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Resoconto della seduta n.67 del 30/05/2017


SEDUTA N. 67 DEL 30 MAGGIO 2017

La seduta inizia alle ore 10,40

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 67 del 30 maggio 2017.
Comunico che
sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 139 in data 24 maggio, ad iniziativa del Consigliere Fabbri, concernente: “Modifica della legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria'”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
n. 140 in data 24 maggio, ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Leonardi, Rapa, Maggi, Marconi, Zaffiri, Celani, concernente: “Modifica alla legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 'Disciplina del Consiglio delle autonomie locali'”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, trasmessa al Consiglio delle autonomie locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 4 della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e alla II Commissione assembleare ai sensi e per gli effetti del comma 1 bis dell'articolo 68 del Regolamento Interno;
n. 141 in data 26 maggio, ad iniziativa del Consigliere Fabbri, concernente “Promozione di negozi di prodotti sfusi e alla spina”, sulla quale è stata richiesta l'ammissibilità di cui al comma 2 dell'articolo 63 del Regolamento Interno;
è stata presentata la seguente mozione:
n. 252 della Consigliera Leonardi “Emergenza terremoto e trasformazione Ospedali di Comunità nelle province colpite. Tutela del Punto di primo intervento dell'Ospedale 'Santa Lucia' di Recanati”.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato, in data 15 maggio, le seguenti leggi regionali:
n. 16 “Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1998, n. 30 'Interventi a favore della famiglia'”;
n. 17 “Modifiche alla legge regionale 3 aprile 2013, n. 5 Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”;
n. 18 “Promozione di interventi di sostegno e valorizzazione della cultura e della tradizione motoristica della Regione Marche”.
Ha chiesto congedo il Consigliere Fabbri.

Saluto alle scuole

PRESIDENTE. Saluto e ringrazio i ragazzi che sono presenti in sala, i 9 ragazzi degli Istituti Savoia-Benincasa e del Liceo Rinaldini che stanno svolgendo il loro percorso per il periodo di alternanza scuola-lavoro all’interno degli uffici del Consiglio regionale e i 65 alunni delle V elementari della Scuola Primaria Lugli dell’Istituto comprensivo Leopardi di Saltara, benvenuti a tutti.
Un saluto a voi ed ai vostri insegnanti.

(Applausi)

PRESIDENTE. Come da accordi presi nella Conferenza dei capigruppo apriamo la seduta con il punto 3 dell'ordine del giorno, quindi con le interrogazioni.

Interrogazione n. 350
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Pergolesi, Maggi
“Provvedimenti per la tutela delle aziende zootecniche nelle zone terremotate in funzione dell’attuale gravosa situazione climatica”

Interrogazione n. 364
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Leonardi, Marconi
“Allevatore senza modulo abitativo nella sua azienda: un’altra anomalia della ‘burocrazia post-terremoto’”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 350 dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Pergolesi, Maggi e l’interrogazione n. 364 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Leonardi, Marconi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Benvenuti e buongiorno a tutti i ragagzzi ed agli insegnanti.
La Regione si è impegnata fortemente e con diversi strumenti informativi al fine di garantire alle imprese una adeguata conoscenza degli strumenti attivati dal Governo e dalla Regione per fronteggiare l'emergenza del sisma.
Voi ricordate che il primo sisma è stato quello del 24 agosto e il Dicomac aveva dato incarico alla Regione Lazio di provvedere alla gara per la scelta del fornitore che doveva fornire le stalle e nel frattempo, prima che ci fosse dato il nome della ditta fornitrice (che c’è stato dato il 15 novembre) c’è stato un altro terremoto, quello del 30 di ottobre.
Già dalla metà di novembre, dopo una prima ricognizione che ha definito la dimensione del fenomeno, sono stati effettuati diversi incontri con le Organizzazioni professionali agricole allo scopo di definire le modalità di realizzazione dei moduli di emergenza.
Nel mese di dicembre sono proseguiti gli incontri con le parti sociali a cadenza settimanale (noi abbiamo verbalizzato quattro incontri) e sono state avanzate richieste scritte alle Organizzazioni professionali agricole per ottenere i nominativi degli agricoltori interessati alla realizzazione diretta delle opere con ordinanza n. 5 e di quelli interessati alla realizzazione diretta da parte della Regione.
Per spiegare: la Regione per poter consentire la realizzazione delle stalle, per poterle ordinare alla ditta fornitrice, doveva avere la richiesta da parte di ogni allevatore, richiesta che doveva essere corredata anche da una scheda Aedes e dall’ordinanza sindacale di sgombero.
Alle note ed agli incontri sopra indicati non è stata data alcuna risposta, ad eccezione di un elenco inviato dalla CIA.
Da metà gennaio, considerato il limitatissimo numero di domande pervenute, la Regione ha organizzato visite nelle aziende zootecniche con squadre formate da un veterinario, un agronomo e due tecnici rilevatori di danni da sisma, accompagnati a volte dai tecnici delle Organizzazioni: sono state visitate 442 aziende, anche in condizioni difficilissime (con 2 metri di neve) e sono uscite fino a 18 squadre al giorno in tutta la regione, quindi calcolate 4 x 18 quanti dipendenti della Regione Marche sono usciti in una giornata.
Nel corso delle visite aziendali sono state fornite ai conduttori delle aziende zootecniche danneggiate anche informazioni di tipo tecnico sulle problematiche di tipo veterinario e di tipo agronomico dell'allevamento e per l'alimentazione ed è stata garantita la redazione della scheda fast, ove necessario.
In tutti i casi all'allevatore è stato chiesto di esprimersi sulla possibilità di realizzare in proprio le strutture di emergenza o chiederne la fornitura alla Regione, ricordo, per chi non lo sapesse, che l’ordinanza n. 5 del Commissario Errani è stata emanata alla fine di novembre, ma è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre, quindi da quella data tutti gli allevatori potevano costruire in proprio la stalla e l’emissione di questa ordinanza era stata resa nota già alle associazioni.
Per quanto riguarda la realizzazione delle stalle si è registrato un evidente ritardo nelle consegne delle strutture da parte della ditta selezionata - come dicevo prima - con gara di appalto dalla Regione Lazio, secondo quanto stabilito dal Commissario straordinario di Governo.
In data 28 febbraio 2017 è stato risolto il rapporto contrattuale con la ditta aggiudicataria della gara per la fornitura di moduli stalla e successivamente si è proceduto alla stipula del contratto con la ditta successiva in graduatoria. La scelta della formula della risoluzione consensuale con la prima ditta aggiudicataria è stata effettuata al fine di evitare il possibile contenzioso legale che avrebbe rallentato ulteriormente la conclusione degli investimenti, ora chi conosce un po’ il decreto legislativo 50/2016, che è il codice degli appalti, sa che entro i termini contrattuali non è facile, anzi è impossibile chiudere il contratto di appalto con una ditta e, in questo caso, i termini contrattuali sono stati allungati dalle richieste di sospensione dei lavori determinati sia dal Natale e dal Capodanno e sia anche dal periodo nel quale c’è stata la neve, quindi la ditta ha chiesto la sospensione dei lavori, c’erano 2 metri di neve sulle strade, ed i tecnici hanno dovuto acconsentire.
Inoltre, per accelerare ulteriormente la fornitura, è stato incaricato il Consorzio di bonifica delle Marche per la realizzazione delle piazzole sulle quali installare i moduli di emergenza e per la realizzazione delle opere relative agli allacci alle utenze elettrica ed idrica. Il Consorzio ha quindi operato per conto della Regione avvalendosi di circa 60 imprese esecutrici locali garantendo la massima rapidità di esecuzione.
Per quanto riguarda i danni subìti dalle imprese zootecniche colpite dal sisma, si evidenzia che è stato previsto il rimborso del costo sostenuto dagli allevatori per il riacquisto degli animali deceduti a causa del sisma, attraverso l'ordinanza commissariale n. 5 ed inoltre con i fondi del cofinanziamento del Psr, risparmiati grazie alla presa in carico degli stessi da parte del Governo, sono stati erogati aiuti diretti alle aziende per ogni capo allevato, volti a compensare le perdite di reddito. Questi ultimi aiuti, ancora in corso di erogazione, ammontano a circa 6,8 milioni di euro destinati a circa 1.370 aziende, il totale sarà di 13 milioni di euro di cui 9,8 verranno messi da questo 17% della Regione.
Ripeto sempre che i capi di bovini morti durante il periodo dei tre terremoti e della neve, a fronte dei 24.700 iscritti all’anagrafe dei capi bovini della Regione Marche, sono stati nel cratere 40. Questo dato è certo, perché voi sapete che i capi che vengono macellati seguono una procedura ben precisa per la verifica delle carni, mentre i capi che muoiono di morte diversa da quella del mattatoio vengono esaminati dai veterinari ed anche lo smaltimento delle carcasse deve seguire una procedura ben precisa dal punto di vista igienico sanitario. Quindi non può esserci un dato che non sia questo che io riporto.
In relazione all’interrogazione n. 364 il problema è relativo alla ditta XY, tra l’altro mi meraviglio un po’ che si faccia un’interrogazione con nome e cognome perché questo è un semplice esercizio di accesso agli atti, che può essere esercitato dai Consiglieri. Se non fate neanche questo, io non lo so! Si può andare negli uffici e chiedere di XY, che tra l’altro potrebbe anche offendersi per la privacy, anche perché non credo sia una cosa corretta usare il nome di questo signore nella seduta del Consiglio che è registrata, però voi lo chiedete ed io rispondo. Per sapere queste cose basta andare su questo stesso pianerottolo, fare 50 metri, trovare l’ufficio e chiedere: “Cerchiè Federico di Sarnano ha avuto il Mapre?” chiedere a me invece a che punto stanno i Mapre può essere un altro discorso, ma chiedere di XY ..., con il quale mi scuso di aver usato il suo nome.
La fornitura è in fase di completamento, nei prossimi giorni saranno infatti installati gli arredi interni mentre sono già funzionanti tutti gli allacci idrici ed elettrici.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Un saluto a tutti gli alunni qui presenti da parte del Movimento 5 Stelle.
Da parte dell’Assessore c’è stato il reiterato invito a fare l'accesso agli atti, certo, però ci piace anche sentire la sua viva voce ed il suo parere, ci piace perché ci dà un brivido, un’emozione, mi auguro che non si ripeta più.
Siamo sempre a dover stigmatizzare il fatto che questa interrogazione è datata gennaio, siamo ormai a fine maggio e parlare di nevicate adesso ..., c’è qualcosa che non funziona nell’iter degli atti che i Consiglieri presentano e delle relative risposte, nonostante l’invito all’accesso agli atti che la Giunta fa.
Qui qualche disfunzione c’è stata, abbiamo letto la cronaca sui giornali, non solo vicini al Movimento 5 Stelle, ma anche vicini al partito che lei rappresenta, Assessore, e un difetto di comunicazione, un difetto di organizzazione tra il Governo centrale, le Regioni ed i Comuni, sempre governati dallo stesso partito, c’è stato.
La nostra funzione è quella di pungolare, stare attenti, fare attenzione e vigilare su quello che la maggioranza fa.
Sopratto faccio ancora un invito affinché la funzione delle interrogazioni e delle mozioni non perda di efficacia e di capacità propositiva, quando gli atti vengono rimandati di diversi mesi, addirittura ci sono mozioni presentate da me un anno fa.
Ci terrei che la funzione del Consigliere sia valorizzata ed il Consigliere sia messo nelle condizioni di svolgere il mandato per cui ha ottenuto il voto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Vorrei ribattere all’Assessore Casini che spesso nelle interrogazioni vengono messi i nomi proprio per definire bene i casi specifici. Qui non si tratta soltanto di una richiesta di accesso agli atti perché la situazione era alquanto anomala, infatti l’allevatore non aveva il modulo perché risultava non residente dove aveva l’allevamento.
Quando nelle interrogazioni ci sono dei nomi normalmente vengono oscurati proprio per la privacy, a questo punto è l’Assessore stesso che per ben 4, 5 volte ha fatto nome e cognome dell’allevatore, quindi non si può imputare questa colpa alla sottoscritta o al gruppo consiliare. Io comunque non sono soddisfatta perché a distanza di due mesi dall’installazione del modulo, che finalmente dopo tempo è arrivato, ancora non ci sono gli arredi.
Queste cose stanno andando in questo modo, un tempo c’era il “modello marchigiano”, oggi c’è il “modello Ceriscioli” del fare così, in maniera affastellata e approssimativa. Grazie.

Interrogazione n. 361
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Metodologia adottata per l’esenzione sanitaria T16 nei Comuni terremotati”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 361 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Relativamente al punto uno: la procedura per richiedere l’esenzione sanitaria T16 risulta legittima e conforme al decreto legge 189/2016, convertito dalla legge n. 229/2016.
In merito al secondo punto: il criterio utilizzato è stato mutuato da quanto previsto dalla legge 229/2016, legge di conversione del decreto legge n. 189.
In merito al terzo punto: il servizio sanità a seguito dell’adozione della legge di conversione del decreto ha predisposto una nota circolare indirizzata ai diversi soggetti istituzionali coinvolti nell’assistenza alle popolazioni terremotate.
La suindicata circolare regionale dispone che per i residenti nei Comuni di Macerata, Ascoli e Fabriano, l’esenzione T16 si registra nelle posizioni dei residenti che autocertifichino di aver fatto richiesta di verifica di agibilità dell’abitazione di residenza.
Il requisito è la semplice autocertificazione di aver richiesto la verifica di agibilità in considerazione del fatto che le procedure per il rilascio dell’ordinanza di inagibilità e la visita hanno tempi diversi rispetto al bisogno che il T16 gestisce.
Tra parentesi, parlare anche dei ritardi delle fast, normalmente andrebbe articolato, ma le fast le fanno i volontari, quindi le squadre di volontari sono quelle che si presentano e con quelle che si presentano si fanno le fast.
Parlare di ritardi nelle fast è come dire non c’è stato abbastanza volontariato nel mondo delle professioni, però ogni volta sembra invece che il ritardo …, non possiamo mettere sotto accusa qualcuno perché non fa il volontario, il volontario è un atto che in termini di libertà personale individualmente uno fa.
Ringrazio tutti quelli che si sono adoperati per fare le fast e prima le schede Aedes all’interno del terremoto, li ringrazio, non li accuso di essere ritardatari.
In secondo luogo ricordo che ad oggi sono stati realizzati 77.000 sopralluoghi, pari al terremoto dell’Aquila, in un territorio che è immensamente più vasto e diffuso, quindi un lavoro enorme, una quantità importante ripetuta anche tre volte, perché la successione del sisma ha obbligato un ritorno dell’attività di verifica sulle stesse strutture e ne mancano ancora 20.000 a dimostrazione dell’ampiezza del sisma. I volontari che hanno fatto questo lavoro vanno solo ringraziati. Quindi per quello ci si è affidati all’autocertificazione fatta sul sopralluogo.
Sull'ultimo punto la verifica dell’effettivo possesso dei requisiti, per avvalersi di tale esenzione, è effettuata dall’Asur. In caso di abuso sono ovviamente applicate le sanzioni previste dalla legge.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Presidente Ceriscioli, questa interrogazione non era dovuta, nello specifico, a contestare la lentezza delle fast, ma al fatto che c’è un vulnus sul T16 che viene dato, come lei ha ben detto, a tutti i Comuni del cratere, meno che ad Ascoli Piceno, Fabriano e Macerata.
La mia interrogazione era su questo. Ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, perché? Perché ad Ascoli, ad esempio, su 7.000 richieste – naturalmente se non si ha il certificato di inagibilità non si può usufruire del T16, però, caro Presidente, se le certificazioni di inagibilità non vengono fatte, lei capisce che nessuno può chiedere il T16, (…) se io non ho la casa lesionata non posso accedere al T16, ma se nessuno mi viene a certificare che ho la casa lesionata, come faccio? E’ questo il problema - sono state evase poco più di 3.000 e come lei ben capisce c’è una disparità, perché le altre 4.000 potrebbero riguardare persone, cittadini, famiglie che hanno diritto al T16, ma che non possono comprovarlo perché non hanno il certificato di agibilità. L'interrogazione era dovuta esclusivamente a questo. Grazie.

Interrogazione n. 403
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Campagna comunicativa di rilancio turistico post-sisma effettuata dalla Regione Marche”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 403 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Partiamo da questa interrogazione sulla campagna comunicativa anche se il sisma ha coinvolto un po’ tutto il sistema turistico e culturale.
Noi siamo partiti subito dopo il sisma e da tutti è stato visto, anche dalle associazioni di categoria, quindi dal sistema della ricettività e dalla Regione Marche, in primis dal Presidente, come una criticità, che si aggiungeva al dramma vero che hanno vissuto le persone, indotta collegata al turismo.
Da subito abbiamo voluto fare una campagna forte, siamo stati l’unica Regione che nel periodo natalizio, ringrazio la stessa Rai per i grandi sconti, ha fatto una campagna di promozione turistica, sia sui canali Rai in prima serata che sui canali radio.
Con grande forza, avrete visto, abbiamo voluto inserire questi messaggi nella trasmissione “Il calcio minuto per minuto” con 320 spot che toccavano tutto il territorio, sia delle aree interne che della costa ed il messaggio che abbiamo voluto lanciare era finalizzato da una promozione forte dove le Marche apparivano, si colpite da questo drammatico sisma, ma pronte a ripartire.
Gli spot sulla regione Marche sono stati inseriti, a prezzi vantaggiosi, anche nel Festival di San Remo, mandati in onda durante le serate.
Abbiamo voluto fare un primo pacchetto per dare visibilità alle Marche, nel periodo da Natale a febbraio, con un investimento pari a circa 1.800.000 euro, noi abbiamo speso 380.000/400.000 euro, credo che sia stato un primo messaggio forte di sostegno alla regione Marche ed alla promozione.
Da quel momento abbiamo iniziato ad elaborare una serie di iniziative, compreso il cambio del logo delle Marche con la scritta “viviamo le Marche” perché riteniamo che anche il brand Marche debba essere percepito dagli operatori, dagli italiani e dai turisti in maniera diversa.
Abbiamo fatto la Bit ed oltre al nostro stand, nel quale abbiamo rappresentato il nostro territorio, abbiamo organizzato, unica Regione italiana, fuori dalla Bit, una serata dedicata alle Marche e in questa serata abbiamo firmato un protocollo di intesa che si è concretizzato l’altro giorno in Regione, con cui abbiamo definito un accordo con dodici tour operator tra i più importanti del Nord Europa, inglesi, tedeschi e francesi. Sono stati ospiti a Portonovo per alcuni giorni ed hanno visitato tutta la nostra regione toccando tutte le cinque province. Questa è la prima volta che la Regione Marche definisce un protocollo ed un accordo forte non con un singolo tour operator, ma con ben dodici tour operator del Nord Europa. Capite che per noi è importante “aggredire” dal punto di vista della promozione turistica il Nord Europa, le nazioni a noi più vicine e congeniali: Olanda, Belgio, Francia e Germania.
In questo contesto riteniamo fondamentale il sistema collegato alla digitalizzazione, tant’è che, come avete visto, anche grazie alla collaborazione con la Confcommercio e con la società Istagram, abbiamo fatto un progetto, condiviso con la Regione, con cui attraverso i social tutti i nostri territori sono visitabili. Sono state individuate una serie di realtà che toccano, e questo come Giunta regionale ci teniamo a precisarlo, tutto il territorio della regione Marche, dalle aree interne sino alla costa, da Ascoli sino a Pesaro, proprio perché vogliamo tenere alta l’asticella della nostra regione nella sua interezza e nella sua globalità.
In questo contesto la scelta di pochi giorni fa, voluta direttamente dal Presidente, di utilizzare in maniera immediata, per gli anni 2017/2018, quindi a conclusione di questa promozione turistica, 4 milioni di euro dei fondi Por-Fesr per mantenere questo percorso perché è importante che questo progetto sia inserito e tenuto in grande considerazione.
Non dobbiamo dimenticarci, Consiglieri, ma naturalmente voi tutti lo sapete meglio di me, che il turismo e la cultura per questa nostra legislatura sono due asset fondamentali ed è per questo che manteniamo un percorso unitario, perché ormai la cultura è il terzo volano dopo il manifatturiero e il turismo e riguarda non solo la valorizzazione delle nostre opere, ma anche l'occupazione e l'economia.
Se non sbaglio oggi in Giunta approveremo la delibera, che verrà trasmessa in Commissione subito dopo, che riguarda il Piano annuale della cultura per il 2017 nel quale abbiamo voluto inserire una serie di grandi mostre collegate alle opere del sisma, ma anche altre grandi mostre, parlo ad esempio di Sassoferrato, di Urbino, Ascoli, Fermo. Un percorso fatto tra una serie di realtà con il quale abbiamo cercato di creare un sistema, una rete di mostre che tocchino tutte le nostre aree, le nostre province e tanti Comuni, perché riteniamo che queste mostre, che hanno una grande valenza nazionale, potranno dare quel valore aggiunto ad un turismo un po’ più di nicchia, ma che rimane comunque importante perché è un turismo che va fuori stagione. Alcune di queste mostre sono partite, altre partiranno nei mesi estivi per arrivare fino alla fine dell’anno, toccando temporalmente anche altri momenti, non soltanto il periodo estivo, questo è importante, lo stiamo dicendo e ci stiamo lavorando e devo dire che abbiamo trovato una grande vicinanza del sistema associativo della regione Marche collegato alla ricettività, che riteniamo importantissima.
Il 5 giugno verrà fatta una conferenza stampa dove presenteremo un progetto costruito da Neri Marcorè, su cui noi siamo entrati in maniera forte, con un impegno rilevante. In dodici località delle aree interne toccate dal terremoto faremo grandi concerti e grandi eventi per far percepire le Marche, attuando una grande campagna di promozione mediatica nella quale investiremo parecchio, rivolta sia ai turisti stranieri, che in quel periodo sono nella nostra regione, che agli italiani.
Un altro messaggio forte, non direttamente legato alla promozione, ma al sistema del turismo è il bando che uscirà entro il mese di giugno, anche questo fortemente voluto da tutta la Giunta, che prevede, dopo 25 anni, utilizzando i fondi Por-Fesr, la possibilità per le strutture ricettive a tutto tondo di avere finanziamenti per la riqualificazione e la ristrutturazione, fino ad un investimento di 200.000 euro a fondo perduto, per un massimo del 50%.
L’attenzione della Regione per i nostri territori è totale, poi ho visto che tempo fa era uscito un articolo che era tutto scollegato in merito a …, su cui io non voglio ritornare. La nostra volontà è quella di investire, in stretto rapporto con il sistema associazionistico marchigiano del turismo, una serie di fondi perché riteniamo che il turismo debba, in particolar modo quest’anno, cercare di mantenere i numeri, non dico di tenere quelli del 2016 o del 2015 perché in quegli anni, voi lo sapete, abbiamo avuto un trend percentuale molto alto, prima delle scosse del 24 agosto 2016 avevamo un trend di crescita rispetto al 2015 del 4% sia per i turisti stranieri che per quelli italiani.
Il 24 agosto è stato, al di là delle scosse che si sono susseguite, un momento spartiacque, un momento nel quale abbiamo capito che la regione non poteva rimanere indietro per quello che riguarda il sistema della promozione, ed al sistema della promozione è giusto collegare il sistema dell’accoglienza.
In questo caso noi stiamo rivedendo i nostri Iat dopo la perdita da parte delle Provincie di una serie di competenze, con l’obiettivo per la prossima estate, in particolar modo lungo la costa, di mantenerli aperti anche di sera (20,30-22,30) perché riteniamo che lungo la costa devono avere questa particolarità che negli anni passati non avevano, e potranno rimanere aperti anche nei periodi festivi, anche fuori stagione, anche nei periodi meno importanti dal punto di vista della promozione.
Non dico che queste nostre azioni siano risolutive perché la soluzione si trova andando avanti e confrontandosi fortemente con il sistema delle città, però c’è grande impegno per far sì che l’asticella delle presenze possa permettere al nostro sistema turistico di dire che, dopo questo drammatico sisma, le Marche hanno tenuto.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Caro Assessore, non voglio fare un intervento lungo e pesante perché il nostro capogruppo ha promesso durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi di essere brevi, ma ormai il suo Assessorato su questa storia della pubblicità non ha più credibilità, per lo meno da parte mia.
La vostra delibera 20 del 23 gennaio è chiarissima “Interventi urgenti nei territori della regione Marche in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016”, lei parla di una campagna forte e poi vediamo che sui 100.000 euro spesi per la pubblicità su Mediaset compare Pesaro, non voglio fare un discorso campanilistico, ma non c’è stata equità su questa cosa. Poi avete mandato un opuscolo con una e-mail che parla del sisma di agosto e di ottobre e che cosa fate? Date il consiglio di visitare le grandi mostre di Osimo Loreto, Senigallia, Ancona e Urbino, ed i mercatini natalizi ed i borghi storici e le città dell’arte della provincia di Pesaro-Urbino, il suo Assessorato mi deve spiegare, e non ho finito, come si fa a Natale, dopo quello che è successo, a mandare una lettera del genere dove non compare praticamente né Macerata, né Fermo, né Ascoli Piceno, nessuna struttura.
Vi siete superati, avete fatto un opuscolo “Destinazione Marche”, anche se era meglio chiamarlo “Destinazione nord”, o “Destinazione Pesaro”, dove addirittura pubblicizzate 21 eventi della provincia di Pesaro, con un opuscolo ad hoc, 1 di Macerata, 1 di Ancona e 1 di Ascoli Piceno.
Non voglio fare ulteriori polemiche, perché in questo momento non è il caso di farle, su queste mostre, di cui lei ha parlato, mi auguro e spero che vengano considerate le zone del terremoto, quelle che stanno soffrendo, dove le attività produttive stanno morendo, spero che voi, il suo Assessorato tenga conto di questa cosa perché io un errore lo posso anche ammettere, due li possono ammettere, ma il terzo no.
Mi auguro che le zone del terremoto che sono descritte nella delibera n. 20 vengano prese in considerazione per tutti gli investimenti relativi al turismo ed alla cultura. Grazie.

Interrogazione n. 405
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Situazione accoglienza delle persone delle aree colpite dal sisma presso le strutture ricettive delle Marche”

Interrogazione n. 406
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia
“Accoglienza delle persone colpite dal sisma presso le strutture ricettive”

