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Resoconto della seduta n.43 del 11/10/2016

SEDUTA N. 43 DELL'11 OTTOBRE 2016

La seduta inizia alle ore 10,50

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 43 dell'11 ottobre 2016. Do per letti i processi verbali delle sedute nn. 41 e 42, rispettivamente del 20 e 27 settembre, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 85 in data 29 settembre, ad iniziativa del Consigliere Giorgini, concernente: “Modifiche alla legge regionale n. 33 del 3 novembre 1984 “Norme per le costruzioni in zone sismiche nella Regione Marche” come modificata dalla l.r. n. 18 del 27 marzo 1987”, assegnata alla III Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15, nonché trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 86 in data 4 ottobre, ad iniziativa del Consigliere Giacinti, concernente: “Modifica alla legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 'Disposizioni urgenti sugli enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU)'”, assegnata alla I Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15, nonché trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna).
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 174 del Consigliere Urbinati, concernente: “Valorizzazione dei prodotti delle filiere agroalimentari delle Marche nelle iniziative di patrocinio e compartecipazione della Giunta e dell'Assemblea legislativa regionale”;
n. 175 del Consigliere Fabbri, concernente: “Ordigni bellici contenenti iprite e arsenico, risalenti alla seconda guerra mondiale, inabissati davanti alla costa pesarese”;
n. 176 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Pergolesi e Giorgini, concernente: “Sollecito alla Giunta regionale a ricorrere alla Corte costituzionale contro il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177”;
n. 177 dei Consiglieri Bisonni e Malaigia, concernente: "Sollecito alla Giunta a tutelare i docenti marchigiani";
n. 178 del Consigliere Rapa, concernente: "Valorizzazione turistica del Montefeltro";
n. 179 del Consigliere Bisonni, concernente: "Realizzazione del centro di diagnosi prenatale di II livello presso l'Ospedale Bartolomeo Eustacchio di San Severino Marche";
n. 180 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia, Marcozzi, Leonardi, Carloni, Celani, concernente: "Rispetto delle disposizioni contenute nella mozione approvata in data 1 dicembre 2015, concernente la contrarietà alla realizzazione nel territorio marchigiano di inceneritori";
n. 181 del Consigliere Bisonni, concernente: "Promozione di un referendum contro gli inceneritori".
Hanno chiesto congedo il Presidente Ceriscioli, gli Assessori Casini, Bora ed i Consiglieri Marconi e Talè.

Commemorazione Ermanno Pupo e Franco Grasso

PRESIDENTE. Prima di cominciare, vorrei ricordare la figura dell'ex Consigliere Ermanno Pupo che si è spento, nella notte, tra venerdì e sabato.
Pupo è stato Consigliere regionale dal 1995 al 2000, eletto nelle liste di Forza Italia.
Figura proveniente dal mondo imprenditoriale è stato direttore di Confindustria Macerata, socio della Fondazione Carima, Consigliere comunale a Tolentino sua città natale.
Nella sua attività amministrativa, ha interpretato un forte attaccamento al territorio insieme alla capacità di spendersi per progetti ambiziosi, come nella società Quadrilatero Marche-Umbria di cui è stato Vicepresidente.
Alla sua famiglia, alla moglie Evelina ed ai figli Alessia e Carlo Emanuele, va il cordoglio di quest'Aula che lo ha visto impegnato al servizio delle Marche.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Nella notte di venerdì è scomparso Franco Grasso che è stato giornalista marchigiano di rilievo in una televisione locale, vero animatore di questa emittente.
Un protagonista di come si fa giornalismo. Un giornalismo mai urlato, molto attento, in cui l'approfondimento era sempre accompagnato da un tratto di delicatezza, sia professionale che umana.
Grasso era sensibile al tema del volontariato, direi una persona che, per quanti l'hanno conosciuto anche in quest'Aula, è stata un punto di riferimento per la nostra comunità. Ci tenevo a ricordarlo.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'ordine dei lavori di oggi, comunico fin da ora che sarà rinviata la discussione delle interrogazioni nn. 202 e 203 e sarà rinviata anche la discussione delle mozioni nn. 126 e 160.
Proseguiamo, come abbiamo deciso nella Conferenza dei capigruppo, partendo dall'interrogazione n. 210 e proseguendo poi con l'ordine del giorno previsto.

Interrogazione n. 210
ad iniziativa del Consigliere Carloni
“Autonomia Istituto tecnico Battisti di Fano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 210 del Consigliere Carloni.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie. L'interrogazione del Consigliere Carloni ci dà modo di parlare, per la seconda volta, dell'Istituto Battisti, infatti già l'anno scorso eravamo riusciti con le linee guida a fermare la situazione di alcuni istituti, tra cui quella del Battisti per vedere il proseguo nel tempo delle iscrizioni.
Allo stato attuale - poi vi dovrò tediare perché leggerò una comunicazione dell'Ufficio Scolastico regionale, perché ricordo che la competenza è dell'Ufficio scolastico regionale - alla data del 7 ottobre, il Battisti ha complessivamente 584 alunni iscritti e frequentanti, già lo scorso anno ha avuto un numero di alunni frequentanti pari a 580 di cui solo 17 al serale, a fronte di 602 di cui 39 al serale.
Quest'anno, e veniamo al dunque, con l'utilizzo del potenziamento, quindi dell'organico potenziato, sono state attivate sia la classe III^ che la classe V^ che registrano rispettivamente 9 soggetti frequentanti a fronte di 30 iscritti, di cui parla anche il Consigliere interrogante, e 12 a fronte di 22.
Il problema del Battisti è quello di essere sotto i 600 iscritti che con il serale si riesce di coprirli a pelo. Qual è il problema? Il problema è questo e si aggiunta la comunicazione dell'Ufficio scolastico regionale che è molto chiara, quindi la leggo perché la competenza è dell'Ufficio scolastico.
L'Istituto tecnico commerciale Battisti di Fano già nel trascorso anno scolastico 2015/2016 presentava un numero di iscritti inferiore ai 600 previsti dalla normativa vigente per il mantenimento dell'autonomia scolastica.
A fronte di 602 studenti iscritti, di cui 39 al corso serale, sono risultati frequentanti solo 580 iscritti di cui 17 al serale.
Nel corso degli ultimi anni l'Istituto Battisti ha visto ridursi costantemente il numero degli iscritti in analogia a molte realtà consimili sul territorio nazionale, anche nella città di Pesaro, ad esempio l'istituto Bramante è stato accorpato all'Istituto per geometri “Genga”.
Terzo punto, al fine delle iscrizioni al corrente anno scolastico la scuola di cui trattasi presentava, nel sistema informativo, n. 563 studenti iscritti, oltre a 52 dei corsi serali (22 nell'anno terminale, autorizzato). Poiché nella determinazione dell'organico di diritto regionale sono stati autorizzati esclusivamente gli anni terminali dei corsi serali, era già evidente il sottodimensionamento dell'Istituto Battisti che è stato assegnato in reggenza alla Dirigente scolastica dall’1 settembre 2016 del Polo 3.
Quarto punto, l'Istituto con l'utilizzo dell'organico potenziato si è organizzato per attivare comunque l'anno iniziale del corso serale (la classe III^) - a cui alludeva lei - nel tentativo di consolidare un numero di iscritti maggiore; tuttavia alla data odierna i frequentanti reali delle due classi del serale, sono i seguenti: n. 9 alla III^ contro i 30 iscritti, 12 alla V^ contro i 22 iscritti.
L'Istituto conta alla data odierna 584 iscritti e frequentanti.
Altro punto, è utile sottolineare inoltre che i corsi serali dipendono dai C.P.I.A. regionali (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti) che coordinano le attività didattiche e controllano la legittimità dei corsi attivati – aggiungo una piccola postilla: questo è stato aggiunto dall'Ufficio scolastico sicuramente per mettere in evidenza che il serale non dà diritto a chiedere l'autonomia, questo è il ragionamento dell'Ufficio scolastico che riporto, non è il mio.
Ultimo punto, la perdita dell'autonomia scolastica non rappresenta un declassamento per l'istituzione scolastica interessata in quanto viene garantito il regolare funzionamento della scuola che continua ad avere un proprio organico, risorse finanziarie adeguate ed autonomia operativa. Dirigente scolastico e Dirigente dei servizi amministrativi svolgeranno in qualità di reggenti le funzioni proprie del ruolo pur essendo titolari in altre realtà scolastiche.
Chiudo dicendo che l'Ufficio scolastico regionale termina questa lettera, questa richiesta di dati della Regione, con questa frase: si fa presente che esistono istituzioni scolastiche con 1850 studenti nella provincia (Liceo Mamiani di Pesaro), o poco meno (Liceo Marconi 1650 studenti), che hanno percorsi con più indirizzi, più plessi ed un unico dirigente. Non presenta quindi particolari difficoltà l'assunzione della reggenza di una scuola con meno di 600 studenti.
Questo è lo scritto dell'Ufficio scolastico regionale, aggiungo di mio questa piccola cosa, noi lavoriamo per le autonomie e per mantenerle, l'ho già detto in questa sede più di una volta, le Marche hanno ceduto 12 autonomie in più rispetto a quelle previste, quindi la volontà dell'Assessorato non è quella di perdere le autonomie, però vorrei ricordare, non per avere un atteggiamento pilatesco, come è stato scritto, che la competenza è dell'Ufficio scolastico regionale.
Noi possiamo premere, dire la nostra, e sul Battisti l'abbiamo già detta l'anno scorso come l'abbiamo detta su altre scuole, adesso le linee guida sono alle Province, che ci aiuteranno e decideranno sul ridimensionamento e dimensionamento.
La risposta dell'Ufficio scolastico come lei vede Consigliere Carloni è lapidaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Credo che la risposta dell'Ufficio scolastico non sia lapidaria ma vergognosa, speravo che in qualche modo ci fosse una reazione.
Questa interrogazione è del 10 giugno, si parla di questo tema da molto tempo. Lei ha avuto modo, attraverso le linee guida, di rinviare di un anno la chiusura, la mancata dirigenza del Battisti, e di questo gliene va dato atto, io l'ho affermato anche pubblicamente. Quest’anno e questa risposta sono, secondo me, quanto di più diseducativo si possa fare in materia scolastica, perché, come lei sa, avevamo detto ai Dirigenti scolastici che se si fossero impegnati a superare i 600 iscritti ci sarebbe stato, in modo meritocratico, il riconoscimento ed il mantenimento della dirigenza.
L'Istituto in questione, il Battisti di Fano, si è impegnato, penso che lei lo sappia perché ha partecipato come me a dei convegni in cui ha fatto anche promozione per raggiungere questo numero. I Dirigenti si sono dati da fare perché avevano un obiettivo amministrativo da raggiungere. Hanno raggiunto questo obiettivo, ovviamente sommando sia gli ordinari che i serali e la risposta che è venuta successivamente dal Dirigente scolastico regionale è vergognosa perché è diseducativa per gli studenti che si sono impegnati, non solo per i professori che hanno cercato di promuovere nelle scuole medie l'iscrizione a questo istituto. I docenti per orgoglio, per autonomia, volevano mantenere il ruolo che probabilmente avevano da più di 80 anni.
Credo che da quest'Aula non possa che venire un rimprovero generale al comportamento ed all'atteggiamento dell'Ufficio scolastico regionale che, secondo me, andrebbe ripensato. Quello si che andrebbe chiuso, perché avere un Direttore regionale a questo punto non serve a niente, sarebbe meglio averne uno per il centro Italia, magari anche dotato di capacità intellettuali, che possa fare meglio di uno in ogni regione. L'accorpamento a questo punto facciamolo per tutto: anche il Ministro della giustizia italiana, a cosa serve? Mettiamone uno per tutta l'Europa e basta.
Con questo principio, Assessore, noi qua dentro a cosa serviamo? E non solo, ma la preoccupazione più forte oggi, ormai a 4 mesi dall'attualità del problema, - ribadisco il comportamento vergognoso di questo dirigente di cui ignoro il nome ma, spero che si vergogni per quello che ha fatto – è che, Assessore, la cosa più pericolosa avvenga adesso nella Provincia di Pesaro-Urbino. Dovendo realizzare il piano provinciale di programmazione della rete scolastica avrà ulteriore possibilità di intervenire su questo tema.
Io la invito a vigilare sul serio, perché la prossima volta faccio invadere quest'Aula dagli studenti. Tanti scioperi sono senza senso ma, su questo tema, hanno veramente ragione ad arrabbiarsi perché sono stati traditi da un patto che in qualche modo si era fatto tra le istituzioni, la dirigenza scolastica e gli studenti, che mantenendo un certo numero di iscritti avrebbero conservato la loro autonomia. Questo patto è stato violato dalla politica, non ci si può meravigliare se poi prende il sopravvento la sfiducia e l'antipolitica.
Voglio ricordare che le autonomie scolastiche in questione sono: a Pesaro 7, a Senigallia 5, ad Urbino 4 e a Fano le vogliono ridurre a 3. Questa cosa, la dico anche ai miei colleghi che conoscono bene come me il tema di Fano, non sta né in cielo, né in terra. E’ inaccettabile che Senigallia ed Urbino abbiano più autonomie scolastiche, non lo dico per campanilismo ma, per una questione di distribuzione amministrativa.
A cosa serviamo noi rappresentanti del territorio in quest'Aula se non siamo capaci di farci valere? Ripeto, a questo proposito si faccia promotore nella Conferenza Stato-Regioni di abolire i dirigenti scolastici regionali, non mandassero più personaggi che non sanno fare il loro mestiere, si tenga il rapporto direttamente con il Ministero e basta, perché questi atteggiamenti sono inaccettabili, inappropriati, inopportuni e fuori anche dal contesto storico-politico.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Bypasso la seconda parte del suo discorso perché credo che chi ha memoria sappia quanto, insieme al Presidente Ceriscioli, ci siamo mossi sul secondo fronte. Abbiamo sempre fatto presente la situazione delle scuole marchigiane al Ministro Giannini, non una ma quattro volte e ad onor del vero, questo va detto, credo che per qualsiasi Assessore regionale andare 4/5 volte in un anno di legislatura sia una cosa abbastanza interessante. Gli esiti non sono stati un gran che però la volontà c'è stata.
Bypassando la seconda parte, vengo alla prima. Vigilerò perché a breve in Consiglio arriveranno le linee guida, ne parleremo, sono state totalmente svecchiate, Consigliere Carloni, ci abbiamo lavorato un anno intero insieme ai miei collaboratori, non saranno un gran che, ma diciamo che non sono state un passacarte, un copia incolla come in passato. Abbiamo fatto un bel lavoro, e le dirò di più, abbiamo cercato di non parlare solo delle scuole piccole, ma anche delle grandi, cercando di ridurle ad un numero umano dove i dirigenti possano conoscere i loro alunni e gli alunni sappiano chi è il Preside della scuola. Abbiamo cercato di lavorare non nell'ottica della scuola-azienda ma nell'ottica della scuola centro di formazione ed educazione della persona.
Questo è stato fatto però, ci sono due però, la Regione, come nelle vertenze del lavoro, sta in mezzo, c'è l'Ufficio scolastico che ha dato le sue linee, le Province che faranno un ragionamento in loco, città per città di cosa è buono. Di questo noi dovremmo fidarci un po’, perché non credo che la Provincia farà dei gesti kamikaze contro se stessa.
Quello che lei chiede verrà senz'altro fatto: vigilerò, e le ripeto noi siamo per l'autonomia, per mantenerla, non certo per cederla, laddove non ci sono le condizioni è più grande di noi. Grazie.

