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Resoconto della seduta n.44 del 18/10/2016

SEDUTA N. 44 DEL 18 OTTOBRE 2016

La seduta inizia alle ore 10,30

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 44 del 18 ottobre 2016. Do per letto il processo verbale della seduta n. 43 dell'11 ottobre, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
- n. 87 in data 12 ottobre, ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, concernente: “Tutela dei litorali marini, dei varchi costieri e salvaguardia dei loro ambiti di percezione”, assegnata alla III Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera b) della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15, nonché trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
- n. 88 in data 17 ottobre, ad iniziativa del Consigliere Fabbri, concernente: "Istituzione dell'unità regionale per l'acquisto di energia elettrica e gas (URAE)", assegnata alla II Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15, nonché trasmessa alle Commissioni I e III per l'espressione del parere di cui all'articolo 68 del Regolamento interno;
è stata presentata la seguente mozione:
- n. 182 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia, concernente: "Proposta di integrazione dell'allegato 1 al decreto legge del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 ottobre 2016 - inserimento nel cosiddetto cratere dei Comuni marchigiani che hanno subìto danni a seguito del terremoto del 24 agosto 2016".
Comunico, inoltre, che il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 30 settembre, le seguenti leggi regionali:
- n. 21 "Autorizzazioni e accreditamento istituzionale delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati e disciplina degli accordi contrattuali delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati";
- n. 22 "Intervento di sostegno e di valorizzazione delle cultura musicale, della tradizione e della produzione della fisarmonica";
- n. 23 "Modifica alla legge regionale 24 marzo 2015, n. 9 "Disposizioni in materia di prevenzione, diagnosi precoce e cura del diabete mellito".

Interrogazione n. 202
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Stazione Unica Appaltante della Regione Marche (SUAM)”

Interrogazione n. 293
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Suam”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 202 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia e l'interrogazione n. 293 del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Rispondo come già annunciato in sede di capigruppo all'interrogazione con degli appunti.
Rispetto alle incombenze che le sono state attribuite dalla legge regionale istitutiva n. 12/2012, dalla deliberazione della Giunta regionale costitutiva n. 1670/2012 e dalle deliberazioni della Giunta regionale di programmazione degli acquisti, alla SUAM sono pervenuti a tutt'oggi i seguenti tre progetti:
Fornitura di aghi e siringhe (azienda capofila: INRCA)
La procedura si compone di 96 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 22.207.000 euro.
Allo stato attuale:
- risultano aggiudicati definitivamente 38 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 6.634.000 euro e un importo complessivo di aggiudicazione pari a 4.931.000 euro con una economia di 1.703.000 euro (pari al 25,67%);
- risultano aggiudicati provvisoriamente (nel senso che sono in corso i sub procedimenti di verifica delle offerte potenzialmente anomale) ulteriori 38 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 13.320.000 euro per un importo complessivo di aggiudicazione pari a 4.712.000 euro con una economia di 8.608.000 euro (pari al 64,62%);
- non risultano aggiudicati 20 lotti (per assenza di offerte, per offerte irregolari e per offerte non rispondenti alle esigenze del Servizio sanitario regionale) per un importo complessivo a base di gara pari a 2.251.000 euro.
Antisettici e disinfettanti (azienda capofila - AO Ospedali riuniti di Ancona)
La procedura si compone di 30 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 2.737.000 euro.
Tutti i 30 lotti sono stati definitivamente aggiudicati per un importo complessivo pari a 1.609.000 euro con una economia di 1.128.000 euro (pari al 41.2% dell'importo complessivo dei 30 lotti a base di gara).
Cancelleria e toner (azienda capofila: ASUR)
La procedura si compone di 4 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 9.317.000 euro.
La gara viene gestita interamente in maniera telematica utilizzando in maniera gratuita la piattaforma "CONSIP-MEF".
Allo stato attuale è in corso il sub procedimento di verifica dell'ammissibilità tecnico-amministrativa delle offerte pervenute.
Fornitura a noleggio e gestione full-service di presidi antidecubito (azienda capofila: Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord
La procedura si compone di 4 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 7.068.000 euro.
La SUAM con avviso pubblicato in data 10 settembre 2016 ha avviato una consultazione preliminare di mercato ai sensi dell'articolo 66 del decreto legislativo n. 50/2016 (nuovo codice dei contratti pubblici). L'avviso è stato altresì pubblicato sul profilo del committente della SUAM, sul sito della Regione Marche istituito ai sensi del D.M. n. 20/2001 e sulla specifica sezione dei siti istituzionali degli enti committenti.
I contributi devono pervenire entro il 31 ottobre 2016 (a mezzo PEC o a mezzo posta elettronica istituzionale).
Gestione del servizio CUP unico interaziendale regionale
La procedura si compone di 2 lotti per un importo complessivo a base di gara pari a 16.825.000 euro.
La SUAM sta provvedendo all'esame degli elaborati pervenuti e sta predisponendo la pubblicazione di un avviso di consultazione preliminare di mercato ai sensi dell'articolo 66 del decreto legislativo n. 50/2016.
Attività della SUAM quale soggetto aggregatore
La SUAM, oltre alle incombenze che le sono state attribuite dalla legge regionale istitutiva n. 12/2012 e dalla deliberazione della Giunta regionale costitutiva n. 1670/2012, è stata individuata, con deliberazione di Giunta regionale n. 1461 del 22 dicembre 2014, anche come soggetto aggregatore di cui all'articolo 9 del decreto legge n. 66/2014 convertito in legge n. 89/2014.
Con decreto del Dirigente del Servizio sanità della Regione Marche n. 48/SAN del 22 luglio 2016 sono stati costituiti i gruppi tecnici di progettazione relativi alle seguenti procedure programmate nell'ambito dell'attività dei soggetti aggregatori da avviare entro l'anno 2016: farmaci, vaccini, protesi d'anca, medicazioni generali, defibrillatori, pace-maker, servizi di ristorazione, servizi smaltimento rifiuti sanitari, manutenzione immobili e impianti, ausili per incontinenza ospedalieri e territoriali), servizi pulizia per enti del Servizio sanitario regionale, servizi lavanderia per enti del SSR per un totale 974.000.000 di euro.
Poi Consigliere Zaffiri le farò avere questi appunti per sua comodità, perché se leggo tutto ci vuole molto più tempo.
La SUAM, ricevuto il suddetto decreto di costituzione dei gruppi di progettazione, ha immediatamente convocato i singoli gruppi.
Tutti gli incontri sono stati svolti così come programmato.
Tutti i gruppi di progettazione hanno lamentato la ristrettezza dei termini assegnati alla luce sia della complessità ed onerosità dell'acquisizione dei dati di fabbisogno, sia del particolare periodo dell'anno (mese di agosto).
I gruppi di progettazione hanno, altresì, evidenziato la necessità di avere un riferimento nell'ambito dell'ente di appartenenza per la definizione di quegli aspetti progettuali che alla componente tecnica associano anche una componente amministrativa.
I gruppi di progettazione hanno, comunque, assicurato la piena disponibilità ad avviare e proseguire l'attività progettuale conferita.
Per quanto riguarda la categoria "farmaci", il progetto è stato avviato e, in particolare, sono stati redatti l'elenco delle integrazione dei farmaci per il quale è stato richiesto a CONSIP l'inserimento nella piattaforma SDAPA, lo schema tipo su cui inserire i fabbisogni. E stato, inoltre, integrato lo schema di capitolato tecnico e d'oneri già predisposto da CONSIP. E' in corso l'acquisizione del fabbisogno.
Analoga situazione caratterizza la categoria "vaccini".
Relativamente alle categorie "defibrillatori" e "pacemaker", è stato concordato un incontro SUAM/progettisti per il prossimo 19 ottobre per arrivare ad una formulazione finale.
Per la categoria "medicazioni generali", anch'essa da gestire tramite la piattaforma SDAPA, il coordinatore del gruppo ha chiesto agli altri componenti di individuare le necessità dei rispettivi POR, indicando il quantitativo annuale presunto, la tipologia con le diverse misure, il prezzo di acquisto e tutte le informazioni utili ritenute necessarie. Tali dati dovrebbero essere disponibili entro il 15 ottobre per poter procedere all'elaborazione finale - ovviamente è stata redatta qualche giorno fa.
Su iniziativa del dirigente del Servizio sanità della Regione Marche è stato fissato per il prossimo 18 ottobre (oggi) un incontro con tutti i coordinatori dei gruppi di progettazione delle categorie merceologiche il cui termine di adempimento dell'incarico conferito era stato stabilito per il 15 settembre 2016.
Organizzazione della SUAM
Il processo organizzativo della SUAM finalizzato a far fronte alle programmate esigenze di acquisto degli enti del servizio sanitario regionale si è completato il giorno 3 ottobre 2016. Allo stato attuale l'organico della SUAM è costituito dal direttore e da 21 unità così articolate:
 2 unità con qualifica dirigenziale in posizione in distacco dall'Asur;
 9 unità appartenenti al profilo professionale D di cui 6 in distacco dal Servizio sanitario regionale e 3 dipendenti della Regione Marche;
 8 unità appartenenti al profilo professionale C di cui 6 in distacco dal Servizio sanitario regionale e 2 dipendenti della Regione Marche;
 2 unità appartenenti al profilo professionale B entrambi dipendenti della Regione Marche.
Da questa risposta, Consigliere Zaffiri, lei ovviamente può dedurre anche la risposta analitica al punto 4 sugli eventuali risparmi, i risparmi non eventuali che si sono verificati che io poc'anzi le ho esposto. Le consegnerò questo breve appunto che credo possa essere utile per soddisfarla della risposta.
Per quanto riguarda invece i punti 5 e 6, il dibattito sulla Macroregione si concentra oggi sulla possibile e auspicabile creazione di accorpamenti di Regioni – ovviamente il tutto è un po', secondo me, condizionato all'esito del prossimo referendum costituzionale - che siano consoni a territori con vocazioni più o meno simili che si integrino tra loro per la vicinanza e collocazione geografica. L'obiettivo è raggruppare territori che hanno comuni origini storiche e culturali che si sono solidificate nel tempo mettendo a frutto la loro storica dotazione di virtù civiche espressa nel valore delle arti, nell'identità del paesaggio, dell'artigianato, dell'organizzazione agraria e delle organizzazioni sociali e del tessuto economico.
II 16 giugno 2016, a Bruxelles, i Presidenti delle Regioni Marche, Toscana e Umbria hanno firmato un Protocollo d'intesa per rafforzare la collaborazione e il coordinamento delle politiche di comune interesse nei confronti dell'Unione e dello Stato.
Già a fine di ottobre, a Perugia, i tre Governatori si sono incontrati e hanno già posto le basi per iniziare a parlare con una "lingua comune", cominciando dai servizi da farsi insieme e dalla rappresentanza in Europa.
L'intesa ovviamente riguarda tutto il corso di questa legislatura regionale e questa intesa verrà sviluppata nell'ambito dei progetti di cooperazione internazionale, della promozione del brand delle tre Regioni, degli strumenti di incentivazione per le imprese, della promozione e sostegno dell'occupazione giovanile, delle rispettive aree interne.
Oltre all'unificazione delle sedi di rappresentanza presso la Commissione europea, l'accordo punta a realizzare una o più centrali uniche di risposta (numero unico di emergenza europeo 112) e una comune gestione delle modalità operative del soggetto aggregatore unico (centralizzazione degli approvvigionamenti).
Sono previste collaborazioni nei settori della sanità e welfare, tutela del paesaggio, sviluppo economico, formazione e lavoro, infrastrutture, cultura e turismo, gestione dei fondi europei, riforma e riqualificazione della pubblica amministrazione.
L'Accordo verrà realizzato attraverso il coordinamento politico, gruppi tecnici di lavoro interregionali, attività congiunte.
Consigliere Zaffiri le consegno questi appunti non inseriti in modo organico e spero di essere stato sufficientemente esaustivo, considerate l'entità delle questioni da lei poste.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore. Per quanto riguarda l'incarico che lei svolge in questa amministrazione, in questa legislatura, non posso che prendere atto che questa è stata una risposta positiva, però voglio far riflettere l'Aula ed evidenziare che se questa società fosse entrata in vigore nel 2012, perché questo è il problema Assessore, con un governo regionale formato dalla maggioranza del Partito Democratico, questo è l'aspetto politico, non sarebbero stati questi i dati, in percentuale, relativi al denaro derivante dai risparmi sugli appalti, sarebbe stata una cifra molto più corposa.
Questo è il problema politico e credo che la stessa maggioranza che ha presentato un'interrogazione a firma del Consigliere Busilacchi ha a suo tempo interrogato, giustamente dico io, sè stessa.
Questo è il problema politico, se questa struttura fosse partita nel 2012 i risultati sarebbero stati ben altri, questo è anche in riferimento all'argomento politico che lei ha poc'anzi evidenziato, cioè quello dell'ipotesi dell'accorpamento delle Regioni.
L'accorpamento delle Regioni non è un problema della Presidenza della Giunta, è un problema di Consiglio, è un problema di come coinvolgere la comunità, in questo caso la comunità marchigiana di 1.400.000 abitanti, non una parte di marchigiani interessata ad un certo ragionamento, Assessore, questo è un problema politico molto importante.
Se noi qui in quest'Aula non parliamo di politica, ma parliamo di cose che ci capitano o che vengono fuori giornalmente, credo che ci siano delle difficoltà e penso che occorra riportare un dibattito serio all'interno di quest'Aula perché questo è il luogo idoneo a questi ragionamenti.
E' chiaro che non posso essere assolutamente smentito, la SUAM avrebbe dovuto svolgere il proprio ruolo dal momento della sua costituzione, perché era una legge, era in programma, era una cosa che si doveva fare, probabilmente non ha funzionato perché non ci sono stati dei dirigenti che hanno voluto prendersi le loro responsabilità.
Le dico un'altra cosa, questa struttura probabilmente potrebbe o dovrebbe essere anche potenziata. Questo è l'aspetto essenziale delle cosa, fra l'altro sono arrivate risorse umane che provengono dalle fantomatiche Province, chiuse o non chiuse, vedremo il 4 dicembre se si chiuderanno o rimarranno ancora aperte, ma credo che il problema non sarebbe esistito se a suo tempo la SUAM avesse svolto il proprio ruolo, che inizia solo adesso ad esercitare, perciò deve recuperare il tempo perso e per farlo deve essere supportata seriamente, se necessita, dai dirigenti e dal personale.
Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Chiedo una maggiore razionalità nel trattamento degli argomenti, adesso si è trattato della fusione delle Macroregioni e c'è la mozione n. 160 del Movimento 5 Stelle di cui sono il primo firmatario, proprio sull'argomento, quindi propongo di accelerare …

PRESIDENTE. Ma questa interrogazione non era sulla Macroregione.

Piergiorgio FABBRI. Hanno parlato fino adesso della Macroregione, sia l'Assessore che il Consigliere Zaffiri.

PRESIDENTE. Toccava anche questo tema.

Piergiorgio FABBRI. Chiedo la discussione congiunta dell'argomento senza trattarlo due volte, quindi se vogliamo anticipare la discussione della mozione n. 160 risparmiamo tempo, se invece vogliamo trattarla più tardi, come previsto dall'ordine del giorno, non ci sono problemi, ne riparliamo dopo. Solo questo, per non perdere tempo e per parlare due volte della stessa cosa.

PRESIDENTE. L'argomento ha fatto riferimento, ma non c'entra assolutamente con la Macroregione.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il riferimento alla Macroregione è stato fatto perché il Consigliere Zaffiri tra i punti che sottoponeva all'interrogato, in questo caso a me, ha fatto riferimento alla centrale di acquisti Marche-Umbria ed io ho risposto.
Consigliere Zaffiri, prendo l'occasione, rispondendo all'interrogazione del Consigliere Busilacchi, per evidenziare che la sua evidente soddisfazione, peraltro giustificata dai dati oggettivi che le ho poc'anzi declinato, è la prova tangibile del buon operato di questa amministrazione, da quando si è insediata e da quando è stata impegnata con una mozione approvata da questo Consiglio regionale, da tutti voi, sul tema della stazione unica marchigiana, lei lo sottolineava correttamente, dove la sua interrogazione …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Fabrizio CESETTI. Questi sforzi positivi che noi abbiamo fatto sono possibili soltanto per coloro che hanno lo sguardo proiettato nel futuro, come facciamo noi, quando non camminiamo guardando indietro, quindi noi non ci possiamo occupare nè ci occupiamo del passato, se non per cercare di emendare e correggerlo laddove sia possibile e farne tesoro quando nel passato c'è qualcosa di positivo e sicuramente c’è.
Nel caso di specie la risposta che le ho consegnato è la dimostrazione, lo ribadisco, che da quando ci siamo insediati notevolissimi passi in avanti sono stati fatti in questa direzione ed anche i risparmi conseguiti, consistenti, che potranno essere investiti in altri settori strategici per la nostra comunità, ne sono la prova più evidente.
Come è la prova più evidente anche la struttura che è stata insediata in così poco tempo e che verrà potenziata per il futuro.
Dico questo perché in parte ho risposto anche al Consigliere Busilacchi.
Per quanto riguarda il punto 1 della sua interrogazione, è stata data priorità allo svolgimento da parte della SUAM delle gare d'appalto nel settore della sanità, attesa l'ingente entità degli appalti e la necessità di addivenire a significativi risparmi, come dicevo poc'anzi.
Inoltre con la deliberazione di Giunta regionale n. 1225 del 13 ottobre 2016, la SUAM è stata individuata quale soggetto incaricato dello svolgimento delle gare d'appalto necessarie nel processo di ricostruzione post sisma, e questo è anche un altro aspetto importantissimo.
Nel corso del corrente anno verrà avviata la programmazione auspicata dal Consigliere Busilacchi.
Per quanto riguarda il punto 2, si rappresenta che la SUAM ha organizzato e tenuto i seguenti incontri con i singoli gruppi di progettazione incaricati con decreto del dirigente del servizio sanità n. 48/SAN del 22 luglio 2016:
1. gara farmaci – 30 agosto 2016 (preceduto da altri incontri già avviati prima della formalizzazione dell'incarico avvenuta con decreto del dirigente del servizio sanità n. 48/SAN del 22 luglio 2016);
2. gara vaccini – 5 agosto 2016 (preceduto da altri incontri già avviati prima della formalizzazione dell'incarico avvenuta con decreto del dirigente del servizio sanità n. 48/SAN del 22 luglio 2016);
3. gara protesi d'anca – 4 agosto 2016;
4. gara medicazioni generali – 2 agosto 2016 (preceduto da altri incontri);
5. gara defibrillatori e pace maker - 31 agosto 2016;
6. gara servizi di ristorazione - 3 agosto 2016;
7. gara servizio smaltimento rifiuti – 2 agosto 2016;
8. gara manutenzione immobili e impianti -10 agosto 2016;
9. gara ausili per incontinenza – 26 agosto 2016;
10. gara servizi di pulizia – 25 agosto 2016;
11. gara servizi lavanderia – 2 agosto 2016.
Inoltre, la SUAM monitora e assiste continuamente l'attività dei gruppi di progettazione. La questione del supporto ai gruppi di progettazione è stata positivamente affrontata dal Direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Marche Nord" il quale con nota n. 34164 in data 29 agosto 2016 ha individuato i nominativi dei dipendenti che dovranno supportare e collaborare con i componenti dei Gruppi tecnici per il completamento delle attività amministrative istruttorie propedeutiche alla presentazione della progettazione tecnica ed estimativa.
Con nota n. 581606 del 29 agosto 2016 la SUAM, nel condividere pienamente sia il principio che il merito dell'iniziativa assunta dalla direzione amministrativa dell'Azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Marche Nord", ne ha sollecitato l'adozione anche da parte degli altri Enti del Servizio sanitario regionale. A tale nota hanno dato positivo riscontro tutte le altre direzioni generali degli enti del Servizio sanitario regionale nel senso di assicurare ai propri progettisti il necessario supporto amministrativo.
La SUAM ha rappresentato ai gruppi di progettazione la propria disponibilità per supporti di tipo amministrativo nel senso dagli stessi evidenziato. Quindi, capogruppo Busilacchi, un’intensa attività ed un grande fermento nella giusta direzione di conseguire gli obiettivi che ci siamo prefissi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Intanto voglio ringraziare l'Assessore Cesetti per la risposta molto puntuale. Dalle sue parole traspare con grande chiarezza l'interesse reale suo, e immagino di tutta la Giunta, su questo tema.
Non posso che rallegrarmi sul piano politico, Assessore, per l'impegno della Giunta e devo dire anche per il riconoscimento delle minoranze su questo punto.
Assessore, non le sarà sfuggito che nell'interrogazione precedente le minoranze nella risposta riconoscono, come lei ha già notato, il lavoro di questa Giunta ed addirittura nella loro interrogazione citano una mozione presentata dal gruppo che ho l'onore di presiedere, che immagino avranno votato in quella sede.
Penso che quello che è stato votato quel giorno in Aula, con quella mozione, l’1 dicembre 2015, sia davvero di importanza strategica e ricordo che il Presidente Ceriscioli inserì questo tema anche negli obiettivi di mandato e credo che siano già stati raggiunti dei risultati importanti.
I dati che lei ha citato parlano, con due gare aggiudicate, di oltre 10 milioni di euro di risparmio, cioè nelle casse della Regione Marche sono stati risparmiati oltre 10 milioni di euro grazie all'efficientamento degli appalti con solo due gare.
Credo che sia nostro interesse, era questa la ragione dell'interrogazione, accelerare il più possibile tutte le procedure che possano portare a nuove gare perché se immaginiamo che oltre 10 milioni di risparmio si generano con gare che vanno ad un importo base di 22 milioni di euro, cosa può generare una gara come farmaci e vaccini che va ad una base d'asta di 500 milioni di euro?
Questo è un efficientamento che può produrre maggiore trasparenza, maggiore economia e risorse per altri obiettivi della Giunta.
La ringrazio, credo che sia fondamentale che si dia attenzione a questo tema.
Il decreto del Dirigente del servizio sanità, che anche lei ha citato, il n. 48 del luglio scorso, ha istituito questi tavoli tecnici ed è un ottimo decreto perché finalmente abbiamo sbloccato un tema importante come l’istituzione di questi tavoli.
La mia richiesta Assessore, sono convinto che lei la seguirà, è di fare in modo che questi tavoli possano lavorare in modo celere, in modo veloce, perché è vero che la legge è del 2012 e che c'è stata una fase di avvio lunga, complessa, articolata, anche legata ad un impianto nazionale, perché nel frattempo, voglio ricordare, è stata istituita l'Anac, sono stati costituiti dei tavoli nazionali a cui partecipa anche la Suam, che non è una società, ma fa parte della Regione Marche.
Credo che sia utile continuare con la dotazione di personale, che è stato finalmente assegnato nel modo più celere possibile, penso che questo sia uno di quegli obiettivi che questa legislatura può produrre. Per le Marche maggiore trasparenza, ma anche moltissime economie da destinare ai più deboli, a chi sta peggio, ai servizi pubblici concreti, che si possono generare per tutti i cittadini marchigiani. Grazie.

Interrogazione n. 273
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Giorgini, Fabbri e Pergolesi
“Distacco energia elettrica e rottura dell'impianto di climatizzazione del Palazzo delle Marche e conseguente parziale inagibilità degli uffici interessati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 273 dei Consiglieri Maggi, Giorgini, Fabbri e Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Con questa interrogazione si pongono all'attenzione …

(interrompe il Consigliere Maggi)

Fabrizio CESETTI. Dico semplicemente questo, vado a braccio perché non ho la risposta scritta in quanto per gli aspetti di dettaglio che voi avete richiesto noi non potevamo con il servizio non chiedere al liquidatore di Irma e spiego perché.
Come sapete il palazzo attualmente occupato, ed anche allora, dal Consiglio regionale delle Marche era un palazzo di proprietà Irma Srl e gestito dal Consiglio regionale, immagino dall'Ufficio di presidenza, all'esito di una convenzione che ne disciplinava i rapporti tra Irma stessa ed il Consiglio regionale.
E’ evidente che rispetto a quei fatti che voi evidenziate e che sono accaduti non avendo noi, come Giunta regionale, la responsabilità diretta dell'immobile dobbiamo acquisire questi elementi da altri e nello specifico attualmente dal liquidatore.
L'ho chiesto, il liquidatore mi ha mandato una nota in cui mi dice: “Ho provveduto a richiedere ai collaboratori interessati la documentazione richiesta per la pratica in oggetto a seguito degli avvenimenti societari in corso, invierò la documentazione richiesta per la prossima settimana, 25 ottobre 2016”.
Sarà mia cura, Consigliere Maggi, farle pervenire per iscritto queste risposte oppure, se lei lo riterrà, possiamo calendalizzare nuovamente l'interrogazione e ridiscuterla, però credo che si debba dare un’ulteriore risposta ai problemi che lei ha posto.
Le dicevo la proprietà era di Irma, con legge regionale abbiamo deciso la dismissione di Irma, la Giunta tempestivamente ha nominato un liquidatore e si è verificato anche il trasferimento dell'immobile da Irma alla Regione Marche, che ne ha acquisito la diretta proprietà e la diretta responsabilità - anche qui vado a braccio, ma non sbaglio di nulla - con atto stipulato, immagino, entro la fine di settembre, mi pare il 30 settembre. Infatti come Assessore al patrimonio ho prodotto una comunicazione nella seduta della Giunta del 3 ottobre 2016, che ritengo opportuno per sua conoscenza esporle, con la quale riferivo alla Giunta: “In data 29 settembre scorso, nel corso dell'assemblea della Società Irma srl in liquidazione, è stato assegnato al socio unico Regione Marche, il cespite immobiliare già intestato a detta Società "Palazzo delle Marche", attuale sede dell'Assemblea legislativa nonché, in forma marginale, di alcuni uffici della Giunta regionale.
La gestione di detto palazzo è stata effettuata fino ad ora dalla Società in liquidazione mediante convenzione stipulata tra la stessa e l'Assemblea legislativa – come le dicevo poc'anzi.
Al fine di garantire alla medesima Assemblea legislativa i necessari spazi di autonomia gestionale, appare opportuno proporre all'Ufficio di presidenza del Consiglio che l'amministrazione dell'intero stabile sia conferita, in convenzione, all'organo assembleare. Le spese di ordinaria e straordinaria manutenzione verranno, ovviamente, garantite da budget definiti in sede di approvazione del bilancio regionale.
Le spese generali (utenze, pulizie) relative alla quota parte di stabile occupata dagli uffici della Giunta regionale sarà rimborsata all'Assemblea legislativa, a consuntivo, su base millesimale delle superfici utilizzate da detti uffici.
Per quanto sopra, si propone di dare mandato ai servizi competenti in materia di gestione del patrimonio immobiliare a redigere schema di convenzione da sottoporre, in via preliminare, alla valutazione degli uffici amministrativi dell'Assemblea legislativa."
Le ho voluto dire questo perché immagino che le interessi questo aspetto che guarda al futuro.
Credo che questa dovrà essere la soluzione perché è evidente che se l'utilizzo è dell'Assemblea legislativa, mi pare altresì evidente che chi ha la disponibilità del bene ne abbia “la responsabilità gestionale”, fermo restando, come ho detto in questa comunicazione, ovviamente, l'assegnazione di un budget adeguato che stabiliremo, lo dico qui anche al Presidente del Consiglio regionale, in sede di approvazione del bilancio che consenta questa gestione ed anche questa assunzione di responsabilità.
Spero Consigliere Maggi di averla soddisfatta nella risposta e ovviamente, come le dicevo, per gli aspetti di dettaglio non essendo di nostra pertinenza, non appena ne avrò la disponibilità, glieli comunicherò prontamente, anzi gli uffici dovranno comunicarglieli prontamente, quindi lo dico qui pubblicamente, oppure se lei riterrà potremmo sempre tornarne a discuterne in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. La ringrazio per la risposta e per la sua cortesia, ma sono completamente insoddisfatto.
Le chiedevamo di avere i certificati di conformità e le polizze di copertura perché in effetti la precarietà con cui tutti i Consiglieri regionali stanno nel Palazzo delle Marche è veramente, anzi neppure, da istituzione del terzo mondo.
Rapidamente, cosa è successo? Il giorno prima di ferragosto, quindi è una cosa ormai passata, nella centrale elettrica è salita la temperatura e invece di esserci un termostato che mettesse in moto una ventola, perché di questo si tratta, si è staccata la corrente in tutto il Palazzo ed è entrato in funzione il generatore.
Nessuno viene avvisato che l'energia elettrica è staccata e che il generatore è entrato in funzione.
Il generatore è entrato in funzione per una giornata ed è finito il gasolio, veramente siamo alle comiche. Chi viene avvisato? Viene avvisato l'ufficio informatica perché quando il server perde energia avvisa che i dati si stanno perdendo e si ferma il tutto.
L'ufficio informatica predispone l'attacco della corrente che fa si che riparta il condizionatore, il flusso dell'acqua che arriva improvviso con l'attacco della corrente fa saltare un giunto del tubo e tutto il Palazzo si allaga, a ferragosto.
Mi hanno detto che dalle scale dei 3 piani venivano giù le Niagara Falls, qualcosa di romantico con annesse gite guidate di sposi in luna di miele! Questo è quello che è avvenuto.
A noi risulta che non ci sono polizze di assicurazione, se ci sono producetele, non ci sono certificati di conformità, questa è una cosa importante, ci sono 150 persone tra Consiglieri e personale dentro quel Palazzo, stiamo lì come in una baraccopoli. Non solo, la settimana scorsa, parlo quindi della settimana precedente a questa, c'è stata “la rivoltura”, come diciamo noi gente di mare, per cui è venuto all'improvviso un temporale con pioggia battente a vento ed i nostri uffici, al secondo piano, pur avendo le finestre chiuse si sono allagati. Io ho preso il carrello delle pulizie e il Consigliere Fabbri con il mocio ha asciugato tutta la stanza.
Queste sono le condizioni, questa è l'approssimazione - adesso non so quale controversia ci sia tra Irma e la Regione Marche - in cui noi lavoriamo e la nostra incolumità viene messa in pericolo, perché quando si è allagato il mio ufficio, l'ufficio a fianco e tutti gli altri uffici, abbiamo chiamato il responsabile del Servizio prevenzione e protezione per avvisarlo del problema, che ci ha detto che non poteva venire perché anche altri uffici si erano allagati per colpa della rivoltura. Noi non abbiamo fatto altro, con il buon senso, che tirare su i fili della corrente e cercare di metterci in sicurezza Quindi la prego Assessore e prego anche il Presidente del Consiglio di informarci di che morte dobbiamo morire dentro il Palazzo delle Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Consigliere Maggi lei con la sua consueta capacità scenografica e di recitazione ha raccontato un film probabilmente vero, ma la Giunta regionale non ne ha scritto la scenografia.
Le voglio dire questo, purtroppo non abbiamo alcuna responsabilità su quanto da lei lamentato e perché, ripeto, sono successe queste cose. Le farò avere, come detto, una volta che chi di dovere me le avrà comunicate, le motivazioni e poi credo che quel che conti sia per il futuro risolvere il problema, per questo penso che la cosa migliore, lo dico in qualità di Assessore al patrimonio, sia quella che il Consiglio regionale, l'Ufficio di Presidenza attraverso una convenzione con la Giunta, assuma su di sè la responsabilità della gestione di questo bene, previa assegnazione di un budget perché la gestione diretta di questo bene è anche garanzia per conseguire gli obiettivi che lei poc'anzi declinava, che sono quelli di consentire a tutti i Consiglieri regionali di poter espletare il mandato ed esercitare le funzioni in condizioni di assoluta sicurezza, tranquillità e confort.

