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Resoconto della seduta n.30 del 17/05/2016

SEDUTA N. 30 DEL 17 MAGGIO 2016

La seduta inizia alle ore 11,00

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 30 del 17 maggio 2016. Do per letto il processo verbale della seduta n. 29 del 10 maggio, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che è stata presentata la proposta di deliberazione regionale:
n. 11 in data 17 maggio, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Proroga della Commissione consiliare d'indagine sul caso Banca Marche”.
E' stata presentata la proposta di regolamento regionale:
n. 2 in data 16 maggio, ad iniziativa del Consigliere Carloni, concernente: “Modifica al Regolamento regionale 13 maggio 2004, n. 2 'Norme sull'utilizzazione del litorale marittimo della regione per finalità turistiche ricreative'”, assegnata alla III Commissione in sede referente e trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della l. r. 4/2007, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della l. r. 15/2008 e alla II Commissione assembleare ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 126 dei Consiglieri Talè, Giancarli, concernente: “Incentivazione all'utilizzo dei farmaci equivalenti”;
n. 127 del Consigliere Traversini, concernente: “Deliberazione amministrativa n. 23/2016 'Piano integrato per l'internazionalizzazione e la promozione all'estero anni 2016/2018- Legge regionale 30 ottobre 2008, n. 30'”.
Hanno chiesto congedo il Presidente Ceriscioli e l'Assessore Bora.

Commemorazione

PRESIDENTE. Prima di iniziare permettetemi un saluto e un ricordo del giornalista Francesco Greco che per tanti anni e fino all'ultimo momento ha seguito i lavori del Consiglio con competenza e professionalità.
Vorrei rivolgere un saluto affettuoso alla sua famiglia.
Con un applauso lo possiamo ricordare.

(Applausi)

Comunicazioni ai sensi dell’art. 35, comma 6, del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Non so se è fuori prassi questa cosa, ma mi sembrerebbe opportuno ed un gesto di attenzione nei loro confronti, se lei dicesse a beneficio di coloro che sono qui nel pubblico che cosa è stato deciso nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.

PRESIDENTE. Non è un problema riferire, comunque c'erano i vostri rappresentanti e con loro abbiamo concordato che nella giornata di giovedì il Presidente della II Commissione Traversini convocherà una serie di audizioni per ascoltare le problematiche del settore, in particolar modo quelle esposte oggi alla conferenza dei capigruppo in modo che tutte le forze politiche possano essere consapevoli di quello che avete espresso e dei vostri problemi.
So che lo sanno tutti però è un'occasione formale per poterlo condividere insieme in una sede istituzionale.
Grazie per la vostra presenza.

Interrogazione n. 150
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
"Interventi per ripianare gli organici dei Vigili del Fuoco nelle Marche ed in particolar modo del distaccamento di Civitanova Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 150 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. È opportuno premettere che nell'anno 2015 è stato approvato il cosiddetto "Riordino del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco" (Decreto del Ministero dell'Interno n. 2394 del 31 luglio 2015 e Decreto del Capo del C.N.VV.F. n. 100 del 3 agosto 2015) che stabilisce gli organici dei Comandi Provinciali e dei distaccamenti nei quali si articolano i Comandi stessi e sono stati determinati dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile sulla base degli organici complessivi del Corpo e delle esigenze operative di tutti i territori.
II distaccamento di Civitanova Marche è stato classificato in categoria SD3 e dovrebbe garantire nei turni diurni e notturni di tutti i giorni dell'anno:
- 1 squadra completa (partenza) con auto pompa serbatoio costituita da almeno 5 unità operative;
- 1 equipaggio per automezzo di supporto (autobotte o autoscala) costituito da almeno 2 unità operative.
Tuttavia i distaccamenti SD3 prevedono 8 unità permanenti per ognuno dei quattro turni, ma consentono la presenza effettiva (al netto di congedi, salti programmati e malattie) di 5 o 6 operatori, insufficienti per garantire sempre gli equipaggi sopra indicati, tenendo anche conto che, a causa di riduzione delle specifiche risorse finanziarie, i Comandi Provinciali dispongono attualmente di pochissimi "volontari discontinui" che nel passato venivano utilizzati per reintegrare le squadre dei distaccamenti.
Per tali motivi, al fine di assicurare una adeguata risposta alle esigenze di soccorso del territorio e dei cittadini, nel comprensorio di competenza di Civitanova Marche, è necessario garantire sempre, presso quel distaccamento, una squadra completa e un equipaggiamento di supporto come sopra indicato (5 unità + 2 unità).
La richiesta di riqualificare il distaccamento da SD3 (8 unità per turno) a SD4 (11 unità per turno) con un aumento di organico permanente del Comando di Macerata di 12 unità da destinare a Civitanova Marche appare pertanto condivisibile.
Si ritiene che la stessa potrebbe essere accolta in occasione di prevedibili prossimi aumenti di organico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con la conseguente riqualificazione dei distaccamenti. Sarà cura pertanto della Giunta regionale sollecitare il Ministero affinché la richiesta possa essere esaudita.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA (parla dagli scranni della minoranza) Posso ritenermi soddisfatta della risposta dell'Assessore perché noi tutti sappiamo che l'opera dei Vigili del fuoco è fondamentale per la tutela e la sicurezza di tutti i cittadini. Sappiamo benissimo qual era la situazione di Civitanova Marche che c'è stata appena ricordata dall'Assessore è che ha occupato numerosi articoli di cronaca, oltretutto anche recentemente si è avuto un incontro in Prefettura con la Vice Prefetto che aveva preso atto delle problematiche non solo riguardanti l'organico, ma anche le strutture, perché anche la struttura di Civitanova, pur avendo avuto degli interventi di manutenzione, non è ancora adeguata. Anche nei mezzi c'è una certa criticità che non garantirebbe la tutela completa, se un mezzo dovesse rompersi lì i problemi si farebbero seri.
Ultimamente anche il Consiglio comunale di Civitanova si era espresso favorevolmente a questa riqualificazione da SD3 a SD4 e questo impegno, mi sembra il 12 aprile scorso, è stato preso all'unanimità, quindi sono soddisfatta che anche la Regione se ne faccia carico.
Se il Presidente mi consente voglio citare un proverbio dialettale, da noi, nel fermano, si dice: “chi non piagne non poccia” cosa significa? Che se non chiediamo non abbiamo mai niente, quindi attribuiamoci un pochino il merito di aver sollecitato la Giunta a prendere una posizione. Grazie.

Interrogazione n. 115
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
"Riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 115 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Il censimento dei beni confiscati alla criminalità organizzata è reperibile nel sito dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (istituita con decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4).
Da tale documentazione risulta che sono stati definitivamente confiscati alla criminalità organizzata 35 immobili e 3 aziende. Tale dato però è fermo al 30 settembre 2015.
Purtroppo non si possono avere informazioni più recenti poiché l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità sta attendendo che il Ministero della giustizia trasferisca tutti i dati.
La Regione Marche si è dotata di un quadro normativo (legge regionale n. 1 del 2014 e legge regionale 16 del 2014) in materia di sicurezza integrata al fine di offrire ai soggetti istituzionali e sociali marchigiani opportunità concrete per accrescere le loro capacità di intervento.
La norma regionale prevede anche importanti e specifici interventi per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni connessi alla criminalità organizzata ed all'usura volti a favorirne l'emersione anche in collaborazione con il mondo dell'impresa, della cooperazione, del lavoro e delle professioni.
In effetti importanti azioni sono messe in campo anche in questo ambito, in particolare e in riferimento ai beni confiscati alla criminalità organizzata.
Con delibera di Giunta regionale n. 1096/2011 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra la Regione Marche, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati, la Prefettura di Pesaro Urbino, i Comuni di Fano, Pesaro e Isola del Piano, la Camera di commercio industria artigianato e agricoltura, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti, Copagri, Cooperare con libera terra – Agenzia per lo sviluppo collettivo e la legalità, Associazione libera, accordo per la promozione della legalità e la gestione ed il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia di Pesaro e Urbino.
Con la delibera di Giunta regionale n. 978/2014 è stato modificato tale protocollo al fine di assegnare i beni confiscati ad Isola del Piano ad una cooperativa sociale. Il bene in oggetto è divenuto di fatto la “casa dell'antimafia sociale”.
Nel tempo ha assunto il ruolo di un centro di formazione e di diffusione della cultura della legalità a disposizione di tutto il territorio rivolto in particolare al mondo giovanile sia in contesto scolastico che extrascolastico, ma numerose attività coinvolgono la cittadinanza in generale.
Per quanto riguarda invece il punto 3) dell'interrogazione in oggetto si fa presente che nella proposta di variazione di bilancio si pensa di prevedere per l'anno 2016 una somma pari ad euro 195.000.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. La normativa regionale, la 16, che ho letto e conosco anch'io, Assessore Cesetti, parla di un Comitato per la legalità, che è in capo alla Presidenza, di un tavolo di concertazione e prevede addirittura una clausola valutativa che nel luglio del 2016 dovrebbe partorire una relazione, perché biennale.
Dai quattro dati in croce che mi ha riferito capisco che siamo ancora ben in alto mare, quindi non mi reputo soddisfatto, perché mi sembra che stiamo al palo su questa situazione che invece dovrebbe essere presa di petto.
Mi aspetto che a luglio ci sia una relazione ben corposa perché se siamo a conoscenza di 35 immobili e 3 aziende, che nel 2015 sono state confiscati, come da legge regionale, dobbiamo far partecipare al riutilizzo di questi beni confiscati per fini sociali. Bisogna che ci muoviamo senza tentennamenti in questo settore, quindi spero in una forte accelerazione in questo campo da parte della Regione senza nessun tipo di timore, ritengo.

