniali marittime”
(abbinate)
(Ritiro)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 623 del Consigliere Talè e n. 629 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Grazie Presidente. La mozione sul ripristino delle spiagge è da ritirare, non la votiamo, perché il decreto n. 99 del 16 aprile del Presidente l’ha superata, quindi la ritiro.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ritiriamo anche noi questa mozione, ne abbiamo presentato una nuova, che non è iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna, per consentire oltre che la manutenzione anche i lavori di ristrutturazione, quindi questa è ritirata. Grazie.


Mozione n. 634
ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Micucci
“Condizioni igienico sanitarie degli animali da compagnia - Ripresa delle attività di toelettatura”

Mozione n. 637
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Leonardi
“Si consenta agli operatori professionali impegnati nella tutela del benessere degli animali d’affezione di riaprire le toelettature”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le mozioni n. 634 dei Consiglieri Talè e Micucci e n. 637 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Leonardi, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione il Consigliere Talè.

Federico TALE’. Grazie Presidente. Questa mozione è stata presentata il 20 aprile, sollecitata dai tanti operatori di questo settore che non capiscono il motivo per cui non sono state riaperte queste attività, che chiuse mettono in difficoltà i proprietari degli animali domestici. Animali che magari vengono tenuti in casa ed hanno bisogno, per il pelo lungo o per problemi di dermatiti, di una toilettatura continua e costante, tutte le settimane, una volta ogni 15 giorni.
Non si capisce il motivo per cui non sono state riaperte queste attività, anche perché l’operatore lavora in solitudine, non c’è il problema del contatto, della prevenzione, qui la distanza è massima e il toelettatore lavora direttamente con l’animale, che viene consegnato dal proprietario fuori dalla porta dell’attività e allo stesso modo viene riconsegnato.
Non si capisce il motivo per cui nelle Marche ancora non siano state aperte queste attività, in altre Regioni sono state aperte già da qualche giorno, noi non dobbiamo mai essere i primi, dobbiamo sempre aspettare che lo facciano altri.
Non c’è nessun problema, da nessun punto di vista, la sollecitazione è alla Giunta per aprire, con un decreto, uno dei tanti decreti che si fanno, queste attività che stanno soffrendo, sia dal punto di vista economico, come tante altre, che per le famiglie che vivono in appartamenti piccoli, magari con bambini, anziani ed animali che hanno dei problemi e che periodicamente andrebbero portati alla toilettatura.
L’invito è quello di votare questa mozione per aprire queste attività, per altro l’Emilia Romagna le ha aperte da lunedì scorso, quindi, non alimentiamo nessuna pandemia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ripeto in parte quello che ha già detto il Consigliere Talè.
Vorrei far notare che ogni giorno nei vari spot del Ministero della salute viene richiesto di sanificare l’ambiente domestico. I cani che sono sempre usciti, rientrando in casa possono portare, specialmente in questo periodo primaverile e andando verso il caldo, qualche parassita sgradito.
Vorrei far notare che questa mozione mi è stata sollecitata e suggerita soprattutto dalle persone che sono impossibilitate e in difficoltà perché non tutti i cani sono di piccola taglia e una persona anziana non è in grado di provvedere al lavaggio del proprio animale, specie se grande.
Un non vedente che dipende dal proprio cane guida, che ha necessità di vivere a contatto con il suo cane, chiaramente non è in grado di accudirlo. L’altro giorno mi hanno segnalato che una signora non vedente al tatto aveva sentito che il suo cane aveva una zecca e non poteva provvedere.
Come ha detto il Consigliere Talè, come abbiamo detto in Commissione, ringrazio anche i colleghi della Commissione per aver affrontato questa problematica, non si capisce come mai queste attività siano state annoverate fra i servizi per la persona, con tutto il bene che si possa volere agli animali. I cani e i gatti non sono persone, e pertanto non erano da inserire … Il codice ATECO è errato, quindi i servizi sono stati compresi fra i parrucchieri e gli estetisti, ma gli animali non sono persone. Oltretutto il servizio di toelettatura che non è semplicemente fare il bagnetto ed infiocchettare il cagnolino, ma è necessario anche per prevenire delle patologie, delle dermatiti che subentrano qualora non venga fatto lo stripping o tagliato in maniera professionale il pelo. Tale attività viene a supporto anche dell’assistenza veterinaria per evitare il malessere dei nostri amici animali che in tanti frangenti, anche in questo, hanno avuto il merito di risollevarci da situazioni difficili.
Visto che queste imprese non sono neanche molte, non c’è motivo per farle rimanere chiuse. Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Veneto, Emilia Romagna hanno riaperto con provvedimenti regionali, autorizzate anche da un protocollo del Ministero della salute ad emettere in campo veterinario delle ordinanze, quindi vorrei che il problema si risolva in tutto il territorio nazionale, ma il Presidente Ceriscioli può farlo oggi stesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ho sottoscritto con la Consigliera Malaigia ed il Consigliere Zaffiri questa mozione perché reputo che sia non solo un’opportunità da dare a questo comparto lavorativo, ma anche perché, è evidente, nel mondo dei toelettatori non c’è una realtà unicamente estetica, come qualcuno l’ha voluta semplificare, ma ci sono una serie di pratiche e di procedure nell’interesse e nel benessere dell’animale, ma soprattutto del proprietario.
Per lo stesso codice ATECO anche le imprese cinofile, che fanno addestramento o altra tipologia, sono inspiegabilmente chiuse, anche se le pratiche verrebbero fatte in totale sicurezza, infatti all’aria aperta c’è l’addestratore ed il cane, quindi non si comprende perché dovrebbe perdurare la chiusura.
Torno a ribadire che ho sottoscritto questa mozione perché ne condivido appieno le finalità e torno a chiedere una più ampia revisione delle realtà da tenere aperte, che non dovrebbero basarsi sul codice ATECO o su un tipo di professione, ma su una procedura, una pratica di buon senso, che è quella di consentire a tutte le imprese che possono garantire la sicurezza di aprire indipendentemente dalla tipologia. Non si comprende la ragione, nel momento in cui delle realtà possono operare in totale sicurezza, per cui mantenerle chiuse in un momento in cui rischiano di non avere più la capacità di risollevarsi.
Mi auguro che la mozione non solo venga approvata, ma quello più importante è un rapito intervento, un’ordinanza celere, possibilmente anche più ampia, che consenta immediatamente di rendere esecutiva questa volontà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Ho sottoscritto volentieri la mozione e ringrazio il Consigliere Talè per la disponibilità. Pensavo in un primo momento che queste mozioni rientrassero nel gruppo di quelle economiche, che potessero rientrare in quella casistica, poi quando abbiamo separato i 2 blocchi, piuttosto che presentare un’ulteriore mozione ho chiesto al collega di poter firmare la sua, forse era auspicabile una risoluzione visto che le due mozioni di fatto si sovrappongono ed ho capito che c’è stata anche una discussione sul tema in II Commissione.
E’ tutto vero quello che dite, condivido quanto riferito dalla Consigliera Leonardi adesso, anche se in una fase di emergenza il codice ATECO era la cosa più semplice da attuare. Ormai mi sembra che la logica sia quella di lavorare in sicurezza, piuttosto che seguire il codice, anche se potrei avere un codice ATECO che mi permette di lavorare, ma una struttura non idonea e viceversa.
In teoria questa supervisione la dovrebbe farlo il Governo, anche se comprendo che è difficile fare dei percorsi per ogni singola attività, ben venga lasciare alle Regioni - l’apertura di ieri del Ministro per gli affari regionali e le autonomie credo che vada in questa direzione - un minimo di autonomia per meglio comprendere quali sono le attività maggiormente insediate in quel territorio che possono avere delle normative e dei percorsi per poter lavorare in sicurezza. Questo mi sembra che sia l’orientamento che da tempo hanno preso il Presidente Ceriscioli e la Giunta e credo che sia quello più sensato in questa vicenda emergenziale.
Vedo che la Regione Marche è arrivata a pensare diverse cose, siamo arrivati molto prima di altre alla chiusura delle scuole e mi sembra che in ogni settore ci siamo mossi con attenzione e con efficacia fin dalle prime battute.
Quello delle toelettature è un tema sensibile, probabilmente non era il primo da valutare nell’emergenza, infatti non lo è stato, ma penso che possa entrare in quel pacchetto, che il Presidente e la Giunta stanno valutando, insieme ad altre attività commerciali che in qualche modo hanno un ruolo non solo economico, perché questo c’è l’hanno tutti, ma anche sociale, in questo caso anche sanitario, di attenzione verso i proprietari dei cani che, come ha detto qualcuno prima di me, hanno un ruolo nei confronti di alcune categorie svantaggiate, penso ai non vedenti.
La mozione si muove in questo senso e spero che possa esser condivisa da tutta l’Aula. Se non erro la Giunta si sta già muovendo e potrà uscire un’ordinanza, un decreto, su questo tema già nelle prossime ore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Esprimo una valutazione positiva per entrambe le mozioni perché questo è stato un tema inizialmente sottovalutato.
Si è parlato molto di igienizzazione, di salubrità e di sanificazione e non si è tenuto conto che il lockdown costringeva a tenere in casa gli animali. Una cosa è tenere un cagnolino, un bassottino, un’altra è avere un cane di grossa pesatura, non tutti li possono tenere all’esterno, non tutti hanno giardini per poterli sistemare in un certo modo, per cui va prevista una soluzione di questo tipo.
D’altra parte ricordo che c’era una comunicazione del Ministero della Salute che consentiva il trasporto degli animali per le visite veterinarie, automaticamente andare in una toelettatura significa non solo andare dall’estetista, ma anche dal veterinario perché lavarlo, pulirlo ed evitare naturalmente che ci siano zecche, che ci siano animali, piccole aggressioni che possono in qualche modo alterare la condizione di salute del cane e del gatto, tutela le condizioni igienico-sanitarie nell’ambiente in cui si vive, per cui ritengo opportuna, indispensabile e urgentissima che questa cosa venga fatta.
Una decina di giorni fa qualche bontempone, lo chiamo così, qualche scienziato bontempone, ha detto di stare attenti perché anche gli animali da affezione potevano essere portatori del virus. Ovviamente questo ha messo in allarme tutti quanti, ma era chiaramente una fake news, è stato ribadito più volte e a chiare note da tutti gli studiosi e non solo, anche dai veterinari.
Ritengo indispensabile che venga fatto immediatamente questo provvedimento per riaprire la toelettatura, per cui esprimo il voto favorevole mio e del mio gruppo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Personalmente e come gruppo siamo favorevoli sia per amore degli animali che per la tutela di qualsiasi attività economica.
Quello che mi lascia perplesso è che non sapevo che la toelettatura del cane fosse una priorità in tempo di coronavirus, tale da giustificare questa dissenteria oratoria di tanti colleghi, che l’hanno sostenuta.
Certo, anche noi abbiamo ricevuto una raffica di email dai toelettatori dei cani, a cui siamo vicini e vogliamo che possano andare avanti, ma abbiamo avuto il pudore di non impegnare mezz’ora del tempo del Consiglio per favorire la toelettatura dei cani, bastava presentare le due mozioni e votarle direttamente.
Scusate, ma nei confronti di quei pochi che ci stanno ascoltando, mi sembra che siamo andati fuori dal seminato in un momento così difficile. Grazie.

Mozione n. 634. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 637. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 636
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi
“Emergenza Covid-19 - Istituzione protocollo ‘tamponi’ alle Forze dell’Ordine e di Soccorso Pubblico”

Mozione n. 649
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Tamponi - test sierologici per la verifica del Coronavirus alle Forze dell’Ordine”

Interrogazione n. 978
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Emergenza epidemiologica da Covid-19. Avvio di screening fra gli operatori delle Forze dell'Ordine e del Soccorso Pubblico”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 636 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, la mozione n. 649 della Consigliera Leonardi, l’interrogazione n. 978 del Consigliere Giancarli, abbinate.
Ha la parola, per la risposta all’interrogazione, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Come sapete è stata adottata una delibera il 28 aprile 2020 dalla Giunta ed in alcune Aree Vaste, faccio questa premessa, io conosco un po’ meglio l’Area Vasta n.5, ci sono stati già degli accordi con il Prefetto per fare lo screening alle Forze dell’ordine, comunque leggo quello che mi è stato preparato dall’ufficio del Presidente.
Per la diagnosi “Covid 19”, gli unici esami diagnostici, al momento in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili di comprovata utilità, sono quelli basati sull’identificazione dell’RNA Virale nel materiale ottenuto dal tampone rinofaringeo. Per quanto riguarda altri test utilizzabili come screening il Ministero della Salute ha affermato l’importanza dei test sierologici nell’ambito della ricerca e della valutazione epidemiologica, evidenziando che per il loro utilizzo dell’attività diagnostica vi è ancora la necessità di ulteriori evidenze sulla loro performance e utilità operativa.
Sulla base delle indicazioni ministeriali in collaborazione con i direttori generali degli enti del Servizio Sanitario Regionale, con il supposto del gruppo operativo regionale emergenza sanitaria il GORES, si è ritenuto opportuno avviare uno studio preliminare, approvato con la delibera di Giunta Regionale n. 414 del 3 marzo 2020 “Emergenza Covid 19, avvio test sierologici, modalità operative”, che ha l’obiettivo di sviluppare un’indagine epidemiologica, su soggetti particolarmente esposti.
Lo studio prevede la somministrazione di test sierologici basati sul metodo della chemiluminescenza agli operatori sanitari e dipendenti convenzionati del Sistema Sanitario Regionale. Sottolineando che lo screening ha solamente valenza di studio epidemiologico, si sta provvedendo alla predisposizione di un atto deliberativo con le specifiche necessarie per consentire anche agli altri soggetti di aderire a questa sperimentazione di valenza regionale.
Il test diagnostico per il Covid 19, tampone con identificazione RNA Virale, come da indicatori nazionali ed internazionali, viene effettuato ai soli soggetti sintomatici: Per quanto riguarda popolazioni diverse, in ambito di applicazione potranno essere effettuati i test sierologici, ma necessitano ulteriori evidenze sulla loro validità. Non appena saranno disponibili i test adeguati saranno applicati per specifiche categorie a partire dai lavoratori dei servizi essenziali. Probabilmente che ha scritto questa risposta, non era a conoscenza della delibera e probabilmente non era neanche a conoscenza che anche i tamponi sono stati fatti anche ai sanitari e alla popolazione dei non sintomatici. Questo ve lo dico io, poi magari, se vuole intervenire il Capogruppo o intervenire qualcun altro, per ulteriori aggiornamenti, a tutt’oggi esiste questa delibera che secondo me è giusta, e mi trovo d’accordo sullo screening agli operatori delle Forze dell’ordine, e soprattutto dello screening sierologico, che è stato già deciso. Questo è quanto, chi ha preparato la risposta probabilmente non era ha conoscenza degli atti successivi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Casini e registro con piacere che la pensiamo allo stesso modo, quindi sono contento, spesso la pensiamo allo stesso modo, anche se qualche volta ci siamo un po’ scontrati, magari fa rumore quello, però tantissime volte, direi quasi la totalità, sono d’accordo con lei.
Nell’interrogazione si citano operatori sanitari, Forze dell’ordine e Vigili del fuoco ed è ovviamente indirizzata al mondo del lavoro.
C’è una preoccupazione in questa interrogazione, ogni scelta deve essere orientata, e mi riferisco alla riapertura, a contenere al massimo la recrudescenza. Il lockdown è stato un momento importante, direi che c’è stata tanta maturità manifestata dai cittadini, dalle organizzazioni preposte alla tutela, quindi dobbiamo evitare che la riapertura si trasformi in un boomerang, ecco per cui ogni scelta deve limitare al massimo la recrudescenza.
Chiaro che dobbiamo tutelare la salute di tutti i cittadini, la salute di chi lavora e affermare un principio: bisogna lavorare sicuri, sicurezza e salute, mettere in atto tutti i sistemi di sicurezza. Come farlo? Intanto con le misure che sono state indicate, con i protocolli anche rigorosi che sono stati fatti, anche con la capacità di monitoraggio dell’epidemia, soprattutto facendoci aiutare tantissimo dalla scienza, quindi indagini scientifiche e tempestive nel territorio. Credo che questo sia quello che si deve fare e da quello che ha detto l’Assessore Casini, al di là di quello che è scritto nella risposta, citando la delibera del 28 aprile, mi sembra che siamo nella giusta direzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Non sono pienamente nel Regolamento, ma mi sembra utile questa occasione e ringrazio il Consigliere Giancarli e l’Assessore Casini perché mi danno l’opportunità per una comunicazione riguardante l’aspetto dei test sierologici. Ieri ho avuto la comunicazione che un’azienda marchigiana, di Ancona, è all’avanguardia, non tanto sui test sierologici, ma sui sierologici brevi, quelli immediati e per questo negli ultimi giorni è stata attenzionata dall’Istituto Gallo. C’è anche una pubblicazione su una prestigiosa rivista che dimostra che questi test fatti da un’impresa marchigiana sono superiori a quelli cinesi, non entro nei dettagli perché non ne ho le competenze, però volevo cogliere questa occasione per dirlo pubblicamente, intanto come encomio all’impresa del nostro territorio e poi perché credo che dovremo essere particolarmente accorti quando le aziende marchigiane vanno all’attenzione nazionale e non solo. Penso che vadano supportate, ovviamente nel rispetto di tutte le procedure di gara e di tutte le procedure che si utilizzeranno, però ritengo che sia giusto ricordarlo, non cito l’azienda per ragioni di opportunità. Grazie.