Interrogazione n. 188
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Situazione della Casa di cura privata Stella Maris srl nei confronti del Servizio sanitario regionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 188 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Su questa, come su altre, dovrò sostituire il Presidente impegnato, come sapete, con il Presidente del Consiglio per la vicenda del terremoto.
Con riferimento all'interrogazione in oggetto si precisa che per il servizio sanitario regionale spetta all'Asur Marche, nel rispetto dei tetti di spesa predeterminati dalla Regione, la gestione finanziaria e contabile ed, in particolare, la contrattazione con i soggetti privati accreditati erogatori di prestazioni.
L'Asur, con nota prot. n. 17667 del 10 giugno 2016, riporta: "Premesso che l'Area Vasta 5 è tenuta al rispetto dei tetti di spesa stabiliti dalla Regione Marche per le case di cura multispecialistiche di cui alle deliberazioni di Giunta regionale n. 1422/2008, n. 55/2010, n. 572/2011, n. 280/2014, n. 1291/2014 e n. 1109/2015, ed effettuate le verifiche delle note contabili presentate dalla Casa di cura Stella Maris s.r.l. di San Benedetto del Tronto, negli anni 2008/2014, nulla è dovuto per la somma pari a 5.933.265 euro.
II credito che la Casa di cura asserisce di avere nei confronti dell'Area Vasta 5, deriva dal fatturato prodotto per ciascun anno, oggetto dell’interrogazione, non liquidabile a seguito di inappropriatezze sull'attività di ricovero riscontrate dai Centri di verifica prescrizioni sanitarie locali, dal valore della mobilità attiva extraregionale riconosciuta dalla Regione Marche e dagli sconti applicati sulle prestazioni ambulatoriali di cui alla deliberazione di Giunta regionale n. 509/2008.
Relativamente a tali importi, la Casa di cura deve ancora produrre relative note di credito a storno dei fatturati prodotti."
L'Asur non è in grado di fornire l'importo per cui l'Inps si è avvalso dell'intervento sostitutivo nei confronti dell'Amministrazione sanitaria regionale, trattandosi di "adempimento dell'Inps quale ente competente", facendo presente comunque che "l'Unità operativa direzione amministrativa territoriale dell'Area vasta 5, già dall'anno 2015, ha richiesto la regolarità contributiva nei confronti dell'Inps e Inail per tutte le strutture accreditate ubicate nell'ambito territoriale della medesima Area Vasta, tra cui anche la Casa di cura in argomento".
Per quanto riguarda lo stato attuale dell'accreditamento, si precisa che la struttura risulta accreditata con determina dirigenziale del 14 marzo 2011 n. 100 per: 21 posti letto afo medica, 40 posti letto afo chirurgica, 5 posti letto lungodegenza/riabilitazione più attività ambulatoriale per diverse discipline.
Con determina dirigenziale n. 141 del 17 luglio 2014 è stato disposto il rinnovo di tale accreditamento, preceduto da visita dei tecnici appartenenti al GAR, che hanno confermato l'attribuzione della classe quinta di accreditamento.
Con determina dirigenziale n. 237 del 31 maggio 2016, a seguito di visita ispettiva ai sensi dell'articolo 19 legge regionale n. 20/2000, è stata disposta la sospensione dell'accreditamento del reparto operatorio e dell'ambulatorio di endoscopia digestiva, a decorrere dalla data di adozione dell'atto e fino al ripristino della sterilizzatrice, prevedendo una successiva nuova verifica. Con il medesimo decreto e sempre sulla base della relazione tecnica di verifica, è stato confermato l'accreditamento in corso di validità, venendo però attribuita la classe prima di accreditamento. E' stata prevista la verifica dell'avvenuto adeguamento alle prescrizioni stesse da parte di apposito nucleo di vigilanza.
Con successiva determina dirigenziale n. 260 dell’1 luglio 2016 è stato dato atto dell'assolvimento delle prescrizioni riportate nella precedente determina dirigenziale n. 237/16 e confermato l'accreditamento in corso di validità della struttura "Stella Maris" compreso l'accreditamento del reparto operatorio mentre resta sospeso, nell'ambito delle attività ambulatoriali, l'accreditamento dell'ambulatorio di endoscopia digestiva.
La complessa vicenda, che riguarda la Casa di cura Stella Maris, è stata costantemente seguita dall'Azienda sanitaria unica regionale che interloquendo con i principali attori, ivi compresa la Prefettura di Ascoli Piceno, vuole giungere alla fine in modo da consentire il pagamento delle spettanze ai lavoratori, nel rispetto della normativa vigente.
A seguito di una nota Asur risalente a giugno 2016, si specifica che nel marzo u.s. si è aperta una fase di "concordato prenotativo" che ha già avuto come effetto la possibilità di utilizzare i pagamenti di Asur anche in favore dei lavoratori, a far data dal 14 marzo u.s.
A seguito dell'esito negativo della procedura concordataria "con riserva", dichiarata inammissibile con sentenza n. 37/2016, pubblicata il 7 giugno 2016, il Tribunale di Ascoli Piceno ha dichiarato il fallimento della Società Stella Maris (ai sensi dell'articolo 162, comma 2, ultima parte, richiamato dall'articolo 161, comma 6, legge fallimentare) aprendo una fase di gestione in esercizio provvisorio, affidata alla curatela fallimentare, in attesa dell'espletamento di una procedura ad evidenza pubblica per l'individuazione di un acquirente. Pertanto, sono stati nominati curatori fallimentari i tre precedenti Commissari, in forma disgiunta per gli atti di ordinaria amministrazione ed in forma congiunta per gli atti di straordinaria amministrazione.
Per quanto risulta, la procedura di evidenza pubblica è stata espletata e si è registrata un'assegnazione provvisoria. Va precisato, per quanto attiene i livelli occupazionali, che la procedura espletata prevedeva espressamente il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. La ringrazio, Assessore. Questa interrogazione è del 18 maggio 2016, di 5 mesi fa, quindi in molti punti è ormai superata, però ci siamo salvati dall'assegnazione di questa casa di cura ad altro soggetto. Adesso la San Benedetto S.p.A, che ha rilevato dal fallimento questa clinica, sta mettendo un po' le cose a posto, è stato infatti siglato un verbale di intenti nel quale è prevista l'assunzione di 64 dipendenti subito e di 16 entro il 2017.
Tralascio la triste vicenda economico-finanziaria per arrivare ad un punto. Premetto che mi occupo di sanità, non essendo la mia Commissione, perché fa parte del territorio nel quale sono nato e dove vivo e, leggendo queste carte, sono rimasto allibito dal fatto che a questa azienda era stata concessa la classe 5, le 5 stelle, quando, e chiunque avrebbe potuto dirlo, aveva gli scarichi a terra fissati con i cerotti, oppure aveva rifiuti speciali in un corridoio vicino alla sala operatoria. Una cosa assurda ed inconcepibile! La sanità non può essere gestita in questo modo. Non è colpa vostra perché ciò che vi sto dicendo è accaduto nel 2013, però è giusto che questo Consiglio sappia queste cose.
Ad una clinica privata era stata data la classe 5, cioè 5 stelle, quando non solo il reparto operatorio non era idoneo ad avere nemmeno una stella, ma le strutture adiacenti erano obsolete. Una cosa vergognosa per una regione civile come credo siano le Marche.
Facendo delle ricerche su questa vicenda, che interessa il territorio dove vivo, ho trovato che il Consigliere Perazzoli nel 2013 ha presentato un’interrogazione, la n. 1139 del 15 febbraio 2013 “Accreditamento Casa di cura privata Stella Maris”, con la quale chiedeva come fosse possibile che, in una struttura sanitaria accreditata con la classe 5, potessero accadere simili avvenimenti. Della vicenda poi se ne è occupata la Magistratura perché lì poteva accadere che, noi di San Benedetto lo sappiamo, ti attaccavano una gamba al posto di un braccio. Eravamo a questi livelli, ai livelli post Totò, cose assurde
Perazzoli era della maggioranza, se ha fatto questa interrogazione è perché la realtà era questa, ma il fatto strano è che nell'interrogazione si riportavano le dichiarazioni degli uffici legali: “Se corrette furono le diagnosi e le indicazioni terapeutiche, riteniamo di poter definire censurabile la decisione di effettuare il trattamento chirurgico presso la struttura sanitaria Stella Maris”. Già a quel tempo si sapeva che la Stella Maris era un rischio ed un pericolo.
Tutto ciò mi preoccupa molto perché se è successo alla Stella Maris può accadere anche in altre cliniche private, quindi bisogna vigilare.
Il fatto che il Gar dica: “No, noi abbiamo dato le 5 stelle perché abbiamo verificato”, ma cosa hanno verificato? Qui si dice: “Sulla base di questi requisiti sono stati emanati i provvedimenti di autorizzazione ed accreditamento in questione, a seguito di apposita verifica ispettiva da parte del Gruppo di accreditamento regionale”.
Non so se il Gar è lo stesso perché, come ho detto prima, non è materia della mia Commissione e non riesco ad approfondire come di solito faccio ma, se questa azienda continua ancora ad esistere, deve essere mandata a casa subito, immediatamente, perché dare un accreditamento classe 5 ad una Casa di cura privata come Stella Maris è una cosa che non sta né in cielo, né in terra. Evito di leggere tutta l'interrogazione di Perazzoli (ripeto, era uno della maggioranza), però ci sono cose inquietanti.
Sono parzialmente soddisfatto che la casa di cura sia stata presa dalla società San Benedetto S.p.A. perché finalmente avremo una clinica a dimensione d'uomo e non una fabbrica di mostri, tanto era quella clinica privata fino a 4/5 anni fa.
Ringrazio l'Assessore della risposta sulla vicenda economico/finanziaria che io non sono in grado di valutare, la guarderò successivamente per poi magari interpellarla un'altra volta. Grazie.

