Testata sito

 

Resoconto della seduta n.36 del 12/07/2016

SEDUTA N. 36 DEL 12 LUGLIO 2016

La seduta inizia alle ore 10,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 36 del 12 luglio 2016. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 33 e 34, rispettivamente del 21 e 23 giugno 2016, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 68 in data 5 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Bisonni, Celani, Leonardi, Maggi, Marconi, Rapa, Zaffiri, concernente: “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 "Statuto della Regione Marche" assegnata alla I Commissione in sede referente;
n. 69 in data 6 maggio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 (Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche)” già trasmessa ai Consigli comunali interessati e alla Provincia di Macerata per il parere di merito, ai sensi del comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 10/1995;
n. 70 in data 7 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Talè, Mastrovincenzo, Giancarli, Busilacchi, Traversini, Urbinati, Giacinti, concernente: “Modifica alla legge regionale 24 marzo 2015, n. 9 'Disposizioni in materia di prevenzione, diagnosi precoce e cura del diabete mellito'” assegnata alla IV Commissione in sede referente e trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del regolamento interno;
n. 71 in data 8 luglio, ad iniziativa del Consigliere Bisonni, concernente: “Modifiche alla legge regionale 23 novembre 2011, n. 22 'Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico e modifiche alle leggi regionali 5 agosto 1992, n. 34 'Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio' e 8 ottobre 2009, n. 22 'Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile'”, assegnata alla III Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera b) della l.r. n. 4/2007, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della l.r. n. 15/2008, nonché trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 72 in data 4 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Urbinati, Giancarli, Micucci, Traversini, Volpini, Talè, Minardi, concernente: “Disposizioni in materia di diritto allo studio universitario e soppressione degli Enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU)”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della l.r. n. 4/2007, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della l. r. n. 15/2008, nonché trasmessa alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 73 in data 5 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Micucci, Biancani, Giancarli, Giacinti, concernente: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 novembre 2001, n. 25 'Disciplina regionale in materia di impianti fissi di radiocomunicazione al fine della tutela ambientate e sanitaria della popolazione”, assegnata alla III Commissione in sede referente, alla I Commissione per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento interno, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera b) della l. r. n. 4/2007, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della l. r. n. 15/2008, nonché trasmessa alla IV Commissione ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno e alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno.
E' stata presentata la seguente proposta di deliberazione:
n. 12 in data 6 maggio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Indizione del referendum consultivo in merito alla proposta di legge concernente l'istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 (Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche)”.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 145 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, concernente: “La piaga del commercio abusivo nelle città marchigiane ed in particolar modo nelle località balneari”;
n. 146 del Consigliere Fabbri, concernente: “Valutazione ambientale del documento regionale di pianificazione faunistico-venatoria”;
n. 147 dei Consiglieri Busilacchi, Giancarli, concernente: “Legge regionale 26 novembre 2012, n. 34 'Interventi per la valorizzazione del pensiero e dell'opera di Maria Montessori'”;
n. 148 del Consigliere Marconi, concernente: “Aumento a 4.5 KW della potenza di allacciamento per il servizio di fornitura di energia elettrica ad uso domestico in regime di maggior tutela a costi invariati e nuovo sistema tariffario basato sull'individuo”;
n. 149 del Consigliere Maggi, concernente: “Modalità di partecipazione dell'Assemblea legislativa all'aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione e Piano triennale trasparenza e integrità”;
n. 150 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, Busilacchi, Giacinti, Giancarli, Traversini, Biancani, Micucci, concernente: "Conferimento onorificenza Picchio d'oro in memoria di Emmanuel Chidi Nambi".
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 27 giugno 2016, le seguenti leggi regionali:
- n. 12 “Modifiche alla legge regionale 23 febbraio 2005, n. 6 ‘Legge forestale regionale’”;
- n. 13 “Variazione generale al bilancio di previsione 2016/2018, ai sensi del comma 1 dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (1° provvedimento)”;
- n. 14 “Disposizioni in materia di gestione dei molluschi bivalvi”.
Hanno chiesto congedo il Presidente della Giunta Ceriscioli ed il Consigliere Volpini.

Interrogazione n. 187
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Lavori urgenti al viadotto sul lago di Castreccioni”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 187 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Faccio la solita premessa: queste notizie si potrebbero assumere facendo un colpo di telefono o venendo nel mio Assessorato, comunque leggo la relazione.
Con nota del marzo 2016 il Sindaco del Comune di Cingoli ha inoltrato al Presidente della Regione Marche la richiesta di assumere, eventualmente in stretta e leale cooperazione con lo Stato, gli interventi necessari ad evitare il pericolo di crollo del viadotto in oggetto e l'adozione delle misure a salvaguardia della vita e dell'incolumità delle persone nonché provvedere alla manutenzione del manufatto al fine di garantire la continuità dell'erogazione del servizio irriguo e idropotabile.
Lamentando l'insopportabilità da parte del Comune di Cingoli dell'onere di questo intervento su "un'opera pubblica di interesse regionale e nazionale" ha supportato la richiesta con una minuziosa ricostruzione degli accadimenti fin dall'insorgere, nel 1997, delle prime fessurazioni anomale, richiamando la notifica, nel 1998, ai sensi dell'articolo 1669 del Codice Civile alla ditta costruttrice da parte del Consorzio di Bonifica, gli interventi del 1999 della medesima ditta, i sondaggi effettuati nel 2008 sulla pila n. 10, la valutazione della sicurezza consegnata nel 2010 alla Regione Marche con richiesta di finanziamento ai sensi dell'OPCM 3907/2010, i provvedimenti sulla viabilità conseguenti alla precarietà riscontrata, l'interessamento della Protezione civile nazionale che ha relazionato sulla elevata vulnerabilità sismica della struttura e infine la prevedibile spesa di circa 2.000.000 di euro.
Ai sensi della legge regionale n.13/2004 è stato richiesto al Consorzio di Bonifica delle Marche, con nota PEC n. 186002 del 22 marzo 2016, di riferire alla Regione Marche in merito alla questione di cui sopra con particolare dettaglio in merito alle competenze sull'infrastruttura, alla connessione che si può avere tra la condizione del viadotto e il servizio irriguo oltre la gestione della diga e alle altre eventuali connessioni con l'utilizzo idropotabile svolto dall'attuale gestore, documentandolo adeguatamente.
A riguardo il Consorzio di Bonifica delle Marche ha comunicato con nota 13 aprile 2016, n. 1905, e successiva integrazioni per e-mail, di cui l'ultima in data 21 aprile 2016, quanto richiesto.
Per quanto agli atti è dunque possibile informare che:
- i lavori di realizzazione della diga di Castreccioni sono stati appaltati dal Consorzio di Bonifica del Musone, Potenza e Chienti, su concessione da parte dello Stato, l'Amministrazione regionale non risulta aver espletato procedure in merito al finanziamento, alla realizzazione e alla verifica delle opere. Le opere pubbliche di irrigazioni e le opere connesse (quindi chiaramente non le opere compensative) realizzate con i fondi dello Stato sono state trasferite alle Regioni con legge 984/77;
- la consegna delle opere realizzate, tra cui il viadotto in questione, è stata effettuata, in forma provvisoria, al Comune di Cingoli nel 1991, ancor prima del collaudo delle stesse. Dalla data di consegna il Comune assumeva la responsabilità dell'uso e della gestione delle opere e ogni onere derivante da necessità di manutenzione;
- i termini di garanzia costruttiva dell'opera sono ampiamente trascorsi;
- le opere hanno una connessione al servizio idropotabile in virtù dell'uso sia irriguo (concessione per 0,778 metri cubi al secondo – mc/s) che potabile (concessione per 0,3 mc/s) dell'acqua invasata nel lago di Castreccioni regolato da un rapporto convenzionale sussistente tra Consorzio e società di gestione del Servizio idrico dell'ATO n. 3. In relazione ai rapporti tra Consorzio di Bonifica delle Marche, che gestisce l'invaso ed eroga il servizio di irrigazione, e Acquambiente Marche, che preleva parte rilevante della disponibilità idrica a scopi idropotabili, si precisa che gli stessi sono regolati da accordo sancito dall'Autorità ATO n. 3 nel 2009 che stabilisce in 0,038 euro/mc l'importo che il gestore dell'idropotabile deve rifondere al Consorzio a titolo di contribuzione per i costi di gestione;
- dalla lettura della delibera n. 10 del 24 novembre 2006, dell'Assemblea dell'Autorità d'ambito ottimale n. 3 Marche centro - Macerata, si evince che al gestore del Centro Marche Acque è imposto un canone da versare all'Autorità d'Ambito, in considerazione dei costi aggiuntivi che il Comune di Cingoli deve sostenere in relazione alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere che insistono sull'invaso oltre a maggiori oneri supportati dal Comune per l'erogazione dei servizi comunali e oneri per la salvaguardia della qualità delle acque dell'invaso, per importi pari a:
 205.000 euro per il 2006;
 308.000 euro per il 2007;
 378.000 euro per il 2008;
 442.000 euro per il 2009;
 512.000 euro per il 2010;
 410.000 euro per gli anni di Piano dal 2011 al 2024.
Da quanto sopra e dall'evidenza delle norme nazionali e regionali che attribuiscono al Consorzio di Bonifica delle Marche autonomia statutaria, funzionale e contabile, non si rilevano elementi che consentano, nell'ambito delle competenze della struttura regionale, soluzioni finanziarie come richieste dal Sindaco di Cingoli.
Si rammenta inoltre che, relativamente alla domanda di inserimento dell'intervento nell'OPCM 3907/2010 e successive, si è ancora in attesa del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che preveda il finanziamento relativo alle infrastrutture.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ringrazio la Vicepresidente per la risposta, anche perché sono certo che mi fornirà una copia scritta.
Le dico come nasce questa interrogazione, lei sa dove è Cingoli, io non ho limiti di circoscrizione, cerco di avere una dimensione regionale, sono stato invitato ad una assemblea a Cingoli nel mese di aprile e in quella assemblea sono stati chiesti dei chiarimenti, delle risposte, ma soprattutto quello che lamentavano, non so se a torto o a ragione, era che i diversi soggetti istituzionali, tra l'altro sono più i soggetti interessati come dalla risposta si evince, fornivano indicazioni, chiarimenti, informazioni rispetto allo stato della pratica che, a loro dire, non corrispondevano di fatto allo stato dell'arte e dell'iniziativa stessa delle istituzioni competenti.
Di fronte ad un momento di partecipazione e ad una richiesta di trasparenza – partecipazione e trasparenza - mi sono permesso di usare lo strumento che meglio risponde a questi due requisiti: partecipazione e trasparenza; poi ovviamente sarà mia cura ritornare, chiedere a questi soggetti di promuovere una nuova assemblea dicendo: per quanto riguarda la Regione è stato fatto fino in fondo quello che alla Regione spettava, per quanto riguarda le altre istituzioni solleciteremo, solleciteranno, hanno già sollecitato, ci sono anche interrogazioni parlamentari, perché ognuno cercherà di fare la propria parte.
E' un problema importante, di carattere ambientale, è un'opera pubblica, ma tra l'altro per quello che riguarda le province di Macerata ed Ancona vi è anche una grande rilevanza dal punto di vista dell'agricoltura specializzata, perché è da lì che parte il rifornimento idrico per l'irrigazione di quelle due vallate che consente un’elevata qualità della nostra agricoltura per le produzioni di qualità.
La ringrazio, lo spirito è quello di informare le nostre comunità. Grazie.

Interrogazione n. 198
ad iniziativa del Consigliere Micucci
"Riduzione numero insegnanti provincia Macerata a seguito della riorganizzazione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 198 del Consigliere Micucci.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Vorrei innanzitutto ricordare che questa interrogazione è uno dei punti dolenti della nostra rete scolastica dove è messa in evidenza la scarsa cura che viene posta a questa problematica.
Come premessa prima della risposta dettagliata, vorrei rassicurare l’Assemblea legislativa che il Presidente si è mosso insieme a me per prendere appuntamento con la Ministra Giannini ed abbiamo già inoltrato le nostre richieste. Questo tanto per chiarire.
La nostra Regione con l'assegnazione degli organici per l'anno scolastico 2016/2017, che avrà efficacia anche per le due successive annualità (2017/18 e 2018/19), ha subito un'importante contrazione dell'organico di diritto, assegnato dal Governo al nostro sistema dell'istruzione.
Tale taglio non risulterebbe proporzionale al calo della popolazione scolastica che si è registrato e quindi rischia di compromettere la rete regionale dell'autonomia scolastica, finalizzata ad offrire un'offerta formativa adeguata e soprattutto vicina alle caratteristiche orografiche del nostro territorio.
Infatti, per l'anno scolastico 2015/2016, vi dò un po’ di numeri così siamo tutti più corretti quando abbiamo i nostri interlocutori, i posti di organico di diritto, al netto dell'organico per il sostegno, sono stati pari a 15.979, mentre l'attuale assegnazione si attesta su 15.945 posti, quindi avremo 34 posti in meno rispetto all'anno scolastico appena concluso.
L'organico per il sostegno è stato confermato nel numero complessivo di 2.494, quindi si mantengono gli stessi posti, però gli alunni affetti da disabilità risulterebbero aumentati, quindi anche qua abbiamo chiesto un potenziamento, usiamo i termini adatti.
La situazione che si è determinata risulta piuttosto critica, al punto che se non si interviene con una sostanziale integrazione dell'organico, quindi se non aggiungiamo all'organico di diritto, maggiore personale docente o Ata, di fatto, risultano compromesse molte piccole realtà, soprattutto nell’entroterra.
Ufficiosamente, il Direttore Generale dell'Ufficio scolastico regionale delle Marche ci ha partecipato di aver richiesto al MIUR un'integrazione dell'organico; la cosa grave è, però, che tale istanza sembrerebbe ispirata dal solo aspetto formale correlato al parere positivo espresso in merito al Piano di dimensionamento della rete scolastica regionale, approvato da questa Assemblea legislativa, piuttosto che dall'effettiva esigenza di dare un'adeguata risposta alle esigenze del territorio marchigiano.
Mi spiego meglio: il Direttore ritiene che la rete scolastica marchigiana sia strutturata male, che non risponda al numero alunni/classe, alunni/costi, docenti/costi, quindi la sua critica si innesta profondamente nella rete scolastica marchigiana, e questo, dal mio punto di vista, credo che sia estremamente grave.
L'aspetto che determina il maggior disappunto è che, nel corso dei pochi incontri che ho avuto per l'assegnazione dell'organico, l'atteggiamento è stato più di carattere informativo che di concertazione, come invece avrebbero voluto sia gli interlocutori, da me e dalla dott.ssa Gattafoni, che le esigenze.
Un'impostazione basata solamente, e questo ci tengo a dirlo perché è stato messo da me e soprattutto dal Presidente Ceriscioli in evidenza al Ministro Giannini, su indicatori e criteri matematici, si è parlato in termini di algoritmi, che non si conciliano con il fatto che la scuola è un "servizio per la collettività" ed è un servizio di prossimità, quindi la scuola non posso trattarla in termini di pura azienda, cosa che è stata fatta e sulla quale io mi sono abbastanza risentita. Stendiamo per un attimo un momento di attenzione alla scuola primaria, alla secondaria di primo grado, qui sono servizi di prossimità, il discorso del Direttore può valere per le superiori, ma non può certo per i bimbi più piccoli, anche perché avremmo problemi di trasporto e problemi molto pesanti per le famiglie ed anche per i Comuni.
Pertanto, in una visione unitaria dell'intera realtà marchigiana, d'intesa con il Presidente Ceriscioli, ho inviato al Ministro Giannini una nota attraverso la quale abbiamo rappresentato tutte le reali esigenze, è una lettera molto dettagliata dove si dà numeri, non si parla in maniera generica ma teniamo conto del fabbisogno.
Contestualmente abbiamo richiesto un incontro con il Ministro, che ci è stato fissato per il 22 luglio, un po' in là, ma prima non è stato assolutamente possibile, per esplicitare al meglio i fabbisogni rappresentati e le relative motivazioni.
Lei mi chiedeva in dettaglio su Macerata, innanzitutto vorrei leggere la risposta dell'Ufficio scolastico regionale, molto scarna, dove mi si dice che “l'Ufficio ha operato con un moderato allineamento delle medie provinciali riducendo le disparità. Resta inteso che il pur favorevole rapporto alunni/classi/costi che Macerata conserva rispetto ad altre province è giustificato dall'orografia del territorio”, cioè lui dice che Macerata in passato ha avuto più di quello che realmente - questa è la sua teoria non la mia - era possibile e che nonostante i tagli che ha avuto, e ne ha avuti tanti, perché ne ha avuti 8 alle primarie, 12 …, tanti, mantiene ancora questo privilegio rispetto ad altre province.
Volevo dirle questo prima di andare avanti.
Stiamo acquisendo tutti i dati degli iscritti di Macerata, di tutte le varie istituzioni scolastiche, nonché quelli relativi alle classi costituite; gli uffici li stanno analizzando per addivenire, in sede di assegnazione degli organici di fatto, in termini di assoluta trasparenza, ad un sistema regionale dell'istruzione armonico ed organico.
Concludo dicendo che questa della rete è una battaglia molto forte, secondo come la vedo io, perché la scuola è un tema sensibile, allo stesso tempo parlando di scuola parliamo di servizi e questa visione algoritmica, per cui devo fare il conto tra alunni e costi, non regge e soprattutto aggiungo, questo sarà uno dei punti che metterò in evidenza al Ministro Giannini, non si può criticare la rete intera marchigiana perché dobbiamo tener conto che le Marche hanno la costa, la collina, la montagna, hanno numeri alti nella costa, numeri bassi nell'entroterra, come altre Regioni di Italia, quindi un po' di buonsenso sia questa l'occasione per fare chiarezza su un tormentone che ogni anno, ho capito, si ripropone. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Assessore. Io sono soddisfatto della risposta per l'aspetto politico, nel senso che mi conferma, se ce ne fosse bisogno, la fiducia che ripongo nell'amministrazione regionale, nella Giunta, nell'Assessore e nella dirigenza, che hanno una visione della scuola in linea con quella del sottoscritto e credo della maggioranza che la sostiene.
Si riconosce il lavoro svolto anche a livello ministeriale con la riforma della buona scuola, è chiaro che se alla riforma non vengono date le gambe per poter operare, questa rimane sulla carta, quindi ben venga.
Sono soddisfatto del fatto che la Giunta si sia già mossa per addivenire ad un incontro, mi auguro fattivo ed operativo con il Ministro Giannini, per poter non dico risolvere tutti i problemi, ma almeno iniziare in una prospettiva che vada nella direzione che diceva lei, Assessore.
Dal suo intervento ho notato che anche lei mi sembra poco o affatto soddisfatta della risposta che dà la Direzione scolastica regionale.
In questa fase storico/politica ho una sensazione un po' di disturbo, per non essere più pesante, nei confronti di questi tecnici, scienziati che in qualche modo pensano di risolvere i problemi della scuola, della sanità o di altre materie con la calcolatrice in mano, o meglio la scusa reale è quella della calcolatrice, ma la sensazione è che la calcolatrice venga utilizzata secondo i propri interessi.
Noi abbiamo vissuto, ormai diversi decenni fa, la separazione dei ruoli tra la politica e la dirigenza, questo perché in quella fase dovevamo risolvere, pensavamo di risolvere, un problema conseguente a tangentopoli e a tutto quel periodo storico ed è rimasta la sensazione nei cittadini che deve essere la politica a definire i problemi e questo cozza a volte con l'atteggiamento collaborativo, nel senso buono, nel senso che c'è la volontà tra i tecnici e la politica di risolvere assieme i problemi, a volte purtroppo con un atteggiamento scontroso da parte di chi pensa di risolvere i problemi da dietro la scrivania, senza spendersi in mezzo alla gente, che è invece il ruolo a cui deve assolvere la politica.
In mezzo alla gente ci andiamo noi per confrontarci, giustamente, perché l'abbiamo scelto e perché i cittadini ci hanno dato questo incarico, per prendere pochi complimenti e molto spesso insulti quando le cose non vanno. Credo che un bagno di umiltà da parte di alcuni dirigenti nel condividere le scelte che poi ricadranno sul territorio sia il minimo indispensabile per assolvere al loro ruolo. Anche perché i numeri lo contestano, non le teorie di alcuni dirigenti, i numeri freddi dicono che purtroppo, in questa guerra tra poveri, la provincia di Macerata è in questa fase più povera delle altre, perché se è vero che aveva questi numeri, ed io non dò per scontato che l'interpretazione sia quella che ha dato il dirigente, se anche fosse vero è perché c'erano delle esigenze riconosciute, esigenze che non sono scomparse dalla mattina alla sera, sono tutte lì, se non addirittura aumentate. Se quelle proporzioni venivano da un problema reale, il problema sta ancora lì, e credo che purtroppo, benché io sarei ben contento se non ci fossero queste vicende nella provincia di Macerata, quelle esigenze sono tutte lì.
Dire che c'è stata un’agevolazione in passato e che è ora di riportare le cose in pari, credo che sia un’interpretazione del tutto sbagliata e poco rispondente alla realtà.
Sono fiducioso nell'attività che sta svolgendo la Giunta e la dirigenza del Servizio scuola della Regione Marche, mi auguro che riusciate più di me a far capire queste esigenze e queste vicende anche a chi in questa fase dirige la scuola regionale, perché i numeri stanno lì a testimoniare e mi auguro che insieme al Ministro si possa dare in tempi brevi una risposta compiuta a questa problematica. Grazie.