Interrogazione n. 155
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
"Legge n. 190/2012 – Rotazione degli incarichi dei dirigenti e dei funzionari nelle strutture preposte allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 155 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Con l'interrogazione in oggetto dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni e Malaigia viene richiesto se siano stati adottati dalla Regione criteri per la rotazione negli incarichi al personale esposto al rischio corruzione, quando sarà o se è stata dato attuazione a tale principio previsto dalla legge n. 190/2012 e quando scadranno gli incarichi in essere.
Nel Piano di prevenzione della corruzione approvato con delibera di Giunta regionale n. 29/2016 si prevede che il Responsabile della prevenzione della corruzione verifichi, d'intesa con il dirigente competente, l'effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione. Ai sensi del successivo punto 4.1.1. lettera p) del Piano di prevenzione della corruzione essa rappresenta una delle misure di prevenzione della corruzione.
L'introduzione della misura deve però essere accompagnata da strumenti ed accorgimenti che assicurino continuità all'azione amministrativa e garantiscano il mantenimento dei livelli di efficienza acquisiti. Alla scadenza degli incarichi in corso sarà, pertanto, possibile programmare ed attuare la rotazione, previa adeguata formazione e valorizzazione del personale, nel senso indicato.
Tale principio, legislativamente imposto con la legge 190/2012 e recepito con le modifiche all'articolo 31 legge regionale n. 20/2001, non può essere applicato ogni anno, in quanto gli incarichi non hanno durata annuale, ma variano da un minimo di 3 anni ad un massimo di 5 anni. Nel caso di specie gli incarichi dirigenziali scadono l’1 febbraio 2017, delibera di Giunta regionale n. 78/2014, e gli incarichi di posizioni organizzative scadono il 31 maggio 2017, delibera di Giunta regionale n. 573/2014.
La riorganizzazione delle strutture della Giunta regionale, a seguito dell'insediamento nel 2015 dell'attuale amministrazione, avverrà entro l'anno corrente, così come previsto nel Piano della performance 2016/2018, quale obiettivo operativo della Segreteria generale, includendo anche le funzioni oggetto di riordino di cui alla legge regionale n. 13/2015.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che la risposta dell'Assessore su questo problema sia evasiva, perché noi parliamo di una situazione nel mondo dirigenziale di questa Regione che è oramai radicata da oltre 25 anni.
Questa situazione è difficile perché risponde a dei criteri che sono a rischio, cito soltanto, per esempio, un paio di casi dove il rischio è molto alto: attività produttiva, lavoro, turismo, cultura, internazionalizzazione: n. 317 provvedimenti, ne cito un altro: infrastrutture, trasporti, energia: 121 procedimenti.
Come Lega Nord crediamo che la radicalizzazione dei dirigenti in questa Regione sia evidente, da decenni, perciò ho citato un caso di 25 anni, c'è la radicalizzazione dei dirigenti e probabilmente, in qualche circostanza, potrebbe essere stata cambiata la denominazione del Servizio per far rimanere sempre lo stesso dirigente.
Credo che questo sia un problema essenziale, un problema di massima trasparenza, Assessore, perché noi dobbiamo dare una risposta ai cittadini e la trasparenza della Regione debba essere al più alto livello possibile.
Come Lega crediamo che su questo aspetto ci si deve mettere mano, ci si doveva aver già messo mano perché, Presidente, il responsabile della legge anticorruzione non ce lo siamo inventati noi, è stato istituito a livello di Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sappiamo che sta facendo delle verifiche, ha fatto anche delle verifiche nella città capoluogo di regione, sappiamo che si sta muovendo in un modo molto concreto. Questa situazione la rinviate ancora una volta al 2017, non si sanno i criteri, non si sa come farete queste cose, questo era un provvedimento che doveva essere preso all'insediamento della nuova Giunta per dare ai cittadini marchigiani un vero cambiamento, come, fra l'altro, dentro quest’Aula c'era stato ricordato e sottolineato anche dal Presidente.
Noi non ci siamo inventati niente, abbiamo ripreso le cose che sono state dette dentro questa Aula e la conseguenza di quelle cose dette ci ha portato a fare questa interrogazione.
Questa mattina siamo fortemente delusi dalle sue affermazioni e ci sembra ovvio che dobbiamo procedere ancora con altri interventi affinché questa legge venga applicata anche nella nostra Regione.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

Interrogazione n. 160
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
"Alluvioni e mareggiate”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 160 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In merito all'interrogazione della Consigliera Marcozzi si precisa quanto segue.
A partire dal tardo pomeriggio del 22 marzo 2016, il territorio regionale è stato interessato da diffuse e persistenti precipitazioni ed in particolare nella porzione centro-meridionale, come si può evincere dal Rapporto di evento.
I fenomeni, protratti nella giornata del 23 marzo, hanno causato fenomeni di piena del reticolo idrografico sia minore che maggiore, con esondazioni localizzate e dissesti dei versanti.
A seguito di ciò il Presidente della Giunta regionale ha richiesto in data 1 aprile 2016 (nota prot. n. 207745/16), alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, la dichiarazione dello stato d'emergenza.
Il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha provveduto ad inviare i dati relativi alla ricognizione delle spese e dei danni segnalati dagli enti locali a seguito dell'evento.
Nei giorni 9 e 10 maggio 2016 i funzionari del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, unitamente ai funzionari e tecnici del Dipartimento regionale marchigiano, hanno provveduto ad effettuare sopralluoghi, nelle situazioni a maggior criticità nel territorio regionale, propedeutici all'adozione dell'atto di dichiarazione dello stato d'emergenza.
Alla data odierna si è in attesa di conoscere gli esiti del procedimento da parte del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale - Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Solo in seguito all'adozione dell'atto di dichiarazione dello stato d'emergenza, la Regione potrà disporre delle relative risorse per intervenire nelle aree interessate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Assessore. Prima quando abbiamo parlato un momento, le ho ricordato che nel 2015 a causa di analoghi eventi alluvionali la Regione si è fatta carico in quota parte o integralmente delle spese conseguenti agli interventi di manutenzione straordinaria posti in essere dai Comuni colpiti dal maltempo, mi auguro che, come allora, anche questa volta i Comuni possano essere rimborsati per la quota che hanno sborsato a causa di questo maltempo.
E’ un appello che le faccio perché questo è importante, gli eventi verificatesi hanno causato veramente molti danni all'interno, a Sant'Elpidio a Mare, ma anche a Porto San Giorgio, con le mareggiate, e nel fermano.
Mi auguro che come allora anche oggi la Regione possa intervenire. Grazie.

Interrogazione n. 164
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
"Nuovo Progetto E78 Fano-Grosseto ”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 164 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Vorrei ricordare, lo ricordo ogni volta, che quando si tratta di interrogazioni che hanno un valore politico, rispondo volentieri, ma quando si tratta di un accesso agli atti, come nel caso di specie, il Consigliere può farlo da solo, quindi chiederò anche al Segretario di verificare quali sono i temi delle interrogazioni e quali sono gli accessi agli atti. Questo è un accesso agli atti, io le rispondo volentieri, ma di politico, di scelta, ha ben poco perché lei mi chiede se ci sono i progetti, qual è il nome del responsabile del procedimento, questo fa parte, dai tempi della 241/90, degli accessi agli atti, e lei è legittimato a farlo in ogni momento.
In relazione all'interrogazione rispondo:
Lotti 3 e 4 - Per quanto riguarda gli aspetti ambientali è stato espresso il giudizio di compatibilità ambientale sia con il parere regionale (delibera di Giunta regionale 1854 del 19 luglio 1999) sia con il parere Ministero dell'Ambiente VIA/2000.
Per gli aspetti urbanistici il progetto definitivo del lotto 4 è stato approvato con delibera di Giunta regionale n. 1169 del 12 ottobre 2004 mentre il lotto 3 è stato approvato con delibera di Giunta regionale n. 818 del 11 aprile 2000 ed è quasi completamente realizzato, ma necessita di ulteriori interventi di adeguamento e completamento. I Comuni interessati hanno riportato il tracciato stradale come conforme nei rispettivi piani regolatori generali. Quindi ne sono a conoscenza avendo trasposto sui piani regolatori il progetto dell'infrastruttura
Lotti 5, 6, 7, 8, 9, 10 - Per quanto riguarda gli aspetti ambientali è stato espresso il giudizio di compatibilità ambientale nel 2011 e sono state dichiarate ottemperate le prescrizioni al decreto VIA/385 del 2003.
Il progetto definitivo è stato approvato con delibera di Giunta regionale n. 1472 dell'11 ottobre 2010 dove la Regione ha espresso il proprio parere favorevole ai fini urbanistici ed edilizi sul progetto definitivo, dell'ultimo tratto marchigiano della Fano-Grosseto che rimaneva da progettare, relativo al tronco Selci Lama/S. Stefano di Gaifa (pari a circa 33,3 Km). L'asse stradale è stato suddiviso in sei lotti funzionali (dal n. 5 al n.10) ricadenti nei Comuni di Sant'Angelo in Vado, Urbania, Fermignano e Urbino. Anche per questi lotti i Comuni interessati, nei rispettivi piani regolatori generali, hanno riportato il tracciato stradale, quindi hanno piena contezza dei progetti.
Tutto ciò premesso alla data odierna nessun altro progetto è stato consegnato alla Regione Marche né è stato avviato alcun ulteriore procedimento autorizzativo.
Il responsabile del procedimento Anas cioè il project manager della E78 non è noto alla Regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Assessore Casini, perché questa è un'interrogazione politica? Perché giocando con le parole girate per i territori dicendo che si rifà la E78 e mostrando quattro slide dite che il progetto prevede quello e quell'altro e nei mesi varia.
E' stato spergiurato dal responsabile Anas, che poi è stato incarcerato, che si sarebbe dovuta aprire una seconda canna, adesso invece viene fuori che è possibile utilizzare ed aprire la canna esistente.
E’ chiaro che farò l'accesso agli atti perché poi abbiamo telefonato anche ai dirigenti che ci hanno detto: “No, il progetto non ce l’abbiamo, non ne siamo a conoscenza”. Sarò ben lieto di verificare il progetto nel dettaglio.
Qui non è più la E78 di cui dobbiamo parlare, perché la E78 era una superstrada, addirittura qualcuno diceva che era un'autostrada, invece adesso ci limitiamo a dire che facciamo un po' di ammodernamento, il by-pass di qualche paesotto e chiudiamo finalmente i cantieri che sono aperti da trent'anni. Si parlava di alternative al tracciato in mezzo alla valle, oppure no, c'era una società che si era formata nella scorsa legislatura regionale con la Toscana, l'Umbria e quant'altro e adesso è finita nel vuoto, quindi questo è un grosso problema politico, non è un accesso agli atti, Assessore Casini.
Detto questo voglio sapere: questa galleria della Guinza, si può aprire a singola canna oppure no ? La normativa lo prevede o no?
Seconda cosa, voi siete stati nello sbocco della galleria dalla parte umbra? L'Umbria è d'accordo a sventrare la valletta che porta dall'imbocco della galleria alla valle per raccordarsi? Lì c’è un impatto ambientale notevolissimo, quindi con questa interrogazione volevo sapere, nero su bianco, quali erano gli aspetti tecnici del progetto. Farò sicuramente un accesso agli atti per conoscerlo, perché andate in giro per i territori, con i vari Consiglieri, Assessori, Sindaci, a cambiare ogni 3/4 mesi l'ipotesi, quindi stiamo parlando delle solite fantasie.
Io sono nato che già la E78 ci veniva promessa, adesso mi chiedo se c'è ancora l'utilità di farla oppure no. Mettiamo un punto fermo altrimenti continueremo a giocare.