PRESIDENTE. Informo che sarà presentata una proposta di risoluzione che accorpa le mozioni n. 636 e n. 649.
Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 649, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. La risoluzione nasce dalle due mozioni - la illustro io anche se la precedente è della Consigliera Pergolesi, che purtroppo ha problemi tecnici in questo momento - da un’esigenza sentita e acclarata da parte dei rappresentanti delle Forze dell’ordine che durante questa emergenza epidemiologica si sono trovate, sia per le mansioni ordinarie che per far fronte al rispetto di una serie di norme, dai decreti del Governo alle ordinanze emesse dai vari Comuni, nonché dalla Regione, a fronteggiare delle situazioni in cui il contatto diretto con le persone era più che quotidiano, in un periodo in cui anche gli asintomatici hanno la possibilità di contagiare chi viene in contatto con loro, anche con dispositivi minimi.
Sono state avanzate una serie di richieste da diversi esponenti dei sindacati delle Forze dell’ordine per poter fare, proprio in virtù di questa possibilità di contagio, dei test in modo da garantire non solo la sicurezza al loro interno, ma di non essere contagiati nello svolgimento delle proprie mansioni.
La mia mozione nasce da una serie di comunicazioni che apparivano non lineari perché a mezzo stampa, il 18 marzo, usciva un’apertura del Governatore Ceriscioli rispetto alla possibilità di attivare il prima possibile i tamponi e i test rapidi, richieste presentate dal personale delle Forze dell’ordine. I test avrebbero riguardato prima il personale sanitario e poi le Forze dell’ordine. Nella comunicazione resa in Aula il 6 marzo, quindi successivamente ad una specifica domanda che avevo posto, ancora nulla si era mosso e la risposta era stata che secondo le indicazioni del gruppo operativo dell’emergenza, il GORES, questi test sarebbero stati fatti alle Forze dell’ordine solamente in presenza di sintomatologia. Ecco, quindi, la richiesta avanzata attraverso queste mozioni di prevederli non solo nell’ambito ristretto della sintomatologia conclamata al fine di evitare la trasmissione del contagio tra il personale che adempiendo ad un ruolo di pubblico esercizio doveva operare in sicurezza propria e in quella degli altri.
Le richieste che avanziamo in questa risoluzione sono: adoperarsi nei confronti del Governo affinché venga definito un protocollo unanime con gli enti interessati, che possa prevedere i test sierologici e i tamponi alle Forze dell’ordine, del soccorso pubblico e dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, impegnate in questa emergenza. Un protocollo che possa essere utile e riutilizzabile nel caso in cui si dovessero verificare nuove emergenze sanitarie, una buona prassi riscontrata in questa emergenza poi attuabile anche a quelle che eventualmente si dovessero ripresentare; avviare per quanto riguarda la Regione Marche una campagna di prevenzione, tramite l’attivazione delle linee guida del protocollo, che chiediamo di sottoscrivere, per garantire dei test sierologici e dei tamponi agli appartenenti delle Forze dell’ordine su tutto il territorio regionale, anche agli asintomatici, a tutto il personale impiegato; infine avviare una adeguata campagna di prevenzione anche sulla popolazione interessata. Conosciamo ormai la rilevanza dei tamponi e sappiamo l’importanza di conoscere o meno la positività e la possibilità di contagiare delle persone. Uno strumento indispensabile anche e soprattutto in questa nuova fase in cui dovremo uscire dal lockdown, per consentire la ripresa di tutte le nostre attività nella massima sicurezza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Sono favorevole alla mozione presentata e la voterò. Vorrei farmi aiutare dagli uffici per presentare un emendamento, nella premessa, quando si parla di Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia municipale, Vigili del Fuoco, dovrebbe essere citata anche la Polizia provinciale. Questa integrazione è coerente con la parte del ‘Considerato che’ quando si richiama la domanda rivolta al Presidente Ceriscioli nella seduta assembleare del 6 aprile, che chiedeva che i test venissero effettuati alle Forze dell’ordine, compresi gli agenti di Polizia locale. Nella domanda si parla di Polizie locali e nella risposta si citano le Polizie locali, che sono la Polizia municipale e la Polizia provinciale.
Chiedo questa integrazione per un fatto di coerenza, ma soprattutto per un fatto di giustizia, considerato che la Polizia provinciale è anch’essa quotidianamente impegnata nel mantenimento dell’ordine pubblico e nei controlli, considerato anche che come Regione Marche e come Consiglio regionale abbiamo approvato una legge con la quale abbiamo riallocato le funzioni della Polizia provinciale presso le Provincie, proprio per salvare il corpo e la divisa, se vogliamo. E’ una piccola integrazione, ma credo che sia necessaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione della mozione n. 636, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Scusate l’assenza, ma il mio telefonino ha deciso di bloccarsi. Vi ringrazio per avermi atteso, ho cercato di seguire con non poche difficoltà la discussione sul canale you tube. Sono a favore di tutte le mozioni votate anticipatamente, come espresso dal mio Capogruppo, che ringrazio.
Su questo argomento sono arrivate delle segnalazioni da parte dei sindacati delle Forze dell’ordine, che vanno ringraziate. Ho appena ascoltato il suggerimento dell’Assessore Cesetti che, essendo sempre molto puntuale su questi dettagli, ha evidenziato una mancanza nella nostra risoluzione, c’era sfuggita.
Ringrazio la Consigliera Leonardi per aver voluto elaborare in questi due giorni una risoluzione che accorpasse le nostre due mozioni - ringrazio anche i sottoscrittori dell’altra risoluzione - e mi auguro che ci sia una votazione unanime su una richiesta che viene da chi quotidianamente e malgrado le difficoltà riesce a garantire non solo l’ordinaria amministrazione, ma anche le disposizioni che a mano a mano arrivano attraverso ordinanze da parte del Governo regionale e nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Non sono riuscito a vedere su Concilium la risoluzione, non so se non la vedo io o se non è stata ancora caricata.
Voglio fare una precisazione rispetto a quello che ha detto l’Assessore Cesetti, ma non avendo il testo sottomano vorrei capire. Se parliamo di Polizia provinciale forse è il caso di parlare anche di Polizia locale e non escludere il personale delle Polizie municipali. Non so se ho capito bene l’intervento dell’Assessore Cesetti, forse ho capito male e chiedo scusa, ma se parliamo di Polizia provinciale secondo me è giusto parlare anche di Polizia locale in modo tale che si possa ricomprendere anche il personale delle Polizie municipali.
Relativamente alla tutela del personale delle Forze dell’ordine vorrei far presente al Consiglio regionale che anche loro hanno fatto e stanno facendo un lavoro straordinario, in prima linea, per cercare di garantire non solo l’ordine pubblico, ma il rispetto dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, dei decreti del Presidente della nostra Regione. E’ un lavoro che stanno facendo e in alcuni casi, soprattutto nelle piccole realtà, collaborano con le amministrazioni comunali e con i servizi di distribuzione del materiale alle famiglie (mascherine, farmaci, servizi, buoni spesa).
E’ un lavoro straordinario quello che stanno facendo ed è giusto sottoporli ai controlli, non solo per loro, ma a causa del loro lavoro (siano contagiati o asintomatici) possono diventare contagiosi per gli altri.
La Giunta regionale il 3 aprile ha deliberato le modalità relative ai test sierologici, delibera che è stata aggiornata l’altro ieri con una precisazione e con la possibilità di fare i test sierologici, anche se il test validato è soltanto quello del tampone, riconosciuto dall’Istituto superiore di sanità, che ormai si sta diffondendo largamente. Ci sono molti laboratori privati che si sono organizzati, oltre al sistema pubblico.
In questi giorni ho seguito una cosa importante che si sta concretizzando proprio in queste ore, parlo dell’esperienza della CNA nella provincia di Pesaro e Urbino, ma non solo, sicuramente ci saranno anche altre aziende o altre associazioni che lo stanno facendo a livello regionale, la CNA nella provincia di Pesaro e Urbino ha preso a riferimento un protocollo di un'altra Regione e si è fatta carico di mettere insieme un gruppo di aziende per fare i test a circa 3000 lavoratori, che sono in attesa della ripresa o che hanno lavorato. Credo che questa sia un’indagine epidemiologica su scala provinciale, che si è estesa a tutta la regione, naturalmente con lo stesso modello, altrimenti i dati non sarebbero incrociabili e non sarebbe possibile metterli insieme. Penso che sia una cosa importante poter testare un dipendente, su base volontaria, al momento del rientro in azienda, magari è asintomatico e non ha mai avvertito problematiche di salute e se dovesse risultare positivo dovrà poi sottoporsi al tampone e sarà allontanato dall’azienda, con prescrizione del proprio medico di medicina generale, per non rischiare di contagiare gli altri, nonostante le precauzioni dei dispositivi di protezione personale.
Ritengo che questo sia un progetto molto rilevante, un test sierologico anche per coloro che sono asintomatici o che sono stati contagiati e l’hanno superato senza problemi, è un dato che ci darà la possibilità su base regionale … nella nostra provincia saranno testate 3.000 persone, è un dato molto importante, c’è stato un grande lavoro anche di confronto con altre Regioni Veneto ed Emilia Romagna in particolare, è stata messa a punto una delibera rilevante per cui voglio ringraziare la Giunta ed il Presidente Ceriscioli per il lavoro che è stato fatto, compreso il Servizio salute che, anche dopo la delibera di Giunta, ha messo a punto le ultime cose tecniche e procedurali. Questa cosa è di straordinaria importanza e se ripetuta su base regionale, anche da altre aziende o associazioni, darà la possibilità di avere uno screening e di conoscere su base regionale dei dati fondamentali. Questo volevo far sapere al Consiglio regionale, visto che parliamo di tamponi e di test sierologici alle Forze dell’ordine, che sono straordinariamente importanti, quindi sono d’accordo su quello che si sta facendo anche con queste mozioni.
Insieme alle Forze dell’ordine ci sono tanti altri lavoratori e tanti altri settori, dal manifatturiero in giù, che hanno lavorato o che andranno a lavorare nelle prossime settimane, se testati saranno un modello di sicurezza per garantire non solo la salute di queste persone, ma soprattutto per garantire la salute degli altri, qualora ci fossero soggetti asintomatici.
Penso che sia una bella collaborazione fra pubblico e privato, che non costerà nulla al sistema pubblico perché verrà fatta a totale carico delle aziende che inviteranno i propri dipendenti su base volontaria a fare il test.
In questi giorni ci sarà un sovraccarico nelle strutture private, ma credo che sia una buona cosa da prendere d’esempio per avere un quadro chiaro a cui fare riferimento nelle decisioni che si dovranno prendere da qui a venire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Non ho niente da aggiungere alla esaustiva informativa che hanno dato sia la Consigliera Leonardi che la Consigliera Pergolesi, che è rientrata in Consiglio dopo aver risolto i problemi tecnici.
Vorrei aggiungere qualcosa all’emendamento che vuol fare l’Assessore Cesetti. Assessore, capisco che lei è il padrone dei cordoni della borsa e come Regione dà alle Provincie le risorse per la Polizia provinciale, ma pensavo che la Polizia provinciale fosse compresa nell’eccetera, nel punto in cui si specifica: Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri, Carabinieri forestale, Polizia municipale e Vigili del Fuoco, eccetera. Pensavo che fossero compresi altri corpi, come la Polizia provinciale.
Io sono favorevole che venga specificata la Polizia provinciale, ma se c’è una specifica così puntuale non bisogna dimenticare la Capitaneria di Porto. La Capitaneria di Porto è la polizia di frontiera, adesso la nave Costa Magica che è approdata al porto di Ancona …. Faccio un piccolo inciso, Presidente, io sono orgoglioso di essere nato e di vivere in una città che ha ospitato una nave che è stata sbandata per tutto il mondo e nessuno l’ha voluta, la mia città l’ha accettata ed ha accettato di curare e di garantire la salute di quell’equipaggio.
La Capitaneria di Porto sta svolgendo un lavoro incredibile nei nostri porti per garantire la salute della popolazione per il Coronavirus. Se ci mettiamo la Polizia provinciale mettiamoci anche la Capitaneria di Porto, perché sarebbe una mancanza inaccettabile. Grazie.

PRESIDENTE. Su questa richiesta bisogna che si accordi con l’Assessore e con i suoi uffici e vedere di fare un unico emendamento.
Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Ringrazio gli estensori di queste due mozioni che hanno accolto l’invito a fare una risoluzione che prendesse atto anche del percorso intrapreso dalla Giunta, da quando sono stati presentati gli atti fino alla loro discussione oggi in Aula.
Un percorso che a parte le dichiarazioni a mezzo stampa si è in qualche modo concretizzato nelle delibere della Giunta, preso qualche giorno fa, che ha individuato una modalità operativa e l’intervento nei confronti degli organi di Polizia - credo che questo sia un riconoscimento importante - che in questo mese e mezzo, due mesi di emergenza, sono sempre stati in prima fila, a tutti i livelli, per cercare di dare risposte concrete insieme a tutto il personale sanitario, di cui abbiamo ampiamente discusso, come di altre categorie.
Penso che sia importante fare dei test e farei anche una breve riflessione, non essendo un virologo e non avendo nessuna competenza, sull’importanza dei tamponi, senza enfatizzare. Chiaro che è fondamentale sviluppare dei tamponi e saranno ancora più importanti quando potranno essere fatti in qualsiasi momento e ripetutamente. Oggi purtroppo siamo nelle condizioni, non solo la Regione Marche, ma il mondo, di poterli fare in maniera molto limitata, quindi l’importanza diventa relativa, perché l’esito del tampone di oggi potrebbe essere tranquillamente diverso se ripetuto domani. Noi stiamo discutendo a chi farlo per la prima volta, quando l’esito potrebbe essere completamente modificato, soprattutto è in corso una discussione sugli anticorpi, se aver preso o meno il virus Covid rende immuni per il futuro e fino a quando. E’ tutto un mondo in evoluzione, quindi è giusto farlo ai sanitari, farlo alle Forze dell’ordine, a chiunque, nel momento in cui ci sono le condizioni tecniche per poterlo fare, per cui mi auguro che queste nuove modalità, come i test rapidi che ancora oggi non sono riconosciuti al 100%, possano accelerare ed aiutare il controllo. Ad oggi purtroppo le uniche vere modalità di sicurezza sono il distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine, sul quale dobbiamo puntare molto.
Ben vengano queste mozioni, ben venga l’attività della Giunta che amplia. Mi auguro che l’evoluzione tecnico scientifica ci possa dare degli strumenti sempre più rapidi, anche a costi inferiori per farli a tutto il personale e penso alle aziende che andranno a riaprire nei prossimi giorni. Al momento non enfatizzerei l’utilizzo dei tamponi che sono indispensabili ma, visto le condizioni in cui siamo oggi, non è possibile farli a chiunque e ripetutamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Mi sono chiarito con il Consigliere Minardi che ha condiviso perché dicevamo la stessa cosa: la premessa parla di Polizia municipale, quindi nel mettere Polizia provinciale rendo coerente il tutto, oltre che per un fatto di giustizia.
Ho chiamato gli uffici, l’emendamento a questo punto non è soltanto inserire dopo le parole Vigili del Fuoco, le parole Polizia provinciale, ma io aggiungere Polizia provinciale e Capitaneria di Porto. Ci siamo sentiti con il Consigliere Maggi, è d’accordo e telefonerà per aggiungere la sua firma all’emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Non ho visto il testo e non ho la risoluzione e casomai su questo tema faccio una riflessione. Che l’aumento della capacità di fare tamponi sia di grande importanza, lo testimonia il fatto che è una delle cinque azioni della cosiddetta “Fase 2”, ovvero cercare di fare nel territorio, al di là delle singole categorie, un maggior numero di tamponi, non solo per i sintomatici, come più o meno è stato fatto fino adesso. Negli ultimi giorni è aumentata molto la capacità di fare tamponi e vengono fatti anche a persone asintomatiche e a coloro che non hanno avuto contatti stretti, quindi da questo punto di vista c’è una situazione di gran lunga migliore rispetto a quella dei primi tempi.
Poi c’è il discorso che dobbiamo utilizzare la nuova tecnica dei tamponi, cioè quelli a risposta più rapida perché oggi dall’esecuzione del tampone alla risposta mediamente trascorrono 3/4 giorni e capite che in questo lasso di tempo può essere estremamente importante avere la risposta per attuare misure di contenimento, misure di isolamento.
Mi sembra che l’Asur abbia fatto una gara per i tamponi rapidi, quelli che danno una risposta entro 90 minuti. Come ha sottolineato il Consigliere Micucci, il tampone è il momento X, fotografa una determinata situazione e un determinato momento, poi chiaramente il proseguo di quel soggetto potrebbe essere di diverso tipo, in quanto potrebbe venire a contatto con altri. Quindi, c’è una situazione in evoluzione e il tampone di per sè fatto al tempo zero assume un significato, ma non ci dà la certezza definitiva.
Io non ho capito se nella risoluzione si parla anche di indagini sierologiche e su queste c’è ancora un dibattito in atto, non ha la ricerca degli anticorpi un valore diagnostico, ma un valore prevalentemente epidemiologico, ed è così che la Regione Marche l’ha concepito, estendendo i test a tutti gli operatori sanitari, è così che l’ho concepita il Commissario Arcuri, e dal 4 o dal 5 maggio inizierà, su un campione di 150 mila italiani, sparsi alle varie latitudini, un’indagine campione epidemiologica per cercare di capire qual è stata più o meno la diffusione del virus.
Nella risoluzione, che non ho letto, non ho capito se tutte le Forze dell’ordine, anche con l’integrazione di cui hanno parlato l’Assessore Cesetti ed il Consigliere Maggi, devono essere sottoposte a tappeto ad entrambe le tecniche, al tampone e all’indagine sierologica, perché su questo qualcosa vorrei dire. E’ ovvio che se uno ha un tampone positivo va isolato ed è chiaro che non ha senso fargli l’indagine sierologica, perlomeno non nell’immediato, gliela faremo dopo un po’ di tempo, quando gli anticorpi si sono sviluppati.
Torno a ripetere, non avendo letto la risoluzione non vorrei che ci fossero scritte cose che magari hanno delle incongruenze sul piano scientifico, io mi limiterei ai tamponi, questi si, perché sono lo strumento diagnostico di maggior importanza, Non ho sotto mano la risoluzione, quindi non sono in grado di capire bene e di conoscere il testo, magari quello che sto dicendo è anche fuori luogo.
Il tema è se dobbiamo sottoporre a tappeto sia per i tamponi che per le indagini sierologiche, questa situazione crea delle incongruenze scientifiche e non di poco conto. Ho sentito poco fa il Consigliere Minardi dire: “Quando hai gli anticorpi”, dipende quali sono gli anticorpi che trovi, perché se trovi dei IgG è un conto, ma se trovi i IgM è un altro, che sono indice di un’infezione recente. C’è una serie di variabili e di dettagli che vanno commisurati alla situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Vorrei tranquillizzare il Consigliere Volpini che sa bene che quando mi adopero su determinati temi ci metto molto impegno.
Vorrei rassicurare il Consigliere Volpini e anche il Consigliere Minardi perché nella risoluzione abbiamo previsto che la Giunta si adoperi per attivare un protocollo con gli enti interessanti, non solo con il Governo, ma anche con il Ministero dell’Interno, i Comuni e tutti gli organi interessati.
Ringrazio anche il Consigliere Maggi per aver suggerito la Capitaneria di Porto.
Abbiamo previsto anche un terzo punto nel dispositivo: “a prevedere anche un’adeguata campagna di prevenzione alla popolazione interessata”, allargata a 360°.
Si parla di protocollo per test sierologici e tampone in maniera generica, essendo una mozione sarà poi la Giunta organo esecutore, con la struttura di competenza, a redigere l’atto più idoneo a seconda delle casistiche.
Il nostro intento è quello di rendere questa cosa programmabile anche per eventuali - facendo tutti gli scongiuri del caso - ed ulteriori epidemie, per non trovarsi all’ultimo momento a fare delle mozioni e delle risoluzioni in Consiglio regionale, ma renderlo operativo subito.
Ringrazio nuovamente l’Assessore Cesetti, i Consiglieri Minardi e Volpini per aver posto queste puntualizzazioni e naturalmente, come ho già scritto nell’email che ho cercato di inviare all’Ufficio di Presidenza durante il mio stand by con la connessione, sono più che favorevole alla sottoscrizione dell’emendamento. Siccome sto vedendo che il telefono va e viene, se dovessi perdere nuovamente la connessione, per qualsiasi ulteriore adesione do già preventivamente il mio consenso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Non nascondo al pari del Consigliere Volpini un po’ di difficoltà non avendo sottomano la risoluzione, quindi gradirei che venga fatta una email per vedere come le due mozioni sono state sintetizzate.
Credo che il dibattito abbia chiarito questa disincrasia fra Forze dell’ordine e la Polizia locale. Sta di fatto che la Giunta deve modificare la delibera n. 503, faccio riferimento, Assessore Cesetti, a quella del 28 aprile che, al di là della mozione che stiamo facendo, può essere modificata in serata perché ci sono tutti i membri di Giunta e Consiglio, in quanto fa riferimento ai Corpi di Polizia e di ordinamento civile militare: Forze Armate e Vigili del Fuoco, e parla di partecipazione volontaria allo studio epidemiologico. Questo è anche quello che ha detto il Consigliere Volpini.
Innanzitutto c’è questa interpretazione abbastanza restrittiva perché parla soltanto di Corpi di Polizia e Forze Armate e che la Polizia locale non entri in questo contesto è evidente. L’Assessore Cesetti è un uomo di diritto e sa benissimo che ai sensi dell’articolo 16 della legge 121 dell’1 aprile 1981, la Polizia locale non rientra tra le Forze di Polizia propriamente dette. Qualcuno ha voluto dare una interpretazione estensiva, ma non è così, quindi noi dobbiamo mandare un segnale veloce e preciso a questa gente che sta in mezzo alla strada a fare i controlli, ad esempio la Polizia provinciale è impiegata nei controlli alla circolazione stradale, per cui va inserita, tant’è vero che, per aggiungere ancora ulteriore documentazione, il decreto uscito sulla Gazzetta Ufficiale del 29 aprile stabilisce alcuni benefici in termini di permessi per le Forze di Polizia e fa riferimento a questa previsione: “Al periodo del presente comma si intende riferita anche al personale della Polizia locale”, c’è quindi un’ulteriore precisazione, fra le Forze di Polizia non ci sono le Polizie locali.
Un altro aspetto da chiarire di questa risoluzione che non ho sotto mano, per cui potrei dire pure qualcosa di errato, di scontato

PRESIDENTE. Consigliere Celani, la interrompo per dirle che la risoluzione è stata inviata, la trovate tutti su Concilium e adesso verrà inviata anche per email, la Consigliera Leonardi l’ha condivisa sulla chat, dovete solo aggiornare.

