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Resoconto della seduta n.22 del 26/10/2010

SEDUTA N. 22 DEL 26 OTTOBRE 2010



La seduta inizia alle ore 10,40


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 21 del 19 ottobre 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno. (...) No, Consigliere D'Anna, lei non può obiettare su niente, la prego di non interrompermi, sto facendo le comunicazioni...(…) Il processo verbale, seppure sia stato distribuito a tutti i Consiglieri, lo posso anche leggere...(…) Come Consigliere?

Giancarlo D'ANNA. Presidente, lei ha detto: “ove non ci siano obiezioni”, per cui io, se mi permette, obietto, quindi non come lei mi ha risposto: “no, non obietta niente”, caro Presidente!

PRESIDENTE. Allora cosa obietta?

Giancarlo D'ANNA. Io non riconosco nel verbale quello che è avvenuto nella seduta precedente, quindi innanzitutto le chiedo di leggerlo.

PRESIDENTE. Consigliere D'Anna, innanzitutto si alzi in piedi, per favore!

Giancarlo D'ANNA. Innanzitutto lei abbia rispetto dei Consiglieri, visto che mi dice “lei non obietta niente”! Questo non lo dice a me, ma a qualcun altro, caro Presidente! Ripeto, considerato che lei ha detto “ove non vi siano obiezioni” io su questo ho detto “obietto”. Perchè? Perché il verbale che ci è stato consegnato non risponde a quello che è accaduto in Aula la volta scorsa.

PRESIDENTE. Bene, per quali parti e cosa intende obiettare?

Giancarlo D'ANNA. In tutte le parti, Presidente. Quindi la prego di leggerlo così anche gli altri colleghi avranno modo di verificare.

PRESIDENTE. Quindi lei sostiene che il processo verbale è completamente falso?

Giancarlo D'ANNA. No, non dico che sia falso, dico semplicemente che c'è qualcosa che non è chiaro.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, Consigliere, se dico “ove non vi siano obiezioni, si intende per approvato”, voglio capire quali sono le sue obiezioni.

Giancarlo D'ANNA. Io le chiedo innanzitutto di leggerlo di fronte agli altri, Presidente, visto e considerato che è il suo compito.

PRESIDENTE. No, io non lo leggo se non ci sono obiezioni!

Giancarlo D'ANNA. Ripeto, non risponde a quello che è avvenuto la volta scorsa.

PRESIDENTE. In quale parte?

Giancarlo D'ANNA. Nel verbale si dice: “alle 10,25, nella sala assembleare...dichiara aperta la seduta...” allora innanzitutto non erano le 10,25, poi ancora...

PRESIDENTE. Consigliere, la prego di alzarsi in piedi!

Giancarlo D'ANNA. Non è assolutamente completo, Presidente. Si dice: “Dichiara aperta la seduta...non essendovi obiezioni, dà per letto il processo...il quale si intende approvato...L'assemblea legislativa approva. Intervengono sull'ordine dei lavori i consiglieri Binci, D'Anna sollecita le comunicazioni della Giunta in merito all’indagine sul Centro unico di prenotazione, Eusebi chiede...”. Insomma, non è assolutamente dettagliato, non si evince quello che è accaduto l'ultima volta.

PRESIDENTE. Bene, siccome ci sono queste obiezioni da parte del Consigliere D'Anna, non do per approvato il verbale e quindi lo metto in votazione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Badiali, ne ha facoltà.

Fabio BADIALI. Presidente, mi sembra esagerato mettere a votazione un verbale, se ci sono delle contestazioni da fare che si facciano, dopodichè gli uffici risponderanno eventualmente che non corrisponde a verità.

PRESIDENTE. Consigliere Badiali, la prego! In apertura si dà per letto il processo verbale della seduta precedente e ove non vi siano obiezioni si intende approvato. Visto che in modo assolutamente scientifico (!) il Consigliere D'Anna ha espresso delle obiezioni, come Presidente mi vedo costretto a non darlo per approvato bensì a metterlo in votazione. Cosicché se passa si supereranno le obiezioni avanzate dal Consigliere D'Anna, se invece non dovesse passare le obiezioni verranno raccolte.
Quindi ora lo metto in votazione. Chi è a favore del processo verbale, così come consegnato a tutti i presenti, vota sì, altrimenti vota no oppure si astiene.

(L'Assemblea legislativa approva)

Bene, continuo nella lettura delle comunicazioni.
Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge regionale:
- n. 46/2010, in data 6 ottobre 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Marangoni, Zaffini concernente: “Istituzione della giornata di ricordo e commemorazione della battaglia di Lepanto”, assegnata alla I Commissione in sede referente, alla II Commissione per l'espressione del parere di cui all'articolo 69 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 70/2010 del Consigliere Acquaroli “Linee guida per la programmazione e la promozione dell'immagine delle Marche, delle sue imprese e dei suoi prodotti”;
- n. 71/2010 dei Consiglieri Marinelli e Massi “Problematiche connesse all'inquinamento atmosferico da polveri sottili - sostegno ai Comuni”;
- n. 72/2010 del Consigliere Bucciarelli “Rigassificatore”.
Il Presidente della Giunta ha trasmesso le seguenti deliberazioni:
- n. 1459 dell'11/10/2010: “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni da parte dello Stato quale quota del fondo nazionale per il servizio civile destinata alle Regioni e Province autonome per l'attività di formazione e comunicazione istituzionale. € 11.880,00”;
- n. 1460 dell'11/10/2010: “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni da parte della Unione europea per la realizzazione del progetto “RedNet” - Recreational Drugs” European Network e relativi impieghi. € 39.569,00”;
- n. 1461 dell'11/10/2010: “Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni da parte dell'Istituto Superiore di Sanità per il programma “Malattie Rare” e relative impieghi. € 36.779,00”;
- n. 1462 dell'11/10/2010: “Art. 29, comma 2 della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con DGR n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 378.209,63”;
- n. 1463 dell'11/10/2010: “Art. 29, comma 2, della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con DGR n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. € 1.611,14”;
- n. 1464 dell'11/10/2010: “Art. 29, comma 1 della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 91.700,09. Modifiche tecniche al POA”;
- n. 1465 dell'11/10/2010: “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 1, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 3.246.633,00”;
- n. 1466 dell'11/10/2010: “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 2, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte di soggetti terzi vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 331.381,37. Spese di personale”;
- n. 1467 dell'11/10/2010: “Art. 29, comma 1, della l.r. n. 31/2001 e art. 26, comma 2, della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l'anno 2010 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dei soggetti terzi vincolati a scopi specifici e delle relative spese. € 397,51. Spese di personale”;
- n. 1468 dell'11/10/2010: “Art. 29 della l.r. n. 31/2001 e art. 27 della l.r. n. 32/2009 – Variazione compensativa al Programma Operativo Annuale per l'anno 2010. € 396.368,40”;
- n. 1469 dell'11/10/2010: “Art. 6, comma 2, della l.r. n. 31/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Spese di personale. € 28.089,00”;
- n. 1470 dell'11/10/2010: “Art. 6, comma 2 della l.r. n. 31/2009 – Variazione compensativa al Programma operativo annuale 2010 approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Spese di personale. € 2.734,00”.
Hanno chiesto congedo il Consigliere Cardogna e gli Assessori Marcolini, Petrini.

Prima di passare alla trattazione dell'ordine del giorno vorrei ricordare, credendo di interpretare il pensiero di tutta l'Assemblea legislativa, che il prossimo giovedì sarà l'ultimo giorno di lavoro del nostro operatore d'Aula Secondo Buffarini, dipendente della Regione da più di trent’anni (applausi). Bene, questo applauso sostituisce qualsiasi altra frase che potrei dire, quindi mi limito soltanto a ringraziarlo per il lavoro che ha svolto, per la serietà con cui lo ha fatto e anche per la simpatia che in tutti i momenti ha dimostrato nell'approccio, per lo meno da quando ho l'opportunità di sedere in quest'Aula. Gli faccio tanti auguri per il proseguo della sua vita, occupandosi delle cose che gli sono care con la libertà che si acquisisce nel momento in cui non si hanno più vincoli di lavoro. Auguri di cuore e grazie a nome di tutti. Ciao Secondo (applausi).


Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Presidente, come anticipato alla Conferenza dei Capigruppo, chiedo la possibilità di iscrivere la mozione n. 71 presentata alcuni giorni fa sulle polveri sottili. Siccome il 18 e il 25 ottobre ci sono stati incontri di Province e Comuni, c'è la necessità di parlare insieme all'Assessore di questo importante problema che coinvolge un po' tutta la regione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'Assessore Donati. Prego, Assessore.

Sandro DONATI. Capisco l'importanza di questa problematica, però è ancora in corso, peraltro la sua risoluzione è anche molto difficoltosa. Quindi, siccome all'ufficio non è pervenuto niente, è ancora in fase di incontri, proprio questa mattina c'è un incontro tecnico, dopodichè dovrà seguire un atto politico, non credo sia opportuno affrontare oggi questo problema, in quanto, ripeto, non abbiamo ancora tutte le situazioni sia tecniche che politiche sotto mano. Per cui non faremmo altro che mettere in difficoltà la risoluzione e l'emissione del decreto da parte del Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Guardi, Assessore, non c'è nessun'altra volontà, se non quella di sviscerare il problema per il fatto che vi sono sessantuno comuni in difficoltà e che il 1° novembre è fra qualche giorno. Certamente non mi aspetto da lei una presa di posizione con una serie di risposte tecniche, che magari starà valutando con l'ufficio competente e i dirigenti. Però tenendo conto, ripeto, che ci sono state delle sollecitazioni da parte dei Comuni, si vuole solo parlare del problema, senza che lei dia risposte precise su quello che farà, che ovviamente avrà i suoi tempi. Potrà così acquisire delle nozioni con cui poi lavorare più tranquillamente. Non c'è nessun desiderio da parte mia, ma neppure degli altri, di chiederle chissà che cosa.
Certo, è chiaro che la Regione deve intervenire, c'è una necessità a livello europeo, c'è una necessità impellente a livello sanitario, ma questa mia richiesta vuole essere soltanto una presa d'atto con una discussione, della quale lei farà uso di ciò che riterrà più opportuno.
Certamente per intervenire deve sentire i suoi uffici e le risposte non può darle seduta stante, però comunque questi due incontri sono stati per lei un momento di ascolto e di richieste da parte di Province e Comuni. Insomma, era questo il significato e l'obiettivo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Io non ho nessuna pregiudiziale a discutere di qualsiasi cosa, però è anche vero, collega Marinelli, che nessuno ha ancora affrontato questo problema, non conosciamo nemmeno la mozione e le argomentazioni in essa contenute.
Per cui chiedo, se possibile, di iscrivere questa mozione nella prossima seduta, potremo così prenderne coscienza e poi discuterne insieme.
Nel frattempo su questo problema che si sta verificando e che deve essere risolto andrà avanti la trattativa con gli enti locali e con le Province. Dopodichè, prima appunto che si vada ad una soluzione con gli enti locali e con le Province, che ci sia questa mozione che possa fare da raccordo fra Regione, Comuni e Province.
Per cui chiedo di spostarla solo di una settimana.

PRESIDENTE. Scusate un attimo, Consiglieri, ma avendo la richiesta di diversi interventi, Binci, D'Anna, Pieroni, non voglio essere fiscale, ma faccio presente che il regolamento prevede, rispetto ad una proposta, un intervento a favore ed uno contro.
Certamente conosco il buonsenso del Consigliere Marinelli...(…) Quindi accoglie la proposta del Consigliere Badiali di portarla in discussione alla prossima seduta? (…) Bene, il Consigliere Marinelli ritira la richiesta di iscrizione e discussione della mozione n. 71. Pertanto c'è l'impegno in primis da parte della Presidenza di iscriverla alla prossima seduta.
A questo punto la discussione su questa richiesta è chiusa. Grazie, Consigliere Marinelli.
Ci sono altre richieste? (…) Su questo punto? (…) No, questo punto è chiuso. (…) Consigliere Binci, lei non può fare come vuole, ho già detto che su questo punto il discorso è chiuso! (…) Abbia pazienza, Consigliere Binci, altrimenti non governeremo più l'Aula! Ripeto, questo argomento è chiuso, il Consigliere Marinelli ha dato la disponibilità a rinunciare alla richiesta di iscrizione nella seduta odierna, per cui l'oggetto del contendere non c'è più, punto! Andiamo avanti. (…) Consigliere Binci, si segga! (…) Consigliere Binci, la vuole smettere o no! Andiamo avanti.
Ha chiesto parola il Consigliere Massi, ne ha facoltà.

Francesco MASSI. Presidente, chiedo l'anticipazione della mozione n. 33 che riguarda la discarica di Appignano. Assessore, ne parliamo da tre-quattro mesi, ci sono interrogazioni e mozioni, quindi chiedo di inserirla, come preannunciato anche nella Conferenza dei Capigruppo, subito dopo la mozione n. 41 della collega Ortenzi.

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta del Consigliere Massi di anticipare il punto 16), di cui alla mozione n. 33 del Consigliere Massi ed altri, e di inserirlo subito dopo il punto 4).

(L'Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Trenta, su che cosa Consigliere?

Umberto TRENTA. E' una sollecitazione rispetto ad una nomina dell'Assessore Mezzolani... (…) Come? (…) E' esistenziale! E le dovrebbe essere nota, perché il Senatore Ciccanti, che lei conosce bene, la dovrebbe avere informata, a parte la fantasanità cameliana!
Quindi, Assessore, la mia è una sollecitazione alla nomina urgente del direttore sanitario della ASL 13. (…) A me vanno bene tutti, può nominare anche l'Assessore Donati, mi andrebbe bene lo stesso!

PRESIDENTE. Stimatissimo Consigliere Trenta, il tema è questo, ossia, come dire, la manica un po' larga per il governo dell'Assemblea sta producendo qualche disguido di troppo. E' giusto essere tolleranti, io sono per una gestione di questo tipo, però non possiamo neppure esagerare, in Aula non si può fare tutto, le procedure vanno comunque rispettate.
Peraltro, Consigliere Trenta, questa è una sollecitazione che lei può fare o con un'interrogazione o con un'interpellanza, oppure, se vuole, anche con una e-mail o magari anche a voce. Qui tutto non si può fare! Comunque grazie, Consigliere Trenta.
Ha la parola il Consigliere Marangoni, però, per favore, mi dica su cosa.

Enzo MARANGONI. Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Bene.

Enzo MARANGONI. Io poco fa in Conferenza dei Capigruppo ho chiesto di parlare della Commissione d'inchiesta richiesta da tutti i Consiglieri della Lega Nord e del PdL. Noi stiamo iniziando questa seduta con lo svolgimento delle interrogazioni, dobbiamo invece parlare della Commissione d'inchiesta, argomento che era all'ordine del giorno dell'Ufficio di Presidenza della settimana scorsa. L'Ufficio di Presidenza era stato convocato anche questa mattina alle ore 9,30 ma non c'è stato.
I Consiglieri che dovrebbero far parte della Commissione d'inchiesta da parte della maggioranza non sono stati designati, lo ha fatto soltanto la minoranza. C'è quindi in atto una manovra dilatoria da parte della maggioranza. Per cui molto probabilmente della Commissione d'inchiesta sul CUP se ne parlerà, se va bene, l'anno prossimo!
Pertanto, Presidente, chiedo che si parli immediatamente della Commissione d'inchiesta.
Inoltre denuncio pubblicamente che il CUP da ora in poi lo chiamerò non più “centro unico di prenotazione” bensì “cooperativa utilizzo parenti”, facendo così riferimento alla Italcappa, questa società di Pesaro del PD!

(i Consiglieri Marangoni e Zaffini indossano una maglietta bianca con una scritta)

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni!

Enzo MARANGONI. Concludo Presidente. Per cui chiedo che si dia precedenza ai temi che interessano un milione e mezzo di cittadini marchigiani...

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni! Consigliere Marangoni lei...

Enzo MARANGONI. ...che stanno subendo gravi conseguenze a causa del CUP!

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, la prego, lei conosce il regolamento! Un appello ai commessi!

(i commessi d'Aula cercano di togliere le magliette ai Consiglieri)

Enzo MARANGONI. Giù le mani, non sei il mio tipo! Chiedo che la Commissione d'inchiesta venga convocata immediatamente! L'Ufficio di Presidenza...

PRESIDENTE. Consigliere, io nemmeno le rispondo, le dico soltanto che la deve smettere!

Enzo MARANGONI. Io chiedo che si sospenda in questo momento la seduta! Chiedo che l'Ufficio di Presidenza deliberi immediatamente sul CUP! Non è possibile parlare di interrogazioni di sei mesi fa quando la gente fa le file a Torrette, al Salesi e in tutti gli ospedali della Regione! Questa maglietta è per omaggiare il Partito Democratico che ha creato la “cooperativa utilizzo parenti”! A me questa cosa non sta bene! Qui c'è una manovra dilatoria da parte della maggioranza che non sta nominando volutamente i propri membri nella Commissione d'inchiesta!
Quindi chiedo per cortesia di sospendere per dieci minuti questa Assemblea legislativa e di indire subito l'Ufficio di presidenza affinchè deliberi sulla Commissione d'inchiesta!
(in Aula c'è un brusio eccessivo)

PRESIDENTE. Chiedo ai Consiglieri, eccetto a Marangoni perchè non è in grado di capire, di tacere! Chiedo per favore di tacere! Quello che sta facendo Marangoni si commenta da solo! Quindi a quello che sta facendo e a quello che sta chiedendo il Consigliere Marangoni non rispondo nemmeno! Perché peraltro fa finta, prendendo in giro tutti...

