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Resoconto della seduta n.188 del 03/03/2015

SEDUTA N. 188 DEL 3 MARZO 2015

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 188 del 3 marzo 2015. Do per letto il processo verbale della seduta n. 187 del 24 febbraio, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 475 in data 25 febbraio, ad iniziativa del Consigliere Solazzi concernente: “Modifica alla legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 concernente: “Disciplina del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (CREL)”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno;
n. 476 in data 26 febbraio, ad iniziativa dei Consiglieri Bellabarba, Giancarli, Bucciarelli, Cardogna, Ricci, Binci, Donati, Perazzoli, concernente: “Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27: Norme per l'elezione del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno;
n. 477 in data 23 febbraio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Norme in materia di esercizio e controllo degli impianti termici degli edifici”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera b), della legge regionale n. 4/2007, al Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
n. 100 in data 26 febbraio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Approvazione definitiva del POR FSE 2014/2020. Legge regionale 2 ottobre 2006, n. 14 articolo 6”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente, alle Commissioni assembleari II e VI per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere, ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera c), della legge regionale n. 4/2007, al Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alle Commissioni assembleari I, IV e V ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento Interno.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
n. 3 del 16 febbraio “Legge di innovazione e semplificazione amministrativa”;
n. 4 del 16 febbraio “Nuove norme in materia di servizio farmaceutico”;
n. 5 del 20 febbraio “Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27: Norme per l'elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale”.
Hanno chiesto congedo gli Assessori Canzian, Marcolini e i Consiglieri Busilacchi, Latini, Marangoni.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Chiedo l'iscrizione per discutere e approvare la proposta di legge n. 473.
Una legge rivoluzionaria: “Modifiche alla legge regionale 10 aprile n. 4: Disciplina del Consiglio delle Autonomie Locali”. E’ una modifica che cambia solamente il nome della Comunità montana in Unione dei Comuni e la possibilità per i Sindaci di delegare i Vicesindaci, insomma una robetta.
Chiedo, quindi, l'iscrizione d'urgenza.

PRESIDENTE. Non c'è nessun problema, nel senso che dobbiamo approvare l'iscrizione d'urgenza e decidere a che punto la mettiamo.

Paolo PERAZZOLI. Ci mettiamo due minuti

PRESIDENTE. La possiamo mettere al punto 4 bis.

Paolo PERAZZOLI. Va bene.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, l’iscrizione d'urgenza e l’inserimento al punto 4 bis dell'ordine del giorno si intendono approvati.
Ha la parola la Consigliera Bellabarba.

Letizia BELLABARBA. Grazie Presidente, per ricordare che circa un mese e mezzo fa ho chiesto la discussione e l’approvazione della mozione n. 754: "Tirocinanti precari dell'amministrazione giudiziaria", se riuscissimo ad approvarla, anche senza discussione perché è veramente importante, c'era stato un impegno di quest'Aula ma poi ...

PRESIDENTE. Dipende esclusivamente da voi, se camminiamo celermente e mi chiedete di continuare il Consiglio fino ad arrivare a quel punto, non c'è nessun problema, io sono assolutamente d'accordo.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente, chiedo il rinvio del punto 4 all'ordine del giorno e al tempo stesso di inserire questa proposta di legge al primo posto delle proposte di legge e degli atti amministrativi della prossima seduta. Quindi il rinvio del punto 4 e l'iscrizione al primo posto della prossima seduta.

PRESIDENTE. Consigliere Giancarli non c'è nessun problema, se l'Aula non si pronuncia, possiamo dare per accettata la proposta, quindi, oggi viene rinviato il punto n. 4.
Guardo il tavolo tecnico molto impegnato, se mi ascolta un attimo, il punto 4 che oggi viene rinviato lo mettiamo come primo punto per la prossima seduta, naturalmente dopo le interrogazioni e le interpellanze. Va bene? Perfetto.
Detto questo se non ci sono altre richieste direi di procedere con le interrogazioni.

Interrogazione n. 1928
ad iniziativa dei Consiglieri Marinelli, Brini
"Carenze connesse alla Emodinamica e alla Riabilitazione cardiologica nella provincia di Macerata/Area vasta 3 dell'Asur"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1928 dei Consiglieri Marinelli e Brini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Per quanto concerne il Laboratorio di Emodinamica citato nell'interrogazione, esso è utilizzato in modo ottimale tutti i giorni della settimana poiché viene condiviso con la Radiologia Interventistica e lavora sistematicamente dal lunedì al sabato.
Con deliberazione di Giunta regionale n. 986 del 7 agosto 2014, si è prevista l'assegnazione di ulteriori risorse agli enti del Servizio sanitario regionale e in particolare, tra quelle assegnate all'Asur, una quota è destinata all'Ospedale di Macerata per lo "incremento quanti-qualitativo delle prestazioni con riduzione delle liste di attesa acquisizione attrezzature per attivazione/completamento Emodinamica". Pertanto l'attività del Laboratorio di Emodinamica presso la struttura ospedaliera di Macerata potrà essere effettuata H24, quindi si potrà passare dall'attività in elezione all'attività d'elezione e d'urgenza quando sarà attivata anche la seconda sala.
II progetto è pronto, condiviso da Direzione e professionisti e la settimana scorsa - questo si riferisce ad un po' di tempo fa perché ovviamente l'interrogazione è datata - è stata pubblicata la determina per dare il via all'appalto dei lavori.
I tempi sono quelli tecnici dovuti al rispetto della normativa vigente. Tempi molto più brevi per l'apertura della sala H12 per i quali si sta attendendo un ampliamento dell'organico medico.
Le procedure per l'assunzione di un cardiologo esperto emodinamista sono state avviate e saranno concluse entro marzo, arriveranno quindi a conclusione, permettendo l'apertura tutta la settimana H12 del Laboratorio di Emodinamica fin dal prossimo aprile 2015.
Circa l'ultimo punto relativo alla Riabilitazione cardiologica, attività intesa quale somma degli interventi richiesti per garantire le migliori condizioni fisiche, psicologiche e sociali in modo che i pazienti con cardiopatia cronica o post-acuta possano conservare o riprendere il proprio ruolo nella società. Si specifica che l'attivazione di un centro di riabilitazione cardiologica è possibile in Area vasta 3 attraverso soluzioni condivise di uso trasversale di competenze specialistiche, cardiologiche e riabilitative, entrambe presenti ad elevati livelli professionali ed organizzativi nelle strutture ospedaliere di Area vasta 3. Questo consentirà, entro il 2015, di dare un taglio riabilitativo all’Unità operativa di Cardiologia presente a Camerino, dove sono iniziate le pratiche amministrative concorsuali per assegnare il primariato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Grazie Presidente. Assessore la risposta è tardiva, fuori luogo, imprecisa e inadeguata. Per quale motivo?
Io ho fatto questa interrogazione prima di quell'episodio dell'infartuato che è stato dirottato ad Ascoli, prima della presa di posizione del Sindaco di Macerata o del Consigliere Marangoni.
Le dico questo perché guardando questa problematica, la provincia di Macerata è la Cenerentola, è l'unica provincia che non ha un’emodinamica che lavora 7 giorni su 7, H24.
Il 30 dicembre 2009 a Macerata, Assessore, sono state effettuate le prime coronarografie, il 30 dicembre 2009, e si diceva che una volta che il Laboratorio sarebbe stato a regime, nel senso che sarebbe stata attivata la seconda sala, i 400 circa cittadini della provincia con problematiche cardiologiche sarebbero stati studiati ed analizzati nell'ospedale di Macerata.
Questo si diceva nel dicembre 2009, siamo nel marzo 2015 e ci troviamo ad ascoltare le sue parole che dicono che la seconda sala partirà, ma per adesso il lavoro va a singhiozzo, la notte non si lavora ed è improponibile quello che lei dice.
Condanno pure il comportamento del direttore Gigliucci che a proposito dell'ultima situazione infartuale dice: "I protocolli sono stati precisi, non ci sono stati ritardi". Vi parla un medico, voi pensate che intervenire su un infartuato subito o dopo 3 ore ad Ascoli sia la stessa cosa? Se tutto è andato per il bene molto probabilmente lo dobbiamo a tanti fattori anche alla fortuna, non all'intervento del dott. Gigliucci.
Credo che queste persone rispondono solo a logiche di partito, a logiche del PD che controlla la più grande fabbrica della regione Marche che è la sanità e non è possibile tollerare un comportamento del genere, non è possibile che la provincia di Macerata, dopo 5 anni, stia ancora aspettando l'apertura della seconda sala o l'intervento della Fondazione Banca delle Marche per l'attrezzatura. E’ improponibile ed inaccettabile, a maggior ragione in una situazione che vede penalizzata la provincia di Macerata.
Iniziai la mia attività di Consigliere nel 2010 facendo presente che si stava perpetuando una porcata all'ospedale di Civitanova con il chirurgo che veniva nominato dalla politica, fui sbeffeggiato da alcune persone, ci fu l'intervento della Magistratura che archiviò il tutto, l'Avvocatura della Regione forse doveva preoccuparsi di altro che non di questo, me ne assunsi la responsabilità, fu nominato in maniera libera dal Dott. Marini un chirurgo degno, questo grazie al mio coraggio, in maniera, proprio così, libera, scelse il dott. De Luca, ma poi Marini fu messo da parte dal PD.
Dico questo perché i vari Gigliucci, Bordoni, parlano, dicono, ed ad un certo punto verranno rimescolati e riposizionati in altri settori, in altre parti della regione, ma la provincia di Macerata rimarrà sempre con il cerino in mano e non è giusto.
Prendo a prestito le parole di Cerescioli il quale ha detto: ”Basta con la politica dentro agli ospedali”. Voglio vedere - l’Assessore Marcolini l’ha detto, ma non lo ha realizzato - se l'ex Sindaco di Pesaro manterrà questo impegno perché sarà una battaglia ardua a discapito dei cittadini, in questo caso di chi soffre a livello cardiaco con l'emodinamica.
Mi scusi Assessore se sono stato un po' violento, ma non può essere diversamente visto il mio ruolo e la quotidianità dei rapporti con i pazienti e non sono di serie B quelli della provincia di Macerata. Grazie.

