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Resoconto della seduta n.55 del 31/01/2017

SEDUTA N. 55 DEL 31 GENNAIO 2017

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 55 del 31 gennaio 2017. Do per letto il processo verbale della seduta n. 54 del 26 gennaio 2017, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento Interno.
Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge regionale:
- n. 113 in data 30 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Bisonni, concernente: “Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995 n. 7 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria”, assegnata alla II Commissione in sede referente, al Consiglio regionale delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 20017, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato in data 16 gennaio la legge statutaria n. 6 concernente: “Modifiche alla legge statutaria 8 marzo 2005 n. 1 ‘Statuto della Regione Marche’”.

Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale
sugli ultimi eventi calamitosi che si sono verificati nelle Marche

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Una comunicazione, Presidente. Prima che inizi a relazionare il Presidente Ceriscioli, noi vorremmo rappresentare una forte situazione di disagio che le opposizioni di questo Consiglio stanno vivendo dal 24 agosto, perché nella gestione sia dell’emergenza che del post emergenza che di questa seconda fase, noi siamo stati dei semplici spettatori, siamo stati informati esclusivamente attraverso delle comunicazioni che sono state fatte in questo Consiglio, questa è la seconda, credo che sia troppo poco.
Noi avremmo voluto andare sui territori e protestare, ma per il senso di responsabilità che ci contraddistingue tutti non l’abbiamo fatto, potevamo fare qualcosa di eclatante per richiamare l'attenzione della stampa, ma non è nostro costume.
Abbiamo visitato questi luoghi, non abbiamo fatto comunicati stampa, non abbiamo enfatizzato nulla, però a questo punto vogliamo dare un segnale perché non è così che ci si comporta.
Fin dall’inizio abbiamo detto che eravamo disponibili a collaborare, abbiamo anche detto: “Facciamo una Commissione straordinaria in modo tale da relazionarci, non dico quotidianamente, ma settimanalmente con l'esecutivo per capire quello che accade”, perché capivamo ed avevamo sentore che qualcosa non funzionasse dopo il primo decreto, il 185, che il Governo aveva fatto.
A nome dei gruppi consiliari Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle - non la prenda come una mancanza di rispetto nei suoi confronti - mentre lei relazionerà, noi usciremo dall'Aula, ascolteremo comunque la sua relazione dall’esterno per poi rientrare e fare i nostri interventi.
Ripeto, lo dico con molta chiarezza affinché tutti lo capiscano, non è assolutamente una mancanza di rispetto nei suoi confronti, Presidente, perché ultimamente l'abbiamo vista anche abbastanza provata a causa di queste vicende e di alcune responsabilità che magari non sono totalmente della Regione, ma del Governo, però le opposizioni non possono assistere passivamente mentre ancora una volta vengono trattate come un minus all'interno di quest'Aula, senza essere coinvolte nella gestione di questa vicenda.
Chiediamo scusa, però durante la relazione del Presidente noi usciremo dall'Aula pur ascoltando molto attentamente. Grazie.

(I Consiglieri dei Gruppi Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle escono dall’Aula)

PRESIDENTE. Ricordo ai Consiglieri che hanno deciso di uscire dall'Aula che, per carità, fanno una scelta che rispettiamo, ma la III Commissione era stata incaricata, proprio perché ne fanno parte i gruppi consiliari, ed alla quale tutti possono partecipare, di seguire con attenzione la vicenda terremoto.
Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Mi dispiace che i colleghi dell'opposizione escano dall'Aula, voglio comunque informare il Presidente che come III Commissione abbiamo già fatto due incontri prima delle festività natalizie e sono stati convocati anche gli Assessori di riferimento che, devo dire, con massima disponibilità sono intervenuti e hanno detto come stavano le cose. Oltre agli Assessori sono intervenuti anche i dirigenti.
Per martedì 7 febbraio, non essendo previsto il Consiglio regionale, ho calendarizzato, ormai da una settimana, la III Commissione alla quale mi hanno dato la loro disponibilità l'Assessore Sciapichetti e l'Assessore Casini, mentre l'Assessore Bravi, probabilmente, a causa di suoi impegni precedentemente assunti, manderà dei suoi funzionari. Quindi per il 7 febbraio è prevista una Commissione apposita per confrontarci con la Giunta e per capire le azioni che si stanno portando avanti e gli interventi che si stanno realizzando.
Non so se lo posso dire, mi sono confrontato anche con l’Assessore Traversini che per giovedì ha convocato la II Commissione ed ha intenzione di proporre a tutti i componenti di fare una Commissione congiunta.
Quando abbiamo fatto le altre Commissioni ho anche verificato che fossero avvisati non solo i capigruppo, ma tutti i Consiglieri regionali. Alle due sedute di Commissione, a parte i componenti, erano assenti quasi tutti i Consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione, tranne qualcuno. Quindi nonostante siano stati convocati non hanno partecipato.
Mi auguro che alla III Commissione prevista per 7 febbraio siano tutti presenti, visto che c'è interesse, come è normale che ci sia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Un secondo soltanto per dire che essendo io minoranza dell'opposizione, preferisco ascoltare la comunicazione e, con senso di responsabilità, protestare per quello che sta succedendo nelle zone terremotate, come ho fatto con trasparenza fino adesso, non mancando anche dei momenti dialettici con il Presidente.
Ritengo che su vicende come queste serva anche il controllo dell'opposizione, ma deve essere un controllo serio e rigoroso e qualche volta serve la protesta e quella sferza non tanto alla politica quanto ai funzionari sottesi alla politica.
Rimango in Aula e protesto perché questo è l'esercizio di un mio diritto quale Consigliere regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per le comunicazioni, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Tutto questo dentro e fuori mi fa un po' di confusione. Veramente la cosa di cui mi interessava parlare era il fenomeno della settimana: l'emergenza neve, perché ho sentito molte dichiarazioni, numeri, aspetti che sono usciti in termini di comunicazione e mi sembrava importante riportare un po' di dati, un po' di fatti che sono la base sulla quale poi uno può innescare il suo lavoro di opposizione, di protesta, di consenso.
Oggi ho incontrato la delegazione di un comitato ed ho capito dopo che è lo stesso Comitato che voleva venire qua, per me era un gruppo di cittadini che chiedeva di essere ascoltato e l’abbiamo ascoltato. La cosa principale che mi ha trasmesso è l'idea che dentro questo flusso di informazioni, alcune giuste, molte sbagliate, il cittadino si trova nell'incapacità di comprendere quali sono i messaggi veri, quali quelli falsi e quali sono le opportunità che oggi ha rispetto ai propri bisogni e quelle che non ha.
Facciamo l'esempio dell'ultima notizia: abbiamo utilizzato i soldi dell'emergenza per gli spot televisivi o radiofonici. E’ una informazione falsa di cui certo i cittadini non hanno bisogno, perché già sono esasperati dalle condizioni materiali in cui sono costretti a vivere. Oggi la ritroviamo anche in bocca ai Parlamentari che dovrebbero, forse prima di parlare, un minimo documentarsi! Io posso protestare perché si utilizzano fondi dell'emergenza per la comunicazione, ma se lo faccio prima mi devo accertare che sia vero o no, accertato questo, la risposta è: “No! Stiamo utilizzando i fondi del turismo per rafforzare un messaggio sulle Marche alla luce di un numero di prenotazioni bassissime in tutto il territorio regionale”. E' un sostegno alle imprese turistiche, dicendo agli italiani: “Venite nelle Marche”, la deduzione è che nelle Marche ci si può venire, ci sono le condizioni e tante situazioni per venire, sostenendo l'economia marchigiana in generale.
Fondi non dell'emergenza, con spot che devo dire sono anche efficaci. Vorrei ringraziare la Rai, so che anche Mediaset sta per fare la stessa cosa, quindi allarghiamo trasversalmente, che sta offrendo spazi pubblicitari a cifre chiamiamole solidali, lì c'è un po' di solidarietà, e quello che sta facendo la Rai e so che lo farà anche Mediaset, dare questi spazi a un decimo del loro valore.
Li stiamo ascoltando, se con 10 io faccio 100 è chiaro che uno si chieda: “Ma quale campagna di comunicazione stiamo facendo?” Con i fondi con i quali normalmente si comunicava si riesce a fare tanto perché abbiamo avuto dall'altra parte una attenzione particolare che ci permette di uscire con grande forza e con un messaggio utile che risponde ai bisogni dei marchigiani. Una volta capita la sostanza del messaggio, uno può anche fare le sue considerazioni, può pensare che è sbagliato, che è giusto, ognuno è nella libertà di esprimersi, ma su un dato certo.
Queste comunicazioni che invece partono in maniera disinformata, confusa, fanno molto male, secondo me, ai cittadini, che non capiscono quali opportunità hanno o non hanno rispetto ai bisogni che rappresentano nel momento in cui li si incontra ed anche l'immagine di un sistema che si muove all'interno di una situazione particolare come è quella di un'emergenza.
Lo scopo della comunicazione è quello di mettere in fila un po' di informazioni che permettano poi di criticare o di meglio comprendere quello che è accaduto e quello di cui stiamo parlando.
Inizio dalla prima questione che mi sembra importante ricomprendere.
A seguito della settimana di grande difficoltà attorno all'emergenza neve, ho visto una serie di comunicazioni che non rappresentano secondo me in maniera corretta quello che è il sistema italiano di Protezione civile nel momento dell'emergenza. Sembrava quasi ci fosse una contrapposizione fra Esercito e Protezione civile, Vigili del fuoco e Protezione civile, 118 in alternativa alla Protezione civile e magari Regioni, Comuni e Province mescolate lì in mezzo.
Non esiste l'Esercito da una parte, la Protezione civile dall'altra, non sono corpi che si confrontano perché la Protezione civile è un sistema di gestione dell'emergenza, non è un corpo che deve occuparsi dalla A alla Z dell'emergenza e che poi viene aiutato dagli altri soggetti. La Protezione civile nell'emergenza coordina l'insieme delle attività delle altre Protezioni civili, delle Forze dello Stato ed anche dei privati nel momento in cui intervengono. E' una grande macchina in termini di sistema di coordinamento, tutti, quando intervengono nell'emergenza, intervengono all'interno del meccanismo del sistema di Protezione civile.
Ho sentito la necessità di ricostruire un po' i capisaldi di quello che è accaduto nei 3/4 giorni in cui è stata gestita l'emergenza, perché tutti quanti possiamo renderci conto in quali coordinate ci stiamo muovendo e quali possono essere le iniziative più opportune.
Oggi autorità di Protezione civile sono i Sindaci nella loro città, i Presidenti di Regione nell'ambito regionale (che hanno assorbito quelli che un tempo erano compiti delle Province) e il Consiglio dei Ministri nella misura in cui il Capo del Dipartimento di Protezione civile, che dipende direttamente da Palazzo Chigi, svolge il compito a livello nazionale.
Nel momento in cui scatta l'emergenza, che non è la semplice neve, ma la neve che supera determinati livelli e mette a rischio e isola parti del territorio rendendo necessaria un’azione rapida di riapertura dei canali di comunicazione, di abilità, si aprono le sale operative: a livello comunale, chi ce l’ha, il Coc, se non c’è il Coc è il Sindaco che assume su di sé il punto di riferimento su scala comunale, a livello provinciale le Soi, le sale operative integrate, che lavorano in ogni provincia, in tutte e tre le province interessate dal fenomeno calamitoso - le Soi sono state immediatamente attivate – a livello regionale la Soup che è la sala operativa che coordina le unità a livello provinciale, a livello nazionale il Dicomac, oltre tutte le strutture attive fin dal 24 agosto, perché gli uomini e le donne che sono stati impegnati all’interno di queste strutture sono quelli che di volta in volta nell’emergenza marchigiana sono stati coinvolti.
Qual è l’attività che si è svolta in questi giorni?
Nel momento in cui c’è stata l’emergenza dal punto di vista meteo, si sono verificate precipitazioni nevose che nei punti più elevati sono arrivate a circa 4 metri. Un delta che andava da 1,8 metri, che vi assicuro è già una misura importante, ai 4 metri nell’arco di due giornate. Questi fenomeni si sono verificati nell’arco di due giorni.
Viste l’eccezionalità della neve, la misura importante e le realtà che rimanevano isolate, è stato attivato il meccanismo di Protezione civile nazionale, tutte le sale ai vari livelli, dal Sindaco, alla sala provinciale, alla sala regionale, al coordinamento del Dicomac nazionale, perché il fenomeno non era solo di una regione ma, coinvolgendo più regioni, è diventato un’emergenza nazionale.
Cosa fa la Protezione civile? La Protezione civile coordina una serie di interventi che vanno ad integrare i mezzi già presenti sul posto. In realtà ogni Comune, ogni Provincia, l’Anas al posto della Regione, perché le strade regionali sono state prese dall’Anas, si attiva con propri mezzi, con le ditte che hanno già un contratto di fermo mezzi per la neve per la normale attività di piano neve che non è emergenza. Il piano neve permette di ripristinare la viabilità quando ci sono 30/40 centimetri di neve.
Quando il livello è salito, tutti questi dispositivi sono stati immediatamente attivati, necessitando di ulteriori mezzi, uomini, risorse, la filiera della Protezione civile ha attivato interventi che sono arrivati da tutta Italia. Voglio segnalare che l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Toscana, il Piemonte, il Veneto, la Provincia autonoma di Bolzano hanno messo a disposizione le loro colonne mobili per intervenire nell’emergenza.
Stimiamo che le persone arrivate dalle altre regioni più i volontari siano circa 1.330. Quindi la forza umana che è intervenuta nel terremoto è la sommatoria di quella capacità di mobilitazione e di coordinamento che nasce dal meccanismo e dal sistema di Protezione civile.
Sono arrivati 259 mezzi e 26 attrezzature, parliamo di una macchina imponente che è andata ad aggiungersi e ad integrare con quanto già presente nel territorio. Noi stimiamo che Comuni e Province abbiano messo insieme circa 180 mezzi, pale e turbine.
Il meccanismo ha dispiegato il massimo nella giornata di domenica, poi ha iniziato a dismettere, sono stato impiegati 1.600 uomini, 351 mezzi, 149 attrezzature.
Dal primo giorno sono stati impiegati 259 mezzi, il massimo si è raggiunto il quarto giorno con 351, mano a mano altre risorse e disponibilità si sono aggiunte a quelle già richiamate all’interno del sistema di Protezione civile.
E’ logico che le difficoltà sono state maggiori perché non è stata solo la nevicata, ma l’ennesimo sisma che ha generato enorme preoccupazione ed anche problemi di varia natura in un territorio che era già interessato dal proseguire di eventi calamitosi che hanno portato ogni due mesi a doversi riconfrontare con l’emergenza.
E’ evidente che questo è stato un elemento aggiunto in una situazione di difficoltà e in termini di reazione, di mezzi e di uomini la risposta è stata più che adeguata.
Fenomeni laterali di una certa rilevanza. Primo fenomeno laterale: il tema di Enel.
Avete visto che abbiamo fatto una diffida formale nei confronti di Enel. Peggio è accaduto in Abruzzo dove centinaia di migliaia di persone e famiglie sono rimaste senza energia elettrica per oltre due giorni. Nel caso nostro siamo partiti con 30.000 famiglie, ridotte a 200 nella giornata di domenica.
E’ evidente che in una situazione di emergenza e difficoltà, un numero così importante di realtà, che hanno visto venir meno la risorsa dell’energia elettrica - per come funzionano oggi i collegamenti, le comunicazioni, i servizi - ha determinato un aggravio, un appesantimento forte all’interno di questo fenomeno.
Noi abbiamo deciso alla fine dell’emergenza, ovviamente, di aprire nei confronti di Enel un capitolo a parte, perché riteniamo che una migliore manutenzione del territorio e delle reti possa evitare situazioni così gravi e così pesanti che si sono aggiunte a quanto di naturale c’è stato all’interno del fenomeno stesso.
Gli altri due livelli di attenzionamento hanno riguardato le slavine che si sono manifestate quasi da subito perché l’accumularsi di 4 metri di neve in due giorni ha portato su molti versanti ad avere questi piccoli smottamenti.
E’ evidente che la parte più impegnativa del ripristino del territorio non ha riguardato solo le zone dove c’era la neve, ma dove alla neve si aggiungeva la slavina, perché a quel punto i muri di neve arrivavano anche oltre i 5 metri. E' chiaro che i tempi si allungano di molto, rispetto alle previsioni che erano state fatte nelle prime ore, se una turbina anche efficiente si trova davanti un muro di 6 metri di neve.
Fenomeno oltretutto monitorato fin da subito, in modo particolare Bolognola ha messo in atto un’ordinanza di sgombero dell’abitato nell’incertezza che l’intervento a protezione della comunità - già realizzato negli anni passati a cura della Regione Marche, 7 milioni di investimento - fosse nelle condizioni di poter operare, come è stato valutato, in considerazione della progressione metereologica nella giornata di sabato e domenica, il fatto che il sistema di protezione fosse adeguato in rapporto alla neve caduta. Diciamo che l’emergenza è stata superata.
Il sistema di Protezione civile all’interno della propria procedura ha messo in atto tutte le azioni di prevenzione nei confronti delle slavine e dell’alto rischio, più volte segnalato dal punto di vista idrogeologico.
Veniamo anche qui alla comunicazione ed ai fatti.
Il rischio di un’esondazione all’indomani di un fenomeno nevoso così intenso è possibile, dipende molto dalla curva meteo delle temperature dal momento in cui nevica alle ore successive, perché un rapido innalzamento delle temperature produce l’acqua della neve disciolta ed il rischio di una esondazione.
In realtà la curva delle temperature ci ha permesso di gestire il fenomeno, come avete visto, senza conseguenze, ma a fronte di un sistema regionale di monitoraggio elettronico di tutto il sistema fluviale in tempo reale, che segnalava per il Nera un abbassamento di 2 centimetri rispetto alla portata dei giorni precedenti, la comunicazione si è scatenata sull’idea che questi corsi d’acqua non fossero monitorati. Ecco le informazioni che vengono diffuse e la realtà.
La Protezione civile regionale ha un sistema di monitoraggio di tutti i corsi d’acqua in tempo reale con segnalazioni automatiche del rischio e nel momento in cui i corsi d’acqua superano determinati livelli di soglia, partono in maniera automatica. Questo ci dà un certo livello di sicurezza almeno sul sistema di preallertamento, poi è chiaro che tutta l’attività che viene fatta nei fiumi in termini di prevenzione ed investimento ci permette di gestire meglio il momento in cui abbiamo quegli innalzamenti, ma esiste questo monitoraggio in tempo reale. Anche questo rischio è stato valutato, tenuto nella giusta considerazione ed analizzato.
Quello che posso dire, per l’esperienza fatta all’interno della sala operativa, è che in quel momento c’era un mondo: operatori professionali, volontari, cabine di regia fra loro coordinate, interventi che venivano mandati nel posto giusto al momento giusto, elicotteri, guide alpine, risorse, una chiara operatività in termini di gestione dell’emergenza. Chi ha la priorità assoluta? Il 118. Quando è a rischio la salute della persona il canale 118 assume la priorità assoluta e laddove per fortuna ci sono state poche segnalazioni di questa natura, il sistema ha dato la risposta nei tempi più brevi possibili per raggiungere i soggetti ed intervenire per la comunità ed anche per gli animali che erano rimasti isolati.
Tante azioni coordinate all’interno di questa struttura che ha vissuto giorni di emergenza con una pressione incredibile per le polemiche scatenate subito da chi, secondo me, per il tipo di polemiche, per il tipo di messaggio, non conosce il sistema di Protezione civile.
E’ tutto perfetto? Tutto è andato bene? Io direi che l’emergenza è stata gestita, come ho detto prima, in maniera ottimale in termini di risultati. Non abbiamo avuto le situazioni che purtroppo sono accadute in altre realtà. Non mi riferisco solo alla vicenda di Rigopiano, un fatto drammatico che ci ha colpito duramente anche negli affetti, persone della nostra regione che erano lì in vacanza e che hanno visto trasformarsi quei giorni sereni in tutt’altro, ma ci sono state 5 vittime dovute a fenomeni legati alle calamità naturali.
E’ chiaro che dal sistema sono emerse delle criticità ed io ne do una lettura anche molto politica.
Voglio fare un parallelo con quello che mi accadde da Sindaco quando nel 2012 vissi una prima situazione di neve che non era emergenziale. Avevamo 40 centimetri di neve sui quali intervenire, avevamo il piano neve, era tutto a posto, parte il piano neve e cosa ci accorgiamo? Da due anni in mezza città si stava facendo il porta a porta, i mezzi che si utilizzavano prima, quindi i camion che potevano essere dotati di pala e che nel giro abituale ripulivano mezza città, erano stati sostituiti da camioncini che erano poco più di un Ape a 4 ruote e la pala per spalare la neve era uno strumento impraticabile. Il piano neve non era stato adeguato al cambiamento avvenuto un paio di anni prima, si erano sostituiti i mezzi che circolavano per strada per svuotare i cassonetti, camion pesanti e massicci con tanto di presa anteriore per poter mettere una lama, con mezzi che non erano in grado di …, anzi nella neve era meglio non farli uscire. Cosa devo dire?
Nel sistema di Protezione civile, le competenze delle persone che ci lavorano sono altissime: qualità nel gestire l’emergenza, nell’individuare le priorità, nell’indirizzare le risorse, ma cosa è cambiato? E’ cambiato il sistema. I Comuni non sono quelli di 20 anni fa, le Province non sono quelle di 10 anni fa, cioè le parti del sistema che concorrono, perché la Protezione civile è ‘mettere insieme’ le risorse che ci sono, non sono più quelle di un tempo. Si è vista bene la differenza fra la Provincia di Macerata, che fra tutte le Province è quella che ancora oggi ha, in termini di risorse, una capacità anche economica diversa ed ha mantenuto un sistema di intervento paragonabile a quello del passato, e le altre realtà che fanno ricorso ormai quasi esclusivamente a ditte esterne, quindi risorse che vengono dalla parte privata, e che non avendo più la capacità operativa che avevano un tempo, hanno vissuto con più fatica il passaggio. Questo perché il sistema di Protezione civile raccoglie quello che c’è e se c’è di meno, si fa più fatica.
Mi ricordo negli anni '90 i magazzini dei mezzi della Protezione civile, quelli della Provincia di Pesaro-Urbino, orgogliosamente il responsabile mi mostrò tutte le macchine che erano a disposizione, è un mondo che non esiste più. Quindi in merito al sistema di Protezione civile all’interno delle emergenze, direi che il Paese deve farsi delle domande un po’ più profonde, ovvero, tutto quello che abbiamo operato sul territorio in termini di riduzione di presenze e risorse deve avere un punto entro il quale fermare il processo e stabilire quali sono i requisiti che ci vogliamo garantire. Perché la scoperta questa volta,ci ha comunque permesso di gestire al meglio la situazione, però un livello un po’ più avanzato di lettura direbbe che occorre garantire risorse diffuse da chiamare nel momento in cui ne abbiamo bisogno.
Io l’ho visto anche nelle colonne mobili che sono arrivate, in qualche mezzo che è arrivato. C’è stata una polemica per una turbina che è arrivata, credo, senza catene e l’indirizzo che veniva dato dalla struttura operativa, vi assicuro, era quello di far arrivare i mezzi con le catene, su questo c’è stata la massima chiarezza, quindi quello potrebbe essere stato un disguido che può capitare all’interno della comunicazione rapida, ma il problema vero sono stati i mezzi che sono arrivati da Regioni anche importanti che si sono rotti dopo poche ore di operatività. Torno quindi al problema di prima, si capisce quanto sia necessario garantire e continuare a mantenere un livello di risposta adeguata non solo per avere una Protezione civile fatta di persone che hanno competenze e capacità, ma avere braccia che stanno nel territorio e che hanno un livello di operatività sufficiente a reggere l’intero sistema.
Questa non mi sembra una polemica sterile, ma utile. Ovvero individuare i nodi ed i problemi che si sono evidenziati, perché l’emergenza è anche il momento in cui emergono le questioni - noi per esempio abbiamo riscontrato qualche carenza di organico, l’abbiamo vista - e in tempo di pace aprire un ragionamento nuovo.
Io sono una persona che ha vissuto la propria dimensione da amministratore negli enti locali e sono tanti anni che gli enti locali si individuano come i luoghi dello spreco, dove bisogna tagliare, dove bisogna togliere. Dopo questo mantra, che ha portato le Province ad un livello minimo storico in termini di capacità di intervento, occorre iniziarne un altro - certo, per carità, gli sprechi vanno tutti eliminati perché spreco significa mettere una risorsa laddove non dà nessun tipo di risposta - per fare in modo di riuscire dentro il nostro sistema a garantire un livello minimo in termini di strumenti, di operatività, di altro, perché il giorno in cui il sistema …, per me ancora oggi estremamente efficace. Nella Giornata delle Marche di questo anno abbiamo premiato chi ha ideato il sistema di Protezione civile, molto efficace, ma è essenziale che questa attività di coordinamento abbia da coordinare mani e braccia capaci di intervenire.
Voglio andare sul tema animali.
Anche ieri ho letto: 2.000 animali morti nelle Marche. Gli animali morti, per tutti i meccanismi che ci sono rispetto agli allevamenti, hanno una loro tracciabilità, una riconoscibilità, un percorso stabilito, dei risarcimenti stabiliti per legge.
E’ chiaro che dispiace anche per un animale morto, per carità, ma i numeri veri sono questi: bovini 34, ovini 153, caprini 8, suini 28, equidi 4, avicoli 2.500 in un unico impianto di Spinetoli (che non c’entra nulla con il terremoto, con le stalle provvisorie, eccetera), una struttura che con il carico della neve ha ceduto uccidendo 2.500 avicoli, polli. Quindi sono anche più di 2.000 se contiamo le 2.500 galline, con tutto il rispetto per queste galline che, poverette, non era il loro destino quello di finire schiacciate sotto la neve, però la misura vera racconta un’altra cosa.
Nel 2012 senza terremoto, perché è stata solo neve, crollarono 120 stalle e morirono 6.000 animali, direi che nel nostro caso, pur con il dispiacere perché avremmo voluto che neanche un animale perisse, i numeri ci dicono ben altro.
Sempre sui miti. Perché non avete pensato ad una struttura dove spostare gli animali? Dai primi di dicembre sono presenti, individuate, comunicate, strutture disponibili per ospitare gli animali per chi volesse spostarli ed ospitarli in uno spazio alternativo alla propria stalla, che hanno come capienza di capi: 100, 100, 50, 1.000, 40, 100, 1.000, 10, 10, 60, 250, 120, 80, 250, circa 4.000 spazi disponibili, però è vero e sono convinto di questo, quanto un allevatore mi ha detto: “Io i miei capi non li porterò mai dentro una struttura fuori dal mio allevamento”, poi valgono altri principi e quindi la disponibilità era importante. Ma in quanti abbiamo sentito: “Perché non avete messo a disposizione?” Ma prima di dire perché non abbiamo messo a disposizione, vuoi informarti se sono state messe o no a disposizione delle strutture?
L’alimentazione degli animali è un’attività che nell’emergenza, e anche prima, è stata fatta. La Regione Marche ha messo a disposizione ad oggi, fra fieno, paglia e mangime, qualcosa come 2.200 quintali di materiale, quindi 200 tonnellate di fieno, paglia, già consegnati all’interno degli allevamenti. Quindi l’attenzione c’è stata anche da questo punto di vista.
Lo dico perché di nuovo prevale una comunicazione basata sulle sensazioni e le emozioni, ma ce n’è una basata sui numeri, criticabilissimi, perché anche questi sono criticabili, si parte dal numero reale non da qualcosa di fantasioso che va al di là di ogni limite di aspettativa.
Non credo che ci sia stata da parte della Giunta la minima forma di blocco, di reticenza sull’impegno che riguarda i percorsi, la partecipazione, il contributo sul terremoto, che tutti quanti vogliamo e possiamo dare - il motivo per cui la minoranza è uscita dall’Aula- e l’attività della Commissione che è andata nei territori ed ha incontrato i Sindaci. Non trovo che da parte nostra ci sia stato l’atteggiamento di chi si chiude nei confronti di chi ha voglia di dare una mano, anzi, abbiamo espressamente fatto l’invito …, e voglio ringraziare chi ha portato la Commissione nel territorio, ha incontrato i soggetti di cui parlavo prima, si è potuta confrontare sul parere che veniva dato sulle misure, cercando anche di capire quella che poteva essere una nuova frontiera. E’ evidente che questi passaggi ci sono stati e se non sono stati sufficienti, se non sono stati abbastanza, non è che la Giunta ha frapposto una sorta di barriera nei confronti del Consiglio regionale per non vederlo presente ed impegnato sul terremoto.
Lo abbiamo detto molte volte, il senso dell’abbandono è quello che pervade in ogni istante una comunità che è capace, dopo una settimana che non siamo a contatto con quella realtà, di dire che non ha mai visto nessuno, che non ha mai incontrato nessuno. E’ comprensibile, perché le difficoltà sono tantissime, i problemi sono tanti e questi diventano soverchi rispetto ai percorsi e la presenza delle istituzioni è una presenza gradita.
E’ vero anche che, e ci tengo a sottolinearlo, da un certo momento in poi, nel protrarsi delle emergenze è partito anche un altro atteggiamento che è quello delle passerelle. I cittadini, le comunità non comprendendo bene la relazione che c’è fra la presenza e le iniziative concrete che vengono fatte a vantaggio delle popolazioni terremotate ed hanno segnalato questa forma di ostilità nei confronti di presenze che non fossero più che motivate da obiettivi i più possibili concreti. L’idea è che forse si andava lì non per interessarsi, ma per mostrare che ci si impegnava attorno al tema del sisma. E' logico che in un evento straordinario, eccezionale, di una dimensione mai vista, che sembra non finire mai, l’esasperazione si faccia strada rispetto alla speranza, al processo ed al progetto.
Livello di strumenti ad oggi. Ad oggi sono disponibili tutti gli strumenti per le imprese che vogliono ricostruire la loro attività, sia con danni gravi che con danni leggeri, per le imprese che vogliono delocalizzare, per i privati cittadini che hanno un danno lieve, strumenti attinenti anche alle opere pubbliche ed alle scuole, nonché i percorsi più noti inerenti i servizi vari. Da lunedì è partito il contributo dei famosi 5.000 euro a sostegno delle imprese che hanno sospeso temporaneamente l’attività per il terremoto. La convenzione è stata firmata la settimana scorsa, anche questo provvedimento è disponibile. La cassa integrazione in deroga non si è interrotta perché abbiamo utilizzato la nostra per la prima fase e adesso abbiamo la cassa integrazione in deroga finanziata con il terremoto.
Il pacchetto delle misure manca di un unico atto che riguarda le lesioni gravi per le case private, quindi riguarda il cittadino che ha la propria casa classificata in classe E, per capirci. Questo è l’unico provvedimento che manca per poter avere una operatività piena a seconda della tipologia dei bisogni dei cittadini. Sulla classe E l’incontro è di oggi, quindi è possibile fra una settimana avere il provvedimento anche sulla classe E, e questo è uno.
Cosa significa? Che da qui a 7 giorni tutto il pacchetto per la ricostruzione sarà disponibile. Gli uffici per la ricostruzione sono stati aperti da mesi, i cittadini che ho incontrato questa mattina neanche lo sapevano, gli strumenti, come dicevo prima, sono affinati, manca la classe E.
Il Governo sta elaborando un nuovo pacchetto, un nuovo decreto con l’obiettivo ulteriore di allungare gli strumenti previsti per il 2016 anche per il 2017 a favore di enti e soggetti privati e di semplificare alcune procedure all’interno della ricostruzione.
Il decreto dovrebbe vedere la luce questa settimana e andrà ad integrarsi con gli strumenti che sono già operativi e disponibili.
Ad oggi dove segnaliamo criticità? Su diversi fronti, ma se ne devo dire una che stiamo monitorando, perché è partita anche questa lunedì, è la regionalizzazione delle Fast, le Fast erano gestite centralmente fino a venerdì scorso, da lunedì la gestione è regionale, misura che avevamo chiesto da tempo.
Per sapere quale sarà la risposta, il salto di qualità, bisogna aspettare qualche giorno, perché deve andare a regime questa nuova modalità. Ci aspettiamo un segnale di più forte partecipazione che misureremo fra qualche giorno.
Voi sapete che fino ad oggi una delle criticità è stata la fatica di avere i volontari, perché sono volontari quelli che fanno le schede da distribuire nelle quattro regioni. Noi mediamente, normalmente, abbiamo una ventina di squadre che sono pochissime, 20 squadre per tutte le Marche con il sistema nazionale, con il sistema regionale faremo un bilancio fra qualche giorno. E’ evidente che il sistema regionale anche se dovesse partire piano, una carta ce l’ha, noi ci rivolgeremo ai tecnici delle Marche che dovranno fare una azione di volontariato a favore dei cittadini, delle imprese marchigiane e se dovessimo vedere dei numeri bassi chiederemo questo sforzo straordinario ad architetti, ingegneri, geometri della nostra regione a favore delle popolazioni terremotate, e questa ad oggi mi sembra la criticità maggiore.
La seconda criticità è la lentezza con cui arrivano progetti agli uffici speciali per la ricostruzione, ma i cittadini ad oggi non sapevano nemmeno che ci fossero, forse è comprensibile anche la lentezza.
Fino alla settimana scorsa, tenete conto che le leggere sono disponibili da novembre, erano arrivati due progetti per la ricostruzione delle leggere, francamente è un numero che si commenta da solo! Quindi da una parte rischiamo di avere tutti gli strumenti approvati e dall’altra facciamo una certa fatica a mettere in moto quello che non nasce per impulso diretto della Regione o di chissà quale ente, ma dietro la conoscenza degli strumenti e delle possibilità che ha il cittadino.
Nell’incontro di questa mattina, per me molto fruttuoso, con il Comitato siamo rimasti d’accordo: “Internet va bene, la pagina della Regione va bene, i decreti vanno bene, ma per favore dateci un bel depliant di carta che spieghi bene A, B, C, D, E, F” come si faceva una volta, che uno può sfogliare e vedere quali sono i presidi, dove si può andare a chiedere e quali sono gli strumenti.
Come ho iniziato concludo, questa marea di comunicazione che parla di tutto e del contrario di tutto, che non fa capire le cose che ci sono e le cose che non ci sono, che segnala che non c’è qualcosa che invece c’è, ha bisogno, secondo me, di un momento di chiarezza che aiuti a rendere edotti il più possibile i cittadini sugli strumenti che hanno già a disposizione per mettere in moto questa grande macchina.
Una cosa che prevederà sicuramente il decreto sarà la proroga dei termini per la presentazione dei progetti per danno lieve. Vista l’esiguità dei progetti presentati servirà un allungamento dei termini, quindi confidiamo che attraverso le ulteriori semplificazioni, una comunicazione maggiore, un diffondersi nel territorio di questi messaggi, i percorsi possano rimettersi in carreggiata.
Questa mattina c’era un allevatore, un tipo tosto, alleva maiali, e da montanaro, da persona solida mi ha detto: “Io ho questa preoccupazione, ho capito tutto, la procedura, il procedimento, ma sono sicuro che quando arriva la fattura me la pagate?” Questa persona era a conoscenza di tutto, quindi veniamo al caso estremo, non era quello che non sa, di cui parlavo prima, dell’informazione che deve crescere, del sistema che deve partire, il soggetto sapeva già tutto, si era letto l’ordinanza che lo riguardava, però aveva questo dubbio: “Ma quando arriva la fattura chi paga?” Voi sapete che le misure sul terremoto hanno preservato un principio molto sano, si cerca il più possibile di non far tirare fuori i soldi dalla tasca del cittadino, perché paga giustamente chi sostiene le spese, anche per evitare meccanismi nei quali possa esserci qualcuno che chiede. Perché se io so che non devo pagare, se qualcuno mi chiede qualche dubbio mi viene. Un meccanismo limpido aiuta anche a gestire eventuali situazioni particolari. A mio volta ho chiesto: “Perché le è venuto questo dubbio? Perché non dovremmo pagare?” Mi ha dato due risposte, la prima è: “Perché tutti dicono che non ci sono i soldi”, la seconda: “Nel mitico ’97 dovevano arrivare tutte le risorse, ma poi il contributo coprì sola una parte della spesa sostenuta, mentre sembrava che le risorse dovessero coprire il 100%”, quindi memore dell’altra esperienza mi ha chiesto: “Non è che questa volta è uguale all’altra?”
C’è stata poi l’occasione per chiarire e per spiegare. Spero che sia uscito convinto, ma capite che se anche la persona informata, che sa tutto, che fa quel tipo di attività, che ha anche una lettura chiara dei passaggi e delle possibilità che ha di fronte, che sa di poter mettere a posto anche la stalla vecchia, che sa tutto, continua a chiedersi se poi la fattura verrà liquidata ...
Se destabilizziamo anche la persona più informata se a questo popolo marchigiano devastato da tre terremoti, da un percorso che purtroppo era partito pensando ad un terremoto piccolo e si è trovato di fronte ad un terremoto grande, che si è dovuto aggiustare un po’ il tiro cammin facendo, continuiamo a mandare messaggi con gli obiettivi più diversi. Rendiamoci conto del carico di responsabilità che abbiamo ogni volta che parliamo, ogni volta che lanciamo un messaggio, ogni volta che diamo un’informazione sbagliata perché non ci siamo informati oppure ci siamo informati, ma la vogliamo dare sbagliata.
Noi cercheremo di recuperare una comunicazione più diretta, più immediata, più tradizionale, che possa incanalare la persona che oggi deve risolvere il problema nella strada che glielo risolve, dall’altra parte serve un senso di responsabilità del sistema che prima di dare o martellare su informazioni sballate, deve sapere che non è solo un fatto di polemica politica, ma ha di fronte a sè ha decine di migliaia di marchigiani che con ansia vivono le difficoltà indotte dal terremoto e che non hanno bisogno che a queste si aggiungano le ansie dovute da chi racconta cose più o meno vere ed incita ad un’ulteriore disperazione e difficoltà.
Sono convinto che se ognuno fa la propria parte possiamo dare una mano a questi cittadini, alle nostre imprese, al sistema marchigiano che da questa infinita serie di sfortunati eventi possa rimettere in moto le opportunità, le prerogative, gli strumenti che sono a disposizione.

