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Resoconto della seduta n.23 del 03/11/2010

La seduta inizia alle ore 11,15


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 22 del 26 ottobre 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Comunico che:
E’ stata presentata la seguente proposta di deliberazione:
- n. 2/2010 ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, concernente: “Istituzione di una Commissione consiliare di inchiesta tendente ad esaminare le recenti vicende relative al Progetto sperimentale del CUP unico” (iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna);
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 73/2010 dei Consiglieri Marangoni e Zaffini: “Correttivi all’applicazione e al calcolo dell’ISEE ai fini della tutela dei lavoratori marchigiani in cerca di reinserimento nel mondo del lavoro”;
- n. 74/2010 dei Consiglieri Busilacchi, Traversina, Binci, Bucciarelli, Marinelli, Massi, Sciapichetti, Ortenzi, Acacia Scarpetti, Perazzoli, Latini, Ricci, Camela, Pieroni, Silvetti, Giancarli: “Promozione dell’educazione fisica e motoria nelle scuole primarie della Regione Marche”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la seguente legge:
- n. 14 in data 25 ottobre 2010: “Soppressione dell’Ente regionale per le manifestazioni fieristiche (EPT)”.
Comunico inoltre che il Presidente della Giunta ha trasmesso le seguenti deliberazioni del 18 ottobre 2010:
- n. 1497: Art. 29 comma 2 della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al POA 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni – € 30.053,82;
- n. 1498: Art. 29 comma 2 della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al POA 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni – € 11.212,50;
- n. 1499: Art. 29 comma 2 della l.r. n. 31/2001 – Variazione compensativa al POA 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni – € 500.000,00;
- n. 1500: Art. 29 della l.r. n. 31/2001 e art. 27 della l.r. 32/2009 – variazione compensativa al POA 2010 – € 25.317,35;
- n. 1501: Art. 26 della l.r. n. 32/2009 – Iscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di entrate derivanti da assegnazioni finalizzate e relativi impieghi – € 137.549,03.
Hanno chiesto congedo il Presidente della Giunta regionale Spacca, l’Assessore Viventi, i Consiglieri Bugaro e Massi.


Proposta di legge regionale n. 5
della Giunta regionale
“Rendiconto generale della Regione per l’anno 2009"

Proposta di legge regionale n. 42
della Giunta regionale
“Assestamento del bilancio 2010”

(Discussione congiunta)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 5 ad iniziativa della Giunta regionale e la proposta di legge n. 42 ad iniziativa della Giunta regionale. Come avvenuto nei precedenti esercizi le due proposte di legge saranno oggetto di un’unica discussione e con votazioni ovviamente separate.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Latini.

Dino LATINI. Per quanto riguarda il rendiconto faccio la seguente premessa. Il bilancio regionale presenta le sue principali valutazioni in termini di competenza che sono le più significative in quanto si riferiscono a somme che se anche accertate e non riscosse danno la misura del quadro finanziario. Il rendiconto nel suo articolato mostra un quadro riferito agli accertamenti, per sua natura fotografa infatti la situazione stabilizzata alla chiusura dell’esercizio e quindi al 31 dicembre 2009. Tiene dunque conto che la competenza ha una natura dinamica rispetto alla previsione definitiva dell’accertamento e nel caso specifico anche delle liquidazioni.
La proposta di rendiconto si compone di tredici articoli. La valutazione essenziale da fare sul rendiconto è il rispetto degli equilibri posti sul bilancio di previsione, il rispetto del patto di stabilità, il normale e armonico andamento sia della gestione delle entrate sia dell’andamento delle spese. Inoltre l’evoluzione sistematica del conto del patrimonio valutata per un anno (2009) che per l’amministrazione regionale è risultato abbastanza difficile dal punto di vista del sommovimento finanziario economico già intervenuto a livello internazionale e con le ripercussioni avutesi anche a livello nazionale.
Vorrei segnalare alcune cifre importanti del rendiconto.
Distribuzione delle Entrate nei vari Titoli. Il 69% delle entrate della Regione derivano dal Titolo I, ovvero dai tributi propri della Regione, il gettito dei tributi erariali e quote di esso, per l’anno 2009 è di oltre di 3 miliardi e 117 milioni. Un 11% riguarda il Titolo V, entrate derivanti da mutui, prestiti o altre operazioni creditizie, sono 500 milioni. Un altro 11% dal Titolo IV, entrate derivanti da alienazioni, trasformazioni di capitale e riscossione di crediti, trasferimenti in conto capitale. Un 5% sono invece le entrate derivanti dai contributi e trasferimenti in parte corrente dell’Unione europea. Infine un 4% riguarda le entrate extratributarie.
Per quanto riguarda l’andamento dei tributi finalizzati alla sanità, che è uno degli aspetti fondamentali del rendiconto, ai fini anche della valutazione degli organi di controllo della Regione, ovvero della Corte dei Conti, l’entrata dovuta all’IVA è di oltre 1 miliardo di euro, l’addizionale IRPEF è di 164 milioni, mentre l’IRAP è di 713 milioni.
La manovra IRAP fiscale nell’anno 2009 è di 81 milioni, mentre l’addizionale regionale IRPEF è di 25 milioni.
Quadro delle Spese. Delle cinque Aree quella che spende di più in termini di risorse è l’Area 5 Servizi alla persona e alla comunità, con 3 miliardi e 400 milioni di euro, seguita dall’Area 2 Programmazione e bilancio con 705 milioni, poi l’Area 4 Territorio e ambiente con 500 milioni, l’Area 3 Sviluppo economico con 300 milioni e infine l’Area 1 Assetto istituzionale e organizzativo.
La differenza di stanziamento nell’anno 2009 rispetto all’anno 2008 vede una riduzione di spesa – primo dato rilevante che segnalo all’attenzione dei Consiglieri – di circa 20 milioni di euro.
L’altro dato che segnalo è in termini di competenza pura, qui la differenza di stanziamento vede un vantaggio nel 2009 in termini di utilizzo delle risorse a disposizione per oltre +24.686.490 euro.
Sul piano del patto di stabilità vi è una risposta positiva. L’obiettivo programmatico era di 1.009.034.000 euro, ovviamente tenendo conto dei parametri indicati dalla Giunta, mentre le spese sostenute dalla Regione sono state del 93,13% dell’obiettivo, pari a 939.727.000 mila euro. I pagamenti effettuati nell’anno 2009 sono stati 851.016.000 euro, pari al 98,81% dell’obiettivo stabilito. Questo tenendo conto di quello che è appunto ritenuto un dato cogente, ovvero il rispetto del patto di stabilità.
La consistenza dei residui perenti in termini di competenza al 31 dicembre 2009, 382.586.299 euro, con un grado di copertura del 48,09%, è un po’ inferiore rispetto agli anni precedenti, ma proprio per i limiti imposti dal patto di stabilità.
Ciò comporta un saldo finanziario finale, comprensivo di mutui da riautorizzare, di 1.347.212.824,95 euro, tolti gli obblighi di spesa già assunti, di 1.466.576.956,50 euro e di –119.364.131,55 euro. Un saldo finanziario che però tende a diminuire, rispetto al 2005 è –144.291, 2006 è –142.390, 2007 è –140.877, 2008 –138.119.
L’altro dato che vorrei indicare è la capacità di impegno, cioè il rapporto fra l’impegno assunto e gli stanziamenti di competenza. Per l’anno 2007 è stato del 76%, per l’anno 2008 del 73%, per l’anno 2009 del 73,30%. Quindi è sostanzialmente in linea con l’andamento degli ultimi anni, sempre tenendo conto degli inderogabili limiti posti dal patto di stabilità.
Per quanto riguarda la gestione della spesa, come dicevo, la più importante, con l’82,3% è l’Area 5, poi abbiamo il 67,4% dell’Area 1, cioè l’area istituzionale, poi a seguire l’Area 3 con il 64,1%, l’Area 2 con il 58,2% e l’Area 4 con il 44,2%.
Nel suo complesso il rendiconto presenta tutti i crismi per essere approvato nei limiti di quelli che sono gli indici non solo economici e gestionali ma anche di direzione dell’andamento dell’esercizio 2009 e del conseguimento degli obiettivi posti.
Vorrei infine segnalare che nell’articolo 12 sono inseriti due dati specifici, due capitoli particolari che non sono stati istituiti nel 2009 ma indicati nel rendiconto, essi riguardano importi riscossi, il primo è di 311.297 euro e il secondo di 74.906. L’approvazione di questo articolo pone anche la riscossione di questi due capitoli.
Un altro dato rilevante dello stesso articolo 12 riguarda i codici SIOPE (Sistema informativo di elaborazione degli enti pubblici). Essi sono dovuti all’introduzione della legge finanziaria 2003, sono definiti con i decreti attuativi 18 febbraio 2005 uniformi su tutto il territorio nazionale e sono attribuiti ai titoli di entrata e di spesa allo scopo di effettuare un monitoraggio puntuale e tempestivo dei flussi finanziari delle amministrazioni pubbliche per il coordinamento della finanza pubblica nazionale e locale. Quindi permettono di distinguere i vari destinatari, soggetti pubblici e privati, delle spese o delle entrate, per cui permettono di individuare dove va una somma, se è comune a un soggetto di natura istituzionale oppure no.
La proposta della maggioranza è ovviamente quella di approvare nel suo complesso questa proposta di legge, essa rappresenta un dato estremamente rilevante orientato al conseguimento di un risultato in una condizione del tutto negativa rispetto all’andamento nazionale.
Per quanto riguarda la proposta di assestamento 2010 si inserisce giocoforza all’interno della previsione di bilancio 2011, il primo per la Regione dell’era dopo la manovra Tremonti, che partirà, come è stato definitivo, a base zero per le minor disponibilità di 148 milioni di euro di trasferimenti ex Bassanini e di altri trasferimenti statali e su cui bisognerà in prospettiva anche tenere conto di ciò che potrà essere la finanza pubblica degli enti territoriali dopo l’attuazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale.
Non che nell’esercizio finanziario 2010 non siano mancati altri avvenimenti incisivi sul bilancio, oltre alla predetta manovra estiva del Governo. Basti ricordare il patto della salute sancito 2010-2012, sottoscritto fra Stato e Regioni nel dicembre 2009, in cui sono evidenti i limiti di spesa imposti tali da determinare per la Regione l’assegnazione di un finanziamento per il Fondo sanitario regionale minore rispetto sia a quello tendenziale sia a quello reale registrato nei precedenti anni e il minore contributo dallo Stato alla Regione per le politiche sociali (infanzia e adolescenza e locazione) non compensato neanche con il ripristino di quello per le non autosufficienze.
In questo contesto di partenza del bilancio 2010 la Regione ha lavorato per dare un quadro essenzialmente in linea con le indicazioni di natura internazionale e nazionale, che hanno visto un generale risveglio delle economie mondiali dopo la crisi del 2007-2009, però con una crescita nell’area euro molto bassa, in cui l’Italia mantiene una previsione di crescita non superiore all’1% e un’inflazione della stessa percentuale. Le Marche nel 2010 crescono, sia pur gradatamente molto lentamente ma non compensano la caduta del 2008.
I settori più importanti che trainano la crescita della regione Marche sono ancora quelli delle manifatturiere e industriali (meno il legno e il mobile) che registrano complessivamente un 5,6% in più rispetto al 2009.
Le aziende che hanno determinato la crescita complessiva della nostra regione devono la loro tenuta al fatto che si sono radicate nello scenario internazionale e perché hanno compiuto scelte di ristrutturazioni profonde che comportano un 7,1% in più nel campo delle esportazioni e un aumento di mille nuove unità equamente suddivise nei reparti dell’edilizia, del commercio, immobiliari e manifatture e su tutte e cinque le province, che però non compensano il calo del primo periodo dell’anno (oltre duemila cessazioni di imprese) e il calo delle 2830 unità di forza lavoro in meno rispetto al dato dell’anno precedente, anche se sono in leggero calo coloro che chiedono nuovo lavoro, attestandosi intorno a 37.507 (-15,5%), registrando quindi una disoccupazione al 5,4% nel secondo trimestre 2010 rispetto al 6,3% dell’anno precedente.
In questo quadro così turbolento, dal punto di vista economico, finanziario e normativo, il raffronto fra quanto previsto dalla Regione con il bilancio 2010 e il suo assestamento, volutamente posticipato all’autunno per farvi fronte al fine di definire gli stanziamenti di bilancio da trasferire come supporti essenziali a quello del 2011, fa emergere come la programmazione finanziaria del 2010 e il suo riscontro rimangano sostanzialmente stabili con una manovra iniziale di 4.514,7 milioni di euro, a cui l’assestamento aggiunge altri 18 milioni di euro.
Come detto i residui attivi al 31 dicembre 2009 sono rettificati in 4.021.531.941,87 e quelli passivi in 3.317.713.689,60. La giacenza di cassa inizialmente stabilita in euro 50.000.000 si attesa nell’assestamento in euro 2.417.106.334,79, con un saldo finanziario di partenza di euro 568.924.745,88, che è stato rideterminato in sede di assestamento in euro 852.328.317,55, a cui si aggiungono l’entità dei mutui autorizzati ma non contratti.
Quindi a fronte di una totale disponibilità di euro 1.347.212.824,95 corrisponde un ammontare di impegni contabili conseguenti ad atti di gestione e di programmazione già adottati di euro 1.466.576.956,50 per un saldo finanziario negativo al 31 dicembre 2009 di euro 119.364.131,55.
Con l’assestamento il quadro di competenza (al netto del contabilità speciali) si delinea per le entrate e le spese in euro 5.199.922.216,96 rispetto a quello di iniziale di 4.517.893.039,28, in cui emerge con chiarezza:
- un minor introito dei tributi propri della Regione di 33.338.339,92;
- un aumento delle eternate extratributarie e derivante dalla U.E. per 154.000.000,00;
- un aumento delle entrate derivanti dal titolo IV per circa euro 269.000.000,00;
- entrate derivante da nuovi mutui per 10.000.000,00 al netto dell’anticipazione di
cassa per euro 300.000.000,00.
Invece per quanto riguarda la spesa:
- un aumento per l’area 1 di euro 65.000.000,00;
- un aumento dell’Area 2 (bilancio e programmazione) di euro 207.000.000,00 al netto dell’anticipazione di cassa di euro 300.000.000,00;
- un aumento dell’Area 3 (sviluppo economico) di euro 111.000.000,00;
- un aumento dell’Area dello sviluppo economico per euro 381.000.000,00;
- un aumento dell’Area dei servizi alla persona di euro 408.000.000,00.
In termini finanziari il raffronto dell’assestamento con i dati del 2009 evidenza un minor saldo di euro 107.114.827,28; un aumento delle entrate tributarie per 18.220.024,72, un aumento di 1.232.941,8 per il titolo 2, una diminuzione delle entrate extratributarie per euro 25.277.838,95 di quelle derivanti da alienazioni e simili per euro 67.424.268,60 e un aumento di quelle di cui al titolo 5 per euro 91.168.604,80, il tutto per un importo complessivo di 81 milioni in più rispetto all’anno precedente.
Più specificamente per quanto riguarda le entrate la loro autonomia è bloccata dalle scelte governative anche del luglio scorso con una flessione di quelli degli enti locali del 9,2%. Quindi è stato necessario rettificare le poste relative dell’assestamento del 2010 e triennale 2010-2012, anche alla luce dei dati aggiornati del gettito di ciascun tributo. Rimanendo invariato il gettito Irap ci sono leggeri aumenti di quelli Irpef (1,64 milioni in più) e tassa automobilistiche (1,141 milioni di euro) e delle risorse assegnate dallo stato a compensazione di minore entrate per tasse automobilistiche (1,341 milioni di euro in più), vi è invece un calo per l’accisa sulla benzina e sulla tassa per smaltimento rifiuti.
Preoccupante il calo delle entrate per il finanziamento alla sanità (Irpef, Irap e Iva) con meno 34,161 milioni di euro rispetto alle previsioni. Tenendo conto di quanto messo in cassa dal decreto Tremonti (250 milioni di euro in più per il Fondo sanitario nazionale) bisognerà vedere quanto spetterà alla Regione Marche, che si pensa sia di 2.690,13 milioni leggermente superiore a quella indicata nell’intesa del dicembre 2009 fra Stato e Regioni che verrà iscritta del titolo 2 delle entrate (programmazione) per poi essere nel 2010 reinserita nei tributi destinati alla sanità.
Complessivamente vi sono comunque meno entrate per 33,338 milioni di euro rispetto alla previsione di bilancio, dovuto proprio al minor gettito per la spesa sanitaria.
Le spese sono di 5.200 milioni di euro, di cui 3.958 per spese correnti e il resto per investimenti, di cui 1.083.990.656,51 per reiscrizioni, di cui le maggiori riguardano 409 milioni per la sanità, 200 milioni per mobilità e trasporti, 142 per la gestione tributaria, 44 i servizi sociali integrati, 38 milioni la pianificazione territoriale e ambientale, 37 milioni le opere pubbliche e 34 la politica creditizia e industriale e così via.
I settori con maggior impegno di spesa sono: la sanità con un 65,20% dell’intero bilancio (3.3 miliardi di spesa), a seguire i trasporti, le politiche sociale e quelli per il lavoro, inoltre la pianificazione e la gestione del territorio.
Va segnalato che nell’assestamento si ricollocano anche le risorse accumulate e destinate alla ristrutturazione di bond e che nei 345 milioni, di cui alla funzione 8 (gestione tributaria che presenta una spesa assestata di 577 milioni), vi sono anche le spese per rate mutui, investimenti, fondi di riserva e fondi globali.
Per il patto di stabilità le Marche hanno mantenuto in vigore le regole scelte per gli anni precedenti e pertanto con un tetto di 1.019 milioni in termini di competenza e di 859 milioni in termini di cassa (aumento di 1% rispetto al 2009), tenendo escluse dal patto le spese tutte per la sanità quelle per il rinnovo del contratto dei trasporti e quelle per con finanziamenti UE, per la concessione dei crediti per le finalità degli assi di prioritari.
Le difficoltà del patto di stabilità sono del tutto evidenti. A fronte di una capacità di assumere impegni per 87,25% della spesa quella di cassa non può superare il 52,06% di cassa. La restante parte andrà a far crescere l’ammontare dei residui sia passivi che perenti con tutte le conseguenze prevedibili ed in particolare del blocco dell’utilizzo delle risorse (ricordiamo a tal fine che con l’assestamento i fondi ammontano a euro 191.540.816,29 garantendo la copertura del 50,1% degli stessi).
Anche l’ultima modifica normativa del patto di stabilità del giugno scorso, pur lasciando agli enti locali alcune scelte in termini di quantificazione del patto, pone come limite assoluto il tetto già indicato che ovviamente non permette di risolvere la problematica del patto di stabilità stesso. La Regione pur avendo a disposizione i dati di Province e Comuni attende una intesa con lo Stato per definire le linee guida uniformi per tutti i soggetti con i soggetti interessati le predette ultime modifiche del patto di stabilità.
Da ultimo, per quanto riguarda il quadro finanziario, si segnala l’aumento delle autorizzazione dei mutui in 10 milioni circa.
Nel merito, l’Amministrazione regionale ha deciso di incidere di più con l’assestamento in campo socio-assistenziale, come l’aumento fino a 100 minuti per giorno per assistito l’assistenza alle persone non autosufficienti in residenze protette da valersi per quadriennio 2010-2013 che comporterà una spesa complessiva di 44 milioni di euro.
Altro impegno emerso nell’ambito dell’assestamento è quello rivolto per un verso alle politiche energetiche alternative a quelle tradizionali fossili in cui si conferma l’impegno dei 42,3 milioni di euro e per un altro verso nei confronti delle piccole e medie imprese in cui si accresce il fondo mutualistico al sistema confidi riconosciuti dal TUB per 7 milioni di euro e di 5 milioni per quelli che si aggreghino. Tenendo conto l’impegno contratto con la BEI per l’operatività di un fondo di 100 milioni di euro a favore delle piccole imprese di cui appunto la Regione aprirà un’apposita linea di credito.
Sempre in sede di assestamento si assiste ad un impegno di 3 milioni di euro nel settore della cultura destinato a favore un progetto unico teso a razionalizzare interventi nel campo della valorizzazione dei 344 musei e delle 315 biblioteche, oltre che di tutti le altre forme di culture diffusa sul territorio e mirare alla crescita del settore in futuro in grado di trainare parte dell’economia marchigiana.
Sempre in sede di assestamento si devono ricordare gli interventi alla diminuzione di spesa, che vanno dal contenimento delle spese della politica e delle istituzioni, di cui alla legge n. 11, alla soppressione dell’Erf, alla riorganizzazione dell’Ars e degli Ersu, degli Iacp, e alla munizione delle strutture della Regione da 12 a 8 e l’aggregazione di funzioni e responsabilità.
Per quanto riguarda la parte normativa dell’assestamento va segnalato l’art. 7 che apporta variazione alla formazioni degli schemi di bilancio per renderli più chiari e visualizzabili. L’art. 8 indica i 3 allegati all’assestamento divisi per spese finanziate con il ricorso al credito, le assegnazioni finalizzate e le spese dichiarate obbligatorie. L’art. 10 riguarda le variazione compensative tra UPB delle Marche e dell’Emilia Romagna a seguito dei comuni trasferiti alla seconda. L’art. 11 stabilisce le modifiche in termini di piano di alienazione dei beni della Regione. L’art. 12 introduce la fondazione di partecipazione in tema di l.r. 7/2009 sostegno al cinema e ai mezzi audiovisivi con una concentrazione di mezzi e risorse e uno snellimento nelle relative procedure di assegnazione con una ricaduta positiva sulla collettività interessata. L’art. 13 pone a disposizione delle iniziative più meritevoli dal punto di vista storico e culturale per i 150 anni di unità un contributo specifico. L’art. 14 continua nel solco della riduzione e contenimento della spesa per la pubblica amministrazione.
Per quanto riguarda le altre norme inserite specificamente nel quadro normativo, vanno ricordati in particolare gli articoli 14, 15 e 16 che sono inquadrabili nelle misure di contenimento della spesa per la pubblica amministrazione per quanto attiene alle spese del personale interno, al riordino del controllo del finanziamento degli Ersu e dell’Assam, per la riorganizzazione della stessa, infine la diminuzione del 30% delle spese finora sostenute per i direttori generali sanitari e amministrativi delle Zone territoriali dell’Asur, salvo ovviamente quanto già decurtato dagli stessi.
L’articolo 17 ridistribuisce i fondi a garanzia assegnando 1,5 milioni circa ai consorzi di impresa che hanno presentato sovvenzioni di cui alla l.r. n. 20/2003 e per la corresponsione degli oneri di gestione pendenti con i soggetti gestori delle attività di cui alle leggi nazionali 949/1952 e 240/1981. Vi è poi una rimodulazione dei fondi di bilancio da destinare sempre alle imprese artigiane.
Tale articolo va collegato nel piano della strategia di aiuto della Regione per le piccole e medie imprese con quello dell’articolo 25 che uniforma il controllo sui contributi concessi alle imprese cooperative e a quelle esistenti nel settore produttivo artigianale e industriale ex legge regionale 20/2003 e con l’articolo 31 in tema di razionalizzazione delle imposte dovute dalle imprese artigiane che non devono più essere soggette all’interpretazione di un doppio pagamento di cui al d.p.r. 642/72 e anche con l’articolo 36 relativo all’implementazione degli interventi di cui al piano regionale integrato delle attività produttive 2011-2013 per i settori particolarmente colpiti dalla stretta congiunturale.
L’art. 19 ridefinisce puntualmente l’impegno della Regione nella materia delle politiche abitative con l’indicazione specifica dell’istituzione di un relativo fondo e le finalità a cui è destinato fra cui anche i programmi nazionali e della U.E.
Gli articoli 21, 32 e 38 riguardano la gestione dei servizi pubblici locali. Il primo articolo anticipa l’assegnazione di alcuni compiti ai consorzi di bonifica (articoli 8-10 regio decreto 423/1904) in attesa della legge regionale di riordino. Mentre l’articolo 32 pone una deroga almeno fino al 2016 per le autorizzazioni allo scarico di acque reflue urbane in attesa degli interventi strutturali dei vari ATO, al fine di scongiurare drastiche ordinanze a carico di intere comunità. L’articolo 38, molto discusso, armonizza l’impegno alla privatizzazione delle aziende multiservizi soggette all’art. 23 bis del d.l. 112/2008 e il passaggio di gestioni dei relativi servizi che sono ritenuti beni essenziali per la popolazione.
Gli articoli 24 e 30 trattano rispettivamente la continuità della produzione di frutta autoctona marchigiana e la gestione dei siti Natura 2000 con una serie di modifiche per quanto riguardano sia la gestione prettamente intesa sia le procedure relativi e i soggetti durevolmente competenti a ciò deputati.
L’articolo 26 è di recepimento della direttiva Bolkestein in tema di commercio, ridefinisce sostanzialmente procedure, limiti e modelli da utilizzare. Di particolare rilievo l’introduzione della SCIA al posto della DIA, la razionalizzazione degli orari in deroga e l’obbligo di presentazione del DURC.
Gli articoli 28, 29 e 39 sono da trattare unitariamente. Il primo è relativo al riallineamento della procedura VIA per gli impianti fotovoltaici dopo l’emanazione della legge del luglio scorso e delle relative linee guida, il 39 invece riguarda la VIA e l’AIA dei progetti interprovinciali di cui alla l.r. n.7/2004, che siano seguiti da un unico soggetto, dando mandato e competenza alla Provincia per le autorizzazioni in materia di rifiuti sanitari, stabilendo le relative modalità procedurali da seguire, nonché pone a carico dei soggetti richiedenti le varie autorizzazioni di cui al d.lgs. 152/2006, quindi l’obbligo del versamento di una cauzione. L’articolo 29, infine, assegna fin d’ora alle provincia le nomine di cui all’articolo 69 della l.r. 34/1992 in attesa del riordino normativo dell’assetto del territorio.
A parte vanno menzionati l’articolo 33 per la possibilità da parte dell’Arpam di avere dati altrimenti coperti dal diritto di privatezza, l’articolo 27 sulla abrogazione della normativa regionale in tema di dialisi domiciliare e l’articolo 37 relativo alla promozione per le attività dei soggetti operanti nel campo dello spettacolo in genere.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Rispetto al Presidente della Commissione, che aveva comunque il dovere di illustrare in maniera tecnica e dettagliata, io su questi due strumenti finanziari e normativi dell’Assemblea cercherò invece di aprirvi un dibattito. Innanzitutto per la loro analisi ritengo sia essenziale calare la discussione in una cornice politica ben precisa.
La manovra sui tagli effettuata dal Governo con il decreto Tremonti credo abbia comunque indicato una via ben precisa di transitorietà per i ruoli delle Regioni. Una transitorietà che passa da un vecchio metodo di semplice finanza derivata ad un approccio con il federalismo che però ancora deve essere strutturato in tutti i suoi meandri e quindi dato alle Regioni come un punto fermo su cui discutere e approcciare.
Dunque questi strumenti si inseriscono in una cornice dove c’è questa transitorietà della Regione al cui interno ci sono messaggi chiari dell’azione di Governo.
Il primo messaggio è quello di occuparsi bene e attentamente, con pieni poteri e pieni fondi, del comparto sanitario, che sostanzialmente resterà invariato e che, come voi sapete – poi lo affronteremo –, è parte essenziale del nostro bilancio. Il secondo indirizzo governativo è che sulle risorse disponibili, ovvero sugli interventi di tutti gli altri comparti di competenza della Regione, bisognerà stringere la cinghia, fare uno sforzo, razionalizzare le spese.
Poi certamente, fatta questa premessa-cornice, dove ovviamente ognuno di voi può dire in che termini si pone politicamente, il rendiconto è un utile strumento, un test di verifica su cui come minoranza non abbiamo nulla da eccepire in termini ragioneristici, su cui però vogliamo comunque esprimere un commento politico.
Innanzitutto questo rendiconto fotografa una situazione dove ci sono maggiori entrate e quindi maggiori possibilità di spese rispetto al 2011, 2012 e 2013.
Andiamo allora ad affrontare brevemente la strutturazione di questo rendiconto.
Innanzitutto, signori Consiglieri, per centrare tutta una serie di valutazioni politiche da qui al 2013 è essenziale prendere atto dei punti fermi dell’impalcatura ragioneristica dei nostri conti. Un primo dato essenziale, storicamente intrinseco della nostra ragioneria, è che sul meccanismo delle entrate abbiamo dei tributi disponibili che sono una percentuale irrisoria rispetto ai tributi vincolati alla sanità. Cosa voglio dire? E’ per dire che già di per sé il nostro è un bilancio che vede, come espresso da qualunque Governo succedutosi, la sanità come competenza essenziale della Regione. Questo è un dato fermo.
E dico questo in virtù dei 322 milioni di euro sui tributi disponibili a fronte di 2 miliardi 653 milioni sui tributi vincolati alla sanità. Una percentuale che non è commentabile politicamente se non in quella volontà, signori Consiglieri, di cercare riforme costituzionali che demandino maggiori competenze alla Regione.
Quindi sul comparto delle entrate è chiaro che dobbiamo occuparci di sanità.
Entro ora nel merito delle spese.
Da questo rendiconto noi percepiamo che c’è un vecchio modo di fare politica molto assistenzialistico, ossia quello di promettere tutto a tutti. E questo lo percepiamo dal fatto che c’è una media – anche se è una media non molto corretta dal punto di vista dell’analisi complessiva, ma cercherò di sintetizzare, data anche la noia per molti di voi di affrontare solo conti buttati lì a freddo – di quasi il 50% fra competenze pure, cioè la linea politica di una maggioranza di governo, di una Giunta, che traccia nel suo bilancio preventivo delle scelte – competenze pure vuol dire nuovi fatti, nuovi episodi –, e le reiscrizioni. Vale a dire il trascinarsi di bilancio in bilancio di voci non attuate.
Questa media è quasi del 50%, per cui è la testimonianza concreta che in passato ci siamo abituati politicamente a dire di sì a tutti, a Province, a Comuni, ad associazioni, a soggetti terzi di ogni tipo, abbiamo voluto mettere il becco su tutto. Era quindi l’epoca di maggiori vacche grasse, perché ora tutto sappiamo che dal 2011 il taglio concreto del Governo inciderà comunque su questa possibilità, ma dobbiamo prendere atto che in ogni caso già da allora il metodo di dire sempre di sì a tutti era sbagliato. E questo, signori, lo potete vedere in ogni area di intervento dei tributi e delle risorse disponibili, cioè non sanità.
Ultimo commento al rendiconto, che in rapporto ci aiuterà, ripeto, a capire come dovremo fare il preventivo 2011 con la finanziaria – cosa già giustamente affermata dall’Assessore, che su questi aspetti è sempre molto puntuale –, è l’analisi del debito, su cui c’è una valutazione politica che mi sento in dovere di fare.
Signori, il fatto che le Regioni siano sempre state a finanza derivata, non essendo mai esistito il federalismo fiscale, comporta che siamo comunque a carico dello Stato. Ma in realtà dal punto di vista ragioneristico il nostro debito è strutturato in due aspetti, c’è un debito direttamente imputabile allo Stato ed un debito anche questo sempre imputabile allo Stato ma che in realtà è imputabile alla Regione in quanto riguarda il carico di debito che appunto la Regione si assume direttamente per scelta.
Pertanto il rapporto del nostro rendiconto tra questi due debiti attesta che il Ministro Tremonti non solo non è quel criminale così come dipinto in quest’Aula o sui comunicati stampa dalla Giunta, non solo dimostra che un problema oggettivo noi come senso di responsabilità ce lo dobbiamo porre, ma attesta anche che nel nostro debito, composto da 1 miliardo e 604 milioni di euro, la maggior parte di quello a carico dello Stato è di 837 milioni di euro rispetto a quello di circa 760 milioni di euro della Regione.
Quindi affermare che le Regioni in termini di debito strutturale complessivo allo Stato italiano costavano non è una farneticazione di qualcuno, è un dato oggettivo.
Per cui anche il nostro rendiconto attesta che la Regione, per quanto virtuosa possa essere – avrete comunque notato che fino adesso ho parlato di conti, non sono ancora entrato nel merito della virtuosità dell’operato della Giunta –, supporta comunque un carico erariale di debito non indifferente.
Parto quindi da questa cornice per dire che la manovra Tremonti ci dimostra che la necessità di ridurre il debito è oggettiva, inoltre dimostra il fatto che comunque dovremo affrontare dei tagli. E qui entro nel merito. I famosi tagli del 67%, accennati dall’Assessore e dal Governatore Spacca in varie conferenze stampa, sia chiaro che sono attinenti alle risorse disponibili, il che vuol dire che la sanità, signori, assorbe oltre l’80% del nostro bilancio in entrata e in uscita vincolata. Ogni centesimo risparmiato sulla sanità va reinvestito per legge sulla sanità.
Sicché noi abbiamo un bilancio nel bilancio, dunque noi siamo i custodi e i garanti del corretto funzionamento del bilancio incorporato della sanità. La nostra mission costituzionale, in rapporto ai fondi che abbiamo, è innanzitutto quella di gestire bene la sanità. Questo per dire che cosa? E’ per dire che il taglio del 67% sarà sul 15% rimanente.
Quindi facciamo chiarezza fra di noi e verso i cittadini, prepariamoci spiritualmente alla redazione di una finanziaria che dica innanzitutto la verità, e cioè che non esiste un taglio del 67% al Governo della Regione Marche, ma che è un taglio nettamente inferiore in termini assoluti, non è neanche del 10%, perché appunto parliamo delle risorse disponibili.
Dopodiché certamente dobbiamo entrare nel merito di quello che giustamente dicevano Spacca e Marcolini che è attinente alla virtuosità e quindi a quali meccanismi di taglio sono stati fatti, su questo sono d’accordo. Ossia se le Marche hanno operato bene è giusto che in Conferenza delle Regioni venga tenuto conto di questa virtuosità, ma da un punto di vista complessivo dobbiamo partire dal presupposto che il taglio deve essere spiegato ai cittadini non come un fatto allarmistico o drammatico bensì che si compone di due aspetti. Ossia, il giusto dato rivendicativo dell’Assessore Marcolini lo comprendo, è legittimo, perché un assessore che si occupa del proprio territorio ha il dovere in un’epoca di finanza derivata di andare a Roma a dire: “io ho fatto bene qua, ho fatto bene là, datemi meno taglio”, ma quello su cui non sono d’accordo è cercare di giustificare per i prossimi anni nei confronti dei cittadini un bilancio risicato dando la colpa al Governo nazionale. Questo non mi piace, non mi appartiene, non è un senso di responsabilità politica.
Concludo dicendo che il rendiconto ci dimostra che il metodo era sbagliato politicamente, ci dimostra che noi dobbiamo essere i custodi della legalità e della corretta sanità. Questa Assemblea legislativa è il sacro custode della sanità per mission costituzionale e per mission sostanziale sui fondi che ci vengono erogati dallo Stato.
Dopodiché dobbiamo cercare di capire per il 2011 come spendere al meglio risorse disponibili dimezzate sul turismo, sul commercio, sulle attività produttive. Ovvero quelle competenze, vorrei ricordare, su cui la nostra specificità costituzionale è quella di essere un organo di indirizzo e coordinamento in via gerarchica degli altri enti. Ad esempio è sbagliato dire che se riduciamo i soldi del welfare non si fanno più gli asili nido, perché per gli asili nido e altri tributi i Comuni prendono direttamente risorse dallo Stato. Quindi anche qui dobbiamo fare un po’ di chiarezza su quello che accadrà. Però dovremmo comunque fare delle scelte in via prioritaria.
Vado all’assestamento di bilancio.
L’assestamento di bilancio può essere interpretato in due modi, o si pensa sia uno strumento per mettere delle toppe a errori non ragioneristici ma di scelta politica, oppure si pensa debba essere il luogo dove continuare ad ammorbare i timori derivati da una campagna di stampa che parla di controllo delle nostre entrate e quindi dove cercare di dare dei contentini per rasserenare gli animi.
Io ho percepito che questo assestamento è conscio di ambedue gli aspetti. Ci sono degli aspetti positivi, ad esempio quello – ne cito uno altrimenti sembra che uno vuole solo criticare la Giunta – della nascita dello strumento del Priap con l’accorpamento dei due assessorati per le procedure per le imprese artigiane, però poi esistono una serie di interventi che mi lasciano perplesso.
Parto dall’aspetto finanziario per entrare in quello normativo. Vorrei ricordare, signori Consiglieri, che non so fino a che punto sia giusto – su questo invito l’ufficio di Presidenza a discutere – ingolfare di variazioni di legge gli strumenti finanziari della Regione, questo perché alcuni meritano discussioni approfondite e autonome e non invece dei piccoli blitz da inserire in strumenti di programmazione finanziaria. Noi abbiamo fatto ben quaranta articoli, depauperizzati dall’ultimo sull’esecutività e dai primi nove in recezione del rendiconto, quindi ci sono trenta variazioni di legge che non sono state adeguatamente approfondite nelle Commissioni competenti; tranne, ad onor di verità e di cronaca, che dal Presidente Giancarli che ne ha fatto un duplice lavoro sia in Commissione bilancio che nella sua Commissione.
Quindi già c’è un primo aspetto – di questo mio intendimento, Vicepresidente Giorgi, la prego di riferire all’Ufficio di Presidenza –, cioè il fatto che secondo me dovremmo stare molto attenti sull’abuso delle variazioni normative di leggi in collegamento agli strumenti finanziari. Certo, come scelta politica, non come abuso tecnico, sia ben inteso.
Vado ora all’analisi della tabella C. La tabella C è la lista della spesa di quelli che io ho definito un po’ provocatoriamente, consentitemelo, dei contentini dati a tutti.
Innanzitutto parto da alcune spese parossistiche. In un’epoca in cui diciamo che ci vengono a tagliare tutto noi poi andiamo ad aumentare gli stipendi dei due consulenti di Gabinetto del Governatore Spacca, per due persone passiamo da 166 mila euro a 243 mila euro. In poche parole andiamo in controtendenza o quanto meno nessuno ci ha spiegato se c’era un errore a monte, in Commissione non è avvenuto, quindi per me è uno spreco.
Dopodiché prendiamo atto di un contributo straordinario alla Fondazione Symbola per la green economy. Peraltro sulla green economy – entro subito nel merito anche del normativo, cercherò di fare qualche ragionamento qua e là – voglio ricordare che in questi mesi abbiamo fatto un papocchio, prima abbiamo dato un tetto di un megawatt, poi ci siamo accorti che non avevamo assorbito le linee guida e allora siamo andati in deroga, abbiamo bloccato tutto e abbiamo individuato le aree non idonee, dopodiché in assestamento di bilancio ripristiniamo la vecchia norma. Allora, signori, vi voglio far presente la gravità di questo processo normativo, perché i Comuni stanno interpretando diversamente la normativa complessiva, che va dal dato nazionale al dato regionale e all’applicazione amministrativa. Pertanto chiedo alla Giunta lo sforzo di fare quanto prima una circolare interpretativa da fornire ai Comuni per dire chiaramente come si applicano le norme sul fotovoltaico, sta veramente diventando una barzelletta. Francamente in un quadro del genere non riesco a capire perché si debba dare un contributo straordinario sulla green economy quando già abbiamo normato tutto quanto.
Faccio anche un altro esempio. Non si capisce perché c’è una variazione in aumento di 500 mila euro per la sede della Protezione civile. Vorrei inoltre capire a che cosa serve il piano di comunicazione all’interno...