Interrogazione n. 415
ad iniziativa della Consigliera Marcozzi
“Trasferimento degli sfollati dalle strutture ricettive di Porto Sant’Elpidio”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 405 della Consigliera Leonardi, l’interrogazione n. 406 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia e l’interrogazione n. 415 della Consigliera Marcozzi, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Questa è una questione molto delicata perché, come sempre dice il Presidente, anche se una sola persona rimasse fuori dalle strutture, per noi è fondamentale come se fossero migliaia, però è giusto fare una serie di valutazioni e porterò una serie di dati.
Noi siamo partiti due, tre giorni dopo grazie anche all’opportunità messa a disposizione dal sistema della ricettività della costa, credo che in nessuna altra regione in cui ci sono stati eventi sismici così drammatici, sia stata fatta un'operazione così immediata, e nessun cittadino è rimasto nelle tende o nelle proprie drammatiche situazioni.
Due giorni dopo, 12.400 persone sono state tutte alloggiate, grazie soprattutto alla posizione della protezione civile nazionale e regionale e all’apertura da parte delle strutture ricettive di tutto il sistema della costa, da San Benedetto sino a Senigallia.
Da subito abbiamo ospitato 12.400 persone, con una convenzione fatta con le strutture con scadenza al 30 aprile, perché all’inizio abbiamo pensato che questa data fosse utile per ricollocare le persone nei loro territori, all’interno di strutture diverse.
Nel periodo di gennaio, ricordo bene, durante la prima Giunta lo stesso Presidente disse: “I tempi si allungano, bisogna che rimoduliamo le convenzioni sottoscritte con le strutture ricettive, mantenendo il discorso dell’emergenza, ma spostando tutto almeno fino all’autunno”. Quindi da subito sia la Protezione civile regionale che i nostri uffici del turismo si sono attivati coinvolgendo tutte le associazioni di categoria della ricettività, non sto qui ad elencarle perché potrei dimenticarmene qualcuna, aprendo subito dei tavoli di confronto nei quali è stato chiesto di darci la possibilità, qualora ve ne fosse stato bisogno, di spostare in altre strutture ricettive queste persone.
Alla nostra lettera, alla nostra richiesta inviata alle strutture ricettive che ospitavano all’epoca (fine gennaio) i nostri concittadini colpiti dal sisma, alcune hanno risposto che li avrebbero mantenuti prorogando il contratto, altre hanno detto, già allora, che per una serie di criticità non li avrebbero potuti mantenere, scaglionando le uscite.
Su questa questione debbo dire che, come Giunta, da subito, siamo stati molto chiari, nel senso che abbiamo detto che gli ospiti sarebbero rimasti sino a scadenza, c’è stato tutto un percorso ed oggi abbiamo, a fronte dei 12.500 ospiti iniziali, 4.100 persone ancora in strutture.
La situazione si sta, in maniera continuativa, evolvendo. In una struttura è rimasta la criticità maggiore, una struttura del Comune di Potenza Picena, dove vi sono 230 ospiti. L’ufficio turismo e la stessa Protezione civile regionale sono andati a confrontarsi con gli ospiti di questa struttura e noi abbiamo sempre detto: “Per noi il percorso è tracciato, la volontà politica è chiara, quella di mantenere le persone in questa struttura di Potenza Picena” ed è chiaro che alla scadenza del contratto noi siamo pronti a continuare il percorso con questa struttura e lo abbiamo ribadito e siamo pronti a firmare nuovamente la proroga del contratto fino a quando sarà necessario, quindi la posizione della Giunta regionale è chiara.
In questi ultimi mesi molti ospiti, tantissimi, hanno deciso motu proprio di spostarsi, chi per andare in altre strutture, chi per andare in altre abitazioni ed altro.
Noi siamo molto attenti a mantenere l’impegno preso, è chiaro che c’è anche una disponibilità forte da parte degli uffici del turismo a cercare di accompagnare chi vuole fare in forma volontaria questo percorso, ma per quello che ci riguarda abbiamo ribadito a questa struttura in particolare, che siamo pronti a continuare, a proseguire il rapporto che scade il 31 maggio. Questo è chiaro, per quello che riguarda la Regione nessuno sarà spostato contro la propria volontà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Devo dire che sono insoddisfatta della risposta dell’Assessore Pieroni perché non è sceso nel merito delle domande che erano state fatte.
Lei ha citato una struttura nella quale io sono stata qualche settimana fa, e sono stata anche in altre strutture perché parliamo della struttura di Porto Sant'Elpidio e naturalmente di quella di Porto Potenza Picena, sono stata lì ed ho parlato con i terremotati.
Il fatto è che la questione è stata gestita molto male, sono state fatte delle promesse contrarie ai due soggetti, ai terremotati sono state fatte delle promesse e data la garanzia che entro la primavera sarebbero stati sistemati nelle casette, agli albergatori, quando è stato stipulato il contratto, è stato detto che sarebbe stata loro garantita la stagione estiva. Quindi la questione è da prendere in mano ed ammettere che è stata gestita male.
Le chiedo Assessore: come si fa a dire che le persone si sono spostate motu proprio quando sono andati lì i funzionari della Protezione civile a dire che se non andavano via, sarebbero stati mandati via perché il contratto finiva? Perché ai funzionari regionali non sono stati dati gli strumenti per garantire cose diverse? Oggi come si fa a dire che nessuno verrà spostato a forza dalla Regione? Me lo dica, se il contratto non viene rinnovato. Lei non mi ha risposto neanche rispetto alla clausola contrattuale che al punto 4 mette obblighi alla struttura ricettiva ospitante e dice che “il titolare o gestore della struttura ricettiva si impegna a fornire l’accoglienza alle popolazioni colpite dal terremoto mantenendo la disponibilità per un arco temporale non inferiore a 180 giorni, prorogabili fino alla conclusione dello stato di emergenza”. Lo stato di emergenza è concluso? Avete prorogato? E’ prorogato? Se il contratto è stato prorogato, perché non c’è quest’altra proroga anche nelle strutture? Perché alle strutture è stato garantito di organizzarsi per la stagione estiva per mantenere la propria clientela turistica.
Ci sono persone che in queste strutture più grandi hanno ricreato parte della comunità, ho parlato con le persone che sono nella struttura che lei non ha citato, che si sono già spostate due o tre volte, quindi c'è stata la buona volontà da parte di queste persone di venire incontro alle esigenze che si sono manifestate nel corso di questi mesi.
A me sono stati rappresentati dei casi: una persona anziana, che oggi ha un minimo autonomia, è stata messa in una struttura ricettiva, in una camera neanche da sola, a condividere con persone che non conosce. Ma dov’è la dignità che noi dobbiamo garantire a queste persone? Non si possono fare questi pacchetti che soddisfano dei parametri se poi non andiamo a guardare nello specifico.
Mi dispiace ma lei oggi non ha risposto fondamentalmente a nessuna delle domande che erano specifiche: quali sono le tempistiche per le casette? Qual è la soluzione? E’ in divenire, è in evoluzione, avete fatto molti incontri, oggi è il 30, domani scade questa convenzione, queste persone cosa faranno?
Lasciate il pallino alla struttura di cacciarle, voi vi siete lavati le mani. “Noi siamo a posto, il contratto per noi finisce domani, ma noi non cacciamo nessuno, se vuole li caccia la struttura”, ma non è corretto neanche questo, in un rapporto in cui si dovrebbe essere tutti in sinergia per trovare le soluzioni.
Mi dispiace, credo che la questione sia stata gestita veramente malissimo e le cose fatte in questi mesi hanno portato, invece che a un qualcosa di positivo, ad un irrigidimento e a delle situazioni che reputo disumane, le ho citato un caso, ma se lei è stato lì a parlare, credo che prima di venirle a dire a me della minoranza, saranno venuti a dirlo a lei, l'avranno detto a qualche Consigliere di maggioranza. Quindi questi casi, lei che è in contatto con i funzionari, dovrebbe conoscerli a mena dito.
Qui è stata messa in piedi una struttura a capo del settore turistico legata ad un’emergenza che non aveva mai gestito e che non aveva neanche, secondo me, mi sbaglierò, le capacità e le forze di gestire. L’accoglienza era legata all’emergenza, non era legata al turismo. Poi c’è stata questa sovrapposizione, come in tutta questa emergenza, emergenza e ricostruzione, Commissario straordinario, territori e Regioni, che ha creato una serie di problemi che oggi purtroppo non hanno soluzione e questo va denunciato perché la dignità di queste persone va rispettata e le soluzioni portate avanti, con la buona volontà di tanti, perché io non sto ad accusare le strutture ricettive che hanno comunque messo in piedi una accoglienza, non sono degne e non sono idonee, e questo noi ce lo dobbiamo dire, dobbiamo avere il coraggio di dirlo, quindi sono insoddisfatta.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Oggi sarebbe facile affondare la lama nella carne viva, ma non serve a niente perché se noi iniziamo a farci male all’ABC del terremoto non c’è speranza di arrivare alla Z.
E’ chiaro che è triste vedere in queste fasi iniziali che da parte nostra, non me la voglio prendere con l’Assessore Pieroni, è mancata la capacità di organizzare il minimo, se manca la capacità di ospitare un po’ di persone in un albergo, senza fargli male, senza mandare in giro il Dirigente, che non porta colpa, a dire: “Vi mando il conto”, o l’albergatore a dire: “Vi chiudo l’acqua”. Questa roba non serve perché se per l’ABC devo utilizzare questi termini ..., sono state promesse le casette, ma se continuiamo così le casette si marciscono, perché fra 40 anni stanno ancora là dentro.
Avrei immaginato invece una realtà più ampia, più concreta. C’è stato un dramma del quale ancora non si è fatto il conto, quando fra un paio d’anni il Governo di Roma farà i conti che arriveranno a 100 miliardi, e 100 miliardi non li avrà, allora vuol dire che noi dobbiamo trovare strade differenti, essere pratici, veloci, concreti.
Secondo me, chi governerà la Regione per altri tre anni deve coinvolgere l’opposizione, se non altro per evitare queste battutine e queste frecciatine, perché se io adesso volessi essere odioso, se per un quarto d’ora avessi voluto essere odioso, domattina avrei dieci di pagine sui giornali, ma non serve a niente, qui ci vuole che voi da domani cambiate passo ed ogni cosa che fate ci chiamate e la condividete con noi, per il bene nostro e della regione. Sennò così, Assessore Pieroni, non si va da nessuna parte e ve lo abbiamo già detto mesi addietro perché la situazione è straordinaria e quindi siccome l’evento è straordinario, noi scavalchiamo la normativa regionale che vede la Giunta, la maggioranza e l’opposizione e mettiamo in atto comportamenti eccezionali. Da domani mattina chi governa la Regione per qualsiasi paglia che deve muovere – sposto una penna da qui a qui - in relazione al terremoto chiama noi della minoranza, così ci evitiamo tanti problemi perché un domani su una decisione sbagliata presa in comune nessuno potrà dire nulla, e non perdiamo tempo con mattinate come questa.
Il confronto tra menti in un caso drammatico serve, è obbligato, perché se la Regione fa male con gli alberghi e per spostare 200 persone manda avanti il Dirigente che è un porta pena e l'albergatore invece dice quelle cose, a che serve tutto questo? Poi a mi chiamano in continuazione ed io spiego la situazione, li invito a guardare avanti, ma mi rispondono: “Perchè adesso ci fa così!” Allora ribadisco che occorre gurdare avanti, che questa è una cavalata. “Si però adesso i ragazzi hanno gli esami, cè un problema ...” cosa posso dire? Io ho cercato di mettere acqua sul fuoco perché ho una visione lungimirante che guarda avanti, ma ho davanti persone arrabbiate, quindi da domani mattina la prima cosa pratica, Assessore Pieroni, che dovete fare sul terremoto, anche per spostare una penna da qui a qui, è quella di coinvolgere l’opposizione, perché sennò non se ne viene fuori. Punto! Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie. Ieri sera ho avuto modo di parlare con i proprietari della struttura di Porto Sant'Elpidio e dicono che la situazione è sotto controllo, ma sapete perché? Perché molti degli sfollati, nonostante le sofferenze e la situazione di assoluta precarietà che stanno vivendo ormai da agosto 2016, hanno dimostrato coscienza e responsabilità nell’accettare la proposta dell’amministrazione regionale e della Protezione civile regionale di trasferirsi altrove, molti in autonoma sistemazione.
Non dimentichiamo poi che strutture hanno tamponato, grazie alla disponibilità dei loro titolari, l’emergenza aprendo le porte degli alberghi e proprio per rimanere sul caso di Porto Sant'Elpidio, dei 230 sfollati rimasti, dei 550 a cui la struttura ha aperto le proprie porte subito dopo il sisma, molti si sono spostati dal villaggio all’albergo, e questo fino al 31 dicembre.
Strutture come quelle di Porto Sant'Elpidio ancora ospitano gli sfollati e tutto ciò con la stagione estiva alle porte.
Qui i meriti, secondo me, ce li hanno gli sfollati e le strutture ricettive e infatti guarda caso a Numana la situazione è ancora tesissima con gli sfollati che non accettano di essere trasferiti come pacchi da una parte all’altra.
Trovo scandaloso che nemmeno una casetta sia arrivata nelle Marche e questo la dice lunga sulla competenza a gestire l’emergenza prima e la situazione post emergenziale poi.
Quindi il problema è tutt’altro che risolto e non posso non stigmatizzare che a distanza di quasi un anno da quel tragico sisma di agosto nelle Marche purtroppo ancora non abbiamo una casetta, questa è la realtà e oggi i meriti vanno agli sfollati e alle attività ricettive.
Proprio ieri sera ero in contatto con i proprietari di una struttura di Porto Sant'Elpidio che sono stanchi di questa situazione in vista proprio della stagione estiva.
Il turismo nelle Marche, secondo me, ma non solo secondo me, questo è un dato certo, è in discesa, ho avuto modo di parlare e di dirlo anche a Loreto, ad esempio, ci sono hotel che hanno visto scendere i turisti rispetto all’anno precedente per cui la situazione è veramente drammatica. Grazie.

Interrogazione n. 387
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Terremoto - Contributi per la ricostruzione”

Interrogazione n. 391
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Terremoto – Rimozione macerie e problematiche connesse alla salute della popolazione residente sia sulle abitazioni agibili sia sui moduli abitativi”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 387 e 391 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Con il Consigliere Giorgini abbiamo già avuto modo in Commissione di discutere di queste due interrogazioni, consegnerò adesso agli atti la risposta che servirà al Consigliere Giorgini che voglio ringraziare per la verità, perché le interrogazioni sono datate, in quanto sono passati diversi giorni da quando sono state presentate, ma entravano nel merito di argomenti molto delicati e molto importanti.
Quando l'interrogazione è stata fatta c’era la preoccupazione sul fatto che i contributi per la ricostruzione fossero equivalenti all’evento sismico dell’Emilia-Romagna del 2012, forse in qualche sito internet o da qualche indiscrezione era apparsa una bozza, che era soltanto una bozza, perchè poi l’ordinanza commissariale n. 17 del 7 aprile 2017 ha chiarito che gli incrementi parametrici e i costi sono pressoché equivalenti con un riconoscimento contributivo maggiore per il sisma 2016 ed in particolare per superfice di unità immobiliare di 120 metri quadri. Se il paragone noi lo facciamo con il sisma dell’Emilia-Romagna, l'ordinanza stabilisce che i costi sono addirittura di qualche centesimo superiori a quelli dell’Emilia-Romagna. Quindi l’allarme che in quel momento si era verificato è da considerarsi superato.
Molto più dettagliata ed importante è l’interrogazione che il Consigliere fa sulle macerie ed alcune risposte, anche in maniera molto sintetica, posso darle, anche qui c’è una risposta molto dettagliata nel merito che consegno agli atti e poi il Consigliere Giorgini potrà prenderne visione.
Nell’interrogazione n. 391 il Consigliere Giorgini pone alcune domande, una in particolare, riguarda la presenza di eventuale amianto e se ad oggi abbia prodotto inquinamento da matrici ambientali aria-acqua-suolo. Qui abbiamo già detto in Commissione ed è stato spiegato anche abbondantemente dai tecnici, che per evitare ciò sono stati adottati tutti gli accorgimenti stabiliti dalle norme e laddove sono stati rinvenuti materiali contenenti amianto si è proceduto come stabilito dalla legge con le ditte specializzate iscritte alla categoria 10 dell’Albo gestori dei rifiuti.
Che iter era stato stabilito per la rimozione e lo smaltimento delle macerie comprese quelle dell’amianto? Per la rimozione e lo smaltimento delle macerie si è seguito quanto stabilito dall’articolo 28 del decreto legge 189 del 2016, si è pertanto estesa la concessione del servizio relativo ai rifiuti urbani già in essere tra Cosmari e Piceno Ambiente e dei rispettivi Comuni con la gestione delle macerie pubbliche.
L’amianto sarà gestito unicamente da soggetti aventi le specifiche capacità tecniche, in questo ultimo caso si arriva fino allo smaltimento in discarica.
Per quanto riguarda le macerie non contenenti amianto il gestore del servizio cura la raccolta, il trasporto, la selezione e la cernita, fatto ciò il rifiuto che ne residua va alle filiere di recupero privato.
I beni di valore o affettivi vanno ai Comuni per la restituzione ai proprietari, i documenti, le armi, eccetera, vanno alle forze dell’ordine, le targhe ed altri documenti di circolazione vanno alla Motorizzazione civile.
Se sono stati effettuati degli studi sanitari e che i rischi sanitari ambientali si potrebbero generare nell’operazione di rimozione e smaltimento delle macerie. L’unico rischio è la possibile polvere, in tal senso le indicazioni agli organi tecnici sono, in caso di condizioni climatiche sfavorevoli e di presenza di possibili bersagli, di operare con l’umidificazione in fase di carico attraverso nebulizzatori o altre tecniche possibili.
Se la scelta delle aree di urbanizzazione destinate ad accogliere i moduli abitativi sia stata fatta anche e soprattutto escludendo eventuali rischi connessi con la salute umana. Le Sae, compatibilmente con la disponibilità fisica, vengono localizzate in spazi prossimi agli abitati preesistenti, ciò con il fine di ricostruire, per quanto possibile, la socialità persa con il terremoto. In genere aree capaci di ospitare un adeguato numero di Sae sono comunque fuori o ai margini degli abitati, quindi in genere per la localizzazione e per tempistiche si tiene bassa l’interazione tra le due attività. Faremo comunque attenzione a risolvere le eventuali interferenze, poi sulle Sae risponderemo più tardi perché ci sono interrogazioni in merito.
Che accorgimenti saranno presi per salvaguardare la salute pubblica ed il possibile inquinamento ambientale? Come già chiarito non si ritiene che sussistano situazioni di possibili inquinamenti ambientali, sensibilmente differenti da quelli esistenti in territori non colpiti dal sisma.
Non si esclude che possano realizzarsi sversamenti di sostanze, quali ad esempio l’idrocarburi, che potrebbero essere presenti sotto le macerie, ma ad oggi non ci risultano, in tal caso si opererà secondo i dettami delle norme sui siti contaminati.
Relativamente alle macerie però vorrei aggiungere che non condivido l’interpretazione che inizialmente ha dato il Consigliere Giorgini nella sua interrogazione, che è quella di un forte ritardo rispetto ai tempi.
Noi abbiamo fatto un percorso nel pieno e totale rispetto delle ordinanze e delle leggi vigenti in un settore come quello ambientale in cui bisogna prestare molta attenzione e bisogna procedere con grande cautela.
Ad oggi però la macchina ha preso il via e ha preso il via anche abbastanza speditamente, tanto è vero che le macerie ad oggi sgombrate sono 50.654 tonnellate, 26.000 provenienti dalla provincia di Ascoli Piceno, 24.000 provenienti dalla provincia di Macerata, 74 dalla provincia di Fermo.
Come sapete sono stati individuati i siti per lo stoccaggio: uno ad Arquata del Tronto, uno già in funzione a Tolentino, località Pian del Chienti in prossimità del Cosmari. Quello di Arquata del Tronto ha una potenzialità di 230 tonnellate al giorno, quello di Tolentino già in funzione ha una potenzialità di 400 tonnellate al giorno, si sta approntando, è stato già autorizzato un secondo sito, quello di Pian del Chienti che a regime porterà a 1.000 tonnellate al giorno e c’è una località ex cava a Pian di Piega-San Ginesio dove attualmente ci sono 4.000 tonnellate già in deposito e si arriverà a 25.000 tonnellate.
A Monteprendone, dove conferiranno le macerie di Ascoli e Fermo attualmente siamo a 400 tonnellate al giorno e a regime arriveremo a 1.000 al giorno.
Questo per quanto concerne il sistema che abbiamo messo in piedi e anche visionato, non più tardi di una settimana fa, dai rappresentanti della Commissione europea che quando hanno visitato il sito di stoccaggio del Cosmari sono rimasti assolutamente impressionati per la qualità e la bontà delle operazioni perché si sono resi conto che tutto viene trattato con la dovizia di particolari che magari le macerie ad occhi leggeri non dovrebbero avere. Per esempio si sono accorti che lì viene fatta la cernita, i documenti o le foto familiari addirittura rispedite ai Comuni di residenza, gli oggetti di valore, le armi ..., sono operazioni molto delicate che vengono fatte con una attenzione certosina ed hanno avuto l’elogio da parte dei rappresentanti europei, tant'è che hanno detto che la situazione che abbiamo messo in piedi, non sarebbe stata messa in piedi così bene neanche in un Paese del Nord Europa, questo c’è stata una particolare attenzione.
Si sta recuperando il discorso delle macerie e concludo dicendo che ovviamente le macerie debbono essere portate via, quelle pubbliche, dopo un piano delle macerie che i Comuni debbono aver presentato.
Il piano è stato presentato ad oggi da 43 Comuni, gli altri che non lo hanno presentato, lo faranno nei prossimi giorni, ed anche qui c’è una collaborazione totale degli uffici della Regione che aiuterano quelli che ancora non lo hanno presentato, e sono i Comuni più importanti, che hanno più macerie, penso ad esempio a Castelsantangelo sul Nera, Ussita lo ha presentato in parte, Visso deve presentarlo. Gli uffici della Regione aiuteranno questi Comuni a presentare il Piano.
Ad oggi dai piani che sono stati presentati, 231.000 tonnellate vengono dalla provincia di Macerata, 140.000 dalla provincia di Ascoli, 41.000 dalla provincia di Fermo.
Sono tonnellate che tendenzialmente aumenteranno di molto perché ci sono i Comuni, quelli più colpiti, che devono ancora presentare il loro Piano.
Comunque la situazione è sotto controllo, lo smaltimento laddove i Comuni hanno presentato il Piano è già iniziato, a quest’ora è in funzione, i siti che abbiamo approntato funzionano e mi pare che stiamo recuperando e dando una stretta a questo problema che ovviamente è importante per far ripartire la ricostruzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore per la risposta, ma come ci siamo detti qualche minuto fa ormai queste due interrogazioni sono superate, sono preistoriche in quanto sono a conoscenza di quasi tutto quello che ho chiesto con queste interrogazioni.
Due parole le vorrei dire, Assessore, questa non era una interrogazione accusatoria, come lei ha detto, ma una presa d’atto di una situazione, perché difficilmente faccio interrogazioni e mozioni che non abbiano un senso logico e compiuto.
Ho fatto queste interrogazioni perché avevano un senso e perchè in molti Comuni sopra citati, come ad esempio Arquata del Tronto, sono ancora presenti macerie, da sei mesi, perché questo? Immagini Arquata sopra e sotto le 64 casette, se fossero già state fatte, ma le casette sono in ritardo e le macerie sono andate di pari passo alla non costruzione delle casette.
Quando ho fatto questa interrogazione immaginavo che le casette arrivassero prima, quindi dicevo: se le 64 casette vengono costruite e poi gli sfollati ritornano lì, si vedrebbero sopra queste tonnellate di macerie e questo non sarebbe congruo, ecco il motivo, prima togliamo le macerie e poi facciamo le casette e non viceversa.
La mia interrogazione era dovuta solo a questa preoccupazione, di non fare le casette e lasciare le macerie sopra, la lentezza della costruzione delle casette è andata di pari passo con quella delle macerie, quindi questa interrogazione è stata superata, però prendo atto delle risposte per me importanti. Grazie.

Interrogazione n. 417
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Costruzione nuovo ospedale di Amandola (FM)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 417 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Facendo il punto sull’Ospedale di Amandola è importante sapere che attraverso una collaborazione fra l’edilizia sanitaria ospedaliera della Regione e la Protezione civile sono state fatte le necessarie valutazioni circa le strategie da seguire per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Amandola.
L’ospedale di Amandola a causa della configurazione della rete stradale e dei tempi di trasferimento per l’utenza ai più vicini centri sanitari provinciali, come unico riferimento per il territorio montano, ha una funzione importante all’interno della rete sanitaria regionale, quindi si conferma innanzitutto il valore di questo presidio all’interno della rete.
Nelle necessarie verifiche sismiche, valutando fra mantenere il presidio ospedaliero nel luogo o andare verso una nuova struttura, è stata individuata, come strategia più opportuna, quella della nuova struttura.
Con l’amministrazione comunale è stata individuata l’area dove poter far sorgere il nuovo ospedale, che è un’area prevista già edificabile dal piano regolatore del Comune stesso, quindi un’area che era già prevista in termini di edificazione non per l’ospedale, perché chiaramente il tema è nato dopo.
La scelta dell’area è uno spostamento verso la pianura e migliora l’assetto infrastrutturale, le comunicazioni, il raggiungimento, per la funzione di territorio che ha l’ospedale stesso e vengono razionalizzati nella planimetria del nuovo ospedale i flussi interni ed esterni, quindi l’ospedale diventa più efficiente come luogo rispetto alla situazione attuale che, non so se la conosce, è la sommatoria di più interventi, uno di fianco all’altro, con tutti i disagi del caso, andare verso una struttura significa lavorare in un altro modo.
Si facilita l’esecuzione dei lavori, c’è maggior sicurezza, si va verso una struttura leggera, attraverso dei piani scalettati che si adattano al terreno, un’altezza massima di 3 piani, una sezione che si ispira al contesto, all’abitato di Amandola, che ben si inserisce sotto il profilo paesaggistico.
Per quanto riguarda la ripresa degli spazi già si stanno facendo delle proposte di tipo progettuale per il recupero di strutture che permettano di coprire il più possibile, riducendo i disagi, il tempo che va da qui alla realizzazione di un nuovo ospedale.
Sulla realizzazione c’è anche una donazione della compagnia petrolifera Rosneft di 5 milioni di euro destinata per la costruzione del nuovo ospedale di Amandola, però non ancora perfezionata, sono stati approvati gli atti, approvata la struttura e addirittura il Primo Ministro Gentiloni ha pubblicamente, non so se avete visto durante l’ultima visita in Russia, ringraziato la società per questa donazione, donazione che dobbiamo ancora perfezionare.
La donazione di 5 milioni di euro non copre l’intera costruzione, per quanto riguarda la parte restante abbiamo due possibilità, la prima, come stiamo facendo per le scuole nuove, è di dirottare il valore, che attraverso la ricostruzione si prevede, dell’investimento sulla struttura attuale dell’ospedale di Amandola. Ogni struttura danneggiata ha diritto alle risorse per poter essere ripristinata ed adeguata sismicamente, trattandosi di un ospedale è un adattamento sismico di IV livello, quindi anche finanziariamente molto impegnativo.
Integrando la donazione con i fondi che erano destinati alla vecchia struttura è possibile realizzare la nuova struttura, oppure, viceversa, lasciare i fondi statali sulla vecchia struttura e utilizzare i fondi che grazie a un emendamento approvato ieri nella conversione dell’ultimo decreto in legge, libera per la Regione Marche un importante quantità di risorse per gli investimenti in sanità.
Parliamo di oltre 100 milioni di euro con la possibilità di cofinanziare noi la parte residua del nuovo ospedale e utilizzare i fondi del terremoto verso la vecchia.
Valuteremo quale sarà la strategia più conveniente, cioè quella che sarà la cifra maggiore che potremmo introitare attraverso la scelta che andremo a fare e gli investimenti.
E’ logico che per poter partire per l’intero percorso dobbiamo avere la formalizzazione della donazione, cioè la sottoscrizione dell’atto di donazione, e dall’altra parte il piano delle opere approvato, perché approva gli investimenti sulle infrastrutture, oppure, se è più conveniente, l’utilizzo di questi fondi diretti.
Approfitto dell’interrogazione per ringraziare il Consigliere Carloni perché a livello nazionale abbiamo fatto gioco di squadra. Sia i parlamentari del Partito Democratico che importanti figure all’interno della Commissione bilancio, che fanno riferimento alla forza politica del Consigliere Carloni, si sono adoperati per l’approvazione di questo emendamento.
L’emendamento era stato presentato e firmato dai Parlamentari della minoranza della Lombardia ed interessava due regioni in particolare, la Lombardia e le Marche che, avendo una gestione virtuosa della sanità, avevano dei residui da poter giocare in termini di investimenti. Quindi sia noi che la Lombardia godremo di questa iniziativa ed è un bel modo di interagire rispetto ad una scelta che oggi ci dà la disponibilità di avere ulteriori risorse negli investimenti sanitari nel quadro di tutto quello che dovremo fare sul terremoto grazie all’approvazione di questo emendamento. Per questo mi sembrava importante approfittare di questo tempo per ingraziarlo.
Sul piano delle opere, se volete mi allungo un po’, così almeno chiariamo questi aspetti, mentre la ricostruzione privata, cioè quello che fanno i cittadini e le imprese, passa attraverso l’ufficio speciale della ricostruzione con la presentazione di una normale concessione edilizia, ed il pagamento avviene attraverso il meccanismo del credito di imposta, che non è quello che utilizziamo noi a casa nostra, quando mettiamo il solare termico sul tetto, ma è un credito di imposta fra lo Stato e la banca che pagherà la ditta che fa i lavori, per quanto riguarda la ricostruzione pubblica il meccanismo non è quello del credito di imposta o la presentazione di progetti, ma l’approvazione dei piani delle opere.
Un primo piano delle opere è già stato approvato ed è quello che riguarda 21 scuole che verranno aperte nel nuovo anno scolastico. 21 scuole che a febbraio hanno costituito il primo nucleo del piano delle opere.
Un secondo nucleo del piano delle opere è previsto in approvazione per la prima settimana di giugno e riguarderà ulteriori scuole, nel caso delle Marche proporremo alla cabina di regia nazionale 65 scuole da realizzare, un plafond di circa 120 milioni, che è la cifra messa a disposizione per il primo piano delle opere.
A fine giugno ci sarà un secondo piano delle opere che riguarderà tutto ciò che non è scuola e in quel caso potremo valutare, se sarà quella la strada, l’inserimento dell’ospedale di Amandola per cofinanziare la parte del nuovo ospedale, ma è chiaro che finché non sarà approvato il piano delle opere il finanziamento statale non sarà a disposizione né potrà partire la procedura per la sua realizzazione.
L’ulteriore piano delle opere è previsto per settembre quindi ogni 3, 4 mesi, anche perché ogni piano delle opere comporta un notevole lavoro di avvio, verranno scansionati questi piani delle opere fino a realizzare i due miliardi di opere pubbliche previsti complessivamente nella ricostruzione delle Marche.
Ogni volta noi partecipiamo con il 62% delle risorse disponibili, che è la quota stabilita sempre nella cabina di regia nazionale fra le varie Regioni.
Vi ho dato questa informazione più complessiva così che possiate aver contezza di quali sono gli strumenti per la ricostruzione pubblica, di quali sono le prime tappe che si presenteranno e di come funziona le parte di ricostruzione pubblica.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Ceriscioli perché è in grado di ringraziare anche la minoranza quando, con spirito costruttivo e di collaborazione, ottiene qualcosa per la regione Marche.
Stiamo parlando di questo nuovo ospedale ad Amandola da quando ci fu il primissimo incontro con lei Presidente Ceriscioli alla presenza di tutti i Consiglieri regionali e già allora si parlò della ricostruzione di questo nuovo ospedale e lei stesso disse che avrebbe valutato se era meglio ristrutturare il vecchio, garantendo comunque i servizi essenziali, o farne uno nuovo.
Io ho qui una lettera dell’Unione dei Comuni montani che dovrebbe esserle arrivata il 9 maggio 2017 indirizzata a lei, Presidente Ceriscioli, al Direttore generale dell’Asur Marche, al Direttore di Area Vasta 5, al Direttore dell'Area vasta 4 e per conoscenza a tutti i Sindaci dell’Unione montana.
Siccome lei giustamente ha detto che questo ospedale sarà strategico per la rete territoriale di assistenza ai cittadini, io mi faccio un po’ portavoce dell’appello dei Sindaci dei Comuni limitrofi che chiedono di poter valutare e di poter incontrare i vertici regionali per proporre tre ipotesi di lavoro presentate …(...) C’è già l’appuntamento fissato, quindi mi fa piacere che ci sia una risposta da parte della Regione visto che la loro richiesta era del 28 aprile, quindi sono passate alcune settimane, per valutare anche se è il caso di investire, leggo le tre ipotesi, 3 milioni di euro con un periodo di lavori di un anno che garantirebbe comunque, anche se in spazi ridotti, il ripristino di alcune funzionalità dell’ospedale, quindi magari prima di prevedere …. Perfetto, la ringrazio Presidente.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 418 la rinviamo a quando arriverà l’Assessore Bora che è fuori per impegni istituzionali. Passiamo ora alle mozioni.