Interrogazione n. 166
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Valorizzazione delle eccellenze marchigiane nella produzione degli oli monovarietali nel contesto della manifestazione ‘Fritto Misto’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 166 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Ringrazio il Consigliere Giancarli così poniamo fine a questo pettegolezzo da Novella 2000 che non riguarda né la valorizzazione dei prodotti marchigiani né tanto meno delle aziende marchigiane.
La manifestazione "Fritto Misto" che non è l'Oscar, non è organizzata dalla Regione Marche, bensì da società cooperativa di Amandola.
La Regione Marche e l'Assam, analogamente ad altri eventi sul territorio (Tipicità è una su tutte) hanno partecipato alla manifestazione "Fritto Misto 2016", sulla base di offerte di servizi presentate dalla società cooperativa, per realizzare le seguenti iniziative:
• stand istituzionale della Regione (5x10 m) completo di allestimenti e personale qualificato, per promozione PSR 2014-2020;
• organizzazione della Rassegna di oli monovarietali comprendente:
- il Salone
- la Mostra mercato degli oli monovarietali con l'esposizione di circa 250 oli ammessi alla rassegna;
- la guida all'assaggio per i consumatori;
- la degustazione guidata di oli monovarietali in abbinamento ad altri prodotti della biodiversità regionale;
• organizzazione di un convegno tecnico su "Identità territoriale degli oli monovarietali";
• mercato dei prodotti della biodiversità agraria;
• organizzazione del convegno sulle opportunità offerte dal PSR Marche 2014-2020;
• realizzazione del catalogo degli oli monovarietali con 241 etichette, che vedete qui (l’Assessore mostra una rivista);
• registrazione di n. 5 filmati televisivi professionali sui temi dei bandi PSR 2014-2020 pubblicati di recente a scopo di divulgazione.
La Rassegna degli oli monovarietali è giunta alla sua 13^ edizione e fatta eccezione per il 2015, con la finestra sull'Expo Marche a San Benedetto del Tronto, la manifestazione ha costantemente avuto come sede l'Abbazia di Fiastra (MC), luogo eccezionale sul piano logistico e paesaggistico, ma che non riusciva a garantire grandi affluenze di pubblico.
Considerate le richieste dei produttori partecipanti di una maggiore visibilità e maggior partecipazione di pubblico, l'Assam e il comitato tecnico-scientifico della Rassegna - perché la rassegna degli oli monovarietali da 10 anni ha un comitato tecnico scientifico che decide chi partecipa, chi non partecipa, che decide gli assaggi e che decide anche quali sono i relatori - hanno cercato soluzioni alternative, sondando l'ipotesi di realizzare la manifestazione nell'ambito del Cibus di Parma. Il preventivo per la sola realizzazione della Rassegna oli monovarietali 2016 era di 25.000 euro oltre a 9.500 euro per la pubblicazione specifica del catalogo.
Per ragioni di economicità Assam ha preferito l'inserimento della manifestazione nell'ambito di Fritto Misto che permetteva di avere un contesto di rilievo nazionale con un'ottima visibilità mediatica e di partecipazione di pubblico con, in più, l'affinità del tema olio e varietà di olivo con il prodotto principe della manifestazione: l'oliva tenera ascolana.
L'impegno finanziario per la realizzazione del complesso delle attività sopra indicate (e quindi non solo per il convengo ma anche per tutto il resto che è stato fatto) è stato suddiviso tra Regione ed Assam in ragione di 25.000,00 euro oltre Iva a carico della Regione, che ha svolto allo scopo apposita gara sul MEPA (decreto n. 230 del 15 aprile 2016); a carico di Assam 6.818 euro oltre Iva così ripartite: per la partecipazione a Fritto Misto 4.918 euro oltre Iva, per la pubblicazione del catalogo media 1.900 euro, oltre al contributo di 1.500 euro fornito da una ditta toscana che, come potete vedere, non sta in seconda di copertina, ma nella seconda di copertina c'è la ditta jesina che non ha partecipato economicamente alla redazione e sta in seconda ed in quarta di copertina, questo perché ci teniamo a valorizzare i nostri produttori.
Nell'ambito delle manifestazioni dell'Assam riguardanti l'olivo e l'olio, c'è da sempre stata una fattiva collaborazione con la ditta jesina, che ha sponsorizzato il Campionato nazionale di potatura nelle edizioni dal 2004 al 2012. L'azienda è inoltre stata presente con la sua produzione di olio monovarietale di ascolana dura, anche nel 2016, come risulta dal catalogo pubblicato (qui dentro c'è anche l'olio della ditta jesina). L'azienda ha partecipato alla rassegna negli ultimi tre anni inviando un campione di olio monovarietale che - come fanno tutti, vengono inviati circa 500 campioni di olii monovarietali, ne vengono selezionati circa la metà cioè quelli che hanno delle caratteristiche peculiari e di questi alcuni che sono delle eccellenze e c'è un comitato tecnico che fa questo, che io ho trovato e che non ho scelto - ottenendo una valutazione positiva, è stato ammesso e pubblicato sul relativo catalogo. Come tutte le aziende ammesse, è stata invitata alla manifestazione ad Ascoli Piceno, proponendole un proprio espositivo che non ha voluto perché non ha risposto alla richiesta di uno spazio espositivo.
Va evidenziato che nel Catalogo degli oli monovarietali 2016, pubblicato da Edagricole quale inserto nel mensile Olivo e Olio, prodotto editoriale principe della manifestazione che ha oltre all'importanza tecnica anche una grande valenza promozionale, la ditta jesina, come dicevo prima, è in evidenza a tutta pagina sia in seconda di copertina del Catalogo sia in quarta di copertina del mensile.
Riguardo al Convegno tecnico, su sollecitazione dei produttori, per quest'ultima edizione 2016 è stato scelto l'argomento specifico della "Identità territoriale e gli oli monovarietali - accorgimenti agronomici e tecnologici in funzione della varietà", con la finalità di valorizzare la biodiversità olivicola marchigiana e nazionale ed il suo legame indissolubile con il territorio, ricordo che questa manifestazione è nazionale non è marchigiana e quindi partecipano oli da tutte le regioni italiane. Trattasi di un convegno complementare alla Premiazione degli oli della Rassegna ed alla presentazione del Catalogo, quindi è un pezzo di tutto quello che abbiamo descritto prima.
Dal momento che la maggior parte delle 166 varietà presenti nella banca dati della Rassegna proviene da piccoli produttori e da piccole quantità di olive lavorate il Comitato tecnico-scientifico e la responsabile del procedimento Rassegna oli monovarietali hanno scelto i relatori, senza volontà di escludere nessuna azienda, ma per l'esigenza specifica del tema trattato.
La stessa azienda jesina aveva ricevuto tramite e-mail dall'Assam la segnalazione dell'evento con il programma dettagliato già in data 11 marzo 2016, data in cui sarebbe stato possibile inserire un ulteriore intervento tecnico sull'argomento delle tecnologie di estrazione.
L'Assam, in considerazione della risalente nomina dei componenti del Comitato tecnico scientifico ad un decennio circa, si riserva di rinnovare detto Comitato per l'organizzazione delle eventuali prossime Rassegne dell'olio monovarietale, dato che il Comitato è insediato da 10 anni, l'Assam si riserva di rinnovarlo.
Alla luce di questi fatti dispiace assistere, in questi giorni, alla pubblica e reiterata lamentela, condotta peraltro con grande clamore mediatico, che si sarebbe potuta evitare con una semplice richiesta, certamente accolta, proprio sulla base della consolidata e pluriennale collaborazione tra l'istituzione e la ditta jesina, che consideriamo ancora ininterrotta e che potrà continuare a svilupparsi nelle prossime occasioni di trattazione dei temi riguardanti il settore olivicolo e di tutto il settore. Sapendo dell'inizio di queste polemiche, io ho anche chiamato la ditta che mi ha detto: noi usciamo sui giornale, e questo hanno fatto.
Mi sembra di aver chiarito che un conto sono le scelte tecniche …, io questo lo ribadisco ogni volta che sto in quest'Aula, perché tutto farò tranne che sorpassare la linea di demarcazione tra quelli che sono i compiti tecnico-scientifici degli Assessorati, che mi sono stati assegnati dal Presidente, e il compito dell'organismo politico e dell'amministrazione. Sono due settori separati, io non li invado come pretendo che non si invada il mio ruolo, io non interferisco certo le competenze altrui, anche perché significherebbe fare un abuso d'ufficio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. La ringrazio Assessore Casini. Lei sa che io mi muovo in piena autonomia sia di giudizio che di iniziativa e questo mi permette di intervenire magari anche su un aspetto che tocca una azienda o una associazione o una comunità, perché non ritengo giusto che ad una manifestazione svoltasi nelle Marche, non sia stata presente una grande azienda che non è soltanto di Jesi, anche qui per chiarire, ma è di Bari, di Saragozza, del mondo.
Le istituzioni hanno organizzato con questa azienda, nel corso degli anni, iniziative non soltanto di carattere commerciale, ma di carattere democratico, penso alle Giornate mediterranee dell'olio d'oliva che si svolgevano ogni 2 anni a Jesi e che vedevano coinvolti, come scrivo nell'interrogazione, tutti i Paesi del Mediterraneo produttori di olio d'oliva, non soltanto del Mediterraneo, ma anche altri Paesi europei, di fatto quasi tutti i produttori del mondo.
Tra l'altro lei diceva: mettiamo fine a questo pettegolezzo tipo Novella 2000, non so a cosa si riferisce, ma io parto da questa …

