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Resoconto della seduta n.53 del 17/01/2017

SEDUTA N. 53 DEL 17 GENNAIO 2017

La seduta inizia alle ore 10,45

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 53 del 17 gennaio 2017.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 105 in data 16 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Giacinti, concernente: "Ulteriori modifiche alla legge regionale 21 settembre 2015, n. 23 "Disposizioni urgenti sugli enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU)", assegnata alla I Commissione assembleare permanente in sede referente, e trasmessa alla II Commissione assembleare permanente ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento interno;
n. 106 in data 16 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Fabbri, concernente: "Modifiche alla legge regionale 24 marzo 2015, n. 11 "Disposizioni per l'istituzione della Banca regionale della terra e per favorire l'occupazione nel settore agricolo", assegnata alla II Commissione assembleare permanente in sede referente e trasmessa al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c);
n. 107 in data 16 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Fabbri, concernente: "Modifiche alla legge regionale 30 ottobre 2008, n. 30 "Disciplina delle attività regionali in materia di commercio estero, promozione economica ed internazionalizzazione delle imprese e del sistema territoriale", assegnata alla II Commissione assembleare permanente in sede referente e trasmessa al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c).
E' stata presentata la seguente petizione:
n. 6 in data 28 dicembre, presentata da ACU-Marche, concernente: “Urgente ritiro della proposta di legge regionale n. 95 "Disposizioni relative all'obbligo vaccinale per la frequenza nei nidi di infanzia e centri per l'infanzia pubblici e privati accreditati" per motivata violazione della Costituzione italiana nonché delle normative comunitarie e internazionali”, assegnata alla IV Commissione assembleare ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento interno.
E' stato presentato il seguente rapporto:
n. 5 in data 11 gennaio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Legge regionale 27 giugno 2016, n. 14. Trasmissione relazione all'Assemblea legislativa sulle attività intraprese dalla Giunta in materia di molluschi bivalvi", assegnata alla II Commissione assembleare permanente in sede referente.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 207 del Consigliere Fabbri, concernente: "Azioni di prevenzione e contrasto alla diffusione della "Vespa Velutina", a salvaguardia degli alveari";
n. 208 del Consigliere Bisonni, concernente: "Impegno della Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo nazionale per la modifica dell'art. 48, comma 1 bis della legge 229/2016".
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
- n. 33 in data 22 dicembre “Assestamento del bilancio di previsione 2016/2018”;
- n. 34 in data 22 dicembre "Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 "Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella Regione Marche";
- n. 35 in data 30 dicembre "Disposizioni per la formazione del bilancio 2017/2019 della Regione Marche (legge di stabilità 2017)";
- n. 36 in data 30 dicembre "Bilancio di previsione 2017/2019";
- n. 37 in data 30 dicembre "Misure urgenti di adeguamento della legislazione regionale".
Il Presidente della Giunta regionale ha emanato, in data 27 dicembre 2016, il regolamento regionale n. 4, concernente: "Modifica dei regolamenti regionali 2 marzo 2015, n. 1 'Disciplina delle attività di commercio in sede fissa, in attuazione del Titolo II, Capo I, della legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 - Testo unico in materia di commercio' e, 4 dicembre 2015, n. 8 'Disciplina delle attività di commercio su aree pubbliche, in attuazione del Titolo II, Capo II, della legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 - Testo unico in materia di commercio'".
Comunico, inoltre che, con nota n. 8664 del 29 dicembre 2016 la Corte Costituzionale, con sentenza n. 282/2016, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 1, lettere a), b), c), h) e m); 6, comma 2; 9 e 12 della legge della Regione Marche 20 aprile 2015, n. 17 (Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia edilizia)".
Hanno chiesto congedo l'Assessore Pieroni, i Consiglieri Fabbri e Marconi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che sono rinviate, come da accordi presi durante la Conferenza dei capigruppo, le interrogazioni n. 285, 303, 304, a causa dell'assenza dell'Assessore Pieroni, la mozione n. 138 del Consigliere Fabbri e la mozione n. 157 del Consigliere Marconi per l'assenza dei due proponenti.

Interrogazione n. 229
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Medicina iperbarica”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 229 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. La prima richiesta riguarda i flussi in rapporto l'utilizzo della medicina iperbarica, rispetto al dato di mobilità passiva extra regionale.
Sapete che la mobilità passiva arriva dopo 2 anni, quindi gli ultimi dati disponibili sono quelli del 2013, che segnalano 38 ricoveri e 285 prestazioni in regime ambulatoriale sul codice di intervento di Ossigeno terapia iperbarica.
Per quanto riguarda gli altri punti, nelle Marche c'è un'unica struttura, ed è una struttura privata, che fa questo tipo di servizio, si chiama Iperbarica Adriatica, nel 2015 ha erogato prestazioni in regime di cessione di servizi per un totale di 26.000 euro.
Rispetto a questa struttura c'è un lavoro di convenzionamento, che dovrebbe essere chiuso nei prossimi mesi.
Relativamente alla struttura dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Ancona i pazienti ricoverati che necessitano di terapia iperbarica sono un numero esiguo. Nei primi 9 mesi del 2016 sono stati 3, quindi in 9 mesi 3, nel tempo questo numero è andato sempre più riducendosi per l'effetto anche di un protocollo aziendale in rapporto a tutte le varie discipline interessate: ortopedia, chirurgia plastica, medicina vascolare.
Grazie al protocollo che si utilizza oggi, grazie agli interventi in termini di appropriatezza terapeutica, si è registrato un abbattimento della spesa per ricovero, come si evidenzia nei dati che sto per dirvi.
Nel 2013 le spese erano 75.845,40 euro; nel 2014 39.917,46 euro; nel 2015 18.138,60 euro; nei primi 9 mesi del 2016 6.000 euro; quindi il tipo di servizio in relazione alla sua applicazione ha avuto una fortissima riduzione dai 75.000 del 2013 ai 6.000 euro dei primi 9 mesi del 2016, e possiamo immaginare 8.000 euro per l'anno 2016.
Anche la prestazione per il tipo di indicazione, che è stata sostituita, modificando il 2013 nel percorso terapeutico, ha chiesto una minore intensità.
Comunque per quella piccola quota, quella residua, attorno ai 26.000 euro, verrà fatta la convenzione con l'unica struttura presente in regione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa risposta non ci soddisfa perché noi abbiamo fatto un'interrogazione in riferimento ad una legge regionale, la 36 del 1998, che all'articolo 19 bis prevedeva l'istituzione, presso l'Azienda ospedaliera Torrette Umberto I di Ancona, “del centro iperbarico polivalente, quale struttura a valenza regionale per il trattamento delle urgenze curabili con ossigenoterapia iperbarica. Il centro, dotato di camera iperbarica da almeno 8 posti, assicura altresì i trattamenti iperbarici di elezione”.
Questa è una legge regionale che prevedeva in Ancona, presso l'Ospedale regionale di Torrette, l'istituzione di questo centro. L'interrogazione, Assessore, ha questo scopo: istituire nel servizio pubblico regionale, perché di questo si tratta, quanto stabilito dalla legge regionale, perché se non c'era la legge regionale lei poteva benissimo rispondere come ha risposto stamattina, dicendo praticamente niente e comunicandoci dei dati, ma l'interrogazione ha un senso più profondo, almeno per noi, affinché il problema della struttura iperbarica venga preso in considerazione da questa maggioranza, per un motivo semplice, per dare un servizio migliore, più efficiente ai marchigiani, che non debbano recarsi anche fuori regione, qui c'è una mobilità passiva, lei lo sa, perché queste cure devono essere fatte immediatamente, ma lei si gira, non mi ascolta. Credo che questa cosa non interessi l'Assessore, ma i marchigiani.
Penso che questo rappresenti il modo di fare di questa sanità che viene giudicata dalla comunità marchigiana, dal popolo marchigiano con le liste di attesa. Anche questo fa parte di un problema che crea disservizi, mentre lei si è girato a parlare con il Presidente del Consiglio, io ho parlato di una mobilità passiva per le cure iperbariche che se non si fanno, come ho detto e come lei sa, immediatamente c'è la morte.
Parliamo di una cosa molto delicata, parliamo di una legge regionale che si continua a calpestare e in questo settore non si va verso un miglioramento nel dare un servizio ai marchigiani.
E' vero che serve poco, per fortuna serve poco, ma in una struttura pubblica come questa, in una regione con più di 200 chilometri di costa marina, queste cose servono e possono servire. Non abbiamo questo centro, ci appoggiamo con delle convenzioni che vanno avanti ormai, non da 10 anni, ma da 20/30 anni e credo che questa cosa non si possa più sopportare, nel senso che i marchigiani stanno chiedendo la medicina iperbarica e la Regione non risponde a questo problema e non attua la legge del 30 ottobre 1998 n. 36. Grazie.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'Assessore Sciapichetti non è ancora arrivato a causa della neve, procediamo saltando le interrogazioni nn. 214, 343 e 321 che tratteremo quando arriverà.

Nomina

Elezione di tre Consiglieri regionali revisori del conto dell’Assemblea legislativa regionale.
(articolo 12 del Regolamento interno) – voto limitato ad uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di tre Consiglieri regionali revisori del conto dell’Assemblea legislativa. Voto limitato ad uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione.

Votanti n. 26
Schede bianche n. 3
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 23

Hanno ricevuto voti:
Luca Marconi n. 8
Jessica Marcozzi n. 8
Francesco Giacinti n. 7

Proclamo eletti revisori del conto dell’Assemblea legislativa regionale i Consiglieri Luca Marconi, Jessica Marcozzi, Francesco Giacinti.

Nomina

Elezione di tre Consiglieri regionali nella Commissione per la vigilanza della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale
(articolo 13 del Regolamento interno) – voto limitato ad uno

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di tre Consiglieri regionali nella Commissione per la vigilanza della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale. Voto limitato ad uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere segretario Rapa effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione.

Votanti n. 25
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 25

Hanno ricevuto voti:
Boris Rapa n. 8
Fabio Urbinati n. 6
Elena Leonardi n. 10
Luigi Zura Puntaroni n. 1

Proclamo eletti nella Commissione per la vigilanza della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale i Consiglieri Elena Leonardi, Boris Rapa, Fabio Urbinati.