Mozione n. 248
ad iniziativa del Consigliere Celani
“Mantenimento del punto di primo intervento (PPI) presso l’ospedale di Tolentino (MC)”

Mozione n. 251
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Mantenimento per ulteriori 3 anni dei Punti di primo intervento (PPI) negli Ospedali di Comunità della Area vasta 3”

Mozione n. 252
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Emergenza terremoto e trasformazione Ospedali di Comunità nelle province colpite. Tutela del Punto di primo intervento dell’Ospedale ‘Santa Lucia’ di Recanati”
(abbinate)
(Discussione e ritiro)


PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 248 del Consigliere Celani, la mozione n. 251 del Consigliere Bisonni, la mozione n. 252 della Consigliera Leonardi, abbinate.
Per l'illustrazione sono stati previsti sei minuti. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Cominciamo a parlare, dopo questo escursus di interrogazioni, di cosa la Regione può fare, che è nelle sue disponibilità, per cominciare a ridare un po' di servizi e un po’ di vita a questi territori.
Questa mozione credo che possa essere trattata, esaminata, attraverso una doppia lettura. C’è una prima lettura che riguarda il diritto alla salute, un diritto che è sancito dalla Costituzione, basta leggere l’articolo 32, un diritto su cui abbiamo dibattuto moltissimo, ad esempio, quando abbiamo parlato di obbligatorietà delle vaccinazioni, perché il diritto alla salute è qualcosa che interessa direttamente il diritto personale, il diritto soggettivo della persona che deve essere tutelato dallo Stato, tanto è vero che è inserito all’interno della nostra Costituzione.
Per cui la prima lettura va fatta in questo senso, parliamo di un qualcosa che è un diritto dei cittadini, un diritto di ciascuno di noi.
La seconda lettura di questa mozione, così come quelle che sono state presentate dai Consiglieri Bisonni e Leonardi, riguarda un collegamento stretto con il sisma, e qui dobbiamo essere chiari e sinceri fino in fondo.
Se noi vogliamo che queste zone tornino a vivere dobbiamo far sì che i servizi non vengano smantellati, anzi dobbiamo fare in modo che vengano accentuati.
Vi pongo una domanda, ditemi voi quali sono le motivazioni per una persona che viveva nell’entroterra, che ha avuto la casa distrutta, per tornare se non ha la casa e se non ha i servizi.
Qui noi stiamo vivendo un forte dramma, Presidente, forse ancora non è stato capito nella sua interezza, si rischia che queste zone diventino un'isola deserta, non tornerà nessuno nell'entroterra, non parlo di Tolentino in particolare, perché è una cittadina di oltre 20.000 abitanti che tornerà a vivere e tornerà a splendere come negli anni migliori, ma non parlo solo di Tolentino, parlo anche di altre città, il problema è proprio questo, qui probabilmente non tornerà nessuno perché c'è stato l'esodo di queste popolazioni verso la costa, dove inevitabilmente i servizi sono migliori e maggiori e dove hanno potuto assaporare “forzatamente” questi servizi, ditemi voi perché dovrebbero tornare a vivere in zone dove non hanno la casa e non hanno i servizi.
La mozione va inquadrata in questo contesto, non vuole essere speculativa da un punto di vista prettamente politico, vuole porre una seria riflessione, a tutto tondo, per capire se possiamo in qualche modo mostrare l’attenzione. Non basta più dire: “Vi saremo vicini” e la pacca sulle spalle, dobbiamo fare degli atti concreti con cui dare dimostrazione che effettivamente si vuole cambiare verso.
Che cosa si chiede con questa mozione? Si chiede, viste le difficoltà che queste zone hanno avuto e visto che era in atto una riforma sanitaria che la Regione aveva già adottato e deliberato, con certe scadenze, che certe situazioni siano bloccate. Fermiamoci un attimo a riflettere, non diamo corso a quelle decisioni che erano già state prese, aspettiamo un attimo, vediamo questa emergenza quando effettivamente finirà. Nel frattempo studiamo un riposizionamento dei servizi sanitari sul territorio colpito dal sisma e poi diamo atto a tutto quello che era stato programmato con la riforma regionale che prevedeva che a partire dall'1 luglio, ad esempio, a Tolentino venisse soppresso il Punto di primo intervento e sostituito con il Punto di assistenza territoriale, questo famoso Pat.
Questo è un segnale importante, certamente non risolve il problema della sanità in quel territorio, né la presenza del Pit, né il ripristino del punto di diagnostica e quant'altro, non risolve definitivamente i problemi perché il problema di comunità già è una risposta molto più forte, però è un segnale che necessariamente dobbiamo dare, tanto più che Tolentino è il Comune più grande della provincia di Macerata, inserito nell’elenco delle città cratere, sia per quanto riguarda l'estensione territoriale che, per esempio, il numero di abitanti.
Anche da questo punto di vista diamo un segnale molto forte.
In sintesi cosa dice questa mozione? Impegna la Giunta regionale ed il suo Presidente, nella duplice veste di Presidente della Regione e di Assessore alla sanità, quindi di responsabile dell’attuazione di questa riforma, a sospendere per quanto riguarda il Comune di Tolentino l'attivazione del nuovo Punto di assistenza territoriale che è previsto nel piano sanitario regionale, a prevedere contestualmente la permanenza del Punto primo intervento, almeno fino all’entrata in funzione del nuovo ospedale di comunità, poi possiamo discutere, un anno, due anni, tre anni, quattro anni, però noi non vogliamo mettere un limite, ma diciamo “fino a che non entra in funzione l’ospedale di comunità” perché lì significa che è finita l’emergenza, perché l’ospedale San Salvatore è completamente inagibile, quindi è necessario aspettare che venga realizzato questo ospedale di comunità.
Ancora questa mozione impegna a ripristinare nel più breve tempo possibile il gabinetto di diagnostica per immagini e il servizio di radiologia, con gli stessi strumenti radiologici precedentemente ivi installati e funzionanti, nella attualità trasferiti altrove a causa dell'inagibilità dei locali, ovviamente la condizione del San Salvatore è nota a tutti, quindi non devo spiegarla io, poi impegna ad installare con urgenza un Punto per analisi ematiche urgenti e a ripristinare l’ambulanza infermieristica che è stata nel frattempo soppressa.
Come vedete, come ho già preannunciato in apertura, si tratta di riposizionare sul territorio di Tolentino una serie di servizi sanitari che c'erano, che sono stati soppressi per effetto del terremoto e per effetto della riforma sanitaria che dovrebbe entrare in funzione il primo luglio. Questo è il minimo sindacale che noi dobbiamo fare per il rispetto di questa comunità e per dare un segnale di inversione di tendenza nello stare vicino concretamente a queste persone, non bastano più le parole questo è un fatto concreto.
Io so che su questo versante il Presidente Ceriscioli sta lavorando, si è impegnato, credo che già qualcosa abbia fatto, quindi qualcosa di concreto ci può dire però è necessario che venga scritto negli atti affinché si possa tornare su questi territori e dire: “Questa volta vi siamo stati vicini concretamente”. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione della mozione 251, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Mi allaccio a quanto già detto, ho presentato una mozione che riguarda tutta l'Area vasta 3, che sostanzialmente è quella interessata direttamente o indirettamente dal terremoto, in maniera più forte, perché sta quasi tutta dentro il cratere e i Comuni che non ci sono comunque ne subiscono una forte influenza, perché molte persone sfollate si sono riversate lungo la costa, per cui anche gli ospedali, come ad esempio quello di Recanati, che non sono dentro il cratere ne subiscono gli effetti.
Per cui con questa mozione, che mi sembra di buon senso, viste le difficoltà che stanno attraversando i nostri cittadini, chiedo che la Giunta si faccia promotrice presso il Governo affinché venga concessa una proroga di tre anni ai PPI per i quali, dobbiamo ricordare, la chiusura è prevista per legge dal decreto 70, quindi se non c'è un'azione del Governo in tal senso la Regione non può fare altro che adeguarsi, però in questo caso la Regione si può fare parte attiva affinché il Governo ci conceda questa proroga.
Confido che questa mozione possa essere accolta perché è di buon senso e sottolineo ancora una volta, se ce ne fosse la necessità, l'importanza di mantenere il PPI che è un qualcosa in più rispetto al PAT.
Non entro nei dettagli però spero che questa mozione possa essere condivisa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione della mozione 252, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Torniamo a mettere in qualche modo in discussione, per motivi che sono poi gli stessi ma qualcuno anche cambia, la delibera 139 che ha sancito la trasformazione dei piccoli ospedali in ospedali di comunità e gli effetti della trasformazione, che sta avvenendo ormai da più di un anno, visto che la delibera è del 22 febbraio 2016, oggi li stiamo vedendo.
La trasformazione che cosa ha portato? Nella mia mozione mi soffermo in particolar modo sull'ospedale di Recanati e sul Punto di primo intervento dell'ospedale di Recanati, il Santa Lucia, perché di fatto si è assistito ad un depotenziamento della struttura, e a questa non ancora avvenuta trasformazione del Punto di primo intervento in PAT grazie alla fatto che la struttura ha ancora necessità di completare nella parte strutturale degli interventi che erano calendarizzati e al fatto che vi sono stati trasferiti anche i degenti di quelle strutture legate al sistema messo in crisi dal terremoto.
Questa temporanea non trasformazione del PPI in PAT dovrebbe concludersi in questo mese e, penso che lo sapete tutti, il Presidente è stato anche a visitare l’ospedale di Recanati non molto tempo fa e sabato c'è stata una riuscita, in termini di presenze, manifestazione del comitato che da tanti anni lotta per difendere quell’ospedale. Riuscita perché ha portato tante persone in piazza, e non è una manifestazione politica, che vogliono difende il proprio diritto alla salute, in un sabato pomeriggio di sole, come quello appena trascorso, in cui ognuno poteva stare a casa propria o al mare a divertirsi e credo che dimostri come sia importante per la cittadinanza mantenere quel Punto di primo intervento rispetto alla funzione che fino ad oggi ha svolto e non trasformarlo in qualche cosa che non garantisca un presidio di emergenza ed urgenza.
Questa situazione è già grave perché abbiamo visto che nel corso di questo anno i due pronto soccorso, i due Punti di primo intervento, che dovevano coprire quello di Recanati, non sono in grado di sopperire a questo, perché né quello di Macerata, né quello di Civitanova hanno dato in questo anno prova di essere all’altezza, per quanto riguarda la struttura, in particolar modo i medici ed il personale presente, di garantire un afflusso che, dati alla mano, lo scorso anno ha visto più di 7.000 interventi nel Punto di primo intervento di Recanati.
Ora questa situazione già pesante e grave per una popolazione, si è ulteriormente aggravata dal fatto che, è vero, Recanati è fuori dal cosiddetto cratere, ma di fatto molta della popolazione terremotata si è spostata in questi mesi proprio nelle vicinanze della costa, abbiamo discusso pochi minuti fa, implementando sia l’accoglienza nelle strutture ricettive che l'accoglienza nell’autonoma sistemazione, aumentando di fatto la popolazione che potrebbe o vorrebbe rivolgersi a questa struttura.
Con questa mozione chiedo appunto di mantenere il Punto di primo intervento del Santa Lucia con un potenziamento ovviamente del personale e di una diagnostica adeguata con una tipologia h24, perché noi dobbiamo lasciare il presidio anche di notte, di rivedere a causa dell'evento sismico la delibera di Giunta regionale 139 che trasforma i piccoli ospedali in case della salute e ovviamente la conseguente trasformazione dei Punti di primo intervento in PAT, senza la garanzia, lo voglio chiamare così a livello popolare e di gente, del pronto soccorso, togliendo quelle funzioni, garantire che il Punto di primo intervento sarà in grado di gestire anche i codici superiori al verde, oggi vengono dirottati principalmente i codici verdi con la presenza di personale medico ed infermieristico adeguato, specializzato in medicina d'urgenza, per stabilizzare i codici gialli ed i rossi come purtroppo e spesso è accaduto nel punto di primo intervento del Santa Lucia. Quindi mantenere quello come un presidio a garanzia del diritto alla salute. Grazie.

PRESIDENTE. E' stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consigliere Marconi, Rapa, Busilacchi.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Mi rivolgo a lei Presidente Ceriscioli nella logica di un ragionamento, non quello che è stato fatto nella piazza della mia città sabato scorso, dove non si sono fatti ragionamenti, cari colleghi che siete intervenuti a quella manifestazione, ma si è fatta campagna elettorale. Questo nuoce molto alla città di Recanati, lo spiegheremo, nuoce molto al nostro nosocomio perché quando si sfruttano situazioni di questo tipo per attaccare direttamente il Presidente Ceriscioli, la Giunta e la Giunta comunale di Recanati ed il suo Sindaco, non si è in linea con quello che poi qui in maniera molto più mite si cerca di far passare, invito chi vuole a sentire le registrazioni di quegli interventi ed erano interventi da campagna elettorale o peggio.
Diverso è stato l’atteggiamento del comitato, caro Presidente, che ha ritirato lo striscione con il quale qualche mese fa ci invitava a vergognarci, a me, a lei ed al Sindaco di Recanati.
Nonostante il calo dei partecipanti rispetto alla precedente manifestazione, che non è un dato sul quale mi eccito, né per pochi, né per tanti, ma da recanatese che per tanti anni si è preoccupato di questa situazione, mi permetto di dire che bisogna stare molto attenti a quello che diciamo e soprattutto a quello che scriviamo.
Ho fatto, colleghi Consiglieri, una settimana fa una lettera, non amo e non ho mai amato la pubblicità su questa materia, per cui sono coerente con quello che dico in questa sede, avrei potuto sfidare pure io, avrei potuto proclamare, annunciare in anticipo risoluzioni che ragionevolmente e concretamente riusciremo a trovare fra un po’ di tempo, ma a suo tempo, già prima della fine del 2016, scrivevo al Presidente Ceriscioli chiedendo di prendere in considerazione il fatto che la situazione, immediatamente successiva all’ottobre 2016, era una situazione di confusione ed ancora non sapevamo bene dove le persone dovevano essere allocate, oggi i dati li abbiamo, oggi sappiamo che la provincia di Macerata è stata oggetto di una migrazione interna, di più di 20.000 persone che si sono ricollocate in varie zone dell’Area vasta 3, chiaro, in prevalenza in collina e sul mare, quindi più vicini alla nostra città.
Nel frattempo l’ospedale di Tolentino ha subìto danni rilevanti, non ha la radiologia funzionante, quindi non può avere un Punto di primo intervento funzionante.
Sottolineo con molta soddisfazione, Presidente Ceriscioli, l’inaugurazione e l’apertura del nuovo pronto soccorso di Macerata e dei nuovi servizi di emergenza a Civitanova Marche, con otto posti di astanteria, di rianimazione per ognuna di queste strutture, nonostante questo abbiamo una situazione i cui numeri ci dicono di circa 6.500 prestazioni, molte saranno improprie, molte dovrebbero essere fatte dai medici di medicina generale, non dico che tutte e 6.500, che vengono fatte all'attuale PPI di Recanati, sono proprie, ma di fatto sono 6.500 persone che arrivano lì, stornare anche il 50% di queste 6.500 prestazioni su Civitanova e Macerata significa portarne su queste strutture 1.500 che divise sull’anno sono 4, 5 al giorno, quindi è una cosa assolutamente da evitare, per quanto di assoluto possa esserci qualcosa nella vita.
Attendo da lei Presidente una dichiarazione, che per me vale un verbale, vale mille risposte, relativamente al fatto che, come per molte altre situazioni, il Governo ha preso atto che abbiamo un quadro di riferimento, con il terremoto, particolarmente preoccupante. Si prenda atto di questa situazione e che Tolentino e Recanati diventino presidi indispensabili sul piano dell'emergenza e perché questo avvenga, con alcune precisazioni, noi non le chiediamo, con il capogruppo di maggioranza, il ritiro o la modifica della delibera con la quale ha applicato questo in tutta la regione, perché sarebbe una follia in termini giuridici, questa era una cosa che dovevamo fare già tre o quattro anni fa, è stata lungamente ritardata e quella segue il suo percorso. In tutti gli altri ospedali della regione le cose, gli ex ospedale di polo, stanno funzionando bene perché alla fine, come diceva il Consigliere Bisonni, il PPI ha qualcosa in più del PAT, se il PPI è qualcosa in più del PAT, non mi voglio ancorare alle parole, diciamo PPI per capirci, deve essere veramente qualcosa di più in termini di organizzazione dell’emergenza.
Tengo a far sapere che attualmente, colleghi che avete presentato la mozione, ve lo dico se nessuno vi ha informato, nel Punto di primo intervento di Recanati la sera ci sono cinque persone, tre medici e due infermieri, quindi non è che non c'è nessuno e che c'è un livello di prestazione molto basso, molto più grave la situazione di giorno, Presidente, ed anche questa è una cosa paradossale. Invito, attraverso lei, gli organi dell’Asur a verificare, di giorno vivono e operano 17 medici di medicina generale, magari qualcosa potrebbero fare in questa direzione, non si capisce perché di giorno il PPI si ingolfa e produce un danno rilevante alla sezione di cure intermedie per questo noi nella risoluzione non parliamo solo di emergenza, ma anche di cure intermedie, perché gli unici due medici internisti che sono rimasti a Recanati spesso sono impegnati per l’emergenza perché arrivano decine e decine di persone al giorno e non possono curare in maniera adeguata il reparto.
Questa è la cosa, PPI, PAT, inventiamoci un terzo nome, ma nella sostanza ci sia questo tipo di intervento e non metto date, Presidente, non voglio essere sfacciato, io sono un moderato anche se qualcuno mi definisce estremista di centro, però non mettiamo date, l’abbiamo messa al 30 giugno 2017, ma ci siamo resi conto che questo non era, anche perché l'ospedale di comunità Recanati riceverà un intervento risolutivo per quanto riguarda i lavori alla metà di giugno, ma dobbiamo andare alla organizzazione definitiva entro l'estate.
Invito il Presidente a darci in questa sede, stamattina, delle certezze riguardo a questo e di fronte a queste certezze, annuncio fin d'ora a nome dei colleghi della maggioranza, se saranno ragionevolmente comprensibili per tutti, la nostra risoluzione può essere superata. Vorrei che uscissimo da questo teatrino e andassimo alla sostanza delle cose, se la sostanza c'è non mi interessa fare un foglio di carta, mi interessa che la struttura di Recanati e quella di Tolentino possano essere presto funzionanti secondo le cose che io e gli altri colleghi abbiamo richiesto. Grazie.

PRESIDENTE. La Giunta chiede una sospensione di 10 minuti per una delibera urgente che deve approvare, ci rivediamo in Aula fra 10 minuti

La seduta è sospesa alle ore 11,30.

La seduta riprende alle ore 13,10.

PRESIDENTE. Consiglieri riprendiamo la seduta.
Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie. Rispetto alle richieste fatte dal Consigliere Marconi, per certi versi mi sembra anche dal Consigliere Celani e pienamente dentro il contenuto della mozione del Consigliere Bisonni, noi abbiamo già scritto al Ministero sul tema del mantenimento dei Punti di primo intervento nelle aree terremotate e nelle aree che afferiscono la popolazione terremotata, senza porre una scadenza temporale, quindi non abbiamo detto che “li chiuderemo entro …”, ma sostanzialmente dicendo esattamente l’opposto “finché abbiamo una situazione …, intendiamo mantenere il Punto di primo intervento nelle strutture che in questo momento ce l’hanno” con l’obiettivo di non dare un segnale di cambiamento all'interno di una situazione critica, come è stata descritta ampiamente da tutti i vostri interventi.
L’indirizzo è già partito, noi diciamo che manteniamo, eventualmente dovrà essere il Governo a dirci: “No, rispettate la data del dicembre 2017 come termine ultimo per la trasformazione”, ma immagino che, come è avvenuto un po’ su tutta la materia che riguarda le aree terremotate, difficilmente ci arriverà una risposta di questa natura.
In questo momento non è in programma il cambiamento da PPI a PAT nei punti che voi avete citato. Immaginiamo che la risposta sarà positiva e che ci dirà: “Va bene, mantenete i punti di primo intervento”.
Voglio fare comunque alcune sottolineature. Non so se avete notato, il passaggio fra PPI e PAT è già avvenuto in gran parte delle strutture in riconversione, con uno strano arcano: in alcuni luoghi questo cambiamento non ha prodotto nessun tipo di reazione in altri invece c’è stata una attenzione particolare.
Se andiamo ad osservare qual è il punto sul quale normalmente si muovono gli animi, è laddove di fatto il PAT viene fatto con le stesse identiche persone che gestivano fino al giorno prima il PPI perché nella trasformazione alcune figure sono rimaste incardinate dentro la struttura e il cittadino ritrova la persona che ha sempre visto, prima con il PPI e poi con il PAT, mentre laddove la trasformazione ha comportato spostamenti di personale e il cambiamento della figura, del viso, del medico che sta all’interno della struttura, si è percepito un cambiamento e nel cambiamento la preoccupazione.
Noi abbiamo dei PAT che stanno portando avanti tutta la loro attività rispetto ai codici bianchi, codici verdi, anche qualche codice giallo, con l’obiettivo di inviarli, come i codici rossi, presso un pronto soccorso vero e proprio, e stanno funzionando egregiamente senza contraccolpi, senza problemi particolari proprio perché non è cambiata la percezione della comunità.
Ricordo che il PAT è una creatura marchigiana, nel senso che è stata una scelta nostra, perché non volevamo all’indomani della necessaria trasformazione, prevista per legge, da ospedale a ospedale di comunità, togliere quel presidio, quell’ambulatorio aperto che è una risorsa per il territorio in quanto risponde a tante esigenze ed oltretutto ci permette di contenere i trasferimenti verso i pronto soccorso, perché il tema del pronto soccorso è che l’80, il 90% delle persone che ci vanno sono codici bianchi e verdi, che possono essere tranquillamente gestiti sia dal punto di primo intervento sia dal PAT, in realtà sia dal medico di continuità assistenziale che dall’ambulatorio del medico di medicina generale. Assolvono con una organizzazione diversa una presenza h24 di un servizio che dà al cittadino un punto di riferimento, dove sa che in ogni caso troverà un medico.
Nel caso specifico ritengo importante il contenuto tanto che lo abbiamo richiesto al Ministero perché nel momento del cambiamento, in una situazione di grave disagio, verrebbe percepito immediatamente come una deminutio.
Tutti quei servizi che possiamo ripristinare, mano a mano che recuperiamo spazi utili alle strutture, vengono ripristinati, radiologia e via dicendo.
Sul tipo di analisi di ambulatorio, ovvero urgenti o non urgenti, noi manteniamo urgente o non urgente, dove lo facciamo lo vedremo all’interno dell’organizzazione, hub spoke, che ogni Area vasta si dà nel gestire i servizi, dappertutto non c’è il punto che tratta l’urgente, ma ovunque viene data una risposta rispetto ad una richiesta urgente in relazione ad un esame.
L’indirizzo è quello di andare a ripristinare, mi sembra in modo particolare la mozione del Consigliere Celani lo sottolineasse, le attività che vengono svolte.
Credo che l’atto che abbiamo fatto risponda pienamente, mi sembra, all’enunciato sia della mozione del Consigliere Bisonni, sia della risoluzione proposta dal Consigliere Marconi, nell’altro caso ci sono altri punti, però mi è sembrato che la centralità fosse il Punto di primo intervento, quindi ritengo che gran parte dei contenuti delle mozioni siano superati dai fatti, cioè dal fatto che noi non andiamo a chiusura dei Punti di primo intervento, laddove sono ancora esistenti, e vedremo cosa ci risponderà il Ministero, sarà premura informare l’Aula qualora ci fossero risposte diverse da quelle che immagino arriveranno a seguito della nostra comunicazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Apprendo con grande gioia questa risposta che mi soddisfa pienamente e mi fa molto piacere sapere che quanto avevo auspicato in questa mozione di fatto è già stato recepito.
Voglio pensare, mi piace pensare, se non ho capito male questa lettera è recente, che la mia mozione sia stata da stimolo per un'azione del genere, quindi sono soddisfatto, per cui penso che a questo punto sia inutile portare avanti la mozione per cui la ritiro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie per la risposta Presidente. Vorrei chiedere, Presidente, c’è un atto formale vostro, della Giunta, con cui avete fatto questa richiesta? (…) Una comunicazione fatta al Ministero. E' importante per noi saperlo perché c’è un atto ufficiale, lo diciamo in questa Aula, lei conferma, per lo meno la sua dichiarazione è stata questa, in modo tale che non ci siano equivoci.
C’è un atto formale, una richiesta da parte della Giunta al Ministero, al servizio, dove voi dite che non chiudete nulla e sui territori rimane tutto così com’è. Quindi abbiamo pensato a riposizionare quelli che io chiamavo i servizi sanitari sui nostri territori in dipendenza di quanto è successo.
Questo è un atto importante che credo superi un po’ tutto questo discorso che abbiamo fatto, però è naturale che abbiamo portato all’attenzione della Giunta, del territorio, di tutti quanti, un problema che esiste e di cui si doveva parlare.
A questo punto sorge un problema fra me, il Consigliere Bisonni, la Consigliera Leonardi che aveva un’altra mozione che riguarda Recanati, il Consigliere Marconi mi sembra che si sia già preannunciato: qualora ci fosse stata la risposta positiva da parte della Giunta avrebbe ritirato la sua risoluzione, quindi chiedo ai colleghi che cosa hanno intenzione di fare.
Ritengo pleonastico mettere in votazione una mozione quando già il Presidente si è espresso dicendo che tutti i punti sono stati accolti perché più di quello non può fare, non può non accogliere e non fare una richiesta di deroga con una assunzione di responsabilità perchè nel frattempo noi non li chiudiamo, sarà poi il Ministero eventualmente a dire qualcosa e ad assumersi qualche responsabilità.
Detto questo sono disponibile a ritirare la mozione, chiedo anche alla Consigliera Leonardi di esprimersi in questo senso sul suo atto.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Devo dire che nel frattempo in cui c’è stata la pausa avevamo prodotto una nuova risoluzione anche perché nella risoluzione presentata dal Consigliere Marconi, non so se volutamente o per errore, non era ricompresa la mia mozione, non c’era la n. 252, mi sembrava che comunque dovesse essere posta in votazione ed immagino bocciata oppure, secondo me, ricompresa in una risoluzione unitaria delle tre mozioni.
Innanzitutto ringrazio il Presidente se ci farà avere questa comunicazione anche per capire che data porta e quando con la Giunta avete stabilito di muovervi in questo senso.
Sono lieta che i movimenti di tutti i Consiglieri, in particolar modo della popolazione abbiano sortito magari l'effetto di presa di coscienza di una realtà particolare.
Ho deciso di ritirare la mozione riservandomi ovviamente di ripresentarla nel momento in cui le cose che lei Presidente ha detto quest’oggi non dovessero essere portate avanti o non dovessero portare risultati sperati.
Quindi oggi facciamo questo atto di fiducia perché ci sembra importante il risultato di un mantenimento anche se non c'è una scadenza, per il momento prendiamola per buona per fine anno, poi aspettiamo ed eventualmente riproporremo l’atto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Presidente, solo per puntualizzare alcune cose che lei ha riferito e che credo siano di grandissima importanza perché in alcuni aspetti addirittura superano le cose che noi abbiamo detto. Ovviamente sentiti i Consiglieri Rapa e Busilacchi anche noi ritiriamo la risoluzione che era aperta, nel caso ci fosse stata la necessità della firma, non solo dei proponenti ma anche degli altri colleghi delle minoranze.
Se ho ben capito lei ci dice che addirittura fino al 31 dicembre - perché noi avevamo una data, soprattutto su Recanati che era il 30 giugno - questa situazione può essere mantenuta, e questa già è una notizia molto importante, e nel corso di questo tempo andiamo avanti, io direi - lo dico così come ragionamento ad alta voce – di non mettere in conto scadenze, sennò corriamo sempre il rischio di rincorrere i sei mesi, i sette mesi, facciamo una valutazione al di là delle scadenze dicendo: questa situazione permane e la valutiamo in relazione a quella che è l’emergenza terremoto, perché se l’emergenza terremoto sarà superata nel giro di poco tempo meglio, se non sarà superata e i movimenti e le prestazioni che questi punti di primo intervento stanno offrendo si renderanno ancora necessari, li leghiamo a questo, ripeto, tutti ci auguriamo che l’emergenza terremoto finisca presto, questo anche per evitare questo stillicidio di conteggi che potrebbero servire a poco.
Se ho ben capito, terza cosa, Presidente, solo per puntualizzarla perché questo verbale ha un suo valore, e da recanatese, come Bisonni da tolentinate siamo particolarmente sensibili a questa cosa, lei non solo ci comunica di aver già fatto quanto stavamo richiedendo presso il Governo, ma anche un rafforzamento di questi presidi per quello che deve essere il contenitore dell’ospedale di comunità.
Mi permetto di segnalare a questo riguardo, visto che lei è venuto a Recanati e lo ha visto, che il contenitore Santa Lucia è particolarmente vuoto, quindi è particolarmente disponibile ad accogliere qualsiasi cosa dal territorio sia necessario trasferire lì, anche temporaneamente, come già abbiamo i circa 50 ospiti profughi di due strutture sanitarie che a causa terremoto non potevano più essere tenuti nell’entroterra. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. A questo punto procediamo così come da ordine del giorno.

