Resoconto della seduta n.22 del 26/05/2026
SEDUTA N. 22 DEL 26 MAGGIO 2026
La seduta inizia alle ore 11:00
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE Buongiorno a tutti Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 22 del 26 maggio 2026. Do per letto il processi verbali delle sedute n 20 e 21 rispettivamente del 12 e del 19 maggio 2026, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Ha chiesto congedo l’Assessore Consoli.
Interrogazione n. 150
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Nomina Direttore Amministrativo AST Fermo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 150 del Consigliere Cesetti.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Fatto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'Assessore ha risposto in modo esaustivo perché dice fatto su quello che era stato chiesto con questa interrogazione, con la quale chiedevamo per quale motivo nell'AST di Fermo era vacante il ruolo di Direttore amministrativo dal primo luglio 2025. L'interrogazione è stata presentata il 19 febbraio ed il i primi di marzo è stato nominato il dottor XY, al quale vanno gli auguri di buon lavoro. E’ la dimostrazione di come il “fatto” in questo caso sia merito prima della denuncia e segnalazione dell'interrogazione e poi, è evidente, dell'intervento dell'Assessore, che nel caso di specie ringrazio.
Guarda caso, Presidente Pasqui, questa nomina è stata fatta dopo questa interrogazione. Il periodo di vacanza non ha fatto bene all’Azienda sanitaria territoriale di Fermo. Non ha fatto bene perché il Direttore generale è coadiuvato e deve essere coadiuvato per disposizioni legislative nazionali - ricordo il decreto legislativo n. 502 del 1992, ma la stessa legge regionale n. 19/2022, articolo 29, comma 3 - da un Direttore amministrativo, che, tra l'altro, deve garantire la legittimità degli atti, la loro economicità, efficacia ed efficienza. Questo è ancora più necessario, laddove il Direttore generale sia, ad esempio, come nel caso di specie, un laureato in farmacia e non sia in possesso di quelle cognizioni tecnico-giuridiche per poter adottare gli atti, infatti si è operato in un regime di illegalità, diciamo, diffusa. Ad esempio, pensiamo all'inaugurazione farlocca in campagna elettorale, in cui sono stati, tra l'altro, assunti impegni di spesa in modo così, non lo so, diciamo, sicuramente irregolare perché non poteva essere fatta in quel modo o tentata quell'inaugurazione farlocca. Se ci fosse stato un Direttore amministrativo di sicuro non avrebbe permesso quel modo di operare illegittimo e per certi versi, ritengo, anche illecito. Quindi, bene ha fatto in questo caso l'Assessore appena presentata l'interrogazione a sollecitare il Direttore generale. Grazie.
Interrogazione n. 148
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Esiguo numero di assunzioni di infermieri previste per l’AST di Pesaro e Urbino e criticità nella programmazione del personale sanitario”
Interrogazione n. 157
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Bando di concorso pubblico in forma aggregata per gli enti del SSR Marche per la copertura di n. 32 posti di infermiere - Piani di fabbisogno”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 148 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e l’interrogazione n. 157 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ho cercato di essere sintetico, ma è un procedimento che viene da lontano, con la nomina della Commissione, che doveva rifare gli elenchi dei Direttori sanitari e amministrativi, che abbiamo incominciato nella Giunta di questa consigliatura.
Vado alla risposta delle interrogazioni. I 37 infermieri, così riferisce l'AST di Pesaro e Urbino, dal piano di potenziamento territoriale, di cui alla delibera n. 1281 dell'agosto 2025, sono stati assunti alla fine dell'anno 2025, all'inizio dell'anno 2026, mentre l'utilizzo dell'allora vigente graduatoria di concorso è scaduta a marzo 2026.
Il nuovo concorso pubblico in forma aggregata degli enti per infermieri, approvato con determina, è stato bandito, a seguito della scadenza della citata precedente graduatoria, e rappresenta le necessità nell'anno 2026 rispetto al piano del fabbisogno del personale al momento dell'indizione.
Voglio ringraziare l'AST 1, che ha fatto in tempi record, veramente da record, un concorso per tutte le Marche. Quando hanno iniziato ad indirlo si sono dati un cronoprogramma ed ho sentito nel mondo della sanità dire: "Vabbè, queste andranno a finire a fine anno, se va bene a fine anno". Invece per la partenza delle strutture delle Case di comunità, degli Ospedali di comunità, sono riusciti a fare la graduatoria. Quindi bravi, bravi a tutti coloro che nell'AST 1 hanno portato avanti questo concorso.
Nel frattempo, al fine di disporre, comunque, di una graduatoria per gli infermieri, utilizzabile in caso di temporanea necessità, veniva indetto un avviso pubblico per assunzioni a tempo determinato, che ha un espletamento più breve, con graduatoria approvata a maggio 2025.
Per ciò che concerne la dotazione degli infermieri presso le AST di Pesaro e Ubino, ad oggi, non si riscontrano criticità e scoperture in quanto la precedente graduatoria di concorso e la recente graduatoria di avviso a tempo determinato hanno permesso di coprire tutti i posti. A questo si aggiunge ovviamente la nuova graduatoria.
Per ciò che concerne la figura dell'infermiere di famiglia e di comunità, si precisa che oltre all'attivazione del master universitario da parte dell'Università Politecnica delle Marche, la Regione ha istituito un corso regionale per suddette figure, dando mandato alle AST di provvedere a tale formazione, per un numero di 50 figure, a livello regionale, per ogni anno di riferimento e l'AST ha attivato il proprio corso. Sia AST di Pesaro e Urbino che quella di Ancona.
Il personale assunto con il citato piano di potenziamento territoriale riguarda il piano del fabbisogno del personale 2025, verrà utilizzato in parte per potenziare le risorse presso le quattro Case di comunità: Mondolfo, Fossombrone, Cagli e Vallefoglia, nonché presso i due Ospedali di comunità: Cagli e Mombaroccio, che dovranno essere attivi entro il 31 maggio del 2026, anche giugno 2026, per adempiere alle disposizioni PNRR.
Per l'attivazione delle ulteriori Case di comunità si procederà ad assumere il personale infermieristico dalla nuova graduatoria in fase di approvazione.
Relativamente alla Casa circondariale di Pesaro, si è provveduto a non rinnovare il servizio esternalizzato e si è assunto il personale dalle sopra indicate graduatorie, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, senza ricorrere allo spostamento di dipendenti da altri reparti.
Voglio anche aggiungere che a breve ci sarà una ulteriore ampliamento del tetto di spesa per il personale e all'AST 1 di Pesaro e Urbino sarà assegnata una ulteriore quota, piuttosto rilevante, per fare nuove assunzioni in vari settori, sia del territorio che ospedalieri.
Vado avanti con le interrogazioni, con la n. 157. In riscontro al punto 1, la data indizione del concorso è il 15 gennaio 2026, quando ancora non era stato adottato il Piao. Questa Azienda sta procedendo in tempi rapidi al fine di realizzare tutte le assunzioni del Piao.
L'AST di Fermo ha previsto un bando per un solo posto, in quanto i posti vacanti, previsti del Piao precedente, sono stati coperti con la graduatoria del concorso ancora in vigore, con scadenza a febbraio 2026. Il posto previsto dal bando e gli atti 19 del Piao saranno destinati alla copertura del turn-over e ad altre destinazioni descritte nel Piao 2026/2028.
Le assunzioni per il potenziamento del territorio sono state tutte attivate ed espletate, anche con i tempi previsti allo scorrimento di alcune graduatorie. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Continuano a rimanere molte perplessità anche dopo tutte le osservazioni ed i dettagli che lei mi ha riferito.
Effettivamente l'AST di Pesaro Urbino va ringraziata per aver fatto il concorso in tempi record, per aver provveduto al concorso per tutte le Marche, con 2625 candidati a ruolo di infermiere, 2181 le persone hanno partecipato allo scritto, 2169 i candidati infermieri che hanno superato l'esame e che attendono le graduatorie definitive. Ho letto questi numeri perché non voglio sentir dire mai più che c'è carenza di personale. Abbiamo 2169 infermieri che attendono di essere assunti nelle Marche. Ma proprio in base a quello che lei mi ha appena riferito, vorrei capire se sarete in grado di fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, miracolo, oppure, come farete a coprire tutti i posti che avete detto con 32 infermieri nuovi, assunti in più. Mi risulta, come se non bastasse, che di questi 32 solo 20 arriveranno entro l'estate, quindi basteranno appena appena, per esempio, nell'AST 1 a coprire i vuoti del piano ferie. Questo nella AST 1, non so nelle altre AST. Ma dubito che sia possibile, con solo 32 infermieri, coprire tutte le carenze, anche perché lei stesso ha detto che questi infermieri andranno nei nuovi Ospedali di comunità a Cagli e Mombaroccio, che dovranno essere aperti entro il 31 maggio 2026. Dubito perché è tra una settimana, ma probabilmente intendeva dire entro il 31 giugno 2026. Dovranno servire nelle case di comunità, comprese Mondolfo e Vallefoglia, come pensate di riuscirci con 5 infermieri in più nell'AST 1, 32 in più in tutte le Marche? Assessore, penso che lei sia uno dei nuovi santi discepoli, se riesce a fare questa moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma le chiedo anche di non venirci a raccontare ciò che non può essere in alcun modo realizzabile, perché non è possibile, e lei lo capisce da solo, che con 5 infermieri in più nell’AST 1 riuscirete a coprire le carenze negli Ospedali di comunità, nelle Case di comunità ed i vuoti del piano ferie. Addirittura mi ha detto che per la Casa circondariale di Pesaro non vi rivolgerete all'esterno, ma attingerete da questa graduatoria. Ecco, se gli infermieri ci stanno ascoltando in questo momento sverranno. Li farete lavorare più di 24 ore al giorno? È impossibile. È una questione di numeri, è impossibile. Aggiungo che c'è un…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ovviamente non sono soddisfatto perché l'Assessore non ha risposto.
Questa interrogazione, all’epoca, fu anche oggetto di una botta risposta tra me e l’Assessore Calcinaro, da una parte non usavo questa parola, ma gli addebitavo la propaganda e lui mi rispondeva evidenziando che dicevo inesattezze. Allora, qui devo ribadire che l’Assessore Calcinaro, nella sua furia propagandistica di inizio mandato, in data 16 dicembre 2025, annunciava 29 nuove assunzioni di personale sanitario per l’AST di Fermo, 29 solo per Fermo, di cui 22 infermieri, e 72 per l’AST di Pesaro Urbino, di cui 37 infermieri. Nell’occasione si sottolineava che erano numeri importanti per le Case di comunità, eccetera, eccetera. Poi in data 24 dicembre 2025, appena 12 giorni dopo, venivano annunciate 116 nuove assunzioni di figure professionali, di cui 78 infermieri anche per l’AST di Macerata che, come dichiarato dall’Assessore, rispondono ad un’operazione straordinaria di aggiornamento del Piano integrato di attività. A fronte di queste dichiarazioni, come diciamo nell’interrogazione, in esecuzione della delibera, quella che conta, la n. 29 del 15 gennaio 2026, il Direttore generale dell'AST di Urbino quale ente capofila indiceva un concorso pubblico per 32 posti a tempo pieno, indeterminato, di cui uno a Fermo. Questi sono i fatti. Ovviamente farò un’ulteriore interrogazione per sapere quanto di questo personale annunciato (in data 16 dicembre 29 unità, in data 24 dicembre altre 116. totale 145 unità) sia stato ad oggi effettivamente assunto, a distanza di 6 mesi da quegli annunci. Questo conta, perché la politica della sanità in questa Regione non si può fare con gli annunci, che si possono fare nello sport, nel tempo libero, tutto sommato anche per le infrastrutture, ma non si possono fare in sanità, in sanità non si può parlare con lingua biforcuta, ma bisogna dire la verità e soprattutto passare…
Interrogazione n. 117
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Fascicolo Sanitario Elettronico e i problemi che persistono”
Interrogazione n. 155
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)”
Interrogazione n. 268
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Stato di attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 nella Regione Marche”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 117 della Consigliera Ruggeri, l’interrogazione n. 155 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e l’interrogazione n. 268 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Nel notare che sono tutte interrogazioni di questo Assessore, cerco, anche per sopravvivenza, di evitarne una prossima del Consigliere Cesetti.
Con determina del 25 maggio, ieri - mi sembra - sono stati assunti 20 nuovi infermieri dall'AST di Fermo. Posso dire anche i cognomi perché sono persone reali, magari la lingua biforcuta può non usare ulteriore saliva per un’altra interrogazione. Questo in diretta, va bene? Abbiamo una piccola moltiplicazione, piccolo anticipo di moltiplicazione dei pani e dei pesci. Questa è come quella di “Fantozzi”, delle triglie nel ristorante cinese.
Andiamo alle altre interrogazioni sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Vado a leggere di seguito.
“Quali sono le cause strutturali che determinano il primato negativo delle Marche per l'utilizzo del FSE - questo parte un po' da lontano - e quali azioni urgenti si intendono intraprendere per incrementare l'alfabetizzazione digitale?”
L'analisi dei livelli di utilizzo evidenzia come la diffusione e la piena valorizzazione del FSE risentano congiuntamente di diversi fattori, uno è quello, purtroppo, della presenza di competenze digitali ribassate, lo sappiamo. Inizialmente ho pagato lo scotto quando si andavano a introdurre le isole informatizzate per i rifiuti nella mia città. Questo è uno scotto che si paga, tanto più che la popolazione anziana è quella più interessata.
Poi, la complessità dei percorsi di accesso e consultazione incidono sull'esperienza d'uso, la disomogeneità nell'integrazione tra il Fascicolo Sanitario Elettronico e gli altri servizi digitali sanitari regionali, nonché l'effettiva variabilità nella disponibilità e completezza dei documenti clinici, che riduce il valore percepito dello strumento. Non va, inoltre, sottovalutato un aspetto di conoscenza, molti assistiti non sanno che c'è il fascicolo che offre anche funzioni attive, come la possibilità di effettuare il cambio di medico di medicina generale, il pagamento dei ticket, la prenotazione di prestazioni sanitarie tramite il collegamento a CUP. Ultimo, ma non per importanza, anche la possibilità di usare il cosiddetto taccuino che consente di inserire documenti personali, annotazioni, parametri clinici. Si tratta di funzionalità importanti per la gestione consapevole della propria salute, ma ancora poco utilizzate.
Tali elementi condizionano il grado di utilizzo effettivo del fascicolo, ancora non pienamente allineato dalle potenzialità di sistema. Al fine di affrontare in modo strutturato queste criticità è stato avviato un insieme coordinato di azioni di miglioramento. La prima linea di intervento riguarda la semplificazione dell'esperienza dell'utente. Sono in corso revisioni dei percorsi principali: accesso, consultazione, ricerca e scarico dei documenti, con l’obiettivo di ridurre i passaggi e rendere l'utilizzo più chiaro e immediato. Parallelamente si sta lavorando sul miglioramento dell'accessibilità e della comprensibilità. Questo significa adottare un linguaggio meno tecnico, predisporre guide rapide, rispondere a domande frequenti, le cosiddette FAQ, e strumenti di supporto pensati soprattutto per chi ha minore familiarità con il digitale.
Un altro intervento fondamentale riguarda l'integrazione con i servizi sanitari digitali regionali. L'obiettivo è quello di superare la frammentazione attuale, rendendo il fascicolo il punto unitario attraverso cui il cittadino può consultare dati, accedere ai servizi e gestire il proprio percorso sanitario.
Grande attenzione dedicata anche al rafforzamento del popolamento documentale, quindi degli inserimenti dentro il fascicolo. Sono state completate, infatti, le attività tecniche per l'integrazione dei laboratori analisi privati convenzionati e si sta estendendo il conferimento...
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Allora, diamo qualche minuto in più perché ci sono tre interrogazioni abbinate. Prego, concluda, Assessore.
Paolo CALCINARO. Questo passaggio è essenziale per garantire la visione completa della storia clinica.
Noi cerchiamo e cercheremo nei prossimi mesi di fare un passo in avanti molto atteso, quello di rendere all'interno un imaging che sia pienamente condivisibile da tutte le postazioni mediche e accessibile parimenti agli utenti. Questo sarebbe un passo molto importante, che in queste settimane stiamo cercando di valutare nel FSE.
Tra le linee di intervento, inoltre, è in corso la distribuzione delle firme digitali ai medici, cosa che si sta realizzando in questi giorni, un'azione strategica che consentirà di accelerare la dematerializzazione dei processi, assicurare pieno valore legale ai documenti prodotti e favorire una gestione più sicura, tracciabile e tempestiva delle informazioni sanitarie. Si tratta di un passaggio fondamentale per sostenere concretamente la trasformazione digitale del Servizio sanitario regionale e migliorare allo stesso tempo l'operatività dei professionisti e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Infine, è stato introdotto un sistema di monitoraggio continuo basato su indicatori di utilizzo, tempi di disponibilità dei documenti ed eventuali criticità ricorrenti. Questo consentirà di intervenire in modo mirato e progressivo sulla base di dati concreti.
In sintesi, il percorso in atto mira a trasformare il FSE da archivio percepito come parziale e complesso a piattaforma integrata, completa, facile da usare. Come tutte le novità, ci vorrà tempo, ci vorrà un'implementazione che viene anche dalla conoscenza, “culturale” dello strumento.
“Quale sia lo stato dell'arte del popolamento dei Patient Summary e se siano stati previsti incentivi o supporti tecnici per i medici di medicina generale ancora inadempienti”.
È opportuno ricordare che i Medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta operano attraverso software gestionali per la tenuta delle cartelle cliniche dei propri assistiti che sono acquisiti e sostenuti economicamente e direttamente dai medici. Quindi, non possiamo imporre un nostro software. Ovviamente, fin dall'avvio del FSE la Regione si è fatta carico con risorse proprie dello sviluppo e della manutenzione delle componenti di interoperabilità necessarie a collegare tali gestionali con l'FSE proprio per consentire l'interscambio dei dati clinici senza gravare ulteriormente sui professionisti. Dal punto di vista tecnico questa integrazione è già operativa. Il Patient Summary può essere compilato dai MMG e dai pediatri direttamente all'interno delle cartelle cliniche informatizzate che utilizzano quotidianamente e successivamente trasmesso e reso visibile all'interno del Fascicolo Sanitario Elettronico. Nonostante ciò l'adesione effettiva risulta ancora limitata. Oggi circa il 10% dei medici ha provveduto ad alimentare in modo sistematico il Patient Summary dei propri assistiti. Questo dato evidenzia come le criticità non sia tanto nella disponibilità dello strumento, quanto in una sua piena adozione operativa. È quello che si diceva prima, piano piano dovrà entrare nel patrimonio culturale del nostro sistema sanitario.
A questo scenario si è aggiunto di recente un aggiornamento normativo che ha ridefinito la struttura informativa del profilo sanitario, introducendo nuovi standard di dati necessari per l’evoluzione verso il cosiddetto FS2.0.
Il decreto ministeriale del 7 settembre 2023, successivamente aggiornato con il DM del 2025, ha infatti rimodulato tutte le scadenze delle fasi realizzative del fascicolo, fissando tra gli obiettivi principali il termine del 31 marzo 2026 per l'adeguamento del Patient Summary ai nuovi tracciati.
In questo contesto i fornitori del software gestionali sono tenuti ad aggiornare i propri applicativi per recepire nuovi formati e garantire la corretta trasmissione delle informazioni. Parallelamente la Regione sta provvedendo ad adeguare le proprie infrastrutture di interoperabilità, così da assicurare la piena compatibilità tra i sistemi dei medici e la nuova architettura dell'FSE. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Assessore, lei ha risposto in maniera molto puntuale alla prima interrogazione che ho fatto, scritta mesi fa. Eravamo partiti dal fatto che il Fascicolo Sanitario Elettronico nelle Marche era pressoché ultimo in Italia tant'è che tra febbraio e marzo un solo marchigiano su 100 era entrato nel proprio fascicolo almeno una volta, quindi l'1% di agibilità, e solo il 12% dei marchigiani aveva espresso consenso alla consultazione delle proprie informazioni sanitarie da parte dei medici.
Questi erano i dati disponibili quando le ho fatto questa interrogazione, a cui lei oggi mi risponde con tutta una serie di cose che andavano fatte mesi e mesi fa.
La seconda interrogazione, come lei ha ricordato, nasce dal fatto che il 31 marzo 2026 si è conclusa la terza e ultima fase del cronoprogramma stilato dal Ministero della Salute, quindi avremmo già dovuto fare tutte le cose che lei ha annunciato.
La prima domanda che avevo posto è: quale sia, alla data odierna, cioè ad oggi, il livello effettivo di implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Una domanda semplicissima, a cui bastava dare un dato per avere la risposta. Lei questo dato non ce lo dà, non me lo dà, lo scopriremo presto perché poi, come sa, le classifiche escono.
Il dato ultimo che abbiamo, posteriore a quello che avevo inserito nella primissima interrogazione, che avevo fatto in forma scritta, alla quale non ho mai avuto risposta, per cui ho dovuto ripresentarla in forma orale, è che a luglio appena il 3% dei marchigiani aveva usato il Fascicolo Sanitario Elettronico, in Veneto il 66%. Quindi, come vede, i dati che abbiamo a nostra disposizione ci dicono che nelle Marche non siamo riusciti neanche a utilizzare i soldi del PNRR per implementare un servizio così importante.
Lei oggi il dato ufficiale della Regione non me lo dà, mi viene da pensare che non me lo dia perché di fatto non ci siamo scostati molto, purtroppo, da quei dati che ci vedevano fanalino di coda d'Italia, in compagnia delle seguenti Regioni (ci terrei a leggerle): Basilicata, Puglia e Sicilia. Quando diciamo che purtroppo le Marche si sono agganciate al sud Italia è verità. Serve uno scatto in avanti da parte di questa Giunta per migliorare le…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio per la risposta, ma devo dire che sono molto insoddisfatta perché questa è una questione che noi seguiamo fin prima del suo arrivo.
La mia prima interrogazione l'ho presentata nel 2023, con un approccio anche collaborativo, con un'attenzione tecnica. Mi ero confrontata sia con gli informatici che con i medici e avevo proposto all'ex Assessore, quindi la responsabilità ora è del Presidente Acquaroli, il sistema informatico che utilizzava l'Emilia Romagna perché tanti medici mi avevano riferito che trovavano troppe difficoltà nell'utilizzo del sistema scelto dalle Marche. Avevo persino riferito quale poteva essere la soluzione.
Avevamo 14 milioni di euro di fondi PNRR per aiutare gli operatori sanitari in questa fase difficile, in questo processo ed oggi le chiedo: che fine hanno fatto questi fondi? Lei a questo mi deve rispondere. Mi deve rispondere, mi deve dire se sono stati persi, sprecati, utilizzati male, perché, in particolare, parte di questi fondi doveva servire a pagare personale amministrativo a supporto dei medici di base. E’ comprensibile a tutti che un medico di base, che riceve pazienti tutto il giorno, non può mettersi al computer a copiare le cartelle cliniche, ha bisogno di un amministrativo, di un segretario, di una segretaria che gli dia una mano. C'erano fondi appositi per questo, che fine hanno fatto? Io lo voglio sapere, Assessore, perché siamo ancora ultimi in Italia nell'applicazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Non va bene il sistema informatico che c'è, addirittura vi avevo riportato il nome di quello usato in Emilia-Romagna, mi pare Log 80. Non è stato fatto nulla e lo stesso ex Assessore alla sanità in campagna elettorale si era permesso di dire, riporto virgolettata una dichiarazione che attribuisco anche al Presidente Acquaroli: “Sugli investimenti posso dire che sono stati spesi 7 milioni di fondi PNRR per il Fascicolo Sanitario Elettronico, mentre sono stati 33 milioni quelli destinati per le cartelle individuali dei cittadini”. Lo diceva a giugno l'ex Assessore alla sanità e aggiungeva: "Mi pare che questa pagina e il processo di digitalizzazione siano stati compiuti e dal primo luglio- diceva - il sistema entrerà in funzione".
Oggi lei invece ci ha detto, l'ho sentito bene, che il 10% dei medici di base applica il Fascicolo Sanitario Elettronico. Ha contraddetto il suo predecessore, ma ha contraddetto anche il Presidente Acquaroli, soprattutto non mi ha detto come sono stati utilizzati questi fondi. Se l’ex Assessore parlava di 33 milioni destinati alle cartelle individuali dei cittadini, li avete sprecati, non li avete utilizzati, sono stati utilizzati male? Noi ancora siamo ultimi in Italia. L'Emilia Romagna è avanti di 5 anni.
Interrogazione n. 141
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Situazione del Comune di Mercatello sul Metauro interessato da cantieri infrastrutturali e delle tutele per cittadini, attività economiche e territorio”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 141 Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In relazione all'interrogazione presentata, sentiti gli uffici competenti, si relaziona quanto segue.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 aprile 2021, l'itinerario internazionale E78 Fano-Grosseto è stato individuato tra gli interventi infrastrutturali strategici a livello nazionale, con la contestuale nomina di un Commissario straordinario per la realizzazione dell'opera medesima.
Con la legge n. 71 del 2026, che ha convertito con modificazioni il decreto legge n. 32 del 26, recante “Disposizioni urgenti in materia di Commissari straordinari e concessioni”, tale strategicità dell'infrastruttura è stata confermata con la disposizione del subentro dell'amministratore delegato di Anas quale Commissario straordinario dell'opera.
Il territorio del Comune di Mercatello sul Metauro è interessato da tre lotti del tratto umbro- marchigiano della E78 Fano-Grosseto tra Selci-Lama e Santo Stefano di Gaifa. Con riferimento ai lotti nn. 2 e 3 “Adeguamento della galleria della Guinza tratto fino a Mercatello Ovest”, nella riunione del Cipes del 27 dicembre 2026 sono stati stanziati 150 milioni di euro di risorse per la realizzazione dell'opera e i lavori sono pienamente in corso. In riferimento al lotto 4 Mercatello est-ovest, con dispositivo n. 1 del 17 settembre 2025 del Commissario straordinario è stato approvato il progetto definitivo dell'opera ed è ora in corso di relazione la progettazione esecutiva.
Per quanto concerne i lotti 2 e 3, “Adeguamento della galleria della Guinza e tratto fino a Mercatello ovest”, con riferimento al punto primo della presente interrogazione, si significa che nelle more della realizzazione dei lotti nn. 1, in territorio umbro, e 4, l'intervento in corso di realizzazione prevede l'adeguamento rispettivamente della strada provinciale SP200 e di via Ca’ Lillina per il collegamento alle viabilità esistenti. A ciò si aggiunga che prima di giungere alla fase esecutiva dell'opera, attualmente in corso, sono state portate a termine tutte le procedure previste dalle vigenti normative autorizzative, ambientali, paesaggistiche e di sicurezza, con il coinvolgimento del Comune di Mercatello sul Metauro e di tutti gli altri enti competenti per materia.
Con riferimento, invece, al lotto 4 Mercatello est-ovest, la procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico si è conclusa con esito positivo. La procedura di valutazione di impatto ambientale si è conclusa positivamente con il decreto n. 394 del 18 novembre 2024, con cui il MASE ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale, contenente anche l'autorizzazione paesaggistica. La Conferenza di servizi decisoria si è conclusa con determinazione motivata di conclusione positiva del Commissario straordinario del 30 gennaio 2025, a seguito del rilascio delle intese, dei pareri, delle autorizzazioni di nulla osta e degli assensi da parte degli enti coinvolti, tra cui lo stesso Comune di Mercatello sul Metauro.
Con riferimento all'impatto dei cantieri, si sottolinea che un recente studio dell’Ance, Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, presentato nello scorso mese di gennaio 2026, rileva che ogni euro investito in opere produce una ricaduta sul sistema economico di oltre 3,3 euro.
