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Resoconto della seduta n.28 del 26/04/2016

SEDUTA N. 28 DEL 26 APRILE 2016

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 28 del 26 aprile 2016. Do per letto il processo verbale della seduta n. 27 del 19 aprile, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 112 ad iniziativa dei Consiglieri Carloni, Marcozzi, concernente: “Interventi a favore del turismo nelle Marche”;
- n. 113 ad iniziativa del Consigliere Talè, concernente: “Convenzione Regione-Province sulle funzioni di tutela, vigilanza e controllo in materia di caccia e pesca”;
- n. 114 ad iniziativa del Consigliere Talè, concernente: “Sostegno ad investimenti nelle aziende agricole”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 18 aprile, la legge regionale n. 8 concernente: “Modifica alla legge regionale 28 dicembre 2015, n. 30 'Disposizioni per la formazione del bilancio 2016/2018 della Regione Marche. Legge di stabilità 2016' e alla legge regionale 28 dicembre 2015, n. 31 'Bilancio di previsione 2016/2018'”.
Ha chiesto congedo il Consigliere Urbinati.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. La prima interrogazione, come concordato con l’Assessore Cesetti e con l’interrogante Consigliere Fabbri, è rinviata alla seduta del 17 maggio.

Interrogazione n. 138
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
"Stato di attuazione legge regionale 25/2014 'Disposizioni in materia di disturbi dello spettro autistico'”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 138 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Rispetto all'interrogazione c'è un progetto, che viene citato e del quale si chiede notizia, che si divide in tre sotto progetti: uno rivolto all'età evolutiva, l'altro all’età adolescenziale ed adulta e l'ultimo alla residenzialità.
Per quanto riguarda il sotto progetto per l'età evolutiva nella unità operativa neuropsichiatria infantile di Fano, dove c'è un centro specializzato di grande qualità, tutti gli anni sono previste risorse per 250.000 euro per attività di valutazione dei più piccoli.
Per la parte che riguarda il sotto progetto dell'età adolescenziale ed adulta ci sono stanziamenti per circa 500.000 euro annui, utilizzati per l'attività di formazione del personale educativo e per l'inserimento degli adulti nei centri socio socio-educativi riabilitativi (Cser), nelle comunità socio-educative riabilitative residenziali (Coser) e nei centri di aggregazione giovanili.
Queste sono le tre principali attività che vengono svolte per un valore di 500.000 euro l'anno.
La residenzialità in parte riguarda l’adattamento dei centri esistenti, in più la legge di fatto permette la nascita di nuove strutture.
Fino ad oggi la legge non è stata finanziata, ma devo dire che grazie alle delibere recenti del Consiglio regionale, che qui non vengono citate, è stato deciso di dedicare le risorse dei gruppi verso l'autismo, di fatto arriveranno i primi finanziamenti che saranno utilmente spesi proprio nella parte che fino ad oggi non è stata finanziata.
Fra queste strutture, quelle che sono nel percorso, abbiamo una struttura nel Comune di Jesi, che qui viene citata in maniera più diffusa, che si candida a diventare il primo centro residenziale dedicato al problema dell'autismo.
Queste sono le tre linee guida principali, le risorse che noi ci aspettiamo da questo passaggio e la struttura che attivandosi a Jesi permetterà un’applicazione più ampia dei contenuti della legge sull'autismo.
Come al solito trasferisco l'intera documentazione alla Consigliera che potrà vedere più nel dettaglio gli aspetti che riguardano l'interrogazione stessa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Sono felice che sia bastata una semplice interrogazione per farle prendere quest'impegno di spesa e l’impegno di attuare una legge che, ricordo, è vecchia e che fu proposta dallo stesso Assessore Pieroni.
Mi auguro che quanto prima questa legge venga attuata. Grazie.

Interrogazione n. 149
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
"Contributi regionali ai servizi per l'infanzia”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 149 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Per quanto riguarda l'anno 2014 l'importo ripartito deliberato è 2.730.000 euro, per quanto riguarda il 2015, che è l'anno al centro della delibera, ai 2.500.000 euro che di fatto venivano richiamati dall'interrogazione, si aggiungerà un residuo di 1.100.000 per complessi 3.700.000 euro.
Sul bilancio in questo momento non ci sono fondi regionali destinati alla materia in questione, quindi si fa affidamento su fondi statali e, rispetto allo spirito della legge regionale nuova, è stato attivato un tavolo con gli enti locali proprio per approfondire quelle che saranno le modalità future rispetto al percorso della legge 9, ma più in generale direi che sarà necessaria una sua armonizzazione con gli strumenti di carattere generale che sono intercorsi dall'anno della sua formulazione ad oggi.
Questo è il quadro per il 2015, quest'anno oltre ai fondi statali, che non sono previsti, sarà importante vedere la variazione di bilancio, ma si tenga conto che in realtà nel sociale noi abbiamo spostato molte risorse sui capitoli di tipo socio sanitario, che hanno permesso teoricamente di dare agli stessi enti risorse aggiuntive su altre voci che possono essere utilmente impiegate in questa che è fuori da questo carattere.
Voglio dire che per quanto riguarda le risorse in senso stretto, sta un po’ ai prossimi passaggi che ci attendono nei mesi a venire per il reperimento di ulteriori fondi che possono aiutare a coprire questa partita.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Per il 2015 i contributi saranno superiori rispetto al 2014, perché dal 2003 al 2014 i contributi stanziati per gli asili nido si sono ridotti da 7.300.000 euro a 2.700.000 euro, oltre 4.600.000 euro.
La mancanza o la riduzione dei contributi per l'annessione di asili nido costringono gli enti privati a chiudere le attività o a volte a mantenerle aperte a costi elevati per le famiglie. Integrare comunque il contributo è importante per le famiglie. Grazie.

Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale
in merito “Inchiesta della Procura della Repubblica su presunte irregolarità relative alla sanità marchigiana”;

Interrogazione n. 163
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Scandalo sanità – appalti truccati e maxi inchiesta della Procura della Repubblica”

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le comunicazioni del Presidente della Giunta.
Il Presidente nelle sue comunicazioni risponderà anche all'interrogazione n. 163 che ha presentato la Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per le comunicazioni il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. L'interrogazione più o meno tratta di cose che riguardano il contenuto della comunicazione.
Come primo aspetto, una cosa molto importante, rispetto all'inchiesta che abbiamo visto tutti sui giornali, noi non abbiamo atti o documenti che sono arrivati alla Regione, che non siano articoli di stampa. L'unica comunicazione “ufficiale” è quella passata attraverso gli articoli di stampa, non ci sono segnalazioni, atti, lettere o altro all'indirizzo della Regione.
Diciamo che le dichiarazioni, gli interventi fatti sono tutti a seguito della lettura degli articoli di stampa.
Ci tengo a precisare questo fatto, perché mi sembra, come primo elemento, importante, ai fini della comunicazione, distinguere fra rispondere su atti che pervengono direttamente dall'ente Regione rispetto all'intervenire, come tutti in quest'Aula, a seguito di lettura di articoli di giornale più o meno ben documentati in merito alla vicenda, nonché alle prime dichiarazioni fatte dagli interessati che sono comparse sulla stampa, quindi tutta l'informazione che la Regione ha è la stessa che ognuno di noi ha avuto nel momento in cui ha letto gli articoli di stampa.
Secondo aspetto importante come comunicazione, la prima attività svolta in seguito alla lettura di questi articoli di stampa, è stata quella, come più volte ribadito, di incaricare il Segretario generale di prendere contatti con i diretti interessati dall'inchiesta, per valutare ed intraprendere quelle iniziative che mettessero al riparo l'ente nei confronti di quanto stava accadendo, di quanto poteva accadere in rapporto, in modo particolare, al contratto che veniva segnalato come questione al centro di questa indagine, di questa inchiesta.
Come chiede l'interrogazione si tratta di un contratto per un centro stampa, per tutto quello che è il cartaceo dell'Asur, un appalto iniziato nel 2005 e finito nel febbraio 2015 che ha avuto una proroga fino a settembre e da settembre non c'è stata più alcuna proroga.
A vincere il contratto è stata un'impresa per un importo complessivo di 12,5 milioni di euro.
Questo è l'oggetto, c'è un primo provvedimento in quanto, da questo punto di vista, il dott. Ciccarelli ha deciso, a seguito dei colloqui con il Segretario generale, di prendere una aspettativa in modo da poter svolgere la propria attività di difesa al di fuori del ruolo ricoperto all'interno dell'ente, trattandosi di un ruolo di natura fiduciaria. Ricordo che l'incarico è stato dato dall'amministrazione precedente, evidentemente c'erano più margini per andare verso la determinazione di questa scelta.
Nel caso degli altri 2 funzionari, essendo dipendenti della Regione e dell'Asur in modo particolare, il Segretario generale si è rapportato con l’Asur stessa per i provvedimenti del caso, ma entrambi i funzionari non ricoprono più gli incarichi che avevano rispetto l'epoca dei fatti che sono stati contestati, sempre a mezzo stampa, per quanto riguarda l'inchiesta, sarà quindi attraverso l'Asur che verranno prese le cautele, in questo caso a differenza del precedente non ci sono in essere, rispetto al ruolo, attività connesse a rapporti che possono entrare nella natura di quella che è l'inchiesta.
I funzionari sono quelli citati sulla stampa, i reati sono quelli indicati sulla stampa, non posso che ridirvi le cose della stampa, perché non abbiamo un atto indirizzato alla Regione che indichi quali siano i contenuti. Facciamo riferimento a quello che abbiamo letto e sulla base di quello sono stati avviati i colloqui e sulla base di questi i provvedimenti, nel caso specifico del dott. Ciccarelli, quello che ho detto, degli altri se ne occuperà di fatto l'Asur, in un contesto meno problematico perché di fatto non ricoprono più il ruolo che avevano precedentemente.
Per quanto riguarda più in generale il comportamento, l'atteggiamento tenuto dalla Regione, credo sia stato molto significativo il fatto che da settembre questa impresa non ha più un rapporto diretto con la Regione, l'ultima proroga era stata data nel mandato precedente, a seguito della scadenza di febbraio, fino a settembre di quest'anno. A settembre non ci sono state ulteriori attività, ulteriori proroghe, a testimonianza che non c'è stato in realtà nessun atto specifico da parte del Governo in questo mandato nei confronti dell'impresa se non quello di non rinnovare la proroga.
Nella chiave di lettura di quali vantaggi possano aver avuto, di quale attenzione possano aver avuto, di quale risposta possano aver avuto, non c'è stata nessun tipo di attività in questo senso.
La questione è molto delicata, noi la seguiamo con grande attenzione, consapevoli che si tratta di un'inchiesta, ma anche a seguito di notizie di questa natura è giusto tenere un atteggiamento di grande prudenza e di grande cautela che non significa ovviamente una sorta di condanna preventiva di chi ha avuto un avviso di garanzia, ma quanto piuttosto quello che un ente deve fare correttamente rispetto a delle notizie di reato, anche importanti, come quelle che abbiamo letto sulla stampa.
C'è anche quest'altra vicenda a latere che non riguarda direttamente la sanità, ma un contributo dato, sempre secondo gli organi di stampa - all'inizio sembrava - alla campagna elettorale del Presidente, poi è stato chiarito, sempre dagli organi di stampa, che in realtà non si trattava di un contributo al Presidente - peraltro avete avuto modo di approfondirli anche con le vicende precedenti - ma molto più probabilmente un contributo dato al Partito Democratico, secondo un altro filone, altre modalità, oltretutto registrato, come si fa con i contributi elettorali.
La vicenda ovviamente seguirà l'attività dei magistrati, io approfitto di questa comunicazione, come faccio sempre, per segnalare la massima fiducia nell'attività e nei comportamenti della magistratura che possa appurare fino in fondo perché l'interesse dell'ente è che questa vicenda venga al più presto chiarita proprio per passare da provvedimenti di natura cautelativa a provvedimenti conseguenti ai percorsi che ci saranno.
Lo spirito dell'ente sarà della massima collaborazione per quello che ci verrà richiesto all'interno di questa procedura, sicuri che la chiarezza aiuterà tutti quanti nelle proprie posizioni e ad ognuno a chiarire al meglio quella che è la propria singola posizione.
Mi sembrava importante fare questa comunicazione all'Aula anche rispetto al fatto, ad esempio, come ho detto all'inizio, che le notizie che abbiamo sono quelle riportate dalla stampa perché giustamente un Consigliere può anche immaginare che sia arrivato altro materiale, che non ci sia sufficiente trasparenza - nell'immaginazione è possibile costruire tutto – ma attraverso la comunicazione offrire il massimo, esplicitare al massimo le vicende pur nei limiti che vi ho riferito nella comunicazione stessa. Tutti gli atti che sono stati fatti sono accessibili e disponibili, in realtà spetterà alla magistratura, da qui in avanti, il compito importante di dover approfondire e portare avanti tutto il percorso di accertamento, sicuri, come lo siamo, che questo lavoro sarà assolutamente proficuo nell'interesse di tutti.
Questo ci tenevo a comunicare, ringrazio il Presidente per avermi dato questa opportunità.