Enzo MARANGONI. Grazie, Presidente, lei è molto democratico!

PRESIDENTE. Lei sta prendendo in giro tutti ed in più espone se stesso al ridicolo!

Enzo MARANGONI. Grazie Presidente!

PRESIDENTE. Nell'Ufficio di Presidenza io le ho detto qual è la procedura, quindi lei sa tutto!

Enzo MARANGONI. Tutto quello che le detto poco fa l'ho già chiesto ai Capigruppo!

PRESIDENTE. Io le intimo di smettere di parlare! Spegnete il microfono del Consigliere!
Nell'Ufficio di Presidenza le ho detto che la richiesta di Commissione d'inchiesta è stata presentata in data 12, abbiamo trenta giorni di tempo per iscriverla. Io con molta sollecitudine, nella riunione della Conferenza dei Capigruppo di martedì scorso, ho chiesto ai Gruppi di fornirmi i nomi per la composizione della Commissione per portarla poi all'Ufficio di Presidenza, e nell'arco della seduta di martedì scorso non tutti i Gruppi mi hanno dato i nomi. (…) Non è così, Marangoni, si informi! Anzi, lei è informato, ma fa finta di non sapere prendendo in giro tutti!
Peraltro, siccome nella giornata di oggi siamo in grado di avere tutti i nomi, io le ho detto, stando al regolamento, che la richiesta di Commissione d'inchiesta verrà iscritta all'ordine del giorno dell'Assemblea legislativa del 9 novembre.
Quindi lei non può dire che c'è una manovra dilatoria. Quale manovra dilatoria! Il 9 novembre, cioè nei trenta giorni previsti dal regolamento, la richiesta verrà iscritta e sarà corredata di tutto, dal nome dei componenti al tempo che viene assegnato alla Commissione, certo, nel caso in cui l'Aula l'approvi, ecc. ecc.
Nella vita o si cerca consenso con le idee o si cerca di far spettacolo con le sceneggiate! Guardi, io condivido molte cose che lei dice quando le dice da un punto di vista dell'apporto ai lavori dell'Assemblea, perché il sottoscritto, per il ruolo che ricopre, è al di sopra delle parti. Però l'atteggiamento che ha tenuto lo condanno - e se lo avesse tenuto anche il più caro dei presenti magari iscritto allo stesso mio partito lo avrei condannato allo stesso modo -, perché il problema è suo e dell'Istituzione che lei rappresenta. E qui chiudo la discussione.
Ha chiesto la parola il Consigliere D'Anna, ne ha facoltà.

Giancarlo D'ANNA. Volevo intervenire sul discorso della Commissione d'inchiesta, ma credo che il Consigliere Marangoni abbia espresso quello che è un pò il sentire comune. Nel senso che il CUP è stato e continua ad essere un problema molto sentito dai cittadini, per cui ci saremmo aspettati una tempestività diversa rispetto a quella che vediamo.
Anche perché, Presidente – e qui entro un po' più nel merito – convocare l'Assemblea legislativa, al di là delle interrogazioni, interpellanze e mozioni che comunque sono sempre presenti, solo per fare, come in questo caso, le nomine dell'Associazione marchigiana attività teatrali e dell'Associazione Mediateca, non credo possa essere apprezzato dai cittadini. Perché a fronte di una serie di problematiche importanti che vive la nostra regione, dall'occupazione alla sanità, vedere convocata un'Assemblea legislativa per nominare cinque rappresentanti nell'Associazione marchigiana delle attività teatrali è veramente un colpo di teatro! In questo modo, Presidente, non si affrontano certo i problemi dei cittadini!.
Come d'altronde non si affrontano nemmeno i problemi dei Consiglieri regionali. Io da tempo ho fatto richiesta di avere un assistente in sostituzione della precedente, ma nonostante siano passati dei mesi, per una serie di motivazioni, incluse delle pressioni politiche pesanti da parte di esponenti di questa maggioranza nei confronti di una persona che sarebbe dovuta venire nel mio ufficio, a tutt'oggi non sono stato messo nelle condizione di vedere la scelta che ho effettuato, effettuata poi dalla Giunta regionale.
In questo modo si lede il diritto dei Consiglieri, in questo caso del Consigliere D'Anna che ha chiesto di poter avere un assistente per lavorare nel migliore dei modi. Credo sia una modalità che va inserita in quel modo arrogante che ha la maggioranza nel gestire non solo...

PRESIDENTE. Va bene, abbiamo capito tutto, Consigliere!

Giancarlo D'ANNA. No, Presidente, invece va malissimo, è dall'inizio dell'estate che ho chiesto…

PRESIDENTE. Va bene, abbiamo capito, chieda una Commissione d'inchiesta!

Giancarlo D'ANNA. Posso anche chiedere una Commissione d'inchiesta, Presidente! Però è inutile che fa il simpatico su questa cosa...

PRESIDENTE. No, io non è che voglio fare il simpatico, però, ripeto, lei può benissimo presentare interrogazioni, mozioni, insomma, come vuole, ma non può prendere la parola su qualsiasi argomento! Come si sveglia la mattina viene qui e vuole prendere la parola, non è possibile! Lei è più di venti anni che fa politica, lo sa benissimo, non si può parlare di tutto, non è possibile!

Giancarlo D'ANNA. Ma io qui sto parlando semplicemente del fatto che lei ha convocato un'Assemblea legislativa per far nominare cinque rappresentanti all'interno dell'AMAT, quando invece ci sono problemi sulla disoccupazione, sulla sanità e sul CUP!

PRESIDENTE. Bravo, dia una telefonatina al suo Presidente del Consiglio!

Giancarlo D'ANNA. Io non do una telefonatina nessuno! Lei è il Presidente dell'Assemblea legislativa quindi si assuma la responsabilità anche di convocare delle Assemblee legislative con della sostanza!

PRESIDENTE. La sceneggiata è finita o no! Spegnete il microfono del Consigliere D'Anna! (…) Consigliere D'Anna, Consigliere D’Anna! Ma è un uomo delle istituzioni o no! (…) D’Anna! (…) Va bene, farò approfondire la questione dagli uffici. (…) Eccome se la conosco! Io conosco molte cose, non si preoccupi, mi sfuggono poche cose! (…) Se ne vogliamo parlare non c'è problema!
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Bucciarelli, su che argomento, Consigliere?

Raffaele BUCCIARELLI. Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PESIDENTE. Bene.

Raffaele BUCCIARELLI. Io propongo a lei, Presidente, alla Giunta e a tutti i Capigruppo di formare una delegazione che partecipi alla manifestazione che in questi minuti si sta svolgendo in Ancona da parte delle maestranze di Fincantieri a difesa del proprio lavoro che è fortemente minacciato.
Noi abbiamo avuto modo di incontrare una delegazione di Fincantieri, so che la Giunta si è impegnata, li ha incontrati in sede separata, c'è una vertenza nazionale in corso, insomma, ci sono molte incognite e molti dubbi sul futuro di centinaia e centinaia di lavoratori.
Siccome oggi manifestano nel capoluogo di Regione, io per quanto mi riguarda parteciperò, però sarebbe molto bello ci fossero anche altri Capigruppo e l'Assessore al lavoro.
Chiedo, Presidente, che questa mia proposta venga messa ai voti.

PRESIDENTE. Mi consenta, Consigliere Bucciarelli, ma questa non è una proposta, è semmai un invito molto opportuno che accogliere sta nella discrezionalità dei singoli Capigruppo. Io per certo so che parteciperà per conto della Giunta regionale l'Assessore Luchetti; infatti mi ha sollecitato l'anticipazione di una interrogazione proprio perché si deve assentare per questo motivo. Vedrò con l'Ufficio di Presidenza se è possibile mandare anche un rappresentante della Presidenza dell'Assemblea legislativa, ma per quanto riguarda i Capigruppo è rimesso alla loro disponibilità.

Raffaele BUCCIARELLI. Va bene, Presidente, ma l'adesione è una volontà politica che va espressa con il voto, poi, certo, la partecipazione è un'altra cosa. L'adesione alla lotta degli operai a difesa del loro diritto di lavoro va espresso con il voto, la partecipazione alla manifestazione è invece un fatto soggettivo.
Quindi chiedo l'adesione dell'Assemblea legislativa attraverso un voto.

PRESIDENTE. Però lei sa, perché è stato Presidente prima di me, che un voto lo possiamo esprimere su un documento. Se nell’arco della mattinata verrà presentata una mozione le assicuro che perorerò la causa di votarla in data odierna, ma ora proprio da un punto di vista procedurale non posso mettere ai voti una proposta espressa in forma orale.
Ripeto, se nell'arco della mattinata in qualsiasi momento qualcuno produrrà una proposta sarà disponibile a metterla ai voti. E per quanto riguarda la Presidenza dell'Assemblea legislativa valuterò la possibilità di inviare un rappresentante dell’intera Assemblea, oltre alla Giunta rappresentata dall'Assessore Luchetti.
Se a questo punto non ci sono altre richieste di intervento direi di iniziare a trattare l'ordine del giorno. Faccio presente che ho due richieste, che intendo accogliere per dare la possibilità di risposta, una è dell'Assessore Moroder che chiede di anticipare l'interrogazione n. 167 perché deve assentarsi per ragioni istituzionali, l'altra è dell'Assessore Luchetti che chiede di anticipare l'interrogazione n. 139.


Interrogazione n. 139
dei Consiglieri Bucciarelli, Binci
“Mancata autorizzazione da parte dell'USR di numerose classi dei corsi serali per il conseguimento di diplomi di scuola media superiore”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 139 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci. Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. In merito all'interrogazione di cui all'oggetto, rispondo per punti in questo modo.
Punto 1)
Nell'anno scolastico 2009/2010 gli Istituti Scolastici che hanno attivato i corsi serali erano n. 28 in tutta la Regione, con 67 classi e 1.342 alunni; nell'anno scolastico 2010/2011 gli Istituti scolastici che hanno attivato i corsi sono n. 24 per n. 1.387 alunni e n. 66 classi.
Un dato che ha una sostanziale tenuta per questo importante fenomeno di rilevante presenza di immigrati della nostra regione
Punto 2)
Nell'assegnazione dell'organico di diritto i competenti Uffici scolastici hanno primariamente cercato di risolvere le problematiche relative alle classi del mattino e ciò ha comportato la mancanza di apertura dei corsi serali.
Punto 3)
L'Assessore regionale competente e il Presidente hanno inviato una lettera al Ministro Gelmini in cui si evidenziava che il contingente di organico assegnato alla Regione Marche per l'anno scolastico 2010/2011, rispetto a quello precedente, stava rendendo praticamente impossibile la regolare apertura dei primi anni delle scuole serali presso gli Istituti secondari di secondo grado. Il Direttore dell'Ufficio scolastico regionale ha fatto presente al Ministro le difficoltà del territorio per la mancata apertura dei corsi serali.
Il Ministro ha assegnato alla Regione Marche ulteriori 50 posti.
Questo è il quadro che si è delineato con i dati che ho dato al primo punto. Sostanzialmente abbiamo tenuto, rispetto ai 50 posti che ci hanno assegnato dopo le proteste, abbiamo solo una classe in meno rispetto all’anno precedente. (…) Sì, da 67 classi siamo passati a 66.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Mi ritengo soddisfatto della risposta dell'Assessore. La motivazione dell'interrogazione è dettata dall'importanza dei corsi serali che danno la possibilità a tante persone di intraprendere un percorso formativo, ossia la possibilità di conseguire diploma italiano sia a chi lo ha interrotto sia a persone straniere.
In questa fase di crisi è importante dare la possibilità a chi ha la volontà e soprattutto la necessità di conseguire diplomi di scuola superiore, continuando però a mantenere un lavoro tramite, appunto, la formula dei corsi serali.
Quindi ringrazio l'Assessore.

Interrogazione n. 167
dei Consiglieri Marangoni, Zaffini
“Pubblicità occulta e palese di alcune attività economiche regionali all'interno del volume “Riviera del Conero Marche – Italy entertainment guide”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 167 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini. Ha la parola l'Assessore Moroder.

Serenella GUARNA MORODER. Il depliant in oggetto edito dalla Riviera del Conero, Tour Operator Incoming Marche e Associazione del ricettivo alberghiero, distribuito nei mesi scorsi, è un valido esempio di promozione turistica. Quindi da questa interrogazione si evince la mancanza di conoscenza di quello che lei, Consigliere Marangoni, e il suo collega avete richiesto.
Al fine di favorire la commercializzazione del prodotto Marche, attraverso la produzione di cataloghi di vendita, quali strumenti quantitativamente e qualitativamente indispensabili per la promozione del prodotto turistico, la Giunta regionale, con DGR n. 891 del 31 maggio 2010, Azione 4.2b, ha previsto un intervento finanziario rivolto appunto agli Operatori Turistici Incoming Marche.
Per poter accedere a tali incentivi gli Operatori Turistici Incoming Marche debbono obbligatoriamente attenersi ai criteri stabiliti dalla succitata DGR 891/2010, e precisamente:
a) qualifica di Operatore Turistico Incoming Marche;
b) minimo 30.000 copie del catalogo per Tour Operator, Associazioni e Consorzi di T.O. o minimo n. 10.000 copie per Associazioni e Consorzi del ricettivo;
c) strutture rappresentate nel catalogo: minimo 30 o 1000 posti letto;
d) catalogo in forma cartacea e/o supporto informatico;
e) inserimento nello stesso della pagina promozionale e del logo forniti dalla PF Turismo e Promozione.
La misura dell'incentivo è pari al 50% della spesa riferita esclusivamente alla stampa e/o realizzazione del supporto informatico (esclusa la progettazione ed ogni altra spesa diversa) e non può superare la somma di € 25.000,00 commisurata comunque alle effettive disponibilità di bilancio che per il 2010, a fronte di 16 domande pervenute, è di € 80.000,00.
Per quanto concerne il primo punto dell'interrogazione, la presenza del logo della Regione non rappresenta pertanto né una sponsorizzazione né una partnership editoriale, bensì una condizione vincolante per l'accesso all'incentivo.
Per i restanti punti dell'interrogazione si fa presente quanto segue.
La regione prende visione del catalogo solo dopo la presentazione della richiesta di contributo e al solo scopo di verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla succitata DGR 891/2010.
Non è pertanto tenuta a controllare il materiale fotografico né la provenienza dello stesso e, trattandosi di iniziativa privata, se autorizzazione e/o controllo debbono esserci, questi possono essere esercitati esclusivamente dagli aventi diritto sulle immagini utilizzate.
Visionando il catalogo attentamente si riscontra, al contrario, un'attenzione particolarissima attenzione proprio nell'occultare qualunque marchio o specificità che possa portare ad identificare i luoghi ed i prodotti in maniera fraudolenta.
Per quello che attiene ai dati relativi ai punti 4), 5) e 6) essi vanno dunque richiesti all'Associazione Riviera del Conero che ha commissionato e coordinato la realizzazione del suo catalogo di offerta turistica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Ben ritrovata, Assessore Moroder! Lei è sempre un po' nervosa quando risponde alle mie interrogazioni, anche l'altra volta l'ho notato, mi dispiace di questo! Noi la interroghiamo perché abbiamo stima di lei, professionale e personale, se non l'avessimo la ignoreremmo, quindi il fatto che la interroghiamo deve gratificarla, non inacidirla!
Per quanto riguarda la sua risposta lei al primo punto dice che dall'interrogazione si evince la mancanza di conoscenza dell'importanza della promozione turistica. E’ il contrario! La invito a rileggere la premessa, le cito soltanto due righe: “che il depliant di 46 pagine più 4 di copertina è un pregevole esempio di promozione turistica bilingue con foto, itinerari ed informazioni utili tanto al turista di passaggio quanto al turista fidelizzato;”. Quindi non è che disconosciamo il valore, anzi, lo esaltiamo. (…) Le norme, va bene, la ringrazio di avermele chiarite con la risposta!
Il punto 2) va bene. Invece sul punto 3) non sono così convinto di quello che ha detto, nel senso che qualche forma a mio avviso di pubblicità occulta e fraudolenta, mi passi il termine, c’è, ma lasciamo perdere.
Poi sui punti 4), 5) e 6) ha glissato completamente, non ha risposto.
Il punto 4) era il seguente: “qual è la ragione sociale completa e l’indirizzo dell’Azienda vitivinicola rappresentata a pagina 3”, non mi ha risposto.
Punto 5): “qual è la denominazione esatta del vino fotografato”, non mi ha risposto.
Punto 6): “quali sono le generalità complete del proprietario del terreno fotografato sempre a pagina 38.”, non mi ha risposto.
Insomma, non ha risposto a tre domande su sei, mi dica lei come faccio a dichiararmi soddisfatto di una risposta che è lacunosa per il 50%! Io ho fatto sei domande e lei mi ha risposto a tre…(…) Ho diritto di parlare Presidente? Grazie. Dicevo, io ho fatto sei domande e lei ha risposto al 50% delle mie sei domande, come posso dichiararmi soddisfatto?! Grazie.