Interrogazione n. 1763
ad iniziativa del Consigliere Latini
"Attuazione della legge Delrio sul riordino delle Province"

Interrogazione n. 1904
ad iniziativa della Consigliera Ciriaci
"Elaborazione della proposta di legge in merito all'attribuzione delle funzioni alle province delle Marche, come previsto dalla legge n. 56 Delrio"
(abbinate)
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1763 del Consigliere Latini e l'interrogazione n. 1904 della Consigliera Ciriaci, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Questa vicenda l'ha seguita l'Assessore Canzian.

PRESIDENTE. L'Assessore Canzian non è in Aula, quindi rinviamo alla prossima seduta queste due interrogazioni.
Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Grazie Presidente. Capisco l'assenza del Vicepresidente, però la nostra interrogazione riguarda dei lavoratori che non hanno nessuna risposta da molto tempo, gradirei che venga preso da questa Aula l'impegno affinché nel prossimo Consiglio ci sia una risposta, un orientamento venga dato. Grazie.

PRESIDENTE. Consigliera Ciriaci, io posso prendere impegni per me, queste interrogazioni erano al secondo punto, sarebbero state discusse, ma non c'è l'Assessore Canzian ed io non posso rispondere.
Posso prendere l'impegno, se l'Assessore Canzian più tardi arriva, di riprendere queste due interrogazioni o comunque la prossima volta, lo dico al tavolo tecnico, le mettiamo come prime. Va bene? Perfetto.

Interrogazione n. 1915
ad iniziativa del Consigliere Natali
"Nomina direttori di Area vasta"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1915 del Consigliere Natali.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In data 13 gennaio 2015 la Giunta preso atto di una specifica richiesta inoltrata dalla Segreteria generale, formalizzava una nota a verbale demandando la verifica richiesta al Direttore generale dell'Asur Marche.
Il 9 febbraio 2015, il Direttore Generale dell'Asur comunicava al Servizio sanità della Regione:
a) di aver provveduto, come richiesto, ad effettuare le verifiche a riguardo nominando una apposita Commissione deputata all'accertamento della legittimità degli atti che ha predisposto un parere di questo tipo e cioè che la determinazione inerente la funzione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi - Provvedimenti conseguenti con la quale era stato attribuito l'incarico di II livello dirigenziale del ruolo sanitario non medico al dott. Del Moro, risultava illegittima in quanto non conforme alle norme in materia di accesso al II livello dirigenziale. Pertanto si riteneva opportuno invitare il Direttore generale a valutare l'annullamento in sede di autotutela della deliberazione risalente all'epoca '97 e degli atti consequenziali di conferimento o del rinnovo dell'incarico adottati negli anni successivi;
b) di aver incaricato il Direttore dell'Area vasta 2 ad avviare i relativi adempimenti che sono appresso indicati: adozione di una apposita deliberazione con la quale si dispone l'avvio del procedimento di annullamento in via di autotutela ai sensi di vari articoli di legge; procedere alla comunicazione immediata dell'avvio del procedimento di annullamento al Direttore stesso. Il responsabile del procedimento dell'Area vasta 2 con nota del 2 marzo 2015 ha comunicato che il procedimento avviato per l'annullamento degli atti di inquadramento, verrà chiuso entro la data dell'8 marzo, quindi entro la settimana prossima.
Nella seduta di Giunta del 16 febbraio sono stati portati all'attenzione dei componenti i due distinti presupposti che sono alla base della proposta di sospensione temporanea e cautelativa del Direttore dell'Area vasta n. 5, dall'incarico appunto di direttore, nelle more della conclusione del procedimento interno all'Asur: quello di carattere giuridico, connesso al possesso dei requisiti, e quello sostanziale, che inerisce al venir meno del rapporto di fiducia. La Giunta in quella sede, dopo aver assunto due pareri che sono in contrapposizione tra loro, non ha inteso procedere alla sospensione, tenuto conto anche dei due differenti pareri legali che sono stati assunti uno dalla Giunta e uno dall'Asur stessa. Naturalmente è un provvedimento che eventualmente verrà rimandato a conclusione del procedimento che è stato avviato dalla stessa Area vasta n. 2.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. A me dispiace Presidente, però chiedo la sua attenzione perché lei l'altra volta, quando abbiamo finito la discussione su Asteria, ha voluto sapere se certe situazioni erano state portate all'attenzione di qualche ufficio, allora la prego di ascoltarmi, e chiedo all'Assessore la cortesia di avere la relazione, quello che mi ha letto.
Quello che mi ha letto è qualcosa che fa capire il livello infimo, squallido, non mi viene altro, putrido, a cui la politica marchigiana, specie nella sanità, è arrivata.
Mi prendo tutte ..., non è una critica politica questa, rinuncio anche alla critica politica, all'esimente della critica politica.
Durante le primarie che per fortuna sono finite, siamo tutti commossi e contenti del fatto che siano finite, non ci interessa niente di chi ha vinto - in Ascoli Piceno, nella povera città di Ascoli Piceno, capoluogo di provincia, rispetto ad Ancona e Macerata c'è stato un numero enorme di partecipanti alle primarie; ho detto al Consigliere Comi che se il PD in tutte le parti avesse avuto quel successo di persone che hanno votato, poteva veramente essere felice, ma c'è qualche anomalia, lo sanno tutti, è una anomalia che ha investito la sanità, Presidente, ho letto un’intervista del candidato Marcolini che diceva quello che ha detto prima il Consigliere Marinelli: "Bisogna dividere, la mia proposta è che la sanità non deve c'entrare niente con la politica". Chapeu, Presidente! Chapeu!
In Giunta si è votato contro la sospensione di un Direttore di Area vasta in nome delle primarie. Lo sanno tutti no? C'erano le primarie non si poteva fare, ma sapete perché non si poteva fare? Perché il Direttore dell'Area vasta n. 5 era funzionale alle primarie, e mi prendo la responsabilità di quello che dico. Non a caso, in coda, il giorno prima, sotto la sede del PD di Ascoli Piceno c’erano file di badanti, non a caso, filippini, tutti i generi! Non a caso si organizzavano gli incontri per un candidato alle primarie da parte dell'Area vasta.
Presidente, lei deve capire questo, e su questo ragioniamo, quando lo stesso Assessore insieme ad altri quattro vota contro la rimozione di un Direttore di Area vasta che organizza gli incontri, come si chiama secondo voi tutto questo?
Ho letto che Saviano domenica invitava in Campania a non votare alle primarie del PD, non capisco quale sia la differenza? L'ambiente, il territorio, là usano altri metodi, se non in che cosa non c'è il voto di scambio?
(...) Si è un comizio, a chi non gli va bene è un comizio, fra le vostre meravigliose attività (…) Prego? (…) L'interrogazione è questa, se a lei dà fastidio, Consigliera Bellabarba, si tappi le orecchie. Io capisco tutto, che volete fare?

