Testata sito

 

Resoconto della seduta n.19 del 05/10/2010

SEDUTA N. 19 DEL 5 OTTOBRE 2010



La seduta inizia alle ore 10,20


Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 18 del 30 settembre 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di legge:
- n. 41/2010, in data 29 settembre 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Acquaroli, Marinelli, Foschi, Natali, Zinni, Bugaro, Trenta, Silvetti, Romagnoli, Ciriaci, Massi, Marangoni “Modifica dell'articolo 6 della legge regionale 13 maggio 2004, n. 11 – Norme in materia di pesca marittima e acquacoltura”, assegnata alla III Commissione in sede referente;
- n. 42/2010, in data 29 settembre 2010, ad iniziativa della Giunta regionale “Assestamento del bilancio 2010”, assegnata alla II Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), n. 1 della legge regionale n. 15/2008”.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
- n. 18/2010 in data 30 settembre ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente “Elezione della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna – legge regionale 18 aprile 1986, n. 9, articolo 3” (Iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna).
E' stata presentata la seguente proposta di deliberazione:
- n. 1/2010 in data 30 settembre 2010, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza concernente: “Consigliere Roberto Zaffini: contestazione della causa di incompatibilità prevista dall'articolo 122, secondo comma della Costituzione e dell'articolo 4, primo comma, della legge 23 aprile 1981, n. 154” (Iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna).
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 66/2010 del Consigliere Acacia Scarpetti “Protezione coste – ripristino sedimi calcarei – svuotamento dighe esistenti Fiume Metauro”;
- n. 67/2010 del Consigliere Acacia Scarpetti “Protezione coste – navigabilità – rimozione massa detritica Fiume Foglia”.
Hanno chiesto congedo il Presidente Solazzi, l'Assessore Marcolini ed il Consigliere Cardogna,
Salutiamo, infine, gli allievi e i professori dell'Istituto Comprensivo Ugo Betti di Camerino oggi qui presenti per seguire i nostri lavori.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni, ne fa facoltà.

Enzo MARANGONI. L'altro ieri è accaduto un fatto drammatico, nel modenese una ragazza pakistana, che si opponeva al matrimonio combinato imposto dal padre-padrone, è stata percossa con una spranga di ferro dal fratello e attualmente è in coma. La madre che cercava di difenderla è stata più volte picchiata sulla testa con un mattone dal marito ed è morta.
E' ormai l'ennesimo episodio, che accade in Italia, di violenza terribile sulle donne musulmane che arriva sino all'uccisione. Ciò accade solo perché alcune giovani musulmane cominciano a rifiutarsi, giustamente, di vivere da oggetti di proprietà dei maschi, oggetti che possono anche essere ceduti in matrimoni combinati, donne che se si rifiutano a volte vengono uccise.
Durante il dibattito "Salviamo Sakinet", avvenuto di recente in questa Assemblea, ebbi a dire che in Italia in realtà ci sono centinaia di migliaia di Sakinet da salvare, che sono ovvero le donne musulmane vessate ogni giorno dai loro uomini e che talvolta vengono anche uccise.
Ma la sinistra nostrana queste Sakinet locali preferisce ignorarle, nel nome di una integrazione a senso unico, di stampo cattocomunista, secondo la quale dovremmo noi accettare nefandezze, come le mutilazioni genetiche alle bambine, la poligamia, il dare in sposa bambine musulmane...

PRESIDENTE. Scusi Consigliere Marangoni, sta facendo una comunicazione?!

Enzo MARANGONI. Concludo Presidente. Dicevo, il dare in sposa bambine mussulmane a uomini maturi, con matrimoni combinati che altro non significano che pedofilia. Il tutto in violazione delle leggi italiane.
Chiedo pertanto a questa Assemblea, ed è questo l'obiettivo del mio intervento...

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, la prego di concludere perché l'argomento non è all'ordine dei lavori.

Enzo MARANGONI. Presidente, è per questo che ho chiesto di intervenire in maniera preliminare ai lavori.
Chiedo che l'Assemblea osservi un minuto di silenzio per questa donna pakistana uccisa, come chiedo su questo un momento di riflessione.
Ricordo anche che dopodomani, giovedì 7 ottobre, ricorre il 339esimo anniversario della vittoria della Lega Santa nella Battaglia di Lepanto contro la flotta ottomana. Se non ci fosse stata quella vittoria oggi saremmo in Italia tutti musulmani!

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, la prego, non è all'ordine dei lavori, abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo, poteva proporlo in quella sede

Enzo MARANGONI. Infatti solo come questione preliminare chiedo un minuto di silenzio per questa donna musulmana uccisa. (...)

PRESIDENTE. Per cortesia, proseguiamo con l'ordine del giorno! Al primo punto abbiamo l'interrogazione n. 77 del Consigliere Bucciarellli e l'interrogazione n. 84 del Consigliere Latini, abbinate, aventi ad oggetto... (…) Bene, osserviamo un minuto di raccoglimento, comunque avevo solo detto che sarebbe stato più logico ed opportuno che il Consigliere Marangoni lo avesse detto alla Conferenza dei Capigruppo che abbiamo fatto prima dell'inizio della seduta.
Ha chiesto la parola il Consigliere Binci, ne ha facoltà.

Massimo BINCI. Per dire, Presidente, che sono favorevole al minuto di raccoglimento sia per questa donna barbaramente uccisa, ma anche come forma di attenzione verso tutte le donne che nel mondo subiscono violenza per motivi culturali.
Ricordo, ad esempio, che al di là dei casi che emergono sulla stampa delle donne islamiche, l'80% della violenze e delle uccisioni delle donne italiane è a carico dei propri mariti, congiunti o fratelli.
Quindi ritengo necessario osservare un minuto di silenzio in memoria di questa donna, però, ripeto, allargato anche nei confronti di tutte le donne vittime di violenza che vengono uccise nella nostra legale Italia.

Commemorazione in memoria della donna pakistana barbaramente uccisa dal marito e di tutte le donne vittime di violenza.

PRESIDENTE. Non possiamo aprire il dibattito su questo punto, Consigliere Marangoni, ma rispettiamo il minuto di silenzio, come da lei richiesto, in onore di questa donna pakistana uccisa e di tutte le donne vittime di violenza.

(L'Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)


Interrogazione n. 77
del Consigliere Bucciarelli
“Situazione alla Carrefour”

Interrogazione n. 84
del Consigliere Latini
“Mobilità al Carrefour di Camerano – Ancona”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 77 del Consigliere Bucciarelli e l’interrogazione n. 84 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Il gruppo Carrefour con sede centrale in Francia è tra le prime imprese distributive a livello nazionale. E' presente in diciannove Regioni e attualmente ha in organico circa 10.000 dipendenti, considerando tutti i collaboratori si arriva a circa 25.000. Fanno parte del gruppo i marchi: GS, DiperDi, Docks Market, Grossiper.
Il 18 Giugno scorso l'azienda ha aperto una procedura di mobilità che interessa 340 lavoratori in dieci punti vendita di diverse regioni. Nelle Marche, sede di Camerano, sono interessati dalla procedura 20 lavoratori.
In data 9 agosto 2010 Carrefour comunicava l'esaurimento della fase di conciliazione sindacale con un mancato accordo per ognuno dei punti vendita oggetto della procedura di mobilità eccetto l'ipermercato di Capodrise (Campania) per il quale, in data 30 Luglio 2010 è stato sottoscritto un accordo per la CGIS in deroga dall'1 Agosto 2010 al 31 Luglio 2011.
Presso il Ministero del lavoro (sede istituzionale competente per le aziende pluriregionali) è stato raggiunto successivamente, nella seconda settimana di settembre, un accordo che prevede per l'ipermercato di Camerano la mobilità per un massimo di 10 lavoratori, ma esclusivamente su base volontaria e con l'erogazione di un incentivo all'esodo.
Un positivo esito che non solo riduce della metà gli esuberi, ma sancisce la fuoriuscita dei lavoratori con l'incentivo e solo volontariamente entro maggio del prossimo anno 2011.
A livello locale si è altresì firmato un accordo relativo alla riorganizzazione del lavoro nel punto vendita di Camerano (rivisitazione degli orari).
Sostanzialmente, quindi, questa vertenza per il momento si è conclusa in termini positivi, poiché su 20 unità soltanto1 0 sono interessate con esodo volontario incentivato.
Ma purtroppo queste cose nella zona di Ancona sud ho l'impressione che non finiranno, nel senso che l'enorme concentrazione di ipermercati potrebbe determinare instabilità. Proprio per questo motivo ieri abbiamo fatto un incontro con le organizzazioni sindacali per fare in modo sia tenuto sotto controllo l'andamento dell'offerta commerciale in questa zona, che, a cominciare dal Mercatone, ha determinato un'instabilità piuttosto pesante.
Comunque, ripeto, questa situazione si è conclusa in termini abbastanza positivi – dico abbastanza perché quando si perdono posti di lavoro non è mai una cosa positiva –, tenuto conto che siamo nel bel mezzo di una fase incredibile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Prendo atto della risposta dell'Assessore, che ha sì raccontato quello che è accaduto, ma non ha detto cosa ha fatto la Giunta regionale!

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. La risposta dell'Assessore inquadra il problema e ciò che ne è scaturito dal confronto fra le forze produttive del sito di Camerano, il datore di lavoro e l'intervento del Ministero del lavoro che ha previsto per questa situazione la possibilità della mobilità incentivante.
Segnalo però che questa situazione, come ha detto giustamente l'Assessore Luchetti, non è definita e probabilmente, a meno che ci sia una situazione commerciale positiva che però non si inquadra nelle proiezioni che vi sono in questo momento, potrebbe scaturire in una ricaduta negativa per quanto riguarda le altre venti unità considerate in esubero.
Rimane forte su quella zona, ed in generale sul discorso della grande distribuzione, un intervento necessario da parte della pubblica amministrazione per la salvaguardia dei posti di lavoro. Mi riferisco alla grana, che credo sia già nell'agenda della Giunta regionale, dei 300 lavoratori della SMA – un punto distributivo e di vendita a poche centinaia di metri dal Carrefour – che rischiano di essere portati o a Pescara o a Roma, senza un inquadramento generale, situazione che riguarda proprio la questione relativa a una modalità diversa di integrazione e di interelazione fra grandi distribuzioni, punti vendita, snodi commerciali e anche capacità attrattive.
Comunqu8e resta il fatto che chi ne paga le conseguenze non sono né i centri commerciali dei grandi gruppi che scendono nelle Marche, né tanto meno l'uso del territorio che in questo caso è fortemente antropizzato, bensì alcune centinaia di lavoratori che rischiano di non essere più recuperati nel mondo del lavoro, in particolar modo nel settore delle attività commerciali. Indubbiamente quest'ultimo è un settore che rischia l'esubero e quindi di non avere la possibilità di inserire personale, se non giovane a livello di apprendistato, un personale che dunque rischia in futuro di subìre le stesse conseguenze.
Per cui è bene che la Regione abbia un'idea generale complessiva che vada dalle proposte che fa l'Anci in merito alle aperture domenicali ecc. fino ad arrivare alla direttiva Bolkestein a livello europeo, ma occorre anche arrivare ad una maggiore certezza della tutela del lavoro se si crede che il settore del commercio, in particolare della grande distribuzione, possa dare certezze di lavoro anche per il futuro.

PRESIDENTE. L'interrogazione n. 87 viene momentaneamente rinviata in quanto l'Assessore Mezzolani ha comunicato che ritarderà per problemi di traffico .