Interrogazioni n. 343 a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Maggi
"Valutazione di impatto ambientale Cementificio Cementir Sacci s.r.l."
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 343 a risposta immediata del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. La P.F. Valutazione e autorizzazioni ambientali ha in corso l'istruttoria per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata con decreto n. 8 del 2 luglio 2010 per l'installazione esistente destinata alla produzione di cemento nei Comuni di Castelraimondo e Gagliole di Macerata.
La struttura Aia sta valutando gli aspetti di natura ambientale (aria, acqua, suolo), nonché l'applicazione delle migliori tecniche disponibili di settore ed i monitoraggi ad esse associati.
E' in corso la verifica di coerenza con le norme di pianificazione ambientale relative al territorio interessato dall'installazione.
La Regione si riserva inoltre di richiedere ulteriori chiarimenti alla ditta, se necessari, nella sede prevista, la Conferenza di servizi del 26 gennaio p.v..
Aggiungo che, nella trattativa che l'Assessore Bravi ha fatto con la nuova proprietà, noi abbiamo messo per iscritto che si intende proseguire nell'attività di produzione del cemento oppure la nuova proprietà deve impegnarsi a fare la bonifica di tutta l'aria esistente. Su questo siamo in attesa di risposte concrete. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Il peggio non è mai morto, chiedevo almeno una sfumata posizione politica, invece non c'è stata data.
Voglio ricordare, per i presenti, che il cementificio Sacci ha avuto la comunicazione di avvio del procedimento della Giunta regionale il 30 settembre 2014, comunicazione di avvio del procedimento di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale Aia, in quella occasione la Giunta precedente aveva dato un giudizio di compatibilità ambientale con prescrizione e riesame autorizzazione integrata ambientale.
Questa autorizzazione con sentenza 567 del 3 giugno 2014 del Tar è stata annullata, dopo che c'è stata una sollevazione popolare e dopo che, come evidenzio nella interrogazione urgente, ci sono stati autorevoli giudizi dell'Arpam, dell'Istituto Superiore della Sanità, confermati dallo studio Sentieri, sull'inquinamento pesante per questo cementificio che, per tanti anni, ha gratificato gli abitanti della zona con i suoi effluvi malefici, tenendo conto che a 300 metri dal cementificio c'è una scuola materna.
Questa sentenza ha annullato questa autorizzazione e il cementificio Sacci ha chiesto il rinnovo dell'autorizzazione con data, leggo di nuovo le comunicazioni della Giunta: “C'è un procedimento di riesame per l'autorizzazione integrata ambientale, propedeutico, a questo riesame è stato convocato un tavolo tecnico per il giorno 18 marzo 2015 e successivamente il 21 dicembre”. Intanto il cementificio Sacci ha cambiato di proprietà ed è stato acquisito dal gruppo Caltagirone.
La Giunta ha convocato la Conferenza dei servizi per il 26 gennaio alle ore 9,00, per questo abbiamo fatto un question time. C'è un'urgenza perché tra pochi giorni si riunirà la Conferenza dei servizi, e la Sacci ha presentato una relazione di riferimento nella quale ha evidenziato che non c'è possibilità significativa di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee.
Un cementificio che brucia il pet coke, poi vi spiego cos'è, non ha assolutamente detto nulla sull'inquinamento dell'aria. Il pet coke che brucia il cementificio è l'ultimo scarto del petrolio e contiene sostanze estremamente pericolose per la salute umana, c'è un alto contenuto di zolfo ed è un combustibile altamente inquinante. Nel 2002, per fare un piacere all'Eni, Berlusconi ha modificato la normativa che lo riteneva pericoloso. Sulla carta la modifica della normativa non fa si che questo combustibile sia meno pericoloso per la salute.
Adesso si riunirà la Conferenza dei servizi e secondo noi ci sono dei vizi nella convocazione, per esempio la comunicazione del procedimento di riesame è stata inoltrata solo ai Comuni di Castelraimondo e Gagliole ed all'Arpam Marche ...

PRESIDENTE. Capogruppo Maggi per cortesia concluda.

Giovanni MAGGI. … non sono stati convocati gli altri soggetti interessati, come prescrive la normativa, che sono i Comuni limitrofi a quello di Castelraimondo e Gagliole.
La risposta o meglio la non risposta dell'Assessore Sciapichetti ci dà una grandissima preoccupazione perché non si è detto nulla sulla pericolosità e non c'è stata neppure la minima indicazione sulla volontà politica di negare un'autorizzazione al cementificio che ha fatto e sta facendo tanti danni alla popolazione.
Credo che questa Giunta e questo Consiglio debbano essere allarmati per questa posizione politica che non è stata presa. Le popolazioni sicuramente reagiranno, come hanno già reagito ed è scaturita la sentenza del Tar, contro questa politica che non ha riguardi nei confronti della salute dei cittadini.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Vorrei precisare che la Regione Marche sta seguendo questa vertenza con grande interesse da diversi mesi, se non da un anno. A noi interessano, oltre che la salute dei cittadini, perché siamo partito di Governo e ci facciamo carico dei problemi di tutti, anche le difficoltà economiche degli 86 lavoratori che sono rimasti in mezzo alla strada.
Noi ci facciamo carico, a differenza vostra che fate solo propaganda e demagogia, noi governiamo le nostre comunità e ci facciamo carico dei problemi e quando ci facciamo carico dei problemi lo facciamo molto seriamente, Consigliere Maggi.
Abbiamo incontrato il dirigente della nuova proprietà Caltagirone, per l'ennesima volta, solo 3 giorni fa, pensi lei quanta disattenzione c'è da parte della Regione Marche. E’ l'ennesimo incontro avvenuto in questi mesi con il responsabile, in questo momento, della proprietà con cui la Regione ha trattato, era presente l'Assessore Bravi ed il Presidente della Regione Marche ha confermato, ancora una volta con fermezza, la sua posizione chiara, netta, limpida, senza equivoci. E' stata ribadita e sin dall'inizio è stata messa per iscritto: o la proprietà si impegna a riaprire il sito, con l'attività che ha fatto fino ad oggi o procede senza tentennamenti alla bonifica dell'aria. Tertium non datur. Chiaro?
Abbiamo altresì chiesto l'uso della cava anche per la ricostruzione post sisma e non c'è stata data ancora nessuna risposta concreta. Siamo in attesa di capire quali sono le intenzioni della proprietà.
La Regione si è fatta carico fino ad oggi con grande serietà, con grande determinazione, con grande puntualità e precisione,del problema Sacci fino a questo momento, peraltro nell'incontro che abbiamo avuto c'erano anche i Sindaci interessati che sono rimasti molto soddisfatti dell'intervento.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'interrogazione n. 214 della Consigliera Marcozzi è rinviata su richiesta della stessa.

Interrogazione n. 274
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Smantellamento nella regione Marche della Divisione cargo (trasporto merci) di Trenitalia”

