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Resoconto della seduta n.25 del 05/04/2016

SEDUTA N. 25 DEL 5 APRILE 2016

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 25 del 5 aprile 2016. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 23 e 24, rispettivamente del 15 e 22 marzo, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
- n. 43 in data 4 aprile, ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia, concernente: “Modifiche alla legge regionale 27 dicembre 2006, n. 22 'Modificazioni ed integrazioni alla l.r. 16 dicembre 2005', n. 36 'Riordino del sistema regionale delle politiche abitative' e alla legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36 'Riordino del sistema regionale delle politiche abitative'”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 4, della l.r. 4/2007, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della l.r. 15/2008 e alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
- n. 44 in data 24 marzo, ad iniziativa del Consigliere Marconi, concernente: “Contrasto al fenomeno del bullismo ed alle sue varianti”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla I Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento interno e alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del medesimo Regolamento.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
- n. 14 in data 31 marzo, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Nuovo piano telematico regionale: la strategia della Regione Marche per la banda ultra larga”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento interno, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) della legge regionale 15/2008.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 103 ad iniziativa della Consigliera Leonardi “Sciopero della fame del Segretario generale del Sindacato autonomo di polizia”;
- n. 104 ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni “Radiologia dell'Ospedale Santa Casa di Loreto. Risonanza magnetica e carenza di personale: la Regione rispetti norme ed impegni scritti soprattutto nel periodo del Giubileo”;
- n. 105 ad iniziativa della Consigliera Leonardi “Recepimento Direttiva 2014/17/UE del Parlamento Europeo - cosiddetta "Mortage Credit Directive".
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
- n. 5 in data 18 marzo “Modifica alla legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 'Norme in materia di beni e attività culturali'”;
n. 6 in data 25 marzo “Modifica alla legge regionale 3 aprile 2015, n. 13 'Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province'”.
Hanno chiesto congedo il Presidente Ceriscioli e l'Assessore Bora.
Do il benvenuto alla Dott.ssa Maria Rosa Zampa che da oggi siederà qui sui banchi della Presidenza come Segretaria dell'Assemblea, Dirigente della Segreteria dell'Assemblea legislativa.

(Applausi)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. L’Assessore Sciapichetti ha chiesto di anticipare l’interrogazione n. 142 del Consigliere Rapa.
Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Chiederei anche il rinvio della mozione n. 82 abbinata all'interrogazione n. 117 del Consigliere Bisonni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. E' assolutamente possibile, certo, la rinviamo, però mi permetto una battuta: le domande dell'interrogazione non erano tanto difficili e le risposte potevano essere si, o no, vero o falso.

Angelo SCIAPICHETTI. Il Consigliere Bisonni sa che a suo tempo ho già risposto, per ben 3 volte, sullo stesso argomento ed inequivocabilmente ho sempre risposto in un certo modo, ma quando avremo occasione ci ritorneremo.

Interrogazione n. 142
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Agenzia regionale per il trasporto pubblico locale - Art. 14 della legge regionale n. 16 del 13 aprile 2015”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 142 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In merito all'interrogazione n. 142 del Consigliere Rapa, vorrei precisare che l'Agenzia regionale per il trasporto pubblico locale nella Regione Marche è stata istituita in occasione della legge regionale n. 16 del 13 aprile 2015, legge di modifica della legge finanziaria 2015 e della legge di bilancio 2015.
L'articolo 14 della legge regionale 16/2015 prevede l'istituzione di detta Agenzia, ne fissa i compiti e ne disciplina le modalità di costituzione autorizzando la Giunta a compiere tutti gli atti necessari, nel termine perentorio di 120 giorni dalla sua entrata in vigore.
Entro tale termine non sono stati assunti i necessari atti e soprattutto alla luce della forte evoluzione ed incertezza normativa, cui è sottoposto il settore del trasporto pubblico, l'amministrazione regionale ha ritenuto non opportuno procedere. Questa scelta è avvalorata dalla forte tendenza, come richiesto dalle norme statali di spending review, di eliminazione degli organismi partecipati, concetto ribadito anche nel testo unico sulle società a partecipazione pubblica (in fase di approvazione) ispirato alla razionalizzazione delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche.
D'altra parte anche l'obiettivo non esplicitato di recuperare I'IVA pagata sui corrispettivi, da parte della eventuale Agenzia, appare di dubbia realizzazione, in quanto per poter operare in tale regime fiscale, la stessa dovrebbe svolgere anche un considerevole volume d'affari in attività commerciali e/o patrimoniali.
Alla luce di ciò questa amministrazione non intende procedere con l'Agenzia ed è in fase di perfezionamento un disegno di legge, su proposta della Giunta regionale, di abrogazione della norma.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Ringrazio l'Assessore per la precisa risposta, ma mi ritengo parzialmente soddisfatto.

Interrogazione n. 135
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
"Erap di Ascoli Piceno: acquisto immobile in comune di Offida senza gara pubblica e senza indagine di mercato”
(Rinvio)

PRESIDENTE. Su richiesta dell’Assessore Casini l’interrogazione n. 135 è stata rinviata. Cortesemente il rinvio è stato accettato dalla Consigliera Leonardi.
Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Vorrei solo dire che accetto la richiesta di rinvio, purché sia calendarizzata per martedì prossimo.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Le motivazioni del rinvio sono lo scarso tempo a disposizione degli uffici, che mi scrivono: “In relazione alla nota del Segretario del 15 marzo 2016 – rispetto all'interrogazione c'è stata una richiesta all'Erap che ha risposto ed ha mandato una relazione in questa data - con la quale si chiede una breve e documentata relazione sui quesiti posti nell'interrogazione consiliare richiamata in oggetto, con la presente anticipo la risposta nella quale si determina l'impossibilità di rispondere nei tempi dati”, questo a firma del dirigente che dice che non può assolutamente in questi tempi rispondere all'interrogazione.
E’ una questione tecnica, loro hanno necessità di tempi più lunghi, non sono riusciti a rispondere nei tempi dati, quindi il problema è legato alla mancanza di tempo per fornire le notizie necessarie ed a me per predisporre la risposta.

PRESIDENTE. Rispetto alla richiesta della Consigliera Leonardi, siccome l'Assessore Casini ha già annunciato la sua assenza per il prossimo Consiglio perché in missione, questo punto sarà messo all'ordine del giorno del Consiglio del 19 aprile.

Interrogazione n. 140
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
"Lavori di adeguamento in sede ed in variante del tratto Trisungo (km. 173+130) ed Acquasanta Terme (km. 182+000) - 2° lotto tra le progr.ve km. 177+000 e 182+000”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 140 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. In relazione all'interrogazione n. 140 concernente "Lavori di adeguamento in sede ed in variante del tratto Trisungo (km 173+130) ed Acquasanta terme (km 182+000) - 2° lotto tra le progr.ve km 177+000 e 182+000", a risposta orale urgente, presentata dal Consigliere Giorgini, si conferma che l'opera è inserita nell'intesa Generale Quadro sottoscritta dalla Regione Marche con il Governo il 6 marzo 2009.
I lavori relativi all'adeguamento in sede ed in variante del tratto Trisungo (km 173+130) ed Acquasanta Terme (km 182+000) - 2° lotto tra le progressive km 177+000 e 182+000 sono inoltre tra le priorità che la Regione Marche ha indicato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente, è possibile avere il numero di protocollo e la data di questo documento?

Anna CASINI. Come lei sa può fare tutte le richieste di accesso agli atti agli uffici, quindi potrà fare la richiesta di accesso agli atti all'ufficio competente e riceverà il protocollo con il quale è stato inviato l'ultimo accordo quadro, per il resto l'accordo quadro non è stato ancora sottoscritto perché non abbiamo ancora incontrato il Ministro Delrio che incontreremo in tempi brevi, quindi l'atto è ancora in predisposizione. Per averlo basta fare una richiesta di accesso agli atti. Certo che si può avere, anzi lei ne ha diritto.

Peppino GIORGINI. Il nostro problema era sapere se quest'opera era tra le priorità oppure no, lei mi sta dicendo che è così, quindi farò la richiesta di accesso agli atti per chiedere il numero di protocollo.

Anna CASINI. Più che il numero di protocollo, esiste un accordo quadro, l'ultimo accordo quadro sottoscritto tra lo Stato e la Regione è del 6 marzo 2009, più che altro dovrebbe chiedere copia dell'accordo quadro, non del protocollo. L’accordo quadro è un atto bilaterale.

Peppino GIORGINI. Va bene. Grazie.

Interrogazione n. 136
ad iniziativa del Consigliere Rapa
"Situazione Interporto Marche S.p.A.”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 136 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. In merito al punto 1) si rappresenta quanto segue.
Il conto economico di Interporto Marche sente gli effetti del programma investimenti realizzato in questi anni. Nello specifico, la Società ha realizzato investimenti per circa 50 milioni di euro, gran parte dei quali "infruttiferi", cioè non produttivi di reddito. È questa prerogativa tipica delle infrastrutture interportuali, che, per loro natura, necessitano, ai fini stessi della loro esistenza, di grandi aree urbanizzate e attrezzate dal punto di vista ferroviario. Solo parte degli investimenti realizzati erano coperti da contributo; rimanevano "scoperti" circa 7 milioni di euro, che la società ha coperto tramite debito. La conseguenza di tale impostazione rileva:
1. dal punto di vista economico: gli ammortamenti incidono per 900.000 euro/anno sul bilancio aziendale, mentre gli oneri finanziari per circa 180.000 euro/anno;
2. dal punto di vista finanziario: gli asset non producono un reddito sufficiente a coprire i "costi di gestione". La società si è organizzata per erogare servizi sul terminale ferroviario, ma è evidente che non è ancora auto-liquidante.
L'area ospitante l'interporto, baricentrica rispetto all'intera Regione, appare luogo idoneo, per aspetti logistici e per funzioni relative, ad ospitare il numero unico di emergenza europeo N.U.E. (secondo il modello della centrale unica di risposta). Parimenti per la nuova centrale 118 sanitario, atteso che essa deve essere assolutamente e tempestivamente spostata dalla attuale sede presso Torrette di Ancona. Inoltre essa può essere deputata all'accoglimento dei magazzini della Protezione Civile, attualmente siti in immobile in locazione presso Passo Varano. E' peraltro idonea ad ospitare le strutture scientifiche, logistiche, operative, oggi collocate in due distinte sedi, in comodato d'uso presso Colle Ameno, proprietà della Curia, e presso gli esigui spazi del piano terra di palazzo Rossini. Tali operazioni possono trovare ampia collocazione presso l'attuale immobile sede della Società e presso le aree limitrofe ad essa circostanti. In tal senso sono in corso di definizione ipotesi operative tra la Regione Marche e la Società stessa.
L'intera attivazione di tali componenti comporterebbe l'individuazione di un polo logistico-scientifico-tecnologico di elevata qualità per il quale anche il Dipartimento nazionale della Protezione Civile ha dimostrato apprezzamento e ipotizzato possibili adesioni in quota parte per la sua realizzazione. In termini occupazionali sarebbe sede di un nucleo di circa 70 unità lavorative.
Come chiaramente emerge dal programma di mandato, questa amministrazione ha tra i propri obiettivi lo sviluppo della logistica, della portualità e della intermodalità delle Marche, quali elementi utili alla competitività della regione. Il nodo della piattaforma logistica delle Marche che comprende l'interporto delle Marche, il porto di Ancona e l'aeroporto delle Marche a Falconara Marittima, è un punto fermo per l'organizzazione della raccolta e distribuzione delle merci nel centro-Italia e sulla dorsale adriatica, guardando ad est verso i Balcani, a sud verso le rotte marittime del Mediterraneo, a nord verso i corridoi europei. È necessario potenziare tale sistema per far crescere la capacità di smistamento delle merci in arrivo, aumentando il quantitativo delle merci che sbarcano oggi al porto di Ancona che è diventata Autorità di Sistema Portuale. Questo è un dato molto importante anche perché tutti quelli che dicevano che mentivamo, in particolare mentivo io, quando dicevo che sarebbe rimasta l'Autorità portuale di Ancona, sono stati smentiti dai fatti perché non abbiamo solo una Autorità portuale, ma abbiamo una Autorità Portuale di Sistema che è ben altra cosa, molto più importante, quindi l'Autorità Portuale di Ancona ha avuto una premialità, le è stato riconosciuto un ruolo maggiore, non è stata fortuna, ma lavoro.
A tal fine si precisa che, in data 1 agosto 2014, le società Aerdorica ed Interporto Marche hanno sottoscritto un contratto istitutivo di rete di imprese, denominato "PLM - Piattaforma Logistica delle Marche - Rete d'Imprese", finalizzato a:
- attrarre e concentrare i flussi delle merci per organizzare la catena del trasporto intermodale, da e verso il centro Italia e la dorsale adriatica;
- implementare una rete "hub&spoke" utilizzando le principali direttrici del traffico merci europeo - in particolare da e verso i Balcani, da e verso le rotte marittime del Mediterraneo, da e verso i corridoi europei presenti sulla direttrice Helsinki-La Valletta e da e verso i grandi traffici tirrenici e atlantici - per consentire una efficace penetrazione delle merci sui mercati nazionale e internazionale.
In questa ottica è stato anche organizzato di recente un incontro con la segreteria del Ministro alle Infrastrutture Delrio, durante il quale si è avuto modo di far conoscere questa realtà che, pur se con le note peculiarità, fa ancora difficoltà a svolgere in pieno il proprio ruolo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Sono soddisfatto della risposta della Vicepresidente ed auspico che ci sia un approfondimento su un'infrastruttura così importante e strategica per il ruolo della nostra Regione. Grazie.