PRESIDENTE. Grazie Presidente per tutti i dati e le informazioni che ha voluto dare all'Aula.

(I Consiglieri dei Gruppi Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle rientrano dall’Aula)

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. Condivido soltanto una cosa delle comunicazioni fatte dal Presidente Ceriscioli e cioè che per la tragedia che sta vivendo la regione Marche ed i nostri concittadini non è il caso di fare speculazione e di mandare messaggi sbagliati o peggio ancora strumentalizzare questa povera gente, però in questa sede, che è quella deputata a farlo, quindi non davanti alle macerie a farsi i selfie, dobbiamo dire la verità e chi ha il compito di fare l’opposizione deve anche segnalare a chi governa quello che c’è stato di sbagliato.
Cominciamo con il fatto che in merito a questo terremoto c’è stato di fondo un grande errore politico: nominare Vasco Errani Commissario di questa grande tragedia. Nomina che è sembrata semplicemente un'operazione di compensazione politica giocata su tavoli nazionali. Primo errore.
Secondo errore, su questa vicenda gran parte dei ritardi dipendono dalla scelta di utilizzare la Regione Lazio come capofila di grandi scelte e soprattutto come centrale di acquisto e stazione appaltante. Questa scelta ha provocato dei ritardi perché ovviamente ognuno ha seguito emergenze e priorità che riguardavano il proprio territorio.
Io non so se il Presidente poteva gestire in modo diverso quella fase, io avrei preferito che fosse stata la Regione Marche a gestire l’emergenza dei marchigiani, perché la Regione Lazio ha dato uno standard ed un esito di gara per gli acquisti dell’attrezzatura, delle casette, nel periodo di dicembre quando già era molto tardi. Era facilmente prevedibile, non occorreva essere scienziati né geni per capire che di lì a poco tempo alla tragedia del terremoto si sarebbe sommato il problema del freddo e della neve.
Si è arrivati tardi a gestire il momento dell'allocazione di queste povere persone, con una burocrazia che ha sovrastato il buon senso, perché in questa vicenda si può dire che la burocrazia ha sovrastato il buon senso.
Ad aggravare e ad acuire la rabbia delle persone coinvolte c’è il fatto delle passerelle. In questa vicenda sono state tante le personalità che hanno visitato quei luoghi non sempre con finalità istituzionali, con opportunità da svolgere. Quelle zone che ovviamente non sono un parco giochi e non c’erano da fare ispezioni di piacere. E’ giusto andare, ma quando si ha qualcosa a che fare.
Io sono andato una volta all’indomani del 24, in occasione della visita del Ministro dell’Interno, dopodiché non mi sono permesso di andar lì a fotografare persone che soffrono, però ho dato qualche esplicito messaggio, in modo particolare all’Assessore Casini, che ovviamente si è immediatamente inalberata, perché la vicenda peggiore che ha gestito la Regione Marche è stata quella relativa agli animali.
Ci sono dei momenti in cui si può scherzare ed altri in cui non si può.
Sugli animali, Vicepresidente Casini, come ho avuto modo di dirle con trasparenza sulla stampa e glielo ridico questa mattina, è stato commesso un errore grave, nella comunicazione, nella filiera di potere, di delega o di esecuzione, comunque c’è stato un errore e la politica deve offrire il petto a difesa di certi errori, non può scaricare sugli altri.
L’errore nell’errore è stato da parte sua dare la colpa alle Associazioni degli allevatori, perché nell’ordinanza 5 del decreto sul terremoto c’erano alcuni concetti, Assessore, che lei esplicitò all’indomani della riunione con il Ministro Martina in un intervento diretto del Governo regionale, il 5 dicembre, - stiamo parlando di un momento in cui era già troppo tardi intervenire per gli animali non erano state prese le opportune decisioni precedenti al problema del freddo e della neve, dal 24 agosto si poteva intervenire un po’ prima, rendersi conto un po’ prima di cosa sarebbe successo - e in quella vicenda lei dichiarò che la Regione sarebbe intervenuta con mezzi propri a realizzare le piazzole e le strutture per gli animali.
Qualche settimana fa, in un evidente stato confusionale, lei ha detto: “E’ colpa della Coldiretti - cosa che non era mai capitata, penso in Italia - che non ha capito cosa doveva fare, ci siamo fidati della Coldiretti, scusate”. Non si è mai vista una roba del genere, Assessore. Non si dà la colpa ai pompieri se l’incendio non è stato spento, vogliamo scherzare! Lei ha dato la colpa a quelli che doveva assistere e le leggo quanto ha dichiarato alla stampa, quindi posso riportarlo, il titolare di un allevamento di Gualdo nel maceratese: “Noi eravamo pronti con le piazzole 2 mesi fa, come ci era stato ordinato, aspettavamo la ditta con il calcestruzzo, ma non si è mai vista e non sono mai arrivate neanche le stalle. Io ho un bimbo, mia sorella tre e mio figlio due, viviamo tutti qui, abbiamo tre dipendenti, siamo rimasti senza luce ed al freddo per giorni. Per il gelo sono morte 50 pecore e 9 agnellini, altre sono ferite e le stiamo perdendo”. Lasciamo stare la Coldiretti, queste sono dichiarazioni fatte da persone che lamentano quello che sta capitando loro, una dichiarazione fatta a “il Resto del Carlino” il giorno 25 gennaio, riporto la stampa, non conosco la persona e tanto meno sono qui a strumentalizzare, però sui territori sono rimaste le persone più radicate, quelle che hanno degli allevamenti, degli animali da difendere, coltivazioni da difendere, sono quei marchigiani che caparbiamente, nonostante il terremoto, nonostante la neve, rimangono nei territori a fare il loro mestiere con mille difficoltà. Non penso sia giusto spiegare a queste persone, il 31 gennaio, che non siamo riusciti a montare le stalle o quanto meno a montarle senza allacciare la corrente o l’acqua e dare la colpa alle Associazioni degli allevatori che non hanno capito e che non hanno fatto il loro dovere.
Credo che bastasse un atto di umiltà e dire: “Abbiamo sbagliato, non siamo riusciti a capire in anticipo quello che stava succedendo”, però dal 24 agosto al 31 gennaio dire: non abbiamo montato le stalle ed abbiamo lasciato gli allevatori disperati in mezzo a zone impervie, da soli, senza una risposta concreta, è qualcosa di cui vi dovete assumere la responsabilità e la ricostruzione serafica che ha fatto il Presidente Ceriscioli la condivido ma non mi accontento della camomilla, qui ci sono problemi oggettivi che questa Giunta non ha saputo gestire o per lo meno se non li ha gestiti in proprio c’è chi li ha gestiti male per lei. Prendetene atto, cercate di porre rimedio, non siamo qui a strumentalizzare, non siamo qui a fare i selfie con la gente che soffre, però c’è gente legittimamente arrabbiata perché la Giunta ha sbagliato, in modo particolare l’Assessore Casini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Non è un intervento, è solo una dichiarazione perché, visto l’esempio della minoranza, che ha seguito quello di qualche Sindaco, che ieri si è assentato durante la discussione ed ha avuto un grosso rilievo nella stampa - loro evidentemente fanno la stessa cosa ed è legittimo da parte della minoranza attirare l’attenzione su se stessa - lascio l’Aula per tutto il tempo in cui la minoranza parlerà, spero anch’io di essere ripreso da qualche giornale. Grazie.

(Il Consigliere Marconi esce dall’Aula)

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Consiglieri, nessuno ha fatto commenti nel momento in cui voi siete usciti, per cui evitate di fare commenti non opportuni.
Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Soltanto per fare alcune osservazioni per punti, visto che fuori ho comunque ascoltato il nostro Presidente, a cui devo riconoscere la capacità di tappare e di dire quello che è, ma andiamo per ordine.
Consigliere Carloni, lei parla per tutti, ma lei sa quanto io sia crudo e distaccato dalla realtà, quindi i selfie non mi appartengono. Lei sta con un piede da una parte e con un piede dall’altra perché fa il politico di professione, io che non faccio il politico di professione parlo liberamente, quindi i selfie non li sono andati a fare.

(interrompe il Consigliere Carloni)

Luigi ZURA PUNTARONI. Mi ascolti, faccio il mio intervento rispetto a chi è intervenuto prima. Per i selfie pensi a chi deve fare carriera politica ed a chi ha necessità dei selfie, io non avrò un futuro in politica e posso permettermi di non farli.
Scusate, ma i mass media, di cui tutti quanti parlate, la TV che ha dato addosso alla Regione, da sempre vanno a cercare lo scoop, è chiaro che “piatto ricco mi ci ficco” e se hanno trovato una formichina paralizzata dal gelo l’hanno raccolta, hanno chiamato il 118 e l’hanno fotografata. E’ chiaro che la storia è stata amplificata, è inevitabile, anche se è una storia talmente tragica che non occorre amplificarla.
Quello che invece tocca a noi come Regione …, quello che a me dispiace è che la mattina quando esci per venire qui e ti fermi al bar a prendere un caffè, sei un Consigliere, sei 1 dei 31 che teoricamente guidano le scelte della Regione, anche se all’opposizione, la gente ti chiede “Tu che fai?” Io non posso rispondere. Mi hanno anche detto: “Sono stato chiamato da un ufficio della Regione e mi hanno detto che l’indomani sarebbero venuti su a prendere le misure per il modulo abitativo, per la casetta. Sono stato al freddo, dovevo andare da mio fratello a fare la ‘pista’, ma non si è fatto vedere nessuno!” Grave, gravissimo, è come se io ad un mio cliente dicessi: “Ti consegno la prossima settimana” e poi non mi faccio più vedere.
Questo per noi come Regione è grave, gravissimo ed io mi sono preso gli insulti anche se non c’entro niente perché sto all’opposizione.
Tutte queste storie che a catena si innescano ..., è vero che la confusione è tanta, il dramma è enorme, anche se a gestirlo ci fossero stati 50 premi Nobel avrebbero avuto difficoltà, però vi voglio dire due cose che sono lo specchio della nazione, di chi governa dall’alto, di 30 anni di errori a catena che poi portano alla deflagrazione. Vicino casa mia c'è una canonica, una chiesa del 1200 con degli affreschi, da due settimane ci sono i Vigili del fuoco a puntellare, mi sono avvicinato, ho aperto la chiesa con le chiavi che tiene la mia famiglia ed ho colto l’occasione, vista la presenza degli affreschi, per dire: “Sta venendo giù l’acqua, visto che avete le attrezzature necessarie, sistemate i coppi”. Mi hanno risposto: “No, non possiamo, dobbiamo chiamare il Comandante, il comando provinciale. L’abbiamo segnalato al Mibact”. Ecco l’Italia è proprio caduta in tutto.
Peggio, tre settimane fa c’era la Sovrintendenza a fare le verifiche nella canonica ed ho detto: “Qui mi sono sposato, si è sposato mio padre, prima di lui mio nonno, è quasi una chiesa privata, ci sono due edicole, nevica, sono venuti giù i coppi, le posso sistemare io che ho l’impresa che sta puntellando casa mia?” Anche in questo caso mi hanno risposto: “No, poi laggiù il dirigente se la prende a male”. Alla fine ho preso l’impresa che stava da me e gli ho detto: “Guarda vai lì con il cestello e sistema i coppi”, mi ha risposto: “Ma adesso ti arriva la denuncia”. Roba folle, questa è l’Italia, quindi anche se c’erano 50 premi Nobel non se ne uscivano fuori. Noi non siamo premi Nobel quindi è ancora peggio.
Mi rivolgo al Presidente: la Provincia di Macerata è l'unica che ha i soldi ed è sempre stata molto attiva per le strade …, sapete del mio odio infinito per il Presidente Pettinari, un politico incapace o meglio non capace di portare avanti il proprio ruolo, tanto che l’altro giorno in Conferenza dei servizi, su una storia importante come quella del cementificio-inceneritore, non si è presentato. E’ un Presidente che ha disprezzo delle esigenze del suo territorio perché non si è presentato a difendere le istanze di una vallata dove domani si attiva un cementificio e poi fra un anno i birbi fanno un inceneritore. Non si è presentato, non ha mandato nessuno, quindi potete immaginare il mio disprezzo, il mio odio enorme per Pettinari. Un tecnico mi ha detto: “Noi siamo dissanguati, abbiamo fatto 1,4 milioni di euro di opere, non abbiamo una lira. Poi errore su errore, noi marchigiani veri, quelli che una volta usavano il Papa per tenere i conti, come Provincia siamo stati attenti al patto di stabilità, al bilancio, ai soldi contati e poi prudenza, prudenza, prudenza, ed ora mentre agli altri che hanno scialato li hanno rimborsati, noi che siamo stati prudenti ce la prendiamo nel sacco. Oggi arrivano le imprese e non ho i soldi per pagare 1,4 milioni di euro”, quindi la Provincia di Macerata 1,4 milioni di euro non ce li ha.
I progetti presentati. I progetti presentati sono pochi, non si presentano progetti. Scusate anch’io ho una abitazione lesionata da buttare giù, quindi ho toccato con mano la presentazione, ho preso un tecnico, gli ho anticipato già dei soldi, perché è così, se gli fai vedere i soldi quello corre per natura, non aspetta le risorse del Ministero che forse non arriveranno mai, ma mi ha detto: “Guarda Zura, hai voglia a correre”. Io ho risposto: “No, io corro perché penso che questi metteranno due soldi subito sul piatto della bilancia per far vedere che ce li mettono, poi gli altri non ce li avranno quindi sarò il primo a prenderli”. Quello ha ribadito: “Guarda che le porte per presentare le domande sono tutte chiuse, perché io vado lì e non so se la devo registrare, vado la e non ho elementi certi per presentarla in un modo, vado la …, quindi ho le porte chiuse per presentare una domanda di accesso di un progetto”. Io ho replicato: “Questi sono birbi, sai perché le porte sono chiuse? Perché se aprono le porte arrivano milioni di progetti e non ci sono i soldi per finanziarli”. La risposta è stata: “Sai Zura sono in tanti a pensarla come te!” Ma non bisogna essere aquile per pensarla come me.
Passerella, scoop finale, ultima mia osservazione.
Quando il Presidente, che con me è sempre stranamente gentile, nonostante io sia all’opposizione, con me è un grande, mi invita, io gli rispondo: “Non vengo perché quando viene quella con le labbra rifatte o quell’altro gobbo con i capelli bianchi, come si chiama Scalfaro, che dice: ‘vi siamo vicini’, io mi stranisco e magari gli do un calcio nel sedere e fate una figuraccia tutti quanti, quindi non vengo”. A me la passerella, Consigliere Carloni, mi fa schifo, non mi appartiene, perché io per estrazione culturale non sono uno che si fa avanti, anche perché chi si fa avanti è quello debole che nella vita non ha alzato niente e gli gusta fare la foto sul giornale. A me le foto sul giornale non interessano, più passo in sordina e più ottengo risultati concreti.
Ieri a Camerino è stato il top. E’ successo per la prima volta che un Sindaco del mio territorio la pensasse come me e schifato si è alzato ed è andato via, perché il troppo fa schifo ed i discorsi vuoti fanno schifo.
Questa mattina nella Conferenza dei capigruppo, Vicepresidente Minardi che le ho detto? La forma, il linguaggio, l’Italia si è stufata della forma, serve la sostanza, ma la sostanza non c’è.
Io non vi contesto gli eventi, le cose, ma il futuro, non è che adesso perché sono morti 50 agnelli, 100 polli quello che è …, qui quello che è drammatico è che non si guarda avanti, mica sono tonti tutti i 200 mila abitanti? Qualcuno penserà: “Che ne sarà di me fra 10 anni?” Non ha risposta. “Che ne sarà di me tra 20 anni?” Non lo sa, però percepisce che è tutto perso per sempre.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Una prima cosa, vorrei tranquillizzare il Consigliere Marconi che non ci siamo messi d’accordo con il Sindaco Saltamartini, questo tipo di discorso, questa riflessione noi l’avevamo fatta da tempo come forze di opposizione, per cui non credo che possiamo essere tacciati di strumentalizzazione oppure di consociativismo con chi sul territorio, e credo giustamente, protesta. Per cui Caro Consigliere Marconi stia tranquillo da questo punto di vista.
Nel merito. Concordo con quanto detto dal Presidente Ceriscioli nella prima parte, quando ha parlato dell’abnegazione con cui i volontari, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, l’esercito, si sono adoperati in questa fase di emergenza a partire dal 24 agosto. Voglio personalmente ed anche a nome della forza politica che rappresento ringraziarli per l’abnegazione, il coraggio, la grande capacità professionale che hanno dimostrato lavorando sui territori.
Non sono invece affatto d'accordo sulla ricostruzione dei fatti e questo lo dico senza alcuna strumentalizzazione, assolutamente, ma sulla ricostruzione dei fatti sono totalmente in disaccordo.
Innanzitutto oggi ci aspettavamo qualcosa di diverso, non uno sterile rendiconto di quanti agnelli e di quanti bovini sono morti, questo l'abbiamo letto sui giornali! Il problema è capire perché sono morti e come sono morti. Questo volevamo sapere! Volevamo sapere che cosa ha fatto la Regione in questo frangente, dal 24 agosto, volevamo sapere come politicamente si era inserita nel discorso fra Commissario, sub Commissario e perché la Regione è stata esclusa dai momenti decisori, essendo stato nominato, come ha detto il Consigliere Carloni, un Commissario completamente avulso dal territorio, che ha gestito una fase emergenziale in Romagna, che non c'entra assolutamente nulla con il nostro territorio. Non si è capito fin dall'inizio che questo era un terremoto particolare, un evento straordinario, che non poteva essere gestito con leggi ordinarie, non poteva essere gestito con strumenti ordinari, non poteva essere gestito con una organizzazione ordinaria.
Questo vorrei capire, di questo vorrei che qualcuno si assumesse la responsabilità. Perché non avete fatto capire al ragazzo di Pontassieve che così non andava, che il territorio non poteva essere gestito come una vicenda in casa PD, per sistemare alcune pedine, che poi sono andate malissimo, visto il referendum. Non è servito a nulla, quindi due volte gabbato da questo punto di vista.
E’ questo che volevamo sentire da un punto di vista politico, non c’è stata risposta, più che altro sembrava una serie di giustificazioni.
Presidente, quando lei dice: “L’equivoco è nato sulla comunicazione”. Non ci interessa questo, perché chi sa un po' di politica, sa che sono piccole strumentalizzazioni, però anche lì c’è un errore, perché il primo decreto, il 185, dice che potevano essere utilizzati 2 milioni di euro dal bilancio 2016 dell’Enit per fare un piano straordinario di comunicazione, non degli spot per favorire il turismo sulla costa che va in default. E il turismo dei centri storici? Il turismo dell'entroterra? Qui andava fatto un piano di comunicazione globale utilizzando quei fondi, quelli che il decreto 185 cita. Non dei semplici spot che sento su Rai 1 e che non servono assolutamente a nulla. ‘Venite qua perché abbiamo la spiaggia più bella d’Europa’, ma che c’entra? Qui si trattava di dare un messaggio rassicurante a tutti quanti, sul sistema Marche che funziona, sulla solidarietà, sul tema dell'accoglienza, non è stato fatto assolutamente nulla da questo punto di vista.
Altro aspetto, le passerelle. Dico la verità, io insieme ad altri colleghi siamo estranei a questo tipo di discorso, sui territori ci siamo stati senza strumentalizzazione, senza fare foto da pubblicare sui social, non ne vedrete una, li potete girare tutti, non abbiamo fatto comunicati stampa ogni volta che siamo andati sui territori a parlare con i cittadini e gli allevatori, perché abbiamo capito quello che stava succedendo e in qualche modo volevamo ascoltare.
Però abbiamo visto gli effetti delle mancate promesse. Effetti devastanti, di tutto quello che la cittadinanza, le cittadinanze, gli agricoltori, gli imprenditori si aspettavano. Vi voglio ricordare quello che qualche giorno dopo il sisma del 24 agosto vi siete affrettati a dire e adesso vi dovete assumere tutte le responsabilità per le promesse mancate, perché il sistema non ha funzionato. Lei dice che la Protezione civile è un sistema, benissimo, ma quel sistema che non ha funzionato occorre rivederlo. Dovete fare un esame di coscienza a livello nazionale e a livello regionale, non ha funzionato nulla e dopo vi dico le brutte figure, anzi le figuracce, che i vostri dirigenti, che la vostra struttura sta facendo sui territori raccontando cose assolutamente assurde che fanno rabbrividire a distanza di cinque mesi dal terremoto.
Prima dichiarazione dell’ex premier, il ragazzo di Pontassieve, del 27 agosto: “Vi assicuro che entro 60 giorni arriveranno i moduli abitativi, non container, ma confortevoli casette di legno nelle quali restare uno o al massimo due anni”. 27 agosto, a tre giorni dal terremoto. Presidente mi stia a sentire, capisco che sta in grande difficoltà da questo punto di vista, ma l'avevamo detto che erano dichiarazioni azzardate, assurde, di chi non ha mai gestito un’emergenza, perché …, e mi fermo un attimo e domando: l’appalto per le casette? L’abbiamo fatto! E come l’avete fatto? L’appalto delle casette va fatto come si faceva per gli altri terremoti, con gli anticipi di forniture, se servono 1.000 cassette, 400 devono essere pronte, perché il 25 telefono ed arrivano le casette, basta che il Comune dica dove metterle.
Questo è il sistema! No! Potete dire quello che vi pare, potete parlare di vincoli urbanistici, queste cose qua, ma la situazione straordinaria va vissuta in modo straordinario, con leggi straordinarie, perché questa che stiamo vivendo in questo momento è un'economia di guerra e voi non lo avete capito, state ancora a fare le circolari al cittadino che mette la casetta nel suo giardino, dichiarando che è un abuso edilizio.
E’ lì che non avete centrato l'obiettivo, da questo punto di vista, capite? Sentirsi dire, e ci sono le registrazioni, “Finché non si fanno i rilevamenti attraverso le schede Aedes non siamo in grado di capire e decidere quante cassette occorrono”, a cinque mesi dal terremoto è una vergogna! Parlare di filosofia della ricostruzione perché è importante riportare la gente a vivere sui territori montani, ed a cinque mesi non è stato riportato un signore. E lo si viene a dire a noi che viviamo nei territori? Dopo cinque mesi dal terremoto ci vengono a parlare Errani, Curcio e qualche dirigente della Regione, della filosofia della ricostruzione! Ma stiamo scherzando su una cosa di questo tipo? A cinque mesi ancora non si sa come organizzare le squadre che fanno i rilevamenti? E adesso stanno a pietire la collaborazione dei tecnici locali, quando li avete osteggiati in tutti i modi, quando vi dicevamo, come categoria, parlo come tecnico, guardate che siamo disponibili, non siamo dei farabutti, non siamo dei delinquenti, se facciamo i rilievi sul nostro territorio li faremo con cura, invece no, sono arrivati dalla Sicilia, dalla Sardegna, a fare che cosa? Alla prima crepa: “inagibile”, creando panico a non finire. E adesso si viene a pietire la collaborazione dei tecnici locali, facendo leva sul senso di responsabilità della categoria? Ma stiamo a scherzare?
Presidente è così, quando manda i suoi funzionari sui territori venga a sentire come parlano, sono convinto che anche lei arrossirebbe, anche lei direbbe: “Ma che state dicendo”, anche lei non condividerebbe tutto quello che è stato detto. Ci sono le registrazioni, gliele mando, non ci sono problemi! Questa è la verità e questa è una cosa assurda a cinque mesi da un terremoto, da un evento straordinario come questo.
Proseguo con le promesse. Abbiamo parlato del Governo, dopodiché è arrivato il Ministro Martina che ha detto: “Con il decreto terremoto abbiamo previsto aiuti per coprire i danni subìti dalle strutture aziendali, si sta lavorando per completare, entro novembre, il montaggio delle stalle temporanee per gli animali”. Maurizio Martina, Ministro per le politiche agricole, 28 ottobre 2016, ha detto che entro novembre sarebbero stati tutti sistemati, tutti tranquilli, indennizzati e sistemati, 28 ottobre.
Poi c'è la chicca finale di Curcio che il 18 novembre 2016 ha detto: “L'arrivo dei moduli abitativi è in fase di attuazione, abbiamo bisogno della quantificazione da parte dei Comuni, dopodiché entro una ventina di giorni potranno arrivare”. Siamo praticamente su “Scherzi a parte”, ma lo sapevamo che questo era un problema serio, lo sapevamo che non si poteva illudere, perché il sistema della Protezione civile è un sistema smantellato che vaga nel buio. Ho sentito i primi interventi del responsabile nazionale, veniva a parlare in politichese quando doveva dare delle risposte tecniche, “Faremo …, vi staremo vicino …”. La vicinanza con la neve non scalda, ci vogliono le case, ci vogliono le stalle, non la vicinanza di Curcio.
Curcio deve capire che deve dare delle risposte tecniche, date, luoghi e cosa fare, questo deve fare la Protezione civile, perché deve prevenire.
Che in Italia ci sono i terremoti lo sappiamo, ciclicamente, ogni 6 anni c’è un terremoto, quindi si deve prevenire quello che si deve fare a valle, perché se è vero che non sappiamo quando arriva, sappiamo che arriva, quindi devo avere a disposizione strumenti, metodi, normative, per poter sopperire a questo. Cosa che non è stata fatta. Andate a vedere i territori!
Poi c’è la chicca finale della neve, questa è veramente incredibile.
Il terremoto non può essere previsto, d’accordo, ma la neve si! Va prevista anche l’ora in cui inizia a cadere, quanti fiocchi cadono, come cadono e quanto pesano, si prevede tutto! Si, scherzateci, voi sorridete, però è così, la questione è questa e mi dispiace che il problema sia stato dei territori, è stato nostro.
Sul problema della neve, ragazzi, abbiamo toppato in modo incredibile, non si toglie la neve quando già ci sono 40/50 centimetri, la neve, una volta che il sistema della Protezione civile è stato allertato, si comincia a togliere quando ce n’è un centimetro.
Questo è l’errore che è stato fatto per quanto riguarda la neve, i mezzi e tutto quanto. Voi, come politica, come PD, avete smantellato una struttura pubblica, un apparato pubblico che funzionava nella gestione dei territori, la Provincia, poi sento il Ministro delle infrastrutture che va in televisione e dice “Ma sai l’Anas …”, ma tu hai contribuito a smantellare un sistema che funzionava, tu sei il principale responsabile di tutta questa storia! Ma le funzioni delle strade sono rimaste! Benissimo e i soldi dove stanno? Gli uomini dove stanno? Ma lo sa Delrio che dall’1 giugno 2014 è cominciato il fuggi fuggi dai servizi delle Province verso le Regioni per avere un minimo di certezza sui posti di lavoro? Lo sa che, nonostante le funzioni per la gestione delle strade e delle scuole siano rimaste, la gente non c’è più? Il personale non c’è? Questo lo sa Delrio? Dove vive il Governo? Venga a vedere quello che ha combinato!
Non si può fare una ricostruzione dei fatti in questo modo, non ci può venire a parlare di un'eventuale polemica fra esercito e Protezione civile, io non l’ho vista, io ho visto ragazzi in tuta mimetica che spalavano la neve per 24 ore al giorno, ho visto questo, ma la spalavano quando ormai non la potevo portare via più. Questo è il discorso! Un sistema inefficiente che pone un problema grosso alla Regione: come riorganizzare la Protezione civile a livello regionale, come riorganizzarla a livello nazionale, chiedendo l’aiuto di tutti.
Le emergenze di questo tipo sono straordinarie, vanno gestite in modo straordinario, con norme straordinarie, con strutture straordinarie, appellandosi al senso di responsabilità di tutti, cosa che qui non avete fatto. Mi dispiace che non ci sia l’Assessore all’agricoltura, stendo un velo pietoso su quello che è successo agli allevatori, ma credo che alla fine le responsabilità verranno a galla, politiche per lo meno, non certamente il resto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

(interrompe il Consigliere Bisonni)