PRESIDENTE A questo punto, come concordato durante la conferenza dei capigruppo, è previsto un intervento per ogni rappresentante del gruppo per un tempo massimo, tassativo, di 7 minuti.
La Consigliera Pergolesi avrà diritto ad una replica di massimo 5 minuti rispetto alle comunicazioni del Presidente e rispetto a quanto detto circa la sua interrogazione.
Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Torniamo a parlare di problemi legati alla sanità o ai finanziamenti ad una settimana dalla discussione della mozione di sfiducia.
Ora reputo giusto, sacrosanto e rispettoso lasciar svolgere alla magistratura il proprio ruolo, senza intromissioni e senza lanciare né facili accuse, né condanne prima del tempo, dove magari non ce ne sono, quindi non mi permetto e reputo sbagliato chi fa un discorso di questo genere.
Vorrei puntare un attimo l'accento su quello che è il problema politico che è venuto fuori.
Le sue parole che volevano, in qualche modo, tranquillizzare, spiegando che il finanziamento non era andato alla figura del candidato Presidente, ma direttamente al PD, credo siano un rafforzativo del dato politico e forse oggi una riflessione sulla figura dell'Assessore alla sanità potrebbe essere fatta in un'ottica di persona tecnica. Perché non fate un ragionamento su un Assessorato esterno tecnico e lasciate la possibilità ai malpensanti di avere un appiglio sul quale gettarsi a capofitto?
La sanità è un tema importantissimo, è un tema intorno al quale ruotano certamente molti interessi e forse farla gestire, a livello di assessorato, da una figura terza, rispetto al ruolo dei partiti, potrebbe essere preso in considerazione, onde evitare anche future problematiche come quelle che sono successe in questi giorni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Presidente Ceriscioli per l'introduzione che ha fatto su questo argomento.
Per quanto ci riguarda non apparteniamo, come Lega Nord, al filone dei giustizialisti, lo voglio ribadire dentro quest'Aula, naturalmente attendiamo il percorso, però apparteniamo a quel mondo della politica, Presidente, questo si, questo lo ribadiamo con forza, perché nella sua introduzione, a prescindere dal fatto che lei o la Regione non conosce i provvedimenti, ma un provvedimento, anzi 6 - 1, 2, 3, 4, 5, 6 provvedimenti - li conosce in quanto riguardano atti riferiti a persone che sono incompatibili con l'attività amministrativa, compreso il dott. Ciccarelli.
Il dott. Ciccarelli era un dirigente che non poteva svolgere nemmeno il servizio. Punto! Non un mese di aspettativa, Presidente, questo lo dicono le leggi, è un dirigente ed un dirigente oggi non può avere un altro incarico. Punto!
Politicamente c'è un problema ed io ho citato soltanto 6 casi. Dentro quest'Aula mi è stato risposto che sono compatibili, invece non lo sono, Presidente, con le leggi di questa Assemblea e con le disposizioni nazionali. Questo è il problema, Presidente! Il problema è politico e non riguarda queste vicende, assolutamente, vedremo cosa accadrà.
Si ragiona politicamente nel senso di far rispettare le leggi di questa Assemblea, che sono state approvate, e non si chiedono le modifiche ad personam per delle posizioni irregolari. Il dott. Ciccarelli è fuori! Il dott. Ciccarelli è un dirigente che non doveva prendere un mese di aspettativa, lei avrebbe dovuto non confermarlo, non prenderlo nemmeno in considerazione.
Noi l'abbiamo detto e continuiamo a ribadirlo, nelle nomine dei dirigenti che lei ha fatto c'è continuità con la precedente presidenza, Presidente - c'è una continuità con la precedente presidenza - so che a lei questa cosa dà fastidio, però i fatti sono questi, sono in questi termini, per cui noi non vediamo questo cambiamento e pertanto crediamo che lei sia responsabile politicamente di questa situazione.
Questo è il dato di fatto, non ci sono altri problemi per la Lega. Per la Lega è un problema politico perché lei continua ad avallare determinate figure, importantissime dentro questa Regione, che non hanno la legittimità per svolgere queste attività.
Io non entro nel merito dei nomi perché li abbiamo già fatti precedentemente, abbiamo fatto delle interrogazioni, c'è stato risposto fischi per fiaschi ed oggi è la riprova, Presidente, che un dirigente generale nella struttura più importante della Regione Marche non può svolgere questo ruolo. Adesso ci viene detto in quest'Aula che ha preso un mese di aspettativa, ma quale mese di aspettativa? Se lei protegge questa situazione diventa complice, questo è il problema, diventa complice di questa situazione.
Il dott. Ciccarelli è una storia a sè, è finito, questa mattina credevamo di trovare un nuovo dirigente nominato dalla Regione per questa struttura estremamente importante.
L’abbiamo detto da tutte le parti, continuiamo a ribadirlo, questa è una Regione che è in mano ai dirigenti. Io non ho niente contro i dirigenti, che quando vanno bene devono continuare il loro lavoro, adesso è arrivata una nostra interrogazione, ma per quanto riguarda le nuove disposizioni, le nuove leggi, i dirigenti devono girare. Lei sa che c'è la legge Cantone che dice che i dirigenti devono girare. Un dirigente non può stare 25 anni sempre nello stesso servizio. Questo è il problema ed oggi purtroppo questa è la dimostrazione dei fatti, quella che noi sosteniamo. Ci sono dirigenti radicati nel servizio che le hanno creato dei problemi e gliene creeranno altri.
Lei è il responsabile politico di questi fatti se non li rimuove immediatamente, per la Lega ce ne sono 6. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Innanzitutto vi ringrazio per aver iscritto la mia interrogazione all'ordine del giorno, ma vista la gravità della situazione credo che sia stato un atto dovuto.
Pregiatissimo Presidente, cari colleghi, non appena sono venuta a conoscenza dell'indagine della magistratura, della quale si sta parlando oggi, che vede coinvolti funzionari e dirigenti fra i più importanti dell'ente regionale e dell'Asur, mi sono subito attivata per presentare un'interrogazione affinché il Presidente della Giunta venisse qui in Aula, nel Parlamento regionale, a dirci come stanno davvero le cose.
I personaggi coinvolti svolgono ruoli chiave nell'apparato regionale: I'Asur e, più in generale, la sanità, assorbono l'80% del bilancio regionale; il dott. Ciccarelli è il "padre" della famosa riforma sanitaria tanto contestata dai marchigiani quanto difesa dal Presidente Ceriscioli; alcuni degli altri funzionari hanno svolto ruoli per i quali erano stato già fortemente contestati ma, nonostante questo, sono stati riconfermati in ruoli apicali importantissimi.
Francamente sono molto delusa e politicamente arrabbiata perché mi aspettavo oggi, qui in Aula, un ovvio e doveroso gesto di umiltà da parte del Presidente della Giunta, una presa d'atto che la sua politica basata sull'annuncio di cambiamento non ha senso senso se contestualmente gli stessi nomi vengono poi riconfermati negli stessi ruoli chiave regionali.
Sono stanca di vedere che la mia Regione opera con un senso della legalità pressoché inesistente. Sono anni che combatto questi atteggiamenti degli uffici e delle amministrazioni. Nel 2012 ero con gli amici dei Comitati a manifestare ed a firmare diffide e segnalazioni alla magistratura contro l'atteggiamento sordo, un vero e proprio muro di gomma, della Regione di fronte all'evidenza di violazioni di legge che si stavano perpetrando nella questione miliardaria del biogas ed anche a seguito di quelle denunce è partita una delle inchieste più gravi che ha colpito la nostra regione, e fra le più clamorose in Italia.
Su questa vicenda, per altro, tornerò fra poco, perché nonostante le inchieste della magistratura e le bastonate arrivate dal Tar e dal Consiglio di Stato, questa amministrazione e gli uffici stanno procedendo con modalità che rischiano di essere peggiori di quelle del 2012.
Oggi da cittadina mi trovo a difendere gli interessi della gente direttamente qui nelle istituzioni, non sono più disposta a tollerare questi muri di gomma e l'arroganza di politici e burocrati che si fanno beffa della Regione, delle regole, della legalità, delle istituzioni e soprattutto dei marchigiani.
Dicevo, sono delusa ed arrabbiata, avevo chiesto, e mi aspettavo, che il Presidente Ceriscioli venisse a dire al Parlamento regionale come stavano davvero le cose, che ci informasse puntualmente della realtà dei fatti e non lasciasse che le informazioni ci arrivassero solo dalla stampa.
Noi siamo qui a far da sponda ai cittadini ed alle autorità della magistratura per riportare un po' di legalità in questa regione. E’ finita l'epoca del vogliamoci bene alla marchigiana in cui un favore non si nega a nessuno, soprattutto agli amici degli amici ed in cambio c'è sempre qualcosa per chi questo favore lo fa.
Esigiamo che il Presidente Ceriscioli riveda attentamente gli incarichi dirigenziali di questa Regione.
Esigiamo che, nei confronti degli indagati, si proceda con i necessari provvedimenti cautelativi a tutela dell'Ente.
Esigiamo che venga attenzionato l'operato dei responsabili anticorruzione che si sono avvicendati negli anni e degli organismi di autocontrollo e vigilanza dell'Ente.
Esigiamo che le nomine dirigenziali vengano fatte con chiarezza e trasparenza, rendendo noti i criteri adottati per la scelta di funzionari in ruoli chiave dell'ente, dell'Asur e delle partecipate.
Esigiamo il ripristino della legalità in questa regione.
Come cittadini e come Movimento 5 Stelle vigileremo sull'operato della Giunta e degli uffici, andremo a vedere ed a tirar fuori tutto quello che succede qui dentro, fino all'ultimo cassetto dell'ultimo funzionario dell'ultimo ufficio di questa Regione, per far sapere quello che succede sia ai marchigiani che agli inquirenti.
L'aria è cambiata qui dentro, vorrei che finalmente ve ne rendeste conto prima possibile per il bene dei marchigiani prima di tutto, ma anche perché è ora che vengano chiamate in causa le responsabilità personali e politiche di ognuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. E' evidente che la prima considerazione da fare è in merito a quello che c'è stato comunicato dal Presidente della Giunta Ceriscioli e quindi il mio parere riguardo a questo è pienamente soddisfacente perché in questa fase è evidente che l'equilibrio, la moderazione e anche un po' di buonsenso devono fare la differenza rispetto a qualsiasi altra cosa.
Il Presidente ci fa sapere che non ha altre notizie e purtroppo questa è l'Italia, Presidente Ceriscioli. Siamo costretti in un'Aula a ragionare di fatti e di situazioni informati dai giornali che poi magari, non lo so, forse in questo caso non accadrà, ma in altri casi è successo, ci faranno sapere che nulla era vero. Non è la prima volta che dobbiamo inseguire l'attualità. Sono cose anche complesse e delicate sulle quali diventa oggettivamente difficile entrare nel merito. I provvedimenti che si stanno assumendo mi sembrano quelli più ragionevoli, perché poi non dobbiamo mai dimenticarci che c'è una baracca, neanche piccola, che deve camminare.
Penso che, e mi metto nei panni del Presidente, dovremmo assumerlo tutti in questo momento, anche le minoranze più giustizialiste, l’atteggiamento dovrebbe essere rivolto non tanto a fare i giudici, quanto a capire alla fine come deve andare avanti una macchina amministrativa molto complessa, molto delicata, che ha bisogno soprattutto di serenità.
Il mio invito Presidente è quello di continuare nella linea che ci ha presentato questa stamattina, dare serenità, dare sicurezza, anche perché assumendo lei direttamente il ruolo di amministratore della sanità regionale, lo rafforza ancora di più e deve essere ancora di più manifestato.