Interrogazione n. 321
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Bisonni, Micucci, Giorgini, Giacinti
“Smantellamento nella regione Marche della Divisione cargo (trasporto merci) di Trenitalia S.p.A.”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 274 del Consigliere Fabbri e l’interrogazione n. 321 dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Bisonni, Micucci, Giorgini, Giacinti, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Ringrazio gli interpellanti per questa richiesta e la risposta è abbastanza articolata e, se mi consentite di poterla leggere, cercherò di essere brevissimo.
L'Azienda Trenitalia ha illustrato alle organizzazioni sindacali nel corso del 2016 il progetto di riorganizzazione del settore merci. Ha ribadito l'intenzione di adottare azioni di efficientamento produttivo mirate all’autosostentamento economico del settore, dichiarando di voler mantenere le quote di mercato in Italia e sviluppare i propri traffici nel panorama internazionale europeo.
L’intero progetto sarebbe focalizzato sulle attività di trazione, attraverso interventi di risanamento che incidono sulla riduzione dei costi e l’aumento dei ricavi.
La complessiva revisione dei processi industriali prevede un nuovo assetto organizzativo delle macro attività, da realizzare nel 2016/2017 all’interno della Divisione cargo, e proseguire dopo la scissione della Divisione e il suo trasferimento alla Newco (nuova azienda) nel 2017, integralmente detenuta da Ferrovie dello Stato.
La trazione rimarrebbe pertanto il business principale, completato dai servizi logistici forniti dalle diverse società del Gruppo Ferrovie dello Stato interessate dall’operazione.
Le azioni di risanamento si realizzerebbero durante il primo biennio, cioè entro il 2017, mentre il biennio successivo sarebbe dedicato alla creazione di valore, 2018/2020.
L’Azienda prevede di investire, nell’arco di piano, circa 500 milioni, prevalentemente su locomotori e nuovi carri; 220 milioni nella rigenerazione, attraverso attività di manutenzione ciclica del parco mezzi attualmente a disposizione; 187 milioni per l’acquisto o noleggio di nuovi mezzi; 60 milioni per impianti e tecnologie. Tali investimenti determinerebbero una razionalizzazione delle attività e un contestuale abbattimento dei costi di manutenzione.
Per il raggiungimento del pareggio di bilancio, previsto al 2018, il costo del treno chilometro dovrebbe scendere dagli attuali 16 euro a 12 euro nel 2020, avvicinandosi alle imprese ferroviarie concorrenti. Uno degli obiettivi per non perdere clienti è il miglioramento della qualità del servizio, che consiste in una maggiore affidabilità in termini di puntualità. La proposta prevede una riduzione al minimo dei costi di staff, che sarà dedicata esclusivamente alle attività core.
Il progetto prevede infatti l’affidamento di attività tecniche e amministrative, attualmente svolte dal personale indiretto di Divisione Cargo, ad altre società di Trenitalia. Anche l’acquisto di beni e servizi sarebbe svolto da altre società del polo logistico. Complessivamente il costo del lavoro sarebbe ridotto attraverso il riassetto dei processi e l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse mediante un nuovo modello operativo e nuove regole contrattuali da concordare con le Organizzazioni sindacali. L’Azienda prevede inoltre lo snellimento dei processi e l’accentramento della governance del “prodotto treno” grazie alla nascita di una struttura interna di direzione tecnica per la gestione di licenze e certificati.
La struttura commerciale dovrebbe essere sottoposta a un forte coordinamento e sarebbe organizzata in tre settori: industriale (auto + siderurgia + chimica), multimodale (materie prime, beni di consumo e cargo), marketing operativo, che si occuperebbe dell’analisi di mercato e dei rapporti istituzionali sia a livello nazionale che internazionale.
E’ prevista anche la riorganizzazione dei reticoli delle distribuzioni, delle sale operative, degli impianti equipaggi, della manutenzione dei back office, delle gestioni e degli impianti a terra, anche in considerazione dell’applicazione delle nuove tecnologie ai processi produttivi; la graduale dismissione dei locomotori vetusti, mantenendo solo i modelli 652, 405 e 412. I nuovi locomotori dovrebbero essere dotati di diagnostica remota e nuova componentistica, che permetterebbe una migliore programmazione delle attività di manutenzione e una forte riduzione dell’indisponibilità dei mezzi. Si procederebbe inoltre alla dismissione di 9.000 carri, ormai in disuso. Tutta l’operazione di riorganizzazione illustrata non produrrebbe esuberi all’interno del perimetro del Gruppo, ma la necessità di ricollocare risorse in altre divisioni di Trenitalia.
Le Organizzazioni sindacali da noi sentite, si sono riservate di esprimere il proprio punto di vista non appena l’Azienda concluderà la propria illustrazione con le richieste di modifica alle normative vigenti.
I nostri uffici, convocati nel mese di settembre dalla III Commissione consiliare, hanno partecipato all’incontro con le Organizzazioni sindacali del settore coinvolto dalle trasformazioni del settore cargo. Sono state raccolte informazioni al riguardo e si è appreso che anche in Toscana è in atto una delocalizzazione della direzione di zona del settore.
L’Assessorato e gli uffici si rendono disponibili all’incontro con i vertici di Trenitalia al fine di valutare e scongiurare possibili ricadute negative sul mondo del lavoro e dell’occupazione regionale, che noi vogliamo assolutamente e fermamente evitare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Assessore. Voglio ringraziare anche i Consiglieri Biancani, Bisonni, Giacinti, Micucci e Giorgini che hanno firmato con me l'interrogazione.
Questa interrogazione, come l'Assessore rilevava, è anche la dimostrazione che a volte la rappresentanza di idee ed interessi diversi, trova nel confronto, nella discussione, nella elaborazione, la sintesi nell'interesse generale, perché la risposta che ci ha fornito l'Assessore è interessante, però noi vorremmo rimanere fermi su due punti, da un lato quello di spostare il trasporto delle merci dalla gomma al ferro, dall’altro quello che questi momenti di ottimizzazione, di razionalizzazione, di rafforzamento anche delle economie di scala, non penalizzino le Marche.
Su questo fatto del trasporto delle merci dalla gomma al ferro, ma anche sull’utilizzo della linea dell’alta velocità per il trasporto merci, c’è anche una indicazione che viene non soltanto dall’Europa, ma dallo stesso Ministero delle infrastrutture del nostro Paese.
L’Assessore ci parlava di una attenzione all’efficientamento per poter competere nel panorama nazionale ed europeo e di centinaia di milioni di investimenti.
Questo va bene, non vogliamo ostacolare questi processi, ma la nostra preoccupazione sta nella delocalizzazione dalle Marche, perché l’importanza del trasporto delle merci diventa fondamentale per tutelare l’economia e il lavoro.
In una regione come la nostra, dove ci sono tantissime piccole imprese, la presenza nel territorio finora della Direzione cargo ha portato ad una attenzione forte verso il trasporto su ferro, perché anche la promozione che viene fatta nei confronti delle imprese, quindi la capacità di mettere insieme un treno, sta anche nella capillarità del lavoro fatto.
Siamo consapevoli, Assessore, della riorganizzazione che avviene in un quadro molto più ampio di quello marchigiano, però per la specificità dell’economia della nostra regione e per il ruolo dei dipendenti, non vorremmo che il settore delle ferrovie nelle Marche venisse ridimensionato.
Su questo lei giustamente ha detto che siamo in attesa di pronunciamenti, di eventuali modifiche, facciamo in modo che il Consiglio regionale, l’Assemblea legislativa delle Marche, la Giunta regionale, il suo Assessorato tengano una attenzione particolare a questa riorganizzazione perché tutti gli obiettivi strategici, il trasporto su ferro, la direzione nelle Marche, la tutela dell’economia e del lavoro, siano contemplati. Comunque grazie ancora Assessore.

