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Resoconto della seduta n.52 del 27/12/2016

SEDUTA N. 52 DEL 27 DICEMBRE 2016

La seduta inizia alle ore 11,20

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 52 del 27 dicembre 2016. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 50 e 51 rispettivamente del 13 e 20 dicembre, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 100 in data 20 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Disposizioni per la formazione del bilancio 2017/2019 della Regione Marche (legge di stabilità 2017)", assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente, alle Commissioni assembleari II, III, IV per l'espressione del parere sulle parti di rispettiva competenza, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale 15/2008 (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 101 in data 20 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Bilancio di previsione 2017/2019", assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente, alle Commissioni assembleari II, III, IV per l'espressione del parere sulle parti di rispettiva competenza, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale 15/2008 (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 102 in data 22 dicembre, ad iniziativa dei Consiglieri Giacinti, Biancani, Traversini, concernente: "Misure urgenti di adeguamento della legislazione regionale", assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente nonché trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 103 in data 22 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Ulteriori disposizioni per l'attuazione del processo di riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province ed in materia di organizzazione", assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lettera b) della legge regionale 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 15/2008 nonché trasmessa alle Commissioni assembleari I, III e IV ai fini di quanto previsto al comma 1 dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 104 in data 23 dicembre, ad iniziativa del Consigliere Volpini, concernente: "Modifica alla legge regionale 20 giugno 2003, n. 13: Riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale", assegnata alla IV Commissione assembleare permanente in sede referente, trasmessa alla I Commissione assembleare ai fini di quanto previsto dal 1 comma articolo 68 del Regolamento interno, al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per l'espressione del parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 15/2008 nonché trasmessa alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 30 in data 22 dicembre, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Proposta di bilancio di previsione finanziario 2017/2019 del Consiglio-Assemblea legislativa regionale, programma annuale e triennale di attività e di gestione 2017/2019 e documento tecnico di accompagnamento” (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 31 in data 22 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2017-2019 della Regione Marche”, assegnata alla I Commissione assembleare permanente, trasmessa al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera a) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) numero 1) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15 (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 32 in data 22 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Approvazione del Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2014-2020 in attuazione del Reg. UE n. 1305 del Parlamento Europeo e del Consiglio 17 dicembre 2013 e revoca deliberazione n. 3 del 15/9/2015", assegnata alla II Commissione assembleare permanente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale 10 aprile 2007 n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), numero 2) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 204 dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Giorgini, Pergolesi, concernente: "Riapertura dei termini per la partecipazione all'interpello per il conferimento degli incarichi di direzione dei servizi della Giunta regionale, in attuazione della DGR n. 1536 del 7 dicembre 2016";
n. 205 del Consigliere Zura Puntaroni, concernente: "Interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016 - proposta di adozione di un provvedimento ad hoc che consenta l'installazione provvisoria, di strutture prefabbricate";
n. 206 dei Consiglieri Leonardi, Giancarli, concernente: "Interventi a sostegno, di finanziamento e di promozione dell'attività di speleologia, cosi come la legge regionale 23 febbraio 2000, n.12".
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 15 dicembre, le seguenti leggi regionali:
- n. 30 “Organizzazione e funzionamento degli organismi regionali di garanzia”;
- n. 31 "Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 "Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo";
- n. 32 "Rendiconto generale della Regione per l'anno 2015".
Comunico, inoltre, che l'Ufficio di presidenza, con deliberazione n. 433 del 6 dicembre, ha approvato la “Variazione del bilancio pluriennale dell'Assemblea 2016/2018 del Consiglio-Assemblea legislativa regionale e del documento tecnico di accompagnamento e gestionale di competenza e di cassa per l'anno 2016”.
Ha chiesto congedo l'Assessore Bora

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. La Giunta in questa seduta così importante è rappresentata da tre, sicuramente molto qualificati, esponenti, l’altra metà della Giunta, compreso il Presidente, non avremo l’onore di averla qui in questa discussione così rilevante? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Il Presidente sta arrivando, Consigliere Maggi, insieme all’Assessore Pieroni e all’Assessore Bravi, l'Assessore Bora, come ha comunicato il Presidente, poc’anzi è malata. Il Presidente era impegnato ma sta arrivando.

Proposta di atto ammnistrativo n. 30
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Proposta di bilancio di previsione finanziario 2017/2019 del Consiglio-Assemblea legislativa regionale. Programma annuale e triennale di attività e di gestione 2017/2019 e documento tecnico di accompagnamento”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 30 dell’Ufficio di Presidenza.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Chiedo scusa per la voce, quindi la mia relazione sarà più sintetica.
L'atto che sto per illustrare è un atto amministrativo che di fatto comprende tutta la parte finanziaria relativa al bilancio dell’Assemblea legislativa delle Marche ed è propedeutico all'approvazione del bilancio della Regione perché il bilancio del Consiglio è parte integrante del bilancio generale della Regione Marche.
L'impostazione che come Ufficio di Presidenza abbiamo dato è quella del rigore e della sobrietà, sin dall'inizio, quando l’Ufficio di Presidenza si è insediato dopo le elezioni del 31 maggio 2015.
Il nuovo Ufficio di Presidenza si è contraddistinto da subito rispetto ad una serie di tagli che sono stati effettuati soprattutto nelle spese di gestione dell'attività del Consiglio stesso.
Credo che questo sia doveroso dirlo perché è un po' il leitmotiv che ha contraddistinto l'attività di questo Consiglio regionale nella X legislatura e, non dimentichiamo, che l'Ufficio di Presidenza ha attivato una riduzione di tutte le spese riguardanti i gruppi, le spese postali, le spese telefoniche, le spese per il dirigente della comunicazione, le spese del Gabinetto della Presidenza, le spese di rappresentanza.
Questo ha portato ad una economia già in sede di assestamento di bilancio 2015, quindi parliamo dell'esercizio precedente. Sto parlando del bilancio 2015 perché si è avuta una riduzione già in sede di assestamento di 850.000 euro a cui si sono sommati 500.000 euro circa, 498.000, relativamente ad un avanzo che c’è stato alla fine dell’anno scorso.
Queste sono le cifre che sono state impostate già dall’anno scorso e che trovano conferma nel bilancio di quest'anno. Quando parlo dell’anno scorso parlo dell’anno che si sta concludendo, il 2016, e queste cifre che sono state rigorosamente contratte, ridotte, soprattutto nelle spese di gestione, sono confermate nel bilancio 2017 che si contraddistinguerà per un fabbisogno complessivo di 13.812.000 euro.
Va ricordato che nel bilancio di previsione 2017, così come abbiamo votato due settimane fa, sono accorpate le spese di gestione degli organismi di garanzia, che prima avevano una contabilità separata. Gli organismi di garanzia sono: l’Ombudsman, il Corecom, che ha anche un’entrata di 84.400 euro che arriva direttamente dall’Agicom nazionale, e la Commissione delle pari opportunità. Queste cifre per una somma complessiva di 236.000 euro sono all'interno del bilancio del Consiglio regionale, questo anche per una semplificazione della normativa che ritengo doverosa perché eravamo rimaste una delle poche Regioni d'Italia dove il bilancio delle Autorità di garanzia veniva gestito separatamente.
La spesa complessiva è di 13.812.000 euro che risulta essere inferiore di 31.000 circa rispetto al 2016. Penso che sia, ancora una volta, la dimostrazione del lavoro che si sta facendo per rendere più efficiente e meno costosa la macchina del Consiglio regionale.
Abbiamo rispettato, nelle previsioni del 2017, i parametri obbligatori del decreto legge 78 che prevede riduzioni abbastanza consistenti che riguardano una serie di spese, siamo al di sotto di questa cifra di circa 400.000 euro, avremmo potuto stare, rispetto al decreto legge 78, intorno ai 5.000.000, 4.988.000, nello stanziamento siamo a 4.500.000, quindi rientriamo nelle previsioni di spesa rispetto al decreto legge 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica”.
C’è il parere favorevole del Collegio dei sindaci revisori che, tra l'altro, si è appena costituito, leggo testualmente: “Parere favorevole sullo schema di bilancio di previsione finanziario per gli anni 2017/2019 per il funzionamento del Consiglio regionale e sui documenti allegati con l’invito a trasmetterlo al Consiglio regionale per la sua approvazione”.
Un altra questione che vorrei segnalare riguarda la scelta che è stata fatta da questo Consiglio regionale di eliminare le spese per i gruppi consiliari, che porta ad una economia di 155.000 euro, che con una legge approvata nel mesi scorsi, se non ricordo male nel mese di maggio, questa Aula ha deciso di eliminare le risorse ai gruppi.
Una delle questioni importanti, in cui si contraddistingue l’attività del Consiglio regionale nel 2017, è il miglioramento della qualità delle leggi e la semplificazione normativa. La semplificazione normativa è uno degli obiettivi che ci si è dati per realizzare quanti più testi unici possibili, non solo per rendere più semplice l'attività di studio, di verifica, di approfondimento delle normative, soprattutto per i cittadini, per coloro che poi si troveranno nelle condizioni di applicare le norme.
L'altra questione importante, su cui si sta lavorando e su cui è stata fatta anche una modifica statutaria, è la funzione di controllo sull’attuazione delle leggi e la valutazione delle politiche regionali. Ovviamente le leggi che vengono emanate da questo Consiglio devono vedere la loro applicazione, non devono rimanere una scatola vuota e su questo ci sarà la possibilità, con una Commissione speciale che si occuperà delle valutazioni delle politiche pubbliche, di verificare le leggi, se stanno procedendo regolarmente oppure se sono ferme in un angolo ed allora bisognerà valutare se continuare a tenerle in essere o eventualmente eliminarle.
Altri obiettivi: l’aumento della trasparenza e l’accessibilità dei dati e dei documenti dei servizi, il contenimento delle spese di funzionamento l’incremento dell'efficienza degli uffici e la digitalizzazione e dematerializzazione.
Sulle spese di funzionamento, ho già detto prima, c'è stata una riduzione progressiva delle risorse a disposizione ed è doveroso proseguire il percorso virtuoso che è già stato avviato.
E’ necessario incrementare l'efficienza degli uffici ed il Consiglio regionale della Marche, lo sappiamo, in termini numerici di personale è uno fra i meno numerosi d’Italia, da questo punto di vista ha avuto negli anni una contrazione del costo del personale, ma ovviamente non possiamo portarlo al collasso con il rischio di non farlo funzionare.
Una delle questioni su cui vorremmo andare avanti riguarda le iniziative e i progetti speciali che l’Ufficio di Presidenza farà con i quattro Atenei delle Marche. Le Università potranno collaborare con il Consiglio regionale per portate avanti progetti di approfondimento giuridico, ma anche studi, ricerche e opportunità di sviluppo a partire da quello economico, che in questo momento sta sicuramente a cuore a tutti noi, tenuto conto delle difficoltà economiche che vive la nostra regione nel sistema Paese, soprattutto di quelle legate agli eventi sismici dell’agosto e dell’ottobre scorso.
Va sottolineata la volontà di procedere alla Giornata della Pace, alla Giornata della Memoria, alla Giornata del Ricordo e, in tema di pari opportunità, all’8 marzo ed al 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulla donna.
L'Ufficio di Presidenza ha deciso di lavorare anche per istituire la Giornata della legalità e la Giornata del volontariato. Nella Giornata delle Marche c’è stata una grande dimostrazione, al teatro di Macerata, sul tema del volontariato, sappiamo quanto i volontari siano un'opportunità per tutta la nostra regione, ma direi per il sistema Paese. Il volontariato inteso in senso lato, non solo i volontari che sono intervenuti nei giorni del sisma per liberare o per assistere le persone così gravemente colpite, è un valore assoluto, lo troviamo nella cultura, nel sociale, nel turismo, nelle pro loco, in tutta una serie di settori che vedono un piccolo esercito di persone che dedica il proprio tempo libero alla comunità, togliendolo alla famiglia, al divertimento, alle vacanze.
Il tema del volontariato ha un valore importantissimo, come quello della legalità, abbiamo visto la grande attenzione che c'è stata nella giornata, alla presenza del Presidente del Senato Grasso, all’Università Politecnica delle Marche, organizzata anche dal Consiglio regionale. Abbiamo visto con quale attenzione i giovani hanno seguito tutti gli interventi sul tema della legalità, che è un tema di fondo che deve contraddistinguere tutti quanti noi e credo che sia opportuno creare dei momenti di educazione per i giovani rispetto a questo argomento.
Altra questione importante sarà quella di valorizzare le istituzioni e le politiche europee. C'è un'attività, che è iniziata da alcuni anni, rivolta particolarmente ai giovani, perché bisogna diffondere sempre di più la politica europeista a prescindere da quelle che sono le regole finanziarie ed economiche. Il valore dell’Europa è sicuramente più alto e più nobile rispetto al tema delle stringenti regole finanziarie ed economiche.
Un altro progetto, vedrà la sua inaugurazione il 23 gennaio, è la Cittadella della cultura, è stato inserito anche il fondo librario della famiglia Barca, e diventerà il luogo della cultura del Consiglio regionale dove sarà possibile non solo mettere insieme tutti i soggetti che operano nel mondo della cultura, ma sarà un luogo nel quale si svolgeranno attività ed iniziative specifiche sul tema. Credo che la scelta fatta sia un'opportunità per il mondo della cultura dell’intera regione.
Chiudo dicendo che c’è una Commissione che sta lavorando alla rivisitazione del Regolamento interno, credo che sia quasi arrivata alla fase conclusiva, persone autorevoli, i capigruppo, hanno fatto questo lavoro. Credo che anche la rivisitazione del Regolamento interno del Consiglio regionale possa essere un altro obiettivo che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi per semplificare l’attività consiliare, renderla più efficace e più efficiente anche nei confronti dei cittadini.
L’ultima cosa, d’accordo con la Giunta regionale, dovrà essere definita, dopo la liquidazione di Irma (la società che di fatto aveva la proprietà dell’immobile del Consiglio regionale sito in Piazza Cavour), la modalità di gestione della proprietà che oggi è in capo alla Giunta regionale. Su questo c’è un tavolo che si aprirà all’inizio di gennaio con la Giunta regionale per capire le modalità che porteranno alla gestione dell’immobile, che ha una serie di problematiche essendo la sede del Consiglio, ma non solo, degli uffici della Giunta ed anche, al piano terra, della Cittadella della cultura. Dovranno essere definite le modalità di gestione e anche a chi farà capo la proprietà.
Non aggiungo altro se non confermare le cifre del bilancio del Consiglio regionale che vedono quest’anno l’ingresso delle risorse delle Autorità indipendenti.
Ultimissima cosa, nel periodo estivo in quest’Aula si sostituirà l’impianto audio e l’impianto di voto che, come avete visto in più di una occasione, ci ha lasciato in panne, credo che i lavori siano opportuni per rendere più agevoli, più semplici e più efficienti le modalità di votazione.
Non devo aggiungere altro, se non confermare il taglio delle risorse ai gruppi, il rigore, la sobrietà che è stata impostata dall’Ufficio di Presidenza e che ha già visto nel bilancio dell’anno scorso un’economia di circa 1.300.000 euro rispetto al bilancio precedente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ringrazio il Vicepresidente Minardi per l'esposizione e per aver reso analitico questo bilancio del Consiglio regionale; naturalmente la funzione della minoranza è quella di puntualizzare le cose, evidenziarle, per migliorare.
Vorrei sottolineare la raccomandazione del Collegio dei revisori che richiama a un più puntuale rispetto delle scadenze dei termini di approvazione dei documenti obbligatori di programmazione. Questa non è una condizione solo formale, ma serve per la salvaguardia degli equilibri di bilancio e per una più efficace attività di controllo e di programmazione.
L'unica cosa che vorrei rilevare e che non è stata detta, è che da inquilino del Palazzo delle Marche in Piazza Cavour vorrei sapere - nessuno dei Consiglieri di maggioranza e di minoranza l'ha capito, anche parlando con altri questa cosa si è evidenziata - quando verrà fatto il ripristino delle stanze che a ferragosto sono state oggetto di allagamento e chi se ne deve occupare. Abbiamo sentito anche l’Assessore Cesetti su questo argomento, ma non abbiamo visto dove sono allocate le risorse nel bilancio 2017, quindi non sono stati programmati stanziamenti per questi interventi e la spesa è in linea con l'anno precedente al netto delle variazioni per gli organi di garanzia che sono passati adesso al Consiglio, quello che ha detto il Vicepresidente Minardi.
Anche nella Conferenza dei capigruppo non è stata detta una parola su questa questione, senza considerare che per il Palazzo delle Marche ne scaturisce una situazione di invivibilità, si sono manifestate muffe, odori sgradevoli, oltre che per noi, per il personale che lavora in una situazione che sicuramente non rispetta le più elementari norme igieniche.
Vorremmo fare chiarezza sulla manutenzione straordinaria di questo Palazzo che è bello, imponente, prende tutta la piazza centrale di Ancona. Quando c’è stata la pioggia a vento noi, che stiamo al secondo piano, abbiamo visto le nostre stanze allagarsi perché gli infissi non tengono, d’estate è caldo, d’inverno è freddo e abbiamo saputo che l'impiantistica non è a norma - per legge dovrebbe essere a norma - però in questo bilancio non c’è nulla che sia rivolto a questa situazione, che riguarda l'attività di noi Consiglieri di maggioranza e di minoranza e di 150 dipendenti circa che lavorano in questo edificio.
Richiamerei l'Ufficio di Presidenza a un salto di qualità nella competenza e nell’efficienza che in questo settore nel bilancio non abbiamo riscontrato, per questo noi del Movimento 5 Stelle ci asterremo dalla votazione del bilancio del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. L’atto è importante perché riguarda il bilancio del Consiglio, la nostra attività e gli sforzi di programmazione che riusciremo a mettere in campo per far si che dall'efficientamento del nostro sistema possano scaturire delle risorse per la Regione Marche e anche dei servizi per tutti i cittadini.
Vorrei segnalare alcuni punti presenti nel programma triennale di attività che mi paiono importanti, credo che sia utile che l'Ufficio di Presidenza li abbia indicati e penso che tutta l’Aula debba farli propri.
Tutti possono essere coinvolti nel tema della migliore gestione, del miglior efficientamento dell’attività del Consiglio regionale delle Marche. Il primo aspetto è l'impegno di mettere in campo dei testi unici, quindi di far sì che la nostra attività legislativa e la produzione normativa siano riorganizzate così da impedire che diverse leggi che ricadono sotto lo stesso settore possano creare situazioni di conflitto normativo.
Il testo unico è uno strumento molto importante non solamente per i legislatori, ma anche per tutti gli operatori dei singoli settori, quindi credo che sia un impegno molto significativo.
Il secondo aspetto è quello di far sì che la Stazione unica appaltante possa diventare la modalità anche del Consiglio regionale. Noi oggi l’abbiamo per il settore sanitario, nemmeno per tutte le gare, ma solamente per quelle previste a livello nazionale, pensare che possa essere utilizzato dal Consiglio regionale credo che sia una cosa importante. Ricordo che nello scorso anno grazie alla Stazione unica appaltante abbiamo 20 milioni di euro in più per la sanità, non sono pochi, su gare che sono andate a bando per circa 50 milioni di euro è stato prodotto un risparmio di quasi il 45%.
Pensare che si possa fare anche per l'attività del Consiglio regionale credo che sia una cosa utile, nel senso della trasparenza, dell’efficientamento, per avere maggiori risorse e minori spese per la burocrazia e più spese per i cittadini.
In questo senso, voglio anche ricordare che sono contento che sia stato inserito, come uno degli obiettivi già portati a casa, il tema dell'abolizione del finanziamento ai gruppi consiliari. Siamo una delle Regioni che si era presa questo impegno e, indipendentemente dall’esito del referendum, che l’aveva previsto nel suo impianto, noi l’abbiamo già fatto. Credo che sia una cosa che, in questo caso, ha consentito di prevedere delle risorse per l’autismo.
Poi ci sono queste due cose che adesso ha richiamato il Vicepresidente Minardi, riguardano la regolamentazione della nostra attività, cioè valutazione e controllo sull'attuazione leggi. Anche qui alcune cose le abbiamo già fatte perché abbiamo modificato lo Statuto, siamo in conclusione con il Regolamento e ne parleremo in un Consiglio tematico, però intanto mi sento di ringraziare tutti i capigruppo perché è stato prodotto uno sforzo molto importante, come si suol dire, non per fare paragoni, però ricordo, avendone fatto parte, che nella scorsa legislatura, in due anni e mezzo non si era riusciti a concludere la revisione del Regolamento, questa Commissione in 5/6 mesi ha praticamente concluso i lavori ed a gennaio credo che andremo in Aula e sarà importante per tutta l'attività - poi lo vedremo con tutta l’Aula quando ne parleremo - perché il Regolamento del Consiglio, se verrà attuata questa proposta, subirà delle revisioni significative per migliorare i nostri lavori, tra queste cose, forse il tema più importante è quello della valutazione e dell'attuazione delle politiche.
Troppo spesso votiamo degli atti, delle leggi o delle mozioni che poi non trovano una attuazione, non trovano un corrispettivo immediato ed efficiente, invece credo che sia giusto che quando la più importante istituzione della regione Marche, cioè quest'Aula, vota degli atti che producono delle norme ci sia - è fondamentale - un’immediata attuazione e soprattutto la consapevolezza di capire quali sono gli effetti di questa produzione normativa.
E' importante anche la possibilità eventualmente di capire, anno dopo anno, se le cose che votiamo producono gli effetti che avevamo sperato o se invece, per qualche ragione, producono degli effetti distorti. E' rilevante l’idea che possiamo, anche in sede di bilancio, verificare le leggi che hanno funzionato, che non hanno funzionato, oppure che hanno funzionato in modo diverso da come avevamo previsto. Credo che sia fondamentale tenere insieme l’atto principale, quello che discutiamo oggi, che è quello finanziario, con la produzione normativa, se riuscissimo a tenere insieme questi due aspetti, credo che il Consiglio regionale potrà funzionare sempre meglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Ho ascoltato con attenzione la relazione del Vicepresidente Minardi e devo dire che per quanto riguarda la prima parte, quella dei conti, mi trova sufficientemente d’accordo anche se poi devo dire qualcosa.
Credo che, tenuto conto della necessità di ridurre i costi di funzionamento del Consiglio, quindi della politica in genere, sia stata fatta una buona operazione negli anni passati, quindi nel 2015, nel secondo semestre, e in particolare nel 2016.
Sarebbe interessante anche capire, poi magari verrà approfondito, come sono stati utilizzati questi risparmi, se sono andati nel calderone del mare magnum del bilancio della Regione oppure se sono stati finalizzati a qualche intervento particolare.
Una cosa la devo dire per quanto riguarda il funzionamento dei gruppi, in particolare, ma è una osservazione che già ho espresso altre volte al Presidente Mastrovincenzo ed anche ai dirigenti. Qui ci sono dei gruppi che nel 2015 e nel 2016 sono stati virtuosi, non hanno speso il budget, perché ritenevano che in quel momento non ci fosse la necessità di allargare la partecipazione, la collaborazione, si arrivava da poco, ci si doveva strutturare, si doveva capire come, dove e quando poter intervenire. Questo se da una parte è stato un virtuosismo adesso è penalizzante perché ci si ostina ancora ad interpretare in modo coattivo una norma che non è così, tanto è vero che se leggiamo bene la norma nazionale e il verbale della Conferenza Stato-Regione il budget assegnato ai gruppi è quello della legislatura, non è quello dell’anno, si dice che annualmente non può superare quello, però il budget è totale. C’è una relazione fatta molto bene della nostra dirigente, dott.ssa Moroni, la condivide la dott.ssa Di Bonaventura, mi auguro che in futuro si possa almeno in parte recuperare quelle risorse per poter avere collaboratori nel numero giusto ed efficiente all’interno della nostra struttura. Spero che nella variazione di bilancio questo discorso possa essere fatto. Questo messaggio lo voglio lanciare in modo molto preciso perché non si tratta di spendere un centesimo in più, anzi addirittura molto meno perché non tutti saranno recuperati, quelli del 2015 sono andati giustamente in cavalleria, però una parte del 2016 possono essere recuperati.
L’altra cosa su cui, Vicepresidente Minardi, mi trova in disaccordo è quella della funzione del Consiglio. Oggi viviamo una situazione di grande disagio nell’approvazione di questo bilancio perché il Consiglio non è stato messo in condizione, ne parleremo successivamente, di approfondire un tema importante come la programmazione economico-finanziaria e la strategia per il triennio 2017/2019. Penso che il dibattito lo faremo successivamente, siamo stati messi all’angolo, soltanto qualche giorno fa abbiamo avuto a disposizione i documenti e la cosa paradossale è che fra gli obiettivi generali del triennio 2017/2019, leggo, ci impegniamo a implementare la funzione di controllo sulla attuazione delle leggi di valutazione delle politiche regionali - quindi il controllo è tutto, anche in questa fase qui - e l’aumento della trasparenza e dell’accessibilità dei dati, dei documenti e dei servizi.
Non è soltanto l’aumento della trasparenza esterna, per chi vive al di fuori di questo consesso, di questa istituzione ma da parte nostra avere una accessibilità totale e piena ai dati, agli atti, in tempo debito, credo che sia un diritto/dovere.
Non impegnandosi su questo versante, e parlo ovviamente a voi, all’Ufficio di Presidenza, che siete i grandi, i tutori dell’attività dei Consiglieri, non offende il Consigliere, ma si offendono i cittadini che noi rappresentiamo. I Consiglieri vengono qui, sbraitano un po’, poi tutto finisce, però il problema è di chi ci ha eletti perché noi non siamo messi nelle condizioni di informarli nel modo giusto.
E' paradossale che si metta come obiettivo questo che è un obiettivo generale, c’era anche nel 2015, nel 2016, nel 2014, ma è nella funzione statutaria, istituzionale del Consiglio, non è che lo dobbiamo mettere qui in bella mostra.
Mi auguro che ci sia un’inversione di tendenza a partire da quest’anno dato che l’avete scritto.
Abbiamo scritto in modo chiaro, a caratteri inequivocabili quali sono le incombenze che il Consiglio regionale deve avere ma, soprattutto, come deve essere tutelato, da parte di chi ci rappresenta, l’Ufficio di Presidenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che sotto l’aspetto dei numeri tutti i bilanci siano in regola, è ovvio, la matematica non è un’opinione, però vorrei esprimere la seguente considerazione: in Consiglio sono stati fatti tagli sulle spese, dove sono finite queste risorse? Come facciamo ad individuare dove sono andati a finire questi soldi?
Non solo c’è il problema del ritardo, perché in 48 ore si deve approvare un bilancio, ma non c’è trasparenza, non c’è il tempo per guardare, approfondire, capire se le risorse tagliate e recuperate sono andate nelle cose che quest’Aula ha indicato o, come dice il Consigliere Celani, sono andate a finire tutte in un mare magnum.
Queste sono le cose e sotto questo aspetto siete in forte difficoltà. E' inutile che giriamo attorno a questi problemi, siete in forte difficoltà perché in 20 giorni è stato approvato tutto: rendiconto, assestamento, bilancio di previsione 2017/2019, nemmeno Mandrake è in grado di fare queste cose e voi non ci tenete a dare trasparenza a 1.500.000 marchigiani, ma ne discuteremo successivamente.
Per quanto mi riguarda ci sono delle perplessità molto chiare su questo bilancio, compreso quello del Consiglio, non discuto delle cifre perché sarei un bischero, ma parlo di vedere dove sono andati i soldi e dove sono stati spesi, per questo il mio giudizio è negativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Vicepresidente Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Alcune precisazioni, al Consigliere Maggi, che lamenta che non ci sono a bilancio le risorse per le manutenzioni straordinarie dell’immobile del Palazzo delle Marche, dico che il Palazzo delle Marche non è ancora nella titolarità del Consiglio regionale per cui le risorse che prima erano in capo ad Irma, oggi sono in capo alla Giunta regionale, ad oggi è così, dopodiché, ho evidenziato, come è stato detto alla Conferenza dei capigruppo la volta scorsa, che nelle prossime settimane si aprirà un tavolo per concertare le modalità di gestione e l’eventuale passaggio di proprietà dell’immobile.
Oggi, Consigliere Maggi, non potremmo mettere a bilancio delle risorse in capo al Consiglio regionale non avendo la titolarità dell'immobile, questo va da se.
Dire che il Palazzo delle Marche è invivibile ..., ci sono delle condizioni peggiori, sicuramente gli operai delle acciaierie di Terni vivono in condizioni peggiori rispetto a quelle che viviamo noi nel Palazzo delle Marche, per cui non direi che il Palazzo è invivibile. Ci sono delle criticità, lo sappiamo, relativamente all’utilizzo degli impianti termici e di climatizzazione, però dire che il Palazzo è invivibile mi sembra un po’ eccessivo.
Il Consigliere Zaffiri chiede dove sono finite le risorse che sono state risparmiate dal Consiglio regionale. Come ho spiegato prima, il bilancio del Consiglio regionale è uno spicchio del bilancio della Regione, quello che voteremo più tardi, quello che ci propone la Giunta regionale, ed ovviamente le risorse che il Consiglio regionale ha risparmiato vanno nella gestione ordinaria del bilancio della Regione Marche e saranno utilizzate nell’ambito della programmazione finanziaria della Regione Marche per il sociale, piuttosto che per il turismo, piuttosto che per la cultura. Non sono andate a finire in un mare magnum che rimane al Consiglio regionale, quelle risorse andate in economia sono una esigenza in meno rispetto al bilancio generale della Regione Marche, ed ovviamente quelle risorse, che rispetto all’anno precedente sono inferiori, verranno utilizzate nell’ambito della gestione ordinaria del bilancio per i servizi che la Regione Marche gestisce che, come dicevo prima, possono essere i più disparati, ovviamente non sono cifre che hanno una destinazione specifica. Oggi abbiamo una cifra che, se non ricordo male, è di 13.800.000 euro, prima era intorno ai 15.000.000, quel milione e passa rimane nelle casse della Regione e viene utilizzato per la parte di gestione della Giunta regionale, ma poi il bilancio lo votiamo noi, quindi sarà quest’Aula che deciderà come e dove destinare quelle risorse sulla base della proposta che la Giunta sottoporrà all’Aula stessa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Faccio questa dichiarazione di voto ribadendo l’astensione su questo atto e colgo l’occasione - so benissimo, visto che vengo da una famiglia che ha sempre lavorato, quali sono le condizioni di lavoro rispetto a quelle del Palazzo delle Marche - al di là degli slogan facili, per dire che il Palazzo delle Marche è dei marchigiani e le risorse, che vengono impegnate per una manutenzione prima ordinaria e poi straordinaria, sono sempre risorse dei marchigiani e noi come opposizione siamo contro gli sprechi e questo, al di là delle facili battute, è uno spreco. Lasciare che questo edificio di proprietà dei marchigiani vada in malora per poi spendere ancora di più è sicuramente una prerogativa e un dovere che la minoranza deve evidenziare in questa Aula.
Tenendo presente che oltre all'acqua che entra - il Consigliere Fabbri è bravissimo con il mocho ad asciugare quando entra l’acqua, è diventato uno specialista in questa funzione - c'è il caldo d’estate perché non funziona l’aria condizionata almeno al secondo piano, probabilmente nelle stanze della Presidenza ci sarà un impianto di condizionamento particolare ed una attenzione particolare che nei corridoi della minoranza non c’è. Questa è un’ipotesi che faccio, magari maliziosa, però rispettate almeno le norme, nel nostro piano non c’è un bagno per i diversamente abili che devono andare nel nostro bagno con tutte le conseguenze che ne derivano. Siamo una Regione civile, un Consiglio di persone per bene, un Consiglio di persone che rispettano le leggi e le normative oppure siamo attenti ad altre cose che non riguardano quelle che ho poc’anzi detto?
Al di là delle battute, ribadisco, come ha detto il Consigliere Celani, la frustrazione dei Consiglieri che non sono in grado di svolgere la loro funzione, ma a parte questo, che diremo successivamente, la tutela del Palazzo delle Marche non è chiesta perché noi vogliamo dei privilegi e delle condizioni di lavoro migliori rispetto ad altri che lavorano in condizioni peggiori, è il rispetto di un patrimonio che è dei marchigiani, di coloro che ci hanno dato il voto e lasciandolo andare così impegnerà ancora più risorse.
Noi stigmatizziamo questo tipo di comportamento e ci astiamo su questo bilancio del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 30. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 31
ad iniziativa della Giunta regionale
“Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2017/2019 della Regione Marche”

Proposta di legge n. 100
ad iniziativa della Giunta regionale
“Disposizioni per la formazione del bilancio 2017/2019 della Regione Marche (legge di stabilità 2017)”

Proposta di legge n. 101
ad iniziativa della Giunta regionale
“Bilancio di previsione 2017/2019”
(abbinate)
(Discussione congiunta)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto ammnistrativo n. 31 della Giunta regionale e le proposte di legge n. 100 e 101 della Giunta regionale, abbinate. Come concordato nella seduta dei Capigruppo vengono discusse insieme e votate separatamente.
Intorno alle 13 sospenderemo la seduta per permettere alla I Commissione di valutare gli emendamenti.
La discussione è aperta ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Questa proposta di atto amministrativo, che concerne la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale, si rende necessaria in seguito all'approvazione del rendiconto che, rispetto alla stesura iniziale, è avvenuta successivamente ed è, alla stessa maniera, un aggiornamento doloroso che non può che prendere coscienza dei sismi, purtroppo bisogna declinare al plurale questo sostantivo, che si sono abbattuti sulla regione dopo la stesura iniziale del Defr che, come ricordiamo, è la declinazione regionale del Defr nazionale.
Questa nota di aggiornamento tiene conto anche di una ulteriore lettura data dalla Banca d'Italia e da Prometeia sugli ultimi studi avvenuti in autunno, relativamente ai macro indicatori economici che hanno importanza e riflesso ovviamente sull'economia regionale. In particolare ci riferiamo ai dati sull'occupazione, sulle esportazioni e sul prodotto interno lordo.
Nell'analisi questi macro indicatori vengono rivisti alla luce dell'andamento dei questi ultimi studi, lasciando intravedere la possibilità che per il futuro potrà avere l'azione di governo regionale.
In particolare la manovra di bilancio, nella nota di aggiornamento del Defr, sottolinea che proseguirà nell'azione di rigoroso contenimento della spesa, Questo motivo non può non essere tenuto in considerazione alla luce del quadro generale di finanza pubblica, che va ad influenzare tutto il contesto economico in cui si opera.
Il bilancio triennale 2017/2019 garantisce le spese obbligatorie, quelle inderogabili e i cofinanziamenti e va a toccare ulteriori misure importanti per la comunità regionale, che possiamo riassumere brevemente nei grandi capitoli: ambiente, territorio, mobilità, con interventi a favore delle aree protette, manutenzione del territorio in difesa del suolo, sostegno alla Protezione civile, che alla luce dei sismi diventa un intervento estremamente necessario, oltre che apprezzabile e di estrema necessità, cofinanziamento regionale sui trasporti, misure relative all'informatica, investimenti in informatica, nella cultura, nella salute, nei servizi sociali, con la costituzione anche di un fondo di solidarietà e di un fondo per la non autosufficienza, cofinanziamento aggiuntivo ai fondi comunitari, in modo da poter dar luogo a un moltiplicatore estremamente importante per tutta la politica regionale.
Dal punto di vista fiscale va messo in evidenza il fatto che, nonostante il contesto finanziario difficile, di grande complessità, a tutti ben noto, la politica non ha pensato a un aumento delle imposte, ma ha cercato di mantenere e replicare delle agevolazioni, introducendo addirittura nuove esenzioni che poi vedremo con la legge di stabilità.
Mi riferisco in particolare all'esenzione dell'Irap per un triennio per le nuove imprese, replicata la misura dell’esercizio 2016, quindi anche le nuove imprese che nasceranno nel 2017 potranno godere di questa agevolazione, la riduzione delle aliquote per le piccole e medie imprese che assumono nuovo personale con caratteristiche specifiche.
Non va nascosto a mio parere che, in base ai dati elaborati dalle dichiarazioni dei redditi dell'anno 2014, le Marche presentano un livello di tassazione dell'addizionale regionale, che forse è il livello di tassazione più tangibile per il cittadino, abbastanza contenuto rispetto alla media nazionale ed alle altre Regioni che ora elencherò per rendere più confrontabile questo dato.
L’addizionale Irpef nella regione Marche incide per 310 euro pro capite quando la media nazionale è pari a 380 euro. Faccio degli esempi: nella regione Lazio è di 530 euro, nella regione Piemonte di 460 euro, nel Molise di 440 euro, nell'Emilia-Romagna di 410 euro, nella Lombardia di 390 euro, nella Liguria e in Abruzzo di 370 euro, in Toscana e Calabria di 350 euro.
Credo che questi siano solo dei dati indicativi ma nel contempo, a mio parere, sono significativi e quando analizzeremo il bilancio e la legge di stabilità, tornerò su questo argomento, per ora mi limito ad evidenziare questi numeri, ci torneremo, sennò facciamo una discussione un po' troppo omnia.
Alla luce di questi elementi che vanno ovviamente a influenzare il documento di economia finanza regionale, non può mancare quello che è derivato dai sismi di agosto e di ottobre, ora siamo nella fase dell’avvio della ricostruzione anche se la fase dell'emergenza sembra non finire mai per una problematica e un tema che tocca ed ha toccato una grandissima parte della popolazione regionale, oltre che del territorio. Quindi dovremmo guardare in particolare all'avvio della ricostruzione, alla prospettiva di rilancio, come più volte è stato detto. Vengono riepilogati gli innumerevoli atti che dalla fase stretta dell'emergenza fino ad oggi, hanno toccano i vari punti, le varie tematiche e problematiche per giungere a dare avvio alla fase importantissima della ricostruzione. Questi sono gli elementi che vanno a influenzare la nota del Defr.
Le strategie regionali le abbiamo evidenziate molto rapidamente in quando abbiamo parlato dell'orientamento delle politiche regionali, l'emergenza terremoto l’abbiamo toccata, mi fermerei qui giusto per evidenziare i temi che hanno costituito oggetto di variazione della nota, che è un elemento propedeutico e necessario alla formulazione del bilancio e della legge di stabilità alle quali passeremo più avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Consigliere Giacinti, forse è il caso che illustri anche gli altri punti visto che abbiamo detto di accorpare la discussione dei tre atti.