Interrogazione n. 189
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
"Presenza dei pesticidi e nitrati in fiumi e pozzi nella parte valliva della provincia di Macerata”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 189 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Il Consigliere Bisonni ha fatto un'interrogazione rispetto alla presenza di pesticidi e nitrati in fiumi e pozzi nella parte valliva della provincia di Macerata. La risposta degli uffici è molto tecnica e quindi la leggo per intero in modo da poter dare una risposta esaustiva a quello che chiedeva.
La Regione Marche con l'adozione del Piano di tutela delle acque del 2010 ha dato precise indicazioni su come salvaguardare le aree a rischio di contaminazione da nitrati e da pesticidi, agli articoli 17 e 18, attraverso l'identificazione delle rispettive zone vulnerabili.
Queste aree sono state identificate già dal 2003 (per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola) negli ambiti vallivi di tutti i principali corsi d'acqua regionali. In tali aree i controlli sono effettuati dai Comuni con il supporto dell'Agenzia ambientale (Arpam), ai sensi dell'articolo 47 della legge regionale 10/1999, così come sostituito dell'articolo 5 della legge regionale 23/2002.
Per quelle vulnerabili ai prodotti fitosanitari, la prima designazione è avvenuta con l'approvazione dei Piano di tutela delle acque, all'inizio del 2010.
In queste zone i quantitativi di azoto complessivo sono limitati dal "Programma di azione" approvato con delibera di Giunta regionale 1448 del 3 dicembre 2007. Questo Programma dovrà essere aggiornato a breve, in coordinamento tra l'Agricoltura e l’Ambiente - Tutela delle Acque, in attuazione del nuovo DM 5046/2016.
Per i pesticidi, i vari uffici regionali competenti stanno dando attuazione al decreto interministeriale 22 gennaio 2014, il cosiddetto Piano d'azione nazionale" (PAN), al fine di rilevare e limitare l'uso di questi prodotti e avviare misure che ne limitino, riducano o evitino la contaminazione dei corpi idrici superficiali e sotterranei, soprattutto quelli individuati nei tratti vallivi e di subalveo, nelle zone pianeggianti e costiere della Regione.
L'attuale situazione non sembra destare particolare preoccupazione in quanto, seppur con dati limitati, negli ultimi anni sono state rilevate presenti poche sostanze e senza superamento degli standard di qualità.
Nello specifico, da informazioni Arpam, nella provincia di Macerata la rete di monitoraggio per le acque sotterranee è individuata attraverso una rete di 60 siti e circa 30 stazioni per le acque superficiali. Sinteticamente i dati analitici rilevati nel corso delle campagne 2014 e 2015 e anni seguenti.
Per le acque sotterranee i fitofarmaci rilevati nel 2014, hanno evidenziato circa 12 rilevamenti di terbutilazina, terbutilazina desetil e metolachior.
Questi rilevamenti sono relativi a concentrazioni di residuo maggiori del limite di rilevabilità del metodo utilizzato, ma inferiori agli standard di qualità ambientale (SQA) stabiliti dal decreto legge 30/2009. Per i composti dell'azoto, nell'anno 2014 sono stati rilevati superamenti del valore limite di 50 mg/I in 12 pozzi situati in prevalenza nella parte valliva dei principali corsi d'acqua; la positività è stata rilevata in entrambi le campagne di campionamento annuale.
Sono stati altresì rilevati superamenti della concentrazione dei composti organo alogenato in due pozzi presenti nel territorio di Civitanova Marche, ma tali superamenti sono determinati da cause non dipendenti dalle attività agronomiche.
I dati relativi all'anno 2015 confermano con buona approssimazione quanto rilevato nel 2014, sia come numero di positività che come tipologia di residui ritrovati evidenziando quindi una stabilità dei risultati sia per nitrati che per i fitofarmaci.
Nelle acque superficiali, relativamente ai fitofarmaci, nel 2014 sono state rilevate concentrazioni superiori al limite di rilevabilità del metodo utilizzato per i seguenti residui: boscalid, malation, metolachior, terbutilazina, terbutilazina desetil.
Tutte le concentrazioni rilevate sono inferiori agli standard di qualità previsti dal decreto legge 172/2015.
La frequenza delle analisi per tali parametri è pari a quattro volte anno per un totale di 120 campioni circa.
I dati del 2015 sono ancora in fase di elaborazione, ma non dovrebbero presentare comunque scostamenti significativi.
Per risultati relativi ad annualità precedenti si rimanda alle relazioni Arpam sullo stato di qualità delle acque relativa al periodo 2011/2012.
Inoltre lei chiede se si intende o meno incentivare ulteriormente le colture biologiche a fine di limitare I'utilizzo di concimazioni azotate e l'uso dei pesticidi e se sì, con quali e quante risorse economico – finanziarie.
Con l'adozione del Piano d'azione nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, approvato con DM del 22 gennaio 2014, sono state individuate le azioni da attuare per raggiungere i vari obiettivi stabiliti dal decreto legislativo 150/2012, che sinteticamente sono rappresentati nei sette punti del Piano, con particolare rilievo per i punti 5 e 7:
1) assicurare una capillare e sistematica azione di formazione sui rischi connessi all'impiego dei prodotti fitosanitari;
2) garantire un'informazione accurata della popolazione circa i potenziali rischi associati all'impiego dei prodotti fitosanitari;
3) assicurare una capillare e sistematica azione di controllo, regolazione e manutenzione delle macchine irroratrici;
4) prevedere il divieto dell'irrorazione aerea, salvo deroghe in casi specifici;
5) prevedere specifiche azioni di protezione in aree ad elevata valenza ambientale e azioni di tutela dell'ambiente acquatico;
6) prevedere che le operazioni di manipolazione, stoccaggio e smaltimento dei prodotti fitosanitari e dei loro contenitori sia correttamente eseguita;
7) prevedere la difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari delle colture agrarie, al fine di salvaguardare un alto livello di biodiversità e la protezione delle avversità biotiche delle piante, privilegiando le opportune tecniche agronomiche.
Le fonti di finanziamento utilizzate dal Psr per dare attuazione al Piano di azione nazionale, sia per le finalità indirizzate alla riduzione dei prodotti fitosanitari, sia alla sicurezza degli operatori agricoli, sia alla formazione per il corretto uso, sono quantificate per ogni specifica misura come segue:
• attuazione del punto 7 del Piano di azione nazionale "Difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari"- anno 2016: 564.870 euro destinati all'attività dell’Assam;
• informazione sulla sicurezza degli operatori agricoli 100.000 euro dal PSR 2014/2020 destinati all'Assam;
• contributo per la formazione degli addetti agricoli per il corretto uso dei prodotti fitosanitari: 100.000 euro dal PSR 2014/2020. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Assessore, le dico subito che non sono soddisfatto della risposta, non perché non sia esaustiva, nel senso che i tecnici hanno fatto una bella fotografia dell'esistente, la risposta è tecnica e fa la fotografia di quella che è la situazione, sia del monitoraggio delle acque che degli attuali finanziamenti per l'agricoltura biologica, però non sono soddisfatto e le spiego perché.
A volte ho sentito l'Assessore Casini riprendere qualche collega Consigliere e lamentarsi che l'interrogazione poteva essere sostituita da un accesso agli atti dicendo: “Dovete farci interrogazioni politiche, di indirizzo politico”.
Questa è proprio un’interrogazione di indirizzo politico, sapevamo già che nelle acque sono state trovate determinate sostanze, sapevamo già che nella Pac sono previste delle risorse destinate all’agricoltura biologica, la mia domanda era appunto politica e chiedeva cosa volesse fare per il futuro il suo Assessorato e quello della Vicepresidente Casini .
Questa risposta io non l'ho trovata, mi dispiace ma non l’ho trovata! Voi vi affidate sempre ai tecnici e vi limitate a leggere le loro risposte, qui avevo chiesto un indirizzo politico: cosa in futuro questo Governo volesse fare per queste azioni, e questa interrogazione coinvolgeva anche l'Assessore Cesetti perché chiedevo con quali risorse …, (…) no, quelle ci sono, sono già programmate, la domanda riguarda il futuro, non è rivolta al passato, per il futuro cosa si vuole fare? Questa risposta lei non me l'ha data.

Interrogazione n. 195
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
"Richiesta di chiarimenti sui rapporti tra Comune di Ancona ed Erap Ancona inerenti la cessione, l’acquisto e la ristrutturazione dell’ex Caserma Fazio da parte dell’Erap Ancona. Visione degli atti relativi all’immobile in discussione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 195 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Qui si parte da un articolo di giornale vero o presunto. In relazione a ciò si rappresenta quanto segue.
Agli atti della competente struttura regionale non esiste alcun procedimento o richiesta di avvio di procedimento inerente l'intervento in oggetto, quindi la Regione non ha contezza di alcuna richiesta, non esiste né una pratica, né una procedura.
Sono pervenute agli uffici due note a firma del Direttore dell'Erap, in una si afferma testualmente, credo che questo sia interessante: "Le divergenze attinenti al valore di mercato dell'immobile e l'elevato costo complessivo del recupero (rapportato all'obiettivo tecnicamente raggiungibile), non consentono di poter aderire alla realizzazione dell'intervento in parola, almeno nelle forme prospettate dall'Amministrazione comunale".
L'ufficio regionale competente, concorda pienamente con tale impostazione, giusta anche la indicazione contenuta nel Piano Erap 2014/2015 approvato con DACR 115/2014, criteri ed indirizzi per individuazione e localizzazione nuovi interventi, punto C.6 Limiti di costo: "Gli interventi sono finanziati nel rispetto dei massimali di costo vigenti al momento dell’approvazione del programma, con il limite di 130.000,00 euro per alloggio, da calcolarsi come media del finanziamento per ciascun alloggio compreso nell'intervento."
Non si è a conoscenza delle posizioni e/o affermazioni che vengono attribuite al Sindaco di Ancona ed al Dirigente dell'Ufficio Lavori dell'Erap perché noi non stiamo ad origliare quello che dicono, verba volant scripta manent soprattutto quando il verba volant è un verbo che non viene espresso all'interno della Regione o in riunioni ufficiali.
Per miglior conoscenza si trasmette in allegato …, c’è anche una relazione, per cui non abbiamo alcuna notizia di questo presunto intervento di cui voi parlate o di presunte affermazioni del Sindaco di Ancona.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che la Vicepresidente, anche in un'altra interrogazione su un problema che interessava l'Erap di Ancona, formulò una risposta che non ci ha soddisfatto e oggi ancora c'è la riprova che non ci soddisfa.
Questa Regione su un problema così importante non sa cosa succede all'Erap, all'Erap sono stati cambiati i dirigenti, questi sono fatti veri.
E' stato messo alla dirigenza della provincia di Ancona, quella più importante, lo stesso dirigente che aveva precedentemente collaborato al problema della Caserma Fazio.
La Caserma Fazio è stata sopravvalutata e probabilmente nel bilancio del Comune di Ancona c'è una certa cifra, e qui, Assessore, è nato il contenzioso, su questo problema che è sotto gli occhi di tutti, al punto tale che oggi il dirigente della provincia di Ancona è stato nominato Assessore dall'attuale Sindaco. Questo è il problema!
Dov'è la trasparenza? A noi sembra che in precedenza ci fossero delle incompatibilità che ancora oggi ci sono. Guarda caso va a fare l'Assessore all'urbanistica del Comune di Ancona ed ancora c'è la Caserma Fazio che è lì sospesa. Questo è il problema di fondo!
Non si può accettare una risposta che dice: “Non ci sono problemi”, come non ci sono problemi? Il precedente dirigente, che non è del centro-destra, è stato trasferito a Pesaro, è stato premiato, ma probabilmente è lo stesso che aveva sollevato il problema della Caserma Fazio e della supervalutazione che l'Erap doveva pagare per realizzare questo immobile.
In questa vicenda noi non ci vediamo chiaro e quando diciamo che c'è poca trasparenza su questi dirigenti che cambiano in continuazione e che vanno da un ente all'altro ..., anche questa mattina ci sembra di capire che la Regione - Regione nel senso di esecutivo è ovvio - non mette in evidenza il problema e cerca ancora una volta di non farlo trapelare o di gestirlo in modo non trasparente.
Siamo fortemente delusi in merito a questo problema, e siccome ci sono i soldi della comunità marchigiana sull'intervento della Caserma Fazio, chiediamo all'esecutivo della Regione Marche che la questione dell'Erap venga vista con la massima trasparenza per fugare tutti quei dubbi che esistono nella comunità o in grande parte della comunità marchigiana, provinciale e comunale ed in particolare di Ancona. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per una puntualizzazione, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Io le parlo di assenza, nel senso che le ho risposto con chiarezza, non esiste alcun atto con una richiesta di questo tipo.
Lei non mi può dire che non sono trasparente perché lei che sta parlando - prima cosa - di problemi organizzativi mentre con l'interrogazione ha chiesto in merito ad una questione tecnica della Caserma.
Le rispondo che noi siamo abituati a lavorare con gli atti e non con gli articoli di giornale, né tanto meno con le voci sentite ed attribuite a questo o all'altro personaggio.
Le ho già ripetuto che non esiste, è stato detto che non era interessante, comunque c'è un atto del Consiglio che stabilisce come limite massimo 130.000 euro, per cui in questo momento non sussiste il contenzioso che lei riferisce, non c'è all'ordine del giorno il problema che lei pone, mi dispiace, ma non è all'ordine del giorno.
Tutte le altre questioni relative all'organizzazione può riservarle di esprimerle in altro modo e attengono ad altre questioni, non certo al Consiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Dentro quest'Aula per quanto ci riguarda non vogliamo assolutamente accettare l'arroganza del potere perché questi problemi esistono, sono reali e il dirigente dell'Erap fa l'Assessore. Punto!