Interrogazione n. 141
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Funzioni Strade ex Anas trasferite alle Province – Trasferimento del personale in Regione dal 1/4/2016”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 141 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Il Consigliere Giorgini con questa interrogazione, dopo aver premesso le disposizioni normative regolanti la materia, si chiede come mai alcune Province non abbiano trasferito personale, o meglio non abbiano individuato personale ex Anas da trasferire alle Regioni.
Consegnerò, Consigliere Giorgini, agli uffici ed anche a lei l'articolata risposta che mi è stata predisposta dalla segreteria, che è molto puntuale e, per quanto possibile, cercherò di sintetizzare in quest'Aula.
A seguito della legge 7 aprile 2014, n. 56 (cosiddetta legge Delrio), le ex strade statali Anas, le cui funzioni erano state trasferite alle Province, ritornano ad essere assegnate alla Regione, cui spetterà la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria.
La legge regionale n. 13 del 2015, detta le disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province, in attuazione dell'articolo 1, comma 89, della legge Delrio. Tra le funzioni non fondamentali oggetto di riordino la normativa regionale ha individuato, tra le altre, quelle di cui all'articolo 58, comma 1, lettera a), b) e c) della legge regionale 17 maggio 1999, n. 10, con esclusione delle strade provinciali, sarebbero le strade ex Anas.
Successivamente, con la finalità di garantire non solo la continuità delle funzioni ma anche una gestione e manutenzione unitaria delle strade ubicate nelle Province, comprese dunque quelle ex Anas, il legislatore regionale, quindi noi, con l'articolo 16 della legge regionale 21 dicembre 2015 n. 28, ha stabilito che:
l'esercizio della funzione della legge regionale n. 10/1999 fosse attribuita alle Province dalla Regione;
- per lo svolgimento di detta funzione, di cui al comma 1, trova applicazione il terzo periodo del comma 427 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (la cosiddetta legge di stabilità 2015), che pure viene citata dal Consigliere Giorgini nella premessa della sua interrogazione, che sostanzialmente prevede la possibilità di riallocare, in senso lato, questo personale presso gli enti di Area vasta, ancora Province, in attesa del referendum confermativo che ne dovrà decidere la permanenza o meno nella Costituzione, quindi l'assegnazione del relativo personale economico con oneri a carico dell'ente delegante o affidante, previa convenzione con gli enti destinatari.
Sostanzialmente la funzione in base alla legge Delrio diventa regionale con la nostra legge di bilancio con la quale abbiamo disposto una delega, quindi una modifica della legge 13, alle Province di questa funzione, trova disciplina per regolamentare questa delega il comma 427 della legge di stabilità 2015, come ricordato dal Consigliere Giorgini, che prevede la riassegnazione del personale con oneri a carico dell'ente delegante, quindi della Regione, previa stipula di una convenzione.
Questa la premessa normativa.
Nel territorio delle cinque Province insistono strade per complessivi chilometri 5.723, sono tanti, quelle dell'ex Anas ammontano a complessivi chilometri 805,61. Sono: 948,44 ad Ancona, 991,13 ad Ascoli Piceno, 851,53 a Fermo, 1.461,46 a Macerata, 1.471,25 a Pesaro-Urbino, per un totale di 5.723,81.
Le strade ex Anas, nella risposta viene indicato precisamente, sono: 119,78 nella Provincia di Ancona, 80,81 nella Provincia di Ascoli Piceno, 86,24 nella Provincia di Fermo, 338,92 nella Provincia di Macerata e 179,85 nella Provincia di Pesaro-Urbino, per un totale di 805,61.
Ai fini del trasferimento del personale – come previsto dall'articolo 6, comma 2, della legge regionale n. 13/2015 - le cinque Province marchigiane hanno trasmesso alla Regione gli elenchi del personale dipendente assegnato alle funzioni non fondamentali.
Di evidenza che l'individuazione del personale è stata fatta direttamente dalla Provincia, non poteva essere diversamente, in qualità di datore di lavoro e nell'esercizio delle proprie prerogative e sotto la loro responsabilità, tenendo conto delle disposizioni normative precitate, dei criteri definiti in sede di Osservatorio regionale che prevedevano l'adibizione esclusiva o prevalente all'esercizio della funzione alla data dell'entrata in vigore della legge n. 56/2014, nonché della necessità di continuare a svolgere le attività di gestione e manutenzione delle strade provinciali diverse da quelle ex Anas.
In particolare, alla funzione strade ex Anas sono risultate assegnate, per ciascuna Provincia, le seguenti unità di personale: Ancona n. 21, Ascoli Piceno n. 0, Fermo n. 14, Macerata n. 22, Pesaro-Urbino n. 0.
Adesso riassumerò i criteri e le modalità utilizzati da ciascuna Provincia per l'individuazione di questo personale.
InPprovincia in Ancona il rapporto tra strade ex Anas e strade provinciali è del 13%. La Provincia di Ancona ha proceduto nell'individuazione del personale ex Anas utilizzando gli stessi criteri già utilizzati dall'amministrazione statale nel decentramento della stessa funzione ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998 e relativo d.p.c.m. attuativo. In particolare, lo Stato all'epoca ha trasferito 16 cantonieri e finanziato il costo di 6 tecnici. Le figure oggi trasferite alla Regione Marche assommano a 16 cantonieri e 5 tecnici. Questo il criterio utilizzato da Ancona.
Ovviamente all’esito di questa sua interrogazione abbiamo richiesto, specificatamente per iscritto, queste informazioni che noi conoscevamo già.
In Provincia di Pesaro-Urbino il rapporto tra strade ex Anas e strade provinciali è del 12%.
La Provincia rileva, a seguito di attento esame delle attività svolte dai cantonieri provinciali, come tra quelli in servizio presso la stessa Provincia non vi erano dipendenti addetti alla sorveglianza/manutenzione delle strade ex Anas in maniera esclusiva o prevalente (criteri fissati dall'Osservatorio regionale), come ho detto prima, e pertanto non vi era nessuno da inserire negli elenchi nominativi del personale della Provincia da trasferire alla Regione. Tutto ciò è dipeso dal fatto che la Provincia ha visto, in conseguenza di numerosi pensionamenti e prepensionamenti intervenuti negli ultimi anni, diminuire il numero di dipendenti adibiti alla funzione di cantoniere. Tale circostanza ha imposto, al fine di garantire continuità nel servizio, di eliminare la figura tipica del cantoniere e di privilegiare in suo luogo le attività di squadra; i componenti le squadre lavorano su tutto il territorio della Provincia e per tutte le esigenze delle strade provinciali per cui in relazione al rapporto delle strade ex Anas con quelle provinciali appare evidente l'impossibilità di individuare unità da trasferire, perché ripeto non c'era in funzione esclusiva o prevalente, non erano destinate all'ex Anas, quindi sia Ancona che Pesaro-Urbino sono anche abbastanza precise e dettagliate nell'argomentare questa loro decisione.
In Provincia di Macerata il rapporto tra strade ex Anas e strade provinciali è del 23%, è la Provincia più consistente sotto questo aspetto.
Con deliberazione della Giunta provinciale il contingente numerico (n. 22) da trasferire è stato commisurato a quello complessivamente addetto alla viabilità, in proporzione ai chilometri di strada ex Anas rispetto a tutte le strade gestite dalla Provincia. Con tale atto, integrato con successivo atto di Giunta provinciale, è stata pure operata la suddivisione per specifiche professionalità del contingente medesimo.
Quanto alla scelta dei singoli dipendenti, l'atto di Giunta provinciale di Macerata n. 254/2015, ha fissato prioritariamente il criterio della volontarietà prevedendo, nel caso di aspiranti in numero superiore ai posti disponibili, l'ulteriore criterio della provenienza originaria dall'Anas e della maggior anzianità di servizio maturata in impiego a tempo indeterminato presso enti pubblici.
In Provincia di Fermo il rapporto tra strade ex Anas e strade provinciali è del 10%.
I tratti di strade cosiddette ex Anas ricadenti nel territorio provinciale ammontano a complessivi 86,24 chilometri e insistono su tre distinte direttrici di particolare importanza per intensità di traffico anche pesante.
Per lo svolgimento delle funzioni sono state preliminarmente individuate le seguenti professionalità che in via prevalente hanno prestato il loro servizio sulla viabilità ex Anas, anche qui, Consigliere Giorgini, secondo il criterio della prevalenza: 1 funzionario D3 tecnico, 1 istruttore direttivo D1 tecnico, 1 istruttore C tecnico, 1 istruttore D1 amministrativo, 10 operai B1/B3 cantoniere.
Il dirigente provinciale del settore viabilità infrastrutture urbanistica ha proposto i seguenti criteri da adottare per l'individuazione del personale ex Anas, come trasmessi al Presidente della Provincia, al Segretario generale e alla RSU e condivisi nel corso del tavolo tecnico tenutosi in data 10 novembre 2015:
- dipendenti trasferiti per l'esercizio delle funzioni in materia di viabilità relativamente alle strade ex Anas (2002);
- personale tecnico individuato nominalmente per prevalenza di funzione svolta nelle strade ex Anas; selezione tra quella parte di personale (geometri di zona, assistenti stradali, cantonieri, ecc.) che lavora sulle strade provinciali ex Anas, ma che non può essere individuata nominalmente per prevalenza di funzione svolta, tenendo altresì conto del criterio della volontarietà;
personale amministrativo che lavora nel servizio viabilità, ma che non può essere individuato nominalmente per prevalenza di funzione svolta, per cui si è utilizzato il criterio della volontarietà.
Provincia di Ascoli Piceno - qui la partita è molto complessa, Consigliere Maggi, ma come si dice la governiamo, sono questioni tecniche, a me non entusiasmano molto, però i doveri della risposta sono questi, se vuole essere esaustiva, come spero - il rapporto tra strade ex Anas e strade provinciali è dell'8%.
La Provincia, relativamente al personale ex Anas non inserito negli elenchi di cui all'articolo 6, comma 2, della legge regionale n. 13/2015, ha effettuato un'analisi della necessità del Servizio viabilità provinciale e valutato i casi in cui detto personale trovava una collocazione funzionale e di organizzazione indispensabile allo svolgimento dei servizi di competenza dell'ente di Area vasta. Dall'esito di tale valutazione la Provincia ha confermato l'esigenza improcastinabile di garantire i servizi dell'Area vasta mantenendo tutte le unità nella propria dotazione organica. Ai fini della predetta valutazione si è tenuto anche conto dei chilometri di strade ex Anas posseduti, pari a 80,81 chilometri.
Tutto quanto premesso e considerato, va evidenziato che l'articolo 1, comma 656, della legge di stabilità 2016 ha stabilito che: "In attuazione dell'articolo 99, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che abbiamo citato prima, la società ANAS Spa è autorizzata a stipulare accordi, previa intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fino ad un massimo di 100 milioni di euro" questo è un fatto nuovo ovviamente che si è inserito all'interno del riordino.
In base al decreto legislativo 112/1998 sono state trasferite funzioni, dalla Società Anas alla Regione Marche, un totale di 805 chilometri di strade. Poiché l'attuale ripresa in carico delle funzioni dalla Regione all'Anas riguarda un totale di circa 570 chilometri di strade, sono in corso le trattative tra Regione Marche e Anas per la stipula di un accordo avente ad oggetto anche la gestione dei rimanenti 235 chilometri, mediante l'utilizzo del personale tecnico-gestione trasferito dalle Province alla Regione. Della vicenda tra l'altro se ne sta occupando personalmente la Vicepresidente Casini.
In attesa che si formalizzi l'Accordo con Anas Spa è necessario garantire però la continuità dell'esercizio delle funzioni, pertanto è indispensabile predisporre uno schema di convenzione con le Province al fine di garantire la sicurezza della rete viaria e di assicurare la continuità dell'espletamento dei servizi ad essa connessi, quella convenzione di cui parlavamo prima.
A tal fine la Giunta regionale, con deliberazione n. 305 del 31 marzo 2016, ha approvato uno schema di convenzione che prevede di affidare alle Province le attività relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria, al pronto intervento, alla vigilanza, agli atti amministrativi concessori e autorizzativi, nonché alla regolamentazione ai sensi degli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, e successive modifiche ed integrazioni.
Prima della sottoscrizione della convenzione è, però, necessario effettuare la determinazione congiunta tra Regione e Province della consistenza dei beni oggetto di trasferimento da effettuarsi entro 6 mesi dall'adozione della deliberazione, cioè la Regione vuol sapere che cosa riprende, le condizioni di come la riprende e via dicendo, sono i cosiddetti stati di consistenza.
Nelle more della sottoscrizione della citata convenzione le funzioni continueranno ad essere esercitate dalle Province, attraverso l'utilizzo del personale trasferito alla Regione Marche ai sensi della legge regionale n. 13/2015 per la relativa funzione, personale che allo scopo, e a decorrere dall’1 aprile 2016, è assegnato funzionalmente alle stesse Province. Ciò al fine di garantire la continuità dell'esercizio delle funzioni che poi è il fine ultimo per il quale noi siamo chiamati ad impegnarci.
Termino qui, consegno la copia all'ufficio ed anche a lei Consigliere Giorgini, la voglio ringraziare tra l'altro per l'interrogazione, mi scuso se sono stato lungo però credo che le interrogazioni non siano un esercizio per il pubblico, ma possono costituire uno strumento in ogni caso di approfondimento dei temi che noi quotidianamente ci troviamo ad affrontare da questa parte, cioè da Governo della Regione, da chi è in maggioranza ma anche da chi è all'opposizione, quindi uno strumento importante e siccome non è, dal mio punto di vista, un rito inutile, come si pensa, anzi il contrario, per questo, come ho detto, cerco sempre di argomentare e di cercare di dare tutte le spiegazioni che sono nella mia disponibilità e spero di riuscire ad essere esaustivo. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Assessore. La ringrazio per la risposta e mi riservo di valutarla perché molto complessa. Adesso occorrerebbe molto tempo per controbattere, per cui credo che mi riserverò successivamente di guardarla, anche perché ci sono molte competenze provinciali, per cui la cosa è abbastanza complessa da verificare.
Credo che la Provincia di Ascoli Piceno, come al solito, sia penalizzata perché ormai, caro Assessore, io mi sento un abitante dell'Alabama o forse della Pennsylvania, perché dobbiamo sempre lottare per ottenere qualcosa.
Mi aspettavo che oggi venisse discussa l'interrogazione n. 143 che riguarda le strade ex Anas, anche lì sono stati usati due pesi e due misure tra le Provincia di Pesaro, Ancona e Fermo e quella di Ascoli Piceno, che è come al solito un paese del sud.
Forse in questi giorni si sta consegnando all'Anas la documentazione riguardante le strade e quello che mi interessava vedere è se è stata consegnata la proposta all'Anas in modo definitivo o no, perché noi vorremmo che ci fosse equità tra le varie Province, noi abbiamo una strada importantissima che è la Mezzina, che ci fa da terza corsia, visto che la terza corsia arriva a Pedaso, ci terrei a sapere se l'avete consegnata, visto che forse non faremo in tempo perché consegnerete le proposte all'Anas prima della mia interrogazione.
La ringrazio comunque per la risposta.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Per quanto questa interrogazione era di competenza ..., però c'è la Vicepresidente Casini che si sta occupando di questo e se il Presidente lo consente può essere l'occasione per fornire chiarimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Premetto che la Regione Marche è la seconda Regione d'Italia ad aver preparato un piano delle strade da non restituire all'Anas, perché non vengono restituite, ma l'Anas riassumerà in sè soltanto le funzioni e le competenze relative alla gestione e alla manutenzione delle strade.
Le strade rimarranno di proprietà della Regione perché dovranno essere fatti i passaggi, come si diceva prima, e gli stati di consistenza serviranno proprio a questo.
Per quello che riguarda la scelta degli assi viari da restituire, su circa 800 chilometri di strade Anas ne verranno restituiti circa 600.
Per quello che attiene i tracciati noi abbiamo incontrato tutti gli uffici provinciali e tutti i Presidenti delle Province i quali ci hanno evidenziato le necessità. L'Anas avrebbe voluto prendersi molte meno strade, ovviamente, rispetto a quelle che noi abbiamo ceduto.
Se mi chiede se la Regione Marche ha mandato un documento all'Anas, le rispondo che è stato mandato così come condiviso con i Presidenti e i tecnici delle Province.
Per quanto riguarda la Provincia di Ascoli, sono state mandate le strade che lei conosce, le ex Anas che lei conosce, certo non si poteva mandare, le faccio un esempio terra terra, la Salaria che è tutta un asse urbano, i tratti urbani della Salaria che sono chiamati la Salaria inferiore.
La Mezzina non ha per ora caratteristiche, però se lei conosce, come certo conoscerà, il percorso che si sta facendo per l'area di crisi complessa nel piceno, saprà anche che nel decreto del Ministro c'è inserito l'asse di connessione che è il prolungamento della Mezzina, quella che in Abruzzo si chiama la Pedemontana, che è l'asse di connessione tra la A24 e l'Ascoli mare e che dovrebbe riconnettersi con la Mezzina.
Sulla Mezzina in questo momento ci sono finanziamenti della Provincia, che ha ancora in capo le strade, per cui deve essere appaltato l'ultimo tratto della Mezzina, probabilmente una volta fatto questo percorso si ragionerà insieme all'Anas affinché possa prenderla in capo, per ora abbiamo dei soldi da spendere lì come Provincia di Ascoli, non sarebbe lungimirante.
Nell'ottica di unire la Pedemontana abruzzese con la Mezzina dal punto di vista infrastrutturale è chiaro che il nostro interesse è quello di ridare questa viabilità, però adesso abbiamo dei soldi da spenderci sopra, già finanziati e quindi …, tra l'altro quello che è stato mandato non è il “verbo”, si potrà comunque ragionare nuovamente in termini di viabilità, però sull'ascolano e sulle sue infrastrutture, le assicuro Consigliere Giorgini, che sono molto attenta, può stare tranquillo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Aspetterò l'interrogazione perché devo fare delle comparazioni sulle strade di Pesaro, Ancona e Fermo.
La Pedemontana abruzzese è già in fase avanzata, invece noi siamo fermi, ma non è questo il tema dell'interrogazione, quando ci sarà l'affronterò.
La ringrazio per questa risposta, non voglio prendere del tempo che non mi compete, però ci tengo quanto lei, pensavo che fosse stata inserita, purtroppo non lo è stata, prima che voi consegnaste all'Anas l'elenco, però se mi dice che può essere emendato ne riparleremo quando sarà inserita. Grazie.