PRESIDENTE. Non interrompete il Consigliere Natali che è perfettamente nei tempi, però gli dico di attenersi all'interrogazione.

Giulio NATALI. Torno al tema, ci mancherebbe altro!
La cosa più bella è che in questa interrogazione si dice:”Ma perché non avviene tutto questo?” E l'Assessore Mezzolani che come sempre non sente, fa bene a non sentire, non ci racconta che tra le cose che sono venute fuori c’era l'interruzione del rapporto fiduciario, al di là della legittimità, l'interruzione del rapporto fiduciario, e leggendo una determina fatta dal Direttore di Area vasta, con cui si riapriva un concorso per le progressioni verticali - eravamo in tempo di primarie, Presidente, quindi serviva che qualcuno si mobilitasse di più degli interessati - si riapriva un concorso che era stato annullato dal Consiglio di Stato, modificando la ..., magari il Presidente era il motivo dell'annullamento perché non poteva farlo, ma lasciava tutto inalterato, tanto che il Direttore generale è dovuto intervenire dopo due diffide in autotutela. Questo è il rapporto tra Direttore generale e Direttore di Area vasta, hanno questo tipo di rapporto, Assessore Giorgi, pensi un po' lei.
Di fronte a situazioni del genere, caro Presidente, sono costretto, e questo lo faccio a nome di tutti i Consiglieri regionali che hanno fatto peculato, lo sanno tutti quello che abbiamo fatto ..., anche perché questo signor Direttore generale, partecipando ad una trasmissione a cui non sono stato invitato perché un contraddittorio con me il Direttore generale non lo accetta, se li sceglie quelli con cui può parlare, quelli dell'ex centro destra perché ha rapporti particolari e giusti, ottimi direi, si è permesso di dire, e chiudo, mi lasci un minuto, che lui non parlava con me, in poche parole, perché avrei dovuto chiarire come avevo speso i soldi della Regione.
Siccome qui si parla di rapporto fiduciario, Assessore Mezzolani, le leggo dei messaggi, dei messaggi che sono giunti al mio cellulare e di cui io rispondo, messaggi che dicono ..., gliene posso leggere uno a caso, era tra dicembre 2013 e gennaio 2014, quindi riesce anche ad intercettare il momento, le leggo il migliore: "Scusami, al fine di impaurire i funzionari regionali lunedì vuoi fare richiesta urgente di accesso agli atti relativi al contratto di Gigliucci, con ciò fai capire alla Moroni, a Spacca ed a Mezzolani - qualcuno che conoscete - che verifichi se le condizioni sono possibili per Ciccarelli". Adesso le dico il numero di cellulare da cui mi arrivavano questi messaggi, la mia potrebbe essere una violazione del diritto alla privatezza, ma dall'altra parte ci potrebbe essere lo stalking, il numero mi pare che sia: 3358289..., numero che è noto, se lo segni perché da questo numero sono partiti gli inviti per un candidato alle primarie in Ascoli Piceno.
Di fronte a personaggi di questo genere, Presidente Solazzi, di questo squallido genere - Presidente forse lei mi sente - ho dovuto indagare. Colpo di teatro! Non sapevo chi fosse, ma mano a mano ho rincontrato chi organizzava gli incontri della sanità di Ascoli! Era uguale, stesso numero! Al di là dell'idiozia totale, questa persona è incapace di intendere e di volere, è il miglior cliente per un avvocato, uno che fa una cosa del genere qualsiasi avvocato lo fa assolvere, anche in udienza preliminare prosciolgono un soggetto del genere ed è quello che gestisce la sanità e scrive questo di lei Assessore Mezzolani, lo scrive di lei.
E' quello che lei insieme ad altre quattro persone, andando contro pareri di legittimità, di cui risponderete …, e non vi venga in mente di pensare che questo signore andrà in pensione il primo marzo salvando capra e cavoli a tutti. Non pensate a questo, potrei essere Consigliere regionale o non Consigliere regionale, non conterà nulla.
Tutti gli atti che gli avete fatto fare in nome delle primarie del PD saranno sottoposti al vaglio di chi li deve vedere, con buona pace di tutti e ognuno di voi sarà chiamato a rispondere per gli atti che gli avete fatto fare in nome delle primarie del PD. Grazie.

