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Resoconto della seduta n.24 del 22/03/2016

SEDUTA N. 24 DEL 22 MARZO 2016

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 24 del 22 marzo 2016. Do per letto il processo verbale della seduta n. 22 dell'8 marzo, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
- n. 39 in data 16 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifica della legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 'Disposizioni urgenti sugli Enti regionali per il diritto allo studio universitario - ERSU'”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 4/2007, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l’espressione del parere di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 15/2008 e alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
- n. 40 in data 17 marzo, ad iniziativa del Consigliere Giancarli, concernente: “Modifica alla legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria'”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 15/2008;
- n. 41 in data 18 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifiche della legge regionale 28 dicembre 2015, n. 30 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio 2016/2018 della Regione Marche. Legge di stabilità 2016’, e della legge regionale 28 dicembre 2015, n. 31 ‘Bilancio di previsione 2016/2018’”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 4/2007, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 1, della legge regionale 15/2008 e alle Commissioni II, III e IV ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento interno;
- n. 42 in data 18 marzo, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Malaigia, concernente: “Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 ‘Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari’”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno.
E' stata presentata la mozione n. 102 ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia, concernente: “Necessità di una nuova legge regionale integrativa che consenta anche ai locatari di alloggi ERP in possesso dei requisiti, da sempre collocati nella quota di riserva dell'Erap di Ancona (legge n. 560/93), di poter chiedere l'acquisto del loro alloggio”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
- n. 3 in data 9 marzo 2016 “Modifica alla legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 'Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche' – Disposizioni in materia di referendum”;
- n. 4 in data 10 marzo 2016 “Disposizioni in materia di riorganizzazione degli uffici assembleari. Modifiche alle leggi regionali 10 agosto 1988, n. 34, 15 ottobre 2001, n. 20, 30 giugno 2003, n. 14, 26 febbraio 2008, n. 3 e 28 dicembre 2010, n. 22”.
Il Presidente della Giunta regionale ha altresì emanato, in data 10 marzo 2016, il regolamento regionale n. 1, concernente: “Disciplina delle serre solari ai sensi dell'articolo 11, comma 3, della legge regionale 20 aprile 2015, n. 17 ‘Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia di edilizia)’”.
Ha chiesto congedo il Consigliere Minardi.

Commemorazione

PRESIDENTE. Prima di cominciare la seduta vorrei chiedere all'Aula un minuto di silenzio per le ragazze morte in Spagna ieri e per le vittime dell'attentato di oggi a Bruxelles.

(L'Aula osserva un minuto di silenzio)

Saluti

PRESIDENTE. Saluto i ragazzi presenti in Aula della Scuola primaria di Mondavio la classe V e la Scuola primaria Della Valle di Casette d'Ete - Sant'Elpidio a Mare di Fermo classe V A e V B, che ancora devono arrivare, intanto rivolgiamo un applauso ed un saluto alla scuola primaria di Mondavio: benvenuti.

(Applausi)

PRESIDENTE. Prima di iniziare la seduta vorrei rivolgere un saluto ed anche un ringraziamento alla dott.ssa Santoncini perché quella di oggi per lei è l'ultima seduta del Consiglio regionale.
Sederà al tavolo della Presidenza per continuare a coadiuvarci nel nostro lavoro.
Nei prossimi giorni terminerà il proprio servizio ed andrà in pensione, quindi il mio ringraziamento per l'impegno, la passione e la competenza che ha messo a servizio dell'amministrazione regionale, del Consiglio regionale in particolare in questi anni.
La ringrazio, perché in questi nove mesi di legislatura ho avuto modo di apprezzarne le qualità e le capacità, per quello che ha fatto e la saluto a nome di tutta l'Assemblea.

(Applausi)

Interrogazione n. 128
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
"Legge regionale n. 22 del 3 novembre 2011”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 128 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Nell'interrogazione in buona sostanza si insinua il dubbio che il regolamento di attuazione della legge 22/2011 non sia una mera declinazione della legge, ma vengano apportate in realtà delle modifiche.
Così non è, alcune cose le leggerò, poi magari altre le spiegherò a voce.
Nelle premesse all'interrogazione n. 128, il Consigliere interrogante sostiene che "... diversamente e in modifica di quanto previsto dalla legge..." il regolamento d'attuazione n. 6/2012 avrebbe permesso di inserire nei PORU non solo le aree di completamento residenziali ma anche le aree commerciali e produttive.
Ora facciamo riferimento a come queste aree in generale vengono calcolate dal 1968 con il d.m. 1444. Vengono calcolate in base alle superfici coperte e in base alle volumetrie esistenti e questo a prescindere dalla destinazione, vero è che in Regione Marche, come molti sanno, le famose esenzioni dell'articolo 60 del Ppar venivano valutate e sono tuttora valutate anche calcolando in qualunque tipo di area, perché il d.m. non specifica che tale verifica per la valutazione di una zona di completamento debba essere soltanto applicabile nelle aree di completamento residenziale, bensì può essere applicata a tutte le altre zone di completamento, siano esse commerciali che produttive.
La Giunta regionale, rispondo agli altri 2 quesiti e precisamente: “la Regione conosce i problemi che stanno emergendo dalla trasformazione di volumetrie industriali in residenziali e il rischio di portare ulteriore carico urbanistico dove già esiste una carenza di servizi pubblici?”, probabilmente il Consigliere si riferisce al fatto che le volumetrie industriali generalmente hanno meno solai rispetto alle volumetrie residenziali, quindi credo che sia un problema più che di volumetrie di superficie utile lorda o di superficie utile, perché sulla superficie utile siamo d'accordo, nel senso che un capannone che può essere alto fino a 9, 10 metri, generalmente ha uno al massimo due solai, cosa che invece una volumetria residenziale non ha, perché ha più solai, generalmente ha un solaio ogni 3 metri, quindi questo presuppone un carico urbanistico diverso.
Presuppone un carico urbanistico di tipo residenziale diverso perché il carico urbanistico di un'area industriale e produttiva si calcola in realtà rispetto a quello che viene fatto, rispetto all'accessibilità, rispetto al carico di viabilità alla quale quell'area è sottoposta, il commerciale ad esempio ha un impatto di tipo urbanistico molto elevato rispetto ad un'area residenziale, quindi non è detto che a parità di volume e di superficie ci siano carichi uguali o diversi. Comunque ribadisco che la verifica di una zona di completamento si fa con dei parametri che sono un indice superiore ad 1,5 metri cubi su metro quadro e una superficie coperta di un ottavo. Questi due requisiti devono essere presenti entrambi per poter definire un'area di completamento.
E' proprio in esito all'attività di monitoraggio della Giunta che nel 2011 si manifestò la necessità di affrontare il problema della riqualificazione urbana con la legge regionale 22/2011 perché si aveva piena contezza che essendo cambiato il modello di sviluppo effettivamente c'erano tante zone degradate che avevano funzioni che dovevano essere recuperate.
Ovviamente il tipo di funzione e come essa debba essere recuperata e se debba essere realizzata volumetria residenziale passa sempre, come sappiamo, per dei calcoli che sono di dimensionamento la cui competenza è in capo ai singoli Comuni. Chi meglio di un Comune può stabilire quali siano le esigenze di tipo commerciale, direzionale, piuttosto che residenziale del proprio territorio? Sindaco e Consiglio, gli organi competenti sono proprio questi e, quindi il programma operativo di riqualificazione urbana, i famosi Poru, forniscono gli strumenti per promuovere la trasformazione urbana in termini di qualità riducendo il consumo di suolo, per cui un obiettivo della legge 22, che rimane nel Regolamento n. 6, è quello della riduzione del consumo di suolo.
In buona sostanza, quando noi abbiamo delle zone, siano esse produttive, artigianali, commerciali o residenziali da recuperare, applichiamo i Poru e dove il Consiglio comunale ritiene opportuno, perché sappiamo che c'è bisogno di delibere del Consiglio comunale, lì si decide come trasformare e come modificare.
A volte ci sono altre dimensioni, esistono spesso zone di forte degrado dovuto all'abbandono ed all'utilizzo di aree di edifici produttivi, inizialmente costruiti in zona periurbana, ma oggi spesso diventati parte della zona urbana perché con l'espansione delle periferie molti di questi volumi incongrui, rispetto alla residenza, sono ubicati in aree che sono invece residenziali.
Per far fronte anche a tali specifiche situazioni di degrado nasceva la legge 22 del 2011 e di conseguenza il Poru per consentire, attraverso forme di premialità volumetrica nonché di agilità e di snellimento amministrativo (quali ad esempio la compensazione e la perequazione), di attivare processi virtuosi di riqualificazione urbana e di risparmio del suolo agricolo, quindi al fine di evitare varianti che modificassero zone agricole si è preferito dire andiamo ad edificare dove già si è edificato e dove c'è una brutta edilizia ed un'edilizia soprattutto abbandonata, che non ha più funzione.
Da quanto oggi osserviamo sul territorio, in molti casi è, anche grazie all'introduzione delle tecniche di compensazione e di perequazione che le Amministrazioni comunali possono promuovere e rendere possibili processi di delocalizzazione e di rifunzionalizzazione urbana prima non realizzabili, processi necessari e indispensabili a riqualificare e rendere più vivibili e migliori le nostre città.
Tutto ciò con il fine fondamentale di aumentare la qualità e le dotazioni urbane, utilizzando e attivando forme trasparenti e partecipate di interazione tra ente pubblico e soggetti privati, nel totale rispetto e senza alcuna deroga alle norme vigenti, perché la legge 22 e il successivo regolamento n. 6 non sono dei rogatori.
Quesito n. 3. Come si è detto, quanto previsto e consentito dalla legge regionale n.22/2011 e dal suo regolamento d'attuazione (n. 6/2012) va proprio nella direzione opposta rispetto ai dubbi che pone l'interrogante.
La legge è infatti finalizzata a ridurre il consumo di suolo cercando di rinforzare e agevolare la buona pratica di "costruire sul costruito” recuperando e riqualificando le parti già esistenti della città che devono mostrare evidenti situazioni di degrado e spesso queste sono rappresentate da realtà produttive che, come sappiamo, le grandi industrie hanno abbandonato, quindi in molte parti del nostro territorio abbiamo questi mastodonti che non hanno più una destinazione che era quella produttiva.
E' ovvio che la forbice oltre alla verifica del dimensionamento rispetto alla necessità di costruire il piano regolatore che si calcola in base al trend di crescita demografico, passa anche attraverso la qualità delle scelte delle singole amministrazioni perché lì tra la buona e la cattiva politica c'è la decisione, per esempio di mantenere tutta una volumetria intera, oppure richiedere al proponente una riduzione della volumetria e conseguentemente dei solai che vengono realizzati all'interno della volumetria, nel caso di cambio di destinazione tra produttivo e residenziale, però rassicuro il Consigliere che il regolamento n. 6 non deroga e non modifica alcun tipo di norma contenuta nella legge 22 né alcuna norma di tipo nazionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Ringrazio l'Assessore. Secondo lei Assessore prendere una cubatura in una zona industriale lontana 2 chilometri e portarla in un'area verde e costruire 50.000 metri cubi è una cosa … (…) è un'area verde sportiva che ha bisogno di un cambio di destinazione. Tra l'altro è l'unica area verde rimasta a Porto d'Ascoli, quella della zona mare.
Stiamo parlando di una cosa che ha dell'assurdo, secondo noi, e non credo che lo spirito della legge e di chi l'ha fatta sia questo, cioè che io prenda un capannone in disuso, acquisti l'area, la cubatura, e poi mi si dia la possibilità di costruire 50.000 metri quadri in una zona che ha una densità abitativa di circa 3.000 abitanti per chilometro quadrato, per cui faccio un centro commerciale e 120 appartamenti in una zona che deve avere il cambio di destinazione d'uso perché è verde attrezzato, verde sportivo. Non credo che chi ha fatto questa legge aveva questo intento, tenendo conto che la volumetria, la cubatura reale è quella che si vede, non l'utilizzo, in linea di massima.
Voglio leggere alcuni pezzi anche per spiegare, perché è un problema che riguarda tutte le Marche, questa legge deve essere rivista secondo me perché non è chiara sia come legge che come regolamento, lo scopo della legge non è certo - ho preso degli appunti perché la cosa è molto complessa - quello interpretato da alcuni Sindaci - guarda caso il Sindaco di San Benedetto ha attivato 10 Poru, uno tra i pochi nelle Marche - che hanno come scopo quello del cemento e del dissesto idrogeologico, ma quello di assicurare una adeguata tutela del territorio regionale. Questo è lo scopo dei Poru.
Sono d’accordo che un piano di riqualificazione urbana preveda che una vecchia fabbrica industriale, che è messa al centro della città - è giusto - venga riqualificata. Sono d'accordissimo perché dove ci sono le abitazioni e c'è una vecchia fabbrica penso che sia congruo che la zona venga riqualificata, ma non credo che possa essere concepito prendere la cubatura di un capannone industriale e portarla a 300 metri dal mare, dove è rimasta l'unica area verde, per fare 50.000 metri cubi di costruzioni, tra centri commerciali ed appartamenti.
Lo scopo generatore è quello di assicurare una adeguata tutela del territorio regionale dettando norme per la riqualificazione urbana sostenibile e per l'assetto idrogeologico. Noi a San Benedetto ci allaghiamo ogni volta che cadono due gocce d'acqua, perché la permeabilità non c'è più, la città è tutta cementificata, tanto è vero che io ho consigliato di iniziare una gettata unica dal Sentina fino a San Benedetto in modo da fare una copertura totale, così non ci pensiamo più.
La legge ha il fine di promuovere la trasformazione urbana in termini di qualità, ridurre il consumo del suolo, non cementificando l'unica area verde che è rimasta a San Benedetto, creare spazi pubblici di elevata qualità, aumentare il livello di sicurezza e ridurre il rischio idrogeologico, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, contribuire alla realizzazione della rete ecologica ambientale. Questo dice la legge e non ha nulla a che vedere con quanto si apprestano ad approvare alcune Giunte e le loro maggioranze consiliari.
I Poru prevedono la riconversione di volumi degradati in edifici di qualità con funzioni compatibili al contesto in cui si trovano, con occhio attento alla qualità ambientale, all'edilizia sociale ed al consumo di suolo.
Questo noi intendiamo per rigenerazione urbana, non cementificazione negli unici posti dove si può ancora costruire.
In parole ancora più semplici non si possono cementificare aree vergini, ma riqualificare aree già edificate e degradate, quindi probabilmente siamo di fronte a qualcosa che non è lecito, io non voglio dire che sia illecito, ma non è lecito.
Noi crediamo che questo progetto, che il Sindaco di San Benedetto è intenzionato a portare avanti, nonostante una parte della maggioranza sia contraria, per lo meno ad un progetto, non a tutti gli altri, come ho detto, perché alcuni sono congrui in quanto ci sono capannoni in pieno centro che devono essere qualificati, ma il progetto “area mare”, di cui noi stiamo parlando, pensiamo possa creare gravi danni al territorio, soprattutto alla lotta al dissesto idrogeologico perché quella zona non ha più permeabilità, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
Credo che la Regione debba fare qualcosa per chiarire questi aspetti in modo da evitare che noi facciamo ricorso al Tar ed alla Magistratura per bloccare questo scempio.
Grazie per la risposta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per una precisazione, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Mi sento in dovere di darle un'altra risposta.
Prima ho parlato della forbice che nelle riqualificazioni e nelle scelte di competenza consiliare è ampia, nel senso che uno può demolire tutto l'edificio in congruo, oppure realizzarne mezzo, oppure raddoppiarne le altezze, questo fa parte delle scelte, però lei ha detto una cosa che non è esatta e le leggo l'articolo 2 del regolamento n. 6: “Ai fini della verifica dei requisiti minimi sopra indicati i Comuni devono considerare l'intera area compresa nel Poru con esclusione delle aree destinate dagli strumenti urbanistici vigenti a verde pubblico uso pubblico, individuate al fine del rispetto degli standard minimi previsti dal d.m. 1444”.
Le dico che la legge regionale ed il regolamento prevedono che non si può costruire volumetria sui verdi pubblici attrezzati, lei mi dice un'altra cosa, però la legge è chiara.
Come viene applicata la legge? Questo non lo posso sapere, ma le ripeto che non consente di ... (…) però questo è un altro aspetto.

Interrogazione n. 129
ad iniziativa del Consigliere Biancani
"Opportunità di assegnare all'Anas S.p.A. la manutenzione della strada provinciale Fogliense (S.P.3 Fogliense)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 129 del Consigliere Biancani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ringrazio il Consigliere Biancani perché mi permette di sottolineare che gli uffici stanno facendo un ottimo lavoro.
Per la questione delle strade ex Anas, la cui competenza e non la proprietà può passare all'Anas, c'è stato un grande lavoro di confronto con l'Anas.
La strada della quale lei parla fa parte di quelle strade che insieme alle Province si è deciso di proporre all'Anas per la manutenzione ed in questo momento siamo nella fase in cui il compartimento regionale dell'Anas ha mandato la proposta con l'elenco delle strade ed anche con i chilometri che saranno di sua competenza per la gestione e manutenzione. Questa strada ne fa parte.
Sono andata a parlare con il Presidente dell’Anas e siamo d'accordo su questa prima fase, contiamo forse di arrivare anche ad un altro tipo di accordo che non annuncio finché non sarà sottoscritto o deciso, però sicuramente saranno circa 600 i chilometri di strade che le Province trasferiranno, tramite la Regione, come manutenzione e competenza all'Anas, 850 chilometri. Un buonissimo accordo, tra le quali la Fogliense.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Assessore. Sin da subito devo dire che mi ritengo soddisfatto della sua risposta.
In queste settimane ci siamo sentiti diverse volte, ho visto che lei sta facendo un ottimo lavoro, si è impegnata tantissimo, ha incontrato tutti i Presidenti di Provincia, ha condiviso con loro quelle che vengono definite le strade prioritarie, che sarebbe opportuno che l'Anas le prendesse in carico per la manutenzione.
Oggi mi ha riferito che nell'elenco che è stato fatto dalla Regione è inserita anche la strada provinciale Fogliense, quindi ha accolto al 100% la mia richiesta, ovviamente adesso non dipende solamente dalla Regione o da lei, ma dipende dalla scelta che l'Anas farà nelle prossime settimane.
La ringrazio tantissimo perché questa è una strada importante, una strada che permette di collegare un'intera vallata con la futura Fano-Grosseto tramite la pedemontana Sant'Angelo in Vado - Lunano. Una strada di interesse strategico che oggi, vista la posizione, la quantità delle zone industriali nonché il collegamento con la Toscana, ritengo fondamentale riuscire ad inserire nell'elenco sottoposto all'Anas.
La ringrazio tanto per l'ottimo lavoro e la disponibilità che ha dimostrato. Grazie.

Interrogazione n. 130
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
"Documento concernente la riorganizzazione dell’Ospedale ‘Bartolomeo Eustachio’ presentato dal Sindaco di San Severino Marche nel corso della seduta del Consiglio comunale del 12 febbraio 2016”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 130 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Gli interroganti si chiedono: “Cos'è quella carta, quel modulo firmato?” E' semplicemente una risposta, come si fa con le interrogazioni, alle richieste del Sindaco di San Severino - ci sono stati 2, 3 incontri, anche con il Presidente della Commissione - che chiedeva, quando ancora non era chiuso il punto nascita, prima ancora del ricorso al Tar: “Ma se si dovesse arrivare alla chiusura del punto nascita cosa succederà all'Ospedale di San Severino? E' l'inizio del depotenziamento?” Questa era la domanda.
E’ come se uno interrogasse chiedendo: “Con la chiusura del punto nascita ci sarà il depotenziamento del presidio di San Severino?”. La risposta data una volta, due volte, tre volte è sempre stata la stessa, indicando quei punti che avete visto nel documento, quello che è previsto negli atti e quello che può essere una direzione di sviluppo di quella infrastruttura all'indomani del fatto che verranno a mancare attività che oggi, ad esempio, occupano pesantemente le camere operatorie, con tutto quello che è annesso e connesso.
Al terzo incontro, visto che eravamo ancora prima della sentenza, il Sindaco ci ha chiesto: “Quello che ci dite sarà vero anche dopo un'eventuale sentenza negativa?” ed io ho risposto: “Ci metto la firma”, quindi la particolarità della firma su un documento è a testimonianza che l'impegno andava al di là degli aspetti processuali, che non era un modo per dissuadere rispetto al ricorso che era stato fatto, ma al contrario per segnare una volontà di quello che sarebbe accaduto nel momento in cui si fossero attuate le cose che poi si sono verificate.
Quell'evento è una risposta ad una domanda già in parte contenuta all'interno di atti approvati fra cui il riordino delle reti cliniche ed altre cose che diventeranno, mano a mano, servizi e realizzazioni all'interno dell'infrastruttura di San Severino in sostituzione del servizio che non c'è più o come attività da implementare all'interno di quel territorio.
Va letto così, come risposta ad un quesito fatto per il timore di quello che ci sarebbe stato dopo la sentenza, nel caso in cui la Regione avesse avuto dal Tar, dal Consiglio di Stato ragione ed avesse bloccato tutto, ed io ho confermato che questi sono impegni che abbiamo preso e che porteremo avanti in ogni caso.
Non è un atto, non è un documento, non è una delibera, non è il contenuto che viene citato nell'interrogazione, è una risposta come si dà in Aula ad un quesito che poi dovrà diventare, mano a mano, attività implementate all'interno dell'Ospedale di San Severino.
Questo è il contenuto, questo è il valore, quello che c'è già negli atti andrà avanti in forza degli stessi, quello che non è negli atti dovrà avere, con tutta la predisposizione conseguente, tutto il percorso, l'iter, il termine, quello che è previsto all'interno di una normale procedura.
Così va letto e così va interpretato, sono i contenuti che intendiamo sviluppare all'interno di quella struttura ospedaliera.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Sono molto soddisfatto, poi mi è piaciuta la spiegazione contenuta nella risposta, è una delle risposte che si ottengono qui in Aula!
Ormai io sono allenato a questo tipo di risposte, non so il mio Sindaco Martini, so che è lì, tutto perso, perché lui non ha capito e con lui voi ci giocate, con me che ho più il senso della vita, non è così. E' tutto perso.
Torno ad un argomento differente, noi stiamo lavorando molto per promuovere un’Unione di Comuni, una cooperazione, un intento, un volersi bene per poter difendere il difendibile, quindi, la prima cosa è l'asfalto, perché per unire i Comuni c’è bisogno di collegamenti stradali, quindi voglio vedere se questa Regione nei prossimi 4 anni – finché staremo qua – se oltre ad aver tradito quel territorio con l'ospedale - perché io non sono il Sindaco Martini e la cosa mi è chiara - con un po' di buona volontà collaborerà per completare almeno i collegamenti della “Quadrilatero”.
Questo è importante perché completando quelle rotte, nel tempo chi ci sarà, potrà ambire a ricostruire delle strutture economiche omogenee nel territorio. Questo è il discorso di fondo, a me del pezzo di carta che è stato dato al Sindaco Martini non mi importa niente – povero cane lo fa vedere a tutti quanti, una firma, poi in 20 vanno a vedere ed a indagare chiedendo cos’è – quello è uno dei soliti show che in questi mesi ho visto fare qua dentro, però lui è contento, ci si fa bello, a me invece non tocca un dente perché l'analisi è più cruda.
In quella zona dobbiamo promuovere l'Unione dei Comuni, promuovere il territorio, perché al prossimo convegno al Lazzareto quando verranno esposte quelle foto bellissime del nostro territorio, io chiamerò uno dell'Isis e gli ordinerò di tagliarvi la gola perché si utilizzano quelle foto, ma poi si distrugge un territorio. Si utilizza quel territorio solo per carpire le foto, questo è assolutamente ingiusto, è una cosa iniqua, è vergognoso che una Regione divida i suoi cittadini in figli e figliastri. E’ così, punto e basta!
Voglio quindi mettere alla prova questa Giunta per vedere cosa farà sulla viabilità, perché dalla viabilità, anche 2000 anni fa, passa tutto. Dalla viabilità si ricostruisce l'economia ed i territori, voglio vedere cosa farà questa Giunta sulla viabilità, in particolare su quelle 2 o 3 tratte di cui abbiamo parlato a volte a quattr'occhi. Grazie.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Consentitemi una digressione, prima di procedere con l'ordine del giorno, vorrei salutare la V A e la V B della scuola primaria Della Valle che ci ha raggiunti in questo momento.