Piero CELANI. Intanto esprimo questa preoccupazione, come quella che ha evidenziato prima il Consigliere Volpini, la delibera n. 203 parla di partecipazione volontaria allo studio epidemiologico, non parla di tamponi, quindi la negatività, per quanto riguarda il contagio, passa attraverso il risultato del tampone, non certo, come ha detto un esperto qualificato quale il Consigliere Volpini, attraverso lo studio epidemiologico.
Voglio segnalare un altro aspetto, in nessun atto fatto dalla Giunta regionale trovo un'altra importante categoria, che dovrebbe essere sottoposta a tampone o a screening, non soltanto epidemiologico, è quella dei farmacisti. Io non l’ho vista in nessun atto, se qualcuno lo sa mi dica qual è, tanto è vero che c’è stata una grande lamentela e una presa di posizione dell’Ordine dei farmacisti provinciali e regionali che dicono che sono stati esclusi da tutto. E’ una categoria altamente a rischio, che giornalmente viene a contatto, se facciamo un discorso complessivo di tutta la regione, con migliaia di concittadini, non capisco come mai i farmacisti non siano stati sottoposti a screening, alcuni sono dipendenti dell’ASUR, altri stanno nelle farmacie che sono convenzionate con il Servizio sanitario regionale, fanno un grande servizio alla cittadinanza, sono dei riferimenti importanti nei piccoli Comuni, poi, non vi dico, nei Comuni sotto i 1000 abitanti la farmacia è un elemento di riferimento importantissimo, come il medico di base, tutto passa attraverso essa.
Adesso non voglio che si emendi la risoluzione che riguarda solo le Forze dell’ordine, però noi dobbiamo tornare su questo aspetto ed io francamente ci sono già tornato presentando ieri una mozione per accendere i riflettori su questa categoria molto importante che è stata trascurata, magari in sede di voto ci torno. Grazie.

PRESIDENTE. La risoluzione è stata inviata alle 14,38 su Concilium e per email.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Ringrazio perché questa occasione è propizia per chiarire ed esprimere un mio parere, per il quale nel frattempo mi sono anche sentito con il Presidente Ceriscioli e con la dirigente del Servizio sanità, ai quali ho rappresentato un’esigenza impellente relativa al fatto che dal 4 maggio molte attività manifatturiere riprenderanno la loro attività, ed ho trovato la condivisione di entrambi, però vorrei cogliere questa occasione per dare il la a questa informazione.
E’ vero, ho visto la delibera di Giunta sui test sierologici e sullo studio epidemiologico che partirà per i dipendenti del Servizio sanitario regionale e vorrei raccomandare una certa attenzione per il momento che stiamo vivendo e sul fatto che alla ripresa di molte attività manifatturiere produttive i dipendenti potranno essere sottoposti volontariamente a screening a carico delle imprese, senza pesare sulla spesa pubblica, sul sistema sanitario regionale. Saranno le aziende a farsi carico di questi costi.
L’attività di screening con i test sierologici, anche di tipo qualitativi, che è una cosa diversa da quelli di tipo quantitativo di cui allo studio regionale, in ogni caso, seppure con un margine di fallibilità, passatemi l’espressione, è comunque importante, è uno strumento in più per far si che il personale, qualunque sia il luogo di lavoro, possa essere assoggettato alle esigenze di tutta la collettività e se emergesse un caso positivo la persona dovrebbe essere sottoposta a tampone, che è lo strumento principe per l’attendibilità e la dichiarazione di positività in questo caso specifico. Questo ci mette nella condizione di scremare, è questo il vero senso, di togliere da situazioni di contagio quante più persone possibili.
Ho colto questa occasione per esprimere il mio pensiero favorevole al contenuto della mozione, per chiarire ed auspicare anche un chiarimento che va in questa direzione. I test sierologici, seppur di tipo qualitativo, potrebbero andare sempre, in ogni caso, nella direzione di aiutare tutta la comunità a capire quanti casi positivi ci sono e nel caso isolarli, quindi vanno incontro alla ratio dei vari provvedimenti e delle misure contro la pandemia che tutti stiamo rispettando con grande impegno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Come firmatario della risoluzione è chiaro che la condivido, ne condivido i contenuti e la voterò con convinzione.
Mi fa piacere che questo atto sia l’occasione per ringraziare tutti gli operatori che in questo periodo di quarantena sono stati costretti a lavorare in presenza, diversamente magari da altri che hanno potuto lavorare in smart working, e che con il loro prezioso lavoro hanno garantito il sistema Paese e Marche. Mi riferisco ovviamente a tutti i soggetti che sono elencati in questa risoluzione, a partire dalle Forze dell’ordine, le Forze di soccorso, di assistenza, e per non dimenticare nessuno anche il volontariato, tutti coloro che hanno continuato a lavorare in presenza.
Concordo anche con l’emendamento proposto dall’Assessore Cesetti e dal Consigliere Maggi, anche se devo dire che quello incide nelle premesse e mi sembra che il dispositivo comprenda tutti, sia la Capitaneria di Porto che la Polizia provinciale, perché quando parliamo di Forze dell’ordine, soccorso pubblico, assistenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale, quelle due categorie, ma potrei sbagliarmi, mi sembrano incluse.
Adesso ho chiesto agli uffici e stanno preparando un emendamento per modificare il dispositivo perché io vorrei aggiungere la Protezione Civile, che non mi sembra sia riconducibile ad una di queste categorie, e tutti gli operatori dell’Arpam, che in questo periodo fanno i controlli ambientali e devono andare fisicamente sul posto, sono soggetti più di altri a possibili contagi, quindi gli uffici mi stanno predisponendo un emendamento affinché nella risoluzione siano ricomprese anche queste due categorie: la Protezione Civile e l’Arpam.
Per il resto condivido tutto ed oltre ai ringraziamenti penso che l’Aula, votando a favore di questa risoluzione, darà un giusto segnale a tutti gli operatori che stanno lavorando e vigilando per noi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Vorrei concludere un po’ la discussione che è nata dalle mozioni e da questa risoluzione, ribadendo innanzitutto un principio che è quello contenuto nell’atto: intervenire per la sicurezza di chi oggi è costretto a svolgere un’attività che va nell’interesse della collettività ed a tutela delle disposizioni che sono legate all’emergenza Coronavirus.
Voglio rassicurare chi ha fatto notare la questione delle Polizie locali, la domanda che avevo posto al Governatore nel primo Consiglio regionale del 6 di marzo le riguardava ed il mio intervento nasce anche da quella.
Sono d’accordo nel specificare tutto, quindi anche le Polizie provinciali, come richiesto dall’Assessore Cesetti; la specifica della Polizia locale io l’avevo fatta perché il Consiglio si era espresso ormai diversi mesi fa nel sollecitare il Governo a chiarire e a ricomprendere le Polizie locali nell’ambito delle Forze dell’ordine. Lunga questione conoscendo la differenziazione che tuttora c’è.
Nei vari comuni le Polizie locali sono il front office rispetto alle esigenze conseguenti al Corona virus, alle persone che giravano (controlli fuori dai supermercati, dalle farmacie, spostamenti fra comuni). L’intenzione è quella di comprendere tutti quanti, favorevolissima anche all’introduzione di specifiche precise, dalla Capitaneria di Porto alla Polizia provinciale.
E’ ovvio che questa discussione è entrata nel merito di alcune questioni, come il test sierologico o il tampone rapido, ovviamente lascio al Consigliere Volpini che è medico ed ha una competenza specifica e scientifica fare le precise e le dovute considerazioni. Lo screening rapido consente di avere una fotografia nell’immediato e il tampone oggi risulta l’unico strumento accreditato dal Ministero ad intervenire rapidamente nel caso in cui si dovessero evidenziare dei parametri che indicano un presunto contagio, la definitività della positività o meno.
Su questo nostro atto, che riguarda alcune categorie specifiche, si è aperto un giusto dibattito, più ampio, ribadisco per quanto mi riguarda e per quanto riguarda Fratelli d’Italia che l’importante è poter fare lo screening a più ampio raggio possibile.
Riprendo anche il tema posto dal Consigliere Giacinti, con il quale c’eravamo confrontati qualche settimana fa, sull’esigenza di molte aziende di avere l’opportunità, riconosciuta anche dalla Regione, di effettuare dei test a proprie spese perché al momento della riapertura è meglio avere un risultato anche non è garantito al 100%, con una percentuale più bassa, che non avere dei risultati e introdurre delle persone asintomatiche che potrebbero essere contagiose. Su questo ho già parlato con il Dirigente preposto affinché si possa fare qualcosa perché è urgente.
Convengo con il Consigliere Celani, all’interno delle professioni sanitarie - lo voglio ricordare - nonostante il protocollo e la delibera della Giunta, i medici e gli infermieri mi segnalano di non riuscire ancora a fare il tampone, quindi, un controllo.
Condivo il fatto che una delle categorie che ha pieno titolo e che rientra nel pacchetto delle professioni sanitarie è quella dei farmacisti che reputo dovrebbe essere rivalutata e rientrare nei provvedimenti della Regione, nel pacchetto dell’ambito sanitario.
Dichiaro il voto favorevole di Fratelli d’Italia e spero che ci sia un voto unanime. Grazie.

PRESIDENTE. Dobbiamo aspettare perché sono in corso di elaborazione gli emendamenti annunciati, quindi, a questo punto procederei con la mozione successiva.

Mozione n. 650
ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Urbinati, Biancani, Rapa, Traversini, Volpini, Bisonni, Maggi, Celani, Leonardi
“Contro la riapertura delle attività di gioco d’azzardo”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n.650 dei Consiglieri Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Urbinati, Biancani, Rapa, Traversini, Volpini, Bisonni, Maggi, Celani, Leonardi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Sarò molto succinto, come la mozione stessa che avete firmato in tanti, precisando soltanto alcuni aspetti.
Il primo, la notizia è di ieri, dalla stampa, il DEF ha previsto un aumento di entrate dal gioco d’azzardo, e questo la dice lunga perché su questa strada probabilmente il Governo vuole spingere per avere soluzioni economiche. Parlo soprattutto di lotto, lotterie superenalotto. Dall’altra parte c’è stata una grande mobilitazione, dai sindacati ai molti esponenti del mondo cattolico, di associazioni no slot e altro, per sottolineare questo tipo di esigenza.
Il gioco d’azzardo si divide in due grandi categorie, la prima è quella dei giochi statali, ed io ho sottolineato questo aspetto (lotto, superenalotto), che possono essere fatti anche on line e possono essere fatti anche in una condizione di isolamento come questo, per gli altri giochi ordinari si va nelle ricevitorie, nelle tabaccherie o addirittura nelle sale slot, che credo siano chiuse. Al momento il decreto non ha previsto una riapertura di questo tipo di attività, ma se ne sta parlando.
La riflessione che faccio non vuol essere come in altre occasioni in cui ho parlato di questo argomento esageratamene etica. Non abbiamo indicato, insieme ai colleghi che hanno sottoscritto questa mozione, una data per il riavvio di questa attività, ma diciamo che in questa attività di gioco d’azzardo lecito, che comunque viene contemplata dalla nostra legislazione, anche nella legge regionale da me approvata … Ricordo, una delle leggi più rigorose che abbiamo fatto in Italia, sulla quale siamo poi ritornati per la questione della retroattività, che non abbiamo risolto e se saremo ancora qui dovremo definirla nei prossimi mesi. A questa attività, lo dico subito, sono sempre stato contrario, quindi ritengo per un fatto di principio giuridico non possa essere applicata.
E’ evidente a tutti, prima abbiamo fatto una mozione della Consigliera Malaigia ed altri sulla necessità di supporto psicologico, relazionale e strutturale della persona per questo periodo, è evidente che la debolezza è molto forte e l’isolamento, soprattutto degli anziani, è fortissimo. Chi di noi non ha un parente che vive da solo? Vedovo? Queste persone anche da casa possono accedere al gioco d’azzardo, il rischio è che la scarica di adrenalina, la famosa linea conduttrice che agita la necessità del gioco nella persona, possa essere più facilmente avviata in questo tempo. Per questo motivo chiediamo al Presidente Ceriscioli che nei tavoli segnali questa necessità, quando sarà chiamato per questa materia, che è di stretta competenza regionale o perlomeno lo è diventata attraverso una serie di leggi importanti che tutte le Regioni hanno fatto, sia di centro-destra che di centro-sinistra.
Il gioco andrà a fine maggio, ai primi di giugno, sicuramente verrà riaperto, ma in condizioni di maggiore normalità. Lo dico perché le osservazioni che sono state fatte subito dopo la presentazione di questa legge, come è stata resa pubblica, quasi tutte, colleghi, sono state di questo tipo, questo è stato il sentore popolare. La battuta può essere così riassunta: con una mano lo Stato dà, con l’altra mano lo Stato prende”, io non vorrei essere questo Stato, che con una mano dà pochi spiccioli e con l’altra prende. Questo è confermato dal DEF, ripeto, che prevede 1,4 miliardi in più nel 2020 e 1,2 miliardi in più nel 2021. Credo anche che questa previsione, che molti giornali denunciano, prevista nel DEF sia un’esigenza di bilancio, far vedere che la competenza in entrata cresce, la mettono in conto e poi di fatto non si avrà, però i bilanci si fanno anche in questa maniera, quando si devono prevedere 50 miliardi in più di spesa si gonfia qualcosa sulla previsione d’entrata, quindi mi auguro che sia solo una gonfiatura e non una reale attesa, anche perché non riesco a capire, dopo due mesi di sospensione come sia possibile che in corso d’anno questa spesa possa crescere. Dall’altra parte la preoccupazione degli operatori che ricevono da questa attività un’entrata è nella linea di tutti coloro che devo seguire un binario risarcitorio. Qui ne abbiamo tanti, non la metto come prima preoccupazione, ma come prima preoccupazione metto quella di centinaia di migliaia di famiglie marchigiane che corrono il rischio anche di avere questa ulteriore disgrazia, che non solo può essere una disgrazia temporanea, legata al fatto che giocando si perde soldi, in questo periodo, più che in altri, ma addirittura si apra quella linea di dipendenza da gioco d’azzardo o da gioco on line che abbiamo cercato di combattere, per quel poco che abbiamo potuto fare, ma l’abbiamo fatto con convinzione, mettendo circa 5 milioni, quasi 6 milioni di euro nella nostra legge regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Il Governo ancora non ha deciso la riapertura e visto che questa settimana abbiamo detto e confermato che da questo virus occorre imparare una nuova modalità di vita, nuovi modi di prendere la vita, mi auguro che uno di questi sia che queste modalità di gioco vengano impedite.
Abbiamo fatto una lunga battaglia in Consiglio regionale che ha portato all’approvazione di una legge che tutti conosciamo. Se il Governo darà la possibilità, al momento è esclusa anche se ad un certo punto sembrava possibile, di far aprire queste attività prima di altre, francamente la vicenda mi sembrerebbe disdicevole.
Bene ha fatto il Governo e mi auguro che con questa mozione possiamo contribuire ad allungare i tempi di riapertura di queste strutture, anche perché questa emergenza mi sembra che abbia fatto cadere la foglia di fico che molti su questo tema in passato mettevano, cioè dire che se le persone non vanno a giocare nelle strutture fisiche c’è sempre il gioco on line. Ho letto una serie di articoli giornalistici, anche di testate specializzate, che sostengono l’esatto contrario, nonostante che buona parte della popolazione sia stata costretta in questi mesi a stare chiusa dentro casa, c’è stato solo un minimo aumento delle giocate on line e non è detto che venga dai giocatori tradizionali. E’ possibile che ci sia stato un aumento delle giocate di chi già gioca on line, che in questi giorni è stato costretto a stare dentro casa ed ha quindi aumentato le proprie giocate per passare il tempo.
Dire che il gioco viene fatto ovunque, sia on line che in strutture dedicate, mi sembra che non regga, quindi credo che questo sia un ulteriore elemento per ritornare, laddove ce ne fosse bisogno, a ridiscutere la legge nazionale, che mi auguro limiti ulteriormente la possibilità di gioco.
Ben volentieri ho sostenuto questa mozione e ovviamente la voterò. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Marconi per la presentazione di questa proposta che ho sottoscritto perché l’attenzione che questo Consiglio regionale ha dato al problema della dipendenza da gioco deve proseguire in ogni sua azione e questo momento può essere anche un’occasione per tenere lontane le persone da alcuni strumenti che prima avevano a portata di mano, allontanandole dalla problematica.
L’unico problema che mi sono posta è che la questione è di competenza nazionale, non decide la Regione, ma può fare una pressione nei confronti del Governo perché le priorità devono essere altre e quello che abbiamo sempre detto, anche nella nostra legge, è che è un paradosso in quanto lo Stato partecipa in qualche modo alla dipendenza e poi mette risorse per curarla, un paradosso che non deve essere avvalorato, ma evidenziato ai cittadini.
Ho posto l’attenzione a quelle attività che dal gioco lecito statale traggono un introito, per alcune è vitale, parlo di tabaccherie che hanno il lotto e il superenalotto, però in questo momento la priorità è cercare di garantire la salute dei nostri concittadini ed evitare il più possibile di far usufruire loro di queste forme nel momento in cui il lockdown terminerà e ci sarà, anche e soprattutto all’interno dei nostri piccoli Comuni, la giusta e naturale uscita di moltissime persone e quelle con delle fragilità, che sono state contenute all’interno delle mura domestiche, potrebbero in qualche modo ricadere molto più facilmente in questa tentazione, soprattutto in questa dipendenza. Lo Stato nei confronti dei suoi concessionari dovrebbe tener conto anche di questo che in realtà diventa un servizio alla collettività e tenere le macchinette chiuse dovrebbe avere un riconosciuto in quanto aiuta a non far ricadere nella dipendenza. Annuncio, essendo sottoscrittrice, il voto favorevole di Fratelle d’Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 650. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 647
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Micucci
“Covid-19: superare la fase di emergenza con una nuova politica di gestione del trasporto pubblico locale”

Interrogazione n. 989
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Azioni di sostegno alla mobilità sostenibile”
(abbinate)
(Discussione e votazione)


PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 647 dei Consiglieri Fabbri, Micucci e l’interrogazione n. 989 del Consigliere Biancani, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Vorrei sollevare la problematica che le prossime settimane dovremo affrontare in maniera abbastanza decisa, relativa alla nuova politica di gestione del trasporto pubblico.
La Regione ha buone competenze in questa materia, redige il piano regionale dei trasporti, fa i programmi triennali dei servizi di trasporto pubblico, programma gli interventi, definisce criticità e i criteri per la modalità della gestione dei servizi, ripartisce il fondo regionale, disciplina l’utilizzo da parte dei viaggiatori e le relative sanzioni, determina le tariffe, partecipa al controllo della sicurezza e della regolarità del servizio di trasporto, tant’è che in questa emergenza dovuta al Coronavirus ha dovuto emanare alcune ordinanze, le nn. 7, 8, 9, 12 e 18.
In questo periodo tutte le aziende di trasporto hanno dovuto registrare il crollo verticale dei ricavi, la bigliettazione si è fermata, per gli abbonamenti ci sono in corso verifiche e richieste di rimborso. Le città sono diventate silenziose e sicure, la qualità dell’aria è migliore, abbiamo avuto anche la riduzione degli incidenti stradali, una diminuzione del traffico dell’80-90% e dei decessi collegati.
Con la riapertura e con il fatto che si dovrà assicurare il distanziamento personale nelle stazioni e nelle fermate, soprattutto all’interno dei …
Con la riapertura il traffico dei veicoli privati si raddoppierà e si dimezzerà il trasporto pubblico, soprattutto nelle città e nei centri urbani più sviluppati potremmo avere… e anche una mancanza di parcheggi che potrebbe mandare ….

