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Resoconto della seduta n.163 del 26/05/2020

SEDUTA N. 163 DEL 26 MAGGIO 2020

La seduta inizia alle ore 10,50
(in modalità telematica con collegamento in videoconferenza)

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE: Buongiorno a tutti. Dò per letto il processo verbale della seduta 162 del 9 maggio 2020 il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite mediante invio con posta elettronica con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal regolamento interno.

Commemorazione

PRESIDENTE. Invito l’Aula ad osservare un minuto di silenzio per le persone che hanno perso la vita a causa del Coronavisur. Grazie.

(L’Assemblea legislativa regionale osserva un minuto di silenzio)

PRESIDENTE. Esprimo le condoglianze da parte di tutto il Consiglio regionale, all’Assessore Cesetti, a cui ieri purtroppo è deceduta la madre. Condoglianze da tutti noi, un saluto affettuoso da parte di tutto il Consiglio regionale. Oggi l’Assessore non sarà presente.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. devo comunicare che d’ufficio sono state abbinate alla mozione n.679 del Consigliere Celani e all’interrogazione n. 1012 del Consigliere Biancani, le mozioni n.686 del Consigliere Talè e n. 688 del Consigliere Micucci. Iniziamo con il primo punto all’ordine del giorno.

Proposta di legge n. 348 (testo base)
a iniziativa del Consigliere Giacinti
"Modifica alla legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 "Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”.

Proposta di legge n. 355
ad iniziativa del consigliere Giacinti
"Modifica alla legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 “Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”, come modificata dalla legge regionale 29 gennaio 2020, n. 2”.

(Abbinate)

Nuova titolazione: “Modifiche alla legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 “Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di e(dilizia sostenibile”, come modificata dalla legge regionale 29 gennaio 2020, n. 2 e dalla legge regionale 2 agosto 2017, n. 25 “Disposizioni urgenti per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione conseguenti agli eventi sismici del 2016”.