(Applausi)

Interrogazione n. 132
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Ampliamento sede Croce Rossa Italiana Comitato locale Marotta-Mondolfo. Utilizzo locali da parte Asur Area Vasta 1”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 132 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. L'interrogazione in oggetto risponde ad una esigenza reale: quella della crescita del distretto per le necessità di una popolazione aumentata e de servizi da implementare.
La struttura oggi è in affitto con un contratto che scade nel 2019 e in forza della necessità di ampliare gli spazi verrà seguita una procedura che sarà di evidenza pubblica. E’ chiaro che la Croce Rossa avendo un immobile in esposizione, un lavoro in corso, ampliamenti, spazi funzionali, potrà concorrere come altri all'interno della procedura.
Immaginando e presupponendo che la Croce Rossa non si collochi su valori di mercato, ma su obiettivi diversi legati alla missione, alla natura dell'ente stesso, può facilmente aggiudicarsi questa procedura e potrà essere utile anche valutare tempi e modalità per metterla in condizione di poter concorrere.
Non è possibile una sorta di rapporto diretto perché in termini di percorso abbiamo l'obbligo della pubblicità, ovvero di mettere tutti quanti in condizione di fare l'offerta migliore.
Sono comunque convinto della bontà della sua interrogazione e del fatto che possa essere una strada utile per raggiungere l'obiettivo dell'innalzamento quantitativo e qualitativo dei servizi nell'area.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Mi ritengo soddisfatto della risposta anche perché, secondo me, potrebbe essere un'occasione che, in un'ottica futura, potrebbe essere molto importante da sviluppare, per creare quella collaborazione che permetta un importante sinergia a vantaggio di servizi sociosanitari che quel territorio oggi richiede. Grazie.

Interrogazione n. 133
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Ospedale di Amandola, emergenze nella zona montana e servizio eliambulanza”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 133 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. L'interrogazione, come già sa la Consigliera Marcozzi perché ovviamente l'ha seguita in tutti gli aspetti, ha già avuto un momento di confronto con il Sindaco del Comune di Amandola, esattamente sui due punti che sono indicati all'interno del testo dell'interrogazione.
Sul primo abbiamo sottolineato come la presenza oggi di una ambulanza MSA, quindi di un'ambulanza di primo livello H24 nel presidio di Amandola, di fatto, anche se ben presidiato da un punto di vista della scelta degli operatori, risponde al primo quesito, in parte perché nella struttura è presente un anestesista per un orario relativo agli interventi che vengono realizzati, in parte perché la MSA di fatto assolve una natura rispetto all'emergenza legata alla rianimazione, alla stabilizzazione del paziente, con il massimo livello di tecnologia e di personale.
In merito al secondo punto sappiamo che oggi le tecnologie per il volo notturno e il volo in condizioni meteo disagiate, che sono le due situazioni che bloccano il volo dell'eliambulanza, hanno dei limiti di natura tecnologica. Anche le tecnologie più avanzate e disponibili in altri Paesi, non hanno ancora avuto l'omologazione nel nostro, queste renderebbero possibile la scelta di fondo, come indicata nell'interrogazione, non solo per le aree montane, ma per l'intera regione, perché sappiamo che all'interno del percorso del trauma importante, l'unica struttura vera, in grado di trattare il trauma grave, è Torrette, quindi a maggior ragione l'eliambulanza avrebbe una funzione significativa.
Sono tecnologie che presto diventeranno disponibili e che permetteranno il volo notturno – detto volo cieco - ed il volo in condizioni meteo avverse a tutela delle aree più lontane dai centri, in grado di dare una risposta - potrebbe corrispondere anche al secondo punto dell'interrogazione - su un uso più diffuso dell'eliambulanza a favore delle aree montane.
Ho avuto un incontro anche recentemente con tecnici che seguono l'eliambulanza che mi hanno segnalato che queste opportunità si stanno avvicinando ed hanno detto: “Facciamo in modo, qualora queste tecnologie diventassero disponibili, di non perdere tempo, di acquisirle ed utilizzarle nei tanti eliporti già presenti nella regione” perché grazie agli investimenti fatti dalla protezione civile numerosi sono gli eliporti già realizzati, dotati di una tecnologia in grado di tracciare una rotta di avvicinamento per gli elicotteri anche in condizioni meteo avverse o notturne, rispondendo così al quesito dell'intervento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie. Innanzitutto voglio salutare e ringraziare la dott.ssa Santoncini per il lavoro svolto in quest'Aula, con professionalità e competenza.
La ringrazio e la saluto.
Ringrazio anche lei Presidente per la risposta, ieri ho avuto un incontro con il Sindaco di Amandola che aveva sollevato nei giorni scorsi sulla stampa la problematica dell'eliambulanza per un problema che si era avuto nel territorio e conviene con quanto lei ha espressamente detto, quindi la ringrazio per la risposta.

Proposta di legge n. 37
ad iniziativa dei Consiglieri Giacinti, Giancarli, Biancani
“Modifica alla legge regionale 3 aprile 2015, n. 13 Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 37 ad iniziativa dei Consiglieri Giacinti, Giancarli, Biancani
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente, chiederei una sospensione di 10 minuti prima di affrontare questo punto.

PRESIDENTE. L'Aula è d'accordo sulla sospensione? Dichiaro sospesa la seduta...
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Vede, se questa sospensione serve un'altra volta per fare una riunione di maggioranza - che su questa proposta di legge non si è messa d'accordo, perché tra Commissioni, audizioni ed altro non si è mai raggiunto nulla, anche in I Commissione stamattina si è parlato tre quarti d'ora, la maggioranza ha parlato per mettersi d'accordo - io non sono d'accordo, se questa sospensione serve per arrivare ad una situazione definitiva, nel rispetto di tutti Consiglieri, di maggioranza e di minoranza, sono d'accordo, però deve essere su queste prerogative, altrimenti io sono contrario.
Ci spieghi perché la maggioranza chiede questa sospensione.

PRESIDENTE. Mettiamo ai voti la richiesta di sospensione?
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Solitamente se c'è una richiesta di approfondimento … - se volete la mettiamo ai voti - ma a memoria mi sembra che quando qualcuno chiede di avere la possibilità di approfondire 10 minuti una questione … E’ vero che già ci sono state delle riunioni, però ricordo che c'è un parere del Cal che è arrivato ieri e quindi …
Chiederei di procedere come sempre avviene quando un gruppo richiede - non di maggioranza o di minoranza - di interrompere la seduta, in quanto la sospensione viene sempre data senza nemmeno essere votata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Noi dobbiamo essere eleganti perché siamo abituati a subire in silenzio, una volta più, una volta meno che ci costa? Guardiamo le cose importanti, come la viabilità.
Consigliere Maggi li faccia contenti, che ci costa? Concentriamoci sulle cose importanti, se no perdiamo di credibilità. A noi spetta il compito di tener su la credibilità, che è tutto nella vita.

PRESIDENTE. Dichiaro sospesa la seduta per 10 minuti.