PRESIDENTE. Consigliere Bisonni, la maggioranza ha tre gruppi consiliari, la minoranza ne ha 6, quindi capisce bene che gli interventi della minoranza, essendo previsto un intervento per gruppo …, difatti dopo ci sarà l’Assessore Pieroni.
Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Credo che di due cose dobbiamo tener conto, questo è il mio pensiero, due errori gravissimi sono stati fatti in questo dramma che ci ha colpito.
Prima di tutto, secondo il mio parere, Errani e Curcio non sono stati all'altezza della situazione, a differenza degli altri che hanno proceduto questi due signori.
Un altro punto importante è che si sono tenute le maglie troppo strette, forse per paura che succedesse quello che è accaduto all’Aquila, forse questa paura ha frenato, ha condizionato tutta l'emergenza.
Ma in tempo di guerra non ci possono essere le stesse regole che ci sono in tempo di pace, credo che questi siano stati due errori fondanti del fallimento dell'emergenza nelle Marche. E’ inutile che accendiamo le macchine del fumo per confondere, è inutile, dobbiamo prendere atto di quello che è successo, capire perché è successo e magari migliorare per la prossima volta perché probabilmente ci sarà una prossima volta.
Prima di tutto vorrei ringraziare chi prende gli sci di notte e sfida le bufere, chi scava, chi prova a dare il massimo, chi fa chilometri in mezzo alla neve a piedi per soccorrere gli abitanti delle frazioni isolate dalla neve. Soprattutto voglio ringraziare tutti i volontari che hanno dato una mano in questo immane disastro.
Fino ad ora sono stato in doveroso silenzio ed io ho girato dal 24 agosto tutte le zone dell’ascolano e del fermano. In questi delicati momenti legati all'emergenza neve e sisma si deve essere tutti uniti e compatti, ma ora che l'emergenza neve sta lentamente scemando l'obbligo è di tornare a fare il mio dovere di Consigliere regionale, che è il compito che mi è stato assegnato, e qui vedremo molti degli errori che sono stati fatti da questa Giunta, anche qui in Consiglio.
Dopo il sisma del 24 agosto, ho iniziato a fare una battaglia perché le opere di messa in sicurezza degli edifici storici, soprattutto delle chiese, stava andando molto a rilento ed ho sollevato l'allarme che una possibile ulteriore scossa avrebbe comportato una perdita irreparabile del nostro tessuto storico/culturale. Purtroppo il mio allarme è caduto nel vuoto, difatti il sisma del 26 e 30 ottobre ha raso al suolo centinaia di beni storici/culturali che erano stati abbandonati al loro destino, senza che nessuno avesse provveduto a fare puntellamenti o imbragature delle strutture portanti, salvo qualche Sindaco che ha osato, salvo qualche Sindaco che si è preso la responsabilità con l'incoscienza di farlo.
E' giunto contemporaneamente il problema delle stalle inagibili ed anche lì abbiamo lanciato, largamente in anticipo, un grido teso a fare presto perché l'inverno stava arrivando, ma tutto è andando a rilento, le stalle provvisorie erano e sono ferme nel silenzio più assordante delle istituzioni, nello scaricabarile istituzionale, che ormai è una consuetudine, nella finta burocrazia ad orologeria utile a coprire le incapacità gestionali o la mancanza di soldi e il grido straziante di aiuto dei tantissimi allevatori.
Come ha detto il Consigliere Celani il terremoto non è prevedibile, ma una tempesta di neve si, qui ho dei giornali del 27 e 28 dicembre che parlano di 2/3 metri di neve: Repubblica, il Corriere della Sera, chi più ne ha più ne metta. Si parlava di 3 metri di neve.
Già a fine dicembre si sapeva della tormenta di neve che si sarebbe abbattuta nei luoghi del sisma, anche i bollettini della Protezione civile preannunciavano largamente la venuta di una forte e prolungata precipitazione nevosa e invece di muoversi, di far presto per attivare delle misure straordinarie, con l'invio di mezzi e uomini, si è atteso e si è ricorso poi al triste gioco dello scaricabarile.
Purtroppo la natura non attende, fa il suo corso e alla fine hanno pagato le popolazioni locali, ci sono stati degli animali, mi dispiace per loro, ma il problema è un po' più grave di quello degli animali.
Caro Presidente, a questo punto ho sempre più forte la consapevolezza che noi non contiamo nulla per il Governo, questo è quello che credo. Penso che il territorio regionale stia pagando lo scarsissimo peso politico regionale del PD a livello di segreteria nazionale, questo è un dubbio che mi ricorre nella mente.
Presidente lei insieme ai suoi colleghi siete i Vicecommissari governativi, non siete gli ultimi della catena, nonché tesserati nello stesso partito del Commissario di governo Errani, dovreste avere l'onere e l'onore di aiutare i Sindaci dei Comuni colpiti, subentrando anche a loro nella gestione delle emergenze, invece vi state sottraendo a questo compito abbandonandoli al loro triste destino. Queste non sono mie parole, ma sono parole dei Sindaci che le hanno dette anche di fronte agli sfollati, non sono parole inventate da me, non è mio costume inventarmi le parole.
Nel frattempo la situazione continua lentamente a degenerare, e voi dovete ascoltare gli sfollati, i 5.400 sfollati che sono negli alberghi, è lì che c’è la verità, non è qui, qui non c'è la verità, la verità è dentro gli alberghi che noi abbiamo visitato.
Lo scorso sabato una nostra delegazione ha incontrato alcuni terremotati ospitati negli hotel a San Benedetto del Tronto, a Civitanova Marche e in altri Comuni marchigiani, il loro disagio, la loro rabbia sono forti e palpabili. C’è chi ha la casa che sta crollando con dentro i beni che stanno andando a male perché la messa in sicurezza delle case va a rilento, come la messa in sicurezza dei beni culturali. Qualcuno proveniente da Arquata ha affermato che nel suo Comune manca ancora la mappatura delle case da demolire e non hanno neanche potuto spalare la neve perché sono ancora invasi dalle macerie. I lavori, anche quelli più piccoli, vengono spesso affidati a ditte non locali, non capiamo il perché di questo, ci sono decine e decine di ditte locali che sono ferme, che non sanno cosa fare, queste sono parole che abbiamo ascoltato, alcuni hanno addirittura dovuto mettere in sicurezza il loro stabile per conto proprio ed a spese loro per non vederlo crollare, come ad esempio a Castel di Luco, un Comune di Acquasanta Terme, dove hanno messo in sicurezza a proprie spese e un'azienda del nord ha anticipato i soldi.
La domanda che mi pongo è: avete intenzione di far tornare a casa i 5.400 sfollati che sono alloggiati negli alberghi? Ad aprile? A maggio? Quando? A breve gli hotel dovranno prepararsi per la stagione estiva, i terremotati che fine faranno se le famose case di legno sono in ritardo? Queste sono le domande che ci hanno fatto ed io Presidente, senza voler fare sciacallaggio perché non è mio costume, gliele riporto.
Quello che è più inquietante è il fatto che alcune famiglie che hanno perso dei congiunti, hanno dovuto pagarsi il sostegno psicologico poiché la loro colpa era quella di avere la residenza in Comuni non colpiti dal terremoto. Non ero mai stato, pur essendo di San Benedetto, così a contatto, come ci sono stato sabato, con centinaia di persone e molte di loro le ho viste con gli occhi sbarrati, che parlavano, una cosa allucinante, sembrava un film. Mi sono commosso.
Forse sarebbe il caso di fare progetti con la collaborazione dei Comuni ospitanti per riempire le giornate di queste persone, stimolandole perché vedere le anziane abbandonate nelle hall, con gli occhi persi, strazia veramente il cuore.
Fino ad ora si è dato dello sciacallo, come dicevo, a chi avanzava qualsiasi tipo di critica. Anche quando si è raggiunga l'emergenza neve, tragedia preannunciata dalla stessa Protezione civile con i bollettini, si è cercato di zittire chi criticava una mala gestione in termini di assistenza e supporto ai Comuni terremotati in quest'emergenza preannunciata da tanto tempo, che ha visto isolati intere cittadine nelle Marche.
Quel che più è emerso, quando abbiamo ascoltato i loro problemi, è stato lo sconforto per la vostra assenza e per l’assenza del Governo. Ci hanno detto: “Qui non è venuto nessuno”, “Qui non abbiamo visto nessuno”, ma come non è venuto nessuno? Nessuno, nemmeno i Sindaci dei Comuni si sono fatti vedere, caro Presidente.
Queste sono le parole di tutti, nemmeno i Sindaci dei Comuni sono andati a trovare gli sfollati, tranne uno che abbiamo incontrato negli alberghi che abbiamo visitato, il Sindaco di Accumuli, nessuno è andato a trovare la gente che ci ha detto: “Noi siamo isolati, qui non sappiamo che cosa fare”.
Forse è il momento che finisca la dittatura dell'ottimismo e della propaganda e che si inizi a dare anche le cattive notizie, se ci sono bisogna darle poiché fino ad ora l’unico compito serio svolto da Errani e dai Vicecommissari governativi, qual è lei per le Marche, è stato quello di silenziare i Sindaci che facevano presenti i disagi.
Credo che questo sia un sunto dei tanti problemi che hanno circondato questo dramma che ha colpito il nostro territorio. Però una domanda la voglio fare Presidente, sono curioso di questo: se ciò fosse successo a Pesaro lei si sarebbe comportato allo stesso modo? Questa è una domanda che le faccio con il cuore e lei mi deve rispondere. Se questo fosse successo in provincia di Pesaro, lei è un professore di matematica e la sua prova ha un valore, perché la parola di un uomo vale quanto se stesso, la situazione sarebbe stata la stessa? Questo per me è un punto interrogativo. Solo questo voglio dire per capire anche …

(Voci fuori microfono)

Peppino GIORGINI. Guardate, io nel Piceno soffro di altri problemi, quindi è una domanda che pongo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Credo che oggi sia un ulteriore momento di riflessione che questo Consiglio giustamente vuole fare su un dramma, una tragedia che ha colpito il centro Italia, in particolar modo, questo dobbiamo dircelo, la nostra regione.
Oggi mi sarei aspettato, al di là della relazione di come questa Giunta sta intervenendo con tutte le problematiche, con tutte le difficoltà, che naturalmente nessuno nasconde e vuol nascondere, oltre all'uscita delle minoranze che secondo me dimostra un atteggiamento - non vorrei usare la parola - demagogico, vorrei utilizzare una parola diversa, ma non mi viene, un atteggiamento di preclusione, un rapporto dove, molto probabilmente, anzi sicuramente, tutti dovremmo essere uniti e propositivi.
Oggi ho sentito gli interventi fatti dai Consiglieri di minoranza, non ho sentito, al di là di un elenco, che sicuramente noi conosciamo e sappiamo bene, dei punti critici su cui dobbiamo sempre e continuamente intervenire, una proposta che sia una da parte delle minoranze e delle opposizioni, che oltre ad elencare quello che manca dica anche come risolvere le questioni, perché se noi stiamo qui è anche per ragionare tutti insieme. Se ci sono stati degli errori e sicuramente possono esserci stati da parte di una organizzazione che … Non dimentichiamoci che noi, forse in maniera molto superficiale, facciamo passare il messaggio di quattro terremoti ed una nevicata, come adesso diceva il Consigliere Giorgini. Come se si poteva sapere che arrivavano una grande nevicata e quattro terremoti, l'ultimo contestuale con la nevicata. Una serie di problemi che sono un monte, una montagna, quindi io mi sarei aspettato, dicevo, che l'opposizione dicesse, oltreché fare l'elenco della spesa, delle mancanze, di tutto quello che conosciamo bene, sono certo che i Consiglieri dell’opposizione che interverranno adesso lo diranno, come avrebbe risolto queste problematiche in base alle norme, in base a tutte le normative che ci sono. Sappiamo bene che ci sono anche strette burocratiche, da quelle difficilmente possiamo uscire, e sono altrettanto convinto che se un Sindaco o l'amministrazione regionale avesse fatto un'azione che andava per una virgola fuori dalle norme, si sarebbe alzato il Consigliere di turno che avrebbe detto: “A cari colleghi, avete fatto …, è pronta la Magistratura, è pronto l’esposto!”
Dobbiamo cominciare ad essere chiari tra di noi, cioè se …

(interrompe il Consigliere Maggi)

PRESIDENTE. Per cortesia non interrompete, lasciate parlare i Consiglieri, ogni Gruppo ha avuto modo di parlare! Non interrompete i Consiglieri mentre parlano.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. E’ un segno di maleducazione, ma chiaramente ci sta tutto. No, Consigliere Zaffiri, questi termini li usi per lei e per i suoi familiari, questo termine lo usi con i suoi familiari e con i suoi amici, guardi che se vogliamo fare polemica io sono molto aperto …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri, per cortesia non interrompa! Ho detto di non interrompere l’Assessore Pieroni che sta parlando, nessuno ha interrotto i Consiglieri di minoranza.
Consigliere Zaffiri utilizzi una terminologia adeguata all’Aula, per cortesia!
Ogni Consigliere ha il diritto di esprimersi come vuole, ma non può essere offeso rispetto a quello che dice, sia chiaro!

Moreno PIERONI. Anche perché noi non ci permettiamo di offendere e quando sento la cronistoria e vedo lo stesso atteggiamento … L’ho detto nella premessa del mio intervento, in maniera demagogica le opposizioni, senza ascoltare nessuno, sono uscite in maniera fastidiosa, è un non rispetto delle istituzioni perché noi non siamo usciti quando avete detto una serie di sproloqui, io non sono uscito, ho ascoltato attentamente tutto quello che avete detto.

(Voci fuori microfono)

Moreno PIERONI. No, la parola sproloqui non è offensiva, andate a prendere il vocabolario e leggete cosa significa “sproloquio”, significa “non dire la verità”.

(Voci fuori microfono)

Moreno PIERONI. Caro compagno Zaffiri …

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri per cortesia!

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

PRESIDENTE. Il suo capogruppo ha avuto la possibilità di parlare, ha utilizzato anche una terminologia abbastanza offensiva nei confronti delle alte cariche dello Stato, anche se non le ha nominate, e non è stato neanche ripreso e non è stato interrotto.
Esigo che si faccia la stessa cosa nei confronti di tutti i Consiglieri che sono presenti in questa Aula.

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Caro compagno Zaffiri, possiamo chiamarci compagni, siamo stati socialisti, io sono socialista, molto probabilmente il suo passaggio ad un altro partito le fa tenere un atteggiamento …

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Mi scusi, permette di far parlare anche gli altri oppure la sua maleducazione è così alta?

(interrompe il Consigliere Zaffiri)