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Scusi, Consigliere Zinni. Per cortesia, Consiglieri, diamo modo al Consigliere di parlare, c’è troppa confusione, grazie.

Giovanni ZINNI. Non riesco a capire, dicevo, a cosa serve il piano di comunicazione in variazione di 110 mila euro. Non riesco a capire perché si devono dare i contentini alle Comunità montane in maniera schizofrenica. Non riesco a capire perché alla SVIM bisogna dare un contributo straordinario di 200 mila euro per un progetto. Insomma, questi progetti vengono quantificati bene prima o no! Visto che non sono delibere di intervento concreto, ma parliamo di attività intellettuale della Regione o finanziata dalla Regione.
Inoltre vorrei citare una cosa che secondo me è uno spreco. L’Assam era proprietaria di un immobile che è stato ceduto per via della necessità, certo, giusta, sperando che chi ha certificato l’abbia fatto bene – su questo mi riferiscono dubbi, ma ci ritornerò con un’interrogazione –, però noi di fatto per bonifica di amianto abbiamo dato via un immobile. Allora mi chiedo, con tutto il patrimonio immobiliare che ha il Comune di Ancona, con tutto il patrimonio che abbiamo noi, è mai possibile che un ente come l’Assam si venda la sede e debba andare in affitto! Come è sostenibile una cosa simile nel 2010! Trovatemi voi una famiglia che vende un immobile per poi andare in affitto! Lo fa solo in un caso, ossia di crac finanziario, io non sono in grado di pagare la rata dal mutuo per cui ritorno in affitto. Ma non lo fa per la bonifica dell’amianto a parità di soldi! Se io ho 1.000 euro al mese per pagare la rata del mutuo, se vendo l’immobile per la bonifica dell’amianto poi comunque ne compro un altro! Quindi non si capisce il perché di questa spesa.
Altro aspetto che mi terrorizza è l’aggiornamento del software del sistema sanitario, in assestamento di bilancio per l’aggiornamento ci sono 300 mila euro in aumento. Io non sono un esperto, quindi voglio essere umile, non voglio gettare giudizi affrettati, ma credo che abbiamo il dovere di fare una verifica per il prossimo bilancio preventivo di come vengono fatte le gare sui sistemi informativi e di quanto costino gli aggiornamenti. Perché un’ente come l’Agenzia delle entrate di Ancona non credo che spenda 300 mila euro per l’aggiornamento del software. Insomma sui costi dobbiamo adeguarci.
Ora della tabella C ci sarebbero altre voci ma non voglio annoiarvi. Vado quindi all’analisi dell’aspetto normativo di questo assestamento di bilancio.
Innanzitutto è un assestamento dove ci sono dei piccoli colpi di mano che non ci sono piaciuti.
Il primo riguarda la fotografia delle figure degli uffici stampa. Vorrei dire chiaramente che inventarsi l’addetto stampa come persona sottopagata rispetto all’ufficio stampa di serie A come giornalista non è un buon modo di fare amministrazione, non è un buon modo di rispettare la contrattazione collettiva in Italia. E certamente mi rendo anche conto che non è neanche un buon modo quello di cercare rigidità per poi non assumere mai nessuno. Anche qui bisogna essere umili e intelligenti. Però se prima era il dipendente che optava per il contratto giornalistico o per il contratto di pubblico impiego, ora da questa norma passare alla totalità e dire: “io Pubblica amministrazione vado in deroga e ti impongo o l’uno o l’altro”, e possiamo capire quale verrà imposto, cioè quello di minor spesa per l’ente, secondo me ci espone a fenomeni di contenzioso, che potremmo invece tranquillamente evitare con una contrattazione integrativa con i sindacati dei giornalisti, la SIGI, cercando un punto di equilibrio che faccia comunque risparmiare qualcosa all’ente ma allo stesso tempo non ci faccia sconfinare in variazioni contrattualistiche che non ci appartengono per legge.
Un altro piccolo colpo di mano – un annoso problema, un braccio di ferro creatosi ormai tra la Commissione e la Giunta – è attinente allo scivolamento pensionistico, la famosa legge n. 1/2010. Su questo mi sento di fornire degli elementi di discussone, perché credo si sia arrivatiti ormai al fatto personale. Ossia al fatto che la Giunta vuole dimostrare che non fa marcia indietro, poi c’è invece quel Consigliere, chi cioè aveva messo la faccia su questo provvedimento nella precedente legislatura, che non vuole giustamente passare per venditore di fumo e di barzellette agli occhi dei dipendenti del nostro ente.
Credetemi io non voglio strumentalizzare la questione, pongo solo sul tavolo nuovi elementi di discussione.
Primo, il Ministro Brunetta ha detto chiaramente su tutti i giornali che entro il 2013 lo Stato italiano dovrà ridurre di 300 mila unità il pubblico impiego. E questo in Italia si può fare solo con un metodo, con lo scivolamento pensionistico. Infatti i pubblici dipendenti non si possono licenziare se non per giusta causa, ma voi sapete bene che per arrivare a una giusta causa ci deve essere proprio un crimine –.
Secondo, quando Brunetta dice: “alziamo la pensione per chi lavora, ma cerchiamo di decongestionare il pubblico impiego”, queste due cose non vanno assunte assolutisticamente, per calmierare complessivamente il numero dei dipendenti nel pubblico impiego fra questi due strumenti ci deve essere un equilibrio. Vuol dire, tradotto, che se applichiamo la legge n. 1/2010 mandando in scivolamento pensionistico dieci-dodici unità questa sarà la percentuale minima di contributo serio che potrà dare la Regione Marche al Ministro Brunetta all’interno appunto di quello snellimento delle 300 mila unità di tutti gli enti.
Quindi dobbiamo anche partire dal rispettare ogni tanto l’azione di Governo, seppure siamo di centro-destra o di centro-sinistra cerchiamo di declinare la normativa nazionale; come del resto in questo assestamento di bilancio ha fatto correttamente l’Ufficio commercio, che ha infatti recepito la normativa nazionale, ed è una variazione seria, non poteva fare diversamente, quindi lo ha fatto con sollecitudine, e questo è un caso in cui una variazione normativa su uno strumento di bilancio è utile, perché comunque costringe quanto meno la politica a decidere se vuole recepire la normativa nazionale oppure no.
Per cui, ritornando alla legge n. 1/2010, posto in essere che si è appurato che da un punto di vista economico nel tempo per la Regione Marche costa di meno, perché il primo anno c’è una prima tranche dell’incentivo, quindi c’è un piccolo costo in più, ma poi dall’anno seguente in avanti il costo di non pagare lo stipendio si fa sentire in positivo.
C’è però purtroppo l’elemento di un vizio di forma. Ossia il fatto che la Giunta non abbia adottato il regolamento che in concreto ha portato poca pubblicità per i dipendenti di Giunta creando effettivamente un piccolo discrimine rispetto ai dipendenti dell’Assemblea legislativa.
Secondo me questa legge si deve innanzitutto applicare per le prime domande, dopodiché sospendere per analizzare in previsioni in finanziaria qualche risorsa in più per far inserire quei dipendenti della Giunta che avevano i diritti e che purtroppo, ripeto, per una carenza della Giunta, non hanno avuto il regolamento al fine di presentare la domanda ufficialmente. Certo, qualcuno prudentemente l’ha presentata anche in assenza del regolamento, però giustamente un dipendente ligio al dovere se c’è un regolamento lo fa se non c’è non lo fa. Quindi, ripeto, credo si possa sospendere e che si possa applicare per quelle poche persone che sono state più celeri nel presentare la domanda e che hanno i requisiti. Voglio pertanto assolutamente smontare la non economicità di questa legge.
Vorrei anche ricordare, in variazione normativa, una cosa che abbiamo fatto passare proprio per i tagli degli stipendi, delle clientele, proprio per dare un segnale di trasparenza, ossia, la Giunta aveva predisposto una variazione di taglio del 20% dei direttori sanitari generali e amministrativi, allora io ho proposto un aumento del 30% che è stato approvato all’unanimità dalla Commissione e che considero dunque una presa di posizione seria e coscienziosa della Commissione stessa come organo dell’Assemblea legislativa. La Commissione ha voluto dare un segnale abbassando appunto ulteriormente le prebende per i direttori per recuperarli su altri aspetti che potrebbero essere o quelli retributivi del personale medico e paramedico o addirittura progettuale sulla sanità.
C’è ancora un altro aspetto che voglio sottolineare. Io ho apprezzato per esempio che la Giunta abbia aumentato i fondi per il turismo, io ho anche fatto un emendamento integrativo che però è stato bocciato dalla Commissione. Però ci tengo a dire che ci sono dei progetti fatti dalle associazioni di categoria dell’artigianato sull’integrazione turismo-artigianato e che sono già depositati, allora cerchiamo, proprio perché in futuro non sappiamo ancora quanti soldi potremo dare all’artigianato, di dare adesso e subito delle risorse su questo, portiamo a 1 milione di euro la variazione per il comparto e peschiamo all’interno di questi una parte per il turismo e l’artigianato, ma, ripeto, facciamolo subito.
Altro aspetto in variazione. Vorrei che fosse chiaro dal punto di vista di impostazione politica che il PdL predilige le Unioni dei Comuni rispetto alle Comunità montane. Su questo dobbiamo essere molto franchi e molto trasparenti, perché la legge di finanziamento è la stessa. Allora sull’intendimento del Governo di snellire il numero degli enti trovo molto più importante le sinergie di servizi – e l’unione fa la forza tra comuni di una stessa area – rispetto alla Comunità montana che ha una finalità più specifica e purtroppo di settore. Però alcuni emendamenti della maggioranza sono andati in aumento sulle Comunità montane, mentre i miei sono andati in aumento sulle Unioni dei comuni. Ne cito uno che riguarda i Comuni sotto i 3 mila abitanti quando questi devono affrontare in termini di welfare il problema dell’affidamento dei minori datogli per legge dal tribunale, che appunto hanno una grave criticità di supportare i fondi. Il mio emendamento è in aumento... (breve intervento dell’Assessore Marcolini a microfono spento) Assessore, nulla da eccepire su quanto lei osserva, però noi qui abbiamo una piccola scelta da fare, visto che con l’assestamento di bilancio copriamo il 2010 e non il 2011, magari dare ora un contributo di 200 mila euro per chiudere l’anno, poi giustamente lei potrà anche rivendicare in Conferenza delle Regioni che questa voce deve essere maggiormente coperta dallo Stato.
Poi ci sono tanti altri emendamenti su cui mi riservo di intervenire dopo.
Vado infine all’analisi complessiva. L’assestamento di bilancio è uno strumento che non può fare miracoli, e questo lo sappiamo, però è uno strumento che a mio avviso andrebbe interpretato per incidere più aggressivamente su due o tre comparti piuttosto che fare questo giocherellino.
Qui faccio una battuta giusto per stimolare il dibattito del Capogruppo Ricci, altrimenti sembra che siamo consociativi sulla legge 1/2010, allora, Consigliere Ricci, le faccio un bell’assist per dimostrare la sua fedeltà al partito. Trovo ad esempio sbagliato concepire ancora contributi, come la manifestazione di Harry Potter di Gradara, che certamente è una bellissima manifestazione fatta da gente seria, sia chiaro, però voglio dire che come Regione non ci possiamo più permettere un assistenzialismo di questo tipo. Ogni contributo deve essere finalizzato in termini di sussidiarietà. Perché o l’associazionismo è no profit e quindi mi produce qualcosa, allora in questo caso do un contributo che mi produce un servizio, oppure ognuno si deve arrangiare chiedendo soldi ai privati. Insomma, è finita l’epoca delle vacche grasse. Capisco tutto, ma bisogna che chi organizza la festicciola del comune ics o del comune ipsilon impari ad avere una dialettica con la propria imprenditoria per garantire un’autosufficienza territoriale.
La nostra applicazione nei confronti dell’associazionismo, della cooperazione, del terziario generico e del no profit deve essere finalizzata ad un principio di sussidiarietà orizzontale che deve prevedere che per ogni contributo che io ti do in contropartita mi devi dare qualcosa.
In poche parole questo vuole dire che la sfida del futuro è fare gli asili nido con la sussidiarietà orizzontale, non con l’assistenzialismo e gli appalti vincolati, dove lavora solo una ditta, solo una cooperativa, mentre le altre dieci che potrebbero esistere non si fanno lavorare perché appunto i comuni delegano alle cooperative questo servizio. Deve cambiare la mentalità complessiva nell’affrontare il rapporto fra contributo, fra chi dà e chi riceve, deve esserci un principio di reciprocità.
Concludo dicendo che questo assestamento è figlio del vecchio. Però l’Assessore Marcolini ha promesso il nuovo, allora noi senza pregiudizi siamo disposti a discutere seriamente di questo nuovo preventivo e finanziaria. Certamente noi sappiamo che sarà dura, lo diciamo, non facciamo una difesa d’ufficio del Governo, sia chiaro, noi siamo Consiglieri regionali del PdL e delle Marche, quindi vogliamo costruire la nostra linea politica di equilibrio. Ma sia anche chiaro che non ci stiamo al giochino dello scarica barile, perché il federalismo deve diventare una realtà con una pressione dal basso delle Regione, dunque questa credibilità si assume solamente con l’assunzione di corresponsabilità. Si otterrà qualcosa di più dal federalismo se impareremo a non dare le colpe al Governo e a pretendere, semmai, le cifre giuste per gli strumenti giusti.
Quindi dobbiamo cambiare mentalità. Spero che questo assestamento chiuda una pagina definitiva nel modo di affrontare gli strumenti finanziari di questa Assemblea legislativa.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Non avendo iscritti a parlare darei la parola all’Assessore Marcolini, dopodiché passeremo alla votazione.

Pietro MARCOLINI. Presidente, la discussione è separata oppure è unica come hanno fatto i Consiglieri Latini e Zinni?

PRESIDENTE. Assessore, la discussione è unica poi alla fine gli atti li voteremo separatamente. (...) Infatti, Consigliera Romagnoli, faccio appello ai Consiglieri di iscriversi, perché se ora facciamo fare l’intervento conclusivo all’Assessore poi altri eventuali interventi decadranno. (...) Per carità, se l’Assessore vuole parlare subito va bene. (...) Allora, scusate, facciamo così, durante l’intervento dell’Assessore Marcolini chiedo a quei Consiglieri che vorranno intervenire successivamente di segnalarmi la loro richiesta, ciò anche al fine di regolare i lavori della seduta.
Prego, Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Grazie Presidente. Voglio ringraziare sinceramente i relatori di maggioranza e minoranza non soltanto per l’intervento che hanno fatto in Aula, ma anche per il lavoro che hanno svolto insieme ai Consiglieri della seconda Commissione sul rendiconto e sull’assestamento. Li ringrazio per la serietà e per l’impegno che hanno impresso alla discussione attraverso uno spirito di confronto costruttivo e impegnativo in un frangente finanziario economico e anche politico particolarmente turbolento.
La prima riflessione che voglio fare riguarda l’importanza del rendiconto.
Io penso sinceramente – in quest’Aula ce lo siamo già detti altre volte, e questa mattina ho molto apprezzato che sia stato detto – che il rendiconto sia una discussione molto più severa e realistica di quella invece che riguarda l’assestamento e il preventivo. Nel rendiconto è possibile analizzare l’andamento effettivo di quelle che nel preventivo sono delle intenzioni che mano man nel corso degli anni si affinano e si avvicinano sempre di più alla effettiva possibilità di realizzazione. Ma c’è una differenza sostanziale tra un preventivo, che è un piano intenzionale programmatico, e un rendiconto che ci consente di verificare gli scostamenti del preventivo, le carenze, le eccedenze o le possibili integrazioni da realizzare rispetto all’andamento ordinario.
Quindi apprezzando le considerazioni che in questo senso sono state svolte, vorrei dire qualcosa sul rendiconto del 2009, che riguarda, come già detto stamattina, un’epoca diversa. Da un punto di vista congiunturale internazionale è di piena crisi, ma da un punto di vista della strumentazione finanziaria nazionale e regionale appartiene a un’epoca precedente a quella del decreto 78 convertito in legge 122, ossia quella della manovra che drammaticamente si abbatterà – ne conosciamo già adesso le prime risultanze – sulla finanza delle Regioni, dei Comuni e delle Province nei prossimi mesi a partire dal 1° gennaio.
Quindi a partire dal 2009 il rendiconto ci dà alcuni dati salienti su cui farò qualche precisazione che ancora non è stata fatta.
Il primo dato è che in controtendenza nazionale siamo riusciti a ridurre l’ammontare del debito contratto da 830 a 767 milioni, tenuto conto del fatto che questo è il debito regionale. Vorrei ricordare al Consigliere Zinni che l’esposizione debitoria imputata alla Regione è quella che egli ha indicato, perché comprende la sanità per circa mezzo miliardo, e quasi 800 milioni per la ricostruzione post terremoto su cui abbiamo un prestito obbligazionario, il Tellus bond, che però non paghiamo noi. Quindi diciamo che del monte complessivo del debito regionale gli 800 milioni per la ricostruzione sono a carico diretto dello Stato e noi amministriamo il contratto, mentre quelli della sanità fanno riferimento al periodo precedente, perché, come sapete, da tre anni il bilancio regionale non conferisce risorse aggiuntive se non indirettamente al bilancio della sanità. Quindi fa riferimento a quel periodo, ossia quando per sanare i buchi, i disavanzi, i deficit di bilancio era possibile ricorrere a mutuo, parliamo di anni precedenti al 2002, per cui non si fa riferimento alla situazione debitoria della sanità corrente degli ultimi otto anni.
Su punto vorrei fare una precisazione che ci è utile per la discussione dell’assestamento e che ci è ancor più utile per la discussione del preventivo.
I 148 milioni che costituiscono il taglio della manovra del Governo purtroppo non si abbattono sui 4 miliardi, che sono il denominatore del bilancio regionale, altrimenti avrebbe senso la maliziosa osservazione del Consigliere Zinni circa uno sforzo pari al 4% e non al 67%.
Va in proposito fatto rilevare che dei 4 miliardi del bilancio regionale oltre 2 miliardi e 700 milioni sono segregati per l’impiego della sanità, e quindi ogni risparmio, che è sempre possibile – la lotta agli sprechi non è mai finita, su questo dobbiamo essere tenaci e pazienti permanentemente –, può essere soltanto ridestinato alla sanità. Quindi non costituisce sollievo, come invece si è potuto dire, non in questa sede ma in campagna elettorale e in altre occasioni: “risparmiamo sulla sanità per dare un po’ più di respiro agli altri settori”, no, questo per legge non è possibile farlo.
Ai 2.700 milioni dobbiamo aggiungere le risorse vincolate dello Stato e quelle vincolate della programmazione esennale dei fondi strutturali. Quello che rimane a disposizione della programmazione finanziaria ed economica regionale sono circa 650 milioni, di cui 400 fanno riferimento a oneri non comprimibili (personale, rate di mutuo, ecc.).
Quindi se guardiamo la somma dei trasferimenti dello Stato alle Regioni siamo ad una cifra di 221 milioni, dalla quale unilateralmente lo Stato preleva 148 milioni quest’anno, poi 160 nel 2011 e 160 nel 2012 e nel 2013. Questa è la verità.
E’ dunque su questo, come diceva prima il relatore di minoranza, che dobbiamo attestarci, senza polemizzare ogni volta sulle origini dei nostri mali, ma individuandole e perimetrandole e lavorando nelle possibilità a valle che ovviamente sono molto ridotte.
Per cui, tornando al rendiconto, possiamo dire che non solo esso fa un passo indietro per quello che riguarda il debito, ma c’è una diminuzione complessiva nel 2009 del gettito complessivo manovrabile pari a oltre il 3,26%. Quindi la Regione Marche diminuisce in epoca di crisi la pressione fiscale di 3,26%. In particolare l’Irap aggiuntiva scende da 79 a 75 milioni e nel preventivo 2010 si abbassa di altri 10 milioni per la rinuncia, limitatamente al 2010, di incentivi per le imprese che creano occupazione; rispetto alle quali c’era anche un certo scetticismo, ma possiamo dire con il terzo trimestre che supereremo i 10 milioni di agevolazione, e forse – la cosa da un lato ci fa piacere ma dall’altro aggrava le nostre pendenze – a oltre 11 milioni.
Si è rispettato ancora una volta il patto di stabilità interno. Il miglioramento del saldo finanziario passa da –138 a –119, con una riduzione di altri 19 milioni nello sbilancio tra entrate e spese. E la spesa sanitaria, che è la voce principale, impegna complessivamente le spese previste.
Il Ministero dell’economia da un lato e quello della sanità dall’altro certificano l’ineccepibilità dei conti della sanità marchigiana collocando la Regione Marche al secondo posto in Italia per la correttezza del bilancio e per la regolarità dei conti che presenta.
L’aumento delle riscossioni dei tributi regionali – l’abbiamo fatto senza grande clamore, ma abbiamo messo in moto con l’Agenzia delle entrate un’attività di accertamento più penetrante dei tributi dovuti alla Regione – è di circa 30 milioni su base annua. Cioè noi recuperiamo evasione fiscale per circa 30 milioni su base annua, il che significa – per darvi un’idea dell’ordine di grandezza – che il finanziamento intero dell’industria e dell’artigianato viene finanziato con la battaglia contro l’evasione fiscale.
Per quanto riguarda le condizioni di sicurezza della situazione finanziaria abbiamo una copertura dei residui perenti del 48%, e durante tutto l’arco del 2009 non abbiamo mai fatto ricorso a un’anticipazione di cassa. Quindi i nostri rapporti con l’istituto tesoriero ha somma zero di oneri passivi.
Quindi è una situazione che da formichine, con il contributo di tutti, con l’azione ispettiva e di controllo dell’opposizione e, se mi permettete, anche con un’azione severa e spartana della maggioranza e del Governo, consegna un bilancio 2010 sereno, un bilancio che ha bisogno di pochi aggiustamenti.
E qui vado all’assestamento. E’ un assestamento che io non voglio indorare, esso corrisponde in parte a delle sistemazioni delle previsioni che abbiamo fatto rispetto a un bilancio di quella portata. Abbiamo una manovra che se passa come la Giunta l’ha proposta si aggira tra diretti e indiretti tra le due tabelle tra 12 e 18 milioni di movimentazione dell’intero assestamento, che è una cifra consistente ma non rivoluzionaria. Ricordo che in quest’Aula sono stati approvati assestamenti ben diversi della portata di 80-100 milioni, di fatto raddoppiando l’occasione del bilancio preventivo.
L’assestamento che presentiamo stamattina suggella la situazione precedente dei conti in ordine. Si conferma il pieno equilibrio tra le entrate e le spese, il rispetto puntuale dei vincoli del patto di stabilità, l’ulteriore riduzione del debito e anche il mancato ricorso a onerose anticipazioni di cassa.
Le scelte allocative dell’assestamento guardano già al 2011 – lo dicevano sia il relatore di maggioranza che di minoranza –, anno veramente terribile, e si inseriscono in un quadro di rigorosa programmazione pluriennale.
Questo quadro, piuttosto sereno per l’eredità da cui parte, non modifica sostanzialmente le poste in essere in assestamento e cerca di utilizzare, per quel che resta dell’anno, una parte delle risorse che facciano apparire meno rilevante il gradino del passaggio delle risorse da 220 a 148 milioni nel corso del 2011.
In sede di assestamento, oltre che aggiornare sulla base delle definitive risultanze contabili dell’esercizio precedente, occorre aggiornare i residui attivi e passivi, la giacenza di cassa, il saldo finanziario.
L’assestamento aggiunge, sulla base di una puntuale valutazione delle dinamiche delle risorse e delle spese intervenute dopo l’approvazione del bilancio iniziale, ulteriori stanziamenti pari a 18 milioni.
Quali sono i più importanti? I più importanti sono quelli riferiti al finanziamento con risorse regionali di interventi socio-assistenziali precedentemente coperti con il fondo sanitario pari a 2,7, un aumento del fondo regionale per le politiche abitative di straordinaria emergenza e importanza, i contributi a soggetti privati per interventi innovativi di efficienza energetica-ambientale, maggiori risorse per oltre 600 mila euro per i Comuni per spese di progettualità delle opere pubbliche, il fondo progetti particolarmente appetibile per i Comuni che si trovano spesso in carenza di progetti esecutabili per poter partecipare alle ultime lotterie di finanziamento dei lavori pubblici, numerosi interventi – e qui sta la cifra municipale del nostro bilancio, che anche in questo caso abbiamo cercato di ridurre al minimo, ma che pure ha una sua importanza – per l’adeguamento e il consolidamento strutturale di edifici ed opere pubbliche del territorio che impegna circa 1 milione, abbiamo poi istituito un fondo di 2 milioni per il recupero di beni immobili ad uso residenziale, turistico e culturale.
Se valutiamo complessivamente gli stanziamenti di competenza, quindi non quelli effettivi di cassa, il bilancio raggiunge la cifra di 5 miliardi e 200 milioni.
Signor Presidente, signori Consiglieri, penso che dobbiamo guardare con grande rigore alla discussione dell’assestamento. C’è una parte normativa importante che cerca di accompagnare i Comuni, ce n’è un’altra che riguarda una funzione per i servizi pubblici locali, su cui stiamo riflettendo in diretta per cercare di evitare le preoccupazioni che questa norma ha suscitato e non togliere il manto protettivo agli amministratori attuali che era l’ispirazione che li aveva fatti iscrivere.
Penso che nell’affrontare l’assestamento con grande determinazione dobbiamo guardare al 2011. Il 2011 si prospetta infatti per la Regione Marche come l’anno in assoluto più difficile della storia regionale, perché mai fino ad ora una manovra come quella della legge 122 ha imposto politiche di così taglio drastico dei conti pubblici che mina le stesse basi istituzionali e finanziarie su cui faticosamente si è costruito il ruolo delle autonomie territoriali in questi anni.
La manovra è stata assunta senza un preliminare confronto con i soggetti interessati, a partire dalle Regioni, ma anche senza il confronto con le Province e con i Comuni. Tuttora è in corso nella Conferenza Stato-Regioni unificata un confronto che domani vedrà un passaggio decisivo sia per il federalismo regionale che per i costi standard nella sanità.
Si è violata quindi la base di un patto di lealtà istituzionale come sancito anche da due recenti leggi, dalla 42 sul federalismo fiscale in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione e di tutto il Titolo V, e dalla 196/2009 in materia di riforma della contabilità pubblica, che delineano invece un preciso percorso di condivisione con le autonomie territoriali della manovra di finanza pubblica.
Nel merito non possiamo non giudicare la manovra inefficace, insostenibile finanziariamente, depressiva in termini macroeconomici, contraddittoria ed iniqua.
Questo per lo sguardo al futuro, che io spero ci dovrà trovare insieme, al di là delle nostre appartenenze politiche, nella difesa delle nostre istituzioni. Penso ci sia un lavoro comune da fare per modificare la legge di stabilità, per modificare la cosiddetta legge finanziaria che nonostante le convulsioni si avvia alla discussione in Parlamento, che possa inoltre considerarsi non conclusa la partita del riequilibrio dei finanziamenti che hanno una funzione anche di contrasto alla crisi economica per investimenti e consumi, essendo la parte pubblica circa la metà del prodotto interno lordo nazionale.
Le ultime battute le vorrei fare – anche se in questo momento non vedo il relatore di minoranza in Aula – rispetto ad alcune osservazioni puntuali riferite appunto all’assestamento.
La prima questione è una certa sorpresa per il finanziamento dell’Assam, che si è spostato dalla sede storica presso una sistemazione logistica molto accessibile e cruciale nei pressi del casello autostradale di Ancona Sud e che per l’utenza regionale è particolarmente favorevole. Vorrei ricordare che questo spostamento non è derivato da un capriccio della Giunta regionale, ma perché le indagini dell’Inail e dell’Arpam, nonché delle organizzazioni sindacali, ci davano un quadro preoccupante di igiene del lavoro di quell’edificio esposto a fenomeni di elettromagnetismo particolarmente acuti, perché su quel crinale esistono ancora impianti a bassa frequenza che sono quelle più nocive per l’uomo. Quindi, seppure con il collega Petrini stiamo ragionando per una sistemazione dell’Assam definitiva su terreni e su fabbricati di nostra proprietà, si è creduto indispensabile sovvenire a una richiesta pressante e ultra annuale che ci veniva dal sindacato e dagli istituti di sicurezza del lavoro, agevolando così lo spostamento provvisorio per alcuni anni della sede presso il casello autostradale.
La seconda osservazione è sull’aggiornamento del software per la sanità. Qui parliamo di cifre che sono certamente impressionanti, si tratta di 300 mila euro, però dovete pensare che gli addetti alla regione sono 20 mila, oltre 40 sono le sedi da collegare, per cui ogni aggiornamento, anche il più banale, ha una moltiplicazione perenne che produce impatti di questa fatta. Sono quindi investimenti, non sprechi, nel senso che da questa spesa auspichiamo – ovviamente poi lo vedremo in sede pratica – uno sveltimento delle procedure e un risparmio di tempo e di migliore organizzazione.
Non voglio dire niente, l’ho già detto, ma ci sono delle voci che vengono previste obbligatoriamente a carico dei Comuni senza copertura nazionale, o meglio, con copertura che per esempio i precedenti Governi avevano parzialmente garantito. Ne cito una per tutti, il fondo della non autosufficienza, che ai tempi del precedente Governo aveva uno stanziamento di poco inferiore a 1 miliardo, in due anni è stato dimezzato a 450 milioni, e dall’anno prossimo avrà uno stanziamento pari a zero. Parlo di cifre e parlo di cifre, purtroppo, più dure della pietra.
E’ del tutto evidente che l’assistenza alla non autosufficienza anziché diminuire aumenta perché invecchia la popolazione, e diminuiscono anche i servizi che possono evitare la sanitarizzazione, perché diminuiscono anche i fondi per il fondo sociale complessivo che riguarda l’assistenza degli anziani non autosufficienti esercitata dai Comuni, l’integrazione fino a 200 euro su base mensile.
Mancano i fondi per gli asili nido, le scuole materne, le mense scolastiche, per il trasporto pubblico, è per oltre il 67%.
Mancano completamente i fondi per i minori non accompagnati. Siamo ad Ancona e qui ad Ancona soltanto questa voce comporta un onere di 3 milioni e 300 mila euro su base annua, su cui lo Stato impone un dovere civico e particolarmente rilevante. Guardate, la vicenda di cui questi giorni abbiamo parlato, quella della giovane diciassettenne a Milano, quella assistenza in comunità è coperta dallo stesso obbligo, perché se si trova un bambino di dieci anni al porto di Ancona lo si porta fino al compimento del diciottesimo anno a carico del Comune ospitante: 3 milioni e 300 mila euro soltanto per il Comune di Ancona, 1 milione e 300 mila euro per il Comune di Jesi, e potremmo continuare.
Il collega Marconi sta predisponendo degli aggiustamenti, utilizzando anche strumenti nuovi.
In sede di bilancio stiamo cercando di destinare tutte le risorse che riusciamo a rinvenire su quattro priorità fondamentali. La prima è il lavoro e la seconda è esattamente il sociale, su cui cerchiamo di recuperare, però ovviamente non riusciremo a recuperare tutto quello che manca dal finanziamento statale.
Spero quindi che maggioranza e opposizione saranno d’accordo nel cercare di modificare i cespiti statali e anche quelli delegati alle Regioni, ai Comuni e alle Province. Perché per adesso ci viene data la facoltà di ridurre la pressione fiscale, salvo però recuperarla, nel caso dell’Irap, per invarianza di gettito dopo il 2013 con aumenti dell’Irpef, quindi a carico delle persone fisiche. Voglio soltanto rilevare che sull’Irap, nonostante le campagne elettorali ripetute nelle ultime tre tornate elettorali, su cui si è creato anche un grande consenso per partitari d’Iva, 5 milioni, e di questi 3 milioni, che paga l’Irap, si è creato un grande consenso, ma non si è mai ridotto di un e da parte di chi proponeva l’abolizione. Il problema è che questa tassa rende 36 miliardi ed è difficile sostituirla. Il 3% di Irpef porta a un rapporto equivalente di circa 4 miliardi e mezzo. Quindi ne mancano all’appello oltre 30 nel rapporto di conversione. Sul versante dell’Irap, poi concludo, dico semplicemente che l’unica riduzione dal 4,20 al 3,70 è stata operata da un Governo di centro-sinistra nella passata tornata legislativa, mentre sulla riduzione dell’Irap si fanno fantasie, proclami, c’è un elenco di desideri che ogni volta si ripropone, ma non c’è mai una sostituzione di questa odiosa tassa che ancora tassa una parte del lavoro. E che tassa imprese che producono reddito e anche imprese che non producono reddito; per esempio si potrebbe convertirla in IRE per chi produce reddito, oppure stabilire composizioni diverse tra rendite finanziarie e grandi patrimoni e imposta sulle imprese.
Concludo dicendo che sarei contento che dalla discussione dell’Aula ci fosse permanentemente una condivisione di quello che il relatore di maggioranza e di minoranza nella loro relazione hanno detto. Ossia una consapevolezza del regime di passaggio dell’assestamento verso il preventivo, un rigore che faccia guardia della maggioranza all’opposizione e dell’opposizione alla maggioranza per cercare di difendere i fondamentali sociali ed economici della nostra regione, perché il 2011 e il 2012 non soltanto sono di mancato aggancio alla ripresa ma potrebbero significare anche una riduzione delle possibilità di sviluppo e di benessere della nostra comunità.