Interrogazione n. 110
del Consigliere Carloni
“Nuovo ospedale unico per la provincia di Pesaro Urbino”

Interrogazione n. 116
del Consigliere Latini
“Azienda unica ospedaliera – Ospedali Riuniti Nord Marche”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 110 del Consigliere Carloni e l’interrogazione n. 116 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Vorrei intanto precisare che si parla degli Ospedali Riuniti Marche Nord che coinvolgono gli attuali ospedali di Pesaro e di Fano. Si risponde ai quattro punti dell'interrogazione del Consigliere Carloni, all'interno dei quali c’è anche la risposta ai quesiti posti dal Consigliere Latini.
La scelta dell'Ospedale unico non è stata ancora ufficializzata con uno specifico atto di Giunta, ma tuttavia il progetto, per motivazione di razionalizzazione, per semplificazione e soprattutto per riqualificazione strutturale della rete ospedaliera, è ampiamente condiviso da questo Governo regionale ed è coerente con la proposta di Piano socio sanitario 2010-2012, approvato dalla Giunta regionale e per il quale è in corso l'iter amministrativo.
Non c'è progettazione esecutiva, intanto perché nel proseguo di questa discussione dovremmo in qualche modo mettere a fuoco, insieme alle istituzioni locali e alle Conferenze dei Sindaci, il luogo dove collocare questo progetto.
La progettazione esecutiva richiede una procedura formale che, appunto, non è stata avviata: per arrivare al progetto si deve passare attraverso un bando di gara, così come abbiamo fatto per le altre strutture che andremo a costruire in questa regione e che stanno dentro l'accordo di programma con il Governo, che condurrà all'assegnazione dell'incarico per la predisposizione di un progetto preliminare, che solo dopo il vaglio tecnico regionale diventerà progetto esecutivo, primo passo verso l'appalto dei lavori.
Le stime sui costi – naturalmente quelle che sono circolate sono cime approssimative – possono essere effettuate sia sulla superficie complessiva ospedaliera, che comprende tutti gli spazi di pertinenza, compresi spazi verdi e parcheggi, ovvero per posto letto, tenendo conto sempre di tutti gli spazi necessari al funzionamento ospedaliero. Ovviamente le stime risentono sia delle dimensioni complessive, sia della complessità interna, ed è evidente che i costi siano proporzionalmente più bassi, a parità di complessità, con dimensioni maggiori (di area utilizzata o di posti letto).
La stima circolata, quindi, è coerente con ipotesi di dimensionamento congruo al fabbisogno.
Il piano di investimenti in tre fasi previsto da questa Regione inserisce nella terza fase, quindi anche in coerenza con quanto già detto al punto 1), la costruzione del nuovo ospedale di Marche Nord, fatte salve le momentanee indisponibilità del Governo nazionale che ha optato, come voi ssapete, attraverso la Finanziaria per la temporanea sospensione dell'applicazione ex articolo 20.
L'integrazione degli ospedali di Pesaro e Fano, con la costituzione di una Azienda Ospedaliera, è stata oggetto di numerosi incontri, che hanno coinvolto sia componenti tecniche (personale sanitario, marzo e luglio 2010) sia i consigli comunali di Pesaro e Fano, anche in seduta congiunta con il consiglio della provincia di Pesaro-Urbino (marzo 2010). E anche in tali sedi si è parlato dell'ipotesi di una unica struttura, tanto è vero che si sono aperte discussioni sia per l'opportunità di tale scelta sia per definire un'area di realizzazione di tale struttura.
Naturalmente questo è stato un percorso fin qui partecipato, si sa che la partecipazione da questo punto di vista non è mai sufficiente ed è comunque un qualcosa che dovrà proseguire, ma è evidente che scelte di questo genere non possono che essere partecipate che coinvolgono al meglio le nostre comunità locali.
Infine, stando agli atti che abbiamo esaminato la Regione Marche non ha mai commissionato studi progettuali di ospedali nel territorio di riferimento né è a conoscenza che ve ne siano.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Non sono soddisfatto della risposta, Assessore, per varie ragioni. Innanzitutto perché su questa vicenda si è creato un dibattito che ha generato parecchie pressioni sia sociali che a tutela della salute. Si era infatti diffusa l'idea che fosse pronto un progetto per realizzare un ospedale provinciale Marche Nord, ma lei oggi, giustamente interrogato su questa vicenda, è costretto a dire che non c'è un progetto esecutivo, ma non solo, siamo ancora più indietro, non c'è nemmeno la definizione di un'area concertata con gli enti locali.
Era comunque già evidente da tempo che la copertura finanziaria di un progetto come questo non c'era neanche prima della sospensione dell'articolo 20, non c'era perché probabilmente non era nei piani della Regione fino a qualche tempo fa.
Su questo argomento abbiamo chiesto più volte anche al Presidente di portare ufficialità, perché non è una cosa di secondo piano, è davvero un qualcosa che tocca la sensibilità di chiunque viva nella provincia di Pesaro-Urbino.
Questi due nostri attuali ospedali, il Santa Croce e il San Salvatore, come lei sa bene, sono in attesa in quanto hanno necessità di importanti ristrutturazioni sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista del personale e quindi operativo.
Allora noi non vorremmo – e questa è una preoccupazione vera e sincera – che il dibattito ancora del tutto nebuloso sull'ospedale unico serva soltanto a fermare chi non voleva dare continuità a certi servizi, chi non voleva che venissero approvate le nomine dei primari mancanti in organico, e soprattutto, ancora più grave, che si togliessero le risorse destinate ai due ospedali per magari dirottarli su altre strutture, visto che di qui a qualche mese ci sarà la realizzazione di un ospedale provinciale.
Il fatto che lei dica oggi che non ci sono né progetti esecutivi né copertura finanziaria fa appunto pensare che siamo ancora in una fase di profonda improvvisazione su questo tema. E questo ci spaventa un po', sinceramente avrei preferito sentirle dire altre cose. Le sue dichiarazioni sono anche in contraddizione con quelle fatte sulla stampa, ma non solo le sue, ovviamente, in primis anche quelle di Spacca che nella provincia di Pesaro Urbino fece proprio la campagna elettorale su questo tema. Allora dov’è la verità? Chi ha ragione e chi ha torto?
Ma è sicuramente certo che nel frattempo tutto questo genera molta confusione e molta preoccupazione. E lei sa meglio di me cosa intendo dire per preoccupazione, gli utenti vedono infatti tutto questo come una grande incertezza sulla tutela della loro salute, sulle prospettive di presidio sanitario e di presidio della salute.
Ritengo che quanto prima sia necessario coinvolgere non solo le istituzioni locali, ma anche i Consiglieri regionali e le persone che rappresentano istituzionalmente e democraticamente un territorio provinciale, affinché su questo tema si faccia un dibattito molto meno demagogico, molto meno evanescente e si decida insieme quali sono le giuste visioni per il futuro della nostra provincia in campo sanitario.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Non ho sentito, per colpa mia, una parte dell'intervento dell'Assessore Mezzolani, me ne scuso, vorrei comunque sottolineare la necessità da parte della Regione Marche, come peraltro sta facendo negli ultimi periodi, di avere una chiarezza esplicativa riguardo le linee progettuali degli interventi dal punto di vista sanitario di cui all'azienda Ospedali Riuniti Marche Nord.
L'interrogazione presentata dal sottoscritto nel luglio scorso nasceva infatti da un'esigenza di chiarezza di coloro che operano nelle strutture del pesarese e del fanese, sopratutto per l'impatto economico dei 130 milioni di euro per i 450 posti letto individuati nell'azienda Ospedali Riuniti Marche Nord e per l'implicazione dell'integrazione fra i due ospedali da cui nasce appunto il progetto della Regione stessa.
Quindi l'impegno che chiedo alla Regione è di continuare con la massima pubblicità, già in fase di svolgimento in questo periodo, per dare significative risposte non soltanto alla copertura dei primari e dei funzionari apicali sia in termini sanitari che in termini amministrativi per l'ospedale di Fano fuso con quello di Pesaro, ma affinché ci sia anche un'equità di trattamento nelle modalità di integrazione delle due strutture che entrambe hanno una valenza storica. Affinchè dunque ci sia il potenziamento dei rispettivi reparti e non un deterioramento delle più importanti attività, delle eccellenze e dei servizi soprattutto per quanto riguarda il Santa Croce che ha una validità territoriale molto, molto importante.
Questo è l’esplicazione del motivo per cui ho presentato questa mia interrogazione. Inoltre è per tener conto, soprattutto, che i progetti del 2009 hanno una valenza ancor oggi attuale e che quindi devono essere portati avanti dalla Regione attraverso l'individuazione delle scelte per quanto riguarda l'ubicazione e i finanziamenti.


Interrogazione n. 121
del Consigliere Zinni
“Biglietteria metropolitana Camerano-Aspio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. Come richiesto dall'Assessore anticipiamo l'interrogazione n. 121 del Consigliere Zinni. Ha la parola l'Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Il progetto di integrazione autobus-treno, meglio noto come metropolitana di superficie, come idea è partito nel 1995, poi verso il 2003, in considerazione dei flussi di traffico che in quel momento, ma direi anche attualmente, venivano registrati come pesanti, si erano individuate tre fermate strategiche, quelle di Falconara Stadio, Ancona Stadio e Camerano-Aspio.
La fermata di Falconara Stadio è stata aperta al pubblico nel dicembre 2004, per quella di Camerano-Aspio lo scorso giugno c’è stata l’inaugurazione in concomitanza con l'entrata in vigore dell'orario ferroviario estivo, mentre la fermata di Ancona Stadio possiamo prevedere che sarà aperta al pubblico a giugno del prossimo anno.
Le biglietterie automatiche previste per la stazione Camerano-Aspio sono due: una è localizzata all'interno della stazione, l'altra è nel centro commerciale lkea. Riguardo queste biglietterie informo che Trenitalia ha attivato a metà dello scorso mese di settembre l'emettitrice all'interno della stazione. Invece l'altra emettitrice localizzata all'interno del centro commerciale usufruisce per il suo funzionamento della linea ADSL già esistente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Ovviamente questa interrogazione non è che pone al centro una questione essenziale della vita dell'Assemblea legislativa e dell'attività della Giunta, però perché ha assunto un certo significato? Questo episodio – che, ripeto, un'Assemblea legislativa non dovrebbe neanche discutere, in effetti ero anche indeciso se presentarla o meno, perché parliamo di una biglietteria, i problemi di una Regione sono altri e ben più imporranti – ha acquisito un significato particolare perché, se ricorda, quando Ikea aprì – che di per sé è un fatto positivo, io provo anche simpatia per alcuni suoi prodotti – suscitò molto scalpore in quanto molti piccoli produttori di mobili si erano preoccupati, a seguito di un mercato difficile, dell'esistenza di un colosso del genere.
Quindi questa interrogazione, che mi è stata posta da un Consigliere provinciale, perché ha acquisito un senso istituzionale? Perché se noi prevediamo all'interno di una metropolitana di superficie una serie di biglietterie e l'unica biglietteria aperta è quella dentro Ikea (ora sono due, ma inizialmente c’era solo quella) lei può ben capire che la cosa assume un significato che va al di là del senso delle biglietterie. Qui sembrerebbe quasi che la Regione abbia voluto fare un favore a Ikea creando appunto un ulteriore strumento di servizio per far accedere l'utenza lì dentro.
Quindi la mia interrogazione è stata posta perché c'era la necessità da parte sua di dare il reale segnale. Inoltre devo dire che per l’ultima biglietteria il mese di giugno mi pare un po' tardino, per l’altra invece che è stata già aperta nel mese di settembre ne sono contento.
Detto questo, chiudiamo allora la filiera integrata, le facciamo tutte e tre, Assessore. Quindi la invito con molto sollecito a chiudere prima di giugno la terza biglietteria, a fare uno sforzo su Trenitalia.
Credo sia opportuno dare credibilità come Istituzione. Intanto agli utenti per quel che riguarda il servizio nella sua completezza, cioè tutte le biglietterie, l'accesso all'utilizzo della metropolitana di superficie. Poi ci vuole anche un segnale istituzionale sul fatto che questo non è stato fatto apposta per fare contenta Ikea ma che è stata invece una casualità. E il miglior modo di dimostrare da parte sua che è una casualità e non invece un suo favore a Ikea è finire tutte le biglietterie, cosicché si chiuderanno anche tutte le argomentazioni.
Quindi la invito con sollecitudine ad anticipare, se possibile, quella data di giugno.


Interrogazione n. 48
dei Consiglieri Marangoni, Zaffini
“Blocco passaggio Ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria dalla Regione Marche alla Regione Emilia Romagna”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 48 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In verità a questa interrogazione avrebbe dovuto rispondere l'Assessore Marcolini, ma ce l’ho anch’io, quindi rispondo quanto segue.
La legge 3 agosto 2009, n. 117. concernente: "Distacco dei comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello dalla regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'art. 132, secondo comma, della Costituzione" ha stabilito (art. 2) che le Regioni Marche ed Emilia Romagna e le Province di Pesaro-Urbino e Rimini provvedano agli adempimenti di rispettiva competenza e che ove gli adempimenti richiedono il concorso di due o più enti questi provvedono d'intesa tra loro.
Al fine di promuovere gli adempimenti previsti dalla legge, i Presidenti delle amministrazioni regionali e provinciali interessate, nel corso di un incontro tenutosi in data 20 ottobre 2009, hanno discusso i criteri generali di attuazione, concordando in particolare sulla necessità di assicurare, per i territori aggregati alla Regione Emilia Romagna, la continuità dei servizi erogati e la conclusione dei procedimenti pendenti.
A seguito di tale incontro, in data 30 ottobre 2009 i dirigenti delle amministrazioni regionali e provinciali interessate, riunitisi presso gli uffici della Regione Marche, hanno assunto alcune decisioni organizzative e procedurali relative, in particolare, ai procedimenti avviati prima del 15 agosto 2009 e non conclusi dalla Regione Marche entro tale data.
Sulla base di quanto concordato in tale incontro la Giunta regionale ha approvato la deliberazione n. 1866 del 16 novembre 2009 avente ad oggetto "Primi adempimenti per l'attuazione della legge 3 agosto 2009, n. 117 ‘Distacco dei comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello dalla regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'art. 132, secondo comma, della Costituzione’ ".
Il verbale d'intesa, frutto dell'incontro tra le rappresentanze delle due Regioni del 30 ottobre 2009 e dei successivi incontri integrativi, l'ultimo dei quali si è svolto il 3 dicembre 2009 a Rimini alla presenza del Commissario governativo dr.ssa Cicala, è stato sottoscritto dal Capo di Gabinetto della Regione Emilia Romagna e dal Segretario generale della Regione Marche.
Successivamente è stata approvata l'intesa generale per l'attuazione della legge 3 agosto 2009, sottoscritta in data 11 febbraio 2010 dai Presidenti delle due Regioni nonché, per condivisione, dal Commissario governativo ai sensi della quale "con separato accordo sono disciplinate le intese relative al settore sanitario" (art. 5, comma 9).
A seguito degli incontri tra i rappresentanti delle due Regioni sono state condivise le linee dell'accordo in materia sanitaria e le rispettive Giunte regionali hanno approvato l'intesa poi sottoscritta dai Presidenti il 15 settembre u.s.. Tale accordo prevede, tra l'altro, il trasferimento di due immobili alla Regione Emilia Romagna: R.S.A. nel Comune di Novafeltria; Presidio ospedaliero Sacra Famiglia di Novafeltria.
Relativamente al presidio ospedaliero (l'immobile è inserito nel programma di interventi del 1° stralcio dell'accordo di programma quadro del 18 marzo 2009) è stato deciso in data 26 maggio 2010. in una riunione tenutasi presso il Ministero della Salute (Dipartimento della Qualità) alla presenza dei rappresentanti delle regioni e dei funzionari del Ministro, che la soluzione più idonea ed immediata da perseguire fosse quella che la Regione Emilia Romagna provvedesse alla esecuzione dei lavori ritenuti indifferibili per la corretta prosecuzione dell'attività sanitaria.
La Regione Marche con la D.G.R. n. 1226 del 2 agosto 2010 ha definito ogni dettaglio per l'attuazione della legge 117/2009, in particolare all'art. 2 comma 3 della citata D.G.R. si stabilisce che "ogni adempimento e le formalità per il perfezionamento dei trasferimenti di cui ai commi 1 e 2 è rimesso alle Aziende Sanitarie interessate ". Per cui, a quanto risulta, si è in attesa dell'invito da parte dell'azienda USL di Rimini alla sottoscrizione dell'atto formale per il passaggio dell'immobile denominato "Presidio ospedaliero Sacra Famiglia di Novafeltria" dalla zona territoriale n. 1 di Pesaro alla Azienda U.S.L. di Rimini. Tale passaggio potrà avvenire quanto prima e comunque entro il 30 novembre p.v..
Non corrisponde pertanto al vero il fatto che le Marche abbiano inteso rallentare il passaggio dell'ospedale di Novafeltria alla provincia di Rimini.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Grazie Assessore, però che non ci sia stato un rallentamento lo dice lei, io penso sia tutt'altro.
Voglio far notare una cosa che magari potrebbe sembrare irrilevante, ossia che noi come Lega ci interessiamo dei problemi non solo per scopi elettorali, infatti gli elettori della Valmarecchia, purtroppo, non voteranno più nella regione Marche, quindi il mio intervento non è a scopo clientelare.
Qui il problema esiste eccome, però qui quando si parla di Valmarecchia qualcuno fa sempre un sorrisetto sarcastico, dicendo tra sè: “tanto questi prima o poi tornano”.
Oltre a problemi identitari, il problema della sanità è stato una delle cause che ha provocato l'allontanamento e la conseguente secessione della Valmarecchia dalla nostra regione. La trascuratezza della sanità è stato uno dei volani che ha fatto decidere alla Valmarecchia di andarsene in Romagna.
Ed ora anche il passaggio, che sarebbe dovuto avvenire in maniera limpida e trasparente, sta trovando delle enormi difficoltà. Molti incontri sono sempre stati rimandati, ora, certo, c’è un programma d'intesa, bene, ma controlleremo, visto che ne dubitiamo, se quella data ivi compresa verrà rispettata.
Inoltre da rivendicare ci sono anche dei numeri. Si è parlato di un primo stralcio, se non vado errato ci sono 42 milioni di euro che con riequilibri della mobilità passiva che c'era con l'Emilia Romagna arrivano a 36 milioni di euro, e questi soldi hanno una necessità impellente di essere applicati, perché noi abbiamo consegnato un ospedale che praticamente non era a norma, una struttura che è stata anche a rischio di chiusura.
Pertanto come marchigiani abbiamo il dovere di rispondere assolutamente in maniera veloce, qui ne va della salute, delle prestazioni sanitarie di una parte di popolazione che giustamente le rivendica.
Quindi noi controlleremo che tutti questi passaggi siano sia celeri che giusti in quella quantità di denaro prevista per questa struttura sanitaria e per tutto quel complesso procedimento di annessione della Valmarecchia alla Romagna.