Mozione n. 197
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Acquisizione dei dati in materia di normativa antisismica e antincendio di tutte le strutture scolastiche presenti nel territorio marchigiano per la definizione degli interventi e degli investimenti necessari ai fini dell’adeguamento alla normativa vigente”

Mozione n. 200
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri
“Scheda vulnerabilità sismica degli edifici strategici o rilevanti individuati dalla D.G.R. n. 1520 del 11/11/2013 aggiornamento con le modifiche introdotte alla D.G.R. n. 37 del 20/1/2004”

Mozione n. 201
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri
“Emergenza calamità – mozione per la presenza di tecnici della Protezione civile o di personale specializzato all’interno delle scuole”

Mozione n. 202
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri
“Incentivare gli interventi di adozione di misure di messa a norma antisismica degli edifici privati”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 197 del Consigliere Bisonni, la mozione n. 200 dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri, la mozione n. 201 dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri e la mozione n. 202 dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri, abbinate.
Ha la parola, per illustrare la mozione n. 197, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Su questo tema ho fatto diversi atti: un'interrogazione e un accesso agli atti in data 23 settembre 2016. In data 20 ottobre 2016 il dirigente alla mia interrogazione rispose sostanzialmente, faccio una sintesi: “la Regione non è in possesso delle informazioni richieste e che l'anagrafe regionale dell’edilizia scolastica, Ares, non è aggiornata in quanto l'inserimento e l'aggiornamento della base dei dati è prerogativa dei Comuni e delle Province che spesso disattendono le aspettative delle amministrazioni interessate in quanto non è prevista alcuna sanzione, nel caso in cui non inseriscano questi dati”.
Quindi questa è la situazione, non abbiamo sostanzialmente tutti i dati, qualcuno li abbiamo qualcun altro no.
Però ci dobbiamo ricordare che la sicurezza antincendio, al pari della sicurezza sismica, perché adesso il terremoto ci ha ricordato che cos'è il rischio sismico e non vorrei, Dio ce ne scampi, che un incendio ci ricordi l'importanza della sicurezza antincendio.
La sicurezza antincendio è molto importante e dobbiamo essere sicuri che le nostre scuole rispettino gli standard richiesti. Inoltre gli eventi sismici hanno ulteriormente aggravato la situazione, al tempo di questa mozione, al 28 novembre, c'erano 65 istituti scolastici dichiarati inagibile e 95 temporaneamente inagibili, con migliaia di studenti coinvolti.
La mancanza di una fotografia dello stato delle strutture esistenti è importante quanto urgente. Occorre un quadro dettagliato della situazione che si rende necessario per elaborare un piano di investimenti, perché come si può pensare di programmare degli investimenti se non si ha nemmeno la fotografia dell’esistente.
Quindi con questa mozione invito la Giunta ad acquisire tutti i dati precisi e puntuali dello stato in materia di normativa antisismica e antincendio delle strutture scolastiche - sull’antisismico forse qualche dato in più ce l’abbiamo, perlomeno per qualche zona, ma ricordiamoci che ci sono delle zone, tipo il pesarese e l’anconetano, che per fortuna non hanno subìto grandi danni - presenti in tutto il territorio marchigiano, nonché la definizione precisa degli interventi e degli investimenti necessari ai fini dell'adeguamento alla normativa vigente.
Inoltre chiedo di intraprendere azioni per far sì che i Comuni, le Province e gli altri enti preposti inseriscano, ove mancanti, e aggiornino, se obsolete, tutte le informazioni sulle strutture scolastiche di propria pertinenza nella banca dati regionale.
Non mi sembra di chiedere la luna, mi sembra di chiedere una cosa che, tra parentesi, può essere, anzi sarà sicuramente utile alla Regione ed alla Giunta stessa. Acquisire questi dati serviranno da base per poi poter fare dei piani di sviluppo degli investimenti.
Devo aprire una piccola parentesi, sembrerà che non c'entra con questo discorso però serve per far capire una cosa, sull'accesso agli atti.
Anche sulle strutture scolastiche avevo fatto l’accesso agli atti, mi spiace che adesso il Presidente Ceriscioli sia momentaneamente uscito, nel corso di questi due anni ho fatto diversi accessi agli atti e devo dire con onestà che tutti gli uffici si sono sempre dimostrati gentili e puntuali ad eccezione di quando chiedo dati relativi alla sanità, quando chiedo dati relativi alla sanità, non si sa perché, sembra che uno voglia il miracolo di Lourdes.
In questo caso, sulla sanità, ho fatto delle richieste informali, sono stato rassicurato che mi sarebbero stati forniti i dati. Mi ricordo che all'inizio, insieme ai colleghi del Movimento 5 Stelle avevamo fatto addirittura un piccolo blitz per farci dare dei documenti che volevamo, siamo partiti in tre, siamo andati alla direzione generale Asur e ce li siamo fatti consegnare seduta stante.
Un'altra volta mi è stato chiesto di fare formalmente un accesso agli atti con tanto di carta d’identità, per carità, però è una procedura che gli altri uffici non applicano, ma mi sta bene tutto purché vengano forniti questi dati.
Sui Pat ho fatto una richiesta di informazioni, ho chiesto delle cose me ne sono state date delle altre, questo per dire l’importanza dei dati, e concludo dicendo – e qui faccio una lamentela – che in data 22 settembre 2016 ho fatto regolare accesso agli atti, sempre in merito alle strutture sanitarie, e non mi è stato ancora risposto e su questo accesso agli atti il Presidente Mastrovincenzo ha fatto una lettera di sollecito a marzo 2017 e alla richiesta di sollecito del Presidente Mastrovincenzo non è stata data risposta.
Queste sono cose che non vanno bene, non vanno bene e non so quello che devo pensare, se c’è una mancanza di rispetto verso le istituzioni che rappresentiamo o che altro, fatto sta che questa cosa va corretta, quindi, anche se il Presidente Ceriscioli non c'è, so che è una persona sempre disponibile a fornire tutte le informazioni, faccio un appello formale al Presidente Ceriscioli, che è Assessore alla sanità, affinché solleciti - visto che so che ci tiene alla correttezza, alla trasparenza, all’accessibilità dei dati - le strutture competenti affinché le richieste che fanno i Consiglieri siano evase ed evase con prontezza. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Consigliere Bisonni la ringrazio perché evidentemente con l'unica eccezione della sanità, che poi verificheremo con il Presidente, gli accessi agli atti sono veloci come devono essere. Esiste l’accesso formale e informale e presumo che quello informale sia veloce.
Se avete invece dei casi scrivete, vedo delle gestualità poco urbane, ma nel caso ci fossero delle inadempienze, visto che c’è una legge che lo stabilisce, ci fate sapere puntualmente chi è il funzionario che non vi rilascia gli atti.
Detto questo, con questa mozione si chiede di impegnare la Giunta ad acquisire tutti gli atti precisi e puntuali sulla normativa, come diceva prima antisismica e anche sull’antincendio, ora va fatta una premessa che chi è responsabile delle scuole sono i Comuni per le scuole di propria competenza e le Province per le scuole di propria competenza, la Regione non ha alcuna competenza rispetto al controllo e non ci sono neanche specifiche ed automatiche sanzioni per gli enti che fossero inadempienti nel comunicare all'anagrafe i dati, quindi noi non abbiamo la possibilità di costringere a darci i dati.
Questo premesso, ha ragione lei, c’è la legge 11 gennaio del 1996 n. 23 che stabilisce all’articolo 7 che si debba avere un'anagrafe dell'edilizia scolastica. Ora per quello che riguarda il primo punto, ripeto che la legge non prevede l'applicazione di specifiche ed automatiche sanzioni, quindi non possiamo accedere e richiedere la concessione di contributi per interventi non presenti nell'anagrafe, noi abbiamo comunque dei controlli indiretti. Se ci sono degli interventi che non sono inseriti nell’anagrafe con dati aggiornati dai Comuni o dalle Province, questo è un requisito che negli ultimi bandi c'è sempre, quindi questo è già un controllo indiretto di quello che lei ha detto.
Per quanto riguarda le azioni da intraprendere per l’aggiornamento dell'anagrafe le ricordo che è appunto il Miur, il Mit, le Regioni, l’Anci e l’Upi, hanno raggiunto un'intesa per l'aggiornamento dell'Ares in base alla quale il Miur si è impegnato per suo conto a realizzare un sistema informativo di acquisizione dei dati regionali in tempo reale e a procedere alla modifica del set dei dati contenuti nell'Ares alla luce del nuovo tracciato record concordato e alla formazione del personale, proprio per poter accelerare l'acquisizione dei dati, di continuare a pubblicare, come era stato già definito il 30 luglio 2015, i dati contenuti nell'anagrafe dell'edilizia scolastica, e quindi a renderli pubblici, e a mettere a disposizione delle Regioni e delle Province autonome, dei Comuni e delle Province e città metropolitane l'aggiornamento dei codici meccanografici delle istituzioni scolastiche censite all'interno dell’Ares.
Le Regioni e le Province autonome si sono impegnate ad approvare il nuovo tracciato record, il set informativo dei dati di Ares, a promuovere l'aggiornamento dei dati e a riversare entro la data dell'1 dicembre 2016 in fase transitoria, in attesa della definizione delle nuove modalità di scambio dei flussi informativi, con il medesimo sistema individuato nell'accordo del 2014, l’intero set dei dati riportati nelle schede di rilevazione in possesso delle Regioni e con i contenuti nell’Ares relativi ai singoli edifici scolastici.
I Comuni e le Province garantivano un costante aggiornamento dei dati Ares ed ad oggi comunque il gruppo di lavoro sta lavorando e noi inseriamo i dati Ares, i dati che ci vengono forniti.
Per quello che riguarda tutto il resto, oggi la Regione, lo sapete bene perché lo abbiamo comunicato in tutti i modi, ha dato ufficiosamente il suo parere positivo all'utilizzo delle risorse pari a 1 miliardo sulla legge di stabilità per gli interventi di messa a norma antisismica estrapolati dalla programmazione 2015/2017, per gli interventi di adeguamento antincendio è stata predisposta un'apposita norma da inserire nel decreto enti locali, e questo è stato fatto sui tavoli sia dal punto di vista tecnico che politico, sta per essere avviata la seconda tranche della linea di finanziamento denominata mutui Bei, di cui abbiamo già parlato lo scorso anno, si tratta della rata 2017 del mutuo pluriennale previsto dalla finanziaria 2017 che dovrebbe generare un montante di circa 1,7 miliardi di euro e si è convenuto che tali risorse, per oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro, andranno al piano 2018/2020.
E’ in corso nell'ambito della struttura tecnica interregionale di concerto con il Miur la definizione del riparto delle risorse.
La Regione ha aderito al bando Inail, come sapete, sia a quello dell'anno scorso che a quello di quest'anno, questa è una novità, dichiarando la propria disponibilità a farsi carico del canone di affitto delle nuove scuole innovative per un ammontare complessivo intorno ai 20 milioni di euro di investimento e se tale opportunità sarà attuata avremo la possibilità di costruire 4, 5 nuove scuole con il canone annuo per la Regione di soli 600.000 euro.
Per quello che riguarda tutta la partita del terremoto voi sapete che è stato finanziato lo sbecco per il finanziamento di 65 nove scuole all'interno del cratere per il primo stralcio, poi ci saranno anche quelle fuori dal cratere lesionate a causa del terremoto, con un finanziamento di 43 milioni di euro.
Quindi in questo momento sull'edilizia scolastica io credo che ci si stia muovendo più che bene per cui propongo di votare no rispetto alla mozione perché tutto ciò che chiede è stato fatto o lo si sta facendo.
Fermo restando che noi non possiamo costringere i Comuni e le Province a fornirci i dati in maniera coattiva.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Faccio la mia dichiarazione di voto ed ovviamente voterò a favore della mozione che propongo, però vorrei far notare all’Assessore che quello che ha detto lei non va in contraddizione con quello che è scritto nella mozione, nel senso che nessuno ha detto che non si sta facendo e non si sta ricostruendo, ma la mozione tratta un altro argomento, l’acquisizione dei dati che purtroppo, e l’ho detto anch’io, Comuni e Province non inseriscono anche perchè non c'è una sanzione. Sono d'accordo, lo so benissimo che non c’è una sanzione, però si può sollecitare sempre, in continuazione, affinché i Comuni e le Province facciano il loro dovere.
Se siamo tutti quanti d'accordo, e penso che lo siamo, sull'importanza di avere questi dati, l'impegno della mozione è solo questo, dire che i dati sono importanti e che occorre fare il massimo sforzo che ci compete per acquisirli, non si sta chiedendo la luna e non si sta nemmeno dicendo che non si sta facendo quello che si dovrebbe.
La mozione non entra nel merito della ricostruzione, chiede solo di impegnarsi al massimo e per le proprie competenze nell’acquisizione dei dati. La fotografia dell'esistente è rilevante, soprattutto delle zone non terremotate, perché nelle zone terremotate purtroppo la situazione è ben chiara, forse anche troppo chiara, ma nelle zone non terremotate l'acquisizione di questi dati è di fondamentale importanza e se la competenza non è regionale, esiste l’Ares, appunto il registro dell'anagrafe scolastica regionale, e la Regione deve svolgere un ruolo di coordinamento. E' di fondamentale importanza perchè se dobbiamo fare degli investimenti, l’Assessore Cesetti non sa a chi regalare i soldi …, scherzo, come spenderli, regalare no, ho sbagliato. Se non ha un piano di investimenti, se non ha una fotografia, come fa a fare un programma di sviluppo? Come si fa a fare una progettualità se non abbiamo la fotografia dell’esistente? Se non sappiamo che in quella scuola mancano 100.000 euro per arrivare al CP, per esempio, come facciamo a programmare questa spesa? Non la potremmo programmare mai. Per questo è importante acquisire i dati, ripeto, la mozione, che io vi invito a votare favorevolmente, chiede solo alla Giunta e a tutti noi di mettere il massimo impegno all’interno delle proprie competenze per acquisire questi dati.

PRESIDENTE. Mi sono confusa, adesso verranno illustrare le altre tre mozioni abbinate, la n. 200, la n. 201 e la n. 202, ha parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Qui abbiamo tre mozioni, credo una più importante dell’altra per il territorio, indipendentemente dal risultato della votazione.
Nella mozione 200 si parla di vulnerabilità sismica di una struttura, in due secondi vorrei spiegare anche per far capire di cosa stiamo parlando a chi magari non conosce la materia, chiaramente non tutti siamo ingegneri e architetti, ed io non lo sono.
La vulnerabilità sismica di una struttura consiste nella valutazione della maggior o minore propensione della struttura stessa a subìre danni per effetto di un terremoto di assegnate caratteristiche. Essa rappresenta una priorità intrinseca della costruzione dipendendo dalle caratteristiche strutturali, geometriche, costruttive, reali della struttura, la sua determinazione costituisce un aspetto cruciale per la valutazione della sicurezza strutturale in caso di terremoto.
Quindi stiamo parlando di una cosa estremamente importante per le Marche che è una zona ad alto rischio sismico.
Con questa mozione si vuole impegnare l’amministrazione regionale a dare seguito all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, la 3274/2003, che obbliga gli enti proprietari ad effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica sui propri edifici.
Questa ordinanza afferma: è fatto obbligo di procedere a verifica da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari pubblici e privati sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per la finalità di protezione civile sia degli edifici che delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso.
Da questo si può evincere che la Regione Marche ha quindi l'obbligo di effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica utili e indispensabili soprattutto per procedere nel caso dalle verifiche si evincesse la scarsa resistenza del fabbricato all'azione sismica agli interventi di miglioramento o adeguamento sismico.
La mozione in pratica cosa dice? Impegna il Presidente e la Giunta a fare le schede di vulnerabilità sismica su tutti gli edifici e le infrastrutture, come la legge già impone e dava obbligo come ultima scadenza marzo 2013, ad aggiornare le schede di vulnerabilità già redatte anche soprattutto alla luce dei recenti eventi sismici, queste schede vanno aggiornate ciclicamente, ad avviare i lavori dove necessario di adeguamento sismico, a rendere pubblici gli esiti delle schede di vulnerabilità, ad avviare un'indagine per vedere la situazione delle verifiche di vulnerabilità che dovevano essere effettuate, come l’O.P.C.M. prevedeva a tutti gli enti pubblici delle Marche, sugli edifici di proprietà ed in particolar modo sugli edifici scolastici che, secondo il rapporto annuale di Legambiente del 2016, ad oggi in Italia solo il 31% degli edifici risulta verificato sismicamente. Quindi si può ben capire come sia importante e fondamentale avere il quando della situazione di questi edifici e delle infrastrutture pubbliche, soprattutto dopo lo sciame sismico che abbiamo vissuto recentemente.
Non si può fare più orecchie da mercante, per giunta dove la verifica è obbligatoria per legge. Sappiamo che il terzo decreto sul sisma è già intervenuto su questo tema attribuendo tale incombenza, per ciò che riguarda le scuole nelle zone 1 e 2, allo Stato stesso riconoscendo di fatto l’inadempienza di molti Comuni e Province che dal 2003 hanno fatto ben poco se non nulla.
Rimaniamo però vigili e attenti su questa tematica perché lo Stato ha posto una scadenza, cioè il 31 agosto 2018. Non vorremo che questa scadenza venga magicamente prorogata di anno in anno, come mai vorremmo che le risorse stanziate dallo Stato per gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico siano nuovamente ridicole.
Sono purtroppo basito nel vedere che ancora si parla di miglioramento sismico, che è una parola che dovrebbe scomparire, probabilmente le lezioni a noi italiani servono a poco se non a nulla, quindi concludo con 4 minuti e 48 secondi il primo intervento. Proseguo?

PRESIDENTE. Si, per favore illustri anche le mozioni 201 e 202.

Peppino GIORGINI. Anche la mozione 201 è molto importante perché nessuno ci ha mai pensato, però visto quello che è successo in molte scuole sarebbe da tenere in considerazione questo atto.
Numerosi ed affermati studi psicologici dicono che gli effetti del terremoto o di altre gravi calamità naturali possono provocare sulla mente umana uno shock emozionale intenso, scatenando ansia, paura e attacchi di panico, soprattutto negli adolescenti, con la conseguente perdita delle capacità riflessive e razionali durante il manifestarsi della calamità.
Questo panico si è già verificato in molte scuole, dovuto soprattutto al perdurare dei terremoti anche di piccola o media intensità, dove tutti gli alunni hanno abbandonato le loro classi.
I traumi legati alla calamità possono provocare stress, compromettendo la salute psicologica e comportando patologie spesso gravi legate alla cronicizzazione della paura, come è avvenuto puntualmente in molte, tante, troppe scuole del cratere.
Di fatto ogni qualvolta avviene una scossa di magnitudo tendenzialmente superiore al 5° grado, le scuole vengono regolarmente chiuse per controlli di agibilità, tale situazione ha comportato la perdita per gli studenti di decina di giorni scolastici con gravi ripercussioni sull'anno didattico.
Le scosse, alla luce dei controlli effettuati dai Comuni in via precauzionale, hanno reso inagibile circa un centinaio di scuole all’interno della regione Marche, questa mozione nasce da un’esigenza dei cittadini, in qualità di genitori, i quali hanno costituito un comitato denominato “scuole sicure” che di fatto ha portato alla ribalta tale problema rappresentando le preoccupazioni di genitori e insegnanti per il benessere dei ragazzi all'interno delle scuole.
I corsi obbligatori per la gestione delle emergenze frequentate dal personale docente e non sono effettuati in momenti di situazioni ordinarie e non in quelle emergenziali, il problema si pone quando l'emergenza perdura per mesi e quindi potrebbe non garantire l'efficacia di tali corsi sul personale interno alle scuole.
La richiesta della mozione è quella di garantire personale qualificato, almeno uno dentro ogni scuola (Vigili del Fuoco, Protezione civile), in situazioni di emergenza. In ogni scuola un rappresentante della Protezione civile o uno dei Vigili del Fuoco che possa stare lì e indicare come comportarsi in situazioni di emergenza, come quelle vissute nei mesi passati, e questo è il senso logico e umano di questa mozione.
La mozione 202 riguarda la messa a norma antisismica degli edifici privati. Il 60% degli edifici in Italia è stato costruito prima del 1974, anno in cui sono entrate in vigore le prime norme antisismiche, però ad oggi poco o nulla è stato fatto per invogliare i proprietari ad adeguare sismicamente i propri edifici e il fascicolo del fabbricato, per ragioni puramente politiche, rimane ancora una chimera.
Ad oggi vi è una detrazione fiscale possibile che va dal 50 all’80% per le spese sostenute in interventi antisismici, cifra ancora lontana per invogliare i proprietari a mettere in sicurezza la propria casa e trova una forte limitazione sul fatto che agisce come detrazione fiscale e quindi limitata a chi ha un lavoro e di conseguenza ha un reddito importante, altrimenti delle detrazioni se ne fregano.
Questa mozione vuole impegnare la Giunta a incentivare con finanziamenti ad hoc la verifica di vulnerabilità anche sugli edifici privati, ad agire verso il Governo per ridurre l'Iva al 4% per gli interventi antisismici, a portare la detrazione al 100%, a rendere flessibili i tempi di rientro delle detrazioni rispetto ai redditi percepiti all'età e alla spesa dell'intervento, ad agire di concerto con le altre Regioni e membri del Parlamento europeo per una nuova programmazione europea per la prevenzione del rischio sismico, a sostenere l'introduzione della certificazione sismica del fabbricato. E con questo ho concluso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Le tre mozioni illustrate dal Consigliere Giorgini meritano un approfondimento anche dal punto di vista tecnico, ma non possono essere condivisibili e poi dirò il perchè nell’illustrazione.
Sulla mozione n. 200, illustrata poc’anzi, si rappresenta quanto segue.
Con decreto della Giunta regionale del 2001 la Regione ha attivato uno studio sulla vulnerabilità sismica degli edifici strategici e dei dissesti gravitativi nei territori comunali compresi nella fascia montana, al fine dello studio di un piano di interventi prioritari di difesa del suolo all’interno dei bacini idrografici colpiti dagli eventi sismici del ’97. Terminata la fase di rilevazione e di studio è stata redatta una banca dati delle schede di rilevamento di edifici in muratura, cemento armato e misti relative alla loro vulnerabilità.
Con successiva delibera di Giunta regionale del 2002 tale procedura, effettuata su un campione iniziale di 449 edifici su 52 Comuni dell’entroterra, territorio più vulnerabile dal punto di vista sismico, veniva estesa agli edifici strategici, scuole, ospedali, cliniche, sedi municipali, palestre, impianti sportivi. Con accordo quadro avendo ad oggetto la sicurezza degli edifici e delle infrastrutture la Regione Marche e il Dipartimento nazionale della Protezione civile e il Ministero dell’economia e finanze sono state cofinanziate al 50% le verifiche sismiche e i progetti su 121 edifici scolastici delle Marche per un importo complessivo di 1.600.000 euro.
L'attività di rilevamento della vulnerabilità sismica è stata effettuata sulla base di un esempio di un esame speditivo in loco ad opera di tecnici esperti e sulla successiva compilazione delle schede di vulnerabilità.
Dalla valutazione degli 11 parametri contenuti nella scheda, considerando i dati reperiti attribuendo gli stessi di relativo peso, si è determinata la vulnerabilità caratteristica e intrinseca dell’edificio ed il successivo danno atteso da sisma.
L'ordinanza n. 3274 ha introdotto un nuovo approccio alla prevenzione del rischio sismico.
Si fa inoltre presente che vige l'obbligo di redigere le verifiche sismiche e valutare i valori ottenuti da parte del proprietario dell’edificio per una previsione degli interventi da porre in essere: un rafforzamento locale, il miglioramento ed adeguamento sismico.
Non vige nessun obbligo sull’invio di tali dati ad enti od uffici, come ad esempio il genio civile, ne consegue che se si vuole monitorare tale aspetto e rendere accessibile le risultanze è necessaria l’istituzione di un sito dedicato, in cui tutti gli enti coinvolti possano inserire i propri dati di competenza, previo passaggio amministrativo che ne sancisca l'obbligatorietà. Si considera quindi che alla luce dell’aggiornamento legislativo in materia di prevenzione e rischio sismico i dati contenuti nell’attività di studio di vulnerabilità potrebbero essere utili ai fini della sola programmazione delle verifiche sismiche.
Quindi per i motivi descritti credo che dobbiamo votare contro.
Sulla mozione 201, molto più brevemente, qui le attuali norme sull’autonomia scolastica riconoscono la personalità giuridica delle varie scuole e individuano nel dirigente scolastico il legale rappresentante.
All'interno del documento di valutazione dei rischi è contenuto il piano di emergenza della scuola e ha lo scopo di informare tutto il personale docente e non docente, compresi gli studenti, sul comportamento da tenere in caso della necessità di un allontanamento rapido dall’edificio scolastico.
Il piano di emergenza stabilisce, altresì, i compiti da svolgere in funzione delle diverse ipotesi di emergenza, tra cui sono comprese quelle conseguenti a terremoti e altre calamità.
Le prove di evacuazione servono per verificare l'efficacia del piano rispetto alla specifica realtà alla quale si applica.
La competenza e la responsabilità di redigere il piano, nominare il responsabile della sicurezza e calendarizzare le prove di evacuazione restano a carico del dirigente scolastico.
L'autonomia del dirigente scolastico e la relativa assunzione di responsabilità, non permettono a soggetti esterni, quale l’ente Regione ovvero il Comune anche nella loro emanazione in termini di protezione civile, di subentrare nel ruolo.
Quindi credo che anche questa mozione sia da respingere, come la 202 perché tutti i contenuti vanno rivisitati alla luce dei nuovi eventi sismici e delle nuove disposizioni che in materia il Governo vorrà emanare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore, comunque le verifiche che lei ha citato sono state fatte nella fascia montana e non hanno più nessun rilievo visto il sisma che c'è stato. Probabilmente non ha valore assoluto quella fatta a campione nel 2002, come è possibile? 15 anni fa non c'era nemmeno la cartina definitiva degli NGV sulla pericolosità sismica del nostro territorio, quindi non ha nessun valore scientifico e tecnico, perché la cartina è stata fatta nel 2006 e non si potevano adeguare delle strutture antisismiche nel 2002 quando la cartina era completamente falsata e quella attuale è del 2006.
Il fatto strano è che lei dice di non votare la mozione, quando questa detta un obbligo di legge. Lei non mi vota una mozione ed ho piacere di apprendere che voi, votando contro questa mozione, votate contro la legge che prevede di mettere a norma le strutture con le schede di vulnerabilità sismica, quindi state dicendo: “Noi andiamo contro la legge”.
Sull'altra che lei ha citato, una l’ha saltata, capisco che la sicurezza nelle scuole dipende dal dirigente scolastico. Giusto? Quindi è il dirigente scolastico che, in situazioni non ordinarie, quindi straordinarie e di emergenza, chiede alla Protezione civile o ai Vigili del fuoco di avere una o due persone permanenti dentro la struttura affinchè in caso di sisma si possa preparare l’evacuazione, ne prendo atto perché non ero a conoscenza di questo.
Infine incentivare gli interventi di adozione di misure di messa a norma antisismica degli edifici, è chiaro che, anche se si danno delle detrazioni, se uno non ha reddito, come sappiamo nelle Marche abbiamo una disoccupazione altissima, non lo farà mai, questo dipende da voi, se non danno degli incentivi, uno che non ha reddito non si mette a fare un piano per la messa a norma antisismica della propria struttura. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle diverse mozioni.
Mozione n. 197. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 200. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 201. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 202. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. E' presente l'Assessore Bora, quindi torniamo alle interrogazioni.

Interrogazione n. 418
ad iniziativa dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia
“Iniziative volte a favorire la ripresa economica nei territori colpiti dal sisma”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 418 dei Consiglieri Zura Puntaroni, Zaffiri, Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Con riferimento ai temi sollevati dagli interroganti si forniscono i seguenti elementi informativi.
L’operatività del fondo di garanzia per l’accesso al credito delle imprese danneggiate dal sisma del 24 agosto è stata effettivamente estesa dalla Giunta regionale anche a quelle colpite dai successivi eventi, come correttamente rilevato dagli interroganti.
In aggiunta a quanto rilevato dagli interroganti, l'operatività del fondo è stata ampliata per comprendere non solo le attività che hanno subìto danni diretti dal sisma, ma anche le imprese a vario titolo coinvolte nel processo di ricostruzione.
Dopo un primo periodo di test dell’operatività del fondo, così come recentemente ampliato, le risorse assegnate (attualmente pari a 1, 83 milioni di euro) potrebbero essere ulteriormente incrementate.
A tale scopo, è disponibile in tutto o in parte un’ulteriore assegnazione di 1,89 milioni di euro già disponibili presso Srgm, corrispondenti a un fondo di garanzia istituito con delibera di Giunta regionale 598 del 22 aprile 2011 per la concessione di garanzia di secondo grado a favore dei Confidi per le piccole e medie imprese e destinate a un progetto “Lavorare sicuri” per interventi di messa in sicurezza di fabbricati destinati alle attività produttive.
In materia di iniziative volte a favorire la ripresa economica nei territori colpiti dal sisma, oltre all’attivazione del detto fondo di garanzia e alla programmazione dei fondi che si attendono dal riparto delle importanti risorse aggiuntive per il sisma di fonte Fesr e nazionale (legge 193/1987), sono allo studio anche misure analoghe a quelle annunciate dalla Regione Lazio.
Contributi in conto capitale per investimenti produttivi da realizzare e ampliamento di investimenti esistenti per le imprese danneggiate (articolo 20 decreto legge 189/2016). L’intervento è studiato per un taglio dimensionale inferiore al milione e mezzo di euro (senza soglia minima) e quindi per essere complementare ai finanziamenti della legge 181/1989 per il rilancio delle aree industriali che invece prevedono un taglio dimensionale minimo di un milione e mezzo di euro. Le risorse sono a carico del fondo per la ricostruzione del Mef e in corso di finalizzazione; potrebbero arrivare fino a circa 22 milioni di euro aggiuntivi (nel caso di applicazione della stessa chiave di ripartizione concordata al tavolo nazionale nel corso dell’incontro del 7 marzo tra le quattro Regioni colpite dal sisma e il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Sono inoltre previsti finanziamenti agevolati a tasso zero fino a 30.000 euro a copertura del 100% degli investimenti volti al ripristino di attività economiche, rimborsabili in 10 anni con i primi tre di preammortamento (quindi senza pagamento né del capitale né degli interessi) ai sensi dell’articolo 24 del decreto legge 189/2016. Le risorse sono a carico del fondo per la crescita sostenibile del Mise e potrebbero arrivare fino a circa 6 milioni di euro.
Infine è in fase avanzata la definizione con il Mise dell’accordo di programma per l’attuazione degli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva, di cui alla legge 15 maggio 1989 n. 181, nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici. Si tratta di finanziamenti agevolati in conto capitale per nuovi investimenti produttivi, ampliamenti, diversificazione con programma occupazionale, progetti di tutela ambientale e di innovazione organizzativa di importo superiore ai 1,5 milioni di euro.
Rispetto al quadro normativo ordinario le Regioni hanno proposto alcuni elementi di flessibilità tra cui il programma occupazionale minimo da realizzare consistente nel mero mantenimento anziché nell’incremento degli addetti, l’ampliamento dei settori economici da incentivare (cosiddetti codici Ateco), con inclusione anche del commercio.
In questo caso il taglio dimensionale minimo degli investimenti è di 1,5 milioni di euro, che è la soglia prevista dal decreto legge 189/2016, e le risorse sono ancora in corso di negoziazione finale e possono arrivare fino a ulteriori 31 milioni di euro applicando i medesimi criteri di riparto, come sopra descritto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Il documento che noi abbiamo presentato era quasi una provocazione, perché la Regione ha poche risorse da destinare a queste circostanze.
Quella paginetta era per fare una riflessione profonda su cosa ne sarà del nostro territorio fra 20, 30, 40 anni e che cosa vogliamo fare, perché quelle, come direbbe Totò, sono quisquilie, soldini buttati lì in un calderone, in un cratere immenso ed alla fine quando si faranno due conti saranno cifre insostenibili.
Se la parte che governa la Regione non si fa portatrice a Roma per far capire a chi governa ora, a chi governerà fra sei mesi, che queste nostre zone, questo territorio ha bisogno di operazioni innovative, speculative, aggressive, noi non ne verremo fuori perché quando sento parlare di una area franca per un anno, due anni … Qui la regione, i 130 Comuni, ma limitiamoci ai nostri 89 hanno bisogno di un’area speculativa che è differente da un’area franca o da tutte quelle elemosine di cui noi possiamo dotare questi richiedenti.
Si chiedeva alla Giunta di farsi portavoce per far capire che se non c'è una visione aggressiva, forte, speculativa per questo territorio tutte queste poesie e queste piccole voci non servono a niente. Grazie.