Interrogazione n. 196
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Società Biocasa S.r.l. socio unico Erap della Provincia di Ancona rappresentante il 100% del capitale sociale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni n. 196 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Sostituisco la collega Casini …, lei sa, Consigliere Celani, che a me piace lavorare.
Biocasa Service è una società strumentale dell'Erap Marche, a totale partecipazione pubblica che ha, tra i propri compiti statutari, quelli di esecuzione dell'attività immobiliare, di engineering e di servizi concernenti i beni del patrimonio edilizio pubblico e privato, nonché lo sviluppo delle tecniche proprie della bioedilizia e della riqualificazione energetica.
Rientrano tra le attività di engineering previste dallo Statuto, mansioni quali lo studio e la progettazione di piani urbanistici, lo studio, la progettazione, l'organizzazione, la costruzione e la gestione di edifici a qualsiasi scopo adibiti, comprese le opere di urbanizzazione e i servizi a rete, nonché lo studio e la progettazione di piani urbanistici.
Tra le attività definibili "di service " rientrano mansioni quali:
- la gestione tecnico amministrativa, diretta, o tramite terzi, delle proprietà immobiliari per conto di persone fisiche, società, enti e consorzi;
- la prestazione di consulenza e di assistenza tecnica ad operatori pubblici e privati;
- i servizi agli utenti di immobili, compresi quelli connessi alla manutenzione impiantistica affidata per legge o contratto ai locatari.
La società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, nominato dal Direttore Generale di Erap Marche, che è composto da dirigenti dell'Erap stesso, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo 95/2012 commi 4 e 5, per l'esercizio della loro carica gli amministratori non percepiscono alcun compenso.
Tutta l'attività svolta è finalizzata al perseguimento di obiettivi di interesse dell'Erap, con particolare riferimento agli assegnatari, e più in generale dell'edilizia residenziale pubblica.
L'attività della Biocasa è stata finora espletala quasi esclusivamente a favore del Presidio di Ancona, dove la Società ha sede e dove materialmente operano i 6 dipendenti (5 con contratto a tempo indeterminato e 1 a tempo determinato), tutti peraltro assunti con procedura di evidenza pubblica, facendo per lo più affidamento, a graduatorie ufficiali dell'Erap stesso.
L 'attività, in particolare, si è concretizzata in una stretta collaborazione con l'Erap di Ancona, per il quale Biocasa ha adempiuto a compiti che spaziano, solo per esemplificare, da attività di supporto alla gestione e amministrazione (segreteria, ufficio relazione con il pubblico, sistema gestione qualità, eccetera) ad attività di progettazione di interventi edilizi e di cantiere (progettazione e direzione operativa, responsabilità della sicurezza dei cantieri Erap, eccetera), ad attività di consulenza in bioedilizia.
Il supporto operato dalla società ha garantito al Presidio dì Ancona dell'Erap Marche il mantenimento dell'elevato standard produttivo, operato, peraltro, anche a favore di altre amministrazioni, come ad esempio quella regionale, questo a fronte della cospicua riduzione dell'organico dell'Erap conseguente alla cosiddetta "spending review".
Biocasa ha inoltre operato, nella sua veste di società di engineering e di service, in rilevanti interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico di quartieri a proprietà mista, quali Villa Aosta a Senigallia costituito da 82 alloggi, 40 dei quali di proprietà dell'Erap Marche, con cui ha ottenuto un premio nazionale al concorso "Palmares" organizzato da Federcasa ed è citato, tra i pochi casi italiani, come best practices nella piattaforma europea Power House, e Via Ascoli Piceno n. 128, sempre ad Ancona, costituito da 54 alloggi, dei quali 20 di proprietà dell'Erap Marche, nell'ambito del contratto di quartiere Il del Comune di Ancona.
Inoltre, grazie alla progettazione di interventi ad alta efficienza energetica, ha permesso al Presidio di Ancona di aggiudicarsi il bando regionale per la concessione di contributi sul tema "Programma sperimentale di edilizia residenziale energeticamente autosufficiente", ottenendo il punteggio più alto tra i partecipanti con un intervento costruttivo a Senigallia, frazione San Silvestro.
Attualmente la società svolge anche un ruolo di supporto agli assegnatari e alle autogestioni, cioè a quegli organi costituiti dagli stessi assegnatari all'interno degli edifici ove l'unico proprietario è l'ente pubblico.
Agli assegnatari viene proposta una sensibile facilitazione per la manutenzione e sostituzione delle caldaie e degli impianti a termosifone, adempimenti posti a loro carico dal regolamento di Erap Marche; infatti oltre alla garanzia di poter contare su prestazioni economicamente contenute, viene loro offerta la possibilità di versare i corrispettivi in 6 rate, inserite direttamente nelle bollette di affitto.
Si badi bene che, in questo settore, i fondi sono esclusivamente privati e I'offerta di Biocasa Service è operata in assoluto regime di libera concorrenza con tutti gli altri operatori del mercato, per i quali si auspica l'adozione di un analogo procedimento per il pagamento delle stesse prestazioni da loro svolte, con chiaro vantaggio non solo per I'Erap quanto per gli assegnatari.
A garanzia della massima trasparenza possibile, la scelta del partner tecnico, pur non rientrando nel campo di applicazione del Codice degli Appalti è stata operata dalla Società avvalendosi delle procedure ad evidenza pubblica previste dal Codice stesso.
Si pone in evidenza come questa attività rivesta una rilevante importanza, dato che rappresenta, per la Società, fonte di utili ormai di diversi esercizi, per l'Erap una migliore garanzia di conservazione degli impianti presenti nel patrimonio immobiliare proprio o gestito per conto di terzi e, per gli altri operatori del settore, un modello di riferimento.
Nei confronti delle autogestioni, Biocasa fornisce supporto dell'adempimento delle funzioni che i Regolamenti Erap e le norme del codice civile pongono a loro carico, come il mantenimento in funzione degli impianti tecnici centralizzati e degli accessori, la cura e la manutenzione del verde comune. Trattandosi di edifici completamente di proprietà Erap, si comprende come il corretto mantenimento di questi elementi sia di rilevante interesse anche per lo stesso.
Infine, la società ha svolto e svolge un'ulteriore attività rivolta esclusivamente all'utenza privata, quale l’organizzazione di corsi di formazione.
Per quanto attiene ai bilanci societari, va rilevato che il capitale inizialmente versato dall'Erap, pari 100.000 euro dopo aver subito una iniziale decurtazione a causa delle fisiologiche perdite per l'avvio delle attività intraprese, è stato interamente recuperato fin dal 2010, impiegando a tal fine unicamente gli utili con cui, a partire dall'anno 2007, la Società ha chiuso ogni esercizio successivo.
Sinteticamente, al 31 dicembre 2015, gli utili societari ammontano complessivamente a 148.425 euro ed il patrimonio netto, comprensivo del capitale sociale, della riserva legale e di quella straordinaria, oltre ad un fondo di 4.995 euro per copertura perdite mai utilizzato, ammonta, come da bilancio di esercizio 2015 recentemente approvato, a 250.877 euro.
Per ciò che attiene al fatturato, la società ha conseguito mediamente, negli ultimi 5 anni, ricavi medi annui per circa 1.070.515 euro.
Con riferimento all'anno 2015 secondo quanto riportato a bilancio recentemente approvato, il fatturato ammonta a 654.159 euro, di cui 276.000 euro derivanti dagli emolumenti corrisposti dall'Erap Marche per il supporto fornito agli uffici del Presidio di Ancona, e, per la quota rimanente, dalle sopramenzionate attività rivolte all'utenza privata.
Si evidenzia infine che la partecipazione in questione appare conforme, nei caratteri essenziali, alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 175/2016 (c.d. dcreto Madia in materia di Società a partecipazione pubblica), e che comunque gli eventuali adeguamenti degli statuti delle società a controllo pubblico dovranno avvenire entro il termine del 31 dicembre 2017.
Signor Presidente, come evidenziavo nella Conferenza dei capigruppo, e mi rallegro che i capigruppo ne abbiano convenuto, la necessità che le interrogazioni, come è giusto, siano più brevi, così gli uffici potranno dare risposte più sintetiche, altrimenti il dibattito stesso perde di efficacia quando un Assessore, come me in questo caso, è costretto a leggere tre pagine che forse potevano essere sintetizzate in una e sarebbe stato più efficace. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore. Credo che il congedo in un esecutivo regionale vada preso con parsimonia, nel senso che se manca il Presidente non può mancare anche il Vicepresidente.
Spero che questo “incidente di percorso” non si ripeta, perché per la forma istituzionale, per quanto lodevole è stato l'intervento dell'Assessore Cesetti, che personalmente ringrazio, è importante la presenza in termini gerarchici dell'esecutivo.
Per quanto riguarda il problema della Biocasa, il mio intervento è collegato anche all'altra interrogazione che riguarda l'Erap di Ancona ed Assessore le dò atto di aver risposto a nome del responsabile di questo dicastero.
Credo che il problema della Biocasa sia diverso rispetto a quello che lei ha evidenziato prima, cioè questa società è stata costituita per creare uno spazio politico ad ex amministratori non più confermati nel loro ruolo, un parcheggio quindi.
A tutt'oggi ci risulta, come giustamente lei dice, che 7 persone non sono utilizzate in Erap. Essendoci la Biocasa gli amministratori, di fatto, si sono dimessi circa 3 anni fa, quando le cose non andavano bene, non vorrei che, uso il condizionale per non dire: è, la società Biocasa sia servita anche per fare delle assunzioni fuori dalle disposizioni previste.
Credo che questa cosa sia da “attenzionare”, come si dice nel gergo, perché sia l’Erap, su cui interverrò successivamente …, mi sembra che l'esecutivo sulla questione Erap Ancona abbia dei problemini.
Problemi che sto evidenziando. Non era necessario costituire questa società che svolge in sostanza gli stessi compiti dell'Erap, credo che sia una cartina tornasole per fare altre operazioni.
La risposta, data da lei per conto degli uffici, ci trova fermamente contrari - poi farò un altro ragionamento con la prossima interrogazione - perché non è possibile che nella situazione odierna di difficoltà, in cui si trova il mondo lavorativo, queste 7 persone non si sa dove vanno e dove girano all’interno dell’Erap. Credo che sia necessario da parte del dirigente un intervento diverso che al momento non c'è perché costui è impegnato su altri casi. Ne discuteremo dopo.
Questa cosa della Biocasa Service è stata un'operazione fatta con molta leggerezza, non valutata con attenzione dagli Assessori precedenti che avevano il compito di seguire il problema delle case popolari. Ciò ha permesso a 2 amministratori, uscendo dal Consiglio di amministrazione dell'Erap, di ricoprire la carica di Assessori comunali.
Biocasa è una società inutile, sono stati spesi migliaia di euro inutilmente, non c'è stato un beneficio per l'Erap, né un beneficio per il territorio, né tanto meno per le altre funzioni dell'Erap. E’ stata soltanto un’operazione, per evitare le regole in un momento di blocco delle assunzioni.
Su questo argomento noi ci siamo documentati ed è quanto abbiamo letto e visto. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

Interrogazione n. 260
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Direzione del Presidio territoriale di Ancona dell’Erap Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Dico al Consigliere Zaffiri che ho già spiegato il motivo per cui oggi il Presidente non può essere presente in Aula, impegnato con il Presidente del Consiglio dei Ministri per la vicenda terremoto. Come non può essere in Aula la Vicepresidente impegnata com'è per compiti istituzionali. Credo che il sottoscritto in qualità di Assessore “anziano” sia titolato a rappresentare la Giunta in questa sede, tanto è vero che in quella veste potrei anche presiedere la Giunta in mancanza del Presidente e del Vicepresidente, come tra l'altro mi è capitato di fare alcune volte. Questo per chiarezza!
In merito all'interrogazione Consigliere Zaffiri, è evidente che ho risposto per conto dell'Assessore Casini, però sono sempre abituato a dire la mia opinione, che ovviamente non coinvolge la Giunta, non coinvolge la collega, anch'io sono d'accordo con lei: io non avrei fatto questa società, è di tutta evidenza, e penso pur non essendo la materia di mia competenza, perché la delega non appartiene a me, ma come Assessore con la delega alle partecipate, credo che vadano trovate le condizioni per “dismettere” queste società. Questa è un’opinione di carattere personale, ma l'ho voluta dire.
L'interrogazione n. 260 concerne “Direzione del Presidio territoriale di Ancona dell'Erap Marche” prevede diversi punti. Il primo chiede “se si ritiene che il collocamento in aspettativa del responsabile del presidio Erap di Ancona sia sufficiente a rimuovere l'incompatibilità di cui all'articolo 12, comma 3 del decreto legislativo n. 39/2013”.
Il collocamento in aspettativa è relativo al rapporto di lavoro. Considerato che il responsabile del presidio Erap è dipendente di ruolo dell'Ente a seguito di un concorso pubblico, lo stesso ha diritto al mantenimento del posto di lavoro anche nell'ipotesi di esercizio di una carica politica. Con la richiesta di aspettativa ha usufruito della facoltà prevista dall'articolo 81 del decreto legislativo n. 267/2000.
Non svolgendo l'incarico di dirigente, per effetto del collocamento in aspettativa non retribuita, è rimossa la situazione di incompatibilità prevista dall'articolo 12, comma 3 del decreto legislativo n. 39/2013.
Al punto 2 si chiede “se si ritiene legittima e opportuna questa premeditata e reiterata compresenza e alternanza di un dirigente di un ente dipendente della Regione Marche in ruoli incompatibili”.
In merito alla legittimità dell'alternanza, si segnala che l'articolo 7, comma 3 del decreto legislativo n. 39/2013, nel prevedere le inconferibilità connesse al decorso di 2 anni dalla cessazione dell'incarico politico, fa salvo il caso di "dipendenti della stessa amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico che, all'atto di assunzione della carica politica, erano titolari di incarichi". In tal modo è evidente che il dirigente Erap può tornare a svolgere l'incarico non appena cessa quello di Assessore comunale.
Le valutazioni di opportunità sulla continua alternanza sono di carattere politico ed ovviamente, questo lo aggiungo io a titolo personale, queste alternanze non sono mai una cosa eccelsa quando succedono in qualunque luogo del mondo.
Al punto 3 si chiede “se si ritiene che i provvedimenti assunti dal sostituto del responsabile del presidio Erap di Ancona in assenza del titolare siano legittimi”.
Per valutare la legittimità occorre far riferimento alla normativa interna di organizzazione dell'Erap. L'articolo 11, comma 5 del regolamento interno prevede che "il responsabile di presidio designa il dipendente incaricato di sostituirlo in caso di sua ordinaria assenza o impedimento". La situazione di aspettativa non retribuita pare integrare la fattispecie di "impedimento".
Pertanto, nelle more dell'adozione da parte della Giunta regionale della deliberazione di individuazione di un nuovo responsabile di presidio, i provvedimenti assunti dal sostituto medio tempore risultano comunque legittimi in quanto adottati da un dirigente in servizio presso l'Erap di Ancona.
Al punto 4 si chiede “se si ritiene che il presidio territoriale di Ancona, diversamente dagli altri presidi dell'Erap Marche, possa rimanere per mesi o anni senza responsabile”.
Appare ovviamente quanto mai opportuno che venga al più presto individuato il Responsabile del Presidio di Ancona.
Posso anticipare che in una prossima riunione della Giunta, se non la prossima riunione di Giunta, verranno adottati i conseguenti provvedimenti per individuare il responsabile del presidio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore. Parto dall'ultima sua affermazione, di cui il gruppo prende atto, che apre una discussione ed apre la possibilità di rivedere questa posizione dirigenziale, perché non è possibile che, per questo signore che è stato chiamato a svolgere un altro ruolo, si nomini addirittura un sostituto quando la legge regionale n. 36/2015 prevede che debba essere la Giunta a farlo. Tutto questo è un vero disastro, e cerco di usare dei termini soft.
Raffaele Cantone conferma e dice che questo signore è incompatibile in questo ruolo. Punto! Non lo dice Sandro Zaffiri o la Lega. E’ incompatibile! Si mette in aspettativa, fa finta di mettersi in aspettativa, tutto ciò alimenta i nostri dubbi sull’incompatibilità, che d’altra parte sono reali.
Qui è stato fatto un marchingegno sull'aspettativa, addirittura raggirando in modo grossolano - si evidenzia nella nomina del sostituto - la legge Severino.
L'aspetto essenziale è che l’attività edilizia dell’Erap è un ganglio vitale per la nostra economia in quanto, in questo momento, è l’unico che sta costruendo qualcosa in questo territorio, cito soltanto Ancona.
Il ruolo dell'Erap è importante, non so l’Assessore competente cosa vede, cosa pensa e perché non guarda con attenzione a queste cose. E’ evidente quanto da noi sollevato, ci sono anche delle prese di posizione di persone che sono andate all’Erap ed hanno trovato …. Chi hanno trovato? Trovano l'Assessore - no, ho sbagliato - non trovano il dirigente perché ha preso l'aspettativa e rischiano pure il linciaggio. Questa è una lettera, che poi le consegnerò, di una signora che è stata linciata in un ufficio Erap da una persona che lavora lì dentro.
Credo che questa situazione … - mi viene da ridere perché siamo quasi al ridicolo - se questo signore deve fare l'Assessore vada a fare l'Assessore, lasci la posizione dell'Erap. Questo è il problema di fondo! E’ inutile tergiversare su questo aspetto. Credo che a queste condizioni l’attuale situazione dell'Erap … Prima la biosocietà, ora il problema della destrutturazione, quando c’è qualcosa che funziona, probabilmente si cerca di scombussolare i piani, per quanto riguarda la dirigenza, dell’unità operativa della provincia di Ancona.
Noi siamo fortemente amareggiati per questa situazione per la quale non vediamo da parte dell'Assessore competente un’attenzione particolare. Il problema merita di essere seguito per di più dopo le segnalazioni firmate dei cittadini, persone che io non conosco, che espongono le difficoltà che hanno trovato rapportandosi con questo ente. Assessore le invierò la copia di una lettera che credo sia un campanello d'allarme di una situazione molto preoccupante, non solo sotto l’aspetto organizzativo, ma anche sotto l’aspetto …
Assessore, in qualità di Assessore più anziano, condivido le sue affermazioni, ma ribadisco che se istituzionalmente si nomina all’interno dell’esecutivo la figura del Presidente e del Vicepresidente, uno scopo c’è. Capisco i problemi istituzionali, ma queste due figure vengono individuate in base ad aspetti istituzionali per sopperire alle carenze del Presidente o del Vicepresidente e viceversa. Grazie.