Interrogazione n. 1767
ad iniziativa del Consigliere Trenta
"Marche: ostacoli all'accesso alle strutture sanitarie regionali da parte dei cittadini di altre regioni"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1767 del Consigliere Trenta.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In merito a questa interrogazione, occorre preliminarmente fare chiarezza in merito all'esatta previsione del nuovo quadro normativo in vigore in seguito all'introduzione del decreto legislativo 118/2008 e cioè il combinato disposto degli articoli 20 e 29 di questo decreto legge.
L'articolo 29, comma h), cita quanto segue: "Ai fini della contabilizzazione della mobilità sanitaria extraregionale attiva o passiva che sia, si prende a riferimento la matrice della mobilità extraregionale approvata dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed inserita nell'atto formale di individuazione del fabbisogno regionale standard e delle relative fonti di finanziamento dell'anno di riferimento" e prevede che il Ministero assegni all'ente regionale il finanziamento sanitario ordinario corrente comprensivo della mobilità attiva programmata.
Nell'anno di riferimento, il finanziamento assegnato viene calcolato sulla base del valore di mobilità definita dalla Conferenza Stato Regioni, tale Conferenza, solitamente ha un ritardo rispetto all'anno di vigenza di anni due, e quindi per l'anno 2014, ad esempio, la quota assegnata per la mobilità sarà calcolata sulla base del consuntivo 2012. Nel bilancio delle Aziende sanitarie e conseguentemente in quello regionale dovranno essere da un lato contabilizzati i costi di produzione reali dell'anno in corso, dall'altro indicate, come entrate, il valore della mobilità attiva definita dalla Conferenza Stato Regioni di due anni precedenti.
Si precisa a tal proposito che, a differenza degli esercizi precedenti all'introduzione della predetta normativa, la Regione non è più autorizzata a contabilizzare gli eventuali maggiori ricavi derivanti dalla proiezione di incremento di prestazioni per residenti extra-regione; la quantificazione della mobilità attiva non può più essere contabilizzata sulla base delle proiezioni dell'Agenzia regionale sanitaria, ma deve risultare pari ai dati della Conferenza Stato Regioni, dati che vengono ufficializzati solamente dopo due anni rispetto dopo l'anno di competenza.
Questa previsione comporta che un mancato governo della spesa sostenuta per erogare prestazioni per residenti di altre regioni, avrebbe comportato per la regione, per mantenere I'equilibrio economico, la necessità di procedere ad un abbattimento di uguale spesa per le prestazioni da effettuare a favore dei residenti marchigiani.
In particolare per le prestazioni erogate da strutture private accreditate convenzionate con il Servizio sanitario regionale, negli anni precedenti accadeva che, a fronte di pagamenti effettuati nel medesimo anno in cui veniva erogata la prestazione, il rimborso delle somme al netto di eventuali contestazioni e detrazioni dovute ad accordi di confine veniva riaccreditato alla Regione Marche con due anni di ritardo.
La Regione, quindi, a fronte delle risorse messe a disposizione del sistema ha deciso di non continuare a finanziare cure per i cittadini delle altre regioni ma massimizzare, quanto più possibile, l'assistenza ai residenti della propria regione. Basti pensare a tal proposito ai progetti per abbattimento della mobilità adottati con la deliberazione di Giunta regionale 280/2014. In questo momento di forte crisi economica, infatti, appare illogico che le regioni favoriscano il meccanismo della mobilità verso altre regioni, con aggravio di spesa per la cittadinanza per le spese di logistica e movimentazione, piuttosto che tutelare e favorire cure appropriate nel luogo di residenza.
Per quanto riguarda, inoltre, l'assunto del Consigliere in merito al peggioramento della mobilità della Regione Marche si ricorda che negli ultimi anni è stato mantenuto il trend degli anni precedenti che hanno visto la Regione Marche in miglioramento rispetto all'andamento negativo risalente al precedente quinquennio. Voglio ricordare che eravamo intorno ad un gap di 75 milioni che è sceso ai 35 attuali, è sempre una quota alta ma tuttavia bisogna sempre sapere da dove siamo partiti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Grazie Presidente. Vede Assessore Mezzolani, io ritengo che il lavoro di un Consigliere che nella pienezza del suo diritto fa interrogazioni ad un Assessore, la vede di gran lunga protagonista, come, non voglio dire un eufemismo, bersaglio preferito, ma essendo la sanità l'80, l'83% del nostro bilancio regionale è ovvio che i territori, nella specificità dei Consiglieri regionali, hanno la necessità di rappresentarle le serie difficoltà.
Parto da una considerazione che si riallaccia alla legge regionale approvata: "Limes territori di confine".
Assessore Mezzolani, lei ha un Assessorato particolarmente complesso, per non dire particolarmente difficile, perché si trova sempre nella pastoia del suo Capogruppo PD Ricci e del suo coordinatore regionale Comi che hanno sempre dato un'impronta politicizzata a qualsiasi scelta sulla sanità. Gli ultimi a farne le spese sono stati il Presidente Spacca che avete defenestrato ed il Presidente Solazzi i quali sono di origine antica, ma democratica, per cui difficilmente connotabili ai dictat di una sanità politica.
Le poche cose belle che avete fatto, è vero Presidente Solazzi, le avete fatte in autonomia, le altre cose un po' meno belle sempre sottoposte alla verifica del Consigliere Ricci pensiero, della fanta sanità del Consigliere Comi e di lei.
Però ritorno al dunque, Assessore Mezzolani, agli ostacoli all'accesso alle strutture sanitarie regionali e c'è una particolare criticità nel sud delle Marche. In questo senso, il sud delle Marche potrebbe essere un polo attrattivo sanitario straordinario, perché abbiamo il nord dell'Abruzzo che ha le stesse criticità del sud delle Marche, per cui diventa una fascia di territorio, un limes naturale, che potrebbe, in maniera straordinaria, usufruire proprio dell'Area vasta 5 e di tutte quelle, chiamiamole così, eccellenze mediche che sono i nostri primariati.
Per il mio problema al ginocchio, Assessore Mezzolani, mi sono recato nella struttura sanitaria dell'Area vasta 5, all'ospedale di Ascoli Piceno, e all'interno di quella sala operatoria ho capito le difficoltà che vengono create come ostacolo diretto, oggettivo, vero, concreto, alle strutture sanitarie regionali.
Voi con una fantasiosa interpretazione della spending review riuscite a chiudere le sale operatorie e delle Direzioni sanitarie fate, come ha già evidenziato in maniera molto colorita il Consigliere Natali, altri discorsi, ma io vi faccio alcune osservazioni: qualche tempo fa dovrebbe essere stato eliminato un problema veramente serio che è quello del Sert. Assessore Mezzolani, lei sa dove è stato localizzato il Sert? In quale capannone di periferia? Se lo immagina lei l'andare avanti e indietro, a pendolo, di tutti i tossici dentro un servizio bus che da dove erano abituati, all'ospedale di Ascoli Piceno, Area vasta 5, vanno in periferia? Che costi ha questa struttura? Ma soprattutto ha i requisiti? Perché io ho assistito alla querelle politica a mezzo stampa e a bordate straordinarie tra l'ex senatore Ciccanti che è diventato la musa del Consigliere Natali insieme al ..., quindi, quell'amico di cui diceva il Consigliere Natali. Vede io ho presentato una mozione, poi le darò i dettagli in questi giorni perché già mi è successo in Aula, creando la stizzosità del Consigliere Eusebi che mi disse: "Io non posso accettare che un avvocato esterno dica ad un Consigliere regionale tu non puoi fare le interrogazioni". Quello stesso avvocato dimenticava, ci mancava che avessi scritto al Santo Padre, l'Ombudsman ed adesso sulla mia mozione mi è arrivato un messaggio da un esperto della sanità che era ed è ancora un consulente del duopolio Ciccanti-Agostini che addirittura minaccia querele perché avrebbero ripreso questa mozione in Abruzzo e in Emilia Romagna.
Vede, rispetto a tutto quello che può capitare di questi tempi a un Consigliere regionale, ritengo che sia male purché se ne parli, un onore, però Assessore Mezzolani io ho richiesto la risposta urgente scritta, poi andrò a far quella parametrazione, per capirci bene, della vicenda con l'altra vicenda e allora devo necessariamente parlarle del pubblico-privato che è un ostacolo reale all'accesso alle strutture sanitarie regionali da parte dei cittadini di altre regioni. Ma il nord delle Marche va subito li, ed è qui che bisogna capire quant'è l'esborso in contanti tra la Regione Marche e l'Emilia Romagna, per poi avere la certezza di quello che succede tra Marche, Umbria e Lazio, soprattutto con la Regione Abruzzo che sarebbe il nostro, come si dice, contenitore interessante ed importante nel rapporto dei trasferimenti di finanza tra Regioni per quella che è la mobilità e l'accesso da parte dei cittadini di altre regioni.
Tornerò sull'argomento perché, ripeto, la sua esplicazione è stata puntuale, però ha tolto di fatto il dito da dove lo puntavo per parlarmi a caratteri generali di mobilità che non dipende dalla Regione, ma è attribuzione della Conferenza Stato-Regioni attraverso i tagli ministeriali. Grazie Assessore, grazie Presidente.

Interrogazione n. 1781
ad iniziativa del Consigliere Eusebi
"Attività aeree nei cieli delle Marche"
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1781 del Consigliere Eusebi. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Grazie Presidente, chiedo a lei, alla sua cortesia e all'Aula, visto che ha annunciato l'ultima interrogazione, di sostituire questa interrogazione con quella relativa alla Casa della salute di Mondolfo, è la prossima, è la mia ed è abbinata ad una interrogazione della Consigliera Foschi.

PRESIDENTE, Per me non c'è nessun problema, se l'Assessore è d'accordo, io non ho nessun problema, comunque è l'ultima!

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Presidente chiedo, se possibile ovviamente, che l'Assessore, visto che è in Aula, risponda a tre interrogazioni abbinate, la n. 1917, la n. 1911 e la n. 902 del Consigliere Latini, come chiusura degli atti ispettivi.

PRESIDENTE. Va bene, facciamo così, a me va bene se l'Aula è d'accordo.
Il Consigliere Eusebi chiede, se l'Assessore è pronto a rispondere, di sostituire l'interrogazione 1781 sulle attività aeree con le interrogazioni nn. 844 e 1236. Il Consigliere Eusebi mi pare che rinunci all'altra.
Finiamo poi con le 3 interrogazioni a cui ha fatto riferimento il Consigliere Bucciarelli, se siamo d'accordo? (...) Quelle a cui ha fatto riferimento il Consigliere Bucciarelli sono la n. 1917, la n. 1911 e la 902, però queste vengono dopo. Adesso il Consigliere Eusebi ha chiesto di sostituire l'interrogazione 1781 con la 1844 e la 1236, quindi facciamo queste. E' una comunicazione che davo, chiudiamo con le 3 interrogazioni a cui ha fatto riferimento il Consigliere Bucciarelli.