Interrogazione n. 213
ad iniziativa del Consigliere Carloni
“Piano regionale di edilizia residenziale (triennio 2014/2016)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 213 del Consigliere Carloni.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Casini.

Anna CASINI. L'utilizzo delle risorse Piano ERP 2014-2016, come sapete, è diviso in linee
Linea A: gli interventi di recupero alloggi ERP di 'risulta' (cioè alloggi sfitti e non riassegnabili a nuovi utenti per carenze manutentive) sono in avanzato stato di attuazione (comunicazione Erap 10 giugno 2016) e lo stato di attuazione degli interventi è piuttosto alto, penso per esempio Ancona che aveva 6 alloggi, l'importo stimato per i lavori era di 185.000 euro, la progettazione è conclusa; Ascoli aveva 56 alloggi, la progettazione è avviata per 40, conclusa per 35, indetto l'appalto per 32 e aggiudicato per 32, consegnati 31 lavori e ultimati 28 lavori; Macerata ha valori un po' più bassi, ha 8 alloggi, avviata la progettazione per 4, conclusa per 4, indetto l'appalto per 4, aggiudicato per 4, consegnati e ultimati 2 e 2; Pesaro-Urbino ha 43 alloggi, avviata la progettazione e conclusa per 43, indetto l'appalto per 43, aggiudicato per 43, consegnati per 43 lavori, ultimati i lavori per 16 alloggi.
A questi interventi si è aggiunto il Piano di recupero alloggi ERP 2015-2018 finanziato dallo Stato con decreto 16 marzo 2015 del MIT, ai sensi della legge 80/2014, per complessivi 533 alloggi, l'importo complessivo del finanziamento è stato di oltre 8 milioni euro. In corso di realizzazione ci sono 47 interventi di manutenzione leggera e a breve saranno avviati 81 interventi di manutenzione “pesante”.
Interventi oggetto di rimodulazione:
- linea di intervento "B.1 concessione di buoni riscatto - rent to buy”: sono stati emanati i bandi comunali per raccogliere le richieste di contributo ed approvate le relative graduatorie provinciali. Risultano assegnati a livello regionale n. 5 buoni riscatto, per una spesa totale a carico del Piano regionale di 130.000 euro a fronte di un budget di 3,5 milioni di euro, quindi c'è stata una scarsissima richiesta e interesse rispetto a questa linea di intervento, che era stata prevista per impattare con il fenomeno del cosiddetto invenduto, che appesantisce e condiziona il mercato immobiliare, ma non ha avuto in realtà grande interesse e quindi non ha consentito il raggiungimento dell'obiettivo auspicato;
- linea di intervento "B,2 adesione a strumenti finanziari operanti nel settore immobiliare": è stata approvata la deliberazione di Giunta regionale 123/2015 per dettare i criteri e le modalità attuative per l'adesione a strumenti finanziari operanti nel settore immobiliare, per una spesa preventivata di 5.000.000 euro. Tale linea di intervento rischia di essere di difficile attuazione a seguito delle recenti modifiche del codice degli appalti e soprattutto a causa della Regione, di dotarsi di un sistema di valutazione, SIEG, per la valutazione del cosiddetto margine di utile ragionevole, e considerato lo scarso successo della misura del rent to buy, questa misura singolarmente considerata ugualmente appare poco efficace;
- linea di intervento "D sperimentazione di nuove soluzioni di edilizia residenziale pubblica": il possibile avvio di esperienze di cohousing e di edifici con caratteristiche domotiche innovative, che il Piano regionale indicava come misure da sperimentare con questa linea di intervento, rischia di risultare di scarsa significatività per: la limitatezza delle risorse preventivate (circa 1 milione di euro); il diverso orientamento delle potenziali famiglie interessate, che si è registrato negli ultimi tempi perché è stata fatta una indagine e le famiglie non sono interessate al cohousing; la difficoltà tecnica da parte delle strutture regionali di sperimentare nuove soluzioni nel settore del cohousing già ben incardinati e ampiamente sperimentati nell'edilizia privata.
Una proposta di rimodulazione del piano in oggetto che prevede di destinare le risorse ricavate da linee di intervento non attuate/scarso consenso (ad es. rent to buy, fondo immobiliare, il cohousing) verso un programma di acquisto alloggi invenduti di proprietà di imprenditori o istituti finanziari, denominata "Proposta di deliberazione di competenza del Consiglio regionale concernente: "Modifica della delibera n. 115 del 9 dicembre 2014” è stata approvata in Giunta il 3 ottobre 2016.
Ciò che ho detto è in pratica un elenco di iniziative e linee di intervento che erano state proposte dalla Giunta precedente e dal Consiglio precedente che non hanno trovato nel mercato interesse, come dicevamo, per le motivazioni di cui abbiamo parlato, quindi si è proposta una modifica, che verrà presentata a questo Consiglio per l'approvazione, che prevede l'acquisto diretto, l'acquisto da parte dell'Erap di immobili già realizzati, ovviamente comprando il 51% degli immobili per avere una migliore facilità di gestione dei condomini. Abbiamo messo 2 milioni di euro per i buoni casa per le giovani coppie e 1 milione e mezzo di euro per eliminare le barriere architettoniche negli edifici Erap dove sono presenti disabili. E' stata rimodulata, penso che verrà in Consiglio, intanto vi anticipo che è stata portata in Giunta il 3 ottobre.
Alienazioni patrimonio ERP
Dei 47 milioni di euro citati nell'interrogazione, 30 milioni provengono dalle vendite di patrimonio di ERP.
L'introito previsto dalla messa in vendita dei 3.219 alloggi inclusi nel Piano, desumibile dalle manifestazioni di interesse pervenute, ammonta a 24 milioni di euro (dei quali potenzialmente incassabili a breve 11.976.382) corrispondenti alla cessione di soli 404 alloggi. L'invio delle richieste di manifestazione di interesse agli inquilini per l'acquisto degli immobili ERP compresi nella cosiddetta riserva (i famosi n. 1.062 alloggi) disciplinato con decreto direttore Erap Marche n. 20 del 22 settembre 2016, è in corso di ultimazione.
Abbiamo messo in campo anche le famose riserve che precedentemente erano state lasciate tra gli immobili che non erano stati messi in vendita, adesso metteremo in vendita anche la riserva.
Come è noto il decreto Lupi, consente la cessione di alloggi ERP ad un prezzo calcolato sulla base della rendita catastale, con prezzi di vendita decisamente inferiori rispetto ai valori di mercato.
Il Piano di vendita regionale in corso, in virtù del fatto di essere stato approvato prima dell'entrata in vigore della legge cosiddetta Lupi applica e si aggancia ai valori di mercato che vengono decurtati della vetustà, della tipologia, dello stato manutentivo, eccetera e quindi hanno prezzi sicuramente superiori a quelli del decreto Lupi.
Questa situazione ha dato luogo ad un confronto con le organizzazioni sindacali di settore e con alcuni Comuni che devono applicare i prezzi di vendita nei loro bandi calcolati sul valore catastale, confronto che ha comportato ritardi da parte dell'Erap per perfezionare gli atti di cessione.
Ad ogni modo entro il 31 dicembre p.v. Erap Marche prevede di stipulare un consistente numero di contratti di cessione degli alloggi. Parlavamo di quelli per cui sono già state avanzate le manifestazione di interesse, quindi si stanno ultimando gli atti compravendita.
Per quanto riguarda l'attività nel settore dell'edilizia residenziale pubblica si fa presente che Erap Marche, a partire dal 2013, ha provveduto alla aggiudicazione di n. 42 appalti, per un importo finanziario di circa 53 milioni di euro e per un totale di 491 alloggi, ha in corso la realizzazione 496 alloggi per un impegno finanziario che supera i 59 milioni di euro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Credo che la risposta della Vicepresidente dimostri inequivocabilmente che l'Assessorato in questi 2 anni non ha fatto nulla e come ho detto nella mia interrogazione, il Piano regionale di edilizia residenziale … Fra qualche mese saranno due anni.

(interrompe l'Assessore Casini)

Mirco CARLONI. Il Piano regionale di edilizia residenziale, di cui si parlava nella mia interrogazione, è stato approvato nel dicembre 2014, Vicepresidente, e ad oggi, a chiunque sia esperto di questa materia, risulta completamente inattuato.
Il Piano prevedeva 47 milioni di euro di risorse, 17 immediatamente disponibili e 30 da reperire con le vendite degli alloggi Erap. Ad oggi delle risorse già disponibili ne sono state utilizzate pochissime, quasi nulla, in una fase come questa in cui i finanziamenti latitano non penso che sia accettabile lasciare 10 milioni di euro inutilizzabili. Questo è uno degli sprechi più gravi di questa amministrazione ed entro nel merito rispondendo a delle cose che ha detto che hanno ulteriormente certificato questo inutilizzo di risorse.
La linea A2, come diceva, sull'efficientamento energetico del patrimonio che è di 2 milioni di euro non è stata attuata, lo dico, visto che è entrato il Presidente, perché la Giunta non è stata in grado di reperire le risorse europee necessarie, mentre la linea B1 concessione di buoni riscatto rent to buy di 3,6 milioni di euro è stato un vero e proprio fallimento, ma un fallimento vero. Lei ha la responsabilità dell'ultimo anno e mezzo ed è stato un suo fallimento Vicepresidente, è inutile che si agiti.
Di questa linea sono stati assegnati soltanto 100.000 euro, quindi sono avanzati, secondo me, l'opinione pubblica lo deve sapere, 3,5 milioni di euro e lei ha detto nella sua risposta che c'è stata una scarsissima richiesta, no, c'è stata una scarsissima gestione da parte sua di questa vicenda.
La linea B2 ‘adesione a strumenti finanziari operanti nel settore immobiliare’, 5 milioni di euro, non è stata attuata non perché, come ha detto lei, è stato un fallimento, è stato un suo fallimento perché la Giunta ha omesso di emanare il bando, cioè la Giunta su questa linea di finanziamento non ha emanato il bando, signori e signore.
La linea C ‘nuovi alloggi da realizzare o acquistare con il ricavato delle vendite del patrimonio Erap’, il vero scandalo di tutta questa vicenda. Su questa linea ci sono pianificati 30 milioni di euro ed è il motivo per cui io mi sono interessato al tema. Lo dico ai colleghi che conoscono un po' meno la vicenda e spiego la genesi del mio interessamento: questa vicenda è di una gravità inaudita e spero che il Presidente Ceriscioli, che è molto sensibile a questo argomento, ascolti quello che sto dicendo,dei 30 milioni di euro che dovevano essere ricavati dalle vendite, non è stata effettuata neanche una vendita.
Questo, e c'è anche l'Assessore Cesetti che è molto attento all'aspetto finanziario, nonostante le centinaia di lettere dei residenti nelle case popolari che hanno risposto alla lettera dell'Erap chiedendo di acquistarla, cioè a fronte di una richiesta dei cittadini di acquistare la casa, l'amministrazione attraverso l'Erap è stata in grado di vendere ben zero alloggi.
La linea D ‘sperimentazione di nuove soluzioni di edilizia residenziale pubblica’, 1,5 milioni di euro, per replicare a quanto detto dalla Vicepresidente che ha omesso una cosa molto importante come informazione all'Aula, non è stata attuata non per la scarsità di interesse, ma perché la Giunta non ha emesso il bando, cioè tutte queste linee di finanziamento che dal 2014 erano disponibili, non sono entrate in vigore, cari Assessori, perché la Giunta non ha emesso i bandi esecutivi con cui li metteva sul mercato, non ne ha dato la giusta pubblicità agli interessati per poter aderire e non emanando i bandi i cittadini interessati non hanno potuto partecipare.
Praticamente sulle 6 linee previste da quel provvedimento ben 3 di esse non sono servite a nulla e una di queste è stata un insuccesso, mentre la linea delle vendite, che è la più scandalosa, io la definisco lo scandalo dell'edilizia popolare perché di scandalo si tratta, è ferma e quindi dei 45 milioni che erano previsti in quella legge, che conosco perché io c'ero, 40 sono rimasti inutilizzati per assoluta inefficienza dell'Assessorato della Vicepresidente.
E' da giugno che io segnalo sommessamente questa vicenda, la mia interrogazione risale a giugno 2016, l'Assessore da prima ha risposto piccata sui giornali, poi in questi mesi ha pensato bene di continuare a non fare nulla e siamo arrivati alla deliberazione di Giunta che è stata fatta 10 giorni fa.
In questo atto di Giunta per la prima volta si modifica quel Piano finanziario e la Giunta ha deciso di destinarlo ad altre cose, perché non è stata in grado di utilizzarlo. Questa è una valutazione politica che l'opinione pubblica deve sapere, non essendo stata in grado di utilizzare quelle risorse ha deciso, 10 giorni fa, dopo ben più di un anno che governa, di toglierle.
Credo, Assessore, che siamo oltre il tempo massimo, visto che non solo viene fatto ad un triennio quasi scaduto, che era il normale corso di questa riforma sulle case popolari, ma viene fatto solo nel tentativo, la sua proposta di delibera approvata dalla Giunta, di mettere una toppa e di mascherare l'inefficienza di questo anno e mezzo.
Si vuole modificare oggi un Piano che di fatto ha fallito perché carente, ma ritengo che la cosa peggiore sia che la Giunta non ha emanato i bandi e quindi non ha fatto il suo dovere. Secondo me, la Giunta dovrebbe spiegare meglio la vicenda delle case popolari, non come ha fatto la Vicepresidente oggi, perché oggettivamente a triennio scaduto dare delle giustificazioni abbastanza risibili, non è sufficiente perché stiamo parlando di soldi pubblici.
Voglio dirle che ho trovato anche dei dati più precisi che vorrei dare all'Aula, nella mia zona, soltanto da Pesaro, la Regione ha avuto 32 richieste da parte degli inquilini delle case popolari di poter acquistare l'appartamento; a Fano, la mia città, ben 17 famiglie che occupano gli alloggi hanno chiesto di poterli acquistare.
Questo Presidente significa che nonostante la richiesta di acquisto, quindi il riutilizzo di quelle risorse, non c'è stata la possibilità di fare gli atti ed il Piano che si basava sull'alienazione di questi immobili non è stato attuato, perché non avete risposto e non avete dato seguito da un lato all'utilizzo delle risorse che erano disponibili e dall'altra alla possibilità di concludere e di arrivare alla vendita.
Io sono stato sollecitato da diversi cittadini che erano interessati e non capivano perché la Regione, attraverso l'Erap, non procedesse alla vendita.
Credo che questa vicenda dimostri che su questo settore c'è stato un ritardo, una superficialità inaccettabile, perché si parla di risorse pubbliche e sul tema della casa con quelle risorse si potevano dare risposte immediate a tante famiglie. Su questo la Giunta da un anno e mezzo non ha fatto il suo dovere.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Due questioni, ho spiegato perché è fallito questo Piano che non è stato approvato da questa Giunta e da questo Consiglio, quindi non l’abbiamo approvato noi, ed è fallito perché non c'è stato l'interesse.
Ora che la Giunta debba emanare i bandi , magari ci riguardiamo come funziona lo statuto e ci riguardiamo quali sono le competenze e se a Pesaro a fronte della messa in vendita di 3.000 alloggi non sono stati fatti gli atti di compravendita verificheremo il perché, ma di certo non si può imputare questo all'Assessore ed alla Giunta.
Esistono funzioni della Giunta, esistono funzioni dirigenziali, quindi noi verificheremo se queste 17 famiglie più 30, di cui lei ha detto, non sono state messe in condizione di fare l'atto di compravendita. Farò una verifica puntuale e verificheremo, chiamerò il direttore dell'Erap, per controllare che questo non sia accaduto e se è accaduto è una cosa molto grave.
La ringrazio di averlo detto qui in Consiglio, però non è una questione che riguarda la mancanza di atti della Giunta perché la Giunta si prende le sue responsabilità, per esempio il rent to buy, l'ho detto prima, decisione che non ha preso la Giunta, che non ha assunto questo Consiglio, è fallito completamente perché sono arrivate, su bandi ovviamente, non è che l'Erap contatta le persone, come ho detto prima, 5 richieste per un totale di 130.000 euro su 3 milioni e mezzo di euro postati. Voi capite che come ne sono venuti a conoscenza questi 100, l'avranno saputo anche gli altri ed il bando c'era.
Sono state scelte fallimentari, ne abbiamo preso atto dopo un anno e qualche mese, perché io sono stata nominata dal Presidente Ceriscioli il 23 giugno, ripeto, quindi non sono due anni, forse si confonde con ciò che ha deciso la precedente Giunta, che ha deciso anche lui perchè era in Consiglio.
Detto questo, la manutenzione leggera, ho dato gli stati di attuazione degli interventi, li ho letti prima sono a disposizione, compresi le progettazioni avviate e concluse, gli appalti e le esecuzioni dei lavori, quindi mi pare di essere stata molto trasparente da questo punto di vista, per il resto si, vi sottoporrò la modifica del Piano perché ci sono delle azioni che non hanno assolutamente riscontrato l'interesse, come il cohousing, perché le famiglie ce l'hanno, e come gli strumenti finanziari operanti nel settore immobiliare, che non riguardano propriamente i cittadini ma il tema dell'ambito bancario, probabilmente non ci si rende conto di quello che si dice,che non riguarda i singoli cittadini e non ha assolutamente trovato interesse.
Ho preso atto ed ha preso atto la Giunta del mancato interesse rispetto alle 3 linee che aveva proposto il precedente Piano, torniamo indietro, facciamo una proposta, la presenteremo alle Commissioni, la presenteremo a questo Consiglio e decideremo insieme sulla mia, sulla proposta della Giunta quello che dovremo fare. Le 3 linee di intervento risultano fallite, poi se questo deve essere indicato come un fallimento della Giunta io dico che c'erano tutti gli atti esecutivi da fare, certamente non di competenza della Giunta.
Per quello che riguarda la provincia di Pesaro l'ispezione sarà attivata oggi stesso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Intanto Presidente io non sono lui, ma sono un Consigliere regionale, le ricordo peraltro che lei era in maggioranza anche nella precedente amministrazione che ha deciso questo piano perché l'Assessore competente era del suo partito, non prenda le distanze, a meno che non si sia dimessa questa mattina dal PD e noi non lo sappiamo, ed io ero all'opposizione esattamente come oggi.
Non mi può dire “lui c'era”, no, nel passaggio elettorale la Vicepresidente era della stessa maggioranza che ha deciso quella delibera. Ma voglio chiarire, anche perché ho capito dove vuole andare a parare, a cercare l'opportunità dal suo fallimento, questa vicenda dell'Erap è un fallimento che è intestato al suo Assessorato e le voglio ribadire che il problema non è circoscritto alla provincia di Pesaro-Urbino, perché forse non ha capito, proprio non è informata sull'argomento quando parla, alle 3.000 lettere che l'Erap ha mandato ai cittadini occupanti gli appartamenti, 400 hanno risposto che erano interessati a comprare, non i 30 che le ho detto di Fano, evidentemente lei proprio non conosce il tema di cui parla!