PRESIDENTE. Grazie Assessore Marcolini. Al momento ho iscritti a parlare i Consiglieri D’Anna, Trenta, Giancarli, Cardogna, Marinelli, Zaffini, Silvetti, Binci, però se ci sono altri che vogliono intervenire invito, ai fini dell’organizzazione dei lavori, a farlo nei prossimi minuti, grazie.
Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Innanzitutto voglio ringraziare per la preziosa opera svolta in Commissione sia dai nostri rappresentanti sia dal rappresentante della Lega, ritengo siano riusciti a fare un ottimo lavoro. Vorrei complimentarmi con il collega Zinni per l’impegno profuso in questo compito che appunto lo ha visto molto attento, molto preparato e anche propositivo.
Con lui concordo su alcuni argomenti che ha trattato, a partire da quello del metodo. Qui ogni anno sembra di rivedere un po’ la stessa storia degli anni precedenti, aspetto che francamente non ci conforta. Perché? Considerato il fatto che c’è una condivisione, sia da parte dell’opposizione che da parte della maggioranza, delle difficoltà del momento che si sta attraversando, allora la metodologia nell’affrontare questi importanti argomenti sarebbe dovuta essere completamente diversa. E questa nostra certezza sul fatto che una metodologia diversa sarebbe stata più opportuna è anche confermato da alcune osservazioni emerse nelle audizioni svolte.
Relativamente alla strategia le nostre considerazioni riguardano anche ciò che necessariamente dovrà accadere al fine di mettere in atto tutte le condizioni utili per il rilancio delle attività produttive.
E qui mi riallaccio ancora una volta a quanto espresso dal collega Zinni, ossia che non si può in tutte le occasioni, soprattutto in un momento particolare come quello attuale, dare tutto a tutti, si deve invece focalizzare l’attenzione sulle priorità. Priorità che in quest’Aula possono essere anche condivise con l’opposizione, l’importante è che ci sia un metodo e che le priorità stesse siano ben definite.
Tra queste priorità sicuramente non possiamo dimenticare la questione della sicurezza, che però negli impegni di questi documenti viene lambita. In questo momento ritengo invece sia necessario incidere di più, ripeto, anche sotto il punto di vista della sicurezza, e non solo per quanto riguarda le varie polizie municipali ma anche per lo stesso Osservatorio regionale. Osservatorio di cui ho fatto parte nella scorsa legislatura che però ha visto scarsissime risorse che rendevano pressoché inutile la sua gestione, è un osservatorio che deve semplicemente prendere atto di decisioni già prese.
In questa sede è emerso ancora una volta, con tutta la sua dirompente forza economica, la questione della sanità.
L’Assessore ed il Presidente Spacca continuano a parlare dei conti in regola della sanità marchigiana, allora io vorrei ricordare che proprio due giorni fa la Regione è stata condannata a pagare 2 milioni di euro per un progetto di un ospedale che si doveva costruire in provincia di Pesaro Urbino, nella fattispecie a Villa Fastiggi. Con simili episodi (vedi appunto questa condanna al pagamento di 2 milioni oppure a tutta la questione del CUP) dove è allora tutta questa eccellenza o tutti questi conti in regoli della sanità marchigiana! Tutta la vicenda del CUP ricordiamo che costerà alla comunità circa 13 milioni di euro, con tutte le relative problematiche, comprese quella di illudere i cittadini quando si dice che una volta che si entrerà a pieno regime ci sarà la possibilità di vedere tempestivamente evase le richieste; dire a un cittadino magari della provincia di Pesaro Urbino che potrà andare a fare una visita in provincia di Ascoli Piceno o viceversa è chiaro che nella maggior parte dei casi lo stesso cittadino o dirà che preferisce aspettare pur di poter andare più vicino oppure, se ha urgenza, sarà costretto ad effettuare visite a pagamento. E su questo ci sarebbe da dire tanto altro.
Ora attendiamo anche quello che dirà la Magistratura in merito allo scandalo che riguarda Fermo sulla questione delle famose liste di attesa. Mi sembra che anche su quel fronte ci siano argomenti molto preoccupanti e che sicuramente non fanno onore, perché sembra ci sia stato chi ha creato ad arte delle liste di attesa proprio per favorire il privato, questo per lo meno è quanto si è supposto fino ad oggi, rimaniamo comunque in attesa dell’accertamento della verità. Ma se si dovesse verificare ciò che si pensa sia accaduto sulla sanità regionale cadrà un’altra tegola pesantissima che credo sarà difficile da sopportare e da superare.
E se mettessimo insieme tutte queste cose andremmo un po’ a rincorrere quello che è successo anche in altri settori, ad esempio vorrei ricordare quando qualche anno fa la Regione Marche cedette ad Asteria per una cifra di circa 1,300 milioni una infrastruttura con dei progetti, tra qui c’era anche quello della valorizzazione del pesce povero. Allora povera era invece quella argomentazione che serviva a giustificare una simile operazione.
La certificazione che le nostre posizioni sono più che giustificate derivano anche dal fatto che ci sono tutta una serie infinita di emendamenti peraltro molti presentati anche dalla stessa maggioranza.
Se è vero che in momenti di difficoltà è necessario intervenire anche per cercare di dare un segnale diverso all’esterno, se è vero che è necessaria quella indispensabile collaborazione tra maggioranza e opposizione, credo che dobbiamo necessariamente cambiare metodo, dobbiamo utilizzare nuove strategie, dobbiamo puntare l’attenzione su argomenti come appunto quello della sicurezza che richiamavo poc’anzi.
Inoltre per quanto riguarda la sanità occorre fare un ragionamento complessivo che non può assolutamente non tener conto del grossissimo impegno finanziario che questa Regione continua a riversarvi. Occorre tenere presente che la sanità è fatta soprattutto da medici e da strutture, non da amministrativi, che invece continuano a crescere a dismisura nonostante le difficoltà economiche, allora sì, lì c’è da incidere, lì sì c’è da tagliare, lì c’è da verificare. Per cui se vogliamo veramente che la sanità funzioni dobbiamo necessariamente puntare su medici, strutture e paramedici.
Ma questo in tutti questi anni non è stato fatto, per cui credo sia opportuno, ripeto, cambiare metodo, come appunto diceva prima il collega Zinni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Al contenuto del mio intervento farò intanto una piccola prefazione.
Ancora una volta devo dire che l’Assessore Marcolini si dimostra un Assessore di alto profilo e di notevole competenza, è riuscito ad equilibrare bene un discorso che va al di là dell’ottusa opposizione, a volte infatti bisogna anche prendere atto di quando si lavora bene. E bene hanno lavorato anche i due relatori di maggioranza e di minoranza Latini e l’amico Zinni.
Una questione che in fase di votazione porterò all’attenzione dell’Aula, e lo farò anche con criticità, riguarda invece la bocciatura di un emendamento all’articolo 39 quater.
Sono poi sorpreso dal fatto che la Regione Marche, regione di pace, abbia in maniera riterrei spudorata sulla questione del consiglio direttivo dell’università per la pace, che tra l’altro manda questa richiesta a tutte le associazioni, enti e università degli studi fondatori della università per la pace; e qui Presidente dell’Assemblea legislativa, a lei che dovrebbe essere il presidente pro-tempore, limitatamente a quel mandato, dico che questo nodo va sciolto, altrimenti si crea un rimbalzo di responsabilità tra il presidente allora in carica Bucciarelli, poi decaduto dal ruolo di Presidente dell’Assemblea legislativa, e appunto lei, ma poi anche di tutta l’Aula. Siccome io sono membro del consiglio di amministrazione allora insieme al vicepresidente rettore Pacetti mi ero premurato in fase di assestamento di bilancio di preparare una richiesta minima rispetto ai travagli del nostro bilancio – ripeto, Marcolini è stato così bravo, poi vedo qui l’attentissimo Giancarli che ha partecipato anche lui alla riunione della Regione Adriatica – . Presidente Solazzi, lei che è uomo di cultura e di tradizione come me democristiana, democratica e quindi moderata, penso che questa cosa non la condivida, ma poi ne discuteremo successivamente nel dibattito sull’emendamento.
Dunque qui si fa una precisa richiesta, ma chi lo richiede non è Umberto Trenta, sarebbe sciocco, bensì le oltre 120 associazioni che parlano di diritti umani, di libertà, di parità di diritti tra uomo e donna, di pari opportunità, ecc., ecc.. . E lo dico anche alla nostra Consigliera Romagnoli, che allora fu relatrice di minoranza a sostegno appunto di quel progetto di cui alla legge regionale n. 9 del 2002, articolo 15, associazione università per la pace.
Poi farò anche un’altra osservazione sul “mago” del bilancio, per cui l’Assessore Marcolini, che, ripeto, è veramente convincente in questi passaggi.
Devo dire al mio collega D’Anna che sul bilancio quando si parla di sanità si dovrebbe parlare anche di equanimità, di diritto costituzionale. Il che significa riformulare bene un bilancio nel quadro regionale di quelle che sono le sfacciate presunzioni con le quali il dott. Ciccarelli è venuto ad assistere a una lezione magistrale sulla sanità nella sala del Consiglio comunale di San Benedetto del Tronto, dove il magnifico relatore Paolo Perazzoli e il Sindaco Gaspari di quella città prendevano schiaffi e schiaffoni insieme agli altri sindaci dei due comitati ristretti.
Tra un pochino dirò anche all’Assessore Donati, che penso sia un po’ più preoccupato dei suoi emendamenti sul bilancio, ma anche dei due medici, come pure dico all’Assessore Canzian e al relatore sulla fantasanità regionale Consigliere Camela, che su queste cose non ho letto un minimo accenno, non è neppure citato nel paragrafo cultura, Assessore Luchetti.
Quindi dico che va tutto bene, va tutto bene, ma visto che la sanità assorbe l’83% delle risorse – dato ormai stimato ed accertato drammaticamente –, allora in quel principio di sottrazione delle risorse finanziarie da parte della comunità del piceno, che sempre più è il nord dell’Abruzzo, non ci vedo una quadratura di insieme da parte dei consiglieri eletti in quel territorio. Più che altro – come giustamente diceva il Consigliere Zinni – ci vedo il vecchio modo di fare politica nella ridistribuzione delle risorse per poi dire: “va bene, io ho fatto il mio…”. Come qui diceva il Consigliere Zaffini su un emendamento presentato da due Consiglieri, nella convinzione della Ciriaci e nella simpatica intromissione del Consigliere Trenta, a sostegno dell’assetto stradale della ancora “barzotta” provincia di Fermo.
Allora predichi bene e razzoli male, no, non è così. Per cui visto che i tempi ci sono, caro Presidente Solazzi, per risolvere tali questioni, chiederò un voto unanime a sostegno di quell’emendamento sulla cultura dei diritti umani e sull’università per la pace. Anche perché ho coinvolto l’università di economia, il preside Gregorio ha risposto in maniera egregia, è un assegno di studio a uno studente meritevole di cui non conosco nome e cognome, ma che può essere benissimo un primo segno verso l’apertura alle università, Presidente Solazzi, della Regione adriatica. Quindi chiedo il sostegno anche dell’Assessore Marcolini, che è sensibile alla cultura dei diritti umani e che non finirò mai di ringraziare, così come lo chiedo al Consigliere Giancarli.
Perché questo? Io ho letto attentamente il libro di suo figlio e lo ripeto in quest’Aula. Cioè, noi o riusciamo a introdurre un principio preciso e sano sui nostri dirimpettai della nostra regione adriatica, e quindi delle loro università portandole verso un principio unico sui diritti umani, dunque sulla cultura dei diritti umani, sulla scolarizzazione, oppure avremmo fatto solo un bel dire. Ecco perché la citazione al pacioso Consigliere Marco Luchetti.
Quando noi introdurremo il principio della solidarietà equanime, quindi il principio della scolarizzazione, passeremo anche attraverso l’istituzione di quei licei musicali. Ed io non accetterò il rimbalzo, perché ad esempio domani sarò a Roma a sostenere proprio quello che dico, perché io quello che penso dico e quello che dico lo faccio anche.
Con questa trilogia chiudo il mio intervento richiamando i Consiglieri eletti in quel territorio e gli uomini di buoni e sani principi alla coltivazione di quell’emendamento, che è poi l’apertura nel bilancio di quel principio esatto che si coglie in maniera compiuta nell’attivazione completa dell’università per la pace, un’associazione regionale ai sensi dell’articolo 15 della legge regionale n. 9/2002.
Mi riservo di completare questo mio intervento quando arriveremo alla votazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Voglio anch’io ringraziare il Presidente Latini, il relatore di minoranza Zinni e l’Assessore Marcolini per il confronto che hanno saputo sviluppare in questi mesi in seconda Commissione, e devo dire anche supportati brillantemente dal Servizio.
Voglio inoltre scusarmi con il Consigliere Trenta, che tra l’altro è sempre piacevole ascoltare perché sposta in alto il dibattito, ma proprio perché non volevo perdere l’intervento ho finito poi con il fare un po’ di confusione, quindi mi scuso.
Io voglio partire da una considerazione generale che ricade completamente nella situazione finanziaria della nostra Regione. Il 15% delle entrate fiscali italiane servono per pagare gli interessi sul debito. Questi interessi costituiscono la più gigantesca distribuzione del reddito, ma a favore di pochi. E su questo ho visto alcuni dati – e guardate, lo dico senza alcuna polemica, prendo solo atto di una situazione –, ossia sono 80 miliardi di euro e il 70% di questi vanno all’estero.
Qual è allora la componente fondamentale dello squilibrio in atto? A mio avviso è lo spostamento della ricchezza dal lavoro, dalla produzione, dall’economia reale, dall’impresa alla finanziarizzazione.
Allora, certo, occorrono politiche virtuose per la riduzione del debito, e in questa Regione c’è questa riduzione del debito. L’Assessore Marcolini ripeteva anche prima il dato, 70 milioni di euro di riduzione del debito.
Ma accanto alla riduzione del debito – vale per l’Italia e vale per la nostra Regione – occorrono soprattutto politiche per la crescita, per gli investimenti, per l’innovazione, per il lavoro, per l’industria, per l’università, per l’agricoltura, per le nostre piccole e medie imprese, per l’artigianato, per il commercio, per il turismo. Potrei continuare ma riassumo: crescita, coesione sociale, occupazione anche per sconfiggere la precarietà del lavoro giovanile.
Ebbene, il filo che lega questo bilancio, la sua filosofia, la sua struttura, il suo indirizzo, la sua strategia, lo si evince dal rendiconto, dal bilancio di previsione 2010, dall’assestamento e da questo alla previsione 2011-2013.
Credo che in questo bilancio un dato lo dobbiamo cogliere, ovvero le risorse a disposizione dell’economia reale.
Consigliere Zinni, possiamo spostare anche due poste di bilancio, tra l’altro anche questo dato, 12 massimo 18 milioni di spostamento sta a dimostrare che siamo in presenza di un dato significativo, importante. Ma qual è il punto vero? Il punto vero sono proprio queste risorse a disposizione dell’economia reale, dove non è protagonista la rendita bensì il lavoro e l’impresa.
E quello che diciamo lo dicono anche i Presidenti delle Regioni italiane – anche qui senza polemica, siamo forze di Governo in questa regione, e non soltanto in questa regione, abbiamo l’ambizione di governare l’Italia, quindi, ripeto, non c’è nessuna polemica – che hanno definito la manovra verticistica, centralistica, inaccettabile, irricevibile, incostituzionale, ed hanno parlato anche di ricorso alla Corte Costituzionale.
Quindi questi tagli a carico delle Regioni sono una misura sicuramente non ponderata ed equilibrata rispetto ad altre Istituzioni.
Guardate, questa manovra costa allo Stato l’1,2% delle sue risorse e alle Regioni costa il 14%. Nel periodo 2007-2009 le Regioni hanno contribuito alle riduzioni del debito pubblico – con quei 70 milioni, per quel che riguarda le Marche, a cui faceva riferimento l’Assessore Marcolini – con il 6% e lo Stato lo ha fatto salire al 10%.
Allora quello che non va sono proprio questi tagli, che tra l’altro avvengono con un metodo lineare e basati sulla spesa storica, il che significa che negli ultimi anni le Regioni che hanno maggiormente agito sul contenimento dei costi, come nel nostro caso, verranno penalizzate molto di più delle altre.
Pensiamo allora che si debba andare a una modifica sostanziale. Io sono d’accordo con l’Assessore che dice che la partita non è conclusa. Occorre una rigorosa programmazione pluriennale, per cui – senza voler rientrare troppo nei dati a cui faceva riferimento l’Assessore – sia la diminuzione dell’Irap, sia la necessità di fare i conti con quei 400 milioni di euro non comprimibili, sono un dato di fatto.
Quindi autonomia, federalismo, responsabilità.
Permettetemi anche di sottolineare un dato, più volte sottolineato dall’Assessore Marcolini in Commissione e che questa mattina non mi sembra sia stato ripreso. Cioè, 12 dei 19 milioni delle quote previste in investimento in campo sanitario vengono sottratti alla Regione Marche – questo ce lo dice l’Assessore –, inoltre c’è una riduzione della spesa sanitaria corrente valutata in almeno 600 milioni. Noi, Marche, stiamo ad una cifra attorno al 2,7%, quindi all’incirca saranno altri 18-20 milioni. Calcolando in aggiunta a questo una differenza fra i fondi del fondo sanitario nazionale, quelli dell’inflazione, quelli che sono ancora maggiori dell’andamento dei costi dei beni e servizi in materia sanitaria, che sono sempre superiori di 2-3 punti, quindi rispetto all’indice del prezzo di consumo, la cifra che mancherà all’appello alla sanità su base annua nei prossimi tre anni sarà di circa 80 milioni.
Ritengo che anche questo vada sottolineato ancora una volta, come appunto ha più volte fatto l’Assessore.
E questi riferimenti che facciamo sul piano generale li facciamo perché poi hanno una ricaduta diretta ed immediata rispetto alla nostra regione.
In questa Regione c’è una riduzione del debito e rende protagonista il lavoro. Il Consigliere Zinni prima parlava di accontentare tutti. No, non è un accontentare tutti. Io credo che qui vada sottolineato il valore del sistema, del sistema autonomie, sistema imprese, sistema cultura. Una capacità che una regione come la nostra, con il protagonismo di tante culture, ha saputo svolgere.
Quindi vi è stata una funzione essenziale nel governo dei processi economici e locali.
Come pure vi è stata nel funzionamento della pubblica amministrazione. E per questo, proprio perché l’abbiamo vissuta in Commissione, io tutta la questione della legge n. 1 non l’accosterei molto all’impostazione – anche qui lo dico con molta serenità – del Ministro Brunetta. Noi non siamo partiti dall’approccio di quella definizione sui fannulloni, noi vogliamo valorizzare il lavoro pubblico, vogliamo efficienza, vogliamo riconoscere la professionalità e il valore delle persone, e quindi l’efficienza delle istituzioni e della macchina pubblica. L’obiettivo per noi non è smantellare la pubblica amministrazione, bensì migliorarla e renderla più efficiente.
Quando allora assistiamo a fenomeni come quelli di stipendi bloccati dal 2009 al 2012, lì finisce la premialità, l’incentivo al merito, che sono la chiave di volta per il recupero di efficienza ma soprattutto per motivare le persone.
Quindi noi puntiamo alla valorizzazione dei servizi al cittadino e alle imprese.
Un’ultima considerazione, Presidente, me la deve consentire. Il clima in Commissione è stato sicuramente positivo, ma un voto non mi è piaciuto, quello sull’articolo 13 che riguarda le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Bene, ritenendo che noi dobbiamo sottolineare l’attualità del tema risorgimentale della libertà, della giustizia, dell’unità del Paese, questo voto a mio avviso non può passare sotto silenzio. Perché questo articolo 13, ossia 150 mila euro per le celebrazioni dell’anniversario dell’unità d’Italia, è una preziosa occasione di riflessione per il nostro Paese, particolarmente oggi che preoccupanti spinte discriminatorie alimentano divisioni sociali, economiche e culturali e al tempo stesso una delusione, un disincanto sempre più diffusi.
Noi invece vogliamo vivere questa occasione come un rinnovato impegno civico e culturale.
Chiudo davvero sull’articolo 38 e lo dico in modo molto franco. Nessuno di noi, e tanto meno Pietro Marcolini – qui ci si conosce tutti da tempo, tutti conosciamo le azioni che coerentemente sono state portate avanti, tra l’altro voglio dire che in tutti noi c’è coerenza tra ciò che si pensa, tra ciò che si dice e ciò che si fa –, è per la privatizzazione dell’acqua, quindi che non si dia una lettura che non è propria. Su questo ha fatto bene l’Assessore più volte a precisare e ad intervenire. E al di là di quello che sarà il voto di questa Assemblea o su come sarà scritta questa norma, il pensiero è chiaro: rendere efficienti i servizi pubblici locali e mantenere la qualità dell’acqua e soprattutto il suo ruolo e il carattere pubblico e universale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. E’ un grande lavoro che quest’oggi arriva in Aula e non può essere diversamente. Mi rivolgo a tutta l’Assemblea legislativa per questo primo grande sforzo. Il rendiconto 2009 e l’assestamento 2010 sono due atti di rilievo sia politico che economico. E’ un grande lavoro della Commissione, del Presidente Latini, del Consigliere Zinni, tenendo conto delle difficoltà nell’entrare nei numeri, delle difficoltà di tutti noi, si è cercato di dare sostanza ai numeri nudi e crudi che però dietro hanno una strategia politica ben precisa.
Questo è stato un anno un po’ particolare, nel mese di febbraio l’Assemblea legislativa ha interrotto la sua attività, dopodiché vi sono state le elezioni e ad aprile è iniziato il nuovo percorso. C’è stata poi questa finanziaria, benedetta o maledetta a seconda di come la si vede, ma che comunque è una finanziaria seria che ci fa ben capire le difficoltà che stiamo vivendo a livello internazionale. Quindi di conseguenza oggi 3 novembre andiamo a ragionare su un assestamento senza chiedere chissà quali cose, perché ormai non c’è più tempo, siamo ormai a fine anno, però si vuole comunque cercare di mettere in asse la prua della barca dopo appunto un anno di navigazione. Tenendo conto anche degli impegni presi che non erano stati sistemati e che avevano la necessità di essere azzerati.
Da questo assestamento si aprirà quanto prima il discorso sul preventivo 2011, è un apripista, quindi è sicuramente importante.
So benissimo che l’Assessore Marcolini non fa difetto nella sua capacità politica e tecnica, ci mancherebbe altro, lo conosco, ho apprezzato il suo tenore pacato – che qualche volta non è così pacato – sui numeri, ha cercato di spiegare delle cose, quindi finalmente a differenza di altre volte è stata data più chiarezza. Finalmente sappiamo in maniera precisa che la sanità occupa l’82-83% e che il taglio della finanziaria interessa il 18%.
Su questi numeri, Assessore, molti vi hanno giocato, alcuni forse per ignoranza, mentre altre volte ci si è giocato, perché togliere il 67% da quell’enorme fetta significava non avere più una briciola per far niente.
Ha detto bene, Assessore, prima giustificando ha chiarito ad esempio che i 300 mila euro per il sistema informatico servono ai tanti amministrativi che ci sono. Ma forse gli amministrativi sono troppi, sono 20-21 mila rispetto ai 7.000 medici, è un rapporto 1 a 3, un medico e tre amministrativi.
Certamente io non voglio cacciare gli amministrativi però 21 mila sono un po’ troppi e molto probabilmente i 300 mila euro proposti dall’emendamento non sono sufficienti. Questo è un dato che fa riflettere.
Ritengo, Assessore Marcolini, che qui ognuno abbia un ruolo ben preciso, e che il ruolo della minoranza – lo dice uno che è stato quindici anni in maggioranza – non deve essere visto come se fosse un rompiscatole o un ruolo di qualcuno che deve comunque intervenire, perché il ruolo della minoranza è anche propositivo, cerca di stimolare la maggioranza nel prendere le decisioni. E nessuno pensa, io per primo, che voi state lì insieme agli amici Consiglieri per perdere tempo o per governare male. Voi prendete le decisioni in base al vostro percorso politico, culturale, in base alle vostre idee, ma sicuramente alla base c’è la volontà di intervenire giustamente nell’interesse della nostra regione.
Io sono abbastanza d’accordo sugli obiettivi che ponete nell’assestamento del 2010, ma sono obiettivi solo sulla carta, sono obiettivi filosofici, che si sposano poco e male e tardivamente con i 12-18 milioni dell’assestamento. Gli interventi in campo assistenziale verso le persone più deboli sono doverosi. E’ di questi giorni l’articolo sui giornali sulle difficoltà delle famiglie, che sono vere, reali, economiche, ci sono famiglie che hanno difficoltà nell’andare avanti quotidianamente.
E’ stato dato un contributo notevole di 3 milioni nel settore cultura. La cultura è stata sempre considerata la cenerentola, gli assessori sono stati cambiati con una velocità estrema, e secondo me avrebbe dovuto avere un referente preciso, ossia l’Assessore al bilancio che ha il cordone della borsa. La cultura è un’eccellenza che come il turismo ha una possibilità economica a livello industriale, allora bisogna crederci ed intervenire direttamente.
Quindi mi auguro, Assessore, che la sua volontà, il suo sforzo, il suo impegno porti a realizzare quelle cose nella cultura, che secondo me rappresenta il tessuto connettivo di tutte le nostre città.
Si parla della green economy, si parla della volontà di utilizzare i fondi stanziati dalla programmazione europea. Certamente vi è la preoccupazione che le leggi che il 30 luglio e il 30 settembre abbiamo votato con enorme fretta e con enorme difficoltà di comprensione da parte di alcune categorie, non riescano a far ben utilizzare questi fondi.
Per ultimo, ma non per importanza, fra i vostri obiettivi ponete il problema lavoro. Il problema lavoro è basilare, le Marche è l’industria manifatturiera più importante d’Italia, ha il più alto numero di artigiani, eppure i distretti hanno difficoltà ad andare avanti, sono sempre più sfumati. Ho alcuni dati sono veramente impressionanti, nel primo semestre vi è un calo di 1.270 imprese, a fronte di 13.390 assunzioni previste per quest’anno dalle aziende si avranno 25.500 espulsioni dal mercato del lavoro, l’industria perderà 3.780 addetti – sono dati che ovviamente ho preso tramite Inps e sindacati –. Insomma, c’è una situazione di difficoltà, seppure le Marche riguardo ad esempio la cassa integrazioni guadagni sono cresciute del 28% rispetto alla media nazionale che è del 37%. In ogni caso la situazione non ci fa stare allegri, certo, ci sono altri che stanno anche peggio, ma noi pensiamo al nostro confine, all’impegno che dobbiamo dare. Tenendo conto che c’è stato un notevole incremento della cassa integrazione in deroga che è passata da 752 mila ore a 1 milione e 650.
Ora i numeri possono essere visti anche come in campagna elettorale, ma cerchiamo invece di prenderli nel giusto modo. Dico questo perché occorre cercare di porre attenzione al lavoro, alla ripresa, ai tanti distretti e alle tante attività artigiane.
Dobbiamo renderci conto che c’è un grande problema economico internazionale, e che nessuno ha interesse a livello nazionale a creare difficoltà alle Regioni e di conseguenza alle Province e ai Comuni, Tremonti e company non potevano fare diversamente se non dare una sterzata forte con una finanziaria che doveva dare un segno nella nostra attività quotidiana per evitare di finire come la Grecia o come quella nazione che fino a poco tempo fa era vista un po’ come l’emblema dell’efficienza, ossia la Spagna di Zapatero che ora sta appunto in ginocchio.
Quindi se sacrifici si devono fare dovranno essere fatti con determinazione e con incisività.
Ecco allora perché critico un po’ questo assestamento. Ritengo che in certe scelte bisognava avere un po’ più di coraggio, bisognava avere più forza nel praticare tagli, bisogna cercare di evitare quegli errori fatti periodicamente in tutti gli assestamenti.
Parlare ora della sanità è fuori luogo perché ne parleremo nel progetto sanitario che andrà in discussione a breve, però è chiaro che se noi risparmieremo in questo settore quelle risorse è lì che le potremo utilizzare. Quando si parla di sanità… io cerco di parlare forte, ma sto finendo la voce, Presidente, per favore, uno scampanellio di attenzione, altrimenti!

PRESIDENTE. Consiglieri, per favore, un po’ di attenzione.

Erminio MARINELLI. Io ritengo che la sanità non sia un prodotto finito come può essere una scarpa o una borsa, comunque, come dicevo prima, di questo settore ne parleremo nelle sedi opportune.
Vediamo che nella tabella C c’è un giro d’affari di circa 3 milioni di euro, secondo me sono delle cifre assurde, anche perché quelle risorse vengono date ad associazioni solo di un certo tipo.
Sono le ore 13,30 ed ancora vedo una certa frenesia del PD nel presentare emendamenti, non c’è ancora pace. Tra l’altro vedo che la maggior parte di queste energie vanno al nord della nostra regione, qui ad esempio vedo Fossombrone, Catria, Pesaro, Pesaro, Urbania, Montegrimano, Fabriano, Carpegna, Pesaro, Pesaro, Harry Potter, insomma c’è di tutto e di più.
E’ normale e sta nella logica delle cose, ma la logica delle cose sta anche nel dire che nel 2011 ci sarà un bilancio difficile, quindi cerchiamo anche di tagliare. Non vorrei intervenire per non creare difficoltà a nessuno, ma pensare a un contributo di 50-70 mila euro per il campionato mondiale di cicloturismo, Harry Potter a Urbino, insomma, è come quel modo che si utilizza per pagare prebende in campagna elettorale, per pagare il proprio elettorato, ed è un modo per penalizzare come al solito il centro e il sud delle Marche. E’ dunque un modo di fare della vecchia politica. Il Consigliere Giancarli ha detto: “noi non vogliamo accontentare”, in effetti voi non accontentate tutti, forse accontentate solo chi è più vicino alla vostra parte. Io questo non lo ritengo corretto.
Nell’assestamento c’è stata anche una corsa nel modificare leggi regionali. Da una parte giustificata ai fini di una migliore semplificazione, dall’altra dall’adeguamento alle normative statali, ma secondo me la terza Commissione, di cui sono componente, sarebbe dovuta intervenire su alcune situazioni. Parlo ad esempio dell’articolo 37 bis, testo unico delle norme regionali in materia di turismo, siamo d’accordo, ma parliamone, invece molte volte si va avanti solo cercando di superare le difficoltà quotidiane di una Commissione.
La riduzione dell’Irap di cui parlava l’Assessore Marcolini. E’ vero, ma non ci dimentichiamo che la tassazione della Regione è stata altissima fino a qualche anno fa. E questa tassazione è stata applicata dalla Giunta Spacca, quindi questo non è altro che ridare ai marchigiani ciò che era stato preso in precedenza.
Mi avvio alla conclusione perché avremo occasione di parlare anche durante la votazione degli emendamenti.
Io mi aspettavo un atto di coraggio politico che però non vi è stato, perché, permettetemi la battuta, c’era il capo espiatorio, ossia Tremonti e il Governo Berlusconi. Invece doveva essere un’occasione per girare pagina e partire con maggior forza. Ma questo coraggio, ripeto, non ce l’avete avuto, il che significa non andare ad incidere in maniera sostanziale nella vita dei marchigiani, significa far vivere alla giornata arrabattandosi tra le problematiche e le difficoltà. I numeri della nostra regione sono positivi sotto certi versi, ma non vi rendete conto delle difficoltà quotidiane che hanno le nostre famiglie e le nostre attività artigiane.

