Resoconto della seduta n.31 del 18/09/2026
SEDUTA N. 31 DEL 18 SETTEMBRE 2026

La seduta inizia alle ore 11:25

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 31 del 18 settembre 2026. Do per letto il processo verbale della seduta n. 30 del 4 agosto 2026, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Prima di dare avvio ai lavori di questa seduta, desidero rivolgere un pensiero e un sincero augurio a Sua Eccellenza Monsignor Francesco Massara e alle comunità ecclesiali interessate dalla nuova configurazione delle diocesi di Camerino, San Severino Marche e Fabriano.
Il decreto emanato dal Dicastero per i vescovi, con l'approvazione del Santo Padre Leone XIV, introduce infatti un nuovo assetto territoriale che, per quanto riguarda il nostro territorio, assume un significato particolarmente importante con l'ingresso delle parrocchie di Matelica nella nuova Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche-Matelica.
È un passaggio che non riguarda soltanto i confini amministrativi della Chiesa, ma tocca la storia, l'identità e il senso di appartenenza di comunità profondamente radicate nei nostri territori.
A Monsignor Massara, che continuerà a guidare pastoralmente entrambe le diocesi, desidero rivolgere, anche a nome dell'intero Consiglio regionale, i migliori auguri per questo nuovo tratto del suo ministero.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Visto e considerato che oggi il Consiglio, come aveva già annunciato il Presidente Pasqui, terminerà alle 15:00 per impegni dell'Ufficio di Presidenza e sono le 11:30, chiedo, se siete favorevoli, di rinviare la proposta di legge n. 58 sulla semplificazione a martedì prossimo, visto che sono 24 articoli e ci sono gli emendamenti. Siamo alle 11:30 e io ho parlato anche con Piergallini, non so se è favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Un favorevole, un contrario. Vicepresidente, prego.
Ha la parola il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Una questione di tempo. In effetti, la proposta di legge sulla semplificazione è molto articolata, il dibattito sarebbe molto lungo, quindi è una questione oggettiva. Una questione oggettiva di tempo e sarei d'accordo anch’io.

PRESIDENTE. Rinvio della proposta di legge n. 58. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva).

Interrogazione n. 402 - a risposta immediata:
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Fondazione di Medicina Molecolare e Terapia Cellulare”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno l’interrogazione n. 402 - a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Sì, devo dire che interrompo il digiuno estivo, mi mancava questo rito, ne avevo bisogno. Non potevo che essere io a partire. E’ giusto. Grazie, Presidente, per aver messo, come prima, una mia…
Vado a leggere quanto giunge dall'Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche, e poi dirò anche il perché.
Riscontro la richiesta di fornire elementi utili in merito alle interrogazioni in oggetto. Questa Azienda, in condivisione con l'Università Politecnica delle Marche, esaminata ovviamente la documentazione disponibile, rappresenta quanto segue.
Lo statuto della Fondazione individua espressamente nell'Università l'ente di riferimento, attribuendo le funzioni di indirizzo e di riscontro sulla coerenza dell'attività della Fondazione con l'interesse dell'Università e dell'Azienda Ospedaliera Universitaria. Quindi, diciamo che stiamo in limine, anzi, siamo anche oltre il campo di riferimento dell'Azienda Ospedaliera Universitaria.
Tuttavia, l'Azienda partecipa alla Fondazione quale fondatore ab origine, secondo le previsioni statutarie, attraverso propri rappresentanti negli organi della stessa. Ciò non determina, tuttavia, una coincidenza di competenze tra i due fondatori.
In particolare, lo statuto attribuisce all'Università la definizione delle linee dell'attività della Fondazione e l'approvazione dei relativi piani, nonché, nell'ipotesi di scioglimento, la nomina del liquidatore e dei liquidatori.
I beni eventualmente residuanti dalla liquidazione sono inoltre destinati, per espressa previsione statutaria, a sostegno delle attività dell'Università.
I dati contabili confermano una dimensione operativa molto contenuta. Nel triennio 2023-2025 registriamo un valore di produzione rispettivamente pari a 55.000 euro, 61.000 euro e 40.000 euro, per una media annua di 52.000 euro, e tutti e tre gli esercizi si sono chiusi in perdita, relativamente a 6.063 euro, 13.860 euro e 5.689 euro, per una perdita cumulata nel triennio di 25.000 euro.
Anche gli esercizi 2021 e 2022 avevano registrato perdite di 90.000 euro e 38.000 euro, quindi nei cinque anni parliamo di una perdita di 150.000 euro.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Strano che all’Assessore Calcinaro sia mancata quest'Aula per le sue, diciamo, esternazioni propagandistiche, visto che tutta l'estate ci ha allietato con i suoi comunicati, spesso anche per materie non di sua competenza, segno evidente che c'è un'incontinenza di fondo su questo.
Sul punto riteniamo che la Giunta regionale ed anche il Consiglio regionale debbano fare quanto è loro potere e dovere perché la Fondazione di Medicina Molecolare e Terapia del Dolore possa continuare a dare il proprio positivo contributo per la ricerca biomedica, la diagnostica molecolare e la formazione di giovani ricercatori.
Per questo, se del caso, presenteremo una mozione per impegnare la Giunta. Ne parlavo adesso con il Consigliere Caporossi.
La decisione del CDA dell'Università Politecnica delle Marche di procedere con lo scioglimento e la messa in liquidazione della Fondazione, preceduta dalla revoca degli spazi di laboratorio a Torrette, appare all'evidenza ingiustificata, visto che la Fondazione stessa non presenta criticità di bilancio né cali di rendimento scientifico.
Devono altresì ritenersi tuttora sussistenti le ragioni che ne hanno giustificato la costituzione, come sussiste la coerenza dell'attività della Fondazione con l'interesse dell'Azienda Ospedaliera delle Marche per il perseguimento delle finalità già ritenute comuni con l'Università Politecnica delle Marche e di cui all'atto costitutivo della Fondazione, con l'atto del 2004.
Ne discende la necessità di un intervento da parte della Giunta regionale per l'adempimento di quanto richiesto con le interrogazioni.
Non è possibile che la Giunta venga qua sempre a ripeterci i compitini che scrivono, diciamo, gli uffici di competenza e, nel caso di specie, questo provvedimento è dettato dal voler favorire qualcuno. Grazie.

Interrogazione n. 442 - a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Mastrovincenzo
“Riconversione e ampliamento degli attuali impianti a biogas situati nel Comune di Osimo”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno l’interrogazione n. 402 - a risposta immediata - del Consigliere Mastrovincenzo.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Si risponde rispetto alle questioni sollevate dal Consigliere Mastrovincenzo ed è necessario distinguere con chiarezza i due procedimenti, a partire dai fatti.
Per il progetto Osimo 1, stiamo parlando naturalmente di impianti a biogas, con decreto dirigenziale n. 248 del 18 agosto 2026 è stata autorizzata la riconversione dell'impianto esistente da biogas a biometano, nel rispetto delle prescrizioni contenute nel provvedimento e delle condizioni definite dalla Conferenza dei servizi del 3 marzo 2026.
Diversa, invece, la situazione per Osimo 2, oggetto specifico della richiesta di respingimento contenuta nell'interrogazione.
Nella riunione del 15 settembre la Conferenza dei servizi non ha autorizzato il progetto, ma ha sospeso i lavori, chiedendo alla società di presentare le integrazioni necessarie al superamento delle criticità emerse, con particolare riferimento alle richieste e alle osservazioni formulate da ARPAM e dal Comune di Osimo.
Questo è un dato oggettivo che ritengo importante evidenziare, perché le criticità non sono state ignorate né considerate marginali; al contrario, hanno determinato la sospensione del procedimento, in attesa di ulteriori elementi tecnici.
Allo stato attuale, pertanto, su Osimo 2 non è stata assunta alcuna determinazione favorevole. La società dovrà fornire risposte complete, documentate e verificabili. Soltanto dopo potranno essere valutati tutti gli elementi acquisiti e adottato il provvedimento conclusivo previsto dalla normativa.
Qualora le criticità rilevate non vengano superate, ne saranno tratte le conseguenze secondo quanto prevede la normativa di riferimento.
Respingere preventivamente il progetto attraverso una decisione politica, prima della conclusione delle verifiche, non renderebbe più efficace la tutela dell'ambiente. Al contrario, esporrebbe l'Amministrazione al rischio di adottare un provvedimento privo di istruttoria, tecnicamente non completo e maggiormente vulnerabile anche sotto l'aspetto giuridico.
La tutela dell'ambiente si garantisce naturalmente con controlli rigorosi, oggettivi e provvedimenti solidamente motivati, non anticipando l'esito di un procedimento ancora in corso.
A conferma dell'attività svolta, il 16 settembre si è tenuto anche un tavolo tecnico sulle emissioni odorigene, finalizzato a coordinare ulteriori controlli e a individuarne l'effettiva sorgente.
Per Osimo 1, inoltre, la Regione ha già attivato insieme ad ARPAM la procedura prevista per i casi critici, a seguito delle segnalazioni dei cittadini e dei sopralluoghi effettuati.
La verifica dell'impatto odorigeno dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2026, secondo quanto prevede il decreto direttoriale in materia del Ministero dell'Ambiente.
La posizione della Regione è dunque chiara. Sosteniamo che, da un lato, la produzione di energia sia necessaria come fonte rinnovabile, ma questa deve essere compatibile con la tutela…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, nessuno chiedeva un provvedimento preventivo rispetto alla Conferenza dei servizi.
Noi sappiamo che la SGRB ha depositato una modifica sostanziale del progetto iniziale, consistente in un nuovo layout e non i meri chiarimenti o integrazioni documentali marginali nell'ambito del procedimento avviato in relazione al progetto iniziale.
Noi riteniamo questo illegittimo, anche nel rispetto delle norme che regolano i procedimenti, perché il procedimento in corso non può diventare sede di sostanziale coprogettazione o continua rielaborazione dell'iniziativa privata, con un'indebita surrogazione da parte anche della Regione dell'onere progettuale gravante sul proponente.
ARPAM e il Comune, come diceva lei, hanno presentato osservazioni, oltre alle ulteriori molteplici osservazioni che hanno presentato nei mesi scorsi, ed anche i cittadini.
Tra le altre, vi è che la variante progettuale proposta è rilevante, che non vi è la conformità urbanistica, che contrasta con le opere di mitigazione future, ma anche con quelle esistenti. L'anomalia era di un'opportunità che infrastrutture così strategiche e importanti siano state impropriamente inglobate dentro un'area di impianto privato, con potenziali rischi connessi e obbligo dell'esercizio del principio di precauzione.
Ora, Assessore, lei dice che queste criticità saranno prese in considerazione. Me lo auguro davvero.
Ci auguriamo quindi, e ci aspettiamo, che la prossima Conferenza dei servizi prenda definitivamente atto di tale situazione e dichiari la chiusura del procedimento con rigetto e archiviazione dell'istanza, per porre un argine alla deriva ambientale che si sta profilando. Grazie.

Interrogazione n. 443 – a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Rossi
“Ingiustificato aumento delle tariffe del contributo irriguo da parte del Consorzio di Bonifica. Delucidazioni urgenti in merito alle dichiarazioni del Presidente del Consorzio di Bonifica”

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 443, a risposta immediata, del Consigliere Giacomo Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Enrico Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Vicepresidente. Relativamente alla questione inerente l'adeguamento del contributo consortile, il sottoscritto non ha assolutamente dato alcuna indicazione in tal senso, tantomeno mi risulta che gli uffici abbiano fatto altrettanto. Questa è la posizione sia della Giunta sia della Direzione Agricoltura.
Va altresì specificato che, in un recente incontro e confronto con il CDA, nella sua interezza, e anche con il Direttore del Consorzio di Bonifica, si è addivenuti, nell'interesse dei nostri agricoltori, ad una rateizzazione sull'intero territorio regionale del contributo consortile. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Rispondo all'interrogazione. Prendiamo atto, a questo punto, delle dichiarazioni mendaci del Presidente del Consorzio di Bonifica e chiedo alla Giunta e all'Assessorato di inviare una nota ufficiale per prendere le distanze e comunque adottare un provvedimento, fare qualcosa, perché il Presidente del Consorzio di Bonifica ha detto una cosa non vera nei confronti, tra l'altro, della Giunta.
Quindi la Giunta, allo stesso tempo, se questa dichiarazione non è vera, deve rispondere al Consorzio di Bonifica ufficialmente, anche sulla stampa, visto che queste dichiarazioni sono state fatte in una TV e sono state riprese anche da testate giornalistiche. Quindi è bene che la Giunta risponda su questo.
Per carità, ci fa piacere che ci sia una piccola apertura, con questa rateizzazione, ma per noi di Civici Marche ed anche per il sottoscritto questo aumento risulta ingiustificato, anche perché avviene in maniera unilaterale e con aumenti che superano addirittura il 120% della quota fissa e il 30% per quanto concerne l'acqua effettivamente utilizzata.
È bene che la Regione Marche prenda provvedimenti contro il Consorzio di Bonifica, su questo atteggiamento ma anche su tanti altri atteggiamenti, perché c'è un articolo all'interno della legge nel quale si dice che la Regione Marche ha un ruolo di controllo sul Consorzio di Bonifica. Ha un ruolo di controllo che non ha mai esercitato. Non ha mai esercitato nei cinque anni precedenti, non ha mai esercitato negli anni ancora precedenti, non ha mai esercitato in questo anno.
Su questo, sapete come la penso e annuncio da questi banchi che riproporrò la riforma del Consorzio di Bonifica, la riproporrò con ulteriori modifiche e la porteremo in Aula, perché questa volta non farà la trafila di ritornare in Commissione, poi vedremo chi di voi la vota, perché in campagna elettorale siamo tutti buoni a dire: "Aboliamo il contributo di bonifica". Poi, quando è ora di votare, nessuno fa niente. La porteremo in Aula e vedremo chi la voterà.
Tra l'altro, questa riforma era anche nel programma elettorale della precedente legislatura ed è stata disattesa. La riproporrò e vedremo come si comporteranno i Consiglieri regionali. Grazie.

Interrogazione n. 444 - a risposta immediata
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Vertenza Electrolux e conferma della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi - iniziative della Regione per la continuità produttiva e occupazionale”

Interrogazione n. 452 - a risposta immediata
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Crisi sistematica del comparto dell'elettrodomestico nel Fabrianese (vertenze Electrolux di Cerreto d'Esi e Beko di Melano), richiesta di interventi urgenti sul piano e sugli accordi industriali e per i lavoratori”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno l’interrogazione n. 444 - a risposta immediata – del Consigliere Nobili e l’interrogazione n. 452 - a risposta immediata - della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Rispondo congiuntamente alle interrogazioni dei Consiglieri Nobili e Ruggeri, che riguardano le vertenze Electrolux e Beko e, più complessivamente, il futuro del comparto dell'elettrodomestico nel Fabrianese.
Parto da una posizione chiara, che è già stata espressa sia dal sottoscritto sia dal Presidente. Noi non accetteremo che il costo delle riorganizzazioni industriali venga scaricato sui lavoratori, sulle loro famiglie e sul territorio che ha contribuito per decenni alla crescita di queste aziende.
La Regione, per quanto riguarda la vertenza Electrolux, ha seguito questa problematica fin dalla presentazione del piano aziendale. Siamo stati presenti al tavolo ministeriale del 21 luglio. Abbiamo posto tre condizioni, oltre all'inaccettabilità e al ritiro del piano industriale, una revisione profonda dello stesso, il blocco delle iniziative unilaterali e l'individuazione di soluzioni capaci di garantire la continuità produttiva e occupazionale di Cerreto. Nonostante ciò, nei confronti tecnici del 3 e 4 settembre l'azienda ha riconfermato la previsione di chiusura del sito. La nostra posizione non è cambiata. La chiusura di Cerreto è irricevibile né condivisibile.
Martedì 15 settembre siamo stati presenti, insieme al Presidente Acquaroli, alla manifestazione di Cerreto d'Esi. Non si è trattato di una presenza formale, ma della conferma di una battaglia che stiamo portando avanti in tutte le sedi. Come abbiamo ribadito davanti ai lavoratori, questa non è soltanto una vertenza locale, riguarda il futuro di un settore strategico nazionale ed europeo.
Cerreto è l'unico stabilimento per il quale si prospetta la dismissione totale e, per questo, chiediamo ad Electrolux di ritirare il piano e riaprire un confronto vero sul merito delle questioni.
Il prossimo passaggio è già fissato per il 5 ottobre. Saremo al MIMIT per Electrolux, insieme al Presidente Acquaroli, che mantiene un contatto costante con il Ministro. In quella sede continueremo a chiedere il ritiro dell'attuale piano industriale e la sua sostituzione con un piano industriale credibile, fondato su produzione, investimenti e continuità occupazionale.
La posizione espressa dal Presidente è netta: non è accettabile utilizzare il territorio e le risorse pubbliche per poi abbandonare i lavoratori e le comunità.
Per Beko chiediamo il pieno rispetto dell'accordo del 14 aprile 2025. Gli investimenti destinati a Melano, la realizzazione dell'hub europeo dei piani cottura, la tutela di Comunanza e la conferma del centro di ricerca di Fabriano devono trasformarsi in nuovi prodotti, innovazione e volumi produttivi, non restare promesse sulla carta.
Lo scorso 8 settembre ho partecipato personalmente al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Melano, per testimoniare la vicinanza concreta della Regione e ribadire che tutti gli impegni sottoscritti dall'azienda devono essere rispettati integralmente. Pacta sunt servanda, diceva il latino.
La riduzione dei volumi produttivi e i ritardi nell'attuazione degli investimenti destano forte preoccupazione e richiedono risposte chiare e immediate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Una premessa che ritengo doverosa: non ho nessun imbarazzo nel riconoscere l'impegno del Presidente della Giunta e della Giunta tutta sulla vertenza Electrolux. Le parole che ha appena detto sono parole che sento di fare anche mie e della minoranza tutta.
Su queste vicende così drammatiche non sono consentite divisioni ed è per questo che abbiamo approvato, prima del periodo estivo, quella mozione congiunta. Però credo che noi abbiamo il dovere di alzare lo sguardo e andare oltre lo specifico della crisi che riguarda Electrolux, che peraltro insiste in un territorio che si sta desertificando dal punto di vista industriale.
Dobbiamo porci una domanda seria: quale idea abbiamo delle politiche industriali e del lavoro di questo Paese?
Allora, fa benissimo il Presidente Acquaroli a partecipare ai tavoli e a fare di tutto per salvare Electrolux, però, credo che, con altrettanta determinazione, il Presidente Acquaroli debba interrogare il Governo tutto sul fallimento delle politiche industriali del Governo Meloni, perché negli ultimi anni la situazione del sistema industriale in Italia si è sensibilmente aggravata.
Noi dobbiamo domandarci cosa fare nei confronti di quei grandi gruppi industriali che ricevono aiuti di Stato e poi, in un secondo momento, delocalizzano, come è stato per Electrolux.
Non possiamo inseguire una crisi dopo l'altra, quindi dobbiamo con forza chiedere al Governo che modifichi la sua linea, la sua condotta, altro che mance elettorali. con la…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore per la risposta. Io, come il collega Nobili, non posso che riconoscere l'impegno da parte di questo Consiglio e anche da parte della Giunta, però è un impegno che, purtroppo, ad oggi non ha portato alcun risultato e bisogna che ce lo diciamo chiaramente.
Come diceva anche il Consigliere Nobili, la responsabilità, oltre che di questa Giunta, è anche, in modo particolare, del Ministro competente e della Presidente Meloni, perché evidentemente, piuttosto che –mi rivolto alla Presidente Meloni - occuparsi della legge elettorale, dovrebbe forse scendere dal palazzo, venire nei territori, nelle piazze e, insieme a noi, soprattutto insieme ai suoi Assessori regionali, sfilare al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che, in numero così elevato nella nostra regione, stanno rischiando di perdere il lavoro, con centinaia e centinaia di famiglie nella disperazione più totale.
Accolgo anche di buon grado l'invito che ci hanno fatto i sindacati, cioè di fare tutto quello che possiamo con uno spirito unitario, però, è anche vero che non è stato fatto così proprio dall'Assessore che adesso ha parlato, il quale, durante una manifestazione, ha trovato l'occasione per mettersi a fare una polemica politica e...