Interrogazione n. 78
del Consigliere Bucciarelli
“Licenziamento di un lavoratore invalido da parte della Hydropro Caperpillar di Jesi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 78 del Consigliere Bucciarelli. Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Il 16 giugno 2010 è stato licenziato un lavoratore della Caterpillar Hydraulics Italia di Jesi con invalidità civile al 75%.
La notizia ha ovviamente scosso l'ambiente locale e ha avuto vasta risonanza sui mezzi di comunicazione.
Ci sono state reazioni da parte delle OO.SS. e la RSU dell'azienda che ha proclamato uno sciopero.
Anche le istituzioni si sono attivate per solidarietà e il Sindaco di Jesi ha ricevuto una delegazione degli operai per avere chiarimenti sulla vicenda.
Certo, il provvedimento dell'azienda è veramente difficile da condividere e accettare perché colpisce un soggetto svantaggiato in una fase economica e occupazionale di crisi profonda.
Al riguardo è stata ascoltata la direzione aziendale che, tra l'altro, è stata sentita anche dal Sindaco di Jesi e che ha chiarito che il provvedimento adottato nei confronti del lavoratore è stato preso solo dopo aver verificato l'assoluta impossibilità dell'azienda di adibire il lavoratore a mansioni e ruoli o settori compatibili con la sua condizione di salute e il suo stato professionale. Al riguardo l'azienda ha ricordato che nel corso dei dieci anni in cui il lavoratore è stato alle sue dipendenze ha sempre ottemperato all'obbligazione di reperirgli una posizione lavorativa di volta in volta compatibile con il suo stato di salute e la sua professionalità.
L'azienda ha infatti fatto presente che era già accaduto più volte in passato che il lavoratore in questione sia stato adibito a compiti e mansioni diversi che risultassero compatibili con il suo stato di salute e le limitazioni lavorative certificate dalla documentazione medica, sia quella che questi ha fatto pervenire in azienda, sia quella emessa dal medico competente, acquisita nel corso degli anni di rapporto. Purtroppo ad ogni nuova assegnazione del lavoratore seguiva poco dopo documentazione medica che ne certificava l'inidoneità a svolgere le mansioni relative a causa del suo stato di salute.
Anche nel mese di gennaio 2010 l'azienda ha reperito per il dipendente un ulteriore nuovo incarico che risultasse compatibile con il suo stato di salute e le limitazioni al lavoro che ne conseguivano e risultanti dalla documentazione medica presentata. Sennonché, in seguito ad un'ulteriore esame medico richiesto dal lavoratore, nel mese di maggio 2010 l'ASUR di Jesi ha certificato l'inidoneità anche alle mansioni contemplate nella posizione da ultimo assegnatagli, ferme restando, peraltro, tutte le altre precedenti limitazioni lavorative già certificate in precedenza dagli organi sanitari competenti.
L'azienda ha riferito, inoltre, che non corrisponde al vero che il lavoratore abbia manifestato la disponibilità ad esser adibito a mansioni inferiori, se non altro per il fatto che, trattandosi di azienda metalmeccanica dedita alla produzione di cilindri idraulici e in considerazione del suo inquadramento come operaio, ogni altra mansione eventualmente inferiore avrebbe necessariamente comportato lo svolgimento di compiti incompatibili con le limitazioni all'attività lavorativa certificate dagli organi sanitari nella fattispecie.
Alla luce di quanto sopra l'azienda ha rappresentato che il licenziamento in questione non è avvenuto per motivi discriminatori nei confronti di un lavoratore appartenente ad una fascia sociale debole, ma, invece, di essersi trovata nell'impossibilità di adottare ogni altro diverso provvedimento e ciò ha ritenuto di fare anche nell'interesse del lavoratore il cui stato di salute non gli consente più di esser adibito a mansioni proprie della sua qualifica di operaio all'interno dell'Azienda.
Abbiamo chiesto alla direzione aziendale di riconsiderare il provvedimento adottato, esperendo un ulteriore tentativo per trovare una idonea collocazione al lavoratore, ma da una nuova conseguente analisi l'azienda deve purtroppo confermare il provvedimento.
Io ho ricevuto l'interessato cercando anche di passare oltre alle posizioni assunte sia dall'azienda che dal sindacato, cercando un accordo, che però non è passato.
Siccome questa vicenda è diventata una questione quasi politica, allora ho tentato, attraverso un incontro con i sindacati e l'interessato, di trovare una possibile mediazione, ovvero ho cercato di riportare questo avvenimento anziché sulla base di una contrattazione sindacale ad un rapporto diverso, ma purtroppo non c'è stato niente da fare.
Ora la questione è in mano ai legali, quindi ora aspettiamo l'esito della procedura giudiziaria. Speriamo che il lavoratore possa essere reintegrato.
L'aspetto che ho voluto segnalare, e lo ho sottolineato anche alle RSU, è che le cose vanno prevenute piuttosto che arrivare a queste determinazioni. Perchè fare bracci di ferro all'interno dei posti di lavoro peraltro in fabbriche così grandi sicuramente non fa comodo a nessuno.
Comunque, ripeto, ora aspettiamo il giudizio del giudice sperando che la questione si possa risolvere. Seppure quasi sicuramente il reintegro – che spero sia tale – del lavoratore comporterà atteggiamenti da parte dell'azienda piuttosto rigidi, per cui a quel punto vedremo se sarà necessario reintervenire.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Questa purtroppo è una vicenda che la dice lunga sulle condizioni di lavoro non soltanto di chi è abile, ma anche di chi, come in questo caso, ha oltre il 70% di disabilità, e che addirittura, secondo l'azienda, dovrebbe ringraziare per essere stato licenziato, ovvero si dice che sarebbe stato licenziato nell'interesse del dipendente - essere licenziati oggi è una fortuna, forse voi, colleghi Consiglieri, non lo sapete, ma è così! -
Si tratta evidentemente di una situazione che si è andata incrudendo. Sono infatti da oltre dieci anni che questo dipendente lavora per la Hydropro, quindi c'è una chiara volontà – questo traspare – di liberarsi di una persona che pretende di far rispettare i propri diritti. Ora siccome il sindacato non è stato in grado di farli rispettare, il dipendente, così come ha detto l'Assessore - che ringrazio per l'interessamento e anche per aver ricevuto il dipendente -, si è messo nelle mani della magistratura.
Per cui spero che almeno la magistratura in questo Paese - questa magistratura comunista per qualcuno, non certo per noi! - faccia rispettare i diritti dei lavoratori e soprattutto i diritti dei più deboli, ovvero di chi, come in questo caso, ha una facoltà lavorativa del 30%.

PRESIDENTE. Rimandiamo per il momento l'interrogazione n. 155 in attesa che arrivi l’Assessore Mezzolani.


Interrogazione n. 89
del Consigliere Silvetti
“Mancato premio disarmo pescherecci”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 89 del Consigliere Silvetti. Ha la parola l'Assessore Giannini.

Sara GIANNINI. Il Consigliere Silvetti interroga in merito alla misura del disarmo dei pescherecci. Una misura finanziata con risorse europee del FEP per la quale la Regione in realtà funge da intermediario del Ministero che ne ha la totale competenza. La Regione realizza le domande, le verifica e le rendiconta secondo un metodo concertato dal Ministero stesso e dalle Regioni.
Sulla questione che attiene alle misure del disarmo dei pescherecci c'è stata una fitta corrispondenza tra la Regione Marche e il Ministero delle politiche agricole e della pesca in quanto il metodo con il quale si era deciso (Regioni e Ministero) di rendicontare le misure del FEP che riguardavano il disarmo è stato modificato. Questo perchè l'anno scorso nel mese di giugno l'Europa ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia perché riteneva che non fossero state rispettate le misure di rendicontazione secondo i sistemi di controllo definiti dalla Comunità europea.
La comunicazione di tale procedura di infrazione alle Regioni è stata inviata solo dopo sei mesi circa, quindi le Regioni hanno continuato a lavorare secondo il metodo concertato precedentemente.
Una volta avuta notizia della procedura di infrazione si è avviata una frenetica attività del Ministero per cercare di recuperare, in quanto le somme al 2010 rischiavano, se non rendicontate, il disimpegno automatico. Questo significa che le Regioni che non avevano avviato le pratiche dovevano soltanto restituire le risorse non utilizzate, mentre per noi che siamo la prima Regione in Italia per pratiche avviate e rendicontate, avrebbe significato dover restituire soldi che avevamo già pagato, con le misure del FEP, ai pescatori che avevano messo in disarmo.
Il Ministero ha avviato subito un accordo con l'AGEA e ha determinato un nuovo metodo di rendicontazione sicuramente molto più complesso. E’ un metodo infatti che viene fatto sulla base di quello utilizzato per le pratiche dell'agricoltura, che sono molto più complicate e dove è necessario siano presenti organismi di controllo indipendenti, ovvero non tutta la rendicontazione può essere eseguita dallo stesso responsabile.
La Regione Marche prima si è rifiutata, ha resistito fino all’ultimo per non firmare la convenzione, proprio perché ci rendevamo conto che per questa misura era un aggravio enorme dal punto di vista burocratico, però poi alla fine il Ministero ha imposto la firma della convenzione. E questa preoccupazione è stata riportata anche nella delibera n. 575 del 15 marzo u.s. dove, pur aderendo alla convenzione, abbiamo appunto evidenziato le preoccupazioni che emergevano dall'utilizzo di questo metodo di verifica e rendicontazione.
Successivamente il Ministero doveva mettere in atto un sistema informatico denominato SIPA e che doveva essere utilizzato in modo uguale da tutte le Regioni. Questo sistema informatico alla fine di agosto non era ancora pronto. Nel frattempo, dal mese di luglio fino al 20 settembre, sono intercorse le nostre comunicazioni sia con il Ministro, sia con il Direttore generale Abate e sia con il Coordinatore degli Assessori alla pesca Dario Stefano della Regione Puglia. Quest'ultimo ha scritto al Ministero facendo rilevare la preoccupazione per l'applicazione del sistema informatico. Successivamente in data 20 settembre il Ministero, a seguito di una mia lettera del 26 luglio scorso, mi segnala che ha il piacere di confermarmi che la Commissione UE ha di recente approvato il sistema di gestione e controllo italiano.
Però, visto che il sistema di gestione e controllo italiano è stato approvato con molto ritardo, cioè a quattro mesi dalla chiusura dell'anno 2010, inevitabilmente si è dovuto procedere a un metodo più semplificato del sistema informatico che avrebbe consentito più celermente l'invio dei dati da trasmettere alla Comunità europea.
La settimana scorsa c'è stato un comitato di sorveglianza a Roma, al quale abbiamo partecipato, dove si è accertato che molte Regioni perderanno le risorse europee, quindi agirà su questo il disimpegno automatico, inoltre alcune risorse le perderà anche il Ministero, ma non le Marche in quanto noi abbiamo rendicontato in maniera efficace ed efficiente tutte le azioni e le domande pervenute. E forse con il nostro rendiconto molto sostanzioso ci faremo anche carico di salvare qualche risorsa di altre Regioni, cosa che impedisce ci sia un disimpegno automatico sulle somme che vengono stanziate dal Ministero alle Regioni.

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Consigliere Silvetti, per dichiararsi soddisfatto o meno, invito l'Aula ad un maggiore silenzio. grazie.
.

Daniele SILVETTI. Mi ritengo soddisfatto dell’articolata ed esauriente risposta, ma chiedo all’Assessore di rendermi edotto anche di quello che sarà il proseguo. Lei sa meglio di me, Assessore, che le istanze sono numerose e pressanti in quanto questi ritardi, che non sono addebitabili alla Regione Marche, stanno creando non pochi disagi. Parliamo infatti di piccole imprese e di famiglie che vivono di questo lavoro e che quindi hanno necessità di capire quanto prima se abbandonare questo tipo di attività e beneficiare di questi fondi oppure se reinvestire ecc...
Per cui le chiedo solo la cortesia, ripeto, di rendermi edotto di quello che sarà il proseguo di questa istruttoria.


Interrogazione n. 81
dei Consiglieri Bucciarelli, Binci
“Riordino del sistema dell'istruzione professionale”

(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 81 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci. Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Premetto che la scuola in questi ultimi anni sta vivendo in un clima di grandi incertezze, tagli di organici, riordino del secondo ciclo di istruzione con confluenze in nuovi indirizzi e iscrizioni prima della formale adozione dei relativi decreti, oltre ai tagli indiscriminati di risorse finanziarie destinate alle scuole statali, insomma lo scenario non è molto edificante–.
Nello specifico, nell'anno scolastico 2010/2011 gli istituti professionali di stato riordinati non potranno rilasciare le qualifiche triennali statali e, contemporaneamente, l'attuazione del capo III del d.lgs. 226/2005 porterà a regime l'istruzione e la formazione professionale di competenza regionale.
La Regione Marche ha stabilito con deliberazione n. 238 del 9 febbraio 2010 il rilascio delle qualifiche triennali di Istruzione e formazione professionale sia con titolarità degli istituti professionali che con titolarità delle Agenzie formative accreditate in possesso degli standard di qualità previsti dal decreto interministeriale del 29 novembre 2007, compatibilmente con le risorse regionali e statali assegnate alla Regione Marche dal Ministero del lavoro e in coerenza con gli standard formativi definiti a livello nazionale.
A seguito della successiva concertazione con le Province, l'Ufficio scolastico regionale e gli istituti professionali statali, si sono prodotte le linee guida per la messa a regime dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale nel 2010/2011.
La deliberazione n. 1038 approvata dalla Giunta regionale il 28 luglio 2010 dispone anche dettagliatamente il quadro delle risorse finanziarie.
Le risorse ministeriali di cui al d.d. n. 206/II/09 del 23 giugno 2009 del Ministero del lavoro sono impegnate per il completamento dei percorsi integrati triennali già attivi, per € 301.062,37 ed i restanti, integrati con risorse FSE, per percorsi triennali a titolarità delle Agenzie formative accreditate.
Le risorse regionali, pari a 350 mila euro, saranno così ripartite: ai percorsi triennali di Operatore del benessere programmati dagli istituti di istruzione professionale statali. Per ogni corso attivato nell'anno scolastico 2010/2011 - sarà destinato un contributo di € 30.000,00 per la durata dell'intero corso; a tutti i percorsi triennali di cui all'Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010, attivati dagli istituti professionali di Stato al 30 settembre 2010 la somma restante ripartita nel seguente modo, 50% in base al numero degli alunni iscritti, 50% in base al numero dei percorsi triennali attivi.
Gli istituti professionali accreditati partecipano inoltre ai bandi per il miglioramento del sistema educativo regionale e una particolare priorità viene riservata in ordine alle caratteristiche e all'importanza economico-sociale di questa formazione.
Sarà inoltre a carico delle Province l'organizzazione di percorsi biennali o annuali in formazione professionale a titolarità delle agenzie formative e finalizzati a far conseguire la qualifica professionale di II livello europeo entro il 18° anno di giovani minorenni che hanno assolto l'obbligo di istruzione ma che non hanno conseguito la qualifica.
Relativamente allo scenario nazionale i lavori dei gruppi tecnici non si sono conclusi e l'orientamento emerso è quello di far comunque conseguire le nuove qualifiche ai giovani che si iscriveranno agli istituti professionali riordinati nell'anno scolastico 2010/2011, prescindendo dal regime(sussidiario o surrogatorio) prescelto dalle singole Regioni.
Pertanto è evidente che la scelta di dare stabilità al sistema e di evitare di rilasciare tra tre anni qualifiche rese obsolete dall'accordo di quest'anno – essendo scelta di buonsenso – sarà quasi sicuramente estesa a tutte le regioni ed i tavoli tecnici stanno lavorando affinché questo sia fattibile.
Tutto questo va considerato anche alla luce della scelta che come Regione Marche abbiamo fatto, sfidando anche un po' il Ministero, di fare l'accordo sulle qualifiche professionali. Perché come ben sapete nell'anno scolastico 2010-2011 si è verificato un depauperamento formidabile, purtroppo, delle iscrizioni negli istituti professionali in quanto i ragazzi hanno fatto altre scelte. E questo perché? Perché l’istituzione professionale all'inizio dell'anno era in mezzo a un mare di incertezza.
Ecco perché già dal prossimo anno, sfidando il Ministero nel fare l'accordo con noi sulle qualifiche triennali dei professionali, lo vogliamo incastrare a definire subito la situazione degli istituti professionali secondo i nuovi indirizzi, in modo che chi si iscrive possa portare a termine il percorso secondo i nuovi indirizzi, altrimenti quest'anno non avrebbe saputo come definire la propria qualifica alla fine della triennalità.
Questo è dovuto anche a un forte lavoro degli uffici che si sono messi a lavorare per tempo e quindi oggi siamo in grado di iniziare i nuovi percorsi professionali con le nuove qualifiche, altrimenti ci sarebbe stato per un altro anno confusione.