Moreno PIERONI. Caro compagno Zaffiri, capisco che il passaggio ad un partito di estrema destra la porti a tenere questo atteggiamento ed è chiaro che in questo contesto ognuno di noi porta delle esperienze, ma ritornando al ragionamento che stavo facendo, speravo che, al di là delle varie elencazioni delle mancanze, ripeto, noi non nascondiamo che ci sono stati dei problemi, gli interventi portassero proposte.
E’ chiaro che quando vogliamo essere poco costruttivi, noi elenchiamo quello che pensiamo non sia stato fatto bene, io invece spero che non oggi, perché ormai il clima è soltanto quello di contrapposizione politica, ma in futuro, anche in un contesto più interessante, vengano delle riflessioni, delle proposte, per quello che mi riguarda e che ad esempio riguarda l’Assessorato al turismo ed ai beni culturali.
Tutti parliamo delle criticità immediate che i nostri concittadini marchigiani hanno avuto, ma perché non parliamo anche delle criticità indotte dalla neve e dal terremoto collegato al sistema del turismo? Naturalmente lo ricordo a me stesso, non a voi, non all'Aula, sono convinto che sapete bene e meglio di me tutti i numeri che ruotano intorno al turismo, il turismo è il secondo volano per l'economia e l'occupazione marchigiana.
Parlo a persone che conoscono bene questo sistema e allora quando leggo sui giornali … Guardate che nessuno, adesso faremo una conferenza, ha detto ed ha risposto a quel giornale dicendo: “La promozione turistica oggi è molto importante e abbiamo utilizzato fondi europei già previsti per la promozione”. Diventa strategico un progetto di promozione turistica, in particolar modo questo anno, perché noi abbiamo il grande problema di portare i turisti italiani e stranieri di nuovo nella nostra regione. I dati che abbiamo ad oggi sono molto sconfortanti, stiamo lavorando per questo e credo che queste siano proposte su cui dobbiamo confrontarci.
Mi rivolgo al Consigliere Giorgini, lo sappiamo bene e come amministrazione regionale abbiamo già preso in mano la questione, consapevoli che per aprile/maggio il sistema delle casette non sarà pronto, è chiaro, è semplice, questo drammatico terremoto, che continua ogni volta, amplia di molto il territorio colpito rispetto alla prima scossa del 24 agosto. Ci siamo attivati per trovare una giusta sistemazione a queste famiglie ed non è vero che non le abbiamo visitate, perché personalmente, pochi giorni fa, sono stato in due campeggi a verificare la situazione e devo sottolineare il grande orgoglio, la grande sensibilità ed il grande modo di vivere questo dramma, questo continuo dramma, del quale nessuno di noi può rendersi conto. Tocca la coscienza di tutti, tant'è che queste persone, con cui abbiamo parlato pochi giorni fa, hanno un orgoglio molto forte e nei loro riguardi, non nelle nostre beghe politiche, dove ognuno porta avanti le proprie valutazioni giuste o sbagliate che siano, noi dobbiamo essere rispettosi. Tutti insieme dovremmo lavorare per superare quelle criticità, quei problemi, quelle situazioni che noi della maggioranza sappiamo, noi della Giunta sappiamo, che voi oggi avete di nuovo e giustamente ribadito.
E’ chiaro che noi dobbiamo trovare un punto d'equilibrio, non nel silenzio aspettando poi l'occasione per dire: “Non avete fatto quello”, no, nel continuo confronto tra opposizione e maggioranza, dove tutti insieme cercare di trovare le giuste soluzioni ai drammi che stanno colpendo i nostri concittadini marchigiani e la nostra regione che, lo ripeto a me stesso naturalmente non all'Aula, riguarda più del 64% del dramma che ha colpito le altre regioni.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. E’ complicato intervenire su un tema così difficile, evitando di cadere nella polemica e nella retorica.
Voglio partire subito con i ringraziamenti. Ringraziamenti a tutta quella macchina di persone, Vigili del fuoco, Protezione civile, volontari, sanitari, tutti coloro che si sono spesi e si stanno spendendo, perché nessuno ha messo in discussione queste persone e nessuno ha criticato l'operato di chi si è rimboccato le maniche.
Ora però non dobbiamo nasconderci che qualcosa non è andato bene, non faremmo un buon servizio alla nostra regione, ai nostri concittadini, se ci dessimo solo pacche sulle spalle e sorrisi, se facessimo solamente si con la testa rispetto a quello che c'è stato detto ed è stato detto in quest'Aula.
Non sono qui a fare polemiche sterili e lo voglio dimostrare con i fatti riprendendo quello che ha detto in apertura il Presidente Ceriscioli, ha citato un incontro che ha avuto questa mattina con alcuni cittadini che protestavano.
Sono stata contattata da questi cittadini prima che facessero richiesta di incontrare il Presidente perché erano esasperati dalla situazione in cui vivevano ed erano pronti a fare manifestazioni eclatanti, avrei potuto cavalcare e mettermi a capo di quella protesta per scopi politici, ma mi sono sentita …, e non sono neanche stata all’incontro, non ho neanche preteso di essere presente all’incontro, mi sono fatta promotrice del dialogo, perché reputo che se si vogliono risolvere i problemi, la strada va tentata. Ora bisognerà vedere se quel dialogo avrà una conseguenza nelle risposte reali, perché le mancanze, ce lo dobbiamo ricordare, ci sono e ci sono state.
Oggi l’Assessore Pieroni ha detto che si aspettava delle nostre proposte, ma qui il punto all’ordine del giorno è: “Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale sugli ultimi eventi calamitosi che si sono verificati nelle Marche”.
Non credo che si debba gioire se nella nevicata del 2012 ci sono stati danni più grossi, noi dobbiamo guardare a cosa è mancato in questa emergenza neve. Che cosa è mancato? E’ mancato certamente un intervento tempestivo, perché si sapeva che l'emergenza neve sarebbe arrivata, che le strade non erano pulite adeguatamente è un risultato che abbiamo visto dopo e l’hanno visto le persone che sono in condizioni di disagio, l’hanno visto le persone sulla loro pelle che vivono dentro le roulotte, l’hanno visto gli allevatori che si sono visti crollare le stalle, quelle poche che erano rimaste in piedi, o quelle che erano comunque danneggiate e in cui gli allevatori avevano ricoverato gli animali pur di non farli morire di freddo e di non lasciarli fuori al freddo, quelle sono crollate.
Questo è un dato di cui noi dobbiamo parlare e dobbiamo vedere, sono state fatte proposte? Sono state fatte proposte! Ma sono state fatte fuori dalle sedi, perché nelle sedi la minoranza non è convocata e questo ce lo dobbiamo dire, ce lo diciamo da cinque mesi a questa parte.
Sulla questione del turismo sono d'accordo che la Regione debba promuovere questo volano importante, ma lo deve fare su tutto il proprio territorio. Quello che noi ci chiediamo oggi non è solo quello che succederà o quello che succede sulla costa, ma quello che ci attendevamo oggi e che si attende da mesi è capire per i territori dell’entroterra qual è la prospettiva che vogliamo dare per rilanciare quelle zone. Qual è la soluzione o le strade che si stanno percorrendo, che si vogliono percorrere perché quella realtà, che comunque viveva di turismo, possa riprendere ed avere un tessuto economico che garantisca il ritorno delle persone che oggi sono sulla costa?
Ci sarà un problema! Prima sono stati ricordati gli annunci e le promesse, noi non ci dobbiamo dimenticare quello che è stato annunciato dall’ex Presidente del Consiglio: “Ricostruiremo tutto, daremo tutte le risposte e in primavera ci saranno le casette in cui le persone che stanno sulla costa torneranno”. Questa è una promessa che purtroppo, lo ha ricordato anche lei Assessore, verrà disattesa.
Noi non dobbiamo fare finta che non ci siano promesse disattese, noi dobbiamo parlare in maniera chiara, perché anche agli allevatori - l'Assessore Sciapichetti è intervenuto qualche settimana fa sulla stampa, specificando quello che effettivamente era successo - è stata data una cattiva ed errata comunicazione facendo passare il messaggio che non potevano costruire la stalla con le proprie risorse, altrimenti non sarebbero stati rimborsati. Ed ecco i ritardi. Si, l’ordinanza 5 dice un’altra cosa, ma se quando si fanno le riunioni e si spiegano cose differenti da quello che c’è scritto, allora bisogna che qualcuno se ne assuma la responsabilità.
Credo che le mancanze non vadano nascoste, le mancanze vanno sottolineate e il fatto che non si voglia fare polemica …, lei ha citato i campeggi, io sono di Porto Recanati e sono stata chiamata da alcune persone che sono nei campeggi per dei problemi e lei non ha trovato, nessuno ha trovato, il titolone sui giornali, ma io in quest’Aula la settimana scorsa ho parlato con l'Assessore Sciapichetti per cercare di risolvere il problema andando a monte della questione. Qui nessuno vuole speculare e l’accusa che ci viene fatta in questo senso io la respingo al mittente, perché assolutamente non solo non è veritiera, ma non risponde all’atteggiamento che è stato tenuto. Io ho fatto due piccoli esempi, ma penso che qui in Aula ne potremmo fare molti di più senza doverci attaccare nessuno medaglie al petto.
Credo che ci sia bisogno di leggi speciali adeguate all'emergenza speciale che stiamo vivendo. Non si può morire, far morire le persone dietro la burocrazia. Non si può aizzare la paura dei Sindaci rispetto allo spettro di fare le verifiche, ad esempio, sulle casette di legno che un cittadino vuole mettere per sicurezza nel suo territorio. Noi dovremmo essere capaci di bypassare questo problema e come Regione deliberare una formula che consenta a queste persone, per un lasso di tempo congruo, di avere una struttura decorosa visto che quelle che dovevano arrivare dallo Stato non stanno arrivando.
Il problema delle stalle, vedete, sono rimasta piuttosto sconcertata da quello che è successo, perché se è vero che i terremoti non si possono prevedere, la neve era prevista e gli animali in qualche modo dovevano essere salvaguardati e doveva essere fatta una azione differente. Qui abbiamo sentito la conta degli animali morti, ma non è il singolo animale morto, è tutta l’economia, che è l'economia reale di una piccola, ma importantissima fetta della nostra economia regionale, che sta scomparendo perché non è messa nelle condizioni di lavorare.
Se vogliamo fare dei mea culpa, non stiamo qui a puntare per forza il dito contro qualcuno, però degli errori ci sono stati, li dobbiamo ammettere, perché le risposte non sono arrivate e quello che viene detto a noi della minoranza probabilmente è una piccolissima parte rispetto a quello che arriva a voi, quindi queste cose le sapevate ed avete il dovere, come facciamo noi, di intervenire.
Noi siamo stati, secondo me, più che pazienti, abbiamo cercato la collaborazione che purtroppo è arrivata solamente in determinati piccoli casi, ma questa denuncia io non la faccio solo qui oggi, l’ho fatta già un’altra volta in Consiglio, l’ho fatta nelle riunioni dei capigruppo più volte, l’ho fatta direttamente al Presidente Ceriscioli, al Presidente Mastrovincenzo perché non ci si può chiedere la collaborazione solo per dire: “Non fate polemica”. Credo che noi siamo tutti disponibili, più che disponibili a metterci al tavolo e a portare proposte, però le occasioni non ci vengono mai date, salvo poi dirci che vogliamo speculare, e questo non lo accetto, non lo trovo corretto. Non lo trovo corretto, non tanto per noi e per il ruolo che svolgiamo, ma per i cittadini marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. A distanza di pochi mesi dal primo dibattito, se non ricordo male i primi di settembre dell'anno scorso, quindi neanche cinque mesi, ci troviamo a dire alcune cose vecchie ed altre nuove.
Le cose vecchie riguardano il dato strutturale. Vorrei soprattutto fermarmi su questo Presidente perché, per carità, è interessante raccogliere le singole situazioni, è importante e credo doveroso soprattutto da parte delle minoranze, ma anche da parte di noi Consiglieri di maggioranza mettere in evidenza le cose che non funzionano, poi ognuno lo fa magari con uno stile diverso, qualcuno con la ricerca di una visibilità, qualcuno senza questa ricerca, ma è il gioco delle parti e non ci meravigliamo.
Però rimane il dato strutturale, lo dico ai due Assessori presenti, perché sempre più ci rendiamo conto di come questa vicenda - vedete oggi il coinvolgimento dell’Assessore Casini, ma ovviamente anche dell’Assessore Sciapichetti - segnerà profondamente questa e la prossima legislatura perché non è che nei prossimi 3 anni avremo chiuso tutta la fase della ricostruzione.
Insisto, amici Assessori, su questa dimensione, cioè dobbiamo organizzarci sul piano strutturale in maniera diversa, la prima emergenza resta quella, non perché non riusciremo a dare tutte le risposte alla situazione del terremoto, che credo faremo, ma temo una cosa di cui nessuno parla, del fatto che rischiamo di lasciare indietro l’ordinario. Continuo ad essere convinto di questo perché vedo che in qualche ingranaggio, qualcosa si perde. Non lo dico all’Assessore che interviene e che fa le telefonate, le fotografie per la rimozione di un albero nel fiume Potenza, cosa che l’Assessore Sciapichetti fa anche di domenica pomeriggio, per cui non posso che elevare un plauso all’Assessore della mia provincia, però avendolo già fatto, capisco che uno rischia di essere veramente sommerso e perdere la calma e la lucidità. Lo dico per il vostro beneficio, quindi ribadirò fino alla fine che questo rimane un punto fondamentale.
Capisco pure, Consiglieri della maggioranza, forse non ve ne siete resi conto, ma vi informo che - perché ho questa funzione, contando 1 su 31 almeno questo, faccio il grillo parlante, non urlante - avendo recentemente parlato con alcuni amici romani, forse ci saranno le elezioni politiche anticipate e questo determina un clima di giusta fibrillazione che porta non dico le righe fuori dalla verità, ma un po' sopra la verità, per cui i bovini uccisi o morti in una circostanza come questa ufficialmente sono 34, ma diventano 2.500. Non è una grande esagerazione. Assessore, non si meravigli di questo, da 34 a 2.500 con il passaparola è molto facile arrivarci poi scopriremo che i bovini erano galline, non avevano le corna perché mettere un paio di corna ad una gallina è una cosa abbastanza pesante, però può succedere anche questo.
Riguardo alla neve è evidente che quello che è avvenuto questa volta è di molto superiore a quello che è avvenuto nel 2012 con un'aggravante anche qui di natura strutturale perché dare la colpa alle persone è la cosa più facile del mondo, ma rendersi conto che tutto questo è avvenuto, nel momento in cui c’è stato un passaggio di competenze dalle Province alle Regioni, mi sembra il minimo di onestà intellettuale. C’è stato questo passaggio, con cambi di persone, con riferimenti, forse a qualcuno mancava il numero di cellulare della persona a cui doveva rivolgersi.
L'altra considerazione che ha fatto il Presidente, che ringrazio, molto profonda da un punto di vista politico, è quella dell’organizzazione dei Comuni e dei soldi, su questo vorrei vedere tutto il mondo politico impegnato in un livello di comprensione e non di accuse.
Noi non siamo abituati alle emergenze, non è vero che abbiamo la continuità delle emergenze. Da un punto di vista climatico negli ultimi vent'anni ha nevicato molto di meno ed ha piovuto molto di meno, è stato fatto in maniera più isolata, come evento, ma più straordinaria come intensità. Io ho fatto il Sindaco negli anni ‘90 e ricordo che già allora la voce in bilancio per sgombero neve continuava a scomparire, era la classica voce che a fine anno sostituiva la voce del fondo di riserva, era diventato una sorta di nuovo fondo di riserva rispetto alle nevicate. Ricordo l’ultima nel 1985, significativa e molto fredda, poi per molti anni non abbiamo avuto più questo tipo di situazioni, in più l’abbiamo avuta in zone dove normalmente non c’era, soprattutto nella costa. Nel 2012 la mia Recanati, che guarda tranquillamente il mare da qualsiasi punto, così descriveva Leopardi, ha visto 85 centimetri di neve misurata al centro storico, cosa mai avvenuta.
Altra cosa, non voglio chiudere gli occhi di fronte a nulla e giusto domenica, non prevedevo neanche questo dibattito, si e no mi ero reso conto che all’ordine del giorno c’erano queste comunicazioni, ho fatto un giro, partendo da Pievebovigliana, a Muccia, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sarnano, incontrando occasionalmente anche qualche Sindaco, ma senza nessuna televisione, senza nessun giornalista dietro, stando a pranzo, a cena, a messa, a prendere un caffè, un tè in piazza a Sarnano. Cose molto semplici e molto rilassanti nelle quali ho cercato di ascoltare persone, tutte le persone che ho incontrato, a cominciare da tutti gli amministratori che ho incontrato di questi cinque piccoli Comuni. Pievebovigliana tra le altre cose è un Comune che abbiamo fuso, quindi non esiste più. Sono tutti sfollati, io non ho visto persone arrabbiate, ho visto persone di buon senso, sarà che io ho una fortunata selezione di questo, ho visto persone molto realiste, ho visto persone che di fronte a quello che ho riferito e che avevo sentito dalla bocca del Presidente Ceriscioli mi hanno detto: “Sono strade da percorrere”.
Quindi mi permetto di ripeterlo, Assessori presenti, perché il Presidente non l’ha detto. Il Presidente ha dato questi numeri nel corso di un incontro che abbiamo avuto con lui, oggi non ha avuto il tempo perché doveva fornire altre cose legate all’attualità. Non discuto Errani, non Errani, più o meno, io lo vedo sempre abbastanza presente e non mi lamento se non va in televisione a riferire, anzi ho polemizzato con qualche giornalista per radio che si lamentava dicendo: “Errani non si vede più in televisione” ed io ho risposto: “Spero di non vederlo più per almeno un anno”, che stia in ufficio o in sopralluoghi e non in televisione a riferire ogni 5 minuti se ha cambiato l’inchiostro della penna oppure no.
Il Presidente Ceriscioli ha fornito questi dati: 11.000 sfollati dopo il 30 ottobre, adesso il Presidente è rientrato così mi corregge, 5.200 quelli rientrati prima dell’evento nevoso, 300 con l’evento nevoso sono ritornati sulla costa, adesso piano piano stanno rientrando. Il numero, manco a farlo apposta, è esattamente la metà, questo lo dico in senso polemico, perché anche qui ho dovuto polemizzare con qualche giornalista che mi intervistava per radio che mi ha detto: “Guardi che all’Aquila dopo pochi mesi tutti erano dentro gli appartamenti”. Io ricordo che all’Aquila dopo 10 mesi c’era ancora la gente nelle tende, nelle Marche non c’è nessuno nelle tende, allora diamo ragione alla verità, sono polemiche anche inutili perché sulla vicenda dell’Aquila io non ero dalla parte di quelli che puntavano il dito contro il Governo e contro il Presidente Berlusconi, non lo facevo, perché ritengo che in quei momenti c'è da attendere che le cose che sono state annunciate abbiano il tempo ragionevole di essere realizzate e chi in corso d’opera fa il primo della classe, la prima donna, è veramente ridicolo oltre che bugiardo, e non faccio riferimento a nessuno, tanto meno a persone presenti in quest’Aula, perché qui ci stanno tutte persone serie e nessun bugiardo.
Bene, il Presidente risponde a questa domanda: a questi 5.500, che ritornano a 5.200 intervistati, ho citato amministratori e Sindaci di 5 Comuni, cosa potrebbe succedere? La prima cosa ce l’ha annunciata l’Assessore Pieroni, si è scordato di dirla oggi, la ripeto io: portiamo nei limiti del possibile le persone che stanno negli alberghi o nei campeggi della costa nell’entroterra, con un doppio obiettivo, quello di sistemarle più vicine alla loro realtà - penso alla mia provincia, alla grande realtà di agriturismi che ci sono a San Severino, a Cingoli, a San Ginesio, naturalmente quelli agibili, ce ne sono - più vicine al loro territorio e le facciamo lavorare, perché se hanno le cancellazioni a Porto Recanati o a Fano, figuriamoci cosa sarà nell’entroterra. Quindi riportiamo le persone per quello che è possibile nel territorio, non dipende da noi, dipende dalla Protezione civile, però la Regione può veicolare questo tipo di operazione.
Seconda cosa, lo dicono tutti, agevolateci nelle autonome sistemazioni, cosa che ha già prodotto 5.500 rientri in zona o presso parenti, o presso nuovi appartamenti, o presso la casa che era stata dichiarata inagibile in un primo momento e che poi è stata dichiarata agibile. Quindi non è che non si sta muovendo niente, sono stati già fatti migliaia e migliaia di sopralluoghi con risultati evidenti. Ho visto chiese a Ripe San Ginesio, a San Severino, a Cingoli, belle imbragate, anzi qualche prete si è pure lamentato: “Guardate, voi politici avete già speso i soldi”. Noi? Lei Presidente Ceriscioli è andato lì ed ha imbragato la chiesa? La colpa è sempre la nostra, ho detto: “Scusa, ma ti cascava sulla testa, sono venuti i Vigili del fuoco ed hanno fatto questa imbragatura d’acciaio, cosa dovevano fare?” Però, non va bene niente, qualsiasi cosa si fa non va bene niente, sbagliamo sempre.
L’autonoma sistemazione. Le casette sono state annunciate, come già è stato detto, intorno ad ottobre, abbiamo ancora tempo, e lo ricordava il Presidente che mi ha immediatamente risposto su questa questione, per l’acquisto di appartamenti. Se è vero, come è vero, che istituzioni di credito hanno a disposizione un certo numero, qualche centinaia di appartamenti che fanno parte del loro pacchetto creditorio e che andranno all’asta probabilmente, come si fa con qualsiasi fallimento di ditta, noi potremmo raggiungere un triplice obiettivo, far guadagnare qualcosa di più a quello che va all’asta, poco di più, sicuramente non favorire una maxi speculazione edilizia del primo belga, del primo francese, che arriva in Italia, che ti spara 30/40 milioni e se li compra tutti, 500, 1.000 che siano. Li paghiamo qualcosa di più, ce li abbiamo in disponibilità e ci mettiamo le persone come fece nel 1972 in Ancona, l’ultimo Sindaco DC di questa città, DC sta per Democrazia Cristiana, che ebbe il coraggio di tenere la gente un anno nelle tende e nei vagoni ferroviari della stazione marittima, dopodiché comprò gli appartamenti.
Presidente, la ricostruzione si fa con calma, perché quello che ha detto l’Assessore Pieroni, spesso interrotto, è vero, agire sotto l’emergenza …, qualcuno se l’è presa anche con il Sindaco di Ussita, mi pare, perché non ha dato la concessione per fare una stalla, però occorre mettersi nei panni di questi Sindaci che da una parte hanno la legge e dall’altra quelli che urlano perché vogliono la cosa in deroga a tutto, poi quando la fanno tutti saltano loro addosso e devono stare lì con la pena di dire: “Forse ho sbagliato, forse ho fatto bene”.
Il clima del Paese è questo e non l’ho creato io, perché io sono mite e moderato. Qualcuno dice che i moderati fanno schifo, io faccio schifo e sono contento di essere moderato in quanto faccio schifo, o viceversa, faccio schifo in quanto moderato? Ma voglio essere moderato, io non ho creato questo clima da guerra civile, chi l’ha creato …, io che sono stato sempre con Berlusconi, mi meravigliano le persone che sono state con Berlusconi che assumono questo atteggiamento esagerato, perché quando governava Berlusconi, e per me governava con grande buon senso, era aggredito da tutti e adesso lo stile è uguale.
Concedetemi una divagazione. Io non riesco a capire, Presidente, l’aggressione nei suoi confronti e, mi passi la cosa, la persona che sto per citare è molto più importante di lei, non capisco l’aggressione contro Donald Trump. Giustamente gli amici della Lega lo difendono perché dicono: “Cosa sta facendo questo povero uomo?” Sta semplicemente attuando un programma per il quale ha ricevuto un mandato elettorale, se non lo facesse il suo elettorato gli darebbe addosso, non sta facendo niente di che, anzi forse qualcosa di meno, e stamattina per radio, una persona della sinistra, quindi nemmeno uno di destra, ha riferito un piccolo dato: Bush ha cacciato dall’America in 8 anni 2.200.000 persone e Obama ne ha cacciate 3.000.000. Questo ne sta respingendo 100. Non ne faccio una questione ideologica, a me Trump non sta particolarmente simpatico, ma dico solo che l’onestà impone che l’aggressione, quando è strumentale, quando è eccessiva, quando supera i toni, non ha senso per nessuno. Non capisco chi difende Trump che sta là, ed aggredisce il nostro Presidente in maniera eccessiva. Io non penso che il Presidente Ceriscioli, l’ha detto all’inizio del suo intervento e l’avrà sentito anche chi stava fuori, sia così stupido - senza demerito, perché uno è intelligente e lo fa - da non accogliere tutti quelli, ma proprio tutti, che hanno qualcosa da dire, se non lo può fare direttamente, lo farà fare a qualche Assessore, ma voglio dire è nella normalità delle cose.
In una situazione come questa interrompere il dialogo con chicchessia è una cosa sbagliata, per questo ho voluto aggiungere all’atto estremo di protesta di abbandonare l’Aula da parte delle minoranze anche il mio che pur essendo un moderato dico: “Bisogna dialogare con tutti”.
Io dialogo con tutti purché tutti siano disposti a dialogare in maniera civile con me.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Innanzitutto mi scuso con i presenti e con i cittadini che guardano la seduta dal sito della Regione perché non mi sento molto bene, quindi sintetizzerò il mio intervento al minimo anche se il tema è importante ed avrei desiderato approfondirlo maggiormente.
Mi dispiace di non poter parlare di più se non altro per far star il Consigliere Marconi che ha detto che non vuole sentire i nostri interventi.
Comunque a parte la battuta, durante il mio mandato ho cercato e continuerò, ho tentato di fare e continuerò a fare, un'opposizione costruttiva, perché ritengo che sia molto più utile per il bene dei cittadini, a maggior ragione quando il tema è così drammatico ed importante. Questo però non significa che bisogna stare zitti e questo non significa che non bisogna fare le proprie osservazioni.
Innanzitutto anch’io mi voglio unire a chi ha ringraziato la Protezione civile, i Vigili del fuoco, tutti i volontari, tutti gli operatori, la Croce rossa ed altri che si sono adoperati senza risparmiarsi in questa fase dell’emergenza. Voglio anche sottolineare quello che avevo già detto la settimana scorsa e cioè che ritengo che anche la politica, la Giunta, gli Assessori competenti, i Commissari, abbiano lavorato tanto, purtroppo però, come ho già detto, questo “tanto” non è ancora sufficiente, bisogna fare di più.
Cercherò di cogliere anche quello che ha chiesto l'Assessore Pieroni, cioè di tentare di dare anche delle soluzioni, di fare delle proposte, anche se devo dire che è difficile perché essendo stati, e questo lo spiegherò dopo nel ragionamento, un po' esclusi dall'informazione, dalle riunioni, dalle scelte, ed è questa la critica che muovo e che adesso dirò, diventa difficile. Una cosa però avrei fatto al posto vostro, perché quando faccio un'osservazione mi pongo sempre la domanda: “Ma se ci fossi stato io al suo posto, che cosa avresti fatto?”, non lo so che cosa avrei fatto e non lo so che cosa sarei riuscito a fare, una cosa però l'avrei fatta, rendendomi conto che lo sforzo che stavo mettendo in piedi non era sufficiente, siccome sono una persona modesta, avrei chiesto aiuto, Presidente. Avrei chiesto aiuto a tutti quelli che mi potevano aiutare, ad esempio facendo una task force a livello regionale, un gruppo di lavoro dedicato al terremoto, facendo una Commissione permanente straordinaria dove potevano partecipare i Consiglieri regionali su questo argomento così importante, avrei coinvolto di più l'opposizione, perché l'opposizione credo che, ripeto, se costruttiva, possa essere di aiuto e non di intralcio.
Questo è quello che io avrei fatto e che vi invito ancora a fare. Noi da parte nostra ci rendiamo disponibili.
Invece quello che ho notato, o per lo meno questa è la sensazione, Presidente, è stato un blindarsi dentro la situazione. Secondo me manca questo coinvolgimento, questa apertura nei confronti dell’opposizione. Quindi, ripeto, è difficile dare soluzioni se non si è coinvolti nell’informazione, se non si è coinvolti nelle riunioni operative, se non si è coinvolti nelle scelte.
Ci sono delle cose che, a mio parere, vanno corrette che però non dipendono nemmeno da voi, dipendono dal livello centrale, ma come Regione noi possiamo osservarle, ad esempio la centralizzazione, cioè la tendenza a centralizzare la ricostruzione di queste opere pubbliche, quindi a gestire in autonomia senza il coinvolgimento dei Sindaci, Avrei preferito, come nel ’97, maggiori deleghe ai Sindaci, maggiori poteri ai Sindaci per accelerare la ricostruzione perché centralizzando si rischia, ma ci sono anche dei vantaggi, come la cabina di regia, la visione organica, la trasparenza, che sicuramente non aiutano a velocizzare il processo di ricostruzione. Io temo che questa centralizzazione rallenti la ricostruzione.
Chiudo perché non mi sento molto bene.
Voglio fare un appunto al discorso che è stato fatto, ad esempio la mancanza della “busta pesante” per le persone che sono nel cratere, il cui datore di lavoro ha la sede legale fuori dal cratere.
Su questo ho fatto anche una mozione, spero che presto arrivi in Aula, che non arrivi fra un anno. Oltre a questo ci sono molte mozioni e proposte che i Consiglieri stanno facendo, quindi spero che a questi temi venga data la precedenza.
Un'assurdità, su questa cosa penso che come Regione non siamo competenti, però possiamo agire nei confronti del Governo affinché ponga questo correttivo, personalmente ho contattato anche qualche amico in Senato per fare degli emendamenti in tal senso, e so che sono stati fatti oltre alla proposta di legge, quindi maggior partecipazione, sicuramente, condivisione delle problematiche in maniera tale che anche l'opposizione possa, come vuole, dare il proprio contributo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Innanzitutto ringrazio il mio gruppo, il Partito Democratico, che ha dato a me il compito di intervenire.
Qualcuno prima ha fatto notare la questione dell’alternanza degli interventi tra la maggioranza e l'opposizione, credo che chi faccia il sacrificio più grande in questo momento sia il nostro partito, il gruppo del Partito Democratico che, rappresentando 16 Consiglieri, di cui una nutrita rappresentanza arrivano dalle aree terremotate, si limitia ad un intervento in Consiglio regionale.
Apro con una premessa inevitabile, ed è la stessa premessa che ha fatto il Consigliere Celani all'inizio del Consiglio regionale, ed è quella che anche noi non intendiamo fare polemica, che anche noi non intendiamo rispondere a certe provocazioni, però alcune risposte su certi atteggiamenti le vogliamo dare in maniera chiara ed inequivocabile.
Vorrei riferire un detto che si dice dalle mie parti e che avevo ricordato anche in un recente Consiglio regionale quando la minoranza abbandonò l’Aula, penso e molti di noi pensano che, a prescindere dalla politica, chi non c’è alla fine ha sempre torto. La minoranza ha abbandonato l’Aula in questo modo, mentre stava parlando un’istituzione, perché oggi c’erano in Aula le comunicazioni del Presidente della Regione Marche, non quelle di Luca Ceriscioli del Partito Democratico, oggi c’erano le comunicazioni sui terremoti, ed uso appositamente il plurale e nel mio intervento lo userò sempre, oggi c’erano le comunicazioni del Presidente Ceriscioli, che io ringrazio perché ha fatto tutto in una maniera fortemente istituzionale. Quello che avete detto in tutti gli interventi fatti fino a questo momento ed anche l’atteggiamento dell’abbandono dell’Aula, ripeto, che ritengo estremamente grave, sarebbero stati giustificati, sarebbero stati presi in considerazione, molto più di quanto non lo facciamo, perché alcuni spunti su qualche criticità ci sono e vanno analizzati insieme. Se oggi il Presidente fosse venuto in Aula a relazionare sul terremoto del 24 agosto, lì si, si poteva ragionare su tutto quello che voi avete detto ed avete esplicitato negli interventi successivi, ma forse qualcuno dimentica, ma lo fa appositamente e non credo che sia legittimo il gioco delle parti in una situazione come questa, la straordinarietà senza precedenti, non solo nella nostra regione, ma nel nostro Paese.
Tutto questo sarebbe stato valido se dopo le scosse del 26 agosto, non ci fosse stata la scossa del 30 ottobre, che è stata la più forte sul territorio nazionale dopo il terremoto dell'Irpinia, un terremoto che fece 3.000 morti, cioè la scossa del 30 ottobre è stata simile per impatto e più grande come vastità di territorio rispetto a quella dell’Irpinia che fece 3.000 morti.
Stiamo parlando dell’emergenza neve, dove per carità tutte le criticità le analizzeremo, ma noi già l'abbiamo fatto e sappiamo quali sono principalmente le cause su cui la politica tutta dovrà interrogarsi ed intervenire. Un'emergenza neve che ha nascosto, sui mass media la notizia non è passata in maniera così forte, altre quattro scosse di terremoto in 7/8 ore, anche questo è un evento che la scienza moderna non sa catalogare rispetto agli ultimi 100 anni, evidentemente un secolo fa non c’erano gli strumenti che ci sono oggi. Quindi l'unica cosa che condivido fortemente, che ha detto nell’ultimo intervento il Consigliere Bisonni, è quella che noi stiamo vivendo una situazione del tutto straordinaria ed a tutti viene richiesto un impegno straordinario che va oltre le normali competenze, oltre le nostre capacità, oltre le leve che abbiamo per poter risolvere determinati problemi.
Noi non ci sottraiamo assolutamente, ringrazio di nuovo il Presidente perché non è venuto qui a giustificarsi, è venuto come Presidente della Regione Marche a comunicare quello che è lo stato dell’arte, e voi su una comunicazione del genere siete usciti.
E’ questo che voglio stigmatizzare e voglio sottolineare. Per carità sono disposto, siamo disposti tutti alla massima collaborazione, però cerchiamo di evitare anche gli interventi schizofrenici, perché alcuni esponenti che hanno parlato li ho sentiti anche recentemente in certi convegni lodare in pubblico, davanti alla gente, il lavoro della Protezione civile. E' chiaro che lo fanno davanti alla gente perché i cittadini sanno quello che la Protezione civile ha fatto, quello che il volontariato ha fatto dal 24 agosto ad oggi. Evitiamo questi atteggiamenti schizofrenici, non possiamo mettere in discussione un’organizzazione che tutti quanti in questa Aula abbiamo riconosciuto all'avanguardia, non solo in Italia, ma in tutto il resto d’Europa e non solo.
Non è che da un giorno all'altro in un'emergenza neve, e poi dirò alcune cose su quello, si mette in discussione tutto quello che è stato fatto. Io mi sento di ringraziare ancora l'operato di Fabrizio Curcio e di tutta quanta la Protezione civile regionale, perché sta gestendo una situazione del tutto straordinaria e non possiamo far finta che non sia così.
Abbandoniamo l’Aula quando il Presidente viene a fare una comunicazione e c'è stato un altro evento catastrofico! Ma di che parliamo?
Io richiamo alla responsabilità il resto del Consiglio regionale, con la stessa premessa che ha fatto il Consigliere Celani, non lo faccio per fare polemica, non lo faccio per contrapposizione, ma noi come partito Democratico riteniamo opportuno sottolineare questi punti.
Qui ci sarà bisogno di un impegno straordinario di tutti noi, un impegno che noi già abbiamo messo in campo e se dobbiamo un attimo capire, rimodulare le cose, dobbiamo farlo insieme, siamo disposti a farlo, qui si lavorerà, qualcuno dice, questa e la prossima legislatura, io credo anche quella che verrà tra più di 10 anni, diciamo che questa Regione sarà impegnata per i prossimi 10/15 anni, in quanto credo che non abbiamo ancora chiara la stima dei danni indotti. Non ce l’abbiamo.
Sui danni indotti, come si fa a criticare un’operazione di comunicazione, che noi abbiamo realizzato, fatta in punta di piedi? Questo bisogna fare in questo momento. E' una situazione talmente delicata e comunicare ai turisti di venire in vacanza nelle Marche è di una difficoltà estrema, come si fa a criticare anche quello che noi abbiamo fatto in punta di piedi e lo abbiamo fatto bene?
Oggi ho sentito qualche Sindaco, perché qui è ora che cominciamo a richiamare tutti quanti alla responsabilità, lamentarsi perché il proprio Comune, che poi è il mio, non era citato negli spot radiofonici, ma guardate, questo è bene ricordarlo, la Regione Marche, come tutte le Regioni d’Italia, con il referendum è stato confermato l’attuale assetto del titolo V, si occupa a livello turistico di promozione. L'accoglienza spetta ai Comuni e la promozione è della Regione Marche, non è dei singoli Comuni. Noi promuoviamo un sistema turismo, noi promuoviamo un territorio. Quando si promuove Urbino o Ascoli, per parlare delle due città a nord e a sud della regione, si intende sostenere tutto un territorio ed è lì che poi i Comuni e gli enti locali si devono inserire. I Sindaci inizino a chiedersi cosa stanno facendo loro per l'accoglienza turistica, ci dicano i Sindaci come vogliono gestire gli eventi della prossima stagione, noi come Regione Marche siamo disponibili. Parlo di un settore dove qualcosa credo di capire, credo di avere qualche esperienza, non possiamo scaricare tutto sulla Regione Marche, anche perché non è così, non funziona così e non sarebbe neanche corretto.
Credo che ogni territorio abbia le sue peculiarità, ed è compito della Regione promuoverli tutti. Vi assicuro che in quello che è stato fatto fino ad oggi c’è una perequazione perfetta tra i territori, se poi la radio cita una città anziché un’altra, per similitudine di offerta turistica, credo che quello sia un criterio, non possiamo citare uno ad uno tutti i Comuni marchigiani, sarebbe una catena che non finisce più. Mi auguro che non cadremo nuovamente in questa problematica e guardate che la promozione turistica è fondamentale in questo momento perché tante volte abbiamo parlato di carenza di lavoro nella nostra regione e noi abbiamo dimostrato con i dati, con i fatti, con i bandi che abbiamo emanato, che il turismo ed il commercio sono i due settori che più di altri riescono ad attrarre e a recuperare la perdita di lavoro in altri settori.
Il lavoro che da questo punto di vista dobbiamo fare è straordinario.
Non dico che non c’è stato senso di responsabilità, dico solamente che mi è sembrato del tutto inopportuno, magari a qualcuno è passato sotto silenzio, qualcuno non l'ha notato. Abbandonare l'Aula non credo sia stata una scelta vincente dell'opposizione, una scelta che i cittadini non so fino a che punto riusciranno ad apprezzare. Non so quanti stanno guardando in diretta il Consiglio regionale o lo faranno nei prossimi giorni.
Riguardo al resto, vorrei farlo in quest’Aula, tante volte abbiamo ringraziato i Sindaci di questi Comuni, l'abbiamo fatto perché sono impegnati in un lavoro straordinario, però vorrei ringraziare anche i Presidenti e tutti i livelli delle Province che nonostante la grandissima difficoltà sono riusciti a gestire l’emergenza nel migliore dei modi e soprattutto hanno messo in evidenza, e l’hanno fatto dopo non prima, e questo va sottolineato, quelle che sono le difficoltà. Questa però è una questione che ci interroga tutti. Faccio l’esempio, citato anche prima dal Presidente, dei mezzi. Le Province non sono più quelle di 20 anni fa, ma oggi possiamo chiedere al Sindaco di un Comune della mezza collina marchigiana, ai Sindaci dei Comuni di tutte le bellissime vallate che contraddistinguono la nostra regione, di dotarsi di una turbina per liberare le strade, di dotarsi di una ruspa, di dotarsi di un mezzo spargisale? Possiamo dire a questi Sindaci di investire centinaia di migliaia di euro su bilanci che al massimo sono di 10/20 milioni? Chi ha amministrato sa che significa fare un investimento di mezzo milione su un bilancio di 10 milioni in un ente pubblico, significa paralizzare l’attività per tutta la legislatura, ebbene noi ci sentiamo di obbligare questi Sindaci ad acquistare quei mezzi? Oppure sulla costa, prima si parlava di Pesaro, un Comune della costa marchigiana dovrebbe avere dotazioni di centinaia di migliaia di euro per l’emergenza neve? Se il Comune di San Benedetto del Tronto, che è il mio, domani acquistasse 2 milioni di mezzi tra spargisale, turbine e quant’altro, credo che la Corte dei Conti il giorno dopo sarebbe giustamente all'interno del Comune.
Su questo dobbiamo interrogarci, perché guardate la cosa più facile, io mi auguro di no, è che magari tra qualche anno saremo noi all’opposizione, chi lo sa, io mi auguro di no chiaramente, però poi potremmo fare polemica in maniera inversa. Su questo vorrei che ci fossero delle risposte e che fossero chiare.
Ad esempio la polemica che ho sentito sul Commissario straordinario Vasco Errani, ma il Commissario Vasco Errani, persona capacissima, estremamente capace nel gestire situazioni complesse, e lo ha dimostrato quando era Presidente della Regione Emilia-Romagna, è il Commissario straordinario alla ricostruzione e con l’ultima emergenza che c’è stata, quella della neve, non c’entra nulla, anzi lì, io lo sto vedendo decreto dopo decreto, si sta lavorando. A parte che ogni volta che c’è un decreto arriva un altro evento negativo come quello del 30 novembre, come quelli del 26 di agosto, eventi di quelle dimensioni poi cancellano tutto quello che è stato fatto precedentemente, ed anche questa è una situazione straordinaria.
Alcune cose che avete detto sarebbero giuste se tutto si fosse fermato al 24 agosto, come all’Aquila si è fermato tutto il 6 aprile 2009. C’erano 70.000 sfollati, iniziò la ricostruzione e accaddero cose che noi non vorremmo accadessero nella nostra regione, ma per fare quello bisogna preparare il terreno.
E’ questo il lavoro che il Commissario, insieme ai Vicecommissari, insieme alle Regioni, insieme al Governo, sta cercando di fare.
Sono state fatte delle scelte, come ad esempio quella dei tecnici, delle 30 pratiche, adesso è stata rivista e mi hanno detto poco fa che riguarda solo le pratiche di categoria E). Quello è un metodo che innanzitutto evita che gruppi di professionisti, come è successo da altre parti, diventino monopolisti della ricostruzione e soprattutto da spazio ai tecnici più giovani di poter lavorare e dopo il lavoro dei tecnici sappiamo che ci sarà lavoro per le imprese.
Questo è il terreno, questo è il compito del Commissario straordinario che sta mettendo in campo, perché se noi non riusciamo a distinguere e buttiamo il fango addosso, come qualcuno ha fatto, a chiunque senza capire qual è il suo compito e quello che fa … Gli attacchi alla Protezione civile che ho sentito sono veramente di una gravità estrema, perché se c’è qualche disfunzione va analizzata, va capita, ne parliamo insieme ma, come ha detto il Presidente del Consiglio, non possiamo avvelenare i pozzi e non credo che tutti gli elogi che abbiamo fatto, che si sono registrati in questa Aula, anche da parte di molti di voi che hanno parlato oggi, possano diventare giudizi totalmente negativi, come abbiamo sentito oggi nel Consiglio regionale.
Rinnovo la vicinanza della maggioranza di questa Regione alla Protezione civile, ai volontari e a tutti quelli che stanno ancora lavorando sul campo, perché se la gente non si è sentita sola soprattutto all’inizio è stato anche e soprattutto grazie a loro.
Credo che torneremo altre volte in quest’Aula, sperando che gli eventi negativi siano finalmente cessati.
Vorrei fare un altro riferimento ad un’emergenza, non tanto nella nostra regione, che è stata risolta molto prima dell’Abruzzo, credo che la questione dell’Enel richieda una discussione, ma soprattutto un nuovo approccio sul sistema che è stato quasi totalmente privatizzato negli ultimi anni. Ferrovie, distribuzione dell’energia elettrica, distribuzione idrica, credo che anche su questi argomenti dovremo interrogarci e cercare insieme, politicamente, di trovare un’altra strada.
Altra questione che nessuno ha citato, l'ha accennata il Presidente, riguarda quella che poteva essere un'emergenza dei bacini idrici della nostra regione. Io vengo dal sud delle Marche ed il Tronto per certi aspetti fa paura. Nel ’92 abbiamo avuto un’esperienza fortemente negativa, a Senigallia è accaduto nel 2014, quindi lì c’è stato un monitoraggio che soprattutto ha tranquillizzato le popolazioni. Qualche Sindaco ha preso dei provvedimenti ed ha subito allertato i cittadini su un'eventuale piena, non c'è mai stato il rischio in questi giorni, perché le temperature hanno tenuto, soprattutto tutto quanto è stato monitorizzato in maniera chiara e la Protezione civile è stata in grado di rassicurare la cittadinanza. Nonostante l’emergenza tutti sono stati sul pezzo e tutti hanno fatto il loro lavoro.
Mi aspetto che nei prossimi mesi si possa iniziare definitivamente la ricostruzione che, come sappiamo, non sarà solo la ricostruzione degli edifici, ma dovrà essere anche una ricostruzione sociale, di tutto il tessuto della nostra regione e chiaramente questo non può che partire dalle scuole, non può che ripartire dal lavoro perché se c’è una vera emergenza è quella delle attività produttive.
La settimana scorsa abbiamo dato delle risposte, ne abbiamo parlato anche in Consiglio regionale, i 30 milioni per quanto riguarda le strutture ricettive, i contributi di autonoma sistemazione, più di 100 milioni investiti sul lavoro e da ieri o da oggi sono attivi i modelli per il contributo di 5.000 euro una tantum, più la cassa integrazione in deroga. Più di 100 milioni si sono riversati in queste aree che richiederanno anche per il futuro una grande attenzione. Grazie per l’ascolto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Non possiamo travisare i fatti. In tutti gli interventi dell'opposizione, il mio in primis, abbiamo fatto una premessa, addirittura io ho detto sono d’accordo con il Presidente Ceriscioli sulla prima parte, quando ha ringraziato per l’abnegazione ed il lavoro svolto dalla Protezione civile e dai volontari, l’ho detto e ribadito, nessuno ha attaccato la Protezione civile ed i volontari, nessuno di noi, quindi non si dica questo!
Noi abbiamo ringraziato per l’abnegazione, per il lavoro, la professionalità, il coraggio che hanno avuto.
Noi abbiamo criticato il sistema, che è diverso, perché il sistema della Protezione civile di oggi è diverso da quello di qualche anno fa, e su questo dovete convenire.
Non possiamo fare come qualcuno ha scritto: dividere l’Italia fra chi scava e chi scarica, che cosa? Le responsabilità sugli altri. Va bene?
Volevo precisare questo perché, per chi ci sta ascoltando e per la stampa, deve esserci un messaggio preciso e di grande rispetto per tutti coloro che hanno lavorato nei territori, ma sul sistema la Regione deve fare una riflessione. Abbiamo detto che così non può andare avanti, il sistema della Protezione civile non ha funzionato in generale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. L’Assessore Pieroni ha detto: “Fate le proposte” ma, caro Assessore, mi avete negato l’elenco degli alberghi di San Benedetto del Tronto dove sono alloggiati i terremotati. Sono stato una giornata e mezza a parlare con il vostro funzionario che alla fine mi ha detto: “Deve parlare con l’Assessore Pieroni”. Noi non volevamo fare nulla di strano, volevamo solo parlare con i terremotati, non ci avete dato l’elenco, sono passato per tutti gli alberghi di San Benedetto del Tronto per vedere dove erano i terremotati.
Mi scusi, Assessore, non ci avete dato nemmeno l’elenco degli alberghi. Grazie.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Vorrei ufficializzare la richiesta che ho già fatto prima ai Capigruppo di poter iscrivere all’ordine del giorno, perché hanno una certa urgenza, le mozioni nn. 180 e 151 e l’interrogazione n. 298 al fine di poter presentare la risoluzione che abbiamo condiviso in III Commissione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. E’ una risoluzione girata solo in III Commissione, ci piacerebbe avere un attimo il testo per poter verificare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. E’ già stata fotocopiata e verrà distribuita. Il regolamento prevede che venga distribuita solo dopo che sono state votate ed iscritte le mozioni.

PRESIDENTE. Iscrizione all'ordine del giorno delle mozioni nn. 180 e 151, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Gli atti verranno inseriti in coda all’ordine del giorno.

Commemorazione di Sergio Novelli

PRESIDENTE. Vorrei richiamare la vostra attenzione Consiglieri perché è venuto a mancare nei giorni scorsi un ex Consigliere regionale, Sergio Novelli. Era nato nel 1962 in Ancona, avvocato, è stato Consigliere regionale dal 2000 al 2005. Ha fatto parte della VI Commissione consiliare permanente ed è stato componente del gruppo di Alleanza Nazionale e poi del gruppo Misto.
Mi è sembrato doveroso un ricordo, come facciamo sempre per tutti gli ex Consiglieri regionali.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Durante la Conferenza dei capigruppo è stata richiesta la pausa, se vogliamo fare la pausa, siamo d’accordo, oppure, vista l’esigenza del Presidente Ceriscioli, che poi deve lasciare l’Aula, proseguiamo con le interrogazioni e poi vedremo cosa fare.
Intanto svolgiamo le interrogazioni, poi eventualmente facciamo la pausa, lo valuteremo dopo.

Interrogazione n. 255
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Sanità Montegranaro”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 255 della Consigliera Marcozzi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Rispetto al quesito, è in corso la revisione dell’atto di programmazione regionale sul fabbisogno delle strutture residenziali e semiresidenziali, siccome le due richieste riguardano strutture di questa natura è ovvio che sarà l’atto del fabbisogno a stabilire le necessità.
Così come è altrettanto evidente che le cose richieste molto probabilmente saranno all’interno dell’atto di fabbisogno.
Correttezza vuole che la risposta verrà in un secondo tempo quando l’atto sarà approvato.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. I 20 posti letto sono stati occupati dalla Rsa di Amandola, mi auguro che, quando l’emergenza sarà passata, i 20 posti letto in più saranno dati alla Rsa di Montegranaro. Grazie.

Interrogazione n. 313
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Talè, Leonardi, Marconi, Malaigia
“Trasporto non prevalentemente sanitario”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 313 dei Consiglieri Giancarli, Talè, Leonardi, Marconi, Malaigia. Ha la parola per la risposta il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Il lavoro della Commissione, che ridefinirà tutto il sistema del trasporto non prevalentemente sanitario, sta continuando ad operare e noi contiamo di arrivare alla definizione dei rapporti con i vari soggetti che si occupano di questo trasporto, con l’obiettivo di dare risposta ai bisogni del cittadino.
Nel frattempo, per non lasciare scoperto il percorso, fino al 31 marzo 2017 verrà coperto con il fondo previsto in precedenza cosicché ci sia soluzione di continuità fra il lavoro della Commissione e la risposta che tutti si attendono sul riordino, che non penalizzi gli utenti, ma posti in maniera corretta attività, azioni e risposte ai bisogni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Presidente, la ringrazio. Qui trattiamo un tema delicatissimo perché da un lato parliamo di associazioni che organizzano il trasporto, alcune composte da tantissimi volontari, dall’altro ci sono le persone che beneficiano del trasporto, che hanno serie, notevoli, grandi difficoltà dal punto di vista della salute.
Questo percorso iniziato dovrebbe concludersi quanto prima perché l'elevato bisogno di queste persone ha la necessità di avere delle certezze, in quanto le difficoltà dal punto di vista fisico sono notevoli. Addirittura ci sono persone che hanno subìto dei trapianti, alcune di queste debbono essere sottoposte di nuovo a trapianto, quindi la situazione è delicatissima.
Ho visto anche una circolare, Presidente, che è stata fatta il 13 dicembre a firma del Dirigente del Servizio che include alcune persone, alcuni pazienti, prima non previsti, come quelli delle cure intermedie, vista anche la riorganizzazione e quindi i 13 ospedali marchigiani toccati dalle cure intermedie.
Presidente sa che la ringrazio, so che lei è impegnatissimo, quindi so che si sta avvalendo giustamente della preziosa collaborazione del Presidente Volpini, quello che le chiedo è: su questo aspetto mettiamoci tutta l’attenzione politica ed umana perché parliamo di persone che hanno veramente bisogno ed anche attendere anche qualche mese è troppo. Cerchiamo di fare in modo che siano veramente garantiti i servizi a queste persone.

