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Resoconto della seduta n.74 del 08/08/2017

SEDUTA N. 74 DEL 8 AGOSTO 2017

La seduta inizia alle ore 15,20

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 74 del 8 agosto 2017. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 72 e n. 73 rispettivamente del 18 luglio e dell'1 agosto, i quali, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Comunico che
è stata presentata la seguente proposta di legge regionale:
n. 157 ad iniziativa dei Consiglieri Biancani, Rapa, Talè, Traversini, Giacinti, Giancarli, Minardi, Volpini, Urbinati, Micucci, concernente: “Interventi a favore del cicloturismo”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15;
sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 281 dei Consiglieri Urbinati, Traversini, Biancani, Giancarli, Micucci, Giacinti, Talè e Volpini “Rafforzamento dell'insegnamento della storia contemporanea e dell'educazione civica nella scuola italiana”;
n. 282 dei Consiglieri Marconi, Urbinati, Micucci, Rapa e Minardi, “Il sostegno alla famiglia, in modo particolare a quella numerosa”;
n. 283 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Urbinati, Busilacchi, Rapa, Marconi, Leonardi, Marcozzi, Bisonni, Zaffiri, Carloni, “Ridimensionamento delle sedi regionali R.A.I.”;
n. 284 del Consigliere Giancarli “Candidatura delle Grotte di Frasassi all'iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale culturale e naturale dell'Unesco”.

Commemorazione

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Solo per chiedere ai colleghi un minuto di silenzio per la morte del bagnino di salvataggio. Ieri nel disperato tentativo di salvare due ragazzini ed il loro papà, facendo il proprio dovere, è morto, a Torrette di Fano, Pierluigi Ricci.
Insieme ad altri e ad un vigile del fuoco le persone sono state tratte in salvo ed avendo perso la vita così tragicamente nel tentativo di salvarle credo che sia giusto ricordarne il gesto almeno con un minuto di silenzio.

(L’Assemblea legislativa osserva un minuto di silenzio)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Propongo un ordine del giorno, visto che la richiesta di questo Consiglio era esplicitamente imposta per la discussione prima della mozione n. 270 e poi della proposta di legge n. 95 del 2016, chiediamo l’inversione dei punti all’ordine del giorno come da richiesta presentata.

PRESIDENTE. Rispetto alla convocazione l’ordine è quello solito, il Regolamento prevede solamente l’iscrizione all’ordine del giorno dei punti senza l'ordine che è quello solito delle sedute tradizionali, quindi prima le proposte di legge e poi le mozioni.
Se poi lei chiede formalmente il cambio dell’ordine del giorno lo sottoponiamo al voto dell’Aula.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Si, lo chiedo formalmente, visto che non c’è stata la Conferenza dei capigruppo e non è stato possibile chiederlo.

PRESIDENTE. La Consigliera Pergolesi chiede l’inversione dell’ordine del giorno. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Come già specificato da lei, noi intendiamo rispettare l’ordine del giorno così come intendiamo rispettare l’ordine di discussione dei punti già messi all’ordine del giorno nella convocazione di giovedì scorso. Quindi voteremo contro la proposta della Consigliera Pergolesi. Grazie.

PRESIDENTE. Proposta di inversione dell'ordine del giorno. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Proposta di legge n. 95
ad iniziativa dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Micucci, Giacinti, Talè, Giancarli, Urbinati, Biancani, Traversini, Minardi, Mastrovincenzo, Marconi
“Disposizioni relative all’obbligo vaccinale per la frequenza dei nidi d’infanzia e centri per l’infanzia pubblici e privati accreditati”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 95 dei Consiglieri Busilacchi, Volpini, Micucci, Giacinti, Talè, Giancarli, Urbinati, Biancani, Traversini, Minardi, Mastrovincenzo, Marconi.
Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Richiamo il Regolamento: vorrei sapere sulla base di quale articolo è stato possibile iscrivere e presentare emendamenti successivi alle 24 ore previste dall’articolo 82, comma 3, che cita testualmente “Gli emendamenti debbono essere presentati per iscritto con le firme del proponente e dei proponenti alla Presidenza almeno 24 ore prima dell’esame degli articoli a cui si riferiscono e vengono subito distribuiti ai Consiglieri”.
Perché chiedo questo? Non so se tutti sapete che la Commissione non ha licenziato la proposta di legge in questione, come era previsto dal passato Consiglio regionale, e quindi non c'è un testo approvato dalla Commissione referente.
Faccio questo richiamo al Regolamento per avere se possibile dei supporti tecnici da parte della Segretaria del Consiglio per capire.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Scusi Presidente, mi pare di ricordare che nell’invio dell’ordine del giorno era indicato formalmente l'orario entro cui si potevano presentare gli emendamenti, come facoltà del Presidente.
Credo che probabilmente noi avremmo interesse a discutere nel merito le questioni più che rimandare continuamente ai regolamenti. La Consigliera Pergolesi ha occasioni e modo, nel momento in cui riceve una convocazione, di fare qualche passo, andare dal Presidente e chiedere notizia.
Per favore non inquiniamo l'Aula con un dibattito che non c’entra niente.