PRESIDENTE. Invito di nuovo l'Aula a un maggiore silenzio e attenzione ai lavori.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Mi ritengo soddisfatto della risposta dell'Assessore. Questa interrogazione nasceva a seguito del passaggio delle competenze alle Regioni riguardo il rilascio delle qualifiche professionali e dal fatto che dovessero essere emanati una serie di atti che rendessero operativo questo accordo.
C'è inoltre la necessità, che penso si riproporrà anche nei prossimi anni, delle risorse, che saranno messe a disposizione sia dallo Stato che dalla Regione, per il riordino del sistema dei percorsi di istruzione e formazione, e soprattutto per coprire le esigenze formative per le materie professionalizzanti e le attività laboratoriali.
Quindi ringrazio l'Assessore e gli uffici che seguono questo aspetto importante del sistema formativo professionalizzante dei nostri ragazzi e lo invito a continuare in questo impegno.

PRESIDENTE. Rinviamo in attesa dell'Assessore Mezzolani le interrogazioni n. 90, 95 e 107.

Interrogazione n. 91
del Consigliere Silvetti
“Insufficiente promozione e divulgazione del portale relativo agli orari del trasporto pubblico”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 91 del Consigliere Silvetti. Ha la parola l'Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Consigliere Silvetti, contrariamente alle mie abitudini le leggerò una nota che mi hanno preparato gli uffici, perché ammetto di non essere sufficientemente illuminato e informato sulla situazione, che peraltro attiene a questioni degli anni scorsi.
All'atto dell'istituzione del sito richiamato in oggetto, nel gennaio del 2007 si è contestualmente provveduto a dame diffusione ai maggiori organi di stampa, sia tramite una conferenza stampa di presentazione tenutasi il 25 gennaio 2007, sia mediante apposito comunicato stampa ripreso dalle principali testate giornalistiche locali e sul web.
Nell'agosto 2007, in concomitanza con l'estensione del servizio anche al trasporto ferroviario ed alle linee interregionali di granturismo, è stata indetta un'apposita conferenza stampa nella quale sono stati illustrati i risultati raggiunti fino a quel momento, con particolare riferimento al numero di visite conteggiate, più di 34.000 tra gennaio e luglio 2007.
Nel novembre dello stesso anno si è provveduto a stampare e distribuire alle aziende di trasporto delle apposite locandine informative richiedendo che venissero esposte in modo ben visibile sia a bordo dei mezzi che presso le biglietterie. Tuttavia la collaborazione delle aziende in tale attività divulgativa è stata molto scarsa.
Nel settembre del 2009, anno in cui il sito aveva accumulato più di 140.000 visite, al fine di incrementare ulteriormente la qualità e fruibilità del servizio, la Regione ha riorganizzato tutto il sistema di raccolta dei dati, attivando un collegamento diretto con le aziende di trasporto tale da assicurare un controllo continuo e puntuale della qualità dei dati stessi.
Inoltre il sito web è stato radicalmente rinnovato con un'interfaccia innovativa che consente agli utenti di effettuare la ricerca e la consultazione delle soluzioni di viaggio in maniera più agevole ed efficace, permettendo di definire l'itinerario di viaggio con una modalità più articolata rispetto al precedente sistema.
Rispetto alla precedente versione del sito è da sottolineare, inoltre, come l'utente ha ora la possibilità di poter restringere le soluzioni di viaggio, sia rispetto alle tipologie di mezzo di trasporto (treno e autobus oppure solo autobus o solo treno), che rispetto al numero di cambi di mezzo ed alla massima distanza da coprire a piedi o con mezzo proprio.
Infine, sempre grazie al collegamento diretto attivato con le aziende di trasporto, il sito è arricchito con informazioni di utilità varia per l'utenza, quali news ed eventi sul territorio, anche questi ultimi selezionabili per essere scelti come destinazioni di viaggio.
Tutti questi interventi sono stati ampiamente diffusi sulla stampa. Inoltre, al fine di rendere più visibile il sito sul web, la Regione ha inviato una nota alle società consortili dei TPL ed ai Comuni marchigiani che gestiscono servizi di TPL con l'invito ad inserire nei rispettivi siti web, in modo ben visibile, uno specifico link al sito regionale.
Di tale invito finora si è trovato riscontro nei siti web dei Comuni di Civitanova Marche, Fabriano, Falconara M., Osimo, Porto Recanati, Recanati, San Benedetto del Tronto, Tolentino, Senigallia e delle società consortili Atma, Adriabus, Trasfer e Start.
Attualmente il sito regionale ha conteggiato complessivamente più di 270.000 accessi, con una media di 6.600 visite ogni mese.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Assessore, innanzitutto grazie della risposta, ma mi permetto di commentare con lei la velina che le è stata predisposta. Perché mi rendo conto che è sfuggita ai più questo tipo di disinformazione, infatti non è un caso che lei nella relazione che ha appena letto evidenzi in un suo passaggio che in realtà è un po' poco quello che è stato fatto per divulgare l'esistenza di questo sito.
Mi hanno detto – perché io non sono competente in materia – che è di ottima fattura ed è assolutamente efficace nel caso in cui venisse aperto e consultato. Però mi permetto, ovviamente con il massimo rispetto, di contestare i numeri che sono stati prodotti, perché non è assolutamente vero che ha avuto questo tipo di frequentazioni, di visite.
E' evidente che la spesa pubblica deve essere utilizzata sempre più ed è vero che se fosse possibile accedere a questo sito il servizio sicuramente verrebbe reso.
E' chiaro che la conferenza stampa inaugurale di lancio del sito era doverosa e indispensabile, ma è assolutamente insufficiente.
Questo rientra nell'ambito della difficoltà che questa Regione ha oggi per portare avanti un piano regionale trasporti che ancora rimane lì ai blocchi di partenza, addirittura è dalla fine della precedente legislatura. Sappiamo quali sono i problemi, e forse questa è soltanto una delle cartine tornasole di un progetto che ancora non è compiutamente organico, che non ha prodotto i risultati che noi tutti auspicavamo.
Questo sito è ovviamente lo strumento che mi serve per introdurre da oggi in avanti una serie di osservazioni e di puntuali denunce in merito all'aspetto dei trasporti, che costituisce per una regione il sistema nervoso attraverso il quale una regione funziona, dà servizi e aiuta alle imprese e allo sviluppo di andare avanti.
Per cui questa per me era soltanto un'occasione che mi ha permesso di introdurre questo argomento che nell’attuale legislatura sarà sicuramente dibattuto e approfondito nei prossimi anni.

PRESIDENTE. L'Assessore Mezzolani ci ha comunicato che è ancora bloccato e quindi non riuscirà ad arrivare in tempo utile. Per cui per il momento le interrogazioni di sua competenza sono rinviate.


Interrogazione n. 137
del Consigliere Cardogna
“Calendario venatorio provinciale 2010/2011 Provincia di Pesaro e Urbino”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'interrogazione n. 137 è rinviata in quanto l'interrogante, Consigliere Carogna, ha chiesto congedo.


Interpellanza n. 8
dei Consiglieri Foschi, Acquaroli
“Calendario Venatorio 2010”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 8 dei Consiglieri Foschi, Acquaroli. Ha la parola l’Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. Questa è un'interpellanza abbastanza articolata per cui risponderò punto per punto.
Per quanto concerne il punto 1 si evidenzia che l'inserimento tra le specie cacciabili nelle giornate di preapertura dell’1,4 e 5 settembre 2010 degli anatidi indicati (marzaiola, codone, mestolone) è fortemente sconsigliato dall'ISPRA ed anche dall'OFR Marche, in quanto andrebbe a produrre un effetto dannoso sulle popolazioni locali; i contingenti nidificanti nelle Marche sono estremamente modesti, o addirittura nulli, e la comparsa dei soggetti migratori, di norma, diviene significativa solo dopo la seconda metà di settembre. La caccia agli inizi di settembre inciderebbe solo sui pochi soggetti nidificanti, limitando o precludendo la possibilità di miglioramento della condizione locale delle rispettive popolazioni.
Per la specie combattente l'ISPRA addirittura suggerisce la chiusura completa della caccia per tutta la stagione venatoria in presenza di un calo della popolazione paleartica; le Marche, con il calendario approvato, consente il prelievo dal 19 settembre 2010 al 31 gennaio 2011 in considerazione che i flussi migratori della specie interessanti il nostro Paese e la regione avvengono principalmente nel periodo primaverile, quando cioè l'attività venatoria non è consentita, e in modo del tutto marginale in quello del ripasso post-nuziale.
Per il beccaccino, il cui prelievo è consentito ugualmente dal 19 settembre 2010 al 31 gennaio 2011, si rappresenta che l'attività venatoria nelle giornate di preapertura è permessa soltanto da appostamento; giova pertanto ricordare che è vietata sempre la caccia in tale forma alla suddetta specie (art. 39 comma 1 lettere qq) l.r. 7/95).
Per l'inserimento della quaglia (punto 2) tra le specie cacciabili in preapertura, si ribadisce che la specie è cacciabile, secondo quanto stabilito dalla legge 157/92, dalla terza domenica di settembre e un eventuale anticipo è fortemente osteggiato dall'ISPRA. In tal senso, da alcuni anni, le Regioni dell'Italia centrale uniformano l'apertura della caccia alla quaglia alla suddetta domenica – ricordo che l'anno scorso l'aveva anticipata la Regione Abruzzo che ha poi visto annullato il proprio calendario venatorio dal TAR –.
Per il punto 3 relativo all'orario di sospensione dell'attività venatoria nelle giornate di preapertura per le specie colombaccio e merlo (ore 12), la Struttura competente ha inteso aderire, e conseguentemente proposto alla Giunta, a quanto indicato dall'ISPRA e dall'OFR Marche, limitando a metà giornata la pressione venatoria sulle popolazioni locali di entrambe le specie, dal momento che il prelievo si rivolge esclusivamente ai contingenti nidificanti in regione.
Per il punto 4 si forniscono le indicazioni e le considerazioni già avanzate in sede di risposta all'interpellanza n. 6 dei Consiglieri Ricci, Badiali, Traversini.
La Struttura competente in materia con nota n.0254291 dei 26 aprile 2010, così come stabilito dall'art. 30 della l.r. 7/95, ha trasmesso all'ISPRA la bozza di calendario venatorio per la stagione 2010/2011.
Nella proposta per quanto concerne i periodi di prelievo delle specie di selvaggina stanziale, lepre comune, coniglio selvatico, pernice rossa,starna, fagiano, veniva indicato il periodo 19 settembre- 8 dicembre 2010.
L'ISPRA esprimeva il previsto parere, trasmettendolo alla Regione con lettera n.18234/T-A11 del 24 maggio 2010.
Come per gli anni passati l'istituto suggeriva, nel caso delle specie stanziali (Lagomorfi e Fasianidi) e sulla base dello status delle popolazioni presenti sul territorio regionale, l'opportunità di posticipare l'apertura della stagione venatoria almeno all'inizio di ottobre. Ciò al fine di favorire il completamento dei cicli produttivi e/o lo sviluppo fisico e comportamentale dei giovani nati in estate.
Tale suggerimento di posticipare l'apertura nella stesura del Calendario venatorio in questione è stato ritenuto puramente orientativo in considerazione che la data proposta, coincidente con la terza domenica di settembre, è quella prevista dalla legge 157/92. Nulla veniva invece eccepito per la data di chiusura dell'attività.
Occorre però evidenziare che nell'incontro del 3 giugno 2010 con le Associazioni venatorie regionali, agricole regionali e i Presidenti degli Ambiti territoriali di caccia è stata avanzata da più parti, con indicazioni pressoché unanimi dei presenti, la proposta di anticipare alla fine di novembre il prelievo della stanziale per tutelare maggiormente quella parte di selvaggina che, ormai ambientata durante i mesi autunnali, può costituire un buon serbatoio riproduttivo per la stagione successiva.
L'ulteriore anticipo del termine (14 novembre) del prelievo del fagiano di sesso femminile, è finalizzato ad aumentare il livello di tutela della specie, per favorirne l'incremento sul territorio destinato a caccia programmata; questa scelta ha visto anche il supporto tecnico scientifico dell'Osservatorio faunistico regionale.
Per il punto 5, relativo alla data di apertura della caccia al cinghiale, nella già richiamata riunione del giugno scorso emerse l'esigenza di anticiparne l'inizio rispetto anche alla data proposta dalla Struttura (17 ottobre), in considerazione dei gravi e urgenti problemi economici e sociali legati alla invasiva presenza della specie sul territorio regionale. Si ritiene che l'anticipo al 2 ottobre soddisfi tale esigenza. Si precisa, altresì, che qualora non siano stati completati i piani di abbattimento stabiliti dalle province la Giunta disporrà con proprio atto ulteriori giornate di caccia da effettuarsi nel mese di gennaio 2011. Quindi di fatto riaprendo la caccia al cinghiale dal 2 gennaio sino alla fine dello stesso mese.
Ricordo, inoltre, per informazione di tutti i Consiglieri, che vista la straordinaria emergenza intorno al cinghiale già l’anno scorso questa Assemblea regionale aveva deliberato modificando la legge, delegando così la Giunta ad affrontare uno specifico regolamento. Regolamento che è stato predisposto e che conterrà alcune novità molto importanti riguardo questa specie, riprendendo anche quelli che erano stati gli studi del piano faunistico. Quindi di fatto si andrà a caccia del cinghiale solo nelle zone dove questi animali devono esserci, non quindi nelle zone dove non devono esserci. Pertanto la braccata verrà fatta solo in montagna, mentre per le altre zone provvederemo con altri strumenti, daremo la responsabilità agli ATC. In questo modo credo che finalmente riusciremo ad arginare la proliferazione di questa specie che sta compiendo veramente tanti danni alle colture agricole marchigiane.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Sono insoddisfatta della risposta innanzitutto perché arriva ad ottobre e questa interpellanza era stata presentata con urgenza a luglio, all'indomani dell'approvazione da parte della Giunta regionale del calendario venatorio. Inoltre perché aveva come obiettivo quello di indurre ad una riflessione al fine di cambiare il calendario venatorio, probabilmente anche per evitare quello che poi si è visto fare in due province di questa regione. Cioè noi abbiamo una Regione che fa un suo calendario venatorio, quello prodotto il 12 luglio, e poi ci sono due Province, che a prescindere da quello che dice la Regione nel calendario venatorio, ne adottano un altro, non so con quali competenze, andando a cambiare la data di apertura – mi riferisco alla caccia al cinghiale –, posticipandola al 1° novembre nella provincia di Pesaro-Urbino e al 10 ottobre nella provincia di Ascoli.
Quindi questa interpellanza andava nella direzione di evitare quello che è successo. Anche perché non so che tipo di atteggiamento verrà assunto, ossia se il cacciatore nella provincia di Pesaro-Urbino inizierà la caccia il 1° novembre o il 1° ottobre, se avrà cioè valore il calendario venatorio della Provincia. Su questo attenderò anche la risposta che verrà data al Consigliere Carogna, perché non credo ci sia chiarezza, così come non c'è ad Ascoli.
Discuterla oggi, che siamo nel mese di ottobre, è praticamente inutile, perché appunto tre punti riguardavano proprio la preapertura che però è passata da un pezzo. Peraltro mi permetto di dire che le anatidi inserite hanno un passo decisamente diverso rispetto alle altre. È vero che la gran parte del passo è a marzo, ma il ripasso è decisamente prima della data di apertura della caccia, per cui è come dire: “ve le mettiamo, ma non sono cacciabili perché sostanzialmente non ci sono”.
Quindi la mia insoddisfazione, ripeto, deriva soprattutto dal fatto che se ne discute in ritardo, per cui l'interpellanza ha perso senso, inoltre perchè si è venuta a creare questa situazione di difformità con due Province che appunto deliberano autonomamente di fare dei calendari venatori diversi da quello emanato dalla Giunta.