Interrogazione n. 174
del Consigliere Latini
“Scorie nucleari nella Vallesina”

Interrogazione n. 180
del Consigliere Binci
“Individuazione del sito di stoccaggio di scorie radioattive nella Vallesina”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 174 del Consigliere Latini e l’interrogazione n. 180 del Consigliere Binci, abbinate. Ha la parola l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Le due interrogazioni vertono su un problema comune, ovvero quello della notizia apparsa su alcune testate giornalistiche nazionali (Sole 24ore) e locali in merito alla mappatura, a cura della Sogin, del territorio nazionale per l'individuazione dei potenziali siti di stoccaggio scorie nucleari, tra cui una zona di 300 ettari tra Jesi, Osimo e Filottrano.
Quanto al punto dell'interrogazione del Consigliere Latini che chiedeva di sapere se quanto esposto in premessa rispondesse al vero, si rappresenta che alla Regione Marche, sia a livello politico sia a livello tecnico-amministrativo, ancora non risulta ufficialmente alcuna iniziativa per individuare nel territorio della Regione Marche un sito di stoccaggio di scorie radioattive.
Ad ogni buon fine si segnala che, ad oggi, sul sito Internet della Sogin non risulta pubblicata nessuna carta, né altro comunicato ufficiale di alcun rappresentante dell'azienda che possa confermare l'esistenza della stessa.
A tal riguardo si segnala che sul sito web di "Casa e Clima" l'11 ottobre scorso è stata pubblicata una dichiarazione di Francesco Mazzuca, Commissario della Sogin, che a margine del Tavolo regionale per la trasparenza sul Nucleare riunitosi a Potenza lo scorso 11 ottobre, smentisce quanto riportato nelle pagine del Corriere della Sera: "La Carta preliminare delle aree potenzialmente idonee non è stata ancora resa nota a nessuno, tantomeno alla stampa" (dichiarazione di Mazzuca).
In merito alle necessità di approfondimento richieste dal Consigliere Latini si rappresenta che detta proposta di carta, con l'ordine di idoneità e con varia documentazione tra cui il progetto preliminare di massima, deve essere pubblicata nel sito Internet della stessa Sogin; l'iter successivo per l'autorizzazione è molto complesso e prevede, oltre al parere vincolante dell'Agenzia per la sicurezza nucleare il cui incarico di presidenza è stato accettato solo da qualche giorno dal Prof. Umberto Veronesi, anche una conferenza di servizi a cui partecipano la Regione e gli enti locali interessati.
Quanto al punto dell'interrogazione del Consigliere Binci che chiedeva di sapere quali misure urgenti la Giunta regionale intende intraprendere per opporsi alla realizzazione di depositi di scorie radioattive nel proprio territorio, non essendo stato pubblicato e trasmesso alcun Piano ufficiale redatto dalla Sogin relativo all'individuazione delle aree potenzialmente idonee per ospitare i depositi di rifiuti radioattivi, come pure indicato dall'interrogante, una valutazione e illustrazione di eventuali misure urgenti da adottare per opporsi alla realizzazione di depositi di scorie radioattive nel territorio marchigiano non è evidentemente possibile.
Si ritiene comunque utile rappresentare la ferma e decisa contrarietà di questa Giunta regionale, oltre che la piena controtendenza rispetto al Piano Energetico Ambientale Regionale adottato dalle Marche nel 2005, in riferimento al più ampio spettro dei possibili interventi, nel territorio marchigiano, nell'ambito della produzione, utilizzo e dismissione di prodotti legati all'energia da fonte nucleare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Grazie della sua risposta, Assessore, in ordine a questo che io considero un importantissimo problema assolutamente da prevenire. Un problema che non coinvolge la questione della politica energetica e nucleare della nazione, ma interessa invece un altro aspetto ben più difficile e insidioso, quello cioè del deposito delle scorie radioattive.
Chiedo all'Assessore e alla Giunta di chiedere alla società interessata o comunque alle società interessate di chiedere dal punto di vista formale quali sono le loro intenzioni rispetto al territorio della regione Marche e ovviamente anche rispetto a quel triangolo dei cento ettari compreso fra Osimo, Filottrano e Jesi. In modo tale da non aspettare posizioni da parte delle società interessate bensì di porle nella condizione di dare risposte preventive, e quindi poter avere una posizione nei confronti della comunità marchigiana totalmente in linea con quanto detto nel suo intervento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Non sono soddisfatto della risposta dell'Assessore in quanto mi sembra sia una risposta attendista e che peraltro non evidenzia anche la sola pericolosità dell'ipotesi.
Nell'elenco dei siti apparso su Il Sole 24 Ore veniva evidenziato proprio un sito nell'area della Vallesina. Quindi il fatto che la Sogin smentisca dicendo che la carta preliminare dei siti non è stata ancora resa pubblica, non è vero, perché appunto è apparsa sui giornali, semmai avrebbe potuto dire che magari quella carta è falsa, ma io non credo sia così.
Rispetto all'ipotesi di individuazione di un possibile sito nelle Marche la Giunta ha detto che rappresenta la propria contrarietà, ma in che modo? Nella scorsa seduta abbiano in tal senso approvato una mozione, quindi secondo me quella mozione dovrebbe essere inviata al Consiglio dei Ministri, al Ministero interessato, alla Sogin, come pure alla Conferenza Stato-Regioni affinché venga messa in discussione all'ordine del giorno.
Le Regioni non possono subìre la volontà di questo Governo quando dice: “noi abbiamo bisogno di far capire agli italiani l'utilità e quindi dobbiamo partire con una campagna di comunicazione di tre anni”. Le Regioni non è che possono aspettare una campagna di comunicazione di tre anni, che magari potrebbe vedere il rischio che il nucleare passi subdolamente attraverso una serie di smentite e non smentite.
Quindi secondo me le cose da fare sono tre: inviare la mozione di contrarietà a tutte le autorità competenti e alla Sogin, chiedere di mettere questo tema come punto dell'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni, dopodichè manifestare chiaramente tutta la contrarietà.
Io non condivido l'atteggiamento dilatorio e attendista rispetto a una questione così delicata. Oltretutto se dovessimo ritrovarci da soli in una battaglia del genere le Marche soccomberebbero, allora tanto vale trovare un'alleanza sia con le altre Regioni sia con gli enti locali, Comuni e Province, poi tutti insieme andare a una manifestazione pubblica per esprimere appunto tutta la contrarietà.

Interrogazione n. 131
dei Consiglieri Giancarli, Badiali
“Inquinamento acque di falda verificatosi in alcune zone di Jesi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 131 dei Consiglieri Giancarli, Badiali. Ha la parola l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. L'interrogazione verte sugli episodi di inquinamento di acque di falda verificatosi nelle scorse settimane in alcune zone di Jesi.
Quanto al punto 1 dell'interrogazione che chiedeva quali azioni siano state messe in opera dall'Arpam, si rappresenta che sono state avviate tutte le azioni inerenti le procedure di bonifica ex d.lgs. 152/2006, parte IV titolo V.
Nello specifico Arpam ha eseguito un'ispezione il 30 giugno 2010 presenziando alle attività di campionamento eseguite dalla ditta Petroltecnica per conto di ENI con acquisizione di aliquote per sottoporle ad analisi chimica di controllo i cui risultati sono stati trasmessi a tutti gli Enti in data 6 agosto 2010.
Da tali analisi sono emersi superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione previste dal d.lgs. 152/06 per i parametri Manganese, 1,2-Dicloropropano, Benzene, Xileni, idrocarburi e MTBE. Nel dare comunicazioni agli Enti competenti, I'ARPAM richiedeva alla ditta l'integrazione immediata dei sistemi di messa in sicurezza d'emergenza finora adottati.
A seguito di colloqui intercorsi con la Procura di Ancona, ARPAM ha anche preso contatti con la Provincia (Ente competente ai controlli in materia di bonifiche) al fine di svolgere congiuntamente ulteriori controlli presso il punto vendita.
Per controllare le attività messe in opera dalla ditta rispetto a quanto prevede la normativa di settore e per la verifica dello stato di contaminazione delle acque sotterranee, I'ARPAM ha ritenuto di svolgere ispezioni con campionamenti e successive analisi in date 19, 26 e 27 agosto 2010 e 14 ottobre 2010 che hanno fatto emergere la necessità di richiedere alla ditta ENI di individuare la sorgente di contaminazione, così come previsto dalla normativa, ribadendo l'urgenza di integrare il sistema di messa in sicurezza al fine di evitare la diffusione degli inquinanti verso aree esterne. Inoltre è stata anche riscontrata la presenza nelle acque sotterranee di tetracloroetilene a concentrazioni superiori al limite di legge.
A seguito di incontro con gli Enti presso il Comune di Jesi, è stato chiesto ad ARPAM di svolgere campionamenti ed analisi delle acque sotterranee di un elenco di pozzi privati, indicati dalla Provincia di Ancona, circostanti il distributore AGIP.
I risultati dei campionamenti eseguiti nelle date del 2 e 3 settembre 2010 hanno evidenziato in un solo pozzo a valle la presenza di sostanze inquinanti conducibile al punto vendita AGIP ed inoltre una diffusa presenza di tetra cloroetilene nelle acque sotterranee, sulla cui origine la Provincia di Ancona ha comunicato, ai sensi dell'art. 244 del d.lgs. 152/06, l'avvio delle indagini volte ad identificare il responsabile dell'evento causa di superamento dei limiti.
Quanto al punto 2 dell'interrogazione che chiedeva quali misure saranno messe in campo per capire cosa effettivamente sia accaduto, oltre a quelle già indicate, si rappresenta che la presentazione del Piano di Caratterizzazione da parte del soggetto obbligato "ENI", avvenuta in data 12 ottobre 2010 prot. 648209, permetterà di capire le cause e l'ampiezza dell'inquinamento ritrovato, almeno per gli elementi derivanti dalla attività di distribuzione dei carburanti. II Piano di Caratterizzazione sarà oggetto di esame, in sede di Conferenza dei Servizi convocata dal Comune di Jesi.
Intanto il soggetto obbligato ha attivato le misure di Messa In Sicurezza di Emergenza (M.I.S.E.) delle acque di falda atte a limitare l'ampliamento dell'inquinamento in corso.
Inoltre, si informa che in data 20 agosto 2010 il Comune di Jesi emetteva I'"Ordinanza contingibile ed urgente n. 53, divieto uso acque dei pozzi nella zona di via Gallodoro a Jesi" al fine di evitare un uso improprio delle acque interessate dall'inquinamento.
Quanto al punto 3 dell'interrogazione che chiedeva se realmente ci sia stato un contatto tra l'acqua dei pozzi situati nella zona della falda inquinata e quella dei rubinetti erogata dal pubblico acquedotto, si rappresenta che la Multiservizi S.p.A, con nota prot. 23630 del 4 ottobre 2010, evidenzia che la società stessa non è in grado di verificare se c'è stato un contatto tra l'acqua dei pozzi privati e l'acqua erogata dal pubblico acquedotto al singolo utente, in quanto l'impianto idrico dei derivati non è di competenza di Multiservizi S.p.A. e comunque quest'ultima dichiara di aver messo in essere tutti gli elementi per il controllo delle proprie attrezzature di distribuzione.
Quanto al punto 4 dell'interrogazione che chiedeva quali azioni saranno decise per assicurare i cittadini della certezza della tutela dell'ambiente e della qualità delle acque, si rappresenta che la procedura di bonifica di cui al punto 2) porterà alla stesura di un Progetto di Bonifica e determinerà la risoluzione delle problematiche di inquinamento relative al punto vendita (Distributore AGIP).
La tempistica del procedimento di bonifica è disciplinata dal D.Lgs n. 152/06. Multiservizi S.p.A ha inoltre comunicato che continuerà il campionamento dei punti di prelievo in rete, al fine di controllare la qualità dell'acqua erogata dall'acquedotto.
Quanto ai punti dell'interrogazione che vertevano sull'operato dell'Asur, si rappresenta che per i prelievi d'acqua il Dipartimento di Prevenzione della Zona Territoriale Asur di Jesi effettua mensilmente, e che i prelievi della acque destinate al consumo umano vengono realizzati dal personale del Dip. Prev. ZT 5 Asur Marche di Jesi sulla base del d.lgs. 31/2001 e ss.mm.ii.. I controlli previsti sono di due tipi (controlli interni, ovvero realizzati dal gestore del servizio idrico integrato, che per il Comune di Jesi è la Multiservizi SpA, e i controlli esterni, ovvero quelli svolti direttamente dall'Asl, che si avvale per la parte analitica dei laboratori dell'Arpa Marche, ai sensi del d.lgs. 502/1992).
Per quanto riguarda la frequenza annuale di campionamento ed analisi per le acque destinate al consumo umano, il d.lgs. 31/2001 prevede un numero minimo di campioni di routine e di verifica correlato al volume d'acqua distribuito. Nel caso del caso del Comune di Jesi, che ha un volume d'acqua giornaliero medio distribuito intorno ai 13.000 metri cubi, i prelievi annuali minimi previsti sono 48, di cui 43 di routine e 5 di verifica.
I punti di prelievo per i controlli esterni nel Comune di Jesi sono 18 e sono localizzati in colonnine chiuse a chiave. Sono utilizzati a rotazione a gruppi di 4-5 per volta.
In riferimento alla richiesta di quale sia il laboratorio in cui vengono analizzati i campioni di acqua, si rimanda a quanto già precedentemente risposto
Si rappresenta, infine, che per la trasmissione dei referti delle analisi, il percorso è diverso a seconda della conformità o meno ai valori di parametro fissati a norma dell'allegato I del decreto legislativo n. 31/2001.
In caso di non conformità ai valori di parametro fissati I'ARPAM invia via fax al Dipartimento di Prevenzione i risultati per le eventuali valutazioni di emergenza (a questo messaggio segue una comunicazione scritta attraverso le Poste). Dopo aver valutato il potenziale pericolo per la salute umana, la Zona Territoriale li inoltra tempestivamente al Comune e all'Autorità d'ambito territoriale ottimale (AATO) n. 2, con l'eventuale richiesta di ordinanza di non potabilità.
In caso di conformità ai valori di parametro, l'invio dei risultati dall'ARPAM alla Zona Territoriale avveniva per posta ordinaria fino al giugno 2010; da giugno 2010 la comunicazione attraverso le poste è stata sostituita dalla possibilità di accesso al sito web dell'ARPAM dove sono inseriti i risultati delle analisi (rapporti di prova). L'invio dei risultati analitici conformi dalla ZT al Comune ed all'AATO 2 avviene per posta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. La risposta dell'Assessore è puntuale. Parliamo di un bene comune, di una risorsa indispensabile, parliamo del patrimonio ambientale. La qualità dell'acqua per il consumo umano è un diritto, quindi il diritto all'acqua deve essere garantito, come puntuale deve essere anche l'informazione sulla qualità dell'acqua fornita.
Per la sua risposta, Assessore, ma per la verità ne avevo avuto già dei riscontri, voglio ringraziare, per la sensibilità e per la professionalità dimostrate, il dott. Roberto Oreficini e i tecnici dell'ARPAM, come pure voglio ringraziare l'ing. Maurizio Bevilacqua direttore della Zona territoriale di Jesi.