Mozione n. 109
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
"Richiesta applicazione integrale dei criteri ed indirizzi approvati con delibera di Giunta regionale Marche n. 232 del 30 marzo 2015 attinente il Piano regionale di Erp (triennio 2014/2016) e riguardanti il programma di alienazione patrimonio Erap"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 109 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Stiamo discutendo di un problema abbastanza importante che riguarda il piano triennale dell'Erap.
Penso che ci siano dei problemi, nel senso che prima c'è stato un ritardo nella trasmissione delle lettere di vendita e oggi sembra che ci siano problemi perché il decreto Lupi non è stato applicato, perciò i prezzi di vendita di questi appartamenti sono alti. Le cito soltanto l'esempio del Comune di Ancona che avendo applicato il decreto Lupi, quindi una riduzione del prezzo fino al 20% - è previsto su questi patrimoni - siamo ad una vendita di oltre 100 appartamenti su un rapporto di 600.
Il problema dell’Erap è dato dallo stesso Erap, che probabilmente non ha ben seguito, ma nemmeno gli indirizzi politici erano stati dati tutti, e se risulta vera questa situazione del decreto Lupi, credo che non ci siano spazi.
Il problema dell'acquisto degli alloggi Erap è molto sentito dalle persone che abitano in questi appartamenti.
L’intento di questa mozione è quello di chiedere alla Regione di applicarsi su questa problematica, visto che è l’organo di indirizzo politico.
Credo che questo aspetto importante vada ripreso, lo scopo della nostra mozione è questo, far riprendere alla Giunta la possibilità di vendere gli appartamenti a costo ridotto, applicando le leggi di questo Stato.
La mozione ha lo scopo di far prendere in mano alla Giunta il problema delle case popolari, sostanzialmente dirette e gestite dall’Erap.
Apro una parentesi, in questo momento l'Erap non è gestito bene, parlo della Provincia di Ancona, era gestito da un direttore che è stato chiamato a fare l’Assessore. Lo stesso direttore ha nominato un suo vice, ma adesso è ritornato. C’è un via vai per quanto riguarda la gestione della provincia di Ancona, anche se mi risultano che ci sono difficoltà in tutto il territorio marchigiano.
E' una questione molto sentita dalla comunità che vive in affitto in questi alloggi dell’Erap, è molto sentita, perciò la nostra sollecitazione all’Assessore va in questo senso: riprendere in mano la possibilità di vendere gli alloggi, riprenderla nel vero senso della parola per far sì che si possa dare a tante persone un appartamento. E' questo lo spirito della mozione.
Mi rivolgo a tutti i Consiglieri di quest’Aula perché questa mozione non è assolutamente di parte, può interessare e deve interessare il mondo degli affittuari dell’Erap per vedere se è possibile dar loro una casa, applicando tutte le leggi che prima ho evidenziato. Probabilmente vendere gli appartamenti è l’unico strumento che può dare la possibilità di costruirne di nuovi per il nostro territorio, per la regione Marche, se non si vendono, credo che sia difficile dare delle risposte positive a chi ha necessità di una casa.
Questo è lo strumento, Assessore, proceda e noi guarderemo con attenzione se riuscirà a superare questo immobilismo, che ormai dura da anni, per quanto riguarda il problema della vendita delle case. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Un provvedimento, quello promosso dalla mozione in questione, che non può non essere adottato dall’amministrazione per un doppio valore. L’inserimento della quota di riserva pari al 10% degli alloggi Erp nel piano vendita della Regione infatti, andrebbe a favorire due condizioni convenienti e virtuose. La prima è quella di andare incontro alla propensione all’acquisto da parte di assegnatari di alloggi Erp, in strutture con elevata propensione all’acquisto; la seconda è quella di una diminuzione della spesa pubblica poiché, l’alienazione di questa ulteriore quota, sgraverebbe la Regione e dunque tutti i contribuenti delle Marche dal carico economico rappresentato dalla manutenzione, spesso con costi elevati, delle residenze rientranti nella quota del 10% che infatti, ricordiamo, sono strutture risalenti a più di 30 anni fa.
La Regione dunque tragga spunto da questa iniziativa per ottimizzare la gestione e la manutenzione delle residenze Erp di proprietà Erap, basandosi sul criterio dell’efficienza e calibrando le sue decisioni sulle manifestate intenzioni dell’utenza.
Una mozione che mi trova d’accordo perché segue un doppio e virtuoso binario, quello di favorire risparmio di denaro pubblico, con la Regione che si libera dei costi di manutenzione dell’Erap dai 30 anni in su e, soprattutto, con la Regione che va incontro alle richieste di acquisto dei cittadini assegnatari in possesso dei requisiti.
Fatto salvo il monitoraggio dei costi d’acquisto, non vedo perché non si debba favorire un processo doppiamente virtuoso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Scusate ma ero al telefono con la Protezione civile, perché oltre agli altri problemi abbiamo anche la neve.
Mi sento di condividere la mozione, in quanto quello che ci viene chiesto, noi l'abbiamo fatto, perché il 22 settembre 2016 è stata ampliata la riserva del 10% ed è già stata messa, come voi richiedevate, a disposizione.
Direi che non ho nulla da dire, se non che condivido.
Lei ha avanzato la richiesta in data 13 aprile 2016 e il nostro atto è del 22 settembre, quindi, malgrado il terremoto, abbiamo seguito anche questa questione ed abbiamo messo a disposizione il 10% per un totale pari a 1.062 appartamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Molto brevemente, sentito anche quanto adesso ha detto l’Assessore Casini, questa mozione tocca un tema importante, molto delicato, quello delle politiche pubbliche per la casa che noi condividiamo e sul quale deve esserci un particolare riflettore.
Sono contento che va nel senso di alcune cose che la Giunta ha già fatto, quindi dichiaro il nostro voto favorevole a questa mozione che, altro non fa che sottolineare l’importanza di un settore di particolare interesse per tutti i marchigiani. Il tema è sotto l’attenzione della Giunta che si sta muovendo nel senso della mozione che riguarda proprio il tema degli alloggi inseriti nella quota di riserva, quindi credo che si ribadisca la linea importante su cui la Giunta sta investendo.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Questo è un problema molto sentito e che su questo credo che non ci sia né maggioranza né minoranza, ma occorre tentare di dare un contributo per risolverlo nel miglior modo possibile.
E’ vero quello che lei ha detto, Assessore, il 10% è stato già inserito in un provvedimento e ne prendiamo atto in termini positivi, però nella mozione, che è datata aprile 2016, perciò è passato molto tempo, le chiedevo questo.
Assessore le chiedo, questo è lo spirito del mio intervento e non era scritto nella mozione perché è un po’ indietro come tempo, di vedere se è possibile inserire questa cosa del decreto Lupi, che riduce il costo degli appartamenti per ogni anno di vetustà dell’1%, perciò se hanno 20 anni, c’è il 20% di riduzione sulla vetustà dell’appartamento. Le ho detto che il Comune di Ancona ha inserito questo decreto, quindi le chiedo, se non è già stato inserito, da parte dell’Erap, cioè da parte della Regione - valuteremo con attenzione - se riesce a fare questa cosa in senso positivo per vedere di abbassare i costi degli appartamenti. Non è che li abbassa lei perché fa Assessore, ma la riduzione è prevista dalla legge, siamo nella legittimità. Se questo non è avvenuto, perché io, a dire la verità, questa cosa non l’ho trovata, le chiedo di intervenire, se invece la legge lo prevede, pazienza, vuol dire che ho sbagliato e sono andato fuori binario. Questo ragionamento mi dà forza, avendo ascoltato il Consigliere Busilacchi, che sottolinea che il problema dell’acquisto degli appartamenti è molto sentito.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Abbiamo discusso in quest’Aula di questa problematica perché il Piano dell’alienazione dell’Erap, che è stato approvato nel 2015, quindi prima di questa nostra consigliatura, prevedeva un tipo di valutazione dei costi di vendita diversa da quella del Codice Lupi, che è entrato in vigore successivamente.
La differenza è proprio nella modalità di calcolo, nel senso che il decreto Lupi dice valore catastale, mentre la previsione che aveva fatto il precedente Consiglio era quello di valutare il valore di mercato decurtato, come lei diceva, di parametri relativi alla vetustà, allo stato di manutenzione, che abbattevano il valore di mercato senza farlo arrivare al valore catastale.
La differenza certamente è abbastanza grande e in taluni luoghi, come per esempio Ancona, si percepisce la differenza, non lo nego, tra ciò che ha fatto il Comune di Ancona proprietario, che ha potuto in carenza di un piano precedente l’entrata in vigore del decreto Lupi, fare delle alienazioni basandosi sui parametri stabili dal decreto Lupi, e noi che siamo rimasti agganciati, anche per evitare l’ipotesi di danno erariale, alla valutazione che era stata fatta dal precedente Consiglio.
Proprio per questo abbiamo messo a disposizione, come ci avete chiesto e lo abbiamo fatto in tempi brevi, perché lei mi dice il 22 di aprile, ma noi l'abbiamo fatto a metà di settembre, quindi ci abbiamo messo non tantissimo tempo, a capire che effettivamente eravamo d’accordo su quello che lei diceva.
Il problema lo valuteremo vedendo anche come va il piano delle alienazioni.
Ci sono state anche delle questioni che non hanno certo aiutato l’azione di vendita, come per esempio il terremoto, perché in questo momento abbiamo delle zone in cui sono lesionate anche delle proprietà dell’Erap, quindi abbiamo fatto una ricognizione in questi giorni, che ho qui, ma che non ho preparato come risposta perché il tema era un altro.
Ritengo che quello che dice lei, la verifica, non so se del 20%, non le so rispondere sulla percentuale, soprattutto lo stato di manutenzione, conservazione e vetustà, come parametro è stata certamente applicato, con la valutazione che è stata fatta come base dei costi, perché partiva dal valore di mercato e quindi era ovvio che fossero applicati quegli indici che lei mi chiedeva.
Non le so dire se il 20%, ma certamente la vetustà e lo stato di conservazione sono stati applicati.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 109. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 174
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
"Valorizzazione dei prodotti delle filiere agroalimentari delle Marche nelle iniziative di patrocinio e compartecipazione della Giunta e dell’Assemblea legislativa regionale"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 174 del Consigliere Urbinati, che ha la parola per illustrarla.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Ritengo questo provvedimento importante, in linea con un principio politico che ha avuto un corso fortunato nella nostra regione, così come in altri territori. Si parla del settore agroalimentare e soprattutto si parla della valorizzazione dei prodotti tipici, che nella nostra regione, come sappiamo, hanno dei canali in cui si è lavorato tantissimo negli anni passati, nei quali ci sono delle prospettive e dei progetti che hanno creato, e noi ci auguriamo si faccia altrettanto in futuro, molti posti di lavoro.
Come sappiamo spesso la valorizzazione dei prodotti tipici è soggetta ad un problema, che purtroppo esiste nella catena di distribuzione del nostro Paese, che è quello della contraffazione alimentare, infatti il prodotto per eccellenza più copiato al mondo è l'agroalimentare italiano.
Noi sappiamo benissimo che i tentativi di contraffazione, anche di prodotti marchigiani, sono usuali e spesso ci sono. Vediamo dalle cronache, operazioni di Polizia e della Guardia di Finanza che portano alla luce contraffazioni che tendono a dare al prodotto un valore che effettivamente non ha.
Il filone di cui vorrei parlare con questa mozione, su cui vorrei mettere l’attenzione del Consiglio regionale, è quello delle risorse che la Regione Marche impiega per la promozione e la valorizzazione di questi prodotti.
Credo che su questo dobbiamo essere molto rigorosi perché c’è stata una proliferazione molto positiva di alcune manifestazioni nella regione Marche. E’ però anche vero che ci sono stati tentativi di iniziative e spesso il prodotto originale, il prodotto agroalimentare, a cui questi finanziamenti erano destinati, purtroppo, non rappresentava le caratteristiche che sono il fine e l’oggetto di determinate leggi e soprattutto di provvedimenti europei.