Proposta di legge n. 86
ad iniziativa del Consigliere Giacinti
“Modifica alla legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 'Disposizioni urgenti sugli enti regionali per il diritto allo studio universitario (Ersu)”
(Votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 86 del Consigliere Giacinti.
Ricordo che su questo argomento abbiamo esaurito la discussione nella seduta precedente, si deve solo votare.
Non c'è discussione, perché l'atto era stato assegnato a voi in partenza ed oggi è riproposto così.
Passiamo alla votazione.
Proposta di legge n. 86. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 75
ad iniziativa della Giunta regionale
“Incorporazione del Comune di Acquacanina nel Comune di Fiastra”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 75 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti i colleghi.
Con questa proposta di legge si dà atto e si va avanti nell'iter previsto per la fusione per incorporazione tra i Comuni di Acquacanina e Fiastra. In poche parole il Comune di Acquacanina sarà incorporato dal Comune di Fiastra.
Questa proposta di legge della Giunta regionale prevede i vari passaggi previsti dall'istituto della fusione per incorporazione, in particolare il venir meno del Comune di Acquacanina con il trasferimento di funzioni e di successione dei rapporti esistenti a far data dalla data di incorporazione al Comune di Fiastra, i benefici per il Comune incorporante e tutto ciò che prevede la legge fino alle norme transitorie ed alla dichiarazione d'urgenza.
Una brevissima carrellata in merito al testo della legge, giusto per ricordare il processo di fusione che è alla base di questo provvedimento.
A suo tempo c'è stato il referendum, come sappiamo, largamente favorevole alla operazione di fusione per incorporazione, per cui mi sembra corretto, anzi auspicabile, votare a favore di questa proposta di legge nell'ottica delle fusioni, soprattutto quando sono suffragate dalla volontà popolare espressa tramite il referendum, come abbiamo avuto modo di sottolineare.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. La proposta di legge n. 75, così come ha detto il Presidente della Commissione bilancio, riguarda la fusione per incorporazione del Comune di Acquacanina nel Comune di Fiastra.
I due Comuni già a marzo hanno attivato il procedimento per l'incorporazione del Comune di Acquacanina nel Comune di Fiastra, a giugno hanno indetto il referendum, che ha avuto esito positivo, e noi prendiamo atto della volontà dei cittadini.
I motivi che hanno portato questi due Comuni alla fusione per incorporazione sono molteplici, da un lato una semplificazione organizzativa, un efficientamento nei servizi e maggiori opportunità di accesso ai contributi.
Questa proposta di legge n. 75 indica le modalità che riguardano la fusione per incorporazione del Comune di Acquacanina nel Comune di Fiastra.
Quello che è venuto alla luce è che l'articolo 2 prevede nello statuto del Comune di Fiastra l'istituzione del Municipio di Acquacanina, quindi il dubbio che è sorto nella minoranza è proprio questo: viene fatta la fusione per incorporazione e poi il Comune di Fiastra decide di istituire, secondo un regolamento del Comune, il Municipio di Acquacanina? Qui c'è qualcosa che non va, perché se da un lato c'è l'incorporazione, secondo l'articolo 1 della proposta di legge n. 75, che dovrà essere fatta dall’1 gennaio 2017, dall'altro l'articolo 2 istituisce il Municipio nel Comune di Acquacanina, cioè il Comune incorporato dal Comune di Fiastra.
Da un lato c'è un unico Comune, quindi una fusione per incorporazione, dall'altro il Comune di Fiastra istituisce il Municipio, articolo 2 della proposta di legge n. 75, vorremmo chiarimenti in merito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. E' la seconda esperienza della provincia di Macerata, la prima per fusione, questa per incorporazione. Come nota di colore possiamo dire che non avremo più la battuta su Acquacanina, essendo il Comune più piccolo non potremo più riferirci ad Acquacanina come microcosmo dei Comuni.
Mi permetto, in questi anni ed in questa occasione - mi rivolgo all'Ufficio di presidenza oltre che all'Assessore competente per gli enti locali – no notato anche in altre province una certa disinformazione delle popolazioni su questa materia e considerato che la procedura di legge è chiaramente rivolta ad un'impostazione che parte dal basso e non dall'alto, non è immaginabile che la Regione si faccia promotrice di una cosa per tanti aspetti positiva, che è quella delle unioni e delle fusioni per incorporazione, però potremo farci promotori, lo dico con una certa gravità, del dato dell'informazione, in quanto in provincia di Macerata recentemente è saltata un’incorporazione, a torto o a ragione per carità, perché gli argomenti che venivano usati erano tutti tranne quelli che alla fine la legge prevede. C'era addirittura confusione sui termini economici, quando sono chiarissimi, secondo la legge, i benefici economici, finanziari che derivano da queste incorporazioni e gli impegni che il Comune principale deve assumere nei confronti dei Comuni più piccoli che vengono incorporati in termini di investimenti.
Se qualcuno prende nota di questa raccomandazione, perchè io non ci faccio le mozioni, ne abbiamo già fin troppe, assuma qualche iniziativa per far conoscere non solo agli amministratori locali, sui quali oggettivamente possono giocare anche interessi diversi, pensiamo alla difficoltà di lasciare il posto da Sindaco, di perdere alcune prerogative in termini di rappresentanza politica territoriale, ma alle popolazioni che sono le attrici di questo tipo di operazione.
Se riuscissimo in qualche modo ad informarle, io qualche idea ce l'avrei, ma ne parlerò se c'è qualcuno che magari ha voglia di farlo per ambiti territoriali, perchè possa esserci l'opportunità di dare un'informazione corretta da parte della Regione, da parte delle Prefetture su questo argomento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sono anch'io a sollecitare quanto ha chiesto la Consigliera Marcozzi sull'articolo 2. Io l'ho interpretato come un decentramento di funzioni, quindi un servizio offerto ai cittadini di Acquacanina, un decentramento organizzativo e funzionale, però vorrei avere chiarimenti su questo articolo 2, che opportunamente la Consigliera Marcozzi ha evidenziato.
Per quanto riguarda questa vicenda - ricordando il nostro programma politico, in tempi non sospetti - l'ho già detto in quest'Aula, noi Movimento 5 Stelle favoriamo l'accorpamento, l'unione dei Comuni sotto i 5.000 abitanti. Questo è un caso emblematico anche se si tratta di incorporazione a cui noi guardiamo con più attenzione, con il microscopio perché non vogliamo che il Comune grosso fagociti il Comune piccolo, soltanto per una preponderanza di motivazioni che sono politiche e di maggioranza. Noi vogliamo che siano i cittadini ad autodeterminare quello che succederà nella loro vita quotidiana e nella vita quotidiana del loro Comune.
Il referendum è stato già fatto, ad Acquacanina sono andati a votare, in 61 hanno detto si e in 12 hanno detto no, qualcuno mi ha detto: “Ma sono andati a votare così poche persone?” Acquacanina ha 119 abitanti, dobbiamo avere un quadro complessivo di questa situazione, mentre a Fiastra che ha 475 abitanti, hanno votato favorevolmente 223 e negativamente 20.
Naturalmente noi siamo per l'autodeterminazione informata e consapevole, nel senso che noi chiediamo che le popolazioni siano informate in maniera ampia, diffusa e circostanziata sulle ragioni per cui vengono richieste queste fusioni, anche nel caso di incorporazioni.
Lo stesso stiamo facendo nel caso di fusione per incorporazione tra Senigallia e Morro d'Alba. Morro d'Alba ha un comitato del no, non vuole fondersi con Senigallia, perchè perderebbe la sua identità e dicono anche la Lacrima di Morro d'Alba che è il prodotto più conosciuto di questo Comune della Vallesina. Noi ovviamente stiamo dicendo ai comitati del no di informare e di dare un'ampia possibilità di valutazione alla cittadinanza per votare consapevolmente per il si o per il no.
In questo caso tra Acquacanina e Fiastra, due Comuni molto belli, due borghi eccezionali, questa fusione mi sembra quasi necessaria perché in un Comune con 119 abitanti, penso a cosa possa fare il Sindaco, quale sia la Giunta, non so se c'è un unico vigile urbano che magari viene prestato da Fiastra, quindi credo che sia quasi necessaria.
Detto questo, richiesto il chiarimento sull'articolo 2 che sicuramente è, come noi ci auguriamo, volto come presidio del Comune di Acquacanina, funzionale e gestionale, noi siamo favorevoli a questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Premesso che sono anch'io rispettoso delle volontà dei cittadini, indipendentemente dalla grandezza del Comune, quindi i 119 abitanti di Acquacanina hanno, da un punto di vista istituzionale, la stessa valenza di un grande Comune, di un città metropolitana, però non posso non rilevare alcune disfunzioni di questa legge, anche nell'applicazione stessa.
Ho sempre detto che sono favorevole ad una razionalizzazione delle istituzioni che sono sul territorio, per efficientare i servizi e quant'altro, però questa mi sembra una legge che ha tante buone intenzioni, come altre che abbiamo visto sulla fusione per incorporazione, ma ha una pessima attuazione.
In pratica nasce per razionalizzare una serie di funzioni, di risorse sui territori, per sburocratizzare, per dare migliori servizi, in realtà tutto questo leggendo la legge non c'è. E’ un po' come la riforma istituzionale che stiamo vivendo, buona nelle intenzioni, pessima nell'applicazione. Questa è una cosa molto difficile.
Voglio che qualcuno mi spieghi un po' l'applicazione di questa legge, in modo particolare come coniugare gli articoli 2, 3 e 5 (norme transitorie).
Nel momento in cui si fanno fusioni o incorporazioni è logico che il Comune che viene incorporato oppure il Comune che viene fuso, che perde la sua identità istituzionale, venga in qualche modo “gratificato” con una serie di servizi che vengono portati su di esso.
Leggendo questa legge all'articolo 2, comma 1: “Lo statuto del Comune di Fiastra assicura adeguate forme di partecipazione di decentramento dei servizi nel territorio del Comune originario dopo l'incorporazione”, uno può pensare: perfetto, fino a qui le intenzioni sono ottime. Il Comune che incorpora in qualche modo vuole assicurare al Comune incorporato una serie di servizi, a parte i servizi nel territorio del Comune originario. Boh? Cos'è il Comune originario? Non si sa, basterebbe dire il Comune incorporato, sarebbe meglio.
A questo punto ci sono i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 2 che sono un po' fantastici da leggere: “Lo statuto del Comune di Fiastra prevede l'istituzione del Municipio di Acquacanina”. Qualcuno ha detto: “Abbiamo letto male?” E' il Comune di Fiastra che si sposta su Acquacanina? No, se leggiamo l'italiano è no, il Comune di Fiastra rimane e si istituisce un municipio, come si fa a Roma con i municipi, delle unità decentrate sui territori.
Ora, che un Comune di 119 abitanti abbia di nuovo bisogno di un'entità istituzionale mi sembra assurdo. Se la finalità della legge è quella di razionalizzare, di avere più risorse da trasformare in servizi, qui mi sembra che vengono dilapidate. Andiamo avanti, il terzo comma è fantastico: “Lo statuto ed il regolamento del Comune di Fiastra disciplinano l'organizzazione e le funzioni del municipio di cui al comma 2” statuto e regolamento, ma quale regolamento? Il Comune ha 10, 50, 30 regolamenti, quello sul commercio, annonario, del Consiglio, che significa lo statuto e il regolamento?
Lo statuto va bene, ma il regolamento di che cosa? Lo statuto lo può prevedere, ma non il regolamento. Andiamo avanti con il comma 3: “Possono prevedere anche organi eletti a suffragio universale diretto”, ora qualcuno me lo deve spiegare, c'è qualcosa sotto che ci sfugge, perché è impossibile che possa essere interpretato letteralmente, interpretarlo significa che lo statuto può prevedere il municipio e che nel municipio possono essere anche previsti gli organi eletti a suffragio universale e si applicano, agli amministratori del municipio nuovo di Acquacanina, le norme previste per gli amministratori dei Comuni con pari popolazione. A questo punto ce lo dovete spiegare, altrimenti è difficile votare una legge di questo tipo. Significa fare 2 passi avanti e 3 passi indietro. In pratica si rifà il Comune di Acquacanina che non si chiama Comune, ma municipio, dove possono esserci gli organi elettivi a suffragio addirittura universale, quindi si farà una nuova elezione nel Comune di Acquacanina per poter andare avanti.
O è scritta male o ci dovete dire qualcosa che non abbiamo interpretato, che non abbiamo capito. A questo punto mi cospargo il capo di cenere e dico che non ho capito nulla leggendo questa legge, se qualcuno me la spiega, gliene sarei grato perché sicuramente le intenzioni sono diverse.
Il comma 4, andiamo anche qui molto bene: “Fino all'insediamento degli organi del Municipio, ai sensi dello statuto del Comune di Fiastra – quindi rimane il Comune di Fiastra - le funzioni degli organi di governo del municipio possono essere esercitate dal Sindaco e dai Consiglieri del Comune di Acquacanina, fino alla data di scadenza del proprio mandato”. Questa secondo me poteva essere una norma transitoria, mi si dice: fino a che non c'è l'insediamento degli organi del municipio, che devo eleggere a suffragio universale, chi già c'è può continuare a gestire il tutto. Ergo, vado all'articolo 5 (Norme transitorie) “Alla data di cui all'articolo 1, comma 1: a) il Comune di Acquacanina è estinto e i rispettivi organi di governo e di revisione contabile decadono”, qui evidentemente c'è un errore, però non si possono fare sbagli in questo modo, questo è un “inguacchio” che non finisce mai, questa legge è da rifare. Vi prego ritiratela, perché non ha senso! Questa è proprio un inguacchio.
Innanzitutto i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 2 sono fantastici, sono state scritte cose assurde, il comma 4 tutt'al più è una norma transitoria, ma la norma transitoria non può essere quest'altra che decade.
Vi dico, leggetela bene, guardiamola bene, quando si fa una legge è una legge, non è un regolamento, quindi dico che secondo me va rivista.
Nel comma 1 dell'articolo 5, lettera a) si dice che tutti gli organi decadono, mentre nel comma b) si dice che il territorio del Comune di Acquacanina è amministrato dagli organi in carica presso il Comune di Fiastra, però all'articolo 2, comma 4, si dice “Fino all'insediamento degli organi del municipio, ai sensi dello statuto del Comune di Fiastra, le funzioni degli organi di governo del municipio possono essere esercitati dal Sindaco e dai Consiglieri del Comune di Acquacanina, fino alla data di scadenza del proprio mandato”, ma se decadono all'entrata in vigore di questa legge, cioè a partire dall’1 gennaio 2017, come fanno a governare?
Non so più che dirvi, queste leggi sono bellissime, vanno fatte perché servono per razionalizzare l'amministrazione del nostro territorio, però devono essere fatte con un po' di costrutto.
C’è poi da dibattere un attimo su questo principio fondamentale dell'istituzione dei municipi, perché se passa questo concetto, voglio vedere le prossime fusioni ed incorporazioni, tutti vorranno i municipi. Se Acquacanina con 119 abitanti ha spuntato il municipio, anche gli altri lo vorranno. Mi sembra anche giusto per salvare l'identità culturale e quant'altro, ma non può essere questo lo spirito della riforma perlomeno all'interno della regione Marche, poi se andiamo in Lombardia, in Piemonte, dove ci sono incorporazioni di Comuni di 30.000 abitanti su Comuni che hanno 500.000 abitanti, è un altro tipo di discorso, lì posso creare pure una specie di ufficio decentrato, come quando c'erano le vecchie circoscrizioni - chi ha memoria di qualche anno fa – e c'era una vera partecipazione democratica dei cittadini, perchè le circoscrizioni venivano elette nei territori - il Presidente Ceriscioli sicuramente a Pesaro quando governava aveva le circoscrizioni - c'era un suffragio universale, si eleggeva questo piccolo consiglio di circoscrizione che aiutava l'Assessore ed il Sindaco a respirare i problemi del territorio.
Se si vuole tornare a questo, quando si fanno le riforme bisogna capire che è un altro discorso, non è un municipio, è un organo decentrato, di cui si ha l'esigenza quando il Comune incorporato ha una certa entità, ma non certamente, con tutto il rispetto, per un Comune di 119 abitanti.
Ripeto, mi sembra che questa norma vada riscritta completamente, anche perché le norme transitorie vanno a cozzare in modo palese con l'articolo 2, commi 2, 3 e 4 della legge stessa.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Non mi permetto di dare chiarimenti anche perché la Commissione nel momento in cui “acquisisce su di sè” la proposta della Giunta se vuole la può emendare, la fa propria, quindi non mi permetto di …
Intervengo soltanto a nome della Giunta, come Assessore con delega specifica assegnatami dal Presidente, per dire che questa legge nasce dalla volontà e dall'autodeterminazione di quelle popolazioni che si sono espresse attraverso un referendum e in questo Consiglio regionale, noi abbiamo sempre detto, questo mi pare in modo unanime, che in questi procedimenti di fusione, fusioni classiche o fusioni per incorporazione, non ci saremmo discostati dalla volontà del popolo sovrano, come tra l'altro ci dice anche la Costituzione repubblicana.
E’ una proposta di legge coerente a quelle decisioni, la volontà di due Comuni di fondersi attraverso il procedimento della fusione per incorporazione e nello stesso tempo la ferma volontà di quelle due identità che vogliono essere fuse di conservare l'identità storica di una di esse. Qui nasce l'esigenza, la volontà del municipio di Acquacanina che è proprio la volontà di conservare l'identità storica di quelle popolazioni, la storia, che però non impedisce loro di fare questo processo di modernità che guarda al futuro ed alla maggiore efficienza per creare identità più forti che possono incidere meglio anche nella dialettica politica ed istituzionale a vantaggio di quelle comunità. Questo è, nient'altro!
Sono stato la settimana scorsa insieme all'Assessore Sciapichetti, invitato dai Sindaci di Pievebovigliana e Fiordimonte, con una straordinaria partecipazione della popolazione a fare un dibattito, lì si dovrà espletare un referendum il 13 novembre, quella è una fusione classica dove due entità diverse rinunciano alla loro identità storica di Comuni, per mettere a disposizione una identità nuova che si chiamerà “Comune di Valfornace”.
Anche quelle due realtà hanno voluto conservare l'identità storica perché nello statuto del nuovo Comune di Valfornace è prevista l'istituzione dei municipi di Fiordimonte e di Pievebovigliana.
Credo che questo sia un fatto importante, mi diceva poc'anzi il Presidente Cerisciol, non sono i municipi di Roma che hanno “potere”, no, è una cosa diversa, questa è quella di conservare l'identità storica, è quella che opportunamente dice il Presidente della Commissione nella relazione dice: l'articolo 2 assicura adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi dopo la fusione per incorporazione mediante la previsione e l'istituzione del municipio del Comune incorporato. Quindi identità storica e forme di partecipazione e decentramento, nient'altro, questo è, quindi credo che noi dobbiamo rispettare la volontà popolare.
Il Consigliere Celani ha detto che rileva una contraddizione tra diverse esposizioni di questa legge, a me non è dato ravvisarla, perché è una legge assolutamente coerente, perché dice: “lo statuto del Comune di Fiastra prevede l'istituzione del Municipio di Acquacanina”. Punto! Ho già spiegato quali sono le motivazioni che sottendono a questa scelta, “fino all'insediamento degli organi nel municipio, ai sensi dello statuto del Comune di Fiastra, le funzioni degli organi di governo del municipio possono essere esercitate dal Sindaco e dai Consiglieri del Comune di Acquacanina, fino alla scadenza del loro mandato”.
Il Consigliere Celani ha detto che rileva una contraddizione con il punto 5 laddove si dice che il Comune di Acquacanina è estinto e gli organi di governo e di revisione contabile decadono, appunto, decade l'organo di governo del Comune, decade il Sindaco, decade il Consiglio comunale, ma quel Sindaco decaduto e quel Consiglio comunale decaduto svolgeranno le funzioni per la partecipazione del municipio in attesa che lo stesso insedi i propri organi. Quindi è coerente!
Complimenti Presidente Giacinti a lei ed alla Commissione, per l'articolata coerenza di questo provvedimento legislativo che vuole consacrare in una norma di legge la volontà popolare.
Voglio dare un contributo, ad esempio c'è un precedente, il Consigliere Celani pone un problema, che però non è un problema di coerenza, semmai può essere un problema di opportunità, perché c'è la necessità di disciplinare la fase transitoria. Ricordo ad esempio che quando abbiamo istituito la provincia di Fermo, nel periodo tra il 2004 ed il 2009, in attesa dell'istituzione, c'era un Consigliere della Provincia di Fermo, nel caso in specie ero io, che era stato nominato in rappresentanza della Provincia all'interno di alcuni consessi. E’ una disciplina transitoria. Vi ricordate la conferenza delle autonomie locali? Quindi sull'opportunità ci può stare, però non si può dire che sia incoerente il dettato normativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Intervengo innanzitutto per dire che tendenzialmente il sottoscritto è favorevole a tutti quei processi di fusione ed incorporamento che servono ad efficientare la macchina amministrativa, soprattutto per un processo come questo che ci viene sottoposto e che, tra parentesi, riceve l'avvallo di un referendum, quindi il consenso delle due popolazioni, ancorché numericamente non elevate perché i Comuni sono piccoli, però i cittadini di entrambi i Comuni si sono espressi favorevolmente.
Qui abbiamo un processo che noi tutti auspichiamo perché quando parliamo di Comuni piccoli, tante volte abbiamo detto e condiviso l'opinione dell'opportunità dell'esistenza di queste amministrazioni, anche a vantaggio della stessa popolazione, perché questi Comuni sono in evidenti difficoltà gestionali, ed unendo le forze riescono a fare più cose ed a farle meglio.
Detto questo, oggettivamente devo dire che anche a me qualche dubbio, leggendo questa legge, mi è venuto.
Voglio spiegare la ratio. Se la ratio è quella di efficientare e di fare delle economie, è giusto che queste economie ci siano. Comprendo la necessità di avere una rappresentanza ad Acquacanina con un municipio, a me questa cosa non scandalizza per niente, quindi capisco l'esigenza di mantenere l'identità, però questo non deve significare, e vorrei che qualcuno me lo spiegasse, un modo per non avere il vincolo relativo ai due mandati, perché all'articolo 4, comma 2, è detto chiaramente che il Comune di Fiastra è esonerato dai vincoli relativi all'esercizio associato di funzioni fondamentali per i primi due mandati amministrativi e se questo lo rileggo con quello che è scritto all'articolo 2, comma 3, cioè che si applicano agli amministratori del municipio le norme previste per gli amministratori dei Comuni con pari popolazione, allora vorrei capire in buona sostanza se da questa legge vengono delle economie oppure no. Perché se vengono delle economie, e quindi si fanno delle efficienze allora ha un senso fare questa cosa, se invece è solo un modo per duplicare quello che già c'è, evitando per due mandati di non avere vincoli relativi all'esercizio, allora la musica cambia, è una cosa diversa.
Cortesemente dall'Assessore o dal Presidente vorrei un chiarimento su questo punto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Intervengo perché è stato un po' criticato, messo in discussione il lavoro fatto in Commissione però, Consigliere Celani, non capisco la motivazione delle sue doglianze in quanto la legge è coerente e scritta in maniera tale che è tutto spiegato.
Il fatto che venga creato il municipio di Acquacanina, Comune incorporato nel Comune di Fiastra a far data dall’1 gennaio 2017, è una forma che prevede la stessa legge Delrio e non è la prima volta che ci imbattiamo in quest'Aula.
Ricordo a tutti la fusione per incorporazione che ci ha tenuti occupati nelle prime sedute dell'autunno scorso tra Pesaro e Mombaroccio, alla stessa maniera era prevista l'istituzione del municipio da parte del Comune di Pesaro, che era il soggetto incorporante nel Comune di Mombaroccio, ma per quale motivo? La ratio di questo provvedimento è da evincersi ed individuarsi nello spirito della legge Delrio che prevede adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi nel territorio del Comune incorporato qualora in tal senso i Comuni vogliano adoperarsi, il Comune incorporato ed il Comune incorporante.
Ecco il motivo della previsione del municipio, chiaramente un Comune di così piccole dimensioni non può avere, come è stato ricordato, lo scopo tipico dei municipi, è una forma adeguata, per quel caso di specie che stiamo valutando, di partecipazione e/o di decentramento. Questo è il senso della norma, anche andando all'articolo 5 (norme transitorie) “il Comune di Acquacanina è estinto e i rispettivi organi di governo e di revisione contabile decadono”, va bene, non vedo problemi, “il territorio del Comune di Acquacanina è amministrato dagli organi in carica presso il Comune di Fiastra”, e va bene, “l'organo di revisione contabile in carica nel Comune di Acquacanina continua ad esercitare le proprie funzioni fino alla data di scadenza del proprio incarico. Fino alla data di entrata in vigore degli strumenti urbanistici approvati dal Comune di Fiastra restano in vigore gli strumenti urbanistici del Comune di Acquacanina, con riferimento all'ambito territoriale d’origine del Comune che li ha approvati. Fino alla data di adeguamento (ultimo comma)dei regolamenti del Comune di Fiastra - che prevederà l'istituzione del Municipio di Acquacanina, è un incidentale aggiungo io - per l'espletamento delle funzioni e dei servizi destinati al territorio del Comune incorporato - cioè Acquacanina - continuano ad applicarsi i regolamenti precedentemente vigenti adottati dal Comune di Acquacanina”. E una disciplina delle norme transitorie fino a …
Chiedo scusa, Consigliere, non ho capito cosa volesse dire, però non vedo nessuna contraddizione fra il testo dell'articolo 2, con i fatti che avverranno, dico avverranno perché dall’1 gennaio 2017 si avrà questa nuova configurazione, con le norme transitorie, forse non ho capito bene qual è la sua critica alle norme transitorie, Consigliere Celani, però mi sembra tutto coerente.
Per essere sinceri, lo ricordo ai membri della II Commissione, all'articolo 2, al secondo comma c'era un refuso o un errore: si erano invertiti i Comuni di Fiastra e di Acquacanina, quindi nel testo originario lo statuto del Comune di Acquacanina prevedeva l'istituzione del Comune di Fiastra, ovviamente non poteva essere così e abbiamo provveduto alla rimozione di questa incongruenza ed alla correzione di questo secondo comma. Però per il resto mi sembra tutto nello spirito corretto della legge che, ripeto, vede l'applicazione e l'istituzione dei municipi come motivo e forma di adeguata partecipazione e di decentramento. Questo è!
Questo era successo a suo tempo con i Comuni di Mombaroccio e Pesaro, Tavoleto e Urbino, erano previsti gli stessi istituti, alla stessa maniera, se volete vedere ho qui i testi delle proposte di legge che per altri motivi, sappiamo, non sono decollate, ma è questa la vera motivazione di questo istituto. Nient'altro.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Proverò a ripetere un po' il dettato, con qualche premessa.
All'amico Cesetti dico che ho anticipato che rispetto la volontà popolare, quindi enfatizzare che la Giunta, il Consiglio, … l'ho detto! Premetto che la volontà popolare sta sopra a qualsiasi altra cosa, sembrava chissà cosa stavamo a fare, quale sopruso, premetto che la volontà popolare sta sopra ogni cosa, ma questa deve essere assecondata con delle norme che siano coerenti.
Che l'incorporazione la preveda la legge, Consigliere Giacinti, mi sembra scontato, lo sappiamo tutti, la prevede la legge Delrio. C’è sempre stata, in qualche modo, la possibilità di prevedere delle forme di decentramento, ripeto, chi ha qualche anno di esperienza politica sa che c'erano le circoscrizioni, più di quello di decentramento? Se il municipio fosse stato chiamato circoscrizione per me sarebbe stato meglio. Municipio è qualcosa che suona male, significa riforme fatte in modo demagogico. Che c’entra il municipio?
Quello che vi dico è che c'è una grossa incongruenza, questo dettato normativo è incongruente, perché l'articolo 5 (norme transitorie) e i commi 3 e 4 dell'articolo 2 non sono congruenti. Chiamatela come vi pare! Innanzitutto si dice che lo statuto può prevedere il municipio, quindi deve essere fatto lo statuto e deve essere previsto, non i regolamenti, nessun regolamento può prevedere il municipio, i regolamenti sono altri, quelli che mi ha letto alla fine sono regolamenti attuativi, urbanisticamente quel territorio come lo si gestisce? Il commercio su quel territorio, come lo si gestisce? Finché non faccio il regolamento unico sfido io, valgono i regolamenti del Comune di Acquacanina, ma questo mi sembra una cosa lapalissiana, è ovvio, ci sono due Piani regolatori finché non ne faccio uno omogeneo valgono tutti e due, lo avete scritto per evitare equivoci, va bene, ma non è questo il problema.
Il comma 3, dell’articolo 2 “Lo statuto e il regolamento …”, secondo me non ha senso il regolamento, lo statuto può prevedere il municipio, ma Assessore Cesetti nessun regolamento …, “del Comune di Fiastra disciplinano l'organizzazione e le funzioni del municipio di cui al comma 2 e possono prevedere …. “ Chi lo prevede il Municipio? Lo statuto del Comune di Fiastra prevede il municipio.

(interrompe l’Assessore Cesetti)

Piero CELANI. Si, il regolamento ne regola le funzioni, però è scritto che “possono” prevedere, quindi al comma 4 dico: fino all'insediamento del Municipio eventuale. Dopodiché con l'articolo 5 dico che decadono all'entrata in vigore l’1 gennaio.
Se l’1 gennaio decadono, ci vorrà tempo per fare lo statuto, ci vorrà tempo per far questo regolamento che disciplina il funzionamento, li richiamo in carica? La norma transitoria è il comma 4 dell'articolo 2 e l'articolo 5 è la norma precisa, allora qualcosa non funziona, perché io non credo che per l’1 gennaio il Comune di Fiastra avrà già fatto lo statuto, avrà già fatto il regolamento, avrà fatto tutto. Tutto decade l’1 gennaio, dopodiché deve essere fatto lo statuto, il regolamento, eventualmente il municipio e se decidono di farlo si richiamano in carica i vecchi amministratori per amministrare fino a che non si fa tutto il resto? A me sembra molto incongruente, tutto qui.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Vorrei leggere, a vantaggio di tutta l'Assemblea, il comma 130 della legge Delrio per far capire da dove prende le mosse.
Grazie Presidente. Solo per portare un ulteriore contributo, il comma 130 recita così: “I Comuni possono promuovere il procedimento di incorporazione in un Comune contiguo. In tal caso fermo restando il procedimento previsto dal comma 1 dell'articolo 15 del testo unico, il Comune incorporante conserva la propria personalità, succede in tutti i rapporti giuridici al Comune incorporato e gli organi di quest'ultimo decadono dalla data di entrata in vigore della legge regionale di incorporazione. Lo statuto del Comune incorporante prevede che alle comunità del Comune cessato siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi. A tale scopo lo statuto è integrato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge regionale di incorporazione. Le popolazioni interessate sono sentite ai fini del 133 della Costituzione mediante referendum, eccetera”.
Questo per dire che lo statuto richiamato da quell'articolo, può, anzi deve essere modificato entro tre mesi laddove si voglia prevedere questa forma che è stata prevista con questa proposta di legge.
Da qui prende le mosse il comportamento che è stato ritenuto alla base di questa proposta di legge, soprattutto dai Comuni interessati a questo atto di fusione per incorporazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. E’ talmente evidente, probabilmente potrebbe essere successa una svista, ma questa legge è scritta materialmente male. Ciò non significa, Presidente Giacinti, nascondersi dietro la legge nazionale Delrio, se anche questa fosse scritta male, noi qui siamo chiamati a votare una legge che deve essere il più possibile chiara e trasparente e deve essere anche, tante volte sfugge anche a me, scritta in modo corretto ed in italiano. Qui ci sono delle strutture che sono preposte, mi sembra evidente che questa cosa sia sfuggita, non vorrei che fosse una volontà.
All'Assessore Cesetti chiedo a quanto ammonta il risparmio per questa operazione di fusione, quanto fanno risparmiare queste ipotesi di aggregazione? E’ chiaro che questa mattina probabilmente pongo una domanda fuori posto, però credo che i progetti di fusione debbano essere anche supportati, per lo meno, da un’ipotesi di massima su cosa potrebbe succedere in termini economici. Io so che questi Comuni sono interessati agli accorpamenti perché arrivano dei finanziamenti, ma poi i finanziamenti finiscono e bisogna capire cosa succederà dopo, Assessore. Questo è il problema. Cosa succederà quando un Comune è accorpato ad un Comune più grande? Ad esempio Morro d'Alba, se questa operazione dovesse avvenire, qual è il danno economico per il Comune di Morro d'Alba che è il Comune dell'uva lacrima? Questo brand è collegato al Comune, se passa l'operazione di fusione viene matematicamente a mancare e lì, secondo me, si creerebbe un danno per l’immagine e per l’interesse del territorio.
Credo che questi ragionamenti debbano essere presi in considerazione anche perché le proposte non sono solo di accorpamento, ma se fatte per razionalizzare le risorse devono anche essere suffragate da un progetto economico su cosa potrebbe avvenire.
Noi della Lega, lo sapete, esprimiamo sempre delle considerazioni contrarie a queste operazioni di fusione perché il problema delle amministrazioni degli enti locali non si risolve con le fusioni, ma si risolve con una politica nazionale diversa da quella che sta portando avanti l'attuale Governatore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Voto a favore di questo provvedimento perché sono un convinto sostenitore delle fusioni di ogni tipo ed ogni genere, in quanto ritengo che una rete di 260 Comuni per una regione come la nostra, oggi, senza più un organo intermedio come erano le Province, con la capacità e qualità di sostenere anche gli enti più piccoli, crei una matrice non in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini.
Per noi è il primo e più importante obiettivo rispetto a tante altre questioni.
La scelta dei municipi è quella di mantenere l'identità dei luoghi. La ritengo una scelta interessante perché è la molla che ha permesso anche ad altri di proporsi nel percorso di fusione. Da una parte difficilmente non si riconosce il valore positivo di aggregare ed avere un unico bilancio, un'unica amministrazione, un unico personale, un unico ente a governare i processi ed i servizi, dall'altra è sempre presente il timore di perdere un'identità ed una storia. Il municipio è il modo per mantenere identità e storia.
Anche nel caso di Morro d'Alba il primo fatto che è stato valutato è che non c'era nessun rischio di mettere a repentaglio un prodotto come la Lacrima, noto e di grande qualità. Questo processo lo garantisce appieno e la struttura del municipio dà anche l’identità storica che affianca quello che è il valore di un marchio.
Gli inutili allarmismi di chi non vuole le fusioni, mantenendo un sistema debole di governo, spesso strumentali, andrebbero abbandonati a favore di un confronto franco e serio, senza mettere ogni volta sul tavolo argomenti che non hanno ragioni o fondamenti che non sono stati verificati semplicemente con l'obiettivo di esprimere contrarietà alle fusioni.
Devo dire che c'è una certa politica che ritiene la fusione, laddove sia con un’amministrazione politicamente opposta, sbagliata, mentre quando è fatta con il governo amico, la ritiene giusta. Servirebbe un atteggiamento un po' più coerente che sposi il principio del percorso delle fusioni oppure si dica che si preferisce il sistema che c’è oggi e ci si misura su un modo di organizzare i servizi, piuttosto che, di volta in volta, sull'amico, più o meno amico, più o meno nemico, più o meno cugino.
Non ho idea di quale orientamento politico siano gli amministratori di Acquacanina o Morro d'Alba, o altro, conosco un po' la mia provincia; qualche volta non si riesce neanche a capire da che parte stanno per il meccanismo delle liste civiche. Pensate che ad Arquata il Sindaco è di centro-destra, il Vicesindaco è del Partito Democratico, cioè si creano su scala locale le aggregazioni più diverse.
Il principio della fusione è un principio di grande qualità e l'idea del municipio è quella che sta sostenendo e facilitando oggi il percorso perché si vuole mantenere un punto di riferimento di quella che è stata una lunghissima storia, un'identità di un territorio e con l'atto che oggi approviamo diamo un segnale molto forte all'intero sistema sulla possibilità, anche per fusioni piccolissime, come quella in questione, di vedere garantita e conservata l'identità del proprio territorio.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Chiede una sospensione? D'accordo sospendo la seduta.

La seduta è sospesa alle ore 12,35.

La seduta riprende alle ore 13,45.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE Riprendiamo la seduta, proseguiamo con la votazione.
Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5.
Emendamento 5/1 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Un emendamento per un maggior chiarimento della norma, forse eccessivo, ma per essere ancora più chiari abbiamo legato l'articolo 5 (norme transitorie) ad una fattispecie dell'articolo 2 che andava da sé, che operava nell'ambito del periodo transitorio. Legandoli riusciamo nell'intento di essere ulteriormente chiari. Probabilmente non era necessario, ma a scanso di equivoci.

PRESIDENTE. Emendamento 5/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Vorrei fare soltanto questa precisazione, noi ci siamo adoperati perché ci fosse un chiarimento tra le due interpretazioni.
Favoriamo soprattutto la volontà delle popolazioni in questo senso e vorrei sommessamente ricordare ai Consiglieri di minoranza, che hanno eccepito – noi di solito rimproveriamo alla maggioranza di fare dei tagli lineari – che non si può ricondurre tutto ad una questione di risparmio economico, perché se due Comuni si fondono, magari si spende un po' di più o si spende uguale, magari non c’è risparmio economico, ma si dà accesso alla scuola materna, più assistenza agli anziani e in generale si riescono a dare con le stesse risorse più servizi ai cittadini. Noi non guardiamo solo all'aspetto economico, ma guardiamo ai vantaggi per la popolazione.
Speriamo che la popolazione abbia dei vantaggi concreti da questa fusione, noi non ci mettiamo assolutamente contro la volontà popolare.
La stragrande maggioranza degli abitanti dei due Comuni ha votato a favore della fusione, noi siamo sicuri che questa decisione sia stata consapevole ed informata per cui tutto il gruppo del Movimento 5 Stelle vota si.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Anch'io, come ho premesso e come ho detto anche nella discussione delle altre fusioni, in cui mi sono espresso per quanto riguarda la possibilità di arrivare a questa razionalizzazione, ho apprezzato questo momento di riflessione che è stato fatto dal Presidente Giacinti, dalla Commissione e dall'Assessore Cesetti. Questa riflessione da un punto di vista tecnico-giuridico-normativo-istituzionale era per legare queste due situazioni che adesso sono palesemente congrue. Grazie.