PRESIDENTE. Prego, un minuto.

Marta RUGGERI. Non abbiamo bisogno di polemiche, non abbiamo bisogno di additare le colpe, perché mi sembra che siano abbastanza trasversali. Bisogna trovare assolutamente delle soluzioni e, da un certo punto di vista, certi tipi di affermazioni sono sembrate come quelle del mulo che dà del cornuto all'asino, perché, tutto sommato, il Governo Meloni, contemporaneamente al grave stato di crisi che stavamo vivendo nelle Marche, festeggiava il fatto che il suo fosse il Governo più longevo. E lo stesso Governo Acquaroli è in carica da sei anni.
Evitando questi comportamenti che, secondo me, non dimostrano per nulla responsabilità, dovremmo cercare, soprattutto da parte del Governo nazionale, di ottenere delle risposte che, purtroppo, non arrivano...

Interrogazione n. 445 – a risposta immediata
a iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri
“Nomina del nuovo primario della SOD Cardiochirurgia e cardiologia pediatrica congenita presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e della commissione valutatrice del relativo bando di concorso”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno l’interrogazione n. 445 - a risposta immediata – del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Prima di dare la risposta che mi giunge dall'Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche, ci tengo a dire che la cardiochirurgia pediatrica, relativamente a questa Giunta, è stato un impegno non solo tecnico, ma anche politico verso un'eccellenza della sanità marchigiana, per andare a rilanciare un reparto che può essere strategico ed anche fortemente rappresentativo.
Dopodiché, questo mio incipit, non si sgancia del tutto dalla risposta tecnica perché noi, l’Azienda per trovare il nuovo primario di una specializzazione così particolare, e sono poche in Italia le cardiochirurgie pediatriche, non può assolutamente, e su questo ci siamo anche confrontati con le associazioni, cercare di accorciare i tempi laddove i tempi tecnici sono voluti dal migliore svolgimento della procedura relativamente alla scelta della Commissione giudicante.
Allora, sono a dire che in data 15 giugno 2026 si è provveduto ad espletare le operazioni di sorteggio pubblico dei componenti, 18 professionisti necessari alla composizione della Commissione.
Ricordiamo ancora una volta che sono pochissime le cardiochirurgie pediatriche in Italia, quindi, per avere una Commissione di alto livello, non abbiamo un parterre così ampio di scelta. I competenti uffici hanno immediatamente attivato il formale interpello dei professionisti individuati mediante sorteggio. Tuttavia, la fase di perfezionamento dell'organo collegiale ha riscontrato due gravi criticità oggettive.
La prima è rappresentata dalle indisponibilità e dalle rinunce plurime di persone che sono di altissimo livello nazionale, quindi non è facile trovare le disponibilità, tant'è che, sui diciotto professionisti individuati, si è registrato un numero di rinunce e indisponibilità pari a sette unità.
Secondo aspetto, una volta individuate, trovare una data e un momento ottimali per tutti per andare a svolgere la procedura. Quindi, non possiamo forzare su una materia che è così delicata.
Andiamo avanti, questo lo confermo e lo confermo anche a questo Consiglio, ma andiamo avanti con i passi…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, grazie per le precisazioni, però la invito, insieme ai suoi collaboratori, a esprimere almeno prudenza temporale, perché tutte le cose che lei ha raccontato rispetto alla necessità che la Commissione sia composta da persone competenti – ho sentito la voce dell'ex Direttore Consigliere Caporossi – rispetto al fatto che sono difficili da reperire e rispetto al fatto che costituiscono un'articolazione, che condivido totalmente.... Però non diamo date, perché il Direttore aveva detto che entro la fine dell'estate avremmo avuto la Commissione esaminatrice già attiva e invece lei oggi ci dice che ci sono ulteriori complicazioni, che, Assessore, dobbiamo affrontare con grande apertura di credito. Si prendono gli impegni…
Sulla questione della cardiochirurgia pediatrica siamo in grande difficoltà. Era un'eccellenza nazionale, registravamo una mobilità attiva quasi mondiale; poi, dopo la conclusione del rapporto con il dottor XY, c'è stata una serie di articolazioni, che io conosco, perché conosco quanto sia difficile e quali sono i numeri che, per fortuna, riguardano prestazioni spesso di nicchia, che comunque dobbiamo ricostituire al più presto anche per...

PRESIDENTE. Abbiamo mandato a chiamare l'Assessore Baldelli, che dovrebbe rispondere all'interrogazione n. 447 (a risposta immediata). Non c’è la Consigliera Vitri, quindi, a questo punto la rinviamo,

Interrogazione n. 451 - a risposta immediata –
a iniziativa dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri
“Recenti e gravi malfunzionamenti del sistema informatico Dedalus presso i Pronto Soccorso marchigiani e misure urgenti per superare i disservizi nelle strutture sanitarie regionali”.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 451, a risposta immediata, dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Quello che è stato vissuto a cavallo di Ferragosto, pochi giorni prima, nel picco delle movimentazioni turistiche, è stato un episodio che non doveva verificarsi. Questo lo voglio dire assolutamente, apertamente e senza se e senza ma.
La cosa che mi fa contrariare ancora di più qual è? È che le azioni informatiche correttive, che sono state messe gradualmente e definitivamente il 25 agosto, hanno poi dato i dovuti frutti. Anche voi, nel vostro lavoro di Consiglieri, avrete visto e valutato che i tempi di reazione sono enormemente migliorati.
Questa è una cosa che, anche nel mio modo di lavorare, non sopporto, avere aspettato il default del sistema per un sovraccarico dovuto - lo sappiamo, no? - in quei giorni, fortunatamente, alle centinaia di migliaia di turisti che arrivano nelle nostre parti, soprattutto nella nostra costa. Infatti i primi a soffrirne sono stati i Pronto soccorso degli ospedali costieri.
Non doveva essere un tema a quel punto, ma doveva essere tarato in precedenza. Su questo io…, consentitemi, seppure in un momento di difficoltà, di ringraziare tutta la struttura che proprio in quei giorni ha preteso, ha voluto - anche rinunciando a ferie già prestabilite personali - quello che è stato decisivo e che è durato, adesso forse ha diminuito un po' la frequenza, un tavolo permanente con tutte e sette le Aziende, per misurare dall'apertura delle operazioni, dalle 8:00, fino al passaggio dell'orario che mi dicono essere l'orario più critico, quello delle 13, i flussi, soprattutto dai laboratori analisi, perché quelli sono quelli che hanno dato maggior difficoltà, ma non solamente quelli.
Hanno poi monitorato gli esiti di queste azioni correttive e devo dire che i tempi di reazione, che sono assolutamente monitorati, sono rientrati in una correttezza assoluta, anzi forse migliore rispetto alla crisi iniziale.
Ecco, all'Azienda è stato chiesto anche questo, di prevedere ulteriori default e di continuare azioni correttive in tempo di pace, non in tempo di guerra. Questo è purtroppo quello che è accaduto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Riconosco la sua ammissione e l'onestà, anche avvenuta nell'immediato, nella confusione del blocco che è accaduto ad agosto.
Pubblicamente, infatti, lei ha riconosciuto, e me lo conferma in questo intervento, il fatto che questi disservizi, che riguardano l'instabilità del sistema, i blocchi, l'impossibilità per i medici e gli operatori sanitari di gestire la situazione, erano arrivati ad un punto fortemente intollerabile. E riconosco anche la bontà delle azioni correttive del 25 agosto, perché le segnalazioni sono diminuite.
D'altra parte, questa è una cosa che esula dal dibattito politico. Come noi, anche voi riceverete il senso di frustrazione, di paura, che non è una questione legata alla politica, di tutto l'apparato sanitario che si trova a gestire situazioni in grande difficoltà, con impatti sulla sicurezza dei pazienti e anche sull'impossibilità di svolgere correttamente il mestiere.
Mi unisco al ringraziamento della struttura, cioè di coloro che hanno tappato le falle. Il problema, infatti, non è la struttura della sanità marchigiana, dei medici e degli infermieri che fanno il possibile. La questione si appunta proprio su questo, cioè l'azienda che ha fornito questo software, che doveva migliorare la gestione dei casi clinici, che più volte ha creato problemi fino a veri e propri blocchi, ha delle responsabilità. Quali sono queste responsabilità? Quanto sono quantificabili? Che cosa noi, come Regione, possiamo richiedere? Perché anche in questo caso non si tratta di politica, ma di gestione del denaro pubblico. Siccome l'investimento è stato alto, chi ha sbagliato, ovviamente non con malizia, ma chi ha commesso errori dovrebbe in qualche maniera riconoscerlo e restituirlo alla collettività. Monitoreremo. Grazie.


Interrogazione n. 264
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Criticità derivanti dalla nuova classificazione dei Comuni montani (L. 131/2025): impatto sulla rete scolastica, accesso ai bandi agricoli ISI INAIL e incoerenza delle politiche regionali e locali”

Interrogazione n. 358
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Criteri di classificazione dei Comuni montani (Legge 131/2025), richiesta aggiornamenti sulle trattative e iniziative concrete della Giunta per la revisione dei criteri in Conferenza unificata”

Interrogazione n. 368
a iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri,
“Pubblicazione definitiva del regolamento sui Comuni montani (DPCM 7 luglio 2026): conferma dell'esclusione di 29 Comuni marchigiani, mancato rispetto degli impegni assunti dalla Regione Marche e responsabilità politiche della Giunta”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca Interrogazione n. 264 della Consigliera Ruggeri
l’interrogazione n. 358 della Consigliera Ruggeri, l’interrogazione n. 368 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri (abbinate)
Sono abbinate e rispondono due Assessori diversi: Enrico Rossi e Francesco Baldelli. Ora diamo la parola a Enrico Rossi, che risponde alla Consigliera Ruggeri, all’interrogazione n. 264, poi risponderà l’Assessore Baldelli alle interrogazioni della Consigliera Ruggeri e del primo firmatario Catena.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Enrico Rossi.

Enrico ROSSI. Grazie, Vicepresidente. Rispetto a questa questione emersa, peraltro, avevo anche chiesto chiarimenti, appunto, relativamente alle modalità di risposta.
Con riferimento agli aspetti attinenti al sistema dell'istruzione, l'interrogazione richiama alcune criticità prospettate in relazione alla proposta di nuove classificazioni dei Comuni montani previsti dalla legge 131 del 2025, con particolare riguardo ai possibili effetti sulla rete scolastica e sulla formazione delle classi.
In via preliminare si ritiene opportuno ricostruire il quadro normativo e procedurale attualmente vigente.
Alla data odierna, sebbene la classificazione sia stata approvata in Consiglio dei Ministri e sia stato pubblicato il relativo DPCM, il relativo decreto attuativo, che tenga conto anche di altri parametri socioeconomici, non è stato definitivamente adottato e pubblicato.
Pertanto, con riferimento ai punti dell'interrogazione, per quanto attinenti al sistema dell'istruzione, si rappresenta quanto segue, ovvero che le preoccupazioni circa un'eventuale perdita delle deroghe per i Comuni attualmente classificati montani si inseriscono in un quadro che, come sopra richiamato, non ha ancora trovato definizione normativa definitiva. È pertanto confermato che per l'anno scolastico 2026-2027 non sono previsti impatti derivanti dalla nuova classificazione.
Resta fermo che ogni eventuale valutazione potrà essere svolta solo a seguito della definizione del quadro regolamentare, conseguentemente sulla base di elementi certi e consolidati.
La Giunta, inoltre, nell'ambito delle proprie competenze programmatorie, ha già approvato le linee guida per il triennio 2027-2030, secondo un approccio che, in continuità con i precedenti atti, considera in modo integrato le condizioni di fragilità territoriale, superando una lettura limitata alla sola classificazione formale dei Comuni.
Tale impostazione è orientata a garantire l'equilibrio territoriale dell'offerta formativa e la tenuta dei presìdi scolastici, con particolare attenzione ai contesti caratterizzati da criticità demografiche e strutturali.
In questo quadro è assolutamente assicurato un confronto costante tecnico-istituzionale con l'Ufficio scolastico regionale per le Marche.
È opportuno, inoltre, aggiungere che nel quadro di definizione delle aree interne, richiamate al punto uno dell'interrogazione, potranno essere ipotizzate eventuali altre misure dedicate a sostenere e mitigare le fragilità dei territori.
Con riferimento, invece, agli aspetti inerenti l'ambito relativo all'agricoltura e sviluppo rurale, si evidenzia preliminarmente che l'articolo 2, comma 3, della legge 131/2025 stabilisce espressamente che la nuova classificazione dei Comuni montani non si applica alle misure previste nell'ambito della PAC, che continuano ad essere disciplinate dalla normativa europea e nazionale di settore.
Conseguentemente, la nuova classificazione introdotta dalla citata legge non produce effetti diretti sulla delimitazione delle aree ammissibili agli interventi del complemento regionale per lo sviluppo rurale 2023-2027, né sui criteri di accesso agli aiuti finanziati nell'ambito della PAC.
Le misure agricole di sviluppo rurale continuano, infatti, ad applicare le delimitazioni territoriali e i criteri previsti dalla relativa disciplina di settore.
Con riguardo al bando ISI INAIL richiamato, si rappresenta che si tratta di una misura definita e gestita dall'INAIL nell'ambito delle proprie competenze istituzionali. La Regione Marche non concorre alla determinazione dei relativi criteri di accesso né delle eventuali premialità previste dal bando medesimo.
Resta ovviamente ferma, in ogni caso, la disponibilità dell'Amministrazione regionale a rappresentare agli organismi nazionali competenti le esigenze e le osservazioni provenienti dai territori interessati. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Enrico Piergallini