PRESIDENTE. A questo punto, Consiglieri, vi chiedo come si intende andare avanti. Ho programmati otto interventi, quindi abbiamo ancora un’ora e mezza di discussione, poi passeremo ovviamente alla votazione articolo per articolo con i rispettivi emendamenti che in totale sono circa un centinaio.
Chiedo quindi all’Assemblea se vogliamo sospendere per mezz’ora da adesso. E lo dico perché molti me lo chiedono. Però ditemi voi, io sono aperto a tutte le soluzioni. Se sospendiamo riprendiamo non dopo le ore 14,00, altrimenti andiamo avanti. (…) Bene, allora andiamo avanti senza sospendere.
Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Cercherò di essere brevissimo ma voglio comunque testimoniare la partecipazione ai lavori di quest’Aula.
Ho preso in considerazione una parte del bilancio di assestamento, quella che va sotto il titolo “Premessa”, soprattutto perché questo assestamento prelude ad una fase molto più impegnativa, quella cioè del bilancio di previsione per il 2011. Quindi non è stato indifferente per me trovare in esso quelli che saranno i capisaldi, le linee guida che dovrebbero orientare la spesa nel prossimo anno e per il prossimo futuro.
Ci sono quattro assi che hanno il mio sostegno ed il mio apprezzamento. Si va dagli interventi in campo socio-assistenziale, fino al secondo vettore di sviluppo della nostra regione, alla green economy e ad alcuni interventi precisi per la piccola e media industria e per il manifatturiero della nostra regione.
Concentrerò ora la mia attenzione su due di questi quattro assi, che sono: il secondo motore di sviluppo del nostro sistema marchigiano e la green economy.
Nella speranza di poter dare adesso un contributo per il prossimo bilancio di previsione, dico che se avessi potuto lavorare appunto sulle premesse dove ad esempio si dice che le attività e i beni culturali sono il secondo motore di sviluppo marchigiano io lo avrei sostituito con la tutela e la gestione dei beni ambientali, culturali e immateriali e con il turismo, che ufficialmente cono il secondo vettore dello sviluppo marchigiano. Questo perché tale assunto interpreta i valori culturali ed economici del ricco complesso delle economie sostenibili.
Inoltre riafferma all’interno delle economie sostenibili il valore di un’economia che non consumi il suolo, i beni comuni e le risorse del territorio, garantendo quindi qualità della vita, coesione sociale e sviluppo armonico dei territori.
E’ quindi in questo scenario, secondo me, che va collocata la visione del turismo, in quanto non spazio economico in sé ma una cartina tornasole che misuri l’efficacia della governance complessiva del nostro patrimonio ambientale, culturale e immateriale, e della qualità nell’offerta complessiva dei servizi alla cittadinanza e al territorio.
D’altra parte il secondo vettore dello sviluppo marchigiano offre una opportunità ancora tutta da esplorare, tutta da perseguire per la tutela e la promozione del mercato del lavoro, soprattutto nei confronti delle categorie che maggiormente stanno subendo gli effetti della crisi attuale, in particolar modo i giovani e i lavoratori in cassa integrazione o espulsi dai normali cicli produttivi.
L’altro asse che ha colto la mia attenzione e che merita, a mio avviso, una maggiore completezza, è quello dedicato al concetto di green economy, anch’esso va interpretato nel complesso delle economie sostenibili.
Accanto all’indiscusso sostegno alla produzione di energie rinnovabili e all’impegno per lo stimolo e all’educazione di nuovi stili di vita richiamati nella proposta di legge, occorrerà per il futuro un richiamo molto più deciso e prioritario al risparmio e all’efficienza energetica, alla tutela dei beni comuni e alla qualificazione ecologica e sostenibile dei centri urbani, delle attività produttive agricole e forestali e della pesca.
All’interno di questo quadro non posso non fare riferimento a un tema a me caro, e che comunque ha trovato considerazione nella risoluzione su foreste e cambiamenti climatici approvato recentemente dall’Assemblea legislativa regionale, è il Progetto Appennino, ovvero la montagna come occasione di sviluppo e occupazione. Questo in un progetto e in un articolo della finanziaria del 2010 è ritenuto da molti trasversale ad aspetti che riguardano sia la green economy, sia le politiche attive per il lavoro, il turismo ecc..
L’articolo 26 della legge finanziaria del 2010 al comma 7 raccomanda alla Giunta regionale, che dunque si impegna, entro sei mesi dall’approvazione della legge, ad individuare i fondi per dare avvio a tale articolo.
Oltre alla risoluzione di cui ho fatto prima riferimento, ricordo anche che il protocollo d’intesa per la difesa del lavoro, la coesione sociale e il sostegno allo sviluppo, sottoscritto dalla Giunta regionale e dalle segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil, al progetto per le politiche attive del lavoro fa esplicito riferimento.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Innanzitutto mi congratulo con tutto il personale, i Consiglieri e il Presidente della II Commissione, perché veramente, per me che sono alle prime armi, è stato svolto con dedizione un bel lavoro svolto e che ha visto anche un proficuo risultato.
Mi congratulo soprattutto con il nostro relatore Zinni perché ha individuato tutte le peculiarità ed ha approfondito con molta professionalità tutti i temi che c’erano da svolgere.
Quindi quello che mi rimane è fare sull’assestamento di bilancio 2010 un’analisi politica e valoriale.
Secondo noi nel redigere un bilancio sia di assestamento che previsionale bisogna partire da un concetto fondamentale, ossia che alcuni settori, soprattutto in questo momento storico ed economico molto difficile, hanno bisogno che si dimostri per essi attenzioni particolari. Noi siamo ad esempio siamo per una fortissima difesa del lavoro, delle piccole e medie imprese, del commercio, della pesca e dell’agricoltura, insomma per la difesa di tutte le partite Iva.
Sinceramente in questa fase di assestamento da parte della Regione non abbiamo visto né risultati né fare sforzi particolari. E questo è stato anche recepito, nel corso delle audizioni che si sono svolte, dalle associazioni di categoria, come la Cna e la Confartigianato, di cui noi condividiamo quasi al 100% tutte le posizioni. Soprattutto quando viene detto che bisogna combattere l’utilizzo esclusivo delle global service, che costantemente escludono le nostre aziende locali dagli appalti, un sistema con cui non si può partecipare ai bandi di concorso, e nemmeno per le manutenzioni, che solo nella sanità ammontano a 880 milioni di euro.
Quindi noi siamo per i chilometri zero anche negli appalti, siamo per una filiera corta non solo agricola ma anche industriale e artigianale. Altrimenti i soldi se ne vanno altrove, quando invece potrebbero tutelare l’esistenza delle nostre aziende e ridistribuire le risorse sul territorio, tenere forte il fronte dei consumi e ridistribuire equità e solidarietà sociale.
In questo momento storico io pongo sempre davanti a me l’immagine – una riflessione che solitamente faccio durante l’ora di cena – del clima diverso che può esserci in una famiglia i cui componenti sono operai, commercianti o piccoli imprenditori, artigiani, perché quella è una famiglia che non ha più una sicurezza economica, non ha più un reddito sicuro.
Dunque in queste famiglie il clima è molto diverso rispetto ad altre dove i componenti sono invece persone che occupano un posto di lavoro da dipendenti pubblici comunali, provinciali, regionali, delle Asur, delle poste, dei trasporti, della scuola ecc. Insomma di tutto quell’apparato cosiddetto statale che sempre si lamenta, ma che comunque la crisi la vive in maniera molto più blanda (proprio come nel sud Italia) o non la vive per niente perché alla fine del mese, piove o c’è il sole, lo stipendio c’è sempre, certo, non cospicuo per la maggior parte, ma comunque arriva e in questi momenti non è cosa da poco.
Allora è con gli occhi delle famiglie degli operai, commercianti, piccoli imprenditori, artigiani e agricoltori che bisogna analizzare e redigere i bilanci, come appunto nel caso di questo assestamento che poteva già considerare prioritari alcuni spostamenti finanziari, diretti o indiretti, a favore di queste categorie.
Cosa invece abbiamo visto? Sulla stampa e sui media non si è parlato del tema dell’assestamento bensì del Ministro Tremonti, della manovra finanziaria del Governo, che non ha ancora effetti sul bilancio regionale di assestamento 2010, qui si è parlato solo dei tagli ancora da venire per nascondere il poco sforzo adottato finora, quando invece sapete bene che non si può essere sordi alla necessità di diminuire le spese.
A parole siete disposti a ragionare sui tagli alla spesa pubblica, che tutti i nostri cittadini esigono da tempo e sopratutto in questo periodo difficile, però poi nei fatti non ne siete capaci, forse perché colpite i vostri stessi interessi o i vostri stessi elettori, le vostre sacche di consenso, le vostre clientele.
Pertanto anche da questo assestamento si nota che la vostra manovra non è in grado di rilanciare lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione e non ci pare si faccia neppure chiarezza sul recupero degli sprechi, che ci paiono essere evidenti e incidenti.
Di fronte all’attuale mancanza di risorse non si può continuare a destinare cospicui fondi, vedi ad esempio l’acquisto di quote capitale di aziende pubbliche come l’ACOM per cifre come i 2 milioni di euro – per carità, è un’azienda meritoria, ma sono 2 milioni di euro –, oppure i 400 mila euro per l’istituzione dell’ASSAM che arriva così ad un totale di 1 milione e 860 mila euro.
In questo assestamento non abbiamo visto nulla di più in favore della famiglia. Noi speravamo che l’entrata in maggioranza dell’UdC cambiasse rotta su questo tema, invece niente, si continua a finanziare la legge regionale n. 30/1998 con euro 1.147.500, ovvero meno dei fondi previsti per la promozione dei diritti umani, della cultura di pace, della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà. E io qui sono forse in disaccordo con il mio compagno di banco Consigliere Trenta, lui è un ex democristiano invece io sono un ex democristiano molto arrabbiato, perché credo che in questo momento i soldi, la solidarietà la dovremmo veramente riversare sui nostri cittadini.
Paragonando il fondo per la famiglia, dove sono comprese anche le famiglie degli extracomunitari che solitamente sono più numerose delle nostre, che è di euro 1.147.000 con i 470.800 euro stanziati a sostegno dei diritti e dell’integrazione dei cittadini stranieri immigrati, possiamo vedere che in proporzione la cifra di quel fondo è veramente ridicola.
Con i nostri soldi dobbiamo assestare prima i bilanci dei nostri cittadini e delle nostre famiglie. Dobbiamo rispondere alle richieste che ci arrivano dal territorio e soprattutto dalle fasce più deboli e a rischio povertà, altrimenti fra un po’, se la politica continuerà a sperperare denaro pubblico e a dare più risorse economiche e vantaggi a chi arriva nel nostro territorio solo ora e si prende tutto, imbracceranno i forconi.
Non capiamo ad esempio, sebbene in Commissione quasi tutti fossero d’accordo nell’inserire nel regolamento per l’attribuzione delle case popolari il requisito di residenza, perché poi la maggioranza l’ha sonoramente bocciato. E dire che avevamo volutamente abbassato la richiesta da 5 a 4 anni in modo che fosse più appetibile anche alla maggioranza – è un regolamento adottato dalla Lombardia –.
Quindi è una grande ingiustizia che si attua nei confronti dei nostri cittadini, perché è sotto gli occhi di tutti che con le attuali graduatorie, anche con la più buona volontà dei sindaci nell’adottare i parametri che i comuni possono modificare, al massimo si può ottenere un pareggio, ma raramente, vedi ad esempio il caso del nostro sindaco di Fermignano.
Per finire farò un’analisi dei dati provinciali, parlerò della mia provincia.
Accogliamo con preoccupazione i dati forniti nella relazione introduttiva che analizza la cassa integrazione pagamenti, che nella mia provincia di Pesaro Urbino si rileva il livello di criticità più alto nell’utilizzo delle ore complessive autorizzate dall’INPS, c’è un +56% rispetto alla media regionale che è del 28,3%.
Anche il dato della cassa integrazione straordinaria nella provincia di Pesaro Urbino mostra una situazione spaventosamente più alta della media regionale, vi è un monte ore complessivo che arriva, rispetto ai primi mesi del 2009, fino al 470% contro una media regionale del 93%. Per la mia provincia sono dati veramente preoccupanti.
Questo trend ci indica che la risoluzione della crisi nella provincia d Pesaro Urbino è più lontana rispetto alle altre province e oltre agli ammortizzatori sociali in questo assestamento non troviamo niente per le peculiarità industriali specifiche del settore del legno, della piccola metalmeccanica e della cantieristica navale.
Anzi, abolendo l’ente fiera la Regione si è lavata le mani, si è tolta la responsabilità proprio quando in una situazione drammatica di settori come quello del mobile e della cantieristica navale poteva precedentemente curare con molta più efficienza e con migliori risultati.
Concludo perché sono ancora tanti i Consiglieri che devono intervenire.
Voglio infine sottolineare che ci sono emendamenti con finanziamenti che fanne sorridere, come ad esempio quello presentato dal PD a proposito della mostra di Harry Potter, 20.000 euro. Chiaramente questi sono oboli che vengono pagati. Nella provincia di Pesaro ci sono risultati pessimi dal punto di vista dell’economa, ci sono allora molte proposte di emendamento finanziario. Per cui qui dico che mentre la Lega nella provincia di Pesaro Urbino inizia a crescere, qualcun altro pensa di investire, in cambio magari di qualche voto, con qualche trucco spettacolare e di finanziamento ad hoc. Ma noi dubitiamo dei risultati.
Questi finanziamenti sono appunto alquanto clientelari. Poi ce n’è uno che invece fa un po’ rabbia, si parla ovvero di 100.000 euro a sostengo del grave problema dell’erosione marina di tutta la costa marchigiana. Una grave problematica che investe soprattutto la nostra provincia da Marotta a Gabicce. A Fano con le mareggiate di questi giorni il problema si è riproposto fortissimo. Per noi lì in questi giorni il sapore di mare non è una canzone bensì una tragica emergenza; vi anticipo che nella prossima seduta assembleare di martedì 9 novembre ci sarà un sitin di protesta che vorrà portare a conoscenza di tutti noi le problematiche veramente impellenti causate da questa erosione marina che è arrivata ad un livello non più sopportabile.
Ci sarebbero tantissime altre constatazioni da fare, ma concludo qui, sicuramente continueremo anche in occasione del bilancio 2011 a dare il nostro contributo, che sicuramente, ripeto, è a fianco delle partite Iva e di tutti i lavoratori delle Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Io non sarò particolarmente lungo, non ripeterò quello che è stato già detto in alcuni interventi di cui condivido le puntuali osservazioni messe in evidenza. Voglio comunque rimanga agli atti che la posizione di Futuro e Libertà su questo assestamento di bilancio è una posizione attenta e che ha colto lo sforzo e l’impegno fatto in prima persona dall’Assessore Marcolini.
Sappiamo benissimo che il decreto 78 mira al contenimento della spesa pubblica, alla razionalizzazione e semplificazione organizzativa, e lo fa calando dall’alto una concezione un po’ singolare, dal nostro punto di vista, quella cioè del federalismo, ovvero anticipando quelle che dovrebbero essere forme di federalismo. E questo ci preoccupa.
Da una parte capiamo il contorto tentativo di non buttarlo alla rissa o allo scarica barile, infatti l’intervento dell’Assessore è stato piuttosto asettico e articolato, laddove appunto ci ha cercato di spiegare che i tagli ci sono, si devono fare e che la barca è comune e che va trainata con senso di responsabilità e di sacrificio di tutti. Dall’altra è anche evidente che se ci si prospetta un periodo non più di vacche grasse, infatti il periodo futuro del 2011-2012 ci vedrà ancor di più in difficoltà di fronte all’ulteriore taglio che arriverà dallo Stato e alla difficoltà che continuiamo a verificare sulla nostra pelle, sulla pelle dei cittadini, bèh, allora ha fatto bene a rivolgere a quest’Aula un appello per un lavoro comune, un lavoro condiviso, un lavoro che coinvolga in qualche modo tutte le forze politiche di questa Assemblea legislativa, proprio per predisporre, reinventare e ridisegnare un nuovo perimetro d’azione di questa Regione.
Però noi in un assestamento di bilancio ci saremmo aspettati se non altro qualche intendimento di più. Cioè qualche indirizzo più chiaro su una qualche forma di progetto, una forma di prospettiva e di programmazione. Ma questa forma noi ancor oggi non riusciamo a vederla, è infatti un assestamento che ancora una volta lascia inevase alcune di quelle grandi questioni che questa Regione, appunto, non riesce ancora a dirimere e ad approfondire. Lo si fa solo fugacemente con qualche articolo, bypassando quelle che invece sono le grandi questioni legate all’ambiente, all’energia, alla stabilizzazione del precariato, insomma a quelli che sono i grandi dibattiti e confronti che questa Assemblea dovrebbe e deve assolutamente affrontare in sedi opportune e circostanziate, e non invece assimilarle a una manovra di questo genere.
Qui ad esempio si è fatto riferimento all’erosione delle nostre coste, che continuano ancor oggi ad essere costantemente oggetto, nella migliore delle ipotesi, di qualche generoso contributo, ma che in realtà non rispondono alle esigenze reali del territorio, a quella programmazione e a quella progettualità di cui questa regione ha bisogno, di cui le nostre coste hanno bisogno.
E questo appello dovrà essere necessariamente raccolto nel momento in cui verremo tutti coinvolti nella stesura di questa progettazione, di questa programmazione, che sicuramente non ci vedrà estranei proprio per senso di responsabilità.
Noi ancor oggi vediamo con preoccupazione una nave che naviga a vista, una nave che è costretta a reggere l’urto di questi pesanti tagli, pesantissimi dal nostro punto di vista e sicuramente imposti.
Sappiamo infatti benissimo che le autonomie locali hanno subito un colpo pesante. Laddove la concertazione non l’ha fatta da padrona, di questo ne siamo perfettamente consapevoli e siamo pronti a riconoscerlo, dall’altra però se vengono fatti tagli così a cascata sul territorio si rischia di assistere a tagli piuttosto singolari, magari fatti per alcune province e per altre no, oppure si va a dispensare quel contributo a quella provincia e a quell’altra no.
Allora vorremmo capire qual è la filosofia, qual è quel sottile filo rosso che collega questo tipo di strategia.
Un esempio fra tanti. Qui si è fatto riferimento alla Fondazione delle Marche Cinema Multimedia, un’iniziativa pregevole dal punto di vista astratto, però poi un’altra attività cinematografica di questa regione, come quella recentissima che parteciperà all’evento David di Donatello, una produzione tutta marchigiana, in qualche caso anconetana, quando ha chiesto a questa Regione in tempi non sospetti non tanto un contributo economico quanto un ascolto, una sorta di legittimazione istituzionale, ha trovato le porte sbarrate di un ufficio che però funzionava.
Allora mi si presentano non poche perplessità, non pochi dubbi. Qui si taglia sull’Ersu, sull’Erap, però poi si creano delle strutture di cui non si conosce la reale filosofia e la reale portata e soprattutto quale potrebbe essere la prospettiva.
I tagli sono dunque stati fatti in modo importante e rigoroso per certi versi mentre per altri sono piuttosto discutibili. Perché da una parte ci sono dei tagli però poi dall’altra ci sono delle elargizioni piuttosto generose o singolari; non a caso c’è chi ha fatto quel simpatico riferimento al contributo per una mostra di Harry Potter nella provincia di Pesaro.
Giustamente il Consigliere Giancarli, Presidente della IV Commissione, ha sottoposto all’Assemblea non poche perplessità in merito all’articolo 13 dove si va a finanziare la celebrazione dell’Unità d’Italia, che è di grande portata culturale, sociale e storica per il nostro Paese, che invece vediamo piuttosto contenuta, costretta e anche sofferente, quasi dovuta, nemmeno troppo supportata non solo dai numeri ma anche dallo spirito con cui, invece, una celebrazione del genere dovrà essere sostenuta il prossimo anno.
Alle perplessità si aggiunge allora la consapevolezza che non c’è una strategia e non c’è una prospettiva, e questo ci preoccupa non poco.
Per cui è un assestamento che riteniamo doveroso per certi versi, ma per certi altri è molto rinunciatario e assolutamente privo di una strategia.
Dall’altro canto, però, la preoccupazione è bilanciata dall’appello fatto dall’Assessore. Per cui riteniamo che il prossimo triennio o remeremo tutti verso la stessa direzione, certo, ripeto, anche con quell’approccio adottato oggi dall’Assessore, un approccio sicuramente costruttivo e asettico dal punto di vista politico, oppure questa Regione non solo non riuscirà più a ripercorrere la strada che gli era propria, cioè quella di un modello non solo nazionale, ma vedrà celebrare ancora una volta la rinegoziazione sia di una competitività sul mondo del lavoro, sul mondo dell’occupazione e sul mondo dell’imprenditoria, sia di sacrifici ben più pesanti. Sacrifici sopratutto a danno dei marchigiani, che vedranno una volta di più una Regione ormai persa, non più all’altezza del ruolo a livello nazionale, quindi una Regione che non potrà più far leva con quegli strumenti che possono esserci oggi e che non potrà soprattutto dare le risposte basilari e fondamentali a ogni cittadino marchigiano.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Io farò un intervento che focalizzerà due questioni. Come premessa generale parto dall’intervento dell’Assessore Marcolini che parla di bilancio zero. Un bilancio a base zero impone scelte, impone l’azzeramento di tutte le leggi di spesa, ma questo non mi sembra sia ancora avvenuto.
La finanza pubblica a livello nazionale per la necessità di ridurre la spesa e il deficit pubblico ha imposto nei trasferimenti, esclusi quelli della sanità, un taglio del 65%, e questo ha portato ad una riduzione di trasferimenti annuali attorno a 150 milioni di euro, che di fatto andranno a colpire interventi sul campo di azione dei Comuni. Quindi è un’azione molto pesante.
Pertanto la Regione Marche dovrebbe proprio ripartire da quel bilancio zero evocato sia dal Presidente Spacca che dall’Assessore Marcolini, ma che ancora secondo me, ripeto, è ben lontano dal vedersi realizzato.
Che cosa significa fare un bilancio a base zero? Significa scegliere i settori di intervento, scegliere ciò che è indispensabile mantenere e poi tra gli interventi di sostegno e programmazione finanziare quelli che si ritengono strategici. Pertanto in questo modo non sarà più possibile, come è stato fatto fino adesso, finanziare fiere di tutti i settori oppure fare interventi a pioggia con finanziamenti minimi su tutti i settori industriali, artigianali e commerciali. Altrimenti dovremmo avere casse come quelle che possiede Paperon de’ Paperoni, ed ovviamente così non è.
Perché, qual è il rischio? Il rischio è che queste risorse anziché andare sul territorio di fatto proprio per la loro esiguità vanno disperse.
Lo stesso Presidente Spacca ha dato un paio di indicazioni, una è la green economy, l’altra è tutta la parte legata al turismo, all’agricoltura di qualità, alle produzioni tipiche e alla valorizzazione del territorio.
Io certamente condivido tali priorità, ma bisogna poi essere coerenti e metterci le risorse, avendo anche il coraggio di dire no a qualcuno.
Questa è una riflessione che ho voluto fare sul bilancio a base zero e che sicuramente riprenderemo nella fase della finanziaria.
Inoltre, purtroppo, ci troviamo anche di fronte alla necessità di contrastare la crisi economica, sia a sostegno del lavoro in quanto c’è un aumento della disoccupazione, sia a sostegno delle imprese affinché a loro volta possano appunto assicurare il lavoro.
All’interno degli interventi elencati nell’assestamento di bilancio ne vedo alcuni che erano necessari, come lo spostamento della sede dell’Assam per la sicurezza dei lavoratori, che infatti erano ormai diversi anni che convivevano con i ripetitori di Ancona a bassa frequenza, le misurazioni dell’Arpam vi hanno individuato livelli di elettromagnetismo molte volte al di sopra dei limiti di sicurezza.
Un’altra questione significativa che vorrei segnalare, visto che si andrà ad una modifica degli Ersu, riguarda la politica del diritto allo studio. Ma qui è fondamentale che non si butti via il bambino con l’acqua sporca, nel senso che se la modifica deve essere fatta deve essere però volta a recuperare risorse dalla gestione per poi investire sugli investimenti. Ossia recuperare risorse dalla gestione di strutture e meccanismi burocratici che appesantiscono, dopodiché fare investimenti per il diritto allo studio, sia sulle case da mettere a disposizione degli studenti, sia per finanziare tutte le graduatorie per le borse di studio.
Vado alle ultime due questioni. Io ho presentato due emendamenti, uno è sull’articolo 15 che regolamenta i concorsi pubblici che però è in contrasto con il decreto legislativo 150. Nell’articolo 15 si dice: “Ai fini della riorganizzazione per le esigenze rilevate nell’ambito del programma triennale del fabbisogno del personale sono utilizzate negli anni 2010 e 2011 le graduatorie delle progressioni indette”. Invece nell’emendamento che ho presentato insieme al collega Bucciarelli si chiede di utilizzare le graduatorie fino al 31 dicembre 2010, perché appunto il decreto 150 prevede che le Amministrazioni a decorrere dal 1° gennaio 2010 coprano i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore a favore del personale interno. Successivamente il Ministero della funzione pubblica ha ribadito “decorrenza a ricoprire i posti disponibili dal 1° gennaio 2010 solo con concorso pubblico”, inoltre conferma che le progressioni fra aree avvengano tramite concorso pubblico. La Corte Costituzionale dichiara che le disposizioni che prevedono procedure concorsuali che escludono la possibilità di accesso dall’esterno contrastano con il principio del concorso pubblico aperto.
Invece nell’articolo 15 della riorganizzazione amministrativa si prevede l’utilizzo per la copertura dei posti vacanti delle graduatorie delle progressioni verticali del 2010, quindi senza concorso, anche per la parte riservata agli interni. Pertanto è in contrasto con la legge.
Ugualmente nella seconda parte si dice che il 50% riservato all’accesso dall’esterno viene decurtato della mobilità, invece la mobilità nei concorsi viene decurtata prima, dopodiché il 50% va agli interni e l’altro 50% agli esterni, però sempre tramite concorso pubblico.
La seconda questione importante e fondamentale in questo momento, anche rispetto alle politiche del Governo di centro-destra, alla quale io ho legato il voto positivo sull’assestamento di bilancio 2010, riguarda la gestione del servizio idrico integrato a livello regionale.
Io ho fatto un emendamento che stabilisce che la Regione Marche disciplini il servizio idrico integrato regionale come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, poi seguono una serie di indicazioni esplicative della Comunità europea per il riconoscimento di un servizio pubblico di rilevanza economica. In ogni caso la parte importante in questo momento, ripeto, è il riconoscimento del servizio pubblico integrato regionale come servizio pubblico locale di rilevanza non economica.
In questo senso c’è anche un emendamento, che anch’io ho sottoscritto, di Consiglieri sia di maggioranza che di opposizione. C’è poi un ordine del giorno che ribadisce la non rilevanza economica del bene acqua e che impegna tutta l’Assemblea legislativa a predisporre una legge regionale che vada nella direzione della gestione dell’acqua da società consortili fra enti pubblici. Per cui va nella direzione da me auspicata.
Pertanto se questo rimarrà tale il mio voto sull’assestamento di bilancio sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Ho ascoltato con attenzione tutti i vari interventi ed anche quello dell’Assessore Marcolini.
E’ vero, noi partiamo da una situazione generale catastrofica. La crisi finanziaria ed economica ci obbliga a fare i conti con una realtà che tre anni fa non era prevedibile, di cui secondo anche gli sbocchi non siano prevedibili. Ci sono tagli indiscriminati, scelte del Governo centrale che vanno in una direzione unica, c’è una cultura dominante generale per cui chi sta bene, i famosi ricchi, saranno più ricchi, e chi sta male, i poveri, saranno più poveri. Questo è il rischio.
Credo però che questo non sia sufficiente quasi per assolvere attraverso un giudizio benevolo questo assestamento di bilancio. Per quanto riguarda il Gruppo dei Comunisti non è sufficiente neppure l’approdo contraddittorio a cui l’Assemblea legislativa sembra arrivare rapidamente in merito all’articolo 38, ossia la gestione delle risorse idriche. Non è sufficiente, e non è sufficiente neppure con quell’abilità dell’Assessore Marcolini che ogni volta che parla si perpetua, avrebbe potuto parlare per due giorni sciorinando numeri, e magari tutti avremmo detto quanto è bravo, ma la politica è un’altra cosa.
Qui nessuno mette in discussione il fatto che il bilancio sia a costo zero e che i numeri quadrino, ci mancherebbe altro, però non vedo indicazioni, da parte di questa maggioranza e da parte di questo Governo regionale, su come far uscire questa Regione attraverso uno sviluppo diverso. Non vedo scelte, non vedo collaborazione. Qui ho sentito parlare di sistema, ma sistema di chi?! Il Crel non ha dato pareri, il Cal si è diviso! E allora sistema con chi!
E’ stato detto che questo assestamento è il preludio e quindi ci sarà una continuità con il bilancio di previsione 2011. Guardate, che nei momenti di maggiore difficoltà la politica dovrebbe essere più forte e fare scelte più chiare. Allora qui quali sono gli obiettivi che questa Regione si dà, che questo Governo propone all’Assemblea legislativa? Quali sono gli strumenti che si propone per raggiungere questi obiettivi? Quali sono gli strumenti nel campo sociale, nel campo dell’economia, nel campo dei rapporti istituzionali?
Peraltro quello che è successo qui questa mattina, colleghi Consiglieri soprattutto di maggioranza, è molto grave, vi chiedo di stare attenti, perché la seconda Commissione che rappresenta l’Assemblea legislativa è sovrana, come sovrana è l’Assemblea legislativa, è quella che decide, quindi non può accadere che per volontà di un Assessore si cambi idea appena è rientrato in Aula. Non è il Governo che decide cosa fa il Parlamento, è il contrario! E poi non si può dire a Roma una cosa e nell’Assemblea legislativa delle Marche un’altra.
Io veramente in questo modo di fare, in questo modo di rapportarsi con le Istituzioni vi vedo segnali preoccupanti.
Non può essere per esempio che il consuntivo non dica una parola sul Progetto Appennino, che pure era stato un impegno preso dal Governo di questa Regione, preso su volontà dell’Assemblea legislativa di questa Regione. Non può essere! Perché allora significa che noi parliamo e poi deliberiamo, ma poi il Governo farà un’altra cosa.
E non può neanche essere sul piano della metodologia che con un emendamento ad un assestamento di bilancio si tenti di cancellare una legge votata da questa Assemblea legislativa con la quale si era inteso tutelare i diritti dei dipendenti della Giunta e dell’Assemblea legislativa. E verso i quali, peraltro, il Governo è inadempiente, dobbiamo dirlo, lo diceva anche il Consigliere Zinni, è una verità, è inadempiente, perché la legge 1 obbligava entro 45 giorni l’Assemblea legislativa e la Giunta regionale a fare il regolamento per l’attuazione della legge. Allora ero presidente io, sono stati innumerevoli le richieste di collaborazione, ma non hanno avuto risposta. Ed oggi vediamo che con un emendamento dovrebbe essere soppressa una legge. Ma è questo il metodo?! È questo il modo di ridare dignità alla politica con la P maiuscola, una politica che parli dei bisogni dei lavoratori?!
Sull’articolo 38 credo che arriveremo ad una buona soluzione. Perché se questa Assemblea legislativa approverà il principio che la gestione dell’acqua non è un fatto economico e che il servizio idrico deve essere, almeno nella nostra regione, gestito pubblicamente, ritengo che otterremmo un grande successo. Ma non sarà un nostro successo, signori Consiglieri, il successo sarà di quelle migliaia di cittadini marchigiani, a prescindere dall’orientamento politico, che hanno firmato per il referendum e che hanno tenuto alta la sensibilità nei confronti di questo problema, che è un problema essenziale, è un problema di civiltà.
Quindi almeno su questo ci troveremo d’accordo.
Però rispetto a questo assestamento di bilancio – e chi ha i capelli bianchi come me di assestamenti, di bilanci di previsione e consuntivi ne ha visti approvare tanti, quindi ormai sa –, e non voglio usare un certo termine per rispetto di questa Assemblea, ma, come dire, tanti di questi interventi sono il mantenimento di promesse fatte in campagna elettorale, promesse fatte da Assessori e da Consiglieri di maggioranza.
Quindi si paga un conto, e allora ai voglia Spacca a parlare di economia verde e di nuovo sviluppo, no, qui siamo arretrati! Non siamo di fronte a una volontà politica o ad un disegno politico che ci dice: “bene, ci confrontiamo su questo e vediamo cosa sarà questa regione da qui a cinque o dieci anni”, no, siamo sul battere cassa! Perché sicuramente appena sarà approvato questo atto, poi quelli che una volta, quando c’era la democrazia cristiana, chiamavamo clienti, saranno tutti avvisati, si dirà: “stai tranquillo che c’è il tuo contributo”.
Guardate, oggi sono cambiati i soggetti, sono cambiati i nomi, ma la sostanza almeno qua dentro sembra essere rimasta la stessa.
Il Gruppo della Federazione Sinistra, Rifondazione comunista e dei Comunisti Italiani, ha presentato degli emendamenti, sono delle proposte che non cedono di una virgola sul piano del rigore amministrativo, del rigore politico, della correttezza, della morale e dell’etica.
Quindi vedremo come l’Assemblea li voterà, vedremo come si rapporterà, ma di sicuro, anche qualora venissero approvati tutti i nostri emendamenti, non saranno sufficienti a far cambiare l’idea che si ha di fronte alla pochezza del progetto politico di questa proposta di assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Ritengo che il maggior momento di dialettica e di confronto sia proprio quello dell’approvazione dell’assestamento di bilancio ed in particolar modo del bilancio di previsione e della finanziaria della Regione Marche. Ovviamente tutti gli interventi che vengono svolti portano le sensibilità di ogni forza politica o di quel Consigliere regionale che l’ha proposta, quindi nella sostanza possono essere tutti, a seconda delle varie sfaccettature, tenuti in considerazione.
Però un assestamento di bilancio come questo, che arriva a distanza di pochi mesi da una tornata elettorale, come appunto l’ultima del 28 marzo, a mio avviso può avere poco di incisivo riguardo alla realtà marchigiana.
Come ricordava qualcuno, ci sono diversi aggiustamenti di carattere legislativo. E qui apro una parentesi, bisogna evitare – e mi auguro che la Giunta tenga conto delle riflessioni che si fanno in quest’Aula – di inserire in un assestamento tante leggi, proposte o altro (come appunto vediamo qui), perché sicuramente un assestamento non può far superare un dibattito su argomenti importanti. Ne cito soltanto uno che mi ha colpito in modo particolare, non so se gli altri colleghi Consiglieri lo hanno notato. In un allegato del commercio risulta che le domeniche di apertura, soprattutto delle strutture più grandi, possono essere portate – questa è la proposta – dalle attuali 26 alle 28. Allora anche qui, al di là poi del dibattito, delle sensibilità di ognuno e delle forze politiche, vogliamo almeno capire cosa significa. Ci siamo confrontati con il piccolo commercio? Qui diciamo sempre che dobbiamo tutelare il piccolo commercio perché per le Marche è una risorsa importante, però poi nella sostanza diamo questi segnali.
Insomma, voglio dire che simili allegati, magari inseriti per far passare qualcosa, di cui neppure a volte ci si accorge, sicuramente non sono dignitosi per chi presenta le proposte stesse.
Noi come Alleanza Riformista non abbiamo volutamente presentato emendamenti proprio perché riteniamo che questo assestamento abbia poco di significativo per quello che sarà la politica di questa nostra maggioranza e di questa Giunta.
Io ho sempre in mente l’intervento fatto dal Presidente Spacca al momento del suo insediamento, fu un intervento di grande respiro che ha toccato tutte le criticità, tutte le preoccupazioni che hanno tutti i marchigiani, preoccupazioni legate al lavoro, al sociale, peraltro anche maggiormente aggravatesi a seguito della successiva manovra del Governo nazionale, alla green economy, ecc..
Allora credo che lo spartiacque vero della prosecuzione di questo nostro quinquennio di legislatura sarà quello dell’approvazione della finanziaria 2011. Noi Socialisti saremo molto attenti alle dinamiche e alle proposte che arriveranno dalla Giunta. Per quanto ci riguarda presenteremo nostre indicazioni in tutti i settori di maggiore rilevanza, pertanto tenendo conto di quell’impegno che deve esserci e delle attenzioni che noi tutti dobbiamo mettere per questa nostra regione.
Noi quindi voteremo favorevolmente questo assestamento proprio perché l’intervento più importante, la partenza vera di questa legislatura sarà quella del bilancio di previsione 2011.
Faccio ora una riflessione sul problema delle acque. Qui voglio ringraziare per i giusti stimoli arrivati dai vari Gruppi che appunto hanno presentato diversi emendamenti all’articolo 38. C’è soprattutto un subemendamento, che anche noi abbiamo firmato – questo sì –, che vuole dare un respiro ancor più forte e fare maggiore chiarezza. Quindi mi auguro che l’articolo 38 possa essere integrato in quanto, a mio avviso, era quanto meno nebuloso.
Pertanto se questo articolo dovesse rimanere così probabilmente non voterei neppure l’assestamento di bilancio, perché non voglio che in futuro qualcuno possa personalmente tacciarmi, o anche come partito, del fatto che la Regione Marche possa avere nebulosamente ed in maniera superficiale avallato una grave operazione che riguarda invece il Governo nazionale, il decreto Ronchi – permettetemi di dire, colleghi di minoranza, che qui ognuno si deve prendere le proprie responsabilità –, un decreto che a mio avviso nei confronti di tutti i cittadini, di tutti gli italiani va a creare un grave danno per quanto riguarda l’acqua.
Io porto con me sempre un’esperienza, ossia quella di quando il Comune di Loreto diede all’Azienda Ast il metano. Per il Comune di Loreto era una risorsa, ma si parlava che ci si doveva consorziare nel giro di pochi giorni, allora il Consiglio comunale e la Giunta avviarono in maniera forte questo percorso del metano. Ebbene, oggi il metano è gestito da un’altra società, Astea – l’amico Latini conosce bene la realtà –, di cui il 70% vede come soci gli enti locali e poi c’è una percentuale minoritaria di socio privato, eppure gli enti locali, che hanno appunto la maggioranza all’interno di quella società, non hanno possibilità di incidere.
E’ un’esperienza per dire che con forza dobbiamo ribadire quel principio fondamentale che sancisce che l’acqua deve rimanere sempre pubblica. Quindi il messaggio che deve partire oggi da questa Assemblea, anche verso il Governo centrale, è che noi nelle Marche faremo del tutto per impedire uno scempio nei confronti di un bene come l’acqua che deve essere tutelato da tutti.
Dunque spero che questo subemendamento verrà dall’Aula approvato.
Concludo dicendo che i Socialisti staranno attenti acché nel prossimo bilancio e nella finanziaria 2011 verranno toccate tutte le problematiche che ci sono nella Regione Marche e di cui ognuno di noi ne conosce la portata. Seppure questo potrebbe comportare dei sacrifici. Oggi infatti nella predisposizione dei bilanci sta cambiando il modo di pensare, dal Comune più piccolo fino al livello regionale, perché naturalmente sta cambiando la politica, l’approccio, forse fino a qualche anno fa vi era più disponibilità, mentre oggi le criticità sono maggiori, quindi anche noi dovremo avere un approccio diverso sul bilancio di previsione 2011. Ripeto, su questo noi socialisti metteremo grande attenzione.
Concludo davvero dicendo che se quel subemendamento verrà approvato sicuramente voteremo anche l’assestamento di bilancio 2010.

PRESIDENTE. Ho iscritto a parlare il Consigliere Ricci. (…) Bene, il Consigliere Ricci rinuncia all’intervento, quindi passiamo alla votazione dei singoli atti.


Proposta di legge regionale n. 5
della Giunta regionale
“Rendiconto generale della Regione per l’anno 2009"
(Votazione)

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 5. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


Proposta di legge regionale n. 42
della Giunta regionale
“Assestamento del bilancio 2010”
(Votazione)

PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Gli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 sono soppressi.

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11.
Emendamento n. 11/1 della seconda Commissione:
Dopo il comma 2 è inserito il seguente comma 2 bis:
“2 bis. La Giunta regionale è autorizzata altresì ad alienare l’immobile di proprietà della Regione sito in Comune di Gabicce Mare, Viale della Vittoria 41, denominato Palazzo del Turismo, anche mediante trattativa privata, al prezzo desunto da apposita perizia tecnico-economica con una riduzione fino al 10 per cento.”.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 12 bis/1 (aggiuntivo) del Consigliere Latini:
Dopo l’articolo 12 è inserito il seguente:
“Art. 12 bis (Modifica della l.r. 4/2010)
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 23 della l.r. 9 febbraio 2010, n. 4 (Norme in materia di beni e attività culturali), è inserito il seguente: ‘2 bis. Per ottimizzare l’impiego delle risorse previste dal fondo la Giunta regionale disciplina con apposita deliberazione i criteri e le modalità per la verifica delle voci di spesa destinate al finanziamento dei beni e delle attività culturali nei piani e programmi dei vari settori di competenza della Regione in rapporto al piano e al programma di cui agli articoli 7 e 8, anche al fine del riutilizzo delle eventuali economie riscontrate. I dati necessari per tale verifica, forniti dalle strutture regionali e dalle Province, confluiscono nel sistema informativo di cui all’articolo 20.’ “.
Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Questo articolo è intitolato “Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”, stanzia 150 mila euro per il sostegno di iniziative di rilievo regionale tese alla valorizzazione della storia della cronaca nazionale e marchigiana del periodo. Questo perché, come tutti sappiamo, nel 2011 celebreremo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Dunque questo è un caso che direi potremmo chiamare di abuso politico, di proliferazione normativa, di uso improprio dell’assestamento di bilancio. Si tratta infatti di una norma che nulla ha a che vedere con l’assestamento di bilancio inteso nel senso di applicazione di corretti principi di economia aziendale e ragionieristici. Quindi è un piccolo colpo di mano, chiamiamolo così, per introdurre questo finanziamento.
Ora, attenzione, per non essere frainteso dico che come Gruppo non abbiamo nulla contro la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, però in questo finanziamento noi intravediamo una chiara strumentalizzazione da parte della sinistra. Nel senso che la sinistra ha scoperto il valore dell’unità d’Italia, il valore del tricolore e il valore dell’inno nazionale solo in contrasto alla Lega Nord, la quale ha come propria nazione la Padania – seppure allargata alle Marche –, la quale ha come propria bandiera il sole e le Alpi, la quale ha come proprio inno nazionale il Va Pensiero di Giuseppe Verdi. Per cui la strumentalizzazione è evidente.
I valori che fanno riferimento all’unità d’Italia, al tricolore e all’inno nazionale, per carità, noi non li disconosciamo, anzi, però, attenzione, sono valori che si addicono molto di più agli amici della destra, da loro li posso certamente accettare, invece visti da sinistra puzzano di strumentalizzazione lontano un chilometro. Perché? Perché io ricordo molto bene, avendo qualche annetto, i tempi in cui la sinistra parlava di internazionalismo proletario, i tempi in cui chi sventolava la bandiera dell’Italia era additato come fascista e veniva anche sprangato, a causa di questo ci furono anche morti e feriti da una parte e dall’altra.
Per cui, ripeto, è un valore che posso accettare da parte della destra, ma da parte della sinistra è una pura strumentalizzazione.
La sinistra forse mi era più simpatica quando era più autentica, quando era più vera, quando parlava di internazionalismo proletario.
Pertanto per quest’anno ci asteniamo – mettiamola così – su questo importo, invece l’anno prossimo potremmo votare anche a favore. Perché? Perché l’anno prossimo, che sono appunto i 150 anni dell’Unità d’Italia, sono però anche i 440 anni della battaglia di Lepanto. Allora siccome noi abbiamo presentato una proposta di legge riguardo la celebrazione del ricordo di questa importante giornata, se l’anno prossimo troveremo un equo stanziamento per ricordare anche la battaglia di Lepanto noi per par conditio voteremo anche un nuovo stanziamento per i 150 anni – che per l’appunto cadono l’anno prossimo dunque non quest’anno – dell’Unità d’Italia.
Ricordo che la battaglia di Lepanto è stata fondamentale, perché la Lega Santa – così si chiamava – partì proprio da Ancona, che divenne così il porto fondamentale, con il capitano Marcantonio Colonna e con 2.400 uomini, poi andarono a Messina e sconfissero a Lepanto le truppe ottomane. Quindi se non ci fosse stata la battaglia di Lepanto probabilmente oggi saremo tutti islamici.
Sicché il nostro non è un voto negativo ma di astensione. Dopodiché l’anno prossimo se ci sarà l’approvazione anche di questa nostra proposta di legge e un idoneo stanziamento per ricordare appunto la vittoria della Lega Santa nella battaglia di Lepanto, ossia per ricordare la ricorrenza dei 440 anni nel 2011, saremo ben lieti di votare anche uno stanziamento analogo per ricordare l’Unità d’Italia.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Io ritengo, a differenza del Consigliere Marangoni, che l’articolo 13 sia invece di grande rilevanza nell’assestamento di bilancio. Dà un respiro forte non soltanto per il significato politico che questa maggioranza, questa Giunta vuole dare all’unità d’Italia, ma perché penso sia il vero segnale che differenzia tra chi crede nell’unità d’Italia e chi invece fa riflessioni solo per puro show, soltanto per mettersi in evidenza, come appunto fa il Consigliere Marangoni.
Consigliere Marangoni, io mi sento veramente indignato, sa perché? Intanto perché chi come me ha una storia socialista ha sempre creduto nell’unità d’Italia non può permettere che si possano confondere o per lo meno si possa strumentalmente creare una equipollenza tra il significato che ha l’Unità d’Italia e quello che ha una battagliucola come quella di Lepanto che sicuramente non ha salvato la nostra Italia. Lei Consigliere Marangoni, che vedo essere un emerito storico, forse non ricorda le tante battaglie portate avanti dai cristiani.
Penso che il Consigliere Marangoni dietro un’astensione ancora una volta voglia rimarcare che non crede all’unità d’Italia. Ma uno come lui che ha preso i consensi in una regione come le Marche, dove il senso dell’unità d’Italia è forte, non può nascondersi dietro questo miserevole meccanismo di equiparare l’unità d’Italia con una battagliucola.
Quindi la invito veramente, Consigliere, ad assumersi le responsabilità, perché lei è un marchigiano, la invito non a civettare la Lega Nord nordista, lì hanno altri rapporti, ritorni invece ad avere un ruolo da marchigiano e quindi a far capire anche ai suoi elettori che la Lega Nord nel centro Italia è una Lega vicina ai cittadini però su altri argomenti che coinvolgono le problematiche del nostro territorio e che è una Lega che crede all’Unità d’Italia.
Alcune volte apprezzo gli interventi che lei fa su alcune battaglie in cui crede, ma in questa posizione proprio non la riconosco, perché è veramente una posizione di retroguardia, almeno per noi che siamo marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Innanzitutto, Presidente, faccio una richiesta procedurale, ossia chiedo che da questo momento in poi tutti gli emendamenti e tutti gli articoli vengano votati per appello nominale. (…) Bèh, è uguale, rimane comunque agli atti come è stato votato, punto.
Entro nel merito dell’articolo in questione semplicemente per dire che il Popolo della Libertà ha un profondo rispetto di ogni radice identitaria che fa parte della cultura italiana, a cominciare anche da alcuni riferimenti, a volte forse più mitologici che concreti, ma che sono comunque riferimenti, riferimenti che come in questo caso la Lega Nord ha insiti in se stessa. Da parte nostra c’è un profondo rispetto di questi episodi, che spesso vengono citati perché comunque anch’essi appartengono all’identità complessiva italiana.
Detto questo il valore unitario del Risorgimento è un principio imprescindibile, intoccabile, è un valore che appartiene non solo alla nostra Costituzione ma ad ogni singolo italiano.
Pertanto voteremo convintamente a favore di questo articolo. E purtroppo siamo dispiaciuti che in questa fase di emergenza economica non si possano spendere più soldi per fare più eventi a favore di questo. Probabilmente anche nel 2011 dovremo sacrificare anche qui qualche cifra. In ogni caso ritengo essenziale ribadire il principio che il 150° anniversario dell’Unità d’Italia è un dato fondante della nostra azione politica.
Vorrei aggiungere un’ultima cosa. Come è stato richiamato dal Ministro Meloni in Parlamento, invito profondamente questa Giunta a ragionare con gli enti locali affinché le manifestazioni ricorrenti non siano un aspetto museale arcaico, pesante, distante dai cittadini, retorico, privo di qualunque intenzione di appartenerci gli uni agli altri. Spero invece che questi soldi vengano spesi per eventi orientati soprattutto nelle scuole, eventi che vadano a raccontare ai giovani, proprio perché ci sono stati tanti giovani, come Goffredo Mameli, che sono appunto morti giovanissimi per l’Unità d’Italia.
Quindi l’auspicio è che questi soldi vengano spesi in maniera non museale bensì in maniera attiva e dinamica sul territorio.