La seduta è sospesa alle ore 11,25

La seduta riprende alle ore 12,20

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
La discussione generale sulla proposta di legge n. 37 è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente, un saluto a tutti i Consiglieri.
Con il sorriso sulle labbra al Consigliere Maggi dico che è vero che l’interruzione è l'ennesima, però ad onor del vero va detto che dopo il parere negativo del Cal in merito a questa proposta di legge, ci siamo muniti di maggiore consapevolezza ed abbiamo voluto affrontare e vagliare eventuali ipotesi alternative.
Questa ulteriore riunione ha definitivamente chiarito che l'ipotesi alternativa principale che si voleva percorrere era ed è impraticabile, per cui si torna all’ipotesi iniziale, originaria, della proposta di legge n. 37, così come è scritta all'ordine del giorno con un emendamento che a dire il vero possiamo anche definire pleonastico in quanto già contenuto nell’atto, che poi illustrerò più da vicino, tecnicamente giusto perché il Cal ha soffermato la sua attenzione anche su questa maggiore delucidazione.
Questa proposta di legge ha lo scopo, considerato che le funzioni di vigilanza di competenza della polizia provinciale sono in parte relative alle funzioni in materia di caccia e pesca trasferite alla Regione, ma in parte attengono anche a funzioni rimaste alle Province, di riallocare le funzioni di vigilanza relative alla caccia e alla pesca in capo alle Province, con previsione di un cofinanziamento della spesa a carico della Regione, nella disciplina del trasferimento delle risorse correlate alle funzioni trasferite ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 13 del 2015.
Per l'attuazione di questo comma, che attribuisce le funzioni amministrative alle Province relativamente alla vigilanza della caccia e della pesca, trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 770 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, la legge di stabilità per il 2016.
L'articolo 2 prevede l'invarianza finanziaria; l'articolo 3 la dichiarazione di urgenza.
L'invarianza finanziaria originariamente era stata inserita all'articolo 2 che ora viene sostituito con un emendamento che vi è stato consegnato, nella sostanza viene ribadito lo stesso concetto di inalterazione, invarianza delle risorse finanziarie. Il nuovo articolo 2, forse è più in linea ed aggiunge, chiarisce, se ce ne fosse bisogno, questo concetto e dice: “Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione dell'articolo 1 valutati in euro 1.435.353,61 per l'anno 2016 e in euro 1.865.959,69 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 si fa fronte con le risorse stanziate nella missione 1, programma 10, ‘risorse umane’ del bilancio di previsione 20016/2018. Per gli anni successivi le spese sono autorizzate con la legge di approvazione dei rispettivi bilanci. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare le conseguenti variazioni necessarie ai fini della gestione del documento tecnico di accompagnamento e nel bilancio finanziario gestionale”.
Aggiungo alla fine di questa illustrazione, che spiega e presenta la proposta di legge, che in queste riunioni si è dibattuto ed sono emerse alcune questioni, di fatto cosa si è voluto significare e a cosa si è prestata particolare attenzione? Il momento convenzionale, nel quale saranno disciplinate queste attività, queste funzioni e le modalità con cui esse saranno espletate, sarà particolarmente importante per cui la Giunta presterà particolare attenzione a che queste funzioni non vengano snaturate e mantengano la loro importanza, addirittura il Consigliere Urbinati si farà portavoce di una delucidazione, di una proposta di ordine del giorno più specifica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Condivido in pieno la proposta di legge n. 37 che riguarda la riallocazione alle Province del corpo di polizia provinciale.
Un provvedimento che è naturalmente legittimo da parte della Regione e che consente di mantenere in capo alla polizia provinciale la professionalità e il ruolo che ha esplicato in questi anni.
Devo anche dire che ad ottobre scorso avevo fatto un'interrogazione in merito e avevo fatto anche notare che senza la regolarizzazione della polizia sarebbero state a rischio le funzioni di vigilanza ittico-venatoria e ambientale di cui fino ad oggi lo stesso corpo di polizia provinciale si è fatto carico con dedizione e professionalità.
In Commissione lo ha spiegato ultimamente l'Assessore Cesetti, se andiamo a guardare l'articolo 1 della legge di stabilità, comma 770, dice proprio questo: da una parte fa salvo il corpo di polizia provinciale, che se venisse trasferito in Regione sarebbe morto, dall'altro fa salva la funzione di vigilanza sul territorio.
Per questo motivo ritengo necessaria la modifica della legge regionale 13 del 2015, così come proposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Faccio anch'io a nome del gruppo Movimento 5 Stelle un saluto agli alunni della V che sono là e devo dire che se adesso alzerò un po' la voce è per dar forza alle tesi, perché quello è il banco della maggioranza, noi siamo la minoranza, l'opposizione, e dobbiamo vigilare su quello che avviene.
Sono sconcertato dell'iter di questa proposta di legge 37, che è stata presentata, è stata ritirata, abbiamo audito l'Assessore Cesetti, c'è stata una controversia ed alla fine, da questa discussione, la montagna ha partorito il topolino ed è ritornata questa proposta, così come era venuta fuori.
Una proposta di legge sul quale il Cal, leggo testuale, dice: “Per le motivazioni di cui sopra si propone pertanto di esprimere parere contrario in merito alla proposta di legge in oggetto”. Siamo di fronte a una sorta di “dilettanti allo sbaraglio” per quanto riguarda la maggioranza.
Questa proposta di legge fa sì che la polizia provinciale si occupi soltanto di caccia e di pesca, (…) si, c'è scritto qui: “la funzione di vigilanza relativa alla caccia ed alla pesca nelle acque interne di cui all'allegato A della legge regionale sono riallocate presso la Provincia”, quindi, o voi mi spiegate che l'italiano ha un altro significato rispetto a quello delle parole che mi hanno insegnato a scuola, oppure c’è qualcosa che non va in questo senso.
Cosa succede? Succede che la Regione paga la polizia provinciale per vigilare sulla caccia e la pesca e quando la Regione dovrà dare una disposizione, per esempio, “Vai in quel fiume a vedere ...” non potrà dargliela perché è la Provincia che dà le disposizioni alla polizia provinciale. Ma vi rendete conto? La Regione paga per una funzione del personale che è in divisa, con la pistola, e le disposizioni le dà la Provincia? Sono allibito, forse perché non sono di lungo corso nella politica, ma queste cose mi sembrano fuori da ogni logica.
Poi Presidente, con tutta l'amicizia e la stima che ho per lei, questo emendamento della I Commissione io non l'ho né discusso, né approvato, né votato, né il contrario. Arriva sul banco della minoranza un emendamento della I Commissione che io non ho visto e non ho discusso, (…) l'abbiamo accennato? Presidente lei è garbato, lei ha un eloquio garbato e mi dice che l'abbiamo accennato, allora io non l'ho neanche votato in maniera “accennata”, va bene così?
Questo è un vero pastrocchio, per cui voi non siete in grado di garantire la funzione della polizia provinciale ed il posto di lavoro a questi che non sapranno che accidenti fare. Avete preso come riferimento la legge della Regione Puglia, l'Assessore Cesetti ci è venuto a dire che tale legge potrebbe essere impugnata e, quindi, nel momento in cui la legge verrà impugnata e verrà dichiarata incostituzionale, la polizia provinciale si leverà la divisa e la pistola e andrà in ufficio. Questo era il senso della legge!. Ma dico, di cosa stiamo parlando? Di cosa stiamo discutendo? Ci sono delle persone, ci sono i posti di lavoro, avete fatto un tourbillon tra Commissione e Aula di questa cosa e poi venite fuori che la legge 37 viene approvata così com'è! La Regione paga, la Provincia dispone e noi dobbiamo votare a favore di questa cosa sulla base di un emendamento della I Commissione, di cui io faccio parte, e che non ho né letto né approvato?
Quando ho detto che avrei alzato la voce mi riferivo a questo, non è che sono maleducato, voglio dare più efficacia a questa cosa, quindi noi a questo pastrocchio non ci stiamo, giocatevela voi questa corsa allo sfacelo, perché noi non vogliamo entrarci.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Durante l'incontro dei capigruppo sono stato chiaro, quando mi avete chiesto: “Come si usa? Come fanno le Province?”, io ho risposto dicendo: “Da me, nella mia Provincia, per la mia esperienza - perché ad oggi formalmente sono anche Consigliere nella Provincia di Macerata - il corpo dei vigili, delle guardie giurate, chiamatele come volete, è sempre stato apprezzato in quanto molto attivo ed incisivo, non solo nella caccia o nella pesca, ma anche nelle indagini sull'ambiente, sulle discariche, lì in cinque anni è sempre stato guardato con attenzione e con ammirazione.
Se si deve trovare un compromesso deve essere funzionale perché per noi salvare i posti di lavoro, trasformare tutti in impiegati …, il mondo va alla ricerca di una cosa che non esiste più, l'impiegato non esiste più, ci servono figure serie, concrete, strutturali, in grado di tener testa principalmente ai danni ambientali, quindi se volete il nostro voto dobbiamo avere la certezza che questa norma, questo programma che stiamo facendo, vada in questa direzione, se no il nostro voto è “picche” e non l'avrete.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Presidente Ceriscioli, Assessori e colleghi Consiglieri, credo che non ci sia molto da aggiungere alla relazione di maggioranza del Presidente Giacinti ed anche alle parole della relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi, però proprio per la responsabilità che deve prevalere in noi, per la fiducia che deve esserci fra noi, per la consapevolezza su quello che andiamo a decidere, credo che sia giusto approfondire un attimo.
Consigliere Maggi, noi non siamo “dilettanti allo sbaraglio”, siamo persone responsabili perché se non lo fossimo oggi non chiederemo all'Aula di approvare questa legge che va ed è nell'interesse della comunità marchigiana, della Regione, delle Province, delle persone che svolgono queste funzioni e anche del territorio.
Mi sento di dare una risposta anche al Consigliere Zura Puntaroni quando dice: “Se volete il nostro voto dovete farci capire quali sono le funzioni”, credo che la garanzia per tutti noi, non soltanto per i Consiglieri della Lega, ma per tutto il Consiglio, sia nel fatto che nel momento in cui si andrà ad approvare la convenzione, che non è un atto del Consiglio, ma della Giunta, conoscendo la sensibilità democratica del Presidente Ceriscioli, della Giunta, dell'Assessore Pieroni e del Presidente Giacinti, sarà sicuramente oggetto di confronto e di elaborazione nella Commissione stessa e lì potremmo tutti constatare quali saranno le funzioni che saranno esercitate da queste persone.
Visto che non siamo dilettanti, ma siamo dentro ad un panorama nazionale che non nasce …, adesso non voglio ripercorre la storia delle Province, dal primo provvedimento pasticciato del Governo Monti e così via, ma oggi stiamo discutendo di un atto che trova il suo punto giuridico e di caduta nella legge di stabilità 2016 in cui rispetto a tutto il percorso che era stato fatto nella redistribuzione delle funzioni e delle persone che lavoravano nelle Province, c'erano almeno due punti sospesi. Uno è quello legato ai centri per l'impiego e del lavoro, l'altro è legato alle funzioni di polizia laddove c'era il corpo di polizia provinciale, in alcune Province non esisteva, ma c'era il servizio. Il comma 770 citato dal Consigliere Giacinti stabilisce e ci chiama in qualche modo a ridiscutere questo provvedimento.
Ecco perché stiamo ridiscutendo questo provvedimento, perché se si voleva che queste persone, che hanno la doppia qualifica di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza - noi siamo attenti al parere del Cal – fossero mantenute nelle Province in modo certo e al di fuori del 770 avrebbero assegnato queste persone nelle funzioni fondamentali, avrebbero conservato la qualifica e sarebbero rimaste in Provincia, invece hanno fatto il percorso della 770, della legge di stabilità, e sono dentro questo panorama nazionale.
Noi facciamo una cosa seria, ovvero le assumiamo in Regione ed assegniamo alle Province la possibilità di utilizzarle - il merito sarà nella convenzione che andremo ad approvare - non soltanto in quelle che, ripeto, sono le funzioni di vigilanza relative alla caccia e pesca, ma - alcune di queste sono anche dei tecnici faunistici – anche per l'attenzione al territorio.
E’ chiaro che nel momento in cui queste persone saranno nel territorio dovranno valutare - al momento sono agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza - quelli che sono i reati. Questo è nella norma, non è possibile fare diversamente.
Credo che rispetto a questa organizzazione questa sia una legge che non possiamo non votare, altrimenti lasceremo un vuoto di carattere normativo, ma anche un vuoto rispetto alle funzioni che dovrebbero essere esercitate in modo responsabile, come noi scriveremo in quelle convenzioni che andremo ad approvare, e daremo anche una risposta a quello che fra un po' dirà il Consigliere Urbinati con una proposta di ordine del giorno che ha valore, per quanto ci riguarda, politico.
Senza questa legge saremo in presenza di un vuoto di grande dimensione, questa legge colma tutto ciò.
Responsabilità è soprattutto consapevolezza che questa partita difficile del superamento delle Province ha creato delle difficoltà. Noi vogliamo fare in modo che i cittadini rispetto alle funzioni e ai servizi che da quelle istituzioni avevano, le persone che in quelle istituzioni hanno lavorato …, quindi non vogliamo disperdere le professionalità, la Regione si è fatta carico di tutta questa partita che tra l'altro si è conclusa senza esuberi, credo che anche questo sia un fatto importante.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Non pensavo di intervenire perché la relazione del Presidente Giacinti nel merito è stata molto esaustiva, importanti anche le cose aggiunte dal Consigliere Giancarli, poi ci sarà l'Assessore che concluderà il dibattito quindi …, però davvero non si finisce mai di stupirsi e credo che sia utile dire qualcosa al Consigliere Maggi.
Da parte nostra saluto non solamente i ragazzi, ma saluto la dott.ssa Santoncini.
Credo che in queste ore così drammatiche, in queste ultime ventiquattr'ore sono successi fatti tragici, noi che sediamo in questa Aula dovremmo porgere anche un saluto riverente alle istituzioni in cui sediamo e al funzionamento dei meccanismi democratici.
Vede Consigliere Maggi, ora dirò qualcosa sui “dilettanti allo sbaraglio”. Francamente del suo intervento ho capito davvero molto poco, perché credo che voi avete spesso occasione di essere professionisti di una cosa, professionisti parolai e i professionisti parolai sono coloro che alzano la voce quando non hanno nulla da dire, lei si è rivolto ai ragazzi provando a suggerire l'idea che quando ci si appassiona si alza la voce, spesso si alza la voce per nascondere il vuoto.
Lei probabilmente con questa proposta di legge ha provato a darci una lezione sul funzionamento della democrazia, ma mi pare che abbia capito abbastanza poco. Credo che la pausa di approfondimento sia stata molto utile, perché approfondire, studiare le questioni, prendersi ogni minuto che serve, denota un metodo ed il metodo è quello di chi vuole, non so se essere professionista, ma portare fino in fondo, con serietà, il mandato istituzionale a cui è chiamato analizzando le questioni.
In queste ore era emersa la possibilità di verificare se esisteva un’alternativa – il parere del Cal è negativo, ma non disegna alternative - per cui credo che sia stata giusta l'esigenza di approfondire fino in fondo. A questo è servito, perché prima di decidere noi siamo chiamati a svolgere delle funzioni di studio, di approfondimento.
Concludo così, non entro minimamente nella questione, però serve ogni tanto rispondere a chi in questa Aula, ma anche fuori da questa Aula, tenta di dare delle lezioni di serietà, di democrazia, di trasparenza, senza averne alcun titolo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Nella classe seconda del Liceo classico che frequentavo, un mio compagno aveva fatto un tema e l'insegnante aveva commentato: “Poche idee, ma confuse” ecco, io ve le riporto, perché in queste 4 righe che ci avete presentato, ritirato, ripresentato e discusso, ci sono poche idee e tutto il resto è confuso.
Entrando nel merito, Consigliere Busilacchi, per i centri per l'impiego avete dato una soluzione temporanea che vale per quest'anno poi bisognerà comunque ripensarci. Tra le competenze fondamentali e non fondamentali da dividere tra Province e Regione siamo ben lungi dall'avere le idee chiare, mi sembra, sono passati mesi, non è che improvvisamente le Province siano sparite, siamo qui da nove mesi e ancora una proposta chiara da parte della maggioranza non c'è.
Proseguiamo: vigilanza ambientale, lì c'è scritto “caccia e pesca”, tutto il discorso della vigilanza ambientale qui non c'è.
Altra cosa: le guardie ecologiche volontarie che sviluppano una grande massa di attività nei territori, come facciamo a valorizzarle? Qui non c'è scritto.
Alla fine voglio portare all'attenzione una cosa un po' più generale, la Provincia che non è più eletta dai cittadini è giusto che gestisca un settore come questo con delle persone armate oppure no? Effettivamente abbiamo un grado di istituzione un po' diverso rispetto alla Regione o ai Comuni, quindi il discorso va un attimo ampliato.
Abbiamo la chicca dell'emendamento in cui non c'è data, non c'è ora, verificate se l'emendamento ad una proposta di legge va presentato 24 ore prima la discussione, quindi chiudiamo il discorso: poche idee, ma confuse.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Condivido l'intervento del mio capogruppo e nel salutare la dottoressa, che ci lascia, le auguro anche un buon prosieguo della sua attività, di quello che andrà a fare.
Voglio aggiungere un aspetto che, per quanto riguarda la Lega, è molto importante. Questa mattina stiamo discutendo di questo provvedimento che riguarda le Province. A noi non ci ha mai soddisfatto, non ci ha mai interessato questa soppressione delle Province ed oggi assistiamo ad una confusione, come ha detto il Consigliere Fabbri, ed anche ad un aumento dei costi perché il passaggio di questi lavoratori determina questo. Naturalmente sono diminuite le filiere di democrazia e di rappresentanza con il territorio, con il popolo, questo è accaduto da forzature volute e date in pasto al Paese perché si prospettava un risparmio, ma nei fatti abbiamo visto che così non è. Pertanto la discussione di questa mattina, caro Assessore, non ci interessa più di tanto perché le cose se le andiamo a vedere probabilmente sono molto pesanti anche perché avete portato il personale in ambienti che lasciano discutere.
Ci sono dei problemi che riguardano il personale, non li avete affrontati, ma questo a noi non interessa più di tanto perché noi eravamo contrari, siamo contrari, lo dimostra questa discussione e quella che avverrà nei prossimi mesi per quanto riguarda il personale. Le collocazioni non sono terminate, non c'è una certezza, un riferimento certo per il personale, c'è incertezza e ne discutiamo questa mattina, anzi ne discutete voi.
Credo che questo problema delle Province, questa soppressione delle Province di fatto ha creato un aumento dei costi per il Paese ed i costi aumenteranno anche per la Regione. E’ un ragionamento che a noi non piace, noi pensavamo ad un altro percorso che non è stato possibile e naturalmente oggi non possiamo votare questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Affrontiamo ed affronto un argomento a me sostanzialmente sconosciuto, quindi diciamo che sono un libro aperto rispetto a tutte le cose che sono state dette e cerco di attenermi, Presidente, soltanto a quello che ho trovato scritto.
Quello che ho trovato scritto è una proposta di legge che, come già ha detto il Consigliere Giancarli, mantiene la funzione storica delle Province che in quest'Aula tutti hanno detto sono state fatte bene.
La prima scelta che facciamo è una scelta di buonsenso, lasciamo perdere cosa ha detto il Cal, se eravamo d'accordo, se la Provincia era più o meno contenta, io non ho questi retroscena, dico che manteniamo questa funzione che non è fondamentale, quindi è una scelta che riguarda la Regione se assegnarla o no, la assegniamo e il personale continuerà a fare quello di cui tutti siamo contenti, perché il rischio, anche questo l'ha detto il Consigliere Giancarli, ma lo ribadisco, è che una volta che fosse stato assunto dalla Regione avrebbe potuto fare anche cose diverse da quelle che ha fatto fino a questo momento. Primo argomento!.
Secondo argomento quello di carattere generale. Sinceramente non capisco la faciloneria con la quale si affronta questo argomento, come se fosse banale, qui siamo di fronte alle Province che esistono dall'Unità d'Italia ad oggi, le stiamo trasformando e stiamo portando delle competenze che nel frattempo si erano accumulate, c'era stata una sedimentazione enorme di competenze che giustamente il Parlamento nazionale, dico giustamente perché il mio partito le ha votate, ha ritenuto improprie. La cultura, per esempio, era una cosa che facevano indistintamente i Comuni, le Province e le Regioni, dando magari lo stesso contributo, Assessore Pieroni, allo Sferisterio ed alla Festa del Carciofo, perché ognuno si rivolgeva a tutti e tre gli enti. Altro che aumento di spesa, questa è la vera spesa, la spesa non è l'amministrazione, è il bilancio che l'ente aveva e la distribuzione dei soldi perché se esiste l'Assessore alla cultura di Pievetorina o di Montelupone, esiste anche quello provinciale di Macerata e quello regionale e qualcosa devono fare, ci deve essere quindi un bilancio a quello assegnato.
Finalmente si tenta con grande umiltà e grande fatica un riordino, anche qui, a chi dei Consiglieri della minoranza ha parlato dicendo anche cose di buon senso dico sempre con grande umiltà, se avete esempi di Regioni molto più virtuose della nostra, non so la Lombardia, il Veneto o altro, che hanno già fatto questo riordino in maniera eccellente e che hanno soluzioni da offrirci, comunicatecele, cerchiamole insieme, qui siamo tutti aperti, Assessore Cesetti, a vedere se altri hanno fatto meglio di noi o tutti sono impantanati in una situazione nella quale tra il sindacato, il personale, gli enti locali c'è un'oggettiva difficoltà, perché c'è.
Fare i meravigliati o i meravigliosi di fronte a oggettive difficoltà non è neanche serio, tanto più quando si attribuiscono e si esprimono giudizi nei confronti di chi queste cose sta cercando di affrontarle con grande serenità.
L'ultima considerazione la dico a beneficio della mia maggioranza, io sono ben contento delle sospensioni, chiedo scusa, Consigliere Maggi, perché le interruzioni danno fastidio, chiedo scusa e ringrazio la minoranza che non ha fatto sceneggiate su questo argomento e dico che dovreste essere contenti se c'è una maggioranza che discute, perché vi lamentate sempre degli ordini di scuderia e degli atteggiamenti monolitici, abbiamo un Presidente ed una Giunta che su questo, come su tanti altri argomenti, sono disponibili a un dialogo, questo avviene ed è avvenuto come in altre circostanze in cui magari, come ha detto bene il Consigliere Busilacchi, abbiamo avuto un parere due giorni prima e non c'è stata la possibilità di arrivare ad un'opinione largamente condivisa, c'è stato questo, è avvenuto, c'era anche la raccomandazione del Consigliere Maggi, molto paternalistica: mi raccomando che questa sospensione serva a qualcosa. Questa sospensione mirava a che dopo non ci fosse il rinvio, ci siamo messi d'accordo su tutto, c'era una soluzione ed è quella che desideravate, quindi ringraziamo tutti il cielo, è Pasqua e godiamoci questa festa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Adesso è difficile fare un discorso ecumenico dopo l'intervento del Consigliere Marconi, potrei parlare anch'io del mio Dio oppure del suo, però adesso faccio fatica.
Qualcosa ci unisce, però ci avrebbe unito ancora di più se queste discussioni, Consigliere Marconi, le avessimo fatte tutti insieme qui.
E’ una proposta talmente semplice e se volete banale che se ne poteva discutere dentro il Consiglio. Non occorreva, secondo me, che la maggioranza si riunisse in conclave su questo tema, su altri temi si, ma siccome noi non abbiamo mai parlato in questa assiste del riordino delle funzioni delle Province - dico bene Consigliere Giancarli? Dico bene Assessore Cesetti? Noi che abbiamo fatto un percorso di questo tipo? – forse era opportuno che si allargasse un po' il discorso per capire cosa sta facendo la Giunta per quanto riguarda i presidi che stanno sul territorio, quante persone, quali funzioni vengono lasciate. Cose banali perché la legge lo prevede, ma siccome non ne abbiamo mai parlato, poteva essere un'occasione di passatempo per parlare di come si sta organizzando, di quali funzioni si lasciano sul territorio e di quante persone. Come funzioneranno gli uffici provinciali di caccia e pesca? Il genio civile quali servizi darà alle imprese professioniste? Il turismo come sarà organizzato per quanto riguarda l'accoglienza? E’ l'unica funzione che rimane sui territori, mentre la promozione fa capo a livello centrale. Sarebbe stata un'occasione, nessuno ha detto nulla, per chiarire certe situazioni.
Ad esempio, non so se posso …, c'è stato consegnato questa proposta di ordine del giorno del Consigliere Urbinati, per chiarire due cose, si parla delle funzioni di tutta la polizia provinciale, però dovete sapere che la polizia provinciale ha anche funzioni di polizia stradale, che fa? Continua a farle? In che modo? Soltanto per quanto riguarda l'assistenza agli autovelox, ai tutor, che sono stati inseriti? Deve certificare, convalidare i verbali oppure continuerà a fare servizio sulla strada a fermare l'omino con competenze e professionalità relative? O verrà soltanto impiegato con funzioni per quanto riguarda la caccia e la pesca, Consigliere Giacinti?
Questa è un'occasione persa, se ne sta parlando da anni, per definire una riforma organica della polizia locale, se ne parla da anni e ancora non è stata fatta. Qual è l'interazione fra la polizia locale e gli organi di polizia dello Stato? Non riguarda soltanto la polizia locale, ma anche i vigili urbani, la polizia municipale.
Un altro aspetto, ad esempio, in molte Province nei servizi ambiente ci sono figure che sono organi di polizia giudiziaria pur non appartenendo al corpo della polizia provinciale. Questo era un momento di discuterne tutti insieme, che fine faranno questi? Saranno incorporati all'interno della polizia provinciale oppure continueranno a essere un organo a sé? Una specie di sceriffi alle dipendenze del dirigente che sarà, non so, forse in Regione o sul territorio - questo è da capire - e faranno vigilanza ambientale contro gli abusi esclusivamente ambientali disconnessi dalla caccia e dalla pesca?
Questo era un dibattito da fare al di là della sospensione, non mi avrebbe pesato aspettare se fossi entrato nel merito della sostanza.
Dico che era una discussione che potevamo fare qua dentro, Consigliere Marconi, dopodiché la maggioranza è maggioranza, mica può esercitarla al 101%? Si accontenti di esercitarla al 99,9%, lasci lo 0,1% di discussioni in Aula per incidere sui problemi e per capire meglio.
Nella sostanza dico che sono d'accordo, è naturale che queste funzioni devono essere allocate nel territorio perché devono vigilare nei territori. Io discuto la forma: come, perché, con quali funzioni, con quali mezzi, chi sono le persone che guideranno questo servizio?
Questo è il concetto più importante, poi accanto a questo si poteva chiedere al Presidente, ormai è tardi perché il 1° aprile incombe, una discussione di carattere generale con un’informativa un po' più dettagliata su tutti i servizi che verranno riallocati, su quelli che rimarranno, su quelli torneranno qua e su come si sarebbe organizzato il tutto.
D'altra parte non stiamo facendo nulla di nuovo, stiamo tornando indietro di 20 anni, perché erano funzioni che la Regione aveva già, che poi sono state delegate alle Province con la riforma. La formazione professionale e le politiche attive erano della Regione e furono delegate, lo stesso dicasi per quanto riguarda il turismo, con i centri di accoglienza turistica, perché la promozione resta sempre in capo qui, lo stesso dicasi per quanto riguarda i trasporti ed anche l'urbanistica che era una funzione delegata.
Stiamo tornando indietro, adesso ognuno ha le proprie idee, è giusto, non è giusto, io sono contrario a questo tipo di riforma, però potrebbe essere per motivazioni mie personali o per un certo sentimentalismo essendo stato Presidente della Provincia, uno tende a difendere quello che ha fatto, ma non è così, credo che la riforma vada fatta, questo è il modo peggiore perché il modo migliore era quello di creare delle macro Province sulle Regioni, delle aree vaste che funzionassero veramente, mentre ci siamo resi ridicoli agli occhi dell'Europa perché 4, 5 anni fa abbiamo fatto delle nuove Province e dopo 5 anni ammettiamo di esserci sbagliati. Questo succede solo da noi! Abbiamo fatto nuove Province spendendo soldi a non finire, che potevamo destinare agli investimenti, al turismo, a quello che il territorio voleva, dopodiché abbiamo deciso di tornare indietro togliendole, però, siccome non possiamo toglierle tutte perché non c'è una legge costituzionale, le togliamo a metà, le lasciamo come aree vaste, le lasciamo come enti e non si capisce che cosa siano. Mi auguro che la riforma della Costituzione le spazzi via completamente, così si parlerà di area vasta, dove non c'è nessuno, solo un struttura tecnocratica, togliamo anche questo, permettetemi, non so come definirlo, pseudo Consiglio o pseudo Giunta che sta nelle Province, che non si capisce cosa ci stia a fare, lasciamo tutto ai tecnici, alle strutture che fanno capo alla Regione e risolviamo il problema.
Ripeto, nella sostanza io sono d'accordo a questo riallocazione delle funzioni a livello provinciale, ma dopo sulla mozione vorrò delle risposte per quanto riguarda gli aspetti delle funzioni, perché qui si parla soltanto, se posso entrare per poco nel merito, delle funzioni di vigilanza in materia di caccia e pesca nelle acque interne, in materia di ambiente, turismo e commercio, però c'è il problema dell'aspetto delle funzioni di vigilanza stradale della polizia provinciale ed anche di quelle persone che non sono in questo corpo, ma che svolgono la stessa attività.
Mi auguro che lo inseriremo in questa proposta di ordine del giorno affinché la Giunta si faccia carico di studiare questo ulteriore problema, altrimenti sicuramente ci sarà un empasse.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Sono un po' in difficoltà e spiegherò il motivo. Da una parte ho l'esperienza da semplice cittadino che ha visto un buon funzionamento della polizia provinciale per cui mi viene spontaneo ed istintivo dire che quando una cosa funziona va mantenuta, quindi questo mi spingerebbe a raccogliere questa proposta, però dall’altra dobbiamo fare anche altre considerazioni.
La prima che faccio riguarda il riordino delle Province in generale.
Qui ci possono essere 2 schieramenti, uno a favore ed uno contro. Senza entrare nel merito voglio fare un'osservazione che è questa: quando un qualcosa si trasforma o si ha il coraggio di trasformarla veramente, nel caso si scelga di togliere tutte le funzioni alle Province, oppure se non si ha questo coraggio, si lasci un'istituzione che, permettetemi il paragone, non è carne né pesce, magari come cittadini ci ritroviamo ad avere un'istituzione che può portare una serie di problematiche. Faccio un esempio: le strade. Personalmente sono molto preoccupato della situazione delle strade perché questo passaggio di competenze dalle Province alle Regioni ancora non avviene, ci sono gravi ritardi - poi mi correggerà Assessore, io ho fatto anche una domanda in Commissione ambiente su questo, in Commissione infrastrutture - c'è un rimpallo di responsabilità e le strade, soprattutto quelle dell'entroterra, versano in situazioni disastrose, franate, piene di buche, nessuno le manutenziona e via dicendo. Questo per fare un esempio che quando le funzioni non sono chiare le conseguenze si ripercuotono nel territorio.
Un altro punto di riflessione importante è quello che leggo dal documento che ci rilascia il Cal, che dice una cosa pesante, ve la leggo: “Riguardo al punto 1 non rialloca direttamente le funzioni di polizia locale e il relativo personale, ma unicamente le funzioni di vigilanza relative alla caccia e pesca in tal modo eludendo il chiaro dettato legislativo”. Il Cal fa un'accusa pesante, allora come si fa, come ha detto qualcuno, a lasciare perdere il Cal, questo è un giudizio pesante, va considerato quello che dice perché fa una dichiarazione molto pesante.
Ultima cosa e poi concludo, faccio un appunto, l'emendamento che ha presentato il Consigliere Giacinti da una parte è comprensibile e condivisibile perché cerca con una logica di trovare le risorse, destina gli oneri finanziari, però nel metodo, mi permetta Consigliere, è veramente deprecabile questo modo di agire, che si faccia un emendamento a nome della Commissione senza che sia passato in Commissione! Io questa cosa purtroppo l'ho già vissuta partecipando alla Commissione sanità, dove trattando la riforma sanitaria delle case della salute prima c'è stata una proposta della Giunta per Matelica in H12, Punto di primo intervento, mai discussa formalmente in Commissione, poi è tornata in Giunta e Matelica è passata ad un H24, sottolineo che io sono favorevolissimo che Matelica abbia l’H24 però la procedura, il metodo di fare non può essere questo, se ci sono delle leggi, se ci sono dei regolamenti che impongono che il parere della Commissione sia obbligatorio, seppur non vincolante, vanno rispettati.
Questo modo di fare, procedurale intendo, lasciando perdere la bontà dell'emendamento, secondo me è inaccettabile e questa maggioranza si deve mettere in testa che bisogna che ci sia maggiore rispetto dei regolamenti, delle leggi e delle istituzioni.
Detto questo faccio una mia proposta, secondo me, per come stanno le cose, visti anche i passaggi che non sono stati formalmente rispettati, sarebbe bene che questa proposta di legge sia momentaneamente ritirata per un ulteriore passaggio in Commissione per poi essere ridiscussa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. E’ doveroso intervenire, mi dispiace, però è doveroso, per chiarire alcune questioni.
Innanzitutto sono stato accusato di aver presentato il mio emendamento nottetempo, mentre nella prima fase della Commissione, Consigliere Maggi e Consigliere Bisonni, ho annunciato che era un emendamento tecnico per spiegare che nel testo originario si faceva riferimento a un generico concetto di invarianza finanziaria. Così è in effetti. L’emendamento l'ho definito anche pleonastico, perché di fatto siamo di fronte ad una invarianza finanziaria in quanto le risorse che sono allocate nel bilancio regionale, sono sempre le stesse, sono per questo personale a cui vengono attribuite queste funzioni, ma, come dicevano i latini melius abundare quam deficere, abbiamo presentato un emendamento che non pensavo avesse tutti questi crismi dell'ufficialità, ho detto nella discussione che era necessario metterlo perché anche il Cal aveva sottolineato questo aspetto, non capendo che le risorse sono le stesse, le medesime che stanno nel bilancio, vengono prese per gli stipendi e gli oneri relativi a queste funzioni, ma parliamo sempre dello stesso personale.
Mi dispiace che la Commissione presieduta da me, venga tacciata di questi comportamenti, quando sappiamo bene, lei Consigliere Bisonni non fa parte della mia Commissione, ma può chiederlo a qualche suo amico o ex amico, quale sia il mio comportamento in quella sede.
Ricordo a questa Assemblea che stamattina, la Lispi, encomiabile segretaria della mia Commissione mi ha fatto notare che siamo alla 42ª seduta e dei 21 atti passati in questa rispettabile Assemblea, 18 sono stati licenziati dalla mia Commissione. Non credo che noi non lavoriamo e che non teniamo conto, udiamo tutti gli attori, spesso anche persone che ci comportano ulteriori lavori, riunioni, ma giustamente la democrazia è anche udire e poi decidere.
Sul fatto che stamattina ci siamo per l'ennesima volta riuniti, mi dispiace Consigliere Maggi, però glielo devo far notare, lei spesso, in virtù di questo rapporto franco, amichevole e anche di simpatia, non lo nascondo, quantomeno da parte mia nei suoi confronti, resta anche quando parliamo fra noi in maniera che potrebbe essere definita più riservata, ma noi nemmeno ci facciamo caso proprio per questa trasparenza e questa voglia di comunicare un aspetto democratico che mi sento di rappresentare, perché i cittadini che mi hanno investito di questo impegno mi hanno dato anche questa facoltà e io la faccio con molta trasparenza e nonchalance perché se dovessi rifarmi ai rapporti numerici, noi veniamo qua pigiamo il tastino e vinciamo di sicuro, ma non è questo il concetto e lei lo sa bene.
Mi dispiace doverlo far notare, poi mi spiace anche per altre cose, Consigliere Fabbri, qui bisogna capire quali sono le funzioni che per legge sono definite fondamentali, ci penserà senz'altro l'Assessore Cesetti dopo di me, che sono rimaste e restano in capo alle Province. Mi riferisco alle funzioni relative alla materia ambientale e alla materia di viabilità stradale, quelle sono funzioni che non vengono meno, restano per disposizione normativa delle Province. Come ente Regione noi dovremmo preoccuparci delle funzioni relative alla vigilanza di caccia e pesca, perché questo ci assegna come compito il legislatore e non poteva essere diversamente, di questo stiamo parlando. Siccome si era fatta strada un'ipotesi, anche tra i miei compagni Consiglieri, di poter pensare a un'alternativa, come quella della Regione Puglia che con legge disciplinava questi aspetti. Abbiamo approfondito ulteriormente, forse non ce ne era nemmeno bisogno, perché già l'Assessore Cesetti nei giorni scorsi ce l’aveva fatto presente, ma giustamente, e ringrazio in quest'occasione il dott. Russi e la Alessandrelli in breve tempo ci hanno fornito un parere che abbiamo messo gli atti della Commissione, nel quale inequivocabilmente viene chiarito che la strada percorsa dalla Regione Puglia non è lecita, nel senso che cozza con i principi dell'ordinamento costituzionale e del Codice di procedura penale. Peraltro ci era stato anticipato dall'Assessore, ecco tutto quello che è successo.
Ultimo elemento, la prima stesura di questa proposta di legge non era una pdl, ma un emendamento ad un altro atto perché, per motivi di urgenza, visto che lo spartiacque è quello del 1° aprile, per rispettare i tempi, per essere più ligi nei confronti dei tempi che incombevano, ci siamo permessi di inserire la norma come emendamento ad una precedente proposta, ma lì giustamente e correttamente, è emerso che era necessario il parere del Cal, perché trattava l’attribuzione di funzioni, infatti parliamo di riallocazione di funzioni, ed allora giustamente l'abbiamo espunta da quel provvedimento e ripresentata come una nuova proposta di legge, solo per questo, non per voglia e vezzo di fare chissà quale confusione, solo per correggere l'errore fatto nel senso che, essendo necessario il parere del Cal, l’abbiamo accolto sotto forma di proposta di legge ed aspettato il parere relativo ed eccoci qua, sempre perché la data del 1° aprile è fondamentale ai fini dell'attribuzione di queste funzioni.
Mi dispiace, mi sono anche un po' accalorato, però mi sembrava doveroso perché essere tacciati di usare metodi che …, poi ripeto l'emendamento ha ad oggetto che cosa? L'invarianza finanziaria che non va considerata invarianza, una parola soltanto, ma va detto che le risorse che erano allocate nel bilancio in quella funzione sono prese nella stessa maniera, di guisa e sono coperti quei costi e quegli oneri relativi a quel personale, sempre tutto compreso negli stessi capitoli di bilancio.
Ecco perché mi sono permesso di definire anche pleonastico questo emendamento, che abbonda e chiarisce meglio ove ce ne sia bisogno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Ho ascoltato con grande attenzione questo confronto, questo dibattito, in cui ognuno ha portato avanti le proprie posizioni anche normative, ma io invito questa Assemblea a tener conto di una cosa importante che credo vada al di sopra di tutte le nostre riflessioni, di tutte le nostre valutazioni, quella cioè di avere il controllo del territorio, perché il rischio grosso, noi non facciamo partire questo percorso con la polizia provinciale sul territorio, è che noi rischiamo di non avere figure professionali che vigilino, controllino, tutto quello che abbiamo detto, sorveglino sia il percorso della caccia che della pesca, nella convinzione che dovremo definire, individuare e valutare anche altre opportunità da lasciare al corpo di polizia provinciale.
Credo che, al di là di tutto, dovremmo valutare il progetto, che come Regione Marche ci stiamo dando, di garantire nel territorio, in tutti i territori provinciali, personale idoneo e qualificato, cioè avere una Regione che legifera, progetta e programma la caccia e la pesca delle acque interne.
E’ chiaro che se noi siamo d'accordo su questo principio e concordiamo sul fatto che ci devono essere figure qualificate e professionali sul nostro territorio, io sono altrettanto convinto che, al di là delle varie posizioni, al di là delle varie sfumature che secondo me sono anche interessanti ma che chiaramente sono al di sotto di quello che io credo debba essere l'obiettivo di tutti noi, tutti insieme potremmo votare questa proposta di legge che in questo momento dà una risposta forte a tutti coloro che aspettano un controllo, dal mondo ambientalista a quello venatorio ed ittico.
Se noi diamo questo messaggio, se votiamo tutti insieme questa proposta di legge, sicuramente garantiremo in futuro un percorso lineare e soprattutto eviteremo che dal 1° aprile sul territorio ci possa essere una fase non ancora definita, con tutte le criticità che voi tutti meglio di me conoscete, e con tutti i problemi che possono scatenarsi in un momento in cui è ancora in corso la pesca nelle acque interne e dove c'è sempre più bisogno di figure professionali, quindi di una polizia provinciale che conosca il territorio e che individui chi crea criticità.
Se noi siamo consapevoli di questo, sono altrettanto convinto che questa proposta di legge verrà votata da tutti i Consiglieri.