Interrogazione n. 1844
ad iniziativa del Consigliere Eusebi
"Casa della salute di Mondolfo"

Interrogazione n. 1236
ad iniziativa della Consigliera Foschi
"Casa della salute Mondolfo"
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1844 del Consigliere Eusebi e l'interrogazione n. 1236 della Consigliera Foschi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Due interrogazioni, in merito ai primi due quesiti si rappresenta che l'ex ospedale Bartolini di Mondolfo è una struttura che ospita, ad oggi, un poliambulatorio specialistico ed attività ad esso complementari che servono una popolazione, nel periodo autunno, inverno e primavera, di circa 20.000 abitanti e che, durante l'estate, raggiunge circa i 40.000 cittadini con problemi di salute che necessitano di servizi di base e di primo intervento.
Al fine di rendere maggiormente idoneo i locali alle esigenze della popolazione ed al fine di garantire maggiore sicurezza all'utenza, nell'ambito dei finanziamenti, ex articolo 20, si è ritenuto di procedere alla restaurazione della struttura divenuta, nel tempo, punto di riferimento per la popolazione di tre Comuni: Mondolfo, San Costanzo, Monteporzio, che gravitano intorno ad essa.
Nella struttura di Mondolfo sono attualmente presenti: un poliambulatorio specialistico con le seguenti specialità: otorinolaringoiatria, oculistica, chirurgia, ortopedia, dermatologia, psichiatria, ginecologia, fisiatria e riabilitazione e cardiologia; un punto prelievi; la segreteria delle cure domiciliari e l'infermeria delle cure domiciliari; l'ambulatorio del medico di distretto; la sede della continuità assistenziale, nonché l'area della residenzialità o semiresidenzialità e il centro AVIS locale.
Successivamente verranno istituiti: gli ambulatori dei medici di medicina generale ed un ambulatorio infermieristico per le piccole medicazioni; il consultorio (benessere donna, screening del tumore della cervice, visite per la gravidanza e perpuerio, corsi di preparazione alla nascita); ambulatorio vaccinale.
Per quanto riguarda l'ultimo quesito, la deliberazione di Giunta regionale 735/13 fornisce una chiara definizione delle caratteristiche fondamentali della Casa della salute, quale punto di accoglienza e orientamento ai servizi per tutti i cittadini; un ambito nel quale erogare assistenza sanitaria in particolare per la gestione delle patologie croniche ed il completamento dei principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all'ospedale. Come gli ospedali anche queste strutture possono avere diversa complessità, tenuto conto delle caratteristiche oro-geografiche del territorio e della densità della popolazione. Quelle definite nella citata delibera sono le strutture a maggiore complessità che derivano dalla trasformazione degli ex presidi ospedalieri. Con la deliberazione di Giunta regionale n. 452/14 sono state definite tutte le tipologie organizzative afferenti al modello Casa della salute.
Con riferimento all'interrogazione n. 1844, c'è una deliberazione di Giunta regionale, la n. 986 del 7 agosto 2014, inerente le disposizioni all'Asur ed alle Aziende Ospedaliere in ordine alla gestione provvisoria dei rispettivi bilanci economici preventivi per l'anno 2014, in sostanza il budget 2014, all'allegato B declina gli obiettivi sanitari che Aziende medesime devono perseguire nel corso del corrente anno.
Relativamente all'Asur, nell'ambito dell'assistenza territoriale ben tre obiettivi sono dedicati al settore delle Case della Salute, in ossequio al protocollo stipulato con le organizzazioni sindacali.
Tra questi, entro il 31 dicembre 2014, l'Asur dovrà adeguare ai criteri della deliberazione di Giunta regionale n. 452/14 le 11 strutture esistenti, fra cui anche quella di Mondolfo che deve necessariamente trasformarsi in quella che è considerata, dalla delibera n. 735, la Casa della salute.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Ringrazio l'Assessore per la risposta e ricordo che, solo perché resti agli atti, la Commissione competente ha chiesto che si esaminasse la possibilità anche di una forma sperimentale di integrazione con la medicina alternativa.
Ricordo che, so benissimo che i pronunciamenti di quest'Aula e delle Commissioni spesso sono fastidiosi orpelli da non tenere in considerazione, e lo dico qui in Aula perché resti agli atti, c'è un pronunciamento della V Commissione che questo raccomandava.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Ritengo altamente insoddisfacente la risposta dell'Assessore Mezzolani perché ricordo che relativamente alla questione della riconversione dell'ex ospedale di Mondolfo lo stesso veniva indicato come Casa della salute ben prima della classificazione dell'atto 735 del 2013 della Giunta regionale.
Non si è mai capito e non si continua a capire ancora oggi se Mondolfo è equiparabile alle altre Case della salute, a Fossombrone piuttosto che a Cagli, ma la cosa ancora più grave è che non si capisce oggi che cosa siano le Case della salute di Fossombrone o di Cagli perché le definizioni che venivano date dalla Giunta, ovvero di strutture in cui avrebbero dovuto operare i medici di medicina generale, a causa delle complicazioni e della realtà che conoscevamo benissimo, ovvero del contratto dei medici, ad oggi non sono state attuate e di certo le Case della salute che si conoscono non sono tali a quelle indicate dalla Giunta.
Quello che posso dire è che vedo nella mia provincia, nelle Case della salute, ovvero in quelli che erano ospedali minori, ospedali di Polo, diventati Case della Salute, l'ingresso della Montefeltro Salute, anche laddove l'attività della Montefeltro Salute non era prevista da nessun accordo, da nessun atto della Giunta, da nessun atto programmatorio.
In assenza di atti programmatori viene inserita l'attività di una società misto pubblico-privata che ricordo è ancora sub judice vista la deliberazione della Giunta regionale che indicava la costituzione di una Commissione volta a valutare l'attività della stessa società e a capire se era il caso di mandare avanti, di continuare a far lavorare la stessa società piuttosto che dichiararne chiuse le attività.
In questa condizione senza atti programmatori c'è l'inserimento della società Montefeltro Salute in quelle che dovevano essere Case della salute che Case della salute non sono e sono strutture pubbliche date da gestire a società misto pubblico-privata. Quella di Mondolfo non è neanche questo, non si capisce che cosa debba diventare quella struttura a fronte di un investimento di 1.550.000 euro che ad oggi non trova riscontro e non si capisce che attività venga svolta e, anche dalle attività che lei ha elencato quale future, davvero, mi sembra riduttivo il ruolo che viene affidato e assegnato a quella struttura.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

Interrogazione n. 1917
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Eventuali modifiche alla legge istitutiva delle enoteche a carattere regionale”

Interrogazione n. 1911
ad iniziativa del Consigliere Bucciarelli
“Eventuale dichiarazione dell'Assessore Malaspina in merito all'Enoteca di Jesi”

Interrogazione n. 902
ad iniziativa del Consigliere Latini
“Jesi – problematiche legate alla gestione dell'Enoteca regionale”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1917 del Consigliere Giancarli, l'interrogazione n. 1911 del Consigliere Bucciarelli e l'interrogazione n. 902 del Consigliere latini, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Malaspina.