Interrogazione n. 205
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Stazione ferroviaria Porto San Giorgio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 205 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In merito all'interrogazione della Consigliera Marcozzi, relativa alla situazione della stazione ferroviaria di Porto San Giorgio, si precisa quanto segue
L'aggravamento delle condizioni di decoro della stazione dovuta ad un anomalo incremento del numero di persone senza fissa dimora che frequentano specie nelle ore notturne, gli ambienti di stazione e le aree ferroviarie aperte al pubblico è una condizione nota alle Ferrovie Italiane, struttura di Ferrovie dello Stato competente per le stazioni ferroviarie.
Questa situazione si era manifestata già nei mesi di marzo e aprile scorsi e grazie alle azioni intraprese dalle strutture aziendali di Ferrovie dello Stato, Rete Ferroviaria Italiana - Protezione Aziendale e Polfer sembravano ricondotte a livelli prossimi alla normalità.
Probabilmente il lungo periodo di maltempo di maggio e inizio giugno ha riportato in stazione un maggior numero di persone bisognevoli di un posto al coperto dove passare la notte.
Rete Ferroviaria Italiana - Direzione di Ancona ha comunque avviato le procedure di gara per affidare ad un istituto di vigilanza privata, la chiusura notturna del fabbricato di stazione in assenza di fermate dei treni, come già fatto in tutti gli altri impianti ferroviari della stessa categoria, che pativano le medesime problematiche. Tale servizio, concluse le attività negoziali di affidamento dell'appalto, dovrebbe essere ormai prossimo all'attivazione. Credo che sia fondamentale per superare il problema.
Rete Ferroviaria Italiana provvederà inoltre ad incrementare il più possibile, le attività di controllo e di pulizia degli ambienti di stazione, per assicurare in ogni caso idonei condizioni di igiene e pulizia, tenuto conto soprattutto dell'avanzamento dei lavori di rifacimento della piazza antistante la stazione, da parte del Comune di Porto San Giorgio.
Rete Ferroviaria Italiana agirà infine, in sinergia con l'amministrazione comunale, per la predisposizione di azioni di coordinamento e per l'incremento delle azioni di presidio del territorio da parte delle forze dell'ordine, volte al miglioramento dei livelli di sicurezza nella stazione.
Credo che le tre misure messe insieme, prese contemporaneamente, possano portare alla soluzione del problema che nell'interrogazione la Consigliera denunciava. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Prima di tutto voglio esprimere il cordoglio per la scomparsa del dott. Ermanno Pupo, Consigliere di Forza Italia dal 1995. Persona di spicco a livello politico nel maceratese, uno dei fautori della Quadrilatero, nonostante la malattia è stato presente all'inaugurazione.
Per quanto riguarda la risposta, Assessore Sciapichetti, le dico che non sono soddisfatta dei risultati, perché - come la sua risposta conferma - è da febbraio/marzo che la stazione ferroviaria di Porto San Giorgio sta vivendo un momento di degrado. Sono passati 8 mesi e i risultati non li abbiamo visti.
Porto San Giorgio è una città importante, strategica per quanto riguarda il turismo, nel 2014 ha registrato 213.000 persone tra arrivi e presenze quindi, ad oggi, la situazione è allarmante.
La stazione ferroviaria, le ricordo, è presa d'assalto soprattutto nelle ore notturne e sappiamo benissimo che lì c'è un’attività commerciale, c'è la sede della Federcaccia, il cui Presidente ha più volte sollevato il problema del degrado. Lo scorso 1° giugno anche il primo cittadino di Porto San Giorgio ha evidenziato la questione e ha dato l'allarme sulla base di una relazione del Comandante della Polizia municipale di Porto San Giorgio ed ha comunicato il problema anche alla Polizia ferroviaria.
Bene che voi abbiate fatto appello alle Ferrovie, le Ferrovie di Ancona hanno affidato la gara d'appalto, così come lei ha detto, ad un istituto di vigilanza privata, ma purtroppo ad oggi i risultati sono questi: tutto è rimasto tale e quale. Sono passati otto mesi e i cittadini di Porto San Giorgio vogliono vedere i risultati. Mi auguro, Assessore, che nel breve periodo possano essere sotto gli occhi dei sangiorgesi perché, le ripeto, Porto San Giorgio è una località turistico balneare importantissima per la provincia di Fermo, 213.000 persone nel 2014. Dati importanti per il turismo.
Auspico che i sangiorgesi possano vedere risolta questa situazione, anche perché la stazione ferroviaria è in un punto strategico della città, è proprio al centro, quindi è brutto da vedere, e nell’immediato sia fatto tutto il possibile per rendere vivibile questa stazione ferroviaria. Grazie.

Interrogazione n. 204
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri
“Nuova residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) sita a Fossombrone”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 204 dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. L'interrogazione concerne la nuova residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) sita a Fossombrone.
Relativamente al punto 1, la realizzazione delle Rems nelle Regioni italiane è stata programmata tenendo conto delle esigenze e delle osservazioni emerse in un confronto che ha coinvolto istituzioni e competenze diverse: Ministero della salute, Ministero dell'interno e Prefetture, Dipartimenti per la salute mentale, uffici tecnici e urbanistici.
Il sito individuato è costituito da un'area a bassa densità di popolazione che consente la realizzazione di una struttura isolata, ai limiti del contesto urbano, ma in zona contigua alla struttura ospedaliera, in opportuna prossimità con le principali vie di comunicazione (compreso l'eliporto). La scelta, inoltre, risponde a criteri di economicità in quanto non è stato necessario impegnare risorse per l'acquisizione del terreno, essendo l'area ritenuta idonea di proprietà dell'Asur.
Relativamente al punto 2, nel Piano regolatore generale vigente, l'area interessata alla realizzazione della struttura risulta edificabile poiché l'edificazione è vietata soltanto nella zona perimetrata come "zona sondabile", così come da parere espresso dal Servizio opere pubbliche, difesa del suolo e pronto intervento della provincia di Pesaro Urbino, articolo 41 delle Nome tecniche di attuazione.
Relativamente al punto 3, l'Ufficio urbanistica del Comune di Fossombrone ha verificato la compatibilità della struttura con il Piano regolatore generale vigente ed ha approvato il progetto in sede di Conferenza dei Servizi ai sensi dell'articolo 7 del DPR n. 160/2010. L'edificio risulta ricadere nell'ambito della zonizzazione F2 - Attrezzature collettive, al di fuori del limite/perimetrazione PAI rischio esondazione E-05-0009R2 "rischio medio".
La Regione Marche, con decreto del Dirigente della Posizione di Funzione edilizia sanitaria ed ospedaliera n. 26 dell'8 aprile 2014, ha approvato il progetto definitivo dell'opera, conformemente alla procedura del Programma di investimenti finanziato ex articolo 20, legge n. 67/88, attestando che il progetto era completo di tutti gli elaborati tecnici idonei a definire tutti gli elementi ed i particolari costruttivi dell'opera secondo quanto disposto dalla legge 4 dicembre 1993, n. 492.
Relativamente ai punti 4 e 5, alla luce di quanto sopra richiamato, non risulta che siano stati commessi errori nell'iter amministrativo per la realizzazione della Rems di Fossombrone né che si siano rilevati danni erariali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Mi reputo solo parzialmente soddisfatto della risposta in quanto rimane aperto un aspetto politico riguardo l'ubicazione della Rems.
I cittadini non sono mai stati coinvolti e a Fossombrone la questione è particolarmente sentita. Questa è una lacuna che a livello istituzionale occorre sanare.
Seconda cosa, dal punto di vista tecnico vorrei acquisire il parere della Provincia che l'Assessore ha richiamato perché, ad una richiesta di accesso agli atti di pronuncia, la Regione, in dolce stil novo, ci dice che le argomentazioni sopra svolte costituiscono analisi sufficiente a motivare l'impossibilità dell'espressione di un parere sull'istruttoria prodromica al rilascio del titolo edilizio, quindi la Regione, gli uffici regionali, non sono sicuri che l'area sia effettivamente edificabile.
Noi abbiamo tracciato i confini della zona perimetrata a rischio geologico e in parte la costruzione vi rientra. Non parliamo di zone di esondazione, ma parliamo di pericolosità geologica. La struttura risulta in parte interna alla perimetrazione della classificazione (G7a) “grado di pericolosità medio/alta - connoidi attivi e quiescenti e falde detritiche di versante spesso sature o con falda superficiale”, quindi è una questione geotecnica di stabilità dei terreni su cui insistono le fondazioni dell'opera.
Attendo con interesse il parere della Provincia, ma ritengo che la parola fine a questa vicenda, non sia ancora posta. Grazie.

Interrogazione n. 206
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia
“Permesso di ricerca in terraferma di idrocarburi 'Monte Porzio'”

Interrogazione n. 276
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Istanza di permesso di ricerca in terraferma Monte Porzio”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 206 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia e l'interrogazione n. 276 del Consigliere Talè.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Voglio rassicurare gli interroganti che a Monte Porzio non verrà effettuata nessuna trivellazione.
Sul sito del Ministero il procedimento è apparso come ancora aperto per un mero refuso materiale ed abbiamo poi chiarito.
La decisione della Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie del Ministero dello sviluppo economico aveva risposto negativamente all'istanza di permesso di ricerca nello scorso novembre. In particolare né i profili societari né quelli tecnico economici delle istanze di ricerca, erano stati ritenuti adeguati. Le decisioni della Commissione sono state poi recepite nel provvedimento ufficiale del Ministero che ha rigettato l'istanza.
Le notizie di segno opposto apparse sulla stampa sono nate da un mero errore materiale per cui il relativo progetto, nel sito del Ministero, anziché essere inserito tra quelli in corso di rigetto, era stato incluso tra quelli oggetto di valutazione di impatto ambientale.
Fatti i dovuti accertamenti con l'ufficio ministeriale abbiamo chiarito l'equivoco ed acquisito il provvedimento ufficiale di rigetto della Direzione generale del Ministero dello sviluppo economico (prot. 25120 dello scorso 20 settembre), pubblicato sul "Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse" del 30 settembre.
La vicenda può considerarsi definitivamente conclusa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Siamo soddisfatti.

Interrogazione n. 228
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Disapplicazione della delibera di Giunta regionale n. 808 del 29 settembre 2015 nell'ambito dell'Asur – Area vasta 5”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 228 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'interrogazione del Consigliere Giorgini concerne: “Disapplicazione della delibera di Giunta regionale 808 del 29 settembre 2015 nell’ambito dell’Asur Area vasta 5”.
In riferimento all'interrogazione l'Asur precisa che il cronoprogramma della delibera di Giunta regionale 808/15 è stato rispettato (come trasmesso dal Responsabile Asur nelle riunioni del Gruppo organizzativo regionale tempi di attesa del 13 novembre 2015 e 12 gennaio 2016; da febbraio 2016 i dati sono pubblicati anche nel sito Asur- Area vasta 5 per la trasparenza):
- al 30 ottobre 2015 la percentuale era 93,33% per la classe di priorità "b" e 64,71% per la classe di priorità "d" e pertanto maggiore del 25%;
- al 31 dicembre 2015 la percentuale era 94,44% per la classe di priorità "b" e 94,44% per la classe di priorità "d" e pertanto maggiore del 50%.
Relativamente al punto 2, il processo di miglioramento della performance è stato effettuato mediante appositi incontri formativi e corsi accreditati ECM per i medici ospedalieri Area vasta 5 e per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta nel periodo dal 30 ottobre 2015 al 30 gennaio 2016.
In merito al punto 3, il processo di miglioramento della performance nella compilazione corretta della ricetta per classe di priorità (U,B,D,P) è stato altresì raggiunto, alla data 31 dicembre 2015, nella misura percentuale totale del 96,53% (dato Asur).
Relativamente ai punti 4 e 5, al 31 dicembre 2015, presso l'Area vasta 5, tutte le agende erano state regolarmente predisposte ed attivate (n. 14 tipologie di visita e n. 29 tipologie esami diagnostico/strumentali). Si è quindi proceduto alle attività di prenotazione sulle stesse a far data dall'1 gennaio 2016, rispettando i tempi massimi di attesa, così come da report pubblicati sui siti dell'Asur e dell'Area vasta 5.
Si è inoltre proceduto alla creazione di agende dedicate per la presa in carico del paziente cronico nelle seguenti unità operative: cardiologia, oncologia, diabetologia, nefrologia, così come previsto dalla delibera di Giunta regionale n. 808/2015.
L'Area vasta 5 ha proceduto, infine, a riservare agende dedicate per il paziente oncologico anche nelle unità operative di ematologia e pneumologia.