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. Non dubitavo, anche perché …. …

(interrompe l’Assessore Casini)

Enzo GIANCARLI. Ero certo che non si riferiva a me perché mi muovo con tutt'altro metodo e con tutt'altre ragioni.
Dal mio punto di vista, in merito a quello che è accaduto, proprio perché siamo in presenza di una grande manifestazione consolidata, che si è svolta nelle Marche, sarà questo un mio limite, penso che queste grandi manifestazioni, che noi nelle Marche facciamo, dovrebbero essere un momento per la valorizzazione di tutte le nostre realtà, senza una visione autarchica, per carità, ma un momento di valorizzazione di tutte le nostre produzioni, da quelle industriali a quelle agricole, penso a quelle del mare, dell'agricoltura, penso al pesce, agli ortaggi, al vino, penso all'industria.
Questo fatto, c'era soltanto un imprenditore toscano e non uno marchigiano, non mi sembra che sia …, è come se ad una valorizzazione dei vini bianchi fossero presenti il Trebbiano o altri vini e non il Verdicchio. E’ la stessa cosa, proprio perché siamo in presenza di un'azienda di questa portata, tre quarti della trasformazione delle olive del mondo sono trasformate con macchinari, tecnologie, di questa azienda jesina.
Tra l'altro la qualità degli oli, lo sappiamo, ormai questo è un fatto acquisito, è garantita dalla vicinanza degli oliveti al frantoio, questo permette di limitare al massimo il tempo medio che passa dalla raccolta delle olive alla loro spremitura, mantiene inalterati tutti i profumi, le caratteristiche organolettiche del frutto, e così via, quindi l'industria è parte integrante della produzione di qualità.
Adesso la ringrazio perché ho visto che la risposta è molto lunga, me la leggerò con attenzione. Ho capito che quel comitato tecnico scientifico, l’ha anche detto, se non ho capito male, sarà sostituito.

Anna CASINI. Dopo 10 anni avverrà la sostituzione, anche perché 10 anni fanno 5 + 5 del Governo Spacca.
Quello che mi meraviglia, forse non sono stata chiara, e lo dico approfittando un attimo, non è che l’azienda jesina non è stata invitata, lo è stata. All'interno di una manifestazione di 10 giorni, nella quale si parlava di oli monoparentali, quindi una cosa molto complessa, la ditta jesina ha rimproverato che, in una di queste manifestazioni, ovvero in un convegno che si teneva un pomeriggio, c'era la partecipazione di un’altra ditta. Questo è! L’azienda jesina è stata invitata, ha presentato l'olio e le è stato chiesto se voleva lo stand, non l'ha fatto, è stata messa in seconda di copertina, malgrado la ditta toscana, cioè l'altra, abbia finanziato questo. Non è che non c'è stata attenzione per le aziende marchigiane.

Enzo GIANCARLI. Il fatto è che ha partecipato una sola azienda produttrice di macchine olearie e quella azienda non era marchigiana.
Concludo così, siccome voglio leggere i segnali che vengono, il comitato tecnico scientifico è vero che è dì da 10 anni, anche da prima della manifestazione, ma il fatto stesso che verrà sostituito mi lascia pensare che forse ha influito anche l'organizzazione di questa manifestazione.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. L'interpellanza n. 5 del Consigliere Celani è rinviata alla prossima seduta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. La scorsa settimana abbiamo approvato il Piano di internazionalizzazione e durante il dibattito, la presentazione, avevo parlato di un ordine del giorno concordato in Commissione che avremmo dovuto approvare dopo aver spiegato le motivazioni. Per un disguido non è stato presentato, abbiamo cambiato da proposta di ordine del giorno a mozione e ne chiedo l'iscrizione all'ordine del giorno in modo da poterla approvare, anche se la discussione l'abbiamo fatta la scorsa settimana.
E’ importante che il lavoro fatto in Commissione, i suggerimenti, oltre che detti, vengano confermati da un atto. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Come anticipato nella Conferenza dei capigruppo chiedo l'iscrizione dell'atto di proroga della Commissione Banca Marche. Vorrei liberare anche l'eventuale discussione, la Commissione ha concluso i propri lavori, il Presidente ha presentato una bozza di relazione molto corposa, molto articolata ai Commissari, io mi sono permesso di chiedere la possibilità di confrontarmi su questo testo con alcuni colleghi del gruppo, quindi chiederei la proroga solamente di un paio di settimane in modo da poter arrivare in Aula a metà giugno con l'obiettivo di avere una relazione unica.

PRESIDENTE. Queste due proposte erano già state formulate durante la Conferenza dei capigruppo, pongo subito al voto la proposta del Presidente Traversini.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. … anche le motivazioni del Presidente. Vorremmo sapere, se è possibile, a che punto è arrivata la Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Mi fa molto piacere rispondere.
Oggi scadevano i 3 mesi che il Consiglio ha dato alla Commissione di indagine su Banca Marche. Devo dire che abbiamo lavorato a tappe forzate, abbiamo fatto 12 audizioni con autorevoli rappresentanti e organi di vigilanza della vicenda.
Ieri ho dato una bozza informale ai colleghi, è il risultato del lavoro fatto, delle persone che hanno collaborato e delle audizioni svolte, è molto corposa, perché è di oltre 70 pagine, ed il Consigliere Busilacchi ha fatto presente, a nome del suo gruppo, che avrebbe voluto avere del tempo per condividerla con gli altri, io non posso oppormi, però, a questo punto ho chiesto, come garanzie per la credibilità del lavoro che abbiamo fatto, e vi garantisco che è stato un lavoro molto serio, poi lo vedrete anche dal risultato, mi spiace che non ne abbiate fatto parte, - ieri mi sono permesso di chiederlo e lo ribadisco qua al Presidente del Consiglio - una data certa, che non vada alle calende greche, che non venga annacquata, di quando questa Assise discuterà l'argomento. Vogliamo sapere esattamente in che giorno possiamo discutere in Aula e rendere pubblica la relazione e i lavori che si concluderanno, anche con l'apporto del gruppo PD alla Commissione di indagine, sarebbe opportuno anche per dare ulteriore serietà ai lavori fatti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Sarò veloce come sempre per non rubare tanto tempo. Noi non ci siamo stati, quindi a maggior ragione siamo curiosi di sapere. Chi c'è stato si è fatto una mezza idea, ma noi non c'eravamo e quindi siamo curiosi di sapere. Avete fatto tanto, lo apprezziamo perché avete assolto anche lo sforzo che doveva essere nostro, giustamente, però a questo punto toglieteci questa curiosità.
Lo apprezzo molto, questa è una cosa eclatante, notevole, valida sicuramente, una cosa che non accadrà più perché io non voglio pesare come un comparto di pescatori che pesa su un altro, quindi un'altra volta mi caricherò di una cosa che non farete voi. Siamo curiosi come delle ostrichette, è una cosa emozionante, prima conosciamo questa relazione e meglio è.

PRESIDENTE. Iscrizione all’ordine del giorno della mozione n. 127. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Verrà inserita al punto 7 bis, quindi in coda all'ordine del giorno.
Iscrizione all’ordine del giorno della proposta di deliberazione n. 11. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Verrà inserita dopo la proposta di legge n. 42, al punto 3 bis.
Ora, visto che l'interpellanza n. 5 è rinviata a causa dell'assenza dell'Assessore Bora, passiamo alla proposta di legge n. 42.