PRESIDENTE. La risposta la do semplicemente. La convocazione è stata d’urgenza per un Consiglio straordinario, la Commissione si è riunita oggi, dopodiché è saltato il numero legale, ma questo è un problema che non ci riguarda. Io ho esplicitamente dato l’orario nella convocazione per la presentazione degli emendamenti.
Mi sembra assolutamente tutto chiaro. Il Presidente Volpini per la relazione di maggioranza.
(…) Il parere della Segretaria è questo se parlo io, parlo io evidentemente!
Consigliera Pergolesi la invito a …, basta, adesso procediamo con la seduta. Presidente Volpini, prego. (…) Infatti sono un garante e sono un garante corretto.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Speriamo di riuscire ad entrare, superate le schermaglie procedurali, nel merito di un problema, di una questione, di un tema che più che il Paese, ha fatto discutere molto le istituzioni.
Forse nel Paese la discussione è stata meno ridondante di come si è svolta nelle istituzioni, soprattutto in Parlamento.
Questa mattina avremmo dovuto licenziare una nuova proposta di legge che tenesse conto di quello che il Parlamento ha fatto nella seduta della settimana scorsa, la nuova legge sulle vaccinazioni.
Noi dovevamo adeguare la nostra normativa, la proposta di legge 95 che era stata discussa in Commissione a maggio 2017, che era passata a maggioranza ed era pronta per essere discussa in Consiglio regionale. Poi era intervenuto il decreto legge del Governo che cambiava gli scenari, mutava gli elementi in tema di obbligatorietà e non solo, ma anche l'estensione dell'obbligo non solo ai nidi, come la nostra proposta di legge, ma anche alle materne, insomma arricchiva molto, ampliava molto. Quindi allora ritenemmo opportuno rinviare la nostra proposta di legge e riportarla in Commissione alla luce di queste nuove disposizioni, peraltro il decreto è diventato legge, la n. 119 che è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 agosto ed è entrata in vigore il 6 agosto 2017.
Sul testo di stasera esiste una relazione che, siccome la Commissione è andata deserta, è quella relativa al vecchio testo e mi preme ricordare all’Aula un po' il percorso che abbiamo fatto per quella proposta di legge, mi sembra un percorso serio, quindi ripartire da dove eravamo partiti.
Questo Consiglio regionale rispetto alla problematica dei vaccini ha mostrato un interesse e una sensibilità prima ancora che arrivassimo noi. Ho riletto il verbale di una Commissione sanità del 2013, quando in seguito ad una petizione presentata da dei genitori, l’allora Presidente decise di affrontare la questione e di non metterla sotto la cenere ed ascoltarono, oltre che naturalmente i genitori, degli esperti sia della nostra regione che nazionali, venne una dottoressa dell'Istituto superiore di sanità che dirigeva allora il Servizio di epidemiologia.
Noi stessi nel novembre 2015, intervenimmo con una mozione che portava la firma credo di tutti i Consiglieri del Partito Democratico e del Consigliere Marconi, in cui oltre a fotografare una situazione rispetto alle coperture vaccinali, chiedevamo anche che la Giunta si impegnasse, attraverso una serie di azioni concrete da mettere in campo, una serie di iniziative, ad invertire la tendenza.
Cito la campagna informativa, cito il rafforzamento dei servizi vaccinatori che in questi anni hanno subìto un lento e progressivo depauperamento ed indebolimento. Ritengo che questa sia una responsabilità nostra che negli anni insieme a tante altre cause ha determinato questa situazione di calo delle coperture vaccinali.
Guardammo i dati delle coperture vaccinali e intervenne anche un report del Ministero sugli adempimenti della nostra Regione e rispetto ai Lea 2014 la nostra Regione, che si classificava in una posizione abbastanza in alta nell'adempimento dei Lea, aveva due forti criticità. Una era il calo delle coperture vaccinali sia nei bambini che negli adulti, e mi riferisco in questo caso alla vaccinazione antinfluenzale, peraltro un calo molto vistoso che si era verificato negli ultimi 3, 4 anni perché eravamo nel 2012 tra le Regioni con le percentuali di coperture vaccinali più alte, arrivavamo per quanto riguarda quelle obbligatorie intorno ed anche oltre il 97%, eravamo circa al 95% per quelle che allora si chiamavano “fortemente raccomandate”, la trivalente (rosolia, morbillo e parotite). Eravamo molto alti e c’era stato un calo vertiginoso negli ultimi anni. Dietro di noi c’era soltanto la Provincia autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta, quindi eravamo nelle prime posizioni.