Francesco GIACINTI. Chiedo scusa Presidente, mi era sfuggito, va bene, il tema è bene accomunato dalle stesse linee di indirizzo e di pensiero.
Passiamo al bilancio. In questo quadro e per gli elementi che abbiamo toccato e che influenzano il momento storico, sociale, economico, in cui ci troviamo ad operare, il bilancio non può non tener conto di un certo rigore legato alla spesa che a sua volta è in linea con le politiche sulle entrate.
L'abbiamo trattato non più di una settimana fa, quando abbiamo parlato della legge di assestamento e abbiamo cercato di delineare un contesto secondo il quale i trasferimenti dello Stato centrale nei confronti degli enti locali, qui parliamo per la Regione, ma ahimè tutti gli enti locali hanno subìto una politica di tagli, sono stati veramente robusti e questo aspetto non può che influenzare tutto il quadro e il contesto di cui ci troviamo ad operare.
Forse è il caso di aprire, mi permetto di dirlo a titolo personale, una piccola parentesi, forse è il caso di rivedere un po' queste linee ispiratrici delle manovre nazionali perché a cascata tutti gli enti locali ne risentono e il cittadino che è il fruitore immediato di questa politica a sua volta sente le differenze.
Mi permetto di aprire questo spiraglio, si parla spesso, da anni, di spending review, usando questo barbarismo, che, forse, è stata una rivisitazione della spesa, ma non a livello centrale, la spesa pubblica nazionale non è diminuita purtroppo, mentre si è ridotta la spesa per gli enti locali: Comuni, Province, Regioni.
Richiamo l'attenzione di quest'Assemblea sul fatto che per il 2016, ne abbiamo parlato la settimana scorsa, la manovra di finanza pubblica, ricomprendendo in questo concetto le attenzioni e il rigore della spesa che si estrinseca attraverso minori trasferimenti, che per noi e per gli enti locali si risolve in una minore entrata, è passata da 4 miliardi, come obiettivo di finanza pubblica per il 2016, a circa 10 miliardi nel 2017. Questo è il contributo che le Regioni a Statuto ordinario dovranno offrire in termini di sacrificio per il miglioramento della finanza pubblica.
Abbiamo visto, e lo ribadiamo oggi, sia in termini di avanzo tra entrata e spesa, quindi avanzo nel bilancio di previsione, che in termini di minore indebitamento, che l'azione combinata di questi vincoli fanno sì che vengono apportati miglioramenti alla finanza pubblica per 10 miliardi di euro a tutte le Regioni.
La settimana precedente abbiamo visto che il valore complessivo dell'impegno per la Regione Marche era, in termini di miglioramento del quadro generale di finanza pubblica, di 66 milioni e, con i 4 miliardi complessivi chiesti alle Regioni, possiamo immaginare a quanto ammonterà un complessivo miglioramento del quadro di finanza pubblica pari a 10 miliardi. Se a questi si aggiungono ulteriori tagli per 7,7 miliardi sul bilancio 2020 - qui stiamo guardando il triennio 2017/2019 - e i minori gettiti delle entrate regionali presumibili dall'introduzione dell'Iri e delle agevolazioni dell'Irap - il grande tema di iscrivere in bilancio l'avanzo vincolato - vediamo che tutto il quadro assume tinte abbastanza fosche.
Nella Conferenza delle Regioni c'era stato l'impegno di presentare degli emendamenti che consentissero la rivisitazione del quadro relativo alla possibilità dell'indebitamento, soprattutto per le Regioni virtuose, ed anche la possibilità di scrivere, nella parte relativa, l'avanzo vincolato nel bilancio di previsione.
Sappiamo che questi emendamenti non sono stati per ora presi in considerazione in virtù del fatto che la legge di stabilità ha subìto un'accelerazione in termini di presentazione e votazione per cui speriamo che questo tema venga riproposto in questi giorni o appena possibile, nel cosiddetto decreto 1000 proroghe. Comunque sia è un tema molto caldo e importante per cercare di stemperare un po' il quadro complessivo, generale, economico e di finanza pubblica, che va a incidere fortemente sulla redazione di questo documento.
Questo lo dico perché oltre a toccare i punti salienti di questo bilancio, influenzati in maniera robusta da questo andamento e da queste le linee ispiratrici, soprattutto ispirate dal legislatore nazionale, possiamo pensare che magari l'accoglimento di questi temi, legati alla possibilità di ricorrere all'indebitamento e alla possibilità di iscrivere in bilancio l'avanzo vincolato, liberino delle risorse che auspico, fin da questo momento, possano andare, nei primi mesi del 2017, nella direzione di toccare altre esigenze, altre questioni.
Se vogliamo restare fedeli al bilancio, così come presentato dalla Giunta, non possiamo che notare un'attenzione ad alcuni temi fondamentali per un complessivo stanziamento di risorse pari a circa 70 milioni di euro. Vengono toccate varie tematiche: aree protette 1,2 milioni; danneggiati dalle trasfusioni (gli emotrasfusi) 4,6 milioni di euro, ricordiamo che con l'assestamento sono stati stanziati circa 600 mila euro per coprire l'intero fabbisogno del bilancio 2016; istituzione di un fondo di solidarietà per gli anni 2018/2019, 2 milioni per ciascun anno; non autosufficienza 3,7 milioni; diritto allo studio 9,5 milioni; cofinanziamento aggiuntivo dei fondi comunitari 3 milioni, che lievitano a 20 milioni di euro per il 2017, mentre nel 2018 sono previsti 21 milioni e nel 2019 33 milioni, con gli effetti moltiplicativi che, conosciamo bene, hanno questi finanziamenti; cofinanziamento del fondo unico dello spettacolo per gli anni 2017/2018 1,2 milioni di euro; Unioni montane 2,3 milioni di euro, investimenti nell'informatica 1,4 milioni, protezione civile 900 mila euro, trasporti per l'intero triennio 2017/2019 33 milioni.
Questi dati, così sommariamente esposti, danno la dimensione che rispetto al bilancio dell'anno scorso - mi ricordo - si mantengono nella stessa maniera, se non si aggiungono, le risorse per queste tematiche, che sono quelle più vicine alla cittadinanza e alle esigenze più comuni.
Chiaramente l'auspicio, per i motivi che abbiamo ricordato, è quello di poter rimettere le mani nell’immediato sulla possibilità di liberare delle risorse che consentano di poter spostare e rimettere l'attenzione su questioni essenziali e su altre che magari sono importanti per una comunità come quella regionale.
Assume un ruolo importante, l’ho toccato e lo ribadisco, questo confronto con il Governo per tentare di varare delle misure che consentano l'iscrizione dell'avanzo nella parte di entrata del bilancio, l’avanzo vincolato che oggi è precluso per i famosi vincoli della finanza pubblica che abbiamo precedentemente toccato, e sperare ancora nella possibilità di rimodulare i fondi sanitari per il sociale, come è avvenuto l'anno scorso quando si è liberata un'ingente quantità di risorse importantissime in un contesto socio-economico come quello che viviamo, a tutti ben noto in quest'Assemblea.
Ora alla luce di questi elementi riprendo un po' la digressione che avevo iniziato prima, pensavo fosse distinta, ma a questo punto ci sta bene continuarla.
In un contesto come questo, per anni si è parlato e si è idolatrato il concetto della spending review, bisogna dire che la spending review prima l’hanno fatta i Comuni (quando ero Sindaco) ed ogni anno faceva vittime sul campo, ovviamente, nei confronti degli interventi e della sensibilità delle comunità che amministravamo, ora la vedo da Consigliere regionale e le Province, alla stessa maniera, si lamentano di questa politica che continuamente toglie risorse, trasferimenti dal Governo, mentre in valore assoluto la spesa pubblica a livello centrale non è diminuita come nelle premesse. E' il caso di sottolineare questo, quanto meno mi permetto di farlo a titolo personale perché quando si amministrano delle comunità territoriali, come nel nostro caso o nel caso dei Comuni e delle Province, il legame con i fruitori delle politiche è abbastanza ravvicinato e i limiti si vedono ben presto, non riuscendo ad essere efficienti ed efficaci nel dare risposte alle istanze che vengono dalle comunità rappresentate.
In un contesto come questo diventa e assume un'importanza strategica, anche qui mi permetto a livello personale, guardare e ottimizzare la struttura del debito che nel nostro bilancio assume, alla luce di questi trasferimenti che vanno sempre a diminuire, un ruolo sempre più importante.
Sulla questione mi pongo un interrogativo legittimo, abbiamo detto che il livello di tassazione dell'addizionale regionale nelle Marche si colloca a 310 euro pro capite rispetto ad altre Regioni ed alla media nazionale, è ad un livello più contenuto, quindi ci si può porre la domanda se è il caso di rivisitare questo aspetto, ovviamente, anche in virtù dei redditi posseduti. Questo lo dico sempre a livello personale.
Lo dico perché già da qualche tempo nel dibattito pubblico si parla di una plausibile rivisitazione del sistema assistenziale, del welfare, anche previdenziale, ma prima di toccare questi temi mi sembra più legittimo porre l'attenzione su una redistribuzione dei redditi e della ricchezza, ovviamente lo dico a livello personale.
Passando all’articolato della proposta relativa al bilancio di previsione 2017/2019, all'articolo 1 abbiamo la previsione delle entrate di competenza e di cassa per l'anno 2017, mentre per l'esercizio 2018/2019 vengono riportate, come prevede la legge, solo le entrate di competenza.
All’articolo 2 ci sono tutti gli allegati al bilancio che sono innumerevoli, anche da questo punto di vista si vede il livello di burocrazia e nel contempo le norme che vanno a influenzare tutta la legislazione e l'operatività in campo finanziario, abbiamo 20 allegati al bilancio di previsione, per cui ci rendiamo conto di quale sia il livello di incidenza di tutta questa normativa.
All'articolo 3 ci sono disposizioni relative allo stato di previsione dell'entrata.
All'articolo 4 la gestione degli stanziamenti di competenza.
All'articolo 5 i fondi di riserva.
All'articolo 6 il disavanzo che corrisponde in questo caso al debito autorizzato e non contratto pari a 383.832.000 euro che nell'articolo 7 viene specificato nel suo complessivo, anche per livelli di formazione e per anni di formazione, dal 2005 al 2015. La sommatoria dei vari disavanzi degli esercizi dell'articolo 7 corrisponde al complessivo indicato all'articolo 6.
All'articolo 8 il fondo straordinario per gli investimenti è pari a 35 milioni di euro, qui ci sono degli emendamenti perché sono stati rilevati degli errori di scrittura e vanno specificate meglio alcune questioni, ma lo vedremo in sede di analisi degli emendamenti.
All'articolo 9 le modalità e le condizioni per la contrazione dei mutui autorizzati e per l'emissione di buoni obbligazionari regionali, ovvero la parte relativa al debito.
All'articolo 10 le variazioni di bilancio di previsione al documento tecnico di accompagnamento e al bilancio gestionale sono apportate secondo le modalità previste dall’articolo 118, la Giunta è ovviamente autorizzata a portare, con provvedimenti amministrativi, le variazioni di bilancio.
Questo è l’articolato relativo al bilancio.
Passando alla legge di stabilità, all'articolo 1 notiamo che il quadro finanziario si estrinseca attraverso la previsione delle entrate degli anni 2017/2018/2019.
All’articolo 2 le tabelle riguardano rispettivamente i cofinanziamenti regionali di programmi statali, i cofinanziamenti regionali di programmi comunitari (tabella E) e le autorizzazioni di spese relative ad interventi puntuali (tabella C), così come in essa indicati.
L'articolo 3 è necessario per recepire delle disposizioni in materia ambientale, introdotte dalla legge 221 del 2015 che è entrata in vigore nel 2016, in particolare sono norme che vanno a regolamentare e regolare aspetti legati alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla ripartizione e alla identificazione per alcuni casi specifici dell’eco tassa, alla distribuzione del gettito da essa derivante, all'attribuzione di competenze ed anche degli aspetti contenziosi, parliamo sempre in materia di ambiente, così come introdotto da questa legge 221/2015 che esplica i suoi effetti dal 2016.
All'articolo 4 c'è la proroga per l’esenzione triennale ai fini dell'Irap, abbiamo detto che le nuove imprese che sorgeranno nel 2017 potranno avvalersi di un'esenzione triennale dall'Irap.
L'articolo 5 è relativo alla riscossione delle tasse automobilistiche regionali, nel quale viene prevista la possibilità, fermo restando gli accordi con la Regione, che l'Automobile Club (l'A.C.I.) possa riscuotere le tasse regionali.
All'articolo 6 vengono introdotte delle agevolazioni fiscali per i veicoli elettrici e con alimentazione ibrida per l'anno di immatricolazione e per i successivi 5 anni. E' un'agevolazione che a mio parere ha un'importanza anche filosofica visto e considerato che questo sistema di alimentazione ibrida nel contesto generale va incontro al rispetto dell'ambiente e va verso il risparmio energetico.
All'articolo 7 si contempla il trasferimento delle strade ex Anas che, a partire da questo anno, passano di proprietà della Regione con relativi oneri.
L'articolo 8, anche qui c’è un emendamento che affronteremo dopo, riguarda il fondo per la montagna, è una ripartizione fondi per le Unioni montane. La ripartizione che notiamo nella stesura attuale dell'articolo 8 subirà una modifica non nell'ammontare, ma nell'importo delle due categorie al fine di rendere più consone e fruibili da subito le somme a disposizione, somme che, nell'ammontare, rimangono nel loro complessivo identiche.
L'articolo 9 prevede l’istituzione del fondo straordinario di solidarietà per gli anni 2018/2019, un fondo straordinario di 2 milioni di euro. Sono risorse destinate agli enti locali che si sostituiscono agli utenti, inseriti in una delle strutture di cura di cui alla legge regionale 21/2016, relativa alle strutture e servizi sanitari, sociosanitari e sociali pubblici e privati. In poche parole si dà la possibilità ai Comuni di poter sostenere quei casi di estrema necessità di soggetti che sono inseriti in queste strutture e non possono autonomamente provvedere al loro sostentamento.
All’articolo 11 c’è la dichiarazione d'urgenza per l’entrata in vigore dell'atto.
Chiedo scusa Presidente, il provvedimento cosiddetto omnibus lo trattiamo separatamente? Mi è sfuggito questo aspetto.
Questo è l’esame a grandi linee del contesto in cui è maturato il bilancio e che va ad esplicare i suoi effetti attraverso una politica di rigore, come abbiamo detto, che tiene conto di una rivisitazione dell'entrata dalla quale non possiamo certamente esimerci, visto e considerato questi continui step e sacrifici che vengono richiesti dagli obiettivi di finanza pubblica, che abbiamo visto in maniera abbastanza puntuale e che formano oggetto del deliberato della proposta della Giunta regionale.
Per ora mi fermerei qui, se ci sarà necessità di tornare sull'argomento per questioni che emergeranno dalla discussione sono a disposizione, prima ovviamente dell'Assessore competente, che è l’Assessore Cesetti, che non ci farà mancare il suo intervento più avanti. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. In relazione alla proposta di atto amministrativo numero 31, ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Naturalmente farò questa relazione come relatore di minoranza, poi mi riservo successivamente di fare un intervento sul bilancio preventivo.
Con grande rammarico noi qua, ho colto anche un sentimento della maggioranza, stiamo facendo su questo bilancio, su questi atti così importanti, quasi un rituale vuoto. Un rituale dove i Consiglieri giocano quasi il ruolo di controfigure, soprattutto quelli della maggioranza, rispetto ad una Giunta che gestisce a proprio piacimento questa Regione e che lascia un ruolo veramente marginale a noi Consiglieri. Devo dire che questa cosa è sottolineata, anche con grande evidenza, dal parere del Cal, che ha detto: “Ci avete mandato i documenti troppo tardi, non possiamo esaminarli” e quindi non ha espresso nessun parere.
Il Crel sulle proposte di legge nn. 100 e 101, a parte tutti i riferimenti normativi che occupano una pagina e mezzo, dice: “Il Presidente dichiara aperta la discussione generale …, relazione sull’atto …, infine dà la parola ad un altro relatore …, omissis, conclusa la discussione il Presidente pone in votazione la seguente proposta e delibera parere favorevole”.
Un malizioso, che non sono io, potrebbe dire che sotto il cenone di Natale il Crel si è riunito ed ha detto: “Ci sono questi due atti, queste due leggi, le vogliamo approvare e andare a passare il Natale con le nostre famiglie?” ed ha scritto questa cosa. Credo che in 5/6 minuti sono riusciti a farlo, questi sono i pareri non vincolanti del Cal che non c’è e del Crel che c’è.
Ho dato queste indicazioni “frizzanti” e con lo spirito natalizio per far capire il contesto in cui si trattano questi provvedimenti, che sono i più importanti della nostra legislatura.
Il Defr dello scorso anno era di 133 pagine, credo che redigerlo sia costato una fatica imponente, anche quello del 2017/2019, ed anche la nota di aggiornamento nonostante sia di 20 paginette, che tutti noi abbiamo letto. Quindi ci troviamo di fronte, come ho detto prima, ad uno dei più importanti documenti programmatori della Regione, che è molto scarno, direi quasi vuoto.
Manca in tutti e due la descrizione degli obiettivi strategici, con particolare riferimento agli obiettivi, agli strumenti di politica regionale in campo economico, sociale, territoriale. Non possono essere queste 10 righe, dove si elencano missioni e programmi e dove non c'è traccia assoluta degli obiettivi. Non si può neanche far riferimento a quanto avete lavorato un anno mezzo fa, manca l'indicazione degli obiettivi programmatici pluriennali di riduzione del debito, che nel Defr principale era di 5 pagine, e solo una decina di righe scarse sono destinate alla strategia. Quest’anno c’è il vuoto, il buio, nebbia assoluta, mancano anche gli indirizzi agli enti strumentali ed alle società controllate e partecipate, mancano le note di aggiornamento, mancano nel Defr 2017//2019 e mancavano anche nel Defr 2016/2018, perché non basta elencarle e dire quali si vogliono dismettere, non basta un titolo di giornale, che abbiamo letto proprio alla fine dell'anno, per non farci parlare, ad esempio, di Aerdorica. E' arrivato gennaio, noi avevamo, con grande atto di responsabilità di tutta la minoranza, rinunciato alla Commissione d'inchiesta, perché qualcuno della maggioranza ci aveva detto: “Ci sono degli atti ed un'evoluzione della gestione” e probabilmente una Commissione d'inchiesta avrebbe nuociuto al risultato positivo degli atti che dovevano essere portati avanti in Aerdorica dall'amministratrice. Adesso noi ci ritroveremo, sicuramente a gennaio, all'inizio del prossimo anno, a richiedere nuovamente questa Commissione d'inchiesta visto quello che abbiamo letto e sentito dal giornale. Ultimamente abbiamo sentito che il bilancio di Aerdorica è in attivo, naturalmente si parla del Mol (Margine operativo lordo), che è un indicatore di redditività che si basa esclusivamente sulla gestione dell'azienda, senza considerare gli interessi che fanno parte della gestione finanziaria, le imposte, cioè la gestione fiscale, il deprezzamento dei beni e gli ammortamenti.
Molti analisti aziendali dicono che togliere gli ammortamenti e le altre partite, che ho indicato, non è una valutazione corretta di redditività, ed escludere le manovre fatte dagli amministratori dell'azienda, ammortamenti, accantonamenti, ed anche la gestione finanziaria, non dà una visione corretta dell’andamento aziendale. Ci venite a raccontare che all'improvviso tutto è risanato, per quest'anno la gestione è in attivo, escludendo le manovre fatte dall’amministratore.
Il 14 dicembre, quindi pochi giorni fa, avete liquidato alla società 1.100.000 euro dopo che già avevate liquidato 1.900.000 quest'estate e in totale fanno 3.000.000 di euro di aumento di capitale di quest’anno. Ma cosa accade contestualmente? Accade che nel decreto di liquidazione spunta anche un piano di riparto per la restituzione, da qui alla fine del 2020, da parte di Aerdorica alla Regione, di quel contributo di 1.100.000 che era illegittimo aiuto di Stato. Paghiamo ad Aerdorica il saldo dell’aumento di capitale e ci facciamo restituire lo stesso importo per illegittimo aiuto di Stato in cinque anni, il tutto costa ad Aerdorica, quindi alla fine alla Regione ed in ultima analisi ai marchigiani, una roba come 10.000 euro e spiccioli di interessi, questa è l’operazione.
Se il 7 dicembre Aerdorica vi ha mandato l'ennesimo sollecito per sbloccare questi soldi dicendo che “in assenza dell'erogazione la società ha sopravvivenza sino al 31 dicembre 2016”, mi dite perché uscite sul giornale dicendo che Aerdorica ha un bilancio positivo nel 2016?”. Questa sicuramente è una manovra, non dico un inganno perché non vorrei incorrere nei rigori della giustizia, poco corretta, e se prima la gestione di Aerdorica era imputabile ad altri, alla legislatura precedente, sempre del vostro partito, adesso è passato un anno e mezzo e la gestione è vostra, in prima persona, questa “gestione non gestione” che abbiamo visto e documentato.
Torniamo al Defr. In generale, egregio Assessore Cesetti, avete fatto un po' di confusione con questi documenti, vi si sono accavallati e ve li siete anche scordati, comunque il Defr è arrivato in I Commissione 10 minuti prima della fine della sessione della Commissione, giovedì scorso. La Commissione stava per finire e 10 minuti prima della conclusione è arrivato il Defr, giusto giusto per non dover mettere l'urgenza, perché per gerarchia il Defr sta prima del bilancio e non si poteva non presentarlo.
Dovevate presentare questa nota di aggiornamento entro 30 giorni dalla data di approvazione della nota nazionale e comunque non oltre la data di presentazione del disegno di legge del bilancio, quindi ancora prima.
Visto che ormai è evidente che avete dei problemi di organizzazione, il Movimento 5 Stelle ed i suoi collaboratori vogliono fare un regalo all'Assessore Cesetti, ho qui, Assessore Cesetti, un'agenda che il nostro gruppo e i nostri collaboratori hanno preparato, con indicate tutte le scadenze dei principali documenti di programmazione finanziaria. E’ un regalo che le facciamo, così lei avrà a mente (è un documento unico) tutte le scadenze - sono state scritte a mano - così non potrà dirci che non se le è ricordate. Magari vi aiutiamo, a voi della maggioranza e della Giunta, a riflettere e a ridare dignità alla volontà dei marchigiani che ci hanno eletto per ascoltare le loro esigenze, tramutarle in atti e leggi, non per essere, noi Consiglieri, emarginati e testimoni della vostra gestione con l'arroganza del potere e i limiti evidenti della vostra incapacità. Grazie.