Proposta di legge n. 39
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifica alla legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 'Disposizioni urgenti sugli Enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU)”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 39.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Un saluto a tutta l'Assemblea. Con questa proposta di legge la Giunta propone un ulteriore slittamento dei termini, un ulteriore proroga del commissariamento degli Ersu, che era stato disposto a suo tempo con precedente legge.
Questa ulteriore proroga del periodo di commissariamento deve essere intesa nella giusta direzione, che è quella di un approfondimento ulteriore che sta prendendo sempre più corpo al fine di giungere all'elaborazione della definitiva riforma in animo di questo governo regionale.
Debbo dire che ho avuto modo e piacere di parlare con l'Assessore Bravi, ma sarà lei, essendo presente, ad aggiungere quello che ritiene, e mi sono reso conto del livello di approfondimento di studio di tutta la situazione, soprattutto della volontà e del metodo utilizzato per giungere a questa determinazione.
Mi sento di esprimere queste parole di plauso al metodo utilizzato proprio perché ho visto l'intenzione e la volontà di giungere ad un conoscenza approfondita della situazione.
Mi permetto di far presente all'Assemblea che addirittura sono state elaborate due proposte opposte e l'opposto delle due proposte fa pensare al livello di approfondimento, si è andati, come proposta di studio, da una strada possibile a quella opposta. Mi permetto di far presente questa situazione proprio per sottolineare, ove ce ne fosse bisogno, questo metodo di lavoro che ha il mio apprezzamento.
Tornando al provvedimento, si allunga il termine di 6 mesi, le parole “6 mesi”, che erano state introdotte precedentemente nell'articolo 1, comma 2, della legge 23 sono sostituite con le parole “12 mesi”; viene introdotto l'articolo relativo alla dichiarazione d'urgenza e non c'è invarianza finanziaria.
Rispondo alla Vicepresidente Malaigia, che mi aveva chiesto delucidazioni in merito, ho appurato che è giusto il discorso dell'invarianza finanziaria in quanto gli Ersu provvedono autonomamente con proprio bilancio al pagamento degli organi e quando diciamo organi vi sono ricompresi i Commissari che addirittura, ad essere più precisi, forse sono in minor numero rispetto agli organi previsti statutariamente, per cui potrebbe verificarsi anche un risparmio in questi ulteriori 6 mesi, questo giusto per abbondare.
Propongo l'approvazione di questo testo finalizzato al raggiungimento di una visione più ottimale di tutta la questione, una fotografia che già sta prendendo corpo e che metterà questa Assemblea nella condizione prossima di giungere ad una riforma, come auspicato e come già anticipato a suo tempo.
L'Assessore, se fosse necessario, può comunque aggiungere qualcosa che io non ho toccato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Signor Presidente e Signori Consiglieri, la I Commissione, affari istituzionali, cultura, istruzione, programmazione e bilancio, presieduta dal relatore di maggioranza Consigliere Giacinti, di cui faccio parte, è quella che più di ogni altra esamina gli atti amministrativi e le proposte di legge, infatti ieri ad esempio abbiamo cominciato alle 11,00 ed abbiamo finito alle 15,00, ma questa non è una lamentela, anzi quelli che come noi del Movimento 5 Stelle vogliono rispettare il mandato degli elettori, sanno che debbono impegnarsi per studiare e capire tutto quello che è necessario, quello che passa in Commissione e successivamente in Aula, come questa proposta di legge che stiamo discutendo oggi.
Per questo dopo il mio esordio e l'esordio dei miei colleghi del Movimento 5 Stelle 10 mesi fa, pensiamo di aver capito certi meccanismi, certe dinamiche e abbiamo avuto alcune conferme, per questo oggi, sono come spesso mi accade come relatore di minoranza dico ancora una volta: basta, con forza, allo svilimento del nostro ruolo di Consiglieri, troppo spesso ci viene chiesto soltanto di discutere, di proporre, ma veniamo a conoscenza degli atti all'ultimo momento o, come nel caso di questa proposta di legge che siamo a chiamati ad esaminare oggi, non ci viene dato nessun elemento per poterla esaminare con cognizione di causa.
Sei mesi or sono, facciamo una piccola cronistoria, la Giunta ci chiedeva di commissariare i 4 Ersu, Ancona, Macerata, Camerino, Urbino. Lo dico per chi sta seguendo questa seduta in streaming, gli Ersu regionali, visto che si usano molti acronimi e spesso non si spiega che cosa significano, sono gli enti regionali che garantiscono agli studenti universitari gli alloggi, le borse di studio ed altri tipi di servizi.
Ci veniva chiesto di commissariare i 4 Ersu, abbiamo cercato di sapere, 6 mesi or sono, perché si volevano commissariare, ma l'unica motivazione che siamo riusciti a carpire era quella generica e fumosa di una ottimizzazione delle spese ed una limitazione degli sprechi.
Abbiamo chiesto allora se tutti gli Ersu avessero bisogno di ottimizzare le spese e contenere gli sprechi perché commissariare eventuali Ersu virtuosi non solo non avrebbe avuto alcun senso, ma forse avrebbe compromesso la loro virtù.
Non abbiamo avuto nessuna risposta, sempre 6 mesi fa.
In pratica senza avere nessuna spiegazione dovevamo approvare i commissariamenti per 6 mesi, io ho votato contro, i colleghi della maggioranza li hanno approvati.
Quasi a consolarci ci hanno detto che venivano richiesti 6 mesi proprio per prudenza, ma che sicuramente sarebbe stato necessario un tempo inferiore.
Oggi, dopo 6 mesi, la Giunta ci chiede di prorogare per altri 6 mesi i Commissari. Cosa abbiano fatto i Commissari nei 6 mesi passati nessuno ce lo dice, ma soprattutto nessuno ci dice che cosa ha fatto la Giunta in questi 6 mesi per ottimizzare le spese e limitare gli sprechi e per raggiungere questo obiettivo; se sta preparando un unico Ersu regionale o se ne rimarranno i 4, se sono state messe a punto modalità di gestione diverse, in pratica non ci sono le motivazioni, non ci sono elementi concreti per suffragare questa richiesta di proroga, prima a noi Commissari della I Commissione, oggi ai Consiglieri in Aula.
Credo, egregi colleghi, che queste spiegazioni, queste motivazioni, questi momenti di riflessione per capire ci siano dovuti.
Non so neppure come interpretare questo silenzio, forse ci sono conflitti tra centri di potere che gestiscono un sacco di soldi negli Ersu? Forse dobbiamo pensare che non si è fatto nessun passo in avanti nella risoluzione delle problematiche che sono emerse negli Ersu stessi?
L'unica certezza che abbiamo avuto in questi mesi, e non parlo solo di questa pdl, è questa mancanza assoluta, troppo spesso, di trasparenza, come questo doppio giochismo che fa promuovere il referendum sulle trivelle nelle Marche e lo boicotta a Roma per favorire le lobby del petrolio e i fidanzati dei Ministri a danno della salute della gente.
Non siamo sudditi, colleghi, siamo rappresentanti delle popolazioni che ci hanno eletto e non possiamo e non vogliamo approvare leggi che ci vengono imposte. Stiamo cercando di collaborare, ho sentito anche il PD nazionale e molti colleghi che ci accusano di essere quelli del NO, ma questo è assolutamente smentito dai fatti perché stiamo cercando comunque di collaborare e gli esempi sono tanti da 10 mesi a questa parte, stiamo cercando collaborare con tutti per portare a casa quei risultati che chi ci ha votato si aspetta da noi.
Siamo intransigenti e lo saremo sempre di più se si continua a svilire la prerogativa di noi Consiglieri, per questo su questa proposta di legge noi diciamo basta a questo sistema, a questa metodologia e continueremo a dirlo sempre e con più forza votando contro atti come questi, che ci arrivano tra capo e collo e che ci viene chiesto di votare per permettere all'esecutivo di continuare a far quello che vuole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Innanzitutto vorrei augurare buon lavoro alla dott.ssa Zampa.
Oggi andiamo ad approvare la proposta di legge n. 39 che riguarda la proroga di ulteriori 6 mesi dei Commissari straordinari degli Ersu.
La proroga è un errore ed è stato un errore il commissariamento degli Ersu, soprattutto quelli virtuosi.
Questo commissariamento è avvenuto quasi 6 mesi fa e lei Assessore in Commissione ci aveva detto che questi 6 mesi erano anche troppi per arrivare ad una riforma, noi ed anche il Presidente della Commissione Giacinti avevamo detto che forse 6 mesi erano pochi.
Dalla minoranza veniva il no al commissariamento soprattutto degli Ersu virtuosi. Gli Ersu che funzionavano, con i conti a posto, con una buona qualità del servizio ed attenzione agli studenti, non dovevano essere commissariati.
Aver commissariato tutti Ersu significa aver messo tutti sullo stesso piano, sia i virtuosi che i non virtuosi e per me è stato un errore.
Credo che abbiate sbagliato in questo poiché questo commissariamento è stato fatto in carenza di una proposta alternativa di riforma. Sono passati quasi 6 mesi e questa proposta oggi non c'è. Secondo noi era opportuno, lo avevamo ribadito in Commissione, ma anche in Consiglio, affiancare gli Ersu che avevano problemi di bilancio con Commissari, ma non quelli che erano virtuosi, quelli che avevano i conti a posto e quelli che avevano una buona qualità di servizio.
Gli Ersu che funzionavano dovevano avere una loro autonomia con un Consiglio di amministrazione e con gli studenti che partecipavano ai Consigli. Oggi con i Commissari tutto questo non è più possibile e questa proroga di ulteriori 6 mesi è la prova di quell'errore, ma soprattutto emerge che si è intervenuti senza sapere che cosa fare, senza avere un'idea.
Noi della minoranza in I Commissione lo avevamo ribadito, non solo in I Commissione, ma anche qui in Consiglio ed oggi proprio questa proroga dimostra che la minoranza aveva ragione. E' per questo che sono contraria alla proroga di ulteriori 6 mesi per quanto riguarda il commissariamento degli Esu. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Buongiorno a tutti. Ringrazio per questi interventi che mi danno l'opportunità di spiegare a che punto siamo, con molta chiarezza per quel che mi riguarda.
Il commissariamento degli Ersu, come avevamo detto come Giunta a suo tempo, è avvenuto per non riconfermare i Consigli di amministrazione ed avevamo pensato correttamente, in tutta sincerità, che 6 mesi bastassero, non avevamo tenuto conto di cosa sono gli Ersu, un regno! Un regno che va osservato molto più a fondo di 6 mesi, la proroga nasce da questo. Io non sono abituata a fare giri di parole quando le questioni sono chiare.
La riforma degli Ersu, le riforme degli Ersu, le due bozze: Agenzia unica e decentramento alle università, devo dire la verità, sono pronte da tre mesi e mezzo, sono ferme lì perché non c'è la volontà di fare la riforma degli Ersu. Allora il Presidente Cerisicoli è stato molto acuto ed ha detto: “O facciamo l'Agenzia unica o ridiamo i servizi di prossimità all'università”. Una delle due, tertuim non datur, perché nessuno negli ERSU è virtuoso, perché i bilanci sono tutti in rosso, l'unico bilancio che non è in rosso è Macerata.
Viene fuori 1,5 milioni di euro di disavanzo complessivo, viene fuori un eccesso di personale agli Ersu, e noi ci stiamo chiedendo se hanno bisogno della borsa di studio anche quelli che hanno il personale? Scusate la battuta, ma questo è stato il fatto.
Che cosa è successo? E' successo, e qui voi avete ragione su una cosa e cioè che io non sono venuta in Commissione, sono intervenuta la prima volta e poi non più. Perché? Devo spiegare perché? Abbiamo avuto 12 tavoli per l'Ersu, 3 con gli studenti, 4 con i Rettori, 2 o 3 con i Sindaci, altri con gli enti locali, e credetemi, passatemi la parola, questo è un luogo dove viviamo tutti e diamo il nostro tempo, quindi dal mio punto di vista va detta la verità, ogni incontro complicava, ho smesso di farli altrimenti sarebbe diventata una cosa fuori di testa ed abbiamo messo dei paletti.
Sono molto contenta del lavoro che stiamo facendo e vi dico solo questo: domani vado dal Ministro Giannini, massimo 6 giorni sono disposta a venire in I Commissione, però mi dovete dare 5, 6 giorni per mettere a punto quello che è venuto fuori, perché quando uno lavora e le questioni si complicano - quando c'è odore di riforma tutti cercano di bloccarla - uno non può venire in Consiglio a ragionare ed a perdere tempo.
Le bozze le ho date al Consigliere Giacinti, da illo tempore. Le bozze: Agenzia unica o decentramento hanno creato una riflessione e una ostilità così forte che i 6 mesi non sono bastati, quindi io riconfermo la proroga e me ne dispiace, però vi dico solo questo, se scegliamo un modello tra una settimana non abbiamo più bisogno del commissariamento, mentre, intendete bene, se si va verso un altro modello ci vogliono questi mesi, perché uno deve traghettare dei servizi.
Il discorso è molto semplice, se si andava verso un modello i 6 mesi bastavano, ma sono emerse tante questioni che hanno fatto pensare al nostro Presidente che va fatta una riforma e non una “riformicchia”, visto che io ho trovato, Consigliere Maggi, 16 proposte di riforma dal '96 ad oggi, tutte nel cassetto, tutte iniziate e messe lì, allora purtroppo il tempo si è allungato.
Tutta qua la questione, purtroppo il tempo si è allungato. Il 19 aprile è pronta, ripeto, è pronta da due mesi e mezzo, l'abbiamo fatta subito, ma è venuto fuori un problema di servizi, di alloggi - apro e chiudo - è venuto fuori un discorso di personale che ci porta a dire che se vogliamo fare una riforma facciamola per bene, però siamo non a metà dell'opera, siamo a tre quarti, tra domani e nel giro di una settimana vedremo un attimo con tutte le parti coinvolte. Ho avuto risposte dagli studenti, ho avuto risposte dai Rettori, ho avuto risposte da Commissari, dai sindacati, mi mancano i Sindaci e domani il Ministro, nel giro di poco vedremo un attimo cosa dell’Ersu ne viene fuori e da lì poi apriremo la Commissione con tutti gli incontri che volete.
Questa è la posizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Non sono intervenuto prima nel merito perché volevo ascoltare l'intervento dell'Assessore, ho questa modalità, devo sentire l'esecutivo alla fine del dibattito. Forse sarebbe più interessante che la Giunta possa esprimere un parere fin dall'inizio, in questo senso faccio direttamente la dichiarazione di voto per dirmi particolarmente convinto, non solo nella sostanza, ma anche nel modo.
Penso che l'Assessore Bravi non poteva essere più chiara ed intellettualmente onesta nel mettere in evidenza quelle che sono state le oggettive difficoltà, anche nel ribadire un percorso che è tribolato perché in questa Regione, ogni volta che cercheremo di mettere insieme due paglie, non dico 1.000 per fare un pagliaio, ma due paglie, saremo sempre costretti a ragionare in maniera dura con tante difese di natura territoriale e tanti particolarismi. Io questi non li disprezzo, Assessore, credo che questo dialogo che lei sta tenendo in modo molto serrato - avremo anche una mozione sulla scuola questa mattina - è fondamentale per spiegare le ragioni, però su questo dobbiamo essere coerenti, io credo, se questo è il tempo della Repubblica nel quale tutte le istituzioni si muovono nella direzione del risparmio - non uso la parola inglese per una ragione che io e il Consigliere Zura Puntaroni non condividiamo, cioè quella di non diventare anglofoni a tutti i costi – che questo sia il punto vero.
Sugli Ersu non c'è solo il punto del risparmio, e l'intervento dell'Assessore lo mette in evidenza, ma c'è anche un problema di equità, perché se i bilanci dicono che la mia Università di Macerata, il mio Ersu è in attivo e gli altri no, significa che c'è stato anche un comportamento diverso, perché gli studenti sono uguali dappertutto, le borse sono uguali dappertutto e i fagiolini o la pasta più o meno costano la stessa cifra a Camerino, a Macerata, ad Ancona e Urbino, quindi non si capisce, lo capirà lei perché alla fine c'è stata questa diversità, e se questa diversità significa che qualcuno ha erogato più servizi e altri meno. E' una disparità che va rimediata con la forma dell'Agenzia unica e se questa disparità è dovuta ad inefficienza a maggior ragione.
Un po' mi meraviglia il fatto che la minoranza non colga anche quest'occasione, perché se fosse un rinvio per non prendere una decisione io lo capirei e voterei contro questo provvedimento, perché è ora di arrivarci, ma se il rinvio del commissariamento è per capirci meglio, per entrare meglio nelle ragioni e semmai per convincere meglio i cosiddetti enti decentrati, credo che questo passaggio vada ulteriormente fatto.
La linea è stata tracciata, quello che è stato detto dall'Assessore è a verbale, è pietra scolpita e significa che la direzione indicata è quella e su quella non si torna indietro. Se non sbaglio e se non ricordo male l'Assessore Bravi ha anche citato il Presidente Ceriscioli, quindi non è una linea accidentale, è una linea che tutta la Giunta ha condiviso, non da poco, ormai è da qualche mese che ne parlate al vostro interno, e su questa strada si va avanti.
Ripeto, ne avremo altri, mi piace il metodo come la sostanza, ma soprattutto l'estrema chiarezza e trasparenza nella quale si sta procedendo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Parliamo di Ersu e quindi di diritto allo studio da assicurare agli studenti validi che sono in difficoltà economica, per cui la Regione è tenuta ad occuparsi di questo settore.
Eravamo contro questo commissariamento, c'era stato detto che in 3 mesi la cosa sarebbe risolta, siamo qui a prolungare per un anno, allora io dico alla Giunta che di solito prima si pensa e poi si agisce, invece prima si è agito e ancora non si è pensato.