PRESIDENTE Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Innanzitutto vorrei iniziare questo intervento dal parere del Cal che secondo me merita l'onore delle armi.
Dico subito che è un parere negativo, il Cal sa che, come sanno i Presidenti delle Province, io sono sempre molto chiaro e molto schietto, è un parere pretestuoso che nasconde un pregiudizio: quello di voler scaricare sulla Regione, esclusivamente sulla Regione, gli oneri di una riforma oggettivamente complessa della quale poi parleremo, con motivazioni nel caso di specie del tutto destituite di fondamento.
Il Consigliere Bisonni ha detto che il Cal ci accuserebbe di eludere le disposizioni normative. Il fatto che sia stato affermato non significa, Consigliere Bisonni, che lei gli debba dar credito, non si può perdere ed annullare dietro una cosa sbagliata. E’ un consiglio che le do, non lo faccia, perché credo, quanto meno, che sia lei il legislatore regionale, non è il Cal che dà un parere e lei non può - so che non lo fa, lo dice solo perché deve fare l'opposizione - “annullare” la sua funzione dietro una formazione di un altro organismo che è deputato a dare un parere.
Converrà con me che è così. Perché noi non possiamo eludere? Per una ragione molto semplice, perché articolo 1 prevede che le funzioni di vigilanza relative alla caccia e alla pesca nelle acque interne di cui all'allegato A della legge regionale sono riallocate presso le Province. Per l'attuazione del comma 1 trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 770 dell'articolo 1 e della legge di stabilità.
Come può esserci elusione se noi non facciamo altro che uniformarci a quello che è un dettato legislativo, non può esserci elusione in questo, anzi siamo noi che ci uniformiamo.
Per il resto, circa l'altro aspetto del parere, lo ha detto bene il Presidente Giacinti, le Province lamentano che la riallocazione potrebbe non essere a costo zero, ma non è a costo zero, perché trova copertura già nei capitoli di bilancio, come l'emendamento del Consigliere Giacinti esplica, una copertura che c’è già e che è già prevista. Fin qui il parere del Cal.
La questione è più complessa se vogliamo fare una discussione sul riordino delle funzioni - io come Assessore sono disponibile a venire in Commissione, possiamo farla anche qua, come volete voi – io non ho mai condiviso la riforma delle Province, qui parlo a titolo esclusivamente personale, e se del caso riforma doveva essere, fossi stato io, non avrei toccato le Province o le avrei abolite totalmente, definitivamente, nell'esercizio di tutte le funzioni, ma questo non è, c'è una legge ordinaria, che è la legge Delrio, che in attesa della riforma costituzionale, rispetto alla quale i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi ad ottobre, ci dà delle disposizioni che riguardano il riordino delle funzioni delle Province.
E' una legge e noi la dobbiamo applicare. C'è una legge regionale, la n. 13 del precedente Consiglio, che noi oggi ci troviamo ad applicare. E’ un esercizio difficile però, lo voglio dire al Consigliere Zaffiri, noi potevamo decidere una cosa, fare come qualche Regione amministrata dalla Lega, guidata dalla Lega, che ha fatto una cosa molto semplice: le funzioni non fondamentali sono delegate alle Province. Punto, 3 righe, finito lì, non cambia nulla. Oppure potevamo fare quel che stiamo facendo e cioè una cosa più seria, dare attuazione a quella legge. E’ evidente a tutti, da una parte una legge di questo tipo che decide il riordino delle funzioni e dall'altra le risorse che negli anni sono state sottratte alle Province – pensate, lo ricordo, 1 miliardo nel 2015, 2 miliardi nel 2016, 3 nel 2017, poi in parte compensate - è evidente che quelle funzioni costano, alle Regioni viene trasferito l'esercizio delle funzioni, ma non vengono trasferite le correlative risorse con la conseguenza che i costi vengono scaricati sulle Regioni e in questo caso sulla Regione.
Noi che abbiamo il dovere di attuare questa legge con tutto quello che può determinare, abbiamo innanzitutto l’obbligo di attuare questo percorso in un modo che sia "giuridicamente” praticabile, ma soprattutto economicamente sostenibile, con l'obiettivo finale di non pregiudicare l'esercizio dei servizi nei confronti della comunità regionale.
Questo è l'obiettivo, perché alla fine di tutto, alla fine della giostra c'è quello, ci sono i servizi dati ai cittadini, e quando ci siamo avviati nella riforma della polizia provinciale, all'interno della più vasta riforma del riordino delle Province, siamo stati mossi da questo obiettivo, e quello della polizia provinciale è uno degli aspetti più complessi perché ha implicazioni giuridiche ed istituzionali di questa già complessa partita.
La nostra preoccupazione qual è stata? Quella di salvare da una parte “il corpo di polizia provinciale” e con esso le funzioni anche di polizia giudiziaria, ad esempio, di agenti e di polizia giudiziaria, perché solo quelle possono garantire un elemento fondamentale che vi dovrebbe stare a cuore, che è la legalità, perché gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria sono deputati a sovrintende anche alla legalità, soprattutto per quanto riguarda la necessaria repressione quando è necessario, dove possono promuovere tra l'altro l'esercizio insieme al P.M. delle azioni penali. Questa è la preoccupazione! Dall'altra dare ai cittadini presidi sul territorio. Siamo arrivati a questa norma che non fa altro che uniformare le disposizioni della legge regionale 13 alle disposizioni nazionali. Lo vedete? La legge 13 e l'articolo 1, comma 770, della legge di stabilità, per garantire tutto questo.
Voglio aggiungere una cosa però, questo è stato possibile, Consigliere Maggi, queste modifiche nazionali sono state possibili, l'ultima con la legge di stabilità recente, all'esito di percorsi avviati e partiti da questa Regione, dalla Regione Marche perché qual era l'alternativa a questa disposizione e quale sarebbe l'alternativa a questa disposizione? Cito a memoria il decreto ministeriale 78 e via dicendo, la polizia provinciale non poteva, non può e non potrà mai, a costituzione, a legislazione vigente, transitare nella Regione perché la Regione non ha compiti e funzioni di polizia, glielo vieta la Costituzione. Al personale regionale non può essere attribuita la qualifica di agente o di polizia giudiziaria, tant'è vero che la Regione Puglia che ha fatto quella norma si appresta a cambiarla perché è illegittima sotto il profilo costituzionale e poco importa che sia sfuggito al Governo l'impugnativa perché qualsiasi cittadino, come ci ricordava stamattina il Presidente Ceriscioli, in via incidentale potrebbe promuovere quella questione, perché non può essere? Non può essere perché l'articolo 57 del Codice di procedura penale dice: “Sono agenti di polizia giudiziaria i carabinieri, la guardia di finanza, gli agenti di custodia, le guardie forestali e nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza le guardie delle Province e dei Comuni quando sono in servizio”. Non è possibile che al personale regionale possa essere attribuita quella qualifica.
Signori miei senza quella qualifica, converrete con me, non può essere esercitata la funzione di vigilanza, perché la funzione di vigilanza deve incorporare in sé il potere di deprimere, di fermare, di denunciare e finanche di arrestare. Questo è il punto e qui si chiude il cerchio. Questo è!
L'alternativa qual era? L'alternativa era che questo personale transitasse nella Regione e si spogliasse, ed io voglio ricordare alle Province, che hanno espresso pareri negativi, quello che dice espressamente l'UPI nazionale; “Nell'ambito delle procedure di mobilità il personale farà la scelta di perdere le qualifiche di agente o funzionario di polizia locale per essere trasferito nei luoghi della Regione”. Questo è l'UPI nazionale! Questa era l'alternativa e sarebbe l'alternativa senza l'approvazione di questa legge. Il personale verrebbe in Regione, diventerebbe personale amministrativo, non potrebbe esercitare le funzioni di vigilanza che non verrebbero esercitate e i territori sarebbero lasciati sguarniti di un presidio fondamentale, che è un presidio di sicurezza, di prevenzione e di legalità. Questo è il punto, di questo noi ci siamo preoccupati.
Avete capito di cosa ci siamo preoccupati noi in tutto questo tempo? Ci siamo preoccupati di fare questo e di poterlo fare all'esito di modifiche legislative che noi abbiamo provocato, e siamo orgogliosi di questo, forti anche di un'esperienza concreta, forti dello stimolo di tanti Consiglieri, che qui vedo presenti, penso al Consigliere Giancarli, al Consigliere Biancani, al Consigliere Traversini, al Consigliere Talè, tutti della maggioranza, parlando anche con gli stessi funzionari del …
Questo è il punto, ed oggi come avviene questa cosa? Questo è, non c'era alternativa a tutto questo, sia chiaro, perché garantiamo presidio. Come avviene questo? Va da sè, io ho sentito dire che faranno solo caccia e pesca, non faranno altre funzioni, Consigliere Maggi lei sa quanto io la stimi, glielo dico anche pubblicamente, però si fermi un attimo a riflettere qualche volta, lei lamenta che la maggioranza ha chiesto qualche minuto per approfondire, però se lei avesse dedicato qualche minuto ad approfondire forse, sotto il profilo tecnico, avrebbe compreso meglio, perché la legge stessa lo dice. Il 78, le disposizioni successive, che cosa prevede? Prevede che le Province o gli enti di area vasta o le città metropolitane possano destinare personale di polizia provinciale all'esercizio delle funzioni fondamentali. La Regione invece deve riallocare l’esercizio delle funzioni perché non lo può fare, allora che si determina sui territori? Questo: ci sarà personale di polizia provinciale della Provincia e personale riallocato dalla Regione, ma sarà tutto personale provinciale perché unitariamente dovrà esercitare le funzioni di vigilanza relative alla caccia e alla pesca, che sono quelle di nostra competenza, ma anche quelle dell'ambiente, della sicurezza stradale. Faccio un esempio, voi me lo passerete, gli esempi non sono mai eleganti, perché non possono essere eleganti, però me lo passerete, immaginiamo che un agente di polizia provinciale faccia un'azione di vigilanza in occasione di una caccia di frodo, vada in giro nel territorio, come è successo nella mia ex provincia, ed arrivi in un casolare dove si spaccia la droga, oppure arriva in un fiume dove si sversano liquami, oppure veda su un limite 50 chilometri orari, un signore che passa a 180, che cosa fa, si gira dall'altra parte? No, deve intervenire! In questo sta la bellezza di questo provvedimento, se me lo consentite, oltre che la perfezione giuridica! Capite? Noi che cosa esercitiamo? Che cosa facciamo noi? Noi oggi garantiamo l'esercizio di una funzione fondamentale di sicurezza sui territori, attraverso questo atto e lo facciamo noi perché diversamente le Province non potrebbero farlo, lo facciamo in modo unitario, fermo restando che quando andremo a sottoscrivere le convenzioni …, che cosa convenzioneremo con le Province? Quella che io chiamo un'obbligazione di risultato, cioè la Provincia mi deve garantire, altrimenti non la pago più, il risultato di questa vigilanza nelle mie competenze, e nello stesso tempo, attraverso questo meccanismo, la induco ad esercitare le sue. Cosa che se io avessi accettato il parere che dicono loro …, tra l'altro è un parere sbagliato, e me ne dispiaccio, sapete perché è sbagliato? Perché è sempre sbagliato quando si censura senza proporre una soluzione alternativa, non si può dire “sono contrario”, io gli rispondo: “Sei contrario e allora che cosa vuoi fare? Dimmelo” Dammi una soluzione alternativa”. Non c'è.
Noi attraverso questo atto garantiamo questo esercizio, è un po' complesso, ma lo facciamo, siamo qua apposta, cerchiamo di farlo bene con il vostro aiuto, questo è.
Nella convenzione andremo a disciplinare puntualmente come dovrà avvenire la vigilanza che riguarda le nostre materie e questo lo pretenderemo attraverso dei piani annuali o semestrali se sarà necessario, a seconda se queste attività saranno periodiche, lo faremo e lo farà il dirigente regionale competente, le convenzioni le firmerà il Presidente della Regione, ma il dirigente dovrà disciplinare tutto questo.
Ripeto, noi questo lo facciamo - e qui lo voglio dire in modo chiaro, e finisco - per un altro motivo, perché vogliamo che attraverso questo atto anche le Province facciano la loro parte e lo voglio dire subito. Anche le Province pur con le loro difficoltà devono fare la loro parte, perché qui in ballo non ci sono i destini della Regione o il destino delle Province, qui in ballo c'è la tutela della nostra comunità regionale, i nostri territori, i presidi – copio una frase del Presidente della Regione - i presidi del territorio sono presidi di sicurezza, di legalità, di prevenzione e di repressione quando necessario nella caccia e nella pesca, ma anche nella sicurezza stradale e noi sappiamo quanti feriti e morti ci sono ogni anno sulle nostre strade. Io sono per la sicurezza stradale, sono per la sicurezza ambientale, sono anche per l'ordine pubblico, perché come Regione Marche vogliamo che una persona con la divisa riallocata in quel territorio - noi la riallochiamo, noi la paghiamo - sia un presidio di sicurezza per la nostra comunità, ma per la sicurezza in generale, non per una sicurezza parziale, noi non possiamo pensare, non saremo non dico una classe dirigente, ma non saremo umani, se pensassimo che possiamo riallocare e pagare una persona che va solo a fare la vigilanza della caccia e della pesca, ma di che? La vigilanza deve essere complessiva, questo noi vogliamo e questo noi pretendiamo, anche dalle altre istituzioni come le Province. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Non potevo stare zitto, lei Assessore è un fenomeno, ma Schopenhauer se l'è studiato in modo perfetto, perché ha detto tutto e il contrario di tutto.
Io vorrei capire questo: il Cal è formato, me lo sono scritto per curiosità, da 5 Presidenti di Province, da 5 Sindaci di Comuni capoluogo di Provincia, da 17 Sindaci non capoluoghi di Provincia, da 3 Presidenti delle Unioni montane e lei dice che il parere che hanno dato è un parere sbagliato che non conta nulla, ho capito bene? (…) E’ sbagliato e non conta nulla, quindi che cosa glielo avete chiesto a fare se questo parere non conta nulla? Lei dice che non se ne deve tener conto, allora mi domando, io non posso competere, lei è un poliglotta della politica, che cosa l'avete chiesto a fare?
Questa è la mia domanda. Si lo so che è obbligatorio, però qualcosa deve pur valere no? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Ribadisco il mio voto positivo, però vorrei dire e raccomandare all'Assessore che nelle Province ci sono organi di polizia giudiziaria che sono diversi dalla polizia provinciale. Gli ufficiali di polizia giudiziaria ci sono e sono quelli che combattono i reati ambientali soprattutto per quanto riguarda le discariche, quindi mi raccomando tenete conto di questo, perché ci sono organi ufficiali di polizia giudiziaria incastonati all'interno dell'organico della Provincia che si dedicano esclusivamente ai reati ambientali, non interferiscono con la polizia provinciale, sono due cose distinte, però sono organi della polizia giudiziaria.
Adesso occorre armonizzare queste funzioni per capire cosa fa uno e cosa fa l'altro perché c'è una polemica non indifferente: quelli portano la divisa, quelli non la portano, quelli che fanno una cosa, quelli che ne fanno un'altra.
Era questo il senso del dibattito che si doveva dare, per capire come si ristruttura la polizia provinciale in ambito regionale. Tutto qui, per precisare ulteriormente questa vicenda.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Minardi. Ritirato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Assessore Cesetti, la mia ammirazione è veramente sconfinata.
Devo dire questo: la Regione paga la polizia provinciale e le disposizioni alla polizia provinciale le dà la Provincia, chi sono quelli della Provincia? Quelli del Cal il cui intervento è pretenzioso e sbagliato, non è meglio mettere questi in ufficio, anziché pagarli noi e farli governare da quelli che hanno dato un parere sbagliato e pretestuoso? Non lo so, me lo domando, perché se la logica deve essere conseguente questo ragionamento mi sembra logico.
Presidente della I Commissione, per carità, voi presi singolarmente siete tutti delle brave e stimabili persone è quando vi mettete con il PD che siete inguardabili, quindi è questo che …
Consigliere Busilacchi, noi voteremo contro questa cosa perché è veramente un pasticcio. Siete arrivati divisi su questa cosa, ed io con le parole “dilettanti allo sbaraglio” volevo rendere una visione annacquata, un po' edulcorata, siete divisi l'un l'altro, siete divisi con la Provincia di Pesaro, siete divisi al vostro interno, avete continuato a fare questa manfrina in Commissione, in Aula, nella Conferenza dei Capigruppo e siete arrivati alla soglia del 1° aprile, quando questa decisione deve essere presa, e avete fatto 20 minuti di intervento dicendo ecco la proposta di legge …
Consigliere Busilacchi voi non volete lezioni di democrazia e noi lezioni di democrazia, visto che siamo neofiti della politica, non ne vogliamo dare, però la differenza tra noi e voi è che noi rispettiamo i nostri elettori, voi invece votate a favore del referendum delle trivelle e poi a Roma dite che vi asterrete, quindi prendete in giro i vostri elettori, noi a questo non ci siamo arrivati, negli anni può darsi che arriveremo a questi livelli di raffinatezza, ma per ora non ci siamo arrivati.
Il nostro voto è contrario per le ragioni che ho detto perché le Province inaffidabili, che sbagliano a dare parere negativo sono quelle che comunque daranno le direttive alle guardie provinciali che verranno pagate dalla Regione.
Questa è una cosa incredibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Approfitto della dichiarazione di voto anche per rispondere all'Assessore Cesetti in merito al Cal.
Non è che devo fare il difensore del Cal, so bene anche le diversità dei ruoli, noi siamo dei legislatori, come giustamente lei ha detto, e il Cal esprime un parere obbligatorio, ma non vincolante, però, per lo meno nei confronti delle istituzioni, ho ancora un certo rispetto, forse maggiore di qualcun altro che dice “Lasciamo perdere il Cal”, oppure di lei quando afferma:“Questo parere è pretestuoso”.
Io mi aspetterei, Assessore, delle risposte un po' più nel merito, che giustifichino meglio, perché liquidare un parere autorevole …, io non dico che sia giusto o sbagliato, mi intenda, come ho detto che la proposta di legge è un atto che per certi versi condivido, perché ho detto subito che la polizia provinciale funziona bene e le cose che funzionano bene andrebbero lasciate al loro posto, quindi non mi fraintenda, però per il rispetto di un'istituzione come il Cal, che esprime un parere molto importante e che dice delle cose molto pesanti, mi sarei aspettato una riflessione su questo tema che andasse nel merito e che non liquidasse il parere dicendo solo: “E’ pretestuoso”. Dire è pretestuoso è tutto e non è niente, proviamo ad entrare nel merito.
Scusate anche una nota di polemica, io vi osservo quando date le risposte, parlo in generale, e vedo che il Presidente quando viene "criticato” sorride, ha l’atteggiamento di ridire, l'Assessore Casini di solito scuote la testa, io invece vorrei che a questi atteggiamenti fisici corrispondessero delle discussioni e dei ragionamenti che entrino nel merito.
Il Cal dice una cosa molto pesante. Perché ho proposto un rinvio ai sottoscrittori di questa proposta di legge? Perché un passaggio in Commissione permetterebbe questo approfondimento, dal mio punto di vista, doveroso, anche per il fatto che questo emendamento, ripeto ancora perché non voglio essere frainteso, condivisibile nella sostanza, nella procedura potrebbe essere magari migliorabile, per cui rinnovo in questa sede l’invito a ritirare, anche se penso che cadrà nel vuoto, anche se, secondo me, in queste condizioni non è votabile, quindi nel caso decidiate di andare avanti con la votazione il mio voto sarà di astensione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Dalla fatica che ho fatto su questo percorso, il contenuto fondamentale a me sembrava di una tale semplicità, di una tale elementarità, che non coglievo anche i distinguo.
La riunione di prima mi è servita perché ho capito, confrontandomi con i Consiglieri che hanno partecipato, che in realtà le differenze nella valutazione del percorso erano diverse nel capire le varie opzioni, ma tutte miravano esattamente allo stesso obiettivo.
Nella maggioranza tutti quanti si preoccupavano che, attraverso la scelta che si va a fare, l'obiettivo finale fosse quello di garantire la presenza sul territorio delle figure di polizia provinciale con i compiti, come ha più volte detto l'Assessore, di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza che sono funzioni che si esercitano indipendentemente da quello che è il servizio del giorno, lo ha spiegato molto bene.
Io ho un servizio destinato alla prevenzione di un determinato abuso, ma nel momento in cui sono ufficiale di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria devo far rispettare tutte le leggi, non solo quelle del compito della giornata, io sono messo a vigilare di una struttura, ma pur avendo un compito di quella natura io rispondo a 360 gradi, pena l'omissione, quindi con un compito preciso molto forte.
Togliere una cinquantina di figure dal territorio, soprattutto dalle aree interne che sono quelle presidiate maggiormente dalla polizia provinciale, a tutti sembrava un errore, quindi il distinguo era: troviamo una strada che garantisca questo risultato, questo è il punto.
La presente legge, con quello che è stato chiarito, garantisce il risultato perché l'opzione pugliese è anticostituzionale e quindi non praticabile.
Portare questo personale alle dipendenze nostre, toglie il ruolo di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, quindi non abbiamo più quel risultato, fa vigilanza amministrativa, ma toglie tutte le altre prerogative, gli altri compiti e quello che può essere in termini di intervento sul territorio, di presenza ed altro.
La strada da percorrere è quella che garantisce questo tipo di risultato, poi giustamente nessuno pensa che tutti devono esser d'accordo con noi, ci può essere il Presidente della Provincia che ritiene che quelli stanno meglio a fare attività di tipo amministrativo, di controllo amministrativo, ma è un'opinione che per me ha come minimo lo stesso peso della nostra, né più né meno.
Noi siamo qui come al solito a dover decidere ecco perché io voto favorevolmente. Rispetto a collocare queste figure in un ruolo di controllo amministrativo, personalmente preferisco di gran lunga un ruolo che permetta di stare sul territorio, come dicevamo prima, che porti avanti compiti che oggi sono tornati alla Regione assieme a quelli più generali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.
La parte da curare con grande attenzione, perché questo atto è estremamente asciutto, rimanda alla convenzione. Sul settore delle convenzioni urbanistiche, da amministratore, ritengo di aver fatto personalmente, magari troveremo una volta l'occasione di parlarne, il mio capolavoro amministrativo, perché da Consigliere di circoscrizione abitavo in una zona dove c'era una bellissima convenzione, che diceva che avrebbero realizzato strade, parchi, tutto quanto, invece non hanno fatto un bel niente, anzi non avevano neanche ceduto la proprietà delle aree. Da cittadino, da residente e amministratore mi sono chiesto come erano fatte le convenzioni, come si potevano fare, le ho studiate. Oggi nel mio Comune potete andare a vedere come sono fatte le convenzioni urbanistiche - almeno quelle che ho lasciato io e spero che abbiano continuato così - e capirete che è un altro mondo, quelle cose si realizzano in quanto nella convenzione c'è uno scambio fra i soggetti. Qui lo scambio è molto cogente, perché da una parte noi chiediamo che vengano garantiti determinati servizi, e in convenzione metteremo gli strumenti che ci permettano di controllarli, dall'altra il concambio: se tu non rispetti la conversione io non ti pago. Qui non è solo un fatto di pura volontà, è volontà fra le parti, tu hai del personale, fai un servizio, che è prezioso per il territorio, e noi te lo paghiamo nella misura in cui lo svolgi.
Lo scambio è chiarissimo, la convenzione va scritta bene, va fatta bene, bisogna avere capacità amministrative per cogliere questo aspetto, e noi oggi abbiamo un potere di tipo legislativo e se la nostra legge fosse fuorilegge ad impugnarla ci metterebbero mezza giornata, se questo è il punto, c'è sempre un Giudice che sta lì a sciogliere questo tipo di nodo.
Sembra strano che un dettato di una legge regionale, che sembra riprendere parola per parola quello della legge nazionale, possa essere impugnato, poi tutto è possibile, si può impugnare ed il Giudice deciderà, ma certamente noi oggi facciamo qualcosa che è ben allineato e coperto all'interno della normativa nazionale.
Ecco perché è importante votare a favore di questo provvedimento, io non credo che siamo nelle condizioni di togliere 50 persone dal presidio territoriale. Con la convenzione potremmo rafforzare questa proiezione esterna perché lì dentro possiamo decidere i contenuti che più ci interessano di questa presenza, di questo presidio.
A me piace vedere l'agente di polizia provinciale nel territorio, che presidia, che sta nei luoghi e nei giorni in cui le cose avvengono. Direi che potremmo arrivare ad avere addirittura un miglioramento rispetto alla situazione attuale, perché ancora più forte quegli obiettivi dovranno essere esplicitati, perché contenuti nella convenzione.
La strada che abbiamo preso rende ancora più esplicito il ruolo e le attività che si dovranno svolgere, mi piace ancor di più di qualcosa di generico, non ben chiarito, non ben definito.
Ottimo quello che ha detto l'Assessore e mi garantisce, quindi a maggior ragione voto a favore, che i contenuti verranno esplicitati anche nelle Commissioni e che la convenzione, benché sia un atto che in termini di ruolo va sulla parte esecutiva, correttamente con i valori di questo dibattito - sono convinto che tutti quanti, come la maggioranza, condividiamo l'obiettivo di avere persone che nel territorio presidiano – potrà essere patrimonio di tutti per vedere, valutare, verificare e portare un contributo positivo per migliorarla.
La scadenza del 1° aprile non è una invenzione dell'Assessore Cesetti, per quanto ci riguarda potremmo arrivare anche a giugno, non va in fallimento la Regione se arriviamo a giugno con gli atti, la fretta è dettata dal fatto che noi abbiamo la necessità, soprattutto per le Province, di arrivare rapidamente a questo passaggio, questo è il punto vero, perché come ha detto l'Assessore Cesetti fra le righe, sono più gli oneri che ci arrivano che le risorse, quindi è una forma che dà anche più equilibrio al sistema.
La velocità, la rapidità non è un'esigenza di un tempismo dettato da una fibrillazione regionale, è un bisogno che ci hanno espresso tante volte le stesse Province, infatti nessuno chiede il rinvio, chiedono invece di gestire il personale in altra maniera, tenendolo nei nostri uffici, ma io non lo voglio tenere nei nostri uffici, credo che votare questa legge sia estremamente importante per continuare a garantire un buon presidio, come c'è stato fino ad oggi, nel territorio, forse ancora migliore perché i contenuti saranno esplicitati in una convenzione che regolerà i rapporti fra Regione e Province.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Articolo 2.
Emendamento 2/1, sostitutivo dell’articolo 2, a firma della I Commissione. Con l'approvazione di questo emendamento si approva anche l'articolo. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di ordine del giorno a firma del Consigliere Urbinati, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Non dico di non conoscere bene la procedura, ma su un punto che ha scatenato un dibattito così acceso, mi sento quasi un privilegiato a parlare alla fine di tutti gli interventi, anche alla fine delle dichiarazioni di voto.
Colgo il punto, posso farlo perché parlo alla fine, forse noi dobbiamo cercare di rendere semplice la cosa che è stata illustrata, mentre fin dall’inizio l’abbiamo identificata come complessa, perché la parola “complessità,” sia nell'intervento dell'Assessore che negli altri, secondo me, è venuta fuori troppe volte.
Vorrei anche fare riferimento all'apertura di questo dibattito quando i Consiglieri Maggi, Bisonni e Fabbri ci hanno rimproverato il fatto di non avere le idee chiare, invece io credo che sia tutt'altro, nel senso che per avere delle idee chiare bisogna averle a 360° e per farlo bisogna condividerle insieme agli altri.
Questo tema ha sviluppato un dibattito che soprattutto porta ad una sintesi che è quella che poi si aspettano i nostri cittadini, perché, se qui c'è un aspetto fondamentale che io vorrei cogliere, è che noi abbiamo pensato - la prima cosa che ho pensato - a tutelare un corpo come quello della polizia giudiziaria e della polizia provinciale. Nel nostro territorio, ma ultimamente nel nostro Paese, c'è una grave carenza di controllo, addirittura qui ci sono delle forze politiche che ne fanno dei cavalli di battaglia per cui ogni giorno sono sulla stampa per protestare contro il Governo che taglia i fondi alla polizia locale, taglia i fondi ai Carabinieri, alle Questure e via dicendo.
Colgo questa proposta di legge come una grande opportunità, per dare la sensazione al territorio che la Regione si mette in discussione e dà la possibilità alle Province di poter effettuare dei servizi che in questa riforma rischiano di essere soppressi, questo accadrebbe se noi non portassimo questo provvedimento entro la fine di questo mese.
Sull'ordine del giorno dico una cosa semplice, non complessa, la vedo come una grande opportunità e chi ha amministrato i Comuni, le Province sa benissimo quale sia la difficoltà che gli amministratori, soprattutto dei Comuni più grandi, hanno nel controllo del territorio. Un esempio su tutti, il problema degli abusivi, il problema dell'abusivismo commerciale, io con questo ordine del giorno do indicazioni perché vorrei che la Giunta si impegnasse, insieme al Consiglio che darà il suo contributo, a trovare una strada ed una soluzione affinché queste risorse, perché sono risorse, sono persone e sono lavoratori, vengano impiegate anche per altri servizi. Quando abbiamo preso come riferimento la legge della Regione Puglia quello che ci ha colpito era la ratio che aveva - poi sul fatto che fosse costituzionale o meno, noi abbiamo i nostri tecnici che sono bravissimi e ci hanno subito messo al corrente di quella che era la situazione – cioè che questa è una risorsa che va sfruttata ed io credo che con una buona convenzione le Province - nonostante il parere contrario - saranno chiamate ad un atto di responsabilità, credo quindi che questa sia la risposta migliore per i cittadini.
Io ho messo tre competenze regionali in primis, ma si può discutere di tutto, sono principalmente la caccia, la pesca e l’ambiente, pur essendo un ambientalista non sono un ambientalista integralista e credo che alla fine si stia un po' esagerando con questa rincorsa ai controlli ambientali. Credo che il personale che c'è sia sufficiente ma soprattutto, come ha detto l'Assessore, come ha ribadito il Presidente, quando si è un agente di polizia lo si è a 360°, quando si è sul territorio si controlla tutto quello che avviene sia da un punto di vista ambientale, penale, che di codice della strada.
Ci tenevo ad inserire e lo chiedo fortemente alla Giunta che insieme a noi si impegni in questo affinchè queste risorse possano essere utilizzate anche per le funzioni fondamentali facendo delle convenzione che possano interessare l'Anci ed anche altri enti che fanno controllo del territorio, come ad esempio due settori importantissimi, quello del turismo e quello del commercio.
Faccio un esempio, quanti soldi stanzia la Regione Marche per le politiche agricole, per le politiche del mare, per la valorizzazione delle filiere corte, per la valorizzazione dei prodotti tipici, lì va bene valorizzare, ma vanno fatti anche dei controlli affinchè non ci siano prodotti abusivi, che non ci siano prodotti contraffatti.
Se riuscissimo a dare un contributo a queste argomentazioni, caro Consigliere Maggi, mi rivolgo principalmente al Movimento 5 Stelle, perché oggi non mi siete piaciuti proprio, ve lo dico chiaramente: oggi non mi siete piaciuti, noi diamo un contributo alla nostra comunità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. La dichiarazione di voto è sull'ordine del giorno del Consigliere Urbinati.
Vorrei fare una piccola chiosa iniziale, noi non siamo per mandare la polizia provinciale in ufficio, noi siamo per mandarla sul territorio, noi siamo strenui difensori del territorio, noi vogliono sapere chi comanda la polizia provinciale e cosa va a fare, solo questo!
Lei Assessore ha esposto una vasta gamma di funzioni ma ha tralasciato, forse una dimenticanza, solo il terrorismo, il resto ce l'ha messo tutto.
Noi siamo a favore di questa polizia per cui votiamo a favore dell'ordine del giorno del Consigliere Urbinati perché specifica che la polizia provinciale non fa solo la funzione di caccia e pesca ed ha delle convenzioni specifiche per capire chi comanda e cosa deve fare. Questo è.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Va chiarito, quest'Aula ha una proiezione esterna e quindi c'è un dovere della verità che noi abbiamo.
Consigliere Maggi se lei vuole, se voi volete che la polizia provinciale stia sui territori e volete che i territori e le comunità non siamo sguarniti di questo importante presidio, dovete votare questa proposta di legge, altrimenti non riuscirete a spiegarvi all'esterno. Io vi dico: “Andiamo sui territori, facciamo delle assemblee” e vediamo se siete capaci di spiegare questo, perché non è possibile spiegare le cose impossibili.
Chi comanda? Dice il Consigliere Maggi. Glielo dico io, ma è normale, comanderà la Provincia o l'Area vasta, converrete con me, è semplice, chi può dare l'ordine rispetto all'esercizio di quella funzione? Il depositario della competenza! E’ un principio pacifico, se la Regione non ha la competenza di polizia ergo non potrà mai dare un ordine in quella direzione, ma la Regione potrà convenzionare quella che io chiamo l'obbligazione di risultato, potrà dire alla Provincia “rialloco presso di te queste funzioni, tu mi garantisci la vigilanza su questo, questo, e quest'altro: io ti dico dettagliatamente quello che mi fai, in quali ore, dove me lo fai ed io ti pago e verifico periodicamente”. Non solo, attraverso questo strumento, come ha detto benissimo il Presidente, si rafforzerà il ruolo della polizia provinciale perché noi inevitabilmente andremo a disciplinare anche funzioni che non sono nostre. Quando ad esempio pretenderemo che la polizia provinciale, finora non l'ha fatto, dovrà svolgere la sua funzione anche il sabato e la domenica o nelle ore notturne, noi in quel modo non soltanto eserciteremo una nostra funzione, ma quando la polizia provinciale con la divisa andrà in giro sul territorio a fare le nostre funzioni eserciterà anche le altre e sarà un presidio di sicurezza.
Sapete qual è la differenza? Immaginate la comunità regionale, 50 persone verranno qua a fare gli amministrativi se votate contro questa legge, se invece volete che 50 persone con le divise stiano sui territori, e noi disciplineremo quello che devono fare, allora dovete votare a favore, tertium non datum, non ci sta alcuna possibilità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Qualche delucidazione di carattere generale per quanto riguarda l'utilizzo della polizia provinciale che io non so come esplicitare, sarà veramente difficile, perché essendo organo di polizia giudiziaria ricadrà anche sotto la giurisdizione delle questure, del Prefetto e quant'altro.
Qual è il problema? Data l'esiguità del numero di agenti che noi abbiamo, molto spesso il sabato e la domenica sono i giorni in cui c’è più bisogno perché, lo sapete benissimo, a causa della caccia e della pesca sono i giorni in cui la vigilanza si deve rafforzare. Molto spesso la polizia provinciale è “obbligata” a sottostare alle regole del Questore e del Prefetto per l'ordine pubblico, quindi impiegata nello stadio, nella vigilanza di un certo tipo, per cui tutto il discorso che noi stiamo facendo alla fine viene a depauperarsi un po', anzi a volte quasi totalmente perché ci prendono gli agenti.
Anche questo è un aspetto che dobbiamo tener presente nelle convenzioni, nei rapporti con le altre istituzioni, perché quello del sabato e della domenica, quando ci sono esigenze particolari, soprattutto le partite di calcio, è un discorso serissimo per cui vengono impiegati anche gli agenti di polizia provinciale, magari soltanto per regolare il traffico nelle zone esterne, nei filtraggi, nasce quindi una grossa polemica visto che proprio in quei giorni noi abbiamo la necessità che nei territori ci siano più agenti di polizia provinciale. Primo aspetto, quindi questo è un messaggio da dare.
Secondo aspetto. Su questo ordine del giorno al Consigliere Urbinati vorrei dire se è il caso, fra le ulteriori funzioni di attività di vigilanza da allocare in capo alle Province in materia ambientale, turismo e commercio, di mettere anche “e stradale”. Perché metterci stradale? Perché in questo momento anche se la funzione della manutenzione delle strade è una funzione principale svolta dalle Province, la vigilanza sulle strade, soprattutto laddove ci sono da validare verbali degli autovelox e dei tutor, lo può fare soltanto l'ufficiale di polizia giudiziaria provinciale. Nascerà anche qui una convenzione tra la polizia provinciale e la Provincia che ha in capo la funzione fondamentale per svolgere questo tipo di servizio, quindi un discorso anche di ritorno di risorse alla Regione.
Anche questa mi sembra una cosa pertinente, quindi inserirei su questo ordine del giorno, sul quale ritengo di esprimermi favorevolmente, dopo le parole “in materia ambientale, turismo, commercio” le parole “e stradale”, se il Consigliere Urbinati è d'accordo; aggiungere questo aspetto che poi andrà normato con le convenzioni che si andranno a fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Per specificare, come è stato già detto, che il codice della strada non è stato inserito in quanto rientra già nelle funzioni fondamentali delle Province, però non trovo nessun problema ad aggiungere la richiesta del Consigliere Celani. Grazie.