PRESIDENTE. Ha la parola, per rispondere alle interrogazioni n. 358 e n. 368, l'Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. In relazione all'interrogazione presentata, in cui si chiede lo stato dell'arte sulla situazione dei Comuni montani e il ruolo svolto dalla Regione Marche, è evidente, lo ha dichiarato più volte il nostro Presidente, lo abbiamo dichiarato anche come Assessori regionali, che siamo al fianco dei Comuni montani con le giuste preoccupazioni.
Già in sede di prima trattazione dello schema del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la classificazione dei Comuni montani, la legge 131 del 2025, nell'ambito della Commissione politica per la montagna della Conferenza delle Regioni, abbiamo presentato, con nota del 23 dicembre 2025, una proposta che, laddove accettata, avrebbe tutelato non soltanto tutti i Comuni marchigiani ma, in generale, tutti quelli lungo gli Appennini che avevano le caratteristiche di montanità, prevedendo il criterio limite dell'altitudine media pari a 300 metri sul livello del mare, con esclusione di Comuni confinanti con il mare e non appartenenti al perimetro delle Alpi e degli Appennini, appunto escludendo, ovviamente, quelli che già in precedenza non erano Comuni montani. Ciò a fronte di un primo schema del decreto che prevedeva, tra gli altri, il criterio dell'altitudine media superiore ai 600 metri sul livello del mare, in ossequio al concetto geografico di montagna, che avrebbe colpito duramente la maggior parte dei territori appenninici.
Purtroppo, in sede di Commissione politica per la montagna, alcune Regioni non hanno espresso il proprio favore alla proposta della Regione Marche, rigettandola e approvando un criterio di altitudine media quale punto di caduta, come mediazione rispetto alla proposta marchigiana, pari a 350 metri sul livello del mare, in luogo dei 600 metri iniziali, facendo salvi 78 Comuni marchigiani in luogo dei 50 della proposta originaria.
Successivamente la Giunta regionale si è fatta parte attiva a fianco dei Comuni con incontri con il Ministro per gli affari regionali e per le autonomie, che ha espresso l'apertura ad approfondire una proposta di revisione che raccolga il consenso di tutte le Regioni. Nelle sedi di confronto e condivisione con le altre Regioni, le Marche, al momento della convocazione, formuleranno proposte emendative. Al momento non è stata comunicata la data di fissazione della seduta della Conferenza unificata.
Ad ogni buon conto, si significa che tutte le disposizioni regionali in materia di aree montane, come previste dalla nostra legge regionale, la n. 18 del 2008, risultano pienamente confermate dalla Giunta regionale anche in mancanza di un ulteriore accordo a livello centrale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche i due Assessori per le risposte.
Io parto dalla fine, perché mi sembra che bisogna inserire, oltre che le questioni tecniche, anche un po’ di politica e, siccome i miei assistenti hanno fatto una ricognizione di tutte le dichiarazioni pronunciate soprattutto dal Presidente Acquaroli in quest'Aula, vorrei ricordare che il 10 di marzo il Presidente ci diceva che questi Comuni non avrebbero avuto alcun tipo di penalità, alcun tipo di penalità, su nessuna materia. Non l'avrebbero avute sull'agricoltura, sui trasferimenti, sulla scuola, perché semplicemente c’erano altre leggi che governavano queste dinamiche. Qualche giorno dopo il Presidente, sulla stampa, parlava della disponibilità, che è stata sbandierata più volte da parte, del Ministro a rivedere i criteri, solo che serviva che fossero d'accordo tutti i soggetti.
Dopo tutti questi proclami e rassicurazioni, siamo arrivati a scoprire che il regolamento prevede esattamente gli stessi criteri che venivano previsti prima. Non c'è stato alcun tipo di modifica.
Anche tutti i Consiglieri, ho i verbali dei loro interventi, quando hanno bocciato quel tentativo di risoluzione che avevamo proposto come opposizione, io prima firmataria, raccogliendo il grido di dolore dei Sindaci che erano qui a manifestare…, secondo me, dal punto di vista politico, quel giorno è stato commesso un grande errore, perché in quel momento il Presidente Acquaroli era a Roma e qui fior fiore di dichiarazioni di tutti i Consiglieri che dicevano: sicuramente risolverà la situazione.
Purtroppo non è stato così, quindi, magari dare un segnale di unità, che non deve essere utilizzata solo quando vi fa comodo come maggioranza, ma dovrebbe essere utilizzata su temi di tale portata come un metodo.
Vorrei anche ricordare le manifestazioni di giubilo degli Assessori, alcuni qui presenti, quando la Conferenza unificata del 5 febbraio ha posto fuori dal perimetro dei Comuni montani ben 29 Comuni della nostra Regione, inserendone altri che forse facevano comodo al loro bacino elettorale, dopo oltre 70 anni. In tutto questo, i Comuni interessati sono di vari colori e vari orientamenti, anche di centrodestra.
La preoccupazione è tanta, non solo per quanto riguarda i Sindaci, ma anche e soprattutto i cittadini, perché, a differenza di quello o avvalorando quello che ha detto l'Assessore Rossi …, vedo di nuovo il Vicepresidente Rossi, nel video quando parlo io è sempre inquadrato lui, non so se è fatto apposta, però chiederei di poter avere il mio tempo e di essere inquadrata quando parlo, perché capita sempre questo disguido casuale.
Quanto tempo ho a disposizione ancora? Questi 3 minuti?, Va bene, passo a rispondere…, però gradirei essere inquadrata, se possibile.
Grazie mille, soprattutto ai tecnici che hanno risolto prontamente il problema.
Per quanto riguarda il fronte scolastico, Assessore, lei dice che per l'anno in corso, appena iniziato da pochi giorni - anzi, auguro da questi scranni un buon anno scolastico a tutti gli studenti marchigiani - non ci saranno modifiche e questo lo sappiamo, insomma, perché questa questione è passata ...
Funziona adesso. Sì.
Sul fronte scolastico la soluzione prospettata con l'articolo 10 bis del decreto legislativo n. 123 del 2023 risulta del tutto insufficiente, perché attribuisce all'Ufficio scolastico regionale un potere meramente discrezionale, cioè può derogare, e non un diritto certo per gli enti. Questi sono problemi che sono stati sollevati non tanto e non solo da me, ma anche dall'UNCEM Marche.
Sul fronte agricolo, quindi sul fronte economico, sempre gli allarmi dell'UNCEM si cominciano a concretizzare e proprio con quel bando di cui parlava lei, che io ho messo in interrogazione, l'ISI INAIL.
Sarà vero che i criteri non sono stati fatti dalla Regione, però qualcosa per cui i nostri 29 famosi Comuni non possono partecipare e hanno una penalità, è già avvenuta.
Questo è un bando per il rinnovo delle macchine agricole, le cui domande si aprono in quest'anno, e prevede premialità o riserve basate sulla classificazione montana, escludendo di fatto tutte le aziende situate nei 29 Comuni declassati. Purtroppo, ciò che ha detto in quest'Aula il Presidente Acquaroli non trova conferma, in quanto ha detto che non ci sarebbero stati…, il che pone anche una domanda: il Ministro per gli affari regionali e per le autonomie perché avrebbe fatto una riforma se poi, nella pratica, non c'è nessun cambiamento?
Comunque, che il Presidente Acquaroli aveva detto così, e noi gli abbiamo dato un minimo di credito, anche perché, ripeto, i Consiglieri di maggioranza erano tanto convinti che si sarebbe andati su questa strada. Invece scopriamo che le prime penalità, che riguardano le aziende e quei territori di cui i Sindaci hanno provato a sensibilizzare anche la maggioranza, si sono avverate. Quindi, per quello che mi riguarda…

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Vicepresidente. Ringrazio anche gli Assessori per la risposta, che ci confermano in diretta una cosa molto semplice, cioè che la famosa filiera di Governo in questa vicenda ha fallito.
Per mesi il Presidente Acquaroli e la Giunta hanno rassicurato i Sindaci sostenendo che il problema sarebbe stato risolto anche grazie ai rapporti privilegiati col Governo. Oggi sappiamo che così non è stato, quantomeno fino ad ora.
Lo scorso 7 luglio, come è stato detto poc'anzi, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM che definisce i criteri per la classificazione dei Comuni montani senza modificare una virgola e i 29 Comuni marchigiani restano esclusi, 7 dei quali del mio collegio, la provincia di Macerata.
Le posizioni di altre Regioni sono state nette nel condannare questo provvedimento, che utilizza discutibili parametri geomorfologici, che privilegiano le Alpi e danneggiano gli Appennini. Invece la Regione Marche ha prima esultato per l'accordo raggiunto in Conferenza unificata, presentandolo come una vittoria per le Marche, poi, quando sono emersi i reali effetti di questi criteri, si è scoperto che quell'accordo aveva lasciato fuori decine di Comuni che hanno le stesse fragilità delle aree montane.
Lo disse chiaramente, in una dichiarazione virgolettata, anche il Ministro per gli affari regionali e per le autonomie: “I criteri li avete praticamente scelti voi delle Marche”. Addirittura mi ricordo un altro virgolettato in cui il Presidente Acquaroli rimproverava il Sindaco di Ascoli Piceno, dicendo: “Che fa, si mette contro il Governo?”
Ecco, oggi nessuno si assume la responsabilità di quelle scelte. La differenza con altre Regioni è evidente. L'Emilia-Romagna, ad esempio, non solo ha criticato il provvedimento, ma si è assunta degli impegni precisi. Ha deciso di compensare con risorse regionali i Comuni esclusi, di non penalizzarli nel riparto dei fondi, di incrementare gli investimenti per la montagna e le aree interne. Parlo di 24 milioni aggiuntivi nel triennio 2026-2028, che è il più 60% della dotazione ordinaria, e più 18 milioni dei fondi STAMI, che sono quelli delle strategie territoriali per le aree montane e interne.
Nelle risposte ricevute non mi pare di aver ascoltato un impegno concreto che si avvicina a quelli che hanno messo in campo altre Regioni. Eppure stiamo parlando di territori che rischiano di perdere strumenti fondamentali contro lo spopolamento: incentivi alle imprese, incentivi alle attività, incentivi per medici, insegnanti e via discorrendo.
Questa vicenda dimostra che, quando è arrivato il momento di scegliere, la Giunta ha preferito difendere il Governo invece delle comunità marchigiane. È prevalso, e non è la prima volta, l'interesse di partito rispetto all'interesse dei territori. Quindi, auspico che la Regione faccia e assuma le stesse….

Interrogazione n. 214
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Insufficienza delle risorse destinate agli interventi in favore degli alunni con disabilità sensoriali per l’anno scolastico 2026/2027”

Interrogazione n. 215
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Mancato stanziamento nel Bilancio di Previsione 2026-2028 dei contributi ai Comuni per le rette dei minori in comunità per l'affido familiare; criticità nei fondi per l'educativa scolastica/extrascolastica e per il sostegno agli alunni con disabilità visiva e auditiva”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 214 del Consigliere Nobili e l’interrogazione n. 215 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Cerco di essere più sintetico possibile per poter dare le giuste risposte.
Per quanto riguarda la disabilità sensoriale, Consigliere Nobili, arrivo in questo momento in Regione, è già programmato, come altre volte, di spezzare in due le risorse che normalmente poi, in consuntivo, vanno per questa importantissima esigenza.
Da questo punto di vista abbiamo avuto più interlocuzioni con le associazioni WIK e ENS, tanto da condividere un programma, anche finanziario, in cui è stata stanziata una prima parte per la copertura di questo anno e, entro fine anno, verranno messe non solo la copertura per il prossimo anno, ma l'intera copertura della prima parte dell'anno scolastico 2026 e 2027.
Questo ci tengo a dirlo, perché cambieremo anche modalità di finanziamento per venire incontro il più possibile alle esigenze, anche pratiche, di chi si trova, purtroppo, a necessitare di un supporto. A volte non è solamente il dato finanziario che noi possiamo - come sarà questa volta - spezzare tra il preventivo e l'assestamento, ma dovrà essere riportato il sistema che dovrà essere unitario per l'anno in corso.
Detto questo, vado un po' anche a toccare le altre richieste. Ci tengo a fare un discorso importante sulle rette, per il supporto ai Comuni per le rette per i minori.
I minori in comunità sono una mina per i bilanci dei Comuni, lo sappiamo benissimo. Mentre sono state dalle varie politiche governative negli anni “sminate”, è stata sminata quella dei minori stranieri non accompagnati che, bene o male, a vario titolo veniva finanziata dal Governo centrale, ma rimaneva tutta in capo ai Comuni la retta del minore in comunità a seguito di un provvedimento giudiziario.
Due finanziarie fa, me lo ricordo perché è stata una lotta che ho portato avanti dentro l’ANCI, per la prima volta c'è stato un finanziamento a livello nazionale sulla finanziaria, parliamo della finanziaria 2024 per il 2025, di 100 milioni per questa esigenza, per i minori in comunità a seguito di un provvedimento giudiziario. Questo ha portato un introito ai Comuni delle Marche che gli uffici mi dicono nel 2025, il decreto di assegnazione l’ho visto pure io, pari a 3,5 milioni di euro.
La finanziaria per il 2026, quindi la finanziaria 2025 per il 2026, ha portato questo fondo da 100 milioni a 250 milioni. Quindi, dobbiamo andare a riparametrare questi 3,5 milioni in aumento. E’ un ambito che per la prima volta è stato toccato dai governi. Devo dire finalmente perché noi, dico noi come Sindaci, guardo i tanti amministratori che sono stati Sindaci, lo abbiamo gridato per una vita amministrativa. Adesso è ovvio che gli stanziamenti regionali devono riparametrarsi, perché non possiamo permetterci…, magari possiamo investire su altra parte del sociale, ma dobbiamo assolutamente vedere qual è il risultato che va ai Comuni rispetto a questo impegno nazionale e su questo tareremo l'assestamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Assessore, sconfino solo per un attimo intervenendo sull’interrogazione della Consigliera Ruggeri, solo per dire che il problema è davvero importante, per certi versi drammatico. Sono certo che lei lo conosce a fondo e penso che le misure del Governo nazionale siano assolutamente insufficienti rispetto a un'emergenza che si fa più grave di giorno in giorno.
Su questo punto è stata presentata una mozione. Spero che, prima o poi, le mozioni che presentiamo regolarmente vengano discusse e spero di trovare un'accoglienza positiva e condivisa rispetto alla necessità di far fronte a una problematica che, davvero, sta determinando, da un lato, un problema sul versante assistenziale e, dall'altro, su quello contabile molto serio.
Vengo alla mia interrogazione. Chiedo venia alla Consigliera Ruggeri se ho parlato anche del tema che ha trattato lei.
Io non ho dubbi sulla sua sensibilità e sul suo impegno rispetto al tema del supporto agli studenti che hanno disabilità sensoriali, però registro una insufficienza, nel senso che nell'interrogazione chiedevo specificamente se la Regione Marche avesse parametrato il fabbisogno su cui effettivamente si rende necessario intervenire con le misure messe a disposizione.
Non ho capito a quanto ammontano i finanziamenti che la Regione Marche intende mettere in gioco su questo versante, così come mi sembra di capire che nessun monitoraggio serio sia stato fatto per comprendere effettivamente la portata del tema di cui stiamo parlando.
Quindi, a me dispiace segnalare come alla mia domanda non ci sia stata una risposta. Non ho capito a quanto ammontano i finanziamenti e non ho capito se voi avete effettivamente mappato la problematica e in che termini, perché a me risulta che il fabbisogno…, se poi mi darà copia della replica che evidentemente non ha letto, l’approfondirò.
A me risulta che si parli di un fabbisogno di circa 1 milione di euro l'anno. Inoltre, molto importante la tempistica, non solo l'impegno sulla carta, ma anche quando effettivamente avvengono i trasferimenti.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatta o meno la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente e grazie Assessore per la risposta.
Io, come il Consigliere, mio collega Nobili, chiederei, se possibile, di avere la relazione che ha appena letto, perché probabilmente mi è sfuggito qualcosa.
Comunque mi fa piacere, da un lato, che lei abbia coscienza del problema che hanno i Comuni, perché, in particolare sulle rette dei minori in comunità e per l'educativa scolastica ed extrascolastica, sono stata sollecitata dai Sindaci di piccoli comuni.
Allora, a fronte di spese che sono in continuo aumento e dando anche atto che sono arrivati dallo Stato i soldi di cui lei ha parlato, c'è ancora un problema per chiudere i bilanci. Io almeno questo so, soprattutto per i piccoli Comuni.
Il fatto che lei abbia dichiarato oggi che riparametrerà come Regione gli stanziamenti per questi settori, è abbastanza preoccupante, anche se ha detto che li investirà in altri settori, perché comunque dobbiamo fare in modo che i Comuni, soprattutto quelli piccoli, siano sempre messi nelle condizioni di aiutare le famiglie. In questo caso mi riferisco soprattutto all'educativa scolastica in difficoltà, perché, come lei ben sa, nelle scuole sono sempre meno gli insegnanti di sostegno e sono le scuole che fanno richiesta ai Comuni di educatori.
Questi educatori, per fortuna, hanno condizioni contrattuali leggermente migliori rispetto a quello di cui abbiamo discusso qualche mese fa nel corso della scorsa legislatura, però i Comuni devono essere messi nelle condizioni di poterli pagare.
La stessa cosa succede per quanto riguarda i minori in comunità- Io ho fatto l'esempio di un Comune che mi ha detto che la Regione ha distribuito da poco i soldi per le rette del 2023 e siamo indietro quindi di 3 anni. I ristori prima erano un anno indietro, poi sono arrivati ad essere 2 anni e adesso siamo a 3 anni di ritardo rispetto alla rendicontazione.
Tutto ciò, naturalmente, mette in grossa difficoltà i Comuni e, tra l'altro, si tratta di ristori parziali perché, a fronte, che ne so, di 200.000 euro rendicontati, ad oggi hanno ottenuti 70.000 euro.
Quindi, senza nulla togliere all'iniziativa dello Stato, se non è sufficiente, penso che come Regione ci dobbiamo mettere di fianco ai Comuni perché i cittadini abbiano soprattutto...