L’invito che faccio, anche perché intorno a questo filone si è creato un indotto importantissimo, è quello di verificare, di controllare le operazioni già esistenti ed i bandi di prossima uscita, sia per quanto riguarda il filone dell’agricoltura, che le politiche del mare, ed inserire delle norme molto rigorose. Quando ero Assessore del mio Comune lo feci, si era prevista una percentuale obbligatoria di prodotto che dovesse avere una filiera, una rintracciabilità certa, cioè se utilizzo dei prodotti tipici per determinate manifestazioni e la regione attraverso dei patrocini dà anche finanziamenti, gli organizzatori devono dimostrare alla Regione Marche che quei prodotti che sono stati utilizzati per l’80-90% provengono dalle filiere. Noi sappiamo che questo la legge lo prevede perché su determinate fatture si può richiedere, e in determinati casi c’è anche l’obbligo, la tracciabilità dei prodotti, ovvero, detto in parole semplici, la Regione Marche vuole sapere dove vengono prese e quale provenienza hanno i prodotti che sono utilizzati per queste manifestazioni.
Noi sappiamo che una mozione non si nega a nessuno, una mozione è un atto di indirizzo, vorrei che questa venisse applicata per tutti quei provvedimenti che sono attualmente in atto e che sono di imminente uscita nella nostra regione, soprattutto per quei bandi che prevedono le manifestazioni per la prossima stagione.
Insieme al gruppo consiliare, insieme a tutta la maggioranza, o anche alla minoranza, mi farebbe molto piacere, mi riservo di intervenire direttamente sulle leggi che regolano queste manifestazioni e che regolano queste politiche regionali che ci stanno dando molte soddisfazioni.
Abbiamo già messo mano alla legge sul commercio che, come sappiamo, ha una parte che riguarda le manifestazioni di somministrazione di alimenti e bevande. C’erano delle richieste delle associazioni di categoria che venivano da anni e anni di incontri e di convegni, stiamo cercando di rendere tutto quanto più chiaro e trasparente, però quello che la Regione Marche investe attraverso fondi pubblici deve andare realmente all’indotto di chi questi prodotti tipici li produce, di chi preleva e di chi ne fa un motivo di lavoro che poi diventa un motivo d’orgoglio per la nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Quanto detto dal Consigliere Urbinati mi trova d’accordo, anzi quanto proposto nella mozione mi sembra il minimo sindacale che l’amministrazione regionale possa fare per favorire il nostro eccellente tessuto enogastronomico, soprattutto in un momento in cui da una parte subisce la concorrenza, spesso sleale, come ha detto il Consigliere, di prodotti provenienti da altre nazioni o continenti, dall’altra ha subìto una caduta libera a causa del sisma i cui effetti, se non ci si attiva subito con politiche di rivitalizzazione della produzione e della commercializzazione dei nostri prodotti, su scala nazionale ed internazionale potrebbe segnare definitivamente la morte di molte delle più importanti peculiarità enogastronomiche locali. Si riparta dal patrocinio e dai contributi per un rilancio che da troppo tempo si attende. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Devo dire che tendenzialmente non sono chiuso al fatto che ci siano manifestazioni anche importanti nella nostra Regione che utilizzano anche prodotti non marchigiani, l’importante che questo vada nell’indirizzo e nell’obiettivo di valorizzare le Marche. Ci possono essere casistiche in questo senso.
Questa mozione mi trova d’accordo perché non stiamo parlando di penalizzare, ma stiamo parlando di dare un patrocinio, un premio, un sostegno economico. Quindi mi sembra più che giusto che le Marche faccia “i suoi interessi”, promuovendo i prodotti marchigiani e premiando quelle iniziative che utilizzano i prodotti della nostra terra, per cui il mio voto sarà favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Devo dire che questa mozione ci trova d’accordo e questo credo e mi auspico sia un primo passo per un riordino complessivo della situazione, delle sagre, delle fiere, degli eventi.
Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali ed anche successivamente abbiamo sentito la lagnanza di molti esercizi pubblici locali che di questo subivano le conseguenze. Mi riferisco soprattutto a quelle organizzazioni, come le parrocchie, le pro loco e tutte le altre, che sorgono spontaneamente per manifestazioni, che sono sempre più a carattere enogastronomico.
I commercianti locali, gli esercizi pubblici, i bar, per alcune piazze, per alcuni quartieri, chiedono ai Comuni o alle pro loco di alimentare il flusso dei visitatori facendo delle manifestazioni, perché i commercianti, i locali pubblici, la ristorazione locale soffrono ovviamente di un mancato ricambio di clienti, ma poi la pro loco, la parrocchia, o il Comune fa una manifestazione ed allestisce i tendoni, i gazebo, con distribuzione di panini, di bibite e altro, in concorrenza a volte anche sleale con il commercio in sede fissa, questa è una cosa da prendere in considerazione.
Ci sono organizzazioni di manifestazioni, faccio l’esempio del fumetto, del modellismo, i vecchi dischi, che hanno i propri gazebo, vendono gli spazi e il Comune incassa i diritti per l’occupazione del suolo pubblico, c’è la birra, il panino, l’alimentazione in genere, quindi questa situazione che ha evidenziato il Consigliere Urbinati va inserita in un ambito complessivo a cui bisogna mettere mano.
Noi stiamo preparando una proposta di legge che vogliamo condividere anche con la maggioranza perché ad esempio, in Piazza Pertini, qui ad Ancona, si fa la manifestazione del calcetto. I commercianti, i ristoranti che insistono in quella piazza invitano il Comune a fare delle manifestazioni che possano portare gente in quella Piazza, che tra l'altro è una landa desolata, ma quando il calcetto prende in occupazione la Piazza, vende i propri spazi al distributore di birra, al distributore di panini, al distributore del piatto veloce, eccetera. Per cui chi sta tutto l’anno in quella Piazza, che è una landa desolata, si vede, dopo aver chiesto delle manifestazioni, la concorrenza di altri che distribuiscono cibo e bevande, ad esempio, in quella manifestazione sportiva.
Quello che dice il Consigliere Urbinati è una cosa sicuramente molto sentita, ho ascoltato l’associazione dei commercianti, nella provincia del sud delle Marche, dire: “Quando ci sono le manifestazioni di prodotti tipici marchigiani, cosa ci azzecca l’hot dog con la maionese ed il ketchup?”
Ben venga questo primo passo nei confronti dell’economia marchigiana. Nell’economia marchigiana c’è la tipicità dei nostri prodotti, che non sono secondi a nessuno, per cui credo che questa cosa sia un primo passo importante verso una ristrutturazione più complessiva di manifestazioni, di sagre, di cose improvvisate, perché poi ormai le manifestazioni, come ho detto prima, della cultura, del modellismo, non ci sono più, si fanno solo sagre dove si mangia. C’è un decadimento dell’interesse culturale verso le nostre tradizioni, si mangia solo, per cui questa situazione molto difficile per l’economia marchigiana e per l’economia in generale va comunque affrontata e ben vengano dei provvedimenti come questo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Prendo brevemente la parola per qualche chiarimento.
Innanzitutto sono molto soddisfatto della discussione che è stata stimolata da questa mozione, lo ripeto, una mozione non si nega mai a nessuno, una mozione è un atto di indirizzo però come presentatore mi riservo nei prossimi mesi di verificare se sono stati presi in Giunta dei provvedimenti rispetto a questo atto di indirizzo, perché quando il Consiglio regionale dà un indirizzo è una cosa importante. Il Consiglio regionale è un organo di indirizzo e controllo, quindi l’indirizzo che dà il Consiglio regionale viene dai cittadini e ci terrei che questo fosse rispettato.
Ripeto, c’è già una proposta di legge in II Commissione che limita i giorni per le manifestazioni enogastronomiche, abbiamo avuto nella nostra regione manifestazioni che sono durate due settimane, con un danno notevole, evidente e diretto a quelle che sono le attività di somministrazione.
Se noi facciamo un’indagine, le associazioni di categoria in questo sono molto preziose, il settore della ristorazione e del commercio è quello che dà più posti di lavoro nella nostra regione. Noi abbiamo fatto quel bando sul commercio che ha funzionato benissimo, c’è stata una grandissima richiesta, molti marchigiani, soprattutto giovani, hanno lasciato quello che era il lavoro dipendente o altri tipi di lavoro, per andare verso questo settore.
E’ chiaro che noi qui dobbiamo fare la nostra parte, noi dobbiamo andare incontro a quelle esigenze e contrastare tutte quelle che potrebbero essere le distorsioni.
Un presupposto principale è che quando come Regione Marche finanzio queste manifestazioni, ripeto con questo atto di indirizzo anche quelle che si faranno a breve, devo pretendere da chi le organizza di conoscere qual è la filiera dei prodotti che vengono utilizzati e, parliamoci chiaro, rispondo anche al Consigliere Bisonni che ha colto il punto, noi non intendiamo penalizzare gli altri. Nella nostra regione ci sono anche molti centri importanti, ad esempio il festival argentino famoso per la carne, nessuno vuole penalizzare quelle manifestazioni, però possono essere patrocinate da un punto di vista culturale, non potranno essere finanziate, l’importante è che chi va a quelle manifestazioni sa che quello non è un prodotto tipico marchigiano, ma è una manifestazione culturale.
Nessuno penalizzerà le feste patronali, che esistono da secoli nella nostra regione che durano al massimo 2 o 3 giorni, ma va posta l’attenzione, vi invito anche a farlo perché le risorse che vengono impiegate, sia sui progetti dell’agricoltura che sui progetti della pesca, gran parte di quelle risorse del Psr e del Fep finiscono in queste manifestazioni.
Il Consiglio deve pretendere che queste manifestazioni offrano, con certezza, prodotti tipici marchigiani e che l’indotto prenda queste risorse da chi quei prodotti li lavora seriamente, da chi quei prodotti li commercia seriamente e da chi fa un lavoro che è molto utile a tutta la comunità marchigiana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Credo che l’intervento del Consigliere Maggi abbia messo in evidenza un problema che ormai la comunità marchigiana e non solo trascina da tanti anni, è quello della contrapposizione tra la gestione di alcuni servizi attraverso l’ambulantato e la gestione del commercio vero e proprio, tout court. E' lì il vero problema, al di là della mozione che è meritevole perché pone il problema della valorizzazione del prodotto tipico locale, questo è uno dei mezzi, quello più spicciolo, però basta partire sempre da qualcosa di base per poi svilupparlo a livello più alto.
Il vero problema è capire come integrare questa collaborazione tra il commerciante che ha la sua struttura e che paga tutti i servizi, le tasse, e l’ambulantato che pure deve sostenersi, ma che molto spesso è in conflitto forte, soprattutto nelle sagre.
Credo che la Regione debba farsi carico non solo di una normativa, ma anche della predisposizione di un tavolo di concertazione permanente anche per poter verificare quello che succede nell’arco dell’anno, tra coloro che organizzano queste manifestazioni nel territorio, che si spostano da un Paese all’altro, che molto spesso sono sempre le stesse, e gli addetti al commercio. Deve esserci integrazione tra gli addetti al commercio, cioè i commercianti che sono sul posto, il Consigliere Maggi faceva l’esempio di Piazza Pertini, io posso portare esempi di altre piazze delle città delle Marche, deve esserci una collaborazione stretta altrimenti si crea una dicotomia, si crea un rapporto astioso tra esercenti la stessa attività, perché uno la fa in forma fissa, stanziale, l’altro in forma ambulante, ambedue sono dei professionisti, sono delle partite Iva che devono vivere e noi dobbiamo trovare il modo di farli convivere.
E' questo il vero problema, altrimenti facciamo fatica a risolverlo definitivamente, lo abbiamo in tutti i Paesi delle Marche, soprattutto nei paesi più piccoli dove molto spesso le pro loco, l’associazionismo, il mondo delle parrocchie, per avere qualche piccola sussistenza, organizzano manifestazioni di questo tipo, ma se vanno in conflitto con il resto probabilmente moriranno entrambi.
La vera sfida del Consiglio regionale e dell’amministrazione è quella di trovare il modo di farli convivere, intanto partiamo con questo segnale significativo per dire che ogni volta che si fa una manifestazione enogastronomica valorizziamo le nostre tipicità.
Ovviamente questo è un piccolo mezzo perché in realtà le tipicità le dobbiamo valorizzare non soltanto all’interno del nostro territorio, ma soprattutto al di fuori, perché è lì che i nostri produttori possono trovare sbocco in un mercato molto più forte e molto più attraente. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 174. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 149
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Modalità di partecipazione dell’Assemblea legislativa all’aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione e Piano triennale trasparenza e integrità”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 149 del Consigliere Maggi, che ha la parola per illustrarla.

