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Resoconto della seduta n.37 del 26/07/2016

SEDUTA N. 37 DEL 26 LUGLIO 2016

La seduta inizia alle ore 10,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 37 del 26 luglio 2016.

Comunicazioni ai sensi dell’art. 35, VI comma del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Non c'è l'aria condizionata, non c'è niente! Si inizia con un'ora di ritardo, non è possibile!

PRESIDENTE. Per l'aria condizionata stiamo provvedendo e non dipende certo da noi.

Sandro ZAFFIRI. Vuol dire che c'è una cattiva organizzazione perché lei non ha controllato. Lei è il Presidente ed è responsabile di tutto.

PRESIDENTE. Va bene, devo controllare io!
C’è stata mezz'ora di ritardo nell’inizio della seduta a causa di una Commissione che si è riunita.
Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Intervengo sull'organizzazione per chiedere di eliminare la possibilità di convocare le Commissioni prima del Consiglio. Si segua il Regolamento - se lo dice non lo so, altrimenti si cambi - in modo tale che i lavori assembleari filino lisci.
Così è impossibile, anche perché chi ci dice quello che è stato deciso adesso in Commissione per poter poi intervenire sull'atto?
Credo che sia necessario un po' più di rispetto per chi la mattina sta qui alle 10,00, poi ci verrà anche chiesto di interrompere. Penso che non sia corretto, quindi chiedo formalmente che le Commissioni non vengano convocate nelle ore antecedenti il Consiglio, si facciano anche in seduta notturna il giorno prima ma non la mattina in modo da non interferire con i lavori consiliari. Grazie.

PRESIDENTE. Ho detto tante volte che le Commissioni non devono essere convocate in contemporanea con il Consiglio, non so se questa mattina c'era una esigenza particolare, però è evidente che raccolgo il suo invito ed auspico che in futuro le Commissioni si facciano in altro orario e non in sovrapposizione con la seduta assembleare.
Rispetto alla pausa, mi permetta Consigliere, io sono assolutamente convinto che quando si lavora tutto il giorno, anche per rispetto delle persone che collaborano con l'Aula, la pausa sia doverosa, perché noi entriamo ed usciamo, ma c'è gente che non può entrare ed uscire e mi sembra corretto dare a tutti la possibilità di riposarsi un attimo.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei rendere noto il motivo per cui questa mattina abbiamo convocato la Commissione. Dovevamo prendere atto e consapevolezza del parere del Cal, che sarebbe dovuto arrivare ieri, in merito al Piano quinquennale delle aree protette. Siccome oggi andremo ad approvarlo, sono stato costretto a convocare la Commissione questa mattina per visionare il parere del Cal. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Come Presidente della I Commissione faccio notare ai colleghi Consiglieri che quando ci sono emendamenti che arrivano all'ultimo momento e sono relativi ad aspetti finanziari la Commissione ha l'obbligo di esaminarli dal punto di vista della loro ammissibilità, quindi è gioco forza riunirla e credo che questo avverrà anche oggi. E’ un dato ineludibile quando c'è l'esame obbligatorio di emendamenti che hanno una involvenza finanziaria.

PRESIDENTE. In questo caso è certamente ineludibile quindi non si può fare altrimenti.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 35 e 36, rispettivamente del 5 e 12 luglio, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 74 in data 21 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Giacinti, Micucci, Giancarli, Rapa, concernente: “Modifiche alla legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 “Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”, assegnata alla III Commissione in sede referente e trasmessa al Consiglio delle Autonomie locali per il parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e alla II Commissione ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 75 in data 22 luglio, ad iniziativa della Giunta regionale concernente: “Incorporazione del Comune di Acquacanina nel Comune di Fiastra”, già trasmessa all'Ufficio di Presidenza ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9 della legge regionale n.10/1995;
sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 21 in data 18 luglio, ad iniziativa della Giunta regionale concernente: “Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2017-2019 della Regione Marche”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 e trasmessa alle Commissioni II, III e IV, ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 22 in data 21 luglio, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Rendiconto dell'Assemblea legislativa regionale per l'esercizio finanziario 2015” (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 151 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi, concernente: “Modifiche al Piano regionale di gestione dei rifiuti”;
n. 152 del Consigliere Marconi, concernente: “Tutela delle coste e del mare”;
n. 153 del Consigliere Fabbri, concernente: “Riattivazione a scopo turistico della ferrovia Fano-Urbino”;
n. 154 del Consigliere Maggi, concernente: “Agenti di commercio nelle Marche”;
n. 155 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Pergolesi, Giorgini, concernente: “Negoziati sul TTIP e richieste di accesso ai documenti presso il MISE”;
n. 156 del Consigliere Marconi, concernente: “Esclusione del commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein”;
n. 157 del Consigliere Marconi, concernente: “Abolire le tariffe Siae per gli spettacoli gratuiti organizzati dalle amministrazioni locali e dalle associazioni senza scopo di lucro”;
n. 158 del Consigliere Marconi, concernente: “Adesione della Regione Marche alla sperimentazione del progetto "Bandiera Lilla" per la realizzazione di aree turistiche adeguatamente attrezzate per i disabili”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato:
la legge regionale statutaria n. 5 in data 27 giugno 2016 “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche'”;
la legge regionale n. 15 in data 7 luglio 2016 “Modifica alla legge regionale 1 dicembre 1997, n. 71 ‘Norme per la disciplina delle attività estrattive’”.
Ha chiesto congedo l'Assessore Pieroni.

Nomina

Elezione dei Consiglieri segretari dell'Assemblea legislativa
(articolo 13, comma 1 e 3, dello Statuto regionale) – voto limitato a uno

L'ordine del giorno reca l'elezione dei due Consiglieri Segretari dell'Assemblea legislativa regionale.
Ricordo che I'elezione dei Consiglieri Segretari dell'Assemblea legislativa è disciplinata dall'articolo 13, commi 1 e 3, dello Statuto regionale vigente che prevedono una votazione a scrutinio segreto con voto limitato ad uno. La scheda di voto che verrà distribuita è unica e ciascun Consigliere può votare un solo nome.
Non sono previste dichiarazioni di voto, come non è prevista alcuna discussione, essendo l'Assemblea legislativa riunita in funzione di seggio elettorale. E' invece possibile l'annuncio delle candidature alla carica di Consigliere Segretario. Per garantire una maggiore riservatezza e regolarità nelle operazioni di voto sono state previste le modalità che seguono.
Il Vicepresidente Minardi effettuerà la chiamata dei Consiglieri secondo l'ordine alfabetico. Ciascun Consigliere chiamato ritirerà la scheda di voto dal commesso posto alla destra del tavolo della Presidenza e si recherà nella zona retrostante dove è stato allestito un seggio per esprimere il proprio voto; successivamente deporrà la scheda nell'urna sistemata sulla parte sinistra del tavolo della Presidenza.
Invito pertanto il Vicepresidente Malaigia a spostarsi accanto al collega Minardi al fine di vigilare, entrambi, sulla regolarità delle operazioni di voto.
Ricordo, infine che, ai sensi del comma 4 dell'articolo 45 del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, la votazione a scrutinio segreto è valida se il numero delle schede deposte nell'urna non è inferiore alla metà più uno dei componenti assegnati all'Assemblea medesima, cioè 17 schede; che ai sensi del comma 3 dell'articolo 13 dello Statuto regionale vigente, risulteranno eletti il Consigliere di maggioranza ed il Consigliere di minoranza che hanno ottenuto il maggior numero di voti e, in caso di parità tra Consiglieri di maggioranza o tra quelli di minoranza, risulterà eletto Consigliere Segretario il Consigliere più giovane di età.
A questo punto do la parola a chi vuole presentare candidature per la figura di Consigliere Segretario.
Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Noi come gruppo Forza Italia insieme ai gruppi Area popolare, Fratelli d'Italia e Lega Nord, proponiamo la candidatura a Consigliere Segretario del capogruppo di Area popolare Mirco Carloni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. A nome dei gruppi del PD e Uniti per le Marche, UdC proponiamo il Consigliere Boris Rapa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Noi non presentiamo nessuno anche perché non siamo interessati a questa poltrona e smentiamo qualsiasi tipo di accordo che è apparso sui giornalie che abbiamo già smentito pubblicamente.
Addirittura siamo talmente non interessati a queste briciole di potere che non ritiriamo la scheda per la votazione e successivamente ci batteremo affinchè il Consigliere Segretario non abbia compenso e prenda il suo collaboratore all'interno della Regione perché non è giusto che i marchigiani paghino per questo ruolo.

PRESIDENTE. Nessuno ha detto per ora cosa succederà rispetto a questi argomenti, Consigliere Maggi.
Se non ci sono altre richieste di intervento invito il Vicepresidente Minardi a procedere alla chiama dei Consiglieri in ordine alfabetico.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiama dei Consiglieri)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 26
Schede bianche n. 2
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 24

Hanno ricevuti voti:
Boris Rapa n. 16
Mirco Carloni n. 7
Jessica Marcozzi n. 1.

Proclamo eletti Consiglieri segretari dell'Assemblea legislativa regionale i Consiglieri Boris Rapa e Mirco Carloni che invito a prendere posto sui banchi della presidenza con l'augurio di buon lavoro.

(Applausi)

(Assumono le funzioni di Consiglieri Segretari i Consiglieri Rapa e Carloni)

Proposta di legge statutaria n. 68 (testo base)
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Bisonni, Celani, Leonardi, Maggi, Marconi, Rapa, Zaffiri
“Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche'”

Proposta di legge statutaria n. 26
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Urbinati, Celani, Volpini, Giacinti, Rapa, Marconi, Micucci, Traversini, Talè, Minardi, Carloni
“Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche'”

Proposta di legge statutaria n. 46
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche'”

Proposta di legge statutaria n. 57
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi, Giorgini
“Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 'Statuto della Regione Marche'”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di legge n. 68 dei Consiglieri Busilacchi, Bisonni, Celani, Leonardi, Maggi, Marconi, Rapa, Zaffiri, n. 26 dei Consiglieri Giancarli, Urbinati, Celani, Volpini, Giacinti, Rapa, Marconi, Micucci, Traversini, Talè, Minardi, Carloni, n. 46 del Consigliere Fabbri e n. 57 dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi, Giorgini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Un saluto a tutti i colleghi. Con questa proposta di legge, che va detto è stata condivisa da tutti i gruppi consiliari, si propone di adeguare lo Statuto regionale introducendo il controllo sull'attuazione delle leggi e la valutazione delle politiche pubbliche, intese come insieme di attività necessarie ad esercitare una rinnovata funzione di controllo da parte delle Assemblee rappresentative regionali.
Questa duplice finalità viene raggiunta con il controllo sull'attuazione delle leggi attraverso la necessità di comprendere le reali modalità di applicazione delle norme e di individuare i motivi di eventuali difformità rispetto alla ratio legis, motivo per cui era stata introdotta quella legge.
Questa volontà di conoscere l'attuazione delle leggi è dettata dalla consapevolezza di capire se la norma, magari pur ben disegnata all'origine, può incontrare dei rallentamenti o delle difficoltà strada facendo. Questo controllo consente di verificare l'aderenza tra ciò che è stato fatto e ciò che era previsto.
Con la valutazione delle politiche pubbliche viene sondata ed analizzata la capacità della politica pubblica di incidere positivamente su un determinato fenomeno sociale. Questo è lo scopo, la finalità di questa modifica normativa che si estrinseca attraverso l'introduzione di 3 articoli.
L’intento di controllare ulteriormente sia l'attuazione delle leggi che la valutazione delle politiche nasce da una filosofia che strada facendo si è fatta largo fino a prevedere, seguendo anche l'esperienza di altri Paesi dell'Unione europea, la previsione di ulteriori attività valutative in seno alle pubbliche amministrazioni. Addirittura in alcune Regioni del nostro Paese, a livello statutario, sono state previste norme che prevedono questi ulteriori passaggi valutativi.
L'articolo 1, venendo al testo, introduce, accanto alla funzione di controllo sull'operato del Governo regionale e dell'Assemblea legislativa, la valutazione degli effetti delle politiche regionali al fine di verificarne i risultati, come abbiamo detto, anche nell'ottica di guardare alle risorse economiche che impongono una scelta oculata degli investimenti da mettere in campo. In tempi di rarefazione delle risorse, ahimè, diventa un fattore importante il controllo della spesa, comunque sia lo sarebbe in ogni caso. Quindi un elemento importante anche ai fini della valutazione delle politiche.
L'articolo 2 che modifica l'articolo 34 rimanda alla legge regionale il dettaglio dei contenuti dell'analisi tecnico normativa, dell'analisi d'impatto della regolamentazione, due strumenti che dovranno accompagnare gli atti normativi sin dalla fase iniziale della proposta di legge.
L'articolo 3 istituisce, inserendo l'articolo 34 bis dopo l'articolo 34, il Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche, organismo deputato allo svolgimento delle funzioni finora illustrate.
Credo che l'esame di questi articoli si possa concludere qui. Va detto, Presidente, che questa proposta di legge statutaria è abbinata ad altre con le quali aveva attinenza, sono riportate, ma il testo base è quello che abbiamo discusso e per quanto mi riguarda in Commissione abbiamo disatteso le altre proposte abbinate per diversi motivi.
Ora non so se è il caso di discuterne in questa sede o in sede di voto degli articoli.

PRESIDENTE. Penso che possa fare un'unica illustrazione.