Interrogazione n. 246
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Fondo per la montagna: attuazione dell’articolo19 della LR n.18/2008”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 246 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. La questione riguarda l'attuazione dell'articolo 19, comma 1, della lettera c-bis della legge regionale n. 18 del 2008, che prevede l'applicazione di un canone di 0,04 per ogni metro cubo di acqua potabile consumata, a titolo di compensazione ambientale da destinare ai territori montani.
È utile però ricostruire con precisione i fatti.
Per dare attuazione alla disposizione, la Regione Marche ha approvato una deliberazione di Giunta regionale, la n. 1226 del 5 agosto 2020, individuando il canone come costo ambientale destinato a finanziare interventi di tutela e produzione delle risorse idriche nei territori montani.
Nel 2021 la deliberazione è stata impugnata con ricorso straordinario al Capo dello Stato da Viva Servizi e da altri gestori del servizio idrico integrato.
Alla luce del contenzioso e dei dubbi giuridici evidenziati dall'Avvocatura regionale, la struttura competente ha ritenuto necessario sospendere l'applicazione della deliberazione.
Il Consiglio di Stato, nell'ambito dell'affare n. 440 del 2021, ha sospeso la propria pronuncia, chiedendo al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di acquisire una relazione dettagliata da parte di ARERA, proprio sulla tariffazione del servizio idrico. Il 20 luglio 2026 il Ministero ha trasmesso alle parti la posizione di ARERA.
Da tale relazione emergono due elementi fondamentali. Il primo è che la disciplina tariffaria del servizio idrico integrato è di competenza statale e che la Regione non può introdurre componenti ulteriori rispetto a quelle definite dal regolatore nazionale. Secondo ARERA, ciò determina rilevanti profili di possibile illegittimità costituzionale della disposizione regionale.
Il secondo elemento è che l'eventuale riconoscimento e la quantificazione dei costi ambientali aspettano agli enti di governo degli ambiti territoriali ottimali, all'interno del quadro regolatorio stabilito da ARERA.
Pertanto, l'attuale mancata erogazione dei 4 centesimi per metro cubo non deriva da una scelta politica di penalizzare le Unioni montane, ma dall'esistenza di un contenzioso ancora aperto e, soprattutto, da forti e seri dubbi sulla compatibilità della norma regionale con l'ordinamento statale.
Alla luce della posizione espressa da ARERA, la Giunta non può condividere l'attuazione della disposizione nella sua formulazione attuale, né può disporre unilateralmente l'erogazione delle somme in assenza di una base giuridica certa. Resta pienamente condiviso l'obiettivo di sostenere le comunità montane, di valorizzare il loro ruolo nella tutela della risorsa idrica.
Il compito della Regione sarà quello di seguire la conclusione del procedimento, di valutare, insieme agli uffici e all'Avvocatura, strumenti alternativi, legittimi e concretamente applicabili, capaci di garantire risorse ai territori senza esporre gli enti beneficiari a successive contestazioni o a richieste di restituzione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Di questo tema ne avevamo parlato anche recentemente, perché questa è la seconda interrogazione che presento.
Le interlocuzioni con il MASE per chiedere notizie sullo stato di questo famoso ricorso sono iniziate l'11 e il 12 maggio del 2026. Lo dico per i Consiglieri della mia zona che sono intervenuti sulla stampa tralasciando questo particolare, cioè esattamente all'indomani del deposito della mia interrogazione.
Quindi, di fatto, se il Movimento 5 Stelle non avesse sollevato il polverone con le interrogazioni n. 246 e n. 255, probabilmente la Regione Marche non si sarebbe nemmeno ricordata di chiedere a che punto fosse la pratica al Ministero.
Il Consiglio di Stato, già nel maggio del 2021, aveva sospeso ogni pronuncia sul ricorso di Viva Servizi, chiedendo al Ministero di acquisire una relazione da ARERA. Per ben 5 anni nessuno in Regione si è assicurato di sapere se ARERA avesse mai risposto o se il Ministero avesse mai dato seguito a quell'istruttoria.
Di fatto la Regione è rimasta alla finestra a guardare mentre i gestori continuavano a distribuire dividendi milionari e le Unioni Montane ad affrontare tagli e dissesto idrogeologico.
ARERA non vieta, a prescindere, i costi ambientali, ma pretende che siano strutturati come costi operativi legati alla tutela delle fonti.
Adesso, Assessore, andando più precisamente all'ultima parte di quello che lei oggi mi ha risposto, anche se, diciamo, un po' sfumata come risposta, mi viene il dubbio che la posizione della Giunta sia davvero quella di ritenere questa norma inapplicabile o addirittura incostituzionale, tant'è che parlate di sostituirla con altre norme.
Allora, se è così, a mio avviso e secondo il Movimento 5 Stelle, bisognerebbe avere il coraggio politico di fare un gesto di onestà nei confronti dei territori e abrogare la famosa lettera c-bis dell'articolo 19, perché se non si può applicare resta una questione ferma da tanti anni per i motivi che lei ha già espresso e che aveva espresso anche la volta scorsa.
Bisogna smetterla di illudere i Sindaci dell'entroterra e i Presidenti delle Unioni montane. Esiste un loro diritto al ristoro idrico. Ad oggi è così, perché è previsto per legge, per poi vederlo sistematicamente negare nella realtà quando provano a fare i bilanci per difendere i propri territori dal dissesto.
Quindi, Assessore, se lei trova delle altre soluzioni, noi siamo disposti a prenderle in considerazione, però va abrogata quella lettera di quell'articolo, per onestà. E vedo che lei annuisce, quindi…

Interrogazione n. 315
a iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Chiarimenti in ordine all’applicazione dei contributi consortili di bonifica, ai criteri di imposizione e alla tutela dei contribuenti, anche alla luce di recenti pronunce giurisdizionali e di segnalazioni di cittadini”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 315 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Enrico Rossi

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. La disciplina della bonifica trova il proprio fondamento nel regio decreto n. 215 del 1933, recante nuove norme per la bonifica integrale, tuttora vigente per gli aspetti fondamentali dell'ordinamento dei consorzi di bonifica, nonché nelle disposizioni del codice civile e nella normativa regionale di settore.
La Regione Marche ha disciplinato la materia mediante la legge regionale n. 13 del 2013, che riconosce al consorzio di bonifica la natura di ente pubblico economico operante per la tutela del territorio, la difesa idraulica, la sicurezza idrogeologica, la manutenzione delle opere e la gestione delle infrastrutture di bonifica presenti nei rispettivi comprensori.
Inoltre, coerentemente con le norme statali specifiche che regolano le attività di competenza dei consorzi di bonifica, in particolare l'Accordo Stato-Regioni del 2008, in attuazione dell'articolo 27 del decreto-legge n. 248/2007, convertito con la legge n. 31 del 2008, e il decreto legislativo n. 152 del 2006, la nostra legge regionale n. 13 dispone che tutto il territorio delle Marche è classificato di bonifica e individua quattro comprensori territoriali che costituiscono unità omogenee sotto il profilo idrografico e funzionale, in rapporto alle esigenze di coordinamento e di organicità dell'attività di bonifica ed irrigazione, e possono, a loro volta, ricomprendere al loro interno uno o più bacini idrografici.
La legittimazione del consorzio di bonifica a richiedere il contributo consortile non deriva da un'autonoma determinazione dell'ente, ma dall'applicazione di un sistema normativo previsto dalla legislazione statale e regionale, nonché, appunto, da quell'Accordo Stato-Regioni.
Il contributo consortile costituisce, infatti, la normale forma ordinaria di finanziamento delle attività di bonifica e degli interventi di mitigazione. È necessaria per la difesa e gestione del territorio, secondo il principio sancito dall'articolo 860 del codice civile e dal già citato regio decreto n. 215 del 1933, in base ai quali i proprietari degli immobili ricadenti nel comprensorio sono tenuti a contribuire alle spese in ragione del beneficio derivante dall'attività di bonifica.
La normativa regionale marchigiana ha recepito tale principio, attribuendo ai consorzi funzioni di interesse pubblico connesse alla salvaguardia idraulica del territorio ed, in particolare, alla manutenzione idraulico-forestale di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 14 aprile 1993, come richiamato dall'articolo 6 della nostra legge regionale 13 del 2013 per i corsi d'acqua minori, e confermando il sistema della contribuenza quale strumento di partecipazione dei proprietari ai costi delle attività istituzionali svolte nei comprensori di competenza.
La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione ha chiarito che il presupposto della contribuenza consortile risiede nell'esistenza di un beneficio per gli immobili inclusi nel perimetro di contribuenza, derivante dalle opere e dalle attività esercitate dal consorzio.
Tale beneficio comprende l'insieme dei vantaggi derivanti dalla regimazione delle acque, dalla difesa idraulica, dalla riduzione del rischio di allagamento, dalla conservazione della funzionalità del reticolo idrografico e dalla tutela del patrimonio immobiliare presente nel comprensorio.
L'accertamento e la quantificazione del beneficio non avvengono in modo discrezionale, ma attraverso specifici strumenti tecnico-amministrativi approvati secondo le procedure previste dalla normativa regionale.
In particolare, il piano di classifica costituisce lo strumento mediante il quale vengono individuati i criteri di attribuzione del beneficio e di ripartizione degli oneri tra gli immobili interessati.
La Corte di Cassazione ha ripetutamente affermato che, in presenza di un piano di classifica, il beneficio si presume esistente per gli immobili ricompresi nel perimetro di contribuenza, diversamente dal piano generale di bonifica che rappresenta uno strumento di pianificazione e programmazione di nuove opere di bonifica integrale, ossia di nuove opere idrauliche ed irrigazione.
In tale contesto assumono rilievo gli atti regionali di approvazione del piano di classifica e dei relativi aggiornamenti, adottati a seguito delle procedure tecnico-amministrative previste dall'ordinamento e finalizzati a garantire criteri oggettivi, trasparenti e uniformi per la ripartizione della contribuenza.
Alla luce del quadro normativo richiamato, si evidenzia che la legittimazione del consorzio di bonifica alla riscossione dei contributi trova fondamento nella normativa statale e regionale.
Il contributo consortile è correlato all'esistenza di un beneficio attribuito agli immobili ricompresi nel comprensorio.
La determinazione del beneficio e della relativa contribuenza avviene mediante il piano di classifica approvato secondo le procedure previste dalla legge.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione riconosce la presunzione di esistenza del beneficio in presenza di un piano di classifica validamente approvato.
Pertanto, il sistema di contribuenza consortile applicato dal consorzio trova il proprio presupposto nella vigente disciplina statale e regionale e risulta strettamente connesso alle funzioni pubbliche di difesa del suolo, gestione delle opere di bonifica e tutela idraulica, esercitate nell'interesse del territorio e delle proprietà ricomprese nel comprensorio consortile.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Vicepresidente ci ha esposto, anche in modo puntuale, lo ringrazio, il quadro normativo e anche giurisprudenziale, però noi siamo legislatori, e questo quadro normativo, laddove è vessatorio, ingiusto, ingiustificato, inefficace e inefficiente, abbiamo il potere ed il dovere di modificarlo, cosicché anche la Corte di Cassazione, che è il supremo giudice, non delle leggi, ma della giurisprudenza, debba applicare una legge regionale auspicabilmente modificativa di questo quadro.
Poi, se non gli andrà bene, ricorrerà dinanzi alla Corte Costituzionale per vedere se abbiamo ben esercitato il potere legislativo che è in capo a questa Regione.
Tant'è che il Vicepresidente richiama correttamente il quadro regionale perché, ad esempio, la mia interrogazione prende le mosse, l'avvio, da una segnalazione di un cittadino di Montegiorgio, che parla di un terreno collinare, a circa 350 metri sul livello del mare, annesso a un'abitazione privata e destinato ad uso esclusivamente familiare, un'area che non ha mai ricevuto benefici diretti o servizi di opere di bonifiche, eppure destinataria di una richiesta di pagamento. Non può avere i benefici, perché sta a 350 metri sul livello del mare, come ci sto io, perché, guarda caso, abito nei pressi, lì vicino, che sto a 400 metri sul livello del mare, mi arriva il contributo del consorzio di bonifica che, ovviamente, io non pago, perché ricorrerò al giudice e così dico ai cittadini di fare altrettanto perché ci sono pronunce, d'altra parte, che hanno annullato questa tassa vessatoria laddove non viene dimostrato il nesso di causalità tra le opere di bonifica e il pagamento. Quindi noi possiamo modificarlo.
Avevo annunciato la presentazione di una proposta di legge, ma dico subito…, chiedo al Vicepresidente dell'Assemblea Giacomo Rossi, che è stato sempre molto attento e vigile su questa vicenda, fin da quando non era Consigliere regionale - ricordo che ero Assessore al bilancio e ricordo il suo impegno – se mi fa sottoscrivere la sua proposta di legge, la sosterrò volentieri in quest'Aula, altrimenti la presenterò di mia iniziativa.
Sono pronto, Consigliere Rossi, a sostenerla e la prego di avvisarmi, se mi autorizza a mettere la firma, altrimenti la faccio io, perché questa vergogna deve finire.

Interrogazione n. 348
a iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Richiesta chiarimenti sulla chiusura improvvisa della Postazione Territoriale dell'Emergenza Sanitaria (POTES) di Fermignano (PU)”

Interrogazione n. 360
a iniziativa del Consigliere Pierini
“Chiarimenti in merito alle misure adottate dall'AST di Pesaro Urbino a seguito dell'interruzione del servizio da parte del soggetto gestore della postazione territoriale”
(abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 348 della Consigliera Ruggeri e l’interrogazione n. 360 del Consigliere Pierini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Riporto quanto comunicatomi dall'AST di Pesaro Urbino in riferimento alle interrogazioni.
Si rappresenta e si comunica che l'improvvisa interruzione del servizio da parte dell'associazione di volontariato Blu Pubblica Assistenza del mezzo di soccorso attivo per la postazione di Fermignano si è creato a seguito di un evento imprevedibile.
In particolare, con una PEC pervenuta all'AST di Pesaro Urbino il 30 giugno 2026, l'associazione di volontariato Blu Pubblica Assistenza ha comunicato l'improvvisa interruzione del servizio a partire dal giorno successivo, il 1° luglio 2026, dichiarando una presunta impossibilità a proseguire le attività a causa di una grave situazione finanziaria dell'associazione stessa, legata al blocco dei pagamenti da parte dell'Agenzia delle Entrate. Problematiche, quindi, che non sono in alcun modo imputabili all'Azienda sanitaria, nemmeno nella erogazione finanziaria.
L'AST ha già provveduto a diffidare formalmente l'associazione a riprendere il servizio, riservandosi ogni azione necessaria nelle sedi necessarie e competenti per tutelare gli enti e la collettività.
Voglio dire, non è assolutamente una scelta politica. Questo credo che sia ovvio e comprensibile a tutti.
L'interruzione del servizio di ambulanza di Fermignano, dal punto di vista assistenziale, non ha creato alcun pericolo concreto per i cittadini. Il territorio continua a essere pienamente presidiato perché, ad oggi, i mezzi e le risorse per garantire la sicurezza sanitaria sono presenti e operativi.
L'attuale rete può contare sulle POTES di Sassocorvaro, Urbino, Macerata Feltria, Mercatino Conca, Urbania, Apecchio e Cagli.
Inoltre, dal 1° luglio del 2026 è stato attivato, previsto precedentemente all'interruzione della Blu Pubblica Assistenza, un ulteriore servizio territoriale presso i Comuni di Fossombrone e Pergola per il trasporto, comunque in grado di intervenire per l'emergenza territoriale, garantendo la continuità dell'assistenza.
L'attivazione dei suddetti mezzi standby dedicati al trasporto sanitario, comunque attrezzati come mezzi da soccorso e quindi in grado di effettuare occasionalmente servizi di emergenza territoriale, posizionati presso le sedi di Pergola, Urbino, Fermignano, Fossombrone, ha fatto sì che alcuni servizi, che sarebbero stati assegnati alle POTES di Fermignano, siano stati svolti anche da questi mezzi, in aggiunta, quindi, a quelli ordinari, oltre ovviamente alle restanti POTES contigue. Questo ha fatto sì che i soccorsi richiesti venissero garantiti in continuità e, in base ai dati attualmente disponibili, senza evidenti allungamenti dei tempi medi di intervento e senza alcun disagio. E questa è la parte per noi più importante.
Per quanto concerne eventuali chiusure analoghe sul territorio della provincia di Pesaro Urbino, ad oggi non sono previste né prevedibili, salvo eventi eccezionali come quelli di Fermignano, non riconducibili a responsabilità a capo di questa azienda.
Da ultimo, va evidenziato che la postazione di Fermignano non era prevista nell'ambito della programmazione regionale, ma è stata attivata dall'allora ASUR Marche il 1° giugno 2021 per esigenze legate all'emergenza COVID.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Ricordo bene quel 1° giugno, anzi ricordo ancora meglio il 6 giugno del 2021 quando ho partecipato all'inaugurazione di quella postazione, che è stata fatta durante i primi mesi della Giunta Acquaroli.
Al mio fianco c'erano Consiglieri di maggioranza, tra l'altro l'ex Sindaco di Fermignano, che salutava quella postazione con grande favore, e questo lo ricordo perché ho trovato la sua risposta rassicurante, ma le esternazioni fatte da alcuni Consiglieri del territorio molto, molto meno, perché dai comunicati che ho letto sembrava quasi che si dicesse che quella postazione di Fermignano, siccome era una postazione gamma, quindi solo col soccorritore, con l'autista, non fosse una postazione, o non fosse una postazione utile al sistema, quindi, se c'era o non c'era la situazione era la stessa. Non è per niente così.
Ho fatto un accesso agli atti dopo aver letto queste cose perché state lavorando, o meglio, durante la campagna elettorale il Presidente Acquaroli aveva detto che la riforma del 118 era pronta, ancora non abbiamo visto una riga, ma ci sono rumors che dicono che ci saranno dei tagli di postazioni, quindi mi sono preoccupata perché ho detto: vuoi vedere che questo è un modo per tagliare quella postazione?
Dal mio accesso agli atti è venuto fuori che purtroppo i numeri non ci sono. Ho avuto delle risposte estremamente parziali e mi preoccupano perché dico: se le risposte e i numeri non li conoscono gli uffici per darli a un Consigliere, com'è possibile fare delle scelte politiche, Assessore? Questo dovrebbe preoccupare anche lei perché sarà chiamato a fare delle scelte politiche anche su quel territorio. Com'è possibile fare scelte politiche corrette?
A me è stato detto che l'ambulanza di Fermignano, tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025, ha svolto 240 interventi, di cui 230 codici verdi e 10 codici bianchi. Per quanto riguarda i codici rossi e gialli, mi è stato risposto che l'ambulanza di Fermignano ha svolto numerosi interventi, ma non è possibile quantificarli perché richiederebbe un gran lavoro.
Tutto ciò secondo me non sta in piedi perché state lavorando alla riforma, quindi dovreste sapere a cosa corrisponde quel numero. Ho anche chiesto altri dati. Cagli ha fatto, nello stesso periodo, 1.308 interventi, Urbino 1.595 interventi, Urbania 1.060 interventi e solo di Fermignano non sappiamo quanti interventi totali sono stati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Pierini.