PRESIDENTE. Articolo 5 così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 75, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 21
ad iniziativa della Giunta regionale
“Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2017/2019 della Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 21 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Questa proposta di atto amministrativo rappresenta il documento di economia e finanza regionale, questo è il secondo documento dopo che l'anno scorso è stato approvato, in seguito all'entrata in vigore del decreto legislativo 118, il primo documento di economia e finanza regionale che riguardava il triennio 2016/2018.
Questo documento si basa sulla relazione programmatica del quinquennio della Giunta regionale adottata al momento dell'insediamento, e una cosa che va detta, l'articolazione di questo documento, come prevede il decreto legislativo 118, è effettuata fra missioni e programmi. Le missioni indicano e racchiudono le linee strategiche, le funzioni principali che la Regione vuole individuare ed attuare, mentre i programmi sono aggregati di dimensioni più puntuali, necessari per perseguire gli obiettivi rinvenibili nelle linee strategiche, ovvero nelle missioni.
Va detto che nel corso della legislatura è stato realizzato il ciclo delle performance, così come delineato dalle normative in vigore, l'attività della Giunta è proseguita anche sul versante della prevenzione della corruzione e della realizzazione della trasparenza amministrativa, si è completata la programmazione comunitaria ed è iniziata la gestione del periodo di programmazione 2014/2020. Si è provveduto, nei primi mesi di quest'anno, più volte ci siamo soffermati su questo aspetto, ad un notevole sforzo organizzativo per dare attuazione al riordino con il trasferimento alla Regione delle funzioni non fondamentali derivanti dalle Province e si sta portando avanti rilevanti innovazioni sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa.
Bisogna dire che il documento di economia e finanza regionale deve attendere un momento importante, lo prevede la legge, ed è quello del rendiconto dell'esercizio finanziario 2015 perché in quella occasione e in virtù degli elementi emergenti dal rendiconto di esercizio, il Defr indica l'individuazione degli obiettivi della manovra di bilancio, questo dice la legge, sulle risultanze dell'esercizio precedente, per cui questo risultato sarà importante ai fini di una rivisitazione del documento di economia e finanza.
Ripeto, va sempre tenuta presente la distinzione fra il Defr, che è il documento di natura qualitativa, e il bilancio di previsione che si estrinseca attraverso le missioni ed i programmi, che è uno strumento di natura quantitativa e va a individuare, in maniera puntuale, le risorse che vengono stanziate al fine di dare attuazione alle linee strategiche, come dicevamo in premessa.
Nelle discussioni spesso si corre il rischio di non tenere in considerazione la distinzione fra aspetto qualitativo/strategico del Defr, tipicamente, pricipuamente questa sua funzione rispetto all'aspetto quantitativo legato più allo strumento di bilancio.
Chiaramente questo documento non può non tener conto della situazione economica internazionale, di un quadro internazionale oltre che economico anche sociale e politico. Un'incertezza politica crescente; un atteggiamento un po' anti establishment che a più livelli incrociamo, spesso anche a livelli locali o minori; l'uscita dall'Unione europea della Gran Bretagna ha gettato qualche velo di maggiore incertezza su una situazione politica complessa; le varie economie, in particolare la nostra economia con un quadro nazionale che, quando è stato redatto il Defr, faceva riferimento a delle stime. Questo va detto perché questa discrasia temporale fra la data di redazione e la data di oggi, in cui lo andiamo ad approvare, ha fatto si che nel frattempo siano intervenute stime, dati macroeconomici un po' diversi e questo è stato oggetto di qualche rilievo da parte del Crel e ne è stato discusso anche in Commissione.
Ho detto che la situazione regionale, dal punto di vista del Pil, della produzione industriale, del livello delle esportazioni, purtroppo sta risentendo della crisi generale, internazionale di cui dicevamo, in particolare del settore calzaturiero che conosco maggiormente per provenienza territoriale. Notiamo una flessione nelle esportazioni con la Russia, non certo di poco conto, si stima in oltre 30% la diminuzione delle esportazioni verso quel Paese.
Ora per quanto riguarda gli obiettivi specifici, senza entrare nel merito, visto che il documento di economia e finanza rinvia agli obiettivi individuati nel documento precedente, quello dell'anno scorso 2016/2018, possiamo vederli al paragrafo 2, sono circa 90 pagine nello specifico.
Questa conferma mi fa tornare in mente le parole del Presidente Ceriscioli dell'anno scorso, quando in quella occasione diceva che la situazione generale più ampia da un punto di vista socio economico politico, anche in riferimento alla situazione internazionale, fa si che il documento di economia e finanza sia con i piedi per terra, senza particolari sogni e velleità, ma questo è un dato di fatto ineludibile con cui e verso il quale dobbiamo misurarci.
Non da ultimo il sisma del 24 agosto, successivo alla redazione di questo atto, impone ed in qualche misura influenza il documento non solo dal punto di vista psicologico, ma soprattutto dal punto di vista dell'impegno fattivo a più livelli, soprattutto gli obiettivi di finanza regionale.
Questa mancanza è stata fatta notare dal Crel, va da sè, l'ho detto e lo ribadisco, che questa incongruenza è dovuta al fatto che il provvedimento è stato redatto in luglio e il sisma è avvenuto il 24 agosto, tanto che già all'indomani del terremoto la Giunta ha introdotto, con un emendamento, uno stanziamento di 1,5 milioni di euro a favore dell'attività della Protezione civile. Portandoci più avanti le incombenze, soprattutto gli impegni e le attenzioni, mi sento di auspicare una maggiore considerazione, vista la gravità e l'importanza di questo fatto.
In questo contesto non può non avere un'importanza strategica e notevole il quadro complessivo dei fondi comunitari che, ripeto, sono pari a 1.128 milioni nel periodo di riferimento 2014/2020 e sono suddivisi secondo uno schema che fa parte del documento di economia e finanza. 327 milioni per il Por/Fesr, 278 per il Fondo sociale europeo, 522 milioni per il Psr, per un totale di 1.128 milioni. Sono risorse che troveranno una declinazione nell'ambito dei vari programmi e delle linee intraviste con il documento di economia e finanza regionale e con gli obiettivi che lo stesso si prefigge di raggiungere.
Scorgendo ulteriormente in avanti il documento si arriva alla parte relativa alla razionalizzazione delle società partecipate e degli enti strumentali. Un'attività che, come ci ha più volte ricordato l'Assessore Cesetti, è stata intrapresa ed ha portato anche i primi risultati. Tutti i processi dismissivi non sempre sono stati rapidi, anche in considerazione del fatto che non ci sono univoche determinazioni da parte dei soci, noi spesso e volentieri siamo soci di maggior riferimento, però a volte altre compagini ed altri soci incidono sulla decisione finale.
Va richiamata la procedura di aggiornamento, come detto in premessa, ma lo ribadisco, è un momento obbligato che insiste su due specifici momenti: uno è quello della rivisitazione del Def nazionale di cui il Defr, documento di economia e finanza regionale, è diretta emanazione. L'adeguamento del documento nazionale di economia e finanza inciderà nel Defr regionale, come? L'ho detto, ma lo ribadisco per uniformità di trattamento delle questioni, il rendiconto regionale dell'esercizio 2015, come la legge prevede, è un momento da cui deve prendere spunto il documento stesso per rivedere ed individuare eventuali variazioni, quindi un periodo di adeguamento.
E' chiaro che ci stiamo spingendo verso la fine dell'anno finanziario per cui probabilmente questi due momenti, oso immaginare, saranno anche ravvicinati visto che il documento di economia e finanza nazionale è proprio di queste ore,anche se non so a che punto sia il rendiconto del bilancio regionale 2015, comunque questi due momenti probabilmente si protrarranno fino alla fine dell'anno finanziario.
Ho parlato del parere negativo del Crel in riferimento a due aspetti critici, uno riguardava i fatti del terremoto che non erano contenuti, ma per ovvi motivi, l'abbiamo anche rilevato in Commissione, anzi raccomandiamo la Giunta, ma non ce n'è bisogno vista la risposta all'indomani del sisma, di tenere in considerazione tutte le tematiche legate a questa situazione. Anche le stime nazionali sono state riviste in termini quantitativi sugli aggregati macroeconomici, come la disoccupazione, il Pil, sia nazionale che regionale, anche questo non è indifferente ai fini di tutto il documento di economia e finanza. Questo, debbo dire, anche in linea con quanto avviene a livello di legislazione nazionale. Faccio un esempio, da un lato una politica restrittiva sul piano dei trasferimenti centrali, che è ben sotto gli occhi di tutti, e mi spiace ogni volta doverla sottolineare, dall'altro una politica, sotto il profilo delle politiche fiscali, espansiva, quindi questa Regione, a cui va il plauso di aver esentato dall'Irap le nuove imprese produttive, sotto il profilo del gettito ha un valore e quindi una determinazione che veniva stimata, se non sbaglio, in 4,5 milioni di euro.
Tornando al discorso iniziale questa politica espansiva a livello nazionale, mi riferisco alla completa o quasi totale deducibilità dell'Irap sul costo del lavoro, è stato un momento importante anche della politica fiscale del precedente esercizio finanziario nazionale, ma chiaramente ha fatto si, essendo l'Irap una tassa che va nel gettito regionale, che ci sia stata un decremento rilevante delle entrate.
Questo quadro che ho tracciato sinteticamente, sembra essere negativo, però purtroppo è la verità, inserito in un contesto socio economico nazionale ed anche internazionale. Abbiamo fatto riferimento al discorso delle esportazioni in Russia per il nostro territorio fermano, ma anche altri settori economici della nostra regione, non c'è solo questo, risentono di questa situazione.
Tutti questi elementi rendono complicata l'azione del governo regionale, ma non per questo meno affascinante.
Auspico che queste attenzioni siano tenute sotto una giusta luce, sotto un giusto riflettore, non dimenticando, questo è un aspetto personale che mi sento di aggiungere, che questo è un Paese, mi riferisco alla nostra Nazione, dove 10 milioni di persone, sono le stime, vivono ai margini, alle soglie di povertà. E’ un dato che fa interrogare e getta una particolare mestizia su tutta questa analisi socio-economica che non ha la pretesa di essere una analisi compiuta, però molti fattori messi a confronto, danno una forbice che divarica sempre di più lo spazio fra una ristretta classe di persone che possono godere di una bellissima fetta di ricchezza, rispetto ad una grande parte di popolazione che invece è sempre di più ai margini o addirittura dentro le soglie di povertà. Questa è una riflessione che mi sento di fare.
Nel chiudere tocco questo aspetto per dire che a volte forse dovremmo essere presi giustamente da tematiche più vive e che entrino di più nei tavoli, uso una metafora, di tutte le famiglie rispetto ad altre questioni pure importanti. Di necessità virtù, nei momenti di particolare difficoltà sta a questa Assemblea individuare, intravvedere e dare risposte, quelle più importanti in quel momento, certo tutto è importante in tutto il mondo, ma in certi momenti specifici forse la brava guida e la brava classe dirigente sa individuare, intravvedere e dare risposte importanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. L'atto che andiamo a votare è importante, è il documento di economia e finanza regionale che definisce le linee strategiche della programmazione economica e finanziaria della nostra regione, che saranno articolate nel bilancio di previsione 2017/2019, come ha già detto il Consigliere Giacinti, dal punto di vista finanziario.
Rappresenta un riferimento per la visione e la strategia dell'attività della nostra Regione, fornisce la visione d'insieme della politica regionale, unitaria, riferita alle risorse ed agli strumenti della programmazione comunitaria 2014/2020 e al fondo per lo sviluppo e la coesione.
Questo documento ha come obiettivo quello di concentrarsi sugli aspetti qualitativi piuttosto che quantitativi, che saranno tradotti in numeri con il bilancio di previsione 2017/2019.
Voglio anticipare il mio voto contrario. Il mio non è un no a prescindere, ma dettato da ragioni precise. Purtroppo questo documento è superato dal contesto economico di riferimento di quando è stato elaborato, è superato da alcune situazioni, quali il terremoto.
Se voi andate a guardare a pagina 6 e 7 dell'atto, nell'elaborazione di questo documento di economia e finanza vengono presi come riferimento dei dati che oggi non sono veritieri, l'ha già detto il Consigliere Giacinti, l'abbiamo detto in Commissione e c'è un parere negativo del Crel proprio per questo. Il documento poteva andare bene se fosse stato portato in Aula a luglio, oggi siamo ad ottobre ed i dati sono completamente errati, basta controllare a pagina 6 e 7, i dati economici sono stati presi dalla Banca d'Italia e fanno riferimento ad un Pil per il 2016 pari a 1,6 e per il 2017 pari a 1,4 mentre un mese fa i dati sono stati divulgati e sono esattamente la metà. Anche per quanto riguarda l'occupazione e la crescita debbo ribadire la stessa identica cosa.
Ecco perché è un documento ormai superato, superato anche dal terremoto che non è stato preso in considerazione. Il sisma ha rivoluzionato la nostra regione ed avrà comunque un effetto fino alla fine della nostra legislatura e nella missione Protezione civile, come abbiamo già detto in Commissione, questo non viene preso in considerazione.
A maggior ragione è arrivato il parere del Crel, che ho letto stamattina, e fa riferimento ad un documento che doveva essere aggiornato, ve lo leggo: riguardo al merito della scelta di confermare gli obiettivi strategici indicati nelle missioni e nei programmi del Defr 2016/2018, alcuni atti che si sono assunti nel corso del 2016, successivamente all'approvazione del Defr avrebbero dovuto comportare una più approfondita verifica di aggiornamento – questo lo abbiamo detto anche in Commissione – anche per quanto riguarda il contesto economico di riferimento, si rende opportuno un aggiornamento alla luce della revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil e dell'occupazione, quindi oggi siamo qui in Aula ad approvare un documento che è superato, è superato dagli eventi del sisma, è superato dal contesto economico a cui faceva riferimento a giugno. Non è veritiero.
Andiamo a vedere anche la programmazione dei fondi comunitari 2014/2020, sappiamo quanto siano importanti per promuovere lo sviluppo della nostra regione. Anche qui fino al 2017 la spesa dei fondi è pressoché nulla ed anche qui il parere del Crel, che ho visto stamattina, dice la stessa cosa: “In particolare ci si riferisce al documento strategico regionale per la programmazione unitaria dei fondi comunitari ed all'applicazione delle disposizioni di riordino dell'assetto istituzionale delle Province - che non è stato preso in considerazione - avvenuta con la conclusione del trasferimento alla Regione delle funzioni non fondamentali. Ma soprattutto la conferma integrale di quanto contenuto nel documento di economia e finanza regionale 2016/2018 non consente di adeguare la declinazione degli obiettivi strategici attraverso la descrizione delle missioni e dei programmi alle mutate condizioni di contesto o a nuovi eventi intervenuti. In questo senso emerge con evidenza la totale assenza di quanto avvenuto con il sisma del 24 agosto 2016”.
Ecco le motivazioni per cui voto no a questo documento, sono chiare, non lo dico io, lo dice anche il Crel, purtroppo ci sono degli eventi che fanno riferimento al sisma che sono avvenuti dopo l'elaborazione di questo documento, ed è stato definito con dei dati totalmente errati. Questo documento doveva essere revisionato ed anche il Crel lo afferma, questo l'abbiamo detto in Commissione e l'abbiamo ripetuto più volte.
Le mie motivazioni sono queste, voterò contro questo documento, inoltre non c'è nessuna scelta politica, si parla delle stesse cose di un anno fa.
La domanda che mi viene spontanea è questa: Assessore, quest'anno faremo il bilancio di previsione tecnico come lo scorso anno? Durante l'anno ho detto che anche quest'anno saremmo arrivati nelle stesse condizioni, se non peggio, dell'anno precedente. A quando l'assestamento ed il bilancio di previsione? La maggior parte delle Regioni italiane ha fatto la parifica prima dell'estate, allora mi chiedo: noi arriveremo a fine anno con un bilancio ancora tecnico? Quando porteremo l'assestamento ed il bilancio di previsione? Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo fin d'ora a chi vuol parlare di iscriversi.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Leggo il mio intervento anche per seguire i consigli dell'Assessore Cesetti che mi ha detto di non eccedere in tentazioni coreografiche, quindi leggerò anche per limitare le tentazioni coreografiche del mio eloquio perché su questo documento di economia e finanza regionale di tentazioni coreografiche ce ne sarebbero tantissime.
Come ha detto la Consigliera Marcozzi, ho sotto mano il parere negativo su questo documento di economia e finanza regionale 2017/2019, non delle Dame di San Vincenzo né della bocciofila, con tutto il rispetto per le Dame di San Vincenzo e per la bocciofila, ma del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro.
Il CREL sembra aver ascoltato le mie osservazioni in Commissione, quando a nome del Movimento 5 Stelle ho espresso tutta la mia perplessità e chiesto un tempestivo e indispensabile aggiornamento del documento, che però è rimasto tale e quale. Non c'è stato tempo, mi è stato detto in Commissione, come se si dovessero incidere sulla pietra i dieci comandamenti e non usare gli eclettici programmi di scrittura che l'informatica ci mette a disposizione.
Il Defr è il documento guida in cui l'amministrazione definisce i programmi da realizzare all'interno delle singole missioni, tenuto conto dell'analisi della situazione finanziaria della Regione sulla base delle risultanze dell'esercizio precedente, quindi del rendiconto 2015. Ma il rendiconto 2015 è stato presentato ad agosto, dopo il Defr che è precedente, quindi in netto ritardo rispetto alla scadenza prevista dalle leggi statali e regionali, cioè aprile, e per giustificare il ritardo ci è stato detto che occorrerà rivedere il Defr in aggiornamento in un momento successivo.
Entriamo nel contenuto. Per quanto riguarda la descrizione degli obiettivi strategici in missioni e programmi si conferma tutto ciò che era scritto nel documento che quest'Aula ha esaminato un anno fa, senza tener nel benché minimo conto che il Defr costituisce anche il presupposto dell'attività di controllo strategico, con particolare riferimento allo stato di attuazione dei programmi e delle missioni.
Se non volete aggiornare lo stato di attuazione per prendere come riferimento quello di un anno fa, due sono le motivazioni: o non volete farci conoscere ciò che è stato fatto per non sottoporlo al controllo strategico, o peggio, non è stato fatto niente di ciò che avevate scritto un anno fa. Non si scappa!
In effetti quello dell'anno scorso è stato il primo Defr, nonostante la Corte dei Conti avesse rilevato la "reiterata mancanza" del più importante documento di programmazione e di controllo. Ora va redatto per obbligo di legge e dalla mancanza siete passati alla manchevolezza, cioè viene fatto giusto per ottemperare, perché il documento è inconsistente e non dà assolutamente contezza delle linee politiche che intendete perseguire.
Ho chiesto in Commissione di adeguare, magari con 10 righe di emendamento, la missione della Protezione civile visto che nel frattempo si è verificato un avvenimento non da poco e il sisma, che avrà ripercussioni sull'intera vita della legislatura, e tutti i Commissari, di maggioranza e minoranza, si sono dichiarati d'accordo, ma nell'ultima Commissione di tre giorni fa niente di niente. Il terremoto è stato il 24 agosto, non c'è stato tempo?
Sempre in Commissione ho detto che i dati sulla disoccupazione nelle Marche si riferivano ad un copia incolla del terzo trimestre del 2015, quando era scesa al 9,9% rispetto all'11,9% italiano, mentre nel quarto era salita all'11,6 in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e più alta della percentuale italiana.
Stesso discorso con l'occupazione che nella parte finale dell'anno non è cresciuta, come si legge nel Defr, farlocco – mi verrebbe da dire - ma è diminuita rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente e anche stavolta al contrario di quanto accaduto in Italia.
Vogliamo parlare delle informazioni relative alla programmazione regionale unitaria a fine 2016 con risorse impegnate dei programmi Por Fesr/Fse per meno del 10% della disponibilità? Ci si aspettava di trovare almeno uno straccio di indicazione sull'evoluzione, su come le strutture e la politica si stanno muovendo. Niente di niente. Accadrà così che la programmazione 2014-2020 arriverà all'anno prossimo a ridosso di una valutazione di medio-termine, senza la possibilità di rivedere e reimpostare le politiche sulla base di una prima valutazione sull'uso dei fondi.
Neanche si fa cenno di come si intende valutare i programmi, l'efficacia e gli impatti, dato che viene richiesto espressamente dai nuovi regolamenti europei.
Riguardo agli enti e alle società partecipate è vero che il Defr deve contenere solo gli indirizzi, ma su Aerdorica, Interporto, gli Enti Parco, cosa dice il Defr a questa Assemblea?
Quello che sappiamo è che la Giunta ed il suo Segretario Generale, anche Amministratore unico di Svim, stanno avendo una corrispondenza fitta, epistolare, circa le dismissioni delle partecipazioni per tramite di Svim. Visto che è passato un anno dalla richiesta di dettagliare l'operazione delle dismissioni (delibera di Giunta 12 ottobre 2015) magari era il caso di esplicitare qualcosina sul Defr.
La faccio corta, per questo e per tutto quello che è stato scritto dal Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per motivare il proprio parere contrario, siamo fortemente critici nei confronti di questo modo di approntare gli atti, soprattutto se si tratta di un documento guida per la definizione dei programmi.
Qualche mese or sono tendevamo ad attribuire queste azioni ad una volontà della Giunta di non condividere le decisioni con l'Aula, ma ora, alla luce di quanto avvenuto, cominciamo a credere che dipenda anche da una diffusa incapacità amministrativa, da una superficiale approssimazione, da una mancanza di idee e progetti.
Per questo, su questo inconsistente atto che offende la dignità di tutti noi Consiglieri chiamati a votare questo documento insussistente e farlocco, che parte da dati e presupposti sbagliati e inesatti per impostare un programma politico così importante, votiamo quasi sdegnati contro!