Per quanto concerne, infine, l'ultimo punto dell'interrogazione, si significa che ASPI, Società Autostrade per l'Italia, non ha alcuna competenza con riferimento all'itinerario internazionale E78 Fano-Grosseto e che la Regione Marche intrattiene continui e proficui rapporti istituzionali con ANAS SpA soggetto attuatore dell'opera per l'opera stessa. Grazie Presidente, grazie Consiglieri.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio per la risposta tecnica, che penso le abbiano preparato gli uffici, ma che trovo molto triste dal punto di vista umano, perché vanno bene i dati, vanno bene i numeri, ma sono rimasta agghiacciata quando lei mi ha detto che ogni euro di investimento ha una ricaduta di 3,33 euro perché quando ci dà questi numeri dovrebbe pensare anche a chi vive in quel territorio e si ritrova improvvisamente tre cantieri in contemporanea, giganteschi, che circondano 13 B&B in un paese che è diventato bandiera arancione Un paese che dal primo progetto della Fano-Grosseto, di oltre 30 anni, si è evoluto, è diventato bandiera arancione, glielo ribadisco. Ora per una mancata programmazione degli ultimi anni ha tre cantieri in contemporanea, uno dei quali sta creando molti problemi. Quindi ciò che le chiedevo e che lei è andato a vedere…, io l'ho seguita, l'ho vista con l'elmetto, dovrebbe avere visto ciò che le dico. Uno in particolare sta aumentando i disagi alla popolazione di quel territorio, alle abitazioni, tanto che si è formato un comitato spontaneo, chiamato “Le Voci della Valle”, che ha messo in evidenza gli impatti cumulativi dei tre cantieri che gravano contemporaneamente sul territorio di Mercatello. Ha messo in evidenza anche la mancanza di adeguate misure di tutela per i residenti e le attività economiche. E su questo non ho avuto nessuna risposta. Quali misure di tutela dà la Regione ai residenti di quel territorio? Ha messo in evidenza il mancato rispetto delle procedure di partecipazione pubblica previste dalla Convenzione di Arhus e anche su questo…, è dal 2004 non vengono ricevuti dei rappresentanti di un Comitato direttamente a Strasburgo, e questa volta è avvenuto perché non sono stati ascoltati e coinvolti nel processo progettuale, come dovrebbe avvenire. Ed hanno messo in evidenza, sempre gli esponenti del comitato “Le Voci della Valle”, anche la necessità di rivedere scelte progettuali ormai superate rispetto all'evoluzione del territorio, come già le ho fatto presente.
Mi spiace, quindi, che la sua sia una risposta così fredda e anche indifferente a ciò che invece stanno subendo i residenti. Le chiedo nei prossimi giorni di valutare quali saranno le tutele per i residenti e per le attività economiche, è necessario prevederle, perché i tre cantieri in contemporanea (espropri, fumo), addirittura le modalità di lavoro in un cantiere in particolare, stanno creando molte polemiche, molte proteste. Per questo le avevo chiesto di andare a verificare. Sono corretti gli orari di lavoro? Sono corretti i….
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 207 a firma mia e della Consigliera Sebastiani è rinviata, ci hanno chiesto di rinviarla. Quindi, passiamo alle interpellanze.
Interpellanza n. 24
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Utilizzo dei medici ‘gettonisti’ nelle Aziende Sanitarie Territoriali della Regione Marche”
Interrogazione n. 237
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Seri, Caporossi
“Ricorso ai medici ‘gettonisti’ presso AST 1 e prospettive dal 1° luglio 2026”
Interrogazione n. 248
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Ricorso a soggetti privati per il reclutamento di medici destinati ai Pronto Soccorso dell’AST Pesaro Urbino e coerenza con gli indirizzi nazionali e regionali di riduzione del fenomeno dei medici ‘gettonisti’”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 24 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri, interrogazione n. 237 dei Consiglieri Ruggeri, Seri, Caporossi, interrogazione n. 248 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Questa interpellanza nasce da visite che abbiamo fatto negli ospedali, maceratesi nello specifico, e dal confronto con medici, infermieri, operatori sanitari dei pronti soccorso, dove, in particolare, il problema dei turni scoperti o dei turni infiniti non è una discussione teorica o il tentativo di fare polemica politica, ma una grave difficoltà che pesa ogni giorno su chi lavora, su chi si rivolge al pronto soccorso. Nasce da mesi di ascolto, durante i quali è emersa una sensazione chiara: in molte realtà il sistema pubblico sanitario si regge più grazie allo spirito di sacrificio del personale che alla programmazione che viene effettuata. Quindi, ringraziare e complimentarsi con il personale sanitario è doveroso, ma non può bastare se non si fa nulla per migliorare la loro condizione di lavoro e di conseguenza la qualità delle cure fornite.
Per questo ho fatto un accesso agli atti presso le AST della Regione Marche per capire numeri, costi e dimensioni del fenomeno dei cosiddetti medici gettonisti. I dati parziali, parziali purtroppo, che mi sono stati trasmessi raccontano una situazione che invita a riflettere.
Nell'AST di Pesaro il budget destinato nel 2025 alla copertura dei turni medici risulta superiore a 4 milioni di euro, nell'AST di Ancona superiore a 600 mila euro con 22 medici gettonisti che hanno un costo reale di circa 85 euro l'ora, nell'AST di Macerata risultano, invece, gare milionarie per la copertura dei servizi di pronto soccorso e di emergenza-urgenza, con un valore stimato dell'appalto superiore ai 4,5 milioni di euro.
Anche qui emerge, chiaramente, che il sistema di copertura dei turni, attraverso le cooperative, soggetti esterni, non è più episodico, ma un fenomeno strutturale. Anche la Corte dei Conti ha già richiamato la Regione Marche per una spesa complessiva che nel 2024 ha superato i 16 milioni di euro. Si tratta di una cifra importante che pesa sulle casse pubbliche, senza però garantire la migliore continuità assistenziale, né una stabilità organizzativa.
Quindi, vorremmo capire con questa interpellanza se la Regione Marche abbia una strategia vera per uscire da questa che è oramai una dipendenza strutturale, anche perché l'Assessore Calcinaro, negli ultimi mesi, è più volte intervenuto pubblicamente su questo argomento. Abbiamo letto dichiarazioni in cui si afferma che i gettonisti stanno diminuendo, soprattutto nel pronto soccorso, nel 118, e altre dichiarazioni in cui si annuncia lo stop ai contratti con le cooperative dall’1 luglio 2026. Abbiamo sentito che la soluzione passerà progressivamente dal ricorso alle cooperative a contratti libero professionali individuali, suppongo, mi auguro, con costi inferiori e migliori garanzie. Credo che a queste dichiarazioni debbano, mi auguro, seguire rapidamente risposte concrete, quali assunzioni, ma con quali incentivi, con quale piano straordinario per il pronto soccorso? Come si intendono coprire, ad esempio, i turni delle guardie mediche che rimangono scoperti? Quale strategie per evitare che i reparti continuino a perdere personale?
Il tempo sta terminando, purtroppo, quindi vado verso la fine.
Oramai, dopo 5 anni e mezzo, non ci si può rifugiare nell'argomentazione che la responsabilità è legata all'eredità ricevuta e la domanda che si intende fare, ce lo chiedono i marchigiani, ce lo chiedono gli operatori sanitari e i territori, non conta di chi sia la colpa, è: quali siano le soluzioni pensate e individuate.
Questa emergenza doveva essere già stata affrontata, non si può più rinviare. Lo dobbiamo a chi lavora ogni giorno negli ospedali, lo dobbiamo ai pazienti marchigiani che aspettano risposte e non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni.
Quindi, chiediamo: quale azioni strutturali intenda adottare la Regione Marche, come intenda affrontare l'emergenza dei turni scoperti, se esiste un piano per la progressiva riduzione e regolamentazione dell'utilizzo delle cooperative, dei servizi esterni e se ritenga che il modello che remunera maggiormente il lavoro esterno rispetto al…
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Consigliere Catena, avrei qui la risposta tecnica, però ci tengo un attimo a dare qualche parametro in più. Potrei iniziare a rispondere che prima c'erano una dozzina di pronto soccorso in più e meno affluenza su quelli che oggi abbiamo. Potrei iniziare con questo assunto, che è un assunto matematico, è evidente, non per colpa di nessuno. E’ stata la normativa nazionale che ha portato alla riduzione, però c'è stata, quindi è aumentata la pressione sui pronti soccorso e oggi la vediamo, purtroppo. Dopodiché il “tre cartismo” non dobbiamo applicarlo.
Sappiamo che oggi, fino ad oggi, le cooperative sono state, purtroppo, io dico, un male necessario. Come si copre? Qual è il modo per poter diminuire i gettonisti? Tra i gettonisti e i contratti professionali migliora la copertura economica perché non c'è il costo di intermediazione, fondamentalmente, che ha la cooperativa rispetto al libero professionista. E poi c'è anche la possibilità di scelta. Io individuo quel professionista, che ritengo valido per la mia macchina organizzativa, mentre con le cooperative si acquista una prestazione, ma non si sa da chi. Un giorno potrebbe essere da uno, un giorno potrebbe essere un altro e questo non funziona. Siamo d'accordo?
Poi non sono mie le dichiarazioni che dall’1 luglio non ci saranno più i gettonisti. È la normativa, non sono le dichiarazioni dell’Assessore Calcinaro. Non mi mettete in bocca cose che non…, per favore, sennò qua è un attimo finire nella prossima interrogazione perché l’Assessore Calcinaro ha detto. No, mi raccomando, è la normativa. Dopodiché credo che se non si riuscirà in alcuni ambiti, se sarà uno stato di necessità per cui si dovrà comunque garantire il diritto primario alla salute... Come se ne esce? Non è facile, lo dico subito, ci vorrà tempo, mesi, forse anche anni. Cosa succede? Si può riuscire, anzi dico anche questo, siamo in un momento, checché se ne dica nella dialettica nel Consiglio regionale, di possibile espansione del personale, non di taglio, ma di possibile espansione. però i concorsi per il pronto soccorso spesso vanno a vuoto perché bisogna migliorare la qualità del lavoro. Questa è l'unica possibilità per cercare di trovare una spinta nuova dentro il pronto soccorso.
Migliorare la qualità del lavoro significa prevenire le entrate con codici bianchi e verdi. Su questo ci dovremmo molto lavorare con le Case di comunità e l'informazione ai cittadini, cercando anche di far defluire al meglio i cosiddetti barellati, il fenomeno del boarding. Un fenomeno odioso, lo so, prendo lo spunto anche da quello che diceva la Consigliera Mancinelli. È così, è vero, lo dobbiamo fare, stiamo cercando di iniziarlo a fare con gli Ospedali di comunità, dedicando a chi è stabilizzato una percentuale di possibilità di allocamento. Dovremo continuare a fare anche con quelle assunzioni.
Tra poco arriveremo a dare anche altri spazi e lì sarà coinvolto, per esempio, l'ospedale di Torrette, con la creazione di alcune admission room, che possono essere un filtro tra il reparto di ricovero e il pronto soccorso. Non è facile, non è che tra 4 mesi ci troveremo qui a dire: “Ma aveva detto che si risolveva tutto il problema”. Non è facile, ci vorrà tempo e serietà. Quindi sulle dichiarazioni dell’Assessore Calcinaro…, per favore, non diciamo che l’Assessore Calcinaro ha detto che in 4 mesi risolveva questo. No, posso dire che serviranno anni per cercare di cambiare questo sistema e proveremo a farlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, anche se lei ha risposto all'interpellanza del Consigliere Catena e mi pare non abbia affrontato nel merito le questioni che ho sollevo.
(intervento fuori microfono)
Marta RUGGERI. Lo so, infatti, ma io non ce l'ho con lei.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore, andiamo avanti. Grazie.
Marta RUGGERI. Assessore, non ce l'ho con lei, però mi chiedo: se vengono accorpati tre atti anche di una certa importanza, com'è possibile che il tempo che le viene dato sia sempre lo stesso? Vorrei essere tutelata nella mia possibilità di fare le interrogazioni e di avere anche una risposta, perché questa è la seconda interrogazione a cui non ho risposta. Comunque, non volevo polemizzare con lei, ma questo è un sistema che non funziona, quindi se è possibile e in caso ripresenterò questo tema.
Assessore, le volevo sottoporre una questione di un altro tipo rispetto al mio collega, anche se sottoscrivo esattamente tutto quello che il Consigliere Catena ha detto. Quando abbiamo saputo che dal 1°luglio non si sarebbero più fatti i contratti con le cooperative, ma ogni AST avrebbe fatto contratti con i medici in libera professione... Io non so se lei ha saputo - nella mia interrogazione, l'ho inserito e spero che lei ne prenda visione perché sono questioni, dal mio punto di vista, estremamente rilevanti – che sui social sono comparsi degli annunci che adesso le vado a leggere. Questo mi è stato girato dal personale che lavora nel pronto soccorso e che è abbastanza allarmato perché invece di migliorare la situazione pare che andrà peggiorando. “Ricerca medici pronto soccorso Pesaro, Fano Urbino. Si ricercano medici per attività in pronto soccorso presso i presidi suddetti” Cosa offriamo? “Turni da 12 ore, attività diurna e notturna, collaborazione in libera professione, compenso 75 euro l'ora, requisiti: almeno 3 anni di esperienza in pronto soccorso in Italia oppure specializzazione equipollente (esempio: anestesia, rianimazione, medicina interna, cardiologia o altra equipollente). Si valutano anche medici che lavorano in Italia con decreto abbreviato. Non è richiesta necessariamente l'iscrizione all'ordine dei medici”. Di questi annunci ce ne sono tanti sui social. Allora, se queste sono le persone, se questo è il modo di ingaggiarle e se a queste andremo a fare dei contratti…, se permette, Assessore, mi sento di poter dire che c'è da preoccuparsi…
PRESIDENTE. Tengo ancora una volta a precisare che i tempi sono dettati dal Regolamento interno. Sottolineo anche che la Conferenza dei Capigruppo in relazione agli atti può anche decidere volta per volta di dare dei tempi diversi. Naturalmente in assenza di questo genere di intervento, il sottoscritto continuerà ad applicare il Regolamento per quello che è.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Per replicare.
Mi sembra, ogni volta che ascolto l'Assessore Calcinaro, che la Giunta, di cui fa parte, si sia insediata pochi mesi fa. Sembra che nei 5 anni precedenti ci sia stato qualcun altro a governare la Regione Marche, perché richiama sempre l'idea che in pochi mesi non si possono risolvere problemi strutturali o che vengono da lontano.
Capisco che i problemi vengono da lontano e fin qui siamo tutti d'accordo, ma faccio presente un dato: in riferimento agli altri Paesi europei, l'Italia ha circa un punto percentuale, rispetto al PIL, di spesa pubblica inferiore per la spesa sanitaria, che grosso modo è una cifra che oscilla tra i 20 e i 30 miliardi di euro. Una cifra veramente significativa.
Mi verrebbe da chiedere, vista la filiera che spesso e volentieri acclamate, come mai in questi 5 anni non sia stata messa una risorsa in più per finanziare maggiormente la nostra sanità pubblica, dal Governo nazionale trasferita alla Regione, affinché si potesse disporre di più risorse e magari avere più personale e più servizi. E non capisco, Assessore, se quando lei interviene disconosce l'operato dell'Assessore che l'ha preceduto e che faceva parte della stessa Giunta Acquaroli, oppure opera in continuità. Mi sfugge questo passaggio perché sento come se quello che è stato fatto prima sia sbagliato o come se prima non fosse stato fatto nulla.
Sono passati 5 anni e mezzo, purtroppo, ma non lo dico io, lo dicono i marchigiani che si rivolgono ai servizi sanitari, non si vede un miglioramento, si vede una situazione di grave sofferenza e di grave criticità, che è quello che vivono ogni giorno, non tanto e non soltanto i pazienti, ma anche i medici, gli infermieri, gli operatori che operano nei reparti, che sono in grave sofferenza. Se i servizi non sono ancora al collasso è perché ci mettono del loro, perché fanno turni estenuanti, perché ci mettono una grande passione, una grande professionalità. Però questa roba qua è seria ed ha a che fare con il diritto alla salute e con la salute delle persone.
Noi ci torniamo spesso, come minoranza, su questo tema, che è centrale, che deve interessare questo Consiglio regionale, che dovrebbe interessare la Giunta, per garantire una sanità equa, accessibile, soprattutto a chi ha più difficoltà e non può permettersi altri canali. Quindi, mi auguro che ci sia un salto di qualità, che, purtroppo, fino ad oggi non si è visto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Volevo solo dire che capita, a volte, che non ci sia lei a presiedere e vengano dati agli Assessori, giustamente, dal mio punto di vista, minuti in più. Quindi, o si trova una formula per cui i Consiglieri di minoranza hanno soddisfazione nelle risposte, sennò viene meno la nostra possibilità di fare il nostro lavoro.
La maggior parte delle interrogazioni che da oggi e nelle prossime sedute presenterò, erano in forma scritta a cui non ho avuto risposta, per cui sono stata costretta a trasformarle in risposta orale. Una volta che vengono meno trasformate in risposta orale vengono abbinate ad altri 2, 3, 4, 5 atti precedenti e non ottengo la risposta. Quindi, mi sembra di poter dire che diventa tutto un teatrino e non arriviamo mai ad avere la possibilità di fare delle repliche sui contenuti che gli Assessori - parlo al plurale, anche se è vero che spesso le interrogazioni sono rivolte all'Assessore Calcinaro - ci danno in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Tengo a precisare che - invito i due Vicepresidenti che mi possono sostituire ad attenersi al Regolamento - giustamente, difformità dal Regolamento non possono essere da me condivise perché i regolamenti sono giusti qualora rispettati.
Interpellanza n. 25
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini
“Governance della spesa farmaceutica regionale e sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale tramite allocazione efficiente del payback farmaceutico e del Fondo per i farmaci innovativi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 25 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini .
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. La presente interpellanza, Assessore, si inserisce nel contesto dell'attuale fase di attenzione che il Sistema sanitario regionale sta attraversando sotto il profilo dell'equilibrio economico finanziario, che tra l'altro ha sottolineando il mio collega poc'anzi.
Le dinamiche della crescita della spesa, in particolare nel canale degli acquisti diretti, rendono necessario un approfondimento puntuale sulle modalità con il quale vengono attuate le politiche di governance, in particolare nell'ambito della spesa farmaceutica.
Il quadro nazionale di regolazione della spesa farmaceutica prevede, tra gli altri, gli strumenti di programmazione, contenimento, definizione di tetti di spesa e meccanismi di ripiano degli scostamenti, con specifico riferimento al canale degli acquisti diretti, ambito nel quale si concentra la quota rilevante dell'innovazione terapeutica.
Il sistema prevede il ricorso, ahimè, dico, al payback farmaceutico, quale strumento di compensazione in caso di superamento dei tetti programmati. In tale contesto il decreto legge n. 155, convertito in legge n. 189/2024 e il successivo decreto del Ministro della salute del 4 febbraio 2025 recante “Criteri di riparto del payback farmaceutico” hanno introdotto una nuova metodologia di ripartizione delle quote tra le Regioni, incidendo sulla distribuzione complessiva delle risorse derivanti dal meccanismo del payback.
Accanto a tali strumenti, il legislatore nazionale ha istituito il Fondo per i farmaci innovativi, finalizzato a sostenere l'accesso alle terapie innovative e garantire maggiore omogeneità di trattamento sul territorio. Le risorse del Fondo vengono assegnate alle Regioni in relazione alla spesa sostenuta per tali farmaci, con l'obiettivo di favorire l'equilibrio tra innovazione e sostenibilità.
Con riferimento al contesto marchigiano, l'interpellanza richiama elementi di attenzione in relazione all'andamento della spesa farmaceutica e la necessità di rafforzare la programmazione e la trasparenza nell'allocazione delle risorse.
In base ai dati ufficiali pubblicati dall'AIFA nel periodo 2013-2024, le aziende farmaceutiche hanno versato complessivamente alle Regioni circa 12 miliardi di euro a titolo di payback farmaceutico, di cui 366 milioni destinati alla Regione Marche.
Inoltre, secondo il monitoraggio della spesa farmaceutica, gennaio-dicembre 2024, approvato dall'AIFA, la Regione Marche si colloca tra le Regioni con la più elevata incidenza, Assessore, di scostamento rispetto ai tetti programmati della spesa farmaceutica per acquisti diretti, superando la soglia del 12%. Le risorse derivanti dal payback, una volta acquisite nel bilancio regionale, costituiscono una componente rilevante per le entrate del Sistema sanitario regionale e possono concorrere al finanziamento di priorità essenziali, all'accesso a terapie di più ampio impatto e al contenimento della mobilità sanitaria.
Tuttavia, dall'analisi dei documenti di bilancio e di programmazione, non sono disponibili, e per questo nemmeno chiari, il disaggregato della destinazione delle risorse afferenti al payback farmaceutico, né risultano applicati criteri programmatori, indirizzi di utilizzo riconducibili agli specifici ambiti del Sistema sanitario regionale.
Analoga attenzione viene posta al Fondo dei farmaci innovativi al quale, sulla base dei documenti disponibili, in alcune annualità può registrarsi un utilizzo non integrale o non competente rispetto alle finalità puntuali. L'iniziativa, quindi, si pone l'obiettivo di acquisire elementi di trasparenza, di chiarimento, in merito alla destinazione delle risorse derivanti dal payback farmaceutico e dall'effettivo utilizzo del Fondo per i farmaci innovativi, in modo che si capisca, Assessore, che non entrano queste risorse e possono finire in un contenitore complessivo.
Spero che nella risposta, anche scritta, ci possano essere chiarimenti su questo percorso. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. La Regione Marche dispone di un quadro analitico aggiornato sulle risorse del payback farmaceutico nel periodo 2019-2025, trasferite agli enti del Sistema sanitario regionale.
I meccanismi di payback sono strumenti di ripiano dello sforamento dei tetti di spesa programmati a compensazione nel disavanzo prodottosi dagli acquisti di farmaci. Sotto il profilo dei criteri di riparto, le quote di payback sono assegnate agli enti con apposito decreto dirigenziale in misura proporzionale alla spesa farmaceutica sostenuta nell'anno di riferimento.
I Fondi per i farmaci innovativi erogati da AIFA annualmente dalle Regioni sono trasferiti agli enti con apposito decreto dirigenziale per garantire l'accesso a terapie ad alto valore clinico. Il trasferimento viene effettuato a seguito di una ricognizione puntuale a partire dai registri dell'AIFA, ricostruendo per ciascun ente l'effettivo utilizzo dei farmaci che accedono al fondo con conseguente riassegnazione delle quote in base ai consumi reali.
La Regione applica un meccanismo di tracciamento puntuale di riassegnazione alle strutture che hanno generato la spesa per l'acquisto dei farmaci innovativi, garantendo trasparenza e responsabilizzazione delle direzioni strategiche.
E’, inoltre, in corso di predisposizione la proposta di una specifica delibera di Giunta regionale che disciplini in modo strutturato l'alimentazione del flusso di registrazione delle prescrizioni farmaceutiche erogate in ambito ospedaliero, anche per i farmaci innovativi erogati dagli enti del Servizio sanitario regionale.
La proposta di delibera sarà coerente con il documento di indirizzo del Tavolo nazionale dedicato, di prossima pubblicazione, e fornirà indicazioni puntuali sui contenuti da inserire nel file F, appunto, quello di cui precedentemente si diceva, anche in relazione alla mobilità sanitaria interregionale. L'allineamento agli indirizzi nazionali eviterà disallineamenti e garantirà piena valorizzazione in sede di compensazione.
Con la delibera di Giunta regionale n. 169 del 24 febbraio 2026 negli obiettivi dei Direttori generali - obiettivo 6 - spesa farmaceutica per acquisti diretti - si esclude esplicitamente dal tetto di spesa per i farmaci innovativi al fine di rimuovere così i disincentivi all'adozione delle terapie innovative - credo che questo sia positivo - in particolare nelle aree oncologica, ematologica e delle malattie rare.
Il sistema di governance regionale dell'appropriatezza terapeutica, del monitoraggio e del controllo della spesa farmaceutica è articolato su due livelli integrati, regionale e aziendale. Nella delibera di Giunta regionale n. 1098 del luglio 2025 si sono ridefinite la composizione, le funzioni e le modalità operative della CRAT, che abbiamo reso operativa il 29 dicembre 2025 con decreto dell'ARS, e questo credo che sia molto importante. Insieme alla CRAT, infatti, operano gruppi interdisciplinari per area terapeutica con il duplice compito di elaborare linee di indirizzo regionali e revisionare i centri prescrittori.
La delibera di Giunta regionale del 2025 prevede, inoltre, l'istituzione presso ciascun ente delle Commissioni di appropriatezza terapeutica locale, quindi le CATL, con funzioni di monitoraggio della spesa, audit clinici, valutazione dell'uso off-label e dei casi complessi. Si delinea così un sistema integrato in due livelli, la CRAT e le CATL, per un governo efficace della spesa e un accesso equo e tempestivo alle terapie innovative.
L'obiettivo è rafforzare la responsabilizzazione delle direzioni strategiche per monitorare il pieno utilizzo delle risorse vincolate, a partire da un accesso appropriato e tempestivo alle risorse ad alto valore clinico.
Sul fronte dell'accesso tempestivo alle terapie innovative, l'ARS pubblica sul proprio sito e aggiorna periodicamente i tempi medi di gestione delle istanze e l’inserimento di nuove molecole nel prontuario terapeutico regionale. Dal 2023 al 2025 il tempo medio si è ridotto del 79% per un accesso sempre più rapido dei cittadini marchigiani alle innovazioni terapeutiche autorizzate dall'AIFA. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Assessore, per la ricostruzione.
Attendiamo adesso la proposta di delibera che lei ha citato e che forse vuol mettere un po' di ordine perché in questo momento, non lo diciamo noi, lo dice l'AIFA, lo scostamento sull'utilizzo di risorse dedicate è importante, supera il 12%.
Ecco, attendiamo in Commissione in modo che possiamo riapprofondire, quindi acquisisco la sua risposta per valutare con più puntualità il prossimo provvedimento che avete studiato e che certifica, tra l'altro, questioni che abbiamo posto nell'interpellanza. Per il momento grazie, attendiamo la delibera di Giunta.
Interpellanza n. 26
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Politiche del governo regionale per il superamento dei ritardi nella refertazione e consegna degli esami istologici”
Interrogazione n. 210
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Ritardi nella refertazione di esami istologici ed impossibilità di pianificare gli iter terapeutici”
Interrogazione n. 229
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena
“Ritardo nella refertazione di esame istologico”
Interrogazione n. 234
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Ritardi nelle refertazioni di esami istologici”
Interrogazione n. 275
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Ritardo nella refertazione di esami istologici”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 26 del Consigliere Cesetti, l’interrogazione n. 210 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri, l’interrogazione n. 229 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, l’interrogazione n. 234 del Consigliere Cesetti, l’interrogazione n. 275 del Consigliere Cesetti (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Con quest’interpellanza mi rivolgo direttamente al Presidente della Giunta regionale delle Marche, quale titolare della delega alla sanità. Mi rivolgo a lui perché, in merito alle politiche del governo regionale per il superamento dei ritardi nella refertazione e consegna degli esami istologici, credo che il Presidente della Giunta regionale debba dare corso a quanto da lui promesso al cospetto di quest'Aula e anche per certi versi dinanzi al corpo elettorale.
Sappiamo bene che ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica, una sistematica violazione del diritto alla salute dei cittadini e una drammatica perdita di chance terapeutica per i pazienti oncologici perché il ritardo nella consegna dei referti istologici non è un mero disguido burocratico, è un ostacolo che impedisce di pianificare agli uomini e alle donne di questa regione, che sono in difficoltà, cure vitali, mettendo a rischio la vita dei cittadini marchigiani.
Abbiamo sollevato questa questione fin dal 5 febbraio 2026, con diversi atti ispettivi ed alcuni sono abbinati a questa interpellanza.