Proposta di legge n. 42
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Malaigia
“Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 “Finanziamento delle attività dei Gruppi consiliari”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 42 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Malaigia.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie, Presidente. Un saluto a tutti i colleghi.
Con questa proposta di legge si è cercato di trovare una soluzione e disciplinare al meglio l’assegnazione del budget di spesa nel caso in cui si formino gruppi consiliari nel corso della legislatura. Il tutto con il rispetto del limite delle risorse stabilite che, per regolamento, per una normativa in vigore, è da rispettare.
In questa maniera la finalità è quella di garantire da una lato il corretto democratico funzionamento dei gruppi consiliari, che si formano in corso di legislatura, senza, nel contempo, snaturare o mettere in crisi i rapporti esistenti, e dall’altro considerare il fatto che a inizio legislatura la fotografia dei gruppi era diversa.
In questa maniera si è cercato di garantire il funzionamento del nuovo gruppo. Come? Prendendo il suo budget dal gruppo di provenienza, nel caso specifico, con delle limitazioni, che sono quelle di non andare contro i rapporti esistenti e soprattutto salvaguardare il funzionamento delle attività dei gruppi nati all’inizio di legislatura. Con dei tecnicismi si è cercato di superare alcune difficoltà che nella stesura precedente non erano risolte d’emblèe.
Nello specifico con l’articolo 1 si chiarisce che alcune disposizioni dell’articolo 4 della legge regionale 34 si applicano solo all’inizio della legislatura, per far sì che inizialmente le risorse a disposizione vengano ripartite in maniera da lasciare la possibilità del funzionamento effettivo a tutti i gruppi consiliari, nel rispetto di questo limite, senza superarlo.
Con l'articolo 2 si va a disciplinare, con una formula che tiene conto di questa situazione e, quindi, a seconda della possibilità che in quel momento c’è per addivenire alla stipula magari di un contratto con una figura di una categoria o di un'altra, nel rispetto di ciò che è avvenuto in precedenza.
Capisco che sono tecnicismi un po' particolari, però la lettura dell'articolo 2 riesce a spiegare questa situazione.
Cosa si vuol dire nello specifico? Come si forma il budget del gruppo di nuova formazione? Si forma in un modo, se all'inizio della legislatura ci sono gruppi formati da più consiglieri, o in un altro, se all’inizio della legislatura sono presenti gruppi composti da un solo consigliere.
Questo, ribadisco, per far sì che non si mini la funzionalità e l’effettivo funzionamento, soprattutto la legittimità e la continuazione dei rapporti di lavoro già stipulati ed in essere.
Da ultimo viene chiarito che le eventuali quote residuali dei budgets assegnati ai gruppi, non vengono distribuite, il tutto anche all'insegna del contenimento della spesa, che è un elemento che in questa proposta di legge viene tenuto nella debita considerazione. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Sono anch’io favorevole a questa proposta di legge n. 42 e mi auguro che possa essere approvata all'unanimità perché disciplina l'assegnazione del personale ai gruppi, nel caso in cui si formi un nuovo gruppo durante la legislatura, così come è accaduto.
Questo perché all'inizio della 10ª legislatura è stato assegnato un budget per quanto riguarda il personale ai gruppi e con questa proposta di legge 1) si evita che venga ricalcolato il budget per il personale da assegnare gruppi; 2) vengono fatti salvi i contratti di lavoro già in essere.
Non c'è un aggravio di costi per l’amministrazione regionale perché il nuovo gruppo usufruirà del personale che deriva dal gruppo di appartenenza. Ha già spiegato, non lo ripeto, come verrà calcolato il budget per il nuovo gruppo che si costituirà, quindi, mi auguro che questo atto possa essere approvato all'unanimità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Un'altra riflessione, fermo restando che quello che è stato fatto con questa modifica, la proposta di legge 42, mi sembra che sia un buon lavoro, un’appendice di una situazione nuova che si potrà creare nel corso della legislatura.
Guardate, avevo chiesto un'altra cosa. Sono stato anche in Commissione durante una seduta per capire se c’era la possibilità di utilizzare in modo più flessibile il budget assegnato ai vari gruppi. In che modo? In un modo molto semplice. Se ad un gruppo viene assegnato un budget e se quel budget è del gruppo, perché vincolarlo a quell’anno? Perché non poterlo trascinare secondo le esigenze del gruppo? Credo che questa sia una domanda legittima che si possa fare. Cioè se in un certo periodo, un anno, non utilizzo del personale e c’è un’economia di spesa e se quel budget era assegnato al gruppo, perché non lo posso trascinare in avanti, quando magari le esigenze sono maggiori?
Da questo punto di vista era stato elaborato anche un emendamento, dal Segretario generale appena arrivato, che consentiva questo tipo di discorso. Era abbastanza semplice e l’emendamento, che vorrei leggervi velocemente, in pratica diceva - sempre introducendo un articolo, una norma transitoria, perlomeno per sanare quello che era successo ad inizio legislatura, perché quando uno arriva, vuole prima rendersi conto, magari non prende personale e non utilizza il budget – “I gruppi consiliari che nel corso degli anni 2015/2016 non hanno utilizzato, o hanno utilizzato parzialmente, il budget di spesa per il personale assegnato, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale n. 34/1988, possono utilizzare negli anni successivi rispettivamente o l’intero budget o la quota residua”.
Sono andato direttamente in Commissione, ringrazio il Presidente Giacinti per la possibilità che mi ha dato di confrontarmi con i Commissari, e mentre la politica era d’accordo, per certi versi, su questo discorso, i tecnici hanno detto che questo non era possibile, in quanto non è possibile reiscrivere un’economia l’anno successivo.
Delle due l’una: la Giunta ogni seduta, l’Assessore Cesetti è qui, reiscrive le economie dell’anno precedente sul bilancio successivo. E’ un fatto tecnico, no? È un budget! Se non lo metto a residuo e, quindi, non lo metto nel calderone, lo riscrivo come economia nell’anno successivo, quindi non capisco perché ai sensi del decreto legislativo del 2011 mi si dice che tutto questo non è possibile.
Secondo. Se l’Assemblea ha un bilancio autonomo, non capisco perché all’interno di un bilancio autonomo, quest’economia non si possa riscrivere. Non è un aumento di spesa! Qual è l’aumento di spesa? Dove sta scritto che è un aumento di spesa? Perché il 31 dicembre se non impegno.., allora faccio il furbo! Il 30 dicembre faccio l’impegno di spesa. Perfetto. Non lo utilizzo, però faccio l’impegno, allora sono corretto! Francamente questa cosa mi sembra ridicola e mi sembra una cosa ridicola quella che hanno detto i tecnici, con tutto il rispetto per i tecnici!
Questa cosa la voglio approfondire, perché se c’è la possibilità di avere una maggiore flessibilità, questo è un diritto dei gruppi! Dei Consiglieri! Paradossalmente, prendetela per buona e come elemento per capire, privilegiamo gli spendaccioni che magari in un periodo non hanno bisogno di lavoro, però pagano il personale e penalizziamo chi invece non lo utilizza perché in quel periodo pensa che non serva e fa da solo.
E’ una cosa anacronistica! E’ assurdo che si verifichi questo tipo di aspetto! Alla fine preferisco spendere ed il Consiglio dice: “Bene, ha speso tutto!” - poi magari…, adesso Consigliere Giancarli non parlo, faccio un’espressione di questo tipo,…no? - Chi invece non ha utilizzato il collaboratore perché appena arrivato ha pensato: “Faccio da solo, vedo, mi organizzo”, viene penalizzato. “Non l’hai utilizzato, quindi non te lo ridò l’anno successivo!”
Credo che questa cosa debba, possa essere corretta. Non parlo della Commissione, io mi sono confrontato con i tecnici, chiaramente, io mi voglio confrontare e voglio vedere tutte le reiscrizioni in bilancio delle economie che sono state fatte.
Guardate l’ordine del giorno della Giunta - c’è l’Assessore Cesetti che è un tecnico e reiscrive – ci sono le economie che vengono reiscritte nel bilancio. Se guardate gli ordini del giorno, le economie dell’anno precedente vengono reiscritte. Le devo considerare un aumento di spesa? Ho un maggiore costo del Consiglio? Non lo è assolutamente! Soprattutto c’è questo anacronismo che è incredibile!
Il gruppo che ha fatto incetta di personale, e magari non sa dove metterlo, va benissimo e gli si fanno i complimenti! Quello che non ha speso viene penalizzato e vengono messi via i soldi perché non li ha spesi!
Francamente credo che sia un problema che si possa affrontare, abbiamo ancora tempo, perlomeno, di fare una norma transitoria che riguardi soltanto il 2015, quando inizia la legislatura, perché non è detto che arrivo ed il giorno dopo prendo il collaboratore. Lo può prendere il Consigliere che viene dalla precedente legislatura, che sa il meccanismo, che conosce le persone, che quindi può, in qualche modo, investire sul personale. Gli altri non lo possono fare immediatamente. Quindi mi auguro…, naturalmente questa cosa l’approfondirò, poi se possibile tecnicamente la riproporrò come proposta di modifica alla legge regionale 34, facendola passare attraverso la Commissione.
Su questa proposta, ovviamente, sono d’accordissimo, come ho già detto anche partecipando alla seduta della I Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Solo per dare un ulteriore contributo al Consigliere Celani, perché nella discussione può essere sfuggito qualche passaggio in merito alla sua richiesta specifica, a cui ha fatto riferimento, quando è venuto un giorno in Commissione.
La questione, Consigliere Celani, è questa: la Commissione si era espressa in questi termini. Il suo discorso qualitativo, mi passi questa espressione, in merito al fatto che se le risorse disponibili, supponiamo 100, non vengono tutte spese nel corso dell’esercizio finanziario, dice: “L’anno successivo posso e vorrei utilizzare quella parte di risorse di quel 100 che non sono state spese nell’esercizio precedente”.
Il problema non è superabile ed in Commissione abbiamo detto che le risorse non spese nel 2015 vanno in economia e fanno parte dell’avanzo di amministrazione, posto che ci sia, lo auspichiamo, potrà essere utilizzato in sede di assestamento, previo stanziamento.
Ora in valore assoluto è giusto quello che lei dice, fatto pari 100 la spesa per questa tipologia di costo, dovrei riallocarla nel bilancio successivo, perché parliamo di un esercizio finanziario diverso.
Capisco la sua domanda e la sua esigenza, che abbiamo anche condiviso dal punto di vista politico, però c’è questa difficoltà e non si può dire, mi consenta, che nel corso dell’esercizio possiamo impegnare risorse se manca un titolo per fare sì che questo possa avvenire. Mi spiego meglio. Se non c’è un rapporto in corso con un collaboratore, un dipendente, non posso impegnare la spesa per poterla mettere al riparo ed impiegarla successivamente perché giuridicamente manca il titolo per eseguire l’impegno.
Capisco la sua esigenza perché l’abbiamo affrontata. La dirigente mi ha detto che l’avrebbe chiamata nel giorno in cui lei mi ha posto la questione per dirimerla.
In questi termini ho voluto dare questo contributo. Solo previo riallocamento nel bilancio successivo.
C’è poi un’altra questione, che mi sento di sottolineare, il tutto incoccia con i limiti del budget che sono annuali, quindi il suo pensiero di poter spendere, ipotesi, nel 2016 e nel 2017 ciò che non è stato speso nel 2015 o nel 2016 farebbe sì che nel corso dell’esercizio in parola, 2016 o 2017, si supererebbe il limite di budget previsto che è annuale. Questo è un altro limite invalicabile che affrontando la questione è emerso in maniera netta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Due cose. Una: l’impegno e la liquidazione sono due cose diverse, Consigliere Giacinti. Io impegno e poi liquido, chiaramente, quando ho i contratti, ma posso impegnare anche senza il contratto, impegno quella spesa. Due: quanto ho impegnato lo trascino anche nell’anno successivo. Su questo non ci sono problemi perché il budget è annuale, ma non la spesa. Per cui se impegno oggi quel budget me lo trascino anche nel 2017. Il problema è chiaramente tecnico, bisogna capire perché dell’aumento di spesa e perché la Giunta reiscrive un’economia e il Consiglio no.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Proverò a spiegare perché sono contrario a questa proposta di legge e perché dovrebbero essere contrari tutti i gruppi piccoli di minoranza.
Sono un po' imbarazzato perché sono coinvolto personalmente da questa legge, però, per amore di verità, cercherò di ricostruire i fatti e di ristabilire un minimo di verità, anche se sono consapevole che sarà perfettamente inutile, perché non vedo attenzione.