Interrogazione n. 285
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Cinghiali, danni e pericoli”

Interrogazione n. 303
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Indennizzi alle aziende agricole e zootecniche per i danni causati dalla fauna selvatica e da specie animali di notevole interesse scientifico”

Interrogazione n. 304
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Risarcimento dei danni per incidenti stradali causati dalla fauna”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 285 della Consigliera Marcozzi e le interrogazioni nn. 303 e 304 del Consigliere Giancarli, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Questa è una materia trasversale. Ringrazio i Consiglieri che hanno voluto discutere in questo Consiglio di temi che riguardano l'ambiente, l'agricoltura, la caccia ed il sistema della nostra regione dal punto di vista ambientale.
Giustamente queste tre interrogazioni sono state abbinate.
E' vero che il cinghiale è un animale nocivo che crea danni alle colture, ma è altrettanto vero che i danni per incidenti stradali sono causati oltre che dai cinghiali, dagli istrici ed i maggiori danni li provoca il capriolo.
Da una stima fatta nelle Marche abbiamo più di 30.000 esemplari di capriolo, in tutti i nostri territori, questo è un dato molto importante, altrettanto importante è la presenza del lupo per le attività zootecniche.
Queste tre interrogazioni chiedono, giustamente, di capire come vengono erogati i finanziamenti, e secondo me debbono essere differenziate.
Siamo di fronte a un impegno forte di questa Giunta, di questo Assessorato, per abbattere sempre più ed in maniera uniforme sul territorio gli ungulati, in questo caso i cinghiali.
Prima c'era un sistema collegato alle Province, era un sistema importante, ma non uniforme su tutto il territorio regionale, oggi, da quando le competenze, da poco più di un anno, sono passate alla Regione, stiamo cercando di uniformare il percorso per l'abbattimento di questi animali nocivi, in particolar modo sto parlando dei cinghiali. Tant’è che recentemente come Giunta, è stato approvato anche dalla Commissione competente, abbiamo deliberato un piano di integrazione dell'attuale regolamento per gli ungulati dove sono state calibrate alcune questioni che tra loro erano scollegate. L'obiettivo importante è quello di approvare e ridefinire, naturalmente entro quest'anno, il nuovo regolamento degli ungulati, non scollegato però - questo credo che sia per gli addetti ai lavori la cosa più importante - da un nuovo piano faunistico regionale, perché ci sono dei piani faunistici provinciali che sono ormai datati. Ad esempio la provincia di Pesaro ne ha uno del 2009, altri sono più recenti, ma ormai superati, anche perché l'obiettivo è quello di creare un piano faunistico regionale definito ed interessante che contempli tutte le esigenze di questo settore che non è solo caccia, ma è ambiente ed un sistema faunistico molto articolato.
L'investimento economico che vorremmo fare sul piano faunistico regionale è importante, orientativamente l’obiettivo è dai 120 ai 150 mila euro, può sembrare alto, qualcuno dice che è poco, ma pensate che ogni Provincia investiva almeno 70/80 mila euro per il piano faunistico provinciale.
Il nostro obiettivo è quello di creare le condizioni per i prossimi anni, perché dobbiamo ragionar sempre in prospettiva ed avere un piano faunistico, questa volta regionale, che dia delle importanti risposte.
Per quello che riguarda i danni da cinghiali, molto probabilmente è questione di pochi giorni, stiamo facendo un lavoro di riordino e di sistemazione degli arretrati, visto che abbiamo preso una situazione che partiva dal 2013, per pagare gli Atc che a loro volta dovranno pagare gli agricoltori e le aziende agrarie.
Durante la sessione di bilancio, e qui ne approfitto per ringraziarvi, poco più di un mese fa, abbiamo approvato la legge che riguarda il 2016 e con gli Atc supereremo il grosso problema che ha riguardato il de minimis. Noi eravamo entrati nel sistema e nel regime degli aiuti di Stato, de minimis, con una serie di problematiche e criticità normative che non sto qui a indicare perché sono certo che tutti noi sappiamo cosa significa entrare nel sistema del regime de minimis.
La norma approvata un mese fa circa nella sessione di bilancio è un segnale forte al sistema degli Atc, un segnale forte al sistema del mondo dell'agricoltura e credo che di prospettiva supereremo tutti i ritardi che oggi abbiamo. Da qui a pochi giorni li supereremo perché l’ufficio caccia e pesca sta predisponendo tutti i decreti che poi verranno condivisi con la ragioneria per il pagamento agli Atc, che a loro volta gireranno questi fondi agli agricoltori. Naturalmente agli Atc che sono in regola con tutte le procedure.
Per la questione collegata al lupo, leggo perché abbiamo il parere: “Per gli indennizzi dei danni causati dai lupi si istituirà un regime di aiuto conforme agli orientamenti 2014/2020 che si notificherà alla Commissione per ottenerne la dichiarazione di compatibilità e per cercare di evitare la prescrizione delle misure di prevenzione anche per gli allevamenti bradi di bovini ed equini. Gli uffici stanno redigendo una perizia per persuadere la Commissione dell’impraticabilità di tale misura nella realtà marchigiana, qui stiamo avendo un confronto forte con la Commissione europea. Per gli indennizzi dei danni arrecati dagli ibridi di lupo-cane non equiparabile ai lupi ed ai danni arrecati dai cani randagi o ferali e comunque per quelli che non potranno rientrare nel regime che sarà autorizzato dalla Commissione, si istituirà un regime de minimis ai sensi del regolamento della Commissione europea n. 1408/2013 e si agirà affinché lo stanziamento di bilancio sia il più presto applicato”.
Un’altra nota sempre collegata ai lupi che può interessare gli interroganti riguarda gli indennizzi del passato: “Per gli indennizzi dei danni arrecati dai lupi si istituirà un regime di aiuti in sanatoria conforme ai principi generali dei trattati nonché per quanto possibile conforme agli orientamenti 2014/2020 che si notificherà alla Commissione per ottenere una dichiarazione di compatibilità ora per allora cui seguiranno le pratiche individuali di sanatoria per le imprese finora non sanate, fino a 700. Anche in questo caso per cercare di evitare la prescrizione delle misure di prevenzione anche per gli allevamenti bradi di bovini ed equini, gli uffici stanno redigendo una perizia per persuadere la Commissione dell'impraticabilità di tali misure nella realtà marchigiana. Per gli indennizzi dei danni arrecati dai cani randagi o ferali e comunque per quelli che non potranno rientrare nel regime che sarà autorizzato dalla Commissione ora per allora, si istituirà un regime de minimis mediante l’applicazione retroattiva del regolamento 1408/2013 cui seguiranno le pratiche individuali di sanatoria per le imprese finora non sanate, fino a 700, infatti quasi tutte le imprese hanno subito predazioni sia da lupi che da cani randagi”.
Ho voluto dettagliare meglio i passaggi collegati ai lupi perché, voi capite, ogni parola che su questa questione viene detta in più o in meno può essere male interpretata da parte della Commissione europea. Quindi su questo sono entrato più nel dettaglio e questo ho condiviso con gli uffici che seguono le criticità legate ai lupi.
Tenete presente che noi annualmente, in media, abbattiamo più di 10.000 cinghiali in tutto il territorio marchigiano, è un impegno forte anche questo. Spero che nel piano faunistico regionale si possa condividere un percorso con i parchi perché questi sono un serbatoio molto grande per questi animali, ungulati e quant’altro.
E' chiaro che sarebbe una cosa sicuramente importante se riuscissimo, nel rispetto ognuno delle proprie competenze, nel rispetto delle normative, a trovare oltre all'equilibrio per gli abbattimenti che vengono fatti, anche altre forme che permettano di incentivare gli abbattimenti.
Siamo aperti anche ad una serie di valutazioni, di riflessioni, che possono venire dal sistema, dal mondo venatorio in generale, dall'associazionismo, dagli Atc ed anche dal sistema delle associazioni di categoria degli agricoltori perché questo è un argomento su cui noi vogliamo sempre tenere l'asticella e la guardia molto alta.
Tant’è che, proprio per dare una risposta a queste sollecitazioni che vengono da tutti e che arrivano anche dai Consiglieri interroganti, la Giunta, nel piano delle posizioni di funzione, quindi nella riorganizzazione della macchina amministrativa, ha istituito per la prima volta una posizione di funzione unica per la caccia e per la pesca da acque interne. Questo perché riteniamo che la situazione necessiti di un'azione continua.
I costi sono altissimi, pensate che ogni anno abbiamo milioni e milioni di danni, quindi vogliamo cercare non soltanto un risparmio, che è sempre molto importante ed interessante, ma vogliamo tenere in equilibrio il bellissimo sistema della regione Marche che è l'ambiente collegato a tutti gli animali.
Abbiamo una criticità, l’ho accennata prima la ribadisco adesso, legata ai caprioli. E' un problema che va affrontato in maniera ancora più forte rispetto a come viene affrontato oggi, facciamo abbattimenti selettivi. Con tutta la serenità e con tutte le attenzioni del caso, dobbiamo fare una serie di riflessioni ancora più approfondite.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ora interverranno i Consiglieri Marcozzi e Giancarli. Dopodiché faremo una sospensione e ripartiremo con le interrogazioni residue e con il resto dell’ordine del giorno.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. La ringrazio Assessore per la risposta, ma non sono del tutto soddisfatta.
Va bene l’abbattimento dei cinghiali, come ha già detto lei, 10.500 all’anno, va bene il piano faunistico regionale, ma quello che proporrei è un tavolo permanente di concertazione con le categorie. Quali categorie? Le associazioni venatorie e Federcaccia che più volte sono uscite sulla stampa mettendo in evidenza la grave situazione legata agli spostamenti dei cinghiali, danni pari a 6 milioni di euro all’anno, soprattutto raddoppiati rispetto all'anno precedente.
Come le ho detto: va bene l'abbattimento, va bene il piano faunistico, però quello che è importante, ed è anche quello che chiedono le varie associazioni, è un tavolo permanente di concertazione con le categorie, che più volte lo hanno ribadito sulla stampa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Voglio intanto ringraziare l’Assessore Pieroni per le risposte e per la loro completezza, nonché per l’attenzione che ha dato.
Credo che tutti siamo consapevoli della serietà di questo problema che se non risolto crea notevoli difficoltà alle aziende agricole ed anche all’ecosistema.
Tra l'altro l'on. Ermete Realacci ha avanzato un'interrogazione al Ministro dell'agricoltura, l’on. Martina, partendo da una nostra delibera, da una iniziativa della nostra Regione, della nostra Giunta regionale e nel dibattito nazionale che c'è stato si metteva in evidenza che considerare i danni da fauna selvatica, come aiuto di Stato, non solo è un fatto incomprensibile - aggiungeva Realacci - ma anche dannoso ed autolesionistico, sia per le economie delle aziende agrozootecniche che per la buona gestione e controllo sia delle specie faunistiche selvatiche che per la tutela di quelle protette. Quindi ha ragione l’Assessore Peroni quando dice partiamo da un serio piano faunistico.
Credo che la gestione faunistica sia una delle componenti fondamentali della buona amministrazione del territorio, quindi non possiamo che partire da lì e fare in modo però, con le cose che l’Assessore ha detto, di risarcire i danneggiati e di ridurre i danni, perché molte persone soprattutto i coltivatori vogliono raccogliere, non vogliono essere risarciti del danno, vogliono raccogliere i frutti del loro lavoro, della loro fatica, della loro semina.
Qui ci sono un insieme di fattori di carattere ambientale, di carattere sociale, di carattere economico, l'approccio della Giunta regionale e dell'Assessore mi sembra quello giusto anche perché sta recuperando il tempo perduto rispetto ai risarcimenti dovuti. Grazie.

La seduta è sospesa alle ore 13,50

La seduta riprende alle ore 14,35

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Interrogazione n. 178
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Risarcimento danni incidente causato da cinghiale. Mancato pagamento della Regione Marche nei termini di legge con relativo atto di precetto del soggetto creditore istante”
(Rinvio)

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Presidente è un equivoco, non è che io non voglia rispondere, ritenevo che la risposta fosse di competenza, come credo tuttora, dell'Assessore Pieroni, il quale provvederà. Lui pensava che dovessi rispondere io, quindi c’è stato questo equivoco, ce ne scusiamo con la Vicepresidente. L'Assessore Pieroni risponderà nella prossima seduta.

Interrogazione n. 338
ad iniziativa del Consigliere Maggi
“Modalità di reclutamento del personale tecnico per l’Ufficio ricostruzione”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 338 del Consigliere Maggi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Sulla base di quanto mi è pervenuto dagli uffici competenti, proverò a rispondere all’interrogazione del Consigliere Maggi, cercando di sintetizzare, quindi rispondo a braccio, se lui me lo consente, e poi consegnerò la risposta scritta che sicuramente è più esaustiva.
L'articolo 3 del decreto legge 189 del 2016, prevede che per la gestione della ricostruzione ogni Regione, unitamente agli enti locali interessati, i Comuni e le Province, istituisce un ufficio comune denominato “Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016”.
All'esito delle modifiche introdotte dal decreto legge 205/2016 e successivamente dalla legge di conversione che ha racchiuso il tutto, l'Ufficio speciale per la ricostruzione diventa ed è l'Ufficio comune della Regione, delle Province e dei Comuni interessati. Ci fanno parte il Presidente Commissario straordinario, il Vicecommissario Presidente della Regione, i Presidenti delle Province interessate ed i Sindaci dei Comuni inseriti all'interno dell'area del cosiddetto cratere.
La norma ci dice che il Commissario straordinario d'intesa con i Comitati istituzionali predispone uno schema di convenzione da sottoporre agli enti interessati.
Inoltre le Regioni disciplinano l'articolazione territoriale di tali uffici per assicurarne la piena efficacia ed operatività, nonché la dotazione del personale destinato agli stessi a seguito di comandi o distacchi dalla Regione, dalle Province e dai Comuni interessati.
La norma prevede che le Regioni, le Province e i Comuni interessati possano assumere personale strettamente necessario ad assicurare la piena funzionalità degli Uffici speciali per la ricostruzione e possano anche procedere, oltre che prendere questo personale con la forma dei comandi, alle assunzione a tempo determinato, effettuate ovviamente con la facoltà di attingere dalle graduatorie tuttora vigenti, a concorsi pubblici anche a tempo indeterminato, garantendo il rispetto dell'ordine di collocazione dei candidati nelle graduatorie medesime.
Possono essere assegnati altresì agli Uffici speciali per la ricostruzione quota parte delle 225 unità assegnate alla struttura del Commissario straordinario, ai sensi dell'articolo 50, comma 3, della norma poc'anzi citata.
Con decreto del Commissario straordinario, numero 6 del 28 novembre 2016, la quota destinata alla Regione Marche è del 62% rispetto a quella entità.
Questa Giunta regionale con atto 1341 del 3 novembre, ha approvato lo schema tipo di convenzione per l'istituzione dell'Ufficio speciale per la ricostruzione.
L’articolo 10 dello schema di convenzione prevede che presso l'Ufficio speciale per la ricostruzione venga impiegato, mediante distacco, anche a tempo parziale, personale di qualifica dirigenziale e non della Regione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato, ed eventuali unità di personale di enti dipendenti della stessa Regione, nonché personale distaccato comandato dalle Province e dai Comuni interessati in possesso delle necessarie capacità professionali, individuate in ragione della loro appartenenza ai seguenti profili professionali:
- tecnici: geometri, ingegneri, architetti, geologi ed agronomi;
- informatici;
- amministrativi e contabili.
Con decreto n. 33 dell'8 novembre 2016 il Segretario generale, approvato l'avviso di conferimento dell'incarico di direzione dell'Ufficio speciale per la ricostruzione e la Giunta, ha nominato al vertice di tale ufficio l'ingegner Cesare Spuri quale direttore.
Con successiva deliberazione n. 1491 del 28 novembre 2016, la Giunta regionale ha definito altresì le competenze specifiche dell’Ufficio speciale per la ricostruzione individuando 3 strutture dirigenziali, 2 tecniche, rispettivamente la prima per le aree di Macerata e Ancona e la seconda per le aree di Ascoli Piceno e Fermo, nonché una struttura amministrativa. Quindi due tecniche ed una struttura amministrativa. Questa è l’articolazione territoriale dell'Ufficio speciale per la ricostruzione.
Con decreto n. 34 dell'1 dicembre 2016 il Segretario generale ha attivato l'interpello per la raccolta delle manifestazioni di disponibilità a ricoprire gli incarichi dirigenziali presso l’Ufficio speciale per la ricostruzione.
Con decreto n. 1 dell’11 gennaio 2017 sono stati riaperti i termini per la struttura amministrativa.
Relativamente all'articolazione territoriale sono state individuate le seguenti sedi:
- una sede centrale ad Ancona;
- quattro sedi periferiche: una ad Ascoli Piceno, località Marino del Tronto, edificio Piceno Consind con bacino di utenza della provincia di Ascoli Piceno; uno sportello front-office ad Amandola per la Provincia di Fermo; Macerata in via provvisoria; uno sportello front-office a Fabriano per la provincia di Ancona.
Per quanto concerne la dotazione organica dell'Ufficio è stato definito via provvisoria un organico di 75 unità, individuato per la fase di avvio, che sarà oggetto di modificazioni in relazione all'evoluzione dei compiti, funzioni ed attività che saranno affidate allo stesso Ufficio in conseguenza dello stato di avanzamento e di conclusione dello stato di emergenza.
Alla modifica della dotazione organica provvederà il Segretario generale su proposta del Direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione.
Per la copertura dei posti della dotazione organica è stato effettuato un interpello interno alle strutture della Giunta regionale a cui hanno aderito oltre 110 unità di personale. Di tali 110 unità al momento ne sono state staccate, con decorrenza 15 dicembre 2016, n. 22 e con decorrenza 27 dicembre 2016 n. 1, tutti dipendenti della Giunta regionale.
E’ inutile dire, Consigliere Maggi, che questa procedura è in continua evoluzione.
Presso l'Ufficio speciale per la ricostruzione possono essere impiegati a copertura dei posti della relativa dotazione aggiuntivamente al personale regionale:
unità di personale con contratti di lavoro a tempo indeterminato distaccate o comandate dalle Province e dai Comuni interessati, come dicevo poc'anzi;
unità di personale di enti dipendenti della stessa Regione specificatamente individuati da ciascun ente;
unità di personale assunte dalla Regione, dalle Province e dai Comuni interessati a tempo determinato, quello che dicevo prima, a valere sulle graduatorie di concorsi pubblici anche a tempo indeterminato e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 189/2016, risorse assegnate alla Regione Marche;
unità di personale assegnate direttamente dal Commissario straordinario tra cui quelle di cui all'articolo 50, comma 3. Sarebbero le 225 unità di cui parlavo prima. Anche queste potranno essere assegnate a questo ufficio.
Nei casi di cui alle lettere a) e b), quindi unità di personale delle Province e dei Comuni e degli enti dipendenti delle Regioni, la Regione stipula appositi protocolli d'intesa con i singoli enti al fine del distacco o comando, previa, ad ogni modo, verifica dell'idoneità dello stesso personale tramite colloquio.
Con riferimento alla lettera c), personale assunto da Regione, Province e Comuni, qualora si renderà necessario procedere all'assunzione a tempo determinato saranno utilizzate le graduatorie ancora valide di concorsi pubblici a tempo indeterminato per profili professionali compatibili con le professionalità individuate con delibera di Giunta n. 1341/2016 e n. 1491/2016. Sono le delibere che citavo poc'anzi e che sono state propedeutiche alla organizzazione dell'Ufficio della ricostruzione post sisma.
Spero Consigliere Maggi di essere stato esaustivo, comunque poi le consegnerò la risposta che è ancor più completa di quello che in questo momento le ho rappresentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie della risposta, Assessore. Non è stato esaustivo, ma non è sicuramente colpa sua, visto che chi prepara le risposte alle nostre interrogazioni probabilmente non comprende bene il senso dell’interrogazione, oppure volutamente da delle risposte più esaustive in alcuni punti e meno in altri.
Chiedevo soltanto, e lei mi risponde con una dichiarazione generica, come venivano attinte le unità per l'Ufficio del terremoto e quali erano stati gli esiti dell’interpello. Lei mi ha risposto: 22 più 1,ma non si evince quanto personale era stato attinto dalle graduatorie dei concorsi, anche perché lei mi ha detto che questo Ufficio è in divenire ed io qui ho un avviso per disponibilità al distacco presso l'Ufficio speciale per la ricostruzione che riapre i termini fino ad oggi alle ore 18,00. Quindi significa che l'Ufficio speciale per la ricostruzione non è completo.
Mi viene il sospetto che non venga completato perché si attinge dagli enti pubblici e non dalle graduatorie. Infatti l'ultima domanda di questa interrogazione era: quali sono le misure messe in atto nelle selezioni pubbliche per garantire i criteri di pubblicità, trasparenza e imparzialità. Se in effetti si attingeva dalle graduatorie dei concorsi, sicuramente quest'Ufficio poteva essere integrato e terminato nella sua completezza, ma lei mi dice che ancora non è così.
Continuare a spostare personale tecnico, che magari è importante, come ha detto prima: geometri, ingegneri, architetti, ed agronomi, ma anche amministrativi e contabili, da uffici strategici in questo momento significa: 1) sottodimensionare gli uffici stessi che sono strategici attingendo delle persone, dei tecnici, che vanno all’Ufficio per il terremoto; 2) mi sembra che i soldi del terremoto, diciamo le risorse del terremoto, che è più elegante, potevano essere un'occasione per mettere a contratto a tempo determinato alcuni che sono in graduatorie e che non hanno un posto di lavoro, che sono nelle graduatorie ed hanno superato delle particolari prove, per cui sono ai primi posti.
Attingendo il personale che già è impiegato in uffici pubblici e non sapendo quanti sono stati presi dalle graduatorie, secondo me è una risposta, non la imputo a lei, che non garantisce i criteri di pubblicità, trasparenza e imparzialità e soprattutto non mette la macchina in grado di funzionare al meglio, perché questo Ufficio ancora non è stato completato, visto che c'è stata una proroga della disponibilità al distacco che scade proprio oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. L'ho già detto di mia sponte, è evidente che l’insediamento dell’Ufficio è in evoluzione.
A quest'ufficio potrà essere distaccato, come ho detto poc'anzi, oltre che personale regionale, personale che proviene dai Comuni e dalle Province, i quali potranno anche stipulare contratti di lavoro flessibile, come ad esempio il contratto a tempo determinato, però è evidente che dovranno attingere dalle graduatorie pubbliche anche a tempo indeterminato.
Questo non dipende dalla Regione, le procedure sono, ahimè, particolarmente complesse, ma questa complessità è anche a garanzia del principio di imparzialità e di legalità, soprattutto nel reclutamento del personale. Ovviamente non si deroga alle disposizioni della normativa sul rapporto di pubblico impiego, ancorché a tempo determinato, ma si attinge alle graduatorie e laddove andranno in esaurimento, allora sì che gli enti interessati potranno procede a selezioni che però dovranno garantire i principi che sottendono all'assunzione di un contratto di pubblico impiego.

Proposta di legge n. 33
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Lotta contro le ludopatie e la dipendenza da nuove tecnologie nell’età evolutiva, negli adulti, nella terza età”

Proposta di legge n. 45
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Disposizioni per l’accesso consapevole e responsabile al gioco lecito”

Proposta di legge n. 58
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Disposizioni per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”

Proposta di legge n. 59
ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Micucci, Busilacchi, Giancarli
“Norme per il contrasto, la prevenzione e la cura delle ludopatie e delle patologie correlate”
(abbinate)