PRESIDENTE. Manca la connessione, il Consigliere Fabbri proseguirà appena si ricollegherà.
Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Fabbri per la disponibilità perché ha accolto due emendamenti che ho presentato e che ha sottoscritto - poi mi ha permesso di sottoscrivere anche la mozione - con i quali si prende atto di un lavoro che nel frattempo, in questi due mesi, è stato fatto, come ha annunciato nella sua introduzione. Una serie di ordinanze e di interventi che la Regione ha dovuto prendere in merito al trasporto pubblico locale, in particolare al trasporto ferroviario e su gomma, proprio per la competenza che ha la Regione.
In merito alla richiesta originaria, quella di intraprendere un tavolo tecnico, mi sembra che l’Assessorato si sia attivato e le ordinanze a cui abbiamo fatto cenno sono il frutto di una serie di incontri del tavolo, che può anche essere ampliato e migliorato, ma che di fatto è già operativo.
Oltre alla Regione credo che sia giusto stimolare l’Assessorato a prendere ulteriori iniziative anche perché le risorse sono in mano allo Stato e oggetto di discussione in questi 5 anni è stato spesso il fatto che purtroppo la Regione Marche è penultima nella graduatoria delle Regioni per contributo statale per il trasporto pubblico, anche se non è assolutamente la penultima in termini di chilometri e di attività svolta. A maggior ragione in questa situazione di crisi e di emergenza una rivisitazione e un aumento del fondo pubblico statale vanno necessariamente chiesti. Oltre al tavolo tecnico aperto in Regione credo che vada aperto anche un tavolo nazionale nel quale ragionare dei fondi per il trasporto pubblico locale.
Le aziende in questo periodo hanno dovuto mettere in campo risorse aggiuntive sia per i costi che dovranno sostenere successivamente che per la riorganizzazione del trasporto, è sotto gli occhi di tutti, questo sarà uno dei servizi maggiormente colpiti dal virus, in quanto la nuova organizzazione prevede le distanze sociali. Penso che su questo il Governo dovrà necessariamente intervenire nuovamente e mi auguro che la Regione Marche non venga ancora trattata da penultima, ma venga considerata né più né meno per quelle che sono le sue caratteristiche in termini di chilometri e di popolazione da servire. Su questo ho chiesto un’integrazione alla mozione attraverso l’emendamento, adesso non sto a dettagliare i singoli punti, ma mi piaceva segnalare il ragionamento complessivo e su questo credo che vada fatta una richiesta al Governo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per concludere l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie, Presidente. Ci aspettiamo dei picchi di mobilità. Si sta parlando di prendere delle decisioni e di andare verso una politica dei trasporti, ma intanto occorre incentivare a tutti i livelli lo smart working in modo da consentire a molti lavoratori di non spostarsi da casa, cercando di diminuire nelle ore di punta il traffico, ampliando la flessibilità oraria da parte degli esercizi commerciali e dei lavoratori.
Il raccordo con il livello nazionale è necessario e lo ha spiegato bene il Consigliere Micucci; il coordinamento con i Comuni, le Provincie e le aziende di trasporto non può che essere rafforzato in questo momento.
Le aziende vanno sostenute, abbiamo registrato una buona proposta da parte di alcune associazioni, come Bikeitalia ed altre, che pensano ad una rete di mobilità di emergenza cittadina che potrebbe consentire di sfruttare piste ciclabili potenziandole, ad un recupero delle corsie dedicate agli assi principali, alla realizzazione di viali ciclabili, allo sfruttamento delle corsie preferenziali, anche per le biciclette, già utilizzate dal trasporto pubblico locale, alla micromobilità e all’indicazione di itinerari complementari paralleli alla viabilità su auto privata. Ci sono una serie di proposte anche tecniche che in questi giorni stanno girando per i maggiori Comuni che hanno un’urgenza maggiore rispetto alla realtà marchigiana, come Roma, Milano, Torino, nel gestire in maniera provvisoria ed emergenziale la viabilità urbana.
Anche l’Associazione dei trasporti Astra ha fatto una serie di documenti molto interessanti, soprattutto per flessibilizzare l’offerta dei servizi. Servizi personalizzati a richiesta, Point- to-Point, Executive, saltando delle fermate, con tariffazione differenziata, con collegamenti da fabbrica a fabbrica, oltre all’utilizzo ed al potenziamento di semafori intelligenti, telecamere, acquisto di biglietti on line, app dedicate allo scopo.
La Regione Marche ha dei fondi in essere e delle attività relative all’intermodalità nelle stazioni ferroviarie, alla mobilità elettrica, al potenziamento dei nodi di interscambio, perché i parcheggi di interscambio saranno molto importanti in questa situazione, vanno realizzati in urgenza. Ci sono fondi regionali per migliorare le fermate del trasporto pubblico, una serie di iniziative oltre alle ciclovie, che sono già in essere e vanno potenziate.
Con questa mozione chiediamo un tavolo regionale di coordinamento sul trasporto pubblico locale a cui partecipino i Comuni, le Provincie, gli enti gestori, i sindacati, le associazioni dei consumatori, alcuni enti di ricerca specializzati nella mobilità, con il coordinamento stretto del Governo.
Come Regione dovremo revisionare il piano dei trasporti, i programmi dei servizi, riprogrammare gli investimenti, riassegnare i fondi e trovare delle soluzioni ecosostenibili innovative. Prendiamo questo momento di crisi per migliorare la viabilità, sono cinque anni che vengo a lavorare da Urbino ad Ancona e so bene come sia intasato il traffico all’ingresso del capoluogo di regione in moltissime ore del giorno.
Chiediamo inoltre di valutare, di concerto con le Provincie, i Comuni ed i gestori, l’applicazione di questi suggerimenti sulla rete di mobilità di emergenza, di cui prima ho fatto velocemente un esempio, di stabilire, anche in supporto alle aziende di trasporto, cosa si può fare per flessibilizzare il servizio e modulare la bigliettazione.
Mi sento di fare anche un appello ai Comuni per scoraggiare l’utilizzo dell’auto propria ed incoraggiare metodi di mobilità meno invasiva, come biciclette elettriche, pedalata assistita, biciclette normali, scooter soprattutto elettrici, monopattini e altro, potenziare l’utilizzo delle zone a traffico limitato e rendere a pagamento i parcheggi in modo da indurre un’evoluzione nella mentalità e nella mobilità cittadina. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Condivido quanto ha detto il Consigliere Micucci e condivido la mozione illustrata dal Consigliere Fabbri, quindi, non intervengo per riprendere gli aspetti in essa contenuti, ma voglio sottolineare un particolare fondamentale, che è quello della sicurezza. L’abbiamo detto più volte, l’epidemia a cui abbiamo assistito e a cui assistiamo non ha precedenti, è uno shock che non ha precedenti, sistemico ed epocale e forse il trasporto è uno di quegli elementi che dovrà subire una forte e maggiore riorganizzazione.
Sono state indicate tantissime misure, da riscoprire il gusto dell’uso della bicicletta, per chi ce l’ha, anche se sappiamo che in questi ultimi anni c’è stata una crescita e una maggiore sensibilizzazione attorno all’uso di questo mezzo, ci sono stati investimenti e forti scelte di programmazione della Regione per le ciclovie o per le piste ciclabili al fine di favorire la mobilità dolce.
Accanto a questi aspetti, quello più delicato è quello della sicurezza del trasporto pubblico e mi riferisco al ferro e all’autobus. A Jesi purtroppo è morto di Covid un autista dipendente di un’azienda regionale ed abbiamo letto che molti sono stati i lavoratori del settore contagiati e per fortuna guariti. C’è quindi il problema di garantire la sicurezza ai lavoratori e ai passeggeri. So che l’Assessore Sciapichetti è molto attento, sensibile, ha messo in piedi un tavolo tecnico, non debbo dire nulla, però evidenzio che c’è la necessità di una sanificazione continua dei mezzi, sia su gomma che su ferro, e delle stazioni e autostazioni.
I posti passeggeri vanno ridotti affinché sia garantito il distanziamento sociale, c’è qualcosa in questo shock sistemico che tocca da vicino, un cambiamento epocale degli stili di vita, dell’organizzazione del lavoro, una maggiore flessibilità, perché è chiaro che se da una parte riduciamo le presenze sui mezzi, dall’altra dobbiamo anche aumentarne il numero, dobbiamo riorganizzare profondamente sia la vita che l’organizzazione sociale, del lavoro e della società.
Con questa mozione avete fatto bene a porre questo problema, credo che dovremo ritornarci su. Molto spesso si discute del contributo chilometrico che viene dato alla Regione Marche, qui la storia è lunga, prima c’era un fondo indistinto, poi non molto tempo fa questa realtà è emersa, dobbiamo dire che occorre trovare una soluzione, se c’è la volontà, nella Conferenza delle Regioni perché è vero quello che ha detto il mio Capogruppo, che dobbiamo aumentare le risorse per il trasporto pubblico, ma se rimangono gli stessi criteri di ripartizione la discriminazione per la nostra Regione rimane. Qui c’è anche un problema di pari dignità all’interno della Conferenza delle Regioni, so che la questione è stata più volte posta con forza dai Presidenti, dal Presidente Ceriscioli, anche prima dell’emergenza era stata evidenziata, ma se non scatta un ragionamento di leale collaborazione fra le Regioni la problematica del finanziamento rimane. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Non aggiungo nulla di nuovo a quello che è stato già detto, ma sottolineo alcuni passaggi.
Condivido la mozione perché il tema del trasporto pubblico locale, tra tutte le difficoltà di tutti i settori che dovremo affrontare, forse è quello che dovrà subire una trasformazione più profonda di altri. E’ chiaro che su questo versante si pone il massimo dell’attenzione, fa bene il Consiglio a prenderne atto e a dare l’impulso necessario.
Il tavolo che viene chiesto dalla mozione noi l’abbiamo istituito con le aziende e con il sindacato, congiuntamente, dal primo giorno della crisi. C’è un confronto costante, l’ultima convocazione è quella di ieri, la prossima sarà il prossimo martedì, ci si raffronta momento per momento per vedere quali possono essere le iniziative da adottare, perché adesso ci sono due fasi, quella della gestione dell’emergenza e il riavvio della fase 2, quindi occorre capire come organizzarci.
C’è poi un altro tema molto più grande, molto più complesso, che ci dovrà vedere impegnati nei prossimi mesi ed è quello della riorganizzazione complessiva del TPL alla luce anche di quello che il Coronavirus ci ha insegnato.
La fase che stiamo attraversando è la più delicata, nella fase 1 abbiamo fatto delle ordinanze, come ha ricordato il Consigliere Fabbri, per ridurre al minimo il numero dei treni e degli autobus viaggianti, se nessuno poteva girare, se non per motivi di lavoro, è chiaro che si rendeva inutile la presenza di tanti treni o di tanti autobus. Adesso siamo nella fase di riattivazione e soprattutto dobbiamo pensare alla sicurezza dei trasportati e dei lavoratori, quindi, sono già state messe in campo, e ne abbiamo discusso ieri, alcune iniziative importanti, per esempio l’obbligo della mascherina a bordo per i passeggeri e per i dipendenti, le cabine degli autobus, specialmente quelli più datati, devono essere messe in sicurezza ed isolare il conducente dai passeggeri, il distanziamento dei passeggeri di un metro, un metro e mezzo all’interno del mezzo, la bigliettazione che non può essere fatta a bordo o dal controllore, che in questo momento non può stare sui mezzi, il biglietto fatto a terra oppure on line.
C’è una serie di cose che sono indispensabili, il tema che noi dobbiamo affrontare è quello economico perché questo settore rischia di non ripartire considerando che l’introito della bigliettazione è diminuito del 96%, si è praticamente azzerato.
E’ chiaro che dovrebbe intervenire il Governo con la costituzione di un fondo nazionale di 600 milioni, come abbiamo chiesto in fase di confronto in sede di Conferenza delle Regioni, ma su questo ancora non c’è risposta.
E’ fondamentale che si intervenga a livello nazionale con un fondo nazionale specifico, che possa essere impiegato anche per la copertura degli oneri derivanti dal prolungamento della validità o meno o della sospensione degli abbonamenti.
Un altro tema rilevante e importantissimo riguarda gli abbonamenti, coinvolge i lavoratori, gli studenti e le famiglie. Su questo stiamo ragionando e c’è un confronto a livello nazionale, in sede di Conferenza delle Regioni per capire il da farsi.
Sono tante le questioni aperte che vanno affrontate, però, credo che dobbiamo fare una scaletta nell’emergenza e dobbiamo stabilire le priorità, che oggi sono quelle di garantire la sicurezza dei viaggiatori e dei dipendenti. Dobbiamo iniziare a ragionare, come abbiamo già detto, con i Comuni con le Provincie, con gli enti gestori, con il sindacato, sul riordino del sistema TPL. Forse la crisi epocale che ci è capitata potrebbe essere anche la spinta giusta e necessaria per rivisitare dal profondo questo settore, sono scelte molto delicate, molto importanti, che vanno assunte dopo una concertazione e con il consenso di tutti.
Vorrei rassicurare soprattutto il Consiglio che la concertazione tra le parti è diuturna, stiamo lavorando su questo fronte tutti i giorni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Vorrei sottolineare un punto che alla fine dell’intervento l’Assessore Sciapichetti ha introdotto e cioè lo sforzo di coordinarsi con i Comuni per creare una rete di mobilità di emergenza cittadina perché nell’immediato, tra due o tre settimane, il trasporto pubblico potrà portare il 30% del volume che trasportava nei mesi scorsi. Dobbiamo assolutamente evitare il congestionamento del traffico nei maggiori centri urbani, quindi l’importanza di creare parcheggi di scambio e incentivare la mobilità leggera con le due ruote, per esempio, è fondamentale.
Per questo bisogna dedicare delle corsie per smaltire l’afflusso dei cittadini all’interno della città e oltre a gestire l’emergenza con le aziende di trasporto, che hanno bisogno di sussidi e che devono stravolgere la loro organizzazione di concerto con i Comuni, occorre dare sfogo all’impennata di traffico che inevitabilmente si creerà.
Non voglio pensare a settembre, ad esempio ad Urbino abbiamo un grandissimo afflusso di pullman stracolmi di ragazzi, allo stesso orario, da tutta la Provincia, che vanno nelle nostre scuole e che dovremo in qualche modo gestire. Nei Comuni bisognerà aprire un discorso molto serio.
Soltanto questa precisazione, poi sulla controversia a livello di accordo Stato- Regioni, in cui le Marche sono penalizzate per i fondi che vengono attribuiti al trasporto pubblico rispetto ad altre Regioni, bisognerà fare un atto di forza e di sensibilizzazione verso le altre Regioni, per dire siamo solidali tra noi perché la differenza è molto alta, diventa una discriminazione. Occorre unire le forze per riequilibrare i fondi, che ci penalizzano fortemente in questo settore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta all’interrogazione n. 989, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Sul punto n.1, nella prima fase di emergenza con l’ordinanza n. 8 del 13 marzo 2020 si disponeva una programmazione dei servizi TPL automobilistici costituita da una parte di servizi fissi e una a chiamata.
E’ stato disposto ai gestori di mantenersi attivi e reperibili personale e mezzi per avere l’offerta dei servizi suppletivi a chiamata. Tale configurazione è stata concepita a passo variabile, per rispondere alle diverse esigenze e sensibilità dei territori e pertanto da organizzare in forma flessibile o in forma rigida come mera riserva a caldo, da attivare qualora si rendano necessari dei rafforzi a giudizio del gestore o dell’ente concedente.
In altre parole, si sono concepiti dei servizi propriamente detti ‘flessibili’ nella loro organizzazione delle ore, nei percorsi e dei servizi che attivassero le linee abitualmente concepite nel loro percorso solo alla richiesta dell’utente. Questa eventualità è stata concepita soprattutto per i servizi TPL urbani che, se si eccettua il capoluogo Ancona, hanno dimensioni medio-piccole inferiori al milione di km/anno. E’ inevitabile che questo modello e l’esperienza che ne è conseguita sia da applicare soprattutto nella fase 2.
Punto 2. Sul fronte del sostegno alle imprese di trasporto, sin dalla prima ordinanza del 13 marzo, che peraltro ha coraggiosamente anticipato di settimane gli orientamenti nazionali delle altre Regioni e del Governo, ci sono derogati, a favore delle imprese, a formalismi contrattuali, garantendo i flussi di cassa nell’immediato a prescindere dai servizi resi. Mai come in questo momento la Regione ha garantito per quantità e continuità il flusso di risorse alle società di TPL anticipando partite ed impegnando l’amministrazione oltre al dovuto ordinario, consapevoli che il trasporto pubblico sia uno dei pilastri, come dicevamo prima, su cui poggiare la ripresa.
Sul fronte dei maggiori costi, che presumibilmente alcune aziende marchigiane sosterranno per l’installazione a bordo dei divisori tra i sedili in plexiglass o cabine, come appunto abbiamo detto, o protezione dell’autista, su richiesta della Regione Marche è stato inserito, dal prossimo riparto di fondi nazionali per il materiale rotabile, l’ammissibilità a rimborso di tali spese.
Punto 3. Si concorda sul fatto che anche e soprattutto nella fase 2 si dovrà incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili.
Per quanto riguarda la politica tariffaria del TPL è in atto una valutazione, che al momento ci porterebbe a promuovere anche con la leva tariffaria l’impiego dei titoli dematerializzati ed elettronici, penalizzando di contro il tradizionale biglietto cartaceo.
Tale partita è, tuttavia, anche condizionata dagli orientamenti del Governo circa l’indispensabile fondo dei mancati introiti che la Conferenza delle Regioni, ha richiesto nella seduta del 31 marzo scorso e quantificati a livello nazionale in 600 milioni di euro.
Nel contempo non va mai perso di vista l’equilibrio economico finanziario dei contratti di servizio e la salute anche delle imprese, aspetto che non può gravare solo sul bilancio regionale.
Rispetto ai mezzi di trasporto sostenibili e collettivi si dovranno attuare tutti i protocolli stabiliti dalle Linee Guida e garantire che i trasferimenti con mezzi del TPL avvengano salvaguardando la massima sicurezza per viaggiatori e operatori del settore. Di questo approccio sarà informata la cittadinanza affinché percepisca la sicurezza del trasporto collettivo così organizzato.
È pure condividibile che in questa fase si potenzino forme alternative di trasporto attraverso mezzi sostenibili individuali; si è in attesa di specifici provvedimenti da parte del Governo in merito alla circolazione stradale e alle modifiche al Codice della Strada per consentire l’apertura di piste ciclabili in via transitoria anche solo con segnaletica orizzontale. Il Governo ha anche anticipato che ci saranno risorse destinate all’adeguamento della segnaletica e incentivi per l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini.
La Giunta regionale, in linea con quanto già programmato ed attuato, in particolare rispetto a mobilità ciclistica e mobilità elettrica, continuerà a prevedere nei propri Programmi di finanziamento incentivi all’acquisto di mezzi “green”, avendo le risorse necessarie si potrebbe puntare anche ai cicloveicoli (anche a pedalata assistita), ai mezzi destinati alla micro mobilità (monopattini elettrici ed altro) e a favorire bike sharing e car sharing elettrico.
Si sta valutando inoltre la possibilità di promuovere e incentivare i Comuni per l’attivazione di un sistema premiante (anche con l’interessamento digli stakeholders) per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola.
Punto 4. Anche se di forte interesse, in considerazione di uno sviluppo di una mobilità sostenibile ad ampio raggio, si ritiene che, rispetto allo stato emergenziale attuale, sia di non immediata attuazione, sia per i tempi di concertazione, sia per l’apparente assenza di domanda. In alcuni ambiti urbani tuttavia ci sono delle esperienze positive che andranno analizzate con attenzione maggiore. Si potrà comunque prevedere la regolamentazione e l’attuazione della gestione della logistica urbana sostenibile in una fase successiva.
Punto 5. Per la sicurezza degli operatori del servizio e degli utenti sin dalla prima fase in ordinanza e nelle linee guida diramate dagli uffici si sono adottati protocolli, in accordo con le OOSS, che evitassero il contatto tra autisti ed utenza.
Per la fase 2 la Regione Marche sul tavolo della concertazione nazionale per la definizione delle linee guida ha sempre sostenuto l’obbligo da parte dell’utenza dell’impiego della mascherina, inizialmente non previsto, cosa poi inserita nella versione finale di cui al recente dpcm del 26 aprile. Tal dispositivo sarà quindi necessario per viaggiare su ogni mezzo di trasporto della Regione Marche dal 4 maggio anche se già è diventato di prassi.
Punto 6. La Giunta ha già attivato in diverse occasioni azioni di comunicazione per la promozione della mobilità sostenibile (soprattutto con specifici focus all’interno delle due annualità della Settimana europea). Sicuramente tale impegno dovrà essere ancora maggiore per recuperare utenza fidelizzata, ragione per cui le Regioni propendono per non rimborsare gli abbonamenti, ma piuttosto allungarne il periodo di fruizione.
La comunicazione, come già evidenziato, dovrà in questa fase essere svolta in sinergia coi Gestori soprattutto per evidenziare la sicurezza sanitaria dell’approccio organizzativo del TPL marchigiano nella fase che stiamo per avviare, in cui potranno anche essere riattivati ulteriori servizi a favore della sola utenza pendolare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare l’Assessore Sciapichetti e anche il suo servizio, per la risposta molto completa ed articolata.
Voglio dire all’Assessore di non essere troppo timido, nel senso che le azioni che ha elencato dobbiamo far in modo di attuarle. Voglio ribadire la mia vicinanza e di tutto il Consiglio alla sua attività. In questa fase deve chiedere risorse in qualità di Assessore ai trasporti, alla viabilità, sono sicuro che lo farà, perché il futuro della nostra regione passa anche attraverso una nuova mobilità, che spesso viene sottovalutato, se ne parla poco, mentre di discute di aziende e di altri settori.
La nuova mobilità va finanziata, va sostenuta, lei ha il mio appoggio per qualsiasi scelta o richiesta farà all’Assessore Cesetti o al Presidente Ceriscioli, penso che avrà l’appoggio anche di parecchi Consiglieri, quindi prepari tutta una serie di provvedimenti da mettere sul tavolo, perché la mobilità è un asse strategico del nostro territorio regionale, che penso che vada sostenuta.
Riguardo alle mascherine sono molto contento, penso che sia un’opportunità per utilizzare il trasporto pubblico perché noi siamo terrorizzati, come ha detto il Consigliere Fabbri, dal fatto che molti cominceranno ad utilizzare l'auto propria per paura di essere contagiati e si rischierà di buttare al vento anni e anni di politica. Bene la mascherina per gli operatori, per garantire la sicurezza del personale, e l’obbligo di indossarla a tutti quelli che utilizzano il trasporto pubblico. Tale obbligo, se possibile, Assessore Sciapichetti, anche sui treni, soprattutto quelli regionali, sennò le persone non utilizzeranno il trasporto pubblico. Io sono uno che lo utilizza tutti i giorni per venire a lavorare ad Ancona, voglio continuare a farlo e chiedo alle persone che ne usufruivano prima, di continuare. Grazie ancora per la risposta.
D’altra parte, se mi posso permettere, Consigliere Fabbri, rispetto alla risposta dell’Assessore Sciapichetti, noi siamo in un momento molto delicato, le aziende sono alla canna del gas, solo la nostra, l’Adriabus, perde un milione di euro ogni mese per mancati introiti, se non troviamo un modo, e l’Assessore ha detto che occorre trovare risorse nuove, queste non arrivano alla fine dell’anno. Sono aziende gran parte pubbliche, dobbiamo fare in modo di sostenerle e di sostenere un servizio, che sarà strategico per la ripartenza e anche per gli anni successivi.
Comunque grazie per la sua mozione, voglio ancora ringraziare l’Assessore per l’impegno, ribadisco che siamo con lei, faccia le richieste e vediamo di fare in modo, tutti insieme, che vengano esaudite. Grazie.