PRESIDENTE. Relativamente alle proposte di legge n. 100 e n. 101, ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Marcozzi.
I Consiglieri sono pregati di prenotarsi tenendo conto che, dal momento che le discussioni sono congiunte, i tempi saranno un po’ dilatati, quindi all’incirca 15 minuti per intervento.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Il bilancio di previsione 2017/2019, che noi andiamo ad approvare oggi, è uno degli strumenti più importanti della programmazione finanziaria della Regione Marche e rappresenta il principale documento contabile per l’allocazione, la gestione e il monitoraggio delle risorse finanziarie della nostra Regione. Influisce sull'economia regionale marchigiana, sull’economia dei privati e quindi anche delle nostre famiglie. E' lo strumento portante ed attuativo delle politiche regionali.
Detto questo, che il bilancio di previsione 2017/2019 costituisce uno dei più importanti strumenti economici e finanziari per la Regione Marche, non posso non rilevare l'atteggiamento tenuto dall'amministrazione sul bilancio che è assolutamente antidemocratico e irrispettoso nei confronti dei Consiglieri, soprattutto di quelli di minoranza. Lo ha già detto chi mi ha preceduto, noi abbiamo avuto i documenti relativi al bilancio di previsione giovedì scorso e addirittura il parere sul bilancio, su un documento così importante, è arrivato giovedì alle ore 17,30 e, l’ho subito rilevato, alcune parti neanche si leggevano. Credo che questo atteggiamento sia veramente irrispettoso.
Il Consigliere Maggi regala un’agenda con le scadenze all’Assessore, qui non si tratta di regalare l’agenda, perché credo che l’Assessore conosca molto bene le scadenze, il problema è che qui siamo ripetitivi. Lo scorso anno c’era un giustificativo, c'erano state le elezioni regionali e la nuova amministrazione si era insediata il 23 giugno 2015 ed i ritardi erano dovuti all’insediamento della nuova amministrazione. Lo scorso anno abbiamo approvato il bilancio di previsione 2016/2018 prima di Natale, quest’anno addirittura arriviamo ad approvarlo dopo Natale. Io l'avevo anticipato a giugno e ribadito a settembre che quest'anno ci saremmo trovati in una condizione peggiore rispetto a quella dell'anno precedente. Detto fatto! Allora mi chiedo: vogliamo andare avanti in questa condizione? Noi Consiglieri della minoranza dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter valutare un documento così importante e strategico per la regione Marche, eppure non abbiamo avuto i tempi per farlo.
Voglio rilevare che nel rendiconto queste cose che abbiamo detto le ha messe in evidenza la Corte dei Conti, che ha parlato di una maggiore programmazione, ma soprattutto di rispetto dei termini. L'avevano messo in evidenza i vecchi revisori dei conti, lo hanno messo in evidenza i nuovi revisori dei conti, che non so come abbiano fatto a dare un parere così velocemente, sono stati messi nelle condizioni di dare il parere in tempi brevissimi, alcune parti del parere dei revisori neanche si leggevano e guarda caso è arrivato leggibile venerdì alle ore 12,00.
Siamo ripetitivi perché quello che abbiamo detto è ormai un anno che lo diciamo, però guardate cosa dice il Presidente del Cal: “In relazione alla proposta in oggetto, nel prendere atto delle relazioni licenziate dalla I Commissione assembleare permanente nel pomeriggio del 22 dicembre, e pervenuteci in data 23, con la riduzione a 4 giorni dal termine per l'espressione del parere di competenza, non posso che esprimere disappunto per la ristrettezza dei tempi accordati che rendono impossibile un'adeguata valutazione degli atti al fine di consentire al Consiglio delle autonomie locali di esercitare la sua funzione”. Qui non è solo il Consigliere di minoranza che si esprime negativamente sul fatto che i documenti sono dati all'ultimo momento, ma è anche il Cal che lo rileva.
Comprendo le difficoltà nell'elaborare il bilancio di previsione per gli anni 2017/2019 perché, come ha già detto chi mi ha preceduto, il Consigliere Giacinti nonché Presidente della I Commissione bilancio, la finanza regionale purtroppo risente di quella nazionale. Fortemente ancorata alle scelte operate dal legislatore nazionale è la finanza regionale e attraverso il susseguirsi di provvedimenti tesi soprattutto al mantenimento degli obiettivi di finanza pubblica, e come ha già detto il Consigliere Giacinti, a decorrere dall'anno 2017 viene ridefinito il concorso al contenimento del saldo di finanza pubblica, tale concorso consiste nel conseguire sia in fase previsionale che in fase di rendiconto, un saldo non negativo. Quindi noi comprendiamo le difficoltà nell'elaborare questo documento, ma in questo atto, nonostante le difficoltà, nonostante i ritardi, non vedo una progettualità e perché non la vedo? Il Consigliere Giacinti ha evidenziato i macro interventi, le spese per il bilancio 2017/2019, 1,2 milioni di euro per le aree protette, lo scorso anno erano 1,7; 4,6 milioni di euro per danneggiati da trasfusioni, lo scorso anno erano 3,1; 3,7 milioni di euro per la non autosufficienza; 2 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019 per il fondo di solidarietà; 9,5 milioni per il diritto allo studio, lo scorso anno erano 7,3 milioni, 3 milioni di euro per il cofinanziamento aggiuntivo dei fondi comunitari che portano il cofinanziamento 2017 a 20 milioni di euro, nel 2018 sono previsti 21 milioni e nel 2019 33 milioni di euro; 1,2 milioni di euro per cofinanziamento Fus per ciascuno degli anni 2017/2018; 2,3 milioni per le Unioni montane, questo anche lo scorso anno; 1,4 milioni di euro per gli investimenti nell'informatica, 900 mila euro per la Protezione civile; 33 milioni di euro per i trasporti nel triennio 2017/2019.
Vorrei capire qual è la progettualità che questa amministrazione ha per la nostra regione perché io non la vedo e perché non la vedo? Per quanto riguarda le borse di studio c’è il fondo sociale europeo (Fse), sono anni che l'Europa ci dà i fondi, anche lo scorso anno sono stati dati soldi per le Unioni montane, ci sono le assemblee dei Sindaci, queste sono un surrogato, occorrono altre sovrastrutture? Andiamo avanti sempre così!
Il Consigliere Giacinti ha presentato un quadro economico non idilliaco in quanto questo bilancio è stato fatto su una politica nazionale non semplice, con dei tagli, una situazione economica e finanziaria non idilliaca che sta vivendo l’Italia ed anche la nostra regione.
Le Marche in base ai dati che sono stati divulgati sono al palo, non crescono, con questo bilancio dobbiamo rilanciare l'economia regionale marchigiana, ma io non vedo un rilancio, non vedo una progettualità, è un bilancio sulla falsariga di quello dell'anno precedente e a gennaio, febbraio, andremo a fare le variazioni. Lo scorso anno l'abbiamo chiamato tecnico quest’anno lo chiamiamo un vero e proprio bilancio, però ripeto non vedo una differenza stratosferica rispetto a quello dell'anno precedente. Non vedo una progettualità, ad esempio per il turismo: non c'è nulla. Per le attività produttive le Marche sono al palo e non crescono, oggi c'è il problema dell'occupazione, del lavoro. Chi crea lavoro, chi crea l'occupazione sono le aziende, in questo bilancio non vedo nulla per le attività produttive, per il lavoro, per le aziende, per le piccole e medie aziende, per l'accesso al credito.
Possiamo pensare che lo sgravio dal pagamento dell'Irap possa rilanciare l'economia regionale? Non credo proprio!
In questo bilancio non vedo una progettualità in termini di crescita per la nostra regione.
Poi si parla di coinvolgimento, trasparenza, non vedo nulla di tutto ciò.
Bisogna dare un contributo per il rilancio dell'economia di questo territorio, per l’agro-alimentare, il calzaturiero, il manifatturiero, eppure non c'è nulla!
Vedremo cosa accadrà a gennaio ed a febbraio quando faremo le variazioni di bilancio.
Ricordo inoltre che ad ottobre abbiamo approvato il Documento di economia e finanza, anche lì, un documento superato perché era stato portato in Giunta a giugno e lo abbiamo approvato in Consiglio regionale con dei dati macroeconomici che ormai erano superati perché era stata fatta una stima della crescita pari a 1,6 per il 2016, 1,4 per il 2017, i dati non sono quelli: 0,8 per il 2016 e 0,7 per il 2017. Oggi questo documento viene modificato dal cambiamento degli indicatori economici, l'occupazione, l'esportazione, il Pil e naturalmente per quanto riguarda l'occupazione, l'esportazione, il Pil la crescita le Marche è al di sotto della media nazionale.
A questo bilancio io voterò contro, per i motivi che ho appena detto, perché ci è stato consegnato in ritardo, perché non vedo una progettualità per la nostra regione Marche, però devo ribadire che ci sono altri aspetti tecnici che da un'attenta lettura rendono non votabile questo bilancio.
Il Consigliere Giacinti ha riferito un dato: l’addizionale regionale per la regione Marche è pari a 310 euro, una delle più basse rispetto alle altre regioni italiane e al di sotto della media nazionale, credo che questo numero preso così in sé e per sé non dica nulla perché se andiamo a vedere l’addizionale regionale in Lombardia, dove è di 350, e in Lazio, dove è 380, dobbiamo anche vedere a quanto ammontano i redditi pro capite, perché prendere un dato così non dice nulla bisogna fare il raffronto e vedere se nelle Marche il reddito pro capite è più alto di quello della Lombardia o è più basso, o se rispetto all’altro è più alto o più basso, è normale che questo dato preso in sè non dice nulla.
La scorsa settimana, Assessore, le avevo detto che secondo me c'erano dei dati incoerenti e la perplessità era relativa all'indebitamento sull'assestamento. Avevo detto che erano stati accesi mutui per 418 milioni di euro ed erano inferiori rispetto a quello previsto di 423, 5 milioni in meno, nonostante ciò le rate invece di diminuire aumentavano, e questa criticità, questa incoerenza è stata messa in evidenza anche dai revisori dei conti. Se avesse avuto l’umiltà di comprendere che c'erano degli errori si sarebbe potuta fare una modifica, sono stati i revisori a rilevare tutto ciò e tutto quello che avevo detto la scorsa settimana trova conferma nel parere dei revisori dove, a pagina 31, ultimo periodo, si legge testualmente: “Il Collegio rileva che nella tabella che dimostra il rispetto del limite di indebitamento allegata alla proposta di legge di bilancio 2017/2019, è stato riportato un dato non corretto relativo all'ammontare disponibile per nuove rate di ammortamento per l'annualità 2017 (24.759.000 euro anziché 27.301.000 euro). E’ necessario rivedere interamente i calcoli riportati nel suddetto prospetto”. I revisori alla fine hanno dato conferma del parere positivo, ma soltanto perché si trovano una stima inferiore dell'indebitamento possibile. La scorsa settimana glielo avevo detto e le avevo fatto vedere anche la tabella che riportava un’incoerenza perché se si riduce il mutuo da 423 milioni a 418 mi sembra strano che nel 2017/2018 le rate aumentano. Puntualmente sono arrivati i revisori dei conti che hanno detto che i calcoli riportati nel suddetto prospetto devono essere interamente rivisti.
Ci sono anche altri aspetti tecnici, come ho detto prima, che ad una lettura rendono non votabile questo bilancio di previsione.
Con l’assestamento di bilancio questa Assemblea ha approvato, la scorsa settimana, un ricorso all'indebitamento per l’anno 2016 pari a 418.832.000, adesso addirittura ci troviamo un documento contabile che prevede per il 2016 una accensione di prestiti per 618 milioni di euro, una differenza di 200 milioni di indebitamento formalmente non autorizzato da questo Consiglio, che conferma anche il rilievo sollevato, sempre la scorsa settimana, di una incoerenza tra l'assestamento 2016 e 2015. Nell'assestamento troviamo 416 milioni di euro per indebitamento, adesso nel bilancio di previsione addirittura 618 milioni, ma come è possibile questo?
A pagina 30 c'è questa incoerenza, previsione di competenza per quanto riguarda l'accensione di mutui 618 milioni di euro, previsione di cassa 617, significa che avete già incassato tutto, nel 2017 la previsione è 618 milioni di euro, significa che andate ad accendere un altro mutuo, secondo me c’è un errore tecnico perché doveva essere messa la cifra di 618 milioni di euro e la cassa di0 e, siccome non è stato incassato nulla, riproporlo nel 2017.
Però voi fate orecchie da mercante, così come le avete fatte la scorsa settimana, come se non bastasse, Assessore, nella nota integrativa a pagina 3 al punto relativo al ricorso dell'indebitamento si legge testualmente: “Nel bilancio di previsione 2016 è stato autorizzato il ricorso all'indebitamento per complessivi 35 milioni di euro” oltre a non corrispondere a 618 milioni di euro, di cui parlavamo, nulla si dice rispetto all'indebitamento previsto per il 2017.
Andando a prendere la nota integrativa del bilancio 2016/2018 approvato lo scorso anno, è possibile riscontrare che il paragrafo del ricorso all’indebitamento è assolutamente identico a quello di quest’anno, sembra un “copia e incolla”.
Credo che, oltre alle ragioni di carattere politico, siano sufficienti questi rilievi di carattere squisitamente tecnico a rendere non approvabile questa proposta di bilancio di previsione triennale. Ripeto, la scorsa settimana avevo fatto quei rilievi, ma lei Assessore ha fatto finta di nulla, ma quei rilievi sono stati poi riportati dai revisori e tra l’altro ce ne sono altri. Se nell'assestamento abbiamo 416 milioni di euro per accensione di mutui, come mai adesso ce ne sono 618 milioni?
Sono rilievi che, secondo me, rendono non votabile questo bilancio. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, ho ascoltato con interesse le relazioni di maggioranza e di minoranza, in particolare la relazione del Presidente Giacinti il quale ha tracciato un quadro preciso, chiaro, di una situazione anche difficile, ma l’ha fatto con una esposizione efficace, quindi questo mi agevola nell'intervento.
Cerco di non sottrarre molto tempo, e parto da una prima considerazione che è emersa anche dalla relazione del Consigliere Giacinti, quando ha parlato di una riduzione dei trasferimenti ed ha descritto via via il quadro. La chiamerei una “riduzione robusta” dei trasferimenti e di fatto una riduzione degli spazi, gli spazi dell'agire sono fortemente ridimensionati, sicuramente siamo lontani dalla cultura del regionalismo o delle autonomie, quindi, siccome parlo in un'Aula in cui ci capiamo bene, i colleghi colgono al volo e non debbo farla lunga, ribadisco ancora una volta il no alla divisione delle Marche, anzi la necessità di ricostituirle dal punto di vista storico, con quei Comuni che se ne sono andati. Credo che noi dovremmo accelerare un percorso di collaborazione con le altre Regioni.
Noi siamo dentro la macroregione Adriatico-Ionica, abbiamo iniziato un cammino di collaborazione con l'Umbria e la Toscana, dobbiamo fare in modo che questo discorso si rafforzi e credo che dovremmo anticipare la scelta che è stata fatta da alcuni Paesi dell'Europa, penso alla Germania e alla Francia, quindi su questo percorso di collaborazione, perché no, anche a future aggregazioni, dovremmo organizzarci e non saltare alcun passaggio. Il tutto deve avere al centro la democrazia, qualsiasi momento di cambiamento deve essere rafforzato da un percorso democratico.
Detto questo, sul Documento di economia e finanza regionale, il Consigliere Giacinti ci ha ricordato i dati della Banca d'Italia e di Prometeia, anche qui per brevità non riprendo le cose che sono state dette, però mi soffermo su un aspetto, su quello che riguarda l'industria e le esportazioni. E’ scritto chiaramente: continua a ridimensionarsi l'interscambio con la Russia, e ancora sotto: il recupero dell’occupazione procede più lentamente che in Italia.
Su questo fatto della Russia ritorno ad una mozione che questa Aula ha votato il 16 febbraio del corrente anno, mozione presentata dal collega Celani che ha visto poi anche la mia firma, ma non di questo si tratta, voglio entrare nel merito di quella mozione, in cui sottolineavamo gli sbocchi commerciali del sistema manifatturiero marchigiano, ovvero quelli della Russia insieme a quelli degli Stati Uniti e della Francia. In termini di esportazione quell'embargo ha significato centinaia di milioni di euro di esportazioni, in settori che per noi sono strategici, come la calzatura, le aziende meccaniche, produttrici in particolare di macchinari di precisione, l'agroalimentare. Il Consigliere Maggi in quell'occasione ci ricordava anche la cantieristica e gli yacht, se non ricordo male.
Credo che da questo punto visto dovremmo recuperare lo spirito di quella mozione per far sì che in sede di Conferenza Stato-Regioni si arrivi, in modo forte e determinato, a superare questo embargo, che non so quanto sia efficace sul piano della costruzione della pace nel mondo, so invece quanto è dannoso per l'economia marchigiana. Se servisse alla pace nessuno qui farebbe obiezioni di sorta, perché quello è un valore primario, ma non dà un contributo in quella direzione e danneggia l'economia marchigiana.
Chiudo su questo aspetto dicendo che dovremmo in qualche modo mettere in coerenza i provvedimenti, gli atti che abbiamo adottato, quindi anche quello dell'economia circolare basata sulla riduzione dei consumi di materie prime, sul riciclo, sulle energie rinnovabili, sulla mobilità sostenibile, e così via. Quindi dovremo fare in modo che anche da questo punto di vista ci sia una messa a coerenza. Una settimana fa abbiamo discusso il piano energetico ambientale regionale, ovviamente l'agricoltura e l'ambiente sono al centro di queste scelte della sostenibilità.
Un dato sull’economia, Assessore Cesetti, e poi chiudo davvero su questo aspetto, ma faccio soltanto alcuni cenni.
L'economia nelle realtà colpite dal sisma. Il Presidente Ceriscioli ci ha sottolineato con grande sensibilità e anche con la capacità che gli è propria, un'azione portata avanti da un imprenditore privato marchigiano Della Valle, con quell'impianto manifatturiero che si sta realizzando ad Arquata. E’ un fatto molto importante, non mi soffermo sulla ricostruzione, perché è stato fatto più volte in quest'Aula, lo fate continuamente, lo fa l’Assessore Sciapichetti alla Protezione civile, lo fa il Presidente, però voglio ricordare questo particolare del Presidente Ceriscioli in merito a questo stabilimento che sorge per dare una risposta all'economia delle realtà colpite dal sisma.
Questo è un fatto molto importante perché noi non dobbiamo soltanto ricostruire, ma dobbiamo far rivivere, dobbiamo fare in modo che le persone rimangano nelle loro comunità, nei loro territori, e il lavoro è la condizione fondamentale.
Accanto a questa industria, che un imprenditore marchigiano realizza, io, come alcuni colleghi, conosco una realtà che è nel suo territorio, Assessore Cesetti, quella di Amandola. E’ una bella realtà nell'agroalimentare e da questo punto di vista so che c’è l’impegno dell'Assessorato all'agricoltura, della Vicepresidente Casini, ma noi dobbiamo fare in modo che quell’azienda, che ha chiesto interventi con il piano di sviluppo rurale, trovi da parte della Regione Marche, la giusta risposta perché questa azienda cooperativa, come le altre aziende dell'imprenditoria privata, possa trovare percorsi facilitati dall'istituzione Regione affinché si possa investire e creare occupazione nelle realtà colpite dal sisma, ovviamente non mi allargo al resto della regione, ma nella prima parte dell'intervento ho fatto riferimento a quello che deve accadere nell'intera regione Marche, dentro un panorama europeo e nazionale.
Assessore Sciapichetti, alcuni giorni fa è stato firmato dalla nostra Regione un accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana, questo è un fatto molto importante perché credo che anche qui si debba trovare una risposta con quelle misure, quei provvedimenti, quegli atti, che più volte separatamente abbiamo affrontato in questa Aula. Penso al raddoppio della Orte-Falconara, ma penso anche all'integrazione nel trasporto pubblico locale che ci deve essere nella regione, penso anche all’elettrificazione di una linea cosiddetta secondaria, ma che è strategica per la nostra regione, per le realtà interne, come quella di Civitanova-Macerata-Albacina-Fabriano. L’elettrificazione ha dato una bella risposta alla linea Porto d’Ascoli-San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno, dobbiamo fare in modo che anche nelle altre linee interne ci sia questa attenzione, questo sviluppo.
Questa deve essere l’occasione per far sì che alcuni impegni, che potevano sembrare utopici ma che non lo sono, ovviamente, fondati su dati certi, trovino quanto prima concretezza. Come credo che la risposta del Ministro Delrio data al Comune di Ancona sull'impossibilità di realizzare l'uscita ad ovest, possa trovare un momento certo già a partire dai prossimi giorni e quel momento certo possa vedere la Regione Marche in una posizione strategica, affinché quel tipo di infrastrutturazione, non soltanto il collegamento del porto di Ancona con la grande viabilità, ma quella che è la grande viabilità nella regione Marche, trovi definitivamente una risposta.
Ovviamente non posso non riconoscere quello che negli anni è stato fatto, cito per tutte la terza corsia dell’autostrada che purtroppo non vede interessato l'intero territorio marchigiano, ma una larga parte. Credo anche che l'opera che oramai si è concretizzata, nel senso che sono iniziati gli espropri e c'è il finanziamento per il raddoppio della A16, possa non soltanto limitarsi a Falconara Marittima-Taglio di Torrette, ma possa vedere la sua realizzazione - ci sono delle modifiche nell'uscita ovest - fino alla Baraccola.
Misure importanti, anche qui non c'è bisogno che la faccia lunga, ma dalla Orte-Falconara all'uscita dal porto di Ancona, credo che il 2017 debba essere l'anno che vede la loro realizzazione, cioè la concretizzazione per quello che riguarda la A16, possiamo dirlo e possiamo vedere il cantiere.
Potrei aggiungere altre cose, ma non lo faccio perché credo che le due o tre puntualizzazioni che ho fatto, sull'economia e sulle infrastrutture, siano indispensabili e siano importanti per dare una risposta ai bisogni dei marchigiani.
Non mi soffermo sulla sanità anche se il Presidente Volpini si è dovuto assentare, proprio per ragioni di salute, lo faranno altri, interverrà dopo di me il capogruppo, sicuramente dobbiamo fare in modo che questi aspetti che sono così vitali per la nostra economia, per la nostra regione, non solo vedano il nostro impegno, ma trovino la possibilità di essere concretamente realizzati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mattina stiamo discutendo di un atto molto importante, signor Presidente e signori Consiglieri tutti, il rischio del dibattito odierno è quello di ripetere cose già dette e ridette anche perché nell'arco di questo ultimo mese, Assessore, a tempo di record, abbiamo fatto il rendiconto 2015, l'assestamento 2016, il bilancio di previsione 2017 e il pluriennale ed anche l'aggiornamento, pervenuto 5 giorni fa, del Documento economico e finanziario regionale. Nemmeno Mandrake in 20 giorni riesce a fare tutte queste cose, ma non riusciamo a dare trasparenza ad un milione e mezzo di marchigiani che sono il filone portante di questa regione.
Se non fosse che stiamo parlando dei principali documenti di programmazione e gestione, ci sarebbe da disertare quest'Aula offesa, lasciatemelo dire, da un metodo goffo ed arruffato, da un invio tardivo di documenti da esaminare, da dati richiesti e negati, da discussioni mortificate ed esami affrettati - non lo dice solo la Lega, lo dice anche il Cal che non c’erano i tempi - dalla impossibilità di redigere emendamenti su cui accertare l’effettiva copertura, da tempi imposti da un ordine dei lavori finalizzato ad evitare l'esercizio provvisorio. Poi tanto, Assessore Cesetti, faremo una cinquantina di variazioni al bilancio di previsione.
Questo atto di fatto è stato blindato nei tempi e per quanto riguarda la discussione, e di questo ne dovete prendere atto, dovete avere un minimo di umiltà e dire che le cose che stiamo evidenziando sono vere perché i fatti rispondono a questa logica.
Ciò detto non rinunciamo per questo a svolgere il nostro compito di osservazione e critica e se non presentiamo emendamenti, Assessore Cesetti, è perché ci siamo stancati di vederli regolarmente respinti da una maggioranza sempre più silenziosa su questi atti, che anche in Commissione lascia invariato il testo, rinunciando, gli stessi Consiglieri della maggioranza, a presentare qualche timido accenno di modifica.
Carissimo ed esimio Assessore Cesetti, di domande e chiarimenti su questo bilancio ne abbiamo da fare molte e la prego di prendere debita nota perché le risposte le aspettiamo e le aspettano con noi anche i marchigiani.
Lasciamo perdere le discussioni sui tagli del Governo centrale che avete sempre accettato supinamente. Lasciamo perdere le nuove norme contabili introdotte che sono però un problema ed un compito dei tecnici regionali. Lasciamo perdere lo sbandierato impegno per l'attuazione frettolosa della riforma Delrio sulle Province di fatto segata dal NO del referendum Costituzionale. Lasciamo perdere, oggi, anche l'emergenza sisma per la quale il Governo ha giurato e spergiurato il totale intervento di copertura per la ricostruzione.
Parliamo di conti:
- guardando il prospetto delle entrate, dei 7,6 miliardi la metà degli stessi sono tasse dei marchigiani, a proposito, Assessore Cesetti, ci è dato sapere il tanto decantato minor gettito dovuto alla esenzione Irap per le nuove imprese, a quanto ammonta nel 2016, visto che lo avete riproposto e allungato temporalmente?
- dei fondi europei e i relativi bandi del Por 2014/2020 ci è permesso sapere, Assessore Cesetti e Assessora Bora, quanti soldi sono stati effettivamente erogati alle imprese? Non messi a bando ed impegnati, ma effettivamente spesi, considerando che già del settennio sono trascorsi 3 anni?
- Giunta e Consiglio regionale, Assessore Cesetti, hanno sbandierato per un anno e mezzo i tagli alle spese, ci può cortesemente spiegare perché nel bilancio 2017 nella Missione 1, alla voce “Organi istituzionali”, si passa da una previsione definitiva 2016 di 18,5 milioni a oltre 24 milioni nel 2017? Non credo sia l'incremento dell'indice Istat. Perché nel Programma "Segreteria Generale" si passa da 357.000 euro a 830.000? Raddoppia forse la struttura?
Perché inoltre la voce “Ordine pubblico e sicurezza” scende da 824.000 euro a 245.000 euro? Le Marche forse sono diventate un'oasi tranquilla?
Perché la spesa per l'assetto del territorio si riduce di più della metà come anche la difesa del suolo? Frane e alluvioni ci sono ancora o non ci sono più?
Non parliamo poi del trasporto pubblico locale che, come per la sanità, volete far conto sulla sempre maggiore compartecipazione dei cittadini già tassati e quindi tartassati.
L'elenco sarebbe infinito: volontariato blandito a parole e derubato di risorse; politica sociale sostenuta con risorse sottratte alla sanità operando il gioco delle tre carte, l’Assessore alla sanità conosce bene queste cose; settori produttivi rimasti senza il becco di un quattrino se non fosse per i fondi europei che premiano però solo pochi eletti; sulle partecipate stendiamo un velo pietoso, non vorrei qui ricordare la situazione delle nostre partecipate: interporto, aeroporto, Svim e mi fermo..
Ci dica dunque, Assessore: qual è la strategia di questo atto di programmazione? Forse l'occupazione? Non c'è traccia di sostegni veri.
Il turismo? Quale? Quel turismo che dal 2009 attende interventi di sostegno per l'ammodernamento delle strutture ricettive? O il commercio a cui date un contentino di 500.000 euro? L'artigianato? Per il quale in 10 anni sono scomparsi tutti i fondi di sostegno e sono rimasti pochi spiccioli e lo si continua a lusingare con il fantomatico Confidi Unico, anche di questo, l’Assessore lo sa, ne parliamo da quasi due anni.
O forse la gloriosa cooperazione marchigiana? Per la quale non siete riusciti a trovare 500.000 euro per finanziare, se non altro come atto dovuto, una graduatoria di un bando della legge regionale 5/2003, articolo 4, che risale pensate al 2014?
Dica Assessore Cesetti qual è la strategia di questo bilancio che non è tecnico. Vero? Quale strategia può esserci se un Governo ed una Regione promettono il contributo pubblico del 100% per la ricostruzione della seconda casa nelle zone terremotate e lascia a bocca asciutta migliaia di famiglie in lista di attesa per l'assegnazione in affitto della prima casa? Qui doveva esserci una risposta. Per quanto riguarda i marchigiani, sul problema della casa deve esserci una risposta da parte della Regione, lo sappiamo tutti che questo è un problema drammatico ed anche in questa regione non si trovano più le case per i soggetti deboli.
Quale strategia mai nasconde questo bilancio che ad esempio calcola gli accantonamenti del contenzioso con il singolare metodo del calcolo delle probabilità, Assessore, e continua a nascondere i dati di dettaglio vero (lo riferisce e lo evidenzia anche il Collegio dei Revisori dei conti). Lei sa che qui fino a quando non emergono questi dati noi la terremo sotto controllo.
Vede, Assessore, sul punto degli accantonamenti riferiti al contenzioso, sul quale è stato redarguito anche dalla Corte dei Conti, se ne faccia una ragione, non le daremo tregua, come ho già detto poc’anzi. Ma non per partito preso, ma per delle ragioni specifiche che lei vuole ignorare o forse non ha ancora ben compreso.
L'accantonamento per il contenzioso in essere (non sposta il fatto se è riferito a questa o alle precedenti legislature), lei Assessore deve dirci a quanto ammonta. Non solo. Ci deve dire ogni anno quante sono le cause, in quante cause la Regione è stata soccombente e a quanto è ammontato l'onere per la sorte e quanto per le spese per interessi e rivalutazioni pagate. Ce lo deve dire. Perché mentre noi qui facciamo l'occhio alle pulci per risparmiare poche decine di migliaia di euro e facciamo elemosine per il sociale, gli uffici, che si occupano del contenzioso, sembrano agire per metodo sempre appellandosi alle sentenze di 1° grado a prescindere, e quindi quando la causa arriva in Appello, dopo anni, Assessore lei lo sa meglio di me, che ci sono gli interessi e questi interessi non li paga nessuno. E’ questo che vogliamo capire da questo contenzioso. Gli interessi fanno lievitare il costo a quasi i due terzi in più della sorte dovuta. Chi paga questo danno? Questo è il problema! Ci sono i responsabili? Questo rischia di palesarsi come un vero e proprio danno per le casse regionali se non è stato preceduto da una valutazione di merito se fare o non fare appello. Ecco perché lei Assessore è tenuto a fornire questi dati, a noi, alla Corte dei Conti, al Collegio dei Revisori, e deve darli soprattutto per trasparenza ai cittadini. Non cada Assessore su una materia che è poi la sua.
Concludo. Che volete che dica, Presidente Mastrovincenzo, Presidente Ceriscioli, la verve oratoria dell’Assessore Cesetti e certamente l'impegno che lui e il suo ufficio mettono nel gestire questo gran calderone di risorse, che con fatica garantisce il minimo sindacale alla comunità marchigiana, non bastano per dare fiducia ai cittadini i quali forse, anche dopo il referendum e dopo le continue denigrazioni che il Governo Renzi ha rivolto alle Regioni, hanno compreso che dal federalismo non si torna indietro e che le tasse che qui paghiamo devono garantire servizi ma anche sviluppo ed occupazione, cose che questo atto di programmazione non contiene.
Il nostro pertanto è un no convinto, responsabile, deciso, e mentre Assessore dalla sua replica ci aspettiamo risposte puntuali ai tanti interrogativi posti, le promettiamo che a lei e al Presidente Ceriscioli faremo sentire sul collo il fiato di migliaia di marchigiani, soprattutto per far comprendere che non si governa da soli nel chiuso degli uffici della Giunta e che va ricercata invece la collaborazione qui in Aula, che vanno ascoltate proposte e suggerimenti, che è necessario aprirsi ad un dialogo vero e fattivo con le forze sociali e di rappresentanza.
Oggi questi documenti in esame sono ulteriori atti di bilancio elaborati da pochi e dal computer, senza un'anima, senza una visione e senza una strategia, come dovrebbe essere. Inoltre occorre un tempo per il confronto, che non c’è stato, per l'ascolto, che non c’è stato, per il dibattito, che non c’è stato, e per la necessaria sintesi. Oggi qui non c’è niente di tutto questo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Dopo questi interventi sono stato molto dubbioso se intervenire o meno perché credo che, e l’atmosfera di questa Aula lo sta sicuramente a significare, tutti noi siamo pervasi da un senso di disagio, di amarezza, per non essere stati messi in grado, in questi giorni, in queste settimane, di approfondire, di discernere su questo bilancio, oserei anche dire di leggere addirittura il corposo dossier che ci è stato inviato giovedì scorso.
Lo dico con molta semplicità, senza retorica, senza enfasi, sicuramente anche questa è un'occasione persa, quella di un mancato dibattito approfondito per mancanza di conoscenza. Credo che tutti i colleghi lo possono confermare, fra Natale e Santo Stefano è stato difficile approfondire queste tematiche. D’altra parte la presentazione di un bilancio in Aula rappresenta la più alta espressione della politica regionale, ma non solo, di qualsiasi ente perché in occasione del bilancio di previsione si approfondiscono le tematiche relative alla programmazione, alle previsioni, alle strategie che l’ente vuole mettere in atto.
Di tutto questo non c'è ombra perché, ripeto, è impossibile lavorare in queste condizioni. Credo, Presidente Mastrovincenzo, che ci sarebbe stata anche la necessità di un richiamo da parte sua alla Giunta, all'esecutivo, perché il suo compito e anche quello di cercare in Aula la massima condivisione su certi progetti, su certe cose.
Qui non è questione di maggioranza, minoranza, non c’è un ostracismo a prescindere, questo dovrebbe essere un momento di grande partecipazione ed al tempo stesso dovremmo cercare la condivisione, non dico su tutto, ma su alcune strategie fondamentali, nei momenti di difficoltà e di crisi quali la regione sta attraversando, e tutto questo non c’è stato.
Stiamo a ripetere, consentitemi il termine, ancora una volta una specie di gioco delle parti fra maggioranza ed opposizione che da parte nostra non è soltanto dettato da un puro e semplice ostracismo politico, ma è proprio mancanza di approfondimenti.
Nelle stesse Commissioni non c’è stata la possibilità di verificare perché gli atti che sono arrivati, sono stati modificati, in qualche modo stralciati, per cui credo che questo aspetto vada rivisto profondamente.
Il Consigliere Busilacchi ha parlato in precedenza del nuovo Regolamento del Consiglio regionale che stiamo elaborando, con molta passione, con molta partecipazione e collaborazione di tutti, perché tutto viene approvato di comune accordo e non ci sono prese di posizione strane oppure aventine, tutto viene fatto con molto scrupolo, dobbiamo prendere a paragone quello che sta succedendo in quella Commissione, quindi mi auguro Presidente che lei possa correggere questa rotta.
D’altra parte, guardate, la bocciatura di questo modo di fare sta tutta nella relazioncina, nella lettera, scusate se metto il dito nella piaga, che il Cal ha inviato, una lettera molto pesante che non può che esprimere disappunto per la ristrettezza dei tempi accordati che rendono impossibile l’adeguata valutazione degli atti al fine di consentire al Consiglio delle autonomie locali di esercitare la sua funzione. In pratica questa è una sonora, drastica e definitiva bocciatura di questo modo di fare, lo dice il Cal, lo dice un organo che è stato costituito per allargare la partecipazione.
D’altra parte questa maggioranza PD sugli enti locali fa i bilanci partecipati, gira nei quartieri, nei Comuni per poter condividere il più possibile ed il Cal rappresenta l'elemento di congiunzione tra i territori e la Regione, per far sì che alcune decisioni siano condivise.
Questo modo di fare, però, di mandare gli atti sempre all’ultimo momento, come se fosse ormai diventato un orpello, ha svilito anche il ruolo del Cal perché se mandate gli atti anche un mese prima la partecipazione è scarsissima, proprio perché non gli è stato dato il ruolo che merita, quel ruolo di raccordo tra i territori e l’aspetto centrale, la Regione, per condividere le scelte ed anche per assumersi le responsabilità delle cose che vengono prese e fatte durante i bilanci.
Il bilancio è un atto importantissimo, al di là dei numeri, perché ci sono momenti di crisi, le entrate sono effettivamente ridotte, ci sono dei momenti di emergenza come quelli che noi stiamo vivendo, però ciò non toglie che sia sempre un momento molto importante per programmare, per disegnare una visione strategica del nostro territorio, indipendentemente dalle risorse che si possono mettere in atto. Intanto programmiamo, vediamo quello che possiamo fare e poi vedremo se è possiamo trovare le risorse.
Questa è la discussione che noi dobbiamo fare sui bilanci, ed è il secondo anno che non la facciamo, è un film già visto, è un bilancio ingessato, non dico tecnico, ci sono delle spese obbligatorie, ci sono delle entrate che sono quelle che sono, si fanno quadrare i conti con le spese obbligatorie e poi si rimanda ad una miriade di variazioni di bilancio con cui aggiustare alcune situazioni che poi sono sempre abbastanza modeste, non sono situazioni strategiche, perché quando si vanno a fare operazioni di bilancio il mese di giugno, come è successo l'anno scorso, che cosa vuoi aggiustare?
E’ impossibile, ormai la consiliatura volge al termine, perché quello che si prevede a giugno non è possibile realizzarlo, per chi ha un minimo di esperienza di amministrazione, a dicembre.
Sono tutti residui che ci portiamo dietro. Certi progetti vanno a farsi friggere, non è questo il modo di lavorare, questo lo dobbiamo denunciare in modo forte, ma non soltanto noi, non lo dice l’ultimo Consigliere di opposizione, che sarei io, ma credo che questa amarezza, questo messaggio pervada anche i Consiglieri di maggioranza fino ad arrivare al capogruppo del partito di maggioranza relativa. Mettiamo mano a questo modo di fare altrimenti non andiamo da nessuna parte.
Fatta questa premessa, vediamo i contenuti. Mi aspettavo che nel bilancio ci fossero delle indicazioni sulle strategie, soprattutto dopo un'emergenza quale quella del terremoto. In realtà non c’è nulla! Il terremoto ha messo in evidenza una serie di fragilità che abbiamo sul territorio, le ha evidenziate, anche a chi, avendo il prosciutto sugli occhi, ha fatto di tutto per non capire che abbiamo un sistema infrastrutturale che acqua da tutte le parti: non riusciamo a metterci in collegamento con tutte le altre parti d’Italia, non c’è il collegamento est-ovest, per cui paghiamo questo scotto; abbiamo un corridoio adriatico che fa acqua, che non è completato, abbiamo un collegamento verso le aree interne che fa acqua da tutte le parti e questo terremoto lo ha messo in evidenza, lo sapevamo tutti, chi ha amministrato lo sapeva e qui dentro ci sono Consiglieri che hanno amministrato.
Pensavo che in questo momento nel bilancio ci fosse una strategia: “Dobbiamo lavorare nei prossimi anni utilizzando questa disavventura, questo disastro - voglio ricordare le 300 vittime che ci sono state - e vediamo di volgere la situazione in modo positivo, facendo squadra, lavorando tutti insieme, perché gli obiettivi si raggiungono tutti insieme.
Ho fatto un intervento qualche giorno fa, rammentando quello che successe negli anni ’90 quando il sud delle Marche, il Piceno, fu portato via dalla Cassa del Mezzogiorno, ci fu una riunione a Roma, al Ministero (Cipe), per la Regione Marche c’era solo il compianto Senatore Nepi, il quale all’epoca era anche amministratore dell’Anas, che cercò di difendere la necessità di rimanere ancora all’interno della Cassa, dall’altra parte c’era uno schieramento di bocche di fuoco di tutti i senatori e parlamentari della Regione Abruzzo, tutti, estrema destra, estrema sinistra, tutti quanti, loro hanno portato a casa il risultato e noi assolutamente nulla.
Questo cosa sta a significare? Che noi dobbiamo condividere, le grosse questioni vanno condivise in modo tale che tutti si possano impegnare, dando ad ognuno le responsabilità che occorrono.
Di tutto questo non si parla. Come si può recuperare questo gap infrastrutturale? Non se ne parla! Cosa dobbiamo fare nelle aree interne? Noi adesso abbiamo presentato una mozione, una risoluzione, tutta l’opposizione, per capire se ci sarà un impegno in futuro, utilizzando le risorse, vedremo quali, per mettere mano alla viabilità interna perché se ci riempiamo la bocca con le aree interne, poi dobbiamo dire come vogliamo fare. Il progetto “aree interne” non è campato in aria, deve camminare con le sue gambe e le gambe per muoversi hanno bisogno di risorse, non si discute.
Però in questo momento non abbiamo risorse, facciamo il progetto e diciamo: “Le aree interne vanno rivitalizzate in questo modo”. C’è il problema della viabilità, delle infrastrutture, delle residenze - perché dobbiamo far sì che la gente abiti lì - delle attività commerciali, delle attività turistiche, del paesaggio da utilizzare come risorsa. Di tutto questo non si dice nulla in questo bilancio.
Poi c’è il discorso relativo all’aiuto alle imprese e all'occupazione. Il Consigliere Giacinti ha letto questo aggiornamento del contesto economico di riferimento per le Marche presentato dalla Banca d'Italia nel novembre scorso, è drammatico ed io non mi crogiolerei su questo aspetto.
Noi segniamo il passo su tutto! Volete vedere? Prosegue la ripresa dell’industria sebbene a ritmi modesti, noi andiamo lentamente, lo ha specificato il Consigliere Giancarli, noi non siamo in grado ancora di riaprirci verso l’est per poter esportare, per poter dare modo alle nostre aziende, a quelle che producono qualità, di esportare e di essere concorrenziali perché noi non produciamo commodity, questo dobbiamo capirlo, in questa regione, produciamo qualità e da questo punto di vista noi non temiamo la concorrenza, non facciamo le rondelle o i dadini, quelli li fanno i cinesi, i pachistani e quant’altro, noi facciamo altre cose e su questo versante noi non temiamo la concorrenza, però dobbiamo trovare i mercati, perché una volta trovati i mercati il nostro prodotto è il migliore di tutti. E cosa facciamo qui? Non si dice assolutamente nulla.
Per quanto riguarda poi il discorso dell’occupazione, il recupero dell’occupazione procede più lentamente che in Italia. Che cosa facciamo noi per l’occupazione? Sapete che nelle Marche su 3 occupati, 2 lavorano nelle piccole e medie imprese? Che cosa c'è in questo bilancio per aiutare le piccole e medie imprese? C’è il discorso dell’Irap, che francamente sarebbe pure da cancellare perché non possiamo prendere in giro la gente, allora vi leggo un passaggio: “Con riguardo ai principali tributi regionali, per l’Irap sono state mantenute le aliquote vigenti del 2016 (erano quelle del 2015 e del 2014, quelle che la Giunta Spacca aveva modificato fino a portarle ad 1,73% per quanto riguarda l’ultima estensione), con l’esenzione fino al 2017 per le nuove imprese costituitesi nel 2016 ed è stata prorogata al 2019 la riduzione dell’aliquota Irap per le piccole e medie imprese - attenti - che assumono nuovo personale con titolo di laurea specialistica da utilizzare nel campo dell’innovazione tecnologica e della ricerca, ovvero abbiamo ottenuto una certificazione Etica 8000, ISO 9001, ISO 14001, EMAS”. Alla luce di questo discorso, vorrei capire alla fine del 2017, quanta occupazione creeremo! Noi prevediamo uno sgravio sull’Irap alle piccole e medie imprese, che devono fare tutte queste cose qui e che non hanno un soldo per fare la certificazione di qualità. Non hanno un soldo e qui diciamo che se hanno fatto tutto questo avranno lo sgravio dell’Irap. Non prendiamoci in giro! Chi legge questa cosa dice: “Questi stanno scherzando!” Non vorrei essere complice di un discorso di questo tipo, per cui, ripeto, per le piccole e medie imprese non esiste assolutamente nulla, in pratica su quello che è il nostro tessuto produttivo, fondamentale, indispensabile, che ha dato lo sviluppo a questo nostro territorio, non si dice nulla, si va ancora verso i grandi gruppi industriali, lì magari qualcosa c’è perché i grandi gruppi industriali nel Psr portano a casa 1/2 milioni di euro, mentre al piccolo gli andiamo a fare le pulci.
Sul credito, che cosa dice la Banca d’Italia? Il credito all’economia rimane stabile, è già tanto, ma non c’è nemmeno chi eroga quel credito! Noi avevamo una Banca del territorio che erogava credito, probabilmente è stato erogato male, e che tipo di colpa ha la Regione in questo discorso? Credo tanta, ma qui non se ne fa cenno.
Senza credito, senza innovazione e senza formazione non si va da nessuna parte e qui non c’è nulla che tenda ad una inversione di tendenza.
E poi c’è tutto il discorso della produzione del sistema edile che stenta a ripartire. Il sistema edile è trainante e per noi è sempre stato importantissimo, anche perché mette in moto il mondo dell’artigianato, ma qui non si fa assolutamente nulla! Era necessario raccordarsi con i Comuni per vedere l’imposizione locale e fare dei progetti strategici per la riqualificazione delle città. Sono convinto che non occorra più mangiare suolo e siamo in ritardo nell’elaborare una legge urbanistica fatta in un certo modo. Non abbiamo più bisogno di mangiare suolo, quello che abbiamo lo dobbiamo preservare in tutti i modi, dobbiamo fare dei progetti strategici per la riqualificazione delle nostre città, così come si fa all’estero, la Germania è maestra in questo campo. I nostri edifici sono purtroppo vecchi ed abbiamo visto cosa succede quando c’è un terremoto, al di là dei centri storici, alle costruzioni che sono state realizzate nelle varie periferie.
Un piano per rilanciare l’edilizia dando delle agevolazioni ai proprietari attraverso la fiscalità, attraverso gli aumenti volumetrici, attraverso tante altre cose, perché non lo si fa? Perché non lo si dice? Certo qui non si poteva mettere giù un progetto, però almeno si doveva dire: “Lavoreremo in futuro anche su questo versante qua”. Su che lavoriamo? Lavoriamo sui numeretti che ci ha snocciolato il Consigliere Giacinti, a cui va tutta la mia stima perché credo che anche lui abbia grande difficoltà a snocciolarli.
Tutto qui! Ragioniamo su che cosa? Dei 15.000 euro che sono stati dati ad una manifestazione, dei 5.000 euro che sono stati dati ad un’altra. Abbiamo parlato tante volte ad esempio del sistema del termalismo interno, guardo l’Assessore Pieroni che si sta battendo per questo e credo di sfondare una porta aperta, anche questo era un'asse su cui lavorare per sviluppare l'economia delle aree interne. Il termalismo, noi abbiamo delle strutture bellissime, alcune private, altre pubbliche, perché non si dice nulla da questo punto di vista?
Ecco la carenza di progettualità e di strategie che riguarda questo bilancio per cui, ripeto, non è un ostracismo a prescindere, è un no convinto dovuto al fatto che ho cercato, nonostante le 48 ore di festa, di guardarlo un po’ tutto, ma non ho visto assolutamente un’inversione di tendenza.
Mi auguro che questa sia l’ultima volta che si arrivi in Aula con un bilancio tecnico, ingessato, chiamatelo come volete, altrimenti si potrebbe fare ad ottobre, perché se me ne frego delle leggi di stabilità, di quelli che sono i trasferimenti dello Stato, e dispongo di quello di cui ho certezza, ad ottobre faccio il bilancio ed a dicembre o a gennaio sono in grado di fare le variazioni.
Tutti noi amministratori lo facevamo, non credo che qualcuno mi possa smentire, lo possiamo fare benissimo ad ottobre con le certezze che abbiamo in quel momento, abbiamo le spese obbligatorie, abbiamo gli introiti che ci sono, dopodiché a gennaio si fanno le variazioni di bilancio, dopo la legge di stabilità o la legge di bilancio dello Stato. Questa è la cosa più importante, altrimenti arriveremo ancora una volta a giugno a fare le variazioni di bilancio e a fare una piccola programmazione su cose che non interessano a nessuno perché a quel punto la strategia è andata a farsi friggere. Grazie.

PRESIDENTE. Riprendiamo tra un’ora e un quarto. Se c’è qualcuno che vuol intervenire me lo dica subito, leggo la lista di chi si è iscritto a parlare: Fabbri, Busilacchi, Bisonni, Giorgini, Marconi, Leonardi, Maggi, Assessore Pieroni, Giacinti e l’Assessore Cesetti. Sospendo la seduta.