PRESIDENTE. Rispetto alla richiesta del Consigliere Zinni in merito al voto per appello nominale sugli articoli e credo anche sugli emendamenti, a norma di regolamento dovrebbe ogni volta essere formulata la richiesta da parte di tre Consiglieri…(…) Certo, se l’Aula è d’accordo una volta fatta la richiesta potremo poi votare sempre per appello uninominale, altrimenti, ripeto, ogni volta tre Consiglieri… (…) Bene, Consigliere Binci – grazie della collaborazione! –, allora ogni volta, sia sugli emendamenti che sugli articoli, la richiesta dovrà essere formulata da tre Consiglieri
Ha la parola la Consigliere Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Voglio testimoniare l’importanza di celebrare adeguatamente il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Spero venga fatto con la condivisione e la partecipazione dei giovani, delle scuole, e se posso aggiungere, Presidente, anche dell’Ufficio di Presidenza e della Giunta che si faranno promotori di iniziative per festeggiare adeguatamente questa importantissima ricorrenza.
Quanto detto dal collega Marangoni è parzialmente vero. Perché è vero che c’è un ripensamento storico da parte di una certa sinistra sul ritrovato patriottismo, ma benvenga se questo significa andare nella stessa direzione, ovvero se significa rispettare le istituzioni, se significa soprattutto celebrare insieme l’appuntamento del prossimo anno. Dico benvenga perché tutti sappiamo che fino a qualche anno fa si parlava diversamente, si considerava diversamente il tricolore, l’inno di Mameli ecc.. Però proprio in considerazione di questa parziale condivisione dell’intervento di Marangoni, sarebbe auspicabile che anche voi votiate all’unanimità questo articolo.
Articolo addirittura che ci sarebbe piaciuto fosse stato ancora più rimpinguato, ma ritengo comunque che su di esso debba esserci un segnale unitario di tutta l’Assemblea legislativa regionale.
Non so se questo potrà avvenire, però, seppure ciò non esclude altre considerazioni, altre idee o riferimenti alla Padania – il Consigliere Marangoni sa che non condividiamo, per lo meno io non condivido, ma comunque lo rispettiamo –, in ogni caso, ripeto, un segnale unitario è importante. Proprio in considerazione che qualcuno insegue questi nuovi ideali e nuovi valori attraverso un riconoscimento di battaglie storiche da sempre per la destra, credo che uno sforzo unitario sia possibile e significativo e abbia un bel valore simbolico per i giovani e per tutti coloro che il prossimo anno incontreremo appunto per festeggiare insieme.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Per annunciare ovviamente il nostro voto favorevole. Oggi se non ci fosse stata l’Unità d’Italia forse avremmo avuto tanti piccoli staterelli, alcuni dei quali paradisi fiscali, dunque non avremmo potuto avere un grande Paese che pesa sulla scena mondiale.
Condivido l’invito che accanto alle manifestazioni celebrative, che magari avranno pure la necessaria retorica, si debbano privilegiare momenti di approfondimento su quanto avvenuto di drammatico, di glorioso e anche di miserabile durante il periodo dell’unità d’Italia. Perché sopratutto nel meridione una parte di quello che avviene oggi affonda le radici su come le classi dirigenti del nord hanno costruito l’Unità d’Italia 150 anni fa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. L’intervento del Consigliere Pieroni quando definisce battagliucola la presa di posizione dei Consiglieri della Padania Zaffini e Marangoni, oggi ospitati nella Regione Marche, meriterebbe una riflessione sul perché milioni di italiani esprimono appunto il concetto della Padania.
All’amico Perazzoli debbo far notare che il processo di revisione storica sugli staterelli italiani non ci dovrebbe far dimenticare che esistono ad esempio i piceni, insomma che esistono diversi ceppi etnici in Italia messi su dalla Costituzione, quindi il richiamo costituzionale è per chiunque nessuno escluso.
Quando in Aula si parla dei 150 anni dell’Unità d’Italia, si parla anche del valore di quegli italiani che politicamente ed economicamente e quindi territorialmente sono riusciti a definire uno Stato importante, che è il bacino della cultura del mare nostrum. E quindi all’interno di questo la diversità di pensiero è un arricchimento che rafforza la stessa Unità d’Italia.
Pertanto io eviterei la polemica con milioni di italiani, perché una politica verso una deriva culturale che porta a altre riflessioni in questo momento di grande difficoltà internazionale sia economica che di identità potrebbe essere pericolosa.
Ritengo di poter tranquillamente sostenere la posizione dell’amico Marangoni e dell’amico Zaffini, perché comunque è sinonimo di impegno civile, loro fanno una battaglia che può anche non essere condivisa ma che sicuramente deve essere tenuta in debita considerazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Mi ha fatto estremamente piacere l’intervento del Consigliere Perazzoli. Perché? Perché abbiamo dovuto aspettare 150 anni ma finalmente forse tutti ci rendiamo conto della necessità che l’italiano in genere, al di là degli schieramenti, debba fare i conti con la propria storia.
Gli italiani sono famosi per dimenticare e rimuovere tutto quello che succede, allora è proprio giusto quello che ha detto il Consigliere Perazzoli, ossia, noi festeggiamo l’unità ma poi non ci rendiamo conto, anzi, facciamo finta di dimenticare tutto quello che è avvenuto a latere di quella situazione che giustamente tutti quanti ricorderemo l’anno prossimo.
Però è un processo, Consigliere Perazzoli, che dovrebbe andare avanti nel tempo, non dovrebbe fermarsi ai 150 anni ricorrenti nel 2011, ma anche a quello che è successo mano a mano dopo. Perché le nazioni europee sono cresciute, a differenza della nostra, in quanto non sono vissute su divisioni molte volte – e a questo punto dovreste aderire a questa idea – solo strumentali e frutto di nient’altro.
Oggi, nel momento in cui tutti si riconoscono nel principio di libertà e dei diritti umani, si dovrebbe riuscire a capire e a interpretare tutto quello che è successo in un altro modo, ovvero in maniera molto più schiva e in maniera molto, a mio avviso, più produttiva per quelli che vengono dopo. Perché nessuno dei nostri nipoti, non dico i nostri figli, crederà mai che ci saranno stati determinati periodi tutti buoni o tutti cattivi, ma che ci sono stati italiani che hanno fatto scelte più o meno adeguate, più o meno opportune, e che in molti casi – e voi ancora su questo vi dividete – ci hanno lasciato le penne. E chi per un’idea perde la propria vita a mio avviso non è mai da sottovalutare, non è mai da disprezzare, anzi.
Questo è dunque quello che dovrebbe far crescere una nazione.
Su quello che dice il Consigliere Marangoni sono perfettamente d’accordo, e guai a chi pensa che la battaglia di Lepanto sia una battagliucola. Perché se io potrei semmai contestare l’idea di non votare questo articolo e tutto quello che c’è dietro di esso, è perché penso che l’unità d’Italia vera possa partire proprio dalla battaglia di Lepanto, tanto per fare un esempio.
Ragioniamo allora su queste cose, specialmente oggi, quando tante situazioni ormai ci sopraffanno. Oggi il mondo che ha vinto – dobbiamo renderci conto di questo – è quello del consumo che ormai passa sopra di noi e che ci divora ogni giorno, è un mondo che ci potrebbe portare in breve tempo a una sconfitta contro chi ancora crede in certe cose, in cose che non sono condivisibili, in cose che non rispettano la libertà dell’uomo, la libertà della donna, i diritti primari.
Allora anche per questo ha ragione il Consigliere Marangoni, perché se i principi che hanno allontanano da noi la battaglia di Lepanto sono anche quelli che oggi ci fanno parlare di Sakineh, forse allora sarebbe giusto ricordare anche la battaglia di Lepanto come una di quelle tante cose che hanno portato all’unità, quanto meno culturale, non solo dell’Italia ma anche dell’Europa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Ringrazio il Consigliere Natali per la specificazione che ha fatto.
Il mio intervento non è per entrare nella disquisizione Padania-Italia, ecc., ma solo per rivendicare una giusta collocazione storica dell’evento della battaglia di Lepanto, qui qualificata quasi come una guerra di quartiere, quando invece sono morti migliaia di marchigiani, tra cui 111 recanatesi, quindi conterranei del nostro Assessore.
Non si può svilire una data così importante che sta sicuramente alle basi di un processo storico europeo. Anzi, l’Europa stessa nelle sue radici dovrebbe riconoscere la cristianità che è stata difesa da tanti italiani e, ricordiamo, anche dalla gloriosa Repubblica di Venezia.
Solo questo, non ho intenzione di parlare di padanità o di altre cose, anche se auspico che nell’istruzione dei nostri ragazzi ci sia un revisionismo storico della favoletta dei Mille. In ciò che c’è dietro l’unità d’Italia ritengo si debbano dare tutti i principi di verità. Una unità d’Italia che tutti auspichiamo in modo federale, con le proprie diversità, ma che deve essere reale, non dunque quella finzione che purtroppo leggiamo spesso nei libri di storia.

PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare pongo in votazione l’articolo 13. (…) Consigliere Zinni, se vuole l’appello nominale deve farmi la richiesta ufficiale dicendo chi sono gli altri due Consiglieri che la richiedono. (…) Bene, Foschi, Natali, Zinni. (…) Consigliere Eusebi, su cosa vuole intervenire? (…) Allora prego.

Paolo EUSEBI. Volevo farle solo una domanda, Presidente. Un Consigliere può chiedere di derogare a questa norma del regolamento e quindi per le votazioni di questo pomeriggio i tre appoggi si decidono con un voto?

PRESIDENTE. Consigliere Eusebi, non ho capito.

Paolo EUSEBI. L’Aula può votare quello che lei ha proposto all’inizio? Posso fare io questa richiesta?

PRESIDENTE. Il regolamento è legge, certo, se c’è l’accordo di tutti si può anche superare, altrimenti non posso derogare.
In ogni caso ora su questo articolo c’è stata la richiesta ufficiale di tre Consiglieri, quindi direi di passare alla votazione per appello nominale dell’articolo 13.

Articolo 13. Lo pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giancarli, Latini, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Perazzoli, Pieroni, Ricci, Romagnoli, Silvetti, Solazzi, Traversini, Zinni.
Astenuti: Carloni, Marangoni, Trenta, Zaffini.


(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14.
Emendamento n. 14/01 della seconda Commissione:
Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3 bis. La Giunta regionale e l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa adottano idonee misure per la riduzione delle spese per le missioni del personale della Regione nel rispetto dei principi previsti dal comma 12 dell’articolo 6 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122, stabilendo modalità di svolgimento e limiti per i rimborsi spese.”.
Se per agevolare la comprensione il Presidente della II Commissione volesse esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti gliene sarei grato. (…) D’accordo, non lo si fa, bene.
Su questo emendamento c’è la richiesta ufficiale o no della votazione per appello nominale? (…) Bene, Foschi, Natali, Zinni.
Emendamento n. 14/01. Lo pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 14/1 del Vicepresidente Petrini:
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
“4 bis. La legge regionale 18 gennaio 2010, n. 1 (Misure di razionalizzazione delle spese per il personale e disciplina della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro), e l’articolo 6 della l.r. 11/2010 sono abrogati.”.
Lo pongo in votazione per appello nominale richiesta dai Consiglieri Natali, Foschi, Zinni.
Favorevoli: Marconi, Petrini.
Contrari: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giancarli, Latini, Malaspina, Maragnoni, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Pieroni, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 14/2 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci:
Al comma 6 dopo le parole “apposita convenzione” sono inserite le parole: “non onerosa”.
Lo pongo in votazione per appello nominale richiesto dai Consiglieri Natali, Foschi, Zinni.
Favorevoli: Binci, Bucciarelli.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Camela, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Latini, Malaspina, Maragnoni, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Canzian, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Romagnoli, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Ha la parola il Consigliere Marangoni per dichiarazione di voto sull’articolo 14.

Enzo MARANGONI. Sono perplesso sul sesto comma dell’articolo 14 dove si parla di Ersu: “Gli Ersu provvedono direttamente alla gestione giuridica del personale. La gestione economica e previdenziale può essere svolta dalla struttura organizzativa regionale competente in materia, previa stipulazione di apposita convenzione che definisce gli specifici adempimenti nonché i tempi e le modalità di attuazione.”
Sono perplesso per due motivi, primo perché la materia degli Ersu è in cambiamento, ci sono modifiche in corso, c’è una proposta di legge di modifica, quindi mi sembra assurdo che con l’assestamento di bilancio si intervenga su questo tema. Aspettiamo e vediamo, perché l’occasione è quella di parlare di queste cose, di modificare l’aspetto del personale nell’ambito della revisione dell’Ersu che è in programma.
Inoltre è un articolo confuso di per sé, perché separa la gestione giuridica da quella economica e previdenziale, quindi c’è proprio una contraddizione interna.
Quindi il mio voto su questo comma è contrario, e se non posso isolare il voto sul comma voterò contrario su tutto l’articolo. Io chiedo che venga stralciato almeno questo comma.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Questo è uno di quegli articoli in cui facciamo veramente difficoltà a lavorare in termini di variazioni normative così importanti sull’assestamento di bilancio. Siccome non abbiamo capito bene gli effetti nel tempo di questo trasferimento del carico dei dipendenti dell’Ersu alla Regione a un apposito capitolo complessivo dell’Ersu, nel dubbio, se cioè non verrà sospeso questo argomento con un subemendamento, voteremo contro.

PRESIDENTE. Bene. Peraltro io convengo, lo dico ai rappresentanti della Giunta, che forse c’è stato un eccesso della parte normativa in questo assestamento, quindi in prospettiva ritengo non dovrà più esserci, altrimenti ci troveremmo costretti a prendere delle decisioni che non vanno bene. E’ normale che ci sia per accelerare, ma qui vengono riviste intere leggi bypassando il lavoro approfondito dell’Assemblea legislativa e delle Commissioni. Quindi in prospettiva, ripeto, non può più essere tollerato (applausi di alcuni Consiglieri). No, no, per carità, guardate, io cerco solo di svolgere questo compito il più oggettivamente possibile, visto che ho fatto il Consigliere per una buona parte della legislatura conosco bene quali sono le prerogative dei Consiglieri, che quindi non possono essere umiliati. E’ solo per questo.
C’è un eccesso, che pure comprendo, siamo all’inizio della legislatura, ci sono state le elezioni di mezzo, però questa non può essere una pratica consolidata che poi diventa legge di fatto.
Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Anch’io l’ho applaudita, Presidente, perché sicuramente è una presa di posizione giusta. L’unico problema per cui ci si è trovati ad inserire delle modifiche normative è perché, soprattutto dall’opposizione, vediamo che è molto difficile far arrivare in Aula modifiche di leggi. Quindi abbiamo usufruito di questa possibilità. Per cui ci dovrebbe essere anche da parte dell’Ufficio di Presidenza e della Giunta un’apertura anche alle proposte di legge di modifica dell’opposizione. Chiediamo questo, allora sì che ci atterremo al consiglio del Presidente.

PRESIDENTE. Articolo 14, così come emendato. Lo pongo in votazione per appello nominale richiesto dai Consiglieri Natali, Foschi, Zinni.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14 bis.
Emendamento n. 14 bis/1 del Vicepresidente Petrini:
L’articolo 14 bis è soppresso.
Se viene approvato decadono gli emendamenti n. 14 bis/2 e n. 14 bis/3. Lo pongo in votazione per appello nominale richiesto dai Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Marconi, Petrini.
Contrari: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marangoni, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 14 bis/2 del Consigliere Eusebi. Ritirato.

Emendamento n. 14 bis/3 del Consigliere Zinni:
Il comma 7 dell’articolo 6 della l.r. 11/10 così come sostituito dal comma 1 dell’articolo 14 bis è sostituito dal seguente:
“7. Fermo restando quanto previsto dal presente articolo, gli effetti della l.r. 1/2010 sono sospesi; in sede di approvazione della legge finanziaria e del bilancio di previsione rispettivamente per gli anni 2011, 2012 e 2013, sulla base della normativa vigente, delle risorse finanziarie disponibili e delle esigenze organizzative, si potrà procedere all’ulteriore applicazione delle disposizioni della l.r. 1/2010.”.
Lo pongo in votazione per appello nominale richiesto dai Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Giancarli, Latini, Malaspina, Marangoni, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Binci, Eusebi, Giorgi.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 14 bis. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli, Romagnoli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 15.
Emendamento n. 15/1 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci.
Al comma 1 le parole “negli anni 2010 e 2011” sono sostituite dalle parole: “fino al 31 dicembre 2010”.
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Questo emendamento richiede la soppressione delle parole “2010 e 2011” e l’inserimento “fino al 31 dicembre 2010”, perché così prevede la legge. Cioè la legge dice che si possono utilizzare per i posti degli interni le progressioni verticali costituite addirittura fino al 1° gennaio 2010, c’è poi un’interpretazione dell’Anci fino al 31 dicembre 2010, ma inserire anche il 2011 andrebbe contro la normativa che prevede, Assessore Marcolini, che anche gli interni debbano fare concorso. Quindi la massima estensione possibile è il 31 dicembre 2010, che appunto andrebbe incontro anche all’interpretazione dell’Anci. Qui vorrei sentire il parere dell’Assessore Marcolini rispetto a questo emendamento, perché, ripeto, il 31 dicembre 2010 è l’interpretazione massima che può essere data dalla norma, altrimenti faremo dei concorsi in cui non ci sarà nessun posto a concorso per gli esterni.

PRESIDENTE. Emendamento n. 15/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale da parte dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marinelli, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Solazzi.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 15/2 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci.
Il comma 2 è soppresso.
Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Foschi, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 15/3 del Vicepresidente Petrini. Ritirato.

Articolo 15, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Binci, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marangoni, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Luchetti.
Astenuti: Bucciarelli, Romagnoli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 16. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Per dichiarazione di voto dico che sull’articolo 16 voteremo convintamente a favore, visto che la Commissione ha recepito l’aumento del taglio degli stipendi fino al 30% dal 20% che era nel testo originario.

PRESIDENTE. Articolo 16. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Binci, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Perazzoli, Pieroni, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 17. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Per dichiarazione di voto. Qui c’è la solita confusione che dicevo prima per il comma 6 dell’articolo 16. Parliamo di Ersu, ma cosa c’entra! Stiamo riformando l’Ersu attraverso questo strumento che è l’assestamento di bilancio?! Quando contemporaneamente abbiamo la modifica dell’Ersu in corso, che arriverà presto in Assemblea legislativa. Ma cosa stiamo facendo! (…) Ho sbagliato articolo? (…) Allora questo articolo 17 cos’è? (…)

PRESIDENTE. Articolo 17. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Trenta.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Romagnoli, Silvetti, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 18. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Pieroni, Sciapichetti.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, Foschi, Marinelli, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 19.
Emendamento n. 19/1 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini:
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
“4 bis. La lettera b del comma 1 dell’articolo 20 quater della l.r. 36/2005 è sostituita dalla seguente: ‘b) avere la residenza o prestare attività lavorativa nel comune per li quale si concorre per l’assegnazione dell’alloggio da almeno dieci anni nel periodo immediatamente precedente alla data di presentazione detta domanda, salva la possibilità per il Comune di estendere la partecipazione al bando anche ai cittadini di altri comuni della regione;’ “.
Se viene approvato decade l’emendamento n. 19/2.
Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Sull’articolo 19 abbiamo presentato due emendamenti. Questo emendamento dice: “avere la residenza o prestare attività lavorativa nel comune per il quale si concorre per l’assegnazione dell’alloggio da almeno dieci anni nel periodo immediatamente precedente alla data di presentazione della domanda, salva la possibilità per il Comune di estendere la partecipazione al bando anche ai cittadini di altri comuni della regione”. Qual è la motivazione? Noi abbiamo chiesto tutti i dati ai cinque Erap regionali delle assegnazioni delle case popolari degli ultimi dieci anni – ovviamente gli anni in cui c’è stata l’immigrazione –. A parte l’Erap di Pesaro che si è distinto negativamente, perché sono passati quattro mesi ma ancora non ci ha mandato la risposta, lo voglio dire in Assemblea legislativa perché è una vergogna, gli altri Erap più o meno ce li hanno dati, a parte un paio di sforbiciate verbali ad Ancona perché ritardava, comunque sono arrivati anche quelli.
I dati sono i seguenti: specialmente negli ultimi anni ci sono punte che arrivano all’80% e anche al 100% in certi luoghi, ma mediamente siamo intorno al 50-60% delle case popolari assegnate ai non italiani. Parlo degli ultimi anni, ma se prendo l’ultimo anno andiamo a una media del 70%. (…) Ho tutti i dati comune per comune delle Marche, salvo Pesaro, ripeto, che non ci ha risposto e su cui faremo un’interrogazione.
La legge più innovativa ed interessante che c’è in Italia è quella del Friuli Venezia Giulia, dà un requisito di dieci anni di residenza o di lavoro, tra l’altro anche non continuativo, nello Stato italiano, di cui almeno cinque di lavoro o di residenza nella regione Friuli Venezia Giulia. Noi abbiamo preso questa legge come modello. Quindi proponiamo questo emendamento. Perché riteniamo in linea di principio che prima di tutto dovrebbero essere tutelati i lavoratori italiani, il popolo italiano, visto che le case popolari sono state costruite con il sacrificio e con l’impegno innanzitutto degli italiani.
Chiediamo quindi che ci sia una maggior tutela degli italiani, che spesso sono gli ultimi e quindi non hanno accesso alle case popolari.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Permettetemi di fare una discussione unica su questi tre emendamenti. Vorrei chiarire all’Aula che l’emendamento originario dal quale è nata questa discussione è il secondo, cioè quello con il quale…, per cortesia, un po’ di silenzio!

PRESIDENTE. Per favore!

Giovanni ZINNI. Ringrazio il collega Zaffini che ha firmato un emendamento voluto dal PdL e che è ispirato alla Regione Lombardia – vi invito a guardare l’emendamento n. 19/2 –, nasce dal modo con il quale questo problema è amministrato e affrontato dalla Giunta Formigoni.
E’ indubbio che con gli strumenti Isee e con il regolamento vigente purtroppo i cittadini extracomunitari sono privilegiati. E badate bene, non parliamo di stranieri, ma di extracomunitari, perché un cittadino comunitario che magari ha una condizione sociale leggermente avvantaggiata rispetto a un cittadino extracomunitario rimane comunque fuori da queste graduatorie, quindi in queste graduatorie raramente troviamo un rumeno o un nuovo paese entrato nella Comunità europea. Questo è dovuto al fatto che purtroppo i requisiti sono stati pensati in un’epoca di vacche grasse come estremo atto di solidarietà alle persone meno abbienti, che molto spesso coincidono con gli extracomunitari.
Oggi non si tratta, signori, di fare una norma di tipo razzista, vorrei che fosse chiaro. Quindi, proprio perché esiste una giurisprudenza che ha chiarito che nei requisiti di ammissibilità, non ci possono essere discriminazioni. E’ evidente che in questo caso non andiamo ad intervenire in termini di discriminazione interveniamo bensì in termini di valorizzazione, sia per il cittadino comunitario che extracomunitario, purché residente o purché abbia dimostrato un valore nel concetto di insediamento antropico. Vale a dire, in un territorio quello che ci interessa quando si assegnano le case popolari è che queste persone poi si devono stabilizzare, ossia non devono praticare il fenomeno del nomadismo. Nomadismo inteso non come etnie specifiche ma come transitorietà della presenza di queste famiglie in un territorio.
Quindi abbiamo inserito quattro anni di attività lavorativa o di residenza perché riteniamo che questo dato sia, da un lato proporzionato rispetto alla Regione Lombardia dove l’incidenza di questo fenomeno è più alto, quindi l’ho posto in termini di riduzione, dall’altro ha un senso perché quello che diceva il collega Marangoni è assolutisticamente vero, cioè, classifiche alla mano, i vincitori, purtroppo, sono in maniera squilibrata sempre cittadini non comunitari.
Pertanto premiare la residenzialità un po’ più stabile dei sei mesi o l’attività lavorativa, vuol dire che questa è una Regione che diventa attenta no alle discriminazioni razziali, ma al concetto di insediamento antropico. Cioè la popolazione in rapporto a un territorio come fenomeno di stabilità e come dato anche economico. Perché se noi non iniziamo ad aiutare le famiglie più povere di cittadini comunitari, che però non riescono ad essere, grazie a Dio, più povere di quella di extracomunitari, di fatto non andiamo a tutelare i consumatori, gli utenti destinatari dei nostri servizi, ma non andiamo neanche a tutelare il fatto che ci sia un’evasione fiscale alta. Perché è evidente che l’evasione fiscale cresce quando non c’è da parte della famiglia la capacità di assolvere a tutti i compiti che lo Stato gli predispone.
Quindi aiutare e ricalmierare un po’ le nostre graduatorie vuol dire dare ossigeno a vari comparti della pubblica amministrazione.
Per cui sull’emendamento della Lega, che è molto più drastico, ci asterremo. Comprendiamo il fatto che la Lega voglia dare un segnale più forte, però signori ci tengo particolarmente che voi affrontiate con credibilità questo secondo emendamento. Non chiudetevi gli occhi con l’ideologia, non è un fatto ideologico, si tratta di riequilibrare fra cittadini comunitari e cittadini extracomunitari le nostre graduatorie.
Pertanto, ripeto, ci asterremo sugli emendamenti della Lega e ovviamente a quello a firma congiunto PdL e Lega voteremo a favore. Vi invitiamo ad uscire dalle sacche del buonismo, dalla ideologia, entriamo nel concreto, le nostre graduatorie fanno fuori fasce di popolazione italiane e comunitarie che iniziano ad essere indigenti. Troviamo un equilibrio.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Devo premettere che lo spirito di fondo, non tanto degli emendamenti che qui sono stati presentati a firma congiunta prima da Marangoni e Zaffini, poi da Zinni e Zaffini, rispecchia un po’ il dibattito, traducendolo in termini regionali, in maniera un po’ stranita.
Però stando alla sostanza delle cose voglio anticipare che anche la Giunta regionale sta riflettendo su una ridefinizione dei criteri di accesso e di pesatura per l’utilizzo di alloggi di edilizia pubblica.
Voglio rilevare però che la differenza non attiene né alle etnie né alla partecipazione comunitaria ed extracomunitaria, ossia, la discriminazione può riguardare anche la permanenza della residenza per uno o più anni, e ovviamente, ad esempio, anche facendo riferimento a cittadini extraregionali, abruzzesi, umbri, toscani oppure emiliani. Perché il principio va scorporato, va disossato dalla ruvidezza di una discriminazione su base etnica oppure su base di nazionalità, che invece deve poter equiparare, per intenderci, il diritto di un cittadino extracomunitario che lavora regolarmente, che ha il permesso di soggiorno, alla stessa maniera rispetto a un cittadino italiano, marchigiano, anconetano.
Ripeto, su questo stiamo riflettendo anche noi, e non soltanto sulla scorta dell’esperienza lombarda, ma sui termini di accesso si sta ragionando anche in Regioni tradizionalmente di centro-sinistra. I meccanismi di riflessione riguardano anche l’aggiornamento degli Isee, e quindi dei meccanismi di valutazione reddituali effettivi della famiglia origine, che fa riferimento ai coefficienti familiari, per cui, come dire, anche in maniera allargata, che fa riferimento anche alla decadenza per evitare la mobilità dei diritti esercitati per l’utilizzo dell’alloggio.
Nella revisione dell’edilizia economica popolare – ed è una procedura su cui la Giunta regionale si sta impegnando, l’Assessore responsabile è Antonio Canzian – noi abbiamo approvato due proposte, una che riguardava il rinvio degli aumenti dei canoni e l’altra che riguardava invece l’approfondimento delle agevolazioni per i meno abbienti, che debbono entrambe essere riviste alla luce di questi criteri per evitare discriminazioni. Ma non è un tabù, nemmeno per il Governo, ragionare sulla residenza, qualificata e non discriminatoria, che riguarda addirittura nell’ambito della stessa regione la residenza nel comune, perché ci può essere un marketing territoriale che può essere assunto coscientemente. Ci può essere un Comune che destina una grande parte della propria disponibilità ad alloggi di edilizia pubblica attraendo popolazione, come si fa per le imprese, e attraendo reddito. Ci possono essere invece politiche più avare che non insistono su questa polemica da utilizzare come deterrente per una concorrenza diretta e indiretta di nuclei larghi.
La materia è obiettivamente complicata, non c’è un pregiudizio assoluto, ma quello che deve essere escluso è la nazionalità, l’etnia e ogni altra discriminazione di questa natura.
Insomma, c’è bisogno di una riflessione ferma, serena, severa. Riprendendo il richiamo del Presidente, sono convinto che potrebbe essere materia di una riflessione organica che fa riferimento all’edilizia pubblica, su cui l’Assessorato all’edilizia pubblica sta lavorando.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Siccome sono intervenuto sull’emendamento n. 19/1 mentre il collega Zinni ha fatto un discorso allargato anche agli emendamenti n. 19/2 e n. 19/3, chiedo, se lei è d’accordo, Presidente, per l’economia dei lavori, le chiedi di poter parlare anche dell’emendamento n. 19/3.

PRESIDENTE. L’importante è che poi non riprende la parola.

Enzo MARANGONI. No, no, certo. Volevo intanto dire che apprezzo il ragionamento fatto dall’Assessore Marcolini di una riflessione che ha in atto la Giunta. Lo apprendo in questo momento e mi fa piacere.
Faccio subito notare che l’emendamento n. 19/1 e anche l’emendamento n. 19/2 fanno riferimento non solo alla residenza, ma anche al prestare attività lavorativa nella Regione. Per esempio uno di Martinsicuro che va a lavorare a San Benedetto o uno di Cattolica che va a lavorare a Gabicce, oppure un extracomunitario che può anche non avere la residenza ma comunque lavora nelle Marche, quindi va bene, non è questo il punto.
Invece l’emendamento n. 19/3 non è così, ha uno spirito diverso, è finalizzato, Assessore Marcolini, a dare una riserva di percentuale di case popolari. Perché? In questo momento gli extracomunitari e i neo comunitari rappresentano più o meno il 10% della popolazione marchigiana – purtroppo poi abbiamo un numero incontabile di clandestini, ma questi non incidono ai fini delle case popolari –.
Nell’emendamento n. 19/3 diciamo che ai cittadini non italiani riserviamo una quota massima del 10% degli alloggi assegnati in ogni bando, e qualora il bando sia per un numero di alloggi inferiore a 10 la quota per i cittadini non italiani è elevata al 25% –cioè nel caso di piccoli comuni che hanno meno di dieci alloggi –, i cittadini non italiani non possono concorrere per gli alloggi riservati ai cittadini italiani.
L’Isee, che ha citato l’Assessore Marcolini, per come è strutturata è davvero – lo abbiamo sperimentato molte volte – una forma di razzismo al contrario, crea delle disuguaglianze a danno degli italiani.
Noi tra l’altro abbiamo presentato una mozione per il conteggio diverso dell’Isee da parte della Regione ai fini del reinserimento dei lavoratori marchigiani o degli italiani che abbiano perso il posto di lavoro.
Volevo anche dire che l’emendamento n. 19/2 a firma Zinni e Zaffini va bene, perché per noi è il minimo sindacale, nel senso che è il minimo che si possa pensare, meno di così rimaniamo come siamo ora, quindi certamente lo voteremo, ma per noi la cosa auspicabile è l’emendamento n. 19/1, che è quello che accade nella regione Friuli Venezia Giulia, e magari anche l’emendamento n. 19/3 che è ancora meglio.
Infine, visto che su queste cose spesso si dicono delle sciocchezze, nel senso che si dice che sono incostituzionali, non si possono fare, vi dico che non è vero niente e la legislazione del Veneto lo ha chiarito molto bene, per cui voglio citare almeno due sentenze della Corte Costituzionale che dicono esattamente il contrario.
Per esempio la sentenza n. 432 del 2005, che non è neanche recentissima, dice: “Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte il principio costituzionale di uguaglianza non tollera discriminazioni fra la posizione del cittadino e quella dello straniero, solo – ed è questo il punto – quando venga riferito al godimento dei diritti inviolabili dell’uomo, così da rendere legittimo per il legislatore ordinario introdurre norme applicabili soltanto nei confronti di chi sia in possesso del requisito della cittadinanza o all’inverso ne sia privo, purché tali da non compromettere l’esercizio di quei fondamentali diritti”. Quindi si può benissimo distinguere tra chi è residente e chi non lo è, chi è da dieci anni e chi non lo è, lo dice la Corte Costituzionale nel 2005. La casa non è assolutamente un diritto inviolabile dell’uomo, assolutamente.
Potrei citare anche l’ordinanza n. 32 del 2008 della Corte Costituzionale, riferita specificatamente alle case popolari, che dice: “Il requisito della residenza continuativa ai fini dell’assegnazione risulta non irragionevole quando si pone in coerenza con le finalità che il legislatore intende perseguire, specie laddove le stesse realizzino un equilibrato bilanciamento tra i valori costituzionali in gioco”. Altro punto: “La questione deve ritenersi manifestamente infondata – quella dell’illegittimità delle norme della Regione Lombardia – perché la materia di cui trattasi rientra nella competenza residuale delle Regioni e non investe in ogni caso la problematica della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni relativi ai diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale. Questa Corte ha avuto anche di recente il modo di ribadire come la specifica materia, cioè l’edilizia residenziale pubblica, non compare tra quelle elencate nel secondo e terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione”.
Quindi non c’è nulla di incostituzionale, non c’è nulla che violi i diritti dell’uomo, si tratta di tutelare le nostre persone, e quindi di tutelare davvero gli italiani che sono sempre gli ultimi nelle case popolari. Questo è l’obiettivo di questi tre emendamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Il dibattito su questo tema è stato già affrontato e molte questioni sono state già risolte. Qualche tempo fa ci rendemmo conto che il rapporto fra cittadini italiani e stranieri in ordine ad alcune prerogative, ai servizi scolastici o altro, stava di fatto prendendo uno strano indice numerico, e per questo correggemmo alcuni indicatori e alcuni parametri. Fummo contrari ovviamente a due liste separate, la lista degli stranieri sembrava una lista di proscrizione, però alcuni correttivi li ponemmo, come il numero dei familiari, il reddito, il punteggio, tale da rendere una sorta di punto di partenza omogeneo.
Credo che una questione di questa portata piuttosto che risolverla con percentuali, che mi sembra veramente una semplificazione e una mancanza di rispetto e di dignità nei confronti di chi ricade in quella percentuale, chiunque esso sia, dovrebbe forse essere ripresa, come ricordava l’Assessore Marcolini, facendo un ragionamento che riveda tutti i parametri che regolano l’accesso ai servizi riferito agli italiani e agli stranieri.
Noi voteremo contro questi emendamenti, però sarebbe meglio che i Consiglieri li ritirassero dopodiché affronteremo successivamente un dibattito che riveda la questione – anche perché i tempi cambiano, gli extracomunitari ogni tanto arrivano, gli stranieri sono sempre di più –, per cercare di capire se possiamo avere un rapporto di convivenza e di accesso ai servizi più proporzionato per tutti gli italiani, perché poi alcuni stranieri diventano italiani di fatto.
Il problema esiste, è stato corretto, si è ulteriormente modificato, quindi piuttosto che arrivare a un voto che assegna percentuali direi di riprenderlo in maniera più organica e ravvicinata, altrimenti voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Vorrei lasciare agli atti di questi lavori assembleari che se c’è un impegno scritto della Giunta e della maggioranza con cui si dice che si avvierà un iter di ridefinizione della legge, tenendo conto del principio degli anni di residenza e dell’attività lavorativa… (…) E no, allora lo voto e basta! Sarebbe solo un guadagnare tempo sul nulla, io invece sono molto pratico. (…) Per cui se qui si fa una risoluzione che dice che il principio della residenzialità e dell’attività lavorativa è un principio importante l’emendamento lo ritiro e aspetto la legge…(…) Allora siccome non ci sono le idee chiare io vado avanti e lo voto. Perché voi volete guadagnare tempo, mentre io voglio portare quattro anni di residenza e di attività lavorativa! (…) Se mi mette un principio per iscritto, Ricci, sì, ma alla cieca no!