Francesco GIACINTI. La proposta di legge n. 26, il cui testo viene un po' abbandonato, si colloca in un contesto temporale forse non più contestuale e propizio ad alcune questioni che venivano trattate.
Per quanto riguarda la proposta n. 46 da un lato ci sembra eccessivo ridurre ad un settimo il quorum previsto per l'eventuale indizione di referendum abrogativo di leggi regionali, per il semplice motivo che vogliamo dare un peso maggiore ad un'istanza che va verso la abrogazione di un testo che a suo tempo ha trovato una sua origine, quindi una sostanza ed un peso maggiore; dall'altro lato non può sfuggire il fatto che un quorum più basso possa far fiorire iniziative abrogative, non dico senza senso, quando magari la vera ratio legis di quella norma traeva origine su un substrato più ampio.
Da ultimo la proposta di legge n. 57 relativa al fatto che le sedute delle Commissioni possono essere pubbliche, ci sembra un dato eccessivo, non perché non si voglia dare pubblicità o trasparenza, però anche da un punto di vista pratico diventerebbe molto difficile assistere a Commissioni pubbliche, questa è stata la motivazione dell'abbandono di questo testo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Signor Presidente, mi consenta prima di tutto di fare i miei complimenti al Segretario Rapa e al Segretario Carloni, devo dire che è stata un’elezione molto interessante che fa delle Marche un laboratorio politico, visto che il Consigliere Carloni è assieme al Ministro Alfano, quindi è nella maggioranza e questo ricompattamento anche da parte della maggioranza del centro destra fa della Regione Marche un laboratorio politico molto interessante per chi di politica si interessa.
Per tornare alla proposta di legge n. 68, come diceva il Consigliere Giacinti, c'è l'introduzione anche nel nostro ordinamento del controllo sull'attuazione delle leggi e le valutazioni delle politiche pubbliche.
La verifica delle leggi serve per vedere se sono state realmente attuate e per capire in quale misura hanno ottenuto gli effetti desiderati, capire cosa è accaduto a seguito dell'approvazione della legge, capire se le scelte adottate hanno consentito di risolvere i problemi, approfondire le cause del malfunzionamento eventualmente o degli scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati e quindi elaborare le necessarie soluzioni.
Per questo, mi riallaccio a quanto detto dal Presidente della I Commissione Consigliere Giacinti, viene istituito un Comitato di controllo per la valutazione delle politiche che è un organismo deputato a svolgere queste funzioni rinviando poi alla legge regionale per la disciplina delle attività da svolgere e per l'utilizzo dei risultati delle analisi effettuate dal Comitato, al regolamento interno dell'Assemblea sia per quanto riguarda le modalità di composizione che la costituzione ed il funzionamento.
A nome del Movimento 5 Stelle ho firmato questa proposta di legge che andava a riordinare lo Statuto colmando quel vuoto nel controllo sull'attuazione delle leggi e sulle valutazioni delle politiche pubbliche che le Commissioni permanenti non sono state in grado di svolgere, credendo di contribuire ad un riordino complessivo dello Statuto in termini di efficienza, trasparenza e partecipazione democratica.
Per dare il nostro contributo oltre a firmare la proposta di legge n. 68 abbiamo presentato la proposta di legge n. 57 con la quale chiedevamo di rendere pubbliche le sedute delle Commissioni nel rispetto del principio universalmente riconosciuto che vuole più efficaci e giusti gli atti elaborati alla luce del sole. Guarda caso il Senato, si faceva riferimento ad una prassi parlamentare, dall'inizio della legislatura ha trasmesso pubblicamente 1160 sedute di Commissione. Quindi c'è un orientamento anche a livello parlamentare sull'apertura, sul rendere pubbliche le sedute delle Commissioni.
Abbiamo presentato la proposta di legge n. 46 che abbassava da un quinto ad un settimo della popolazione la richiesta di referendum per non rendere troppo difficile se non impossibile l'accesso di noi cittadini a questa forma essenziale di democrazia diretta e infine abbiamo votato a favore della proposta di legge n. 26 presentata dalla maggioranza che porta da 3 a 2 il numero degli Assessori esterni che il Presidente della Giunta può nominare tenendo conto ovviamente del risparmio del denaro pubblico.
Orbene, queste proposte di legge, due del Movimento 5 Stelle ed una della maggioranza, sono state bocciate in Commissione, quindi in nome di quali principi viene fatto questo riordino statutario se non si contiene la spesa della politica, se non si allarga la base della partecipazione democratica dei cittadini, se non si attua un principio elementare di trasparenza rendendo pubblico il lavoro dei Commissari che elaborano gli atti da portare in Aula?
Dopo queste bocciature siamo portati a credere che la proposta di legge n. 68 nomini una Commissione di facciata, un annuncio di propaganda elettorale, come ormai siamo abituati ad ascoltare e pertanto personalmente ritiro la firma da questa proposta di legge che si inserisce in un contesto di indirizzo politico che a noi non piace e che combattiamo con forza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Condivido in pieno questa proposta di legge n. 68 che introduce nel nostro Statuto l'organismo di valutazione dello stato di attuazione delle politiche sociali, così come ha detto chi mi ha preceduto.
Questa proposta di legge è stata firmata dai capigruppo ed ha come obiettivo quello di adeguare lo Statuto regionale con l'introduzione del controllo sull'attuazione delle leggi e della valutazione delle politiche pubbliche.
Il controllo consente di verificare l'aderenza tra ciò che è stato fatto e ciò che era previsto nelle norme; con il controllo sull'attuazione delle leggi c'è la necessità di capire le reali modalità di applicazione delle norme e di individuare i motivi di difformità rispetto al disegno originario, quindi la volontà di conoscere l'attuazione delle leggi è dettata dal fatto che durante la sua attuazione può incontrare rallentamenti.
L'attività si propone di capire cosa è accaduto in seguito all'approvazione delle leggi, capire se le scelte adottate hanno consentito di risolvere un problema collettivo, approfondire le cause dello scostamento dall'obiettivo prefissato ed elaborare le necessarie soluzioni.
Questo controllo consente di individuare tali imprevisti, di adottare le soluzioni più opportune e va anche nella direzione del controllo della spesa.
Le altre proposte di legge non verranno discusse perché in Commissione sono state bocciate, sia la 46 che la 57, così come ha detto il Consigliere Giacinti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Devo esprimere la soddisfazione per questo atto che oggi viene in Aula e che è il primo momento di un percorso che è iniziato. Per questo voglio ringraziare lei Presidente e l'Ufficio di Presidenza, oltre che tutti i colleghi della Conferenza dei capigruppo, perché ricordo che questo impegno è incominciato quando l'Ufficio di Presidenza ha indicato alla Conferenza dei capigruppo una serie di obiettivi di mandato, tra questi c'era anche quello di attuare un tema di cui si discuteva da tempo, quello della valutazione delle politiche pubbliche adeguando la Regione Marche alle Regioni più avanzate del nostro Paese.
Noi già partecipiamo a “Capire”, ho ascoltato questo verbo nelle due relazioni di maggioranza e di minoranza, è ritornato, non è un caso, perché è il nome del Comitato che a livello nazionale si occupa di valutazione di politiche pubbliche di cui l'Assemblea legislativa delle Marche fa parte.
Oggi iniziamo un percorso che ci porterà ad adeguarci alle Regioni più avanzate da questo punto di vista.
Ricordo anche che anticipiamo uno degli obiettivi del nuovo Senato della Repubblica. Nella riforma costituzionale è previsto che il Senato delle Regioni abbia questa funzione: quella di valutare le politiche pubbliche. Evidentemente oggi questa competenza è avvertita nel dibattito italiano, politico, anche a livello culturale.
Riprendo brevemente alcune delle questioni indicate dal Presidente Giacinti, e cioè i due aspetti più importanti che vengono introdotti con questa modifica statutaria, quelli riguardanti da un lato l'attuazione delle leggi e dall'altro la valutazione di impatto delle politiche pubbliche.
La prima attiene evidentemente alla verifica che le norme introdotte dalle leggi regionali abbiano una piena ed una concreta attuazione, la seconda è uno strumento meno formale e molto più potente, è quello di valutare l'efficacia delle politiche pubbliche. Quante volte non solo nella nostra Regione ma anche nel nostro Paese, in seguito all'introduzione di una nuova politica pubblica, anche con le migliori intenzioni, non si capisce quale sia stata la sua reale efficacia, quale sia stato il suo reale impatto, quindi la necessità eventualmente di ricalibrare la politica medesima, ricalibrare il target degli interventi di policy anche dal punto di vista finanziario.
Faccio un esempio su tutti, penso alla necessità che avremo nel nostro Paese di rimodulare le politiche sul lavoro pensando a degli obiettivi, quelli di aumentare l'occupazione, di ridurre e di contrastare la disoccupazione, o di contrastare la povertà. Evidentemente per farlo nei prossimi anni metteremo in campo delle politiche che avranno anche un finanziamento, con questa norma riusciremo a capire se l'efficacia di questi strumenti è andata nella direzione che il legislatore auspicava ed eventualmente ricalibrarla, ricalibrando anche gli aspetti finanziari e il disegno all'interno dei capitoli di spesa.
E' una cosa evoluta ed esiste nelle legislazioni più avanzate a livello europeo, quindi credo che sia davvero un passo importante.
Concludo ricordando anche l'iter che ci siamo dati e perché arriviamo oggi in Aula. Noi insieme agli altri capigruppo stiamo rimettendo mano agli aspetti del regolamento interno, ci siamo dati un calendario stringente, ringrazio tutti i colleghi per il lavoro fattivo che si sta producendo, l'obiettivo è di arrivare al nuovo regolamento del Consiglio regionale entro l'anno, questo potrà consentire dall’1 gennaio 2017 di far si che questo strumento, che oggi mette il suo primo mattone, possa essere efficace, ci possa essere dall’1 gennaio 2017 una piena valutazione delle politiche pubbliche marchigiane.
Uno strumento importante, come ricordavo che ci darà la possibilità di conoscere meglio per meglio deliberare.
Io non amo fare molte citazioni ma c'è un vecchio adagio di un grande statista che è Einaudi che scrisse un bellissimo saggio “Conoscere per deliberare”, oggi noi per fare delle leggi abbiamo necessità di conoscere, senza gli strumenti adeguati di conoscenza ed anche di valutazione di quello che stiamo facendo probabilmente si delibera peggio, noi invece abbiamo bisogno, soprattutto in questa fase storica in cui le risorse sono scarse, di poter avere tutti gli strumenti informativi per fare al meglio il nostro lavoro.
Questo atto è un passo molto importante.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Innanzitutto rinnovo le mie congratulazioni ai nuovi Segretari.
In merito alla proposta di legge statutaria n. 68 io l'ho firmata convintamente perché tutti i sistemi che conosco hanno sempre un feedback, un controllo per vedere se l'azione che è stata prodotta sia efficace o meno.
La politica in questo senso forse era, dico era perché con l'approvazione di questa legge non lo sarà più, l'unico sistema un po' anomalo che non prevedeva una sorta di controllo, di feedback, per vedere se e quanto le sue azioni fossero o meno efficaci.
E’ una legge importante che istituisce questo Comitato che ci permetterà di vedere se le nostre mozioni e le nostre proposte di legge trovano applicazione, se sono finanziate oppure no. Il Comitato non redigerà solo delle statistiche ma farà un controllo concreto che servirà ai marchigiani. Ritengo quindi molto utile questa proposta di legge.
In merito alla proposta di legge n. 26, sinceramente io ero favorevole alla riduzione da 3 a 2, non capisco perché sia stata ritirata, anche perché era stata proposta dalla maggioranza, viene presentata e poi bocciata, non ho seguito i lavori di questa Commissione però tendenzialmente sarei favorevole alla riduzione.
La proposta di legge n. 57, poi vorrei dire una cosa, prevede di rendere pubbliche le Commissioni, in linea di principio potrebbe essere anche condivisibile, però nella pratica, ahimè, mi sono reso conto ad un anno dall'elezione, che la Commissione è sostanzialmente un luogo di lavoro, non è un luogo politico e magari il rischio dello streaming è quello che i Commissari siano più propensi al dialogo demagogico che altro.
Ci sono ambienti diversi, questa sede è un luogo politico dove vengono fatte le considerazioni politiche, le Commissioni sono luoghi in cui bisogna fare anche dei discorsi che a volte possono essere impopolari sempre però per il bene dei cittadini.
Voglio far notare che questo discorso dello streaming …, l’ha capito anche il Movimento 5 Stelle perché non lo fa più, tanto è vero che Di Maio quando ha incontrato le lobby non ha fatto lo streaming, quando ha incontrato la Trilateral non ha fatto lo streaming, la neoeletta Sindaca Raggi che ha fatto la prima riunione con i suoi Assessori non ha fatto lo streaming, mi sembra che il Movimento 5 Stelle lo stia abbandonando perché ha capito che forse era più un discorso demagogico che altro.
Ci sono dei momenti in cui è importante che ci sia un’evidenza pubblica mentre ci sono dei momenti in cui è più importante lavorare e confrontarsi apertamente a 360°. Quindi voterò convintamente no alla proposta di legge 57. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. In coda all'intervento del Consigliere Bisonni, ma le altre proposte di legge vanno votate in Aula oppure no? (…) No! Era per chiarire perché …, ah ci sono degli emendamenti, quindi l'intervento del Consigliere Bisonni era appropriato.
Al di là del saluto formale, fa ridere ho fatto personalmente la proposta del Consigliere Rapa, auguro buon lavoro, anche al Consigliere Carloni.
Questa è una modifica statutaria sulla quale mi permetto di dire una brevissima battuta: abbiamo recuperato la rappresentanza, non le poltrone, questo ci tengo a dirlo perché l'ho votata in quest'ottica, non nella prospettiva di recuperare poltrone, ma rappresentanza, poi era stata pensata prevalentemente per le minoranze perché essendo più di una avrebbero avuto opportunità diverse.
Per quanto riguarda il testo, vorrei ringraziare pubblicamente il Consigliere Busilacchi, cosa che faccio raramente perché al di là della stima, non abbiamo le occasioni per farlo, lui non l’ha detto, sostanzialmente è sua questa proposta di modifica statutaria che ha trovato giustamente il consenso di tutti i colleghi capigruppo oltre alla larga condivisione in Commissione regolamento, perché introduce una cosa che forse non appassiona nell'immediato - qui poltrone non ce ne sono, addirittura è ben precisato a livello di Statuto che il Comitato che viene istituito funziona con quello che già c'è, quindi non andiamo ad aggiungere spese o indennità, o gettoni, o prebende a chicchessia - ma che condivido in pieno e che mi sento orgoglioso di approvare oggi in quest'Aula, spero presto in seconda lettura, in quanto mette in conto una cosa di grandissimo buonsenso di cui in Italia, più che in altri Paesi europei, abbiamo bisogno.
L'Italia eccelle in Europa e forse nel mondo per il numero di leggi che vengono presentate, noi abbiamo un numero esagerato di leggi, penso più di 100.000 contro le 5/6 mila dei francesi che pure non scherzano, approviamo le leggi senza avere quello che è scritto al comma 2, articolo 21, lettera n) “la valutazione degli effetti delle politiche regionali ai fini delle verifiche e dei risultati anche nell'ottica del controllo della spesa”, attuazione delle leggi e loro valutazione preventiva.
So di un solo tentativo fatto a livello nazionale, credo con un Governo Prodi, dell'istituzione di una Commissione che doveva fare questa valutazione di impatto preventivo delle leggi, non solo da un punto di vista normativo, Presidente Ceriscioli, perché da un punto di vista normativo è quella che facciamo sempre, cioè noi valutiamo sempre se una legge cozza con altre e i nostri funzionari sono preparati a questo, quindi dovremmo immaginarci un cambio di mentalità, cioè immaginare questa legge applicata sul territorio e se questa legge impiega qualche minuto di più - spezzo una lancia per il bicameralismo perfetto, questo è argomento che mi differenzia dal Consigliere Busilacchi - qualche settimana di più, qualche mese di più ad essere approvata nulla quaestio perché a volte facciamo le leggi con grande rapidità per dimostrare che le Aule legislative sono veloci e poi magari rimangono inattuate per un anno e mezzo.
Io ne segnalo 2 inattuate, impresa amica del sociale e agricoltore custode del territorio, lo farò fino alla fine della legislatura e non lo faccio in senso polemico nei confronti del Servizio servizi sociali o del Servizio agricoltura, ma lo faccio perché queste due leggi approvate nella precedente legislatura dovrebbero essere applicate e non lo sono, e credo che l'elenco delle normative non applicate sia notevole. Ho fatto una stima ad occhio, sono un terzo le leggi approvate e non applicate, naturalmente sono applicate le leggi di spesa e quelle sulle quali ha messo il sigillo l'Assessore Marcolini o l'Assessore Cesetti, quando c'è quel sigillo la legge cammina, quando non c'è la legge non cammina, ovviamente, e questo a tutti i livelli.
Se riusciamo a fare un lavoro serio da qui ad un anno ci leveremo dall'imbarazzo di fare leggi che non servono o leggi che non potranno mai essere applicate perché hanno difficoltà oggettive, perché sono relativamente poco sentite; anche questo è un tipo di valutazione se una legge è frutto del cervellotico ragionamento di un Consigliere regionale che non ha una sua applicazione, va detto, va fatto in maniera preventiva e senza inficiare minimamente, l’abbiamo chiarito bene, l'autonomia del Consigliere. Non è che questo Comitato che esprime pareri sulla valutazione prima e dopo ha un potere di veto sulla presentazione, la legge va avanti lo stesso, ma il Comitato fa questa valutazione e studia gli effetti che questa legge potrà esercitare nella realtà. Quindi grazie per questa iniziativa.
Rapidamente sulle altre proposte di legge che non sono oggetto di votazione, ma ci sono emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle relativamente alla loro riproposizione.
Non abbiamo avuto esperienza di referendum regionali, quindi credo che sia una materia relativamente poco sentita, non credo che la possibilità di scelta di Assessori diminuita o aumentata cambi qualcosa, ma se c'è di più va bene, d'altra parte mi permetto di dirlo, perché in sede di Commissione regolamento lo ripetiamo continuamente, non è che la legge, le norme, gli statuti debbono decidere tutto, qui c'era la possibilità oggettiva di fare tre Assessori esterni, il Presidente ha scelto di farne uno solo, io in teoria li avrei messi completamente liberi, tutti e 6, o tutti esterni o tutti interni, senza nessuna limitazione perché quello che conta è la politica e queste sono le scelte non le leggi che preventivamente determinano questo tipo di cosa.
Piuttosto mi permetto di ripetere, e lo farò fino alla fine della legislatura, una osservazione sia al Presidente Mastrovincenzo che al Presidente Ceriscioli relativamente al numero degli Assessori, questa riforma fatta con violenza dal Governo centrale, meglio dal Parlamento, sotto la pressione più che demagogica della cosiddetta spending review, è stata una stupidaggine mondiale, non si può governare un bilancio di 4 miliardi e mezzo con 6 persone di cui una, il Presidente, si deve assumere l'onere di deleghe specifiche. E’ una cosa anomala, che non dovrebbe avvenire, ma avviene, perché il peso del carico è eccessivo.
Se su questa cosa, visto che ci sono tanti ripensamenti, la Conferenza Stato-Regioni riuscisse a capire che magari interni, quindi l'aumento di spesa è pari quasi a zero - ci sono i miserabili 900.000 euro di indennità di funzione – possono risolvere tanti problemi e credo che ci faccia anche risparmiare, perché un’amministrazione più controllata, più seguita, fa evitare errori.
Per l'ultima osservazione mi unisco a quanto detto dal Consigliere Bisonni, alle osservazioni fatte relativamente alla pubblicità delle Commissioni, cosa estremamente suggestiva, che ho visto con i miei occhi fare in città come San Diego nel 1979 e 1980 ma che presuppongono anche un certo tipo di cultura, ad esempio quella lobbistica, dove le lobby intervengono ufficialmente a fare interventi di questo tipo, se no ci sono i partiti che intervengono con motivazioni di altro tipo. Però, ripeto, sottoscrivo in pieno tutto quello che ha detto il Consigliere Bisonni perché in effetti non credo sia opportuno nella nostra mentalità fare questo tipo di cosa, d'altra parte l'Aula è già abbondantemente pubblicizzata ed è qui che si prendono le decisioni definitive.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Mi associo ai saluti ed agli auguri di buon lavoro per i nuovi eletti Segretari Rapa e Carloni.
Voglio fare soltanto delle brevissime riflessioni perché credo che sia stato detto abbastanza sulla ratio dell'istituzione di questo Comitato.
La prima è una considerazione di carattere prettamente politico-istituzionale, voglio dire che da un punto di vista istituzionale è molto importante l'istituzione di questo Comitato perché credo che rimetta al centro le funzioni, l'autorevolezza di questa assise, del Consiglio.
I compiti del Consiglio sono di indirizzo e controllo, ovviamente il compito di indirizzo lo si esercita nel modo accurato e migliore durante le fasi di programmazione, valutando i bilanci previsionali, corredati sempre da relazioni programmatiche molto corpose, quindi l'indirizzo in quel contesto viene vivisezionato, vengono portati aggiustamenti, ogni Consigliere può produrre emendamenti.
Per quanto riguarda invece la parte del controllo, questa nel tempo si è un po' affievolita, non c'è stato un riscontro diretto, la possibilità diretta di controllare effettivamente quello che i Consiglieri producevano in termini di atti amministrativi oppure dal punto di vista delle leggi.
L'effetto pratico dell'istituzione di questo Comitato è proprio questo: dà la possibilità di valutare a valle tutto quello che questa assise fa e non solo, anche quello che fa la Giunta per vedere se è in sintonia con quanto è stato deliberato a monte.
Mi riallaccio a quanto ha detto il Consigliere Marconi poc'anzi, molto spesso noi siamo portati ad una eccessiva proliferazione di norme che non sono applicate perché da un punto di vista pratico non ci sono le condizioni. Ad esempio – faccio una piccola digressione - ultimamente l'Europa ha normato la realizzazione dello zucchero filato, ci sono centinaia di pagine, ma vorrei capire in pratica come quelle norme possono essere applicate all'omino che durante la fiera ha il suo marchingegno e fa lo zucchero filato. A volte si fanno soltanto perché dobbiamo metterci la coscienza a posto, in questo modo invece noi andremo a vedere se effettivamente quello che facciamo produce degli effetti pratici, se occorre aggiustarli, se le risorse che sono state impegnate attraverso questi atti che noi facciamo sono spese nel modo giusto.
In pratica noi abbiamo la possibilità di misurare a valle gli effetti prodotti dai nostri atti e solo misurandoli possiamo aggiustarli, migliorarli e questo credo sia un aspetto molto importante di cui questo Consiglio deve andare fiero perché inizia un cammino importante di verifica e di controllo.
L'altra considerazione velocissima è che credo che questo sia il frutto, cioè il primo risultato prodotto dalla Commissione straordinaria istituita per rivedere il regolamento di funzionamento del Consiglio stesso.
Una Commissione che sta andando avanti, nel gergo comune si potrebbe dire faticosamente, non è così, è una Commissione che lavora abbastanza bene, velocemente, riesce a fare sintesi molto spesso all'unanimità per cui mi auguro che riesca nei tempi a rispettare il percorso che si è data e portare fin dal prossimo anno, a gennaio, questo atto in Consiglio per rivedere le modalità di svolgimento dei lavori in Aula, per accelerarli, per renderli più fluidi ed anche più pratici.
Chiudo con alcune osservazioni sulle altre proposte di legge. Dispiace che la 26, che io avevo anche firmato, relativa alla riduzione degli Assessori esterni da 3 a 2, non sia stata approvata in Commissione, credo che sia stato un errore, ne potevamo discutere perché se tutto era stato incentrato sulla spending review non si capisce perché non si poteva aprire un dibattito anche su questo aspetto.
Condivido il fatto che una Regione come le Marche non possa essere gestita soltanto da 6 Assessori, 5 Assessori più il Presidente, la demagogia l'ha fatta da padrona negli anni scorsi però credo su questo aspetto si potesse ragionare, così come sull'altra che riguarda le sedute pubbliche. Ne abbiamo discusso in Commissione, ritengo che il Commissario quando lavora deve essere scevro da pressioni che potrebbero venire dall'esterno, dal pubblico, dalle lobby, dalle associazioni di categoria, ci sono altri momenti per rendere pubblica la Commissione e per ascoltare attraverso le audizioni, e noi ne stiamo dando ampia dimostrazione, in modo particolare nella II Commissione, grazie anche al Presidente che da questo punto di vista mi sembra molto in sintonia con il sottoscritto, per cui mi pare che questi momenti ce li abbiamo, li conserviamo, evitiamo di fare delle Commissioni che non portano i Commissari a lavorare in tranquillità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie. Non mi sovrappongo all'esposizione del Consigliere Maggi, voglio soltanto commentare brevemente le nostre proposte di legge che ripresentiamo oggi in Aula come emendamenti, dato che in Commissione non sono passate.
Sul numero degli Assessori esterni, se dopo un anno il Presidente Ceriscioli si avvale di un Assessore, probabilmente così è sufficiente, due potrebbero essere più che sufficienti, portarli a tre non ci interessa e non ci sembra opportuno, quindi noi ripresentiamo l'emendamento per definirne due.
Le sedute pubbliche delle Commissioni. Il Consigliere esercita la sua funzione in Aula e nelle Commissioni, ci sono atti che dalla Commissione non vengono in Aula, quindi a mio avviso non è vero che sono lavori in cui si fa un pour parler sono momenti istituzionali in cui anche la votazione risente delle posizioni politiche e quant'altro. Ritengo che le sedute di Commissione debbano essere pubbliche e addirittura ci possa essere lo streaming – ben venga lo streaming - perché effettivamente, a mio avviso, i lavori sono equiparabili a quelli dell'Assemblea ed essendo coerenti e trasparenti non dovrebbe esserci nessun tipo di problema ad accettare questa posizione e noi ripresentiamo con l'emendamento 1 bis/1 la proposta di legge.
La ex proposta di legge n. 46 che noi ripresentiamo con l'emendamento 3 bis/1, riguarda la possibilità di indizione di referendum da parte della popolazione. La normativa dice che ventimila elettori possono presentare la proposta di referendum oppure due Consigli provinciali o venti Consigli comunali oppure tanti Consigli comunali la cui somma rappresenti un quinto della popolazione, noi chiediamo di abbassare il quorum ad un settimo.
Non è che ci siamo inventati noi questo settimo, siamo andati a ripescare, nel 1971, la normativa precedente, lo Statuto precedente, in cui si indicava un settimo, dato che siamo 1 milione e 551 mila un quinto equivarrebbero a 310.000 persone, un settimo a 221.000 persone. Ricordo che per esempio gli abitanti della provincia di Ascoli Piceno sono 210.000, non vuol dire abbassare eccessivamente il quorum, non è che chi si sveglia la mattina o un certo numero di Comuni indice un referendum, però è un passo per favorire la partecipazione democratica dei cittadini. Per cui riteniamo opportuno anche proporre questo primo passo verso una democrazia un po' più partecipata.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Non solo per dichiarazione di voto ma voglio anche aggiungere, siccome sono firmatario anche di questi emendamenti, soltanto una cosa per quanto riguarda quello che ha detto il Consigliere Fabbri che ovviamente è condivisibile.
Vorrei leggere, a proposito del portare da 3 a 2 gli Assessori della Giunta, le motivazioni scritte dai Consiglieri Giancarli, Urbinati, Celani, Volpini, Giacinti, Rapa, Marconi, Micucci, Traversini, Talè, Minardi, Carloni: “Signori Consiglieri, in una fase repubblicana dedicata alla sobrietà appare sempre più opportuno introdurre norme che consentano una gestione della cosa pubblica sostenibile e rispettosa della volontà popolare espressa attraverso le elezioni. La presente proposta di legge - che noi abbiamo trasformato in un emendamento visto che è stata ritirata - si muove in questa direzione riducendo da 3 a 2 il numero degli Assessori esterni nominabili dal Presidente della Giunta regionale. Un esecutivo maggiormente formato da rappresentanti eletti rafforza infatti la saldatura democratica tra istituzioni e cittadinanza assicurando nel contempo un contenimento dei costi della politica tale da salvaguardare comunque le esigenze di buon funzionamento della amministrazione pubblica”.
Io questo non solo lo sottoscrivo, ma lo faccio con penna d'oca e calamaio, perché è una dichiarazione che ci trova completamente d'accordo e adesso non so quale cambio di vento ha fatto si che questa proposta di legge fosse ritirata.
Noi siamo completamente favorevoli a questa riduzione da 3 a 2 degli Assessori esterni, siamo d'accordo con le motivazioni che gli esimi colleghi hanno portato in questa proposta di legge e votiamo ovviamente a favore.

PRESIDENTE. Questa è stata l'illustrazione dell'emendamento 01/1 che andiamo a votare subito, è la proposta di un articolo introduttivo, lo 01, rispetto alla proposta di legge. Passiamo alla votazione.
Emendamento 01/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1 bis/1, istitutivo dell'articolo 1 bis, a firma del Consigliere Maggi che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Non prendo in considerazione le dichiarazioni di chi non rispetta più il mandato degli elettori e quindi non ritengo di dover intervenire su questo.
Voglio ricordare soltanto che c'è un cambio di tendenza perché la motivazione in Commissione era stata soprattutto quella che nelle Aule parlamentari le Commissioni non erano pubbliche, ripeto 1.160 Commissioni permanenti del Senato sono state rese pubbliche dal Presidente del Senato, se volete ho anche l'articolo di giornale.
Ricordo che quello che arriva in Aula è il lavoro, la mediazione e la proposta politica di tutti i gruppi e non si capisce perché questa mediazione e questo lavoro, che portano gli atti in Aula, siano preclusi ai nostri elettori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Ho l'impressione che il Consigliere Maggi si confonda, una cosa sono le sedute pubbliche una cosa sono gli atti, gli atti delle Commissioni del Senato sono pubblici, sfido qualsiasi cittadino ad andare ad una Commissione del Senato, mi saprà dire Consigliere Maggi, provi ad entrarci!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Solo per chiarire la dichiarazione del Consigliere Maggi, non abbiamo detto in Commissione che respingevamo questo emendamento, questo orientamento, per non far trasparire e dare pubblicità agli atti, ma semplicemente per questioni logistiche, in quanto una seduta pubblica dovrebbe tenersi in un luogo più idoneo ed atto a consentire una frequenza, ma soprattutto, visto che si tratta di una Commissione di lavoro, per sentirci un po' più a nostro agio con commenti, elucubrazioni, come spesso accade, il Consigliere Maggi fa parte di questa Commissione.
Mi sembra giusto richiamare la vera motivazione e non il fatto delle Commissioni parlamentari che non è stato neanche toccato.
Mi sembra più corretto fare emergere il vero motivo che era quello di dire siamo un po' più a nostro agio e da un punto di vista logistico una Commissione pubblica forse non può tenersi nelle sale in cui solitamente si tengono le nostre Commissioni. Tutto qui.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Sono sorpresa perché il rumore delle unghie sugli specchi è agghiacciante e assordante, qui si sta parlando di rendere pubbliche delle Commissioni, come lo sono non solo quelle del Parlamento ma anche quelle dei singoli Comuni.
I Comuni hanno le Commissioni pubbliche e noi che siamo la Regione non possiamo e non siamo in grado di renderle pubbliche per mancanza di spazi?
La Regione Emilia Romagna ha addirittura lo streaming in ogni Aula di Commissione, quindi credo che questa scusa sia veramente ridicola. Oltretutto aggravata dal fatto che si dice che non ci si sente a proprio agio davanti allo streaming, noi siamo qui eletti per rappresentare i cittadini, quindi sono sorpresa anche che si dichiarino queste cose. Spero che qualcuno abbia dei ripensamenti.

PRESIDENTE. Emendamento 1 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 03 bis/1, istitutivo dell'articolo 03, a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 3 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 68. La pongo in votazione per appello nominale, chiesto a nome dei Consiglieri Busilacchi, Urbinati e Giancarli, ricordando che ci vuole la maggioranza assoluta.
Favorevoli: Biancani, Bisonni, Bora, Busilacchi, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Leonardi, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Zaffiri.
Contrari: Nessuno.
Astenuti: Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Sulla proposta di legge n. 63 sono giunti alcuni sub emendamenti che la Commissione deve obbligatoriamente valutare, quindi sospendo per 10 minuti la seduta.

La seduta è sospesa alle ore 12,00.