PRESIDENTE. Consigliere Celani, su questo deve presentare un emendamento.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Non entro nel merito dell'ordine del giorno del Consigliere Urbinati, ovviamente lo voterò, però rimango fermo a quella sottolineatura forte che è stata via via presente in tutti gli interventi, nell'intervento del Presidente Ceriscioli, ma anche da ultimo dell'Assessore Cesetti.
Voglio ribadirlo ancora una volta, se queste persone non verranno riallocate in Provincia, rimarranno in Regione, faranno gli amministrativi nel servizio caccia e pesca ed anche in altri servizi della Regione. Questo deve essere il punto fermo.
L'altro aspetto, ed è la ragione per cui sono intervenuto, è che queste persone dei servizi provinciali di vigilanza o dei corpi provinciali molte volte sono in servizio il sabato, la domenica, le notti, a volte come pattuglia della polizia provinciale, a volte anche in collaborazione con altre forze di polizia. Credo che questo per verità vada detto.
Dovrei entrare sul ragionamento delle funzioni fondamentali o meno, non voglio farlo per brevità, per quanto mi riguarda quando le Province avevano la competenza sulla viabilità provinciale sono stato sempre dell'avviso che dovevano garantire manutenzione ordinaria e straordinaria, mentre avrei preferito che la vigilanza, il controllo ed anche le multe fossero fatti da altre istituzioni perché la priorità principale, per me, era che la Provincia curasse e mantenesse le strade.

PRESIDENTE. Leggo l'emendamento presentato dal Consigliere Celani: “Alla fine del secondo capoverso sono aggiunte le seguenti parole 'e stradale'”. Semplicemente questo.
Emendamento odg 1/1 a firma del Consigliere Celani. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di ordine del giorno, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 37, così come emendata, la pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Busilacchi, Giancarli e Urbinati.
Favorevoli: Biancani, Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri.
Astenuti: Bisonni, Leonardi.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Chiedo, se è possibile, di anticipare l’esame della mozione n. 95.

PRESIDENTE. Per me va bene, se nessuno è contrario, perché so che l'Assessore Bora poi dovrà assentarsi.

Mozione n. 95
ad iniziativa dei Consiglieri Marcozzi, Celani, Carloni
Sostegno all'internazionalizzazione tramite risorse da destinare al sistema Fiere”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 95 dei Consiglieri Marcozzi, Celani, Carloni.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Questa mozione ha come obiettivo quello di sostenere l'internazionalizzazione tramite risorse da destinare al sistema Fiere.
Io parto proprio da una frase che il Presidente di Confindustria Marche ha espresso qualche settimana sulla stampa: “Ci sono timidi segnali di ripresa, se non cogliamo questa occasione sprofonderemo nel baratro”.
Quali sono questi timidi segnali di ripresa? Nelle Marche la produzione nell'ultimo nell'ultimo trimestre del 2015 è aumentata dell'1,2% al di sotto della media nazionale del 2,4%.
Abbiamo anche l'export che nel primo trimestre del 2015 aveva visto un incremento, mentre negli ultimi 9 mesi del 2015 purtroppo c'è un decremento del 2,7%.
Quali sono le leve di politica industriale per far fronte a tutto ciò? Bucciarelli fa riferimento alla semplificazione della pubblica amministrazione, perché il sistema marchigiano delle imprese è un sistema purtroppo di piccole e medie imprese, ma anche di micro imprese che a volte lavorano anche in monocommittenza, cioè per aziende più grandi, e quel famoso modello Marche che ci ha resi famosi, non solo in Italia ma anche all'estero, oggi purtroppo è in crisi, non se ne parla più perché la grave crisi che ha investito le Marche, l'Italia e il mondo nel 2008 ha investito anche il nostro sistema marchigiano perché le piccole imprese purtroppo non si sono innovate e non hanno investito.
Bisogna cercare di favorire sia l'innovazione che l'internazionalizzazione e cogliere tutte quelle occasioni che vengono dall'esterno per aiutare le nostre imprese, anche se il problema resta grave a livello nazionale perché noi abbiamo una fiscalità che è il doppio, elevata, rispetto ad altri Paesi europei e non europei. Cosa significa questo? Significa una cosa molto semplice: le nostre aziende faticano il doppio rispetto ad altre aziende. Basta vedere in Gran Bretagna che cosa accade: il sistema fiscale è arrivato per quanto riguarda la tassazione sulle società al 20% addirittura hanno fatto l'annuncio che nel 2020 la tassazione sulle società arriverà al 15%. Non solo attirano capitale straniero, ma creano posti di lavoro, ciò che non accade in Italia, non solo noi delocalizziamo, ma non attiriamo aziende estere.
Cogliamo quelle piccole occasioni per cercare di aiutare le nostre aziende e quindi ho proposto proprio questa mozione che impegna la Giunta regionale a recuperare fondi e risorse necessari a favorire la partecipazione degli imprenditori e degli artigiani marchigiani, in particolar modo le piccole e medie imprese, a fiere internazionali, non solo sempre le solite fiere, ma quelle fiere in Paesi emergenti che possono dare un aiuto alle nostre aziende, così daremo loro la possibilità di essere anche competitive all'estero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Innanzitutto desidero unirmi ai ringraziamenti rivolti alla dott.ssa Santoncini per l'impegno svolto. Ho conosciuto Paola circa un anno fa e di lei mi ha colpito subito la grande disponibilità, ma soprattutto la grande professionalità. Ci mancherai, mi mancherai in questa amministrazione e l'auspicio è quello di vedere al tuo posto una persona altrettanto preparata, altrettanto disponibile e spero che sia una donna.
Tornando all'oggetto di questa mozione, la partecipazione alle fiere rappresenta ad oggi senz'altro uno degli strumenti più importanti a sostegno dell'internazionalizzazione in quanto l'imprenditore ha un'occasione unica di potersi confrontare con un'ampia platea, di potersi confrontare con la concorrenza, di poter interagire con quelli che sono i potenziali clienti e perché no, anche aumentare la conoscenza in loco di un nuovo mercato.
Lo strumento delle agevolazioni alle fiere è stato sempre presente all'interno dei programmi promozionali della Regione Marche, ad eccezione dell'esercizio 2015 in cui il capitolo di bilancio dell'internazionalizzazione è stato completamente azzerato.
A nome della Giunta regionale in occasione del primo incontro con il tavolo dell'internazionalizzazione previsto dalla legge 30 del 2008 avevo già manifestato la volontà di finanziare lo strumento delle fiere. Tant'è che malgrado la perdurante situazione in cui verte il bilancio della Regione già in sede di assestamento abbiamo trovato 40.000 euro per finanziare le fiere dei primi mesi, ovviamente con l'impegno poi di aumentare le risorse in sede di approvazione del bilancio politico 2016.
Lo spirito di questa mozione lo interpretiamo in questo modo, come una condivisione che è già stata manifestata da parte della Giunta, oltretutto la Regione Marche nel suo ruolo di coordinamento delle attività produttive del Cinsedo sta portando avanti un ruolo molto importante, non solo per il sostegno all'internazionalizzazione, ma anche per il sostegno a nuove fiere, penso ad esempio a quello che stiamo facendo per il settore del mobile anche in collaborazione con l'Ice.
Credo che sia un bel segnale quello che uscirà oggi dall'Aula, di sostegno unanime per uno strumento importante per i nostri imprenditori e in particolare per il settore del calzaturiero che adesso sta attraversando un momento di difficoltà.
Ringrazio la Consigliera Marcozzi ed anche gli altri Consiglieri che insieme a lei hanno presentato questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Assessore la ringrazio per questa sua disponibilità.
Una raccomandazione è insita nella mozione, le fiere vanno preparate, nel senso che se ne può fare anche una in meno, però vanno precedute da una serie di operazioni sui territori in modo da creare l'humus giusto, altrimenti si va in fiera soltanto a fare un'esposizione molto asettica e difficilmente si riesce a coinvolgere quel tessuto imprenditoriale e commerciale che sta da un'altra parte, che spesso non conosce i nostri territori, le nostre aziende, la nostra qualità, per cui io mi raccomando che ogni fiera, spendendo anche qualche euro in più, riducendo quelle di minor importanza, vada preparata adeguatamente attraverso una serie di contatti in loco, con agenti, con corrispondenti, questo lo sapete voi, sono i tecnici a doverlo fare, in modo tale che quando si arriva non si perda nemmeno un attimo, ci sia una strada per poter iniziare a lavorare immediatamente.
Spesso queste cose, per ragioni di tempo, per finanziamenti che mancano non si realizzano facendo venir meno una parte importantissima, un prologo, una parte propedeutica, prodromica, alla fiera stessa che risulta essere la chiave per il successo della manifestazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Sono perfettamente d’accordo con il Consigliere Celani, le fiere sono un settore che conosco abbastanza bene, anche se limitate al mio ambito professionale tessile/abbigliamento.
Quando sento dire queste cose rimango un po' inorridito, ma sapete che significa indirizzare aziende del posto alle fiere, oppure organizzare, ancora meglio, fiere nel territorio? Non è indirizzare quattro scalmanati a volte impresentabili, a volte talmente impegnati dalla sera alla mattina a sbarcare il lunario che non sanno nemmeno cos'è una fiera. La fiera è programmazione. Pianificare una fiera oppure organizzare un gruppo di aziende per esporre in fiera è un programma che occupa un ventennio, non è che io Regione così per sbaglio ho trovato 20, 30 mila euro, per fare che cosa? Per attaccare i francobolli? Per fare due e-mail? Più che indirizzare i nostri alle fiere, se io governassi la Regione farei un programma di “organizzazione fiere” nel mio territorio, prendendo quei 2, 3 settori che sono strategici, strategico secondo me oggi è l'agricoltura, e con un programma di vent'anni creerei una fiera che possa competere con le altre simili in Europa.
Tutto il resto è poesia, è nullità assoluta. Io espongo in una fiera per una azienda che rappresento, un piccolo stand, una fiera di media importanza che si può confrontare con altri pari in Europa, non nel mondo, io espositore ci butto 30, 40 mila euro solo per fare uno stand di 30, 40 metri quadri, che è abbastanza significativo, dire quindi che io ho 40.000 euro per indirizzare, per ideare, per fare qualcosa …, chiedo scusa, non voglio essere scortese, ma voi siete milioni di anni luce distanti da quello che è competere non dico con il mondo, perché non siamo in grado ci competere, ma con il resto dell'Europa. Mi posso confrontare con una fiera che fanno in Germania, che fanno Spagna, che fanno in Inghilterra, una cosa fra simili, ma lì per l'organizzazione e la promozione, per renderla concreta, per raccogliere qualche frutto, ci hanno impiegato un ciclo di 20 anni, non 10 anni e nemmeno reperendo 30 mila euro e non sapendo cosa farci.
Ma come ci pensate? Voi non sapete che cos'è una fiera, l'organizzazione, la partecipazione, non sapete cosa significa ottenere un risultato in fiera! Una azienda di qualsiasi livello in fiera ottiene un risultato minimo dopo vent'anni di presenza costante e dopo questo periodo può dire che si è fatta conoscere in un contesto nazionale ed europeo.
Ascolto con grande pena queste parole. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 95. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Per un impegno istituzionale sono costretto ad andare via alle 15,15 chiedo, se è possibile, di anticipare la mozione n. 71 anche perché parlando con l'Assessore Cesetti ho saputo che domani porterà in Giunta il piano telematico, quindi, secondo me, è importante che il Consiglio possa esprimersi prima che l'Assessore lo porti in Giunta.

PRESIDENTE. Va bene, se nessuno ha niente in contrario si può procedere.

