Resoconto della seduta n.167 del 09/09/2014
SEDUTA N. 167 DEL 9 SETTEMBRE 2014

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 167 del 9 settembre 2014. Do per letto il processo verbale della seduta n. 166 del 29 luglio, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 435 in data 25 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Brini, concernente: “Istituzione del registro regionale delle malattie infiammatorie croniche dell'intestino (Registro MICI)”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare per il parere di cui all'articolo 69 del Regolamento Interno e trasmessa alla VI Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis del Regolamento Interno;
n. 436 in data 31 luglio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per il parere ai sensi dell'articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4/2007, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro, per il parere ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla VI Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis del Regolamento Interno;
n. 437 in data 7 agosto, ad iniziativa del Consigliere Marangoni, concernente: “Modifica della legge regionale 5 agosto 1996, n. 34 “Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla VI Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis del Regolamento Interno;
n. 438 in data 5 settembre, ad iniziativa del Consigliere Ricci, concernente:“Norme in materia di attività estrattive”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 4 della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla VI Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis del Regolamento Interno;
n. 439 in data 5 settembre, ad iniziativa del Consigliere Pieroni, concernente: “Modificazioni alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 Norme per l'elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla VI Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis del Regolamento Interno”.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 88 in data 8 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Legge regionale n. 6/99, articolo 6 – Programma statistico regionale PSR anni 2014 - 2016”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 711 dei Consiglieri Natali, Ciriaci, Foschi, Brini, Sciapichetti, Perazzoli, Bellabarba, Romagnoli, Marinelli, Marangoni, Ortenzi, Massi, Trenta, Camela, Donati, Traversini, Marconi, Cardogna: “Indirizzi alla Giunta per favorire la riapertura dello stabilimento ex Coalac del gruppo Cooperlat”;
n. 712 della Consigliera Ciriaci: “Aumenti delle attuali fermate di Frecciabianca alla stazione di San Benedetto del Tronto”;
n. 713 del Consigliere Zinni: “Soppressione corpo forestale dello Stato”;
n. 714 del Consigliere Marconi: “Istituzione linea di trasporto pubblico fra Recanati e Civitanova Marche – Ospedale;
n. 715 del Consigliere Marangoni: “Immobili di proprietà della Regione Marche: utilizzo, messa a profitto o cessione”;
n. 716 del Consigliere Pieroni: “Persecuzioni cristiani in Iraq”;
n. 717 della Consigliera Ciriaci: “Richiesta incontro congiunto in merito al ripristino del ponte di collegamento tra Monterubbiano e Montefiore dell'Aso, crollato per l'esondazione a seguito dell'alluvione del 2 dicembre 2013”;
n. 718 del Consigliere Latini: “Sostegno umanitario alle minoranze cristiane e yazide del nord Iraq perseguitati da Isis”;
n. 719 del Consigliere Latini: “Servizio di pulizie scolastiche: emergenza occupazionale e scarsi livelli di pulizia nelle scuole”;
n. 720 del Consigliere Solazzi: “Adesione alla marcia per la pace e la fraternità. Perugia – Assisi 19 ottobre 2014”;
n. 721 del Consigliere Marangoni: “Centrale a biogas di Matelica. Emissioni gassose fuori limiti di legge. La Regione intervenga a tutela della salute dei cittadini”;
n. 722 del Consigliere Cardogna: “Attuazione legge 4 agosto 1978, n. 40”;
n. 723 dei Consiglieri Bellabarba, Badiali, Comi, Perazzoli, Busilacchi, Ricci, Giancarli, Sciapichetti, Ortenzi, Traversini: “Gravi ricadute economiche per l'embargo dei prodotti nel settore moda e agroalimentare richiesto dalla Russia”;
n. 724 del Consigliere Marangoni: “Mare Nostrum”: la Regione Marche si attivi”.
Comunico, inoltre che ho provveduto alle seguenti nomine:
decreto n. 25 del 30 luglio 2014: “Nomina di due componenti del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa artigiana di garanzia “Confartigianato Fidi Pesaro e Urbino”;
decreto n. 26 del 4 agosto 2014: “Nomina del revisore supplente del Collegio dei revisori dei Conti della fondazione Orchestra regionale delle Marche”.
Comunico inoltre che il Presidente della Giunta ha promulgato le seguenti leggi regionali:
n. 19 in data 28 luglio “Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988 n. 34 “Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari”;
n. 20 in data 4 agosto “Disposizioni per l'attuazione degli articoli 14, comma 1, lettere b) e f) e 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Modifiche alla legge regionale 17 dicembre 2012, n. 41 “Norme per la pubblicità e la trasparenza della situazione patrimoniale di componenti gli organi della Regione, dei titolari di cariche in istituti regionali di garanzia e di cariche direttive in enti o società”;
n. 21 in data 4 agosto “Approvazione delle modifiche all'intesa tra la Regione Umbria e la Regione Marche concernente il riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche e modifica alla legge regionale 25 novembre 2013, n. 40”.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Bellabarba.

Letizia BELLABARBA. Chiedo, se è possibile, di discutere oggi la mozione n. 723 relativa all'embargo russo. Da poco c'è stata la Fiera The Micam a Milano e gli imprenditori del settore calzaturiero sono particolarmente preoccupati per questa situazione, sarebbe, quindi, necessario ed opportuno dare un segnale attraverso l'approvazione di questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Questa mozione dov'è?

Letizia BELLABARBA. E' la n. 723, è tra le mozioni iscritte.

PRESIDENTE. Dov'è? Non la vedo, questo è il problema. Non vedo …

Letizia BELLABARBA. Va bene, chiedo l'iscrizione. La mozione n. 723 è tra le comunicazioni, Presidente.

PRESIDENTE. Nelle comunicazioni, non nell'ordine del giorno!

Letizia BELLABARBA. Si, nelle comunicazioni e chiedo l'iscrizione.

PRESIDENTE. Se è nelle comunicazioni la possiamo iscrivere, se l'Aula è d'accordo, ad un punto che posso ...

Letizia BELLABARBA. ... anche il Presidente Spacca si era impegnato nella ...

PRESIDENTE. Possiamo, se l'Aula è d'accordo, iscriverla al punto 4 bis. Mozione n. 723 al 4 bis. Va bene, non ci sono obiezioni, la diamo per approvata.

Letizia BELLABARBA. Grazie Presidente.

Comunicazioni ai sensi dell'art. 35, VI comma, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Torniamo Presidente, come sempre sugli stessi argomenti. Finite le vacanze …. Presidente, il 22 aprile ho chiesto i dati sulla mobilità attiva delle singole aziende ospedaliere.
Al di là del fatto che la mobilità attiva, da quello che ho sentito dire da un illustre dirigente della sanità marchigiana, è un dato da cui bisogna rifuggire perché sembra che non sia uno scopo, ma un pericolo, ma io da quel giorno non ho niente.
Mi arrivano risposte che dicono che li stanno per mandare, forse mi ci stanno per mandare. Riscrivo il 14 luglio, riscrivo il 28 agosto, e mi dica lei se il 9 settembre 2014, un Consigliere regionale che chiede i dati sulla mobilità attiva del 2013, ancora non li deve avere.
Di che cosa dobbiamo parlare, di che cosa vogliamo discutere?
Mi affido a lei, Presidente, che con i suoi interventi riesce ogni tanto, spesso, a far capire a chi di dovere, a quella burocrazia così impegnata nel tutelare la sanità marchigiana, ... abbiamo parlato in Conferenza dei Capigruppo di quello che è successo a Torrette, speriamo che qualcuno ne risponda. Visto che le nomine sono politiche, qualcuno ne dovrà rispondere! Se può far esaudire questo mio capriccio!

PRESIDENTE. Va bene Consigliere Natali, ho recepito, eseguirò in giornata. Chiederò che quanto da lei richiesto e soprattutto di suo diritto venga fornito il più velocemente possibile.
Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie Presidente. Come ho avuto modo di dire a lei ed ai colleghi nella Conferenza dei Capigruppo, la notte del 28 agosto si è verificato un evento straordinariamente drammatico presso l'ospedale regionale.
Ho presentato un'interrogazione, ma non volendo alcuna primogenitura, chiedo che nel prossimo Consiglio venga discussa l'interrogazione, ma ancor più o ancor meglio, che il Presidente della Giunta dia una comunicazione informativa perché l'evento è così straordinario che non può essere derubricato a una questione di secondaria importanza. Un'Ospedale regionale che per 10 ore è in totale assenza di energia elettrica penso sia una vicenda che non si è mai verificata in tutto il panorama nazionale con dei risvolti che solo il caso ha voluto non si siano tramutati in eventi assolutamente drammatici.
Se la prossima volta fosse possibile non discutere la mia interrogazione, ma avere comunicazione ufficiale da parte della Giunta e su quelle magari aprire un piccolo dibattito, avremmo reso un servizio, perlomeno in questa prima fase, a quest'Aula, che giustamente deve essere informata, ed alla nostra comunità.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Grazie Presidente. Vorrei ricordarle l'impegno che lei ha preso nelle sedute del 22 e del 29 luglio.
Il 22 luglio ben 7 Consiglieri regionali, fra cui il sottoscritto, hanno chiesto che la Giunta riferisse sulla situazione del biogas. Il 29 luglio, la settimana successiva, lei si impegnò e disse lo facciamo la prossima seduta utile ...

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni ci sono le comunicazioni, stia tranquillo.

Enzo MARANGONI. Ci sono le comunicazioni?

PRESIDENTE. Si.

Enzo MARANGONI. Benissimo, grazie.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Presidente Spacca per le comunicazioni della Giunta sull'argomento biogas su cui c'era stato l'impegno in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, aggiungo solo, ma è stata una mia dimenticanza, che il sede di Conferenza dei Capigruppo è stata accolta la proposta del Consigliere Eusebi di trattare insieme all'interrogazione n. 1551 che è fra le prime all'ordine del giorno, anche la sua, la n. 1757 sullo stesso argomento.
Data per approvata questa road map, direi di passare subito la parola al Presidente Spacca per comunicazioni riguardanti il tema biogas.
Cosa c'è Consigliera Foschi?

Elisabetta FOSCHI. La prima interpellanza iscritta da tempo, la n. 59, sempre sul tema delle centrali a biogas, si può accorpare insieme alle comunicazioni ...

PRESIDENTE. Certo questo è nelle cose, se poi si apre il dibattito questo esaurisce anche l'interpellanza, è evidente!

Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale
concernenti: "Vicenda biogas"