Interrogazione n. 200
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Realizzazione del Polo enogastronomico regionale ed avvio attività”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 200 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. In applicazione della legge regionale n. 49/2013, articolo 22 "Promozione della cultura enogastronomica regionale e istituzione del polo enogastronomico regionale", a seguito di emanazione di apposito bando regionale, con decreto del Dirigente della Posizione di Funzione Competitività e sviluppo dell'impresa agricola, n. 489 del 12 dicembre 2014 è stato individuato il Polo enogastronomico regionale a Jesi (AN) con la sede principale presso il Palazzo Balleani e la sede per l'Enoteca didattica presso i locali del Centro direzionale ZIPA ed è stato altresì individuato il soggetto gestore nell'Istituto marchigiano di enogastronomia SrI, di Jesi.
Per perseguire le finalità del citato articolo 22 della legge regionale 49/2013 sono stati messi a bando e concessi contributi pubblici tramite aiuti di stato, sia in regime de minimis non agricolo sia in regime di esenzione dall'obbligo di notifica.
In particolare è stato concesso in regime de minimis, il contributo di 170.000 euro per la realizzazione del luogo fisico che ospiterà il Polo ed il contributo di 30.000 euro quale sostegno per l'avvio del progetto di promozione e informazione per la valorizzazione della cultura enogastronomica regionale. Le attività previste e approvate nel dicembre 2014 si devono concludere entro 24 mesi dalla concessione dell'aiuto, quindi entro il 31 dicembre 2016.
Per questi investimenti il gestore, Istituto marchigiano di enogastronomia Srl ha presentato nel giorni scorsi una richiesta di variante progettuale ai lavori ammessi in sede di concessione, alla luce di precise indicazioni della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio delle Marche riguardanti alcuni lavori previsti nel Palazzo Balleani in relazione alla storicità e peculiarità dell'immobile di proprietà del Comune di Jesi.
L'aiuto in esenzione dall'obbligo di notifica, per 50.000 euro finalizzato all'esecuzione delle attività riguardanti il progetto di promozione e informazione per la valorizzazione della cultura enogastronomica regionale ammesso a finanziamento, ha invece subito alcune battute di arresto a seguito di osservazioni degli Uffici della Commissione Europea, che hanno segnalato I'inapplicabilità di detto aiuto "in esenzione" ai prodotti non agricoli (prodotti elaborati e cucinati), e quindi non compresi nell'Allegato I del Trattato di funzionamento della Unione Europea. Per tale ragione il contributo di 50.000 euro, è stato dapprima sospeso con decreto n. 507 del 23 dicembre 2014 e poi revocato con decreto n. 919 del 10 novembre 2015, vista la necessità di attivare uno specifico aiuto di Stato, che rendesse compatibile la concessione del sostegno, oltre che alla promozione dei prodotti agricoli, anche alla promozione dei prodotti non compresi nel citato Allegato I. Tale regime è stato individuato nel regime in esenzione ai sensi degli articoli 19, 22 e 31 del regolamento UE n. 651/2014.
L'aiuto di stato in regime di esenzione ex Regolamento 651/2014, ad integrazione di quello attivato in esenzione ai sensi del Regolamento 702/2014, è stato pubblicato dalla Commissione Europea a fine gennaio 2016.
Attualmente è in corso di approvazione l'integrazione al bando regionale del 2014 alla luce dei due distinti aiuti di Stato attivati, inerenti come detto sia la promozione dei prodotti agricoli compresi nell'allegato I del Trattato sia dei prodotti non compresi nel suddetto allegato I. L'atto è in fase di verifica all'Ufficio di spesa per il rilascio delle previste attestazioni contabili.
Una volta approvata l'integrazione al bando, l'Istituto marchigiano di enogastronomia Srl dovrà presentare le conseguenti modifiche al progetto di promozione e, all'esito della valutazione della Regione, dovrà avviare le relative attività, che dovranno essere effettuate nei 24 mesi successivi l'approvazione.
Per come si sono svolti i fatti, pertanto, ad oggi non è stata effettuata alcuna attività di promozione e informazione ai sensi dell'articolo 22 della legge regionale n. 49/2013.
Per quanto riguarda invece la partecipazione ai progetti di valorizzazione delle produzioni marchigiane previste nel contesto del Piano regionale triennale di promozione turistica 2016/2018, approvato dall'Assemblea legislativa con deliberazione n. 13 del 1 dicembre 2015, da una ricognizione effettuata presso i competenti uffici regionali, non risultano essere state presentate richieste di adesione da parte dell’Istituto marchigiano di enogastronomia Srl.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ringrazio la Vicepresidente Casini per la risposta.
Mi sono preoccupato della realizzazione di questo polo e del rispetto delle date perché, come la Vicepresidente sa, in vista di questa importante realizzazione, l'enoteca a Jesi è chiusa e questo comporta delle difficoltà sia dal punto di vista promozionale che dal punto di vista dell'accoglienza turistica.
La realizzazione era prevista in questa legge, nell'atto che lei citava, quello dell'enoteca, so che questo non tocca la Regione, ma questa fase di transizione poteva essere gestita diversamente.
Comunque credo di poter dire, per la risposta che lei mi ha fornito, che siamo nella condizione di rispettare i tempi previsti nel capitolato e negli atti anche se ci sono state quelle difficoltà, che lei ha ricordato, sia rispetto agli aiuti di Stato, cose prevedibili perché le norme sono abbastanza chiare, che rispetto alle autorizzazioni trattandosi di un palazzo storico.
Per quanto mi riguarda continuerò ad assumere informazioni, lei Assessore mi ha invitato nel suo ufficio, io la ringrazio, (…), a me Vicepresidente non serve la pubblicità, comunque visto che parliamo del Polo enogastronomico e della necessità di realizzarlo, la invito a visitare il territorio di Jesi e della Vallesina comprese le cantine del Verdicchio.

Proposta di legge n. 48
ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Urbinati, Traversini, Rapa
“Modifiche alla legge regionale 8 marzo 1990, n. 13 - Norme edilizie per il territorio agricolo”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 48 dei Consiglieri Talè, Urbinati, Traversini, Rapa.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. La proposta di legge è stata l’occasione per un approfondimento che abbiamo fatto in Commissione da cui è emerso che in realtà la normativa nazionale aveva già recepito, almeno in parte, quelle che erano le richieste che i Consiglieri avevano fatto con la sottoscrizione di questa proposta di legge.
L’obiettivo dei Consiglieri era chiaro, era quello di alleggerire dal punto di vista burocratico l’iter per l’installazione delle serre, soprattutto delle serre stagionali, abbiamo quindi riformulato l'atto condividendolo con i Consiglieri che avevano presentato la prima proposta di legge, adeguandolo rispetto al decreto n. 380 del 2001, in qualche modo è stato un recepimento in parte di quello che già prevedeva la normativa nazionale.
Faccio un breve excursus dicendo che la legge regionale n. 13 del ’90, all’articolo 10 quando parlava delle serre, prevedeva la copertura parziale, provvisoria, solo per una stagione ed era richiesta l’autorizzazione edilizia, cosa che è già superata in quanto la normativa nazionale non la prevede più.
Per quanto riguarda invece il comma 2, lettera b) per le serre con copertura stabile è richiesta la concessione del Sindaco.
Oggi abbiamo riformulato, come dicevo, la proposta di legge, che adesso leggerò, quella che noi oggi presentiamo, che va a modificare l’articolo 10 della legge regionale n. 13 del 1990.
I commi 1, 2, 3, 4 dell’articolo 10 della legge regionale dell’8 marzo del ’90 n. 13 “Norme di edilizia per il territorio agricolo” sono sostituiti dai seguenti:
1. Agli effetti della presente legge sono considerate serre le strutture infisse al suolo di tipo prefabbricato o eseguito in opera e destinate esclusivamente a culture specializzate.
2. Le serre si distinguono in: a) serre mobili stagionali, che sono quelle sprovviste di strutture in muratura e funzionali allo svolgimento dell’attività agricola; b) serre fisse destinate a culture protette normalmente con condizioni climatiche artificiali e pertanto con coperture stabili.
3. La realizzazione delle serre di cui alla lettera a) comma 2, costituisce attività di edilizia libera, ai sensi dell’articolo 6 del d.p.r. 380 del 2001.
4. La realizzazione delle serre di cui alla lettera b) comma 2 è subordinata al rilascio del titolo abitativo richiesto dalla legislazione vigente in materia e all’impegno del richiedente a non modificare la destinazione del manufatto.
Nel riscrivere questa proposta di legge, abbiamo fatto un grosso lavoro in Commissione coinvolgendo sia i servizi della Giunta, in particolar modo il dott. Bucci, che ringrazio, e la dott.ssa Buglioni Segretaria della Commissione, abbiamo riformulato la proposta di legge cercando di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo preposti.
Presidente, ci sono diversi emendamenti, li presento in questa fase o li presento poi?

PRESIDENTE. Presentiamoli subito dopodichè facciamo intervenire il relatore di minoranza.

Andrea BIANCANI. C’è un primo emendamento che porta la firma mia e del Consigliere Giorgini al comma 1, dell’articolo 10 della presente proposta di legge, “Norme edilizie per il territorio agricolo” che recita: “Agli effetti della presente legge sono considerate serre le strutture installate al suolo e destinate esclusivamente a colture specializzate”, praticamente abbiamo inserito 'installate al suolo' e abbiamo eliminato la dicitura 'di tipo prefabbricato o eseguito in opera' e nel successivo comma 2, lettera a) viene definito perché sono vietate, per essere considerate mobili, quelle che hanno una struttura in muratura.
Questo è il primo emendamento. Per quanto riguarda il secondo e terzo emendamento, se me lo fate avere …, in quanto l’ho condiviso adesso insieme al Consigliere Bisonni.

PRESIDENTE. Un attimo lo stanno verificando.

Andrea BIANCANI. Facciamo così: descrivo gli emendamenti in un secondo momento, magari dopo la discussione per dare il tempo ai servizi di riscrivere l'emendamento che, ripeto, ho condiviso adesso insieme al Vicepresidente Bisonni, ma è stato proposto dal Consigliere Celani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Questa proposta di legge sostanzialmente recepisce la normativa statale. Devo dire che era arrivata in Commissione in un'altra formulazione e la Commissione in questo caso è stata molto attenta nel valutare tutti gli aspetti, praticamente abbiamo modificato quasi tutto il testo per recepire la normativa statale.
Questa norma non comporta un rischio “abuso” perché distingue tra le serre mobili e quelle fisse.
Quelle mobili di categoria a) non sono più soggette ai vincoli burocratici e alla necessità di richiedere permessi al Comune, in qualità di serre mobili, quindi di strutture amovibili.
Quelle fisse invece restano con la normativa precedente, per cui non credo che ci sia il rischio che qualcuno si approfitti di questa nuova norma.
E' un provvedimento rispettoso degli aspetti edilizi, ambientali, che semplifica la vita ai tanti agricoltori che hanno la necessità di installare le serre mobili.
Ritengo che sia una buona legge, la Commissione credo all'unanimità, forse c'è stato un astenuto, se non ricordo male, l'ha votata favorevolmente, per cui confermo la bontà di questa proposta.
Presidente, io avrei un sub-emendamento all'emendamento presentato dal Consigliere Celani, molto semplice.

PRESIDENTE. Lo presentiamo dopo?

Sandro BISONNI. Si.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. La proposta di legge n. 48 che recepisce la normativa statale e modifica la legge regionale n. 13 del '90, va verso la direzione della semplificazione e della sburocratizzazione, tanto auspicata sia a livello pubblico che privato. Gli imprenditori, in questo caso gli imprenditori agricoli piccoli e medi, sanno cosa significa un eccesso di burocrazia, sia in termini economici che di tempo.
Questa modifica va nella direzione di semplificare, infatti la legge n. 13 del '90 “Norme edilizie per il territorio agricolo” riguarda l'installazione di serre stagionali e l'imprenditore agricolo deve chiedere l’autorizzazione edilizia rilasciata dal Comune di appartenenza.
Con questa modifica alla legge n. 13, che recepisce la normativa statale, non c'è più da attendere l'autorizzazione edilizia, ma è necessaria una semplice comunicazione agli uffici comunali preposti. Inoltre le serre mobili non sono soggette a normativa sismica, quindi sono favorevole a questa proposta di legge che va verso la semplificazione e la sburocratizzazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Talè.

Federico TALE'. Sono particolarmente felice, perché siamo riusciti a portare in Aula questa legge che spero approveremo perché, come diceva chi mi ha preceduto, va nel verso giusto.
Partecipando a vari convegni, a vari congressi, e conoscendo molto bene il mondo agricolo, non c'è stata una volta in cui un agricoltore o un'associazione di categoria non si sia lamentata perché c'è troppa burocrazia, perché è troppo difficile presentare pratiche, lungaggini amministrative oltre a quelle dettate dal lavoro dalle quali non ci si può sottrarre.
Debbo ringraziare la Commissione per il lavoro che ha fatto, ringrazio il Presidente Biancani, la dott.ssa Buglioni perché più volte siamo entrati in contatto ed abbiamo discusso per la modifica della proposta; penso che alla fine ne esca una legge che va nel verso della semplificazione e della sburocratizzazione.
Distinguere serre mobili da serre fisse penso sia una cosa importante perché un conto è installare una serra con un basamento in cemento armato, che ha un certo impatto, quindi dico che giustamente c'è bisogno di chiedere il permesso di costruire e la pratica al Genio Civile, un conto è, ed è quello che accadeva fino ad oggi nella regione Marche, appoggiare, quindi piantare una serra mobile a terra, per cui c'era bisogno del permesso di costruire, quindi faldoni di carte per una semplice serra mobile, anelli di plastica piantati al suolo con sopra la copertura in nylon, in plastica.
La direzione è quella giusta, penso che questo sia un primo passo verso il settore agricolo, ci sono tante altre cose, tanti altri lacci e laccioli che questo consesso sicuramente dovrà prendere in esame e cercare di semplificare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Questa proposta di legge è arrivata in Consiglio due volte perché aveva delle problematiche, noi ripensando a quello che è successo con i pannelli fotovoltaici, qualche anno fa, siamo stati molto attenti su questo atto.
Il testo unico dell'edilizia, il d.p.r. 380 del 2001, nasce anche e soprattutto con lo scopo di arginare il fenomeno dell'abusivismo edilizio, quindi questa proposta di legge in parte era regolamentata da questa normativa.
Ho sempre ritenuto che la norma nazionale spieghi già bene l'iter che occorre intraprendere per realizzare una serra sia essa temporanea che permanente, quindi non avevo capito bene il senso per cui fosse stata presentata questa proposta di legge.
Il primo testo che è arrivato in Commissione è stato ritirato perché, come dissi allora, era illegittimo in quanto contrastante palesemente con il d.p.r. 380 del 2001.
La seconda versione portata in Commissione sanava parte di quella problematica, ma di fatto poteva rendere interpretativa, da parte dei dirigenti comunali, la definizione di serra, in quanto sulla legge - come specificato con l’emendamento che ho presentato con il Consigliere Biancani - al comma 1, dell'articolo 1, lettera a) si specificava bene quello che diceva il d.p.r. 380, cioè serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura e funzionali allo svolgimento dell'attività agricola. Adesso se parliamo di strutture in muratura intendiamo tutto ciò che è laterizio, cemento, quindi la muratura è tecnico-costruttiva di strutture in muratura, laterizio, eccetera. Però al comma 1, dell'articolo 1, veniva ben scritto: “Agli effetti di questa legge sono considerate serre gli impianti infissi al suolo di tipo prefabbricato o eseguiti in opera”, cosa vuol dire? Con questa dicitura era possibile fare la fondazione, costruire dei prefabbricati, quindi costruire la serra con dei pannelli prefabbricati, o addirittura in opera, cioè fare una gettata in cemento - costruire un perimetro in cemento armato - e poi magari spostare solo il solaio, che fosse stato in copertura, in teloni o altro.
Il problema è questo: le serre devono essere mobili, devono essere annuali, come era possibile spostare una struttura in cemento armato? Non mi dite che questo non è possibile perché con i pannelli solari l’abbiamo visto, e qui nelle Marche, se la norma è interpretabile, tutto può succedere.
E’ giusto aver fatto questo emendamento con il quale abbiamo eliminato: gli impianti infissi di tipo prefabbricato e in opera. Io avevo anche presentato un secondo emendamento che ho ritirato perché in effetti poteva dare una falsa interpretazione a chi era incaricato della verifica, quindi l'ho ritirato per non creare caos su una cosa abbastanza complessa che è regolamentata dal d.p.r. 380/2001.
In Commissione mi sono astenuto perché la situazione in effetti non era chiara, poi ho proposto alla segreteria l'emendamento, fatto dal Consigliere Biancani e da me, per non caricare ulteriormente e credo che in questo modo la proposta di legge non sia perfetta, ma possa essere accettabile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Il mio sarà un intervento breve anche come dichiarazione di voto che sarà favorevole.
Reputo che riuscire a dare delle risposte anche a questioni pratiche, che poi incidono nell'economia reale, come quella dell'agricoltura, sia un passo avanti per questo Consiglio, perché dobbiamo essere incisivi anche in questioni piccole e semplici legate alla sburocratizzazione di pratiche che altrimenti intoppano un comparto che già non vive un periodo favorevole, quindi credo che sia importante riuscire a dare queste risposte e il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Se è possibile chiedo 5 minuti di sospensione per poter valutare attentamente la proposta di un emendamento prima di presentarlo per fare in modo che venga votato. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene, facciamo 5 minuti di sospensione per valutare gli emendamenti.