PRESIDENTE. Raccomando a tutti il rispetto dei tempi, vi richiamerò allo scadere dei 10 minuti.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Non parto dal documento del Crel perché mi sembrerebbe troppo facile, anche perché il Presidente è un ex sindacalista della Cgil, mio amico personale, ma non amico politico. Non parto dalla pesantissima osservazione che vi fa su questo documento, perché anche il Presidente nel suo insediamento, dentro quest'Aula, in questa Assise, in questa legislatura - basta andare a sbobinare gli interventi - aveva presentato lo sviluppo, il problema occupazionale, l'incremento del lavoro, gli interventi sui piani di finanziamento europei. Ma ancora le graduatorie sono lì da marzo/aprile 2016, non escono, perciò non meniamo il can per l'aia, sono ferme, non escono nemmeno i bandi, allora di cosa parliamo? Parliamo di una cosa, per quanto ci riguarda, molto seria: il lavoro e l'economia. Questo documento doveva prevedere lo sviluppo e tentare di incrementare l'aumento del Pil in questa regione.
L'aumento del Pil si fa con il credito ed il lavoro, ma se mancano il credito ed il lavoro non viene avanti!
L'Assessore competente, per esempio, aveva pensato di potenziare il credito per quanto riguarda il Confidi entro il 2016, ancora non si vede all'orizzonte, siamo ad ottobre, tra pochi giorni è novembre e ormai siamo quasi a fine 2016. Cosa parliamo, Presidente, se dentro questo documento non ci sono le strategie di sviluppo?
L'ultima cosa, una delle tante, il terremoto.
Tonino Di Pietro diceva: “Che ci azzecca” su questa cosa? A meno che le cose dette dal Governo non siano quelle da realizzare, perché il finanziamento per quanto riguarda il terremoto è previsto là, ma io mi chiedo: qual è l'intervento della Regione sul finanziamento, sulle seconde case? Perché se è sulle seconde case, il ragionamento è un altro.
Credo che questo documento, per quanto riguarda lo sviluppo di questa Regione ..., Presidente lei molte volte sorride, lei molte volte guarda non so in che modo il problema dei marchigiani, però i marchigiani sono in difficoltà, lei visita le aziende, però probabilmente quello che vede lei noi non lo vediamo, oppure non vede le associazioni di categoria, perché è un lamento continuo, probabilmente a lei dicono che le cose vanno bene, quando in realtà vanno male.
Questo è un documento di programmazione, ma la programmazione non c'è! Cosa farà il buon Assessore Cesetti quando dovrà approvare il bilancio? Farà 30 o 40 variazioni di bilancio, questa sarà la fine, perchè nel Piano non c'è una strategia. Si faranno variazioni di bilancio per arrivare a tappare di qua e di là, chiudendo qua ed aprendo una finestra di là.
Presidente, il Piano di sviluppo di questa regione non può essere questo, fra l'altro lei sa, e gli indici glielo dicono, che lo sviluppo del Pil in questa regione è inferiore rispetto alla media, è sotto, è una regione che sta sotto il livello di guardia, è inferiore.
Qui stiamo parlando di un documento per lo sviluppo per un milione e mezzo di marchigiani - mi dice il Consigliere Marconi e lo ringrazio, io pensavo fossero 1 milione e 400 mila, ce ne sono 100.000 in più - che soffrono e soffrono per la mancanza di programmazione, Presidente.
Voi non potete dire che questo è un documento di programmazione, una programmazione avrebbe garantito con i prossimi investimenti la realizzazione di 10.000 posti di lavoro, potevano essere anche di meno, magari 5.000, ma questo documento non contiene alcuna programmazione, lo dice il Presidente del Crel, non c'è!
Questi sono i problemi che occorre risolvere: l'economia ed il lavoro, se non si parla di questo c'è solo aria fritta. Parliamo di aria fritta, Presidente, se lei però non vuole convenire, io la capisco, è giusto che sia così tra la maggioranza e la minoranza, però dica che questa è aria fritta, perché non c'è una programmazione seria. Una programmazione seria è un progetto industriale, in questo caso un progetto di sviluppo, che prevede un business plan, cosa un'azienda vuole fare e vuole realizzare.
Questa azienda, come lei la chiama sui giornali, la chiama azienda probabilmente per non cambiare niente nel mondo della dirigenza, però questa è un'altra cosa, intanto cambiamo nome, la Regione chiamiamola impresa, una roba di questo genere, ma quale impresa è questa se non crea lavoro, se non crea reddito e non ha credito?
Credo che questa posizione sia inaccettabile. Dico che il Crel ha fatto bene, lo so che lo volete chiudere, perché Renzi ha detto di chiuderlo, perché dà fastidio, ma vedremo se riuscirete a chiuderlo con i Si o invece riusciremo a sconfiggervi con i No, perché questo è il problema di fondo.
Se questo è il problema, anche sulla riforma istituzionale, credo che questo documento vada rigettato perché non contiene un piano di sviluppo per questa regione e per il secondo anno consecutivo dall'insediamento alla Presidenza del prof. Ceriscioli, i marchigiani saranno costretti a soffrire perché in questo documento non c'è sviluppo, non c'è occupazione, tutte cose che il Presidente dentro quest'Aula, qualche mese fa, ormai più di 12 mesi fa, aveva detto e non vengono mantenute per il secondo anno consecutivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Alcune considerazioni relative a questo documento che premetto, per quanto mi riguarda, da legislatore nazionale non avrei mai previsto.
La questione qui non è se questo documento contiene o meno tutte le cose che noi sogniamo e che si possono fare in una regione.
Le Regioni, caro Presidente Ceriscioli, se non hanno l'autonomia legislativa, che hanno le Regioni a statuto speciale, sono delle grandi amministrazioni.
In questo senso acquistano significato i ragionamenti attorno agli accorpamenti, perché non ha ragione d'esistere il Molise, non ha ragione d'esistere l'Umbria, non ha ragione d'esistere il Friuli Venezia Giulia, la cosa buffa però è che senza questi accorpamenti e con un voto positivo nel prossimo referendum avremo 2 senatori dalla Valle d'Aosta, 2 dal Molise, 2 dal Friuli Venezia Giulia, 2 dalla Basilicata e magari 5 dalla Lombardia. La vera questione è questa.
Voto quest'atto per un'assunzione di responsabilità nei confronti della maggioranza, ma senza alcun entusiasmo e capisco anche la difficoltà di chi deve redigere una cosa di questo genere. Forse la Giunta ha fatto un atto di onestà intellettuale maggiore, ha ripreso sostanzialmente quello dell'anno scorso dicendo: “Su questa traccia continuiamo a lavorare”, ma non è questo il punto. Faccio un esempio, io non ho, come il Trentino Alto Adige, l'autonomia legislativa per poter fare una mia sim, poter fare un mio fondo pensione, che mi organizzo per conto mio con un sistema misto pubblico/privato, non ho l'autonomia per organizzarmi in maniera adeguata le agenzie turistiche, non ho l'autonomia per fare o mettere in piedi una rete di tagesmutter, che quando abbiamo dovuto introdurre gli asili nido nelle Marche siamo impazziti per trovare una via legislativa e abbiamo fatto una cosa sbiadita rispetto a quella che hanno fatto loro e l'hanno fatta con estrema semplicità. Addirittura hanno fatto un'unica cooperativa, neanche le gare, hanno fatto un'unica cooperativa per tutta la provincia di Bolzano e si sono fatte le tagesmutter con una disciplina che riguarda il fiscale, che riguarda il lavoro, che riguarda la missione, che è tutta diversa da quella nazionale.
Noi siamo imbrigliati da leggi nazionali, siamo degli esecutori della volontà centrale di Roma. Quindi considerata la premessa questo è semplicemente uno specchio, un riflesso di quello che a livello romano viene deciso, il vero punto è questo.
Non illudiamoci di poter segnare un passo verso lo sviluppo attraverso le nostre risorse, dico che quello che stiamo facendo come esecutivo e come maggioranza è della buona amministrazione, nei limiti in cui questa ci è consentita, e con questo ragionamento si risolve anche la grande questione del perché c'è o non c'è tutto il pacchetto riguardo il terremoto.
Non c'è bisogno di metterlo qui, perché il pacchetto terremoto sarà il pacchetto che gestiremo, l'abbiamo detto questa mattina alla Conferenza dei capigruppo - a parte audizioni, incontri, se avremo i soldi, quelli che avremo - non c'è bisogno di mettere qui quelle che possono sembrare tutte belle cose, che rimarranno letteratura perché la programmazione economica, diciamolo chiaramente, non lo fa più nemmeno il Governo nazionale in quanto siamo inseriti in contesti internazionali ed europei in cui non decidi un piffero di niente. Una finanziaria da 26 miliardi potrà servire per qualche altro scopo, di altra natura, come aiutare qualcuno, rendere l'Italia meno nervosa, però non cambia niente. Cosa cambia?
Abbiamo bisogno a livello europeo di investimenti pari a 150/200 miliardi all'anno. Per andare bene in Europa dovremmo stampare 150 miliardi di euro, come fanno gli americani, avere un sacco di liquidità che ci possa consentire di abbattere il debito pubblico, di non continuare a strozzare l'economia, avere soldi in circolazione, di questo sono tutti convinti, la difficoltà a farla c'è, non è che i tedeschi sono dei matti che si oppongono a questo, ma questi sono i disegni, al di là di questo, mi sa che noi con questa parolaccia, che sembra una pernacchia, Defr, dovremmo decidere con un milione in più qua, o due milioni in più la, è veramente patetico. Ripeto, può essere una buona letteratura ed un buon ragionamento, possiamo farci anche un'altra ora di salotto, ma sostanzialmente non è con questo che cambieremo il quadro delle cose.
Piuttosto, Presidente, credo che dovremmo entrare in maniera più puntuale questa volta, lo dico in assenza dell'Assessore Cesetti, facendo finta che non ci sia, dentro il bilancio. Credo che questa sia una necessità utile alla Giunta perché prenda consapevolezza delle cose che si possono fare e nessuno in quest'Aula rispetto a questo sarà legittimato moralmente a scrivere il libro dei sogni, perché quello che sta distruggendo la democrazia in questo nostro Paese non sono le nuove tentazioni centraliste o meno da parte di qualcuno, può darsi anche quello, ma da 25 anni sono le favole, cioè far credere agli italiani le cose che non si possono fare. Ormai il gioco è questo, sia all'opposizione di destra, di sinistra, di centro, dei 5 Stelle, cioè immaginare il libro delle favole e poi dire guarda quanti sono cattivi che non riescono a farlo; poi uno va al Governo e non le fa, e quelli che prima erano al Governo e poi stanno all'opposizione ricominciano con un nuovo libro delle favole.
Di fronte ai numeri non si scappa, sulla sanità vedremo finalmente un bilancio che ha un anno di gestione della Giunta attuale e cominceremo a dire: “Signori questo si può fare, questo non si può fare”, sempre, senza dimenticare che noi abbiamo una legge nazionale che sostanzialmente ci dice anche quanti medici dobbiamo mettere in un punto di continuità assistenziale.
Mi sapete dire qual è l'autonomia, se so che in quel punto di continuità assistenziale, che trasforma un punto di primo intervento, ci deve stare un infermiere, due medici, mezza ruota di ambulanza, un sacchetto dell'immondizia e non due, che dobbiamo decidere?
Noi qui ci agitiamo fra di noi quando poi la sostanza delle cose è questa. A questo riguardo abbiamo preso - chiudo, tanto ne parleremo più tardi con la mozione della Consigliera Leonardi - con un atto di orgoglio un anno di respiro per capire meglio, ma è evidente che per le assunzioni programmate - per le quali il Governo ha dato i soldi, la Giunta già ha approvato un piano ed il Presidente ce l’ha detto in maniera chiara - o noi facciamo quello che è previsto dal decreto n. 70 o le assunzioni ce le scordiamo. Nell'inseguire il sogno del mezzo infermiere in più e qualche catetere in più avremo l'impossibilità di mandare avanti gli ospedali per acuti nei quali tra le altre cose oggi concentriamo tutto e poi ce lo diremo.
Se c'è qualche genio disposto a darci qualche nuova programmazione, vedere cosa possiamo fare con i privati, cercare di ragionare su tutto quello che può essere alleggerito rispetto a questo, perché non ci vuole uno scienziato a capire che dai precedenti 30 ospedali agli attuali 14/13 c’è un ingolfamento. Questo lo sappiamo tutti e non penso che il Presidente Ceriscioli, che si è un po' limitato in questo tipo di interventi, lasciandoci qualche pezzo in più da fare, abbia un gusto sadico a vedere la gente lungo i corridoi degli ospedali o dei pronto soccorso. E’ un ragionamento da deficienti, trovare le soluzioni rappresenta la vera difficoltà.
Caro Presidente, nel giorno del nostro onorato onomastico, che San Luca ci aiuti, so che questo non ci aiuterà in nessun modo perché tanto il 95% dell'elettorato ormai è condizionato da questa roba, puntiamo su quel 5%, quel 5% di cittadini italiani che vuole ragionare intorno ai numeri ed intorno alle cose serie, per quegli altri che ancora bambini e adolescenti vogliono essere coccolati dalle favole, vadano avanti le favole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Una delle poche volte che dopo il Consigliere Marconi potrei dire sottoscrivo ciò che ha detto, risparmiandomi di dire qualcosa. Mi sembra che perlomeno nella sua prima parte, poi è scivolato su un tema a lui molto caro, come a tutti, che è la sanità sociale, abbia centrato un po' l'obiettivo di quanto stiamo facendo, però mi sono prenotato e voglio fare lo stesso qualche considerazione.
Questo documento è di programmazione, quindi in qualche modo qualifica o dovrebbe qualificare l'attività di governo, di una amministrazione qualunque essa sia, piccola o grande, dal più piccolo Comune alla più grande Regione.
Perlomeno il decreto legislativo n. 118 del 2011 aveva le finalità di far capire prima del bilancio quali erano le strategie che l'ente pubblico voleva mettere in atto. Tanto è vero che è un Def, un documento di economia, quindi si dovrebbe parlare esclusivamente delle situazioni economico/produttive, socio/economiche, comunque il discorso economico ha una valenza molto importante, e dovrebbe individuare le strategie per l'economia locale e le finanze per sostenere la progettualità, la programmazione che uno vuole mettere in atto.
Un documento, se volete, abbastanza innovativo anche se ormai sono 4 o 5 anni che viene messo giù da vari enti, ma che ovviamente, come vedremo e come già hanno detto i Consiglieri che mi hanno preceduto, non trova quanto nella sua origine voleva rappresentare, non c'è nulla di tutto questo.
Andiamo un attimo a vedere come è stato costruito, se ne poteva anche fare a meno a questo punto perché sono tutte cose che noi in qualche modo avevamo approvato in precedenza o la legge nazionale richiamava.
Ho cercato di leggerlo, l'ho letto una prima volta e mi sembrava di aver tralasciato qualcosa perché cercavo il capitoletto che mi dicesse cosa volevamo fare o che mi indicasse le macrocifre che metteremo per ogni missione.
Allora l'ho riletto, ma purtroppo la mia curiosità non è stata soddisfatta perché in pratica questo documento è stato costruito in questo modo, legittimamente credo, la prima parte altro non è che un ripassino didascalico di quello che è in pratica il documento, quindi di quello che è la missione ed il programma, questo ci ha fatto piacere perché in qualche modo ci ha rinfrescato un po' le idee, ma sapevamo che il discorso della missione era la funzione, l'obiettivo strategico che sta dentro la missione che si vuole raggiungere, poi il programma non è altro che la parte finanziaria, la parte più operativa per raggiungere quegli obiettivi.
In questa prima parte si illustra una serie di situazioni che sono state adempiute, tutte con soddisfazione, d'altra parte è la norma che lo dice, come il fatto di stabilire ed individuare il ciclo della performance, oppure l'atto per la prevenzione della corruzione e trasparenza amministrativa, mi sembra che sia doveroso, lo fanno tutti, è la legge che lo dice, il discorso della programmazione comunitaria anche quello è l'Europa che ce lo impone.
Poi sempre in questa prima parte c'è una descrizione abbastanza dettagliata, ma ripresa da documenti ormai noti e stranoti a tutti, che è quella del contesto economico mondiale, europeo, italiano e poi si passa ad esaminare la situazione economica della nostra regione, ahimè certamente non prospera, dove c'è soltanto una piccola nota positiva che dice: “Questo miglioramento della situazione piccolissimo è dovuto all'aumento dei consumi interni”, come succede in tutta Italia, Mi sembra che nonostante gli economisti abbiamo detto che questo non significa assolutamente nulla, perché se crescono i consumi interni non cresce l'economia, assolutamente, occorre far crescere soprattutto la produzione, l'esportazione, i nuovi mercati. Detto questo auspicavo che andando avanti si potesse aggiustare il tiro vedendo che la situazione era ancora stagnante.
La prima parte è in pratica un glossario di tutto quello che sapevamo.
Nella seconda parte si illustra di nuovo il documento strategico regionale 2014/2020 che rappresenta, come dice la relazione, “il cuore” del Defr. Il cuore di questo documento altro non è che l'illustrazione del documento strategico regionale 2014/2020. Se questo è il cuore potevamo farne a meno perché l'avevamo già esaminato, vivisezionato, l'abbiamo approvato nelle Commissioni tutte ed in questa Aula, quindi che questo rappresentasse il cuore mi ha sorpreso.
Però c'è una novità in questo senso, in questo cuore si dice che si fanno proprie per l'utilizzo dei fondi comunitari le tre posizioni più importanti che riguardano la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.
Meno male c'è qualcosa di nuovo. Andiamo a vedere come la crescita intelligente legata alla conoscenza, all'innovazione, possa essere sostenuta, come quella relativa all'ambiente, al rinnovabile, come quella inclusiva che significa tutti al lavoro. Come ci si arriva? Silenzio assoluto, non c'è nulla! Si dice facciamo propri questi elementi prioritari che l'Europa ha individuato, benissimo, cosa buona e giusta, ma vediamo come realizzarli nella nostra regione. Di tutto questo non c'è assolutamente il minimo riferimento.
Nella terza parte, che è ancora più simpatica, questa ve la voglio proprio dire, si parla della situazione e delle prospettive del fondo per lo sviluppo e la coesione, in pratica la possibilità di utilizzare gli ex fondi Fas. Qui è buio pesto perché si dice: “L'ammontare complessivo delle risorse residue del fondo di sviluppo e coesione (circa 3,9 miliardi di euro) da ripartire tra le Regioni del centro nord è tutt'altro che certo”.
Di queste risorse le Regioni hanno stabilito che il 50% debba essere destinato alle infrastrutture di valenza nazionale - di questo 50% probabilmente il 5,18% potrebbe toccare a noi, però non si sa se c'è - il 25% alle infrastrutture di valenza regionale e il 25% agli interventi per il dissesto idrogeologico. In pratica assolutamente nulla! Come fondo, come programmazione regionale non troviamo nulla, è tutta una programmazione legata ai fondi extra bilancio proprio, quindi, onestamente, come diceva il Consigliere Marconi, un documento di cui potevamo fare a meno.
Non finisce qui perché c'è anche qualcosa che può sbalordire chi può, l'ultimo capoverso di questo paragrafo dice: “Rimangono ancora da utilizzare le risorse del fondo per lo sviluppo sociale e la coesione del periodo 2000/2006, risorse liberate a seguito dello spostamento e dell'intervento strada interporto”. Quindi noi abbiamo 11.557.000 euro della vecchia programmazione del fondo per lo sviluppo sociale e la coesione 2000/2006 inutilizzati per una bega interporto circonvallazione.
Questo è un sintomo di grande mancanza di sensibilità nei confronti dei nostri amministrati, per cui credo che questo documento non abbia alcun valore. Penso che non meriti nemmeno di essere discusso così approfonditamente perché non c'è assolutamente nulla.
L'ultima fase, e poi chiudo, è quella relativa alle società partecipate perché anche la legge impone che si faccia un’analisi anno per anno, una ricognizione di tutte le partecipazioni della regione, dell'ente pubblico nel settore delle partecipate e anche qui vedo, nonostante i buoni propositi, una miriade di partecipazioni, sperando che prima o poi vengano in parte tagliate.
Spiccano tutta una serie di partecipazione in società in perdita, che non stanno dando assolutamente nulla, su cui mi sembra difficile intervenire. Faccio un esempio che sta nel mio territorio, il Centro agro alimentare del Piceno, dove c'è una partecipazione di circa il 33,37%, si sta provando a vendere la quota di partecipazione, ma nessuno risponde, anzi il Comune di San Benedetto è un po' latitante da questo punto di vista anche se si era impegnato a vendere le quote. Però non c'è una azione, proviamo a cambiare qualcosa, facciamo un piano, vediamo. Noi abbiamo un distretto agro alimentare che nell'Adriatico ci invidiano tutti, è il più grande distretto agro alimentare nella costa Adriatica, a partire dalla Romagna fino alla Puglia, c’è pure un centro intermodale trasporti per poter movimentare le merci, ma di questo non se ne parla assolutamente, programmazione zero.
Per cui chiudo, preannunciando, così non interverrò successivamente, il mio voto contrario a questo documento vuoto di economia e finanza regionale.
Poi è naturale che la vicenda del terremoto segni la politica economica e lo sviluppo economico della nostra Regione, non soltanto di quelle determinate zone, ma di tutta la regione, che necessiteranno di investimenti che andranno sottratti ad altre aree. Non era anche rispettoso verso quei luoghi rivedere una paginetta per dire quello che si sarebbe potuto fare? Certo, la Regione non potrà fare tanto perché gestirà soltanto fondi che saranno trasferiti dal Governo, il milione e mezzo che è stato messo è quello per la Protezione civile e per l'urgenza, non certamente per la ricostruzione, però può essere un sostegno per le attività economiche. Occorre impegnarsi verso il Governo centrale per far si che certi interventi e finanziamenti per le grandi infrastrutture possano essere messi in campo, anche qui avrei voluto vedere un impegno forte, programmatico, della Regione, nel quinquennio, nel decennio futuro o nel triennio, come dice questo documento, per le grandi infrastrutture. E’ un'occasione da non perdere per dare una risposta a quei territori e per rimettere in moto un sistema economico che langue soprattutto quello delle costruzioni.
Possibile che non avete sentito la necessità di fermarvi un attimo, di fare uno stop, due paginette, di portarle in Commissione per parlare un attimo di questo evento, non soltanto per dare soddisfazione a quei territori ma per dire ci siamo, ci impegneremo perché il sistema economico/produttivo di questa regione, che sicuramente ne risentirà, deve essere assistito ed aiutato in questo modo, pensiamo di fare questo in termini di programmazione. Ma non si è arrivati nemmeno a fare questa considerazione, veramente una grave lacuna, un grave peccato, probabilmente un segno di scarsa attenzione verso questi nostri territori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Come Movimento 5 Stelle, l’ha detto giustamente il capogruppo Maggi, noi ci vergogniamo di votare questo documento e voteremo contro per la sua pochezza.
Il documento d'economia e finanza è composto di 20 pagine, 20 pagine inconsistenti, vuote, ma non è un'interpretazione, è scritto all'interno del documento stesso.
A pagina 9 il documento rimanda al vecchio Defr, che già era stato da noi bocciato in quanto non aveva le cifre per attuare il libro dei sogni, a cui faceva riferimento il Consigliere Marconi, e conferma anche per il 2017/2019, in via orientativa, quindi non abbiamo le idee chiare, la descrizione degli obiettivi strategici complessivi, indicata in relazione alle missioni ed ai programmi del Defr 2016/2018. Qui dice che rinvia tant'è che in queste 20 paginette c'è l'elenco delle partecipate, l'elenco delle controllate, c'è la tabellina che ormai avete riproposto 10 volte con il Por, il Fesr, il Psr per 1.100.000.000 euro di fondi che nel settennio utilizzeremo, che ormai abbiamo imparato a memoria, ed altro non c'è.
C'è il fatto che questo documento effettivamente non conta nulla e c'è scritto dentro il documento a pagina 4: “Sarà pertanto necessario adottare la previsione di legge della nota di aggiornamento del Defr per procedere, a seguito dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio 2015 - che aspettiamo - all'analisi dei risultati contabili e alla definizione delle linee guida finanziarie per la manovra di bilancio 2017/2019 di cui il Defr è il luogo istituzionale. In modo analogo saranno indicate eventuali decisioni sul versante della fiscalità regionale e potrà essere analizzato l'andamento del debito regionale ed esposti le strategie e gli obiettivi per la sua riduzione” quindi qui si dice che non possiamo dire niente perché siamo in attesa di …
Non c'è niente a livello di terremoto e questo, mi dispiace dirlo, è una lacuna, è una mancanza di rispetto, perché non si può blindare un documento con i dati vecchi di luglio. Il passaggio in Commissione cosa lo facciamo a fare se non è possibile emendare con 10 righe e tenere conto della catastrofe che è accaduta?
Ho chiesto di discutere il documento regionale di economia e finanza nella II Commissione che si occupa di lavoro, di fondi comunitari, non è stato discusso, non mi risulta discusso nella III Commissione, in IV Commissione in 20/30 minuti è stato liquidato, in I Commissione non è stato consentito fare alcun emendamento. Partito Democratico!
Il Crel ha dato parere negativo, ma il Crel cosa vuoi che sia? Stiamo parlando del documento di economia e finanza regionale! Il Crel è il Consiglio regionale per l’economia ed il lavoro, cosa mi importa se dà parere negativo? Giustamente state tentando di cambiare la Costituzione, su questo ormai i cittadini hanno aperto gli occhi. Il Defr dice quello che non ha dentro a pagina 5: “il livello di esposizione del Defr si concentra sugli aspetti strategici - che non ci sono – e quindi inevitabilmente più qualitativi che non quantitativi”, ma non c'è neanche la qualità di dove vogliamo andare. Il processo di formazione dei documenti contabili previsionali dell'ente discende necessariamente dal Defr. Come fa a discendere se il Defr è vuoto? Ne costituisce l'articolazione finanziaria un Defr vuoto.
Se voi, siccome abbiamo il Presidente che è un docente ed un insegnante, abbiamo un Assessore che è un’insegnante, avreste dato alla vostra classe di studenti di fare una ricerchina e fossero ritornati con 20 paginette copiate di questo tipo, con rimandi a documenti vecchi, senza aver aggiornato i dati con la lacuna del terremoto, gli avreste dato 3 ed è il voto che io vi do.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Articolato in missioni e programmi il documento di economia e finanza regionale Marche si basa sulla relazione programmatica 2015/2020, adottata all'inizio della legislatura, e stabilisce le linee strategiche della programmazione economica della Regione che si tradurranno, dal punto di vista finanziario, nel bilancio di previsione 2017/2019.
Il documento d'economia e finanza regionale è tra le novità introdotte con il decreto legislativo n. 118/2011 sull'armonizzazione contabile e costituisce lo strumento a carattere generale programmatico con cui la Regione Marche concorre al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale.
I contenuti dell'atto stilato a inizio estate confermano in via orientativa gli obiettivi complessivi del documento 2016/2018.
Signori Consiglieri non sono queste parole mie, ma sono parole che io ho preso in prestito dal Presidente della Commissione bilancio di questo Consiglio regionale, dott. Francesco Giacinti che le pronunziava in data 27 settembre 2016. Le ho prese in prestito perché io non sarei stato così capace di sintetizzare quello che è il Defr regionale, conclude il Consigliere Giacinti “Ritengo giusto e corretto che gli obiettivi strategici rimandino al precedente Documento di economia e finanza regionale - signori lo dice il Presidente di Commissione che voi avete voluto, ribadisco lo dice il Consigliere Giacinti non l’Assessore Cesetti - confermando le stesse scelte programmatiche sul lungo termine, anche sulla base delle statistiche e dei dati salienti, seppur oggi in parte modificati rispetto alla stesura, riferendosi appunto ai recenti aggiornamento Istat sulla crescita e l'occupazione.
Queste le parole del Presidente che rendono bene il senso, allora che cosa è il Defr? Lo ha detto il Consigliere Giacinti con queste parole, non lo ripeterò io.
Si lamenta che cosa? Si lamenta che nel Defr non ci sono i dati aggiornati, si lamenta che nel Defr non c'è alcun accenno al terremoto.
Bene, quando il Defr è stato redatto e adottato dalla Giunta i dati erano quelli che noi abbiamo indicato, successivamente sono cambiati. Il terremoto non era arrivato, ahimè è arrivato dopo, allora vorrei ricordare a ciascuno di voi, ma lo sapete, ma soprattutto a me stesso, che il principio contabile 4/1 allegato al decreto legislativo 118/2011 consente, ritiene anzi indispensabile l'integrazione del Defr all'esito della nota di aggiornamento del Def nazionale, che c'è stata il 28 settembre, se non sbaglio, e questo aggiornamento non soltanto dovrà tener conto del Def nazionale, ma dovrà tener conto, quello si, della sopravvenienza della tragedia del terremoto, dovrà tener conto dell'approvazione del rendiconto 2015, che noi già abbiamo approvato come Giunta e che è oggetto di giudizio di parificazione della Corte dei Conti, che ha fissato l'udienza il 30 novembre e noi non abbiamo limiti per anticipare quella scadenza.
Un principio contabile prevede di tener conto di questi dati e deve essere così, non è come dite voi, come si è detto in questa Aula. Com'era concepibile, qualora fosse stato possibile all'interno di questo documento, e mi chiedo perché non l'avete fatto e non lo avete proposto se del caso, tener conto nella vicenda del terremoto, quando noi non abbiamo ancora, al di là dei dati drammatici della tragedia, i provvedimenti nazionali, il decreto-legge, che dovrà essere convertito dal Parlamento e che ancora non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Conosciamo sì, ma approssimativamente, ad esempio, le risorse che il Governo destinerà a questa ed alle altre Regioni, allora com'è possibile tener conto, programmare cosa all'interno di questo strumento?
Dobbiamo farlo con la nota di aggiornamento una volta che avremo i dati. I dati sono: le stime aggiornate sull'occupazione e la crescita, le cifre del Def nazionale, il provvedimento legislativo sul terremoto, il nostro rendiconto 2015 all'esito del giudizio di parifica della Corte dei Conti, che ovviamente auspichiamo sia positivo.
Questo è! Per questo il parere negativo basato su queste motivazioni da parte del Crel sono argomentazioni – ovviamente questo lo dico a titolo personale – speciose e anzi mi meravigliano conoscendo il valore dei componenti di quell'organismo, sono fuori luogo anche perché non tengono conto di un fatto, e sono fatti noti, della virtuosità di questa Regione e questi sono dati economici.
Le Marche sono una regione virtuosa sotto il profilo della spesa sanitaria, laddove sono al primo posto tra le Regioni pacemaker, sia sul versante non sanitario, che a livello di bilancio riuscendo sempre a mantenere i conti in ordine. Come si fa a dire che non c’è programmazione? A distanza di 13 mesi dall'insediamento di questo Governo regionale, ad esempio, non li posso citare tutti perché non ne ho il tempo, ed ovviamente mi devo attenere alla disciplina del Consiglio.
E’ evidente che in un bilancio regionale l'85% è assorbito dalla spesa sanitaria, è ovvio che sotto il profilo della programmazione e della realizzazione questa è una materia “assorbente”, ed allora vediamo la sanità delle Marche oltre ad essere al primo posto tra le Regioni pacemaker, ha conseguito tutti gli obiettivi, declinati e presentati entro il 29 febbraio 2016 e questo ha consentito una premialità di qualche decina di milioni di euro, e lo sblocco delle assunzioni, 3.100 assunzioni con 700 posti in più, un turn-over del 130%, quando la vicina Emilia-Romagna si vanta di un turn-over del 90%. Questa è la riforma della sanità attuata dal Presidente della Giunta regionale che ha tenuto in sé, tra l'altro, la delega alla sanità, ma che ha visto, ovviamente in misura minore, concorrere tutti noi Assessori, tutto l'esecutivo regionale, verso questo obiettivo, e vi pare poca cosa quando l'85% del bilancio va in questa direzione?
Dicevo dei conti in ordine, mi meraviglia che questo il Crel non l'abbia notato e mi meravigliate voi, e ve lo dico con stima, che per votare negativamente, l'avete fatto tutti, avete preso a prestito le parole del Crel. “Guai” a copiare un compito sbagliato. Questo è il punto, però anche lì non sono emersi i dati, che la Consigliera Marcozzi dovrebbe conoscere. Credo che questo sia un dato che forse bisognava rilevare, in un articolo apparso su Il Sole 24 Ore del 29 agosto 2016, si evidenziano i bilanci in rosso delle Regioni, 33 miliardi di debiti, le Regioni in disavanzo e la Regione Marche era l'unica insieme a Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, ad essere in avanzo, scritta con il verde, nel senso che si passa, mentre il rosso ti stoppa, si passa, va oltre, guarda al futuro. La Regione Marche è verde, avanzo. Bene!
Questi sono dati, ma sapete perché li cito? Me li sono portati, io che vado notoriamente a braccio, perché sono gli argomenti testardi di cui io parlo, rispetto al quale le chiacchiere evaporano, svaniscono. Il Sole 24 Ore del 25 luglio 2016, cito l'articolo: “nelle piccole Regioni la formula ideale tra tasse e servizi. Umbria, Marche e Friuli Venezia Giulia al top” anche qui siamo primi nel rapporto tra tassazione e servizi erogati ai cittadini. Infrastrutture, istruzione, sanità, sicurezza, ambiente, economia, questo è un dato ed è un argomento. E ancora …, vedete io posso capire, ma se voi non “amate” o il Crel non ama la sua regione, chi non ama la propria regione non ama se stesso, non è un problema nostro.
Lunedì 11 luglio, Il Sole 24 Ore: “Ecco dove il fisco locale pesa di più” c'è un dato, una media, 1.983 euro, anche qui la Regione Marche ha -15,2 ed è con le Regioni come Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Sardegna, Veneto. Siamo a -15,2, certo capogruppo Marcozzi questi dati la devono far sorridere di gioia.
Questo è un altro dato e l'ultimo poi mi devo avviare alla conclusione, il conteggio è procapite, l’addizionale Irpef nelle Marche in media è di 310 euro, contro i 380 della media nazionale, i 530 del Lazio, i 460 del Piemonte, i 440 Molise e Campania, i 410 Emilia, i 390 Lombardia, i 370 Liguria, Abruzzo, Sicilia, i 250 Toscana e Calabria.
Signori, questi sono dati. E’ Il Sole 24 Ore! Sono o non sono dati che incidono sulla economia di questa nostra realtà? Noi nel bilancio di previsione in corso, 2016/2018, abbiamo deciso, e qui lo voglio dire per disposizione netta del Presidente, l'abbattimento dell'aliquota Irap per le star up ed è una misura che vale 9 milioni in 2 anni. Queste sono risorse per l'economia regionale. Questi sono i dati di cui avrei dovuto parlare, non il resto, perché non c'è questo, perché non c'è quell'altro, noi mettiamo le cose a ragion veduta, come queste.
Presidente mi avvio alla conclusione, purtroppo avrei voluto parlare un’ora su questo, ma non ho il tempo. C'è un altro aspetto, non credo che il Presidente della Regione abbia bisogno di questo consesso, però io penso che siano giuste la conoscenza e la riconoscenza per un impegno e questo passa soprattutto attraverso la declinazione dei fatti reali e dei dati reali.
Dicevo prima della sanità, ma pensiamo ai bandi europei che escono a iosa, ho visto prima un articolo sul rilancio del distretto del mobile grazie ai grandi investimenti sui bandi europei che noi abbiamo emanato; pensiamo ai bandi in agricoltura della Vicepresidente Casini, quanti ne vanno sul territorio regionale a vivacizzare ed accrescere l'economia di questa nostra regione.
Parlavate prima delle dismissioni, ma qui le dismissioni si fanno veramente, se leggete bene ci sono dismissioni già operate e già attuate concretamente e altre sono in corso di definizione. Purtroppo ci sono procedure farraginose che non dipendono da noi e l'abbiamo visto prima nel rispondere all'interrogazione dei Consiglieri Zaffiri e Busilacchi. Le economie che abbiamo conseguito sono di oltre 10 milioni con l'attivazione della Suam, ed il Consigliere Zaffiri lamentava che non era stato fatto prima, e siamo arrivati noi. Ma non è già questo un risultato? Oltre un risultato di quantità, i 10 milioni, è anche un risultato di metodo, è quella la cosa che più conta, perché è un risultato di metodo di buon governo, e se c'è questo metodo anche altri obiettivi potranno essere conseguiti.
Questi obiettivi non sono la conseguenza della fortuna ma di un impegno quotidiano e del coraggio di attuare determinate scelte. Va bene? Pensate che, a ragion veduta, e noi certo che ne terremo conto, l’abbiamo detto l'altra volta, l'ha detto il Presidente, lo ripete ai Sindaci, la tragedia del terremoto non ci abbia fatto rivisitare tutto, già ci ha fatto rivisitare tutte le ragioni del nostro impegno, lo sappiamo bene questo, io con le mie orecchie ho sentito il Presidente dire a tanti Sindaci: “Dovremmo pensare anche ad una rimodulazione dei fondi europei per sostenere tutti territori”, in modo uguale e indirizzarli in quella direzione perché è evidente che dopo il terremoto niente potrà essere come prima e noi vogliamo che all'esito tutto sia meglio di prima. In questa grande tragedia noi dobbiamo mettere insieme le ragioni dell'impegno per farla diventare anche una grande opportunità di rilancio per tanti territori di questa regione. Credo che questo lo dobbiamo innanzitutto a tutti coloro che purtroppo sono restati sotto le macerie di quell’enorme tragedia e qui ci sono tutte le ragioni del nostro impegno.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 21. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 23
ad iniziativa della Giunta regionale
“Piano triennale per un sistema di interventi di cooperazione e di solidarietà internazionale – 2016/2018. Legge regionale 18 giugno 2002, n. 9, articolo 9”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 23 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. L'atto amministrativo che andiamo a discutere e ad approvare è il Piano triennale per il sistema di interventi di cooperazione e di solidarietà internazionale. Piano importante, triennale, al quale farà subito seguito il piano annuale che avrebbe dovuto essere approvato, come previsto da regolamento, entro la fine di settembre.
Abbiamo dovuto lavorare in maniera molto veloce per riuscire a portare questo Piano triennale e fare subito quello annuale.
L’importanza di questo atto sta nel fatto che va a toccare argomenti che sono estremamente importanti che si intrecciano con le problematiche dell'immigrazione. E’ un’attività che è forte nella Regione Marche grazie ad una serie di associazioni che si sono costituite e che lavorano in questo settore. Marche Solidali è l'associazione che si confronta con la Regione per quanto riguarda la preparazione di progetti in merito.
E’ un Piano però che ha il suo punto debole nel fatto che non ci sono tantissimi finanziamenti, lo scorso anno purtroppo non è stato finanziato, quest'anno c'è un finanziamento di 146.000 euro dei quali solo 100.000 spendibili, mentre gli altri sono vincolati a progetti già in essere e a spese già previste. E’ possibile aumentare questa cifra, e questo è venuto fuori dai confronti che abbiamo fatto in Commissione, e dal Crel, che ha dato un parere positivo al Piano. La possibilità di finanziare è una risposta importante che si va a inserire nel discorso scaturito anche dal lavoro della Commissione, occorre che le Regioni a livello nazionale intervengono a favore della crescita economica di alcuni territori per impedire i processi di emigrazione.
Le aree dove si va ad intervenire attraverso i bandi, che la Regione andrà a preparare, sono presentate nella normativa nazionale: l'Africa sud sahariana, l'America Latina, le zone balcaniche e il Medio Oriente, che è la seconda area di intervento, la prima è l'Africa sud sahariana. Sono zone dove si vanno a presentare i progetti.
Cosa c'è da dire? La Regione Marche negli ultimi anni ha sviluppato, grazie ai propri uffici, una capacità positiva. Dal 2009, anno in cui sono iniziati i tagli abbastanza pesanti al bilancio regionale, si è creato un lavoro a livello nazionale su progettazioni a livello europeo con la possibilità di arrivare a gestire anche diversi milioni di euro di progetti. Chiaramente la Regione Marche su alcuni era capofila, su altri compartecipava al progetto, però questo ha dato la possibilità di portare risorse al di là delle difficoltà che il bilancio aveva.
Un'altra nota da non sottovalutare per l'importanza della programmazione è che per ogni euro che la Regione Marche investe in queste progettazioni e in questi progetti sono 4 gli euro che ritornano nell'economia marchigiana. Credo che questo sia un altro aspetto su cui riflettere per vedere se c'è la possibilità di un potenziamento.
Le difficoltà e le situazioni a livello nazionale sono cambiate, ormai molte Regioni investono molto di meno di quello che investivano negli anni precedenti. La Provincia di Trento, se non sbaglio, aveva investito circa 10/12 milioni di euro, ormai questo non è più possibile, è chiaro che abbiamo difficoltà nel reperire più fondi, però credo che sia importante fare il possibile perché le risposte possano avere un ritorno di carattere economico al di là del fatto stesso che si danno risposte ai territori, che ne hanno necessità, che fronteggiano la situazione dell'immigrazione.
I lavori della Commissione sono stati portati avanti senza voti contrari, quindi chiedo velocemente l'approvazione di questo atto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Purtroppo abbiamo preso atto che la Regione è costretta a fare le nozze con i fichi secchi, perché abbiamo un Piano asfittico che si occupa di cooperazione e solidarietà internazionale e negli anni in cui l’immigrazione è un'emergenza abbiamo a gestire 116.000 euro per il 2016, 33.000 euro per il 2017 e, udite bene, per il 2018 gli euro sono zero.
Il Crel alza le mani e dice io voto in maniera favorevole, però dice: “Necessita di un'adeguata dotazione di risorse finanziarie rispetto alla quale la proposta del Piano triennale rimane vaga ed evasiva, si raccomanda pertanto di colmare questa insufficiente criticità”, chiaramente è quello che abbiamo richiesto noi, andremo prossimamente a discutere il Piano annuale, speriamo che due soldi ci siano, altrimenti anche quello sarà un atto che rimarrà vuoto perché inapplicato.
La normativa richiede un'analisi della situazione dei Paesi in cui si intende realizzare l'iniziativa di cooperazione e questo nel testo manca, articolo 9, comma 2 b), e non individua, purtroppo, neanche le iniziative che si intendono realizzare.
E' lodevole lo sforzo di collegarsi, di coordinarsi con progetti europei in cui fare compartecipazione, però effettivamente una nostra iniziativa, anche se la normativa a livello nazionale riassume in sé la competenza principale su questo argomento, dei piccoli margini di manovra su una cosa che ci tocca come persone occorre che li troviamo.
Per chiudere, occorre che allarghiamo lo sguardo e cooperiamo con tutte le forze possibili, con altre Regioni, anche a livello nazionale e internazionale perché il problema dell'immigrazione va risolto nei Paesi di origine, quindi noi con questo appello, chiaramente faccio la dichiarazione di voto, ci asteniamo, perché non vogliamo sparare sulla Croce Rossa, speriamo di metterci quattro soldi in più, in coscienza deve essere assolutamente una priorità. Ci asteniamo e speriamo di vedere qualcosa di più concreto nel piano annuale, che auspichiamo e speriamo arrivi immediatamente perché sulla richiesta normativa siamo già in ritardo di diverse settimane nell'approvazione di questo piano ed anche di quello annuale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Sono affezionato a questo atto, Presidente, avendo seguito per alcuni anni il settore.
Ha fatto bene il Presidente della Commissione Traversini a ricordare con onestà le cifre che abbiamo a disposizione, mi permetto di ricordare quando questo piano, sostanzialmente con le stesse previsioni, aveva a disposizione circa 800.000 euro tra fondi nostri, europei e nazionali.
Lo Stato nazionale già dal 2011 ha cominciato a tagliare in maniera significativa e le Regioni non ce l'hanno fatta più e anche noi siamo andati a ruota.
Alla luce di tutto questo, che prendo come un dato di fatto, credo che possiamo accogliere alcuni suggerimenti. Non li ho portati come emendamenti in questa seduta perché la Commissione ha liquidato l’atto in maniera unanime e non avendo potuto partecipare ai lavori ho ritenuto giusto che arrivasse così, senza proposte, anche se non erano proposte sconvolgenti. Però nel Piano annuale possiamo tener conto di questo, spero che anche gli uffici prendano nota delle discussioni che facciamo, se no queste discussioni sono assolutamente retoriche, invece il Consiglio va ascoltato, quindi suggerisco: primo, da questo momento in poi non facciamo più progetti con altri perché i progetti con gli altri in cooperazione necessitano di grandi fondi e ci vincolano per tanto tempo. Infatti il Consigliere Traversini ricordava quello che abbiamo vincolato con gli altri, e non cito i progetti, perché non è che ce l'ho con loro, alcuni li ho addirittura avviati io, ma ci vincolano. Dobbiamo prendere atto onestamente di questa nuova situazione e dire teniamoceli noi. Per cosa? Primo, mettiamo un punto definitivo su feste e seminari in casa. I fondi per la cooperazione escludano nella maniera assoluta le feste e i seminari fatti in casa. In passato, periodo di vacche grasse, spendevamo fino a 150.000 euro all'anno per finanziare iniziative in casa, quindi prendiamo tutti l'impegno che avendo quattro soldi, questi quattro soldi vadano fuori per la cooperazione.
Secondo cosa, la previsione delle aree geografiche è quella tradizionale, non ce la facciamo, la previsione delle aree geografiche individua circa una trentina di Paesi e 100.000 euro divisi 30 fa 3.000 euro a Paese. Facciamo ridere! Siccome l'emergenza, anche per le questioni ricordate, non solo dal relatore di maggioranza ma anche dal relatore di minoranza, fanno riferimento soprattutto all'Africa, cerchiamo, questa piccolissima goccia nel grande deserto del bisogno africano a noi più vicino, di destinarla lì. Con tutta onestà anche in Brasile, in Argentina, in Serbia, in Bosnia, ci sono cose interessante da poter fare, ma rispetto alla miseria dilagante di alcuni Paesi, credo che non possiamo che concentrarci, perché abbiamo veramente poco, sull'area africana, anche qui distribuendo perché c'è l'area sud sahariana, c'è il Corno d'Africa, ci sono situazioni diverse, ma certamente un aiuto lì va fatto.
Terza cosa che suggerisco, Consigliere Traversini e Consigliere Fabbri, è questa: le collaborazioni facciamole partendo dalle realtà associative della nostra regione, che conoscono e che mettono i fondi e il personale, perché i progetti vanno conosciuti nello specifico, questi grandi progetti internazionali seguono, e ho visto qui tutta la raccomandazione messa in premessa, quello che dice le Nazioni Unite, eccetera, ma chi se ne frega? Se stiamo dentro questi grossi progetti finisce così! Sapete bene che il livello della cooperazione internazionale per i progetti che vengono portati avanti dalle Nazioni Unite hanno un costo medio strutturale del 50%, la Caritas sta intorno al 10/12%, questi stanno al 50%, cioè gli impiegati, i grandi dirigenti che a New York o in altri Paesi dell'Occidente guidano questi progetti si prendono la metà di tutto quello che viene speso intorno al progetto. Una metà arriva nei Paesi, l'altra metà è per loro e per le loro trasferte. Non è possibile!
Facciamo dei progetti, qui ho visto che c’è ancora il Togo, la Somalia, li ho seguiti personalmente, con gente che se prende 30/40 mila euro dalla Regione ce ne mette altrettanti di suoi, anche di più, raccogliendo fondi, facendo iniziative di solidarietà, in più impiegando loro stessi come personale per l’implementazione dei questi progetti, coinvolgendo medici, imprenditori, professionisti nei vari rami necessari per la realizzazione, che non è solo scavare un pozzo o fare un ospedale, ma spesso sono progetti di natura formativa, cioè aiutare le persone a mettere su un'impresa, insegnare un po' di know-how in zone marginali che sono anche escluse dai grandi progetti internazionali che riguardano questi Paesi, perché il grande progetto viene concentrato in un'area e magari il villaggio o le zone marginali sono esclusi da questi benefici internazionali.
Se lo facciamo con gente nostra, di cui ci possiamo fidare, che abbiamo guardato in faccia, sappiamo che il progetto andrà a buon fine e sappiamo che i pochi soldi che stiamo spendendo sono spesi bene.
Mi impegno a trasmettere alla Commissione questi piccoli suggerimenti, se nessuno ha preso appunti, come temo, delle cose che sto dicendo, farò una piccola nota in modo tale che se questi tre suggerimenti possono servire, nel piano annuale, che andremo a fare, cominceremo a concentrarci su poche cose delle quali però possiamo vedere un risultato significativo. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 23. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 163
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
"Iter di convalida ex post autorizzazione impianti a biogas"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 163 della Consigliera Pergolesi, che ha la parola per illustrarla.