PRESIDENTE. Ha la parola, per le comunicazioni, il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Grazie Presidente, cari colleghi, ringrazio anche i Presidenti dei gruppi consiliari che hanno voluto riproporre all'attenzione del Consiglio regionale questo tema che riguarda la correttezza e la limpidezza delle scelte del Governo regionale in materia di politica energetica.
L'argomento è stato già oggetto di molte valutazioni in quest'Aula, mi permetto di fare una ricognizione puntuale sulla questione principale che riguarda il profilo giuridico di tutto questo processo che essendo di natura fortemente tecnica, credo sia meglio seguito da parte vostra attraverso anche la lettura del documento che ora viene distribuito, in modo tale che possiate seguire con maggiore consapevolezza le mie considerazioni.
Considerazioni che sono state redatte in forma anche scritta perché su questa materia costantemente, vista la sua complessità ed anche il livello di competenze che viene richiamato, abbiamo sempre informato di ogni passaggio tutte le istituzioni che sono coinvolte.
Anche questa relazione la invieremo, come è accaduto in precedenza, in diversi passaggi, all'attenzione del Presidente del Consiglio, all'attenzione del Ministro dell'ambiente, la invieremo all'attenzione del Presidente della Repubblica, la invieremo all'attenzione delle autorità dell'Unione europea, la invieremo all'attenzione dei Parlamentari della Commissione ambiente, in modo particolare all'attenzione dei Parlamentari della nostra regione.
Vorrei ribadire, innanzitutto, che il Governo regionale, nonostante l'ambivalenza e l'ambiguità delle scelte statali e le contraddizioni della relativa normativa, ha sempre operato nel massimo rispetto del principio di legalità e di trasparenza. Ha agito con responsabilità e si è aperto anche al confronto con le comunità.
Chi addossa al Governo regionale delle colpe sbaglia. Nessuna colpa può essere imputata al Governo regionale rispetto alla delicatissima e complessa situazione che si è determinata sul versante della valutazione di impatto ambientale, in particolare per gli impianti di produzione di energia da biomasse e biogas. Anzi, il Governo regionale, si è dovuto fare carico di responsabilità altrui e oggi ne paga anche possibili conseguenze. Per cui riteniamo che ogni altra interpretazione che su questa vicenda è stata data sia frutto di analisi superficiali e soprattutto sia priva di fondamento giuridico.
Tutto ciò è dimostrato dai fatti, al di là delle scorrette semplificazioni, delle strumentalizzazioni e delle parole inconcludenti, che non approfondiscono il merito tecnico e politico e non propongono, quindi, soluzioni adeguate a risolvere un enorme e complesso problema giuridico, creato non da noi, ma dal legislatore nazionale, nonché ad assicurare una valutazione comparativa e oggettiva degli interessi della comunità regionale.
Richiamo i fatti e vi prego di formulare le vostre valutazioni sui fatti e sulla loro oggettività.
Partiamo dalla legge regionale n. 3/2012.
La legge regionale 3/2012, relativa alla valutazione di impatto ambientale, è stata approvata in adempimento di un preciso obbligo di adeguamento al decreto legislativo n. 152/2006.
Tale obbligo grava sulle Regioni e, quindi, sulla Regione Marche, in relazione alla competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente attribuita allo Stato dalla Costituzione. Quindi, stiamo parlando di una competenza legislativa esclusiva dello Stato su questa materia.
La legge regionale n. 3/2012 prevedeva comunque, come ben ricordate, delle soglie molto inferiori a quelle stabilite dallo Stato e, quindi, di maggiore garanzia per l'ambiente.
Rispetto alle biomasse, infatti, la soglia regionale era di 1 megawatt termico, quella statale, al contrario, di 50 megawatt.
Rispetto al biogas, la soglia regionale era di 3 megawatt termici, quella statale sempre di 50 megawatt.
La Giunta regionale, inoltre, con deliberazione n. 1191/2012, aveva rafforzato, nell'ambito dei processi autorizzatori, relativi agli impianti a biomasse e biogas, il peso delle valutazioni ambientali finalizzate ad escludere effetti negativi sull'ambiente. Era stata prevista, infatti, l'acquisizione in sede istruttoria del contributo tecnico scientifico dell'Arpam.
Dopo la legge n. 3/2012 siamo passati alla legge regionale n. 30/2012 relativa alle aree non idonee all'installazione di impianti alimentati da biomasse e biogas che ha stabilito che, fino all'individuazione delle medesime aree e comunque non oltre quaranta giorni dall'entrata in vigore della stessa legge, non potevano essere autorizzati nuovi impianti nel territorio regionale.
Successivamente è arrivata la deliberazione n. 62/2013, deliberazione dell'Assemblea legislativa regionale, approvata in attuazione del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 10 settembre 2010 che fissava le linee guida e, quindi, individuava le aree non idonee all'installazione di impianti alimentati da biomasse e biogas.
Arriviamo al primo paradosso. Paradosso incredibile, straordinario: il Consiglio dei Ministri impugna la legge regionale n. 3/2012, ma non quelle fotocopia di tutte le altre Regioni. Leggi identiche, nelle quali venivano e vengono ancora rilasciate autorizzazioni per impianti di potenza ben superiore a quelli realizzati nelle Marche, secondo il criterio dimensionale della legge statale censurato dalla Commissione europea.
La Corte costituzionale interviene con sentenza n. 93/2013, a seguito del ricorso del Governo, fatto per le Marche, ma non per tutte le altre Regioni italiane che avevano e hanno ancora la stessa legge, e dichiara la parziale illegittimità di alcune disposizioni della legge regionale n. 3/2012 per il mancato rispetto della normativa europea. Dentro questo paradosso del ricorso del Governo alla Corte costituzionale c'è un ulteriore paradosso all'interno della stessa Corte costituzionale perché la stessa con sentenza n. 332/2010 aveva dichiarato l'incostituzionalità della nostra legge in quanto escludeva la possibilità di rilasciare autorizzazioni per impianti da biomasse con potenza pari o superiore a 5 megawatt termici, legge n. 31/2009, che non aderiva, che non era coerente con la legge nazionale. Quindi, la sentenza n. 332/2010 cassa una legge della Regione Marche perché non corrisponde alla legge dello Stato.
La Regione Marche fa una legge che si adegua alla normativa statale, la sentenza ulteriore della Corte costituzionale, n. 93/2013, dichiara illegittima anche questa legge perché non corrisponde alla normativa europea.
La netta scelta della Regione Marche di non consentire la realizzazione di questi impianti non è stata ritenuta legittima.
Sul decreto legislativo n. 152/2006 la Commissione europea, in effetti, aveva da tempo avviato una procedura di infrazione che riguardava le soglie dimensionali al di sotto delle quali non erano necessarie né una procedura di valutazione di impatto ambientale, né una procedura di verifica caso per caso, sia in riferimento ai criteri indicati nell'Allegato III alla direttiva europea.
Dell'avvio di tale procedura d'infrazione è stata data comunicazione alla Regione Marche da parte del Ministero solo dopo l'approvazione della legge regionale n. 3/2012.
Gli effetti della sentenza della Corte costituzionale.
Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 93/2013, nella Regione Marche sono assoggettati a valutazione di impatto ambientale tutti i progetti di competenza regionale, a prescindere dalle soglie dimensionali, quindi, oggi, con un'ingiustificata disparità di condizioni rispetto ad altre Regioni, nelle quali continua ad essere in vigore una disciplina analoga a quella che nelle Marche è stata dichiarata illegittima, impianti minori di 50 megawatt nella Regione Emilia Romagna, nella Regione Lombardia, nella Regione Veneto non vengono assoggettati a valutazione di impatto ambientale in quanto le loro leggi sono in linea con quella che è la normativa attualmente vigente in Italia, su cui agisce una procedura di infrazione dell'Unione europea.
Sempre per effetto della sentenza e, in particolare, dell'omessa sottoposizione dei progetti alla valutazione di impatto ambientale, il Tar delle Marche ha annullato diverse autorizzazioni regionali concernenti impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il Consiglio di Stato, in sede cautelare, ha confermato l'illegittimità dell'autorizzazione per omesso esperimento della valutazione di impatto ambientale.
Il Gestore dei servizi energetici, inoltre, ha comunicato ai soggetti titolari delle stesse autorizzazioni, per gli impianti in esercizio, l'avvio del procedimento per l'annullamento in autotutela del provvedimento di riconoscimento della qualifica di impianto alimentato da fonti rinnovabili e, per gli impianti da realizzare, l'avvio del procedimento di decadenza dalla graduatoria relativa al sistema incentivante.
Naturalmente i soggetti titolari delle autorizzazioni annullate hanno citato in giudizio la Regione Marche per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale subìto. Tali danni vengono stimati intorno ai 48 milioni di euro.
Tale situazione di per sé difficilmente sostenibile, è resa più preoccupante dal contesto attuale, pesantemente segnato dalla crisi economica, che non consente pericolose scorciatoie e richiede la massima sinergia e corresponsabilità nelle scelte, insieme alla certezza dei riferimenti normativi.
Qual è stata l'azione della Regione Marche a fronte di questo scenario?
Soprattutto iniziative finalizzate a sensibilizzare il Governo nazionale e il Parlamento per richiamare la responsabilità di questa situazione unicamente dipendente dalle inadempienze del Parlamento e del Governo nazionale.
Il Governo regionale si è, pertanto, immediatamente attivato nei confronti delle istituzioni nazionali competenti ad intervenire in merito.
Il 31 maggio 2013 ha posto il problema all'attenzione del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministro dello Sviluppo economico e del Ministro degli Affari europei.
Il 22 luglio 2013 si è rivolto nuovamente al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare per sollecitare una presa di coscienza sulla necessità di un riordino normativo del settore.
Si è attivato, poi, presso il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed ha ottenuto che l'argomento fosse iscritto all'ordine del giorno della seduta del 24 luglio 2013.
In tale seduta la Conferenza delle Regioni italiane ha condiviso la proposta della Regione Marche di chiedere al Governo l'emanazione di una normativa transitoria fino al recepimento della più recente direttiva comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale da parte della legislazione nazionale.
Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il 29 luglio 2013, ha ribadito al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare la necessità di un urgente intervento normativo statale finalizzato ad uniformare l'applicazione della normativa statale sulle procedure di valutazione di impatto ambientale.
Il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il 7 agosto 2013, ha comunicato al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che il tentativo di inserire una disposizione già nel disegno di legge europea 2013 non era andato a buon fine ed ha comunicato, inoltre, che la disposizione sarebbe stata riproposta in altra sede.
Il Presidente della Giunta regionale delle Marche, in considerazione della mancata assunzione di iniziative in merito da parte dello Stato, ha riproposto la questione all'attenzione del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e poi direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione del vertice governativo italo-serbo, che si è svolto ad Ancona il 15 ottobre 2013.
Le sentenze del TAR Marche nn. 523 e 524 del 2014.
Un'ulteriore conferma dell'ambivalenza e dell'ambiguità del quadro normativo statale è fornita da due recenti pronunce della Magistratura amministrativa.
Il Tar delle Marche, in particolare, ha respinto con le due sopracitate sentenze, n. 523/2014 e n. 524/2014, la domanda risarcitoria dei privati, ma ha parzialmente annullato la deliberazione dell'Assemblea legislativa regionale n. 62/2013. Ha stabilito che, in esecuzione della sentenza, "la Regione Marche dovrà provvedere alla rielaborazione delle linee guida, o mediante la rinnovazione integrale dell'istruttoria o mediante la riscrittura delle sole parti oggetto di annullamento"; opzione che, secondo quanto rilevato dal medesimo Tar delle Marche, "appare però meno indicata, stante la necessità di dare conto in maniera quanto più possibile chiara e motivata della inidoneità dei singoli siti e non già delle categorie paesistico-ambientali in cui è suddiviso il territorio regionale".
In sostanza, il parziale annullamento della deliberazione n. 62/2013 è stato pronunciato a seguito di un ricorso alla cui base "è l'assunto per cui, applicando i criteri localizzativi stabiliti dalle linee guida, circa il 90% del territorio marchigiano risulta inidoneo ad ospitare impianti a biomasse e biogas, il che, oltre a porsi in contrasto con le norme statali di settore, produce un danno patrimoniale ingentissimo per gli operatori".
Sempre il Tar delle Marche ha rilevato che le linee guida statali contengono "disposizioni che si prestano ad interpretazioni esattamente opposte (le quali, non a caso, sono state poste dalle ricorrenti e dalla Regione a base delle rispettive tesi processuali)".
Le linee guida statali, infatti, "sembrerebbero - parole testuali - per un verso confortare l'operato della Regione (non essendovi alcun dubbio sul fatto che per "ricognizione" debba intendersi la semplice fotografia della vincolistica esistente)". Prevedendo però nel contempo che l'individuazione delle aree e dei siti non idonei “non può riguardare porzioni significative del territorio o zone genericamente soggette a tutela dell'ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, né tradursi nell'identificazione di fasce di rispetto di dimensioni non giustificate da specifiche e motivate esigenze di tutela, contengono anche norme che legittimano l'interpretazione delle ricorrenti". E allora con il termine "ricognizione" non può intendersi "la semplice sovrapposizione delle tavole del Ppar alla carta geografica regionale, perché una simile operazione porrebbe per gli impianti a biomasse e biogas limitazioni che non trovano riscontro per nessun altro tipo di insediamento lato sensu industriale, il che dà luogo ad una chiara violazione della normativa statale e comunitaria che incentiva l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabili".
La Regione Marche, pertanto, dovrà nuovamente esprimersi in merito all'individuazione delle aree non idonee all'installazione di impianti a biomasse e biogas.
Gli atti statali successivi.
In relazione alla procedura di infrazione da tempo avviata dalla Commissione europea e alle numerose sollecitazioni a ricostruire, in una materia così delicata e complessa, un quadro di certezze normative, lo Stato è di recente intervenuto sulla valutazione di impatto ambientale con diversi atti, ma non è comunque fino ad oggi riuscito a superare le criticità.
Prima di tali interventi, d'altra parte, più Governi di diversa composizione ed estrazione politica hanno tentato, purtroppo senza successo, di risolvere i problemi posti dalla procedura d'infrazione. Ciò per l'oggettiva difficoltà di individuare un ragionevole punto di equilibrio tra l'esigenza imprescindibile di tutela dell'ambiente e contemporaneamente quella dello sviluppo economico.
Arriviamo all'articolo 23 della legge n. 97/2013.
L'articolo 23 della legge n. 97/2013, relativa all'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, al fine di superare la procedura di infrazione, ha affidato al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, l'adozione entro sessanta giorni, dalla data di entrata in vigore della stessa legge, delle linee guida per l'individuazione dei criteri e delle soglie per l'assoggettamento alla procedura dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 152/2006. Ha demandato, inoltre, alle Regioni la possibilità di definire, entro tre mesi successivi, criteri e soglie ai fini della verifica di assoggettabilità.
Le linee guida previste dall'articolo 23 della legge n. 97/2013, però, non sono state adottate dal Governo nazionale.
Il Consiglio dei Ministri, inoltre, il 28 novembre 2013, ha presentato al Parlamento il disegno di legge europea 2013 bis.
L'articolo 15 di tale disegno di legge, oltre a disporre l'abrogazione dell'articolo 23 della legge n. 97/2013, rimasto inattuato, stabilisce che, per i progetti dell'allegato IV del decreto legislativo n. 152/2006, è affidata sempre al Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare l'adozione di disposizioni che definiscono i criteri e le soglie per ciascuna tipologia di progetto prevista nell'allegato IV. Dispone, altresì, che le soglie previste nell'allegato IV cessino di applicarsi a decorrere dell'entrata in vigore delle medesime disposizioni.
Il responsabile della Direzione generale per le valutazioni ambientali dello stesso Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha successivamente trasmesso all'Ufficio legislativo ulteriori proposte di modifica dell'articolo 15 del disegno di legge europea 2013 bis.
Tali proposte di modifica demandano allo Stato anche l'individuazione delle modalità con cui le Regioni adeguano i criteri e le soglie alle specifiche situazioni ambientali e territoriali.
Il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, per accelerare i tempi, ha inviato alle Regioni la proposta concernente le linee guida per la verifica di assoggettabilità e per la valutazione di impatto ambientale previste dall'articolo 15 del disegno di legge europea 2013 bis.
Anche il disegno di legge europea 2013 bis non è stato approvato ed è attualmente all'esame del Senato.
In relazione all'indifferibilità ed all'urgenza di fare qualche cosa, quindi, di provvedere a intervenire su questa materia estremamente ambigua, il Governo è intervenuto con il decreto legge n. 91/2014.
All'articolo 15, comma 4, di tale decreto, qui vi chiedo un attimo di attenzione, il Ministro dell'Ambiente ha previsto una procedura che consente la verifica di assoggettabilità postuma, anche a seguito di annullamento dell'autorizzazione in sede giurisdizionale di impianti già autorizzati e in esercizio per i quali tale procedura era stata a suo tempo ritenuta esclusa sulla base delle soglie individuate nell'Allegato IV, alla parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006, e nella legislazione regionale di attuazione, ferma restando la prosecuzione dell'attività fino all'adozione dell'atto definitivo da parte dell'autorità competente e, comunque, non oltre il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto legge. Quindi, non trattasi di sanatoria, come nella comunicazione politica viene continuamente evidenziato, ma si tratta semplicemente della possibilità di assoggettare questi impianti, per cui era stata rilasciata un'autorizzazione con una legge allora vigente, di procedere ad una nuova valutazione di impatto ambientale con le normative attualmente vigenti, corrispondenti alla normativa europea.
Nel testo approvato dal Senato nella seduta del 25 luglio 2014 il comma 4 è stato soppresso, nonostante le pressioni da parte del Ministro dell'Ambiente perché venisse approvato e devo dire che, in questa valutazione negativa dell'emendamento, che ha portato alla soppressione di questa via postuma, è stata determinante la valutazione dei Senatori, in modo particolare dei Senatori marchigiani ed in modo particolare la valutazione dei Senatori del PD. Chiedo, quindi, al capogruppo del PD ed al Segretario regionale, che è arrivato in Aula, di chiedere ai loro Parlamentari, ai Parlamentari del PD, di fare una verifica rispetto ai contenuti che sono espressi in questa relazione perché questo tema non sia esaurito e, probabilmente, l'esigenza di trovare un punto di equilibrio nell'ambito della legislazione nazionale si riproporrà in tempi molto brevi.
In effetti il Coordinamento della Commissione Ambiente e energia del Senato, come dicevo, in Commissione ha cassato questo emendamento del Ministero.
A fronte di questa posizione stralunata assunta dalla Commissione Ambiente del Senato sotto la spinta, ripeto, paradossale, qui siamo al paradosso sul paradosso, dei Parlamentari della nostra Regione, non dei Parlamentari di altre Regioni che guardavano inconsapevoli quello che stava avvenendo, il Coordinamento della Conferenza delle Regioni il 29 luglio 2014, rilevato che la Commissione Ambiente del Senato aveva soppresso il comma 4, ha chiesto nuovamente al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare il reinserimento del medesimo comma, al fine di evitare pesanti ricadute e contenziosi, come quello della Regione Marche, che si sarebbero estesi ad altre Regioni.
L'articolo 15 del decreto legge n. 91/2014, come approvato dalla legge di conversione, conferma infatti la necessità dell'adozione, da parte del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di un decreto che definisca i criteri e le soglie da applicare per l'assoggettamento dei progetti di cui all'allegato IV, individua, inoltre, le modalità con cui le Regioni e le Province autonome adeguano i criteri e le soglie alle specifiche situazioni ambientali e territoriali.
Si spera che tale decreto sia rapidamente adottato e che gli obblighi posti a carico dello Stato dalla vigente normativa non rimangano inattuati.
A fronte di questa richiesta che noi abbiamo ribadito attraverso la Conferenza delle Regioni, c'è anche la posizione della Commissione europea che ha chiarito in modo formale qual è il suo atteggiamento. C'è stata un'interrogazione proposta alcuni giorni fa alla Commissione europea, proprio a seguito dell'adozione del decreto legge n. 91/2014, in cui veniva chiesto: se una valutazione di impatto ambientale postuma fosse legittima, ovvero rappresentasse una manifesta violazione delle norme dell'UE e se si intendesse invitare il Governo italiano a correggere il medesimo decreto legge quando ancora incorporava questa Via postuma che poi è stata cassata per l'emendamento presentato in Commissione Ambiente del Senato.
La risposta della Commissione europea, che potete trovare e leggere sul sito formale della Commissione europea, dice che “per i progetti già autorizzati e avviati senza una previa procedura di screening, a causa dell'uso esclusivo delle soglie dimensionali nella normativa italiana, una valutazione postuma potrebbe essere utile per individuare delle misure di attenuazione e compensazione". Quindi, anche la Commissione europea si orienta in questa direzione. Nel senso di agevolare una composizione di questa materia che potrebbe creare numerose difficoltà alle amministrazioni regionali del nostro Paese.
Come conseguenza diretta del contrasto tra la normativa statale e quella comunitaria, la Regione, secondo quanto indicato dalla Corte costituzionale e dalla magistratura amministrativa, deve effettuare la rinnovazione dei procedimenti autorizzatori, per integrarli con la valutazione di impatto ambientale.
Tale valutazione è di competenza delle Province, che stanno procedendo in tal senso.
Consentitimi alcune considerazioni di carattere generale e di risposta a vicende che sono collaterali e laterali rispetto al cuore di questa vicenda che ha un profilo, come ho cercato di dire, prevalentemente di carattere giuridico e che si colloca in una fase, capisco benissimo, di grande dibattito anche politico, su cui sarebbe opportuno, ripeto, visto che è in discussione anche la parte finanziaria a carico di possibili danni nei confronti di persone che sono coinvolte in questa procedura per 45 milioni di euro, e necessario superare strumentalizzazioni e posizioni di non comprensione approfondita. Superare valutazioni di carattere superficiale ed arrivare, come dicevo, ad una composizione equilibrata.
Consentitemi, però, anche alcune considerazioni di carattere più generale sulla politica energetica della Regione Marche e, quindi, dare anche dei messaggi per il futuro.
Vorrei sostenere a chi, in qualche modo, mette in discussione questo aspetto che la green economy è stata una parte fondamentale del programma di questo Governo.
Più volte abbiamo evidenziato come proprio la politica rivolta alla green economy abbia consentito alla nostra regione di acquisire la terza posizione tra le regioni italiane con balzi sempre più significativi nel corso degli anni.
Ciò emerge da un'indagine del Ministero dell'Ambiente che incrocia ben 21 indicatori di performance di qualità ambientale.
Tra i parametri in cui la nostra Regione ha ottenuto i migliori risultati si inserisce quello relativo proprio alla carbon intensity, ovvero al grado di emissioni responsabili del cambiamento climatico: le Marche sono quarte in Italia, come per la voce risparmio energetico e per la qualità ambientale dei prodotti.
Sul piano energetico ambientale regionale l'obiettivo della massima tutela continua ad essere un riferimento costante dei comportamenti dell'azione amministrativa quotidiana, però c'è anche da considerare la necessità di ridurre il forte deficit di energia che penalizza fortemente il sistema produttivo regionale e porta ad un maggiore costo dell'energia per le nostre imprese, se si vuole difendere il modello manifatturiero marchigiano che non è così in crisi come si dice che sia, non c'è stata una caduta del 20% del sistema manifatturiero regionale. Se facciamo una valutazione il sistema manifatturiero regionale è caduto del 13%, a fronte di un 23% a livello nazionale, ma se noi siamo convinti che per creare reddito ed occupazione bisogna sostenere l'impresa, la politica energetica è uno strumento per farlo, quindi, bisogna che questo obiettivo ce lo poniamo.
Noi abbiamo fatto una scelta: quella di puntare sull'energia rinnovabile. Dobbiamo essere coerenti con questa scelta. Se abbiamo cassato alcuni centri di produzione di energia derivanti dall'utilizzo di fossili, come quelli riferiti alle centrali di San Severino, Corinaldo, se abbiamo disincentivato la centrale a turbogas di Falconara, se abbiamo disattivato le centrali di Camerata Picena e di Jesi, contemporaneamente dobbiamo trovare le modalità per produrre energia per la nostra regione che, non dimentichiamo, continua ad essere ancora oggi la regione più manifatturiera d'Italia.
Bisogna che questo problema del deficit regionale di energia e dell'aggiornamento del Pear, non solo sotto il profilo ambientale, ma anche sotto il profilo dell'energia, non a caso si chiama Piano energetico ambientale, noi ce lo poniamo e ce lo poniamo in maniera molto più decisa di quanto non sia stato fatto in questi ultimi mesi, in questo ultimo periodo di tempo.
Per conto suo la Giunta regionale ha già attivato l'Università Politecnica delle Marche. C'è un percorso di collaborazione che è partito già nel luglio 2012 e potrebbe essere oggetto di una valutazione anche al termine di questa legislatura, ma credo che si avvierà nella prossima, anche perché su di noi incombe il burden sharing e dobbiamo raggiungere alcuni obiettivi proprio sulla produzione di energia rinnovabile su cui siamo indietro. Uno dei temi su cui siamo indietro è proprio quello del capitolo dell'energia rinnovabile derivante da biomasse e biogas.
L'indagine della magistratura.
Qui siamo su un altro piano, su un piano completamente diverso che attiene a comportamenti individuali e, quindi, responsabilità personali.
Nel relativo procedimento, voi sapete, la Regione si è presentata come soggetto offeso.
Nel momento in cui agiscono illecitamente, infatti, i funzionari, o chiunque abbia posto in essere queste azioni illecite, si pongono al di fuori dell'ente e quindi al di fuori anche della possibilità di comprensione da parte dell'ente Regione.
Le misure cautelari.
Per esigenze cautelari, la Giunta regionale, con deliberazione n. 370/2013, considerata la particolare gravità dei reati ipotizzati, ha sospeso dall'incarico le persone coinvolte nell'indagine e, alla scadenza del medesimo incarico, non ha provveduto al rinnovo. Ha ricollocato in altre strutture e funzioni diverse da quelle originarie i dipendenti coinvolti.
L'operato della Magistratura è autonomo. Noi abbiamo la massima fiducia e non abbiamo alcuna intenzione di commentare l'operato della Magistratura e attendiamo le risultanze con grande rispetto ed in silenzio, evitando di utilizzarlo per interessi di parte o per condizionare comportamenti di alcuno, come mi pare, invece, sia accaduto all'interno della stessa Commissione Ambiente del Senato, dove valutazioni di carattere emotivo sono state prodotte proprio per convincere la Commissione a cassare l'emendamento che prima richiamavo.
Rispetto all'attività di prevenzione e repressione dell'illegalità, la Regione Marche, consapevole della rilevanza della questione, ha provveduto immediatamente a dare attuazione alla normativa statale in materia.
La Giunta regionale, in particolare, con deliberazione n. 43/2014, ha approvato il Piano di prevenzione per il triennio 2014-2016.
Con deliberazione n. 902/2014 ha definito come obiettivo prioritario, per tutti i dirigenti regionali, quello di espletare gli adempimenti in materia di prevenzione dell'illegalità.
Al di là di questi formali adempimenti e anche possibili deviazioni individuali, va riconosciuto che la struttura della nostra amministrazione regionale è profondamente ed oggettivamente sana. Fatta di persone che lavorano con competenza e determinazione, spesso anche senza risparmiarsi, al di là delle richieste e dei doveri che dovrebbero svolgere.
Credo che sia un punto di forza per la Regione Marche, sia un punto di forza per l'istituzione, ma anche per il rapporto che tra le istituzioni ed i cittadini ci deve essere.
I comportamenti di qualcuno, se provati e che in qualche modo sono stati lontani dalla legalità, non possono coinvolgere un apparato amministrativo, ripeto, che svolge il suo compito con grande disponibilità e con grande impegno.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Grazie Presidente, rispetto alla comunicazione, così come è stato oggetto di confronto anche nella Conferenza dei Presidenti, si pone il tema dell'apertura del dibattito.
Le strade sono due: c'è un brevissimo dibattito e si aggiorna ad una seduta successiva o si apre e si chiude la discussione su questa comunicazione.
Nella Conferenza dei Presidenti non si è raggiunta una sintesi perché c'erano alcuni a favore ed altri contrari alla proposta di rinvio ad una seduta successiva, quindi, ho bisogno di chiedere all'Aula che cosa fare, altrimenti passo al punto successivo.
Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. A favore della proposta di affrontare oggi il dibattito almeno per capire dove andiamo. Tutto qua. Vogliamo almeno capire, brevemente non pretendo di arrivare fino a stasera, ci mancherebbe, dove andiamo, cosa c'è dietro l'angolo? Pear, quante volte ne abbiamo parlato?
Credo che sia il momento di scambiarci qualche riflessione, mi pare che la ricognizione sia stata molto utile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Sono contrario per il necessario approfondimento della relazione che tra l'altro è anche convincente, però il dibattito non era all'ordine del giorno e, in buona sostanza, per me va bene anche il rinvio alla prossima seduta di Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Anch'io ho saputo in Conferenza dei Capigruppo che il Presidente avrebbe fatto le comunicazioni, quindi, mi associo a quello che ha detto il Consigliere Massi, magari poi ci ritorneremo, ma adesso il dibattito va fatto.
L'urgenza l'avevamo reclamata a fine luglio, ad agosto non ci siamo stati, qui il Governatore pone dei problemi di notevole rilevanza, quindi, riterrei che sia il caso di fare oggi il dibattito. Se poi vogliamo possiamo aggiornarlo anche ad una successiva seduta, ma intanto lo facciamo oggi.

PRESIDENTE. No, Consigliere Natali, se facciamo il dibattito oggi, oggi lo esauriamo, se invece, come prevede il Regolamento ...

Giulio NTALI. Allora esauriamolo oggi, la richiesta ...

PRESIDENTE. ... come dire, siamo già nella fase prevista dal Regolamento ...

Giulio NATALI. Presidente, mi associo alla richiesta del Capogruppo Massi.

PRESIDENTE. …confronto breve alla fine del quale si stabilisce una data per aprire la discussione, se non si fa in questa stessa sede, quindi, è l'Aula che decide. Se non c'è unanimità devo mettere al voto, se c'è unanimità o condivisione o sintesi, lo stabiliamo insieme, senza voto.
Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Penso che sia giusto iniziare adesso. Forse l'approfondimento diventa necessario rispetto ad un tema del genere, ma se si vuole avviare una prima fase di dibattito, per me va bene.
Non ci nascondiamo di certo rispetto a questi problemi.
La relazione del Presidente Spacca è talmente argomentata, talmente complessa e talmente opportuna che forse il dibattito non si esaurirà, però avremo tempo, caso mai, per tornarci.

PRESIDENTE. Oddio, credo che sarà difficile tornarci se esauriamo il dibattito. D'altra parte se non lo esauriamo convochiamo una seduta diversa. Dopo di che non c'è nulla di chiuso, per enunciazione non c'è nulla di chiuso, però è evidente che rispetto alle comunicazioni il dibattito, ripeto, si fa oggi e qui si esaurisce.
E’ chiaro che uno può fare un’interrogazione fra 3 mesi, 6 mesi, 15 giorni, 2 anni, per dire, però il dibattito sulle comunicazioni del Presidente se oggi lo facciamo si esaurisce, se lo aggiorniamo, come prevede il Regolamento, ad altra data, stabiliamo la data insieme e andiamo avanti.
Vorrei capire qual è la tesi prevalente, se no mettiamo ai voti.
Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Dal punto di vista dell'onestà intellettuale credo sia giusto non discutere oggi perché è chiaro che le argomentazioni che sono state presentate, qui mi rivolgo anche al Capogruppo del PD, sono importanti, è un tema che ... io sono per rinviare la discussione, perché secondo me le argomentazioni sono molto importanti, è un tema che spazia nelle problematiche della Regione, come adesso ha ricordato il Presidente, ed è giusto che ognuno di noi approfondisca questi argomenti, altrimenti oggi faremo un dibattito monco di una serie di valutazioni dal punto di vista tecnico, giuridico ed anche politico.
E' chiaro che alla fine ci sarà un dibattito molto partecipato, ma senza una sostanza e senza un percorso condiviso.
Per quello che mi riguarda sarebbe più giusto un rinvio ad una data certa che potrebbe essere martedì prossimo, magari con la presenza, anzi con la certezza della presenza del Presidente Spacca, in modo che sia un dibattito vero, costruttivo che possa dare delle risposte al di là delle posizioni che ognuno di noi può avere in questo consesso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Semplicemente per dire che non mi sembra che sia un dibattito che ci coglie di sorpresa. Lo abbiamo affrontato 5 o 6 volte nella produzione della legge di Via, lo abbiamo affrontato in Commissione, addirittura ho visto grandi comunicati stampa di tutte le forze politiche. Mi sembra strano che qualcuno faccia interventi sulla stampa rispetto ad una questione che ha anche implicazioni giudiziarie senza avere approfondito.
Mi sembra che qui tutti abbiamo approfondito, è una questione dalle molte sfaccettature, però penso che rispetto alla relazione del Presidente che ha incasellato, in qualche modo, la storia nella versione degli uffici regionali, sia opportuno che le forze politiche diano anche un'indicazione di come andare avanti, perché il problema è che non abbiamo di fatto risolto come andare avanti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Grazie Presidente. Approfitto per fare un appello al Presidente Spacca. Intanto lo ringrazio e mi complimento per la precisione della relazione, la materia un po' la conosco per trascorsi professionali e secondo me c'è un passaggio nella relazione, nei fatti, riassunto in una frase, che è molto indicativo, cioè la revoca del sequestro preventivo dei beni degli indagati.
E' giusto che le sentenze e l’attività della magistratura non si commentino. E’ una cosa che avrei voluto dire da tanto, ma è incarnata qui ed è stata rappresentata dalla rassegna stampa.
Non era per questo che ho chiesto la parola.
Dal quadro non sfuggirà al Presidente Spacca che le Marche hanno fatto la figura di Cenerentola in questa materia.
Presidente per fortificare la sua immagine e quella soprattutto della Regione le consiglio - no, perché i consigli si chiedono non si danno - le faccio l’appello di portare avanti, magari in maniera provocatoria, quel disegno di legge che ho predisposto e sul quale sono disposto a ritirare la firma per fare apporre la sua, che prevede la realizzazione di questi impianti, viva Dio, soltanto quando c'è il recupero energetico intriso nell'azione.
E' una cosa talmente semplice che forse è per questo che non si fa. Dico che con questa iniziativa la Regione Marche correrebbe ai vertici della materia. Saremo presi da esempio e staneremo lo Stato a parlare, a discutere e sopperire, a riempire i vuoti che lei ha ricordato, perché il Governo ha avuto delle fasi di inadempienza ed è su quei vuoti che è nato tutto questo equivoco.
Ecco ...

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Consigliere Natali quando prende la parola lei parla per un quarto d'ora ...

Luca ACACIA SCARPETTI. Dico che con quella manovra la Regione Marche ...

PRESIDENTE. ... senta, decido io ...

Luca ACACIA SCARPETTI. ... si porrebbe ai vertici qualitativi e morali dei tagli nel panorama delle centrali a biomasse e quant'altro ...

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. ... non l’ho mai interrotta quando parla mezz'ora per una richiesta di iscrizione all'ordine del giorno.
Il Consigliere Acacia Scarpetti è fra i più discreti qui dentro, non parla mai ...

Luca ACACIA SCARPETTI. Grazie Presidente Solazzi e grazie Presidente Spacca.

PRESIDENTE. Ecco, a posto, ci siamo riusciti.
Ha la parola il Consigliere Camela. Se contestate anche lui vado via, quanto meno per la correttezza del soggetto.