Interrogazione n. 115
del Consigliere Marinelli
“Emergenza mozzarella blu”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 115 del Consigliere Marinelli. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In relazione all'oggetto si comunica che per tutti i casi di mozzarella blu prodotte in Germania sono stati tempestivamente allertati i Servizi Veterinari territoriali che hanno verificato la correttezza delle procedure di ritiro.
Per quanto riguarda la Regione Marche sono stati riscontrati, al momento, due casi, uno a Matelica (MC), riguardante una mozzarella prodotta in un altro stabilimento tedesco, mentre l'altro è su una mozzarella prodotta da un'azienda marchigiana ad Ascoli Piceno, segnalata da un cittadino di Terni.
Nel caso di Matelica il Servizio Veterinario, dopo aver constatato che il lotto della mozzarella oggetto del reclamo non era più presente in commercio, ha provveduto a campionare un altro lotto dello stesso produttore le cui analisi hanno dato esito favorevole.
Relativamente alla mozzarella prodotta nello stabilimento di Ascoli Piceno il Servizio Veterinario competente sullo stabilimento ha svolto una serie di controlli sia ispettivi che analitici, riguardanti questi ultimi non solo il prodotto finito ma anche l'acqua di rassodamento e il liquido di governo, tutti con esito favorevole.
Si fa inoltre presente che nel territorio regionale è vigente un piano di campionamento degli alimenti che prevede l'esecuzione di 91 campioni all'anno di formaggi per valutare la loro conformità microbiologica ai parametri di legge. Al 30 giugno c.a. ne sono stati campionati 61 tutti con esito favorevole.


PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Prendo atto dell'impegno e di quanto lei ha detto, Assessore. A me interessava soprattutto mettere in evidenza non soltanto quello che la Regione ha fatto attraverso l'ARPAM in merito a questi due casi (di cui uno è per una mozzarella tedesca mentre l’altro è per una mozzarella marchigiana), quanto della necessità, soprattutto, di tenere alta l'attenzione su un qualcosa che ha un po' sconvolto l'opinione pubblica; prima si è trattato di una mozzarella che da bianca diventava blu poi addirittura ci sono stati casi di mozzarelle rosse, è quindi una contaminazione che porta discapito sia alla salute sia a quel settore economico.
Vorrei anche – ma oggi è assente l'Assessore Petrini – ricordare all'Assemblea la necessità di tenere in considerazione le norme a sostegno del consumo dei prodotti agricoli, come la legge 16/2009 votata nel giugno 2009. Secondo me queste norme sono molto importanti e di rilievo, nelle cui finalità tengono conto soprattutto della filiera corta.
Dunque il problema da sanitario com’era si è spostato all’aspetto agricolo. C’è infatti la necessità che determinati prodotti marchigiani vengano utilizzati nella giusta maniera e che nella ristorazione collettiva ci sia la filiera corta.
Quindi nella legge che vi ho menzionato vi sono diversi articoli che devono essere presi in considerazione.
Inoltre volevo sapere – adesso lo verificheremo – se in questo sito web che la Giunta doveva attivare vi è l'elenco degli imprenditori agricoli o della vendita diretta.
Insomma, c'è la necessità di promuovere i nostri prodotti con la certezza che questi prodotti abbiano un percorso studiato, certificato e soprattutto corto.
Quindi mi auguro che la stessa attenzione posta su questo problema dall'Assessorato alla sanità venga posta anche dall'Assessorato all'agricoltura.


Interrogazione n. 120
del Consigliere D'Anna
“Situazione dei consorzi agrari in provincia di Pesaro”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L''interrogazione n. 120 del Consigliere D'Anna è rinviata per assenza dell'Assessore competente.


Interpellanza n. 9
del Consigliere Cardogna
“Realizzazione di un secondo casello autostradale a Pesaro in località Celletta – Santa Veneranda ad alto impatto ambientale e socio economico”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L'interpellanza n. 9 del Consigliere Cardogna viene rinviata.


Interpellanza n. 10
della Consigliera Romagnoli
“Appropriatezza e consapevolezza del taglio cesareo e sicurezza al parto”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interpellanza n. 10 della Consigliera Romagnoli viene rinviata in quanto l’Assessore chiede di poter rispondere la prossima seduta.

Nomine
• Associazione Marchigiana Attività Teatrali (AMAT) - Cinque rappresentanti nell'Assemblea (Statuto Associazione, articolo 7)
• Associazione MEDIATECA delle Marche - Cinque rappresentanti nell'Assemblea (l.r. 6/8/1997, n. 51 – art. 8 e Statuto Associazione, articolo 5)
(Rinvio)

Passiamo ora, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, al punto 3) dell’ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Comi, ne ha facoltà.

Francesco COMI. Volevo sollevare l'esigenza della maggioranza, già esposta in Conferenza dei Capigruppo, riguardo l'opportunità di rinviare le nomine previste questa mattina. E' una richiesta che rivolgo ai colleghi Consiglieri dell'opposizione, così avremo più tempo per valutarle consapevolmente.

PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione la richiesta del Consigliare Comi di rinviare le nomine di cui al punto 3) all'ordine del giorno. (…) Consigliere Binci, siamo già in sede di votazione! (…) Prego.

Massimo BINCI. Presidente, ma questo rinvio comporta la surroga da parte del Presidente? Vorrei che questo fosse chiaro. Abbiamo certamente capito a nostre spese che non ci possiamo più permettere di non decidere sulle nomine di nostra competenza. Quindi è importante sapere se questo rinvio porterà fuori dai poteri di decidere su queste nomine l'Assemblea legislativa.
Per cui se l’Aula non potrà esprimere i propri rappresentanti io sarò contrario, seppure non abbia nessun candidato da proporre, a questo rinvio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Io non ho partecipato alla Conferenza dei Capigruppo perché ero in seconda Commissione, ma vi ha partecipato il Consigliere Badiali, voglio dire che la questione è stata decisa dai Capigruppo, poi ovviamente ogni Consigliere può dire quello che vuole.
Comunque il rinvio non deve preoccuparci rispetto al fatto che la prerogativa passerebbe dall’Aula alla Presidenza, questo, se così fosse, è previsto dal regolamento.
Ed il motivo di questo rinvio è perché la maggioranza – peraltro, apro una parentesi, seppure non ci sia in questo momento il Presidente Solazzi, ossia che si poteva anche evitare di iscriverle oggi, ecco, per esser molto chiari – ha da tempo deciso un percorso di riforma dell’insieme delle strutture che hanno a che fare con l’Amat, con la Mediateca e con la film commission, intendendo individuare un unico soggetto che possa appunto inglobare queste tre forme. Peraltro per l’Amat si prevede un passaggio di riforma diverso. Quindi andare oggi a rinnovare l’Amat e la Mediateca sarebbe un errore, perché fra qualche settimana, spero, ci sarà una proposta complessiva di riordino di questo sistema che sta a capo della film commission, e Mediateca e Amat in qualche modo dovrebbero entrare in questo percorso.
Per cui la motivazione è questa. Io non mi preoccuperei del fatto che scade il termine. Ovvero, sarebbe sempre opportuno, sono d’accordo con il Consigliere Binci, che quest’Aula riesca a giocare tutte le sue prerogative e quindi quando c’è da rinnovare qualche ente che sia l’Aula a nominare i candidati, però raramente siamo riusciti a farlo, questo lo dico anche per la mia esperienza precedente, però non è stato mai un problema, alla fine sono i regolamenti che prevedono simili percorsi.

PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Ricci…(…) Consigliere Binci, non c’è una discussione, non stiamo discutendo sulla riforma dello spettacolo dal vivo!

Massimo BINCI. Presidente, volevo dire che se per caso entro il limite di scadenza dei poteri del Presidente non ci sarà la legge il Presidente nominerà! Allora cosa succederà? Che il Presidente nomina e poi quando c’è la legge toglie il rappresentante! Allora tanto vale che nominiamo noi e poi quando ci sarà la legge decadranno, o no!

PRESIDENTE. Bene, pongo in votazione la proposta del Consigliere Comi di rinviare le nomine.

(L'Assemblea legislativa approva)


Mozione n. 41
della Consigliera Ortenzi
”Grave situazione della casa di reclusione di Fermo”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 41 della Consigliera Ortenzi, che ha la parola per illustrarla. (…) Consigliere Binci, per cortesia!