PRESIDENTE. Emendamento n. 19/1. Lo pongo in votazione.
Se passa decade l’emendamento n. 19/2.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Carloni, Marangoni, Trenta, Zaffini.
Contrari: Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini
Astenuti: Acquaroli, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Pieroni, Romagnoli, Silvetti, Zinni.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 19/2 dei Consiglieri Zinni, Zaffini:
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
4 bis. La lettera b del comma 1 dell’articolo 20 quater della l.r. 36/2005 è sostituita dalla seguente: ‘b) avere la residenza o prestare attività lavorativa nel Comune in cui si concorre per l’assegnazione da almeno 4 anni per il periodo immediatamente precedentemente alla data di presentazione della domanda, salva la possibilità per il Comune di estendere la partecipazione al bando anche a cittadini di altri Comuni della Regioni;’”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, Foschi, Marangoni, Marinelli, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Eusebi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Traversini.
Astenuti: Pieroni, Romagnoli, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 19/3 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini:
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
“4 bis. Al comma 1 dell’art. 20 quater della l.r. 36/2005 è aggiunta la seguente lettera: “f) ai cittadini non italiani è riservata la quote massima del 10 per cento degli alloggi assegnati in ogni bando. Qualora il bando sia per un numero di alloggi inferiore a 10 la quota per i cittadini non italiani è elevata al 25 per cento. I cittadini non italiani non possono concorrere per gli alloggi riservati.”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Marangoni, Zaffini.
Contrari: Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Marinelli, Natali, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 19. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Eusebi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: D’Anna, Marangoni, Zaffini.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, Foschi, Marinelli, Natali, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 20. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Badiali, Binci, Bucciarelli, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 21. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia, Badiali, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Trenta, Zinni.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Marangoni, Zaffini.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 22. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 23. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 24. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Camela, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Trenta.
Astenuti: Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 24 bis. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Badiali, Camela, Canzian, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marangoni, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Cardogna, Donati.
Astenuti: Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 25. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marangoni, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Zaffini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, Foschi, Marinelli, Natali, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 25 bis/1 dei Consiglieri Massi, Marinelli:
Dopo l’articolo 25 è inserito il seguente:
“Articolo 25 bis (Contributi a favore dei piccoli Comuni associati ai sensi della legge regionale n. 18/2008)
1. E’ autorizzata la spesa di euro 250.000,00 quale contributo ai piccoli Comuni associati per la gestione dei servizi sociali.
2. Il contributo di cui al comma 1 è assegnato con deliberazione della Giunta regionale.
La somma è iscritta sull’UPB 10607 dello stato di previsione della spesa.
Nota: alla copertura si provvede mediante le seguenti variazioni della tabella C:
- UPB 10202 per contributo straordinario alla fondazione Symbola per l’attività di ricerca anno 2010 sullo stato della green economy: – 40.000,00;
- UPB 10202 per contributo straordinario all’ANPI regionale per la festa nazionale dell’associazione: –20.000,00;
- UPB 53103 Spesa per il progetto BLACKOUTI lungometraggio sù Marche: –25.000,00;
- UPB 42501 Spese per l’istituzione della riserva naturale del Catria: –35.000,00;
- UPB 10503 Per il piano di comunicazione: –80.000,00; per monitoraggio e promozione dell’attuazione del programma di Governo: –60.000,00.
Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Brevemente per spiegare l’importanza che vogliamo dare. E quando dico noi parlo dell’intelligenza di tutti noi e della Giunta.
A parte la cifra inserita, la cosa importante è che qui c’è la richiesta di una maggiore attenzione e sensibilizzazione nel mondo scolastico. Su che cosa? Per cercare di trovare fondi regionali finalizzati a sensibilizzare la popolazione scolastica sulle problematiche della droga e dell’alcool. Qui si parla di interventi nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado dove ci sono ragazzi in crescita che appunto devono essere messi in guardia sulle difficoltà e sui pericoli che l’uso o l’abuso di certe sostanze provocano in maniera irreversibile sul cervello dell’uomo.
Parlavo prima con l’Assessore Marcolini che conveniva sull’importanza di questo articolo 25 bis, pur nelle difficoltà economiche. Ora se non c’è possibilità di votarlo chiederei almeno attenzione e sensibilità da parte di tutti oltre che dell’Assessore Marcolini sull’assunzione di un impegno serio da inserire eventualmente nel bilancio preventivo 2011.
Qui tocchiamo un argomento sul quale siamo tutti molto attenti e sensibili, tutti abbiamo figli o forse nipoti di quell’età e quindi non possiamo nasconderci.
Questa Giunta ha lavorato molto nel settore dell’anziano, vi parla uno che fa il medico, so quanto stiamo dando agli anziani, giustamente, basta pensare ai presìdi terapeutici, ma cerchiamo di porre attenzione anche su chi sarà il cittadino futuro, cioè i giovani, i bambini, i ragazzi in via di formazione. I danni dell’alcool e della droga sono irreparabili.
Invito dunque tutti ad una maggiore attenzione, quindi più che un voto positivo o negativo, certo, se positivo è meglio, prendiamoci almeno un impegno serio con il preventivo 2011, Presidente.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Indubbiamente i due argomenti, quello dei contributi a favore dei piccoli Comuni associati e quello riferito a progetti per la popolazione scolastica, riguardano questioni importanti.
La prima è stata intercettata nella proposta di assestamento con un aumento dello stanziamento per le Comunità montane pari a 300 mila euro, e in fondo le Comunità montane altro non sono che associazioni di Comuni per l’esercizio di funzioni che riguardano azioni qualificate per la difesa dei territori interni.
Nei limiti delle ridotte possibilità di bilancio è un argomento che possiamo cercare di trattare insieme al riordino delle Comunità montane e delle Unioni dei Comuni. Perché dobbiamo trattarlo in un unico contesto, in quanto parliamo esattamente delle stesse cose seppure con una specificazione istituzionale di rango diverso.
Invece per quanto riguarda i contributi a favore della popolazione scolastica c’è un urgenza drammatica, perché il Governo all’istruzione ha tagliato 7 miliardi e 800 milioni, lasciando le Regioni senza la possibilità di una compensazione con risorse aggiuntive. Il problema è sul tappeto – ora non vedo il collega Luchetti, ma se ne parlava poco fa con la Presidente della prima Commissione Ortenzi –, noi in materia di istruzione ci stiamo interrogando sulle misure per la legiferazione attiva. Abbiamo qualche risorsa messa da parte che vorremmo impegnare nel bilancio preventivo.
Ovviamente lo stato dell’istruzione scolastica è veramente devastante e i piccoli progetti di contrasto alla droga, all’uso dell’alcool, ma anche quelli dei piccoli orti scolastici botanici, sono stati tutti cancellati.
Penso che insieme ci potremmo porre, nell’ambito della legge sull’istruzione che ci accingiamo a finanziare con il bilancio preventivo 2011, uno spazio per gli interventi che anche noi riteniamo utili.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Solo per ricordare al collega Marinelli – già l’ha detto in maniera molto chiara l’Assessore al bilancio – che purtroppo con i tagli fatti alla scuola non è più possibile fare spese che invece fino all’applicazione della riforma Gelmini potevano essere fatte. Segnalo ad esempio i progetti di istituto, che erano finanziati con i fondi d’istituto, oppure le gite di istruzione.
Credo che uno sforzo la Regione possa provare a farlo con il bilancio di previsione, certo è che forse dovremmo far sentire in maniera molto più consistente e robusta la nostra voce, proprio perché, ripeto, quello che si poteva fare prima ora non è più possibile farlo. E questo ovviamente va a discapito dell’offerta formativa e di quanto la scuola può offrire a tutti gli studenti.
Sicuramente si può essere d’accordo su progetti orientanti a sensibilizzare sulle problematiche dell’alcoolismo e della droga, ricordo che già nella scuola elementare questo veniva fatto, però con i fondi d’istituto, che oggi sono a zero, ossia non c’è più una lira.
La scorsa seduta abbiamo parlato di dare un sostegno alle case di reclusione che non hanno fondi neppure per poter dare garantire prodotti per la pulizia e l’igiene ai detenuti, ma anche nelle scuole pubbliche italiane spesso le famiglie portano a loro spese la carta igienica o il sapone per le mani.
Insomma, cerchiamo di essere consapevoli di quello che stiamo subendo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marconi.

Luca MARCONI. Semplicemente per informare l’Assemblea, e in modo particolare i Consiglieri Ortenzi e Marinelli che sono intervenuti, che per quanto riguarda il complesso delle dipendenze già la Regione, Consigliere Marinelli, ha avviato da un mese un progetto “Chiama chiama”, un numero di telefono e tre operatori, per 176 mila euro, che va alla generalità delle famiglie. Ne parleremo perché c’è anche una mozione del Consigliere D’Anna che sarà l’occasione per dare un’informazione.
Credo che in un tempo di particolare difficoltà come questo un intervento già sul 2010 possa essere un segnale importante che l’intera Assemblea potrà apprezzare.
Inoltre dico alla Consigliera Ortenzi che per quanto riguarda il sistema carcerario il comitato per le carceri che già si è insediato ha esaminato una serie di progetti, la Giunta li ha deliberati, e stiamo immaginando, seppur con un piccolo segnale, di reperire qualche risorsa in più nel corso del 2010 e del 2011, per dare risposte estremamente concrete soprattutto all’aspetto lavorativo dentro e fuori i penitenziari.

PRESIDENTE. Consigliere Marinelli, lei è già intervenuto, quindi solo un minuto, prego.

Erminio MARINELLI. A parole siamo tutti d’accordo, è chiaro che non voglio scompaginare la vostra organizzazione nell’ambito scolastico, assolutamente, chi è che non è d’accordo sui progetti sulla droga e sull’alcool, però credo che un atto di volontà non possa essere avallato solo con un impegno formale e verbale di un preventivo 2011, è poca cosa.
In questo emendamento ci sono 370 mila euro per la comunicazione del Presidente, mi fermo qua, ora a voi e alla vostra coscienza.

PRESIDENTE. Emendamento n. 25 bis/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Foschi, Marangoni, Marinelli, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 25 bis/2 dei Consiglieri Massi, Marinelli:
Dopo l’articolo 25 è inserito il seguente:
“Articolo 25 bis (Contributi per progetti a favore della popolazione scolastica)
1. E’ autorizzata la spesa di euro 570000,00 quale contributo per l’attuazione dei progetti regionali a sostegno dell’autonomia scolastica per gli anni 2010-2011 finalizzati a sensibilizzare la popolazione scolastica alle problematiche dell’alcool e della droga.
2. Il contributo di cui al comma 1 è assegnato con deliberazione della Giunta regionale secondo le seguenti modalità:
a) euro 420.000,00 a favore delle scuole secondarie statali di secondo grado;
b) euro 150.000,00 a favore delle scuole statali di primo grado.
3. La somma è iscritta al capitolo 32103101 dell’UPB 32103 dello stato di previsione della spesa.
Nota: alla copertura si provvede mediante le seguenti variazioni della tabella C:
- UPB 10202 per contributo straordinario alla fondazione Symbola per l’attività di ricerca anno 2010 sullo stato della green economy: – 40.000,00;
- UPB 10202 per contributo straordinario all’ANPI regionale per la festa nazionale dell’associazione: –20.000,00;
- UPB 53103 Contributo Comune di Cagli per la manifestazione distinti salumi: –15.000,00; Contributo alla provincia di Pesaro Urbino per la mostra Harry Potter: –20.000,00; Contributo per la realizzazione della Strada Europea della pace Lubecca-Roma: –10.000,00; Contributo alla ONLUS “La Turba” per l’organizzazione dell’Assemblea europea EUROPASSION: –20.000,00; Spese per il progetto BLACKOUTI lungometraggio sù Marche: –25.000,00;
- UPB 53203 Spese per l’Osservatorio faunistico regionale: –25.000,00;
- UPB 10603 Contributo straordinario all’azienda consortile del Catria per spese di funzionamento: –20.000,00;
- UPB 42501 Contributo al Comune di Pian Di Meleto per il completamento e la ristrutturazione del centro servizi: –50.000,00;
- UPB 42501 Spese per l’istituzione della riserva del Catria: –35.000,00;
- UPB 10503 Per il piano di comunicazione: –110.000,00; per monitoraggio e promozione dell’attuazione del programma di Governo: –70.000,00;
- UPB 20804 (articolo 39 bis tabelle 2 e 3) Fondo di riserva per spese impreviste articolo 21 l.r. 31/2001: –110.000,00.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, Donati, Marangoni, Marinelli, Petrini, Trenta, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 26.
Emendamento n. 26/1 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini:
Al comma 5 dopo la parole “previsti dalle rispettive normative” sono aggiunte le seguenti: “Ai cittadini non italiani è richiesta una conoscenza basilare della lingua italiana subordinata alla presentazione di un certificato attestante il superamento di un esame di lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati.”.
Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Questo articolo è molto chiaro, dice che ai cittadini non italiani è richiesta una conoscenza basilare della lingua italiana subordinata alla presentazione di un certificato attestante il superamento di un esame di lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati. Questo ci sembra plausibile e auspicabile, perché ci sono dei dati che ci comunicano che l’attività imprenditoriale da parte degli extracomunitari è sempre più in espansione, arriva alla quota di quasi 600 mila imprese. Quindi reputiamo, anche per i consumatori stessi, che chi avvia un’attività di commercio o imprenditoria debba avere le minime conoscenze di base della nostra lingua.
Questa normativa era addirittura stata avanzata come protocollo anche dal Sindaco di Roma Veltroni, perché in un quartiere ad alta densità di negozi cinesi era arrivata la richiesta di avere un’insegna anche in lingua italiana e non solo in cinese.
Ritengo sia una cosa di buonsenso perché la multi razzialità e la multi etnicità deve comunque rispettare la nostra lingua e la nostra comunicazione.

PRESIDENTE. Emendamento n. 26/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Petrini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Binci, Bucciarelli, Cardogna, Comi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 26/2 dei Consiglieri Marangoni, Zaffini:
Al comma 3 dell’articolo 38 bis della l.r. 27/2009, inserito dal comma 9 dell’articolo 26, dopo le parole “l’autorizzazione decade” sono aggiunte le seguenti parole: ‘I Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti provvederanno direttamente a richiedere il DURC o il certificato di regolarità contributiva all’INPS anche con scadenza diverse dall’annuale. I titolari delle imprese di commercio su aree pubbliche rilasceranno a tal fine una adeguata liberatoria autorizzativa di durata triennale.’”.
Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Intanto mi complimento con i Consiglieri che hanno respinto l’emendamento precedente! Perché è giusto votare la celebrazione dell’Unità d’Italia, ma poi si impedisce che si parli italiano nei pubblici esercizi! Grazie, complimenti, è coerente quello che avete fatto!
Veniamo adesso all’articolo 26, comma 9, che dice “I Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti – quindi diciamo comuni abbastanza grandi – provvederanno direttamente a richiedere il DURC o il certificato di regolarità contributiva all’INPS anche con scadenze diverse dall’annuale. I titolari delle imprese di commercio su aree pubbliche rilasceranno a tal fine una adeguata liberatoria autorizzativa di durata triennale”.
Spiego brevemente la ratio di questo emendamento, che produrrà sicuramente, se approvato, diversi vantaggi sia per i Comuni che per i commercianti. Il DURC infatti non può essere richiesto direttamente dall’interessato, ma si richiede con una domanda telematica che viene inviata da un professionista abilitato o da un Caf. Questa è la situazione attuale.
Approvando invece questo emendamento i commercianti non sarebbero costretti a rivolgersi ai Caf o ai consulenti del lavoro per richiedere il DURC, quindi risparmierebbero sicuramente sia tempo che denaro.
Fra l’altro ricordo che i professionisti e i Caf forniscono questo servizio di richiesta del DURC a pagamento, e purtroppo, è vero anche dire, non sempre rilasciando adeguata documentazione fiscale.
I Comuni più grandi – ecco perché almeno diciamo almeno 15 mila abitanti, con riferimento alle nostre città – hanno sicuramente un ufficio commercio, un ufficio organizzato e dedicato che si occupa del commercio su aree pubbliche, per cui il personale di questo ufficio può sicuramente procedere all’iscrizione dell’ente come utente abilitato a richiedere il DURC. Così facendo l’ufficio non dovrà attendere i tempi dei commercianti, ma potrà aggiornare i propri dati tempestivamente ogni qualvolta lo riterrà necessario e opportuno, in quanto la liberatoria ho richiesto che sia triennale da parte dell’interessato.

PRESIDENTE. Emendamento n. 26/2. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Bucciarelli, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 26/3 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci:
Al comma 16 le parole da “Entro la stessa data’’ a “comma 8 bis.” sono soppresse.
Il comma 17 è soppresso.
Al comma 18 le parole “e 8 bis” sono soppresse.
Al comma 30 le parole da “La commissione” fino a “31 gennaio 2011.” sono soppresse.
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Per far capire ai Consiglieri a cosa si riferisce questo emendamento.
In questo articolo si inseriscono altre due festività all’interno delle deroghe a disposizione dei Comuni. Noi chiediamo di non accogliere questa richiesta perché anche i lavoratori del commercio hanno diritto di godere delle festività domenicali da trascorrere con le loro famiglie.
Oltretutto ci sono già 23 giornate a disposizione per le deroghe per i Comuni, quindi non è che non c’è spazio per i Comuni o discrezionalità, perché i Comuni possono individuare 23 giornate su 54 settimane in cui applicare la deroga festiva.

PRESIDENTE. Emendamento n. 26/3. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Binci, Bucciarelli, Cardogna.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Camela, Canzian, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Latini, Malaspina, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Carloni, Ciriaci, Foschi, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 26. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Binci.
Astenuti: Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 27. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. L’articolo 27, signori Consiglieri, tratta concretamente di sanità. Allora trovo abbastanza singolare che sia stata prevista una modifica della legge che istituisce l’attività di dialisi domiciliare quando mi è stato segnalato da dipendenti, anche in veste sindacale – è uscito anche sui giornali –, che il reparto di dialisi dell’ospedale Salesi versa in gravi criticità, tant’è che pare sia in fase di chiusura per una parte del tipo di dialisi o addirittura sia già stato chiuso.
Siccome anche questo è una goccia buttata lì in mezzo a un assestamento di bilancio, visto che è emerso anche dal dibattito odierno che la sanità è un elemento centrale della nostra attività, credo che andrebbe trattato al di fuori dell’assestamento.
Quindi chiedo all’Assessore Marcolini di stralciare l’articolo 27 e di ripresentarlo innanzitutto in Commissione sanità, perché non so se la Commissione abbia discusso della dialisi, dopodiché occorre un approfondimento dell’Aula. Perché stiamo parlando non solo dell’introduzione di un tipo di servizio sanitario, ma stiamo parlando anche di un servizio sanitario in rapporto all’esistenza di un reparto.
Capisco la stanchezza, c’è un po’ di via vai, però lascio agli atti che chiedo all’Assessore lo stralcio dell’articolo 27.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Capisco che l’argomento eccede la discussione e l’ampiezza già sterminata della legge di accompagnamento, ma la proposta deriva da un’urgenza di intervento e non da una limitazione dell’intervento.
Il collega Mezzolani mi conferma adesso…(…) è quello di procedere prima della fine dell’anno a organizzare i servizi domiciliari.

Almerino MEZZOLANI. A garantire il servizio di dialisi domiciliare.

PRESIDENTE. Articolo 27. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 27 bis. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

L’articolo 28 è soppresso.

Articolo 29. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini, Trenta, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 30.
Emendamento n. 30/1 dei Consiglieri Ricci, Traversini:
Al comma 1 sostituire le parole “, è abrogata.” con le seguenti: “è sostituita dalla seguente: ‘b) delle Comunità montane per i siti o per le porzioni dei medesimi ricadenti all’interno del perimetro amministrativo delle Comunità montane medesime;’”.
Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. I tre emendamenti permettono di fatto di mantenere e chiarire quello che la normativa vigente già prevede.
L’articolo 30 va a modificare l’articolo 24 della legge 6/2007 e questi emendamenti lo ripristinano, in materia delle competenze delle Comunità montane circa le Sic e Zps, e quando si parla di Sic e Zps si parla di piani di gestione, di monitoraggio e di valutazione di incidenza ambientale.
Praticamente non si permette la modifica e si dà la possibilità alle Comunità montane di avere la competenza nel momento in cui le Sic e le Zps coincidono all’interno del territorio della Comunità montana per intero o per porzioni di esse. Al di fuori della Comunità montana o in riserve naturali la competenza è provinciale.
Se ci sono più enti all’interno delle Sic o Zps si concorda sul piano di gestione e sulla valutazione di incidenza ambientale.
La valutazione di incidenza ambientale è molto importante non solo perché dà competenza alla comunità montana, ma perché in questa situazione attuale di non chiarezza dell’articolo 24 e soprattutto, se non venissero accolti gli emendamenti, un cittadino dell’entroterra dovrebbe, per presentare il proprio progetto di taglio del bosco, anche se piccolo, all’interno delle Sic o Zps, rivolgersi in Provincia, quando invece potrebbe risolvere la questione velocemente avendo la Comunità montana a pochi chilometri dalla propria abitazione.
Quindi questo serve soprattutto a ripristinare quello che già è in vigore con l’articolo 24.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Emendamento n. 30/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Comi, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Mezzolani, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Foschi, Marconi, Marinelli, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 30/2 dei Consiglieri Ricci, Traversini:
Sostituire il comma 2 con il seguente: “2. La lettera c) del comma 1 dell’articolo 24 della l.r. 6/2007 è abrogata.”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Bucciarelli, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Mezzolani, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Foschi, Marangoni, Marconi, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 30/3 dei Consiglieri Ricci, Traversini:
Dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
“2 bis. Il comma 2 dell’articolo 24 della l.r. 6/2007 è sostituito dal seguente: ‘2. Per le porzioni dei siti ricaduti all’esterno del perimetro delle aree naturali protette e delle Comunità Montane, la gestione è di competenza della Provincia.’.
2 ter. Dopo il comma 2 modificato come sopra inserire il seguente comma: ‘2.bis. La gestione dei siti di competenza di due o più enti gestori avviene d’intesa fra gli enti interessati limitatamente alle funzioni di cui alla lettera a), c) e d) del comma 3 tenendo conto della superficie gestita da ciascun ente.’”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Mezzolani, Perazzoli, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Foschi, Marangoni, Marconi, Marinelli, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 30, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 30 bis/1 del Consigliere Zinni:
Dopo l’articolo 30 è inserito il seguente:
“Art. 30 bis (Contributo straordinario per le spese sostenute per i minori)
1. Per l’anno 2010 è autorizzato un contributo straordinario a favore dei Comuni con popolazione inferiore o uguale a 3.000 abitanti per le spese sostenute a favore dei minori a rischio di disadattamento e devianza, di minori allontanati dai genitori o minori stranieri non accompagnati residenti nel territorio comunale o ivi temporaneamente domiciliati.
2. Il contributo di cui al comma 1 è assegnato sulla base dei criteri e delle modalità stabilite dalla giunta regionale.
3. La somma di euro 200.000,00 è iscritta nell’UPB 53007 dello stato di previsione della spesa.”.
Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Telegraficamente per ricordarvi che con questo l’emendamento chiedo di dare un contributo straordinario regionale di fine anno ai Comuni sotto i 3.000 abitanti che hanno applicato la legge e che quindi si prendono cura di minori allontanati dai genitori o minori stranieri non accompagnati residenti nel territorio o ivi temporaneamente domiciliati. Su questo chiediamo un contributo straordinario, anche perché ci sono Sindaci che ci hanno manifestato questa urgenza.
Fermo restando che ho ben compreso quello che intendeva l’Assessore e che quindi sarà oggetto di discussione in Conferenza delle Regioni nei confronti del Governo nazionale, ma intanto con questo emendamento dobbiamo decidere se vogliamo dare un aiuto oppure no.
Quindi vi invito a votarlo.

PRESIDENTE. Emendamento n. 30 bis/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 31. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 32. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 33. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Busilacchi, Cardogna, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Marinelli, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zinni.
Contrari: Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 33 bis. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Trenta, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 34.
Emendamento n. 34/1 del Consigliere Cardogna:
I commi 1 e 9 vengono sostituiti integralmente dal seguente comma 1:
“1. La Comunità montana del Metauro Zona E di cui alla l.r. 12/1995 è soppressa a far data dal 30 novembre 2010. Dal 1° dicembre la gestione del demanio forestale regionale viene esercitata dalla Comunità montana Ambito 2A per la porzione di demanio forestale ricadente nel comune di Isola del Piano, mentre per la porzione del demanio forestale ricadente nel comune di Fossombrone la gestione del demanio forestale regionale viene esercitata dalla Comunità montana Ambito 2B.
Eventuali rapporti giuridici ancora pendenti verranno gestiti dal commissario straordinario nominato dalla Giunta regionale, salvo quanto stabilito nei commi seguenti:”.
Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. L’articolo in questione trae le conseguenze della soppressione della Comunità montana di Fossombrone, affidando la gestione del demanio forestale, che era della Comunità montana, ai Comuni subentranti.
Nella nostra regione ci sono due momenti legislativi di pianificazione e programmazione, la legge forestale 6/2005 e il piano forestale regionale, che opportunamente stabiliscono che il demanio forestale regionale abbia una gestione e degli orientamenti di carattere unitario.
Questo caso riguarda solo due Comuni, ma provate a pensare cosa vorrebbe dire nel caso dell’eventuale soppressione delle Comunità montane, che il demanio forestale regionale viene assegnato per competenza a tutti i Comuni delle Marche nel quale il demanio forestale ricade? Penso che i Consiglieri siano in grado di valutare che danno si arrecherebbe.
Il demanio forestale come i demani in genere hanno bisogno di momenti di gestione e di orientamento unitario.
Questo è il senso del mio emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento n. 34/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Binci, Cardogna, Solazzi.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Canzian, Comi, Giancarli, Latini, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giorgi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 34/2 della Consigliera Foschi:
Il comma 4 è così modificato: prima delle parole “La proprietà della quota del” è inserito il seguente capoverso: “La proprietà di un terreno destinato a tartufaia in località Gaifa di Fossombrone, avente una superficie di ha 15.56.93, con annessa casa rurale diroccata, il subentro del relativo contratto di gestione;”.
Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. L’articolo 34 va a normare l’assetto futuro dopo il trasferimento della Comunità montana di Fossombrone, assegnando le unità di personale alla Regione, ai Comuni di Barchi e Saltara e le restanti alla Provincia.
In realtà, viste le varie formule dell’articolo che si sono susseguite, adesso emerge la necessità di compensare maggiormente il Comune di Saltara che prima si vedeva assegnato due unità di personale compensate dalla gestione del mattatoio, poi si è visto assegnare un’altra unità di personale, e considerato che non ci sono contributi o incentivi, per un Comune come Saltara diventa eccessivamente oneroso avere tre unità di personale.
Vediamo che il Comune di Barchi ha tre unità di personale, però al Comune di Barchi viene assegnata completamente la gestione della discarica sita a Barchi, alla Provincia viene consegnata la proprietà dell’intero palazzo della Comunità montana di Fossombrone, e tra tutti il più scompensato è forse il Comune di Saltara che al fine di riequilibrare un po’ la situazione chiede semplicemente che gli venga assegnata, oltre alla gestione del mattatoio, la proprietà della tartufaia, la cui gestione verrebbe affidata alla stessa società che ce l’ha adesso. Si tratta quindi solo di compensare meglio questa suddivisione fatta dall’articolo.
Tra l’altro emergerebbe anche una presunta incompatibilità se fosse lasciata la proprietà della tartufaia alla Provincia…

PRESIDENTE. Per favore, un po’ di silenzio, questa cosa è importante.

Elisabetta FOSCHI. Perché la Provincia ha per legge la gestione e il controllo sulla raccolta dei tartufi. Quindi si creerebbe anche una incompatibilità in quel senso perché verrebbe a controllare se stessa.
L’emendamento quindi dice soltanto di assegnare al Comune di Saltara la proprietà della tartufaia.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Per rispondere alla Consigliera Foschi. Il percorso che ha condotto al provvedimento di scioglimento della Comunità montana del Metauro è stato estremamente laborioso e difficoltoso sotto alcuni punti di vista. La sintesi che si è raggiunta con questo documento in realtà è frutto della condivisione di tutti gli attori, a cominciare dai Sindaci facenti parte della Comunità montana stessa.
Io circa 15-20 giorni fa ho inviato una lettera ai Sindaci, a cui prima facevo riferimento, prospettando la sintesi che si era raggiunta, e devo dire che il Comune di Saltara a questo proposito non ha fatto presente alcun rilievo.
Come tutti voi potete comprendere questo è il livello di sintesi che tiene conto delle esigenze di tutti. Credo che su questo binario occorre in questo momento attestarsi, ma non escludo, anzi, auspico che in sede di bilancio di previsione le problematiche che il Sindaco di Saltara pone possano essere prese in considerazione.
In questo momento, proprio per la correttezza del percorso che abbiamo messo in campo e anche per l’esito a cui siamo giunti, non può essere messo in discussione, pena la riconsiderazione e la rinegoziazione di tutti gli aspetti che questo provvedimento comporta.
Credo quindi che in questa sede dobbiamo procedere alla conferma del provvedimento così come è espresso nell’atto di assestamento, non escludendo, anzi, auspicando che successivamente in sede di predisposizione del bilancio di previsione queste tematiche vengano riprese in considerazione.

PRESIDENTE. Emendamento n. 34/2. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Solazzi, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Canzian, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Acacia Scarpetti, Binci, Cardogna.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 34. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 35. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Marangoni, Marinelli, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 36. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Zaffini, Zinni.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Subemendamento n. 36bis/1/1 del Presidente Latini, modificativo dell’emendamento n. 36bis/1:
Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3 bis. Ai procedimenti in corso relativi a domande presentate prima dell’entrata in vigore dell’atto di cui all’articolo 2, comma 2, della l.r. 4 agosto 2010, n. 12, si applicano le norme in vigore al momento della presentazione delle predette domande.”.
Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. ….ai procedimenti di impianti fotovoltaici soggetti a VIA prima del 30 settembre e dopo il 30 settembre, in modo tale che anche in sede di delibera interpretativa questo chiarisce quello che sarà il discorso della delibera interpretativa della Regione.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 36 bis/1/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Marinelli, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 36 bis/1 dell’Assessore Donati:
Dopo I’articolo 36 è inserito il seguente articolo 36 bis:
“Art. 36 bis
1. Nelle more dei rilascio dell’autorizzazione unica di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, al fine di prevenire impatti negativi per l’ambiente e il paesaggio, gli impianti in corso di autorizzazione al 30.09.2010 devono adeguare il progetto alle prescrizioni di cui ai punti 6.8, 6.9 e 6.12 della DAALR 30.10.2010, n. 13 “individuazione aree non idonee di cui alle linee guida previste dall’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per installazione di impianti fotovoltaici a terra e indirizzi generali tecnico amministrativi. Legge Regionale 4 agosto 2010, n. 12".
2. Le serre individuate ai sensi dell’articolo 20 comma 5 del d.m. 6 agosto 2010 sono soggette alla disciplina di cui all’atto approvato dall’Assemblea regionale ai sensi dell’articolo 2 comma 2 della l.r. 4 agosto 2010 n. 12 (Modifica alta legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 “Disciplina della valutazione dell’impatto ambientale”).
3. L’atto di cui all’articolo 2 comma 2 l.r. 4 agosto 2010 n. 12 (Modifica alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 7 “Disciplina della valutazione dell’impatto ambientale”) produce effetti dal giorno della sua approvazione da parte dell’Assemblea legislativa regionale.
La disciplina degli impatti cumulativi applicabile agli impianti fotovoltaici a terra che determinano nel loro complesso una potenza superiore a 1.000 KW non si applica qualora la potenza dei singoli impianti sia inferiore o uguale a 20 Kw.”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, Foschi, Marinelli, Natali, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 37.
Emendamento n. 37/1 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi:
Al comma 1 dell’articolo 9 bis (Aggregazione), al rigo 4, dopo la parola “funzionamento”, sono introdotte le parole: “nonché un’equa redistribuzione dei ricavi e dei contributi fra i soggetti di cui infra”.
Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. L’articolo 37 norma un’importante modifica della disciplina dello spettacolo dal vivo, perché in risposta delle esigenze anche economiche propone la costituzione di un nuovo organismo che riesca a fare in primis sintesi, mettendo in comune una serie di beni e servizi fra i principali enti di produzione nel campo dello spettacolo dal vivo.
Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti che approfondiscono un po’ di più questo argomento. Condividiamo la strada intrapresa dall’Assessore Marcolini. Noi vorremmo che questo organismo sia un consorzio obbligatorio. Nel senso che l’appartenenza a questo organismo deve essere obbligatorio da parte di questi enti maggiori – possono essere per esempio gli enti che hanno riconoscimenti ministeriali – per ottenere il contributo regionale.
Chiediamo anche che ci sia un’equa ridistribuzione da parte della Regione dei finanziamenti a questi organismi – parliamo di organismi di teatro e di prosa, organismi di teatri della lirica e organismi della musica –. E in questo senso direi che sia opportuno fare due organismi distinti, uno che si occupi di quanti operano nel teatro di prosa e un altro che si occupi di quanti operano nella lirica e nella musica in generale.
Crediamo anche che sia compito della Giunta regionale individuare poi chi presiederà questi due organismi.
Noi accogliamo sicuramente questa proposta della Giunta e dell’Assessore Marcolini, ma chiediamo veramente che sia data già da subito una regolamentazione certa per capire quale sia la strada reale da intraprendere affinché ci sia veramente questa sintesi e non si rimanga sempre e solo alle chiacchiere.
Rispetto a questo articolo abbiamo presentato anche un ordine del giorno, che voteremo più avanti, ma che vi voglio intanto illustrare. In questo articolo si parla degli enti maggiori, quelli che magari hanno un riconoscimento ministeriale, però non dobbiamo mai dimenticare tutte le associazioni che operano a livello territoriale, le associazioni di base. Quindi è fondamentale che la Giunta, nel momento di finanziare le leggi che normano la disciplina dello spettacolo dal vivo, non dimentichi, anzi faccia uno sforzo verso tutte quelle associazioni che mantengono vivo il tessuto principale, anche se operano a livello minore.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Condivido lo spirito che anima la scrittura di questi emendamenti, ma vorrei richiamare la Vicepresidente Giorgi e il Consigliere Eusebi alla necessità di una riflessione sugli atti programmatici che sono in corso di elaborazione presso il nostro Assessorato, con una sessione che può essere aperta anche in Assemblea legislativa e in Commissione cultura, Presidente Ortenzi, perché su un paio di questioni è necessario renderci conto insieme di quelle che sono le opportunità e i limiti.
Le osservazioni di fondo sono due, una è il carattere obbligatorio del consorzio. Capisco qual è la motivazione, perché senza l’obbligatorietà molto spesso nelle vicende amministrative non si ottiene il comportamento desiderato, però vi posso assicurare che dal primo giro d’orizzonte si ottiene di più chiedendo una collaborazione volontaria che esclude l’obbligatorietà dell’adesione – questo vale per le realtà del comune capoluogo di regione, come per Macerata, Pesaro, Jesi, dove sono stati ripetuti gli appuntamenti –. Io sono convinto che nel definire i criteri di premialità e di deterrenza possiamo lavorare insieme con i concreti atti programmatici. Quindi senza stabilire una obbligatorietà dell’adesione, ma stabilendo dei paletti indicativi per i comportamenti devianti o dissonanti con una programmazione regionale e invece una logica premiale per tutte quelle azioni che vanno verso l’integrazione, l’efficientamento e il miglioramento della qualità.
Condivido il proposito di fissare un impegno per quel che riguarda le associazioni minori, che sono croce e delizia della nostra vitalità culturale regionale, e che costituiscono spesso un limite qualitativo, essendo piuttosto ridotto e limitato l’ambito di produzione e di consumo di questi eventi culturali, ma che dall’altro costituiscono un elemento di fermento che poi moltiplica gli effetti in settori diversi da quelli in cui vengono applicati.
Faccio un esempio in quest’Aula noto a tutti, quello delle bande musicali. La banda musicale è un corso d’orientamento musicale, ma è anche animazione sociale, stimolo alla difesa dell’identità e tante altre cose messe insieme. Quindi evitando un atteggiamento sufficiente rispetto alle iniziative minori.
Per cui chiederei ai presentatori il ritiro dell’emendamento, rinviando a una discussione più approfondita in Commissione, chiedendo alla Presidente di aprire una sessione di approfondimento sugli atti programmatici al più presto, a partire dalla seconda metà del mese di novembre.
Invece per quanto riguarda l’ordine del giorno, se le istanze sono quelle che descriveva la Vicepresidente Giorni, penso che siano istanze positive da sottoscrivere.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Ora non so se i Consiglieri ritireranno o meno gli emendamenti, ma posto in essere che è inserita all’interno dell’assestamento di bilancio una cosa molto importante che tocca alcune città delle Marche in maniera essenziale, non si può far finta che questo articolo dell’Assessore Marcolini non abbia un grande seguito di dibattito politico. Su questo articolo nei prossimi giorni andremo a parlare di teatro stabile, di prosa, di lirica, di Fondazione Muse, di Form, ecc.,
Ci tengo a dire che l’inserimento di questa norma avviene in maniera prudente e se vogliamo quasi silenziosa, si mette un articolo con il quale si inserisce il principio politico della volontà di portare avanti questo.
Ovviamente dall’articolo 9 bis così modificato non ci sono elementi di fatto, per il Popolo della Libertà, di giudicare quelle che sono le intenzioni dell’Assessore, perché dovremo vedere in che termini concreti si andrà a sviscerare questo Statuto. Però visto che il Consigliere Giorgi ha posto delle questioni vorrei onorare, anche prima di un’eventuale capitolazione di questi emendamenti, alcuni aspetti dando anche degli spunti all’assessore sugli intendimenti del mio Gruppo.
Innanzitutto qui si parla di “un’equa ridistribuzione dei ricavi e dei contributi fra i soggetti di cui infra”, per cui devo dire che questi emendamenti, Consigliere Giorgi, sono un po’ schizofrenici. Perché da un lato ce ne sono alcuni che tendono a premiare dal basso l’attività di chi opera, che condivido. Faccio un esempio. Quando lei propone – anche se forse la formula più adatta non è due consorzi obbligatori, cosa che non condivido minimamente – di premiare la distinzione fra la lirica e la prosa per noi è un buon emendamento, perché sono due ambiti riconosciuti dal Ministero in maniera differenziata e con fondi diversi. Quando però lei parla di un’equa ridistribuzione è evidente che lì dipende da qual è il modo di associarsi di ogni soggetto, io non credo che noi a tavolino possiamo individuare questo termine. Molto meglio semmai sarà andare a individuare le quote associative dei soggetti e poi parametrarli nella legge.
Un’altra cosa schizofrenica è quando si mette che deve “essere presieduto da un soggetto nominato dalla Giunta regionale”. Mi sembra che qui si stia cercando di mettere il cappello verticistico su questa cosa – condivido su questo Marcolini –. Questo consorzio non può nascere dall’alto, quindi no all’obbligatorietà e no al verticismo dirigista della Regione, deve nascere necessariamente dal basso su un progetto di condivisione.
Infine il fatto che “la partecipazione ai consorzi dei soggetti di cui sopra è condizione necessaria per l’ottenimento dei contributi regionali”. Io semmai individuerei una gerarchia, ossia, prevediamo due contributi diversi, uno di serie b per chi decide di giocare in proprio e uno di serie a per chi decide la sfida consortile.
Condivido l’appello dell’Assessore Marcolini, anche noi abbiamo molte idee da mettere in campo all’interno di questo processo, quindi veda lei, Consigliere Giorgi, se questi emendamenti andranno avanti due li voterò a favore e due contro.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Ringrazio l’Assessore Marcolini per il suo intervento e per aver recepito le nostre richieste. Confido in questa fase consultoria di cui lui ci ha parlato, la ritengo fondamentale, quindi ritiriamo gli emendamenti che abbiamo presentato in merito.
Il Consigliere Zinni ha parlato di categoria a e di categoria b, ma non perché una sia minore dell’altra bensì per distinguerle, però qua c’è già un pregresso che non dobbiamo dimenticare, cioè il percorso che certi enti culturali hanno fatto nell’ambito della legge n. 75. Comunque è anche fondamentale tenere d’occhio quali sono gli enti finanziati dal Ministero. Abbiamo già dei percorsi intrapresi, per cui non c’è una grande schizofrenia.
Perché è obbligatorio? Lo ha detto anche l’Assessore Marcolini, probabilmente il percorso deve essere più graduale, però credo che la Regione debba un attimo serrare le fila proprio per portare a termine quel risparmio economico di cui comunque abbiamo bisogno per cercare di evitare gli sprechi che poi gravano sia su chi è di serie a che su chi è di serie b, non perché uno sia minore all’altro ma perché sono diversi.