(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 348 e n.355 entrambe ad iniziativa del Consigliere Giacinti.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Un saluto cordiale a tutti i colleghi. Questa proposta di legge, come ha detto il Presidente, trattasi di due proposte abbinate, per il fatto che sono pervenute all’esame in tempi diversi, prima una, poi i rilievi hanno fatto si che si sono sommate due variazioni aventi ad oggetto la stessa legge, ma in tempi diversi, in maniera tale che rispondendo, adesso vedremo nello specifico, a dei rilievi che erano stati mossi da Ministeri competenti ci siamo trovati ad unificare le due questioni.
Per entrare nello specifico, trattasi della cosiddetta doppia conformità, ovvero le disposizioni di cui all’articolo 36 del DPR n. 380, poiché dopo una prima modifica è successo che il Dipartimento per gli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha rilevato che la novella legislativa della precedente modifica era preferibile scriverla in un modo diverso, per non ingenerare il dubbio che potesse rappresentare o far credere che la doppia conformità avesse anche un aspetto legato ad un profilo di sanatoria di un eventuale abuso.
Questa modifica ha portato a riscrivere la norma, così come nell’articolo 1 bis della legge, in maniera tale che questi dubbi siano fugati e che la doppia conformità, in linea con l’intento del legislatore, era e rimane quella di considerata la normativa contenuta nella legge, cosiddetta Piano casa, nell’ambito della disciplina urbanistica edilizia vigente, al momento della realizzazione dell’abuso. Detta prima conformità solamente se l’intervento edilizio da sanare risulti realizzato dopo l’entrata in vigore della legge del 2009. In altri termini, per specificare meglio, con l’approvazione di questa legge nelle Marche, per ottenere il permesso in sanatoria di cui all’articolo 36, l’accertamento di conformità, si potranno verificare due ipotesi: se l’intervento edilizio da sanare è stato eseguito prima dell’entrata in vigore della legge del Piano casa, esso dovrà risultare conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della sua realizzazione, sulla quale ovviamente non esplica gli effetti il Piano casa, in quanto è entrato in vigore successivamente. Inoltre il medesimo intervento dovrà essere conforme alla disciplina urbanistica edilizia vigente al tempo della domanda di sanatoria, nell’ambito della quale si può considerare anche il Piano casa in quanto la normativa era in vigore. Secondo caso: se l’intervento è stato eseguito dopo l’entrata in vigore della legge del Piano casa esso dovrà risultare conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della sua realizzazione e a tal fine potranno essere utilizzate anche le disposizioni del Piano casa, poiché era in vigore al momento in cui l’intervento è stato eseguito.
Questa ulteriore specificazione è per mettere al riparo, la modifica l’abbiamo condivisa con il Dipartimento per gli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in maniera che non si possa ingenerare nessun dubbio in merito alla possibilità di considerare questa legge una specie di sanatoria, che il legislatore ha voluto sempre scongiurare.
Approfittiamo per introdurre in questa proposta di legge la questione relativa all’articolo 1 ter, una proroga generale della legge stessa, che fino ad oggi era valida fino al 31 dicembre 2020, in considerazione di emergenza COVID, come ultimo elemento dirompente pervenuto, in ogni caso vista anche l’emergenza di tipo economico, vista la ratio originaria della legge, che era quella di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici, si è voluto estendere di due anni, fino al 31 dicembre 2022, l’ambito applicativo della legge. Quindi il Piano casa con questa proposta lo estendiamo per ulteriori due anni.
In un altro articolo si prevede la possibilità per gli edifici rurali, parliamo di edifici danneggiati dagli eventi sismici, siti su aree di cui agli allegati 1, 2 e 2 bis del decreto legge n.189/2016, parliamo di aree ad elevata o molto alta pericolosità, qualora la loro ristrutturazione edilizia o ricostruzione sull’area di stime non sia tecnicamente possibile e ricadano in aree interessate da pericolosità elevata a molto elevata, come individuate dal PAI vigente o da altri strumenti di pianificazione, è consentita la loro delocalizzazione previo parere favorevole delle autorità o del Comune competente, proprio per il fatto che queste aree sarebbero caratterizzate da una certa instabilità, purché ci sia uno studio a corredo della pratica specialistico geologico asseverato, a firma di un geologo abilitato, iscritto all’ordine professionale, che dimostri la presenza di una fenomenologia, gravità attiva o crescente o di gravità sotterranea.
Entriamo un po’ nello specifico, però la sostanza è questa: laddove ci sono delle difficoltà a spostare e a ricostruire in queste aree l’originario fabbricato si può spostare, se sussistono le motivazioni, in un’area dello stesso Comune, previo iter che ho indicato.
Questi elementi intervenuti, con questa doppia lettura e modifica, vanno trasfusi un un’unica proposta di legge, che ha a che vedere con entrambe le questioni toccate.
Da ultimo viene spostata la data di riferimento, nella vecchia legge era consentito il mutamento della destinazione dell’uso degli edifici non residenziali ubicati nelle zone B e C a condizione che gli edifici aventi destinazione produttiva commerciale direzionale non fossero più utilizzati dall’1 gennaio 2007. Che riflessione è venuta fuori? E’ venuto fuori che a fronte di un’estensione protrattasi negli anni della validità della legge, che originariamente è entrata in vigore nel 2009, facendo riferimento a questa condizione, nel caso specifico di inutilizzo degli immobili dall’1 gennaio 2007, estendendola in avanti siamo arrivati al 2020 e ci è sembrato opportuno estendere in avanti la fotografia temporale, nella quale si potesse far conto della condizione di inutilizzo di certe tipologie di immobili, quindi abbiamo cambiato la data dall’1 gennaio 2007 all’1 gennaio 2018. Con l’approvazione di questa legge si potrà modificare la destinazione d’uso della tipologia di edifici non residenziali, ubicati nelle zone B e C, di cui al DM 1444, a condizione che non siano utilizzati, non più dall’1 gennaio 2007, che è un secolo fa ormai, passatemi l’espressione, dall’1 agosto 2018, essendo trascorsi più di due anni da questo inutilizzo, che è la motivazione principale per mutare la destinazione.
Ovviamente, lo sottolineo, restano operanti tutti i limiti dettati dal comma 4 dell’articolo 2, ovvero che per realizzare tale interventi bisogna fare i conti con gli altri elementi richiesti dalla legge, ovvero che gli immobili necessitino di essere rinnovati e adeguati sotto il profilo della qualità architettonica, della sicurezza antisismica e la compatibilità della nuova destinazione d’uso con la destinazione di zona prevista dagli strumenti urbanistici. E’ sottinteso, per dire che solo un andare incontro a questa modificazione, un po’ dei tempi, che insita nel fatto che il dettato di questa legge si è esteso per proroghe e successive fino ad oggi, fin dalla sua originaria applicazione.
Presidente, ho concluso e ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Credo che la proposta di legge n. 348, che ha illustrato il Consigliere Giacinti, chieda di diminuire sempre di più la burocrazia per il recupero edilizio, per cercare di immettere linfa in termini propositivi e positivi nel nostro territorio, per poter ricostruire con più facilità, dopo la catastrofe che ci ha colpito nel 2016, senza incappare in provvedimenti illegali perché purtroppo alcune leggi sono rimaste vigenti anche dopo il sisma. Penso che questo sia un ulteriore segnale, piccolo, ma importante, per poter dare un segno tangibile della vicinanza dell’istituzione, dell’ente Regione, a questa esigenza.
E’ un aspetto estremamente rilevante che va a recuperare una possibilità in un momento che è ulteriormente peggiorato rispetto al 2016, perché dopo la catastrofe del terremoto ora ne abbiamo un’altra che attanaglia anche la nostra comunità, il Coronavirus.
Per quanto ci riguarda abbiamo condiviso questa impostazione, la modifica di questa legge va nel senso del territorio, dà risposte più positive, anche se dovremmo ancora lavorare per rispondere a quello che ci stanno chiedendo le nostre comunità locali: avere maggiore possibilità di intervenire.
Credo che sia un passaggio estremamente importante, che non può essere disconosciuto da nessuno, in modo particolare da quest’Aula, che va a cambiare determinate cose, come ha detto il Consigliere Giacinti. Portare fino al 2018 l’eventuale riconversione di determinati edifici, che sono stati costruiti nelle zone B e C, è un altro aspetto importante, che non solo va a recuperare una situazione ferma da diversi anni, ma va a recuperare una situazione nel territorio, un’omogeneità del sistema edilizio rispetto alle leggi vigenti.
Una riqualificazione del territorio credo che sia un altro passaggio estremamente rilevante. Come ho detto all’inizio questa legge va a migliorare, non come si vorrebbe, ma migliora una realtà che era rimasta un po’ ferma e che doveva essere senz’altro essere recuperata.
Come relatore di minoranza esprimo una considerazione positiva, è un altro piccolo strumento che la comunità marchigiana può avere a disposizione per cercare di recuperare determinate situazioni, che oggi si potranno fare se il capitale, se l’impresa vorrà realizzarle, mercato permettendo. Credo che si possa ancora fare qualche ulteriore intervento in questo settore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Vorrei anch’io sottolineare, come Presidente della Commissione, il mio parere favorevole a questo atto, un provvedimento importante in un momento altrettanto importante, una situazione di crisi anche del mercato immobiliare, delle imprese, delle famiglie.
Con questa proposta di legge andiamo a prorogare il Piano casa, che sarebbe scaduto a dicembre 2020, per altri due anni, quindi portiamo la scadenza a dicembre 2022. Una risposta completa per le famiglie, per le imprese e per i liberi professionisti. Mi sento di dire che questo è un atto rilevante che come Commissione abbiamo voluto portare.
Dall’altra parte, come ha detto anche il Consigliere Giacinti, la riqualificazione all’interno dei centri abitati, in particolar modo nelle zone A, B, C, darà la possibilità di cambiare destinazione a quegli immobili non residenziali inutilizzati da prima, rispetto all’1 gennaio 2018. Questa data era ferma al 2007, quindi, anche questa scelta va nella direzione di una riqualificazione, soprattutto degli edifici abbandonati all’interno dei centri abitati.
Chiudo dicendo che l’altro aspetto importante è che poniamo la parola fine rispetto alla norma della doppia conformità, sulla quale il Governo ci aveva interloquito. Abbiamo individuato una dicitura che abbiamo inserito all’interno del testo di legge, che abbiamo già condiviso con gli uffici del Ministero, senza modificare la ratio che ci aveva portato a fare quella proposta di legge.
Con questo provvedimento andiamo a dare tranquillità ai tecnici e alle famiglie che vogliono in qualche modo applicare la doppia conformità in maniera serena rispetto a quelle che sono le norme statali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Alcune considerazioni su questa norma, su questa legge, che anch’io ritengo un passo avanti per bilanciare o per lo meno di tentare di consolidare quel piccolo rilancio previsto prima del terremoto, che poi è stato bruscamente arrestato nel settore edilizio.
Alcuni articoli hanno una valenza particolare e significativa, altri non fanno altro che riconsolidare qualcosa che già sapevamo, che era noto con le vecchie normative.
Il vulnus resta ancora la doppia conformità, l’articolo 1 bis, che modifica l’articolo 4 della legge regionale n. 22 del 2009, che sarebbe in pratica il Piano casa, che come sempre va a cozzare con la norma nazionale, il D.P. R. 380 del 2001, in modo particolare con l’articolo 36 che impone la doppia conformità.
Noi abbiamo cercato di fare qualche passettino in avanti, però il Governo pare che non abbia voluto sentire nulla da questo punto di vista. Ritengo che il D.P.R. n. 380 vada continuamente aggiornata, l’ultimo aggiornamento è stato fatto a maggio, o giugno, mi sembra, dell’anno scorso, del 2019, ma l’articolo 36 non è stato modificato, per cui per tutti quei piccoli abusi che sono stati fatti prima dell’entrata in vigore del Piano casa resta ancora valido. Bisogna dimostrare che la piccola difformità era conforme allo strumento urbanistico all’epoca dell’abuso, anche nel momento in cui si chiede la sanatoria perché molto spesso questo va a bloccare situazioni che sono abbastanza leggere, non grandi abusi.