Nicolò PIERINI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per aver chiarito la situazione. Ovviamente era già stata chiarita bene nei giorni successivi all'evento, all'interruzione, quando il compagno XY urlava al grave rischio per la sicurezza sanitaria, per alimentare il clima di forte preoccupazione, allarmismo. Subito dopo l'AST è intervenuta comunicando che tutto quello che stava dicendo era assolutamente una bugia.
Grazie ancora all'AST perché questo riguardava un problema di un'associazione di volontariato all'interno del territorio di Fermignano, nel quale l'AST e la Regione non hanno nulla a che fare perché è un problema inerente a un evento assolutamente imprevedibile all'interno dell'associazione.
Grazie ancora per aver mantenuto il sistema di emergenza-urgenza attivo e con questo concludo.

Interrogazione n. 213
a iniziativa del Consigliere Nobili
“Criticità segnalate dalla Consulta provinciale degli studenti di Ancona in materia di malessere emotivo, trasporti e condizioni degli edifici scolastici – iniziative di competenza regionale”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 213 del Consigliere Nobili “
Ha la parola l'Assessore Enrico Rossi

Enrico ROSSI. Grazie, Presidente. Le chiedo scusa, Consigliere, ma questo atto non mi è stato predisposto dagli uffici per cui chiedo cortesemente al Vicepresidente la possibilità di rinvio.

PRESIDENTE. Allora, rinviamo l'interrogazione.
Ha la parola il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Volevo solo dire: nessun problema da parte mia.

Interrogazione n. 251
a iniziativa dei Consiglieri Vitri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Seri
“Taglio dei fondi per la cassa di colmata e il dragaggio del porto di Pesaro”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 251 dei Consiglieri Vitri, Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mangialardi, Mastrovincenzo, Nobili, Piergallini, Seri.
Ha la parola il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente, solo per chiedere il rinvio di questa interrogazione, visto che non manca la Consigliera Vitri.

PRESIDENTE. Assessore.

Giacomo BUGARO. Ci sono tutti gli altri presentatori. Va bene, come volete voi.

PRESIDENTE. Rinviamo l’interrogazione, la prassi è questa.

Interrogazione n. 381
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mastrovincenzo, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Stato di operatività del nuovo angiografo dell'Ospedale di Macerata, sicurezza delle attività di Radiologia Interventistica e criticità organizzative del presidio ospedaliero”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 381 dei Consiglieri Catena, Mastrovincenzo, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Allora, parto dalla fine. L'angiografo ha ricominciato a funzionare correttamente senza interruzioni in data 5 agosto 2026. L'angiografo è stato donato dalla Fondazione Carima, che ringrazio, con una, forse, delle mie prime veramente uscite da Assessore; lo ricordo e voglio anche ringraziare il Direttore UOC Radiologia Interventistica dell’AST di Macerata per il grande lavoro che porta avanti. È uno strumento molto complicato, uno strumento molto importante, per cui credo che sia anche un vanto per l'AST di Macerata e l'Ospedale di Macerata averlo. Sono stati verificati, anche grazie alla perizia del Direttore UOC Radiologia Interventistica dell’AST di Macerata dei rischi nel funzionamento se non ci fosse stato anche un ulteriore supporto energetico, un gruppo di continuità a dare una continuità maggiore. Adesso, non sono un tecnico, posso anche andare a leggere. È stato integrato con una unità esterna aggiuntiva di continuità elettrica. L'installazione è stata completata appunto positivamente il 5 agosto 2026, con ripresa della normale attività clinica dal giorno seguente. È ovvio che poteva essere una cosa verificata prima. Assolutamente, su questo siamo tutti d'accordo e su questo voglio dire anche che l'AST stessa ha aperto un audit interno per verificare chi avrebbe dovuto immaginare questo immediatamente. Però, detto questo, voglio anche riferire un ulteriore passaggio. La nostra sanità è… in questo caso un po' sfugge da questo passaggio perché era appena arrivato, ma la nostra sanità è composta veramente da migliaia di apparecchiature. Migliaia di apparecchiature spesso molto complicate nella gestione e che hanno anche dei tempi di obsolescenza. Non sempre è facile programmare la sostituzione; non sempre, anzi quasi mai, è immaginabile prevenire delle rotture. Questo non può accadere nella maggior parte delle cose. E allora dobbiamo anche un attimo capire. Ci saranno sempre delle rotture di strumentazioni, ripeto, questo caso un po' sfugge; quindi non voglio… approfitto per ampliare un po' il raggio, ci saranno sempre. È normale in una Regione che vede veramente migliaia di attrezzature sofisticate e complicate. Questo lo dobbiamo capire e lo dobbiamo in parte fisiologicamente accettare come andamento di una sanità che, però, deve avere gli anticorpi, ovviamente, per andare più velocemente possibile, perché a volte non è facile trovare quella componente di sostituzione, perché non è un mondo così ampio rispetto alle necessità industriali di produzione dei pezzi di ricambio. Però questo un po' lo dobbiamo accettare. Quindi spero di aver chiarito e spero che emerga anche un po' un seguito su questo audit; però voglio dire che dal 6 agosto l'utilizzo dell’angiografo è perfettamente coerente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Prendo atto della sua risposta e ovviamente considero positiva la riattivazione del nuovo angiografo, avvenuta circa un mese fa. Tuttavia, proprio gli interventi compiuti successivamente dall'AST dimostrano che la nostra interrogazione era fondata e che le preoccupazioni espresse non erano affatto allarmistiche, ma reali. Parliamo di un angiografo di ultima generazione con un valore di 800.000 euro circa, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata e destinato alla radiologia interventistica. Una tecnologia strategica per procedure diagnostiche e terapeutiche ad alta complessità, anche nel trattamento di patologie tempo-dipendenti. Dopo essere stato inaugurato e messo in funzione a fine 2025, è stato fermato ad aprile a causa dei problemi legati alla continuità dell'alimentazione elettrica. L'attività è stata quindi trasferita sul precedente angiografo, installato nel 2009 e ormai obsoleto. Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla stampa, si sono verificati episodi molto preoccupanti. Il 16 giugno un blackout nell'ala nuova dell'Ospedale avrebbe bloccato l'attività di emodinamica. Il 22 giugno, durante una procedura complessa, l'alimentazione del vecchio angiografo si sarebbe interrotta più volte, provocando lo spegnimento dei monitor e la scomparsa delle immagini durante l'intervento. Fortunatamente la competenza e la tempestività dell’équipe sanitaria hanno consentito di portare a termine le procedure. Ai medici e a tutti gli operatori va il nostro ringraziamento, ma non sono queste le condizioni a cui si può chiedere ai sanitari di intervenire. In un primo momento l'AST aveva escluso pericoli per i pazienti, parlando di una carenza progettuale nell'integrazione tra apparecchiatura e sistema elettrico. Il 10 luglio, però, la stessa AST ha convocato una riunione urgente con Direzione sanitaria, Ufficio tecnico, Ingegneria clinica, consulenti e imprese coinvolte. Poche settimane dopo è stato acquistato, con procedura d'urgenza, per circa 18.000 euro, un nuovo gruppo di continuità UPS, successivamente installato e collaudato. L'AST inoltre ha costituito una Commissione tecnica d’inchiesta per accertare anomalie, cause ed eventuali responsabilità. Questi atti confermano oggettivamente che il problema esisteva ed era rilevante. Se è stato necessario acquistare urgentemente un UPS e istituire una Commissione d’inchiesta, non eravamo di fronte a una polemica costruita dalla stampa o dall'opposizione, ma a una criticità concreta che avrebbe dovuto essere affrontata molto prima. Restano domande precise: come è stato possibile inaugurare e utilizzare un'apparecchiatura salvavita senza avere preventivamente verificato l'adeguatezza del sistema di continuità elettrica? Perché sono occorsi circa quattro mesi… l'intervento della stampa per trovare una soluzione costata 18.000 euro? Chi ha progettato, verificato, collaudato, autorizzato la sala? Quali sono gli esiti della Commissione tecnica? se Sono state individuate responsabilità? Lei era presente alla presentazione dell'angiografo, sottolineando l'eccellenza della radiologia interventistica di Macerata. Sarebbe stata necessaria la stessa attenzione quando sono emerse le criticità, informando tempestivamente sia le istituzioni sia i cittadini, per far sì che non venga meno la fiducia nei confronti…

Interrogazione n. 388
ad iniziativa del Consigliere G. Rossi
“Progetto Patom (Piano di azione per la tutela dell’orso marsicano)”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 388 del Consigliere G. Rossi.
Ha la parola per la risposta l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. In merito all'interrogazione sul Piano d'azione per la tutela dell'orso bruno marsicano, ritengo necessario chiarire innanzitutto alcuni aspetti tecnici, per evitare che scenari teorici non suffragati da elementi oggettivi possano essere presentati come decisioni assunte. Il PATOM è lo strumento nazionale di riferimento per la conservazione dell'orso bruno marsicano, una sottospecie dell'orso bruno che frequentemente viene ad essere presente nella parte dell'Appennino centrale nelle regioni del Lazio, Molise e Abruzzo ed è particolarmente protetta dalla Direttiva “Habitat”, quindi, non solo dalla Direttiva “Habitat” a livello europeo, ma anche dalla normativa internazionale e nazionale in base alla legge n. 157 del 1992. La Regione Marche ha aderito al relativo protocollo nel 2007, mentre il Piano è stato pubblicato nel 2011. Tuttavia, negli accordi attuativi relativi ai periodi 2022-2024 e 2026-2028 la Regione Marche non figura tra le amministrazioni direttamente coinvolte, poiché tali accordi riguardano le aree nelle quali la specie è attualmente presente e, come dicevo prima, non le Marche. Occorre inoltre precisare un punto fondamentale: dagli atti trasmessi agli uffici regionali non risulta alcun programma di trasferimento, ripopolamento artificiale o rilascio di orsi sulle montagne marchigiane. I numeri riferiti al Monte Nerone, al Monte San Vicino e ai Monti della Laga non rappresentano un piano operativo. Si tratta di scenari teorici e potenziali di lungo periodo, relativi alla possibile dispersione naturale di alcuni esemplari lungo i corridoi ecologici della dorsale appenninica. La presenza dell'orso nelle Marche è, allo stato attuale, sporadica e casuale. Non risultano pertanto misure o vincoli specifici dedicati alle specie nei Piani di gestione dei siti marchigiani della Rete Natura 2000. Non vi sono, dunque, disposizioni di questo tipo da eliminare. Eventuali aggiornamenti futuri potranno essere effettuati soltanto sulla base di dati scientifici accertati e attraverso il confronto con il Ministero e con gli altri enti gestori. Rispetto alla richiesta di recedere dal PATOM, la Giunta non ritiene che questa sia una soluzione utile. L'eventuale uscita della Regione non potrebbe impedire gli spostamenti naturali della fauna, ma ci priverebbe dell'accesso ai dati di monitoraggio, ai protocolli di intervento e agli strumenti necessari a prevenire e a gestire eventuali criticità. Restare nella rete non significa voler introdurre l'orso nelle Marche. Significa essere preparati, senza allarmismi e senza improvvisazioni, qualora nel futuro si verificassero presenze naturali di questi esemplari. La posizione della Giunta è quindi pragmatica: nessuna introduzione programmata di esemplari, monitoraggio costante e piena attenzione alla sicurezza delle comunità montane, degli allevatori e delle attività agricole. La tutela della biodiversità non può essere contrapposta alla tutela delle persone e delle attività economiche. Il compito della Regione è garantire entrambe attraverso prevenzione, informazione e strumenti di gestione adeguati. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Parlo da questa postazione così sono anche libero e più indipendente per poter parlare, perché poc'anzi ho diretto l'Assemblea. Questa interrogazione non nasce dalla mia fantasia, ma nasce da quello che ISPRA ha scritto e da quello che gli atti dicono. Dicono, appunto, di prevedere un corridoio naturale di espansione dell'orso marsicano, che sappiamo essere una specie problematica, una specie fortunatamente molto stanziale in Abruzzo e, per questo, noi abbiamo come Civici Marche… come Vicepresidente del Consiglio regionale ho voluto intervenire sulla questione perché, appunto, crediamo che sia importante. Chiaramente tanti cittadini, soprattutto allevatori, soprattutto persone che vivono la montagna, mi hanno chiesto spiegazioni e, appunto, ho fatto questa interrogazione che non parla di scenari teorici, ma parla con gli scritti e tanto più noi vogliamo ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi progettualità che possa prevedere l'espansione di questa specie. Specie problematica che, secondo il parere del sottoscritto, può essere un qualcosa, un antipasto di quello che qualcuno - è una leggera parte, una minima parte di cittadini - vorrebbe nel nostro territorio, che è il Parco, Parco del Catria, Nerone e Alpe della Luna. Questo famigerato progetto dell’Appennino Parco d'Europa, che vorrebbe sostanzialmente collegare il casentino fino ai parchi abruzzesi. Un progetto che chiaramente noi respingiamo ampiamente e che la stessa Assemblea legislativa qui ha respinto anni fa, per quanto riguarda il Parco del Catria, Nerone e Alpe della Luna. Quindi, ecco, non vogliamo sicuramente che poche… lo 0,01% di persone, tra l'altro non provenienti dal nostro territorio, come quelle che si sono riunite domenica a Bocca Serriola, ci vengano a dire cosa dobbiamo fare nel nostro territorio, tanto più con queste idee strampalate, con queste teorie. Quindi, invito, tra l'altro, la…

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

Interpellanza n. 35
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Stato di applicazione della Legge Regionale 23 luglio 2020, n. 31”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 35 dei Consiglieri Caporossi, Seri.
La discussione è aperta. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Mi scuso per la voce, ma… l'aria condizionata dell'aereo. La legge 23 luglio 2020, la n. 31, che fu votata alla fine della precedente legislatura, è una legge che promuove la partecipazione attiva dei cittadini, informazione, dialogo, confronto, raccolta di stimoli e di suggerimenti rispetto ai progetti della Regione, dei Comuni e degli enti pubblici. Questa legge è stata il frutto di un impegno del Comitato trasparenza e partecipazione dell'associazionismo, che ha avuto, in particolare, nell'avvocato XY un punto di riferimento fondamentale. L’avvocato XY, che ringrazio insieme a tutti coloro che hanno collaborato e il Consiglio regionale che al termine di questo prezioso lavoro aveva approvato la legge. Purtroppo, da quanto ci risulta, questa legge è rimasta lettera morta, è stata disattesa a partire dalla “Giornata della partecipazione”, che non si è svolta, che doveva promuovere la cultura della partecipazione. Sono passati sei anni, un'intera legislatura persa. Adesso c'è la possibilità di rimediare a questa grave lacuna e di rispettare finalmente quanto deciso dal Consiglio regionale. I Consiglieri passano, l'Istituzione resta. È nostro compito mettere in pratica quello che è stato deciso sei anni fa. Nonostante le ripetute sollecitazioni e un’interrogazione presentata da alcuni colleghi, ricordo il collega Consigliere Mastrovincenzo e credo anche altri, nella passata legislatura, non c'è stato nessun riscontro da parte della Giunta. Eppure, da tanti anni, alcune Regioni, penso alla Toscana, all'Emilia-Romagna e alla Puglia, fanno della trasparenza e della partecipazione il caposaldo della loro azione amministrativa. Sulle scelte più importanti, come sanità, ambiente e grandi opere, vengono coinvolte associazioni e singoli cittadini in modo strutturato e ben al di là degli obblighi di legge. C'è una strategia che mette al centro il cittadino e che cerca in modo concreto di combattere quella disaffezione che porta sempre più a disertare le urne perché ci si sente abbandonati e le istituzioni appaiono distanti, preferendo troppo spesso la propaganda e l'indottrinamento alla partecipazione e al controllo democratico. Perché è fondamentale promuovere la partecipazione, come recita la Carta della partecipazione pubblica del 2024? Perché significa inclusione e accessibilità per tutti, equità, cooperazione, fiducia, efficacia nel momento dell'applicazione di un progetto; significa co-creare, rispettare le esigenze di tutti, valutare e rendere conto di quello che si fa. Perché il controllo è parte essenziale di un sistema democratico che funziona. Quindi, con questa iniziativa, noi vogliamo sollecitare una pronta azione da parte dell'Amministrazione per recuperare tutto il tempo perduto in questa direzione. Ci sono una miriade di strumenti che possono essere messi in pratica e rispetto ai quali va fatto un piano attuativo molto chiaro. Ne cito solo uno: non basta fare lo streaming delle sedute del Consiglio regionale per ottenere una partecipazione dei cittadini. Se andiamo a vedere quanti accessi ci sono, prolungati nelle sedute del Consiglio regionale, oggettivamente ci rendiamo conto che la situazione è deludente da questo punto di vista, così come mettere in piedi degli strumenti come il bilancio sociale… dopo parleremo anche di questioni di carattere finanziario, come l'assestamento. Allora, questi non possono essere semplicemente degli strumenti di rendicontazione contabile; dentro di loro bisogna spiegare ai cittadini quali sono le scelte che si fanno, qual è la finalizzazione di queste scelte e poi bisogna rendicontare nel tempo quello che si sta facendo. In una parola, quello che in inglese si chiama accountability, parola intraducibile, che significa sostanzialmente la capacità di essere sempre presenti in un processo continuo che faccia in modo che poi non si vada a finire nelle secche di una comunicazione a una sola strada, cioè da noi agli altri, bensì si mettano le mani al fatto di avere una grande capacità di ascolto nei confronti di tutti i cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. In merito all'interpellanza, credo sia utile partire da un punto che è chiaro, ovvero che la partecipazione naturalmente non può essere considerata un adempimento formale né può esaurirsi nell'esistenza di una legge. Deve essere un metodo di governance. La Regione Marche dispone già oggi di numerosi strumenti di ascolto, confronto e concertazione con cittadini, territori e stakeholder: dal CREL al Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche, fino alle Consulte, ai Tavoli settoriali, ai Comitati, agli Organismi che operano nei diversi ambiti delle politiche regionali. Questo significa che non partiamo da zero. Esiste già un patrimonio importante di partecipazione che coinvolge il mondo del lavoro, delle imprese, del sociale, della sanità, dei giovani, del Terzo settore, dello sport, dell'istruzione, dell'agricoltura e dei fondi europei. Allo stesso tempo, però, dobbiamo riconoscere che la legge regionale n. 31 del 2020 ha avuto finora un'attuazione parziale. È vero che è nata sul finire della legislatura Ceriscioli. L'esperienza però applicativa degli anni successivi ha evidenziato diverse criticità, soprattutto nel raccordo con un sistema regionale nel quale erano già presenti numerosi organismi, tavoli e strumenti di partecipazione disciplinati da altre normative. Gli stessi uffici evidenziano infatti criticità operative, sovrapposizioni e possibili duplicazioni con strumenti che erano già attivi prima dell'entrata in vigore della legge. Ed è proprio da qui che vogliamo ripartire. Non intendiamo limitarci ad applicare meccanicamente una legge che, alla prova dei fatti, ha mostrato limiti e rigidità, ma vogliamo correggere ciò che non ha funzionato, semplificare ciò che oggi è sovrapposto e trasformare la partecipazione da previsione normativa a strumento realmente utilizzabile dai cittadini. Un primo passo concreto lo abbiamo già avviato sulla “Giornata della partecipazione” prevista dall'articolo 5 della legge. La norma attribuisce all'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa la definizione dei criteri e delle modalità di svolgimento della Giornata. Per questo abbiamo già avviato il raccordo con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, con l'obiettivo di costruire insieme questa iniziativa e arrivare alla sua concreta realizzazione. Parallelamente stiamo valutando una revisione e una semplificazione della legge regionale n. 31 del 2020, raccordandola maggiormente con gli strumenti che già funzionano: le Carte di servizi, i Tavoli settoriali, le Consulte e gli strumenti digitali dell'URP. Anche sul piano digitale abbiamo già una base concreta: lo Sportello per la semplificazione dell'URP consente ai cittadini di manifestare la disponibilità ad essere coinvolti dalla Regione in consultazioni e indagini conoscitive, selezionando anche i propri ambiti di interesse. La sfida, quindi, non è moltiplicare organismi, commissioni o adempimenti. È mettere a sistema ciò che già esiste, aprire nuovi spazi di ascolto e fare in modo che la partecipazione possa incidere realmente sulle decisioni pubbliche. Per noi la partecipazione significa questo, avvicinare quindi le istituzioni ai cittadini, ascoltare prima di decidere e costruire politiche pubbliche insieme ai territori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.

Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Va tutto bene, non fosse che per il fatto che nel 2023, ad un'identica interrogazione, sono passati tre anni, fu risposto sostanzialmente, non da lei ma da altri, allo stesso modo… dire che ci sono stati questi impegni e, appunto, il tempo vola e siamo ancora qui. Quindi aspettiamo fiduciosi il fatto che si vada finalmente alla Giornata della trasparenza, così come a tanti altri strumenti. La questione fondamentale della legge n. 31 è il fatto che si è messo in campo un concetto di fondo, che è quello che va metabolizzato dall'azione amministrativa continua, che è il concetto di partecipazione come processo continuo da monitorare, nel quale le misure di ciò che accade, quindi da come si comunica, con quali strumenti e l'efficacia della singola comunicazione, fino alla capacità di ricezione da parte del ricevente, cioè vale a dire l'ascolto, siano immesse all'interno di un sistema nel quale noi, in tempo reale, sappiamo che cosa sta accadendo per ritarare ciò che non funziona. Diceva Niklas Luhmann, della Scuola di Francoforte, a metà del Novecento, che la società umana è la società della comunicazione, è il sistema della comunicazione. Facile profeta fu Luhmann allora, noi vediamo che oggi sostanzialmente questo è confermato nei fatti da tutto. Quindi bisogna che… da ogni punto di vista, se non vogliamo entrare in una tentazione che è quella dell'indottrinamento attraverso la propaganda di vario segno, ma vogliamo stare invece nel coinvolgimento dei cittadini e nel fatto di fare in modo che, fino in fondo, ci sia, con tutti gli strumenti possibili, una ricezione da parte loro di quello che noi stiamo facendo, si tratta, appunto, di mettere in piedi questo meccanismo, che è assolutamente possibile. La tecnica ci aiuta oggi, ci aiutano gli… non c'è bisogno di chissà quale organismo o nuovo strumento, non c'è bisogno di nuove risorse, c'è bisogno di mettere a partito, a partire da un social media management a tutto il resto, ciò che possiamo fare concretamente in questa situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Seri.

Massimo SERI. Grazie, Presidente. Prendo atto, ascoltando le parole dell'Assessore, e mi rendo conto che si è inserito da poco e quindi prende in eredità una cosa su cui non si è fatto nulla. Lo si percepisce dalla lettura, anche da un piccolo imbarazzo nel rispondere perché, rileggendo gli atti del precedente Assessore Brandoni, della volta scorsa, si dicono esattamente, più o meno con parole diverse, le stesse cose. Però siamo fiduciosi che possa realmente prendere in mano questa legge che è stata, io la reputo, una buona idea. In un momento difficile come quello che viviamo, dove c'è disaffezione, sfiducia e la voglia di non partecipare, è sempre più complicato coinvolgere la cittadinanza nelle sue articolazioni. A maggior ragione per un'Istituzione come la Regione che è più distaccata rispetto a quelle territoriali, come possono essere i Comuni, dove anche lì non è facile, anche nel momento in cui viviamo, dove la comunicazione veloce, a cominciare da quella dei social, allontana sempre più una partecipazione più diretta. Ma è altra cosa, anche perché molte volte le comunicazioni assumono anche una direzione diversa. Questa legge, dal mio punto di vista, come dicevo, è una buona idea, una buona cosa che in qualche modo prova ad introdurre un modello di democrazia partecipativa, affiancando alla tradizionale rappresentanza istituzionale il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni pubbliche. Gli esami dei processi partecipativi ovviamente non sostituiscono la facoltà e la competenza degli organi eletti ad assumere le decisioni, ma possono aiutare. Allora, rispetto… è una legge presentata e approvata sei anni fa, è passata una legislatura in cui non si è fatto letteralmente nulla. C'è questo tentativo, da quello che si legge, ma nei fatti ancora non c'è nulla, di fare questa Giornata. Ma le giornate di per sé sono poca cosa se non sono accompagnate da un meccanismo. Quindi la vera sfida, dal mio punto di vista, è studiare dei meccanismi, dei processi che siano accattivanti, che possano avvicinare realmente le persone, sennò diventano soltanto una passerella che forse le allontana ancora di più. Non è facile. Quindi, ecco, voglio anche aggiungere questo elemento giustificativo, che la complessità di una idea come questa richieda anche una maggior condivisione, magari coinvolgendo anche chi è seduto in quest’Aula, che può portare un contributo, anche coloro che in qualche modo parteciparono. Qui alcuni colleghi sono stati anche i fautori di questo proposito, a cominciare dal collega Consigliere Mastrovincenzo. Quindi, ecco, lo dico proprio con quello spirito di chi, come me, ha vissuto tanti anni nelle aule, nel servizio della cosa pubblica, facendo l'amministratore e…

Interpellanza n. 36
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Politiche per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro”

Interrogazione n. 247
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Aumento dei decessi sul lavoro nelle Marche: analisi dei dati 2025 e richieste di intervento strutturale”

Interrogazione n. 340
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Infortuni mortali sul lavoro nella provincia di Pesaro e Urbino, potenziamento delle attività di prevenzione e vigilanza degli SPSAL, convocazione del Comitato regionale di coordinamento e adozione di un piano straordinario regionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro”
(Abbinate)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 36 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Seri, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri, l’interrogazione n. 247 della Consigliera Ruggeri e l’interrogazione n. 340 del Consigliere Nobili (Abbinate).
La discussione è aperta. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Oggi, con questa interpellanza, vogliamo riportare all'attenzione dell'Aula un tema fondamentale come quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, un tema purtroppo sempre di grande attualità. Ne avevamo già parlato attraverso una nostra mozione, che avevamo presentato all'inizio della legislatura, che purtroppo e inspiegabilmente era stata bocciata a marzo. Questa interpellanza parte dai dati, dati che sono assolutamente affatto incoraggianti. Nel 2025, secondo l'INAIL, rispetto al 2024, nella nostra regione si è registrato, purtroppo, un aumento del 40% delle persone che hanno perso la vita sul luogo di lavoro, 31 rispetto ai 22 del 2024, delle malattie professionali, con un incremento del 3,3%, e degli infortuni, con un incremento del 1,2%. Anche i primi mesi del 2026 sostanzialmente seguono questo trend. Nei primi sette mesi del 2026 c'è stato un aumento delle malattie professionali del 20% e un aumento anche degli infortuni sul lavoro. L'indice di frequenza e l'indice di gravità degli infortuni nelle Marche sono stabilmente sopra la media nazionale. Nelle Marche, purtroppo, solo il 2,8% della spesa sanitaria è destinata alla prevenzione, rispetto al 5% che è previsto dal Piano Nazionale della Sicurezza. Non c'è una strategia prevenzionale stabile ed efficace. Gli organici dedicati alle attività di prevenzione e vigilanza sono assolutamente carenti e inadeguati. Non è stato ancora varato il Piano regionale della Prevenzione 2026-2030. Su questo tema noi riteniamo che sia indispensabile l'impegno di tutti, a partire da istituzioni e imprese, investendo in sicurezza, prevenzione, formazione, lavoro stabile e di qualità. Sarebbe importante l'elaborazione di un Piano strategico regionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo scorso 4 marzo, come dicevo prima, il Consiglio regionale ha respinto una mozione del gruppo del Partito Democratico che avanzava proposte puntuali su questo argomento. E, con questa interpellanza, si chiede alla Giunta regionale e all'Assessore competente quali interventi hanno intenzione di attivare per arginare questo drammatico fenomeno, se e di quanto aumenteranno le risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione e quando verrà varato il Piano regionale della prevenzione 2026-2030. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Rispondo congiuntamente ai tre atti ispettivi per quanto riguarda il tema sul quale non possiamo dividerci né semplificarlo. La sicurezza è un diritto fondamentale, è lapalissiano dirlo, ma non possiamo esimerci dal rinnovare questa considerazione e considerare la sicurezza sui luoghi di lavoro un elemento importante al fine di garantire, appunto, la possibilità che ci siano meno vittime, sennò sarebbe una sconfitta per l'intera comunità. Ad ogni modo, mi occorre precisare che, rispetto alla media nazionale, la Regione Marche spende per la sicurezza sul lavoro 136,1 euro pro capite rispetto ai 109,06 euro che contraddistinguono la media nazionale. Quindi, diciamo, rispetto a tante altre Regioni l’investimento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro evidentemente è maggiore, ma questo non esime naturalmente, perché è un dato oggettivo, dal considerare le politiche che servono a migliorare le condizioni dei luoghi di lavoro e a investire sulla sicurezza. Quindi non intendiamo minimizzare i dati che sono stati testé addotti, ma neppure limitarci a dichiarazioni di principio. La Regione, attraverso l'Agenzia regionale sanitaria e i Servizi PSAL delle cinque AST, sta rafforzando prevenzione, vigilanza e coordinamento istituzionale. Confermiamo innanzitutto la continuità nell'attuazione della mozione n. 468 del 2024: più controlli, collaborazione con INAIL, INPS e Ispettorato del lavoro, con i Vigili del Fuoco e le parti sociali, sostegno alle imprese e alla diffusione della cultura della sicurezza a partire dalle scuole. Con la deliberazione di Giunta regionale n. 724 del 16 giugno 2026 abbiamo recepito il Piano nazionale della prevenzione. Il Piano regionale 2026-2031 sarà adottato entro il 31 dicembre, nel rispetto del cronoprogramma nazionale, dopo il caricamento della programmazione entro settembre e il confronto con il Ministero della Salute. Tra l'altro, è competenza bipartita tra il mio Assessorato e quello dell’Assessore Calcinaro alla Sanità. Il Piano comunque concentrerà le azioni sulla qualità della formazione, sulla prevenzione dei rischi cancerogeni, biomeccanici e psicosociali e sui comparti maggiormente esposti, a partire da edilizia, agricoltura e utilizzo delle macchine. Vengo alle risorse. Nel 2025 la spesa regionale - proprio in relazione a quella media nazionale di cui dicevo prima - per la prevenzione collettiva e la sanità pubblica è stata pari ad oltre 150 milioni e 722 mila euro. Di questi, 17 milioni e 573 mila euro sono stati destinati specificamente alla prevenzione, alla vigilanza e alla tutela della salute sui luoghi di lavoro, con un incremento di circa il 4% rispetto al 2024. Per il 2026 è stato assegnato alle AST l'obiettivo di aumentare di almeno il 10% la spesa complessiva per la prevenzione collettiva. Anche sul fronte dei controlli i numeri sono precisi: tra il 2023 e il 2025 sono stati effettuati 7.800 sopralluoghi e 1.444 indagini su infortuni gravi o mortali, con violazioni correlate all'evento riscontrate in 368 casi. Presso la Polver Verniciature sono stati effettuati 17 sopralluoghi, fermo restando il riserbo dovuto alle indagini giudiziarie in corso. I controlli successivi agli eventi non saranno automatici e indistinti, verranno programmati sulla base del rischio, della gravità, delle evidenze epidemiologiche e degli esiti ispettivi. Questo consente di continuare a vigilare sulle aziende interessate e, contemporaneamente, di raggiungere quelle ad alto rischio mai controllate o controllate meno frequentemente. Quanto agli organici, nei Servizi PSAL operano 23 Dirigenti medici e 59 Tecnici della prevenzione, oltre alle figure sanitarie, tecniche e amministrative di supporto. Sono state già avviate nuove assunzioni a Pesaro e Urbino e Fermo, mentre ad Ascoli Piceno un nuovo tecnico è entrato in servizio il primo settembre. La composizione del Comitato regionale di coordinamento è stata rinnovata con la deliberazione di Giunta regionale n. 921 del 20 luglio. Il Comitato, del quale fanno parte già le rappresentanze sindacali e datoriali, sarà la sede stabile di confronto, evitando duplicazioni e tavoli paralleli. Sul rischio da calore si sta inoltre lavorando, insieme al Ministero, a un quadro strutturale e omogeneo da definire prima della stagione estiva 2027. Con l'INAIL intendiamo riattivare forme di cofinanziamento per aiutare le piccole imprese a investire concretamente in sicurezza. Non possiamo promettere che basti un atto amministrativo a eliminare gli incidenti, ma quello che ci auspichiamo è che venga promossa una cultura sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che è oggetto di molteplici interessi da parte di diversi settori, e credo che su questo ci sia unanimità di valutazione e di consensi da parte di tutti i Consiglieri. Possiamo però assumere impegni misurabili: più risorse, naturalmente saranno necessarie, controlli orientati al rischio e servizi rafforzati di coordinamento, tali da garantire una stabile prevenzione fin dalle scuole. Quindi questo ci auguriamo e ci auspichiamo che possa essere posto in essere anche nelle future programmazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, è stato esaustivo nella risposta. Una precisazione e tre auspici nella mia replica. La precisazione è che la mozione a cui faceva riferimento, si, è stata approvata nel 2024 giustamente all'unanimità, era una mozione che avevo presentato come primo firmatario io, insieme a tutta la minoranza. Era stata approvata all'unanimità. Peccato che lo stesso testo, sostanzialmente, all'inizio di questa legislatura, quindi a marzo scorso, sia stato respinto da quest'Aula. Questo è molto preoccupante, perché null'altro faceva che ribadire gli impegni che avevamo preso nella scorsa legislatura, che sarebbero dovuti essere patrimonio di tutti, nell'ottica di quello che già lei diceva. I tre auspici sono che, intanto, il Piano venga redatto davvero entro il 31 dicembre, e lo verificheremo a breve, che gli obiettivi che avete dato alle AST, cioè di incrementare le risorse della spesa in tema di sicurezza sul lavoro, siano raggiunti, e anche questo lo andremo a verificare, e che la legge regionale n. 2 del 2005, che è una legge a tutto tondo sul tema del lavoro e della qualità del lavoro, sia applicata per quanto riguarda gli articoli che attengono proprio al tema della sicurezza, in particolar modo per quanto riguarda la formazione e l'informazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore che, sempre in maniera puntuale, tenta di rispondere alle nostre sollecitazioni. Io, come il Consigliere Mastrovincenzo, lui da più tempo di me, sono in quest'Aula da un pochino di tempo e, quindi, sul tema ci siamo stati parecchio, sia con mozioni, ma anche con atti ispettivi e, anche nei suoi confronti, Assessore Consoli, abbiamo già una serie di atti a cui ha già risposto e devo dire, mi permetta la provocazione, che sulle lenzuolate di buone intenzioni ci potremmo scrivere quasi dei romanzi. Il problema vero nelle Marche è che, nonostante tutte le più buone intenzioni della Giunta, stanno aumentando sia gli infortuni sia le morti sul lavoro. Quindi accolgo il suo appello ad affrontare questa tematica, anche questa tematica, perché quest'oggi abbiamo parlato veramente di tanti temi importanti per la nostra regione… anche questa tematica venga affrontata in modo unitario. Il problema è che in quest'Aula manca la politica, perché quello che ha detto il mio collega Consigliere Mastrovincenzo è la dura realtà. A livello unitario, in questa legislatura, nonostante gli appelli degli Assessori, non siamo riusciti a portare a casa pressoché nulla, mentre in passato, quantomeno la storia ci dice che mozioni presentate anche da Gruppi diversi di maggioranza e opposizione confluivano in risoluzioni, che voleva dire riconoscere un problema e insieme cercare di trovare le soluzioni. Questa cosa, in questa legislatura, non sta più avvenendo sotto nessun punto di vista. È come se i Consiglieri di maggioranza avessero delegato tutta la loro responsabilità alla Giunta, però la Giunta fa fatica a portare a casa i risultati. Noi avevamo presentato ultimamente, era stata discussa insieme alla mozione del Consigliere Mastrovincenzo, una mozione che chiedeva l'istituzione di una Procura nazionale del lavoro. Certo, a livello nazionale, ed era un appello che facevamo nostro, ma non nasce solo da noi del Movimento 5 Stelle, ma anche da associazioni tipo l'ANMIL. Purtroppo non è stato possibile avere un riscontro positivo da quest'Aula, perché è stata liquidata con molta facilità, come se una richiesta al Governo il Consiglio regionale non la potesse fare. Ma mi viene da dire: solo se la richiesta al Governo viene dai banchi dell'opposizione, perché le richieste al Governo dai banchi della maggioranza, non si sa perché, trovano sempre accoglienza. Quindi spero che finalmente, dopo sei anni da quando sono qui, ci sia un barlume di speranza per tutti noi e quei dati, che sono sempre tristemente in peggioramento, trovino una compilazione positiva, perché stiamo parlando della vita, o meglio della morte, di nostri concittadini marchigiani che escono la mattina e la sera non tornano più a casa, per lavorare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta. La mia interrogazione prendeva le mosse dagli infortuni gravi sul lavoro verificatisi nel pesarese. È chiaro che non compete a quest'Aula ricostruire le responsabilità degli episodi in questione, però a quest'Aula compete verificare come funziona il sistema pubblico di prevenzione e quali decisioni politiche siano necessarie per rafforzarlo. Il primo punto è legato, quindi, a un tema di coordinamento. Abbiamo parlato del Comitato regionale di coordinamento per la salute e la sicurezza sul lavoro, nel quale si raccordano più soggetti competenti. Sappiamo dalle parole dell'Assessore che il Comitato si riunisce, è un elemento sicuramente utile, ma sarebbe importante anche conoscere gli esiti di queste riunioni, quali priorità siano state effettivamente individuate, quali interventi concordati e come ne sia verificabile l'attuazione. Un organismo di coordinamento produce risultati quando alle decisioni seguono compiti definiti, tempi e verifiche. Il secondo punto riguarda il personale degli SPSAL. Sono servizi pubblici che si occupano della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e non si intende mettere in discussione l'impegno degli operatori, però si tratta di comprendere se gli organici sono sufficienti rispetto alle aziende da controllare, ai rischi presenti e all'attività da svolgere. Servono dati distinti per ciascuna Azienda Sanitaria Territoriale, il personale effettivamente in servizio, le professionalità disponibili, i posti vacanti e si auspica anche la previsione delle assunzioni. Quindi è importante che ci sia una condivisione di questo patrimonio conoscitivo e al Consiglio regionale vengano forniti elementi utili a comprendere come effettivamente venga svolta questa attività di prevenzione. Noi dobbiamo sapere se il sistema dispone di criteri effettivi nel programmare i controlli e nel verificare nel tempo il mantenimento delle condizioni di sicurezza. Quindi si chiedeva alla Giunta un impegno verificabile: presentare a questa Assemblea un quadro degli organici e delle necessità degli SPSAL; chiarire i criteri dei controlli successivi agli eventi gravi; indicare quali interventi aggiuntivi intenda finanziare e con quali tempi; assicurare…