Riguardo all'esigenza di trasparenza, di conoscenza degli atti, di verifica, mi sembra che non ci sia niente di nuovo, rimango sempre un po' sorpreso, ormai da 25 anni, perchè ogni volta che succede qualcosa a qualcuno improvvisamente si rifà la storia e si scoprono infiniti danni, infinite pecche, come se non fossero già conosciute prima, si aspetta sempre il momento in cui qualcuno già ha denunciato per aggiungere altre denunce, ben venga tutto, non chiedo il rispetto umano, ma che almeno ci sia il rispetto della legge da parte di tutti e ci sia sempre un atteggiamento estremamente rispettoso e invocherei sempre, come avviene, articoli di stampa con lo stesso numero di parole per qualsiasi tipo di informazione che si debba dare.
Riguardo all'informazione da dare, Presidente, mi auguro, e sarà nostra cura come gruppo, che le informazioni che diamo sulla sanità non siano negative, non siano l'elenco delle disgrazie, degli errori o dei peccati, ma siano l'elenco delle cose che andiamo a risolvere.
Mettere insieme tutte le disgrazie e gli errori lo sanno fare tutti, non è un lavoro molto difficile, è un lavoro semplicissimo e anche fin troppo comodo, il problema è rispetto a quelle disgrazie ed a quegli errori essere capaci di offrire alternative, di fare quel faticoso lavoro quotidiano di porre rimedio a problemi anche grossi che si sono ereditati nel tempo, non per ignavia, non per cattiveria, né per incapacità altrui, ma perché sono oggettivamente grossi. Forse questo non lo valutiamo mai nel momento in cui analizziamo i problemi con la cultura del talk-show, dovremmo pensare che questi problemi sono oggettivamente difficili e, ringraziando Dio, la democrazia dell'alternanza in questi anni ci ha offerto delle bellissime occasioni per vedere chi per 5 anni, magari nei banchi dell'opposizione, del centro destra e del centro sinistra ed adesso dal Movimento 5 Stelle, ha urlato contro i mali, giustamente, ed ha formulato soluzioni di una banalità a volte quasi sconvolgente, dicendo: “E' tanto semplice basta fare così”, poi quando sono andati al Governo si sono accorti che le cose non erano così semplici ed hanno toppato alla grande.
Mi auguro che la riflessione del popolo marchigiano riguardo a questo sia sempre più negli anni volta ad un atteggiamento di grande rigore che non significa che facciamo sconti sul nostro operato, al contrario, i primi ad essere rigorosi su quello che dobbiamo fare e sull'impegno che dobbiamo mettere dobbiamo essere noi della maggioranza, però poi far capire ai cittadini, ripeto, che non c'è sempre e subito la soluzione a tutti i problemi.
Noi continuiamo con umiltà e ringraziamo il Presidente della Giunta per il lavoro che sta facendo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Prendo atto che sono partiti i pompieri a spegnere questo incendio, i pompieri della maggioranza e della minoranza.
Voglio ricordare che due giorni prima che venissero fuori le notizie sui giornali noi avevamo presentato una mozione di sfiducia per chiedere che si cambiasse l'Assessore alla sanità e l’avevamo motivata con il fatto che dei 44.000 euro di finanziamento 16.000 venivano dalle imprese che gestivano appalti della sanità.
Naturalmente questa cosa era soltanto una questione di trasparenza, perché credo che nessuna impresa che ha come fine lo scopo di lucro e, quindi giustamente tende agli utili finali a bilancio, dia dei contributi elettorali senza aspettare in cambio almeno delle attenzioni, se non dei favori, e noi questa richiesta di trasparenza l'avevamo motivata proprio per questo e si è scatenata la bagarre di quest'Aula.
Si è gridato alla cultura del sospetto, il Consigliere Marconi ci ha dato dei fascisti e dei comunisti, il capogruppo del PD ha detto che noi non siamo un partito democratico perché la Raggi va da Casaleggio a chiedere lumi su cosa dovrà fare per le elezioni a Roma e l'Assessore Casini ha messo la ciliegia sulla torta dicendo che voleva le prove di questa cosa. Le prove le sta cercando la Procura, Assessore Casini, (…) sto dicendo delle cose molto gravi?
Secondo me molto grave è il fatto che il Presidente abbia riconfermato i dirigenti che c'erano prima che, come ha detto il Consigliere Zaffiri, sono 25 anni che sono lì, nella loro poltrona e ci sono delle aziende che lavorano con la Regione, per la sanità, che finanziano le campagne elettorali. Nessuno si sente in grado di dire: “Questi soldi della campagna elettorale tieniteli perché io sarò l’Assessore alla sanità”.
Noi veniamo accusati di cultura del sospetto, ma è una cultura del sospetto di cui probabilmente potreste accusare anche chi non è lontano dal PD e da Renzi, sto parlando di Cantone che dice: “Scorribande di delinquenti nella sanità”. La nostra è la cultura del sospetto, mentre in tutta Italia la sanità è la greppia dei partiti e cito altri esempi di politici molto vicino a voi in questa citazione.
Noi siamo per la cultura del sospetto, noi siamo comunque per una trasparenza diversa dalla vostra, noi siamo per una trasparenza che riavvicini i marchigiani ed i cittadini in generale a questa politica dalla quale sicuramente si sono allontanati perché ha guardato sempre i propri interessi e non gli interessi generali che avrebbe dovuto vedere.
Noi aspettiamo tranquillamente, non siamo giustizialisti, per carità, che la magistratura faccia chiarezza sulle posizioni che ha preso nei confronti di questi dirigenti, nei confronti dei dirigenti della Regione, nei confronti dei dirigenti di aziende private che comunque avevano interesse nell'aggiustare - e la magistratura ha dato un segnale in questo senso - alcune gare di appalto, per cui noi adesso ci aspettiamo che il Presidente della Giunta cacci queste persone immediatamente e prenda una posizione chiara, che dia il segnale chiaro ai marchigiani che le cose stanno cambiando. Ci dispiace soltanto che ci sia voluta ancora una volta la magistratura e non la sensibilità politica che viene presa …, mi dispiace questo è un suo limite, Consigliere Marconi, se non riesce a capire l'intervento, (…) forse l'etica politica è completamente diversa, ci aspettiamo comunque che il Presidente non aspetti le sentenze della magistratura e prenda posizione politicamente nei confronti di questi dirigenti e non faccia il “pesce in barile” come ha fatto oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Vorrei ricondurre la discussione ed invitare tutti quanti ad abbassare un po' i toni perché qui non è soltanto una questione di cultura del sospetto, come ha autoproclamato il Consigliere Maggi, qui siamo ormai ad una nuova forma di giacobinismo, siamo ormai alla presa della Bastiglia con la gogna e con la ghigliottina montate sul piazzale.
Invito l'Aula, sinceramente, ad abbassare toni, non perché non sia grave la situazione o perché qualcuno voglia sottovalutare la vicenda.
Quando ho letto i giornali sono stato molto sorpreso, pur non conoscendo i personaggi in questione e non avendo mai avuto a che fare con loro, perché nella scorsa legislatura, per esempio, non sono mai venuti in Aula, a differenza di altri dirigenti, a parlare con i Consiglieri, parlo del top management di questa Regione.
Io starei attento a dare all'esterno, lo dico ai Consiglieri del Movimento 5 Stelle, che capisco si eccitano quando vedono certe cose, è un po' come gli squali quando sentono il sangue, però credo che sia difficile, al di là dell'eccitazione della Consigliera Pergolesi quando parla, e occorra stare attenti a dare un segnale sbagliato all'esterno, non per l'insabbiamento, ma se noi parliamo di scorribande nella sanità diamo l’idea che questa sia una Regione soltanto di delinquenti, mentre invece vi garantisco che ci sono, avendo avuto un po' più di tempo per andare a vedere quello che fanno, tanti medici e anche tanti amministrativi della nostra sanità che con spirito di sacrificio e con poche risorse cercano di dare un servizio ai nostri concittadini.
Stiamo attenti a rischiare, in una fase delicata come l'indagine, di “buttare tutto quanto in vacca”, come si dice, accendere il ventilatore del fango, diamo tempo, colleghi, alla magistratura per fare quello che deve fare: accertare rapidamente i reati e magari giungere a delle condanne, perché sono quelle su cui noi dobbiamo discutere.
A me interessa di più sapere perché il Presidente Ceriscioli non dà risposte sulle liste di attesa, a che punto sono i servizi che ha promesso quando si è insediato per fermare il fenomeno della mobilità passiva, a me interessa sapere quanto il Presidente Ceriscioli si sta impegnando per risolvere i problemi della sanità, dopodiché, come Consigliere, mi sento di invitarlo magari a sostituire definitivamente alcuni funzionari che sono sotto indagine, perché, Presidente, ritengo che in un momento delicato, come può essere quello delle indagini penali, è bene che un dirigente non gestisca le stesse cose per le quali è oggetto di indagine, magari il consiglio che le do è quello di sostituirli definitivamente, però dia risposte sulla sanità e ai miei colleghi dico: stiamo attenti a questo nuovo giacobinismo perché la storia insegna che non ha portato fortuna né ai promotori, né agli ideatori, né a coloro che lo hanno messo in pratica.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Anche da parte mia una considerazione abbastanza veloce.
Non entro nel merito dei fatti, naturalmente le responsabilità sono personali, di coloro che assumendosele risponderanno di quello che hanno fatto.
Adesso nemmeno mi interessa sapere quando e come il Presidente Ceriscioli intende sospendere e prendere queste decisioni. Questo attiene alla gestione, attiene alle competenze sue e della Giunta, alle condizioni di opportunità che valuterà strada facendo, augurandomi che ogni decisione vada nell'interesse della collettività, del sistema sanitario ed anche delle persone che possono in qualche modo dimostrare, mi auguro, la loro estraneità a queste cose.
Su questa vicenda voglio fare una riflessione tutta di carattere politico.
Credo che, in questo percorso di riforma che si sta facendo sul sistema sanitario, la politica abbia un ruolo ben preciso, nel senso che una volta che sono state individuate le linee di indirizzo, la politica dovrebbe uscire dal sistema sanitario. Noi dobbiamo ridare credibilità a questo sistema. Guardi Presidente, non dico cose eclatanti, ma sappiamo che alcune forze politiche hanno occupato la sanità marchigiana e all'interno di alcuni ospedali questo si respira in termini di assunzioni, in termini di assunzione di personale meno qualificato, dai dirigenti fino ai medici, questo sta sotto gli occhi di tutti, la gente lo percepisce.
Se noi vogliamo ridare credibilità a questo sistema, dobbiamo far sì che la politica torni su questo campo a dare indirizzi, belli, precisi e degli obiettivi e poi lasci la gestione a chi deve farla. Da questo sistema non ne veniamo fuori se la politica all'interno della sanità non fa un passo indietro.
Nella mia città, nel mio territorio, lo percepisco, come lo percepiscono tutti i cittadini, credo che ciò avvenga in tutte le zone territoriali da Pesaro ad Ascoli.
Apprezzo questo percorso di riforma, lei ci ha messo le sue competenze, la faccia, l'aspetto politico, posso condividere o non condividere poi vedremo fra 4 o 5 mesi, come ci ha promesso lei, se le liste di attesa scenderanno, gli ospedali nuovi, le riforme, le eccellenze, le case della salute, va bene tutto, poi faremo le verifiche, la politica deve fare questo. In quest'Aula fra 6 mesi faremo la verifica di quello che nel suo insediamento ci ha promesso di fare, però dati questi indirizzi, lasci questo discorso, lo dia in mano ai tecnici, nuovi, affidabili, li scelga come crede, con bando pubblico, eccetera. Il discorso fiduciario ormai ci fa un po' sorridere a tutti, questa fiducia viene meno man mano che andiamo avanti e chi resta “bugerato” è sempre chi ha dato fiducia. Questo è un aspetto molto importante, chi ha dato fiducia rimane sempre “bugerato”.
Mi auguro che vengano fatti questi passi, prima possibile, finito il processo di indirizzo, un passo indietro da parte di tutta la politica, vogliamo percepirlo, perché si sente all'interno di queste strutture con delle efficienze, poi ci confronteremo sui risultati.