PRESIDENTE. Ha la parola per dichiararsi soddisfatto o meno il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Che vi devo dire? Ho paragonato la delibera 808 ad un capolavoro assoluto. L'ho letta tutta ed è un capolavoro, tanto che mi è venuto in mente di paragonarla alla Primavera di Botticelli, che aveva preso spunto dalle Metamorfosi di Ovidio, pensate un po', che raccoglie 250 miti e leggende. Qui dentro ci stanno miti e leggende, non ci sta niente di ipotetico, di reale, quindi mi è venuto questo spunto.
Ora in 5 minuti vi spiego perché. Come funzionano le liste d'attesa? Adesso ve lo spiego: un paziente va dal dottore, il dottore gli fa un foglio come questo dell’Asur 5, di classe B, la classe B è obbligata ad andare da un dirigente dell'Asur che dice che priorità ha.
Sulle percentuali raggiunte, questo è un foglio delle prestazioni erogate nel mese di aprile 2016, adesso vi spiego dove sta l'inghippo, perché c'è un inghippo!
Partiamo ad esempio dalla visita cardiologica B, come B sono state fatte 38 prestazioni, quindi la percentuale di prenotato è del 78,95%, allora andiamo a vedere un po' di lato, totale prestazioni richieste: 960, cioè loro ci dicono che con 38 abbiamo fatto il budget, però ce ne sono quasi 1.000 (dati Asur) in coda che non si sa che fine faranno.
Andiamo avanti, visita oculistica, prestazione B n. 45, su 45 ne sono state fatte 39, 86,67%, quindi le Metamorfosi di Ovidio sono rispettate, perché l’86,7% è 39 su 45, andiamo a vedere, ce ne sono prenotate 1.327 e questi signori con 39 prestazioni dicono che il budget per loro è rispettato.
Andiamo avanti, risonanza magnetica alla colonna vertebrale: 6 prenotazioni B, tralascio le D, 4 prenotate, quindi 66,67%, la direttrice di Area vasta è al sicuro, andiamo a vedere: 423 prenotazioni di risonanza magnetica, questo è solo il mese di aprile 2016.
Ecografia addome: 51 su 67, 76,12%, sono in prenotazione 1.372.
Elettrocardiogramma: 33 su 42, 78,57%, ce ne sono 1.562.
Ma signori, perché dobbiamo prendere in giro i cittadini in questo modo? Questa è una presa in giro enorme, altro che Metamorfosi di Ovidio, qui stiamo parlando di cose assurde perché queste liste di attesa …, almeno uno può dire: “Noi non possiamo fare meglio di questo e non vi prendiamo in giro”, perché questa è una presa in giro nei confronti dei cittadini e di chi ha bisogno di fare prestazioni urgenti.
Il problema è che se noi andiamo in una clinica privata avremmo la prestazione a pagamento dopo 2 giorni, quindi il concetto di base è che in questo modo si favoriscono le cliniche private. Questo è il sistema della sanità, altro che Metamorfosi, altro che la Primavera del Botticelli, qui stiamo parlando dell'Inferno di Dante, perché questa è veramente una cosa inconcepibile.
Per fortuna non sono membro della Commissione sanità, perché se fossi stato nella Commissione sanità altro che pantoprazolo avrei dovuto prendere, è una cosa assurda! Allora ditecelo: è come in America (in America si pagano pure le medicine), andate a fare le visite nella sanità privata, perché la sanità pubblica non ce la fa più. Ditecelo chiaro e tondo in modo che ognuno si renda conto di quello che può o non può fare. Ma questa è una vergogna, la delibera di Giunta regionale n. 808 è una vergogna. Grazie.