Proposta di deliberazione n. 1
dell'Ufficio di Presidenza
“Consigliere Roberto Zaffini: contestazione della causa di incompatibilità prevista dall'articolo 122 secondo comma, della Costituzione e dall'articolo 4, primo comma, della legge 23 aprile 1981, n. 154”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 1 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza concernente la contestazione della causa di incompatibilità prevista dall'articolo 122 secondo comma, della Costituzione e dall'articolo 4, primo comma, della legge 23 aprile 1981, n. 154, perché, come sapete, il collega Zaffini è stato eletto Deputato della Repubblica.
Ha la parola il relatore Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Questa proposta di deliberazione è l’atto iniziale del procedimento della contestazione della causa di incompatibilità del Consigliere Zaffini.
Il Consigliere Zaffini, come ha ricordato il Presidente, nella seduta della Camera dei Deputati n. 362 del 30 luglio 2010 il Consigliere Zaffini è stato proclamato Deputato in sostituzione del dimissionario Deputato Matteo Brigandì. Di conseguenza il Consigliere si è venuto a trovare nella condizione di incompatibilità prevista dall’articolo 122, secondo comma, della Costituzione e dall’articolo 4, primo comma, della legge 23 aprile 1981, n. 154. Secondo queste norme, infatti, la carica di membro di una delle due cariche del Parlamento nazionale è incompatibile con la carica di Consigliere regionale.
Il nostro Regolamento interno all’articolo 15 recita: “Il Consiglio, ove ne ravvisi l’esistenza, contesta la causa di incompatibilità – in questo caso abbiamo verificato che c’è una causa di incompatibilità –. Il Consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere dalla data di ricevimento della relativa comunicazione. Entro i dieci giorni successivi a tale termine il Consiglio delibera definitivamente e, ove ritenga sussistere la causa di incompatibilità, chiede al Consigliere di optare tra il mandato di Consigliere e la carica ricoperta. Qualora il Consigliere non vi provveda entro i quindici giorni successivi, il Consiglio lo dichiara decaduto. “.
Quindi con la presente deliberazione l’Ufficio di Presidenza, sulla base dell’istruttoria compiuta dagli uffici, sottopone all’Assemblea la proposta di contestazione al Consigliere Zaffini della indicata causa di incompatibilità.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione.

Proposta di deliberazione n. 1. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge regionale n. 40
del Consigliere Solazzi
“Modifica alla legge regionale 18 aprile 1986, n. 9 – Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 40 ad iniziativa del Consigliere Solazzi. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Con questa proposta di legge ampliamo il numero delle rappresentanti della Commissione pari opportunità. Commissione che ritengo sia giunto il momento di nominare in quanto c’è molto lavoro da fare, inoltre c’è una richiesta forte da parte delle associazioni femminili anche in relazione alla legge sulla violenza contro le donne che abbiamo approvato mesi fa.
Credo che l’iter sia ormai sufficientemente andato avanti, quindi lo completiamo, portando il numero da venti a ventuno, al fine di rappresentare tutte le espressioni e gli interessi del mondo femminile della nostra regione.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Su questo atto non abbiamo nessun problema, spero passi all’unanimità. E’ una decisione, come i colleghi sanno, di buonsenso, di quelle che servono a far andare avanti un organismo. Organismo che giustamente, come ha detto la collega di maggioranza, è atteso particolarmente nel mondo delle persone, donne e uomini, che si occupano delle pari opportunità.
Ne abbiamo condiviso le finalità e quindi lo votiamo. E’ un rispetto democratico in più a cui anche noi teniamo.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Se nessuno chiede la parola passiamo alla votazione. Faccio presente che all’articolo 2 è prevista l’urgenza che quindi per approvarla occorre la maggioranza assoluta.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza dei componenti assegnati)

Proposta di legge n. 40. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di atto amministrativo n. 18
dell'Ufficio di Presidenza
“Elezione della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna. Legge regionale 18 aprile 1986, n. 9, articolo 3”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 18 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza. Ha la parola la relatrice Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Come ricordava poc’anzi la Consigliera Ortenzi arriviamo oggi a questa proposta di atto amministrativo ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza per l’elezione della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna, di cui speriamo di riuscire ora a concluderne l’iter di formazione.
La Commissione regionale per le pari opportunità è normata dalla legge regionale 18 aprile 1986, n. 9 ed ora è stata approvata la legge di modifica dell’articolo 3 che prevede l’ampliamento delle componenti che da venti passano a ventuno.
Come si è proceduto all’individuazione delle componenti della Commissione? L’Ufficio di Presidenza nella seduta n. 4 del 5 maggio 2010 con una determinazione a verbale ha deciso di pubblicare su tre quotidiani locali principali (Corriere Adriatico, Il Resto del Carlino, Il Messaggero) l’avviso per la presentazione delle candidature da parte dei soggetti interessati entro la data del 15 giugno 2010.
Molti movimenti e associazioni del mondo femminile hanno presentato varie candidature, sono state acquisite agli atti, erano corredate da curriculum, quindi sono state vagliate.
L’Ufficio di Presidenza con la deliberazione n. 160 del 27 settembre 2010 all’inizio ha individuato le venti componenti della Commissione da proporre all’esame dell’Aula. Tuttavia la prima Commissione assembleare nella seduta del 28 settembre 2010 ha esaminato e licenziato una proposta di modifica, quella che l’Aula ha appena approvato, che porta a ventuno i soggetti della Commissione.
Di conseguenza l’Ufficio di Presidenza nella seduta n. 20 del 30 settembre con determinazione a verbale ha deciso di revocare la sua precedente delibera ed ha formulato una nuova proposta di composizione della Commissione pari opportunità fondata appunto su ventuno componenti, che dunque oggi sottoponiamo all’esame dell’Assemblea.
Do ora lettura dei nomi delle ventuno componenti indicate nell’atto:
Bolzicco Cristina
Brillantini Bianca Maria
Caliandro Maria Gabriella
Canigola Licia
Celestini Adriana
Del Dotto Paola
Di Costanzo Elisa
Di Girolamo Alessia
Falà Marcella
Girardi Micaela
Magnani Veronica
Martini Barbara
Marziali Meri
Masturzo Antonietta
Mencoboni Margherita
Mingarelli Sabrina
Paoli Catia
Pergolini Michela
Pistelli Lucia
Salvucci Alessandra
Tanzarella Elena.
Chiedo di approvare questa proposta dell’ufficio di Presidenza affinché la Commissione pari opportunità si insedi e inizi a svolgere il suo lavoro.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Mi limito soltanto ad osservare che, se ho capito bene, sono state fatte delle inserzioni sui quotidiani, quindi immagino sia stato corrisposto un compenso. Oppure le inserzioni sono gratuite? No, immagino siano onerose! Allora si tratta di un atto di totale ipocrisia dal punto di vista legislativo - anche se questa cosa sicuramente la prevede la legge -, è un’ipocrisia amministrativa e legislativa. Abbiamo buttato via i soldi dei cittadini, visto che sappiamo tutti che queste ventuno signore sono interne ai nostri Gruppi o in qualche modo collegate, sono dunque espressione della volontà politica dei Gruppi.
Quindi facendo delle inserzioni assolutamente inutili abbiamo solo buttato via i soldi dei cittadini. Ho inteso informare tutti di questa cosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. E’ fastidioso venire in Aula e vedere che la legge n. 9 del 1986 che tratta di pari opportunità tra uomo e donna è ancora così fortemente politicizzata. Per cui il mio no non è sul concetto della legge, è costituzionale, però questo sempre ribadire delle pari opportunità tra uomo e donna o questo sempre sentir parlare di queste donne così bistrattate, quando poi nessuno parla di quei poveri uomini ammazzati dalle mogli. Quindi se parità…(…)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