Romina PERGOLESI. Buongiorno a tutti. Ringrazio di aver iscritto la mozione come primo punto all'ordine del giorno perché non sono in forma, quindi ringrazio tutti i Consiglieri.
Parliamo di biogas. Quando si parla di biogas nelle Marche, le parole associate sono scandalo, mazzette, inquinamento.
Una vicenda che all'epoca costò la testa di Spacca, naturalmente politicamente parlando, e che oggi richiede l'intervento di tutti gli attuali Consiglieri regionali, chiamati in causa dalle istanze dei comitati no-biogas di terre nostre, dai Comuni e da tutti i cittadini, che hanno fatto ricorso contro questa vicenda spiacevole.
Purtroppo la Regione Marche è diventata un modello esemplare a livello nazionale di come l'energia, impropriamente chiamata pulita, può essere sporcata dagli affari delle grandi lobby.
Noi come Movimento 5 Stelle non siamo contrari al biogas nato per riutilizzare gli scarti del lavoro delle piccole aziende agricole che possono produrre energia autonomamente.
Il Governo a suo tempo, per chi non avesse seguito la vicenda, aveva previsto incentivi molto alti, oserei dire drogati, per chi avesse costruito una centrale biogas entro il 31 dicembre 2012. A marzo dello stesso anno la Regione Marche, la vecchia Giunta, quindi il Consiglio regionale ha approvato la legge 3/2012 che escludeva, in contrasto con la normativa europea, la valutazione d'impatto ambientale per gli impianti di potenza inferiore a 3MW.
Un affare da decine di milioni di euro pagati dai cittadini attraverso le loro tasche, a fronte di un costo di costruzione per ogni centrale di 5 milioni di euro, gli imprenditori potevano arrivare ad avere un guadagno di 30 milioni in 15 anni di attività.
Molti comitati no-biogas a suo tempo costituitisi in coordinamento, sia a livello regionale che nazionale, hanno denunciato alle autorità competenti le criticità della legge regionale e nel 2014 è scoppiato lo scandalo biogas Marche.
Per mesi i quotidiani nazionali hanno scritto dell'inchiesta della procura di Ancona sul giro di corruzione, concussione e truffa ai danni dello Stato. Funzionari della Regione avrebbero ricevuto tangenti per facilitare ad alcuni imprenditori “amici” la realizzazione di impianti biogas.
Oggi però vorrei tornare sugli iter autorizzativi degli uffici della Regione Marche, in questo momento, quindi con la nuova legislatura, nonostante la Regione abbia perso praticamente tutti i ricorsi presentati dai comitati e dei Comuni, malgrado i giudici abbiano dichiarato illegittime la gran parte delle autorizzazioni alla costruzione delle centrali biogas, diversi impianti ad oggi sono ancora lì.
Addirittura mi risulta che si siano avviati fantasiosi iter che potrebbero portare a riconfermare le autorizzazioni di questi impianti che il Tar Marche ha annullato! E prego la Giunta di non nascondersi ancora dietro lo spauracchio delle presunte richieste di risarcimento danni delle ditte proponenti.
Possibilità questa remota, visto che le stesse ditte, proponenti degli impianti, erano tenute, loro per prime, al rispetto delle normative anche europee. E poi per cosa dovrebbero chiedere i danni? Per aver avuto iter autorizzativi illegittimamente agevolati? Tutto è possibile, per questo mesi fa ormai ho fatto una richiesta di accesso agli atti per avere l'elenco di queste famose ditte che avrebbero fatto richiesta di risarcimento danni, l'elenco ad oggi non mi è stato consegnato, il che mi dà da pensare che non esistano ditte che abbiano fatto la richiesta di risarcimento danni, perciò smettiamola con questa favola.
La Regione si è anche dotata di consulenti legali esterni, chissà per quale motivo non si è scelto di utilizzare l'ufficio legale interno, comunque questi consulenti avrebbero avallato la possibilità della riconferma di queste autorizzazioni.
Per tale ragione, per tutela e per dovere delle nostre funzioni di pubblici ufficiali in questo Consiglio regionale, nonché per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini, ritengo sia assolutamente necessario chiedere che siano questi consulenti a prendersi la responsabilità, visto che sono pagati dalla Regione per questo. Ci mettano per iscritto un parere sulla correttezza della reale sostenibilità giuridica di queste procedure di convalida, così che non sia sempre la Regione a pagare e di conseguenza i cittadini.
Sono anni che assieme agli amici dei comitati del coordinamento regionale Terre Nostre Marche, assieme a tanti Comuni, seguo in prima persona questo scandalo, abbiamo fatto manifestazioni, convegni, incontri.
Chiedo ai colleghi Consiglieri regionali di mettere la parola fine a questa scandalosa vicenda e mi auguro - so che l'Assessore non la pensa come me perché già ci siamo confrontati – che decidiate di approvare e impegnare la Giunta a chiedere questo parere pro veritate e a far relazionare nella competente Commissione sulla percorribilità degli iter in corso prima che venga conclusa la procedura. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. La richiesta della mozione riguarda un argomento difficile, complesso, delicato che gli uffici della Regione e questo Assessorato, da quando si è insediato, ha seguito e sta seguendo con grande attenzione.
Lei Consigliera Pergolesi fa riferimento a fatti e cose su cui sta per alcune vicende indagando la Magistratura e lasciamo alla Magistratura il compito di fare chiarezza.
Per quanto riguarda invece gli atti amministrativi che sono stati messi in campo, ho ricostruito insieme all'ufficio, l'esito non sempre è quello che dice lei, ma per correttezza e per precisione, vista la delicatezza dell'argomento, le faccio brevemente, se ha la cortesia di ascoltare questa paginetta, il resoconto che ora andrò a leggere, di quello che è stato fatto ad oggi.
Alcune Ditte hanno chiesto all'Ufficio P.F. "Rete elettrica regionale, autorizzazioni energetiche, gas ed idrocarburi" di adottare provvedimenti di convalida ex tunc (quindi con effetto retroattivo) delle rispettive autorizzazioni uniche precedentemente rilasciate (successivamente annullate dagli organi giudiziari perché sapete che c'è stato un percorso molto travagliato in questo senso) e di ogni altro provvedimento, comunque denominato, che risulti necessario alla riattivazione ex tunc delle qualifiche concesse dal GSE.
Sull'accoglimento dei ricorsi che hanno portato all'annullamento delle autorizzazioni ha inciso in modo determinante la pronuncia n. 93/2013 della Corte Costituzionale, a seguito della quale è venuta meno, con effetto retroattivo, la norma della legge regionale n. 3/2012 che aveva esentato i progetti di impianti a biogas, di potenza inferiore a 3 MW, dalle procedure di V.I.A..
Nelle sentenze di annullamento il Tar Marche afferma che spetta alla Regione "assumere i provvedimenti conseguenti" e che "la fattispecie è infatti, dal punto di vista giuridico, del tutto assimilabile all'annullamento d'ufficio o in sede giudiziaria, di un titolo edilizio, vicenda che, come dispone l'articolo 38 del T.U. n. 380/2001, determina l'apertura di un nuovo procedimento nel quale l'autorità competente deve valutare le misure da assumere al fine di eseguire correttamente la pronuncia di annullamento".
Per completezza di informazioni si specifica inoltre che, a seguito dell'adozione del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 52 del 30 marzo 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, come lei sa, in data 11 aprile 2015 ed entrato in vigore il 26 maggio 2015, recante "Linee guida per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale dei progetti di competenza delle Regioni e Province autonome", la Commissione europea, il 19 novembre 2015, ha archiviato la procedura di infrazione aperta a carico dello Stato italiano, relativa alla procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A., perché se facciamo la ricostruzione bisogna che la facciamo fedele.
In relazione a quanto sopra l'Ufficio ha indetto le Conferenze dei Servizi su due impianti, ad oggi non in esercizio, che nel frattempo avevano ottenuto dalla Provincia, quale autorità competente in materia di V.I.A., i rispettivi provvedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale con giudizio positivo con prescrizioni.
In seguito alle osservazioni formulate in seno alla Conferenza - in particolare dai Comuni in cui ricadono gli impianti realizzati - che riguardano soprattutto aspetti di natura giuridico-amministrativa di specifica complessità, la P.F. competente ha chiesto agli uffici legali della Regione stessa (il 12 luglio 2016) un parere di merito, relativo anche all'applicabilità o meno del DM 52/2015, che dispone l'esenzione dalla procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. per gli impianti come quelli in questione.
Peraltro le determine V.I.A. provinciali sono state impugnate, per l'annullamento, davanti al Tar Marche il quale, con specifiche ordinanze ha rimesso la questione interpretativa alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sospendendo il giudizio.
Nella stesse ordinanze del Tar Marche si legge che "Con riguardo alla posizione del Collegio sul tema, si tratta di valutare se nel caso in esame ci si trovi di fronte a circostanze eccezionali che permettano l'esperimento a posteriori della procedura di V.I.A. (in presenza, si ripete, di autorizzazioni annullate a causa della mancata sottoposizione a verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale in ragione di norme contrarie al diritto comunitario). La posizione del Tribunale è che tale possibilità non appare in contrasto con il diritto comunitario, dovendo essere valutato in particolare quanto contenuto nella sentenza 7.1.2004. Ne consegue che, dopo l'annullamento dell'autorizzazione, deve essere consentita l'applicazione del diritto comunitario, anche attraverso l'effettuazione della valutazione non eseguita in precedenza. Va altresì valutato che la fattispecie all'esame del Tribunale è assimilabile all'annullamento dell'autorizzazione per illegittimità, per la quale anche la normativa interna (articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 152/2006) prevede la possibilità di ripetere la V.I.A. annullata."
Alla luce di quanto sopra, si specifica che l'Ufficio non ha avviato procedimenti di convalida ma solo dato seguito a un'istanza di parte, cosa ben diversa da quella che lei sostiene; i procedimenti sono stati infatti avviati ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 387/2003, come se si trattasse di eventuale nuova autorizzazione, i cui requisiti di concedibilità sono in ogni caso subordinati agli esiti dei procedimenti stessi.
A tal fine, emergendo con chiarezza che la questione è di particolare complessità e richiede una specifica valutazione di carattere normativo, giuridico e giurisprudenziale, l'ufficio competente, su mandato ovviamente di questo assessorato, ha già richiesto all'Avvocatura della Regione un parere di merito; resta fermo che gli Uffici adotteranno i vari provvedimenti nel solo rispetto delle norme e, in questo caso, anche in ottemperanza delle sentenze del Tar Marche.
Ciononostante, tenuto conto che l'ufficio competente si è già avvalso della facoltà di richiedere un parere all'Avvocatura e considerato che gli organi politici non hanno facoltà di disporre la sospensione di un procedimento, la richiesta di impegnare la Giunta a richiedere direttamente nonché a condividere pareri in merito appare impropria, si propone quindi respingere la mozione in oggetto.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Ringrazio l'Assessore Sciapichetti perché ci ha fatto un elenco di tutto ciò che il suo Assessorato ed in particolare gli uffici preposti stanno facendo.
La cosa che mi spaventa, come sempre quando arrivano queste mozioni, è la non conoscenza delle competenze della Giunta e la non conoscenza delle competenze dei Consigli, soprattutto la non conoscenza dei procedimenti, quindi dell'avvio e della conclusione del procedimento.
Questo veramente mi spaventa, forse per questo non è stato il Consigliere Giorgini a presentare questa mozione perché lo avrebbe certamente saputo.
Qui si chiede alla Giunta di acquisire, cosa che mi meraviglia molto, prima dell'avvio del procedimento ovvero nei casi in cui risultino avviati prima della conclusione, quindi significa che c'è e si individua in capo alla Giunta la possibilità di interrompere un procedimento, cosa che non è ammessa dalla normativa italiana sin dal 1990, quindi non è un cosa recente, un parere pro veritate, quindi di fatto la Giunta dovrebbe avocare a sé un procedimento che ha un responsabile del procedimento, secondo una legge che è del '90, che tutti dovremmo conoscere. Questo è assolutamente impossibile accettarlo perché è una competenza esclusiva del responsabile del procedimento, quindi di un funzionario e non di un organo politico.
Secondo punto, ad esporre alla competente Commissione consiliare, non è competenza della Giunta, figuriamoci se possiamo imporre ad un dirigente e al funzionario competente di andare in Consiglio, posto che è un funzionario o un dirigente pagato dalla Giunta, ad esprimere contenuti del parere, di cui al punto precedente, prima dell'avvio del procedimento.
Ora non sto qui a spiegare alla Consigliera come si avvia un procedimento perché penso che lo potrà vedere da sola, la normativa è abbastanza nota, ma ci sono dei tempi dell'avvio del procedimento con delle sanzioni per chi non lo avvia in termini certi e stabiliti. Non sorrida, io mi vergognerei di sorridere, quindi io dico, per questa motivazione, oltre che per le motivazioni di merito, e ringrazio l'Assessore Sciapichetti per averci chiarito molti aspetti che neanche noi conoscevamo, posto che sono aspetti squisitamente tecnici, di votare contro questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie. Mi fa sorridere, Assessore Casini, perché quando non si sono approfondite le tematiche prima ..., la prego, non l'ho interrotta, la prego di non interrompermi.
Le cose vanno approfondite e mi auguro che il suggerimento della risposta di entrambi gli Assessori non sia pervenuto proprio dal consulente esterno in questione.
Qui si sta parlando innanzitutto non dell'indagine che sta andando avanti e sta seguendo il suo corso, qui si sta parlando di un iter che si è aperto, giustamente in Regione, sulla base di una consulenza esterna, un parere non scritto ..., Assessore non se ne vada perché cerco di spiegarle visto che non ha seguito.
La Regione sta cercando di portare avanti una procedura - mi spiace che non voglia approfondire la questione - sulla base di una consulenza legale esterna che ha dato il proprio parere favorevole, non mettendolo per iscritto.
Questa mozione semplicemente chiede di acquisire questo parere per iscritto con la firma sotto nome e cognome, ma non perché questo parere non sia attendibile, non ci permetteremo mai, ma per dare alla Regione Marche una garanzia che l'iter che sta portando avanti sia corretto, perché proprio in riferimento al decreto ministeriale, di cui parlava prima l'Assessore, l'articolo 4 specifica che “sono escluse in maniera chiara e incontrovertibile qualsiasi possibilità di applicare i criteri contenuti nelle linee guida di cui il D.M. n. 52 del 2015, in maniera retroattiva, per impianti aventi l'iter autorizzativo già concluso” ed è questo il nostro caso, tant'è che abbiamo degli impianti già costruiti, “imponendo all'evidenza qualsiasi possibilità sanatoria ex post tanto meno di convalida di impianti già autorizzati senza l'eventuale dovuta sottoposizione preventiva, screening di V.I.A. o V.I.A.”.
Questo è quello che recita il decreto, nonostante questo, successivamente alla data di entrata in vigore del decreto ci risulta che alcune ditte, come diceva giustamente l'Assessore, propriamente nel contesto, titolari di impianti di produzione energetica da biogas, che hanno avuto l'autorizzazione annullata dal Tar e dal Consiglio di Stato, abbiano presentato le istanze di convalida. La Regione, non si sa bene a che titolo e viste le considerazioni sopra esposte del decreto ministeriale e nello specifico dell'articolo 4, ha avviato i procedimenti di convalida delle autorizzazioni ritenendole altresì produttive di effetti sulle autorizzazioni precedentemente rilasciate ed annullate in sede giudiziaria, sussistendo un rapporto giuridicamente non esaurito in quanto sugli atti autorizzativi attualmente penderebbe appello al Consiglio di Stato.
Ripeto il decreto ministeriale 52 del 2015, appare molto chiaro in merito alla sua applicabilità, possibile solo nell'ambito dei procedimenti di verifiche dell'assoggettabilità e V.I.A. e/o autorizzazioni in corso senza alcun richiamo a concetti quali quello del rapporto giuridico non esaurito o riferimenti alla fase di realizzazione che ovviamente deve essere successiva al termine della procedura autorizzativa.
Inoltre va ricordato che in caso di esito positivo di nuovi procedimenti avviati dalla Regione, questa si troverebbe a convalidare degli atti amministrativi, ovvero i decreti autorizzativi degli impianti, che risultano però annullati dalle sentenze dei Giudici amministrativi, quindi di fatto carta straccia. Questo è quello che sta succedendo! Tutto ciò anche per scongiurare e limitare il più possibile i ricorsi che, ripeto, i cittadini, i Comitati ed i Comuni pagano di tasca propria. I costi si ripercuotono sempre sui cittadini che sono i primi a pagare.
Occorre inoltre evitare ulteriori iter scorretti che potrebbero costituire danno o pregiudizio alle ditte proponenti con possibile, e questa volta si, aperture di contenziosi a livello civilistico contro la Regione, nonché ai cittadini che subiscono la presenza di certi impianti.
Per questo il Movimento 5 Stelle voterà a favore naturalmente della mozione presentata e chiede nuovamente un atto di responsabilità votando a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Voglio solo precisare che capisco che per il Movimento 5 Stelle questo argomento è campo di competizione e battaglie elettorali, è anche legittimo e non c'è assolutamente niente di male, ma lei continua a interpretare strumentalmente quello che la Regione ha fatto, perché la Regione, le ripeto, gliel'ho detto e lei continua ad insistere, allora debbo precisare, non ha avviato procedimenti di convalida, ma è andata avanti solo in seguito ad istanza di parte.
Lei questo non lo vuole capire, questo è il nocciolo, lei qui ci vuole fare la battaglia elettorale, la faccia, è legittima, ma noi votiamo contro.