Altri casi sono stati denunciati in quest'Aula e voglio ribadire che non c'è un atto che non sia stato generato da una richiesta di un cittadino o di una cittadina, disperati perché non riuscivano ad ottenere gli esami istologici. Cito l'esempio di un concittadino di Montegiorgio, che mi ha autorizzato, non dico il nome, ovviamente, che, operato per un adenocarcinoma gastrico a dicembre, è stato dimesso i primi di gennaio e ad inizio aprile doveva ancora avere il referto istologico. E’ stato prontamente chiamato dopo che ho denunciato il fatto in quest'Aula e due giorni dopo ha fatto la chemioterapia. Questo significa che l'esame istologico è fondamentale per programmare le successive cure. È la differenza che passa tra la vita e la morte e non bisogna essere un medico per capire questo. Pensiamo al tumore al polmone, l’esame istologico è fondamentale, vero, Consigliere Caporossi, anche per le successive cure. Ad esempio 5 anni fa si moriva, tempo di vita 6 mesi, oggi si può vivere e si può guarire, ma si può guarire se si può utilizzare un farmaco innovativo e quel farmaco si può somministrare a chi ha un PDLH superiore al 50%. Per sapere quel PDLH, o come si chiama, bisogna avere il referto istologico, vedere se è necessario programmare l'intervento oppure anticipare l'intervento alle terapie oppure procedere ad asportare il tumore e fare poi la terapia adiuvante.
Questo è quello che è in gioco, è il diritto alla salute quale diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della comunità, delle famiglie. Perché ad un malato oncologico che ha la possibilità oggi di salvarsi, di vivere, di guarire, non possiamo fargli perdere questa possibilità. Allora, bisogna mettere in campo le necessarie politiche. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Torniamo su un argomento molto importante su cui, diciamolo adesso, su varie AST, penso all'AST di Pesaro Urbino, di Ascoli Piceno, anche all’AST di Macerata, la situazione è discretamente sotto controllo. Ovviamente può sempre sfuggire…, penso anche a Torrette, al caso di allungamento. Recentemente un caso di Torrette era apparso su qualche giornale, mi hanno trasmesso la nota, c’era stato un approfondimento fino al terzo livello. Effettivamente era un caso di difficile diagnosi, quindi a volte ci possono essere queste situazioni. Di certo, lo dico senza, problemi, si sono verificate da tempo, da mesi, difficoltà nell'AST 4 e nell'AST 2. Questo è indubbio, non ho mai, assolutamente, detto il contrario. Per ovviare a queste situazioni, che vengono dall'arretramento rispetto alla convenzione con Torrette, che vengono dalla mancata iniziale proroga dei medici pensionati che sorreggevano entrambe le AST…, ve lo dico, comunque, gli anatomopatologi non si trovano, purtroppo, quindi dobbiamo far fronte anche a questa situazione.
Le due AST piano piano sono riuscite a mettere degli strumenti correttivi per quanto riguarda le politiche del personale, sono partiti dei concorsi, che speriamo tutti possano avere una partecipazione, sia il reperimento dei cosiddetti Coco.pro, riusciti entrambi, che l'allargamento rispetto alle convenzioni con le AST confinanti, Ancona con Pesaro e Fermo con Ascoli Piceno, anche con procedure molteplici di affidamento esterno, specie per una parte del pregresso.
L'affidamento esterno ha comportato una prima fase, cosiddetta sotto soglia, per poter partire velocemente e poi una seconda fase che segue i criteri di una gara più ampia, con budget più ampi ed avere una risposta più sistematica.
Oggi, fortunatamente, sebbene nella difficoltà iniziale, entrambe le AST hanno una produzione messa a lavorazione molto più elevata dell'inizio della criticità, diciamo molto più elevata di 8 mesi fa, tale anche da andare a coprire tutto il pregresso, ovviamente in un periodo dovuto. Mi dicono da entrambe le AST che le urgenze, quelle che devono essere refertate entro i 12 giorni, vanno sempre evase. Questo è quello che mi dicono adesso, perché stiamo andando con il supporto esterno, quello partito con gli affidamenti diretti. Stanno andando ad una velocità maggiore perché i laboratori interni vengono sgravati da una parte del pregresso, che viene affidato all'esterno.
Continuiamo ovviamente a monitorare, anche cercando ulteriori affidamenti, sempre per la parte pregressa, supporti esterni che possono far ritornare alla ciclicità, che oggi si regge...
Ho controllato personalmente, oggi Fermo, per esempio, sta sviluppando 200 casi a settimana, quando fino a poche settimane fa la produzione era un terzo. Quindi, si sta da questo punto di vista migliorando, ma bisogna…
PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Tempo, Presidente?
PRESIDENTE. Se vuole ha 3, 6, 9, 15 minuti. Prego.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. No, meno, per sapere.
Assessore Calcinaro, su questa vicenda fate quello che ritenete, nell'urgenza e nell'immediato dateli all'esterno, con affidamenti diretti, fate quello che volete, assumete il personale in modo straordinario.
È vero che non ci sono gli anatomopatologi, come si chiamano, ma anche i tecnici, mancano i tecnici che fanno i vetrini. Allora, fate quello che ritenete, ma consegnate questi referti subito, almeno nel rispetto dei cosiddetti manuali di accreditamento, altrimenti, oltre che a mettere a repentaglio la vita dei pazienti, esponete il Sistema sanitario regionale a responsabilità di ordine penale oltre che di risarcitorio. Sapete che la perdita di chance terapeutica è un danno, anche grave e su questo bisogna intervenire.
Che chiediamo nell'interpellanza? Quali politiche? Lo stesso Presidente all'atto dell'insediamento diceva che bisognava rivedere il Piano socio-sanitario, gli atti aziendali per dare maggiore personale agli enti del Servizio sanitario regionale. Sono parole del Presidente Acquaroli, che ringrazio in questo momento di essere presente perché questo è un tema di straordinaria importanza, che tra l'altro espone anche la sanità regionale, e questo è ingiusto ed ingeneroso, alle critiche a livello nazionale. Di questa vicenda se n'è occupata Fanpage, se n'è occupata “l’Aria che tira” della 7, che ha intervistato delle persone. Io non mi sono fatto intervistare, volutamente.
Si espone ingiustamente il sistema a critiche, censure e questo non è giusto. Bisogna intervenire subito. Certo che è stato fatto, da quando noi abbiamo sollevato il caso, ne do atto, l'Assessore si è impegnato in questa direzione, ma non basta. L'Assessore sa che qualche volta gli ho consegnato le interrogazioni brevi manu, dopo fatte, dopo depositate.
Nell'interpellanza mi rivolgo al Presidente perché è lui il titolare della delega alla sanità, il Presidente Acquaroli. Il Presidente della Giunta regionale è il responsabile delle politiche regionali e quella sanitaria è la principale politica regionale e non può lamentarsi l'Assessore se è costretto a rispondere ogni volta. Certo, lo capisco, è un impegno gravoso, è un impegno gravoso perché è la prima competenza che riguarda tutti i cittadini, l'80% del bilancio. Qualche volta, ad esempio, il Presidente potrebbe anche sollevare l'Assessore da tante incombenze e dare una mano, magari dando seguito a quegli impegni che ha preso in quest'Aula. E quello degli esami istologici è di fondamentale e straordinaria importanza, esploso recentemente a causa della carenza di personale. Su questo, ripeto, lo dissi tempo fa, a febbraio, è ovvio, l’Assessore Calcinaro c'è da 6/7 mesi, su questo che gli vogliamo dire. Forse, magari, quando a dicembre faceva gli annunci del personale…, oggi mi ha detto della determina, che però è del 25 maggio, che, guarda caso, era ieri, se non vado errato, Poteva essere fatta prima e magari il personale poteva essere reperito per le anatomie patologiche oppure qualche affidamento esterno poteva essere fatto anche prima e magari quei cittadini non avrebbero subito le conseguenze di quei ritardi.
Questa Giunta esercita la delega alla sanità da settembre del 2020 e la delega alla sanità va esercitata senza soluzione di continuità e non è che ogni volta possiamo ricominciare da capo. Non è possibile ricominciare da capo ogni volta e allora su questo bisogna intervenire, intervenire tempestivamente.
Ripeto, do atto dello sforzo personale dell'Assessore, ma è disorganico e la dimostrazione che sia disorganico è data dal fatto che ad Ascoli Piceno non ci sono problemi, a Pesaro non ci sono problemi, tant'è che pare che processino, si chiama così, gli esami di altre realtà.
I problemi sono gravissimi ad Ancona, a Senigallia (centinaia di ritardi), a Jesi, a Filottrano, che ha avuto anche, diciamo, il resoconto sulla stampa. Fermo, non ne parliamo, bastano soltanto i casi che ho citato in queste interrogazioni. E’ questo che è disorganico. Allora, cerchiamo di ricondurre la gestione della sanità. Non è che chi è residente a Fermo o ad Ancona può essere svantaggiato rispetto a chi è residente a Pesaro. Questo non è possibile.
Ci vuole un disegno organico che abbracci tutta la Regione, altrimenti bisogna rivedere la legge regionale. Noi diciamo, ad esempio, del ruolo importante che svolgeva l'ASUR, che, se vogliamo, aveva anche una stanza di compensazione rispetto alle disuguaglianze che c'erano nella Regione. Invece oggi con la personalità giuridica le 5 Aziende sanitarie operano ognuna per sé ed è evidente che queste disuguaglianze si acuiscono, specialmente se non diamo le risorse per esercitare l'autonomia organizzativa e giuridica. Non c'è più l'ASUR, di questo dobbiamo parlare, quali politiche dobbiamo mettere in campo?
Questo è, ripeto, un tema centrale perché c'è di mezzo la vita delle persone, c'è di mezzo la vita delle persone e non bisogna essere un medico. Tant'è che ho scritto anche al Ministro della sanità che, attraverso i NAS, deve intervenire. Deve intervenire se nelle Marche non si riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza, questo è uno, se non riesce ad abbattere questa lista di attesa, la lista d'attesa più pericolosa, signori, la sanità marchigiana può essere anche commissariata, quindi, deve intervenire il Ministro della salute perché questa cosa non può essere. Ripeto, mi riservo, se la questione non si risolve brevemente…
Adesso trasformerò, perché non sono per niente soddisfatto, questa interpellanza in mozione, ai sensi dell'articolo 137, comma 7 del Regolamento interno, quindi dovrà essere iscritta, credo, nella prossima seduta. La trasformerò in mozione così potranno parlare tutti, anche chi ha una maggiore competenza tecnica, se vogliamo, rispetto a me. Ci sarà una discussione e potremmo ascoltare quali sono le politiche della Giunta regionale per abbattere questo dramma, perché è un vero e proprio dramma, in modo organico su tutta la Regione e magari indicare quali dovranno essere le conseguenti politiche. Non si può andare avanti così, non si può andare avanti in questa situazione. Grazie.
Elezione di un rappresentante nell’Assemblea dell’Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT) in sostituzione del dimissionario
(Statuto AMAT, articolo 7) - (voto limitato a uno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione di un rappresentante nell’Assemblea dell’Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT) in sostituzione del dimissionario,
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo candidato e che l’Assemblea legislativa, nel votare, prende atto delle risultanze istruttorie, comprese quelle contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati. Il Consigliere Segretario Ausili procederà con la chiama. Indico la votazione a scrutinio segreto.
(Il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)
Comunico l’esito:
Votanti n. 30
Voti validi n. 20
Schede bianche n. 10
Schede nulle n. 0
Hanno ricevuto voti:
Luciani Catia n. 19
Cesca Massimo n. 1
PRESIDENTE. Proclamo eletta rappresentante nell’Assemblea dell’Associazione Marchigiana Attività Teatrali (AMAT) Luciani Catia.
Al questo punto procediamo con le mozioni. Manca la Consigliera Vitri, la chiamate? Mancano la Consigliera Vitri e l'Assessore Baldelli. L’Assessore Baldelli non c'è, non si fa la mozione .
Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Mozione d'ordine, io ci sono. Mi stanno dicendo che forse non si discute la mia mozione perché manca l'Assessore Rossi. Non so, chiedo. Però la mia mozione non riguarda l’Assessore Baldelli, ma l’Assessore Rossi.
PRESIDENTE. L’Assessore Rossi non c'è.
Micaela VITRI. Per me si può discutere comunque.
Mozione n. 35
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Emergenza lupi nella provincia di Pesaro e Urbino”
Interrogazione n. 113
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Piano regionale di gestione del lupo (Canis lupus): quadro normativo, criteri tecnico-scientifici e strumenti di gestione nel rispetto della tutela animale”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 35 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti e l’interrogazione n. 113 del Consigliere Nobili (abbinate)
Ha la parola l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Non nel merito. Devo chiedere ai sottoscrittori di questa mozione di ritirarla perché tutto quello che avete chiesto nei fatti si è già avverato, nel periodo intercorso da quando l'avete depositata.
La Giunta regionale ha fatto tutto quello che sta scritto qui, è pleonastica, veramente, sarebbe tempo perso.
Vi invito…, poi, se volete, parliamo di questa mozione, ma è del tutto superata.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Assessore. Effettivamente ho presentato questa mozione il 24 dicembre, però non è colpa mia se i lavori dell'Aula spesso vanno a rilento.
Ad ogni modo, la mozione impegnava la Giunta per sei precise azioni, che a me non risulta siano state tutte messe in pratica al 100%, a differenza di quello che lei ha dichiarato, per cui possiamo discuterla comunque, almeno riferirà e avremo modo di votarla.
Colgo l'occasione per precisare che questa mozione presentata a dicembre chiedeva alla Giunta regionale di prevedere nei bandi di gara, negli affidamenti e nelle convenzioni della Regione, aspetti…, scusi, ho sbagliato atto.
La mozione prevede sei azioni precise negli interventi a tutela della fauna selvatica e non mi risulta che siano stati attuati tutti. Impegnava la Giunta ad avviare un piano di gestione e monitoraggio dei lupi, aggiornato e basato su dati reali, che tenesse conto dell'aumento degli avvistamenti anche vicino ai centri abitati. Ecco, il piano l'ho visto, ma non mi risulta che siano così precisi e dettagliati i numeri che avete dato, soprattutto i riferimenti relativi alle vicinanze ai centri abitati. Poi impegna la Giunta a rafforzare misure di prevenzione e protezione del bestiame, sostenendo l'adozione di strumenti efficaci di dissuasione. Anche su questo la mia mozione può essere un'occasione per confrontarci, discutere e riferire anche a tutte le persone interessate cosa effettivamente avete fatto, come avete finanziato gli strumenti di dissuasione (ad esempio reti metalliche, appositi dissuasori ), quali sono gli interventi, quante risorse ci avete messo - potrà dircelo – e, magari, visto che avete già fatto tutto, votare la mia mozione sarebbe un bel segnale.
Terzo, impegna la Giunta ad adeguare la normativa regionale estendendo i risarcimenti agli allevatori e ai cittadini per ogni eventuale incidente con i lupi, rendendoli rapidi e adeguati. Sì, questo l'avete fatto, lo riconosco, avete adeguato la normativa, anche se non so fino a che punto i risarcimenti siano rapidi. Poi impegna la Giunta regionale a coinvolgere amministratori locali, associazioni di categoria, esperti, associazioni ambientaliste per affrontare il problema in modo condiviso e responsabile. Questo non può dirmi di averlo fatto totalmente perché non sono stati coinvolti assolutamente tutti i portatori di interesse, per cui, Assessore, non vedo perché dovrei ritirarla. E’ un'occasione in più per approfondire un tema che probabilmente merita maggiore attenzione, anche se riconosco il suo impegno, riconosco alcune azioni messe in campo, compresa quella, ad esempio, del risarcimento in caso di incidente stradale per danni da lupi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Allora, i dati ufficiali che sono in capo alla Regione Marche…, Consigliere, farei una fotocopia perché è inutile che le legga tutti i numeri che classificano i danni e via dicendo.
Il secondo punto: “se la Regione Marche sia in possesso di un piano sfruttato di monitoraggio”. Lei saprà che a gennaio di quest'anno l'Unione europea, per la verità lo scorso anno, il Governo l'ha recepito a gennaio di quest'anno, ha declassato il lupo da specie particolarmente protetta. Questo significa che si va in deroga con i piani di controllo in base a quanto stabilito la legge 157/1992.
La Regione Marche si è immediatamente attivata, da una parte per mettere insieme una squadra di esperti che avvii il piano di monitoraggio e il piano di controllo della specie lupo. Voglio dire in premessa, a scanso di ogni equivoco, che la Regione Marche non intende abbattere nessun capo di lupo, anche perché la quota segnata dall'ISPRA è solamente di 8 capi, che è risibile e non risolverebbe in alcun modo il problema.
La Regione Marche ha immediatamente aperto un capitolo di bilancio per dedicare al piano di controllo e monitoraggio della specie lupo, investendo 150.000 euro, che sono il minimo sindacale per avviare il monitoraggio di una specie così complessa e con comportamenti molto particolari. Ricordo che il lupo in una notte può fare anche diverse decine di chilometri, quindi, il monitoraggio e il censimento di una specie così complessa richiede formule più moderne, posto che i numeri del precedente censimento sono, a nostro avviso, di molto inferiori al a quanto stabilito e a quanto oggi rendicontato.
Domanda numero 3: “Quali sono i criteri e quali procedure la Regione intende adottare per qualificare…”. Ci siamo insediati il 27 ottobre e pochi giorni dopo, l'11 novembre, abbiamo scritto una PEC a tutti i Sindaci delle Marche a firma del sottoscritto e dell’Assessore all'ambiente Consoli, raccomandando l'applicazione del protocollo ISPRA.
Il protocollo ISPRA è estremamente puntuale, spiega tutti i comportamenti che un pubblico amministratore deve mettere in atto rispetto alla specie lupo, soprattutto quando questo diventa confidente. Il primo comportamento, spesso disatteso da diverse amministrazioni, con il quale siamo dovuti ritornare alla carica, è quello di fare in modo, lo dico in maniera slang, che le città non si trasformino nei ristoranti dei lupi. Cosa voglio dire con questa espressione? Che i lupi si avvicinano alle città perché trovano nella frazione umida fuori dai cassonetti e nelle crocchette lasciate in posti impropri e in orari impropri nelle colonie feline – che sono delle possibili prede e pasti per la loro sussistenza - motivo di attrazione. Ci siamo raccomandati perché al primo punto del protocollo ISPRA c'è questa raccomandazione, quella che le città siano sgombre da motivi di attrazione per la specie. Guarda caso, laddove il protocollo e le ordinanze dei Sindaci sono state emesse e fatte rispettare i lupi sono scomparsi dai centri abitati.
Noi dovremmo abituarci a convivere con questa specie perché non è eradicabile. Dobbiamo cercare di farlo vivere nei luoghi più vocati. Non penso che sia da paese civile avere i lupi nei parchi cittadini per “N” ragioni. Quindi, laddove ci sarà la necessità interverremo in maniera non cruenta per spostarlo nelle zone vocate e poi la natura si comporterà come meglio crede, perché gli altri branchi che sono in quelle zone avranno il loro naturale sviluppo.
PRESIDENTE. Ha bisogno di un altro minuto per concludere? Diamo 2 minuti all'Assessore così conclude il ragionamento. Prego, Assessore.
Giacomo BUGARO. Stavo dicendo che ci siamo attenuti pedissequamente al protocollo ISPRA in tutti i passaggi perché è stato redatto in maniera esaustiva e contiene tutte le indicazioni per poterci comportare e per dare supporto alle amministrazioni locali per gestire in maniera corretta ed equilibrata questa specie.
Una raccomandazione fa la Regione, la fa non solo agli amministratori locali, di tenere, come dicevo prima, le città in maniera corretta, la fa anche ai singoli cittadini, che troppo spesso danno da mangiare ai lupi. Abbiamo avute decine di segnalazioni. I lupi sono animali che diventano confidenti. L'animale va dove trova la comodità, dove trova da mangiare e nessuno gli dà fastidio. Il lupo, tra l'altro, è in cima alla catena alimentare, quindi, quanto di meglio trovare comfort in un parco cittadino con qualcuno che gli dà da mangiare.
Consigliere Nobili, ho parlato e ho sollecitato anche le associazioni animaliste, ci siamo incontrati, abbiamo fatto un confronto molto approfondito, anche lei le solleciti perché certi comportamenti non sono compatibili con la giusta maniera di trattare questa specie.
Colgo l’occasione per rispondere anche alla Consigliera Vitri.
Prendo le domande.
Avviare il piano di gestione, avviato, smarcato e finanziato.
Rafforzare le misure di prevenzione. Le misure di prevenzione ci sono e anche quelle di carattere economico sono sufficienti al momento. Le ricordo che lei stessa ha votato la modifica della legge per quanto riguarda la prevenzione, che è in capo agli ATC. Il famoso 80-20, comma 3 dell'articolo 41 della legge regionale 7/1995, che prevedeva una quota fissa nel 55%, che la quota del fondo assegnato agli ATC fosse 80-20.
Danni e prevenzione. Abbiamo sbloccato, rendendo flessibile la possibilità ad ogni singola ATC, in base alle necessità di ogni singolo territorio, di poter intervenire. Questo è smarcato.
Rafforzare la prevenzione. L’ho già detto.
Adeguare la normativa regionale, fatto anche questo. Abbiamo modificato la legge 7/1995 e i danni del lupo verranno risarciti anche per gli incidenti stradali. Fatto.
Coinvolgere gli amministratori locali. Abbiamo scritto diverse PEC a tutti gli amministratori locali. Su mia richiesta, i Prefetti hanno convocato nelle Prefetture riunioni, alle quali ho partecipato anch’io, laddove possibile, con tutti gli amministratori locali, facendo – permettetemi la parola - un corso di spiegazione del protocollo ISPRA. Alle riunioni hanno partecipato anche le associazioni animaliste e ambientaliste.
Penso che le condizioni che lei ha posto siano state tutte quante soddisfatte. Per questo le ho detto che questa mozione è superflua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Molto brevemente. Ringrazio l'Assessore Bugaro perché ha fornito una risposta che mi sento di considerare sufficientemente esaustiva. Credo che sia stata un'occasione, sia la discussione sulla mozione che la risposta all'interrogazione, per affrontare una problematica che in questo periodo dell'anno avvertiamo molto meno, ma che ha occupato e interessato l'opinione pubblica in maniera abbastanza intensa nei mesi precedenti. Immaginiamo che con la fine della stagione estiva e con l'avvicinarsi dell'autunno e dell'inverno ciclicamente il problema si porrà di nuovo, ma ci troverà meno impreparati di quanto lo fossimo qualche mese addietro. Credo che sia stata un'occasione per approfondire un tema.
Vogliamo davvero credere che la Regione Marche svolgerà un ruolo di coordinamento rispetto alle competenze, che, inevitabilmente, ricadono sui Comuni.
Prendiamo atto della decisione relativa alle formule di risarcimento per i danni causati dai lupi con l'individuazione di un fondo dedicato. Così come ho registrato le parole dell'Assessore Bugaro che hanno escluso la prospettiva dell'abbattimento dei lupi nel nostro territorio – il richiamo alle indicazioni ISPRA - così come la cattura selettiva che rimane estrema ratio, che è davvero la possibilità più invasiva per quanto riguarda il rapporto con questi animali, che, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, si trovano a vivere situazioni di confidenza con le nostre realtà.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Attendo che mi venga trasmesso il report che l'Assessore Bugaro ha illustrato per fare poi gli opportuni approfondimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Procediamo con la discussione.
Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Prendo atto del fatto che il tema è considerato superato dalle colleghe e dai colleghi Consiglieri.
Ribadisco, avevo presentato il 24 dicembre questa mozione, non vedo il motivo per cui debba ritirarla, anzi, a maggior ragione va votata se l'Assessore Bugaro, come dice, è convinto di aver fatto tutto ciò che chiedevo.
Innanzitutto mi fa piacere perché significa che i miei suggerimenti erano giusti, adeguati, pertinenti, dato che da quello che mi ha risposto ha fatto tutto ciò che io chiedevo, punto per punto.
Secondo, questa era l'occasione per riferire in Aula, visto che è la sede istituzionale idonea al confronto, anche a riferire a cittadini e cittadine e non un'intervista, un comunicato stampa, che ovviamente è uno strumento in più. E’ questa la sede idonea, quindi non vedo perché non dovremmo parlarne.
Abbiamo un atto ispettivo depositato a dicembre e secondo l'Assessore Bugaro, da quanto riferito, è stato fatto tutto, per cui votate la mia mozione, che servirà evidentemente a lasciare traccia di quanto proposto, di quanto fatto, di quanto continuare a fare.
Anche se, Assessore Bugaro, mi permetto di aggiungere, non ci ha detto ancora nulla relativamente alle risorse disponibili, non in base ai risarcimenti 80-20. Ovviamente ho capito il sistema di risarcimento, l'ho votato anch'io. Ad esempio, su eventuali bandi per la prevenzione e la protezione del bestiame poteva riferirci qualcosa. E’ il mio secondo punto, vorremmo sapere quante sono le risorse messe in campo dalla Regione. Se può, dato che siamo in una fase di confronto, può essere utile. Le dico anche questo con spirito di massima collaborazione. Abbiamo iniziato ad affrontare questo tema a dicembre, eravamo in piena emergenza, c'era molta preoccupazione tra agricoltori, allevatori, cittadini. C’è chi ha visto sterminati completamente capi di bestiame, ovini soprattutto, quindi i danni sono stati ingenti, per cui è importante anche far capire quali sono le risposte della Giunta, nel caso in cui l'anno prossimo, da novembre, dovessimo ritrovare lo stesso problema, quindi, capire come la Giunta intenderà affrontarlo prossimamente.
Chiedo di votare la mozione, magari di votarla all’unanimità per ciò che mi ha detto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Credo che l’Assessore, come ha detto in premessa, ci ha dato tutte le informazioni che doveva darci relativamente alle interrogazioni e alla mozione proposte. Le è rimasto semplicemente, visto che ha fatto tutto, l’unica cosa che poteva fare, di presentarsi qui in Aula vestito da Cappuccetto Rosso, però questo l’abbiamo evitato.
La questione del metodo che viene giustamente sollevato dalla Consigliera Vitri lo appoggio in pieno perché noi come maggioranza abbiamo pochissime mozioni, non riusciamo mai a discuterle, Presidente Rossi, non abbiamo ritardi di 3 o 4 mesi, perché discutiamo sempre ed esclusivamente le mozioni della minoranza. In Conferenza dei Presidenti di gruppo avevo sollevato la questione del diritto della maggioranza, la protezione della maggioranza su interrogazioni e mozioni, ma purtroppo non è scattata perché il Regolamento non lo prevede. Qualcosa prevede, ma a favore delle minoranze, quindi figuriamoci.
Se questa mozione e relative interrogazioni fossero state discusse a dicembre, penso che, a cominciare l'Assessore Bugaro che non vota, ma anche il Presidente Acquaroli, l’avremmo votata perché avevamo tutti l'intenzione di risolvere in questa maniera. Una volta che la questione è stata risolta non ha senso, per un motivo semplice: se voto una mozione che impegna la Giunta a fare le cose che ha già fatto, all'esterno apparirà come se la Giunta non le avesse fatte e questo non è possibile, è un'incongruenza in termini cronologici. Quindi, da questo punto di vista siamo costretti a bocciare una mozione che avremmo approvato 4 mesi fa. Il buon senso da parte della minoranza sarebbe stato quello di dirsi soddisfatta, come avete detto, delle risposte ottenute. La mozione superata nei tempi è stata discussa, quindi, grazie perché l'avete presentata, grazie perché avete presentato le interrogazioni, grazie perché l'Assessore ci ha dato l'opportunità di avere un'informativa importante sull'argomento, però è fuori luogo, pacchiano, votare una mozione su cose già realizzate. Grazie.
PRESIDENTE. Intervengo nella discussione dicendo che non voterò la mozione, non perché non sia d'accordo, eccetera, perché alcune misure sono state adottate, ma perché la vedo in maniera diversa. Io sono a favore degli abbattimenti, come previsto… Ridete, ridete, gli agricoltori o le persone che subiscono danni o aggressioni ad animali d'affezione ridono di meno. Stanotte un lupo ha ucciso due gatti nella periferia immediata di Cagli.