Valeriano CAMELA. Per vari motivi, anche per non sovvertire l'organizzazione dei lavori della giornata odierna che tratta e prevede anche delle problematiche di grande rilevanza per il nostro territorio, di cui il Presidente Spacca e molti Consiglieri sono a conoscenza, riterrei, anche per un approfondimento opportuno della complessa tematica sul biogas, di rimandare la discussione, eventualmente, al primo punto dell’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale.
Oggi manteniamo questo assetto per il quale siamo già pronti. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene. Visto che ci sono posizioni articolate, non ho altra strada che mettere in votazione la proposta di discussione immediata, se non dovesse avere la maggioranza, concordiamo per la prossima seduta.
Mettiamoci d'accordo sulle regole: metto in votazione la discussione immediata, se passa, si parte, se non dovesse passare è necessario concordare una data. Direi il prossimo consiglio, al primo punto. Va bene? Ok.
Pongo in votazione la proposta di apertura immediata del dibattito sulle comunicazioni della Giunta regionale.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Guardate, non credo che non avete capito il quesito, è che non state a sentire!
Si vota la proposta di discutere immediatamente, se questa non dovesse conseguire la maggioranza è prevista l’iscrizione al primo punto dell'ordine del giorno del prossimo Consiglio.
La discussione è chiusa.
Aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Discussione sulle comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Si apre la discussione sulle comunicazioni del Presidente.
Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Prendo per primo l'impegno di essere veloce e sintetico perché capisco che non si può aprire tutto il dibattito sul nuovo piano energetico ambientale, però credo che bisogna partire.
Ringrazio il Presidente perché la ricognizione di quello che è avvenuto è completa e, mi permetto di dire con un po' di orgoglio, si aggiunge anche alla completezza raggiunta dalla Commissione d'inchiesta che, se ricordate, esulando dalle competenze di accertamento di indagine penale, non era quello il suo compito, aveva fatto una ricognizione altrettanto completa anche di tutte le contraddizioni che si erano evidenziate dentro e fuori quest'Aula. Tengo a precisare contraddizioni che riguardano anche e soprattutto gli organi politici della Regione; almeno nella relazione era evidenziato questo.
Ricorderete che ci fu un contrasto, una divisione, rispetto alla relazione del Consigliere Perazzoli, che poi è diventata di maggioranza, che evidenziava delle responsabilità nella gestione amministrativa di questa complicata materia solo in capo ai tecnici.
Al collega, compagno, Consigliere Comi, che adesso non c'è - scusi, era nascosto vicino al Consigliere Latini - voglio solo dire una cosa, non voglio fare ingerenze nel dibattito di un partito, ci mancherebbe altro, ma colgo una parte che riguarda un po' tutti noi, quando il Consigliere Comi in questi giorni, ripeto, all'interno di un dibattito del suo partito, ha fatto una riflessione dicendo che la Regione ha avuto dei momenti bui, dei momenti difficili, cito testualmente, a causa della tecnocrazia.
Mi pare che questa sia una parola che ha citato spesso nel dibattito. Mi ha incuriosito, perché è stata un po' al centro della discussione che abbiamo avuto con il Consigliere Perazzoli e con i colleghi della Commissione d'inchiesta. La battuta sulla tecnocrazia non riguarda solo il biogas, credo riguardi anche altri settori della Regione Marche, è da approfondire perché, cari colleghi di qualunque colore, se in questa Regione il bene e il male l'hanno fatto solo i tecnici credo che il prossimo anno possiamo, potete, sospendere le elezioni! Se hanno comandato solo i tecnici, nel bene e nel male. Questo è un dibattito da approfondire, sapete che sul biogas ci sono anche altri aspetti che riguardano una tecnocrazia.
Ma lasciamo perdere questo, mi voglio occupare della parte politica e dire al Presidente che la ricognizione è stata utile e molto accurata. Da qui si deve ripartire per un dibattito immediato che riguardi il futuro energetico ambientale di questa regione.
Cosa chiedo Presidente? E’ chiaro che oggi il grido del Presidente è anche nei confronti del Governo, dei Governi. E' vero, il Governo Monti impugnò la legge della Regione Marche quando la legge per le altre Regioni era una fotocopia. Questo è vero, ce lo siamo sempre chiesti, Presidente, bisogna che accetta questa riflessione, ce lo siamo sempre chiesto, potevamo pensare che chiunque potesse fare un'azione contro la Regione Marche, ma non il Governo Monti, e non mi dilungo di più perché tutti siamo politici attenti all'argomento. Monti contro Spacca non me lo sarei mai aspettato, però questo è avvenuto.
Su questo argomento le altre Regioni vivono momenti un po' più sereni rispetto alla Regione Marche.
Due sole riflessioni e concludo.
La prima: Presidente colgo una contraddizione nell'impostazione complessiva del Pear, penso che qui in passato con altri colleghi abbiamo preso una posizione. Per esempio, sulla centrale turbogas di Falconara, il Governo regionale ha detto subito no. Noi non eravamo per il no, su altre eravamo per il si, c'erano altri dubbi soprattutto di aggravamento ambientale, ma una centrale turbogas anche di quelle dimensioni a Falconara l'abbiamo considerata sempre meno impattante rispetto alla raffineria che già c'è e credo che nel corso degli anni non crescerà di dimensioni, e penso che in futuro avrà una riduzione e forse un azzeramento dell'attività.
Questo è l'approdo verso cui va il mondo, non è che ce lo inventiamo noi.
Dire no a Falconara è stata una contraddizione. Altri tempi, Presidente, me lo ricordo, rigassificatore, 2011, 2010, altri tempi, sono passate tre ere geologiche rispetto a 5 anni fa. Credo che oggi ci sarebbe bisogno di riconsiderarla. Quante contraddizioni, quanti fotovoltaici di enormi dimensioni abbiamo permesso, permettetemi di dirlo, lo dico con un vecchio linguaggio della sinistra, forse a grandi e vecchi latifondisti e capitalisti, come dicevate voi, e poi abbiamo impedito il fotovoltaico anche di mezzo ettaro al piccolo coltivatore. Idem per il biogas e per le biomasse.
Lo dico ad amici e colleghi di tutti i colori, anche al Presidente Giancarli che su questo ha dimostrato una particolare sensibilità, è tutto bloccato, abbiamo bloccato anche la biomassa del piccolo coltivatore, allevatore, che ha la porcilaia con tre maiali.
Dobbiamo porci questo problema, al di là, lasciatemelo dire, del dibattito politico che si deve aprire, e su questo, lo dico anche ai colleghi del PD, il Presidente Spacca ha fatto un riferimento preciso ai vostri Parlamentari con i quali ho parlato e con i quali ci siamo confrontati. Chiedo ai Parlamentari del PD, qui non ci sono, per il tramite, diciamo, degli autorevoli colleghi che sono qua, al di là di questa vicenda che ha visto il Presidente su una posizione, i Parlamentari del PD su un'altra e il PD della regione Marche spaccarsi sulla posizione del biogas, perché così è stato, è inutile nascondersi, verso quale tipo di sviluppo si va?
Con l'approccio ideologico di prima non andiamo da nessuna parte.
Vi ripeto, uno: è bloccata ogni autorizzazione, ogni possibilità di energia rinnovabile, soprattutto in materia di biogas e biomasse, anche per i più piccoli impianti.
Due: un approccio diverso per quanto riguarda il nuovo Pear. Un approccio sicuramente diverso da prima. Poi, certo, le contraddizioni che ha evidenziato il Presidente …, mi permetto di dirlo, mi prendo una querela? Non so se sono difeso nelle funzioni. Capisco una e l'altra parte, sul Tar Marche, cari colleghi, mi viene voglia di scriverci un trattatino perché le contraddizioni del Tar Marche su queste vicende sono quelle che oggi il Presidente ha evidenziato, piena tutela da una parte, dall’altra dichiara: troppo limitato per lo sviluppo occorre ben altro. Non ho avuto mai grande simpatia per il Presidente Prodi, probabilmente nemmeno voi perché quei cento voti glieli avete fatti mancare, però quando ha detto che uno dei primi provvedimenti da adottare in Italia era la soppressione dei Tar, debbo dire che ha riscosso la mia simpatia.
Su questa vicenda da parte del Tar abbiamo avuto cambi di rotta, settimana per settimana, mi prendo la responsabilità di dirlo ed oggettivamente è difficile fare amministrazione con posizioni di questo tipo.
Concludo dicendo: apertura del dibattito, ma questa discussione, cari colleghi, anche quelli che hanno votato contro, parlo del Consigliere di Forza Italia Trenta, non preclude che ci si ritorni sopra, anzi è assolutamente urgente sia in Commissione che in Consiglio.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Debbo dire che l'intervento del Presidente Massi, fortemente permeato di cultura di Governo, agevola di fatto anche il mio. Fra l'altro il Presidente Massi era il Presidente della Commissione d'inchiesta, il Consigliere Perazzoli il Vicepresidente e in quella Commissione si è lavorato. Io ero un componente. Una Commissione abbastanza numerosa, ma devo dire che si è lavorato in modo serio, responsabile, si è praticata quella che il Presidente Spacca nel suo intervento auspicava, ovvero una via che ha rifiutato la demagogia, ha rifiutato la strumentalizzazione, ha cercato di approfondire in modo serio, dal punto di vista tecnico, giuridico, i percorsi che sono stati effettuati. La Commissione era consapevole che c'era anche un'inchiesta della magistratura, che stava su un altro binario, che doveva fare e sta facendo il suo corso.
Le considerazioni che qui il Consigliere Massi ha fatto rispetto anche al futuro, ci trovano, per quello che riguarda noi, il gruppo del Partito Democratico, attenti, sensibili e, ad alcune accentuazioni di carattere politico, che il Consigliere Massi ha fatto, voglio rispondere subito, cioè Monti contro Spacca.
Se ripercorriamo in modo approfondito anche tutti i percorsi che, com'è scritto nella relazione, il Presidente ci ha letto, questa Regione è venuta a conoscenza del procedimento di infrazione dopo aver fatto la legge. Però se ripercorriamo tutti quei momenti vediamo che alcun accentuazioni del Governo corrispondono anche ad alcune prese di posizione dell'Europa, quindi non credo che ci sia, anzi non penso, un fatto politico, penso semmai che ci sia una carenza da parte del Governo del Paese nell'aver portato per le lunghe le richieste dell'Europa rispetto al 152 del 2006.
Anche rispetto a Falconara Marittima, credo che questa maggioranza ha dimostrato di essere tale e di assumersi le responsabilità quando ha votato si al rigassificatore, proprio perché vuole guardare al futuro. Tra l'altro le difficoltà socio-economiche di questa Regione sono evidenti; sono dentro un quadro congiunturale italiano, europeo, sfavorevole, quindi, facciamo in modo che le azioni di governo possano incidere a ricostruire quelle azioni di crescita.
Tra l'altro in riferimento al polo energetico di cui parliamo, se paragonato alla fascia mare, se calato nella fascia mare nel suo insieme, ne parlavo poche sere fa con l'Assessore al lavoro Luchetti, quel voto dell'Assemblea legislativa delle Marche ha dato la possibilità di chiudere una vertenza sulla fascia mare che comporta l'occupazione di sette-ottocento persone, oltre a dare forza al porto di Ancona, perché senza la raffineria Api di Falconara Marittima, mi chiedo quale sarebbe il ruolo economico del porto di Ancona, porto che dobbiamo rilanciare, che dobbiamo integrare con la città, ma adesso non entro su questo.
Voglio dire le azioni di governo, per quanto ci riguarda, sono state fatte, ma vengo alle rinnovabili.
Le rinnovabili, lo abbiamo detto più volte, rappresentano una grande opportunità per il presente e per il futuro. Opportunità che non abbiamo mai perso di vista e sappiamo che produrre energia in modo ambientalmente sostenibile, le fonti rinnovabili sono alla base di questo principio, rappresenta anche un’opportunità in ambito industriale, produttivo, tecnologico, occupazionale e insieme alla tutela dell'ambiente va evitato qualsiasi rischio per la salute.
Questo lo abbiamo detto chiaramente anche in Commissione d'inchiesta. L'ha detto la relazione presentata dal Consigliere Perazzoli e da noi Consiglieri di maggioranza, diventata poi relazione di maggioranza.
Se è vero che le rinnovabili hanno anche questa grande valenza dal punto di vista ambientale, dobbiamo rimarcare un fatto, può darsi che mi sia sfuggito, ma non l'ho sentito nell'intervento del Consigliere Massi e non so se era contenuto nella relazione, che ha drogato tutto il percorso delle rinnovabili, ovvero gli incentivi, soprattutto quella mole eccessiva di incentivi, perché, questo si, ha drogato in parte i percorsi. Un conto è l'aiuto, la facilitazione, un conto è il sostenere, un conto …, tant'è che lo stesso conto energia nel corso degli anni è stato modificato proprio perché lo stesso Governo del Paese si è reso conto che quegli incentivi elevati di fatto drogavano un percorso aperto, trasparente e soprattutto un'economia di mercato come la nostra. Gli incentivi pubblici andavano sicuramente modificati.
Voglio ribadire, questo non lo dimentico mai ogni volta che parlo di questi argomenti, che i campi, quindi è un riferimento alle colture dedicate, vanno coltivati per produrre cibo e per quanto riguarda l'agricoltura essa ha una grande valenza ed abbiamo affrontato questo aspetto dell'agricoltura anche in occasione della programmazione europea, destinando anche circa 600 milioni di euro nel piano di sviluppo rurale.
Un altro principio va ribadito: ogni impianto, ogni centrale va monitorata, va controllata dagli organi tecnici, da quelli scientifici. Penso alle Asur, penso all'Arpam.
Detto questo e fermo restando quanto abbiamo scritto in Commissione d'inchiesta che di fatto ha chiuso tutto il percorso, mi sento di fare un'altra considerazione, lo dico in modo molto franco, a volte ci sono stati anche punti di vista diversi, anche nella maggioranza, anche tra organi della stessa Regione, anche fra Giunta e Consiglio, ma guardate che questi punti di vista diversi, per quanto mi riguarda, non avrebbero portato sicuramente alla realizzazione di meno impianti, forse avrebbero portato alla realizzazione di più impianti perché quello che ci ha sempre animato, come Partito Democratico, era la necessità di dare certezze. Dare certezze ai Sindaci, dare certezze ai territori, dare certezze alle comunità, dare certezze anche ai comitati, ma dare anche certezze alle imprese, perché sono un soggetto importante tanto più per chi come noi riconosce il valore sociale delle imprese.
Anche su queste questioni credo e chiedo che non ci debbano essere strumentalizzazione e speculazioni, perché il nostro percorso è stato chiaro, poi, ripeto, punti di vista diversi, ma in un percorso chiaro.
C'è tutta la partita del penale che per quanto mi riguarda non intendo affrontare, perché da sempre riconosco e riconosciamo il ruolo della magistratura, ci sono queste prese di posizione.
C'è oggi il problema più generale: come uscire rispetto alla valutazione d'impatto ambientale. Presidente come ha detto è stato cancellato il comma nell'articolo 15, però c'è un punto che consente di affrontare il futuro e che, a mio avviso, mette tutte le Regioni sullo stesso piano, perché di fatto viene estesa a tutto il territorio nazionale quella situazione che da noi ha creato la sentenza della Corte costituzionale.
Cosa succederà? Per gli interventi elencati all'allegato 4 della parte II^ del decreto legislativo 152 del 2006 era già prevista e continua ad essere prevista la procedura di verifica di assoggettabilità di competenza delle Regioni o nel nostro caso delle Province, perché nelle Marche questa funzione è delegata.
Per gli interventi elencati all'allegato 4, della parte II^ del decreto legislativo 152/2006 con soglie dimensionali inferiori a quelle previste nello stesso allegato, occorre effettuare la procedura di verifica di assoggettabilità, caso per caso, e qui c'è un capoverso nell'articolo 15 della recente legge n. 116 del 2014.
In sostanza il caso Marche è esteso a tutto il territorio nazionale.
Questa procedura per i progetti di cui all’allegato 4, con soglie dimensionali inferiori a quelle stabilite dall'allegato stesso, continuerà ad operare sino all'emanazione di quel decreto a cui faceva riferimento il Presidente, decreto che è già stato sottoposto all'attenzione della Conferenza delle Regioni e dovrà essere emanato dal Ministero dell'Ambiente.
Il futuro per quello che riguarda la valutazione di impatto ambientale è stato chiarito dalla legge 116 del 2014. Rimane l'aspetto a cui ha fatto riferimento il Presidente: alcune autorizzazioni rispetto ad impianti che non sono stati sottoposti a Via, su cui, diceva il Presidente, si può intervenire con la procedura da lui stesso elencata, ovvero con l'attenzione che viene oggi posta da chi è delegato al Via e su cui si sta lavorando.
Il Consigliere Acacia Scarpetti ha posto un problema rispetto alla protezione dell'ambiente mediante l'utilizzo dell'energia termica. Per quanto mi riguarda credo che nelle Commissioni non debbano rimanere ferme proposte, questo punto è il 38 all'ordine del giorno e sta all'Assemblea legislativa delle Marche decidere se affrontarlo o meno.
Chiudo davvero, forse l'ho fatta lunga, sulla revisione del Piano energetico ambientale regionale riteniamo che si debba fare in fretta, sappiamo che l'Università Politecnica delle Marche, come ha dimostrato in passato, ha una grande competenza scientifica, quindi, quel piano va sicuramente adeguato, va contestualizzato e vanno privilegiati i principi fondanti a cui, anche in questo intervento, ho cercato di fare riferimento, ovvero il grande valore delle rinnovabili dal punto di vista ambientale, dal punto di vista economico, dal punto di vista occupazionale.
Credo che quello sarà un ulteriore momento di confronto. Un momento importante per dimostrare quale cultura di Governo anima tutti noi.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie Presidente. Non intervengo nel merito del documento che il Presidente della Giunta ci ha letto perché è molto articolato e ripercorre la storia recente di questa vicenda. Al contrario intendo fare qualche considerazione.
La prima è, il Presidente della Giunta regionale oggi l'ha messa in positivo, ne ho piacere perché da anni sollecitiamo questo aspetto, la necessità di una revisione seria del Pear.
Vede Presidente, ritengo che questa che sarebbe ed è, a nostro modo di vedere, una buona intenzione, si scontra con quella che è una contraddizione politica che aleggia nella nostra Regione e non solo, nel nostro Paese.
Doveva accadere. Ci doveva essere un punto, una vicenda, un fatto, che la facesse emergere dal covare della brace, da sotto il tappeto, ed è stata la vicenda del biogas. A cosa mi riferisco? Alla contraddizione di un Partito Democratico che è guidato a livello nazionale da un Segretario/Presidente del Consiglio che sembra provenire più dalle nostre fila ed una base, una dirigenza che invece è molto più indietro rispetto a quelle posizioni.
Guardate che quello che è avvenuto al Senato nella Commissione presieduta dal Senatore Marinello, agitato, come lei ha ben ricordato, omettendo le parti più salienti e anche più politicamente rilevanti, da alcuni Senatori del PD marchigiano, è esemplificativo di quello che è successo. Da una parte si chiede lo sviluppo, da una parte si chiede l'occupazione, da una parte si fanno i discorsi, da una parte si chiede maggior tecnologia, e tutto questo come è alimentabile?
La Regione, i Comuni, le Province hanno speso milioni di euro, la sinistra ha riempito le città di cartelloni sulla green economy e alla prima occasione di applicazione della green economy salta la contraddizione e una volta che è saltata la contraddizione si vuol porre rimedio a chi comunque ha investito esponendo l'ente Regioni a oltre 48 milioni di euro, quelli che sono. Cifre molto rilevanti che assumono una rilevanza ancor maggiore nel contesto economico che stiamo attraversando. C'è la maniera per dare un minimo di certezza del diritto e porre l'ente al riparo e cosa si fa? Si continua a fare demagogia, perché magari si ascoltano molto più i quattro comitatini d'interesse che ogni volta salgono e crescono e si sviluppano a dimostrazione che non c'è una spina dorsale in un partito, ma si è condizionati da chi urla di più. E’ estremamente pericoloso per la politica ascoltare chi urla di più. Lo si fa per l'antipolitica, dimenticando che è un mostro che più gli si dà da mangiare più cresce, lo si fa anche in questa vicenda che è molto simile a quella.
Emerge la contraddizione di un Partito Democratico che vorrebbe essere partito di Governo, ma in realtà è un partito solo di lotta.
Questo è il limite di fondo.
Nell'energia si gioca la competitività di un Paese e sull'energia il Partito Democratico dimostra di essere ancora indietro, di dover fare un’evoluzione, di avere un approccio ideologico e non pragmatico, di avere un freno tirato che non solo gli fa accendere gli stop dei fanalini di coda, ma lo rende privo di quella spinta propulsiva che i tempi moderni abbisognano.
Non siete ancora pronti per questa sfida e vedrete che nei prossimi mesi questo fatto emergerà ancora di più.
I prossimi mesi saranno quelli in cui dalle promesse si dovrà passare ai fatti e nei fatti, nella traduzione in fatti, ci sarà la difficoltà.
Guardate c'era una straordinaria occasione per chiudere questa vicenda, la si è persa.
Andate a parlare con i vostri Parlamentari, tra l'altro, come del resto tutti i Parlamentari eletti, non si capisce come, nominati, vorrebbero avere in tasca la verità rilevata e probabilmente il fatto di aver avuto una corsia preferenziale, dal nulla al palazzo, non li ha resi umili per ascoltare e ragionare intorno a delle soluzioni. Chi governa, Presidente, lei che sta governando in un periodo molto difficile, sa perfettamente quanto è difficile trovare le mediazioni, ma bisogna ricercarle. Quanto è difficile trovare le soluzioni, ma è possibile e doveroso ricercarle in un momento in cui le emergenze salgono da ogni lato del territorio .
E' troppo facile, fare come è stato fatto al Senato, prendere la scopa e buttar via tutto. Il bambino con l'acqua sporca, quello è un comportamento irresponsabile e il PD delle Marche, da questo punto di vista, si è comportato in maniera irresponsabile, ha creato un disastro che rischia di ricadere sulla testa dei cittadini marchigiani. Perché? Perché pagherebbero 48 milioni di euro ed oltre di ricorsi che prima o poi andranno a buon fine. Non voglio fare l'uccello del malaugurio, ma chi è stato autorizzato in forza di un regolamento, di una legge, e via dicendo, chiaramente fa l'investimento e se si trova dalla mattina alla sera chiuso l'impianto, non può che vedere la strada del ricorso e del risarcimento come l'unica per poter ristorare i danni subìti. Del resto questo è abbastanza evidente.
Chiudo il mio intervento facendo l’appello a questa Aula di ritrovare un po' la dimensione delle cose, di essere legislatori che ascoltano il territorio e che poi si formano una coscienza che non sia condizionata da chi urla di più. Non è possibile essere condizionati da chi urla di più. E’ la sconfitta della politica. E’ la sconfitta dell'essere classe dirigente. Una classe dirigente deve avere un'idea seria, confrontarsi, trovare un punto di caduta e tenere la barra dritta, soprattutto in un momento complesso dal punto di vista economico come quello che stiamo attraversando, ma io vedo una mollicità, una ricerca spasmodica della demagogia e questa è la via migliore per continuare o per iniziare ad affondare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Grazie Presidente. Credo anch'io che la relazione del Presidente Spacca sia stata molto utile, molto puntuale e ci consente oggi di avere un quadro chiaro ed aggiornato sul tema degli impianti a biogas e biomasse, ma al di là di quello che ha detto benissimo il mio collega, il Presidente della IV Commissione, voglio aggiungere tre o quattro questioni.
Una pregiudiziale: non capisco per quale motivo si continui ad individuare il PD come responsabile di tutti ..., noi siamo al Governo ed abbiamo realizzato un programma. A questo punto mi tocca fare l'avvocato del diavolo, questa verifica, riforma, modifica del Pear mi costringe ad andare un po' più a fondo per verificare i dati precisi dello stato di produzione di energia elettrica e termica del Pear delle Marche per cui credo che sia anche opportuno riequilibrare i vari settori, tra eolica, eccetera. Però mi fa ridere perchè il PD, insieme alla sua maggioranza, anche rispetto al Piano energetico, ha ottenuto, sostenendo il Governo delle Marche, buoni risultati.
Leggendo i dati di queste ore, se non ho visto male, mi sembra che il Piano energetico ambientale regionale in termini di produzione di energia elettrica sia tranquillamente alla soglia del 20%, come prevede la Comunità europea. C'è un tema che va rivisto, Presidente, perché noi oggi possiamo dire che dall'idroelettrico abbiamo 351 gigawatt, dalle biomasse 110, dall'eolico 0,60, arriviamo al 20%, ma è evidente che sul tema dell'energia eolica siamo abbastanza carenti, abbiamo qualche difficoltà a far partire i parchi eolici. Qui c'è un problema e lo dobbiamo registrare.
E' chiaro che non possiamo dire la stessa cosa rispetto al termico. Il termico è il risultato di un sistema di reti che rispetto al biogas ed alle biomasse può garantire l'acqua sanitaria e così via. Lì siamo abbastanza lontani dalle indicazioni del burden sharing, siamo al 10% e dovremmo arrivare al 20. Dobbiamo migliorare.
Tutto sommato questo Piano energetico ambientale regionale ha dato le risposte in termini di produzione di energia rinnovabile specialmente quella elettrica. Sento sempre richiamare la necessità di modificare il Pear, riformare il Pear, qualche volta accusando il Governo, il PD, di aver avuto tentennamenti ed ambiguità. Non mi pare che sia così. Nei fatti, ripeto, lo 0,60, per fare un esempio banale, di produzione di gigawatt di eolico è un po' poco, è abbastanza poco, penso che debba essere riequilibrato, ma siamo arrivati a soglie molto alte con il fotovoltaico. Ovviamente abbiamo frenato quella tendenza con leggi che hanno impedito il proliferare di impianti fotovoltaici nel nostro territorio marchigiano, ma allo stesso tempo ci troviamo in difficoltà, per esempio, sul tema dell'eolico, ma nell'insieme l'elettrico dà un risultato ottimale, il termico ancora no.
Sull'altra questione, Presidente mi permetta di dire ..., insomma questa critica che in parte anch'io accolgo di questo rapporto non ottimale con i nostri Parlamentari. Lì c'è stata una sorta di difficoltà perché nel momento in cui si è tentato, attraverso un'ipotesi di modifica e di sanatoria, la chiamo così per non sbagliare le parole, dentro il decreto legge dell'agricoltura, di correggere la vicenda rispetto alle autorizzazioni di impianti già concessi, c'è stato un emendamento che, in qualche modo, ha bloccato quel percorso. Però devo dire che, se non ho i dati sbagliati, quell'emendamento è stato votato in Parlamento da una larga maggioranza, non solo dal PD, ma anche da altri Parlamentari di altre forze politiche.
Poi successivamente c'è stato un incontro con i Parlamentari, forse era più opportuno farlo prima, ci poteva essere più dialogo, e su questo credo che i Parlamentari del PD non abbiano tenuto il giusto atteggiamento, potevano essere più pronti anche perché sollecitati più volte da me e da altri a dare una mano su questo versante piuttosto che buttare benzina sul fuoco.
Al punto in cui siamo, rivendicare responsabilità di qualcuno o di qualcun altro, mi pare sia abbastanza inutile.
L'ultima questione è ovviamente molto attesa, se non ho visto male, ho dato un'occhiata veloce alle linee guida del Ministero sulle soglie massime degli impianti a biomassa per cui occorre fare la Via, e mi pare che nelle linee guida la soglia sia di 25 megawatt almeno per il termico e 12 per l'elettrico, per cui non le Marche, ma tutte le Regioni avranno a che fare con le linee guida, se passeranno in Parlamento, e con soglie talmente alte oltre le quali fare la Via. Mi pare che quasi tutti gli impianti che sono sparsi per l'Italia potranno fare a meno della procedura di Via. E' evidente che a quel punto giocherà un ruolo fondamentale e determinante la legislazione regionale che dovrà tener conto, sovrapponendo una serie di strumenti di pianificazione urbanistica, delle aree nelle quali gli impianti non potranno comunque essere realizzati.
Ci troveremo di fronte ad ulteriori novità che verranno dal Governo, se qualcuno non modificherà le soglie massime per gli impianti a combustione. Parliamo di impianti di combustione con una soglia di 25 megawatt termici e 12 elettrici, il che vuol dire che noi siamo ampiamente sotto quelle soglie e probabilmente non sarà prevista la procedura complessa come quella che abbiamo, in qualche modo, fatto.
Ci sono situazioni allo stato di fatto che conoscete, sono contenute nella relazione del Presidente Spacca, ma abbiamo anche l'imminenza di interventi di carattere normativo nazionale che possono ulteriormente cambiare il quadro delle possibilità di realizzare impianti di simili dimensioni nelle regioni di questo Paese.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Come già accaduto in altre occasioni il Presidente Spacca è intervenuto relativamente alla materia del biogas, ma non chiamerei la materia esclusivamente del biogas perché il problema è nato dall'approvazione della legge di valutazione di impatto ambientale e quella del biogas è stata una conseguenza.
Tutto è nato dalla volontà di approvare, da parte di questo Consiglio regionale e prima dalla Giunta regionale, una legge sulla valutazione di impatto ambientale sbagliata.
Contesto fortemente quello che è il principale filo conduttore della relazione consegnata oggi dal Presidente Spacca, perché questa relazione si basa sul fatto che la competenza sia esclusivamente statale e che la Regione non potesse far altro che adeguarsi ad una norma statale.
In realtà in tema di valutazione di impatto ambientale, in materia di Via, la legislazione è concorrente, questo vuol dire che la Regione, quando approvò la legge, la famosa legge 3 del 2012, aveva il dovere, tra l'altro richiamato da diversi Consiglieri regionali in occasione di quella discussione, di adeguarsi alla normativa europea.
A me fa specie che il Presidente Spacca, o chi ha redatto questa relazione, in più punti tenga a sottolineare che non sapeva di doversi adeguare, non sapeva che l'Europa aveva posto la procedura di infrazione sul decreto legislativo del 2006.
Sapevamo benissimo che nell'approvare una legge per la valutazione di impatto ambientale, dovevamo adeguarci alla normativa europea. Questo è stato il primo problema. La Regione su parere dell'Avvocatura regionale probabilmente ha preferito, uso questo termine, non considerare la normativa europea che era molto chiara e ci chiedeva precise cose che ha poi continuato a chiederci e, in conseguenza della norma europea, ce l'hanno chieste il Governo e il Tar nelle varie sentenze, nonché la Corte costituzionale.
La normativa europea era chiara ma, ripeto, quando approvammo la legge 3 la maggioranza preferì, sottolineo nuovamente, in osservanza di un parere dell'Avvocatura regionale, non considerarla e seguire un decreto legislativo di cui non sono così sicura non si sapesse che era stato impugnato, posto nella procedura di infrazione da parte dell'Europa. Non sono sicura che non si sapesse già nel 2012. Sicuramente lo sapevamo nel corso delle tante occasioni in cui abbiamo riparlato della legge 3, modificato la legge 3. Sapevamo benissimo, forse non all'inizio, ma non ne sono sicura, ma nelle occasioni successive sapevamo benissimo, che il 152 del 2006 era sotto procedura di infrazione e nonostante questo, ostinatamente, questa maggioranza, questa Giunta, ha preferito perseguire la via testarda di continuare a dire: "In realtà il 152 del 2006 è in linea con noi", quando poteva fare ben altra cosa, che era quella che avevamo suggerito, e che badate bene, consentiva di tutelare sostanzialmente tutti. Tutelare anche quegli imprenditori che volevano realizzare le centrali a biogas andando ad aumentare la produzione di energia elettrica che ci viene sempre detto essere insufficiente. Potevamo farlo. Potevamo evitare qualsiasi tipo di speculazione. Potevamo operare nel rispetto pieno della legittimità. Facendo cosa? Non l'abbiamo fatto nel momento di prima approvazione della legge 3? Lo potevamo fare dopo. Potevamo sospendere un attimo tutto, soprattutto quando il Governo ha impugnato la nostra legge. Potevamo correggerla adeguandola subito a quella che era la norma europea. L'allegato III chiedevano, no? Era chiarissimo, invece dopo non si è voluto nemmeno fare questo, neanche nelle occasioni successive, non si è voluto mai adeguare la nostra legge alla normativa europea.
Che adesso mi si venga a dire: "Ah, perché a noi l'hanno impugnata ed agli altri no", io non guardo la casualità delle cose. Dico che c'era la via maestra da subito che avrebbe consentito la valutazione di impatto ambientale nel rispetto della legge, che non avrebbe creato tutto questo putiferio che poi si è creato.
Penso che sia una delle pagine più scure della Regione Marche, nel rapporto con i cittadini, con gli operatori, con gli imprenditori, però probabilmente era la via più veloce, perché, ricordiamo, che la norma europea prevedeva delle cose precise, probabilmente si è voluto tentare la via più pericolosa dal punto di vista della legalità, ma più veloce, si è optato per un'altra strada e oggi se ne pagano le conseguenze.
Io queste lacrime di coccodrillo ..., "solo noi, perché solo noi, poverini, solo noi, ci hanno penalizzato, siamo il Calimero", ma che Calimero, c'era un quadro chiarissimo fin dall'inizio. Avete scelto di seguire una strada, oggi queste sono le conseguenze, ma la strada era chiara fin dall'inizio, fin dall'approvazione della legge 3. Oggi non mi si venga a dire tutte queste cose, non mi interessano i dibattiti sulla Via postuma, sinceramente mi infastidiscono tanto, anche questo tentativo forzato di voler far assolutamente passare una cosa che ci salvi in qualche maniera, che sani gli abusi e tutte quelle situazioni di illegittimità che si sono create.
La Via postuma non è applicabile. E' inutile che ci appelliamo ai singoli, ai componenti delle Commissioni,perché facciano passare un provvedimento, io torno sulla via maestra, non vado a cercare i vari appigli, quindi, la contesto in toto, così come ho fatto in altre occasioni. Si è voluto fin dall'inizio non adeguarsi alla normativa europea, nonostante la materia della valutazione ambientale rientri tra gli ambiti in cui la Regione è il legislatore concorrente insieme allo Stato, quindi, non si è voluto seguire quello che l'Europa ci diceva nonostante avessimo il dovere di farlo.
Questa è la verità, poi altre Regioni hanno fatto come le Marche e non sono state sanzionate? Che ragionamento è? Che ragionamento è?
Relativamente alla magistratura non entro nel merito e non commento visto che c'è un'indagine che si deve ancora concludere, però permettetemi di dire che le persone coinvolte, i dipendenti regionali coinvolti, erano gli stessi che venivano segnalati da molti amministratori locali perché non disponibili all'ascolto, non disponibili a prendere in esame le istanze del territorio. Da quel punto di vista avevate il dovere di controllarli. Non entro nel merito di quello che poi è oggetto dell'indagine della Magistratura, ma non avete controllato su come questi funzionari operavano nell'ambito delle Conferenze di servizio, nemmeno dopo le tante denunce dei rappresentanti, dei Sindaci dei territori, nemmeno in quelle occasioni avete avuto la sensibilità, diciamo così, di andare a verificare, di andare ad appurare. Questa è stata l'impressione. Siccome si doveva assolutamente approvare tutto ad ogni costo, nemmeno quel controllo lì, quindi, ripeto, non è per entrare nel merito, non c'entra niente l'indagine della Magistratura, dico solo che in quei settori, laddove operavano quei funzionari, un controllo politico ed un controllo sul come venivano fatte le Conferenze dei servizi era doveroso anche per evitare quel pessimo rapporto che si è poi instaurato giustamente tra cittadini e rappresentanza politica.
Chiudo qui relativamente a questa relazione, ma ricordo che essendo state incorporate le interrogazioni e le interpellanze gradirei avere anche la risposta dell'Assessore all'interpellanza. L'Assessore non la vedo in Aula, mi auguro che rientri per rispondere alle interpellanze.