Rosalba ORTENZI. Il 25 giugno una delegazione di Consiglieri regionali e di Parlamentari – c’erano i Consiglieri Marconi, Malaspina, Binci, l’on. Ceroni e il dirigente dei Servizi sociali della Regione Mannucci –, su iniziativa dell’ufficio dell’Ombudsman ha visitato la casa di reclusione di Fermo.
Queste visite da parte dei rappresentanti eletti dal popolo sono uno strumento fondamentale, non tanto e non solo per assicurare una forma di controllo sulle condizioni delle persone recluse, quanto per garantire l’essenziale collegamento tra le carceri e la società civile. Voglio dire che per le persone rinchiuse per motivi di sicurezza bisogna prevenire anche la recidiva attraverso il recupero.
Purtroppo sappiamo bene come le condizioni di vita nelle carceri italiane siano drammatiche - qui ricordo che dall’inizio dell’anno ci sono stati 51 suicidi -, c’è una condizione di sovraffollamento che ha superato i limiti di tollerabilità.
Il periodo estivo è quello più critico, più drammatico, più duro, perché con l’aumento delle temperature il sovraffollamento nelle carceri rischia di esasperare gli animi dei detenuti. Per evitare il collasso il Governo aveva ideato il famoso decreto legge Alfano, non so se i colleghi lo ricordano, definito decreto svuota carceri. Ma dopo l’ok della Commissione giustizia non c’è stata più traccia di questo decreto. Quindi un annuncio che non ha avuto seguito nei fatti. Anzi, un annuncio che ha aggravato ancora di più le condizioni di vita dei detenuti in quanto ha alimentato molte speranze, molti infatti speravano di trovare una soluzione di dignità della loro vita.
Nelle carceri italiane, colleghi, ci si suicida, si muore. Segnalo che recentemente nelle sole Marche ci sono state tre cause di decesso non ben chiarite - in qualche caso si è pensato per abuso di psicofarmaci -, due nel carcere di Montacuto e uno nel carcere di Fermo.
Ritengo che la Regione debba avviare con urgenza una verifica sulle condizioni sanitarie degli istituti, compreso anche il versante psicologico dei detenuti.
Andiamo al carcere di Fermo. Voglio fornire alcuni dati che ho rilevato durante la visita, e come me tutti i colleghi presenti, che mi hanno lasciato una certa angoscia, un senso di impotenza e di grosso disagio.
Nel carcere di Fermo, una struttura che ha una capienza regolamentare per 45 detenuti con una tollerabilità fino a 61, ci sono ad oggi 81 persone, quindi la percentuale di sovraffollamento sulla capienza regolamentare è del 178%.
Gli spazi delle celle sono ristrette e al limite della sopportabilità. In molte celle non esiste un locale destinato ai servizi, c’è soltanto un muretto ad altezza uomo che separa il wc alla turca dalla parte in cui si consumano i pasti. La maggioranza della popolazione detenuta trascorre in cella 20 ore su 24 – chi come me soffre di claustrofobia dopo aver effettuato una visita di questo genere si sente veramente oppresso –. L’accesso all’aria da parte dei detenuti avviene tra due passaggi di cemento di piccolissime dimensioni, è un angusto bunker di cemento. L’unica aula polivalente è caratterizzata da spazi angusti e sinistri. Nella sala colloqui, nonostante quanto indicato dalle norme, è ancora presente un bancone che separa il recluso dalla parte riservata ai familiari o a chi va a far loro. Anche gli spazi esterni sono poco curati, mancano di manutenzione, che peraltro potrebbe essere tranquillamente effettuata dagli stessi detenuti.
Inoltre non si può svolgere un’attività lavorativa o formativa professionalizzante, come invece prevede il regolamento carcerario, se non un corso di studi per il conseguimento del diploma di terza media, che nell’anno scolastico 2009/2010 è stato frequentato da sole cinque persone, quindi dal 6% dei presenti.
Il 40% della popolazione detenuta nella casa di reclusione di Fermo è in una situazione di tossicodipendenza.
Il personale di sorveglianza in servizio risulta molto carente rispetto all’organico previsto. C’è veramente una situazione intollerabile.
Appaiono poi carenze anche per quanto riguarda il servizio psicologico di supporto e l’assistenza sociale.
Infine voglio fare una considerazione personale, ma che ritengo possa essere condivisa dai colleghi Consiglieri. Ci sono anche alcuni ergastolani, ebbene, in quelle condizioni strutturali, e per come sono costretti a stare perennemente 20 ore su 24 in una angusta cella, queste persone – perché parliamo di persone, non di individui buttati là tanto per toglierli dalla società – per tutto il corso della loro vita, che appunto passeranno in carcere, non potranno più vedere i colori della natura, quindi non vedranno più il verde del prato, il marrone di un albero, l’azzurro o il grigio del cielo.
Credo che questo sia veramente intollerabile e che quindi debba essere rimosso non solo dai nostri pensieri, altrimenti sarebbe troppo facile, bensì proponendo e attuando azioni affinché tutto questo venga a risolversi.
Chiedo pertanto che il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e il dipartimento per l’amministrazione penitenziaria avviino tutte le pratiche e tutte le situazioni opportune.
Allo stesso provveditorato chiedo di effettuare lavori urgenti e improcrastinabili per eliminare quel bancone divisorio della sala colloqui, che è veramente una sconcezza, per realizzare dei locali bagno nelle singole celle, per recuperare i locali e gli spazi da dedicare alle attività. Inoltre chiedo un eventuale contributo magari degli istituti d’arte o comunque di chiunque altro voglia adoperarsi ad aiutare, a condividere con i detenuti, non dico proprio per rallegrare ma almeno per rendere un pò più vivibili questi spazi.
E soprattutto si vuole chiedere - pensando a quanto è avvenuto in questo Paese, ricordo il caso Cucchi e di quel ragazzo che si trovava in Francia la cui madre sta cercando di sapere quello che è successo in relazione alla sua morte – alla V Commissione assembleare di convocare la direzione sanitaria della casa di reclusione e gli operatori del SERT competente per analizzare la situazione dei reclusi con problemi di tossicodipendenza.
Inoltre da parte della direzione ogni qualvolta avvenga un decesso che ne venga data informazione al Garante regionale - decessi, peraltro, che molto spesso sono dei suicidi, seppure non appaiono così -, affinché le famiglie possano essere immediatamente convocate e possano sapere in tempo utile quello che è successo al proprio familiare.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola la Consigliera Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Presidente, Consiglieri, il mio intervento è per sostenere questa mozione, ma soprattutto per aggiungere alcune mie considerazioni che derivano dall’esperienza che da anni cerco di svolgere presso le case di reclusione circondariali. Un’esperienza sia professionale per la mia attività forense di avvocato penalista, sia perché posso usufruire di un privilegio, troppo spesso non considerato e non adeguatamente utilizzato dal nostro status di Consiglieri, di poter visitare liberamente tutti gli istituti penitenziari delle Marche. Un grande privilegio che forse dovrebbe essere considerato più importante di altri benefit, perché significa poter parlare con i detenuti, ma non dei singoli casi personali o giudiziari, bensì delle loro condizioni, significa poter visitare tutte le strutture. Ed io vedo la differenza tra le visite che svolgo come legale, in quell’occasione ti mettono nel parlatorio, e quelle che faccio come Consigliere regionale dove invece posso accedere dalle docce alle cabine e quindi posso vedere lo stato purtroppo fatiscente di questi istituti.
E queste visite negli ultimi due anni le ho svolte anche con il Garante dei detenuti, istituzione che, per lo meno così come avviata dal precedente Ombudsman Animali, ha funzionato. Devo dire che quando votammo la legge sull’istituzione del Garante dei detenuti io avevo le mie perplessità, c’erano resistenze anche degli istituti, allora parlai con i direttori, con i sovrintendenti, perché sembrava quasi un duplicato di quello che già svolgono i servizi sociali e soprattutto il tribunale di sorveglianza deputato a valutare le misure alternative al carcere, lo stato esterno ed interno, la situazione dei detenuti ecc..
Insomma sembrava una duplicazione, poi anche gli stessi direttori degli istituti – non tutti, ed è per questo che è importante questa mozione su Fermo – si sono ricreduti e quindi hanno dato pieno accesso alle visite che organizzava Animali alla presenza anche dei Consiglieri che intendevano farlo. Devo dire che questo ruolo è stato svolto con estremo equilibrio - ora non entro nel resto della polemica del garante, difensore, ecc .-, quindi posso debbo dire che l’Assemblea legislativa si è fatta su questo sentire e rispettare, come pure, ripeto, mi risulta che anche i direttori abbiano apprezzato questi nostri sopralluoghi.
La situazione carceraria delle Marche è abbastanza penosa, come lo è in tutta Italia. E’ inutile dire che servono istituti nuovi, è inutile dire che serve puntare sulla rieducazione anzichè soltanto sull’aspetto afflittivo e punitivo della pena, che peraltro sono i principi cardini della nostra Costituzione. E’ inutile dire che una persona che per anni vive lì debba anche poter svolgere attività rieducative o alternative come pure scolastiche. Da tutta Italia vengono nel carcere di Ancona per prendere il diploma di terza media o di scuola superiore, perché qui i corsi sono avviati, mentre ci sono carceri dove è un po’ tutto fasullo. Magari si vedono i computer accatastati e polverosi, però poi risulta che c’è stato il corso di informatica, oppure tutto è affidato allo spontaneismo di qualcuno, come il cappellano che sempre svolge egregiamente la propria attività. Ma strutturalmente l’attività rieducativa, l’attività alternativa che dovrebbe occupare la maggior parte della giornata dei detenuti non viene svolta, se non in alcune carceri italiane, ma in quelle marchigiane quasi per niente.
Tutto questo lo dico perché secondo me c’è una differenza sostanziale tra carceri e carceri. Seppure tutte sicuramente sono sovraffollate, tutte su questo aspetto sono indietro, tutte hanno problemi anche per la messa in carico del sistema sanitario regionale. Fino all’anno scorso ciò che la riforma – feci anche delle interrogazioni in merito – imponeva al sistema sanitario regionale, quindi all’ASUR, ossia di prendere in carico prestazioni mediche interne al carcere, ancora non era stato assolto. Ogni carcere faceva una convenzione con il medico di qua, il medico di là. Per carità, medici preparatissimi che hanno sviluppato una professionalità ultradecennale all’interno del carcere, sono diventati conoscitori di quel carcere, i confessori e gli amici dei detenuti, però non tutte le specialistiche erano presenti, per cardiologia dovevano uscire, per la visita specialistica dovevano uscire, radiologia non ne parliamo, ortopedia lamentavano lunghe attesa di visite (le ossa si saldavano da sole!).
Per cui la Regione avrebbe dovuto applicare questa riforma molto prima, dall’anno scorso, però, è avvenuto il passaggio, quindi i servizi ambulatoriali e specialistici che prestano i medici nelle carceri sono in carico all’ASUR – molto spesso sono stati chiamati gli stessi medici –. Questo dovrebbe migliorare la situazione, dovranno esserci delle unità semplici e complesse, ed anche interne, che dovrebbe far sì che i detenuti abbiano una lista preferenziale per le visite esterne, per il cup, invece di accedere al sistema generale. Immaginate quello che possono significare le liste di attesa, già tanto vessatorie all’esterno, per un detenuto. Inoltre cosa significa anche lo spostamento, il costo, il pericolo per la sicurezza oltre che sua anche della collettività. Questo quando appunto il servizio non si svolge all’interno e che quindi si deve con l’ambulanza portare il detenuto al Mazzoni o al Murri o dove sia. Mi dicevano che a Ascoli ogni accesso dal carcere al Mazzoni spoglia in pratica il carcere di tutte le guardie carcerarie, nonché del personale, perché per motivi di sicurezza viene occupato nel fare la scorta a quel certo detenuto che deve stare qualche ora presso l’ospedale. Immaginiamoci cosa sarebbe se invece si attrezzassero i laboratori interni, peraltro si potrebbe evitare, diciamoci pure questo, anche le simulazioni, perché sappiamo quanto il detenuto pur di uscire spesso sia bravo a simulare questa o quella patologia, cosa appunto che sarebbe risolta svolgendo all’interno questa attività.
Tanto più questo aspetto è valido per la carenza strutturale enorme del personale, altro punto dolente, che se deve essere 10 è 2, se deve essere 20 è 3 o 4, e spesso, dicevo, è fuori per accompagnare i detenuti alle visite esterne.
Molti sono i problemi nazionali, molti sono i problemi che questo Governo sta cercando di risolvere anche con la costruzione di nuove carceri. Come molti, ripeto, sono i problemi regionali. In che senso? Nel senso che – torno a quello che avevo accennato – ci sono sperequazioni tra carceri e carceri. Ci sono carceri che seppur nelle difficoltà strutturali storiche e di sovraffollamento ecc. riescono ad offrire condizioni dignitose, ci sono invece carceri, e parlo di quello di Ascoli che è un carcere di massima sicurezza che sappiamo quali superdetenuti ci siano passati, e parlo soprattutto di quello di Fermo – sono contenta che questo venga posto all’attenzione –, che sono indietro anche rispetto all’ “arretratezza” e alle “problematicità” degli altri.
Indietro perché? Perchè lì ci sono veramente luoghi angusti e invivibili, perché il carcere è circondariale e quindi impone tutta una serie di attenzioni diverse, ma è indietro sopratutto – parlo di quello di Fermo – per la scarsa e quasi impossibile penetrabilità dall’esterno, e su questo sarebbe da aprire forse un po’ più di una mozione, fors’anche un’ispezione.
In Ascoli e molto di più in Ancona e così in altre carceri del nord delle Marche il volontariato entra e lì lavora, le associazioni riescono ad entrare e lì svolgono veramente attività di assistenza, di aiuto, di sussidiarietà e di collaborazione con i direttori, mentre Fermo è impenetrabile. Addirittura – lo dico a mo di denuncia – ho ricevuto segnalazioni di associazioni di volontariato, della Caritas, delle associazioni prevalentemente cattoliche che dicono: “fate qualcosa perché qui non ci fanno entrare”. Sicuramente sarà per una questione di spazi angusti, perché non ci sono le salette, ma qui non possono neppure entrare coloro che vogliono aiutare, fare beneficienza, portare libri, vestiti e soprattutto parlare con questa gente. E questa è tutta gente che si trova in una vera e propria cattività, perché, ripeto, sono persone che non hanno neanche il cortile per stare fuori. Ad Ancona addirittura hanno un campo di calcio, a Fermo, invece, c’è una situazione indicibile, in più non viene consentito, come ho detto, neanche il sostegno che può venire dall’esterno.
Che dunque questa mozione faccia anche da stimolo ad hoc, non solo una denuncia generale, per far sì che la Regione soprattutto sulla sanità porti a conclusione questa riforma – il Consigliere Marinelli, quale medico, sa cosa significa stare lì dentro senza tutti i servizi necessari –. Quindi che l’ASUR investa al fine di dare dignitosi servizi e anche risposte in termini di attesa delle visite. Ma soprattutto che su Fermo si focalizzi l’attenzione e che, attraverso anche il proseguimento di quell’attività di ispezione iniziata da Animali, si metta il dito su questa problematica, sul perché certi direttori e certi ispettori consentono un accesso ridotto se non nullo rispetto ad altre carceri. E questo non va bene, perché se avviene forse qualcosa non funziona o qualcosa evidentemente c’è nascondere. I suicidi ci sono anche a Fermo!
Ritengo che questa mozione debba essere, come lo sarà, inviata anche al Governo e al Ministero della giustizia per far sì che su Fermo si promuova un’adeguata ispezione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Anch’io ho partecipato a tre visite, promosse dall’ex Ombudsman Animali, presso le carceri di Fermo, Ancona e Pesaro. In tutte e tre è emersa una chiara situazione ai limiti del rispetto dei diritti umani fondamentali. In media tre persone vivono in spazi di metri 3x2, all’interno della cella i detenuti non possono camminare contemporaneamente, se uno cammina l’altro sta in branda e il terzo magari sta seduto su un seggiolino. Nel carcere di Fermo ho visto addirittura una cosa che pensavo non esistesse più, ossia un wc senza un minimo di divisorio posto tra il letto e il tavolino dove si mangia.
In tutte e tre le carceri i dirigenti hanno dichiarato che non c’è una sufficiente disponibilità di prodotti di pulizia come detersivi, saponi, carta igienica e acqua, al punto che i detenuti devono comprarseli da soli. E questo riporta ad un’altra necessità, perchè se magari un detenuto ha perso i rapporti con la famiglia magari proprio per i reati commessi, oppure per tossicodipendenza ecc., deve poter procurarsi delle risorse economiche per affrontare almeno i bisogni fondamentali, quindi ha anche la necessità di fare dei piccoli lavori che gli consentano un minimo di reddito, magari 1 o 2 euro giornalieri per comperare appunto la carta igienica, l’acqua o altro.
Per la condizione attuale in cui vivono i detenuti nelle carceri marchigiane, seppure con il passaggio delle competenze alla sanità regionale qualcosa è migliorato, a mio parere ci sono gli estremi per un esposto alla Procura della Repubblica - penso che se degli animali vivessero in quelle condizioni e ci fosse un esposto ci sarebbe la denuncia per chi li mantiene in quelle condizioni -, perché mancano proprio gli spazi vitali. Mancano!
Tra l’altro non tutte le carceri hanno la stessa situazione, ad esempio Pesaro e Ancona hanno comunque degli spazi esterni all’aria aperta, seppure sia stata evidenziata la necessità di piccoli interventi, come suddividere lo spazio del campo sportivo in più campetti con delle reti, l’acquisto di palloni, addirittura hanno chiesto se la protezione civile può fornire loro il materiale in dismissione, perché non hanno le risorse per nessun tipo di investimento, neppure per cambiare i materassi o cose del genere.
Ringrazio le due colleghe che mi hanno preceduto per quello che hanno detto nei loro interventi, che condivido in toto.
Ritengo che da parte dell’Assemblea legislativa regionale ci dovrebbe essere la sensibilità di introdurre all’interno del bilancio preventivo un minimo di risorse per le carceri almeno per l’acquisto di alcuni beni di prima necessità, come potrebbero essere ad esempio i prodotti per l’igiene.
Un’altra questione – ha fatto bene la Consigliera Romagnoli ad evidenziarla -altrettanto importante è la possibilità di chi fa parte di associazioni di volontariato di poter incontrare le persone recluse nelle carceri. Questo permetterebbe di lenire almeno un po’ quella situazione terribile che vediamo esserci in carceri come quello di Fermo. Ripeto, qui lo spazio all’aperto è di pochissimi metri quadrati tra il cemento, il cielo si vede solo guardando in alto, praticamente è un’altra cella. Per cui il carcere di Fermo o acquisisce altri spazi limitrofi per concedere spazi più vivibili, spazi per fare un minimo di attività ricreative all’aperto oppure è un carcere che va chiuso, non ci sono le condizioni regolamentari per la sua gestione.
Pertanto anch’io non condivido come viene gestito il carcere di Fermo, come pure condivido la chiusura manifestata dagli stessi responsabili del carcere, quasi a voler difendere l’indifendibile, cioè che quello spazio strutturato in quel modo, non per colpa loro, non è dignitoso per nessuna persona seppure essa reclusa.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaspina.

Maura MALASPINA. Innanzitutto ringrazio la Consigliera Ortenzi per aver presentato questa mozione e quindi per aver portato all’attenzione di questa Assemblea legislativa la grave situazione della casa di reclusione di Fermo.
Anch’io ho partecipato a questa visita, confermo in toto tutte le anomalie riscontrate, quindi sostengo con forza questa mozione e tutte le richieste in essa contenute.

PRESIDENTE. Grazie, Consigliera Malaspina, per l’intervento europeo. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Io intorno al mese di maggio ho visitato con il precedente Ombudsman il carcere di Montacuto di Ancona, c’erano anche il Consigliere Binci e la Consigliera Romagnoli. Poi nei giorni del 13 e 14 agosto, aderendo all’iniziativa nazionale del Partito Radicale, condivisa da tutta la Commissione giustizia della Camera e del Senato, ho visitato quattro carceri, Fermo, Camerino, Ancona e Ascoli Piceno, quindi penso di averne visitati più di tutti. E’ stata un’esperienza importante sul piano umano, fortunatamente non mi era mai capitato, era la prima volta che mettevo piede in un carcere, ci ritornerò perché mi ha abbastanza “segnato”. Tra l’altro sto ricevendo della corrispondenza di alcuni detenuti che mi chiedono una serie di cose, soprattutto, come citava il Consigliere Binci, prodotti per la pulizia personale, perché in effetti i fondi che hanno sono insufficienti.
Io in linea di massima sono d’accordo con la mozione della Consigliera Ortenzi, anche se mi sento di dire un paio di cose.
Per esempio al punto 2 è assolutamente teorico e improponibile – anche se la voterò così com’è – chiedere l’eliminazione del bancone divisorio della sala colloqui. E’ umanamente una cosa bella, ma pericolosissima, basta parlare con gli esperti. Perché? Come si dice nella mozione stessa, il 40% dei detenuti sono tossidipendenti, quindi, nonostante tutti i controlli che si possono fare, se si togliesse il bancone entrerebbe di tutto e di più in termini di droghe e quant’altro, basta parlare con un qualsiasi esperto carcerario, quindi bisogna stare un po’ attenti, è un po’ pericoloso.
Così anche certe sue espressioni, Consigliera Ortenzi, come “l’azzurro del cielo o il verde di un albero che non si vedono più”, certamente le condivido, ma quando penso ad un ergastolano di solito mi viene anche da pensare che è lì perchè qualcun altro è finito sotto terra! E quello sicuramente l’azzurro del cielo o il verde di un albero non lo vedrà mai più, per non parlare dei familiari! Quindi forse sarei meno poetico, ma, va bene, l’ho detto giusto per precisare.
Credo che la pena debba essere scontata nei paesi d’origine. Qual è infatti il problema? Il problema è che le carceri in Italia sono sufficienti solo per i carcerati italiani. Perché dico questo? Dico questo perché i dati sono i seguenti: 67.600 detenuti di cui mediamente il 37% sono stranieri e al nord questo dato va dal 60% al 70% fino ad arrivare a punte dell’85% - questi dati sono del Dipartimento delle amministrazioni penitenziarie –. E’ per questo che il Governo sta lavorando per fare in modo di applicare un principio sacrosanto, cioè che la pena va scontata nel paese d’origine. Quindi gli extracomunitari a mio avviso la pena la dovrebbero scontare a casa loro. Anche perché oltre a rendere inumano il tutto, e certamente già lo è, anche per gli italiani, questa alta percentuale di extracomunitari significa un costo aggiuntivo di 300 euro al giorno, che non è poco, è il costo all’incirca di un albergo di buon livello. Quindi le carceri italiane sono in realtà sufficienti solo per gli italiani.
Tra l’altro la proposta di far scontare la pena agli extracomunitari nei loro paesi d’origine è condivisa per esempio anche da Donato Capece che è il segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
Comunque, salvo queste mie precisazioni, sono d’accordo su quanto dice la mozione. Certamente le condizioni delle carceri sono quelle che sono, dall’inizio dell’anno ad oggi ci sono stati 43 suicidi, di cui alcuni riguardano anche agenti di polizia giudiziaria, quindi la situazione è sicuramente molto, molto difficile.
Ripeto, in linea di massima la mozione la condivido, anche se ci tengo a dire che chi è extracomunitario dovrebbe andare a espiare la pena nel suo paese.
Poiché in seguito alle visite che ho fatto, avevo lasciato il mio recapito, ricevo corrispondenza, che ora passerò al nuovo Ombudsman - personalmente a qualcuno che mi ha scritto ho anche dato qualcosa sul piano economico -, propongo un emendamento - che ora porto al banco della Presidenza - con il quale aggiungo il punto 7 in cui dico di devolvere 50 euro una tantum per ogni Consigliere per l’acquisto di prodotti di pulizia personale in due carceri che, in base alla esperienza di visita che ho fatto, hanno più problemi di altri dal punto di vista della mancanza dei fondi per i prodotti di pulizia personale, che sono il carcere di Fermo e quello di Camerino.
Concludo dicendo che il vero problema, oltre a quello di dover far scontare la pena nei propri paesi d’origine, è anche un altro, di cui nessuno ha fatto cenno, è il non lavoro, in carcere il vero problema è l’ozio. Noi ben sappiamo che l’ozio è il responsabile di tutti i vizi, ma l’ozio in carcere è ancora peggio. Riescono a fare solo dei piccoli lavoretti, uno lavora per quindici giorni magari cucina o fa le pulizie ecc., però poi rilavora dopo due mesi, perché i fondi ministeriali mancano oppure sono deboli e pochi.
C’è la possibilità teorica – dico teorica perché purtroppo nelle nostre zone non è applicata – da parte di aziende o di cooperative di portare lavori, ovviamente coerenti con l’attività carceraria, per impegnare i carcerati in attività lavorative, però nei quattro carceri che ho vistato solo in quello di Ascoli ho trovato una persona che faceva lavori per conto di cooperative esterne. Dopo queste mie visite mi sono informato, in Veneto le cose vanno molto meglio, c’è ad esempio un’azienda di Treviso che fa lavorare centinaia di carcerati. Allora forse come Regione potremmo sensibilizzare qualche cooperativa o qualche azienda che appunto possa portare del lavoro ai nostri carcerati.
L’altra cosa importante è preparare professionalmente coloro che stanno per uscire dal carcere, ad esempio nel campo artigianale abbiamo letto sulla stampa nazionale che manca personale qualificato, panettieri, installatori di porte e finestre - che pare sia una professione ormai estinta -, questo perché c’è il problema enorme della recidiva, perché è chiaro che se chi esce dal carcere non ha un lavoro può rischiare di tornarci molto presto. Dunque questa è la mia richiesta.
Consegno, ripeto, l’emendamento alla mozione con riferimento alla devoluzione di 50 euro una tantum per ogni Consigliere per acquisto di prodotti di pulizia personale nelle carceri di Fermo e Camerino che a mio avviso sono quelle più bisognose da questo punto di vista.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Sicuramente quelli che hanno avuto modo di visitare le carceri, indipendentemente dalla città, hanno riscontrato situazioni molto simili. Perché il problema delle carceri in Italia è un problema che si trascina ormai da diversi decenni e non riguarda solo i detenuti ma anche il personale di polizia penitenziaria. Personale, quest’ultimo, che soffre anch’esso per la mancata sostituzione di coloro che sono andati in pensione, oppure per il fatto che per una serie di motivazioni vengono concentrati - caratteristica tutta italiana - al sud dell’Italia un buon numero di agenti di polizia penitenziaria a discapito di altre realtà.
Anch’io sia quest’anno che lo scorso anno ho partecipato come altri Consiglieri a quella iniziativa chiamata “ferragosto in carcere”. Ho avuto modo di visitare sia Pesaro che Fossombrone. Ho avuto diverse occasioni per parlare con i responsabili regionali di polizia penitenziaria che hanno confermato un po’ quello che ho detto all’inizio, ossia che è una situazione diffusa un po’ su tutto il territorio italiano.
Entrando nel merito della mozione, pur essendo d’accordo sui principi che la muovono, mi sembra veramente difficile prendere provvedimenti come quelli che vengono chiesti al punto n. 1, cioè uno sfollamento verso altre carceri di reclusione, quando sappiamo benissimo che sono tutte in sovrannumero. Anche all’interno della nostra regione tutti le carceri hanno la stessa problematica di sovraffollamento. Quindi sfollarli dove? Sarebbe difficile, seppure sia comprensibile l’intento che si vuole portare avanti.
Inoltre le competenze che ha il provveditorato sono molto limitate, anzi, direi quasi inesistenti. Perché il provveditorato si basa su provvedimenti nazionali e governativi e soprattutto su fondi che dovrebbero arrivare per una serie di interventi che vanno dall’aumento del personale e addirittura alla manutenzione ordinaria e straordinaria.
Francamente trasformerei questa mozione in un atto molto più generale riferito a tutte le strutture della nostra regione. Perché la situazione è quella che è stata qui descritta. A parte, ma solo per quanto riguarda i detenuti, il carcere di Fossombrone, che in virtù del fatto che per diversi anni è stato un supercarcere tutte le celle sono singole e hanno il bagno in camera, come appunto viene chiesto in questa mozione. Se invece parliamo di altre strutture, come ad esempio quella di Pesaro, qui vedremo che ci sono delle celle previste sì per due detenuti me spesso ve ne stanno anche quattro. Per cui lì sarebbe veramente impossibile portare avanti questa proposta.
Per cui, pur nella comprensione delle intenzioni che hanno mosso la collega a presentare questa mozione, direi che andrebbe rivista proprio in virtù di un maggiore approfondimento di quelle che sono le situazioni un po’ su tutto il territorio e quindi non riguarda solo il carcere di Fermo.
Inoltre, a mio avviso, inserirei anche il discorso della carenza di personale che ritengo sia indispensabile al fine di un funzionamento diverso rispetto a quello che accade oggi. Cito un episodio, nel carcere di Pesaro in più occasioni la polizia penitenziaria di sesso maschile ha dovuto prestare servizio nel reparto dedicato alle donne, anche se non è permesso dal regolamento. Quindi evidentemente c’è carenza di personale che appunto fa sì che a volte qualcuno debba obbligatoriamente andare a rivestire ruoli neppure previsti.
Sono inoltre pienamente d’accordo sul discorso della sanità. Proprio in una delle ultime visite nel carcere di Pesaro ho verificato con gli altri colleghi che ad esempio c’era una forte richiesta da parte delle detenute di controlli ginecologici che vengono effettuati con molta rarità.
Insomma, ci sono una serie di problematiche, però questa mozione, pur essendo condivisibile, focalizza l’attenzione solo su una realtà, quando invece le stesse problematiche le hanno anche tutte le altre strutture. Inoltre questa mozione non fa alcun richiamo alla carenza di personale di polizia penitenziaria. Quel personale, come ho detto, che consente di stabilire un rapporto detenuto/poliziotto adeguato; ad esempio in alcune ore del giorno o della notte ci sono solo due o tre agenti di polizia penitenziaria che devono controllare qualche centinaia di detenuti.
Quindi invito la collega a completare in modo diverso questa mozione.