La seduta è sospesa alle ore 11,35

La seduta riprende alle ore 12,05

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Per quanto mi riguarda continua la discussione sulla legge perché il Presidente aveva interrotto la seduta. Giusto?
Non entro nel merito degli emendamenti perché lo farà il Presidente Biancani, io faccio alcune considerazioni sulla proposta di legge licenziata dalla Commissione.
Il Consigliere Giorgini ha concluso il suo intervento dicendo: non è una legge perfetta, ma accettabile; io mi sento di dire è una buona legge, tra l'altro siamo in fase di discussione, quindi rispetto a questo l'aggettivo può essere modificato a seconda di quelli che saranno gli emendamenti, ma su questo, ripeto, entrerà il Presidente.
Voglio partire da una considerazione, quando noi affrontiamo questi aspetti - e la sintesi l'ha fatta bene anche il relatore di minoranza, Consigliere Bisonni che ha parlato della semplificazione - da un lato dobbiamo semplificare, su questo dei colleghi sono intervenuti, anche la Consigliera Marcozzi, quindi condivido il concetto della semplificazione, quindi manteniamola, anzi rafforziamola, su questo siamo tutti d'accordo, credo che nessuno sia per l'appesantimento degli atti, però evitiamo il rischio abusi. Qui c'è una partita, ne abbiamo parlato anche adesso in Commissione, che è quella del controllo, gli organi preposti devono controllare, perché a volte anche le buone leggi possono essere applicate in modo non corretto.
Detto questo, mi sento di dire che questa è una buona legge perché risponde a questo concetto di semplificazione, tra l'altro abbiamo a che fare con imprenditori agricoli, il più delle volte piccoli imprenditori, che vanno agevolati, e strutture di questo tipo servono per la qualità delle coltivazioni e dei prodotti, dal seme alla raccolta molte volte, vere e proprie filiere di qualità, questo è un altro aspetto su cui dobbiamo essere attenti.
Tra l'altro le culture specializzate sono quelle che spesso garantiscono anche un reddito maggiore, comportano impegni, sacrifici, lavoro, più che lavoro, fatica, investimenti, però contribuiscono anche a creare un reddito in un mondo dove a volte si fa fatica ad averlo.
L'altro aspetto è quello del paesaggio, il Consigliere Giorgini faceva riferimenti al fotovoltaico, io per amore della storia e della verità concordo con lui quando dice che gli impianti del fotovoltaico hanno fatto danni al paesaggio, però il Consigliere Giorgini concorderà con me che il d.p.r. 387 del 2003 prevedeva che entro alcuni mesi dovessero essere emanate le linee guida, dal 2003 siamo arrivati a settembre 2010 e la Regione Marche non appena si è insediata la IX legislatura, grazie all'iniziativa di alcuni Consiglieri - per non essere ipocrita io sono stato relatore di maggioranza di quel provvedimento. e grazie soprattutto alla determinazione dell'allora Assessore all'agricoltura on. Paolo Petrini, nel luglio del 2010, prima che uscissero quelle linee guida, subito, appena insediati, siamo andati alla regolamentazione e nel settembre del 2010 abbiamo fatto la zonizzazione, questo lo dico perché, ormai appartiene alla storia, la Regione Marche è stata la prima Regione a regolamentare gli impianti del fotovoltaico a terra.
Ovviamente, ripeto, questo appartiene alla storia, oggi, sempre, dobbiamo avere di fronte l'orizzonte, il futuro, l'attenzione alle giovani generazioni, quindi dobbiamo fare in modo che questo bel patrimonio ambientale, paesaggistico, che abbiamo nelle Marche sia tutelato e salvaguardato.
Credo che questa legge, partendo dal concetto della semplificazione, passando attraverso la specializzazione delle culture, attraverso il reddito degli imprenditori, attraverso la tutela del passaggio, sia una buona legge, quindi chiudo ringraziando i presentatori della legge a partire dal primo firmatario Consigliere Talè.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Voglio fare alcune considerazioni di carattere generale e qualcuna di carattere particolare.
La legge regionale n. 13 dell'8 marzo '90 è una delle leggi più “antiche” di questa Regione ed è stata abbastanza testata negli anni, ormai sono 26 anni, non è stata particolarmente stravolta e modificata, quindi significa che è una legge che ha funzionato abbastanza perché non ci sono stati stravolgimenti nel corso di questi, addirittura, 26 anni. C'è stato qualche dubbio interpretativo per quanto riguarda le nuove costruzioni, l'accorpamento delle aree per determinate cubature, cose di questo tipo che però strada facendo sono state risolte.
Questa proposta, come diceva il Consigliere Giancarli, va nel verso della semplificazione, quindi tutto quello che semplifica, tutto quello che in qualche modo libera il cittadino, l'imprenditore agricolo, dagli orpelli delle normative, che sono tantissime, credo che vada ben accolto.
Qui noi parliamo di un settore, il florovivaismo soprattutto, che in questo momento ha necessità di essere incentivato, non potendogli dare contributi particolari, gli diamo almeno un contributo in termini di sburocratizzazione delle cose che devono fare, per cui devo dire che sono favorevole a questo tipo di discorso.
Due osservazioni però le voglio fare - a parte gli emendamenti che esamineremo dopo per vedere quello che è successo, perché ne vedo qualcuno un po' particolare – sulla distinzione che si fa, in questo testo modificato dalla Commissione, in serre mobili e serre fisse destinate a colture protette.
La prima, il comma 2 dell'articolo 2 recita così: “Serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura e funzionali allo svolgimento dell'attività agricola”, queste sono definite in modo particolare ed abbastanza inequivocabile, anche se qualche dubbio interpretativo resta, diventano, ai sensi del d.p.r. 380, un’attività di edilizia libera, nel senso che non occorre fare alcuna segnalazione, come doveva essere fatta prima con la legge n. 13 vigente, non devono essere fatti progetti particolari, devono soltanto, presuppongono, ma qui non lo si dice, rispettare alcune norme relative, ad esempio, alle zone vincolate.
Qual è un problema serio? Il concetto di costruzione del Codice Civile è diverso dal concetto di costruzione nell'urbanistica, sono due cose diverse, l'urbanistica interpreta costruzioni in un certo modo, il Codice Civile in un altro. Detto così tout court non ho la certezza che posso farla in tutta la mia proprietà, indipendentemente dalle distanze, dai confini e delle strade, per cui può succedere, siccome la legge non lo dice, che io faccia questa serra a confine ed un signore mi dice: “Si, però la legge non prevede che tu puoi farla dove ti pare, quindi non superi nemmeno la normativa del Codice Civile, io non la voglio, la devi mettere a distanza di 5 metri”. Secondo me questa è una costruzione che rientra nei canoni del Codice Civile per cui a me non interessa niente, perché la legge non lo dice, tanto è vero che la legge n. 13, quella vigente, proprio per quanto riguarda alcuni aspetti delle serre, prevede che possono essere realizzate in qualsiasi area compresa nelle zone agricole, quindi basta rintrodurre questo tipo di concetto.
Non posso fare emendamenti ad una proposta di legge se non 24 ore prima, mea culpa, va benissimo lo vedremo successivamente, ma se fosse stato inserito che le serre possono essere realizzate in qualsiasi area agricola, questa eventuale ipotesi di contenzioso che potrebbe nascere sarebbe stata sminuita, transeat.
Altro punto, questo è un po' più simpatico, quando si definiscono le serre alla lettera b) del comma 2 “serre fisse destinate a colture protette normalmente con condizioni climatiche artificiali e pertanto con coperture stabili”, io sfido il Mago Zurlì a dirmi come si fa una copertura stabile senza avere una struttura stabile, ditemelo voi, qui doveva essere scritto “con strutture e coperture stabili” perché qui i contenziosi potrebbero non finire mai, anche perché questo tipo di serra è sottoposto al regime vincolistico della legge sismica, perché se ci vuole l'autorizzazione edilizia, automaticamente c'è quella sismica e siccome il decreto del 14 gennaio 2008 per le costruzioni in zona sismica, dice che sono esenti soltanto le costruzioni temporanee, che hanno meno di due anni di vita, queste saranno soggette alla normativa sismica.
Io faccio due bei muri lunghi 50 metri, ci metto un telone sopra, come la chiamiamo questa? La copertura non è stabile, ma i muri si ed i muri non possono stare in piedi perché non rispettano la normativa sismica perché ogni 7 metri devono essere …. Ragazzi, quando si fanno queste cose, occorre un minimo di concertazione con i tecnici, con il servizio, uno deve ascoltare, se invece vuole andare dritto come un diretto,perché c'è l'aspetto politico che salvaguarda e scavalca tutto, fate come volete.
Per me sono due situazioni semplicissime che andrebbero corrette, sono tecniche, non c'è nulla di straordinario. Abbiamo allargato la possibilità di costruire? Non è vero nulla! Significa dare maggiore certezza all'imprenditore agricolo che costruisce nelle zone agricole evitando contenziosi sia con gli enti pubblici, che devono controllare, che, ad esempio, con il vicino o quant'altro.
Questi sono aspetti che chi opera su questa legge …, ripeto, sono 26 anni, credo che ci siano delle statistiche, delle condizioni per poterci ragionare sopra, per capire come il concetto di serra vada interpretato e per vedere le problematiche che fino ad adesso le costruzioni hanno dato, soprattutto le serre stabili, quelle che non si capiva mai come dovevano essere trattate dal punto di vista autorizzatorio edilizio e dal punto di vista delle norme sismiche. Dopodiché nel 2008 è intervenuto un decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti, il 14 gennaio 2008, che ha previsto chiaramente che le strutture che non sono soggette a verifiche sismiche sono: le opere provvisorie o le strutture in fase costruttiva che si mettono quando la durata prevista in progetto è inferiore ai due anni, cioè quando sono opere provvisionali. Quelle di tipo a) sono esenti, quelle di tipo b) no, però le dobbiamo normare, lo dobbiamo dire, quindi una copertura stabile senza una struttura stabile faccio fatica a capire cosa significhi, come faccio a fare un tetto di una casa in cemento armato su dei pali di legno, ditemelo voi come posso fare. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Sub emendamento 1/1/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Presidente, cari colleghi, noi siamo per la semplificazione, per la sburocratizzazione, durante la campagna elettorale l'abbiamo detto, questi lacci e lacciuoli, come dice la vecchia politica, vanno sciolti, ma se devo dire che sono contento di come è formulata questa legge, sinceramente devo dire di no.
Non sono contento, per carità la voterò, perché c'è una grande indifferenza verso la cultura della bellezza e dell'emozione, per cui ho paura che, lasciata la semplificazione - altro che deturpazione dei pannelli fotovoltaici che sono veramente una iattura - alla fine potrebbero esserci delle cose ancora più brutte dei pannelli che sono neri, bassi ed uniformi. Ho presentato questo emendamento, mi è stato detto che è pleonastico e prevede che la semplificazione delle strutture non avvenga in aree adiacenti e confinanti con beni architettonici, ambientali e archeologici vincolati e non, comunque in aree che non comportano un impatto alla percezione visiva dei beni sopra citati, quindi architettonici, ambientali e archeologici.
Voglio dire che c'è una scarsissima sensibilità alla cultura della bellezza e nel momento in cui si fa riferimento al turismo, alla cultura, all'ambiente, questa cosa lasciata un po’ a regole sfilacciate, potrebbe essere un danno a questa impostazione generale.
Posso fare 1000 esempi, se davanti ad una abbazia o ad un sito archeologico si piazza un capannone di plastica, altro che il vincolo della Sovrintendenza che prevede 150 metri, e vediamo il capannone di plastica anziché l'abbazia medievale, secondo me non si fa un buon servizio a nessuno, neanche agli agricoltori che trarrebbero vantaggio da questa semplificazione.
Teniamo presente anche che la serra non è solo per le colture di nicchia della nostra agricoltura, la serra serve anche per ampliare i periodi non naturali delle coltivazioni e quindi per aumentare il reddito degli agricoltori, va bene, ma il paesaggio, la bellezza, il turismo sono patrimonio di questa regione e quindi di tutti, non si può mettere a vantaggio di alcune categorie beni che sono di proprietà di tutti e servono a tutti.
Posso fare un esempio da anconetano sull'indifferenza e poca attenzione che c'è verso il panorama, verso la bellezza? Se voi camminate da Porta Pia, che è quella sotto il vecchio Jolly Hotel, adesso si chiama NH Hotel, verso la Banca d'Italia, vedete in alto il Duomo di Ancona, San Ciriaco, con davanti un albero che copre il portale romanico-gotico, le colonne in pietra di Istria con i leoni che lo reggono. C'è un albero non protetto o altro, ci sono anche cespugli - dalla passeggiata, come ho detto, da Porta Pia fino alla Banca d'Italia – che coprono il portale e tutta la facciata del Duomo, nessuno si è mai incaricato di dire: “Sradichiamo l'albero e mettiamolo 10 metri più in là”, un monumento che è uno dei primi in Italia come struttura romanico-gotica è chiuso, tappato, impallato, come si dice nel gergo televisivo, sto facendo un esempio della sensibilità che ha la politica nel rispetto del nostro territorio.
A me dà fastidio non vedere il Duomo di Ancona perché coperto da un albero, pensate quanto mi darebbe fastidio se il Duomo di Ancona o un'altra struttura architettonica fosse coperta da una struttura di plastica con i teloni mobili o immobili.
Non dico di non approvare la legge o comunque di modificarla, anche se quello che ha detto il Consigliere Celani da tecnico è illuminante in questo senso, dico soltanto di non semplificare la procedura per quelle serre nei terreni confinanti o adiacenti con beni architettonici, ambientali e archeologici vincolati e non, comunque in aree che comportino un impatto alla percezione visiva di beni archeologici, turistici, culturali che sono patrimonio di tutti. Se poi voi questo lo ritenete un limite invalicabile e la serra deve avere priorità rispetto alla percezione e alla fruibilità delle nostre bellezze culturali, fate voi.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Consigliere Maggi, credo che siamo un po' fuori tema, nel senso che lei si è molto accalorato, mi dispiace, forse non è stata ben chiarita quale sia la modifica.
Lei parlava prima di sito archeologico, di paesaggistica, di vincolistica, la serra, ancor che fissa, non è che non sia soggetta ad autorizzazione paesaggistica seppure semplificata, tutte le strutture, anche quelle rimovibili, o amovibili, o le stagionali, sono soggette ad autorizzazione paesaggistica. Le serre, ancorché ricadenti in un'area agricola, ma paesaggisticamente vincolata, sono sottoposte all'autorizzazione paesaggistica che prevede il parere della Sovrintendenza.
Lei dice: “Le aree sottoposte a tutela paesaggistica, le aree archeologiche, anch'esse previste e perimetrate dal 42/2004, per esempio le aree nelle quali c'è il vincolo di tutela integrale del Ppar”, in queste aree non si potranno fare le serre perché è vietato da norme che hanno stabilito delle perimetrazioni sui piani regolatori.
Sul taglio degli alberi lei capisce che da un lato abbiamo il taglio selettivo con l'autorizzazione paesaggistica, dall'altra abbiamo, come diceva lei, forse da scoprire una facciata meravigliosa, ma mi pare un problema completamente diverso che attiene ad un'altra questione, assolutamente.
Per rassicurarla le ripeto che domani non tutti potranno mettere le serre in ogni dove in zona agricola, dovranno essere verificate delle condizioni, in primis nella regione Marche la paesaggistica sia dal punto di vista paesaggistico, e quindi ambiti di tutela delle categorie costitutive del paesaggio, che il d.lgs n. 42/2004, ovvero ex 1497 - lei saprà benissimo che la 1497 si riferisce anche all'archeologica - ed eventualmente l'ex 431, quindi l'ex legge Galasso, queste non scompaiono nella legge 13, vengono comunque verificate, sarà il Comune insieme alla Sovrintendenza che faranno queste verifiche.

PRESIDENTE. Sub emendamento 1/1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Biancani e Giorgini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1/02 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1/2 a firma del Consigliere Giorgini. Ritirato.