PRESIDENTE. Vi chiedo di essere contenuti nei tempi dell'intervento.
Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Presidente, cercherò di essere molto più breve degli altri interventi anche perché credo che alcune cose importanti, circa l'analisi della situazione oltre alla relazione del Presidente Spacca, siano state ampiamente dette, anche in relazione alle rispettive o diverse posizioni che si sono succedute nel corso del tempo in cui si è affrontato il tema generale della biomassa.
La mia posizione cerca di essere chiara ed è quella di essere a favore totalmente, e lo dico incondizionatamente, delle energie rinnovabili, in particolar modo delle biomasse, e sentire spesso che all'interno di questa situazione ci si nasconde delle procedure determinate da possibili e probabili o ritenuti tali comportamenti illegittimi e anche delle strumentalizzazioni che pongono come obiettivo la tutela dell'ambiente, ma che in realtà va poi a sedare degli animi estremisti che vogliono che la conservazione prevalga, mi porta ad esprimere una posizione di netto contrasto come ho assunto negli emendamenti, nelle proposte di legge e nelle votazioni ad esse relative.
La sostanza è che, per quanto riguarda la biomassa, sul concetto di fondo, tutte le Regioni, comprese le Marche, finora hanno toppato. Si sono incamminate in una situazione diversa rispetto alla finalità, è stata interpretata come un sistema industriale, quando in realtà è strettamente legata al settore primario.
Questo errore di fondo si è ripercosso anche sulle modalità di applicazione e attuazione degli strumenti, cioè sugli impianti, per raggiungere gli obiettivi che sono quelli di creare energia attraverso il rinnovo delle materie già esistenti.
Se noi avessimo fatto, noi inteso come Italia nel suo complesso, come Regioni in via subordinata o comunque per delega di autonomia di potere sulla materia e anche come applicazione procedurale di controllo, una grande attenzione su chi costruiva gli impianti, legandola strettamente, in maniera inscindibile, all'imprenditore agricolo, con la capacità dell'imprenditoria agricola, non avremo avuto questi risultati, cioè da un lato i comitati che costringono il soggetto amministrativo a prendere una posizione di difesa e di negazione di quelli che sono gli strumenti attuativi legislativi abbastanza semplici e dall'altro lato non ci sarebbe stata quella sorta di speculazione che purtroppo noi viviamo e che abbiamo visto essere la costante di questo aspetto.
Come risolvere un dato fondamentale che ha come aspetti positivi due obiettivi che si possono raggiungere? Uno: il famoso profilo del fabbisogno energetico da parte della Regione Marche e, quindi, la capacità di rispettare non soltanto il burden sharing, ma anche e soprattutto di costruire un proprio fabbisogno, una propria autonomia, in parte fondamentale e in parte valida per quanto riguarda una modificazione del sistema economico industriale o comunque del sistema economico.
Dall'altra l'opportunità, in qualche modo, di valorizzare chi vive nell'ambito del settore primario, soprattutto gli agricoltori e gli imprenditori agricoli.
Un dato che non viene mai rilevato è che gli impianti di biomassa danno ai coltivatori, nonostante tutte le battaglie che alcune associazioni di categoria hanno messo in piedi in una prima fase, una costanza di rendimento maggiore degli altri frutti dell'agricoltura legati a periodi stagionali e a valutazioni di mercato annuale.
Queste due considerazioni, il raggiungimento del limite del fabbisogno e la capacità di sostenere, non in maniera agevolatoria o con contributi, ma in maniera diretta attraverso l'utilizzo del territorio e, quindi della coltivazione dello stesso, una parte fondamentale di quello che dobbiamo tutelare, cioè del mondo agricolo, credo che dovrebbe rappresentare, per lo meno per me rappresenta, la stella polare successiva per quanto riguarda gli atti amministrativi e le scelte che la Regione Marche deve fare.
Per questo il discorso della posizione assunta, individuata, dal Governo della Regione Marche, attraverso il Presidente Spacca, è non solo, a mio avviso, condivisibile, al di là dell'aspetto personale degli indagati, a partire dai dirigenti e dai funzionari regionali, come operatività obiettiva e come finalizzazione della Regione.
Credo che la scelta di riprendere in mano il percorso, eliminando le strutture di ordine legislativo e comunque le interpretazioni negative ed applicando una procedura ancor più restrittiva per quanto riguarda l'aspetto cautelare della legittimità, sia la strada che dobbiamo intraprendere, che è stata intrapresa, per cui si chiede un parere o comunque un'adesione, che va fatta con grande convinzione, soprattutto e in particolare nei confronti dei tanti Comitati, molti dei quali giustamente ragionano su situazioni che riguardano procedure non definite, attraverso la Via, ma molti dei quali, indipendentemente se la Via fosse stata effettivamente legittima, rilasciata al momento opportuno, non avrebbero lesinato un comportamento analogo, cioè un'opposizione preconcetta su queste situazioni che danneggia, in un momento così fondamentale per la nostra economia e comunque per il nostro Paese, una delle possibili strade per risollevarlo dallo stato di crisi cronica in cui vive.
E' per questo che, al di là di alcuni aspetti particolari che citerò nel momento in cui ci saranno atti legislativi, amministrativi, riportati presso questo Consiglio regionale, l'indirizzo, alla luce non soltanto dell'analisi, ma dello stato dell'arte, per quanto riguarda la norma legislativa sia quello della continuazione attraverso anche un dato fondamentale che è quello che una parte di migliorie e una parte dell'indennizzo necessario per chi subisce la localizzazione di un impianto debba ricadere in ambiti territoriali collettivi. In modo da far capire al territorio l'importanza di assumersi il peso dell'impianto ed i benefici che avrà come ricaduta particolare e in generale per quanto riguarda il soddisfacimento del fabbisogno energetico delle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Per chi assiste a questa discussione, vorrei spiegare che stiamo parlando, vedo persone che sono venute per sentire altre cose, di una cosa di un’importanza fondamentale, Consigliere Bucciarelli, per chi la politica la osserva guardando i fatti. Il Presidente Solazzi è uscito ed è stato sostituito, l'Assessore competente, fra 7 virgolette sul competente, è uscito appena il Presidente Spacca ha finito di parlare, il Presidente Spacca si aggira qui fuori.
Nessuno assiste e sta a sentire quello che dice l'altro, ... chi l'ha detto? Consigliere Perazzoli, lei è un fesso come me che è stato qui dentro seduto. Lei è il Duca che c’entra, in 7 o 8 abbiamo cercato di capire le rispettive posizioni. La dimostrazione è questa, guardate come sono interessati, potremmo parlare del fotovoltaico, Consigliere Bucciarelli, perché parlando di energia, nel mio territorio ho visto come si fa il fotovoltaico, come si buttano i milioni di euro. C'è una Commissione d'inchiesta che parlerà di quel fotovoltaico, dove si sono dati 600.000 euro di caparra su un preventivo di 650.000 e alla fine della giostra i 600.000 euro si risolvevano nelle pensiline. C'è la teoria e lo specifico - Assessore Marcolini, buongiorno - se la situazione è questa, è semplice ed avviene perché ci sono i diversi momenti della politica, c'è un momento in cui uno pesa di più e un momento in cui pesa di meno.
Quando, come ha ricordato la Consigliera Foschi venivano in discussione certe problematiche il Governatore pesava di più. Ne vogliamo parlare? Lo vogliamo dire o ce lo vogliamo nascondere?
Oggi c'è un'altra situazione per cui il Governatore è costretto improvvisamente … Alla Conferenza dei Capigruppo sappiamo che il Governatore farà la relazione, forse ce lo potevate annunciare anche tre giorni fa, Presidente Ortenzi, l'Ufficio di Presidenza ci poteva annunciare, tre giorni fa, che il Governatore avrebbe relazionato su questo. Invece no, e noi abbiamo dovuto prendere la palla al balzo perché altrimenti di questo, forse, ne avremmo parlato martedì. Non sappiamo il giorno, non sappiamo la settimana, non sappiamo il mese, a Natale forse, in piena campagna elettorale, non quella che c'è adesso, quella successiva.
Il Presidente, il Governatore, viene qui e ci fa una relazione. Questa è una relazione che puzza. Ricordo che anni fa c’era una voce per cui se i Consiglieri regionali non avessero votato la Via postuma - qualcuno diceva e me lo ha anche detto, questo fa l'Avvocato può darsi che lo sappia” – sarebbero stati chiamati a rispondere". Io dissi: qualcuno me lo dica in pubblico, appena me lo dicono in pubblico prendo il microfono e chiamo i Carabinieri così ci divertiamo di più, così ci sono anche dei testimoni più tosti, perché dobbiamo essere seri una volta.
La politica è una cosa, queste sono altre cose, qui si scontrano i mondi, il nodo è arrivato, il nodo è stato quello che nel 2010 ha fatto si che la sinistra fosse tolta dalla maggioranza in nome di altro.
Centrosinistra, caro Consigliere Ricci, lei è un medico particolarmente pietoso. E’ arrivato qui e ci hai dato dei numeri, cercando di non entrare nella problematica politica che è un po' più seria. Non tiene più, deve rendersene conto. Voi tutti renziani, chi prima chi dopo, chi renziano della prima ora, chi renziano del portabagagli, chi renziano perché si chiama Renzo. Lo sapete voi, nelle vostre mutazioni genetiche, quello che divenite, non tenete più!
Fino a che avevate il peso per imporre certe cose ..., ma oggi arriviamo alle elezioni e voi non avete mai vinto. Nella regione Marche avete avuto bisogno di un Procuratore della Repubblica e del Governatore Spacca. Dovete prendere atto di questo problema. O fate quello che la vostra storia vi dice di fare, e potrebbe essere una scelta buona e giusta, per come la penso io, andando avanti con i vostri progetti, o dovete andare come siete andati sinora con un andamento sinusoidale una volta sotto, una volta sopra, una volta sotto, una volta sopra. Questo è un momento brutto, però la vostra fortuna è che dall'altra parte c'è chi invece di approfittare della mancanza di programma, di iniziativa politica, di decisioni, di progetto, pensa di lucrare su questo, dicendo: "Si sta proponendo una determinata situazione che ne so di quello che può succedere?".
A chi dice che la politica non si fa urlando, anch'io dico che la politica non si fa urlando, rispondo che la politica dell'urlo si alimenta facendo la politica come si fa qui dentro, dove il Pear attende dal 2005 di essere rifatto. Se ci fosse stato un Piano energetico, e penso che voi eravate in maggioranza, se non sbaglio, avreste imposto le linee del Pear e non ci sarebbero stati dubbi. Su questo si innestano altri problemi, perché il caso ha voluto che i 48 milioni di euro a questa Regione, alla Regione non ai Consiglieri regionali - lo voglio chiarire a tutti perché se no qualcuno stasera può andare dall'Avvocato a chiedere se dovrà fare un mutuo o se dovrà mettere i beni a nome di un altro della famiglia - li chiedono dei gruppi, non li chiedeno Ricci, Natali e Brini, ma gruppi che giustamente, imprenditorialmente, si sono mossi ed hanno fatto quello che dovevano fare, come tutti gli imprenditori, e oggi ritengono di essere stati danneggiati.
C'è un problema però! Quando avveniva quello che ha raccontato la Consigliera Foschi c'era chi in Giunta diceva ai funzionari: "Sbrigatevi, vi dovete muovere perché perdono i finanziamenti". Ce ne siamo scordati? In questa relazione mancano questi pezzi. Ne vogliamo parlare? Glielo scrivevano. Erano quelle stesse Conferenze dove, chi voleva partecipare veniva cacciato, ce lo vogliamo ricordare?
Oggi le lacrime del coccodrillo servono a mettere in difficoltà un partito infettato da un giovanilismo stupido che pensa di durare fino a quando? Io penso che politicamente non arriverà oltre novembre, questo partito si deve rendere conto che non può più scherzare con il prossimo.
La politica non si fa urlando. Si alimenta la politica dell'urlo facendo in questo modo, arrivando improvvisamente. Abbiamo avuto un mese di vacanza, le nostre stanche membra potevano anche essere disturbate da questa comunicazione, magari fatta arrivare 10 giorni fa per e-mail, ognuno di noi l'avrebbe letta, avrebbe fatto lo sforzo di leggerla, il sudore ci avrebbe imperlato la fronte, forse saremmo venuti qua senza problemi.
Invece siamo arrivati qua "perché oggi c'è questo". Oh, ma chi siamo, chi pensate che siamo. Se qualcuno di noi deve qualche cosa a qualcuno sono problemi suoi, la libertà di pensiero è una cosa diversa, una cosa ben diversa da quella di cui stiamo parlando in questa sede.
Allora che ci sia un processo in corso, ci sarà un processo in corso, ma qui il processo non c'è, c'è un problema politico perché il Presidente Spacca può essere credibile se mette tutti i suoi funzionari all'opera e in un mese presenta il Pear. Lo sfidiamo, in un mese, a presentare il Pear. Dopo il Consigliere Ricci darà i numeri in altro modo. Dopo i 7 candidati del PD daranno i numeri in un altro modo. Dopo i 152 gruppi di un'altra parte daranno i numeri in un altro modo, ma noi saremo in condizioni di giudicare politicamente quello che vuole fare questa, tra virgolette, come per la competenza di cui parlavo prima, maggioranza. Se c'è una maggioranza!
Vedo due Assessori, tre Assessori, un Consigliere spostato nel ruolo di Assessore, si sta allenando per fare l'Assessore, non lo so, un altro Assessore si è già spostato, vede Consigliere Massi, un altro è uscito dall'altra parte. Ma vorrei sapere se dobbiamo dare un voto su questa comunicazione? Io mi affido alla vostra onestà intellettuale, a chi ha sentito tutto e a chi, sulla base di quello che ha sentito, ancora non si indigna, perché qui non ci si indigna in nome di un partito, ci si indigna, ci si deve indignare in nome della propria onestà professionale e intellettuale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Grazie. Innanzitutto un discorso di metodo: a fine luglio, il 29
luglio, chiesi di parlare di questo tema, perché la settimana precedente, il 22 luglio, sette Consiglieri fra cui il sottoscritto l’avevano chiesto.
Il 29 luglio il Presidente Solazzi mi disse: “Non ne possiamo parlare, ne parleremo la prossima volta”, cioè oggi, “perché manca l'Assessore competente”, pur essendo allora presente il Presidente Spacca che, come sappiamo, ha una cultura enorme sul biogas.
Oggi appena abbiamo cominciato a parlare di questa cosa l'Assessore è sparito, non si sa dove sia. Se questo è il comportamento, ne prendo atto.
Ma veniamo alla sostanza prima politica e poi, magari, tecnica.
La sostanza politica è che il PD ha gestito malissimo l'intera questione del biogas e delle biomasse dal 2011 ad oggi. L'ha gestita malissimo, in un primo tempo ha fatto passare, preparando ad hoc, direi, in maniera precisa, la legge n. 3 del 2012 preceduta dall'emendamento Petrini, nell'assestamento di bilancio 2011. Dopo di che c'è stata la famosa sentenza della Corte costituzionale e il vento è cambiato. I Sindaci, i vostri Sindaci, anche i vostri Sindaci, si sono schierati contro. I territori hanno protestato. I Comitati hanno preso forza e una parte del PD, soprattutto quella maceratese, ma anche parti del PD di altre zone, ma in particolare quella maceratese che conosco meglio, ha cominciato ad alzare la testa, a dire certe cose, ad ammetterle, fino a quello che è successo con il ritiro in Senato dell'emendamento salva biogas o salva Spacca, di giugno, luglio.
Questo è il modo con cui il PD ha gestito l'intera vicenda, cambiando completamente opinione, mutando completamente atteggiamento, da un iniziale fiancheggiamento e sostegno della lobby affaristica, nessuno ancora l'ha detto, del biogas in salsa marchigiana, fino ad arrivare ad una situazione in cui non sa più che pesci pigliare e si appella a qualche soluzione che possa venire all'alto che salvi la faccia e la coscienza, evidentemente ha perso la faccia, la coscienza non so se ce l'ha mai avuta.
Ho sentito il Presidente Spacca poco fa, in linea peraltro con alcuni articoli che appaiono oggi sulla rassegna stampa, attaccare il PD per quello che il PD maceratese un Senatore in particolare Morgoni …, raramente ho apprezzato ciò che ha fatto il PD, una volta che ha fatto una cosa buona, abbandonando al suo destino l'emendamento salva Spacca, salva biogas, inserito alla Camera e poi bocciato al Senato. Inserito dallo stesso PD, tra l'altro, un'altra parte del PD, alla Camera e poi bocciato al Senato. Una volta che ha fatto una cosa buona! Introdotto probabilmente da colui, dalle stesse forze o dall’area, che aveva inserito l'emendamento al bilancio 2011 in questa Regione e che, magari, per questo è stato premiato con l'elezione alla Camera. A quel punto la cosa è decaduta al Senato per un'altra parte del PD più sensibile ai rumors popolari ed elettivi facendo marcia indietro.
Una volta che ha fatto una cosa buona, devo difenderlo!
Questo è il discorso politico. Dopo di che ho sentito applaudire, da parte di interventi iniziali anche dell'opposizione, alla ricostruzione, alla relazione del Presidente Spacca. Sicuramente è stata utile, ma molto incompleta e direi di parte, direi partigiana, con tutto il significato negativo che io normalmente do a questo termine. Partigiana significa di parte, cioè non obiettiva.
Dove sta la non obiettività? Sta in tante cose, per esempio, nell'aver dimenticato, nel non aver detto che la legge regionale n. 3/2012 preceduta, l’ho detto prima, dall'emendamento al bilancio 2011, è stata confezionata ad hoc, preparata ad hoc, architettata molto bene. Tanto è vero che dopo 10 giorni, due settimane al massimo, erano già depositati negli uffici competenti tutti i progetti importanti, quindi, confezionati ad hoc. Progetti che non si fanno in due giorni, ma che richiedono mesi.
Il ricorso contro questa legge non l'hanno fatto i Comitati, signori, il ricorso contro questa legge che ha portato alla parziale incostituzionalità, l'ha fatto il Governo, non i Comitati.
Gli imprenditori, si dice che hanno chiesto danni per 48 milioni di euro e forse hanno ragione perché hanno investito, ma sapevano benissimo che c'era in piedi questo ricorso presentato dal Governo e se hanno investito, nonostante questo, peraltro per quel poco che hanno investito rispetto a quello che prenderanno, molto ma molto di più, lo hanno fatto a loro rischio e pericolo, sapendo che potevano andare incontro ad una pronuncia di incostituzionalità. Cosa che è avvenuta!
Continuare come si fa tutt'ora e come si fa dal 2012 a questa parte, a ricattare il Consiglio, come è avvenuto più volte, dicendo: attenzione, lo ha ricordato poco fa il Consigliere Natali, ci potrebbe essere un ricorso, ci potrebbero essere questi 48 milioni di euro di danni che adesso chiedono o che potrebbero chiedere, è il solito comportamento di minaccia fuori da ogni logica giuridica. Hanno investito, quel poco che hanno investito, sapendo di rischiare! Se no che imprenditori sono? Imprenditori che puntano a non rischiare? Imprenditori che puntano solo al finanziamento pubblico? Mi suggeriscono "prenditori", perfetto.
Vedo che si continua con questa minaccia contenuta tuttora nella relazione del Presidente Spacca. Nella relazione ci si dimentica di altre cose e la trovo tutt'altro che completa, anzi direi partigiana, ci si dimentica di dire che per due volte la Giunta ha disatteso, per iscritto, le decisioni del Consiglio. Addirittura nella relazione che ci ha letto il Presidente Spacca leggo che le responsabilità giuridiche sono personali. Certo che sono personali, ma c'è un vero e proprio scarica barile nei confronti dei funzionari e dei dirigenti verso i quali provo, a questo punto, un senso di affetto. Perché gli avete detto, anzi gli avete scritto, la Giunta lo ha scritto il 18 giugno 2012, atto di Giunta: "Andate avanti, fate in fretta, sbrigatevi". Glielo ha scritto e adesso diciamo: "E’ un problema loro".
C'è uno scarica barile. Vergogna signori!
Così come ci dimentichiamo nella relazione del Presidente Spacca che la legge regionale 30/2012, quella sulle aree inidonee, è stata fatta tardivamente, una volta che i buoi erano scappati tutti, cioè i grandi impianti erano fatti o quasi, finendo per danneggiare quel piccolissimo imprenditore agricolo, per cui nasce il biogas e le biomasse, che può utilizzarlo per i propri scarti di produzione.
Direi che l'intera vicenda evidenzia un comportamento schizofrenico da parte della maggioranza e del PD in particolare.
Concludo, ricordando che pochi giorni fa ci sono stati due ulteriori e grossi problemi nella nostra Regione legati al disastro con cui avete gestito il biogas. Matelica: con un grosso problema di inquinamento dell'aria perché non è stato montato un impianto prescritto, tra l'altro, dagli organi tecnici della Regione, e Corridonia-Serracciano dove uno dei più grossi impianti, uno dei più grossi imprenditori - San Rocciano, brava, mi dice l'Assessore competente per territorio che abita lì vicino - San Rocciano, Corridonia, uno dei più grossi imprenditori del biogas è da febbraio che deve spegnere l'impianto e ancora non lo spegne. C'è un ordine di spegnimento.
Da febbraio ad oggi. Si spegne l'Ilva di Taranto, si spegne un altiforno, da febbraio continuiamo a prendere tempo in attesa che qualcuno risolva il problema. Da febbraio non si riesce a spegnere questo impianto, si fa finta di non riuscire a spegnere l'impianto.
Ancora una volta il fallimento della politica energetica di questa lmaggioranza risulta evidente. Con testardaggine viene tuttora difesa da questa relazione che trovo veramente incompleta e partigiana in senso negativo.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Grazie Presidente. Pensavo che la discussione su questo punto all'ordine del giorno fosse un po' pleonastica perché ne avevamo parlato tante volte, però devo evidenziare due cose.
La prima è che per quello che mi riguarda avrei preferito che il punto fosse scritto all'ordine del giorno, per prepararmi meglio.
La seconda è che i gruppi, magari, dopo la discussione avessero potuto raggiungere un accordo su un documento, visto che più di una volta il Consiglio regionale ha trovato l'unità su questo tema.
Non voglio entrare nel merito tecnico della questione, quanto il fatto che la relazione del Presidente è una relazione richiesta, è venuta, la discutiamo, e do una lettura di questa relazione, al di là della cronistoria.
Il Presidente tra le varie cose che dice, invoca il suo ex partito, il Capogruppo ed il Segretario regionale a parlare con i Senatori del PD, suoi ex Senatori, perché un sagrestano mandato dal prete a Roma a modificare una legge con un piccolo emendamento non è riuscito nel suo intento perché i Senatori marchigiani hanno aperto gli occhi. Con tutto il rispetto per i sagrestani!
C'è qualcosa di nuovo sotto il cielo e noi lo sappiamo: la non iscrizione, questo attacco, la differenza tra Marche 2020 ed il PD sta emergendo. Ma sta emergendo in modo ingeneroso, perché è vero quello che ha detto il Presidente Giancarli, il PD anche su questa materia ha avuto sempre le idee chiare, cioè ha difeso le scelte fatte dalla Giunta, in particolare dal Presidente Spacca, che io giudico negative, ovviamente. Le ha difese ed oggi riceve questo!
La verità, credo la verità, se di verità si può parlare, non sono un credente!
La lettura che io do di questa vicenda è che il Presidente Spacca e la sua maggioranza hanno scelto un tipo di sviluppo che anche sul piano energetico mostra i suoi limiti, altro che comitatini e sviluppo che non si vuole, hanno scelto di favorire pochi potentati finanziari che hanno investito sapendo che i contributi pubblici, cioè le nostre bollette, avrebbero remunerato quel capitale intorno al 25% all'anno.
Cosa che non avviene in nessun tipo di investimento uno voglia fare a livello nazionale. Hanno fatto questa scelta a discapito, per esempio, del mondo dell'agricoltura, così variegato e ricco, perché se avessero scelto di favorire la costruzione di tanti micro impianti a favore delle imprese, quindi, di sostegno al reddito da imprese agricole, noi saremo stati di fronte ad un altro tipo di sviluppo, più diffuso più armonico, più rispettoso dell'ambiente e soprattutto meno vorace.
La voracità dei nostri cosiddetti imprenditori non è un frutto casuale, non nasce dall'oggi al domani, ma è frutto di una cultura che si sta affermando da tempo in questa nostra nazione, anche nelle Marche, e che trova sponda nel modo di fare politica di chi sceglie quegli interlocutori, e i frutti non possono essere che questi! Se uno semina vento raccoglie tempesta. Se uno favorisce i prenditori, come dice qualcuno, i prenditori voglio prendere altrimenti non sarebbero loro stessi.
Ecco perché si fa poi tabula rasa. I Consigli comunali non contano, non contano i Comitati. I Sindaci non possono far parte delle Conferenze dei servizi e devono chiamare i Carabinieri per dire la loro. Ho ricevuto una telefonata un'ora fa, non c'è l'Assessore all'ambiente, all'energia, non so con chi parlare, Vicepresidente Canzian la disturbo, ma ho ricevuto una telefonata un'ora fa del Sindaco di Matelica il quale dice che la Regione Marche ha autorizzato un impianto a biogas, che sta funzionando, senza quanto previsto dalla legge, cioè un filtro per i fumi di emissione, ed emetterebbe una sostanza 16 volte superiore a quella prevista dalla legge.
Questo Sindaco ha scritto alla Giunta regionale, non gli ha risposto, allora io gli ho detto: "Scrivi e mandalo alla stampa, vediamo se risponde". Questo è il rapporto, questa è la cultura, che questo Governo regionale ha con il territorio.
C'è bisogno di cambiare questa cultura. C'è bisogno, io credo, di capire il tono quasi rancoroso del Presidente Spacca quando dice al Segretario Comi ed al Capogruppo Ricci: "Parlate con i vostri ...", si capisce, ma non si può assecondare perché questa Regione ha bisogno di cambiamenti profondi, ha bisogno di cambiare la cultura che si sta affermando e che è quella dell'autoreferenzialità e mi sembra che questa esigenza di cultura lontana anche da quella di Renzi, stia emergendo sul territorio marchigiano, stia emergendo anche nell'elettorato del PD.
Questa discussione è stata illuminante su questo. Guardate che questa maggioranza ancora tiene perché le contraddizioni che stanno emergendo sugli impianti a biogas, ancora non emergono nel campo della sanità, ancora non emergono nel campo della gestione del territorio, ancora non emergono nel campo del sociale, dopo di che vedremo bene da che parte sta Marche 2020 e da quale parte sta il PD.
Credo che noi Consiglieri regionali abbiamo un compito importante che è quello di favorire uno sviluppo, che sia vero, a favore del mondo del lavoro in questa nostra Regione. Dobbiamo porre attenzione a questa dialettica che si è avviata e confrontarci senza paracaduti e senza reti di protezione.
Concludo dicendo che, ripeto, è stata illuminante e interessante questa discussione anche se io avrei preferito, per esempio, impegnare la Giunta più appieno, con una scelta di campo decisa nella vertenza della Cooperlat e dell'azienda di Ascoli Piceno, dove altre decine di lavoratori vengono trattati più o meno come una macchina: produci, ti sposto di qua, non produci ti mando a casa. Vengono trattati senza riconoscere loro la dignità del lavoro che pure è il valore principale anche in questa nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Si brevemente. Dalla relazione, benché stia in piedi per conto suo, non emergono due aspetti che sono stati, secondo me, evidenziati molto bene dalla Consigliera Foschi con la quale, anche in occasione dell'approvazione della legge 3, ho presentato una serie di emendamenti volti ad inserire quello che mancava in quella legge e cioè l'adeguamento alla direttiva europea.
L'adeguamento alla direttiva europea sotto l'aspetto, poi contestato, della mancanza di valutazione di elementi ambientali oltre alla soglia, l’avevamo ugualmente fatto notare, ma avevamo anche inserito altri aspetti che sono emersi, secondo noi importanti soprattutto nel momento in cui si fanno delle leggi per i cittadini, come la possibilità per i cittadini di partecipare al percorso autorizzativo e alle Conferenze di servizio. I cittadini, le associazioni, i Sindaci, i Comuni.
La cosa più importante che manca nella relazione del Presidente Spacca è questa. Si è voluto, in ottemperanza ad un rigido burocratismo, escludere i cittadini e le comunità locali, gli stessi Sindaci, dalla possibilità di intervenire all'interno delle Conferenze di servizio.
E' stato segnalato più volte, era emerso anche sui giornali che i funzionari, al di là degli aspetti penali, escludevano la possibilità di partecipazione dei Sindaci. Informavano due o tre giorni prima che c'era la Conferenza dei servizi. Facevano autorizzazioni a raffica. Producevano autorizzazioni a raffica, il prima possibile, per accedere ai finanziamenti.
Il compito è si quello di essere celeri nelle pratiche, ma bisogna anche garantire i diritti, la partecipazione, l'informazione, la trasparenza. In queste Conferenze di servizio sono state segnalate difficoltà per l'accesso agli atti, come è stato detto, è successo a me, ma è successo anche ad altri. Difficoltà alla sola partecipazione, anche come osservatori in qualità di Consiglieri regionali, anche per prendere atto di quello che stava succedendo nelle Conferenze di servizio.
L'altra questione, oltre all'adeguamento alla direttiva europea che è stata segnalata in questa sede, questi sono gli aspetti più importanti, è soprattutto il modo in cui si è intervenuto il Consiglio regionale ed anche la Giunta. Sempre in un'ottica di emergenza, sempre in un'ottica di urgenza nel costruire le leggi, rinunciando, in qualche modo, al compito vero, oltre a quello legislativo, della Regione, che è quello della programmazione, cioè attivare le possibilità date anche dagli incentivi sulle rinnovabili. Ma quali rinnovabili e per chi? Quello che è anche mancato è il ruolo di programmazione rispetto all'energia. In questo Consiglio regionale, dal 2005, sento sempre la stessa litania, da quando sono qui: modifichiamo il Pear, una volta per fare nuove centrali termiche, adesso non si fanno più perché non sono più convenienti, un'altra volta per accelerare il fotovoltaico, perché ... si è fatto solo il fotovoltaico a terra e ci abbiamo messo un anno per fare le linee guida affinché non fosse incentivato il fotovoltaico a terra, sulle biomasse … , dopo tutte queste autorizzazioni nel burden sharing viene fuori che non produciamo energia termica che era l'unico motivo per cui aveva senso fare impianti a biomasse ed a biogas.
Basterebbe costruire ed anche interloquire con il Governo nazionale in maniera tale che le biomasse e il biogas siano innanzitutto funzionali ai marchigiani e, quindi, agli agricoltori, alle piccole e medie imprese che lavorano nei settori dell'agricoltura. Invece così non è! Se andiamo a vedere, sono pochissime, solo due o tre, le cooperative agricole che hanno avuto la capacità economica per entrare in questo business. Dovevamo incentivare gli agricoltori ed incentivarli dicendo "producete anche energia termica", come è stato detto anche dal Consigliere Acacia Scarpetti, il discorso della trigenerazione.
In futuro, quando andremo a ragionare sul piano energetico sarà bene valutare gli interventi sugli interessi anche della comunità regionale.
Non sono d'accordo con il Presidente Giancarli che la scelta del rigassificatore di Falconara sia una scelta lungimirante, perché anche quella è una scelta, se andiamo a vedere, spinta dal fatto che in quel momento i rigassificatori avevano un incentivo da parte del Governo nazionale del 70%, vuoto per pieno, cioè chi andava a fare il rigassificatore aveva la garanzia, anche se il rigassificatore non lavorava, di avere il 70% dei ricavi garantiti dalla legge, come impianto strategico.
Questa garanzia adesso non c'è più, tanto è vero che il rigassificatore non si farà perché non è conveniente per chi lo realizza, oltre all'aspetto, anche strategico, della valutazione che le Marche debbono essere un ab energetico per l'Europa.
Sull'ab energetico noi diamo solo il nostro territorio, non abbiamo alcuna ricaduta economica, se non una serie di imposizioni e tare che, in qualche modo, saremo costretti a portarci per i prossimi decenni. Non vedo il vantaggio di fare l'ab energetico per l'Europa. Non riesco a capire la strategicità di questo, tanto è vero che, a proposito di centrali, la stessa raffineria, proprio perché non è più conveniente, non attiva neanche la centrale esistente da 270 megawatt in quanto è cambiata la domanda.
Le politiche del Consiglio regionale, più che motivate da spinte lobbistiche, dovrebbero essere motivate da spinte strategiche, da riflessioni sugli interessi della comunità locale ed anche sulle prospettive di questo territorio in un'ottica di programmazione e non in un'ottica di estemporaneità, soprattutto di estemporaneità in fase elettorale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Potremmo dire che abbiamo parlato tanto e preso atto che c'era poco o niente da dire, se non, come ha detto il Consigliere Binci, le solite litanie. Un po' perché una discussione su un tema così complesso non si inventa, non si improvvisa su due piedi, ed io che in qualche modo avevo studiato, avrei avuto bisogno di andare a rivedermi un po' il materiale perché qui parliamo di sentenza della Corte costituzionale, del Tar, del Consiglio di Stato, di norme comunitarie. Materie molto complesse.
Detto questo, non mi esimo dal dire alcune cose.
La comunicazione del Presidente Spacca mi è sembrata cosa utile alla luce di quello che è avvenuto anche in Parlamento e che ci troviamo ad affrontare, però l'ho vista, l'ho sentita un po' troppo legale, troppo da ufficio legale. Ufficio legale che tra l'altro nelle Marche non è esente da responsabilità per la situazione in cui ci troviamo.
Poteva essere utilizzata per fare una riflessione un po' più ampia su questa problematica molto complessa e molto articolata, perché non possiamo rimanere in attesa di decisioni altre, abbiamo l'urgenza di governare una situazione che è venuta a determinarsi a seguito di sentenze e quant'altro.
Non possiamo fare come nel "Deserto dei Tartari", restare in attesa che qualcuno decida per noi.
Voglio, però, dire qualche cosa.
Voglio ringraziare, non posso farlo a nome del Segretario regionale del PD, ma come membro anziano del PD lo potrei fare, per i consigli disinteressati, interessati, dei Consiglieri Bugaro, Natali, Bucciarelli e quant'altri che si sperticano nel darci suggerimenti su quello che dovremmo fare da qui alla prossima scadenza elettorale. Li ringrazio, ma preferiamo sbagliare ascoltando eventuali consigli e critiche più interessati. Noi siamo pronti, caro Consigliere Bugaro, il giudizio non lo dà Bugaro, lo dà il popolo marchigiano e noi pensiamo di aver maturato un giudizio positivo dei marchigiani per questi anni di governo e per quello che stiamo facendo per arrivare nelle condizioni migliori alla prossima scadenza elettorale.
Nessuno qua dentro è esente da errori rispetto a questa vicenda.
Per quanto ci riguarda non abbiamo mai avuto un’impostazione ideologica anche se più volte siamo stati tirati per i capelli, per chi ce li ha, da un mix di opposizione pregiudiziale che va dall'estrema sinistra all'estrema destra passando per i grillini e per i movimenti. Tutti contro tutto e contro qualunque cosa, fino ad arrivare ad un anticapitalismo viscerale, ma antico, quasi luddistico, perché dire imprenditori come prenditori è proprio … Lo Stato, il Parlamento, la Regione, fanno le regole, gli imprenditori utilizzano le regole, se le regole non sono chiare e permettono la speculazione, magari rispetto ad investimenti, la colpa non è di chi fa l'investimento, ma di chi fa regole sbagliate.
Su questa vicenda del biogas, non riesco a capacitarmi di tutto questo can-can tenuto conto che se mettiamo insieme tutte le centrali autorizzate o in funzione non raggiungiamo quello che dovrebbe essere l'impianto di Fermo. C'è molto di strumentale in tutta questa vicenda a fronte di alcuni errori che ci sono stati e che io non mi voglio, proprio perché sono non ideologico, nascondere.
Ci sono persone che qua dentro sono contro il nucleare, contro l'eolico, a parole no, ma nei fatti si. Dopo di che alla fine dove andiamo?
Il PD ha sostenuto con forza e lealtà il Governo regionale anche quando non era convinto delle scelte che venivano portate avanti, ed io ancora di più, personalmente parto sempre dal presupposto che queste cose si debbono fare, se poi uno mi dimostra che non si possono fare, ne prendo atto, ma non parto dal principio opposto.
Noi abbiamo votato, qua dentro c'erano migliaia di persone che ci tiravano le monetine, il rigassificatore o quant'altro, lo abbiamo votato convinti che fosse una cosa giusta, quindi, figuriamoci se non possiamo affrontare altre questioni.
Però, ho criticato il Presidente Spacca perché trovo contraddittorio votare il rigassificatore e poi essere pregiudizialmente contro il deposito naturale a San benedetto, a fronte di uffici della Regione che dicono che sul piano ambientale non ci sono problemi.
Queste contraddizioni alimentano i movimenti e chi è contro pregiudizialmente.
Con nettezza voglio dire che questa vicenda ci porta a dire che la coerenza tra le cose che si dicono nelle varie occasioni è una virtù rivoluzionaria. Troppo spesso diciamo tutto ed il contrario di tutto, ed io sono rimasto esterrefatto, e non capisco più, dalla posizione di alcuni senatori del PD delle Marche. Mi pare incredibile che a fronte di un Governo regionale composto dal PD nella quasi totalità, si assuma una posizione di questo tipo, premesso che, lo dirò, per me la questione si può risolvere affrontandola anche senza quella legge. E’ incomprensibile! E’ la dimostrazione che ormai siamo in preda di un egocentrismo ipertrofico, in cui ognuno pensa di essere al centro del mondo, capisce tutto e spesso non capisce niente, pieno di slogan che portano a verità assolute. Però, permettetemi di dire che questo fa il paio con alcune scelte della Giunta, questa Giunta, che a fronte di posizioni approvate da questo Consiglio con il concorso del PD convinto, ha fatto scelte diverse. Ha portato avanti quello che riteneva utile.
La verità è che è in crisi il sistema dei partiti intesi come organismi collettivi, collegiali, dove ci si confronta e si discute. Qua diciamo di ascoltare, ma in realtà pretendiamo che gli altri ascoltino noi, ma noi non siamo disposti ad ascoltare. Ci sono stati errori tecnici e politici, non solo tecnici, molti tecnici, perché non posso addebitare tutto agli Assessori che su materie così tecniche hanno dovuto avvalersi del contributo dei tecnici e, vogliamo dirlo, che ci hanno consigliato male o no? O ne prendiamo atto dopo?
Credo che noi dovremmo riprocessare tutte le autorizzazioni. L'ho detto nella relazione e lo ridico adesso: controllo rigoroso e continuo di tutti gli impianti, perché non è detto che un impianto regolare poi funzioni sempre alla perfezione e i danni sono collettivi. Essere guidati dal principio di precauzione, ma con la volontà di far fare.. L'errore che abbiamo fatto nella zonizzazione è dovuto al principio sbagliato, perché è stato un modo per gli uffici di tutelarsi, non per facilitare gli imprenditori a capire dove potevano fare gli investimenti, ma per vietare tutto. Non va bene. Bisogna ribaltare le impostazioni, ma credo che questo sia un compito della prossima legislatura. Abbiamo bisogno di un nuovo Pear, perché gli obiettivi si possono raggiungere producendo di più o consumando di meno, o un insieme di queste due cose, e noi dobbiamo dare priorità ed incentivi per consumare meno energia ad impianti di piccole dimensioni, e tornare a incentivare l'uso del solare soprattutto sui tetti, negli impianti produttivi e nelle case. Con questo credo che possiamo dare un ottimo contributo alla nostra regione, ma visto che siamo a pochi mesi dalla scadenza e ogni cosa sarà sempre più difficile affrontarla, questo sarà un compito della prossima legislatura che vedrà, comunque, credo, sempre il PD al Governo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Ho ascoltato gli interventi dei Consiglieri, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una serie di posizioni differenti che non nascono sicuramente dal dibattito di oggi e dalla relazione, dalle comunicazioni fatte dal Presidente Spacca, ma nascono dal percorso portato avanti in questi ultimi due anni, due anni e mezzo, che ha visto su posizioni diverse Consiglieri e forze politiche.
E' indubbio che oggi questa comunicazione, questa relazione che è interessante, e ringrazio il Presidente, apre a tutti noi una serie di valutazioni che dovremmo approfondire e dovremmo anche capire come gestire, perché quello che mi ha colpito di più della relazione del Presidente è soprattutto, tra le tante difficoltà, la normativa che, ad oggi, giovane, viene interpretata da tutta una serie di figure e di soggetti, vedi il Tar, il Governo, il Ministero dell'Ambiente, e c'è anche un intervento della Commissione Europea che, se non ho capito male, dice che si potrebbe riaprire il percorso della Via postuma.
E’ chiaro che questo, cercando di approfondire il significato, può dare delle risposte anche alla Regione ed è sicuramente un ulteriore arricchimento, un ulteriore passo avanti.
Proprio perché questa normativa è, come dicevo prima, giovane, ogni organismo, ogni soggetto, si sbizzarrisce nell'interpretazione a seconda di come la vede, e la politica deve dare alla fine una risposta, e la politica non può che essere, per quello che riguarda le Marche, questo consesso assembleare.
E' indubbio, non possiamo nascondere che le leggi che hanno fatto riferimento al fotovoltaico, ad esempio, ed oggi la legge ultima, quella che riguarda le biomasse ed il biogas, hanno visto, a mio avviso, un percorso al contrario: noi prima abbiamo cominciato a rilasciare una serie di autorizzazioni motivate, da parte degli uffici, dalla tempistica, dal rischio di perdere incentivi se pur importanti, da una serie di motivazioni, e poi, a mano a mano, sono arrivate le leggi.
L'abbiamo vissuto con l'esperienza del fotovoltaico, non so se vi ricordate, quando a fronte di una legge quadro nazionale abbiamo cominciato a rilasciare tante autorizzazioni, abbiamo visto che nella nostra regione cominciava a diventare una situazione non più gestibile, allora è uscita la legge e, da quel momento, colleghi Consiglieri, abbiamo visto che del fotovoltaico sui terreni non se ne è parlato più e non si è visto più niente.
Questo in parte è anche accaduto per quello che riguardava gli impianti a biomasse e biogas e, con la motivazione che c'era una legge quadro che permetteva e che gli incentivi stavano per scadere, mi ricordo una delle motivazioni era: "entro l'anno scadono gli incentivi", bisognava rilasciare le autorizzazioni perché credevamo nell'energia alternativa. Dopo si sono costituite una serie di amministrazioni, Sindaci, Comitati e quant'altro che hanno impugnato la legge successiva e le autorizzazioni, e poi quello che ha ricordato il Presidente è sacrosanta verità: la Corte costituzionale in parte ha respinto la legge, il Governo ci ha messo del suo, il Ministero e quant'altro.
E’ indubbio che noi oggi dobbiamo …, io all'inizio ho chiesto di discutere sulle comunicazioni la prossima settimana, proprio perché, secondo me, su questo argomento a caldo, come illustrato ampiamente dal Presidente, non avremmo avuto la percezione e la serenità di poter dare una risposta condivisa in maniera forte per risolvere i problemi che si stanno accavallando. Non dimentichiamoci, è vero ed è incontestabile, che c'è il rischio, anzi no la certezza, che ci saranno dei ricorsi per quello che riguarda il risarcimento danni. Quello che succederà non lo sappiamo, ma intanto ci sono una serie di ricorsi improntati dalle varie aziende che si sono sentite defraudate di una legittimità riconosciuta dagli uffici e, loro sostengono, dalla legge.
Abbiamo una serie di amministrazioni e di Comitati che altrettanto hanno fatto ricorsi. Credo che non sarà semplice risolvere questa matassa per come l'abbiamo gestita sino ad oggi, perché, ed è anche giusto dirlo, forse l'abbiamo gestita in maniera non del tutto lineare. Voglio ricordare, soprattutto a me, non certo a voi che avete memoria molto più lunga della mia, quando abbiamo approvato nel luglio 2012, mi sembra, una risoluzione che, votata all'unanimità da questa Assemblea, diceva fermiamo le bocce e definiamo bene per evitare quello che poi è successo, mentre gli uffici, non so se sollecitati da qualcuno, sono andati avanti con le autorizzazioni.
E’ chiaro che la politica ci ha messo del suo, in questo caso, per quel caso specifico, perché molto probabilmente, al di là delle nostre idee, delle normative, se avessimo fermato in quel momento e rispettato quella risoluzione approvata da tutti i partiti di questo Consiglio, da tutti i Consiglieri, molto probabilmente oggi ci sarebbe un percorso diverso rispetto a tutti i vari corsi e ricorsi portati avanti dalle varie parti interessare. Oggi avremo avuto una differenziazione rispetto alle criticità che abbiamo.
Per quello che riguarda i socialisti, rimaniamo sempre fermi nel non essere assolutamente contrari alle energie alternative nella regione Marche. E’ giustissimo che il Pear venga rivisto, ma il tempo è poco perché parliamo di pochi mesi prima della scadenza elettorale di questa legislatura. E’ indubbio che nelle proposte programmatiche, per quello che ci riguarda, dovremo inserire anche un percorso che abbia al centro anche l'ambiente e la qualità della salute dei cittadini.
Da questo punto di vista, diciamo alla Giunta e agli uffici di mettere la massima attenzione, di essere al di sopra delle parti, senza tifare per una o per l'altra, per evitare che quello che è accaduto oggi continui con tutte le problematiche a cui andremo incontro.
Concludo dicendo che, per quello che mi riguarda personalmente e per quello che riguarda il mio gruppo, abbiamo sempre sollevato le preoccupazione che oggi sono state evidenziate.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, quindi, si esaurisce qui il dibattito.
… No, per la verità è un mio errore perché il Consigliere Acacia Scarpetti me l’aveva chiesto prima, però dopo di lui non ho nessuno, se c'è qualcun altro me lo dite, ... come? ... Io parlo di questo punto, poi c'è la proposta di legge n. 440.
Parlo di questo punto. Oltre il Consigliere Acacia Scarpetti, c'è l'Assessore Giorgi? E' lo stesso, non c'è problema, l'Assessore può chiudere.
Su questo tema io avrei chiuso, ma mi sono dimenticato del Consigliere Acacia Scarpetti che me l’aveva chiesto prima, quindi quello del Consigliere Acacia Scarpetti è l'ultimo intervento.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Presidente, più che un intervento, incoraggiato, rincuorato dal dibattito, soprattutto dalle parole del Presidente della Commissione Ambiente, Giancarli, chiedo l'anticipazione della discussione della proposta di legge all'ordine del giorno da mesi, la n. 241, attualmente al punto 38 dell'ordine del giorno, grazie.