PRESIDENTE. Non ho più richieste di intervento, passiamo alla votazione.
E’ stato presentato un emendamento a firma del Consigliere Marangoni:
Aggiungere in fondo il punto 7) “Devolvere 50 euro una tantum per ogni consigliere e membro di Giunta per acquisto prodotti pulizia personale carceri di Fermo e Camerino”.
Ha chiesto la parola la Consigliera Ortenzi, ne ha facoltà.

Rosalba ORTENZI. Certamente possiamo essere tutti d’accordo, però mettere in una mozione una cifra come fosse quasi una regalia, insomma, come si fa per le scuole, non mi sembra il caso. Sappiamo che nelle scuole materne ed elementari i genitori portano appunto la carta igienica, i prodotti per la pulizia o i pennarelli, però non credo che quando parleremo della rete scolastica o altro ci inseriremo anche questo dato. E lo abbiamo fatto anche quando ci fu la catastrofe a L’Aquila, io personalmente, come molti di noi, per quella tragica situazione ho versato 1.000 euro.
Ora 50 euro certamente li possiamo dare, però, Consigliere Marangoni, mi consenta di chiederle di non metterlo in mozione. Credo che ognuno di noi lo possa fare liberamente senza bisogno di scriverlo nero su bianco.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Pur condividendo il fatto che di fronte ai bisogni delle persone e alle difficoltà economiche, in questo caso dell’amministrazione delle carceri marchigiani, non si può rimanere indifferenti, per cui sono senz’altro favorevole a fare una colletta fra i Consiglieri, però direi che deve essere organizzata come tale. Altra cosa, invece, è chiedere un intervento della Regione, come appunto si dice al punto 6: “a verificare la possibilità che Regione contribuisca con proprie risorse agli interventi sopra delineati”.
Come ho detto nel mio intervento secondo me ci dovrebbe essere un impegno da parte di tutti i Capigruppo affinché nella sessione di bilancio ci siano risorse almeno per l’acquisto di beni di prima necessità.
In ogni caso questo è anche un problema di competenze, quindi lo verificheremo, perchè comunque sono persone che stanno nel territorio regionale; ad esempio anche dare contributi alle varie sagre dei salumi potrebbe non essere di competenza della Regione! Voglio dire che secondo me all’interno delle competenze della Regione ci potrebbero essere interventi diretti magari a verificare la possibilità di concedere lavori all’interno delle cooperative B tramite gli enti locali, oppure attivare risorse europee rispetto al FSE. Insomma attivare tutta una serie di risorse che indirettamente portino a far sì che chi sta in carcere abbia la possibilità di attivare almeno dei piccoli lavoretti.
Pertanto servirebbe un intervento un po’ più incisivo rispetto ad un nostro contributo una tantum di 50 euro, che comunque sono disponibile a dare, ma penso sia umiliante per le stesse persone che lo ricevono, corrisponde un po’ all’obolo dato a un questuante. Certo, poi se uno se la sente lo fa, ed io in genere lo faccio. Inoltre, aggiungo, è umiliante anche per chi ha competenze dirette, come il Ministero (che tra l’altro è amministrato da vostri rappresentanti) che non ha risorse per assicurare almeno i beni di prima necessità.
Chiedo quindi di rafforzare l’azione di verifica da parte della Commissione competente affinché sia possibile indirizzare delle risorse che vadano in direzione di un consolidamento dei diritti fondamentali, dei beni di prima necessità e anche nella possibilità di un lavoro che permetta ai detenuti di autosostenersi, quindi anche in una direzione di recupero.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Sarò telegrafico perché non voglio ingolfare i lavori di smaltimento delle mozioni, visto che sono tante, dell’Assemblea legislativa. Vorrei semplicemente dire che il principio richiamato dal collega Marangoni in realtà è giusto, ma per un motivo semplicissimo. Ossia, non dobbiamo entrare nell’errore di sostituirci a chi dentro le carceri ha le competenze. Già in passato questa Regione Marche destinò un contributo per le attività imprenditoriali di ex carcerati, ma come potete ben capire questa è un’attività finalizzata al reintegro degli ex detenuti nel territorio. Cosa diversa è invece l’autogestione delle carceri, di cui è evidente che la Regione Marche non ha alcuna competenza, quindi non può invadere minimamente le competenze altrui.
Ritengo anche che in termini di correttezza di bilancio sia profondamente sbagliato che la Regione Marche destini dei fondi per progetti interni alle carceri, a meno che gli stessi progetti non abbiano una valenza sociale nel territorio. Ossia, se esiste un progetto di recupero culturale che crea un qualcosa di concreto che viene offerto al territorio, va bene, perché si tratterebbe di una collaborazione fra enti diversi.
Nella proposta del Consigliere Marangoni magari si potrebbe evitare di scrivere la quota, perchè essendo di modesta entità ovviamente è irrisoria, ma mettere il principio che si dà un contributo simbolico come atto di solidarietà mi pare una cosa più semplice ed onesta. Un conto è invece costruire un progetto vero di recupero che però non sia solo pubblicità elettorale, io non sono disposto a sostenere mozioni che finiscano nel nulla, per cui se c’è un progetto concreto sono disponibile a votarlo. E non è una contrarietà a quello che affermava il Consigliere Binci, vorrei che fosse chiaro, però, ripeto, mi piacerebbe vedere in Commissione bilancio un progetto concreto da finanziare che effettivamente assolva a questo compito.
Quindi l’emendamento Marangoni preso di per sé sembra una provocazione, ma in realtà non lo è. Perché qui ci sono due cose distinte, un conto è la solidarietà dei Consiglieri – seppure, ripeto, si può omettere la cifra dicendo semplicemente che i Consiglieri danno una parte simbolica –, un conto è attivarci insieme per un progetto concreto. (…) Guardate che io non sto criticando né l’uno né l’altro, non capisco perché vi scaldiate! (…) Allora, io non voglio entrare nel merito del perché si dà il contributo, sto dicendo semplicemente questo, ovvero, qui noi stiamo facendo mozioni, vorrei allora ricordare a questa Assemblea legislativa…, va bene, vedo, Presidente, che è inutile discutere civilmente!

PRESIDENTE. Per favore!

Giovanni ZINNI. Bèh, allora faccio notare che mentre noi parliamo di questo le notizie Ansa uscite sulla Regione Marche parlano del congresso che fa Spacca domani sull’Adriatico-Ionico. Per cui dovremmo forse imparare a fare meno mozioni e come Assemblea legislativa fare invece progetti più concreti, allora probabilmente qualche notizia Ansa ce la regalerebbero.
Quindi se noi vogliamo fare davvero qualcosa sui carcerati bisogna che arrivi in Commissione bilancio un progetto concreto di collaborazione Stato-Regioni su un reintegro o su un’attività sociale, altrimenti il gesto di Marangoni, paradossalmente, è è più credibile perché 50 euro li dà per davvero.
E questo ve lo stavo dicendo in maniera diplomatica, ma qui vedo che vi scaldate, e rendiamoci conto che domani i giornali non parleranno di questo bensì delle attività di Spacca.
Quindi se qualcuno qui vuole veramente concretizzare l’attività dell’Assemblea legislativa bisogna che per ogni mozione che approviamo ci sia un progetto concreto da offrire alla Giunta, altrimenti saremo solo dei chiacchieroni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Solo per esprimere un concetto e la mia contrarietà all’emendamento proposto di dare 50 euro per il miglioramento della vita nelle carceri.
Intanto non credo che dobbiamo fare politica e legiferare perché questo è il compito del Consigliere regionale o per apparire sull’Ansa o su organi di informazione, credo che la responsabilità del politico ed il suo spessore lo si misuri da quanto è capace di cambiare le condizioni reali di vita di tutti coloro che in questo caso vivono nella regione Marche.
E in questo caso è stato sollevato un problema serio, ossia le condizioni di vita dei carcerati, per cui non credo che con 50 euro, che rappresentano molto l’elemosina, noi possiamo lavarci la coscienza.
Ritengo che su questo tema dovremmo tornare con una mozione che magari indichi al Governo regionale di fare un accordo con il Ministero competente affinché nelle Marche si possa vivere meglio. Il resto è solo pubblicità, è solo propaganda gratuita fatta utilizzando i mezzi pubblici di informazione, da cui io prendo le distanze qualunque sia il voto di questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Nel frattempo, signori Consiglieri, è stato presentato un subemendamento dal Consigliere Binci all’emendamento di cui sopra, è il seguente:
“Il punto 7) è sostituito dal seguente: ‘Impegna i Consiglieri a devolvere euro 500 per i beni di prima necessità di tutte le carceri marchigiane’ ”.
Devo dire che l’emendamento presentato dal Consigliere Marangoni, se lo leggiamo nella sua stesura reale, impegnerebbe me e il Presidente Spacca ad estorcere 50 euro ad ogni Consigliere. Infatti il testo dice: “impegna il Presidente della Giunta e il Presidente dell’Assemblea ad evolvere 50 euro una tantum per ogni Consigliere…”. Quindi li dovremmo pagare io e Spacca e poi con una moral suasion convincere voi a restituirceli. (…) Consigliere Marangoni, mi consenta, solo per chiarezza, è un problema tecnico, perchè qui il testo dell’emendamento da lei presentato, ripeto, dopo impegna il Presidente della Giunta e il Presidente dell’Assemblea legislativa a, a, a, a, a, a, sei volte, in ultimo aggiunge: “ad evolvere 50 euro una tantum per ogni Consigliere” il che…(…) allora eventualmente prima di metterlo in votazione lo modificheremo in sede di coordinamento tecnico.
Ha chiesto la parola il Consigliere Binci, ne ha facoltà.

Massimo BINCI. Prima ho detto quello che secondo me sarebbe importante, cioè che le varie Commissioni competenti si attivassero per verificare una serie di azioni al fine di migliorare la qualità della vita nelle carceri, almeno per riportarla all’interno del rispetto dei diritti umani che devono essere garantiti a tutti.
In ogni caso se dobbiamo mettere un impegno che riesca a risolvere qualcosa, penso che 50 euro sia veramente poco, per cui magari devolviamo almeno 500 euro, che sarebbe il valore di 50 euro al mese quasi per un anno.
Io sono disposto ad accettare emendamenti ma solo in aumento, perché, insomma, rispetto alle nostre disponibilità penso dovremmo mettere almeno una cifra congrua, altrimenti non è significativo inserirlo in una mozione. Peraltro una cifra un po’ più importante dei 50 euro ci impegna anche a ricordarci che in commissione dobbiamo impegnarci per.
Ecco, volevo in qualche modo, se deve esserci un impegno economico in prima persona, rafforzare l’impegno dell’Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Consiglieri, un attimo, visto che la cosa è importante, e vedo ora che ci sono una serie di richieste di intervento, non riuscendo più ad avere il controllo dell’Aula ho la necessità di rifare bene la scaletta degli interventi. Al momento ho iscritti il Consigliere Bugaro, poi vedo, bene, l’Assessore Giannini, la Consigliera Ortenzi, i Consiglieri Binci ed Eusebi…(…) No, non credo che andrà sui giornali, mi associo in questo a ciò che ha detto il collega Zinni! Prego, Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Io mi auguro, Presidente, che sui giornali questa roba non ci vada, perché oggi stiamo veramente toccando livelli alti di ridicolo, io sinceramente mi vergogno di far parte di questa Assemblea quando si innescano meccanismi che sono veramente strumentali e che giocano davvero sulla pelle della gente, dei carcerati come in questo caso.
Colleghi, vi invito veramente ad un comportamento e a delle proposte più serie. Personalmente – e parlo esclusivamente per me – io non sono disponibile ad ascoltare le cazzate – scusate il termine in sede istituzionale – a cui devo assistere con questo tipo di proposte. Proposte che non hanno né capo né coda, proposte che ledono le sensibilità personali, proposte che giocano sui disagi di larga parte della popolazione, che possono essere i carcerati o le persone affette da malattie perenni ecc.. Voglio dire che nella nostra società c’è una moltitudine di sofferenze e noi oggi stiamo giocando propagandisticamente in questo modo! Ma, viva Iddio, siamo delle persone o siamo delle bestie che pur di avere un titoletto da qualche parte speculano in questa maniera?! Ma colleghi, ritroviamo un momento di profondità all’interno di quest’Aula! Ritroviamo un momento di dignità per il ruolo che stiamo svolgendo!

PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Bugaro, anche se devo riprenderla sull’uso di una terminologia che non dovrebbe appartenere a questa Assemblea.
Ha la parola l’Assessore Giannini.