Proposta di legge n. 86
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Modifica alla legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 'Disposizioni urgenti sugli enti regionali per il diritto allo studio universitario (Ersu)”
(Discussione e votazione articoli)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 86 del Consigliere Giacinti.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti i colleghi.
Questa proposta di legge nasce dall'esigenza e soprattutto dalla necessità di pensare ad una proroga in merito alla proposta di legge sulla riforma del diritto allo studio che stiamo da tempo analizzando e studiando in Commissione.
Perché questa proroga? Perché siamo arrivati all'imminenza della scadenza dei Commissari, scadono il 19 ottobre, quindi la proroga a ridosso di questa scadenza mi sembra dovuta e necessaria per non correre il rischio di affrettare le conclusioni, visto e considerato che si è appena conclusa una robusta e anche proficua fase di ascolto di tutti gli attori interessati a questa riforma.
Al termine di questa fase auditiva mi sembra opportuno procedere ad una breve proroga, abbiamo pensato al 31 gennaio, ma in Commissione abbiamo detto: “Con la promessa di fare anche prima, proprio per non sentire addosso il fiatone di dover stringere con i tempi e sintetizzare un po' tutto quello che è emerso, alla luce di questa lunga fase di ascolto e di una fase di riflessione e di sintesi che è appena iniziata”.
Questo è il motivo per cui mi sono sentito di insistere su questa breve proroga che ci può portare a concludere questa riforma nelle condizioni migliori che, ricordo all'Aula, nasce dal fatto che ci sono tre proposte di legge giacenti in Commissione oltre ad una fase di ascolto che ha portato a sentire i punti di vista più disparati di tutti gli attori interessati alla riforma del diritto allo studio. Diritto allo studio che va a toccare più aspetti, come sappiamo.
Devo dire che tutti i vari attori ascoltati in questa fase, in questo contesto, in qualche maniera hanno salutato con favore la necessità e l'esigenza di riformare un po' il diritto allo studio, da diversi e molteplici punti di vista. Questo sta a significare che essendo una riforma invocata ed auspicata, noi ci sentiamo ancora di più gli occhi di tutti addosso, nonché la responsabilità di voler fare un lavoro più accurato e completo.
Ecco il motivo per cui non mi sento di approvare frettolosamente un testo che magari ha bisogno di una maturazione, di un approfondimento ulteriore. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo ai Consiglieri che intendono parlare di iscriversi.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Presidente, signori Consiglieri, siamo qui a chiedere un'altra proroga per questa proposta di legge sul diritto allo studio.
Devo ringraziare innanzitutto il Presidente della mia Commissione, la I^, il Consigliere Giacinti perché in effetti ha fatto tutto quello che doveva e forse anche di più.
C'è stato un impegno collegiale della Commissione per audire tutti gli attori interessati a questa proposta di legge sul diritto allo studio.
E' una proposta di legge importantissima, una proposta di legge che forma la classe dirigente, che investe sulla conoscenza, sulla professionalità dei nostri ragazzi. Devo dire che questo lavoro è stato fatto, ma il Presidente Giacinti chiede una proroga, perché alla fine tutto questo lavoro che è stato fatto di audizione ha portato a un risultato che ha creato in noi un certo sconcerto. In effetti non c'è una proposta di legge che accontenta tutti perché alla fine - le proposte di legge sono tre e noi abbiamo preso come punto di riferimento e discusso quella della Giunta - tutti tirano dalla loro parte e non c'è una convergenza, per cui il Presidente Giacinti chiede una proroga per fare una sintesi di tutte le indicazioni che sono arrivate.
Vi faccio una brevissima cronistoria, partiamo dall'inizio, quindi da quasi un anno fa, quando l'Assessore ha chiesto questa proroga dei Commissari ed ha chiesto un commissariamento di 6 mesi. Ricordo che l'Assessore aveva detto: “6 mesi per tenermi larga in modo che possiamo fare tutto”, poi c'è stata un'altra proroga di 6 mesi e siamo arrivati ad un anno e adesso il Presidente della I Commissione chiede una proroga fino a gennaio 2017.
Questo è stato l'inizio, cioè il presupposto per il commissariamento e per le proroghe dei Commissari.
La settimana scorsa abbiamo avuto in I Commissione di nuovo l'audizione dei sindacati, perché in questa proposta di legge c'è anche il problema del personale che dovrebbe essere in una organizzazione che funzioni bene. Infatti se il personale e l'organizzazione operano bene contribuiscono a far si che il diritto allo studio sia un diritto aperto a tutti: l'internazionalizzazione, il diritto che tutti partano allo stesso livello, sia quelli ricchi che quelli poveri. LeUniversità devono essere messe in grado di essere attrattive, di richiamare iscritti che devono trovarsi bene con gli alloggi, con le borse di studio, con la qualità dell'insegnamento e con il contributo che l'istituzione deve dare a loro.
I sindacati sono stati ascoltati per la seconda volta e nell'audizione della settimana scorsa, (vi sintetizzo alcuni appunti che ho preso), hanno espresso preoccupazione per la mancanza di un confronto di merito sulla proposta di legge, hanno chiesto di riaprire il percorso, dilatare i tempi per lavorare sul nuovo articolato. Non vi dico poi le RSU, quella di Urbino ha detto: “Non ci piace e non ci convince”, la RSU di Ancona ha chiesto con un appello accorato di non svendere il diritto allo studio e l'Assessore, alla luce di quanto è emerso da questa audizione, ha detto: “Sono aperta ai miglioramenti - poi visibilmente infastidita da questa poca convergenza ha aggiunto – forse ci sono stati troppi tavoli e l'eccesso di democrazia ha ucciso Socrate”. Questa cosa mi ha lasciato sorpreso, divertendomi, mi ha stimolato una riflessione.
In questa confusione, noi faremo la nostra parte, fermo restando che c'è una proposta di legge del Consigliere Fabbri a nome del Movimento 5 Stelle che noi sosteniamo e siamo disponibili ad un miglioramento e ad un confronto, come siamo disponibili ad un miglioramento e ad un confronto sulla proposta di legge della Giunta.
Abbiamo lavorato in Commissione per cui noi capiamo perfettamente la motivazione del Presidente Giacinti, ma per questa cosa che non ci è chiara, per questo meccanismo macchinoso, per queste lunghe audizioni, per questi tavoli che sono durati un anno ed hanno portato la Commissione ed il suo Presidente a chiedere un'ulteriore proroga, perché non si riesce a fare la sintesi di tutte le opinioni che non si concentrano su un unico obiettivo, ma tirano ognuna dalla propria parte, noi voteremo contro questa proroga. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Forza Italia voterà contro questa proposta di legge n. 86 che proroga al 31 gennaio 2017 la riforma degli Ersu, una riforma importante auspicata da tempo.
Noi nel settembre 2015 quando c'è stato il commissariamento avevamo detto no, no al commissariamento, perché? Perché sembrava una azione punitiva contro gli Ersu virtuosi. Oggi questa proroga è l'ennesima riprova che dai banchi della minoranza arriva una verità che non era emersa allora.
Dico questo perché anche il Presidente della Commissione bilancio ha affermato che il diritto allo studio va a toccare più aspetti, ed è vero. Noi abbiamo ascoltato i Direttori, abbiamo ascoltato i Rettori, gli studenti, i sindacati e le problematiche sono molte, molteplici ed a più livelli per cui questa riforma tanto auspicata non poteva essere fatta in pochi mesi, eppure a settembre 2015, la maggioranza ci aveva promesso che questa riforma sarebbe approdata in Aula in meno di 6 mesi, e così non è stato.
Inoltre è stato imbarazzante quello che è avvenuto all'interno della maggioranza: in Commissione bilancio sono arrivate due proposte di legge, una della Giunta e una dei Consiglieri del Partito Democratico. E’ evidente che la maggioranza non riesce a mettersi d'accordo neanche su una proposta così importante come è quella della riforma al diritto allo studio.
In Commissione il lavoro, l'ha detto anche il Consigliere Maggi, è stato fatto, però sarebbe stato più semplice avere una proposta unitaria della maggioranza.
Noi abbiamo preso come testo base quello della Giunta, però abbiamo dovuto anche considerare, guardate caso, la proposta di legge fatta dai Consiglieri del PD - la maggioranza su una proposta così importante non si è messa d'accordo - quindi noi voteremo contro alla proposta di legge n. 86 che proroga al 31 gennaio 2017 questa riforma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Oggi si ridiscute un argomento molto importante per la comunità marchigiana, si sta trattando l’ipotesi di una legge che dovrebbe modificare, migliorare, i servizi che si danno al mondo della scuola, però si parte da una posizione sbagliata.
E' vero che nel passato c'era una difformità di servizi tra territori, però c’erano anche dei territori dove le cose funzionano bene, è vero anche che c’erano dei territori dove si usavano delle “gabole” per avere più contributi da parte della Regione, dove le valutazioni dei servizi non erano uguali, dove un mezzo servizio passava per un servizio intero. E' vero, esiste anche questo nella legge precedente, queste sono le “gabole”, come poc’anzi ho detto, però esistono dei passaggi obbligati, cari colleghi Consiglieri, come l'aspetto del personale che è stato sottovalutato nella proposta di legge perché, probabilmente, qualche ufficio di questa Regione ha dato delle informazioni sbagliate. Punto! Sono lavoratori della Regione, non possono essere comandati da nessun altro, tanto meno da dirigenti privati, e siccome la proposta di legge prevede questo, naturalmente non va bene.
Primo aspetto, l'omogeneizzazione è necessaria ed indispensabile però non può essere che questa legge si impantana attorno al servizio delle mense, questo è il vero problema, cari colleghi della maggioranza, questo è il vero aspetto della riforma: la mensa, ed invito l'Assessore a tirarsi fuori da questo tritacarne, perché questo è il problema!
Certo, ci sono imprenditori della regione Marche che si sono schierati a favore della lista per il candidato Presidente ed hanno contribuito, e fanno questo servizio, allora bisogna che questa legge garantisca la massima trasparenza, che non dia adito a interpretazioni errate e che risolva soprattutto il problema del personale che non può essere usato come un pacco. Li state usando come un pacco, ma dentro quali consorzi di diritto privatistico devono essere messi i lavoratori? Lo chiedo ai colleghi della Regione perché sono colleghi ed hanno la matricola della Regione. Chi ha dato questi consigli ha sbagliato, come ha sbagliato nella vertenza per i lavoratori della stampa. Sono sempre questi signori che ancora girano dentro questa Regione. Hanno dato delle informazioni sbagliate ed hanno fatto delle cose sbagliate precedentemente, perché così è. Se hanno sbagliato una volta devono continuare a sbagliare per una seconda volta giocando sui lavoratori? Ma che film abbiamo visto?
Credo che questo aspetto della riforma debba essere veramente una riforma, non una controriforma, e consiste nel dare dei servizi in modo omogeneo. Ci sono dei servizi eccezionali fatti in gestione diretta dal personale. Io so che sono accadute cose strane, come nel territorio di Ancona per la costruzione dello studentato, l'ho sollevato io il problema dello studentato di Ancona. Ci sono state delle cose che non hanno funzionato bene e adesso la Giunta tenta forse di recuperare, non so se ce la farà, lo sappiamo che sono state fatte delle cose sbagliate, ma dalle cose sbagliate non si può fare un'altra cosa sbagliata. Assessore, questo è il problema.
Lo so che è un compito difficile, però visto che uno ha preso i voti per governare questa regione, credo che debba mettere le proprie capacità per risolvere anche i passaggi e i momenti difficili come questa legge. La dimostrazione delle cose che noi stiamo dicendo, come minoranza da diverso tempo, la riscontriamo anche nelle proposte di legge che ci sono, salvo quella del Movimento 5 Stelle.
La maggioranza ha proposto due leggi di riforma. Questo vuol dire che c'è malessere, che ci sono delle valutazioni diverse rispetto alla linea da intraprendere, questo fa parte della discussione, che a me interessa sempre, ma nella discussione si è partiti con l'individuare prima l'obiettivo da raggiungere, mentre credo che dovremmo partire per fare la riforma dai problemi che abbiamo.
Noi abbiamo il problema del personale, della gestione sui territori e di dare gli stessi servizi da Urbino ad Ascoli Piceno. Questi sono gli aspetti da valutare in questo contesto, non possiamo pensare che il Ministero possa avere un'ipotesi di riforma da calare sul territorio della regione.
Credo che le cose vadano fatte con gradualità, tenendo presente due passaggi obbligati, cosa che non è stata fatta. Noi ve l’avevamo detto che non servivano tutte quelle proroghe ed anche oggi dobbiamo subirne un'altra proprio per questi problemi che ho evidenziato, cioè quello dei servizi e quello del personale, che sono i due passaggi importanti.
Certo, abbiamo dato delle indicazioni per risolvere il problema del personale dell'ufficio stampa ed il Presidente ha trovato, giustamente, degli autorevoli avvocati di fama nazionale e internazionale, vorrà dire che a questi lavoratori Ersu noi troveremo dei giuristi di fama nazionale ed internazionale per difenderli e per fargli mantenere il contratto di lavoro regionale, il comando o il preposto come si chiama, affinchè sia la Regione a comandarli, non il direttore privato delle mense di qualche società anche marchigiana. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Sono chiuse le iscrizioni a parlare.
Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Noi votiamo in maniera contraria a questa terza richiesta di proroga perché effettivamente è passato più di un anno. Abbiamo depositato una proposta di legge a maggio, in Commissione abbiamo ascoltato e discusso un po' con tutti, però non siamo riusciti ad avviare un confronto di merito sull'articolato delle tre proposte.
E' chiaro che c'è un problema politico e questa richiesta, di scivolare di altri tre mesi e mezzo, è una richiesta del PD perché sul tavolo ci sono due proposte di legge inconciliabili tra di loro.
A mio avviso tutto va riportato al fatto che ci sono state delle disfunzioni nell’applicazione della normativa attuale e la Regione non è riuscita a fare il proprio controllo a dovere, quindi la nostra proposta di legge stringe la Regione ad un controllo sugli Ersu.
Andare poi a consorzi con all'interno privati, vuol dire abdicare alla funzione principale della Regione, che è quella di assicurare il diritto allo studio. Mettere anche questo settore in mano ai privati, a mio avviso, è una scelta politica sbagliata.
Gli studenti chiedono parità di servizi e questo può essere fatto indipendentemente dal cambiare l’attuale normativa. Le Università non sembra che vogliano responsabilità dirette e preponderanti all'interno dei consorzi. Gli altri interlocutori, come i sindacati, sono chiaramente preoccupati dal fatto che le persone che hanno un contratto regionale possano prendere gli ordini nelle proprie funzioni, come faceva riferimento prima il Consigliere Zaffiri, dal capocuoco di una cooperativa privata all'interno della mensa.
Chiedo all'Assessore Bravi di superare i pasticci fatti fino adesso, capisco la difficoltà dei vari tavoli in cui ognuno parla, espone i propri aspetti coltivando il proprio orticello per le proprie funzioni o per i propri interessi, però l'argomento è troppo importante per stravolgerlo.
Avevate chiesto il commissariamento per annullare il potere politico del CdA, è passato più di un anno e ancora non c'è la quadra politica, perché se non c'è una analisi seria delle motivazioni, per cui si è chiesta la modifica della normativa, è chiaro che manca una proposta seria e lucida di come riformare gli Ersu.
A mio avviso il controllo puntuale della Regione sugli Ersu potrebbe chiarire la situazione e dare la svolta.
Siamo disponibili, ad entrare nel merito degli articolati delle tre proposte, per arrivare ad una sintesi condivisa e pro-studente perché tutti i discorsi di contorno valgono ben poco, a partire da quelli dei Rettori per giungere a quelli dei sindacati. Quando l'obiettivo di questa normativa è quello di fare in modo che studenti, che sono in difficoltà economiche, abbiano pari diritto per formazione e studio rispetto a chi è di famiglia più agiata. Non perdiamo l'obiettivo di questa normativa e andiamo avanti con tempi serrati, non è possibile che a distanza di un anno ancora non si sappia che pesci prendere.
Poche modifiche per raddrizzare le storture e massimo indirizzamento verso i diritti degli studenti ai quali tutta questa normativa si rivolge, chiedo solo questo altrimenti perdiamo ancora tempo dietro a giochetti e posizioni che cambiano di tavolo in tavolo, senza quagliare niente, e gli anni accademici si susseguono uno dietro all'altro con il commissariamento.
Anche nella proposta di legge viene detto di dare responsabilità nel transitorio ai Commissari per gestire. I Commissari auditi hanno detto che non vogliono nessuna responsabilità, quindi per favore stringiamo i tempi per dire: ormai è passato un anno, le idee devono essere chiarite, entriamo a marce forzate in Commissione per giungere ad un testo. Ancora non mi è stata data risposta per dire se l'articolato è aperto a qualsiasi tipo di emendamento oppure se, la maggioranza, porta un testo soltanto marginalmente emendabile perché il Pd è in piena confusione su questa cosa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Colleghi, intanto devo dire che c'è una grande differenza tra questa proposta di proroga e quelle precedenti, avendone vissute diverse sia in questa legislatura ma non solo, oggi mi sento di poter dire, con assoluta certezza, che la nuova proposta di legge sugli Ersu si farà e si farà al termine di questa proroga.
Poiché si farà e poiché è iniziato il dibattito, mi riservo, signor Presidente, di parlare delle questioni di merito, quando gli argomenti di merito saranno iscritti all'ordine del giorno per cui abbiamo sentito interventi, naturalmente ognuno utilizza il proprio tempo come crede, anche molto specifici su alcune questioni di merito, però avremo occasione per ritornare su questo punto.
Ora vorrei limitarmi al merito di questa proposta di legge riguardante la proroga. Dico solamente una questione che riguarda la partita delle proposte di legge sugli Ersu e il tema del diritto allo studio, che è un tema complesso, su cui esistono diverse proposte di legge, quindi credo che sia giusto prendersi il tempo necessario per arrivare ad una buona riforma.
Dico solamente una questione politica che mi pare importante e lo è anche per quello che dirò dopo, il tema del diritto allo studio è un tema che, la Costituzione attuale ed eventualmente anche la Costituzione modificata dal referendum confermativo, attribuisce al pubblico, alle istituzioni pubbliche. Il Partito Democratico crede fermamente in questo principio quindi, finché c'è il Partito Democratico, il diritto allo studio rimarrà una competenza pubblica e non andrà ai privati.