Maura MALASPINA. In merito alle interrogazioni n. 1917 del Consigliere Giancarli, 1911 del Consigliere Bucciarelli e 902 del Consigliere Latini, l'articolo 5 "Enoteche a carattere regionale" della legge regionale 5/1995 "Provvedimenti per la valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e agroalimentari tipici marchigiani" prevede i requisiti per il riconoscimento del titolo di "Enoteca a carattere regionale".
Con deliberazione n. 3760 del 9 dicembre 1996 la Giunta regionale riconobbe quali Enoteche a carattere regionale, ai sensi degli articoli 4, 5 e 8, della legge regionale n. 5/95, quelle di Offida, con sede presso l'ex convento di San Francesco, e quella di Jesi, con sede presso il Palazzo Balleani.
Con il decreto del dirigente della PF Competitività e Sviluppo dell'impresa Agricola n. 489 del 12 dicembre 2014, in attuazione dell'art. 22 della legge regionale 49/2013, è stato individuato il Polo enogastronomico regionale a Jesi (AN) con sede principale in via Federico Conti, n. 5 presso il Palazzo Balleani e l'istituto marchigiano di enogastronomia società a responsabilità limitata - quale soggetto gestore dei Polo enogastronomico regionale.
Poiché per l'ottenimento dei riconoscimento di Polo enogastronomico regionale il Comune di Jesi ha concesso in affitto l'intero Palazzo Balleani, che coincide con la sede precedentemente occupata dall'Enoteca regionale, alla nuova società IME, società mista pubblico-privata nuovo soggetto gestore, sono contemporaneamente venuti meno i requisiti di cui ai punti d) e b) del comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 5/95.
In relazione a tale coincidenza, è pertanto in corso il procedimento per formalizzare la revoca del riconoscimento di "Enoteca regionale" al Palazzo Balleani di Jesi. Tale procedimento amministrativo pertanto non si configura quale riorganizzazione delle enoteche regionali, bensì un mero atto dovuto conseguente all'attuazione dell'articolo 22 della legge regionale 49/2013.
Non si condividono le premesse secondo le quali la revoca del riconoscimento di enoteca regionale corrisponderebbe ad un declassamento del merito vitivinicolo della città di Jesi con conseguente perdita del prestigio acquisito. Al contrario, infatti, il riconoscimento di Polo enogastronomico regionale va letto come il naturale sviluppo dell'attività di promozione che si estende all'intero territorio regionale e dei suoi prodotti.
Infatti la riduttiva accezione del prestigio della città quale portatrice delle istanze limitate al solo territorio jesino, viene, con la titolarità del Polo enogastronomico regionale, naturalmente ampliata ed elevata al ruolo di rappresentante della sintesi delle eccellenze e delle bellezze dell'intero territorio delle Marche e di portatore della sua immagine sullo scenario internazionale.
L'individuazione dell'enoteca nell'unica sede di Offida favorisce inoltre l'equità ed il giusto bilanciamento delle funzioni promozionali, necessarie per uno sviluppo coordinato ed armonico dell'intero territorio regionale.
Si specifica infine che non sono in corso e non si prevedono modifiche alla legge regionale 5/95, che si ritiene attuale ed in grado di dispiegare importanti sinergie per la valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e agroalimentari tipici marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Da parte mia soltanto alcune brevi considerazioni perché poi interverrà il Consigliere Bucciarelli che entrerà nel merito di molti aspetti.
Assessore, quello che ci tengo a dire è questo: credo che nel nostro territorio regionale, giustamente, i legislatori regionali e la Giunta regionale hanno riconosciuto oramai da decenni la specificità di due grandi vini: il rosso piceno superiore nell'ascolano e nel piceno e il verdicchio di Jesi e i suoi castelli.
Credo che questa ricchezza per quanto riguarda il verdicchio, tra l'altro classificato come il miglior bianco del mondo, non possa essere annullata, mi permetto di dire che annullare l'enoteca del verdicchio di Jesi e i suoi castelli e confonderla magari in un'area industriale sarebbe, per rendere l'idea, come spostare la rotonda da Senigallia.
Credo che dentro il Polo enogastronomico, la ricchezza dell'enogastronomia marchigiana e delle valli dell'Esino e del Misa e delle valli della nostra realtà marchigiana, la specificità e la ricchezza verdicchio debbano essere tutelate e salvaguardate. Assessore la ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Ho ascolto con grande attenzione la risposta dell'Assessore e, in tutta franchezza e umiltà, spero che l'Assessore si renda pienamente conto di quello che sta gestendo con questa pratica.
Vede Assessore, l'enoteca nazionale, che è luogo di prestigio per tutta Italia, si trova a Siena, in un prestigiosissimo palazzo del 1600 che è la Fortezza dei Medici.
Ora lei accetta, concorda, condivide l'idea che una delle due enoteche regionali delle Marche venga portata in una zona industriale, in un capannone su due piani che diventerà enoteca didattica. Voglio vedere quale portatore di handicap potrà andare al piano superiore? Per dire.
Siamo alla non cultura, Assessore mi permetta.
L'enoteca regionale di Jesi era gestita dall'Assivip, associazione volontaria dei produttori di vini pregiati marchigiani e aveva fatto conoscere questa città e il Verdicchio a mezzo mondo.
Il verdicchio, ha detto bene il Presidente Giancarli, è stato riconosciuto come il miglior bianco del mondo, il Balciana dell'azienda Santarelli. Il verdicchio, lei mi insegna, è il vino che rende importante l'export marchigiano tanto che rappresenta l'85% dell’esportazione di tutta la produzione enologica.
Ebbene questo viene cancellato in nome di un progetto, il Polo enogastronomico, per carità, degno e giusto, ma il cui bando è stato fatto su misura, Presidente, per chi poi l'ha preso e noi ci troviamo con un istituto, l'Istituto marchigiano di tutela che è obbligatorio per legge e che ha grandi meriti soprattutto quelli di spendere, credo bene, milioni di euro nella pubblicità nazionale del vino, milioni di euro, ripeto Assessore.
Adesso il Polo enogastronomico IME si trova ad essere soggetto di maggioranza della società che gestirà il Polo enogastronomico per cui rischiamo di vedere il controllore controllato.
Nulla avrebbe impedito, Assessore, credo, che l'enoteca restasse lì dov'è e che ospitasse il Polo enogastronomico con chiarezza di ruoli, senza sovrapposizioni e senza cumuli di potere da parte dei soliti noti nel mondo dell'enologia e dell'enogastronomia.
Tutto questo, Assessore, dà l'impressione ..., lei può replicare, certamente, anzi sono contento se si apre un confronto su questo, perché questo processo che si è avviato e questo modo di fare dà tutta l'impressione che il potere decisionale della politica abbia sorvolato oppure, e questo è pure peggio, ci sia incompetenza perchè, a mio modesto avviso, se si sposta l'enoteca che è un Polo attrattivo di questa città da un luogo storico, prestigioso, che è visitato da migliaia di turisti tutto l'anno, e lo si porta in una zona industriale, vuol dire che si vuole penalizzare l'enoteca o non ci si rende conto di quello che si sta facendo.
Secondo. Se all'interno dell'enoteca ci si mette un Polo enogastronomico che viene diretto da chi dirige l'enoteca didattica qualche dubbio mi viene, ma non glielo dico qui.
Assessore, di certo c'è una cosa, mentre le due enoteche rispondevano ad una filosofia politica che era quella di sostenere e valorizzare i due più grandi vini che abbiamo anche in termini quantitativi nelle Marche: il rosso piceno superiore e il verdicchio, con questa manovra si danneggia l'enoteca, le enoteche regionali. Non solo questo è riaffermato e confermato dalla vostra scelta, Assessore, lei non ha detto niente, non ho visto nessuna dichiarazione, quando all'Expo non c'è a rappresentare le Marche nessun produttore di questo vino.
C'è un produttore di vini che commercializza verdicchio, Assessore la informo anche di questo, quello che ci avete mandato, io la porto a conoscenza, è un commerciante non un produttore di verdicchio. Cosa, per carità, dignitosa, legittima, può scrivere sulle bottiglie "imbottigliato presso le proprie cantine" perché la legge lo permette, però non viene dalla zona del verdicchio che le ricordo, le ridico, le ripeto, la zona del verdicchio è la zona che produce il prodotto che viene maggiormente esportato in tutto il mondo e che, con il Balciana, ha reso celebre questa regione.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Malaspina.

Maura MALASPINA. Rimanendo nel tema dell'interrogazione, vorrei sottolineare nuovamente che sono venuti meno i requisiti per il riconoscimento. Si legga la legge, i punti b) e d) del comma 1, dell'articolo 5. Probabilmente è lo stesso Comune di Jesi, proprietario dell'immobile, che ha fatto questa scelta. E' una scelta dell'amministrazione comunale a cui noi non ci opponiamo.