Articolo 1, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 48, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 52
ad iniziativa della Giunta regionale
“Ulteriori modifiche alla legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 - Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 52 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Un saluto a tutti i colleghi.
Con questa proposta di legge, in poche parole, si recepisce l'orientamento governativo relativo alla nostra precedente proposta di legge che modificava la legge regionale n. 10 del '95, se vi ricordate tutta la tematica legata alle fusioni per incorporazione dei Comuni.
In poche parole il Governo ci induce a specificare meglio la norma che risottolinea l'imprescindibilità del fatto che entrambi i Comuni devono procedere a indire il referendum, quindi nel testo, al comma 2, dell'articolo 8 bis, della legge regionale n. 10 del '95, le parole “i Comuni” sono sostituite dalle seguenti: “Fermo restando quanto previsto al comma 1, i Comuni - vi leggo tutto il testo - devono in ogni caso indire il referendum se ne fa richiesta in ciascun Comune almeno un decimo degli aventi diritto al voto”. Questa ulteriore precisazione sancisce e risottolinea il fatto che entrambi i Comuni, nel caso di fusione per incorporazione, devono disgiuntamente indire il referendum.
Inoltre viene fatto notare che il comma 6, che subordinava la richiesta di referendum, nel caso di referendum negativo, al trascorrere dei 5 anni dal precedente, è considerato un po' limitativo, per cui in questa proposta di legge viene abrogato, lasciando la possibilità di ripresentare il referendum qualora ce ne fossero i requisiti e la domanda delle comunità vada in tale direzione.
Abbiamo pedissequamente recepito questi suggerimenti, chiamiamoli così, al fine di non creare nessun ostacolo a quanto il legislatore vuole intendere con questa norma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. La legge regionale n. 10 del ’95 oggi è oggetto, come già è accaduto in passato, di un'ennesima correzione. Questo riordino territoriale dei Comuni e delle Province ha già avuto una lunga genesi in I Commissione ed è stato più volte discusso qui in Aula da settembre ad oggi.
Si sono dovute spesso correggere le procedure che abbiamo avviato, talvolta in modo frettoloso, sbagliato, qualche volta anche in modo maldestro, non da parte dei Consiglieri, sono arrivate frettolosamente delle richieste di modifica dalla Giunta, talvolta anche ingiustificate. Voglio ricordarvi l'articolo che introduceva una sorta di rito abbreviato e una forma di norma transitoria, che abbiamo dovuto poi rimuovere perché non corretti, il Tar è intervenuto con la sospensiva. Poi tante altre vicende che hanno visto in questa riorganizzazione del territorio una frenesia e poca cultura legislativa stabile che potesse essere chiara e nitida per chi volesse intraprendere quel percorso di fusione.
Con questo intervento viene chiarita meglio la necessità dell'obbligatorietà del referendum al fine della fusione per incorporazione, senza refusi e senza lasciare l'interpretazione aperta. Abrogando il comma 6 viene ripristinata l'autonomia dei singoli Comuni sancita dall’articolo 114 della Costituzione che si fonda sul principio di equiordinazione degli enti della Repubblica italiana.
Queste 2 modifiche proposte purtroppo dal Consiglio dei Ministri, anziché dal Consiglio regionale, chiudono uno cerchio su questo iter. Noi dai banchi in qualche modo avevamo evidenziato che non andava bene ed avevamo rilevato alcune circostanze che fatalisticamente sono state poi corrette.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Condivido quanto ha detto il Consigliere Carloni e rileggendo bene questa norma e incrociando tutta la normativa in materia, non soltanto la legge 56, perché prima della legge 56 c'è l'articolo 133 della Costituzione, non so i dubbi da questo punto di vista dove li andiamo a pescare, perché l'articolo 133 della Costituzione dice chiaramente che “la Regione sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”.
Ora, sentite le popolazioni interessate, credo che la dica lunga, tagli la testa al toro, non credo che i cittadini vengano sentiti con delle telefonate, ma probabilmente con quello strumento statutario ordinamentale che esiste in tutte le comunità che si chiama referendum.
Torniamo all'8 bis, comma 1, quando dice che al fine della fusione per incorporazione di cui all'articolo 1, comma 130, della legge 7 aprile 2014, n. 56, ciascun Comune interessato indice il referendum consultivo comunale ivi previsto. Cosa significa questo ivi previsto? Chi lo deve prevedere? Previsto nella legge? Previsto nello Statuto? No, c'è la Costituzione che supera tutto.
E’ un ridondare, un rincorrersi, in ogni articolo, in ogni comma, in ogni lettera su questo discorso del referendum, io avrei tolto questo “ivi previsto”, perchè la legge n. 56 prevede che il referendum è obbligatorio e che è all'origine di ogni processo e che prima di partire occorre il referendum; c'è l’articolo 133 della Costituzione che dice che le Regioni debbono obbligatoriamente sentire le collettività, per cui credo che questo “ivi previsto” ingeneri tanta confusione, l’ha pure determinata per quanto riguarda le osservazioni che il Governo ha fatto, dopodiché introducendo adesso: “Fermo restando quanto introdotto dall'articolo 1” si vuole ribadire che c'è il doppio canale, che questa proposta può partire dal basso, attraverso un referendum richiesto dai cittadini, un decimo degli elettori, oppure da un organo istituzionale, che è il Comune, oppure anche dalla Regione con una sua legge.
Sono favorevole a tutto, però questo dimostra che quando è stata fatta la modifica all'articolo 8 bis della legge 10/95 è stato fatto un pasticcio e all’epoca avevamo ragione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che questa legge sia nata male, perché la maggioranza l’aveva proposta in un attimo e, come mi risulta, dalla minoranza erano state fatte delle osservazione in quanto serviva una legge per procedere, con determinati provvedimenti sul territorio, all'accorpamento di questi Comuni.
All'ultimo momento la maggioranza si era accorta che era necessario modificare la legge ed in poche ore aveva presentato una proposta e da quel momento si sono creati problemi attorno a questo provvedimento che ancora oggi non è definito.
E' chiaro che il legislatore al momento doveva scrivere la legge e l'Aula la doveva votare ma, a prescindere da chi l'ha votata, doveva essere scritta bene ed ancora oggi purtroppo registriamo che questa norma è sotto continua osservazione da parte del Governo, soprattutto in termini istituzionali all’interno dell’Aula.
Credo che le cose dovevano essere un po' più approfondite, visionate con più attenzione e se questo fosse avvenuto probabilmente non ci sarebbe stato il terzo o il quarto passaggio, non so se è il terzo o il quarto, di questa proposta di legge in Aula.
Per quanto ci riguarda noi siamo nettamente contrari a provvedimenti che prevedono accorpamenti forzati, voluti a tutti i costi da una determinata parte, non servono a risolvere i problemi del territorio, anzi il più delle volte, come abbiamo già visto, creano soltanto delle difficoltà ed alla fine i movimenti o i comitati spesso hanno ragione; quando le cose sono volutamente forzate si mobilita un sacco di energia che alla fine non serve a niente.
Credo che un'altra cosa sia quando le cose nascono dal basso, quando la comunità, il popolo le vuole, rispetto alle forzature a cui stiamo assistendo in modo particolare in qualche territorio della regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Il Consigliere Carloni parlava di lunga genesi, è vero, però va riconosciuto il merito e va dato atto al Presidente Giacinti di aver sempre tenuto la barra ferma, sono stati numerosi i provvedimenti, ma il percorso è stato sempre chiaro, come chiari sono stati gli obiettivi.
Oggi con questo atto, nel rispetto della Costituzione italiana, come giustamente ricordava il Consigliere Celani, chiudiamo un percorso che è stato sicuramente lungo, ma con dei punti fermi, importanti e il punto fondamentale, centrale è che – c’è stato il riferimento alla chiarezza, alla nitidezza dei provvedimenti, aggiungo anche la trasparenza e, visto che parliamo di istituzioni locali, la democrazia partecipata - entrambe le misure che andiamo a modificare raccolgono tutti questi elementi, questi aspetti valoriali, quindi l'obbligatorietà del referendum al fine della fusione per incorporazione, la necessità di indire i referendum anche a distanza di tempi diversi.
Viene ribadito con forza il concetto di autonomia, che è anche un concetto di libertà, viene sancito in modo chiaro che la sovranità è del popolo.
Non aggiungo altro, ovviamente voto favorevolmente, ci mancherebbe, ma voglio ringraziare coloro che in questi mesi si sono impegnati in modo coerente su questi temi, poi non possiamo essere noi da questa Aula a determinare i percorsi, concordo anch'io che si debba saper coniugare momenti di democrazia e di partecipazione e momenti legislativi, laddove l'abbiamo fatto, cito Trecastelli, non ci sono state difficoltà, quando invece questi momenti non camminano insieme il risultato …, ma non può essere responsabilità dell'Assemblea legislativa delle Marche se il risultato non è quello che ci si aspettava, va detto anche che qualsiasi sia il risultato, l'importante è che sia stato determinato dalle popolazioni locali, quindi ben venga qualsiasi esito.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Questa proposta di legge nasce dai rilievi della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla legge regionale n. 3 del 2016 che modificava la legge regionale n. 10 del '95.
Concordo con il Consigliere Carloni quando dice che dai banchi della minoranza era stato detto che c'era confusione in materia di referendum. Infatti la confusione è l'articolo 8 bis, comma 2 e comma 6.
L'articolo 8 bis al comma 1 sancisce l'obbligatorietà del referendum nel caso di fusione per incorporazione; l'articolo 8 bis al comma 2 può sottintendere che in mancanza della richiesta da parte di almeno un decimo degli elettori si possa non procedere all'indizione del referendum. E' questa la situazione che crea confusione.
Inoltre il comma 6 dell'articolo 8 bis viene abrogato in quanto prevedeva il divieto di ripresentare la medesima richiesta di referendum se non fossero trascorsi almeno 5 anni dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione dei risultati del precedente referendum.
Questo poteva essere interpretato dalla Regione limitativo dell'autonomia riconosciuta dall'ordinamento ai singoli Comuni, quindi la confusione è sul comma 2 e sul comma 6 che vengono abrogati.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. C'è un ampio consenso intorno a questa legge, quindi ci dovremmo rallegrare, vi dovreste rallegrare tutti quanti, noi non abbiamo fatto altro che adeguare una legge degli anni '90 alla legge Delrio che prevede le fusioni dei Comuni, le fusioni per incorporazione e via dicendo.
L'abbiamo fatto e l'abbiamo fatto bene, se rilievi ci sono stati, ma non ci sono stati, se del caso la responsabilità è di tutto il Consiglio, però non mi pare che in questo caso ci sia stata una censura, il Governo non ha mica impugnato il provvedimento, il Governo nella persona del sottosegretario Bressa ha chiamato il sottoscritto e gli ha posto il tema di specificare meglio, di qualche chiarimento, questo è quello che noi abbiamo fatto attraverso la Commissione competente ed il suo Presidente, il Consigliere Giacinti, che voglio ringraziare.
E' stata soltanto una precisazione secondo noi non necessaria, per il Governo opportuna, e l’abbiamo fatta. Giusta, quella si, l'abrogazione del comma 6 per evitare che magari ad un cambio di amministrazione nei vari Comuni non ci fosse la possibilità di riavviare la procedura, quindi niente di che, è uniformare ancora meglio le nostre disposizioni a quelle nazionali.
Vorrei ricordare soltanto e chiudo, Presidente, al Consigliere Zaffiri che le nostre disposizioni prevedono l'iniziativa dal basso, perché noi attraverso la modifica di una legge nostra, regionale, abbiamo previsto che l'iniziativa possa partire direttamente dai cittadini in quanto un decimo degli aventi diritto possono chiedere l'indizione del referendum, nello stesso tempo però non “espropriamo” i Consigli comunali del loro potere ultimo di chiedere l'unione, la fusione, l'incorporazione.
Tra l'altro nella nostra regione le iniziative che ci sono state si sono concluse, come quella di Trecastelli e di Valle Foglia, ce ne sono altre che sono state bocciate dal corpo elettorale, quindi credo che in quel caso sia doveroso rispettare la volontà del popolo, come quella di Mombaroccio e Pesaro. Ce ne sono altre che sono in stato avanzato, pensiamo al nuovo Comune di Val Fornace, tra Pievebovigliana e Fiordimonte, pensiamo, ho firmato la delibera l'altro giorno, alla fusione per incorporazione tra il Comune di Fiastra e Acquacanina, una procedura che presto verrà all'attenzione di questo Consiglio regionale.
Ritengo che in questa nostra regione tutto si faccia all'insegna della partecipazione, del rispetto della volontà popolare, della volontà delle amministrazioni locali, non potrebbe essere diversamente, noi non imponiamo nulla, siamo assolutamente convinti che questi procedimenti non possano che essere volontari, ovviamente siamo anche consapevoli che il Consiglio regionale nell'esercitare le sue prerogative, così come previsto all'articolo 183, comma 2, della Costituzione, non farà altro che rispettare la volontà delle popolazioni locali e dei loro organismi elettivi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Voteremo favorevolmente questa proposta di legge per rispetto alle istituzioni in quanto adegua la legge regionale alla legge nazionale, non che ci entusiasmi neanche il testo di questa proposta di legge, ma siamo rispettosi delle istituzioni e così questo adeguamento lo condividiamo.
Debbo sottolineare a chi ha detto che si è stati con la barra dritta che, secondo me, si è incastrato il timone, perché, per esempio, Mombaroccio e Pesaro in tutta evidenza è stato portato avanti lo stesso.
Faccio parte della I Commissione, abbiamo detto alcune cose e questo ritornare nell'ambito della legge nazionale ci va bene, vogliamo terminare soltanto con un cortese invito alla maggioranza soprattutto e a tutti i Consiglieri che comunque ci sia una maggiore prudenza nell'emanare le proposte di legge, una maggiore prudenza che eviti la perdita di tempo a noi Consiglieri e dispendio di denaro pubblico per il futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di legge n. 52. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 16
ad iniziativa della Giunta regionale
“Accordo di collaborazione tra la Regione Marche e la Repubblica di San Marino in campo sanitario e socio-sanitario, ai sensi dell’articolo 21, comma 2, lettera d) dello Statuto della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 16 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, voglio, anche se brevemente, inquadrare questo accordo tra la Regione Marche e uno Stato estero, anche se è la Repubblica di San Marino, quindi dentro le Marche, dentro un ragionamento più generale, ripeto brevemente, perché il tema sarebbe interessante, ma voglio fare questa breve considerazione.
Il Regno Unito ha votato la brexit, quindi ci sono sicuramente forze centrifughe e faglie di rottura a cui credo che dovremmo rispondere con una strategia, la strategia potrebbe essere quella degli “Stati Uniti d'Europa”. Difendiamo gli Stati Uniti l'Europa non questa Europa, difendiamo così i nostri diritti, il nostro futuro, non deleghiamo la nostra sovranità, allarghiamo la sfera della partecipazione e dell'inclusione sociale.
Dentro questa strategia perché non riconoscere magari, so bene che è un ago nel pagliaio, questa intesa tra una Regione ed uno Stato, tra le Marche e la Repubblica di San Marino. Il Presidente Ceriscioli ha firmato questa intesa come Presidente della Regione Marche, “La signoria vostra è autorizzata a firmare l'accordo di collaborazione in campo sanitario, socioeconomico tra la Regione Marche e la Repubblica di San Marino”, firmata questa autorizzazione dal Presidente Ceriscioli, dall'on. Gentiloni, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Questo ha grande valore.
L'intesa come ho già detto sta dentro accordi operativi, in questo caso consente di governare e programmare le prestazioni sanitarie, in particolare quelle erogate dalle nostre strutture, da Marche Nord, dall'Ospedale di Torrette, e dalla struttura sanitaria regionale.
Fino ad oggi i cittadini di San Marino si sono rivolti prevalentemente alle strutture della Regione Emilia-Romagna perché lì questo tipo di accordo era stato sottoscritto, noi oggi con questo atto vogliamo orientare i sanmarinesi verso le strutture marchigiane, in particolare verso le nostre aziende ospedaliere, e gli ospedali riuniti di Ancona e gli ospedali riuniti di Marche Nord.
Se andiamo a vedere quella che è stata la mobilità passiva, negli anni parliamo di cifre che sono attorno ai 300.000 euro, quindi il problema non nasce da esigenze di carattere economico-finanziario, ma dalla necessità di collaborare fra Paesi, di collaborare fra comunità, nasce, se volete, anche dal prestigio che questa nostra Regione ha e che riesce a fare quello che magari in passato non era stato fatto, quindi a stipulare un accordo con la Repubblica di San Marino.
L'accordo tra la nostra Regione e la Repubblica di San Marino è predisposto in attuazione del memorandum d'intesa tra il Ministero della salute e la Repubblica di San Marino, questo memorandum è stato sottoscritto nel 2012 e prevede lo sviluppo di accordi di collaborazione in ambito sanitario, sociosanitario tra le Regioni italiane e la Repubblica suddetta ed individua specifici settori e argomenti da sviluppare.
Per la definizione dell'accordo sono state eseguite le procedure previste dalla legge 131 del 2003, ovvero il diretto coinvolgimento del Ministero degli esteri, non a caso prima ho fatto riferimento al Ministro Gentiloni, della Presidenza del Consiglio dei Ministri che in fase istruttoria hanno coinvolto anche il Ministero della salute.
E' un accordo quadro coerente con quanto previsto nel memorandum d'intesa del 2012, a cui ho fatto riferimento poc'anzi, che va declinato con accordi operativi che prevedono il diretto coinvolgimento delle Direzioni generali degli Enti del Servizio sanitario regionale.
L'accordo consente di governare e programmare lo scambio di prestazioni tra Regione Marche e Repubblica di San Marino e riguarda la specialistica ambulatoriale e i ricoveri ospedalieri per sopperire all'eventuale sovraccarico che le strutture ospedaliere hanno; le prestazioni saranno individuate sulla base delle esigenze rappresentate dagli enti del Servizio sanitario regionale, sono anche previsti tavoli tecnici congiunti per la definizione dei piani di lavoro, progetti specifici, inoltre è prevista una Commissione mista per il monitoraggio, per la modifica, per l'integrazione dell'accordo.
Una Commissione snella composta da 5 soggetti, 2 della Regione Marche, 2 della Repubblica di San Marino, 1 del Ministero della salute.
L'accordo inoltre contempla la disciplina dell'assistenza ai lavoratori frontalieri, lo scambio di professionisti sanitari e amministrativi, la collaborazione nell'ambito della ricerca e della formazione.
L'accordo in analogia con quello già sottoscritto, come ho detto negli anni passati tra la Repubblica di San Marino e la Regione Emilia-Romagna può individuare specifiche prestazioni, discipline ospedaliere oggetto di scambio, nonché le tipologie di pazienti, ad esempio gli abitanti delle zone di confine, gli abitanti dei Comuni della zona del Montefeltro - l'Assessore Bravi conosce benissimo – come Monte Grimano, Monte Cerignone, Mercatino Conca, Montecopiolo, Sassofeltrio, anche se per amore di verità va detto che questi ultimi due Comuni non si sono ancora rassegnati a rimanere nella Marche, ma hanno maggiore facilità di accesso alle strutture della Repubblica di San Marino.
Un accordo importante perché ha un valore e un significato profondo, ma al tempo stesso è molto concreto, molto operativo, perché dà la possibilità ai marchigiani che vivono nelle zone vicine di poter utilizzare i servizi della Repubblica di San Marino, dà la possibilità ai sanmarinesi di poter utilizzare le nostre strutture ospedaliere, quelle specialità uniche che disponiamo nella nostra sanità regionale.