Giovanni MAGGI. Devo dire che questa mozione me la ero quasi dimenticata perché è datata 7 luglio 2016.
Quello che voglio dire è che la legge n. 190 del 2012 al comma 8 dell’articolo 1 dice che la Pubblica Amministrazione deve adottare un piano triennale di prevenzione alla corruzione e ogni anno entro il 31 gennaio deve essere aggiornato.
Quando avevo presentato questa mozione c’erano stati degli episodi lesivi dell’immagine dell’ente Regione Marche, che qui non sto a ripetere, perché poi qualcuno si è evoluto e qualcun altro è rimasto così, e allora proprio per questo problema, tra l’altro questo è nostro, ma si manifesta sul tessuto sociale marchigiano, questa mattina in conferenza dei capigruppo qualcuno ha sollecitato una attenzione particolare verso la corruzione che sta invadendo le Marche da parte della criminalità organizzata. Sempre più incendi o manomissioni di esercizi pubblici, di chalet sulle spiagge, non sono più casuali, ma rilevano che dietro c’è il dolo. Il “pizzo” è arrivato anche qui nelle Marche, serve una situazione di contrasto alla corruzione a partire ovviamente da noi, che dobbiamo mettere in atto una normativa che la contrasti sul territorio marchigiano, sicuramente il primo passo e l’azione più decisa ed efficace dobbiamo farlo all’interno della Regione.
Con questa mozione semplicissima chiedo di verificare annualmente, con il responsabile della prevenzione e della corruzione regionale, l’attuazione del piano anticorruzione e, come secondo punto, di riferire annualmente all’Assemblea legislativa, in Consiglio, in merito all’attività svolta sia dal responsabile della prevenzione e della corruzione della Giunta regionale che dal responsabile della prevenzione e della corruzione del Consiglio.
Sono norme sicuramente preventive e di tutela nel momento in cui noi dobbiamo contrastare, come Assemblea legislativa, una corruzione che sta ampliando la propria rete sul territorio sociale delle Marche.
Questo è il meccanismo molto semplice di questa mozione con l’auspicio che possa essere presa in considerazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che il Consigliere Maggi con questa mozione abbia introdotto un aspetto molto importante, in un momento purtroppo giusto per la nostra regione, ma penso che sia un primo passo rispetto a quello che ai capigruppo questa mattina abbiamo presentato e discusso.
E’ un primo passo che già ci permette di verificare se tutto il meccanismo dell’apparato inizia a funzionare bene e inizia a dare delle risposte i termini diversi. Purtroppo le avvisaglie riportate anche dalla stampa recentemente, fatte da pezzi dello Stato, indicano che nella regione Marche non c’è più da stare allegri, bisogna guardare con attenzione, e questo è il ruolo della politica.
Questo è il problema! La politica non può lasciare spazi, perché quando lascia spazi c’è qualcuno che li occupa o li occupano situazioni non trasparenti, situazioni pericolose, situazioni che ormai non escludono più questa regione Marche. La politica non può mettere la testa sotto la sabbia e far finta di non vedere, bisogna che abbia il coraggio di affrontare i problemi, discuterne e trovare le soluzioni.
Questo documento presentato dal Consigliere Maggi a nome del suo Movimento è un primo passo, ma credo che quest’Aula debba approfondire l'argomento e debba assumere dei provvedimenti, indicando anche delle soluzioni per quello spazio. La politica non può assolutamente demandare a nessuno, ma deve farsene carico e deve “chiudere” affinché queste situazioni, in questo momento particolare, non possano emergere. Le avvisaglie le sentiamo, le ascoltiamo, stanno venendo fuori, perché in un momento difficile la malavita prende campo.
Credo che ci sono delle avvisaglie, e non solo, ci sono stati dei provvedimenti, l’intervento della Magistratura ha fatto sì che si evidenziassero anche questi fenomeni che sono nati nel nord delle Marche, nel centro delle Marche e probabilmente, come qualcuno ci dice, in tutta la regione.
Penso che questo sia un primo passo, pertanto il gruppo della Lega vota questa mozione per far sì che questo Consiglio si apra con più forza, con più decisione per affrontare questi problemi che stanno iniziando ad interessare la nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. La Giunta è assolutamente d’accordo con questa mozione. Una Giunta che tra l’altro è fortemente impegnata su questo tema della prevenzione della corruzione, per la trasparenza, per l’integrità. Fortemente impegnata con azioni concrete nella consapevolezza che su questi temi si gioca la grande partita della credibilità delle istituzioni che deve essere ritrovata, perché troppo spesso smarrita sotto i colpi di comportamenti indecenti.
E’ evidente che ci vuole la politica, ci vuole la buona politica che sappia fare innanzitutto pulizia al suo interno e che la faccia attraverso l’adozione di strumenti adeguati, di procedure corrette, appropriate al conseguimento di quell’obiettivo.
E' bene che anche il Consiglio trovi dei momenti per parlare di questo, per parlare delle azioni che si mettono in campo. Per questo voterò, e la Giunta è d’accordo, a favore di questa mozione e chiedo a tutto il Consiglio di votarla.
Non sono stato prima alla riunione dei capigruppo, mi scuso, vengo sempre ma a causa neve questa mattina ho avuto un leggero ritardo.
Su questo tema, come sappiamo, la Giunta lo scorso anno, viene ricordato anche in questa mozione, ha approvato il piano triennale dell’anticorruzione, è stato approvato il piano annuale ed è in corso di predisposizione il piano annuale che scade il 31 gennaio.
Questo a titolo informativo, sono state già concluse le consultazioni ad alcune delle quali, ad esempio, ho partecipato io personalmente, in verità sono arrivato alla fine, ma ero impegnato in altra sede, sono terminate le consultazioni e sono in corso di rielaborazione le proposte che sono pervenute da tutti i soggetti consultati . Tra l’altro il piano di prevenzione della corruzione è insieme al piano della trasparenza e dell’integrità ed insieme costituiscono un unico piano chiamato piano della trasparenza e della prevenzione della corruzione. Quindi noi lo adotteremo entro il 31 gennaio, perché sono in via di elaborazione le proposte che sono arrivate.
Ovviamente c’è la relazione dell’attività svolta nel corso dell’anno 2016, la relazione della dirigente competente, che è stata già inviata al Presidente della Giunta regionale il 13 gennaio ed è pubblicata sul sito della Regione sotto la voce “amministrazione trasparente”, quindi disponibile per chi volesse accedere.
Da ultimo voglio evidenziare che nella direzione auspicata da questa mozione, già le strutture della Giunta e del Consiglio gestiscono in forma associata diverse questioni su questo tema. Ad esempio c’è la giornata della trasparenza alla quale ho partecipato personalmente, la formazione dei dipendenti, che pure si fa in forma associata tra Giunta e Consiglio, e poi ci sono, anche questo è evidenziato, gruppi di lavoro che coinvolgono tutti i responsabili, perché non è soltanto, Consigliere Maggi, il rapporto tra Giunta e Consiglio, ma ad esempio sono stati istituiti gruppi di lavoro che coinvolgono tutti i responsabili anche degli enti strumentali, pensiamo all’Assam, all’Arpam, la stessa Asur, quindi gruppi di lavoro perché questo percorso sia comune tra Giunta, Consiglio ed enti strumentali, perché lo si fa meglio, si controlla di più e ci si controlla insieme.
Credo che questo sia un percorso virtuoso, che va nella direzione auspicata dalla mozione della quale ne raccomando l’unanime approvazione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie. Oggi è una giornata ecumenica, c’è una comunione di intenti di tutta l’Aula su tutte le mozioni, è una cosa positiva soprattutto quando si toccano dei temi così importanti, credo che un messaggio di unità del Consiglio regionale delle Marche ovviamente rafforzi le iniziative.
Condivido al 100% quello che ha già detto l’Assessore a nome della Giunta.
Il Partito Democratico fa del tema della lotta alla corruzione e per la trasparenza, uno dei temi di mandato.
Lo abbiamo dimostrato con le iniziative che abbiamo preso sulla stazione unica appaltante, quindi sono contento quando l’Aula, anche con mozioni di altri gruppi, trova unità per prendere delle iniziative.
Non ho molto da aggiungere rispetto a quello che ha detto l’Assessore, anch’io ringrazio il Consigliere Maggi che ha posto all’attenzione dell’Aula questo tema ed anche il nostro voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Voterò favorevolmente questa mozione, anzi qualsiasi iniziativa tesa a sensibilizzare, ma soprattutto ad allertare l’intera macchina amministrativa sui rischi che si corrono con una gestione superficiale della cosa pubblica, non può che trovarci assolutamente favorevoli.
L’amministrazione ha il dovere morale di sensibilizzare quotidianamente non solo l’apparato, ma l’intera società civile sulla gravità della corruzione che purtroppo è uno dei mali peggiori della nostra Italia ed uno dei principali fardelli che ne hanno impedito la crescita su tutti i fronti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Riguardo la questione anticorruzione voglio andare oltre, spero che in occasione della seduta in cui affronteremo l’argomento, possiamo fare un salto di qualità, andando anche avanti, andando a toccare oltre che la corruzione anche gli aspetti collegati alla corruzione perché la corruzione è come l’ozio, è il padre di tutti i vizi.
La corruzione, che a volte è su cose minime e insignificanti, poi si dilata su cose importanti.
All’inizio della nostra legislatura in un Consiglio dissi che nella nostra regione le cose sono cambiate e vi riferivo di situazioni strane paragonabili a quello che succedeva in Sicilia, richiesta di “pizzo” o di altre cose. Questo nasce dalla corruzione.
Noi dobbiamo difendere gli interessi delle imprese, delle aziende, delle attività commerciali, dobbiamo controllare, vedere e capire cosa fanno i Sindaci della nostra regione perché ce ne sono alcuni che stanno prendendo strade troppo morbide. Ci sono dei Sindaci che danno appalti in maniera facile a chi non li dovrebbe avere ed è compito di questo Consiglio controllare il territorio, in particolare questi Sindaci che con leggerezza danno appalti anche minimi a chi non li dovrebbe avere. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 149. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 178
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Valorizzazione turistica del Montefeltro”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 178 del Consigliere Rapa, che ha la parola per illustrarla.