La seduta è sospesa alle ore 13,30

La seduta riprende alle ore 15,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. La discussione è congiunta, inizio con il Defr.
In sede di discussione del Defr, nell'ottobre scorso, avevamo a gran voce richiesto l'aggiornamento dei documenti in merito agli aspetti strategici di investimento che il terremoto impone; ed avevamo chiesto che il documento si basasse su un'analisi aggiornata della situazione economica nazionale e regionale.
Ora stiamo discutendo un aggiornamento del Defr composto da 20 pagine, costituito per la metà, 11 pagine, da uno scarno riassuntino dei contenuti delle numerose delibere riguardanti il terremoto, senza indicare le linee strategiche di azione ed i relativi fondi, di cui è previsto l'impiego, necessari alla ricostruzione e al rilancio delle vaste zone colpite dal terremoto.
Ci avete fornito, e state per votare, un documento vuoto che aveva il compito di colmare le lacune della versione precedente, anch'essa vuota e che addirittura aveva ricevuto il parere negativo del Crel.
II documento non contiene una sola voce di bilancio aggiornata.
Nel documento si prende atto che l'industria cresce a ritmi troppo lenti e contenuti, che il settore edile è ancora in crisi, che la disoccupazione è purtroppo stabile, e che è addirittura calato il tasso di occupati a tempo determinato, anche il credito alle imprese continua a scendere. Il Pil marchigiano è previsto in modestissima crescita (0,6-0,8%) per il prossimo triennio. A fronte di questa situazione nulla è scritto nelle azioni che volete compiere nel prossimo triennio per uscire dalla crisi e dalla stagnazione.
Questa è la terza versione del Defr che sottoponete al voto e la scarsa qualità dello stesso è ormai il chiaro riflesso della scarsa capacità di azione strategica di questa Giunta.
Il Movimento 5 Stelle, rammaricato e preoccupato per tutti i cittadini marchigiani, voterà contro, questo relativamente al Defr che chiaramente per la seconda volta non contiene una sola tabella con l’aggiornamento di una sola voce in contabilità, rispetto al Defr che ci avete consegnato un anno fa.
Per quello che riguarda il bilancio previsionale, ho richiesto formalmente che l’esame del bilancio venisse eseguito anche in II Commissione poiché gli importi previsti per le materie di competenza della Commissione sono complessivamente pari ad oltre 330 milioni, ma la mia richiesta non è stata accolta. Ritengo grave questa decisione, è ora che i bilanci passino all’interno di tutte le Commissioni perché gli aspetti che copre il bilancio riguardano tutte le Commissioni, né più né meno come il terremoto, quindi ritengo che una buona analisi/discussione da parte di tutti i Commissari nelle rispettive Commissioni sia più che doverosa.
In questo bilancio per la seconda volta non ho individuato nulla di previsionale, infatti l'unica voce correttamente dimensionata è quella sanitaria, per la quale si riscontrano variazioni percentuali accettabili tra gli anni considerati. Tutte le altre voci registrano variazioni così accentuate da risultare irrazionali e, a meno che l'Assessore Cesetti e gli altri componenti della Giunta non vogliano fornirci spiegazioni, risultano incomprensibili.
A mio avviso non può essere altro che un alibi il fatto che non si dimensionino correttamente le voci di bilancio invocando che i trasferimenti dallo Stato non sono stati ancora formalizzati, è la solita tiritera dove i Comuni si lamentano delle Province, le Province si lamentano della Regione, la Regione si lamenta dello Stato, però ricordo a tutti quanti che il PD è trasversale a tutti gli enti locali e quindi oltre a farsi il selfie insieme al buon Matteo o chi per lui, è ora anche di dimettersi a sedere e dire: “Caro Stato fammi vedere quanti soldi mi dai per poter governare la Regione da qui al triennio perché abbiamo davanti delle scelte strategiche da attuare che facendo così, procedendo alla cieca, non si riescono a fare”.
E’ impensabile che non venga data completa evidenza del finanziamento di interi settori, infatti non si vogliono esplicitare le naturali ed obbligate voci di spesa, solo per procedere di volta in volta alla ormai chiara politica degli annunci, quando, una volta messa realmente a bilancio la spesa d'obbligo da sostenere, si sbandiererà ai quattro venti, la grande e magnanima mossa strategica, il dovuto finanziamento del settore.
Ad esempio nel settore dei trasporti, per i quali avete speso negli ultimi due anni tra i 300 e i 400 milioni, nei prossimi anni sono previste la metà delle spese: forse volete cancellare la metà delle corse di autobus e treni? Spero proprio di no, altrimenti pendolari e studenti sarebbero in forte difficoltà. Pensate di rivedere i contratti ottenendo il 50% di ribasso? Ritengo sia un'ipotesi attualmente irrealizzabile. Allora perché non prevedete un ordine di grandezza realistico della spesa per trasporti? Sappiamo tutti che il bilancio è al 90-95% bloccato.
Per le politiche sociali e la famiglia quest'anno avete speso 9 milioni in meno rispetto al 2015, ma per il prossimo anno prevedete una spesa quasi dimezzata rispetto al totale, pari a 30 milioni, che scende vergognosamente a 8 e a 4 milioni per il 2018 e 2019: forse volete abbandonare il settore del welfare regionale? Per come state stravolgendo la sanità, non sarebbe da meravigliarsi troppo, ma spero che il settore sociale venga adeguatamente finanziato, quindi occorre anche in questo caso prevedere la giusta quota di importo anche per i prossimi anni, bisogna esplicitare le cifre e riempire tutte e tre le colonne da qui al 2019 perché si può fare, sappiamo più o meno esattamente quanto dobbiamo investire per ogni settore.
Nel settore territorio ed edilizia, sono stati spesi oltre 60 milioni negli ultimi due anni, prevedete una spesa di soli 14 milioni per il prossimo anno che scendono a 9 e 7 per i successivi: secondo voi è possibile disinvestire così drasticamente in questo settore dopo il terremoto? Ritengo viceversa che lo sforzo di adeguamento dell'edilizia pubblica alle norme sismiche assorbirà ingenti somme, perciò le previsioni risultano palesemente inadeguate.
Anche per l'istruzione ed il diritto allo studio abbiamo la stessa cosa.
Per il settore energetico sono stati spesi oltre 8 milioni all'anno, ma a conferma della genericità e inconcretezza che caratterizza il Pear, che avete appena approvato, per il prossimo anno avete previsto appena 2 milioni e meno di 3 milioni per il 2018, senza considerare che per il 2019, anno nel quale ormai il piano energetico dovrebbe essere nel pieno della propria applicazione, sono computati miseri 500.000 euro. A cosa serve redigere ed approvare piani strategici di settore se poi non vengono adeguatamente finanziati con certezza di finanziamenti? Chi deve provvedere alla realizzazione, chi deve fare i suoi calcoli, deve sapere quanto la Regione riuscirà nel prossimo triennio a sostenere.
Per l'ambiente, per il quale avete speso oltre 70 milioni per ciascuno degli ultimi due anni, prevedete una media di 19 milioni per il prossimo triennio, con un'irrisoria cifra di 9,6 milioni nel 2019. Spiccano negativamente l'assenza completa di investimenti per lo sviluppo sostenibile del territorio montano dei piccoli Comuni e per le spese correnti relative alla qualità dell'aria e la riduzione dell'inquinamento.
Stesso concetto va ribadito per il fondamentale settore dello sviluppo economico, dove avete speso 44 milioni in meno nel 2016 rispetto al 2015, scendendo da 159 a 115 milioni, e dove prevedete per il prossimo anno spese pari a soli 73 milioni, che scendono a 45 e a 5 milioni per gli anni successivi: forse pensate che ci troviamo alle porte di nuovo boom economico che consente alla Regione di interrompere il sostegno all'industria, al commercio, all'artigianato? Evidenzio la completa assenza di fondi previsti per la ricerca e l'innovazione, settore con il quale si gioca il futuro dell'intero sistema.
Idem per le politiche del lavoro. Idem per il turismo dove prevedete esclusivamente un incremento di un milione e mezzo rispetto a quello speso precedentemente.
Si evidenzia quindi una preoccupante incapacità di progettazione strategica della spesa: a fronte di una spesa regionale che oscilla intorno a 1,1 miliardi per la somma delle missioni e programmi che hanno ricadute dirette sui territori (naturalmente esclusa sanità e voci di bilancio relative ad accantonamenti, debito pubblico, conto terzi, istituzioni), per il prossimo anno vengono previste spese per soli 500 milioni che scendono a poco più di 400 e 300 per gli anni successivi.
Il Movimento 5 Stelle ritiene che la programmazione finanziaria sia un aspetto fondamentale dell'azione politica, che non sia rispettoso nei confronti dei cittadini prevedere in documenti ufficiali cifre fantasiose, e che sia opportuno, anche attraverso il bilancio di previsione, fornire ai cittadini le indicazioni relative alla prevista azione di governo che la Giunta, ed i Consiglieri di maggioranza vogliono realizzare.
Ho visto però un buon interesse da parte di molti Consiglieri nel presentare emendamenti relativi a cose particolari. Parlo ad esempio di voci che sono sempre inferiori ai 20.000 euro, ne ho contate ben 21: 5.000 euro per la rievocazione storica del Comune di Cupramarittima, 5.000 euro per il progetto di Natale dell’alberghiero di San Benedetto, 5.000 euro per il Comune di Massignano per il progetto “Terra che costruisce, terra che suona”, 7.500 euro per l’Associazione ville e castella e relativo festival, 9.000 euro a Vera TV, 7.900 euro alla Pro Loco di Mondolfo per il progetto “Cammino delle fonti”. I risparmi pari ad 84.000 euro previsti nel bilancio del Consiglio sono stati immediatamente reimpiegati in varie voci contenute nella famosa tabella C che fosse per me verrebbe immediatamente cancellata perché storico ricettacolo di eventuali marchette.
Sappiamo che quotidianamente andiamo a gestire, cari Consiglieri, 5.000 euro per le cose che hanno una ricaduta diretta sul territorio e poi non sappiamo prevedere nel triennio i milioni e milioni per le varie attività.
Cosa votiamo a fare questo bilancio?