PRESIDENTE. Emendamento n. 37/1. Ritirato.
Emendamento n. 37/2 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.
Emendamento n. 37/3 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.
Emendamento n. 37/4 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Articolo 37. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Foschi.
Astenuti: Bucciarelli, Ciriaci, D’Anna, Marinelli, Natali, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 37 bis. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Cardogna, Donati, Eusebi, Latini, Malaspina, Marconi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli.
Astenuti: Binci, Bucciarelli, Carloni, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 37 ter.
Emendamento n. 37 ter/1 del Consigliere Latini:
Il comma 2 è soppresso.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Carloni, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Zinni.
Astenuti: Bucciarelli, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 37 ter, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Richiesta di appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Pieroni, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Marangoni, Marinelli, Natali, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Bucciarelli, Foschi, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 38.
Emendamento n. 38/1 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi:
L’articolo 38 viene abrogato in toto.
Se viene approvato decade l’emendamento n. 38/2 e l’emendamento n. 38/3.
Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Gli emendamenti a firma Eusebi e Giorgi sono tutti ritirati tranne il 38/8/1 che vede anche altre firme.

PRESIDENTE. Emendamento n. 38/1. Ritirato.
Emendamento n. 38/2 del Consigliere Perazzoli. Ritirato.
Emendamento n. 38/3 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Emendamento n. 38/4 dei Consiglieri Giancarli, Badiali:
Il comma 2 è soppresso.
Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Su questo argomento sono già usciti servizi televisivi, tra cui quello di Rai 3 che alla seduta di oggi ha dedicato il 5% all’assestamento di bilancio ed il 95% all’aspetto acqua, ogni Consigliere regionale ha ricevuto un bombardamento di mail anche con nomi falsi che dicevano “no alla privatizzazione dell’acqua”, non so se sia stato un hacker, ma sono arrivate all’incirca cento mail con nomi strani ma dallo stesso contenuto.
Inoltre in Commissione di fatto abbiamo detto che il testo così come formulato era ambiguo.
Siccome qui a tutt’oggi non abbiamo capito, uno, a che servono le norme inserite nell’assestamento di bilancio, due, a che cosa servono tutti questi tatticismi attraverso emendamenti, contro emendamenti, poi lei, Consigliere Eusebi, ritira l’abrogazione come se quell’articolo non fosse una cosa seria. Cioè, non è sostenibile questo gioco al rilancio su due commi su cui prima qualcuno dice togliamo tutto, poi qualcun altro, come il Consigliere Giancarli, dice di correggere, qualcun altro ancora dice teniamone uno.
Allora io dico, viva Iddio, siccome abbiamo gli occhi puntati addosso e stiamo parlando di articoli che dovrebbero dirci chiaramente che cosa rappresenta l’acqua, che cosa rappresenta la distribuzione dell’acqua, che cosa rappresenta l’organizzazione di questa legge, in questo modo come un’Assemblea legislativa rischiamo di fare una figura agli occhi dei giornalisti di gente sprovveduta e inadeguata.
Io non credo che per la Giunta questi due articoli siano di vitale importanza oggi, penso ci sia tutto il tempo di rivedere in sede di redazione del bilancio preventivo e della finanziaria, dove le variazioni normative rispetto all’assestamento avranno, spero, degli approfondimenti in Commissione. Per cui se la Giunta facesse proprio il vecchio emendamento di Eusebi e togliesse dall’assestamento la discussione dell’argomento e mettendolo subito nell’agenda con convocazione di Commissioni e un’adeguata relazione dell’Assessore competente sugli articoli, poi ognuno di noi potrà esercitare così facendo il suo ruolo in maniera più seria.
Io non ci sto al bombardamento di mail di sconosciuti che mi dicono “no alla privatizzazione dell’acqua”, io non sono un pagliaccio!
Non mi sembra che gli articoli in questione parlassero di privatizzazione, però è comunque emersa un’ambiguità di fondo. Allora dico subito che come centro-destra sono contrario all’acqua privatizzata, ma sono favorevole alla distribuzione dell’acqua anche con soggetti privati, che sono due cose differenti, peraltro è come sta già accadendo in tutta Europa, però è ovvio che non si può ridurre a uno spot in assestamento di bilancio.
Quindi, ripeto, se noi oggi stralciassimo questo argomento, calendarizzandolo, Presidente Solazzi, entro due sedute assembleari, facendo gli approfondimenti di commissione, saremmo più seri nei confronti di chi ci sta pressando e degli organi di stampa che hanno polarizzato su questo argomento l’oggetto. Potremo così fare una serena discussione dove ognuno si assumerà le proprie responsabilità.
Quindi se c’è una disponibilità della Giunta, degli Assessori competenti e della maggioranza, io entro quindici giorni, signori, riporterei questo argomento in Assemblea legislativa, dopo però aver fatto almeno un paio di riunioni di commissione molto approfondite e serrate al fine di consentire un po’ di chiarezza.

PRESIDENTE. Consigliere Zinni, non posso che dire che questa sua richiesta è razionale, ma la Giunta ha comunque la sua linea. Posso dire che temi come questo avrebbero bisogno di un altro spazio, di un’altra sede e di un altro approfondimento per essere trattati.
Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Presidente, sarò velocissimo. Collega Zinni, pensi se ci possiamo far spaventare da e-mail di qualche capopopolo improvvisato o dalle sciocchezze dette da qualche “trombato” del sud delle Marche! Noi abbiamo raccolto decine di migliaia di firme, qualche migliaia dal Consigliere Acacia, per cui non può essere che su una cosa che ci ha visti impegnati per parecchi mesi poi arriva un certo signor Rossi che ci vuol far lezione! Immaginatevi se può essere! Qui non c’è nessuna confusione, il testo di questo articolo, come lo abbiamo preparato, certifica due cose, la collaborazione fattiva tra i Consiglieri e la compagine di Giunta che produce atti chiari e positivi – e questo ricordiamocelo anche per altri argomenti –, inoltre che i rappresentanti dei cittadini marchigiani con convinzione dichiarano che ci sono cose, come ad esempio l’essere umano o l’acqua come in questo caso, che non sono merci da mettere in vendita sul mercato.
Speriamo che i cittadini in futuro con il libero voto oppure un nuovo e un più saggio Governo cancellino del tutto l’odioso decreto Ronchi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Telegraficamente Presidente. E’ vero, probabilmente oggi su questo tema c’è stata un po’ di sovraesposizione, che sicuramente non è dovuta all’attivismo dei Consiglieri bensì a come è articolato l’articolo 38.
Dopodiché il lavoro svolto in Commissione e quello svolto tra i Consiglieri ha portato a un esito finale nel quale ci riconosciamo tutti. Non è un caso che il Consigliere Eusebi e tutti noi che abbiamo presentato degli emendamenti li ritireremo per approvare questo ultimo emendamento 38/8/1 con il suo subemendamento e attraverso i quali si stabilisce un dato. Ora io credo, al di là dei giudizi, che questo dato sia frutto del lavoro nostro, ma anche della spinta delle migliaia di cittadini marchigiani che hanno firmato per il referendum. Sia quelli per i quali io ho richiesto le firme e che chiedono che la gestione deve essere pubblica, sia, caro Eusebi – ed è lì la differenza – quelli che invece dicono che la gestione può essere privata, come appunto le firme raccolte da lei e dal suo partito. (…) Bene, se non è così è meglio. Resta comunque il fatto che abbiamo raggiunto una quadra. Però con un impegno, ossia l’impegno che nel minor tempo possibile l’Assemblea legislativa discuta una legge che regolamenti la gestione del servizio idrico a livello regionale. Nel minor tempo possibile e indirizzando ad una gestione pubblica, perché l’acqua — noi così diciamo, è questa la novità – non rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica, semmai ci fosse anche qualche servizio pubblico che ci rientra.
Ovviamente il Gruppo Comunista voterà a favore di questo emendamento, perché abbiamo dato un nostro contributo insieme a tanti altri cittadini marchigiani che lo aspettavano in modo chiaro e netto, cosa che non era data con la prima estensione dell’articolo 38.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Comi.

Francesco COMI. Questo dibattito è un’occasione preziosa per l’Aula e per il Partito Democratico per fare chiarezza sul tema del servizio idrico ed in particolare sul tema più generale dei servizi economici a rilevanza industriale, perché c’è chi alimenta un dibattito inutile. Allora è bene che tutti sappiano qual è il quadro delle competenze e delle responsabilità.
Noi nel quadro della nostra potestà legislativa regionale non siamo soggetti titolati a gestire direttamente il tema dei servizi pubblici a rilevanza industriale. C’è stato a suo tempo il testo unico degli enti locali, con l’articolo 113 che stabiliva per i servizi a rilevanza industriale il metodo della gara o il metodo dell’affidamento in house purché ci fosse il 100% pubblico, e il metodo del controllo analogo. Successivamente c’è stata una finanziaria, il famoso decreto legislativo 112 con l’articolo 23 bis, votata in Parlamento con la fiducia, senza dibattito, che ha stabilito che per i servizi pubblici a rilevanza industriale c’è o il metodo della gara o il metodo dell’affidamento in house solo per quelle società che cedono il 40% di quote a privati individuati con gara, e quindi c’è stata una precisa scelta del legislatore. C’è poi anche la legge n. 122 del 2000, con il regolamento attuativo n. 168 approvato nel settembre di quest’anno, che ha stabilito quali servizi pubblici a rilevanza industriale devono essere soggetti a gara, i tempi in cui si deve procedere all’evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi, le eccezioni e gli organi di controllo.
Questo significa che se c’è stata una spinta verso procedure di liberalizzazione dei servizi pubblici a rilevanza industriale, ivi compreso il sistema dei rifiuti, quindi ivi compresa, nella mia provincia, la gestione del servizio integrato dei rifiuti, ivi compreso quello dei trasporti, ivi compreso anche quello del servizio idrico. Per cui non è stata la Regione Marche a farla, c’è una precisa scelta politica del legislatore nazionale.
Qual è il compito della Regione Marche? Il regolamento attuativo recentemente approvato ci dà una possibilità, che mi pare colta benissimo nell’emendamento presentato da molti Consiglieri di maggioranza. Il regolamento ci dice che entro dodici mesi dalla sua entrata in vigore gli enti locali, e pertanto le Regioni, hanno la possibilità di specificare quali servizi possono essere esclusi dalla categoria più generale dei servizi pubblici economici a rilevanza industriale. E dentro questa esclusione, attraverso un atto specifico che poi dovrà essere motivato, giustificare le ragioni per le quali si evita il ricorso al mercato e per le quali si ritiene che solo il pubblico può garantire un servizio di rilevanza generale.
Allora a me sembra che se una possibilità l’abbiamo sta proprio dentro questo regolamento. E questa novità ci è stata introdotta da soli due mesi, perché fino a settembre 2010, con la legge 122 e con il d.lgs. 112, noi non avevamo alcuna possibilità di sottrarci ad una scelta di liberalizzazione introdotta dal Governo. Questo possibilità ci viene affidata oggi come Ente locale e noi la vogliamo cogliere subito, senza tentennamenti, senza esitazioni, senza aspettare i dodici mesi, proprio per creare le condizioni per cui il mercato pubblico e i soggetti che gestiscono oggi il servizio idrico siano rassicurati e l’opinione pubblica con essi.
E quindi lo vogliamo fare oggi attraverso l’assestamento.
Poi è evidente che seguirà un atto più articolato nel quale dovremo censire le motivazioni per le quali abbiamo l’interesse a non ricorrere al mercato, ce lo chiede il regolamento, e questa è l’unica forma per la garanzia di un servizio che mantiene i requisiti dell’universalità e dell’equità e quindi della tutela di tutti i cittadini.
Quindi a me sembra che questa sia una grande occasione per il PdL e per il centro-destra – lo dico al Consigliere Zinni –, perché fino a tre mesi fa noi sapevamo che tutti i servizi, compreso quello idrico, al 31 dicembre cessavano improrogabilmente e indipendentemente dall’eventuale concessione da parte del soggetto titolato a concederla. Oggi sappiamo che a quella data ci possiamo sottrarre. Oggi allora con l’assestamento, seppure sia un atto che non dovrebbe contenere atti di riforma, diamo un segnale. Non mi pare che la finanziaria nazionale non contenga atti di riforma, noi stiamo parlando di una legge che era contenuta dentro la finanziaria, il decreto legislativo 112, che dice “liberalizzate tutto”, era contenuto dentro la finanziaria, che per legge non dovrebbe contenerlo. Quindi lezioni da questo punto di vista non ne possiamo raccogliere da nessuno.
Oggi noi non facciamo una legge di riordino e di riforma, diamo un segnale, poi nelle Commissioni, con il tempo giusto, con le motivazioni adeguate, faremo quanto necessario per salvaguardare un bene primario.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Ritengo che l’intervento del Consigliere Comi sia stato rigoroso e competente e abbia fatto pulizia anche in termini politici della strumentalizzazione che in queste ore abbiamo dovuto subìre su una proposta che in via emergenziale abbiamo inserito nella legge di assestamento, che è forse una delle poche utili e necessarie.
Abbiamo avuto speculazioni da “sinistra” rispetto a un tentativo che contrastava la nostra intenzione, da una parte quella di tradurre una volontà di privatizzazione silenziosa, dall’altra quella invece di contrastare un principio di liberalizzazione stabilito sul piano comunitario e ribadito dalla legge Ronchi sul piano nazionale.
Al di là delle strumentalizzazioni che appunto anche in quest’Aula inizialmente si sono manifestate, costruendo un avversario di comodo con cui comodamente polemizzare – e le battute appena ascoltate ne sono un esempio lampante –, voglio ribadire che la Giunta regionale ha presentato questo emendamento proprio per evitare che ci potesse essere una possibile e incontrollabile invadenza che potesse ribaltare l’attuale assetto di gestione, quindi di distribuzione del bene primario acqua.
La Regione Marche ha ricorso contro il Governo presso la Corte Costituzionale. Molti dei membri della Giunta e della maggioranza sono stati animatori del referendum e hanno, nei Comuni dove esercitano attività politica, tentato di modificare nello Statuto la definizione di enti capaci di gestire servizi non a rilevanza economica quale l’acqua, che è una delle strade che sono state seguite.
Penso che la soluzione che nella fase finale l’Assemblea legislativa è riuscita a recuperare sia stata quella più equilibrata. Non una cancellazione di un emendamento che andava in quella direzione e che avrebbe fatto da apertura di sacco alle tentazioni strumentali di chi voleva interpretare la nostra linea non come protettiva della gestione pubblica ma come nemica della gestione pubblica, e dall’altra ha voluto rilevare, separandone la possibile emendabilità in sede di Corte Costituzionale, la responsabilità nei confronti di un rilievo del Governo, affermando cioè che l’acqua è un servizio non a rilevanza economica.
Voglio sottolineare che noi affermiamo la necessità di una forte regolazione pubblica attuata da un’autorità di regolazione nazionale di cui siano parte organica le Regioni e i Comuni, e un ruolo fondamentale delle Regioni e degli enti locali; poco fa si è parlato di ente locale, e la Regione non è un ente locale, è il Comune un ente locale che sulla scorta del Consiglio di Stato può tentare di correggere l’impostazione nazionale.
Noi siamo per una gestione industriale e non di anime belle del servizio idrico integrato. E siamo dell’avviso che affidando alle Regioni il compito di organizzazione del servizio idrico integrato si vada verso la direzione giusta. Ma per fare questo non basta pestare i piedi per terra protestando contro un mondo grande e terribile e contro la legge iniqua, ci si mobilita, si organizza sul piano comunale, provinciale e regionale la risposta compatibile con il rispetto delle leggi e si cerca di modificare democraticamente un orientamento che consideriamo sbagliato, antieconomico e antisociale.
Penso che la linea della Regione sulla difesa dell’acqua non ci può essere insegnata da nessuno! Noi abbiamo investito 130 milioni per il ciclo idrico, investendo la cifra maggiore di investimento pubblico con il ricorso alla provvista privilegiata della BEI a cui hanno attinto tutti i Comuni e le società di gestione dell’acqua regionale. Quindi nessuno ci può occasionalmente, saltando sopra un tema ad alta sensibilità sociale, insegnare cosa sia più democratico o meno democratico fare.
Per cui sulla scorta dell’azione svolta dall’amministrazione regionale nessuna polemica per il passato né per il futuro.
Mi pare che la soluzione adottata dall’Assemblea legislativa vada in quella direzione. Il primo comma con il secondo stabiliscono una difesa, seppure relativa, della possibilità di arrivare fino alla fine del 2011 con la gestione pubblica e contemporaneamente di estrarla in via radicale dalla possibilità di applicazione più restrittiva della legge Ronchi.
Siamo impegnati insieme a modificare la legge Ronchi, quindi speriamo, prima dalla Corte Costituzionale, poi dal referendum di maggio e poi anche da una maggioranza politica, come diceva poco fa Comi, possa mutare di indirizzo e di accento nella difesa non solo della regolazione ma anche di una moderna ed efficiente gestione pubblica dell’acqua.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Il tema è stato sviscerato a sufficienza. Come ha detto l’Assessore Marcolini la Regione Marche è attenta su questo argomento, come lo sono anche tutte le forze politiche all’interno di quest’Assise regionale.
L’acqua è un bene pubblico, è un interesse per i cittadini e come tale va garantito. E l’articolo 38 prevedeva proprio tale questione. C’è stata sicuramente una cattiva interpretazione e c’è stata anche una forzatura ideologica che non dipende certamente da quest’Aula ma da persone che stanno all’esterno e che non hanno condiviso un percorso e un ragionamento, che significava portare proprio la privatizzazione al livello massimo, al 31 dicembre 2011. Per cui l’articolo 38 va mantenuto.
Va invece stralciato, in accordo anche con il Presidente della Commissione ambiente Giancarli e con tutti gli altri colleghi che hanno contribuito, il comma 2, non ha più senso in quanto è stato incamerato dal regolamento nazionale.
Abbiamo poi fatto, grazie alla coesione fra le forze della maggioranza e non, un percorso ancora più accentuato, quello di cui all’emendamento 38/8/1 che vede come primo firmatario Paolo Eusebi e poi tanti altri Consiglieri, con cui si dice che il servizio idrico è interesse generale e non rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica. Anche se sappiamo che su questo argomento ci potrebbe essere da parte del Governo nazionale l’impugnativa.
Però sul piano politico – perché siamo convinti come amministratori e come politici che non si fa politica soltanto con gli atti, ma anche con le idee – questa è un’idea forte che dobbiamo inserire all’interno di questo concetto.
Abbiamo inoltre tutti condiviso un ordine del giorno che richiama tutti i percorsi effettuati con le leggi nazionali e anche il ricorso verso il Consiglio di Stato della Regione Marche fatto l’anno scorso con cui è stato detto che sull’acqua deve avere la competenza la Regione, non può essere il Governo nazionale. Questo ordine del giorno dice che la Regione, l’Assemblea legislativa e la Giunta regionale, entro breve tempo, sicuramente entro il mese di dicembre, appronterà una legge con cui stabilirà che l’acqua è un interesse generale pubblico e come tale va garantita dal pubblico verso tutti i cittadini.
Credo che su questo possa esserci condivisione da parte di tutti. E quindi possa essere accettato sia l’articolo 38, così come predisposto dalla Giunta, sia il subemendamento n. 38/1/1 ed il subemendamento n. 38/1/1/1, sia infine l’ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Volevo segnalare che nella parte normativa dell’assestamento mai un articolo come questo, secondo me, è stato più appropriato, perché ha fatto emergere la rilevanza e l’urgenza di una definizione della materia della gestione dei servizi pubblici locali, soprattutto dopo l’approvazione del regolamento, che, non dimentichiamo, è avvenuta soltanto a metà settembre scorso. Da parte della Regione vi è stata in maniera evidente la necessità di portare all’attenzione dell’Assemblea legislativa che fine deve fare la gestione dei servizi pubblici locali, evidenziando la necessità di una tutela massima.
Nel momento in cui è stato portato all’approvazione della Giunta lo schema normativo il secondo comma doveva essere fatto in questo modo proprio perché non era stato ancora emanato il regolamento attuativo. Regolamento che ha chiarito la differenza fondamentale fra i servizi pubblici essenziali, ossia quelli a non rilevanza economica, e quelli non essenziali, cioè quelli aventi una rilevanza economica e con la possibilità di essere posti sul mercato.
Segnalo che su questa materia dobbiamo operare rapidamente con una legge regionale, come hanno già detto molti altri Consiglieri. E’ dal 2001 che il Governo, sia di centro-destra che di centro-sinistra, con una serie di leggi sta tentando di definire la questione, andando un po’ avanti e un po’ indietro.
Ci tengo a precisare che la gestione del servizio idrico integrato è una gestione che riguarda un bene essenziale per la nostra comunità. E su questo le iniziative della Regione Marche, che ha impugnato le disposizioni del cosiddetto decreto Ronchi sulla materia, come la sentenza della Corte del Consiglio di Stato del 10 settembre 2010, fanno chiarezza sull’opportunità che la Regione stessa si muova verso un’unica direzione e rapidamente. Ovvero estrapolare, sia per le aziende in house, quelle più soggette al pericolo dell’aggressione, sia per le società miste, però partecipate in maniera rilevante dagli enti pubblici, una legge regionale che stabilisca il coinvolgimento di enti locali, Comuni, Province e Regione, nella difesa di questo bene essenziale. E questo non vuol dire dare acqua gratis a tutti o fuori da una soluzione di gestione di Ambito territoriale organizzato, ma significa porlo fuori da quell’aggressione di grandi gruppi e grandi multinazionali che certamente hanno un’attenzione privilegiata sulle regioni italiane che sono prive di società forti a difesa di questo bene.
Concludo dicendo che l’articolo 38, così come verrà modificato, è un’affermazione di principio e il comma 2 va in qualche modo colmato con la parte normativa che la Regione, a mio avviso, dovrà emanare in fretta e in maniera chiara.


PRESIDENTE. Emendamento n. 38/4. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Bucciarelli, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Marconi.
Astenuti: Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 38/5 del Consigliere Binci. Ritirato.

Emendamento n. 38/6 del Consigliere Bucciarelli. Ritirato.

Emendamento n. 38/7 del Consigliere Cardogna:
All’articolo 38, dopo i primi due commi, aggiungere il comma seguente:
“2 bis. Alla gestione del servizio idrico integrato, privo di rilevanza economica, non si applicano le norme dei commi precedenti.”.
Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Poiché assunto dal prossimo emendamento lo ritiro.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Emendamento n. 38/7. Ritirato.

Subemendamento n. 38/8/1/1 dei Consiglieri Latini, Ricci, Binci:
All’emendamento n. 38/8/1 dopo le parole “di interesse generale” inserire le parole: “riconducibile ai diritti fondamentali della persona”. .
Ha la parola il Consigliere Zinni per dichiarazione di voto.

Giovanni ZINNI. Volevo dire che purtroppo dopo gli interventi sia dell’Assessore Marcolini che del Consigliere Comi, la confusione in realtà è aumentata. Ad esempio non si capisce a quale titolo una Giunta avesse predisposto due commi in questo modo, e poi basta che c’è un dibattito in Aula e il secondo scompare. Siccome…(…) Signori, è determinante, ma non è chiaro politicamente per noi il perché fate questo. E soprattutto il perché, in una dialettica, come posso dire, fra sinistra moderata e sinistra più estrema, questo dibattito sia scivolato su una primogenia di chi è che tutela meglio l’acqua.
A noi non piace discutere in questi termini questo argomento, e seppure sia stato rimesso in discussione per il giusto e grosso merito politico dai Consiglieri Binci e Bucciarelli, noi non siamo disposti a votare questi emendamenti in questo modo, perché, ripeto, in quest’Aula non è chiaro proprio niente. Quello che affermava il Consigliere Comi non è presente in questo atto. Quello che lei affermava, Consigliere, e che io condivido pienamente, non è presente in questi atti, qui si parla di altre cose.
Quindi noi non partecipiamo alla votazione degli emendamenti e dell’articolo perché questo modo di fare sull’acqua ci sta creando quell’imbarazzo di sentirci un po’ prigionieri del dato mediatico. Su questo vorremmo una riflessione più lenta e più seria.
Per cui, ripeto, non parteciperemo alla votazione né degli emendamenti né dell’articolo.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 38/8/1/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.

(L’Assemblea legislativa approva)

Subemendamento n. 38/8/1 dei Consiglieri Ricci, Eusebi, Malaspina, Latini, Cardogna, Binci, Giorgi, Pieroni, Ortenzi, Bucciarelli, Badiali, Perazzoli, Giancarli, Acacia Scarpetti, Busilacchi, sostitutivo dell’emendamento n. 38/8:
Dopo il comma 2 dell’articolo 38 è aggiunto il seguente: “2 bis. Il servizio idrico integrato in quanto di interesse generale non rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica.”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 38/8 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Decaduto.

Articolo 38, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 38 bis.
Emendamento n. 38 bis/1 della seconda Commissione:
Al comma 2 le parole “il 31 dicembre 2011” sono sostituite dalle seguenti: “novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge”.
Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. E’ anticipata dal 31 dicembre 2011 a novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge la possibilità da parte della Regione di provvedere all’aggiornamento delle tabelle parametriche per quanto riguarda la determinazione degli oneri di urbanizzazione.

PRESIDENTE.Emendamento n. 38bis/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Binci, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Silvetti, Zinni.

L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 38 bis, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Badiali, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Binci, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 38 ter/1 del Consigliere Bucciarelli:
Dopo l’articolo 38 bis si propone di introdurre il seguente:
"Art. 38 ter (Strutture assistenziali)
1. Il tempo per l’adeguamento ai requisiti minimi organizzativi delle residenze protette per anziani di cui ai numeri 29, 30, 34 e 35 dell’allegato A al regolamento regionale 8 marzo 2004, n. 1, come sostituito dal regolamento regionale 24 ottobre 2006, n. 3 è prorogato di due anni con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge.”.
Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. L’emendamento si rifà ad una delibera della Giunta regionale con la quale si prevedeva la formazione di circa 3.000 unità di operatrici socio-sanitarie, le famose OSS. A tutt’oggi ne sono state formate 750. Quindi credo che una proroga non possa che agevolare la previsione fatta dal Governo regionale.

PRESIDENTE. Emendamento n. 38 ter/1…(…)

Fabio BADIALI. Presidente, mi scusi, volevo dire che i corsi per OSS sono stati già effettuati, ci sono 750 persone formate, però già c’è personale che non trova occupazione, se ne facciamo 3.000 vuol dire che avremo 2.500 persone…(…) Allora lo specifichi, magari aspettiamo un attimo per capire. (…)

PRESIDENTE. Consiglieri, ci sono problemi? Avere esigenza di ritrattare il voto? (…) Bene. Emendamento n. 38 ter/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acacia Scarpetti, Acquaroli, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, D'Anna, Donati, Eusebi, Giancarli, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 39.
Emendamento n. 39/1 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi:
Il comma 1 viene abrogato.
Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Innanzitutto comunico che ritiro gli emendamenti n. 39/4, 39/6, 39/7 e 39/10.
Il comma 1 dell’articolo 39 porta una modifica alla legge sulla disciplina della procedura di impatto ambientale che sopprime il termine interprovinciale. Noi dell’Italia dei Valori non siamo d’accordo su questa cosa perché riteniamo che dare la competenza interamente alle Province sia un errore, potrebbe portare alla nascita nel territorio di molte ferite intese come discariche, perché di questo stiamo parlando.
Attualmente c’è una situazione del genere per esempio tra le due province di Ancona e Macerata, lì sono stati individuati dai piani provinciali dei rifiuti due siti di discarica confinanti tra loro, Filottrano e Cingoli. Quindi in un lasso di territorio molto piccolo si potrebbero avere due ferite diverse.
Cosa chiediamo? In un emendamento chiediamo che venga soppresso questo comma, ma qualora non passasse chiediamo la sostituzione e cioè di ritornare a come era prima, quindi di dare la competenza alla Regione per l’individuazione e l’autorizzazione di qualsiasi impianto di smaltimento dei rifiuti, però in un lasso di spazio di cinque chilometri, non più tre chilometri come era prima, che forse era una distanza un po’ irrisoria.
All’emendamento n. 39/2 ho presentato un subemendamento perché quando dico che la Regione è competente ad individuare e autorizzare qualsiasi impianto di smaltimento dico anche che la Regione deve sentire le Province. Quindi la Regione, sentite le Province, è competente ad individuare e autorizzare gli impianti di smaltimento.
Riteniamo che questa modifica sia molto importante proprio per controllare di più la localizzazione delle discariche in un territorio non molto ampio come appunto quello delle Marche. Riteniamo che la Regione debba mantenere le competenze in questi ambiti.
In riferimento invece all’emendamento n. 39/8, che chiede l’abrogazione del comma 3, abbiamo presentato un ordine del giorno. Perché? L’emendamento viene ritirato, però nel comma 3 dell’articolo 39 al punto 1 bis si torna a parlare di funzioni amministrative concernenti la valutazione di impatto ambientale riferito alla realizzazione e gestione di nuovi impianti di incenerimento e coincenerimento. Noi nella regione Marche abbiamo un Pear che si dichiara in maniera ben precisa rispetto agli impianti di incenerimento e coincenerimento. Quindi ritiro l’emendamento ma presentiamo un ordine del giorno, che spero questa Assemblea coerentemente approvi, con cui chiediamo che l’Assemblea impegni la Giunta a non autorizzare nuovi impianti di incenerimento e coincenerimento, in linea appunto con il nostro Pear.

PRESIDENTE. Emendamento n. 39/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giorgi, Marangoni, Marinelli, Natali, Solazzi, Zaffini, Zinni.
Contrari: Busilacchi, Canzian, Comi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Binci, Bucciarelli, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa non approva)


Subemendamento n. 39/2/1 della Consigliera Giorgi:
Nel rigo 3°, dopo la parola “Regione” aggiungere le parole “, sentite le Province”
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Giorgi, Marangoni, Marinelli, Natali, Solazzi, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Comi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Binci, Silvetti.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39/2 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi:
Il comma 1 è sostituito è sostituito dal seguente:
“1. Al comma 1 dell’articolo 4 della l.r. 14 aprile 2004 n. 7 (Disciplina della procedura di .valutazione di impatto ambientale), va aggiunta la seguente lettera c): “c) la Regione è competente ad individuare ed autorizzare qualsiasi impianto di smaltimento rifiuti sito entro 5 km dai confini di una o più Province.”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giorgi, Marinelli, Natali, Silvetti, Solazzi, Zinni.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Comi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Petrini, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39/3 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi:
Il comma 2 viene abrogato.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Donati, Eusebi, Foschi, Giorgi, Luchetti, Marangoni, Marinelli, Mezzolani, Natali, Petrini, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Camela, Giancarli, Latini, Malaspina, Marconi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 39/4 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Subemendamento n. 39/5/1 del Presidente Latini:
Al punto 3) della lettera n decies) le parole tra le parentesi tonde sono soppresse.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Ciriaci, Comi, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, D’Anna, Eusebi, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 39/5 dell’Assessore Donati:
Il comma 2 bis è sostituito dal seguente:
“2 bis. La lettera n decies) del numero 6) dell’allegato B2 della l.r. 7/2004 è sostituita dalla seguente:
‘n decies) impianti industriali non termici per la produzione di energia elettrica da conversione fotovoltaica e impianti solari termici, comprese le opere connesse, a esclusione di quelli in cui i moduli collettori:
1) siano ubicati ai suolo ed abbiano potenza complessiva inferiore o uguale a 1.000 kW;
2) costituiscano elementi costruttivi della copertura o delle pareti di manufatto adibiti a serre come individuate ai sensi dell’art. 20, comma 5 dei DM 06/08/2010 con potenza complessiva inferiore o uguale a 200 kW;
3) siano collocati, indipendentemente dalla modalità di posizionamento, sulle strutture edilizie esterno degli edifici (tetti, terrazze, coperture, facciate, balaustre, parapetti, frangisole, finestre, persiane) e loro strutture di pertinenza (pergole, tettoie) come individuati negli allegati 2 e 3 del DM 19/02/2007 e all’art. 20 del DM 06/08/2010;
4) costituiscano o sostituiscano elementi di arredo urbano e viario (barriere acustiche, pensiline, elementi di illuminazione) come individuati negli allegati 2 e 3 dei DM 19/02/2007 e all’art. 20 del DM 06/08/2010.’”.
Lo pongo in votazione, così come emendato.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Canzian, Comi, Donati, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 39/6 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Emendamento n. 39/7 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Emendamento n. 39/8 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Emendamento n. 39/9 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Emendamento n. 39/10 dei Consiglieri Giorgi, Eusebi. Ritirato.

Articolo 39, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Camela, Cardogna, Comi, Donati, Giancarli, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci, Eusebi, Giorgi.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 39 bis. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 39 ter. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Camela, Canzian, Donati, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Bucciarelli.
Astenuti: Acquaroli, Binci, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 39 quater.
Emendamento n. 39 quater/1 del Consigliere Zinni:
Nella tabella A l’autorizzazione di spesa della l.r. 9/2006 è incrementata di euro 200.000,00. Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804 Fondo di riserva spese impreviste.
Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Solo per ricordare ai Consiglieri che questo emendamento vuole incrementare la legge regionale sulla promozione turistica. Quindi l’auspicio, se dovesse passare, è che venga investito sul progetto turistico artigianale, che a suo tempo è già stato consegnato alla Regione dalle associazioni di categoria. Questo potrebbe essere un buon modo di finire l’anno con un intervento concreto a favore delle attività artigiane.

PRESIDENTE. Emendamento n. 39 quater/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Sciapichetti, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Busilacchi, Comi, Donati, Eusebi, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Petrini, Ricci, Solazzi.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/2 del Consigliere Zinni:
Nella tabella C è inserita la seguente voce: “Contributo all’Associazione università per la pace per un assegno di ricerca relativo al progetto etica e diritto internazionale” euro 25.000,00. Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804 Fondo spese impreviste.”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Binci, Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Latini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Silvetti.
(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/3 del Consigliere Latini:
Nella tabella C è inserita la seguente voce: UPB 10603 “Contributo straordinario di parte corrente a favore delle Comunità montane”: 300.000,00. Copertura mediante riduzione Tab A l.r. 18/2008: –200.000,00; UPB 20804 Fondo di riserva delle spese impreviste: –100.000,00.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Binci, Carloni, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Trenta, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 39 quater/4 della Consigliera Foschi:
Nella tabella C, all’UPB 42204 è inserita la seguente voce:
Contributo al Comune di Fano per interventi contro l’erosione costa euro 200.000,00.
Copertura mediante riduzione delle seguenti UPB:
10202 –20.000,00 Contributo straordinario all’ANPI per la festa nazionale dell’associazione;
10308 –30.000,00 per acquisto di immobili da adibire a sedi regionali (Protezione civile);
10503 –80.000,00 per il piano di comunicazione;
10503 –50.000,00 per monitoraggio e promozione dell’attuazione del programma di Governo;
10501 –20.000,00 per le riviste e notiziari della Giunta regionale (stampa, spedizione ed altri oneri connessi) nonché per la realizzazione di campagne di comunicazione istituzionale.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Subemendamento n. 39 quater/5/1/1 dei Consiglieri Zaffini, D’Anna, Carloni, Foschi:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
Dopo le parole “Contributo al Comune di Fano per il Carnevale” eliminare le parole “e la Fano dei Cesari” Euro 20,000,00
Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804 – Euro 20.000,00.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Eusebi, Foschi, Giancarli, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marinelli, Mezzolani, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Sciapichetti, Silvetti, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Donati, Marconi, Petrini.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa approva)

Subemendamento n. 39 quater/5/1 dei Consiglieri Zaffini, D’Anna, Carloni:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
“Contributo al Comune di Fano per il Carnevale e la Fano dei Cesari. Euro 20.000,00”.
Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804 – Euro 20.000,00.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Busilacchi, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Latini, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Camela, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Traversini.
Astenuti: Binci, Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Con la bocciatura di questo sub emendamento decade anche il precedente subemendamento.

Emendamento n. 39 quater/5 della Consigliera Foschi:
Nella tabella C all’UPB 42204 è inserita la seguente voce:
Contributo al Comune di Fano per la stagione teatrale 2010: euro 60.000,00.
Copertura mediante riduzione della seguente UPB: 31407 –60.000,00 per sostegno alla Fondazione per l’iniziativa Adriatico-Ionica (FIIAI) onlus.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Camela, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Binci, Bucciarelli, Canzian.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Subemendamento n. 39quater/6/1 dei Consiglieri Trenta, Ciriaci:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
“Contributo alla Provincia di Fermo per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali” Euro 70.000,00
Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804.
Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Ho chiesto un intervento straordinario di minima spesa per quanto riguarda la manutenzione delle strade provinciali di Fermo.
Praticamente la suddivisine delle due provincie ha portato ad un impoverimento della manutenzione stessa, quindi ho provato a dare un segnale togliendo risorse dalla riserva delle spese impreviste, ossia dalla manutenzione straordinaria e occasionale.
Chiedo pertanto ai Consiglieri di maggioranza, soprattutto a quelli del territorio, di sostenerlo.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 39 quater/6/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/6 della Consigliera Foschi:
Nella tabella C all’UPB 42601 è inserita la seguente voce:
Contributo alla Provincia di Pesaro Urbino per la Bocca Trabaria – Variazione in aumento da euro 70.000,00 a euro 130.000,00.
Copertura mediante riduzione delle seguenti UPB:
10202 –30.000,00 per contributo straordinario alla Fondazione Symbola per l’attività di ricerca anno 2010 sullo stato della green economy;
10503 –30.000,00, per il piano di comunicazione.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Foschi, Giannini, Marangoni, Marinelli, Natali, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Bucciarelli.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/7 del Consigliere Zinni:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
UPB 42602: Contributo straordinario al Comune di Civitanova Marche per opere di miglioramento e messa in sicurezza delle strutture esistenti presso lo Stadio polisportivo ed il circolo tennis” euro 70.000,00.
Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804 Fondo spese impreviste.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Ciriaci, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini.
Contrari: Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/8 del Consigliere Bucciarelli:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
UPB 52602 “Contributo straordinario al comune di Monteroberto per il completamento della nuova scuola per l’infanzia a Pianello Vallesina” euro 150.000,00.
Copertura mediante equivalente riduzione UPB 20804 “Fondo di riserva spese impreviste”.
Se passa decade l’emendamento n. 39 quater/9.
Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Presidente, lo ritiro in quanto sullo stesso tema è stato presentato un emendamento identico dal Presidente Latini, si diversifica solo nella copertura finanziaria. Quindi voterò l’emendamento del Presidente Latini.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Emendamento n. 39 quater/8. Ritirato.