Per quanto riguarda questo aspetto dell'indagine, questo è un compito tutto suo, gestionale, se ritiene di farli restare, di sospenderli, sono in scadenza di contratto, ci sono tante possibilità, non sta a me dire quello che deve fare, perché attiene alle sue responsabilità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Ricordo a me stesso ed a tutti che pochi mesi fa abbiamo fatto un dibattito, un confronto molto forte, anche impegnativo, sui territori per questa riforma sanitaria che questa maggioranza, questo Giunta e questo Consiglio hanno voluto portare ad ultimazione.
E' stata una riforma sanitaria molto contestata da parte delle opposizioni, in particolar modo da una parte specifica che è giunta anche ad un coinvolgimento delle amministrazioni comunali per andare ad un referendum.
Credo che quella sia stata l'azione più forte in questo un anno di vita della presidenza Ceriscioli, dove si è dimostrato con grande chiarezza che la politica ha voluto portare avanti un progetto sanitario e credo che oggi, al di là delle varie valutazioni dell'epoca, i primi tasselli si stanno incastrando bene ed anche nell'opinione pubblica non c’è più quella fibrillazione emotiva che c'era all'epoca, un po' anche “pompata”, ci sta anche questo politicamente, è indubbio, però oggi questi tasselli si stanno incastrando bene.
Credo che il messaggio più forte e più alto l'abbia dato l'amministrazione regionale, questa maggioranza, quando ha voluto fortemente portare avanti quella azione anche con un percorso che poteva essere definito, dal punto di vista dei tecnici, non voluto in maniera forte e ampia.
Credo che quella sia stata la prima dimostrazione di come la politica possa essere distinta anche dalle volontà di alcuni tecnici.
Non sono così convinto, lo dico alla Conigliera Leonardi, che un tecnico, che non abbia un ruolo politico, possa essere la panacea dei mali che voi ogni tanto cercate di far emergere, perché la politica deve guidare le iniziative e i tecnici e i dirigenti devono portare avanti quello che la politica decide.
Sono altrettanto convinto che questa indagine è iniziata e sicuramente la magistratura la porterà avanti con grande attenzione, con grande capacità, tenendo conto di tutto. E' un'indagine che è agli inizi, probabilmente voi del Movimento 5 Stelle siete a conoscenza di altro, io ho letto i giornali e credo che siamo ancora nella fase in cui dobbiamo stare attenti e dobbiamo dare il giusto riconoscimento alla magistratura per verificare tutte le sfaccettature.
Sento parlare di trasparenza sanitaria, che il Movimento 5 Stelle è pronto a mettere sul campo, ma è un anno e non ho sentito nessuna proposta da parte del Movimento 5 Stelle, neanche quando è stata fatta quella riforma sanitaria di cui parlavo poc'anzi e al di là di dire: “No è sbagliata, non va bene questo e quest'altro” non c'è stato un progetto, non è stata presentata in quest'Aula una proposta seria e definita da parte del Movimento 5 Stelle, al di là delle esternazioni che uscivano sui giornali.
(…) No, ascoltare è una cosa, fare una proposta è un'altra, Consigliera Pergolesi, perché i semplici annunci devono essere inseriti in un progetto organico e fatto bene e questo non c'è stato, è chiaro ed agli atti.
Ogni volta che c’è un problema io vedo la massima trasparenza oppure quando parliamo, anche in termini molto forti, di una situazione che deve avere il giusto percorso, allora non posso che, a nome di Uniti per le Marche, riconoscere il lavoro politico che sin qui è stato fatto da parte del sistema sanità, tra le tante difficoltà, tra i tagli che arrivano anche dal livello nazionale, il sistema Marche, dobbiamo dircelo con grande franchezza, con tutte le problematiche, con tutti i problemi che ci sono, sulla sanità comunque tiene bene, va migliorato, va integrato, va perfezionato, ma oggi non credo che nessuno di noi, Consiglieri in quest'Aula, possa dire che è un sistema che non tiene conto di tutto il nostro percorso, di tutti i cittadini marchigiani che a tutti i livelli possono avere il giusto riconoscimento sanitario.
Voglio dire, lo dico con grande franchezza ed anche con il cuore, non tenete sempre quest'atteggiamento che molto probabilmente – l’ho detto l’altra volta - parla alla pancia dei vostri elettori, forse è questo che vogliono, perché, Consigliera Pergolesi, quando lei legge una nota, scritta ancora prima che il Presidente abbia risposto, io la ritengo una cosa non giusta, perché quella nota scritta, con tutte quelle affermazioni che ha detto, significa che lei l'ha preparata non adesso, in quest'Aula, ma nei giorni passati.
Allora si capisce che c'è qualcosa che non quadra, si capisce che tutto è una commedia già scritta, si capisce che non c'è onestà intellettuale di fondo quando si prende la parola con questo tipo di atteggiamento.
Invito, prima di tutti me stesso, il mio capogruppo e tutti noi a riportare la politica in quest'Assemblea senza cercare sempre il male ogni volta che si prende la parola. Sicuramente noi dobbiamo riportare la politica, come alcuni Consiglieri hanno detto, su un dibattito, su un confronto che ci sta tutto, dove le minoranze portano avanti le legittime prerogative, cercando di pungolare la maggioranza sui temi, sugli argomenti, non che ogni volta che c'è un atteggiamento il Consigliere Maggi dice: “Trasparenza della sanità, se ci fossimo stati noi avremmo fatto in altri modi”. Quali sono questi modi? Bisogna cominciare a dirli, se no lasciamo in sospeso un ragionamento, senza dare compiutezza alle valutazioni, tutti possiamo dire “maggiore trasparenza, maggiore onestà, eccetera”, poi bisogna riportarle nella concretezza.
Scusatemi questo sfogo, ma da 8 mesi sento sempre parlare di trasparenza ed onestà, come se qui ci fosse soltanto una piccola parte onesta e tutti gli altri sono …
Un'altra cosa voglio dirle, Consigliera Pergolesi, quando parla di politici, voglio ricordarle che lei è da un anno che fa politica ed è un Consigliere regionale a tutto tondo, ormai lei non è più il cittadino della strada, che può portare avanti tutto, lei è un politico a tutto tondo, come lo siamo noi, anzi qualcuno di noi ha anche un'altra attività, qualcun altro non ce l'ha.
In questa situazione cerchiamo di avere tutti un approccio giusto, altrimenti rischiamo, ogni volta, di cadere nelle solite polemiche, nelle solite questioni che magari al momento possono sembrare, ai nostri elettori, positive e possono farci prendere anche l'applauso, ma nella sostanza non diamo nessuna risposta positiva ai problemi che quotidianamente tutti noi ascoltiamo dai concittadini marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Non entrerò nella vicenda giudiziaria perché non credo spetti a noi entrare in questi ragionamenti, ci sono persone preposte allo scopo, per cui come i colleghi mi limiterò a delle considerazioni politiche.
La prima sul ricambio generazionale dei dirigenti, nel senso che, al di là della vicenda giudiziaria, al di fuori della vicenda giudiziaria, è buona norma evitare che una persona possa ricoprire lo stesso incarico per decenni. Questo avviene in altri settori, ad esempio penso ai Comandanti della Finanza, dei Carabinieri che dopo un tot di anni vengono per legge spostati, proprio per evitare che ci sia il rischio di situazioni conflittuali.
Una riflessione in questo senso, che ripeto va al di là della vicenda giudiziaria, parlando in generale sul ricambio generazionale dei dirigenti andrebbe fatta, perché è vero che l'esperienza sicuramente è un fattore importante, ma non posso pensare che in tutte le Marche ci siano solo tre persone capaci di ricoprire quel ruolo, come si dice a casa mia: tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile, per cui pensare in generale ai ricambi dei vertici della nostra sanità potrebbe essere una riflessione utile.
La seconda cosa, faccio una richiesta al Presidente che, mi dispiace che sia uscito comunque ascolterà la registrazione o leggerà il verbale, al di là di quello che noi Consiglieri in questi mesi potremmo leggere sulla stampa, di sua spontanea volontà ogni tanto venga in Aula a relazionare su questa vicenda, se ci sono novità ovviamente, per dare quel colore di trasparenza, quell'input, per far vedere che quello che si sa viene comunicato con tranquillità, con trasparenza e senza problematiche.
Questo lo dico anche perché penso che un atteggiamento di questo genere possa togliere quei dubbi o quegli aloni immeritati e, come ha detto il Consigliere Celani, di solito chi ci rimette in queste situazioni è chi dà fiducia, non la persona che l'ha ricevuta.
Faccio questo invito affinché, al di là di quello che possiamo leggere sui giornali e anche delle interrogazioni che possono sorgere, se ci saranno delle novità o degli elementi nuovi, il Presidente venga in Aula a relazionare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Vorrei ricordare ai membri della maggioranza quello che è il nostro ruolo di Consiglieri regionali.
Noi siamo Consiglieri regionali a tempo pieno e non lo facciamo come secondo lavoro e di questo ci deve essere dato merito, oltretutto noi siamo qui per rappresentare i cittadini e noi i cittadini li ascoltiamo e presentiamo anche le loro proposte, oltretutto ascoltiamo anche le loro denunce, forse per questo che noi del Movimento 5 Stelle veniamo a conoscenza di cose che la maggioranza sembra non vedere.
Vorrei rispondere anche all'Assessore Pieroni, già che ci sono, avevo pronto anche il discorso di elogio per il Presidente Ceriscioli se eventualmente avesse deciso di fare quello che tutti auspicavamo, cioè un passo indietro.
Vorrei ricordare, sempre ai membri della maggioranza, le legittime prerogative di verifica e di controllo che non solo noi come Consiglieri di opposizione abbiamo, ma la stessa Giunta ha nei confronti di chi, come i tecnici, deve operare per il bene comune.
Esiste un codice di comportamento dei dirigenti che è stato palesemente violato e in base a quello ci sono delle sanzioni e delle possibilità di rimuovere gli stessi dagli incarichi, quindi per favore evitiamo di dire che noi siamo demagogici e giustizionalisti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Vorrei ricordare a quest'Aula che il Presidente ha scelto personalmente, di sua spontanea volontà, di fare queste comunicazioni, prima ancora che fosse iscritta alcuna interrogazione che evidentemente non sarebbe stata iscritta con l'opportuna tempistica, quindi è grazie al Presidente che oggi abbiamo la possibilità di fare tutti quanti questo dibattito, altrimenti non ci sarebbe stato, probabilmente tra qualche settimana sarebbe stato demandato ad un “botta e risposta” tra un interrogante e il Presidente stesso.
Questo lo voglio ricordare perché ci dà la cifra del nostro Presidente che ha fatto un intervento, io credo, che riportava delle informazioni molto rigorose, molto chiare, ricordando, ad esempio, il fatto che da settembre non c'è più alcun rapporto.
Penso che il Presidente abbia dato una cifra del suo carattere, con poche parole, perché la sua comunicazione è improntata ad un atteggiamento di sobrietà, di correttezza, devo dire che non sono solito fare degli elogi, ma le sue parole, a testa alta, sono delle dichiarazioni che uno può fare testa alta guardando in faccia le persone, non solo perché si dimostra che non c'è niente da nascondere, perché sono state riportate le informazioni e perché c'è una cifra di vero rispetto della magistratura, che è un tema di cui tanto spesso ci si riempie la bocca.
Rispetto per la magistratura vuole dire anche prudenza, vuole dire che la Giunta evidentemente valuta, con il passare del tempo e a seconda dell'evolversi delle situazioni, quali sono i comportamenti. Questa è la fiducia nella magistratura rispetto a fatti di cui, come giustamente è stato detto, poi ci ritornerò, è stato appreso qualcosa dalla stampa.