Spero che questo tema della doppia conformità, su cui il dibattito è ancora aperto, possa essere definitivamente superato con la modifica dell’articolo 36 del D.P.R. 380, come dicevo, andando ad individuare i casi delle difformità più o meno forti.
Detto questo, aver spostato la data dall’1 gennaio 2007 all’1 gennaio 2018 per quanto riguarda gli immobili che non sono stati utilizzati e che possono essere riconvertiti in residenziali, la dice lunga sulla crisi che il nostro territorio sta vivendo. Immaginate, noi consentiremo adesso, ed io ritengo giustamente, di cambiare destinazione a tutti quegli immobili che non sono residenziali, ma destinati ad attività produttive che sono all’interno delle zone B e C, non utilizzati almeno dall’1 gennaio 2018. La precedente norma prevedeva che gli stessi non dovessero risultare utilizzati prima dell’1 gennaio 2007. E’ passato oltre un decennio, non è cambiato nulla, quegli immobili non sono stati riattivati dal punto di vista produttivo, segno di una crisi molto forte che il territorio sta ancora vivendo, però è doveroso farlo.
La cosa più significativa che contiene questa legge è l’articolo 1 quater, che modifica l’articolo 4 della legge regionale n. 25 del 2017, che nella parte finale fa riferimento ai fabbricati rurali, quelli in zona agricola, magari sottoposti ad un regime di piccolo vincolo da parte del PPAR, e stabiliva che gli edifici potevano essere demoliti e ricostruiti e consentiva la delocalizzazione se l’area su cui insistevano aveva un indice di pericolosità elevata o molto elevata, come individuata dai piani per assetto idrogeologico, oppure da altre pianificazioni approvate da autorità competenti, quindi si consentiva la delocalizzazione.
Cosa cambia in questo caso? La parte finale del comma 1 dell’articolo 1 quater prevede che le disposizioni si applicano anche alle aree individuate al comma 2 dell’articolo 22 dell’ordinanza del Commissario straordinario del 7 aprile 2017 n.19, come modificate nell’ordinanza del 24 gennaio 2020 n. 85, in attuazione del decreto legge n. 180 del 2016, che è il testo base ,la legge sul sisma.
Qual è la sintesi? In pratica l’ordinanza n. 85 stabiliva che qualora l’edificio danneggiato dal sisma non si potesse ricostruire in quella zona, perché esistevano indici di pericolosità molto elevati, il titolare poteva chiedere all’Ufficio speciale della ricostruzione la delocalizzazione, che però era sub iudice da parte dei Comuni competenti in quanto le delocalizzazioni dovevano anche rispettare le norme urbanistiche vigenti in quei comuni. Questa norma va in qualche modo a sbloccare questa situazione perché dice che l’edificio potrà essere delocalizzato in altre aree di proprietà dello stesso proprietario purché corredate da uno studio specialistico geologico asseverato, a firma di un geologo abilitato iscritto all’ordine professionale, che dimostri la presenza di una fenomenologia gravitativa attiva o crescente o di cavità sotterrale, cioè assenza di cavità sotterrale, in pratica di una zona stabile. Questo è il discorso.
Si liberano una serie di situazioni che erano bloccate, nonostante il Commissario di Governo con l’ordinanza n. 85 aveva cercato di sbloccare. Non occorre in questi casi aspettare i piani di ricostruzione, basta fare una ricostruzione singola, chiedendo l’autorizzazione all’Ufficio della ricostruzione che passa questa pratica al comune competente, che incrocia le norme urbanistiche di settore con questa modifica della legge che noi abbiamo fatto oggi, quindi si può procedere anche più velocemente a ricostruire il fabbricato gravemente danneggiato. Un passettino piccolissimo, direi, verso la ricostruzione, ma che noi dobbiamo fare per dare un sostegno a queste aree, per cui do un giudizio tutto sommato positivo, anche se sono dei semplici aggiustamenti.
Mi auguro che prima o poi venga rivisto il D.P.R. 380 del 2001, in modo particolare l’articolo 36 che blocca questa doppia conformità, senza tener conto di quelli che sono gli abusi. Si potrebbe fare una classifica delle medie di uniformità, che eccedono e che hanno una certa percentuale in termini di volumi, di istanza e di altezza e farli rientrare come una semplice conformità, che è quella relativa al momento in cui si chiede la sanatoria. Il mio voto è favorevole alla modifica di questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Vorrei fare una premessa su questa legge che abbiamo discusso in Commissione in modo sostanziale.
In linea di massima non siamo stati d’accordo su tutte le modifiche di questa proposta di legge - ma abbiamo tenuto conto del Covid 19 che si è abbattuto anche sul nostro Paese, e del terremoto, un’altra piaga - in particolare non abbiamo condiviso, poi spiegherò perché, l’articolo 1 ter, cioè il prolungamento del Piano casa.
E’ stato già detto tutto, io dirò alcune cose sia sulla proposta di legge n. 355 che sulla n. 348, e su ciò che è stato emendato in Commissione.
La proposta di legge n. 355 riguarda una modifica alla legge regionale 22/2009 ed è dovuta al fatto che durante la fase dell’esame governativo, il Ministero degli affari regionali, che è competente in materia, ha chiesto alla Regione Marche di mettere mano alla norma per superare delle criticità normative, perché c’era qualcosa che non andava bene. Quindi è stato necessario definire meglio la norma per quello che riguarda le tempistiche da prendere in esame negli interventi in sanatoria, a seconda che gli interventi in oggetto siano stati seguiti prima o dopo del 2009, ovvero dall’entrata in vigore della normativa cosiddetta Piano casa. Questo perché gli interventi in esame dovranno comunque soddisfare il requisito di quella famosa doppia conformità urbanistica ed edilizia, sia al momento della realizzazione dell’opera che al momento della richiesta di sanatoria. Se l’intervento è stato realizzato prima della legge cosiddetta Piano casa non si terrà conto ai fini del rilascio della prima conformità e delle sue applicazioni perché non era ancora entrata in vigore, diversamente se realizzati dopo.
Cosa è stato fatto sulla proposta di legge n.348? Attualmente questa norma disciplina gli interventi di demolizione e ricostruzione con eventuale ampliamento di edifici non residenziali nelle zone B che, ricordo, sono quelle di completamento, totalmente o parzialmente edificate, e nelle zone C, cosiddette zone di espansione destinate a nuovi complessi insediativi, a condizione che nel caso di edifici aventi destinazione produttiva, commerciale o direzionale, gli stessi non risultino utilizzati prima dell’1 gennaio 2007. Chiaro che tale limite temporale, consente la realizzazione di interventi di demolizione e ricostruzione, con incremento volumetrico e mutamento della destinazione d’uso esclusivamente su immobili non utilizzati da almeno 13 anni, escludendo quelli che sono inutilizzati da meno anni e per questo viene proposto di considerare anche gli immobili che risultino inutilizzati almeno dall’1 gennaio 2018. Questo è in sintesi è quello che prevedevano le leggi, poi ci sono stati degli emendamenti in Commissione, è stata aggiunta la possibilità di delocalizzazione degli interventi di ristrutturazione edilizia o ricostruzione nelle zone a rischio idrogeologico. Cosa è successo in quelle zone? Nelle zone del cratere con la microzonazione sismica arrivata fino al terzo livello …, tutti abbiamo una raccolta organica della situazione sismica del territorio, ma anche delle situazioni a cura geologica per quanto riguarda il problema dell’assetto idrogeologico (frane ed alluvioni) e per questo che ogni livello di approfondimento, che c’è stato nella microzonazione sismica, aggiunge nuove caratteristiche al territorio per cui abbiamo visto quali sono le problematiche per la ricostruzione delle nuove abitazioni. Al fine di mettere in sicurezza gli stessi, zone non interessate da pericolosità elevata, con il parere favorevole del comune territorialmente competente.
Io voterò contro l’articolo 1 ter che prevede il prolungamento di due anni del Piano casa. Noi non siamo d’accordo ed io ho chiesto in Commissione di rivedere questa norma che è pasticciata, confusionaria, non chiara ed ha falle incredibili, per cui la proroga mi è sembrata inadeguata, con molti punti oscuri da cambiare.
Ricordo che tra le 20 Regioni quasi nessuna l’ha prorogata perché c’è un problema di rivisitazione della norma che presenta problematiche che elencherò, ad esempio non è condivisibile l’eccesso di premalità prevista all’interno del consolidato urbanistico laddove la capacità residua che può esprimere il lotto …, si concede di aumentare addirittura del 40%, oppure le volumetrie esistenti solo teoricamente. Per noi non è condivisibile ad esempio l’eccessiva macchinosità della legge e delle circolari interpretative, che nella confusione generale consentono ai Comuni di edificare addirittura all’interno di zone verdi, trasformando in villini multipli l’esistente edificio rurale, che mai è stato deruralizzato, non è condivisibile che venga totalmente trascurata la natura pianificatoria dei piani. La pianificazione comunale (piano regolatore) viene totalmente scavalcata, non è condivisibile che in assenza di controlli si edifichi all’interno delle aree demaniali e fluviali, senza che nessuno se ne accorga, anche con il contributo della provincia.
In linea generale, tolto il nostro diniego a questo articolo, dobbiamo prendere atto che l’emergenza COVID 19 e la crisi economica finanziaria necessitano di far ripartire settori come quello edilizio, quindi ci è parso sensato considerare la possibilità di poter ristrutturare anche cambiando edifici inutilizzati, non solo dal 2007, come la norma prevede attualmente.
Noi crediamo che sia l’inizio di una nuova fase, per la messa in sicurezza di un territorio martoriato da frane e alluvioni, anche delocalizzando immobili oggetto di intervento di ristrutturazione edilizia, che sono attualmente ubicati in zone a rischio geologico elevato.
Per queste premesse il nostro voto sarà favorevole a questa legge, rimane il dubbio su questa proroga frettolosa che la maggioranza ha voluto fare sul Piano casa perché noi ritenevamo e riteniamo che sia giusto da mantenere, ma deve essere centrato, rivisto e rivisitato, soprattutto che non faccia di tutta un’erba un fascio e che dia la possibilità di fare altre cubature addirittura nei centri storici, nelle aree demaniali e nelle zone verdi.
Il nostro voto per i motivi che ho detto, il Covid 19 e questa deregulation generale, è positivo e noi voteremo favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie, Presidente. Io mi accontentavo di intervenire per dichiarazione di voto.
Tanta eccitazione, tante idee fisse sulle speculazioni io non c’è l’ho perché qui ancora nessuno vuol capire cosa è successo. In questi ultimi cinque anni nella regione ci è cascato sopra il mondo e qualcuno fa ancora le teorie …, che vuoi quando le teste sono modeste si fanno tante teorie.
Qui l’obiettivo è sopravvivere e non sappiamo se fra sei mesi, otto mesi, un anno l’Italia riuscirà a sopravvivere, quindi dovremmo porre in essere tutti gli strumenti per aiutare il popolo, tutta l’eccitazione in questo contesto va azzerata.
Le persone con il buon senso trovano delle soluzioni per mandare avanti i nostri cittadini, che quando li incontri non hanno il sorriso negli occhi. Parlando di aree di sedime, spostamenti, traslazioni, a parte questa legge, il problema più importante è per l’area terremotata, ci sono mille difficoltà nello spostamento nell’area di sedime per tutte le abitazioni che stanno in quei borghi costruiti lungo le strade statali, e ad oggi, nonostante i miei solleciti indirizzati a Roma, che ho fatto a destra e a sinistra, non ho visto atti concreti. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 ter. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 1 quater. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea Legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie, Presidente. Solo per dichiarare il voto favorevole di Fratelli D’Italia.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 348 (testo base). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa regionale approva)