Non si è pensato perché in 6 mesi l'Assessore Bravi ci ha detto, nero su bianco, che sono presenti due bozze antitetiche, la prima bozza: ridiamo all'Università la competenza, bene, allora ci tagliamo lo stipendio, dato che dobbiamo occuparci noi di diritto allo studio e le scelte sono politiche e non soltanto tecniche, se facciamo fare all'Università propongo di tagliarci lo stipendio.
Seconda cosa, penso che l'Università abbia nel suo DNA la ricerca, non la gestione dei servizi e gli esempi ci sono. In questo momento non mi voglio attardare, basta vedere che la manutenzione di alcuni immobili non è stata fatta in decenni.
Seconda cosa: l'Ersu unico. Noi abbiamo quattro università diverse, alcune hanno il 70% degli studenti che provengono dall'esterno, da oltre 100 chilometri di distanza dalla sede universitaria, altre invece hanno un rapporto inverso, alcune sono il doppio di altre, le città in cui insistono le Università sono differenti, ci sono Università che hanno un numero di iscritti paragonabili al numero di abitanti dei Comuni in cui insistono, ci sono Ersu che hanno un fatturato equivalente al fatturato del Comune, altri no. Voglio dire la situazione è molto articolata, ci sono Ersu che hanno modalità di gestione, esternalizzano i servizi, altri invece hanno una grande quantità di servizi internalizzati, ci sono Ersu in attivo e in passivo, ci sono Ersu che non hanno soldi accantonati ed altri che hanno alcuni milioni di soldi accantonati, in questa diversità fare un Ersu unico e standardizzare i servizi è molto difficile.
Ci sono Ersu che danno chiavi in mano e quindi affittano l'appartamento agli studenti, ci sono i collegi universitari dove invece ti vengono a fare le pulizie, c'è la mensa, ci sono i servizi ed i luoghi per ritrovarsi e svolgere un'attività sociale e gli studenti sono trattati in maniera differente.
E’ chiaro che le due bozze antitetiche sono impantanate perché sono tutte e due sbagliate a mio avviso, noi stiamo proponendo, stiamo studiando una proposta di legge e quindi avremo tre proposte da discutere prossimamente in Aula.
Detto questo ritengo e mi rammarico che dopo 6 mesi la Giunta, senza bussola, in una notte nebbiosa, non sappia dove andare, quindi votiamo contro il prolungamento di ulteriori 6 mesi di questo commissariamento che è stato fatto, parole dell'Assessore, per togliere il potere ai precedenti Consigli di Amministrazione, ma chi li aveva nominati?
Troppo personale, oltre un decennio fa furono dati agli Ersu una cinquantina di dipendenti, veniamo da una storia in cui prima si pensa e poi si agisce e la Giunta ha fatto a rovescio.
Speriamo di chiudere questa triste parentesi degli Ersu con una discussione sensata in Consiglio, comparando le varie posizioni su delle proposte di legge e arrivare alla sintesi per il bene degli studenti meritevoli in difficoltà economica che devono essere aiutati. La Regione non può abdicare a questa sua funzione politica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Approfitto della parola per augurare buon lavoro alla dott.ssa Zampa.
Assessore io ho molto apprezzato la sua schiettezza, come al solito, lei è una persona molto schietta, va dritta al punto e questo le fa onore, però tuttavia mi deve permettere alcune osservazioni.
La prima: perché si è fatta di tutta l'erba un fascio? Lei ci ha detto che l'Ersu di Macerata, ad esempio, è virtuoso, mettere quindi in un unico calderone anche chi nel tempo ha fatto bene forse non è stata una scelta tanto saggia.
La seconda, sinceramente non ho capito e se me lo può spiegare le sarei grato, perché non si poteva fare la riforma senza commissariare l'Ersu? Si poteva pensare prima la riforma, preparare il terreno facendo tutti gli incontri, facendo tutto quello che era dovuto e poi proporre questa riforma, senza avere il trauma di questo commissariamento.
Terzo, ricordiamoci degli studenti, gli studenti virtuosi sono le persone che noi dovremmo tutelare e questo significa, e qui faccio l'invito e concludo il mio intervento molto breve, che dovremmo in fretta risolvere la questione.
Sicuramente oggi la maggioranza voterà questo prolungamento e quindi passerà questa cosa, io la invito a far meglio, cioè a far prima, se adesso in Aula passerà questa proroga di 6 mesi mi auguro che lei faccia prima dei 6 mesi e che nel più breve tempo possibile si arrivi a una soluzione. Tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Credo che questo dibattito sia un po' uscito dal tema in senso stretto del diritto allo studio, ma abbia toccato anche altri aspetti interessanti, vale a dire il metodo con cui si portano avanti le riforme.
L’ha già ricordato il Consigliere Marconi, credo che il metodo che sta utilizzando questa Giunta, che oggi l'Assessore ha ben illustrato, sia giusto perché le riforme sono un processo complesso che mirano ad ottenere un risultato, quello di rendere i nostri strumenti istituzionali, normativi sempre più vicini alle attuali esigenze della popolazione.
Quando si cambia un impianto normativo o organizzativo è chiaro che ci sono delle resistenze, in ogni riforma ci sono delle resistenze, e qui si distingue sul piano politico chi le riforme le vuole, chi ha un'impronta riformista, e i conservatori. Chi sono i conservatori? I conservatori sono coloro che pensano che vada bene la situazione attuale, vada bene lo status quo.
In molti aspetti che riguardano le politiche regionali noi abbiamo bisogno di riforme perché il mondo cambia, cambia la realtà. Io di professione insegno all'università e so che le Università in questi anni, in questi decenni, sono cambiate profondamente perché anche il tema del sapere si globalizza. Oggi le Università competono su scala globale, l'apertura e la globalizzazione dal punto di vista del sapere possono portare grande giovamento anche alla nostra comunità, perché possono arrivare studenti stranieri, possono arrivare professori stranieri, perché i nostri studenti e professori vanno all'estero, io sono contrario alla retorica dei cervelli in fuga, l'Italia deve poter mandare all'estero i meritevoli, ma deve anche saper accogliere, è sempre stato così, in tutti i Paesi aperti e competitivi, i migliori possono anche andare fuori, ma bisogna essere attrattivi.
Questo per dire che oggi le Università marchigiane necessariamente hanno bisogno di una riforma, hanno bisogno di interloquire con le istituzioni e con la politica. In questo senso si è riscritta la riforma del diritto allo studio e quindi dell'ente regionale che si occupa di questo tema. E’ una riforma che da molti anni la Regione Marche sta faticosamente provando a portare avanti e, proprio per le ragioni illustrate con grande chiarezza dall'Assessore, ha incontrato delle difficoltà, delle resistenze, anche dei punti di vista diversi tra gli atenei e tra i vari portatori di interessi degli atenei: il corpo docente, gli studenti, i Comuni. L’alternativa qual è? Non fare niente? Io credo di no, credo che l'alternativa giusta sia indicare alcune possibili soluzioni, ascoltare tutti i portatori di interessi come con grande capacità e con grande pazienza l'Assessore ha fatto in questi mesi, e alla fine decidere. Credo che oggi siamo alla vigilia probabilmente di una decisione, è meglio prenderci qualche mese di più, ma prendere una decisione giusta e utile. Utile al sistema e migliorativa di un sistema, dopodiché non è vero che le Università non gestiscono servizi, già le università gestiscono servizi e gestiscono servizi persino per l'orientamento, si occupano di moltissimi servizi, le due scelte indicate dalla Giunta a mio parere sono entrambe molto interessanti, ovviamente mettono al centro due valori diversi, da un lato il tema della regionalizzazione, personalmente sono favorevole all'Ersu unico e dico questo perché l'Ersu unico consente, ad esempio, un valore importante che è quello dell'equità, gli studenti marchigiani dal mio punto di vista devono avere gli stessi diritti. Prima che essere studenti dell'università di Urbino, di Ancona, di Camerino, di Macerata sono studenti che si trovano nella regione Marche e, dal mio punto di vista, è importante far sì che uno studente che sta a Camerino o ad Ancona paghi, ad esempio, le stesse cifre per la mensa universitaria, non a caso mi pare che gli studenti siano favorevoli a questa scelta.
Dall'altro lato c'è una scelta altrettanto interessante che non pone al centro il tema della regionalizzazione, ma il tema del decentramento perché si chiama ad una corresponsabilizzazione l'Università.
Sono scelte diverse, ma entrambe con alcuni aspetti positivi.
Siamo chiamati ad una scelta, credo che rimanere nella situazione attuale abbia prodotto iniquità, spesso qui si parla di virtuosità, ma bisognerebbe capire da dove deriva questa virtuosità, vogliamo forse dirci che in questi decenni ci sono state alcune Università che hanno avuto la possibilità di gestire maggiori servizi perché hanno avuto maggiori risorse, questa è la verità, allora la virtuosità spesso è stata un effetto di un’iniquità.
Credo che oggi dovremo pensare al sistema regionale delle Università marchigiane, come è stato fatto in alcune regioni, mi pare nella regione Toscana - che ha una complessità universitaria superiore persino a quella delle Marche, perché ha alcune Università anche più antiche e ne ha di più delle nostre - dove c'è un accentramento fondamentalmente ed un ruolo del sistema dell'azienda regionale per il diritto allo studio della Toscana, oppure come si fa in altre realtà dove c'è un decentramento e quindi si privilegiano altri aspetti. Entrambe soluzioni interessanti, entrambe soluzioni positive.
La situazione attuale in questo contesto credo che non sia più attuabile e bene fa la Giunta a portare avanti questa riforma.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Voglio rimanere in tema, come dice il Consigliere Busilacchi, parlando specificatamente dell'atto, con una premessa. Apprezzo il metodo dell'Assessore che va sui territori, si confronta, cerca di capire le problematiche inerenti il nostro sistema d'istruzione a qualsiasi livello, universitario, scuola secondaria, primaria, è un metodo secondo me idoneo a sviscerare le problematiche dei singoli territori di questa regione al plurale, con tante diversità che sono anche ricchezze.
In questo caso potrei dire “Tanto tuonò che piovve” perché noi 6-7 mesi fa dicemmo che non era il caso di commissariare, questo è il problema serio, non è il problema di cosa si sta facendo, non era proprio il caso perché avevamo degli Ersu molto diversi nella gestione, nella configurazione, nella strutturazione e c'era il rischio di “irritare” o per lo meno di far chiudere a riccio quelli che avevano avuto in passato una gestione di un certo tipo rispetto ad altri.
Non sto ad indicare quelli buoni o quelli cattivi, avevano gestioni diverse frutto anche di alcune scelte fatte, non soltanto a livello regionale ma anche a livello centrale, dal Governo. Penso ad Urbino con tutto lo studentato, con tutto il capitale, gli immobili, il patrimonio e quant'altro rispetto ad altri Ersu. Era il caso, dal punto di vista amministrativo, di prorogare quel Consiglio di amministrazione ed al tempo stesso dare il mandato di studiare nei singoli territori quelle che erano le problematiche, le disfunzioni, gli inconvenienti che si erano rilevati fino ad allora e la Regione, che coordinava questo studio, forse più rapidamente e velocemente avrebbe fatto con efficienza un progetto di riforma con tutte le ipotesi che uno aveva in capo. Questo era il concetto.
Sorprende il discorso dell’Assessore quando dice: “Sono emerse tante criticità”, lo sapevamo, cioè gli addetti ai lavori, gli Ersu, sapevano che i problemi principalmente erano questi, ad esempio nella gestione delle residenze. Negli ultimi 20 anni c'è stata una gemmazione sui territori delle facoltà in modo a volte anche un po' troppo allegro, situazioni che sono nate e poi sono state chiuse e poi sono state riaperte e ovviamente nel momento in cui nasce una gemmazione di una facoltà in un certo territorio occorre pensare anche e soprattutto ai servizi da dare a quel territorio, a quella nuova facoltà, a quella nuova sede universitaria, altrimenti il progetto muore sul nascere in quanto i ragazzi non ci vanno e le famiglie che non hanno i servizi preferiscono che si iscrivano in altre parti.
I problemi relativi alla residenza universitaria, ai trasporti universitari, alla gestione delle mense, sapevamo tutti che erano completamente diversi e diversificati da Camerino, ad Urbino, a Macerata e ad Ancona, per non parlare delle sedi decentrate. Per cui sorprende il fatto che vi siete sorpresi che c'erano tutte queste criticità. Questo sorprende! O qualcosa non ha funzionato nelle strutture tecniche oppure in precedenza nell'aspetto prettamente politico.
Ecco il motivo per cui uno è contrario, non a prescindere. La maggioranza propone una proroga di 6 mesi e noi a prescindere diciamo no, ma avevamo detto e motivato che molto probabilmente si poteva andare avanti in quel senso, non occorreva ricompattare gli Ersu nel loro recinto per metterli l'uno contro l'altro e poi non dare modo che lo studio potesse andare velocemente anche perché i Commissari fanno un po' fatica ad entrare su tutto il resto, non è una cosa semplice, un Consiglio di amministrazione sa già tutti i problemi, un Commissario deve sentire, deve entrare, deve prima convincersi lui, e quindi i tempi si allungano.
Detto questo una considerazione sulla regionalizzazione e chiudo. Per quanto riguarda queste ipotesi che avete sul tavolo, io non dico nulla, mi riservo di vederle ed analizzarle tutte insieme, nelle varie Commissioni, in quest'Aula, mi auguro che l'Assessore ci dia la possibilità di fare un bellissimo dibattito.
Il Consigliere Busilacchi ha detto: “Io personalmente sono convinto che la regionalizzazione sia la scelta migliore, l'approvo perché va verso l'equità”, attenti, riflettiamo su questo aspetto, molto spesso il percorso della regionalizzazione è stato utilizzato come foglia di fico per l'equità, per nascondere un accentramento di cui poi i territori hanno fatto le spese. O è un progetto serio di regionalizzazione, in modo tale che i territori vadano verso questa equità, altrimenti ci troveremo ancora una volta con una foglia di fico. Regionalizziamo per dare equità, per fare in modo che dai Sibillini al mare tutti i nostri ragazzi abbiano gli stessi servizi, in tutte le Università in cui si vogliono iscrivere, ma in realtà non è così.
Avere dei punti sui territori che possono in qualche modo incidere positivamente, sapendo quali sono le esigenze e anche con un poco ma sano campanilismo, che è bello perché innesca dibattiti, idee e quant'altro, non sarebbe male, però, ripeto, non entro nel merito delle proposte perché non è questo il momento e l'attualizzazione del tema, quando sarà ne discuteremo, però lancio questo monito: attenti, va bene, però non utilizziamo la regionalizzazione come foglia di fico per accentrare ancora una volta i servizi al centro della regione, portandoli via dai territori, soprattutto le capacità decisionali, perché se noi togliamo ai territori la loro autonomia decisionale, e l'abbiamo visto in tanti settori, non sto qui a ripeterli, il discorso dei territori finisce perché si sentono sviliti, non più rappresentativi, non hanno più la capacità di incidere né giuridicamente, né politicamente, né civilmente, allora tutto frana e va alla deriva, questo è un concetto molto importante.
Un esempio tipico sulla sanità, la Conferenza dei Sindaci, non ha alcun senso, togliamola, perché i territori non hanno più l'autonomia, non hanno più capacità di incidere. Ecco non vorrei che si andasse in questa direzione, però ripeto nessun giudizio di merito in questo momento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente, userò questo mio intervento anche come dichiarazione di voto perché mi sembra che le questioni siano state abbastanza sviscerate nel merito e perché fondamentalmente oggi andiamo a votare una proroga rispetto ad un commissariamento al quale personalmente ero già contraria la prima volta che è stato presentato, pertanto reputo che oggi il mio parere non possa essere che uguale a quello già espresso.
Una cosa vorrei eccepire in relazione al discorso che ha fatto il Consigliere Busilacchi, che ha parlato di riformisti e conservatori guardando in qualche modo ai banchi della opposizione, a chi si oppone a questa ulteriore proroga, come a dei conservatori che non vogliono fare la riforma. Mi sembra che se si voleva fare la riforma oggi non saremmo stati qui a discutere di una ulteriore proroga, ma avremmo discusso nel merito della riforma stessa.
E' evidente che i problemi rallentano, e il Consigliere Busilacchi ha detto anche nel suo intervento che sono anni che il Consiglio regionale e la Giunta regionale discutono della riorganizzazione degli Ersu, se ci fosse stata una reale volontà, se ci fosse stato un accordo, oggi parleremo di altro, quindi chi rallenta per i problemi, per le difficoltà, è la vostra maggioranza, ci sono posizioni differenti all'interno del partito che non riescono a trovare una sintesi.
Certamente è importante quello che ha detto l'Assessore Casini sul confrontarsi con i territori e con chi oggi fa questo discorso in prima persona, però alla realtà dei fatti guardiamo che chi non trova una sintesi, chi non si mette d'accordo, siede all'interno di questa assise. Credo che fare un proclama chiedendo di sbrigarsi a fare una riforma sia fondamentalmente opposto a quello che oggi in realtà andiamo a votare, quindi confermo il mio voto negativo ad una proroga che dà ulteriormente carta bianca nella gestione alla Giunta che ha nominato i Commissari, toglie, diciamo, delle prerogative ai territori e non decide.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Aggiungo brevi elementi a quanto ascoltato e nuovamente vi ringrazio.
Vorrei ribadire un attimo anche se, come ha detto il Consigliere Celani, non è questa la sede in cui entrare nelle due bozze, ma tanto per capire un attimo.