Comunicazioni ai sensi dell'art. 35, VI comma, del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Non voglio intervenire sulla mozione, né nel confronto che c'è con la Consigliera Pergolesi in riferimento alla sua illustrazione, io voglio soltanto intervenire e ricordare, probabilmente a me stesso, ma anche all'assise, che siamo in un'istituzione che ritengo estremamente importante perché è l'organo sovrano di questa regione.
Credo che anche i comportamenti devono essere ..., a prescindere dal fatto, Vicepresidente Casini, che lei non condivide l'intervento della collega, siamo perfettamente d'accordo, però il fatto istituzionale di abbandonare l'Aula … Oggi il Consigliere si chiama Pergolesi, domani si potrebbe chiamare Zaffiri o altro, suggerisco un attimo di riflessione, io la pongo in questi termini, per non accentuare la discussione che non serve perchè il ruolo istituzionale di quest'Aula è estremamente importante. Pertanto se l'organo esecutivo non condivide delle affermazioni fatte da determinati Consiglieri, credo che la correttezza, dico il bon ton, dico le istituzioni, dico l'Aula sovrana, di qualche comportamento che io vedo ...
Registro un po' di fibrillazione, uso queste parole, perché nel momento in cui le cose magari non sono discusse nel senso che uno auspica ..., va bene queste cose ci stanno, però non ci stanno, secondo me, mi posso anche sbagliare ma non credo, dei comportamenti così plateali e credo che qualche dubbio sotto l'aspetto della democrazia e soprattutto del ruolo di questa Aula possa sorgere e debba far riflettere. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 163, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 93
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Ospedale Santa Lucia di Recanati e candidatura della “Città a capitale della cultura 2018”. Ripristino almeno di quei servizi previsti dalla dgr n. 139 del 22 febbraio 2016 e richiesta potenziamento Punto di primo Intervento”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 93 della Consigliera Leonardi.
E' stata anche presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Marconi, Rapa e Busilacchi.
Ha la parola, per illustrare la mozione, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Arriva finalmente in Aula la discussione di questa mozione che ho presentato il 2 marzo di quest'anno, dopo che il 22 febbraio dello stesso anno è stata approvata dalla Giunta regionale la delibera 139 che ridefinisce gli standard rispetto agli ospedali di comunità in cui l'ospedale di Recanati verrà da qui a fine anno trasformato.
Il Santa Lucia è stato a parer mio penalizzato nel corso degli ultimi anni perché ha visto, a fronte di tagli di nastro, magari per reparti non aperti se non in occasione dell’inaugurazione, un progressivo depotenziamento dei propri servizi e la prima chiusura regionale di un punto nascite risalente ad alcuni anni fa. Ricordo questa battaglia nella quale mi spesi già all'epoca.
Il Santa Lucia ha anche due sale operatorie praticamente nuove per le quali sono stati spesi ed investiti soldi pubblici.
Improvvisamente a metà del mese di febbraio è stato interrotto il servizio di interventi chirurgici e molti prenotazioni di interventi sono state dirottate dall'ospedale di Recanati a quello di Civitanova Marche, segno di questo progressivo impoverimento dei servizi offerti ai cittadini, ovviamente non solo della città di Recanati, ma di un comparto più ampio, che è nelle scelte evidentemente di questa Regione.
La delibera di Giunta regionale 139 prevede che alcuni servizi sono in contraddizione con le scelte reali operate sul campo. In queste settimane sta animando non solo il dibattito politico, ma anche e soprattutto un movimento cittadino, la chiusura o la trasformazione del Pronto soccorso in un Punto di primo intervento, cosa che si prevede all'interno dell'ospedale di comunità, con la perdita progressiva delle funzionalità del pronto soccorso, la trasformazione attraverso il posizionamento fondamentalmente di un'ambulanza e lo spostamento di due guardie mediche che operavano nelle zone limitrofe, una era quella di Porto Recanati, a garantire la continuità assistenziale di quei pazienti che saranno ricoverati in quelle strutture che, una volta avvenuta la trasformazione in ospedali di comunità, saranno assistiti la mattina dai medici di base, che hanno aderito alla trasformazione, e la notte saranno seguiti dalle guardie mediche che saranno trasferite lì dentro.
Devo dire che in questi giorni c'è stato un gran movimento ed anche l'amministrazione comunale di Recanati si è mossa in un tentativo di trattativa con i vertici dell'Area vasta 3, ovviamente con una parte politica, ottenendo una nuova rimodulazione rispetto a quello previsto e che l'Assessore comunale ha illustrato nei giornali già dai primi di ottobre dopo che è avvenuta questa riunione in loco, per cui fondamentalmente ripartiranno i lavori che si erano bloccati, verrà costituito il centro di igiene mentale, che oggi è a Villa Teresa e verrà trasferito nelle vecchie stanze della chirurgia, comunque ci sarà una rimodulazione di alcuni servizi che fondamentalmente non vanno a toccare i due punti principali che io chiedo all'interno di questa mozione, ovvero il potenziamento del Punto di primo intervent, fondamentalmente è lasciare la funzionalità di pronto soccorso, magari attraverso la trasformazione di un DEA di primo livello e la possibilità di tutelare l'attività di chirurgia a ciclo breve dell'Ospedale Santa Lucia, adoperando le due sale operatorie che sono rimaste inutilizzate e sono, lo ricordo, nuove, anche per sedute specialistiche combinabili, come l'oculistica, l'ortopedia e la dermatologia.
Inoltre chiedo di rispettare quel minimo vitale indicato nella scheda allegata alla delibera di Giunta regionale 139 laddove vengono previste le attività chirurgiche specialistica ed ambulatoriale multispecialistica oltre a un potenziamento del Punto di primo intervento rendendone efficace il funzionamento.
Io ho seguito la vicenda dai giornali non essendo stata invitata a nessun tipo di incontro tematico ed ho anche avuto modo di interagire, come credo sia mio dovere, con il Direttore dell'Area vasta 3, che a seguito dell'incontro che è stato fatto con il Comune di Recanati, mi ha fondamentalmente riconfermato le cose illustrate dall'Assessore comunale, mi ha anche dimostrato la disponibilità a venire incontro alle popolazioni recanatesi inserendo una figura di infermiere in quello che ormai possiamo dire fu il pronto soccorso, anche oltre il mese di gennaio, quando è previsto il termine ultimo per la trasformazione, in modo da aiutare i cittadini a prepararsi a questo cambiamento.
Ho evidenziato che essendo il Direttore una figura tecnica non si discosta da quelle che sono le scelte dettate dalla politica e non mi sembra che ci sia la volontà reale di modificare queste decisioni e potenziare effettivamente l'ex pronto soccorso dell'ospedale di Recanati.
Ora ho letto la proposta di risoluzione che ha presentato il Consigliere Marconi e vorrei dire che innanzitutto ci sono delle lacune legate a quelle che sono le problematiche principali, cioè qui mettiamo ciò che già i dirigenti dell'Area vasta hanno concordato con l'amministrazione recanatese, quindi di fatto nulla di nuovo, si attinge all'impostazione della mia mozione e di fatto non si aggiunge nulla di concreto.
Capisco la difficoltà del Consigliere Marconi nel non aver prodotto nulla di fatto per la sanità recanatese e per l'ospedale della sua città, però credo, Consigliere, che epurare la mozione di un altro Consigliere nel giorno della votazione, senza neanche concordare un iter insieme, per tornare a casa con un foglio da presentare a Recanati, non sia reputabile come un atto concreto nei confronti della sanità non solo del suo Paese, ma dei suoi cittadini.
Lei non solo è membro della Commissione sanità in questa legislatura e Consigliere regionale, lo era anche nella legislatura precedente ed era addirittura parlamentare e se ora mi viene a dire che sono state cambiate delle norme ristrette a livello parlamentare, io dico chi meglio di un parlamentare locale avrebbe potuto intervenire?
Non commento la scorrettezza di questo iter che reputo non risolutivo. Lei con questa risoluzione alla mozione mette solo il suo nome su uno stralcio della mia mozione non andando a toccare i punti salienti per cui oggi la gente chiede risposte rispetto all'utilizzo di fondi pubblici impiegati per le sale operatorie, che oggi non verranno utilizzate secondo il loro potenziale, e rispetto al pronto soccorso che verrà depotenziato. A poco varrà la presenza dell'ambulanza che oggi già c'è, a poco varrà la presenza delle guardie mediche che dovrà garantire i pazienti ricoverati ai piani superiori, perché nel momento in cui garantiranno assistenza ai pazienti che sono su, ovviamente non potranno fare un pronto soccorso. A nulla varrà o a poco varrà l'inserimento, come mi è stato accennato dal Direttore dell'Area vasta 3, di una figura infermieristica che aiuterà a portare i cittadini a conoscenza di questo passaggio in maniera meno traumatica possibile. Ben venga la disponibilità di dirigenti a venire incontro alle esigenze dei cittadini, ma quello che serve è una risposta politica che qui, mi dispiace, è mancata e questo tardivo tentativo di mettere il proprio nome rispetto ad un atto io lo comprendo politicamente, perché capisco la sua difficoltà, ma non cambia per Recanati, questo ce lo dobbiamo dire in maniera oggettiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Mi sarei limitato ad una serena ed imparziale esposizione di una risoluzione onesta e seria, che i colleghi della maggioranza hanno voluto sottoscrivere insieme a me, ma mi vedo costretto anche a confortare la giovane Consigliera Leonardi delle innumerevoli imprecisioni, se non falsità che ha detto presa un po' dalla foga e soprattutto presa dalla malainformazione che ricava da qualche articolo di giornale che deve vendere, ma che non ha niente a che fare né con la realtà né con gli atti, e dai comitati che stanno agitando le acque intorno ad un problema che è già risolto.
Sul piano personale, Consigliera Leonardi, le faccio presente che io sono stato parlamentare nazionale dal 2006 al 2008 ed ero con il centro-destra, in mezzo ai banchi di AN e Forza Italia, esattamente come oggi, non è cambiato tanto come vede, infatti ho l'ufficio fra AN e Forza Italia. In quel periodo eravamo in minoranza e non cambiavamo nessun tipo di legge, c'era il Governo Prodi che non aveva fatto nessun atto intorno alla sanità, e stia tranquilla Consigliera queste cose le racconterò già stasera alla Radio di Recanati, quindi non ho nessun problema e difficoltà, ci ho fatto una campagna elettorale dicendo che gli ospedali nelle Marche dovevano essere 5. Qualcuno poi mi dovrà spiegare come si poteva mantenere insieme Civitanova e Recanati, e lo deve spiegare ai civitanovesi. Il Consigliere Micucci registrerà queste intenzioni dicendo visto che nella mozione che presenta la Consigliera Leonardi c'è il Dea a Recanati - questo già dice tutto sulla serietà di una mozione che fa ridere - il Dea ce l'hanno solo le due aziende ospedaliere, significa averci dietro un ospedale, e questi non sono parametri che ci siamo dati noi, questi parametri non sono scelte del Governo regionale, o scelte politiche che ha fatto la Regione Marche, ma sono scelte fatte dal Governo nazionale presieduto da un certo Silvio Berlusconi, il Ministro si chiamava Fazio e c'erano tutti i Ministri di Alleanza Nazionale, di Forza Italia e della Lega. Quel decreto del 2009 è quello che ha fatto scuola per tutto, semmai le Regioni, con una tigna unica, hanno resistito rispetto a questa applicazione fino a 2/3 anni fa, quando lo Stato, il Governo nazionale, ha detto o l'applicate o non vi diamo più i soldi, quindi le Regioni sono state costrette ad applicarlo.
Il nuovo disegno, lo ricordo a tutti, è molto semplice: ospedale di primo livello, aziende, per capirci, ospedale di secondo livello, ospedale di base ed i vecchi ospedali di Polo, tipo Recanati, diventeranno ospedali di Comunità.
Ora Consigliera Leonardi che lei mi faccia la retorica dicendo che io sono contento che l'ospedale di Recanati, che è stato praticamente fondato da mio padre o rifondato quando stava chiudendo nel 1958, sia finito come è finito, ovviamente non lo sono, perché non posso essere contento di questo, ma sono una persona seria e non racconto scemate ai miei concittadini, ho sempre detto la verità e infatti mi potranno dire quello che vogliono, possono non avermi votato, come mi hanno votato nel 2010, ma resta sempre il fatto che ho detto la verità, la verità è questa, e questa verità, se ricorda bene, Consigliera, l'abbiamo difesa quando abbiamo respinto, noi della maggioranza, voi della minoranza era ovvio che lo faceste, il famoso decreto di fine anno 2015, la famosa delibera di Giunta, dicendo che quella delibera, così come era stata impostata e soprattutto come veniva applicata, stava creando grande disordine, grande confusione ed andava novellata.
La Giunta l'ha novellata per un anno, ma finito l'anno non ha potuto fare altro che applicare quello che è previsto per gli ospedali di comunità, ex ospedali di polo, e noi questo lo abbiamo riscritto qui.
Non c'è nessuna trattativa fra il Comune di Recanati e il povero Direttore dell'Area vasta 3, che non ha da trattare proprio niente perché lo ha ricordato bene lei, è un esecutore e per molti aspetti sono esecutori anche gli amministratori regionali perché se c'è una delibera nazionale fatta in quella maniera, è quella! Io posso essere anche d'accordo con lei sul fatto che il bilancio possa essere libero, in unità dove poi è difficile essere sicuri che i Lea siano uguali in tutta Italia, perché bisogna essere onesti, bello avere il bilancio libero, la Regione Marche ci mette quattro miliardi e mezzo e poi ci fa quello che le pare, tutte feste, e l'ospedale modello nostro è quello delle comunità africane: una tenda, un dispensario e quattro missionari, perché i soldi ce li giochiamo tutti in feste e festini. Diamo all'Assessore Pieroni due miliardi e mezzo all'anno per fare quello che gli pare ed il problema è risolto! Non è così, se noi vogliamo garantire i Lea uguali per tutti o almeno vicini a una uguaglianza sostanziale, da Messina a Trento, bisogna che alcune cose siano decise a livello nazionale. Questa è responsabilità! Per il resto nella nostra risoluzione noi non diciamo esattamente quello che sta nella delibera, ma diciamo qualcosa di più all'interno di alcune reali possibilità di modulazione, ma ci attestiamo su quella delibera per la quale, cara Consigliera Leonardi, temo che qualcosa possa andare anche in arretramento.
Io sono stato alla riunione con il Direttore dell'Area vasta 3, chiaramente c'ero, in 3 ore abbiamo passato in analisi tutti i punti e abbiamo immaginato il nuovo ospedale di Recanati composto come segue: 40 posti di cure intermedie, 40 posti di Rsa, 10 posti per il centro Alzheimer, c'è scritto negli articoli, ma non li ha letti, ancora non ci sono ma sono da definire i posti residenziali e recuperare gli 80 posti, perché ne abbiamo solo 40, in residenza protetta.
Questa è una cosa seria, cioè dire che su una città di 22.000 abitanti, la più grande fra tutti gli ospedali di polo oggi comunità, che sono stati ristrutturati, Recanati è quella che ha subìto lo shock maggiore rispetto a ciò che aveva. Noi immaginiamo una protezione, caro Presidente Volpini, di 180 posti letto per quella fascia di popolazione che ne ha realmente bisogno, per il resto il bisogno deve essere assicurato in maniera puntuale dagli ospedali per acuti, che hanno grossissimi problemi che vanno risolti, come dicevo prima, e che in parte risolveremo con il punto di continuità assistenziale che sarà in questo modo composto: punto di continuità assistenziale per l'ospedale di Recanati, come credo per tutti gli ospedali di comunità, e prevede, dove c'è, l'h24 del 118 che non cambia; un medico di continuità assistenziale la mattina e due di notte e se dovessero uscire tutti e tre, è prevista per Recanati, Macerata, Cagli, Fano, Pesaro-Urbino, l'ambulanza jolly che andrà a posizionarsi presso l'ospedale quando malauguratamente tutti e tre i medici dovessero andare via. Mi sembra una protezione adeguata anche perché per legge questa nuova struttura della continuità assistenziale - sono un po' infastidito, più di lei Consigliera Leonardi, dal fatto che si cambi continuamente nome e si faccia un sacco di confusione tra la gente, se si fosse fatta subito questa operazione senza tutto questo casino, perché questo è, ogni 2 anni ci tocca rispiegare queste procedure - in parte fa esattamente i bianchi e i verdi come li faceva il punto di primo intervento prima. Non cambia niente, cambia la natura del medico perché prima c'era un reparto di lungodegenza con i medici internisti, oggi non c'è più perché la lungodegenza è per acuti stabilito dalla legge nazionale. Povero Presidente Ceriscioli per quanto ci vuole mettere impegno non lo può fare, a meno che non si metta a fare il dottore lui in tutti e 13 gli ospedali, non lo può fare, quindi il discorso finisce lì, non c'è alternativa.
Quello che dovremmo fare noi, da amministratori responsabili, è non promettere le favole del DEA che non stanno né in cielo né in terra, ma raccontare le cose come sono e vigilare su questo.
Un altro discorso sono le guardie mediche su città come Potenza Picena e Porto Recanati, per le quali sinceramente credo che si possa fare qualcosa di più, ma lo verifichiamo nel concreto del bilancio 2017, per il resto non c'è nulla da dire perché, ripeto, anche questa storia delle trattative deve finire! I Sindaci che trattano, ma trattano cosa? Sono titolari di che cosa? Di quale parte del bilancio sanitario regionale? Possono chiedere, possono informarsi, e poi perché il Sindaco di Cagli, di Recanati, di San Severino piuttosto che quello che non ha l'ospedale? Il Sindaco di Potenza Picena chi è? Il figlio del Dio minore! Una città di 16.000 abitanti! O quello di Porto Recanati? Tutti sono titolari in qualche maniera di un interesse diffuso, quindi noi siamo qui in prima persona e personalmente ci metto la faccia per spiegare esattamente queste cose.
Altro non c'è, al di là dei lavori che personalmente ho seguito nel silenzio, perché da Assessore nel 2011 mi ero impegnato ed eravamo riusciti a raggranellare 1.150.000 euro - cosa che non è successa per nessun ospedale delle Marche, perché l'ospedale di Recanati aveva pezzi che venivano giù e la dialisi da rifare completamente - per fare questi lavori, questo si, li ho seguiti, non so chi è l'Assessore che si possa immaginare qualcosa o che abbia rapporti con il Governo nazionale per quanto riguarda le infrastrutture, perché mi perdo sulle deleghe, però, caro Assessore Sciapichetti, 2011 reperiti i fondi, 2012 fatte le gare, 2016 ancora dobbiamo finire. Io ho avuto più di una telefonata ed anche messaggi scritti da parte dei nostri funzionari Asur i quali mi hanno spiegato i 36 passaggi che hanno dovuto fare. E' qui il grosso problema, non è un problema dei cittadini, è un problema nostro perché non è possibile che per sistemare un pezzetto d'ospedale bisogna passare attraverso 36 procedure amministrative.
Quando ero Sindaco a Recanati per fare un'opera pubblica in piena tangentopoli, era il '92/'93, ce n’erano 15/16, adesso con la storia di tangentopoli abbiamo quintuplicato i passaggi, convinti che questo possa servire, invece la corruzione nel frattempo è aumentata perché ad ogni passaggio si paga qualcosa di più, se qualcuno è intenzionato e vuole prendere le tangenti, con il risultato che le opere pubbliche le facciamo dopo 5/6 anni, con risultati a volte appannati perché nel frattempo i soldi stanziati all'inizio non bastano.
Chiedo scusa Presidente e termino.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Pieroni

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Prendo la parola anche perché questa mozione mi dà lo spunto per fare una riflessione di carattere generale perché oggi parliamo di una struttura ospedaliera, ma è tutto il sistema sanitario, cioè le 13 strutture di comunità che vanno ad essere rimodulate in funzione di questa normativa che purtroppo ha coinvolto, come tutte le Regioni, anche la Regione Marche, quindi la Giunta regionale, in particolar modo il Presidente Ceriscioli, che con grande chiarezza cerca di guidare questo percorso.
E' chiaro che ognuno di noi potrebbe parlare della propria struttura, ma io credo e sono anche convinto che la Consigliera Leonardi, che reputo intelligente, sa bene che la sua mozione, penso scritta con alcuni esperti, sia la mozione dei sogni perché oggi si ritornerebbe a discutere di una situazione che ormai è superata da parecchi anni.
Credo che dovremmo approfittare di questo atto per riprendere la giusta osservazione fatta dai tre capigruppo di maggioranza che riporta ad un semplice messaggio che, come Consiglio regionale, dobbiamo dare ai nostri concittadini marchigiani. Il messaggio qual è? E' che al di là delle varie iniziative tutte politicizzate, che sono avvenute in ogni località dove ci sono le strutture di comunità - poi sarebbe bello anche spiegare perché si deve spostare un servizio da una parte per portarlo in una località vicina, ai concittadini dovrebbe essere detto anche questo - la risoluzione è la giusta sintesi del messaggio che questo Consiglio regionale deve dare e, al di là delle sigle, al di là di tutti i tecnicismi, dire che i servizi sono comunque garantiti in maniera importante e che gli attuali punti di primo intervento - vorrei correggerla, non per riprenderla, ma perché lei ha parlato di pronto soccorso dell'ospedale, non è più un pronto soccorso, è un punto di primo intervento - vengono rimodulati in funzione della normativa nazionale.
Se il messaggio è che i servizi devono essere indirizzati su quello che era un servizio completo, noi oggi in ogni struttura non possiamo parlare soltanto del punto di primo intervento, dobbiamo parlare della complessità delle strutture sanitarie che sono nel territorio e di quello che possono dare.
Un altro messaggio forte che deve partire è che il personale che oggi è all'interno delle varie strutture, parlo in particolar modo del personale infermieristico, professionale, che ha acquisito sul campo un certo tipo di esperienza, o anche il personale medico, deve il più possibile rimanere sul territorio, perché è a garanzia che il servizio va nella direzione che poc'anzi dicevo, quella di dare continuità agli ex punti di primo intervento.
Penso che al di là delle varie riflessioni che ognuno di noi può portare sui propri territori, la cosa importante sia che questa Assemblea, se vuole impegnare la Giunta, la impegni con la risoluzione proposta dai capigruppo Rapa, Marconi e Busilacchi perché non entra nello specifico con tutta una serie di tecnicismi, ma fa una riflessione di carattere regionale e coinvolge tutte le varie strutture sanitarie di comunità. Da questa mozione potremmo passare ad una proposta condivisa di tutto il Consiglio regionale, perché partiamo da una struttura per arrivare a un messaggio forte che il Consiglio dà a noi della Giunta.
Se riuscissimo a spogliarci delle pressioni ed opposizioni che arrivano dai vari territori, giuste o sbagliate, su questo non entro, daremo una risposta vera che è quella di coinvolgere e dare un messaggio forte alla Giunta. Penso che la risoluzione vada nel giusto indirizzo, nella giusta ottica, altrimenti dovremmo discutere di ogni struttura nel momento in cui un prossimo Consigliere del Comune dove c'è la comunità sanitaria dirà: “Io voglio questo”, invece noi dovremmo dare un messaggio politico forte e vero che è quello di una risoluzione chiara alla Giunta.
Se riuscissimo tutti insieme almeno su questa questione a ritrovare il giusto equilibrio, al di là delle nostre posizioni, sicuramente faremo una buona cosa per i nostri concittadini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Non avevo in mente di fare l'intervento, però vista la rassegnazione con cui i colleghi trattano questa situazione sanitaria, devo un attimo risvegliare gli animi.
Noi abbiamo un Piano sanitario che è scaduto nel 2014, ho presentato interrogazioni e mozioni sulla sanità che giacciono da mesi e non vengono discusse, ora chiaramente i territori si arrabbiano, si arrabbiano perché al 31 dicembre di quest'anno avremo sui territori dei cronicari.
Avremo qualche decina di posti di cure intermedie, che vuol dire che la gente potrà essere curata a casa se adeguatamente assistita, invece che negli ospedali - io ci sono passato personalmente – ed avremo gli infermieri con i medici di base, se ci saranno, perché l'accordo da sottoscrivere è volontario e vorrei vedere quanti di questi ci staranno, che entreranno e tireranno avanti queste strutture che non sono più ospedali, anche se vengono denominati ospedali di comunità.
Ora chiedo ai miei Consiglieri colleghi di andare a vedere come la sanità, con la stessa Balduzzi, è applicata nelle altre Regioni. Andate in Emilia Romagna, andate in Toscana, andate in Umbria, c'è una situazione sanitaria differente rispetto a quella che ci viene propinata come ineluttabile a livello marchigiano. A questo ci dobbiamo ribellare, i Sindaci ieri in Area vasta, riuniti in 50, si sono alzati e non hanno voluto votare sull'ospedale unico, perché non è il nuovo muro che migliora la sanità, ma sono i nuovi servizi.
Voi mi dovete dimostrare perché negli ultimi anni a parità di soldi spesi i servizi calano, me lo dovete dimostrare! Perché dobbiamo aprire le porte al privato quando il pubblico ha migliaia di persone assunte e altre migliaia ne vuole assumere? Dov'è l'inghippo? Abbiamo gli uffici pieni e le corsie vuote? Abbiamo perso professionalità? Perché a parità di soldi diminuiscono i servizi?
Su questo bisogna aprire una riflessione assolutamente approfondita in quest'Aula, altrimenti è chiaro che rincorreremo le mozioni e le interrogazioni di tutte le 13 strutture che dall'1 gennaio del prossimo anno saranno annientate.
Vogliamo dare ai privati, come a Sassocorvaro, fettine dei nostri ospedali? Ci dovete dire il perché! Vogliamo costruire ospedali unici senza avere l'analisi costi/benefici? Ci dovete dire perché, dov'è questa analisi?
Se è una scelta politica parliamone politicamente, non è possibile massacrare la sanità marchigiana senza dare ai cittadini la motivazione per farlo. Voi state distruggendo l'esistente senza dare alternativa, a questo bisogna ribellarsi.
Assistiamo chiaramente alla guerra tra poveri. E' vergognoso! Ditemi se ci sono i risparmi, e vediamo se i cittadini li vogliono fare sulla loro pelle, di questo ancora non c'è stato modo di discutere in questa assise, che è quella che gestisce i soldi che lo Stato ci dà.
Per favore, seriamente, non voglio rincorrere né le risoluzioni né l'impegno di mozioni che raccolgono giustamente il grido di dolore dei cittadini, dobbiamo fare un nuovo Piano sanitario perché è scaduto da anni e di questo purtroppo la Giunta non ne vuol parlare, questa è la mia denuncia.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Potrei anche intervenire per fatto personale perché nella sua maniera pacata e certamente esperta di politico di lungo corso, il Consigliere Marconi mi ha dato della bugiarda, oltre ad aver ridotto le dichiarazioni dell'Assessore di Recanati sulla stampa a giornali che vogliono vendere.
Soprassiedo su questo punto, ma spiego perché, e in questo mi hanno veramente supportato le parole del Consigliere Marconi, voterò contro la risoluzione alla mia mozione.
Ciò che è inserito in questa mozione …, e capisco che il Consigliere non voglia far passare quella che io ho definito una trattativa, possiamo utilizzare un altro termine, ma di fatto quella è stata una trattativa, anche perché era presente il Consigliere con l'amministrazione cittadina di Recanati. Mi dispiace che sia stata svilita anche la serietà di un funzionario con il quale ho parlato personalmente perché penso che il Direttore dell'area vasta che ovviamente non ho scelto io, sia una figura …, Consigliere non ho citato i comitati, tant'è che non sono andata alla riunione di un comitato proprio per evitare strumentalizzazioni politiche, quindi non mi sono presentata a Recanati, perché non volevo che fosse strumentalizzata la presenza di una figura di opposizione.
Voterò contro la risoluzione perché qui dentro c'è ciò che è in linea con la riforma sanitaria regionale o ciò che è stato concordato, usiamo questo termine, con l'amministrazione recanatese in quella data o in altri incontri. Nulla di più di quello che ad oggi sarà, è contenuto qui. Di quello che sarà in atti già presenti o in atti che - mi è stato già detto da persone che gli atti li fanno - andranno rielaborati da qui a fine anno.
Non è che questa risoluzione dà un impulso in più o produce qualcosa di diverso, certifica con dei nomi qualcosa che è già stato stabilito.
Mi fa piacere l'intervento del Consigliere Fabbri che ha parlato di provare a modificare questa impostazione della sanità perché ovviamente noi non l'abbiamo condivisa e, Assessore Pieroni, non è che con questa risoluzione impegneremo la Giunta a fare qualcosa perché di fatto l'ha già decisa.
I Consiglieri avrebbero potuto imporre qualcosa, se l'avessero voluto, nel passaggio in Commissione o in un rapporto diretto con voi.
Dispiace che ai Consiglieri di minoranza venga lasciato solamente questo strumento, ma di fatto, nel momento in cui anche in Commissione chiediamo di poter intervenire in qualche modo, non ci viene data reale possibilità. E dispiace ancora di più, questo lo dico …, l'amministrazione di Recanati è a guida PD, quindi certamente non posso pensare che qualcuno possa tacciarmi di difendere un'amministrazione amica, ma posso fare tranquillamente l'esempio dei Sindaci del pesarese che non sono stati ammessi in Commissione quando a gennaio è stata votata la delibera, con le proteste sotto gli uffici.
A me dispiace che il ruolo delle amministrazioni comunali venga svuotato e svilito in questo modo, lo trovo un qualcosa di basso, mi dispiace, non lo condivido, perché è vero che noi abbiamo un ruolo, ma anche loro sono il primo presidio, il primo baluardo dei cittadini nei territori.
Questo bistrattarli, dire che non c'è una trattativa, che i Sindaci non devono fare niente e che non possono fare niente, quando i fatti parlano di un'altra cosa, lo trovo veramente svilente, riduttivo, squalificante e dequalificante per i Sindaci.
Questa mozione, lo ricordo, è stata rinviata già due volte dal Consiglio quando era all'ordine del giorno, se ci fosse stata la volontà, Assessore Pieroni, di dare un contributo unitario e concreto, come è successo in altre occasioni - ricordo la mozione sul percorso ictus - avrebbe seguito un iter, sarei stata contattata e si sarebbe visto se c'era la possibilità di fare un atto, una risoluzione unica che soddisfacesse anche la base di ciò che io propongo con questa mozione, ma questo non c'è, questo è frutto, mi dispiace, di una volontà diversa che non è certamente quella partecipativa e non è quella di poter dire la propria.
Il Consigliere certamente non è d'accordo, ma io la reputo in maniera tardiva e quindi voterò contro perché non cambia, lo ribadisco, nulla rispetto a quanto già concordato con il Sindaco, con l'Area vasta, alla presenza anche del Consigliere Marconi, in quella riunione, quindi non c'è nulla di più e se oggi nell'atto non c'è, ho citato apposta l'infermiere che verrà inserito anche nei mesi successivi a gennaio, è perché sono già d'accordo. Mi è stato garantito che sarebbe stato inserito, è una cosa che è già stata prevista e va certificata.
Non c'è nulla di nuovo rispetto alle esigenze di quel territorio, capisco che non volete andare contro l'impostazione scelta dalla Regione, ma questo non viene incontro alle esigenze dei cittadini.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 93. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Marconi, Rapa e Busilacchi. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 126
ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Giancarli
"Incentivazione all’utilizzo dei farmaci equivalenti"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 126 dei Consiglieri Talè e Giancarli.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Talè.