La seduta riprende alle ore 12,35.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Proposta di legge n. 63
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni urgenti di adeguamento dell'ordinamento regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 63 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Nel corso dell'esame della proposta di legge n. 63 abbiamo introdotto in Commissione delle modifiche per dare soluzione ad alcune criticità emerse in fase di applicazione della legge regionale.
Nel dettaglio le modifiche alla proposta di legge n. 63 che abbiamo introdotto in Commissione sono già inserite e sono la soppressione dell'articolo 2, l'introduzione dell'articolo 4 bis, l'introduzione dell'articolo 4 ter, l'introduzione dell'articolo 6 bis che poi è stato ulteriormente emendato, e la soppressione della lettera a) dell'articolo 7.
Le altre questioni sollevate da emendamenti posti in Commissione durante l'esame dell'atto non sono inserite in quanto abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti.
Gli ulteriori emendamenti che abbiamo votato in Aula favorevolmente li descriverò a mano a mano che illustrerò la proposta di legge, quindi articolo per articolo e gli emendamenti che riguardano direttamente gli articoli li andrò a descrivere fin da subito.
Il primo articolo della proposta di legge n. 63 è l'articolo 1 che prevede la modifica dell'articolo 1 della legge regionale n. 12 del 1992 concernente: “Disciplina del fondo per le opere di urbanizzazione” stabilendo una percentuale minima da versare al fine di garantire il reperimento di risorse finalizzate alla realizzazione di edifici, soprattutto per quelli di culto, in particolare chiese o edifici sempre legati al culto. La normativa precedente prevedeva che per i proventi per l'urbanizzazione secondaria doveva essere assegnata una quota non superiore al 30%, però non andava a definire la quota minima, con questa modifica definiamo una quota minima che non deve essere inferiore al 5% e non superiore al 30%.
L'articolo 2 del testo proposto modificava l'articolo 14 della legge regionale n. 10 del 1997, norma che riguarda gli animali da affezione, ma la Commissione ha proposto la soppressione di questo articolo in quanto si è ritenuto inopportuno procedere con una modifica limitata solamente a questo aspetto della legge in considerazione del fatto che l'Assessore Sciapichetti ha già avviato un tavolo tecnico volto alla riscrittura complessiva del provvedimento. Sembrava quindi inopportuno modificare solamente una piccola parte della norma.
L'articolo 3 rimane identico, riguarda la modifica dell'articolo 3 della legge regionale n. 4 del 1998 che si occupa del personale in servizio presso la sede della Regione a Bruxelles di collegamento presso l’Unione europea e prevede la riduzione delle indennità del 50% rispetto a quello che prende il personale italiano, non della Regione Marche. Ovviamente sarà poi la Giunta a determinare la nuova indennità rispetto a questo articolo entro 30 giorni dall'approvazione di questa proposta di legge.
Un'ulteriore modifica concerne l'articolo 4 che riguarda il personale in servizio presso la Presidenza della Giunta regionale, modifica dell'articolo 21 della legge regionale n. 20 del 2001 fatta per rendere più flessibile e funzionale il conferimento degli incarichi. In pratica si vuole evidenziare come il rapporto in relazione al tipo di incarico deve essere prevalentemente fiduciario. Al di là di quelle che sono le competenze - il Presidente se sceglie una persona la sceglie competente - il rapporto è fiduciario, vengono quindi modificate le caratteristiche che deve avere questo tipo di personale.
Abbiamo aggiunto il comma 1 bis che modifica l'articolo 21 della legge regionale 20, che porta il personale dell'ufficio del Presidente da 2 a 3. Si conferma identico il comma 3 bis che prevede che il Presidente della Giunta regionale possa avvalersi di consulenti esperti riconoscendo loro solamente il rimborso delle spese sostenute.
A questo proposito, come ho già detto, c'è un primo emendamento che descriverò subito, è l'emendamento 4/4 che è stato approvato in Commissione e che modifica il compenso spettante alle figure previste dal comma 1. Prima era definito incarico di tipo dirigenziale e noi inseriamo la dicitura “non superiore”, l'intento della Commissione, poi nella realtà è così, è quello di fare in modo che il compenso possa essere anche ridotto, possa essere anche inferiore sulla base di quelle che sono le richieste, il tempo e la professionalità richiesta rispetto all'incarico necessario.
L'altra modifica che è stata aggiunta in Commissione, un ulteriore emendamento che è già parte integrante della proposta di legge, è l'articolo 4 bis il quale va a modificare la legge regionale 23 del 1995, l'avevamo già modificata in parte lo scorso anno, è quella norma che abbiamo votato all'unanimità e che prevede da parte dei Consiglieri la possibilità di utilizzare le sedi decentrate della Regione, con questo articolo 4 bis si inseriscono anche le sedi dei Comuni e delle Unioni Montane, ovviamente ci deve essere l'accordo sia dei Comuni che delle Unioni Montane, previa stipula di una convenzione con l'Ufficio di Presidenza.
E' stato introdotto un ulteriore articolo, il 4 ter, che modifica l'articolo 34 della legge regionale 20 del 2003 che ha l'intento di promuovere le produzioni artistiche del territorio regionale e prevede che la Giunta definisca con apposita delibera il disciplinare d'uso del contrassegno di qualità delle produzioni artistiche tipiche e tradizionali. L'obiettivo è quello della maggior tutela delle produzioni artistiche del nostro territorio.
Per quanto riguarda l'articolo 5 la Commissione ha presentato l'emendamento 5/1 che ne prevede la soppressione. Questo emendamento era già passato in Commissione, era stato fatto in accordo con la Giunta nella persona dell'Assessore competente Casini. L’articolo 5 riguarda alcune modifiche legate all'Erap.
Devo dire che in III Commissione si erano proposte ed evidenziate le modifiche da apportare all'articolo 5, però da un ulteriore approfondimento è emerso che la modifica di questo articolo non è possibile in quanto la materia dell’ogf è stata ricondotta alla competenza esclusiva dello Stato per effetto dell'articolo 3 del decreto legge 47 del 2014. Il piano di alienazione, di vendita dell'Erap, che è stato avviato con delibera del Consiglio regionale n. 115 del 2014 è da considerarsi valido ed efficace solo grazie al cosiddetto decreto “Lupi” che fa salvi i programmi già avviati. Una modifica fatta oggi porterebbe ad una variazione del piano e non sarebbe possibile in quanto la vendita degli ogf è una competenza esclusiva dello Stato.
Uno degli aspetti importanti che introduceva l'articolo 5 era la possibilità dell'acquisto dell’alloggio da parte di un familiare convivente, l’avevamo visto in Commissione e secondo gli uffici questo era superabile dal fatto che il mutuo poteva essere intestato non solamente dal soggetto principale che aveva titolo all'alloggio ma anche da un soggetto convivente. Questo avrebbe permesso anche al convivente, qualora ne avesse avuto titolo, di potersi accollare il mutuo facendo in modo che l'acquisto dell'alloggio potesse avvenire. La proposta è che l'articolo 5 venga completamente soppresso.
L'articolo 6 concerne le norme transitorie, in particolar modo il comma 1 riguarda le norme sui rifiuti e nelle more dell’attuazione del piano d'ambito, quindi del piano di gestione dei rifiuti, di cui all'articolo 10 della legge regionale 24 del 2009, si dà la possibilità ai Comuni di richiedere il passaggio ad altro ambito territoriale ottimale (Ato) confinante rispetto a quello di appartenenza.
Il passaggio viene disposto con deliberazione di Giunta regionale, previo parere da parte dei due Ato. La norma prevede due condizioni che devono essere rispettate: che il confine, rispetto all'Ato verso il quale si vuole andare, deve essere almeno il 70% del confine del territorio e che la richiesta deve essere adeguatamente motivata.
Il comma 2 riguarda il Comitato permanente per la semplificazione (istituito ai sensi della legge 3 del 2015) e in attesa della nomina dei componenti, il parere sulla legge regionale di semplificazione può essere richiesto in sostituzione al Cal e al Crel fino a quando non ci sarà la nomina del Comitato permanente.
L'articolo 6 bis è stato inserito dalla Commissione ed ora verrà modificato da un ulteriore emendamento, il 6 bis/1/3, che non comporta variazioni agli effetti di spesa e modifica la legge regionale 13 del 2016, il provvedimento di variazione di bilancio previsto per il 2016/2018. L’emendamento si è reso necessario per l'esigenza segnalata da parte della Giunta di apportare rimodulazioni e riclassificazioni degli stanziamenti nelle missioni dei programmi, per una corretta applicazione del decreto legislativo n. 118 del 2011 relativo all’armonizzazione dei bilanci pubblici e per la correzione di alcuni errori materiali che erano stati fatti nella legge 13 del 2016.
Voglio fare un’ulteriore precisazione perché il sub emendamento che è stato presentato adesso in Commissione, il 6 bis/1/3, riguarda anche lo stanziamento delle risorse per la gestione tariffaria, sono ulteriori 300.000 euro per il 2016 e 900.000 euro per il 2017.
Dopo l'articolo 6 bis abbiamo l'articolo 7 (abrogazioni). Per quanto riguarda la lettera a) la Commissione ha deciso di sopprimerla rispetto all'articolo 7 della proposta di legge. Questa soppressione riguarda la Svim e deriva da una indicazione che è pervenuta dalla II Commissione referente in quanto, anche in questo caso rispetto alla Svim, si sta operando una modifica generale della legge regionale, quindi è sembrato inopportuno modificare una parte di questa normativa in quanto si è in attesa della modifica complessiva.
In merito all'articolo 7 abbiamo le lettere b) e d) che riguardano il trasporto pubblico locale ed abrogano l'articolo 7 della legge regionale 6 del 2013 e la legge regionale 26 del 2015. Queste abrogazioni vengono fatte per corrispondere ai rilievi di incostituzionalità sollevati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, come concordato dalla Regione con la stessa Presidenza, nello spirito di collaborazione, evitare il ricorso della Corte Costituzionale. Vengono quindi abrogate queste due lettere che prevedevano la proroga del contratto alla fine del 2017.
Oltre alle lettere b) e d) abbiamo la lettera c) che abroga la norma che prevede l'istituzione dell'Agenzia unica regionale, la Regione Marche non ha più intenzione di istituire una Agenzia unica regionale per il trasporto, ma di gestire il trasporto tramite i servizi interni della Regione.
L'articolo 8 si occupa dell'invarianza finanziaria e l'articolo 9 della disposizione di urgenza.
Oltre a questi emendamenti che ho descritto ce ne sono altri che sono passati al vaglio della Commissione che in questa fase vorrei già illustrare.
L’emendamento 5 bis/3 modifica la legge regionale 31 del 2009 e l'articolo 9 viene abrogato. Questo articolo preveda l'obbligo di pubblicazione dei bandi dei concorsi pubblici solamente all'interno del Bur regionale, con questo emendamento che approveremo vogliamo che la pubblicazione avvenga sulla Gazzetta Ufficiale al fine di rendere più ampia la diffusione dei concorsi regionali.
L'altro emendamento è il 5 bis/4, ad iniziativa della I Commissione, che modifica la legge regionale 22 del 2010 e riguarda la Commissione di valutazione per la valutazione dei dirigenti, già prevista e disciplinata dal decreto legge 150 del 2009. Nel rispetto della norma nazionale la disposizione proposta assume un carattere più restrittivo poiché l'incompatibilità viene estesa agli amministratori degli enti, delle agenzie e delle società regionali e a coloro che sono stati dipendenti della Regione. Viene inoltre specificato che tutti gli incarichi incompatibili non devono essere stati svolti nella presente legislatura, quindi si pone il limite di 5 anni.
Un ulteriore emendamento, sempre votato in Commissione, è il 5 bis/5, proposto direttamente dall'Assessore Pieroni e riguarda le funzioni di vigilanza venatoria e ittica, interpretazione autentica della legge regionale 13 del 2015. L'emendamento intende fornire chiarimenti circa l'esercizio delle funzioni di vigilanza riassegnate alle Province in materia di caccia e pesca al fine di poter procedere alle convenzioni con le Province. Le funzioni sono quelle di vigilanza venatoria ed ittica attribuite agli agenti di vigilanza e finalizzate all'accertamento delle violazioni amministrative nelle materie, ivi compresa l'erogazione delle sanzioni amministrative e la riscossione dei proventi corrispondenti. Sono queste le materie per cui fare la convenzione tra Regione e Province e mantenerle poi in capo alla Polizia provinciale.
L'altro emendamento, il 6/2, va a modificare le funzioni di cui all'articolo 26 bis, comma 1, della legge regionale 7 del 1995, che riguarda le norme in materia di protezione della fauna selvatica, è l'emendamento che permette fino al 31 dicembre 2016 di proseguire con le attività del Centro di recupero degli animali selvatici (Cras) che vengono direttamente gestite dalle Province in attesa che la Regione si organizzi individuando una modalità di gestione della fauna selvatica e quindi del Centro di recupero degli animali selvatici.
Poi abbiamo un altro emendamento, di cui non ho il numero, che abbiamo presentato adesso in Commissione, abroga il comma 1 bis dell'articolo 63 della legge regionale 31 del 2001. Questa modifica è finalizzata all'adeguamento della normativa contabile regionale, alla riforma attuata dal decreto legislativo 118 del 2011, quindi si ricollega al comma precedente che serve, se necessario, per il rendiconto, eliminando quello che disciplinava l'articolo 11 del decreto legislativo 118 del 2011.
Mi scuso se sono stato lungo ma ho dovuto motivare le scelte di questa proposta di legge. Ho pensato bene di descrivere sin da subito gli emendamenti che sono già stati votati in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. La proposta di legge n. 63 contiene una serie di disposizioni alcune urgenti, altre molto eterogenee che hanno ad oggetto l'adeguamento della normativa regionale. Alcune di queste sono condivisibili e altre, secondo me, sono anche inopportune in questo contesto. Vado a spiegare.
L'articolo 1 modifica la destinazione dei proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondari prevedendo che annualmente una quota riservata dei Comuni serva per finanziare interventi relativi ad edifici destinati ad attività senza scopo di lucro connessi alla pratica di culto, a favore delle confessioni religiose organizzate, di cui all'articolo 7 e 8 della Costituzione, in particolare l'introduzione di una soglia minima del 5% rappresenta certamente uno stimolo positivo alla collaborazione tra gli enti pubblici e le confessioni religiose.
L'articolo 2 modifica le norme sul possesso degli animali da affezione e permette la detenzione temporanea di animali in gabbia per un periodo limitato e funzionale ad una manifestazione o ad un evento. Sarà importante il controllo costante delle condizioni dell'animale garantendo, come dice la legge che andiamo a modificare, la sufficiente areazione e ventilazione, la protezione dal caldo, dal freddo, da intemperie ed acque.
L'articolo 3 vuole intervenire nella disciplina della riorganizzazione delle strutture della Regione Marche ed in particolare del personale di collegamento presso l'Unione europea. Questo articolo si pone nell'ottica di razionalizzare delle spese di personale conseguentemente alla fase di riorganizzazione che sarà successiva all'approvazione di tale modifica. Abbiamo condiviso questo emendamento anche in Commissione bilancio perché effettivamente è una esigenza della nostra struttura di rappresentanza presso la Commissione ed il Parlamento europeo.
L'articolo 4 è stato oggetto di molte polemiche in queste settimane, occorre dirlo, anche per una mancata interpretazione corretta della norma. In realtà noi troviamo sbagliato, anche in Commissione ne abbiamo tenuto conto, questo articolo 4 perché allarga la possibilità di scegliere, da parte della Presidenza della Giunta, i propri collaboratori su requisiti più ampi, alcuni anche discutibili. Ovviamente riteniamo che questo non sia un articolo opportuno.
Rispetto alle polemiche, alcune anche eccessive perché c'è stata un’interpretazione di questa modifica inserita in questa proposta di legge che in qualche modo è diventata un tormentone nelle ultime settimane, io ho chiesto più volte il ritiro di questa proposta, ma evidentemente è strategica per la Giunta. Ci auguravamo che la Giunta la ritirasse, ma è chiaro che è un diritto del Presidente della Giunta di avvalersi di esperti in alcune materie per poter far bene il suo lavoro, ma una determinazione così generica dei requisiti che prima c'erano potrebbe essere un rischio e questo, come Consiglio regionale, come minoranza, l’abbiamo sollevato in Commissione e lo ribadiamo qui in Aula.
Vorrei dire qualcosa sull'articolo 5, che prevedeva la modifica della legge regionale che regola gli alloggi di edilizia popolare, anche se è stato soppresso. Mi voglio soffermare su questo perché avevo depositato un’interrogazione in materia di alloggi popolari, che è una materia su cui c'è un ritardo molto pesante da parte della Giunta regionale e la mancata vendita di molti alloggi fa entrare minori risorse. Anche se oggi non possiamo parlare di questa norma, ritengo che sia l'occasione per dire alla Giunta, al Presidente in modo particolare, che sugli alloggi popolari si può fare molto meglio di quello che è stato fatto in questo anno dall'Assessore Casini. Io ho fatto un’interrogazione alla quale spero l'Assessore risponda presto.
Per quanto riguarda la norma transitoria, l’articolo 6, penso che questa sia una norma positiva che permetterà ai singoli enti locali di optare per ambiti ottimali.
L'articolo 7 è quello sulla costituzionalità promossa dal Consiglio dei Ministri e di fatto è una correzione d'obbligo che noi facciamo con questa norma generale.
Sul trasporto pubblico locale, anche se lo togliamo con la proposta fatta dal Consigliere Biancani, è necessario fare molta chiarezza, perché su questo tema ci sarà una battaglia, anche un conflitto sociale molto forte, e nelle prossime giornate ci saranno polemiche e proteste anche da parte dei sindacati che oggettivamente sono particolarmente preoccupati.
Sul trasporto pubblico locale, lo dico al relatore di maggioranza Consigliere Biancani, credo che vada fatta chiarezza sia sui tempi che sulle modalità con cui la Regione vorrà procedere, perché il clima di incertezza certamente non aiuta in una fase così delicata per l'occupazione e anche per tutte quelle imprese che sono coinvolte.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Dobbiamo dire con grande delusione che a noi piacevano gli articoli sugli animali e sugli eredi che potevano acquistare la casa, sono stati soppressi, quindi esamineremo altro.
La proposta di legge omnibus n. 63 è una specie di contenitore balneare, estivo, che arriva in Aula dopo più di un mese e mezzo dalla sua presentazione, contiene una serie di articoli eterogenei che trattano materie che dovrebbero essere discusse in quasi tutte le Commissioni, ma è stata assegnata alla discussione, davvero tribolata, della I Commissione perché, ci hanno detto, sono disposizioni urgenti di adeguamento dell'ordinamento regionale. Solo alla I Commissione.
Il Movimento 5 Stelle chiede con decisione che questa prassi di convenienza, ci sembra, per disposizioni la cui urgenza è opinabile, non venga reiterata magari a dicembre quando si discuterà del bilancio.
Entriamo nello specifico. All'articolo 1 (modifica all'articolo 1 della legge regionale 12/1992) dobbiamo fare subito un rilievo perché le leggi regionali, e l’abbiamo visto in I Commissione diverse volte, non vengono adeguate alle leggi nazionali, infatti c'è un richiamo alla legge 10 del 1977 che è stata abrogata.
Secondo me qui va fatta maggiore attenzione, noi non siamo contro lo spirito di questo articolo 1 che disciplina il fondo per le opere di urbanizzazione secondarie per le chiese ed altri edifici religiosi, ma non capiamo come si possa modificare, magari qualcuno ce lo spiegherà, la quota di un fondo previsto dall'articolo 12 della legge n. 10 del 1977, abrogata con decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 articolo 136. Abbiamo un po' di difficoltà.
L'articolo 2 è stato abrogato, quello della gabbietta dei cani, noi avevamo fatto un emendamento per non tenere i cani più di un’ora dentro la gabbietta, ma farli uscire ogni volta, perché teniamo anche ai cani ed ai gatti.
Veniamo all'articolo 3 che modifica l'articolo 3 della legge regionale 4/1998, anche qui è di difficile comprensione, il trattamento economico del personale assegnato in servizio nella rappresentanza permanente dell’Italia presso l'Unione europea non rientra nelle materia di competenza della legislazione regionale.
La legge regionale 4/1998 è precedente alla riforma del Titolo V della Costituzione, oggi dunque la disciplina del pubblico impiego regionale rientra nella materia ordinamento civile di competenza esclusiva dello Stato ed è sicuramente anche una materia di contrattazione collettiva, non certo di competenza della Regione.
L'articolo 4 è quello a nostro avviso più scandaloso, per conferire gli incarichi alla Presidenza della Giunta si elimina la specifica competenza nei settori giuridico, economico, culturale, eccetera, eccetera…

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Giovanni MAGGI. .. e dell’informazione. Noi comunicazione non l’abbiamo messa, quindi eccetera va bene.

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Giovanni MAGGI. Si! Giuridico, economico, culturale, eccetera, eccetera, sta per comunicazione.

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Giovanni MAGGI. Culturale no? Allora chiedo scusa e faccio …,

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Giovanni MAGGI. Capisco che lei Presidente sia nervoso su questo articolo però voglio dire …,