PRESIDENTE. Ho capito. Forse non ci siamo spiegati.
Dichiaro chiuso il dibattito sulle comunicazioni del Presidente, e su questo siamo d'accordo. Dopo di che ho la richiesta del Consigliere Acacia Scarpetti che, per la verità, la possiamo valutare subito, relativamente alla variazione dell'ordine del giorno che probabilmente andava posta all'inizio, però ci può stare considerato che è direttamente collegata al dibattito che c'è stato.
La proposta del Consigliere Acacia Scarpetti è quella di discutere immediatamente il punto 38 all'ordine del giorno, la proposta di legge n. 241.
E' iscritta ai sensi dell'articolo 67 del Regolamento interno, io metto ..., la richiesta del Consigliere Acacia Scarpetti è di discutere immediatamente la proposta di legge n. 241, … se il Consigliere Brini fosse attento, non avrebbe posto questo problema. Io permetto a tutti i Consiglieri di fare la richiesta di cambiamento dell'ordine del giorno in sede di Conferenza dei Capigruppo o al massimo all'inizio in Aula, siccome questa richiesta è relativa all'argomento che abbiamo trattato sino ad ora, perché è sullo stesso tema, ho fatto questa deroga. E’ questione di un secondo perché si vota e se la vogliamo spostare, la spostiamo.
Ha la parola il Consigliere Acacia Scarpetti.