Federico TALE'. Ridistendiamo gli animi, non mi pare vero sono già 3/4 volte che rimandiamo questa mozione.
Ci tengo a precisare intanto che la mozione nasce da un'audizione molto interessante che abbiamo avuto in Commissione sanità con l'Associazione Cna pensionati della provincia di Pesaro, la quale ci spiegava che in Italia i farmaci equivalenti, quindi la necessità di cercare in tutti i modi di incentivare l'utilizzo dei farmaci equivalenti, rappresentano poco più del 19% di tutti i farmaci dispensati, contro il 55% a livello europeo e addirittura all'80% degli Stati Uniti.
I margini di risparmio sono veramente elevati perché un farmaco equivalente per legge deve costare il 20% in meno, ma costa mediamente il 40/45% in meno.
Perché la Cna pensionati? Perché un milione e mezzo circa di anziani in Italia prende almeno 10 farmaci al giorno, quindi pensate che il risparmio, per quanto riguarda il cittadino e l'anziano, è veramente consistente, se ci aggiungete che il farmaco equivalente ha lo stesso principio attivo del farmaco di marca, non solo lo stesso principio attivo, ma nei test che deve superare deve dimostrare che il principio attivo si deve distribuire con la stessa velocità e con la stessa quantità. E’ proprio equivalente, come dice la parola, al farmaco di marca.
Incentivare l'utilizzo di questi farmaci equivalenti è un risparmio sia per la sanità convenzionata e per la distribuzione convenzionata, che è quella che permette al cittadino che va in farmacia di acquistare con la ricetta il farmaco, qui il risparmio è diretto al cittadino, che, molto importante, per la distribuzione diretta che è quella dell'ospedale perché noi abbiamo dei dati, che poi dirò, che riportano un aumento esponenziale, nel giro di 2/3 anni, della spesa sanitaria negli ospedali per le medicine.
Siamo passati dal 2013, dove avevamo una spesa di 78 quasi 79 milioni di euro, come Regione Marche, al 2015 dove abbiamo una spesa di 106 milioni di euro. Il 35% in più.
Da qui nasce l'esigenza di questa mozione che è quella di cercare in tutti i modi di fare opera di persuasione e pubblicizzare in qualsiasi modo, in qualsiasi maniera, l'utilizzo dei farmaci equivalenti, sia nella distribuzione diretta che in quella convenzionata, ma anche nella distribuzione per conto, che sarebbe effettuata a seguito di accordi fra la Regione e le associazioni dei farmacisti.
Questo più o meno è il succo della mozione, a cui, dico subito, sono stati presentati due emendamenti, uno a firma dei Consiglieri Bisonni e Volpini che dice di inserire oltre all'equivalente il farmaco biosimilare, che sarebbe il farmaco generico del farmaco biologico, quindi a nome del gruppo dico che lo possiamo accogliere; l'altro emendamento, a firma dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Celani, Marcozzi, Malaigia e Zura Puntaroni, può essere analogamente accolto e prevede di aumentare la quota di farmaci equivalenti all'interno delle farmacie pubbliche ed i sicuri risparmi che avremo nella sanità pubblica, quindi regionale, impegnarli e destinarli alla sanità e quindi al capitolo della sanità e non - qui ci vedo una vena polemica, ma va bene ugualmente – ai premi di risultato dei dirigenti. Penso che anche questo si possa accogliere. Basta, tutto qui.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Vorrei ringraziare i Consiglieri Talè e Giancarli per aver presentato questa mozione.
Credo che qualche precisazione vada comunque fatta rispetto ad alcuni passaggi.
L'industria generica negli ultimi anni ha avuto un grande sviluppo anche nel nostro Paese, seppur meno rispetto ad altri, superiamo solo la Grecia e la Spagna, nei Paesi nordici i generici o meglio i farmaci equivalenti sono usati da molto tempo .
E' un'industria che ha avuto un grande sviluppo e soprattutto una grande trasformazione ed è questo il dato importante che permette oggi l'utilizzo del generico in maniera assolutamente sicura.
All'inizio c'era una notevole frammentazione delle industrie perché il brevetto era scaduto e tutte potevano confezionare il farmaco, oggi invece c'è da questo punto di vista maggior ordine e la stragrande maggioranza dei farmaci generici vengono prodotti da 4 o 5 aziende.
C'è una spesa farmaceutica che sta aumentando, ma sta aumentando anche perché, dato complessivo, abbiamo a disposizione dei farmaci molto importanti, soprattutto in ambito ospedaliero. Penso a tutta la partita dei farmaci antineoplastici e a tutta la partita dei farmaci antiepatite C e al risparmio in ambito ospedaliero per quel che riguarda il concetto dei biosimilari, ecco perché ho sottoscritto l'emendamento del Consigliere Bisonni.
Questi sono farmaci molto costosi, perché il farmaco generico di per sè, una volta che è stato genericato comporta anche l'abbattimento del prezzo per il brand, altrimenti sarebbe fuori mercato, per cui all'abbattimento del prezzo del farmaco scaduto abbassa anche il costo del brand. Sui farmaci biosimilari questa cosa ancora non avviene ed avere le ritropoiettine, il somatotropo, ed oggi anche i fattori di crescita che sono farmaci che vengono usati in patologie serie e complicate, sicuramente ha determinato un risparmio notevole.
Credo che da questo punto di vista la mozione comporti un'assunzione di responsabilità a livello culturale, comunicativo, perché ancora troppo spesso si sente dire che il generico non ha la stessa efficacia dell'equivalente. Dico generico perché la dizione più precisa sarebbe quella dell'equivalenza e nel concetto dell'equivalenza ci sta quello che prima ha detto il Consigliere Talè, ovvero il discorso della farmacodinamica, perché quel principio attivo deve avere nel tempo una determinata concentrazione e soltanto a quella determinata concentrazione ha i suoi effetti.
Da questo punto di vista, come regione siamo nella media nazionale che è del 21% dall'ultimo rapporto Osme e non più del 18%, bisognerebbe cercare, per quel che riguarda la nostra regione, di arrivare magari alle percentuali del 39, 40, 41% che hanno le Province autonome di Trento e Bolzano o le Regioni come la Valle d'Aosta, la Toscana e l'Emilia Romagna, e il dato complessivo anche a livello nazionale potrebbe sicuramente migliorare.
Una Regione, un'Assemblea legislativa, un Consiglio regionale che pone all'ordine del giorno una mozione come questa, indubbiamente è un Consiglio regionale propositivo, è anche uno dei ruolo pedagogici che la politica nelle sue espressioni più diverse, compresa quella istituzionale, dovrebbe avere.
Con grande soddisfazione sottoscrivo e voto favorevolmente, come penso di poter dichiarare il voto favorevole del gruppo, la mozione ed anche i due emendamenti presentati sia dalla Consigliera Leonardi ed altri che dal Consigliere Bisonni e da me sottoscritto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Prendo la parola per fare un intervento unico e spiego un po' le motivazioni e l'emendamento che mi spingono a votare convintamente questa mozione.
Il mio emendamento – mi fa piacere che l'abbia sottoscritto anche il Consigliere Volpini – rilancia perché oltre agli equivalenti inserisce anche i biosimilari.
Vorrrei ricordare velocemente - non che ce ne sia bisogno, però precedentemente ho sentito qualche Consigliere non così convinto, che poi ha cambiato idea, e mi fa piacere - cosa dice l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, quindi una fonte ufficiale, sul farmaco equivalente: “E' un medicinale che contiene lo stesso principio attivo ed è nella stessa concentrazione di un farmaco di marca non più coperto da brevetto definito farmaco originato. I farmaci equivalenti hanno inoltre la stessa formula farmaceutica e le stesse indicazioni del farmaco di riferimento, sono dunque dal punto di vista terapeutico equivalenti al prodotto da cui hanno origine e possono quindi essere utilizzati in sua sostituzione. Non sono identici agli originali in quanto possono avere, per esempio, una differente composizione di eccipienti, o non essere formulati con identica tecnologia farmaceutica”. Questa è la minima differenza tra l'equivalente e il brand originator, come appunto sostiene molto autorevolmente l'Agenzia Italiana del farmaco, sono del tutto equivalenti, avendo lo stesso principio attivo nella stessa concentrazione.
L'importanza di questa mozione si capisce, io per lo meno l'ho capita, leggendo il rapporto dell'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, che consiglio a tutti i Consiglieri di scaricarsi dalla Commissione europea, che descrive molto bene quali sono gli interessi economici che ci sono sotto a questi farmaci, ai brevetti e “le guerre” tra le varie case farmaceutiche, tra quelle che producono i farmaci originator e quelle che producono i farmaci equivalenti.
Mi sono permesso di aggiungere, con convinzione, anche i farmaci biosimilari che sono similari a quelli biologici, attenzione perché i farmaci biologici mi insegnano che sono costosi in assoluto, proprio perché hanno un principio biologico che ha necessitato di una ricerca molto lunga ed accurata. Anche qui l'Aifa dà la definizione esatta del farmaco biosimilare, ve la risparmio, però vi leggo quello che scrive l'Aimac, cioè l'Associazione italiana malati di cancro parenti ed amici, che in parole semplici fa capire bene, secondo me, cos'è un farmaco biosimilare: “Il farmaco biosimilare è un farmaco biologico simile per caratteristiche ad un farmaco biologico originario, il brevetto di norma dà diritto a 20 anni di esclusiva per la commercializzazione di un nuovo biologico, questo perché sviluppare un farmaco di questo tipo costa centinaia di milioni di euro e circa 10 anni di studi, da qui la tutela brevettuale che permette all'azienda scopritrice di rientrare economicamente degli investimenti effettuati per la ricerca. Dopo 20 anni però, in genere, si presume che i costi sostenuti siano stati ammortizzati, di conseguenza tutte le conoscenze relative al farmaco diventano di pubblico dominio, permettendo ad altri produttori, che non hanno sostenuto i costi della ricerca iniziali, di produrre a costi inferiori farmaci biosimilari. La disponibilità di biosimilari efficaci offre un potenziale vantaggio economico, contribuendo alla sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari - e questo si riaggancia a quello che hanno detto i Consiglieri che mi hanno preceduto - contribuisce a favorire l'accesso dei pazienti a nuove opzioni terapeutiche derivate dal progresso scientifico. Alla base dello sviluppo dei biosimilari, c'è la stessa idea per cui sono prodotti i farmaci generici, fornire un'alternativa più economica al paziente quando scade il brevetto”.
Termino, leggendo la conclusione di questo rapporto dell'Aifa, che è importante secondo me, sui farmaci biosimilari: “Lo sviluppo e l'utilizzo dei farmaci biosimilari rappresentano un'opportunità essenziale per l'ottimizzazione dell'efficienza dei sistemi sanitari assistenziali avendo la potenzialità di soddisfare una crescente domanda di salute in termini sia di efficacia e di personalizzazione delle terapie sia di sicurezza di impiego. I medicinali biosimilari rappresentano dunque uno strumento irrinunciabile per lo sviluppo di un mercato dei biologici competitivo e concorrenziale necessario alla sostenibilità del sistema sanitario e delle terapie innovative mantenendo garanzie di sicurezza e qualità per i pazienti e garantendo loro un accesso omogeneo e tempestivo ai farmaci innovativi pure in un contesto di razionalizzazione della spesa pubblica”.
Da tutto quello che ho letto di queste fonti autorevoli si capisce benissimo l'importanza di questa mozione. Credo e spero di aver spiegato perché è importante inserire i farmaci biosimilari, ripeto, sono farmaci attualmente tra i più costosi in commercio, e perché - e qui ritorniamo al discorso della Commissione Capire, che deve garantire anche l'efficacia dei provvedimenti che si prendono in Aula e tengo molto anche a questa Commissione - questa mozione non deve rimanere lettera morta, ma deve avere un seguito nella pratica e nella vita di tutti i giorni.
Ringrazio i firmatari di questa mozione, ringrazio il Consigliere Volpini che ha voluto firmare insieme a me l'emendamento che ho proposto e voterò convintamente sia la mozione che i due emendamenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Anch'io farò un intervento unico per ribadire il sostegno e l’importanza di questa mozione sulla quale voterò a favore.
Tengo a precisare che le motivazioni che sono alla base di questo atto vanno incontro alle esigenze dei pazienti, credo quindi che sia la linea guida giusta per quella che dovrebbe essere la sanità.
Utilizzo questo tempo anche per illustrare brevemente gli emendamenti presentati che non stravolgono l'impianto proposto dai Consiglieri Talè e Giancarli ma aggiungono alcune piccole cose. Mi fa piacere che siano state trovate condivisibili, anche dal Presidente della Commissione sanità, Volpini, la richiesta è quella di incrementare all'interno delle farmacie ospedaliere la quota di farmaci bioequivalenti e biosimilari in modo da produrre effetti di risparmio anche nella sanità regionale. Il secondo impegno è quello di reinvestire i risparmi ottenuti nell'ambito della sanità, dai macchinari all'utilizzo di nuovi farmaci costosi per l'epatite o altre patologie, e non conteggiarli nel raggiungimento dei premi di risultato dei dirigenti, perché il risparmio di fatto lo stabilisce l'Aula e reputiamo giusto che a questo ci si attenga, quindi voto assolutamente favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 126.
Emendamento 126/1 a firma dei Consiglieri Bisonni e Volpini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 126/2 a firma dei Consiglieri Leonardi, Zaffiri Marcozzi Malaigia, Celani e Zura Puntaroni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 126 così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 147
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi e Giancarli
"Legge regionale 26 novembre 2012 n. 34 – Interventi per la valorizzazione del pensiero e dell’opera di Maria Montessori"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 147 dei Consiglieri Busilacchi e Giancarli.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUILACCHI. Grazie Presidente. Brevemente anche vista l'ora, però il tema è importante, centrale per la nostra regione.
Nel 2012 è stata approvata la legge regionale, la n. 34, su questo tema “Interventi per la valorizzazione del pensiero e dell'opera di Maria Montessori”, con questo provvedimento la Regione Marche si è impegnata a promuovere la conoscenza e la divulgazione a livello regionale e non solo dell'opera di Maria Montessori e del suo metodo pedagogico.
Da questo momento sono stati concessi per due annualità dei contributi che sono serviti ad una serie di iniziative sia per la realizzazione di convegni che per attività di tipo seminariale ed anche per attività di tipo turistico presso la casa di Maria Montessori, grazie alla Fondazione Chiaravalle Montessori, che per coordinare varie attività di carattere didattico in varie scuole italiane e non solo.
I dati sono molto significativi, segnalo che in questi anni 11.000 persone provenienti da tutto il mondo si sono recate a Chiaravalle per visitare questa casa, ci sono state moltissime iniziative delle scuole nella nostra regione, ma non solo, ci sono anche attività di vari servizi, non solamente quello culturale, quello turistico e del settore scolastico, ma anche del servizio agricoltura perché grazie al format degli agrinido di qualità la Fondazione Montessori ha coordinato gli interventi pedagogici sul settore della rete agrinido Marche utilizzando il metodo Montessori.
Segnalo tra l'altro che da questo punto di vista la Regione Marche ha anche avviato una collaborazione con la Casa reale inglese perché anche in Gran Bretagna questo metodo didattico è utilizzato.
Qual è il tema? Così mi avvio molto rapidamente a concludere, il tema è che tutte queste attività rischiano di essere eccessivamente frammentate, necessitano di un coordinamento, quindi quello che si propone con questa mozione è di istituire formalmente il Polo regionale, che era già previsto dalla legge, ma che non ha trovato un'adeguata istituzione, di continuare a garantire il finanziamento previsto dalla legge stessa e di valorizzare la fondazione che può, in questi anni l'ha fatto, essere l'ideale luogo di coordinamento di tutte le attività che altrimenti nella Regione Marche rischiano di essere frammentate in troppi rivoli e in vari servizi della Regione stessa, come dicevo prima, da quello scolastico, a quello dell'agricoltura, a quello culturale e turistico.
L'idea è di costituire un coordinamento tra i vari servizi della Regione e di collaborare attivamente con la Fondazione Montessori da questo punto di vista. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Brevemente perché il nostro capogruppo Busilacchi ha illustrato con profondità il pensiero, l'opera della Montessori e gli obiettivi che ci prefiggiamo con questa mozione.
Voglio aggiungere alcune cose, intanto perché sollecitato dallo stesso capogruppo, poi perché c'è un fatto che voglio sottolineare, l'opera di Maria Montessori non può che essere letta come una grande avventura umana, scientifica che fonda sull'educazione la concreta speranza di una cultura di integrazione e di pace.
Tra i suoi insegnamenti troviamo sicuramente strade feconde da ripercorrere, l'investimento nell'infanzia, nell'educazione, l'ottimismo pedagogico, la fiducia nel cambiamento, il rigore scientifico, la curiosità intellettuale, lo spessore etico di una grande passione laica e queste sono anche le ragioni per cui questa Assemblea legislativa nella legislatura precedente è andata all'approvazione di una legge.
La pedagogia montessoriana non è, e qui sta il suo grande pregio e la sua modernità, un manualetto da applicare senza pensarci, ma richiede un braccio attivo.
Un bambino vivace, curioso è senz'altro un bambino intelligente e tutto questo è dentro il pensiero montessoriano, non mi dilungo su questo aspetto, se non per un fatto estremamente operativo e significativo, un dirigente scolastico impegnato fino nell'anno scolastico che si è concluso qualche mese fa, impegnato in una scuola superiore di Senigallia, il liceo classico di quella città, ha deciso, quindi secondo me un fatto molto importante, di assumere la direzione dell'Istituto Montessoriano chiaravallese. Una persona capace che ha fatto una scelta precisa, quella di mettere a disposizione il suo rigore, la sua competenza, la sua professionalità, la sua intelligenza per arricchire questo istituto, ma soprattutto, insieme all'arricchimento dell'istituto, per valorizzare la figura di Maria Montessori.
Quanto abbiamo chiesto nella mozione, quanto illustrato dal Consigliere Busilacchi a mio avviso si inserisce dentro questo percorso teorico, culturale, operativo e credo che le Marche non possano che dare una risposta forte alla figura di Maria Montessori.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. L'Assessore Loretta Bravi si è dovuta assentare, ma ha preparato due note che adesso per suo conto leggo.
La Regione ha da sempre sostenuto il metodo Maria Montessori attraverso il radicamento del suo magistero in una consolidata e vivace tradizione pedagogica.
Nel territorio marchigiano le scuole che adottano il metodo Montessori sono numerose e in questo periodo si registra una rinnovata attesa di un allargamento del metodo in più scuole.
Sempre più pressante infatti è la richiesta dei genitori che, in applicazione delle leggi sull'autonomia, chiedono per i propri figli l'opzione educativa montessoriana, la cui caratteristica fondamentale è l'autoeducazione, a partire dalla nascita, in un ambiente scientificamente preparato e arricchito con i materiali di sviluppo, attraverso la libera scelta, per la conquista dell'autonomia e dell'indipendenza.
La Regione, nella consapevolezza che lo sviluppo della futura società civile è affidata alle giovani generazioni, intende garantire a tutti i bambini le condizioni di vita e di sviluppo più idonee a realizzare il loro potenziale, sostenendo l'istituzione di sezioni e classi a indirizzo differenziato. Anche a questo scopo è stato predisposto un piano di formazione rivolto alle insegnanti di ruolo che intendano specializzarsi nella didattica differenziata Montessori e nello stesso tempo di aggiornamento rivolto alle insegnanti che già insegnano con metodo differenziato Montessori.
Tale finanziamento è previsto nel POR Marche FSE 2014/2020 ed ammonta a circa 800.000 euro.
Si provvederà quanto prima ad istituire il Polo per la formazione ed aggiornamento degli educatori dopo accurato approfondimento sulla normativa che regola la materia della formazione in relazione al metodo Montessori.
Per quanto riguarda i finanziamenti, oltre a quello sopra citato, la Regione ha poche risorse regionali a disposizione, pertanto se le spese più urgenti lo permetteranno, investirà dei fondi regionali per le finalità della legge regionale 26 novembre 2012, n. 34, nel bilancio di assestamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Vorrei dichiarare il voto favorevole da parte del mio gruppo.
Maria Montessori come veramente succede, nemo propheta in patria, è conosciuta in tutto il mondo per questa teoria innovativa. E' stata una delle prime donne a laurearsi in medicina, ha fatto conoscere a tutto il mondo questo metodo pedagogico innovativo dove il bambino è visto come un essere umano completo, che non ha i condizionamenti degli adulti e deve godere della massima libertà. Questo è stato veramente un pensiero innovativo, un pensiero che ha fatto scuola in tutto il mondo, ci dispiace che nelle Marche sia dimenticato, come succede anche per altri, e quindi annuncio il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 147. la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 111
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Enti del Servizio sanitario regionale – coordinamento per la contrattazione decentrata e procedure concorsuali unificate”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 111 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Finalmente è arrivato in Aula questo problema che interessa una gran fetta di personale dei 23.000 dipendenti del settore sanità di questa regione Marche. La più grande fabbrica oggi esistente nella realtà marchigiana.
Questi lavoratori da anni, da tempo, dalle vecchie Asl, come sanno molti in quest'Aula, si sono costruiti un trattamento economico differenziato che nasce dalla contrattazione aziendale per cui, per non farla lunga, perché il problema lo conosciamo tutti, ci sono diverse aree delle aree vaste. Cito Marche nord, ma la stessa Area vasta 3, per esempio, soprattutto l'Inrca di Ancona e l'altra realtà territoriale quella degli Ospedali Riuniti di Torrette hanno una differenziazione economica molto corposa, infatti come i Consiglieri ben possono vedere, sapere, verificare, moltissimi medici scappano e vanno nelle altre aree, nelle altre zone dove c'è uno stipendio più alto.
Questa mozione che ho presentato dovrebbe permettere un'omogeneizzazione di trattamento e cosa significa se questo viene sviluppato e valutato con molta attenzione nella gestione delle risorse umane? Potrebbe anche portare, con il tempo, ad un risparmio anche economico sul problema della forza lavoro, come si dice in gergo. Se il personale viene gestito meglio e può essere intercambiabile da una zona all'altra, nel senso previsto da una contrattazione, che di fatto va nelle mani del sindacato, perché questo deve essere, è possibile recuperare queste risorse.
Fra l'altro voglio anche ricordare che dall'1 gennaio 2017, per una legge che abbiamo già approvato, ci sarà la possibilità per l'Asur, per l'Area vasta regionale, di un'unica contrattazione. Su questa differenziazione di stipendio - che molti hanno visto sulla stampa - si è iniziato a ragionare all'interno degli Ospedali Riuniti di Torrette, è stata fatta un'indagine, si è ricostruita la carriera economica di tutti i lavoratori e credo che sia in dirittura d'arrivo.
Chiedo a tutta l'Aula che è interessata a questa mozione …, non penso che questa mozione sia dell'opposizione perché, l'ho detto prima introducendo l'argomento, interessa gran parte dei 23.000 lavoratori - se fossero tutti di destra o della Lega, magari fosse, ma non è così - credo che su questo problema non ci sia né minoranza né maggioranza.
La mozione che ho presentato a nome del gruppo della Lega Nord ha un emendamento che prevede il termine dell'1 gennaio 2017. Il tema dovrà poi essere sottoposto al Mif e se il Mif non risponderà entro l'1 gennaio non sarà quello il problema, ma la presenza di una volontà politica è l'aspetto essenziale per chiudere questo problema che esiste nella regione Marche.
Questa mattina abbiamo sentito del risparmio di 10 milioni dalla Suam, mi dicono che nella sanità in merito al personale, per tutto quello che è accaduto l'anno scorso, ci sono forse 50 milioni circa di recupero. Credo che esistano le condizioni economiche, anche quelle che verranno - ho parlato di questo problema con l'Assessore a suo tempo - perché con una gestione delle risorse umane fatta bene ed in modo intelligente, quello che oggi è un costo, lo sappiamo, possa essere recuperato dalla Regione, nel tempo, omogeneizzando questi trattamenti, Un'azienda cosa fa? Dà degli incentivi, dà delle retribuzioni ai lavoratori, oggi costa qualcosa, ma domani potrà essere recuperato perché c'è un progetto aziendale.
Questo è il nostro emendamento a questa mozione. In riferimento all'emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle sull’ipotesi di tagli, il problema nato in queste ore fa parte, secondo me, lo dico da ex sindacalista, della contrattazione sindacale con la controparte.
La controparte in questo contesto è la Regione ed occorre che il sindacato dimostri le proprie capacità contrattuali, che sono un'altra cosa rispetto alla omogeneizzazione politica nel richiedere un trattamento economico uguale per tutti i lavoratori.
Secondo me c'è questa forte differenza. Dall'altra parte il gruppo della Lega non se la sente di intervenire su una materia strettamente legata alla contrattazione. Il sindacato mostri la sua vivacità per sbloccare questa situazione.
L’aspetto politico che deve essere recepito da quest'Aula è l'omogeneizzazione del trattamento economico per tutti i lavoratori della sanità della Regione Marche, dall'Asur alle Aree vaste tutte, all'Inrca e agli Ospedali Riuniti di Torrette, come prevede la legge per tutti gli enti della sanità della Regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Molto brevemente per annunciare il nostro voto favorevole.
Segnalo anche e con piacere che nella seduta di oggi la Lega per ben due volte valorizza il lavoro della Giunta, prima l'ha fatto sulla Suam e adesso in una mozione in cui riconosce la giusta linea che la Giunta sta seguendo ed ha seguito con la modifica della legge 13, andando ad unificare la contrattazione prima decentrata nelle Aree vaste.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Zaffiri, ma l'avevamo già detto nel dibattito dell'epoca, questo deve essere il primo passo per andare ad un'ulteriore omogeneizzazione e far si che non ci siano più le disparità tra il personale all'interno degli enti del servizio sanitario. Non è possibile che un medico che sta a Torrette, che fa le stesse cose di un medico ad Ascoli, guadagni in maniera diversa.
Giustamente il primo passo è stato fatto dalla Giunta per andare ad una trattazione unitaria in Asur, ci trova d'accordo, come avevamo già detto all'epoca, e spingere verso un ulteriore coordinamento tra tutti gli enti del sistema sanitario regionale, quindi favorevoli.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 111.
Emendamento 111/1 a firma dei Consiglieri Fabbri, Pergolesi, Maggi, Giorgini. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 111/2 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 111 così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 161
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Futuro della Task S.r.l. a seguito della riorganizzazione delle Province”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 161 del Consigliere Micucci, che ha la parola per illustrarla.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Faccio la versione breve vista l'ora, poi se serve approfondire eventualmente interverrò di nuovo.
Questa è una mozione che vuole cogliere il vecchio detto del fare di necessità virtù, nel senso che la Task è una società che ha sede nella provincia di Macerata completamente partecipata dal pubblico, per la precisione da quasi la totalità dei Comuni della provincia di Macerata, dalla Provincia di Macerata, credo dalla Provincia di Fermo e anche da qualche altro Comune extra provincia, ed ha nella sua mission l'attività informatica che ha offerto, in questi anni, tramite una serie di servizi, ai Comuni della provincia di Macerata, ad altri enti pubblici, alle Comunità montane, tutti ovviamente a costi molto ridotti. Questo ha permesso di svolgere questa attività anche a Comuni che in maniera autonoma avrebbero avuto difficoltà ad attivarsi in tal senso.
Non è il classico carrozzone pubblico, nel senso che è un'attività molto asciutta che svolge servizi concreti e chiude solitamente anche con un po' di utile.
Ora attraverso la riorganizzazione delle Province e delle sue attività, la Provincia di Macerata fa difficoltà a continuare a dare questi servizi che, ripeto, sono quanto mai indispensabili per il Comune e si è ragionato sull'opportunità da parte della Regine di utilizzare questa risorsa, che è già di fatto completamente partecipata dal pubblico, per ampliare questi servizi che oggi sono, ripeto, limitati alla provincia di Macerata, su tutto il territorio marchigiano e far diventare, e questo è l'oggetto dell'emendamento che avete visto, di fatto Task il braccio operativo del servizio informatico regionale.
Un servizio informatico che svolge egregiamente la parte organizzativa, la parte degli obiettivi, ma che ha difficoltà, per l'esiguità della propria organizzazione, del numero di personale a propria disposizione, a svolgere questa attività sul territorio.
Molti bandi regionali, molte attività che oggi la Regione svolge fanno fatica ad arrivare sul territorio, Task potrebbe svolgere questa attività, di fatto già la Regione Marche si è mossa con la delibera n. 302 del 2016, l'obiettivo di questa mozione è in qualche modo quello di accelerare la prosecuzione dell'attività e di incentivare, da parte della Regione Marche, l'utilizzo, ripeto, di questa società pubblica nella sua completezza.

Mozione n. 161.
Emendamento n. 161/1 a firma del Consigliere Micucci. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 161 così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,35.

 

 
 
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