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Giovanni MAGGI. Non mi sembrano di poco conto queste competenze, comunque! Inserire al posto di queste 3 competenze, che il Presidente cerca di minimizzare, una generica e quasi erdoganiana definizione di competenza nell'ambito dell'istituzione della Regione.
A nostro avviso questo articolo è illegittimo in quanto è in palese contrasto con l'articolo 7 comma 6 del decreto legislativo 165 del 2001, perché gli incarichi di collaborazione fiduciari, possono essere affidati dalle amministrazioni pubbliche, dunque dalla Regione, solo se in possesso di una comprovata specializzazione universitaria o in alternativa essere professionisti iscritti in Ordini o Albi, o soggetti che operano in determinati campi come ad esempio quello dello spettacolo o dell'arte …, qui eccetera lo posso mettere. Ma per non farci mancare nulla aumentiamo anche il numero e con un emendamento da 2 li portiamo a 3, con un trattamento che può essere anche quello dirigenziale di 4.400 euro al mese.
Su questo abbiamo chiesto un parere agli uffici legislativi, sia della Giunta che del Consiglio e abbiamo detto anche che se l'Aula dovesse approvare questo articolo noi chiederemo alla funzione pubblica ed a Cantone se questo è legittimo, lo chiederemo ovviamente come dovere di Consiglieri regionali, non è sicuramente una battaglia perché non è nel nostro spirito una contrapposizione senza se e senza ma.
Abbiamo fatto diversi emendamenti che avete avuto modo di leggere, non solo per provare a riportare i requisiti della normativa vigente ma anche per ridurre il trattamento economico. Questi emendamenti sono stati bocciati tutti in Commissione per cui abbiamo fatto un emendamento, che avrete letto, per abrogare questo articolo 4, se eventualmente l'abrogazione non ci dovesse essere, abbiamo fatto degli emendamenti a cascata per cercare di ridurne i danni.
L'articolo 4 ter se verrà impugnato …, perché l'escamotage di inserire anziché il marchio, il contrassegno è un escamotage che regge poco, per cui se questa cosa dovesse essere impugnata magari costerebbe tempo e forse anche denaro alla Regione in questo senso.
Tra gli emendamenti giunti in Commissione ci sono anche delle modifiche al bilancio, per la maggior parte in verità sono tecnici, ovvero riclassificazioni, cioè attribuire la corretta collocazione tra le missioni e i programmi o la corretta numerazione per capitolo, invece in altri casi si tratta di rimodulazioni, cioè di vere e proprie variazioni di bilancio anche se a saldo zero per quello che riguarda il totale della spesa.
Noi sappiamo però che le variazioni di bilancio, almeno l’abbiamo imparato in questo anno di legislatura, quando sono di competenza del Consiglio regionale vanno sottoposte al parere del Collegio dei revisori, anche se si tratta di cambio dovuto di una missione.
Le rimodulazioni che ci vengono presentate sono dei veri e propri spostamenti, quindi dei cambi di volontà politica, veniamo così a sapere che invece di celebrare il giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, abbiamo avuto un chiarimento adesso in Commissione perché c'era stato un errore, a cui è stato dedicato addirittura un Consiglio straordinario, si sceglie di valorizzare documenti e luoghi della linea gotica, adesso la linea gotica viene spostata, e noi abbiamo fatto un emendamento proprio su questi 10.000 euro, ed alcuni contributi per manifestazioni a carattere rilevante sono dedicati all'università. Infine per citare l'ultimo esempio, si diminuisce lo stanziamento per azioni di comunicazione per la promozione integrata regionale approvato neanche un mese fa nelle variazioni di bilancio, per andare a coprire altre sopraggiunte esigenze. Questo stanziamento era stato indicato come il riferimento per alcuni emendamenti, ma ci hanno detto che non poteva essere toccato, adesso lo ritroviamo vagante da un capitolo all'altro.
Il Movimento 5 Stelle chiede che gli emendamenti volanti che vanno a modificare il bilancio vengano accompagnati almeno da due parole di spiegazione tipo: “richiesta del dirigente”, “correzione e numerazione del capitolo”, “attribuzione corretta del programma”, eccetera - posso mettere eccetera in questo caso - così come accade quando ci sono le delibere di Giunta che effettuano una variazione di sua competenza, anche per mettere i Consiglieri non solo di minoranza ma anche di maggioranza in condizioni di capire di che cosa si sta parlando, già abbiamo grandi difficoltà quando in Commissione arrivano delle cose che dobbiamo esaminare, a Commissione aumentata, se poi queste cose che arrivano sono criptiche, il lavoro del Consigliere diventa oltremodo difficile. Così come chiediamo, il nostro interlocutore in questo caso è il gentilissimo Presidente della I Commissione Giacinti, che quando vengono presentati in Commissione emendamenti di bilancio così numerosi e corposi siano prima inoltrati per e-mail ai Commissari per consentire loro un esame più serio, se ciò non potesse avvenire credo che sarebbe necessario rimandare la discussione alla successiva seduta.
Ho paura di non rientrare nei tempi, prendo 20 secondi per dire infine che la I Commissione ha inserito un emendamento che aumenta da 2 a 3 gli incarichi nelle segreterie del Presidente della Giunta, oltre ad aver modificato i requisiti, allora nella mia poca conoscenza mi domando: se aumentiamo il numero degli esterni, come può l'articolo 8 disporre l'invarianza finanziaria?
Questo è quanto, grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. E' bello vedere quanto la realtà sia lontana dalle chiacchiere che abbiamo ascoltato nelle ultime due settimane sul provvedimento che riguarda gli esperti, compresa l'ultima considerazione in libertà fatta in questo intervento.
Giustamente nel mondo delle opinioni, ognuno può dire quello che gli pare e poi nel mondo delle rendicontazioni si fanno le valutazioni con i numeri.
Abbiamo fatto una verifica sul costo complessivo della Giunta: collaboratori, spese di rappresentanza e spese relative agli organi di informazione in un anno, confrontando i costi del primo anno di questo mandato della Giunta con il primo anno del mandato precedente, la Giunta ha speso 1.433.000 euro in meno, pari circa al costo della Giunta attuale che è di 1.477.000 euro, cioè il costo della Giunta è stato dimezzato, perché c'è una differenza tra le opportunità che le leggi offrono in termini di risorse e le scelte che si fanno concretamente nell'utilizzarle o meno. Questa distinzione che separa il ruolo legislativo dall’attività di tipo esecutiva spesso non viene colta, immaginando che se noi prevedessimo 3 esperti al posto di 20 - l'Aula ne può prevedere anche 50 - ma se il Presidente ne prende 1, non è che ne paga 50, ne paga 1 e quando andiamo a rendicontare i numeri, i costi quelli veri, possiamo vedere se c'è stato un atteggiamento di attenzione nei confronti del denaro pubblico o meno.
Potevamo nominare 3 Assessori esterni, ne è stato nominato 1 motivatamente, con un impegno preso nei confronti della comunità di fare una Giunta che avesse 3 rappresentanti per ciascun genere e siccome l'Aula, purtroppo, alla maggioranza 3 non ne ha fornite, abbiamo dovuto ricorrere all'Assessore esterno che è servito proprio per poter rispondere alla comunità rispetto ad un impegno preso. Gli altri 2 Assessori esterni non presi non costano, quando non dai incarichi decisamente non hai costi. Quindi gli esperti possono essere anche 1.000 e se il Presidente va avanti con 1 alla fine del prossimo anno, rifacendo i conti, si scoprirà che di nuovo c'è stata attenzione all'uso delle risorse pubbliche e chi è abituato a passare dalla politica delle chiacchiere a quella della sostanza avrebbe dovuto rilevare questo fatto. Io mi stupisco che i Consiglieri del Movimento 5 Stelle così attenti, a chiacchiere, ai costi della politica non siano andati a vedere o a chiedere gli atti, i documenti per dire: “Guardiamo un po' quanto è costata questa Giunta rispetto a quanto che si spendeva 5 anni fa”.
Abbiamo dovuto farlo noi, ci siamo sacrificati a fare questo lavoro e sappiamo che abbiamo speso 1.400.000 euro in meno. Abbiamo faticato tanto perché siamo meno persone, meno personale e le competenze non sono rimaste le stesse, sono aumentate. Direi che aspettiamo con ansia il referendum perché il Titolo V ci porti via un po' di attività, perché a quelle regionali abbiamo aggiunto quelle provinciali che con la legge sono cadute sulla Giunta e si sono aggiunte alle altre in un contesto così ristretto che ci richiedono veramente un grandissimo impegno.
Veniamo alla competenza degli esperti.
Bellissimo il dibattito, si vuole cambiare, aumentare il campo delle competenze perché si vuole nominare Busilacchi! Bel modo di legiferare, sono d'accordo o no a seconda di chi, secondo me, uno vuol nominare.
E’ veramente inspiegabile, limitare a 4 settori un ente che ha tante competenze, che può avere diverse necessità in termini di experts, oltretutto in due, quello economico e quello giuridico, strabbondiamo di competenze interne, mentre non ne abbiamo nessuno, per esempio, per fronteggiare la necessità di fare la nuova legge urbanistica, magari un esperto di caratura nazionale in termini di urbanistica, piuttosto che di ambiente, piuttosto che di energia, ed il nostro ampliare le possibilità modifica i titoli di chi viene. Perché nelle leggi regionali dobbiamo richiamare ogni volta la legge nazionale per esteso? Facciamo i testi di legge così? Se noi richiamiamo i più ampi esperti questo ci toglie dagli obblighi di rispettare le leggi nazionali? Ma quando mai! Parliamo di legiferare entro quest'anno o di chiacchiere? Se noi facciamo una legge regionale comunque la scriviamo, non siamo assoggettati al rispetto delle leggi nazionali sovraordinate alle nostre?
E’ interessante il fatto che da un punto legislativo, vedendo la stranezza di quell'articolo che ne richiamava solo alcune, non ci siano le altre competenze perché nulla ci dice che fra 2 anni, quando affronteremo un importante cambiamento normativo nel settore dei trasporti, se uno vuole chiamare un grande esperto di logistica, non potrà farlo perché la legge regionale dice: settore giuridico, economico, comunicativo, culturale, come si voglia.
Il bello è che in realtà in questo momento non immagino di chiamare nessun altro esperto, non so se è chiaro, non sto parlando in termini materiali perché domattina voglio l'altro esperto, però mi chiedo come mai una norma debba limitare quando per necessità sia inseribile altra natura. Un professore universitario che si occupa di ambiente non ha la pari dignità del laureato in diritto? L'ambiente è un settore di cui il Presidente non può avvalersi di esperti?
Se andiamo nella sostanza normativa di quello che facciamo è indifendibile la posizione di chi dice: “No, il signore nella legge ci ha dato 4 discipline e modificarle chissà cosa vuol dire”, perché poi alla prova dei fatti vale quello che ho detto all'inizio, si misurerà se se ne farà un uso, un abuso, se si userà bene il denaro pubblico o se si sprecherà, se i costi aumenteranno o diminuiranno.
Sull'invarianza economica, nel momento in cui l'articolato mette che il compenso è “fino a ...” dico bene? L'invarianza economica se è fino a … vuol dire che oggi le risorse fino a … permettono 2 esperti e poi fino a … ne permetteranno … fino a …
Il fino a … servirà eventualmente a pagare anche il terzo e stiamo parlando di cose puramente teoriche perché, ripeto, in realtà personalmente non ho intenzione di aumentare materialmente e fisicamente il numero degli esperti.
Se l'Aula ne vorrà concedere 20 non si deve preoccupare, non andremo a prendere i 19 che mancano, però nel momento in cui si affronta una questione in termini normativi di principio va analizzata in quel contesto.
Sfido chiunque a dire che altre competenze, assolutamente importanti ed utili del nostro sistema, non possono essere al servizio della Presidenza, che se vogliamo parlare di rischio idrogeologico non si può chiamare un esperto, se vogliamo parlare di sistemi che riguardano altri settori di competenza della Regione uno non può avvalersi di competenze all'altezza del settore che si ritiene importante. Semplice, banale, aspetto normativo.
Se depuriamo la nostra testa dai retro pensieri, dalle illazioni e da quello che regge il momento ed immaginiamo che una legge deve essere pensata per servire oggi, domani, fra tre anni, credo che sia molto più sano e corretto ampliare la platea delle competenze, che non modifica i vincoli di legge nazionale, minimamente, restano lì, intoccabili, almeno finché il Parlamento nazionale non li cambierà, ma permette a noi di impostare un articolo in maniera più corretta per quello che deve servire. E’ giusto che se serve un'altra competenza si possa prendere tra quelle che servono le politiche strategiche che sono nel ventaglio delle attività che questa Regione compie.
Aspetto i complimenti dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle per il risparmio di 1.433.000 euro rispetto al pari periodo della Giunta precedente con più, aggiungo, competenze che allora non c'erano.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Inizio il mio intervento con una nota di rammarico nei confronti del Presidente Ceriscioli perché per questo risparmio cerca i complimenti solo dal Movimento 5 Stelle, avrei voluto farglieli io, ma pazienza …, come se loro fossero i depositari di qualsiasi azione in questo senso.
Mi permetto di ricordare, Presidente, che qui avevamo, cosa che nessuno dice mai, nel 1970 il gruppo della Democrazia Cristiana con 17 Consiglieri su 40 aveva un solo funzionario, questo per dire come i tempi cambiano e come la misura delle cose, oggi si discute …
Detto questo, riprenderò anche questo argomento che lei ha richiamato in questo momento, ma vado rapidamente alla legge.
Innanzitutto una questione di metodo, che è stata sollevata dal Consigliere Maggi quando ha detto che forse questa riflessione va fatta, cioè se è opportuno o meno che si facciano provvedimenti di questo tipo.
Su questo voglio riferirmi un po' al passato in cui questo tipo di provvedimenti li avevamo dentro la cosiddetta finanziaria o la legge di bilancio, quindi erano completamente oscurati, perché tutti presi dalle cifre e dalle marchette territoriali non guardavamo mai queste cose, invece adesso le vediamo.
Le Commissioni le hanno ricevute in tempo adeguato, la IV non ha fatto l'esame perché non aveva niente di suo, anche perché fra le varie competenze non c'è quella sanitaria, se all’articolo 4 avessimo messo …, è una cosa strana, in Regione l'85% è sanità, però fra le competenze c’è il giuridico economico e non c'è il sanitario, cioè il Presidente non può nominare un esperto in campo sanitario e servizi sociali.
Detto questo, penso che se la prassi sia questa, se ogni 4/5 mesi arriva un provvedimento di questo tipo dalla Giunta, non è una cosa scandalosa e immaginare un iter di legge, come già abbiamo fatto, per provvedimenti che vanno a toccare una parola, non è neanche dignitoso per l'Aula e non è dignitoso per il lavoro degli uffici e per tutto il tempo che perdiamo, se si fa un provvedimento con 5, 6, 7 articoli che va a toccare cose veramente significative, ma facili nella loro comprensione perché quantitativamente non eccessive, credo che possa essere fatto molto tranquillamente.
All'articolo 1, è già stato detto, esprimo anch'io, come il relatore di minoranza Consigliere Carloni, un’osservazione positiva a questo riguardo.
L'articolo 2 viene eliminato, ci ritorneremo anche se ho firmato una legge presentata insieme al Consigliere Talè sul randagismo che aiuterà a comprendere alcune cose che non capisco, cioè non capisco come si possa trasferire un animale: in braccio, sulle spalle, come l'agnellino del Presepe, non so se è un problema mettere un animale da qualche parte, non so, se uno viaggia in compagnia di un animale come deve trasferirlo? Però l'Assessore Sciapichetti ci dice che c'è un tavolo.
L'articolo 3 riduce la spesa e va bene, arriviamo al famigerato articolo 4, in cui la mia osservazione è soprattutto di carattere generale, cioè valuto positivamente, Presidente Ceriscioli, il fatto che chiuda un ventennio nel quale la follia orgiastica, in inglese è una parola che non voglio ripetere, del sistema della spoliazione ha fatto si che imitando gli americani - una delle peggiori imitazioni che potevamo fare perchè non è che sono americani e quindi grossi ed intelligenti - abbiamo finito col cancellare competenze, quando magari in America succede, per esempio, che un Presidente si tenga il più grosso esperto in campo militare della precedente amministrazione repubblicana, cosa che Obama ha fatto, cioè si è tenuto il migliore che aveva, non ricordo il nome, che era stato messo lì dalla precedente amministrazione. Bene che questo finisca, però come in tutte le cose non passiamo all'eccesso opposto, come già abbiamo fatto per i gruppi consiliari dove prendere un esterno è un gravissimo privilegio, non passiamo all'eccesso opposto di dire che il Presidente può prendere 3 persone, però se ne vuole effettivamente 6 ne deve prendere 6 mezzo, o 7 e mezzo, o 7 e 35, perché? Perché c'è un limite di spesa.
Io dico che il Sindaco di Roma, o di Milano, o di Torino, o di Napoli - li ho messi di tutti i colori politici - o di San Severino, ci ho messo anche quello vicino a me, vinciamo a San Severino non possiamo vincere a Roma, Milano o Napoli, può prendersi un piccolo staff, fosse anche di 10 persone per un Comune di 2 milioni e mezzo di persone, e se questo è uno scandalo …, penso che questo l'abbia fatto anche la Raggi che è onomatopeica con Maggi quindi ha una dimensione … Però mi sembra una banalità assoluta anche perché è giusto, non è il caso del Presidente Ceriscioli, che è uomo di grande esperienza amministrativa, perché ha fatto almeno 10 anni il Sindaco a Pesaro, che qualsiasi cittadino che non abbia fatto nessun tipo di esperienza amministrativa o politica possa diventare Presidente della Regione o Sindaco ed abbia il supporto necessario, poi se diventa prigioniero dei suoi consulenti, se non ci sa fare, se non capisce la politica è un problema suo e chi l'ha votato dovrà dire umilmente: “Mi sono sbagliato, ho eletto un deficiente, adesso lo mando a casa”. Ma non è possibile che non si metta in conto il fatto che ci debba essere questo tipo di presenza. Io credo che questa norma non abbia nulla di scandaloso, anzi sia estremamente mite nella sua articolazione.
Va bene l'articolo 6, ma sull'articolo 4 bis ritengo che sia fondamentale questa idea che abbiamo già sviluppato in sede di Conferenza dei capigruppo e diventi legge, perché sono sempre più convinto, Presidente Mastrovincenzo, che la nostra attività di Consiglieri, mi rivolgo a lei, sia non tanto qui, anche per riavvicinarci alle istituzioni, poi ognuno ha il metodo suo, debba svolgersi il più possibile sul territorio. Avere quindi la possibilità di avere degli uffici nei quali il Consigliere regionale possa incontrare liberamente i cittadini, i comitati, chi sia, penso che sia estremamente positivo.
Plaudo, per tutti i motivi non legati al dispositivo in sè, Presidente Biancani, alla cancellazione dell'articolo 5 semplicemente per segnalare non tanto ai colleghi politici ma ai funzionari tecnici il comma 2 che mi permetto di leggere dott.ssa Zampa: “Alla lettera b) del comma 8 ter, dell'articolo 20 septiesdecies della legge regionale 36 del 2005 ...”, noi dovremmo trovare nel tempo il modo di riavere i testi, cioè non è possibile che per avere una legge uno deve andare a fare 40 riferimenti e non avere il testo. Come è possibile dire septiesdecies …, cioè il comma 8 ter della lettera b) dell’articolo 20. Su questo sono alla battuta grillina, su questo Grillo ci si è divertito a lungo, non è possibile che un cittadino di media cultura, non dico un anziano con la terza media, ma di media cultura non sia messo in condizione di leggere una legge, questa è la cancellazione della democrazia, perché significa che io faccio delle cose che non tutti possono capire, questo significa escludere i cittadini e introdurre le inevitabili mediazioni, il tecnico, il professionista a pagamento.
Sull'Ato mi permetto di dire che forse è eccessiva anche questa articolazione bastava dire “confinante”, ci abbiamo messo “confinante per il 70% del loro sviluppo totale” che significa andare a misurare il mezzo metro. Va bene, è la nostra cultura che porta a fare in questa maniera.
Non è stato nominato quasi da nessuno, plaudo, al di là della motivazione che ci ha portato a farlo, al comma b) dell'articolo 7 – soppresso - dove finalmente penso e spero che per ragioni anche politiche, Presidente Ceriscioli, possiamo mettere fine alle proroghe per quanto riguarda l'appalto sul trasporto pubblico locale. Faccio ammenda perché per ben 2 volte l'ho votata, sia in Commissione che in Aula nella precedente legislatura, ma spero di poter emendare in questa vedendo l’appalto realizzato e finalmente, al di là del risultato, dare attuazione ad una legge che penso debba essere messa in campo senza ulteriori proroghe. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Presidente, con tutta sincerità, quello che ha detto può essere e sarà sicuramente vero, lei lo sa dire bene perché oltre ad essere Presidente, oltre ad essere Assessore è anche Professore, quindi ha un connubio di facoltà che noi non abbiamo. Una cosa che mi piacerebbe avere è una scuola, come ce l'avete voi del PD, e mi piacerebbe studiare molto bene Schopenhauer, ad esempio, l'arte di ottenere la ragione, non so se ha letto quelle 47 pagine famose, lei è Professore dovrebbe conoscerle meglio di me! Piano piano ci arriveremo, adesso voi siete i cavalieri e noi i cavalli, verrà un giorno in cui voi sarete i cavalli e noi i cavalieri, chissà, potrà succedere, forse, non credo fra molto tempo. (…) Ho parlato di cavalli e cavalieri non mi permetterei mai di offendere.
Senza voler smentire il rispetto che uno che fa politica deve avere, lei ha detto: “Noi abbiamo risparmiato 1.400.000 euro” e se devo fare dei paragoni …, le spiego: sono Presidente di una Giunta del 2013/2014, sono Paperon de' Paperoni e spendo seimilioni di euro, poi l'anno dopo ne spendo tre, non è che posso dire che ho risparmiato tremilioni di euro, perché le faccio degli esempi: nel 2013 la spesa dei Consiglieri della Regione Marche è stata di settemilioni e mezzo di euro, quando l'Emilia Romagna in parità ne ha spesi sei, quindi significa che negli anni ci sono stati delle spese eccessive da parte della Giunta. Sono convinto che quello che ha detto sia vero, lei ha detto: “Ho risparmiato” ma bisogna contrapporre le spese che avete adesso, che lei ha detto essere pari a unmilione e mezzo di euro, con quelle ad esempio dell'Umbria o dell'Emilia Romagna, facendo un paragone. Io non ho questo paragone ma mi riservo di farglielo avere e se l'Emilia Romagna spende per la Giunta duemilioni e mezzo di euro le dirò: “Bravo, caro Presidente, lei è stato bravissimo, ha risparmiato i soldi dei cittadini”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Presidente Ceriscioli per la spiegazione del provvedimento che oggi stiamo discutendo. Ha chiarito anche la notizia apparsa ieri sul suo profilo che riguardava le spese di Giunta e secondo quanto da lei detto e secondo quanto dicono le cifre bisognerebbe dirle bravo.
Credo però che questa notizia non sia trasparente perché questa mattina lei parla di miglior utilizzo di soldi pubblici. I soldi pubblici sono per la gestione complessiva di questa macchina, che è fatta dalle spese della Giunta, dagli scivoloni su licenziamenti o non licenziamenti, da quanto questa Regione paga e dai contenziosi. Questo secondo me e secondo la Lega è l'aspetto trasparente.
Il Consigliere Giorgini ha detto: “Bisogna anche a capire come avviene il risparmio”, siamo abituati ad ascoltare in questo Paese le frasi ad annuncio, ad effetto, ma alla fine della tornata gli effetti annuncio, non detti da lei Presidente ma da un altro, non portano mai perché sono frasi ad effetto, oggi c'è la comunicazione mediatica e queste cose servono.
Noi invece vogliamo capire se effettivamente in questo contesto generale della macchina della Regione c'è un risparmio complessivo perché allora si, questo è veramente …, però non ci sembra di capire questo, probabilmente capiamo male, ma è un po' difficile, vogliamo capire se queste cose che lei a annunciato anche qui questa mattina sono veritiere in termini concreti oppure anche questa cifra che lei dice di aver risparmiato svanisce per altri rivoli della Regione Marche.
Noi abbiamo questa sensazione Presidente, che le risorse che lei dice di aver risparmiato scivolino per altri rivoli, anche perché questa legge che viene presentata riguarda diversi argomenti, qualcuno sarà urgente da approvare, ma altri magari andrebbero fatti in un altro momento, in un altro contesto.
Ci avviciniamo alle ferie, ad agosto e non vorremmo che questa sia una legge agostana, non vorremmo non essere molto attenti alle cose che approviamo mettendo là, da una parte, le cose che fanno risparmiare e creando una diversa condizione dall'altra.
Definire questa legge estiva, pur contenendo una serie di provvedimenti, forse è un po' troppo leggero anche perché effettivamente ci sono dei problemi che vengono presi in considerazione un po' male.
A differenza di altri che sono intervenuti a favore, in merito al taglio dell'indennità delle persone che stanno fuori, credo che occorra capire in che contesto va questo taglio. Presidente, è per far rientrare queste persone perché l'ufficio unico che lei ha fatto con la Toscana e con l'Umbria non prevede, per esempio, la presenza dei marchigiani?
Bisogna capire in che contesto vanno queste cose, lei annuncia sempre sulla stampa le iniziative che ha intrapreso e che sta intraprendendo, ma occorre capire in che senso vanno questi tagli, questo bisogna capire, perché potrebbero andare verso la razionalizzazione ma potrebbero andare anche in un altro modo, magari per non essere più presenti nella comunità di Bruxelles.
Per quanto riguarda l'aumento degli incarichi, lei dice che non utilizzerà queste persone nelle nuove caselle che ha determinato, però c'è un ampliamento delle possibilità, quindi vedremo come finiranno queste cose, se avremo ragione noi oppure lei.
Auspico che lei abbia ragione, ma sarà difficile, molto difficile, con molte probabilità avremo ragione noi e queste cose incrementeranno effettivamente la spesa, poi vedremo alla fine se i conti daranno ragione a noi o la daranno a lei.
Credo che questa legge possa essere definita una legge estiva, una legge che interessa provvedimenti di soluzione, o altre parole che non voglio dire, perché mi arriverebbe subito il cartellino rosso, in politica si chiama in altro modo, mi fermo soltanto a questi aggiustamenti in senso favorevole che non vanno bene.
Noi contestiamo la legge, salvo qualche articolo che voteremo positivamente. E’ una legge che non va nell'interesse della massima trasparenza per quanto riguarda la comunità.
Le ricordo che quando si è insediato aveva parlato di trasparenza, di problemi estremamente forti che ancora oggi purtroppo non vediamo risolti, anzi vediamo mille difficoltà per la comunità marchigiana causate da provvedimenti che ancora il suo Assessorato non sana e non affrontata, ci sono categorie che vengono bistrattate perché i fondi ancora lei non ce li ha messi.
Credo che siamo ancora molto distanti dal poter dare una valutazione diversa da quella che questa mattina stiamo per dare come gruppo Lega Nord. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie. A me queste leggi “minestrone” dove c'è dentro di tutto sinceramente non mi piacciono affatto, anche perché ci sono un paio di articoli che condivido e per i quali voterò a favore, ma ce ne sono molti altri sui quali non concordo e quando dovrò votare l'intero atto sarò costretto a votare contro perché sono più le cose che non vanno che quelle che vanno.
Queste leggi “minestrone” personalmente le odio.
Vorrei soffermarmi un attimo sull'articolo 4 visto che è stato oggetto di discussione.
Presidente, a lei e a tutti i Consiglieri dico che non trovo scandaloso il comma 1, quello che prevede un allargamento delle competenze, perché non ci possono essere solo quattro sante casistiche in cui il Presidente possa aver bisogno di un consulente, ma quello che a me non piace è il comma 2 ed ora spiego il perché.
Ho presentato due sub emendamenti sostanzialmente recependo quello che aveva detto il Crel, che nessuno ha preso in considerazione e che io invece trovo molto interessante, cioè dopo la parola “esperti” aggiungere: “se non sono presenti nell'organico della Regione” cioè se non ci sono professionalità nella Regione - può sembrare banale però scriverlo è meglio, anche il Crel l’aveva sottolineato - si può andare a pescare fuori.
Lei ha fatto due esempi, ci potrebbe essere bisogno di un consulente sull'urbanistica oppure sui trasporti, sono d'accordo, questo d'altra parte è un’ammissione anche del fatto che chi attualmente sta lavorando su questo settore non è in grado di portare avanti un discorso compiuto di governo.
L'altro sub emendamento che ho presentato riguarda sempre il comma 2 che dice: “delle spese effettivamente sostenute e documentate”, il Crel giustamente faceva osservare che occorre un regolamento per definire quali sono queste spese documentate, che vuol dire documentate? Ci può stare di tutto! Ci può stare qualsiasi cosa, non voglio fare esempi che potrebbero essere troppo fuorvianti. Però credo che sia importante che ci sia un regolamento che stabilisca quali sono le spese ammissibili, per così dire, e quelle no.
In merito all'articolo 6, più volte in Commissione, faccio parte della Commissione ambiente, ho sentito diversi Consiglieri, in particolare il Consigliere Micucci, riprendere magari il Consigliere Giorgini, che è molto attaccato al territorio del Comune di San Benedetto, dicendo: “Noi non possiamo portare in Commissione questioni legate ad un solo territorio, ma dobbiamo promuovere delle leggi che valgono per tutto il territorio marchigiano”, benissimo, sono d'accordo, però nell'articolo 6 si fa proprio l'opposto perché quando si dice che il territorio comunale deve essere adiacente a quello dell'Ato limitrofo per un’estensione lineare dei propri confini non inferiore al 70% del loro sviluppo totale, ebbene signori esiste un solo Comune in tutta la Regione Marche che corrisponde a queste caratteristiche ed è il Comune di Loreto. Quindi questo articolo è una norma “ad comune”, proprio quello che il Consigliere Micucci ha sempre sostenuto non dovesse essere fatto.
Per assurdo avrei preferito che ci fosse stato scritto “Il Comune di Loreto può conferire i rifiuti nell'Ato di Macerata pur appartenendo alla provincia di Ancona”, per assurdo, perché in questa maniera si introduce un elemento molto pericoloso, a mio avviso, cioè si permette lo scambio dei rifiuti da un ambito ad un altro con una percentuale che in questo caso riguarda solo il Comune di Loreto, ma se fra 6 mesi arriva un Consigliere e mi cambia questa percentuale e magari da 70 mi diventa 60 o 50, questo significa aprire lo scambio dei rifiuti tra un ambito ed un altro a tutti i Comuni delle Marche, basta cambiare questo numerino. Questa norma qua che è “ad comune”, ripeto, è scritta male, era meglio scrivere “Comune di Loreto” e non introdurre un elemento a mio avviso di pericolo.
L'altra cosa che vorrei sottolineare è in merito all'articolo 7, mi verrebbe da dire: “Signori ve l’avevamo detto!”, cioè l'articolo 7 va ad abolire la legge regionale 27 novembre 2015 n. 26 che è quella che istituisce la quinta proroga sui contratti al trasporto pubblico.
Noi avevamo votato contro, avevamo detto che era una legge sbagliata e adesso arriva il Governo a dire che ha dei profili anticostituzionali, anche perché il Governo sostanzialmente ci dice: “Signori, voi Regione Marche, è la quinta volta che prorogate questi contratti” siete stati voi a farlo, non è stato lo Stato, era ora di mettere uno stop, ma questo, signori, noi dell'opposizione l’avevamo detto, tanto è vero che avevamo votato contro questa legge. Per cui sono favorevole a questo articolo perché la legge che va ad abrogare era sbagliata.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Per quel che riguarda la competenza specifica del settore bilancio, ricordo che quelle da noi presentate sono modifiche tecniche dovute alla necessità di riclassificare i capitoli nelle missioni e nei programmi in modo più puntuale ai fini della coerenza con il piano dei conti armonizzato ex decreto legislativo n. 118 del 2011.
Ci sono altresì due rimodulazioni della spesa, nel settore turismo, commercio e cultura, in conseguenza della necessità di allineare le disponibilità finanziarie già autorizzate alla programmazione in corso.
Ovviamente sono tutte variazioni compensative che in alcun modo incidono sui saldi finali, per questo motivo l'invocato parere dei Revisori dei conti non è dal mio punto di vista un atto necessario né richiesto.
Colgo l'occasione per una considerazione di carattere generale, ovviamente non ritengo sia opportuno da parte mia ripetere le argomentazioni puntuali del Presidente che io condivido in pieno, quelli del Presidente non sono annunci, sono fatti e dico sempre che i fatti sono argomenti testardi. Quando il Presidente della Giunta regionale dice che per le spese della Giunta sono stati conseguiti risparmi per 1.433.000 euro, di fatto questa Giunta costa la metà di quella precedente, noi non diamo giudizi, diciamo dei fatti che vanno nella logica di una razionalizzazione della spesa e di un suo efficientamento, evitando gli sprechi, cercando di valorizzare al massimo le risorse.
Non è un annuncio, è un fatto che a distanza di un anno il Presidente presenta a consuntivo, che dire allora, per rispondere al Consigliere Zaffiri, delle economie che in un anno abbiamo fatto per quanto riguarda i fitti passivi? Circa duemilioni di euro, sono fatti non sono annunci, perché gli uffici Asur prima pagavano circa 700.000 euro all'anno nel silenzio generale, dei più, di tutti, della comunità regionale, è un fatto che a distanza di 8 mesi gli uffici dell'Asur siano in locali regionali in Via Oberdan con la conseguente economia di spesa.
Sono fatti le rimodulazioni degli affitti, ripeto, per risparmi di duemilioni di euro circa che vanno sommati al milione e quattro che diceva prima il Presidente, e siamo a tremilioni e mezzo, che non è poca cosa in un tempo in cui le Regioni, quindi anche questa, sono oggetto di tagli, di minori trasferimenti, di minori risorse e nonostante questi tagli, un altro fatto, questa Regione, questa amministrazione regionale, è riuscita a garantire i servizi, non ha operato tagli di nessun tipo se non una maggiore rimodulazione ed efficientamento della spesa.
Non a caso ieri siamo stati indicati a livello nazionale da un importante quotidiano all'esito di uno studio di esperti come la seconda ed una delle regioni ideali nel rapporto tra tassazione e servizi ai cittadini su indicatori altamente qualificanti della spesa e dei servizi. D'altra parte lo stesso quotidiano qualche settimana fa, una decina di giorni fa, ci ha indicato tra quelle regioni che rispetto alla tassazione media nazionale sono nettamente al di sotto.
Questa amministrazione regionale in questo anno non soltanto non ha aumentato in alcun modo la tassazione ma l'ha diminuita, pensiamo all'Irap sulle imprese per le start up nei due anni di inizio attività. Anche questo è un fatto, è il segno evidente di una capacità amministrativa che guarda innanzitutto ai servizi da rendere alla comunità regionale, ma nello stesso tempo facendo economie e risparmiando.
E’ la buona amministrazione in sostanza, noi questo l’abbiamo fatto, e termino, dovendoci misurare tra l'altro con un altro evento eccezionale quello, ad esempio, del grande riordino istituzionale di cui oggi parliamo da posizioni diverse e che ci troveremo ad affrontare a novembre con il referendum, quando il Paese sarà chiamato a fare questo, ma questa Regione già si è misurata con questa sfida ed ha messo in atto il più grande riordino dalla sua nascita, dal 1970 ad oggi, e l'abbiamo fatto, lo stiamo completando e credo che l’abbiamo fatto e lo stiamo facendo bene.
E' dell'altro giorno il provvedimento della funzione pubblica dove si è liberata la capacità assunzionale nella nostra regione per tutti gli enti locali ed anche qui, sarà un caso Presidente, siamo stati indicati tra le prime regioni, le sole quattro: le Marche, il Lazio, la Toscana e la Campania. Anche qui ci siamo! Guarda caso su tutti gli indicatori questa regione c’è sempre, è tra le regioni “leader”, così sulla sanità dove l'azione coraggiosa e determinata di attuare riforme, tra l'altro già delineate da altri, coerenti con quelle che sono le normative nazionali, ci ha consentito anche qui di essere una delle regioni leader e di poter anche assurgere alle premialità previste.
Questi sono fatti ai quali ci dobbiamo attenere e negarli non è che si fa un torto al Presidente Ceriscioli ed alla sua amministrazione, credo che si faccia un torno alla politica, si faccia un torto all'amministrazione, si faccia un torto a questo Consiglio ed a questa comunità regionale, non riconoscere questi sforzi, non solo gli sforzi, ma non riconoscere questi risultati che sono dati di fatto ed i fatti sono appunto argomenti testardi con i quali voi vi dovrete misurare quotidianamente e siamo convinti che la nostra comunità saprà comprendere gli sforzi ed i risultati da una parte e l'opposizione fine a se stessa dall'altra.
Un'ultima cosa, la questione dei consulenti. Anche questa è una scelta giusta oltre che coraggiosa, ma dove sta scritto che si debbano limitare a determinate categorie, come ha detto bene il Presidente, con le sfide che ci attendono, con le difficoltà quotidiane, con la necessità di dare risposte alla nostra comunità? Dov'è che il Presidente non si può avvalere nelle materie più disparate di uomini di sua fiducia? Perché è lui che deve rispondere, è lui che se ne deve avvalere sotto la sua responsabilità, perché un Presidente di Regione è un uomo, o una donna, laddove è donna, che assume delle responsabilità enormi che riguardano se stesso, ma che riguardano la comunità e allora deve avere su questo ampia manovra che eserciterà. Lì c'è la responsabilità politica sotto la sua responsabilità e nel momento delle scelte dovrà renderne conto, ma non a monte, non possiamo incatenare un Presidente di Regione e limitare la sua azione, questo non possiamo farlo, è ora di farla finita con questa storia della riserva mentale, della dietrologia.
Approfitto, qualcuno dice che sono lungo, quando prima si è parlato degli Assessori esterni, sapete che cosa penso e lo penso da sempre? Gli Assessori dovrebbero essere tutti esterni, perché è vera l'articolazione costituzionale dell'ente Regione dove c'è la figura del Presidente eletto direttamente dai cittadini che ha la responsabilità del Governo della Regione e che si sceglie la Giunta che a lui deve rispondere, quindi il sottoscritto - tra l'altro è notorio che abbia un’alta considerazione di me – deve rispondere al Presidente della Regione, però io sono anche Consigliere! Allora la separazione tra il Presidente della Giunta e il Consiglio che deve controllare dovrebbe essere netta e questo è un fatto democratico, perché ve lo dico io, è una limitazione che un Consigliere sia un Assessore e se vogliamo è un grande fatto democratico scindere questi ruoli. E’ così! A parte che lo devo fare a tutti i costi, ma io non avrei nessuna difficoltà in una norma in cui ci fosse questa netta separazione. Uno sceglie sapendo a chi deve rispondere, perché non potete negare che l'Assessore deve rispondere al Presidente, il Consigliere risponde al popolo e credo che in democrazia non si possa servire, passatemi questa espressione, “due padroni”, è un fatto democratico, la democrazia ha un costo e quelle per la democrazia sono spese giuste oltre che opportune.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Nell’illustrazione della proposta di legge ho anche presentato gli emendamenti che abbiamo proposto, ma non ho parlato dell’emendamento 9/2 che chiede la soppressione dell'articolo 9 che prevede l'urgenza, l’abbiamo visto in Commissione e presentiamo questo emendamento per togliere l'urgenza.
Volevo anche fare un riferimento …