Luca ACACIA SCARPETTI. Grazie Presidente. Ho chiesto la discussione e la votazione in data odierna perché il dibattito fino adesso sostenuto mi ha incoraggiato in tale direzione, soprattutto ha sviscerato la materia, ma visto e considerato che da qui a martedì prossimo non scade nulla, siamo ancora tutti freschi, anzi ci possiamo preparare ancor meglio su queste pochissime righe che ho predisposto, e mi pare di capire hanno trovato il consenso di molti colleghi, chiedo, propongo, non so se la via è ortodossa, Presidente, di porla al primo punto dell'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Consigliere, io posso proporre tutto all'Aula ed è l'Aula che decide. Da parte, come vedo, di qualche Gruppo presente in Aula c'è una sensibilità sulla sua proposta di legge, legittima, però faccio presente che è iscritta all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 67, essendo decorso il tempo per essere analizzata ed istruita dalla Commissione, ... No, non è stata istruita dalla Commissione.
Il tema è: perché non valutare un iter, parlando con il Presidente della Commissione, se c'è questa volontà, altrimenti la possiamo iscrivere a qualsiasi punto ma, se non c'è una disponibilità e non c'è una approfondita conoscenza non riveniente dalla istruttoria in Commissione, rischiamo che venga respinta.
La lasciamo all'ordine del giorno ed il consiglio che le posso dare è quello di parlare con il Presidente della Commissione per farla arrivare in Aula a breve magari con l'istruttoria della Commissione. Altrimenti non c'è problema, la trattiamo la prossima volta, ma credo sinceramente con scarsa possibilità di successo perché mancando l’istruttoria da parte degli uffici e della Commissione competente il naufragio di qualsiasi proposta di legge è in re ipsa.

Luca ACACIA SCARPETTI. Presidente, la ringrazio per il suggerimento, ma considerato il periodo in cui siamo, cioè mancano pochi mesi alla fine della nostra legislatura, le vacanze natalizie, l'intervento del Presidente della Commissione ambiente, a cui lei si appella, e la semplicità del testo, perché è di una semplicità agghiacciante, penso che si possa portare, ragionevolmente, la discussione direttamente al prossimo Consiglio regionale invece di porla come prova di forza oggi in votazione.

PRESIDENTE. Va bene, non c'è problema, però sappia che, al di là del fatto che è un articolo, qualsiasi legge che di fatto prevede, ad esempio, un impegno finanziario se non ha l'istruttoria da parte della Commissione, in Aula non va da nessuna parte, perché non ha la copertura finanziaria. C'è tutta un'istruttoria che deve avere una legge, se la vogliamo portarla al successo, però prendo atto della sua richiesta e ...

Luca ACACIA SCARPETTI. Allora mi rimetto alla volontà del Presidente della Commissione Ambiente.

PRESIDENTE. Secondo me si, però posso fare anche così...

Luca ACACIA SCARPETTI. Siamo finiti su tutta la stampa nazionale più volte ...

PRESIDENTE. La mettiamo fra le prime proposte, naturalmente dopo gli atti che vengono dalle Commissioni: atti amministrativi e leggi.
La mettiamo al primo posto dopo quegli atti, poi il Consiglio deciderà se approvarla, rinviarla, respingerla o quant'altro.
L'unica cosa che posso fare, considerata l'urgenza, è di inserirla nel prossimo ordine del giorno in coda alle proposte di legge con l'istruttoria della Commissione, quindi in posizione utile per essere trattata.
Va bene, c'è qualcuno che deve chiedere la parola?
Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Vorrei chiedere l'iscrizione d’urgenza di una proposta di legge che è stata approvata dalla II Commissione pochi minuti fa, e ringrazio per la sollecita collaborazione il Presidente e i membri della Commissione, così come il personale del Consiglio che, in meno di un'ora, è riuscito a recuperare quello che ..., altrimenti sarebbe diventato un problema per il funzionamento dell'Aeroporto.
Ringrazio peraltro i Consiglieri di maggioranza e d'opposizione perché nella diversità di opinioni hanno convenuto che sia urgente sanare un problema che riguarda il pagamento delle ritenute d'acconto dei lavoratori dell'Aerdorica.
E' un problema che riguarda il funzionamento ordinario dell'azienda, non imputabile a questa amministrazione, ma a capitoli che hanno ben altri versanti di accertamento, quindi, chiedo l'iscrizione d’urgenza di questo articolo unico di modificazione della legge di bilancio preventivo 2014.

PRESIDENTE. Va bene, mi pare che questa sia una cosa proposta all'unanimità, quindi, se non ci sono richieste, evitando la votazione, all’unanimità dichiaro iscritta la proposta di legge n. 440.

Proposta di legge n. 440
ad iniziativa della Giunta regionale
"Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2013, n. 49 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014/2016 della Regione. Legge finanziaria 2014’"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 440 ad iniziativa della Giunta regionale.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ricci. … Rinuncia? Il Consigliere Ricci rinuncia.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Secondo me, secondo noi del Centro Destra Fratelli d'Italia non è ammissibile che la nuova governance dell'Aerdorica si sia accorta solo ora di questa mancanza. Non sono pochi centesimi, ma sono soldoni. Come è possibile? Si accorge solo ora che questi contributi sono mancanti?
Questo è un pozzo senza fondo, fra un po', probabilmente, arriveranno anche altre cose, e noi siamo sempre qui a dover recuperare.
Siamo d'accordo sulla difesa di un aeroporto regionale, però se questo aeroporto si rivela veramente un bluff ed un continuo spreco di denaro pubblico, mi sembra assolutamente inconcepibile … noi per responsabilità ci asterremo ma, non per questo, la nostra posizione è assolutamente contraria anche a questa nuova governance che non mi sembra molto attenta alle spese che sta affrontando questo aeroporto, dopo tutte le vicende che ben conosciamo.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Presidente, lei avrà notato che noi, davanti alla richiesta di iscrizione, non abbiamo detto nulla, anzi ci rendiamo conto dell'importanza della questione e da persone responsabili quali siamo, abbiamo detto: va bene, diamo il nostro consenso all'iscrizione di questo punto all'ordine del giorno perché stiamo parlando della previdenza dei dipendenti dell'Aerdorica.
Però non si può chiedere di iscrivere per l'ennesima volta d'urgenza un punto all'ordine del giorno sull'Aerdorica, di fare sacrifici per l'Aerdorica e via dicendo, se questa Aula e questo Consiglio non sono messi nelle condizioni di conoscere davvero e fino in fondo: a) il piano industriale dell'Aerdorica; b) se la Giunta regionale ha mai fatto insieme al management di Aerdorica una due diligence reale di questa società al fine di giungere a determinazioni concrete dello stato di passività.
Io sono un modestissimo imprenditore, ma nella mia modestissima esperienza ho imparato ad agire in questa maniera.
Voi non potete chiedere a questa Aula e soprattutto alle opposizioni di avere senso di responsabilità quando non siete in grado di mostrare la fotografia reale di una società che da 15 anni è in grave e pesantissima perdita ed ha accumulato oltre 40 milioni, finora accertati, di debiti e che quotidianamente perde quote di mercato e continua ad accumulare nuovi debiti.
Oggi dobbiamo riparare, tra l'altro, su un fronte abbastanza delicato perché stiamo parlando dei fondi necessari per la previdenza dei dipendenti, quindi, non stiamo parlando di soldi nostri, sono soldi che dovevano essere versati in conto dalla società per le pensioni dei dipendenti, di coloro che hanno lavorato, quindi, ben volentieri oggi abbiamo detto si, però, Presidente, faccio appello alla sua sensibilità, visto che anche lei è vicino al mondo dell'impresa, metta al corrente i Consiglieri e l'Aula dello stato dell'arte di questa benedetta società che si configura ad oggi come una vera e propria voragine e, consentitemi, fallimento di una politica dei trasporti aeroportuali che in questa regione si è appalesata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Intervengo perché questa variazione di bilancio interessa non soltanto l'Aerdorica, ma la società, la costituzione della società di progetto per la realizzazione della Fano-Grosseto e il trasporto pubblico locale.
Su queste questioni anche come Commissione ambiente, territorio e infrastrutture abbiamo discusso più volte, l'ultima volta pochi giorni fa, giovedì scorso, ed abbiamo deciso di fare il punto, tutti insieme, con i Servizi della Regione, il 18 settembre prossimo.
Una verifica, un check-up, rispetto a quanto contenuto nel piano della logistica e delle infrastrutture, rispetto anche ad alcuni risultati significativi che sono stati ottenuti, come quello della diramazione del corridoio Helsinki-La Valletta, quindi le Marche, il porto di Ancona, la rete ferroviaria marchigiana sono di fatto nel corn network, nella rete europea, ed ha altre opere che sono in corso di finanziamento, che sono state finanziate, in corso di realizzazione, quindi, su questi aspetti un impegno attento della Commissione, se necessario dell'Aula, perché riteniamo la realizzazione di un'opera pubblica, ma tanto più la gestione di un'opera pubblica, un fatto significativo e strategico per l'economia marchigiana.
Se non vado errato, anzi ritiro il vado errato, perchè faccio la domanda e non mi sembra giusto dare interpretazioni: "Queste somme necessarie per la costituzione della società e per l'Aerdorica sono utilizzate, spostate, dalla voce e, quindi, dalle risorse disponibili sul trasporto pubblico locale delle Marche? Chiudo con questa domanda.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Voglio rispondere all'ultima osservazione, nella relazione introduttiva alla legge c'è la risposta alla preoccupazione sottostante la domanda del Presidente Giancarli, le risorse vengono momentaneamente anticipate a valere sulle agevolazioni tariffarie e ripristinate in sede di assestamento.
La relazione introduttiva riporta questo impegno politico della Giunta che poi presenterà in Aula in sede di assestamento, quindi, è un pescaggio in un capitolo omogeneo su cui è intervenuto, ovviamente, il coordinamento dell'Assessore Giorgi, dell'Assessore Viventi e del sottoscritto.
Apprezzo il fatto che sia già convocata un'audizione con gli organismi tecnici, i dirigenti regionali, sull'Aerdorica per il 18 settembre a cui volentieri ci aggiungiamo, perché c'è un piano industriale di Aerdorica che fuga molti degli interrogativi, non fa evaporare i problemi, li individua e cerca di affrontarli con gli strumenti più idonei.
Il piano industriale che l'Assessore Giorgi ha seguito fin dall'inizio e che abbiamo, nell'illustrazione che ci ha fatto il Presidente in Giunta regionale, potuto osservare, risponde ai problemi storici determinatisi negli anni di cui non ha responsabilità questa amministrazione, definisce la situazione debitoria e patrimoniale e anche gli strumenti con un piano quinquennale di capitalizzazione, con la richiesta del partner privato, con l'integrazione alla piattaforma logistica porto-aeroporto-interporto, e presenta anche le soluzioni societarie e di prospettiva programmatica di intreccio dell'azione.
Capisco la preoccupazione del Vicepresidente Bugaro che non posso che apprezzare per il senso di responsabilità, ovviamente non eravamo a conoscenza della situazione, come il resto dell'Aula, perché i versamenti delle ritenute d'acconto sono un obbligo di legge con sanzioni penali, quindi è del tutto evidente che su questo versante non c'è stata possibilità di controllare e di rendicontare in quanto per tre anni consecutivi questi dati ci sono stati negati.
Ce ne siamo accorti grazie al nuovo Presidente che ha messo in evidenza questo problema che se non sanato significa le dimissioni del Consiglio e responsabilità capaci di bloccare l'operatività dell'aeroporto.
Ringrazio l'Aula per la comprensione e c'è l'impegno della IV Commissione a fare un focus su cui poi eventualmente il Consiglio potrà anche decidere se fare una discussione pubblica per conoscenza di tutti e non soltanto dell'organismo istruttorio consiliare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Chiedo scusa, intanto vorrei ringraziare l'Assessore per la chiarezza con cui ha risposto alla mia domanda sul bilancio, poi vorrei fare una precisazione: il 18 la Commissione è convocata con i servizi regionali, non con altri, con tutti i servizi regionali per discutere ed approfondire tutta l'infrastrutturazione Aerdorica, con i servizi della Regione Marche, non con altri soggetti esterni.
Chiedo scusa, ma questa precisazione mi sembrava doverosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. La parola per rispondere ad una sollecitazione che è venuta da alcuni Consiglieri regionali e approfitto, visto che c'è questa riunione della Commissione con i servizi, per sottolineare, come a voi non sfuggirà, l'importanza fondamentale dell’infrastruttura aeroportuale in questo momento di grande crisi della domanda interna del nostro Paese.
In realtà è vero, fino ad un certo punto, che l’aeroporto sta perdendo quote di mercato, in realtà le sta recuperando, e le sta recuperando soprattutto nel settore delle merci, nell’attività cargo.
In questo momento forse vale la pena fare un sacrificio rispetto a questa infrastruttura che ci proietta nel mondo, che porta reddito e porta anche occupazione alla nostra regione.
Vorrei soltanto ricordare le 30.000 presenze di turisti scandinavi che in questo momento, grazie al nostro aeroporto, si stanno distribuendo tra Gabicce e Pesaro e che, in qualche modo, compensano le difficoltà di una stagione turistica molto debole.
Non è vero che tutto il mondo è in crisi, noi siamo in crisi. E' in crisi l’Italia e parzialmente è in difficoltà l'Europa, ma c'è un mondo intorno a noi che sta crescendo a ritmi vertiginosi ed entrare in connessione con questo mondo significa usufruire dei servizi che vengono resi da un'infrastruttura come quella aeroportualr.
Vorrei approfittare di questo momento, alcuni Consiglieri sollecitavano di conoscere cosa sarebbe accaduto rispetto all’annunciata proiezione del film su Giacomo Leopardi che avverrà a Recanati, in prima assoluta italiana, prima dell’uscita sulle sale cinematografiche, per dire che riceverete un invito formale per voi e per un vostro accompagnatore per partecipare alla presentazione di questa prima sul territorio regionale. Una comunicazione che rassicura rispetto all'esigenza che molti di voi hanno manifestato questa mattina.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Preannuncio solo il voto di astensione del gruppo Nuovo Centro Destra per le motivazioni che il Consigliere Bugaro ha illustrato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Anch'io vorrei preannunciare il voto, motivare il mio voto favorevole perché ritengo che, in questo momento, l'unico aeroporto delle Marche debba rimanere per non isolarci anche rispetto ai flussi turistici e ai flussi degli imprenditori che vengono nella nostra regione.
Dall'audizione che abbiamo fatto con il nuovo management dell'aeroporto ci sembrano convincenti le intenzioni di risanamento che poi andremo a verificare.
L'ultima cosa, rispetto a chi dice che non si possono sprecare risorse sull'aeroporto di Falconara, ricordo che il trasporto su gomma e il trasporto ferroviario assorbono ogni anno 40 milioni di euro di risorse regionali, quindi, penso che in una logica di rilancio, di valorizzazione, di risanamento, sia giusto investire su questo mezzo di trasporto, su questa modalità di trasporto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Brini.