Emendamento n.647/1 a firma dei Consiglieri Fabbri e Micucci. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n. 647/2 a firma dei Consiglieri Fabbri e Micucci. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 647, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 988
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Posticipazione dell’inizio dei saldi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 988 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Come da lei richiesto parto dall’interrogazione n. 988 ad iniziativa del Consigliere Boris Rapa, concernente “Posticipazione dei saldi di fine stagione”.
Con riferimento all’interrogazione in oggetto si significa quanto segue:
La Giunta regionale con delibera di Giunta n. 589/2011 ha recepito il contenuto della decisione della Conferenza delle Regioni e Province autonome del 24 marzo 2011 di approvazione del documento "indirizzi unitari delle Regioni sull'individuazione della data di inizio delle vendite di fine stagione". Successivamente la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome il 7 luglio 2016 ha approvato l'integrazione al documento del 24 marzo 2011 individuando:
- il primo giorno feriale antecedente l'Epifania;
- il primo sabato del mese di luglio.
Da quanto sopra si evidenzia che la Regione non può che agire nell’ambito dell’accordo con le altre Regioni, pertanto per posticipare l’inizio dei saldi sarebbe necessaria una modifica degli accordi approvati dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome.
L’Assessorato al commercio si è già impegnato a iscrivere all’ordine del giorno della prossima riunione della Commissione attività produttive il tema dei posticipi dei saldi estivi. Naturalmente la terremo informato, così come coinvolgeremo l’Associazione di categoria sugli sviluppi.
E’ necessario un accordo in Conferenza Stato-Regioni, ciascuna Regione non può decidere autonomamente, però è sicuramente un tema che sta diventando di grande interesse e attualità anche tra gli altri Assessori alle attività produttive. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta, ma soprattutto per essersi attivata nella Conferenza Stato-Regioni, perché questa è una decisione che viene presa in quella sede e qualora si decida e si possa spostare i saldi previsti per l’estate ci deve essere un confronto con le Regioni limitrofe per evitare una disparità di trattamento.
Penso che lo slittamento sia una piccola, ma significativa risposta ai commercianti che, come tantissimi altri settori, ma in particolare quello del commercio, vivono oggi una particolare criticità, auspico che possa essere presa in considerazione per dare un po’ di respiro a questo importante settore economico della nostra regione. Grazie.

Interrogazione n. 993
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Gestione ed attuazione della legge regionale 10 aprile 2020, n.13 – ‘Misure urgenti per il sostegno alle attività produttive e al lavoro autonomo a seguito dell’emergenza epidemiologica Covid-19’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 993 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie, Presidente. In merito all’interrogazione 993/2020 si fa presente quanto segue.
Il “Fondo emergenza Covid 19” è stato istituito con la legge regionale 13 approvata il 9 aprile e pubblicata il giorno successivo, 10 aprile 2020.
L’istituzione del Fondo è stata realizzata in primo luogo sulla base della evidente emergenza che si è manifestata nel mondo produttivo a seguito dell’epidemia Covid 19. Ciò è stato condiviso ripetutamente in diversi incontri con le parti sociali che hanno espresso la necessità di tale intervento da parte della Regione da realizzarsi con estrema urgenza E’ stato comunemente riconosciuto e messo in evidenza l’allarme per la situazione economica delle imprese e dei lavoratori autonomi a carattere professionale, manifestatasi in particolare con la crisi di liquidità, a sua volta determinata dal crollo degli ordini, dal blocco forzato delle attività, che hanno fermato i ricavi, ma non altrettanto i costi fissi e continuativi delle imprese. La volontà di procedere alla approvazione della legge in tempi rapidi è derivata pertanto dall’esigenza di fornire una risposta quanto più possibile celere; dalla stessa esigenza è derivata la volontà dell’amministrazione di dare una immediata attuazione della legge, con il decreto 114 approvato immediatamente il 10 aprile.
Il Fondo, almeno in prima attuazione, ha visto peraltro il recupero di risorse già disponibili presso i confidi, destinate ad essere restituite alla Regione e agli altri enti che avevano cofinanziato i fondi preesistenti, che tutti hanno convenuto di ridestinare al sostegno delle imprese, in particolare sulla scia dell’emergenza Covid 19. Ciò ha consentito una significativa sburocratizzazione per la rapida messa in opera dell’intervento.
Il decreto attuativo della legge è stato immediatamente pubblicato sul sito della Regione Marche (www.commercio.marche.it) e sulla pagina “NormeMarche”, è stato subito comunicato a tutte le associazioni di categoria, a tutti gli ordini professionali, a tutti i Sindaci e Presidenti delle Province, alla Camera delle Marche ed è stato pubblicato sul BUR il 14 aprile, aprendo ai Confidi attivi sul territorio marchigiano la possibilità di candidarsi al riparto e consentendo loro, nelle more della determinazione del riparto, di iniziare ad accogliere domande da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi, successivamente alla presentazione della candidatura.
Da evidenziare che il decreto non era rivolto alle imprese, ma ai Confidi affinché potessero rapidamente intervenire a sostegno delle imprese con le loro procedure operative. Contestualmente, su indicazione del Presidente, è stato predisposto un sistema informativo, anticipato in Commissione la settimana precedente che sistematicamente ha riportato lo stato delle domande presentate e l’entità dei finanziamenti attivati.
Pertanto le domande ai primi Confidi che hanno presentato la candidatura sono giunte già da prima del 19 aprile. Ma visto il meccanismo di riparto basato su un criterio oggettivo (l’ammontare di garantito al 31/12/ 2019), nessun Confidi si è avvantaggiato a scapito di qualcun altro, tant’è che si è tornati più volte anche sulla determinazione di quel riparto, in base al numero dei Confidi che avevano partecipato.
Il decreto regionale è stato concepito pertanto come invito rivolto esclusivamente ai Confidi operativi nelle Marche per presentare la propria candidatura a partecipare al riparto. Anche in questo caso la possibilità di presentare domande rispondeva all’esigenza di andare rapidamente incontro alle esigenze delle imprese. I Confidi possono operare nei limiti stabiliti dalla legge regionale, ma ognuno nella propria autonomia operativa di mercato, seguendo un criterio cronologico stabilito non sulla base di manifestazioni di interesse o meccanismi di prenotazione, ma della consegna completa e definitiva della domanda di finanziamento o di contributo con tutta la documentazione necessaria.
A conclusione della possibilità di presentare candidature, il 21 aprile gli uffici regionali hanno proceduto all’istruttoria formale e sostanziale, a definire i termini del reparto e a redigere il decreto di riparto che è stato adottato in data 27 aprile. I Confidi che hanno partecipato al riparto non sono 5, come riportato nella interrogazione, ma 6 e cioè: UNICO, Confidicoop, Confidi.net, COFITER, Italia Con.Fidi e Confeserfidi. Solo due sono marchigiani, gli altri provengono da Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.
L’intervento del Fondo e il suo rapido utilizzo dimostrano che è stato colto un bisogno reale del sistema produttivo in quella fase dell’emergenza Covid19.
Intenzione della Regione è ora quella di destinare al Fondo ulteriori risorse recuperabili dal bilancio regionale, ma non si escludono anche altre tipologie di risorse, da collocare ora più verso la seconda azione, la parte B della legge regionale, anche in considerazione del fatto che gli strumenti nazionali delineati con il decreto del 17 marzo iniziano finalmente a sortire gli effetti attesi e ad attivare numerose domande di credito dalle banche, in particolare per la fascia fino a 25 mila Euro è previsto uno sblocco di tutte le istanze a partire dal 10 maggio. L’azione B pertanto potrà orientarsi in particolare a rendere ancora più favorevole l’accesso al credito, attraverso l’abbattimento dei tassi di interesse e di altre spese connesse al prestito, per finanziamenti fino a 150 mila euro, cercando in questo modo di facilitare ulteriormente il superamento di questa fase di crisi di liquidità.
Ringrazio il Consigliere Zaffiri, per questa interrogazione e per l’attenzione che pone da sempre all’Assessorato delle attività produttive.

PRESIDENTE: Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Quanto ha detto l’Assessore non mi convince perché i lavoratori sono volontari, sono eccezionali, però la sera alle ore 22 è terminato il Consiglio e alla mattina alle 9 era pronto il provvedimento, sono stati bravi, complimenti!
Seconda cosa, le domande mi sembra che siano iniziate ad arrivare il 17, quando la Regione aveva previsto il 19 ed in questa data il bando si è chiuso perché non c’erano più i soldi.
L’assegnazione è stata fatta il 27, il bando per accedere non lo so, non ho sentito …. Mi sembra che in questo provvedimento ci sia stata un po’ di confusione, per non dire tanta, credo che molta trasparenza sia mancata perché queste date, per quanto mi riguarda, e i provvedimenti, non portano. Se i soldi non sono pubblici ok, ogni uno è libero di fare ciò che vuole, ma se mettiamo dei soldi un minimo di regole, penso … Non si sa come venivano dati, se sono state fatte le domande, e sulle domande non voglio aggiungere nulla, non so come sono venute, forse qualcuno già sapeva, ma questo non lo so, non ci voglio neanche pensare, però questo provvedimento, Assessore, non mi piace, assolutamente, lei lo sa che sono franco,
Le date e i provvedimenti non coincidono, una serie di circostanze non hanno funzionato. Dico questo perché ci sono tante persone che sono rimaste fuori, non sapevano, so che ci sono state delle riunioni di categoria on line ed agli imprenditori non è stato detto nulla, nemmeno come si doveva fare la domanda, le segnalazioni che mi sono giunte dagli interessati sono queste, gliele giro, Assessore.
Credo effettivamente di questa strada lasci tante incertezze alle persone che lavorano e alle persone che credono nelle istituzioni. Sono andate a bussare e la porta era chiusa, si sono chieste come mai visto le domande dovevano pervenire fino al 19. Lei capisce che la gente si pone delle domande con molta perplessità ed io condivido perché, secondo me, questo non è un meccanismo finalizzato alla sburocratizzazione, non ci credo, lei la racconta in questo modo, ne prendo atto, però non è così. Io vedo penne velocissime, super elettroniche, che scrivono da sole ed in un modo talmente veloce che prima del 19 tutto era chiuso.
La domanda era estremamente semplice, a qualcuno nella riunione dei Capigruppo ho detto anche delicata. Io ho i capelli grigi della politica, capisco tutto, però credo che qualche giustificazione un po’ più precisa, che dia una risposta più puntuale agli imprenditori sia necessario darla, diciamo qualcosa di più serio, di come è avvenuta la distribuzione del Fondo previsto della legge n.13, è una cosa che fa riflettere e farà molto discutere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Vorrei ringraziare il Consigliere Zaffiri perché con questa interrogazione mi dà la possibilità di dire grazie a tutto il Servizio che ha lavorato per consentire il rispetto delle date che oggi lei mi contesta, ha lavorato anche venerdì Santo fino a mezzanotte, il giorno di Pasqua e di Pasquetta, posso testimoniarlo perché tutti quanti siamo stati sul pezzo, a partire dagli uffici del Consiglio regionale che hanno pubblicato la legge il giorno successivo alla nostra approvazione, in condizione di smart working in cui questo tipo di celerità vale doppio. Tutti hanno dato il massimo e nessuno si è approfittato o sapeva prima degli altri, semplicemente c’è tanta buona gente che si è rimboccata le maniche e questo da marchigiana non può che farmi piacere.
La sua interrogazione è opportuna, perché quando si gestiscono e si mettono a disposizione delle risorse pubbliche si deve pretendere la trasparenza, però un conto è la trasparenza nell’istruttoria delle domande, un conto è la partita dei Confidi perché, come le ho detto, avevano una settimana di tempo per mandare le domande, non è che chi le mandava prima era più avvantaggiato. Alla fine, preso atto che sono arrivate sei domande, si è fatto il decreto di riparto e i giorni successivi, che sono decorsi, erano relativi al fatto che dovevamo fare ulteriori controlli sul registro nazionale degli aiuti, e non ci sono stati magheggi di sorta.
Credo, invece, che questo bando abbia dimostrato un paio di cose, aver centrato, anche prima del Governo, un grande bisogno, un’esigenza delle nostre imprese di liquidità ed essere riusciti davvero a sburocratizzare perché i tempi record sono stati realizzati anche grazie alla snellezza delle procedure.
Abbiamo dimostrato anche un’altra cosa, Consigliere Zaffiri, che in realtà i Confidi non sono, come è stato detto da qualcun altro, il male di questa società e bene ha fatto questa Giunta, secondo me, a crederci perché hanno dimostrato di essere davvero efficienti ed hanno fatto la differenza. Spero che anche il sistema bancario nei prossimi giorni sappia stupirci altrettanto. Grazie.

PRESIDENTE. Confermo i lavori intensi fatti dagli uffici della Giunta e del Consiglio regionale nelle ore successive all’approvazione della legge. E’ stato un lavoro intenso da parte di tutti i collaboratori, che ringrazio.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. L’Assessore è stata puntuale, però mi chiedo, a meno che non sia la sorella di Casanova, come ha fatto a chiudere il 23 le domande e a fare la ripartizione dei conti ai Confidi il 27? Ci sono quattro giorni di differenza, Casanova li può superare, ma l’Assessore non credo. Grazie.

Interrogazione n. 974
ad iniziativa dei Consiglieri Pieroni, Rapa
“Ripristino e mantenimento dei servizi postali universali anche nei piccoli centri del territorio marchigiano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 974 dei Consiglieri Pieroni e Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. L’articolo 1, comma 1, della legge 12 giugno 1990, n. 146 recante “Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati”, definisce i servizi pubblici essenziali quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all'assistenza e previdenza sociale, all'istruzione ed alla libertà di comunicazione.
Per quanto concerne l'assistenza e la previdenza sociale, nonché gli emolumenti retributivi o comunque quanto economicamente necessario al soddisfacimento delle necessità di vita attinenti a diritti della persona costituzionalmente garantiti, Il comma 2 lettera c) del citato articolo 1, richiama i servizi di erogazione dei relativi importi anche effettuati a mezzo del servizio bancario.
Per quanto riguarda la libertà di comunicazione, il comma 2 lettera c) sempre dell’articolo 1 include, tra l’altro, le poste. Il DPCM 22 marzo 2020 e successivamente il DPCM 10 aprile 2020, nell’indicare le attività economiche e produttive sospese a causa del Covid-19, hanno garantito la prosecuzione delle attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146, quella che poc’anzi ho richiamato. Poste italiane sulla prima pagina del proprio sito istituzionale dichiara di garantire il servizio con un numero omogeneo di uffici postali, aperti in proporzione agli abitanti di ciascun Comune. Sono contingentate le aperture pomeridiane degli uffici, aperti su doppio turno e di quelli aperti solo al mattino, che osserveranno aperture a giorni alterni (salvo nei Comuni al di sopra 25.000 abitanti). I cittadini saranno costantemente informati, come di consueto, tramite avvisi affissi all’esterno degli uffici. In tutti gli uffici, inoltre, sono presenti linee di distanza dalle postazioni degli operatori; informa di aver sottoscritto una convenzione con l’Arma dei Carabinieri grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni, che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando l’Arma dei Carabinieri. Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, oppure abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o che questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione.
In base alla convenzione sottoscritta, i Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli uffici postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane, rilasciando un’apposita delega scritta.
I pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni.
L’Arma dei Carabinieri e Poste Italiane continueranno ad assicurare il servizio di erogazione e consegna a domicilio delle pensioni agli ultra settantacinquenni per l’intera durata dell’emergenza Covid-19.
Informa che i titolari di Conto BancoPosta, Libretto di Risparmio o Postepay Evolution, possono richiedere gratuitamente l’accredito della pensione, mentre i possessori di carta Postamat, Carta Libretto e Postepay Evolution, che hanno già scelto l’accredito della pensione, possono prelevare i contanti negli oltre 7000 Postamat.
La generale organizzazione di Poste Italiane e la convenzione con l’Arma dei Carabinieri sembrano adeguate a garantire il godimento dei diritti costituzionalmente garantiti anche alle fasce più deboli della popolazione.
In ogni caso informo il Consigliere Rapa e l’Assessore Pieroni che si è già proceduto a segnalare tale disagio a Poste Italiane chiedendo di adottare le eventuali misure correttive, per cercare di dare la risposta più efficace possibile alle fasce più deboli della popolazione.
Ringrazio anch’io il Consigliere Rapa e il Consigliere Pieroni per aver presentato questo atto di sindacato ispettivo che ci ha consentito di accendere una luce su un tema che, mi rendo conto, è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Cesetti per la risposta e chiederei, se è possibile, di farmela pervenire tramite email per avere un documento.
L’interrogazione è datata 10 aprile, per cui alcune situazioni si sono anche risolte per il meglio, però è giusto e corretto mantenere l’attenzione soprattutto verso le fasce più deboli, gli anziani, la periferia e le località più piccole, dove spesso e volentieri il servizio dell’Ufficio postale è indispensabile. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. In merito alla risoluzione sulle mozioni nn. 636 e 649 purtroppo non riusciamo a trovare la quadra. Credo, quindi, che l’unica strada sia quella di chiedere il rinvio anche perché non credo si possa tornare indietro e votare le singole mozioni.
Non riusciamo a trovare la quadratura e quella che sembrava una cosa semplice purtroppo non lo è. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto rinviamo il voto delle mozioni nn. 636 e 649 alla prossima seduta perché la discussione si era conclusa.