(interrompe il Consigliere Maggi)

Andrea BIANCANI. Toglieremo anche le disposizioni urgenti.
Vorrei dire al Consigliere Maggi che all'interno della proposta di legge sia alcuni articoli che emendamenti proposti riguardavano competenze della III Commissione, l’abbiamo quindi convocata ed abbiamo verificato ed approfondito chiamando anche i tecnici della Giunta. Quindi non è vero che la proposta di legge non è passata in Commissione, ma per quanto riguarda la III c'è passata.
Vorrei dare un ulteriore dato, un elemento di valutazione sul fatto che, come tutti sapete il Presidente ha già spiegato questa proposta di legge con una serie di motivazioni che ovviamente condivido, questa Giunta abbia ridotto le spese.
Normalmente in politica, il giorno dopo le elezioni, chi è stato eletto in Comune va in Comune, chi in Regione va in Regione, chi in Parlamento va in Parlamento, tutti si fanno vedere con la bicicletta, con lo skateboard, con il treno, e dopo una settimana quasi nessuno utilizza il mezzo con il quale si è fatto fotografare per far vedere che avrebbe risparmiato i soldi e che non va con l'auto blu. Ricordo che il Presidente oltre a non avere l'auto blu, oggi ha a disposizione una macchina, non dico il nome perché non mi sembra corretto dire la marca, che utilizza per i movimenti, ma quotidianamente si serve del treno regionale. Penso che sia l'unico Presidente di Regione che a distanza di un anno giornalmente utilizzi il treno regionale per venire a lavoro e mi sembra opportuno che le parole che ha appena detto vengano prese seriamente perché altrettanto seriamente ha detto che sarebbe venuto in treno e continua, ad un anno di distanza, a farlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Sono sempre stato in silenzio ad ascoltare attentamente, però a forza di tirare la corda sul risparmio a tutti i costi, questa si spezza.
Io ad esempio ho una visione deformata a causa della mia attività professionale. Il risparmio noi non lo vediamo quando andiamo in fiera e anziché un albergo a 7 stelle, a 4 stelle, scegliamo una topaia, perché quando si va a lavorare e si è concentrati poi si deve essere distesi, ma lo si guarda in una pianificazione molto ampia, nelle strategie, non nelle singole voci, perché qui il problema non è che domani vengo a contestare il Presidente se viene giù con l'Audi, perché è giusto che abbia un Audi non quella scalcinata Dacia che è impresentabile. Io il risparmio lo vedo in un progetto strategico di questa Regione. Cosa vuol fare questa Regione fra 20/30 anni? Chi governa - l'ho detto fino alla noia, da un anno che sto qua - che visione politica ha per questa Regione? Come vuole traghettare la parte politica questa regione a 20/30 anni? Progetti ambiziosi, stratosferici per portarci all'avanguardia sui temi più importanti, non a stare qui a discutere se prendo il treno o prendo la bicicletta perché, guarda, è una cosa penosa. Vi assicuro che da noi non si parla mai di queste cose, nel privato si guardano le strategie, se produci utili, se produci vantaggi, se hai una visione che guarda a 20, 30, 40 anni perché a me se il Presidente prende il treno, se viene giù a piedi o con l'autostop non me ne frega! Io provo vergogna per quella Dacia, se ero io il Presidente avrei preso l'Audi. Se mi dicono: “Guarda Zura sei il Presidente, hai potere assoluto” pretendo il potere assoluto, ma dopo 5 anni se non ho sfangato la Regione, se non ho fatto progetti che guardano a lungo termine, sul paesaggio, l'ambiente, la difesa, le cose importanti e future, mi portate in piazza e mi fucilate. Accetto la sfida! Ma che me ne frega del treno o della macchina, capito? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Assessore Cesetti, io ed il mio gruppo non abbiamo detto che non riconosciamo i risparmi, mai detto, però quello che ci sembra veramente inverosimile è che noi abbiamo chiesto una tutela nelle maggiori competenze e quindi di ampliare e rendere possibili le competenze del Presidente a vantaggio della sua carica istituzionale, e ci viene detto che noi vogliamo limitare le competenze e non estenderle a tutto lo scibile umano! E' esattamente il contrario! Vogliamo che in uno stato di diritto e non in uno stato di buone intenzioni ci siano le competenze e che la politica ne usufruisca, le più ampie possibili e in tutti i settori possibili, quindi non ci mettete in bocca esattamente il contrario. Grazie.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ho la richiesta di intervento del Consigliere Zaffiri, però mi pare che sia già intervenuto. (…) Prima di andare alle dichiarazioni di voto.
Il dibattito è finito dobbiamo procedere alla discussione e votazione degli emendamenti che sono 29, chiedo all'Aula: sono le 14,00, cosa volete fare? Facciamo la pausa in questo momento oppure andiamo avanti con la votazione? Votiamo dopo la pausa? Tenete conto che ci vorrà un'altra ora più o meno.

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Allora? Facciamo la pausa adesso? (…) Va bene, alle 14,40 riapriamo i lavori con la discussione e la votazione degli emendamenti

La seduta è sospesa alle ore 14,05.

La seduta riprende alle ore 14,55.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis.
Emendamento 1 bis/1 a firma del Consigliere Maggi. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Velocemente perché sono molti gli emendamenti, ma per fare mente locale in modo che non ci distraiamo.
Parliamo della legge “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, nel comma 2, dell'articolo 4 si parla del piano faunistico e poi c'è l'elenco dei contenuti che deve avere.
Questo emendamento tende ad inserire le risorse necessarie per l'attuazione del piano, cioè che all'interno del piano siano elencati i soldi che ci mettiamo per realizzarlo, altrimenti, come già è successo, sono fonte di dibattito e di polemica per altri piani. Presentiamo delle brochure da 100/200 pagine, ma non sappiamo quanti sono i soldi per realizzarle. Alla fine presento il piano, però faccio un computo metrico come qualsiasi progetto che si voglia fare seriamente, questo è il senso dell'emendamento 1 bis/1 che noi chiaramente, dato che devo fare la dichiarazione di voto, voteremo a favore.

PRESIDENTE. Emendamento 1 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 2. Soppresso.

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Per non ripetere quanto già detto nell'intervento precedente, noi chiediamo la soppressione di questo articolo 4 e se non viene soppresso a cascata abbiamo preparato una serie di emendamenti che tendono a limitarne gli effetti per noi negativi.
E’ una richiesta di soppressione, se l'articolo non viene soppresso ci sono altri emendamenti che tendono a moderarne gli effetti, ripeto, negativi per noi. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4/2 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Visto che l'articolo 4 non è stato soppresso noi, come ho detto nell'intervento di 30 secondi fa, che gentilmente il Vicepresidente Minardi mi ha concesso e lo ringrazio, cerchiamo di far si che il Presidente possa contornarsi di persone, nella sua segreteria, che abbiano indiscusse qualifiche ed esperienze, per cui al comma 1, dell'articolo 21 della legge regionale 20 del 2001 “Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione” le parole “a persone estranee all'amministrazione regionale delle quali sia notoriamente riconosciuta la specifica competenza” sono sostituite dalle seguenti “ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria”. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/2. Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4/3 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Le motivazioni sono sempre le stesse, nelle parole dell'articolo 4 che hanno sostituito le specifiche competenze con “nell'ambito delle politiche istituzionali della Regione” noi vogliamo aggiungere, per dare maggiore competenza, qualificazione e professionalità a questa figura essenziale per il Presidente della Giunta, le parole “ed in possesso del diploma di laurea specialistica”.

PRESIDENTE. Emendamento 4/3. Lo pongo in votazione.

(L'assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4/4 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 4/5 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Penso che i Consiglieri saranno curiosi di sapere cosa non ho potuto dire, comunque dirò che mi sembra, in merito all'emendamento precedente che sostituiva alle parole “pari allo” le parole “non superiore allo”, veramente un burlesque.
L'emendamento 4/5, sempre sul famigerato articolo 4, sopprime le seguenti parole: “incrementato della retribuzione di posizione, nella misura minima prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro”.
Abbiamo fatto due emendamenti su questo articolo 4, un emendamento era sull'estensione delle competenze e delle professionalità degli elementi della segreteria del Presidente, un altro era sulla retribuzione. La retribuzione equivale a 43.000 euro lordi, se viene inserita anche la retribuzione di posizione si aggiungono altri 10.000 euro. Questa restrizione delle competenze può permettere al Presidente, su un rapporto fiduciario che io non discuto assolutamente, di prendere anche una persona dalla strada che può avere competenze in ornitologia, in minerali, e darle 43.000 euro, ma più 10.000 euro mi sembra eccessivo, per cui noi chiediamo che sia soppressa l'indennità di posizione e rimanga la retribuzione, sicuramente non da poco, soprattutto in confronto ai pensionati che prendono 500 euro al mese.
Chiediamo quindi di togliere questa indennità di posizione di ulteriori 10.000 euro. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 4/6 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Qui si fa riferimento, sempre per l'articolo 4, al comma 6, dell'articolo 7 del decreto legislativo “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, vogliamo aggiungere “si osservano le disposizioni di cui al comma 6 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.
Vi leggo tre righe dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 165/2001: “Per esigenze di cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale, coordinata e continuativa ad esperti di provata competenza in presenza dei seguenti presupposti ...”, c'è una serie di presupposti che nella dizione dell'articolo 3 non sono contemplati, leggo ancora: “Comma 3 - L'affidamento di tali incarichi ha carattere fiduciario in riferimento agli incarichi di alto contenuto professionale, mentre per le prestazioni professionali ordinarie, prive di particolari competenze specialistiche, avviene previo esperimento di apposita selezione pubblica effettuata tramite pubblicazione di apposito bando di selezione o altre forme di valutazione comparativa. L’individuazione del soggetto contraente deve avvenire sulla base di specifici e documentati profili di professionalità e competenza risultanti dal curriculum, con particolare riguardo alla prestazione puntualmente richiesta in funzione delle esigenze di costituzione dello specifico rapporto professionale”, non vado avanti per non annoiarvi, però il riferimento a questo articolo 7 del decreto legislativo 165 del 2001, secondo me, signor Presidente, le dà maggiore possibilità di avere personale estremamente qualificato da scegliere sia all'interno che all'esterno.
Ecco perché chiediamo di fare questa aggiunta all'articolo 4, dopo il comma 1. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Sub emendamento 4/7/1 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Lo ritiro.

PRESIDENTE. Sub emendamento 4/7/1. Ritirato.

Emendamento 4/7 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Il comma 2, dell'articolo 4 della proposta di legge n. 63 è soppresso.
Il comma 2, dell'articolo 4 dice: “Dopo il comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 20/2001 è aggiunto il seguente: Il Presidente della Giunta regionale può inoltre avvalersi della consulenza di esperti ai quali compete il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute”. E’ soppresso. Può avvalersi di consulenza, anche qui c'è una cosa a cascata, perché poi diciamo che i consulenti devono avere un certo tipo di rimborso spese, se questo non viene soppresso.

PRESIDENTE. Emendamento 4/7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Sub emendamento 4/8/01 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Con questo sub emendamento chiedo di aggiungere alle parole “alle spese effettivamente sostenute e documentate” le seguenti parole “come previsto da apposita regolamentazione da definire con deliberazione di Giunta regionale”.
Quali sono le spese documentate? Va definito un regolamento che dica quali sono, altrimenti potrebbe rientrare tutto, credo che questo sia anche a maggior tutela della Giunta stessa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Ritengo corretto l'emendamento perché fa anche chiarezza su questa parte. Ci tengo molto ai “consulenti gratuiti”, ma giustamente mi faceva osservare il Consigliere Biancani, un minimo va considerato, ad esempio, lo spostamento, ed è giusto che sia ben definito all'interno del regolamento.

PRESIDENTE. Sub emendamento 4/8/01. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Sub emendamento 4/08/1 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto.
Emendamento 4/8 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto

Emendamento 4/9 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Nell'emendamento 4/8 c'era evidentemente un refuso che noi avevamo tolto e sostituito con questo. Era proprio un refuso di scrittura, anziché 500 euro erano riportate 5.000 euro di rimborso spese.
All’emendamento 4/9 ci sono una serie di lettere del comma 6 e del comma 7 e i commi 9 e 12 che sono da abrogare, infatti l'articolo 22 della legge regionale 20 del 2001 disciplina l'assegnazione del personale alle segreterie particolari dei componenti della Giunta regionale, con tale emendamento si abolisce il conferimento di incarichi con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per adeguare tale normativa a quanto previsto dal decreto legislativo n. 81 del 2015, il cosiddetto “Jobs Act” che, ai sensi dell'articolo 2, comma 4, prevede per tutte le pubbliche amministrazioni il divieto di stipulare suddetti contratti a decorrere dall’1 gennaio 2017.
Già la legge regionale che disciplina il personale dei gruppi da questa legislatura non prevede più gli incarichi di collaborazione, pertanto riteniamo opportune queste modifiche. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 4/9. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 4, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 ter. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5.
Emendamento 5/1, soppressivo dell’articolo 5, a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 5 bis/1, istitutivo dell’articolo 5 bis, a firma del Consigliere Maggi. Ritirato.