Umberto TRENTA. Insomma io vedo qui tutta una serie di candidate, allora per difetto di comunicazione vorrei sapere questo. Alcuni Consiglieri hanno proposto le loro pari opportunità – come se ad esempio io proponessi Maria Rossi oppure Giuseppina Verdi, nomi italianissimi – però vorrei appunto sapere chi di fatto per arrivare alla sintesi ha fatto la cernita, se c’erano ad esempio dei requisiti e se sì quali erano, oppure il modo con il quale ci si doveva proporre e quindi indicare ecc..
Per cui ora visto che tali aspetti non li ho capiti questo atto non lo voto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Intervengo per dire che voto a malincuore questa lista, e ne spiego il perché. Io poc’anzi durante la votazione di modifica della legge che istituisce la commissione pari opportunità mi sono volutamente assentato. Perché? Perchè ritengo indegno il fatto che uno strumento così importante venga trattato con una visione distorta rispetto a quello che dovrebbe fare. Non mi riferisco all’ultimo intervento, che non condivido, non è questo, è che in realtà questa è una Commissione che definire lottizzata è poco.
Vedete, le tendenze, le sensibilità, i Gruppi che costituiscono questa Assemblea legislativa, i partiti che sostegno maggioranze e minoranze, hanno ovviamente e legittimamente diritto di candidare, di indicare membri nelle Commissioni pari opportunità, ed in particolare nella regione Marche che è sicuramente la più avanzata in termini di legislazione contro la violenza sulla donna, contro la discriminazione di genere, ecc..
Ebbene, questa era una Commissione di venti componenti che è stata allargata perché Caleido, cioè ArciLesbica e ArciGay, non aveva trovato posto nella spartizione dei partiti.
Il sottoscritto aveva proposto una Consigliera – lo dico qui pubblicamente – che mi aveva detto: “vede Consigliere, io faccio la campagna elettorale per l’Assessore Benatti, ma lei è disposto a presentarmi?”. Ho risposto: “Certo”, dunque l’ho presentata, e non è nella lista, ma non mi interessa, non è questo il problema. Quando però mi sono accorto che Caleido non era presente l’ho evidenziato al Presidente dell’Assemblea legislativa e a tutti i Capigruppo; nessun Presidente di Gruppo assembleare può dire di non essere stato messo a conoscenza dal sottoscritto che trovavo alquanto singolare, per non dire ingiusto, che la Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna non vedesse al proprio interno un rappresentante di Caleido, ripeto, ArciGay e ArciLesbica.
Dopodichè tutti si sono detti interessati, ma non c’è stata la possibilità che almeno un solo Gruppo assembleare recedesse. Perché mi è stato detto: dodici appartengono alla maggioranza, otto alla minoranza, la minoranza è una, PdL, se li prende tutti. Quindi la proposta è stata “modifichiamo la legge”.
Ecco allora che trovo veramente ridicolo che chi in rispetto delle donne vittime della violenza propone, e tutti quanti lo rispettano, il minuto di silenzio in apertura della seduta, poi non trovi posto per chi è diverso da noi.
Avrei votato questa Commissione con molto piacere invece lo faccio a malincuore. Ma certamente la voto perché è necessario, è importante che le donne, gli uomini e gli omosessuali, comunque la pensino, abbiano la possibilità di organizzarsi, di lavorare, di proporre – io so quante proposte arrivano alla politica e alle istituzioni da parte di queste commissioni –, affinché maturi una cultura che sia più rispettosa di chi è diverso da noi.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Non avevo intenzione di intervenire, ma mi sento costretta a farlo dopo aver ascoltato il collega Trenta che con le sue parole ha sminuito il valore e la valenza della Commissione pari opportunità.
Tra l’altro il Consigliere Trenta fa parte di una componente politica che ha il Ministro alle pari opportunità, l’on. Carfagna, lei stessa non credo sarebbe stata contenta di ascoltare le parole da lei pronunciate, Consigliere Trenta, parole anche un po’ – mi permetta – banali rispetto alla questione della Commissione per le pari opportunità.
Con molta fatica le donne in maniera trasversale hanno chiesto e ottenuto ai vari livelli, da quello parlamentare a quello regionale come pure provinciale e comunale, la composizione di associazioni di donne, di tutti i partiti, senza esclusione di alcuna e con nessuna discriminazione. Donne che con fatica si sono unite e che hanno avuto, sopratutto nella nostra regione, atteggiamenti e comportamenti altamente virtuosi.
Tant’è che tutte le donne Consigliere della precedente legislatura, con le donne componenti della Commissione pari opportunità, hanno portato ad approvare una legge che credo faccia onore a tutti gli uomini e a tutte le donne della nostra regione. E’ la legge sulla violenza contro le donne, una legge che ha avuto un grande riscontro nella nostra comunità. Attraverso questa legge, infatti, si sono formati momenti veramente importanti, vedi ad esempio i centri di ascolto e di accoglienza, che troviamo in tutte le nostre province, per quelle donne che hanno subito violenza. Di uomini che hanno subito violenza ce ne sono pochissimi, collega Trenta, comunque se anche loro dovessero avere bisogno di una condivisione e di un aiuto, potrebbero richiedere una Commissione pari opportunità al maschile, non mi scandalizza, anzi, se ce ne fosse bisogno si dovrebbe proprio fare.
Ma di atti di violenza sulle donne, di mobbing, ne riscontriamo tantissimi. La Commissione pari opportunità ha attivato molte iniziative, quindi ora stiamo in attesa che si ricostituisca perché ci sono altre iniziative in programma che appunto vanno in aiuto alle donne.
Vi assicuro che questo discorso maschilista, che talvolta lo riscontro anche negli uomini della mia componente politica, spesso sorvola proprio su questioni altamente importanti e fondanti per quanto riguarda il diritto che ognuno di noi ha a non essere violentato né psicologicamente con le parole né fisicamente. Su questo credo che tutti quanti ci dovremmo fare una riflessione.
Noi come donne non abbiamo chiesto le quote per la rappresentanza politica, ma ce le stiamo prendendo, grazie a Dio, però dalle statistiche al momento risultano poche donne manager e anche le donne in politica sono molto poche – basta guardare questo consesso –, ma invece sono tante le donne che si impegnano per le donne, contro i soprusi e contro le violenze.
Dobbiamo metterci in testa che di tutto quello che succede e che non viene denunciato ce ne dobbiamo far carico, ossia ci dobbiamo prendere in carico anche tutte quelle donne che non hanno il coraggio di fare le denunce. Peraltro noi in veste di rappresentanti popolari, sia uomini che donne, spesso riusciamo a riscontrare certi tipi di situazioni, quindi siamo noi che dobbiamo avere il coraggio di denunciare, affinché, insieme agli organismi preposti, come ad esempio le forze dell’ordine, queste associazioni, i centri accoglienza ecc., certe cose, in una società come la nostra che si definisce civile, non avvengano più.
Quindi, collega Trenta, cerchiamo di non sminuire il valore di questi organismi. Sono organismi che stanno facendo tantissimo, anzi, la prego di partecipare a tutte quelle iniziative che vengono prese; ad esempio l’anno scorso per la giornata della donna dell’8 marzo ho partecipato ad una iniziativa teatrale veramente degna di nota, a cui sono state sollecitate alla visione anche scolaresche, componenti degli studenti, ecc.. Insomma, abbiamo avuto un bellissimo riscontro, addirittura alcuni ragazzi sono usciti dal teatro con le lacrime agli occhi. Le lacrime quando si prova un senso di sofferenza interiore verso gli altri hanno sempre un grande valore, e in questo caso, visto che veniva lì rappresentata la violenza contro le donne, avevano un valore ancora più alto.


Sull’ordine del giorno di cui alle mozioni n. 70, n. 61, n. 65 e interrogazioni n. 125 e n. 127 (abbinate), in merito all’Istituto Pergolesi di Ancona

PRESIDENTE. Consiglieri, chiedo scusa se interrompo un attimo la discussione su questo punto, ma prima di proseguire devo informare che alla Presidenza è pervenuta una richiesta, che posso definire bipartisan, riguardo le mozioni relative alla questione dell’Istituto Pergolesi. Oggi a Roma ci sono degli incontri istituzionali per verificare la possibilità del percorso di statizzazione dell’Istituto stesso, per cui in questa richiesta si chiede di discutere delle mozioni martedì prossimo come primo punto all’ordine del giorno. Visto che su questo c’è condivisione da parte dell’Aula ne ho voluto dare notizia per non far aspettare inutilmente i rappresentanti dell’Istituto, che colgo l’occasione per salutare, qui presenti in attesa appunto della discussione di questo punto.
Proseguiamo la discussione sulla proposta di atto amministrativo n. 18. Ha chiesto la parola la Consigliera Giorgi, ne ha facoltà.

Ripresa del punto di cui alla proposta di atto amministrativo n. 18

Paola GIORGI. Condivido quanto detto dalla Consigliera Ortenzi. Vorrei quindi specificare al Consigliere Marangoni che la legge regionale che istituisce la Commissione regionale per le pari opportunità all’articolo 3 recita: “La Commissione è eletta dal Consiglio regionale su proposta dell’ufficio di Presidenza”. Quindi l’Ufficio di Presidenza ha ritenuto opportuno promuovere la Commissione attraverso una comunicazione inserita sulla homepage del sito dell’Assemblea e naturalmente anche attraverso gli organi di comunicazione normali come i tre quotidiani più letti.
Quindi se c’è stato un investimento è stato sicuramente a favore della partecipazione.

PRESIDENTE. Il Consigliere Trenta mi sta chiedendo di poter intervenire per fatto personale. Allora vorrei far presente al Consigliere Trenta che la Presidenza agisce nel solco del Regolamento e dello Statuto, e quindi il fatto personale, senza che lei si agiti come spesso fa, può essere discusso soltanto alla fine della discussione. Vada pure a leggersi l’articolo relativo, vedrà che nessuno le negherà la parola, ma si attenga comunque ad un comportamento consono al rango dell’ufficio che ricopre.
Ha chiesto la parola il Consigliere Massi, ne ha facoltà.

Francesco MASSI. Vorrei precisare – e questo lo dico alla Consigliera Ortenzi come agli altri colleghi – che organismi come la Commissione per le pari opportunità non ci debbono indurre a una riflessione se sono utili o meno in sé o così come sono strutturati. Tutti quanti per lunga esperienza sappiamo benissimo che sono organismi che vivono dello spirito di missione di presenza e di impegno delle persone. Ecco perché mi auguro che tutti quanti abbiamo suggerito le persone migliori atte a questo impegno, perché è questo che conta. Perché può essere prestigioso l’organismo, ma poi se sono sfaticati quelli che ci mettiamo i risultati non si raggiungono. Ed io ho prova del fatto che la Commissione per le pari opportunità in questi anni ha mostrato delle bellissime testimonianze di donne impegnate nella politica, nel sociale e nella cultura. Quindi su questo sono assolutamente fiducioso.
Mi ha invece un po’ imbarazzato l’intervento del collega Bucciarelli. Allora voglio qui ribadire, è anche nello Statuto del PdL, che innanzitutto c’è la massima tolleranza e il rispetto nei confronti delle esperienze plurali…(…) Consigliere Bucciarelli, prima mi faccia dire la prima cosa che intendo sottolinearle. Ossia, abbiamo dato subito l’assenso ad un atto bipartisan proprio per il rispetto che abbiamo e perché la rappresentanza suggerita dal collega Bucciarelli doveva essere a nostro avviso assolutamente rispettata e quindi in maniera sacrosanta inserita.
Però voglio dire al Consigliere Bucciarelli anche questo – gliel’ho detto nella Conferenza dei Capigruppo e lo voglio ripetere anche qui –. Ovvero, questo provvedimento l’abbiamo fatto insieme e non può passare da nessuna parte il concetto che dice che qui si discrimina un’esperienza come quella suggerita dal Consigliere Bucciarelli. Non lo è né per il centro-sinistra per motivi credo suoi di assetto della maggioranza, figuriamoci per centro-destra, per il PdL, assolutamente! Abbiamo trovato un modo, qualcuno ha detto “alla democristiana”, non lo so, solo per poter dare rappresentanza a tutti.
Il collega Bucciarelli si era chiesto il perchè. Allora gli dico questo. E’ vero che qui abbiamo diverse minoranze in Assemblea legislativa, però nella cosiddetta società civile e quando si firmano i documenti magari contro Berlusconi, la sua firma e anche la sua rappresentanza, Consigliere Bucciarelli, la trovo insieme a quella del PD, dell’Italia dei Valori, ecc.. Allora, ecco, non prendiamoci in giro! Ripeto, è vero che ci sono delle minoranze dentro l’Assemblea legislativa, ma poi nell’aspetto socio-culturale, politico della nostra comunità la sua rappresentanza la inseriamo nella sinistra. Quindi non si dica a nessuno che c’è stata una discriminazione.
Noi crediamo in questo organismo, va riempito di contenuti di passione e di servizio, andiamo avanti, facciamo queste nomine e facciamoli lavorare.

PRESIDENTE. Ora, ai sensi dell’articolo 53 del Regolamento interno, do la parola al Consigliere Trenta per fatto personale. Ricordo che colui che ha dato origine con le sue affermazioni al fatto personale ha facoltà di parlare soltanto per precisare o ratificare le parole da lui pronunciate. Prego, Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Vicepresidente Bugaro, sul fatto del “sapientino” ne riparleremo in Gruppo. Vado al fatto personale.
Qui nessuno contesta la legge 18 aprile 1986, n. 9 istitutiva della Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna, ma oggi il vulnus che si è voluto attribuire a questa discussione è che dai venti membri previsti si vuole estendere a ventuno; e le cose che non capisco io le vado ad approfondire, mentre purtroppo nel manuale del “sapientino” il valore dell’uomo viene meno quando questo si erge a giudicante credendo di avere il bastone in mano, ma questo è un fatto che, ripeto, vedremo in altra sede.
Per quanto riguarda invece le pari opportunità, Consigliera Ortenzi – e qui le voglio rispondere anche in merito al mio Ministro per le pari opportunità -, lei dovrebbe aver presente la legge regionale n. 9/2002, che è proprio una legge al femminile, il cui testimonial è una donna riconosciuta in cinque continenti, ed è una legge voluta dal sottoscritto che appunto presentò l’iniziale proposta di legge n. 30. Inoltre voglio anche sottolineare che il Presidente facente funzioni mi fece una proposta, ossia quella di togliere 100 mila euro sulla legge per la pace. Ed oggi chi parla di opportunità, di pari opportunità e di diritti, sono gli stessi!
Ancora, l’opportunità che ha avuto la signora candidata Bellini Maria Paola, proponente Consigliere Giorgi, la candidata Canicola Lucia, proponente Consigliere Giorgi, la candidata Cagnano Lidia Filomena, proponente Consigliere Giorgi, e la tal Montelpare Tania, proponente sempre Consigliere Giorgi…insomma, voglio dire, qui la pari opportunità a chi è stata data…

PRESIDENTE. Consigliere Trenta, il fatto personale attiene ad una vicenda che la tocca da vicino, lei invece sta facendo delle considerazioni di carattere politico, quindi sono costretto a toglierle la parola.

Umberto TRENTA. Benissimo, Presidente, ho concluso il mio intervento, era solo per chiarire alla Consigliera Ortenzi che nessuno mette in discussione le pari opportunità, volevo semplicemente capire come sono stati scelti e selezionati i candidati. Tutto qua!