Proposta di legge regionale n. 425
ad iniziativa dei Consiglieri Marconi, Badiali, Bucciarelli
"Riconoscimento dell'agricoltore come custode dell'ambiente e del territorio"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 425 dei Consiglieri Marconi, Badiali, Bucciarelli.
La discussione è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Richiamo l'attenzione dei colleghi su una legge molto semplice e ringrazio non in maniera rituale, ma sincera, il Presidente Badiali che in chiusura di legislatura, in pochissimi mesi, ha lavorato insieme a noi per questa legge affinché arrivasse in Aula, ringrazio anche il Consigliere Bucciarelli che oltre ad averla firmata è anche relatore di minoranza.
Una legge che è stata condivisa da tutta la Commissione, che non ha emendamenti, forse perchè nasce da un’idea molto semplice che è stata portata alla mia attenzione dagli amici del Coopagri i quali l’hanno proposta non solo nelle Marche, ma anche in altre Regioni d'Italia, rievocare una dimensione culturale che si sta spegnendo, cioè l'attenzione dell'agricoltore in quanto custode del territorio.
Non voglio evocare dimensioni teologiche dell'agricoltore custode del creato, come ha fatto diverse volte scherzando il Consigliere Cardogna, territorio o creato stiamo parlando del nostro ambiente che non può essere salvato da leggi di spesa.
Il territorio si conserva se c'è una seria antropizzazione, se la gente rimane sul territorio, soprattutto nell'area montana e collinare, e questo avviene se c'è anche una convenienza economica, e le leggi che abbiamo fatto in campo boschivo e forestale vanno in questa direzione, come ogni provvedimento che tiene conto ed attenzione di questa cosa.
Questa piccola legge, modesta, ma ripeto rivoluzionaria, mette in conto l'esaltazione della figura dell'agricoltore come custode del territorio e non solo come operatore economico o commerciale, perché oggi sempre più l'agricoltore è anche operatore commerciale.
Per questo già esistono altre leggi, quindi invito l'Aula a questa piccola attenzione, tutto piccolo, perché non andiamo ad incrociare leggi che già esistono e tanto meno i piani europei e gli interventi europei in questo settore, ma mettiamo in risalto una esigenza di natura culturale. A vantaggio di chi? A vantaggio di due punti essenziali, il primo riguarda le nostre specie, sia vegetali che animali, l'altro il nostro territorio.
Per quanto riguarda le specie incrociamo cose che in parte già esistono, risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano, così esattamente recita l'articolo 6, al comma 2, dove chiediamo un'attenzione nei punteggi dei bandi europei all'agricoltore che premia, nella sua coltivazione, nel suo allevamento, questo tipo di intervento.
Il secondo punto veramente innovativo, il primo lo è fino ad un certo punto, è la costituzione di un albo a livello comunale e regionale, non è albo, lo abbiamo dovuto chiamare in un altro modo perché da un punto di vista giuridico saremo incorsi in qualche osservazione da parte del Governo, è semplicemente un elenco di tutti coloro che hanno la volontà di aderire a questo progetto, ripeto, senza spesa,
Cosa possono fare i Comuni? I Comuni in una logica giuridica che è quella dell'offerta unilaterale al pubblico, prevista dal Codice Civile, propongono un pacchetto di interventi a chi si iscrive in questo tipo di elenco. Gli interventi riguardano quelle piccole manutenzioni, non parliamo di cose grosse, ma di piccole manutenzioni, soprattutto continue, cioè non fatte solo a ridosso di eventi calamitosi che invadono i fossi, distruggono le strade, insabbiano i laghetti, ostruiscono i canali di scolo, non interventi straordinari perché quelli rientrano nell'attività manutentiva dei Comuni e delle Province, ma quella manutenzione continua che mira alla prevenzione di questi fenomeni, perché non si arrivi a questi ed i fossi siano regolarmente puliti, le siepi regolarmente custodite, i laghetti regolarmente soggetti a manutenzione.
Tutto questo il Comune lo può fare con delle incentivazioni di natura fiscale, cioè sottraendo imposte, oggi estremamente onerose, a chi accede a questo tipo di attività.
Abbiamo studiato bene questa cosa in Commissione, anche con il parere favorevole del Crel e del Cal, non si tratta esattamente di un contratto, di una prestazione d'opera in cambio di qualche cosa ma, ripeto, di un'adesione unilaterale ad un bando che fa il Comune, la Regione per quanto riguarda le specie autoctone, con uno sgravio fiscale che il Comune concede a chi, attraverso il suo lavoro, fa venir meno l'esigenza di un intervento manutentivo che il Comune dovrebbe pagare.
Un riconoscimento fiscale come a dire: "Non paghi le tasse perché quello che dovrei fare con quelle tasse, su quella porzione di territorio vicino al tuo fondo, lo stai facendo tu". Lo dobbiamo riconoscere è una cosa decisamente rivoluzionaria rispetto alle logiche con le quali ci siamo mossi fino ad oggi, ma è tutto lo spirito di questa legge che, ripeto, l'associazione Coopagri ha suggerito e che abbiamo elaborato anche con una certa fatica con gli uffici perché trovare queste strade innovative non è stato semplice, ma alla fine ci siamo riusciti, ripeto, nella logica di stimolare culturalmente un processo. Un processo che non ha un termine, un processo che si apre oggi.
Questa legge, colleghi, dovrà essere ampiamente pubblicizzata presso i Comuni e presso le associazioni di categoria perché torni ad essere lo strumento fondamentale, quello che è stato per secoli nel territorio marchigiano ..., chi erano i tutori del territorio nella nostra regione? Erano gli agricoltori, ed oggi chiunque a qualsiasi titolo, anche qui la legge è chiarissima, non c'è preferenza per nessuno, sia il coltivatore diretto che l'affittuario che il terzista, lavori sul terreno può avere la titolarità per diventare agricoltore custode del territorio ed è, diciamo, un riflettore puntato, perché serve anche questo, su chi ha questo tipo di sensibilità.
Sappiamo bene che molti già lo fanno, ma questi molti purtroppo non sono sufficienti, quindi cerchiamo di estendere il numero, il più alto possibile, per un presidio che, ripeto, oggi oggettivamente non riusciamo più a fare con le sole risorse economiche dei Comuni e delle Province. Lo possiamo fare riscoprendo una dimensione culturale, riscoprendo anche un desiderio, un bene che non viene quantificato, c'è qualche piccolo incentivo, ma è soprattutto un'attenzione che può essere posta e per la quale daremo un premio morale e, in alcuni casi, per alcuni aspetti, anche di natura economica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Grazie Presidente. Poche cose dopo quanto detto dal relatore di maggioranza. Sicuramente questo non è un provvedimento che cambi le sorti dell'agricoltura marchigiana e degli agricoltori, però a mio modesto avviso, sono tra i firmatari, questa legge ha un’importanza rilevante se vogliamo mettere al centro della politica regionale l'attività agricola e, quindi, il settore primario.
Credo che questa legge presenti uno sforzo per incrementare ancora di più la nostra coesione sociale e culturale quale elemento di riconoscibilità di una identità agricola che noi popolazioni marchigiane abbiamo. Questo è! Di fatto la presa di coscienza del nostro rapporto, io non lo chiamo il creato, perché la maggioranza che così l'ha chiamato ha umiliato questo territorio, tra l'altro, nel suo programma c'era la valorizzazione del creato, poi sappiamo come è finita con gli impianti biogas, ma la profondità del rapporto tra l'essere umano, la terra ed il territorio che lo ospita.
Tra l'altro tenete presente che la stessa Onu è molto attenta a queste tematiche, tanto è vero che ha chiamato patrimonio mondiale dell'umanità, quale paesaggio culturale, alcune parti d'Italia e di altri Paesi europei.
Per essere estremamente franco, non credo che i terzisti siano molto attratti da questo tipo di normativa, però può essere un seme per le amministrazioni comunali, per i lavoratori agricoli affinché cresca sempre di più la coscienza della necessità di fare manutenzione di questo territorio, di salvaguardare la biodiversità, di valorizzarla per il benessere vero prima che economico, il benessere a tutto tondo, a 360° di chi su questo territorio ci lavora.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Soppresso.