Proposta di atto amministrativo n. 77
ad iniziativa della Giunta regionale.
“Approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione relativi al triennio 2020-2022 ed elenco annuale per l’anno 2020”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n.77, ad iniziativa della Giunta Regionale.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Questo atto è molto importante e riguarda l’approvazione del programma triennale dei lavori pubblici per il triennio 2020/2022 e dell’elenco annuale delle opere del 2020, opere che la Regione Marche ha intenzione di far partire nel corso di questo anno.
La legge statale prevede l’obbligo della Regione di approvare un Piano triennale e un programma annuale, per cui sono state inserite tutte quelle opere di cui si è valutata l’esigenza e di cui i territori, in molti casi, hanno manifestato il bisogno.
In questo atto vengono indicate le cose che occorre fare in maniera prioritaria, vengono definite le risorse economiche, le modalità di finanziamento e i tempi.
L’elenco annuale include le opere che la Regione Marche intende fare nel corso di quest’anno.
All’interno del programma triennale noi troviamo le opere che hanno un importo al di sopra dei 100.000 euro mentre quelle inferiori a tale importo non devono essere riportate. Prevede diverse schede: la scheda A individua le risorse necessarie, la scheda B l’elenco delle opere e delle incompiute, e devo dire che per quanto riguarda questo Piano non ci sono, la scheda C l’elenco degli immobili disponibili, la scheda D l’elenco dei lavori in programma con le indicazioni essenziali, individuare i riferimenti proseguendo i lavori, la scheda E l’elenco annuale, la scheda F l’elenco dei lavori presenti all’interno del precedente elenco annuale, dello scorso anno, che ancora non sono stati completati.
E’ un Piano che complessivamente mette risorse per oltre 94 milioni, quasi 95 milioni di euro per tre anni, per l’annualità 2020-2021 e 2022. Nel primo anno sono previsti investimenti per oltre 32 milioni, per il secondo anno, il 2021, quasi 36 milioni, per il terzo anno, il 2022, oltre 26 milioni. Quindi si tratta di un’opera molto importante.
Ricordo solo che la Regione Marche, come tutte le altre, ha modificato un po’ quelle che sono le sue funzioni, i suoi obbiettivi, diventando da ente di programmazione e di indirizzi, ente che in qualche modo realizza le opere.
La gran parte degli interventi sono legati alla manutenzione dei fiumi, di eventuali frane, di edifici pubblici, in gran parte di proprietà della Regione.
Molto importante è il capitolo che riguarda le varie ciclovie. La Regione ha finanziato con i fondi per lo sviluppo e la coesione il progetto delle ciclovie lungo tutte le Marche, sia nella costa che nelle valli.
Voglio anche ricordare, e poi termino, che all’interno di questo Piano non sono previste tutte quelle opere che come Regione Marche abbiamo finanziato, le cui risorse le abbiamo destinate ad altri enti perché dentro questo Piano ci sono solamente le opere che seguiamo direttamente, nel senso che facciamo i progetti, le gare, gestiamo i lavori.
Tutto il resto non è all’interno, opere che la Regione Marche ha finanziato, per decine e decine di milioni di euro, che sono portate avanti dai vari enti ai quali sono state assegnate le risorse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Su questo atto amministrativo c’è poco da dire perché questo programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione, che riguarda il triennio 2020/2022, è un atto dovuto, un elenco annuale che deve essere fatto. Infatti la normativa nazionale prevede tale l’obbligo: la programmazione triennale ed annuale dei lavori pubblici, specificandone le priorità, le risorse economiche e chiaramente i tempi delle realizzazioni. Questo perché il codice dei contratti dispone che la realizzazione dei lavori di importo superiore a 100.000 euro si svolga sulla base di un programma triennale di lavori pubblici e dei suoi aggiornamenti annuali, che devono avvenire, come ho detto prima, annualmente.
In particolare l’elenco annuale include quelle opere che l’amministrazione regionale intende realizzare nel corso dell’anno di riferimento, che viene di volta in volta aggiornato a seconda delle esigenze, anche sulla base della programmazione triennale approvata l’anno precedente.
Premetto che lo schema del programma triennale è stabilito dal decreto ministeriale n.14 del 2018, che viene adottato dalla Giunta e poi pubblicato, in pratica questo decreto prevede che ci sia il quadro delle risorse necessarie alla realizzazione dei lavori previsti dal programma, con il relativo finanziamento, il censimento e l’elenco delle opere pubbliche incompiute e l’elenco dei lavori del programma con l’indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione, i lavori che compongono l’elenco annuale con l’indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione, l’elenco dei lavori presenti in un precedente elenco annuale. Noi sappiamo che dalla data di pubblicazione, trascorsi il termine dei 30 giorni, non sono pervenute osservazioni in quanto probabilmente non ce n’erano.
In base a quello che ho detto, voteremo favorevolmente questo atto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Credo che questo atto sia l’occasione per una serie di osservazioni interessanti dal punto di vista politico perché come Consiglio regionale, caro Consigliere Biancani, rischiamo di essere solo dei passacarte, ed è vero quello che dice e cioè che è un atto che fa riferimento alla legge ed è un atto dovuto.
Le considerazioni politiche da fare sono tante. La prima, per esempio, non guardo le spese, guardo le entrate, su 94 milioni il nostro stanziamento di bilancio è di 3,7 milioni di euro, circa il 5%, 51 milioni di euro sono risorse derivanti da trasferimenti vincolati per legge, credo prevalentemente per il terremoto. Ho visto già due voci: RSA di San Ginesio 6 milioni e Ospedale di Comunità di Tolentino, mi sembra, 18 milioni, fanno la differenza, oppure rientrano nell’altra tipologia? Non lo so, non ho approfondito, questo non è imporrante, altra tipologia 40 milioni di euro.
Cari colleghi, ci troviamo di fronte ad una situazione di finanza derivata, non solo per quanto riguarda le entrate, ma anche per quanto concerne gli investimenti. Altro che non fare più, è semplicemente l’atto di programmazione! Ripeto, siamo dei passacarte, perché la linea di priorità l’avrà scelta la Giunta, l’atto lo propone lei, sicuramente ha le versioni tecniche che vengono dai vari territori, immagino che avrà voluto vedere se c’era più o meno una presenza equilibrata fra le varie provincie. Credo che sia stato fatto un lavoro di sintesi che tiene conto delle priorità delle varie provincie, ma se andiamo a vedere le priorità altro che 94 milioni di euro, soprattutto per quanto riguarda il settore ambientale.
Io qui denuncio un gravissimo ritardo e una nostra complessiva, come classe dirigente, mancanza di sensibilità. Per esempio non riusciamo più a finanziare il programma di rimboschimento del nostro Appennino, sul quale l’Assessore Casini a suo tempo ci aveva detto qualcosa, o l’Assessore Sciapichetti. Abbiamo cominciato a destinare qualche milioncino che ha disincagliato una situazione di sostanziale immobilismo, quindi qualcosa abbiamo iniziato a fare.
Utilissimo quello che viene fatto intorno al risanamento idrogeologico, ma mi permetto di ricordare, ormai sono passati sei anni, caro Consigliere Giancarli, la legge che abbiamo fatto alla fine del 2014 e che ci ha consentito finalmente di mettere mano agli alvei dei fiumi. Se queste opere pubbliche si fanno è perché quella volta è stata fatta quella legge, con mille resistenze da parte degli ambientalisti e dei Verdi. Ricordo che Sindaco negli anni 90 non era possibile rimuovere un legnetto dai fiumi, questo è, poi abbiamo avuto le inondazioni e i morti e ci siamo convinti. Tanto in Italia ci dobbiamo convincere sempre dopo che la gente muore ammazzata, sul Chienti, sul Misa, o su qualche altra valle o fiume delle Marche. Detto questo, che non vuole essere polemica, ribadisco che questa nostra dipendenza dovrebbe essere in qualche modo ribaltata. Io non so quali possono essere le linee di intervento su questo atteggiamento generalizzato dallo Stato centrale, che purtroppo non ha visto differenziazioni di alcun tipo, non c’è stato un Governo che ha messo in conto un atteggiamento di maggiore sensibilità federalista o autonomista nei confronti delle Regioni. Gli ultimi 5 anni hanno portato al Governo tutte le forze politiche, fatta eccezione di Forza Italia, al quale gruppo attualmente molti ci partecipano, l’unico gruppo che è stato sempre in minoranza, tutti gli altri hanno governato, ma l’atteggiamento centralista purtroppo si è rafforzato indipendentemente dalle storie politiche, etiche, culturali delle forze che l’hanno composto, perché fa comodo fare così. L’ultimo sfregio l’abbiamo, mi permetto di commentarlo con tutti i colleghi, dalla indicazione vomitevole che ha fatto il Comitato tecnico scientifico in sede nazionale per quanto riguarda le elezioni, Presidente Mastrovincenzo e Presidente Ceriscioli, una cosa vomitevole, mette in conto il fatto elettorale, dicendo che vuole garantire il massimo della democrazia, il massimo della partecipazione democratica, semplicemente elencando le misure preventive per la giornata del voto. In Italia non c’è più la democrazia, si vota solo, non c’è l’atteggiamento precedente, ormai abbiamo una mentalità che dice questo. E’ una cosa che fa pena, non c’è una consultazione elettorale, non ci sono momenti di partecipazione, non c’è la raccolta di firme, non c’è la raccolta delle candidature, momenti di pubblico dibattito, non c’è niente, c’è solo il voto, la gente può stare a casa, viene imbevuta da tutte le stupidaggini che ci propinano i mezzi di comunicazione di massa, peggio ancora i social, in cui girano un’enormità di notizie false. Questo atteggiamento centralista, questo sfregio delle autonomie, ripeto, non mi stancherò di denunciarlo per quel mese e mezzo, due mesi che sono rimasti al Consiglio regionale, tanto più se si voterà a settembre, però dico che questo Piano non fa altro che sottolineare ancora una volta questo atteggiamento.
Nella sostanza, ripeto, il provvedimento mi è sembrato molto equilibrato, ha tenuto effettivamente conto delle cose che dobbiamo fare, mi preoccupa un po’ per quello che abbiamo già vissuto … L’Assessore Sciapichetti l’ha seguita con grande attenzione e con grande passione, perché era sotto casa sua, tra le altre cose mi ricordo quanti anni ci abbiamo messo a fare, ed è stato il primo in assoluto, l’intervento sul Potenza in un tratto drammatico, tra Potenza Picena e Recanati, dove l’inondazione aveva occupato chilometri quadrati di territorio. Su quell’area è stato uno dei primissimi interventi e dall’approvazione della legge all’esecuzione dell’intervento, che non so se è stato fatto, se è stato completato, non lo so, penso che non sia stato completato, sono passati sei anni. Quindi non mi fido tanto del fatto che la Regione abbia questa competenza in forma diretta, anche questo è un nuovo accentramento, un’altra stupidaggine che abbiamo fatto rispetto alle Provincie che erano agilissime in questo tipo di applicazione, perché avevano da fare solo quello, mentre la Regione è occupata in mille cose e sta diventando sempre più un ibrido, una sorta di mostro a più teste, in cui c’è una grande testa che è la sanità, poi c’è l’agricoltura, le opere pubbliche, di tutto un po’, però alcune cose, proprio perché manchiamo di una tradizione amministrativa seria, rischiamo di farle male. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. Sarò breve, mi preme solamente sottolineare due aspetti ed entrambi motivano il fatto che è importante votare favorevolmente questo atto.
Il primo è che il provvedimento che fa la Giunta è di recente applicazione, nel senso che negli anni passati non si faceva perché altre istituzioni erano delegate a farlo. Non farlo, non approvarlo, significherebbe bloccare una serie di opere che invece sono necessarie. E’ dovere della Regione fare questa pianificazione e utilizzare queste somme che altrimenti rimarrebbero bloccate.
La seconda considerazione è che i 45 milioni che andiamo a mettere sul territorio in questi tre anni saranno un piccolo volano per l’economia marchigiana che deve ripartire, che si aggiungono ai 95 milioni che stiamo mettendo sul piatto, ai 6 milioni che abbiamo già stanziato per gli aiuti all’emergenza Covid 19, ai 2 milioni che abbiamo stanziato per la premialità del personale medico e soprattutto ai 201 milioni che andremo nella prossima seduta a stanziare per il sostegno all’economia marchigiana. Quindi, piano piano, stiamo mettendo dei tasselli che tra di loro non solo si sommano, ma fanno sinergia, insieme a quello che potrà essere l’aiuto dello Stato e dell’Europa che spero arrivi in tempi veloci, altrimenti la sua efficacia diventerebbe di minore importanza, sempre rilevante, però meno efficace.
Tutti questi tasselli che stiamo mettendo insieme credo che siano un buon percorso, una buona strada da percorrere per rilanciare l’economia dopo le gravi catastrofi che abbiamo avuto, tre terremoti e l’emergenza COVID 19, che è stata la quarta.
Per far ripartire l’economia credo che anche questo tassello di 45 milioni previsto dal Piano triennale delle opere pubbliche sia importante e per questo i Verdi non si sottraggono dal votare favorevolmente questo provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie, Presidente. Ho sentito dai colleghi dire che questo è un Piano importante, un Piano delle opere pubbliche, che io ritengo tale, perché è una parte integrante del bilancio, della programmazione della Regione. Gli interventi non sono soltanto quelli che vengono fatti attraverso l’impegno di spesa corrente, attraverso il sostegno al sociale e altro, ma anche attraverso gli investimenti, che mettono in moto un tipo di economia ed i suoi risultati vanno a riversarsi sulle comunità dove questi interventi vengono fatti.
Il Programma delle opere pubbliche credo che dia l’esatta visione della politica che un ente vuole fare in un arco temporale e amministrativo. Detto questo, è chiaro che un programma ben fatto qualifica in qualche modo l’azione amministrativa e politica dell’ente che lo fa, allora cominciamo a vedere quello che va e quello che non va, secondo me.
E’ vero, in questo Piano ci sono 94 milioni, però se vado a vedere la tipologia delle risorse vedo che lo stanziamento in bilancio è di 3,7 milioni, tutto il resto sono fondi aventi destinazione vincolata per legge, quindi sono dei trasferimenti che arrivano e dei finanziamenti acquisibili attraverso il decreto legge 310, zero, risorse derivanti dal trasferimento di immobili, zero, abbiamo poi altre tipologie che non sono espressamente indicate per 39 milioni, però il dato essenziale, effettivo, è che lo stanziamento di bilancio da parte della Regione nel triennio è soltanto di 3,7 milioni di euro, questo è il dato politico. Se ci credo devo destinare risorse del mio bilancio agli investimenti, senza aspettare che vengano dai trasferimenti, senza aspettare che arrivino delle entrate aventi destinazione vincolata.
Credo che da questo punto di vista questi 94 milioni denuncino una falsa attenzione dell’amministrazione regionale agli investimenti per le opere pubbliche, per quanto riguarda la destinazione perché il numero potrebbe essere roboante, ma non è così.
Un altro aspetto che voglio mettere in evidenza è cosa manca nel programma delle opere pubbliche. Manca, per noi Consiglieri, la possibilità di capire qual è lo stato della progettazione. E’ inutile indicare tutte queste cifre se poi non so qual è lo stato della progettazione, se per ogni intervento esiste uno studio di effettuabilità, esiste un progetto definitivo, esiste un progetto esecutivo, altrimenti credo che il programma il prossimo anno ce lo ritroveremo tale e quale. Tutte quelle annualità che sono state previste, tutti quei lavori che sono stati previsti nella prima annualità, se non esistono delle progettualità esecutive ce li ritroveremo naturalmente qui. Non c’è un volano per l’economia che tenga e che riparta, assolutamente nulla, questo non produrrà assolutamente nulla, se non c’è una progettazione esecutiva di tutto. In questo programma, come fanno tutti gli altri enti, dai Comuni alle allora Provincie, c’è lo stato della progettazione, altrimenti come si fa a votare un Piano di questo tipo? C’è poi un rendiconto di quello che è stato fatto negli anni precedenti, non ci sono opere incompiute, ma qualcuno ci dovrà dire se le opere incompiute non ci sono perché non sono state mai realizzate oppure perché sono state terminate l’anno scorso, due anni fa, tre anni fa e questo non è stato indicato.
L’altro aspetto dal punto di vista della programmazione, credo che questa Regione prima di interessarsi delle ciclovie - che sono fondamentali, sono importantissime senza dubbio, servono per migliorare la qualità della vita dei nostri territori e ridurre l’inquinamento, la bici è un elemento fondamentale, tant’è vero che ci sono adesso anche gli incentivi nel decreto rilancio, ma anche lì è tutto da dire, perché nel decreto rilancio mi sembra che i cittadini siano stati divisi in due categorie, prima e seconda, perché non tutti potranno accedere a questi contributi, ma questa è una polemica a parte - debba mettere in sicurezza tutti i nostri fiumi dai dissesti idrologici e soprattutto - dato che adesso la Regione Marche è anche competente per talune strade che sono state trasferite dall’ANAS, quindi abbiamo le strade regionali - avrei preferito che tanti di quei soldini fossero spesi per la sistemazione delle strade prima di impegnare milioni di euro, sacrosanti devo dire, per le ciclovie. Con una tempistica diversa avrei messo in sicurezza il nostro territorio, quindi per quanto riguarda questo aspetto c’è un certo deficit nella programmazione, seppure sono state indicate opere molto significative per quanto riguarda il Piceno. Noto con un certo piacere che c’è un’opera qualificante, quella si, di ciclovia, che completa un tratto della ciclovia adriatica, l’attraversamento del fiume Tronto che collega le Marche all’Abruzzo, parte dalla Romagna ed arriva fino alla Puglie. Questo è un atto fondamentale che aspetta da tanti anni e noto con piacere che è stato messo, ma di interventi sulle strade non ne vedo. Vedo tanti interventi di sistemazione idraulica, per i dissesti idrogeologici, opere di consolidamento, opere per la prevenzione di questi rischi, ma vedo molto carente la viabilità. Tuttavia, lo ripeto, ci sono degli investimenti e uno non può essere contro, questo è chiaro, il senso di responsabilità mi dice che un Piano di opere pubbliche, al di là di dove arrivano le risorse, va tenuto in considerazione, va in qualche modo sostenuto, però la grande critica che faccio è quella di dire si in modo completo perché non conosco lo stato di attuazione, la progettazione di tutti questi interventi. Ripeto, il rischio è che il prossimo anno vedremo le stesse opere ripetute, nel 2021 nel 2022 e nel 2023. Vorrei capire e che qualcuno mi dica qual è lo stato di progettazione di tutte queste opere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Non mi schiero tra chi sostiene che questo è un grandissimo Piano, una cosa importantissima per la Regione Marche perché ci sono 94 milioni. L’ho letto, l’avrò letto in modo abbastanza superficiale, ma non mi pare, assolutamente no. Mi sembra invece che sia un Piano che risponde a delle logiche territoriali, che sono anche consiliari. Questa è la nostra storia, queste sono le nostre Marche. Mi aspettavo una progettualità ed una programmazione che andasse ad intervenire sulle infrastrutture che hanno bisogno.
Ho ascoltato chi mi ha preceduto, le strade sono in fortissimo dissesto nella regione Marche, inutile far finta di niente, inutile tapparsi le orecchie o gli occhi, ed abbiamo il problema dei fiumi. Io vivo in una provincia dove c’è stata una situazione drammatica, che ancora è lì, serve una programmazione molto seria per un livello molto alto di intervento. Se i 94 milioni non verranno messi a pioggia, come naturalmente si evince dal documento, probabilmente sarebbero serviti, perlomeno si poteva fare la scelta di un territorio in cui intervenire in un modo preciso per risolvere i problemi. Avrebbe significato mettere in sicurezza un’intera provincia, per esempio, questo non c’è in questo atto. Io registro quanto poc’anzi ho detto e allora finanziamenti a pioggia saranno utilizzati come tutti sanno, senza nascondere la testa sotto la sabbia, in un determinato modo. Questo è il piano, secondo me andrebbe giustamente corretto, non è stata fatta questa scelta e per quanto mi riguarda, è ovvio, non esprimo una considerazione positiva, ma fortemente negativa e la mia valutazione è quella di non approvare questo provvedimento. Fra l’altro in questo contesto credo che abbiano prevalso altri territori e altre logiche, come si evince dal documento e dalle proposte che sono state scritte e leggendolo con attenzione si evince tutta la sua contrarietà alla programmazione di un progetto di sviluppo perché risponde ad altre logiche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli

Enzo GIACARLI. Grazie, Presidente. Condivido pienamene l’impostazione del ragionamento del Consigliere Marconi, poi, magari, quando torneremo in Aula, Consigliere, potremo confrontarci su altri aspetti, sul cattolicesimo popolare, o su Gramsci, ma devo dire che oggi concordo pienamente nel merito, come il più delle volte. Non so se dopo interverranno gli Assessori Casini e Sciapichetti, però questo Piano è un aspetto dell’azione operativa della Regione Marche perché ci sono altri protocolli, altri strumenti, altri momenti, che stabiliscono e destinano tantissime risorse. Penso all’edilizia ospedaliera, alla viabilità, all’accordo con lo Stato per quello che riguarda le ferrovie, per quello che riguarda la società autostrade, penso all’accordo con l’ambiente. Questo è un aspetto e credo di poter dire che le opere sono cantierabili, altrimenti non avrebbe senso fare un Piano, a parte il fatto che ci sono stati alcuni spostamenti di somme che non condividevamo nemmeno però da un lato c’era la possibilità di intervenire immediatamente e dall’altro no.
Un Piano deve avere uno sguardo lungo, deve avere coraggio e deve esserci chiarezza. Quando l’abbiamo trattato non abbiamo discusso soltanto delle opere che sono contenute in questo strumento, ma abbiamo parlato della ricostruzione post sismica, vogliamo dire, diciamolo una volta, un Onorevole sta costruendo un rapporto molto positivo in questa Regione con le istituzioni, con le imprese, con le comunità. Credo che anche noi dovremmo avere la capacità e la responsabilità istituzionale di dire come stanno effettivamente le cose e ne abbiamo parlato nel Piano.
Vogliamo dire che le opere della Quadrilatero devono essere ultimate, adesso con l’emergenza COVID 19 si sono spostati un po’ i termini, ma i cantieri sono ripartiti e a luglio sembra che alcuni svincoli, alcuni tratti di strada, saranno riaperti e forse entro quell’anno quell’opera sarà definitivamente ultimata.
C’è il problema dell’autostrada in questa nostra regione, quante volte ne abbiamo parlato, il Piceno è escluso dalla terza corsia e ci sono anche altre opere che stanno andando avanti, che sono finanziate, che l’ANAS deve appaltare, come il raddoppio della strada statale 16 ed il tratto Falconara Marittima-Taglio di Torrette e più in generale l’uscita dal Porto di Ancona.
Con il Consigliere Zaffiri ne abbiamo parlato tantissime volte, il raddoppio della Orte-Falconara è una delle priorità e su questo lo Stato, il Ministero delle infrastrutture, deve assumere degli impegni precisi e da parte nostra abbiamo detto di costruire relazioni positive, non oggi, ma ieri, oggi, domani, con l’Umbria perché da soli potremo non farcela.
C’è un altro problema che è stato aperto, se volete esploso con l’emergenza COVID 19, la digitalizzazione di ogni settore della società marchigiana, era un esigenza prima, lo è ancor di più oggi. L’emergenza sanitaria ha dato una spinta forte, un’accelerazione al lavoro agile, quindi ci vuole una connessione veloce. Noi abbiamo approvato, e l’abbiamo ricordato più volte, il 2 agosto 2016, il Piano della banda ultra-larga, alcuni cantieri sono partiti, qualche Comune è ultimato, altri stanno andando avanti, ma pure qui serve una forte accelerazione.
Il Consigliere Zaffiri ha fatto riferimento ad altri territori, io voglio ricordare che in questo Piano ci sono 10 milioni per le sale operatorie, per l’Ospedale di Fabriano, come pure altri interventi sui fiumi, sono state inseriti in Commissione anche su spinta del Consigliere Micucci due interventi sui fiumi Chienti e Potenza e altri in diversi fiumi su c’è necessità di intervenire, sono previste e ci sono risorse su altri aspetti. Comunque quella è una necessità. Ha fatto bene il Consigliere Marconi ha ricordare la prima legge del 2012, quella del 2013 e l’atto amministrativo del 2014. La manutenzione dei fiumi è sicuramente una priorità, l’ha detto anche il Consigliere Zaffiri poc’anzi.
Su alcuni temi, che non hanno un rapporto diretto con il Piano dei lavori pubblici, io, insieme ai Consiglieri Maggi e Busilacchi, ci potrebbe stare benissimo il Consigliere Volpini, ma lui è pienamente preso dalla sanità, a volte ci siamo occupati di istituti storici, del Palazzo del Mutilato in Ancona, ed ho notato proprio ieri, perché con loro da tempo stiamo ponendo l’attenzione su questi temi, che nella scheda F, sull’elenco degli interventi presenti nell’elenco annuale del precedente programma triennale e non riproposti, non avviati, sono stati sottratti 300 mila euro dalla manutenzione straordinaria della copertura dell’ex Palazzo del Mutilato e la ragione è che c’è stata una permuta con l’ASUR. Su questo sono molto cauto nel giudizio, perché ho visto l’ASUR molto prudente nel corso degli anni e non penso soltanto al fatto che non sono state utilizzate le risorse che la Regione Marche le aveva concesso per l’Interporto, ma penso anche ad alcuni interventi che si sono realizzati dopo lungo tempo, all’Ospedale di Senigallia, penso alla Cittadella della Salute nella città di Jesi, quindi vorrei capire a che punto è la permuta con l’Asur e se ha compiuto qualche atto perché sul Palazzo del Mutilato c’era stato un impegno preciso del Consiglio regionale, dell’Assessore Cesetti, quindi, vorrei capire a che punto è questa permuta se l’ASUR ha compiuto davvero qualche atto. Su questo, ripeto, con alcuni colleghi della sinistra faremo anche un intervento specifico, però su questo aspetto, quando ieri ho visto questa cosa, mi si è riaccesa di nuovo la lampadina dei tempi lunghi che a volte l’ASUR Marche ha avuto.
Al di là di questo credo che il Piano dei lavori pubblici, come ha detto giustamente il relatore di maggioranza e Presidente della Commissione Biancani, sia coraggioso, ma questo è un terreno impegnativo che dobbiamo alimentarlo continuamente con coraggio e con azioni incisive nei confronti di altre istituzioni e soprattutto dello Stato centrale. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie, Presidente. Mi ricollego a una cosa giusta che ha detto il Consigliere Giancarli, che è sempre molto saggio, quando ha fatto la lista delle cose ed in maniera eccessivamente poetica ha parlato delle opere di completamento della Quadrilatero.
Caro Consigliere Giancarli, in Regione c’è qualche nostro Consigliere che non è tanto per la quale, non ci sta con la testa, rema contro ad un finanziamento di 98 milioni. Io ci ho messo 9 anni per portarlo a casa, non è il problema di chi completa le opere della Quadrilatero, il problema è che qui purtroppo c’è qualche scemo che rema contro a 98 milioni, caro Consigliere Giancarli, e con una persona del genere mi dice che cavolo si devi fare? Me lo spiega nel regno del nulla? Il regno del nulla, è capace di fare qualcosa, è capace di ribellarsi a queste nullità? Si o no? Grazie.