Prima ho parlato dell'ago nel pagliaio rispetto al contesto europeo, ma ci sono diversi articoli che stabiliscono tutte le intese previste, non solo le finalità, e le parti si impegnano altresì a ricercare forme di collaborazione anche nell'ambito dei programmi dell'Unione europea - quindi volevo inquadrare questo atto dentro un contesto, dentro una strategia più generale - in particolare quelli che interessano le attività di carattere sanitario, definiscono l'ambito di collaborazione, cioè la collaborazione in campo sanitario e sociosanitario, la collaborazione scientifica e perché no, anche una collaborazione in materia di razionalizzazione della spesa.
Ci sono norme sull'attuazione dell'accordo, c'è la Commissione a cui ho fatto riferimento poc'anzi, composta da 2 marchigiani, da 2 sanmarinese e da 1 rappresentante del Ministero della salute.
L'accordo rimane efficace per un periodo di 5 anni ed ha il parere favorevole secco del Consiglio delle Autonomie Locali e credo che risponda anche ad un'esigenza manifestata alcuni giorni fa dai segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil quando hanno detto che il progetto dell'Italia di Mezzo non deve rimanere confinato tra le mura del palazzo, ma deve mostrare la sua anima sociale, quindi un giudizio positivo anche rispetto alle intese tra Regione Marche, Toscana e Umbria.
Voglio anche ricordare che noi siamo lo snodo di due macroregioni, quella Adriatico-Ionica, che non è un'entità amministrativa, ma è una macroregione importante, transnazionale, con rapporti stretti di collaborazione con le regioni che sono al di là e al di qua, sia ad ovest che anche a sud della nostra regione, come a nord, con la necessità di aprirsi, di collaborare. Tra l'altro il sindacato terrà a settembre un'iniziativa proprio su questi temi e la terrà a Perugia.
Credo che con questo accordo siamo nelle condizioni di coniugare anche in chiave economica, sociale e con il mondo del lavoro questo processo concreto che punta sulla qualità dei servizi, sulla coesione, sulla necessità. Concordo nel dare anima a quello che facciamo e qui diamo sicuramente un'anima sociale, ma anche una bella anima istituzionale.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Noto l'assenza del Presidente Ceriscioli, ma sicuramente qualcuno riporterà le nostre considerazioni.
Anche oggi leggiamo sulla stampa di “Reparti accorpati e tagli ai posti letto: la sanità marchigiana va in vacanza”, così cita un articolo di giornale, ed i cittadini marchigiani, aggiungo io, per potersi curare debbono andare all'estero.
Dopo aver depauperato i servizi sanitari e reso in fin di vita gli ospedali dell'entroterra pesarese, con non poche rimostranze da parte dei territori interessati, il Presidente Ceriscioli si è adoperato per sottoscrivere un accordo con la Repubblica di San Marino che sulla carta può apparire accattivante, ma al lato pratico avrà un costo cospicuo per le tasche dei cittadini.
La IV Commissione è stata chiamata ad esprimere un parere sulla delibera di Giunta n. 446 del 2016; come relatrice di minoranza vi espongo brevemente quanto previsto dal provvedimento che fin da subito mi ha fatto sorgere non poche perplessità. Perplessità che hanno trovato purtroppo conferma nel report che ho chiesto alla funzionaria dell'ufficio regionale chiamata in audizione in Commissione, dal quale si evince un range assolutamente penalizzante per le casse del Servizio sanitario regionale, infatti dai dati del Ministero della salute la Regione Marche, per il periodo 2013/2015 ha speso più di 300 mila euro per ciascun anno, trend che a nostro avviso, e viste le discutibili scelte effettuate da questo Governo, porterà probabilmente ad un sostanziale aumento della spesa sanitaria regionale che graverà come sempre sulle tasche dei cittadini che pagano a caro prezzo un servizio che non eccelle per la puntualità e l'efficienza.
La cosa più grave è che questo accordo non prende assolutamente in considerazione la causa maggiore che è quella per cui i marchigiani vanno a curarsi all'estero e cioè la procedura poco agevole per il rilascio dei modelli autorizzativi.
Infatti lo scorso maggio, a seguito dei contatti intervenuti tra i referenti istituzionali della Regione Marche e della Repubblica di San Marino è stata valutata l'opportunità - stante la contiguità dei rispettivi territori - di avviare una collaborazione fra i due enti nei settori sanitario e socio-sanitario.
A tale proposito la Giunta regionale nella persona del Presidente Ceriscioli, dopo aver avuto l'autorizzazione dal Ministero degli Affari Esteri, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione tra la Regione Marche e la Repubblica di San Marino.
Tale accordo prevede la collaborazione in campo sanitario a sostegno delle strutture operanti, inoltre prevede la reciproca collaborazione nel settore sanitario e socio-sanitario nel campo della ricerca e dell'innovazione tecnologica, nei correlati aspetti amministrativi, anche relativi alle dinamiche di spending review, per la razionalizzazione della spesa e per favorire l'interscambio professionale.
Ed ancora, nel rispetto delle proprie autonomie e competenze, le parti s'impegnano a conseguire un'integrazione ottimale delle rispettive programmazioni sanitarie e socio-sanitarie, facilitando la definizione di intese tecnico-amministrative necessarie a consentire uno scambio di prestazioni fra gli enti del servizio sanitario della regione Marche e I'Istituto della Sicurezza Sociale della Repubblica di San Marino, nonché le collaborazioni tra professionisti sanitari e tecnico-amministrativi dei rispettivi enti pubblici verificandole nel comune interesse.
Il Servizio sanitario nazionale sammarinese verrà quindi considerato nell'ambito delle reti d'Area vasta della Regione Marche.
Le parti inoltre convengono, in particolare, sull'attivazione di una collaborazione nell'ambito di percorsi condivisi di politica sanitaria, socio-sanitaria e sociale da svilupparsi in un sistema informativo che sia integrato per le parti di reciproco interesse, nell'ottica di promuovere un regolare scambio di dati utili alla definizione dei rispettivi fabbisogni.
Nell'ambito del presente Accordo si prevede di avviare forme di collaborazione e di scambio di prestazioni ambulatoriali e di degenza in analogia a quanto già esistente con le Aziende sanitarie della Regione Emilia Romagna.
Viene poi fatta una precisazione: l'oggetto dello scambio di prestazioni e professionisti non solo nel senso di inviare i cittadini sanmarinesi ad effettuare prestazioni nelle aziende sanitarie italiane, ma anche nella possibilità di ricevere cittadini marchigiani per l'erogazione di prestazioni all'interno di strutture sanitarie sanmarinesi, purché per tali prestazioni di ricovero esistano tempi di attesa più lunghi dello standard. Quindi, come dicevamo prima, assolutamente nessuna operazione per salvaguardare quelle che potrebbero essere le mobilità passive ed attive e soprattutto non si evince nessuna soluzione per le complicanze degli iter burocratici.
Lo stesso memorandum d'intesa, come ha citato prima il Consigliere Giancarli, tra la Segreteria di Stato per la sanità e la sicurezza sociale della Repubblica di San Marino ed il Ministero della salute della Repubblica Italiana sulla cooperazione nel campo della salute e delle scienze mediche, prevede il mutuo beneficio.
Qui abbiamo la tabella che ci è stata consegnata in audizione, per il 2013 la Repubblica di San Marino ha avuto una spesa, per quanto riguarda il Servizio sanitario, per l'erogazione di prestazioni di 70.000 euro, la Regione Marche 400.000 euro, nel 2014: Repubblica di San Marino 46.000 euro, Regione Marche 376.000 euro, 2015: Repubblica di San Marino 21.000 euro, Regione Marche 325.000 euro, ma è un saldo provvisorio. Quindi diciamo che come range chi ci rimette con questo accordo è sicuramente la Regione Marche e non certo la Repubblica di San Marino.
Il Presidente Ceriscioli, mi spiace che non sia presente, un anno fa, esattamente il 26 giugno, ha dichiarato che sul fronte sanitario la sua prima decisione sarebbe stata la riduzione delle liste di attesa, e cito testualmente: «Non solo per incidere sull'aspettare tanto tempo per avere una risposta sanitaria; non solo per la spesa che ciò comporta sul cittadino - quando non si ha una risposta, si paga, per un anziano con la pensione minima significa l'impossibilità di accedere ai servizi - e soprattutto perché c'è il sospetto che le liste di attesa siano qualcosa di artato, di alimentato, perché così si incentivano meccanismi diabolici, è l'esempio del distacco tra politica, governo e cittadini: il governo che permette fenomeni che poi costringono i cittadini con un bisogno fondamentale ad andare a trovarselo, pagando».
Non credo di dover aggiungere altro, se non che noi monitoreremo su quella che sarà la mobilità nei prossimi mesi per vedere se questo accordo effettivamente ha dei vantaggi per i cittadini marchigiani.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Quest'atto è stato oggetto di una lunga riflessione in sede di Commissione, quindi non un atto scontato, anche se fin dalla prima lettura a me era parso tale, cioè mi sembra un atto di una banalità e di una convenienza così elevata che diventa difficile, anzi impossibile, trovare o cercare degli argomenti contro, perché questo atto, al di là di tutte le motivazioni di elevato spessore che il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli ha presentato e che non dovremo mai dimenticare, perché quando si fa qualcosa la premessa deve essere sempre quella di cercare i principi, i valori di riferimento - mi permetto caro Consigliere Giancarli di fare la parte un po' più ruspante di questa delibera, che lei in parte ha accennato - va a fare un po' i conti della serva.
Oggi abbiamo, colleghi Consiglieri, una situazione di fatto, il Consigliere Giancarli lo ha detto, in cui maturiamo una mobilità passiva di 300.000 euro a favore della Repubblica di San Marino, questo perché esistono a monte degli accordi tra lo Stato italiano e la Repubblica San Marino in base ai quali i cittadini della Repubblica di San Marino possono sostanzialmente rivolgersi a qualsiasi struttura sanitaria e viceversa.
La geografia della zona impone nei fatti, questa è una scelta che vediamo lì, che per alcune piccole prestazioni, non si va a San Marino per l'intervento della vita, o per l'intervento salvavita, ma per piccole prestazioni, i Comuni dell'entroterra che difficilmente potrebbero raggiungere la costa o Urbino possono rivolgersi a questa struttura.
Questa è una situazione che c'è, a questa situazione la Regione Emilia-Romagna, già alcuni anni fa ha posto rimedio facendo quello che oggi noi facciamo, che cosa facciamo? Prendiamo atto di una mobilità passiva di 300.000 euro dentro un bilancio di 2.750.000.000, dentro una mobilità passiva generale di alcune decine di milioni, 20, 22 adesso non so la cifra aggiornata, quindi non stiamo parlando di un fenomeno devastante, è un fenomeno estremamente limitato e mi permetto di dire a volte anche conveniente, perché in alcune zone di confine, Consigliere Giancarli, penso per esempio alla provincia di Macerata, che conosco meglio, non è vero che conviene fare l'ospedale a Serravalle del Chienti per non avere 30, 40 o 50 mila euro di mobilità passiva verso Foligno, è esattamente il contrario. Su questo dobbiamo diventare un po' meno localisti, un po’ meno – poco - intelligenti nei confronti di questo tipo di valutazione, anche perché stiamo parlando dei soldi di una tassa che è raccolta a livello nazionale, il cui riparto non è esattamente legato al territorio, è legato a parametri ed esigenze di spese in base ai Lea, in base alle spese storiche.
Non dobbiamo diventare ridicoli nel confinamento di questa mobilità passiva, è un problema di carattere generale, qui diventa un po' particolare perché non stiamo parlando di un territorio, la Repubblica di San Marino che paga le tasse, ma un territorio estero, straniero, anche se di fatto culturalmente e socialmente italiano.
Preso atto di questa situazione, questa convenzione, che molto opportunamente il Presidente e la Giunta hanno proposto, mette finalmente in conto anche la mobilità attiva, cioè quella che noi oggi non abbiamo, cosa succederà dopo questa convenzione? Che finalmente i cittadini di San Marino, per gli accordi che poi il regolamento andrà a disciplinare, potranno venire a fare l'intervento importante invece che a Rimini, a Cesena o a Bologna, come è oggi in base alla convenzione con l'Emilia-Romagna, anche ad Urbino, a Pesaro, all'Ospedale di Torrette, quindi finalmente potremmo avere qualche dato di mobilità attiva, se andiamo a fare il conto della serva in questo senso.
Questa è una situazione che oggi subiamo completamente, quindi andiamo ad aprire il canale di ingresso di eventuali prestazioni da parte di questi cittadini, da questo punto di vista ripeto un atto inattaccabile, un atto di grande intelligenza, un atto che porta sicuramente, e prima dei ragionamenti sui soldi, un beneficio a delle popolazioni perché mi permetto di ricordare che abbiamo convenzioni e prestazioni sanitarie a favore dei Paesi del terzo mondo, del Medio oriente che vengono nelle Marche ad operarsi, penso soprattutto ai bambini, quindi non vedo perché non dovremmo immaginare una cosa di questo genere con degli italiani seppur targati RSM.
Un'ultima considerazione, colleghi Consiglieri, la voglio fare perché non sapevo di far parte di una maggioranza che ha espresso una Giunta che deliberatamente vuole mettere in piedi e vuole aumentare, come ho sentito in questa Aula, le liste d'attesa, cioè deliberatamente, è stato detto questo, vuole mettere in piedi le liste d'attesa perché questo crea convenienza, se qualcuno ha l'e-mail o un telefono adeguato può magari telefonare all'Assessore Ceriscioli immediatamente in Iran, perché sta lì, non so se il Consigliere Busilacchi vuole fare una telefonata al Presidente Ceriscioli per informarlo che è talmente stupido che nel tentativo di demolire il consenso, che molto difficilmente viene acquistato, ha messo in piedi delle procedure - Assessore Pieroni c'è anche lei in questo conclave di deficienza - per aumentare le liste d'attesa nelle Marche. Sono sconvolto da queste dichiarazioni e chiedo alla Giunta spiegazioni in merito, perché altrimenti esco dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Inviterei il Consigliere Marconi, siccome sta accusando …, io eviterei, anzi chiederei al Presidente di far evitare certi atteggiamenti perché mi assumo la responsabilità delle cose che dico, ma vorrei evitare di essere attaccata su cose di cui non ho fatto menzione e siccome questa cosa si è ripetuta nel corso di varie sedute, chiedo che la Presidenza prenda i dovuti accorgimenti. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene, ci sono le registrazioni, il Consigliere Marconi adesso non è più in Aula.
Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Velocemente per esprimere la soddisfazione per questo accordo e lo dico intanto ringraziando i Consiglieri Giancarli e Marconi che hanno presentato bene la questione dell'accordo, il Consigliere Giancarli ha anche parlato del valore di un piccolo accordo che in realtà, non bisogna nasconderlo, ha un merito molto più importante, può avere in un panorama generale il valore di un ago in un pagliaio, ma in realtà è qualcosa che dà risposte a dei problemi e che pone anche altre riflessioni.
I problemi sono abbastanza evidenti e chi come me conosce quella parte di territorio sa che insistono da tanto tempo. I
Comuni citati, Monte Cerignone, Monte Copiolo, Monte Grimano Terme, che conosco bene, sono attaccati a San Marino, hanno Urbino e Sassocorvaro ed altri ospedali lontanissimi, per le esigenze della sanità è importantissimo il rapporto con la Repubblica di San Marino, quindi da una parte l'accordo dà una risposta fondamentale a quegli abitanti, questo non dobbiamo nasconderlo, perchè i problemi sono anche frutto della mobilità passiva a cui accennava prima il Consigliere Marconi, dall'altra apre la prospettiva di uno scambio che potrà esserci e che c'è nell'interesse degli abitanti della Repubblica di San Marino, anche se non sono tantissimi, che potranno venire nelle nostre strutture più specializzate.
Credo, senza ritornare sulle valutazioni di carattere politico più ampio, che sia il passaggio di un atto non grandissimo, ma di un atto importante dal punto di vista politico perché è una Regione che fa un accordo con uno Stato, anche se nostro confinante, che complica un po' tutti i passaggi sicuramente, ed è un esempio rilevante per dare delle risposte importanti, anche se a piccole porzioni di territorio, in quanto gli stessi abitanti di quei territori ci sentono e sono soddisfatti di quello che approveremo fra poco. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Attualmente nulla impedisce ai cittadini marchigiani o ai cittadini di San Marino di andare nelle reciproche strutture, nelle strutture delle Marche ed in quelle di San Marino, tanto è vero che questo già avviene, quindi qual è la necessità reale di questo accordo?
Temo purtroppo che questo accordo porti un'ulteriore mobilità passiva verso San Marino, per un semplice fatto, la sanità di San Marino a differenza della nostra funziona, funziona bene, per cui molti cittadini marchigiani saranno ulteriormente tentati di andare lì.
Il fatto che funzioni bene si capisce dai numeri perché i dati che ha letto la Consigliera Pergolesi sulla mobilità passiva reciproca di San Marino verso le Marche e dei marchigiani verso San Marino, sono inconfutabili, siamo sull'ordine di 50.000 euro, faccio una media, per San Marino verso le Marche e di 350.000 euro, faccio sempre una media, delle Marche verso San Marino.
E' chiaro che c’è anche un discorso di quantità, cioè i cittadini della zona nord delle Marche sono quantitativamente superiori a quelli di San Marino, ma non è solo questo, la spiegazione sta proprio nella maggiore qualità dei servizi sanitari che ci sono.
Pertanto mi sembra che questo accordo non faccia altro che facilitare questa mobilità passiva, invece di migliorare l'efficienza delle nostre strutture sanitarie, si cerca un accordo quasi a suggerire ai cittadini marchigiani: “Andate a San Marino perché lì vi curate meglio”, se questo è, è chiaro che questa proposta dal mio punto di vista non può essere accettata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Sanità, di cosa stiamo discutendo? Di un accordo, di un accordo con San Marino che va inserito nella situazione provinciale della sanità.
Sassocorvaro l'abbiamo dato in gestione ai privati? A 3 cliniche del sud delle Marche? Questioni di questi giorni? Gli ospedali di comunità, abbiamo appena fatto un accordo con i medici di base, con le guardie mediche, 4 ore di operatività, 8 ore di reperibilità telefonica, quindi abbiamo assassinato le 13 strutture per cui stiamo combattendo da un anno e per cui abbiamo raccolto migliaia di firme.
I tempi di percorrenza con i Comuni, a cui accennava anche il Consigliere Traversini che dice di conoscerli molto bene, sono appena andato su Google map sono: 35 minuti, 40 minuti, 50 minuti. E' ora che l'entroterra vada verso il fantomatico ospedale unico di Pesaro-Urbino, i tempi di percorrenza sono assolutamente idonei, quando invece bisogna andare fuori regione allora …
L'accordo va inquadrato in questa problematica generale, la Provincia di Pesaro-Urbino è maltrattata dalla Regione in campo sanitario, abbiamo 2,7 posti letto anziché 3,7 ogni 1.000 abitanti, abbiamo la qualità dei servizi che è scadente, ecco perché abbiamo una grande mobilità passiva, e continuiamo a rievocare lo spettro di Montefeltro Salute che aveva la residenza sanmarinese, non so se c'entra, magari non c'entra niente, però la popolazione parla anche di questo.
Sulla sanità dobbiamo assolutamente ripensare molte cose compresa l'impostazione e quest'accordo va assolutamente in senso inverso rispetto alla tendenza che noi cerchiamo da un anno di dare, cioè risollevare la sanità pubblica all'interno della nostra regione, specialmente della nostra provincia che è quella che soffre di più, quest'accordo va a mio avviso nel senso inverso.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 16. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Se non ci sono particolari difficoltà, chiederei di rinviare la discussione sulle mozioni perché tanti Consiglieri si dovranno trasferire a Fermo per il Consiglio congiunto con i Consigli del Comune e della Provincia, non parlo per me, io faccio in tempo comunque, però per dare tempo a tutti i Consiglieri di organizzarsi adeguatamente.
Non mi sembra che ci siano mozioni assolutamente urgenti, se non ci sono difficoltà io chiederei il rinvio ad altra seduta. Non chiedo che venga messa ai voti la proposta, se c’è condivisione, se non c’è ritiro la richiesta.