Le linee guida dell'ISPRA, che non sono le linee guida di Giacomo Rossi, prevedono tassi d'abbattimento che vanno dal 3% al 5% della popolazione di lupi, come ha chiesto anche il Trentino Alto Adige. Tra l'altro, c'è stato il ricorso delle associazioni ambientaliste al TAR che è stato respinto. Sulla materia il sottoscritto è molto ferrato.
La normativa nazionale ci dà questa possibilità e il mio invito, che non è l'invito di oggi, ma quello di sempre, è di procedere anche con l'abbattimento degli 8 capi, che chiaramente sono insufficienti per la popolazione globale, ma è ovvio che è un inizio. Un inizio che va contro ad una mentalità ideologica che prevede di non toccare questo animale, nemmeno quando va a creare problemi seri agli uomini, non solo agli allevamenti, anche agli uomini e agli animali di affezione. Basta aprire il giornale e vedere che la situazione è diventata seria.
Io non credo molto agli spostamenti, anche perché un lupo si sposta anche di 30 chilometri al giorno. Poi una cosa: gli spostamenti dove li facciamo? I lupi che sono ad Ancona li spostiamo nell'entroterra? Per quale logica? O forse i lupi dell'entroterra sarebbe meglio spostarli ad Ancona? Non credo a soluzioni che non rappresentano soluzioni definitive.
Ringrazio l'Assessore che, comunque, ha aperto il monitoraggio, ha aperto anche ai risarcimenti per gli incidenti stradali, ha già fatto tanto, ha fatto quello che magari in passato non è stato fatto. Siccome la normativa europea è cambiata, la normativa nazionale ha recepito la normativa europea, quindi non si sta parlando di qualcosa di illegale, si sta parlando di qualcosa che è previsto dalla legge. Come c'è la selezione alla volpe, c'è la selezione al cinghiale, c'è la selezione ad altre specie, che evidentemente sono in sovrannumero e creano problemi all'uomo. Tanto più deve, secondo il sottoscritto, essere aperta la selezione anche a questa specie, tanto più quando gli attacchi sono cronicizzati, tanto più quando c'è pericolosità.
Vi invito anche a seguire i diversi incontri pubblici che sono portati avanti sul territorio, in cui vengono forniti anche i dati della questione, che è seria. Capisco che una persona che parla in maniera molto franca e dice quello che tanti cittadini vogliono sentirsi dire, viene qualche volta derisa, ma al sottoscritto non interessa. non sono qui per fare demagogia o per accaparrarmi i consensi di chi crede ancora che il lupo sia il lupo delle fiabe.
Al sottoscritto interessa fare gli interessi dei cittadini. L’interesse dei cittadini significa tutelare coloro i cui animali da compagnia hanno subito un’aggressione; significa tutelare i tanti allevatori che sono stremati dalla situazione; significa tutelare i cittadini di Vallato di Fano che hanno visto sparire tutti i gatti. Significa tutelare i cittadini di Cesano di Senigallia che hanno avuto, addirittura, aggressioni nei confronti di uomini, che sono state anche testimoniate; significa tutelare i cittadini di tante aziende agricole che subiscono quotidianamente le aggressioni di questa specie, le quali, purtroppo, non hanno risposte dalla politica.
Vogliamo dare le risposte ai cittadini. L'ISPRA ci dà la possibilità di fare otto abbattimenti. Questi otto abbattimenti vanno fatti. Sono abbattimenti insufficienti, ma sono un cambio di passo contro un'ideologia che ci vede non intervenire.
La Svizzera, come ben conoscete, è il Paese più civile, probabilmente, del mondo ed interviene in maniera seria sulla questione da anni, ma da anni anche la normativa ci dà in alcuni casi la deroga. Per carità, ora c'è una deroga alla normativa europea molto più forte e qui bisogna intervenire, sennò si continua sempre a parlare del nulla e ci si meraviglia. Si fanno le ordinanze e si dice ai cittadini di non lasciate il mangiare dei gatti fuori delle case, per carità, però non è questa la soluzione. Che nel 2026 dobbiamo essere schiavi nelle nostre città, non poter portare un cane fuori o lasciare i nostri animali domestici fuori perché c'è il lupo che li mangia. Questa è la realtà che attanaglia tante città, tra cui Ancona. E’ una situazione assurda.
Bisogna avere il coraggio di intervenire, ci sono dei momenti in cui la politica deve avere coraggio ed è il coraggio, che a me sembra normalità, che di fronte a quest’Assemblea oggi dimostrerò e non voterò la mozione perché io vorrei altro.
Vorrei altro, vorrei un'azione definitiva sulla questione, l'azione che sta portando avanti in maniera egregia il Trentino Alto Adige e probabilmente lo porterà avanti anche qualche altra Regione.
Chiedo che la situazione sia risolta o meglio ci sia un avvio definitivo alla risoluzione del problema. Grazie.
Ha la parola l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Utilizzo una frase che può essere d'aiuto sia al Vicepresidente Rossi che alla Consigliera Vitri: tutto quello che non è contato non può essere migliorato. Questo vale per quanto ha detto comprensibilmente il Vicepresidente Rossi, sia per quanto concerne la richiesta di risarcimento danni. Se non ho contezza di quale sia la dimensione del problema, non ho gli strumenti e non posso mettere in campo le strategie per cercare di arginarlo o di risolverlo. Uno.
Due, le do un ulteriore dato, lei ha replicato dicendo di non conoscere le misure, le quote e via dicendo, ma se io non ho dimensione di quant'è l'ammontare del possibile danno, non posso appostare delle risorse, anche perché il danno da lupo è risarcibile da un mese a questa parte.
Il comma 4 dell'articolo 41 della legge regionale 7/1995 prevede per i danni da fauna selvatica uno stanziamento extra rispetto al fondo previsto dal comma 3. Questo perché il legislatore nel corso degli anni si è reso conto che il fondo che si forma con le tasse venatorie, pagate dai cacciatori, che sono poco più di 1 milione all'anno, sta scendendo in maniera preoccupante in quanto il numero dei cacciatori sta diminuendo in maniera preoccupante. E qui apriremo tutto un altro discorso per quanto riguarda la gestione del territorio agro-silvo pastorale perché da una parte calano i cacciatori e le risorse, dall'altra c'è meno gestione, quindi aumentano gli animali selvatici, aumentano i danni. C'è una sperequazione fra le due cose e fra un po', lo dico pubblicamente, le Regioni saranno chiamate a pagare dei cacciatori professionisti per gestire il territorio perché ci troveremo gli animali selvatici, esattamente come già avvenuto in questa regione, ex Sindaco di Ancona, qui dietro, nel giardino, dove c'era una colonia di cinghiali, un branco di cinghiali.
L'altro giorno abbiamo svolto a Montelupone con un faunista un interessantissimo incontro, nel momento in cui l'uomo ha antropizzato il territorio, anche le coltivazioni hanno modificato le foreste, i boschi e via dicendo, gli animali modificano il loro comportamento. Tant'è che noi andremo a modificare il Regolamento 3, quello che gestisce gli ungulati, che prevedeva inizialmente, quando è stato fatto nel 2012, tre zone A, B e C, fortemente evocato, normalmente evocato, eradicazione e andremo probabilmente a uniformare, ad unire le zone A e le zone B. Sa perché? Perché una volta, 10-15 anni fa, i cinghiali e anche i lupi che c'erano stavano essenzialmente nella parte montana della nostra regione. Oggi, viceversa, la maggiore presenza è nella zona collinare e costiera perché trovano il ristorante, quello che io banalmente chiamo il ristorante, trovano le condizioni per non essere attaccati e per poter vedere la loro necessità di alimentazione soddisfatta.
Oggi la Regione Marche si è dotata di tutti gli strumenti normativi per poter gestire questo problema. Ma prima di gestirlo in maniera efficace, come auspica il Vicepresidente, bisogna conoscere l'entità del problema, tutto quello che non può essere contato, non può essere migliorato. Oggi siamo nella fase di lancio del piano di gestione, che è lo strumento principe, e annuncio che ieri abbiamo chiesto al Servizio bilancio e all'Assessore al bilancio di istituire nel prossimo assestamento di bilancio una voce apposita con le giuste risorse per redigere il nuovo piano faunistico regionale, che è scaduto da un anno. Quindi, abbiamo messo in campo tutte le risorse e tutte le attività per gestire al meglio questi fenomeni, che sono fenomeni della natura e che devono essere gestiti con equilibrio, con buon senso, sempre con l'augurio che non accada nulla che non deve accadere. Volete che ve la spieghi meglio? Abbiamo fatto diversi incontri in questi mesi con etologi di fama nazionale e non c'è nessuno che ha escluso che possa accadere qualcosa ad una famiglia in estate, che va a fare un picnic in montagna e magari il bambino di 2 anni va dietro un cespuglio. Non un etologo ci ha detto che lo possiamo escludere. È successo. Guardate, gli animali modificano i loro comportamenti, esattamente come ho accennato prima.
Chi conosce la natura, chi frequenta i boschi, chi frequenta i campi, chi frequenta la campagna, sa perfettamente quali sono i fenomeni adattivi. Penso allo specie del colombaccio. 20 anni fa, quando un cacciatore abbatteva un capo di colombaccio era un evento. Sapete quanti colombacci sono stati abbattuti la scorsa stagione nella sola provincia di Macerata? Oltre 10.000. Sapete quali sono le maggiori telefonate che ricevo in questi giorni? Dagli agricoltori che devono passare per la terza volta a seminare il girasole perché il colombaccio è divenuto stanziale, mentre una volta era esclusivamente migratore. Era una caccia che si svolgeva solo ed esclusivamente nel mese di ottobre. Oggi la presenza del colombaccio è anche all'interno delle nostre città. Tant'è che la Regione Emilia-Romagna, che è stata tanto criticata, ma io invito le persone ad andare a parlare con quegli agricoltori...
Lo scorso anno l'ISPRA ha previsto un piano di controllo, che non è caccia, è un piano di controllo, esattamente come per la specie cinghiale, con l'abbattimento di 11.000 colombacci in pianura padana perché è impossibile la gestione dei campi. Questo a dire che la natura si modifica e ci vuole un rapporto da parte dell'uomo, che ha invaso la natura, ha modificato con l'antropizzazione, ha modificato in ogni aspetto, ha costruito case...
PRESIDENTE Concediamo un minuto.
Giacomo BUGARO. Vado velocemente al termine perché l'argomento è molto ampio e richiederebbe molto tempo. Questo per dire che noi agiamo con equilibrio nel rispetto delle norme, nel rispetto della natura, sempre dentro il solco delle leggi e utilizzando le conoscenze che la scienza ci dà. Quindi, ribadisco che ogni punto della mozione che lei ha presentato insieme ai suoi colleghi sono al momento stati realizzati o in corso d'opera. Grazie.
PRESIDENTE. Ripeto, ho dato 30 secondi in più per finire il ragionamento. Credo che sia a servizio di tutti, come ho dato prima un minuto in più alla minoranza per parlare e finire il ragionamento. Si chiama buon senso e il Presidente del Consiglio lo può esercitare.
Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. L'Assessore ha parlato molto ed è stato molto esaustivo, però l'occasione è utile, come è stato già detto, per affrontare un problema più ampio, perché questa mozione è stata presentata quando l'argomento era bollente, era significativo e, come strumento di indirizzo politico, noi Consiglieri abbiamo il diritto e il dovere di poter portare in Assemblea un argomento quando è il momento di portarlo, altrimenti accade quello che sta accadendo oggi, che ci sentiamo dire dall'Assessore che hanno fatto tutto, che non occorre più, mentre, invece, poteva essere un'ottima occasione di dibattito, sollevata dalla minoranza, ma concordata con la maggioranza per affrontare il problema quando c'era la necessità.
Adesso, secondo me, sarebbe un errore ritirare questa mozione e sarebbe scorretto da parte della maggioranza non votarla, perché, anche se è stato fatto, anche se gran parte degli indirizzi sono stati realizzati, il fatto che siano stati realizzati dimostrano la bontà di quando sono stati proposti. Ed è corretto che tutto il Consiglio regionale voti a favore della mozione presentata dalla Consigliera Vitri.
Il problema si amplia, le mozioni stanno in un imbuto, siamo fortemente indietro e se andiamo avanti così scolleghiamo la mozione dal momento del dibattito e dal problema che solleva. Quindi, c'è un ordine di lavori che deve essere assolutamente rivisto. Mi sono permesso di sollevare la questione nell'incontro dei Capigruppo e lo rifarò, cioè, se possibile, smaltire il prima possibile le mozioni arretrate. Faccio un esempio, la mozione che oggi è stata saltata riguarda la zootecnia marchigiana, che vede sul filo del rasoio un sistema centrale per le Marche, che ha migliaia di capi da latte e centinaia di aziende, presentata all'inizio dell'anno. Quindi, è un problema che deve essere discusso.
Mi auguro che oggi e le prossime volte l'assenza di un Assessore non sia motivo per non discutere una mozione. Se per l'interrogazione la presenza dell'Assessore è necessaria per la risposta, la mozione è un atto di indirizzo politico, è un atto che spetta a tutti poter discutere, affrontare l'argomento. Se diventa essenziale avere un Assessore presente per discutere un atto di indirizzo politico significa che l'Assemblea legislativa si è appiattita completamente sull'esecutivo. E non è questo il compito di un'Assemblea, che è un altro potere. È compito nostro proporre gli indirizzi politici, discuterli e votarli. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Bugaro per la risposta esaustiva, però devo anche ricordare, come ha evidenziato il Vicepresidente Piergallini, che ringrazio, che questa mozione è stata presentata a dicembre e chiedeva quattro interventi precisi: monitoraggio, prevenzione, dissuasione, risarcimenti nel totale impegno della Giunta, nel più totale impegno della Giunta. A quanto mi risulta ci sono ancora altre azioni da mettere in campo, che ha ammesso lo stesso Assessore perché mi ha detto che se non possiamo contare il numero di esemplari presenti, non possiamo nemmeno quantificare i danni e i risarcimenti.
Siamo in attesa del piano, l'avete approvato e siete in attesa del monitoraggio definitivo. Quindi, la mia mozione ha ancora ragione di esistere perché impegna a concludere il monitoraggio e questo è un motivo in più per votarla.
Per ciò che riguarda la prevenzione io stessa in altre occasioni ho messo in evidenza alcuni strumenti di prevenzione che la Giunta regionale potrebbe finanziare, come hanno fatto altre Regioni. Anche su questo, Assessore, le chiedo di riflettere e di valutare possibili contributi e appositi strumenti di prevenzione, come, ad esempio, l'acquisto di specifici cani da guardia appositamente addestrati per difendersi dai lupi. La Regione Piemonte ha aperto un bando apposito per contributi di questo tipo, che concedono delle risorse agli allevatori che acquistano cani da montagna, dei Pirenei, pastori maremmani, abruzzesi, che sono effettivamente adeguati alla difesa dai lupi. Credo che sia necessario difendersi e non abbatterli, come ha detto qualcun altro. Anch'io ho partecipato a tanti incontri con etologi esperti di fama internazionale, in particolare ho partecipato anche all'incontro con l'etologo che sta effettuando il monitoraggio per la Regione sul parco San Bartolo e davanti a centinaia di persone ha detto, lo spiego chiaramente anche al Consigliere Rossi, che se dovessimo abbattere otto esemplari di lupi, tra pochi mesi ne avremmo altri otto perché gli lupi hanno un'organizzazione gerarchica, rigida, che stabiliscono un numero preciso di capi adeguati a sopravvivere in un determinato ambiente. Essi stessi sono in grado di auto-organizzarsi e decidere quanti possono sopravvivere in quell'ambiente, quanti possono nascere, quanti devono scomparire in maniera naturale. Non lo dico io, l'ha detto un etologo, ho partecipato all'incontro insieme a centinaia di persone, per cui l'abbattimento di otto capi non risolverebbe il problema se non per 2/3 settimane.
Questa mozione, come è già stato detto dal Consigliere Piergallini, potrei anche ritirarla e chiedere di mettere a verbale che la ritiro perché l'Assessore Bugaro ha detto che ha già recepito tutto ciò che chiedevo. La posso ritirare e chiedere di mettere a verbale che l'Assessore Bugaro mi ha dato completamente ragione, ha approvato le mie proposte, anzi, ha preso atto delle mie proposte, invece mi sembra corretto votarla perché il monitoraggio non è stato completato, perché le risorse non sappiamo quante sono, perché ad oggi non avete ancora, giustamente, piena contezza del monitoraggio. Soprattutto chiedo di votarla perché il prossimo novembre ci troveremo nella stessa situazione, quindi, questa mozione sarà l'occasione per dare mandato alla Giunta per proseguire.
Mi fa piacere che sia presente il Presidente Acquaroli e sorrida perché evidentemente anche lui mi dà ragione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Canafoglia.
Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. “Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi”, siamo l'incipit della prima bucolica di Virgilio. Non si può pensare di stare all'interno di questa sessione e avere a che fare con tanti etologi. Sono entusiasta, ma mi chiedo una cosa: pensate veramente che i 1,4 milioni, 1,5 milioni di abitanti marchigiani si stiano preoccupando dei nostri lupi, che a me piacciono tra l'altro. Siamo veramente alla stranezza. Se diciamo che il nostro Assessore è stato efficiente e che siamo andati avanti, ma di cosa stiamo parlando? Signori, ma di cosa stiamo parlando? Vogliamo dare un senso a questa presenza? Se non abbiamo argomenti, fermiamoci, chiuso, basta. Tamquam non esset, continua se vuole, basta, basta. Stiamo qui dicendo: “Siamo bravi”, “Sono stato bravo perché io sono stato…”, signori, non è che chi arriva primo ha la medaglia, non ci si arriva. Scusate, adesso chiedo, per accelerare, al mio Capogruppo se posso sostituirlo nella dichiarazione di voto tecnicamente oppure la lascio a lui.
PRESIDENTE. Procediamo.
Corrado CANAFOGLIA. Allora, a questo punto, proprio perché tamquam non esset, per quanto ci riguarda, credo che questa sia una mozione da non prendere in considerazione, ma se la nostra Consigliera Vitri, con la quale abbiamo trovato un bellissimo accordo sulle bombe, quello sì che era un problema eccezionale, giustamente, per noi importante, vuole ritirare la mozione, noi siamo altrettanto contenti di farlo, ma se lei non lo vuole fare in maniera così simpatica facciamo questa votazione senza nessun problema, sinceramente, però. tamquam non esset.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei ricordare a quest’Assemblea che se noi togliessimo gli atti dell'opposizione, il 98% almeno di interrogazioni, il 90% almeno delle mozioni, visto che sono mesi che qui non approvo una proposta di legge, i Consigli regionali il martedì non si farebbero neanche. Quindi, è questo e l'Assessore ha appena detto che è vero.
(interventi fuori microfono)
Marta RUGGERI. Come non è vero? Ma come non è vero?
PRESIDENTE. Consigliera Ruggeri continui, non la interrompete. Grazie.
Marta RUGGERI. Mettetevi a contare gli atti di cui siamo primi firmatari noi 11, contate i vostri e dopo mi dite quanti minuti staremo qui il martedì. Grazie.
PRESIDENTE. La dichiarazione di voto mia personale è contraria, perché ho tutta un'altra visione. Non so le favole dell'etologo, che se abbatti 8 lupi ne arrivano altri 8. Allora, ci dovrebbero spiegare come, nei cantoni svizzeri, dall'autunno all'inverno abbiano abbattuto 89 capi, questo significa che ci saranno altri 89 capi? Questa è fantascienza ideologica di un mondo ambientalista che il sottoscritto rifugge. Il problema, Consigliere Canafoglia, delle bombe in mare c’è. Certo, ma c'è anche il problema perché lei è di Senigallia e può chiedere ai suoi cittadini degli attacchi da lupo che si sono perpetrati 2 anni fa a Cesano di Senigallia, nei pressi dell'ospedale. Dietro l'ospedale sono stati visti dei capi rovistare tra i rifiuti speciali, eccetera.
Il problema c'è e va affrontato in maniera seria, tramite gli abbattimenti dati in maniera scientifica a seguito dei censimenti. È chiaro, l’ISPRA ha già detto qual è la percentuale di abbattimento e come si procede per un qualsiasi capo di altro animale, si deve procedere anche per i lupi qualora ci sia danno e qualora siano in sovrannumero e qualora ci sia, diciamo, cronicità negli attacchi. Nessuno vuole sterminare i lupi.
Lancio la proposta, come ha fatto il Trentino Alto Adige, visto che non credo siano i più stupidi di questa nazione, contenere i capi che sono previsti dal protocollo ISPRA. Questa è la soluzione. Poi quando si arriverà al morto continueremo? Dopo ci sveglieremo e magari qualcuno inizierà a pensarla anche come il sottoscritto, da avere il coraggio anche in un'assemblea pubblica di dire quello che pensa. Alcuni di voi nelle assemblee pubbliche, qualche volta, pensano quello che io dico qui apertamente. Mi piacerebbe che lo dicessero anche qui, apertamente. Non faccio nomi, qualcuno la pensa in maniera totalmente diversa. Ecco, come la moltiplicazione dei lupi morti che ci ha spiegato adesso la Consigliera Vitri, ne uccidi 8, quindi magicamente… Sì, questa è una storiella più bella di quella di Cappuccetto Rosso o come il discorso che se sposti un branco, poi tra branchi si uccidono. I branchi si spostano e qualsiasi tracciamento dei lupi lo dimostra. Se andate a vedere c'è anche un sito…, tra l'altro c'è una speculazione finanziata dall'Europa sui lavori, sul monitoraggio del lupo, che da alcune persone viene definita la mafia lupista. Ecco, lì ci sono i soldi per continuare a proteggere e a difendere l'indifendibile. Noi dovremmo avere il coraggio di pensare in maniera diversa.
A noi piacciono tutti gli animali e tutti vogliamo salvaguardarli e dobbiamo salvaguardarli perché, ripeto, il lupo è una specie protetta, quindi non parla di lasciare aperta la caccia, si parla di fare la selezione dei capi previsti dall'ISPRA, qualora ci sia attacco cronico e qualora ci sia uno sovrannumero, che non viene dato dall'etologo pagato dal parco, ma da ISPRA. ISPRA ce li avrà o no gli etologi! Non mi sembra che ISPRA sia un ente a favore della caccia. Lì ci sono i tecnici, che ci hanno detto che i capi da poter abbattere sono 8, i capi da abbattere sono dal 3 al 5%. Bisogna avere il coraggio di intervenire. Punto. Tutto il resto è fuffa. Lo dico molto apertamente, bisogna avere il coraggio di proteggere i nostri cittadini, di proteggere i nostri allevatori e di proteggere i nostri animali d'affezione, cani e gatti, che possono essere sbranati vivi e portati via dai lupi, come sta avvenendo da tempo anche nella nostra regione.
Mozione n. 35. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente, penso che sulle mozioni che abbiamo saltato, comunque voglio la conferma dell'ufficio, deve essere votato il rinvio, eventualmente, perché non vengono automaticamente saltate per assenza dell'Assessore, almeno votate il rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. L'avevamo stabilito nella Capigruppo, però va bene. Qual è la mozione? Quella dell’Assessore Baldelli, no, quella dell’Assessore Rossi ugualmente perché nella Conferenza dei Capigruppo era stata comunicata l'assenza. Quindi bisogna rinviare il punto 4 la mozione n. 24 e il punto 7.
Quindi, sul rinvio della mozione 24 ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Mi spiace dover rinviare questo atto per l'assenza dell'Assessore Baldelli perché è un atto importante sul salario minimo. Quindi, al di là della votazione in sé, va bene, ormai lo rimandiamo, credo che potesse essere discusso a inizio seduta in quanto l’Assessore Baldelli era presente, sarebbe bastato avvisarci. Se l'Assessore Baldelli ci avesse avvisato a inizio seduta potevamo chiedere un'anticipazione del punto all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Lei è contraria. Uno favorevole? Una dichiarazione a favore del rinvio?
Rinvio della mozione 24. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Votiamo il rinvio del punto 7, della mozione n. 33. Prego procedere, la dichiarazione non c'è, quindi procediamo con la votazione. Eh sì, ragazzi, procediamo intanto con il rinvio. La mozione n. 24 è stata rinviata, anche se l'Assessore è arrivato abbiamo votato il rinvio, quindi, andiamo per regolamento.
Adesso votiamo il rinvio del punto 7 dell'Assessore Enrico Rossi che non c'è.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente, come ho detto già prima, sono contrario al rinvio perché la situazione è drammatica e la filiera del latte marchigiano è in grande difficoltà. Altre Regioni come il Lazio e la Puglia si sono già mosse, siamo in grave ritardo. Non dibattere, rinviare questa mozione - secondo me l'Assessore avrebbe dato un contributo al dibattito, ma non è indispensabile – è un errore. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 33. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ora, torniamo al dunque. No, quelli sono stati decisi alla Conferenza dei capigruppo, quindi…, chiedo di fare ordine in Aula, di andare per fila.
Dovremmo andare al punto 9, alla mozione n. 36.
Vogliamo procedere con la mozione n. 24 dell’Assessore Baldelli, che è stata rinviata, oppure procediamo. Procediamo. Lo chiedo perché qui qualsiasi cosa si fa è sbagliata.
Procediamo con la mozione n. 36 del Consigliere Nobili.
Mozione n. 36
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Rafforzamento e rilancio del ruolo della Consulta regionale per la disabilità quale strumento di partecipazione e co-programmazione delle politiche regionali”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 36 del Consigliere Nobili.
Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Siccome considero questa mozione importante, non che le altre non lo siano, mi piacerebbe vedere anche un certo dibattito e magari arrivare a una posizione condivisa. Visto che si è deciso nella Conferenza dei Capigruppo di chiudere la sessione odierna alle ore 14:00, non so se riusciremo a discuterla come meriterebbe o se ci può essere un impegno a rinviarla. Magari anche con il contributo dell'Assessore competente su questa mozione si potrebbe provare a trovare una condivisione.
PRESIDENTE. Quando non ci sono gli Assessori non va bene, quando ci sono non c'è il tempo, chiediamo anche qui di mettere a votazione il rinvio. Consigliere Nobili, mi sbaglio? Lei chiede di rinviarla perché non ha tempo sufficiente, ma il tempo...
Andrea NOBILI. No, Presidente, non ho detto questo, ho detto un'altra cosa. Siccome si è deciso che la sessione odierna chiude alle ore 14:00, se vogliamo discuterla lo facciamo molto volentieri, nella consapevolezza che sforeremo questa indicazione oraria che ci siamo dati. Per me non è assolutamente un problema. Per il resto c'era l'auspicio di capire se si poteva arrivare a una condivisione su questo documento, cosa che poteva richiedere un po' di tempo. Ma se lei, invece, dà un'interpretazione diversa, io non ho nessun problema a discuterla.
PRESIDENTE. Non dico tassativamente alle 3:00…, se si inizia la discussione poi si conclude. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Penso di rappresentare la volontà di tutti, non è una questione di tempo, è una questione di giusta importanza ad una mozione che sicuramente merita molta attenzione ed approfondimento, sia da parte della Giunta che da parte di noi Consiglieri e anche di noi come componenti della Commissione sanità. Quindi, sarei molto favorevole, ripeto, non per una questione di tempo, al rinvio o prendere tempo su una questione così delicata, solamente una seduta, per poterla approfondire e magari vedere di trovare, se c'è la possibilità, una convergenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente Sono d'accordo perché è lo spirito che credo debba caratterizzare la discussione rispetto a dati di questo tipo, quindi, nessun problema a proporre un rinvio, auspicando che si possa poi arrivare a quella posizione condivisa di cui parlavo poco fa. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione 36. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:55
La seduta inizia alle ore 11:00
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE Buongiorno a tutti Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 22 del 26 maggio 2026. Do per letto il processi verbali delle sedute n 20 e 21 rispettivamente del 12 e del 19 maggio 2026, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Ha chiesto congedo l’Assessore Consoli.