La Giunta ha puntato, il Presidente in testa, su due questioni riguardo alla riforma, una è quella della progettualità e l'altra è quella della gestione.
E' chiaro che nei due modelli la progettualità resta identica, tutti e due i modelli che abbiamo messo a tema hanno come primo punto formativo lo studente marchigiano nell'ottica europea dell'internazionalizzazione, quindi una carta dello studente che permetta mobilità e stessi servizi dall'Università di Urbino a quella di Camerino.
Secondo punto, un reale welfare, che vuol dire che questa riforma sarà molto attenta ai territori, io vi ringrazio di aver tirato fuori questo punto, immaginate per una che viene da dove vengo io quanto siano importanti i territori.
Questo è stato uno degli elementi che ci permette, o purtroppo per molti qui dentro, non ci permette di averla portata a termine e la necessità di una proroga. Mi spiego, rispondo al Consigliere Bisonni, se noi facciamo l'Agenzia unica è un attimo, non c'è bisogno di proroga, se noi facciamo una sperimentazione, come abbiamo messo in tema non di fare, perché la Regione sta sopra le righe, le ipotesi sono due, in tutte e due la riforma degli Ersu viene fatta. Non è che io preferisca l'Agenzia unica o il decentramento, posso avere la mia preferenza e magari usciamo un attimo e vi dico qual è, però in questo momento, per il ruolo che ricopro, sia l'Agenzia unica, sia riportare, che poi non è decentramento, i servizi di prossimità che erano le vecchie opere universitarie prima della Regione .... Il Ministro Giannini ridarà all'Università le borse di studio, sta valutando quelle sperimentazioni che insieme alla borsa di studio ridanno la gestione degli alloggi e delle mense. E' tutto qui il discorso dell'Ersu, si sono allungati i tempi perché noi abbiamo dato due bozze una che accentra e una che riporta i servizi e siccome c'aspettavamo che il Ministero ci dicesse: “Ma no, l'Agenzia unica l'ha fatta la Toscana, l'ha fatta il Lazio ...” invece ci ha risposto: “Bella anche la seconda, ce la fate valutare?” ed è per questo che domani vado a Roma, perché non ho segreti.
Questo è un ruolo pubblico, uno non ha segreti in un ruolo del genere, almeno io, non mi riguarda. Io mi aspettavo che ci dicesse: “Agenzia unica, amen, accentriamo tutto, azzeriamo tutto”, invece la signora ha risposto: “Anche la proposta numero due non è malvagia” e sta andando verso una novità di sperimentazione, ed allora il Presidente cos'ha detto? “Non schiantiamoci da soli a metterne solo una, percorriamo anche la seconda” questo era per capire un attimo.
Vorrei rispondere al Consigliere Bisonni, alla Consigliera Leonardi ed anche al Consigliere Celani perché il discorso era lo stesso, il commissariamento non è stata una punizione, io vi devo dire una cosa, il commissariamento ci ha permesso di avere un direttore generale, un dirigente che ha girato nei 4 Ersu e per la prima volta nei miei uffici sono girati tabulati su borse, mense, alloggi, cifre. Il commissariamento ha permesso di superare il feudo di ognuno, non è stato un commissariamento punitivo come dire: “Tu non funzioni, io ti commissario” perché lei Consigliere Celani ha detto giustamente: “Come non lo sapevate?” Posso fare una battuta? Io non pensavo che si arrivasse a tanto. Adesso lei prenda la mia risposta. Potevo immaginare che qualcosa non funzionasse, ma non immaginavo i feudi.
La proposta numero uno o la numero due avranno le stesse caratteristiche per non permettere la feudalizzazione dell'università.
Adesso rispondo al Consigliere Fabbri perché mi è piaciuto molto quello che ha detto, quindi devo rispondergli. L'Università non si è buttata via, Consigliere Fabbri, perché viene anche valutata sulla premialità, oppure sul fatto di come riesce ad essere attrattiva, usiamo il linguaggio che si usa in questi momenti. Su questo l'Università non si è buttata via e la Regione non si è buttata via sul giro dei pagamenti delle borse di studio, degli alloggi, della manutenzione ordinaria e straordinaria, vuol fare chiarezza, adesso non credo di essere la persona adatta per dire questo, ma devo ringraziare il Presidente che mi ha permesso di lavorare in questo modo e non mi ha mai ostacolato.
A giorni decideremo anche in base a ciò che il Ministro ci dirà, perché c'è un Ministro di mezzo e vediamo se metterà dei fondi, vedremo a cosa è buono, poi ci metteremo a lavorare con il Consigliere Giacinti.
Il fatto che voi abbiate fatto la proposta tre, mi fa piacere, però voglio dirvi che per arrivare a queste due proposte noi ne abbiamo avute cinque e, devo dire la verità, queste che abbiamo scelto mi sembrano nuove, mentre le altre tre mi sembravano tipo “Il Gattopardo” tutto cambia, ma tutto rimane com'è, ma sarà un'ipotesi mia. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Questa mattina non ho parlato mai ed approfitto di questa dichiarazione di voto per fare un'analisi più cruda e più povera.
Qui si disquisisce tanto sugli Ersu per il benessere dei nostri atenei, poi la realtà è quella che ho già detto più volte - guarda caso ho due figlie che studiano all'estero – e cioè che nel mondo c'è una competizione estrema, ci sono scuole di qualità assoluta, ci sono contesti economici differenti, da noi c'è l'opposto, a livello qualitativo i nostri atenei sono scarsi, se ci fosse una graduatoria mondiale su 10.000 atenei noi saremmo agli ultimi posti, quindi noi possiamo parlare dell'Ersu, del benessere, degli alloggi, degli studenti, ma in termini concreti ad oggi ancora non ho visto nulla, perché se un genitore è costretto a mandare a studiare i figli fuori significa che qui non funziona.
Noi possiamo votare, possiamo disquisire per le mense, per le borse di studio, per quello che ci dice il Ministro, però ad oggi la realtà è questa qua: uno che ha due soldi è costretto a mandare i figli a studiare fuori e questo, l'ho detto anche l'altra volta, non è giusto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Assessore, lei ha provato a rispondermi, però io avevo fatto una domanda un po' diversa che adesso le ripeto: per fare una riforma è necessario un commissariamento? E' come dire che Renzi per riformare la scuola italiana la commissaria. Non credo che sia necessario commissariare per fare una riforma. Per scoprire quello che il Commissario ha scoperto, si potevano trovare altri modi, magari acquisendo documenti e facendoli analizzare dagli uffici, con un ispettore.
Il commissariamento è stato uno shock e non credo che fosse necessario, quindi non credo che sia necessaria la proroga.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Vorrei velocissimamente aggiungere tre argomenti.
Negli ultimi tre anni i fondi destinati agli Ersu sono calati del 70/80%, quindi qualche Ersu si è trovato in difficoltà economica, sfido chiunque, essendo un ente che gestisce i soldi che prevalentemente gli vengono dati, poi ci sono Ersu che sanno fare anche delle attività in proprio, non tutti.
Per quanto riguarda i costi e l'invariabilità di cui parlava il Consigliere Giacinti, qui ci sono rimborsi, spese, indennità, pagano gli Ersu con i loro soldi che poi alla fine sono sempre i soldi di Pantalone, per cui su questo apro e chiudo la parentesi, però sono cifre molto modeste e non è vero che per altri 6 mesi si avrà l'invarianza dei costi.
Compressione delle funzioni delle Regioni. In questi mesi io ravviso il tentativo, come si è fatto per i Comuni, allargo un attimo la riflessione, di strozzare il bilancio delle Regioni in modo che tra alcuni anni magari parleremo di fusioni tra Regioni perché non si riesce più ad andare avanti.
E' chiaro che chi vuole gestire i soldi è l'Università ed è giustamente ingolosita di gestire maggiori soldi. E' anche vero che, a mio avviso, a livello generale, c'è forse una tendenza a diminuire i centri di gestione di potere, ma anche di democrazia, in modo da …, allora stiamo spogliando anche le Regioni delle loro competenze così i soldi il Ministero li dà completamente alle Università.
All'interno del diritto allo studio non ci sono soltanto le Università ci sono anche gli Afam (alta formazione artistica musicale coreutica) che delle Marche sono pesanti ed interessanti, io parlo nell'urbinate, ma anche nel pesarese e nell'anconetano, quindi a mio avviso lo spettro della funzione sociale che gli Ersu, lato sensu, rivolgono all'Università, ma anche ad altre tipologie di studenti, è fondamentale.
Io non voglio che la Regione abdichi a questo suo ruolo.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Come dichiarazione di voto, il nostro voto rimane, come abbiamo già fatto per gli articoli, negativo.
Quello che dobbiamo dire, quello che mi sento di dire sul metodo è che noi abbiamo chiesto maggiore trasparenza e credo che la funzione dell'opposizione, di tutte le opposizioni, noi compresi, sia quella di stanare l'Assessore, che con affetto ha detto: “Non pensavo che si arrivasse a tanto”, e da questo punto di vista ha la mia solidarietà umana. Nel momento in cui - nessuno ci ha detto niente, le difficoltà che ci sono, quello che si sta prospettando - in I Commissione è arrivata una proposta di legge che diceva “Proroghiamo di 6 mesi”, noi che siamo qui a tutelare gli interessi di quelli che ci hanno votato, a tutelare gli interessi dei marchigiani che hanno i figli che vanno a scuola e non solo, vorremmo evidenziare questa funzione dell'opposizione, io la vorrei evidenziare e mettere tra virgolette in grassetto perché l'opposizione ha la funzione di “stanare” questa cosa, di capire, in effetti di sapere che cosa ci troviamo di fronte.
E' un feudo, ha detto l'Assessore, ci sono interessi, io ripeto quello che ha detto la Consigliera Leonardi, questi feudi li avete creati voi, non li abbiamo creati noi e che questi feudi siano difficili da scalzare lo credo e lo posso capire.
Tenete conto che sugli argomenti che riguardano il futuro nostro, dei nostri figli, della nostra regione, noi vi possiamo dare una mano, ma se continuate a tenerci all'oscuro ed a gestire senza trasparenza questo potere, che vi spetta esautorando le funzioni del Consiglio e soprattutto delle minoranze, sicuramente ci sarà lo scontro.
Noi votiamo contro e speriamo che questo dibattito ampio ed acceso serva un po' a cambiare una tendenza che è inaccettabile. Non c'entrano niente, Consigliere Busilacchi, come ha detto la Consigliera Leonardi, i conservatori e gli innovatori riformisti e se noi dell'opposizione siamo messi tra i conservatori vuol dire che gli asini volano.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Nel ribadire con forza il mio voto favorevole sottolineo perché non posso esimermi dall'evidenziare che qualche intervento è stato contraddittorio.
Ho sentito interventi che sono andati nella direzione di dire che la Giunta prima agisce e poi pensa, ad esempio, che il commissariamento ha incluso sia gli Ersu virtuosi che i non virtuosi, senza tener conto che gli Ersu sono diversi, diverse sono anche le risorse di cui hanno potuto godere e che il commissariamento si è imposto come provvedimento in prossimità della scadenza degli organi che erano in carica. In una fase di rivisitazione di studio e di riforma generale complessiva, il commissariamento è da intendere come provvedimento propedeutico a questa fase riformatrice.
Il commissariamento ha posto fine soltanto ai Consigli di amministrazione che peraltro erano in prossimità di scadenza, non ha fatto venir meno la funzione precipua di questi enti, ovvero quello di garantire il diritto allo studio e non sono venuti meno i servizi.
Chiedo scusa, siamo affezionati ai cda o ai servizi che questi enti debbono erogare? Questa è una domanda che mi viene spontanea, come suol dirsi.
Per cui la critica verso il voler fare in fretta e trovare una soluzione, che da più parti è venuta, è confliggente con il metodo, con la scientificità, con la razionalità che la Giunta si è voluta dare nello studiare le varie ipotesi ed approfondire questo incontro essenziale con il Ministro, di cui ci ha riferito l'Assessore Bravi, che è imminente, avverrà domani.
Mi sembra che siano tutti elementi che depongano a favore di questo metodo di lavoro, che, com'è stato detto, cosa vuole raggiungere? Vuole raggiungere un livello ed una qualità di riforma che sia veramente apprezzabile sotto tutti i profili perché andiamo a fare una riforma che sarà per il futuro, tenendo conto di tutte le varie questioni che sono emerse e che l'Assessore Bravi, seppure in maniera molto ermetica, ci ha fatto capire in modo inequivocabile, questo ermetismo ungarettiano è stato molto apprezzato.
Per venire al Consigliere Zura Puntaroni, voglio sfatare questo mito dello studio all'estero, che ha detto: “Chi ha due soldi si deve preoccupare di mandare i figli all'estero” posto che la maggior parte vanno all'estero a portare a tavola, mi sento di dire, bisogna anche dire che l'Ersu si preoccupa di garantire il diritto allo studio e prima viene chi ha meno soldi piuttosto che chi ne ha di più. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Ricordo al Presidente, che questa mattina è assente, che disse che entro 6 mesi questo problema dell'Ersu sarebbe stato risolto.
Questo problema a tutt'oggi non è stato risolto, allora bisogna evidenziare che lui queste soluzioni le proclama con facilità.
In questo caso la soluzione non c'è ed il Presidente viene bocciato. Grazie.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 39. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 70
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Istituto Tecnico ‘C. Battisti’ di Fano – mantenimento autonomia scolastica”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 70 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Come sapete tutti in quest'Aula questo problema è molto sentito nella città di Fano, problema sorto l'anno scorso per una questione di numeri in riferimento alla provincia, in riferimento alla direzione scolastica, ad una serie di circostanze.
L'anno scorso si è riusciti a salvarlo. Abbiamo integrato la mozione che è riferita all'anno scorso ed abbiamo presentato un emendamento col quale chiediamo che questo Consiglio si pronunci politicamente per il mantenimento, se è possibile, io lo auspico, di questo istituto della città di Fano.
Ci sembra di capire che si cerchi di svuotare di contenuti la città di Fano e l'hinterland della città e del territorio. Si cerca di svuotare di contenuti, di attività e di una serie di funzioni per darle magari all'altra città vicina che noi comprendiamo essere più importante numericamente, si chiama Pesaro, però noi siamo fortemente legati al territorio ed è impensabile svuotare questa città e cercare di creare questi servizi nell'altra.
Noi abbiamo modificato la mozione, chiediamo all'Aula, se è possibile, di recepire questa cosa che è nell'interesse della città di Fano. Questo ci sembra importante.
Le scuole sono un momento vitale per una comunità e se vengono a mancare non solo si crea un disagio pesante per gli studenti, che al mattino devono modificare le loro abitudini, le loro usanze, insieme alle loro famiglie, ma anche per il territorio, per cui chiediamo che il ragionamento politico, che mi hanno insegnato, prevalga su altri ragionamenti che potrebbero essere uguali ed importanti, ma la politica non serve se ragioniamo con le circolari e su quanto ci viene detto dai ministeri o su quanto ci arriva da Roma. In questo contesto non serve la politica, ma servono degli operatori che si mettano alle dipendenze delle linee emanate e le attuino, invece noi dobbiamo avere margine e lo deve avere in modo particolare quest'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Vorrei rispondere al Consigliere Zaffiri ed informarlo delle ultime notizie rispetto alla volta scorsa nella quale abbiamo parlato del “Cesare Battisti”.
La situazione del “Cesare Battisti” attualmente è questa, anche se, ripeto, a febbraio-marzo abbiamo fatto i tavoli con i territori e ad aprile-maggio abbiamo valutato negli uffici gli esiti, facendo le nostre proposte dopo aver sentito il territorio.
Attualmente il “Cesare Battisti” di Fano ha 570 iscritti e, come voi sapete, il minimo è 600, ci mancano ancora i dati degli adulti dei corsi serali che andranno aggiunti a quelli degli iscritti.
Punto due, è l'unico istituto turistico della provincia di Pesaro e siccome lì c’è anche un istituto tecnico superiore al turismo cercheremo in ogni modo di salvaguardarlo e di tenerlo legato a questo discorso post diploma che è l'Its.
In più tra gli indirizzi, quindi oltre a rimpinguare l'indirizzo turistico, abbiamo un biennio ed un triennio di finanza e marketing, lì si può parlare con il Miur per istituire un liceo economico e sociale, i cosiddetti les che però non vengono dati così a pioggia, per cui bisogna ragionarci bene.
Questi sono i tre elementi che posso portare dalla volta precedente: i 570 iscritti, il turistico che è da rimpinguare perché è l'unico della provincia e chiedere il les, la volontà di mantenere l'autonomia, non la posso decidere io, la decide l'Ufficio scolastico regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Sarò davvero telegrafico per illustrare gli emendamenti anche alla luce di quello che ha detto l'Assessore.
Credo che l'oggetto della mozione, anche alla luce delle considerazioni che ha fatto l’Assessore, possa essere accoglibile nell'intento finale.
Gli emendamenti che ho presentato insieme ai Consiglieri Rapa e Marconi tengono conto delle cose che ha detto l'Assessore, a partire dai dati oggettivi perché in realtà apprendiamo che non è esattamente vero, come veniva scritto nella mozione, che ci sono i numeri per garantire un'autonomia, siamo molto vicini ai numeri per poter garantire l'autonomia, quindi visto che l'obiettivo dell'autonomia è quello che, credo, la Giunta vuole perseguire e quest'Aula intende sostenere, l'idea è di fare tutti gli sforzi utili in nostro possesso per mantenere questa autonomia.
Questo è un po' il senso degli emendamenti, a corroborare quello che ha illustrato bene prima l'Assessore.