So che ci sono stati passaggi in Conferenza dei capigruppo, in Commissione, per cui diciamo che è già tutto deciso, comunque ci provo.
Partiamo dalla legge regionale 34/88 che all’art. 4, comma 4, recita in questa maniera: “I Gruppi di un solo Consigliere, oltre al budget previsto al comma 3, usufruiscono di un’ulteriore quota in modo che la risorsa economica aggiuntiva non superi il costo per la Regione di una unità di personale D1, Categoria C, Posizione economica C1”.
Se traduciamo in euro, forse tutto è più comprensibile, significa che oltre al budget relativo all’assunzione di un collaboratore di categoria D3 (ossia circa 50mila euro) ai gruppi di un solo Consigliere spetta un budget extra fino ad un massimo di un collaboratore di categoria C1 (ossia fino ad un massimo di ulteriori 41.000 euro), per un totale massimo, dice la legge, di circa 91.000 euro. Lo ripeto perché è un passaggio importanti: non superi il costo, quindi è un massimale non è un obbligo. Sottolineo fin da subito che tale importo è da intendersi come importo massimo, ma nulla vieta che l’importo sia inferiore.
Qual è lo spirito che muove questo articolo di legge? Quello di aiutare chi si trova da solo dandogli un budget extra per permettergli di assumere un secondo collaboratore. Tutto questo è finalizzato a permettere al Consigliere, che si trova da solo e che affronta difficoltà oggettive, di poter svolgere la propria funzione. E’ un criterio di protezione delle minoranze e di equità.
Purtroppo, e qui non capisco sinceramente, ci sono stati diversi elementi errati che pertanto sono diventati elementi di distrazione che hanno portato a stravolgere un concetto semplice che risponde a criteri di giustizia, fino al coinvolgimento di ben tre Conferenze dei Capigruppo.
Il primo concetto che ha espresso la ex dirigente, non ho timore di smentite in quanto ci sono le registrazioni, quindi si possono risentire, più o meno diceva questo: “Al Gruppo misto non spetta un budget extra perché il gruppo misto si è formato in corso di legislatura e questo non gli dà gli stessi “diritti” degli altri gruppi costituitisi all’inizio della legislatura”. Ho ribattuto a questa affermazione e messa alle strette anche la dirigente ha dovuto ammettere che questo non era corretto, era errato. Infatti, la distinzione tra inizio e in corso di legislatura nell’attuale legge non c’è, non è scritta da nessuna parte del citato articolo. Prova ne è, che se oggi siamo qui a modificare questa legge, è proprio perché questo non è vero. Se infatti fosse vero non ci sarebbe la necessità di modificare la legge.
Il secondo elemento di distrazione è stato questo concetto, sempre portato in Conferenza dei Capigruppo: “Il gruppo misto, per sua natura, non è mai un gruppo composto da un solo Consigliere in quanto trattasi di un contenitore che può aumentare in quanto in esso possono confluire altri Consiglieri, e pertanto non ricade nel campo di applicazione dell’art. 4 della citata legge”.
A parte che sono abbastanza grosso di fisico, ma comunque conto ancora per uno, voglio sottolineare che il gruppo misto si trova nelle medesime condizioni di tutti gli altri gruppi composti da un solo consigliere, né più né meno, e che tutti i mono gruppi si trovano nella stessa condizione del gruppo misto di ricevere un altro consigliere.
Facciamo un esempio, se domani decidessi di passare nel gruppo Marche 2020 o in Fratelli d’Italia o in Unione di Centro quel gruppo si troverebbe con due Consiglieri. Quindi dire che la natura del gruppo misto è quella di non essere un mono gruppo perché può ricevere altri consiglieri e quindi è diversa la natura dei mono gruppi esistenti dall’inizio legislatura, non solo è sbagliato, ma illogico.
C’è un’altra considerazione che si fa, cioè che il gruppo misto non è un gruppo politico, ma è un gruppo. Non è politico, ma è un gruppo. Faccio notare, in merito a questo punto, che il dirigente dell’Area delle risorse finanziarie e strumentali ha firmato una nota dove scrive che il gruppo misto è un mono gruppo, quindi non lo affermo nemmeno io, ossia il gruppo è un gruppo composto da un solo consigliere.
Inoltre, se è vero che il gruppo misto, come tutti gli altri mono gruppi, può in futuro avere più componenti, è indubbiamente vero che ad oggi il gruppo misto è composto da un solo consigliere. Spiace dire ovvietà, ma sembra necessario e forse nemmeno basterà.
Terzo elemento che ha distratto i Capigruppo, a mio avviso, è quello espresso da una dichiarazione firmata proprio dal dirigente dell’Area delle risorse finanziarie e strumentali che, in una nota letta in sede di Conferenza dei capigruppo, afferma, testuali parole: “Un’eventuale deliberazione dell’Ufficio di Presidenza, che determini i criteri di attribuzione delle quote del budget ai gruppi con modalità non previste dalla legge 34/88, sarebbe illegittima per violazione della medesima legge”. E fino a qui, se si fosse fermato qui, saremmo tutti d’accordo, perché dice un’ovvietà, quindi è una frase ovvia e condivisibile, però prosegue, interpretando, a mio avviso, e dice: “La legge non prevede modalità di ripartizione tali da poter attribuire la quota di un B1, ossia tradotto un budget di circa 36.000 euro al gruppo misto, mono gruppo”. Questo ovviamente abbiamo detto che non è vero, abbiamo già detto, l’ho letto prima, in quanto l’art. 4 comma 4 afferma che il budget extra per un gruppo composto da un solo consigliere può arrivare fino ad un massimo, la legge parla di massimale e nulla vieta che il budget possa essere più piccolo.
Perché ho voluto ricordare questi passi? Perché questi tre concetti sbagliati, espressi da due dirigenti, hanno profondamente condizionato le Conferenze dei Capigruppo che convocate a volte senza avere prima l’ordine del giorno e quindi senza nemmeno la possibilità di documentarsi per tempo, sono state condizionate nel loro giudizio in maniera fuorviante ed errata, a mio avviso.
Vado alle conclusioni. Concludo sottolineando che con l’eventuale approvazione di questa proposta di legge, non si farà un torto al sottoscritto, perché anche a voler fare le ciambelle spesso non tutte escono con il buco, in quanto la legge non potrà avere una valenza retroattiva - il gruppo misto infatti si è costituito il 19 gennaio 2016 con delibera del 21 gennaio 2016 - e pertanto un’eventuale assegnazione di un budget ridotto e non rispettoso della legge attuale, in vigore al momento della costituzione del gruppo misto, potrebbe essere facilmente oggetto di ricorso, ma il torto non si fa al sottoscritto, secondo me se non si applica questa legge, lo si fa alle minoranze, cioè a quelli che verranno dopo e che in futuro si potranno trovare nella medesima condizione. Faccio un esempio: se per ipotesi un domani il Collega Celani decidesse di uscire dal gruppo di Forza Italia, questo sarebbe formato dalla sola Consigliera Marcozzi e lei sarebbe oggetto di questa discriminazione che oggi votando questa legge si vuole avvallare.
E’ un’ipotesi, ho fatto un esempio. Per dire che questa legge, mentre ci sono mono gruppi che hanno un budget di 91.000 euro, la Consigliera Marcozzi o Celani - invertite le parti, fate come volete - si troverebbe, se venisse applicata questa legge, in una condizione discriminante rispetto agli altri.
Vi lascio con una domanda: se i dirigenti avessero avuto ragione con le loro affermazioni, e come sostenuto al gruppo misto non spetterebbe il secondo collaboratore dove sarebbe la necessità di cambiare la legge?
Ovviamente la risposta è che si cambia la legge perché quanto sostenuto dal sottoscritto è corretto.
Tutto quanto da me detto, ripeto, non è stato detto per motivi personali, anche se direttamente coinvolto, purtroppo, ma quanto per il rispetto dei valori di eguaglianza di trattamento, di dignità e di rispetto delle minoranze, nonché il rispetto della legge, tutti valori, che mi rendo conto, sono fuori moda. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Per quanto riguarda quello che ha sollevato il Consigliere Celani, noi, ovviamente siamo il gruppo che ha più residuo dell'anno 2015, abbiamo 95.000 euro non spesi, che sono nelle economie del bilancio. Abbiamo chiesto al Segretario generale di approfondire, assieme a tutti gli altri colleghi della I Commissione, se queste risorse potevano essere utilizzare nell'anno successivo e ci ha detto, in un'audizione svolta in I Commissione, che si sarebbe informata se potevano essere riutilizzate, anche in parte.
Poi, nella convocazione successiva, ha detto a noi commissari che queste risorse non potevano essere trasferite all’anno successivo e noi di fronte a questa indicazione tecnica, abbiamo detto: “Va bene” e ci siamo uniformati a questa decisione.
Per quanto riguarda la proposta di legge n. 42 che in qualche modo era legata anche a questa osservazione del Consigliere Celani, non ci siamo fatti fuorviare dalle indicazioni che sono venute dai dirigenti ed abbiamo detto di rispettare un paio di principi che, secondo noi, sono imprescindibili. Il primo è quello di non aumentare il budget dei gruppi, neanche di un euro; il secondo è quello di rispettare i contratti che i gruppi hanno stipulato con i collaboratori. Nel momento in cui, per l'uscita di un Consigliere da un gruppo, vengono rimesse in discussione le cifre che devono essere di spettanza dei gruppi, probabilmente alcuni contratti potrebbero essere annullati perché alcune risorse dovrebbero essere trasferite al consigliere che usce dal gruppo e forma il gruppo misto. Sono questi: il rispetto, la tutela e la dignità di chi lavora e la richiesta di non aumentare il budget riservato ai gruppi.
Detto questo, nel rispetto di questi due principi, che ho sinteticamente illustrato, non siamo d'accordo sul comma 3 dell'articolo 2 perché dà la possibilità al Consigliere che crea il gruppo misto, di prendere come personale una figura esterna anziché interna, tra coloro che lavorano in Regione. Questo va ad inficiare il principio di non aumentare le risorse, perché il personale esterno costa di più rispetto a una persona interna alla Regione.
Il rispetto di questi principi sono per noi a fondamento di questa proposta di legge e delle proposte di legge che verranno successivamente.
Siamo per limitare i costi della politica e siamo per tutelare la salvaguardia del denaro pubblico che deve essere speso in maniera oculata e dev'essere rivolto soprattutto a iniziative che non sono della politica, ma sono del sociale, della sanità, sono cose che riguardano l'interesse dei marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Sono contrario, l'ho già detto, però approfitto di questa dichiarazione di voto per rispondere all'amico Giovanni Maggi.
Parla di non voler aumentare le spese della politica, però ricordo la proposta di legge n. 4, a firma dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Bisonni e Fabbri, discussa in aula il 6 ottobre, ricordo e non posso essere smentito, in quanto ero ancora nel Movimento e quindi ho seguito le vicende in prima persona, che stringemmo un accordo politico con il PD.
L’accordo prevedeva il sostegno al PD per l'abolizione dell'articolo 4 bis della legge regionale 34/88, caro al Movimento, in cambio del sostegno del Movimento all'aumento di un'unità di personale per gli Assessori, i Vicepresidenti, chiesto dal PD. Ci fu quest’accordo: aboliamo il 4 bis, siamo favorevoli all'aumento di personale per gli Assessori e i Vicepresidenti.
Voglio ricordare, come sta scritto nell'articolo 7 della proposta di legge, dall'applicazione degli articoli 5 e 6 della suddetta Pdl “deriva una maggiore spesa di 22.095 euro per l'anno 2015 e di 132.570 euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Per gli anni successivi la spesa è stabilita come da rispettive leggi di bilancio”. Ossia con la proposta di legge da noi firmata, si acconsentiva ad una maggiore spesa di 287.235 euro al 2017.
Per giustificare tale maggiore spesa il Capogruppo Maggi, nella seduta del 6 ottobre, dichiarava testuali parole: “Credo che questa sia una rappresentazione molto reale e noi che siamo per i tagli agli sprechi e non per i tagli alla democrazia, questa cosa la recepiamo perché l'efficienza degli Assessorati è in favore del territorio, è in favore dei marchigiani, è a favore della democrazia”.
Ora voglio ricordare che volendo rispettare la legge attuale senza modificarla, la maggiore spesa derivante dall’assegnazione di un budget extra, finalizzato all’assunzione di un secondo collaboratore di categoria B1, consisterebbe in circa 36.500 euro l'anno, ossia circa 73.000 euro fino a 2017, un incremento del 2% rispetto al budget totale previsto per i collaboratori dei Consiglieri, pari a circa 1.800.000 euro.
E’ chiaro, quindi, che l'amico Maggi utilizza due pesi e due misure, allora che c'era l'accordo con il PD e si voleva ottenere l'eliminazione del 4 bis, si giustificavano gli aumenti di spesa come “costi della democrazia”, ora che invece interessa fare solo bella figura con la stampa si condanna un aumento di molto inferiore ai circa 287.000 euro allora proposti e votati.
Un discorso che definirei con una parola che mi risparmio!