Mozione n. 208
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Impegno della Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo nazionale per la modifica dell’articolo 48, comma 1 bis, della legge 229/2016”

Mozione n. 216
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi
“Sospensione ed esenzione dal pagamento del bollo auto nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016”


Mozione n. 234
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri
“Emergenza terremoto – Reddito di cittadinanza per i Comuni inseriti all’interno del cratere”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 208 del Consigliere Bisonni, la mozione n. 216 dei Consiglieri Giorgini Maggi e la mozione n. 234 dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Pergolesi, Fabbri, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie. Questa mozione mirava a correggere quello che a me sembrava, anzi era, un grave errore della legge 229/2016 così conosciuta come “busta paga pesante” perché, per effetto del comma 1 bis, si realizzava l’iniqua situazione che molti cittadini marchigiani residenti nelle zone terremotate e lavorando per imprese che pur avendo le sedi produttive e commerciali nei Comuni del cratere, ma il domicilio fiscale al di fuori di detti Comuni, si vedevano negato il diritto ad aver operate le ritenute alla fonte da parte dei propri sostituti d'imposta.
Questo errore è stato sostanzialmente corretto dal Governo e pertanto ritiro la mozione, però mi compiaccio che il buon senso è prevalso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per illustrare le mozioni 216 e 234, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie. Questa mozione è chiarificatoria, non ha nulla di speciale, però riguarda sempre i cittadini terremotati.
Molti Comuni marchigiani sono già stati oggetto del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sia del settembre 2016 che del 17 ottobre 2016, con la relativa legge di conversione del decreto-legge del 9 febbraio 2017 n. 8, che prevedono diversi aiuti economici sia per i privati che per le attività produttive, per quando concerne la sospensione dei termini tributari a favore dei contribuenti colpiti dagli eccezionali eventi sismici avvenuti sia nel 2016 che nel 2017.
Tuttavia la tassa automobilistica, a fronte di un evento eccezionale e imprevedibile come i terremoti che hanno colpito il sud ed il centro delle Marche, risulta essere un’imposta su beni anch'essi danneggiati, quasi sempre inutilizzabili, di cui i proprietari non possono usufruire per ragioni non riconducibili alla propria volontà.
Questo è quello che vuole dire questa mozione, per cui credo sia opportuno che la tassa automobilista non venga applicata a chi risulta impossibilitato ad usare l’auto. E' assurdo è che uno ha la macchina, pur in ottime condizioni, ma bloccata in mezzo alle macerie, oppure che non può essere tolta da determinare situazioni, debba pagare il bollo, quindi questa mia mozione andrebbe a normare questo vulnus che c’è nel decreto n. 8 del febbraio 2017.
Adesso invece parliamo di una situazione che stiamo portando avanti a livello nazionale con molta costanza anche se il Partito Democratico ci dice: “Voi parlate, ma questo reddito di cittadinanza con cosa lo fate? Dove sono i soldi?”
Qui nelle Marche abbiamo 4, 5 Comuni che gestiamo noi e vi porto a conoscenza che il Comune di Castelfidardo ha istituito questo reddito di cittadinanza dando 434 euro mensili a chi è disoccupato e ha un Isee al di sotto dei 25.000 euro, forse per il Partito Democratico è impossibile, ma noi con piccole cose riusciamo a farlo subito, questo a dimostrazione che non è che non si può fare, è che non si vuole fare ed è ben diverso.
Numerose sono le famiglie marchigiani che già vivevano in condizioni di difficoltà economica prima del sisma e dopo questa calamità naturale hanno visto peggiorare la loro situazione economica. Ad oggi sono state messe in piedi una serie di azioni a livello nazionale e regionale per far fronte all’emergenza e vanno dagli alberghi, ai contributi di autonoma sistemazione, alla sospensione del pagamento delle bollette, ma queste azioni purtroppo risultano essere temporanee e addirittura potrebbero produrre la traslazione di alcuni pagamenti nel tempo, rinviando quindi una problematica solo in maniera temporale.
Occorre quindi agire prontamente sul futuro di chi ha ed avrà difficoltà a trovare una collocazione lavorativa, come occorre agire subito nel trovare una soluzione che eviti lo spopolamento di quei Comuni che hanno subìto i danni più forti legati al sisma e che vedono gran parte della popolazione trasferita negli alberghi della costa marchigiana.
Occorre quindi istituire un sistema integrato di servizi per la ricerca del lavoro e per il miglioramento della condizione occupazionale, delle indennità economiche di durata transitoria, un vero reddito di cittadinanza.
Le misure previste dalla seguente mozione agiscono contestualmente sul reddito dei nuclei familiari beneficiari e sulla loro condizione occupazionale, tenendo conto della soglia di povertà elaborata da Eurostat.
Con la seguente mozione vogliamo impegnare la Giunta ed il Presidente della Giunta ad introdurre un reddito di cittadinanza consistente in un supporto economico comprensivo anche degli altri redditi percepiti, la cui soglia reddituale, rispetto alla quale determinare l'indennità economica transitoria, sia erogata nell'ambito delle misure costituenti il reddito di cittadinanza, tale tetto è individuato nella soglia di povertà relativa; a stabilire che la misura è riservata solo ai residenti dei Comuni nel cratere, i requisiti attengono oltre alla residenza sopraddetta, alla maggiore età e alle condizioni specifiche di attestazione Isee, ed anche alle seguenti specifiche: per i soggetti in età lavorativa la sottoscrizione del piano d’azione individuale con il centro per l'impiego, lo stato di disoccupato o inoccupato; ad attribuire ruoli di programmazione e gestione erogazione e controllo; a prevedere un ruolo ed un impegno attivo da parte dei beneficiari in età lavorativa privilegiando come luoghi di lavoro le zone all’interno del cratere affinché ciò sia utile al loro processo di inserimento socio lavorativo; ad evitare l'abbandono delle zone colpite dal sisma, in particolar modo le zone montane e in generale l’obiettivo di una condizione occupazionale tale da far raggiungere e superare la soglia di rischio di povertà relativa; a prevedere condizioni di favore ai fruitori del reddito di cittadinanza che intendono avviare un'attività imprenditoriale all’interno dei Comuni del cratere sotto forma di lavoro autonomo, cooperativo, nonché i dati di lavoro che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza; a finanziare adeguatamente la misura con i fondi eventualmente stanziati nei relativi capitoli del bilancio regionale con riferimento alle leggi di spesa settoriali vigenti, nonché per quanto compatibili e coerenti con i fondi dell'Unione europea e dello Stato, finalizzati alla crescita ed alla qualificazione dell'occupazione ed all'aiuto alle popolazioni colpite dal sisma, oltre che attraverso azioni incisive di spending review.
Credo che questa sia una forma di aiuto alle persone che hanno perso tutto, che hanno perso la propria attività, che hanno perso la propria casa, che non hanno un lavoro, che non hanno nulla, da un momento all'altro non hanno avuto più nulla.
Siccome credo che le persone non siano tante, il numero non sia enorme, e visto che siamo riusciti a farlo noi a Castelfidardo, mettendo una soglia Isee altissima di 25.000 euro, credo che, per una Regione con una Giunta che gestisce da anni, che è in politica da anni, questo sia un obiettivo raggiungibile anche perché le somme non sarebbero esorbitanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Come saprà il Consigliere Giorgini, sulla mozione attinente alla sospensione del pagamento del bollo auto, la tassa automobilistica regionale è annoverabile tra i tributi regionali derivati, la cui disciplina base è riservata alla legislazione statale.
A tal riguardo la Corte Costituzionale si è pronunciata più volte con diverse sentenze nello stabilire il principio della riserva dello Stato della disciplina degli elementi costitutivi del tributo e la competenza legislativa regionale a disporre esenzioni, detrazioni, riduzioni, solo però nei limiti e secondo i criteri fissati dalla legislazione statale. Tra l'altro ce ne siamo occupati quando si trattava di discutere in ordine alle esenzioni della tassa automobilistica per le cosiddette auto d’epoca ed ho avuto modo di affrontare questo tema.
Da ultimo nella sentenza 288 del 2012 la Consulta, in un giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 10 della legge regionale 28 dicembre 2011 n. 28, proprio con riferimento alla tassa automobilistica la qualifica di tributo proprio derivato e che la Regione non può modificarne il presupposto ed i soggetti di imposta, sia attivi che passivi, può disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti di legge nazionale e quindi non può escludere esenzioni, detrazioni e deduzioni già previste dalla legge statale.
Questa è la premessa, è quanto ci dice la Corte Costruzione e di fatto quindi l'impossibilità nostra di intervenire se non nei limiti della legislazione statale, legislazione statale che ha sospeso i versamenti e gli adempimenti tributari nei confronti dei contribuenti, come sappiamo, residenti o aventi sede legale operativa nei Comuni colpiti dal terremoto a partire dal 24 agosto 2016, i cosiddetti Comuni inseriti negli elenchi di cui 1 e 2 delle varie disposizioni normative, che non sto qui a ripetere.
Tra l’altro queste disposizioni prevedono anche l’esclusione del rimborso di quanto già versato.
Tale norma, tra l’altro, proroga dal 16 dicembre 2017 al 16 febbraio 2018, il termine entro il quale, senza applicazione di sanzioni e interessi, dovrà avvenire la ripresa della riscossione dei tributi sospesi e non versati, limitatamente ai soggetti diversi da imprenditori, lavoratori autonomi, agricoltori, per i quali rimane fermo il termine del 16 dicembre 2017.
A favore di tali soggetti diversi è prevista inoltre la possibilità di versare le somme oggetto di sospensione senza applicazione di sanzioni e interessi mediante rateizzazione fino ad un massino di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal 16 febbraio 2018.
Per quanto riguarda infine il riferimento all’esenzione del bollo auto per i veicoli danneggiati o distrutti dal sisma, l’intestatario del veicolo è esonerato dal pagamento della tassa automobilistica quando il veicolo stesso, entro la data ultima per pagare il bollo comprese eventuali proroghe o slittamenti, sia oggetto di demolizione tramite demolitore autorizzato.
Per quanto riguarda l’osservazione, non so quanti casi ci possono essere, delle autovetture che magari sono inutilizzabili perché ricoverate in prossimità di infrastrutture pubbliche o private distrutte, ma la Regione, Consigliere Giorgini, come dicevo prima citando la sentenza della Corte Costituzionale, non può autonomamente disporre delle esenzioni che non siano previste in una cornice di legislazione nazionale, che però abbiamo visto che sostanzialmente c’è, quindi possiamo ritenere, all'esito di questo mio interloquire con lei e con il Consiglio, che la finalità della sua mozione possa ritenersi soddisfatta all'interno delle attuali disposizioni legislative nazionali, quindi io mi permetterei di chiedere il ritiro della mozione stessa perché ripeto la sostanza risulta soddisfatta all'interno di questa legislazione nazionale.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Giorgini perché mi dà l’occasione di parlare di un tema a me molto caro, sia sul piano politico che sul piano professionale, visto che mi occupo di questi temi da circa 20 anni.
Colgo l’occasione per interloquire con voi su una cosa sulla quale sarebbe utile un chiarimento definitorio, il reddito di cittadinanza è un'altra cosa, ditelo anche ai vostri colleghi che ne continuano a parlare a livello nazionale.
Il reddito di cittadinanza è un trasferimento monetario pienamente universalistico, erogato anche ai ricchi, esiste nel mondo solamente in Alaska, da ormai circa vent'anni, quando in seguito alla scoperta del petrolio lo Stato federale dell'Alaska ha deciso di destinare i proventi della vendita del petrolio a tutti i cittadini, quindi anche il cittadino più ricco dell'Alaska riceve un reddito ogni mese.
Questo è il reddito di cittadinanza in tutta la letteratura che da circa cinquant'anni si confronta su questo tema, quindi una misura pienamente universalistica.
Non si vuole fare qui accademia, però è opportuno utilizzare le parole giuste per le cose giuste, è importante.
Veniamo invece al Comune di Castelfidardo, io apprezzo, tutti noi vorremmo la luna, però non basta chiamare luna una nuvola per farla diventare luna, altrimenti saremmo dei matti che abbaiano alla luna non vedendola.
Il Comune di Castelfidardo non fa, non solo alcun reddito di cittadinanza, ma nemmeno una misura di reddito minimo di inserimento, come sperimentata dal Governo Prodi e come, se pure in misura categoriale introdotta dal Governo Renzi, il Sia, che è una misura categoriale, quindi nemmeno questo è un reddito minimo di inserimento, però, certamente, lo è di più della misura introdotta a Castelfidardo che sono borse-lavoro.
Il Comune di Castelfidardo, come la Regione fa dal 2005 con la legge n. 2, paga delle borse lavoro ai disoccupati, noi ogni anno spendiamo, Assessore Bravi, mi pare, circa 8 milioni di euro per erogare ai cittadini disoccupati delle borse lavoro, analogamente, ne sono contento, sarebbe curioso vedere se il Comune di Castelfidardo utilizza la parte delle risorse regionali, ad esempio, o parte della legge 30 fatta dalla Regione Marche, il Consigliere Marconi ne è stato protagonista, con cui noi diamo delle risorse ai Comuni per le famiglie in difficoltà.
Il cosiddetto reddito di cittadinanza, che reddito di cittadinanza non è, del Comune di Castelfidardo è per sei mesi, una borsa lavoro di 20 ore settimanali ai cittadini di Castelfidardo dietro l’erogazione di 434 euro, cosa che va benissimo, ma è una cosa completamente diversa dal reddito di cittadinanza che la Regione già sta facendo,
Colgo però questa occasione ed anche di questo ve ne sono grato, per annunciarvi che proprio in queste ore, insieme ai colleghi capigruppo di maggioranza stiamo portando a termine un lavoro, che ormai va avanti da un anno, non per fare il reddito di cittadinanza, ma per far sì che i vari strumenti, che già esistono nella Regione Marche, cioè borse lavoro, tirocini, erogazioni date dalla legge 30, possano essere messe a sistema, avere un'unica soglia di accesso, avere un sistema migliore, un sistema più armonico, in modo che anche l’utente non impazzisca tra 3.000 leggi differenti e ci sia un’unica presa in carico.
Con questa legge, che probabilmente protocolleremo tra qualche ora, istituiremo una cosa che non è il reddito di cittadinanza, ma sarà una misura di sostegno all’inclusione lavorativa e che prevederà anche una parte di reddito di inserimento, utilizzando la legislazione già prevista dalla Regione Marche, non solamente per i Comuni del cratere, ma per tutti i marchigiani perché crediamo che tutti i disoccupati delle Marche possano usufruire di questa misura.
Tra l’altro approfitto per ringraziare già da ora, poi lo faremo nelle sedi opportune, l’Assessore Bravi che ci ha supportato in modo molto attivo nella fase preparatoria di questa proposta anche dando molti suggerimenti, ne sono contento, quindi con questa proposta andremo ben al di là di una misura che chiaramente in questa mozione non è ben specificata.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Io vorrei un po' integrare perché questa mozione è molto complessa ed ha delle richieste molto forti con la parte che mi concerne legandomi a quello che ha detto il capogruppo Busilacchi che ringrazio.
Innanzitutto nella delega al lavoro ci siamo mossi con il fondo sociale europeo e il fondo sociale europeo impedisce l'utilizzo di risorse per le politiche passive, ed il reddito di cittadinanza è contemplato tra le politiche passive.
Diciamo che la Regione Marche, come si ricordava, da anni sta implementando misure di politiche, anche passive insieme a quelle attive, perché non può sbilanciare da una parte visto l’alto grado di povertà, e sta cercando di emanare degli avvisi che abbiano come scopo, se non altro, l’avvicinamento ad un apprendistato, alle aziende, cioè un'esperienza che non finisca con un semplice tirocinio. Quindi non un reddito, ma la possibilità di accostarsi ad un inserimento lavorativo.
A questo punto vorrei legarmi a quanto ha detto il Consigliere Busilacchi, con questo concetto, molte città ci hanno chiesto di collaborare al loro progetto di reddito di cittadinanza e noi abbiamo distinto la strada qui, fortemente, con tutti, perché? Perché l'accompagnamento che la Regione fa, sia nelle zone del sisma, come si ricordava, sia in tutto il territorio marchigiano, deve avere dei caratteri regionali oggettivi e validi per tutti i cittadini, quindi abbiamo scelto la via più consona anche all'uso dei fondi. A tal proposito vorrei ricordare 2, 3 interventi che mi sembra importante che ci siano perché la mozione chiedeva dei Ciof, della territorialità.
Il primo, come si ricordava, è un progetto alla lotta alla povertà, il Sia, con risorse governative, abbiamo poi:
interventi per diverse fasce di età che arrivano anche sopra i 20,
il bando della autoimpresa, un bando del 2016 con risorse del fondo sociale europeo, le nuove imprese finanziate nel cratere sono 47, quindi nella zona del cratere ci sono 47 nuove imprese,
i tirocini, i tirocini nella zona del cratere, i tirocini all’assunzione, 500 tirocini e 100 incentivi, 10.000 euro a tempo indeterminato, 5000 euro a tempo determinato.
C’è un’altra misura, e la voglio dire perché l'abbiamo esternata, pubblicizzata, ma la comunicazione non basta mai, ed è questa: il decreto di chiusura per la procedura di sostegno al reddito, cioè il decreto 189 del 2016. L’Inps ha iniziato ad erogare ed abbiamo 49 milioni di euro da 5.000 euro, una tantum, per i lavoratori autonomi, ci sono giunte 4.892 domande; poi abbiamo il sostegno per i lavoratori dipendenti, altri 47 milioni, e sono 293 nominativi. Impegneremo per il 2017 tutte le risorse che avanzano dal 2016, questo l'abbiamo già chiesto al Governo, siamo già andati a Roma per chiedere il trasferimento di queste risorse.
C'è anche un nuovo bando per occupati, che io voglio mettere proprio perché le politiche passive e attive vadano insieme, un nuovo bando per occupati, formazione continua, per riqualificare gli over 40 e 50.
Queste sono le notizie specifiche sul cratere, i 4, 5 interventi del mio Assessorato sul cratere, ribadisco che forse non rispondono in pieno alla vostra domanda, però la via che la Regione si è data non è quella di un reddito, ma di un sostegno che può andare anche accanto alle iniziative dei Comuni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Caro Consigliere Busilacchi, so qual è la differenza fra un reddito minimo garantito e un reddito cittadinanza, lei troverebbe una definizione da dare a un contributo, in una situazione straordinaria, per quelli che hanno perso il lavoro in questo fine 2016, inizio 2017? Come l'avrebbe chiamato lei? Non è una situazione ordinaria per cui uno parla di reddito minimo garantito che è collegato sempre a chi è sotto la soglia di povertà o di reddito di cittadinanza che è collegato a tutti, ricchi e poveri.
Chiaramente io ho scritto reddito di cittadinanza per dare il senso di quello che volevo dire, è chiaro che non è quello il senso nobile della parola, però serve per far capire di cosa stavamo parlando, perché noi parliamo di reddito di cittadinanza a livello nazionale e parliamo anche di reddito minimo garantito, che è quello che si dà in tutta Europa, come diceva lei, però questa è una situazione non ordinaria, ma straordinaria, quindi dare una definizione certa, netta di quello che uno vuole intendere è molto complesso e complicato.
E’ chiaro che, per rispondere all’Assessore Bravi, nessuno regolamento o legge contempla quello che ho scritto nella mozione che riguarda una situazione straordinaria, per cui, a parte le cose che sono contenute nel decreto che non definisce di dare dei soldi a chi non ha lavoro. Come può trovare lavoro un terremotato quando nel caso del piceno abbiamo una disoccupazione che sfiora il 50%? Me lo dite voi? Come fa un disoccupato terremotato a trovare lavoro se non lo trovano persone che sono fuori dall’ambito del lavoro e ci sono da anni? Questo è il contesto!
Se noi vogliamo far ripartire quei luoghi bisogna che dargli un aiuto, chi ha perso una attività produttiva, un ristorante, o un bar che è chiuso, che fa? Con che mangia? Adesso sta in autonoma sistemazione, mangerà in albergo ma poi quando verranno date le casette che cosa faranno? Staranno lì tutto il giorno a guardare i merli e le cornacchie? Altro non potranno fare se non gli diamo un aiuto, questo è il senso della mia mozione, credo che non sia una quantità enorme di persone, penso che la Regione Marche possa accollarsi quest'aiuto, ed è il senso di questa mia mozione.
Non voglio assolutamente fare propaganda politica né fare il saccente, ma vediamo tutti i giorni gente che non riesce a tirare avanti per questo problema per cui mi sono sentito in dovere di presentare questa mozione. Sta a voi ritenere se può essere presa in considerazione o no, dipende da voi, purtroppo il pallino è ancora nelle vostre mani.
L’altra mozione la ritiro perché dopo le spiegazioni sarebbe stupido e sciocco lasciarla. Grazie.

PRESIDENTE. Ritira la mozione 216.
Ha la parola, per dichiarazione di voto sulla mozione 234, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Un intervento, una dichiarazione di voto, a piacere, sarò brevissimo.
Sono sorpreso di questa caduta di stile del Consigliere Busilacchi, credo che la caduta di stile serva soltanto a coprire la grande difficoltà in cui è il Partito Democratico, non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale.
La caduta di stile si estrinseca in poche cose, quelle di più basso livello, nel senso che quello che fate voi è tutto brutto, è tutto malvagio, mentre quello che facciamo noi è tutto ben fatto.
Il reddito di cittadinanza di Castelfidardo è ben poca cosa, mentre noi abbiamo la borsa lavoro, ma qui potete abbindolare coloro che credono alle parole e non approfondiscono i fatti, la borsa lavoro over 30 dà 650 euro ogni tre mesi lordi a chi lavora 30 ore la settimana, che cosa state dicendo?
Una borsa lavoro di 500 euro ogni tre mesi a chi lavora presso un datore di lavoro. Questo è il vanto della Regione Marche nei confronti degli over 30 che non hanno lavoro e usufruiscono della borsa lavoro. Io direi che è una cosa buona, ma non sicuramente una cosa di cui vantarsi, ma non mi meraviglio perché voi siete quelli dei vaucher tolti per evitare il referendum e rimessi adesso. Voi siete quelli del job act che non ha dato lavoro, anzi ha aumentato la speculazione nei confronti di coloro che lavorano.
Anche noi cerchiamo di fare la nostra parte, a volte ci riusciamo, e nei Comuni dove amministriamo ci riusciamo molto bene perché non abbiamo debiti da pagare nei confronti di nessuno, debiti elettorali o altri tipi di debiti.
Per cui quello che fate voi quando è giusto è giusto e ben fatto, se è ben fatto, altrettanto quello che facciamo noi, perché veramente mi sembra puerile e politicamente poco corretto dire che quello che fate voi è tutto buono e tutto giusto e quello che facciamo noi è tutto sbagliato.
Sul reddito di cittadinanza, chiamatelo come vi pare, tanto siete abituati ai giochi di parole, abbiamo fatto una campagna elettorale e voi avete cambiato il nome per far vedere che comunque il vostro è diverso dal nostro, il reddito di cittadinanza non è un'assistenza perché se ci sono tre proposte di lavoro il reddito di cittadinanza viene tolto se vengono rifiutate.
Il reddito di cittadinanza non c’è in Alaska, forse si confonde con i pinguini e con le foche, il Consigliere Busilacchi, il reddito di cittadinanza in Alaska è dato a tutti ai ricchi ed ai poveri, il nostro reddito di cittadinanza è soltanto per chi raggiunge la soglia di povertà, i 780 euro.
Quindi queste esternazioni di propaganda insomma …, il Papa ha detto una cosa sacrosanta che noi diciamo da sempre, certo l’assistenzialismo è quello che avete dato voi con gli 80 euro, con le altre cose, noi stiamo facendo un altro tipo di discorso e in attesa del diritto del lavoro avere comunque un sostegno. Fintanto che venga esercitato questo diritto del lavoro bisogna aiutare le persone con un reddito di cittadinanza in modo che si formino professionalmente e che possano mantenere la propria famiglia nell'attesa che cerchino un reddito da lavoro.
Quindi questa mistificazione, questo gioco di parole è poca cosa, è cosa che ci infastidisce e basta, non ci scandalizza neanche più perché la gente ormai è in grado di capire e di valutare questa azione di propaganda del PD di basso livello.
Il reddito di cittadinanza nei confronti delle popolazioni terremotate, chiamatelo come volete, è comunque un sostegno nei confronti di persone che hanno perso il lavoro, hanno perso il posto fisico del lavoro, certo l'Assessore Bravi ha fatto un elenco di cose che sta facendo la Regione, per carità, noi non siamo mica prevenuti nel momento in cui le cose vengono dalla parte vostra, mentre per voi è il contrario, è questa la differenza di stile politico e di spessore politico.
Questa era una misura nei confronti delle popolazioni, potevate fare degli emendamenti, ma il fatto che viene da noi è da bocciare comunque prima di qualsiasi altra valutazione e questo sta diventando quasi una cosa vergognosa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Pochissime parole, guardi Consigliere non voglio passare per saccente per cui non le farò una lezione, però credo che qui ognuno abbia la propria professionalità ed io non mi permetto di dirle di capire più di lei rispetto alla sua professione, così come non penso di capire di più di ingegneria rispetto al Consigliere Celani, o più di matematica rispetto al Presidente Ceriscioli. Però poiché su questo tema me ne occupo da 20 anni, ho scritto anche dei libri e delle pubblicazioni internazionali, sono socio permanente della rete che si chiama Basic Income Earth Network, che è la rete di principali studiosi mondiali sul reddito di cittadinanza, mi permetta che so un po’ meglio di lei che cos’è il reddito di cittadinanza.
Quindi se crede, non le voglio dare lezioni qui perché sarebbe lungo, però se crede le posso consigliare qualche lettura a lei e a Di Maio così cercherete di formulare delle proposte più utili.
Sul resto ho già detto quindi voteremo contro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione 234. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione n. 225
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Traversini
“Patto per lo sviluppo e il sostegno alle aree colpite dal sisma”

Mozione n. 193
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi
“Estensione ai territori colpiti dal terremoto dei progetti inerenti la Strategia delle aree interne”
(abbinate)
(Discussione e votazione)