Sub emendamento 5 bis/2/1, istitutivo dell’articolo 5 bis, a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Questo sub emendamento non ce l'ho, però me lo ricordo.
E’ prevista per il Presidente ed i Vicepresidenti la possibilità di prendere un collaboratore esterno, noi con questo sub emendamento chiediamo che per i Consiglieri segretari sia previsto solo un collaboratore interno, senza aggravio di denaro pubblico. Grazie.

PRESIDENTE. Sub emendamento 5 bis/2/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 5 bis/2 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Per quanto riguarda l’Ufficio di Presidenza, chiediamo che le parole “di ciascuna segreteria particolare” siano sostituite dalle seguenti “della segreteria del Presidente e dei Vicepresidenti” nel senso che i Presidenti e i Vicepresidenti hanno il collaboratore esterno, mentre i Consiglieri Segretari no, è più o meno quello di prima.

PRESIDENTE. Emendamento 5 bis/2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 5 bis/3 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione. (…) Per correttezza rifacciamo la votazione.
Emendamento 5 bis/3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 5 bis/4 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 5 bis/5 a firma I Commissione. Lo pongo in votazione.
Votazione annullata. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. E' un emendamento che è stato già votato dalla Commissione che ha presentato l'Assessore Pieroni ed è quello che permette di definire in maniera chiara e precisa le funzioni conseguenti alla convenzione tra Regione e Province legate alla vigilanza venatoria, ittica attribuite agli agenti di vigilanza e finalizzate all'accertamento delle violazioni amministrative nelle materie relative, ivi compresa l'irrogazione delle sanzioni amministrative e la riscossione dei proventi. Praticamente nella stipula di queste convenzioni è stato ritenuto necessario definire bene le competenze e le funzioni fondamentali che lasciamo alla polizia provinciale.
L’emendamento n. 6/2, presentato dall'Assessore Pieroni, permette di prorogare fino al 31 dicembre 2016 le funzioni di recupero degli animali selvatici, il Cras.

PRESIDENTE. Emendamento 5 bis/5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6.
Emendamento 6/1 a firma dei Consiglieri Giorgini e Maggi. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Faccio lo stesso appunto che avevo fatto in Commissione per chiarire, secondo il nostro punto di vista, quello che potrebbe comportare, perché sbaglio spesso, ma molte volte ci azzecco.
Noi siamo d'accordo sul fatto che un Comune possa, per ragioni di economicità, efficienza ed efficacia, spostarsi in un'altra Ata, su questo siamo d'accordo, ma occorre che entrambe le Ata ed anche gli enti gestori diano il parere favorevole.
Io l'ho detto chiaramente in Commissione, perché credo che ci possano essere dei grossi problemi.
La nostra preoccupazione infatti, è molto fondata e legata al fatto che gli enti gestori, siano essi pubblici o privati, concessionari del servizio pubblico in oggetto, sono società di diritto privato, quindi Srl o SpA che hanno un contratto in essere e un piano industriale con le Ata, ci sono dei contratti in essere e quindi potrebbe anche esserci …
Andare a spostare un Comune da un’Ata ad un’altra, acquisendo solo i pareri favorevoli delle Ata, interpellando solo l'Assemblea territoriale degli ambiti, senza richiedere anche i pareri favorevoli scritti degli enti gestori, potrebbe dar luogo a contenziosi tra l'ente gestore concessionario e la Regione stessa.
Questo è un fatto che potrebbe accadere molto facilmente, quindi diventa obbligatorio, secondo noi, ottenere anche il parere vincolante degli enti gestori per evitare possibili azioni legali che potrebbero andare alla lunga e creare delle problematiche. Credo che la questione debba essere valutata, l'ho spiegato bene in Commissione, il Consigliere Biancani lo sa, perché penso che ad un certo punto questa Regione oltre a legiferare debba guardare anche a questo modo di operare, che magari può andare in contrasto e far impugnare certi articoli o certe leggi, questo per evitare spreco di soldi.
Ritengo che sia un’osservazione congrua, per cui ho voluto presentare questo emendamento che dopo le due parole “interessate e” aggiunge le seguenti “gli enti pubblici e/o privati gestori del servizio dato in concessione dall'Ata stessa”.
Una volta che abbiamo scritto questo la Regione è a posto, è sicura che non ci saranno contenziosi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Il problema di cui parla il Consigliere Giorgini, quello che solleva, potrebbe starci, ma in realtà non c'è perché una cosa è l'Ata ed una cosa è il gestore. L'Ata dà gli indirizzi, stabilisce le tariffe e quant'altro, quindi dà la disponibilità ad un Comune di andare a smaltire in un altro ambito nel quale c'è un gestore che ha un contratto, una tariffa, quindi se questo contratto va a buon fine andrà a scaricare lì, altrimenti no.
L'assenso sta nel contratto che andrà a fare, è implicito nel contratto che il gestore fa con il Comune, quindi non ha senso scriverlo sulla legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Non è come dice il Consigliere Celani perché se il contratto è in essere come fa a modificarlo? (…) Se è in essere non è il gestore che può modificare il contratto!

Piero CELANI. Scusi Consigliere Giorgini, c'è un po' di confusione, il gestore non fa i contratti con l'Ata, fa il contratto con i singoli Comuni, quindi se un Comune va di là - autorizzato dall'Ata ad andare di là - non significa necessariamente che possa scaricare. Qualora raggiunga l'accordo economico su una tariffa già prefissata va a scaricare, è semplicissimo, ed è un privato non è mai un ente.

PRESIDENTE. Emendamento 6/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 6/2 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6 bis.
Sub emendamento 6 bis/1/1 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Con questo emendamento - ci sono 10.000 euro relativi all'offensiva sulla linea gotica estate/autunno 1944: valorizzazione documenti dei luoghi - noi proponiamo di spostare questi 10.000 euro su un altro capitolo che riteniamo più importante che è l'organizzazione dei campi scuola di educazione terapeutica per minori con diabete anche perché la voce di costo su cui mettere questi 10.000 euro, cioè la linea gotica, fa riferimento a una normativa regionale che è la n. 16 del 2012 per la quale la Regione deve fare un documento di assegnazione dei fondi. Infatti per la realizzazione di manifestazioni storico-culturali, leggo l'articolo 2 della legge 16 del 2012, gli interventi di cui al punto 1, in cui rientra questa tipologia di finanziamento, sono realizzati sulla base di un programma adottato dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione assembleare. Il programma indicato al comma 2 determina in particolare i criteri e le modalità di erogazione dei contributi previsti di cui al comma 1.
Non abbiamo traccia di questo documento e dei relativi criteri, mentre nel 2014 quando su questa voce sono stati assegnati 8.000 euro abbiamo trovato la deliberazione della Giunta. Sul documento del 2016 non ne abbiamo trovate, quindi riteniamo che non possano essere allocati questi 10.000 euro sulla spesa richiesta e proponiamo di spostarli sulla voce che vi ho appena detto, di cui al 6 bis/1/1.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Vorrei dire al Consigliere Fabbri che le questioni che ha appena trattato sono importanti, noi siamo per bocciare gli emendamenti perché non è questa la sede, però gli argomenti, le questioni che ha trattato le possiamo affrontare in Commissione per verificare come andare incontro alle richieste.
Il tema che ha trattato è importante, nella I Commissione o nella IV, sentiremo anche il Presidente Volpini, potremmo discutere l'argomento che lei ha evidenziato con questi emendamenti.
Gli emendamenti li bocciamo, oppure le propongo di ritirarli per occuparci di queste tematiche in Commissione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Non mi volevo addentrare sulle motivazioni di questi 10.000 euro dati alla linea gotica, ma adesso mi addentro, dal territorio ci arrivano segnalazioni che questi 10.000 euro sono stati promessi e già spesi, si chiama marchetta da noi.
L'emendamento non lo ritiro perché a mio avviso le cose vanno fatte per bene, quindi se c'è la copertura e la possibilità, in forza della normativa regionale, di assegnare questi soldi, come è stato fatto durante gli altri anni, si danno, se invece questi soldi vengono dati per “curare” l'elettorato del proprio territorio, allora le cose vanno fatte per bene. O mi dimostrate che c'è la copertura nel documento annuale sulla cultura per questi 10.000 euro, altrimenti io vi propongo di spenderli come si deve.
Dopodiché, chiudo e mi calmo, ben venga l'apertura in IV Commissione, in III Commissione, in tutte le Commissioni, per una migliore allocazione dei fondi sulle voci realmente sociali. Grazie.

PRESIDENTE. Sub emendamento 6 bis/1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Sub emendamento 6 bis/1/2 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Giustamente ne parleremo ancora perché è interessante la cosa che avete sollevato.
Avete bocciato il primo emendamento, adesso propongo il secondo, se non li volete dare ai bambini malati di diabete, chiedo di dare questi 10.000 euro alla spesa per la somministrazione gratuita di farmaci di fascia C ai soggetti affetti da malattia rara, vi prego, perché stiamo parlando di cose importanti e ritengo che le cose vadano fatte con un certo criterio.
Chiedo una spiegazione da parte di chi ha proposto l'emendamento, di cui sto presentando un sub emendamento, di dimostrarmi che i 10.000 euro possono essere effettivamente dati perché non ho trovato nelle carte il documento con cui vengono assegnati questi soldi nel piano annuale della cultura, come la delibera di Giunta regionale richiede. Io ho quella del 2014 e c'è scritto nella tabella, ce l’ho qui, sottolineato in giallo, nel documento del 2016 non ho trovato riferimento a questa voce che deve essere espressamente riportata nel documento annuale, io non l'ho trovato, mi sbaglio? Dimostratemelo, altrimenti ritengo che fate qualcosa che non potete fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Ribadisco quello che le ho già detto per l'altro emendamento, oggi il Presidente Volpini non è presente in Aula, gli chiederemo di fare una Commissione anche per questo tipo di argomento perché ritengo che 10.000 euro siano completamente insufficienti per riuscire a rispondere alle esigenze del tema che lei sta ponendo all'attenzione. Mi sembra un tema molto rilevante e mettere 10.000 euro di risorse per risolvere una questione di questo tipo mi sembra offensivo.
Alla luce di questo le chiedo di ritirare il sub emendamento con l'impegno di chiedere al Presidente Volpini di convocare una Commissione e di trattare questo tipo di argomento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Le piace ribadire i concetti. Non mi avete risposto se questi 10.000 euro possono essere allocati là. Io ritengo ed ho individuato 2 posizioni più importanti, poi andremo a verificare se 10.000 euro sono ininfluenti nel mare magnum della sofferenza sociale o fisica, però è un segnale a questo punto politico, di come uno decide di spendere i soldi.
Dimostratemi che questi 10.000 euro sono allocati correttamente, perché io non ne ho evidenza, questo è il segnale politico. Poi il Consigliere Volpini non c'è, ma io sono il primo, l’avete visto in questo anno di Aula, e sono aperto a tutte le discussioni in Commissione che ritengo il luogo dove si riesce ad entrare nel merito dei problemi molto più che in Aula, quindi io sono apertissimo a dedicarci 2 milioni, a dare tutto quello che serve per questi argomenti sociali, però in questo momento il messaggio politico è: è corretto far passare sulla voce che ho espresso prima, la commemorazione della linea gotica, questi 10.000 euro? Perché io non ne ho evidenza, quindi come modus operandi ritengo che qui si debba agire con una certa correttezza.

PRESIDENTE. Sub emendamento 6 bis/1/2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Sub emendamento 6 bis/1/3 a firma del Consigliere Sciapichetti. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 6 bis/1, sostitutivo dell’articolo 6 bis, a firma della I Commissione. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Con tutta la simpatia e stima che ho per il Consigliere Giacinti non ricordo che questo emendamento sia stato votato e fatto proprio dalla I Commissione, quindi chiedo spiegazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Consigliere Maggi le ricordo che la richiesta è arrivata dagli uffici finanziari e abbiamo discusso su quella tabella molto corposa che era frutto di quel nuovo metodo di riallocazione di diversi capitoli, in virtù della riforma entrata in vigore quest'anno, soprattutto della modificata modalità di rappresentazione del bilancio, secondo il decreto 118.
Forse nella discussione le è sfuggito, però abbiamo detto, visto che si tratta di modifiche relative sempre al solito tema del nuovo metodo di rappresentazione contabile, di considerarlo come emendamento e lo abbiamo votato in Commissione. Forse le è sfuggito perché si è parlato un po' di queste modalità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ci dovrebbe essere anche il verbale della I Commissione quando la dott.ssa Lispi ha detto: “Allora questa qui la portiamo in Aula e non la votiamo”.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Se vogliamo sgombrare il campo da ogni presunta temerarietà, visto che spesso si va a finire con questi concetti, facciamo finta che non sia stato votato in Commissione e presentiamolo all'esame dell'Aula, se vogliamo intenderlo in questa maniera.

PRESIDENTE. Lo presenta a titolo personale in Aula.

Francesco GIACINTI. A scanso di equivoci lo presentiamo ora. Va bene Presidente?

PRESIDENTE. Va bene.

(interviene fuori microfono il Consigliere Maggi)

Francesco GIACINTI. Va bene. L’ho detto.
PRESIDENTE, L’ha detto, siccome …

Francesco GIACINTI. Ha scanso di equivoci, Consigliere Minardi, se il Presidente è d’accordo, io lo presenterei in questo istante.

PRESIDENTE Va bene.

Francesco GIACINTI. Trattasi di un emendamento relativo, come ho detto prima, al fatto che delle tabelle sono state modificate per un’allocazione più corretta di missioni e programmi derivante dalla rivisitazione della modalità di rappresentazione del bilancio che con il decreto legislativo 118 è entrata in vigore in questo esercizio finanziario.
Di questo si tratta e per questo motivo io ho ritenuto corretto ..., non è la prima volta, bisogna ammettere che arrivano emendamenti di questo tipo relativi a questa fase - tra il “transitorio ed il nuovo” - di modalità di rappresentazione del bilancio, come l'Assessore anche nel suo intervento ha fatto presente, spesso succede di adeguarsi a queste nuove modalità.
Questo è il senso di questo emendamento.

PRESIDENTE. Lo presenta come semplice Consigliere e non come Presidente di Commissione.
Il Consigliere Giacinti ha presentato l'emendamento e vi è stato distribuito, quindi non è che non sapete di cosa si tratta.

Giovanni MAGGI. Se è regolare si, se non è regolare, noi siamo per la legittimità.

PRESIDENTE. Cosa c'è di irregolare?

Giovanni MAGGI. No, domando se è regolare. Se è regolare va bene, se invece non lo è …, noi siamo per la trasparenza e la legalità.

(voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Agli atti non ci sarà più scritto emendamento della I Commissione, ma ci sarà scritto emendamento a firma del Consigliere Giacinti, è evidente!

Giovanni MAGGI. E' regolare? Se è regolare …

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. In Commissione l'abbiamo trattato, mi ricordo bene perché io giovedì sono andato dalla dott.ssa Lispi e, siccome ero relatore di maggioranza, mi sono fatto dare tutti gli emendamenti che avevamo liquidato come Commissione.
La dott.ssa Lispi me li ha dati giovedì, erano tra quelli che in Commissione abbiamo liquidato, era un sub emendamento all'emendamento dell'articolo 6 bis che avevamo presentato la volta precedente, quindi era già parte integrante del testo.
Questo è un sub emendamento all'articolo 6 bis ed è venuta la dott.ssa Arzeni apposta per dirci che c'erano ulteriori modifiche rispetto all'articolo 6 bis che era già all'interno della proposta di legge.
Voglio solo dire che sono sicuro che sia stato discusso in Commissione come sub emendamento al primo emendamento che avevamo già presentato ed è venuta la dott.ssa Arzeni a presentarlo giovedì.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ricordo perfettamente che la dott.ssa Arzeni era venuta a parlare di questa cosa e ci aveva parlato di una questione meramente tecnica, per cui la discussione era stata relegata a 2/3 minuti, ora vedo che l'emendamento che ha presentato il Presidente Giacinti, come emendamento della I Commissione, ha 2 pagine di motivazioni di cui io potrei anche aver dimenticato la votazione e nella confusione averlo votato, ma la maggior parte delle argomentazioni che leggo qui le sento per la prima volta, quindi ho votato cose di cui non si è discusso? A me sembra improbabile, io non voglio accusare nessuno che ci sia malafede, però devo dire per la tutela della legalità …, Consigliere Busilacchi non è che voi siete per l'illegalità e noi per la legalità, noi siamo il Movimento 5 Stelle e basta, non siamo un’opposizione qualunque, siamo il Movimento 5 Stelle per cui se questa cosa mi dite che è stata votata, leggiamo il verbale e vediamo cosa ho votato, io non l'ho votata questa cosa qui!
E’ una motivazione fatta di 2 pagine, abbiamo discusso 3 minuti con la dott.ssa Arzeni su questa cosa, tutte queste cose che sono scritte qui, quando le abbiamo votate?
So che il Presidente Giacinti è una persona molto precisa, scrupolosa e sempre molto preparata su tutti gli argomenti, infatti ha fatto un’illustrazione di 2 pagine su questo emendamento, ma io vi assicuro che o sono diventato pazzo improvvisamente o queste cose che sono scritte qui non le ho mai votate.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Consigliere Maggi, è una tabella che abbiamo visto in I Commissione, quindi è una trasformazione tecnica della tabella quello che lei vede, ma l'abbiamo vista, non è legalità o non legalità, c’ero anch'io, c'era anche il Consigliere Carloni, quindi è inutile fare tutte queste polemiche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Forse può aiutare il Consigliere Maggi a ricordare meglio le due fasi, nella prima fase avevamo discusso di primi aggiustamenti cosiddetti tecnici, quando è sopraggiunta questa ulteriore esigenza ed in quella sede abbiamo detto, votandola, che coglievamo quell’occasione per riscrivere tutto l'emendamento in maniera tale che constasse di queste due fasi che sono state disgiunte come accadimenti temporali che però hanno dato luogo ad un unico emendamento, quindi si è ritenuto di scriverlo in questa maniera. Questo è successo, però assicuro che ne abbiamo parlato, come peraltro è emerso anche da altri membri della Commissione.
Forse le sfugge il fatto perché lei non vede più la rappresentazione di quella tabella, come c'era stata proposta in Commissione quando è venuta la dott.ssa Arzeni, perché poi la struttura ha ritenuto di scriverlo in una maniera diversa per far si che tutto l'emendamento di natura tecnica andasse sotto un’unica stesura. Questo è successo!
Capisco che a volte può sembrare …, però non c'è una difformità di contenuto, è una difformità di rappresentazione rispetto a quello che avevamo visto in seduta stante perché non era poi completo il discorso.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Io non mi scandalizzo di nulla, però non credo che sia a lungo tollerabile che si evochi, per carità in buona fede, richiami alla legalità! Ma di che stiamo parlando, Consigliere Maggi?
Quando un emendamento viene qui, tra l’altro stampato, c'è l'attestazione degli uffici e non potrebbe essere diversamente, non è quindi che se lei si fida del Consigliere Giacinti, della Consigliera Marcozzi, del Consigliere Carloni, di me ...
Viene qua, è stampato, c'è l'attestazione dell'ufficio, segno evidente, anzi comprovato, che quell'emendamento è stato esaminato perché non è scritto a penna, è un atto pubblico, se vogliamo dirlo, un provvedimento che viene all'esame dell'Aula. Quindi di cosa stiamo parlando?

(interrompe il Consigliere Maggi)

Fabrizio CESETTI. Consigliere Maggi, in questo caso vada negli uffici e chieda spiegazioni, perché non è che può mettere in dubbio come se noi venissimo qui a portare “provvedimenti farlocchi” della Commissione, ma stiamo scherzando?
Questo non è un atteggiamento …,

(interrompe il Consigliere Maggi)

Fabrizio CESETTI. Ma lo dica agli uffici!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Purtroppo in quest’Aula ci sono i primi della classe, li stiamo ascoltando, quelli che fanno opposizione meglio degli altri, noi come opposizione non dobbiamo imparare niente da nessuno, mangiamo pane e politica, non siamo come quelli che vivono di antipolitica, noi viviamo di politica e non di antipolitica.
Credo che in Aula e su questa cosa non ci sia bisogno di primi della classe per fare opposizione, qui ci sono persone che fanno politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. A precisazione per il Consigliere Maggi. Quando in Commissione sono arrivate le tabelle che il Servizio bilancio della Giunta ha portato - ai sensi dell'applicazione del decreto legislativo 118, che ha la prima fase di applicazione con il bilancio 2016 in questa Regione - è stato subito detto che erano delle correzioni tecniche di poste di bilancio già previste e già iscritte, cambiavano le postazioni, cioè il capitolo, piuttosto che qualcos'altro.
Alla fine, se lo ricordi Consigliere Maggi, abbiamo detto: “Se sono solo correzioni tecniche ok”, le tabelle sono quelle che abbiamo visto, ma non siamo entrati nel merito, non le abbiamo analizzate una per una, se si ricorda, questo a dimostrazione che erano tabelle di correzioni tecniche che oggi si sono trasformate in questo emendamento che è più descrittivo di una tabella, ma che di fatto non nasconde assolutamente nulla a nessuno. E’ la trasposizione di una tabella in un’elaborazione, si ricorda che ha detto: “Se sono correzioni tecniche non le guardiamo neanche” per cui non c'è nulla da nascondere, non c'è nulla di nuovo.

PRESIDENTE. Chiudiamo questa cosa. Abbiamo detto coma la risolviamo, è consentito dall'articolo 82 del Regolamento.
Votazione aperta sull’emendamento del Consigliere Giacinti.
(…) Sospendiamo la votazione, bisogna fare chiarezza su cosa si vota.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. “Basta”, Consigliere Busilacchi, lo dice a qualcun altro, perché io ho lo stesso diritto di parlare di tutti, siccome si è detto di ritirare l'emendamento come I Commissione … Posso? Io non la interrompo quando lei parla e pregherei …

PRESIDENTE. Non è chiaro cosa votiamo. Per fare chiarezza: votiamo l’emendamento presentato dal Presidente Giacinti.

Romina PERGOLESI. Scusate, ho preso la parola io e parla il Consigliere Busilacchi!

PRESIDENTE. Ho detto che la votazione è sull’emendamento del Consigliere Giacinti, in realtà la votazione è sull'emendamento del Presidente Giacinti, così è chiaro che si tratta dell’emendamento della I Commissione.

Romina PERGOLESI. Cosa diversa da quella che aveva detto prima.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Intervengo per chiarire e dissipare ogni perplessità. Siccome è nel mio stile e nella mia persona non ingenerare nessun dubbio sul nostro operato, anche perché è un operato che facciamo e ci ha chiamato a svolgerlo la comunità marchigiana - io sono fiero ed orgoglioso di questo - a scanso di ogni equivoco, chiedo gentilmente al Presidente di interrompere i lavori del Consiglio, riunisco la Commissione e presento l'emendamento come Commissione, a scanso di equivoci.
Non è bastato che tutti i membri della Commissione. eccetto uno, abbiano riconosciuto l'emendamento di Commissione, ma non fa nulla!
Il Presidente Giacinti chiede gentilmente al Presidente Mastrovincenzo di interrompere i lavori, riunisce la Commissione e presenta l'emendamento di Commissione.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per 5 minuti, ma chiedo di rimanere in Aula almeno riprendiamo i lavori appena rientrano i Consiglieri.

La seduta è sospesa alle ore 16,00.

La seduta riprende alle ore 16,10.

PRESIDENTE. Emendamento 6 bis/1, sostitutivo dell’articolo 6 bis, a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

L’Articolo 6 bis è stato sostituito dall’emendamento, di conseguenza non lo votiamo.

Articolo 7.
Emendamento 7/1 a firma del Presidente della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 9 (Dichiarazione d'urgenza).
Emendamento 9/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Credo che ci sia anche un altro emendamento della maggioranza che toglie l'urgenza da questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Si, ma c'è prima il suo, il 9/1.