Potrei concludere qui, ma non lo faccio perché questo dibattito credo che ci abbia insegnato che su cose di questo genere si possono avere due cifre, due condotte, una è quella che ha tenuto il Presidente Ceriscioli, e l’altra condotta è di chi non solo evidentemente è disonesto intellettualmente, quindi non può guardare in faccia le altre persone, ma probabilmente non è nemmeno all'altezza del proprio ruolo. Si dice che non si è giustizialisti, poi però si vorrebbero cacciare subito le persone, si dice che questa è una Regione – dichiarazione gravissima – in cui la legalità è inesistente e si dimostra che non si ha fiducia nella magistratura, perché, evidentemente, se siamo in una Regione con una legalità inesistente qualcuno svolge male il proprio mestiere, e ricordo che chi sostiene una cosa del genere non ha il diritto, ma ha il dovere di andare alla magistratura a raccontare tutte le cose che sa, ha il dovere di farlo.
Il problema è che qui qualcuno utilizza le parole, forse, in modo inadeguato al proprio ruolo.
Credo che una condotta onesta intellettualmente sia incentrata su due principi. Uno è quello che riguarda il nostro impegno, che è l'impegno di tutti, che è l'impegno della maggioranza, che è l'impegno del Presidente, che è l'impegno del PD. Qualche giorno fa, secondo me, ha fatto molto bene il nostro Presidente del Consiglio a dire che chi ruba va cacciato e che la politica deve mettere in campo tutti gli strumenti per allontanare la corruzione da tutti i settori della vita pubblica. Voglio ricordare anche che è in questa legislatura è partita la stazione unica appaltante, è in questa legislatura che si sta dando pienamente attuazione a quello strumento che regola le nostre gare, su cui forse dovremmo fare ancora di più, sempre di più per rilanciarla, quindi da un lato c'è questo atteggiamento, dall'altro però, consentitemi, c'è anche il nostro dovere di rappresentanti istituzionali, di essere onesti rispetto alla comunità che noi rappresentiamo e poiché la politica è percezione e le nostre parole, i nostri comportamenti, i nostri atteggiamenti influenzano la percezione, è nostro dovere non alimentare un corto circuito, anche mediatico, che spesso va al di là della verità, che spesso è esterno persino agli aspetti che riguardano le indagini.
Questo lo vediamo continuamente nel nostro Paese e credo che questo atteggiamento abbia corroso il funzionamento democratico, quindi noi dobbiamo avere da un lato grande rigore, schiena dritta, allontanare assolutamente tutti i fenomeni corruttivi dalla macchina amministrativa e metterci il massimo impegno, dall'altro non solo non intrometterci nelle inchieste, ma anche non alimentare questa percezione, questo cortocircuito e queste culture che spesso nascondono il tentativo di lucrare qualche consenso facile da parte di chi evidentemente non ha altre modalità per poterlo fare, non ha la modalità delle argomentazioni, non ha la modalità di entrare nel merito delle questioni.
Credo che le comunicazioni siano state utili e probabilmente anche questo dibattito è stato utile per farci vedere l'onestà e la disonestà intellettuale di tutti i gruppi di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ringrazio tutti per il rispetto dei tempi, ora lascio la parola per la replica finale al Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Circa un anno fa, in questo periodo, mi mostrarono un interessante sondaggio che diceva che i cittadini italiani tornavano a mettere al primo posto nella valutazione di un politico la competenza e poi altri parametri come l'onestà e via dicendo.
Mi aveva colpito molto e mi sono chiesto: “Sarà veritiero questo sondaggio? Sarà vero che la competenza torna al primo posto?” L'ho preso con molti dubbi e beneficio di inventario perché non mi sembra che sia una qualità che normalmente brilli nell'attenzione generale, non riferito ai cittadini, ma riferito alla comunicazione, non ho mai visto una comunicazione che sottolinei la particolare competenza rispetto ad un passaggio.
Mi interessava replicare in modo particolare all'intervento del Consigliere Zaffiri non perché non abbia più che capito le cose che intendeva dire, però deve tener conto di una cosa, nella normativa italiana non c'è lo spoil system e potremmo fare anche una Commissione ad hoc in termini di competenza proprio per approfondire questo concetto.
E' una delle prime questioni che ho analizzato arrivando in Regione dicendo “Ma in Regione c’è qualche normativa che consente lo spoil system?” Non c'è, quindi non si può arrivare e cambiare tutti i contratti in essere nel nome di un cambio di guida di un ente.
Io sono un fanatico dello spoil system, sono convinto che sia giusto, ma lo spoil system non c'è, anzi se guardate i ricorsi di qualcuno che è stato cambiato, il più delle volte riportano: “Io sono stato rimosso per una azione di spoil system”, quindi per cambiare tutti il giorno che si arriva (…), mi faccia dire, sto parlando nell'interesse generale così meglio capiamo tutte le cose. Glielo do come elemento per capire rispetto alle questioni che ha sollevato, non esiste lo spoil system e viene invocato contro le scelte che si fanno, dicendo: “Mi hanno cambiato non perché non sia bravo, ma perché vogliono fare spoil system”. E’ uno strumento che la politica non ha a disposizione, per me fa benissimo la normativa nazionale che favorisce e semplifica lo strumento di responsabilità in comune, come ha detto molto bene nell'intervento il Consigliere Celani, dicendo: indirizzo e azione in ruoli separati, una volta stabilito il punto di partenza.
Nella sanità marchigiana tutti i vertici delle aziende siano stati cambiati in assenza di spoil system, significa che, indipendentemente dallo strumento, è stata fatta, a mio giudizio, una forte azione da questo punto di vista, perché senza strumento si sono cambiati tutti i vertici delle 4 aziende marchigiane. E’ chiaro che è stato fatto con gli strumenti che si hanno e sono convinto che questo fatto non sia rimasto senza conseguenze positive, perché giustamente il rimescolamento, la rotazione, come ha detto molto bene il Consigliere Zaffiri, sono strumenti che se applicati con una certa periodicità, liberano i meccanismi di un sistema da incrostazioni ed errori.
Sono convinto che sia una strada giusta e credo che ci arriveremo con la riorganizzazione che faremo, spero presto, proprio per mettere in moto questo meccanismo, questo strumento più ampio, evidentemente in termini di rotazione, ma sono convinto che quello che è stato fatto abbia mosso qualcosa anche dentro la vicenda, come la stiamo analizzando.
Rispetto alle parole che ho ascoltato, l'unico atto fatto dal nuovo Governo e dalla nuova direzione Asur è stato quello di non prorogare un contratto, se avessimo fatto il contrario, mi chiedo: “Se avessimo fatto la proroga cosa avrei ascoltato dagli interventi di oggi?
L'unico atto nuovo è stato non si proroga, quindi non si capisce quale tipo di vantaggio avrebbe avuto la ditta da questo Governo. Io non sono preoccupato per questo caso, come dicevo l'altra volta, sono preoccupato per il caso contrario, chi proroga o non proroga sono i dirigenti e lo fanno sulla base di percorsi che loro ritengono opportuni, corretti ed il giudizio diventa politico, qui diciamo che siamo stati “fortunati” perché c'è stata la scelta di non prorogare, quindi di fronte alla vicenda noi ci presentiamo con le prospettive migliori, i migliori atti possibili, perché è difficile dire che sia stato dato un vantaggio ed in questo caso non capisco quale sia il vantaggio.
Secondo me bisogna svincolare questi percorsi, lasciarli nelle giuste mani di chi ha tutti gli strumenti, che noi non abbiamo, per approfondire le questioni, portarle avanti e risolverle.
Spero che le vicende abbiano dei tempi più stretti possibili. Perché è molto importante la questione tempo? Vi siete mai chiesti come mai negli altri Paesi si dimettono tutti? Ad esempio “Ministro con la colf non in regola si dimette il giorno dopo”, questo perché i tempi della giustizia sono abbastanza veloci, quindi una persona ha la possibilità di riabilitarsi in un tempo congruo, ma se noi pensiamo, ne parlavo prima, che una vicenda del 2012 che è stata citata, nel 2016, non so neanche se è importante, dopo quattro anni non è neanche al primo grado di giudizio, capite che le dimissioni sono un po' più difficili perché io posso dimettermi, ma se la mia riabilitazione è fra 12 anni!
Ecco perché vanno ricommisurati anche gli strumenti e le scelte nel quadro in cui ci troviamo a vivere, in termini anche di questioni banali come sono i tempi.
Spero che da questo punto di vista ci sia, non sullo specifico di questa inchiesta, sto parlando più in generale, la possibilità di lavorare con tempi più stretti che rendano più giusta la giustizia e più agevole l'operato di chi deve ragionare sulla base delle conseguenze degli atti giudiziari, perché arrivando in tempi più stretti ci permette a tutti quanti di lavorare meglio.
Un piccolo contributo come Regione l’abbiamo dato con il bellissimo bando della formazione all'interno delle Procure, dei Tribunali, del Tar, e così via, un po' in parallelo quello che accade all'avvocato, cioè la possibilità di avere giovani neolaureati, oltretutto con punteggi molto alti, che lavorano e collaborano di fatto, danno una mano alla giustizia marchigiana in misura doppia rispetto ad altre regioni perché al bando nazionale si sono affiancati i fondi della formazione regionale.
Quello è un modello di contributo che probabilmente, nel legislatore nazionale e nell'uso delle risorse, andrebbe indirizzato in maniera più corposa nei confronti di queste strutture. Una dotazione di personale, di strumenti, di tecnologie e anche di procedure che permettano di gestire questi passaggi con tempi più rapidi, semplificandoli per tutti. Per tutte le persone di buon senso, di buona volontà e di intelligenza politica, in rapporto con vicende che, avendo di fronte tempi lunghissimi, ci mettono nell'incertezza, perché la persona che abbiamo di fronte, è vero che può essere colpevole, ma è altrettanto vero che può essere innocente, valgono tutte e due le fattispecie, addirittura estranea in alcuni casi.
Valendo entrambe le prospettive più i tempi sono stretti, prima si arriva al chiarimento, più è semplice per ognuno di noi operare al meglio nella propria funzione. Più i tempi sono lunghi, più questa incertezza viene lasciata alle difficoltà che ognuno ha nel doversi regolare, non sapendo nell'immediato quale sarà l'esito finale ed immaginando che questo esito sia molto in là nel tempo, più uno deve regolarsi e contemperare l'equilibrio delle scelte di oggi con le possibilità del futuro.
In questo quadro generale sono convinto che noi dobbiamo cercare di operare al meglio con gli strumenti e le formazioni che abbiamo. Migliorare costantemente procedure e modalità, tutto quello che può favorire una maggiore chiarezza e trasparenza nei percorsi, con lo spirito dell'amministratore che vuole dare più qualità al Governo e non, come ha detto prima il Consigliere Carloni, lo spirito giacobino, prima tagliamo la testa poi andiamo a vedere se è innocente o colpevole, che mi sembra una modalità che la storia ha vissuto, ma non credo con un giudizio estremamente positivo da parte dei posteri. Penso che sia meglio lavorare affinchè la giustizia abbia tutti gli strumenti per poter operare in maniera rapida ed efficace.
Con questo equilibrio voglio approfittare di questa conclusione e ringraziare tutti quelli che sono intervenuti e sono convinto che ognuno, dal suo proprio di vista, dica le cose per migliorare il proseguo del lavoro che dobbiamo fare assieme. Credo che tutto quello che ci può mettere di fronte alla realtà dei fatti ci aiuti a tenere un atteggiamento, nella giusta misura, con la giusta modalità, per affrontare questioni delicatissime, come quelle che stiamo vivendo in questi giorni.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Rispetto al successivo punto dell'ordine del giorno, la proposta di legge n. 34, il Presidente della III Commissione Biancani ha chiesto la parola.