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 425. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 461
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Modifica alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 8: Disciplina delle deroghe previste dalla direttiva 79/409/CEE del 2 aprile 1979 e dell'articolo 19 bis della legge 11 febbraio 1992, n. 157: Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio e modifica alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7: Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria'”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 461 del Consigliere Giancarli.
La discussione è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Grazie Presidente. La proposta di legge 461 introduce alcune modifiche alla legge regionale 7 del 2007 con la quale la Regione Marche aveva disciplinato l'istituzione della cosiddetta caccia in deroga, prevedendo in particolare i casi in cui è possibile cacciare alcune specie che in condizioni normali non sarebbero cacciabili. Mi riferisco ai storni e con questa legge noi cerchiamo di portare la caccia anche nelle piante sparse, negli ulivi, nelle piante da frutto sparse, non soltanto in quelle concentrate.
In particolare con la prima modifica proposta si prevede che tra le circostanze di luogo da prendere in considerazione, per giustificare la deroga della caccia allo storno, specie protetta dalla direttiva europea n. 49 del '79, ci sia quella della caccia praticata in prossimità dei nuclei vegetazionali produttivi sparsi a tutela della specificità delle coltivazioni regionali.
Si tratta di una precisazione finalizzata a tutelare in particolare le piante di ulivo coltivate al di fuori di un uliveto che nel caso in cui sia di grandi dimensioni, nella nostra regione ce ne sono e tante, ha una capacità produttiva notevole che rischia di essere compromessa dall'arrivo di uno stormo di storni.
Con la seconda modifica proposta si inserisce la disciplina delle sanzioni di cui la legge nel suo testo attualmente in vigore è priva, si tratta di inserire, per chi non si attiene alle regole, il pagamento di una somma, una multa, che va dai 50 ai 300 euro, per chi viola la normativa, e dai 10 ai 50 euro a chi non riconsegna il tesserino di cui all'articolo 3, tesserino per animali in deroga, non previsto nella vecchia normativa.
Questo è tutto quello che c'è da dire.
C'è un'altra cosa che non è compresa nella legge, è soltanto una considerazione, la direttiva che protegge di fatto la specie dello storno, la n. 49 del 1979, è del 1979, ad oggi sono passati 36 anni, è ora che queste cose si rivedano perché lo storno che era in via d'estinzione, oggi è una popolazione dominante del sistema animale della nostra regione, in Italia e anche in molte altre parti d'Europa.
Per questo il Governo nazionale si è mosso già da tempo per rivedere questa normativa, spero che prima possibile si possa arrivare a che lo storno sia un animale cacciabile a tutti gli effetti in quanto arreca danni a tutto il mondo dell'agricoltura ed anche al mondo di altri animali che dovrebbero essere protetti per altre questioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Grazie Presidente. Integro poco rispetto a quanto è stato detto dal relatore di maggioranza, nonché Presidente Badiali.
Questa legge è stata voluta in modo quasi assoluto da tutte le associazioni sia venatorie che dei coltivatori in quanto gli storni sono dannosi per l'agricoltura, ma soprattutto sono una quantità assolutamente incontrollabile che causa danni soprattutto alle colture di pregio tipiche del nostro territorio.
Voglio sottolineare la nostra approvazione e il nostro voto favorevole riferiti all'inserimento nella legge della specificità che riguarda gli ulivi sparsi, perché la regione Marche è caratterizzata da colture che non sono concentrate, quindi non troviamo uliveti di grandi dimensioni, ma per un'economia ridimensionata, l'ulivo veniva e viene ancora piantato all'interno di terreni privati ed è tuttora considerato come unica risorsa per l'approvvigionamento di olio di qualità da parte del coltivatore stesso. Ecco la specificità.
Tra l'altro, la deroga viene specificata nell'articolo 2: i mezzi da utilizzare, le condizioni, il numero dei capi che possono essere abbattuti, i soggetti che hanno la qualifica per poter effettuare questa selezione e i controlli che sono in capo alle Province, magari adesso le deroghe verranno ridimensionate o addirittura date ad altri enti, comunque comunicate all'ATC per potranno usufruire dei dati dell'applicazione di questa legge, affinché diventi un caso serio ed essenziale, in quanto non abbiamo un precedente protocollo di numeri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Devo dire che il Consigliere Giancarli bene ha fatto a proporre questa proposta di legge, mi pare che avesse già presentato degli emendamenti in fase di discussione e di revisione della legge n. 7, giustamente quella era la sede perché si trattava di prelievo in deroga e, quindi, non rientrava nella normativa precisata dalla legge n. 7.
Concordo perfettamente con il contenuto della proposta di legge sia per le motivazioni espresse dal relatore Consigliere Badiali, ma soprattutto per quanto detto dalla Consigliera Ciriaci e ci troviamo, meno con questa legge che approviamo questa mattina, in un paradosso perchè abbiamo una specie altamente dannosa per quelle che sono le produzioni agricole più tipiche della nostra regione, abbiamo una richiesta forte da parte degli agricoltori di abbattimento di quella specie, ma l'impossibilità da parte di chi esercita la caccia di poter abbatterla per cavilli o per cose non meglio precisate.
Oggi questa legge corregge questa situazione perché è vero gli ulivi della nostra regione sono spesso in terreni privati, non in grandi quantità, non in colture estensive, in piccole unità, quindi è giusto fare questa precisazione; come è giusto responsabilizzare il cacciatore laddove si prevede una sanzione per la mancata riconsegna del tesserino, Tra l'altro è doppiamente utile riconsegnare il tesserino perché, come ricordava il Consigliere Badiali, nella nostra regione il prelievo dello storno è consentito in base alla lettera a) della direttiva europea, quella che precisa che il prelievo può essere effettuato solo laddove vengoao segnalati i danni, e se si segnalano i danni alle colture agricole e al contempo si dimostra con la riconsegna dei tesserini non la presenza di questa specie, ma l'eccessiva presenza di questa specie, visto il numero di animali abbattuti, si agevola la risposta da dare agli agricoltori che si vedono fortemente danneggiati.
Sono fortemente favorevole alla proposta che arriva oggi in Aula ed il mio voto sarà di assenso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Velocissimo, normalmente mi autoimpongo di non intervenire nelle materie che nel mio breve periodo di esperienza da Assessore ho portato avanti, ma qui l'intelligenza dei Consiglieri Giancarli e Badiali è manifesta.
Per tanto tempo ho visto i bravi amici dell'Osservatorio faunistico tribolare per questo problema.
Con le premesse perfette della Consigliera Foschi si viene a creare una situazione nuova.
Lo scorso novembre so che l'Europa ha valutato, ma purtroppo non ha risolto e non ha tolto lo sturnus vulgaris dalle specie protette, noi intanto ci mettiamo una pezza intelligente, quindi, grazie ai Consiglieri Giancarli e Badiali, voterò convintamente a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Intervengo soltanto per ringraziare il Presidente della III Commissione Badiali ed i componenti della stessa, la relatrice di minoranza Consigliera Ciriaci e anche i Consiglieri Foschi ed Eusebi per le parole che hanno detto.
Non aggiungo nulla nel merito della legge se non un fatto, quello che è stato già detto dai relatori, questa legge è rispettosa del paesaggio marchigiano perché chi lo conosce sa che gli ulivi e le altre colture sono sparse nelle nostre colline, quindi questo atto ha anche questa caratteristica: il rispetto del nostro paesaggio.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Giorgi.

Paola GIORGI. Solo per dire al promotore che è una iniziativa che condivido pienamente e con gli uffici dell'Assessorato l'abbiamo vagliata e va benissimo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 461. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Brini, Ciriaci e Foschi.
Favorevoli: Badiali, Bellabarba, Brini, Bugaro, Ciriaci, Comi, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Marinelli, Massi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini, Zaffini, Zinni.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Nessuno.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge 473
ad iniziativa dei Consiglieri Perazzoli e Marangoni
"Modifiche alla legge regionale 10 aprile 2007, n. 4: Disciplina del Consiglio delle autonomie locali"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 473 dei Consiglieri Perazzoli e Marangoni.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente, velocissimo. La modifica alla legge regionale 10 aprile 2007, la disciplina del Cal, non fa altro che modificare, togliere quello che era il nome "Comunità Montane" e inserire il nuovo nome "Unioni Montane" ed è prevista la presenza del Presidente della Provincia, del Vicepresidente o del Vicepresidente o del Consigliere allo scopo delegato.
L'altra modifica è che nel caso dei Presidenti delle Unione Montane è prevista la presenza di un Assessore allo scopo delegato, quindi modifiche per il miglior funzionamento del Cal. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 473. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 754
ad iniziativa dei Consiglieri Bellabarba, Comi, Busilacchi
"Tirocinanti precari nell'amministrazione giudiziaria"
(Votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 754 dei Consiglieri Bellabarba, Comi, Busilacchi.

Sull’ordine del giorno

(Voci fuori microfono sollecitano la trattazione della mozione n. 756)

PRESIDENTE. Scusate, un po’ fuori dalle righe. Sono questioni che credo possano interessare tutti, infatti la mozione n. 756 riguarda “Donazioni del sangue nella regione Marche – problematiche ad essa connesse”, io tra l’altro sono una donatrice, è un atto di sollecitazione di un problema importante per la collettività, se lo vogliamo fare, va bene, se no andiamo a casa.

Mozione n. 754. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 756
ad iniziativa dei Consiglieri Sciapichetti, Ortenzi, Trenta, Solazzi, Ciriaci, Marconi, Binci, Acacia Scarpetti, Giancarli, Traversini, Bellabarba, Pieroni, Marinelli, Zinni, Bucciarelli, Canzian, Ricci, Badiali, Massi, Carloni, Busilacchi, Latini, Comi, Brini
"Donazione del sangue nella Regione Marche e problematiche ad essa connesse"
(Votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 756 dei Consiglieri Consiglieri Sciapichetti, Ortenzi, Trenta, Solazzi, Ciriaci, Marconi, Binci, Acacia Scarpetti, Giancarli, Traversini, Bellabarba, Pieroni, Marinelli, Zinni, Bucciarelli, Canzian, Ricci, Badiali, Massi, Carloni, Busilacchi, Latini, Comi, Brini
La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 12,35
 

 
 
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