PRESIDENTE. Bene, però ritengo, Consigliere Trenta, che alla sua domanda abbia già risposto la collega relatrice dell’atto. Ossia, i candidati sono stati scelti in base alla legge regionale in vigore, quindi su proposta dei Consiglieri sono arrivate le candidature. Nell’intervento precedente la collega Giorgi le ha letto il passo relativo.
Visto che non ho altre richieste di intervento per quanto riguarda la discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Voterò a favore, anch’io a denti stretti, ma per motivi opposti a quelli del collega Bucciarelli. Magari il collega Bucciarelli, visto che ci ha fatto l’apologia – non so come chiamarla – della diversità sessuale, probabilmente preferirebbe avere Luxuria come Presidente dell’Assemblea legislativa!
Peraltro in questo Paese esiste ancora l’apologia del fascismo, ma non esiste più l’apologia del comunismo. Nonostante che ad aprile 2008 il popolo italiano abbia avuto il buonsenso di sbattere fuori dal Parlamento l’estrema sinistra, qui ancora sentiamo delle cose veramente incredibili. Nonostante che nel programma di governo del Presidente Spacca uno dei passi che ho apprezzato è di quando disse che la famiglia naturale è composta da un uomo e una donna – un uomo e una donna! -. Comunque non insisto, lasciamo perdere. Ma se continua così non è escluso che prima della fine legislatura magari propongo una mozione per inserire quelli che sono ormai i residui del paleo comunismo affinchè si possa preservare la specie nel parco nazionale dei Monti Sibillini, insomma proprio per dargli la possibilità di continuare a parlare!
Inoltre non capisco, prima al Consigliere dell’estrema sinistra gli faceva tanto comodo lo scranno dove stava grazie a tutta la sinistra, adesso continuamente in tutti gli interventi chiama il suo ex compagno di merende “stratega di Colbordolo”. E’ già la terza volta in questa legislatura che lo chiama così! Allora poteva rivolgersi allo “stratega di Colbordolo” per trovare un posticino per la sua persona, anziché pretendere che la vera minoranza le faccia spazio! Ma che se lo trovi da solo con i suoi compagni di merende!
Non concordo infine con la Consigliera Giorgi, anzi, scusi, Vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, quando parla di investimento. Qui non c’è stato nessun investimento per la ricerca di candidature, c’è stato solo uno spreco di denaro pubblico!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Non replico ad affermazioni che in un’Aula assembleare non vorrei neppure ascoltare, si è parlato di “compagni di merende”, cose che fanno semplicemente rabbrividire, non esistono né nel mio lessico, né nella mia cultura, né nella mia moderazione che in quest’Aula in questi anni ho dimostrato più volte.
Della moderazione prendo invece atto rispetto ad alcuni interventi che oggi renderanno possibile votare questi due atti. Il Presidente Solazzi, che oggi non c’è, ha condotto una lunghissima trattativa durata mesi per comporre questa Commissione per le pari opportunità. Commissione sulla quale il giudizio di ognuno di noi può essere anche differente sull’efficacia che avrà, nel sostenerla, ma le pari opportunità sono comunque un elemento di grande valore.
Ritengo che i venti componenti più uno, che è l’interpretazione che intendiamo dare oggi, renda possibile una composizione comunque molto intrecciata e molto articolata tra maggioranza e opposizione e rispetto all’intero territorio marchigiano.
Quindi è stata compiuta un’opera di mediazione utile per fare in modo, seppure con molto ritardo, Consigliere Trenta, che questa Commissione venisse istituita. In realtà, infatti, una piccola critica dobbiamo farla tutti, ossia che dovevamo farla molti mesi fa, invece arriva oggi. Però comunque arriva, ripeto, dopo una lunghissima mediazione, che ha visto anche il sottoscritto cercare di mediare nella sua stessa maggioranza per vedere se era possibile rinunciare. E sapete bene che qui non rinuncia mai nessuno, è difficile lo si faccia.
Dunque da un lato c’è stata la necessità di interpretare meglio la legge e quindi si è arrivati a venti componenti più un presidente, cosa che ha reso possibile anche la composizione fra maggioranza e opposizioni al plurale.
Sicchè cogliendo il buonsenso e la moderazione anche dell’Aula e per il lavoro fatto rispetto a questo tema con molta tranquillità annuncio che voteremo a favore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Innanzitutto dichiaro il voto favorevole del Partito Socialista. Credo infatti che questa Commissione, come ha ricordato il Capogruppo Ricci, darà un ulteriore slancio alle iniziative per le pari opportunità.
Come Ufficio di Presidenza ho potuto constatare la qualità delle donne presenti in questa Commissione, che sicuramente rappresenta in modo abbastanza importante tutto quello che è il mondo legato alla donna.
Ritengo che questo sia ancora una volta un segnale giusto che quest’Aula dà in risposta alla donna. Anche se penso, e questa è sempre stata una mia riflessione personale, che le donne non abbiano assolutamente bisogno di essere difese, le donne hanno un carattere forte, anche all’interno della stessa famiglia la donna proprio per i valori culturali e personali che porta in sé è sempre più indispensabile.
Dichiaro quindi il voto favorevole del Partito Socialista.

PRESIDENTE. Non ho nessun altro iscritto a parlare, passiamo pertanto alla votazione.
Coordinamento tecnico.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 18. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi


Mozione n. 7
del Consigliere D’Anna
“Attuazione dei diritti delle persone con disabilità”
(Votazione)
(Discussione avvenuta nella seduta n. 16 del 21 Settembre 2010)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la votazione della mozione n. 7 del Consigliere D'Anna, che abbiamo già discusso nella seduta n. 16 del 21 Settembre 2010. Sono stati presentati due emendamenti.

Emendamento n. 1 del Consigliere Binci:
Dopo “impegna il Presidente della Regione e la Giunta” aggiungere: “e la competente Commissione assembleare”.
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Io l’avevo illustrato anche l’altra volta, però poi non si era giunti alla votazione.
Questo emendamento tende, rispetto all’attuazione e alla verifica dei contenuti della convenzione, a coinvolgere oltre alla Giunta regionale anche l’Assemblea legislativa. Cosicché le Commissioni assembleari competenti possano fare audizioni o verifiche nei vari settori rispetto all’applicazione dei contenuti della convenzione.
Quindi è un coinvolgimento anche dei poteri dell’Assemblea legislativa che in questo settore possono essere utili.

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi passiamo alla votazione.
Emendamento n. 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2 dell’Assessore Marconi:
Nella parte dispositiva sopprimere i punti 2) e 4).
Ha la parola l’Assessore Marconi per illustrarlo.

Luca MARCONI. Con l’occasione ringrazio il Consigliere D’Anna per questa mozione che, tra le altre cose, ci offre anche l’occasione di valutare l’alto livello di assistenza messo in campo dalla Regione Marche - chiaramente qualcosa da fare resta sempre -, che è partita proprio, tanto per essere chiari, dalla convenzione Onu sui diritti dell’uomo e sui diritti dei disabili. Basta pensare ad esempio che in alcuni articoli l’Onu è stato costretto a scrivere che deve essere garantito il diritto a non essere sottoposto a torture, a pene o maltrattamenti crudeli, inumani o degradanti e altre forme di discriminazione che riguardano addirittura la cittadinanza, per non parlare poi del lavoro.
Rispetto a questo il nostro Paese nel suo complesso è molto avanti, tanto è vero che è stato uno dei primi a ratificare la convenzione. Ed anche la Regione Marche per la parte che gli compete fino ad oggi ha fatto molto.
Io non ho potuto partecipare al dibattito precedente, comunque al riguardo vorrei citare soltanto un dato affinché l’Assemblea legislativa ne possa prendere atto, ovvero che nel 2009 solo per il settore a favore dei disabili la Regione ha investito una spesa di circa 20 milioni di euro.
Ho proposto questo emendamento, Consigliere D’Anna, che le avevo preannunciato in via breve, perché di fatto abbiamo registrato il superamento di due punti. Il punto 2) relativo alla ratifica da parte del Governo, che grazie a Dio è già avvenuto nel marzo 2009. Mentre per quanto riguarda il punto 4) possiamo rendere noto all’Assemblea legislativa che presso la nostra Regione sono state istituite due consulte, una sulla disabilità mentale e l’altra sulla disabilità fisica (una si riunirà questo pomeriggio alle 15,30).
Come auspica anche il Consigliere D’Anna, una verifica è sempre opportuna, è un buon ripasso che serve anche per ricevere stimoli e miglioramenti su questo settore. Per cui sicuramente queste due consulte vedono i rappresentanti delle associazioni di disabili che sono pienamente coinvolti e operanti nei confronti della nostra Istituzione.
Ritengo che anche il lavoro della Commissione, con l’emendamento appena approvato, potrà essere quanto mai utile. Per cui a questo punto chiederei al Presidente di focalizzarlo in modo particolare su alcuni aspetti. Penso ad esempio ad un argomento caro al collega Luchetti e naturalmente a me, ossia fare in modo che i soggetti disabili siano tenuti nella giusta considerazione per quanto riguarda l’inserimento nel mondo del lavoro. Credo che questo debba essere un impegno che complessivamente l’Aula può assumere presso tutte quelle istituzioni pubbliche e private che sono tenute al rispetto di tale obbligo. Un obbligo spesso ignorato, ma che altre volte viene invece disatteso. Quindi credo che l’Istituzione pubblica su questo punto si debba fare particolarmente carico affinchè le quote previste dalla legislazione vigente siano rispettate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Per dire che riguardo al punto 2) sono d’accordo, vista che la ratifica è avvenuta, sulla sua soppressione. Invece chiedo se è possibile mantenere il punto 4), che forse rispetto al lavoro che la Giunta e gli uffici hanno svolto potrebbe essere anche ridondante, ma credo comunque che vada nella generica direzione riguardo al coinvolgimento attivo alla vita politica delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni. Inoltre questo punto è connesso anche all’attuazione della convenzione che fino adesso non c’è mai stata, oppure se c’è è all’interno della normativa nazionale, quindi, ripeto, benché ridondante è un punto che indica che le persone con disabilità sono soggetti pensanti, sono soggetti con pienezza di diritti, e quindi sono soggetti che vogliamo che assieme a noi determinino la vita politica regionale.
Per cui chiedo, se possibile, di mantenere il punto 4) come affermazione di diritti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Come ha detto anche il Consigliere Binci, sicuramente il punto 2) possiamo tranquillamente sopprimerlo, invece il punto 4) ritengo sia importante continuare a mantenerlo, magari apportando una leggera modifica, ossia invece di dire “coinvolgere attivamente” magari potremo dire “continuare…” ecc.. Insomma penso sia importante, anche per chi non è addetto ai lavori, trovare all’interno di un documento il richiamo al coinvolgimento attivo delle persone con disabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marconi.

Luca MARCONI. Abbiamo già degli organismi esistenti, ossia ci sono già due consulte che rappresentano tutte le associazioni dei disabili delle Marche, quindi sarebbe ridicolo immaginare un tavolo diverso rispetto a quello che già c’è.
Quindi decimo che investiamo direttamente le cose, seppure, ripeto, è pleonastico perché la cosa è ovvia, semmai potremmo aggiungere dopo la parola “convenzione” le parole “attraverso le due consulte già istituite”.

PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione il subemendamento appena illustrato dall’Assessore Marconi.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 7, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


A questo punto, considerato che l’Assessore Mezzolani è riuscito a raggiungerci, torniamo a trattare le interrogazioni.