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 225 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Traversini e la mozione n. 193 dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi, abbinate. Di fatto sono riassunte in una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Mastrovincenzo, Traversini, Giorgini e Maggi.
Ha la parola per illustrare la proposta di risoluzione il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Qui si tratta di due mozioni, una presentata da parte del Presidente Mastrovincenzo e da me sottoscritta e l'altra dai Consiglieri Fabbri, Giorgini e Maggi.
Abbiamo fatto un lavoro, discusso anche in Commissione, per presentare una risoluzione.
Le due mozioni partivano da un ragionamento molto semplice legato al problema del sisma ed alla strategia di sviluppo delle aree interne. Va ricordato che la Regione Marche nel progetto a livello nazionale è in prima fila in quanto insieme alla Lombardia ha sottoscritto l’accordo quadro nazionale per partire con le aree interne.
Questa strategia per le aree interne è stata discussa ampiamente in diverse occasioni, abbiamo avuto anche la possibilità di avere il dott. Barca in questo Consiglio, che le ha portate avanti nella passata legislatura in maniera diretta, con grande spirito. Una procedura, un progetto che si sta concretizzando nel tempo e che sta dando grandi spunti di riflessione.
Ricordo che l’obiettivo principale di queste strategie è quello di non riferirsi alla montagna in quanto tale, ma di andare incontro alle problematiche che colpiscono alcune aree del territorio nazionale legate soprattutto allo spopolamento, all’abbassamento quindi dell’indice demografico e alla crisi socio-economica che questi territori hanno. Problematiche così pesanti che hanno bisogno di una cura particolare.
Nella regione Marche è stata individuata l’area pilota per la quale stanno per partire bandi, si stanno raccogliendo le firme dei Ministeri e l’Assessore Sciapichetti, con il quale collaboro in quanto Presidente della Commissione, sta seguendo personalmente questo iter.
L’area pilota è quella del basso Appennino pesarese e anconetano, poi ci sono altre due aree riconosciute che sono quella di Macerata, con 19 Comuni, e quella di Ascoli Piceno, con 15 Comuni.
Ultimamente è stata proposta un’altra area del Montefeltro però deve essere riconosciuta a livello nazionale, quindi fino a quando non ci sarà il riconoscimento le aree in realtà sono le tre sopra menzionate.
La discussione sulle aree interne è molto importante perché pone in evidenza delle problematiche serie delle quali abbiamo parlato anche qui in Consiglio e se uno guarda i dati dell’entroterra marchigiano, quindi delle aree interne, si rende conto che - anche se le aree interne non parlano di montagna – i problemi riguardano l'Italia centrale e nelle Marche i territori più vicini alla dorsale appenninica - partendo da Borgopace, che è il Comune più a nord fino ad Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, ai Comuni dell’ascolano – che, se va bene, hanno perso oltre il 50% degli abitanti negli ultimi 50 anni, quindi è una situazione veramente particolare.
In questa situazione c’è bisogno di strategie che le aree interne individuano nella mobilità, nella pubblica istruzione, nella sanità e nel dare una risposta a livello economico perché bisogna non solo dare i servizi ma anche un tessuto economico importante per il futuro, usando la metodologia di mettere insieme i soggetti che possono dare queste risposte attraverso, per carità sicuramente finanziamenti, un modo diverso di ragionare.
La maggioranza di questi territorio sono stati colpiti dal sisma ecco perché il concetto della risoluzione non è tanto fare un elenco di nomi, allargare l’area, ma usare questo metodo di ragionamento delle aree interne, cioè quello di focalizzare, attraverso un progetto, un impegno forte da parte della Regione, ma non basta, bisogna intervenire a livello nazionale, una strategia che metta insieme i soggetti importanti che possano risollevare la situazione che sta diventando drammatica, perché, come dicevo, se si è perso il 50% degli abitanti in Comuni che già ne avevano pochi, non erano super popolati, significa guardare ai prossimi 30 anni ed assistere alla scomparsa, alla non gestione di questi territori.
Per fare questo, per dare risposte al terremoto, si parte da quello che è un ragionamento delle aree interne, però non significa allargarle, hanno già avuto un processo difficile, complicato, lungo e particolare, significa utilizzare questo metodo di lavoro, questo modo di affrontare il ragionamento per la ricostruzione e portarlo nel territorio legato al sisma, quindi anche ai Comuni che sono fuori dalle aree interne. Questa è la metodologia che va portata e va ragionata.
Il ragionamento che noi abbiamo cercato di fare nella risoluzione è proprio questo, partire da una metodologia importante, che ormai deve essere approvata ed appoggiata pienamente in un progetto a livello nazionale, forte, che vada al di là delle aree interne, quella delle aree interne è una partenza, e che si porti avanti su tutto il territorio colpito dal sisma.
Vi leggo, senza cercare di annoiarvi, quello che è l’impegno, il succo, della risoluzione che è stato concordato insieme ed è fulcro, il cuore della risoluzione stessa: impegna il Presidente della Giunta regionale a porre in essere ogni utile intervento finalizzato a verificare gli effetti prodotti dal sisma sulle attività socio-economiche delle aree colpite e a valutarne le conseguenze su tutto il territorio regionale, rivolgendo una particolare attenzione allo stato d'attuazione degli interventi cofinanziati con le risorse europee nell’ambito dei programmi operativi Fesr, Fse e Psr; ad avviare un processo che favorisca la massima sinergia tra le diverse fonti di finanziamento, europee e nazionali, anche alla luce della proposta di modifica del Regolamento europeo 1303/2013 e sulla base della metodologia propria della Strategia per le aree interne, promuovendo un “patto per lo sviluppo” quale forma di programmazione integrata in grado di rispondere con il massimo grado di efficienza alle necessità manifestate dai territori colpiti dagli eventi sismici e da tutto il territorio regionale considerato nel suo complesso; a porre in essere un percorso istituzionale nei confronti del Governo centrale, che veda la partecipazione di tutti gli attori locali del tessuto economico e sociale, finalizzato a promuovere l'individuazione di uno strumento di programmazione concertata, basato su un apposito patto per lo sviluppo o sulla attuazione di specifici accordi di programma dedicati, che sia in grado di dare risposte rapide ed efficaci al rischio di ulteriore impoverimento demografico, economico e sociale di tutti i Comuni della dorsale appenninica, basato sulla metodologia tecnica propria della strategia delle aree interne; ad anticipare la tempistica di realizzazione degli interventi contenuti negli accordi di programma quadro redatti.
Quindi lo sforzo, ripeto, è quello di mettere insieme le forze e ragionare per un progetto che deve non solo dare una risposta ad un’area che era già in difficoltà e ricostruirla dal punto di vista dei servizi, ma soprattutto in vista di prospettive economiche, questo è importante, per dare continuità alla gestione di quelle aree, soprattutto di tutte le aree colpite dal terremoto.
Oltre all’importanza del ricostruire, questo è indubbio e lo si sta facendo, è determinante il coinvolgimento degli operatori economici. Un esempio che ho portato anche negli incontri che abbiamo fatto è quello dell’imprenditore Della Valle che ha detto: “Io metto la mia attività nel Comune che è stato colpito dal terremoto”. Piccolo esempio, ma importantissimo di come si può ricostruire in questi territori il tessuto socioeconomico. Non è ricostruire le abitazioni ma, al di là dei problemi burocratici o di lentezza, o di situazioni che si possono creare perché rispettare le regole significa qualche volta avere dei tempi più lunghi, ma non è questo la questione, il problema è dare ad un territorio già in difficoltà enormi anche prima dell'evento sismico - e lo dice la statistica ed adesso la situazione è tragica - prospettive non solo di servizi ma soprattutto socioeconomiche.
Questo è il lavoro che è stato fatto e devo ringraziare per le chiacchierate fatte in Commissione, soprattutto il Consigliere Fabbri con il quale abbiamo chiuso la risoluzione.
Devo dire che ci sono stati anche proposte e suggerimenti di modifica e dico subito che alcuni suggerimenti proposti dalla Consigliera Pergolesi, secondo me, sono interessanti, ma ho valutato che dovrebbero essere messi nel ragionamento che andremo a fare in Commissione perché la risoluzione è di carattere generale e va al cuore di un modo di ragionare, che è quello di utilizzare un metodo partendo dal ragionamento delle aree interne, per dare un significato alla ricostruzione dal punto di vista socioeconomico, però le indicazioni sottoposte dalla Consigliera Pergolesi verranno prese in considerazione dalla Commissione nei vari passaggi che farà legati al Fesr e a tutte quelle attività che tratterà, quindi saranno prese in considerazione.
Poi ci sono due emendamenti, uno dei quali, nella parte introduttiva della risoluzione cita un atto che è stato fatto in Giunta, che propone al Ministero di riconoscere l’area del Montefeltro come area interna – il Ministero dovrà poi riconoscerla, ricordiamocelo, non è la Giunta da sola, la Giunta fa le proposte in base a dei criteri che devono esserci e poi il Ministero dà il parere definitivo – e nella stessa delibera, se non sbaglio, viene citata la possibilità di individuare un’altra area, la quinta area interna, legata al fermano. Si cita storicamente questo passaggio, quindi credo che l'emendamento possa essere inserito senza nessun problema.
Altra cosa è l'emendamento a firma del Consigliere Maggi legato all’inserimento di Fabriano. Questo non è possibile metterlo nella risoluzione, né fare altro, se non dire quello che ho detto fino ad ora, cioè che la risoluzione parla di metodo utilizzato per le aree interne da utilizzare su tutto il territorio, anche ai Comuni che non c’entrano niente con le aree interne, quindi di per sè Fabriano deve essere considerato alla stessa stregua perché è stato colpito con tutte le frazioni. E' chiaro che c’è un’altra storia, metterlo sarebbe una doppia forzatura perché, lo dico in quanto l’ho seguita anche direttamente nel passato Consiglio, inizialmente la proposta che riguardava le aree interne pilota prevedeva Fabriano e Genga che erano Comuni in più rispetto all’area attuale, che vede i Comuni di Sassoferrato ed Arcevia appartenenti al distretto culturale di Fabriano a cui apparteneva l’altra parte del pesarese insieme all’Umbria. Il Ministero ha visto che non aveva i requisiti idonei per essere nelle aree interne ed è stato escluso. Quindi riproporre Fabriano sarebbe sbagliato, invece è importante dire che il metodo delle aree interne deve essere previsto ed utilizzabile anche per questo territorio che ha avuto la disgrazia del terremoto ed ha una marea di frazioni in difficoltà. Questo deve essere chiaro e si può tranquillamente fare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Devo dire, ma credo che tutti lo sappiano già, che Fabriano ha 57 frazioni, è uno dei Comuni d’Italia con più frazioni, con una distanza enorme, di 20 chilometri, l’una dall’altra. Le persone vivevano, oltre che dell’agricoltura, dell’industria del bianco e adesso che è saltata è un bagno di sangue per la città di Fabriano, ma è soprattutto un bagno di sangue per le frazioni, per queste 57 frazioni sparse sui monti.
Ho individuato il problema politico, se c’è un modo per inserire soprattutto queste frazioni del fabrianese, che veramente hanno bisogno, forse più di altri Comuni inseriti in questo elenco del basso Appennino anconetano-pesarese, io sono favorevole a cambiare l’emendamento e ad inserirlo in altra forma, però quello che politicamente chiedo a tutto il Consiglio, e segnatamente alla maggioranza, è che questa situazione così grave e così difficile venga presa in considerazione ed abbia una attenzione particolare in questa risoluzione che noi, con il Consigliere Fabbri che oggi è assente, abbiamo contribuito a redigere con idee e con soluzioni.
Questo è quanto, non ci interessa né bandiere, né altro, ci interessa soltanto, per una questione di equità e giustizia anche nei confronti degli altri territori e degli altri Comuni che hanno queste difficoltà, inserire la parte periferica di Fabriano e le sue frazioni che stanno vivendo un momento molto difficile.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Non posso non condividere queste due mozioni, tradotte in una risoluzione, che mi sembra sia stata illustrata nel modo migliore dal Presidente Traversini.
In questi mesi abbiamo seguito insieme alcune vicende delle aree interne, in modo particolare abbiamo partecipato a due incontri molto fattivi e costruttivi presso Fonte Avellana dove ci si è potuti confrontare con le realtà, i bisogni, le esigenze di queste terre.
Credo che noi dobbiamo una volta per tutte non considerare più le aree interne e la montagna come luoghi ameni, dove ci si deve recare soltanto per fare delle riflessioni, luoghi lontani dalla costa nei quali in genere regna un po’ di confusione e di goliardia. Le aree interne, le nostre aree interne devono essere considerate come veri e propri poli di sviluppo socio economico. Questa è la cosa importante. Il concetto dovrà essere questo: considerarle come dei veri e propri poli di sviluppo, perché se noi continuiamo a parlare delle nostre aree interne esclusivamente da un punto di vista prettamente paesaggistico, di bellezze naturali e quant’altro, non facciamo un ottimo servizio a tutti coloro che invece stanno investendo, cercando di resistere in questi territori, cittadini residenti e responsabili che con la loro presenza rappresentano anche dei grandi custodi di questo territorio.
Affinché questo possa verificarsi, affinché si possa concretizzare effettivamente un'ipotesi di sviluppo e di realizzazione di un polo all’interno di queste aree interne, io credo che si debba lavorare su aspetti molto significativi che sono fondamentali: mobilità e infrastrutture. Dobbiamo preoccuparci di fare un piano più o meno strategico, questa è una parola molto abusata, un piano di manutenzione più straordinaria di quello che abbiamo già, sarebbe tantissimo per dare accessibilità alle aree interne attraverso le infrastrutture, non soltanto materiali ma anche e soprattutto immateriali, perché oggi chi vuole investire nell’entroterra ha bisogno anche di collegarsi con il resto del mondo in modo tempestivo in via telematica. Quello delle infrastrutture è un tema che la Regione dovrà affrontare nel modo più veloce possibile.
L’altro tema è quello dei servizi e quando parlo dei servizi parlo soprattutto dei servizi alla persona e alla salute in particolare, abbiamo discusso poc'anzi di quanto sia importante il mantenimento di alcuni servizi sui territori, ecco nell’entroterra dobbiamo fare uno sforzo maggiore, far sì che ci siano le condizioni per ridistribuire su queste aree, nel modo migliore, i servizi sanitari che invece sono disseminati lungo la costa.
L'altro aspetto è l'istruzione, se non prevediamo in queste aree dei poli scolastici facciamo fatica, perché i ragazzi vanno via, magari vanno a frequentare istituti lungo la costa o giù di lì, in città fortemente antropizzate, e poi è difficile che tornino a stabilirsi di nuovo nell’entroterra. Realizzare quindi un'istruzione confacente significa dare la possibilità e per certi versi convincere i piccoli Comuni che sono nell’entroterra ad associarsi per realizzare dei veri e propri poli scolastici in modo tale che possano avere tutti i servizi di istruzione compresi in un'unica struttura. Ci sarebbe anche un grosso risparmio di costi e soprattutto servizi efficienti che andrebbero dall'infanzia fino agli istituti superiori.
L'altro aspetto, il quarto punto, è ovviamente il lavoro, ma se ci sono queste condizioni, se ci sono le condizioni infrastrutturali, se ci sono le condizioni per i servizi alla persona e se ci sono i servizi all’istruzione, è naturale che gli investimenti siano presenti, ci sarebbe l'attrattività giusta affinché qualcuno possa tornare ad investire in questi territori.
Il sisma, il terremoto che c'è stato lo scorso anno noi lo dobbiamo prendere come una grande opportunità per studiare un nuovo Appennino, una nuova forma di sviluppo partendo da questa grossa calamità per vedere quali erano le difficoltà che il terremoto ha messo in evidenza, come la grande fragilità del nostro sistema infrastrutturale all’interno della regione e la grande carenza dei servizi. Ecco perchp dopo il terremoto abbiamo dovuto portare tutti i servizi che non c’erano e non perché fossero crollate le strutture. Quindi il sisma ha messo in evidenza una carenza di progettualità che c’è stata negli anni passati, ecco prendiamo questo aspetto “positivo” del terremoto.
Chiudo dicendo che su tutti questi progetti occorre lavorare su un fattore fondamentale che è il fattore tempo. Il tempo in questo discorso gioca un ruolo fondamentale, se noi andiamo con lo stesso passo con cui non si è ancora avviata la ricostruzione, questa risoluzione, mi dispiace dirlo, Presidente Traversini, rimarrà sulla carta, rimarrà una buona intenzione.
Il fattore tempo è fondamentale, quindi noi dovremo soprattutto lavorare su questo aspetto, controllare che alcuni progetti, che sono previsti all'interno di queste aree, vengano materializzati subito, vengano concretizzati subito perché questo è il segnale forte che noi possiamo dare, altrimenti ci troveremo di nuovo fra qualche anno ad andare a Fonte Avellana e riportare indietro quelle fatidiche lancette dell'orologio. Le abbiamo messe alle 5,30 del mattino perché è l’alba di un nuovo giorno, non vorrei che la prossima volta dovremmo tornare ancora indietro perché non è passato nemmeno un giorno per dare attuazione a questo discorso.
Chiudo facendo un'annotazione per quanto riguarda il mio territorio, il territorio piceno. Nell’area di Ascoli Piceno ci sono una serie di Comuni, e questa è una situazione nota a tutti, faccio riferimento all’Assessore Casini che non c’è, all’Assessore Sciapichetti ed al Presidente, dobbiamo adoperarci affinché in quest’area venga reinserito anche il Comune di Venarotta.
Se noi andiamo a vedere la cartina geografica di questi Comuni stranamente c'è un vuoto, c’è tutta un’area omogenea con un vuoto dentro, non so che cosa sia successo perché ho anche verificato con l’amministrazione comunale di Venarotta ed ha tutti i parametri, e li aveva all'epoca, per poter rientrare in queste aree interne. Al Ministero probabilmente è sfuggito qualcosa.
Non so chi se ne occuphi, se l’Assessore Bora o Cesetti, non lo so, lancio un messaggio a tutta la Giunta di valutare e di vedere presso il Ministero perché questo Comune è stato escluso, perché, se vedete, l’area interna del piceno dal punto di vista geografico è un’area omogenea che va da Comunanza fino ad Offida, tutti i Comuni, tranne Venarotta che è circondato da Castignano, da Montegallo, da Palmiano, da Roccafluvione. Non si capisce! Ho visto i parametri con cui sono state delineate queste aree interne ed anche Venarotta aveva questi parametri, quindi probabilmente è successo qualcosa a livello ministeriale, qualche disguido o qualche errore materiale, allora vi invito a verificare ed eventualmente a farlo correggere dal Ministero perché tra i tanti decreti che fa non mi sembra una cosa difficile reinserirlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Intervengo per sottolineare quanto mai siano opportune queste due mozioni ed il fatto che siano state presentate.
Credo che si sia colto nel segno, perché da tempo affrontiamo queste tematiche legate alle comunità montane e poi, secondo me, è stata trovata la giusta definizione anche dal punto di vista linguistico, quando abbiamo superato questo concetto, ed è stata elaborata la strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, che ha rappresentato una svolta politico-culturale ed anche istituzionale. Da questo punto di vista anche la Regione Marche ha fatto un lavoro egregio negli anni, a partire dalla Carta di Fonte Avellana, ma anche dalla Conferenza sulla montagna del Cnel, e tutto quello che poi si è realizzato.
La strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne è arrivata a questa svolta perchè di fatto non si muove più con la logica delle leggi settoriali o degli interventi segmentati, ma con l'insieme delle politiche, una strategia organica, azioni di insieme, azioni organiche.
Questo è il valore di questa strategia, tra l'altro noi, le Marche, eravamo legati anche prima e lo siamo ancora di più, lo è ancora di più il Consiglio regionale delle Marche, su questo voglio ringraziare il Presidente Mastrovincenzo proprio perché il Ministro Barca, per le scelte culturali che il Consiglio ha fatto e che il Presidente ha fatto, trova un punto di riferimento in questa nostra regione, ha sempre lavorato per questo territorio per ragioni anche affettive e per questa scelta fatta c'è un legame molto stretto, quindi grazie Presidente per tutto questo.
Non credo che debba sottolineare il valore della strategia nazionale perché l'ha fatto molto bene il Presidente della Commissione Traversini, è scritto nelle mozioni, è scritto bene anche nella mozione dei Consiglieri Fabbri, Giorgini, Maggi, dove tra l’altro, Consigliere Maggi, proprio nella premessa vengono sottolineate la strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, i decreti che ci sono stati, l'accordo di partenariato, le aree pilota, quindi condivido quanto ha detto il Consigliere Traversini, perché noi potremmo pure scrivere Fabriano tout court, però non troverebbe l'incisività che invece quella realtà merita, anche se va detto che rispetto alla crisi industriale da tempo ci sono provvedimenti per le aree di crisi, è anche vero, sempre questo per amor di verità, che fino a non molto tempo fa di quell'accordo di programma sono stati utilizzati soltanto pochi fondi, quelli della Regione Marche e della Regione dell'Umbria e non un euro di quelli del Ministero, poi con la rimodulazione si è proceduto con progetti e con azioni concrete, ma questo potrebbe raccontarcelo benissimo l’Assessore Bora.
Torno alle considerazioni che ha fatto il Consigliere Traversini rispetto alle aree pilota, quest'area del basso Appennino pesarese e anconetano comprende alcuni Comuni che sono quelli della provincia di Pesaro-Urbino e due Comuni della provincia di Ancona: Arcevia e Sassoferrato.
Noi avremmo voluto inserire anche altri Comuni, l'ha ricordato il Presidente Traversini, Fabriano e Genga, ma lì ci sono anche altri Comuni che storicamente sono in quella comunità montana, penso a Serra San Quirico, penso a Cerreto d’Esi, ma ci sono dei criteri, dei parametri ben precisi che sono previsti anche dalle leggi, dai regolamenti, dai decreti da voi stessi citati, che non ce lo avrebbero consentito.
Quindi, ferma restando la strategicità delle aree interne, ferme restando le situazioni particolari, come quella del Comune di Fabriano, credo che il problema che è stato posto meriti una risposta politica e credo che la risposta politica sia quella che ha dato il Consigliere Traversini, ovvero nella risoluzione facciamo in modo che questi aspetti siamo colti, vogliamo coglierli nel vero e profondo senso della crescita, di una crescita armonica, vogliamo coglierli dentro una rinascita socio-economica di questi territori, sapendo che nelle aree interne ci sono anche tutti quei valori, quell’interdipendenza territoriale ed anche tutte quelle ricchezze che consentono alla nostra regione nel suo insieme di poter crescere.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Traversini ed è una ragione in più, ero già profondamente convinto, non soltanto per sostenere questa mozione, ma per dare ancora forza ad una battaglia che è politica, che è culturale, che è sociale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Oggi con questa mozione si sta discutendo un pezzo importante, Presidente Ceriscioli, della nostra regione Marche, perché l’ho detto in un’altra circostanza, pochi giorni fa è stato celebrato il XX anniversario della Carta di Fonte Avellana.
Quella carta credo che sia scritta molto bene, piena di parole, però mancano i contenuti, Presidente. Questa è la drammaticità della cosa!
Questa mozione illustrata in un modo magnifico dal Presidente Traversini, manca ancora, e noi abbiamo espresso questa considerazione, di contenuti forti per questa realtà territoriale, importante per la regione Marche, ma non solo per la regione Marche, perché guardiamo anche dall’altra parte dell’Appennino. Ci vuole un coraggio fortissimo per incentivare questi territori in modo pesante, professor Ceriscioli, affinché ci sia possibilità di captare capitale che investa, allora il mio amico, che deve aprire un call center nuovo di 50 persone, potrebbe aprirlo ad Arquata, potrebbe aprirlo a Visso, invece di aprirlo ad Ancona, perché questo tipo di lavoro si può fare ovunque.
Ci vuole un incentivo perché a parità di condizioni uno rimane a Pesaro, rimane a Senigallia o ad Ancona perché ha i servizi migliori.
Se questa Carta di Fonte Avellana e questa risoluzione vengono riempite di contenuti forti in termini economici, allora questa nostra regione avrà un futuro in quel territorio, altrimenti saremo in difficoltà, questo è il problema e anche la nostra mozione che poi discuteremo successivamente va in questa direzione, va in questo contesto: cosa si fa per questo territorio?
Bisogna avere il coraggio di insistere facendo dei provvedimenti, perché adesso abbiamo, Presidente, da dare delle risposte ai nostri terremotati, perché quelli che oggi sono sfollati non rientreranno più se al loro ritorno non troveranno degli incentivi, rimarranno a Recanati, a Porto San Giorgio. Bisogna evitare che dei 1.500 usciti da Visso ne rientrino 1.000, professor Ceriscioli, questo è l’aspetto importante e questo non accadrà solo se ci sarà un forte incentivo, altrimenti siamo in forte difficoltà.
Questa risoluzione va bene, è positiva, la voteremo, però vi chiediamo con forza di integrarla con provvedimenti urgenti ed è necessario intervenire presso il Governo affinché emani dei provvedimenti che incentivino questa realtà territoriale.
Credo che già come Regione possiamo fare qualcosa, anche a Fonte Avellana ho detto che noi possiamo già fare qualcosa, noi come Regione Marche, e lei Presidente, come Regione Marche, può intervenire in questi territori per alleggerire magari la tassa regionale che queste comunità pagano a noi e cercare di fare dei provvedimenti a lunga scadenza. Allora sì che iniziamo a riempire di contenuti!
Il Consigliere Celani ha parlato di tempi, i tempi sono importanti, i provvedimenti sono importanti, tempo e provvedimenti potrebbero salvare questa nostra realtà territoriale e io aggiungo un'altra cosa, che già ho detto in altre circostanze - lo diciamo noi della Lega - queste zone vanno incentivate e ci vanno portate delle persone, delle comunità che possono vivere in queste realtà territoriali, Presidente, in in modo particolare sappiamo che ci sono comunità, ad esempio indiane, che vivono bene in questa realtà agricola, quindi vanno fatte delle strategie, altrimenti le 400/500 persone che mancheranno a Visso o da un’altra parte le dovremmo sostituire ed questo diventa un problema.
Questo è un grandissimo documento, ma se non lo riempiamo di contenuti concreti diventa soltanto un pezzo di carta, Presidente Traversini, perché lei che vive in quei territori sa cosa vuol dire la “montagna”.
Noi della Lega crediamo che se questo documento verrà riempito di contenuti in tempi molto brevi, Presidente, si potrà fare un vero lavoro per la comunità marchigiana, altrimenti credo che queste realtà territoriali, in termini nudi e crudi, perché sono abituato ad affrontare i ragionamenti in questi termini, diventeranno terra di nessuno, completamente in abbandono, e in futuro si creeranno grandi e gravi problemi per il territorio.
A questo dobbiamo sopperire con delle scelte, le chiedo di intervenire subito per riempire quei due o tre passaggi molto importanti: incentivi per la ripopolazione di questi territori e soprattutto non togliere quei pochi servizi rimasti e se possibile le chiedo anche di incentivarne altri, affinché questi territori abbiano dei servizi, che certo potrebbero gravare sul bilancio della Regione, ma sono indispensabili per un territorio che all’orizzonte ha delle fortissime difficoltà che possono essere superate solo con questi grandi ed urgenti interventi che sono indispensabili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Anch’io ritengo che il documento sia molto importante perché, come hanno sottolineato più interventi, fa sintesi fra le esigenze emerse relativamente ai fatti più recenti del terremoto, fa riferimento a quello che è emerso con la crisi più generale dell’economia, il riposizionamento dell’attività economica, e fa riferimento a un qualcosa di più strutturale che è lo spopolamento delle aree interne che è in atto ormai da più di 20 anni.
Quindi abbiamo fatti recentissimi, fatti legati agli ultimi otto anni della vita economica della nostra regione e fatti strutturali relativi alla difficoltà di mantenere la popolazione delle aree interne sotto il profilo demografico. Realtà che si sono spopolate del 50% dei propri abitanti negli ultimi 10 anni, anche con un processo rapido perché 10 anni è un arco di tempo molto stretto e se consideriamo tempi ancora più lunghi possiamo vedere come lo spostamento della popolazione delle Marche verso la costa, la crescita della costa, la riduzione di tutte le altre aree sia un fattore che in realtà avanza dagli anni ’60 ad oggi, in maniera quasi apparentemente ineluttabile con una accelerazione negli ultimi anni.
L'impostazione la leghiamo ovviamente ai fatti del terremoto in modo particolare, perché rischia di essere un'ulteriore catalizzatore, acceleratore di questo processo in corso in quanto rende ancora più difficile la vita nelle aree più colpite dal terremoto, ma in realtà è una strategia regionale perché non si limita all’area del terremoto, ma vale anche per il resto del territorio che vive le difficoltà.
Guardavo alcuni dati relativi al turismo all’interno della provincia di Pesaro-Urbino, mentre la costa sta tenendo i valori degli anni passati, più o meno, nelle aree interne il dato è preoccupantissimo perché vengono identificate con le aree interne marchigiane colpite del terremoto. Quindi elementi di crisi che vanno anche oltre l’area del cratere e continuano a colpire le aree interne.
Perché questa strategia è sempre meno astratta? Lo sa molto bene il Presidente Traversini, la prima area pilota ha già esplicitato i propri progetti ed ottenuto l’approvazione su scala nazionale ed è nella fase della implementazione.
La seconda area pilota, che è quella di Macerata, è pronta a presentare i contenuti. Quindi non è solo un fatto di elementi strategici generali, ma anche la declinazione di questi elementi attraverso contenuti che ciascun’area ha sviluppato in maniera autonoma.
Un po’ più indietro quella del piceno che però si sta muovendo nella stessa direzione e sta recuperando ed ha il tempo per poter presentare i propri progetti.
La cosa interessante qual è? Che molto probabilmente i contenuti che sviluppa un’area non sono solo peculiari di quell’area, ma rappresentano strategie che valgono o sono applicabili anche nel resto del territorio. Il concetto di area pilota sta in questo, elabora contenuti che non sono specifici del proprio territorio, certo lì si devono inserire e incardinare, ma in realtà hanno una valenza più ampia. Quando prima avete ascoltato l’Assessore Casini sulla parte dei fondi strutturali del Psr aggiuntivi, 160 milioni di euro in più sono tanti, l’Assessore Bora sui 240 milioni di fondi Fesr aggiuntivi che sono importanti, sono fondi che oltretutto si integrano all’interno di queste strategie.
Quindi non è solo un elenco di impostazioni teoriche, sono linee progettuali, alcune già approvate e già operative, altre in corso di approvazione. Abbiamo le risorse necessarie per poter praticare l’idea della diffusione, cioè prendere le buone pratiche che vengono proposte per un territorio ed estenderle come strategia complessiva delle aree interne nel territorio regionale, con la possibilità di utilizzare i fondi come moltiplicatori di presenze e di esperienze.
Ecco perché è importante approvare l’indirizzo della risoluzione, approvare e seguire con attenzione questi progetti, dedicando anche risorse umane a questo punto finalizzate alla promozione di questa strategia, ecco perché è importante applicare quei fondi che oltretutto non richiedono cofinanziamento, quindi sono anche più immediati nel loro utilizzo perché non devono aspettare la parte di cofinanziamento regionale, nel momento in cui sono resi disponibili sono già cofinanziati dallo Stato e immediatamente giocabili all’interno dello scacchiere delle iniziative già in atto.
Terzo, e per me non ultimo momento, un impegno che dobbiamo portare avanti tutti quanti per chiudere la partita sulla tassa regionale sull’acqua a favore delle Unioni montane delle aree interne, perché? Perché dei fondi di cui stiamo parlando sono comunque risorse “straordinarie” le abbiamo una volta perché sono già impostate, oltre 30 milioni, se non sbaglio, le possiamo avere una seconda volta perché le possiamo raddoppiare e contaminare i progetti su scala ampia, ma poi serve anche un’entrata strutturale che permetta nel tempo di reggere questa iniziativa.
Purtroppo da questo punto di vista nessun Ato ha deliberato l’inserimento in tariffa del contributo a favore della montagna che oltretutto è l’area che preserva il bene, la risorsa, sulla quale si basa l’intero processo del ciclo integrato delle acque.
Quindi terza azione importante è quella di mobilitarsi per fare in modo che questa misura venga accolta in modo da dare gambe strutturali a questa strategia non solo nella parte straordinaria, ma anche nella parte ordinaria.
Facciamo un esempio, un tema molto forte è quello che riguarda la salute, ma dobbiamo immaginare un modello di salute che si adatti al territorio delle aree interne, perché è inutile che noi scimmiottiamo il modello di salute della costa, non avrebbe senso perché non avrebbe le gambe per lavorare, non potrebbe fare le prestazioni necessarie né nella qualità, né nel luogo giusto, quindi assisteremo alla competizione territoriale nel collocare l’ennesima struttura quando invece abbiamo bisogno di un modello più diffuso, capillare, puntuale.
So ad esempio che c’è un progetto molto importante su una domiciliare avanzata che permette di distribuire addirittura dentro casa presidi importanti in termini di monitoraggio, di risposta e di sicurezza per quanto riguarda il cittadino che affronta il proprio percorso di salute anche in un’area non centrale dal punto di vista delle vie di comunicazione.
E’ chiaro che avere un modello che non è puntuale, che non è temporaneo, ma diffuso sulle aree interne, e non temporaneo perché ha risorse per poter durare nel tempo, cambia. Offrire sicurezza da questo punto di vista è uno dei primi elementi, mi sembra che l'abbia detto con forza nell’intervento il Consigliere Celani, sul quale incardinare nuovamente una strategia per riportare le popolazioni, le persone a vivere.
Lo sviluppo economico. Incentivare quelle attività che siano dell’agricoltura, che siano di altri settori, che si svolgono nelle aree montane, è fondamentale perché senza lavoro nessuno va a rioccupare uno spazio nel territorio, quindi servizi e lavoro.
Il terzo tema lo sappiamo benissimo è quello delle connessioni, una connessione significativa sarà quella della banda ultra larga nelle zone a rischio di …, ed anche qui non so se ho reso l’idea, qual è l’opportunità che abbiamo in più? Oggi noi abbiamo tarato il progetto su 100 milioni perché quella era la sommatoria di 70 milioni statali e dei 30 regionali, ma se con i 100 milioni abbiamo qualche realtà che rimane esclusa, abbiamo la possibilità di fare anziché 100, 120 e di andare a coprire in maniera complessiva quel territorio. Questo è l’elemento, l’incrocio che possiamo fare, non inventarci nuove strategie, ma utilizzare quelle che abbiamo avviato e potenziarle nella capacità di diffondersi, di durare e di integrarsi con quello che già stiamo facendo.
E’ chiaro che i 400 milioni di Anas che vanno a sistemare gran parte della viabilità ordinaria sarà una risorsa importante che giocheremo dentro questa strategia, è chiaro che il nuovo bando sugli elicotteri H24 con le piazzole, che abbiamo chiesto ai Gal di incrementare ed implementare in tutto il territorio, è un'altra risposta sull'emergenza estremamente importante, nella capacità di rendere questo un vero e proprio sistema, una sorta di patto con un’area nella quale si garantiscono determinati livelli di sicurezza, di risposta dei servizi, di opportunità in termini di lavoro, possiamo vincere una sfida difficilissima, perché la sfida era difficilissima prima del terremoto, il terremoto, come ho detto prima, è stato un acceleratore di un processo che c’era già, non è un qualcosa che ci siamo inventati, sta a noi coordinare queste politiche e integrarle, avere la consapevolezza che possiamo passare da un livello di risposta ad uno più accurato, più diffuso, più approfondito, più esteso e duraturo nella misura in cui mettiamo in atto anche quella risorsa che la Regione ha individuato con la legge sulle acque ma che ancora non si è applicata.
Il perché non si è applicata è una domanda di quelle che mettono un grande punto interrogativo. Non la spingono neanche i territori che sarebbero beneficiari della misura, anzi fanno ricorso, però fra i tanti misteri della fede e della politica io dico una certa incapacità di prendersi delle responsabilità fa parte di questo sistema. Prendendoci le giuste responsabilità possiamo dare una bella risposta perché non è solo quella di oggi, ma è quella che determina un plafond, una provvista di risorse, di strategie per la parte più interessante, più bella, più caratteristica, più identitaria del nostro territorio regionale.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 1 a firma dell’Assessore Cesetti e del Consigliere Giacinti. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento n. 1/1 bis a firma dei Consiglieri Traversini, Maggi: “Nel preambolo, alla fine del paragrafo relativo al premesso che, dopo le parole ‘fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale’ è inserito il seguente capoverso: 'è necessario estendere la metodologia di intervento propria della strategia per le aree interne a quei territori particolarmente colpiti da situazioni di crisi economica e sociale aggravate dagli eventi sismici dello scorso anno a partire dal territorio di Fabriano, dalle sue frazioni e dai comuni limitrofi'”. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di risoluzione, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 195
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
“Sostegno del sistema economico e produttivo regionale a seguito degli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016 – proposta di modifica dei DD.LL. n. 189/2016 e n. 205/2016 o adozione di provvedimenti specifici”

Mozione n. 220
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Fabbri
“Emergenza terremoto – Sostegno alle attività produttive per i danni indiretti in termini di contributi economici diretti ed esenzione fiscale parziale o totale”