Subemendamento n. 39 quater/9/1 dei Consiglieri Ciriaci, Trenta:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
“Contributo straordinario al Comune di Ortezzano per la ristrutturazione della palestra scuola elementare G Carboni” euro 30.000,00.
Copertura mediante riduzione UPB 10503 “per il piano di comunicazione” euro 30.000,00.
Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Ortezzano ha una palestra dove non si fa più attività fisica ormai da tre anni, quindi chiedo un piccolo contributo per la messa in sicurezza, anche è all’interno delle scuole.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaspina.

Maura MALASPINA. Pur essendo di Ortezzano e pur amandolo molto, sono stata Sindaco di questo Comune fino a qualche mese fa, voterò contro questo emendamento per onestà intellettuale, lo ritengo infatti settoriale e localistico.
Come Consigliere regionale ritengo giusto non fare una politica clientelare e particolaristica. Bisogna alzare il livello della politica come scelta settoriale e territoriale. Anche perché sono a conoscenza di diverse situazioni riguardo l’edilizia scolastica in diversi comuni, come Monte Vidon Combatte, Campofilone, Petritoli, che hanno gravi problemi.
Quindi se fosse stato un emendamento che prendeva in considerazione l’intero territorio l’avrei votato, siccome è solo per Ortezzano voterò contro.
Faccio presente con orgoglio che nella scuola di Ortezzano e nella palestra, che è chiusa solo da un anno, sono terminati da poco i lavori, si sono avuti contributi dell’edilizia scolastica per 60 mila euro, contributi CIPE per 208 mila euro, inoltre sono arrivati contributi di 100 mila euro attraverso il riparto per la scuola che fa il Parlamento.
Quindi per una questione di giustizia nei confronti dei comuni di tutto il territorio fermano voterò contro.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 39 quater/9/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Binci, Ciriaci, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/9 del Consigliere Latini:
Nella tabella C sono apportate le seguenti modifiche:
E’ aggiunta la seguente voce: “UPB 42602 Contributo straordinario al Comune di Monteroberto per il completamento della nuova scuola per l’infanzia a Pianello Vallesina” 150.000,00 euro.
Sono diminuite le seguenti voci:
- UPB 31041 – per contributo straordinario alla Svim per la realizzazione del progetto Elisa – formazione avanzata del settore calzaturiero –100.000,00 euro.
- UPB 31047 – per il sostegno alla Fondazione per l’iniziativa Adriatico-Ionica (FIIAI) onlus –50.000,00 euro.
Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Su questa situazione il mio voto è personale. Su questa proposta di emendamento eravamo in accordo con il Consigliere Bucciarelli, quindi per correttezza, visto che egli ha ritirato il suo riguardante la stessa situazione, lo mantengo in piedi io.
Per cui nessun problema per quanto riguarda la mia posizione.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. L’eccezionalità di un intervento di questa natura si aggiunge a tanti altri su cui c’è stata una perdita di controllo e su cui dovremmo riflettere tutti quanti, maggioranza e opposizione. La sessione di bilancio non può essere una sorta di redde rationem di un universo mondo da un punto di vista legislativo e di allocazione delle risorse, dove chiunque non abbia un minimo di riconoscimento è un orfano. Quindi mi rendo conto che si è esagerato oltre ogni limite.
Sul punto specifico sono contrario motivatamente – seppure capisco l’obbligo morale per chi ha ritirato un emendamento facendone carico un altro –, perché sia il progetto Elisa, che è un progetto di formazione indispensabile per il calzaturiero, che il finanziamento della fondazione per l’iniziativa Adriatico-Ionica sono assolutamente non comprimibili.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Velocissimo perché mi ha anticipato l’Assessore con parole sagge, a noi sembra infatti veramente folle togliere il sostegno all’Adriatico-Ionica.

PRESIDENTE. Emendamento n. 39 quater/9. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Ciriaci, Foschi, Latini, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Busilacchi, Camela, Canzian, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/10 del Presidente Latini:
Nella tabella C sono apportate le seguenti modifiche:
E’ aggiunta la seguente voce: “UPB 42602 Contributo straordinario al Comune di Auditore per il campo sportivo” 20.000,00 euro.
E’ diminuita la seguente voce: UPB 20815 – fondo per la gestione delle controversie con i creditori corrente –20.000,00.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Canzian, Carloni, Ciriaci, Donati, Eusebi, Foschi, Giannini, Giorgi, Luchetti, Marinelli, Mezzolani, Natali, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Binci, Camela, Malaspina, Marangoni, Marconi, Petrini.
Astenuti: Cardogna.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 39 quater/11 del Presidente Latini. Ritirato.

Emendamento n. 39 quater/12 della Consigliera Foschi:
Nella tabella C all’UPB 53103 è inserita la seguente voce:
“Contributo straordinario al Comune di Fermignano per la realizzazione di strutture sportive” euro. 20.000,00.
Copertura mediante riduzione delle seguenti UPB:
10202 –10.000,00 euro per contributo straordinario alla Fondazione Symbola per l’attività di ricerca anno 2010 sullo stato della green economy;
10308 –10.000,00 euro per acquisto di immobili da adibire a sedi regionali (protezione civile).
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, D’Anna, Foschi, Marinelli, Natali, Zaffini, Zinni.
Contrari, Badiali Busilacchi, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Subemendamento n. 39 quater/13/1 del Consigliere Marangoni:
Nella tabella C è inserita la seguente voce:
“Contributo al Comune di Recanati per il restauro della tomba del tenore Beniamino Gigli” euro 60.000,00
Copertura mediante equivalente riduzione UBP 20804 euro 60.000,00
Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Questo subemendamento non è per restare orfano, come simpaticamente ha detto l’Assessore, ma è per dare un valore che è assolutamente regionale, anzi, direi internazionale, per rilanciare il turismo e la cultura nelle Marche, anche se riguarda il comune di Recanati.
A Recanati c’è la tomba del grande tenore Beniamino Gigli, e a me è capitato personalmente di incontrare degli americani venuti qui per vedere questa tomba, infatti Beniamino Gigli è più famoso negli Stati Uniti perché è lì più che in Italia che ha svolto la sua grande carriere. Ma i turisti che arrivano vedono questa tomba potenzialmente molto bella che però è rovinata, ci sono affreschi di Biagio Biagetti che si stanno staccando, c’è una incredibile umidità. Il Comune in questo momento non ha soldi. Tempo fa abbiamo lanciato l’idea di una sottoscrizione nazionale e internazionale, ci stiamo attrezzando, però abbiamo bisogno di un contributo.
Quindi in linea con le previsioni regionali di sviluppo del turismo e della cultura chiedo che venga riconosciuto questo finanziamento per il restauro della tomba del grande tenore Beniamino Gigli.
Recanati non è soltanto Leopardi, che viene decantato da Dustin Hoffman, ma è anche Beniamino Gigli. Mi auguro che l’Assessore recanatese, mio concittadino qui presente, che peraltro è stato anche Sindaco della città, mi supporti in questo.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Marconi.

Luca MARCONI. Semplicemente per lasciare agli atti, sollecitato dal Consigliere proponente Marangoni, di questa seduta che non dirò una ma tre parole buone a favore di questa iniziativa, ma ritengo, Consigliere, che non sia questo il modo e il tempo per poterlo fare. Certamente dobbiamo agire, proprio perché l’unicità di questa opera, collega Marcolini, è unica, nel senso che non abbiamo altro come riconoscenza nei confronti di un grande concittadino italiano, nonché recanatese, ma dobbiamo farlo in un’altra occasione, nei fondi del 2011, e per vie più ordinarie.
Sicuramente anche con il concorso di altre realtà, perché non possiamo partire dal presupposto, come ha già detto il mio capogruppo opportunamente per un’altra iniziativa, che su ogni cosa immaginiamo che le aziende, i Comuni e le Province non avranno soldi e quindi poter risolvere ogni problema in questa sede. Dovremmo farlo in concorso con le Province e con i Comuni, e anche con i privati, visto che in questa occasione chiunque interverrà sarà un benemerito.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Quando ero ragazzina si giocava a “chi tardi arriva male alloggia”. Ossia, non è che possiamo fare la rincorsa della raccolta delle istanze dei singoli territori, guardate che alla fine tutti questi emendamenti, subemendamenti, e cosucce varie …(…) No, no dobbiamo essere coerenti e responsabili! A parte ora la tomba di Beniamino Gigli, di cui mio padre era un estimatore, io ho ancora suoi vecchi dischi, però non possiamo correre dietro a tutto per poi il giorno dopo fare l’articolo sul giornale.
Io in cinque anni – mi vanto di questo e l’Assessore Marcolini lo sa – non ho fatto una “marchetta” – scusate il termine, ma sembra che oggi vada tanto di moda, lo si scrive anche sui giornali –. Quindi chiederei ai colleghi di evitare questo modo di fare, tanto si sa che i soldi non ci sono, sia per la perdita di tempo, sia per un minimo di buongusto e di buonsenso.
Queste sono cose che si mettono a sistema in un discorso territoriale, altrimenti mi sento veramente avvilita, perché se questo metodo dovesse andare avanti per altri cinque anni, tra l’assestamento o il bilancio di previsione perderemmo ore a dire sì o no, a farci vanto di qualcosa che ci compete ma che sicuramente non possiamo fare ogni volta che un Sindaco ce le chiede. Peraltro sono cose che riguardano le amministrazioni comunali, che non devono andare sempre con il cappello in mano, e se ci vanno e non hanno risposta significa che non ci sono i fondi, come appunto sta succedendo quest’anno con questa penuria di soldi che dal Governo non arrivano.

PRESIDENTE. Subemendamento n. 39 quater/13/1. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Contrari, Badiali, Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 39 quater/13 della Consigliera Foschi:
Nella tabella C all’UPB 53106 è inserita la seguente voce:
“Contributo straordinario al Comune di Sant’Angelo in Vado per la fruizione e valorizzazione del sito archeologico” euro 50.000,00.
Copertura mediante riduzione della seguente UPB:
31407 –50.000,00 euro per sostegno alla Fondazione per l’iniziativa Adriatico Ionica (FIIAI) onlus.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Natali, Zaffini, Zinni.
Contrari, Badiali Bucciarelli, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Marconi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.


(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 39 quater. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, D'Anna.
Astenuti: Binci, Silvetti, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 39 quinquies. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Binci, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Bucciarelli, Natali.
Astenuti: Silvetti Zaffini.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 39 sexies. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Camela, Canzian, Cardogna, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Ricci.
Contrari: Bucciarelli, Donati.
Astenuti. Acquaroli, Binci, Silvetti, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 39 septies/1 del Consigliere Cardogna:
Dopo l’articolo 39 sexies è aggiunto il seguente:
“Articolo 39 septies (Modifica della l.r. 7/1995 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria”)
1. All’articolo 21 della l.r. 7/1995 aggiungere il comma 10:
10. E’ vietato l’esercizio dell’attività venatoria a distanza inferiore di 500 metri da centri dove si svolgono attività di interesse economico o sociale legate al turismo e alla fruizione dell’ambiente (agriturismo, country house, alberghi, ristoranti, maneggi, altro). L’istituzione di queste aree di rispetto avviene dietro richiesta motivata alla provincia da parte degli interessati: proprietario, conduttore, o altra figura avente titolo, previa presentazione di idonea documentazione attestante l’attività svolta completa di stralcio della carta tecnica regionale con indicazione dell’area da precludere all’attività venatoria.
Analogamente possono essere istituite aree di rispetto dove viene vietata la sola caccia al cinghiale a squadre, questo in prossimità di luoghi di culto, nuclei abitativi, aree interessate da attività antropiche non necessariamente economiche come piste ciclabili, sentieri, percorsi vita, aree attrezzate o altro. In questo caso l’istituzione delle aree dì rispetto avviene dietro presentazione di richiesta motivata alla provincia da parte di proprietari, conduttori, sindaci, presidenti di associazioni agrarie o gruppi di cittadini corredata da stralcio delta carta tecnica regionale con indicazione dell’area da precludere all’attività venatoria. La perimetrazione effettiva dell’area di rispetto viene definita in sede di sopralluogo congiuntamente agli agenti della Polizia Provinciale.
In ogni caso l’area preclusa all’attività venatoria non potrà essere inferiore a metri 500 partendo da un punto, o dal tracciato indicato dai richiedente.
Entro sessanta giorni la provincia autorizza l’istituzione dell’area di rispetto oppure comunica il diniego motivandolo. II richiedente provvede a proprie spese alla tabellone.
Per le violazioni di cui al presente articolo si applicano le sanzioni previste xi commi 3 e 4 dell’ari. 40 della l.r. n. 7/1995.”.
Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Ritiro l’emendamento perché lo presenterò in terza Commissione che discute la legge appropriata.

PRESIDENTE. Emendamento n. 39 septies/1. Ritirato.

Articolo 4. Dichiarazione d’urgenza. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali Binci, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva
a maggioranza assoluta dei componenti assegnati)

Ordine del giorno n. 1 del Consigliere Latini:
L’Assemblea legislativa delle Marche
Considerato che l’acqua è un bene pubblico privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale ed indispensabile per la vita delle persone;
Vista la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 che dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità e come tale l’accesso all’Acqua costituisce un diritto umano fondamentale per la persona umana e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015" ed afferma che “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”;
Considerato, altresì, che l’Unione europea ha stabilito che i servizi di interesse generale ed i “servizi di interesse economico generale” devono favorire la coesione sociale, ambientale e territoriale ed ha sottolineato la necessità di rispettare il principio di autonomia locale e regionale nella scelta delle migliori modalità per la prestazione di ciascun servizio, tenendo conto dell’interesse pubblico;
Preso atto che la Commissione europea nel “Libro Verde sui servizi di interesse generale” del 21 maggio 2003, ha affermato che le norme sulla concorrenza si applicano soltanto alle attività economiche , precisando che la distinzione tra attività economiche e non economiche ha carattere dinamico ed evolutivo, cosicché non sarebbe possibile fissare a priori un elenco definitivo dei servizi di interesse generale di natura non economica;
Preso atto altresì che la Corte costituzionale nella nota sentenza n. 272 del 2004, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’ari. 113 bis del d.Igs. 267/2000 per violazione dei criteri di riparto del potere legislativo tra Stato e Regioni, ha statuito che la disciplina delle forme di gestione e di conferimento dei servizi di rilevanza non economica è estranea alla materia della concorrenza, e come tale non rientra nelle materie riservate dall’art. 117 Cost. alla potestà legislativa statale ma a quella regionale;
Considerato inoltre che la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. sentenza n. 6529 del 10/09/2010) ha evidenziato che la distinzione tra servizi pubblici locali di rilevanza economica e servizi pubblici locali privi di tale rilevanza dipende in definitiva più da valutazioni politiche che dai caratteri intrinseci dei servizi;
Preso atto che la Regione Marche ha impugnato le disposizioni del cosiddetto decreto Ronchi per violazione dell’autonomia regionale e degli enti locali in materia di servizi pubblici locali ed in particolare per quanto riguarda le forme di gestione del servizio idrico locale;
Ritenuto, pertanto, alla luce della giurisprudenza costituzionale, comunitaria ed amministrativa sopra richiamata, che le Regioni e gli Enti locali hanno piena autonomia nella scelta delle modalità di affidamento del servizio idrico;
Impegna la Giunta regionale:
- a confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato, riconoscendo la rilevanza non economica di detto servizio;
- ad intraprendere tutte le iniziative, anche legislative, che privilegino le forme di gestione pubblica del servizio idrico integrato e con la partecipazione delle comunità locali;
- a sostenere azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi dell’accesso garantito all’acqua.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Silvetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Marangoni, Marconi, Marinelli, Natali, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Cardogna.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ordine del giorno n. 2.
Emendamento della Consigliera Giorgi:
Al 1° puntino, rigo 4°, sono soppresse le parole: “(consorzi obbligatori)”.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Foschi, Marinelli, Natali, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Silvetti.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ordine del giorno n. 2, così come emendato, dei Consiglieri Giorgi, Eusebi, Acacia Scarpetti:
L’Assemblea legislativa delle Marche
Premesso che:
- l’Art. 37 della Legge Regionale 42/2010 – Assestamento di bilancio 2010 – che modifica la legge regionale 11/2009 (Disciplina degli interventi regionali in materia di spettacolo) promuove la costituzione di organismi (consorzi obbligatori) che aggreghino i soggetti culturali qualificati operanti nel settore dello spettacolo dal vivo.
- II taglio del 67% dei trasferimenti Statali alla Regione Marche, va sommato alla costante e drastica riduzione del PUS ( Fondo Unico per lo Spettacolo).
- II Pus 2011 attualmente stanziato in Finanziaria è di 307 milioni, contro i 464 milioni di euro del 2010.
- Che occorre tutelare anche le realtà operative nel campo dello spettacolo dal vivo cosiddette “minori”.
Ciò premesso:
Impegna la Giunta regionale a stanziare congrui fondi per l’attività delle realtà cosiddette minori nell’ambito dello spettacolo dal vivo.
Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Donati, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Marconi, Mezzolani, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Astenuti: Binci.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ordine del giorno n. 3 dei Consiglieri Badiali, Giancarli, Binci, Bucciarelli, Sciapichetti, Cardogna, Comi, Ricci, Perazzoli, Traversini, Pieroni, Malaspina, Busilacchi, Latini:
Attuazione dell’art. 38 pdl n.42/2010 concernente “Assestamento del bilancio 2010”
L’Assemblea legislativa della Regione Marche
- visto l’art. 38 (Gestori dei servizi pubblici locali) della proposta di legge n. 42/10;
considerato che l’acqua è un bene primario, di proprietà collettiva, essenziale e indispensabile per la vita;
considerato inoltre che il Parlamento europeo ha affermato che, essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno (risoluzione dell’11 marzo 2004, paragrafo 5);
considerato altresì che il servizio idrico integrato costituisce servizio fornito per soddisfare esigenze di interesse generale in regime di non concorrenza, come tali non aventi natura industriale o commerciale;
preso atto che secondo la consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale la disciplina dei servizi pubblici locali rientra nella competenza legislativa residuale delle Regioni (sentenze nn. 272/2004, 38/2007 e 307/2009);
preso atto altresì che la limitazione della potestà legislativa regionale in tale materia può essere disposta dalla legge statale solo per garantire la tutela della concorrenza, peraltro secondo limiti rigorosi in relazione al grado di adeguatezza e proporzionalità delle misure previste; rilevato che la Regione Marche ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro le norme del decreto-legge n. 135/2009, convertito nella legge n. 166/2009, (cosiddetto “Decreto Ronchi”) nella parte in cui estendono le regole sulle procedure ad evidenza pubblica, previste per i servizi a rilevanza economica, anche per l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato; ritenuto di dover riconoscere agli enti locali l’autonomia nella scelta sulle modalità di affidamento del servizio idrico integrato, rientrando tale decisione nell’ambito delle competenze regionali e locali circa la conformazione del servizio idrico come servizio non avente rilevanza economica;
Impegna la Giunta regionale a presentare una proposta di legge regionale con la quale:
- viene riconosciuto al servizio idrico integrato il carattere di servizio privo di rilevanza economica, con conseguente esclusione dell’applicabilità delle norme sull’affidamento della gestione dei servizi locali a rilevanza economica contenute nel decreto-legge n. 135/2009, convertito nella legge n. 166/2009;
- viene riconosciuta la facoltà degli enti locali di scegliere le modalità con le quali affidare la gestione del servizio idrico integrato, nell’ambito della vigente normativa statale e regionale, privilegiando comunque forme gestionali pubbliche.
Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Questo è senz’altro un ordine del giorno ben fatto e molto ben costruito, ad eccezione dell’ultimo punto che a me sembra inutile se non addirittura equivoco. Siccome abbiamo fatto un’operazione di grande chiarezza sul no alla privatizzazione dell’acqua, chiedo – non so se mi è consentito dal regolamento – di votarlo per parti separate, perché io voterò convintamente a favore fino all’ultimo punto e virgola, ma non mi piacciono le ultime tre righe, mi sentirei in imbarazzo a votarle.

PRESIDENTE. Consigliere Eusebi, magari può presentare un emendamento che sopprime la parte su cui non è d’accordo. (…) Bene, allora passiamo alla votazione.
Ordine del giorno n. 3. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali Binci, Bucciarelli, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Giancarli, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.
Astenuti: Eusebi, Giorgi.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ordine del giorno n. 4 della Consigliera Giorgi:
L’Assemblea legislativa delle Marche impegna la Giunta a non autorizzare nuovi impianti di incenerimento e coincenerimento.
Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Io non ne ho parlato con nessuno, quindi esprimo una opinione contraria. Ritengo che argomenti del genere non si possono affrontare in questo modo.
Fra un po’ avremo tutte le discariche esaurite, non abbiamo densità abitativa del napoletano, ma i rifiuti li produciamo, facciamo raccolta differenziata, allora una soluzione la dobbiamo trovare. Per cui avrei capito di più la richiesta di una accelerazione sulla ridiscussione in merito alla questione dei rifiuti per fare una nuova programmazione, ma credo che sia una risposta ineludibile.
Certamente le comunità locali su questi nuovi impianti protesteranno, però credo che sia una necessità se vogliamo evitare di far precipitare la nostra regione in una situazione di grave difficoltà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Comi.

Francesco COMI. Contestualmente all’approvazione del PEAR approvammo anche un ordine del giorno nel quale dicevamo una cosa molto chiara, che la possibilità di ampliare o realizzare nuovi inceneritori era legata alla capacità del territorio, nella sua dimensione provinciale, di raggiungere alcuni obiettivi ottimali di raccolta differenziata. Questi obiettivi non sono stati raggiunti, a parte nella provincia che ha già un inceneritore.
Quindi il tema riguarda il futuro a venire, non è un tema attuale.

PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 4. Lo pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Binci, Bucciarelli, Eusebi, Giorgi.
Contrari: Acquaroli, Badiali, Camela, Canzian, Comi, Giannini, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marconi, Marinelli, Natali, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Silvetti, Traversini, Zinni.
Astenuti: Cardogna.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Badiali, Binci, Bucciarelli, Camela, Canzian, Cardogna, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: D'Anna.
Astenuti: Acquaroli, Ciriaci, Foschi, Marangoni, Marinelli, Silvetti, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola il Consigliere Binci, ne ha facoltà.

Massimo BINCI. Seppure non faccia parte della maggioranza voterò a favore dell’assestamento di bilancio perché contiene un’indicazione secondo me significativa riguardo alla gestione del servizio idrico regionale, ossia la gestione non viene fatta rientrare tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica. Vi è un comma aggiuntivo che differenzia i servizi pubblici locali dalla gestione dell’acqua. Quindi l’acqua è individuato come bene primario che deve assolutamente essere gestito dal pubblico, perché anche dalla gestione in qualche modo potrebbe derivare una privazione del bene acqua per i cittadini.
Pertanto è una parte importante, rafforzata anche dall’ordine del giorno approvato con cui si dice che chi gestirà dovrà essere organizzato in forma di ente di diritto pubblico e in forma consortile, quindi sotto il controllo dei Comuni che hanno le proprietà delle reti.
E’ dunque una espressa volontà che, peraltro, va anche in direzione delle proposte descritte nella legge nazionale per la gestione dell’acqua pubblica.
Pertanto, ripeto, questo dato politico inserito all’interno dell’assestamento di bilancio fa sì che io esprima un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaspina.

Maura MALASPINA. L’assestamento di bilancio 2010, diversamente dal passalo, si inserisce in un quadro economico e finanziario di grande difficoltà.
Nella storia italiana, dopo la crisi del 1929, questa è la più forte crisi che si sia mai registrata, è stata importata dalla crisi finanziaria che nel 2008 si è aperta negli Stati Uniti.
La nostra difficoltà, però, si è acutizzata, perché alla crisi strutturale che già registrava il nostro Paese si è sommata quella internazionale.
La crisi italiana è soprattutto determinata dall’alto debito pubblico che nel 2010 ha raggiunto il 120% del PIL e dalla bassa crescita dovuta ad un PIL che perde il 5%.
Due grandezze macroeconomiche, il debito pubblico e il PIL, che si dovrebbero compensare, invece si sommano nella loro reciproca debolezza strutturale.
Sia il debito pubblico che il PIL, nel loro stato di incertezza, determinano l’alto disavanzo delle pubbliche amministrazioni che nel 2010 si attesta al 5%, ben 2 punti sopra il 3% stabilito come limite massimo del trattato di Maastricht.
In questo scenario macroeconomico si inseriscono i bilanci degli enti territoriali e quindi della nostra regione.
Nel 2010 i conti della finanza pubblica nazionale e regionale si tengono in equilibrio in ragione delle politiche inerziali dei conti pubblici definiti prima della crisi del settembre 2008. Infatti ci troviamo di fronte agli esiti della manovra triennale del d.l. 112/2008 e successivi interventi di manutenzione dei conti pubblici.
Dopo la crisi finanziaria della Grecia e della decisione europea di stabilizzazione finanziaria, soprattutto per i paesi dell’eurozona la musica è cambiata.
Da qui la manovra del d.l. 78/2010 che ha taglieggiato le Regioni per il 60% della manovra di 25 miliardi per il biennio 2011-2012.
La gravità della manovra per la tenuta dei conti pubblici sta nella scelta dei tagli lineari che colpisce la spesa buona e quella cattiva.
Ci preoccupano soprattutto i tagli alle amministrazioni centrali, alle Regioni e ai Comuni della spesa sociale, facendo così macellazione sociale.
Non ci rassicura la metafora del federalismo fiscale e la illusione che tutto si risolverà con l’autonomia finanziaria.
La confusione nata intorno al decreto legislativo sui costi e fabbisogni standard spiega come ogni velleità di superamento della spesa storica si stia infrangendo con la realtà complessa del sistema di finanza locale.
Le Marche hanno rifiutato la scelta fatta dal Governo Berlusconi. Niente tagli lineari, ma riduzione selettiva della spesa con salvaguardia della spesa sociale. Riqualificare la spesa attraverso una analisi dei costi di produzione della spesa stessa e responsabilizzazione dei centri di spesa.
Questa è la nostra impostazione per affrontare il drammatico taglio dei trasferimenti del 63% dallo Stato alle Regioni.
La sanità sarà la prima sfida a carattere strutturale e su questo tema ci misureremo nei prossimi giorni e mesi.
L’assestamento 2010 riguarda politicamente l’UdC solo parzialmente perché il bilancio di previsione appartiene ad altra maggioranza.
Lo voteremo perché ne condividiamo l’impostazione ed i criteri selettivi delle riduzioni.
Le Marche affronteranno la crisi liberando le migliori risorse economiche e culturali.
Il nostro PIL lo difenderemo con azioni di crescita economica, perché solo con la crescita si crea lavoro e ricchezza per famiglie ed imprese.

PRESIDENTE. Prima di proseguire negli interventi ai fini della votazione finale dell’atto nomino intanto Consiglieri segretari Acquaroli e Busilacchi.
Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Da un dibattito lungo ed interessante come quello di oggi spero non si perda di vista quel messaggio che io personalmente ritengo occorra dare ai marchigiani, ossia che emerga che nonostante i tagli, che nessuno può negare, nonostante le difficoltà che le Marche come le altre Regioni devono superare nella predisposizione dei bilanci, questa Regione con l’assestamento mette a disposizione dei marchigiani 18 milioni di euro, perché riesce a fare un’operazione di risparmio, perché riesce a costruire un assestamento e una previsione di bilancio che può liberare le risorse.
Per i marchigiani, per quanto riguarda i servizi, l’acquisizione di patrimonio, le risorse per il dissesto idrogeologico, il sostegno agli enti locali, questo assestamento libera 18 milioni di euro.
Sarebbe importante per me, per la Giunta, che ringrazio per il lavoro fatto, per gli uffici, pensare che almeno questo messaggio passi. Altrimenti rischiamo davvero di fare l’errore clamoroso, che spero non si ripeta più, che abbiamo fatto in queste ore – nei cinque anni precedenti una cosa così non l’ho ma vista fare –, cioè quello di discutere di modifiche normative con l’assestamento di bilancio. C’è stata un’esagerazione, diciamoci la verità. Non si può discutere della riforma delle risorse idriche con degli emendamenti in Aula. (…) èh, potevo dirlo prima, e quando mi tocca dirlo, sicuramente adesso! Consigliere Marangoni, ritengo che in realtà alla fine abbiamo fatto un ottimo lavoro anche come Aula. Perché sulle risorse idriche, e non solo, anche su altri due emendamenti, non sarà sfuggito a nessuno, l’Aula ha svolto secondo me un’interlocuzione con la Giunta molto utile. Non è un braccio di ferro, bensì il tentativo di costruire alcuni passaggi delicati attraverso il dibattito che avviene in Aula.
Tra l’altro sarebbe anche opportuno, per evitare per esempio quegli emendamentini a pioggia, i famosi contributi di una marchettina, che il dibattito, l’interlocuzione fra Giunta e Assemblea legislativa fosse addirittura precedente la formazione di un atto come l’assestamento. Ossia questo richiamo, che spesso facciamo, di una relazione stretta – lo dico per la maggioranza, che è un mestiere diverso da quello dell’opposizione – tra Assemblea legislativa, Commissioni e Giunta, possiamo anche migliorarlo. Tuttavia oggi è stato fatto comunque un ottimo lavoro.
Molti Consiglieri hanno criticato le difficoltà che hanno in Commissione di poter mandare in Aula atti. Certo, è un limite che abbiamo, le Commissioni stanno lavorando, ma non tanto. Mi pare fosse un Consigliere di opposizione che qualche giorno fa diceva: “Ma, scusate, in Aula discutiamo solo di interrogazioni e di mozioni, , non arrivano atti?!”. Bèh, se gli atti più importanti li vogliamo risolvere con emendamenti all’assestamento siamo in un sentiero sbagliato, bisogna che su alcuni temi ci sia un impegno diverso. Vedete, prendendo ad esempio la vicenda della legge 1 sull’esodo incentivato, oggi oggetto di dibattito, di cui l’Assemblea legislativa ha proceduto secondo un’indicazione della Commissione in maniera anche unanime, secondo me non è semplice pensare che un’Assemblea legislativa nel gennaio 2010 vota una legge poi quella stessa legge subisce modifiche. E’ chiaro non può essere questo il percorso, a mio avviso bisogna avere atteggiamenti diversi.
Certo, qualche volta l’assestamento serve anche a correggere normative.
In ogni caso, ripeto, questo atto di assestamento è di grande rilievo, riesce a dare risorse ai marchigiani.
Inoltre auspico, e concludo, che il prossimo bilancio, Assessore Marcolini – che come Gruppo ovviamente discuteremo insieme agli amici e compagni della maggioranza – assuma un tono di slancio, cioè che l’opportunità dei tagli sia un passaggio che ci aiuta ad uscire anche con una forma innovativa rispetto alla stessa impostazione, appunto, del prossimo bilancio.
Questa Regione ha bisogno di alleggerirsi, di togliere di mezzo alcune vecchie leggi di spesa. Insomma, ci può essere spazio per fare un buon lavoro. Un lavoro che utilizzi il passaggio delle difficoltà finanziarie e dei tagli per rilanciare un bilancio nuovo e diverso. Un bilancio con al centro alcune questioni di fondo – le abbiamo già dette e la maggioranza ha l’orgoglio di rilanciarle – l’occupazione e il lavoro, soprattutto, il sociale, la sanità, la tutela dell’ambiente.
Certamente è un passaggio difficile e delicato, ma penso che la Giunta abbia la forza, così come ha fatto presentando questo assestamento, di garantire ai marchigiani, non solo risorse con l’assestamento di bilancio per gli interessi della collettività marchigiana, ma anche di impostare un bilancio che guardi con occhi fiduciosi nonostante i tagli. E’ un compito che molte Regioni hanno di fronte, e noi abbiamo dimostrato già da adesso di avere gli argomenti per poter superare questa difficoltà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Il voto dei Consiglierei dell’Italia dei Valori sarà positivo.
Un ringraziamento particolare all’Assessore che ha speso molte energie per cercare di farci capire molte cose. E un grazie particolare a quei funzionari che ci assistono in Aula soprattutto nella stesura degli emendamenti e subemendamenti e che dimostrano che cosa devono essere i dirigenti pubblici. Troppo spesso invece, e pure in questo caso, assistiamo al travalicamento dei compiti di alcuni dirigenti, peraltro anche ben pagati, che dimenticano di essere strumenti tecnici della volontà democratica.
Ripeto, noi voteremo con convinzione questo atto, seppure riteniamo che questa sera sia stato commesso un grosso errore, ovvero quello sul discorso della “mondezza”, per essere più sintetici, perché a nostro avviso se su tale questione non ci ragioniamo poi potremo trovarci male.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Voglio ringraziare il Vicepresidente e tutti i componenti della Commissione per l’ottimo lavoro svolto, per la dialettica instaurata nell’esame dell’assestamento durante le quattro sedute di Commissione. Voglio ringraziare soprattutto per il senso positivo che in tutti si è colto nel segnalare le criticità, al fine cioè di arrivare ad un assestamento che tenga conto delle esigenze di tutti i cittadini marchigiani. Come credo si farà anche in relazione al bilancio preventivo che ci attende, di cui però non conosciamo ancora i confini della sua ristrettezza, ma che ci sono stati più volte segnalati dall’Assessore Marcolini.
Quindi un ringraziamento ai colleghi, un ringraziamento agli uffici che hanno collaborato all’attività che si è compiuta in questo breve periodo. L’attività della presentazione degli emendamenti è stata a volte non dico confusa ma un pochino discrasica, ma questo avviene quando ci sono tanti emendamenti.
Il risultato è comunque quello che portiamo all’attenzione, ossia un risultato per un’Assemblea legislativa dal punto di vista politico e amministrativo del tutto positivo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Per annunciare che il voto del Gruppo Futuro e Libertà sarà contrario. Seppure abbiamo apprezzato l’intervento rigoroso ed estremamente sobrio dell’Assessore in quanto ha aperto a un appello e a una collaborazione per il prossimo triennio che ci vedrà particolarmente impegnati non solo per la crisi ma anche per i numeri che saranno ancora più ingenerosi. Però che questo appello si concretizzi poi in quella concertazione che dovrebbe vedere il coinvolgimento dell’intera Assemblea, ma non solo nell’accoglimento di qualche emendamento.
Quello che a noi interessa è cercare di vedere quale sarà il raggio d’azione di questa Regione, sia per quanto riguarda le prospettive delle categorie produttive, sia per quelle che sono le giuste aspettative di ogni singolo cittadino marchigiano.
Per cui oggi voteremo contrari proprio perché non abbiamo intravisto aspetti relativi appunto all’ambiente, al lavoro, all’energia e allo sviluppo, che invece ritenevamo fosse già necessario mettere in cantiere.
A questo documento, ripeto, voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Per dire che voteremo contro perché questa legge di assestamento di bilancio è molto pasticciata e confusa. C’è un abuso di proliferazione normativa che in certi momenti l’ha fatto somigliare a una piccolissima finanziaria.
E questo abuso di proliferazione normativa è stato anche sottolineato, certamente l’ho apprezzato dal Presidente Solazzi, l’ho apprezzato invece un po’ meno dal Consigliere Ricci, Capogruppo del principale partito della maggioranza, il PD, perché farlo alla fine significa fare ragionamenti abbastanza ipocriti, sono solo lacrime di coccodrillo, avrebbe dovuto dirlo all’inizio, anzi, doveva in sede preparatoria evitare di infarcire l’assestamento di bilancio con tutte queste norme che nulla c’entrano con il bilancio stesso.
Quindi invitiamo per il futuro a fare le cose i maniera più corretta e seria, come pure evitare comportamenti di questo tipo che significano “abbiamo sbagliato ma abbiamo fatto votare tutto quello che volevamo” e questo non è serio.
Pertanto il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Molto telegraficamente. Come relatore di minoranza mi sento in dovere anch’io di ringraziare i dipendenti degli uffici della Giunta e dell’Assemblea legislativa per l’ausilio che ci hanno prestato.
Nel merito sono molto contento, lo dico a nome del Popolo della Libertà, che alcuni aspetti essenziali di questa discussione siano stati approvati come nostro contributo. Sono molto contento che lo scivolamento pensionistico, la legge 1/2010, adesso avrà un’esecuzione, seppure lo sia un po’ meno per il fatto che alcune persone siano rimaste fuori da questo meccanismo. Sono molto contento che ci sia stato il taglio del 30% degli stipendi dei direttori generali e amministrativi e sanitari…(…) no, era già parte integrante del testo licenziato dalla Commissione, quindi ringrazio i componenti della Commissione per questo. E sono anche molto contento di aver tutelato le istanze dei giornalisti dipendenti della Regione che manterranno la vecchia opzionale normativa e non la nuova.
Sono invece molto scontento di tutta un’altra serie di emendamenti bocciati. E ovviamente, non mi rimangio la parola, sono contrario alla mentalità con cui è stato costruito questo assestamento, che è appunto quello del contentino a tutti, un po’ con l’abuso delle variazioni normative, un po’ con alcune voci della tabella C che francamente, a mio avviso, sono imbarazzanti e non presentabili.
Quindi il PdL ringrazia i Consiglieri di maggioranza per quello che è stato approvato, ma per una coerenza complessiva dell’atto e dei ruoli voteremo contro.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 42. La pongo in votazione.
Richiesta appello nominale dei Consiglieri Zinni, Foschi, Natali.
Favorevoli: Badiali, Binci, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Donati, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Traversini.
Contrari: Acquaroli, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Marangoni, Marinelli, Natali, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.


La seduta termina alle ore 19,00
 

 
 
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