Interrogazione n. 86
del Consigliere D’Anna
“Rimborsi dei farmaci truccati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 86 del Consigliere D’Anna. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Rispondo al collega D’Anna con le relazioni che avevamo portato a conoscenza della Commissione.
Per i punti 1, 2, 3 e 4 dell’interrogazione, non conoscendo e non potendo sapere, in quanto era coperto da segreto istruttorio, chi siano i 26 dirigenti del servizio sanitario segnalati dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti – tra l’altro questo è stato appreso da un articolo giornalistico, né noi abbiamo avuto segnalazioni dalla Corte dei Conti –, non è possibile dare oggi la risposta che si chiede.
In merito a richiesta del punto 5) "se non ritiene la vicenda di una gravità estrema", questo lo sarebbe stato se non fosse stata chiarita tale questione, perché dai controlli che abbiamo fatto, dalle cose che abbiamo sviluppato, dalle informazioni che abbiamo preso, risulta essere l’esatto contrario, infatti il servizio che abbiamo attivato funziona ed è in ottime condizioni.
In merito al danno erariale di euro 5,5 milioni ipotizzato dalla Guardia di Finanza per il 2005-2008 a seguito di farmaci del Prontuario ospedale-territorio (medicinali di classe A appartenenti al Prontuario della continuità assistenziale o Prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio) forniti dalle farmacie in regime di convenzione, anziché con il Progetto Marche, non risulta corrispondere a quanto sia avvenuto nella nostra regione, come abbiamo relazionato anche in Commissione.
La Regione Marche dal punto di vista del controllo della spesa farmaceutica è una delle più virtuose in Italia. La percentuale in valore del farmaci del prontuario ospedale-territorio erogati con la convenzionata è la più bassa tra tutte le Regioni. Tale percentuale è dello 0,5% rispetto al 7,1% della media nazionale; su questo durante la riunione di Commissione sono state proiettate anche delle slide.
Questo dato è stato pubblicato dall'AIFA-OsMed (Osservatorio sui medicinali anno 2008, tavola B.15 pag 122).
Per quanto riguarda l'ipotesi di danno erariale, che allora si indicava in euro 5,5 milioni, si può ragionevolmente supporre – ma le cose di questi giorni confermano questa ragionevole ipostesi – che tale cifra possa afferire ad una valutazione delle EBPM (Eparine a basso peso molecolare) fornite dalle farmacie "a prezzo pieno" per il Servizio sanitario nazionale, anziché con il Progetto Marche.
Le EBPM, a differenza degli altri farmaci del Prontuario ospedale-territorio, che possono essere forniti sia dalle farmacie ospedaliere che convenzionate, sono inserite nel Prontuario ospedale-territorio solo "dopo intervento ortopedico maggiore", come anticoagulante per la profilassi della Trombosi venosa profonda (TVP), ma non per gli altri usi terapeutici (per esempio flebiti). Quindi sicuramente quell’indagine avrà compreso tutto senza fare questa distinzione, anche perché il Progetto Marche era un progetto in itinere.
A seguito della delibera di Giunta regionale n. 135 del 26 febbraio 2007 "Assistenza farmaceutica anno 2007 - atto di indirizzo per le Aziende sanitarie e Inrca” è stato raggiunto un ulteriore accordo con le farmacie convenzionate (decreto dir. n. 95 del 17.10.2007) che ha permesso dal’1 gennaio 2008 di fornire le EBPM anche con il Provetto Marche per tutte le indicazioni terapeutiche.
Infatti nel 2008 la differenza contabile tra quanto ha rimborsato il Servizio sanitario regionale per le EBPM vendute in farmacia in convenzione (a prezzo pieno) e quanto avrebbe pagato il Servizio sanitario regionale con il Progetto Marche, risulta essere di solo euro 14.039,51. Quindi la differenza è probabilmente dovuta ad un errore. In merito a questo c’è una tabella che naturalmente consegnerò al Consigliere D’Anna.
Infine, per quanto riguarda le attività di controllo (punti 5 e 6 dell'interrogazione), la Regione Marche ha adottato numerosi atti, tra cui al delibera di Giunta regionale n. 1807 del 9 dicembre 2008 (spesa farmaceutica ospedaliera) e la delibera di Giunta regionale n. 140 del 12 febbraio 2009 (spesa farmaceutica convenzionata). Inoltre, il Servizio salute fornisce dei report periodici sulla spesa e sui consumi quali¬quantitativi, sia per la convenzionata che per il progetto Marche.
I pagamenti e le verifiche fanno capo all'ASUR Marche ovvero alle Zone territoriali. I controlli sono continui e puntuali, altri ancora sono in corso. Le contestazioni alle farmacie in alcune Zone hanno già portato a dei recuperi (per esempio nella Zona Territoriale n. 9 di Macerata, gli importi contestati alle farmacie convenzionate sono risultati di poco superiori ai euro 1.000/anno).
Le eventuali inadempienze potrebbero riguardare sia i medici prescrittori che i farmacisti. Su questa ipotesi si sta procedendo da tempo alle dovute verifiche.
Poi c’è tutta una specifica documentazione relativa al Progetto Marche che se vuole, Consigliere D’Anna, le potrò consegnare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. In effetti in Commissione abbiamo avuto una serie corposa di informazioni relativamente a questa problematica. Ed anche oggi, come accaduto durante l’audizione che abbiamo avuto con l’Assessore e con i vari dirigenti del Servizio, si è puntato molto sul discorso delle eparine.
Dalla dichiarazione testè fatta l’Assessore sembra ancora una volta che la Guardia di Finanza alla fine si sia pure sbagliata. Perché se la teoria è quella che non è stato tenuto in considerazione il discorso delle eparine, indirettamente si dice che la Guardia di Finanza ha commesso un errore. Io invece credo che le cose non stiano esattamente così, questa è solo un’interpretazione data dall’Assessore e che prima di lui danno gli uffici.
Non credo che nella Guardia di finanza ci sia una mancanza di professionalità tale da giustificare un errore del genere, sarebbe clamoroso. Perché se prima si ipotizza un danno di 5,5 milioni di euro e poi dovesse verificarsi che è stata completamente sbagliata l’ indagine, sarebbe appunto un errore clamoroso.
E’ chiaro che per i punti dall’1) fino al 4) dell’interrogazione diventa difficile avere delle informazioni in quanto c’è ancora un’indagine in corso, su questo siamo pienamente d’accordo, però questo lasso di tempo tra la presentazione dell’interrogazione e l’audizione dove c’è stata l’informazione vera e proprio, mi ha convinto che il bandolo della matassa sta altrove e più esattamente nel cosiddetto Progetto Marche.
Penso che se la Guardia di Finanza ha fatto le indagini in modo corretto, preciso e puntuale – come sempre riesce a fare –, alla fine non si tratta di un discorso di eparine, cioè della differenza di prezzo che sarebbe stato calcolato, ma di un qualcosa di ben diverso. Cioè riguarderebbe l’ossatura stessa di quel Progetto Marche, un accordo che venne siglato intorno al 2004, se non ricordo male, che prevedeva erogazioni di farmaci ad alto costo attraverso il canale esclusivo delle farmacie aperte al pubblico e non più da parte dell’ospedale, che avevano e hanno mediamente un costo di rimborso del 50% inferiore rispetto a quello che il servizio sanitario rimborsa alle farmacie. Questo non lo dice D’Anna, emerge anche da alcuni incontri che ci sono stati con la SIFO (Società italiana della farmacia ospedaliera) che a suo tempo contestò questo Progetto Marche, anticipando che ci sarebbero state delle problematiche, tipo quelle di una mancanza di risparmio rispetto a quello che invece viene asserito sia dall’Assessore che dalla maggioranza di questo consesso.
Tanto è vero che gli stessi professionisti e i rappresentanti della SIFO si sentirono esclusi da questo nuovo modo di portare avanti il discorso dei farmaci. Anche perché il rimborso che veniva riconosciuto alle farmacie convenzionate si basava e si basa su una percentuale fissa del prezzo al pubblico, per cui un medicinale ad alto costo, quindi di diverse centinaia di euro, riceve un bonus non giustificato che è maggiore rispetto ad un altro con un costo nettamente inferiore.
Tra le altre cose le farmacie non rischiano assolutamente niente, perché questi farmaci vengono riforniti alle farmacie solo dopo la presentazione della ricetta medica, quindi anche in questo caso non sarebbe giustificata la differenza di prezzo.
In effetti sempre la SIFO aveva anticipato che con il Progetto Marche ci sarebbe stato un onere aggiuntivo per la spesa farmaceutica, ma questo accordo, nonostante le resistenze, è stato fatto lo stesso. Ci fu anche chi definì pubblicamente il Progetto Marche come la più grande sciagura che si potesse mai abbattere sulla farmaceutica regionale.
Credo che anche l’incontro avvenuto nella scorsa legislatura con la V Commissione per sollevare queste problematiche sia una testimonianza che presumibilmente l’indagine della Guardia di Finanza non riguarda assolutamente il discorso delle eparine, più volte preso come riferimento a difesa della Regione, ma è insito nel Progetto Marche, che quindi nasce evidentemente con delle problematiche.
Caro Assessore, se alla fine dell’indagine venisse fuori che non si tratta di un discorso delle eparine, ma che si tratta proprio di un problema venuto fuori con il Progetto Marche, sarebbe l’ennesimo flop nelle scelte di questa Amministrazione. Quindi alla questione del CUP si aggiungerebbe un ennesimo flop che potrebbe essere, appunto, proprio quello del Progetto Marche.
Pertantoi mi ritengo assolutamente insoddisfatto della risposta.


Interrogazione n. 155
dei Consiglieri Acquaroli, Marinelli, Massi
“Società ACOM di Montecosaro: strategie di intervento della regione”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 155 dei Consiglieri Acquaroli, Marinelli, Massi, è rinviata in quanto l’Assessore ha chiesto congedo.


Interrogazione n. 90
del Consigliere Zinni
“Nomina del nuovo responsabile dei servizi di integrazione socio-sanitaria dell'ASUR”

Interrogazione n. 95
del Consigliere Natali
“Incarico di responsabile del Servizio di integrazione socio-sanitaria”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 90 del Consigliere Zinni e l’interrogazione n. 95 del Consigliere Natali. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Rispetto ai singoli punti delle interrogazioni, abbinate, la riposta è data dalla relazione chiesta al Direttore generale ASUR, dott. Piero Ciccarelli, inviata con nota del 2 agosto 2010.
Il Direttore generale precisa che la figura del Responsabile del Servizio di cui all'articolo 4, comma 2 della l.r. 13/2003, è stata individuata nell'elenco degli idonei al ruolo di "Responsabile dei Servizi di integrazione socio-sanitaria dell'ASUR" istituito con delibera di Giunta regionale n. 646 del 15 giugno 2004.
Nelle more dell'assetto organizzativo del Servizio di integrazione socio-sanitaria interno, la Direzione generale ASUR ha proceduto, con determina n. 361 del 25 giugno 2007, avente per oggetto "Integrazione socio sanitaria - determinazioni", a nominare responsabile dell'incarico di cui sopra, per il periodo 25 giugno 2007 – 31 dicembre 2007, la dott.ssa Anna Giuseppina Mandolini - Direttore sociologo dell'U.O. complessa "Formazione educazione sanitaria, URP" della Zona territoriale n. 12 di San Benedetto del Tronto, iscritta nel suddetto elenco degli idonei.
Nella determina di cui sopra, si prevedeva che la stessa mantenesse l'incarico e le funzioni attribuite nella Zona territoriale n. 12.
Allo scadere, con determina ASUR n. 30 dell’11 gennaio 2008 avente ad oggetto "Proroga incarichi attribuiti e/o confermati con determina n. 361/2007", persistendo ancora le necessità di riorganizzazione, veniva prorogato l'incarico di responsabile del servizio di integrazione socio-sanitaria conferito alla dott.ssa Mandolini per un ulteriore anno, sino al 31 dicembre 2008, alle medesime condizioni di cui alla determinazione precedente.
Con determina ASUR, n. 883 del 7 novembre 2008 avente ad oggetto "Nomina Responsabile dei Servizi di integrazione socio-sanitaria", veniva individuato il dott. Giovanni Feliziani, iscritto nell'elenco degli idonei e con decorrenza 10 novembre 2008 quale Responsabile dei Servizi di integrazione socio-sanitaria. Il contratto di diritto privato stipulato con lo stesso prevedeva all'art. 5, alla stregua di quanto definito per il Direttore amministrativo e per il Direttore sanitario, che la durata del rapporto fosse di carattere triennale, salvo la possibilità di riconferma da parte del Direttore generale subentrante. Il Responsabile del Servizio di integrazione socio-sanitaria, invero, salvo proroga, cessa il suo incarico entro tre mesi dalla data di nomina del nuovo Direttore generale.
Per quanto riguarda i compensi percepiti durante gli incarichi, inoltre, il Direttore generale dell'ASUR precisa che la dott.ssa Mandolini ha svolto l'incarico con riassorbimento del compenso all'interno degli ordinari emolumenti della dirigenza, fatta eccezione per un'integrazione annua, decorrente dall’1 gennaio 2008, della retribuzione di posizione variabile aziendale di € 3.900, oltre gli oneri riflessi. Per quanto concerne il dott. Feliziani, lo stesso ha percepito e sta percependo il compenso omnicomprensivo annuo, esclusi i costi per oneri riflessi, corrispondenti all' 80% del compenso del Direttore generale.
Il Direttore Ciccarelli inoltre precisa che i due trattamenti economici non sono in alcun modo confrontabili, in quanto le funzioni svolte dalla dott.ssa Mandolini avevano carattere di provvisorietà e non si configuravano, data la titolarità a tempo pieno dell'incarico dirigenziale assegnatole nella Zona territoriale 12, come un impegno con una presenza oraria limitata, mentre l'incarico conferito al dott. Feliziani ha carattere di esclusività e quindi in regime di tempo pieno così previsto espressamente dall'articolo 4, comma 2 della legge regionale n. 13/2003.
Per quanto attiene, infine, la richiesta finalizzata a conoscere se interverrà o meno una riconferma del vigente incarico per il Servizio di integrazione socio-sanitaria, il Direttore generale dell'ASUR precisa che intende avvalersi interamente dei termini stabiliti per la valutazione del caso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Assessore, devo dire che la sua è una cronistoria dei fatti, ma ne eravamo a conoscenza quasi totalmente, altrimenti non le avremmo posto dei quesiti politici, ai quali però lei non ha risposto.
Parto dalla fine, vale a dire il Direttore generale Ciccarelli dice che si avvarrà dei tempi per valutare il caso. Quali sono questi tempi? Vorrei cioè sapere se c’è la scelta politico-dirigenziale di riconfermare e quindi di prorogare il mandato di tre anni. (…) Ha ragione, ho usato un termine sbagliato, ma solo per un motivo, la mia è una provocazione, seppure, mi permetta di dire, giusta e verosimile, visto che queste sono tutte nomine politiche fatte da voi a cascata. Per cui è ovvio che parliamo di nomine di tecnici e nessuno mette in discussione il curriculum complessivo di questi personaggi, però mi si permetta di dire che non sono persone che hanno vinto un concorso, sono persone fiduciarie nominate attraverso un meccanismo puramente piramidale di tipo politico, dove l’apice di questo meccanismo è sicuramente lei e il numero due credo sia il dott. Ruta.
Vorrei rientrare nei termini dell’interrogazione. Innanzitutto dalla sua risposta si evince chiaramente che in certe figure chiave costa di meno inserire personale interno alla struttura. E’ un dato oggettivo. Perché in questi casi si fa un’integrazione della sua retribuzione e non si va ad aggiungere per questa figura un vero e proprio consulente esterno.
E qui vengo al mio ragionamento politico, ossia del perché ho fatto questa interrogazione. Lei avrà notato che questa interrogazione è stata successiva alla nomina del Direttore generale Ciccarelli sul quale avevo detto che c’era un’incompatibilità. Allora vorrei che venisse fuori in maniera chiara in quest’Aula che noi da qui ai prossimi mesi dobbiamo assumerci delle responsabilità, ossia dovremmo intervenire ove possibile a livello normativo per uniformare dei principi. Nel caso del Direttore Ciccarelli a me risultava chiaramente un’incompatibilità sulla quale avete voluto glissare per averlo a tutti i costi in pole position su questo prezioso e importante incarico, però c’era una legge che osteggiava questa nomina.
In questo caso non c’è questo tipo di problema, però il paradosso è che viene messo un esterno. Per cui qui c’è una schizofrenia politica di metodo, ed è qui la provocazione delle nomine politiche, provocazione che però ha un fondamento. Cioè laddove non c’è un concorso, ed è un meccanismo di nomine piramidali a cascata, deve emergere un indirizzo dell’Assemblea legislativa con cui si dica una volta per tutte o che si deve iniziare ad intervenire a livello normativo e procedurale per incanalare un meccanismo che porti le internalità a crescere. Oppure facciamo un meccanismo esattamente opposto, quindi diciamo che chi lavora all’interno ha sicuramente un conflitto di interessi, allora creiamo un meccanismo che lavora su un’esternalizzazione totale di certe figure chiavi dell’ASUR in maniera tale che premiamo un altro principio.
Sono ambedue principi legittimi, sono ambedue principi politici e non tecnici, sui quali però ci deve essere una scelta chiara e definitiva. Cioè non possiamo andare avanti con un meccanismo che a seconda di quanto faccia comodo avere l’amico di turno in un certo posto, una volta è un’internalità e un’altra volta è un esterno.
Questo è un meccanismo che delegittima l’Assemblea legislativa delle Marche nei confronti di tutti i medici e di tutti gli operatori sanitari. In questo modo diamo la sensazione di non avere voglia di assumerci delle responsabilità e diamo la sensazione di voler giocare a carte confuse nei confronti di tutti.
Quindi, Assessore, su questa interrogazione lei mi ha dato una risposta molto insufficiente. Inoltre le dico francamente anche un’altra cosa. Lei ha dei compiti sicuramente molto più importanti delle mie interrogazioni da dover assolvere, però visto che questa mia interrogazione io l’ho consegnata tre mesi fa è anche un po’ grottesco che andiamo a discuterla in Aula in maniera così tardiva. (…) Assessore, se lei era in grado di rispondere all’interrogazione due mesi fa bastava dirlo al Presidente Solazzi che poi l’avrebbe iscritta all’ordine del giorno. (…) Ma una volta che è protocollata…

PRESIDENTE. Consigliere Zinni, si avvii alla conclusione, prego.