Mozione n. 71
ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Giancarli
“Realizzazione della rete a banda ultra larga nel territorio marchigiano”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 71 dei Consiglieri Biancani e Giancarli.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Questa è una mozione che ho presentato insieme al Consigliere Giancarli e mi auguro che abbia il voto di tutto il Consiglio regionale in quanto si tratta di un argomento molto importante. Mi dispiace parlarne in una giornata dove già si è discusso di tanti argomenti, ma questa riguarda in particolare il piano telematico regionale.
La Regione Marche deve approvare il nuovo piano telematico regionale, l'Assessore ci ha appena comunicato che lo porterà domani mattina in Giunta, questa mozione vuole impegnare la Giunta per far sì che vengano istituiti innanzitutto dei tavoli tecnici a livello provinciale o comunale, che venga fatta una ricognizione di quello che è lo stato dell'arte, di quella che è oggi la fibra presente nei vari territori sia di parte privata che di parte pubblica e venga realizzato un vero e proprio catasto delle infrastrutture sia sopra che nel sottosuolo. Questo per permetterci di avere una fotografia di quello che è lo stato dell'arte, di dove arriva la fibra, di poter fare una pianificazione per i prossimi anni che, dal mio punto di vista, non deve essere fatta attraverso una serie di interventi “spot”, nel senso a chi urla di più: “Portiamo la fibra”, ma deve esserciuna progettazione che deve pianificare e progettare nei territori sulla base di quelle che sono le richieste e le esigenze effettive.
Voglio solo ricordare che molte volte ci impegniamo per quanto riguarda le strade, quindi per quello che riguarda le infrastrutture, ma la fibra ottica ormai può essere sicuramente messa alla pari se non addirittura al di sopra rispetto a quelle che sono le infrastrutture materiali, di quelle che sono le strade, perché ormai il mondo dell'impresa, il poter fare impresa, il poter stare oggi sul mercato, non può prescindere dal fatto di avere una rete che consenta all'impresa di essere veloce e che consenta di commercializzare come si deve, come si commercializza in gran parte del mondo.
Dall'altra parte la rete a banda ultralarga è molto importante anche per la pubblica amministrazione, per la capacità di poter fornire i servizi, mi riferisco agli ospedali, alle strutture pubbliche, alle caserme, alle scuole che, come sapete, anche al loro interno hanno una parte telematica. Dialogare, confrontarsi, essere in rete è diventato strategico anche nei piani scolastici.
Il lavoro fatto dalla Regione Marche, e mi complimento in particolar modo con il Presidente, ma ovviamente anche con la Giunta, presso la Conferenza Stato-Regioni ha permesso che ci venissero assegnati oltre 70 milioni di euro, a questi ci aggiungiamo gli altri 33 milioni, di cui 22 dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e 11 dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), per un totale di circa 150 milioni di euro che sono soldi veri che nei prossimi anni dovremmo spendere sui territori, ma ribadisco necessitano di una programmazione seria che contempli le esigenze dei cittadini, delle imprese, degli enti locali e del mondo in generale.
Questa importante mozione vuole impegnare la Giunta affinché vengano messi in piedi dei tavoli di condivisione nei territori, con gli stakeholder e con tutti i soggetti che sono interessati perché è un'occasione che non possiamo perdere, è un’occasione ci deve portare a fare in modo che la nostra regione, viste le risorse che abbiamo, sia un'eccellenza a livello nazionale dal punto di vista della capacità e della possibilità di aver la rete diffusa.
Un altro aspetto importante, e poi chiudo, riguarda il confronto da aprire con i vari gestori dei servizi telefonici, Telecom, Fastweb, Vodafone, affinché nel momento in cui noi faremo il piano, nel momento in cui porteremo la rete, questi gestori diano seguito, cioè facciano quello che viene definito l'ultimo miglio, perché noi portiamo la rete e loro devono fare gli investimenti necessari per fare in modo che la rete sia utilizzabile dagli utenti, quindi un contatto diretto con i gestori per fare un piano che preveda un loro investimento sicuro altrimenti, a volte, non è il caso della Regione Marche, nonostante la presenza della rete ci si possono collegare in pochi in quanto mancano quelli che vengono chiamati gli spinotti ai quali le varie imprese si possono allacciare per poter accedere al servizio.
Spero che questa mozione ottenga un voto dell'intero Consiglio perché si tratta di una priorità strategica per la nostra regione.
Ringrazio il Consigliere Giancarli per avere condiviso con me questo atto e con lui tutto il gruppo del Partito Democratico, ma ripeto vorrei che avesse un voto bipartisan.
Verrà in III Commissione il piano telematico, come faccio sempre, dò disponibilità, insieme ai Consiglieri che fanno parte della Commissione, a mettere in piedi una serie di tavoli nei territori, utilizzando anche i Commissari, i Consiglieri, affinchè aiutino nell'informazione e anche nella gestione dei vari tavoli che sarà possibile mettere in piedi nei territori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Ricordo che 3-4 anni fa la storia della rete l'abbiamo affrontata con delle aziende, degli imprenditori della mia zona, venendo qua in Regione, allora non avevamo potere, a parlare con l'Assessore Viventi, che fu molto cordiale con tutti, perché essere cordiali non costa niente, poi però zero carbonella, c'era anche la dirigente, ma voglio dire ammazza ammazza, sono tutti una razza!
Adesso siamo Consiglieri vediamo cosa si potrà fare: istituire un tavolo, sentire le imprese, ben venga perché oggi avendo qui un ruolo si può fare qualcosa, a suo tempo c'era un gruppo di imprese che mi aveva stimolato, si può invitare qualcuno in Commissione per sentire cosa vuole. Direi che è giusto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Intanto ringrazio il Consigliere Biancani, nessuna piaggeria fra noi, per aver lavorato su questa mozione chiedendo tra l'altro anche il mio contributo, mi sento in dovere di ringraziarlo.
Condivido quanto è stato detto dal Presidente Biancani, credo che ci siano stati dei fatti significativi in quest'ultimo periodo, fondamentalmente due. Uno avvenuto l'11 febbraio 2016, la Conferenza Stato-Regioni, l'altro il 3 marzo quando il Consiglio dei Ministri ha approvato il piano strategico per la banda ultralarga.
Passi significativi per la realizzazione di questo piano. Il primo via libera era venuto dalla Conferenza Stato-Regioni ed è un fatto questo che voglio sottolineare: tutte le Regioni condividono un piano nazionale, i suoi obiettivi e la decisione di una rete pubblica in tutte le aree bianche.
Ci sono risorse dello Stato, i Fondi Fers, i Fondi Fears, ci sono centinaia di milioni di pon imprese competitività, quindi un percorso di innovazione.
Voglio sottolineare un dato che ha anche un valore, a mio avviso, politico perché una rete pubblica in fibra ottica per le tante aree del Paese, a fallimento di mercato, è una scelta che definisco di giustizia, è una scelta riformista, è una scelta progressista, non l’aggettivo diversamente perché anch'io voglio mantenere il carattere che ha dato il Consigliere Biancani affinchè questa mozione abbia un voto unanime dall'Aula, quindi non l'aggettivo di più, però è sicuramente una scelta di giustizia perché dove arriva il mercato è giusto che si lasci fare al mercato, ma la rete pubblica garantisce condivisione, quindi una serietà di condivisioni e condizioni a tutti gli operatori, assicura la stessa connettività a tutti gli italiani.
Quando si parla di opportunità, di sviluppo, di crescita, di crescita dei territori, di crescita delle comunità, di crescita delle persone la logica non può essere soltanto quella del mercato.
L'importanza di questi piani è anche in considerazione degli oltre 70 milioni che la Regione Marche è stata in grado di prendere.
Il Consigliere Zura Puntaroni ha fatto alcune considerazioni rispetto al servizio, io non entro nel merito delle persone, però mi sento di dire che alcune Regioni a noi vicine, ad esempio l'Umbria ha su questo una grande organizzazione, ma non voglio entrare perché questa è una competenza della Giunta, una competenza a cui, sicuramente, il Presidente e l'Assessore Cesetti sapranno porre tutta l'attenzione che merita. Ho fatto riferimento all'Umbria perché c'è una riorganizzazione delle risorse umane con l'innovazione tecnologica delle autonomie locali: il servizio politiche per la società dell'informazione, il sistema informativo regionale, la reingegnarizzazione e digitalizzazione dei processi amministrativi, il servizio infrastrutture tecnologiche digitali, si tratta di capire quale sarà la scelta politica, ed è molto chiara da quelle che sono state le dichiarazioni programmatiche del Presidente rispetto ad un aspetto fondamentale per l'innovazione e per la competitività.
Il problema non è soltanto definire le priorità, ma il problema è di chi le realizza, quella che deve essere l'operatività vera perché lei Presidente ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista politico, l'ha fatto soprattutto in sede di Conferenza delle Regioni, oramai noi dovremmo avere la forza, e lei senz'altro ce l'ha, di tradurre concretamente questi risultati nazionali nel nostro territorio. Sono certo che dobbiamo farlo con molta efficacia, ma anche con molta rapidità, con molta fretta, perché siamo in un campo su cui non solo non dobbiamo perdere tempo, ma dobbiamo anticipare i processi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Tanti aggettivi non li adopero perché li ha adoperati in modo eccelso il Consigliere Giancarli, mi limito a dire che la mozione è opportuna, arriva nel momento giusto anche perché molto spesso siamo abituati a parlare e siamo ancorati alle infrastrutture materiali, facciamo fatica, ci scrolliamo di dosso difficilmente questo concetto. Noi lavoriamo sempre e finalizziamo per vedere la strada, la superstrada, l'autostrada, lo svincolo autostradale, in realtà il mondo è andato molto più velocemente di quello che poteva essere la velocità di un traffico stradale e viaggia su altre reti che sono quelle immateriali.
Credo che oggi questo sia un fattore di sviluppo importantissimo e soprattutto un fattore di grande attrattività per i nuovi investimenti.
Le grandi aziende, le multinazionali in modo particolare, guardano questa presenza. Prima di individuare le aree dove andare a svilupparsi, ad insediarsi, una delle prime cose che guardano è questa, poi guardano l'aeroporto, le strade relativamente, i porti, gli aeroporti e la presenza di questa rete telematica, in modo particolare dell'ultrabanda.
Noi abbiamo fatto un ottimo lavoro negli anni passati soprattutto per quanto riguarda dare servizio alle aree interne, soprattutto alla popolazione. E' stato fatto un buon lavoro soprattutto con i Fondi Fesr, con un progetto a livello regionale che le Province hanno gestito e che ha portato dei buoni frutti anche in zone impervie, dove siamo inseriti con impianti wi-fi. Un discorso abbastanza buono. Siamo però molto deficitari nei distretti industriali.
Oggi avere una banda da 30 megabite è ridicolo, se non andiamo sui 100 non ci sta a sentire nessuno, per cui credo che questo debba essere un obiettivo prioritario cominciando a lavorare nei distretti, individuando i distretti carenti e andando ad intervenire.
In questo percorso ben vengano i tavoli di concertazione, però dobbiamo coinvolgere in modo particolare le Camere di Commercio. C'è un momento di grande fibrillazione, c'è in corso questa riforma, non si sa se le Camere di Commercio saranno 2, sarà 1, non so quante ne saranno e come saranno accorpate, ma è da dire che le Camere di Commercio rappresentano la sintesi della nostra economia, la sintesi del mondo imprenditoriale, perché se noi guardiamo agli altri settori c'è la Confindustria per le grandi aziende, c'è la Confartigianato e quant'altro, ma tutte sono dentro alla Camera di Commercio, quindi a maggior ragione noi dobbiamo dire che rappresentano un po' la sintesi di tutte le imprese e di tutto il sistema economico produttivo.
E' necessario che in questi tavoli vengano coinvolte le Camere di Commercio per due motivi, il primo per sensibilizzare le aziende una volta fatta l'infrastruttura ad allacciarsi, perché il gestore fa prima un piano economico e vuole sapere quante attività ci sono che possono usufruirne, altrimenti non riusciremo a prendere quelle risorse che il gestore può mettere in campo guardando all'utile che ne potrà derivare, quindi sensibilizzare le aziende; l'altro aspetto è che le Camere di Commercio possono mettere delle proprie risorse, hanno delle risorse che possono sviluppare in questo senso, in pratica è come fare una “fiera” in casa per tornare a parlare della mozione che abbiamo approvato prima.
Avere la banda ultralarga, avere la possibilità di comunicare, significa per alcune aziende essere sempre in fiera, essere sempre in vetrina, potersi sempre mostrare ad un altro mondo che vuole conoscerle.
Sono favorevole a questa mozione e ripeto che proprio in questo momento è opportuna perché serve a riaccendere questo dibattito sulle infrastrutture immateriali di cui la regione ha fortemente bisogno in quanto alcuni distretti produttivi, io penso al mio distretto produttivo dell'agro-alimentare, del manifatturiero lungo la valle del Tronto, hanno grosse difficoltà.
Talune aziende della logistica, grandi aziende locali, sono andate via collocandosi nella zona della bassa padana, dalle parti Fidenza, potete immaginare di quali imprese parlo, il Consigliere Urbinati lo sa benissimo, anche per questi motivi è necessario che si incentivi qualche risorsa in più da mettere per fare un progetto strategico per tutta la regione. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Ringrazio i Consiglieri Biancani e Giancarli perché questa loro mozione, presentata fin da dicembre, indubbiamente ha costituito un elemento di stimolo insieme agli obiettivi che mi sono stati dati dal Presidente della Giunta Regionale.
Come ha detto bene il Consigliere Biancani, noi porteremo – è già iscritto all'ordine del giorno della prossima Giunta - l'approvazione della proposta di deliberazione di competenza del Consiglio regionale concernente “Il nuovo piano telematico regionale. La strategia delle Marche per la banda ultralarga” quella sarà anche l'occasione in questo Consiglio per misurarci su questo importante tema.
Nella fase di implementazione sono ben declinate le fasi che ricordava prima il Consigliere Biancani, che non ripeto, magari consegno il documento scritto perché all'esito di questa mozione io ho avuto premura di inviare una nota al Presidente della Giunta, quindi la consegno come testo dell'intervento.
Per quanto riguarda le risorse è stato detto, noi disponiamo di risorse pubbliche per lo sviluppo della banda ultra larga, ci sono 2,3 milioni per quanto riguarda il Pors-Fesr 2007-2013 in corso, per il Pors-Fesr 2014-2020 11,9 milioni, per il Psr-Feasr 22 milioni e soprattutto i 72 milioni che si è “riportato a casa” il Presidente della Giunta per un totale di 108 milioni.
Consegno questo documento.
Siccome è stato evocato anche il settore o il Servizio di appartenenza, io penso che stiano facendo un buon lavoro. Venerdì porteremo in Giunta oltre a questo importante atto, anche il Polo di conservazione della documentazione digitale che avvia la fase esecutiva dopo aver ottenuto l'accreditamento e porteremo l'adesione al sistema pubblico di identità digitale.
Anche questi sono due atti importanti che vanno nella direzione degli obiettivi del Presidente della Giunta che a me sono stati da lui conferiti in esecuzione di questa delega. Ovviamente anch'io sono d'accordo sulla mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 71. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Relazione n. 4
ad iniziativa della II Commissione consiliare permanente in merito alla “Partecipazione della Regione Marche al meccanismo di 'allarme rapido - early warning' ai sensi del protocollo 2 del Trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea – Dialogo politico con le Camere del Parlamento italiano in merito alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita on line e di altri tipi di vendita a distanza di beni (COM 2015 – 635 final)”
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la relazione n. 4 della II Commissione consiliare.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie. Portiamo in Consiglio la terza risoluzione early warning dopo quella sui piccoli pelagici, la prima, e quella sull'economia circolare. Ora è il momento del commercio online.
Questa è una giornata difficile per l'Europa, questo capita proprio nel giorno in cui qualcuno sta tentando di mettere in discussione i nostri diritti, i nostri valori, la nostra libertà, la nostra democrazia, questo purtroppo è il destino, dover non solo combattere per avere la democrazia, ma doverla anche mantenere.
Questo è un provvedimento molto importante, parla di un aspetto del commercio che è in grandissima crescita in Europa, è in grandissima crescita anche se ad una velocità molto ridotta nel nostro Paese.
E’ chiaro che l'Europa è attenta a questa fetta di mercato e sente l'esigenza, anche su suggerimento dei Paesi membri, di uniformare le attuali legislazioni, diverse per ogni Paese membro.
Per capire di che cosa si tratta credo che serva citare innanzitutto qualche numero ed i numeri in Italia ci dicono che dal 2004 al 2012, in 8 anni, il commercio online è cresciuto in media del 39% l'anno, parliamo di numeri incredibili, di numeri molto alti, così come negli anni 2013-2014, quando il mercato si è stabilizzato, si è cresciuti rispettivamente del 6 e dell'8%. Parliamo di percentuali di crescita che per il momento che stiamo attraversando, di recessione della nostra economia, sono davvero incredibili, quindi anche secondo noi occorre una legislazione che tuteli i consumatori e tuteli e valorizzi le peculiarità delle imprese, noi in questo caso lo facciamo per quanto riguarda la Regione Marche.
I numeri in Italia sono ancora bassi, il fatturato nell'anno 2015 è stato di circa 26 miliardi sul commercio online, basta solo citare la Gran Bretagna che ha un fatturato che supera i 130 miliardi.
Il nostro Paese ha molto da recuperare anche in virtù di un aspetto: le nostre imprese che sono andate sui mercati importanti - quelli che oggi sono denominati i grandi centri commerciali online, che rispetto a quelli sul territorio hanno una peculiarità importante, tutti ci possono andare, ne citiamo due fra tutti: Amazon ed Ebay, quelli che conosciamo meglio – e che hanno deciso di utilizzare queste piattaforme per i propri prodotti sono solo il 33%, ma questo 33% ha incrementato il fatturato di oltre il 45% con l'estero, quindi ci rendiamo conto delle grandi opportunità e potenzialità che oggi la rete ci concede.
Un'altra osservazione che noi abbiamo fatto dà proprio il senso dell'utilità di queste procedure, due settori che per eccellenza sono già da anni su internet ed in particolare sul commercio online sono quelli del tempo libero e del turismo. Quando parliamo di turismo parliamo di una delle economie portanti, di uno dei pilastri dell'economia della regione Marche, ma negli ultimi anni è in grandissima crescita in Europa il mercato online per quanto riguarda i prodotti alimentari e quelli dell'artigianato.
Si stanno aprendo due strade, due vie molto importanti per l'economia marchigiana, è quello che abbiamo messo in questa discussione ed è quello che abbiamo portato ai nostri legislatori, ai nostri parlamentari che poi dovranno farlo presente a Bruxelles quando questa normativa europea inizierà a prendere forma, anche perché abbiamo imparato, purtroppo, vedasi la “Bolkestein” che quello che accade in Europa prima o poi si riversa sul nostro territorio, quindi è bene secondo noi essere presenti e dare delle informazioni ben precise su quello che serve alle nostre imprese, in questo caso, e come tutelare i nostri consumatori.
Oltre alla necessità di informare, che chiaramente è un vantaggio sia per i consumatori che per l'impresa, un'altra cosa che noi abbiamo fortemente chiesto è la nascita, se ne parlava da tempo in Europa, di un'etichetta del commercio online, ovvero tutti coloro che operano nel mercato online, tutte le imprese, anche le piattaforme digitali, devono avere un'etichettatura ben riconosciuta che vada al di là di quelle che sono state le indicazioni degli ultimi anni. Tutti più o meno conosciamo l'esperienza di Tripadvisor, lo chiamerei più un blog che un sito che opera in determinati settori, purtroppo lì ci sono state delle verifiche dove alcune recensioni non corrispondevano a quella che era la qualità di un prodotto, ma soprattutto non rispondeva a quella che era la qualità e la conformità di una determinata impresa, di un'azienda, quindi parliamo di aspetti molto delicati.
Un'altra cosa importante che noi ci teniamo a sottolineare ed a dire alle nostre imprese è: “Guardate che oggi il commercio online ha uno sviluppo e soprattutto dà delle garanzie e, dal punto di vista del trasporto, in 48 ore un prodotto può essere da qui, dalla regione Marche all'altra parte del mondo”.
Prima ho parlato di sviluppo dei prodotti agroalimentari sulla rete, prendiamo il nostro prodotto agricolo per eccellenza, il Verdicchio, il Verdicchio marchigiano. Per le imprese marchigiane è una grande opportunità il fatto che una bottiglia di Verdicchio in 24, 48 ore possa essere dall'altra parte del mondo. Questo è possibile ed è questo percorso che noi dobbiamo in tutti i modi facilitare con quest'operazione con la quale diciamo all'Europa quello che vogliamo fare, ma soprattutto le politiche che anche noi possiamo fare direttamente qui, nella regione Marche.
Tra quelle che sono le principali osservazione abbiamo messo: la garanzia e la chiarezza di un percorso, soprattutto la conformità di un prodotto, perché la conformità significa che un prodotto, ad esempio un telefono cellulare, deve rispondere a quelle che sono le caratteristiche che il consumatore ha in loco, tipo l'alimentazione della presa di corrente, oppure la possibilità di sfruttarlo con i gestori locali; la chiarezza sul percorso, la tracciabilità di dove il prodotto acquistato online si trova, la garanzia delle confezioni e del trasporto che abbiamo visto essere l’anello più delicato del commercio online. Non dare la possibilità, per tutelare il consumatore, di scegliere il trasportatore, perché chi vende online deve dare garanzie totali sia sul prodotto che sul trasporto ed essere responsabile della merce fino alla sua consegna al cliente finale.
Credo che ci sia stata in Commissione, anche grazie al Presidente ed ai nostri tecnici, una discussione molto proficua. Soprattutto l'aspetto che voglio cogliere è che per le nostre imprese, visto che viviamo in una regione dove abbiamo delle grandi eccellenze da un punto di vista agroalimentare, visto che siamo una regione che vive di turismo e d'artigianato, artigianato anche trasportato come l'abbigliamento di qualità, questa è una autostrada da percorrere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Credo che il Consigliere Urbinati abbia fatto un esame abbastanza esaustivo di questo provvedimento, del recepimento di questa direttiva europea, che riguarda un settore, in questo momento, in grande espansione. I numeri che il Consigliere Urbinati ha citato sono molto interessanti e fanno capire che il futuro va in questa direzione.
La Commissione ha valutato positivamente questo percorso che è stato fatto, questo passo in avanti verso una legislazione comune, verso il tentativo di armonizzare il più possibile le legislazioni degli Stati membri.
Come Commissione abbiamo notato, anche attraverso il confronto fatto con le associazioni di categoria, che questo processo di armonizzazione deve ancora essere completato in taluni aspetti, che tutt'oggi restano totalmente in capo alla normativa dei singoli Paesi membri della Comunità europea.
Fermo restando il giudizio favorevole, come è stato detto in Commissione – personalmente ho valutato positivamente il lavoro svolto - vorrei soltanto rimarcare alcuni aspetti, che ritengo molto interessanti e positivi, che questa direttiva contiene, alcuni invece devono essere migliorati, d'altra parte all'inizio non si può pretendere che tutto vada nel verso giusto, che ogni disguido possa essere eliminato.
Di positivo cosa c'è? Un aspetto importante – l’ha citato anche il Consigliere Urbinati nella sua illustrazione – è l'obbligo del venditore di farsi carico del vettore. Questo credo che sia una delle cose più importanti che eviterà tantissimi contenziosi soprattutto al consumatore finale, che, come vedremo, è l'anello debole di tutta questa vicenda. Molto spesso si trova ad essere bombardato da messaggi, rappresenta quindi l'anello debole di questa catena. Il fatto che il vettore deve essere a carico del venditore elimina una serie di disguidi nel momento in cui la merce viene consegnata.
Un altro aspetto positivo è quello chiamato nella normativa: conformità del prodotto, cioè la possibilità di poter propagandare un prodotto che si intende unico su diversi canali, in modo tale da evitare quella che noi chiamiamo pubblicità ingannevole. Anche questo è un aspetto molto positivo che noi abbiamo recepito e su cui ci siamo spesi perché questa conformità del prodotto possa essere recepita nel modo giusto.
L'altro aspetto molto positivo sono le cosiddette deroghe ai contratti che mettono il consumatore nelle condizioni di non potersi difendere. In questi servizi è importante tutelare il compratore, l'ultimo elemento di questa catena, non ammettendo deroghe ai contratti anche laddove non sembra sia possibile. Meno deroghe ci sono, più c'è certezza di una contrattazione effettiva, giusta e corretta tra il venditore e il consumatore.
Quali sono gli aspetti che devono ancora essere approfonditi e che questa armonizzazione in qualche modo ha lasciato in disparte? Il primo è quello dell'abusivismo ed in questa direttiva non c'è molto, si lascia in capo ai singoli Stati membri dell'Unione la possibilità di lavorare e di eliminarne l'abusivismo attraverso legislazioni singole, quindi diverse. Noi dovremo armonizzarle, perché sempre più spesso la vendita può avvenire anche con imprese di Stati diversi, lo abbiamo visto ultimamente.
L'altro aspetto da tutelare è quando il consumatore si trova ad avere in casa una merce diversa da quella ordinata, perché magari ha sbagliato a premere un tasto, non c'è un filtro di accesso per quanto riguarda il consumatore, ed anche questo deve essere studiato.
Un altro aspetto che secondo noi dovrebbe essere approfondito è quello della verifica della credibilità del venditore. Si deve arrivare prima o poi a creare un albo di imprese accreditate che possano esercitare la vendita online, altrimenti è difficile verificare la credibilità dell'impresa. Molto spesso si fa fatica anche ad individuare e localizzare la sede legale della ditta perché avere la sede legale in un garage è diverso che averla in un grande opificio, dà un'immagine di credibilità molto più importante.
L'ultimo problema è quello della privacy, di cui abbiamo discusso anche l'altra volta, sarebbe da evitare che una volta che uno si immette nel commercio online e quindi acquista un prodotto poi si veda bombardato, dal giorno dopo, da una serie di comunicazioni, cosiddette spam, dove viene invitato ad acquistare altri prodotti che non hanno nulla a che vedere con le sue esigenze, anche questo è un aspetto molto importante e significativo che dobbiamo analizzare.
Ripeto, gli aspetti positivi sono tantissimi, c'è ancora da lavorare su questa armonizzazione, ma credo che sia stato fatto un buon lavoro recependo quelli che sono i dubbi e le incertezze delle associazioni di categoria, perché comunque è una attività produttiva che si sviluppa, che può avere un risvolto sociale negativo, come aveva detto il Consigliere Marconi partecipando in Commissione, perché qui ne va di mezzo la socializzazione. Se da casa riusciamo a fare tutto, se da casa acquistiamo libri, se da casa acquistiamo qualsiasi cosa, se facciamo operazioni finanziarie, se parliamo con gli amici attraverso il computer, viene a mancare un processo di socializzazione.
Il mondo va in questo modo e noi non possiamo cercare di frenarlo. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Il Consigliere mi ha citato per una breve apparizione in Commissione nella quale ho preso atto di un provvedimento sul quale dirò poche cose.
Indubbiamente i Consiglieri Urbinati e Celani ci hanno offerto l'atto che dobbiamo produrre, su questo non c'è dubbio, e credo che il parere che viene espresso nelle sue articolazioni, e in qualcosa anche originale, sia estremamente positivo ed intelligente. Darà il nostro contributo piccolo in mezzo a 20 Regioni, tutti gli Stati dell'Unione, però facciamo arrivare la nostra voce.
Assessore e Presidente, quello che vorrei sottolineare, perché questa non è la prima risoluzione che ci arriva, è il metodo: noi non stiamo facendo più leggi riguardo alla materia europea, lo dico agli antieuropeisti, noi stiamo facendo regolamenti su cose che sono già state decise da altri, le lobby, i mercati, qui c'è una prassi consolidata. Andiamo a disciplinare qualcosa che è già a 130 miliardi in Inghilterra, per fortuna da noi a solo 26 miliardi, dico per fortuna perché non sono per niente contento che la cosa possa svilupparsi e dico perché.
Un ragionamento sulla scelta potremmo tentarlo, magari mettendo in moto qualcosa di alternativo, e mi spiego.
Il Consigliere Celani citandomi ha detto che ho fatto questa osservazione sulla socializzazione, qui abbiamo due modelli, il modello del Pil fatto di soldi e il modello della ricchezza nazionale fatto da tante altre ricchezze immateriali, lo dico perché il nostro Presidente continuamente le richiama.
Qui abbiamo un dato, qui finisce un tipo di mercato, un tipo di relazione sociale, ma anche un tipo di produzione, perché sfido l'artigiano che produce piccole cose in quantità misurata, quasi fatte su misura, a trovare in un futuro mercato dominato dalla vendita online un minimo di spazio. Andiamo verso una soluzione che vedrà cancellati centinaia di migliaia di posti di lavoro, milioni di posti di lavoro in Europa, a vantaggio di chi fabbrica di tutto e di più, magari in estremo oriente, in condizioni sociali, sanitarie e igienico-lavorative pessime, in situazioni di grande sfruttamento e lo compreremo senza nessun tipo di problema.
Ci siamo scandalizzati per i giocattoli prodotti in Thailandia, con il sistema online li compreremo senza nessun tipo di problema, ci siamo scandalizzati per alcuni prodotti, ormai sono migliaia, che prendiamo all'India fatti da bambini ridotti in schiavitù, e li compreremo senza nessun tipo di problema perché l'unico criterio che utilizzeremo è che la merce prodotta da noi costa 10 ed la cosa che ci arriva costa 5 compreso il viaggio che fa.
Chiaramente questa disciplina ci mette al riparo dalle truffe, come è stato detto dai relatori, ci mette al riparo da prodotti scadenti, adulterati o quant'altro, ma non ci mette al riparo da questo stile di vita che finirà per imporsi nel futuro, meno lavoro, meno socializzazione.
Quale può essere l'alternativa? Lo dico perché queste cose le ascoltavo dalle cassette registrate nelle prime conferenze che faceva un certo Beppe Grillo 10, 15 anni fa, erano cose che piacevano tanto a mia moglie, me le faceva sempre sentire, “Guarda che cose intelligenti dice sul petrolio, sulle vendite online, sulla grande commercializzazione”, mia moglie è sempre rimasta dell'UdC, scudo crociata, però la satira di Beppe Grillo, quando era ancora fuori dalla politica, toccava contro corrente questi argomenti.
Penso che questa sia una riflessione importante, non so se su questa riflessione potremmo produrre, Presidente, qualcosa di alternativo, un modello c'è, mi permetto di presentarlo, le Province Autonome di Trento e Bolzano forti della loro autonomia legislativa, ma soprattutto culturale, non si sono mai rassegnate a fare le cose che tutti gli altri facevano. Faccio un esempio per tutti in quanto ho un parente che attualmente lavora lì, noi abbiamo i fondi pensione, uno se pensa al fondo pensione pensa ad una società enorme, chi affiderebbe i propri soldi ad una piccola società? Noi i fondi pensione li abbiamo fatti tutti con società italiane, miste estere, e diamo i soldi a loro, parliamo di decine o centinaia di miliardi. La Provincia Autonoma di Bolzano ha fatto il suo fondo pensioni, ci lavorano 22 persone, loro non mollano niente fuori dai loro confini, hanno questo provincialismo assoluto, che però è un grandissimo valore, se lo sono organizzato, hanno una società che raccoglie 1.200.000.000, funziona benissimo, la Provincia garantisce una partecipazione dell'1% e vanno avanti così. In merito all'esperienza dei nidi, fra quelli domiciliari, privati, comunali, hanno fatto una maxi cooperativa, ci hanno messo dentro le tagesmutter, le mamme di giorno, non hanno ancora organizzato le mamme di notte, speriamo che non lo facciano mai, sono 600 donne che hanno trovato lavoro in una formula tutta loro che poi è stata esportata in mezza Europa.
Ci sono modelli alternativi a questa rassegnazione verso tutto ciò che viene da fuori di noi e da tutto ciò che in qualche maniera qualcuno ha già deciso. Si deve fare così. Dove sta scritto che si deve fare così? Un tentativo non so in quale sede, in Conferenza Stato-Regioni sicuramente, ma anche in maniera autonoma, lo dico al Presidente della II Commissione, perché queste piattaforme possono anche essere organizzate in sede locale, giustamente il Consigliere Urbinati faceva riferimento al nostro Verdicchio, ma noi potremmo immaginare delle piattaforme che magari partono per grossi argomenti e poi piano piano si diffondono.
Queste potrebbero essere iniziative con le quali salviamo anche il piccolo, salviamo l'artigiano, salviamo la piccola produzione e al tempo stesso e, per quello che è possibile, salviamo anche l'interesse ad una vendita e ad un acquisto diretto.
Io non so come possiamo essere alternativi rispetto a questo, già il supermercato non è un modello sociale eccellente, però può essere considerato la “nuova piazza”, la gente ci va, si incontra, si prende l'aperitivo, un caffè ed è ancora un modo per incontrarsi, con questo abbiamo chiuso, non andiamo più alle poste perché facciamo tutto online, non andiamo più in banca perché facciamo online, fra poco, qualche prete si sta già organizzando, faranno anche le confessioni online ed il problema di ritrovarci fisicamente, di incontrarci, finirà. Un futuro veramente triste per i nostri ragazzi, non stiamo lasciando un mondo migliore, un mondo con qualche sconto in più si, ma quanto dureranno questi sconti Presidente? Perché poi quando qualcuno avrà monopolizzato il mercato, poi i prezzi li farà lui e nel tempo si cancelleranno anche i vantaggi economici di questa impostazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Ringrazio i due relatori che hanno illustrato benissimo il punto ed hanno spiegato esattamente il lavoro che abbiamo fatto in Commissione. Vorrei ricordare che questo è un altro atto che noi aggiungiamo ai lavori del Consiglio legati ai lavori della Comunità europea in collegamento con il Senato, che noi portiamo in votazione come risoluzione.
Devo ricordare che l'atto precedente, quello sull'economia circolare, è stato approvato velocemente, abbiamo precorso i tempi, nel senso che li abbiamo rispettati. Insieme a noi solo altre due Regioni hanno fatto lo stesso lavoro. Con grande soddisfazioni tre quarti di quell'atto è stato recepito, nel senso che troviamo le nostre risoluzioni e molti suggerimenti nel provvedimento che il Senato ha adottato.
Un lavoro importante, è chiaro che fa parte di un lavoro che significa partecipazione dal basso, anche per quello che sono i lavori della Commissione europea, l’ha detto il Consigliere Marconi, noi non facciamo più leggi, ma anche questo è un modo di lavorare importante in cui cerchiamo di fare la nostra parte, vedendo recepiti le nostre osservazioni e constatando gli effetti positivi di queste in Commissione europea.
Questo è un aspetto rilevante, oggi parliamo di commercio online, un aspetto importantissimo che negli ultimi anni è cresciuto, ecco perché la Commissione europea si trova a regolamentarlo in maniera particolare.
Dopo i primi anni c'è stato uno sviluppo eccezionale, ormai grandi quote del mercato vengono ricoperte dal commercio online e tramite internet si acquista comodamente da casa. I nostri figli, noi stessi qualche volta andiamo a comprare oggetti che vengono da Paesi lontanissimi. Ormai è abbastanza diffuso. Questo va regolamentato e su questo devo riconoscere il lavoro svolto e votato all'unanimità, credo che anche questo sia molto importante da sottolineare.
Quello che ha detto il Consigliere Marconi apre un dibattito rispetto alla socializzazione, a quello che riguarda un po' la nostra vita che cambia. E’ chiaro che è necessaria una riflessione, però la nostra vita cambia, esistono ormai questi meccanismi a cui noi dobbiamo mettere regole, adattarci, rendendoci conto che vanno regolamentati nella maniera corretta.
Quello del commercio online è uno, ma così tanti altri, l'uso del computer ha modificato la nostra vita ed anche la socialità che avevamo prima, quindi occorre trovare la giusta dimensione nell'approcciare a questi temi.
E’ chiaro che il commercio è in mano a quelle due, tre grandi ditte che fanno commercio online a livello mondiale, però non bisogna dimenticare che ci sono varie situazioni di commercializzazione di prodotti e tantissimi medi e piccoli produttori usano ormai lo strumento online tranquillamente. Nel mio paese conosco un produttore di un prodotto tipico, la Visciola di Cantiano, lo dico perché è un prodotto di nicchia, che commercializza anche tramite i siti di vendita online.
Ormai questo metodo è super conosciuto, il problema è regolamentarlo e credo che il lavoro che abbiamo fatto sia importante e i ragionamenti che stiamo facendo e stiamo portando avanti in II Commissione, legati al lavoro della Comunità Europea, vanno portati avanti cercando di farli diventare di tutti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione n. 15 a firma del Consigliere Traversini (in qualità di Presidente della II Commissione assembleare). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Sono rimaste tre mozioni, la n. 65, la n. 69 e la n. 83, mentre la n. 70, d'accordo con il Consigliere Zaffiri, è rinviata al prossimo Consiglio.