Mozione n. 238
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Richiesta adozione da parte della Regione Marche di misure a sostegno delle PMI marchigiane e delle attività commerciali del cratere”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 195 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia, la mozione n. 220 dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Fabbri, la mozione n. 238 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Brevemente vorremmo introdurre questa mozione che secondo noi, dopo aver approvato questa risoluzione presentata dal Consigliere Traversini, si incastra maggiormente.
E' una mozione presentata il 22 novembre 2016 e chiede, proprio per queste zone terremotate, dei provvedimenti a lunga scadenza, dei provvedimenti che tutelino il territorio che altrimenti potrebbe rischiare un forte spopolamento.
Vogliamo chiedere alla Giunta un impegno, questo è il senso della mozione, affinché nelle sedi opportune di Governo si emanino dei provvedimenti per cercare di creare le condizioni affinché gli investitori arrivino in questi territori, ma soprattutto per per far sì che queste popolazioni abbiano un incentivo per rientrare in questi territori. L’aspetto essenziale è questo.
E' chiaro che questa mozione si integrava con i provvedimenti emanati dal Governo, cioè il disegno di legge 189 del 2016, tutta acqua passata sotto i ponti perché discutiamo di uesta cosa a giugno 2017.
Però secondo noi esiste in questo contesto, anche oggi più che mai, la possibilità che questa mozione possa trovare una soluzione dell’Aula perché è necessario, assolutamente, intervenire ed è ciò che noi chiediamo, che noi auspichiamo, che ci siano dei provvedimenti economici per quanto riguarda queste realtà, non soltanto dei finanziamenti, come già ci è stato detto dall'Assessore e come abbiamo ascoltato dagli altri interventi, ma dei provvedimenti straordinari che durino nel tempo, perchè noi dobbiamo convincere la nostra popolazione a rientrare. Provvedimenti a lunga scadenza che durano nel tempo affinché si possa ripristinare un tessuto urbano e abitativo soprattutto in queste realtà, e che non ci sia, magari, qualche realtà territoriale che non trova più una soluzione per essere ricostruita perché fortemente in difficoltà.
Se noi riusciamo a sostenere delle iniziative territoriali anche con provvedimenti incentivanti, credo che faremo qualcosa di positivo.
Questo era il senso della mozione che volevamo chiedere a suo tempo per inserirci nel discorso del Governo quando approvava il decreto-legge. Non è stato possibile discuterne in tempo utile per dare una spinta all'esecutivo, affinché portasse al Governo queste nostre richieste, però credo che oggi più che mai questa mozione abbia senso, proprio come la risoluzione approvata qualche minuto fa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Finalmente siamo quasi alla fine, almeno per quello che mi riguarda e voglio dire: non facciamo scherzi, non è che per caso vi viene in mente di approvarmi la mozione, ne sono rimaste due, io adesso batto il record di dieci mozioni bocciate in un unico Consiglio regionale, penso che non sia successo mai nella storia delle Regioni dal 1970 ad oggi.
Non facciamo scherzi, non vi venga in mente di approvarmi una mozione perché sennò dopo sono guai!
Ormai voi avete una deformazione politica, è vero che avete una mutazione genetica però avete anche una deformazione politica, per cui tendete a bocciare tutto ciò che potrebbe dimostrare, magari, delle mancanze o che non vi dà nessun beneficio. Questo è il vostro concetto di politica, non la chiamo di sinistra perché non è di sinistra, la chiamo “del Partito Democratico”, a dimostrazione che noi non siamo così, ve lo abbiamo fatto vedere prima, quando una cosa è congrua, coerente a ciò che si sta discutendo noi la votiamo, ma probabilmente dobbiamo imparare e qualora andassimo a governare forse è opportuno comportarsi come voi, come state facendo voi, e questo è un appunto politico.
Qui parliamo di danni indiretti. I danni indiretti sono figli purtroppo di una situazione drammatica che si è venuta a creare dopo i vari terremoti del 2016 e del 2017 anche nelle zone che non facevano parte del cratere, ma che erano sostanzialmente le più vicine.
L'approvazione dell'emendamento al decreto legge Gentiloni sul terremoto, che riconosceva il danno indiretto, purtroppo assegnava solo 23 milioni di euro in totale, sinceramente molto pochi per soddisfare il fabbisogno delle attività economiche delle quattro Regioni coinvolte.
L'11 maggio 2017 è stato presentato un ulteriore emendamento da parte di una vostra deputata, Marina Sereni, che portava da 23 a 50 milioni di euro la cifra stanziata per i danni indiretti, però non ne conosco l'esito, non so se questo emendamento è andato a buon fine o no. Comunque anche se fossero 50 milioni di euro credo che non sarebbero sufficienti a dare un sostanziale contributo a tutte le zone vicine a quelle del cratere che di riflesso sono state fortemente colpite sia nel settore del turismo che in quello del commercio.
Per la verità anch'io ho una sindrome, mica ce le avete solo voi le sindromi, io ho la “sindrome di Pesaro”, incomincio a vedere Pesaro da tutte le parti, delle volte arrivo e vedo scritto Pesaro, e mi dico: “Mi sto sbagliando sono a San Benedetto!” Dovunque mi giro vedo Pesaro, quindi anch’io mi sono beccato una sindrome, vado all’ospedale e vedo Pesaro, vedo tutto Pesaro!
Qualche deputato marchigiano, guarda caso di Pesaro, di cui non posso fare il nome, ha provato a fare a Roma un emendamento a dir poco indecoroso, per non dire altro, perché mi voglio attenere, per dirottare questi pochi contributi che ci sono anche alla Provincia di Pesaro, vedete che leggo sempre Pesaro, io non mi sbaglio! E che ci azzecca Pesaro con il terremoto direbbe un certo parlamentare? Comunque i soldi non ci sono, così almeno dice l’on. Agostini per cui quelli stanziati bastano ed avanzano.
La mozione vuole impegnare a distribuire quei pochi contributi disponibili, quella miseria e nobiltà di cui parlava Totò, a quelle attività produttive realmente vicine alle zone del cratere che abbiano dimostrato una sofferenza ormai consolidata nel tempo. Questo è il senso della mozione 220.
Invece la mozione 238 riguarda il sostegno alle piccole e medie imprese ed alle attività commerciali del cratere, probabilmente riguarda quelle di seconda fascia, potrebbe essere superata perché ci sono state altre ordinanze. La leggo: questa mozione è rivolta in particolare alle piccole e medie imprese che fanno parte dei Comuni inseriti nel cratere che hanno avuto danni diretti e indiretti, ma che purtroppo sono stati classificati di seconda fascia - quindi non beccano una lira - alcuni grandi Comuni che rientrano in questo contesto sono Ascoli Piceno, Macerata e Fabriano.
Credo che tali misure siano utili per l’intera filiera non solo per le piccole e medie imprese e per le attività commerciali che avrebbero in tal modo la possibilità di continuare ad operare nel territorio marchigiano e di intraprendere percorsi di rilancio produttivo, contrastando in questo modo l'aggravarsi del fenomeno della delocalizzazione anche a vantaggio dei creditori che avrebbero conseguentemente la possibilità di vedere soddisfatte le proprie posizioni - questo si ricollega molto al reddito di cittadinanza - posto che l’Associazione bancaria italiana (ABI) promuove nella società civile e presso il sistema bancario e finanziario coscienza dei valori sociali e comportamenti ispirati ai principi di imprenditorialità e alla realizzazione di un mercato libero e concorrenziale.
Ho ritenuto opportuno fare questa mozione per impegnare la Regione Marche ad agire presso l’Abi per prevedere misure ulteriori rispetto a quelle contenute nel decreto-legge n. 8 del 2017 in favore delle piccole e medie imprese marchigiane facenti parte del cratere, ma inserite nella seconda fascia, che possono avere efficacia nell'immediato attraverso la stipula di un accordo con l’Abi, come già avvenuto spesso e tante volte in passato, e che possa consentire la sospensione delle posizioni debitorie delle aziende in difficoltà procedendo all'individuazione nel bilancio regionale delle risorse da destinare all'uopo. Finalmente ho finito, Presidente, e ringrazio tutti.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Rispondo con ordine. Intanto ringrazio il capogruppo Zaffiri, ma anche i Consiglieri Zura Puntaroni e Malaigia per la mozione 195 che mi dà l’opportunità di tornare in Aula a relazionare sull’impegno della Giunta regionale circa il rilancio e il sostegno alle attività produttive nelle aree colpite dal sisma.
Nell’interrogazione 418 ho già elencato le principali azioni, quindi non torno ulteriormente, ne aggiungo un’altra che non era oggetto dell’interrogazione che è la seguente: contributi finalizzati alla ripresa produttiva delle imprese del settore turistico dei pubblici esercizi e del commercio e dell’artigianato, nonché delle imprese che svolgono attività agrituristica, nel limite complessivo di 23 milioni di euro per l'anno 2017, a condizione che le stesse abbiano registrato, nei 6 mesi successivi agli eventi sismici, una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 30% rispetto a quello calcolato sulla media del medesimo periodo del triennio precedente.
Il relativo decreto interministeriale attuativo del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’economia e delle finanze è in corso di redazione. Questa misura agevolativa costituisce una forma di sostegno per i danni indiretti provocati dal sisma, analogamente a quella rappresentata dalla recente estensione dell’operatività nel citato fondo di garanzia.
Per quanto riguarda invece le ultime due mozioni, poiché la gravidanza notoriamente rende più buone, sono stata un attimo tentata di anticipare il voto favorevole per non deludere il Consigliere Giorgini, però la sua premessa mi ha fatto cambiare idea, non fosse altro perché ovviamente non mi auguro che voi andiate a governare alle prossime politiche e poiché lo state già facendo in alcuni Comuni e lo state facendo anche molto male, a mio avviso, credo che forse sarebbe opportuno prendere esempio da chi governa, da chi governa bene, da chi certe risposte le ha date, nonostante l’entità dei danni sia molto cospicua ed a proposito dell'on. Agostini e dei danni diretti, di cui prima parlava, vorrei ricordare che il fondo, quello per i danni indiretti alle aziende delle zone terremotate è salito da 23 a 46 milioni di euro.
I decreti legge in materia di terremoto, cui fa riferimento la mozione 220, sono stati integrati con il contributo delle istanze attivate presso le competenti sedi istituzionali delle Regioni interessate, la normativa attuale prevede misure, sia fiscali sia in termini di contributi economici, per danni indiretti indotti dal sisma. Inoltre la Regione ha anche adottato autonome misure in tal senso.
Per quanto attiene l’esenzione fiscale l'articolo 48 del decreto legge n. 189 del 2016, convertito nella legge 229 del 2016 ha, come noto, disposto la proroga e la sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi. Più recentemente, il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, all’articolo 43 ha disciplinato l’ulteriore proroga della sospensione e rateizzazione dei tributi sospesi dal citato articolo 48 del decreto legge 189/2016.
Inoltre l’articolo 46 del medesimo decreto legge 50/2017 ha istituito la zona franca urbana dei Comuni del sisma del centro Italia in forza della quale le imprese, che hanno subìto, a causa degli eventi sismici, la riduzione del fatturato almeno pari al 25% della media relativa ai tre periodi di imposta precedenti a quello in cui si è verificato l’evento, possono beneficiare di importanti agevolazioni tra cui l’esenzione delle imposte sui redditi delle attività svolte dalle imprese nella zona franca, nell’importo di 100.000 euro per ciascun periodo di imposta e l’esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività di impresa nella zona franca nel limite di 300.000 euro per ciascun periodo di imposta.
Per quanto attiene invece il sostegno alle attività produttive della Regione mediante contributi economici per danni indiretti subìti dal sisma, la Giunta regionale ha recentemente esteso l’operatività del fondo di garanzia per l’accesso al credito delle imprese danneggiate dal sisma del 24 agosto 2016, per ricomprendervi le imprese colpite dai successivi eventi, inoltre per ampliarne l’ambito di applicazione alle imprese a vario titolo coinvolte nel processo di ricostruzione e riavvio dell’attività economica.
Dopo un primo periodo di verifica nell’operatività del fondo, così come recentemente avviato, le risorse assegnate attualmente pari a 1,8 milioni di euro potranno essere incrementate se le richieste effettivamente pervenute a fronte di tale nuova operatività ampliata lo renderanno necessario.
Inoltre il decreto legge 9 febbraio 2017 n. 8, convertito con modificazioni nella legge 7 aprile 2017 n. 45, recante “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017” ha modificato il decreto legge 189 del 2016 introducendo l’articolo 20 bis. A seguito di tale integrazione legislativa è prevista la concessione di contributi finalizzati alla ripresa produttiva delle imprese del settore turistico, di pubblici esercizi, del commercio e artigianato, nonché delle imprese che svolgono attività agrituristica, nel limite complessivo di 23 milioni di euro per l’anno 2017, a condizione che le stesse abbiano registrato, nei 6 mesi successivi agli eventi sismici, una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 30% rispetto a quello calcolato sulla media del medesimo periodo del triennio precedente.
I criteri, le procedure, le modalità di concessione e di calcolo dei suddetti contributi di riparto delle risorse tra le Regioni interessate devono essere stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze attualmente in corso di adozione.
Avuto riguardo invece all’ultima mozione, la 238, che intende promuovere la stipula di un accordo con l’Abi,supportato da specifiche risorse del bilancio regionale, finalizzato alla corresponsione di contributi alle piccole e medie imprese e comunque alle attività produttive aventi sede nel cratere sismico, per il consolidamento a medio termine di passività nei confronti del sistema bancario, con il vincolo della permanenza in loco degli insediamenti produttivi e commerciali dei beneficiari, annuncio che la Regione dal novembre 2015 ha in essere l’accordo per il credito sottoscritto su base nazionale, nel marzo 2015 dall’Abi e dalle associazioni di rappresentanze imprenditoriali, per il quale la Regione ha approvato l’elenco delle leggi, delle misure e degli interventi finanziari regionali oggetto di applicazione nell’ambito dell’accordo, che è attualmente in vigore.
Inoltre è in corso di negoziazione tra la Regione Marche e la Commissione regionale Abi delle Marche un accordo per agevolare gli investimenti nell’ambito del Por-Fesr 2014/2020 con particolare riguardo al sostegno, alla nascita, allo sviluppo e alla continuità di impresa e delle start-up, anche innovative, nelle aree di crisi.
Questo accordo si propone di facilitare l’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese che accederanno ai relativi bandi. Con l’accordo si intendono definire le linee guida e le regole applicative sulle basi delle quali la Regione Marche e le banche possono facilitare, mediante anticipazione di credito, finanziamento e rilascio di fidejussioni per l’anticipo del contributo, l’accesso al credito dei beneficiari già in possesso di un provvedimento di concessione di un contributo a valere sul Por-Fesr 2014/2020 a fronte di investimenti da realizzare.
Inoltre è allo studio: a) l’apertura dell’accordo ai Confidi e in particolar modo agli intermediari finanziari vigilati ai sensi dell’articolo 106 del nuovo testo unico bancario, b) la fattibilità di un fondo di garanzia per mezzo del quale gli intermediari finanziari, ex articolo 106 del testo unico bancario, si impegnano ad applicare alle imprese una commissione convenzionata; c) l’oggettiva parziale sovrapposizione tra le aree di crisi e le aree del cratere sismico.
Anticipo quindi il voto contrario poiché alcune richieste degli interroganti sono già state realizzate ed altre in fase di realizzazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Solo una precisazione all’Assessore: Roma è stata governata dal 1976 dalla sinistra: 1979 dal Partito comunista, 1981 dal Partito comunista, 1989 dal Partito socialista, 1997 da Rutelli, 2006 da Veltroni, 2015 da Marino, ora siamo entrati noi con 16, 17 miliardi di buco e la colpa è nostra che governiamo male. Grande professionalità politica! Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Solo una precisazione perché magari dopo tante ore la memoria inizia a perdere colpi, la Raggi era Consigliera comunale quando si è candidata ed era consapevole dei problemi che avrebbe dovuto risolvere, quindi francamente dare la colpa a chi ha governato prima forse è l'unico alibi che vi è rimasto, però davvero sgradevole per chi governa.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Vorrei riportare l’attenzione all’ordine del giorno e all’argomento in discussione oggi in Aula. Si sta parlando di terremoto e purtroppo vedo che si continua a strumentalizzare problemi e criticità non solo della popolazione marchigiana ma anche italiana per meri fini elettorali, quindi per favore vorrei invitare i colleghi ad evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione per temi che comunque hanno una rilevante importanza per questa regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Rimango un po’ male dopo l’intervento dell’Assessore, perché la nostra mozione chiede alla Giunta regionale di attivarsi presso il Governo per costituire o creare le condizioni per specifici provvedimenti. Specifici provvedimenti significa che dobbiamo dare contenuti al documento che è stato approvato pochi minuti fa, sennò quel documento, approvato da questo Consiglio, non trova applicazione sui territori e se non si fanno dei provvedimenti questi territori non potranno ritornare a vivere o ad essere grandi come prima.
Questo è il senso della mozione, capisco che il Partito Democratico non vota le mozioni della minoranza, ma credo che questa andasse verso quei contenuti che poc'anzi abbiamo tutti evidenziato. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 195. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione 220. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Mozione 238. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Proposta di legge n. 92
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Modifica alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 ‘Testo unico in materia di commercio’”

Proposta di legge n. 99
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Traversini, Micucci, Urbinati, Talè, Rapa, Fabbri, Celani, Zaffiri
“Disposizioni in materia di erogazione di prodotti destinati ad una alimentazione particolare. Modifica alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 ‘Testo unico in materia di commercio’”

Proposta di legge n. 110
ad iniziativa della Consigliera Malaigia
“Tutela e valorizzazione della creatività marchigiana. Modifica alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 ‘Testo unico in materia di commercio’”