Boris RAPA. La mozione sulla valorizzazione turistica del Montefeltro ha come obiettivo quello di strutturare e proporre il Montefeltro come un vero e proprio brand turistico per la nostra regione, spendibile in molteplici attività, sia di tipo turistico che di tipo produttivo-commerciale.
E’ giunto il momento di avviare tutte quelle azioni necessarie per il sostegno dell’iniziativa già indicata anche dal Progetto Compagnia del Montefeltro, con lo scopo di far diventare questo territorio un’area ad alta qualità dal punto di vista dell’ospitalità e della cultura.
Il progetto avviato nel 2011 vuole dare vita e sistematicità ad un reale prodotto turistico da promuovere sul mercato nazionale ed internazionale, basato sulla specificità dell’identità storica, culturale, produttiva dell’area, che prevede un ambito territoriale interregionale costituito da 22 Comuni appartenenti alle regioni Marche ed Emilia-Romagna.
Il concetto base dell’operazione consiste nella realizzazione, promozione e commercializzazione di un prodotto e di una destinazione che coinvolgono operatori di varie tipologie, sia privati che associativi, con caratteristiche qualitative comprovate e adatte a costituire, in connessione con i patrimoni pubblici, un prodotto turistico apprezzabile da diversi target.
Dopo la lunga opera di coinvolgimento dei partner istituzionali, la Compagnia ha provveduto ad aprirsi anche agli operatori privati riconducibili in vario modo alla proposta turistica, selezionati secondo criteri qualitativi e di rappresentatività delle eccellenze locali; gli operatori della filiera dell’ospitalità che hanno aderito al progetto Compagnia del Montefeltro sono ad oggi in totale circa 200. E’ vero che il Montefeltro vive una situazione particolare, determinata dall’appartenenza ad ambiti regionali diversi - Marche, Emilia-Romagna, Repubblica di San Marino - tuttavia questa configurazione amministrativa può rappresentare, nella visione strategica del Progetto, non una criticità ma, al contrario un’opportunità per la ristrutturazione e il lancio su ampia scala del prodotto turistico locale. Tramite una serie di attività articolate si può infatti promuovere in ambito nazionale il Montefeltro come un’eccellenza turistica, puntando a ottimizzare, in termini economici e sociali, i benefici della “economia dell’ospitalità locale”, creando una diretta connessione tra il prodotto turistico-culturale che caratterizza l’area di riferimento. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Poche parole. Ovviamente condivido e mi complimento con il Consigliere Rapa per questa mozione, però quando sento parlare in quest’Aula di Montefeltro ricordo sempre quello che è accaduto molti anni fa, la divisione del Montefeltro.
Nel merito ovviamente siamo in presenza di un’area di elevata qualità dal punto di vista turistico, culturale, enogastronomico, intervengo perché condivido questa mozione, però anche recentemente sono stato a Talamello, a Sant’Agata Feltria, a Novafeltria, ho visitato nuovamente il Museo della Miniera di Perticara e questa ferita, questa divisione del Montefeltro ovviamente non può essere lasciata lì, non può essere cicatrizzata dal tempo, ma deve essere portata avanti con una azione politica, istituzionale, legislativa.
Bene la collaborazione, tra l’altro questa Giunta, questa maggioranza, ha fatto anche un accordo per la collaborazione sanitaria, non soltanto con questo pezzo del Montefeltro ma con la Repubblica di San Marino, quindi bene la collaborazione, bene la valorizzazione, bene la promozione, però credo che occorra anche un'iniziativa politico-legislativa per ricostruire l’unità storica delle Marche e quindi del Montefeltro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. L’intervento del Consigliere Giancarli ha evidenziato il vero problema di questa realtà territoriale.
Qui stiamo discutendo di una mozione importante, ma credo che non sia sufficiente per riprendere questa realtà territoriale, Consigliere Rapa. Credo che vada ripreso proprio il problema politico di questo territorio e qui c’è una differenziazione che mi sento di esprimere.
Questo territorio è un territorio che soffre, è un territorio che è stato governato per 20 anni, cari colleghi, sempre dalla stessa maggioranza politica, ha visto continuità nel governo di questa regione, allora, caro Consigliere Rapa, noi siamo favorevoli a votare la mozione, però credo che un bagno di umiltà politica e di critica serva dentro quest’Aula, cioè una parte di questo territorio soffre perché ha lasciato le Marche e sappiamo che ce n’è un’altra che è in fibrillazione e che guarda con attenzione.
Penso che la politica debba riflettere se ha fatto tutto bene in questo territorio o se invece ci sono delle difficoltà. Noi della Lega diciamo che ci sono delle difficoltà. Nella prima occasione che ci è stata data pubblicamente in quest’Aula di parlare di questo problema, noi registriamo che c’è difficoltà. Perciò chiediamo al gruppo politico di maggioranza di cambiare rotta. Questo è il problema! Deve cambiare rotta politica per questo territorio, altrimenti è come versarsi il latte addosso, una cosa che non piace a nessuno.
Credo che la mozione presentata dal gruppo del Partito Socialista debba far riflettere, soprattutto si deve riflettere su ciò che la Lega dice: “La maggioranza cambi rotta per il Montefeltro”. Questo invito va soprattutto al partito di maggioranza che ha determinato che una parte del Montefeltro abbandonasse le Marche per andare con la Romagna.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Per quanto riguarda la mozione presentata dal Consigliere Rapa, nel progetto “Compagnia di Montefeltro” ci sono tutte le componenti necessarie per la buona riuscita della valorizzazione di un intero territorio, cioè il coinvolgimento di partners istituzionali, di operatori della filiera dell’ospitalità, si punta su una vasta gamma di peculiarità ed eccellenze da quella in chiave turistica a quella culturale e storico-artistica.
Non si trascura neanche quella legata alla produttività ed al sano stile di vita che hanno fatto del Montefeltro un esempio su scala internazionale.
Manca la presenza forte ed incisiva della Regione Marche. In questo caso, come in molti altri, l’amministrazione regionale dovrebbe far sentire la sua presenza all’interno del progetto con un’impronta fattiva e concreta.
Quella della “Compagnia di Montefeltro”, se adeguatamente valorizzata dalla Regione Marche, potrebbe altresì rappresentare un modello replicabile in altri territori. Quindi l’amministrazione non si sottragga alle sue responsabilità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sono stato stimolato dal Consigliere Zaffiri e voglio anch’io invitare la Giunta a questo bagno di umiltà, di consapevolezza e di responsabilità.
Più volte in quest’Aula ed in Commissione ho sentito, proprio per il problema del Montefeltro, che sicuramente va valorizzato, ho tanti amici nel Montefeltro e riconosco la tenacia, l’intuizione, la capacità, che queste aspirazioni centrifughe verso la Romagna sono state ribattute con imposizioni, con ironia ma, come dice il Consigliere Zaffiri, qui l’unica cosa è rendere servizi, rendere condizioni tali perché i Comuni non chiedano di andare dall’altra parte. Questo è il discorso, altro che imposizioni, altro che ironia, altro che cercare di contrastare la volontà di una popolazione che se non trovasse interesse a passare dall’altra parte, se si sentisse a proprio agio, se si sentisse agevolata nel tessuto economico, culturale, nella vita di tutti i giorni da questa Regione, non avrebbe nessun interesse a partecipare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Il tema è importante perché anche questo serve per valorizzare la nostra regione. Prima abbiamo parlato di valorizzazione di prodotti tipici, qui si parla di valorizzazione di territori e quindi di risorse paesaggistiche, storiche, culturali, con tutto quello che ne conviene.
Ora è vero, lì abbiamo un problema, è un territorio di confine, tutti i territori di confine hanno problemi di questo tipo, hanno problemi di attrattività verso i territori contermini. E’ quindi necessario, qui molto di più, che i territori montani siano serviti nel modo migliore, altrimenti questa attrattività dei territori contermini diventa sempre più forte. Però, guardate, qui il problema è un problema di carattere generale, che noi dobbiamo affrontare anche in tante altre parti della regione, nell’ambito di un progetto però molto più ampio. Non c’è l’Assessore Pieroni, mi sono confrontato a volte con lui e spero di poter riprendere questo aspetto.
La prima cosa è che noi dobbiamo valorizzare il brand Marche, altrimenti non possiamo parcellizzare le nostre risorse, non possiamo andare al di fuori a vendere questo prodotto parcellizzato, perché non ci conosce nessuno, è pur vero però che all’interno di questo brand Marche noi possiamo individuare delle eccellenze ed una di queste è il Montefeltro, dove c’è un parco interregionale, ma ci sono altre eccellenze di parchi nazionali nel sud delle Marche.
Credo che l’aspetto della migrazione di taluni territori verso altre Regioni sia un aspetto fondamentale che va affrontato anche in questo modo, non solo mettendo insieme tutte quelle che sono le risorse che ci sono per poi offrirle a chi arriva nel modo migliore, dando un senso di accoglienza molto forte, come solo i marchigiani sanno fare, anche perché la valorizzazione di questo progetto, la peculiarità, sta nel fatto che ormai la promozione non può essere fatta soltanto attraverso la bellezza dei luoghi, ma anche attraverso la qualità dei servizi che si danno. Noi non possiamo più continuare a girare il mondo dicendo venite nelle Marche perché è il Paese più bello del mondo, quando la regione accanto, la Romagna, dice la stessa cosa, quando l’Abruzzo dice la stessa cosa, ed è difficile smentire perché i luoghi sono veramente molto belli. Dov’è che noi possiamo eccellere? Sulla qualità dei servizi e sull’accoglienza che noi diamo a tutti coloro che arrivano.
Per cui bene questo progetto che va a cogliere i due aspetti, quello di dare un maggiore senso di appartenenza a chi c’è, quindi eliminare quel concetto di attrattività degli altri territori, al tempo stesso promuovere il territorio attraverso i valori paesaggistici e storici. Dall’altra parte noi dobbiamo capire, attraverso questa mozione, che dobbiamo lavorare sul brand Marche formato da una serie di piccoli altri brand che sono all’interno e che insieme possono fare un unicum da proporre all’esterno.
Penso alla parte del sud delle Marche, dove ci sono due parchi nazionali che non sono assolutamente valorizzati, anche lì si potrebbe fare un progetto a mo’ di “Compagnia di Montefeltro” per metterlo in sinergia con quello che sta a nord delle Marche, in modo tale che chi arriva goda della possibilità di avere un percorso unico, dalla provincia di Pesaro alla provincia di Ascoli, resistendo anche noi del sud delle Marche, a quelle che sono le attrattive, ad esempio, del Parco dei Monti della Laga, molto interessante, dove l’Abruzzo ha fatto degli investimenti notevoli, cosa che la Regione Marche nei territori di confine non fa. Le responsabilità politiche sono queste, nei territori di confine la Regione non ha investito, dopo non ci lamentiamo se ci sono territori che vogliono andare dall’altra parte! Noi non ci abbiamo investito.
Faccio riferimento ad esempio al sud delle Marche, a tutto il territorio dei Monti della Laga e del Parco dei Monti Sibillini, la Regione Abruzzo investe sulla parte del suo territorio che sta al confine e noi no. Quindi la gente migra, va ad investire su quel lato del territorio, è naturale questo, è lì che noi ci dobbiamo concentrare e dobbiamo prendere spunto, perché nel dopoguerra furono fatte le Regioni a Statuto autonomo? Per quale motivo? Per evitare che l'attrattività dell’esterno fosse forte e depauperasse un bagaglio non soltanto di risorse economiche ma anche culturale. Noi nella Regione Marche facciamo gli stessi errori, siamo una regione piccola, una regione sottoposta ai marosi della politica economica e sociale, di tutto quello che ci sta attorno, ma ci ostiniamo ancora ad investire nelle stesse parti del territorio che poi non sono, da un punto di vista paesaggistico, storico e culturale, forse le migliori.
Questo è il problema che noi dobbiamo affrontare, altrimenti facciamo delle mozioni asettiche che non produrranno nulla se noi non facciamo un discorso di carattere generale, cercando di investire sui territori di confine.
Questo è l’aspetto che voglio mettere in evidenza e mi auguro che si possa fare un dibattito serio su questi temi parlando di valorizzazione turistica, valorizzazione socio-economica dei nostri territori, che se tardiamo a fare non ci ritroveremo più.