PRESIDENTE. Sono in distribuzione gli emendamenti, in particolar modo quello presentato adesso dal Consigliere Zaffiri. Ce ne sono due da parte dei Capigruppo di maggioranza e un altro del Consigliere Zaffiri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Sandro ZAFFIRI. Ho ascoltato il Consigliere Busilacchi, capisco lo sforzo politico nel senso che sta contribuendo a far si che questa mozione possa diventare una mozione unitaria, e di questo gliene do atto, però vorrei soltanto dire che questa è una mozione politica dell'Aula che esprime una posizione e, mentre per il primo emendamento non abbiamo problemi, sul secondo ritengo che, essendo noi un organo politico, dobbiamo mantenere la volontà politica di fare questa cosa. E’ un impegno politico, Consigliere Busilacchi, che noi prendiamo stamattina, le chiedo massimo impegno a mantenere …

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Su questa mozione del Consigliere Zaffiri noi abbiamo sentito i nostri Consiglieri di Fano i quali sono favorevoli.
Quello che ci lascia perplessi sono gli emendamenti: nel dispositivo sostituire la parola “mantenere” con “fare di tutto per mantenere”, ed il massimo si raggiunge con “consentirebbe allo stesso di continuare a mantenere” che viene sostituito con “è molto vicino alla soglia necessaria per continuare a mantenere”.
Io un linguaggio così umettato, scivoloso, sfuggente, raramente l'ho trovato nelle prose.