Interrogazione n. 150
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Nomina Direttore Amministrativo AST Fermo”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 150 del Consigliere Cesetti.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Fatto.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. L'Assessore ha risposto in modo esaustivo perché dice fatto su quello che era stato chiesto con questa interrogazione, con la quale chiedevamo per quale motivo nell'AST di Fermo era vacante il ruolo di Direttore amministrativo dal primo luglio 2025. L'interrogazione è stata presentata il 19 febbraio ed il i primi di marzo è stato nominato il dottor XY, al quale vanno gli auguri di buon lavoro. E’ la dimostrazione di come il “fatto” in questo caso sia merito prima della denuncia e segnalazione dell'interrogazione e poi, è evidente, dell'intervento dell'Assessore, che nel caso di specie ringrazio.
Guarda caso, Presidente Pasqui, questa nomina è stata fatta dopo questa interrogazione. Il periodo di vacanza non ha fatto bene all’Azienda sanitaria territoriale di Fermo. Non ha fatto bene perché il Direttore generale è coadiuvato e deve essere coadiuvato per disposizioni legislative nazionali - ricordo il decreto legislativo n. 502 del 1992, ma la stessa legge regionale n. 19/2022, articolo 29, comma 3 - da un Direttore amministrativo, che, tra l'altro, deve garantire la legittimità degli atti, la loro economicità, efficacia ed efficienza. Questo è ancora più necessario, laddove il Direttore generale sia, ad esempio, come nel caso di specie, un laureato in farmacia e non sia in possesso di quelle cognizioni tecnico-giuridiche per poter adottare gli atti, infatti si è operato in un regime di illegalità, diciamo, diffusa. Ad esempio, pensiamo all'inaugurazione farlocca in campagna elettorale, in cui sono stati, tra l'altro, assunti impegni di spesa in modo così, non lo so, diciamo, sicuramente irregolare perché non poteva essere fatta in quel modo o tentata quell'inaugurazione farlocca. Se ci fosse stato un Direttore amministrativo di sicuro non avrebbe permesso quel modo di operare illegittimo e per certi versi, ritengo, anche illecito. Quindi, bene ha fatto in questo caso l'Assessore appena presentata l'interrogazione a sollecitare il Direttore generale. Grazie.
Interrogazione n. 148
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Esiguo numero di assunzioni di infermieri previste per l’AST di Pesaro e Urbino e criticità nella programmazione del personale sanitario”
Interrogazione n. 157
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Bando di concorso pubblico in forma aggregata per gli enti del SSR Marche per la copertura di n. 32 posti di infermiere - Piani di fabbisogno”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 148 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e l’interrogazione n. 157 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Ho cercato di essere sintetico, ma è un procedimento che viene da lontano, con la nomina della Commissione, che doveva rifare gli elenchi dei Direttori sanitari e amministrativi, che abbiamo incominciato nella Giunta di questa consigliatura.
Vado alla risposta delle interrogazioni. I 37 infermieri, così riferisce l'AST di Pesaro e Urbino, dal piano di potenziamento territoriale, di cui alla delibera n. 1281 dell'agosto 2025, sono stati assunti alla fine dell'anno 2025, all'inizio dell'anno 2026, mentre l'utilizzo dell'allora vigente graduatoria di concorso è scaduta a marzo 2026.
Il nuovo concorso pubblico in forma aggregata degli enti per infermieri, approvato con determina, è stato bandito, a seguito della scadenza della citata precedente graduatoria, e rappresenta le necessità nell'anno 2026 rispetto al piano del fabbisogno del personale al momento dell'indizione.
Voglio ringraziare l'AST 1, che ha fatto in tempi record, veramente da record, un concorso per tutte le Marche. Quando hanno iniziato ad indirlo si sono dati un cronoprogramma ed ho sentito nel mondo della sanità dire: "Vabbè, queste andranno a finire a fine anno, se va bene a fine anno". Invece per la partenza delle strutture delle Case di comunità, degli Ospedali di comunità, sono riusciti a fare la graduatoria. Quindi bravi, bravi a tutti coloro che nell'AST 1 hanno portato avanti questo concorso.
Nel frattempo, al fine di disporre, comunque, di una graduatoria per gli infermieri, utilizzabile in caso di temporanea necessità, veniva indetto un avviso pubblico per assunzioni a tempo determinato, che ha un espletamento più breve, con graduatoria approvata a maggio 2025.
Per ciò che concerne la dotazione degli infermieri presso le AST di Pesaro e Ubino, ad oggi, non si riscontrano criticità e scoperture in quanto la precedente graduatoria di concorso e la recente graduatoria di avviso a tempo determinato hanno permesso di coprire tutti i posti. A questo si aggiunge ovviamente la nuova graduatoria.
Per ciò che concerne la figura dell'infermiere di famiglia e di comunità, si precisa che oltre all'attivazione del master universitario da parte dell'Università Politecnica delle Marche, la Regione ha istituito un corso regionale per suddette figure, dando mandato alle AST di provvedere a tale formazione, per un numero di 50 figure, a livello regionale, per ogni anno di riferimento e l'AST ha attivato il proprio corso. Sia AST di Pesaro e Urbino che quella di Ancona.
Il personale assunto con il citato piano di potenziamento territoriale riguarda il piano del fabbisogno del personale 2025, verrà utilizzato in parte per potenziare le risorse presso le quattro Case di comunità: Mondolfo, Fossombrone, Cagli e Vallefoglia, nonché presso i due Ospedali di comunità: Cagli e Mombaroccio, che dovranno essere attivi entro il 31 maggio del 2026, anche giugno 2026, per adempiere alle disposizioni PNRR.
Per l'attivazione delle ulteriori Case di comunità si procederà ad assumere il personale infermieristico dalla nuova graduatoria in fase di approvazione.
Relativamente alla Casa circondariale di Pesaro, si è provveduto a non rinnovare il servizio esternalizzato e si è assunto il personale dalle sopra indicate graduatorie, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, senza ricorrere allo spostamento di dipendenti da altri reparti.
Voglio anche aggiungere che a breve ci sarà una ulteriore ampliamento del tetto di spesa per il personale e all'AST 1 di Pesaro e Urbino sarà assegnata una ulteriore quota, piuttosto rilevante, per fare nuove assunzioni in vari settori, sia del territorio che ospedalieri.
Vado avanti con le interrogazioni, con la n. 157. In riscontro al punto 1, la data indizione del concorso è il 15 gennaio 2026, quando ancora non era stato adottato il Piao. Questa Azienda sta procedendo in tempi rapidi al fine di realizzare tutte le assunzioni del Piao.
L'AST di Fermo ha previsto un bando per un solo posto, in quanto i posti vacanti, previsti del Piao precedente, sono stati coperti con la graduatoria del concorso ancora in vigore, con scadenza a febbraio 2026. Il posto previsto dal bando e gli atti 19 del Piao saranno destinati alla copertura del turn-over e ad altre destinazioni descritte nel Piao 2026/2028.
Le assunzioni per il potenziamento del territorio sono state tutte attivate ed espletate, anche con i tempi previsti allo scorrimento di alcune graduatorie. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. Continuano a rimanere molte perplessità anche dopo tutte le osservazioni ed i dettagli che lei mi ha riferito.
Effettivamente l'AST di Pesaro Urbino va ringraziata per aver fatto il concorso in tempi record, per aver provveduto al concorso per tutte le Marche, con 2625 candidati a ruolo di infermiere, 2181 le persone hanno partecipato allo scritto, 2169 i candidati infermieri che hanno superato l'esame e che attendono le graduatorie definitive. Ho letto questi numeri perché non voglio sentir dire mai più che c'è carenza di personale. Abbiamo 2169 infermieri che attendono di essere assunti nelle Marche. Ma proprio in base a quello che lei mi ha appena riferito, vorrei capire se sarete in grado di fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, miracolo, oppure, come farete a coprire tutti i posti che avete detto con 32 infermieri nuovi, assunti in più. Mi risulta, come se non bastasse, che di questi 32 solo 20 arriveranno entro l'estate, quindi basteranno appena appena, per esempio, nell'AST 1 a coprire i vuoti del piano ferie. Questo nella AST 1, non so nelle altre AST. Ma dubito che sia possibile, con solo 32 infermieri, coprire tutte le carenze, anche perché lei stesso ha detto che questi infermieri andranno nei nuovi Ospedali di comunità a Cagli e Mombaroccio, che dovranno essere aperti entro il 31 maggio 2026. Dubito perché è tra una settimana, ma probabilmente intendeva dire entro il 31 giugno 2026. Dovranno servire nelle case di comunità, comprese Mondolfo e Vallefoglia, come pensate di riuscirci con 5 infermieri in più nell'AST 1, 32 in più in tutte le Marche? Assessore, penso che lei sia uno dei nuovi santi discepoli, se riesce a fare questa moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma le chiedo anche di non venirci a raccontare ciò che non può essere in alcun modo realizzabile, perché non è possibile, e lei lo capisce da solo, che con 5 infermieri in più nell’AST 1 riuscirete a coprire le carenze negli Ospedali di comunità, nelle Case di comunità ed i vuoti del piano ferie. Addirittura mi ha detto che per la Casa circondariale di Pesaro non vi rivolgerete all'esterno, ma attingerete da questa graduatoria. Ecco, se gli infermieri ci stanno ascoltando in questo momento sverranno. Li farete lavorare più di 24 ore al giorno? È impossibile. È una questione di numeri, è impossibile. Aggiungo che c'è un…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ovviamente non sono soddisfatto perché l'Assessore non ha risposto.
Questa interrogazione, all’epoca, fu anche oggetto di una botta risposta tra me e l’Assessore Calcinaro, da una parte non usavo questa parola, ma gli addebitavo la propaganda e lui mi rispondeva evidenziando che dicevo inesattezze. Allora, qui devo ribadire che l’Assessore Calcinaro, nella sua furia propagandistica di inizio mandato, in data 16 dicembre 2025, annunciava 29 nuove assunzioni di personale sanitario per l’AST di Fermo, 29 solo per Fermo, di cui 22 infermieri, e 72 per l’AST di Pesaro Urbino, di cui 37 infermieri. Nell’occasione si sottolineava che erano numeri importanti per le Case di comunità, eccetera, eccetera. Poi in data 24 dicembre 2025, appena 12 giorni dopo, venivano annunciate 116 nuove assunzioni di figure professionali, di cui 78 infermieri anche per l’AST di Macerata che, come dichiarato dall’Assessore, rispondono ad un’operazione straordinaria di aggiornamento del Piano integrato di attività. A fronte di queste dichiarazioni, come diciamo nell’interrogazione, in esecuzione della delibera, quella che conta, la n. 29 del 15 gennaio 2026, il Direttore generale dell'AST di Urbino quale ente capofila indiceva un concorso pubblico per 32 posti a tempo pieno, indeterminato, di cui uno a Fermo. Questi sono i fatti. Ovviamente farò un’ulteriore interrogazione per sapere quanto di questo personale annunciato (in data 16 dicembre 29 unità, in data 24 dicembre altre 116. totale 145 unità) sia stato ad oggi effettivamente assunto, a distanza di 6 mesi da quegli annunci. Questo conta, perché la politica della sanità in questa Regione non si può fare con gli annunci, che si possono fare nello sport, nel tempo libero, tutto sommato anche per le infrastrutture, ma non si possono fare in sanità, in sanità non si può parlare con lingua biforcuta, ma bisogna dire la verità e soprattutto passare…
Interrogazione n. 117
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Fascicolo Sanitario Elettronico e i problemi che persistono”
Interrogazione n. 155
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)”
Interrogazione n. 268
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Stato di attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 nella Regione Marche”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 117 della Consigliera Ruggeri, l’interrogazione n. 155 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e l’interrogazione n. 268 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Nel notare che sono tutte interrogazioni di questo Assessore, cerco, anche per sopravvivenza, di evitarne una prossima del Consigliere Cesetti.
Con determina del 25 maggio, ieri - mi sembra - sono stati assunti 20 nuovi infermieri dall'AST di Fermo. Posso dire anche i cognomi perché sono persone reali, magari la lingua biforcuta può non usare ulteriore saliva per un’altra interrogazione. Questo in diretta, va bene? Abbiamo una piccola moltiplicazione, piccolo anticipo di moltiplicazione dei pani e dei pesci. Questa è come quella di “Fantozzi”, delle triglie nel ristorante cinese.
Andiamo alle altre interrogazioni sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Vado a leggere di seguito.
“Quali sono le cause strutturali che determinano il primato negativo delle Marche per l'utilizzo del FSE - questo parte un po' da lontano - e quali azioni urgenti si intendono intraprendere per incrementare l'alfabetizzazione digitale?”
L'analisi dei livelli di utilizzo evidenzia come la diffusione e la piena valorizzazione del FSE risentano congiuntamente di diversi fattori, uno è quello, purtroppo, della presenza di competenze digitali ribassate, lo sappiamo. Inizialmente ho pagato lo scotto quando si andavano a introdurre le isole informatizzate per i rifiuti nella mia città. Questo è uno scotto che si paga, tanto più che la popolazione anziana è quella più interessata.
Poi, la complessità dei percorsi di accesso e consultazione incidono sull'esperienza d'uso, la disomogeneità nell'integrazione tra il Fascicolo Sanitario Elettronico e gli altri servizi digitali sanitari regionali, nonché l'effettiva variabilità nella disponibilità e completezza dei documenti clinici, che riduce il valore percepito dello strumento. Non va, inoltre, sottovalutato un aspetto di conoscenza, molti assistiti non sanno che c'è il fascicolo che offre anche funzioni attive, come la possibilità di effettuare il cambio di medico di medicina generale, il pagamento dei ticket, la prenotazione di prestazioni sanitarie tramite il collegamento a CUP. Ultimo, ma non per importanza, anche la possibilità di usare il cosiddetto taccuino che consente di inserire documenti personali, annotazioni, parametri clinici. Si tratta di funzionalità importanti per la gestione consapevole della propria salute, ma ancora poco utilizzate.
Tali elementi condizionano il grado di utilizzo effettivo del fascicolo, ancora non pienamente allineato dalle potenzialità di sistema. Al fine di affrontare in modo strutturato queste criticità è stato avviato un insieme coordinato di azioni di miglioramento. La prima linea di intervento riguarda la semplificazione dell'esperienza dell'utente. Sono in corso revisioni dei percorsi principali: accesso, consultazione, ricerca e scarico dei documenti, con l’obiettivo di ridurre i passaggi e rendere l'utilizzo più chiaro e immediato. Parallelamente si sta lavorando sul miglioramento dell'accessibilità e della comprensibilità. Questo significa adottare un linguaggio meno tecnico, predisporre guide rapide, rispondere a domande frequenti, le cosiddette FAQ, e strumenti di supporto pensati soprattutto per chi ha minore familiarità con il digitale.
Un altro intervento fondamentale riguarda l'integrazione con i servizi sanitari digitali regionali. L'obiettivo è quello di superare la frammentazione attuale, rendendo il fascicolo il punto unitario attraverso cui il cittadino può consultare dati, accedere ai servizi e gestire il proprio percorso sanitario.
Grande attenzione dedicata anche al rafforzamento del popolamento documentale, quindi degli inserimenti dentro il fascicolo. Sono state completate, infatti, le attività tecniche per l'integrazione dei laboratori analisi privati convenzionati e si sta estendendo il conferimento...
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Allora, diamo qualche minuto in più perché ci sono tre interrogazioni abbinate. Prego, concluda, Assessore.
Paolo CALCINARO. Questo passaggio è essenziale per garantire la visione completa della storia clinica.
Noi cerchiamo e cercheremo nei prossimi mesi di fare un passo in avanti molto atteso, quello di rendere all'interno un imaging che sia pienamente condivisibile da tutte le postazioni mediche e accessibile parimenti agli utenti. Questo sarebbe un passo molto importante, che in queste settimane stiamo cercando di valutare nel FSE.
Tra le linee di intervento, inoltre, è in corso la distribuzione delle firme digitali ai medici, cosa che si sta realizzando in questi giorni, un'azione strategica che consentirà di accelerare la dematerializzazione dei processi, assicurare pieno valore legale ai documenti prodotti e favorire una gestione più sicura, tracciabile e tempestiva delle informazioni sanitarie. Si tratta di un passaggio fondamentale per sostenere concretamente la trasformazione digitale del Servizio sanitario regionale e migliorare allo stesso tempo l'operatività dei professionisti e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Infine, è stato introdotto un sistema di monitoraggio continuo basato su indicatori di utilizzo, tempi di disponibilità dei documenti ed eventuali criticità ricorrenti. Questo consentirà di intervenire in modo mirato e progressivo sulla base di dati concreti.
In sintesi, il percorso in atto mira a trasformare il FSE da archivio percepito come parziale e complesso a piattaforma integrata, completa, facile da usare. Come tutte le novità, ci vorrà tempo, ci vorrà un'implementazione che viene anche dalla conoscenza, “culturale” dello strumento.
“Quale sia lo stato dell'arte del popolamento dei Patient Summary e se siano stati previsti incentivi o supporti tecnici per i medici di medicina generale ancora inadempienti”.
È opportuno ricordare che i Medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta operano attraverso software gestionali per la tenuta delle cartelle cliniche dei propri assistiti che sono acquisiti e sostenuti economicamente e direttamente dai medici. Quindi, non possiamo imporre un nostro software. Ovviamente, fin dall'avvio del FSE la Regione si è fatta carico con risorse proprie dello sviluppo e della manutenzione delle componenti di interoperabilità necessarie a collegare tali gestionali con l'FSE proprio per consentire l'interscambio dei dati clinici senza gravare ulteriormente sui professionisti. Dal punto di vista tecnico questa integrazione è già operativa. Il Patient Summary può essere compilato dai MMG e dai pediatri direttamente all'interno delle cartelle cliniche informatizzate che utilizzano quotidianamente e successivamente trasmesso e reso visibile all'interno del Fascicolo Sanitario Elettronico. Nonostante ciò l'adesione effettiva risulta ancora limitata. Oggi circa il 10% dei medici ha provveduto ad alimentare in modo sistematico il Patient Summary dei propri assistiti. Questo dato evidenzia come le criticità non sia tanto nella disponibilità dello strumento, quanto in una sua piena adozione operativa. È quello che si diceva prima, piano piano dovrà entrare nel patrimonio culturale del nostro sistema sanitario.
A questo scenario si è aggiunto di recente un aggiornamento normativo che ha ridefinito la struttura informativa del profilo sanitario, introducendo nuovi standard di dati necessari per l’evoluzione verso il cosiddetto FS2.0.
Il decreto ministeriale del 7 settembre 2023, successivamente aggiornato con il DM del 2025, ha infatti rimodulato tutte le scadenze delle fasi realizzative del fascicolo, fissando tra gli obiettivi principali il termine del 31 marzo 2026 per l'adeguamento del Patient Summary ai nuovi tracciati.
In questo contesto i fornitori del software gestionali sono tenuti ad aggiornare i propri applicativi per recepire nuovi formati e garantire la corretta trasmissione delle informazioni. Parallelamente la Regione sta provvedendo ad adeguare le proprie infrastrutture di interoperabilità, così da assicurare la piena compatibilità tra i sistemi dei medici e la nuova architettura dell'FSE. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Assessore, lei ha risposto in maniera molto puntuale alla prima interrogazione che ho fatto, scritta mesi fa. Eravamo partiti dal fatto che il Fascicolo Sanitario Elettronico nelle Marche era pressoché ultimo in Italia tant'è che tra febbraio e marzo un solo marchigiano su 100 era entrato nel proprio fascicolo almeno una volta, quindi l'1% di agibilità, e solo il 12% dei marchigiani aveva espresso consenso alla consultazione delle proprie informazioni sanitarie da parte dei medici.
Questi erano i dati disponibili quando le ho fatto questa interrogazione, a cui lei oggi mi risponde con tutta una serie di cose che andavano fatte mesi e mesi fa.
La seconda interrogazione, come lei ha ricordato, nasce dal fatto che il 31 marzo 2026 si è conclusa la terza e ultima fase del cronoprogramma stilato dal Ministero della Salute, quindi avremmo già dovuto fare tutte le cose che lei ha annunciato.
La prima domanda che avevo posto è: quale sia, alla data odierna, cioè ad oggi, il livello effettivo di implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Una domanda semplicissima, a cui bastava dare un dato per avere la risposta. Lei questo dato non ce lo dà, non me lo dà, lo scopriremo presto perché poi, come sa, le classifiche escono.
Il dato ultimo che abbiamo, posteriore a quello che avevo inserito nella primissima interrogazione, che avevo fatto in forma scritta, alla quale non ho mai avuto risposta, per cui ho dovuto ripresentarla in forma orale, è che a luglio appena il 3% dei marchigiani aveva usato il Fascicolo Sanitario Elettronico, in Veneto il 66%. Quindi, come vede, i dati che abbiamo a nostra disposizione ci dicono che nelle Marche non siamo riusciti neanche a utilizzare i soldi del PNRR per implementare un servizio così importante.
Lei oggi il dato ufficiale della Regione non me lo dà, mi viene da pensare che non me lo dia perché di fatto non ci siamo scostati molto, purtroppo, da quei dati che ci vedevano fanalino di coda d'Italia, in compagnia delle seguenti Regioni (ci terrei a leggerle): Basilicata, Puglia e Sicilia. Quando diciamo che purtroppo le Marche si sono agganciate al sud Italia è verità. Serve uno scatto in avanti da parte di questa Giunta per migliorare le…
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio per la risposta, ma devo dire che sono molto insoddisfatta perché questa è una questione che noi seguiamo fin prima del suo arrivo.
La mia prima interrogazione l'ho presentata nel 2023, con un approccio anche collaborativo, con un'attenzione tecnica. Mi ero confrontata sia con gli informatici che con i medici e avevo proposto all'ex Assessore, quindi la responsabilità ora è del Presidente Acquaroli, il sistema informatico che utilizzava l'Emilia Romagna perché tanti medici mi avevano riferito che trovavano troppe difficoltà nell'utilizzo del sistema scelto dalle Marche. Avevo persino riferito quale poteva essere la soluzione.
Avevamo 14 milioni di euro di fondi PNRR per aiutare gli operatori sanitari in questa fase difficile, in questo processo ed oggi le chiedo: che fine hanno fatto questi fondi? Lei a questo mi deve rispondere. Mi deve rispondere, mi deve dire se sono stati persi, sprecati, utilizzati male, perché, in particolare, parte di questi fondi doveva servire a pagare personale amministrativo a supporto dei medici di base. E’ comprensibile a tutti che un medico di base, che riceve pazienti tutto il giorno, non può mettersi al computer a copiare le cartelle cliniche, ha bisogno di un amministrativo, di un segretario, di una segretaria che gli dia una mano. C'erano fondi appositi per questo, che fine hanno fatto? Io lo voglio sapere, Assessore, perché siamo ancora ultimi in Italia nell'applicazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Non va bene il sistema informatico che c'è, addirittura vi avevo riportato il nome di quello usato in Emilia-Romagna, mi pare Log 80. Non è stato fatto nulla e lo stesso ex Assessore alla sanità in campagna elettorale si era permesso di dire, riporto virgolettata una dichiarazione che attribuisco anche al Presidente Acquaroli: “Sugli investimenti posso dire che sono stati spesi 7 milioni di fondi PNRR per il Fascicolo Sanitario Elettronico, mentre sono stati 33 milioni quelli destinati per le cartelle individuali dei cittadini”. Lo diceva a giugno l'ex Assessore alla sanità e aggiungeva: "Mi pare che questa pagina e il processo di digitalizzazione siano stati compiuti e dal primo luglio- diceva - il sistema entrerà in funzione".
Oggi lei invece ci ha detto, l'ho sentito bene, che il 10% dei medici di base applica il Fascicolo Sanitario Elettronico. Ha contraddetto il suo predecessore, ma ha contraddetto anche il Presidente Acquaroli, soprattutto non mi ha detto come sono stati utilizzati questi fondi. Se l’ex Assessore parlava di 33 milioni destinati alle cartelle individuali dei cittadini, li avete sprecati, non li avete utilizzati, sono stati utilizzati male? Noi ancora siamo ultimi in Italia. L'Emilia Romagna è avanti di 5 anni.
Interrogazione n. 141
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Situazione del Comune di Mercatello sul Metauro interessato da cantieri infrastrutturali e delle tutele per cittadini, attività economiche e territorio”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 141 Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.
Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In relazione all'interrogazione presentata, sentiti gli uffici competenti, si relaziona quanto segue.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 aprile 2021, l'itinerario internazionale E78 Fano-Grosseto è stato individuato tra gli interventi infrastrutturali strategici a livello nazionale, con la contestuale nomina di un Commissario straordinario per la realizzazione dell'opera medesima.
Con la legge n. 71 del 2026, che ha convertito con modificazioni il decreto legge n. 32 del 26, recante “Disposizioni urgenti in materia di Commissari straordinari e concessioni”, tale strategicità dell'infrastruttura è stata confermata con la disposizione del subentro dell'amministratore delegato di Anas quale Commissario straordinario dell'opera.
Il territorio del Comune di Mercatello sul Metauro è interessato da tre lotti del tratto umbro- marchigiano della E78 Fano-Grosseto tra Selci-Lama e Santo Stefano di Gaifa. Con riferimento ai lotti nn. 2 e 3 “Adeguamento della galleria della Guinza tratto fino a Mercatello Ovest”, nella riunione del Cipes del 27 dicembre 2026 sono stati stanziati 150 milioni di euro di risorse per la realizzazione dell'opera e i lavori sono pienamente in corso. In riferimento al lotto 4 Mercatello est-ovest, con dispositivo n. 1 del 17 settembre 2025 del Commissario straordinario è stato approvato il progetto definitivo dell'opera ed è ora in corso di relazione la progettazione esecutiva.
Per quanto concerne i lotti 2 e 3, “Adeguamento della galleria della Guinza e tratto fino a Mercatello ovest”, con riferimento al punto primo della presente interrogazione, si significa che nelle more della realizzazione dei lotti nn. 1, in territorio umbro, e 4, l'intervento in corso di realizzazione prevede l'adeguamento rispettivamente della strada provinciale SP200 e di via Ca’ Lillina per il collegamento alle viabilità esistenti. A ciò si aggiunga che prima di giungere alla fase esecutiva dell'opera, attualmente in corso, sono state portate a termine tutte le procedure previste dalle vigenti normative autorizzative, ambientali, paesaggistiche e di sicurezza, con il coinvolgimento del Comune di Mercatello sul Metauro e di tutti gli altri enti competenti per materia.
Con riferimento, invece, al lotto 4 Mercatello est-ovest, la procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico si è conclusa con esito positivo. La procedura di valutazione di impatto ambientale si è conclusa positivamente con il decreto n. 394 del 18 novembre 2024, con cui il MASE ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale, contenente anche l'autorizzazione paesaggistica. La Conferenza di servizi decisoria si è conclusa con determinazione motivata di conclusione positiva del Commissario straordinario del 30 gennaio 2025, a seguito del rilascio delle intese, dei pareri, delle autorizzazioni di nulla osta e degli assensi da parte degli enti coinvolti, tra cui lo stesso Comune di Mercatello sul Metauro.
Con riferimento all'impatto dei cantieri, si sottolinea che un recente studio dell’Ance, Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, presentato nello scorso mese di gennaio 2026, rileva che ogni euro investito in opere produce una ricaduta sul sistema economico di oltre 3,3 euro.