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ho grande simpatia per i colleghi del Movimento 5 Stelle e devo dire che questa simpatia è sempre ben riposta perché ci intrattengono nelle lunghe ore di sessione di bilancio, ci fanno sorridere con i loro interventi che immediatamente ci fanno pensare alle mirabolanti avventure del bilancio della capitale d’Italia e, visto che siamo nel periodo natalizio, abbiamo memoria del messaggio evangelico della pagliuzza e della trave, per cui sorridiamo a questi interventi così appassionati.
Verrebbe anche da dire che, visto che il Movimento 5 Stelle è trasversale, passata la fase natalizia ci avviciniamo al Capodanno e in tutte le piazze d'Italia, tranne in una, ci sarà un bel concerto che intratterrà i cittadini dei Comuni italiani e i turisti.
Detto questo, ora veniamo alle cose più serie e a questa discussione generale.
Ho ascoltato gli interventi, quelli dei relatori, farò poche considerazioni perché in realtà riprendo molte delle cose che abbiamo già discusso e che ho detto nella fase di assestamento.
La considerazione di carattere generale è quella, l’ha già ribadita il Presidente Giacinti e altri colleghi l’hanno ricordata, degli spazi ridotti, ogni anno sempre più ridotti, in cui ci troviamo ad operare.
Credo che oramai stiamo vivendo da troppi anni una fase di austerità permanente, di taglio permanente alle nostre risorse, c’è quindi un rischio nel nostro Paese di un arretramento rispetto ad una fase in cui il regionalismo, alcuni decenni fa, sembrava vivere un periodo di grande espansione.
Questo rischio mi pare presente e tutti noi non possiamo più assistere a questo lento dissanguamento delle Regioni, altrimenti, colleghi, ogni anno ci ritroveremo, esclusa la questione ovviamente della sanità, che costituisce, come sappiamo, ogni anno una quota sempre più ampia, costituirà il 100% del nostro bilancio regionale ed oggi impegna la gran parte dell'attività delle Regioni, a gestire una quota sempre più piccola. Credo che vada messa in campo una riflessione da questo punto di vista, altrimenti il rischio è che non saremo più delle Regioni ma semplicemente dei luoghi in cui si svolge esclusivamente l’organizzazione sanitaria. Sarebbe utile aprire una riflessione politico-istituzionale su questo tema per cercare di capire oggi a che cosa ci dobbiamo dedicare, perché è chiaro che, con una quota così limitata di risorse, probabilmente in prospettiva, non tutto si potrà fare come vorremmo e del resto non possiamo essere coloro che si prendono l’unica responsabilità di tagliare capitoli e capitoli di bilancio.
Abbiamo la necessità di aprire un ragionamento vero su quelli che sono i servizi più importanti su cui vogliamo dare delle risposte di prospettiva. Ahimè gli eventi del sisma hanno segnato in parte questo dibattito perché hanno caratterizzato, giustamente, l'azione e le priorità del Governo regionale, nonché le risorse sia di tempo che monetarie e credo che questo, anche per il futuro, come ci siamo più volte detti, segnerà le nostre scelte, soprattutto sui temi delle economie e dell'identità della nostra regione. Vedete, fino a poco fa abbiamo discusso in I Commissione di un emendamento proposto dalla Giunta che riguardava il settore del turismo, per capire come potevamo intercettare nuove risorse per rilanciarlo nella nostra regione colpita dal sisma.
Questo tema di come rilanciare lo sviluppo marchigiano e l'economia dei nostri territori è fortemente intrecciato all'identità della regione Marche, credo che forse dovremmo concentrarci su questo per i prossimi anni, cioè capire quali sono le priorità assolute e con quelle poche risorse extra sanitarie che abbiamo, come dare un segnale efficace per rilanciare l'occupazione, per rilanciare l'attività produttiva, per rilanciare tutti i settori dell'economia del nostro territorio, soprattutto per garantire un lavoro, un reddito a chi sta peggio. Penso che questo debba essere l'obiettivo principale che dovrebbe istruire tutta la nostra azione politica dei prossimi anni.
In questi anni e anche in questo bilancio sono state fatte alcune scelte precise nell’erogazione delle risorse, anche il Consigliere Giacinti le ha ricordate, riguardanti il sociale, il fondo di solidarietà. Alcune scelte molto precise sono state fatte, lui le ha ricordate: dal diritto allo studio agli emotrasfusi, non le riprendo, è rimasto il tratto di dedicare le poche risorse a chi sta peggio in questa regione e nei prossimi anni dovremmo mettere in campo una chiara iniziativa ed a risorse date, in questo clima di austerità permanente, che ormai la finanza pubblica vede caratterizzare, ahimè, la scena nazionale ma anche globale, credo che sia utile mettere in campo uno sforzo di riflessione, uno sforzo progettuale per far sì che l'identità e l'economia del nostro territorio possano avere un segnale concreto con le risorse che abbiamo in campo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Colleghi, devo confessare che non ho grande entusiasmo nel fare questo intervento, non perché l'argomento non sia meritevole di attenzione, anzi è molto importante, forse il più importante di tutti, e proprio per questo, per l'importanza dell'argomento che sinceramente mi sento un po' svilito nella funzione e un po’ preso in giro da due soggetti.
Il primo soggetto che mi prende in giro e che mi svilisce è il Governo nazionale che, con questa politica di austerità, di tagli, sta affamando le Regioni, sta svilendo questa istituzione che invece il sottoscritto ritiene molto importante per i cittadini.
E’ un modo anche, secondo me, per bypassare la volontà del popolo italiano che con il referendum ha rimarcato l'importanza delle Regioni, che il Governo voleva, con la riforma costituzionale, limitare nelle sue funzioni. Come si fa? La tecnica è sempre quella, quando si decide di chiudere un ospedale, non è che dall'oggi al domani si può chiudere, altrimenti la popolazione insorgerebbe, ma lo si affama, togliendo oggi un servizio, domani un altro, una risorsa, poi un’altra, finché la struttura diventa nei fatti inesistente.
Questa politica di austerità verso le Regioni è ancora più ingiusta se, come qualcuno ha ricordato, è vero che a livello centrale la spesa aumenta. Questo tipo di politica che fa il Governo nazionale sinceramente svilisce un po' tutti quanti noi e l'istituzione stessa.
D'altra parte mi sento anche un po' preso in giro e svilito dal fatto che il Governo regionale abbia dato così poco tempo a noi Consiglieri per valutare e approfondire un documento così importante. Però stando qui ho capito una cosa, più il documento è importante e meno tempo si concede ai Consiglieri, proprio perché i Consiglieri non devono approfondire più di tanto, probabilmente.
E’ successo con il Pear, la scorsa seduta mi lamentavo che il Pear fosse andato in Commissione per l’approvazione con solo due settimane di tempo. Assessore Sciapichetti, lei nei confronti dell’Assessore Cesetti è un dilettante, perché qui abbiamo un bilancio che ci è stato consegnato, alcuni documenti, 4 giorni fa, giovedì, considerando pure che ci sono le festività natalizie. Vada a scuola dall’Assessore Cesetti che sotto questo punto di vista è insuperabile. Assessore le propongo per l’anno prossimo di consegnare tutto il 30 dicembre per approvarlo il 31.
A parte le battute, non credo che questo giovi a qualcuno, non giova a nessuno, non credo che voi abbiate paura del confronto, anzi credo che il confronto e l'ascoltare tutte le parti possa solo arricchire di più la politica regionale e gli atti che ne derivano.
Devo dire due parole in merito a quello che hanno fatto notare i revisori, ci sono anche degli errori, la Consigliera Marcozzi ne sottolineava alcuni, ad esempio, sui mutui, ma quello che mi preoccupa di più, perlomeno a me, e che non appare leggendo i vari documenti - sarà stato il panettone, perché li abbiamo letti tra il pranzo di Natale e la cena - è la mancanza di una visione strategica. Questo si, e su questo condivido quello che ha detto il Consigliere Fabbri, nel senso che non si trova in questi documenti, a mio avviso, una strategia, ma quasi una gestione dell’ordinario. Però non condivido quello che ha detto prima il Consigliere Fabbri sul fatto che si possono mettere a bilancio cifre di cui non si ha certezza, questo è chiaro, non è che i trasporti possono essere decurtati del 50%, è evidente, però è evidente che l’Assessore Cesetti non può mettere dei numeri a caso di cui oggi non ha certezza. Questo è chiaro! Però condivido sua preoccupazione, la preoccupazione del Consigliere Fabbri, che poi è anche la preoccupazione di molti, di una assenza di strategia nella visione triennale. Ripeto, sembra più una gestione dell'ordinario, qualcuno potrà dire: “Ma che strategia vogliamo fare se i soldi che abbiamo a disposizione sono pochi, quasi niente?” Rispondo che in questo sta l'abilità di chi gestisce, di chi governa, sia nel gestire e sia nel reperire le risorse necessarie, magari con un occhio verso l'Europa.
Per tutto quanto detto sopra, la mia posizione su questo documento è di contrarietà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Non entrerò nei meandri del labirinto perché credo che ovunque ci muoviamo, ci muoviamo male, anche perché penso che chi abbia fatto il bilancio non ce l’ha molto chiaro.
Ho analizzato una cosa che mi interessava, devo dire che ci sono gioie e dolori, non ci sono solo dolori, parlo dell’articolo 3, che modifica la legge regionale 15/97.
Devo dire che ho trovato delle cose buone, ce ne sono altre meno buone, in merito alla gestione dei rifiuti e alla raccolta differenziata. In un dossier di Legambiente dal titolo “Ridurre e riciclare prima di tutto” si rileva una situazione desolante in tutto il territorio nazionale, perché c'è un ricorso sistematico all’ecotassa, cioè a tassare e a non incentivare il riciclaggio.
Da questo disastro ne esce alla grande la Regione Marche che è una tra le prime in Italia ad aver ridotto l’uso dell'ecotassa ed incentivato la raccolta differenziata. Noi non siamo quegli orchi che il PD ci definisce, siamo obiettivi, razionali, se io devo dire una cosa non me la posso inventare, dico quello che è, come sto facendo adesso, quindi la Regione Marche è una delle migliori d'Italia ad aver interpretato la legge n. 549/1995, nel vero senso delle parole, cioè ha messo in atto un sistema di premialità/penalità a seconda di chi superava o meno la quota di differenziata.
L’articolo 3 della legge 549/1995 prevede che il tributo, quindi l’ecotassa, sia dovuto alla Regione per il 90%, mentre il 10% è destinato alle Province. Adesso le Province non sono più autorizzate a trattare le norme che riguardano i rifiuti, quindi la Regione ingloba anche questo 10%.
La cosa buona è che la Regione, e qui c’è un'altra cosa buona che ho visto, adesso vi dico le buone poi vi dico le altre, incassa il 100% dell'ecotassa che destina in un fondo che serve per il ripristino ambientale, poi vi dirò per cos’altro serve, mentre prima la Regione prendeva il 90% del tributo ed il 20% confluiva in questo fondo. Ho letto che, adesso il capitolo dove sono iscritte queste cifre non sono riuscito a trovarlo, prima era il 20% adesso sarà il 100%, quindi sono degli importi molto rilevanti, che serviranno per favorire la minore produzione di rifiuti. Questo è il senso dell’articolo 3, comma 15, della proposta di legge che riprende la legge regionale n. 15/1997 e la legge 549/1995.
Ci sono cose buone, perché il comma 15 dell’articolo 3 dice esattamente: “Il gettito derivante dall’applicazione del tributo affluisce in un apposito fondo della Regione destinato a favorire la minore produzione di rifiuti, le attività di recupero di materie prime”. Questo è bene perché c’è chi recupera la plastica, chi il ferro, ed io farò di tutto per togliere quella cosa, che si ricollega al Pear, che è negativa. “Un fondo destinato a favorire la minor produzione di rifiuti, le attività di recupero di materie prime e di energia”, quindi recuperare energia dai rifiuti, cioè bruciare.
Come avevo detto per il Pear, noi abbiamo milioni di tonnellate di sfalci e potature, che non sono più rifiuti, quindi questi soldi dovrebbero servire, e continuo a leggere: “a realizzare la bonifica dei suoli inquinati”. Ricordo che le Marche hanno più di 1.000 siti inquinati dove negli anni è stato fatto pochissimo, siamo una delle Regioni d’Italia al pari della Campania come siti inquinati. Un disastro totale. Mi sembra assurdo dare soldi per il recupero di energia bruciando i rifiuti o i non rifiuti e non pensare di realizzare la bonifica dei suoli inquinati, ivi comprese le aree industriali dismesse, il recupero delle aree degradate e l’avvio ed il finanziamento delle agenzie regionali per l’ambiente.
Cosa voglio dire? Questo articolo sarebbe stato una grandissima cosa - prima ho detto che le Marche sull’ecotasse sono la prima Regione d’Italia - se si fossero tolte le seguenti parole: “recupero di energia da rifiuti”, sarebbe stata una grandissima cosa perché ci sono altri modi per produrre energia.
Il dato di fatto è che noi non sappiamo come viene spostato questo 100%, la Regione poi ce lo spiegherà, perché le quote sono importanti, quindi vigileremo per vedere come saranno spostate le risorse dell’ecotassa che andrà, al 100%, in questo fondo regionale e per capire come saranno distribuite le quote, sia per le attività di recupero di materie prime, sia per la produzione di energia con biomasse.
Attenzione, l’altro giorno non ho avuto tempo di parlarne, ne parlo adesso, è stato inserito il pirogassificatore, in attuazione della direttiva 2076/CE che indica cosa sono gli impianti di incenerimento, qualsiasi …, quali ad esempio pirolisi e gassificazione, quindi il pirorigassificatore è un vero e proprio inceneritore
Devo dire che ci sono molte cose buone, peccato questa piccola frase che non ho potuto emendare perché la delibera di Giunta non è emendabile, se no avrei proposto di toglierla.
Andiamo velocemente, un'altra cosa buona che vedo - Consigliere Busilacchi noi non diciamo sempre che voi siete brutti, sporchi, zozzi e cattivi - è che esiste un sistema di rilevamento per gli inquinanti che si chiama Inemar, e sono contento che la Regione Marche aderisca a questa convenzione, era dal 2011 che non partecipava, ai fini dell’elaborazione dell’inventario emissioni aria, in raccordo con la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna, la Puglia, le Province autonome di Trento e Bolzano. La Regione Marche non partecipava dal 2011, però anche se con poche risorse, 22.000 euro, significa che la Regione Marche c’è, quindi possiamo sapere cosa viene fuori da qualsiasi emissione, da qualsiasi impianto industriale. Di questo va dato atto: 22.000 euro per il 2017 e 22.000 euro per il 2018.
Questo è importante perché l’Inemar 5.0 è un rilevante punto di riferimento per vedere come siamo messi con gli inquinati in tutta la regione Marche.
Le cose che non mi trovano d'accordo sono, ad esempio, le opere di pronto intervento. Nelle Marche siamo messi male, 500.000 euro per il 2017 e niente per il 2018. Non so, l’Assessore dice: “Vedremo, dopo integreremo”. Le opere di pronto intervento riguardano: la difesa del suolo e della costa, la bonifica dei danni causati da eventi calamitosi di carattere naturale, la salvaguardia pubblica, l’incolumità, eccetera.
Nel 2017 ci sono poche risorse per la bonifica ambientale, 133.000 euro per attività di recupero e bonifica ambientale di cave dismesse e di aree degradate, nonché di ambienti naturali connessi. Credo che 133.000 euro per come sono messe le Marche sono pochi, pochissimi, però è la Giunta che deve farsi carico di queste problematiche e sul tema ambientale, visto che i rapporti dell'Ispra sono devastanti per quanto riguarda l'assetto idrogeologico e l'amianto, credo che andassero messe delle cifre superiori.
Concludo dicendo che, come ho detto prima, ci sono cose buone e cose meno buone. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Vado rapidamente per punti, perché mi sembra che la discussione sia stata già abbastanza intensa e le relazioni hanno passato in esame tutte le delibere.
La prima cosa che voglio dire riguarda i tempi di approvazione del bilancio. E’ stato fatto riferimento al regolamento del Consiglio, credo che sia quanto mai opportuno, Presidente Busilacchi, approvare questo regolamento dopo che, in maniera molto concreta, possiamo dire di aver celebrato con gli uffici della Giunta questo mese legato alla sessione di bilancio. L’abbiamo fatto in 15 giorni, non sarebbe così impossibile se in futuro saremo meno legati alle determinazioni, alle leggi, ai provvedimenti che prende il Governo nazionale.
C'è anche da dire che se noi vogliamo il mese della sessione di bilancio, dal 15 novembre al 15 dicembre, per goderci il panettone …, anche se non vedo nessun scandalo sul fatto che i Consiglieri regionali lavorino il giorno di Natale, perché noi non siamo, come molte volte esponenti della minoranza ci ricordano, normali dipendenti dello Stato, siamo i rappresentanti del popolo, quindi se c’è bisogno di trovarsi a ferragosto, ci si trova a ferragosto.
Al di là di questo, se dobbiamo fare una sessione di bilancio, dico una cosa ragionevole, dal 15 novembre al 15 dicembre è chiaro che approveremo un bilancio sempre ridotto, quindi è inutile poi ripetere in questa Aula, è il secondo anno che lo sentiamo, che non ci sono abbastanza soldi.
Il ragionamento andrebbe un po’ ribaltato, e poi dirò, ma è chiaro che non ci saranno mai abbastanza soldi, non ci saranno mai a questa data, poi a marzo e ad aprile con i vari assestamenti forse li troveremo.
Terza cosa, un dato sull'indebitamento che io sottolineo in maniera positiva, perché c’è una delle tante tabelle che fa riferimento a quello che viene finanziato grazie all’indebitamento, ma c’è quella piccola cifra di “zero virgola” che ci dice che l’indebitamento seppur di poco è calato. L’unica nota ma di colore che mi permetto di dire è che nel riepilogo degli ultimi 15 anni l’indebitamente è calato solo in due anni, nel 2011 e nel 2012 quando chi vi sta parlando era Assessore.
E’ evidente che qui i grandi assenti - ma non è una colpa della Giunta, è una questione di legge di bilancio, diciamo che quello che conta sono 3,4 miliardi circa, più tutte le altre voci che non sto ad elencare - sono i 2.789.652.740 euro che è l'entrata vincolata per le spese sanitarie. Non ce l’abbiamo neanche come spesa in bilancio, ce l’abbiamo solo come entrata, viene presentata come entrata vincolata, poi c’è l’articolo di legge che dice che le risorse vanno destinate alla sanità.
Su questo ovviamente ci giriamo intorno, ma sarebbe ora di cambiare un po’ le regole, cioè dire che questa gestione semicommissariale della sanità, anche a me personalmente, non piace. E’ una gestione imposta negli ultimi 10 anni da una cattiva cultura amministrativa presente in molte Regioni d'Italia, alcune addirittura governate in maniera alternativa, dal centro-destra e dal centro-sinistra, penso alla Calabria, che ha imposto questo stile. Dobbiamo dirlo chiaro a chi nelle minoranze di tutta Italia fa il gioco sporco di attribuire le responsabilità a chi non ce l’ha, va detto a chi fa il gioco sporco, perché non è vero che noi, come Consiglieri di maggioranza, come non lo sono i Consiglieri di minoranza, siamo in qualche maniera responsabili di questa spesa. Noi non la vediamo, non è una spesa che vediamo, c’è una situazione semicommissariale, tanto è vero che appena un bilancio della sanità va in rosso, il Presidente per quella parte viene commissariato.
Cosa significa questo? Significa che la parte più consistente dell’autonomia regionale, ahimè, caro Consigliere Zaffiri, è in mano al Governo che al massimo dice alla Giunta: “Organizzati su quello che c’è da fare, ma tieni ben presente il decreto Balduzzi del 2008 perché se scantoni da quello non ti do più una lira”. Questa è la realtà! E’ ovvio che uno può essere contento o no, ma questa è la realtà.
Anche di fronte a questo penso che un cambio di mentalità culturale da parte delle Regioni possa diventare un punto di forza nei confronti del Governo nazionale e dire: “Risolviamo questa cosa o la sanità se la riprende completamente lo Stato” che governerà attraverso il Dirigente del Servizio salute, nel senso che il nostro capo di dipartimento non risponderà più al Presidente ma al Ministro della sanità, oppure dire è una competenza regionale che ci teniamo. E’ chiaro che nel momento in cui dovesse andare in deficit reale verrebbe commissariata non per un anno, ma per 3 anni e giustamente verrebbe sottratta alle competenze politiche, ma fino a quel punto è veramente incredibile doversi assumere responsabilità per cose che per il 90% sono già decise e che per il resto sono poco più che applicazioni tecniche.
Per quanto riguarda le operazioni di natura fiscale, in parte lodate dal Consigliere Giorgini per quanto riguarda alcuni elementi dell'ambiente, lodo e plaudo ad altre parti dicendo che queste minori spese sono il nostro piccolo contributo ad un mondo produttivo, poi dirò quanto potrebbe essere maggiore, e mi auguro, Assessore Cesetti, che una proposta di legge che giace in I Commissione riguardo ad una possibile detrazione dell'Irpef a favore di famiglie numerose in particolari difficoltà economiche, possa trovare la sua attuazione. Si tratta di una spesa di 500.000 euro circa e credo che possa essere seriamente presa in considerazione nel 2017, anzi scoprendo questa parte del bilancio in maniera più attenta, credo che non ci sia neanche bisogno di una proposta di legge, ma possa essere direttamente inserita nel prossimo assestamento di bilancio.
Vado alla parte relativa alle spese in senso stretto, quella che si chiama autorizzazione di spesa e che credo più o meno corrisponda alla vecchia tabella C.
Qui il ragionamento è molto limitato ed anche qui capisco la meraviglia e il gioco aritmetico, anche facile, messo in piedi dal Consigliere Fabbri. Consigliere avete un emendamento con cui chiedete una spesa di 2.500 euro per il Murri, penso che tutti lo conosciamo perché è stato un grande sacerdote dell’800, in parte anche sospeso a divinis, prete, poi radicale, poi socialista, poi fascista, personaggio eclettico, riabilitato perché la Chiesa ha una pazienza enorme e alla fine lo ha riaccolto nel suo seno, ma non posso non essere tributario nei confronti di un personaggio che ha dato per primo il nome ad un glorioso partito politico che era la Democrazia Cristiana, però avete fatto l’emendamento ed io non mi scandalizzo, anzi se questa spesa, non in questa fase perché non ce la facciamo, ma in una fase successiva può essere ripresa, la sottoscrivo anch’io. Non ci possiamo scandalizzare di questo perché, vedete, non mi scandalizzo del metodo, semmai uno si deve scandalizzare degli interventi, cioè gli interventi speciali che la Giunta mette in conto sono questi, perché se cancelliamo pure questa miserabile tabella sulle autorizzazioni di spesa, veramente non c’è quasi più niente sul piano discrezionale. Sarebbe una pura applicazione di quello che ci viene dato o dei criteri che ci siamo imposti. Ci sarà anche un po' di libertà in questo? In questa libertà, caro Presidente Ceriscioli, mi corre l'obbligo di ringraziare a nome della mia città e a nome di tutte le Marche, tutte le Marche e tutti i Comuni, per la solidarietà mostrata nei confronti della mia città, Recanati, relativamente alla candidatura di Recanati a capitale italiana della cultura. So che è stata una cosa voluta da tutto l’Anci e da tutta la Regione, quindi fra le tante spese figura anche questa.
Se la mettiamo sul piano delle necessità - spendere 50.000 qua, 100.000 di là - cancelliamo tutto il bilancio, buttiamo tutto, oltre quello che già abbiamo fatto per i servizi sociali che supera lo stanziamento del 15 e che ripristina quello del 14, cioè noi siamo tra 16 e 14, sullo stesso livello con degli artifici di bilancio veramente impressionanti, perché in assenza di risorse proprie è difficile riuscire mantenere più o meno quella spesa. In IV Commissione la cosa è stata condivisa da tutti, anche se non con un voto favorevole, almeno con un voto di astensione. Abbiamo preso atto che tolto un paio di capitoli, parlo del 2016, uno per la legge 30 sulla famiglia, dove manca 1,3 milioni, e l’atto per minori fuori famiglia, dove manca 1,5 milioni su 5, tutti gli altri capitoli sono stati soddisfatti, esattamente come nel passato. Non si può dire che qui è mancato un atteggiamento, è stato sacrificato il mondo, semmai chi si deve lamentare non è il mondo dei servizi sociali, ma tutti gli altri mondi che magari attendevano qualche risposta in più che non c’è stata.
Il ragionamento che voglio fare non è il ragionamento del Consigliere di maggioranza, non ho da difendere niente, lo voglio fare da Consigliere di minoranza, non di opposizione, il quale guarda il bilancio con assoluta libertà e dice: “Bene, adesso che ho verificato tutte le voci, siccome ne voglio altre, faccio la proposta di quelle che voglio diminuire o voglio tagliare”. In effetti sono arrivati pochi emendamenti, segno che è veramente difficile per tutti, non lo dico con spirito polemico, dico che è difficile per chiunque poter dire: “Andiamo a trovare i soldi”, infatti i pochi emendamenti presentati li vanno a trovare in settori neanche comprimibili dei servizi generali e quant’altro.
Piuttosto, Assessore Cesetti, devo fare una constatazione sull'articolo 5, sul fondo di riserva, di cui tutto il Consiglio è giusto che prenda atto. Il Consiglio non spende più! Questo lo segnalo senza nessuna vis polemica, ma lo segnalo perché noi non abbiamo più l’iniziativa di legge, cioè o facciamo come tutte le altre Regioni e facciamo leggi che non prevedpmp spesa, che poi per lo più rimangono anche inattuate, purtroppo, e su questo ci torneremo un po’ perché su questo sollecito i singoli Assessori, non la Giunta nel suo complesso, a dare attuazione alle leggi che sono state fatte, perché qui, caro Presidente Busilacchi, non abbiamo più nessuna iniziativa di legge possibile e immaginabile, neanche per dire mettiamo 5.000 euro perché una legge venga fatta.
Credo che questa sia una riflessione sulla nostra autonomia e sul nostro ruolo da portare anche all’attenzione del Presidente del Consiglio regionale perché questa è la realtà e ripeto, non è che in questo individuo la responsabilità di qualcuno. Se ad esempio prendiamo il punto relativo alla manovra di bilancio 2017/2019, nella quale vengono elencati in maniera estremamente opportuna e puntuale tutte le spese obbligatorie garantite, sfido chiunque a non coprirle. Personalmente pur avendo in piedi la migliore delle proposte di legge mi sento molto in difficoltà a dire tolgo qualcosa dai 4,6 milioni per i danneggiati da trasfusioni, tolgo qualcosa dai 3,7 milioni per la non autosufficienza, certo che si può togliere 50 mila euro dalla non autosufficienza, invece che 3,7 milioni ne avrà 3,650, non muore nessuno, ma diventa veramente difficile sul piano politico fare questo tipo di proposta. E’ nelle nostre possibilità, è nelle nostre facoltà di Consiglieri regionali, ma diventa difficile farla.
Vado alla conclusione, mi permetto di segnalare, dall'elenco degli enti organismi strumentali, che mi ha molto appassionato insieme a quello delle partecipazioni possedute con l’indicazione della relativa quota percentuale, un serio tentativo della Giunta regionale per dire le cose nuove che vengono fatte: la riorganizzazione della struttura, una razionalizzazione seria, un'equità di trattamento, di un Ersu unico regionale che, per esempio, trova non poche difficoltà.
Anche qui invoco una cultura di carattere generale, se diventiamo tutti grandi marchettari di territorio, per cui qui facciamo i grandi discorsi: “Dobbiamo risparmiare”, e poi alla fine difendiamo tutti i piccoli consigli di amministrazione, tutte le piccole situazioni sindacali più o meno serie che vengono ritirate, non si fa un ragionamento serio e non si va da nessuna parte. Ad esempio, Assessore Sciapichetti, non ho alcuna difficoltà, nonostante la provincia di Macerata la pensi in maniera molto diversa da quello che sto dicendo, ad andare verso una Ato unica regionale, ma la farei per tutti.
Quello che c’è da fare poi, come è stato fatto opportunamente nella riforma dell’Ersu presentata dalla Giunta, è la garanzia di autonomia per le cose che servono, non esattamente l’autonomia istituzionale. Ci sono vari livelli di autonomia, c’è l’autonomia istituzionale e c'è l’autonomia funzionale, cioè fare una Ato unica regionale e poi dare la possibilità ai sub Ato di organizzarsi e di fare un'azienda in house che gestisca il servizio, come lo stesso Presidente mi ha confermato più volte. E’ una soluzione intelligente se c’è, ma ci deve essere una cultura amministrativa dei territori che dice: “Produco questo risultato”. Se lo produco perché non ci deve essere? Se deve essere efficiente perché non deve esserci?
Ad esempio sull’Ersu, Assessore Bravi, il solo che dovrebbe lamentarsi dell’unificazione è quello di Macerata che mi pare sia l’unico in attivo, tutti gli altri dovrebbero tacere: se hai perso per anni e anni di cosa ti lamenti? Vuoi l’autonomia per continuare a fare debiti? Non è ragionevole in un Paese che vuole essere, a cominciare dal Movimento 5 Stelle, seriamente e rigorosamente il Ministro dei primi del ‘900 che era…
Una riflessione, Presidente, che mi permetto di introdurre è relativa a questo elenco che nessuno ha citato: “In liquidazione, in fallimento, in liquidazione, in liquidazione”, più della metà delle nostre partecipate vive questo tipo di esperienza. Anche qui so che la Giunta ci sta mettendo mano, dichiariamo fine all'esperienza, sarà stata anche positiva, per carità, delle cosiddette partecipate. L'ultimo tentativo collettivista, partecipativo del pubblico regionale nei confronti di queste cose non ha funzionato, rimettiamole in discussione in qualche maniera. Non so se un privato che gestisce l’Aerdorica lascerebbe mai un bicchiere di vetro con le ragnatele sopra una colonnina antincendio, cosa che ho visto il 23 sera, pre-vigilia di Natale, aspettando mio figlio che rientrava da Monaco, sono piccole cose che segnano la differenza fra chi ha una gestione accurata di quello che ha in mano e si rende conto della ricchezza che ha e chi questa gestione non ce l’ha.
Ricordo una accesa discussione promossa dal Presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo con i sindacati sulla questione Aerdorica, ricordo con quanta chiarezza e determinazione, che spero non sia arretrata, l'Assessore e Vice Presidente della Giunta Casini ha provveduto a determinare, anche qui l’onestà di tutti ci dovrebbe far dire: “Se le cose non funzionano non significa che dobbiamo cancellarle, ma vediamo come dobbiamo modificarle, viva Dio”. Non è possibile che l’unica risposta sia quella di cedere a qualsiasi forma di protesta senza un minimo di attributi e continuare a pagare. Sulle partecipate una riflessione la farei.
Altra riflessione, visto che si è parlato molto di terremoto, ma non sento più parlare di quella proposta, ne discutevo prima con il Consigliere Zaffiri, degli appartamenti. Noi dovremmo ricominciare a ragionare seriamente, visto che c’è questa mozione, ma il decreto del Governo non la prevede.
Assessore Sciapichetti, questa possibilità seria di acquistare appartamenti va presa in considerazione, il Consigliere Zaffiri, cito la fonte perché sennò mi approprio di cose non mie, mi ricordava che nel 1972 con il terremoto di Ancona è stato fatto esattamente questo, cioè sono stati costruiti e comprati nuovi appartamenti e il Comune si è ritrovato un patrimonio edilizio impressionante che poi ha riutilizzato.
Noi abbiamo già questo patrimonio edilizio invenduto, diciamo cubatura zero nelle Marche, diciamo che non vogliamo costruire più, intanto occupiamo questo, poi sarà tutto patrimonio che verrà, però questa roba deve finire in qualche provvedimento legislativo nazionale.
Sono rimasto incuriosito dalle proposte di ordini del giorno, anche qui non mi pronuncio né a favore né contro, però chiedo subito lumi all’Assessore competente se prenderà la parola, che senso ha che noi proponiamo, colleghi della minoranza, lo dico anche qui senza polemica, risorse aggiuntive per cose che riguardano il terremoto quando sul terremoto ci arriveranno fiumi di miliardi. Secondo me dovremmo fare il contrario, cioè spostare anche l’ordinario dentro il terremoto, non dico mistificando, truffando o non presentando le cose come stanno, ma approfittando di questo, per esempio, per le strade. Nel decreto del Governo c’è già la possibilità di intervenire per la rete viaria, qui addirittura chiediamo di spendere soldi per le Province, mi sembra veramente una contraddizione significativa, come chiedere soldi per l’edilizia scolastica, ho notizia, anche qui da un Consigliere di minoranza, che in qualche Comune Errani ha preso impegni per cominciare immediatamente e lo stesso Presidente del Consiglio neo insediato ha detto giustamente, nell’ultima visita fatta, credo a San Ginesio, che le prime cose da fare sono la scuola e i beni culturali. Quindi non ha senso che noi destiniamo soldi su questo, visto che ci arriveranno dal terremoto, piuttosto lì li terrei ancora in uso.
Chiudo con il ricordare che la vera questione è una libertà di regole, che non abbiamo più, come Regioni, e non abbiamo più la vera autonomia fiscale, in assenza di queste, è vero, ogni discussione sul bilancio sarà estremamente frustrante anche perché non riusciremo a mettere in conto quel poco che, sul piano territoriale, possiamo fare per lo sviluppo. Cito il Consigliere Giancarli sulla Russia, ma anche sull’Iran, la questione è già stata oggetto di intense trattative e promozione da parte del Presidente Ceriscioli. Cito quello che potremo recuperare, vista la vicenda del Montepaschi di Siena, se si trovano i soldi, e ne servono di più di quelli immaginati, perché non si possono trovare per Banca Marche e le altre tre? Questa è una cosa che qualcuno ci dovrà spiegare in sede governativa europea, visto che le risorse le stanno trovando e se ne trovano anche di più di quelle che servono, potremo anche salvare Banca Marche o quello che è rimasto da salvare.
Ciò non significa garantire l’inefficienza, se ad esempio c’è un eccesso di uscieri, io non so come funziona il personale o l’organico interno di Banca Marche, ma salvare e tutelare il risparmio. Questa deve essere la nostra prima preoccupazione, però, ripeto, lo sviluppo non lo si fa solo con i soldi, lo si fa anche con le regole, con la possibilità di avere regole autonome e libere.
E’ fallita la riforma costituzionale, immaginiamone un'altra più semplice, se volete, in cui la Regione sia veramente autonoma e libera nelle sue competenze e possa essere più grande per assumersi le proprie responsabilità.
Un bel ragionamento sul federalismo non l’ho sentito fare da nessuno, neanche dagli esponenti della Lega e lo faccio io, convinto di essere sostenuto anche da loro. E’ vero che con il centralismo si sbaglia di meno, perché quando lo Stato centrale sbaglia, sbaglia meno, ma sbaglia pur sempre in maniera enorme, quando si sbaglia con il federalismo, questa è la teoria tedesca, si sbaglia più spesso, si va avanti per tentativi, ma si fanno tanti errori però piccoli, anche in termini economici e non sono errori gravi. Quindi nel bilanciamento fra le due cose sicuramente un sistema federale è sempre da preferire a un sistema centralizzato.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ci troviamo oggi ad affrontare, come è già stato detto anche l’anno scorso, un documento molto importante, forse il più importante che ogni anno il Consiglio regionale è chiamato ad approvare. Purtroppo anche questo anno, lo dico come l’hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduto, mi spiace sembrare un po' un disco rotto, dobbiamo necessariamente porre l’attenzione prima che sul documento, sulle modalità con cui questo è stato trasmesso al Consiglio intero, quindi a tutti i Consiglieri, con una tempistica che non consente di fare un buon lavoro come, credo, l'importanza di questo documento meriti.
A me non spaventa, come ha detto il Consigliere Marconi prima, lavorare la vigilia né il giorno di Natale, non si tratta di questo, perché si potrebbe lavorare anche l'ultimo dell'anno, come ironicamente qualcuno ha detto, si tratta di avere i tempi giusti per poter valutare ciò che questo documento consente, tenuto conto che gli atti ci sono stati consegnati giovedì pomeriggio e c’erano due giorni di festa, anzi tre, perché lunedì era Santo Stefano ed era nuovamente festa, quindi non c’era la possibilità di interfacciarsi anche con gli uffici per poter avere dei chiarimenti tecnici a un documento così complesso.
Credo che con questa modalità, diciamo, di consegna degli elaborati venga svilito il ruolo di tutti noi, non parlo solo della minoranza, perché alcune più o meno velate critiche mi sembra che siano giunte anche dai banchi della maggioranza, poi ovviamente si traducono in due risultati differenti: da parte delle minoranze c'è il coraggio di votare contro, perché si contesta un principio sacrosanto, che è quello di svolgere il proprio ruolo in maniera compiuta, dall'altra parte c’è la logica di maggioranza che fa andare nella direzione opposta pur portando delle critiche.
Faccio un appello a che il prossimo anno si possa lavorare in condizioni differenti perché credo che ci sia maggiore dignità per il ruolo di tutti noi e soprattutto per garantire quella partecipazione e quella trasparenza che dentro questi atti noi troviamo scritti magari come obiettivi, ma se non riusciamo a metterli in pratica neanche nel documento più importante credo che restino solamente parole vuote.
Abbiamo visto un bilancio che è piuttosto ingessato, ce lo siamo detti in più occasioni, ingessato da una normativa statale, ingessato da entrate che sono sempre più ridotte, da vincoli di bilancio, e soprattutto, considerato il caso che purtroppo è capitato quest’anno, dalla condizione emergenziale in cui ci troviamo.
Non vedo però in questo bilancio, come purtroppo è accaduto anche in quello dell'anno scorso, quella progettualità che non sia correre dietro all'emergenza, emergenza che non è solo quella del terremoto, ma è anche quella di dare le risposte nei tempi tecnici dovuti ad un adempimento.
Credo che questo bilancio non debba essere considerato un adempimento tecnico, ma debba essere, per il ruolo che ha, uno strumento forte, anzi il principale strumento di programmazione del lavoro della nostra regione.
Abbiamo letto anche nel Defr, nella parte più discorsiva rispetto ai numeri, una situazione non certo rosea per la nostra regione, notevolmente aggravata, e le risposte che ci si aspettava di trovare in questo documento, mi sembrano assenti.
E’ già stato ricordato da alcuni colleghi, ma mi piace sottolinearlo, che l'ossatura della nostra regione è la piccola e media impresa che da tempo è messa in crisi. Se la crisi che attraversa tutto il nostro Paese e l'economia in generale ha prodotto e sta producendo una situazione importante a livello occupazionale, a livello lavorativo ed economico, questa realtà da noi è triplicata da alcune misure scellerate, a parer mio, messe in atto dal Governo, come le sanzioni alla Russia che – l’abbiamo detto varie volte in questo ultimo anno - hanno fatto più danni al sanzionatore piuttosto che al sanzionato e la regione Marche di questo purtroppo è un emblema e lo troviamo scritto anche nel documento che avete prodotto.
Dall’altra parte il terremoto sta producendo gravi strascichi economici rispetto alla nostra piccola e media impresa e qui non troviamo delle risposte concrete in questo senso.
Sulla sanità mi ha colpito un punto per il quale la Regione si vanta, non mi viene purtroppo altro termine, per aver ottenuto nel 2015 il primo posto fra le Regioni benchmark per la determinazione dei fabbisogni sanitari standard sulla base dell’indicatore per la qualità e l'efficienza. Credo che questo sia l'emblema di come ci sia un totale scollamento dai parametri tecnici e dalle valutazioni dei nostri cittadini. Penso di non aver sentito nessuna persona da quasi un anno e mezzo in cui sono in Regione e seguo la sanità, elogiare particolarmente il sistema sanitario regionale, ho sentito lodare singoli medici, ho sentito lodare alcuni reparti, infermieri, personale che si spende oltre le proprie capacità, ma non ho mai sentito parlare positivamente della nostra Regione. Purtroppo devo dire che in questo momento, che per alcuni o per tutti teoricamente dovrebbe essere di festa, il nostro sistema sanitario è andato ulteriormente in crisi ed il dramma dei pronto soccorso è sotto gli occhi di tutti, in un periodo in cui teoricamente bisognerebbe stare più tranquilli.
Manca una programmazione, abbiamo visto nelle previsioni scendere gli investimenti per l'assetto del territorio, tutto quello che dovrebbe riguardare la tutela delle fragilità che la nostra regione ha; abbiamo visto scendere gli investimenti per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, ed anche lì andiamo a colpire le fasce più deboli della popolazione; andiamo a diminuire gli investimenti sulla sicurezza; per quanto riguarda la sanità probabilmente avremo - forse faccio un po' San Tommaso, però sono abituata a valutare le cose nel momento in cui le vedo e non solo nel momento della programmazione - dei fondi per i nuovi ospedali, alcuni di questi aspettiamo di vederli, ma vediamo diminuire i soldi per i servizi, proprio perché scendono i servizi che noi eroghiamo ai nostri cittadini.
Gli aspetti forse peculiari e principali come: l'economia, il lavoro, la piccola e media impresa, l'assetto del territorio, i trasporti, sono tutti in calo e non sono capaci di dare risposte.
Credo che questa sia la schiavitù della parte politica rispetto agli adempimenti tecnici, ed allora abbiamo perso il nostro ruolo e la nostra valenza, oppure c'è l’incapacità di questo ente di far trasparire, di far emergere la programmazione, al di fuori di quelle che sono le contingenze e le urgenze. Incidere nella piccola festa, nella piccola sagra, con 10 o 15 mila euro, non credo che sia il tipo di politica che serve al nostro ente.
Non ripeto il richiamo fatto dal Cal rispetto ai tempi, che potrebbe essere quello fatto da tutti noi Consiglieri di minoranza, ma non solo di minoranza, rispetto ad una tempistica migliore, ma faccio un appello all’Assessore che, pur nelle difficoltà, ha voluto presentare questo documento prima della fine dell'anno, a che il prossimo anno ci siano delle tempistiche diverse. Forse sono stati rispettati i tempi minimi, e su questo possiamo non avanzare delle contestazioni, ma non ci sono i tempi reali per poter approfondire un documento così importante, non c'è quella condivisione e quella trasparenza che possono metterci nella condizione di fare un lavoro serio per il quale giustamente noi siamo qui. Per questo annuncio anch’io il mio voto negativo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Innanzitutto visto che il Consigliere Marconi ha citato il Romolo Murri, vorrei evidenziare a tutti voi cari colleghi ed anche ai colleghi del Movimento 5 Stelle, visto che questa cosa del Murri è una mia iniziativa, come siano diversi la nostra sensibilità e l'approccio che diamo alla politica.
Il 23 dicembre ho ricevuto una lettera firmata da una professoressa che non conosco, non ho mai visto, non so chi voti, viene da un collegio in cui io non sono stato eletto, che diceva: “Egregio Consigliere, scrivo la presente per sottoporre all’attenzione dei membri dell'Assemblea legislativa regionale le difficoltà finanziarie del Centro studi Romolo Murri di Gualdo. L'associazione costituita nel 1990 ha come finalità statutaria la promozione degli studi sul pensiero di Romolo Murri e la divulgazione della conoscenza della sua figura e della sua opera. Dal 1990 ad oggi sono stati organizzati convegni, seminari, giornate di studio, promosse ricerche, eccetera. Mi preme sottolineare che il Centro studi ha acquisito e custodisce la biblioteca e parte dell'archivio Murri composto da 6.700 volumi e 12.000 carte d'archivio. Il materiale è dichiarato di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica e catalogato con inserimento on-line e adesione al Polo provinciale biblioteche di Macerata. La richiesta di consultazione e di copie di documenti esistenti solo presso la biblioteca Murri sono costanti e provengono da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. La permanenza nel Polo biblioteche comporta solo per gli anni 2015 e 2016 una spesa di oltre 2.000 euro, cifra che il Centro studi non dispone e la cui mancanza potrebbe determinare l'uscita dal Polo, danneggiando chi costantemente si rivolge a noi oltre a condizionare negativamente l'attività del centro. Sono rilevanti anche le spese per la gestione. La valenza culturale della figura e dell'opera di Murri, uno dei massimi protagonisti della storia contemporanea e fondatore della Democrazia Cristiana …, “quindi io non ho nulla a che vedere con il signor Murri e con questa biblioteca, però le biblioteche, la cultura e la tradizione per me sono importanti. Il Consiglio regionale ha ritenuto di doverne salvaguardare la memoria con un'apposita legge, la 43/90. Tale legge non è stata finanziata negli ultimi due anni e nonostante ciò - prima si fa la legge poi non si finanzia, come già abbiamo avuto modo di appurare – il centro è riuscito comunque a realizzare alcuni progetti, ora però la mancanza di risorse è divenuta drammatica - la lettera termina così - “Confidando pertanto nella sua sensibilità, chiedo che cortesemente si adoperi affinché …” firmato professoressa …
Ho chiesto alla mia gentile collaboratrice di fare un emendamento sul bilancio di 2.500 euro, ma l’ho fatto perché mi sembrava che - non vota per il Movimento 5 Stelle, non è del mio collegio elettorale, dove sono stato eletto - la salvaguardia di un polo culturale di questo spessore fosse una cosa giusta, indipendentemente dalla logica delle marchette che ho visto applicare anche nel bilancio di previsione.
Questo è per chiarire questa cosa che è al di fuori di tutte, non è sicuramente una marchetta, come avete sentito.
Vorrei dire al capogruppo del Partito Democratico che se qualche volta il Movimento 5 Stelle strappa ai Consiglieri e a lei capogruppo un sorriso è un’opera meritoria, in un momento in cui il PD, dopo il 4 dicembre e dopo aver perso tanti Comuni …
Devo dire che a Roma non ci sarà la festa di Capodanno probabilmente per scaramanzia perché l'ultima festa l'ha fatta Marino e dopo l’estate tutti i Consiglieri che ci hanno partecipato sono stati convocati dal notaio per essere sfiduciati. Probabilmente è una questione oltre che di risparmio anche di scaramanzia.
Venendo al bilancio di previsione, gli articoli che appaiono sui giornali che dicono: “Adottata entro i termini previsti dalla legge la manovra di bilancio”, suscitano il sorriso e noi ve ne siamo grati almeno in parte.
Questo bilancio doveva essere presentato entro il 31 ottobre o entro 30 giorni dal disegno di legge del bilancio nazionale, quindi al massimo doveva essere presentato il 14 novembre.
In questo bilancio ci sono delle cose, come avevo detto l’altra volta che avevano suscitato l’interesse del Consigliere Zura Puntaroni, ci sono dei divertissement, anche qui dite che avete stanziato 1,2 milioni per le aree protette, quando mi ricordo che le spese incomprimibili, che voi stessi avevate stimato, erano di 2,6 milioni. 2,6 milioni di spese necessarie. Nel bilancio di previsione si parla di esonerare dall'Irap le nuove imprese nei primi due anni di vita, questa misura ve la rigiocate ogni volta, come succedeva in tempi passati, dove le truppe giravano sempre per fare le parate. Questa spesa, questa misura che è stata spacciata come nuova, era già stata decisa nello scorso anno in una manovra biennale, a meno che non ve la volete rimangiare, dunque state parlando semplicemente dell'esenzione Irap che era già stata stabilita.
Anche questa volta ci viene presentato un bilancio a metà e naturalmente, come lo scorso anno, si promettono variazioni a gennaio, che vengono fatte a giugno o addirittura ad agosto, come l'anno scorso, poi tocca aspettare la declinazione in capitoli fatta con delibere di Giunta, così i servizi per fare i bandi e per impegnare le risorse aspettano che voi le iscriviate, dopodiché cominciate a fare i danni e quindi cercate di impegnare queste risorse. Siete arrivati così lunghi a fine settembre che siete stati costretti a rimandare gli stanziamenti comunitari all’anno dopo.
Dal punto di vista dello sviluppo economico e della competitività, specie per l'industria, le piccole e medie imprese e l’artigianato c'è poco o niente in questo bilancio di previsione. Avete assestato la previsione del 2016, a mio avviso male, la settimana scorsa, per un importo inferiore a quello del rendiconto 2015.
L'impegno 2016 di 8 milioni su 18 fa veramente rabbrividire, però avete messo un milioncino per l'industria, con una situazione come quella attuale, con la proroga delle sanzioni alla Russia di altri 6 mesi, che ha citato prima il Consigliere Giancarli, e con il terremoto che ha devastato buona parte dei nostri territori. Possibile che non ci sia stata l'evidenza in bilancio di uno straccio d'idea da mettere in piedi per sanare questo comparto che ha subìto danni così rilevanti?
Il credito alle imprese è calato, specie per quelle di piccole e medie dimensioni e non basta favorire l'accesso dando i soldi ai Confidi, perché rivolgersi ai Confidi per le piccole imprese costa. Bisogna decidersi a modificare quella delibera di Giunta, la 1125 del 2014, che impone di rivolgersi ai Confidi fino a 150.000 euro, magari scriverci che l'obbligo va da 35.000 a 150.000 euro, così il microcredito, quello che noi abbiamo aiutato con i fondi che si sono tagliati i nostri parlamentari, potrebbe essere tenuto fuori da questa spesa aggiuntiva dei Confidi e si aprirebbe di molto l'offerta di accesso al microcredito nazionale. Su questo abbiamo sentito anche alcuni esponenti della Confindustria che si sono dimostrati, a parole almeno, d'accordo su questo provvedimento.
Voglio concludere velocemente incitandovi a darvi da fare a livello nazionale, soprattutto nei confronti del vostro Governo, in un momento che vede prossima la competizione elettorale. Voi vi siete lamentati sempre e avete scritto a più riprese dei tagli e delle continue incursioni sulle basi imponibili dei tributi regionali da parte delle manovre del Governo, adesso che comincia la campagna elettorale è il momento di muoversi e di fare pressione. Per le prossime legislature nazionali e regionali toccherà a noi del Movimento 5 Stelle, per ora siete voi al Governo, e direi che questo è il momento per far assumere dei provvedimenti nei confronti della nostra regione che sta attraversando un momento così difficile, non solo per il terremoto ma anche per l’economia. Direi che è il momento di far vedere quello che valete. Lo dico anche al capogruppo Busilacchi: fate vedere se contate veramente, visto che abbiamo anche esponenti pesaresi di questo Governo, o se siete soltanto chiacchiere di distintivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Intervengo per dei chiarimenti che durante la discussione si sono resi necessari, per rendere giustizia e puntualizzare doverosamente alcune questioni, sia per onestà intellettuale ma anche per rispetto del lavoro che ci ha visti impegnati, perché no, sono d’accordo con il Consigliere Marconi, anche il giorno di Natale e Santo Stefano. Siamo Consiglieri regionali non possiamo scegliere anche i giorni di lavoro.
La proposta di atto amministrativo n. 31 è una nota di aggiornamento al Defr, che è stato a suo tempo approvato, è di 20 pagine, perché tiene conto di quegli elementi che l'hanno resa necessaria, ovvero un riesame della situazione socioeconomica di quest'ultimo scorcio di stagione, di anno, e soprattutto purtroppo, in conseguenza dei dolorosi eventi del sisma che hanno interessato la nostra regione.
Ho anche sentito dire, e va precisato, che questo documento così scarno non contiene cifre, il Documento di economia e finanza regionale, che è la declinazione regionale, ripeto, del Defr nazionale, non deve contenere cifre specifiche, è un documento che costituisce uno strumento a carattere generale di contenuto programmatico, con cui la Regione concorre al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale, in coerenza con le procedure e i criteri stabiliti dall’Unione europea e ne condivide le conseguenti responsabilità.
Questo è uno strumento di programmazione per eccellenza che va a estrinsecarsi attraverso gli strumenti veri e propri che devono contenere numeri e che sono il bilancio, la legge di stabilità e gli atti successivi.
Sulle precisazioni che ha sollevato la capogruppo Marcozzi in merito ad alcune specifiche questioni, è vero che l’organo di revisione aveva sottolineato un errore, errore prontamente corretto, tanto che nella proposta di legge n. 101 c'è un allegato con i documenti modificati, però bisogna anche essere onesti e dire che l'ammontare disponibile per le nuove rate di ammortamento, che erano state calcolate in circa 24 milioni, sono state corrette in 27.301.000, come a dire che c'è un'ulteriore capacità di pagare le rate di mutuo, quindi i limiti di indebitamento vanno oltre il dato erroneamente riportato nella prima stesura, ma la puntualizzazione che va fatta riguarda la questione relativa al titolo VI dell'entrata che contempla l’accensione di prestiti.
Lei ha fatto riferimento alla cifra di 618 milioni ed oltre, mi fermo senza definire le centinaia e le migliaia, come se fosse errata perché ha notata una previsione di cassa di 517 milioni, questa cifra sta a significare, nella colonna relativa all'assestato del 2016, la sommatoria di 383 milioni, corrispondenti al debito autorizzato ma non contratto, quella che è prevista in un capitolo specifico della proposta di legge e 35 milioni come ulteriore capacità di indebitamento, che fa 418 milioni, mentre altri 200 milioni sono relativi ad un’operazioni di ristrutturazione del debito. Ecco spiegato l'ammontare di 618 milioni che nella colonna relativa all'assestamento del 2016, dato assestato, tiene conto anche della previsione di cassa, perché è un obbligo di legge far riferimento anche alla previsione di cassa sull'anno assestato, come a dire che se a quella data fosse stata prevista l'accensione di mutui, per quell'ammontare di mutui accesi, sarebbero stati incassati 517 milioni, ma siccome quella somma non è stata incassata viene riproposta, pari pari, all'anno successivo e la troviamo nel bilancio di previsione. Quindi i 618 milioni sono i 383 milioni di debito autorizzato e non contratto, i 35 milioni di ulteriore capacità di indebitamento e i 200 milioni relativi alla parte di ristrutturazione del debito, per un totale di 618 milioni, non ci sono errori in questo senso.
Un'altra questione da dire riguarda le agevolazioni Irap, la dico al Consigliere Maggi, che ne ha fatto riferimento. L'agevolazione Irap per le nuove imprese è valevole per i primi 3 anni, quindi l'agevolazione del 2016 vale fino a tutto il 2018 per le imprese che sono sorte nel 2016, le imprese che sorgeranno nel 2017 avranno la possibilità di godere di questa esenzione, di questa agevolazione per gli esercizi 2017/2018/2019, questo è il senso dell’agevolazione, ma è chiaro e specificato nell'articolo relativo.
Un'ulteriore questione concerne il tema che abbiamo toccato più volte nella relazione ed anche negli interventi, quando il concorso delle Regioni al miglioramento del saldo di finanza pubblica era pari a circa 4 miliardi, la Regione Marche è stata toccata da un miglioramento in questo senso pari a circa 66 milioni di euro.
Ricordo a quest'Assemblea che nel triennio 2017/2019 partiamo con un miglioramento del saldo di finanza pubblica di 10 miliardi, per arrivare nel 2019 a oltre 12 miliardi, quindi il contesto, giusto per ricordarlo per l'ultima volta, è dettato da queste cifre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Anticipo che ovviamente non potrò rispondere a tutti nel dettaglio per evidenti ragioni di tempo, comunque ho avuto modo di farlo, attraverso la stampa, attraverso i confronti che ci sono stati, l’ha fatto anche il Presidente Giacinti che voglio ringraziare.
Riuscire a portare in Aula la manovra di bilancio, dopo l'approvazione del rendiconto 2015 e dell'assestamento 2016, non è stata un'impresa facile, ci siamo riusciti, ci accingiamo spero ad approvare questa manovra.
Di questo percorso io voglio ringraziare tutto il Consiglio regionale per la collaborazione prestata, in particolare il Presidente della Commissione Giacinti.
E’ indubbio, i tempi sono stati stretti, questo è un dato oggettivo e sarebbe “negare l’evidenza” non ammetterlo, ma l’ho già detto l’altra volta e lo ripeto: i tempi sono stati necessitati da uno strascico che ci portiamo dietro dall'anno scorso.
Sostanzialmente non è dipeso da noi, forse si, potevamo anticipare di qualche tempo, ma non credo, è evidente!
L’agenda la terrò come un piacevole ricordo di questa maratona, ma sono nella mia mente e sono ben scanditi i tempi che guideranno la nostra azione nel prossimo anno.
Manovre complesse, difficili, all'interno di un contesto sempre più problematico per il comparto delle Regioni, perché il quadro di riferimento nel quale siamo obbligati a muoverci è complesso e fortemente condizionato dai provvedimenti dello Stato nazionale per il contenimento delle spese.
Un quadro ancora più difficile, se vogliamo, dall'introduzione del concetto dell'obbligo del pareggio di bilancio che impone di conseguire un saldo non negativo per quanto riguarda le spese e le entrate per il rendiconto 2016 e per il bilancio di previsione fin dal 2017.
Se alla regola del pareggio di bilancio aggiungiamo l'ulteriore regola restrittiva, concordata in senso di intesa con il Governo nel febbraio 2016, con la quale si è stabilito che le Regioni al fine di contribuire alla riduzione dell'indebitamento netto a livello nazionale sono tenute a conseguire un risultato positivo, quindi non più non negativo dei saldi di competenza, questo comporta per la Regione Marche, lo ricordava il Presidente Giacinti, un saldo positivo di 66 milioni di euro.
All'interno di questo quadro, noi abbiamo proseguito nell'opera di contenimento e di razionalizzazione della spesa con un insieme di provvedimenti, perché è evidente che il comparto Regioni, è stato ricordato, ha pagato più di altri il contributo a questo risanamento. Pensate che alla spesa pubblica le Regioni hanno contribuito per il 38,5%, nessun altro settore ha contributo di più, lo Stato per il 12,2% le Province per il 27,8% ed i Comuni per il 14,3%.
La stessa Corte dei conti ha affermato che il contributo richiesto alle Regioni appare molto impegnativo con l'evidente rischio che Regioni ed enti locali siano indotti a compensare ulteriori riduzioni ai trasferimenti con un aumento dell'imposizione decentrata. Cosa che noi non abbiamo fatto e questo lo voglio sottolineare! Questa Regione non ha aumentato, nel modo più assoluto, l'imposizione fiscale, anzi, c'è stata e c'è una graduale riduzione della pressione fiscale. Noi lo vediamo con l'esenzione dell’Irap per le start up, misura che abbiamo garantito anche per il 2017, che vale, lo dico al Consigliere Zaffiri, 4,5 milioni di euro all’anno. Quando noi prevediamo queste misure, quando non c'è un aggravio della fiscalità per i marchigiani, questo è un risultato perché sono risorse che noi destiniamo alla nostra comunità.
Ce lo dicono i dati, l’ho ricordato più volte, lo voglio ricordare anche in questa sede. Quando noi parliamo della nostra regione, quando noi pensiamo all'addizionale Irpef che è di 310 euro contro i 380 della media nazionale, i 530 del Lazio, i 460 del Piemonte, i 440 del Molise e Campania, i 410 dell'Emilia-Romagna, i 390 della Lombardia, i 370 della Liguria, Abruzzo e Sicilia, quando noi abbiamo in media 100/150 euro, se lo moltiplichiamo per il numero degli abitanti di questa regione, sono milioni, decine e centinaia di milioni di euro.
Ma queste sono risorse che restano a disposizione della nostra comunità regionale.
Nonostante questo, a livello generale, e lo voglio ricordare anche in questa sede, la Regione Marche nella media nazionale della fiscalità ha un -15,20% e questo è un dato del quotidiano Il Sole 24 Ore dell'11 luglio. Nonostante questo la Regione Marche …, questo è un altro dato del giornale Il Sole 24 Ore e non dell’Assessore Cesetti, lo voglio ricordare perché chiaramente sulla stampa, state tranquilli, non compare, compare invece che la Regione taglia i fondi per lo studio ed il welfare, e questo non è vero, è una colossale bugia e adesso dirò perché.
Dal Sole 24 Ore emerge un -15,20% e nonostante questo siamo insieme all'Umbria, la Regione dove il rapporto tra la tassazione e la qualità dei servizi erogati ai cittadini è il più alto: nei trasporti, nelle infrastrutture e via dicendo.
Da Il Sole 24 Ore del 22 agosto, la nostra Regione - nonostante tutto questo, nonostante la fiscalità più bassa di tutti, nonostante un -15,20% - è l'unica, e lo ribadisco ancora una volta, a Statuto ordinario che è in avanzo, tutte le altre solo in disavanzo, 33 miliardi dice Il Sole 24 Ore.
Questa è la Regione Marche insieme al Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, questi sono i dati nonostante tutte le altre misure.
Tenere una Regione in equilibrio, una tassazione fiscale molto contenuta, la più bassa delle altre, e nonostante questo garantire alla nostra comunità i servizi essenziali, in modo eccellente, rispetto alle altre Regioni. Questo è il quadro, questi sono i dati che riguardano la nostra Regione.
Come abbiamo fatto a mantenere tutte queste misure? Quali sono state le misure che abbiamo messo in atto da subito per affrontare questa situazione oggettivamente complessa? Noi abbiamo contenuto la dinamica delle spese, abbiamo ad esempio messo in atto una corposa attività di valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare e questo ci viene riconosciuto dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica al rendiconto 2015. Sono qualche milione di euro, perché valorizzare il patrimonio, questo significa, e noi l’abbiamo fatto con azioni concrete, il resto sono chiacchiere e distintivo. Non sono chiacchiere e distintivo aver ridotto in un anno e due mesi quasi 2 milioni di euro di fitti passivi, e lo voglio ricordare, perché è l’attuazione di politiche virtuose: valorizzare tutto il patrimonio disponibile, metterlo a reddito, metterlo in vendita, addirittura abbiamo incassato dalle aste a prezzo pieno 1.200.000 euro nello scorso mese di novembre ed altre aste sono ancora in corso. C’è stata una corposa attività, anziché stare passivi di fronte a quegli eventi.
Che dire della razionalizzazione delle società partecipate? Noi l’abbiano fatta davvero e se alcune operazioni ancora non sono andate a buon fine è perché ci sono dei meccanismi farraginosi, come la modifica degli statuti interni delle stesse società, ed anche lì ci siamo preoccupati di correggere per consentire l'uscita della Regione Marche da quelle società e quindi risparmiare in quella direzione.
La stessa Aerdorica, hai voglia che voi continuate ad insistere su Aerdorica, ma la situazione di Aerdorica questa amministrazione se l’è trovata e l'alternativa più semplice, meno responsabile, più sicura, era quella di dire: “Bene ci siamo trovati questo debito lasciamolo al suo destino”. Credo che avremmo fatto un danno enorme alla nostra comunità regionale, perché avremmo privato l’economia di questa regione di un'importantissima infrastruttura, poi il personale dipendente, 300 posti di lavoro, fosse altro l'immagine stessa di questa Regione che non riesce a garantire un'infrastruttura strategica per la sua comunità.
Cosa abbiamo fatto noi? Ci siamo assunti una responsabilità, dando tra l'altro corso a decisioni prese da altri, se non lo avessimo fatto avremmo esposto la nostra Regione anche ad azioni di responsabilità nei confronti di quella società e quando il Consigliere Maggi ricorda il versamento per l’aumento di capitale, dico che non l’abbiamo deciso noi, è stato deciso da altri e noi dovevamo dar corso a quell’aumento di capitale, altrimenti potevamo incorrere in azione di responsabilità, come del resto abbiamo dato corso al recupero, lo vogliamo dire? Bene ha fatto chi ha dato quella disposizione per recuperare, perché il fatto di poter recuperare non era scontato, perché quando ad Aerdorica è stata versata quella somma, quella legge è stata dichiarata incostituzionale per una infrazione di carattere comunitario, chi non ha fatto la comunicazione? A chi competeva? Alla Regione? Dal mio punto di vista Aerdorica avrebbe potuto dire: “Io ho fatto un legittimo affidamento su quella somma e non vi ridò nulla”, quindi che oggi la Regione Marche riesca a recuperare quella somma sebbene in modo dilazionato, credo che sia un risultato da valorizzare perché non era affatto scontato. Aerdorica avrebbe potuto dire: “Non vi ridò un bel nulla perché ho fatto affidamento su quella somma”.
Non faccio l’Avvocato della Regione, né di me stesso, però credo che si possa discutere su questo, allora va valorizzato il fatto che noi abbiamo recuperato quella somma.
Che dire della nomina del nuovo management la cui azione positiva è stata evidenziata dalla stessa Corte dei Conti, che voi richiamate? E’ stata messa in atto una politica di contenimento dei costi, di riduzione delle spese, di razionalizzazione, di riduzione dell'indebitamento, questo ha fatto, ma quelle nomine le ha fatte questa amministrazione, non le ha fatte qualcun altro e c'è un’evidente inversione di tendenza, come si va verso la presentazione del piano industriale. Questo l’abbiamo fatto noi, non siamo stati inermi ed inerti di fronte a questo.
Che dire sulla sanità? La Consigliera capogruppo Leonardi, che ha partecipato all’udienza di parificazione da parte della Corte dei Conti - cito quel passaggio perché quello è un giudizio tecnico, oggettivo e se vogliamo anche impietoso sull'operato dell'amministrazione regionale - sa come il Magistrato relatore abbia evidenziato in positivo l'azione che riguarda la sanità. Tantissime Regioni sono commissariate, invece noi siamo al primo posto tra le Regioni benchmark e questo credo che sia un risultato.
Per la sanità, essersi presentati a Roma con i conti in ordine e le carte in regola, ha consentito, ad esempio, di poter approvare un piano occupazionale di oltre 3.200 unità con un saldo attivo di 720 circa, con un turn-over del 134% a livello regionale già fatto, e se noi pensiamo che il Presidente della vicina ed amica Emilia-Romagna si vanta di un turn-over del 90%, credo che questo sia un risultato da valorizzare.
Noi siamo riusciti, e lo facciamo anche con questa manovra, a garantire e riassorbire l'impatto del riordino delle Province, e non mi ci dilungo perché l’ho fatto anche l'altra volta, dove non soltanto sono stati garantiti i servizi su tutto il territorio regionale, non soltanto nessuna unità di personale è andata in esubero, ma abbiamo garantito quei servizi assicurando che venissero espletati sui territori, vicino ai cittadini, con disguidi minimi, e comunque accettabili e sostenibili, ma l'abbiamo fatto e non era un esercizio facile.
Sostanzialmente la Regione Marche si presenta con una situazione di complessiva solidità finanziaria, frutto di scelte prudenti: abbiamo rispettato i vincoli di finanza pubblica posti con il nuovo pareggio di bilancio, attuato il patto di stabilità verticale, incentivato, che ha permesso di cedere spazi finanziari agli enti locali marchigiani per complessivi 30 milioni di euro; abbiamo utilizzato la nostra capacità di indebitamento al di sotto del limite consentito dalla legge; abbiamo ridotto il debito regionale, veniva evidenziato prima ancorché dello 0,72 o 0,75%; non abbiamo contratto anticipazioni di tesoreria, presentiamo una situazione di tesoreria priva di criticità; abbiamo ottenuto la parificazione piena del rendiconto, con una decisione piena, e questo lo avete verificato di persona.
Le agenzie internazionali di rating Standard & Pour e Fitch hanno riconfermato i giudizi positivi sulla situazione finanziaria della Regione Marche e le prospettive rimangono stabili. Ci sono stati i riconoscimenti di Standard & Pour e Fitch che confermano la solidità del bilancio regionale.
Questo è la Regione Marche rispetto anche al panorama nazionale, quindi noi ci presentiamo con questa manovra, in questo quadro ed in questo contesto di grande difficoltà nazionale.
E' evidente che va riaperta un'interlocuzione con il Governo, nei confronti del quale il Presidente della Giunta regionale in particolare, ha dimostrato di avere possibilità di ascolto. Questo è successo in occasione della drammatica situazione che si è verifica nella nostra regione all'esito del terremoto del 24 agosto e dell'ottobre, che ci ha fatto rivisitare tutte le ragioni del nostro impegno, è evidente. Lì è stata dimostrata la capacità del Presidente di farsi ascoltare perché, per la prima volta, nei confronti di un dramma come questo, credo che il Governo abbia dato una risposta assolutamente positiva in termini di tempestività ed anche di efficacia ed efficienza, in termini ordinamentali, il decreto 189 prima, e il 205 poi, confluiti nella legge di conversione dove si dà atto che questa regione, purtroppo, ahimè, è stata interessata in modo enorme da questo dramma, ma lì c’è una risposta veramente ad alto livello su questa tragedia.
Il nostro Presidente della Regione ha contrattato tutto questo sui tavoli nazionali, e qui c'è il dato politico, più rilevante per la nostra comunità: un'amministrazione regionale, un Presidente di Regione che, non lo devo dire io, ma è un dato evidente, è stato capace di farsi ascoltare e di far recepire quelle che sono le istanze più profonde della nostra comunità così fortemente colpita.
E’ evidente che è lì che il dramma del terremoto deve trovare la sua risposta, attraverso quegli strumenti legislativi che opportunamente oggi sono leggi dello Stato e non sono più provvedimenti urgenti.
Questo bilancio 2017/2019 oltre a garantire le spese obbligatorie, quelle inderogabili e i cofinanziamenti, prevede misure importanti per la nostra comunità regionale e oggi noi possiamo dire che è un bilancio più generoso rispetto a quello dell'anno scorso, sicuramente più generoso. E' stato ricordato prima, ad esempio ci sono delle misure riferite al sociale, 5,7 milioni di euro nel 2017, che nel 2016 non c'erano, non erano presenti, c’è qualcosa in più, c'è per le aree protette, ci sono 4,5 milioni per i danneggiati da trasfusione dove copriamo tutto l’arco dell’anno quando quest'anno in sede di assestamento abbiamo dovuto coprire l'ultimo bimestre, ho detto prima: 3,7 milioni per la non autosufficienza, 2 milioni di euro per ogni anno per quanto riguarda il fondo di solidarietà, 9,5 milioni per il diritto allo studio, quasi 100 milioni di euro di cofinanziamenti aggiuntivi per i fondi comunitari, il Fus, il finanziamento delle Unioni montare, molto di più rispetto all'anno scorso, dove ci sono anche spese per investimenti, 900 mila euro per la Protezione civile, 35 milioni di euro per il trasporto nel triennio 2017/2019.
Non è vero che la Regione taglia i fondi per lo studio e per il welfare, questi fondi, sebbene non di misura eccezionale, aumentano con questo bilancio e non si può fare il rapporto con il 2016/2017 perché non è significativo, perché nel finale 2016 sono interamente contabilizzati i dati del rendiconto dell'anno precedente e ci sono iscrizioni per un miliardo. Lì troviamo le reiscrizioni, le spese vincolate, le risorse comunitarie, e tutte queste voci non sono comparabili, come ho avuto modo di dire.
Questo è il bilancio.
Ho detto prima, e mi avvio alla conclusione, che è evidente che noi dobbiamo riaprire un’interlocuzione con il Governo nazionale e con il Parlamento, perché l'accelerazione che c'è stata nell'approvazione della legge di stabilità ha impedito la presa in esame e probabilmente l'approvazione di alcuni emendamenti che il comparto Regioni aveva presentato. Faccio riferimento ad esempio alla possibilità di utilizzare gli avanzi vincolati e di poterli applicare ai bilanci, in questa Regione sono oltre 900 milioni di euro, oppure alla possibilità di ricorrere a politiche di indebitamento per le Regioni in equilibrio come la nostra, che tra l’altro, di questi tempi, è una misura assolutamente necessaria in una regione colpita dal terremoto, quindi applicazione degli avanzi vincolati e possibilità di ricorrere a politiche di indebitamento.
Questa interlocuzione ovviamente va riaperta, sono sicuro che riusciremo a riaprirla, e all'esito di questo credo che ci potranno essere ulteriori risorse.
Questo confronto va riaperto anche all'esito, lo voglio dire, del risultato della consultazione popolare sul referendum costituzionale, l’ho detto l’altra volta, lo ribadisco qui, ho votato convintamente si, però è evidente che oggi bisogna prendere atto della volontà inequivocabile del popolo sovrano, come si dice in tutte le parti, non soltanto dalle nostre parti, e questo ovviamente ci fa ripensare anche al ruolo delle Regioni, al ruolo di quella legislazione concorrente che impone alle Regioni di intervenire in taluni settori con la necessità di allocare lì ulteriori risorse.
Credo che in questa interlocuzione, si dovrà tener conto di questo mutato quadro istituzionale, ripeto, all’esito della quale noi pensiamo di poter utilizzare ulteriori risorse per poter arrivare, i primi mesi del prossimo anno, ad una manovra correttiva in positivo che possa immettere ulteriori risorse a vantaggio della nostra comunità.
Termino dicendo che proseguirà, da parte di questa amministrazione, l’attività di contenimento delle spese, di razionalizzazione, di efficientamento della macchina amministrativa. Ad esempio, e termino Presidente, quando pensiamo a queste misure non si può dire che non ci sia una visione strategica, c'è e come se c’è e si vede. Ad esempio una visione strategica è quella di mantenere inalterata e addirittura ridotta la pressione fiscale conservando però tutti quei parametri che dicevo prima, e non c’è strategia in tutto questo? Quando si dice, ripeto, da quotidiani indipendenti che in questa regione si garantiscono in modo eccellente i servizi, non c’è strategia in tutto questo? Penso di si. Quando facciamo queste politiche di contenimento, quando, e lo dice anche la Corte dei Conti, c'è la riduzione del personale dirigente, quando noi approviamo una riorganizzazione dove rispetto alla dotazione organica di 96 unità portiamo il personale dirigente a 64, che cosa c’è lì? Non c’è una visione strategica? Non c’è una visione strategica quando il rapporto, come dice la Corte dei Conti positivamente, tra personale dipendente e dirigenti è uno dei più bassi d'Italia? L'avete letto, c’eravate, lo potete leggere, altrimenti ve le fornisco io.
Questi sono dati, noi andremo avanti con questi obiettivi, cercando di migliorarci, perché sono sicuro che possiamo migliorare, però oggi con questa manovra, e termino, noi consegniamo alla nostra comunità uno strumento che dà delle certezze, quelle che ho detto prima, noi continueremo su questa strada con la consapevolezza, quella si, che per il futuro i tempi a disposizione del Consiglio regionale, dei singoli Consiglieri, dovranno essere più accettabili perché questa innanzitutto è un'esigenza nostra, un'esigenza mia come Assessore al bilancio, perché è evidente che dal dibattito che scaturisce in Aula possono pervenire, come sono pervenute, delle indicazioni positive che possono migliorare e qualche volta se necessario anche emendare i nostri comportamenti. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. E’ terminata da discussione congiunta, passiamo alla votazione degli atti.
Proposta di atto amministrativo n. 31. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 100.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Emendamento 2/1 a firma della I Commissione. Con questo emendamento si evidenzia anche un errore di scrittura, è evidente che nella prima colonna della tabella la dicitura “Stanziamento 2018” va sostituita con “Stanziamento 2017”.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. E’ un emendamento che si è reso necessario per rendere disponibili in un tempo più ravvicinato, secondo la loro scadenza, delle risorse che temporaneamente vengono attinte da un fondo al quale non fa difetto questa tempestività per poi provvedere a riposizionarle non appena l'auspicata manovra nei primi mesi dell'anno 2017 ce lo consentirà.

PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. C’è la bandiera trasparente che premia i Comuni per la qualità dell'aria più buona rispetto al resto, un premio che negli scorsi anni in provincia di Pesaro-Urbino era attivo, adesso è un po' di anni che non viene più dato, quindi c'è la volontà di dare 20.000 euro, sottraendoli all'industria che partecipa ad “inquinare” l’aria. Questo è lo spostamento di bilancio che propongo.

PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 2/3 a firma del Consigliere Fabbri. Inammissibile.

Articolo 2, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 8 bis/1 (istitutivo dell'art. 8 bis) a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Si tratta di un articolo che prevede una finalizzazione di risorse per il rilancio dell’immagine di tutto il territorio regionale in seguito alle questioni legate al sisma, parliamo in termini di offerta culturale e turistica. E' una sottolineatura che si vuole mettere nella legge di stabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Su questo punto vorrei ricordare, magari poi l’Assessore Pieroni ci potrà dire qualcosa, che nel primo decreto sul terremoto erano previsti 2 milioni del bilancio dell’Enit che potevano essere anticipati per un piano di promozione a livello generale per tutta la regione o per lo meno per tutte le regioni interessate dal sisma.
C’è un progetto generale molto importante che non può tardare, sono 2 milioni messi a disposizione, per cui al di là delle cifre, poche, che possiamo reperite qui, ma credo che siamo qualcosa di abbastanza modesto, faccio appello all’Assessore ed a tutta la struttura affinchè si mettano in moto per elaborare questo piano di concerto con le altre Regioni, 2 milioni sono molti, che non vengano sprecati con spot di leopardiana memoria, che non hanno dato il risultato che dovevano dare. Auspico che ci si muova in tempi brevi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Brevemente per dire che il 4 dicembre c'è già stato un incontro tra i quattro Assessori delle Regioni e c'è già un percorso condiviso per l'utilizzo di questi fondi previsti nel decreto del terremoto, per un progetto di promozione che coinvolgerà le quattro Regioni.
Noi abbiamo già anticipato, come voi tutti sapete, un'iniziativa tutta della Regione Marche, un fondo di 200.000 euro, e debbo dire che c'è stata un'importante collaborazione ed anche una grande solidarietà della Rai perché dal 25 dicembre, quindi dal giorno di Natale, sino al 21 gennaio, ci sarà una promozione con una cifra molto modesta (200.000 euro) a fronte di un costo pari complessivamente a 1.600.000 euro. La Rai ha fatto uno sconto dell'88,5%, quindi le Marche avranno una promozione propria e come testimonial Neri Marcorè. La nostra regione sarà promossa dal 25 dicembre al 21 gennaio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Su questo emendamento all'articolo 8, nella Commissione fatta all'ora di pranzo, abbiamo discusso parecchio, abbiamo sentito il funzionario, che ha parlato di reperimento di risorse, e poi l'Assessore Pieroni ci ha spiegato che sono risorse esterne, oltre a quelle del bilancio, ed ha fatto riferimento alle risorse Enit che devono essere gestite insieme.
Nel comma 2 noi abbiamo fatto aggiungere, è stato recepito e per questo ringrazio la Commissione, “la Giunta approva, previo parere delle Commissioni competenti”. Questo Assessore influenzerà sull’immediatezza, però le Commissioni sono velocissime per cui sarà solo questione di poche ore, ma riteniamo, non tanto per lei personalmente, ma dato che è una legge che seguirà e che andrà avanti negli anni, di non lasciare questa discrezionalità così ampia.
In considerazione di questa discussione che abbiamo avuto in Commissione, di questo apporto che la Commissione ha accettato, noi ci asterremo e non voteremo contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 8 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Non sono intervenuta prima perché quest’anno non ho ritenuto opportuno presentare degli emendamenti, in quanto lo scorso anno a tutti quelli proposti dal Movimento 5 Stelle l’Assessore Cesetti rispondeva che si stava già provvedendo per l'anno successivo, quindi mi sono detta che era inutile presentare degli emendamenti perché tanto l’Assessore avrebbe recepito le istanze dei Consiglieri evidenziate durante il dibattito in Aula, perciò dirò a voce quello che a me interessa e che vorrei fosse modificato nelle prossime variazioni di bilancio.
Innanzitutto mi fa piacere che rispetto a quello che avevamo chiesto lo scorso anno non solo sono stati finanziati alcuni fondi, ma addirittura sono stati strafinanziati, mi riferisco, ad esempio: ai contributi ai Comuni per il sostegno al pagamento dei canoni locativi dei cittadini meno abbienti, 1 milione di euro; ai contributi al fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, 300.000 euro, lo scorso anno pensavamo che fossero molti 50.000 euro e questo anno il fondo l'avete più che triplicato, quindi va benissimo così; ai contributi alle famiglie per interventi a favore dei soggetti portatori di disabilità, secondo noi le risorse sono purtroppo insufficienti, però ben vengano, perché è meglio di niente. Il fondo regionale per la non autosufficienza e quello per la vita indipendente vanno assolutamente implementati ed integrati, quindi qui un po’ meno bene.
Mi faccio anche portavoce delle istanze del territorio, del Crel, del Cal e dei Consiglieri che mi hanno preceduto, riguardo alla richiesta, più volte formulata, di garantire tempi e modalità del percorso degli atti, in particolare quelli di programmazione e bilancio, in modo da garantire il necessario livello di coinvolgimento e partecipazione di questo Consiglio che è, ricordo, l'espressione delle parti sociali rappresentative del sistema economico e sociale della regione. Qui mi soffermo e faccio un appello al Presidente Ceriscioli nonché Assessore alla sanità: il 20 dicembre la Giunta, l’Assessore in primis, si è vantata di aver ripristinato ed istituito il fondo di solidarietà, che ricordo era addirittura previsto in una delibera di Giunta del 2013, tanto che all'inizio del 2016 il Dirigente del servizio politiche sociali, il Sig. Mannucci e il Dirigente della P.F. programmazione sociale, Sig. Santarelli, hanno inviato agli enti erogatori delle strutture sanitarie e sociosanitarie, residenziali e semi residenziali, una nota in cui invitavano a non inviare le fatture per la quota di compartecipazione degli utenti di tali strutture perché la Giunta avrebbe provveduto ad istituire il fondo di solidarietà. Vado poi a guardare nella programmazione del bilancio 2017/2019 e vedo che i famosi 2 milioni di euro vengono stanziati per la competenza nel 2018. Il Presidente in sede di variazione di bilancio ha preso l'ulteriore impegno (ormai cominciano ad essere 4/5 impegni che ha preso) che all'inizio del 2017 delibererà l’istituzione del fondo anche per il 2017. La mia domanda, e qui mi piacerebbe avere una risposta, è: perché questa cosa non è stata fatta anche per il 2016, visto che erano stati preventivati 150 milioni di euro per la mobilità passiva? Dal rendiconto ne sono stati utilizzati circa 147 milioni e nell'ulteriore previsione 2017/2019 ne sono stati preventivati altri 170 milioni. Vorrei capire perché da questi 170 milioni, a nostro parere superflui per la mobilità passiva regionale, non si è ritenuto opportuno togliere, per lo meno, 2 milioni e istituire il fondo per la solidarietà competenza 2016? Per questo noi, come già anticipato dal mio capogruppo e dai Consiglieri, voteremo contro questo articolo e contro l’atto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Tutta la querelle dal 2013 sul fondo di solidarietà e la lettera che chiedeva di rinviare l’emissione delle fatture, partiva dall'idea che si potessero utilizzare, autorizzati dal Ministero, i fondi sanitari per coprire il fondo di solidarietà. Si è trascinata negli anni, sempre con questa speranza, che mai si è determinata, di poter fare questo travaso, perché noi utilizziamo fondi sanitari, ma nel sociosanitario, nella parte sanitaria del sociosanitario. I 2 milioni di euro sono fondi regionali, non sono fondi sanitari, mentre i 170 milioni di euro sono fondi sanitari, non sono fondi regionali, sono delle partite che non si possono utilizzare indifferentemente. Questo è stato il problema sul fondo di solidarietà, il fatto di non poter utilizzare i fondi sanitari, altrimenti, non io, ma la Giunta precedente l'avrebbe istituito con fondi sanitari di cui certamente disponeva nella misura ridotta di qualche milione.
Come facciamo notare i 20 milioni di fondi sanitari in più, che abbiamo recuperato sul sociosanitario in ottica sanitaria, sono la gestione un po’ più oculata di una partita, perché parliamo di miliardi di euro, mentre nel campo sociale 20 milioni sono un terzo dell’intero fondo sociale. Ecco perché quando è possibile stornare questi fondi dal sanitario al socio-sanitario ne abbiamo un grande vantaggio e ci permettono di reggere una partita importante.
Nel protrarsi di questo lungo cammino dei fondi di solidarietà, secondo me un fondo importante, e con la volontà di usare i fondi sanitari, quando ci si è accorti che questa partita non arrivava mai, abbiamo preso l’impegno di metterci fondi ordinari.
Il fatto che siano postati nel 2018, per quella cosa che ormai è stata accolta, e che siano immediatamente utilizzabili, almeno in termini non di cassa, ma di disponibilità, ci permette, già dal 2017, di fare finalmente la delibera sui fondi di solidarietà che ha bisogno della copertura finanziaria per essere approvata mettendo così in moto un’evoluzione importante di questa partita, quindi dalla indeterminatezza dell’attesa dei fondi sanitari ad una prospettiva certa di fondi regionali e per le famiglie, attraverso l’Isee, regole che sostengono quelle più bisognose rispetto a chi non ne ha necessità.

PRESIDENTE. Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11 (Dichiarazione d’urgenza), serve la maggioranza assoluta, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Emendamento di coordinamento tecnico 1/1, a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. E' un emendamento che corregge un refuso di stampa, la somma di 44.550 è errata e va sostituita con 44.500. Si corregge l'errore di 50 euro.
Colgo l’occasione, Presidente, per chiederle gentilmente, prima della votazione della proposta di legge n. 102, di sospendere la seduta per cinque minuti per una questione che è sovvenuta.

PRESIDENTE. Emendamento di coordinamento tecnico 1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 100, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 101
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2.
Emendamento 2/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Credo di averlo spiegato, tutti abbiamo ricevuto questa lettera dalla professoressa che chiede un finanziamento per non far chiudere il Centro culturale Murri, per cui ho presentato questo emendamento a cui voteremo a favore perché è la richiesta di una persona che non conosco, ma la cui finalità condivido.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Ringrazio il Consigliere Maggi, ma questa discussione è già stata fatta in Giunta sollecitata dalla Presidenza. Sostanzialmente c'è già un impegno e un accordo affinchè venga finanziato quel progetto collegato a questo museo che riteniamo fondamentale per il Sistema della Regione Marche. Un emendamento così mirato, noi lo inseriremo subito e da gennaio partirà il contributo da parte della Regione, quindi valutate voi.

PRESIDENTE. Emendamento 2/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 2/2 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Chiedo di finanziare la missione diritti sociali alla famiglia, sottraendo le risorse dalla tabella C, quindi a tutte quelle voci minute che rischiano di essere un po' clientelari, per stornarle su cose più rilevanti.

PRESIDENTE. Emendamento 2/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 2/3 a firma del Consigliere Fabbri, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Piergiorgio FABBRI. Sapendo che mi avreste bocciato l’emendamento ne ho riproposto un altro perché repetite iuvant, questa volta per la tutela dei consumatori attingendo sempre dalla tabella C dove avete fatto le vostre piccole cose. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 2/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11 (Dichiarazione d’urgenza), è richiesta la maggioranza assoluta, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di ordine del giorno 1 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Celani, Traversini, Giancarli.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questo è un ordine del giorno che interessa tutta l’Aula perché qualche tempo fa c’è stata una mozione su un argomento, quello dei mulini ad acqua, che è stato ritenuto dall'Aula molto importante perché i mulini ad acqua fanno parte della nostra storia, della storia dei marchigiani, fanno parte del territorio e con quella mozione rilevante abbiamo chiesto oltre alla loro rivalutazione, di inserirli in circuiti turistici, ai quali l'Assessore Pieroni dovrebbe essere attento.
Per dare continuità a quella mozione - un emendamento al bilancio non era possibile ed aveva delle difficoltà - oggi i firmatari presentano all’Aula questo ordine del giorno affinchè sia data attuazione a quanto in essa contenuto, magari nelle prossime variazioni di bilancio, tramite l'Assessore Cesetti che, nella discussione della mozione, a cui aveva votato favorevolmente, ricordava quando ero ragazzo e sotto casa sua c'era un mulino ad acqua. Sperando che questa frase che ho appena citato sia di buon auspicio alla variazione di bilancio per consentire oltre all’immissione di soldi anche l’inizio di un iter storico-culturale attorno a questo argomento,
Assessore Pieroni non faccia così, perché facciamo tutto, l’importante è volere. Se vogliamo che questa cosa diventi, come credo debba diventare, importante per i marchigiani, dobbiamo votare favorevolmente questo ordine del giorno in modo tale che l’Assessore Cesetti se lo ricordi la prossima volta che metterà mano al bilancio ed inserirà la voce per poterli finanziare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Presidente, per aderire a questo tipo di richiesta senza indagare che cosa lega affettivamente l’Assessore Cesetti ai mulini ad acqua. Non lo vogliamo sapere ma, al di là della battuta, fra tante una cosa pregevole, Assessore, come ho già detto in sede di discussione, personalmente mi opporrò a qualsiasi provvedimento che preveda un finanziamento in questo senso quando non siamo riusciti a finanziare ancora la legge sul bullismo, la legge sul servizio civile anziani, la legge sulla fibromialgia ed altre.
Ritengo che il Consiglio debba assumere con responsabilità una linea di preferenze rispetto a questo, quindi se riusciamo a trovare delle risorse per tutto, bene, ma non vorrei che fossimo trascinati sull’onda dell’emozione per i mulini ad acqua e ci dimentichiamo che almeno altre 15 leggi giacciono nelle Commissioni e non trovano finanziamento.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Credo che la mozione e questo ordine del giorno debbano essere presi in grande considerazione dall’amministrazione regionale perché è un percorso che dobbiamo condividere tutti insieme, ma soprattutto è un percorso storico e culturale. Per questo prima annuivo in maniera positiva.
Per conciliare le giuste riflessioni fatte anche dal capogruppo Marconi sul bilancio regionale ordinario dobbiamo reperire fondi e dobbiamo reperirli dando delle priorità.
Facendo una rapida riflessione con il Presidente Ceriscioli, vedremo come impostare, come beni culturali, una misura sui fondi europei, perché sono quelli che ci permetteranno di non toccare le risorse del bilancio ordinario, così l'Assessore Cesetti potrà finanziare tutte le altre leggi che sono bloccate.
Credo che dovremmo conciliare in maniera equilibrata le giuste riflessioni che arrivano da questo ordine giorno con le esigenze di un bilancio che naturalmente ha delle priorità.

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno n. 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di ordine del giorno n. 2 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Marcozzi, Celani, Leonardi.
Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Questo ordine del giorno è relativo alla situazione di dissesto in cui versano le strade provinciali. Credo che sia un problema noto a tutti, certamente dovuto alla sciagurata riforma delle Province che nel futuro dovranno riprendere un percorso considerato che il referendum ha detto tutt'altro.
Con questo ordine del giorno si invita la Giunta ad esaminare la possibilità di redigere un piano straordinario per la manutenzione delle strade interne, surrogando in qualche modo le Province. Visti i bilanci delle singole Province non credo che da qui a qualche mese, se non qualche anno, si riusciranno a mettere in sicurezza le strade.
Il problema è ancora più impellente e grave per il fatto che occorre sempre di più, in questo momento, mettere le strade in sicurezza anche per quanto è avvenuto a causa del terremoto, non soltanto per far sì che le persone che sono rimaste nell’entroterra possano muoversi velocemente e in sicurezza, ma anche per dare la possibilità ai mezzi di soccorso di muoversi senza rischi.
Ho avuto la possibilità, qualche settimana fa, di muovermi all’interno della nostra regione …

PRESIDENTE. Mi scusi, Consigliere, sta parlando dell’ordine del giorno n. 3 e noi siamo al numero 2.
Va bene, intanto finisca l’illustrazione, servirà per dopo, giusto per precisare.

Piero CELANI. Si, stavo parlando del dissesto in cui versano le strade provinciali e stavo dicendo che ho avuto la possibilità di toccare con mano la grave carenza della sicurezza stradale.
E’ chiaro che non è una competenza prettamente regionale, questo lo sappiamo benissimo, però l’ordine del giorno vuole in qualche modo far sì che a livello regionale si possa redigere e finanziare un piano di interventi straordinari.
Dove prendere le risorse? Sarà il Mago Merlino della Giunta, l'Assessore Cesetti, che troverà qualche milioncino per fare qualche intervento.
Capisco che non è una cosa da poco, perché ci vogliono milioni e milioni di euro, però si tratta di fare un piano e di dare la priorità ad alcune strade interne che rischiano di isolare una parte di territorio appenninico e sub appenninico.
Tutto qui, questo è il concetto.
Ovviamente c’è anche un indirizzo, cioè quello di verificare, ne abbiamo parlato con l’Assessore Cesetti qualche tempo fa, se è possibile attingere all’avanzo vincolato delle Province, che era di circa 35 milioni. Credo che sarà difficile, però se c’è qualche possibilità di prendere qualche milione di euro, lo si faccia subito, poi starà ai tecnici ed alla politica vedere quali sono le priorità e dove intervenire.
Noi non riusciamo nemmeno, abbiamo trattato l’altro giorno l’interrogazione che ho fatto alla Giunta, a ripristinare il ponte che collega Montefiore dell’Aso a Rubianello, sono 3 anni che non si riesce a metterlo a posto, nonostante ci siano i fondi, 3 milioni. Qui il problema è molto più grande perché chi conosce l’entroterra sa benissimo quali sono le difficoltà.
Per cui, ripeto, è un auspicio, non è l’impegno a trovare domani mattina questi fondi.
Faccio appello alla sensibilità di questo consesso perché questo problema venga posto all’ordine del giorno della Giunta, dopodiché per trovare i fondi proveremo anche con una trattativa con l’Anas, avendo firmato la convenzione per ridestinare una serie strade all’Anas, che magari potrà fare un piano straordinario per la manutenzione di queste strade ex statali oppure provinciali. Grazie.

PRESIDENTE. Questa era l'illustrazione della proposta di ordine del giorno n. 3 a firma dei Consiglieri Zaffiri, Marcozzi, Celani, Leonardi, Zura Puntaroni e Malaigia.
Adesso ha la parola la Consigliera Leonardi, per illustrare la proposta di ordine del giorno a firma sua e dei Consiglieri Zaffiri, Marcozzi, Celani.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Con questo ordine del giorno cerchiamo di porre l’attenzione e di sensibilizzare su un tema che credo sia assolutamente condivisibile, quello degli istituti scolastici.
La messa in sicurezza degli edifici marchigiani adibiti a scuole, deve essere una priorità, soprattutto dopo gli eventi drammatici del terremoto degli ultimi mesi.
L'impegno che noi chiediamo con questo ordine del giorno è quello di reperire, in sede di variazione di bilancio, delle maggiori risorse da destinare alla ristrutturazione, all'adeguamento sismico, al miglioramento, alla messa in sicurezza degli immobili che sono adibiti all'istruzione scolastica di proprietà degli enti locali, evidenziando la difficoltà che hanno le Province in merito alla sicurezza, la quale credo debba essere una priorità.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ai presentatori, che hanno fatto bene ad evidenziare in questa Aula la necessità di intervenire sulla nostra rete viaria e sugli edifici scolastici, dopo aver posto i problemi, chiedo di ritirare o di riformulare questi ordini del giorno, altrimenti non possiamo accoglierli, non possiamo votarli favorevolmente, e spiego subito il perché.
Per quanto riguarda le strade, nei provvedimenti sul terremoto, nn. 189 e 205, così come convertiti nella legge di conversione, ci sono gli strumenti normativi e le relative risorse finanziarie. Lo stesso vale per le scuole.
Tra l’altro, gli interventi che riguardano i Comuni sono fuori dai vincoli del patto di stabilità ed il Commissario Errani insieme al Presidente Ceriscioli, nonché Vicecommissario governativo, sul tema della ricostruzione più volte hanno indicato misure per interventi sugli edifici scolastici.
E' evidente che non può essere accolto questo ordine del giorno, perché la Giunta regionale non può mettere risorse in questo tema.
Per quanto riguarda le strade, noi abbiamo riacquisito circa 800 chilometri di strade ex Anas, il resto sono strade che fanno parte delle funzioni fondamentali in capo alle Province e rispetto a queste funzioni fondamentali noi non possiamo intervenire, perché le eventuali risorse di cui disponiamo le dobbiamo destinare all'esercizio di funzioni nostre - penso ad esempio ai dissesti idrogeologici o alle strade nostre, come quelle ex Anas, che sono di 250 chilometri - né possiamo utilizzare gli avanzi vincolati che sono relativi alle funzioni non fondamentali che la Regione ha riacquisito su di sé. E' di tutta evidenza che le risorse dell'avanzo vincolato, che vale 35 milioni, devono essere destinate soprattutto all'esercizio di quelle attività e ci sono fondi del terremoto anche per la messa in sicurezza delle strade danneggiate dal sisma.
In sostanza chiedo il ritiro oppure la riformulazione delle proposte di ordine del giorno. Ad esempio si può, questo penso di sì, impegnare la Giunta a farsi parte attiva, promotrice, nei confronti del Governo e del Parlamento nazionale affinchè destinino risorse alle Province.
Qual è il tema Consigliere Zaffiri? Noi sappiamo bene che, lo dicevo prima, non possiamo far finta di nulla, il referendum è stato chiaro, le Province che volevano essere cancellate dalla Costituzione, per volontà del popolo restano lì, ed è di tutta evidenza, dal mio punto di vista, che la legge Delrio deve essere rivisitata, perché una legge che esordisce dicendo: “In attesa della riforma costituzionale” - la riforma costituzionale è stata bocciata dal popolo sovrano - deve essere rivisitata.
E' evidente che in base a questa legge alle Province sono stati fatti dei prelievi forzosi, il Consigliere Celani lo sa bene perché ha fatto con me, prima di venire qua, il Presidente della Provincia. E' evidente che le Province devono essere messe nella condizione di poter esercitare le funzioni fondamentali che sono rimaste in capo a loro.
Questo ancora di più oggi all'esito del risultato del referendum costituzionale.
Questo è quello che c'è da fare, tra l'altro nella legge di stabilità, per la quale c'è stata quell’accelerazione al Senato, c'era anche un impegno da parte del Governo, quindi questo è un invito che non possiamo raccogliere.
L’ordine del giorno può essere riformulato nel senso che ho detto, cioè l'impegno a farsi parte attiva nei confronti del Governo e del Parlamento, altrimenti voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Tutto si può fare, Assessore, però non ci scordiamo che qualche mese fa c'è stata un'interrogazione di un Consigliere di maggioranza sulle strade, a cui è stata data una risposta non fumosa, di un certo impegno a lavorarci sopra. Mi auguro che, onestà intellettuale voglia, si trattino le due cose allo stesso modo.
Qui non diciamo che si devono trovare i fondi, diciamo impegniamo la Giunta a fare un piano straordinario per verificare dove si possono trovare.
Non ricordo se l’interrogazione era del Consigliere Giancarli o di qualcun altro.
Questo è l’aspetto che vorrei mettere in evidenza, anche perché stranamente nel bilancio ogni tanto compaiono dei contributi: “contributo al Comune di … per mettere a posto una strada”, “contributo di … per mettere a posto qualcosa …”. A questo punto credo che, se uno fa un piano straordinario di priorità, nel prossimo bilancio potrebbe esserci un contributo per la Provincia di … finalizzato alla messa in sicurezza di quel tratto di strada. Non mi sembra che sia una cosa talmente sbalorditiva e che non si possa fare! Non mi sembra che questo ordine del giorno turbi le coscienze, quindi, ripeto, non so gli altri firmatari, ma per me va bene così.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ho capito che sostanzialmente c'è una discussione che si intreccia su due argomenti. Per quanto riguarda quello sulla scuola ribadisco che abbiamo la necessità, più che pensare alle nostre risorse, di ribadire quanto lo stesso Presidente del Consiglio ha detto: “Priorità alle scuole”. Se teniamo subito a botta calda sulla scuola tratteniamo le popolazioni forse ancora di più che con le attività produttive perché le scuole lontane dai centri terremotati significano famiglie giovani che si allontanano, mentre la scuola vicino al centri terremotati significa che le comunità non si spezzano, non si dividono. Quindi insisterei più su questo.
Parliamo di centinaia di milioni, non di qualche decina di migliaia di euro che possiamo reperire dal bilancio regionale già striminzito. Credo che questa sia la vera questione, il resto può essere un’operazione più di immagine che di sostanza.
Per quanto riguarda le strade, Presidente, accolgo in pieno le osservazioni fatte dall’Assessore Cesetti. Primo: sia chiaro che teniamo ben diviso il confine fra quello che ha la Regione e che spende tramite l'Anas per la manutenzione delle proprie strade, e non ci sia un euro che si sposta da quello, altrimenti rischiamo di non fare i nostri compiti e di trovarci addosso fra 6/7 mesi, 1 anno, la protesta di chi dice: “Perché non fate quello che è di vostra competenza? Secondo: le Province facciano la loro parte; terzo: sappiamo tutti, e qui gli esperti sono il Consigliere Celani e l’Assessore Cesetti, che c'è stata una dura e complicata trattativa fra la Regione e le Province relativamente a questo riparto di fondi, non entro nei particolari, Assessore Cesetti, perché li conosciamo tutti, e sappiamo pure che la base di partenza delle varie Province era molto diversa. Sappiamo per esempio che la “sfigatissima” Provincia di Macerata, che ha l’Ersu in attivo, la Provincia in attivo, tutto in attivo, si è presentata con 50 milioni da destinare, mentre le altre Province con pochi spiccioli, qualcuna addirittura sotto.
Non vorrei che parlando genericamente di Province, Assessore Cesetti, si faccia di ogni erba un fascio e chi si è visto si è visto, e chi nel passato ha sperperato oggi trova risorse da parte degli altri.
Se arriva qualcosa di nuovo dal Governo, con decreto - soprattutto penso alle Province più disastrate, Fermo, Ascoli Piceno e Macerata - nulla quaestio, ma se si tratta di risorse nostre, credo che qualsiasi operazione necessiti di adeguati passaggi in Commissione, tabelle, contro tabelle.
Non sono tendenzialmente favorevole all'approvazione di ordini del giorno che danno indicazioni di massima e rischiano di creare molta confusione.
La volontà politica l’abbiamo dichiarata, questa è, se c'è un provvedimento si vada a quello, non a generici ordini del giorno che non dicono sostanzialmente nulla, se non far fare un articolo sul giornale, ma che possono indurre a grande confusione e magari mescolare Province virtuose a Province meno virtuose che nel passato invece di fare le strade hanno fatto le feste.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questi due ordini del giorno giustamente nella discussione sono stati abbinati perché hanno chiaro il filo logico che li sostiene e non c'entra niente o c'entra parzialmente il problema del terremoto.
Il problema del terremoto è circoscritto a 100 e più Comuni o quelli che sono.
Qui c'è un problema di strade, sono 5.300 chilometri circa della Regione Marche, sono le strade provinciali, o le mette a posto la Provincia - e a chi ha presentato l'ordine del giorno non interessa - o la Regione. Questo è il problema ed è un problema politico.
Questa Regione si dovrebbe far carico del disservizio che c'è nel territorio, che non interessa solo a chi ha presentato l'emendamento, interessa a 1.400.000 marchigiani. Sembra che sulle strade ci passano solo i Consiglieri Zaffiri, Celani, Leonardi e qualcun altro, ci passate anche voi e vedete che ci sono dei problemi.
A chi compete? Al Consigliere Zaffiri non interessa, perché è della minoranza, chi presenta l’ordine del giorno è della minoranza, ma il problema è gestire un territorio.
E’ un problema del Governo? Di finanziamenti? Bene, allora il Consigliere Zaffiri e gli altri firmatari chiedono che questa Aula tutta, maggioranza e opposizione, vada al Governo a chiedere i finanziamenti.
E' un problema delle Province che hanno preso i soldi? Bisogna che li stornino per fare la manutenzione. Chiamiamo i Presidenti delle Province, sono quasi tutti del Partito Democratico, come prima è adesso, e la stessa maggioranza che governa la Regione la troviamo nelle Province.
Noi non ritiriamo niente, Assessore, perché vogliamo evidenziare un problema politico, e voi che governate la regione Marche lo dovete affrontare.
Questo è lo spirito degli ordini del giorno, compreso quello delle scuole. Quelle della provincia di Pesaro sono tutte a posto? Sono tutte a norma? Le scuole della Provincia di Ancona sono tutte a norma?
Le scuole interessano tutta la regione, se quelle di Pesaro ed Ancona sono a norma, magari, rimangono solo quelle della zona del terremoto, ma non è in questo contesto l’ordine del giorno presentato, l’ordine del giorno evidenzia che c’è un problema di sicurezza nelle scuole in tutta la regione Marche e va da Cattolica fino a San Benedetto. Questo è il problema che bisogna affrontare. Questo è il senso politico, Assessore Cesetti. Lei è molto attento e anche molto scaltro sulle cose. Non volete recepire queste cose perché probabilmente dobbiamo andare a bussare con i piedi da qualche parte, dal vostro Governo amico, per capirci, e se dobbiamo andare a bussare con i piedi dal vostro Governo amico, ci andiamo, maggioranza e opposizione.
Credo che sia questo il problema e sia questo anche per le strade. Per le strade, come Giunta, siete già stati sensibilizzati da un Consigliere di maggioranza, io do atto a quel Consigliere di aver presentato la problematica. Vuol dire che non è la prima volta che discutiamo del tema, Presidente e delle strade provinciali. E' un problema da affrontare, altrimenti non lo risolveremo e le macchine continueranno a rimanere per le strade, si romperanno perché le strade sono tutte sconnesse, ma se per voi della maggioranza non è un problema ne prendiamo atto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Ho già detto che il tema da lei posto è anche all’ordine del giorno di questa amministrazione, perciò non faccia il demagogo, io non faccio il furbo per una ragione semplice, perché ho altro da fare. Chiaro? Le cose che ho da fare, ad esempio, riguardano il comparto Province.
Noi come Governo regionale, responsabilmente, abbiamo consentito, attraverso azioni virtuose, anche di bilancio, di far chiudere i loro bilanci evitando che le Province venissero poste nelle condizioni di non poter esercitare nessuna delle funzioni fondamentali e che i dipendenti venissero sotto le nostre stanze, come ho dovuto fare io, insieme al Consigliere Celani, quando ero Presidente della Provincia. Noi abbiamo consentito la chiusura dei loro bilanci.
Noi oggi, anche volendo, non possiamo finanziare questi interventi, perché le risorse di cui disponiamo le dobbiamo destinare prioritariamente all'esercizio delle funzioni che sono nostre, e faccio un esempio: se io oggi destino alla mia Provincia di Fermo delle risorse per sistemare delle strade provinciali e non intervengo prioritariamente sulle cose a cui abbiamo destinato le risorse, come sistemare i fiumi, domani porterei la responsabilità di un atto del genere che sarebbe tra l'altro illegittimo, perché devo prioritariamente attenermi alle mie funzioni fondamentali.
Cosa propongo al Consigliere Zaffiri? Non il ritiro di quest'ordine del giorno, semplicemente, e lo dico anche al Consigliere Celani, a meno che non si vuol fare demagogia a basso costo, e non è vietato, di riformulare questi ordini del giorno nel modo seguente, se avete la bontà di seguirmi: “Impegna la Giunta regionale a promuovere ogni utile iniziativa nei confronti del Governo e del Parlamento perché le Province vengano dotate delle necessarie risorse per poter esercitare le funzioni fondamentali loro attribuite”.
Questo è il tema! E’ il Parlamento nazionale che attraverso le leggi di stabilità o altre deve restituire alle Province quelle risorse che sono state loro sottratte attraverso i prelievi forzosi, che sono iniziati dai Governi da voi guidati. Questo è il punto, perché le prime azioni di disarticolazione del comparto Province sono venute dai governi da voi guidati, dal governo Berlusconi nel 2010, ed il Consigliere Celani se lo ricorda bene, poi proseguite irresponsabilmente, questo lo dico a titolo personale, negli anni successivi.
Oggi si tratta di ripristinare quei prelievi forzosi sul comparto Province, che avrebbero impedito di chiudere i bilanci, noi abbiamo dato loro una mano. Questo è il punto, allora questo è quello che c'è da fare, su questo noi ci stiamo.
Se voi lo riformulate in quel senso o qualcun altro lo riformula …, ma è la legge Delrio che dice che le funzioni riguardanti le strade, l’ambiente, l'urbanistica e l’edilizia scolastica sono funzioni fondamentali della Provincia, è evidente che non possiamo finanziarle noi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Mettiamo in fila un po’ di cose. La legge Delrio lascia alle Province fondamentalmente quattro competenze che sono: scuole, strade provinciali, ambiente e urbanistica.
Con il referendum la Provincia ha assunto la piena legittimazione costituzionale, quindi nessuno le tocca grazie al no ed hanno quattro competenze.
Qual è stato il rapporto Regione Marche-Province? Le abbiamo aiutate o le abbiamo messe in difficoltà sulle quattro competenze?
Ci siamo presi 500 e passa dipendenti, ci siamo presi 800 chilometri di strade, ci siamo presi la difesa del suolo, ci siamo presi le altre competenze, per la stragrande maggioranza di queste competenze le Province non ci hanno trasferito neanche un euro. Facendoci carico di tutte queste competenze, senza prendere dalle Province neanche un euro, è evidente che le abbiamo messe nelle migliori condizioni nel rapporto Regione-Province per poter gestire al meglio le quattro competenze che sono rimaste.
Capisco quello che dice il Consigliere Zaffiri: “Non ci sono fondi e adesso? Finanziategli pure le competenze rimaste”, ma in questo trasferimento senza risorse noi ci siamo presi 800 chilometri di strade, dei quali 250 li dobbiamo finanziare direttamente, la difesa del suolo e tutta la rete idraulica principale, paghiamo la polizia provinciale ed abbiamo dato il contributo anche quest’anno, e mentre in molte Regioni le Province andranno in default, le Province marchigiane vedranno anche il 2017, sperando nell'inversione di tendenza dei fondi nazionali.
Dire che la Regione Marche mette in difficoltà le Province, che non ha a cuore le strade provinciali, con tutto quello che abbiamo fatto, è veramente un delitto al buon senso ed alla ragionevolezza.
Poi, se rispetto al quadro economico del fabbisogno relativo alla gestione di questi chilometri di strada, le Provincie hanno ancora, malgrado tutto questo sgravio di oneri da parte della Regione, delle difficoltà, ben venga la mozione che dice: “Caro Governo, malgrado tutto questo le Province hanno bisogno di più risorse per mantenere adeguatamente le strade”. Va bene, questo è il messaggio che possiamo dare. Poi c’è chi le ha salvate costituzionalmente, quindi a questo punto tocca curarsele.
Terremoto e strade: gli interventi sulla viabilità provinciale che è minacciata ed ha bisogno di ripristini a seguito del terremoto sono finanziati, quindi le Province si concentrino nel seguire quelle strade provinciali che possono ottenere questi fondi e questi finanziamenti, segnalando laddove un crinale è andato in frana o in difficoltà, una strada ha avuto problemi e via dicendo, prendendo, determinando ed utilizzando quelle risorse. Se sono problemi strutturali è come dicevo prima. Quindi dire che la Regione è stata da questo punto di vista insensibile, che non contribuisce e che non ha a cuore la viabilità delle aree interne, è veramente qualcosa di lontanissimo dalla realtà e dalla verità.
Ben venga la proposta di emendamento all’ordine del giorno che dice: “Rivolgiamoci a chi ha fatto meno sforzi di noi negli ultimi anni nel sostenere le Province affinchè possa guardare il tema con un occhio ed una attenzione diversa”.
Lo farei anche per le Regioni che, sempre in forza del no al referendum, mantengono tutte le funzioni concorrenti. Le Regioni andrebbero finanziate tenendo conto che mantengono tutte le funzioni concorrenti, che si sono prese tutte le funzioni delle Province, ed aggiungo, che hanno un terzo del territorio regionale terremotato, per questo andrebbero finanziate.
Noi di rivendicazioni nostre ne avremmo tante da mettere in piedi, per me le Province hanno anche piena autorità, a questo punto, costituzionale per fare le proprie rivendicazioni. Se vi siete accorti il responsabile nazionale dell’Upi, un minuto dopo che il referendum è stato vinto dal no, ha rivendicato le risorse per le strade e le scuole delle Province italiane. Giustamente, visto che ci devono essere, devono essere finanziate. Hanno anche l’autorevolezza per chiedere autonomamente al Governo, tramite l’Upi, che a questo punto da ente che stava per chiudere diventa ente dotato di senso, ed hanno anche la possibilità di rivendicare per sé stesse, il fatto che lo facciamo noi rafforza quell’indirizzo, però l’hanno già fatto autonomamente le Province e non hanno chiesto alle Regioni italiane di provvedere al loro bisogno, l'hanno chiesto al Governo nazionale. Province che hanno ricevuto molto meno dalla Regione rispetto alle nostre. Figuriamoci le nostre.
Questo è il quadro in cui ci muoviamo. Far crescere anche la confusione e dire che se le strade provinciali sono messe bene o male è colpa della Regione che non dà i fondi ..., ma che messaggio diamo alla comunità marchigiana? Cosa gli raccontiamo? Cosa c’è di vero in questa affermazione? Più o meno niente.
Trasformare un impegno forte di questa Regione nei confronti delle Province addirittura in una manchevolezza, mi sembra troppo.
Sostengo la proposta di una riformulazione più appropriata specificando a chi va rivolto in termini di indirizzo un atto che dice più attenzione ai fondi delle Province perché è ovvio che le strade riguardano tutti quanti.
Era una mia battuta, quando incontravo il Ministro a Roma dicevo: “Ma i Parlamentari che girano sul territorio, non si accorgono di come sono messe le strade provinciali nel momento in cui si preparano a finanziare o altre cose del genere?” Recuperando il senso di questa battuta, noi possiamo dare un segnale corretto nei confronti delle nostre comunità che aspettano investimenti per la riqualificazione del patrimonio stradale del nostro territorio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Mi sento in dovere di intervenire sulle parole del Presidente che per quanto mi riguarda condivido, ma questo discorso non lo deve fare a noi, ma al Governo che ha voluto la chiusura delle Province, che ha tagliato i finanziamenti alle Regioni, purtroppo è sempre il suo Governo amico, Presidente. E' questo il dato di fatto, è questa la verità.
Sono perfettamente d’accordo con il suo intervento, lo sposo in pieno. Adesso iniziamo a parlare un linguaggio diverso, ma qualche mese fa non si poteva parlare di queste cose, quindi bisogna dire la verità, bisogna mandare un messaggio chiaro ai marchigiani.
Sono pienamente d'accordo con lei, è chiaro che io mi rapporto con la Regione e chiedo alla Regione, visto che partecipa alla Conferenza Stato-Regioni, che non è un soggetto astratto, di andare dal suo Governo e di bussare con i piedi, perché questo è il problema, sennò è chiaro che la verità viene stravolta e chi ha ragione passa dalla parte del torto e chi ha torto passa dalla parte della ragione. Questo è il dibattito politico chiaro a casa Zaffiri, dobbiamo trasmette un messaggio chiaro, noi abbiamo voluto sollevare questo problema che è un problema, non compete alla Regione? Lo sappiamo.
La legge Delrio non l’ho fatta io, l’ha fatta il partito di maggioranza, poteva farla meglio? Poteva farla meglio! Sono seguiti disastri finanziari a questa legge? Si, sono stati tagliati i fondi agli enti locali! Allora questa cosa va corretta a prescindere dal referendum, andava corretta anche prima perché erano proposte scellerate quelle che venivano portate avanti.
Su questo noi rimaniamo sulle nostre posizioni perché politicamente ci servono per impegnare e spingere la maggioranza a cambiare ragionamento, a cambiare le richieste che deve fare a livello centrale, altrimenti non veniamo fuori, Assessore Cesetti, da questa situazione. Anche lei quando andrà a rappresentare il Presidente per la Regione Marche nella Conferenza Stato-Regioni, difenderà il territorio.
Ho detto che rimaniamo su questo perché ci sembra giusto sollecitare in termini politici l’esecutivo affinché si impegni e trovi le soluzioni per questi problemi che sono importanti per la regione Marche: le scuole e le strade provinciali in sicurezza. Noi non dobbiamo dare una risposta a questa Aula, ma la dobbiamo dare a un milione e mezzo di marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. E’ stato presentato un emendamento a firma dell’Assessore Cesetti, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Fabrizio CESETTI. Ho formalizzato l'emendamento ricordando al Consigliere Zaffiri, il Consigliere Celani lo sa perché ha fatto il Presidente della Provincia, che noi le strade ex Anas le abbiamo riprese, quindi anche in forza del risultato del referendum noi non ci possiamo sostituire, anche volendo, ad un ente che ha la stessa dignità costituzionale della Regione. L’articolo 114 è rimasto inalterato: la Repubblica è costituita dallo Stato, dalle Province, dalle Regioni, dalle città metropolitane e dai Comuni, quindi ha la stessa dignità costituzionale, sebbene con ruoli e funzioni diverse.
Nella Conferenza unificata, non Stato-città, c’è il Governo, ci sono le Regioni, ci sono i Comuni, ci sono le Province che attraverso l’Upi, fanno valere le loro prerogative e sarebbe non possibile, ma anche irriguardoso, sostituirsi a loro.
Noi possiamo fare un atto politico, quello sì, che viene formalizzato correttamente nel mio emendamento.
Noi ci possiamo fare parte attiva nei confronti del Governo e del Parlamento, anche attraverso la Conferenza unificata, affinché le Province vengano dotate delle necessarie risorse finanziarie per poter esercitare le funzioni fondamentali.
Consigliere Zaffiri per essere credibili, e lei lo è, abbandonando la demagogia, bisogna operare attraverso strumenti corretti e questo lo è, non lo sarebbe quello di impegnare la Giunta a reperire risorse per esercitare funzioni che non sono sue, questo non lo possiamo fare, quindi chiedo l'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Leggo l’emendamento: “La parte dispositiva è sostituita dalla seguente: impegna la Giunta regionale a promuovere ogni utile iniziativa nei confronti del Governo e del Parlamento affinché le Province vengano dotate delle necessarie risorse per poter esercitare le funzioni fondamentali loro attribuite tra le quali l’edilizia scolastica". Passiamo alla votazione.