PRESIDENTE. Per cortesia Consigliere Zura Puntaroni moderi il linguaggio.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. Faccio una dichiarazione di voto in difformità a quanto ha dichiarato il Consigliere Giorgini, che voterà questo atto amministrativo favorevolmente, ma non perché sono contrario agli investimenti ai quali, come dice il Consigliere Celani, non bisogna mai dire di no.
Io mi asterrò con una sorta di protesta perché in questo Piano c’è un’attenzione territoriale diversa e il territorio da cui vengo è stato un po’ dimenticato. Ho letto velocemente che c’è un intervento per il fiume Cesano, c’è un intervento sul CRASS di Ancona, poi poche altre cose, mentre altre provincie hanno avuto direttamente un investimento più cospicuo.
E’ una protesta per aver dimenticato questo territorio, che naturalmente vede anche il capoluogo della regione Marche. Dimenticanze che vengono da molto lontano, non le voglio recitare, sono quelle che ha detto il Consigliere Giancarli: il raddoppio della Falconara-Torrette e altre che fanno vivere il popolo di questa provincia, soprattutto la popolazione anconetana, in un disagio, in una condizione di salute veramente critica. Questo mio voto di astensione è di protesta per la scarsa attenzione per il territorio in cui vivo, che vede una fascia di popolazione marchigiana con una densità molto alta rispetto ad altri territori.
Mi associo anch’io a quanto ha detto il Consigliere Giancarli, 300 mila euro sono stati tolti dalla scheda F per il Palazzo del Mutilato, c’era stata data assicurazione che sarebbe stata un’operazione abbastanza veloce, per cui, come per altre cose, per altre operazione e per altre promesse, non si è saputo più niente. Il finanziamento per la copertura del tetto del Palazzo del Mutilato, che ricordo è il biglietto da visita all’ingresso di Ancona, da Corso Stamira al centro della città, è stato tolto dalla tabella F, come ha ricordato il Consigliere Giancarli, e sull’accordo con L’ASUR, di traferire questo palazzo e di metterlo in condizione di riprendere la sua pozione storica e geografica importante nella città e nel capoluogo, nella città di Ancona, non si è saputo più niente.
Sono favorevole a tutti gli investimenti che vengono fatti nel territorio marchigiano, investimenti per 94 milioni di euro su questo atto amministrativo ci sono, ma in effetti il mio voto, in parziale dissenso a quanto farà il mio gruppo, e proprio per la mia appartenenza a questo territorio, sarà di astensione per protestare di queste dimenticanze, che sono reiterate da lungo tempo, troppo tempo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie, Presidente. Sono d’accordo con il mio Capogruppo e con quanto hanno detto diversi altri colleghi perché questo Piano risponde a delle logiche territoriali, per non dire elettorali a questo punto, visto che siamo vicini al rinnovo dell’Assemblea legislativa. Non si tiene conto delle criticità dell’intero territorio, non si agisce, gli interventi di questo piano non agiscono in modo capillare. Lasciano senza risposta, l’ho letto con attenzione, territori che hanno visto solo pochi anni fa la perdita di vite umane, pertanto io sono contraria non ai singoli interventi di risanamento, sia ben chiaro, ma a questa logica, che non è di vera programmazione, non è una programmazione a beneficio del territorio, ma il solito intervento a macchia di leopardo, come in questi anni ho visto troppo spesso in questo Consiglio. Non è un intervento capillare, un intervento globale che risponde a tutti i territori, ma risponde, per così dire, a chi tira meglio la giacchetta.
Presidente, approfitto per evidenziare, mi è stato segnalato nella chat privata, che non è più presente la diretta streaming, capisco che possano esserci problemi tecnici, però chiedo ai servizi informatici che la seduta, che magari è stata registrata, venga al più presto rimessa on line, in modo da consentire ai cittadini di seguirla anche se non in diretta, ma in differita. Grazie.