PRESIDENTE. La mozione n. 115 è già stata rinviata, avevamo preso accordi anche con …, ne sono rimaste due perché in realtà l’ultima, dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, in assenza della Consigliera Malaigia, sarebbe stata trattata nella prossima seduta.
Chiedo ai proponenti, a questo punto, se la Consigliera Leonardi ha problemi…
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

(interviene fuori microfono il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. L’ultima è rinviata a causa dell’assenza della Consigliera Malaigia.

(interviene fuori microfono il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Per capire meglio, quale delle due mozioni non è urgente? La 98 o la 118?

(interviene fuori microfono il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. La 98 potremmo trattarla la prossima volta.
Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Per me non c'è problema, possiamo trattarla anche la prossima volta.

Sandro ZAFFIRI. Rinviamo la mozione n. 118 mentre dobbiamo discutere la n. 98.

PRESIDENTE. C'è condivisione nel trattare solo la mozione n. 98, tutte le altre le discuteremo nel prossimo Consiglio, se il Consiglio è d’accordo facciamo solo la mozione n. 98 e poi chiudiamo.

Mozione n. 98
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia
"Tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale in località Ugliano di San Severino Marche"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 98 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Soltanto con due parole vi spiego brevemente il problema.
Riprendo quello che ci siamo detti prima riguardo le serre, poi dalla serra è nata tutta una questione politica sull'impatto ambientale, sull'impatto visivo, la sovrintendenza, l’ambiente, eccetera.
Se una semplice serra, che è comunque spostabile, provvisoria, amovibile, può creare tutto questo problema, io vi dico con due parole che nel mio Comune, San Severino Marche, c'è un imprenditore che ha un concetto del rapace, nel senso che in passato ha beneficiato di normative di legge per apporre nelle sue proprietà pannelli fotovoltaici a dismisura, quando poi la normativa li ha vietati sulla superficie ha costruito capannoni industriali per installarli sopra, quando anche il capannone industriale ha superato l'effetto e non è stato più redditizio - questi capannoni industriali non sono stati neanche tamponati, quindi erano soltanto speculativi per apporre i pannelli fotovoltaici - si è inventato in una proprietà importante, di circa 360 ettari, ai margini dell'area protetta Riserva del Canfaito e San Vicino, delle stalle agricole per costruirvi sopra dei pannelli fotovoltaici, visto anche quello che siamo detti l'altro giorno in Commissione sui fondi che la Regione destina per queste aree protette, per queste riserve naturali. Nel caso specifico questi terreni interessati sono ai margini della Riserva Canfaito San Vicino, vorrei sapere cosa ne pensa di questo la nostra Regione. Se un domani dovessimo allargare queste aree protette, queste riserve, soldi permettendo, ci troveremo con queste operazioni speculative che sono, attenzione, di competenza prettamente del Comune che ha potere di avallarle, di bloccarle, di limitarle.
Ma io vorrei fare un discorso, un'analisi più sottile, la nostra Regione, questa Regione a parole si sbraccia per il passaggio, per il territorio, per quello che sarà, per l'ambiente, per l'inquinamento, ma questo Consiglio regionale in termini concreti cosa pensa di questa questione? Noi dobbiamo dare delle indicazioni non vincolanti perché non abbiamo potere di dare indicazioni vincolanti al Comune di San Severino ed all'amministrazione, ma poter dare delle linee guida si.
Cosa pensa questo Consiglio regionale di questa storia? Perché se non pensiamo niente, dopodomani si parlerà di un'altra storia, ma io vi devo dire: “Guardate, o pensiamo a senso unico per tutte le storie o pensiamo nell'altro senso nelle altre storie”, ma non possiamo fare che per una storia penso questo, per l'altra storia gemella penso quest'altro, perché i calcoli non portano.
Io avrei piacere di fare un breve dibattito, brevissimo, veloce, sul concreto, per sapere che cosa pensa la nostra Regione, questo Consiglio, noi che siamo espressione del territorio. Ci può essere qualche birbo, qualche imprenditore birbo che le infila tutte quante perché ha tempo, perché campa infilando il filo nella cruna dell'ago, le infila tutte e fa cassa da tutte le parti, ma se un domani - se saremo noi di questa legislazione o chi sarà – se entro quattro anni, volessimo rivedere l'estensione territoriale del parco, dell'aria protetta Canfaito San Vicino, e volessimo aggiungerla a quella della Gola della Rossa, facendo un'altra estensione, e ci trovassimo lì delle costruzioni in cemento armato, con dei pannelli fotovoltaici? Attenzione, io il pannello lo posso installare a terra e dopo 20 anni decade, lo tiro via e ripristino perfettamente i luoghi, posso fare una serra amovibile 3, 4, 5 anni poi ripristino il territorio, ma quando io faccio il cemento armato quello rimane, allora voglio sapere cosa pensa il Consiglio di questa storia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Molto brevemente anche perché il Consigliere Zura Puntaroni si è fatto la domanda e si è dato la risposta, nel senso che il Consiglio regionale purtroppo su queste vicende non ha competenza e lei sa benissimo che la normativa in materia urbanistica è di stretta competenza dei territori comunali, salvo ovviamente il rispetto della normativa di ordine superiore.
Adesso non lo specifico, quindi non entro nel merito della vicenda che lei ha sottolineato, ma che il Consiglio regionale venga chiamato a dare un'opinione su quello che pensa, francamente mi sembra limitativo.
Credo che vadano rispettate le competenze di ogni ente, quindi i Consigli comunali, gli organi chiamati a dare pareri in termini paesaggistici, il Consiglio regionale laddove deve legiferare su normative che poi interverranno anche su questa vicenda.
Tra l'altro mi sembra che lei stesso lo riprende nella sua mozione, il Consiglio comunale di San Severino si era già espresso in maniera negativa diverso tempo fa. Credo che il Comune di San Severino ha da poco rinnovato il suo governo, ahimè in maniera negativa per noi, ma anche per la sua parte, quindi la cittadinanza in qualche modo avrà i suoi riferimenti, avrà i suoi referenti che saranno chiamati a dare una risposta in merito a questa richiesta.
Poi i pareri, le chiacchiere da bar le facciamo tranquillamente, fuori potremmo avere ognuno la nostra opinione, ma essendo qui rappresentativi di un organismo istituzionale credo che dobbiamo avere il massimo rispetto delle nostre istituzioni, ma anche di quelle dove purtroppo le nostre parti politiche non hanno voce in capitolo, se non da minoranza.
Faremo le nostre battaglie e le nostre istanze le porteremo in quei territori, però, ripeto, credo che vada anche dato il giusto rispetto istituzionale al Consiglio comunale di San Severino che, secondo la normativa che giustamente lei richiama, dovrà vedere i pareri espressi dai vari enti, dalla paesaggistica, alla provincia, agli altri enti coinvolti che, da come lei ricostruisce la vicenda, faccio fatica a pensare che potranno essere positivi, ma, ripeto, noi non siamo chiamati qui a dare pareri in merito a questa esigenza, per cui mi sembra pleonastico andare a discutere di una vicenda sulla quale purtroppo nel merito non abbiamo competenza. Credo che sia inopportuno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Riparto da quanto diceva il Consigliere, noi non diamo pareri, noi non abbiamo competenze specifiche, noi non vogliamo prevaricare l'autonomia dei Consigli comunali, laddove hanno delle prerogative assolute, ci mancherebbe, il rispetto delle autonomie locali credo che sia una delle cose più importanti in un regime ordinamentale come il nostro, che va dallo Stato centrale fino agli enti in prossimità, ma la mozione non è un parere, la mozione è un auspicio, è un qualcosa che in qualche modo dà la possibilità di far riflettere chi deve prendere qualche decisione.
Guardate, noi non possiamo continuare a parlare della nostra regione in termini entusiastici quando declamiamo gli asset che abbiamo e poi comportarci diversamente sia a livello centrale regionale, che a livello locale, lo dice uno che sul tema del fotovoltaico quando era in provincia si è battuto molto, perché quando declamiamo i nostri asset il primo che mettiamo è quello paesaggistico. Dovremmo mettere quelli storici, culturali, le nostre radici, però per rafforzare ancora di più l'immagine della nostra regione, da un punto di vista dell'ambiente, del benessere, dello star bene, del turismo, che in questo momento è l'unico che produce qualche segno positivo nel Pil, diciamo che abbiamo degli asset paesaggistici e naturalistici straordinari, e allora tutti insieme dobbiamo riflettere su questo fatto, noi non vogliamo prevaricare nessuno.
Ci sono degli esempi nella nostra regione, non tocco le altre province, tocco solo la provincia di Ascoli, dove alcuni Comuni in virtù di una royalty che hanno acquisito per ogni chilowatt prodotto, hanno fatto delle cose assurde, dove nessuno ha potuto dire nulla in virtù delle mancate competenze, però che nessuno abbia detto nulla, nemmeno in termini di grido di dolore, da questo punto di vista è molto grave.
Vi porto degli esempi di autonomie locali che in virtù di questa autonomia hanno fatto delle brutture immense deturpando delle colline incredibili, deturpando anche delle mura storiche incredibili, mettendo del solare e del fotovoltaico.
Credo che questa mozione vada nel verso giusto, quello di rispettare le autonomie dicendo però: “Guardate siamo tutti nella stessa barca, vogliamo difendere questo nostro territorio, vogliamo mettere a reddito questo nostro asset straordinario che è l'asset paesaggistico, l'asset naturalistico insieme a quello storico e per fare questo ognuno di noi deve fare qualche riflessione, deve fare qualche passettino indietro”.
C'è il modo di vedere meglio dove mettere questi pannelli fotovoltaici, viva Dio purtroppo ci sono capannoni in tutti i Comuni della nostra regione, anche quelli in disuso, anche quelli che purtroppo, ahimè, non producono in questo momento nessun tipo di reddito, auspico quindi anche di incentivare con una legge regionale la possibilità, laddove ci sono questi capannoni, di inserire il fotovoltaico, nelle zone industriali, nelle zone artigianali, in quelle zone che sono vocate a produrre, perché chi fa un impianto di questo tipo produce energia.
Mi auguro che questa mozione, nello spirito con cui il Consigliere Zura Puntaroni l'ha presentata, venga approvata non volendo rappresentare nessuna prevaricazione nei confronti del Comune di San Severino, ma soltanto un invito a riflettere su questi temi su cui la Regione ha investito e spero continui a farlo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Il mio voto è contrario a questa mozione, non voglio entrare nel merito per una serie di motivi, il primo è che siamo noi, Consigliere Celani, che facciamo le leggi urbanistiche e le leggi sul fotovoltaico, quindi dire agli altri o dire a noi stessi: riflettiamo su questo, mi sembra perlomeno contraddittorio, le abbiamo fatte noi e poi diciamo ai Comuni riflettete su quello che abbiamo fatto, non mi sembra serio da un punto di vista amministrativo.
Dal punto di vista del merito è chiaro che con una pagina di premesse non possiamo giudicare una cosa che, come ha già detto il Consigliere Micucci, è ovviamente di competenza di altri, ci siamo dimenticati che la Provincia, tra le tante cose il Consigliere Zura Puntaroni è Consigliere provinciale ed almeno fino ad ottobre ha anche la possibilità di un intervento diretto in quella sede … (...) - voi avete finito, c'è il Presidente, ha ragione - allora o è nel merito o è per legge, se è nel merito e la legge non consente questo tipo di ampliamento il discorso è finito qui, se nel merito c'è una valutazione che può essere fatta dal Comune di San Severino o dalla Provincia di Macerata, dagli uffici urbanistici della Provincia di Macerata è un merito che deve stare sempre e comunque dentro parametri di legge molto rigidi sui quali avverrà la valutazione.
Su questa situazione, come tutte le altre questioni che vengono sollevate in questa materia, estremamente delicata e seria, al di là di questo che ho già detto, mi impegno personalmente, a differenza del Consigliere Micucci, per la vicinanza politica che ho nei confronti del Comune di San Severino e nei confronti della Provincia di Macerata, per quello che resta, affinchè sia attentamente vigilata questa procedura, ma non solo per questo di cui non conosco neanche il nome, abbiamo centinaia di casi, Presidente Mastrovincenzo, quindi noi in teoria potremmo sollevare in questa sede centinaia di mozioni con le quali chiedere la verifica di situazioni di questo tipo, tutte meritevoli, perché quella che ha avanzato il Consigliere Zura Puntaroni non è che non sia meritevole, sarà sicuramente meritevole, anche perché qui c'è la vicinanza, non dentro perché sarebbe un regime completamente diverso, ad una riserva naturale regionale, ma vicinanza o non vicinanza ad un parco regionale o ad una riserva, o a un parco nazionale, tutto il territorio delle Marche è interessante da un punto di vista paesistico, da un punto di vista naturalistico. Non c'è una zona che possiamo dichiarare off-limit rispetto a questa sensibilità, tutto deve essere dentro questa sensibilità.
Mi pongo anche la questione e la pongo anche all'Ufficio di Presidenza di capire se possiamo costantemente esaminare mozioni di questo tipo, su qualsiasi argomento, perché il Comune X non ha provveduto ad accedere al bando Y dell'agricoltura, perché la Provincia di Macerata leggiamo, oggi sul giornale, è fuori da determinate competenze turistiche, perché il Comune di Civitanova non ha fatto quello che doveva fare per avere dall'Assessore Bora i contributi per l'industria eccetera, potremmo inventarci 100 mozioni, ripeto, tutte legittime, tutte interessanti, tutte da valutare, ma riempiremmo l'Aula di argomenti che forse non sono esattamente di nostra competenza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Il Consigliere Zura Puntaroni ha evidenziato questo aspetto estremamente importante.
Anche in riferimento all'ultimo intervento del Consigliere Marconi credo che quello che si chiede a questa Aula non sia di sostituirsi agli organismi territoriali preposti a fare queste cose e al controllo, ma noi sottovalutiamo un aspetto molto importante, noi non facciamo soltanto enunciazioni - questa Regione sotto l'aspetto paesaggistico è bella, è una località importante per il turismo - ma paghiamo anche, questa Regione paga gli spot pubblicitari per mostrare la bellezza del nostro territorio, allora io non vedo contraddizioni rispetto a questa mozione che richiama l'Aula ad essere coerente nel ragionamento complessivo. Chi lo fa questo ragionamento complessivo? Lo fa la Giunta, lo fa la Regione Marche quando mette in atto dei provvedimenti che costano, che paghiamo, che la comunità paga.