(Voci fuori microfono)

Proposta di ordine del giorno n. 2.
Emendamento 2/1 a firma dell’Assessore Cesetti. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di ordine del giorno n. 2, così come emendata, la pongo in votazione per alzata di mano.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di ordine del giorno n. 3.
Emendamento 3/1 a firma dell’Assessore Cesetti, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Fabrizio CESETTI. E' lo stesso emendamento! E’ un servizio che vi ho fatto, come si fa ad impegnare la Giunta? Lo chiedo al Consigliere Celani, il Consigliere Zaffiri lo sa bene, ma lo chiedo al Consigliere Celani, come si fa ad impegnare la Giunta a mettere in atto celermente tutte le iniziative di competenza al fine di redigere e finanziare un piano di interventi di manutenzione straordinaria per le strade provinciali che è una competenza che non ha? Come si fa a scrivere “iniziative di competenza” rispetto ad una competenza che gli è estranea? Voi questo me lo dovete spiegare, anche sotto il profilo lessicale, come si fa?
Il mio emendamento riconduce a normalità e ad ammissibilità un ordine del giorno che altrimenti …, vedo che ad una certa ora la lingua italiana fa dei salti nel buio!

PRESIDENTE. Emendamento 3/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di ordine del giorno n. 3, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Avendo ascoltato l’intervento dell’Assessore Cesetti, le spiegazioni date sul bilancio non ci hanno assolutamente convinto, perché per quanto ci riguarda noi abbiamo posto delle domande ben precise e le risposte non sono venute, anzi abbiamo visto una risposta molto “difficile” da parte dell’Assessore, che ha stravolto completamente il dibattito e che ha cercato di dare delle risposte che non avevano niente a che fare con i problemi posti nella discussione.
Abbiamo posto dei quesiti molto importanti: cosa accade in base a questo bilancio approvato nella regione Marche? C’è più occupazione? Si creano posti di lavoro? Ci sono i soldi per interventi in favore delle piccole e medie imprese? A queste domande non sono pervenute risposte.
E’ un bilancio che qualsiasi impiegato di questa Regione potrebbe fare perché non è un bilancio politico e non ha niente a che fare con le scelte di intervento e di indirizzo di questo esecutivo per il territorio, per questa nostra regione Marche, ma sono soltanto numeri copiati e ripresi da una pagina all’altra di un computer e poi messi in un borderò che ha girato per qualche ora all’interno di questo palazzo per farci leggere qualche numero, che gli uffici tecnici di questa Regione avevano già preparato.
Pertanto, non essendo un bilancio politico, un bilancio di indirizzo, un bilancio di scelte che dà delle risposte alla nostra comunità, ai marchigiani, non possiamo che ribadire con tutta la nostra forza un no a questo bilancio di previsione 2017.
Un no forte che vorremmo trasmettere a tutta la comunità marchigiana, lo faremo perché agire in questo modo significa non essere trasparenti, non dare risposte. Abbiamo chiesto dei numeri, non ci sono state risposte, Assessore Cesetti.
Chiediamo ancora con forza quanto è accantonato nel contenzioso, sono 4/5 mesi che lo chiediamo, ve lo abbiamo chiesto anche l'ultima volta con una lettera che le ho consegnato direttamente. Assessore, lei sta seduto in questo momento al suo posto e noi volevamo delle risposte, ancora oggi non ci sono state date, però insisteremo fino ad essere petulanti, ma lo facciamo per l'interesse della comunità, per l’interesse dei marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Noi come gruppo voteremo contro questo bilancio di previsione 2017/2019, come già detto, per il ritardo nella documentazione, per la mancanza di progettualità e per alcuni aspetti tecnici che da una attenta lettura lo rendono non votabile.
Per quanto riguarda il Consigliere Marconi, l’ho ascoltato quando è intervenuto dicendo che noi Consiglieri, con senso di responsabilità, dovremmo stare qui anche a Natale e l’ultimo dell’anno, sono d’accordo con lui, però sono altrettanto d’accordo nel dire che la documentazione ci deve essere data nei tempi, e spiego perché.
Il bilancio di previsione 2017/2019 è arrivato in Commissione mercoledì pomeriggio, giovedì abbiamo atteso il parere dei revisori che è arrivato alle ore 17,30 ed alcuni parti non erano leggibili Tra l'altro con l'assestamento avevo fatto delle domande alle quali mi sono state date delle risposte fischi per fiaschi. Ritornando al parere dei revisori alcune parti non erano leggibili, ho chiesto se mi venisse trasmesso nuovamente, ma la sera non è arrivato. Il giorno dopo alle ore 11,00, ho chiamato la dott.ssa Lispi e le ho detto che non si leggevano molte pagine”, il parere dei revisori mi è arrivato leggibile alle ore 12,00. Gli uffici sono stati chiusi sabato, domenica e lunedì, c'erano alcune cose su cui avrei fatto delle domande, dei rilievi tecnici, che tra l’altro avevo evidenziato una settimana prima, quando mi è stato risposto fischi per fiaschi, tra l’altro questi fischi per fiaschi sono stati certificati dai revisori dei conti.
Ho fatto una domanda al Consigliere Giacinti, ed è vero, quello che dicono i revisori in parte è stato sanato, ma in parte, Consigliere Giacinti, perché il prospetto sul limite dell'indebitamento è stato modificato solo per la riga relativa all'ammontare delle nuove rate, ma non è stato interamente rivisto, come chiedevano i revisori. Il collegio rilevava che nella proposta di legge era stato riportato un dato non corretto ed io l’avevo già detto una settimana fa, ma voi scherzate.
Per quanto riguarda l’indebitamento: assestamento 618.000 milioni di euro, lei ha detto che deriva dalla somma di 380 milioni più 35 milioni più 200 milioni, ma nell'assestamento a pagina 8, non c'è nulla. Ho chiesto agli uffici i quali mi hanno risposto che una delibera dopo l’assestamento avrebbe modificato l'assestamento stesso. La delibera n. 1535 è del 7 dicembre, l’assestamento è arrivato in Aula il 20 dicembre, doveva quindi arrivare con i dati giusti, modificati. Nell’assestamento i 200 milioni di euro non ci sono, ci sono 199 milioni per entrate in conto capitale, ma per quanto riguarda le entrate per accensione di nuovi prestiti non c'è nulla.
Questo dove l'ho visto? Nel bilancio di previsione 2017/2018/2019 dove c’è una tabella, che ho fatto vedere prima, che riporta i dati giusti, ma nell’assestamento non ci sono.
Consigliere Marconi, se noi avessimo avuto il tempo di chiedere agli uffici questo magari sarebbe stato risolto, ma siccome non abbiamo avuto il tempo perché gli uffici erano chiusi, ci siamo trovati stamattina a dover fare questi rilievi tecnici al Presidente della Commissione ed agli uffici, poi il Presidente ha risposto e ci siamo chiariti prima, comunque ho detto agli uffici che l’assestamento doveva arrivare corretto, perché conteneva dei dati sballati. Per questo motivo noi come gruppo voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Consigliere Zaffiri la devo correggere, lei ha detto: “Questo bilancio potrebbe essere scritto da un impiegato qualsiasi”, questo bilancio è stato scritto da un impiegato! Abbiamo detto non c'è progettualità, non c’è una visione strategica, manca una politica di lungo respiro, quindi è stato scritto da un impiegato e noi adesso formalizziamo questa cosa.
Assessore Cesetti lei è fantastico, vorrei capire una cosa, devo imparare da lei, perché quando parla di cose che reputa negative, che pesano, come potrebbe essere l’Aerdorica, dice: “Noi l’abbiamo ereditata”, quando parla di cose che secondo lei, secondo me no, ma secondo lei sono positive, come potrebbe essere la sanità, il merito è vostro.
O ereditate tutto o niente, mi faccia capire! Se la sanità fosse così bella come lei la descrive - secondo me no, perché io non la valuto solo dagli indici economici, la valuto dai servizi che offre - ed andando dietro a questo ragionamento, anche questo non sarebbe merito vostro, ma sarebbe merito di chi prima di voi l’ha impostata in un certo modo. Delle due, l’una.
L’ultima cosa la dico al Consigliere Marconi, per cortesia non si distragga perché poi non capisce quello che diciamo, nessuno di noi si è lamentato del fatto di aver lavorato a Natale, ci siamo lamentati del fatto che quattro giorni per studiare un atto così importante sono pochi. Questo abbiamo detto! Non abbiamo detto altre cose, quindi non ci metta in bocca parole che non abbiamo detto. Per tutto questo chiaramente voterò contro.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Sarò telegrafico, non so se lo ha fatto il Presidente Giacinti, però voglio ribadire che i rilievi dei revisori sono stati tutti sanati con emendamenti correttivi, vero Presidente? Quelli della settimana scorsa erano errori puramente materiali, sono stati tutti sanati per la tranquillità di questo Consiglio regionale e lo voglio dire.
Consigliere Bisonni, il bilancio è ovvio che tecnicamente lo ha scritto qualche bravo funzionario e dirigente, che tra l’altro voglio ringraziare per l’impegno profuso, però è evidente che le indicazioni politiche di quelle strategie, che prima ho cercato di evidenziare, ma forse lei non mi ha ascoltato, le abbiamo date noi.
Più volte, e termino, in quest’Aula ho dato atto che chi ci ha preceduto ha amministrato discretamente, ha lasciato discretamente i conti in ordine, l’ho detto più volte, ho detto semplicemente che noi abbiamo fatto meglio e che stiamo facendo meglio. Tutto qui! Mi sembra un dato oggettivo che, caro Consigliere Bisonni, non può essere revocato in dubbio perché basta leggere le relazioni di un organismo terzo come la Corte dei Conti, dove in ogni passaggio dice: “Nel prendere atto positivamente …, nel dar atto positivamente … di questa inversione di tendenza”.
Per quanto riguarda l’Aerdorica è così. Per quanto riguarda la sanità è evidente che si è gestito in modo discreto, ma questa amministrazione ha fatto meglio. Quando ci siamo presentati con i conti in ordine e le carte in regola la riforma l’ha attuata il Presidente della Giunta che ha tenuto per sé la delega alla sanità, altri non avevano avuto o il tempo o il coraggio, questo non lo so, ma è un dato di fatto che non era stata attuata. Questo è il punto. Ad esempio nel territorio dal quale provengo e nel quale sono stato eletto, il Presidente Ceriscioli ha attuato quella riforma, mica altri, ho detto semplicemente questo, nient’altro. Quindi non nego nulla, è questa la pura verità e, ripeto, questi sono dati oggettivi che tra l’altro risultano dai documenti agli atti.

Proposta di legge n. 101. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Come richiesto dal Consigliere Giacinti, un minuto di sospensione. Chiederei ai Consiglieri di rimanere in Aula, perché riprendiamo immediatamente i lavori.

La seduta è sospesa alle ore 19,20

La seduta riprende alle ore 19,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Proposta di legge n. 102
ad iniziativa dei Consiglieri Giacinti, Biancani, Traversini
“Misure urgenti di adeguamento della legislazione regionale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 102 dei Consiglieri Giacinti, Biancani, Traversini.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Sono il relatore di questo atto, ma se non le dispiace, essendo una proposta che ha a che fare con tre Commissioni, chiamerei il Presidente Traversini per gli articoli da 1 a 7, il Presidente Biancani per gli articoli da 8 a 10 ed il Vicepresidente Minardi per gli articoli da 11 a 15 perché la proposta nello specifico interessa le loro Commissioni e l'Ufficio di Presidenza.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Cercherò di andare veloce anche perché se vi ricordate ne abbiamo parlato lo scorso Consiglio, quando l’Assessore Pieroni ha presentato degli emendamenti ed insieme abbiamo deciso di ritirarli e di mandarli in Commissione.
Abbiamo fatto un atto unico con le altre Commissioni per le varie norme che devono essere cambiate, comprese quelle che riguardavano la caccia con gli emendamenti che l’Assessore ha ritirato.
In Commissione c’è stata discussione, devo dire che l’atto è diverso dal solito, ma l’abbiamo votato e la Commissione, se vogliamo la maggioranza dei componenti, ha chiesto il rinvio in Consiglio, in quanto è favorevole alle proposte che abbiamo sottoscritto e che erano quelle inizialmente presentate dall’Assessore Pieroni.
Erano emendamenti presentati per facilitare alcune situazioni che riguardavano la gestione delle oasi, oasi che erano gestite dalla Provincia. Guarda caso, tutte le questioni legate all’ambito della caccia sono gestite dall’Atc, rimanevano fuori le oasi ed ora anche queste sono passate all’Atc.
Un'altra modifica riguarda i permessi giornalieri per i cacciatori per la sola caccia al cinghiale che vengono ammessi non con pagamento annuale della quota dell’Atc, ma con una quota che stabilisce l’Atc stessa, quindi si facilita la gestione dell’Atc per quanto riguarda i permessi giornalieri.
L’altra situazione di disagio riguarda i tesserini per la caccia allo storno, che venivano consegnati in tempi diversi rispetto agli altri, ora la consegna è prevista in un’unica data per rendere più agevole la pratica della caccia allo storno.
La parte dove c’è stata più discussione, anche se è abbastanza semplice da vedere, è quella che riguarda i danni provocati dalla fauna selvatica che, con l'emendamento, ritornano ad essere risarciti dalle Atc. Un ritorno previsto anche dalla legge nazionale, dal 1995 al 2004 era così anche nella regione Marche, poi dal 2004 la Regione ha fatto dei provvedimenti con i quali li ha presi in carico.
E’ chiaro che questo facilita sicuramente il pagamento dei danni alle Associazioni di categoria. Danni della fauna selvatica nel campo dell'agricoltura, agli agricoltori, alle imprese agricole (le quali sono ben felici di questo passaggio) e dà la possibilità di migliorare la questione della caccia agli animali selvatici perché c'è sicuramente una maggiore responsabilizzazione dell’Atc che mette in atto tutti quei provvedimenti legati alla caccia degli animali selvatici, in maniera particolare gli ungulati (caccia al cinghiale) che è una delle situazioni più importanti.
Con questo non si risolve il problema della caccia al cinghiale, della caccia agli ungulati, ma è un passaggio che facilita un nuovo ordinamento, una nuova situazione della caccia e responsabilizza ancora di più i cacciatori.
Quando si dice che il rimborso viene dato direttamente dagli Atc significa che la Regione continuerà a pagare le competenze proprie, quindi mantiene le somme da destinare alle Atc. I soldi ci sono e fino ad ora sono stati sufficienti per coprire i danni provocati dagli animali selvatici.
Credo che siamo di fronte ad un provvedimento importante, a livello nazionale la normativa lo prevede e fino al 2004 era così anche nella Regione Marche. E’ qualcosa di innovativo in senso positivo.
L’ultima modifica apportata dagli emendamenti riguarda il Centro di recupero animali selvatici (Cras) che scadeva il 31 dicembre 2016, attivato a Pesaro, ma di fatto con carattere regionale perché ricopre un ruolo importante non solo nella provincia di Pesaro ma in tutta la regione. Con la perdita delle competenze da parte delle Province è tornato tutto alla Regione, la quale dovrà definire come portare avanti questo parte legata a …
La scadenza del Cras è stata prorogata al 31 dicembre 2017. A noi va benissimo andare più velocemente, perché se si riesce a trovare una sistemazione prima, tanto meglio, però fino adesso non ci siamo riusciti per tanti motivi, quindi era bene dare una proroga così lunga, entro l’anno. Se riusciamo a trovare una soluzione prima, tanto meglio.
Questi sono i cambiamenti legati alla mia Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Gli articoli che riguardano la III Commissione sono tre: 8, 9 e 10, provengono dall’Assessore Sciapichetti con il quale ci siamo confrontati. Devo dire che in Commissione c’è stato un incontro anche con i Servizi che ci hanno motivato e spiegato, in maniera molto puntuale e tecnica, gli emendamenti che stavamo per approvare.
In Commissione, almeno dal punto di vista della maggioranza, non c'è stato alcun problema a votare questi tre articoli.
L'articolo 8 (Proroga dei termini di cui all'articolo 11 della legge regionale 13/99) prevede che, a seguito degli eventi sismici, i termini previsti dalla legge 13/99, quella che si occupa della disciplina regionale in difesa del suolo, sono prorogati di ulteriori 180 giorni.
In merito all’aggiornamento delle aree a rischio Pai, i Comuni hanno chiesto di poter avere più tempo per fare le loro osservazioni, quindi con questo articolo si proroga di 180 giorni. Ovviamente rimangono valide le norme di salvaguardia, cioè quelle che definiscono i vincoli legati alla valutazione che fanno i servizi.
L'articolo 9 modifica l’articolo 8 della legge regionale 24/2009, legge che definisce le quote di rappresentanza degli enti locali all’interno delle Ata, che vengono determinate in base a criteri nuovi. Prima questa quota dipendeva per il 20% dalla superficie del territorio, l’abbiamo portata al 10%, il 75% era legato alla popolazione residente, lo abbiamo portato a l'85% e il 5% rimane alla Provincia.
L’articolo 10 (Modifica all’articolo 18 della legge regionale 19/2015) riguarda gli impianti termici degli edifici e all'articolo 18, comma 1, viene aggiunta la lettera h) la quale prevede che la scadenza dei termini per la trasmissione del rapporto di controllo è prorogata al 30 giugno 2017.
La proroga si è resa necessaria perché alcuni Comuni non riescono ad attivare le verifiche e i controlli nei tempi previsti.
Alla lettera g) le parole “entro 1 anno dal termine della proroga” sono sostituite da “entro 2 anni dal termine della proroga”. Anche qui ci si occupa del controllo delle caldaie negli anni precedenti da parte dei Comuni, non il controllo delle caldaie annuale che fanno i manutentori, bensì le verifiche che i Comuni e le Province devono fare per gli anni precedenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Gli articoli 11 e 12, che sono frutto del lavoro dell'Ufficio di Presidenza, riguardano nello specifico due questioni.
Una riguarda l’argomento che abbiamo rinviato la volta scorsa durante la discussione della legge sugli organismi di garanzia, nello specifico la possibilità di concedere permessi alla Presidente ed alle Vicepresidenti della Commissione pari opportunità per partecipare alle sedute dell’Ufficio di Presidenza e della Commissione stessa.
La modifica che è stata apportata riguarda la Presidente e le Vicepresidenti che sono lavoratrici dipendenti, a prescindere da chi sia il datore di lavoro, mentre l’altra volta avevamo specificato, vista la situazione oggettiva attuale, che riguardasse le dipendenti regionali.
La Presidente della Commissione pari opportunità ha altresì possibilità di prendere permessi fino ad un massimo di 24 ore lavorative al mese retribuite. Ovvero la Presidente e le due Vicepresidenti hanno possibilità di esentarsi dal lavoro, dal servizio, per il tempo strettamente necessario alle sedute dell’Ufficio di Presidenza e della Commissione. La Presidente ha altresì la possibilità di avere permessi retribuiti per svolgere attività documentata connessa all'esercizio del mandato, fino ad un massimo di 24 ore lavorative mensili. I permessi per partecipare ad iniziative o ad attività documentata o a sedute dell’Ufficio di presidenza o della Commissione stessa sono usufruibili per un totale di 24 ore mensili.
L’articolo 12 ha un emendamento della I Commissione e prevede, nell’ambito della programmazione triennale del fabbisogno per gli anni 2017, 2018 e 2019, un piano per la copertura dei posti dirigenziali vacanti nella rispettiva dotazione organica, utilizzando i risparmi degli anni precedenti ancora disponibili.
Sappiamo che abbiamo delle vecchie economie più l'economia del pensionamento dell’ex direttore generale, che dovrebbero darci la possibilità, con questa norma, facendo il piano di programmazione triennale del fabbisogno, di andare a coprire i posti vacanti che presumibilmente dovrebbe essere 1. Si dovrebbe coprire la posizione di un dirigente attualmente assunto a tempo determinato.
Questa stessa possibilità riguarda non solo la dirigenza, ma anche l'intero comparto. Con l'emendamento presentato dai Consiglieri Traversini e Marconi e poi fatto proprio dalla I Commissione questo principio, previsto dal comma 1, dell’articolo 12, viene esteso a tutto il comparto del personale, l’unica differenza riguarda le annualità, non più 2017/2018/2019, ma 2018/2019/2020 perché fino al 2017 la programmazione triennale del fabbisogno del personale del comparto è già stata pianificata.
Anche in questo caso si dovrà fare una programmazione utilizzando i risparmi degli anni precedenti ancora disponibili, ovvero ci sarà la possibilità, con questi 2 commi dell’articolo 12, di impiegare, sia per la dirigenza che per l’intero comparto, tutte le risorse non utilizzate e metterle a disposizione per fare eventualmente nuove assunzioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Premetto che noi siamo contrari alla proposta di legge omnibus dove tutto viene messo dentro e si discute in maniera frettolosa anche di argomenti che potrebbero e dovrebbero avere un approfondimento maggiore.
Gli articoli da 1 a 5, i primi articoli, modificano in maniera rilevante, e naturalmente discutibile, la legge 7/95 sulla caccia, come abbiamo sentito adesso.
Molti Commissari della II Commissione, mi diceva il Consigliere Fabbri, nell'ultima seduta, che si è tenuta recentemente, si sono detti contrari alla formalizzazione delle modifiche di questa legge, senza aver potuto approfondire in maniera sufficiente le conseguenze che queste potrebbero comportare.
In sostanza si forniscono fondi alle Atc che potranno gestirli in autonomia quasi completa, per i danni subìti dagli agricoltori, provocati dalla fauna selvatica (cinghiali, ungulati, lupi).
Ricordiamo che le Atc sono enti privati e noi come Movimento 5 Stelle non riteniamo giusto che il pubblico, in precedenza era tra le funzioni delle Province, ceda queste funzioni ad un organismo privato.
Nella sostanza l'articolo 1 assegna le competenze delle Province agli Atc, noi non siamo d’accordo, viene assegnata la gestione delle oasi e viene anche inserito il meccanismo del silenzio assenso, che per noi è pericoloso, quindi non siamo d'accordo, infatti nell'articolo, al comma 2, si dice: “la Regione entro 30 giorni dalla data di presentazione del programma, formula osservazioni alle quali deve attenersi il soggetto gestore, qualora entro il predetto termine non vengano formulate osservazioni il programma si intende approvato”. Questa è sicuramente una cosa che non può funzionare ed è pericolosa.
Gli articoli 8 e 10 consistono in proroghe concesse agli enti pubblici per eseguire attività di verifica in diversi settori. Queste proroghe, per fortuna non estese ai soggetti che operativamente eseguono le verifiche effettive sul campo, tendono a sanare la scarsa efficienza degli enti locali nell'esecuzione delle attività a cui sono preposti.
Si ritiene che solo parzialmente tali ritardi siano imputabili a effetti di sovraccarico di attività dovuti alle conseguenze del terremoto, come questa proposta di legge dice.
Nel capo II, all’articolo 9 si prevede la riduzione dal 20 al 10% del peso di rappresentanza degli enti locali all’interno degli Ata, in funzione dell'estensione territoriale del Comune a fronte di un ribilanciamento dal 75 all'85% del peso parametrato sulla popolazione. Se da un lato consente qualche risparmio e potrebbe essere, anche in base alla popolazione, un aggiustamento credibile da parte dei Comuni montani, dall'altro c'è il rischio che questi Comuni perdano la loro rappresentanza già politicamente molto ridotta.
Nel capo III anche quest'anno nella legge omnibus troviamo un articolo che riguarda il personale dirigente, come poteva mancare! L'abbiamo già rilevato anche in una legge dello scorso anno, la disposizione ha come fine l'assunzione a tempo indeterminato di un dirigente che già sicuramente è stato individuato, assunzione che applicando le leggi vigenti non sarebbe possibile per mancanza di risorse utilizzabili, ma che questa maggioranza a tutti i costi vuole portare avanti. Attenzione, io non sto facendo una questione di valutazione della persona, per carità, sto stigmatizzando questo tipo di comportamento, che viene gestito da un potere che tralascia e passa sopra a tutto, e questo tipo di arroganza che mi sembra abbastanza furba.
L'articolo 12 di questa proposta di legge è pleonastico perché già il decreto legislativo 165/2001 “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” prevede la programmazione triennale del fabbisogno del personale, sia dirigenziale che del comparto, ed il decreto legge 90/2014, all’articolo 3, comma 5, prevede il cumulo delle risorse destinate all'assunzione per un arco temporale non superiore a tre anni, ma solamente a partire dall'anno 2014.
E’ chiaro, come tra l'altro c'è stato esposto in Commissione, che i risparmi che si vogliono utilizzare sono antecedenti al 2014, quei resti sono residuali dopo l'assunzione a tempo indeterminato dei 3 dirigenti dell'Assemblea legislativa, risorse derivanti dalle cessazioni dal 2000 in poi. Per utilizzarle fu fatta una legge regionale che a suo tempo il Movimento 5 Stelle ha evidenziato sia alla Corte dei Conti che all’Anac, probabilmente sarà costretto a farlo anche questa volta.
Pertanto per le ragioni che ho esposto: la legge omnibus sicuramente non può essere approfondita, viene fatta alla fine dell'anno per inserire quello che a volte fa più comodo, distoglie l'attenzione dovuta a questi argomenti, noi voteremo contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Soltanto per precisare. Parto dall’intervento fatto dal Presidente della Commissione, Traversini, che ha già illustrato abbastanza chiaramente le motivazioni che oggi portano questa Aula all'approvazione dei punti riguardanti il sistema della caccia, in particolar modo quello dei danni creati dagli animali selvatici (ungulati, caprioli).
Se mi permette, Consigliere Maggi, vorrei fare soltanto una precisazione, sicuramente l'articolato sulla caccia è molto difficile, però la sostanza di questo punto all’ordine del giorno, parlo per la parte di mia competenza, è che noi, ormai da un anno e mezzo, ma sicuramente anche da prima, cioè dal 2013, siamo entrati, in base alle normative europee, nel sistema del de minimis. Questo ha creato una criticità importante dovuta a delle normative legittime della Comunità europea, molto difficili da attuare, da applicare da parte della Regione Marche che deve pagare gli Atc, che a loro volta, per erogare i finanziamenti, devono sottostare ad una serie di sistemi burocratici.
Ad oggi, concretamente - credo che il Consigliere Fabbri conosca un po' questo meccanismo - noi siamo in grande difficoltà nel liquidare agli Atc i fondi per pagare i danni avuti dai vari agricoltori e dal sistema delle associazioni agricole della nostra regione.
Questo articolato permette a noi, credo che verrà ripreso da tutte le altre Regioni, di avere un rapporto diretto e vero con gli Atc che sono istituzioni a carattere privatistico, ma che sostanzialmente possono, in maniera più tranquilla, liquidare - fatti salvi tutti i pareri tecnici - i danni avuti dagli agricoltori e quindi dalle attività agricole.
Questo è lo snodo fondamentale che porta a questa proposta di legge. Sicuramente è un passo importantissimo che il sistema della caccia fa nella nostra regione. Credo che molto probabilmente sarà, ripeto, preso ad esempio perché, lo ricordava il Presidente Traversini, responsabilizza ancora di più, nel rispetto dei ruoli, gli Atc. Tutto questo parte, lo ha ricordato il Consigliere Maggi, dal fatto che dall’1 aprile le Province non avranno più competenze specifiche nel settore della caccia e della pesca nelle acque interne.
Noi siamo riusciti a creare questo giusto equilibrio e questa proposta di legge va in questa ottica.
Capisco le vostre perplessità, però, secondo me, è un errore non votare questo specifico punto all’ordine del giorno perché diamo una risposta forte a tutto il sistema non solo della caccia, ma del mondo agricolo che vedrà accelerati i passaggi, che oggi sono farraginosi, difficili ed in alcuni casi non si potevano superare una serie di norme europee.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Sottraggo soltanto un minuto a quest’Aula perché voglio ricordare un fatto all’Assessore Pieroni. Come lui ben sa, un territorio nel quale è possibile esercitare l'attività venatoria, è un territorio che deve essere in condizione di produrre ambiente e fauna, pertanto prima che il prelievo, come l'Assessore sa, la centralità è data dalla cattura, anzi la cattura è la condizione nobile e fondamentale di una seria gestione faunistica.
All’Assessore, con l’amicizia ed il profondo rispetto che ho della persona di Moreno Pieroni, faccio presente questo fatto perché si sta verificando, proprio sulle catture, una situazione a mio avviso assurda, incomprensibile, direi inaccettabile. Ovvero in alcune Province della nostra regione sono state autorizzate le catture, in altre questa possibilità non è stata data.
Mi fermo qui, Assessore, quello che chiedo è un comportamento omogeneo in tutta la regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che qui faccia sempre più fatica a spiegarsi, soprattutto per chi non vuole recepire certe cose e sono sempre gli stessi Consiglieri che sostengono determinate questioni.
Questo provvedimento che ci accingiamo a votare è un'ennesima provocazione a quest’Aula, Presidente. Mi rivolgo in modo particolare al Presidente Mastrovincenzo che dovrebbe rappresentare la dignità di questo consesso, la sovranità dell’Aula, in quanto i documenti devono arrivare in tempo utile per essere discussi, non all'ultimo momento. All'ultimo momento arrivano provvedimenti probabilmente non proprio trasparenti, perché quando in una legge regionale si richiamano le leggi del Governo, c’è qualcosa che puzza di bruciato, come si dice nel gergo.
Presidente Mastrovincenzo o lei si mette nelle condizioni di far recuperare un ruolo a quest’Aula altrimenti credo che dovremmo riflettere politicamente in termini diversi.
Non è possibile che qui avvengano delle modifiche, ripeto, non lo ripeto a caso, a provvedimenti di legge del Governo che richiamano le assunzioni, che richiamano le retro datazioni delle leggi, ma che film stiamo guardando? Vogliamo usare quest’Aula a comodo di qualcuno? Pongo delle riflessioni anche ai Consiglieri di maggioranza perché credo che questo debba far riflettere tutti.
Presidente Mastrovincenzo, credo che il 2017 debba portare un cambiamento di rotta, o si recupera il ruolo istituzionale del Consiglio altrimenti questo Consiglio sarà in mano ai dirigenti di questa Regione che superano e che stanno anche sopra la testa dell'esecutivo. Questo è il problema vero di questa Regione. Gli uffici stanno sopra all’esecutivo che in molti casi non è in grado di opporsi e poi le conseguenze arrivano qui in Aula.
Credo che il ruolo istituzionale debba essere questo e naturalmente i Consiglieri devono essere messi in condizione di poter valutare tutte le cose, ma non prendiamoci in giro perché le cose arrivano, magari, 70 ore prima della discussione. E’ un prendersi in giro e per questi motivi noi ci asterremo dal votare questi provvedimenti che vengono portati in Aula.
Chiedo formalmente al Presidente che le cose nel 2017 vengano recuperate nel vero senso della democrazia.
Spero, e mi rivolgo al capogruppo Busilacchi che è il Presidente della Commissione straordinaria per il regolamento interno, che venga recuperato il ruolo istituzionale del Consiglio regionale, lo dico qui formalmente, in termini più chiari, in termini più trasparenti, ma non per il Consigliere Zaffiri e non credo neanche per il Consigliere Busilacchi, ma per la comunità e per i marchigiani. Spero che queste cose siano le ultime del 2016 perché dal 2017 dovremo intraprendere in termini istituzionali un altro percorso, me lo auguro, per dare un servizio migliore ai marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Soltanto una precisazione per il Consigliere del mio gruppo.
E’ vero che c'è la sensazione che noi, che siamo la parte politica e che dovremmo guidare la Regione, veniamo a volte scavalcati da qualche dirigente, ma il problema è nostro, della parte politica che probabilmente non ha polso per spiegare ai nostri cari dirigenti chi governa, chi decide, chi tiene il coltello dalla parte del manico.
Personalmente, per tranquillizzare il Consigliere Zaffiri, in un paio di casi ho spiegato molto chiaramente che è la parte politica che decide, che sia maggioranza, che sia opposizione, che siano d’accordo, e il soggetto di turno ha abbassato le orecchie e ha ascoltato in silenzio.
Mi sono espresso in questo modo perché, per come vivo io, che sono stato eletto, che ho avuto delle preferenze, che rappresento una parte della regione, direi quasi che noi siamo di origine divina, tutto il resto viene dopo.
Per quanto mi riguarda io sto tranquillo, non ho problemi esistenziali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Ho avuto modo in Commissione di occuparmi insieme ai colleghi soltanto della parte di questo provvedimento che riguarda la caccia ed in modo particolare, la caccia agli ungulati o meglio i danni provocati dagli ungulati.
Abbiamo esaminato abbastanza approfonditamente questa modifica che credo sia abbastanza ragionevole perché in linea di principio ci permette di sfuggire dalle grinfie delle politiche europee, quindi dal de minimis, come diceva l'Assessore, svincolando il contributo dalla parte pubblica perché l’Atc è un’associazione privata che riscuote le quote da parte degli associati, i cacciatori, e quindi può disporne come crede. Penso che sia abbastanza ragionevole fare un discorso di questo tipo. Elimineremo un po’ di contenziosi, ma soprattutto ci auguriamo - sarà la Regione che dovrà verificare perché le competenze ed il controllo spettano alla Regione - che i tempi vengano rispettati bene e velocemente perché quello che si criticava fino adesso non era soltanto l’entità del danno che veniva liquidato ma anche e soprattutto le tempistiche.
Ho posto un problema ai funzionari dell’Assessorato: sarebbe il caso di rivedere completamente il regolamento di attuazione della legge 7, perché il problema degli ungulati non sta soltanto nei danni che essi provocano, ma sta proprio nella redazione dei piani di abbattimento. Non possiamo più transigere che questi animali vengano in parte cacciati e in parte allevati. Per cui il problema esiste da questo punto di vista. Nelle zone C, nelle zone urbanizzate, non è più soltanto un problema di danni alle colture ma è anche un problema di sicurezza per le abitazioni.
Mi auguro che effettivamente venga messa mano alla revisione del regolamento di cui alla legge 7, per far si che i piani di abbattimento vengano fatti nel modo giusto, che si entri un po’ più puntualmente in questi piani che vengono presentati dai singoli Atc anche su indicazione dell’Ispra, perché effettivamente sta diventando un vero problema sui nostri territori. Spero che, sulla spinta di questa modifica, si metta mano velocemente per risistemare il tutto. In Assessorato ne abbiamo già parlato con il dirigente e con i funzionari.
Poi entrerò nel merito dell’emendamento che ha presentato il Consigliere Giacinti, ne posso parlare ora? No, va bene intervengo dopo al momento della votazione dell’emendamento.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Un minuto di sospensione per verificare una cosa dal punto di vista tecnico.