(Testo unificato dalla Commissione) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 ‘Testo unico in materia di commercio’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 92 del Consigliere Urbinati, la proposta di legge n. 99 dei Consiglieri Busilacchi, Traversini, Micucci, Urbinati, Talè, Rapa, Fabbri, Celani, Zaffiri, la proposta di legge n. 110 della Consigliera Malaigia, abbinate.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Come lei ha ricordato si tratta di varie modifiche che sono state accorpate dalla Commissione ed anche di temi abbastanza diversi.
Intanto voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno firmato le varie proposte, il Presidente della Commissione, il relatore della minoranza e la dott.ssa Sardella e tutto il personale degli uffici che hanno collaborato ad una proposta importante perché andiamo a modificare il Testo unico del commercio con delle innovazioni da vari punti di vista.
Nelle ultime ore, nell'ultima Commissione sostanzialmente, abbiamo deciso di rinviare uno dei temi, quello riguardante la previsione di un termine inferiore di durata della Scia temporanea prevista per la somministrazione di alimenti e bevande, però credo che ci sia un impegno della Commissione di riprenderlo più avanti perchè è comunque importante in quanto il Consigliere Urbinati, che ringrazio, ha sollevato una questione che ritengo utile, che però avrà bisogno, poiché scadrebbe tra molti mesi, di un approfondimento che potremo fare.
Quindi ci ritroviamo sostanzialmente ad intervenire su tre fattispecie, una è l’inserimento della figura del cosiddetto creativo tra coloro che possono esporre nei mercati e nelle fiere opere della propria creatività senza essere imprenditori. Noi abbiamo una regolamentazione regionale per i cosiddetto hobbisti, cioè per coloro che già espongono nei mercati delle fiere prodotti di modico valore, ma non lo avevano per i creativi, per coloro che espongono fatti del proprio ingegno e non fatti da altri.
Ringrazio la Consigliera Malaigia che ha posto questo problema, era una lacuna nella nostra legislazione regionale, per cui abbiamo previsto che queste persone potranno partecipare ad un numero limitato di manifestazioni, le stesse previste per gli hobbisti, cioè 12 volte in un anno.
Ci sono alcuni articoli che sono stati proposti dalla Giunta ed erano già previsti nella legge di semplificazione, di adeguamento a normative nazionali, e poiché riguardavano il commercio in Commissione abbiamo deciso di non metterle nella semplificazione ma in questa legge che riordina tutta la normativa del commercio. In particolare sono norme volte a chiarire che in caso di revoca della concessione di posteggio per motivi di pubblico interesse il titolare ha diritto ad ottenere un altro posto libero nell’area di mercato o in altra area comunale, non ricadono nella disciplina regionale della rete di distribuzione di carburanti per autotrazione, contenuta nella legge regionale 27/2009 sui depositi di carburante per il rifornimento dei mezzi agricoli, posto che ultimamente si erano generati dubbi in proposito, con aggravio per gli utenti del settore, è inoltre prevista un’informativa al Consiglio regionale finalizzata a conoscere l’utilizzo delle risorse stanziate per il settore del commercio.
Questi erano gli articoli contenuti nella proposta di legge cosiddetta di semplificazione, che adeguavano la normativa regionale alla normativa nazionale e che sono stati inseriti in questo atto.
La parte forse anche più innovativa è quella che facilita l'acquisto dei cosiddetti prodotti di alimentazione particolare, su questa ci siamo a lungo confrontati in Commissione, devo dire che è stato un lavoro di approfondimento molto utile e quindi ringrazio tutti i colleghi perché la proposta di legge, che era inizialmente a firma mia e dei Consiglieri Traversini e Micucci, durante la discussione si è arricchita di altri contributi, quindi tutti i colleghi della Commissione in modo bipartisan hanno inteso sostenerla e sottoscriverla.
Ringrazio anche la IV Commissione consiliare perché ha dato un parere favorevole con alcune raccomandazioni di cui abbiamo tenuto conto nella riformulazione del testo e devo dire che con grande piacere, ma anche con orgoglio è arrivata su questa proposta di legge una lettera da parte del Presidente di Federdistribuzione nazionale, che è la federazione che unisce le associazioni della distribuzione all’ingrosso e self-service, delle imprese alimentari retailers italiane e dell'associazione nazionale commercio imprenditoriale al dettaglio e imprese specializzate nel food, quindi delle maggiori associazioni dei commercianti di questo settore, perché noi andiamo, con questa proposta di legge, confluita nel testo unico, soprattutto ad introdurre delle positive normative per i celiaci, tra l'altro lo facciamo a pochi giorni dalla conclusione della settimana della celiachia che si è svolta tra il 13 ed il 21 maggio ed interveniamo su molte delle richieste dell'Associazione italiana celiachia Marche. Voglio ricordare che nelle Marche i celiaci sono 3.381, dato al 31 dicembre 2015, ultimo dato disponibile.
Quali sono le principali novità? Così vengo nel merito della proposta, devo dire che in questo settore l’Asur si era già mossa negli ultimi anni con una sperimentazione che aveva dato alcuni risultati importanti, però, per le modalità prevalentemente legate alle convenzioni con gli esercizi commerciali, nella realtà dei fatti la diffusione dei negozi che mettono in commercio prodotti per celiaci è ancora abbastanza limitata. Voglio ricordare che sono prodotti alimentari, non sono prodotti sanitari. Ovviamente è compito della sanità intervenire non tanto nella distribuzione di questi beni, bensì, come è previsto anche dal decreto 17 maggio 2016 del Ministero della salute, negli aspetti riguardanti la certificazione del morbo celiaco da parte degli utenti e nel fatto che queste persone siano certificate dalla sanità.
Altro è l’erogazione del prodotto, io faccio sempre l’esempio che noi oggi troviamo in tutti gli scaffali di tutta la grande distribuzione, non dovrei fare l’esempio di una marca, lo Zymil è un famoso latte senza lattosio e non c'è bisogno di avere una ricetta ovviamente per prenderlo. Questo stesso decreto ministeriale ricorda che sono le direttive all'uopo emanate dalle Regioni ad occuparsi invece dell'aspetto della distribuzione ed è questa la ragione per cui interveniamo.
Dopo che c’è stata la determina dell’Asur, che pure è positiva, è intervenuto il garante della concorrenza ricordandoci che alcune Regioni, tra cui le Marche, stavano ancora limitando, nei fatti, la concorrenza e la distribuzione in tutti gli esercizi commerciali che ne facevano richiesta, da qui la nostra proposta di legge che intende andare anche oltre, con l'auspicio che, anche al di là del modello convenzionale, possa aumentare la distribuzione dei prodotti per celiaci.
Nell'approfondimento che ho fatto come relatore ho visto un dato, che vi segnalo e che lascio agli atti, veramente interessante anche dal punto di vista dei prezzi dei prodotti, perché è chiaro che nel libero mercato più c'è concorrenza più ci sono vantaggi per i consumatori perché diminuiscono i prezzi unitari dei beni in vendita. Segnalo che nelle Marche oggi, questo è un dato del 2016, il paniere dei beni per i celiaci costa 58,92 euro nei negozi specializzati, 56,22 euro nelle farmacie e 47,36 euro, quindi 12 euro in meno rispetto ai negozi specializzati, nella grande distribuzione, che però ancora non si convenziona sufficientemente con le norme che oggi sono previste. Quindi la legge serve a liberalizzare.
Il Partito Democratico è una forza di sinistra riformista che crede nelle liberalizzazioni perché crede nella possibilità per gli utenti di avvantaggiarsi, anche per chi ha minori risorse, della concorrenza, come quello che ho indicato. Crediamo che con questa legge potremmo anche andare verso una delle richieste dell’associazione italiana celiachia e cioè la dematerializzazione della ricetta, siamo a favore e lo diciamo nella legge, di strumenti di acquisto tramite tessera magnetica, per questo diciamo nelle disposizioni di attuazione, ed è l’articolo 2 della proposta di legge, adesso non ricordo in quale articolo sia confluito nel testo unificato, che la Giunta istituisce un tavolo tecnico con l’associazione italiana celiachia ma anche con l’Asur e con il settore del commercio per andare verso questa ulteriore dematerializzazione della ricetta.
Credo che questa sia forse la parte più innovativa di un testo unico che ha trovato un'ampia convergenza in Commissione, quindi l’auspicio è che possa trovarla anche in Aula perché credo che oggi diamo un segnale a tante famiglie di marchigiani che grazie ad una legge regionale potranno avere migliori condizioni di vita. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Voglio iniziare subito esprimendo la mia soddisfazione perchè condivido questo parere positivo con il relatore di maggioranza, non so quante altre volte mi succederà, però voglio subito iniziare esprimendo questa soddisfazione per un risultato che credo che, in qualche modo, dovrebbe gratificare questo Consiglio in quanto si va verso il soddisfacimento di un'esigenza di una categoria, quella dei celiaci, che fino adesso è stata penalizzata nel settore del commercio che, come ha detto il Consigliere Busilacchi, è stato ultimamente liberalizzato.
Peccato che il PD, partito progressista e liberale come dice lui, abbia poi rinnegato il grande liberalizzatore Bersani che ha liberalizzato tutto sul commercio.
Rivendico pure il fatto di appartenere ad una forza politica molto liberale, non liberista, ma a parte le battute voglio dire che in Commissione è stata fatta una buona sintesi.
Erano state presentate tre proposte di legge in consecutio: novembre 2016, dicembre 2016, gennaio 2017 che riguardavano il commercio, ma credo che questa era quella fondante, quella che più interagiva nel settore del commercio.
Il fatto che siamo qui a distanza di cinque mesi a discutere di una proposta di sintesi delle tre leggi sta a significare che il percorso è stato lungo, è stato meditato, ci sono stati anche momenti di incomprensione, però quando si discute intorno ad un tavolo e c’è la buona volontà di raggiungere l’obiettivo, tutto viene meno.
Da parte mia, come relatore di minoranza – credo anche a nome dei Consiglieri della Lega e di Fratelli d’Italia, non ricordo il Movimento 5 Stelle, ma mi sembra che il Consigliere Fabbri su questo versante abbia votato a favore, mentre su altre parti si è astenuto, giusto? - penso di poter dire che abbiamo lavorato di comune accordo.
Ora l’augurio, l’auspicio, è quello che la grande distribuzione soprattutto possa convenzionarsi rapidamente e che questo tavolo tecnico, che noi abbiamo previsto, mi sembra all’articolo 12, venga istituito con l’Asur, con l’organizzazione del commercio e con le associazioni dei soggetti che possono beneficiare di questo contributo pubblico affinché si possano definire velocemente le modalità per attuare repentinamente questa legge.
Mi auguro anche che la clausola valutativa, che abbiamo introdotto all’articolo 13, ogni anno, ci possa dare contezza della bontà di questa legge anche per essere presa come spunto per altre situazioni che dobbiamo aggiustare.
Chiudo, dicendo che questo mi consente di modificare in parte il voto, che in Commissione è stato di astensione, i quanto c’era una seconda parte che in questo momento viene stralciata, quindi il voto sarà positivo e mi auguro che sulla seconda parte, senza polemiche, si possa tornare a discutere fra qualche mese dato che abbiamo tempo per approfondire di più le motivazioni ed anche per dare una risposta completa a tutte le organizzazioni interessate, in modo particolare sull’articolo 9 che sarà stralciato, che io condivido e che voterò a favore.
Un grazie da parte mia, quale relatore di minoranza, per il contributo dato nel fare questa sintesi dai tecnici della nostra Commissione, rappresentati dalla nostra dott.ssa Sardella, per il lavoro fatto, per i riferimenti che ci ha dato, per le ricerche che ha fatto anche con le altre Regioni per mettere a confronto la bontà di quello che abbiamo fatto con quello già esistente sul territorio nazionale. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Entro brevemente nel merito della parte di questo provvedimento che ci ha coinvolto come Commissione sanità che, rispetto alla celiachia, è stata giustamente chiamata ad esprimersi negli articoli relativi.
Devo dire che in Commissione è stato fatto un lavoro importante tanto che siamo arrivati anche a formulare un parere positivo, unanime, di tutta la Commissione, indipendentemente dalle diverse componenti politiche. E' stato dato un parere favorevole con alcune precisazioni, alcune richieste, che ho letto e che in parte sono state recepite nel testo - in particolar modo nell’articolo 12 – ed in parte verranno inserite nella fase di attuazione.
Le voglio ricordare perché credo che siano importanti. Innanzitutto un chiarimento rispetto a questo contributo pubblico, che non è un'erogazione di soldi ai cittadini che soffrono effettivamente di celiachia, ma la possibilità e il diritto di acquistare una serie di prodotti, e ben venga, per quanto ci riguarda, la possibilità che questo acquisto possa essere fatto il più comodamente possibile, in maniera più diffusa, proprio per garantire anche alle persone celiache di avere i minori disagi in questo senso, quindi anche la possibilità di ampliare secondo la richiesta dei malati.
La cosa che mi preme sottolineare è la richiesta di valutare in via prioritaria l'utilizzo della tessera sanitaria per l'erogazione dei prodotti, destinati ad una alimentazione particolare, da parte degli esercizi commerciali. Questo lo sottolineo perché è stato anche evidenziato come oggi non ci siano o siano state superate le difficoltà nel far dialogare i programmi che gestiscono la nuova tessera sanitaria, che ha comunque un cip che la rende verificabile e controllabile in maniera più snella e più agevole, proprio per evitare o comunque per ridurre i costi a carico della sanità regionale.
Come Commissione abbiamo chiesto di mettere una attenzione particolare e che questo contributo, anche se non è propriamente così, che questa cifra che i pazienti celiaci possono spendere ogni mese per poter acquistare prodotti, che non fanno loro male perché sono senza glutine, possa essere impiega attraverso l'utilizzo della tessera sanitaria. Impegniamoci a non investire risorse per soluzioni alternative ma ad implementare la tessera sanitaria così da avere un risparmio ed eventualmente un utilizzo di questi fondi per qualcosa di diverso.
L’ultimo invito che abbiamo fatto è quello di rivedere le posizioni relative alla scontistica su questi prodotti per non danneggiare i piccoli esercenti. Sappiamo che ovviamente ci sono differenti approcci sulla quantità e quindi sulla possibilità di fare sconti da parte di un piccolo esercente rispetto magari alla grande distribuzione o alle farmacie, quindi chiediamo un’attenzione particolare a che questa apertura, che va nei confronti dei pazienti, dei malati, nel poter reperire questi prodotti su larga scala, non vada a danneggiare il nostro piccolo commercio che sappiamo è fonte importantissima soprattutto per le piccole realtà.
Ci tengo a sottolineare questi suggerimenti, queste richieste perché nella seconda fase, nella fase di attuazione non vengano dimenticate, ma si faccia il possibile da parte della Giunta ed effettivamente poi se ne tenga conto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che brevemente, in poche parole, si possa racchiudere una considerazione positiva su questa legge che cambia completamente il servizio per delle persone che hanno difficoltà e che si devono servire di determinati prodotti. Con questa legge si dà la possibilità, anche ad altre attività commerciali, di fornire questo servizio.
Credo che questo sia effettivamente un aspetto molto importante perché ormai queste persone fanno parte di questa società, di questa nuova società, purtroppo sono tantissime, quindi devono avere dei servizi nel miglior modo possibile.
E’ una legge che contiene anche altri provvedimenti che naturalmente in Commissione ci hanno visto un po' in difficoltà, me ed il Consigliere Celani. L'intervento del Presidente Traversini, di questo gliene do atto, è riuscito a trovare una sintesi per questa legge molto importante, a trovare l’unanimità della Commissione. Credo che sia un aspetto rilevante perciò il Presidente ha svolto un ruolo politico molto importante, di sintesi e credo che gliene vada dato atto.
In merito a questa legge abbiamo visto ed abbiamo seguito anche un altro aspetto, quello della creatività, di chi svolge un'attività, non è un hobby, è una attività di ingegno. Un aspetto particolare del mondo della creatività che è stato recepito in questa legge e rappresenta un'altra realtà del commercio. Come hanno detto i relatori di maggioranza e minoranza verrà recepito in un altro momento di confronto, credo che anche questo sia un fattore molto importante. perché l’argomento, il famoso articolo 9 va approfondito con più attenzione. Anche questa è una proposta politica saggia che ha fatto sì che si superassero quelle piccole divergenze che c’erano in Commissione e che ci dà la certezza di aver fatto un buon lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Noi esprimiamo un giudizio tutto sommato positivo su questa proposta di legge, su questo testo unificato.
Non mi soffermerò sui prodotti alimentari particolari dei celiaci, di cui è stato detto molto, ed è giusto, puntuale e preciso un intervento della Regione in questo senso, come quello sui creativi o sugli hobbisti ed in un momento anche di difficoltà economica questo snellimento delle procedure burocratiche aiuta un sacco di gente, soprattutto ragazzi, ad esempio a fare mercatini con una snellezza per i permessi. Io ho un amico che prende le bottiglie vuote dei liquori, ci mette un porta lampada, fa le lampade e le vende. Lui sta cercando lavoro e nel frattempo non sta con le mani in mano e, in attesa del reddito di cittadinanza, fa le lampade con i paralumi.
Quello che viene stralciato sono gli articoli 9 e 14, su cui noi avevamo presentato un emendamento, perché mentre gli hobbisti e i creativi non danno nessun fastidio al commercio a sede fissa, i mercatini, le fiere, gli eventi in genere, le sagre creano parecchi problemi al commercio fisso, in sede fissa, che sta vivendo un particolare momento di difficoltà, basta vedere le strade delle nostre città, metà dei negozi, degli esercizi commerciali, sono chiusi e sfitti.
Per questo avevamo presentato un emendamento che prevedeva che i commercianti di somministrazione di cibi e bevande potessero entrare nei mercati, nelle fiere, nelle manifestazioni in genere, nelle sagre, con una propria postazione, in parità di opportunità con gli ambulanti, perché da una parte i somministratori di cibi e bevande, e tutti i commercianti in genere, chiedono ai Comuni di appartenenza di organizzare manifestazioni, mercati, sagre, fiere, eventi in genere per aumentare il giro d’affari, che si è ristretto visto che circolano pochi soldi, ma nel momento in cui si cercano le paninoteche, i ristoranti, i bar, tutti coloro che fanno il fast-food, nel momento in cui chiedono eventi, si vedono arrivare gli ambulanti che vendono birre, che vendono panini, che vendono tutto. Ma non solo, c’è anche anche una cattiva applicazione delle norme in questo senso perché durante la campagna elettorale nel sud delle Marche ho sentivo dire dagli esercenti di attività di somministrazione di cibi e bevande che nelle manifestazioni di prodotti tipici, ci sono gli hamburger e gli hot-dog, tutto, in pratica.
Il nostro emendamento non cercava di discriminare gli uni a favore degli altri o viceversa, ma dava la possibilità ai Comuni di concedere degli spazi pubblici in queste manifestazioni all'aperto anche ai commercianti in sede fissa che avevano nel raggio di 50-100 metri, da stabilire insieme, i loro negozi di somministrazione di cibi e bevande, vicino ai luoghi di fiere e mercati. Quindi poter avere anche loro, a parità di condizioni, anzi prioritariamente, il posto per mettere il proprio banco, la propria struttura per non essere penalizzati nel momento in cui ci sono queste fiere che hanno lo scopo di vitalizzare il commercio, di vitalizzare il commercio della città in cui queste manifestazioni si svolgono, comunque il commercio ambulante viene soprattutto da fuori, è una parte molto limitata quella che ha la propria attività nella città dove si svolge la manifestazione.
Abbiamo accettato l'invito del Presidente Traversini di stralciare questi articoli che riguardano la modifica del Testo unico del commercio, ci auguriamo che questo stralcio e questo rimandare non sia un momento per non decidere, perché gli interessi sono contrapposti e i politici vengono tirati per la giacchetta, da una parte o dall'altra, dai commercianti in sede fissa, dai commercianti in sede temporanea, cioè dagli ambulanti. E' il momento che la politica faccia una riflessione seria, ponderata, decisa e disciplini questa cosa, altrimenti questa situazione selvaggia in un momento particolare della nostra economia non fa bene a nessuno, nuoce a tutti.
Noi voteremo a favore di proposta di legge con lo stralcio della parte che riguarda il Testo unico del commercio, ma la raccomandazione che facciamo al Presidente Traversini ed alla maggioranza in generale ed a tutti i Consiglieri è che si metta mano alla riformulazione del Testo unico del commercio, che non sia l'occasione per rimandare e non decidere, ma sia l'occasione per prendere una posizione, valutare bene la situazione e garantire gli interessi di tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Brevemente, anche perché gli interventi fino ad ora hanno spiegato il buon lavoro fatto in Commissione, il modo con cui abbiamo lavorato ed anche la collaborazione con la IV Commissione che ha dato il parere per quanto riguarda i celiaci.
Vorrei sottolineare alcuni passaggi in maniera molto veloce. Il primo riguarda il fatto che abbiamo dato una risposta. Se vi ricordate alcuni mesi fa la Consigliera Malaigia presentò una proposta riguardante i creativi e le chiedemmo di ritirarla perché l’avremmo trattata all’interno della proposta che stavamo valutando e discutendo, tant’è che è previsto. Questo è un punto importante, al di là del fatto che era da prendere in considerazione, l’abbiamo fatto mettendoli insieme agli hobbisti. quindi è stata data una risposta di questo tipo.
Sull’ottimo lavoro che riguarda i celiaci è stato già detto, importante per la possibilità che si dà di dematerializzare la ricetta, attraverso delle convenzioni, per reperire con più facilità i prodotti e con la possibilità di risparmiare oltre che semplificare le procedure.
Dell'altro aspetto legato al commercio, su cui si è aperta una bella discussione, abbiamo chiesto la soppressione, tant’è che ho presentato un emendamento - il Consigliere Maggi ha parlato del suo emendamento, che decade - per un approfondimento e lì finisce. Come ha detto il Consigliere Busilacchi all’inizio sarà nostro compito parlarne, approfondire e riprendere anche alcuni dati e atti di cui abbiamo bisogno. Su questo d’accordo con il Consigliere Celani, ringrazio chi lavora per raccogliere dati per formare da un punto di vista tecnico la legge, la dott.ssa Sardella che collabora con la Commissione dirigendone i lavori.
Su questo ci ritorneremo, non è assolutamente un modo per temporeggiare, ma cominceremo subito a riaffrontare queste tematiche.
Questi tre aspetti principali che noi abbiamo curato ed abbiamo portato a casa sono un buon risultato.
Ho presentato e firmato un emendamento che riguarda l’adeguamento alla normativa nazionale, l'ho presentato perché dobbiamo adeguarci e recepire le norme in merito alle sanzioni amministrative in carenza di autorizzazioni alla somministrazione di cibi e bevande. Questo è previsto dalla legge nazionale e noi dobbiamo adeguarci.
Quindi un buon lavoro che continua per l’aspetto che dobbiamo approfondire.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Ho seguito questo provvedimento in IV Commissione, quindi dirò una cosa sull'alimentazione per celiaci e mi avventurerò per una breve battuta sull’argomento che viene rinviato.
Per quanto riguarda la celiachia, già 10 anni fa se ne parlava, c’è stata una legge nazionale che ho avuto anche l’onore di firmare, e poi il rinvio alla Regione.
Attenzione perché un piccolo studio di mercato ci dice che questi prodotti alla fine non costano molto di più degli altri, la differenza fra un prodotto normale e questi è che alcuni nostri concittadini sono obbligati a consumarli, non hanno nessun tipo di alternativa, non possono decidere di mangiare pane e latte perché hanno consumato l’80% del reddito giocando al gioco d’azzardo.
Ho approvato volentieri tutte le cose che abbiamo detto in Commissione, le abbiamo ragionate a lungo, la tessera si, la tessera no, l’elenco degli esercizi commerciali accreditati, il metodo di rimborso, poi alla fine con l’ausilio dei dirigenti Asur siamo arrivati ad una conclusione. Però aprirei una riflessione, in IV Commissione, oggi non c’è il Presidente ma ci sono i commissari, perché insieme a quelli del commercio la premessa, relativamente ai principi europei di libera concorrenza, valga soprattutto per i produttori di questi prodotti, che sono largamente consumati anche da chi non è celiaco, da chi sospetta eventuali intolleranze, da chi pensa che il prodotto normale ricco di glutine faccia male, quindi va benissimo che si allarghi il mercato in questa materia, è un grande vantaggio per l’abbassamento dei prezzi e perché finisca questa storia.
Quindi non so, è una mia considerazione, se valga in questo contesto il sistema del ticket da applicare direttamente al prodotto o non valga invece una forma di contribuzione indiretta nei confronti di chi ha la certificazione di una malattia di questo tipo, Vicepresidente Malaigia. Io la farei questa riflessione perché fintanto che sarà legata al prodotto ci sarà sempre qualcuno che metterà un 20% in più, mentre nel momento in cui questo non avverrà e quindi non ci sarà una corrispondenza diretta fra l'acquisizione di questi prodotti e chi ha una tutela dal Servizio sanitario nazionale la cosa potrebbe liberarsi definitivamente. Quindi rinvio in questo senso ad un approfondimento e nel frattempo facciamo il possibile.
L’altra considerazione la faccio per il rinvio dell’articolo 9, credo che in una regione con più di 200 Comuni, adesso purtroppo nelle aree terremotate tanta tradizione è finita, ma prima di questa credo, Consigliere Urbinati, mi rivolgo a lei perché è quello che più di tutti ha insistito su questa materia, non ci sia un solo Comune che non abbia una o più sagre. Il mio Comune, che non è un Comune turistico estivo, quello di Recanati ha turismo tutto l’anno legato alla cultura, a Leopardi, a Gigli ed al Lotto, credo che organizzi nel periodo estivo una quindicina di consumazione di pasti all’aperto con autorizzazioni temporanee, ma queste attività nel nostro caso non superano mai i tre giorni, quindi vedendo una norma che prevedeva 7 e 15 giorni pensavo che fosse quasi un’estensione di un diritto non il tentativo di limitarlo a qualcosa di più.
Credo pure che, per l’esperienza fatta come amministratore locale, il cliente della sagra non è un cliente di ristorante a 3, 4, 5 stelle, è un cliente da sagra, va lì e va a mangiare per quel motivo, non è che va a mangiare lì perché rinuncia a un pasto al ristorante, che magari fa durante l’anno. Sono anche convinto, bilanciando l’argomento, che quando c'è movimento, c’è grasso per tutti, nel senso che altri ristoratori, altri commercianti possono ricevere questo beneficio. Cito a questo riguardo due sagre delle cozze, una a Pievetorina, dove facevano le cozze il 15 di agosto, che purtroppo non si fa più per ovvie ragioni, essendo nell'area sismica, l’altra a Pedaso che mette in movimento talmente tante persone che l’ultima volta che ci sono andato sono rimasto mezz'ora in autostrada, non riuscivo neanche ad uscire ed ho trovato una cosa immensa, non so quante centinaia di posti.
Quindi noi nell’andare a limitare o a contenere non tagliamo questo tipo di movimentazione, non taglieremo questo tipo di movimentazione, qui dobbiamo individuare bene qual è l’oggetto del bene comune in gioco. Ripeto, nelle Marche abbiamo forse migliaia di attività di questo tipo che continuano, e giustamente le sosteniamo, il punto, se ho ben capito, che lei sosteneva era un altro, cioè dire questa attività concentrata nel periodo estivo può diventare sostitutiva o largamente sostitutiva di una attività ordinaria, rispetto a chi in questa attività ordinaria ci campa e ci deve campare tutto l’anno? Credo che questa domanda sia legittima. Qual è il punto di congiunzione fra i due? Dovendolo misurare in giornate non è semplice, ma ritengo che quello da cui partivamo, cioè i 7, 15 giorni, non sia una cosa così deprimente e così contraente rispetto ad uno stile, perché se ci rechiamo ad una sagra la sagra è, poi magari ce ne possiamo inventare di diverse, ma anche queste giustamente debbono avere una loro tipicità.
Io non ho niente contro la Germania, anzi sono un germanofilo a differenza di tanti di voi qua dentro, sono un grande sostenitore della grande ricettività teutonica e della loro grande capacità di organizzazione però che ci azzecchiamo noi con la festa della birra io ancora devo capirlo, ci riempiamo dappertutto di feste della birra, capisco che facciamo tante birra, sangria, fra un po’ arriverà la vodka, la tequila, avremo tutte le feste liquorose possibili e immaginabili per sostenere i prodotti di altri Paesi, facciamo le nostre!
Dentro le nostre ci può stare questo e ci può stare anche una sinergia fra chi organizza una ristorazione estemporanea all’esterno e chi invece ha una ristorazione all’interno, penso per esempio a quello che avveniva a Camerino sempre a giugno in occasione della loro più grande festa con l'apertura delle taverne medievali, e non è l'unica città delle Marche che lo fa, quindi si può ragionare su questa cosa però io credo che l'attenzione che veniva posta riguardo ad una limitazione a favore di chi esercita ordinariamente questa attività non possa essere messa in un cantuccio o liquidata con qualche giorno in più o qualche giorno in meno perché per qualcuno forse è l'attività commerciale di un intero anno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. E’ molto difficile non essere d'accordo soprattutto con due interventi che mi hanno appena preceduto, quello del Consigliere Maggi, concetto che abbiamo condiviso già in altri interventi e che era proprio la ratio di quell’articolo 9, che altro non era che cercare di dare una regolamentazione affinché si rispetti il lavoro di tutti. E' anche difficile non essere perfettamente d'accordo con il Consigliere Marconi perché ha fatto un esempio molto calzante di quello che spesso succede nella nostra regione, ha citato Pievetorina, io potrei citare un altro Comune della mia provincia, Comuni di aree montane, che attualmente sono nel cratere dove abbiamo visto sagre di cozze, di prodotti ittici che miracolosamente migrano nelle nostre aree interne.
Questi sono aspetti che, quando svolgevo la mia attività di Assessore al commercio in una località di mare, mi sono trovato a fronteggiare e devo dire che sono stato molto attento a questo aspetto. Consigliere Maggi forse la differenza qual è? Io e lei abbiamo più o meno la stessa provenienza professionale, siamo partite Iva, abbiamo lavorato nel settore del commercio, nel settore della rappresentanza e ci rendiamo conto di quello che succede in giro per il nostro Paese, in giro per la nostra Regione.
Non voglio fare polemica, però devo dire che ci tenevo tantissimo a quell’articolo 9, perché credevo che fosse una buona sintesi e ma sapete perché credevo che fosse una buona sintesi? Perché qualsiasi modifica verrà apportata a quei giorni che noi abbiamo messo, qualsiasi modifica che noi apporteremo, significa non cambiare nulla, quindi non avrebbe assolutamente senso e quando una Assemblea legislativa fa qualcosa che non ha senso, che non cambia quello che già è preesistente, allora significa che non serve a nulla.
Vedete, una questione molto importante come quella della celiachia, ci mancherebbe altro, tutti la condividiamo, però è una cosa abbastanza facile da fare, difficile per l'impegno, programmarla e tutto, però essere d’accordo su un argomento così non è difficile, la quadratura si trova, però quando ognuno di noi poi si trova a dover scontentare qualcuno - quando fai una cosa che sovverte l’ordine preesistente qualcuno si scontenta, levi da una parte o dall’altra qualcuno si scontenta, ognuno di noi scontenta qualcuno - se prevale il fatto di non scontentare nessuno saremmo destinati a non cambiare mai nulla anche perché io credo che una decisione di buonsenso sui numeri dovrebbe far ragionare.
La nostra è una Regione dove noi abbiamo sempre detto la valorizzazione dei prodotti tipici e la ristorazione d'eccellenza, la ristorazione tipica, tutti i settori che competono favorevolmente a sviluppare anche il nostro turismo, però noi non possiamo dimenticarci che noi abbiamo più di 6.500 attività di somministrazione, solo ristoranti, escludendo bar e altre attività, quindi significa che abbiamo circa 20.000 addetti in queste strutture, 20.000 persone che lavorano intorno a queste strutture, e se due, tre casi prevalgono su questi interessi effettivamente credo che ci sia qualcosa che non va.
Tornerò sull’articolo 9 anche perché noi nel mese di ottobre scorso abbiamo votato una mozione, verificherò che indirizzo è stato dato a quella mozione, perché non basta andare a regolamentare determinate manifestazioni, oggi abbiamo votato circa 25, 30 mozioni, non so quante, le mozioni di una Assemblea legislativa sono importanti, le mozioni sono un impegno e noi sappiamo benissimo che in politica gli impegni contano.
Durante l’elaborazione di questa legge ho fatto anche una mozione con la quale chiedevo di verificare i contributi che noi diamo alle manifestazioni enogastronomiche e su questi contributi consistenti, in alcuni casi, ci deve essere l’obbligo di una rigorosa rendicontazione, fatta di regole rigorose, che dimostrano che noi andiamo a promuovere il 90% minimo di prodotti locali.
Credo che questo debba essere scontato perché in questo modo noi difendiamo la cultura e la tradizione, ma soprattutto andiamo a difendere chi quei prodotti li produce, sappiamo che sono prodotti che hanno prezzi di mercato, che hanno una difficoltà nel poterli coltivare o nel poterli reperire, sono prodotti tipici differenti da quelli che sono i prodotti industriali o i prodotti che provengono dall’estero.
Questo è un indirizzo chiaro ed importante, ma se noi cerchiamo di mettere alcune regole e poi per trovare una convergenza ampia non cambiamo nulla, io sono del parere che questo non serve assolutamente a niente.
Lo ripeto, quello era un aspetto importantissimo di questa legge che abbiamo discusso per tanti mesi, avevamo trovato un giustissimo punto di caduta che alla fine se scontentava, scontentava pochissimi, però credo che quando si fa una manifestazione enogastronomica ci sia la possibilità di arrivare fino a 15 giorni, se diamo la possibilità a chi da un giorno all’altro si sveglia e dice …, sapete perché dico manifestazione enogastronomica? Perché grazie a quello che diceva il Consigliere Marconi, di tutta questa …, qualcuno si vergogna anche di mettere il nome sagra, perché sagra è un termine nobilissimo che deriva dal passato, è un termine antichissimo, oggi molti si vergognano a dare ad una manifestazione il nome di “sagra” perché ci sono dei Comuni, e forse non ce ne rendiamo conto, che sono una sagra permanente, un Comune può anche autoregolamentarsi e dire: “Io non rilascio la Scia” perché è una facoltà del Comune, noi diamo solo degli archi temporali, più di quello non possiamo fare, ma se un Comune si autoregolamenta ed ai suoi confini ha tre o quattro Comuni più piccoli che fanno una deregulation, soprattutto nei periodi estivi, capite bene che il regolamento di quel Comune non serve a nulla.
Ecco perché è importante il cappello di una legge regionale che vada a regolamentare un po’ tutto, poi il resto mi sta bene tutto, quello degli hobbisti, quello della creatività, però spostiamo poco. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 9.
Emendamento 9/01 (soppressivo dell'articolo 9) a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 9/1 a firma dei Consiglieri Celani, Zaffiri. Decaduto.

Emendamento 9/2 a firma del Consigliere Maggi. Decaduto.

Emendamento 9 bis/1 (istitutivo dell'articolo 9 bis) a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 12. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 14.
Emendamento 14/1 (soppressivo dell'articolo 14) a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 15. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Per dire una cosa che rimanga agli atti in merito al problema dello stralcio dell’articolo 9.
L’articolo 9 non risolveva alcun problema, quindi non risultava assolutamente essere la sintesi delle esigenze degli ambulanti e dei ristoratori, quindi bene ha fatto chi ha proposto lo stralcio ed io avevo proposto un emendamento insieme al Consigliere Zaffiri proprio per questo motivo.
Secondo aspetto, è molto importante perché noi andiamo a normare una materia che è di interesse specifico dei Comuni e non abbiamo mai ascoltato che cosa pensassero le autonomie locali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Integrazione velocissima di quanto ho detto prima e che poi bisognerà comunque nel riprendere questa cosa, lo dico soprattutto al Presidente Traversini, considerare che la maggior parte delle sagre sono affidate ad aziende private che gestiscono gli spazi, che hanno la discrezionalità anche di invitare chi vogliono. L’esempio sintomatico è Piazza Pertini dove noi parcheggiamo, addirittura un tizio di un'attività che insiste sulla piazza ha chiesto alla società che gestisce gli spazi: “Posso mettere un banco anch’io per vendere i miei panini?” La società gli ha risposto di no perchè non era un ambulante. Quindi da considerare anche questa aberrazione del funzionamento di queste manifestazioni in cui i Comuni si inseriscono a volte, e faccio l’esempio del Comune di Ancona, prendendo pochissimi soldi, mentre la società che prende l’appalto incassa dagli ambulanti 10, 15 volte quello che paga, quindi bisognerà, lo dico al Presidente Traversini, lo dico al Consigliere Urbinati che nella maggioranza mi sembra molto sensibile a questa cosa, vedere complessivamente questa cosa nelle sue sfaccettature. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Una precisazione in quanto ho sentito poco fa le dichiarazioni del Consigliere Celani, chiedo anch’io che rimangano agli atti le dichiarazioni che sto facendo: non è assolutamente vero che noi non abbiamo audito i Comuni e tutti i portatori di interessi in questo atto, addirittura abbiamo audito l’Anci, anche l’Anci dei piccoli Comuni che anzi, non me lo aspettavo e mi meravigliai, fu molto più restrittiva della proposta che facemmo noi, proprio l’Anci sentiva l’esigenza di regolamentare una situazione come questa.
Credo che al Consigliere Celani molto probabilmente sia sfuggito qualcosa, noi abbiamo ascoltato tutte le associazioni di categoria, le abbiamo ascoltate più volte, sono state molto chiare su questo aspetto, quindi non si può assolutamente dire che questa legge non ha avuto un iter partecipativo.
Quindi torno a ribadire l’esigenza di rimettere mano assolutamente a questo settore perché credo che qualcosa in diversi ambiti ci stia sfuggendo e torno sul concetto: se un punto di equilibrio portato all'estremo, trovato con fatica, non modifica nulla, noi abbiamo fatto un cattivo servizio alla nostra regione, non abbiamo fatto un buon servizio e questo per chi fa politica deve essere un concetto molto chiaro, perché noi siamo qui per assumerci responsabilità, non per cercare di accontentare tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Velocemente anche perché ho fatto l’emendamento per la prescrizione dell’articolo 9, semplicemente, lo ha detto prima il Consigliere Busilacchi l’ho ripetuto io, per un approfondimento, poi si è voluto ampliare andando a parlare, cosa lecita e possibile, del dibattito fin qui svolto.
In realtà credo che sia un ragionamento che noi dovremo ripetere nel momento in cui riapriremo i lavori della Commissione sull'argomento, nessuno si vuole sottrarre, il lavoro fatto anche in questo settore del commercio, e in questo della Scia, dei giorni, è stato importante, siamo arrivati a buon punto, però ci siamo accorti che andava approfondito, quindi è stata chiesta la prescrizione, non significa altro che questo.
Riprenderemo i lavori, ci sono i tempi tecnici per portarlo in Commissione, ci sono tutte le condizioni, lo riporteremo in Consiglio quando sarà possibile, quando saranno passati almeno 6 mesi da oggi. Tutto qui.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che qualcosa sfugga, sfugge, secondo me, questa considerazione: il problema vero è che non si ripetano le feste, perché il problema è la festa, cioè la festa e la Scia. Un Comune che fa 10 feste può farle tutte le domeniche, soltanto che in quel mese chiederà 4 Scia, questo è il problema, non c'era un fermo alle iniziative.
Ha fatto bene il Presidente a sospendere questo articolo perché è da approfondire ed è da approfondire anche il ruolo degli enti locali, i Comuni, quelli che danno l'autorizzazione. C'è anche questo passaggio, ad esempio il problema sollevato dal Consigliere Maggi riguarda gli enti locali, cioè il Comune quando rilascia. Le due cose sono diverse, la Regione e il Comune, e i Comuni sono venuti, come ha detto il Consigliere Urbinati, a lamentarsi, ma qualche responsabilità ce l'hanno anche loro. Grazie.

Testo unificato delle propose di legge nn. 92, 99 e 110, emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 10
ad iniziativa della Giunta regionale
“Piano del Parco del Monte San Bartolo, approvato con deliberazione n. 152 del 2 febbraio 2010. Modifiche a carico della prescrizione 15 dell’allegato A limitatamente al richiamo all’osservazione n. 15 e conseguente modifica di 4 tavole di piano”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 10 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Come ho già detto questo atto va a modificare il Piano del Parco del Monte San Bartolo approvato con delibera amministrativa 152 del 2010.
Il Consiglio regionale l’aveva approvato e nell’ambito della prescrizione n. 15, in riferimento all'osservazione n. 15 che riguardava un fabbricato rurale in località Santa Maria nel Comune di Pesaro, l’Ente parco chiedeva la possibilità di prevedere un tipo di intervento che viene definito restauro, mentre la Regione nella fase di approvazione aveva messo risanamento conservativo.
L’attuale proprietà del fabbricato, che era proprietaria anche all’epoca, nel luglio del 2015 ha avanzato formale richiesta affinché venisse modificata la delibera 152 del 2010 dell’Assemblea legislativa in quanto questa approvazione, questa modifica, era in contrasto rispetto al tipo di intervento che aveva previsto l’Ente parco.
Infatti, già nel 2008 la proprietà aveva chiesto che il suo fabbricato avesse un intervento di tipo restauro, il Comune di Pesaro aveva demandato l’Ente parco che aveva accolto positivamente l’osservazione.
In fase di approvazione da parte del Consiglio regionale è stata approvata una prescrizione che è stata fatta direttamente dal servizio regionale dicendo che questo fabbricato doveva avere un tipo di intervento diverso e precisamente di risanamento conservativo.
Alla luce anche di una sentenza che c’è stata nel luglio del 2015, che in qualche modo rileva che il piano del parco è un atto complesso, quindi si ha la necessità che l’Ente parco lo adotti e l’amministrazione regionale lo approvi, solo in questo caso può essere considerato valido e corretto.
Gli uffici tecnici della Giunta ritengono opportuno modificare l’atto approvato nel 2010 in quanto ritengono che potrebbe essere oggetto di ricorso in quanto non c’è corrispondenza tra il piano adottato e il piano approvato, quindi con questa proposta si riapprova il piano andando a modificare quelle tavole che erano state modificate perchè qualche servizio della Giunta aveva modificato il tipo di intervento. Quindi si ritorna al piano adottato, cioè il fabbricato avrà un tipo di intervento di tipo restauro.
Vorrei dire che abbiamo fatto diverse riunioni in Commissione anche per affrontare in maniera molto attenta questo tipo di percorso, ringrazio i tecnici perché sono venuti due volte e ci hanno spiegato. Come Commissione abbiamo chiesto, e ringrazio l’Assessore Sciapichetti, sia al Comune di Pesaro, sia all’Ente parco, sono passati quasi 10 anni, per capire, se confermavano la prescrizione che avevano dato. Il Comune di Pesaro non ha risposto, l’Ente parco ha risposto a nome del suo Direttore, confermando la prescrizione che avevano dato nel 2008. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Dopo l’intervento del Presidente Biancani non ho altro da dire.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Pochissime parole perché ha ragione il Consigliere Giorgini, il Presidente Biancani ha illustrato, come suo solito, con capacità, questo atto, ma voglio sottrarre, capisco l’ora, un minuto al Consiglio, non di più.
Un atto come questo si conclude perché il Presidente Biancani non solo ha capacità ed esperienza amministrativa, ma ci ha messo anche tanta pazienza.
Voglio ribadire che la governance dei parchi è fondamentale, ma non dal punto di vista formale o istituzionale, ma dal punto di vista della trasparenza e della profondità democratica e partecipativa che nel parco ci dev'essere perché, ribadisco questo concetto e chiudo qui, ci vuole la consapevolezza che quello che viene governato è una ricchezza di cui il parco dispone, ovvero: l'ambiente, i beni comuni, la fauna, l'acqua, il paesaggio, la biodiversità, e potrei continuare.
Un atto come questo, che sicuramente non ha creato fiducia nel rapporto fra cittadini e istituzioni, si conclude dopo lungo tempo e si è concluso, ripeto, grazie alla volontà ed alla determinazione del Presidente Biancani, ma queste cose non possono accadere, quindi democrazia, partecipazione, trasparenza, legalità.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Proposta di atto amministrativo n. 10. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,15.
 

 
 
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