(Interrompe il Consigliere Busilacchi)

Giovanni MAGGI. Posso esprimere la mia opinione? E’ veramente scivoloso e sfuggente un linguaggio di questo tipo per cui abbiano grande perplessità ad approvare emendamenti di questo tipo, mentre per quanto riguarda la mozione del Consigliere Zaffiri siamo favorevoli.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. E’ stata già detta, ma è necessario ridire una cosa.
Attualmente il “Cesare Battisti” non ha i numeri, siamo a 570 iscritti, due: aspettiamo le iscrizioni degli adulti ai corsi serali per vedere di sommarli, tre: è l'Ufficio scolastico regionale che decide queste cose, quattro: io continuo a lottare non solo per il “Cesare Battisti”, perché nelle Marche ci sono altre 10 situazioni simili al “Cesare Battisti”, ripeto, la Regione può dare una direttiva, ma non può decidere. Noi faremo di tutto per mantenere l'autonomia del “Cesare Battisti”, quindi il linguaggio del Consigliere Busilacchi è reale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Faccio la mia dichiarazione di voto favorevole a questa mozione e favorevole anche agli emendamenti perché forse qui non si è capito che la Regione non ha questo potere, quindi non si può impegnare su qualcosa che non è di sua competenza o in suo potere.
Penso che sia accoglibile impegnare la Regione a fare di tutto affinchè si riesca a mantenere l'autonomia, quindi la mia posizione è favorevole agli emendamenti e alla mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Sul mantenimento dell'autonomia del “Cesare Battisti”, nel territorio della provincia di Pesaro-Urbino, nella città di Fano, c'è una sensibilità molto forte e molto elevata, tant'è che questa mozione è stata presentata, vedo la data, il 22 dicembre. Oggi la considero totalmente superata dai tempi perché a gennaio, su proposta della Giunta, quest'Aula ha votato il congelamento del dimensionamento scolastico di tutta la regione.
Se questa mozione aveva l'obiettivo di dire all'Aula, in particolare alla Giunta, salvate l'autonomia del “Cesare Battisti”, in quel momento aveva ovviamente una logica, perché era un problema che si sarebbe avuto nel momento in cui l'Aula avrebbe discusso il dimensionamento scolastico, oggi di fatto è superata dai tempi, perché le lancette non possono tornare al 22 dicembre e ci sono degli atti che questa Aula ha assunto su proposta dell'Assessore Bravi.
Che cosa ci ha detto l'Assessore Bravi in Aula? Se non ricordo male eravamo a fine gennaio e disse: “Abbiamo bisogno di riflettere su tutta la regione, c'è una pressione molto forte da parte di tutti i territori, da parte di tutti i presidi scolastici, per aprire, spostare, istituire sedi distaccate – vi ricorderete abbiamo discusso anche il tema della sede distaccata del “Cecchi” da Pesaro a Fano, il tema della sede distaccata dell'alberghiero di Loreto su Porto Recanati, eccetera – per cui la situazione è congelata”, di fatto, l'autonomia del “Cesare Battisti”, tenendo conto della data in cui è stata presentata la mozione, è già oggettiva, c'è già. Assessore mi sbaglio?
Il “Cesare Battisti” oggi è autonomo, ha il suo Preside, la sua segreteria, è una scuola che ha la sua autonomia.
Al riguardo io ho una sensibilità molto forte perché, come ho detto anche precedentemente in Aula, nel “Cesare Battisti” c'è passata non solo la classe dirigente di Fano, dalla valle del Metauro al Cesano, ma tanti professionisti, tante persone si sono formate in questo istituto.
Ora il tema qual è? Siamo assolutamente d'accordo che il “Cesare Battisti” mantenga la propria autonomia, ma non è l'Aula che può dirlo, perché l'autonomia è vincolata ad altri meccanismi, sono quali? Quelli che ha detto prima l'Assessore Bravi.
Ecco perché riprendo gli emendamenti che sono stati presentati dai Consiglieri Busilacchi, Rapa e Marconi perché di fatto fotografano una situazione nuova, che non è quella del 22 dicembre, ma è quella di oggi, in cui l'istituto è molto vicino alla soglia dell'autonomia, che è di 600 iscritti, ma siamo a 570, mancano i dati degli adulti iscritti ai corsi serali. Ovviamente l'altro tema è quello di far di tutto per mantenere l'autonomia perché non è l'Aula che decide, ma se alla fine invece di essere 600 dovessero rimanere 570, perché ai corsi serali non si iscrive nessuno, quest'Aula dovrà prendere una decisione, per carità di Dio, ma non può essere un obbligo detto a priori.
Ribadisco, sono assolutamente d'accordo che il “Cesare Battisti” mantenga la propria autonomia, condivido il lavoro che ha fatto l'Assessore fino adesso, sicuramente ha fatto un buon lavoro che ci porterà nei prossimi mesi per il nuovo dimensionamento scolastico, ma rendere vincolante quello che viene detto dalle norme di legge, che non può essere detto dall'Aula, credo che sia una contraddizione di termini.
Condivido gli emendamenti dei Consiglieri Busilacchi, Rapa e Marconi, perché danno un indirizzo, la mozione è un indirizzo, danno un indirizzo alla Giunta di far si che il “Cesare Battisti” possa mantenere l'autonomia, fermo restando che ci devono essere gli iscritti e ci devono essere altre cose.
Dopodiché è chiaro che il dimensionamento scolastico ha tutto un suo iter che parte con la concertazione, con la discussione all'interno dei consigli d'istituto, poi va nelle mani del dirigente scolastico provinciale ed arriva, passando per la Provincia, in Regione.
Io mi attengo agli emendamenti che sono stati presentati dai tre capigruppo perché sono d'accordo che la mozione tenda all’obiettivo a far si che, nel rispetto delle norme, il “Cesare Battisti” possa mantenere la propria autonomia, in quanto sicuramente è una scuola importante non solo per Fano, ma per entrambe le vallate del Cesano e del Metauro e direi forse per tutta la provincia di Pesaro-Urbino.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Sono favorevole sia agli emendamenti, che hanno presentato i Consiglieri Busilacchi, Rapa e Marconi, che a questa mozione ad iniziativa dei Consiglieri della Lega che ci consente di tornare ancora una volta sul problema della razionalizzazione della rete scolastica. Sembra un discorso per addetti ai lavori, ma in realtà è un tema molto sentito dai territori, e qui non c'entra il campanile perché l'esperienza ormai da anni ha mostrato che laddove non si fa un progetto per bene gli istituti sottodimensionati vanno a morire, chiudono. Perché? Perché per la carenza che noi abbiamo di dirigenti scolastici vengono affidate delle reggenze, non si capisce con quale criterio, che portano inevitabilmente a far uscire quell'istituto da una circuitazione, da una visibilità esterna, che lo fa scemare in termini di iscritti in modo rapido.
Io credo che dobbiamo in primis, e la Regione può molto …, non è che io capisco e giustifico, nel senso che comprendo il ruolo e le parole dell'Assessore: “Rispettando i ruoli istituzionali a noi arrivano delle proposte dai territori, dalle Province, per cui noi non inficiamo, non entriamo nel merito più di tanto” però in realtà la Regione può molto poiché esamina il tutto e se lei, Assessore, vede negli anni passati alcune proposte sono state approvate, alcune sospese, alcune respinte. Questo significa che c'è un’ulteriore istruttoria dell’organismo regionale, altrimenti non occorrerebbe un atto amministrativo regionale, basterebbe che il Presidente della Provincia faccia un atto, una delibera e la mandi in Regione, fatto questo la Regione guarda, cataloga e mette a posto. Ma non è così. C'è l'ufficio regionale che fa un’ulteriore istruttoria di tutto quanto, verifica se i parametri sono stati rispettati, se gli indirizzi che la Regione fa, in genere a settembre con la delibera, vengono rispettati, se sono dentro, se ci sono delle sviste da parte dei territori, quindi, credo che possa fare molto.
Qual è la raccomandazione? Primo: noi dobbiamo lottare affinché alcuni istituti, che, in qualche modo, non dico hanno rappresentato la storia dei territori, ma sono depositari di un bagaglio culturale molto forte, di un riferimento molto forte sui territori, vengano tutelati. Tutelati significa fare in modo che vengano sostenuti anche nell'ambito della loro azione durante l'anno scolastico, durante l'apertura verso l'esterno, perché spesso molti decidono di non andare in quell'istituto perché è successo qualcosa di strano, perché l'insegnante non è simpatico, perchè il Preside ha fatto qualche atto …, cose sciocche che magari portano alla morte un istituto che rappresenta la storia di quel territorio, nel quale si sono formati tanti professionisti, tanti imprenditori e quant'altro. Penso all'Ipsia di Ascoli Piceno, 120 anni di storia, molti imprenditori sono passati di lì.
La prima ipotesi è questa, il primo tentativo è quello di cercare di aiutare quegli istituti, che hanno rappresentato la storia dei territori, a non morire, questo è molto importante. Credo che l'emendamento vada inteso in questo senso.
L'altro aspetto, che io raccomando ancora una volta all'Assessore, al suo ufficio, alla Giunta, è quello di analizzare per bene gli indirizzi che fate e controllare che i territori ci si attengano, altrimenti il lavoro è vuoto, non ha senso stare qui a discutere, non ha senso il suo lavoro che, ripeto, è apprezzatissimo, non ha senso questa programmazione che noi facciamo a livello regionale per creare dei poli scolastici che rappresentano il futuro.
Attorno ai poli scolastici, se vogliamo farli funzionare, si può costruire una serie di servizi che vanno al di là della didattica, questo è molto importante, ma se queste cose non vengono rispettate, la Regione deve intervenire, non può non intervenire, perché a monte ha fatto delle norme, ha dato degli indirizzi a cui i territori si devono attenere.
Non aggiungo altro perché dico cose scontate, però non sembra che siano scontate perché se noi facciamo un atto quello deve essere rispettato, perché riteniamo che l'istruzione tecnico-professionale-scientifica-umanistica in questa regione debba essere organizzata in questo modo per essere al pari di altre regioni.
Non possiamo sottacere se qualcuno, per aspetti che non so quali siano, fa diversamente per salvare un ruolo, per salvare un DSGA, per salvare una presidenza. Non ha senso!
Noi dobbiamo lavorare nell'interesse della scuola, nell'interesse degli studenti e poi di tutto il resto, ben venga un'ipotesi di questo tipo, quindi sono favorevole a tutto il complesso della mozione compresi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 70/1 a firma dei Consiglieri Busilacchi, Rapa, Marconi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 70/2 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 70/3 a firma dei Consiglieri Busilacchi, Rapa, Marconi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 70, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 72
ad iniziativa dei Consiglieri Rapa, Minardi
“Rientro nelle Marche della statua dell'Atleta Vittorioso del Lisippo”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 72 dei Consiglieri Rapa e Minardi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Colgo l'occasione per augurare alla dott.ssa Zampa i migliori auguri di buon lavoro da parte del gruppo consiliare Uniti per le Marche.
All'interno di un progetto di sviluppo, rinnovamento e potenziamento del turismo della regione Marche, la questione del Lisippo può assumere un ruolo importante e il fatto che la notizia sia comparsa qualche mese fa anche sui media nazionali è un bene, perché richiama l'attenzione su una vicenda che da troppo tempo è rimasta irrisolta, ma che è in assoluto di grande importanza per il valore aggiunto che potrebbe portare alla città di Fano e a tutto il territorio regionale qualora la statua riuscisse un giorno ad essere rimpatriata, come tutti noi ci auspichiamo.
La Corte di Cassazione ha dovuto annullare l'ordinanza di confisca per un vizio procedurale e si prospetta dunque la ripresa dell'intero iter legale per il rientro dell'opera nelle Marche. Ciò significa che fino ad oggi non sono stati anni sprecati, come dimostra anche il fatto che la Regione Marche, già da tempo, ha intrapreso la sua battaglia per mantenere alta l'attenzione sulla vicenda e, anche a livello nazionale, diversi sono stati gli intellettuali, gli storici, le associazioni che si sono prodigati a favore del ritorno della statua.
Ritengo sia molto importante e soprattutto utile fare squadra con tutte le realtà al fine di sensibilizzare anche l'opinione pubblica su questa delicata vicenda.
Tuttavia non è comunque sufficiente ed è per questo che ho presentato la mozione assieme al Consigliere Minardi, con la quale chiedere alla Giunta di impegnarsi ad attivare al più presto iniziative e provvedimenti da adottare per il rientro dell'opera, non solo vista la dimensione internazionale della questione, ritengo opportuno continuare a coinvolgere nelle eventuali iniziative, anche il Ministero dei beni culturali.
Siamo perfettamente consapevoli che la situazione è più che mai complessa, ma dobbiamo anche essere convinti che essa rappresenti una grande opportunità turistico culturale per tutta la regione e soprattutto per la città di Fano.
La statua con il suo valore artistico e storico imprescindibile acquisirebbe una funzione attrattiva per migliaia di turisti appassionati di arte e archeologia, arricchendo così l'offerta di beni storici che il nostro territorio di per sè ha.
Ecco perché risulta necessario ed urgente intervenire su più fronti sia a livello nazionale, ma anche internazionale, avendo sempre presente il rimpatrio della statua come obiettivo comune e prioritario, nel contempo avviare collaborazioni che possano portare benefici immediati tramite, ad esempio, operazioni di co-marketing e promozione territoriale anche negli Stati Uniti al fine di valorizzare il nostro enorme patrimonio culturale e turistico della regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. L'Atleta vittorioso, che a me piace chiamare l'atleta di Fano, come una parte del mondo accademico lo ha ribattezzato, sarà espressione della reale attenzione che questa amministrazione regionale ripone nei beni artistici e archeologici come cardini per la promozione turistica, ma anche della tutela dell'identità regionale e del rispetto delle leggi e delle istituzioni che l'amministrazione stessa è chiamata a far rispettare.
In un periodo storico in cui ci si riempie la bocca affermando che la rinascita italiana deve partire dal suo patrimonio artistico, culturale, architettonico, archeologico e ambientale, la Regione Marche dovrebbe essere capofila in azioni giudiziarie e pressioni diplomatiche tese al rientro a casa sua di una scultura così preziosa e dalla forte valenza promozionale per la città di Fano e più in generale per tutte le Marche.
Sono favorevole a questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Voglio ringraziare i due Consiglieri firmatari della mozione perché riportano l'attenzione di questa Assemblea, di questo consesso e naturalmente di tutta la regione Marche, su una questione che, anche se datata, sembrava avesse imboccato - come ha ricordato il Consigliere Rapa a nome dei firmatari - un percorso abbastanza definito, cioè il rientro a Fano di una scultura tra le più importanti a livello nazionale e mondiale come il Lisippo, iter che si è interrotto per un vizio di forma sollevato dalla Cassazione.
Voi capite che non possiamo più permettere che accadono situazione di questo tipo, non soltanto noi come Regione Marche, ma noi come Nazione, perché il patrimonio culturale dell'Italia deve essere tutelato a tutto tondo.
E’ indubbio che questa mozione vada nella giusta direzione, come ha ricordato anche la Consigliera Marcozzi, nel senso che l'impegno forte che posso prendere in nome della Giunta, in nome del Presidente, quest'oggi è quello di convocare subito un tavolo che metta insieme sia i livelli ministeriali che gli enti locali, comprendendo l'amministrazione, ma soprattutto gli attori che hanno portato avanti questa nostra causa e quindi gli studi e l'Avvocatura della Regione Marche. Ritengo importante che venga fatto un percorso univoco ed unitario affinché si riprenda questa battaglia - possono sembrare parole già dette - di civiltà nel rispetto di un bene archeologico e culturale così importante, che è, a mio avviso, impropriamente in un museo che nulla ha a che fare con questo nostro patrimonio, con questo nostro bene.
L'impegno è questo e va nella direzione presentata dalla mozione: fare immediatamente un tavolo, che entro pochi giorni convocheremo, e far ripartire con più forza, se ancora questo fosse necessario, un percorso di risposte giuridiche e politiche anche a livello nazionale, affinché il Governo sappia che siamo fortemente impegnati, con grande volontà, per riottenere questo nostro patrimonio e donarlo alla Regione ed alla città di Fano.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Il nostro voto sarà favorevole.
Permettetemi alcune considerazioni. Credo che già a Fano avrete un progetto di dove mettere il Lisippo, che io non conosco, nel senso che non so se sarà a casa del Sindaco, a casa di Minardi. Non so dove lo terrete, perché è facile chiedere il ritorno dal Getty Museum di questa scultura, che tra l'altro è bruttissima, non è paragonabile ai Bronzi di Riace, per collocarlo dove?
Io sono un cittadino del mondo e credo che i beni culturali siano patrimonio dell'umanità intera.
Non so se riuscirete a farlo tornare, come seconda battuta chiederei di mettere sotto il Lisippo, al Getty Museum, una targa con su scritto: “E' stato ritrovato a Fano - Regione Marche” ed una cartina geografica, questo secondo me sarebbe più utile come promozione turistica.
Rivendicare una cosa che è nostra, che è stata trafugata, sicuramente è importante ed è nella nostra convinzione ..., tenete presente che, faccio l'esempio, portare i Bronzi di Cartoceto a Pergola e toglierli dal Museo Nazionale delle Marche …, uno va a Pergola per vedere i Bronzi, mentre c'è tutto un percorso culturale e di comprensione nel Museo nazionale delle Marche, quindi io sono favorevole, voterò favorevolmente, però attenzione a chiedere queste cose che, senza avere un progetto complessivo, culturale, turistico, sono solo parole al vento. Comunque noi votiamo favorevolmente questa mozione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 72. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 75
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Finanziamenti Erp in continua diminuzione. Difficoltà nel reperimento di aree disponibili per l'Erp nel Prg”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 75 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Spieghiamo perché abbiamo presentato questa mozione. Abbiamo presentato questa mozione perché da molto tempo sappiamo tutti cosa accade nei territori, cosa accade negli enti locali per quanto riguarda il problema delle persone o dei nuclei familiari che non riescono a pagare l'affitto delle case dell'Erap.
Succede che a livello di amministrazione comunale non c'è una omogeneità di trattamento, c'è una disparità, ci sono delle famiglie che riescono a percepire dei buoni-acconto per pagare il loro affitto all'Erap e ci sono altre famiglie che si vedono arrivare l'ufficiale giudiziario per lo sfratto.
Ci preoccupa questa doppia velocità dei Comuni, perché il più delle volte queste irregolarità, questa mancanza di trasparenza, portano delle difficoltà a tante famiglie, a tante persone che dormono in macchina, nelle roulotte e quant'altro.
Chiediamo, questo è il senso della mozione, alla Giunta di emanare dei provvedimenti, diciamo così, di intervento omogenei e di massima trasparenza affinché tutto avvenga dentro l'Erap, questo è il problema, è l'Erap che deve valutare, tramite procedimenti effettuati con la massima trasparenza, se dare dei soldi a delle persone che non riescono a pagare l'affitto e rischiano lo sfratto.
A nostro avviso manca questa trasparenza e le amministrazioni comunali, tramite i loro Assessorati ai servizi sociali, fanno dei provvedimenti favorendo chi ha le conoscenze. So che questo argomento a molti non interessa, però io ve lo spiego ugualmente.
Queste cose avvengono, non possiamo far finta di niente perché basta andare al Comune di Ancona, ne cito soltanto uno ad esempio, dove ci sono famiglie sfrattate che vedono i loro beni portati presso i magazzini comunali di Collemarino ed altre che riescono a pagare l'affitto alle case popolari perché un'ora prima sono passate in Comune a prendere i soldi necessari.
Siccome queste cose avvengono, noi abbiamo pensato di presentare questa mozione in modo tale che tutto avvenga nella legittimità dentro l'Erap, dentro l'ufficio preposto alla gestione dell'edilizia pubblica e se l'edilizia è pubblica ci deve essere l'organo che interviene, invece l'edilizia è pubblica e c'è l'intervento dell'amministrazione comunale per far sì che qualcuno usufruisca di questi benefici economici.
Abbiamo indicato per grandi linee una cifra che può essere anche modificata in fase di discussione, però l'importante è capire se quest'Aula vuole regolamentare questi provvedimenti a livello regionale oppure vuole lasciare ai Comuni la loro interpretazione, la loro elargizione, un modo clientelare, il più delle volte, per dare gli aiuti alle famiglie in difficoltà. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Condivido in pieno questa mozione visto e considerato le precarie situazioni economiche in cui versano tante famiglie italiane.
L'amministrazione regionale dovrebbe attivarsi per promuovere l'accesso alle residenze pubbliche attraverso prezzi di locazione realmente vantaggiosi, soprattutto per famiglie composte da giovani coppie o da disoccupati con nuclei familiari numerosi.
Questo naturalmente non può prescindere da un continuo aggiornamento delle tariffe Erap sulla base del costo della vita, dei salari, della pressione fiscale che pesa sulle famiglie e soprattutto del preoccupante fenomeno del lavoro nero che rischia di falsare graduatorie in ogni sede.
Voterò a favore di questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Intervento anch'io per dichiarare l'assoluta adesione alla proposta fatta con questa mozione.
Reputo che sia una proposta di buon senso in un momento in cui l'emergenza abitativa per moltissime persone è una reale esigenza, una reale difficoltà.
Credo che su questo discorso sia necessaria fare un'analisi molto seria e molto attenta, quindi reputo assolutamente positivo l’intervento proposto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. … la Consigliera Marcozzi, quindi positivo.
Credo che ogni mozione abbia un risvolto molto più ampio, non limitato al fatto contingente sul quale siamo tutti favorevoli.
Questa mozione mette il dito nella piaga del problema della casa, che gli Erap in questi ultimi anni, ma soprattutto nell'ultimo decennio, non sono riusciti ad affrontare in modo adeguato.
Dico questo perché di fronte al grande patrimonio che gli Erap hanno, quindi una grande disponibilità di alloggi, che sono stati dati in locazione a partire dagli anni '60 in poi, non è stato mai portato a termine con efficacia un piano di dismissione che consentisse loro ed ai Comuni di reinvestire queste somme.
Oggi di fronte ad una carenza di risorse a livello ministeriale ed a livello regionale, ci troviamo ad affrontare queste emergenze esclusivamente attraverso i contributi - la famosa legge regionale n. 30 – per i nuclei familiari in difficoltà, sostenendo il pagamento dei fitti, con una conseguente grossa difficoltà perché i fondi di bilancio regionale sono pochi ed i Comuni non integrano più in modo sufficiente anche perché le loro risorse sono scarse ed il problema si acuisce.
Lancio una provocazione, qui occorrono dei commissariamenti ad hoc, non commissariare l'Erap in generale, ma dei commissariamenti ad hoc per portare a termine questi piani che sono partiti negli anni '90, ma che non hanno prodotto nulla. Credo che gli Erap non sono riusciti a vendere nemmeno il 10% del patrimonio che avevano in carico, e quindi i programmi di sviluppo di reinvestimento non sono mai partiti.
Oggi noi abbiamo la possibilità: a) di consentire a chi ha le capacità economiche di acquistare una prima casa a prezzi non di mercato, quindi si dovrebbe fare un piano sociale anche in questo senso; b) con quelle risorse che noi riceviamo procedere subito a dei reinvestimenti.
Una volta i Comuni facevano i famosi piani per l'edilizia popolare all'interno dei loro Prg, oggi queste aree sono scomparse, non si parla più di Pep, però - qui c'è l'Assessore Casini che ne sa abbastanza di queste cose - credo che all'interno della programmazione urbanistica dello sviluppo del territorio, non facendo delle aree apposite, ghettizzando come si faceva una volta, ma integrando nel tessuto urbanistico edilizio e sociale del territorio di un comune, è possibile reperire aree ed edifici per realizzare alloggi di questo tipo.
Credo che questa mozione ci consenta di fare questa riflessione che riguarda il problema casa.
Noi dobbiamo utilizzare le risorse che abbiamo e ripartire dagli Erap, censire i patrimoni che ancora possono essere venduti, ma questo non lo può fare l'Erap con la sua struttura in questo momento, dico bene? Lo può fare! Speriamo che lo possa fare, ho visto che avete rinnovato i dirigenti nei territori, mi auguro che comincino a lavorare senza tante logiche di conflittualità interne che paralizzano molto spesso gli enti - lì il commissario ad acta - per far questo progetto, da Pesaro-Urbino fino ad Ascoli. Penso che qualche risorsa possa venire fuori per rimettere in moto un meccanismo virtuoso e per dare una risposta a questo fabbisogno crescente che credo da qui a 10 anni non diminuirà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Con il Consigliere Celani a forza di discutere di questi temi, ci siamo contaminati perché condivido molte cose che ha detto, c'è stata una contaminazione, dopo 20 anni, sicuramente positiva.
La mozione avente ad oggetto “Difficoltà nel reperimento di aree disponibili per l'Erp nel Prg”è molto più semplice rispetto al tema che è stato trattato negli interventi.
Condivido quello che ha detto nell'intervento il Consigliere Celani: “No al consumo di suolo, no all'isolamento”, come una volta si faceva con le 167, si all'integrazione, si ad un progetto serio di investimento per nuove case di edilizia residenziale pubblica.
Per quello che riguarda il censimento - noi abbiamo un censimento - esco un po' e rispondo all'ultima domanda perché mi sembra interessante dare alcuni dati: il piano di alienazione io l’ho trovato già iniziato quando mi sono insediata, era già partito, le ultime lettere sono state inviate a dicembre per cui tutta la partita si è chiusa a marzo e, come ha detto il Consigliere Celani, ha fatto richiesta di acquisto, quindi ha confermato la richiesta di acquisto, circa il 13% dei locatari ai quali era stata data la possibilità di acquistare l'immobile, pari a circa 30 milioni di investimenti possibili.
La possibilità di investire sarà di circa 31 milioni di euro, io dico 31 milioni di euro anche se è evidente che queste manifestazione di interesse dovranno diventare vere e proprie richieste e bisognerà vedere in che modalità si effettueranno i pagamenti e tante altre questioni, però dico che intanto qualcosa c'è.
Per quello che riguarda il tema della mozione, che è ristretto alla locazione, quindi soltanto al canone di locazione, vi dico che il tipo di provvedimento che avete invocato è una "rivisitazione" di uno strumento normativo che esiste da molti anni, fu introdotto dallo Stato con la legge 431/1998, articolo 11, è il "fondo per il sostegno alla locazione", esiste ed è statale, ed è stato cofinanziato talvolta dalla Regione Marche, ma non sempre cofinanziato, cofinanziato in minima parte, il cofinanziamento non è una questione obbligatoria, ma volontaria, quindi è stato fatto in taluni anni per limitate somme.
La normativa statale individua le fasce di reddito (15 o 16 mila euro) per l'accesso ai contributi (ad esempio fasce A e B), modalità e limiti all'entità del contributo concedibile.
Il procedimento è gestito direttamente dalla Regione e dai Comuni tramite un applicativo informatico, all'epoca appositamente predisposto, che consente la gestione di tutte le fasi del procedimento, dal caricamento delle domande, alla quantificazione delle somme da erogare, inclusi i dati informativi sul fabbisogno acquisiti in automatico, quindi non c'è assolutamente quella discrezionalità che veniva prima dichiarata.
Negli ultimi 10 anni sono stati erogati contributi per complessivi 43 milioni di euro dei quali 32 a valere sui finanziamenti statali e 11 a valere sui fondi regionali.
Non si vedono motivazioni a mio avviso per modificare o sostituire uno strumento che tra l'altro è uno strumento nazionale, piuttosto si evidenzia una grave problematica che si determinerà nel 2016 perché il Governo non ha stanziato nulla per il sostegno alla locazione, quindi più che modificare la norma a me sembra grave il fatto che siano state messe a disposizione risorse pari a 0 per questa tipologia di intervento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Noi sappiamo che quello che ha detto l'Assessore è così, quello che ha poc'anzi descritto, sono queste le normative, ma noi volevamo introdurre con la mozione un ragionamento, una proposta, con cui cercare di modificare l'attuale disposizione, purtroppo io continuo a dirlo, questo è il problema, nei Comuni dove non c'è nemmeno il sistema informatico - so che c'è il sistema informatico per poter accedere a queste cose - quando dico che non c'è, significa che non viene usato, Assessore, lei sa che purtroppo accadono questi fatti poco trasparenti.
Le amministrazioni comunali sono tante nella regione Marche e gestiscono questi fondi, gestiscono questi problemi, in base ad interpretazioni diverse, mettiamola in questo modo.
Questo è il senso della mozione: ricondurre ad un unico ente, in modo tale che il cittadino in difficoltà economiche residente ad Urbino ed un altro residente ad Ascoli Piceno possano accedere a questa possibilità con le stesse probabilità, con la stessa omogeneità di trattamento, con una interpretazione di massima trasparenza.
Questo è il problema, purtroppo noi lo sappiamo, come lo sanno tutti quelli che hanno contatti con i territori, questa mozione serve per sensibilizzare la Giunta a questo problema che di fatto nei territori esiste, per questo motivo l'abbiamo presentata e voteremo a favore. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Vista la risposta dell'Assessore, credo che ci asterremo su questa mozione.
Vorrei dire due cose sul problema degli Erp, che è ormai radicato nel territorio.
I Comuni non prevedono più aree destinate all'edilizia convenzionata, quindi ci si rivolge al mercato dei privati per acquistare immobili che magari sono invenduti o sono a garanzia dei debiti bancari.
Perché non si usano gli immobili inutilizzati delle province marchigiane per creare nuovi alloggi per le persone che non riescono ad averli o per persone che hanno un Isee molto basso?
Noi ci asterremo perché non vediamo una situazione ben definita. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 75. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. La mozione n. 82 è stata rinviata alla prossima seduta assembleare.