La seduta è sospesa alle ore 20,10

La seduta riprende alle ore 20,20

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Questa legge omnibus, la n. 102, è nata male e sta proseguendo peggio, quindi proporrei - senza nessun spirito polemico o altro, visto che in Commissione c’è stato detto che la modifica per la Presidente della Commissione pari opportunità crea variazione finanziaria, quindi bisognerebbe cambiare l’articolo, ma non si può fare perché la modifica è stata fatta - il 17 gennaio, nel prossimo Consiglio, di metterla al primo punto dell’ordine del giorno redatta in maniera perfetta, con un fiocco rosso sopra. Saremo nell’anno nuovo e la ripresenteremo in Consiglio.
Dobbiamo fare delle cose raffazzonate, poi ci sono altre cose, quindi mi sembra … Lo domando anche all’Assessore Pieroni: c’è un’urgenza così pressante che ci deve far licenziare oggi, alla fine di questo anno, una legge che traballa da più punti?
Credo che anche i colleghi della maggioranza, se la rinviate e la mettete al primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta, avranno tempo di leggerla bene e voi che siete gli estensori la metterete in una forma che non avrà nessun tipo di appiglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Mi permetto di sottoporre all’Assemblea che questo articolo potrebbe, così come è stato formulato, incocciare con l’articolo 14 dell’invarianza finanziaria. Se non vi dispiace accolgo in parte il suggerimento del Consigliere Maggi, ma in questa dimensione: stralciamo l’articolo incriminato - passatemi questa espressione - con l’impegno di riprenderlo nella prima sessione utile, ragionato nel contesto complessivo, tanto sappiamo che nello specifico non creerebbe alcun problema, nemmeno se restasse in questa forma, però noi siamo uomini attenti alle norme, le scriviamo con scienza e coscienza, quindi forse è più giusto stralciare questo articolo e rinviare la sua formulazione in un contesto più adeguato, se siete d’accordo.

PRESIDENTE. E’ possibile ripresentarlo dopo 6 mesi.

Francesco GIACINTI. E’ l’articolo 11.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 7 bis/1 a firma del Consigliere Busilacchi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Gianluca BUSILACCHI. Questo emendamento intende prevedere una sperimentazione, nelle aree dove è prevista la radicazione del cinghiale, di un programma sperimentale per la sterilizzazione del cinghiale, ma visto che questo tema ha aperto una discussione in Commissione, ritiro l'emendamento e formalizzo la sua trasformazione in una proposta di legge che così potrà fare il suo iter in Commissione.

PRESIDENTE. Emendamento 7 bis/1. Ritirato.

Emendamento 7 bis/2 a firma del Consigliere Giacinti, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Francesco GIACINTI. Questo emendamento si è reso necessario perché sostituisce l'emendamento precedente che la Commissione ha ritirato, era stato scritto in maniera non precisa, creava dei problemi di interpretazione, per cui la corretta riscrittura è questa. E’ un emendamento sostitutivo di quello precedente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Il primo aspetto è prettamente giuridico e retroattivo di un anno, se me lo chiarisce giuridicamente dott.ssa Zampa?
Il secondo aspetto è un dubbio che mi viene. Essendo la norma retroattiva gli Atc dovrebbero già pagare con propri fondi del 2016 i danni prodotti in quest’anno, si dà il caso che siamo a fine esercizio finanziario, questi i fondi ce li hanno o non ce li hanno? Si ovvia in che modo? Mi sono confrontato anche con il Presidente Traversini, la Regione trasferisce questi fondi e loro pagano con fondi diventati loro, in pratica fondi pubblici che diventano fondi privati, non vorrei che in questo passaggio qualcuno ci metta il naso e dica: “Ma sono fondi pubblici che ti ho trasferito e tu paghi non più in regime di de minimis”. Sono soltanto dei dubbio che ho, tutto qui.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. In Commissione è stato toccato il tema della retroattività, perché ci siamo posti questa domanda, però ci è stato chiarito che più volte, quando una norma spiega la sua efficacia in tempo retroattivo, come in questo caso, la ragionevolezza è una spiegazione e una motivazione plausibile, come nel caso specifico.
Qual è qui il vero problema? I danni verificatisi nell'anno 2016 che fino ad oggi non hanno avuto ristoro. Credo che sia nello spirito della ragionevolezza, ma soprattutto nello spirito dell'efficacia di una norma, quella di risolvere la problematica, che è quella appunto di ristorare i danni che si sono verificati nell'esercizio.
Ora seppur vero che può venire questo dubbio di natura strettamente giuridica, credo che si possa ben invocare il criterio della ragionevolezza in questo caso specifico, perché andiamo incontro all'esigenza di ristorare i danni effettivamente conseguiti, avuti, dagli agricoltori, per cui non credo che ci siano problemi e abbiamo avuto rassicurazioni in questo senso.
L'articolo 3 della legge 8 si applica nella stagione venatoria 2016/2017 perché come sapete meglio di me la stagione venatoria è già stata avviata, quindi anche per tenere conto di questa possibilità, opportunità, è giusto fare questa specificazione.
I fondi sono quelli che gli Atc hanno ricevuto o riceveranno che andranno in contropartita ai danni che effettivamente si sono verificati nel periodo, quindi c’è rispondenza fra risorse e copertura dei danni, per cui è legittimo il dubbio avanzato dal Consigliere Celani, però il criterio della ragionevolezza credo che sia assorbente rispetto al caso specifico che viene motivato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Scusate vorrei un chiarimento veloce, ho sentito prima il termine “sterilizzazione”, di cinghiali me ne intendo perché sto in una zona di cinghialari, ma la sterilizzazione da quale mente eccelsa è partorita? Dalla sua Consigliere Busilacchi? Sterilizzazione dei cinghiali …, per non fare tardi questa sera vengo a spiegarvelo in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Brevemente per rispondere all’intervento del Consigliere Celani. Per legge gli Atc sono tenuti al pagamento dei danni, in questo caso parliamo di ungulati, ma anche di tutti i danni provocati da animali selvatici, quindi è chiaro che il percorso è questo.
Noi stiamo pagando gli anni 2013, 2014, 2015, il 2016 non è stato ancora inserito nei pagamenti, abbiamo ritenuto di far fare il percorso complessivo a tutto il sistema e partire già da quest'anno per quello che riguarda la rendicontazione.
E’ vero che gli Atc prenderanno dalla Regione questi finanziamenti, però la rendicontazione non sarà sui danni da ungulati, la rendicontazione sarà fatta, proprio per quel discorso dei de minimis, su tutta la parte gestionale degli Atc, per dire: l'acquisto di animali (lepri, fagiani e quant’altro), il ripopolamento, le iniziative che fanno, quindi ci rendiconteranno, non la parte dei danni, ma la parte della gestione non collegata. Per questo sistema loro, essendo dei privati, possono pagare e noi avremo la rendicontazione e saremo tranquillamente in regola.

PRESIDENTE. Emendamento 7 bis/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Sospendo un attimo la seduta.

La seduta è sospesa alle ore 20,40

La seduta riprende alle ore 20,45

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Articolo 11
Emendamento 11/1 (soppressivo dell’articolo 11) a firma della I Commissione, che recita: “L’articolo 11 è soppresso”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12.
Emendamento 12/1 a firma del Consigliere Maggi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Giovanni MAGGI. Ritiro l’emendamento 12/2 e non illustro per protesta l’emendamento 12/1 perché credo che la discussione su questa proposta di legge sia poco seria e poco dignitosa. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 12/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 12/2 a firma del Consigliere Maggi. Ritirato

Emendamento 12/3 a firma della I Commissione. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. ... 2015/2017 è stata oggetto già di una approvazione precedente, c’è una sfasatura non va di pari passo con il bilancio, è una questione a sé stante … Come l’abbiamo verificato!

PRESIDENTE. Emendamento 12/3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12 bis.
Sub emendamento 12 bis/1/1 a firma del Consigliere Maggi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 12 bis/1 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12 bis, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 12 ter/1 (istitutivo dell’articolo 12 ter) a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 13 bis/1 (istitutivo dell’articolo 13 bis) a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Con questo emendamento si chiede l’introduzione di un nuovo articolo, l’articolo 13 bis, che prevede che i beni acquisiti dalla Regione, a seguito della soppressione degli Aptr (aziende di promozione turistica regionale) siano ceduti ai Comuni che ne facciano richiesta.
Il secondo punto prevede che la cessione ai Comuni avvenga con una decurtazione del 35% del valore stimato, questo perché gli Aptr hanno avuto un lungo percorso (passaggio dalle Province, agli enti locali) e spesso sono stati acquisiti attraverso fondi che provenivano dalla tassazione locale, quindi non avrebbero una valenza commerciale, ma sarebbero acquistati dai Comuni per finalità pubbliche. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 13 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 13 bis/2 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 13 bis/3 a firma della I Commissione. Ritirato

Articolo 14. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 15 (Dichiarazione d’urgenza), è richiesta la maggioranza assoluta. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Emendamento di coordinamento tecnico 1, a firma della I Commissione. Decaduto.

Emendamento di coordinamento tecnico 2, a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLERSI. Chiedo la votazione per appello nominale anche a nome dei Consiglieri Fabbri e Giorgini.

PRESIDENTE. Proposta di legge n. 102, così come emendata, la pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri, Giorgini.
Favorevoli: Biancani, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati.
Contrari: Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Astenuti: Celani, Leonardi, Malaigia, Marcozzi, Zaffiri, Zura Puntaroni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto ammnistrativo n. 27
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifica della deliberazione dell’Assemblea legislativa 9 dicembre 2014, n. 115 ‘Piano regionale di edilizia residenziale (triennio 2014/2016). Legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 27 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Con questo atto si procede alla modifica della delibera 115 del 2014, che è il Piano regionale di edilizia residenziale.
Il piano si articola in diverse linee di intervento, alcune hanno dimostrato di essere purtroppo critiche, in quanto non hanno raggiunto il risultato atteso, in particolare la linea di intervento B.1 'concessione di buoni riscatto rent to buy' per la quale erano stati emanati diversi bandi, ma si sono dati solamente 4 buoni riscatto e a fronte di una spesa prevista di 3,5 milioni di euro sono stati assegnati solamente 106 mila euro.
Altra linea di intervento è la B.2 'adesione a strumenti finanziari operanti nel settore immobiliare' era prevista una spesa di 5 milioni di euro, anche questa è una linea di intervento di difficile attuazione.
Anche per la linea di intervento D 'sperimentazione di nuove soluzioni di edilizia residenziale' in particolar modo i cohousing e gli edifici con caratteristiche domotiche innovative, avevamo previsto una cifra di un milione.
Ci sono quindi delle misure che non hanno dato i risultati attesi per un risparmio, una economia di 9,5 milioni di euro. A questi si aggiungono 19 milioni di euro di risorse, presso la cassa Depositi e Prestiti, per l’Erap e 1.162.000 euro quali fondi straordinari vincolati per l’Erap, per un totale di 12.420.000 euro.
A questo punto la Giunta, in particolar modo l’Assessore Casini ha presentato un atto, una proposta di delibera, che noi in Commissione abbiamo valutato ed anche apprezzato, e che in gran parte rimane quella presentata direttamente dall’Assessore, che prevede obiettivi come il minor consumo del suolo, l’individuazione di misure gradite dalle famiglie marchigiane, possibilità di un rapido impiego delle risorse ed inoltre, molto importante, adeguamento delle barriere architettoniche dei fabbricati vecchi.
In particolar modo l’intervento della linea B.2, quella che si occupa dell’acquisto di immobili con priorità a quelli invenduti, ultimati ed ultimabili entro 12 mesi dalla data di acquisto, è una linea strategica destinata soprattutto ad impattare sull’invenduto, ha il vantaggio dei tempi rapidi attuazione, di un non ulteriore consumo del suolo e sarà poi l’Erap a fare gli appositi bandi.
Su questa linea di intervento abbiamo messo 8.547.000 euro ed è rivolta a quegli immobili che si trovano nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei capoluoghi di provincia, o nei Comuni con popolazione sopra i 25.000 abitanti o negli ambiti territoriali sociali. Questa è una modifica che abbiamo apportato in Commissione: “ambiti territoriali sociali a condizione che i Comuni appartengono tutti al medesimo ambito” ed abbiano individuato un’unica graduatoria di assegnazione e di localizzazione.
Altra linea di intervento dove intendiamo mettere le risorse è la B.3, quella della concessione dei contributi alle famiglie per l’acquisto della prima abitazione tramite i buoni casa, anche questa si tratta di una misura destinata ad impattare sull’invenduto ed ha sicuramente il vantaggio di poter essere impiegata in tempi rapidi.
Il buono casa che mettiamo a disposizione è di 25.000 euro a famiglia, quindi considerando che abbiamo messo 2 milioni di euro, si tratta di dare 80 buoni casa per acquistare a livello regionale.
I punteggi delle graduatorie. Abbiamo dato priorità a quei Comuni che fanno parte delle unioni dei Comuni ed ai Comuni colpiti dal sisma, sono della Provincia di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, poi passiamo ai Comuni capoluogo di Provincia, ai Comuni ad alta densità abitativa e poi a tutti gli altri.
Anche in questo caso la graduatoria è regionale.
Importante, oltre al fatto che mettiamo 2 milioni di euro, i Comuni possono dedicare questi buoni alle giovani coppie o secondo altri parametri.
L’altra linea di intervento è la B.4, anche questa molto rilevante, che prevede 1.573.000 euro per l’abbattimento e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Non riguarda i nuovi fabbricati, ma tutti i fabbricati esistenti e con questa cifra i servizi dicono che sarà possibile dare una risposta a tutti quei fabbricati che all’interno hanno persone con difficoltà motorie. Mi sembra che questa sia una cosa che dobbiamo valorizzare molto perché saremo in grado di far superare le barriere architettoniche a tutte le persone con problemi motori che lo richiederanno.
L’altra linea di intervento è la D legata alle sperimentazioni di nuove soluzioni, anche qui abbiamo messo 300.000 euro ed è la stima necessaria per interventi, ad esempio, di autocostruzione per terminare gli interventi in corso.
Abbiamo accettato un altro emendamento che è pervenuto dal Servizio con il quale viene modificata la linea C.6, viene tolto il limite massimo previsto di 130.000 euro per l’acquisto degli alloggi. Abbiamo visto ad esempio che ci sono alloggi per le famiglie numerose che possono avere una superficie importante, oltre i 110 metri, e rimanere all’interno della cifra di 130.000 euro è impossibile. Ci dà anche la possibilità di dare una risposta alle famiglie numerose.
Un piano importante, un investimento di oltre 12 milioni di euro. Ribadisco il fatto che ci sarà la possibilità di intervenire sulle barriere architettoniche. In totale, ho fatto un calcolo, potremmo mettere a disposizione in tempi brevi circa 160-170 alloggi a livello regionale, tra quelli acquistati con i buoni casa e quelli dell’acquisto dell’invenduto. Ho fatto un calcolo: intorno ai 90-100 mila euro, dividendo gli importi che abbiamo messo si parla di oltre 160-170 immobili.
Su questo argomento abbiamo fatto diverse Commissioni, sono pervenuti i pareri sia del Cal che del Crel, tutti e due sono favorevoli ed entrambi hanno dato dei suggerimenti, il Crel ha suggerito di mettere delle risorse per la linea A, la linea per la manutenzione. Abbiamo già verificato ed il Servizio e l’Assessore Casini hanno già messo parecchie risorse nella linea A, quindi non è necessario metterne ulteriori, perché l’Erap ad oggi è nelle condizioni di ristrutturare l’intero patrimonio edilizio di proprietà e di metterlo a disposizione, quindi non sono necessarie ulteriori risorse, probabilmente il Crel non era a conoscenza del fatto che nel corso di questi ultimi anni le abbiamo messe.
Per quanto riguarda il Cal, dà parere favorevole e chiede di incrementare le risorse rispetto ai buoni casa. Devo dire che da questo punto di vista noi puntiamo ad aumentare il patrimonio edilizio di proprietà della Regione, mentre il buono casa serve per l’acquisto dell'appartamento che rimane di proprietà del soggetto, che ha beneficiato del buono casa, acquistare un appartamento - che non è di proprietà del soggetto che ci vive - permette, nel momento in cui il soggetto, che ne ha diritto, dovesse andarsene di avere un ulteriore immobile da destinare, quindi per noi come ente pubblico è più importante mettere risorse importanti per l’acquisto degli alloggi perché si implementa il patrimonio edilizio che viene messo a disposizione per l'edilizia economica popolare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Cercherò di essere il più veloce possibile. Del parere del Crel ha detto il Consigliere Biancani. Il parere del Cal mi sembra congruo ed io in Commissione avevo detto la stessa identica cosa, e cioè che mi sembravano pochi 2 milioni di euro per i buoni casa, anche perché credo che questa proposta debba essere indirizzata alle giovani coppie ed alle famiglie che ne hanno bisogno. Di fatto su questo ho presentato un emendamento, che è stato accettato, in quanto nella proposta, dopo il comma B.2, c’era un indirizzo che non mi piaceva, che diceva: “Tale misura può riguardare oltre che gli immobili di proprietà delle imprese edili, anche quelli acquisiti dalle banche e/o loro aventi causa per varie ragione connesse, per lo più all’insolvenza delle medesime imprese edili”, adesso è stato tolto e la cosa è molto più lineare.
Credo che, con tutta la fretta possibile che posso metterci, a volte queste cose vanno pesate, debbono avere un peso, questo è importante, soprattutto per il fatto che noi del Movimento 5 Stelle, quando non c'è consumo di suolo, vediamo la cosa da un altro lato, perché crediamo che sia importante. Quindi si vanno ad acquistare immobili già esistenti oppure da terminare, per cui il consumo di suolo non c’è.
L’altra cosa molto importante è che in questo caso, in questo emendamento, rientrano anche i cittadini che hanno 2/3 appartamenti, che devono vendere perché hanno bisogno e non hanno liquidità. Rientra in questo progetto anche chi ha 2/3 appartamenti, se ha un appartamento nuovo o non riesce a terminarlo perché non ha i soldi, se ha i requisiti previsti dalla questa legge, rientra e può partecipare anche alla vendita.
Ci ha fatto piacere vedere che nella lista degli assegnatari viene data priorità alle zone terremotate, con un punteggio più alto. I Comuni che fanno parte delle unioni dei Comuni e quelli delle zone terremotate hanno un punteggio più alto sia come classificazione di Comune, che come valore Isee del richiedente, in grado di salire e scendere a seconda del reddito. Poi ci sono i capoluoghi di Provincia, anche i Comuni Ata, quelli ad alta tensione abitativa, tra le altre cose troviamo: Ancona, Fabriano, Senigallia, Grottammare, Montegranaro, Monteprandone, Porto Sant’Elpidio, San Benedetto, Civitanova, Macerata, Potenza Picena, Recanati, Fano, Fermignano, eccetera.
Un’altra cosa, con il buono casa i Comuni possono stabilire particolari riserve per le giovani coppie e categorie sociali con determinati requisiti. I Comuni hanno la facoltà di fare questo.
Altra cosa positiva è che se l’immobile non è terminato e se non appartiene ad una impresa edile, è l’Erap che lo termina a spese proprie, mentre se è dell'impresa edile lo termina questa.
Ci sono circa unmilione mezzo di euro stanziati per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale, per quelli esistenti e anche per quelli da acquistare che, come norma, devono essere privi di barriere architettoniche.
Su quel milione e mezzo di euro la priorità della messa a norma va data agli immobili in cui sono presenti delle persone con handicap.
Un'altra cosa importante che voglio dire è che la distribuzione sul territorio è omogenea perché ci sono delle percentuali di riparto, quindi, giustamente, ogni Provincia ha una percentuale in base agli abitanti.
Penso che altro non devo dire.
Credo che, ed ho valutato bene, certe cose devono essere pesate perché se mi metto a trovare i cavilli per votare contro, li trovo, ma noi del Movimento 5 Stelle quando c'è una legge accettabile dal punto di vista ecosostenibile, fatta con un determinato contegno, votiamo a favore, come ho votato a favore in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Sarò velocissimo. Voterò favorevolmente ma in questa tabellina, che dice che gli immobili da acquisire devono essere localizzati nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei Comuni con più di 25.000 abitanti, negli ambiti territoriali e sociali istituiti, eccetera, nulla si dice per quanto riguarda le zone urbanistiche, molto importante, che potrebbero essere localizzate nelle zone D ed E, che sono zone produttive e zone agricole. Meglio dire: devono essere localizzate nelle zone A, B, C, e, in modo particolare, se localizzate nelle zone C di espansione le opere di urbanizzazione devono essere collaudate e completate. E' importante perché, prendiamo ad esempio il caso di Ascoli Piceno dove ci sono tanti edifici residenziali all’interno di zone semi-produttive, tipo Castagneto e quant’altro, sono tutti edifici residenziali in zone che urbanisticamente sono borderline.
Direi che dovremmo inserire questo fatto: devono essere ubicate in zone A, o in zone B, o in zone C, secondo il decreto 1444 del ’68 e nel caso di zone C, cioè zone di espansione, devono essere completate le opere di urbanizzazione e collaudate, così siamo proprio precisi, altrimenti c’è il rischio di acquistare un edificio in una zona di espansione dove la casa è finita, ma le strade no, la fogna sta così, così, la strada non è asfaltata. Questo è un concetto molto importante, cioè l’ubicazione da un punto di vista urbanistico di questi edifici. Basta introdurre un punto D, credo che si possa fare Presidente Biancani. Questa parte in grigio voi l’avete aggiunta, quindi basta aggiungere ulteriormente questo punto D), non tocchiamo nulla. Voi avete aggiunto questa parte, basta prolungarla.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Secondo me è pleonastico perché ci sarà una valutazione degli uffici, ci sarà una gara. Bisognerà vedere se le zone D), ovviamente, sono conformi, non conformi, come sono realizzate. E' chiaro che noi abbiamo molti limiti, per fortuna, e dobbiamo controllare molte cose quando facciamo gli appalti, non ultimo il fatto di avere più del 51% per esempio della proprietà per avere anche un uso del condominio più snello, quindi questo ci consente di poterci muovere con maggiore disinvoltura.
Credevo, lo davo per scontato, che fossero escluse le zone D), E) ed F) ovviamente, in pratica diciamo che le zone A) sono i centri storici, le B) le zone di completamento e le zone di espansione giustamente con le opere di urbanizzazione, ma lo do per scontato, perché non credo che i nostri uffici ci farebbero delle istruttorie … dirlo non cambia, quindi per me si può accettare questo ulteriore dettaglio rispetto, come ha detto il Presidente Biancani, alla norma, però va bene. Possiamo inserirlo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Un minuto per risparmiare una mozione, un ordine del giorno che avrei presentato su questo atto ammnistrativo avrebbe preso sicuramente più tempo.
Una domanda la faccio al Presidente Ceriscioli, anche qui risparmio una interrogazione, riguardo ad un'estensione che sembra naturale su ogni atto alle aree terremotate. La domanda che faccio è questa: quando gli interventi di natura strutturale vedranno le aree terremotate ricevere finanziamenti che avranno proporzioni e dimensioni decisamente superiore a queste? Ciò mi lascia un po' perplesso. Questa è la mia domanda. Non so quanto abbia senso, anche se ho visto che è una cosa accolta unanimemente da tutti, metterla su ogni provvedimento. Nasce un po’ naturale questa tendenza, ma sono briciole rispetto al molto che arriverà, cioè non rischiamo nel tempo di far penare di più tutte le aree non terremotate?
Pongo una domanda come linea di tendenza, stiamo molto attenti a dividere quella che può essere una cosa immediata dall'intervento strutturale, cioè le 50/60 scuole disastrate non avranno bisogno di qualcosa in più, avranno bisogno di essere ricostruite, quindi è inutile che noi nei provvedimenti ordinari con poche risorse mettiamo sempre in conto un atteggiamento di favore, in questo caso molto leggero.
La seconda questione che pongo all’Assessore Casini, memore di due incontri fatti con il Presidente Ceriscioli a questo riguardo, se non sia possibile mettere all’ordine del giorno, non dico con una soluzione approvata ma un provvedimento che possa riguardare alla lunga, e questo è l'intervento strutturale, la questione dell’hotel House.
La questione dell'Hotel House non si risolve in altro modo se non creando 420 appartamenti e dando la possibilità a queste persone di vivere fuori da lì. Io risegnalo la questione.
Il terremoto ha mosso il 16° piano, si tratta di un immobile con 8 ascensori di cui uno funzionante e non sempre, un'ambulanza che va a prendere una persona al 16° piano dell’hotel House impiega circa 15-20 minuti a raggiungere l’ultimo piano ed almeno 30 minuti per scendere, lì abbiamo una bomba, grave e preoccupante. Lì abbiamo 2.200 persone ufficiali dentro quella struttura. Non dico di avere la soluzione, però se la Commissione ha modo di mettere una volta, nel punto all’ordine del giorno questo argomento vuol dire che vediamo cosa possiamo fare, sempre con il principio della cubatura zero, cioè non intendiamo costruire, abbiamo migliaia di appartamenti sfitti, abbiamo fatto l’ipotesi di acquistare gli appartamenti per i terremotati che un domani potrebbero rimanere di proprietà dell’Erap ed essere utilizzati anche in questo modo.
Una soluzione da un punto di vista sociale adeguata, anche dal punto di vista dell’ordine pubblico perché un conto è avere 2.400 immigrati concentrati in un punto e dentro una sola città, un conto è averli distribuiti, ad esempio, nelle città in cui lavorano, perché non tutte le 2.400 persone lavorano a Porto Recanati, centinaia lavorano qui, centinaia là, potrebbero anche raggiungere le loro naturali sedi di lavoro.
E' un ragionamento che se non cominciamo a mettere all’ordine del giorno difficilmente troverà una soluzione e i numeri ce lo consentono perché se il Consigliere Biancani, in maniera un po’ ottimista, dice che con 12 milioni mettiamo in movimento, non compriamo, ma mettiamo in movimento 160 appartamenti, è un bellissimo risultato, lì si tratta di sistemare 440 famiglie non 4.500.
Non è una cifra irraggiungibile, è una cifra che interviene parzialmente su un piano, stiamo recuperando cifre, non è l’intero piano, quindi è una cosa ragionevole che si potrebbe affrontare anche in tempi relativamente brevi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Credo che sia giusto, è sicuramente un argomento interessante, se ne sta parlando, come lei diceva, anche con il Presidente Ceriscioli.
E' ovvio che con il terremoto abbiamo visto modificare tutti i nostri principali obiettivi, abbiamo migliaia di sfollati e quindi la problematica è diversa.
La problematica dell’hotel House non può essere vista soltanto dal lato dell’edilizia residenziale pubblica perché lì c’è una questione sociale che è molto importante da seguire, non tutti sono autorizzati ad essere residenti in quegli appartamenti, ci sono delle graduatorie, quindi da un lato dobbiamo rispettare le normative regionali e nazionali vigenti, dall’altra renderci conto che quello è un problema sociale molto grande. Non è una problematica che può essere risolta in tempi brevi, bisogna affrontarla guardandola da tutti i punti di vista, sennò rischiamo di fare un'azione demagogica.
Metterci a tavolino, come dice lei, per guardare tutte le problematiche connesse con lo spostamento di quelle persone, molte non hanno diritto ad avere un'abitazione, diciamolo, altre sono in graduatoria ed hanno diritto di averla. Ci sono persone che hanno anche diverse condizioni, diverse etnie, diverse vite, diverse storie, bisogna con grande attenzione spostarle da lì, a volte anche contro la loro volontà, perché probabilmente anche con gli ascensori rotti stanno bene lì.
La problematica è molto complessa, io per prima ritengo che debba essere affrontata, però in un momento forse più tranquillo rispetto all'emergenza del terremoto.

PRESIDENTE. C’è un emendamento che si sta predisponendo, la Commissione si riunisce al volo, sospendiamo la seduta.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Mi rivolgo soprattutto ai componenti della III Commissione per fare questo emendamento, dovremmo riunire la Commissione, la riuniamo adesso ed aggiungiamo il punto D), cioè il punto che ha suggerito il Consigliere Celani, che dice: “Nelle zone territoriali omogenee tipo A), B), C) di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 1444/68, nelle zone territoriali omogenee di tipo C) devono essere completate le opere di urbanizzazione primarie”. Quindi gli alloggi per poter essere acquistati devono essere nelle zone A), B) o C) ed anche le opere di urbanizzazione devono essere completate. Presentiamo questo emendamento della Commissione e lo votiamo. Grazie.

La seduta è sospesa alle ore 21,20

La seduta riprende alle ore 21,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Sono disponibile a partecipare ai lavori della Commissione il 27 dicembre alle 21,15 solo perché l'emendamento viene da una zona terremotata, altrimenti non sarei d’accordo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 27/1 a firma della III Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. E’ la mia ultima dichiarazione dell’anno, scusate, ma siete poco sensibili, colleghi.
Nel prendere atto che il Consigliere Giorgini è passato con la maggioranza, annuncio il voto favorevole del gruppo e a nome del Movimento 5 Stelle faccio gli auguri sentiti a maggioranza e minoranza con uguale slancio e a tutti i dipendenti che hanno avuto la pazienza di essere qui, di seguirci. Tante cose belle per il nuovo anno. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie per gli auguri ed auguri a tutti anche da parte mia.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Vorrei chiedere l’iscrizione di una mozione che ho presentato per celebrare il centenario della rivoluzione di ottobre. Sto scherzando!

Proposta di atto amministrativo n. 27, così come emendata, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 21,30


 

 
 
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