Interrogazione n. 955
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Coronavirus: azioni sanitarie regionali per il contrasto della diffusione della pandemia e per la cura dei contagiati”

Interrogazione n.966
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Protocollo mitigazione propagazione Coronavirus codiv-19”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 955 del Consigliere Fabbri e n. 966 della Consigliera Pergolesi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Nelle Marche è operativo il GORES - Gruppo Operativo per le Emergenze Sanitarie - istituito con Decreto del Presidente della Giunta regionale 49 del 17 febbraio 2004 che ha l'obiettivo di creare un punto unitario sanitario e di protezione civile per la gestione di emergenze sanitarie per la popolazione delle Marche. Il GORES, tra le altre attività, ha quella di fornire il necessario supporto tecnico-scientifico alle strutture della Giunta regionale ed al Servizio sanità, nello sviluppo delle indicazioni tecniche per l'applicazione delle ordinanze e circolari ministeriali nel territorio regionale e nella produzione di note tecniche di indirizzo integrative. Supporta, inoltre, il Servizio Protezione Civile in tutti gli interventi necessari.
Il GORES ha diffuso tre note operative regionali, trasmesse il 30 gennaio, il 14 febbraio e il 25 febbraio. Anche l'ultima circolare "Indicazioni per la sorveglianza e gestione nel territorio regionale di eventuali casi sospetti di malattia da Nuovo Coronavirus (Covid19)" è stata diffusa a tutte le strutture e a tutti gli operatori coinvolti nella sorveglianza e nella gestione del territorio regionale sia di casi sospetti ed accertati di malattia sia dei contatti dei casi. Successive indicazioni specifiche sono state trasmesse dal Servizio sanità in accordo con il GORES. La Circolare prevedeva indicazioni per tutta l'area sanitaria, ma anche punti di riferimento specifici, con l'obiettivo di contenere la diffusione del virus, limitando la trasmissione interumana ed evitando che si verificassero casi secondari di infezione tra i contatti stretti dei casi confermati e tra il personale sanitario.
Nella circolare venivano specificate istruzioni per le seguenti attività:
- presa in carico dei casi sospetti (con indicazioni per medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici continuità assistenziale, 118, pronto soccorsi/punti di primo intervento ospedalieri e personale operante in aeroporto);
- contatto tramite 118;
- trasferimento di casi sospetti;
- accesso al pronto soccorso;
- diagnostica di laboratorio;
- segnalazione dei casi;
- gestione dei pazienti affetti da sindrome respiratoria infettiva - sospetto SARS-Co V-2;
- gestione dei casi confermati e dei relativi contatti in fase iniziale (attività del Dipartimento di Prevenzione);
- gestione dell'isolamento domiciliare fiduciario;
- comunicazione del rischio.
Nel documento in allegato alla circolare si riportavano le indicazioni operative per gli operatori sanitari relative alle modalità di gestione dei pazienti con sospetto di polmonite da nuovo Coronavirus, nonché le misure da adottare per la prevenzione della diffusione dell'infezione. Gli Allegati riguardavano: istruzioni operative cure primarie; istruzioni operative emergenza territoriale/ospedaliere, istruzione operative dipartimenti di prevenzione. Per semplificare i percorsi, per ogni area operativa era inserita una flow chart esplicativa. Si riportavano, inoltre, per ogni settore, le Indicazioni operative all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (dpi) e dispositivi medici (DM). Il GORES, riunito in forma pressoché permanente dall'inizio dell'epidemia, ha trasmesso le note operative regionali già citate.
Per contrastare la diffusione della pandemia sono state necessarie successive azioni diversificate e tra queste il contenimento dei focolai, con l'isolamento domiciliare e la stretta sorveglianza dei casi positivi e dei contatti stretti, attività gestite dai Dipartimenti di Prevenzione, e l'incremento della capacità diagnostica dei casi con il potenziamento della Rete regionale dei laboratori per la diagnosi virologica (tamponi).
Sempre al fine di rispondere in maniera più tempestiva alle necessità diagnostiche, sono stati attivati nel territorio regionale punti DDT, ossia punti di erogazione dove è possibile arrivare direttamente in auto e sottoporsi al prelievo senza scendere dal mezzo.
Per la cura dei contagiati, considerata l'eccezionalità dell'evento che ha comportato la necessità di assistenza, anche intensiva, ad un grande numero di pazienti, con delibera di Giunta regionale n. 272 del 9 marzo 2020 e con delibera di Giunta regionale n. 320 del 12 marzo 2020 la Regione Marche, in accordo con i Direttori generali degli Enti, ha individuato le strutture ospedaliere da riorganizzare temporaneamente per far fonte alla prima fase dell'emergenza che ha richiesto l'ampliamento della dotazione di posti letto in aree critiche ed in altre aree di degenza.
Sono state attivate anche aree di degenza post critica per permettere la stabilizzazione clinica dei pazienti prima della dimissione a domicilio e sono stati resi disponibili ulteriori posti letto presso la rete privata convenzionata Per mettere in atto tutte le possibili azioni che possano contribuire a potenziare ulteriormente l' offerta di posti letto, per far fronte all'emergenza, a seguito di approfondite valutazioni effettuate in ambito GORES, sono state inoltre avviate le attività necessarie alla realizzazione e messa in esercizio di una struttura temporanea di degenza e di terapia intensiva/semintensiva presso i locali della Fiera di Civitanova Marche (DGR 415/2020).
Nella seconda fase dell'emergenza sono state attivate anche sul territorio marchigiano le Unità speciali per la continuità assistenziale (USCA), che effettuano i controlli domiciliari dei malati o sospetti contagiati di Covid-19 e, ove necessario, i tamponi per la verifica della positività al virus. Le squadre vengono attivate dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta o dalla guardia medica. Queste Unità garantiscono la presa in carico dei pazienti sintomatici o sospetti che non richiedono ricovero ospedaliero, ma che hanno necessità di essere monitorati. Le stesse Unità effettuano anche tamponi domiciliari ai pazienti sintomatici. La distribuzione dei dispositivi medici (DM) e dei dispositivi di protezione individuale (DPI) è avvenuta e avviene in base alle necessità e alle richieste che arrivano dall'ASUR per le aree Vaste, dalle AO di Torrette e di Marche Nord e dall'INRCA. Inoltre sono state rifornite sia le RSA che ne hanno fatto richiesta, sia l'ANPAS e la CRI, sia le opere caritative. La ricezione e la distribuzione delle dotazioni che giungono dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile avviene con orario H24.Le dotazioni a disposizione sono arrivate dal Dipartimento Protezione Civile. Attualmente per quanto riguarda le mascherine, di varia tipologia, sono presenti in quantitativi adeguati in tutte le strutture.
Va rilevato che la Regione Marche si è attivata ed ha deliberato il finanziamento di 1.000.0000 di euro ed ulteriori euro 5.000.000.000, quale finanziamento destinato agli Enti del Sistema sanitario regionale per mettere in campo azioni specifiche per fronteggiare l'emergenza determinata dal nuovo coronavirus e la somma complessiva di euro 500.000.euro e di 10.000.000 di euro, quale finanziamento destinato all'acquisto di DPI, DM e materiale sanitario per le esigenze del Servizio sanitario regionale.
Leggo le risposte alle domande del Consigliere Fabbri. Tutte le strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, sono state e sono pienamente operative, pronte per affrontare l’emergenza pandemica. Va rilevato che per rispondere all’emergenza di notevole impatto è stato attuato un piano regionale per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, le delibere sono la n. 272 e la n. 320 del 2020, che ha richiesto, la gestione, una riorganizzazione del potenziamento delle strutture sanitarie comprese quelle di terapia intensiva. Continue e rapide rimodulazioni sono state necessarie per fornire adeguate risposte alle necessità assistenziali della popolazione.
Con le 2 delibere che ho citato prima, quindi la n. 272 e la n. 320 del 2020, la Regione Marche in accordo con i Direttori generali degli enti ha individuato le strutture ospedaliere da riorganizzare temporaneamente per far fronte alla pima fase dell’emergenza, che ha richiesto l’ampiamento della dotazione di posti letto in aree critiche ed in altre aree di degenza. Sono state attivate anche aree di degenza post clinica, per permettere la stabilizzazione clinica dei pazienti, prima della dismissione a domicilio.
Con delibera di Giunta n. 346 sono stati resi disponibili ulteriori posti letto presso la rete privata convenzionata a pazienti Covid 19 negativi per ridurre il sovraffollamento ospedaliero pubblico. Sono inoltre stati necessari ulteriori ampliamenti sia di posti letto che di attrezzature per rispondere adeguatamente ai bisogni di assistenza respiratoria per i pazienti più gravi.
Per mettere in atto tutte le possibili azioni che possono contribuire a potenziale ulteriormente l’offerta di posti letto per far fronte all’emergenza, a seguito di approfondite valutazioni effettuate in abito GORES, sono state ampliate le attività necessarie alla realizzazione messa in esercizio nella struttura temporanea di degenza e di terapia intensiva e semi intensiva presso i locali della fiera di Civitanova Marche come ho già detto.
Il GORES (Gruppo operativo per le emergenze sanitarie), istituito con DPGR 49 del 17 febbraio 2004 ha diffuso tre note operative regionali, trasmesse il 30 gennaio, 14 e 25 febbraio, anche l’ultima circolare “Indicazioni per la sorveglianza e gestione del territorio regionale, e dei eventuali casi sospetti di malattia da nuovo corona virus” è stata diffusa a tutte le strutture ed a tutti gli operatori ospedalieri e territoriali coinvolti nella sorveglianza e nella gestione del territorio regionale sia di casi sospetti ed accertati di malattia sia dei contatti dei casi.
Per quanto riguarda l’attuale epidemia con delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 è stato dichiarato lo stato d’emergenza di 6 mesi, sul territorio nazionale, relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.
Al Capo Dipartimento della Protezione Civile è stato affidato il coordinamento degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza sul territorio nazionale. Sono state seguite tutti le indicazioni nazionali da mettere in atto.
A livello regionale è operativo il GORES che fornisce il supporto tecnico scientifico al Servizio sanità, una struttura della Giunta regionale per il coordinamento delle attività di risposta all’emergenza su tutto il territorio regionale. Il GORES supporta inoltre il servizio Protezione Civile in tutti gli interventi necessari. Quindi considerate le caratteristiche dell’epidemia nella fase emergenziale sono state necessarie azioni rapide, concordate di notevole impatto che hanno coinvolto i Direttori generali delle Aziende del Sistema sanitario regionale.
Le attività della fase 2 periodo post emergenziale coinvolgeranno i coordinatori dei piano pandemici locali.
Il tema pandemico verrà aggiornato sulla base delle indicazioni nazionali specifiche per la pandemia da nuovo coronavirus. L’andamento epidemiologico della pandemia da Covid 19 suggerisce comunque la necessità di strutturare un organizzazione di risposta in ciascuna area vasta che successivamente alla prima fase di Marche emergenza, ancora in corso ma con segni di attenuazione, mantenga nel medio periodo un livello alto di coordinamento di tutte le strutture organizzative, al fine di mantenere tutte le attività emergenziali necessarie per fronteggiare il proseguo dell’epidemia da Covid 19, e anche per permettere la graduale ripresa e il successivo mantenimento di attività sanitarie, diverse dalla risposta all’emergenza Covid 19. Per questa ragione è in fase di strutturazione un progetto regionale.
Quando sulla base delle indicazioni ministeriali verranno aggiornati piani e verranno inseriti nel sito web regionale ed in quello di diversi enti. Attualmente nel sito web regionale sono fornite indicazioni riguardo all’attuale epidemia da un nuovo Coronavirus ed è attivo un numero verde regionale.
A livello regionale è operativo il GORES che ha il compito di coordinare l’attività di risposta all’emergenza su tutto il territorio regionale. L’Azienda ospedaliera universitaria ospedali riuniti di Ancona, Salesi per l’età pediatrica, l’Azienda ospedaliera Marche Nord, il reparto di malattie infettive di Fermo, l’Area vasta 4 Asur, sono i riferimenti regionali per la parte di infettivologia
Il laboratorio di virologia dell’Azienda ospedaliera universitaria ospedali riuniti di Ancona è identificato come laboratorio di riferimento per le attività diagnostiche. La rete dei laboratori è stata ampliata.
L’Asur attraverso la rete delle centrali operative 118 è responsabile dei trasporti sanitari.
L’Asur attraverso i dipartimenti di prevenzione delle Aree Vaste, in particolare i servizi igiene e sanità pubblica, collabora all'attività di preparazione e risposta all’allerta. Al dipartimento di prevenzione spetta in particolare il compito dell’identificazione dei contatti e dei casi confermati. La riduzione del rischio di trasmissione della malattia dipende dalla rapida identificazione dei casi e dal loro isolamento, così come dall’identificazione e dall’isolamento dei nuovi casi fra i contatti dei casi iniziali.
Nell’ambito dell’attività di preparazione e risposta alla pandemia da nuovo Coronavirus gli obiettivi dei medici delle cure primarie, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale sono: conoscere le indicazioni nazionali e regionali sull’epidemia in atto, collaborare a diffondere corrette informazioni ai propri assistiti, conoscere ed attuare i protocolli operativi per la gestione dei casi sospetti, collaborare con i dipartimenti di prevenzione per le attività di indagine e epidemiologia e l’identificazione degli eventuali contatti di casi sospetti accertati, essere punto di riferimento dal punto di vista clinico per gli assistiti in isolamento domiciliare.
Per ambito distrettuale sono attive sul territorio marchigiano le unità speciali per la continuità assistenziale, le USCA, che effettuano i controlli domiciliari dei malati e sospetti contagiati da Covid 19 e, ove necessario, i tamponi per la verifica della positività al virus.
Le squadre vengono attivate dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta o dalla guardia medica. Queste unità garantiscono la presa in carico dei pazienti sintomatici o sospetti che non richiedono ricovero ospedaliero, ma che hanno necessità di essere monitorati. Le stesse unità effettuano anche i tamponi domiciliari dei pazienti sintomatici.
Il GORES coordina la risposta alle emergenze sanitarie supportando la Giunta regionale, il Servizio sanità e la Protezione Civile. In situazioni di attenzione, allarme o emergenze che direttamente o indirettamente possono interessare il territorio di questa regione sono attivabili tramite la sala operativa unificata permanente, la SOUP. Il gruppo di coordinamento e conseguentemente, se necessario, l’intero gruppo operativo regionale emergenza sanitaria o singoli componenti dello stesso GORES, individuati in funzione della professionalità e della specializzazione, che si rendano di volta in volta necessarie.
In base alle differenti situazioni da gestire può essere attivata la partecipazione ai lavori del gruppo operativo regionale emergenza sanitaria ogni altro soggetto, pubblico o privato, ritenuto utile ai fini della gestione dell’allarme o della crisi con particolare riferimento ai rappresentanti delle direzioni sanitarie delle aziende sanitarie regionali.
Il GORES è coordinato dal referente sanitario regionale, funzione 2 di Protezione Civile, ai sensi della direttiva DPCM del 24 giugno 2016.
Fatti salvi gli obblighi informativi e formativi previsti dalla vigente normativa per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, al fine di sostenere e migliorare l’omogeneità della formazione il GORES, mediante la collaborazione degli esperti presenti nelle strutture delle aziende del sistema sanitario regionale, rende disponibili pacchetti formativi utilizzabili gratuitamente da tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e del volontariato.
Per l’attuale emergenza epidemica sono state fornite indicazioni specifiche per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Il GORES, con il sottogruppo dedicato alla comunicazione, ha già definito le linee operative per la comunicazione, collabora con il referente della Regione Marche per la diffusione delle informazioni alla popolazione.
E’ stato attivato dal 26 febbraio scorso presso la centrale operativa 118 il numero verde regionale con 4 linee telefoniche dedicate e 56 medici, opportunamente formati, che rispondono alle richieste dei cittadini dalle 8 alle 20. Nelle prime giornate di attività sono state ricevute più di 1.000 chiamate al giorno. A livello internazionale sono presenti numerose esperienze di modelli previsionali di malattie infettive diffusive, come l’influenza.
Per quanto riguarda l’attuale epidemia di nuovo Corona virus l’Istituto Superiore di Sanità sta mettendo a punto un sistema con il quale le Regioni potranno registrare le caratteristiche epidemiologiche dei casi e dei loro contatti, che potranno descrivere al meglio la diffusione dei casi per poter sviluppare modelli matematici previsionali e gestire al meglio le risorse sanitarie nei prossimi mesi.
A livello regionale per le cure previsionali viene utilizzato un software JMT di SAS che svolge analisi predittive complesse con il metodo Profiler previsionale con la retta di regressione generalizzata.

PRESIDENTE Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Su queste due interrogazioni replico in maniera molto veloce perché poi vorrei discutere in maniera più approfondita le interrogazioni nn.976 e 972 sui piani pandemici.
L’interrogazione n. 955 l’ho presentata il 24 febbraio, a due mesi di distanza c’è stata una risposta dettagliata.
Il discorso va riferito al grado di preparazione che il sistema aveva nel gestire un’eventuale pandemia, ma ne parliamo in risposta alle due interrogazioni successive, che sono ben più pregnanti. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Purtroppo con il Consiglio in video conferenza i tempi sono sfalsati, vorrei dire soltanto una parola rispetto a quello che ha comunicato la Consigliera Leonardi.
Mi sembra di aver capito che non è stata raggiunta un’intesa sulla risoluzione, ne prendo atto, mi va bene che si votino le mozioni il prossimo Consiglio, però resta il fatto che c’era una mia interrogazione e per me c’è stata anche una bella risposta dell’Assessore Casini, quindi che si vada avanti comunque sulle cose dette. Grazie.