Chi esercita una responsabilità, che è quella del governo della sanità, non può non tener conto di questa situazione e insieme ad altri colleghi decidemmo di proporre una proposta di legge, la n. 95, anche sulla scorta di quanto stava succedendo in altre parti del Paese. Penso soprattutto all'Emilia-Romagna che nell'ambito del riordino dei servizi educativi aveva previsto un articolo in cui si introduceva il concetto del requisito d'accesso per i servizi educativi (nidi pubblici e privati e privati convenzionati) ed era il target che prevedeva quella legge che poi è stata votata dal Consiglio regionale. Altri Comuni hanno deliberato in questa direzione, penso al Comune di Trieste, ma penso alla Regione Toscana che con una delibera regionale è andata in quella direzione.
Noi presentammo quella proposta di legge che ebbe un percorso molto partecipato all’interno della Commissione, in analogia a quanto è stato fatto in passato. Il metodo e la prassi che abbiamo intrapreso nei lavori della Commissione sono stati quelli della conoscenza, della consapevolezza, perché penso e pensiamo tutti che solo la consapevolezza, solo la conoscenza permettano un'autonomia di valutazione e qualche volta anche di giudizio. Quindi incontrammo anche lì esperti sia della nostra regione che del Ministero, incontrammo anche i rappresentanti dei genitori e di alcune associazioni non favorevoli all'obbligo vaccinale nei nostri sistemi educativi.
Dopo un percorso piuttosto lungo, in questo caso più come partito che come amministratore, iniziammo anche un percorso nella nostra regione, nella nostra comunità, organizzammo una serie di iniziative a favore dei cittadini cercando di creare attraverso il confronto diretto quella consapevolezza che potesse arrivare ai cosiddetti esitanti, a coloro che nei confronti delle vaccinazioni, ma anche e soprattutto nei confronti dell'obbligatorietà delle vaccinazioni, avevano ed hanno ancora delle perplessità.
Alla fine di questo percorso arrivammo alla Commissione che votò a maggioranza con l’astensione o il voto contrario dei gruppi di minoranza.
Ci è stata impedita allora, cioè ci autoimpedimmo la discussione perché il decreto legge, che poi è diventato legge, aveva introdotto delle modificazioni sostanziali, ne cito qualcuna, quelle che più risaltano all’occhio, noi parlavamo di quattro vaccini obbligatori, quelli tradizionali, la legge nazionale parla di 10 vaccini obbligatori, erano 12 nel passaggio dal Senato alla Camera sono diventati 10, c’è un'offerta vaccinale anche per altri 4 vaccini che sono i due meningococchi C e B, che è il pneumococco ed il rotavirus, in più è stata allargata l’età, noi ci riferivamo anche per le nostre competenze come Regione ai servizi educativi, non abbiamo competenze sull’istituto scolastico, invece la legge nazionale sposta il tiro anche sulle materne e fino ai 16 anni, quindi una legge che prevede una serie di altre situazioni e che riguarda anche le sanzioni, ma noi oggi non dobbiamo discutere della legge nazionale perché è stato un dibattito …
Oggi dobbiamo adeguare, secondo l’impegno preso, la nostra normativa, la nostra legge 95 alla legge nazionale per impedire che la nostra sia inefficace. E' stata presentata in Commissione, il senso della Commissione di stamattina era proprio questo, è stato fatto mancare il numero legale, quindi sono stati presentati da parte nostra, a firma mia e di altri Consiglieri, una serie di emendamenti che ridefiniranno il testo della nostra legge regionale. Poi se il Presidente vorrà, ma penso di sì, darà la parola per illustrare questi emendamenti.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ci ritroviamo a distanza di un paio di mesi a ridiscutere la stessa proposta di legge arrivata in Aula il 23 maggio 2017 nella seduta n. 66. Cito testualmente il processo verbale: “Il Presidente dopo aver dato la parola sull'ordine del giorno ai Consiglieri Volpini (vista l'imminente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto sui vaccini, chiede il rinvio in Commissione della proposta di legge numero 95)”. Naturalmente sia io, come relatrice di minoranza, che il primo firmatario Busilacchi ci trovammo d'accordo, questo perché? Perché durante la discussione si era avvalorata la convinzione di dover approfondire le contraddizioni della proposta di legge presentata rispetto al decreto approvato. Il decreto in fase di conversione è stato modificato, quindi ulteriori accorgimenti avrebbero dovuti essere adottati.