Sara GIANNINI. Ho seguito attentamente questo dibattito, per cui mi duole ma questa volta sono d’accordo con il collega Bugaro, perché credo che noi stiamo scambiando l’Assemblea legislativa delle Marche per un luogo dove è possibile esercitarsi in esibizioni di poco gusto, magari per intercettare due righe sulla stampa o farsi paladini di questo o di quell’altro.
Penso che noi non abbiamo – e dico noi, partendo da me, ma penso che riguardi qualche altro collega prima di me! – consapevolezza della funzione che esercitiamo. Noi siamo legislatori! Se il Parlamento italiano in questo momento non ci dà un grande esempio non è detto che lo dobbiamo replicare anche in quest’Aula! Io da questa Assemblea sono allibita! Noi prima ancora di essere rappresentanti di partito siamo rappresentanti istituzionali, siamo stati votati dai cittadini, e qui ci sono problemi che si rincorrono l’uno sull’altro, ci sono persone che perdono il lavoro, ditte che chiudono. Tutti i giorni veniamo chiamati su qualcosa, due minuti fa ero in una riunione con l’unico cementificio delle Marche che ridurrà a metà il personale, c’è stato detto adesso che un’altra azienda dello jesino chiuderà i battenti, dopodiché noi qui ci preoccupiamo non della questione delle carceri come aspetto di dignità umana, ma di fare una mozione ridicola, che è offensiva prima di tutto nei confronti di quelle persone, che se anche hanno sbagliato in questo momento stanno comunque scontando la loro pena, e noi li strumentalizziamo!
Per cui la vera mozione sarebbe stata, caro collega Marangoni, quella di dire al Ministro degli interni, che tra l’altro mi risulta essere del suo partito, di affrontare con dignità la questione delle carceri, di finanziare un piano delle carceri a partire dalla carta igienica, e per questo non è necessario investirci neppure tanti soldi, basterebbe prendere quella che tiene Berlusconi nelle sue ville di Antigua che sarebbe abbondantemente sufficiente per tutte le carceri! E sì, basta! Questa cosa è ridicola, ridicola! Noi stiamo affrontando questo tema come se a quelle persone dovessimo fare l’elemosina!
Allora, 50, 500, 5.000, ognuno darà quello che vuole, se necessario gli porta anche un camion, ma in questa sede questo tema deve essere affrontato in altro modo! C’è un problema delle carceri nella nostra regione? Allora affrontiamolo come legislatori! Compete al Governo? Richiamiamo il Governo alle sue funzioni! Rendiamoci disponibili a dare una mano per assolvere questa funzione, non invece costringere l’Assemblea a discutere sulla carta igienica! Così non si fa nemmeno nel consiglio comunale del più piccolo comune delle Marche, che non cito neppure per rispetto a quel Comune! (…) Il Comune di Morrovalle la discarica non ce l’ha più! (…) Stia calmo, Consigliere Marangoni, forse lei non è informato! (…)

PRESIDENTE. Per favore! Per favore! Signori Consiglieri, diamoci tutti una regolata! Noi qui rappresentiamo una società che qualche volta penso sia meglio di noi! Cioè di quando noi facciamo qualche esagerazione di troppo, indipendentemente da chi esagera!
Vorrei ricordarvi che non siamo sulla discussione del subemendamento del Consigliere Binci. Lo vogliamo votare o lo ritira Consigliere? (..) Va bene allora votiamo. (…) Prego, Consigliera Romagnoli

Franca ROMAGNOLI. Presidente, chiedo ad entrambi i Consiglieri di ritirarli, ritengo dovremmo dare un’immagine più seria alla discussione, che seria fino a un certo momento lo era stata. Diversamente ognuno faccia come ritiene. (…) Va bene, a posto!

PRESIDENTE. Le persone serie sanno come votare! Ha chiesto la parola il Consigliere Zinni, ne ha facoltà.

Giovanni ZINNI. Siccome oltre al mio – sono presuntuoso – l’intervento più equilibrato penso sia stato quello del Consigliere Bucciarelli, chiedo alla collega Ortenzi di rinviare la votazione della mozione per affrontare invece una discussione complessiva di tutte le carceri marchigiane, e di farlo con serietà, visto che è stato fatto un invito su questo, con l’impegno di farlo in un tempo ragionevole.
In questa mozione si parla soltanto delle carceri di Fermo, ma qui ci siamo inoltrati su discussioni più ampie attinenti tutto il settore. Allora credo che la cosa migliore sia quella di vedere se si può fare un documento comprensivo certamente del testo della Consigliera Ortenzi ma che sia attinente a tutte le carceri marchigiane. Come Ufficio di presidenza diamoci una scadenza rapida, quindici giorni, altrimenti diventerebbe un rinvio, questo infatti non vuole essere alcun tipo di dispettuccio politico. In maniera tale che se vogliamo proprio essere seri fino in fondo tanto per incominciare non dobbiamo parlare solo di un carcere di una provincia ma di tutti i carceri delle Marche, altrimenti a prescindere da ogni discussione saremo ridicoli due volte.
Quindi che si parli di tutte le carceri delle Marche, una volta, seriamente, parlando dal reintegro dei detenuti fino alla dialettica fra istituzioni, non quindi con sollecitazioni farneticanti come fatte dall’Assessore Giannini sul Governo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Sono delusa e avvilita, cosa che assolutamente non immaginavo, anche perché si era partiti con un bel dibattito, a cominciare dall’intervento della collega Romagnoli che conosce, come me e come tutti gli altri Consiglieri che hanno visitato questa casa di reclusione, molto bene la situazione.
Ma poi siamo veramente arrivati al paradosso! Credo che per una sorta di speculazione politica – permettetemi di dirlo, sono state dette parole anche più grosse – e di rimpallo soprattutto per guadagnare la scena - perché di questo si tratta! - non possiamo buttare un’iniziativa, seppure questa mozione l’abbia presentata io, raccolta da tutti. Tra l’altro alla riunione dei Capigruppo la richiesta di anticipare il punto è stata fatta dal Consigliere Eusebi, con il quale io non mi ero nemmeno sentita, probabilmente anche lui seppure di Ancona ha raccolto qualche sofferenza in questo senso.
Ritengo che il ruolo di noi rappresentanti popolari debba essere anche questo. Se poi domani sui giornali questa notizia non ci sarà perché, come dice il Consigliere Zinni, la scena sarà presa dal Presidente Spacca, bèh, certo, i Presidenti degli Esecutivi devono avere la scena…(…) sì, ma il mio riferimento era più in generale.
Insomma, io non credo che oggi dobbiamo ritirare questa mozione che parla della situazione del carcere di Fermo, si va al voto poi ognuno voterà come ritiene opportuno.
Vi dico una cosa ma non per fare la romantica. Qualche giorno fa prima di andare in visita al carcere di Fermo mi ha telefonato la mamma di un ragazzo recluso, un tossicodipendente di Fermo – ci conosciamo perché insieme facevamo volontariato alla Caritas – che piangendo mi ha detto: “Rosalba se vai lì fai una carezza a Simone perché a me non me lo fanno avvicinare”. In quel carcere - non so se lo ha detto la Consigliera Romagnoli oppure qualcun altro -, come in altri, sta succedendo qualcosa di anomalo rispetto a quello che dovrebbe essere, ma di anomalo tanto!
Ora non possiamo star qui a discutere per ore di questo fatto, però vi assicuro che intanto faremo bene attraverso questa mozione a sollevare e a tenere ferma l’attenzione su queste vicende. Perché non possiamo fare i cristiani presentando mozioni magari sul crocefisso – e non lo dico perché in questo caso l’ha fatta il Consigliere Marangoni, lo dico in senso generale – e poi non praticare quello che dice il Vangelo; certamente non sono prete – seppure abbia un cugino prete e una parente monaca -, non è questo, lo dico solo perché lo sento e quindi lo voglio socializzare anche con voi.
Quindi occorre che su queste gravi problematiche mettiamo attenzione. E questo è un fatto estremamente importante, queste persone soffrono più di tanti altri, forse anche più dei malati che almeno possono essere trasportati da un reparto all’altro.
Allora, primo, non ritiro la mozione, secondo, credo che fare qualunquismo in questa…(…) Allora, guardi Consigliere, lo dico con un tono più pacato, cosa che non mi è sempre facile perché di carattere sono un po’ aggressiva, ma ha ragione, lo so da me per primo. Dunque, dicevo, quando si discuterà del bilancio tutti dovremmo impegnarci a riflettere su questo, ma non a mo di regalia per comperare i prodotti. Guardate, come ho già detto nel mio precedente intervento, anche le scuole si trovano in situazioni drammatiche, anche lì non hanno la carta igienica, ve lo dico per certo perché mia figlia all’asilo dove va mio nipote ha portato rotoli di carta igienica e di carta per disegnare. Insomma, voglio dire che la situazione del carcere è tale e quale a quella dei servizi scolastici.
Certo, non è una competenza della Regione, però sollecitiamo, prendiamoci in carico questo problema, che è vero, concreto, forte, e più di questo non credo possiamo fare. Qui non possiamo essere sussidiari ad una situazione che non ci compete. Dopodiche, ripeto, se vogliamo fare volontariamente un’azione di sostegno di questo genere, io ci sto come ho sempre fatto in tutte quelle situazioni che abbiamo rilevate opportune, vedi ad esempio il terremoto dell’ L’Aquila.

PRESIDENTE. Bene passiamo alla votazione

Subemendamento del Consigliere Binci. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 41. Ha chiesto la parola il Consigliere Zinni, ne ha facoltà.

Giovanni ZINNI. Sarò telegrafico, Presidente, è solo per dire che non parteciperò alla votazione di questa mozione. Ed io non ho chiesto alla Consigliera Ortenzi di ritirarla, bensì di fare un documento comprensivo di tutte le carceri marchigiane, i problemi vanno affrontati in un documento unico. Altrimenti la sua buona fede viene meno perché in questo modo sembra che pensi solo al suo territorio.
Ritengo che se un’Assemblea legislativa affronta questo tema debba parlare di tutte le carceri marchigiane. Perché se qualcuno pensa che Fermo è messa male e Montacuto è un albergo a cinque stelle credo abbia dei problemi di alienazione mentale.
Quindi non partecipo a questa votazione perché non riesco a dire a Spacca o all’Assessore “battiti per Fermo con il Provveditorato e su Montacuto stai zitto”. Questo è un metodo politico che a me non piace, ossia quello di tirare per i territori le politiche di una regione, che invece deve essere compatta, deve avere una linea chiara. (…) Non faccio nessun emendamento! Bisognerà andare prima a Montacuto a vedere quali sono i problemi! Occorre fare una lavoro serio! Lei l’ha fatto su Fermo, non credo che sia stato fatto per le altre carceri.
Per cui non credo succeda niente di grave, collega Ortenzi, se questa mozione aspetta il tempo necessario affinchè la commissione possa fare un lavoro serio su tutto il territorio marchigiano. Altrimenti gli scoop elettorali non li fa solo la Lega, ma li fanno anche altri a cominciare da lei!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D’Anna. (…) No, no, ho detto che le iscrizioni a parlare sono chiuse! (…) Non è che potete fare come vi pare, la discussione è chiusa, l’ultimo intervento è quello di D’Anna, poi si vota! (…) Consigliere, ne ha fatte cinque di dichiarazioni di voto! Io se dalla prossima volta dovessi applicare il regolamento così com’è vi accorgereste da soli cosa può succedere! Io cerco di largheggiare proprio perché sono convinto che i Consiglieri debbano essere agevolati nel loro ruolo, però non si può neppure esagerare! Consigliere Binci, cosa mai deve esprimere di più di quanto non abbia già fatto in dieci interventi! (…) Va bene, darò la parola a tutti quelli che la stanno chiedendo, però, mi dispiace, dalla prossima volta il rispetto del regolamento sarà ferreo! Mi rendo conto che largheggiare un po’ produce il caos, perché, consentitemi di dirlo, non viene recepito con la dovuta intelligenza. Dalla prossima volta non si deroga di una virgola dal regolamento! Prego, Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Grazie e complimenti Presidente. Prima mi ero rivolto alla collega Ortenzi, che presa dalla discussione forse non mi ha seguito, e avevo suggerito quello che poi ha ripetuto anche il collega Zinni, cioè che sarebbe più opportuno inserire in questo documento anche le altre realtà
Considerato, tra l’altro, che al primo punto si dice “uno sfollamento verso altre case di reclusione”, quando sappiamo benissimo che sono tutte in sovrannumero, per cui c’è già un errore di fondo nella presentazione di questa mozione.
Mi associo a quello che ha detto il collega Zinni, ma a questo punto, visto che il dibattito è stato molto acceso e continua ad esserlo, farei una proposta alla collega come pure a tutta l’Assemblea, visto appunto che è un problema molto sentito, è un’ora e più che ne discutiamo. Ossia, propongo, Presidente, che ci sia una delegazione dell’Assemblea legislativa delle Marche, composta da un rappresentante per ogni Gruppo assembleare, che faccia un giro nelle carceri presenti sul nostro territorio. Dopodiché, prendendo come base lo spunto che viene dalla mozione della collega, fare un intervento.
Peraltro questa mozione è sbilanciata, parla di problemi di una sola categoria, cioè parla solo dei detenuti, non tiene presente che all’interno delle carceri le problematicità sono anche per quanto riguarda il personale di polizia penitenziaria, che comunque in virtù del fatto …però, scusate, Consiglieri! Presidente, mi scusi, magari inizi ad applicare oggi il regolamento, lei sgrida sempre me quando parlo e gli altri! Posso? Grazie. Dicevo che c’è un’altra componente, ovvero quella degli agenti di polizia penitenziaria, che vive sulla propria pelle il disagio della mancanza di personale. E’ vero che da una parte c’è un aumento abnorme di suicidi tra i detenuti, ma è altrettanto vero che purtroppo anche nel corpo della polizia penitenziaria ci sono tutta una serie di episodi come pure di suicidi che si susseguono, e questo è anche a causa di turni di lavoro massacranti.
Quindi ora la cosa più opportuna da fare ritengo sia quella di fermare il discorso, fare una visita alle carceri, magari coloro che non hanno avuto modo di farlo, per verificare quali sono le varie situazioni. Altrimenti si corre il rischio, come ha detto il collega Zinni, di interessarsi dei problemi di una sola realtà quando invece le realtà in difficoltà sono più di una.
Quindi invito la collega a ritirare momentaneamente la mozione, dopodiché organizzare questo gruppo di lavoro composto dai Consiglieri, magari quelli che oggi si sono dimostrati più accesi e più attenti a questa problematica, per verificare le varie realtà delle carceri. Infine fare una mozione all’interno della quale vengano evidenziate le problematiche sia dei detenuti sia degli agenti di polizia penitenziaria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Sono abbastanza sorpreso di alcuni interventi che ho sentito, che guardano la pagliuzza che può esserci nell’occhio di chiunque, compreso il mio, ma non guardano la trave che è nel proprio occhio. La mozione, infatti, è chiaramente finalizzata al proprio territorio, come hanno già detto altri colleghi. E quindi è questa la volontà di finire sulla stampa, punto!
Seppure, ripeto, io condivida l’intera mozione, che però è puramente di indirizzo, quindi è inutile, è aria fritta, almeno il mio emendamento si distingueva, sollevava un problema concreto, ossia quello, se ho fatto bene i conti, di dare un prodotto per la pulizia ad ogni detenuto per un mese, che mi sembra l’unica cosa seria di questa mozione.
L’emendamento di Binci era ancora più concreto, dava un prodotto di pulizia per ogni detenuto per un anno, tanto è vero che l’ho votato, Consigliere Binci, io e mi pare soltanto l’Assessore Donati.
Erano le uniche cose concrete in questa mozione, che di per sé, essa sì, è populistica, è finalizzata, essa sì, ad andare sui giornali.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Intervengo per dire che è bene che si approvi questa mozione perché comunque la situazione del carcere di Fermo è emergenziale. Poi sicuramente l’80% delle questioni qui sollevate è comune anche alle altre carceri, con un 20% che grava sia sulla popolazione carceraria sia, come ha detto giustamente D’Anna, sul personale di controllo penitenziario che vive anch’esso una situazione di reclusione e di difficoltà rispetto ai turni, ecc..
E’ bene quindi approvare questa mozione. Tra l’altro mi sembra che la Consigliera Ortenzi stia preparando una parte aggiuntiva con cui si invita l’Assemblea legislativa a proseguire nell’approfondimento della situazione carceraria attraverso sopralluoghi.
Secondo me, al di là dell’attimo in cui ci siamo smarriti, le proposte di emendamento in fondo volevo dimostrare una insoddisfazione legata sia al fatto che la problematicità non è solo quella di Fermo, sia al fatto che poi devono essere messi in piedi, come evidenziato dal Consigliere Zinni e da altri, degli interventi sia dall’Assessorato ai servizi sociali sia dalle Commissioni competenti, affinché appunto ci sia un intervento reale e concreto da parte dell’Assemblea legislativa, altrimenti sarebbe veramente solo una presa di posizione ideologica.
Quindi dopo questa discussione come Assemblea legislativa è bene si proceda con una serie di impegni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Mi atterrò al regolamento, la mia è una dichiarazione di voto, Presidente.
Io non voterò questa mozione così com’è. Ritengo, in coerenza con quanto ho detto prima, che la situazione delle carceri delle Marche come pure in tutta Italia sia generale; basta guardare la pagina de Il Messaggero di oggi “A Milano detenuto muore per denutrizione”, e questo accade nella nordica Milano che io chiamo il sud della Svizzera.
Quindi non la voterò, a meno che non ci sia o un rinvio o una modifica della mozione stessa che metta l’Assemblea legislativa nelle condizioni di affrontare il problema almeno a livello regionale.
Per cui ora vedrò la proposta che presenterà la Consigliera Ortenzi dopodichè mi comporterò di conseguenza.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Presidente, do lettura alla proposta di risoluzione:
L’Assemblea legislativa regionale, a seguito della discussione della mozione n. 41 concernente ”Grave situazione della casa di reclusione di Fermo”, ritenuto opportuno effettuare una attenta verifica della situazione carceraria nella regione, impegna la Presidenza dell’Assemblea legislativa ad istituire una delegazione che verifichi le condizioni di vita in tutti gli istituti penitenziari delle Marche.

PRESIDENTE. Bene, ora pongo prima in votazione la mozione n. 41 e poi la proposta di risoluzione presentata dalla Consigliera Ortenzi. (...)

Mozione n. 41. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di risoluzione. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta, ci riconvochiamo mercoledì 3 novembre.

La seduta termina alle ore 14,45






 

 
 
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