Ottavio BRINI. Anticipo per il gruppo "Per le Marche" il voto contrario, per il semplice fatto che quanto detto dall’Assessore Marcolini, persona che stimo molto, non mi ha convinto e mi ha lasciato molto perplesso quando ha affermato che per tre anni non è stato mai consegnato il bilancio e solo adesso ci si è accorti con il nuovo Presidente. ... Allora è peggio!
E' una mancanza di chi doveva fare il controllo e non l'ha fatto.
Penso che il Presidente Giancarli non ha ben compreso le sue affermazioni, tanto è vero che l’ha ringraziato, invece io faccio una nota di demerito perché chi doveva controllare il bilancio, Presidente, non l’ha fatto, quindi, bisogna vedere contro chi prendere dei provvedimenti. Il vecchio Presidente, io non lo conosco personalmente, lo conosco di nome, è una persona a modo, un industriale, è una persona che di questa roba se ne intende, come mai per tre anni non sono stati versati questi contributi e come mai è mancato il controllo della Regione Marche?
Dare oggi un voto positivo a questo sarebbe come un debito fuori bilancio.
Vi assumete una responsabilità gravissima, senza che nessuno prenda dei provvedimenti. Un atto gravissimo, per tre anni sono stati consegnati i bilanci e nessuno ha fatto dei controlli, perché se tre anni fa avessero controllato ed avessero capito l’errore oggi non ci troveremo nella situazione di tirare fuori questa somma.
Per questo motivo, in questa fase, votiamo contro e ci riserviamo eventualmente se ci sono le condizioni di … no, lasci perdere, questo non è il processo al direttore per inadempienza, è sotto processo per altre cose, questa è una mancanza di controllo da parte di chi ha la funzione.
Adesso non vorrei dare le colpe all'Assessore competente, me ne guardo bene, però qualcuno è responsabile di quello che è accaduto e bisogna che il 18, caro Presidente, qualcuno ci relazioni per iscritto e ci spieghi quanto è avvenuto, perché, per come, e i provvedimenti che si intende adottare.
Per questo motivo il gruppo "Per le Marche" vota contro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 (Dichiarazione d’urgenza). E’ necessaria la maggioranza assoluta, non dei presenti, ma dei membri assegnati. Il quorum è 22.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 440. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 720
ad iniziativa del Consigliere Solazzi
"Adesione alla marcia per la pace e la fraternità Perugia-Assisi, 19 ottobre 2014"
(Votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 720 del Consigliere Solazzi. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Riguardo alla mozione n. 711 ho diverse richieste di rinvio, però mi attengo, perché qui si apre un dibattito abbastanza consistente.
… Si esprima bene sui congiuntivi, è importante, perché noi abbiamo anche un ruolo educativo, ci seguono tramite web e non è indifferente essere corretti. …
No, non c’è nessun errore politico, perché come può constatare, io non ho detto con il piglio che mi è solito: “la seduta è tolta ci vediamo martedì”, ho detto ricevo da alcuni la richiesta di interrompere la seduta per altri impegni. Se però non c’è una formalizzazione, andiamo avanti.
Mozione n. 711 dei Consiglieri ... Io sono già partito, qual è il problema? La stiamo discutendo.
Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Presidente, le chiedo scusa e la ringrazio per la possibilità che mi dà di parlare, ho letto sull’Ansa ed anche sulla stampa ed ho visto che è stata data la notizia sia al Tg4 che su Canale 5, che c'è stato un caso, tra l’altro sembra che non sia ancora certo, sospetto di ebola a Civitanova Marche.
Ho visto che l'Assessore ha già dato una comunicazione, chiedo cortesemente che faccia una dichiarazione anche in Aula per dire quali sono i percorsi e se c’è una formazione adatta.

PRESIDENTE. No, scusi Assessore, un attimo.

Enzo MARANGONI. C’è anche una mia interrogazione, Assessore.

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, aspetti.
Scusi Assessore, abbia pazienza.
L’Assessore su questa cosa specifica parlerà alla fine della seduta.
La cosa che chiede la Consigliera Ciriaci è assolutamente legittima, la mettiamo in coda alla seduta, è normale, anche perché l’Assessore ha la possibilità di avere ulteriori informazioni e di aggiornarsi.
Ha la parola il Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Grazie Presidente. Soltanto per evidenziare la richiesta, se è possibile, di rinviare la mozione n. 711 per motivazioni tecniche e politiche, in quanto so, come sappiamo tutti, che giovedì prossimo, dopodomani, ci sarà un incontro con il Presidente Spacca su questa questione.
Fare una mozione oggi, sapendo che l'incontro successivo potrà portare a delle modifiche e a degli aggiustamenti necessari, diciamo, a risolvere la situazione .... Penso che sia importante rinviarla alla prossima seduta del Consiglio regionale in modo da avere altri elementi necessari da inserire o magari il problema non esisterà più, a quel punto saremmo tutti più contenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Capisco, Consigliere Badiali, lei è più realista del re!
Se i timori sono quelli che lei paventa, il Governatore Spacca ce li chiarirà. Sarà lui che dirà se è opportuno parlare di questo prima o dopo l’11, così sarà chiaro a tutti. Qui dentro sarà chiaro a tutti, e soprattutto fuori, qual è il comportamento di ognuno di noi.
Noi riteniamo, proprio per il ragionamento che prima ha fatto il Consigliere Bucciarelli, di dover tutelare dei dipendenti che, caro Consigliere Bucciarelli, non sono stati mandati via perché c’è una crisi economica, non c’è la crisi economica, assolutamente, c’è tutt’altro, e allora noi diamo forza al Governatore Spacca con questa mozione.
Magari aspettiamo che il Governatore Spacca rientri così ci dirà lui.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Camela.

Valeriano CAMELA. Proprio per dare maggiore forza, in previsione di questo incontro che il Presidente terrà dopo domani, giovedì 11, penso che sia il caso che il Consiglio si esprima su una posizione larga, anche coerentemente con una larga sottoscrizione di firme a sostegno della mozione presentata.
Se poi occorre aggiustare qualche cosa il Presidente Spacca ci darà l'orientamento giusto. Grazie.

PRESIDENTE. La posizione del gruppo UdC è chiara.
Benissimo, non essendoci altri interventi, prendo atto della richiesta fatta dal Presidente della III Commissione e metto in votazione, per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Trenta, Natali, Camela, la proposta di rinviare la mozione alla prossima seduta.

Favorevoli: Badiali, Bellabarba, Busilacchi, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Giannini, Latini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Brini, Binci, Bucciarelli, Camela, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Massi, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Nessuno

(L’Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Si discute la mozione.

Mozione n. 711
ad iniziativa dei Consiglieri Natali, Ciriaci, Foschi, Brini, Sciapichetti, Perazzoli, Bellabarba, Romagnoli, Marinelli, Marangoni, Ortenzi, Massi, Trenta, Camela, Donati, Traversini, Marconi, Cardogna
"Indirizzo alla Giunta per favorire la riapertura dello stabilimento ex Coalac del Gruppo Cooperlat"

Interrogazione n. 1746
ad iniziativa dei Consiglieri Camela, Donati, Natali, Perazzoli, Trenta
"Coalac di Ascoli Piceno"

Interrogazione n.1588
ad iniziativa del Consigliere Camela
"Chiusura stabilimento Coalac di Ascoli Piceno"

Interrogazione n. 1528
ad iniziativa del Consigliere Latini
"Situazione ex Coalac di Ascoli Piceno"
(abbinate)
(Discussione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 711 dei Consiglieri Natali, Ciriaci, Foschi, Brini, Sciapichetti, Perazzoli, Bellabarba, Romagnoli, Marinelli, Marangoni, Ortenzi, Massi, Trenta, Camela, Donati, Traversini, Marconi, Cardogna, l'interrogazione n. 1746 dei Consiglieri Camela, Donati, Natali, Perazzoli, Trenta, l'interrogazione n. 1588 del Consigliere Camela e l'interrogazione n. 1528 del Consigliere Latini, abbinate.
Per favore, Consigliere Natali, abbia pazienza, è tardi, gli animi sono riscaldati, la maggioranza ha qualche defaillance ed io non ho capito cosa mi chiede … io mando l’invito a tutti.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Grazie Presidente. Questa mattina alla riunione dei Presidenti dei Gruppi abbiamo assistito alla performance del capogruppo Ricci del PD che ha detto garbatamente alcune cose di cui ha dato consequenziale atto in Aula.
Molti vogliono liquidare questa questione come meramente territoriale e questa è la forte motivazione che ci ha spinto a portare, a presentare, questa mozione e mi auguro che il Consigliere Ricci riesca ad argomentare nel contenuto perché ai Capigruppo sembrava la conoscesse.
Dubito che il Consigliere Ricci conosca questa mozione, ma soprattutto questo è assolutamente vero, non conosce la motivazione che oggi ci porta in Aula a parlare di un territorio, ma soprattutto a parlare di una regionalità. Lungi da voi pensare che questa riguardi solo un territorio, pur fortemente violentato da certe scelte politiche.
Rammento ai signori che trent'anni fa arrivò in questa regione la Cooperlat e nacque con una missione precisa, Assessore Lucchetti, portare il latte marchigiano di qualità - … basta cosa? Dopo vengo ad alcune considerazioni che forse la riguardano direttamente - e promuovere i prodotti lattiero-caseari sul mercato nazionale ed oltre. Tanti punti messi a rete da Cooperlat nel sistema regionale, ed era questo, perché quando noi parliamo, e potrebbe anche essere secondario, vogliamo riconoscere una politica industriale, conoscendo un piano industriale che ancora oggi nessuno di noi conosce, ma siccome ci sono i fondi della Regione e siccome sui fondi della Regione vediamo che le difficoltà sono tante, tant’è che ci vedono allibiti alla presentazione di una legge sull’Aerdorica e voi sapete quanto è cara la struttura, nel sistema delle infrastrutture regionali ed oltre, per lo sviluppo e la sopravvivenza di una regione.
Qui si va oltre, e faccio appello all'Assessore Canzian, ho visto che non ha votato, non so se ringraziarla o se un piccolo dubbio mi può venire, però col beneficio della sua intelligenza, della sua correttezza, che manifesterà, e di questo siamo convinti, ecco perché abbiamo fatto questa mozione, noi le saremo a fianco, come lei sarà a fianco del Presidente Spacca. Non mi aspetto solidarietà dall’Assessore Luchetti che fino ad oggi con il gioco delle tre carte ci ha …, vedo che c'è anche l'Assessore Malaspina e non ho dubbi che sarà vicina a noi in questa battaglia perché qui si tratta del QM Marche e del Psr Marche, di una politica che voi dovete far pesare su chi fa decisioni diverse. Diverse per colpire un'economia già debole, un'economia territoriale penalizzata, come quella del nostro territorio all'interno del sistema regionale delle Marche che aveva quella missione.
Quando noi parliamo di regione al plurale, si parlava delle Marche città regione, questa era una politica degli anni ‘70-’80, oggi, caro Assessore Canzian, se viene meno il sostegno a questa nostra battaglia del territorio perché sull’industria, sul piano industriale, io non c'entro perché chiederò ai revisori dei conti come certi bilanci sono stati presentati, se sono stati presentati, e questo lei come Assessore, insieme all’Assessore Giannini e all'Assessore Luchetti, insieme all'Assessore al bilancio dovrete verificare alcuni passaggi di questa mozione che non va bene al Consigliere Ricci.
Non accetto che un Capogruppo di un partito serio come il PD, e mi fa piacere Consigliere Perazzoli che oggi l’avete chiamato con affetto e con una certa emozione, non parlo da dirigente di ..., parlo come antico appartenente al partito comunista che era una cosa seria, che era a fianco dei lavoratori, che era per la tutela dei lavoratori, a noi ci viene chiesto profilo basso e sul profilo basso abbiamo accettato lei, abbiamo accettato la Malaspina, abbiamo accettato Luchetti, abbiano accettato la Cooperlat, abbiamo accettato la Regione.
Ma noi siamo a fianco di quella manifestazione di interessi fatta da un territorio rappresentata da allevatori, da produttori di latte, possiamo anche rinunciare ai marchi, ma non venga meno la tutela di quel luogo di lavoro creato con il sudore e i sacrifici di una comunità come quella picena.
Questo non può venir meno e su questo, lei che ha tradizioni maceratesi, potrebbe non avere il mio stesso effetto, la mia stessa retorica, però si ricordi che lei ha una responsabilità che noi le diamo, come sostegno le diamo la forza, perché 23 Consiglieri hanno sostenuto questa mozione, senza se e senza ma, ed oggi al caro Consigliere Binci e al Consigliere Bucciarelli chiederò di firmarla a tutela di quei lavoratori che non possono essere deportati da un territorio e mandati a lavorare dalle 5 del mattino alle ore 13 e ore conseguenti della giornata, costringendoli a lasciare figli, famiglie, case, territorio. Ma di cosa stiamo parlando?
Qui il Partito Comunista lo invoco a tutela ed al fianco di quei lavoratori.
L’origine politica dell’Assessore Luchetti è chiara, quindi va bene tutto, purché poi si faccia. Tuteliamo la Cooperlat, quei 400 lavoratori che hanno all’interno i lavoratori della Coalac. Il Presidente Spacca nel Comune di Ascoli Piceno in una riunione congiunta, dove c’era lei, c’ero io, c’erano i Consiglieri Natali, Camela, Perazzoli. C’eravamo tutti a difesa di quel territorio.
Seguirà l’interrogazione parlamentare, se le dispiace mi dispiace, ma non se dispiace all'onorevole Agostini, perché noi andremo fino in fondo a questa vicenda affinché venga garantita la territorialità.
Il piano industriale è un problema della Giunta regionale, ma che non venga meno, Assessore Canzian, non perda una parola di quello che sto dicendo, se no mi fermo qua fino a domani mattina, mi stia ad ascoltare, lei deve essere a fianco di questa battaglia perché è una battaglia del cuore, è una battaglia di un territorio, è un sostegno alla dignità imprenditoriale di quel territorio che non può venir meno.
Guardiamoci tutti perché i nomi sono tutti scritti, alla fine chiederò l’appello nominale per la votazione, Assessore Canzian, e questa volta vorrò vedere in primis il suo voto a fianco del nostro territorio. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Camela.