Per quanto concerne, infine, l'ultimo punto dell'interrogazione, si significa che ASPI, Società Autostrade per l'Italia, non ha alcuna competenza con riferimento all'itinerario internazionale E78 Fano-Grosseto e che la Regione Marche intrattiene continui e proficui rapporti istituzionali con ANAS SpA soggetto attuatore dell'opera per l'opera stessa. Grazie Presidente, grazie Consiglieri.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Assessore, la ringrazio per la risposta tecnica, che penso le abbiano preparato gli uffici, ma che trovo molto triste dal punto di vista umano, perché vanno bene i dati, vanno bene i numeri, ma sono rimasta agghiacciata quando lei mi ha detto che ogni euro di investimento ha una ricaduta di 3,33 euro perché quando ci dà questi numeri dovrebbe pensare anche a chi vive in quel territorio e si ritrova improvvisamente tre cantieri in contemporanea, giganteschi, che circondano 13 B&B in un paese che è diventato bandiera arancione Un paese che dal primo progetto della Fano-Grosseto, di oltre 30 anni, si è evoluto, è diventato bandiera arancione, glielo ribadisco. Ora per una mancata programmazione degli ultimi anni ha tre cantieri in contemporanea, uno dei quali sta creando molti problemi. Quindi ciò che le chiedevo e che lei è andato a vedere…, io l'ho seguita, l'ho vista con l'elmetto, dovrebbe avere visto ciò che le dico. Uno in particolare sta aumentando i disagi alla popolazione di quel territorio, alle abitazioni, tanto che si è formato un comitato spontaneo, chiamato “Le Voci della Valle”, che ha messo in evidenza gli impatti cumulativi dei tre cantieri che gravano contemporaneamente sul territorio di Mercatello. Ha messo in evidenza anche la mancanza di adeguate misure di tutela per i residenti e le attività economiche. E su questo non ho avuto nessuna risposta. Quali misure di tutela dà la Regione ai residenti di quel territorio? Ha messo in evidenza il mancato rispetto delle procedure di partecipazione pubblica previste dalla Convenzione di Arhus e anche su questo…, è dal 2004 non vengono ricevuti dei rappresentanti di un Comitato direttamente a Strasburgo, e questa volta è avvenuto perché non sono stati ascoltati e coinvolti nel processo progettuale, come dovrebbe avvenire. Ed hanno messo in evidenza, sempre gli esponenti del comitato “Le Voci della Valle”, anche la necessità di rivedere scelte progettuali ormai superate rispetto all'evoluzione del territorio, come già le ho fatto presente.
Mi spiace, quindi, che la sua sia una risposta così fredda e anche indifferente a ciò che invece stanno subendo i residenti. Le chiedo nei prossimi giorni di valutare quali saranno le tutele per i residenti e per le attività economiche, è necessario prevederle, perché i tre cantieri in contemporanea (espropri, fumo), addirittura le modalità di lavoro in un cantiere in particolare, stanno creando molte polemiche, molte proteste. Per questo le avevo chiesto di andare a verificare. Sono corretti gli orari di lavoro? Sono corretti i….
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 207 a firma mia e della Consigliera Sebastiani è rinviata, ci hanno chiesto di rinviarla. Quindi, passiamo alle interpellanze.
Interpellanza n. 24
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Utilizzo dei medici ‘gettonisti’ nelle Aziende Sanitarie Territoriali della Regione Marche”
Interrogazione n. 237
a iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Seri, Caporossi
“Ricorso ai medici ‘gettonisti’ presso AST 1 e prospettive dal 1° luglio 2026”
Interrogazione n. 248
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Ricorso a soggetti privati per il reclutamento di medici destinati ai Pronto Soccorso dell’AST Pesaro Urbino e coerenza con gli indirizzi nazionali e regionali di riduzione del fenomeno dei medici ‘gettonisti’”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 24 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri, interrogazione n. 237 dei Consiglieri Ruggeri, Seri, Caporossi, interrogazione n. 248 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Questa interpellanza nasce da visite che abbiamo fatto negli ospedali, maceratesi nello specifico, e dal confronto con medici, infermieri, operatori sanitari dei pronti soccorso, dove, in particolare, il problema dei turni scoperti o dei turni infiniti non è una discussione teorica o il tentativo di fare polemica politica, ma una grave difficoltà che pesa ogni giorno su chi lavora, su chi si rivolge al pronto soccorso. Nasce da mesi di ascolto, durante i quali è emersa una sensazione chiara: in molte realtà il sistema pubblico sanitario si regge più grazie allo spirito di sacrificio del personale che alla programmazione che viene effettuata. Quindi, ringraziare e complimentarsi con il personale sanitario è doveroso, ma non può bastare se non si fa nulla per migliorare la loro condizione di lavoro e di conseguenza la qualità delle cure fornite.
Per questo ho fatto un accesso agli atti presso le AST della Regione Marche per capire numeri, costi e dimensioni del fenomeno dei cosiddetti medici gettonisti. I dati parziali, parziali purtroppo, che mi sono stati trasmessi raccontano una situazione che invita a riflettere.
Nell'AST di Pesaro il budget destinato nel 2025 alla copertura dei turni medici risulta superiore a 4 milioni di euro, nell'AST di Ancona superiore a 600 mila euro con 22 medici gettonisti che hanno un costo reale di circa 85 euro l'ora, nell'AST di Macerata risultano, invece, gare milionarie per la copertura dei servizi di pronto soccorso e di emergenza-urgenza, con un valore stimato dell'appalto superiore ai 4,5 milioni di euro.
Anche qui emerge, chiaramente, che il sistema di copertura dei turni, attraverso le cooperative, soggetti esterni, non è più episodico, ma un fenomeno strutturale. Anche la Corte dei Conti ha già richiamato la Regione Marche per una spesa complessiva che nel 2024 ha superato i 16 milioni di euro. Si tratta di una cifra importante che pesa sulle casse pubbliche, senza però garantire la migliore continuità assistenziale, né una stabilità organizzativa.
Quindi, vorremmo capire con questa interpellanza se la Regione Marche abbia una strategia vera per uscire da questa che è oramai una dipendenza strutturale, anche perché l'Assessore Calcinaro, negli ultimi mesi, è più volte intervenuto pubblicamente su questo argomento. Abbiamo letto dichiarazioni in cui si afferma che i gettonisti stanno diminuendo, soprattutto nel pronto soccorso, nel 118, e altre dichiarazioni in cui si annuncia lo stop ai contratti con le cooperative dall’1 luglio 2026. Abbiamo sentito che la soluzione passerà progressivamente dal ricorso alle cooperative a contratti libero professionali individuali, suppongo, mi auguro, con costi inferiori e migliori garanzie. Credo che a queste dichiarazioni debbano, mi auguro, seguire rapidamente risposte concrete, quali assunzioni, ma con quali incentivi, con quale piano straordinario per il pronto soccorso? Come si intendono coprire, ad esempio, i turni delle guardie mediche che rimangono scoperti? Quale strategie per evitare che i reparti continuino a perdere personale?
Il tempo sta terminando, purtroppo, quindi vado verso la fine.
Oramai, dopo 5 anni e mezzo, non ci si può rifugiare nell'argomentazione che la responsabilità è legata all'eredità ricevuta e la domanda che si intende fare, ce lo chiedono i marchigiani, ce lo chiedono gli operatori sanitari e i territori, non conta di chi sia la colpa, è: quali siano le soluzioni pensate e individuate.
Questa emergenza doveva essere già stata affrontata, non si può più rinviare. Lo dobbiamo a chi lavora ogni giorno negli ospedali, lo dobbiamo ai pazienti marchigiani che aspettano risposte e non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni.
Quindi, chiediamo: quale azioni strutturali intenda adottare la Regione Marche, come intenda affrontare l'emergenza dei turni scoperti, se esiste un piano per la progressiva riduzione e regolamentazione dell'utilizzo delle cooperative, dei servizi esterni e se ritenga che il modello che remunera maggiormente il lavoro esterno rispetto al…
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Consigliere Catena, avrei qui la risposta tecnica, però ci tengo un attimo a dare qualche parametro in più. Potrei iniziare a rispondere che prima c'erano una dozzina di pronto soccorso in più e meno affluenza su quelli che oggi abbiamo. Potrei iniziare con questo assunto, che è un assunto matematico, è evidente, non per colpa di nessuno. E’ stata la normativa nazionale che ha portato alla riduzione, però c'è stata, quindi è aumentata la pressione sui pronti soccorso e oggi la vediamo, purtroppo. Dopodiché il “tre cartismo” non dobbiamo applicarlo.
Sappiamo che oggi, fino ad oggi, le cooperative sono state, purtroppo, io dico, un male necessario. Come si copre? Qual è il modo per poter diminuire i gettonisti? Tra i gettonisti e i contratti professionali migliora la copertura economica perché non c'è il costo di intermediazione, fondamentalmente, che ha la cooperativa rispetto al libero professionista. E poi c'è anche la possibilità di scelta. Io individuo quel professionista, che ritengo valido per la mia macchina organizzativa, mentre con le cooperative si acquista una prestazione, ma non si sa da chi. Un giorno potrebbe essere da uno, un giorno potrebbe essere un altro e questo non funziona. Siamo d'accordo?
Poi non sono mie le dichiarazioni che dall’1 luglio non ci saranno più i gettonisti. È la normativa, non sono le dichiarazioni dell’Assessore Calcinaro. Non mi mettete in bocca cose che non…, per favore, sennò qua è un attimo finire nella prossima interrogazione perché l’Assessore Calcinaro ha detto. No, mi raccomando, è la normativa. Dopodiché credo che se non si riuscirà in alcuni ambiti, se sarà uno stato di necessità per cui si dovrà comunque garantire il diritto primario alla salute... Come se ne esce? Non è facile, lo dico subito, ci vorrà tempo, mesi, forse anche anni. Cosa succede? Si può riuscire, anzi dico anche questo, siamo in un momento, checché se ne dica nella dialettica nel Consiglio regionale, di possibile espansione del personale, non di taglio, ma di possibile espansione. però i concorsi per il pronto soccorso spesso vanno a vuoto perché bisogna migliorare la qualità del lavoro. Questa è l'unica possibilità per cercare di trovare una spinta nuova dentro il pronto soccorso.
Migliorare la qualità del lavoro significa prevenire le entrate con codici bianchi e verdi. Su questo ci dovremmo molto lavorare con le Case di comunità e l'informazione ai cittadini, cercando anche di far defluire al meglio i cosiddetti barellati, il fenomeno del boarding. Un fenomeno odioso, lo so, prendo lo spunto anche da quello che diceva la Consigliera Mancinelli. È così, è vero, lo dobbiamo fare, stiamo cercando di iniziarlo a fare con gli Ospedali di comunità, dedicando a chi è stabilizzato una percentuale di possibilità di allocamento. Dovremo continuare a fare anche con quelle assunzioni.
Tra poco arriveremo a dare anche altri spazi e lì sarà coinvolto, per esempio, l'ospedale di Torrette, con la creazione di alcune admission room, che possono essere un filtro tra il reparto di ricovero e il pronto soccorso. Non è facile, non è che tra 4 mesi ci troveremo qui a dire: “Ma aveva detto che si risolveva tutto il problema”. Non è facile, ci vorrà tempo e serietà. Quindi sulle dichiarazioni dell’Assessore Calcinaro…, per favore, non diciamo che l’Assessore Calcinaro ha detto che in 4 mesi risolveva questo. No, posso dire che serviranno anni per cercare di cambiare questo sistema e proveremo a farlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, anche se lei ha risposto all'interpellanza del Consigliere Catena e mi pare non abbia affrontato nel merito le questioni che ho sollevo.
(intervento fuori microfono)
Marta RUGGERI. Lo so, infatti, ma io non ce l'ho con lei.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per favore, andiamo avanti. Grazie.
Marta RUGGERI. Assessore, non ce l'ho con lei, però mi chiedo: se vengono accorpati tre atti anche di una certa importanza, com'è possibile che il tempo che le viene dato sia sempre lo stesso? Vorrei essere tutelata nella mia possibilità di fare le interrogazioni e di avere anche una risposta, perché questa è la seconda interrogazione a cui non ho risposta. Comunque, non volevo polemizzare con lei, ma questo è un sistema che non funziona, quindi se è possibile e in caso ripresenterò questo tema.
Assessore, le volevo sottoporre una questione di un altro tipo rispetto al mio collega, anche se sottoscrivo esattamente tutto quello che il Consigliere Catena ha detto. Quando abbiamo saputo che dal 1°luglio non si sarebbero più fatti i contratti con le cooperative, ma ogni AST avrebbe fatto contratti con i medici in libera professione... Io non so se lei ha saputo - nella mia interrogazione, l'ho inserito e spero che lei ne prenda visione perché sono questioni, dal mio punto di vista, estremamente rilevanti – che sui social sono comparsi degli annunci che adesso le vado a leggere. Questo mi è stato girato dal personale che lavora nel pronto soccorso e che è abbastanza allarmato perché invece di migliorare la situazione pare che andrà peggiorando. “Ricerca medici pronto soccorso Pesaro, Fano Urbino. Si ricercano medici per attività in pronto soccorso presso i presidi suddetti” Cosa offriamo? “Turni da 12 ore, attività diurna e notturna, collaborazione in libera professione, compenso 75 euro l'ora, requisiti: almeno 3 anni di esperienza in pronto soccorso in Italia oppure specializzazione equipollente (esempio: anestesia, rianimazione, medicina interna, cardiologia o altra equipollente). Si valutano anche medici che lavorano in Italia con decreto abbreviato. Non è richiesta necessariamente l'iscrizione all'ordine dei medici”. Di questi annunci ce ne sono tanti sui social. Allora, se queste sono le persone, se questo è il modo di ingaggiarle e se a queste andremo a fare dei contratti…, se permette, Assessore, mi sento di poter dire che c'è da preoccuparsi…
PRESIDENTE. Tengo ancora una volta a precisare che i tempi sono dettati dal Regolamento interno. Sottolineo anche che la Conferenza dei Capigruppo in relazione agli atti può anche decidere volta per volta di dare dei tempi diversi. Naturalmente in assenza di questo genere di intervento, il sottoscritto continuerà ad applicare il Regolamento per quello che è.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Per replicare.
Mi sembra, ogni volta che ascolto l'Assessore Calcinaro, che la Giunta, di cui fa parte, si sia insediata pochi mesi fa. Sembra che nei 5 anni precedenti ci sia stato qualcun altro a governare la Regione Marche, perché richiama sempre l'idea che in pochi mesi non si possono risolvere problemi strutturali o che vengono da lontano.
Capisco che i problemi vengono da lontano e fin qui siamo tutti d'accordo, ma faccio presente un dato: in riferimento agli altri Paesi europei, l'Italia ha circa un punto percentuale, rispetto al PIL, di spesa pubblica inferiore per la spesa sanitaria, che grosso modo è una cifra che oscilla tra i 20 e i 30 miliardi di euro. Una cifra veramente significativa.
Mi verrebbe da chiedere, vista la filiera che spesso e volentieri acclamate, come mai in questi 5 anni non sia stata messa una risorsa in più per finanziare maggiormente la nostra sanità pubblica, dal Governo nazionale trasferita alla Regione, affinché si potesse disporre di più risorse e magari avere più personale e più servizi. E non capisco, Assessore, se quando lei interviene disconosce l'operato dell'Assessore che l'ha preceduto e che faceva parte della stessa Giunta Acquaroli, oppure opera in continuità. Mi sfugge questo passaggio perché sento come se quello che è stato fatto prima sia sbagliato o come se prima non fosse stato fatto nulla.
Sono passati 5 anni e mezzo, purtroppo, ma non lo dico io, lo dicono i marchigiani che si rivolgono ai servizi sanitari, non si vede un miglioramento, si vede una situazione di grave sofferenza e di grave criticità, che è quello che vivono ogni giorno, non tanto e non soltanto i pazienti, ma anche i medici, gli infermieri, gli operatori che operano nei reparti, che sono in grave sofferenza. Se i servizi non sono ancora al collasso è perché ci mettono del loro, perché fanno turni estenuanti, perché ci mettono una grande passione, una grande professionalità. Però questa roba qua è seria ed ha a che fare con il diritto alla salute e con la salute delle persone.
Noi ci torniamo spesso, come minoranza, su questo tema, che è centrale, che deve interessare questo Consiglio regionale, che dovrebbe interessare la Giunta, per garantire una sanità equa, accessibile, soprattutto a chi ha più difficoltà e non può permettersi altri canali. Quindi, mi auguro che ci sia un salto di qualità, che, purtroppo, fino ad oggi non si è visto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per mozione d’ordine, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Volevo solo dire che capita, a volte, che non ci sia lei a presiedere e vengano dati agli Assessori, giustamente, dal mio punto di vista, minuti in più. Quindi, o si trova una formula per cui i Consiglieri di minoranza hanno soddisfazione nelle risposte, sennò viene meno la nostra possibilità di fare il nostro lavoro.
La maggior parte delle interrogazioni che da oggi e nelle prossime sedute presenterò, erano in forma scritta a cui non ho avuto risposta, per cui sono stata costretta a trasformarle in risposta orale. Una volta che vengono meno trasformate in risposta orale vengono abbinate ad altri 2, 3, 4, 5 atti precedenti e non ottengo la risposta. Quindi, mi sembra di poter dire che diventa tutto un teatrino e non arriviamo mai ad avere la possibilità di fare delle repliche sui contenuti che gli Assessori - parlo al plurale, anche se è vero che spesso le interrogazioni sono rivolte all'Assessore Calcinaro - ci danno in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Tengo a precisare che - invito i due Vicepresidenti che mi possono sostituire ad attenersi al Regolamento - giustamente, difformità dal Regolamento non possono essere da me condivise perché i regolamenti sono giusti qualora rispettati.
Interpellanza n. 25
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini
“Governance della spesa farmaceutica regionale e sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale tramite allocazione efficiente del payback farmaceutico e del Fondo per i farmaci innovativi”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 25 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Piergallini .
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. La presente interpellanza, Assessore, si inserisce nel contesto dell'attuale fase di attenzione che il Sistema sanitario regionale sta attraversando sotto il profilo dell'equilibrio economico finanziario, che tra l'altro ha sottolineando il mio collega poc'anzi.
Le dinamiche della crescita della spesa, in particolare nel canale degli acquisti diretti, rendono necessario un approfondimento puntuale sulle modalità con il quale vengono attuate le politiche di governance, in particolare nell'ambito della spesa farmaceutica.
Il quadro nazionale di regolazione della spesa farmaceutica prevede, tra gli altri, gli strumenti di programmazione, contenimento, definizione di tetti di spesa e meccanismi di ripiano degli scostamenti, con specifico riferimento al canale degli acquisti diretti, ambito nel quale si concentra la quota rilevante dell'innovazione terapeutica.
Il sistema prevede il ricorso, ahimè, dico, al payback farmaceutico, quale strumento di compensazione in caso di superamento dei tetti programmati. In tale contesto il decreto legge n. 155, convertito in legge n. 189/2024 e il successivo decreto del Ministro della salute del 4 febbraio 2025 recante “Criteri di riparto del payback farmaceutico” hanno introdotto una nuova metodologia di ripartizione delle quote tra le Regioni, incidendo sulla distribuzione complessiva delle risorse derivanti dal meccanismo del payback.
Accanto a tali strumenti, il legislatore nazionale ha istituito il Fondo per i farmaci innovativi, finalizzato a sostenere l'accesso alle terapie innovative e garantire maggiore omogeneità di trattamento sul territorio. Le risorse del Fondo vengono assegnate alle Regioni in relazione alla spesa sostenuta per tali farmaci, con l'obiettivo di favorire l'equilibrio tra innovazione e sostenibilità.
Con riferimento al contesto marchigiano, l'interpellanza richiama elementi di attenzione in relazione all'andamento della spesa farmaceutica e la necessità di rafforzare la programmazione e la trasparenza nell'allocazione delle risorse.
In base ai dati ufficiali pubblicati dall'AIFA nel periodo 2013-2024, le aziende farmaceutiche hanno versato complessivamente alle Regioni circa 12 miliardi di euro a titolo di payback farmaceutico, di cui 366 milioni destinati alla Regione Marche.
Inoltre, secondo il monitoraggio della spesa farmaceutica, gennaio-dicembre 2024, approvato dall'AIFA, la Regione Marche si colloca tra le Regioni con la più elevata incidenza, Assessore, di scostamento rispetto ai tetti programmati della spesa farmaceutica per acquisti diretti, superando la soglia del 12%. Le risorse derivanti dal payback, una volta acquisite nel bilancio regionale, costituiscono una componente rilevante per le entrate del Sistema sanitario regionale e possono concorrere al finanziamento di priorità essenziali, all'accesso a terapie di più ampio impatto e al contenimento della mobilità sanitaria.
Tuttavia, dall'analisi dei documenti di bilancio e di programmazione, non sono disponibili, e per questo nemmeno chiari, il disaggregato della destinazione delle risorse afferenti al payback farmaceutico, né risultano applicati criteri programmatori, indirizzi di utilizzo riconducibili agli specifici ambiti del Sistema sanitario regionale.
Analoga attenzione viene posta al Fondo dei farmaci innovativi al quale, sulla base dei documenti disponibili, in alcune annualità può registrarsi un utilizzo non integrale o non competente rispetto alle finalità puntuali. L'iniziativa, quindi, si pone l'obiettivo di acquisire elementi di trasparenza, di chiarimento, in merito alla destinazione delle risorse derivanti dal payback farmaceutico e dall'effettivo utilizzo del Fondo per i farmaci innovativi, in modo che si capisca, Assessore, che non entrano queste risorse e possono finire in un contenitore complessivo.
Spero che nella risposta, anche scritta, ci possano essere chiarimenti su questo percorso. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. La Regione Marche dispone di un quadro analitico aggiornato sulle risorse del payback farmaceutico nel periodo 2019-2025, trasferite agli enti del Sistema sanitario regionale.
I meccanismi di payback sono strumenti di ripiano dello sforamento dei tetti di spesa programmati a compensazione nel disavanzo prodottosi dagli acquisti di farmaci. Sotto il profilo dei criteri di riparto, le quote di payback sono assegnate agli enti con apposito decreto dirigenziale in misura proporzionale alla spesa farmaceutica sostenuta nell'anno di riferimento.
I Fondi per i farmaci innovativi erogati da AIFA annualmente dalle Regioni sono trasferiti agli enti con apposito decreto dirigenziale per garantire l'accesso a terapie ad alto valore clinico. Il trasferimento viene effettuato a seguito di una ricognizione puntuale a partire dai registri dell'AIFA, ricostruendo per ciascun ente l'effettivo utilizzo dei farmaci che accedono al fondo con conseguente riassegnazione delle quote in base ai consumi reali.
La Regione applica un meccanismo di tracciamento puntuale di riassegnazione alle strutture che hanno generato la spesa per l'acquisto dei farmaci innovativi, garantendo trasparenza e responsabilizzazione delle direzioni strategiche.
E’, inoltre, in corso di predisposizione la proposta di una specifica delibera di Giunta regionale che disciplini in modo strutturato l'alimentazione del flusso di registrazione delle prescrizioni farmaceutiche erogate in ambito ospedaliero, anche per i farmaci innovativi erogati dagli enti del Servizio sanitario regionale.
La proposta di delibera sarà coerente con il documento di indirizzo del Tavolo nazionale dedicato, di prossima pubblicazione, e fornirà indicazioni puntuali sui contenuti da inserire nel file F, appunto, quello di cui precedentemente si diceva, anche in relazione alla mobilità sanitaria interregionale. L'allineamento agli indirizzi nazionali eviterà disallineamenti e garantirà piena valorizzazione in sede di compensazione.
Con la delibera di Giunta regionale n. 169 del 24 febbraio 2026 negli obiettivi dei Direttori generali - obiettivo 6 - spesa farmaceutica per acquisti diretti - si esclude esplicitamente dal tetto di spesa per i farmaci innovativi al fine di rimuovere così i disincentivi all'adozione delle terapie innovative - credo che questo sia positivo - in particolare nelle aree oncologica, ematologica e delle malattie rare.
Il sistema di governance regionale dell'appropriatezza terapeutica, del monitoraggio e del controllo della spesa farmaceutica è articolato su due livelli integrati, regionale e aziendale. Nella delibera di Giunta regionale n. 1098 del luglio 2025 si sono ridefinite la composizione, le funzioni e le modalità operative della CRAT, che abbiamo reso operativa il 29 dicembre 2025 con decreto dell'ARS, e questo credo che sia molto importante. Insieme alla CRAT, infatti, operano gruppi interdisciplinari per area terapeutica con il duplice compito di elaborare linee di indirizzo regionali e revisionare i centri prescrittori.
La delibera di Giunta regionale del 2025 prevede, inoltre, l'istituzione presso ciascun ente delle Commissioni di appropriatezza terapeutica locale, quindi le CATL, con funzioni di monitoraggio della spesa, audit clinici, valutazione dell'uso off-label e dei casi complessi. Si delinea così un sistema integrato in due livelli, la CRAT e le CATL, per un governo efficace della spesa e un accesso equo e tempestivo alle terapie innovative.
L'obiettivo è rafforzare la responsabilizzazione delle direzioni strategiche per monitorare il pieno utilizzo delle risorse vincolate, a partire da un accesso appropriato e tempestivo alle risorse ad alto valore clinico.
Sul fronte dell'accesso tempestivo alle terapie innovative, l'ARS pubblica sul proprio sito e aggiorna periodicamente i tempi medi di gestione delle istanze e l’inserimento di nuove molecole nel prontuario terapeutico regionale. Dal 2023 al 2025 il tempo medio si è ridotto del 79% per un accesso sempre più rapido dei cittadini marchigiani alle innovazioni terapeutiche autorizzate dall'AIFA. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.
Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Assessore, per la ricostruzione.
Attendiamo adesso la proposta di delibera che lei ha citato e che forse vuol mettere un po' di ordine perché in questo momento, non lo diciamo noi, lo dice l'AIFA, lo scostamento sull'utilizzo di risorse dedicate è importante, supera il 12%.
Ecco, attendiamo in Commissione in modo che possiamo riapprofondire, quindi acquisisco la sua risposta per valutare con più puntualità il prossimo provvedimento che avete studiato e che certifica, tra l'altro, questioni che abbiamo posto nell'interpellanza. Per il momento grazie, attendiamo la delibera di Giunta.
Interpellanza n. 26
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Politiche del governo regionale per il superamento dei ritardi nella refertazione e consegna degli esami istologici”
Interrogazione n. 210
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Ritardi nella refertazione di esami istologici ed impossibilità di pianificare gli iter terapeutici”
Interrogazione n. 229
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena
“Ritardo nella refertazione di esame istologico”
Interrogazione n. 234
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Ritardi nelle refertazioni di esami istologici”
Interrogazione n. 275
a iniziativa del Consigliere Cesetti
“Ritardo nella refertazione di esami istologici”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 26 del Consigliere Cesetti, l’interrogazione n. 210 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri, l’interrogazione n. 229 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, l’interrogazione n. 234 del Consigliere Cesetti, l’interrogazione n. 275 del Consigliere Cesetti (abbinate).
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Con quest’interpellanza mi rivolgo direttamente al Presidente della Giunta regionale delle Marche, quale titolare della delega alla sanità. Mi rivolgo a lui perché, in merito alle politiche del governo regionale per il superamento dei ritardi nella refertazione e consegna degli esami istologici, credo che il Presidente della Giunta regionale debba dare corso a quanto da lui promesso al cospetto di quest'Aula e anche per certi versi dinanzi al corpo elettorale.
Sappiamo bene che ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica, una sistematica violazione del diritto alla salute dei cittadini e una drammatica perdita di chance terapeutica per i pazienti oncologici perché il ritardo nella consegna dei referti istologici non è un mero disguido burocratico, è un ostacolo che impedisce di pianificare agli uomini e alle donne di questa regione, che sono in difficoltà, cure vitali, mettendo a rischio la vita dei cittadini marchigiani.
Abbiamo sollevato questa questione fin dal 5 febbraio 2026, con diversi atti ispettivi ed alcuni sono abbinati a questa interpellanza.