Poi possiamo dibattere su quali possono essere le migliori modalità organizzative e ne discuteremo, ma questo principio è un paletto politico che mettiamo oggi, finché c'è il Partito Democratico il diritto allo studio rimane una competenza pubblica.
Poi potremmo discutere, e qui vengo al merito di questa proposta di legge sulla proroga, se un domani quale quota parte sarà competenza delle Regioni, perché ricordo, cari colleghi, che in questo momento noi siamo sotto referendum, come quotidianamente ci accorgiamo, basta aprire le televisioni ed i giornali non si parla di altro, e il 4 di dicembre questo tema potrebbe vedere delle modifiche perché esiste una modifica sulle competenze, sul combinato tra competenze statali e regionali, anche sul tema del diritto allo studio, quindi io dico una cosa molto semplice, credo che la scelta della Commissione sia giustificata non solamente per le questioni bene illustrate dal Presidente Giacinti, e su cui adesso tornerò, ma anche da una cosa che lui non ha detto - già le argomentazioni che ha portato sono ben sufficienti per richiedere la proroga - e che io inserisco, questo aspetto politico.
Nel momento in cui c'è il rischio di un cambiamento della Costituzione che modifica le competenze del diritto allo studio, colleghi, quanti di voi si sentirebbero di varare una legge in quest'Aula prima di sapere se questa modifica ci sarà o non ci sarà? Arroccandosi dietro la scusa di dire: “Va bene abbiamo già dato una proroga”.
Le cose vanno fatte bene, aspettiamo di vedere se la Costituzione su questo punto subirà o non subirà una modifica, allora il Consiglio regionale delle Marche potrà fare, allora si, una legge pienamente efficace, altrimenti il rischio è che noi facciamo una legge che, magari tra qualche settimana, dopo il 4 dicembre, non vale più.
Anticipo che chiederemo il voto palese, perché credo che oggi ci dobbiamo assumere una responsabilità da questo punto di vista.
Concludo ricordando le questioni dette già dal Consigliere Giacinti e cioè che questa Commissione ha fatto un percorso di lavoro importante, ha previsto molte audizioni, sono stati ascoltati i soggetti. E’ un tema su cui nel corso del tempo sono pervenute diverse proposte di legge.
Voglio anche rassicurare alcuni colleghi, a cui non rispondo sulla stampa perché rispondo in Aula, che il Partito Democratico sono anni che lavora ad una proposta di legge sugli Ersu, l'abbiamo presentata a maggio, quando la Giunta ancora aveva varie opzioni in campo, e quella della Giunta è stata presentata un mese e mezzo dopo. Questa è la democrazia, che consiste nel cercare di arrivare alla migliore formulazione legislativa e normativa possibile, anche partendo da punti che non sono in contrapposizione tra di loro, perché credo che in tutte e tre le proposte ci siano alcuni elementi di omogeneità ed altri di differenza. Si chiamano proposte di legge perché avviano un lavoro, un approfondimento nelle sedi istituzionali e penso che il primo obiettivo di chi firma le proposte di legge sia quello di cercare di migliorarle, di fare un lavoro in Commissione per porre alcuni argomenti e per cercare di arrivare alla migliore sintesi.
Questo è il nostro approccio, l'approccio di coloro che hanno firmato la nostra proposta di legge, quella dei Consiglieri del Partito Democratico, è di porre alcuni elementi di dibattito per cercare di arrivare alla sintesi migliore possibile.
Questo è sul piano del metodo, dopodiché sul piano del merito ci confronteremo nelle sedi opportune. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. E' singolare come una proposta di legge così semplice, scarna, tecnica quale questa, composta da un solo articolo, che propone una proroga di una situazione gestionale, ci permette di fare un dibattito interessante su quello che è il diritto allo studio.
Voglio fare alcune considerazioni che entrano un po' nel merito di questa riforma, perché la proposta di legge di richiesta di proroga fino al 31 dicembre della gestione commissariale, non mi appassiona affatto, perché se ce n'era bisogno sta a dimostrare ancora una volta che non c'era alcuna fretta e necessità di commissariare gli Ersu. Prendetene atto, è stata una decisione scellerata, non serviva a nulla, l’avevamo detto, non serviva commissariare, non c'era in arrivo un default di questo o di quell'altro Ersu, c'era soltanto una volontà di riprogrammare il tutto.
La dimostrazione sta nei fatti, quindi non posso essere smentito: avete chiesto un commissariamento a settembre 2015, una proroga a febbraio 2016 ed ora siamo qui a parlare di un'altra proroga.
E’ anche sintomatico e un po' sorprendente la giustificazione del Consigliere Busilacchi: “Proroghiamo perché aspettiamo l'esito del referendum”. Guardate, se io sono convinto che è una mia prerogativa gestire il diritto allo studio dei miei concittadini, dei miei ragazzi - altrimenti che stanno a fare le Regioni? Chiudiamole, se veniamo espropriati anche di questa funzione - voglio dare un segnale forte, voglio fare subito la legge, poi se vince il si potrò dire che la Costituzione mi ha espropriato di quello che secondo me era un grande diritto, quello di gestire il diritto allo studio della mia regione, dei miei concittadini, dei miei ragazzi, perché le specificità vanno rispettate. Non si può gestire il diritto allo studio a livello centrale, quando noi abbiamo una specificità territoriale diversa da Regione a Regione, anzi noi l'abbiamo diversa all'interno della nostra regione, perché i quattro Ersu erano nati proprio per questo, per tener conto della storia delle nostre Università e dei nostri territori.
E' chiaro questo? Allora dico il progetto è diverso, la legge facciamola subito!
Primo, fallimento del commissariamento degli Ersu. Non dovevano essere commissariati, si poteva continuare a dibattere tranquillamente su questo tema quando c'era una gestione ordinaria, oggi la gestione è commissariale, non si sa quello che succede e tutti sono scontenti, i Commissari, gli Atenei, gli studenti, tutti sono scontenti, e lo dimostra il fatto che nelle audizioni che abbiamo fatto, io ero presente in Commissione, non ho sentito una voce che asseriva positivamente questo percorso fatto.
La decisione di commissariare, questa voglia smaniosa di riformare, è stata presa dalla Giunta a settembre, appena eletta perché c'era quel vento dell'antipolitica che chiedeva riforme. Allora via, tutte riforme, accentriamo, vediamo, facciamo, purché si dica all'esterno che stiamo facendo qualcosa. Signori miei, quando si corre dietro il vento della protesta è un disastro, non si ragiona con equilibrio, non si ragiona nel modo migliore, non si ragiona serenamente e le cose non vengono fatte nel modo giusto.
Ripeto, oggi questa ulteriore proroga certifica un fallimento programmatico della Giunta, lo certifica, non si discute, perché da un anno a questa parte si potevano fare tutte le proposte di legge che volevate, anche perché riformare la 38 non era difficile, tutti hanno detto che la 38 non era una brutta legge, era una legge discreta, che andava adeguata ai tempi e sulla quale ci si poteva lavorare sopra. Il problema era l'armonizzazione e la standardizzazione dei servizi da dare ai nostri ragazzi, non si doveva fare chissà che cosa.
Guardate non lo dico io, lo dicono anche gli addetti ai lavori, se andate a prendere i verbali delle audizioni di tutti quelli che noi abbiamo audito, faccio fatica a trovare uno che abbia detto ok. Chi non era in I Commissione può andare a vedere le registrazioni.
In fondo che cosa è stato proposto? Sono molto preoccupato di quello che verrà fuori perché c'è una confusione incredibile. La Giunta ha presentato una sua proposta, il partito di maggioranza ne ha presentata addirittura un'altra, credo che lo stato confusionale su questo tema sia grandissimo, su un tema importante come il diritto allo studio, fondamentale! Due proposte di legge quasi in antitesi, fatte da chi? Dalla mano destra e dalla mano sinistra che non si parlano? A me sembra una cosa assurda, per poi arrivare a fare che cosa in questa proposta di legge?
Mi sono appuntato alcune considerazioni, alla fine della riforma, noi che dovevamo semplificare e rendere veloce e strutturalmente efficace questo nuovo ente, abbiamo un percorso fatto dalla Regione, dall’Erdis, dai Presidi territoriali, dai Consorzi e dagli Atenei.
Prima avevamo l'Ersu che gestiva tutto e che aveva un rapporto con l'Ateneo, ed il discorso era fatto.
Oggi se questa riforma andasse avanti in questo modo noi avremmo una cosa incredibile: Regione, Erdis, Presidi territoriali, che poi non si sa come funzioneranno, Consorzi e privati che, caro Consigliere Busilacchi, ci stanno. Finché c'è il PD tutto pubblico, ma qui entrano in gioco i Consorzi che fanno le convenzioni con gli Atenei e gestiscono i servizi, mentre prima i servizi li gestiva l'Ersu e quindi la Regione, poi i servizi saranno gestiti dai Consorzi, che non sono la Regione, non sono l'Ersu, non sono gli Erdis. Poi potete interpretarla come volete, la politica è bella per questo, ma qui ci sono i dati, i fatti.
Si parla del personale, personale che dall'Ersu passerà distaccato alla Regione, l'economia del personale non viene utilizzata per le borse di studio, cosa meritevole, significa che quel personale lì finisce ed alla fine chi gestirà tutta questa roba? I Consorzi, in futuro saranno i Consorzi a gestire tutto questo. Dopodiché io sono un liberista, per me l'impresa è qualcosa che va salvaguardata, non mi strappo i capelli, perché il privato funziona e funziona benissimo, però non mi si venga a dire: “Finché ci siamo noi siamo i paladini, i pretoriani del pubblico”, non è così, perché questa proposta di legge non va in questo verso. Ripeto, non va in questo verso!
Ho letto le vostre proposte di legge, signori, diritto allo studio non è soltanto il pasto, non è l'alloggio, non è solo il trasporto, diritto allo studio è l'orientamento al lavoro, l'orientamento alle scelte, è la formazione all'estero dei nostri ragazzi perché sennò se ne vanno dopo laureati e non tornano più, è questo. Non si vede nulla nella legge, non si parla di questo, sono anni che la Regione taglia i fondi, voi c'entrate poco, pure chi vi ha preceduto ha tagliato i fondi. Da questo punto di vista anche questo è diritto studio, fondamentale.
La governance, vogliamo riformare con un solo direttore che diventerà il re sole assoluto di tutto, con un solo revisore dei conti, e quando dovrà stabilire il riparto delle risorse sui 4 territori, chi lo controllerà? Farà tutto lui? Come fa a tenere i contati con i territori? Della gestione degli immobili, non se ne parla, chi gestirà questi immobili? I fondi per le manutenzioni, l'impossibilità degli Atenei o per lo meno di questa nuova struttura di utilizzare questi immobili anche, ad esempio, durante il periodo delle vacanze. Urbino fattura 800.000 euro in 3 mesi, ospitando i ragazzi che vanno in giro per il mondo, che vengono riversati sulla gestione degli immobili. Questo non si farà più? Che facciamo? Ci chiudiamo in un recinto? Non facciamo più nulla?
Del personale dell'Ersu ne ho già parlato.
Dico che se l'obiettivo era quello di standardizzare il servizio, non può essere il risparmio di pochi spiccioli del consiglio di amministrazione! Ormai diciamola tutta, non possiamo sempre parlare di risparmiare qualche spicciolo sul CdA. Il problema era un altro, la riforma andava verso l’omogeneizzazione, la standardizzazione dei servizi, non occorreva alcun grande marchingegno da mettere in piedi che, tra l'altro, non è stato ancora messo in piedi, dopo 14 mesi ancora non si vede un “barlume della fine”, adesso so che dobbiamo stare in stand by fino al 4 dicembre, poi il 5 dicembre faremo in fretta e furia una legge. Non ho capito se funziona in questo modo, quindi noi fino adesso in Commissione abbiamo scherzato, siamo stati lì, non sapevamo che il referendum ci sarebbe stato a fine anno. Sono fermamente convinto che avremmo dovuto fare diversamente. Un segnale fortissimo sarebbe stato fare una bella legge e se dal 5 non saremo più competenti avremmo potuto sempre dire: “Noi l'abbiamo fatta, adesso vogliamo vedere cosa sa fare il Governo, il Ministro, la pubblica istruzione, la ricerca scientifica”. E’ una cosa assurda quello che stiamo facendo.
Se la Regione fosse stata in grado di ascoltare i territori, di prendere le informazioni giuste e di armonizzare tutto quello che i quattro Ersu davano, modificare la 38 sarebbe stato semplicissimo. Non occorreva fare tutto questo stravolgimento facendo arrabbiare tutti, i sindacati per il personale, gli Atenei, che non vogliono sentire di fare le convenzioni con i Consorzi. Ma quando mai gli Atenei hanno fatto le convenzioni con i privati per gestire il trasporto, la mensa e quant'altro? Gli Ersu hanno un know-how che l'Ateneo non ha, ma non lo devo dire io, alla fine di tutta questa storia, questa riforma a cosa serve? Serve per creare una scatola vuota perché fatte le convenzioni l'Erdis che sta a fare? Non serve, perché il personale è passato agli Atenei, quindi non serve più, ha soltanto una funzione di controllo, ma per controllare mica ci vuole un ente!
Nel momento in cui il percorso è finito e l'Ateneo fa la convenzione con i Consorzi per gestire tutti i servizi, che ci sta a fare l'Erdis? Chiudiamolo, tanto è vero che il personale lo perderà, perché Regione/Ersu/Atenei, poi non c'è più il turn over perché la legge dice che in qualche modo i risparmi verranno impiegati per le borse di studio, meritevole la finalità, ma procedimento abominevole, perché significa che il personale non c'è più, quindi credo che questa cosa sia stata un disastro, 12 mesi di nulla.
Mi auguro che si possa continuare, fin da domani, di nuovo, a discutere questa proposta di legge perché prima del 4 dicembre la mia aspirazione, il mio desiderio, so che non conta nulla, sarebbe quello di portarla a casa prima del referendum, anche se il referendum non sposterà nulla perché vincerà sicuramente il no.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Vorrei entrare nel merito del testo della legge che stiamo discutendo, ho ascoltato il dibattito e sono state dette tante cose, portate tante argomentazioni nel merito di una legge che non stiamo discutendo oggi.
Ho sentito parlare del personale, dei consorzi, del Direttore, ho sentito parlare di tante questioni, ma non è quello di cui stiamo discutendo oggi.
La preghiera ai colleghi è quella di stare nel merito dell'oggetto che stiamo discutendo, questo dibattito lo faremo nel merito, a breve, perché sono convinto che arriveremo a breve all’esame di questo testo di legge che sarà il frutto del lavoro che la Commissione farà in sede referente.
Il Presidente della I Commissione ha fatto un ottimo lavoro, tra l'altro, d'accordo con tutti i componenti della Commissione, sono state ascoltate tutte le parti sociali, sindacati, studenti, rettori, commissari, il direttore, sono stati ascoltati tutti.
I sindacati sono stati ascoltati in più occasioni, l'ultima volta in Commissione addirittura c'erano anche i rappresentanti delle Rsu degli Ersu dei quattro Atenei delle Marche.
Parliamoci chiaro, mi spoglio dal ruolo di Vicepresidente e parlo come componente della I Commissione, dovevamo fare un lavoro raffazzonato in fretta e furia da portare in discussione in Aula o un lavoro serio perché ci stanno a cuore gli Atenei, ci stanno a cuore i servizi agli studenti? Stiamo parlando dei servizi agli studenti, quindi, dopo il lavoro che è stato fatto di ascoltare tutti, dovremmo cominciare dalla prossima seduta a mettere mano al testo e sarà la proposta di legge della Giunta per il testo base per la parte iniziale del lavoro.
Oggi la proposta di legge della Giunta è nelle mani della Commissione che potrà elaborarla, speriamo migliorarla, tenendo conto di tutte le proposte di legge che ci sono, perché c'è la proposta del PD, c'è la proposta del Movimento 5 Stelle, e non c'è la spaccatura che viene detta, che la maggioranza non si mette d'accordo, ci sono proposte diverse. Negli anni passati sono state fatte, credo, 13 o 14 proposte di legge e non si è arrivati a capo di nulla.
Credo che la I Commissione sia in grado di arrivare ad una sintesi del lavoro che è stato fatto fino ad ora, ascoltando tutti quanti e cerando di tenere conto di tutti gli elementi positivi e di portarli alla fine in un testo unificato che tenga conto degli elementi positivi della proposta di legge della Giunta che, come dicevo, è il testo base tenendo conto anche di tutto il resto del contesto.
Oggi dipingere all'opinione pubblica che il rinvio è dovuto al fatto che il PD non si mette d'accordo è una bugia, permettetemi di dirlo, perché il Consigliere Maggi, che è il capogruppo del Movimento 5 Stelle e che fa parte della Commissione, sa, ne ha dato atto anche in Commissione, che è stato fatto un lavoro serio e per portare in Consiglio una proposta di legge seria da votare ci vuole il tempo. Anche perché da una parte c'è il tema del personale, dall'altra c'è chi dovrà gestire i servizi, dall'altra ancora ci sarà il modello della carta dei servizi a livello regionale, il tema delle tariffe, il tema degli immobili, delle manutenzioni ordinarie, delle manutenzioni straordinarie, delle economie - qualora si dovessero verificare - e come utilizzarle rispetto ai servizi oppure rispetto alle sostituzioni del personale.
Credo che noi dovremmo avere a cuore due cose, il tema del diritto allo studio e il tema dei servizi che devono essere dati agli studenti al meglio, nelle migliori condizioni possibili, servizi di qualità e possibilmente ai costi più bassi possibili. Mentre si sta facendo la polemica che non c'è una proposta, non si riesce a portare una proposta perché siamo divisi, nessuno ha detto che la Giunta regionale ha stanziato nell'ultimo bilancio 9 milioni di euro, 3 milioni all'anno, dando continuità al finanziamento per i prossimi 3 anni per i servizi agli studenti. Qui non lo ha ricordato nessuno, ma bisogna ricordarlo. Il Presidente della I Commissione lo sa bene, l'Assessore all'istruzione e l'Assessore al bilancio sanno bene che sono stati stanziati nell'ultimo provvedimento 3 milioni x 3, 9 milioni di euro, per dare certezza ai servizi per gli studenti e questo credo che sia un dato certo.
Ritengo che la riforma debba essere fatta, bisogna arrivare alla sintesi migliore cercando di prendere tutte le parti positive che ci sono nei testi di legge e questo è il lavoro che la Commissione inizierà a fare dalle prossime sedute.