Andrea BIANCANI. Chiedo di poter riunire la Commissione per 10 minuti in quanto sono stati presentati nuovi emendamenti richiesti direttamente dal servizio, avrei quindi bisogno di poterli valutare prima di inserirli all'interno della proposta di legge. Mi sono anche confrontato con gli altri componenti della Commissione, sono tutti disponibili ad approfondire.

PRESIDENTE: La seduta è sospesa.

La seduta è sospesa alle ore 11,50.

La seduta riprende alle ore 12,15.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

Proposta di legge n. 34
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifiche alla legge regionale 20 aprile 2015, n. 19 'Norme in materia di esercizio e controllo degli impianti termici degli edifici'”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 34 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Questa proposta di legge, la n. 34 del 2016, va a modificare la legge 19 del 20 aprile 2015 “Norme in materia di esercizio e controllo degli impianti termici degli edifici”, che derivava dalla consultazione fatta con l'Upi, l'Anci, le varie autorità competenti, le associazioni di categoria e dei consumatori ed aveva introdotto importanti novità in recepimento della normativa statale ed europea in relazione alle norme legate agli impianti termici degli edifici.
In questa proposta di legge gli articoli 1 e 2 contengono delle variazioni che derivano, anche queste, dal confronto che è emerso dal tavolo tecnico previsto dalla stessa legge 19, articolo 15, che prevede la necessità di un raffronto per effettuare un punto e capire quelle che sono le modifiche da fare.
Gli articoli 1 e 2 vanno a modificare l'articolo 12, comma 3, e anche l'allegato 8 della legge, infatti l'articolo 2, comma 3 prevede che il codice di catasto sia composto da 4 lettere che identifichino l'autorità competente, più 6 numeri che rappresentino il numero progressivo dell'impianto.
E' opportuno stabilire, in vista dell'adozione del catasto unico regionale degli impianti termici, previsto dal medesimo articolo 12, che le cifre del numero progressivo passino da 6 a 8, una modifica prettamente tecnica, ma occorre modificare e cambiare anche l'allegato 8 della legge regionale 19.
C'è un'ulteriore modifica, con l'articolo 1 bis - viene chiesta dall'ufficio competente regionale, anche sulla base del parere del Crel – con la quale si aggiunge all'articolo 18, dopo il comma 6 della legge regionale 19, il comma 6 bis, che è importante perché dice che la Giunta regionale con proprio atto, d'intesa con i rappresentanti dei soggetti di cui all'articolo 15, comma 1, cioè i soggetti che sono direttamente interessati, detta criteri ed indirizzi per la corretta applicazione della legge. L'articolo 6 bis è importante perché permette alla Giunta di dare risposte dirette a quesiti molto spesso particolari che vengono posti dalle autorità competenti.
Con la presente legge si va poi a modificare, con l'introduzione dell'articolo 3, in particolare con i commi 1, 2, 3 4, l'articolo 18.
In particolare l'articolo 18, comma 1, lettera a) riguarda la proroga dei termini entro cui portare a termine i controlli e le ispezioni sulle autocertificazioni del periodo 2013/2014.
Le autorità competenti che hanno concluso, entro il 31 dicembre 2014, la campagna di autocertificazione per il biennio 2013/2014 hanno evidenziato la necessità di disporre di maggior lasso di tempo, rispetto al termine del 30 dicembre 2015, per la conclusione dell'attività di controllo ed ispezione sulle autocertificazioni 2013. Si tratta di modificare, prorogando dal 30 dicembre 2015 al 31 dicembre 2016, quindi si dà un anno in più di tempo.
Il comma 2 modifica l'articolo 18, comma 1, lettera i) e nasce dall'esigenza delle autorità competenti, in particolare del Comune di Fano, di acquisire in termini più brevi, rispetto al 30 giugno 2017, l'autocertificazione relativa agli impianti termici che non era stata presentata nella campagna biennale 2013/2014.
Questo permetterebbe alle autorità competenti di effettuare in tempi più brevi il censimento degli impianti termici presenti sul territorio, vista però la eterogeneità dei casi che ci sono a livello regionale, si ritiene di fare in modo che siano le singole autorità competenti, a decidere in base alle varie caratteristiche, alle varie condizioni in cui si trovano, di spostare la data fino al 30 settembre 2016.
L'altra modifica concerne sempre l'articolo 18, comma 1, lettera l) e riguarda la proroga, per gli impianti che hanno effettuato l'autocertificazione per il biennio 2013/2014, dei termini di trasmissione della dichiarazione di avvenuta manutenzione.
Il termine era previsto per il 30° giorno successivo a quello della manutenzione, si porta per tutti al 30 giugno 2016, per le manutenzioni effettuate dal 1 giugno 2015 al 31 maggio 2016.
Inoltre il comma 4, dell'articolo 3 della presente proposta di legge consente di inviare al posto della dichiarazione di avvenuta manutenzione (DAM), per la manutenzione che va dal 1 gennaio 2015 al 30 settembre 2015, il rapporto di controllo di cui agli allegati G e F o il rapporto di controllo di efficienza energetica. Questo perchè i moduli, anche da parte della Regione, sono stati resi disponibili solamente nel mese di giugno 2015 e coloro che avevano fatto le verifiche prima non avevano a disposizione questi moduli.
I due emendamenti che abbiamo presentato, per i quali abbiamo appena fatto una Commissione per verificare e per capire la necessità di presentarli, derivano dal confronto che c'è stato all'interno del tavolo tecnico, ovviamente valutati anche dai funzionari della Giunta, e da una parte si va ad aggiungere l'articolo 1 ter, quindi si va a modificare l'articolo 8, in particolare il comma 6, dove la data programmata per l'ispezione non può essere modificata per più di 2 volte consecutive se l'utente ne fa richiesta per iscritto o ne dà comunicazione anche telefonica con almeno 3 giorni di anticipo, la nuova data è fissata entro e non oltre i 20 giorni successivi rispetto alla data prevista. Un cittadino può rinviare i controlli, mettendolo per iscritto, però può farlo per un massimo di 2 volte, non può farlo all'infinito altrimenti uno potrebbe non permettere mai che vengano fatti.
L'altro emendamento riguarda l'articolo 18, comma 1, lettera g) dove l'autorità competente che si avvale della proroga di cui alla lettera c) deve avviare, entro il mese successivo, al termine indicato nel relativo atto e con le modalità previste dalla legge regionale 9 del 2008, i controlli e le ispezioni relative alle autocertificazioni inerenti il biennio 2013/2014 come previsto dall'atto di proroga.
La norma attuale prevede che tali controlli ed ispezioni devono concludersi entro 6 mesi, la proposta dell'emendamento definisce che i controlli e le ispezioni devono concludersi entro un anno dalla proroga, per dare più possibilità alle autorità competenti di valutare le autocertificazioni arrivate ed avere più tempo per fare i controlli rispetto a quello che è stato certificato.
Io ho finito la descrizione della presente proposta di legge, può essere un po' noiosa perché riguarda un sacco di date e un sacco di termini, però mi sembrava opportuno evidenziare all'intero Consiglio regionale le modifiche che vengono apportate con la proposta di legge 34. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro aperte le iscrizioni a parlare.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Consigliere Biancani ha detto tutto lei, io ho poco da aggiungere nel senso che questa è una legge molto tecnica, le considerazioni politiche sono “al margine”.
Provo a fare una sintesi. Con questa legge e con gli emendamenti che sono stati presentati si sta cercando di mettere le autorità competenti, che devono fare i controlli sulle caldaie, nelle migliori condizioni possibili. Alcuni sono un po' più avanti e chiedono delle proroghe per terminare i controlli, altri sono un po' più indietro, addirittura nella fase di censimento, quindi a seconda delle necessità si danno delle proroghe oppure, addirittura, si cerca di anticipare la tempistica per realizzare questo catasto. Sostanzialmente si tratta di questo.
C'è anche la modifica dei codici che passano da 6 a 8 caratteri, come ha già detto il Consigliere Biancani, per dare la possibilità di avere una casistica numerica che possa essere la più ampia possibile.
Non ci sono altre considerazioni da fare, è una legge prettamente tecnica che dovrebbe consentire, una volta per tutte, di mettere la parola fine alla questione dei controlli e del catasto delle caldaie. Speriamo che non ci sia bisogno di altre proroghe.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. La proposta di legge in questione mi vede favorevole per alcuni precisi motivi.
Il primo perché imprime nel merito un'accelerazione alla costituzione di un catasto unico regionale per gli impianti termici.
Il secondo perché modula i tempi delle certificazioni in base alle necessità delle varie autorità competenti in un contesto regionale dove, come si ricorda bene nella proposta, vige una assoluta eterogeneità.
L'obiettivo ultimo è quello di chiudere il cerchio aggiornando la situazione e i censimenti degli impianti progressivamente, dando vita ad una base di catasto degli impianti lasciando invariato il termine ultimo del 30 giugno 2017 per l'acquisizione del regolare rapporto di controllo di efficienza energetica.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 01/1, istitutivo dell'articolo 01, ad iniziativa della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis
Emendamento 1 bis/1 ad iniziativa della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 34, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Relazione n. 6
ad iniziativa della II Commissione assembleare
“Partecipazione della Regione Marche al meccanismo di 'allarme rapido – early warning' ai sensi del Protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea – Dialogo politico con le Camere del Parlamento italiano in merito alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi - COM (2016 128)"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la relazione n. 6 della II Commissione assembleare.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Con questo atto interveniamo su una questione molto importante e molto delicata, esiste una direttiva del 1996 dell'Unione europea che ha consentito il distacco dei lavoratori e sulla base di questa è stato possibile, in questi anni, distaccare i lavoratori presso altri Paesi, non alle condizioni del Paese ospitante, ma alle condizioni del Paese originario.
Se alcune imprese, anche interinali, distaccavano all'estero dei lavoratori, questi si trovavano nelle condizioni contrattuali del Paese originario. Ciò ha determinato la situazione cosiddetta del “dumping sociale”, cioè una competizione che è stata fatta sulla pelle dei diritti dei lavoratori.
Dopo alcuni anni ci si è resi conto di questa situazione ed è iniziato un pressing anche da parte dei sindacati europei che ha portato, col passare del tempo, ad intervenire, per cui la nuova direttiva europea prevede di sanare questa situazione.
Perchè noi interveniamo? Le Regioni, insieme al Senato della Repubblica, nella fase ascendente del diritto comunitario, hanno la possibilità di adoperarsi da questo punto di vista. Se ne stanno occupando le Regioni, se ne sta già occupando il Senato, la II Commissione ha analizzato questo tema ed abbiamo affrontato un dibattito anche molto interessante, abbiamo ascoltato le rappresentanze sindacali, abbiamo fatto anche un bel dibattito tra colleghi e la risoluzione che ne è scaturita indica, da questo punto di vista, le nostre osservazioni in particolare su due aspetti.
Dal nostro punto di vista, uno degli aspetti contenuti in questa direttiva andrebbe modificato, riguarda il limite temporale oltre il quale i cittadini vengono considerati residenti.
Nella direttiva questo limite è fissato in 24 mesi, ma, dal nostro punto di vista, delle Regioni, ma è stato detto, devo dire la verità, anche dalla Commissione del Senato che se ne è occupata, questo limite è troppo lungo perché la maggioranza dei lavori, ad esempio, delle gare che vengono fatte e che determinano questi distacchi hanno una durata minore, quindi questo limite andrebbe abbassato.
Il secondo aspetto riguarda le condizioni del Paese ospitante e non più di quello originario. Cosa vuol dire? Vuol dire che, nel nostro caso, l'Italia non ha condizioni minime obbligatorie, la contrattazione collettiva nazionale non è obbligatoria in tutti i settori, quindi noi abbiamo alcune realtà in cui non esiste contrattazione collettiva nazionale, mentre in altri Paesi c’è. Questo è un problema dal punto di vista dell'armonizzazione, evidentemente tra i vari Paesi membri si dovrebbe intervenire per facilitare un'armonizzazione che sani i casi di quei settori in cui non esistono condizioni minime per i lavoratori dal punto di vista, ad esempio, salariale, ma anche di altre condizioni di lavoro.
Questi sono due punti sui quali, nel merito della direttiva, abbiamo ritenuto di intervenire, visto che la risoluzione che voteremo oggi in Aula viene mandata sia alle Camere che all'Europa.
Un terzo punto, un punto a parte, molto specifico, su cui vogliamo aprire un tema, una finestra specifica di osservazione, riguarda il settore dei trasporti. Il settore degli autotrasportatori più di altri ha sofferto il problema del dumping, che difficilmente è controllabile perché sottostà alla questione della mobilità, per cui andrebbe trattato dal nostro punto di vista con un'attenzione specifica.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie al Consigliere Busilacchi che ha introdotto l'argomento in modo positivo, nel senso che ha evidenziato le difficoltà che esistono in questa direttiva, che nasce dopo 20 anni.
In questi 20 anni si è diffuso il fenomeno del dumping in giro per la Comunità europea e noi, come Italia, ne siamo, in modo particolare, protagonisti.
Ne siamo protagonisti perché abbiamo una debolezza contrattuale che è stata già evidenziata, ma io la voglio riprendere perché sta nell'articolo 36 della Costituzione e questo Stato, questo Paese, l'Italia, non vuole riconoscere alle organizzazioni sindacali l'applicazione dell'articolo 36.
L'articolo 36 su questa direttiva è importantissimo perché ci sono dei problemi sui controlli e li abbiamo, guarda caso, proprio nel nostro Paese. Gli ispettori del lavoro facendo i controlli hanno queste difficoltà.
A differenza dei francesi, a differenza dei tedeschi, che hanno contratti riconosciuti dagli Stati membri, in Italia c'è questa difficoltà che si sta protraendo da troppi anni, da troppi decenni e noi, come Consiglio - adesso i Consiglieri andranno a votare questo provvedimento – e come Commissione abbiamo voluto evidenziare questo aspetto con forza, richiamando l'attenzione dello Stato italiano e del Senato a discutere questo problema.
Altrimenti crediamo - perlomeno con la discussione che abbiamo fatto con la presenza del mondo sindacale, che ha dato un grande contributo, ed anche delle associazioni, che sono intervenute e che hanno dato un grosso contributo a questo dibattito - potrebbero rimanere delle sofferenze, nonostante questa direttiva, per l'Italia potrebbero rimanere queste difficoltà.
Cosa significa? Significa quello che evidenziava il Consigliere Busilacchi, in modo particolare nel trasporto, ma anche in altri servizi, come quello dell'edilizia, ma lo registriamo anche nel settore della carpenteria. Abbiamo queste difficoltà ed il dumping tra lavoratori, con il nostro contratto italiano, e quelli che vengono in particolar modo dai Paesi dell'est, potrebbe rimanere se non c'è un intervento abbastanza decisivo e urgente da parte dello Stato per regolarizzare le contrattazioni del mondo del lavoro del nostro Pese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Solo per ribadire quanto hanno detto i due colleghi perché in Commissione su questo ci siamo soffermati molto.
Come è costume della Commissione abbiamo ascoltato le parti sindacali e del mondo imprenditoriale su un tema che è molto particolare e molto sentito dalle imprese e dalle parti sociali, per i motivi che sono stati esposti dal Consigliere Busilacchi e dal Consigliere Zaffiri.
A me preme sottolineare 2/3 aspetti di carattere generale.
Il primo, noi abbiamo già approvato diverse risoluzioni di questo tipo. Credo che questo percorso partecipativo per la verifica dell'applicazione dei principi di sussidiarietà di alcune risoluzioni della Comunità europea, rafforzi il ruolo delle Regioni, dobbiamo crederci perché, come è accaduto altre volte, le nostre risoluzioni che vanno alle Commissioni competenti di Camera e Senato sono ascoltate, dobbiamo perderci tempo, non dobbiamo farle passare come un atto dovuto, possiamo incidere e lo dobbiamo fare nel modo giusto.
Questo è un elemento molto significativo. La partecipazione alle procedure di verifica dell'applicazione dei principi di sussidiarietà ai sensi del protocollo 2 del Trattato dell'Unione europea credo che sia molto significativa.
Dobbiamo sempre cercare di approfondire le tematiche perché toccano in modo diretto, come questa ad esempio, il principio della libera concorrenza, della concorrenza più o meno sleale all'interno di alcune attività economiche, soprattutto per quanto riguarda il settore dell'edilizia, il settore dei trasporti, il settore della logistica, in questo caso sono molto importanti.
L'altro aspetto che voglio evidenziare è che noi qui affermiamo un principio molto importante dal punto di vista sociale che lo stesso lavoro, nello stesso posto, deve essere retribuito allo stesso modo.
Questo è un principio di equità sociale molto importante che cozza però con quanto ha detto il Consigliere Zaffiri in merito all'articolo 36 della Costituzione perché non viene riconosciuta, da parte della legge italiana, l'obbligatorietà dell'applicazione dei contratti collettivi di lavoro.
Questo è un aspetto su cui dobbiamo batterci, altrimenti non possiamo parlare di equità sociale, ma soprattutto non possiamo parlare di leale concorrenza all'interno di certi settori.
L'altra considerazione che mi viene in mente di fare è quanta strada deve ancora fare l'Europa sull'armonizzazione delle leggi.
E' un discorso fondamentale, noi non possiamo parlare d'Europa, non possiamo parlare di Comunità europea, se non arriviamo ad armonizzare nel miglior modo possibile le normative, altrimenti stiamo soltanto giocando sul più e sul meno, sulla concorrenza, su chi è più “furbo” all'interno degli Stati membri.
Credo che questo non sia concepibile, questo allontana il principio di unione, la costruzione di questa comunità coesa, che noi stiamo cercando, ma che non realizzeremo se non riusciremo ad armonizzare le normative.
Questo è un passo che dobbiamo fare, anzi auspico che in questa direzione vengano fatti sempre più provvedimenti di questo tipo che ci consentano anche di scandagliare le varie normative degli Stati membri per incentivare i passi in avanti del Governo italiano ed arrivare ad un allineamento con la normativa europea ed al tempo stesso capire, a volte, come anche gli altri Stati membri possono gabbarci, e questo non ci fa proprio piacere, perché ci sono delle normative che in qualche modo vanno a sfavorire ulteriormente lo Stato, il Governo italiano, perché noi siamo - lo dico anche con un pizzico di orgoglio - molto avanti per quanto riguarda la normativa della sicurezza, la normativa della competitività, la normativa della lealtà nel settore economico, ma soprattutto nel campo dei diritti civili e della legislazione sociale. Siamo molto avanti rispetto agli altri Paesi checchè ne dicano e vogliono far credere, quindi questa risoluzione è un grande contributo in questo senso. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Risoluzione n. 19 a firma del Consigliere Traversini, in qualità di Presidente della II Commissione. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE Anticipo che la mozione n. 107, abbinata all’interrogazione n. 145, e la mozione n. 106 saranno trattate nella prossima seduta assembleare.
Ci rimangono quindi due mozioni: la n. 91 e la n. 96.