Altri casi sono stati denunciati in quest'Aula e voglio ribadire che non c'è un atto che non sia stato generato da una richiesta di un cittadino o di una cittadina, disperati perché non riuscivano ad ottenere gli esami istologici. Cito l'esempio di un concittadino di Montegiorgio, che mi ha autorizzato, non dico il nome, ovviamente, che, operato per un adenocarcinoma gastrico a dicembre, è stato dimesso i primi di gennaio e ad inizio aprile doveva ancora avere il referto istologico. E’ stato prontamente chiamato dopo che ho denunciato il fatto in quest'Aula e due giorni dopo ha fatto la chemioterapia. Questo significa che l'esame istologico è fondamentale per programmare le successive cure. È la differenza che passa tra la vita e la morte e non bisogna essere un medico per capire questo. Pensiamo al tumore al polmone, l’esame istologico è fondamentale, vero, Consigliere Caporossi, anche per le successive cure. Ad esempio 5 anni fa si moriva, tempo di vita 6 mesi, oggi si può vivere e si può guarire, ma si può guarire se si può utilizzare un farmaco innovativo e quel farmaco si può somministrare a chi ha un PDLH superiore al 50%. Per sapere quel PDLH, o come si chiama, bisogna avere il referto istologico, vedere se è necessario programmare l'intervento oppure anticipare l'intervento alle terapie oppure procedere ad asportare il tumore e fare poi la terapia adiuvante.
Questo è quello che è in gioco, è il diritto alla salute quale diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della comunità, delle famiglie. Perché ad un malato oncologico che ha la possibilità oggi di salvarsi, di vivere, di guarire, non possiamo fargli perdere questa possibilità. Allora, bisogna mettere in campo le necessarie politiche. Grazie.
PRESIDENTE Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Torniamo su un argomento molto importante su cui, diciamolo adesso, su varie AST, penso all'AST di Pesaro Urbino, di Ascoli Piceno, anche all’AST di Macerata, la situazione è discretamente sotto controllo. Ovviamente può sempre sfuggire…, penso anche a Torrette, al caso di allungamento. Recentemente un caso di Torrette era apparso su qualche giornale, mi hanno trasmesso la nota, c’era stato un approfondimento fino al terzo livello. Effettivamente era un caso di difficile diagnosi, quindi a volte ci possono essere queste situazioni. Di certo, lo dico senza, problemi, si sono verificate da tempo, da mesi, difficoltà nell'AST 4 e nell'AST 2. Questo è indubbio, non ho mai, assolutamente, detto il contrario. Per ovviare a queste situazioni, che vengono dall'arretramento rispetto alla convenzione con Torrette, che vengono dalla mancata iniziale proroga dei medici pensionati che sorreggevano entrambe le AST…, ve lo dico, comunque, gli anatomopatologi non si trovano, purtroppo, quindi dobbiamo far fronte anche a questa situazione.
Le due AST piano piano sono riuscite a mettere degli strumenti correttivi per quanto riguarda le politiche del personale, sono partiti dei concorsi, che speriamo tutti possano avere una partecipazione, sia il reperimento dei cosiddetti Coco.pro, riusciti entrambi, che l'allargamento rispetto alle convenzioni con le AST confinanti, Ancona con Pesaro e Fermo con Ascoli Piceno, anche con procedure molteplici di affidamento esterno, specie per una parte del pregresso.
L'affidamento esterno ha comportato una prima fase, cosiddetta sotto soglia, per poter partire velocemente e poi una seconda fase che segue i criteri di una gara più ampia, con budget più ampi ed avere una risposta più sistematica.
Oggi, fortunatamente, sebbene nella difficoltà iniziale, entrambe le AST hanno una produzione messa a lavorazione molto più elevata dell'inizio della criticità, diciamo molto più elevata di 8 mesi fa, tale anche da andare a coprire tutto il pregresso, ovviamente in un periodo dovuto. Mi dicono da entrambe le AST che le urgenze, quelle che devono essere refertate entro i 12 giorni, vanno sempre evase. Questo è quello che mi dicono adesso, perché stiamo andando con il supporto esterno, quello partito con gli affidamenti diretti. Stanno andando ad una velocità maggiore perché i laboratori interni vengono sgravati da una parte del pregresso, che viene affidato all'esterno.
Continuiamo ovviamente a monitorare, anche cercando ulteriori affidamenti, sempre per la parte pregressa, supporti esterni che possono far ritornare alla ciclicità, che oggi si regge...
Ho controllato personalmente, oggi Fermo, per esempio, sta sviluppando 200 casi a settimana, quando fino a poche settimane fa la produzione era un terzo. Quindi, si sta da questo punto di vista migliorando, ma bisogna…
PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Tempo, Presidente?
PRESIDENTE. Se vuole ha 3, 6, 9, 15 minuti. Prego.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. No, meno, per sapere.
Assessore Calcinaro, su questa vicenda fate quello che ritenete, nell'urgenza e nell'immediato dateli all'esterno, con affidamenti diretti, fate quello che volete, assumete il personale in modo straordinario.
È vero che non ci sono gli anatomopatologi, come si chiamano, ma anche i tecnici, mancano i tecnici che fanno i vetrini. Allora, fate quello che ritenete, ma consegnate questi referti subito, almeno nel rispetto dei cosiddetti manuali di accreditamento, altrimenti, oltre che a mettere a repentaglio la vita dei pazienti, esponete il Sistema sanitario regionale a responsabilità di ordine penale oltre che di risarcitorio. Sapete che la perdita di chance terapeutica è un danno, anche grave e su questo bisogna intervenire.
Che chiediamo nell'interpellanza? Quali politiche? Lo stesso Presidente all'atto dell'insediamento diceva che bisognava rivedere il Piano socio-sanitario, gli atti aziendali per dare maggiore personale agli enti del Servizio sanitario regionale. Sono parole del Presidente Acquaroli, che ringrazio in questo momento di essere presente perché questo è un tema di straordinaria importanza, che tra l'altro espone anche la sanità regionale, e questo è ingiusto ed ingeneroso, alle critiche a livello nazionale. Di questa vicenda se n'è occupata Fanpage, se n'è occupata “l’Aria che tira” della 7, che ha intervistato delle persone. Io non mi sono fatto intervistare, volutamente.
Si espone ingiustamente il sistema a critiche, censure e questo non è giusto. Bisogna intervenire subito. Certo che è stato fatto, da quando noi abbiamo sollevato il caso, ne do atto, l'Assessore si è impegnato in questa direzione, ma non basta. L'Assessore sa che qualche volta gli ho consegnato le interrogazioni brevi manu, dopo fatte, dopo depositate.
Nell'interpellanza mi rivolgo al Presidente perché è lui il titolare della delega alla sanità, il Presidente Acquaroli. Il Presidente della Giunta regionale è il responsabile delle politiche regionali e quella sanitaria è la principale politica regionale e non può lamentarsi l'Assessore se è costretto a rispondere ogni volta. Certo, lo capisco, è un impegno gravoso, è un impegno gravoso perché è la prima competenza che riguarda tutti i cittadini, l'80% del bilancio. Qualche volta, ad esempio, il Presidente potrebbe anche sollevare l'Assessore da tante incombenze e dare una mano, magari dando seguito a quegli impegni che ha preso in quest'Aula. E quello degli esami istologici è di fondamentale e straordinaria importanza, esploso recentemente a causa della carenza di personale. Su questo, ripeto, lo dissi tempo fa, a febbraio, è ovvio, l’Assessore Calcinaro c'è da 6/7 mesi, su questo che gli vogliamo dire. Forse, magari, quando a dicembre faceva gli annunci del personale…, oggi mi ha detto della determina, che però è del 25 maggio, che, guarda caso, era ieri, se non vado errato, Poteva essere fatta prima e magari il personale poteva essere reperito per le anatomie patologiche oppure qualche affidamento esterno poteva essere fatto anche prima e magari quei cittadini non avrebbero subito le conseguenze di quei ritardi.
Questa Giunta esercita la delega alla sanità da settembre del 2020 e la delega alla sanità va esercitata senza soluzione di continuità e non è che ogni volta possiamo ricominciare da capo. Non è possibile ricominciare da capo ogni volta e allora su questo bisogna intervenire, intervenire tempestivamente.
Ripeto, do atto dello sforzo personale dell'Assessore, ma è disorganico e la dimostrazione che sia disorganico è data dal fatto che ad Ascoli Piceno non ci sono problemi, a Pesaro non ci sono problemi, tant'è che pare che processino, si chiama così, gli esami di altre realtà.
I problemi sono gravissimi ad Ancona, a Senigallia (centinaia di ritardi), a Jesi, a Filottrano, che ha avuto anche, diciamo, il resoconto sulla stampa. Fermo, non ne parliamo, bastano soltanto i casi che ho citato in queste interrogazioni. E’ questo che è disorganico. Allora, cerchiamo di ricondurre la gestione della sanità. Non è che chi è residente a Fermo o ad Ancona può essere svantaggiato rispetto a chi è residente a Pesaro. Questo non è possibile.
Ci vuole un disegno organico che abbracci tutta la Regione, altrimenti bisogna rivedere la legge regionale. Noi diciamo, ad esempio, del ruolo importante che svolgeva l'ASUR, che, se vogliamo, aveva anche una stanza di compensazione rispetto alle disuguaglianze che c'erano nella Regione. Invece oggi con la personalità giuridica le 5 Aziende sanitarie operano ognuna per sé ed è evidente che queste disuguaglianze si acuiscono, specialmente se non diamo le risorse per esercitare l'autonomia organizzativa e giuridica. Non c'è più l'ASUR, di questo dobbiamo parlare, quali politiche dobbiamo mettere in campo?
Questo è, ripeto, un tema centrale perché c'è di mezzo la vita delle persone, c'è di mezzo la vita delle persone e non bisogna essere un medico. Tant'è che ho scritto anche al Ministro della sanità che, attraverso i NAS, deve intervenire. Deve intervenire se nelle Marche non si riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza, questo è uno, se non riesce ad abbattere questa lista di attesa, la lista d'attesa più pericolosa, signori, la sanità marchigiana può essere anche commissariata, quindi, deve intervenire il Ministro della salute perché questa cosa non può essere. Ripeto, mi riservo, se la questione non si risolve brevemente…
Adesso trasformerò, perché non sono per niente soddisfatto, questa interpellanza in mozione, ai sensi dell'articolo 137, comma 7 del Regolamento interno, quindi dovrà essere iscritta, credo, nella prossima seduta. La trasformerò in mozione così potranno parlare tutti, anche chi ha una maggiore competenza tecnica, se vogliamo, rispetto a me. Ci sarà una discussione e potremmo ascoltare quali sono le politiche della Giunta regionale per abbattere questo dramma, perché è un vero e proprio dramma, in modo organico su tutta la Regione e magari indicare quali dovranno essere le conseguenti politiche. Non si può andare avanti così, non si può andare avanti in questa situazione. Grazie.
Elezione di un rappresentante nell’Assemblea dell’Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT) in sostituzione del dimissionario
(Statuto AMAT, articolo 7) - (voto limitato a uno)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’elezione di un rappresentante nell’Assemblea dell’Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT) in sostituzione del dimissionario,
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo candidato e che l’Assemblea legislativa, nel votare, prende atto delle risultanze istruttorie, comprese quelle contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità e di inconferibilità dei candidati. Il Consigliere Segretario Ausili procederà con la chiama. Indico la votazione a scrutinio segreto.
(Il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)
Comunico l’esito:
Votanti n. 30
Voti validi n. 20
Schede bianche n. 10
Schede nulle n. 0
Hanno ricevuto voti:
Luciani Catia n. 19
Cesca Massimo n. 1
PRESIDENTE. Proclamo eletta rappresentante nell’Assemblea dell’Associazione Marchigiana Attività Teatrali (AMAT) Luciani Catia.
Al questo punto procediamo con le mozioni. Manca la Consigliera Vitri, la chiamate? Mancano la Consigliera Vitri e l'Assessore Baldelli. L’Assessore Baldelli non c'è, non si fa la mozione .
Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Mozione d'ordine, io ci sono. Mi stanno dicendo che forse non si discute la mia mozione perché manca l'Assessore Rossi. Non so, chiedo. Però la mia mozione non riguarda l’Assessore Baldelli, ma l’Assessore Rossi.
PRESIDENTE. L’Assessore Rossi non c'è.
Micaela VITRI. Per me si può discutere comunque.
Mozione n. 35
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti
“Emergenza lupi nella provincia di Pesaro e Urbino”
Interrogazione n. 113
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Piano regionale di gestione del lupo (Canis lupus): quadro normativo, criteri tecnico-scientifici e strumenti di gestione nel rispetto della tutela animale”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 35 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti e l’interrogazione n. 113 del Consigliere Nobili (abbinate)
Ha la parola l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Non nel merito. Devo chiedere ai sottoscrittori di questa mozione di ritirarla perché tutto quello che avete chiesto nei fatti si è già avverato, nel periodo intercorso da quando l'avete depositata.
La Giunta regionale ha fatto tutto quello che sta scritto qui, è pleonastica, veramente, sarebbe tempo perso.
Vi invito…, poi, se volete, parliamo di questa mozione, ma è del tutto superata.
PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. La ringrazio, Assessore. Effettivamente ho presentato questa mozione il 24 dicembre, però non è colpa mia se i lavori dell'Aula spesso vanno a rilento.
Ad ogni modo, la mozione impegnava la Giunta per sei precise azioni, che a me non risulta siano state tutte messe in pratica al 100%, a differenza di quello che lei ha dichiarato, per cui possiamo discuterla comunque, almeno riferirà e avremo modo di votarla.
Colgo l'occasione per precisare che questa mozione presentata a dicembre chiedeva alla Giunta regionale di prevedere nei bandi di gara, negli affidamenti e nelle convenzioni della Regione, aspetti…, scusi, ho sbagliato atto.
La mozione prevede sei azioni precise negli interventi a tutela della fauna selvatica e non mi risulta che siano stati attuati tutti. Impegnava la Giunta ad avviare un piano di gestione e monitoraggio dei lupi, aggiornato e basato su dati reali, che tenesse conto dell'aumento degli avvistamenti anche vicino ai centri abitati. Ecco, il piano l'ho visto, ma non mi risulta che siano così precisi e dettagliati i numeri che avete dato, soprattutto i riferimenti relativi alle vicinanze ai centri abitati. Poi impegna la Giunta a rafforzare misure di prevenzione e protezione del bestiame, sostenendo l'adozione di strumenti efficaci di dissuasione. Anche su questo la mia mozione può essere un'occasione per confrontarci, discutere e riferire anche a tutte le persone interessate cosa effettivamente avete fatto, come avete finanziato gli strumenti di dissuasione (ad esempio reti metalliche, appositi dissuasori ), quali sono gli interventi, quante risorse ci avete messo - potrà dircelo – e, magari, visto che avete già fatto tutto, votare la mia mozione sarebbe un bel segnale.
Terzo, impegna la Giunta ad adeguare la normativa regionale estendendo i risarcimenti agli allevatori e ai cittadini per ogni eventuale incidente con i lupi, rendendoli rapidi e adeguati. Sì, questo l'avete fatto, lo riconosco, avete adeguato la normativa, anche se non so fino a che punto i risarcimenti siano rapidi. Poi impegna la Giunta regionale a coinvolgere amministratori locali, associazioni di categoria, esperti, associazioni ambientaliste per affrontare il problema in modo condiviso e responsabile. Questo non può dirmi di averlo fatto totalmente perché non sono stati coinvolti assolutamente tutti i portatori di interesse, per cui, Assessore, non vedo perché dovrei ritirarla. E’ un'occasione in più per approfondire un tema che probabilmente merita maggiore attenzione, anche se riconosco il suo impegno, riconosco alcune azioni messe in campo, compresa quella, ad esempio, del risarcimento in caso di incidente stradale per danni da lupi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Allora, i dati ufficiali che sono in capo alla Regione Marche…, Consigliere, farei una fotocopia perché è inutile che le legga tutti i numeri che classificano i danni e via dicendo.
Il secondo punto: “se la Regione Marche sia in possesso di un piano sfruttato di monitoraggio”. Lei saprà che a gennaio di quest'anno l'Unione europea, per la verità lo scorso anno, il Governo l'ha recepito a gennaio di quest'anno, ha declassato il lupo da specie particolarmente protetta. Questo significa che si va in deroga con i piani di controllo in base a quanto stabilito la legge 157/1992.
La Regione Marche si è immediatamente attivata, da una parte per mettere insieme una squadra di esperti che avvii il piano di monitoraggio e il piano di controllo della specie lupo. Voglio dire in premessa, a scanso di ogni equivoco, che la Regione Marche non intende abbattere nessun capo di lupo, anche perché la quota segnata dall'ISPRA è solamente di 8 capi, che è risibile e non risolverebbe in alcun modo il problema.
La Regione Marche ha immediatamente aperto un capitolo di bilancio per dedicare al piano di controllo e monitoraggio della specie lupo, investendo 150.000 euro, che sono il minimo sindacale per avviare il monitoraggio di una specie così complessa e con comportamenti molto particolari. Ricordo che il lupo in una notte può fare anche diverse decine di chilometri, quindi, il monitoraggio e il censimento di una specie così complessa richiede formule più moderne, posto che i numeri del precedente censimento sono, a nostro avviso, di molto inferiori al a quanto stabilito e a quanto oggi rendicontato.
Domanda numero 3: “Quali sono i criteri e quali procedure la Regione intende adottare per qualificare…”. Ci siamo insediati il 27 ottobre e pochi giorni dopo, l'11 novembre, abbiamo scritto una PEC a tutti i Sindaci delle Marche a firma del sottoscritto e dell’Assessore all'ambiente Consoli, raccomandando l'applicazione del protocollo ISPRA.
Il protocollo ISPRA è estremamente puntuale, spiega tutti i comportamenti che un pubblico amministratore deve mettere in atto rispetto alla specie lupo, soprattutto quando questo diventa confidente. Il primo comportamento, spesso disatteso da diverse amministrazioni, con il quale siamo dovuti ritornare alla carica, è quello di fare in modo, lo dico in maniera slang, che le città non si trasformino nei ristoranti dei lupi. Cosa voglio dire con questa espressione? Che i lupi si avvicinano alle città perché trovano nella frazione umida fuori dai cassonetti e nelle crocchette lasciate in posti impropri e in orari impropri nelle colonie feline – che sono delle possibili prede e pasti per la loro sussistenza - motivo di attrazione. Ci siamo raccomandati perché al primo punto del protocollo ISPRA c'è questa raccomandazione, quella che le città siano sgombre da motivi di attrazione per la specie. Guarda caso, laddove il protocollo e le ordinanze dei Sindaci sono state emesse e fatte rispettare i lupi sono scomparsi dai centri abitati.
Noi dovremmo abituarci a convivere con questa specie perché non è eradicabile. Dobbiamo cercare di farlo vivere nei luoghi più vocati. Non penso che sia da paese civile avere i lupi nei parchi cittadini per “N” ragioni. Quindi, laddove ci sarà la necessità interverremo in maniera non cruenta per spostarlo nelle zone vocate e poi la natura si comporterà come meglio crede, perché gli altri branchi che sono in quelle zone avranno il loro naturale sviluppo.
PRESIDENTE. Ha bisogno di un altro minuto per concludere? Diamo 2 minuti all'Assessore così conclude il ragionamento. Prego, Assessore.
Giacomo BUGARO. Stavo dicendo che ci siamo attenuti pedissequamente al protocollo ISPRA in tutti i passaggi perché è stato redatto in maniera esaustiva e contiene tutte le indicazioni per poterci comportare e per dare supporto alle amministrazioni locali per gestire in maniera corretta ed equilibrata questa specie.
Una raccomandazione fa la Regione, la fa non solo agli amministratori locali, di tenere, come dicevo prima, le città in maniera corretta, la fa anche ai singoli cittadini, che troppo spesso danno da mangiare ai lupi. Abbiamo avute decine di segnalazioni. I lupi sono animali che diventano confidenti. L'animale va dove trova la comodità, dove trova da mangiare e nessuno gli dà fastidio. Il lupo, tra l'altro, è in cima alla catena alimentare, quindi, quanto di meglio trovare comfort in un parco cittadino con qualcuno che gli dà da mangiare.
Consigliere Nobili, ho parlato e ho sollecitato anche le associazioni animaliste, ci siamo incontrati, abbiamo fatto un confronto molto approfondito, anche lei le solleciti perché certi comportamenti non sono compatibili con la giusta maniera di trattare questa specie.
Colgo l’occasione per rispondere anche alla Consigliera Vitri.
Prendo le domande.
Avviare il piano di gestione, avviato, smarcato e finanziato.
Rafforzare le misure di prevenzione. Le misure di prevenzione ci sono e anche quelle di carattere economico sono sufficienti al momento. Le ricordo che lei stessa ha votato la modifica della legge per quanto riguarda la prevenzione, che è in capo agli ATC. Il famoso 80-20, comma 3 dell'articolo 41 della legge regionale 7/1995, che prevedeva una quota fissa nel 55%, che la quota del fondo assegnato agli ATC fosse 80-20.
Danni e prevenzione. Abbiamo sbloccato, rendendo flessibile la possibilità ad ogni singola ATC, in base alle necessità di ogni singolo territorio, di poter intervenire. Questo è smarcato.
Rafforzare la prevenzione. L’ho già detto.
Adeguare la normativa regionale, fatto anche questo. Abbiamo modificato la legge 7/1995 e i danni del lupo verranno risarciti anche per gli incidenti stradali. Fatto.
Coinvolgere gli amministratori locali. Abbiamo scritto diverse PEC a tutti gli amministratori locali. Su mia richiesta, i Prefetti hanno convocato nelle Prefetture riunioni, alle quali ho partecipato anch’io, laddove possibile, con tutti gli amministratori locali, facendo – permettetemi la parola - un corso di spiegazione del protocollo ISPRA. Alle riunioni hanno partecipato anche le associazioni animaliste e ambientaliste.
Penso che le condizioni che lei ha posto siano state tutte quante soddisfatte. Per questo le ho detto che questa mozione è superflua. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Molto brevemente. Ringrazio l'Assessore Bugaro perché ha fornito una risposta che mi sento di considerare sufficientemente esaustiva. Credo che sia stata un'occasione, sia la discussione sulla mozione che la risposta all'interrogazione, per affrontare una problematica che in questo periodo dell'anno avvertiamo molto meno, ma che ha occupato e interessato l'opinione pubblica in maniera abbastanza intensa nei mesi precedenti. Immaginiamo che con la fine della stagione estiva e con l'avvicinarsi dell'autunno e dell'inverno ciclicamente il problema si porrà di nuovo, ma ci troverà meno impreparati di quanto lo fossimo qualche mese addietro. Credo che sia stata un'occasione per approfondire un tema.
Vogliamo davvero credere che la Regione Marche svolgerà un ruolo di coordinamento rispetto alle competenze, che, inevitabilmente, ricadono sui Comuni.
Prendiamo atto della decisione relativa alle formule di risarcimento per i danni causati dai lupi con l'individuazione di un fondo dedicato. Così come ho registrato le parole dell'Assessore Bugaro che hanno escluso la prospettiva dell'abbattimento dei lupi nel nostro territorio – il richiamo alle indicazioni ISPRA - così come la cattura selettiva che rimane estrema ratio, che è davvero la possibilità più invasiva per quanto riguarda il rapporto con questi animali, che, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, si trovano a vivere situazioni di confidenza con le nostre realtà.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Attendo che mi venga trasmesso il report che l'Assessore Bugaro ha illustrato per fare poi gli opportuni approfondimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Procediamo con la discussione.
Ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Prendo atto del fatto che il tema è considerato superato dalle colleghe e dai colleghi Consiglieri.
Ribadisco, avevo presentato il 24 dicembre questa mozione, non vedo il motivo per cui debba ritirarla, anzi, a maggior ragione va votata se l'Assessore Bugaro, come dice, è convinto di aver fatto tutto ciò che chiedevo.
Innanzitutto mi fa piacere perché significa che i miei suggerimenti erano giusti, adeguati, pertinenti, dato che da quello che mi ha risposto ha fatto tutto ciò che io chiedevo, punto per punto.
Secondo, questa era l'occasione per riferire in Aula, visto che è la sede istituzionale idonea al confronto, anche a riferire a cittadini e cittadine e non un'intervista, un comunicato stampa, che ovviamente è uno strumento in più. E’ questa la sede idonea, quindi non vedo perché non dovremmo parlarne.
Abbiamo un atto ispettivo depositato a dicembre e secondo l'Assessore Bugaro, da quanto riferito, è stato fatto tutto, per cui votate la mia mozione, che servirà evidentemente a lasciare traccia di quanto proposto, di quanto fatto, di quanto continuare a fare.
Anche se, Assessore Bugaro, mi permetto di aggiungere, non ci ha detto ancora nulla relativamente alle risorse disponibili, non in base ai risarcimenti 80-20. Ovviamente ho capito il sistema di risarcimento, l'ho votato anch'io. Ad esempio, su eventuali bandi per la prevenzione e la protezione del bestiame poteva riferirci qualcosa. E’ il mio secondo punto, vorremmo sapere quante sono le risorse messe in campo dalla Regione. Se può, dato che siamo in una fase di confronto, può essere utile. Le dico anche questo con spirito di massima collaborazione. Abbiamo iniziato ad affrontare questo tema a dicembre, eravamo in piena emergenza, c'era molta preoccupazione tra agricoltori, allevatori, cittadini. C’è chi ha visto sterminati completamente capi di bestiame, ovini soprattutto, quindi i danni sono stati ingenti, per cui è importante anche far capire quali sono le risposte della Giunta, nel caso in cui l'anno prossimo, da novembre, dovessimo ritrovare lo stesso problema, quindi, capire come la Giunta intenderà affrontarlo prossimamente.
Chiedo di votare la mozione, magari di votarla all’unanimità per ciò che mi ha detto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Credo che l’Assessore, come ha detto in premessa, ci ha dato tutte le informazioni che doveva darci relativamente alle interrogazioni e alla mozione proposte. Le è rimasto semplicemente, visto che ha fatto tutto, l’unica cosa che poteva fare, di presentarsi qui in Aula vestito da Cappuccetto Rosso, però questo l’abbiamo evitato.
La questione del metodo che viene giustamente sollevato dalla Consigliera Vitri lo appoggio in pieno perché noi come maggioranza abbiamo pochissime mozioni, non riusciamo mai a discuterle, Presidente Rossi, non abbiamo ritardi di 3 o 4 mesi, perché discutiamo sempre ed esclusivamente le mozioni della minoranza. In Conferenza dei Presidenti di gruppo avevo sollevato la questione del diritto della maggioranza, la protezione della maggioranza su interrogazioni e mozioni, ma purtroppo non è scattata perché il Regolamento non lo prevede. Qualcosa prevede, ma a favore delle minoranze, quindi figuriamoci.
Se questa mozione e relative interrogazioni fossero state discusse a dicembre, penso che, a cominciare l'Assessore Bugaro che non vota, ma anche il Presidente Acquaroli, l’avremmo votata perché avevamo tutti l'intenzione di risolvere in questa maniera. Una volta che la questione è stata risolta non ha senso, per un motivo semplice: se voto una mozione che impegna la Giunta a fare le cose che ha già fatto, all'esterno apparirà come se la Giunta non le avesse fatte e questo non è possibile, è un'incongruenza in termini cronologici. Quindi, da questo punto di vista siamo costretti a bocciare una mozione che avremmo approvato 4 mesi fa. Il buon senso da parte della minoranza sarebbe stato quello di dirsi soddisfatta, come avete detto, delle risposte ottenute. La mozione superata nei tempi è stata discussa, quindi, grazie perché l'avete presentata, grazie perché avete presentato le interrogazioni, grazie perché l'Assessore ci ha dato l'opportunità di avere un'informativa importante sull'argomento, però è fuori luogo, pacchiano, votare una mozione su cose già realizzate. Grazie.
PRESIDENTE. Intervengo nella discussione dicendo che non voterò la mozione, non perché non sia d'accordo, eccetera, perché alcune misure sono state adottate, ma perché la vedo in maniera diversa. Io sono a favore degli abbattimenti, come previsto… Ridete, ridete, gli agricoltori o le persone che subiscono danni o aggressioni ad animali d'affezione ridono di meno. Stanotte un lupo ha ucciso due gatti nella periferia immediata di Cagli.