Proposta di atto amministrativo n. 18
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Assestamento del bilancio pluriennale 2026/2028 del Consiglio-Assemblea legislativa regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 18.
La discussione è aperta, ha la parola il Consigliere G. Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Il decreto legislativo n. 118 del 23 giugno 2011 stabilisce che le Regioni, sulla base dei rispettivi Statuti, assicurano autonomia contabile al Consiglio. La disposizione statutaria regionale a cui fa riferimento è l'articolo 18 dello Statuto della Regione Marche, che riconosce al Consiglio autonomia funzionale, organizzativa, finanziaria e contabile, stabilendo altresì che il bilancio dell'Assemblea legislativa individua le risorse necessarie per il proprio funzionamento e che il relativo fabbisogno costituisce spesa obbligatoria nel bilancio della Regione. L'iter di approvazione è lo stesso del bilancio di previsione. La proposta, sentiti i Segretari generali, i Dirigenti e i componenti dell'Ufficio di Presidenza, è approvata dall'Ufficio di Presidenza che poi la sottopone all'Assemblea. Con l'assestamento di bilancio si dà atto del permanere degli equilibri di bilancio, viene indicato il risultato economico dell'esercizio precedente, l'ammontare dei residui sia attivi che passivi, nonché del fondo pluriennale vincolato e della giacenza di cassa iniziale. La proposta contiene l'elenco dei residui attivi e passivi, il riepilogo generale delle variazioni alle entrate, il riepilogo generale delle variazioni per Missioni per il triennio 2026-2028, lo stato di previsione delle entrate e delle spese assestate per il triennio 2026-2028, un quadro generale riassuntivo assestato, un prospetto assestato degli equilibri di bilancio e la composizione del fondo pluriennale vincolato. L'avanzo di amministrazione derivante dal rendiconto 2025 è di 4.408.574,15 euro, di cui 3.484.110,87 euro restituiti al bilancio regionale, 691.432,98 euro iscritti nel capitolo del Co.re.com., euro 1.150 iscritti sul capitolo per la gestione concorsuale di poligrafico, 10.000 euro iscritti nei fondi accantonati per contenziosi legali in atto, mentre 221.880,30 euro rimangono nei fondi accantonati per l'indennità di fine mandato dei Consiglieri. I residui attivi corrispondono a 151.464,71 euro, mentre i passivi ammontano a 911.725,25 euro. Il fondo pluriennale vincolato ammonta ad un totale di 1.386.607,87 euro, di cui 1.382.543,32 euro di parte corrente e 4.064,55 euro di parte capitale. La giacenza di cassa al 31 dicembre 2025 corrisponde a 6.555.445,56 euro. È infine necessario provvedere alle variazioni derivanti dall'assestamento del bilancio regionale per l'esercizio 2026, secondo le indicazioni pervenute dai Dirigenti delle strutture consiliari. Con l'assestamento regionale il fabbisogno complessivo del Consiglio non è modificato, ugualmente i fondi provenienti dall'Agcom e le entrate extratributarie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Una breve introduzione all'atto amministrativo e poi una proposta. Beh, di fatto è un documento tecnico, fondamentalmente, come ha ricordato il Vicepresidente, il centro di questo documento è la quota che noi andiamo a restituire alla Giunta, che ammonta a più di 3 milioni e 400 mila euro. Già nelle precedenti discussioni, non so se ricordate, ne avevamo parlato e cioè forse avevamo detto che sarebbe stato necessario riprogrammare l'utilizzo delle risorse a beneficio dell'Assemblea legislativa, non per non restituire soldi alla Giunta, come è previsto per legge, ma per ottimizzarle e fare in modo che gli strumenti a disposizione dell'Assemblea legislativa fossero più efficaci. Per esempio, parlai al tempo di un intervento sul miglioramento delle strumentazioni tecnologiche a disposizione del personale dell'Assemblea legislativa e, per esempio, parlai anche dell'implementazione, quindi anche a livello di personale, della possibilità dell'Assemblea legislativa e dell'Ufficio di Presidenza di realizzare una progettualità unitaria, com'è nello spirito appunto dell'Ufficio di Presidenza e che oggi, per esempio, ha avuto un ottimo esempio con il progetto voluto dal Presidente Pasqui e dall'Ufficio di Presidenza dedicato a San Francesco. Due cose importanti, ce ne sarebbero altre, ma oggi l'urgenza è diversa, è prioritaria e dobbiamo dunque ragionare su questa cifra di 3 milioni e 400 mila euro che noi andiamo a restituire alla Giunta. Oggi la priorità è la crisi aziendale ed industriale che interessa le Marche. Su questo non dirò moltissimo perché molto è stato detto. Ogni parola in più sembrerebbe retorica. Dico soltanto che purtroppo questo conferma quello che tanti economisti e sociologi hanno detto negli anni scorsi. La globalizzazione è stata un'occasione che le aziende hanno preso al volo. Inseguendo la logica del profitto, sono andate a cercare il lavoro dove costava meno e hanno chiuso aziende dove il lavoro costava di più. A questa deriva non si reagisce, così penso io, sollevando le barriere nazionali, ma si reagisce al contrario, rendendo più forti gli organismi internazionali, perché soltanto organizzazioni internazionali possono affrontare la forza di multinazionali che ormai producono utili come se fosse il PIL di uno Stato. Il paradosso è quasi in dialettica hegeliana il contrario, che molta politica europea sta andando verso un'altra direzione, verso la chiusura all'interno dei nazionalismi. Il discorso sarebbe molto lungo, vado al sodo. Abbiamo preparato un ordine del giorno come minoranza. Potrebbe essere l'occasione per ritornare a fare quello che diceva prima la Consigliera Ruggeri, cioè a votare unitariamente. Un ordine del giorno che ha la finalità di impegnare la Giunta a destinare questi 3 milioni e 400 mila euro e qualcosa in più al sostegno dei territori colpiti dalle crisi industriali ed aziendali. Vado nello specifico e cerco di essere rapido. Abbiamo approvato una mozione unitaria, abbiamo rinviato il Consiglio dell'altra volta, giustamente, per poter partecipare in maniera unitaria alla manifestazione di fronte all'Electrolux a Cerreto d'Esi ed è emersa la volontà di tutto quanto il Consiglio, plasticamente, di affrontare con forza questo problema e, come dice la Consigliera Mancinelli, la politica si vede dove mette i soldi. Quindi qui abbiamo l'opportunità insieme di dare un indirizzo, ovviamente non vincolare la Giunta, su dove mettere i soldi. Tra le interlocuzioni che abbiamo avuto con gli amministratori locali è emerso un aspetto determinante, che la crisi industriale non impatta solo sul lavoro del singolo, sulle condizioni della singola famiglia, ma rende problematico tutto il tessuto sociale dei Comuni che soffrono queste crisi industriali. Poiché la crisi industriale impatta violentemente in prima istanza contro le famiglie e in seconda istanza contro i Comuni, noi abbiamo pensato che potremmo prendere tutti insieme l'impegno di destinare queste risorse ai Comuni interessati dalle crisi aziendali. Per fare cosa? Per istituire, appunto, un Fondo di solidarietà diretto ai Comuni, di destinare tutte le risorse disponibili, quelle che possono essere destinate, di consentire ai Comuni di utilizzare questo fondo per interventi a sostegno delle famiglie, agevolazioni sui servizi scolastici e di trasporto, per il rafforzamento dei servizi sociali dei Comuni, che spesso non hanno il personale a sufficienza per gestire situazioni di emergenza come questa, per progetti di inclusione sociale e anche di ascolto, perché la perdita del lavoro ha un impatto anche sull'emotività del singolo e anche sulla tenuta emotiva dei singoli, e anche per interventi integrativi di coesione sociale. Queste risorse, è precisato nel dispositivo, dovranno essere aggiuntive a quelle previste. Sono aggiuntive agli interventi di Cassa Integrazione previsti, agli interventi nazionali e regionali. Il dispositivo prevede anche che siano informate le Commissioni consiliari competenti e l'Assemblea legislativa sulle decisioni prese dalla Giunta e sui risultati ottenuti. Voi direte: “Certo, non sono 3 milioni e 400 mila euro che cambiano la vita della Regione Marche”. Questo è anche vero, però attualmente abbiamo queste risorse a disposizione. Possiamo decidere insieme se in effetti dare seguito anche alle dichiarazioni che tutti noi abbiamo fatto a fianco ai lavoratori che hanno manifestato all'Electrolux. La decisione di questo Fondo potrebbe, anzi dovrebbe, essere presa nel dispositivo insieme all'ANCI, insieme alle Organizzazioni sindacali, insieme alle Associazioni di categoria, per far vedere che un'intera realtà è coinvolta dal problema e sarebbe un bel modo per fare squadra tra istituzioni politiche, fare in modo cioè che la Regione aiuti i Comuni che non ce la fanno più, sono pieni di difficoltà. D'altra parte, e vado a concludere, se le aziende private, forse non tutte, ma molte, soprattutto le multinazionali, hanno come obiettivo l'utile, gli interessi dei singoli, dei cittadini, delle persone trovano la loro difesa solo nello Stato. E lo Stato è la catena delle istituzioni che alla fine si stringe intorno al cittadino e questa è un'ottima occasione per farlo. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, quindi, chiudo la discussione.
Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Piergallini, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Immediatamente, diciamo che noi siamo favorevoli ovviamente all’ordine del giorno e speriamo che non sia così liquidato dalla maggioranza. Su questo potrebbe essere una battaglia condivisa e sarebbe un errore, secondo me, non votarlo. È ovvio che vorremmo fare un ragionamento. Se troviamo un'apertura su questo ordine del giorno, allora noi ci asterremo anche sul voto del bilancio dell'Assemblea legislativa e cioè della proposta di atto amministrativo relativo all'assestamento dell'Assemblea legislativa. Se non troveremo nemmeno un'apertura su questa, che è una battaglia assolutamente condivisibile e impegna la Giunta a fare delle azioni con un margine di discrezionalità molto ampio, non trovando collaborazione, saremmo anche costretti a votare contro l'atto amministrativo. Grazie.

PRESIDENTE. Altre dichiarazioni di voto?
Proposta di ordine del giorno. La pongo in votazione.

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, se possiamo riaprire la votazione gentilmente.

(Interventi fuori microfono)

Va bene. Non vedo un grande problema su questo discorso, quindi…
Proposta di ordine del giorno. La pongo in votazione.

Favorevoli: Caporossi, Catena, Cesetti, Mancinelli, Nobili, Piergallini, Ruggeri, Seri.
Contrari: Antonini, Assenti, Ausili, Baiocchi, Barbieri, Battistoni, Biondi, Borroni, Cardilli, Luconi, Marcozzi, Marinelli, Pasqui, Putzu, G. Rossi, Sebastiani.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Si può verificare se il Consigliere Nobili… allora, voto a favore del Consigliere Nobili. Va bene?
È a posto, Consigliere.
Proposta di atto amministrativo n.18. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. Non mi è giunta richiesta - allora lo faccio io - di rinvio della proposta di legge n. 18, così come si era detto questa mattina, in quanto è assente il relatore di maggioranza, il Consigliere Marconi. Uno a favore e l'altro contrario. Non ci sono interventi in merito.
Rinvio della proposta di legge n.18. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 20
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Disposizioni in materia di pratiche di preparazione dei crostacei decapodi nell’ambito della somministrazione e commercializzazione di alimenti. Divieto di bollitura di aragoste e altri crostacei vivi”
(iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 8, del Regolamento interno)
(Discussione generale e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 20 del Consigliere Nobili.
La discussione generale è aperta. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Cardilli.