Mozione n. 91
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia
“Attivazione Protocolli d'intesa con enti territoriali russi”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 91 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia.
Su questa mozione è stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Traversini, Zaffiri, Celani, Fabbri.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. La risoluzione è frutto di un lavoro che è nato con la presentazione della mozione del Gruppo Lega Nord, legata alla trattativa dei rapporti con la Russia.
La mozione è estremamente importante e interessante per quello che riguarda le Marche, anche perché lo stesso Consiglio, lo citiamo nella risoluzione, aveva approvato all'unanimità una mozione con la quale invitava il Governo italiano ad adoperarsi affinché venissero superate le sanzioni economiche verso l'Unione Sovietica, con lo scopo di porre fine a questa situazione.
Situazione che è stata prorogata, dal Consiglio europeo alla fine di quest'anno, il 21 dicembre 2015, fino al 31 luglio. Questo mette sicuramente in difficoltà, dal punto di vista commerciale, i rapporti che l'Italia e soprattutto le Marche hanno con l'Unione Sovietica. La regione Marche ha tra i primi tre mercati commerciali quello russo, è un mercato estremamente importante e questo pone delle grandi difficoltà alle aziende italiane, ma soprattutto marchigiane.
In questo periodo che il mercato è chiuso, c'è una forte presenza sul mercato russo di beni e prodotti italiani contraffatti, questo potrebbe allungare il periodo della ripresa stessa del mercato marchigiano.
Prendere delle iniziative per favorire lo sblocco di questa situazione è sicuramente importante in generale per l'Italia, ma soprattutto per le Marche e siccome la Costituzione dà la possibilità alla Regione di intraprendere iniziative per le materie di propria competenza instaurando rapporti che le Regioni di Stati diversi, con l'avvallo dello Sato centrale, si invita ad iniziare e continuare un rapporto di questo tipo.
Ricordo che in questi anni la Regione Marche non è stata assolutamente ferma, nel 1998 ha intrapreso rapporti con la Russia, negli ultimi anni, nel 2014 ha notificato una proposta di protocollo d'intesa con la Regione di Sverdlovsk e nel 2015 ha iniziato un rapporto con la Provincia del Daghestan.
La risoluzione è frutto del lavoro della II Commissione, firmata oltre che dal sottoscritto Presidente, anche dal Consigliere Zaffiri, che è il promotore della mozione con il gruppo della Lega nord, e dai rappresentanti di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle. Una risoluzione sulla quale abbiamo lavorato a livello di Commissione, quindi, quello che si chiede è l'impegno da parte della Giunta a continuare il lavoro intrapreso, ma soprattutto a velocizzare la stipula di protocolli d'intesa che, in maniera chiara e veloce, potrebbero dare dei vantaggi di ripresa all'economia marchigiana.
Questa è la risoluzione ottenuta con il lavoro della Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie al Presidente Traversini che ha introdotto questo argomento molto importante per la comunità marchigiana. La proposta di risoluzione nasce da un lavoro che avevamo intrapreso come gruppo Lega Nord, però abbiamo voluto metterlo a disposizione di tutta l'Aula perché riteniamo che l'interesse dell'economia non sia né di destra né di sinistra. E’ una risposta che dobbiamo dare ai marchigiani, a questa comunità che in conseguenza delle sanzioni alla Russia ha avuto e ha dei grossi problemi per quanto riguarda l'economia.
Diciamo sempre che il problema con la Russia è del Governo e dei rapporti della Comunità, noi siamo scesi un attimo al nostro livello, al livello marchigiano e questa risoluzione è un impegno affinchè, in modo particolare - l'avevo detto in Aula in un'altra circostanza, ma questo trova che il tempo è già passato, trova soltanto un annuncio - il Presidente, questo è il significato politico di questa cosa, e la Giunta con i propri uffici si attivino, nel più breve tempo possibile, per dare la dimostrazione delle cose che facciamo e che sono possibili fare, per stipulare un accordo con una regione russa, questo è possibile - il Presidente adesso è fuori dall'Aula ma credo che gli verrà riportato - soltanto che il Presidente deve velocizzare questi aspetti.
Questo è l'aspetto politico importante, deve velocizzare questo accordo con una regione che l'esecutivo sceglierà, quella che ritiene più opportuna per i marchigiani, per dare una risposta alle difficoltà dell'esportazione di questo grande paese.
Presidente se non mi ascolta, spero che qualcuno glielo riferisca, velocizzi su questo problema per sottoscrivere un accordo. Qualche mese fa aveva risposto ad un mio intervento nel quale ribadivo che conoscevo la situazione perché determinate cose si erano già mosse per sottoscrivere questo accordo, però siamo già arrivati a maggio e ancora questo accordo non ha visto la luce del sole.
La risoluzione è un patrimonio di tutta questa Aula, ringrazio anche il gruppo di maggioranza che ha collaborato affinché questa risoluzione diventasse di tutto il Consiglio. Credo che il Presidente ne debba prendere atto e debba mettere in moto subito tutti gli strumenti per concretizzare, in pochissimo tempo, quello che dentro questa Aula lui stesso aveva già preannunciato e detto. Probabilmente gli è sfuggito o non riesce a controllare, come ho detto prima nell'altro intervento, i dirigenti di questa Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA (parla dagli scranni della minoranza). Sembrerebbe inutile stare di nuovo a ripetere ancora una volta l'entità del danno che le sanzioni alla Russia hanno causato alle imprese marchigiane. Ma penso che soprattutto in questa sede sia più che opportuno ripeterlo.
Nello specifico mi riferisco al distretto calzaturiero, del quale voglio farmi portavoce; ancora pochi giorni fa, incontrando imprenditori e rappresentanti di categoria del fermano, ho raccolto istanze, che ormai rasentano quasi la supplica.
La situazione è che l'economia nazionale non evidenzia miglioramenti nei consumi interni e in questa luce è l'export che assume sempre maggiore importanza, come del resto il trend che la Confartigianato stessa ha da tempo favorito, indirizzando verso l'internazionalizzazione piccole e medie imprese.
Ogni anno, quindi, i nostri imprenditori calzaturieri intraprendono quello che io chiamo "pellegrinaggio della speranza" al Micam e ad altre fiere di rilevanza internazionale, riponendo speranze ed aspettative, per poi tornare sempre più frustrati, disillusi e con prospettive fallimentari di fronte.
A questo punto mi chiedo: a quale scopo finanziare o canalizzare fondi sovraordinati per l'internazionalizzazione, se poi non si è politicamente coerenti o, peggio, si rimane sordi ed inerti?
E' proprio l'inerzia politica che sta uccidendo la nostra economia locale, che piuttosto andrebbe sostenuta, valorizzata e tutelata, in quanto espressione e promozione del nostro territorio. Non stiamo parlando solo di realtà produttiva, ma di tutti i settori, interconnessi e connotazione stessa del territorio, proprio i prodotti marchigiani hanno indotto i primi interessi ed apprezzamenti anche nei confronti delle bellezze paesaggistiche, artistiche e culturali.
E' ora di dare risposte davvero fattive, concretizzando gli impegni che ci siamo assunti con quello che la legge permette di fare, così come già realizzato in Lombardia, e cioè protocolli di intesa tra Regione Marche ed altri enti territoriali russi.
Chiaro che il mercato si può orientare anche ad altri Paesi, ma i contatti già avuti con la Russia hanno mostrato una collaborazione già sperimentata e solida e questi sono rapporti commerciali da riagganciare e recuperare, anche in un'ottica di efficienza, risparmio e razionalizzazione degli interventi.
Si può fare, si deve fare, perché le aziende calzaturiere non chiedono l'obolo, non chiedono sussidiarietà, non chiedono fondi "salva scarpe", chiedono semplicemente di poter lavorare per continuare ad esportare quell'eccellenza che ha reso le produzioni del fermano e del maceratese rinomate in tutto il mondo. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Non entro nel merito dell'importanza perché vedo che è sotto gli occhi di tutti, d'altra parte questo Consiglio si era già espresso nel mese di febbraio scorso con una mozione che diceva dell'inutilità di queste sanzioni, che provocano più danno a chi le impone che a chi le riceve. Questo è un dato di fatto, lo dice la statistica, lo dice la politica, lo dicono tutti, perché il vero dramma è che questi Paesi, oggetto di queste sanzioni, stabilizzano dei rapporti commerciali con altre situazioni che poi è difficile scalfire. Il vero danno è indiretto, non è soltanto il danno diretto dell'export che diminuisce, ma si stabilizzano delle situazioni con altri mercati che poi è difficile recuperare, anzi è impossibile recuperare.
Credo che sia questo l'aspetto che va segnalato, ma c'è anche un aspetto politico molto importante che abbiamo evidenziato l'altra volta, io lo dissi e lo voglio ripetere, se la politica internazionale non è in grado di contenere le tensioni geopolitiche che nascono nel mondo e pensa di risolverle attraverso le sanzioni siamo rovinati, perché non mi sembra che lo scenario internazionale si stia calmando e se noi vogliamo sanzionare qualcuno dal punto di vista economico, vuol dire che le nostre economie, quelle occidentali, saranno a pezzi nei prossimi anni.
Mi auguro che la politica sappia mediare, ridurre queste conflittualità e non fare leva sull'aspetto economico. Tra l'altro c'è anche un aspetto prettamente umanitario perché le sanzioni, prendiamo quelle che sono state fatte da anni all'Iran, riducono allo stremo un territorio, per non parlare delle sanzioni a Cuba che sono state rimosse ultimamente. Non credo che nel XXI secolo si possa continuare a gestire le tensioni geopolitiche nel mondo attraverso le sanzioni economiche, ci sono ben altri strumenti, come la mediazione, gli accordi a livello mondiale, che la politica può porre in essere per superare i problemi.
Ci auguriamo che per sopperire a questa incapacità, che in questo momento la politica sta mostrando, si possa intervenire con degli accordi bilaterali tra le varie Regioni per dare sostegno ad una economia asfittica che ancor di più potrebbe essere messa in ginocchio in alcuni settori trainanti dell'economia marchigiana. Non ricordiamo soltanto il calzaturiero, abbiamo l'industria del mobile, quella della meccanica di precisione, molto importante, in questo nostro territorio siamo un elemento fondante, che stanno veramente soffrendo con riduzioni dell'export che vanno ben oltre il 40/50% e le conseguenze si riflettono sull'occupazione.
Tre settori vitali che impiegano anche innovazioni e che si riflettono sull'occupazione e sulle giovani menti, su coloro che fanno ricerca, che magari vanno all'estero a lavorare in settori molto importanti che ci vedranno commercialmente in difficoltà nel prossimo decennio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Intervengo riguardo a questi aspetti commerciali perché sono attore in questo campo, sono un agente di commercio e rappresentante e collaboro con le aziende italiane ed europee per l'esportazione.
L’ho detto chiaramente l’altra volta quando si parlava di fiere ed investimenti che a parole è un conto, mentre nei fatti, nel mondo concreto poche sono le aziende aggressive. Tutto è molto distante da quello che noi ipotizziamo qua.
E’ un mondo molto aggressivo, determinato, incisivo, dove si opera, si idea, si lavora ad altissima velocità. In quest'Assemblea si ideano progetti carini, ma se non sono accompagnati da una adeguata aggressività, che qui non vedo nei volti di nessuno, sono tutte belle parole, tutte iniziative che non funzionano perché nel mondo si gioca il futuro, si giocano le sorti, io vendo più di te, vengo a vendere da te e tu sei morto; tu vendi da me e io sono morto.
Se non vi mettete in testa questi concetti crudi, semplici, elementari, noi alle nostre aziende non porteremo profitto, non porteremo appoggio concreto. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Traversini, Zaffiri, Celani, Fabbri, assorbente la mozione n. 91, se sarà votata favorevolmente non voteremo la mozione. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 96
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Difesa della costa di Porto Recanati. Garanzie sull'effettivo svolgimento degli interventi programmati per il lungomare sud e programmazione interventi per il litorale nord”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 96 della Consigliera Leonardi.
E’ stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Leonardi e Micucci, assorbente la mozione n. 96.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Avevo presentato la mozione un paio di mesi fa riguardo il mantenimento della tempistica relativamente ai lavori sul litorale portorecanatese.
Su accordo con la maggioranza e su proposta del Consigliere Micucci abbiamo concordato la presentazione di una risoluzione unica al posto della mozione da me presentata, nella quale si chiede, viste le condizioni sia del tratto sud del litorale portorecanatese che quelle del tratto nord, degli interventi, in particolar modo delle garanzie.
Per quanto riguarda il litorale sud ci sono 15 milioni di euro disponibili per vari accordi che sono stati anche firmati, degli impegni fra la Regione e gli altri gli enti o privati che compartecipano, le Ferrovie, il Provveditorato, per cui si chiede il mantenimento dei tempi per la realizzazione, questo perché chi conosce come me la storia di Porto Recanati ed i disagi rispetto alle mareggiate, sa bene che i lavori possono essere realizzati solo con determinate condizioni ambientali.
Uno slittamento dei tempi rispetto a quelle che sono le previsioni degli accordi firmati potrebbe far purtroppo temere, e per questo mi faccio portavoce di quelle che sono le richieste da parte degli operatori balneari, di perdere un'altra stagione balneare con tutte le conseguenze che abbiamo già visto.
Per quanto riguarda il tratto a nord, quindi a Scossicci, avevo fatto, menzionandole nella mozione, delle richieste per interventi economici attraverso degli emendamenti in sede di bilancio, all’epoca erano stati bocciati perché il bilancio era stato definito tecnico e ci si proponeva di rimettere mano per quelle che erano le possibilità entro i primi 3 mesi del nuovo anno, parliamo di dicembre scorso.
Ho parlato più di una volta con l'Assessore Sciapichetti, che mi ha nel corso di questi mesi in parte rassicurata sulle tempistiche ed in parte mi ha tenuta aggiornata su quelli che erano gli impegni e le cose che stava facendo l'amministrazione regionale.
Per quanto riguarda il tratto di Scossicci, quindi il litorale nord di Porto Recanati, sono iniziati dei lavori che però non sono risolutivi del problema dell'erosione, quindi l'impegno che abbiamo concordato nella proposta di risoluzione è quello mettere in atto tutte le azioni possibili e che la Regione, come Giunta e come Assessorato, si attivi per poter reperire nuove risorse e attingere a nuovi fondi europei perché sappiamo che i fondi, necessari ed importanti per risolvere in maniera concreta e definitiva le problematiche di quel tratto di litorale, sono ingenti e necessitano di uno sforzo e di una sinergia molto grande.