Non c'è stata perdita di tempo, la Commissione ha lavorato, sono state fatte diverse sedute, abbiamo ascoltato tutti, come giustamente ha ritenuto doveroso fare il Presidente Giacinti, proprio perché è un tema delicato era giusto ascoltare tutti, dopo che tutti sono stati ascoltati, auditi, spetta alla politica fare la sintesi, però è giusto avere tutti gli elementi. Credo che gli elementi oggi ci siano, per cui precostituire questioni: il personale trattato come pacchi, la mancanza di trasparenza, lo stato confusionale, il fallimento dei commissariamenti, i Consorzi, … oggi non stiamo discutendo di questo, oggi stiamo discutendo della proroga al 31 gennaio dei commissariamenti per consentire alla Commissione di elaborare non di corsa e nottetempo un testo che sia adeguato alle esigenze degli Atenei e soprattutto degli studenti che sono gli allievi dei quattro Atenei delle Marche, cercando di dare una risposta corrispondente, ma soprattutto cercando di fare in modo che la riforma porti servizi adeguati, servizi di qualità e possibilmente a costi il più bassi possibile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Il mio intervento sarebbe quasi assorbito da quello del Vicepresidente Minardi che mi ha preceduto, però non posso che ribadire, repetita iuvant, questo concetto: noi oggi discutiamo una proposta di legge che è quella presentata a mia firma per arrivare al 31 gennaio perché come Presidente della Commissione mi sono sentito di prendere un ulteriore tempo, per i motivi che ho detto prima, e arrivare con un tempo più congruo ad elaborare un testo che sappiamo bene essere molto rilevante, perché tocchiamo un tema e una riforma molto importante.
Qui si è strumentalizzato il tutto e si cerca, come è stato detto ampiamente, di mischiare un po' le due tipologie di proroghe.
La prima proroga, quella che ci chiesero a suo tempo l'Assessore Bravi e la Giunta, serviva per avere contezza di una tematica molto complessa. Quando si va ad affrontare una riforma come quella del diritto allo studio non può essere fatta senza avere contezza dei temi e delle tematiche che si vanno ad affrontare, quello però è un tipo di proroga che è stato necessario alla Giunta per elaborare la sua proposta di legge, una proposta di legge che unitamente ad altre due è pervenuta in Commissione, ma oggi stiamo discutendo della proroga che il Presidente della Commissione ha chiesto per poter avere più tempo per mettere insieme tutti questi tasselli ed elaborare il testo definitivo.
Parliamo di questo, poi capisco che strumentalmente, da un punto di vista politico, si possono mescolare le varie questioni al fine ognuno di trarre il proprio beneficio o tornaconto.
Un'unica cosa voglio dire una volta ribadito e chiarito che parliamo di una proposta di legge che ha ad oggetto una semplice proroga di due mesi e mezzo, per avere il tempo necessario all'elaborazione del testo finale, parleremo di diritto allo studio.
Con questa legge cosa vogliamo fare? Forse viene dimenticato troppo spesso, rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la parità di accesso agli studi superiori, questo è il vero senso di una riforma del diritto allo studio, invocata, come ho detto prima, da tutte le parti che abbiamo ascoltato, tutti la vogliono, magari non sanno precisamente attraverso quali strumenti giuridici più congeniali e più congrui, questo è il vero senso.
Al termine di questa proposta, me lo auguro e lo auspico come Presidente della Commissione, dovremmo giungere ad un testo che migliori il diritto allo studio, ovvero rimuova meglio tutti quegli ostacoli di ordine sociale, economico, che di fatto limitano la parità di accesso al diritto agli studi superiori, agli studi in generale.
Questo è il vero senso e la vera filosofia di questa riforma che sono stati smarriti. Capisco che nel dibattito politico è comodo far si che le proroghe siano intese in senso dilatorio. I testi, seppur molteplici, sono 3, non ci sono solo quelli del gruppo del PD e della Giunta, c'è anche la proposta del Consigliere Fabbri che ha pari dignità delle altre. Questo non significa strumentalizzare al fine di dire che c'è contrasto fra le varie proposte, forse c'è una filosofia diversa per giungere alla stessa finalità che, ripeto, è quella di migliorare il diritto allo studio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie. Un piccolo intervento perché, come si diceva, non è questa la sede per parlare di un argomento così forte che avrà la sua discussione in un intero Consiglio. Penso che ci vorrà un Consiglio intero per questa cosa, non lo so, però non posso esimermi dal dire tre cose che mi stanno a cuore.
La prima, riprendo il Consigliere Maggi, siccome io sono socratica vado avanti con il metodo della democrazia e ne sono orgogliosa perché credo, e lo dico senza fare battute che sforano il consesso, che quello che manca alla politica è il confronto. Io che vengo dal mondo della scuola ho continuato con il mio metodo, costi quel che costi, ed ho visto che cosa significa l'eccesso di democrazia, significa che di fronte ad una questione difficile come l'Ersu si parla, si dice, si dice il contrario di quello che si è affermato la settimana prima, ma ci sta dentro tutto, non mi scandalizza, perché grazie a Dio prendo appunti per non avere poi la memoria corta e questa cosa del metodo democratico mi piace, lo rincaro ancora e sono orgogliosa di avere avuto la possibilità di farlo per un anno e passa e non da sola, e questa è la prima.
Seconda cosa, quello che voi avete detto oggi è oggetto della riflessione, della bozza della Giunta e anche delle altre due bozze che vengono prese in considerazione.
Vorrei chiudere con un terzo punto che mi sta a cuore e ringrazio il Presidente Giacinti che ha proposto questa proroga, perché quando ho iniziato ho detto: “6 mesi per stare larga”, poi altri 6 mesi per stare normale, adesso facciamo altri 2 mesi per stare stretta, (…) Non lo so Consigliere Maggi, a me non interessa la modalità, a me interessa una cosa fondamentale, che la riforma non venga messa nel cassetto come le altre 14. Punto! Questo costi quel che costi, allora perché la proroga? Per un motivo molto semplice, perché l'argomento è complesso e quando uno strada facendo si rende conto che la strada non gli basta ed ha bisogno di altro, deve avere l'umiltà di dirlo, senza dietrologie.
Ringrazio il Consigliere Giacinti che ha chiesto la proroga perché ci permette di quagliare il tutto, però devo essere sincera proroga o non proroga la riforma va avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per la dichiarazione di voto, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Ci sarà occasione per discutere spero della riforma, anzi no, e vorrei soltanto dichiarare il mio voto contrario all'Assessore perché sinceramente comincio ad essere un po' spaventato dal modus operandi, infatti ha chiuso il suo intervento dicendo: “La riforma costi quel che costi”. Comincio ad essere preoccupato di questo costi quel che costi perché comincia a costare troppo.
Stiamo attenti, se non ci riuscite non la fate Assessore, perché, per come avete cominciato la legislatura sulla materia del diritto allo studio e per come si sta arrivando, secondo me, l'impronta riformista di questa maggioranza è qualcosa che sfiora il tragicomico. Avete fatto due riforme per cambiare il nome, dandogli un nome virulento che adesso diventerà una malattia, Erdis, non so come lo chiamerete alla fine quando finirà il pacchetto, avete tutti contrari.
Sono profondamente contrario anche a questa proroga perché è il segnale evidente che non sapete cosa state facendo e il fatto che si debba fare costi quel che costi è qualcosa che lascia il mondo accademico, e questo ve lo garantisco, molto preoccupato. Se non ci riuscite non fate questa riforma perché, tutto sommato, lì ci sono realtà e anche istituzioni che esistono dal 1.500, che tutto sommato campavano bene anche prima che arrivaste, cioè ci sono gestioni collegiali che funzionano, come Urbino, l'ha ricordato prima il Consigliere Celani, che ha un suo valore turistico di accoglienza. Questa cosa che state mettendo in piedi ha il nome di una malattia virale, rischia di diventare poco più di una stazione appaltante, state attenti a quello che fate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Brevemente. Non mi soffermo sui punti di questa legge, il richiamo del Vicepresidente Minardi mi sembra doveroso, ma su questa proroga.
Noi votiamo contro perché, Assessore, dopo un anno di audizioni ci aspettavamo che una sintesi ci fosse e che la Commissione non dovesse trovarsi a dipanare forze contrarie così agguerrite. Pensavamo che ci fosse da fare un lavoro di limatura per cui la Commissione si sarebbe impegnata in questo senso, ma la Commissione si trova, credo di interpretare anche il pensiero degli altri Commissari, in una situazione difficile perché le opinioni sono divergenti, molte opinioni sono divergenti.
Per quanto riguarda quello che ha detto il Consigliere Busilacchi: si deve arrivare alla proroga che oltrepassi il referendum - il dato è incontrovertibile, per carità! - per cui al 31 di gennaio ci troveremo già con una normativa vigente, ma se passa il no la legge che sta preparando l'Assessore e la Giunta avrà pieno titolo, se passa il si la Regione avrà pochissimo potere e noi scalderemo molto le sedie, ma sul diritto allo studio la Regione avrà una funzione di promozione, allora quale legge efficace faremo quando la Regione avrà una funzione di promozione?
Cerchiamo di impegnarci, come diceva il Consigliere Celani, noi siamo convinti che passerà il no, in una buona legge, per questo noi stiamo dando il nostro impegno nella Commissione, continueremo a farlo per dare concretezza e contenuti ad una nuova riforma del diritto allo studio, però sulla metodologia, su quello che ci ha portato fino adesso, siamo fermamente contrari per cui voteremo contro questa ulteriore proroga.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Forza Italia è contraria a questa proposta di legge, la n. 86, relativa alla proroga anche perché il problema è molto semplice: sono arrivate in Aula due proposte di legge della maggioranza, noi continueremo a fare il nostro lavoro in Commissione, nel miglior modo possibile, ma dobbiamo dire che le difficoltà che abbiamo riscontrato sono notevoli e molteplici e l'hanno riferito e ribadito più volte coloro che sono venuti in audizione, dai Rettori, ai Direttori, agli studenti.
A questo punto dovete prendere atto che queste proroghe, che avete voluto in un anno, da settembre 2015 ad oggi, non hanno prodotto quasi nulla, perché siamo ancora al punto di partenza, con due proposte di legge della maggioranza e una della minoranza, che sono arrivate in Commissione, noi prenderemo in considerazione quella della Giunta però considereremo anche quelle dei Consiglieri. E' veramente imbarazzante quello che è accaduto nella maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Per annunciare il voto contrario di Fratelli d'Italia ad una proposta di legge che, è vero come ha detto qualcuno, è semplicemente una proroga, ma sono assolutamente contraria a chi ha sostenuto in questa sede che il dibattito non ci dovesse essere.
Credo che prima di valutare la proroga in sé andrebbero sviscerate le reali motivazioni di questa proroga e dietro questa nuova volontà di prorogare c'è indubbiamente una difficoltà politica della maggioranza a mettersi d'accordo su due proposte differenti.
C'è inoltre un lungo percorso, a questo punto ci troviamo in Commissione, ad un anno dalla prima proroga, con moltissime audizioni che hanno trovato fondamentalmente una contrarietà generale a 360°, rispetto alla proposta posta dalla Giunta.
Un'evidente difficoltà di questa maggioranza nel deliberare su un tema molto importante perché, forse, vengono inserite altre idee ed altre motivazioni che, in realtà, forse con il diritto allo studio hanno ben poco a che vedere.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Il mio voto, mi sembra si sia capito, è contrario, fermamente contrario, però mi preme fare qualche piccola riflessione rispondendo anche ai colleghi.
Vicepresidente Minardi, se dovevamo stare qui soltanto a discutere proroga si, proroga no, dell'articolo 1 di questa legge, in modo asettico, credo che il voto, se non c’era dibattito politico, potevamo esprimerlo anche per corrispondenza. Ma dietro ad ogni legge c'è una motivazione politica e noi siamo qui per questo, dietro non solo ogni articolo, ma dietro ogni parola, c'è una motivazione politica e il nostro obiettivo è quello di discernere sulle motivazioni politiche per capire il percorso da fare.
E' naturale che il dibattito vada in questo verso. E’ naturale! Non ci si può chiedere di votare una proroga senza uno straccio, anche per iscritto, di motivazione.
Apprezzo anche che qualche collega abbia cercato di dare qualche giustificazione, il Consigliere Busilacchi ha detto che occorre aspettare, legittimo il suo pensiero, io la penso in modo diverso e l'ho detto. L'Assessore dice che occorre ascoltare, confrontarci, sono convinto che sia il metodo migliore per fare politica, però Assessore sono trascorsi quattordici mesi, lei adesso mi dice che è finito, però vada a riprendere gli interventi di settembre 2015, non era così, ognuno si prenda la sua piccola parte di responsabilità.
Dopo 14 mesi, andiamo alla proroga e questa legge la faremo sicuramente a gennaio 2017, dopo quasi due anni, non è corretto dire questo, significa che in 14 mesi non si è stati in grado di confrontarsi, di ascoltare, di armonizzare quello che perveniva dagli Ersu, di coordinare tutto quello che hanno detto gli Ersu, in 14 mesi si poteva fare tutto.
Poi, ripeto, sono fermamente convinto che non occorreva nemmeno mettere in piedi questo ambaradan, non entro nel merito perché tra l'altro non mi appassionano, chi mi conosce politicamente lo sa, le diatribe all'interno del partito di maggioranza perché mi bastano le nostre, quindi dire che c'è antitesi tra la proposta di Giunta e il partito di maggioranza non mi interessa, nessuno però può vietarmi di rivelarlo, ripeto, non è che ci ficco il dito, né giro il coltello, però dico, e l'hanno detto tutti, che modificare la legge 38 …, dopo tutto molti hanno detto che era una buona legge, io dico che è una discreta legge, perché teneva conto della specificità dei territori. Oggi sono preoccupato perché ho sentito, ho audito e sono stato a sentire in Commissione questo percorso di confronto, Assessore, iniziato un mese fa, non iniziato 13 mesi fa, forse anche meno 20 giorni fa, quindi sono molto preoccupato di questo andazzo e, se andrà così, di questo complesso unico che non so come gestirà i territori, come arriveranno le istanze del territorio, chi deciderà per i territori, chi controllerà sui territori, cosa faranno gli Atenei, cosa faranno i Consorzi. Se poi la legge sarà un'altra significa che in 14 mesi avete scherzato e noi siamo stati a sentire, perché se adesso il Consigliere Minardi dice che non stiamo discutendo la legge, quando queste proposte di legge ci sono già, significa che a questo punto saremo chiamati fra 15 giorni in Commissione a discutere di qualcos'altro e questa discussione che oggi abbiamo fatto in Aula è servita a qualcosa, per questo voto no alla proroga.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Approfitto di questo intervento, anche se fuori tempo, per ricordare Ermanno Pupo che era un mio concittadino stimato da tutta la popolazione.
In merito a questa proposta di legge sono venuto con lo spirito di ascoltare senza preconcetti, perché la proposta di proroga in sé, che viene dal Presidente della Commissione, che chiede più tempo per ragionar e far bene, sembrerebbe anche accoglibile e razionale, però voterò no per due ordini di motivi.
Il primo è che sin da subito questo commissariamento non mi aveva mai convinto, a settembre votai contro.
I motivi del commissariamento lei li spiegò a quel tempo, alcuni dissero che non erano quelli, ma altri. Io non mi voglio concentrare sulla motivazione, ma sull'efficacia, ci si aspetta che se uno fa un atto così forzoso come quello di commissariare un ente faccia in fretta. Non si può pensare che questo Commissario stia lì per più di un anno. I tempi, a mio modo di vedere, sarebbero dovuti essere più corti, bisognava intensificare i lavori e cercare di arrivare ad una sintesi in tempi celeri, quindi questa proroga non è altro che, ahimè - Assessore sa che io ho molta stima di lei - la certificazione di un’inefficienza che c'è stata, di un lavoro che si sarebbe potuto fare meglio.
Nel dubbio poi le parole del Consigliere Busilacchi mi hanno convinto a votare no, perché quando uno dice che vuole aspettare il referendum, quasi aspettando che il Governo tolga le castagne dal fuoco alla Regione, per una legge che appare di difficile realizzazione, difficile da mettere in piedi, auspica quasi che il referendum, vincendo il si, tolga questa castagna dal fuoco alla Regione. Sinceramente è un discorso che non posso accettare, perché io rivendico con forza ai quattro venti l'autonomia della Regione Marche, rivendico con forza ai quattro venti il diritto di decidere su temi importanti come quello dell'istruzione. Sono favorevole affinché la Regione Marche si impegni a fare una legge dopodiché, nel caso in cui vincesse il si, il Governo si dovrà assumere la responsabilità di modificare quella che noi abbiamo ritenuto essere una riforma giusta. E' una cosa contraria, noi abbiamo il dovere e la responsabilità di fare questa riforma per i cittadini marchigiani e sarà poi il Governo se vorrà - penso che vinca il no, però nel caso vincesse il si - a dover modificare questa legge che un’Assemblea democraticamente eletta ha ritenuto di approvare.
Per queste due motivazioni voterò no. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Abbiamo ascoltato in Aula questa discussione ed è stato detto che diversi Consiglieri sono andati fuori argomento rispetto alla legge che si deve discutere e votare.
Credo che queste affermazioni vadano rispedite al mittente perché la palla da giocare ce l'ha avuta la maggioranza e in questo periodo, di circa un anno, non è riuscita a presentare una proposta di legge, perché il problema vero, signori Consiglieri, sta nella proposta di legge che è arrivata in Commissione. Questo è l'argomento politico!
Come dice il Consigliere Maggi, va dato atto alla I Commissione dell'impegno messo su questo argomento, ma i lavori sono partiti da una proposta di legge che nel confronto con il mondo del lavoro, con i lavoratori, con le Università, con gli stessi Commissari, non è stata minimamente accettata, non è stata accettata in niente. La Commissione deve riscrivere la legge per intero. Questo è il problema vero!
Consigliere Minardi, come si fa a non parlare di questo problema che è un problema politico? Questo è la discussione che stiamo facendo, al punto tale che, questa mattina, sapete di non avere nemmeno la maggioranza per approvarla. Questa è la verità! Ma che film abbiamo visto? Questa è la situazione e adesso vi chiedo di verificare il numero legale.
Avete 16 Consiglieri compreso il sottoscritto ed io chiedo la verifica del numero legale.
Presidente, siccome lei è una persona molto intelligente, saprà che siamo interessati ad una riforma seria, questa è la verità, ha capito? A lei è arrivata una proposta di legge e di tutte le persone che avete audito nessuna vi ha detto che andava bene, questa è la verità!
Presidente Mastrovincenzo chiedo la verifica del numero legale. Grazie

PRESIDENTE. Va bene, accolgo la richiesta. Verifica del numero legale.
Presenti 14,
Assenti 18,
il numero legale non c'è.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,40.

 

 
 
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