Andrea CARDILLI. Grazie, Presidente. Come già detto in Commissione, naturalmente voteremo contro questa proposta di legge perché, come abbiamo detto, è un momento particolare anche per il settore della pesca e della ristorazione marchigiana, che sta già affrontando diverse criticità. Per noi le questioni centrali restano altre: sostenere le imprese, tutelare il lavoro, la sicurezza, anche quella alimentare, ridurre i costi e accompagnare un comparto che sta vivendo una congiuntura tutt'altro che semplice, anche a causa naturalmente delle varie tensioni geopolitiche che ci sono. Nel merito, la proposta presenta alcune criticità, come abbiamo detto, abbiamo fatto l'esempio anche in Commissione che non ci sono normative nazionali o europee che disciplinano, appunto, in questi termini, le modalità di cottura proprio dei crostacei. E così anche la comunità scientifica non ha ancora dato una posizione univoca sulla capacità di questi animali di percepire il dolore in forma paragonabile anche a quella umana. E la stessa cosa… abbiamo fatto l'esempio dello stesso pesce che viene pescato nelle reti, che muore soffocato di fatto, per cui dovremmo affrontare il tutto in maniera un po' diversa. Inoltre, anche sentendo chi è del settore, la bollitura in vita risponde anche a esigenze di sicurezza alimentare, proprio perché, appunto, questo contribuisce a limitare la proliferazione di batteri e soprattutto a non compromettere proprio il prodotto, perché le proprietà organolettiche comunque sono diverse rispetto a venderlo già morto. Per cui, pensare di trasformare questa materia in una nuova fonte di obblighi e sanzioni a livello regionale ci appare sinceramente complesso. Va anche considerato che, per applicare quello che è stato detto, anche la proposta delle tecniche che vengono messe in campo ha dei costi abbastanza importanti. Per cui, in sintesi, mentre pesca e ristorazione chiedono sostegno concreto, riteniamo che la Regione debba concentrarsi prioritariamente sui problemi reali del settore, evitando appunto di introdurre nuovi costi per le imprese sulla base, appunto, di una disciplina che non ha un chiaro fondamento né nazionale né europeo. Per cui lasciamo le aragoste ai ristoranti e occupiamoci delle priorità dei cittadini e delle imprese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. La mia relazione sarà una relazione breve, intanto perché chi parla è perfettamente consapevole del momento che stiamo vivendo. Abbiamo discusso poco fa della drammatica vicenda dei lavoratori dell’Electrolux di Cerreto d’Esi, con centinaia di famiglie che guardano con grande preoccupazione al proprio futuro. Quindi anche chi, come me, ha una spiccata sensibilità ecologista e di attenzione al diritto degli animali, non perde il senso delle priorità sociali. Credo, però, che la Regione Marche stia perdendo un'occasione di dare concretezza anche a quello che prevede la nostra Carta costituzionale, che ha introdotto forme di tutela per i diritti degli animali. Abbiamo discusso in Commissione, mi è dispiaciuto che qualche collega ha trattato questo argomento con ironia, come se pensare alla modalità per alleggerire le sofferenze degli animali fosse qualcosa di insano culturalmente. Non è così. Non è così, anche perché il dibattito in corso sulla possibilità di utilizzare strumenti che consentano di alleviare la sofferenza di crostacei che vengono messi vivi a bollire è un dibattito che ha portato a dei risultati. In alcuni Paesi del Nord Europa è stata adottata una misura che prevede diverse modalità per cucinare i crostacei, prevedendo quindi che vengano abbattuti in modo diverso. Quindi le possibilità, la scienza ci dice che ci sono. Rifiutare questo tipo di confronto, secondo me, significa collocarsi in una posizione di grande arretratezza culturale. Ripeto, state davvero perdendo un'occasione. Peraltro, misure di questo tipo sono state adottate anche in alcuni Comuni del nostro Paese, anche Comuni amministrati dalla destra. Probabilmente, così come accade per quanto riguarda il fine vita, ci sono Amministrazioni di destra che hanno una sensibilità all'altezza dei tempi che viviamo e altre, come quella che governa la Regione Marche, che si collocano in una dimensione culturale, sociale e civile anacronistica. E allora ripeto, abbiamo discusso in Commissione, abbiamo portato anche del materiale che ha consentito di avere una consapevolezza compiuta di come questi crostacei, che sono animali, soffrono perché hanno dei terminali nervosi che fanno provare loro dolore. Tutto quello che è stato detto rispetto al sostegno al mondo dell'imprenditoria, della pesca in particolare, figuratevi se non trova condivisione anche nelle posizioni che rappresenta il sottoscritto e nella minoranza tutta. Ma questo è un altro tema. Qui si tratta… quello che state facendo, una volta, veniva definito “benaltrismo”, lanciare la palla fuori dal campo per non affrontare le questioni. Cosa significa? Che impatto negativo avrebbe prevedere che questi crostacei vengano soppressi in modo diverso dalla bollitura dal vivo? Nessuno pensa di penalizzare il settore della ristorazione, nessuno pensa di impedire il consumo di crostacei. Figuratevi. Si tratta di mettere in campo dei piccoli passi di civiltà. Sono convinto che tra molti anni, quando il livello di consapevolezza sulla tutela dei diritti degli animali avrà fatto passi avanti significativi, l'uomo del futuro guarderà indietro e considererà le nostre pratiche come pratiche involute e primitive. Ecco, penso che il dibattito che c'è stato su questo tema sia stato un dibattito… soprattutto in Commissione e devo dire che mi è dispiaciuto riscontrare anche l'ironia, il sarcasmo di qualche collega che si è abbandonato a materiali videoregistrati con i quali derideva questa proposta. Il dibattito che noi consegniamo alla storia dell'Assemblea legislativa delle Marche, tra qualche anno, evidenzierà quanta arretratezza ci sia in queste posizioni. E allora chiedo, ma so che non verrà accolta questa mia richiesta, un ripensamento, chiedo che si possa votare questa proposta di legge, se ritenuto necessario, anche con qualche correttivo. Ho persino domandato che in sede di Commissione potessero essere ascoltati degli esperti sia del mondo della scienza che del settore della ristorazione. Ma questa richiesta è stata respinta, è stata restituita al mittente come se fosse una blasfemia. Ma del resto non mi sorprende, perché quello che, sul tema dei diritti degli animali, questa Regione sta facendo è molto chiaro, basta pensare alle anticipazioni del calendario venatorio. Quindi figuriamoci se ci si poteva attendere qualcosa di diverso. Però veramente, e mi avvio alla conclusione, sono molto colpito perché da qualche Consigliere, non da tutti, ma da qualche Consigliere della maggioranza, mi aspettavo una sensibilità diversa, perché questo non è un tema che ha un colore politico, non è un tema rosso, verde, azzurro, nero, è un tema che, ripeto, nella consapevolezza delle priorità sociali… perché in questa consigliatura, finora, in un anno, non mi pare che io abbia trascurato l'approfondimento di una serie di tematiche che vanno dal diritto del lavoro al diritto dei soggetti più fragili. Però, ecco, dimenticare che esiste anche il tema della tutela degli animali, dei diritti degli animali e alleggerire le loro sofferenze, secondo me, è un qualcosa che da qualche Consigliere mi aspettavo venisse trattato in modo diverso. Quindi concludo dicendo che la qualità e la civiltà di una comunità si misurano anche attraverso piccoli passi come quello che avevo proposto e che ho sostenuto presentando questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Quindi passiamo ad esaminare i singoli articoli.
Proposta di legge n. 20
Articolo 1. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 3: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 4: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 5: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 6: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 7: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 8: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 9: Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. La proposta di legge n. 20 è stata respinta.

Ha la parola il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Vorrei evitare di ascoltare battute sarcastiche, battute offensive che ledono anche la sensibilità di chi ha proposto questa legge. Quindi, per favore, collega Consigliere Putzu, i rapporti tra noi sono improntati alla cordialità, ma la prego in Aula di evitare di fare battute di questo tipo. Grazie.

Proposta di legge n. 8
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Nobili, Ruggeri
“Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto delle sentenze n. 242/2019 e n. 135/2024 della Corte Costituzionale”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 8 dei Consiglieri Mangialardi, Vitri, Nobili e Ruggeri.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Chiedo, ai sensi dell'art. 100, di riportare la legge in Commissione, anche in virtù di necessari approfondimenti che sono conseguenziali alle nuove leggi che sono state approvate dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Regione Veneto e anche dalle recentissime sentenze della Corte costituzionale del 24 luglio 2026, n. 148, in ordine all'impugnazione dell'articolo 580 del Codice penale. Quindi mi sembra più che opportuno approfondire e riportare in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 8: Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 2
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Misure regionali per la prevenzione, il contrasto e la soluzione dei fenomeni di sovraindebitamento”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 2 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola il Consigliere Baiocchi.

Nicola BAIOCCHI. Grazie, Presidente. Chiaramente anche per questa chiedo il passaggio in Commissione per i motivi assolutamente da approfondire nelle prossime sedute della Commissione Sanità.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 2: Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 5
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri, Mangialardi, Piergallini “Disposizioni in materia di tutela delle condizioni retributive e di contrasto al dumping contrattuale negli appalti e concessioni pubbliche ad alta intensità di manodopera”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 5 dei Consiglieri Ruggeri, Caporossi, Nobili, Seri, Mangialardi e Piergallini.
Anche questa è iscritta ai sensi dell'articolo 86, comma 13. La Commissione referente è la II, se si vuol chiedere il rinvio. Il Presidente o tre Consiglieri.
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Ero già intervenuta la volta scorsa per chiedere di discuterla, però seriamente in Commissione, visto che lì sarà rinviata e naturalmente noi dell'opposizione non vediamo tanto favorevolmente questo metodo, perché non è tanto l'Aula che non lavora, qui non lavorano le Commissioni. Perché ci si può anche scontrare, avere pareri diversi, ma se le proposte di legge non arrivano mai in Commissione e non c'è modo di discutere mai certe tematiche, che vedono la maggioranza, immagino, contraria, poi si arriva in Aula e si fa il solito giochetto del rimpallo in Commissione. Sta diventando ridicolo e stiamo anche riempiendo i giornali regionali con questo atteggiamento che ha delle ricadute anche sull'opposizione. Ma è sbagliato perché noi, oltre a proporre delle leggi che non vedono mai la luce né la discussione, non possiamo fare altro. La maggioranza siete voi, assumetevi le vostre responsabilità. Questo lo dico perché sto vedendo l'atteggiamento reiterato, anche quest'oggi, di rinviare in Commissione tutte le proposte iscritte ai sensi dell'articolo 86. Detto questo, ne avevamo già parlato e a me risulta che mancava un formalismo, quindi forse, non so, Dottoressa, mancava il voto per questo rinvio in Commissione. Per cui immagino che sarà quella la sua sorte. Non sono, non siamo, perché questa proposta di legge è stata firmata da più Consiglieri, per nulla favorevoli a questo modo di fare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Chiedo il rinvio alla Commissione, art. 100.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 5: Lo pongo in votazione.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 7
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Disposizioni regionali per la promozione e la valorizzazione dei Viaggi della Memoria”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 7 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e Vitri.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per questa proposta n. 7 che riguarda appunto la promozione e la valorizzazione dei Viaggi della Memoria, chiedo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE. Ci sono dei problemi sul microfono, quindi chiedo ai tecnici in qualche maniera di risolverli.

Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 7: Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 19
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Piergallini
“Modifiche alla legge regionale 17 febbraio 2014, n. 1 (Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale)”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 19 dei Consiglieri Cesetti e Piergallini.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per questa proposta di legge n. 19, che riguarda l'ordinamento della polizia locale, chiedo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.

Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Ci stiamo avviando a rinviare alle Commissioni tutte le leggi proposte dalla minoranza, perché il fatto è questo. Se la proposta di legge viene dalla minoranza, la maggioranza nemmeno la valuta, gli fa fare l'iter all'interno dell'inferno e via. No, è sbagliato. La democrazia non è questa. Perché si può discutere e si può dire: “Non la concordiamo, non conveniamo su questa legge perché per noi è sbagliata per questo motivo”. Non è che si rinvia alle Commissioni. Allora, si è fatta tanta ironia sulla questione delle aragoste. Allora, oggi la minoranza chiedeva alla maggioranza di lavorare insieme sulle questioni del fine vita, del sovraindebitamento che mette in ginocchio le famiglie, la tutela delle condizioni retributive, il turismo e l'ATIM, i Viaggi della Memoria, il Consorzio di bonifica che ha i problemi di cui abbiamo parlato, l'istituzione del Garante delle persone anziane, la lotta alle droghe e alle dipendenze, la revisione della polizia locale. I temi sono questi. Su questi, responsabilmente, abbiamo fatto le nostre proposte. Su questi doverosamente dovreste confrontarvi. Su questi ancora non vi siete confrontati. Grazie.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 19. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 16
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Modifiche alla legge regionale 17 giugno 2013, n. 13 (Riordino degli interventi in materia di Bonifica e di Irrigazione. Costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche e fusione dei Consorzi di Bonifica del Foglia, Metauro e Cesano, del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, dell’Aso, del Tenna e del Tronto)”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 16 della Consigliera Ruggeri.
Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Casca a fagiolo il fatto che oggi sia stata messa all'ordine del giorno questa proposta di legge che sono sei anni che è stata presentata, perché ricordo che è una delle prime che ho fatto anche nella passata legislatura. In cinque anni di prima legislatura del governo Acquaroli, in cui, tra l'altro, era stata abbinata ad una proposta di legge dell'attuale Vicepresidente Rossi, quindi un Consigliere di maggioranza, non siamo stati in grado, in due, minoranza e maggioranza, di farla discutere una sola volta in Commissione. Quindi in questa nuova legislatura, con il mio Gruppo, ho pensato di riaggiornarla, ripresentarla e sta subendo lo stesso iter. Tra l'altro avevo rilevato anch'io che non era stata più fatta la proposta da parte del Consigliere Rossi. Oggi ho scoperto, durante la discussione di una sua interrogazione, che è sua intenzione ripresentare la precedente proposta di legge, quindi immagino già che verrà nuovamente abbinata alla mia. Tutto ciò porterà ulteriori ritardi, ma quello che questa maggioranza vuole fare è non metterci la faccia, non fare scelte, andare avanti con colpi di rimandi in Commissione in modo che passeranno allegramente anche altri cinque anni e sul Consorzio di Bonifica, uno, non ci saremo mai confrontati e, due, non avremo trovato soluzioni perché quel Consorzio va in qualche modo riformato e, tra l'altro, buona parte di voi, in campagna elettorale, sia la volta scorsa che questa, ha ricevuto fior fiore di voti con queste promesse. Contrarietà al rinvio in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Antonini.

Andrea Maria ANTONINI. Grazie, Presidente. Si chiede il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 24
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Istituzione del Garante regionale per i diritti delle persone anziane”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 24 dei Consiglieri Cesetti Mancinelli, Caporossi, Nobili, Ruggeri, Seri, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini e Vitri.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per questa proposta di legge n. 24, che riguarda l'istituzione del Garante regionale per i diritti della persona anziana, chiediamo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 24. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 37
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Ruggeri, Seri, Catena, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Istituzione della Giornata regionale per la lotta alla droga e alla dipendenza dall’alcol”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 37 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Caporossi, Ruggeri, Seri, Catena, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini e Vitri.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per questa proposta di legge, chiediamo il rinvio in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 37. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Proposta di legge n. 1
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Ruggeri
“Abrogazione della legge regionale 13 dicembre 2021, n. 35 (Istituzione dell’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche - ATIM). Modifiche alle leggi regionali 11 luglio 2006, n. 9 e 30 ottobre 2008, n. 30”
(Iscritta ai sensi dell’articolo 86, comma 13, del Regolamento interno)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 1 dei Consiglieri Cesetti e Ruggeri.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Per questa proposta di legge chiediamo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE. Rinvio in Commissione della proposta di legge n. 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. A questo punto, visto che dovremmo passare alle mozioni e, tra l'altro, alla mozione della Consigliera Vitri, chiederei, se fosse possibile, di anticipare di qualche minuto la chiusura del Consiglio. Riprenderemo la mozione della Consigliera la prossima volta.
Ha la parola il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Se non sbaglio, potrei sbagliarmi, perché purtroppo non ero presente, alla riunione dei Capigruppo si era previsto che il Consiglio regionale di oggi durasse fino alle ore 16.
Quello di oggi in particolare perché…

PRESIDENTE. Oggi abbiamo stabilito le ore 15 per impegni del Presidente. Prego, finisca.

Andrea NOBILI. La chiusura alle ore 16 è dalla prossima seduta assembleare? Oggi è un'eccezione? Per capire.

PRESIDENTE. Esatto, salvo poi disposizioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi prima di ogni Consiglio. Abbiamo stabilito le ore 16, però, è chiaro, come oggi, se c'è l'unanimità, si chiude prima.

Andrea NOBILI. Credo che oggi noi potremmo continuare con qualche mozione, anche perché dovevamo iniziare alle 11:00, abbiamo iniziato alle 11:30.

PRESIDENTE. C'è stato un problema relativo a una conferenza stampa dell'Ufficio di Presidenza, quindi c'è stato uno slittamento.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Volevo chiarire, Consigliere Nobili, che il Presidente del Consiglio Pasqui ci ha riferito che alle ore 15 l'Ufficio di Presidenza aveva un impegno. È per questo che è stata anticipata la chiusura del Consiglio dalle ore 16 alle ore 15. Solo per questo. L'ha detto a tutti i Capigruppo, pensavo che l'avesse detto anche a lei.

(Intervento fuori microfono)

Jessica MARCOZZI. La Capigruppo non c'è stata, è il Presidente del Consiglio che ce l'ha chiesto.

(Intervento fuori microfono)

Jessica MARCOZZI. Avevamo concordato alle ore 16. Questa mattina hanno avuto un problema perché avevano la riunione della…

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Allora, è vero che abbiamo concordato che, visti gli impegni che ha avuto e ha ancora l'Ufficio di Presidenza e deve portarli a casa entro oggi, che la seduta si chiudesse alle 15:00. Però è anche vero che potremmo discutere la mozione n. 26 e la mozione n. 30, quella a firma del Consigliere Nobili e la mia, appunto, proposta dal Movimento 5 Stelle sulla questione annosa del forno crematorio del Comune di Ancona. Perché ricorderete bene che la volta scorsa, in cui io neanche ho potuto, diciamo, presentare la mia mozione, la maggioranza ha immediatamente chiesto il rinvio alla seduta seguente. Di sedute seguenti ce ne sono state parecchie, di polemiche sulla stampa idem, di situazioni incresciose per il centro-destra, non solo anconetano, ma mi viene da dire anche regionale “a uffa”. E quindi, secondo me, questi quindici minuti che restano li potremmo dedicare tranquillamente alla discussione di queste mozioni. Grazie.

PRESIDENTE. A questo punto, visto che la mozione credo che sia anche articolata e che abbia bisogno di tempo e manca meno di un quarto d'ora, direi, a questo punto, di chiudere il Consiglio. Il Consiglio c'è martedì, voglio dire, non è che c'è tra un mese, c'è martedì, con tutto il tempo necessario possiamo discutere questa mozione. Quindi a questo punto, se siete tutti d'accordo, dichiarerei…

(Intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Non siamo d'accordo. Allora, mettiamo in votazione la chiusura della seduta del Consiglio. Votiamo per chiudere il Consiglio 13 minuti prima. Apriamo la votazione, grazie.

(Intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. No, non si poteva fare perché, comunque, su una mozione del genere c'è bisogno di tempo, credo.
Chiusura anticipata della seduta del Consiglio (13 minuti prima). La pongo in votazione

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14:47.