Mozione n. 65
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Adesione al Progetto di formazione e lavoro della figura dell’Accompagnatore Turistico, Guida Turistica e Direttore tecnico di Agenzia” (titolo emendato in sede di coordinamento tecnico)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 65 del Consigliere Maggi che ha la parola per illustrarla.

Giovanni MAGGI. Posso dire anche degli emendamenti? Su questa mozione ci sono gli emendamenti, il n. 65/1 che viene ritirato e il n. 65/2 che resta.
Questa è una mozione semplicissima, l'avevo già illustrata l'altra volta, poi la maggioranza ci ha chiesto di rinviarla alla seduta successiva ed eccoci qua.
Questa figura dell'accompagnatore turistico, potrebbe essere a disposizione di un tessuto economico molto importante per la nostra economia regionale, potrebbe essere tra le figure che vengono professionalmente formate dalla Regione e potrebbe essere utilissima su tutto il territorio, sia sulla zona costiera che su quella montana interna, senza costi eccessivi.
Questa figura dell'accompagnatore turistico - magari gli emendamenti potranno essere illustrati anche dagli altri colleghi - non avrebbe costi per quanto riguarda sia la sua formazione, avrebbe costi minimi per quanto riguarda la formazione, e potrebbe essere messa al servizio delle Pro Loco, delle Comunità, dei Comuni e degli operatori turistici, quali: alberghi, camping, ed altre strutture che organizzano turismo e flussi turistici nella regione Marche, facendo pagare delle quote di iscrizione direttamente a coloro che usufruiscono del servizio, piccole quote. A tutti noi è capitato di andare in un albergo, di andare al mare e in momenti in cui non c'è sole, non si usufruisce delle spiagge o comunque si hanno delle mezze giornate libere, fare gite ed escursioni organizzate dall'albergo stesso, dalla Pro Loco del Comune dove si soggiorna, per cui l'accompagnatore turistico viene pagato direttamente con piccole quote che i turisti che soggiornano in quella struttura offrono all'accompagnatore.
Questa è una figura essenziale visto che più volte in quest'Aula si è ribadita la necessità, per l'economia della regione, di puntare sul turismo, per le bellezze paesaggistiche, per la storia, per la cultura. Di puntare sul turismo sia per quanto riguarda il territorio che le tipicità gastronomiche del territorio, si è detto più volte che il futuro della regione è puntare su questo tipo di economia.
Noi abbiamo presentato questa mozione, che ci viene dai nostri territori, dagli attivisti del territorio. Questa viene dalla provincia di Fermo e siamo contenti che sia stata condivisa con parte della maggioranza e con parte dell'opposizione negli emendamenti che sono stati da noi accettati. Speriamo che in quest'Aula oggi possa essere approvata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. L'altra volta abbiamo chiesto il rinvio proprio perché ci sembrava che la mozione avesse un valore e potesse essere accolta, ma andavano visti alcuni aspetti affinché la votazione fosse unanime da parte della maggioranza e dell'opposizione.
Il tema è estremamente importante, il Consigliere Urbinati prima parlando del commercio online ha detto una frase interessante: “Nelle Marche il turismo è un aspetto della vita marchigiana estremamente importante, di grande potenzialità”, quindi poter mettere figure nuove dal punto di vista professionale, formarle con dei corsi creati dalla Regione, può essere per noi sicuramente un tema estremamente, di rilievo.
In armonia abbiamo preparato delle modifiche, sistemato alcune questioni che andavano viste, aggiunto anche figure in più rispetto all'accompagnatore turistico, come la guida turistica ed il direttore tecnico di agenzia, chiedendo alla Giunta l'impegno della formazione per quanto riguarda i corsi.
Devo dire che la risposta a questo impegno è già in parte pronta perché nel piano di performance del turismo già si prevede la possibilità, attraverso i fondi comunitari, di creare corsi di formazione per queste figure, quindi c'è già un impegno, ma è uno stimolo in più per prendere in considerazione la cosa e portarla avanti, perchè può essere una risposta occupazionale. Oltre a dare una risposta organizzativa importante al settore turistico, si dà anche una risposta lavorativa a molti che hanno le caratteristiche per ricoprire questi ruoli.
L'altro impegno è quello di collaborare con i Comuni per organizzare reti turistiche ed iniziative che possono essere fondamentali per i turisti che vengono nelle Marche, accompagnandoli a scoprire le Marche.
Con queste modifiche la mozione è sicuramente positiva, chiediamo quindi l'impegno alla Giunta, che ha già le risposte quasi pronte per quanto riguarda i fondi europei, che sono uno strumento molto utile per la creazione di queste figure, quindi il nostro voto è positivo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. A completamento di quanto hanno detto i Consiglieri Maggi e Traversini dico che in questo settore, nel settore dell'accoglienza, due sono le figure importanti su cui noi dobbiamo lavorare e sono: le guide turistiche e gli accompagnatori turistici, ce n'è poi una terza che è quella del direttore tecnico di agenzia. Figure molto importanti che danno la possibilità a tante persone, in modo particolare a giovani preparati in questo settore di “mettere su bottega” in un momento di crisi.
Oggi purtroppo siamo costretti a parlare sempre di Province perché questo era un compito che assolvevano su delega della Regione, attraverso la legge n. 9, organizzando sistematicamente dei corsi che si concludevano con degli esami formali, devo dire anche molto severi, per dare questa qualifica.
Qual è la grande novità da qualche anno? Da due anni e mezzo a questa parte questa qualifica, che noi diamo attraverso l'abilitazione con il superamento di questi corsi, vale su tutto il territorio nazionale, non solo, anche a livello comunitario, mentre fino a 3 anni fa, prima della modifica della legge nazionale, la qualifica e quindi l'operatività della guida era ristretta all'ambito dove veniva acquisita, quindi se veniva acquisita nella Provincia di Ascoli, quella guida poteva lavorare soltanto nella provincia di Ascoli, e così via. Oggi è cambiato lo scenario, una guida qualificata può lavorare su tutto il territorio nazionale, quindi è molto importante che questi corsi vengano fatti.
Ripeto, per esperienza sui territori – Ascoli e Fermo li facevano, abbiamo iniziato noi poi sono proseguiti con la Provincia di Fermo - abbiamo avuto partecipanti che venivano dalle altre regioni italiane, dalla Sicilia, dalla Campania, dal Veneto, a fare corsi di formazione professionale per acquisire questa qualifica molto importante. La cosa significativa è che si prendono qualifiche inserite nel prontuario europeo della formazione professionale, solo quelle hanno una valenza riconosciuta e solo quelle possono essere finanziate con il fondo sociale europeo.
La Regione non ci rimette il becco di un quattrino perché le risorse, per progettare questi corsi che possono essere tenuti a livello provinciale, si prendono dal fondo sociale europeo.
Oggi tutto torna in capo alla Regione, ma sui territori ci sono esperienze tali da poterli fare partire immediatamente, perché c'è una grande richiesta. Diamo anche un servizio agli extraregionali, però dall'altra parte diamo anche la possibilità alle nostre guide, ai nostri accompagnatori turistici di operare nelle altre regioni. In Umbria, nel vicino Abruzzo, nel Lazio.
Non tralasciamo il discorso di organizzare i corsi per direttore tecnico di agenzia perché sono vere e proprie imprese, senza questa qualifica nessuna agenzia turistica può aprire i battenti, quindi questo discorso è molto importante. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Emendamento 65/1 a firma dei Consiglieri Maggi e Traversini. Ritirato.