Le linee guida dell'ISPRA, che non sono le linee guida di Giacomo Rossi, prevedono tassi d'abbattimento che vanno dal 3% al 5% della popolazione di lupi, come ha chiesto anche il Trentino Alto Adige. Tra l'altro, c'è stato il ricorso delle associazioni ambientaliste al TAR che è stato respinto. Sulla materia il sottoscritto è molto ferrato.
La normativa nazionale ci dà questa possibilità e il mio invito, che non è l'invito di oggi, ma quello di sempre, è di procedere anche con l'abbattimento degli 8 capi, che chiaramente sono insufficienti per la popolazione globale, ma è ovvio che è un inizio. Un inizio che va contro ad una mentalità ideologica che prevede di non toccare questo animale, nemmeno quando va a creare problemi seri agli uomini, non solo agli allevamenti, anche agli uomini e agli animali di affezione. Basta aprire il giornale e vedere che la situazione è diventata seria.
Io non credo molto agli spostamenti, anche perché un lupo si sposta anche di 30 chilometri al giorno. Poi una cosa: gli spostamenti dove li facciamo? I lupi che sono ad Ancona li spostiamo nell'entroterra? Per quale logica? O forse i lupi dell'entroterra sarebbe meglio spostarli ad Ancona? Non credo a soluzioni che non rappresentano soluzioni definitive.
Ringrazio l'Assessore che, comunque, ha aperto il monitoraggio, ha aperto anche ai risarcimenti per gli incidenti stradali, ha già fatto tanto, ha fatto quello che magari in passato non è stato fatto. Siccome la normativa europea è cambiata, la normativa nazionale ha recepito la normativa europea, quindi non si sta parlando di qualcosa di illegale, si sta parlando di qualcosa che è previsto dalla legge. Come c'è la selezione alla volpe, c'è la selezione al cinghiale, c'è la selezione ad altre specie, che evidentemente sono in sovrannumero e creano problemi all'uomo. Tanto più deve, secondo il sottoscritto, essere aperta la selezione anche a questa specie, tanto più quando gli attacchi sono cronicizzati, tanto più quando c'è pericolosità.
Vi invito anche a seguire i diversi incontri pubblici che sono portati avanti sul territorio, in cui vengono forniti anche i dati della questione, che è seria. Capisco che una persona che parla in maniera molto franca e dice quello che tanti cittadini vogliono sentirsi dire, viene qualche volta derisa, ma al sottoscritto non interessa. non sono qui per fare demagogia o per accaparrarmi i consensi di chi crede ancora che il lupo sia il lupo delle fiabe.
Al sottoscritto interessa fare gli interessi dei cittadini. L’interesse dei cittadini significa tutelare coloro i cui animali da compagnia hanno subito un’aggressione; significa tutelare i tanti allevatori che sono stremati dalla situazione; significa tutelare i cittadini di Vallato di Fano che hanno visto sparire tutti i gatti. Significa tutelare i cittadini di Cesano di Senigallia che hanno avuto, addirittura, aggressioni nei confronti di uomini, che sono state anche testimoniate; significa tutelare i cittadini di tante aziende agricole che subiscono quotidianamente le aggressioni di questa specie, le quali, purtroppo, non hanno risposte dalla politica.
Vogliamo dare le risposte ai cittadini. L'ISPRA ci dà la possibilità di fare otto abbattimenti. Questi otto abbattimenti vanno fatti. Sono abbattimenti insufficienti, ma sono un cambio di passo contro un'ideologia che ci vede non intervenire.
La Svizzera, come ben conoscete, è il Paese più civile, probabilmente, del mondo ed interviene in maniera seria sulla questione da anni, ma da anni anche la normativa ci dà in alcuni casi la deroga. Per carità, ora c'è una deroga alla normativa europea molto più forte e qui bisogna intervenire, sennò si continua sempre a parlare del nulla e ci si meraviglia. Si fanno le ordinanze e si dice ai cittadini di non lasciate il mangiare dei gatti fuori delle case, per carità, però non è questa la soluzione. Che nel 2026 dobbiamo essere schiavi nelle nostre città, non poter portare un cane fuori o lasciare i nostri animali domestici fuori perché c'è il lupo che li mangia. Questa è la realtà che attanaglia tante città, tra cui Ancona. E’ una situazione assurda.
Bisogna avere il coraggio di intervenire, ci sono dei momenti in cui la politica deve avere coraggio ed è il coraggio, che a me sembra normalità, che di fronte a quest’Assemblea oggi dimostrerò e non voterò la mozione perché io vorrei altro.
Vorrei altro, vorrei un'azione definitiva sulla questione, l'azione che sta portando avanti in maniera egregia il Trentino Alto Adige e probabilmente lo porterà avanti anche qualche altra Regione.
Chiedo che la situazione sia risolta o meglio ci sia un avvio definitivo alla risoluzione del problema. Grazie.
Ha la parola l’Assessore Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Utilizzo una frase che può essere d'aiuto sia al Vicepresidente Rossi che alla Consigliera Vitri: tutto quello che non è contato non può essere migliorato. Questo vale per quanto ha detto comprensibilmente il Vicepresidente Rossi, sia per quanto concerne la richiesta di risarcimento danni. Se non ho contezza di quale sia la dimensione del problema, non ho gli strumenti e non posso mettere in campo le strategie per cercare di arginarlo o di risolverlo. Uno.
Due, le do un ulteriore dato, lei ha replicato dicendo di non conoscere le misure, le quote e via dicendo, ma se io non ho dimensione di quant'è l'ammontare del possibile danno, non posso appostare delle risorse, anche perché il danno da lupo è risarcibile da un mese a questa parte.
Il comma 4 dell'articolo 41 della legge regionale 7/1995 prevede per i danni da fauna selvatica uno stanziamento extra rispetto al fondo previsto dal comma 3. Questo perché il legislatore nel corso degli anni si è reso conto che il fondo che si forma con le tasse venatorie, pagate dai cacciatori, che sono poco più di 1 milione all'anno, sta scendendo in maniera preoccupante in quanto il numero dei cacciatori sta diminuendo in maniera preoccupante. E qui apriremo tutto un altro discorso per quanto riguarda la gestione del territorio agro-silvo pastorale perché da una parte calano i cacciatori e le risorse, dall'altra c'è meno gestione, quindi aumentano gli animali selvatici, aumentano i danni. C'è una sperequazione fra le due cose e fra un po', lo dico pubblicamente, le Regioni saranno chiamate a pagare dei cacciatori professionisti per gestire il territorio perché ci troveremo gli animali selvatici, esattamente come già avvenuto in questa regione, ex Sindaco di Ancona, qui dietro, nel giardino, dove c'era una colonia di cinghiali, un branco di cinghiali.
L'altro giorno abbiamo svolto a Montelupone con un faunista un interessantissimo incontro, nel momento in cui l'uomo ha antropizzato il territorio, anche le coltivazioni hanno modificato le foreste, i boschi e via dicendo, gli animali modificano il loro comportamento. Tant'è che noi andremo a modificare il Regolamento 3, quello che gestisce gli ungulati, che prevedeva inizialmente, quando è stato fatto nel 2012, tre zone A, B e C, fortemente evocato, normalmente evocato, eradicazione e andremo probabilmente a uniformare, ad unire le zone A e le zone B. Sa perché? Perché una volta, 10-15 anni fa, i cinghiali e anche i lupi che c'erano stavano essenzialmente nella parte montana della nostra regione. Oggi, viceversa, la maggiore presenza è nella zona collinare e costiera perché trovano il ristorante, quello che io banalmente chiamo il ristorante, trovano le condizioni per non essere attaccati e per poter vedere la loro necessità di alimentazione soddisfatta.
Oggi la Regione Marche si è dotata di tutti gli strumenti normativi per poter gestire questo problema. Ma prima di gestirlo in maniera efficace, come auspica il Vicepresidente, bisogna conoscere l'entità del problema, tutto quello che non può essere contato, non può essere migliorato. Oggi siamo nella fase di lancio del piano di gestione, che è lo strumento principe, e annuncio che ieri abbiamo chiesto al Servizio bilancio e all'Assessore al bilancio di istituire nel prossimo assestamento di bilancio una voce apposita con le giuste risorse per redigere il nuovo piano faunistico regionale, che è scaduto da un anno. Quindi, abbiamo messo in campo tutte le risorse e tutte le attività per gestire al meglio questi fenomeni, che sono fenomeni della natura e che devono essere gestiti con equilibrio, con buon senso, sempre con l'augurio che non accada nulla che non deve accadere. Volete che ve la spieghi meglio? Abbiamo fatto diversi incontri in questi mesi con etologi di fama nazionale e non c'è nessuno che ha escluso che possa accadere qualcosa ad una famiglia in estate, che va a fare un picnic in montagna e magari il bambino di 2 anni va dietro un cespuglio. Non un etologo ci ha detto che lo possiamo escludere. È successo. Guardate, gli animali modificano i loro comportamenti, esattamente come ho accennato prima.
Chi conosce la natura, chi frequenta i boschi, chi frequenta i campi, chi frequenta la campagna, sa perfettamente quali sono i fenomeni adattivi. Penso allo specie del colombaccio. 20 anni fa, quando un cacciatore abbatteva un capo di colombaccio era un evento. Sapete quanti colombacci sono stati abbattuti la scorsa stagione nella sola provincia di Macerata? Oltre 10.000. Sapete quali sono le maggiori telefonate che ricevo in questi giorni? Dagli agricoltori che devono passare per la terza volta a seminare il girasole perché il colombaccio è divenuto stanziale, mentre una volta era esclusivamente migratore. Era una caccia che si svolgeva solo ed esclusivamente nel mese di ottobre. Oggi la presenza del colombaccio è anche all'interno delle nostre città. Tant'è che la Regione Emilia-Romagna, che è stata tanto criticata, ma io invito le persone ad andare a parlare con quegli agricoltori...
Lo scorso anno l'ISPRA ha previsto un piano di controllo, che non è caccia, è un piano di controllo, esattamente come per la specie cinghiale, con l'abbattimento di 11.000 colombacci in pianura padana perché è impossibile la gestione dei campi. Questo a dire che la natura si modifica e ci vuole un rapporto da parte dell'uomo, che ha invaso la natura, ha modificato con l'antropizzazione, ha modificato in ogni aspetto, ha costruito case...
PRESIDENTE Concediamo un minuto.
Giacomo BUGARO. Vado velocemente al termine perché l'argomento è molto ampio e richiederebbe molto tempo. Questo per dire che noi agiamo con equilibrio nel rispetto delle norme, nel rispetto della natura, sempre dentro il solco delle leggi e utilizzando le conoscenze che la scienza ci dà. Quindi, ribadisco che ogni punto della mozione che lei ha presentato insieme ai suoi colleghi sono al momento stati realizzati o in corso d'opera. Grazie.
PRESIDENTE. Ripeto, ho dato 30 secondi in più per finire il ragionamento. Credo che sia a servizio di tutti, come ho dato prima un minuto in più alla minoranza per parlare e finire il ragionamento. Si chiama buon senso e il Presidente del Consiglio lo può esercitare.
Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. L'Assessore ha parlato molto ed è stato molto esaustivo, però l'occasione è utile, come è stato già detto, per affrontare un problema più ampio, perché questa mozione è stata presentata quando l'argomento era bollente, era significativo e, come strumento di indirizzo politico, noi Consiglieri abbiamo il diritto e il dovere di poter portare in Assemblea un argomento quando è il momento di portarlo, altrimenti accade quello che sta accadendo oggi, che ci sentiamo dire dall'Assessore che hanno fatto tutto, che non occorre più, mentre, invece, poteva essere un'ottima occasione di dibattito, sollevata dalla minoranza, ma concordata con la maggioranza per affrontare il problema quando c'era la necessità.
Adesso, secondo me, sarebbe un errore ritirare questa mozione e sarebbe scorretto da parte della maggioranza non votarla, perché, anche se è stato fatto, anche se gran parte degli indirizzi sono stati realizzati, il fatto che siano stati realizzati dimostrano la bontà di quando sono stati proposti. Ed è corretto che tutto il Consiglio regionale voti a favore della mozione presentata dalla Consigliera Vitri.
Il problema si amplia, le mozioni stanno in un imbuto, siamo fortemente indietro e se andiamo avanti così scolleghiamo la mozione dal momento del dibattito e dal problema che solleva. Quindi, c'è un ordine di lavori che deve essere assolutamente rivisto. Mi sono permesso di sollevare la questione nell'incontro dei Capigruppo e lo rifarò, cioè, se possibile, smaltire il prima possibile le mozioni arretrate. Faccio un esempio, la mozione che oggi è stata saltata riguarda la zootecnia marchigiana, che vede sul filo del rasoio un sistema centrale per le Marche, che ha migliaia di capi da latte e centinaia di aziende, presentata all'inizio dell'anno. Quindi, è un problema che deve essere discusso.
Mi auguro che oggi e le prossime volte l'assenza di un Assessore non sia motivo per non discutere una mozione. Se per l'interrogazione la presenza dell'Assessore è necessaria per la risposta, la mozione è un atto di indirizzo politico, è un atto che spetta a tutti poter discutere, affrontare l'argomento. Se diventa essenziale avere un Assessore presente per discutere un atto di indirizzo politico significa che l'Assemblea legislativa si è appiattita completamente sull'esecutivo. E non è questo il compito di un'Assemblea, che è un altro potere. È compito nostro proporre gli indirizzi politici, discuterli e votarli. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore Bugaro per la risposta esaustiva, però devo anche ricordare, come ha evidenziato il Vicepresidente Piergallini, che ringrazio, che questa mozione è stata presentata a dicembre e chiedeva quattro interventi precisi: monitoraggio, prevenzione, dissuasione, risarcimenti nel totale impegno della Giunta, nel più totale impegno della Giunta. A quanto mi risulta ci sono ancora altre azioni da mettere in campo, che ha ammesso lo stesso Assessore perché mi ha detto che se non possiamo contare il numero di esemplari presenti, non possiamo nemmeno quantificare i danni e i risarcimenti.
Siamo in attesa del piano, l'avete approvato e siete in attesa del monitoraggio definitivo. Quindi, la mia mozione ha ancora ragione di esistere perché impegna a concludere il monitoraggio e questo è un motivo in più per votarla.
Per ciò che riguarda la prevenzione io stessa in altre occasioni ho messo in evidenza alcuni strumenti di prevenzione che la Giunta regionale potrebbe finanziare, come hanno fatto altre Regioni. Anche su questo, Assessore, le chiedo di riflettere e di valutare possibili contributi e appositi strumenti di prevenzione, come, ad esempio, l'acquisto di specifici cani da guardia appositamente addestrati per difendersi dai lupi. La Regione Piemonte ha aperto un bando apposito per contributi di questo tipo, che concedono delle risorse agli allevatori che acquistano cani da montagna, dei Pirenei, pastori maremmani, abruzzesi, che sono effettivamente adeguati alla difesa dai lupi. Credo che sia necessario difendersi e non abbatterli, come ha detto qualcun altro. Anch'io ho partecipato a tanti incontri con etologi esperti di fama internazionale, in particolare ho partecipato anche all'incontro con l'etologo che sta effettuando il monitoraggio per la Regione sul parco San Bartolo e davanti a centinaia di persone ha detto, lo spiego chiaramente anche al Consigliere Rossi, che se dovessimo abbattere otto esemplari di lupi, tra pochi mesi ne avremmo altri otto perché gli lupi hanno un'organizzazione gerarchica, rigida, che stabiliscono un numero preciso di capi adeguati a sopravvivere in un determinato ambiente. Essi stessi sono in grado di auto-organizzarsi e decidere quanti possono sopravvivere in quell'ambiente, quanti possono nascere, quanti devono scomparire in maniera naturale. Non lo dico io, l'ha detto un etologo, ho partecipato all'incontro insieme a centinaia di persone, per cui l'abbattimento di otto capi non risolverebbe il problema se non per 2/3 settimane.
Questa mozione, come è già stato detto dal Consigliere Piergallini, potrei anche ritirarla e chiedere di mettere a verbale che la ritiro perché l'Assessore Bugaro ha detto che ha già recepito tutto ciò che chiedevo. La posso ritirare e chiedere di mettere a verbale che l'Assessore Bugaro mi ha dato completamente ragione, ha approvato le mie proposte, anzi, ha preso atto delle mie proposte, invece mi sembra corretto votarla perché il monitoraggio non è stato completato, perché le risorse non sappiamo quante sono, perché ad oggi non avete ancora, giustamente, piena contezza del monitoraggio. Soprattutto chiedo di votarla perché il prossimo novembre ci troveremo nella stessa situazione, quindi, questa mozione sarà l'occasione per dare mandato alla Giunta per proseguire.
Mi fa piacere che sia presente il Presidente Acquaroli e sorrida perché evidentemente anche lui mi dà ragione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Canafoglia.
Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. “Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi”, siamo l'incipit della prima bucolica di Virgilio. Non si può pensare di stare all'interno di questa sessione e avere a che fare con tanti etologi. Sono entusiasta, ma mi chiedo una cosa: pensate veramente che i 1,4 milioni, 1,5 milioni di abitanti marchigiani si stiano preoccupando dei nostri lupi, che a me piacciono tra l'altro. Siamo veramente alla stranezza. Se diciamo che il nostro Assessore è stato efficiente e che siamo andati avanti, ma di cosa stiamo parlando? Signori, ma di cosa stiamo parlando? Vogliamo dare un senso a questa presenza? Se non abbiamo argomenti, fermiamoci, chiuso, basta. Tamquam non esset, continua se vuole, basta, basta. Stiamo qui dicendo: “Siamo bravi”, “Sono stato bravo perché io sono stato…”, signori, non è che chi arriva primo ha la medaglia, non ci si arriva. Scusate, adesso chiedo, per accelerare, al mio Capogruppo se posso sostituirlo nella dichiarazione di voto tecnicamente oppure la lascio a lui.
PRESIDENTE. Procediamo.
Corrado CANAFOGLIA. Allora, a questo punto, proprio perché tamquam non esset, per quanto ci riguarda, credo che questa sia una mozione da non prendere in considerazione, ma se la nostra Consigliera Vitri, con la quale abbiamo trovato un bellissimo accordo sulle bombe, quello sì che era un problema eccezionale, giustamente, per noi importante, vuole ritirare la mozione, noi siamo altrettanto contenti di farlo, ma se lei non lo vuole fare in maniera così simpatica facciamo questa votazione senza nessun problema, sinceramente, però. tamquam non esset.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Ruggeri.
Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Vorrei ricordare a quest’Assemblea che se noi togliessimo gli atti dell'opposizione, il 98% almeno di interrogazioni, il 90% almeno delle mozioni, visto che sono mesi che qui non approvo una proposta di legge, i Consigli regionali il martedì non si farebbero neanche. Quindi, è questo e l'Assessore ha appena detto che è vero.
(interventi fuori microfono)
Marta RUGGERI. Come non è vero? Ma come non è vero?
PRESIDENTE. Consigliera Ruggeri continui, non la interrompete. Grazie.
Marta RUGGERI. Mettetevi a contare gli atti di cui siamo primi firmatari noi 11, contate i vostri e dopo mi dite quanti minuti staremo qui il martedì. Grazie.
PRESIDENTE. La dichiarazione di voto mia personale è contraria, perché ho tutta un'altra visione. Non so le favole dell'etologo, che se abbatti 8 lupi ne arrivano altri 8. Allora, ci dovrebbero spiegare come, nei cantoni svizzeri, dall'autunno all'inverno abbiano abbattuto 89 capi, questo significa che ci saranno altri 89 capi? Questa è fantascienza ideologica di un mondo ambientalista che il sottoscritto rifugge. Il problema, Consigliere Canafoglia, delle bombe in mare c’è. Certo, ma c'è anche il problema perché lei è di Senigallia e può chiedere ai suoi cittadini degli attacchi da lupo che si sono perpetrati 2 anni fa a Cesano di Senigallia, nei pressi dell'ospedale. Dietro l'ospedale sono stati visti dei capi rovistare tra i rifiuti speciali, eccetera.
Il problema c'è e va affrontato in maniera seria, tramite gli abbattimenti dati in maniera scientifica a seguito dei censimenti. È chiaro, l’ISPRA ha già detto qual è la percentuale di abbattimento e come si procede per un qualsiasi capo di altro animale, si deve procedere anche per i lupi qualora ci sia danno e qualora siano in sovrannumero e qualora ci sia, diciamo, cronicità negli attacchi. Nessuno vuole sterminare i lupi.
Lancio la proposta, come ha fatto il Trentino Alto Adige, visto che non credo siano i più stupidi di questa nazione, contenere i capi che sono previsti dal protocollo ISPRA. Questa è la soluzione. Poi quando si arriverà al morto continueremo? Dopo ci sveglieremo e magari qualcuno inizierà a pensarla anche come il sottoscritto, da avere il coraggio anche in un'assemblea pubblica di dire quello che pensa. Alcuni di voi nelle assemblee pubbliche, qualche volta, pensano quello che io dico qui apertamente. Mi piacerebbe che lo dicessero anche qui, apertamente. Non faccio nomi, qualcuno la pensa in maniera totalmente diversa. Ecco, come la moltiplicazione dei lupi morti che ci ha spiegato adesso la Consigliera Vitri, ne uccidi 8, quindi magicamente… Sì, questa è una storiella più bella di quella di Cappuccetto Rosso o come il discorso che se sposti un branco, poi tra branchi si uccidono. I branchi si spostano e qualsiasi tracciamento dei lupi lo dimostra. Se andate a vedere c'è anche un sito…, tra l'altro c'è una speculazione finanziata dall'Europa sui lavori, sul monitoraggio del lupo, che da alcune persone viene definita la mafia lupista. Ecco, lì ci sono i soldi per continuare a proteggere e a difendere l'indifendibile. Noi dovremmo avere il coraggio di pensare in maniera diversa.
A noi piacciono tutti gli animali e tutti vogliamo salvaguardarli e dobbiamo salvaguardarli perché, ripeto, il lupo è una specie protetta, quindi non parla di lasciare aperta la caccia, si parla di fare la selezione dei capi previsti dall'ISPRA, qualora ci sia attacco cronico e qualora ci sia uno sovrannumero, che non viene dato dall'etologo pagato dal parco, ma da ISPRA. ISPRA ce li avrà o no gli etologi! Non mi sembra che ISPRA sia un ente a favore della caccia. Lì ci sono i tecnici, che ci hanno detto che i capi da poter abbattere sono 8, i capi da abbattere sono dal 3 al 5%. Bisogna avere il coraggio di intervenire. Punto. Tutto il resto è fuffa. Lo dico molto apertamente, bisogna avere il coraggio di proteggere i nostri cittadini, di proteggere i nostri allevatori e di proteggere i nostri animali d'affezione, cani e gatti, che possono essere sbranati vivi e portati via dai lupi, come sta avvenendo da tempo anche nella nostra regione.
Mozione n. 35. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale non approva)
Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente, penso che sulle mozioni che abbiamo saltato, comunque voglio la conferma dell'ufficio, deve essere votato il rinvio, eventualmente, perché non vengono automaticamente saltate per assenza dell'Assessore, almeno votate il rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. L'avevamo stabilito nella Capigruppo, però va bene. Qual è la mozione? Quella dell’Assessore Baldelli, no, quella dell’Assessore Rossi ugualmente perché nella Conferenza dei Capigruppo era stata comunicata l'assenza. Quindi bisogna rinviare il punto 4 la mozione n. 24 e il punto 7.
Quindi, sul rinvio della mozione 24 ha la parola la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Mi spiace dover rinviare questo atto per l'assenza dell'Assessore Baldelli perché è un atto importante sul salario minimo. Quindi, al di là della votazione in sé, va bene, ormai lo rimandiamo, credo che potesse essere discusso a inizio seduta in quanto l’Assessore Baldelli era presente, sarebbe bastato avvisarci. Se l'Assessore Baldelli ci avesse avvisato a inizio seduta potevamo chiedere un'anticipazione del punto all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Lei è contraria. Uno favorevole? Una dichiarazione a favore del rinvio?
Rinvio della mozione 24. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Votiamo il rinvio del punto 7, della mozione n. 33. Prego procedere, la dichiarazione non c'è, quindi procediamo con la votazione. Eh sì, ragazzi, procediamo intanto con il rinvio. La mozione n. 24 è stata rinviata, anche se l'Assessore è arrivato abbiamo votato il rinvio, quindi, andiamo per regolamento.
Adesso votiamo il rinvio del punto 7 dell'Assessore Enrico Rossi che non c'è.
Ha la parola, oratore contro, il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente, come ho detto già prima, sono contrario al rinvio perché la situazione è drammatica e la filiera del latte marchigiano è in grande difficoltà. Altre Regioni come il Lazio e la Puglia si sono già mosse, siamo in grave ritardo. Non dibattere, rinviare questa mozione - secondo me l'Assessore avrebbe dato un contributo al dibattito, ma non è indispensabile – è un errore. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione n. 33. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Ora, torniamo al dunque. No, quelli sono stati decisi alla Conferenza dei capigruppo, quindi…, chiedo di fare ordine in Aula, di andare per fila.
Dovremmo andare al punto 9, alla mozione n. 36.
Vogliamo procedere con la mozione n. 24 dell’Assessore Baldelli, che è stata rinviata, oppure procediamo. Procediamo. Lo chiedo perché qui qualsiasi cosa si fa è sbagliata.
Procediamo con la mozione n. 36 del Consigliere Nobili.
Mozione n. 36
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Rafforzamento e rilancio del ruolo della Consulta regionale per la disabilità quale strumento di partecipazione e co-programmazione delle politiche regionali”
(Rinvio)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 36 del Consigliere Nobili.
Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Siccome considero questa mozione importante, non che le altre non lo siano, mi piacerebbe vedere anche un certo dibattito e magari arrivare a una posizione condivisa. Visto che si è deciso nella Conferenza dei Capigruppo di chiudere la sessione odierna alle ore 14:00, non so se riusciremo a discuterla come meriterebbe o se ci può essere un impegno a rinviarla. Magari anche con il contributo dell'Assessore competente su questa mozione si potrebbe provare a trovare una condivisione.
PRESIDENTE. Quando non ci sono gli Assessori non va bene, quando ci sono non c'è il tempo, chiediamo anche qui di mettere a votazione il rinvio. Consigliere Nobili, mi sbaglio? Lei chiede di rinviarla perché non ha tempo sufficiente, ma il tempo...
Andrea NOBILI. No, Presidente, non ho detto questo, ho detto un'altra cosa. Siccome si è deciso che la sessione odierna chiude alle ore 14:00, se vogliamo discuterla lo facciamo molto volentieri, nella consapevolezza che sforeremo questa indicazione oraria che ci siamo dati. Per me non è assolutamente un problema. Per il resto c'era l'auspicio di capire se si poteva arrivare a una condivisione su questo documento, cosa che poteva richiedere un po' di tempo. Ma se lei, invece, dà un'interpretazione diversa, io non ho nessun problema a discuterla.
PRESIDENTE. Non dico tassativamente alle 3:00…, se si inizia la discussione poi si conclude. Ha la parola il Consigliere Baiocchi.
Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Penso di rappresentare la volontà di tutti, non è una questione di tempo, è una questione di giusta importanza ad una mozione che sicuramente merita molta attenzione ed approfondimento, sia da parte della Giunta che da parte di noi Consiglieri e anche di noi come componenti della Commissione sanità. Quindi, sarei molto favorevole, ripeto, non per una questione di tempo, al rinvio o prendere tempo su una questione così delicata, solamente una seduta, per poterla approfondire e magari vedere di trovare, se c'è la possibilità, una convergenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente Sono d'accordo perché è lo spirito che credo debba caratterizzare la discussione rispetto a dati di questo tipo, quindi, nessun problema a proporre un rinvio, auspicando che si possa poi arrivare a quella posizione condivisa di cui parlavo poco fa. Grazie.
PRESIDENTE. Rinvio della mozione 36. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13:55