PRESIDENTE Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Voglio intervenire perché si parla del Montefeltro e credo che chi lo rappresenti più di tutti in questo momento sono io.
Ringrazio il Consigliere Rapa e ringrazio di questo dialogo che si è creato intorno ad una questione della quale sulla pelle della nostra argomentazione, vorrei mettere in evidenza tre punti.
Il primo, il Montefeltro è un’area interna, è un’area di confine sulla quale ci si riempie la bocca su varie questioni: la viabilità, la sanità, la scuola, il progetto Barca, le aree interne. Questo è il punto su cui è necessario lavorare, questo è il punto sul quale si è parlato tanto e si è operato molto meno. Quindi questo è il primo punto che voglio mettere in evidenza, perché il progetto delle aree interne o comunque il progetto Barca non prevede che ad hoc si faccia tantissimo per questo entroterra, prevede però una razionalizzazione, un pensiero dell’entroterra.
L’entroterra è un concetto che, se devo dire la verità, dalla mia esperienza, da 20 anni a questa parte, non è stato mai affrontato in quello che realmente richiede.
Secondo punto, è un territorio svenduto per politiche miopi? Si, tutte non solo di una parte, questo lo dico perché posso dirlo, è un territorio che è stato svenduto non tenendo conto dell’identità culturale che rappresenta, perché noi siamo un Paese, l’Italia, così carino, dove la cultura va da una parte e la politica da un altro.
Anche questo è un altro punto molto importante sul quale riflettere perché si parla di un territorio bello, ma mordi e fuggi. Arrivi il sabato te ne vai la domenica, assaggi il tartufo, assaggi il prosciutto, bevi la birra e poi te ne vai, quindi è un’eccellenza che non fa storia, è una bellezza che non fa storia.
Questo è un motivo per il quale le persone del Montefeltro, come me, reagiscono perché sono abbastanza stanche di sentir dire che ci sono dei parchi, che c’è una bellezza e questa bellezza non produce.
Come ultimo punto vorrei dire che, secondo me, va valorizzata la produttività di questi territori, come si diceva negli ultimi interventi, non sono territori da copertina e da cartolina, sono territori nei quali c’è un certo tipo di vita, c’è un certo tipo di produzione. Ultimamente sto lavorando a dei bandi manager per lo sviluppo locale che vanno bene dal Montefeltro alla Valvibrata, sarebbe interessante se riuscissimo a fare qualcosa dove l’eccellenza di questi territori venga messa a tema.
Credo che le persone semplici, quindi le persone, perché le persone sono tutte semplici e noi siamo tra queste, siano prese da queste correnti, andiamo di qua, andiamo di là, e non si dice loro mai qual è il progetto. Novafeltria, Sant'Agata sono andate in Emilia-Romagna sperando nel grande miraggio della sanità che poi non si è avverato, Consigliere Giancarli.
Quello che si dice di San Marino è importante perché per la prima volta si mette una parte del Montefeltro verso quell’area, che è la sua e che è il bacino di San Marino, dovremmo abituarci a capire una cosa: se a livello politico e amministrativo il Montefeltro è stato svilito, a livello culturale regge perché il suo Dna è quello, quindi non si riesce ad ammazzarlo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Intervengo velocemente anche perché dopo l’Assessore Bravi e gli altri interventi non posso aggiungere nulla di più, oltretutto l’Assessore Bravi abita nel cuore del Montefeltro.
Si è aperto un ragionamento sulla questione aree interne, aree di confine, molto importante.
La mozione è estremamente positiva, un territorio come quello del Montefeltro, con una storia, delle bellezze naturali e culturali di rilievo, non può che essere al centro di un progetto regionale, come tantissime altre zone importanti della regione Marche.
Però il ragionamento che va fatto al di là del Montefeltro è che c’è stata questa divisione con la perdita di alcuni Comuni che sono andati nell’Emilia-Romagna. Pagina secondo me poco bella, comunque non positiva in senso politico. Io non abito molto lontano da quelle zone, si va a parlare con la gente e ci si rende conto che le opinioni sono cambiate, si pensava in chissà quale miraggio fosse andare in Romagna e sicuramente quella è una vicenda che si è rivelata non estremamente positiva.
Al di là di questo c’è la difficoltà di questi territori in generale, non è solo del Montefeltro, ma di tutta la zona limitrofa, soprattutto nelle aree interne, quelle di confine, un terzo della popolazione marchigiana e due terzi di territorio. Questo è il vero problema che ci tenevo a sottolineare, e in alcune situazioni, anche dopo le ultime vicende del terremoto, al di là del nostro impegno di fare i progetti, di metterli insieme, di fare una rete, di valorizzare, di rilanciare l’economia, credo che da sola la Regione Marche non riuscirà a dare una risposta ad un problema che è diventato molto più grande e che è stato accentuato con le ultime vicende del sisma. Lo si vede in maniera chiara, facendo il giro nei territori terremotati, ultimamente ho visto situazioni simili che sono anche nella mia provincia, Comuni nelle stesse condizioni, una popolazione in decrescita già da prima del terremoto, popolazione anziana e in difficoltà e, nell’ottica dei prossimi 20/30 anni, significa un'involuzione pesante, significa un abbandono completo del territorio. Questo è il problema vero, ma non è solo della regione Marche, non è il mirare all’esistenza di quei territori, è il sistema Italia che ha un problema nell’Appennino centrale, che noi abbiamo nella regione Marche e lo si ha anche nelle altre Regioni a noi confinanti. Credo che lo stesso problema ce l’hanno in Abruzzo, nel Lazio e, si è visto con la questione del terremoto, ce l’hanno l’Umbria e la Toscana.
Non credo che occorra aumentare chissà quanto l’economia di questi territori, ma garantire la presenza, perché sappiamo che il sistema si mantiene se c’è una presenza sul territorio, al di là di tutte le potenzialità che ci sono. La presenza sul territorio della popolazione si mantiene se ci sono le condizioni di servizi. Le aree interne hanno aperto un ragionamento, dicendo: sanità, scuola, mobilità, però si è fermato perché alcune risposte non si riesce a darle, perché a livello nazionale non si è affrontato fino in fondo. Secondo me c’è bisogno a livello nazionale, e di questo noi dobbiamo essere interpreti, di fare un progetto di rilancio delle problematiche dell’Appennino, dell'Italia centrale, perché la montagna è il vero problema dell’asse centrale e la montagna per altre storie non è la stessa delle Dolomiti. Nelle Alpi la vicenda è completamente diversa. Noi viviamo una situazione per cui nei prossimi 30 anni certe zone saranno completamente spopolate, già i Comuni del Montefeltro sono un esempio. Se continuiamo lungo l’arco dell’Appennino, Comuni che nel dopoguerra avevano 3.000/5.000 abitanti, sono ormai sotto i 2.000, con popolazione molto anziana e di conseguenza nei prossimi 20 anni sapete cosa potrebbe succedere.
Questo è un problema, scendendo lungo l’Appennino si arriva fino all’ascolano, tranquillamente, perché i Comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, che sono stati colpiti dal sisma, sono nelle stesse condizioni con l’aggravante del terremoto. Questo significa che molta gente non ritornerà in quei luoghi, ci sarà una accelerazione di questo processo. Questo è un problema che, al di là di questo Consiglio, deve ribaltarsi, deve entrare in Parlamento che deve emanare dei provvedimenti ben chiari, altrimenti il cuore dell’Italia avrà un grave problema che si aggraverà nel futuro, perché l’abbandono del territorio non è solo una questione turistica, è una questione di sopravvivenza economica dell’intero sistema.
Benissimo la mozione a livello turistico e di promozione per quello che riguarda il Montefeltro, ma la riflessione deve essere più profonda perché sul Montefeltro e su tutte le altre aree interne bisogna che ci ragioniamo e lo facciamo valere anche a livello nazionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Per quanto riguarda la dichiarazione di voto su questa mozione esprimiamo delle considerazioni positive e la voteremo, però voglio riprendere un passaggio importante, credo che il Consigliere Traversini abbia di fatto focalizzato il problema caro esecutivo. Voi siete l’organo preposto a fare le cose che qui dentro abbiamo ascoltato, non che “tutti abbiamo svenduto”, Assessore Bravi, no, una parte politica non ci sta a questa affermazione. L’esecutivo governa, l’esecutivo propone, l’esecutivo fa le cose che ha detto il Consigliere Traversini, l’esecutivo propone a quest’Aula dei provvedimenti possibili a livello regionale per far rimanere la gente là. Intanto lo facciamo noi, noi dobbiamo legiferare, ma voi siete l’esecutivo, voi governate in termini istituzionali. E' così Assessore, questo è talmente chiaro, il governo di quel territorio è stato sempre lo stesso da 20 anni a questa parte, non possiamo far finta di niente, allora non siamo “tutti” Assessore.
Credo che questa cosa vada ripristinata dentro quest’Aula, noi non ci stiamo a questa frase, per questo motivo votiamo a favore e nello stesso tempo sosteniamo l’intervento politico fatto dal Consigliere Traversini perché questi sono i messaggi che la Regione deve recepire e proporre a questo Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Ribadisco il contesto nel quale ho fatto quella affermazione, se lei va nel Montefeltro e chiede chi nel passato ha provocato le divisioni amministrative, non sono solo di una parte, la invito a prenderne atto.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 178. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,15.




 

 
 
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