Mozione n. 84
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Biancani, Traversini, Giorgini
“Salvaguardia del territorio regionale dall'uso dei diserbanti chimici al di fuori delle pratiche agricole”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 84 dei Consiglieri Fabbri, Biancani, Traversini, Giorgini.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Questa mozione ha una lunga storia, di mesi, c'era una prima versione che avevo consegnato che ha solleticato l'interesse del Consigliere Biancani, quindi abbiamo allargato il discorso e siamo arrivati a presentare una mozione che interessa la II e la III Commissione perché ha risvolti legati sia all’ambiente che all'agricoltura. Io ed il Consigliere Giorgini, che facciamo parte di queste due Commissioni, ed i due Presidenti l’abbiamo sottoscritta.
L'importanza di questa mozione sta nel fatto di dover sensibilizzare i cittadini, gli agricoltori, gli enti pubblici, sull'eccessivo utilizzo di diserbanti e di prodotti chimici che sono nocivi alla salute.
Vorrei leggervi una quindicina di righe di agenzie internazionali e nazionali sugli effetti che ha il glyphosate, uno degli elementi principali di questi composti, sulla salute umana.
L'Agenzia per la ricerca sul cancro ha recentemente segnalato i probabili rischi per la salute nell'utilizzo del glyphosate, che è il diserbante più aggressivo e meno selettivo oggi sul mercato.
L'Associazione medici per l'ambiente ha evidenziato che una mole crescente di evidenze scientifiche documenta che l'esposizione cronica ai pesticidi può dare origine ad alterazioni a carico di svariate strutture dell'organismo umano, quali il sistema nervoso, endocrino, immunitario, riproduttivo, renale, cardiovascolare e respiratorio. Ha anche evidenziato che ci sono correlazioni tra molte categorie di pesticidi (insetticidi, erbicidi, fungicidi) e l'insorgenza di malattie tumorali alla mammella, prostata, polmone, cervello, colon retto, testicolo, pancreas, esofago, stomaco, quindi effettivamente bisogna stare attenti all'utilizzo fin troppo leggero di questi composti.
L'uso dei pesticidi può essere collegato anche ad altre patologie quali: diabete, obesità, patologie cardiovascolari, disordini riproduttivi, malformazioni congenite, difetti di sviluppo, malattie endocrine e patologie renali.
Anche l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nel "Rapporto nazionale pesticidi nelle acque" del 2014 ha sottolineato che il glyphosate è il pesticida che più di ogni altro determina il superamento degli standard di qualità ambientale delle acque superficiali, quindi abbiamo anche inquinamento ambientale perché poi viene dilavato.
Ormai sono numerose anche le normative che tentano di diminuire l'utilizzo di questi composti, quindi la mozione promuove una azione di informazione attraverso il servizio ambientale della Regione, il servizio fitosanitario dell'Assam e le Associazioni agricole di categoria, rivolta a tutti i cittadini sui rischi per l'ambiente e per la salute umana nell'utilizzo e vendita dei prodotti diserbanti; tende a sensibilizzare i Comuni su questo tema affinché per il principio di precauzione e prevenzione si attuino misure per la riduzione o eliminazione dell'uso dei prodotti fitosanitari, così come previsto dal Piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; a fornire ai Comuni adeguate linee guida mirate alla regolamentazione dell'uso dei prodotti fitosanitari - quindi vorremmo che le Commissioni unite, la II e la III, si occupassero di questo documento da proporre a tutti i Comuni marchigiani; eseguire l'aggiornamento dell'elenco delle sostanze inquinanti derivanti dall'uso dei fitofarmaci, ricercate dall'Arpam e dalle strutture analoghe, definito, prendendo come riferimento i principi attivi dei fitofarmaci maggiormente utilizzati e commercializzati nella regione Marche, quindi inseriamo nei monitoraggi e nelle analisi che fa l'Arpam anche queste sostanze in modo da tracciarle meglio, perché attualmente non siamo in grado di dire quale effettivo ricarico sull'ambiente e sulla salute hanno, perché non li andiamo a ricercare con puntualità; ad attivarsi nei confronti dell'Anas e delle Ferrovie per l'eliminazione dell'uso dei fitofarmaci in tempi anche inferiori ai tre anni previsti dal Piano di azione nazionale.
Questa è l'importanza che io reputo si possa dare a questa mozione che è stata condivisa e che spero venga votata all'unanimità.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Una mozione a tutela della salute umana e dell'ambiente non può che trovarmi d'accordo, fondamentale è anche una capillare campagna di informazione, senza pregiudizi e preconcetti, basata su dati scientifici che la Regione è chiamata a tradurre e a divulgare sul territorio.
E' fondamentale che non solo le istituzioni, ma tutti i cittadini abbiano la possibilità di informarsi opportunamente. Allo stesso tempo l'amministrazione regionale dovrebbe farsi controllore e garante morale degli standard di sicurezza della rete viaria regionale anche nei casi e nelle fattispecie in cui le competenze in materia di manutenzione ordinaria e straordinaria ricadano su altri enti.
Voterò favorevolmente questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei confermare questa mozione che abbiamo condiviso insieme al Consigliere Fabbri, ma anche insieme al Presidente Traversini ed al Consigliere Giorgini. In un primo momento era stata preparata dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle poi ci siamo confrontati e l'abbiamo in qualche modo rivista.
Posso dire che il dispositivo di oggi troverà sicuramente il nostro voto favorevole, un dispositivo che fa si che la Regione svolga quel ruolo che deve svolgere tramite il Servizio ambiente, o l'Assam, o le Associazioni di categoria e le aziende agricole, per far capire i rischi che comporta alla salute umana l'uso dei fitofarmaci, l'uso di questi prodotti.
Ne va fatto un uso molto ridotto anche perché il Piano di azione nazionale, che è stato approvato nel 2014, prevede che entro il 2017, quindi entro 3 anni dall'approvazione, molti prodotti non potranno essere più utilizzati.
Abbiamo fatto un buon lavoro - per questo ringrazio gli uffici e la dott.ssa Buglioni - sentendo tutte le varie Province per cercare di capire come oggi intervengono sulle strade provinciali e tutte hanno evidenziato il fatto che ormai da tempo non utilizzano questo tipo di prodotto, ma un procedimento meccanico.
Oggi coloro che ancora usano in parte questo tipo di prodotto sono l'Anas e le Ferrovie, quindi sarà necessario svolgere attività di sensibilizzazione nei loro confronti, penso che ciò possa essere positivo, tenendo conto che dal 2017 non potranno utilizzare nemmeno loro questi prodotti.
Dichiaro il voto favorevole da parte del Partito Democratico a questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Intervengo per ribadire il mio voto favorevole a questa mozione.
Vedo anche con piacere un certo passo avanti rispetto all'emendamento che presentai a dicembre per chiedere, in merito al principio attivo del glyphosate, di vietarlo nei centri abitati, vicino agli ospedali ed agli asili nido.
Rispetto alla bocciatura dell’Aula di quell'emendamento vedo favorevolmente questa unione di intenti per cui il mio voto è assolutamente favorevole.
Se la Regione assumesse per legge delle imposizioni - oltre all'informazione che è certamente essenziale, è un capitolo importantissimo da svolgere - sull'utilizzo di questo prodotto, soprattutto vicino alle strutture sensibili, come quelle che ho citato, sarebbe un ulteriore passo avanti che potrebbe essere valutato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Diciamo che il valore aggiunto di questa mozione si può portare all'interno delle due Commissioni, la II e III, nella discussione di questo documento: linee guida o regolamento da proporre ai Comuni in modo che concretizziamo un atto da poter proporre e non diamo soltanto un impegno.
Questo è l'auspicio che ci siamo impegnati a portare avanti, quindi riuscire oltre a sensibilizzare, anche a dare in questo senso un …

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 84. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,30.
 

 
 
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