(Testo unificato dalla Commissione) “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di legge n. 33 della Consigliera Leonardi, n. 45 del Consigliere Marconi, n. 58 della Consigliera Pergolesi, n. 59 dei Consiglieri Volpini, Micucci, Busilacchi, Giancarli, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo indulgenza per la vastità delle note che dobbiamo da prendere in considerazione, cercherò di essere molto assertivo e poco retorico.
Informo il Consiglio sul fatto che questa legge, seppur denominata Gap (gioco d’azzardo patologico) in realtà dovrebbe essere non tanto legata al concetto di ludopatia ma, proprio perché abbiamo scritto Gap, al concetto di azzardopatia.
Non è una legge che vuole andare contro il gioco, ma contro la dimensione dell'azzardo che è quanto di più pericoloso possa manifestarsi nella mente di chi viene preso da questo infernale meccanismo.
La dimensione sociale del fenomeno è epidemica. Non ci troviamo più di fronte a casi isolati e, nella classifica delle dipendenze, la dipendenza da gioco sta superando largamente tutte le altre, forse solo l'alcolismo e il tabagismo per la loro diffusione superano quello dell’azzardopatia, che batte tutte le altre con danni, da un punto di vista economico, sociale, relazionale, a volte addirittura superiori.
Gli esperti che abbiamo incontrato hanno messo in relazione questo fenomeno con l'assenza di speranza e la solitudine, siccome sono due fenomeni psicologici, spirituali, ognuno li vede dall’angolo visuale che preferisce e non possono essere dominati da alcuno, è ovvio che la questione va comunque presa in considerazione.
Lo Stato non lo fa perché dal gioco d’azzardo incassa miliardi, perché è complicatissimo metterci le mani, per cui le Regioni hanno preso larghe iniziative in questo senso e molte hanno già legiferato.
Il giocatore azzardopatico non gioca per vincere, ma gioca per vivere, gioca per evadere dalla realtà, infatti non giocano i ricchi, perché i ricchi sono già in qualche modo protagonisti della vita, sono vincenti, conoscono bene il valore e le potenzialità del denaro.
Questo allarme va registrato, l’Aula assembleare delle Marche lo registra, come ho detto, dopo tante altre in Italia, ma sul piano dei contenuti, proprio perché forti delle precedenti esperienze, risultiamo essere fra quelli che hanno più profondamente messo il dito nella piaga.
Non ci nascondiamo, perché poi dovremmo in qualche maniera citarle, che le obiezioni nei confronti di normative in questo campo possono essere le più disparate. Raccolgo un testo storico, esattamente del 1737, siamo nella Marca, pontificato di Clemente XII nello Stato della Chiesa, il Governatore dello Stato e Provincia di Fermo era un certo Angelo Locatelli Orsini, il quali interveniva in maniera pesante con divieti riguardo al gioco d'azzardo, riscrivendo fra l'altro la rimozione e il licenziamento dei funzionari pubblici che non intervenivano e la multa di 25 scudi e 3 tratti di corda per chi veniva trovato a giocare in luogo pubblico.
Nonostante questo il gioco d'azzardo nelle Marche dilagava e nonostante questo proprio questo Governatore, un Orsini che poi diventerà Papa, autorizzava l’introduzione del lotto perché con lotto i cospicui proventi potevano essere destinati alle opere di carità.
Non vogliamo fare i moralisti intorno a questa legge e credo con questo di interpretare il sentimento e il pensiero degli altri colleghi della Commissione di cui poi dirò.
Abbiamo un fenomeno nazionale che fa dell'Italia uno dei Paesi che gioca di più. Le cifre, cari colleghi, sono impressionanti. Questo è un articolo del 16 gennaio 2016 che parla di 11,5 milioni di euro al giorno, questo è il giro d'affari, poi dietro a questo ci sono anche le cosche malavitose, ma questo non significa che ci troviamo di fronte ad un generale fenomeno malavitoso, anche se è chiaro che dove ci sono tanti soldi è facile entrarci dentro. Questo sarebbe l'incasso di chi gioca, il movimento del gioco è intorno agli 80 miliardi sul lecito, più altri 50 miliardi d'illecito, e anche questo è un altro argomento: togliere o diminuire il gioco d'azzardo legale significa aumentare quello illegale, argomento che viene usato contro ogni forma restrittiva in questo campo.
Una ragione fra le tante che mette in evidenza il Politecnico di Milano, di questa nostra condizione tutta italiana, è la nostra particolare scarsità della conoscenza matematica. I professori di questa Università dicono che siamo degli analfabeti matematici e non riusciamo a capire che un 6 al Superenalotto ha 630 milioni di probabilità di essere beccato, è molto più onesto giocare alla roulette, la roulette dà sul rosso o nero il 50% di probabilità. E’ vero che uno può giocare sempre sul nero ed uscire sempre il rosso, quindi sul calcolo delle probabilità vale, per esempio sul superenalotto, il ragionamento che dice: “Perché non giocare i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, per tutta la vita?” “No, perché può uscire quell’altro”. Questa mentalità è un po' all'origine del Gap.
Ho voluto registrare con questo in maniera molto povera, tante cose che bellissimi comitati promotori, sostenitori di questa legge hanno in qualche maniera voluto trasferirci, ma i colleghi sapranno riprenderlo in altra sede.
Il secondo aspetto è quello della scelta fondamentale che abbiamo dovuto fare riguardo a questa legge, la legge ha tre cardini la prevenzione, la cura e la tutela della fragilità.
Sulla prevenzione, colleghi, non ci sono problemi, tutto quello che facciamo nel campo della prevenzione è accettato da tutti, la cura è quasi un obbligo, nel senso che dove c'è qualcuno che sta male, anche se questa è una malattia difficile da inquadrare, i nostri dipartimenti per le dipendenze sanno filtrare questo tipo di nuova patologia, mentre abbiamo avuto un forte scontro in questi ultimi 10 mesi nel campo della tutela del disagio.
Qui affermo un principio chiaro e andando a verbale potrà essere usato, che riguarda tutti coloro che in qualche maniera sognano la cancellazione di questa legge impugnandola in molte sue parti, ma lo dico proprio, mi auguro che non ce ne sia bisogno, per i nostri avvocati, Presidente Mastrovincenzo, perché questa legge non va a disciplinare il gioco d’azzardo. Questo sia chiarissimo, noi non discipliniamo il gioco d’azzardo, le competenze della Regione riguardano la tutela della salute, noi facciamo questa legge per tutelare la salute.
Dove interveniamo in maniera restrittiva è perché abbiamo individuato alcune categorie di nostri concittadini più a rischio di altri, ma né vogliamo e né potremmo, forse lo vorremmo, io lo vorrei, ma non posso, cancellare il gioco d’azzardo.
Il grande lavoro che c’è stato, veramente, realmente, anche un po' faticoso dei nostri tecnici, con tanti inciampi, il confronto serrato con la società, ha dato questo risultato.
I mondi che abbiano intercettato sono stati quello della sanità, dei nostri uffici e delle nostre aziende, quello degli imprenditori del settore, che abbiamo ascoltato tutte le volte che lo hanno richiesto, ovviamente quello dei Comuni - i nostri Comuni sono stati fra i più solleciti nel richiedere questo tipo di intervento - e i comitati. Segnalo fra i tanti il Movimento politico per l’unità che si è fatto promotore di vari incontri e che ci ha sollecitato diversi confronti.
Il terzo argomento che ha ancora di più complicato questa procedura è che avevamo ben quattro proposte di legge, a significare la sensibilità del Consiglio regionale intorno a questo argomento, i testi ce li avete sotto, quindi non sto a ricordare tutti i proponenti, ma li avete visti.
Arrivare ad un testo unificato è stata una scelta politica condivisa, anche se un po' difficile nella sua applicazione perché era la prima volta, almeno in IV Commissione, non so le altre, che facevamo un'operazione di questo tipo.
Ringrazio tutti i colleghi che hanno presentato questa legge insieme a me, per la sensibilità, direi anche per l’umiltà che ognuno ha dovuto applicare nel rinunciare al proprio testo, ma potevamo seguire due strade: scegliere un testo guida, e non essendocene uno della Giunta era molto difficile fra i quattro privilegiarne uno, oppure scegliere questa modalità di lenta e paziente condivisione che ha visto il pontefice massimo della Commissione, il Consigliere Volpini, perché questa è stata un'opera quasi religiosa, mettere insieme con tanta pazienza articolo per articolo.
Dal un punto di vista tecnico, non è stato solo un coordinamento tecnico ma anche la difficoltà di entrare nei contenuti, che ho condiviso con la relatrice di minoranza Consigliera Leonardi. C'è stato il lavoro dell'ufficio, della dott.ssa Giannetti che ringraziamo, perché i testi non si limitavano a dire: “Questa cosa entra in contrasto con la normativa nostra o altro”, ma è stato necessario entrare nei contenuti, cosa che, ripeto, non è consueta per l’ufficio, ma l'ha fatto e l'ha fatto molto bene. Questo ringraziamento non era solo dovuto, ma decisamente sincero.
C'è stata contestata, quindi do voce ai contestatori della legge, non farò l’apologeta, l’efficacia della legge. Sono arrivati un po’ a tutti dei documenti in questo senso, che dicevano che questa legge non serve a niente. Non serve a niente perché? Perché il gioco d’azzardo sta dilagando via internet, è tutto lecito, addirittura ci sono sale da gioco o bar che stanno trasformando la tradizionale macchinetta in un computer, cioè chi va lì gioca con il computer che il gestore mette a disposizione.
Tutto vero, quando parliamo di gioco d’azzardo parliamo prevalentemente di macchinette, per una percentuale minoritaria, ma soprattutto di gratta e vinci. Le cifre dicono che la gran parte del gioco d'azzardo viene fatta con il gratta e vinci, data la sua più facile fruibilità, rispetto alla sala gioco dove invece uno ci deve andare, deve farsi vedere che entra lì dentro. Questo per inquadrare il problema, e noi anche di fronte a questo tipo di obiezioni, anche di fronte ai rischi evidenti di una impugnativa in parte o in generale della legge, abbiamo detto andiamo avanti per la nostra strada perché la prevenzione e la cura hanno un valore e la legge è una cosa positiva, nel senso che fa parte del diritto positivo, mette in moto un processo di natura culturale. Almeno il Consiglio regionale delle Marche, massima espressione politica di questa regione, dice che il gioco d'azzardo in determinate forme e in determinati luoghi è una cosa da negare a tutela delle persone più fragili.
Il dilemma serio era tutto qui, meno danno, sono anche ritornati gli argomenti fra proibizionismo e riduzione del danno. Ho citato prima un Papa che alla fine si è arreso almeno di fronte al lotto ed ha detto: “Sono 300 anni che cerchiamo di evitare il gioco d’azzardo, lo fanno tutti, ne organizzeremo uno che almeno dà un incasso per i poveri”. Bello quel documento in cui la parola “poveri” è scritta con la “P” maiuscola, quindi nel 1737 c’era questo tipo di sensibilità, il Signor Povero veniva indicato come se fosse una grande autorità.
L'ultima cosa che segnalo, prima di un rapido esame del testo, è la questione del finanziamento. E' successo che, è giusto che il Consiglio lo sappia, nel frattempo, nel corso del 2016, lo Stato ha assegnato alle Regioni un fondo per la cura della ludopatia, alle Marche è toccato qualcosa intorno ad 1,3 milioni di euro, non stiamo parlando di cifre insignificanti, segno che lo Stato seppur da una parte incassa, dall'altra si rende ben conto che questo fenomeno sta producendo qualche danno. D’altra parte questo è un problema di carattere generale, perché delle 10 dipendenze classiche che vengono indicate, una sola è illecita ed è il consumo di stupefacenti, tutte le altre nove sono legali: alcool, tabacco.
Lo Stato ha fatto questo stanziamento, la Giunta ha dovuto, ovviamente prima della fine dell'anno, fare una delibera con la quale stanziare e destinare questi fondi. Ho raccolto da parte del Presidente che ha la delega ai servizi sociali un'attenzione riguardo alla legge. E' chiaro che la delibera assunta a dicembre non poteva far riferimento ad una legge che non c’era, ma siccome la delibera sarà applicata nel corso del 2017, anche noi abbiamo detto di mettere un nuovo stanziamento, ringrazio la Giunta per questa disponibilità, ed abbiamo tirato fuori dai fondi sanitari 1,3 milioni di euro. Non si può dire che la Regione Marche non sia attenta in maniera concreta, fare una legge bandiera era facile, fare la legge e metterci i soldi un po’ più difficile. Quindi la legge è stata fatta, finanziata per il 2017, in questo anno potremmo già usufruire dei fondi del 2016 e questi del 2017 farli slittare di qualche mese se non di un anno. Ma c'è già lo stanziamento nel bilancio pluriennale per il 2018, quindi la copertura in soldoni è dal 2016 fino al 2019.
Detto questo ho già spiegato questa mattina ai colleghi della Commissione, che ringrazio vivamente per la collaborazione e sensibilità che ci ha portato ad un'approvazione unanime di questo testo, ripeto, non era difficile e non partivamo da posizioni molto distanti, ma c'erano varie sottolineature ed approfondimenti e abbiamo cercato con gli uffici della Giunta e i servizi sociali di armonizzare i loro interventi con il testo che andremo ad approvare questo pomeriggio.
Riguardo al testo segnalo solo, colleghi, per dovere di ufficio perché non è chiaro, l'articolo 3, così quando lo voterete saprete quello che state votando. All'articolo 3 non abbiamo trovato altra formulazione se non questa che riguarda l'ambito di applicazione, che è relativo agli esercizi commerciali o pubblici o circoli privati ed associazioni o aree aperte al pubblico autorizzati alla pratica del gioco o all'istallazione di apparecchi da gioco, ai sensi degli articoli 86 e 88 del regio decreto.
Ci abbiamo messo un po' di tempo per trovare questa formulazione, che ci è stata suggerita alla fine dagli uffici e c'è sembrata la più seria. Questo articolo è stato condiviso da tutti e significa che l'ambito di applicazione di questa legge riguarda ogni tipo di gioco, dal gratta e vinci alla classica macchinetta-slot machine. Quindi questa non è una legge che tocca le sale da gioco, tocca tutte le forme di gioco d’azzardo.
Le competenze della Regione ve le risparmio perché sono molte, ma sinteticamente richiamano le cose che ho detto prima sulle finalità.
Chiedo invece attenzione all’articolo 5 che è stato anche nelle altre Regioni il più controverso, riguarda le famose distanze metrico lineari, non stradali, dalla sala gioco rispetto ad alcuni luoghi. I luoghi che noi indichiamo debbono essere ad almeno 500 metri da una sala da gioco o da un qualsiasi luogo dove si gioca d'azzardo e sono: gli istituti universitari, le scuole di ogni ordine e grado, gli istituti di credito e gli sportelli bancomat, gli uffici postali, gli esercizi di acquisto e vendita di oggetti preziosi ed oro usati.
Perché abbiamo individuato questi luoghi? Anche questa è stata una scelta tecnico-politica ben precisa, non abbiamo usato formulazioni generiche che sarebbero state giuridicamente attaccate, ma abbiamo usato una elencazione puntuale, questi sono luoghi che si possono individuare senza alcun dubbio, qui non è possibile ricorso se non nel merito di fronte alla Corte Costituzionale, e non è possibile ricorso di altro tipo contro i Comuni che andranno ad applicare questo tipo di legge.
Certo, 500 metri nei Comuni sopra 5.000 abitanti e 300 metri nei Comuni sotto i 5.000 abitanti - questo lo capite per ovvie ragioni di organizzazione urbanistica di una città, mettere 500 metri in un piccolo centro significa fare un cerchio intorno a una banca chiudendo l’intero territorio - sembrano abbastanza restrittivi, ma questo non significa, ed abbiamo fatto alcune piccole sperimentazioni, che tutto il territorio marchigiano è coperto, come qualcuno va dicendo. Il divieto non copre l’intero territorio, marginalizza questo tipo di attività.
Oggi queste attività sono al centro, domani saranno marginalizzate, quand’è questo domani? Noi abbiamo messo un certo anno rispetto alle licenze in corso e chiaramente su questo la discussione è stata ampia perché oggettivamente la retroattività rispetto ad alcune licenze potrebbe essere contestata, ma abbiamo indicato un tempo nel quale questa retroattività potrà essere applicata.
Ai Comuni abbiamo dato una facoltà in più, piuttosto che stabilirla noi, e possono individuare altri luoghi sensibili che magari in un piccolo centro non sono né l’istituto universitario, perché non c’è, né la banca perché non c’è, ma può essere un centro di aggregazione giovanile che noi non conosciamo, ma il Sindaco lo individua e dice: “No, a distanza di questo luogo non debbono esserci sale o luoghi dove si gioca”. Ai Comuni abbiamo dato anche la facoltà, in un limite massimo di 12 ore, di prevedere la sospensione dell'attività di gioco, anche questa è una cosa che non è in tutte le regioni.
Come in tutte le altre Regioni introduciamo il marchio no slot che ha una sua funzione pubblicitaria enorme perché girare in una città e leggere: “No slot”, “No slot”, “No slot” in tutti i locali che hanno scelto di non avere attività per il gioco d’azzardo, penso sia particolarmente significativo ed educativo.
L'articolo 7 è un altro articolo sul quale abbiamo discusso molto e che viene mitigato da un emendamento che sono stato in qualche maniera costretto a presentare, riconsiderando insieme alla Commissione che questa previsione era eccessivamente esposta. Vietare qualsiasi forma di pubblicità di gioco d’azzardo diventava di difficile applicazione rispetto, per esempio, alla pubblicità televisiva. Tutti noi purtroppo vediamo la pubblicità in televisione, nelle reti nazionali, del gioco d’azzardo, quindi come facciamo a sanzionare una rete pubblica, una rete privata che trasmette da Milano e da Roma. Qui abbiamo limitato, con l'emendamento da me presentato, alla pubblicità locale legata all'inizio dell’attività.
Interessante la proposta che è arrivata, poi qualcuno la rivendicherà, adesso non me lo ricordo, ma non era sicuramente nel mio testo, del piano regionale integrato per il contrasto, questo è il momento in cui una volta all'anno la Regione farà una verifica su quello che sta facendo, prima presenta il piano e poi in un altro articolo si prevede la verifica di quanto è stato fatto.
Il logo viene precisato, la giornata viene precisata.
All'articolo 13, comma 2, facciamo esplicito riferimento al dipartimento dipendenze patologiche. Prima in Commissione non ero riuscito a trovarlo.
Interessante anche l'inserimento della clausola valutativa, questo è una prassi, Presidente Mastrovincenzo, che vorremmo trovare in futuro in tutte le leggi, molte ce l’hanno, perché le facciamo, ma poi non abbiamo la pazienza e l'attenzione di verificarle.
Chiedo scusa per la lunghezza del mio intervento che credo abbia superato i 15 minuti, ma il Pontefice massimo mi ha già assolto confessandomi strada facendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Vorrei sottolineare l'importanza della proposta di legge oggi in discussione per il tema che va a normare, cioè la tutela della salute, in particolare di chi è esposto al rischio del gioco d'azzardo patologico, e la tutela sociale dei nuclei familiari i cui componenti sono vittime di questa patologia.
Il fenomeno sta assumendo dimensioni considerevoli e sembra un paradosso, ma proprio la crisi che sta attraversando il nostro Paese acuisce questo fenomeno.
Dobbiamo dirlo, con questa proposta di legge interveniamo laddove lo Stato tentenna, Governo e Parlamento stabiliscono solo principi e criteri direttivi della materia, poi spetta alla legislazione regionale fissare limiti precisi per la tutela della salute in tema di gioco d'azzardo patologico, che ponga come obiettivo la prevenzione ed il recupero dei cittadini caduti nella spirale della ludopatia.
Una contraddizione mi sento di denunciare perché gli interessi in questo settore ci sono, basta considerare quanto lo Stato introita dal gioco legale e dall'altra parte quando deve spendere per curare chi è caduto nelle dipendenze. Cito solo un esempio perché nel corso di questi anni forse è stato quello più eclatante, il famoso condono della evasione fiscale dei 90 miliardi di euro contestati alle concessionarie poi arrivati a 857 milioni. Questo per dare alcuni numeri dell'entità delle risorse che girano attorno a questo mondo.
Le Regioni si stanno muovendo per normare nel loro territorio ciò che non era riuscito nella scorsa legislatura e nelle Marche approvare una legge in materia è l’obiettivo che noi ci poniamo oggi in quest'Aula.
Il gioco patologico è diventato purtroppo una vera e propria piaga sociale che non solo porta chi vi cade a dilapidare le proprie risorse economiche, ma crea gravi problemi relazionali, familiari, che portano ad una spirale negativa che frantuma nuclei familiari portando a sindromi depressive e a volte anche purtroppo a gesti estremi.
L’iter che ci ha portati all'elaborazione del testo oggi in discussione è partito quasi un anno fa quando ho depositato una proposta di legge nel febbraio dello scorso anno dal titolo “Lotta contro le ludopatie e la dipendenza da nuove tecnologie nell'età evolutiva, negli adulti e nella terza età”.
Alla mia proposta ne sono seguite altre tre ed in Commissione abbiamo fatto un lavoro corale che tenesse conto delle peculiarità di ognuna ed abbiamo rielaborato un testo che potesse dare delle prime risposte ad un problema evidentemente sentito da tutte le forze politiche che siedono in quest’Aula, testo che, ci tengo a precisare, è stato licenziato all'unanimità dalla Commissione.
Il lavoro svolto dai Commissari, ci tengo a precisare anche questo, non è stato autoreferenziale, ma abbiamo scelto di dare ampio spazio al confronto ed all'approfondimento attraverso una serie di audizioni di tutti i soggetti coinvolti, dalle associazioni che si battono per la prevenzione ed il sostegno di chi ha un problema di dipendenza dal gioco, al servizio sanitario regionale, finanche ai concessionari del gioco lecito, abbiamo voluto ascoltare tutti recependo ed integrando con i suggerimenti e le proposte che abbiamo ritenuto più conformi ed applicabili.
Non voglio cedere alla tentazione di rimarcare dei distinguo, ognuno di noi proponenti ha rinunciato a qualche cosa della propria proposta di legge perché di difficile applicazione, o perché le risorse disponibili non sarebbero state sufficienti ancorché era ed è condiviso l'obiettivo che si stava perseguendo.
Le finalità della legge sono chiare in tema di tutela della salute e di politiche sociali, la prevenzione ed il trattamento del gioco d'azzardo patologico e delle dipendenze da nuove tecnologie e social network, nonché delle patologie correlate, con particolare riferimento alle fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione.
Mi soffermo brevemente sulle nuove dipendenze legate ad internet ma anche ai videogiochi perché purtroppo anche giovani e giovanissimi sviluppano tali forme di dipendenza ed è importantissimo che noi rivolgiamo attenzioni, risorse e strumenti adeguati a tutelare chi è più fragile oltre al coinvolgimento diretto della scuola.
E’ quindi essenziale che la legge oltre che alle cure ed alla riabilitazione delle persone affette da tali patologie di dipendenza preveda fra gli interventi di prevenzione e contrasto il rafforzamento di una cultura e di un'educazione che favorisca gli strumenti per comprendere la differenza fra il gioco responsabile ed il rischio che si sviluppi una dipendenza.
La Regione dovrà garantire l’attività di programmazione per la prevenzione ed il trattamento terapeutico attraverso un piano regionale previsto all'articolo 9 che verrà approvato dal Consiglio su proposta della Giunta ogni anno.
Il piano dovrà prevedere iniziative di sensibilizzazione e di educazione per prevenire il rischio di dipendenze, la formazioni dei soggetti interessati, non solo gli esercenti ma anche gli operatori dei servizi pubblici, la polizia locale, in collaborazione con le associazioni e con le forze dell'ordine, un servizio di assistenza e di ascolto attraverso un numero verde regionale ed il monitoraggio del fenomeno.
Abbiamo introdotto, lo citava il relatore di maggioranza, delle distanze minime dagli Istituti scolastici per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica, lasciando però la facoltà ai Comuni, che meglio conoscono il proprio territorio e le proprie comunità, di individuare se ci sono delle necessità specifiche altri luoghi sensibili oltre alle scuole, agli uffici postali, agli istituti di credito ed ai negozi di acquisto e vendita di oggetti preziosi e di oro usato.
All’Asur spetterà il compito della prevenzione attraverso iniziative di informazione, assistenza e consulenza oltre all'attuazione delle misure sanitarie presso i dipartimenti delle dipendenze patologiche, composte da unità multidisciplinari per il trattamento delle varie forme del Gap.
Abbiamo voluto limitare le forme di pubblicità del gioco proprio per tutelare la salute e prevenire le dipendenze, mentre agli esercenti abbiamo posto l'obbligo di esporre il materiale informativo su ogni apparecchio e congegno di gioco, oltre alla frequenza di appositi corsi.
E’ stato istituito il logo regionale 'no slot' oltre a prevedere una giornata dedicata alla lotta al contrasto del gioco d'azzardo patologico da svolgere proprio in collaborazione con le scuole e le università.
Da un po’ mi batto perché si introduca il principio della premialità oltre a quello repressivo, per questo voglio porre l'attenzione su due iniziative riservate agli esercizi che possono fregiarsi del marchio 'no slot' e che ho fortemente voluto, la possibilità che i Comuni possano prevedere delle forme premianti per gli esercizi previsti all'articolo 5 (ad esempio prevedere una riduzione delle imposte o un contributo una tantum per gli esercizi che decidono di non mettere o di togliere le macchinette o i dispositivi di gioco), mentre la Regione attraverso la Giunta possa prevedere dei criteri di priorità nella concessione di finanziamenti e vantaggi economici in caso di assenza di apparecchi e congegni di gioco, questo è previsto all’articolo 10 (ad esempio, quando verranno emessi dei bandi per queste categorie commerciali si potrebbe prevedere un punteggio maggiore per quelle attività che hanno tolto o hanno deciso di non mettere strumenti di gioco).
Credo che la premialità per comportamenti virtuosi debba essere un elemento importante che noi rilanciamo.
Regioni e Comuni potranno collaborare con enti, associazioni e organizzazioni di mutuo aiuto, prive di scopo di lucro, con questo abbiamo voluto una legge inclusiva che tenesse conto delle tante realtà che in questi anni si sono mosse a supporto delle persone e delle famiglie colpite da questo problema.
Abbiamo inoltre previsto delle sanzioni amministrative per chi non rispetta quanto stabilito dalla legge regionale, stabilendo che il 50% del gettito derivante dall’applicazione delle sanzioni venga destinato alle finalità della legge, il restante 50% andrà ai Comuni a cui spetta l’onere dell’accertamento.
Credo che quello di oggi sia un primo passo importante per dotarci di uno strumento e delle risorse per un percorso che deve essere anche culturale.
Una legge che a mio avviso è importante approvare, come è importante parlare di ludopatie, di dipendenza da gioco patologico, per prevenire le gravissime conseguenze che hanno già sconvolto la vita di troppe persone.
Vorrei chiudere con un ringraziamento nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi per l'elaborazione di questo testo, dal relatore di maggioranza, al Presidente della Commissione, ai singoli Commissari della IV Commissione, a tutto il personale della Regione che ci ha supportato, oltre alle associazioni che ci hanno fornito utili informazioni e preziosa collaborazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Non volevo intervenire, ma farò un breve intervento per esprimere il mio rispetto e la mia consapevolezza per lo sforzo fatto, innanzitutto dalla collega del Movimento 5 Stelle, Consigliera Pergolesi, e poi da tutti i componenti della Commissione che hanno elaborato questa proposta di legge.
Voglio contribuire al dibattito che su questo fenomeno sciagurato deve essere sempre aperto e deve informare le persone soprattutto quelle che sono più a rischio.
Voglio intervenire perché mi sento di dire la mia opinione su questo sciagurato e indegno fenomeno che vede come biscazziere lo Stato, questo non bisogna dimenticarlo, quindi non posso esimermi dall’esprimere la mia opinione, quello che penso, su questa ipocrisia che vede l'Italia, come si diceva prima, uno dei Paesi in cui si gioca di più.
L'Italia è, la nazione italiana è, il casinò a cielo aperto più grande del mondo, più di Las Vegas, più di altri paradisi dove si gioca d'azzardo. Non ci sono più i casinò, una volta il casinò era il luogo del gioco d'azzardo dove si entrava con la cravatta ed era soprattutto per una classe medio-alta e per il popolo c'era il lotto, che è antichissimo, e la Sisal, la schedina dove tutti aspettavano di fare 13, il Totocalcio.
Adesso il gioco è diffuso ovunque: nei bar, nelle tabaccherie, addirittura i bar tolgono parte delle proprie attrezzature per lasciare una stanza o un angolo dedicato soltanto alle macchinette. Questo rischio è dappertutto, è ovunque ed è ammiccante verso tutti nella vita normale, soprattutto nei confronti di coloro che sono più deboli.
Per cui quando nella proposta di legge leggo: “Promuovere la cultura del gioco consapevole”, io leverei cultura del gioco consapevole e metterei soltanto “promuovere il gioco consapevole”. Poi c’è l'utilizzo responsabile del denaro, come dire: lo Stato vi ruba i soldi, ma vi raccomanda di non farvene rubare troppi: “uso responsabile del denaro in quella che si chiama la cultura del gioco consapevole”.
Il Consigliere Marconi ha fatto riferimento a tempi passati, allo Stato della Chiesa, ma anche senza andare troppo in là, ricordo che il gioco d'azzardo era regolamentato e in una civiltà, in una regione cattolica, le carte erano il gioco del diavolo. Mi ricordo che da ragazzino nei bar c'erano soprattutto le sale da gioco con i biliardi, c'era anche il cartello dei giochi vietati (la goriziana, la bazzica e la zecchinetta) a tutela della famiglia, delle persone rispetto a questo gioco, al gioco d'azzardo, al gioco del diavolo.
Sono d'accordo voterò in maniera favorevole questa proposta di legge, ma ricordatevi che la controparte in questa proposta di legge è lo Stato. Noi siamo un'istituzione dello Stato che fa una legge per ridurre i danni che lo Stato provoca. Questo non ve lo dimenticate.
L'istituzione del numero verde è una cosa sicuramente molto importante, c’è il numero rosa, il numero bianco per gli anziani, l’istituzione del numero verde per coloro che sono soggetti a questo Gap, già nomen est omen, sicuramente è utile, ma è come dire che il telefono azzurro è gestito con i soldi del pedofilo, perché è lo Stato che da una parte cerca di prendere i soldi e dall'altra li dà alla Regione per istituire un numero verde, in modo tale che i danni non siano così devastanti. Ma i danni sono devastanti comunque perché ci sono schiere di professionisti che cercano di comunicare e di creare il bisogno del gioco.