PRESIDENTE. Le confermo che la diretta è in essere in questo momento sull’on page del sito del Consiglio regionale.
Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. Il fatto personale è in replica al Consigliere Zura Puntaroni, che vuole fare una strada passando sotto le terme e facendo gallerie, addirittura, sotto un versante in frana, per il FAI il rischio idrogeologico è altissimo.
Le cose si dovrebbero fare con il cervello per chi ce l’ha, ma purtroppo c’è chi lavora con il cervello e chi con le scarpe, quindi non tutti possono fare la cosa giusta, è un progetto che non sta né in cielo né in terra, lo dicono tutti i geologi.
Noi abbiamo proposto di farlo da un’altra parte, costa il 50% in meno, 45% in meno, e non ha nessun problema di assetto idrogeologico, ma questo per la Lega e per il Consigliere Zura Puntaroni ha poco senso, l’importante è che le cose si facciano, come non ha importanza.
Detto questo, credo che in questo momento non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, come Movimento 5 Stelle abbiamo chiuso un occhio su situazioni, in altri momenti non l’avremo fatto, ma siamo in una situazione straordinaria e ricordo che il Piano triennale si può aggiornare annualmente, non c’è tutto questo problema, evidentemente noi non possiamo criticare ciò che si dovrà fare e ciò che probabilmente verrà aggiornato.
Questo è il motivo per cui su questo Piano c’è poco da dire, inutile che guardiamo ai soldi, perché adesso servono in altre situazioni. Bisogna ricompattare il tutto, rivedere il tutto, chiaramente non ci sono i tempi tecnici, io non voglio difendere la maggioranza, però da una parte diciamo no, questo è da fare per avviare l’economia, e dall’altra critichiamo la situazione perché magari non vengono investite delle risorse sulle infrastrutture, sulle strade, su altre cose che non vengono fatte da decenni, non da adesso. Quindi credo che questa programmazione debba essere votata indipendentemente dal fattore locale, come dice il Consigliere Maggi, anche perché le Giunte che verranno avranno la possibilità di aggiornare annualmente il Piano. Annualmente ci saranno le modifiche, ci saranno le aggiunte per quello che manca in questo Piano e per fare quello che molti Consiglieri giustamente hanno detto, però se da una parte non c’è la sentiamo di contestare le proroghe del Piano casa, che comunque abbiamo contestato (delocalizzazioni, ecc.), deroghe per far ripartire l’economia, poi ce l’andiamo a prendere con un Piano triennale che vuol dire tutto e non vuol dire niente e può essere aggiornato annualmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, Presidente. Ero già intervenuto per spiegare l’atto, probabilmente non mi sono spiegato bene, che prevede quasi 95 milioni di euro, che rappresenta il Piano triennale delle opere pubbliche della Regione Marche, non è il totale delle risorse che mettiamo a disposizione per gli investimenti. Alcuni Consiglieri hanno fatto riferimento ad alcune opere, chi a una strada, chi ad altre opere, ma quelle le fa le provincie, i comuni, o le ferrovie, non sono qua dentro.
In questi anni la Regione Marche ha messo un sacco di risorse ed ha individuato altri soggetti attuatori, ad esempio le risorse per la manutenzione delle strade, le strade ex Anas, che abbiamo in convenzione, non le trovate qui perché la Regione Marche, la Giunta, l’Assessore Casini, ha fatto una convenzione con Anas. Qui non troverete quelle risorse, nel Piano vengono riportate solo quelle in cui la Regione è il soggetto attuatore, fa la progettazione, la gara e gestisce i progetti.
Mi sento di tranquillizzare rispetto alle paure che molti Consiglieri hanno evidenziato. In qualche modo sembra che manchi qualcosa o che gli investimenti siano opposti rispetto alla quantità di risorse di cui parliamo a livello regionale, ma in realtà sono centinaia di milioni di euro, investimenti che vengono fatti per la manutenzione delle strade, per la manutenzione degli edifici, dei fiumi, per le frane, sono interventi che qua dentro non entrano perché non devono entrare per legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Biancani ha un po’ spiegato quello che avrei voluto dire e che dirò. In realtà il Piano fino a qualche anno fa non veniva redatto perché la Regione non aveva cantieri o progettazioni che realizzava, ma trasferiva agli altri enti le dotazioni che venivano reperite all’interno di piani e programmi sia nazionali che comunitari. Innanzitutto voglio dire che queste risorse, com’è stato detto, sono opere che la Regione realizza per conto suo. Cosa manca? Manca il Piano di Anas degli asfalti, per esempio, perché le risorse le abbiamo trasferite, mancano i 510 milioni di euro di edilizia scolastica, risorse che abbiamo in bilancio, che sono già state assegnate ai comuni e alle provincie da un anno e mezzo, manca, come si è detto prima, la Quadrilatero, dove la Regione oltre agli 88 milioni di euro per le opere di cui si parlava, ha messo 10 milioni di FSC, manca tutta l’edilizia residenziale pubblica, mancano tantissime opere che non vengono realizzare dalla Regione, che in questi anni ha fatto un’azione che prima non veniva mai fatta, è quella di curare la realizzazione, dalla progettazione fino alle opere. 95 milioni di euro di opere di lavori pubblici e questo direi che è per tutti noi che stiamo approvando questo atto un vanto.
Prima si è fatto riferimento ai finanziamenti del terremoto e del cratere, ma qui non ci sono i tre stralci dei piani ANAS, che pesano 500 milioni di euro. Queste risorse non ci sono perché, pur ricadendo sulla Regione Marche, essendo state scelte insieme ai comuni, insieme alle provincie, parlo in particolare della viabilità, vengono gestite direttamente ANAS, quindi questo non è il pacchetto di tutte le opere pubbliche che si sta realizzando nella regione Marche e che ogni ente realizza per suo conto a seconda delle competenza, queste sono esclusivamente quelle che da qualche anno, perché prima non si faceva, la Regione realizza.
Si è fatto riferimento alla ciclovia adriatica, la Regione ha affidato come capofila 1 milione di euro di progettazione preliminare per tutta la ciclovia adriatica, da Venezia fino al Gargano, facendo una gara di appalto e affidando per tutte le altre Regioni l’incarico di progettazione preliminare, che è stata affidato due mesi fa, voi questo qui non lo trovate, trovate soltanto i 30 milioni di euro che vengono dagli FSC e dai FERS di progettazioni e realizzazioni che sono in capo alla Regione Marche. Quindi qui mancano la maggior parte delle azioni.
Quando si dice che noi siamo semplicemente dei passacarte e facciamo dei trasferimenti, voglio ricordare i 128 milioni degli FSC, per i quali si è lavorato sul territorio. Mi fa piacere che qualcuno abbia osservato che c’è stata una omogeneità di trattamento dei territori e che non sono stati fatti figli e figliastri, al netto dei finanziamenti che sono arrivati per delle calamità particolari, come il terremoto e che non sono in questo atto, con il quale si è voluto guardare e considerare tutte le aree della Regione in egual misura, ascoltando le necessità, penso per esempio al dissesto idrogeologico.
Tornando agli FSC, i 128 milioni, che il CIPE ci ha dato con delibera del 28 dicembre 2017, sono risorse che ci sono state concesse perché avevamo dei progetti definitivi, perché avevamo un quadro di progettazione e per questo abbiamo ottenuto questi finanziamenti e non arrivano a pioggia. Per l’edilizia scolastica, i 500 milioni di euro che abbiamo già destinano agli enti che le hanno richieste, ci sono stati dati, e ognuno conosce il suo territorio. Il Presidente Ceriscioli ha predisposto un elaborato nel quale si vede tutta la regione Marche con colori diversi per capire quanto finanziamento è stato erogato ad ogni singolo comune per l’edilizia scolastica e tutto il territorio regionale è stato coperto in maniera uniforme. E’ evidente che spesso le opere non partono, perché abbiamo tutti contezza di quanto sia complesso il procedimento del decreto legislativo 50/2016, sia dall’affidamento dell’incarico di progettazione, fino all’apertura del cantiere. Sappiamo tutti che gli enti sono in difficoltà e la Regione non dice che non vede realizzate le opere anche se ha destinato le risorse da due anni, perché ha piena contezza delle complessità.
Vorrei rassicurare tutti i Consiglieri che hanno evidenziato delle carenze, che questo piano va guardato in maniera coordinata con tutte le altre azioni delle opere pubbliche e dei piani che Regione sta facendo insieme agli altri enti territoriali. Di questo vi voglio assicurare, in maniera macroscopica manca, per esempio, tutta l’edilizia pubblica, l’edilizia scolastica, manca tutto il terremoto, qui non sono finanziate opere pubbliche dei comuni, delle provincie o di altri enti che sono stati finanziati dal terremoto, sono escluse da questa pianificazione che riguarda soltanto quello che la Regione realizza.
Vi ringrazio per l’attenzione che avete dato a questo atto, che è importante e che non può essere letto da solo, ma insieme agli altri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie, Presidente. Vado sulla scia degli ultimi due interventi, ho ascoltato il dibattito che ha sbagliato un po’ mira perché ha immaginato che i 95 milioni fossero il piano delle opere che realizza la Regione Marche.
Credo che con gli interventi dell’Assessore Casini e del Consigliere Biancani si sia capito molto meglio che i 95 milioni di euro sono una parte molto limitata, temporanea e non esaustiva dell’impegno della Regione Marche sul fronte delle infrastrutture e degli investimenti e concentrare un’analisi, chiamiamola addirittura di peso politico dei territori, sui 95 milioni di euro è assolutamente fuorviante.
In realtà quello che nei primi 4 anni di mandato siamo riusciti ad attivare, nelle varie forme che venivano declinante, sono oltre 3 miliardi di euro di investimenti. 95 milioni di euro in rapporto a 3 miliardi di euro, parliamo non del buco della serratura, ma di una parte del buco della serratura dal quale guardare il complesso delle situazioni. I 3 miliardi di euro hanno una distribuzione territoriale che non ha seguito criteri geopolitici, basta guardare agli investimenti della provincia di Pesaro Urbino, dove abitano il Presidente ed anche il Consigliere Biancani, che ha avuto un complessivo di 229 milioni di euro, pari a 639 euro pro capite, contro la provincia di Ascoli Piceno, la più finanziata di tutte, con 585 milioni - è chiaro che è influenzata dal dato del sisma - con 2.800 euro pro capite, quasi 5 volte la provincia di Pesaro e Urbino. Non si giustifica solo con il terremoto perché anche al netto del terremoto la provincia di Ascoli Piceno ha ottenuto un contributo più significativo rispetto a Pesaro e Urbino di 831 euro pro capite.
Una distribuzione di risorse che ha seguito da una parte l’emergenza del sisma e dall’altra una collocazione di risorse sulla base delle priorità. La provincia di Ancona ha avuto 562 milioni di euro, 1.195 pro capite, pochissimi di questi sono riferibili al sisma, quasi il doppio della provincia di Pesaro Urbino. Sono dati incontrovertibili, noi li abbiamo splittati in un documento, comune per comune, provincia per provincia, una piccola bibbia degli investimenti finanziati dalla Regione Marche, nel nostro territorio, che distribuiscono il disegno fatto a macchie messe sui comuni, in tutto il territorio regionale. Anche la provincia di Macerata, sempre in forza all’incremento che c’è stato per il sisma ha avuto 855 milioni, cifra con il valore assoluto più alto di tutti, pensate ai 855 milioni paragonati ai 95 milioni di oggi, o hai 229 milioni che vanno alla provincia di Pesaro, 4 volte quello che è andato alla provincia di Pesaro, con una cifra pro capite di 2.700 euro. Quindi Macerata, Ascoli Piceno, Ancona, Fermo con 255 milioni, 1.469 euro a testa più di Ancona nel pro capite tenuto conto che anche qui c’è un contributo del sisma, ma se anche andiamo a scorporare il sisma ha avuto un contributo di grande importanza.
Qual è il tema vero sulle infrastrutture, quello sul quale vorremmo tutti quanti che ci fosse un salto di qualità a livello nazionale? E’ la lentezza nel trasformare queste risorse in realizzazioni. Ecco perché il piano delle opere, i 95 milioni nell’ultimo documento che vediamo, ma dietro c’è una montagna di investimenti di risorse che ha solo bisogno di essere spesa. So che il Governo sta discutendo di regole nuove, propone di fare per l’intero paese quello che noi abbiamo chiesto e non ci è stato dato per le aree del sisma. Ricordo che sono almeno due anni che proponiamo la semplificazione e dopo Genova, da circa un anno e mezzo, chiediamo il modello Genova, che è la stessa cosa che chiedevamo prima, di allinearci ai parametri europei per quanto riguarda le gare. C’è questo dibattito ed io spero che vada a buon fine. Spero che tutta l’Italia possa avere quello che non ha avuto l’area del sisma perché così ce l’avremo anche noi, potendo utilizzare la leva degli investimenti come leva di ripartenza dell’intero territorio nazionale, ma anche della nostra Regione, avendo tanti fondi, 3 miliardi di euro, che possono diventare occupazione, lavoro, crescita, sviluppo.
Ricordiamo che il settore dei lavori pubblici dell’edilizia, muove almeno altri venti settori diversi, dal mondo degli artigiani al mondo manifatturiero ai servizi, una vera e propria locomotiva, che aggancia dietro tanti vagoncini che sono i settori economici più diversi, che vengono spinti da questo settore.
Auspico che il Governo faccia la riforma del codice degli appalti nella direzione del cosiddetto modello Genova, applicando i limiti europei, che sono molto più flessibili e molto più alti di quelli che applichiamo nel nostro Paese, possiamo avere un beneficio economico, possiamo vedere queste risorse tradursi in infrastrutture, che sono immediato traino per venti settori ed un volano per un’intera economia, con una distribuzione di risorse quanto mai chiara, riscontrabile, inequivocabile, che certamente non ha previlegiato particolari territori rispetto agli altri, ma a seguito esigenze e priorità che interessa l’intera Regione, con un valore aggiunto sull’area del sisma, ma in realtà con investimenti importanti sul territorio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie, Presidente. A dir la verità non pensavo di riprendere la parola, ho fatto un intervento abbastanza equilibrato, ma sentendo i colleghi sinceramente ho percepito la volontà, soprattutto da parte delle opposizioni, di sminuire questo importante atto, che dà dei piccoli segnali.
Ci sono 94.900.000 e l’opposizione dice 94 milioni, se vogliamo arrotondare potremmo dire 95 milioni, visto che sono 94.900.000. Un'altra cosa che ho sentito è che non conosciamo lo stato dei progetti, questo mi meraviglia soprattutto perché queste affermazioni arrivano da chi ha ricoperto cariche istituzionali e sa come funzionano i piani triennali. Sono tutte opere cantierabili, quelle del primo anno hanno per forza, per legge, la progettazione definitiva, mentre per gli altri anni ci sono le coperture finanziarie, altrimenti non potrebbero essere lì.
Sono tutte cose che sinceramente lasciano tutti un po’ sbalorditi nel sentirle. Sulla dislocazione per provincia ha già risposto ampiamente il Presidente Ceriscioli e non replico, però vorrei sottolineare una cosa, i marchigiani devono sapere che chi non vota o chi addirittura pensa di votare contro questo piano boccia un atto che realizza delle opere importanti, sostanzialmente è contro la realizzazione di quelle opere, magari non nell’ideologia, ma nei fatti si, perché se vota contro tenta di bloccare delle opere importanti. Ne cito solo qualcuna: consolidamento della costa di Pesaro, sistemazione idraulica dei fiumi Potenza, Chienti, Aso, Foglia, Metauro, Tronto, sistemazione di numerosi torrenti dal punto di vista idraulico, realizzazione del Poliambulatorio di Offida, realizzazione della RSA di San Ginesio, ricostruzione dell’ospedale di Tolentino, costruzione della palazzina dell’ospedale di Fabriano, realizzazione della sede del 112, mobilità sostenibile, by park, ciclovia del Tenna e tante altre opere.
Si può votare contro e bloccare un atto che vuole realizzare queste opere? Io non capisco sinceramente come e vorrei che lo spiegassero agli elettori e spero che i marchigiani si ricordino di questo voto.
Concludo, la mia dichiarazione di voto che ovviamente è favorevole.
Voglio anche rispondere al Consigliere Zura Puntaroni, mi sono sentito anch’io tirato dentro, per quanto riguarda la strada, io sono stato il primo a criticare il percorso, il Movimento 5 Stelle si è accodato, va benissimo, continuo a sostenere che ci sono delle alternative migliori ed è evidente che se riuscissimo a fermare questa follia, secondo me, realizzando un percorso alternativo migliore avremo rimediato sicuramente ad un grave errore.
Poi basta menzogne, perché nessuno vuole bloccare nulla, anzi, al contrario, si vuole realizzare quell’opera. Quella che propone il Consigliere Zura Puntaroni è già ferma perché occorrono altri 20 milioni che non ci sono, non quella che si vuole fare in alternativa che costa molto meno, 60 milioni contro i 100 milioni della proposta del Consigliere Zura Puntaroni ed è anche più funzionale, strategicamente funziona meglio e meno impattante dal punto di vista ambientale, quindi, si realizzi l’alternativa e non la follia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie, Presidente. E’ solo una precisazione. Conosco tutte le cose che hano detto il Consigliere Biancani, l’Assessore Casini ed il Presidente Ceriscioli. So benissimo degli investimenti, ma non era mio compito dirlo perché è competenza della Giunta, di chi governa. Io ho fatto solo un intervento per dire che ritengo giusto votare questa pianificazione, questo piano triennale perché sono state votate da alcuni cose che non dovevano essere votate, che non era logico votare, sono state votate per il bene comune vista la situazione straordinaria che stiamo vivendo. Adesso quelle stesse persone, che hanno votato cose che non dovevano essere votate, che sono state votate per la situazione COVID19, stanno criticando una cosa che non conoscono e non sanno nulla di quello che c’è dentro.
Per coerenza politica non ho potuto fare le veci della Giunta perché è competenza dell’Assessore Casini, del Presidente Ceriscioli e del Consigliere Biancani, però sin dall’inizio ho detto che votavo favorevolmente questo piano e che era un atto dovuto, indipendentemente dai 95 milioni che c’erano anche perché, come ho spiegato, la situazione del piano triennale può essere rivista ogni anno, usciti da questa seconda emergenza. Devo dare atto che in questa Regione, in questa X legislatura, mancano solo le cavallette e con loro il cerchio si chiuderebbe. Dopo il sisma c’è stato il COVID 19 quindi dobbiamo tenere conto, come abbiamo fatto in altre situazioni, che questo è un piano fondamentale per la programmazione e la pianificazione del nostro territorio.
Voterò favorevolmente, se poi il Consigliere Maggi, crede che il suo territorio sia stato penalizzato, ma non è così, voti secondo la sua coscienza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie, Presidente. Da sempre sono a favore delle opere pubbliche, degli investimenti e delle infrastrutture, perché ne sono a favore in maniera accesa? Faccio da 44 anni l’agente di commercio e se si moltiplica per 44 i 90/100 mila chilometri l’anno, il risultato è 44 milioni di chilometri e ci si rende conto se si va a lavorare in Sicilia che manca il ponte sullo stretto, ci si rende conto che è importante la TAV, ci si rende conto che è importante un’uscita da un aeroporto, un ponte, un viadotto e così via.
Noi ci scontriamo con una realtà nazionale che negli ultimi tempi …, la natura, l’ambiente, blocchiamo tutto.
Mi ricordo, in questo ambiente affascinante che è il Consiglio regionale e la Regione Marche, che io chiamo affettuosamente il regno del nulla, di una mozione sulla terza corsia dell’A14, ricordo un intervento molto acceso dei miei illustrissimi colleghi, adesso sono tutti illustri, votati tutti quanti alle opere infrastrutturali, ricordo una contrarietà accesa alla terza corsia perché era uscito uno studio fatto in California (Las Vegas, Los Angeles) e diceva che la terza corsia sull’A14 aumentava il traffico e l’inquinamento. Mamma mia, ho pensato, dove sono capitato, questi ci vogliono mandare in giro con il cavallo e con il calesse come a fine ‘800, poi le cose cambiano, vanno avanti, la Regione bene o male qualche mossa l’ha fatta, ma vedo che comunque le teste sono sempre vuote. Se qualcuno va avanti e riesce ad ottenere un finanziamento e porta a casa 98 milioni …, comunque è l’invidia di far saltare il piatto, è solo l’invidia di far saltare il piatto e di mettere il bastone tra le ruote.
Amatissimi colleghi, l’intervalliva Tolentino-San Severino Marche non è lo stradone di casa mia - io ho 66 anni e sono fuori dal gioco - è una strada che aiuta due vallate, un territorio drammaticamente terremotato, con tutto quello che ci casca sopra e l’illusione di un’alternativa, che non c’è per mille motivi, è prendere in giro il popolo, far dilatare i tempi - i 98 milioni tra un mese saranno spariti - è una grandissima presa in giro, è lo sgambetto per non ottenere niente.
Tutti noi siamo stati eletti democraticamente, se in questa splendida sala consiliare ci sono queste posizioni vuote, nulle, che rispecchiano un territorio, una parte vuota e nulla, ma mica stiamo da Putin o da Erdogan, qui tutti quanti hanno diritto a parlare, io mi tiro in disparte, la parte mia l’ho fatta, vi divertite, il tempo è galantuomo, le cose si sanno, tutti quanti sanno, a me di essere rieletto non mi importa più di tanto, mentre voi che ci tenete ad essere rieletti il popolo vi giudicherà e vedremo quello che succede perché il dispetto non l’avete fatto al Consigliere Zura Puntaroni, l’avete fatto al territorio. Attenzione, se pensiamo a quello che ci toccherà tra qualche mese, quando non ci sarà più una lira, quando andrete in giro qualche zampata nel sedere, se vi riconoscono, la prenderete. Grazie.