Interrogazione n. 956
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Coronavirus e piano pandemico regionale”

Interrogazione n. 972
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Coronavirus Covid-19: mancata applicazione del Piano pandemico regionale”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni nn. 956 e 972 del Consigliere Fabbri, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Tutte le strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali sono state e sono pienamente operative e pronte per affrontare l'emergenza pandemica. Va rilevato che per rispondere all'emergenza, di notevole impatto, è stato attuato un "Piano regionale per la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19" (delibera di Giunta regionale n. 272 del 9 marzo 2020 e delibera di Giunta regionale n. 320 del 12 marzo 2020) che ha richiesto una riorganizzazione ed un potenziamento delle strutture sanitarie, comprese quelle di terapia intensiva. Continue e rapide rimodulazioni sono state necessarie per fornire adeguate risposte alle necessità assistenziali della popolazione.
Con delibera di Giunta regionale n. 272 del 9 marzo 2020 e con delibera di Giunta regionale n. 320 del 12 marzo 2020 la Regione Marche, in accordo con i Direttori Generali degli Enti, ha individuato le strutture ospedaliere da riorganizzare temporaneamente per far fonte alla prima fase dell'emergenza che ha richiesto l'ampliamento della dotazione di posti letto in aree critiche ed in altre aree di degenza. Sono state attivate anche aree di degenza post critica per permettere la stabilizzazione clinica dei pazienti prima della dimissione a domicilio.
Con la delibera di Giunta regionale n. 346/2000 sono stati resi disponibili ulteriori posti letto presso la rete privata convenzionata per pazienti Covid 19 negativi per ridurre il sovraffollamento ospedaliero pubblico; sono inoltre stati necessari ulteriori ampliamenti sia di posti letto che di attrezzature per rispondere adeguatamente ai bisogni di assistenza respiratoria per i pazienti più gravi. Per mettere in atto tutte le possibili azioni che possano contribuire a potenziare ulteriormente l'offerta di posti letto per far fronte all'emergenza, a seguito di approfondite valutazioni effettuate in ambito GORES, sono state inoltre avviate le attività necessarie alla realizzazione e messa in esercizio di una struttura temporanea di degenza e di terapia intensiva/semintensiva presso i locali della Fiera di Civitanova Marche (DGR 415/2020).
Anche questa volta le ripeto, purtroppo, gli stessi concetti.
Vorrei dire una cosa, mi sarei aspettata nella risposta, non è scritto da nessuna parte, qualche numero e mi sarei aspettata di leggere quanto sia stata implementata, anche con le sale operatorie, la dotazione dei posti di terapia intensiva, perché quando si parla dello sforzo di una Regione dal punto di vista sanitario, si parla dello sforzo enorme che c’è stato nel nord e nel centro delle Marche, molto meno nel sud, parlo della mia provincia, di quella di Fermo, che ha avuto dei problemi, ma non gravi come Ancona, Pesaro e Macerata.
Lo sforzo fatto dal sistema sanitario è stato importante, parlo di tutta l’organizzazione, in particolare di quella delle rianimazioni dei posti di terapia intensiva, che sono stati quasi raddoppiati utilizzando, come nel caso di Torrette, le sale operatorie. L’attività delle sale operatorie è stata ridotta e questo, a parte le urgenze, ha creato dei problemi, quanto era programmato si è fermato e tutto il discorso di prevenzione in questo momento è impegnato nel prevenire il coronavirus. Tutto il sistema sta pensando a fare tamponi e penserà anche alla parte della diagnostica sierologica proprio perché l’emergenza in questo momento è questa.
Immaginatevi una trasformazione totale, improvvisa e se la curva epidemiologica era parallela a quella della Lombardia, a distanza di 15 giorni noi abbiamo una flessione importantissima, che dimostra che il sistema ha funzionato, grazie anche alla serietà dei nostri cittadini, perché sono stati rarissimi i casi di non applicazione rigorosa delle norme di restrizione individuale. C’è stata una grande capacità di reagire e anche, con tante giuste lamentele, di comprendere che la parte economica sarebbe arrivata immediatamente dopo ed è del tutto evidente che oggi, che stiamo meglio dal punto di vista sanitario, si comincia a soffrire dal punto di vista economico.
Credo che il funzionamento del sistema organizzato dal GORES ed anche le varie ordinanze che il Presidente Ceriscioli ha messo in campo, o le proposte che ha portato in Giunta, abbiano alla fine funzionato perché abbiamo ridotto il numero dei contagi in maniera importante. Oggi non so quanti siano, ma ieri mi sembra che fossero 36/38, potrei sbagliarmi, ma è un numero relativamente basso, soprattutto per le aree del nord delle Marche, che hanno fatto un lavoro eccezionale.
Scusate questa riflessione, non mi piace fare pubblicamente i complimenti ai lavoratori del Sistema sanitario regionale, ma qui possiamo dire che hanno veramente operato in maniera fantastica.
Il GORES - Gruppo operativo per le emergenze sanitarie - istituito con DPGR n. 49 del 17 febbraio 2004, ha diffuso tre note operative regionali, trasmesse il 30 gennaio, il 14 febbraio e il 25 febbraio. Anche l'ultima circolare "Indicazioni per la sorveglianza e gestione nel tenitorio regionale di eventuali casi sospetti di malattia da Nuovo Coronavirus (Covid19)" è stata diffusa a tutte le strutture e a tutti gli operatori, ospedalieri e territoriali, coinvolti nella sorveglianza e nella gestione del territorio regionale sia di casi sospetti ed accertati di malattia sia dei contatti dei casi. Per quanto riguarda l'attuale epidemia, con Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 è stato dichiarato lo stato di emergenza, per sei mesi, sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Al Capo Dipartimento della protezione civile nazionale, è stato affidato il coordinamento degli interventi necessari a fronteggiare l'emergenza sul tenitorio nazionale. Sono state seguite quindi tutte le indicazioni nazionali da mettere in atto. A livello regionale è operativo il GORES, che fornisce il supporto tecnico-scientifico al Servizio sanità e alle strutture della Giunta Regionale, per il coordinamento delle le attività di risposta all'emergenza su tutto il tenitorio regionale. Il GORES supporta inoltre il Servizio protezione civile in tutti gli interventi necessari. Quindi, considerate le caratteristiche dell'epidemia, nella fase emergenziale sono state necessarie azioni rapide e coordinate di notevole impatto, che hanno coinvolto i Direttori generali delle Aziende del Sistema sanitario regionale. Le attività della fase 2, periodo post emergenziale, coinvolgeranno i Coordinatori dei Piani pandemici locali.
Il Piano pandemico verrà aggiornato sulla base delle indicazioni nazionali, specifiche per la pandemia da Nuovo Coronavirus. L'andamento epidemiologico della pandemia da Covid 19 suggerisce comunque la necessità di strutturare una organizzazione di risposta in ciascuna Area vasta che, successivamente al superamento della prima fase di maxi emergenza, ancora in corso ma con segni di attenuazione, mantenga nel medio periodo un alto livello di coordinamento di tutte le strutture organizzative al fine di mantenere tutte le attività emergenziali necessarie per fronteggiare il proseguo della epidemia da Covid 19 ed anche per permettere la graduale ripresa ed il successivo mantenimento di attività sanitarie diverse dalla risposta alla emergenza Covid 19. Per questa ragione è in fase di strutturazione un progetto regionale.
Quando, sulla base delle indicazioni ministeriali, verranno aggiornati i Piani verranno inseriti nel sito web regionale ed in quello dei diversi Enti. Attualmente nel sito web regionale sono fornite indicazioni riguardo l'attuale epidemia da Nuovo Coronavirus ed è attivo un numero verde regionale. A livello regionale è operativo il GORES, che ha il compito di coordinare le attività di risposta all'emergenza su tutto il territorio regionale. L'Azienda ospedaliera - universitaria ospedali riuniti di Ancona, l'Azienda ospedaliera Marche Nord ed il Reparto di malattie infettive di Fermo, Area Vasta 4 ASUR, sono i riferimenti regionali per la parte infettivologica. Il Laboratorio di Virologia dell'Azienda Ospedaliera - Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona è identificato come laboratorio di riferimento per le attività diagnostiche; la rete dei laboratori è stata ampliata. Questo è importante perché nella Regione Marche inizialmente i tamponi venivano fatti soltanto ad Ancona, poi invece abbiamo verificato che esistevano dei macchinari di ultima generazione uno a Pesaro e uno a San Benedetto del Tronto, ma anche in altre Aree Vaste, per cui si è riuscito ad attivare una rete ed un sistema che consente di effettuare oltre 1.000 tamponi al giorno. Naturalmente la raccolta, non tanto la lettura, è una fase impegnativa. Un problema l’ abbiamo avuto, per esempio, con i reagenti, ma è stato un problema internazionale, perché i reagenti che vengono usati prevalentemente nella Regione Marche sono prodotti dalla Roche in una prima fase gli Stati Uniti avevano ridotto la possibilità di esportare, perché pensavano che servissero a loro, come poi è successo. Quindi abbiamo avuto un problema nazionale non soltanto marchigiano, malgrado ciò si è continuato ad operare e a fare tamponi, non solo ai sintomatici, come era scritto in una relazione che mi avevano fornito stamattina, ma anche agli asintomatici sospetti. L'Asur, attraverso la rete delle Centrali operative 118 è responsabile dei trasporti sanitari.
L'ASUR, attraverso i Dipartimenti di prevenzione delle Aree vaste, in particolare i Servizi igiene e sanità pubblica, collabora alle attività di preparazione e risposta all’allerta. Al Dipartimento di Prevenzione spetta in particolare il compito dell'identificazione dei contatti dei casi confermati. La riduzione del rischio di trasmissione della malattia dipende dalla rapida identificazione dei casi e dal loro isolamento, così come dall'identificazione e dall'isolamento di nuovi casi tra i contatti dei casi iniziali.
Nell'ambito delle attività di preparazione e risposta alla pandemia da Nuovo Coronavirus gli obiettivi dei medici delle cure primarie sono: conoscere le indicazioni nazionali e regionali sull'Epidemia in atto; collaborare a diffondere corrette informazioni ai propri assistiti; conoscere ed attuare i protocolli operativi per la gestione dei casi sospetti; collaborare con i Dipartimenti di prevenzione per le attività di indagine e epidemiologica e l'identificazione degli eventuali contatti di casi sospetti o accertati; essere punto di riferimento dal punto di vista clinico per gli assistiti in isolamento domiciliare Un grande lavoro fatto dal territorio.
Per l'ambito distrettuale, sono attive sul territorio marchigiano le Unità speciali per la continuità assistenziale (USCA), che effettuano i controlli domiciliari dei malati o sospetti contagiati di Covid-19 e, ove necessario, i tamponi per la verifica della positività al virus. Le squadre vengono attivate dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta o dalla guardia medica. Queste Unità garantiscono la presa in carico dei pazienti sintomatici o sospetti che non richiedono ricovero ospedaliero ma che hanno necessità di essere monitorati. Le stesse Unità effettuano anche tamponi domiciliari dei pazienti sintomatici, o quando lo ritengono necessario. Il GORES coordina la risposta alle emergenze sanitarie, supportando la Giunta regionale, il Servizio Sanità e la Protezione Civile. In situazioni di attenzione, allarme o emergenze, che direttamente o indirettamente possano interessare il territorio di questa regione, sono attivabili, tramite la Sala operativa unificata Permanente, il gruppo di coordinamento e, conseguentemente se necessario, l'intero Gruppo operativo regionale emergenza sanitaria o singoli componenti dello stesso G.O.R.E.S., individuati in funzione della professionalità e della specializzazione, che si rendano di volta in volta necessarie. In base alle differenti situazioni da gestire, può essere attivata la partecipazione ai lavori del Gruppo operativo regionale emergenza sanitaria ogni altro soggetto pubblico o privato ritenuto utile ai fini della gestione dell'allarme o della crisi, con particolare riferimento ai rappresentanti delle Direzioni sanitarie delle Aziende del Servizio sanitario regionale. Il GORES è coordinato dal Referente Sanitario Regionale, funzione 2 di Protezione Civile ai sensi della direttiva D.P.C.M. del 24 giugno 2016.
Fatti salvi gli obblighi informativi e formativi previsti dalla vigente normativa per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, al fine di sostenere e migliorare la omogeneità della formazione, il GORES, mediante la collaborazione degli esperti presenti nelle strutture delle Aziende del Sistema sanitario regionale, rende disponibili pacchetti formativi utilizzabili gratuitamente da tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e del volontariato. Per l'attuale emergenza epidemica sono state fomite indicazioni specifiche per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Il GORES, con il sottogruppo dedicato alla Comunicazione, ha già definito le linee operative per la comunicazione e collabora con i referenti della Regione Marche per là diffusione delle informazioni alla popolazione. E' stato attivato, dal 26 febbraio scorso, presso la Centrale operativa 118, il numero verde regionale con quattro linee telefoniche dedicate e 56 medici (Medici del Corso di formazione in medicina generale e della Scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università degli studi di Ancona) opportunamente formati che rispondono alle richieste dei cittadini dalle ore 8 alle ore 20. Nelle prime giornate di attività sono state ricevute più di mille chiamate al giorno.
A livello internazionale sono presenti numerose esperienze di modelli previsionali di malattie infettive diffusive, come l'influenza. Per quanto riguarda l'attuale epidemia di Nuovo Coronavirus l'Istituto superiore di sanità sta mettendo a punto un sistema con le quali le Regioni potranno registrare le caratteristiche epidemiologiche dei casi e dei loro contatti, e potranno descrivere al meglio la diffusione dei casi per potere sviluppare modelli matematici previsionali per gestire al meglio le risorse sanitarie nei prossimi mesi. A livello regionale, per le curve previsionali viene utilizzato il software, che svolge analisi predittive complesse con metodo Profiler previsionale con la retta di regressione generalizzata.
Vorrei dire a tal proposito che il principale obiettivo delle analisi sierologiche è finalizzato allo studio, ed il Consigliere Volpini lo sa meglio di me, andare a vedere gli anticorpi e di che tipo, che tipo di immunoglobuline vengono esaminate, quale peso hanno all’interno del campione, dà la possibilità a livello nazionale di verificare, quanto e quali tipologie di infezioni si sono sviluppate in tutta la regione ed intercettare i cosiddetti positivi non sintomatici o chi magari è guarito, ma ha ancora gli anticorpi, per verificare la reale consistenza dell’infezione in ogni Regione e in ogni area geografica dell’Italia. Quindi noi facciamo parte con questo protocollo anche di questo studio nazionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Intanto chiedo all’Assessore di inviarmi per email le risposte perché sono così dettagliate che vorrei leggerle con calma.
Una volta non avevo studiato, sono stato interrogato e il professore alla fine mi ha detto: “Per non aver studiato alla fine ti sei barcamenato, voto 6 meno, meno”, questa è la situazione, abbiamo improvvisato e per fortuna ce la siamo cavata, un piano pandemico che avevamo nel cassetto e che non era stato studiato.
La delibera di Giunta regionale n.1371 del 26 novembre 2007 indicava che cosa avremmo dovuto fare ed invece abbiamo apprestato al volo, in tempo reale, senza esserci preparati prima. Questa non è un’accusa a nessuno perché si è constatato che a livello globale non siamo pronti a gestire una pandemia. Lo stanno dimostrando i numeri delle altre nazioni che, come l’Italia, sono state investite, anzi tutti ci stanno riconoscendo una certa tempestività nell’intervento, però non siamo riusciti a bloccare la nostra pandemia all’interno di una provincia e in mezzo alla provincia di Pesaro e Urbino e Ancona. Ad oggi abbiamo avuto 900 deceduti, 6.200 positivi di cui 1.100 sanitari. Se fossimo stati investiti in maniera, non nord e sud, più estesa si sarebbero potuti registrare il triplo o il quadruplo dei numeri, e sono più o meno le previsioni che nel 2007 aveva fatto il modello matematico, che è contenuto nella delibera, che parlava di 9.000 ospedalizzazioni nel peggior caso possibile e di 3.000 morti come massimo, aveva già individuato le criticità nella terapia intensiva e nella mancanza di ventilatori polmonari, Sapevamo già tutto.
Nell’interrogazione, se la leggete, ho fatto il riassunto e voglio prendere lo spunto per fare una riflessione, si dice che l’operatività del piano deve essere valutata con esercitazioni, che deve essere revisionato periodicamente e implementato entro 180 giorni su tutto il territorio regionale. L’Asur dà mandato a ciascuna zona territoriale di elaborare un piano zonale di risposta alla pandemia influenzale, entro 120 giorni, parliamo del 2007, ogni azienda ospedaliera dovrà elaborare un proprio piano pandemico aziendale. L’Asur, tramite le zone territoriali ha il compito di fornire i DPI ai medici di medicina generale, ai malati ed ai soggetti che li assistono. Sono previste attività formative per gli operatori, sistema fabbisogno dei DPI per gli operatori sanitari, la definizione e attuazione del piano di distribuzione locale. Si stima il recupero di personale per fronteggiare i periodi di elevato assenteismo lavorativo, entro 60 giorni verrà elaborato un piano di monitoraggio nell’attuazione delle attività per la valutazione dell’efficacia delle misure che verranno intraprese per la preparazione e la risposta ad una pandemia influenzale.
C’era già scritto tutto e non è stato fatto, prendiamo memoria di questo perché se abbiamo capito che una pandemia è uguale ad una guerra bisogna che abbiamo un esercito pronto ad intervenire con gli arsenali, con l’equipaggiamento, con le procedure conosciute, con riserve di materiali e munizioni. Ci dobbiamo attrezzare per le pandemie in questo modo, non sprechiamo questa occasione, abbiamo pochi soldati, perché abbiamo visto che i medici, gli infermieri ed il personale sanitario scarseggiano, non abbiamo l’equipaggiamento perché i DPI, sono fatti in Cina ed a livello nazionale, addirittura europeo, non eravamo in grado di rifornircene in maniera sufficiente, non avevamo i riservisti che ci sono nell’esercito, che sono i volontari.
Prendiamo l’occasione per non sbagliare ulteriormente. Adesso escono fuori dei documenti di anni fa, a livello globale, che dicono che le pandemie saranno ricorrenti e saranno la vera catastrofe del nostro tempo. Senza accennare ad una vena polemica, però questa riflessione va fatta, dobbiamo considerare la sanità come settore strategico, dobbiamo liberarla dalla burocrazia, dal lobbismo, dalla politica becera, dalla gestione del potere e da tutte le storture che conosciamo, di cui le cronache sono piene perché è un settore che incide sulla nostra salute e sulla nostra vita, ormai abbiamo una cultura e giustamente non vogliamo perdere nessuno, ogni morto in più ce l’avremo sulla coscienza.
Chiudo la mia riflessione nella speranza che si possa aprire un nuovo corso della politica in materia sanitaria e si renda strategica questa organizzazione, che deve essere adeguatamente dimensionata con uomini, mezzi e procedure già collaudate per non improvvisarsi nuovamente nel gestire realtà che non si riescono a governare, perché 900 deceduti …, purtroppo osserviamo un minuto di silenzio ad ogni Consiglio perché le morti continuano di giorno in giorno.

Interrogazione n. 960
ad iniziativa del Consigliere Celani
“Emergenza Coronavirus. Mancata attivazione di misure di carattere funzionale, per garantire il diritto all'informazione anche ai sordi e sordo ciechi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 960 del Consigliere Celani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Con riferimento all'interrogazione di cui in oggetto, si informa che per quanto riguarda l'emergenza Coronavirus si sono presi contatti con l'ENS, Consiglio regionale Marche, per affidare a tale associazione tutte le iniziative legate all'informazione rivolta alle persone con sordità, quali l'attivazione di un sistema WhatsApp per inviare messaggi già in utilizzo presso l'Area Vasta 4 Fermo, traduzione simultanea o differita dei comunicati stampa ed ogni altra azione che si rendesse necessaria su indicazione o proposta della stessa associazione.
La scelta di contattare direttamente l'ENS è stata dettata dalla necessità di procedere celermente per dare una risposta immediata alle persone con sordità, cosa non fattibile se si fosse deciso di procedere con l'attuazione degli interventi previsti dall’articolo 4 della legge regionale n. 5 approvata lo scorso 18 febbraio 2020, la cui attuazione richiede tempi più lunghi vista la procedura indicata all'articolo 8, che recita "La Giunta regionale, anche sulla base di proposte pervenute dalle associazioni maggiormente rappresentative operanti a livello regionale nella tutela dei soggetti indicati all'articolo 2 e previo parere della competente Commissione assembleare, approva annualmente il programma degli interventi".
L'accordo con l'ENS, inoltre, è stato possibile perché con il bilancio di previsione esercizio 2020 la Regione aveva già stanziato a favore di questa associazione l'importo di 50.000 euro per il Segretariato sociale e per l'attività, quindi sarà messa immediatamente a disposizione dell’associazione una parte di questo contributo che verrà quantificato quanto prima dalla stessa, tenuta a fare un preventivo dei costi per le azioni di cui sopra.
Per quanto riguarda, invece, l'attuazione della suddetta legge regionale n.5/2020 concernente "Disposizione per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni e la piena accessibilità delle persone alla vita collettiva", si fa presente che in ottemperanza a quanto stabilito dall’articolo 8, il Servizio politiche sociali e sport provvederà alla stesura della deliberazione per la programmazione annuale degli interventi e sempre nel rispetto della normativa verranno destinate le risorse stanziate pari a 40.000 euro agli Ambiti territoriali sociali per l'attivazione di un servizio di interpretariato in LIS ed in LIST, svolto da figure professionali qualificate, in quanto la legge indica questo intervento tra quelli a cui dare priorità.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Casini per la risposta. Ovviamente la mia interrogazione è datata 28 febbraio, quando ancora ci si doveva organizzare ed io mi ero interfacciato con alcuni settori della Regione e dell’Assessorato per capire come si potesse fare velocemente, anche perché era un momento in cui c’era un certo impasse, da un lato avevamo approvato una legge sulla piena accessibilità al servizio d’informazione da parte di questo mondo (sordo e sordo-ciechi), molto importante, che ci stava a cuore, dall’altra parte non riuscivamo a mettere un numero dedicato sulla home page della Regione, un numero di telefono a cui rivolgersi, a cui i sordi ed i sordo-ciechi non potevano avere accesso. Dopodiché anch’io mi sono interfacciato con l’ENS per risolvere questo problema e credo che ora ci siano tutte le condizioni affinché ci possa essere questa piena accessibilità di tutti i cittadini alle comunicazioni che la Regione fa.
Ringrazio l’amministrazione, l’Assessore Casini e tutto lo staff, che si è adoperato, con cui ho anche interagito, perché si potesse fare più velocemente possibile. C’è stato 8/10 giorni d’impasse e poi questo problema è stato risolto. Grazie alla Vicepresidente e a tutti coloro che stanno lavorando perché tutti possano accedere alle informazioni.