Giovanni MAGGI. C'è il mio, ma se il Consigliere Biancani è d'accordo possiamo fonderlo o no?
Ve lo illustro visto che si tratta di una riga e mezzo, non ci metterò molto, l'articolo 9 della proposta di legge n. 63 del 2016 ad oggetto “Disposizioni urgenti di adeguamento dell'ordinamento regionale” è soppresso.

PRESIDENTE. Emendamento 9/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 9/2 a firma della I Commissione. Decaduto

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 63, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 18
ad iniziativa della Giunta regionale
“Programma quinquennale per le aree protette (PQUAP) 2016/2020. Legge regionale 28 aprile 1994, n. 15, articolo 7”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 18 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Il nuovo programma innanzitutto è un programma quinquennale e non più triennale come erano i precedenti. E’ uno strumento molto importante con il quale vogliamo garantire una coerenza ed una coesione del sistema delle aree protette per evitare azioni frammentarie, assicurando il riconoscimento delle specificità delle varie realtà, delle varie aree protette.
Con il programma vengono formulati gli obiettivi, gli indirizzi, i criteri di riparto delle risorse finanziarie e l'eventuale formazione di nuove aree protette nell'ottica di una razionalizzazione delle spese.
Mi sembra opportuno anche fare il punto su cosa sono oggi le aree protette nelle Marche. Attualmente le aree protette nelle Marche occupano 90 mila ettari e rappresentano il 10% del territorio della nostra regione.
In totale abbiamo 4 parchi regionali, 3 riserve regionali, 2 parchi nazionali e 3 riserve nazionali e interessano direttamente 49 Comuni.
Tra gli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la programmazione precedente per la valorizzazione dell'ambiente naturale mi sembra importante ricordare la Rem e la Ivem che sono la Rete ecologica Marche e l'Infrastruttura verde Marche.
La Rete ecologica Marche è fondamentale perché serve per garantire la continuità ecologica tra i diversi habitat, quindi garantisce gli spostamenti degli animali, la Ivem invece è una infrastruttura rilevante che permette di collegare le varie aree di interesse turistico, agricolo, andando nella direzione dello sviluppo sostenibile della società marchigiana.
Tra gli obiettivi precedenti importante è stata la capacità di autofinanziamento. Dalla lettura di questo piano abbiamo visto che nel 2014 la capacità di autofinanziamento era il 34% delle risorse complessive e nel 2015 era il 31%.
Per quanto riguarda il trasferimento delle risors,e per quest'anno per le aree protette, devo dire che la Giunta e quindi il Consiglio hanno fatto un ottimo lavoro, attualmente sono stati finanziati circa duemilioni di euro, sono risorse importanti che probabilmente riusciremo anche ad implementarle in fase di assestamento, ovviamente questo è l'auspicio sia dell'Assessore Sciapichetti che dell'Assessore Cesetti. Cercare di implementare questi duemilioni di euro che già sono a disposizione dei parchi magari portando altri 250 mila euro in più rispetto alla stima di oggi. Questo è molto importante perché permetterebbe ai parchi di portare avanti tutte le azioni fondamentali.
Tra le spese rilevanti dei parchi, vedendo questo documento, ci sono: la conservazione della natura, la promozione e valorizzazione del territorio, l'attività di educazione, il recupero del patrimonio culturale. Una serie di attività notevoli che grazie al fatto che la Regione Marche ha queste istituzioni riusciremo a portare avanti.
Le risorse assegnate vengono date in base a dei parametri oggettivi che sono: la superficie del parco, la popolazione residente, la percentuale dei siti 2000. Ovviamente una parte di queste risorse serve a coprire le spese obbligatorie o funzionali per l'attività dei parchi ed una parte per svolgere quelle attività che ho appena illustrato.
Nonostante queste spese alcuni parchi, si evidenzia da questo documento, hanno una criticità di personale, il 50% circa delle risorse che mettiamo a disposizione sono utilizzate per la copertura delle spese del personale. Rilevante sarà nei prossimi mesi individuare una modalità che permetta al personale regionale o a quello proveniente dalle Province di aiutare e di fare attività di collaborazione direttamente con i parchi.
Questo mi sembra una novità importante e a tal proposito ho presentato insieme al Consigliere Giancarli un’interrogazione con cui si chiede alla Giunta di verificare l'opportunità e la possibilità di utilizzare il personale regionale.
Al di là di questo, il programma quinquennale delle aree protette 2016/2020 è lo strumento che permette al sistema delle aree protette di fare una programmazione pluriennale delle attività.
Tra gli obiettivi vengono riformati sia la Rem che la Ivem perché riteniamo che siano importanti per lo sviluppo e la conservazione del patrimonio naturale regionale, ma anche per lo sviluppo di una funzione sostenibile del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della nostra regione.
Per quanto riguarda l'istituzione di nuovi parchi, poi descriverò alcuni emendamenti, la legge regionale dispone che è necessario avere la copertura finanziaria, questo programma quinquennale prevede che tutte le risorse che abbiamo siano destinate per migliorare, quindi per rendere più funzionali i parchi esistenti.
L'obiettivo sarà l'attivazione di una gestione unitaria, ad esempio, tra il parco interregionale del Sasso Simone Simoncello con la riserva naturale di Sasso Simone, oltre al parco della Gola della Rossa e la riserva naturale del Monte San Vicino. Lo scopo è fare in modo che alcune delle funzioni possano essere fatte in maniera associata, insieme.
Il tema della riorganizzazione del sistema dei parchi è sicuramente importante e dovremo affrontarlo nei prossimi mesi.
A questo proposito devo dire che l'Assessore Sciapichetti ha già messo in piedi un tavolo insieme a tutti i vari soggetti interessati, in particolar modo con le aree protette, per individuare una modalità per riformare completamente quello che è il sistema di gestione delle aree protette.
La nuova programmazione si concentra su due filoni che possiamo definire azioni di rete e azioni da sviluppare nelle singole aree protette.
Le azioni di rete servono per favorire progetti strategici coordinati da un tavolo tecnico per garantire una sinergia progettuale tra le varie aree protette.
L'obiettivo sarà quello della biodiversità, di dare organicità all'offerta turistica dell'intero sistema, di incrementare la mobilità dolce, di avviare progetti di integrazione sui temi della conservazione, educazione, valorizzazione ambientale nell'ottica della costituzione di una infrastruttura, quindi infrastruttura verde Marche, per cui la Rem e la Ivem rimangono i due assi portanti rispetto alla programmazione delle aree protette.
Le azioni da sviluppare nelle singole aree saranno: la conservazione e il ripristino degli habitat e degli interventi a favore delle specie animali e vegetali, l’attuazione degli interventi previsti dalla Cert per il riconoscimento turistico europeo che abbiamo avuto, la carta del turismo sostenibile, la valorizzazione dei percorsi ciclabili, ippici, escursionistici ed anche lo sviluppo di attività agricole sostenibili e attività di educazione e formazione.
Rilevante sarà riuscire a coinvolgere i soggetti privati che potranno essere importanti per avere ulteriori finanziamenti, oltre duemilioni o duemilioni e due che riusciremo a mettere in campo. Fondamentale sarà proseguire nella ricerca di finanziamenti privati o di cofinanziamenti.
L'assegnazione delle risorse verrà fatta sulla base dei criteri che abbiamo usato in precedenza, quindi sulla base della dimensione, della superficie, degli abitanti, delle aree natura 2000 presenti all'interno delle aree protette.
Nell'ottica del contenimento delle spese correnti e per fare in modo che una maggiore quantità di risorse che mettiamo a disposizione vengano utilizzate per il miglioramento della qualità ambientale e della tutela del territorio, il piano quinquennale prevede una serie di azioni: la centralizzazione di alcune funzioni per la razionalizzazione delle risorse e l'ottimizzazione della spesa con l'obiettivo di avere più disponibilità per le attività di promozione, educazione e tutela; attivare sinergie con gli enti locali, con la stessa Regione, in particolare per le spese del personale, quello a cui ho accennato prima. Un altro argomento che abbiamo trattato in Commissione è quello di implementare i servizi a pagamento, individuare quelli che possono essere offerti a pagamento nell'ottica della tutela delle risorse disponibili riuscendo a rendere fruibili le nostre aree protette, mantenendole nel migliore dei modi.
Altre indicazioni sono quelle di ridurre o eliminare convenzioni di tipo oneroso e riorganizzare i centri visita, quindi l'obiettivo che questo piano si pone è quello di una vera e propria riorganizzazione del sistema.
Mi preme dire che il sistema dei parchi delle Marche rappresenta una grossa opportunità per la nostra regione dal punto di vista culturale, turistico e della tutela del territorio e della biodiversità. Un sistema di cui dobbiamo andare tutti orgogliosi perché oggi gran parte dei turisti che visitano la nostra regione lo fanno anche grazie alle eccellenze ed alle aree protette che abbiamo a livello regionale.
L'approvazione di questo piano è importante perché consente di sbloccare queste risorse, i duemilioni di euro, e fino a quando non le sbloccheremo non sarà possibile dare l'aiuto necessario alle attività dei vari enti parco.
Ci sono diversi emendamenti presentati, c'è l'emendamento n. 1 presentato dal Consigliere Marconi, poi magari lui dirà meglio, che prevede l’istituzione della riserva della selva di Castelfidardo, a questo proposito abbiamo presentato e visto in Commissione questa mattina un emendamento, il 2 bis, che come obiettivo prioritario prevede per la Regione l'istituzione della riserva naturale sia della selva di Castelfidardo che della riserva naturale del monte Catria.
Questa mattina in Commissione abbiamo presentato un ulteriore emendamento, è l'emendamento 3 bis, che accoglie l'osservazione del Cal, in particolare la lettera a), che recita così: “Nella quota fissa corrispondente alle spese incomprimibili obbligatorie per gli organi ed il personale (sia dipendente a tempo indeterminato che determinato che assunto con convenzioni previste, all'interno dell'articolo 14 del contratto collettivo nazionale di lavoro”, ovviamente queste persone vanno conteggiate per determinare le risorse necessarie, solamente per quelle finalizzate, abbiamo aggiunto in Commissione, a garantire il normale funzionamento dei parchi e delle riserve naturali. Inoltre abbiamo colto l'osservazione del Cal.
Il Consigliere Marconi ha presentato l'emendamento 4, che poi illustrerà meglio lui, per cui ci siamo incontrati con il servizio, presente anche il Consigliere Marconi, che ha già evidenziato che le ulteriori risorse, oltre i duemilioni di euro, non verranno destinate per il personale, ma per l'attività di promozione e sviluppo turistico, ambientale, culturale delle aree protette. Questo emendamento andrebbe ad imbrigliare ulteriormente risorse che non vengono per nulla utilizzate per la spesa del personale, ma per la cosiddetta quota variabile, quindi per le funzioni principali che hanno gli enti parco.
Per quanto riguarda il sub emendamento 2/1 che descriverà il Consigliere Marconi, in Commissione abbiamo deciso di portarlo avanti e di votarlo favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Non ripeterò quello che ha già detto il Consigliere Biancani perché ha illustrato tutto il piano, mi voglio però soffermare su alcune considerazioni che ritengo rilevanti.
Il piano sicuramente è un documento importante perché evita la frammentazione dei percorsi delle varie aree protette. E’ un piano di coordinamento, prima fa un excursus della storia di quello che sono stati i piani precedenti, come già detto, e ad un certo punto si addentra sulla questione dei finanziamenti. Ci sono dei grafici molto esplicativi che fanno vedere come questi finanziamenti sono calati nel tempo ed è vero che la Regione recentemente ha messo circa duemilioni di euro per i parchi, però voglio far notare come a pagina 13 sia scritto a chiare lettere che le spese incomprimibili obbligatorie, ossia le spese per gli organi ed il personale, si aggirano sui duemilioni e due, duemilioni e mezzo di euro circa. Questo significa che con i soldi che attualmente noi abbiamo previsto riusciremo a coprire più o meno le spese per il personale, ci sono poi altre fonti di finanziamento, però con questa cifra più o meno si va coprire le spese del personale.
Questo significa che per il lato investimenti non c'è quasi niente, quindi è importante che la Regione si ponga l'obiettivo di trovare altre risorse, anche perché i parchi non avendo soldi a disposizione si trovano in difficoltà a reperirne di nuove tramite ad esempio i bandi europei perché i bandi europei o altri bandi di solito prevedono una forma di cofinanziamento. Tutti i parchi che magari vogliono reperire altre risorse tramite bando, se non hanno nemmeno un euro per poter partecipare, non riescono ad attivare queste altre forme di finanziamento, per cui è assolutamente importante, dal nostro punto di vista, che si investa di più sulle aree protette.
Per quanto riguarda la riserva naturale di Castelfidardo è stato detto che inizialmente la Commissione aveva deciso di toglierla, adesso c'è un emendamento che la vuole reintrodurre, sostanzialmente il piano agisce nel rispetto della legge che prevede che non si possono costituire nuove aree senza le relative risorse finanziarie, e questo mi sembra anche corretto.
Il piano non è certo ambizioso, punta al mantenimento di quello che abbiamo, si potrebbe osare di più, questo è il mio punto di vista, certamente mantenere quello che abbiamo è importante.
Ricordo che ci sono altre spese che sono assolutamente necessarie come le manutenzioni ordinarie e straordinarie.
In Commissione il sottoscritto ha fatto notare due punti in particolare che penso siano importanti, ossia la necessità che queste aree trovino quanto possibile una gestione comune, faccio un esempio, la riserva naturale di San Vicino e Canfaito con il parco naturale della Gola della Rossa di Frasassi sono praticamente confinanti e potrebbero unire le forze quanto meno dal punto di vista gestionale,questo è anche scritto nel piano. La Commissione ha voluto dare questo stimolo, si può sempre e comunque cercare di trovare delle efficienze, delle economie dal punto di vista gestionale.
L'altro aspetto che il sottoscritto aveva sottolineato era quello di stimolare per quanto possibile tutte quelle attività che potrebbero essere “redditizie”, faccio un esempio, se un turista va in un parco e vuole fare una gita con la guida, quindi una visita guidata, quella è un'attività che può essere messa a pagamento, come questa ce ne possono essere tante altre. Questi servizi possono servire a contribuire a reperire risorse finanziarie per le riserve e per i parchi che hanno assolutamente bisogno di questi soldi .
E' importante approvare il piano perché, come già detto, se non lo approviamo i ritardi sui pagamenti aumenteranno per cui con questo piano sblocchiamo almeno quei pagamenti, ad esempio i rimborsi che sono previsti per i danni provocati dagli animali e via dicendo.
Dal mio punto di vista credo che sia un piano da approvare, però, ripeto, si poteva osare di più, fare qualcosa in più e soprattutto la Giunta dovrebbe cercare di reperire maggiori risorse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo scusa, Presidente. Intervengo molto rapidamente su questo atto visto che gli emendamenti sono già stati presentati in maniera eccellente dal Presidente Biancani, anche i tre che ho presentato. Faccio solo alcune osservazioni che li motivano.
La prima riguarda le tabelle, non vado sullo scritto perché è tutto condivisibile, è l'elenco speranzoso di tante cose che vorremmo fare, ma quando le cose da fare sono 20 e i soldi da dividere sono poche centinaia di migliaia di euro, si trattano di poche decine di migliaia di euro per ogni punto, a parte questo!
Sulla superficie complessiva di circa 90 mila ettari ben 60 mila ettari di superficie è rappresentata da parchi nazionali esattamente due: Sibillini, Gran Sasso e Monti della Laga, gli altri 10 parchi regionali fanno 30 mila ettari. Credo che da questo punto di vista la prima riflessione andrebbe fatta in questa direzione, noi dovremmo pensarne tanti altri, magari come si diceva con una formula di gestione economica più leggera possibile, che poi dirò.
Il primo dato è che dobbiamo, spero in questo quinquennio, almeno aumentare del 50% il complesso delle aree protette regionali, e ce ne stanno di località! In questo senso ben volentieri ho ritirato insieme al Consigliere Giancarli l'emendamento fatto per la selva di Castelfidardo, accettando quello della Presidenza della Commissione che propone la selva di Castelfidardo e quella del Monte Catria, quindi un segnale positivo in questo senso è stato già dato.
Altra osservazione riguarda il bilancio, di cui qualcuno già ha detto, anche il Consigliere Bisonni che mi ha appena preceduto, e concerne la spesa complessiva, Presidente Biancani, non i duemilioni della spesa regionale, ma la spesa complessiva dei parchi che viene presentata nella tabella 3. In questa spesa complessiva abbiamo un dato che è tipico delle nostre gestioni, abbiamo 1.430.000 euro di spese di personale su un totale di 3.054.000, mettiamoci altri 150/200 mila euro di spese di amministrazione, missioni, rappresentanze, piccole gestioni, assicurazioni, bolli ed alla fine risulta che per la promozione e la comunicazione, spese varie, manutenzioni ordinarie ed altro arriviamo a malapena ad unmilione, che credo sia quello che effettivamente destiniamo all'organizzazione dei parchi.
I parchi vanno resi fruibili, cioè il vero grosso problema è questo, non vorrei che il ranger e l'orso Yoghi ci costino di più di tutto quello che poi dovremmo mettere all'interno di un parco. Perché in effetti quello che per esempio vedo non è roba nostra - io a piedi ho girato quasi tutti i parchi regionali – io vorrei avere di più la sensazione di essere in un parco e non in un'area dove magari con gran fatica abbiamo dovuto mettere il parcheggio, il gazebo per le bibite, che è diventato un piccolo ristorante e poi un piccolo balneare, non faccio riferimento a qualche parco, per carità, ma non sono neanche dell'idea che i parchi seppure piccoli debbano essere un'area desertificata, è l'elemento umano che deve viverlo, che deve fruirlo. Il parco deve essere ben organizzato e possibilmente ai confini, fuori dall'area dei parchi, trovare un ettaro e mezzo dove piazzare un ristorante, un ostello, un parcheggio non credo che sia un grosso problema, come si vede in tutti i parchi del mondo Faccio l'esempio in senso positivo degli Stati Uniti d'America che hanno una grandissima tradizione di parchi nazionali, hanno praticamente uno Stato grande quasi come l'Italia coperto da parchi nazionali, dove tutto è bene organizzato, cioè arrivi al confine e da quel punto in poi ti muovi a cavallo, o in bicicletta, o al massimo con delle navette che ti portano nei punti paesaggistici particolarmente interessanti, ma per il resto il parco è completamente interdetto al traffico veicolare.
In questo senso, non perché ce l'ho, Presidente Biancani, con il parco San Bartolo e del Sasso Simone, ma semplicemente perché ritengo che , per questo ho fatto un emendamento che cassa una parte relativa all'istituzione di nuove aree, sia necessario dare precedenza nella spesa a questo.
Io non so se il personale sia sufficiente o meno, si lamenta che non è sufficiente però onestamente stiamo parlando di piccoli parchi, poi magari parlo con l'addetto e mi darà dell'ignorante perché dice: “No, qui 4 persone non bastano, ce ne vogliono 40”, però viva Dio 4 persone, o 2 o 5, vediamo il prospetto adeguatamente riportato nella pagina che riguarda il personale dove effettivamente per parchi di poche centinaia di ettari ..., se poi alla fine tutto finisce in personale amministrativo è veramente avvilente. Non è personale che sta sul posto, a servizio di chi lo visita, eccola qua pagina 16, tabella 4, Conero: 9 persone, Gola della Rossa: 6, Sasso Simone e Simoncello: 4, San Bartolo: 2. A Sasso Simone e Simoncello e San Bartolo non basterebbero. Allora ben venga la previsione che la Giunta ha fatto in questo atto di dire dove è possibile utilizziamo il personale amministrativo dei Comuni, delle Unioni montane che già sta lì e tutto il personale che verrà assunto, magari anche a tempo determinato o per determinati periodi dell'anno nei quali c'è maggiore frequenza di pubblico, sia utilizzato per guidare le persone, per presentare il parco, semplicemente per vigilare perché un parco va anche semplicemente vigilato. Questo emendamento in qualche maniera è già stato presentato, sarebbe il sub emendamento 2/1.
Da ultimo ho presentato un emendamento che, nella logica di tenere sotto controllo la quota fissa, prevede un massimo del 30% della spesa per la quota fissa e un 70% per la quota variabile.
Accolgo senza obiezioni, quindi in piena fede, l'osservazione fatta dal Presidente Biancani e poi ribadita anche in Commissione dai tecnici relativamente al fatto che tutte le nuove risorse che la Regione destinerà ai parchi saranno tutte per la quota variabile, mai per la quota fissa, quindi il mio emendamento che mirava a limitare l'espansione della spesa della quota fissa sarebbe addirittura negativo. Quindi ritiro, Presidente, l'emendamento n. 4.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi


PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che questa proposta di atto amministrativo non sia perfetta, il Presidente in questo momento non c'è, spero che ascolti o gli venga riportato questo intervento.
In questo atto ci sono degli aspetti molto positivi, di questo ne prendiamo atto, però credo che bisogna fare di più in questo contesto quinquennale, Presidente, nel senso che occorre migliorare la legge che adesso è una legge quadro e quando nella legge quadro il 50% delle risorse economiche viene impegnato per il personale, credo che occorra riflettere perché bisogna investire meglio sul territorio affinché questo venga maggiormente usufruito dal turismo e venga maggiormente collegato a questa attività.
In questo contesto potrebbe anche essere incentivata la questione occupazionale, ma quando c'è questa quantità di risorse che occupa questo spazio, com'è riportato dall'atto amministrativo, credo, Presidente Ceriscioli, che occorra lavorare maggiormente.
Noi esprimiamo questa considerazione positiva su questo provvedimento e l'invito che facciamo è di migliorarlo nel periodo del suo Governo, le facciamo un credito perché vogliamo verificare effettivamente se da parte sua c'è la capacità propositiva di migliorare questa realtà.
E’ già stato detto dell'ampliamento della superficie per altri parchi, però giustamente ci voglio delle risorse, magari quelle recuperabili dall'accorpamento dei parchi, come diceva il Consigliere Bisonni nella sua relazione di minoranza. Credo che sia un aspetto positivo.
Votiamo positivamente questo atto per farle credito, per senso di responsabilità, con l'auspicio che si possa costruire un provvedimento migliore, perché se nel tempo saranno ancora riportati i dati del grafico, cioè il 50% tra le attività dirette, tra le spese e il personale, significa che questo atto ha fallito.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Sarò velocissimo. Riparto da quanto ha detto il Consigliere Zaffiri, sicuramente c'è un elemento di positività in questo atto amministrativo, un elemento di carattere generale, non vado nel particolare a vedere nelle singole aree protette quello che si pensa di fare, la positività sta nel cambiamento culturale, di approccio, verso le aree protette ed i parchi, cioè quello di considerarli una risorsa.
Questo è un aspetto molto significativo che io apprezzo moltissimo, non più il parco inteso come una struttura, un ambiente da conservare a tutti i costi, da mummificare a volte, ma qualcosa da utilizzare, da sfruttare nell'ambito di regole molto ben strutturate. Una serie di operazioni sostenibili da fare all'interno del parco: sfruttamento per la mobilità dolce, strutture che abbiamo dentro da poter riutilizzare per implementare un certo tipo di promozione attraverso il turismo.
Questo aspetto culturale, credo che sia abbastanza positivo se volete anche innovativo, perché fino a qualche anno fa il concetto che passava non era questo, tanto è vero che le popolazioni che vivevano all'interno di queste aree protette non erano disponibili a collaborare perché le vedevano come una forte limitazione.
Ci sono due aspetti negativi che mi permetto di segnalare, uno è quello delle risorse, l'abbiamo detto, quindi se ci si crede si deve investire per far si che quelle risorse naturali possano essere tirate fuori e diventare un volano per lo sviluppo.
Un aspetto che voglio segnalare è che questo atto amministrativo non si è soffermato, o lo ha fatto en passant, sulla grande valenza dei due parchi nazionali, di questo si parla poco, noi abbiamo una regione che può fregiarsi del fatto di avere due parchi nazionali, al di là di tutti gli altri che sono bellissimi, ma su 90 mila ettari di terra ne abbiamo 60 mila destinati ai parchi nazionali e lì dobbiamo senza dubbio lavorarci perché laddove ci sono parchi nazionali, faccio riferimento ad esempio al vicino Abruzzo che certamente è nato molto prima di noi, c'è la grande industria del turismo, l'industria del forestiero.
Nel rispetto dell'ambiente mi auguro che questo piano possa essere rivisto per poter inserire i nostri parchi nazionali, in modo particolare quello dei Monti Sibillini perché non c'é soltanto un aspetto paesaggistico e naturalistico di grande valenza, di grande bellezza, ma c'è un aspetto culturale incredibile all'interno di questo parco. C'è la storia, c'è la fiaba, c'è l'immaginazione, la Sibilla e quant'altro. Si può costruire un grande progetto collegandolo agli altri parchi che sono intorno, quindi se una critica c'è da fare su questo aspetto è quella che non si è capito la grande valenza dei parchi nazionali che abbiamo nella nostra regione anche per sviluppare un certo tipo di turismo scolastico, ad esempio, molto importante per i parchi. L'Abruzzo lo fa, non capisco perché non possiamo farlo noi! Tanto è vero che nel piano di promozione turistica del triennio 2016/2019 abbiamo inserito un aspetto, un passaggio, che riguarda le aree interne, quelle protette, del turismo scolastico che è poi un turismo culturale.
Anch'io valuto positivamente questo atto amministrativo con queste osservazioni critiche che ho espresso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Solo delle semplici constatazioni anche se in Commissione ho ben detto che la salvezza economica di queste straordinarie risorse che abbiamo dovrà per forza essere rivolta ad una gestione unica perché credo che, come ha detto il Consigliere Bisonni, duemilioni e due, duemilioni e mezzo di spese per il personale siano eccessive e potrebbero portare alla morte degli investimenti. Penso che la regione Marche dovrà per forza di cose svilupparsi nel turismo e non avere investimenti per queste straordinarie bellezze ... Noi a San Benedetto abbiamo la riserva della Sentina e per quanto è possibile, per il Comune o per la Regione, cerchiamo di utilizzarla come fattore di sviluppo turistico, però ci sono delle cose strane, ripeto, non mi fido della vigilanza della Regione, mi dispiace ma è così, la Regione non vigila su nulla, mi dispiace dirlo e questo lo dico anche al Presidente non è un'accusa, non so se non ce la fa, ma se vigilasse maggiormente forse si risparmierebbero molti soldi.
Ad esempio sulle spese del personale a tempo indeterminato, velocemente degli appunti: Conero 325.000 euro, Sasso Simone e Simoncello 160.000, Frasassi 200.000, San Bartolo 50.000, Gola del Furlo 50.000 euro, poi cosa vedo? Il Furlo 50.000 euro di spesa per il personale a tempo indeterminato, 70.000 di collaborazioni e consulenze, mi sembra che non ci sia un rapporto equo e congruo, non so perché, poi Abbadia spese per il personale a tempo indeterminato 45.000, a tempo determinato 50.000 euro. Mi sembra che ci sia qualcosa da rivedere, secondo il mio punto di vista, a prima vista, non faccio il commercialista, però non è difficile capirlo, ci sono delle cose che non hanno un senso compiuto e logico.
Ad esempio le spese di manutenzione ordinarie: Parco del Conero 15.000 euro per 6 mila ettari, Abbadia 80.000 euro per 1.800 ettari, cioè 3 volte meno, spese di manutenzione di circa 4 volte di più.
Non so, forse non conosco, non ho letto bene, ci sarebbero da vedere questi costi che non sono congrui.
Anche sul fatto che nel rendiconto generale delle spese correnti, 2012/2014, ad esempio, ci sono collaborazioni e consulenze, ma se ci sono i dipendenti, non voglio mettere in discussione, tutte queste collaborazioni e consulenze a cosa servono? Occorrono? Faccio la domanda perché non so se servono o no, però se da qualche parte dobbiamo tagliare, da qualche parte si deve tagliare.
In famiglia quando non ci sono i soldi per le spese superflue da qualche parte si taglia, quindi se noi vogliamo mettere dei soldi per gli investimenti, penso che vada fatto perché questa è una risorsa importantissima per noi e per le Marche. Credo nel futuro della nostra regione come sviluppo dell'interno, dei parchi, come sviluppo turistico, però per le collaborazioni ci sono 356.000 euro, mi pare una cosa strana che incide più del 10% sul bilancio totale.
Dico che ci vorrebbero più vigilanza e verifiche per vedere se si può risparmiare qualche soldo da mettere non per le spese dei dipendenti ma per gli investimenti che credo possano portare un valore aggiunto alla nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Il piano delle aree protette mi sembra eccessivamente difensivo, purtroppo prendiamo atto della gestione che si è sviluppata in questi anni.
Difensivo perché tentiamo di cedere allo Stato il Parco del Conero unendolo all'area marina, alla costa del Conero, vogliamo unire il Sasso Simone e Simoncello con la parte Toscana, per la riserva della Gola della Rossa fare insieme la gestione, chiaramente non ci sono soldi e si dice: “Non si possono istituire nuove aree protette” quando invece ne avremmo bisogno.
Prendiamo atto della gestione di questi ultimi anni che, volendo riprendere, come i colleghi un po' di analisi di bilancio, fa vedere che paghiamo il 50% di duemilioni di euro regionali per il personale e a questo vanno aggiunti collaborazioni e consulenze per un altro 11%, quindi il personale costerebbe il 61% in varia misura, viceversa, e questo è un dato che mi ha fortemente sorpreso, le spese di gestione e manutenzione ordinaria, effettivamente quelle che servono per mandare avanti la natura che noi preserviamo all'interno di questi parchi, sono soltanto il 16%.
Abbiamo spese varie, oneri vari, assicurazioni e bolli, eccetera, per un altro 13%, con uno sbilanciamento nella gestione delle nostre finanze.
Il 16% è assolutamente insufficiente a mio avviso per avere una fruizione degna degli investimenti che facciamo su queste aree che ritengo siano strategiche.
Addirittura per la promozione e la comunicazione solo il 6%, quindi bene fa questo atto ad individuare delle nuove linee di sviluppo, spero che questo piano non duri 5 anni, io mi adopererò per fare tra 2 anni un piano offensivo, non difensivo, perché a mio avviso va potenziato, vanno rimesse a posto le carte, va fatta chiarezza sull'utilizzo di questi fondi, bisogna fare assolutamente un salto di qualità.
Anche lo “schemetto” tipico della gestione del parco, a mio avviso, va spinto verso un'evoluzione, il personale che si occupa di amministrazione e bilancio economato e di servizio amministrativo va assolutamente accorpato, per forza, ormai siamo in un'era telematica che ci consente di uscire dal nostro orticello e di standardizzare le azioni. Nel piano c'è scritto che l'hardware dei parchi, l'abbiamo fatto, va fortemente collegato all'azione turistica, chiaramente un turismo adatto al parco.
Sono favorevole al fatto che si inizi a parlare di Catria, auspico che velocemente si inizi a parlare anche di Nerone. Va bene la Selva di Castelfidardo, perché in II Commissione abbiamo audito i gestori della Selva che hanno detto: “Siamo divisi in due, ci sono i cacciatori che entrano perché la proprietà del parco è divisa, ma ormai abbiamo una vocazione che è quella ricreativo-turistica per famiglie e non più ricreativo turistica per i cacciatori”, quindi, giustamente, tentare anche di fare un unicum e di bandire la caccia dalla Selva di Castelfidardo.
Facciamo riferimento alla rete dei parchi, in Commissione ci siamo confrontati tante volte sulla caccia e non possiamo nascondere neanche questo aspetto.
Ritornando all'ultima tabella, e poi chiudo, parliamo di progetti in rete che sono stati finanziati per soli 138.000 euro nel biennio, questa è una cosa che va assolutamente potenziata. Prendo atto che c'è stato lo sforzo in questo documento di fare un po' il punto della situazione.
Sottolineo che non ritengo che la gestione sia bilanciata per le finalità che devono avere i parchi, la Regione Marche a mio avviso deve essere capofila italiana per la biodiversità, per la naturalità, per il biologico e quant'altro, quindi i parchi vanno inseriti all'interno di questo concetto facendo uno sforzo per fare il collegamento con il turismo dolce, sostenibile, con le reti di cui si parla in questo piano.
Spero vivamente tra due anni di poterlo riscrivere potenziando il nuovo iter che qui adesso purtroppo è soltanto accennato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Mi sento in sintonia piena con la relazione del Presidente Biancani, come pure con l'intervento del Consigliere Marconi.
Per la verità anche gli altri interventi hanno sottolineato le positività di questo piano, anche se a mio avviso non è stato colto tutto quello che il piano rappresenta.
Ad esempio nell'ultimo intervento il Consigliere Fabbri ha fatto riferimento a nuove linee di sviluppo, ha ragione, questo atto contiene nuove linee di sviluppo.
Farei la sintesi di questo piano con queste parole: meno autoreferenzialità più attività - da questo punto di vista voglio ringraziare l'Assessore Sciapichetti, anche se non è presente, ma sappiamo che è impegnato per ragioni forti ed importanti, come pure ringrazio l'Assessore Cesetti – la formula: meno autoreferenzialità più attività, questo è il contenuto vero di questa proposta di atto amministrativo.
Come ha detto il Presidente Biancani, questo strumento di programma quinquennale delle aree protette rispetta, meglio del programma triennale, la volontà della legge 15/1994 perché dà maggiore continuità alla programmazione degli enti gestori delle aree naturali protette.
Sono state ricordate le cifre, 90 mila ettari, il Consigliere Marconi ha detto: “Dobbiamo porci l'obiettivo di aggiungere almeno ad altri 40, 45 mila ettari” ma di interventi regionali e non statali, se pensiamo al numero degli ettari, ai Comuni interessati che sono 49, potremmo dire 50 perché se andiamo a cogliere la specificità ascolana vediamo che la Sentina è nel Comune di San Benedetto del Tronto, Consigliere Giorgini, ma in larga parte è di proprietà del Comune di Ascoli Piceno. Quindi potremmo dire che circa 50 Comuni sono interessati, non è cosa di poco conto, tra l'altro credo che noi dobbiamo avere sempre memoria, dobbiamo ricordare che abbiamo avuto fasi di difficoltà, di estrema criticità, è stata messa quasi a repentaglio la vita dei parchi, vedo il capogruppo Busilacchi che mi guarda, infatti lui sa benissimo che abbiamo firmato insieme più volte anche con altri colleghi mozioni, interrogazioni, ordini del giorno nel momento in cui si andava all'approvazione di strumenti finanziari importanti, come l'assestamento e i bilanci di previsione, cercando di garantire la sopravvivenza dei parchi stessi.
Sono d'accordo, sono un patrimonio enorme della Regione, sono, direi, indice di sensibilità culturale, civile, ambientale, e qui l'attenzione deve essere messa su alcuni aspetti, non parlo del prelievo, non può essere il prelievo, ma parlo della gestione faunistica, non prelievo che deve esserci anche nelle aree protette, parlo di gestione della biodiversità e del patrimonio floristico.
C'è un grande lavoro da fare, non solo per questo ragionamento che viene fatto sulla nuova economia, o sulla crescita sostenibile, ma tutto si intreccia con quello che ha detto il Consigliere Fabbri poc'anzi, con il turismo dolce, con la spinta turistica, con le ricchezze ambientali, paesaggistiche, con i beni storici archeologici, culturali, artistici, con il legame con l'agricoltura di qualità che si realizza anche fuori dai parchi. Noi l'agricoltura di qualità non dobbiamo pensarla soltanto nei parchi, se pensiamo all'agricoltura di qualità soltanto nei parchi ignoreremo in una regione come la nostra il Verdicchio che non è prodotto nei parchi, ma è una produzione di elevata qualità.
Penso anche allo sport, alle sue molteplici sfaccettature, anche a quello destrutturato, su questo potrei continuare, ma mi fermo perché dico che il parco rappresenta, secondo me, e su questo chiudo, uno stile di vita, un concetto se volete di rivoluzione nel modo di vivere, nel modo di organizzarci, ma anche nel modo di produrre e sottolineo quello che ha detto il Consigliere Marconi perché secondo me questo strumento contiene anche questo.
Guardate, al punto 3 ci sono emendamenti chiari, fatti dal Presidente della Commissione, ieri ne abbiamo fatto uno con il Consigliere Marconi rispetto a Castelfidardo, rispetto alla selva, rispetto al Monte Catria, ma il punto 3 “Programmazione finanziaria e istituzione di nuove aree protette” dice in modo molto chiaro che si può raggiungere l'obiettivo posto dal Consigliere Marconi, perché “fermo restando i principi di cui alla rete ecologica marchigiana e all'infrastruttura verde Marche, si confermano quali aree di reperimento di interesse naturalistico (in cui possono eventualmente essere istituiti i nuovi parchi e riserve naturali, ai sensi dell'articolo 5 della legge 15/1994) quelle già individuate con i precedenti programmi triennali, ovvero: 1) le seguenti zone di cui al Ppar:
- esclusi i parchi archeologici,
- aree di elevato valore botanico vegetazionale,
- aree di emergenze geologiche e geomorfologiche,
- le aree di cui ai siti di importanza comunitaria e le zone di protezione speciale delimitate ai sensi delle direttive comunitarie”.
Tutto questo è già contenuto nella programmazione, quindi su questa base ritorno al concetto iniziale: meno autoreferenzialità più attività, più gestione, più attenzione alla biodiversità e con una forte programmazione possiamo raggiungere l'obiettivo di superare ampiamente i 100 mila ettari di parchi e riserve naturali.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Sarò breve. Quando abbiamo visto il piano quinquennale ci siamo domandati per quale motivo fosse stata completamente cassata la parte che riguardava la Selva di Castelfidardo, al che ci siamo subito mossi per ripristinarla, poi confrontandoci con il territorio, con il Sindaco di Castelfidardo, con la fondazione e Italia Nostra abbiamo percepito qualcosa e volevamo proporre un sub emendamento al nostro emendamento.
Stamattina la Commissione ambiente ha proposto un ennesimo emendamento che noi accogliamo favorevolmente perché la Regione considera obiettivo prioritario l'istituzione della riserva naturale della Selva di Castelfidardo e della riserva naturale del Monte Catria qualora verranno reperite risorse finanziarie adeguate, ai sensi della normativa regionale vigente in materia.
Oggi si è molto parlato di risorse, specialmente per quanto riguarda questo piano quinquennale, bene, vi elenco velocemente le risorse che trovo, si è parlato del 50% della spesa dovuta al personale, noi come Movimento 5 Stelle siamo sempre a favore della tutela del lavoro, ma vediamo anche a cosa è dovuto l'altro 50%. Quello che è meno comprensibile sono i 235.000 euro destinati a collaborazioni e consulenze che ci dicono in via ufficiosa essere destinati anche al personale non assunto a tempo indeterminato, resta il fatto che sono collaborazioni e consulenze, mi domando quanto tutelino il lavoro. Poi ci sono le spese di gestione e manutenzione ordinaria, come ha fatto presente prima il Consigliere Fabbri, a cui sono destinati 300.000 euro, cifra comunque importante, ma non assolutamente idonea, secondo noi.
La cosa che più mi sorprende è la promozione e la comunicazione 111.000 mila euro, quasi 112.000 euro e quasi altrettanti 150.000 euro per spese varie, qui ci sono tantissime voci che a mio parere potrebbero, se riviste, far reperire quelle risorse finanziarie che potrebbero permettere l'istituzione sia della Selva di Castelfidardo che della riserva naturale del Monte Catria. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 1 a firma dei Consiglieri Marconi e Giancarli. Ritirato.

Sub emendamento n. 2/1 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 2 a firma del Consigliere Marconi. Decaduto.

Emendamento 2 bis a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 3 a firma dei Consiglieri Maggi, Pergolesi, Giorgini. Decaduto.

Emendamento 3 bis a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 4 a firma del Consigliere Marconi. Ritirato.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 18, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 22
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
“Rendiconto dell'Assemblea legislativa regionale per l'esercizio finanziario 2015”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 22 dell'Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Andiamo con questo atto ad approvare il rendiconto della gestione finanziaria del Consiglio regionale relativamente all'anno 2015 che ovviamente vede la fine della IX^ legislatura e l'inizio, da giugno dell'anno scorso, della X^ legislatura che direttamente ci riguarda.
Una cosa che vorrei sottolineare e che va detta è che l'impostazione data sin dall'inizio dall'Ufficio di Presidenza è stata quella di massimo rigore e massima sobrietà, nel senso che stiamo utilizzando le risorse dei cittadini marchigiani ed ai cittadini marchigiani quotidianamente dobbiamo rispondere anche quando utilizziamo un euro, proprio per questo abbiamo impostato la gestione con una serie di tagli di cui poi dirò a partire dall'inizio cercando di avere il massimo del rigore e della sobrietà.
Il bilancio di previsione del 2015 relativamente al Consiglio regionale vedeva una previsione di 15.750.000 euro, già nell'ottobre scorso l'Ufficio di Presidenza aveva deliberato un'economia di 850.000 euro che sono stati utilizzati in sede di approvazione di assestamento di bilancio alla fine dell'anno. L'abbiamo votato poco prima di Natale, nel mese di dicembre, un'economia di 850.000 euro.
Dopodiché il dato in sede di assestamento, i 15.750.000 euro previsti e l'economia di 850.000 già fatta in corso d'anno, è stato di 14.900.000 euro.
Il dato definitivo, che è quello che oggi di fatto andiamo a votare, prevede un avanzo di amministrazione di 498.000 euro, quindi 500.000 euro circa. Cosa significa questo? Significa che rispetto al bilancio di previsione fatto all’inizio dell’anno 2015 ed alla conclusione della gestione finanziaria c'è stata una economia di 1.350.000 euro, come ho detto 850.000 sono andati in economia in assestamento e 498.000 sono l'avanzo di amministrazione che andiamo a registrare con questo atto.
Possiamo dire che c'è stata da subito una organizzazione, una gestione all'insegna del massimo rigore e della massima sobrietà.
Abbiamo avuto una serie di tagli alle spese telefoniche, postali, dei gruppi, un'economia nel gabinetto del Presidente di 67.000 euro. Un dato che vorrei sottolineare, che non è secondario, se volete la cifra è piccola ma significativa, è che lo stanziamento, per esempio, per le spese di rappresentanza del Consiglio regionale prevedeva una cifra di 40.000 euro, in sede di assestamento era stata portata a 25.000 ed oggi a consultivo risulta una spesa complessiva di 496 euro. Questo significa che nel 2015 l'Ufficio di Presidenza, il Presidente, ma il Consiglio regionale nel suo complesso, ha avuto spese di rappresentanza per 496 euro, nulla rispetto alle esigenze di rappresentanza che questo Consiglio regionale ha.
Ho già detto del taglio alle spese telefoniche, alle spese postali e del taglio ai giornali.
E' stato messo in piedi un sistema di organizzazione che vede la razionalizzazione di tutte le spese, prevede anche economie sulle spese di cancelleria, dei toner, della carta, delle attrezzature informatiche e ovviamente anche minor costo delle spese di carburante che sono il frutto di un minor utilizzo delle auto di rappresentanza. In Consiglio regionale non ci sono auto assegnate, neppure al Presidente, le auto sono a disposizione e vengono utilizzate soltanto per le uscite istituzionali, il meno possibile.
Un'altra spesa che sicuramente ha portato delle economie è, per esempio, il fatto che il Presidente in sede di nomina della Giunta regionale non ha fruito delle sue prerogative che gli davano la possibilità di nominare tre Assessori esterni che sarebbero stati a carico del Consiglio regionale, ne ha nominato soltanto uno, peraltro, come ha spiegato poc'anzi il Presidente Ceriscioli, per mantenere l'impegno nei confronti della comunità marchigiana di avere una Giunta con parità di genere, uomo-donna, quindi si è arrivati alla nomina di un unico Assessore esterno ed il Presidente non ha fruito della possibilità di nominarne altri 2. Anche questa voce ha portato ad un'economia di spesa.
Tra le ultime cose vorrei ricordare che nel corso del 2015 l'Ufficio di Presidenza ha dato il via all'iter procedurale del concorso per dirigenti che si è concluso quest'anno, nel mese di febbraio e che ha visto la nomina dei 3 dirigenti di ruolo e di un dirigente a tempo determinato. Una nuova organizzazione della struttura dirigenziale, ma anche una nuova organizzazione dell'intera struttura del Consiglio regionale.
Questi sono alcuni dati, alcune indicazioni che l'Ufficio di Presidenza ha voluto dare, come ho detto sempre, all'insegna del rigore e della sobrietà.
Va ricordata, anche se attiene al bilancio di quest'anno, ma una parte era già nel bilancio dello scorso anno, la legge con la quale il Consiglio regionale ha approvato il taglio del trasferimento delle risorse ai gruppi consiliari, è stata un'ulteriore riduzione che ha avuto una prima tranche, su indicazione dell'Ufficio di Presidenza, lo scorso anno e questo anno è avvenuto il taglio complessivo.
Le ultime cose, il decreto legge n. 78 del 2010 imponeva la riduzione progressiva di una serie di voci - se volete posso elencare, non le trovo, forse sono qua, eccole! - tra cui le spese per incarichi, consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre, anche spese di rappresentanza, di sponsorizzazioni, spese per le missioni, per le attività di formazione, per le collaborazioni coordinate e continuative, per l'acquisto e la manutenzione e noleggio e l'esercizio delle autovetture, prevedeva una riduzione di 4.988.000 euro noi abbiamo fatto una riduzione maggiore di 1.500.000 euro, quindi anche in riferimento alle indicazioni che il decreto legge 78 dava rispetto all'imposizione di riduzione di spesa, il Consiglio regionale ha fatto una riduzione maggiore di 1.450.000 euro.
Concludo questa breve relazione, anche se il bilancio vale la pena di approfondirlo in tutte le sue voci, in tutte le sue caratteristiche, ricordando che la spesa complessiva del Consiglio regionale è stata di 14.400.000 euro e rispetto al 2014 ha avuto una riduzione di 983.000 euro. I dati significativi sono questi e rispetto al 2010 il Consiglio regionale ha avuto una riduzione di circa 3.000.000 di euro, esattamente 2.900.000, rispetto al 2014 una riduzione di 983.000 euro.
C'è il parere favorevole del collegio dei sindaci revisori per cui io credo di non dover aggiungere altro se non che questa impostazione cerca di utilizzare al meglio ogni risorsa del Consiglio regionale, sostanzialmente sono le risorse dei marchigiani, ed ha visto il massimo delle riduzioni laddove era possibile, senza bloccare le attività e le prerogative del Consiglio e dei Consiglieri.
Credo che sia stato fatto un buon lavoro e, ripeto, a cavallo di due legislature anche se la parte dell'impostazione dei tagli riguarda questo bilancio a partire dal luglio dello scorso anno.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 22. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Nomina

Elezione di due componenti del Consiglio di amministrazione della “Cooperativa Artigiana di Garanzia Pietro Rabini” - sede di Ancona
(Statuto Ente, articolo 34) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di due componenti del Consiglio di amministrazione della “Cooperativa Artigiana di Garanzia Pietro Rabini” - sede di Ancona. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I^ Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati. Comunico i risultati della votazione:

Votanti n. 25
Schede bianche n. 6
Schede nulle n. 4
Schede valide n. 15

Hanno ricevuti voti:
Appolloni Sonia n. 7
Paolinelli Mauro n. 6
Baldini Michele n. 1
Eugeni Gilda n. 1
Sabbatini Graziano n. 0
Sopranzi Michela n. 0

Proclamo eletti componenti del Consiglio di amministrazione della “Cooperativa Artigiana di Garanzia Pietro Rabini” - sede di Ancona – i sigg.ri Appolloni Sonia e Paolinelli Mauro.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. C'è la proposta di rinviare le mozioni, quindi se siamo d'accordo, le porteremo al prossimo Consiglio. Votiamo?
Proposta di rinvio delle mozioni, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore .17,40.



 

 
 
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