PRESIDENTE. Prego sempre il Consigliere Zura Puntaroni di moderare il linguaggio, siamo in una sede istituzionale e alcuni termini andrebbero, se possibile, evitati.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie, Presidente. La mia dichiarazione di voto viene dopo quella del Consigliere Giorgini, che ha dichiarato il voto favorevole, con tutto il rispetto e l’amicizia che ho per lui.. So benissimo che questo atto amministrativo può essere modificato, so benissimo che è una goccia nel mare, come ha detto il Presidente Ceriscioli, rispetto agli investimenti che vengono fatti sul territorio, ma la ragione della mia astensione di protesta, per quanto riguarda il territorio, è nell’elenco che ha fatto il Consigliere Bisonni, nella provincia di Ancona ha citato soltanto la palazzina di Fabriano, mentre tutta la viabilità ed il dissesto idrogeologico dei fiumi di questa provincia, soprattutto della costa, sono stati dimenticati da anni con gravi disagi per chi abita nella costa della provincia di Ancona, e segnatamente per chi abita nel capoluogo marchigiano, che sta diventando una landa dimenticata, nonostante sia la città più importante e più popolosa delle Marche.
Il mio voto non è sul contingente di questo progetto, ma il mio voto di astensione è una protesta per la scarsa attenzione che la Regione ha nei confronti del mio territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Emendamento n. 1 a firma dell’Assessore Sciapichetti. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento n.2 a firma dell’Assessore Sciapichetti. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 77, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di atto amministrativo n. 78
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Modifica della deliberazione dell’Assemblea legislativa 27 dicembre 2016, n. 45 concernente: “Modifica della deliberazione dell’Assemblea legislativa 9 dicembre 2014, n. 115: Piano regionale di edilizia residenziale (triennio 2014/2016). Legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36’”.
Nuova titolazione: “Modifica della deliberazione dell’Assemblea legislativa 9 dicembre 2014, n. 115: ‘Piano regionale di edilizia residenziale (triennio 2014/2016). Legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36’ come modificata dalla deliberazione dell’Assemblea legislativa 27 dicembre 2016, n. 45”.
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 78 ad iniziativa del Consigliere Biancani.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.
(in fase di completamento)
 

 
 
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