Emendamento 65/2 a firma dei Consiglieri Celani, Maggi, Traversini. Lo pongo in votazione.
(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 65, così come emendata, la pongo in votazione per alzata di mano.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 69
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Salvaguardia dei fondi relativi al ‘Piano Erp 2006-2008’ non ancora assegnati per inadempienza della Provincia di Macerata”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 69 della Consigliera Leonardi che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Sarà successo a molti di voi, girando per i territori in questi mesi, di dover affrontare problematiche relative ai territori che visitavate.
Quello che vado a trattare con questa mozione riguarda i fondi relativi agli alloggi di edilizia popolare Erp.
In tutta la Regione vari Comuni lamentano una sostanziale inerzia da parte delle Province sull'assegnazione di fondi relativi alle politiche abitative per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Si tratta di fondi del piano Erp 2006/2008, quindi parliamo di fondi di diversi anni fa, erogati alle Province marchigiane, ma in molti casi non girati ai relativi Comuni.
In particolar modo nella provincia di Macerata, con delibera del Consiglio provinciale del 2008, è stato approvato il relativo programma provinciale di edilizia residenziale per il triennio 2006/2008.
Questo programma, al quale è seguito il relativo bando, ha individuato 11 beneficiari di cui 6 assegnatari in base alle risorse disponibili.
La Provincia di Macerata ha però congelato, come è avvenuto anche per altre Province, queste somme destinate ai singoli Comuni con la motivazione che esistevano dei vincoli di bilancio dovuti al patto di stabilità.
Alcuni Comuni, come nel caso di Montefano per la provincia di Macerata, a causa della cosiddetta tensione abitativa ed in seguito ad esigenze improrogabili di natura sociale, una volta vistosi assegnati, come Comune, la cifra ed entrati nell'elenco dei beneficiari, si sono mossi verso progetti per la realizzazione di queste case. I fondi dedicati agli alloggi popolari sono però dei fondi destinati agli alloggi Erp e quindi sono finalizzati ad una specifica destinazione e l'immobilizzazione all'interno del patto di stabilità provinciale è quanto meno un'operazione che comporta un rischio nel mantenimento di tali risorse in capo alle Province, anche perché queste risorse, laddove non spese, per legge dovrebbero essere revocate quindi dovrebbero tornare in capo alla Regione per poter essere poi reintrodotte nei nuovi piani Erp relativi al 2014/2016.
La Provincia di Macerata afferma - ho anche una serie di carte che mi sono state fornite per approfondire la materia, qualche Comune non vedendosi erogare questi fondi è passato a scrivere alla Provincia attraverso l'avvocato, proprio per far rispettare questo diritto - che per i vincoli del patto di stabilità non era possibile emanare il provvedimento di localizzazione provvisoria del finanziamento concernente l'effettiva assegnazione delle risorse, in realtà gli impegni assunti in conto capitale non possono essere vincolati all'interno del patto di stabilità soprattutto dove mancava un unico step che era quello del provvedimento di localizzazione delle risorse, mancava cioè la delibera che girava effettivamente questi fondi.
Il 24 settembre 2015, quindi parliamo di pochi mesi fa, ho protocollato questa mozione dopo un lungo iter, l'ho protocollata a dicembre dopo una serie di incontri ed una serie di contatti formali ed informali perché questa problematica non si sbloccava ed a fine anno le risorse sarebbero state tolte ai Comuni.
In data 24 settembre 2015 la Provincia scrive al Comune di Montefano comunicando che anche per il corrente anno, quindi per il 2015, non è possibile emettere l'atto in questione, l'atto che girava effettivamente queste risorse, e ciò va ad aggravare la situazione sopravvenuta alla legge regionale 14 ottobre 2013 n. 32, con cui si prevede la revoca delle risorse non utilizzate dai precedenti programmi e la restituzione alla Regione per poi riassegnarle, come abbiamo detto, nelle nuove annualità.
Considerato che i provvedimenti di accertamento delle risorse non utilizzate sono assunti dall'ente che ha assegnato il finanziamento all'operatore pubblico e considerata l'inerzia di diverse Province - mi è stato riferito che la Provincia di Macerata appare quella più negligente - la Regione con legge n. 16 del 2015 ha cercato di porre un limite a questa inadempienza specificando, laddove queste risorse dovessero essere revocate, le due possibilità per cui tali risorse non sono revocabili: non si applicano agli interventi di edilizia agevolata o convenzionata, per i quali le relative procedure di appalto abbiano inizio entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore di questa legge, o dove confermate dalle Province per un importo non superiore al 30% delle risorse revocate.
Appariva in quel momento molto forte il rischio, considerato il lasso di tempo intercorso, che le risorse della programmazione Erp 2006/2008 venissero revocate e riassegnate con le nuove modalità e sappiamo che, in particolar modo per i Comuni più piccoli, se quelle risorse non vengono erogate, la possibilità di vedersele riassegnate nei futuri piano è più difficile perché pare che oggi la tendenza sia più spostata a dare un maggior punteggio laddove c'è una densità abitativa più ampia, quindi ai centri maggiori.
In virtù di quanto espresso sopra, con questa mozione chiedo di trovare una soluzione di tipo amministrativo per far si che le risorse di cui alla programmazione Erp 2006/2008 non siano revocate a danno dei Comuni beneficiari a seguito di pubblico bando e di sollecitare le Province inadempienti a sbloccare urgentemente le risorse in conto capitale ingiustamente vincolate al fine del rispetto del patto di stabilità.
Inoltre a trovare soluzioni anche di tipo normativo che evitino il ripetersi di simili accadimenti che vanno a discapito dell'utenza finale e quindi delle fasce più deboli e bisognose della popolazione.
Devo dire che questa mozione è parzialmente superata, ho citato uno dei due aspetti della legge regionale 16 del 2015, che è stata utilizzata dalla Provincia di Macerata per sanare la situazione di almeno 2 dei 6 Comuni assegnatari ai quali i fondi non sono stati erogati, evidentemente la pressione esercitata sia a livello mediatico che a livello di contatti, che sono intercorsi in questi mesi, ha portato un seppur minimo risultato e quindi il Comune di Montefano ed il Comune di Tolentino si sono visti a fine anno, per il rotto della cuffia, assegnare queste risorse, per cui sono contenta di essere riuscita in qualche modo a sollecitare questo atto.
Resta però il problema, laddove le Province si dimostrano inadempienti, dei Comuni, che sono i beneficiari finali di queste risorse per poter realizzare alloggi popolari, che si vedono penalizzati loro malgrado. Il Comune che è assegnatario di fondi destinati, che dovrebbero semplicemente essere girati per poter provvedere alla realizzazione di alloggi popolari, a cui non vengono trasferite quelle risorse, è incolpevole, quindi questa lacuna in qualche modo va sanata, altrimenti le inadempienze di un ente terzo, la Provincia, che dovrebbe semplicemente girare questi fondi laddove la graduatoria è stata approvata e verificata, mette in crisi non tanto sè stessa quanto il singolo Comune che non può realizzare oggettivamente, nella propria realtà, gli alloggi di edilizia popolare che necessitano, in un contesto come quello attuale nel quale l'emergenza abitativa è certamente una criticità importantissima.
Le leggi che ho citato oggi, per questo ringrazio i funzionari della Regione che mi hanno risposto e mi hanno dato indicazioni in questo senso, arrivano fino ad un certo punto, riescono a recuperare quei soldi che le Province non erogano, ma non riescono a tutelare i Comuni che sono assegnatari in maniera corretta di quei fondi, i quali non se li vedono assegnare materialmente, perdendoli laddove questa assegnazione da parte delle Province non c'è, rischiando poi di non poter rientrare nella graduatoria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Mi viene in mente un episodio di quando ero amministratore nel Comune di Civitanova e membri dell'opposizione, che avevano buoni contatti con l'ufficio tecnico, si informavano degli asfalti che dovevano essere fatti e da lì a breve facevano un'interrogazione, il giorno dopo passava la macchina ad asfaltare e dicevano: “Vedete, grazie alla nostra interrogazione abbiamo fatto asfaltare la strada”.
Mi viene in mente questo, non per la Consigliera Leonardi che non conosco così bene, che immagino abbia fatto sicuramente un lavoro di approfondimento dietro a questa mozione, però rimane curioso il fatto che la mozione, come lei stessa ha detto, è stata presentata a dicembre quando le problematiche, che sicuramente ci sono state nei mesi precedenti, erano state tutte risolte.
Nella sua relazione ho notato alcune imprecisioni e ho potuto farlo, ripeto, perché uno di quei Comuni assegnatari di queste risorse era il Comune di Civitanova, quindi è una vicenda che in parte ho seguito direttamente. Non conoscevo i progetti dei Comuni di Montefano e di Tolentino, ma conoscevo quelli di Civitanova e di fatto, come lei stessa ha detto, la caratteristica diversa era che i piccoli Comuni rischiavano di non entrare nei futuri bandi per cui i loro progetti erano immediatamente finanziabili in quanto rientravano in alcune ristrutturazioni di beni comunali che avevano una necessità di intervento.
Questa problematica è stata risolta attraverso la legge regionale che esenta l'applicazione della normativa per i casi in cui i progetti hanno già uno stato di avanzamento e solamente i progetti che non sono partiti vengono resettati, non creando un disagio effettivo perché, come ho detto, i Comuni di Civitanova e Macerata, nello specifico, non avendo una progettualità ed uno stato di attivazione così avanzati potranno tranquillamente rientrare con i loro progetti nei prossimi bandi.
Per queste realtà, al primo quesito che la Consigliera pone, la soluzione è stata trovata.
La sollecitazione di questa informativa sulla nuova legge regionale, che crea questa situazione di possibile soluzione, è stata data a tutti i Comuni interessati. All’ultimo punto, sulle soluzioni, la Regione ha riacquisito in sè i poteri in merito alle nuove erogazioni delle risorse Erap, quindi questi problemi non ci saranno più in futuro nel senso che la Regione gestirà in proprio le risorse e seguirà i bandi.
Faccio valutazioni differenti avendo informazioni diverse, il patto di stabilità, dal punto di vista dei finanziamenti in conto capitale, potrebbe risultare esente per questo tipo di finanziamento. Vero è che la normativa nazionale in ordine al patto di stabilità non tiene conto solamente dei finanziamenti in conto capitale, ma anche della potenzialità di pagamento che le amministrazioni pubbliche hanno, per cui pur avendo accantonato le risorse, in questo caso lo erano perché venivano dall'ente superiore, dalla Regione e quindi erano già destinate, rientrano nella possibilità di pagare le opere effettivamente realizzate da parte della Provincia.
E' chiaro che oggi, a posteriori, possiamo dire che è stata annullata la sanzione per le Province e per gli enti che hanno sforato rispetto al patto di stabilità, ma questa informativa, come lei certamente saprà, è arrivata alla Provincia di Macerata in data 10 settembre 2015, quindi l'altro ieri sostanzialmente.
In precedenza si parlava di una sanzione piena, che è stata poi ridotta, ma sempre di sanzione si parlava per cui sarebbe semplice oggi dire: “Visto che aveva sforato poteva sforare anziché di 100, di 1000” ma all'epoca questo dato non era nelle conoscenze e i pagamenti che sono stati fatti dalla Provincia di Macerata in conto capitale erano limitati ad alcune situazioni particolari. Per cui mi sembra che l'accusa che viene fatta …, non perché io debba fare l'avvocato difensore, ma se ci sono delle carenze da parte degli uffici, le competenze della politica e delle strutture amministrative ormai sono separate ormai da anni, e se alcune lacune ci sono state verranno individuate.
A me sembra che queste lacune non ci siano state perché, ripeto, la norma parla di un quadro più generale e più completo, non solamente dei punti da lei sottolineati, per cui reputo che il lavoro svolto dall'amministrazione provinciale sia stato fatto in maniera corretta ed abbia comunque portato, forse anche grazie al suo interessamento, ma sicuramente grazie alle capacità amministrative degli amministratori e degli uffici della Provincia di Macerata, alla soluzione del problema.
Per quanto riguarda gli uffici regionali a cui oggi stiamo sottoponendo questa mozione mi sembra anche che, per sua stessa ammissione, i punti da lei sollecitati siano già stati acquisiti e in qualche modo posti in soluzione, per cui credo che sia opportuno rigettare la mozione per i motivi che ho testé detto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. La mia sarà una dichiarazione di voto favorevole, ma voglio ricordare alcune cose al Consigliere Micucci. Innanzitutto l'insinuazione, mi permetta, è proprio assolutamente fuori luogo perché quando ho parlato con un Sindaco mi ha detto: “Questi fondi sono persi, noi ci siamo ridotti a parlare con la Provincia per il tramite degli avvocati”, ed io ho la lettera che la Provincia di Macerata a firma del Presidente ha girato il 24 settembre 2015 nella quale diceva che anche per il corrente anno, il 2015, non era possibile emettere l'atto in questione e dare i soldi che per il 2015 erano persi. Nel frattempo è intervenuta la norma che diceva che queste risorse dovevano essere revocate alle Province inadempienti e ritornate in Regione, pertanto questi soldi sarebbero andati persi.
Vorrei chiederle una cosa: lei dice che sono soddisfatte le domande, ma il suo Comune, il Comune di Civitanova Marche, li ha ricevuti questi fondi che gli erano stati erogati? No. Il Comune di Macerata li ha ricevuti questi fondi? Gli erano stati erogati e poi li ha trattenuti la Provincia, li ha ricevuti? No. Perché? E' corretto o dovevano essere girati al Comune e il Comune decideva se fare la progettazione ed andare avanti? Al termine di questi anni, parliamo dei fondi 2006/2008, voglio ricordarlo sono passati 8 anni, non parliamo di ieri o l'altro ieri, è stata una battaglia persa e leggo cosa è stato risposto per iscritto dalla Regione: “In ogni caso, come abbiamo avuto modo di affermare a più riprese, le motivazioni addotte dalla Provincia di Macerata per la mancata emissione dei provvedimenti di localizzazione degli interventi non sono condivisibili e comunque non riconosciute dalle norme citate”, quindi questi soldi non dovevano e non potevano essere immobilizzati all'interno del patto di stabilità e questo va dichiarato perché è l'utente finale che viene danneggiato, se poi Civitanova non era pronto a farlo, oppure non voleva contestare una Provincia dello stesso colore, o perché in futuro sarebbe stata più avvantaggiata nel riavere questi fondi, queste sono scelte che ogni amministrazione valuta, ma se ci sono dei fondi assegnati per l'edilizia popolare e devono andare ai Comuni per realizzare i progetti, le Province non li possono tenere a sè, se devono essere revocati, saranno poi revocati ai Comuni inadempienti, ma se un Comune nel proprio territorio ha bisogno di edilizia popolare convenzionata per un'emergenza, deve essere messo nelle condizioni di poterla fare.
Mi dispiace, io ho atteso fino all'ultimo perché ho cercato non di fare lo sconto, perché a me interessava il risultato, per cui ho lavorato sotto e dietro perché a volte è meglio fare un lavoro propedeutico per giungere ad un obiettivo e se la Provincia ha erogato i fondi, li ha erogati ob torto collo per questa norma del 30% e non perché il Comune di Montefano aveva fatto la progettazione, perché il Comune di Montefano si era spinto avanti a fare una progettazione pur non avendo i fondi, convinto che gli sarebbero stati dati a breve, ed ora si trova sul groppone questo costo! Suo malgrado rischiava di non avere, anzi erano persi, perché nero su bianco, con protocollo n. 52725 la Provincia gli dice che nel 2015 i fondi non glieli avrebbe dati, quindi non c'è da attaccarsi le medaglie quando il lavoro è stato fatto da qualcun altro, c'è da guardare l'oggettività delle cose perché oggi è successo ad uno domani può accadere ad un altro e io vorrei, partendo dal caso specifico, cercare di arrivare ad un punto per cui un Comune virtuoso che vuole spendere per quella destinazione non sia penalizzato dall'inadempienza di un altro ente. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 69/1 a firma dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Maggi, Fabbri.
Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Riteniamo che questa sia una cosa strana: la Regione destina dei soldi alle Province, che dovrebbero essere girati ai Comuni, che hanno fatto dei bandi di gara, questi soldi improvvisamente spariscono e chi ha vinto il bando di gara per realizzare degli alloggi non ne ha più. E’ una cosa abbastanza strana, per cui noi abbiamo presentato questi due emendamenti a seguito della mozione presentata perché non ci si può accorgere che forse una Provincia con i suoi uffici non ha adempiuto a ciò che la legge prevede in merito al piano di edilizia pubblica residenziale.
Detto questo non si può neanche pensare che la Regione non faccia nulla su questa mancanza per controllare e verificare che i soldi che si stanziano vengano impiegati in maniera efficace, efficiente ed economica.
Abbiamo presentato il primo emendamento proprio per questo ed il secondo perché occorre anche avvisare gli organi giudiziari preposti per verificare se ci sono state delle omissioni da parte delle Province, se è successo qualcosa per cui questi enti hanno negato i soldi a chi ne aveva diritto avendoli presi dalla Regione.
Penso che si debba anche verificare perché la Regione non abbia revocato e ripreso quei soldi che non sono stati spesi dalle Province, o meglio erogati dalle Province per i Comuni che avevano vinto un regolare bando.
Credo che questa sia una storia abbastanza strana in quanto di queste risorse ne dovevano usufruire dei Comuni e invece stranamente ne hanno usufruito le Province. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Questa mozione della Consigliera Leonardi, al di là del merito che condivido, ci consente di fare due riflessioni in tema di Province, patto di stabilità e nuove funzioni.
Ritengo che ormai a questo ente, essendo decotto, è inutile continuare ad attribuirgli funzioni che non può più svolgere. Facciamo un esempio, classico, quello descritto in questa mozione, le risorse che arrivano per i fondi Erp. Al di là del fatto che qualche Provincia fa finta di non poterli erogare perché ci sono vincoli del patto di stabilità, il che non è assolutamente vero, perché sono fondi impiegati in conto capitale per investimenti, quindi fuori dal patto di stabilità, ma in questo regime di grande difficoltà le Province li utilizzano per la cassa, per evitare un'esposizione eccessiva presso la propria tesoreria, per non andare in anticipazione di cassa ed i Comuni che stanno aspettando per fare l'appalto, per fare il pagamento di un appalto già fatto, vanno in sofferenza.
All’Assessore Cesetti che mi ride sotto il baffo da sparviero, dico: “Questi fondi, quando verrà fatta la ripartizione, assegnateli direttamente ai Comuni”. Era già difficile prima quando le Province stavano così così, oggi non ha senso che vengano assegnati a loro, dovrebbero essere ripartiti secondo le esigenze e i piani operativi che vengono fatti dai Comuni, direttamente a loro, dopodiché ognuno si assumerà le proprie responsabilità sugli eventuali ritardi nei pagamenti senza rimpallarle a nessuno. I Comuni non possono pagare nei termini perché la Provincia non dà loro i soldi, la Provincia dice che non li può dare perché c’è il patto di stabilità e non può andare fuori patto, ma non è così perché quei fondi sono in conto capitale e magari nel frattempo li ha utilizzati per la spesa corrente e per pagare altre situazioni.
L'altro settore che mi preme considerare, e che questa mozione mi consente di fare, è il trasporto pubblico locale, la stessa situazione che abbiamo per i fondi Erp la viviamo per il trasporto pubblico locale.
Anche lì c'è il doppio passaggio: i fondi arrivano dallo Stato, dallo Stato vanno alla Regione, la Regione fa la ripartizione per le singole Province e poi la Provincia li dà alle aziende di trasporto locale (Cotram, Conero Bus, Start). Anche qui c'è un disguido incredibile che a volte mette a repentaglio anche il pagamento degli stipendi dei dipendenti delle società di trasporto pubblico locale. Non è un pagamento, è un trasferimento perché la Provincia non ha alcun titolo, è soltanto un passaggio, distribuisce l'obolo per le aziende di trasporto pubblico locale che poi vengono pagate attraverso i Comuni. Ripeto, anche questo è da rivedere.
Questo è il dibattito che dovremmo fare qui dentro quando si parla di riordino di funzioni delle Province.
Ci siamo accalorati una mattinata a parlare di polizia locale, giustamente, però dato che ci tornano in capo tutta una serie di funzioni e se vogliamo che queste siano gestite nel modo migliore, dobbiamo aprire questo bel dibattito in modo tale da approfondire – in uno, due, tre Consigli - come queste deleghe saranno gestite. Come possiamo snellire? Parliamo di snellimento di burocrazia e invece noi continuiamo, con un ente che è ormai morto, decotto, che non ha più ragione di stare in piedi così com'è, a dargli delle funzioni, tra l'altro assegnandogli delle risorse che trattengono per sopravvivere. Anche questo è un dubbio. Le tengono in cassa per pagare la spesa corrente, per fare tutto quello che deve fare, mettendo in crisi l'utente finale che è il Comune, che è quello che dà servizi ai cittadini, che è l'ente di prossimità.
A questo punto la riforma costituzionale è abbastanza chiara, c'è l'ente di prossimità che è il Comune, c'è la Regione o l’Area vasta che è da costruire, la costruiremo per quanto riguarda la gestione di alcuni servizi associati, per il resto è un'area vasta che non ci interessa più di tanto perché una regione come le Marche in pratica è tutta area vasta. Di cosa stiamo parlando? Di aree vaste? Ne faremo 2 punto e basta. Questo è il dibattito!
Voto questa mozione, perché mi dà la possibilità di fare queste riflessioni importanti, snelliamo il più possibile e togliamo questi passaggi inutili che mettono in crisi molto spesso i bilanci dei Comuni ed a rischio alcune attività di servizio. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 69/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 69/2 a firma dei Consiglieri Giorgini, Pergolesi, Maggi, Fabbri. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Nonostante i nostri emendamenti non siano passati voteremo a favore perché riteniamo giusta la mozione che la Consigliera Leonardi ha fatto.
In questo ultimo intervento, a nome del Movimento 5 Stelle, vorrei salutare la dott.ssa Santoncini e spero che, visto che è l'ultima volta che la vediamo in Aula, in questo posto ovviamente, a chi verrà dopo di lei lascerà delle buone credenziali perché siamo stati molto cattivi con lei, le abbiamo sempre messo i bastoni fra le ruote, lo dica a chi verrà dopo, in modo che sia preparato. Comunque votiamo a favore. Grazie.

Mozione n. 69. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Comunicazioni ai sensi dell’art. 35, VI comma, del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Il dibattito non me lo ha consentito, ma prima di terminare questa seduta colgo l'occasione perché come Consigliere regionale, come Assessore al bilancio e tante altre deleghe, vorrei che restasse agli atti il mio ringraziamento per la dott.ssa Santoncini per l'opera e l'attività da lei prestata a favore di questa importante istituzione democratica della nostra regione.
La voglio ringraziare, io la conosco da poco e ne ho apprezzato le capacità e le competenze, tra l'altro sono abbastanza puntiglioso, chi mi conosce lo sa, nello svolgimento delle mie funzioni e mi piace constatare quando ci sono persone all'altezza del ruolo. La dott.ssa Santoncini lo è stata, lo è.
La saluto e la ringrazio e le auguro di poter mettere a disposizione della comunità regionale e delle istituzioni, comunque voglia, la sua esperienza, la sua competenza e credo anche la sua passione perché senza passione non si va da nessuna parte e non credo si possa svolgere una attività ed un ruolo così importante, come quello svolto dalla dott.ssa Santoncini, in tanti anni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Approfitto anch'io di questo fuori programma perché prima mi sono limitato ad un sobrio saluto e ringraziamento, però ha fatto bene l'Assessore Cesetti per cui anch'io voglio aggiungere qualcosa che credo sia utile rimanga agli atti.
Una cosa che si è detto poco e che è stata spesso sottovalutata, è che la dott.ssa Santoncini è stata non solo per tutti noi Consiglieri un punto di riferimento per la sua disponibilità, ma è stata anche un punto di riferimento a livello nazionale, questo lo voglio dire, perché lo so, e credo che sia giusto che tutta l'Aula lo sappia, sia all'interno della Conferenza che in molte altre questioni.
Io ho avuto occasione di vederla all'opera su alcuni quesiti che io ho stesso ho posto in questi anni, ne ricordo in particolare uno su cui non c'era giurisprudenza e rispetto ad una situazione di fumus nazionale la dott.ssa Santoncini ha svolto con altissimo livello di competenza una funzione che poi ha fatto scuola.
Credo che in una fase, quella attuale, in cui tutta la pubblica amministrazione e tutti i lavoratori della pubblica amministrazione vengono spesso maltrattati o considerati dei fannulloni o degli scansafatiche, sia giusto rendere onore al merito e fare presente e che rimanga agli atti quando ci sono dei casi di altissima competenza e di altissimo valore, ce ne sono tanti in questa regione, però oggi ne salutiamo uno.

PRESIDENTE. A questo punto la dott.ssa Santoncini voleva dire due parole.

Paola SANTONCINI. Avevo chiesto al Presidente di non farmi intervenire ed ho accuratamente evitato questo momento perché sto cercando di affrontare questo distacco come un subacqueo, con una muta impermeabile, sia verso l'esterno che dall'esterno verso l'interno, e questo mi permette di tenere il ruolo a cui peraltro ho sempre tenuto molto.
Il mio percorso è stato lungo, intenso e come è stato detto appassionante per me
Io ho lavorato sempre con una grande passione perché sono entrata nella Regione Marche nel 1978 e le prime deleghe di funzioni alle Regioni datavano l'anno prima, quindi ho vissuto la fase ascendente del regionalismo e questo è un privilegio che non tutti hanno. E’ stata una fase nella quale c’era la profonda convinzione che l'affermazione delle Regioni avrebbe dato una svolta in senso democratico all'ordinamento, quindi c’è stata una partecipazione ed una adesione completa.
Adesso la fase è un'altra, però in primo luogo vi ringrazio perché non mi aspettavo questi interventi ed ho chiesto al Presidente di tenere sotto traccia il mio passaggio.
Vi ringrazio per questo e vi auguro di proseguire in un impegno e nella convinzione che questa è una istituzione importante, che può continuare ad esserlo, e va potenziata nei poteri ed anche nel ruolo perché più si decentra e più si è vicini alle popolazioni ed ai bisogni del territorio e più si è in grado di soddisfarne le esigenze.
Auguro un buon lavoro per noi tutti, per me stessa, che adesso uscirò da questo consesso, e vi auguro la stessa passione con la quale ho lavorato per tanti anni. Grazie.

(Applausi)

Mozione n. 83
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Ticket sanitario al reddito pro-capite in aiuto alle famiglie numerose”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 83 del Consigliere Marconi che ha la parola per illustrarla.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Grazie perché con l'assunzione dell'ultimo punto all'ordine del giorno ho la certezza che le mozioni vengano approvate per sfinimento, alla fine votiamo tutto purché si parli poco.
Ci tengo ad unirmi ai ringraziamenti ed agli attestati di stima nei confronti della dott.ssa Santoncini anche perché qui ci sono due Consiglieri di cui ha conosciuto i genitori perché nel '78 ha trovato Galliano e Lorenzo che erano Consiglieri regionali prima di noi. Questa continuità è impressionante oltre che commovente per il fatto che oggi viviamo tutti in maniera così estemporanea, così rapida e lei ha segnato un lungo periodo del quale non possiamo che esserle grati e, come ha ricordato bene, con i decreti del '77, si è trovata immediatamente dopo quella prima fase statutaria con tutto quello che ne è venuto in successione.
Faremo tesoro soprattutto della sua presenza umana, della sua capacità di rendersi sempre disponibile e di sostegno a tutti, perché poi questo è il vero problema che abbiamo noi Consiglieri, soprattutto quando si arriva per la prima volta: trovare dei funzionari, dei dirigenti, dei burocrati che non siano distanti e siano invece capaci di entrare negli argomenti.
Nel merito della mozione, questo atto ha un auspicio di natura economica molto consistente, Assessore Cesetti, parlo con lei perché è il più aderente alla materia in quanto sono partito con una richiesta tutto sommato abbastanza mite, perché nel secondo capoverso, quando si fa riferimento alle famiglie numerose, si fa anche riferimento ad un dato drammatico, questo la prego sinceramente di portarlo all'attenzione del nostro Presidente Ceriscioli, perché noi per legge nazionale diamo l'esonero dal ticket a persone con età superiore ai 65 anni e con un reddito di 36.000 euro lordi.
Noi abbiamo di fronte realtà di famiglie numerose con redditi inferiori, chiaramente con età inferiori, perché per essere famiglia numerosa, cioè con 4 figli a carico, devi essere ancora relativamente giovane e con un reddito inferiore a 36.000. Il pensionato che sta dentro quelle dimensioni ottiene l'esonero ed è solo, chi ha lo stesso reddito e si trova nelle stesse condizioni economiche non ha l'esonero, ma la differenza è che il pensionato è solo e l'altro deve mantenere con quel reddito sè stesso, un coniuge e magari quattro o più figli.
E’ veramente una situazione di ingiustizia sociale pesante, tra le altre cose nella mozione richiamo interventi di natura nazionale, ma io credo che qualche cosa possiamo fare anche noi a livello regionale, magari sarà oggetto di una mozione più attenta e specifica da presentare in futuro.
Abbiamo pochissimi casi in questo senso. Il numero delle famiglie numerose in questa nostra regione è talmente basso che non aiutarle è veramente …, abbiamo fatto un calcolo su un'altra ipotesi, quella della legge per l'esonero dell'addizionale Irpef, credo che non arriviamo neanche ad 1 milione di euro per concedere l'esonero dell'Irpef a poche centinaia di famiglie che nelle Marche ancora hanno questo numero. Comunque il suo Assessorato ha a disposizione questi dati perché li ha forniti a me, sicuramente li ha da parecchio tempo, questo lo dico perché al di là del fatto di giustizia, ho messo in evidenza questa forte anomalia. C'è anche un dato che veniva rilevato in IV Commissione qualche tempo fa, quando parlavamo dell'applicazione della 194, e cioè che il problema delle nascite in questa nostra regione è drammatico, stiamo correndo dietro a Regioni che già da molti anni hanno una crescita sotto zero, pensate alla Liguria, e l'ultimo dato dice: 16.500 morti, 12.000 circa nati, quindi perdiamo 4.000 persone all'anno nonostante gli immigrati che, tra le altre cose, anche loro cominciano a non fare più figli, cominciano ad arrivare in numero sempre più scarso nella nostra regione. Neanche l'immigrazione riesce a compensare questo grave deficit, in più la nostra è una regione che ha uno dei tassi di invecchiamento più elevati, e una età media molto alta, quindi è una regione destinata ad essere sempre più vecchia.
Questo è il minimo che possiamo fare. Assessore non voglio minacciare perché nessuno dalla maggioranza minaccia, ma in maniera molto benevola dico che incalzerò molto su questo argomento anche in sede di variazione di bilancio, quando l’avremo, perché un ragionamento un po' più ampio, un po' più di ampio respiro, che non sia solo “finanziamo la spesa”, ma finanziamo la società che cresce perché noi finanziamo le spese per far crescere, finanziamo la società che cresce”, potremo tentare di farlo.
Chiudo con l'emendamento che ho firmato insieme al Presidente Volpini che modifica il dispositivo aggiungendo una cosa di sostanza che non sapevo che esistesse, cioè mettiamo in conto l'esenzione nei confronti di tutti quei soggetti, categorie economicamente svantaggiate, che sono in cassa integrazione o in mobilità, cioè famiglie che non hanno oggettivamente un reddito e non hanno un lavoro, che è ancora peggio. C'è un provvedimento preciso della Giunta che risale al 12 marzo 2013 che è stato finanziato fino ad una certa data e poi, come tante altre cose, Assessore Cesetti, ha perso il finanziamento. Credo che queste due cose possano essere attentamente verificate da parte della Giunta.
Sono d'accordo anche con l'emendamento proposto dall’Assessore Bisonni, dal Consigliere Bisonni, il mio non è un lapsus perché ci vuole un Assessore per portare da 3 a 4 figli, ne sarei ben lieto, però il problema è cominciare con 4, perché se siamo nel campo limitato verifichiamo questo, se poi il campo limitato può essere allargato a qualche altra spesa magari Dio avvenga, perché già dai 4 figli in su è un numero significativo, perché con 3 la cifra aumenterebbe. Realisticamente dico facciamolo dai 4 nella speranza che poi si possa arrivare anche ai 3 e magari anche ai 2. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Andrea MICUCCI. Consigliere Bisonni lei ha 3 figli, io ne ho 4, voto contro! A parte gli scherzi solo per sottolineare un aspetto di questa mozione che richiamava il Consigliere Marconi.
Qui non si tratta di fare una lotta tra poveri, se dare l'elemosina al povero o alla famiglia numerosa piuttosto che all'anziano, piuttosto che ad altre categorie svantaggiate, credo che dobbiamo renderci conto dei dati drammatici sulla natalità in Italia, e io dico in Europa, per cui iniziamo a prendere delle iniziative non solo a livello della Regione Marche che, da questo punto di vista, può fare ben poco, ma anche a livello nazionale ed europeo per sostenere in qualche modo la natalità ed in questo caso le famiglie numerose, ma non solo. Oppure è chiaro che il destino della nostra società è bello che segnato, quindi secondo me deve essere questa mozione l'occasione per una presa di coscienza del sostegno, ripeto, in questo caso alle famiglie numerose, che non può essere lasciato solamente ad una nicchia.
Fino a poco tempo fa leggevo ironia da parte di chi era contrario a queste cose, come se fosse una materia per alcuni gruppi religiosi o per alcuni residui di rappresentanze politiche. Invece credo che dobbiamo farci carico tutti insieme di questa materia perché, ripeto, in prospettiva medio lunga ne va del futuro della nostra società, quindi non posso che accogliere positivamente la mozione presentata dal Consigliere Marconi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Approfitto di questa dichiarazione di voto positiva, ma vado fuori tema per salutare la dott.ssa Santoncini ed esprimerle tutto il mio apprezzamento per il lavoro svolto, augurandole buone “ferie” prolungate, buone vacanze. Oggi abbiamo saputo alcune cose, a lei piace viaggiare, quindi noi non possiamo che dirle: “Buon viaggio” e ci venga a trovare ogni volta che torna in Ancona. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Approfitto della dichiarazione di voto che sarà favorevole per unirmi ai saluti ed ai ringraziamenti alla dott.ssa Santoncini e sicuramente sono convinta che ci verrà a trovare, quindi ci vedremo sicuramente anche fuori da quest'Aula.
Sicuramente la sua esperienza ha aiutato, viste le parole del Consigliere Busilacchi, e chi c'era nella scorsa legislatura ha avuto modo di vedere il suo operato, di poter avere una collaborazione più lunga e esperienze da portarsi dietro nel proprio bagaglio personale.
Certamente anche in questi pochi mesi di esperienza che abbiamo trascorso qui in Consiglio, anche noi che siamo nuovi, abbiamo valutato la sua competenza e certamente la dedizione al suo lavoro anche nelle brevi chiacchierate al di fuori del percorso istituzionale. Sono state testimonianza di quanto come persona abbia investito per questo ente nel quale oggi tutti noi siamo impegnati.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 83/1 a firma dei Consiglieri Volpini e Marconi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 83/2 a firma del Consigliere Bisonni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 83 così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,20.

 

 
 
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