Interrogazione n. 970
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
"Ospedali di San Benedetto del Tronto, di Civitanova Marche e emergenza COVID-19"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 970 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Sono veramente contenta, Consigliere Giorgini, per questa interrogazione perché, come lei saprà, a San Benedetto del Tronto ho detto che potreste fare del turismo religioso perché ogni tanto sento qualcuno dire: “Ho sentito, le voci dicono, c’è stata una voce”, si sa, Medjugorje è cominciata così.
Queste voci sono tutte negative e dicono che qualcuno vuole chiudere l’ospedale di San Benedetto del Tronto, io ci metto la mia faccia in Consiglio, come c’è l’ho messa su tutti i media, in tutte le occasioni, qualcuno dice che si vuole togliere qualcosa all’ospedale di San Benedetto per trasferirlo ad Ascoli o per fare in modo che un domani venga chiuso. Io rispondo con un grande no, finché ci sarò io come Assessore, comunque Assessore del territorio, e ci sarà il Presidente Ceriscioli alla sanità.
L’ospedale di San Benedetto del Tronto riprenderà e manterrà quello che ha, come è scritto nella delibera che abbiamo adottato in Giunta, tutti insieme, manterrà tutto ciò che ha ottenuto in attrezzature. Detto questo, ovviamente ci saranno dei tempi. Altri suoi colleghi prima hanno chiesto … ed ho ripetuto fino alla nausea sempre le stesse cose, per voi ed anche per me che le leggevo, tornerà tutto come era e noi l’abbiamo già detto, ma i tempi saranno stabiliti da un piano che non può che essere redatto dai cinque Direttori delle Aree Vaste, insieme alla direttrice dell’ASUR perché non possiamo togliere un pezzo ad una questione che abbiamo visto in maniera sistemica.
Questo piano che, come ha detto il Sindaco di San Benedetto del Tronto, tenevo nascosto io o il Presidente Ceriscioli, in realtà non è ancora stato redatto, verrà approvato in Giunta e ne sarà data massima visone nella totale trasparenza, perché nessuno vuole nascondere nulla - lei mi aiuti a far passare questo - o vuole sottrarre qualcosa alla Madonna del Soccorso.
Premesso questo, adesso rispondo dal punto di vista tecnico a tutte le cose che sono state chieste, ma dal punto di vista politico quella delibera è chiara, con delle cose importanti ed è l’unico atto reale, tutto il resto sono illazioni e chiacchiere che mettono in subbuglio il personale ospedaliero di San Benedetto del Tronto, a volte sconfortato perché gli si dice: “Tu finirai ad Ascoli Piceno. Tu verrai trasferito. Verrà soppresso il servizio”. Cose gravi che tra l’altro disorientano i cittadini. L’attività politica va bene, ma il terrorismo che qualcuno sta facendo è veramente grave in un momento, come si diceva prima, in cui sono morte oltre 900 persone, anche se quelle che sono morte da noi sono 12, ma sono vite umane ed il peso della sofferenza credo che non sia paragonabile.
Le delibere di Giunta regionale n. 272/2020 e n. 320/2020 hanno individuato le strutture ospedaliere del Sistema sanitario regionale, primariamente dedicate al ricovero dei soggetti affetti da Covid-19 al fine di far fronte alla grave emergenza infettiva che ha colpito la nostra regione e il restante territorio nazionale.
Come riportato nelle succitate deliberazioni, le misure adottate "sono di natura emergenziale e straordinaria e si rendono necessarie e inderogabili a causa del rapido diffondersi dell’epidemia da Covid 19 sul territorio regionale e che, pertanto, hanno validità temporanea, fino alla risoluzione delle criticità". Al termine del periodo emergenziale, attualmente stabilito per 6 mesi dalla data del 31 gennaio 2020 (Delibera del Consiglio dei Ministri), sarà necessario eseguire una verifica della rete dei servizi sanitari e renderla nuovamente coerente con le disposizioni nazionali e regionali che saranno vigenti al termine del periodo sopra indicato. La delibera di Giunta regionale n. 272/2020, in coerenza con quanto stabilito a livello nazionale, ribadisce che le misure adottate "sono di natura emergenziale e straordinaria e si rendono necessarie e inderogabili a causa del rapido diffondersi dell'epidemia da Covid-19 sul territorio regionale e che, pertanto, hanno validità temporanea, fino alla risoluzione delle criticità" e pertanto, al termine del periodo emergenziale, sarà necessario eseguire una verifica della rete dei servizi sanitari e renderla nuovamente coerente con le disposizioni nazionali e regionali che saranno vigenti al termine del periodo sopra indicato. La suddetta delibera inoltre stabilisce che le tecnologie acquisite durante il periodo emergenziale, rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono.
Come già specificato nell'Allegato A alla delibera di Giunta regionale n. 345/2020, l'arruolamento di laboratori per la diagnosi molecolare del Covid-19 è stato eseguito sulla base delle segnalazioni fornite dalle Direzioni generali degli Enti del Servizio sanitario regionale, verificata la coerenza dei protocolli e delle procedure impiegate dagli stessi con le indicazioni dell'OMS.
C’è scritta una cosa che non è reale, o chi l’ha scritta l’ha fatto in modo superficiale e me ne dispiaccio e chiedo scusa, a parte il fatto che c’è un’interpretazione e non è riportata la norma ma, seconda cosa, quando lei chiede se non si possa avere la possibilità di eseguire le analisi dei tamponi invece di inviarle al Mazzoni, le racconto una cosa, all’ospedale Mazzoni due anni fa fu acquistato un macchinario, che il Direttore dell’Area vasta 5 intendeva utilizzare anche per la biologia molecolare, che ha avuto la necessità di una sistemazione anche dal punto di vista strutturale perché è un macchinario grande e abbastanza completo, non era stato comprato per fare tamponi, ma il primario dell’Area Vasta 5, del laboratorio di San Benedetto del Tronto e di Ascoli Piceno, ha avuto l’intuizione di certificare la procedura per i tamponi nel momento in cui venivano effettuati soltanto a Torrette ed i casi cominciavano ad aumentare. Non dimentichiamoci che siamo partiti da pochi casi e nel giro di qualche giorno si riuscivano a fare 30/40/50 tamponi al giorno. Il primario dell’Area vasta 5 ad un certo punto disse c’era un macchinario usato per altre cose, ma che poteva essere certificato, ed ha fatto tutta la procedura di certificazione e l’ha ottenuta, un’impresa eccezionale anche dal punto di vista burocratico, in tempi molto brevi ed ha potuto mettere a disposizione questa strumentazione, le cui caratteristiche, Consigliere Giorgini, se lo può far spiegare dal medico molto meglio di come e le posso dire ed a me non interessa se è ubicato ad Ascoli Piceno o a San Benedetto del Tronto, perché onestamente vivendo un po’ da una parte ed un po’ da un’altra ho poco da fare la campanilista.
La caratteristica di questo macchinario - e questo dovrebbe interessare i pazienti piuttosto che l’ubicazione e le qualità tecnologiche - è che fa tre passaggi di verifica, un campione viene verificato più volte e c’è una percentuale di errore di falso negativo bassissima rispetto alle tecniche che vengono adoperate e certificate dall’Istituto superiore di sanità, che vengono autorizzate e che devono avere livelli di perfezione quasi assoluta.
In questo caso il macchinario viene utilizzato per questa finalità, cosa per la quale non era nato, ha un livello di approssimazione altissimo, fa tre controlli, magari se lei chiede al primario le spiegherà.
Io avrei preferito che questa strumentazione fosse a San Benedetto del Tronto piuttosto che mandare il mio tampone ad Ancona o ad Ascoli Piceno con un macchinario meno efficace. Questo glielo dico perché ho seguito la procedura personalmente insieme al Presidente Ceriscioli quando si decise di cercare altri laboratori all’interno delle altre Aree vaste. Un macchinario analogo al nostro c’è nell’ospedale di Marche Nord ed è stato attivato successivamente al nostro, perché devo dire che in questo caso il primario è stato lungimirante. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Vorrei dire all’Assessore Casini che per correttezza istituzionale in questi due mesi ho tenuto un profilo basso perché mi sembrava sciocco criticare delle situazioni in un momento così drammatico, però penso che la situazione di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto stia diventando una disputa tra Guelfi e Ghibellini, e questo a me dispiace perché credo che il piceno possa sopravvivere esclusivamente se le due città sono d’accordo su tutto, non solo sull’ospedale, ma anche sul sociale, sull’industria, su tutto ciò che riguarda il terremoto perché da noi è piovuto sul bagnato, prima il terremoto, adesso il Coronavirus, siamo in una situazione drammatica, più di altre provincie.
Questa situazione a San Benedetto del Tronto, non voglio dire di odio profondo, in cui si controbatte in tutti i momenti è dovuta al fatto che qualcuno in questi cinque anni ha sbagliato qualcosa ed ha cercato in molti modi di depauperare l’ospedale di San Benedetto del Tronto a favore di quello di Ascoli Piceno. Mi dispiace dire queste cose perché io sono per l’unità e non per la divisone. Questo ha portato ad una contrapposizione fortissima, e lei lo sa meglio di me, San Benedetto del Tronto non rinuncerà mai al proprio ospedale, Assessore, piuttosto ci sarà una guerra politica, ma mai ci rinuncerà, lo posso garantire. Se si continua questa battaglia …, non so se lo fa la politica o i dipendenti, perché noi potremo vivere d’accordo benissimo avendo due ospedali, uno a San Benedetto del Tronto per l’emergenza, visto che abbiamo l’autostrada, le ferrovie, ed uno ad Ascoli Piceno. I dirigenti medici si potrebbero mettere d’accordo su come mettere i reparti, alcuni ad Ascoli Piceno altri a San Benedetto del Tronto. Il quieto vivere, questo è il futuro, anche perché abbiamo altri problemi.
A me dispiace, ma io devo rappresentare la popolazione come lei, e purtroppo non ne usciamo fuori. La politica deve capire questa cosa, San Benedetto del Tronto non rinuncerà mai all’ospedale, piccolo, 150 posti, non ci rinuncerà mai, chiunque ci sarà, sinistra o destra, avrà una battaglia totale.
Prendiamo coscienza di questo, la guerra tra Guelfi e Ghibellini è finita, ci furono dei morti, non deve succedere in questo momento, in cui c’è stato anche il terremoto che ha distrutto le zone più belle delle montagne marchigiane, che sono: Arquata del Tronto, Acquasanta ed altre, e che io amo tantissimo.
Facciamola finita, l’ho detto anche al responsabile della sanità del Pd, basta, prendete atto che l’ospedale si dovrà fare a San Benedetto del Tronto, a Monteprandone, lasciate perdere Colli del Tronto, tra l’altro, anticipo in questa Assemblea, che abbiamo impugnato la delibera regionale dinnanzi TAR, con i soldi nostri perché riteniamo che quella scelta sia illegittima.
Iniziamo con il terremoto e con il virus un nuovo percorso, a San Benedetto del Tronto ci sono 7.000 appartamenti di proprietà degli ascolani, accordiamoci, facciamo un accordo politico, vediamo di risolverlo con la buona politica, questo è quello che io ed i sanbenedettesi chiediamo.
Basta con questa guerra, troviamo finalmente una soluzione, una città che non ha mai avuto niente, a differenza di Ascoli che ha avuto tutto, forse perché ha avuto politici più bravi, San Benedetto del Tronto non ha mai avuto niente.
Da questo momento occorre una pace che porti questo territorio ad avere uno sviluppo sia dal lato sanitario che sociale ed economico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Consigliere Giorgini, le vorrei spiegare …, e poi credo che si veda quando uno mente o dice la verità, come si vede che lei è sincero ed io lo apprezzo.
Non a caso le ho detto, la ringrazio per non essere entrato in questa diatriba, che non solo adoro San Benedetto del Tronto, ma se devo andare a cena fuori, non me ne vogliano gli ascolani, ci vengo spesso. Le mie passeggiate al mare le faccio lì, dove ho anche una casa, come la maggior parte degli ascolani, che sono più quelli che vengono a San Benedetto del Tronto che viceversa., come c’è il primo spiraglio di sole l’ascolano ci viene e siamo molto affezionati.
Questa guerra non la comprendo, però dovremo capire se è una guerra esclusivamente ospedaliera, perché nessuno vuole chiudere l’ospedale di Madonna del Soccorso. Noi ci mettiamo a tavolino e ci fidiamo uno dell’altro.
Negli ultimi tre anni mi sono operata due volte, a Macerata e a Civitanova per una serie di congiunture. Ho subìto due operazioni di cui una molto importante e l’ho fatta a Macerata, ma non per scelta, per una serie di cose, mi sono trovata benissimo, ma se mi fossi trovata a San Benedetto del Tronto avrei fatto lì l’operazione, purtroppo non ho potuto scegliere.
Per me è una cosa sciocca, siamo un fazzoletto, 220.000 abitanti, una parrocchia di Roma, abbiamo tutto: il mare, la Sentina, le meraviglie delle meraviglie, c’è solo questa guerra, dobbiamo fare un esame, lei ed io, se mi permette, per vedere da dove viene e da dove arrivano tutte queste bugie che scatenano il panico. Da oggi mi faccia una telefonata per sapere se le cose sono vere o no, perché molte volte sono inventate. Grazie.

Interrogazione n. 990
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
"Controlli sulle erogazioni liberali per l'ospedale Covid-19 di Civitanova Marche"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n.990 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. In riferimento all'interrogazione n. 990, presentata in data 23 aprile 2020 a iniziativa del Consigliere Bisonni ad oggetto: "Controlli sulle erogazioni liberali per l'ospedale Covid-19 di Civitanova Marche" a risposta orale, si rappresenta quanto segue.
Ai sensi dell'articolo 49, comma 1 del D. LGS. 21 novembre 2007 n. 231, come modificato dal Decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 90, si evidenzia che qualunque versamento superiore ad euro 3.000, comprese le donazioni, va effettuato con mezzi tracciabili (bonifici, assegni, carte di credito o di debito), escludendo l'utilizzo dei contanti e l'eventuale riscontro è in capo agli intermediari bancari e finanziari abilitati ai suddetti trasferimenti (nella fattispecie la banca individuata dal Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta).
La Regione Marche ha contatti esclusivamente con il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e non con le banche o con chi fa le donazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ho partecipato con interesse alla discussione su San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, chiedo all’Assessore Casini di essere invitato a San Benedetto del Tronto. Grazie.

Anna CASINI. Volentieri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Prima che finisca il Consiglio vorrei fare gli auguri di buon I Maggio a tutti quanti e soprattutto a quelli che ci aiutano in questi Consigli on line, a quelli che hanno lavorato sempre per garantire la nostra salute e a tutti i colleghi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Vorrei avere anch’io dall’Assessore Casini la risposta per email dell’interrogazione del Consigliere Giorgini, che riguarda l’ospedale di San Benedetto del Tronto.
Apprezzo i toni concilianti del Consigliere Giorgini, però vorrei dirgli che è difficile lavorare ed arrivare a fine legislatura quando sono stati avvelenati tutti i pozzi. Nella mia città, purtroppo, nella nostra Area vasta, i pozzi sono stati avvelenati e qualcuno nei prossimi anni ci dovrà bere ed io non vorrei che si avvelenassero i cittadini, che hanno bisogno di nuovi servizi sanitari.
Faccio presente una cosa solamente, quando si dice - e sono convinto che il Consigliere Giorgini lo dica in buona fede - che a San Benedetto del Tronto non c’è l’UTIC, quando si dice che a San Benedetto del Tronto negli ultimi cinque anni è stato portato via tutto per portarlo ad Ascoli Piceno, faccio notare che non c’è un documento, non c’è un dato che dimostri questo, anzi, ci sono stati dati e documenti che dimostrato il contrario. Non è dimostrato che dal 2015 ad oggi qualcosa da San Benedetto del Tronto sia andata ad Ascoli Piceno, anzi, una parte della neonatologia è stata tolta da Ascoli Piceno e portata a San Benedetto del Tronto. Questi sono i fatti, questi sono i dati, che sono certificati, io ho anche i dati del 2019 che purtroppo non presenteremo adesso per ovvi motivi.
Consigliere Giorgini, se dobbiamo creare un clima più disteso, qualcuno dovrebbe stare un po’ più calmo, a partire dal Sindaco della città. Faccio presente al Consiglio regionale che al primo cittadino chiedo un confronto da un anno e mezzo sulla sanità perché voglio dimostrare che quando parla di sanità dice una marea di inesattezze, le dice in maniera palese. Gli ho chiesto un confronto davanti alla stampa, davanti a chi decide, e lui sistematicamente rifiuta. Io sono tranquillo perché quando qualcuno ha paura di confrontarsi si sa dove sta la ragione e dove sta il torto. Ha paura di confrontarsi perché non può smentire i documenti degli ultimi 5 anni. Poi se in passato c’è stata una scelta, se non è stata rispettata la vocazione dell’emergenza urgenza, lì i danni li hanno subiti sia Ascoli Piceno che San Benedetto del Tronto, non sono stati danni a senso unico. Questo è quello che io ho appreso, magari 15 anni fa le cose erano diverse, l’Area Vasta dovrebbe organizzarsi in maniera migliore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Per ricapitolare, dalla risposta e dalle interruzioni non si è capita la domanda che avevo posto nell’interrogazione, che era molto semplice: sapere se per le donazioni ricevute la Regione Marche intendesse fare dei controlli, primo tra tutti quello sull’antimafia.
Premesso che tutta la legislazione, tutte le norme sull’antimafia sono in uscita, nel senso che se la Regione deve fare un bando prima di dare i soldi per un determinato lavoro deve accertare che quella ditta non abbia implicazioni mafiose. Questo in uscita, in ingresso, da quello che ho capito, da quello che so, la normativa è carente, non c’è un controllo sulle somme che vengono donate. Sicuramente la normativa viene rispettata, però mi sono posto il quesito: se una persona, un mafioso, dovesse fare una donazione per l’ospedale, la Regione che riceve i soldi dovrebbe porsi questo problema o li accetta ugualmente? E’ chiaro che la Regione non fa questioni etiche, però è vero che stiamo parlando di una cosa di estrema importanza e di elevata delicatezza.
La mia domanda era rivolta a questo, mi sembra, anche se ci sono state diverse interruzioni, che da parte dell’Assessore non ci sia stata una risposta compiuta, quindi resto con questa perplessità.
Finisco, Presidente, unendomi anch’io agli auguri di buon I Maggio a tutti i Consiglieri, al personale degli uffici della Regione Marche e a tutti i marchigiani che ci ascoltano.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. E’ vero che non le hanno risposto sull’antimafia, ha perfettamente ragione, avrebbero dovuto risponderle che il codice degli appalti per acquisti ed appalti prevede che quando uno fornisce un servizi o dei lavori deve produrre l’antimafia, ma nel caso di specie, Consigliere Bisonni, le somme non vengono donate alla Regione Marche, che non prende un euro di quello che viene elargito perché tutto va all’Ordine di Malta e la Regione riceverà in dono dall’Ordine di Malta un pacchetto completo e finito ed ha come interlocutore solo l’Ordine di Malta.
Nessun euro viene donato alla Regione Marche per l’ospedale, poi ci sono altre donazioni sulle quali lei solleva un problema che può essere importante, un po’ faticoso perché si potrebbe fare su somme superiori ai 3.000 euro, come viene detto nella risposta, sopra tale somma credo che sia obbligatorio, c’è la tracciabilità, posto che non si possono dare brevi manu nemmeno alla Regione Marche che ha un conto corrente dedicato. Nel caso dell’ospedale di Civitanova Marche non c’è un euro donato alla Regione Marche, quindi non abbiamo potere di controllo.

PRESIDENTE. Grazie a tutti voi. Buon I Maggio a tutti e grazie a tutti coloro che ci hanno supportato in questi Consigli telematici.
Buona serata a tutti.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 18,50