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Innanzitutto chiederei al PD di sapere se a mia insaputa è stato fatto un accordo con il PD.

Sandro BISONNI. C’ero. Guardi che io c’ero!

Giovanni MAGGI. Vorrei chiedere se è stato fatto un accordo con il PD. Guardi lei sta mentendo, sapendo di mentire!
Mi cita fatti, momenti e date in cui noi ci siamo visti con il PD per concordare questa cosa? O ero sotto effetto di sostanze psicotiche, oppure io questa cosa non me la ricordo assolutamente.
Noi non abbiamo fatto mai nessun accordo con il PD. Il fatto di richiedere un componente in più per gli Assessori ..., mi ricordo che gli Assessori in audizione in I Commissione dissero: “Ne abbiamo due, se sta male uno, si ferma tutto l’Assessorato”. Questi non sono costi della democrazia?

Sandro BISONNI. E questi no? Quello che le pare si e questi no?

Giovanni MAGGI. Ma se lei se ne è andato dal gruppo, vuol far pesare questa scelta scellerata sulla comunità? Questo noi lo rifiutiamo.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Signor Presidente, grazie per la parola.
Adesso non è che uno vuole mettere la lama dove c’è la piaga ed il sangue esce, però, se il mio Consigliere Bisonni se ne stava tranquillo, tranquillo, cosa gli mancava a stare nel Movimento Cinque Stelle? Noi tutti questi problemi ce li saremmo risparmiati, no?
Avremmo potuto affrontare problemi più importanti, più impegnativi. Però, è andata così! Diamoci un taglio, con un po' di buonsenso cerchiamo di far trascorrere questi quattro anni perché non si può ogni due mesi tornare a dire: “Quante persone ho, quante non ne ho”, eventualmente sono disposto a prestarne una, se serve. Capito? Sono largo d’animo e ho questo senso per il prossimo. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. La dichiarazione di voto la farà il Presidente Giacinti che è anche relatore di questo atto, però visto che il Consigliere Maggi mi ha chiamato in causa, vorrei dire semplicemente una cosa: sia per cultura politica che per valori personali sono molto rispettoso delle situazioni drammatiche che avvengono in casa altrui, quindi, vivo con attenzione, ma anche con profondo rispetto il dramma che sta vivendo il Movimento 5 Stelle a livello nazionale e locale, per cui noi non interverremo nella sua disputa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Intervengo in maniera molto sintetica per ribadire il favore a questa proposta di legge e chiarire degli elementi di discussione che sono sopraggiunti, visto che in Commissione più volte si è trattata questa tematica.
Ora voglio rassicurare il Consigliere Maggi che non c'è stato e non mi risulta nessun accordo, ma gli elementi chiave di questa discussione li voglio ricordare a che non siano dimenticati nel rispetto dei limiti di spesa esistenti e soprattutto - lo aggiungo io, però non mi sembra certo un elemento secondario - dei rapporti di collaborazione in essere.
La richiesta pur legittima del Consigliere Bisonni si scontra in maniera inesorabile e senza soluzione con la costanza dei rapporti in essere, questo è il vero motivo che in Commissione è emerso come l'elemento assorbente su tutta la questione.
L'aumento di budget non ci piaceva, non piaceva alla discussione avvenuta in Commissione proprio per i motivi che sono stati detti all'inizio, la spesa prima di tutto normativamente è assegnata, non è che uno fa un aumento di budget così, sponte sua, non ci piaceva in questo contesto e soprattutto, ripeto, nel rispetto dei rapporti in essere.
Questi sono stati gli elementi che hanno determinato una scelta, d'altro canto non è di tutti i giorni la nascita di un nuovo gruppo consiliare rispetto alla fotografia esistente che è quella assegnata dai risultati elettorali. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 42. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 11
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
“Proroga della Commissione consiliare di indagine sul caso Banca Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 11 dell'Ufficio di Presidenza.
Ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Ho saputo or ora di essere relatore di questo provvedimento che ha già illustrato il Consigliere Busilacchi e che riguarda la proroga, fino al 31 maggio 2016, della Commissione d'indagine sul caso Banca Marche con l'obiettivo di portare in discussione la relazione che la Commissione ha già predisposto entro il mese di giugno.
Sostanzialmente la Commissione ha ultimato i lavori, come è già stato detto, ci sono queste due settimane di proroga alla Commissione per affinare la relazione visto che tocca argomenti particolarmente corposi e nello stesso tempo delicati. Si dà la possibilità alla Commissione con questa proroga, che non è sine die, ma è brevissima, di 2 settimane, di affinare la relazione e di arrivare alla discussione della relazione stessa per informare tutto il Consiglio e trattarla all'interno dell'Aula.
Sarà inserita all'ordine del giorno, così è stato detto stamattina anche alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi, nel più breve tempo possibile, nelle prime sedute di giugno, comunque il termine ultimo che è previsto nell'atto deliberativo è il 30 giugno 2016, non è stata messa una data precisa perché nelle prossime settimane approderà in Aula la variazione di bilancio che sicuramente avrà una sua tempistica.
Il termine ultimo è quello del mese di giugno, ma sicuramente sarà fatta entro i primi 15 giorni. Io non aggiungerei altro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di deliberazione n. 11. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Faccio presente che ci sono delle proposte di rinvio. Se vogliamo fare ordine, vi lascio subito la parola, in modo che definiamo subito il calendario dei lavori.
Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE'. Ho presentato questa mozione che riguarda gli incentivi alle aziende agricole e gli investimenti in agricoltura, perché c'era questa esigenza soprattutto per quanto riguardava il bando 4.1 dove ci sono circa 400 aziende che sono rimaste fuori.
Ho parlato con l'Assessore e con il Presidente della Commissione la cosa verrà portata in Commissione al più presto, quindi ritiro la mozione n. 114.

PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Talè, quindi la mozione n. 114 è ritirata.
La mozione n. 88 del Consigliere Maggi sarà trattata nella prossima seduta assembleare, così come pattuito nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.
So anche che c'è la richiesta di rinvio della mozione n. 112.
Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Chiedo di rinviare la mozione n. 112 alla prossima seduta per trovare un accordo affinché possa essere approvata all'unanimità.