Giovanni ZINNI. Mi scusi, Presidente, con calma, per piacere, perché l’Assessore mi sta interloquendo su una cosa seria!. (…) Guardi, Assessore, io ora verificherò con il Presidente Solazzi il perché di queste lungaggini, ma questa interrogazione io l’ho presentata quando era attinente mentre oggi è un po’ tardiva. Comunque la mia morale è che…(…) Assessore, non lo so, so solo che un’interrogazione così leggera politicamente poteva essere discussa…

Almerino MEZZOLANI. Però visto che me la porto in cartella da così tanto tempo, probabilmente allora non l’abbiamo discussa perché abbiamo discusso d’altro, non lo so, bisogna andare a vedere.

Giovanni ZINNI. Va bene, comunque arrivo alla conclusione politica che questo è un nodo centrale sul quale dobbiamo esprimerci chiaramente come Assemblea legislativa delle Marche. Quindi lei, Assessore, se veramente vuole essere disponibile a fare una scelta politica chiara e netta ci sottoponga degli atti con i quali potremo incidere definitivamente se premiare le internalità o puntare alle esternalità.

PRESIDENTE. Prima di passare la parola al Consigliere Natali vorrei fare una precisazione. Questa interrogazione, come altre, era da tempo iscritta, dopodichè è nella Conferenza dei Capigruppo che si decidono eventuali modifiche all’ordine del giorno.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Assessore, lei sa che la stimo molto, l’ho anche difesa – anche se sta sempre al telefono ogni volta che parlo, ma non importa, sarà un caso –, anche perché penso che dietro di lei ci sarà sicuramente il peggio. Ossia, il giorno in cui in questa Assemblea i suoi amici riusciranno a toglierla la sanità marchigiana andrà peggio. Di questo ne sono convinto.
Però, Assessore, mi consenta, sui giornali di oggi dove si parla del CUP leggo: “…chi salterà, o Mezzolani già esautorato tecnicamente da Ruta a cui è stato affidato da Spacca il coordinamento del CUP, così come il compito di dar corso a disposizione degli organi interni per agire in autotutela”. (…) Io sono sicuro, perché conosco anche l’ambito, Assessore, e non è che levano lei e prendono Maradona calciatore e non altro, purtroppo forse altre logiche prevarrebbero, logiche molto peggiori di quelle che stanno attorno alla sua figura.
Assessore, io sono fortunato perché lei mi risponde, richiamando un qualcosa del Direttore Ciccarelli del 2 agosto, il 5 ottobre. Perché sono fortunato? Perché noi abbiamo di fronte Maradona. Qui c’è Maradona! E non Maradona allenatore, ma sempre Maradona calciatore, ossia quello che fece vincere i Mondiali all’Argentina!
Sicchè qui abbiamo Maradona e secondo me bisognerebbe dargli anche altri incarichi, quelli che ha mi sembrano troppo bassi! Perché dico questo? Perché finalmente dal 29 giugno l’altro giorno dal suo assessorato sono venuto in possesso di documenti relativi a un’interrogazione da me fatta per la quale lei mi aveva dato solo una parte dei documenti, riguardava un master per dirigenti. E secondo la legge i master per i dirigenti sono a carico dei dirigenti stessi.
Pertanto, a dimostrazione di come funziona la sanità della Regione Marche, dai documenti che lei mi ha fornito si capisce che ogni Zona territoriale fa come vuole, ovvero c’è chi il master al dirigente lo paga e c’è chi non lo paga.
Dopodichè su questi documenti trovo che la Direzione generale dell’ASUR ha riconosciuto a proprio carico l’intero costo d’iscrizione per Piercamilli Sonia, Lanari Alberto, Pianosi Antonella e…Maradona, perché Maradona anche qui faceva il corso gratis!
Andiamo avanti. In Commissione ci eravamo detti tutto quello che ci dovevano dire sui progetti speciali, allora invito il Presidente della Commissione sanità a riguardare tutti quelli che sono stati finanziati e a vedere in quanti appare la consulenza di Maradona.
Il collega Zinni dice che in fin dei conti abbiamo avuto quella dott.ssa nella Zona territoriale 12 che ha svolto quell’incarico per un determinato periodo di tempo, ma io le domandavo anche – ma lei non mi ha risposto – se l’attività posta in essere dalla dott.ssa Mandolini, quale responsabile del Servizio integrazione socio-sanitaria nel periodo 25 giugno 2007-31 dicembre 2008 sia stata mai oggetto di contestazione o di critica. Perché chiaramente se la dott.ssa Mandolini era nulla facente, incapace o altro, sarebbe stato inevitabile che qualcuno intervenisse. Qui qualcuno è intervenuto prima che finisse l’incarico della dott.ssa Mandolini, forse perché mancava un numero 10 e Maradona era pronto e scalpitava!
Perché me la prendo, Assessore? Io non so chi sia Maradona, non lo conosco e non l’ho mai visto; e lo dico qui anche a tutela del collega Zinni, rappresentando noi un determinato modo di fare politica, di quelli che della prima Repubblica non verrà mai in mente di dire che era una cosa magnifica, nella prima Repubblica si andava avanti con le tangenti, oggi invece nella politica si va avanti in un altro modo molto più raffinato, ovvero ognuno dà la consulenza all’amico proprio.
Allora, dicevo, Assessore, quando qualcuno si permette di scrivere indirettamente del collega Zinni e del sottoscritto che questi avrebbero fatto un’interrogazione – che tra l’altro non l’abbiamo neanche concordato, lui l’ha presentata cinque giorni prima della mia ed io non lo sapevo – in quanto “portatori di interessi soggettivi alla caduta di un professionista eccellente a beneficio di qualche raccomandato di partito”, lei allora può ben capire che per chi la prima Repubblica la mette nella spazzatura e della seconda vede tanti difetti perché purtroppo la vede come riproposizione della prima, ricevere queste cose significa che forse proprio il collega Zinni e il sottoscritto per una sommatoria di circostanze ancora una volta ci hanno preso! Allora non ci basta la risposta del dott. Ciccarelli che ci dice che non sa quanto spende…

PRESIDENTE. Consigliere Natali, si avvii alla conclusione.

Giulio NATALI. Sto concludendo, Presidente. E non ci basta la sua risposta, Assessore, quando omette di dire quello che ha fatto la dott.ssa Mandolini e perché doveva essere…

PRESIDENTE. Consigliere Natali, mi scusi, la invito a non fare nomi.

Giulio NATALI. Ho parlato di Maradona e poi della dott.ssa Mandolini che non è oggetto dell’interrogazione, è soltanto la persona che è stata esautorata da un incarico - tra l’altro in quest’Aula i nomi sono stati fatti più volte, per cui siamo sempre sull’esternalizzazione di cui parlava Zinni, perché o ci diamo un merito o non ce lo diamo mai! -.
Quindi su questo, Assessore, attenderò ancora le sue risposte, la interrogheremo ancora. Anche perché se la sanità marchigiana ha bisogno di tagli, ecco, cominciamo da questi, cominciamo dal sapere quanto prende Maratona e quanto potremmo risparmiare facendo giocare magari un semplice Riquelme!


Interrogazione n. 107
del Consigliere Binci
“Trasformazione di reparti all'interno degli Ospedali Riuniti di Ancona”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 107 del Consigliere Binci. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In relazione all'interrogazione in oggetto si riportano di seguito i chiarimenti richiesti forniti dal Direttore generale dell'Azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti" di Ancona.
Il Direttore della Struttura operativa dipartimentale (SOD) di cardiochirurgia e cardiologia pediatrica e congenita ha i requisiti professionali specifici per l’attività di cardiochirurgia. L'attività di cardiologia pediatrica e congenita viene espletata da medici specialisti in cardiologia. La dotazione organica della SOD prevede, infatti, oltre al Direttore, undici Dirigenti medici di cui tre cardiochirurghi e ottocardiologi.
La SOD di cardiochirurgia e cardiologia pediatrica e congenita è stata istituita con determina n. 326/DG del 30 settembre 2008 e successive modifiche nella determina n. 336/DG del 10 ottobre 2008 relative al numero dei Dirigenti assegnati (dodici e undici).
Nessun atto aziendale ha soppresso la UTIP (Unità terapia Intensiva Pediatrica), la cui funzione è da ricondurre all'incarico di Struttura operativa semplice (SOS) denominata UTIP assegnata alla dott.ssa Bettuzzi con contratto di lavoro sottoscritto il 13 novembre 2007 della durata di tre anni. Tale articolazione è stata riconfermata anche negli incarichi professionali in via di assegnazione.
La struttura di cardiochirurgia e cardiologia pediatrica e congenita si prende cura di pazienti pediatrici e pazienti in età adulta affetti da cardiopatie congenite, per cui è possibile che siano presenti nel reparto anche soggetti di età non più pediatrica che occupano area di degenza diverse da quelle dei pazienti pediatrici.
Si precisa che non si ravvisano nella programmazione aziendale incongruità con quanto stabilito a livello regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. L’interrogazione volgeva ad evidenziare come di fatto, al di là delle delibere, ci sia stata una soppressione dell’Unità di terapia intensiva pediatrica (UTIP) all’interno del Reparto di cardiochirurgia e cardiologia del Salesi rivolto appunto ai bambini in età pediatrica.
Qual era la funzione dell’UTIP? Era quella di mantenere tutta una serie di relazioni con le famiglie e i bambini che permettesse un rapporto continuo con la Struttura specializzata del Lancisi, per cui anche in merito al fatto se fosse stato opportuno o meno l’intervento cardochirurgico.
Tra l’altro questa Unità aveva anche una funzione attrattiva per quanto riguarda la mobilità attiva della nostra Struttura di eccellenza, ossia permetteva di mantenere un bacino di utenze del centro e del sud Italia.
Cancellando invece questa funzione, quindi trasformando di fatto l’Unità di terapia pediatrica in Unità di terapia semi intensiva post operatoria, questa funzione di relazione con tutti i malati pediatrici e le loro famiglie, quindi anche riguardo alla continuità di consulenza e alla sicurezza delle famiglie stesse, sparisce. Per cui di fatto diminuisce anche, come aspetto manageriale, l’attrattività del Lancisi.
Si è data rilevanza all’aspetto precipuamente operatorio, quindi alla funzione meramente meccanica dell’operazione cardiochirurgia. E questo ha portato ad una diminuzione degli interventi, tanto è vero che per mantenere sostenibile la permanenza di un cardiochirurgo a tempo pieno tutto il reparto lo si è dovuto allargare anche ai pazienti adulti.
Dunque si è andati ad una generalizzazione del servizio, andando così a perdere la specificità ed il punto di forza di quel servizio garantito dall’UTIP quando appunto sia a monte che a valle dell’intervento chirurgico manteneva relazioni con le famiglie. Ossia i cardiologi pediatrici fornivano tutta una serie di servizi che invece al momento non vengono più promossi, non c’è più un punto di riferimento per le famiglie, pur mantenendosi di fatto gli stessi specialisti.
Quindi ora abbiamo una macchina che potrebbe camminare molto di più. Perché? Perchè avevamo occasionalmente, all’interno del Reparto di cardiochirurgia e cardiologia pediatrica del Lancisi - un’eccellenza emersa con forza all’interno della sanità del centro Italia - un’Unità di terapia intensiva pediatrica di cui però è stato tolto ogni riferimento, è stata smantellata, sicchè rimaniamo soltanto come riferimento per gli interventi chirurgici puri e crudi.

Interrogazione n. 102
del Consigliere Bugaro
“Immobile ex ospedale Lancisi”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 102 del Consigliere Bugaro…(…) Bene, quindi viene rinviata anche questa interrogazione. Per cui ora, considerato l’accordo preso in Conferenza dei Capigruppo sul rinvio della discussione delle mozioni e delle interrogazioni relative all’istituto superiore Pergolesi, dichiaro chiusa la seduta.

La seduta termina alle ore 12,50






 

 
 
Consiglio - Assemblea legislativa delle Marche
Piazza Cavour 23 - 60121 Ancona
TEL. 07122981  FAX 0712298203  PEC assemblea.marche@emarche.it
Codice Fiscale  80006310421