Il senso di questa mozione va recepito dall'Aula, se poi dobbiamo tradurla anche in un'eventuale indicazione, in linee guida di questo territorio, ben venga per il futuro, ma credo che l'aspetto essenziale di questa mozione sia questo spirito politico, è ovvio, che altro non è che l'indicazione politica che noi siamo attenti, come Consiglio regionale, anche al territorio.
Certo che non vogliamo entrare nelle competenze del Comune, in questo caso di San Severino, assolutamente no, però è un'indicazione, chiamiamola così, di interesse collettivo, di interesse della comunità, questa Aula dà delle indicazioni preso atto che il patrimonio di questa regione è talmente bello che non può essere depauperato dai Comuni in modo un po' leggero, come il più delle volte si è verificato rispondendo a delle logiche di interesse territoriale. Non nascondiamo le cose che sono accadute e che potranno accadere, bisogna fare in modo che non succeddano più, credo che questo debba essere, non la prevaricazione sulle autonomie locali, ma dire: attenzione la Regione è molto sensibile a questo benessere, al benessere della comunità marchigiana. Questa è l'indicazione che noi dobbiamo mandare, è chiaro che non è, ripeto, sostituirsi, ma dare un'indicazione.
Se il Consiglio recepisce questa indicazione, è un'indicazione di interesse collettivo, di interesse unanime di quest'organo sovrano che non vincola i Comuni, ma dice: attenzione, guardate che la Regione è sensibile a questo aspetto molto importante, Basta! E' chiaro, la legge poi la devono applicare loro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Condivido il contenuto di questa mozione nel senso che l'oggetto che tratta va nella direzione della tutela del paesaggio per cui è assolutamente condivisibile.
Il problema dal mio punto di vista è il dispositivo perché si chiede di sensibilizzare il Comune di San Severino affinché …
Ci sono due motivazioni, secondo me, per cui questo dispositivo ha dei problemi, il primo, come già detto da altri colleghi, non è competenza della Regione Marche influire sulle scelte decisionali delle amministrazioni comunali.
In Commissione ambiente abbiamo affrontato questa tematica per un'altra questione e si è chiarito che i Comuni hanno la loro autonomia nel decidere e nel gestire il proprio territorio, e quest'autonomia è garantita dalla Costituzione italiana. Abbiamo affrontato questo problema, quindi va bene chiedere di sensibilizzare, però c'è un principio chiaro, sancito dalla Costituzione italiana, che dà al Comune la capacità e l'autonomia di decidere cosa fare nel proprio territorio.
Secondo punto, è vero che noi qui trattiamo mozioni e spesso e volentieri la mozione chiede di sensibilizzare il Governo ad esempio affinché si faccia promotore di una certa cosa, ma in quel caso è giusto perché noi ci rivolgiamo ad un'autorità superiore che legifera sulle nostre spalle ed è chiaro che noi possiamo tentare un'azione affinché quella legge che mi ricadrà sulle spalle sia fatta in un certo modo, ma scendere verticalmente nei gradi istituzionali verso i Comuni, è sbagliato perché, come diceva anche il Consigliere Marconi, ognuno di noi può presentare la sua “mozioncina”, abbiamo quasi 300 Comuni nella regione Marche, intaseremo il Consiglio di mozioni, tutte valide, perché anche questa è condivisibile e valida, attenzione, io nell'oggetto la condivido in pieno, l'errore secondo me è nel dispositivo.
Per i motivi che ho citato il mio voto sarà di astensione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Veramente una dotta discussione se sia legittimo o no sensibilizzare un Comune! Veniamo tutti dal territorio e se il territorio ci chiede di aiutarlo in un’azione politica che potremmo ritenere legittima o non legittima, se non è legittima non lo aiutiamo, se è legittima lo aiutiamo.
Ci scandalizziamo che il Consigliere Zura Puntaroni chieda di sensibilizzare il territorio dove è stato eletto, dove ha le sue radici e che gli ha detto: “Sei Consigliere regionale, dammi una mano politicamente perché questo scempio non deve esserci”.
Noi non abbiamo fatto altro, non sto difendendo il Consigliere Zura Puntaroni, che telefonare al nostro Movimento di Tolentino dicendo “Guarda che c'è una mozione così ...” ed il Movimento di Tolentino ci ha detto: “E' una battaglia che facciamo anche noi, perché non vogliamo che ci sia lo scempio del territorio al confine con una zona protetta, la cementificazione e la puzza dei caprini e degli ovini”. Su questa cosa che mi sembra semplicissima è venuta fuori una discussione dotta, di dottrina, se questa cosa è legittima o no.
Sensibilizzazione del Comune, quando stigmatizziamo dichiarazioni politiche di un Sindaco o di un Consigliere che non ci piacciono, stigmatizziamo si o no? Si, perché è nostro dovere! Quando facciamo le variazioni di bilancio, le altre cose, quante marchette ci sono per il territorio? E ci scandalizziamo di questa cosa?
Signori o c'è una unicità di comportamento su tutto, oppure questa mi sembra una questione di lana caprina. Noi comunque, anche perché abbiamo sentito i nostri sul territorio e ci hanno detto che è una battaglia che sta andando avanti e che c'è il rischio che sia una battaglia persa, voteremo a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Non è soltanto per il rispetto delle autonomie locali che sono contraria a questa mozione, ma lo sono assolutamente nel merito.
Innanzitutto si parla di variante e poi si dice che ci sono stalle, allevamenti caprini ed ovini in una zona agricola, quindi compatibili almeno fino a un metro cubo su un metro quadro di volume. Poi si parla di fotovoltaico che secondo il 267 articolo 12 è conforme anche alle zone agricole e non necessita di variante.
Già mi sembra abbastanza strana la vostra proposta nella parte narrativa anche perché, come sapete, il fotovoltaico sopra una certa soglia, soprattutto vicino a queste zone e in zona 42/2004, è assoggettato a delle autorizzazioni particolari, anzi non ricordo se prima era il Consigliere Giancarli che parlava delle linee guida che approvò la Regione e credo che nell'elenco ci sia un'esclusione delle aree previste nel decreto legislativo n. 42/2004, non so se ex 431 oppure 1497.
Questa zona è sicuramente di pregio perché è sottoposta ad entrambe, ci sono boschi, il bosco è ovviamente protetto, per cui mi sembra abbastanza impensabile che possa esserci ubicato un fotovoltaico anche perché per tagliare un bosco, voi sapete, ci sono delle regole particolari, credo quindi che ci sia qualche inesattezza.
Si parla anche di vincoli idrogeologici, quindi dovrà essere acquisito un ulteriore parere e il perseguimento di invarianza idraulica, come di uno scandalo, ma è un obbligo di legge da tempo, non è una cosa tanto strana che si persegua invarianza idraulica, in ogni progetto anche il più banale è un obbligo di legge già da tempo.
Detto questo oltre che nel merito mi sembra ci sia forse l'impossibilità di realizzare questo intervento, vero è che è già stato negato dal Comune, quindi mi sembra più una questione strumentale quella di gridare “al lupo al lupo” in questo caso.
Credo che il Consiglio debba avere una funzione completamente diversa perché se discutiamo nel merito di cosa vogliamo fare delle nostre zone agricole, ad esempio decidiamo di non far fare più le stalle - questa è un'argomentazione che possiamo discutere - o decidiamo magari di far fare delle stalle che abbiano delle caratteristiche di buona progettualità, entriamo nel merito della qualità progettuale, e allora siamo d'accordo.
E' facile dire “Il fotovoltaico lo mettiamo ...” come ha detto il Consigliere Celani con il quale io ho collaborato quando la Provincia che, devo dire la verità, si prese l'impegno di impedire l'ubicazione del fotovoltaico in ogni dove, però caro Consigliere Celani le voglio anche dire che metterlo sui tetti dei capannoni, che oggi per la maggior parte sono delle banche, non sono più di proprietà e probabilmente hanno poca tenuta dal punto di vista statico, questo lo sa meglio di me, mi sembra un po' semplice.
Ricordo un nostro Presidente della Provincia, non era lei, che diceva: “Mettiamoli tutti nella vallata del Tronto”, si però le proprietà chi le trovava lì, perché se la crisi c'è, c'è anche nella proprietà degli immobili.
Credo che non dovremmo avere una visione puntuale del territorio, cioè entrare nel merito di un progetto che è di esclusiva competenza comunale, perché verosimilmente non costituisce neppure variante, e se c'è un parere della Sovrintendenza, e qui ci sarà, o partiamo dal presupposto che non ci fidiamo degli organismi che esistono o in democrazia ci sono delle regole.
Credo invece che dovremo sensibilizzare l'opinione pubblica e decidere di prendere dei provvedimenti che siano, quello che stiamo facendo, una rivisitazione del Ppar rispetto al 42/2004, allora in quell'occasione si potrà aggiungere ad un Piano paesaggistico, secondo me, di alto valore che ha impedito tante sciagure fino ad oggi, ulteriori elementi per tutto il territorio, non per quello che viene evidenziato, sollevato, ma in maniera omogenea per tutto il territorio.
Non credo che dobbiamo guardare i casi puntuali andando a dire o a consigliare ai Sindaci quello che devono fare, credo che i Sindaci lo sappiano benissimo quello che devono fare perché hanno delle normative e hanno soprattutto un'autonomia e all'interno dell'autonomia – si chiamano autonomie locali - possono applicare il loro pensiero di gestione del territorio perché questo gli è consentito dal 267, quindi penso che possano decidere nel bene e nel male assumendosi le responsabilità di modificare il territorio all'interno delle normative.
Credo che il Consiglio invece possa fare un dibattito sul paesaggio, sulla tutela del paesaggio marchigiano, come ci insegna la convenzione europea del paesaggio, e ritengo che sarebbe un'ottima discussione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Probabilmente non conosce la questione, lì sul taglio del bosco ci sono 1.000 denunce, querele, c'è già l'avvocato, un altro mucchio ce ne sono su altri capannoni fatti, la situazione è abbastanza pesante, non è una cosa molto semplice, per carità, questo imprenditore è un tipetto che ve lo consiglio, è stato appoggiato dal Sindaco di prima, adesso c'è un Sindaco nuovo, vediamo come si comporterà …

Angelo SCIAPICHETTI. Consigliere Zura Puntaroni non è consentito a nessuno parlare di cose …

PRESIDENTE. Consigliere la richiamo ad un linguaggio più appropriato e consono.

(interviene fuori microfono l’Assessore Sciapichetti)

Luigi ZURA PUNTARONI. Non capisco perché il nostro Assessore Sciapichetti si scaldi tanto.

(interviene fuori microfono l’Assessore Sciapichetti)

Luigi ZURA PUNTARONI. Non capisco perché l’Assessore Sciapichetti si scaldi tanto. Per esempio questa mattina c'era la questione di andare a Fermo io non mi sono scaldato, ho fatto un'osservazione ed è finita lì, eppure è una questione che mi stava a cuore.
Non capisco …

PRESIDENTE. La invito ancora ad un linguaggio più consono a quest'Aula e ad evitare accuse gratuite non provate.

Luigi ZURA PUNTARONI. Io non ho capito cosa ho detto. Ho detto che stamattina su una cosa che mi stava a cuore non mi sono scaldato, io non sono neanche appoggiato dall’alto, dallo Spirito Santo, semplicemente non condividevo la cosa, ma è finita lì, tanto che il Presidente dell'Assemblea penso che me ne darà atto.
Non capisco perché su una semplice mozione che ho presentato, forse dovevo fare una cronistoria più completa visto che si tratta di una cosa che risale a 7, 8, 10 anni fa, dovevo allegare tutte le copie delle denunce, delle querele, tutti i misfatti, tutti i procedimenti, forse quelli sarebbero serviti a tacitare il nostro Assessore Sciapichetti e a far capire quello che era successo in passato perché dire delle cose false è un conto, dire delle cose vere è un altro.
Le cose vere vanno supportate dai documenti, vedo che l'Assessore Sciapichetti si scalda tanto per una stupida, semplice, mozione sulla quale tutti voi mi avete detto che, tutto sommato, non è di competenza dell'Aula, che tutto sommato il Sindaco ha facoltà di decidere, non capisco quindi perché l'Assessore Sciapichetti per una cosa così marginale si scaldi tanto, se la cosa è marginale, io per esempio non mi scaldo, ma se la cosa è importante …

(interviene fuori microfono l’Assessore Sciapichetti)

PRESIDENTE. Concluda la sua dichiarazione di voto, Consigliere.

Luigi ZURA PUNTARONI. Non mi fa parlare! Quando parlano gli altri io sto qui in silenzio, voglio fare la mia dichiarazione e dire alla Vicepresidente: “Guardi, probabilmente non ha tutte le notizie, quella semplice, stupida mozione doveva essere più particolare, più articolata, fare la storia di 7, 8 anni di quello che è successo”, ma probabilmente a voi di quello che è successo in 7, 8 anni in un Comune vi interessa poco. Quando ho fatto la premessa all'inizio ho detto “Guardate, se noi parliamo sempre di passaggio, di bellezze - il Consigliere Micucci ha sottolineato il fatto che avevo premesso che non abbiamo competenze - è anche ora di dare un segnale”. Poi un segnale cos'è? Una votazione all'unanimità su una cosa simbolica, non è che fa sangue, tutto sommato quando sono partito non ho chiesto chissà che, chissà cosa. Poi se il nostro Assessore Sciapichetti si scalda tanto, mi domando perché? Che c'è dietro? Questioni così gravi?
Io ho fatto una proposta, lascio la scelta all'Assemblea, votate contro, votate come vi pare. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Zaffiri e Leonardi.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Nel frattempo mi sono informata e magari il Comune lo sapeva e voi no, ma questa è una cosa normale essendo di competenza del Comune, sono vietati gli impianti fotovoltaici nelle zone perimetrale, come dall'articolo 136 e 142 del Codice 42/2004, il codice del paesaggio, e questo ai sensi di una delibera della Regione Marche, la n. 13 del 2010, quindi il problema rispetto al fotovoltaico non esiste, abbiamo discusso di una cosa che, se vi foste informati un attimo prima, non avremmo discusso.

(interrompe il Consigliere Celani)

Anna CASINI. Consigliere Celani, il problema non l'ho posto io, il problema l'ha posto lei, l’avete posto voi.
Chi l'ha posto non sapeva cosa diceva … assolutamente non sono onnisciente, ho solo detto che l'Aula ha perso tempo su un argomento che era risolto ab origine.

(interrompe il Consigliere Celani)

Anna CASINI. Non banali, inesatte.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione 98. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Leonardi.
Favorevoli: Fabbri, Celani, Giorgini, Leonardi, Maggi, Marcozzi, Pergolesi, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Contrari: Biancani, Bora, Casini, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati.
Astenuti: Nessuno

(L'Assemblea legislativa non approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,10.


 

 
 
Consiglio - Assemblea legislativa delle Marche
Piazza Cavour 23 - 60121 Ancona
TEL. 07122981  FAX 0712298203  PEC assemblea.marche@emarche.it
Codice Fiscale  80006310421