Valeriano CAMELA. Grazie Presidente. Cari colleghi Consiglieri oggi discutiamo una mozione che riguarda il destino di 23 lavoratori trasferiti, meglio dire, deportati, come diceva il Consigliere Trenta, a Jesi dallo stabilimento ex Coalac dove fino al 10 giugno scorso si lavora il latte fresco di qualità.
Se fosse solo questo potremmo anche dire che è poca cosa rispetto alle grandi crisi aziendali che hanno riguardato centinaia e migliaia di lavoratori alle quali la Regione ha guardato impotente anche se con dolore.
Questa mozione invece ha una sua importanza perché riguarda decine di migliaia di persone, quelle cioè che si alimentano con il latte, soprattutto vecchi e bambini, ma anche tutti gli adulti che al mattino fanno colazione con il cappuccino, mangiano dolci. Alimenti che hanno alla base il nostro latte, fresco Marche, il latte Giglio, il latte Cuore mio, il latte di quei marchi del latte Tre Valli che sono stati e sono ancora l'orgoglio e il vanto di una regione che in trent'anni ha saputo creare, con oculate politiche di sviluppo del sistema cooperativistico, un'azienda che è tra le prime cinque d’Italia nel settore lattiero-caseario.
Questa mozione riguarda anche il destino di tanti altri lavoratori e famiglie degli allevatori che da trent'anni producono latte e lo producono in territori marginali di media collina, di alta montagna, che costituiscono un presidio territoriale importantissimo nel sistema idrogeologico e nel controllo dell'ambiente, che forse rappresentano l’apporto più alto dal punto di vista sociale ed economico.
Tutti sanno quanto siano maggiori i costi umani ed economici di un disastro ambientale quando manca la prevenzione, quella prevenzione che assicura a monte quegli insediamenti umani che con l'agricoltura garantisce, oltre alla qualità dei prodotti della terra, anche un sano assetto idrogeologico.
La chiusura dello stabilimento ex Coalac colpisce i consumatori più deboli, cioè i vecchi e i bambini, colpisce gli allevatori e gli agricoltori che presiedono territori di grande pregio paesaggistico, colpiscono i lavoratori trasferiti a Jesi e quelli dell'indotto già appartenenti a un territorio duramente provato dalla crisi economica che era già seria prima del 2008, prima della grande crisi.
La decisione del Consiglio di amministrazione della Cooperlat, una azienda governata da una cooperativa che dal 1998 ha ricevuto dalla Regione Marche oltre 15 milioni di contributi pubblici, di chiudere lo stabilimento ex Coalac è grave, incomprensibile, inaccettabile!
La strategia del Consiglio di amministrazione, dove siedono i maggiori dirigenti della cooperazione regionale e dell'associazionismo agricolo, è contro la strategia di sviluppo e valorizzazione del settore agroalimentare, quel settore che registra le migliori dinamiche commerciali nell'export che fanno delle Marche un punto di riferimento dell'alimentazione umana, se è vero, com'è vero, che anche grazie al nostro cibo la longevità dei marchigiani è tra la più alta del mondo, così come saremo in grado di testimoniare anche all'Expo 2015 a Milano.
Il contrasto delle politiche industriali della Cooperlat e quelle di sviluppo della Regione Marche, Assessore Canzian, ribadite anche con la recente approvazione del piano di sviluppo regionale da parte di questo Consiglio, in più occasioni è stato detto e ridetto dal Presidente Spacca, che voglio ringraziare a nome dell’UdC delle Marche e dei cittadini del piceno, ribadendo che la produzione del latte fresco di qualità fa parte della strategia qualità Marche e rappresenta un brand della nostra regione.
Al Presidente Spacca che giovedì prossimo incontrerà il Presidente della Cooperlat Baietta abbiamo scritto una lettera aperta che dice con molta chiarezza quello che dovrebbe dire allo stesso Baietta.
Nella lettera promossa e sottoscritta dai Consiglieri regionali del Piceno, che ha sicuramente il sostegno anche degli altri numerosi colleghi Consiglieri che hanno firmato la mozione in discussione e che ringraziamo, si sostengono due concetti chiave: il primo è la richiesta della riapertura dello stabilimento ex Coalac per la produzione di latte fresco di qualità, perché questa sede è la più qualificata nella produzione di latte fresco; secondo: qualora la Cooperlat mantenesse ferma la propria decisione di lavorare tutto il latte fresco a Jesi, dove confluisce maggior parte il latte prodotto nella Padania a danno di quello marchigiano e del piceno, si soddisfi almeno la manifestazione di interesse ad acquistare sede e impianti da parte della cooperativa ex Coalac che ha già avanzato, come ha sempre anche affermato la dirigenza della Cooperlat in numerosi comunicati stampa e persino nelle dichiarazioni dei verbali ispettivi del Ministero per lo sviluppo economico dello scorso 12 giugno.
Abbiamo sentito dire da parte di amministratori e dirigenti della Cooperlat che il sito di Ascoli era in perdita, che era un costo per il bilancio, se così stanno le cose lo cedano all’ex Coalac per seguitare a produrre latte fresco dal momento che rappresenta il core business dell’azienda.
Il Presidente Spacca ha dichiarato che è disposto a compartecipare all’iniziativa economica e con lui si è dichiarato anche il Sindaco Castelli, il Sindaco della nostra città, disponibile a promuovere anche una public company, così come le maestranze si sono dichiarate a costituirsi in cooperativa per gestire direttamente l'attività che hanno svolto per tantissimi anni.
La Cooperlat deve sapere che ad Ascoli si seguiterà a lavorare latte fresco di qualità perché questo è scritto nella storia delle politiche della cooperazione che opera nel settore lattiero caseario.
Con questa mozione che chiediamo sia votata da tutto il Consiglio, anche dai consiglieri eletti nell'anconetano, noi vogliamo difendere la produzione marchigiana del latte, dove la trasformazione rappresenta una fase strumentale della sua commercializzazione.
La Cooperlat non è stata costituita per lavorare e commercializzare nelle Marche e nel centro-sud dell'Italia il latte padano, ma per promuovere il latte delle Marche anche nella padania.
Le finalità della Cooperlat erano e sono esattamente l'opposto di quello che sta facendo Baietta con il suo Consiglio di amministrazione.
Noi dobbiamo fermare questa strategia che si organizza in occasione della liberalizzazione delle quote latte, quando saremo inondati dal latte padano.
I marchigiani che rappresento non sono disponibili a tradire la mission della Cooperlat, i marchigiani tutti non sono disponibili a pagare circa 4 milioni di debiti dell'Abit Piemonte che è una consociata della Cooperlat, e i 6 milioni di buco di bilancio registrati con l’approvazione del bilancio consuntivo nel 2013.
L’attuale gestione da tre anni registra perdite di valore del latte e perdite di bilancio a causa di madornali errori di gestione e di investimenti sbagliati nel nord Italia. Nonostante ciò attraverso forzature che mortificano lo spirito cooperativistico pensano ancora di consolidare la loro catena di comando che ripete errori su errori a danno soprattutto dei soci conferitori totali che sono i più fidelizzati alla Cooperlat.
Come marchigiani dobbiamo difendere le nostre eccellenze!
La Cooperlat era fra queste, ma adesso è in mano ai padani con la complicità di alcuni marchigiani ai quali chiediamo di difendere le strategie della regione e soprattutto di solidarizzare con una parte delle Marche, cioè il Piceno, ingiustamente mutilato di un'eccellenza produttiva di cui andava fiero.
Noi non ci fermeremo! Lotteremo fino all'affermazione delle nostre ragioni! Chiediamo a questo Consiglio di schierarsi dalla parte giusta! Dalla parte dei lavoratori, degli agricoltori, di vecchi e bambini, di quelle migliaia di consumatori abruzzesi, piceni, fermani che bevono latte di qualità delle Marche, affinché possano seguitare a farlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Presidente Ortenzi, al di là, forse, del difetto di vista, non mi guarda mai, guarda sempre più verso il centro che verso la destra, ma è normale, io aggiungo poco, soltanto un accenno.
Qui non si è di fronte ad una crisi aziendale.
Tutte le vicissitudini che abbiamo seguito in altri ambiti, qualcuno prima ricordava quando ci tiravano le monetine o altro, concernevano problemi aziendali, problemi economici. Non siamo di fronte ad una situazione del genere. Siamo di fronte ad una situazione in cui lo stabilimento che si vuole chiudere non è in passivo, ma dovrebbe essere utilizzato per ripianare i debiti che si fanno in altre parti.
Cosa veramente buffa! Cornuti e mazziati direi! Chi è stato virtuoso deve essere punito. Chi è stato virtuoso e chi produce deve smettere di produrre e andare a lavorare da altre parti.
Qualcuno prima parlava di sinistra. Sinistra in che senso? Mancini? La sinistra non esiste più, siete finiti, qual è la sinistra?
Se una sinistra non si indigna di fronte ad una situazione del genere ... La sinistra che s'indignava, si è indignata a volte strumentalmente su aziende, su insediamenti che avevano problemi economici per cui c’erano problemi finanziari, non si indigna per qualcuno che si intigna, perché quello che fa la Cooperlat non è altro che una mera tigna, non sappiamo nei confronti di chi, ma nei confronti dell’intero popolo, non solo piceno, ma marchigiano.
Assessore Canzian io non la richiamo all’ordine, come fa il Consigliere Trenta, mi affido a un ragionamento un po' più politico. Perché? Che cosa è emerso? Perché abbiamo fatto questa mozione? Perché abbiamo fatto questa lettera al Presidente Spacca? Il Presidente Spacca è stato sempre molto chiaro e chi ha portato avanti le trattative con la Cooperlat sono stati tre Assessori, competenti, sempre tra tante virgolette, più lei che è l’Assessore al piceno. Quando Spacca è stato richiamato da noi per ritornare su quei punti che non ci sembravano ben argomentati, la Cooperlat ha detto che avevamo cambiato le carte in tavola.
Delle due l’una. O qualcuno non ha spiegato alla Cooperlat che cosa intendeva il Governatore Spacca, che rispondeva in pieno a quello che il territorio Piceno chiedeva o non è spiegabile in altro modo. O non hanno capito, ma mi sembra strano, o non gli è stato spiegato.
A fronte di questa situazione in cui il Presidente Spacca ha ripreso il mandato, il pallino in mano, si muove e qualcuno cerca di sostenerlo, verificare che qualcuno si oppone a tutto questo, è una cosa veramente ridicola. Siamo in una sede ridicola, non stiamo parlando di cose che non esistono. Qui addirittura si parla di un’azienda in perdita. Non è vero, e a fronte di un’azienda in perdita c'è qualche cretino che la vuole acquistare.
Io non so, nella poca esperienza professionale che ho, quando mi sono capitate avventure del genere, ho sempre suggerito al nemico che fugge: ponti d’oro, fagli pure lo sconto, tanto ha solo da rimettere, ma qui chi ha fatto tutto questo pensa che ancora siamo ai tempi del feudalesimo.
Noi non rivendichiamo solo la territorialità della situazione, rivendichiamo che il Presidente Spacca e la sua Giunta hanno sempre parlato di filiera corta, del prodotto, di come siamo i più bravi, siamo piccoli e riusciamo a fare tutto meglio degli altri e che ci possiamo difendere soltanto con una nicchia di mercato. La Coalac rappresenta in pieno con il latte fresco tutto questo e su questo non facciamo una battaglia? Per sentire qualcuno che surrettiziamente chiede il rinvio, perché ne dovremo riparlare dopo che il Presidente Spacca ha avuto l’incontro con Baietta. E’ un’offesa alla nostra intelligenza. Chi dice questo pensa di aver a che fare con degli stupidi.
E’ come quando abbiamo parlato prima del biogas, è lo stesso ragionamento a parti invertite.
Guardiamoci negli occhi, sappiamo tutti cosa dobbiamo tutelare e soprattutto mettiamo da parte, una volta sola, magari, le beghe e le fazioni interne di partito per cui io dico una cosa, il Consigliere Latini ne dice un’altra e fa parte del mio stesso partito, o il Consigliere Latini trova un’occasione per attaccarmi su una cosa del genere. Qui si tratta di difendere, non i 23 lavoratori che sono già andati, che fanno già le loro camminate giornaliere per Jesi, ma un territorio dove ci sono gli allevatori, c’è chi ha creato la Coalac e non l’ha creata perché Baietta si divertisse per le tigne che ha preso con qualcuno.
La Regione Marche ha a disposizione uno strumento fantastico, che non è uno strumento estorsivo, è la politica. Fa i bandi del Psr come ritiene giusto politicamente fare e lo farà presente a questo tignoso. Se lui sarà contento di andare avanti come vuole, saprà che da questa Regione …, e qui dovremmo essere tutti d'accordo, sia chiaro, perché poi di cavalli di Troia non ne vorrei vedere. Poi vedremo se l'imprenditore che di solito va dietro ad una sola logica, preferirà la tigna o preferirà il suo profitto.
Sono convinto che se messo di fronte a determinate problematiche, no responsabilità perché persone del genere evidentemente di responsabilità non ne hanno, abbasserà le orecchie e si metterà la coda tra le gambe.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Grazie Presidente. Credo che questa vicenda Coalac-Cooperlat vada affrontata in maniera intelligente, ragionevole. E’ ovvio che a chi ha responsabilità istituzionali, quindi responsabilità di governo, mal si attaglia il ruolo di Masaniello. Di Masaniello nel nostro territorio, Consigliere Trenta, Consigliere Natali, ce ne sono tanti, lo sappiamo, li conosciamo, non vorrei che questa vicenda fosse per la sua complessità utilizzata esclusivamente da alcuni, da qualcuno, da nessuno spero, per altri motivi.
E’ una vicenda molto complicata. Provo molto brevemente a riassumere il percorso che la Regione Marche ha cercato di svolgere in questa vicenda.
Ci siamo trovati di fronte alla decisione della Cooperlat di chiudere lo stabilimento produttivo di Ascoli e di trasferire i lavoratori, 23, da Ascoli a Jesi.
Voi sapete che noi abbiamo chiesto con forza, e ottenuto, un rinvio di questa decisione al fine di verificare tutte le possibilità a nostra disposizione con gli strumenti di cui la Regione Marche dispone, per poter fissare 3 paletti fondamentali che erano e, a mio modo di vedere, tuttora sono: il mantenimento della produzione del latte fresco nello stabilimento di Ascoli e la valorizzazione di questo prodotto nel territorio marchigiano; il mantenimento del sito di Ascoli come sito produttivo; la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Questi erano e sono tuttora gli obiettivi che la Regione Marche ha ben presenti e per i quali sta ancora adoperandosi.
Si era arrivati, come dire, ad un ripensamento della Cooperlat riguardo la chiusura dello stabilimento di Ascoli con l'impegno della Cooperlat, convinta dalla Regione Marche, di mantenere aperto il sito produttivo di Ascoli fino al 31 ottobre per la produzione di latte fresco, la presentazione entro il 15 settembre di un piano di riconversione, terzo la disponibilità della Cooperlat a valutare una o più possibili manifestazioni di interesse ad acquistare lo stabilimento per la produzione di latte fresco o altro.
Questo era e questo è! Nessuno dei tre obiettivi che noi c'eravamo prefissi all'inizio sono stati abbandonati: 1) mantenimento della produzione del latte fresco nel sito di Ascoli - invito i Consiglieri Natali e Trenta ad essere attenti, il Consigliere Trenta chiede un po’ di attenzione, proviamo insieme perché non è, ripeto, la battaglia di qualcuno ed ho ragione; 2) mantenimento dei livelli occupazionali; 3) presentazione di un progetto di riconversione. 1, 2, 3 questi sono gli impegni che noi c'eravamo presi.
La Cooperlat reiteratamente ha di nuovo manifestato l'intenzione di non essere in grado di mantenere, come Cooperlat, la produzione del latte fresco nel polo di Ascoli. Si è attivata nell'ultima assemblea dei lavoratori di fine agosto, non ricordo con precisione la data, e c’è stata una condivisione sostanzialmente, diciamo, univoca da parte del territorio e dei lavoratori, affinché la Regione Marche e il territorio puntasse esclusivamente, poi qualcuno le responsabilità se le dovrà assumere, al mantenimento del sito di Ascoli per la produzione di latte fresco, dico esclusivamente vista la posizione della Cooperlat, grazie, ripeto, ad una o più manifestazioni di interesse al suo acquisto.
Questo è lo stato dell'arte attuale, il che significa che tutti noi siamo unitariamente su questa posizione, ci mancherebbe altro. Sommessamente, come ho già detto, faccio presente a tutti voi e a tutti noi che di fatto, avendo concentrato la nostra attenzione esclusiva sulla manifestazione di interesse all'acquisto dello stabilimento di Ascoli, è evidente che abbiamo liberato la Cooperlat dall'impegno di presentare un progetto di riconversione. Di questo siamo tutti consapevoli o no? Io credo che tutti dobbiamo esserne consapevoli.
Lo stato dell'arte è questo e dopodomani nell'incontro tra il Presidente della Regione ed il Presidente della Cooperlat di questo si discuterà.
Credo, spero, auspico, come credo tutti voi, che possa esserci la disponibilità della Cooperlat a vendere lo stabilimento, perché di questo si tratta, e che il Presidente Spacca attraverso gli strumenti che il nuovo Psr metterà a disposizione e quant'altro, una moral suasion, come noi l'abbiamo chiamata, nei confronti di questa azienda, possa avere i risultati voluti.
Chi ha responsabilità istituzionali questo deve fare, e non agitare bandiere, banderuole. Temo che affinché questo risultato si concretizzi, se si concretizzerà, passerà del tempo, perché non è che siamo nati ieri, allora io dico concentriamoci, impegniamoci affinché questo risultato avvenga, se avverrà, e io auspico che ciò avvenga per le motivazioni che correttamente voi avete sintetizzato: il mantenimento del polo produttivo, la produzione del latte fresco, il mantenimento di un prodotto legato al territorio e quant'altro.
Spero che questo venga raggiunto, l'unica mia amarezza e dubbio, dubbio che ho esplicitato nell'assemblea dei lavoratori, è che di fatto ci siamo preclusi l'ipotesi B, una eventuale via d'uscita, che io non archivio come scelta di secondo piano, perché vedete nel nostro territorio i tanti rappresentanti istituzionali che oggi agitano bandiere e banderuole non hanno salvato un solo posto di lavoro quando le aziende chiudevano.
Io spero che questo adesso accada ed il nostro interesse prioritario, i nostri interessi sono quei tre obiettivi a cui prima ho fatto riferimento: mantenimento della produzione latte fresco, se ci riusciamo, mantenimento del sito di Ascoli come produttivo, e salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.
Credo che la Regione non si sia mossa di una virgola rispetto al percorso che abbiamo fatto, al di là delle interpretazioni e di tutte le considerazioni che voi avete fatto. Io aspetto ... chi ha detto Baietta? Baietta è un'altra storia. La Regione è la Regione, l'azienda, la Cooperlat o quant’altro è un'altra storia, io mi assumo le responsabilità di quello che faccio, delle scelte che cerco di promuovere e dei risultati che spero di ottenere.
Credo che questa onestamente sia la fotografia del percorso. Da aprile ad oggi, ormai siamo impegnati in questa vicenda, spero di tutto cuore che il Presidente Spacca sia in grado di promuovere e di raggiungere l'obiettivo che ormai è l'unico che abbiamo a disposizione, visto che abbiamo rinunciato, e questo guardate, lo dico pubblicamente, non è stata una scelta tatticamente intelligente di aver liberato la Cooperlat dall'impegno di presentare un progetto di riconversione e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali.
L'ipotesi B non ce l'abbiamo più, speriamo di raggiungere l’ipotesi A che era e rimane l’ipotesi migliore. Noi ce la metteremo tutta. Il Presidente Spacca è sceso, come si dice, nel linguaggio di cui siete esperti, in campo in prima persona, dopodomani avremo la prima verifica dell'ipotesi e del ragionamento del percorso a cui prima facevo riferimento.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. L’Assessore Canzian ha raccontato la vicenda. E' un caso anche sindacale, ecco perché me ne sono dovuto occupare.
A me dispiace la conclusione di questa vertenza, purtroppo i lavoratori non hanno voluto sottoscrivere un documento che il sindacato aveva, in qualche modo, definito insieme alla Regione. Lì c'è stata sostanzialmente una presa di posizione e una determinazione molto forte da parte dei lavoratori che hanno messo in gioco loro stessi, in quella fase, proprio per difendere la produzione del latte ad Ascoli.
Penso che questa decisione vada rispettata, è andata così, mi dispiace solo che oggi non abbiamo gli strumenti sindacali che potevano, in qualche modo, tutelare meglio le famiglie, nel senso che questi lavoratori sono costretti a fare avanti e indietro tra Ascoli e Jesi e questo è, secondo me, un limite molto forte.
Intervengo perché entro nel merito della mozione. Posso condividere le motivazioni di fondo di quelli che hanno presentato la mozione circa la difesa della latte fresco nell’ascolano, cosa che il Presidente Spacca ha condiviso, pertanto la posizione del Presidente Spacca da questo punto di vista rappresenta la posizione della Giunta, però non posso condividere, dal punto di vista istituzionale, i contenuti di questa mozione. Qui si entra dentro i meccanismi di rappresentanza di una cooperativa, si fanno nomi e cognomi di chi dovrebbe essere convinto. Questa non è una mozione del Consiglio regionale, in più c'è il discorso del punto 6, tra l’altro ripreso anche dal Consigliere Natali, che secondo me è una cosa incredibile! Consigliere Natali, lei è un avvocato, si è espresso in una maniera anti istituzionale, addirittura dice che non si danno più contributi con dei bandi, ma guardi … no, le scelte politiche si fanno, quelle scelte che dice lei si facevano in altri tempi, no nel tempo in ci sono da rispettare le norme, quando dice: “assumere conseguenze inibitorie e decisioni”, ma ragazzi questo è un linguaggio, è una metodologia che va assolutamente rigettarla.
(...) No, la linea politica che volete portare avanti la posso condividere in quanto il Presidente l'ha assunta, ma non attraverso queste cose, mettere nero su bianco in una mozione del Consiglio queste cose per me non solo è una corbelleria istituzionale, ma francamente è politicamente inaccettabile.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Malaspina.

Maura MALASPINA. Grazie Presidente. Cari consiglieri come ben sapete ho seguito attentamente dall'inizio e con costante impegno l'evoluzione della vertenza Coalac Cooperlat ed ho vissuto questa esperienza soprattutto dal lato umano perché si tratta di difendere il lavoro di centinaia di famiglie in un territorio svantaggiato, disagiato.
Ho sempre condiviso le posizioni del Presidente Spacca mirate a difendere la qualità Marche e, quindi, la produzione del latte fresco di qualità.
Ho proposto a questo Consiglio un piano di sviluppo rurale che prevedesse nella zootecnia da latte il fulcro per la difesa dell'ambiente e il presupposto per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti lattiero caseari dei quali le Marche rappresentano un'eccellenza nazionale.
Siamo stati sempre vicini alle maestranze e agli allevatori, ricercando le soluzioni migliori per salvaguardare lo stabilimento ex Coalac.
Le strategie aziendali, benché non condivisibili, soprattutto perché non spiegate con un piano industriale, a mio avviso, credibile, l'ho richiesto più volte e non mi è stato mai presentato, mi è stato spiegato velocemente alla presenza degli Assessori Luchetti e Canzian, hanno avuto la meglio su quelle regionali, ma il percorso non finisce con il trasferimento degli operai a Jesi.
La Regione Marche non rinuncia alle ultra decennali scelte di settori riguardanti l’agro industria.
Questo settore rappresenta non solo un'eccellenza sul piano della qualità dell'alimentazione italiana, che brillerà di luce propria in occasione dell’Expo 2015, ma anche un valido contributo nella bilancia dei pagamenti nazionale e regionale.
Come ha ricordato in più occasioni il Presidente Spacca, è volontà della Regione proseguire la mission che ha dato vita alla Cooperlat, cioè la produzione del latte fresco di qualità ad Ascoli.
Attiveremo tutte le azioni possibili perché questo avvenga.
Proveremo ancora una volta, attraverso una moral suasion, di far riaprire lo stabilimento ex Coalac, anche se è un’impresa difficilissima, in alternativa chiederemo alla Cooperlat, così come chiesto nella mozione, di soddisfare la manifestazione di interesse presentata dal Presidente della Coalac.
La Regioni sarà a fianco di ogni utile iniziativa che preveda la riapertura della lavorazione del latte fresco ad Ascoli.
Cercheremo di salvaguardare la mission della Cooperlat con il Consiglio di amministrazione dell'azienda o senza.
La mission non è quella di far diventare le Marche la piattaforma produttiva e commerciale del latte importato dal centro-nord dell'Italia, ma al contrario utilizzare le cooperative del nord per promuovere nel nord il latte dei produttori locali delle Marche.
La produzione del latte non è stata e non sarà concentrata in un'unica sede, ma sarà policentrica e differenziata territorialmente, così come prevede lo statuto della Cooperlat.
Lo sviluppo delle Marche è stato sempre armonico e i marchigiani hanno sempre saputo lavorare a rete e tale forma di sviluppo, che ha costituito la via adriatica come modello, continueremo a difenderlo, perché ha permesso di valutare, come diceva il Consigliere Camela, la migliore qualità della vita in un contesto nazionale e mondiale, se è vero che il parametro della longevità ne rappresenta la misura oggettiva.
Sappiamo che bisogna rispondere alla crisi puntando all'innovazione dei processi produttivi e di prodotto; sappiamo che puntare sulla qualità significa creare valore aggiunto e che nicchie di mercato nazionale ed estero si conquistano con il saper fare, quel saper fare che è proprio di noi marchigiani. Sappiamo che la qualità o è totale o non c'è perché è l'ambiente umano e territoriale a creare i presupposti della qualità totale. Sappiamo che istituzioni pubbliche e private hanno gli stessi obiettivi di crescita eco sostenibile e che il settore agroalimentare ha trovato la sua via di uscita dalla crisi. Sappiamo che non possiamo fermarci a causa di qualche calcolo sbagliato, di qualche errore gestionale di alcune importanti imprese marchigiane. Sappiamo, quindi, che dobbiamo andare avanti con fiducia e determinazione, e questo faremo.
Rassicuro lavoratori e cooperatori che non saranno lasciati soli e continueremo a sostenerli con convinzione e amicizia! Grazie.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Dieci minuti di sospensione? Siamo d’accordo?
Il Vicepresidente Canzian chiede 10 minuti di sospensione, un minimo di buon senso. Dobbiamo votare sulla richiesta di sospensione? Come volete? Credo che serva per un minimo di controllo della situazione, per potere arrivare ad una soluzione condivisa, se è possibile, non mi pare che sia una richiesta di chissà che. D’accordo? Senza votare, va bene? Prego?

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Votiamo la sospensione, però può capitare a tutti di richiederla. Voteremo sempre. Benissimo!
Non è che ci sia un interesse, come dire, robusto qui dentro per questa discussione, quindi, se ci fermiamo un attimo non succede niente. Dieci minuti di sospensione.

La seduta è sospesa alle ore 14,40.

La seduta riprende alle ore 15,05.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Per favore sollecitate i vostri colleghi ad entrare perché si passa al voto.
Rispetto alla mozione n. 711 ho due emendamenti.
Emendamento 01 a firma dell'Assessore Canzian che metterei al voto.

Rosalba ORTENZI. Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Verifica del numero legale.
Presenti: Brini, Bugaro, Camela, Canzian, Carloni, Ciriaci, D'Anna, Foschi, Marangoni, Marconi, Marinelli, Massi, Natali, Ortenzi, Romagnoli, Silvetti, Solazzi, Trenta, Zaffini, Zinni;
Assenti: Acacia Scarpetti, Badiali, Bellabarba, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Mezzolani, Perazzoli, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Spacca, Traversini.
Presenti 20
Assenti 23.
Il numero legale non c’è, la seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15,10.