Mozione n. 86
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri
“Rafforzamento delle misure di accesso e permanenza nelle sedi dell'Assemblea legislativa, della Giunta regionale e degli enti e società facenti parte del sistema regionale”
(Discussione e ritiro)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 86 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Malaigia, Zaffiri.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Vorrei illustrare questa mozione a tutta l'Aula perché riteniamo che possa far riflettere e possa avere anche una risposta positiva da tutto il consesso assembleare.
Abbiamo presentato questa mozione per le note vicende accadute sulla sicurezza. Fatti incresciosi che hanno determinato una nostra valutazione e la presentazione di questa mozione che nasce da situazioni difficili, incresciose, dai fatti internazionali che sono accaduti sulla sicurezza.
Sono ancora vigenti vecchie leggi, regi decreti che regolamentano la sicurezza, noi vorremmo sollecitare, per quello che è possibile, la Giunta, l'Ufficio di presidenza, ad essere sensibili e cercare di coinvolgere tutte le istituzioni possibili sulle norme di sicurezza.
Le misure che evidenziamo in questa mozione sono semplici, sono quelle della visibilità del viso, cioè non entrare nei luoghi pubblici con il casco, non entrare nei luoghi pubblici con il viso coperto, questo per noi fa parte della sicurezza. E' un aspetto molto importante in questo periodo ecco il perché della nostra sensibilizzazione.
Credo che questo aspetto non abbia una ragione politica, non c'è la destra, non c'è la sinistra, non c'è l'opposizione, non c'è la maggioranza, è un ragionamento di buon senso per proteggere i nostri concittadini, le persone che quotidianamente usufruiscono delle istituzioni pubbliche. Sappiamo che negli edifici pubblici si può entrare con molta facilità, giornalmente i media ci fanno vedere questi aspetti che quotidianamente possono accadere.
Il nostro invito a questa Aula è che si impegnino maggiormente, per quello che già hanno fatto, ma per quello che potranno ancora fare, i nostri punti di riferimento che sono la Giunta e l'Ufficio di presidenza.
E' un impegno che noi vogliamo sollecitare, sappiamo che già lo fanno, ma vogliamo maggiormente sensibilizzare questi organi importanti della nostra legislatura, della nostra Assemblea regionale affinché si adoperino al massimo per far si che queste cose non accadano e, in generale, negli uffici pubblici ci sia la sorveglianza che fa parte di queste osservazioni. In modo particolare sappiamo che nei Tribunali si riesce a passare con molta facilità perché gli organi preposti al controllo il più delle volte, per qualche circostanza, vengono a mancare.
Questa è una raccomandazione, è un invito, è un impegno che chiediamo all'Aula senza essere di parte, un invito ad una maggiore sicurezza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. La mozione 86 del gruppo della Lega Nord è assolutamente condivisibile nelle sue finalità, laddove ci invita ad adottare misure idonee al rafforzamento del sistema di controllo ed identificazione della sicurezza che vietino l'uso di caschi protettivi e di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona nelle sedi istituzionali dell'Assemblea legislativa, della Giunta regionale e degli enti e società facenti parte del sistema regionale.
Questa esigenza giusta che viene posta dalla gruppo Lega Nord è ampiamente soddisfatta in questa nostra Regione e negli uffici regionali, come tutti noi possiamo constatare quotidianamente, basta vedere come si eccede nei palazzi della Regione Marche: lo si fa soltanto previa esatta identificazione al passaggio dei tornelli e via dicendo. Tanto è vero che io ho richiesto al dirigente del servizio attività normativa e legale risorse strumentali una nota in relazione a questa mozione e mi risponde questo, poi passerò la risposta al Consigliere Zaffiri.
“Con riferimento alla mozione 86 presentata il 15 febbraio si rappresenta che l'accesso agli uffici della Giunta regionale è disciplinata in modo da evitare l'ingresso di soggetti non autorizzati, nella fattispecie i dipendenti possono entrare solo con tesserino di riconoscimento munito di foto, mentre gli esterni sono ammessi nei locali previa identificazione effettuata dalle guardie giurate o dal personale di portineria tramite documento di riconoscimento e registrazione dei dati anagrafici”.
Consigliere Zaffiri, lei faceva l'esempio dei Tribunali, adesso poco per la verità, però qualche volta mi capita, perché sono un avvocato, lo sanno tutti, di frequentare i nostri Tribunali e posso dire che la sicurezza, se vogliamo, è più garantita nei nostri uffici regionali che in taluni Tribunali dove qualche volta si accede facilmente.
Ripeto, le motivazioni sono condivisibili, però sono ampiamente soddisfatte, quindi, come Assessore di questa Giunta regionale chiederei al gruppo della Lega Nord, sulla base di questa nota che ho letto e delle rassicurazioni che ho dato in quest'Aula, che possono essere comunque verificate, di provvedere allo stato al ritiro di questa mozione perché, ripeto, la Giunta non potrebbe andare più in là di quel che già si fa.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Anch'io, come ha detto poco fa l'Assessore Cesetti, ritengo che questa mozione sia inopportuna nel senso che il sistema di sicurezza che viene garantito nei palazzi del sistema regionale di fatto non permette il libero accesso.
Il libero accesso ai palazzi è consentito soltanto a coloro che sono in possesso del badge, essendo dipendenti, o a persone regolarmente registrate. Diversamente qualsiasi persona che viene da fuori deve presentarsi alla portineria, rilasciare il documento, rilasciare le proprie generalità, essere identificata e avere poi l'accesso ai palazzi. Qui noi abbiamo dei luoghi aperti al pubblico, come l'Aula consiliare, non hanno il controllo sulla porta di ingresso dell'Aula, ma lo hanno alla porta d'ingresso del palazzo, alla porta di ingresso di Palazzo Leopardi.
Sostanzialmente ai palazzi della Regione si accede attraverso i tornelli e si deve essere in possesso del badge, oppure prima di accedere si deve essere identificati, per cui il sistema di sicurezza è di fatto già garantito.
Non riesco ad immaginare persone che girano a viso coperto o con il casco all'interno dei palazzi perché comunque prima devono essere identificate, dopodichè se ci sono altre motivazioni dietro le parole scritte in questa mozione non ne comprendo sinceramente né il perché e neanche la filosofia.
Come ha detto l'Assessore Cesetti, invito i firmatari a ritirare questa mozione perché di fatto è superata dai fatti.

PRESIDENTE. Ha la parola al Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. La presentazione di questa mozione risale al periodo in cui sono successi dei fatti incresciosi in piazza Cavour, quando sono entrate delle persone senza controlli.
Non c'è altro fine, Vicepresidente Minardi, lo lascio a lei e alla sua immaginazione.
Prendiamo atto della risposta a questa mozione fatta dal dirigente, pertanto permanendo l'attuale situazione dei controlli, ritiriamo la mozione.

Mozione n. 127
ad iniziativa del Consigliere Traversini
“Deliberazione amministrativa 23/2016 - Piano integrato per l'internazionalizzazione e la promozione all'estero anni 2016/2018”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 127 del Consigliere Traversini, che ha la parola per illustrarla.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Come ho annunciato nel chiedere l'iscrizione all'ordine del giorno di fatto ne abbiamo già discusso, quindi non vorrei ripetere un dibattito di un'ora e mezza, come l'altra volta.
Il fatto è che l'altra volta nell'introduzione, come relatore, ho detto che avevo presentato un ordine del giorno, però per un disguido così non è stato, quindi non l'abbiamo potuto votare anche se di fatto l'avevo illustrato.
Abbiamo trasformato quell'ordine del giorno in mozione in modo da approvarla come documento.
Dico brevemente, per non ricordare tutta la discussione, che prevede tre principi fondamentali, che come Commissione avevamo presentato: prevedere risorse all'interno del bilancio per l'internazionalizzazione, altrimenti la politica di diffusione dell'internazionalizzazione viene meno, non bastano solo i fondi europei, l'avevamo messo nell'ordine del giorno ed ora in questa mozione; intensificare e rafforzare i rapporti tra la Regione e le associazioni di categoria; la questione delle Camere di Commercio che nella scorsa seduta avevamo discusso.
Questi erano i tre punti che avevamo previsto nell'ordine del giorno che abbiamo trasformato in mozione, quindi, quello che vi chiedo è di votare quello che avevamo già discusso in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. A questa mozione è stato presentato un emendamento.
Emendamento 127/1 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Brevemente per ricordare la discussione su questo Piano dell'internazionalizzazione che avevamo fatto la scorsa seduta.
Noi avevamo rimandato a settembre la Giunta, invitandola a presentare un nuovo Piano in quanto era privo di contenuti concreti, privo di soldi.
Puntualizziamo la richiesta. Con questo emendamento si aggiunge, allo stanziamento e alla riorganizzazione delle Camere di Commercio, noi lo chiediamo con urgenza, di integrare il Piano con un'analisi dei risultati ottenuti mediante la realizzazione del Piano precedente - senza una corretta analisi di quello che è successo nel triennio scorso non si può fare nessuna seria progettazione di investimento nel triennio futuro, correggere, quindi, le incongruenze contenute perché era stato fatto un copia incolla veloce e la tabella finale non rispecchiava i contenuti del testo - dotandolo di un cronoprogramma delle attività - altrimenti sono parole vuote - definendo con precisione le competenze assegnate ai vari attori deputati alla sua realizzazione, perché tra Camere di Commercio, desk. Svim, eccetera, non c'è chiarezza di chi fa che cosa.
Avevamo chiesto di esplicitare tutto questo e di fare velocemente il Piano annuale perché siamo in ritardo di oltre un semestre su questi impegni, che la legge regionale ci chiede, per cui penso che questa mozione sia votabile esclusivamente se accompagnata da questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Ho visto che il Consigliere Fabbri ha subito colto l'occasione. Siccome era un lavoro fatto in Commissione pensavo che fosse sufficiente, però, sinceramente, si può accogliere la proposta del Consigliere Fabbri. Nonostante le eccessive critiche la proposta può essere accolta.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 127/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 127 così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,00.

 

 
 
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