Il gioco d'azzardo viene sempre più incrementato dallo Stato, il Consigliere Marconi ha dato dei numeri impressionanti, 11 milioni di euro al giorno il giro d'affari, come si direbbe per un'azienda, 80 miliardi all'anno e questo business serve: 1) allo Stato per le proprie entrate tributarie; 2) alla criminalità organizzata, ricordo che Saviano in una trasmissione diceva che oltre la metà degli introiti arrivavano alla criminalità organizzata; 3) agli amici degli amici della politica perché se guardiamo dentro le società di concessione delle sale bingo o del gioco d'azzardo ci sono vecchi politici o loro amici o loro parenti.
Questo grosso business è incrementato sempre più e questa lodevole iniziativa della proposta di legge è ben poca cosa rispetto ai mezzi, alle energie ed alle risorse che lo Stato mette per far crescere il gioco d'azzardo in ogni sua forma, come i gratta e vinci, che quando andiamo a fare la spesa e la cassiera ce li propone per l’acquisto oppure ce li offre come resto. Le forme di persuasione sono tante e molteplici e qualcuno ha detto che soprattutto nei momenti di difficoltà, dove non c'è speranza, dove non ci sono possibilità di migliorare la propria condizione, il gioco d'azzardo si sviluppa di più. Ricordo che alla fine degli anni ‘70 quando in Argentina e nell'America Latina l'inflazione era del 4.000% c’erano gratta e vinci e lotterie dappertutto perché le popolazioni erano senza speranza.
Ben venga questa cosa, ma c'è anche un articolo di questa proposta di legge che dice: “è vietata la pubblicità della slot”, ma vi rendete conto della differenza e del potenziale diverso tra il vietare la pubblicità delle sale bingo e Totti e Messi che appaiono in televisione e che con l'emulazione cercano di convincere anche i ragazzi più giovani a giocare d’azzardo? Questa è una incredibile ipocrisia, un’ipocrisia vergognosa ed io l’intervento l’ho fatto per questo, perché non voglio che da una parte si possa dire che sono così ingenuo o così in malafede da non capire e non vedere che questa è un'ipocrisia gigantesca dove un'istituzione dello Stato sta cercando di contrastare ciò che lo Stato sta facendo. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola al Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Anche da parte mia la soddisfazione per il fatto che questo testo è arrivato in Aula, il ringraziamento a tutti coloro che hanno attivamente lavorato, non solamente i vari proponenti, anch’io insieme ad alcuni colleghi del PD ho firmato una proposta di legge, ma direi soprattutto alla Commissione, al Presidente Volpini, a tutti i componenti ed ai due relatori, che oggi hanno fatto due illustrazioni che condivido.
Credo che stiamo dando una bella prova, l’auspicio è che si raggiunga e che si abbia anche in Aula l’unanimità raggiunta in Commissione, sono sicuro di si, su una questione molto delicata ed importante che sta segnando la modernità.
Il tema delle dipendenze patologiche è senza dubbio un tema, ahimè, connesso alla società moderna, senza entrare troppo in riflessioni da questo punto di vista.
Questi comportamenti persistenti e compulsivi dovrebbero indurci tutti quanti ad una riflessione non solamente per le ricadute che hanno sulle persone e sulle famiglie italiane, marchigiane e di tutti i Paesi, ma sulle motivazioni per cui alcuni soggetti più deboli cadono in condizioni di dipendenza.
Sono soprattutto i soggetti più deboli, i più fragili, in particolare penso ai minori, agli adolescenti, ma anche a persone fragili, sole, che sono più esposte a queste problematiche. In particolare penso ai minori, sono stati anche qui e si è parlato del rapporto che l’azzardo patologico ha con internet, semplicemente tramite uno smartphone si può accedere alle scommesse.
Non è più semplicemente recarsi in alcuni luoghi che magari per le loro caratteristiche potevano costituire una barriera fisica, ma è un fenomeno molto più diffuso e molto pericoloso.
Il gioco è un fenomeno in realtà antico, eviterei di fare l'immediata coincidenza tra gioco e dipendenza patologica legata all'azzardo, perché sono due cose diverse, ovviamente c’è anche il gioco legale e quello illegale, ma all'interno di quello legale c'è il tema della dipendenza.
E’ dal 1977 che l'Organizzazione mondiale della sanità riconosce il gioco d'azzardo come patologico, ma in realtà il gioco d'azzardo - avevo alcuni dati che mi avevano molto colpito - esiste in ogni epoca e in ogni cultura. I dadi più antichi sono stati trovati in Cina e risalgono a 5.000 anni fa, le scommesse risalgono ai tempi dei greci e dei romani, il primo mazzo di carte da gioco fu disegnato nel 1931, insomma ci sono tantissimi precedenti storici ma, al di là di questi, oggi siamo di fronte ad un fenomeno che ha nel nostro Paese una portata molto significativa.
Si è parlato del ruolo dello Stato, i dati dello Stato ci dicono che in tutte le Regioni d'Italia c'è una grande espansione del gioco d'azzardo, ahimè, collegato alla crisi.
Tutti i dati statistici ci dicono che nelle fasi di crisi economica aumenta il gioco d'azzardo, perché aumenta la falsa illusione di poter risolvere con una botta di fortuna problemi di difficoltà economica.
In Italia il gioco d'azzardo produce 80 miliardi di euro di fatturato, quello legale, poi ci sono altri 23 miliardi legati al gioco d'azzardo illegale, costituisce il 4% del Pil, è la terza industria italiana, 400.000 slot machine, 6.181 locali e agenzie utilizzate da circa 15 milioni di italiani che sono giocatori abituali, di cui 2 milioni, un dato molto significativo, sono a rischio patologico e di questi circa 800.000 hanno un problema di dipendenza patologica da gioco.
Delle cifre molto significative che riguardano tutto il Paese. I dati ci dicono che i più esposti sono gli adolescenti che hanno il maggiore rischio di incorrere in queste patologie. Abbiamo dei dati anche per le Marche, l'Osservatorio delle dipendenze patologiche – ha dati anche da questo punto di vista - registra 405 casi di dipendenza da gioco patologico. Questo è il dato fornito dal numero verde regionale attraverso i 727 contatti significativi. Questi dati risalgono a due anni fa, non sono i più aggiornati, ma relativamente aggiornati.
Tutto ciò detto, credo che la proposta di legge che arriva oggi in discussione sia veramente molto utile senza entrare in tutti gli aspetti che hanno già ricordato i due relatori.
L'idea di costruire un sistema integrato, fatto di prevenzione, di cura, di contrasto, ma anche di norme legate ai luoghi sensibili, è la strada giusta e credo che gli articoli 4, 5 e 6 della legge, che individuano le varie competenze tra Regione, Comuni e Asur, siano il modo giusto, multi istituzionale e multi approccio, per affrontare questo problema.
Quello che dobbiamo contrastare, penso che sia un po’ il cuore di quello che sto dicendo, è il modello della liberalizzazione controllata del gioco d'azzardo, che molto spesso è una deregulation. E' vero che esiste il gioco, che esiste il gioco legale, però il rischio è che ci sia una sorta di liberalizzazione, di mancanza di regole. Quindi è giusto inserirle, è giusto individuare la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili, è giusto introdurre delle regole che prevedano delle forme premiali per chi istituisce il marchio no slot, perché gli esercizi commerciali avranno degli svantaggi dal non avere più queste macchinette e perderanno dei clienti, quindi è giusto, se noi riteniamo questa cosa positiva, dare un meccanismo premiale agli esercizi che aiutano la regione Marche a liberarsi da questo problema.
Molto bene le operazioni legate alla giornata dedicata alla lotta al gioco d'azzardo patologico, il piano regionale integrato, anche lo Stato - e qui vengo all'unica nota un po' più critica, un po' più politica, che riguarda un tema che io ogni tanto provo a toccare in Aula che riguarda il rapporto tra Stato e Regioni - è intervenuto negli ultimi anni in modo significativo su questo tema con delle cose positive. Segnalo ad esempio che nella legge di stabilità è stato istituito presso il Ministero un finanziamento di 50 milioni di euro annui per garantire prestazioni di prevenzione, cura e di abilitazione; è aumentato il prelievo erariale sulle slot; sono stati aggiornati i Lea inserendo anche le prestazioni di riabilitazione, prevenzione e cura per chi ha dipendenze da gioco d’azzardo. Ma qual è il problema? Il problema è che lo Stato tende ad avocare a sé la normazione di questo settore, mentre in questi anni gli enti locali hanno cercato di mettere dei paletti.
L’unica nota di riflessione critica che pongo è quella di cercare di capire come le nostre legislazioni regionali e gli interventi degli enti locali da questo punto di vista possano ben conciliarsi con la normativa statale. E' l’unico spunto un po’ più critico, tutto il resto, quindi il 99% di tutto l'impianto che oggi discutiamo è assolutamente positivo. Ovviamente non solo voteremo a favore, ma lo faremo con grande convinzione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Il gioco d’azzardo patologico, Gap, è stato riconosciuto ufficialmente come patologia nel 1980 dall'Associazione degli psichiatri statunitensi. Il Gap può essere definito, così come ha già detto chi mi ha preceduto, una dipendenza.
La ludopatia non è solo un fenomeno sociale, ma una vera e propria malattia.
Il gioco d'azzardo ha assunto dimensioni rilevanti nel nostro Paese e ciò ha portato a riflettere sul rischio che, soprattutto per i soggetti più vulnerabili, possa diventare una dipendenza comportamentale con gravi disagi per la persona, non solo per l'incapacità di controllare il proprio comportamento di gioco, ma anche perchè compromette l'equilibrio familiare, lavorativo e finanziario fino all'indebitamento o all'assoggettamento a tassi usurai per prestiti gestiti dalla criminalità organizzata. La dipendenza dal gioco infatti può condurre a dissesti finanziari, alla compromissione dei rapporti familiari, sociali e professionali, nonché allo sviluppo di gravi dipendenze correlate a droghe o a alcool.
Per ludopatia si intende l'incapacità di resistere all'impulso di gioco, di giocare lecitamente, o d'azzardo, o fare scommesse, ancorché il soggetto che ne è affetto sia consapevole che da questo possono derivare gravi conseguenze sociali ed economiche.
Questa purtroppo è una patologia che rientra nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi, riconosciuta nella classificazione internazionale delle malattie dell'Organizzazione mondiale della sanità, che coinvolge circa il 3% della popolazione adulta, ovvero unmilione e mezzo di italiani, statistica che tende ad aggravarsi in coincidenza dell’acuirsi della crisi e della disoccupazione, perché a cadere nel vizio del gioco sono innanzitutto i giovani e le fasce della popolazione che si trovano in maggiori difficoltà economiche. Questo è certamente un ulteriore elemento di preoccupazione, anche in considerazione dei pesanti costi sociali e sanitari del gioco patologico. Esternalità negative supportate interamente dal sistema socio sanitario e dalle famiglie a causa della mancata previsione di misure fiscali e compensative a carico dell'industria dei giochi nel suo complesso.
Il crescente numero di persone che si rivolge ai servizi socio sanitari per uscire dalla dipendenza del gioco patologico e gli importanti costi sociali connessi hanno indotto a prevedere specifici interventi nell'ambito della programmazione assistenziale.
Già a partire dalla fine degli anni ’90, ma soprattutto negli ultimi anni in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 300 del 2011 e dalla più recente sentenza del 2015 è stata riconosciuta alle Regioni la possibilità di legiferare in materia di regolamentazione delle sale da gioco al fine di tutelare le categorie di persone socialmente a rischio, per la prevenzione della ludopatia e di contrastare i possibili effetti negativi per la salute a livello sociale, tenuto conto dell'enorme diffusione del gioco d'azzardo, anche attraverso campagne di monitoraggio del fenomeno e di sensibilizzazione dei cittadini.
Già altre Regioni italiane sono dotate di una normativa no slot, sono all'incirca 13, e hanno previsto piani sanitari. Innumerevoli sono invece le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione.
Oggi anche le Marche con questa proposta vanno nella stessa direzione delle altre Regioni italiane cioè quella di contrastare e di prevenire le ludopatie e le patologie correlate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Velocemente perché le relazioni del Consigliere Marconi e della Consigliera Leonardi sono state molto esaurienti. Mi piace però, proprio per il lavoro che è stato fatto in Commissione, aggiungere alcune considerazioni.
Innanzitutto sottolineo anch’io il lavoro che è stato svolto in Commissione, noi avevamo quattro testi diversi proprio perché il tema è sentito, ci sono stati degli incontri richiesti dalla base, sollecitati da alcune associazioni di consumatori, anche da alcune associazioni di famiglie che hanno chiesto alla Regione Marche di approvare una legge che in qualche modo integrasse la normativa nazionale, come è stato fatto in altre Regioni.
Da parte di tutti è stato fatto un lavoro in cui si è privilegiato il valore di un testo unico e condiviso, rispetto magari ad alcune sottolineature che ogni parte voleva evidenziare, però, ripeto, è stata volontà comune quella di addivenire ad un messaggio chiaro verso l'esterno, sia verso le associazioni di famiglie e di consumatori che verso le associazioni imprenditoriali che operano in questo settore. C’è stata la volontà di fare arrivare un messaggio chiaro e condiviso. Quindi credo che questo sia positivo e vada assolutamente sottolineato.
E’ chiaro che alcuni passaggi, alcuni articoli di questa legge sono frutto di una lunga discussione, per esempio quello delle distanze. Le distanze da cosa? Da quali altre attività? Quali sono i soggetti maggiormente a rischio?
Come è stato detto noi non possiamo normare il gioco d'azzardo, però possiamo in qualche modo intervenire sulla patologia derivante dal gioco d'azzardo, quindi c'è sembrato giusto intervenire a tutela di quelle categorie maggiormente deboli, i minori e gli anziani, non potendo chiaramente intervenire tout court.
Credo che questo sia un impegno importante, come quello di aver dato una certa autonomia ai Comuni, nel senso che la Regione attraverso questa legge ha dato da una parte una tutela a molti Comuni, soprattutto a quelli più piccoli, che oggi avevano scarse armi per difendersi da un dilagare esponenziale e eccessivo di queste sale da gioco, di questi nuovi giochi d'azzardo, dall'altra lascia loro un margine di autonomia nell'individuare ulteriori luoghi da cui tener lontane questo tipo di attività.
Il discorso che fa il Consigliere Maggi in molte parti può essere condivisibile, ma il discorso, nel dubbio tra evitare certi tipi di attività e favorire, probabilmente per contro, alcune attività illecite, è di larga scala. E' un tema che viene affrontato ogni qualvolta si parla di gioco d’azzardo, anche quando si parla di alcool, di vendita del tabacco, di monopolio dei tabacchi, quando si parla della possibilità o meno di riaprire le “case chiuse”. Ogni volta che c'è un tema che riguarda i vizi del genere umano si apre questo dibattito.
Non è in discussione il gioco, se ne è parlato anche in Commissione, che quando rimane in un ambito accessibile di divertimento è condivisibile, il problema è che l’eccesso di gioco, come ho detto, di alcune categorie deboli può facilmente diventare una patologia.
In questi casi è bene intervenire e la legge fa questo, sia in termini di prevenzione, attivando tutti quei meccanismi, come quelli delle distanze da luoghi sensibili, o la sensibilizzazione del personale che opera all'interno delle attività commerciali, attraverso la divulgazione di depliant che in qualche modo possono rendere consapevoli questi soggetti più deboli nel non esagerare nel gioco d'azzardo, che di cura.
L'ha detto anche il Consigliere Busilacchi, a livello nazionale si è intervenuto attraverso la rivisitazione dei Lea, ma è chiaro che anche la Regione Marche, proprio perché che su di sé ha la responsabilità delle cure sanitarie, dovrà intervenire attraverso i propri dipartimenti per cercare di agevolare la cura laddove purtroppo non si è intervenuti sufficientemente con la prevenzione, perché, come è stato già detto dai colleghi in precedenza, purtroppo sono frequenti i drammi familiari conseguenti alle patologie che spesso colgono i capifamiglia o le persone adulte che hanno la responsabilità economica del nucleo familiare, creando un problema non solo a sè stessi ma anche alle persone di cui sono responsabili.
In conclusione, a parte l’apprezzamento che è stato manifestato, mi auguro che questo lavoro possa essere utile alla comunità marchigiana e a tutti i soggetti. Un contributo per cercare di sostenere, come ho detto, queste situazioni di difficoltà e in qualche modo limitarle per il futuro.
Auspico che non ci sia come paventato, ma non vedo perché debba esserci per l’ennesima volta, un contrasto tra Stato e Regione. E' chiaro che lo Stato dà la normativa generale poi ogni Regione interviene per adeguare ed adattare questa normativa. Questo è stato fatto, quindi mi auguro sinceramente che non ci siano vicende giudiziarie nei prossimi anni, ma che la popolazione marchigiana possa vedere adattata su di sé ed attivata su di sé questa proposta di legge che oggi andiamo a votare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Voglio anch’io esprimere il mio ringraziamento a tutti i colleghi che si sono adoperati in Commissione per arrivare a questa sintesi che certamente non era scontata, una cosa abbastanza laboriosa, ma ha prevalso il senso di responsabilità di tutti noi, soprattutto dei membri della Commissione perché si arrivasse, nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile, ad una sintesi delle proposte che erano state presentate.
Penso che la soluzione del problema passi attraverso l'educazione, l'informazione, anche attraverso quello che la legge dice: il rafforzamento della cultura del gioco consapevole. Ormai la situazione è difficile, il fenomeno è deflagrato, causa anche una crisi economica latente che perdura da troppo tempo e che ha aggredito anche le famiglie, le persone più deboli che hanno cercato, cercano e tentano delle scorciatoie per uscire da quelle che sono le difficoltà quotidiane.
Mi auguro che a questa legge seguano dei provvedimenti applicativi diretti sui territori in modo che possa avere un'efficacia pregnante, puntuale e per certi versi a volte anche coercitiva, impedendo l’apertura di nuove sale.
Su una cosa vorrei fare una considerazione, una cosa positiva, nulla di strano, per quanto viene espresso al comma 4, dell’articolo 5, che recita quanto segue: “I Comuni per le esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica possono disporre limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite gli apparecchi previsti dalla normativa statale prevedendo al riguardo fasce orarie giornaliere fino ad un massimo di 12 ore anche in forma articolata”. Qual è il problema? Secondo me, in questo caso, se la procedura non la si applica in modo organico su tutto il territorio, a tutti i Comuni, avremo dei fenomeni stranissimi. Vi porto un esempio - vicenda che ho seguito attraverso la stampa e attraverso un dibattito su questo tema - quello del Comune di Minerbio, a Bologna, che fa capo ad un distretto di nove Comuni. E' successo che sette Comuni hanno fatto un regolamento in questi termini, stabilendo fasce orarie, addirittura vietando il gioco e l’apertura di queste sale in determinati periodi dell'anno, oppure per manifestazioni specifiche. Cosa si è creato? Si è creata una migrazione incredibile dei giocatori, dei cittadini, verso gli altri Comuni, e lì non c’è nulla da fare. Quindi credo che l’applicazione del comma 4, dell’articolo 5 debba essere fatta in modo particolare. Se a questa legge seguiranno dei regolamenti attuativi, delle modalità applicative da fornire ai Comuni interessati, dovremmo lavorare in questo senso almeno nei distretti. In alcuni distretti mi auguro che i Comuni possano concertare le decisioni per evitare questo fenomeno, in modo tale che si capisca che a monte c’è la volontà forte di prevenire questo fenomeno, di combatterlo tutti insieme, quindi nessuno prenda scorciatoie, favoritismi, perché sarebbe un disastro e si accentuerebbe la voglia di giocare e questa patologia diventerebbe ancora più forte, perché sappiamo tutti come funziona con il proibizionismo, laddove ci sono delle scappatoie: qui proibisco, di là succede l’ambaradan.
Spero che, Consigliere Marconi la plaudo per questa sua sensibilità, in futuro si possa monitorare questo fenomeno. Mi auguro anche che lo faccia la Commissione per capire cosa accade nei territori e come i Comuni nell’ambito dello stesso distretto applicano il comma 4, dell’articolo 5, auspico in modo organico, altrimenti sarebbero guai da questo punto di vista.
Voterò favorevolmente questa legge perché sono convinto che sia un primo passo, forse non è la soluzione di tutto il problema, ma è un primo passo verso quell’informazione e quella affermazione della cultura del gioco responsabile che fino adesso è mancata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Innanzitutto voglio iniziare questo breve intervento ringraziando i proponenti, i Commissari della Commissione, che hanno trattato le quattro proposte che sono state poi unificate, e soprattutto il Presidente Volpini che credo abbia fatto un buon lavoro di coordinamento.
Anch’io ho partecipato ad un paio di sedute, ma sicuramente il merito è di queste persone che ho citato.
Una legge certamente molto sentita. All'inizio del mandato mi sono state segnalate delle situazioni veramente drammatiche, particolari. Ricordo ad esempio la segnalazione di una slot aperta di fronte ad una scuola, questo per tentare ovviamente di coinvolgere i minori, e c’era e c'è ancora una popolazione molto preoccupata. Ricordo anche diverse associazioni culturali che sollecitavano un intervento legislativo su questo tema. Penso che oggi queste persone finalmente troveranno quanto meno una parziale risposta alle loro preoccupazioni.
E' vera la contraddizione che è stata evidenziata, la contraddizione tra Stato e Regioni, dove lo Stato guadagna sul gioco d'azzardo, per cui lo incentiva, purtroppo non è l'unico settore in cui lo Stato guadagna ed incentiva. Penso ad esempio al settore dei tabacchi o dell’alcool.
Questa contraddizione vede dei soggetti che non hanno le stesse armi e la stessa potenza di fuoco. E' chiaro che questa legge non potrà essere la soluzione definitiva a tutti i problemi, però rappresenta, dal mio punto di vista, un valido tentativo di contenimento di questo fenomeno, per cui penso che sia una legge importante, una legge che alle Marche mancava e spero che nel corso degli anni troverà applicazione ed estensione su tutto il territorio regionale, perché anche quello che ha appena detto il Consigliere Celani è condivisibile.
Grazie di nuovo a chi ha fatto questa proposta di legge, grazie a chi ci ha lavorato e convintamente voterò si.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Un brevissimo intervento per ringraziare i Commissari per questo risultato. All’inizio, l'ha detto il Consigliere Celani, non era scontato che si arrivasse alla definizione di un testo unico, c’erano quattro proposte, però quando c'è consapevolezza, condivisione delle finalità e degli obiettivi da raggiungere, nulla diventa scontato ed anche le divisioni possono essere superate.
In questi mesi non tutto è stato rose e fiori, sono stati mesi di audizioni, di approfondimenti, di riflessione, qualche volta di contrapposizione, qualche volta pure di scontro, però quando c’è la volontà di stare insieme, la volontà di dotare la nostra comunità di uno strumento legislativo utile ed efficace, i risultati si ottengono.
Oltre che i Commissari, i relatori di maggioranza e di minoranza, credo che sia opportuno ringraziare in questa sede tutto l’apparato tecnico che ci ha supportato, ma anche sopportato in questa lunga discussione. Questi risultati si ottengono anche quando si realizzano queste sinergie con chi sul campo dal punto di vista tecnico ci assiste.
Penso che sia stata scritta una bella pagina politico amministrativa di questa Regione, sia per il contenuto della proposta ma anche per la modalità con cui questo risultato è stato ottenuto.
Nel merito, lo avete fatto tutti, voglio sottolineare soltanto un aspetto che riguarda quello delle risorse. Troppo spesso facciamo mozioni, magari leggi che poi rimangono lettera morta perché non ci sono le coperture finanziarie, il fatto di aver voluto mettere, da parte di tutti, sia dei relatori di maggioranza e di minoranza e di tutti i Commissari, risorse ancor prima della legge nazionale, credo che sia l’espressione di una volontà comune di raggiungere un risultato per la nostra comunità.
Invito tutti a votare convintamente questa proposta di cui penso la nostra comunità marchigiana ci ringrazierà soprattutto per le problematiche così importanti e complicate che tratta. Quindi grazie a tutti.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Ringrazio i colleghi della IV Commissione, in particolar modo il Presidente Volpini, la Segretaria Giannetti e tutti quelli che hanno lavorato a questo testo unificato che, come ha fatto presente qualcuno prima, non è stato un lavoro semplice, un lavoro che si è protratto per un anno, un lavoro che hai visto molti stakeholder venire in audizione, presentare le loro proposte, i loro suggerimenti, un lavoro che ha visto anche la collaborazione con il Laboratorio regionale di ascolto delle Associazioni no slot, zero slot e anche l’intervento e suggerimenti di esperti del settore.
Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato alla stesura di questo testo, alcuni purtroppo non sono riusciti ad aver visione del testo definitivo, quindi sono rimasti con i precedenti articolati, però anche stamattina, lavorando con la IV Commissione, che ringrazio per aver accettato la richiesta di convocazione urgente, abbiamo trovato un accordo su ulteriori punti e spunti da inserire nella proposta di legge che è stata modificata tantissime volte, proprio perché c'era la volontà di arrivare a un testo il più efficace, il più efficiente possibile nella lotta al contrasto del gioco d'azzardo patologico.
Naturalmente noi del Movimento 5 Stelle siamo da tempo attenti a questi temi sociali che devastano le persone più sensibili, le persone più disagiate e abbiamo fatto numerose iniziative sia a livello nazionale che sul territorio.
Il nostro impegno come Movimento 5 Stelle della Regione Marche non è solo quello di arrivare a questa proposta di legge che è solo un primo step, noi vorremo impegnarci per predisporre anche una proposta di regolamento attraverso i nostri Consiglieri comunali per ciascun Comune, dove non è previsto, per insistere nella lotta contro il gioco illecito che purtroppo nella regione Marche sta dilagando in maniera esponenziale.
Ho presentato degli emendamenti, alcuni naturalmente non sono stati accolti da tutti, mi spiace per il Consigliere Micucci con il quale stamattina ho avuto uno dei tanti battibecchi, purtroppo però ho questa natura meticolosa e finché non riesco ad ottenere quello per cui sono stata eletta insisto, ritengo che questo sia mio dovere, lo so sono sfiancante però mi hanno eletto apposta per questo.
Ho presentato una serie di emendamenti. Il primo all’articolo 1 lo ritiro perché giustamente, come mi hanno fatto osservare in Commissione, è pleonastico, quindi non ritengo serva inserirlo. Poi c’è un sub sub emendamento del Consigliere Marconi al mio emendamento all'articolo 5 che non condivido, però visto che siamo qui a votare una legge in maniera unitaria, l'accetto volentieri.
L’altro emendamento che non ha trovato il consenso unanime della IV Commissione è quello che riguarda il comma 2, dell'articolo 5 per inserire tra le zone di rispetto anche le strutture residenziali per anziani, per soggetti con disabilità psico-fisica e per la salute mentale.
C'è l'emendamento all'articolo 7 sul divieto di pubblicità che ho presentato in maniera zelante, però, visto che il Consigliere Marconi ha ottemperato alla richiesta che era stata fatta dalla Commissione, lo ritiro perché va benissimo l’emendamento da lui presentato.
L'emendamento all'articolo 9 prevede l'inserimento della Consulta per le politiche di contrasto alle dipendenze patologiche di cui alla legge regionale n. 32 del 2014 e credo abbia trovato ampia condivisione della Commissione.
Infine un emendamento sulle sanzioni amministrative. Perché? Perché ho voluto modificare l’importo delle sanzioni? Perché rispetto al principio dell'articolo 16 della legge 689/1981, sono previsti dei pagamenti in misura ridotta ed è ammesso il pagamento di una somma ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa. Per questo ho voluto semplificare un po' la norma ed ho voluto anche specificare i soggetti che hanno potere di accertamento, di erogare le sanzioni e soprattutto di prevedere la confisca, eliminando la parte relativa all'apparecchio da gioco, perché, come ci è stato spiegato e come ho spiegato stamattina ai membri della Commissione, il più delle volte l’apparecchio è affittato, quindi non si va a colpire il gestore che eventualmente trasgredisce alla presente legge, per questo ho presentato l'ultimo emendamento che spero venga approvato, malgrado alcune reticenze. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Visto che la Consigliera Pergolesi ha passato in esame tutti gli emendamenti risparmiando economia e tempo al Consiglio, do anch’io una versione per quanto riguarda il parere che poi diventa il parere di maggioranza su questo punto.
Se ho ben capito l'emendamento 1/1 è ritirato.
Il sub emendamento 5/1/1/1 è quanto abbiamo concordato, cioè i titolari rimangono i Comuni singoli e associati anche attraverso gli ambiti territoriali sociali, l’ho fatto sostanzialmente in accordo.
Sull'emendamento 5/2 siamo contrari perché questi tipi di strutture sono già state prese in considerazione dalla Commissione, ma si è detto che devono rientrare più direttamente nelle competenze dei singoli Comuni.
L'emendamento 7/1 se ho ben capito è ritirato, ma vorrei tranquillizzare in questo senso anche la Consigliera Pergolesi perché il mio, il 7/2, facendo riferimento alla relativa apertura ed all’esercizio dell’attività di gioco prevede una forma abbastanza limitante della pubblicità e dovrebbe evitarci di dover sanzionare, come ho detto prima, le televisioni che diventerebbe per gli uffici e per noi una cosa allucinante.
Propongo l'accoglimento dell'emendamento 9/1 perché in effetti aggiunge una consultazione, che mi sembra dovuta, all'approvazione del piano regionale integrato.
Sul sub emendamento 14/1/1, quello che modifica le sanzioni amministrative, do parere favorevole con un'attenzione, Presidente e dott.ssa Zampa, relativamente al coordinamento tecnico perchè questo è un articolo molto tecnico, abbiamo visto questa proposta solo stamattina, in linea di principio togliere la confisca o fare l’arrotondamento delle cifre non comporta un grande problema, però non c’è stato il tempo per approfondirlo, quindi diciamo di approvarlo, ma con la dovuta attenzione.
L’ultimo emendamento del Consigliere Giacinti riguarda 1,2 milioni di euro e quindi finiamo in bellezza.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1
Emendamento 1/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Ritirato.

Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5
Sub emendamento 5/1/1/1 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sub emendamento 5/1/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.

Emendamento 5/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.

Emendamento 5/2 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 5, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7
Emendamento 7/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Ritirato.

Emendamento 7/2 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9.
Emendamento 9/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14.
Sub emendamento 14/1/1 (sostitutivo dell'articolo 14) a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 14/1 a firma del Consigliere Pergolesi. Decaduto. Di fatto è stato approvato l’intero articolo 14.

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 16. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 17. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento di coordinamento tecnico 1 a firma della I Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Testo unificato delle proposte di legge nn. 33, 45, 58, 59, così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 151
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi
“Modifiche al Piano regionale di gestione dei rifiuti”

Mozione n. 180
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia, Marcozzi, Leonardi, Carloni, Celani
“Rispetto delle disposizioni contenute nella mozione approvata in data 1 dicembre 2015, concernente contrarietà alla realizzazione nel territorio marchigiano di inceneritori”

Interrogazione n. 298
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Ubicazione nuovi inceneritori nel territorio della Regione Marche”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 151 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi, la mozione n. 180 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia, Marcozzi, Leonardi, Carloni, Celani e l’interrogazione n. 298 del Consigliere Bisonni, abbinate.
Ha la parola, per l'illustrazione della proposta di risoluzione, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Prima di partire con l’illustrazione della risoluzione, vorrei innanzitutto ringraziare tutti i componenti della III Commissione, di tutte le forze politiche, perché in questi mesi tutti insieme abbiamo fatto un lavoro di confronto serrato. Voglio ringraziare anche l’Assessore Sciapichetti che, come sempre, si è dimostrato molto disponibile a lavorare insieme alla Commissione, ed il Servizio che ci ha organizzato un incontro nel quale c'è stato spiegato come stanno le cose e quello che prevede il Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Non è la prima volta che in Consiglio regionale affrontiamo questo tema, al di là delle mozioni che oggi sono all’ordine del giorno.
Questo Consiglio si è già espresso diverse volte sul tema dei rifiuti, in particolare voglio ricordare la mozione n. 48 che è stata votata nel 2015 con la quale il Consiglio impegnava la Giunta regionale ad esprimere parere negativo in sede di Conferenza Stato-Regioni alla realizzazione di un termovalorizzatore/inceneritore nel nostro territorio.
Abbiamo poi trattato, portato dalla II Commissione, il Piano dell’economia circolare, mi riferisco a gennaio 2016, e su questo abbiamo approvato la risoluzione n. 11 con la quale ci siamo espressi affinché venisse superato il tema della termovalorizzazione e venisse data più forza a livello europeo al tema del recupero, del riuso e della riduzione dei consumi.
Poi abbiamo votato un'ulteriore risoluzione, la n. 18 dell’aprile 2016, con la quale ribadivamo la nostra contrarietà all’insediamento di un inceneritore nel nostro territorio ed il sostegno al Piano dell’economia circolare, auspicando una serie di iniziative finalizzate presso l’Unione europea.
L’ultimo atto che abbiamo votato è la mozione n. 192 del novembre 2016 che prevedeva la possibilità di fare ricorso al Tar per la non applicazione delle procedure di Vas, ricorso che poi l’Assessore, quindi la Giunta, ha fatto sulla base delle indicazioni pervenute dal Consiglio regionale.
Questa risoluzione ripercorrere la storia. La Regione si è dotata già nel 2009 di una legge regionale, la n. 24 del 2009, che disciplina la materia in tema di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati e prevede il conseguimento di una gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno delle Ato, gli Ambiti territoriali ottimali, che nelle Marche coincidono con le Province. Questa legge regionale all’articolo 10 prevede la realizzazione di Piani d’ambito, questo è importante, già nella legge 24 del 2009 si diceva che le varie Ato dovevano fare i Piani d’ambito.
Atto molto importante quello dell’aprile 2015, quindi della precedente legislatura, concernente il Piano regionale di gestione dei rifiuti, quindi la Regione si è dotata di un Piano dei rifiuti che prevedeva che le varie Ato facessero il Piano d’ambito entro un anno dall’approvazione dell’atto, quindi entro aprile 2016.
Innanzitutto questa risoluzione fa la cronistoria del percorso fatto nell'ultimo anno e mezzo sia in Commissione che in Consiglio ed il dispositivo si concentra in particolar modo su nove punti.
Il primo punto della risoluzione ribadisce la netta contrarietà del Consiglio regionale, quindi della Regione, all’insediamento di un impianto di termovalorizzazione all’interno del nostro territorio, anche alla luce del fatto che questo andrebbe in contrasto con il Piano di gestione dei rifiuti approvato nell’aprile 2015.
Il secondo punto della risoluzione ribadisce che è importante presentare presso il Ministero dell’ambiente la richiesta di aggiornamento rispetto al fabbisogno residuo entro il 30 giugno di ogni anno. Questo è un aspetto rilevante ed ovviamente è importante che noi presentiamo questi dati al Ministero e che diamo il via ad una serie di azioni, ad una serie di investimenti, in maniera tale da dimostrare che il fabbisogno residuo viene ridotto anno per anno alla luce dell’applicazione dei Piani d’ambito.
Il terzo punto di questa risoluzione è un indirizzo, la Regione deve svolgere un ruolo di supporto, un ruolo attivo rispetto alle politiche che le varie Ata dovranno realizzare. Obiettivi strategici legati alla riduzione della produzione dei rifiuti anche e mediante il Programma regionale di prevenzione. Cosa rilevante, la nostra regione nel Piano di gestione dei rifiuti si è dotata anche di un Piano regionale di prevenzione ed è uno dei punti emersi nelle Commissioni, quindi ha già un piano che prevede di ridurre i consumi ed il materiale che deve essere portato in discarica.
Il quarto punto è attivare azioni volte al conseguimento degli obiettivi del Piano promuovendo innanzitutto azioni di coordinamento della pianificazione d’ambito e la realizzazione di un sistema su scala regionale che sappia cogliere appieno le potenzialità di ottimizzazione gestionale. I Piani d’ambito devono essere fatti a livello di ambito provinciale, però il nostro Piano prevede anche la possibilità che su alcuni aspetti ci sia una integrazione dei Piani d’ambito, questo per poter consentire una serie di investimenti sostenibili, tutti nell’ottica della riduzione della qualità del materiale che va in discarica e che potenzialmente potrebbe essere utilizzato ed essere mandato poi in un eventuale termovalorizzatore, quindi inceneritore. Prima gli ambiti fanno i loro Piani d’ambito, prima facciamo investimenti e prima andiamo a ridurre l’eventuale fabbisogno del recupero di energia.
Il sesto punto della risoluzione promuove una serie di impianti tecnologicamente avanzati finalizzati a privilegiare il recupero di materie. Questo è un concetto che avevamo già visto nelle precedenti mozioni o risoluzioni, è un concetto importante in quanto il nostro Piano prevede tre scenari, lo scenario iniziale, quello del recupero di materia e il Css. Noi con questa risoluzione andiamo a dare un indirizzo alle varie Ata chiedendo che si concentrino soprattutto sullo scenario di recupero di materia, in quanto riteniamo che sia la scelta principale che le varie Ata debbono fare.
Il settimo punto probabilmente è il più importante, svolgere un ruolo di coordinamento e di verifica delle funzioni esercitate a livello locale dalla Ata mediante il ricorso al commissariamento in caso di mancata adozione dei Piani d’ambito. Questo è un aspetto che avevamo già condiviso con la Giunta, con l’Assessore in particolare. Non possiamo permetterci di aspettare un altro anno prima che le varie Ata facciano i loro Piani d’ambito. Aspettare un altro anno, lo dico, ma lo sappiamo tutti, vuol dire dimostrare al Ministero che la Regione non è in grado, quindi i nostri territori non sono in grado, di fare i Piani d’ambito. Occorre dimostrare che non c'è convenienza economica ad installare nel nostro territorio un termovalorizzatore da 190 mila tonnellate, previsto dal Dpcm dell’agosto 2016, perché possiamo ridurre notevolmente questa quantità, ma questo è possibile solamente se i vari Ambiti cominciano a fare realmente gli investimenti e quindi a pianificare. Questo è un aspetto molto importante anche perché è una presa di posizione assunta dall’intero Consiglio regionale nei confronti delle varie Ata.
Altro aspetto importante è il punto 8. Noi oggi abbiamo previsto nel Piano di gestione dei rifiuti il raggiungimento, entro l'anno 2020, dell’obiettivo del 72%, sicuramente un obiettivo ambizioso, a tutt’oggi siamo circa al 65%, però abbiamo verificato in Commissione cosa succederebbe nel caso in cui questo obiettivo non fosse del 72%, ma del 75%. Questo ci potrebbe aiutare ulteriormente, quindi una delle indicazioni del Consiglio è quella di capire se alcuni territori, magari non tutti a livello regionale, ma quelli che sono più avanti, possono permettersi di non fermarsi al 72% ma di raggiungere il 75. Potrebbe essere un altro strumento, un’altra modalità che ci consentirebbe di allontanarci da quelle fatidiche 190 mila tonnellate.
Infine il nono ed ultimo punto è quello di riconoscere nei bandi regionali di finanziamento rivolti ai Comuni nei vari settori un sistema premiale sulla base di quelle che sono le percentuali di raccolta differenziata. Questo mi sembra un aspetto importante che chiediamo alla Giunta di recepire. Ad esempio prevedere nei bandi un punteggio premiale in base a quella che è la quantità di raccolta differenziata che il Comune ha. Potrebbe essere uno stimolo per i Comuni, per poter accedere ai finanziamenti che la Regione mette a disposizione anche sulla base della quantità di raccolta differenziata che viene fatta all’interno del Comune.
Una risoluzione abbastanza articolata, a mio avviso abbiamo fatto di tutto per fare in modo che questa sia una risoluzione condivisa, mi auguro che ci possa essere un voto unitario del Consiglio perché sicuramente la forza può essere maggiore rispetto ad un voto di parte. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Questa risoluzione chiaramente è stata lungamente dibattuta, abbiamo limato anche le virgole. Ringrazio il Consigliere Biancani ed i Commissari della III Commissione per avermi sopportato nelle lunghe sedute in cui abbiamo discusso di tutti i rifiuti; ringrazio anche per la disponibilità gli uffici per i dati che ci hanno fornito e per il supporto tecnico che ci hanno dato nelle lunghe discussioni.
Questo per noi è il punto di partenza, è il minimo comune denominatore che ci consente poi di costruire il resto che non è inserito in questa risoluzione che ha dei contenuti importanti e quindi noi la appoggiamo.
La mozione che avevamo presentato viene così assorbita per tre punti su quattro, il quarto punto, che è quello della modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti, lo riproporremo prossimamente perché ci sono molti aspetti che questa risoluzione non potendo essere esaustiva non ha toccato, però gli elementi di novità e i passi avanti che vengono fatti verso la realizzazione del nostro programma nel campo dei rifiuti sono bene accolti, quindi ritengo che sia un documento importante per proseguire il cammino che questo Consiglio ha intrapreso da diversi mesi.
Voglio partire con alcuni riferimenti al fatto che ci stiamo inserendo in una normativa, in un indirizzo europeo, addirittura l’Europa ci chiede di minimizzare il ricorso alla discarica, ci chiede di aumentare la prevenzione nella produzione dei rifiuti, di avviarci verso l’economia circolare e noi, piano piano ci stiamo, forse troppo lentamente, avvicinando a questo concetto.
Ricordo che la mozione 48, che è stata approvata ormai molti mesi fa, dovuta al fatto che noi ritirammo la 35 ed emendammo l’articolato della mozione, era condivisa. La mozione ci interessava perché puntava l’attenzione sul recupero di materia, lo scenario recupero di materia a discapito del recupero per la produzione di Css e per l’opposizione alla realizzazione del termovalorizzatore.
In II Commissione abbiamo proposto alcune risoluzioni sull’economia circolare, ho anche proposto il testo, poi ripreso ed approvato all’unanimità in II Commissione, della risoluzione n. 11 con cui ci opponevamo oltre che alla termovalorizzazione anche ad ogni forma di combustione dei rifiuti e di prodotti a loro assimilabili (combustibile solido secondario - Css), quindi messo nero su bianco la nostra contrarietà. Ringrazio per il lavoro fatto a suo tempo e per aver accolto questa impostazione, il Consigliere Traversini e la II Commissione di cui faccio parte.
Anche la risoluzione 18, che ricordava il Consigliere Biancani, riporta due punti molto interessanti, sono: la contrarietà all'inceneritore nel nostro territorio, il sostegno al Piano di azione per l’economia circolare e l'auspicio di iniziative presso l’Unione europea finalizzate al superamento delle tecniche di termovalorizzazione. Quindi la strada da intraprendere è ben chiara.
La nostra mozione n. 192 è stata approvata ed ha portato al ricorso al Tar da parte della Regione Marche, percorso condiviso.
In questo momento voglio porre l’attenzione sul contenuto del Dpcm del 10 agosto che ci impone a livello statale l’inceneritore, perché? Perché fa riferimento alle quantità individuate come fabbisogno di incenerimento, queste famose 190 mila tonnellate all’anno provengono - dice il decreto - per oltre 50 mila tonnellate all’anno da scarti della raccolta di rifiuti urbani differenziati, quindi bisogna assolutamente incrementare la qualità della raccolta differenziata per erodere queste 50 mila tonnellate annue, e per oltre 140 mila tonnellate annue da rifiuti e combustibili da rifiuti prodotti dagli impianti preliminari Fs e Css, ecco che l’impiantistica va spinta verso il recupero di materia, come la risoluzione e la nostra mozione richiedono.
Prosciugando queste due voci saremmo in grado, come chiedeva la nostra mozione, poi assorbita dalla risoluzione che voteremo, di presentare entro giugno prossimo al Ministero un bel rapportino che dice: “Non ci serve più l’inceneritore perché stiamo agendo velocemente per la risoluzione dei problemi”.
Voglio rimarcare velocemente le note positive del dispositivo di questa risoluzione perché noi, oltre alla contrarietà alla termovalorizzazione da portare in tutti i tavoli possibili, ed alla presentazione dell’aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di incenerimento dei rifiuti, che vorremmo azzerare entro giugno prossimo per non vederci imporre l’inceneritore, chiediamo anche la riduzione della produzione di rifiuti, quindi dobbiamo aprire un discorso con tutta la catena produttiva per quanto di nostra competenza regionale, per evitare che vengano prodotti i rifiuti, quindi minimizzare gli imballaggi, smettere di fare prodotti compositi e rendere facilmente riusabili, recuperabili e disassemblabili i materiali.
Chiediamo anche che sia implementata la raccolta porta a porta e che si giunga alla pratica della tariffazione puntuale.
Questi sono due concetti fondamentali che ci aiuteranno a gestire al meglio tutta la gestione dei rifiuti con minori costi e minori impatti ambientali.
Facciamo poi pressione sulle Ata. A livello regionale vorremmo vedere le bozze che le Ata producono per poter valutare e verificare gli indirizzi regionali tendenti all’adozione di percorsi tecnico-gestionali che valorizzino tutte le opportunità di recupero di materia. Ecco l’impegno che chiediamo alle nostre Province, alle nostre Ata di tutte le Marche.
Al punto 7 ipotizziamo un eventuale commissariamento delle Ata in caso di mancata adozione dei Piani d’ambito, quindi stiamo un po’ con il fiato sul collo perché vogliamo che ci sia una svolta nella gestione dei rifiuti a livello marchigiano.
Infine il sistema premiale in favore delle amministrazioni che hanno raggiunto maggiori livelli di raccolta differenziata, è una cosa per stimolare effettivamente tutti i Comuni ad andare verso questa situazione.
Come punto di partenza ci riteniamo soddisfatti per le cose che abbiamo messo, faticosamente e lungamente discusse, nero su bianco in questa risoluzione e ci vedremo prossimamente con delle nuove mozioni perché per noi il cammino non si ferma qui, vogliamo arrivare ad una economia circolare e vogliamo avvicinarci il più possibile e velocemente alla strategia “rifiuti zero”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che l’Aula stia trattando un argomento molto importante, una discussione che affronta un problema del territorio, un territorio che qualche mese fa non doveva avere più voce in capitolo rispetto al contesto nazionale. Grazie al popolo si è verificato il contrario, perciò l’aspetto di questa risoluzione è senz’altro positivo perché il territorio avrebbe potuto vedere calare dall’alto un provvedimento del Governo.
Va anche dato atto che le mozioni presentate in questo Consiglio hanno fatto discutere in termini positivi il gruppo di maggioranza di quest’Aula, il Partito Democratico, perciò il binomio referendum e mozioni presentate ha fatto sì che oggi si discuta di un aspetto molto importante.
Anche noi che abbiamo presentato la mozione siamo estremamente contenti per questo “maledetto” inceneritore e credo che questo problema vada verso la soluzione.
Per me l’aspetto politico è importante, non tanto l’aspetto tecnico, perché al primo punto questa risoluzione impegna la Giunta a bussare con i piedi al Palazzo del Presidente del Consiglio, non più a pietire, ma a chiedere quello la comunità marchigiana vuole, non vuole l’inceneritore e credo che questo sia l’argomento più importante di questa risoluzione.
Penso che oggi, dopo l'approvazione di questa risoluzione a cui voteremo a favore, il Presidente di questo esecutivo non potrà che ostacolare al 120% questo inceneritore. Ha un mandato politico forte, di tutta l’Aula e penso che con tutta la sua voce debba farsi ascoltare per far ritirare quel provvedimento che coinvolge la nostra comunità così martoriata direttamente ed indirettamente anche da un evento drammatico che ha colpito la regione Marche. Ci sia una voce che va contro la costruzione di quell’inceneritore che creerebbe un danno in più al territorio.
Credo che in questa risoluzione ci siano aspetti positivi e noi della Lega Nord siamo perfettamente d’accordo anche con gli altri firmatari della mozione presentata, cioè con i componenti dei gruppi Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ritengo che questo sia un aspetto importante.
Chiudo ringraziando il Presidente, in questo momento sia l’Assessore che il Presidente della Giunta hanno un buon lavoro da fare per fermare quel mostro in quella zona.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Premesso che sulla risoluzione sposo al 100% l’intervento del Consigliere Biancani, quindi non entro in tutti i passaggi, però mi piacerebbe sottolineare un aspetto che abbiamo sottoscritto.
Faccio un breve escursus storico. Diversi anni fa i Sindaci venivano trattati non benissimo, erano considerati un po’ il danno della politica, poi piano piano la loro figura è stata rivalutata ed oggi con il terremoto sono i salvatori della patria.
C’è stato poi il tempo delle Province, tutti d’accordo ad eliminare le Province, i Presidenti delle Province tutti delinquenti, ma sull’onda del referendum e dopo la neve abbiamo iniziato la causa di beatificazione dei Presidenti delle Province, non vorrei vivere il passaggio nel quale i Consiglieri regionali saranno dei delinquenti ai quali verrà negata la causa di beatificazione, ma mi piacerebbe che ognuno si prendesse le proprie responsabilità.
Su questa vicenda dell’inceneritore non so quante volte abbiamo detto di essere contrari, però se parliamo di inceneritore sembra che le colpe siano della Regione che non fa abbastanza, che deve protestare, che deve fare la raccolta differenziata.
Vorrei sottolineare l’aspetto che ho detto: “E' bene che ognuno si prenda le proprie responsabilità, e qui dentro dobbiamo sapere quali sono le responsabilità di ognuno”.
Nella discussione di questi mesi abbiamo verificato che, per esempio, molte Ata, se non tutte, non hanno preso in considerazione il Piano dei rifiuti e di questi organismi per lo più ne fanno parte i Sindaci.
Ho valutato le tabelle riferite all’anno 2015 della raccolta differenziata, molti Comuni e molte Province stanno sotto la media che indichiamo, a parte la Provincia di Macerata che è al 74,35%, le altre ballano tra il 65, il 60% e addirittura qualcuna sta al 57%. Però la Provincia di Macerata, come premio, mi dispiace che il Consigliere Zura Puntaroni sia uscito, ha le sedi potenziali di questo inceneritore, cioè Castelraimondo e Tolentino. E' “simpatica” questa vicenda.
Detto questo, in particolare in Commissione ho spinto, e poi ho trovato l’unanimità, per aggiungere il nono punto, quello delle risorse, perché nella mia breve carriera di amministratore locale a Civitanova ho verificato che fino ad un certo punto per la raccolta differenziata c’è un movimento popolare, l’ambientalismo, la salute, una serie di spinte per cui fino ad un livello medio ci si arriva quasi spontaneamente nel giro di pochi mesi, poi fare l’1% in più diventa un dramma. Allora occorre premiare quei Comuni che si attivano in qualche modo, a costo di sacrifici, a costo di prendersi gli insulti dai cittadini (l’umido passa una volta a settimana, la plastica passa una volta e non si sa quando). E' un sistema che mette a dura prova gli amministratori ed anche i cittadini, quindi credo che per questo sacrificio la Regione nell’ottica di fare dei passi avanti possa svolgere questo ruolo, come le amministrazioni comunali debbono dotarsi di sanzioni e punire quei cittadini che non rispettano le regole per raggiungere piano piano le percentuali di cui parlavamo prima. Quindi mi appello alla Giunta per far sì che questo punto venga applicato. I Comuni virtuosi, che a costo di sacrifici alzano il livello di raccolta differenziata, che poi viene messo a fattor comune ed è un vantaggio per tutti Comuni della regione, devono avere dei vantaggi laddove la Regione può. Penso in particolare ai bandi che la Regione fa nei diversi settori che riguardano i Comuni, dalla cultura, all’ambiente, all’edilizia popolare, ogni settore ha diversi bandi. Credo che sia importante che nei punteggi venga dato un riconoscimento anche a questo aspetto sennò il rischio è che di tante discussioni che stiamo facendo si vada in chiacchiere e che di concreto non ci sia niente.
Sulla poesia ci stiamo tutti, credo, è ora di fare anche un po’ di sana prosa. Quando gli amministratori locali vedranno che i contributi vengono persi perché la raccolta differenziata non viene fatta in maniera corretta e non viene spinta, forse si ravvederanno sul loro operato e forse incentiveranno queste operazioni perché, ripeto, vedere dei capoluoghi di provincia che non raggiungono il 60% non è una bella immagine e cominciare a battere anche sul tema dei soldi può far svegliare diversi amministratori ed a quel punto, quando si dirà no all’inceneritore, potremmo dire ai vari Comuni: “L’inceneritore come Regione non lo voglio, non lo faccio fare, ma voi Comuni dovete fare la vostra parte”. E' facile scaricare le responsabilità sulla Regione o sul Governo nazionale che mette l’inceneritore, ma alcune amministrazioni non fanno sufficientemente la loro parte per contribuire ad arrivare a quel livello minimale di cui ha parlato il Consigliere Fabbri.
Mi premeva sottolineare questo aspetto tra i tanti che condivido appieno, quindi bene ha fatto la Commissione ed il Presidente ad operare questa sintesi. Sono certo che l’Assessore Sciapichetti sia sensibile a questi temi, anzi è stato uno dei promotori, è venuto spesso in Commissione a cercare insieme a noi una sintesi, quindi questi punti verranno adeguatamente trattati e sviluppati dalla Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Farò un intervento leggermente contro corrente nonostante abbia firmato la risoluzione. L’ho firmata condividendo convintamente quello che c’è scritto perchè l'abbiamo concordato, abbiamo addirittura limato le parole in più passaggi, quindi è una risoluzione abbastanza sofferta e condivisa. Però voglio dire delle cose che penso sia giusto dire.
Questa risoluzione, che non è una legge, rappresenta un impegno politico, l’ennesimo impegno politico su questo tema da parte della Regione Marche.
Ricordo già diverse mozioni e risoluzioni che sono state votate tutte in questo senso e quello che andiamo a dire tutto sommato non fa altro che ripetere per l’ennesima volta quello che a più riprese è stato detto in quest’Aula. Però voglio sottolineare a tutti una cosa, questa risoluzione non impedirà l’inceneritore nelle Marche, siamo chiari con i cittadini, perché c’è una legge nazionale che dice una cosa ben precisa, che l’inceneritore nelle Marche “sa da fare”. Questa risoluzione non ha il potere di modificare quella legge, pertanto fintanto che la norma rimane così com’è l’inceneritore nelle Marche “sa da fare”.
Purtroppo non basteranno le nostre buone intenzioni e mi dispiace smentire il Consigliere Fabbri quando auspica che a giugno saremo in grado di dare chissà quali dati. A parte che giugno è arrivato perché mancano pochi mesi, ma i dati non si migliorano con le buone intenzioni né con le magie, occorre l’impiantistica per passare dal 65 al 75% o iniziare a percorrere quella strada, senza gli investimenti necessari questo percorso rimane “chiacchiere”, rimangono solo delle buone intenzioni.
Faccio una domanda all’Assessore: dove sono i milioni di euro necessari per l’impiantistica che serve per far fare il salto di qualità alla Regione Marche e passare dal 65 al 75%? Non ci sono! Per cui, caro Consigliere Fabbri, nonostante le nostre buone intenzioni a giugno non faremo altro che ridare più o meno gli stessi dati che abbiamo già fornito al Ministero. Pertanto non avendo dati nuovi da fornire, se non qualche piccola variazione, non so se staremo sull’ordine di 1 o 2 punti percentuali, addirittura sui decimali ed il Ministero sarà “legittimato” a proseguire nel suo percorso distruttivo - dico io - di porre l’inceneritore nelle Marche.
Ribadisco la mia proposta: fra qualche tempo arriverà il momento opportuno affinché la Regione Marche si faccia promotrice di un'azione concreta per bloccare quella legge. Ho già fatto questa proposta, non si è voluto intraprendere quel percorso, adesso sto proponendo - non perché sia convinto che sia la strada migliore, so benissimo che è difficilissima, ma purtroppo non vedo alternative e invito chiunque, qualsiasi Consigliere, se ha una soluzione migliore a metterla nel piatto - che la Regione Marche si faccia promotrice di un referendum per l’abrogazione di questa legge, arriverà fra qualche mese, al momento opportuno. Ripeto, se qualcuno ha una idea migliore, ben venga, sono aperto a tutte le soluzioni, però di fatto non prendiamoci in giro.ù
Ho firmato anch’io questa risoluzione e adesso dirò il perché, però non prendiamo in giro i marchigiani perché questa risoluzione non cambia la legge e pertanto l’inceneritore nelle Marche, anche se oggi votiamo questa risoluzione, sarà fatto. I soldi per l’impiantistica non ci sono e i miracoli non credo che l’Assessore Sciapichetti sia abilitato o capace di farli.
Perché ho votato convintamente questa risoluzione? Perché nonostante sia l’ennesima volta che diciamo queste cose introduce alcuni punti importanti. Il primo è quello della promozione della tariffa puntuale, questo è un punto molto rilevante anche perché dobbiamo prendere atto, e qui devo correggere, scusandomi, il Consigliere Micucci che ha parlato del ruolo dei Sindaci e dei Comuni, che i Sindaci hanno un ruolo importante, ma la raccolta differenziata non la fa né il Comune, né il Presidente della Provincia, né i Sindaci, la raccolta differenziata la fanno i cittadini e i cittadini la fanno non senza sacrifici, ma la fanno con sacrifici, la fanno volentieri perché sanno e condividono l’importanza, ma la fanno con sacrifici, perché è un sacrificio fare dentro la propria abitazione la raccolta differenziata puntuale e precisa e questi cittadini prima o poi si stancheranno se non vedranno risultati. Questo non lo dice il Consigliere Bisonni, basta guardare le statistiche in Europa per vedere che se non scatta l’incentivo per chi differenzia la plastica, la carta, se il cittadino non vede abbassarsi la tassa sull’immondizia, ad un certo punto dice: “Visto che le tasse aumentano e visto che la raccolta differenziata la faccio io a casa mia, fatevela da soli!” e si ritorna ad abbassare quelle percentuali.
Noi vogliamo evitare questo, siamo arrivati al punto in cui è di fondamentale importanza incentivare il cittadino a proseguire con la sua opera di raccolta differenziata, come? Facendo pagare solo l’indifferenziata, quindi faccio la carta, faccio la plastica, faccio il vetro, non devo pagare quello che differenzio, che diventa risorsa preziosa per chi la ritira, che poi la rivende, ma pago solo quello che non differenzio. Allora con questo meccanismo si riesce ad arrivare a 5, 6, 7, anche 10 punti in percentuale in più rispetto ai livelli finora raggiunti, quindi è importantissimo.
Altra cosa importante scritta nella risoluzione è il discorso dei Piani d’ambito. Ho lottato in Commissione per aggiungere una parolina, prima c’era scritto “promuovendo innanzitutto il coordinamento e la pianificazione dei Piani d’ambito, anche con riferimento al trattamento dei rifiuti”, io ho fatto aggiungere una parolina, “differenziati”, una parolina molto importante perché significa che non sarà possibile, secondo quello che sta scritto qui, fare dei Piani d’ambito che prevedono impianti di scambio per i rifiuti non differenziati, quindi fare una discarica in una Provincia e il rifiuto indifferenziato in un'altra, tanto per essere chiari. Invece consentiamo, anzi agevoliamo, l’impiantistica che serve per andare verso il recupero della materia, può essere un’impiantistica anche interprovinciale, ma della plastica, del vetro, della carta e via dicendo.
Al quinto punto è l’ennesima volta che diciamo che vogliamo valorizzare lo scenario recupero di materia e non gli altri scenari, quindi la contrarietà all’incenerimento, sotto qualsiasi forma, anche quella del Css, tanto per essere chiari.
Al punto 6) “Promuovere la realizzazione di nuova impiantistica tecnologicamente avanzata, finalizzata a privilegiare il recupero di materia al fine di rendere antieconomica la realizzazione di un impianto di trattamento termico”; addirittura qualcuno al punto 7) si è spinto abbastanza avanti, dicendo: “Svolgere attivamente e proficuamente il ruolo di coordinamento e di verifica delle funzioni esercitate a livello locale dalle Ata, mediante ricorso al commissariamento”, cioè siamo arrivati a dire: “Cara Ata, se tu non fai il tuo Piano d’ambito ad un certo punto entrerà in campo la Regione che ti commissarierà e farà quello che devi fare tu”” Siamo arrivati a questo. L’ultimo punto che voglio sottolineare è promuovere la raccolta differenziata fino al 75%.
In funzione di quello che ho letto e che è scritto convintamente ho firmato questa risoluzione, però oggi se oltre a votare questa risoluzione non pensiamo ad una azione concreta che possa eliminare quella legge, modificarla, noi non eviteremo purtroppo l’impianto di incenerimento. I miracoli non se ne fanno, dobbiamo investire, mettere milioni di euro nell’impiantistica per il recupero dei materiali, altrimenti questa non sarà altro che l’ennesima buona intenzione che non otterrà nessun risultato, spero invece che si possa tutti insieme iniziare un percorso e soprattutto trovare una soluzione per modificare quella bruttissima legge che si chiama “Sblocca Italia”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Tra le buone intenzioni e le cattive intenzioni scelgo sicuramente le prime e debbo dire che da un anno e mezzo, da quando siamo qua, passo passo, parola per parola, aggettivo per aggettivo, siamo riusciti a far capire al PD, che è un partito strutturato, che ha una rete ramificata, complessa, che deve muoversi con molta cautela, perché questa ramificazione del potere che ha, in senso positivo, non può scontentare nessuno, quindi deve mantenere questa prudenza e rispettare i tempi. Ultimamente non ci sta riuscendo.
Ricordo le dichiarazioni che erano state fatte da parte della maggioranza all’inizio dello scorso anno, appena eletti. Devo dire che passi in avanti ne sono stati fatti, tenendo presente che abbiamo ancora quasi tre anni e mezzo di legislatura e passetto, passetto, aggettivo per aggettivo, avverbio per avverbio, una concezione diversa di fondo si sta facendo strada nella maggioranza e in tutto il Consiglio. Di questo ve ne devo dare atto perché capisco quale sia la fatica e lo sforzo che c’è da parte vostra nei nostri confronti.
L'altra volta ho avuto anche un alterco con l’Assessore Sciapichetti, mi sembra che il Consigliere Micucci l’abbia accennato di sfuggita, è molto importante questo principio politico anche nel momento in cui si andrà a discutere del Cementificio Sacci di Castelraimondo. C’è un dichiarazione politica che non lascia spazio a interpretazioni, è molto precisa proprio per quei piccoli passi che sono stati fatti da un anno e mezzo a questa parte, con aggettivi, avverbi, locuzioni, ed è andata avanti.
Confido nella serietà e in questo sforzo progressista del PD nel momento in cui si discuterà non solo del Cementificio Sacci, ma anche della sua trasformazione, perché quello è l’obiettivo, nel bruciare rifiuti o Css o, come accidenti li volete chiamare. Sicuramente con questi documenti e con questi passi politici che il PD sta facendo …, lasciatemi prendere il merito per la parte politica a cui appartengo, per l’opera di sensibilizzazione che il Movimento 5 Stelle ha fatto in questo anno e mezzo verso questo tipo di politica. Nel momento in cui si andrà a discutere di Castelraimondo, dell’apertura del Cementificio Sacci e soprattutto della trasformazione del Cementificio Sacci in termovalorizzazione, che sarebbe l’incenerimento del Css, un cementificio che ha meno controlli e può fare più danni che un impianto di termovalorizzazione o incenerimento, questo mi sembra un atto politico importante a cui do valore e ringrazio anche la Commissione che lo ha licenziato. Grazie.

PRESIDENTE. E’ stato presentato un emendamento che la Consigliera Pergolesi ritirerà. Giusto? Lo sostituisce con un altro, lo vuole presentare?
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Ringrazio il Consigliere Biancani e l’Assessore Sciapichetti per aver accolto questa mia ulteriore richiesta, purtroppo mi dovete sopportare ancora per qualche anno, ho presentato un emendamento per specificare quanto previsto dal dispositivo della risoluzione presentata, inserendo nel punto 6, dopo le parole “recupero di materia”, le parole “fino ad eliminare ogni forma di combustione dei rifiuti e dei prodotti a loro assimilabili nella regione Marche”. Ringrazio anche il Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. I complimenti vanno fatti non solamente a noi, anzi io faccio i complimenti all’Aula per gli interventi che ho sentito, c’è una sensibilità diffusa all’interno di questo Consiglio.
Rispetto agli emendamenti della Consigliera Pergolesi, il primo è stato ritirato perché non poteva essere accettato ed avremo votato contro, sul secondo le vorrei chiedere di togliere altre due parole perché quando votiamo dobbiamo anche avere la consapevolezza di votare quello che possiamo rispettare e portare avanti. E' inutile votare documenti che non hanno un supporto rispetto a quella che è la pianificazione oggi prevista.
Sappiamo, l’ho già detto nel mio intervento, che nella regione Marche il Piano prevede tre scenari: l'iniziale, il recupero di materia, ed è quello che con questa risoluzione con gli atti precedenti noi ci auguriamo venga portato avanti all’interno delle Ata, ed il Css, qualora l’Ata presenti un Piano che preveda lo scenario Css, noi dobbiamo approvarlo perché previsto dal piano di gestione dei rifiuti. Lei scrive “fino ad eliminare ogni forma di combustione dei rifiuti e dei prodotti a loro assimilabili nella regione Marche” le chiedo di togliere le parole “dei prodotti a loro assimilabili”. Questo è l’oggetto della discussione che abbiamo tenuto in Commissione sia con i Consiglieri del Movimento 5 Stelle, con il Consigliere Bisonni, che con tutti i Consiglieri, è quella parte che non possiamo mettere, al di là della volontà se metterla o non metterla, perché va in contrasto con la pianificazione che noi oggi abbiamo.
Il documento deve rispettare quella pianificazione che noi oggi prevediamo, ritengo che queste due parole debbano essere tolte altrimenti andremo in contrasto rispetto a quello che è previsto.
Ripeto, noi abbiamo fatto elaborare uno scenario di potenziale quantità di fabbisogno di recupero energetico che dovrebbe esserci nel 2020, qualora gli scenari vengano applicati. Diciamo che già lo scenario recupero di materia ci pone nelle condizioni di arrivare molto vicini alla fatidica cifra delle 190 mila tonnellate, che è la cifra considerata anti-economica nel momento in cui non c’è questa quantità di rifiuto. Ovviamente lo scenario Css andrebbe a ridurre ulteriormente questa quantità perché si passerebbe da 113 mila tonnellate a 85 mila.
Noi ribadiamo che il nostro indirizzo, quello che diamo alle Ata con questo atto, è quello di non andare allo scenario Css ma al recupero di materia, ma non possiamo neanche votare un atto che vieta lo scenario Css, quindi la possibilità dei combustibili e dei prodotti loro assimilabili, è quello che lei Consigliera Pergolesi dice, per cui le chiedo di modificare il suo emendamento in “fino ad eliminare ogni forma di combustione dei rifiuti nella regione Marche” togliendo le parole “e dei prodotti a loro assimilabili”, se le lascia saremo costretti a bocciare l’emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Chiedo 2 minuti per rivedere quello che il Consigliere Biancani chiede.

PRESIDENTE. Va bene, durante l’intervento dell’Assessore verificate questo aspetto.
Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.
 
Angelo SCIAPICHETTI. Prima ho fatto un'osservazione: ci volevano 4 metri di neve per arrivare ad un documento condiviso sui rifiuti. Mi pare che debba essere ringraziato il Presidente della Commissione e tutti i membri perché hanno fatto un lavoro egregio che dà molta più forza alla Regione Marche nel sostenere una battaglia che tutti condividiamo.
Stamattina il Presidente quando ha parlato dell’evento calamitoso che si è verificato, riferiva di una comunicazione in cui prevaleva la sensazione delle emozioni, questo lo dico perché ieri sono stato tempestato dalle ore 14,00 in poi da una serie di telefonate perché il Tg3 avrebbe dato la notizia che stavamo preparando un documento per attivare l’inceneritore di Castelraimondo. Siamo al di là dell’immaginazione, tanto è vero che ho dovuto telefonare immediatamente alla Rai, dicendo: “Siamo a livello di denuncia, non è pensabile che si stravolga completamente la realtà”.
La realtà è quella che voi qui avete ricordato, nella risoluzione mi pare che vengano riportati, ripresi e rilanciati con forza tutti i punti su cui questa Giunta e questo Assessorato da mesi stanno lavorando con grande serietà, con grande impegno, anche con una grande, debbo dire, dispersione di forze perché non è stato semplice né per il Presidente, né per la Giunta, né per il sottoscritto, ribadire in ogni sede, con tutta la forza a nostra disposizione, il no all’inceneritore nella regione Marche. No che rimane, no che viene rafforzato, che questo documento rafforza, quindi vi ringrazio perché il Consiglio oggi ci dà più fiato e più forza per dire nelle sedi opportune che la posizione della Regione Marche e dell’Assemblea legislativa è univoca e non ha sbavature.
Vorrei riprendere alcune cose che mi sembrano di grande importanza ed anche di grande attualità.
Sulla differenziata, noi dobbiamo spingere in tutti i modi nei prossimi mesi e nei prossimi anni sull’aumento della raccolta differenziata. Nella regione Marche non siamo tutti uguali, non tutte le Province hanno fatto lo stesso lavoro, non tutte le Province possono vantare un’organizzazione, e lo dico da maceratese, come quella della Provincia di Macerata dove, grazie al Cosmari, consorzio completamente pubblico che gestisce tutta la partita dei rifiuti, siamo arrivati ad una percentuale, in pochissimo tempo, del 74-75% con Comuni che arrivano addirittura al 90%.
L’aumento della raccolta differenziata è soprattutto un discorso culturale che noi dobbiamo spiegare ai cittadini. La mia città, Macerata, in due anni è passata da una raccolta differenziata del 47-48% al 78-79%, quindi non c’è bisogno neanche di grandi investimenti. Bisogna assolutamente che gli amministratori si rendano conto che dobbiamo procedere in alcune realtà importanti del centro sud della regione. Non possiamo aspettare invano che aumenti la raccolta differenziata, occorrono mettere in campo tutte le iniziative possibili ed immaginabili, quella della tariffazione puntuale è una cosa fondamentale, importante, però può non essere vista come un punto di partenza, ma come un punto di arrivo. Non è facile arrivare alla tariffazione puntuale, ma bisogna che noi ci lavoriamo da subito per incamminarci lungo questo percorso.
Mi è sembrato interessante il discorso che ha fatto il Consigliere Micucci, non possiamo, perché le risorse sono quelle che sono, agevolare direttamente, contribuire direttamente a valorizzare l’attività dei Comuni che sulla differenziata hanno lavorato e stanno lavorando seriamente, ma indirettamente possiamo prendere in considerazione iniziative che vanno verso la valorizzazione e riconoscere ai Comuni il lavoro importante che fanno sulla differenziata. Però bisogna parlare con grande onestà a noi stessi, quando si dice le Ata, le Ata dobbiamo metterle nelle condizioni di lavorare perché fino ad oggi, debbo dire, ho constatato che non tutte le Ata hanno lavorato o stanno lavorando nel verso giusto, nella maniera che noi ci aspettiamo.
La legge regionale approvata ad aprile 2015 prevedeva che entro un anno dall’approvazione tutte le Ata dovessero fornire un Piano d’ambito, a tutt’oggi nessun Ata ha prodotto nulla, ho sollecitato per iscritto più volte nell’arco del 2016 la produzione di un Piano d’ambito, non c’è stata risposta da parte di nessuna, finché a fine anno ho dovuto fare una sorta di diffida: o producono un Piano ambito entro giugno 2017, oppure rischiano, per quanto riguarda i rifiuti, il commissariamento.
Ho riunito le 5 Province, debbo dire che 3 su 5 stanno lavorando molto seriamente ed hanno già un preliminare di Piano, quindi arriveranno certamente entro giugno a produrre un Piano d’ambito, delle 2 Province rimanenti una non so se ci riuscirà, l’altra addirittura deve ancora iniziare il percorso, quindi siamo veramente molto indietro.
E’ chiaro che fino a quando non avremo su scala regionale tutte e 5 le Ata che hanno un Piano, un Piano che dialoghi, che sia in grado di dialogare ..., condivido quello che ha detto il Consigliere Bisonni, in una regione di un milione e mezzo di abitanti, se vogliamo, 5 Ata sono superflue, ma questo lo prevede la legge, adesso, in questo momento, non ci mettiamo a cambiare le leggi, ma certamente quando parliamo di infrastrutture dobbiamo pensare che siano al servizio di una popolazione più ampia di quella dell’Ata del proprio territorio, perché non funziona, non può funzionare se ogni Provincia mette in piedi un sistema per la raccolta della carta, del vetro, della plastica, del ferro e di tutto quello di cui abbiamo parlato. Occorre che sui Piani d’ambito, almeno tra Province limitrofe, ci sia un dialogo, un collegamento, un confronto. Stiamo faticosamente accompagnando questo percorso, l’ufficio, devo dire, lo sta facendo con grande serietà, però è un lavoro molto difficile.
Ora la diffida, ripeto, è stata fatta ufficialmente, sappiamo a che punto è la situazione, sappiamo qual è la realtà, da qui ai prossimi mesi potremo solo lavorare nella direzione che la risoluzione indica.
Mi auguro che questo voto unanime ci dà più forza, come ho detto all’inizio.
Concludo ringraziando ancora una volta l’Assemblea tutta perché su un argomento delicato ed importante come quello dei rifiuti, parla una voce sola e se parla una sola voce è più facile a livello nazionale riuscire ad ottenere il risultato che è quello che ci deve vedere impegnati tutti, che è quello di dire no e di scongiurare la possibilità di un inceneritore nella regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Vorrei puntualizzare rispondendo anche al Consigliere Bisonni che mi ha chiamato in causa.
Capisco la frustrazione di un Consigliere che è nel gruppo misto, che non ha visibilità, che urla e che poi è il primo a firmare la risoluzione.
Lo invito anche a studiare in maniera più puntuale i documenti perché non è vero che questa risoluzione è inefficace in quanto il Dpcm, avendo approvato l’Assemblea il nostro ricorso al Tar, quindi già una cosa l’abbiamo portata a casa, dà una scappatoia concreta che è quella che stiamo applicando con questa risoluzione.
Per dimostrare che non c’è più bisogno di fare l’inceneritore, comma 3, articolo 6 del Dpcm: “La richiesta è presentata in presenza di una nuova approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti - ho detto che dalla mozione che ora ritiriamo, perché viene assorbita, l’unico punto non assorbito è il nuovo fronte di lotta del Movimento, quello di modificare al più presto il Piano regionale dei rifiuti - o di variazioni documentate al fabbisogno riconducibili: a) all’esistenza, all’attuazione di politiche di prevenzione della produzione di rifiuti e di raccolta differenziata - è quello che viene incarnato da questa risoluzione, quindi da qui a giugno abbiamo pochi mesi e con questa risoluzione inneschiamo proprio il punto a) che ci consentirà di andare in deroga, se non riusciremo a far modificare il Piano regionale dei rifiuti; b) (che viene innescato lo stesso da questa risoluzione) all’esistenza di impianti di trattamento meccanico-biologico caratterizzati da una efficienza in valori percentuali di riciclaggio e di recupero di materia delle diverse frazioni merceologiche superiori rispetto ai valori indicati dall’allegato II”, che dice 35%. Quindi inneschiamo anche questo secondo punto, è un passo concreto per dimostrare che l’inceneritore non deve essere costruito, realizzato.
Per il resto siamo d’accordo su tutto, però prima di urlare in maniera scomposta, dopo avere firmato il documento, almeno l’intelligenza e la rettitudine concettuale di studiare le cose, approfondirle e di rispettare il lavoro di tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Il Consigliere Fabbri si picca e non sta attento a quello che dico. Sul fatto di urlare, caro Consigliere, io non ho bisogno di urlare né di fare demagogia, anzi forse un motivo di contrasto con il Movimento 5 Stelle, per cui sono stati fatti anche dei percorsi, è proprio perché non sopporto più la demagogia.
L’invito allo studio non me lo deve rivolgere perché lei sa benissimo, ed è ingiusto in questo, che da una vita mi occupo di questo argomento, per cui penso di conoscerlo molto bene.
Rigiro a lei l’invito a studiare perché da quello che dice deduco che non ha studiato o non ha capito quello che ha letto, per il semplice fatto che il decreto con cui viene imposto l’inceneritore nelle Marche, non si basa sulla raccolta differenziata, ma sulla quantità di rifiuto che va in discarica, che è cosa ben diversa.
Seguitare a dire che noi a giugno riusciremo a raggiungere delle percentuali, come ha detto prima lei nel suo intervento, che ci permetteranno di andare in deroga, sono cose non vere, che non si realizzeranno. E' pura demagogia.
Se volete seguitare ad ingannare la popolazione ed a fare demagogia, accomodatevi pure, io a questo gioco non ci sto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. La Consigliera Pergolesi ritira tutti e due gli emendamenti e ne presenta un terzo che, per quanto riguarda la maggioranza, possiamo votare favorevolmente.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Biancani, Zura Puntaroni, Giacinti, Giorgini, Bisonni, Micucci, Giancarli.
Emendamento n. 1 a firma dei Consiglieri Pergolesi e Maggi. Ritirato.

Emendamento n. 2 a firma della Consigliera Pergolesi. Ritirato.

Emendamento n. 3 a firma dei Consiglieri Pergolesi, Biancani. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di risoluzione, così come emendata, la pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,35





 

 
 
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