Ho voluto ed accolgo in maniera propositiva l'invito a questa risoluzione a firma congiunta perché reputo importante che l'impegno sia trasversale, ovviamente io lo faccio anche da portorecanatese che ha vissuto in prima persona tutti i disagi e le difficoltà di questa situazione che si è protratta nel corso purtroppo di molti anni. Ora che ci sono le risorse per la parte sud, bisogna fare di tutto perché i tempi siano rispettati, quelli previsti, per non rischiare quello che ho detto prima, e per quanto riguarda il tratto nord occorre attivarsi con energie ulteriori, rispetto a quelle che sono oggi in campo che possono solo parzialmente attenuare un problema molto importante. Quello che chiedo con questo atto è una garanzia anche formale da parte dell'Aula in questo senso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Innanzitutto vorrei ringraziare la Consigliera Leonardi per la disponibilità a sottoscrivere un atto comune, che indirettamente vede l'impegno su questa vicenda anche dell'Assessorato.
Un impegno che non è nuovo, chiaramente la Consigliera Leonardi essendo residente della zona ha sollecitato più volte la Regione su questo tema, che è importante per tutta la costa portorecanatese, però questa amministrazione già da tempo si è attivata, come ha ricordato lei stessa, per la risoluzione delle problematiche riguardanti il tratto sud di Porto Recanati che vedrà gli interventi a partire dai prossimi mesi. Un impegno notevole che su questa tematica vede la sinergia della Regione Marche, delle Ferrovie dello Stato e di altri enti.
Ora è chiaro che dando per assodato questo intervento - mese più mese meno, i tempi tecnici dovranno essere rispettati, ma sappiamo che in questi grossi interventi a volte qualche settimana di slittamento ci può stare - l'attenzione va posta all'area nord di Porto Recanati tenendo conto che la costa della Regione Marche non riguarda solo il Comune di Porto Recanati, ma ci sono una serie di necessità in tutto l'arco costiero marchigiano.
E’ chiaro che la Regione Marche ha già dato un segno di attività e d'interesse importante su questa area, innanzitutto destinando il 50% delle eventuali economie del bando da destinare a quest'area, investendo delle risorse, circa 50.000 euro, per opere urgenti di salvaguardia di quel litorale, quindi anche qui c'è già stato un impegno concreto.
Dalle varianti su quel tratto di litorale è previsto un intervento, anche qui, piuttosto ingente che va dai 15 ai 17 milioni di euro a seconda del tipo di intervento e si deve far fronte ad una necessità tecnica che è quella di non poter intervenire, questo è quanto riportato dai tecnici, in maniera separata e quindi per step.
Lì l'intervento deve essere necessariamente fatto in un'unica soluzione per evitare che lavoro parziali possano incidere negativamente sui tratti di litorale adiacenti, quindi anche qui l'impegno diventerà piuttosto ingente.
La responsabilità che la Regione già si prende è quella di ricercare, per poter attivare anche qui i fondi Fesr, delle compartecipazioni con altri enti pubblici o di enti privati, qui più difficili, perché sappiamo tutti che la linea ferroviaria, mentre nel lato sud passa adiacente alla costa e, quindi, c'è stato un interesse diretto da parte di Ferrovie dello Stato, nel tratto nord si interna e non c'è questo interesse altrettanto diretto. Bisognerà attivare, immagino con una certa difficoltà, altri finanziamenti, ma ripeto anche qui oltre agli impegni già presi c'è la volontà di attivare questa ricerca da parte dell'Assessorato e su questo saremo attenti e vigili, come sappiamo essere attenti e vigili l'Assessorato e la Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Per annunciare il voto favorevole del gruppo UdC. Prevedo che l'Assessore interverrà sull'argomento.
Finalmente questa risoluzione non fa altro che prendere atto e sostenere un'azione che giunge a compimento dopo parecchi anni e combinato disposto, come hanno ben detto i Consiglieri Micucci e Leonardi, finalmente si giunge ad una soluzione con una cifra significativa.
Anche qui, Assessore, ricordo qualche vicenda preelettorale nelle quali veniva fortemente messo in discussione il fatto che questo sarebbe avvenuto, invece è avvenuto, quindi lo diciamo con serenità, senza enfasi, però una volta fra tante, una volta fra molte, le cose si fanno.
Solo un appunto da un punto di vista tecnico, come sapete sono sostenitore di qualche altra soluzione che non sia solo ed esclusivamente le scogliere parallele o a raso rispetto alla costa. Ho partecipato ed era presente, ancora Assessore al Comune di Porto Recanati, anche la Consigliera Leonardi, siamo stati insieme durante la campagna elettorale, una bella esposizione tecnica su come devono essere trovate le soluzioni migliori.
Le soluzioni migliori vanno trovate sul tipo di costa, ma anche sul tipo di corrente, io non riesco ancora a capire, non mi convinco, Assessore, sarò testardo, l'ho fatto molte volte nella precedente legislatura in IV Commissione, perché, ad esempio, nella zona sud di Porto Recanati, quella interessata a questo primo e grosso intervento, nel tratto di fronte alla ferrovia dove la spiaggia non c'è più e se anche dovesse ricostituirsi sarebbe irraggiungibile perchè non può essere balnearizzata in quanto i punti di accesso sono ad almeno un chilometro e mezzo sia dalla parte sud che dalla parte nord, anche se qualcuno attraversa la ferrovia, non possono essere sistemate le famose stelle in cemento armato, l'obiezione di fondo è “la Sovrintendenza è contraria in quanto non sono belle”, in quel punto non le vedrà nessuno se non quelli che fanno la ferrovia da Ancona a Bari, quindi non espongono la costa a nessun tipo di valutazione di natura estetica o paesaggistica. In qualche punto potrebbe essere fatto con i pennelli, ma sappiamo tutti che quel tipo di scogliera a raso è più costosa perchè nel tratto di Porto Recanati i fondali sono alti, non sono i fondali di Senigallia, di Porto San Giorgio o di San Benedetto, sono fondali molto alti, la pietra sprofonda e la piramide che deve essere costruita sotto è molto elevata.
Io non voglio entrare più di tanto nelle soluzioni tecniche, non voglio, Assessore, fare la figura di quello che vuole capire quando ci sono fior di tecnici che dicono come devono essere fatte le cose, semplicemente lo ricordo, poi se mi sbaglio ho diritto a sbagliarmi, perché come rappresentante del popolo ho il diritto di dire quello che mi pare, però se una soluzione di questo tipo si dovesse rivelare nel tempo sbagliata per altri motivi e nel frattempo avessimo speso 5, 6, 7 volte di più di quello che è necessario, la riflessione va fatta.
Lo dico come aiuto non come giudizio o pregiudizio, lo dico come aiuto perché ripeto nei pochi posti dove sono state sistemate, in un punto a nord di Porto Recanati, non hanno funzionato, ma a sud di Porto Recanati hanno funzionato benissimo e l'obiezione che viene fatta è che questo tipo di soluzione non consente, di fronte a grosse mareggiate, la copertura totale.
Le grandi mareggiate che portano l'acqua fino alla strada superano anche le scogliere, in casi come quelli le stelle sicuramente non funzionano, ma si tratta di 4, 5 volte all'anno, per il resto dell'anno funzionano, fanno aumentare la spiaggia, potete andarla a vedere tutti e, ripeto, non capisco perché questa o altre soluzioni meno costose non devono essere per lo meno ritentate, non dico prese in assoluto come la soluzione emergente, ma ritentate. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che questa risoluzione sia importante. Altre mozioni ed interrogazioni sono state presentate su quel territorio, che purtroppo è continuamente “devastato” dalle mareggiate, con una criticità per il sistema imprenditoriale, per tutti coloro che hanno una attività commerciale all'interno di questo tratto, ma, credo e ne sono convinto, ci sono problemi anche dal punto di vista dell'impatto turistico perché la Regione Marche è sempre più interessata a valorizzare i territori e in questo caso la valorizzazione rischia di essere sminuita e ridotta rispetto alle criticità che periodicamente si hanno in questo tratto di territorio che peraltro, purtroppo, non è l'unico. Noi abbiamo altre zone come Sassonia di Fano ed altri territori in cui ci sono una serie di criticità.
Debbo dire che, avendo seguito questa problematica già nella passata legislatura, oggi viviamo un'accelerazione importante. Un'accelerazione che tutti auspichiamo ed anche la stessa risoluzione auspica che entro il prossimo anno si possa vedere compiuto un percorso di appalto e di inizio dei lavori ed augura il completamento di questo tratto, nella zona sud di Porto Recanati. Devo dire che, al di là di tutto, l'Assessore Sciapichetti si è speso in maniera forte per far sì che si concretizzassero tutti gli incastri burocratici che purtroppo hanno frenato, negli anni passati, l'iter di questa progettualità.
Nella risoluzione si parla anche della zona nord di Porto Recanati, se ne parla in maniera molto più sfumata, ma è importante perchè in questo territorio ci sono stabilimenti balneari, chalet ed attività commerciali, anzi forse in un punto di quel tratto, visto che conosco bene la zona, c'è una spiaggia che in alcuni periodi scompare.
Credo che quello che l'Assessorato competente, su indicazione della Presidenza regionale, sta cercando di concretizzare è di avere compiutamente un progetto e anche la possibilità, e la risoluzione lo riporta, di avere subito una serie di difese che possano tamponare, anche se non risolvono il problema, nella zona nord di Porto Recanati, quindi zona Scossicci.
E' un'ulteriore risposta a tutte quelle criticità burocratiche che ogni volta abbiamo incontrato e che qualche volta rallentano anche la volontà politica di un ente a concretizzare questo percorso.
Ben venga questa risoluzione presentata dai Consiglieri Micucci e Leonardi che credo possa essere un'ulteriore accelerazione per risolvere un problema che attanaglia un territorio che va dalla sbocca del fiume Musone fino alla sbocca del fiume Potenza.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Vorrei ringraziare i Consiglieri Micucci e Leonardi perché hanno fatto un buon lavoro di composizione, questa è una risoluzione che fa chiarezza rispetto a una serie di passaggi che ci ha visto impegnati, che ha visto impegnata la Giunta dal momento del suo insediamento fino ai giorni nostri.
Al di là delle strumentalizzazioni e delle vicende che ci possono vedere divisi sul piano politico, credo che dobbiamo riconoscere il fatto che l'intervento di Porto Recanati sud, che veniva messo in discussione, che è stato fortemente messo in discussione prima e durante la campagna elettorale, è più consistente e verrà fatto nei prossimi mesi e nei prossimi anni su tutta la costa marchigiana.
Io vorrei che questo non sia dimenticato o passi sotto silenzio, è l'intervento più importante che verrà fatto e metterà fine, dopo decenni e decenni di polemiche, a una situazione che ha visto quel territorio grandemente e fortemente in difficoltà.
Ora noi abbiamo firmato, il 2 marzo 2016, per questo intervento un accordo di programma e garantisco che non è stato semplice firmare l'accordo di programma nel quale sono stabiliti tempi, economie e soldi.
Noi siamo impegnati scrupolosamente, così come abbiamo già detto in varie sedi, al rispetto dei tempi, l'inizio dei lavori deve avvenire entro il secondo semestre del 2016, quindi entro l'anno in corso.
Adesso, ripeto, abbiamo ricevuto dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche della Toscana-Marche-Umbria la documentazione necessaria con sei mesi di ritardo. La Regione sta recuperando tutti i mesi o gran parte dei mesi persi per aver ricevuto la documentazione in ritardo, abbiamo però preso l'impegno che nel secondo semestre, quindi dopo la stagione balneare, ottobre/novembre/dicembre, perché non possiamo iniziare i lavori durante la stagione perchè, per ovvi motivi, danneggeremo i balneari, inizieremo le opere che dovranno essere portate a termine entro il 2017.
Abbiamo anche scritto e sottoscritto che il ribasso d'asta del 50% verrà utilizzato per Porto Recanati nord, cioè Scossicci. L'hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, l'intervento definitivo costa dai 15 ai 17 milioni di euro, capite bene che non è possibile reperire risorse di questo genere nell'ambito del bilancio regionale, capite bene che l'impegno, come dice la risoluzione, è quello di attivarsi affinché ci siano compartecipazioni, anche da parte dei privati. Compartecipazioni difficili da trovare perché lì purtroppo non passa il tratto ferroviario come a Porto Recanati sud che ha reso possibile questo intervento, però c'è l'impegno a lavorarci ed a ragionarci, nel frattempo anche a Porto Recanati nord per l'emergenza abbiamo fatto un ulteriore stanziamento di 42.000 euro che si aggiungono agli 8.000 dell'economia dell'anno scorso, che non sono del Comune, ma sono comunque della Regione, quindi 50.000 euro per intervenire con i pennelli in somma urgenza per evitare ulteriori danni.
Penso che su Porto Recanati l'attenzione …, noi siamo Consiglieri regionali e Assessori di tutta la regione Marche e dovremmo considerare che un intervento così importante, come quello previsto e che si farà a Porto Recanati ..., ripeto, ci sono altre situazioni che dovrebbero vedere e vedono l'attenzione della Giunta, ma che non si riescono a risolvere per l'evidente mancanza di fondi.
Credo che questa dev'essere una cosa da valorizzare in tutti i modi.
Per rispondere alle sollecitazioni del Consigliere Marconi che condivido, lì dobbiamo fare delle riflessioni sull'economicità degli interventi, valutare altre soluzioni più economiche rispetto alle scogliere, che sono l'intervento, come lui giustamente sosteneva, più oneroso che possa esistere.
Ragioneremo con i tecnici per capire se ci sono altre soluzioni, ovviamente altre soluzioni sono da noi favorite perché in base alla disponibilità economica potremo fare anche con il ribasso d'asta molto di più di quello che sulla carta possiamo permetterci.
Penso che non possiamo fare di più rispetto a un territorio che ha visto grande, totale e massima attenzione da parte della Giunta regionale e dopo decenni di denunce, di problemi, di lotte politiche, di confronto anche aspro, trova una soluzione definitiva almeno in parte per Porto Recanati sud.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Maggi e Giorgini.
Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Abbiamo voluto presentare questo emendamento visto l'importo che viene investito per impegnare la Giunta a verificare la qualità degli interventi tecnici proposti dal Ministero, che usciranno dalla fase di progettazione che il Ministero proporrà, quindi è un impegno alla Giunta a verificare che quanto il Ministero proporrà sia corretto per realizzare quest'opera che è importante per Porto Recanati. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di risoluzione 1, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,30.
 

 
 
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