Quello che è assurdo è trovarsi qui a ridiscutere della stessa identica proposta di legge presentata il 23 maggio che lo stesso Presidente Volpini ha provato ad emendare in Commissione, non riuscendoci, perché la legge era talmente inappropriata in questo contesto tanto che la gran parte degli articoli venivano soppressi su proposta del relatore di maggioranza e della legge originaria rimanevano solo l'articolo 1 e l'articolo 2 che leggo, per chi non avesse ricevuto per via telematica la proposta: “L’azienda sanitaria unica regionale Asur provvede: a) all'accertamento, alla contestazione, all'irrogazione delle sanzioni previste all'articolo 1, comma 4, del decreto legge n. 73 del 2017, convertito in legge n. 119 del 2017”, b) al versamento ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato delle sanzioni pecuniarie di cui alla lettera a)”.
All'articolo 2 di questa importantissima legge, che inizialmente doveva disporre dell'obbligo vaccinale per la frequenza dei nidi di infanzia e dei centri di infanzia pubblici e privati accreditati, il relatore di maggioranza, credo, dopo un incontro con i capigruppo di maggioranza, inseriva il numero verde, cioè la Regione istituiva il numero verde finalizzato a fornire informazioni sulle vaccinazioni. Tutto il resto veniva soppresso e rimaneva identica l’invarianza finanziaria. Giustamente il capogruppo Maggi, che oggi è venuto in Commissione per assistere alla discussione, ha posto delle criticità anche in base alle indicazioni della Corte dei Conti e quest'articolo sarebbe stato ulteriormente modificato dagli uffici. Rimaneva la clausola valutativa: “la Giunta regionale trasmette al Consiglio e all’Assemblea con cadenza annuale - mentre prima era biennale - una relazione sull’attuazione e sugli effetti di questa legge”.
Oltretutto è stata cambiata anche la titolazione della legge: “Disposizioni relative all'esercizio di funzioni regionali concernente la prevenzione vaccinale”, quindi una legge totalmente stravolta in tutte le sue parti e, secondo me, come avevo proposto anche in Commissione, sarebbe stato più serio, anche nei confronti di chi è preoccupato degli effetti di questa normativa sulla propria vita quotidiana e sulla salute dei propri figli, rigettarla in quanto non corrispondente alle indicazioni nazionali e presentare un ordine del giorno, che io avevo proposto in Commissione, per prevedere una serie di garanzie e tutele già previste tra l'altro da delibere di Giunta vecchie, da relazioni degli stessi Dipartimenti di prevenzione, dalla Comunità europea, dalla Commissione di controllo europea, previste anche dal Piano nazionale di prevenzione vaccini, sia quello attuale che quello precedente. Addirittura è del 2008 una delibera di Giunta che prevedeva il potenziamento e il raggiungimento delle coperture vaccinali e c’era una serie di obiettivi che puntualmente ogni triennio sono stati riproposti senza mai raggiungerli.
Quindi per l’inefficacia e probabilmente anche per i tagli che sono stati fatti alla sanità marchigiana come a quella nazionale e diciamo per non così cogente volontà politica, ci stanno riproponendo a distanza di quasi 10 anni, le stesse cose che erano state indicate ed approvate 10 anni or sono.
Entriamo nel merito della proposta n. 95/2016 che ci ritroviamo per l'ennesima volta a discutere nel testo originario.
All'epoca in Commissione, visto che a mio parere la proposta, primo firmatario Busilacchi e altri membri del suo ex gruppo, presentava dei vizi di costituzionalità, chiesi alla Segretaria generale di predisporre una relazione per vedere quelli che potevano essere i possibili vizi di legittimità. Successivamente, visto che dalla proposta del tecnico del Consiglio emersero delle discrepanze con alcune sentenze e alcuni possibili vizi di legittimità, lo stesso Presidente chiese al Comitato regionale per la legislazione un ulteriore parere che a suo dire, a quanto dichiarò agli organi di stampa, ha dato l'ok alla proposta di legge in questione e quindi fu iscritta all'ordine del giorno. Dopo notevoli insistenze in Commissione, siamo riusciti ad avere il testo che, anche per sua ammissione, il Presidente Volpini non aveva nemmeno letto, quindi aveva fatto una dichiarazione senza nemmeno appurare se quello che gli era stato suggerito a parole fosse stato scritto poi agli atti. Da questa relazione di 8 pagine della Commissione regionale per la legislatura, che dovrebbe stare sotto il Servizio avvocatura regionale, quindi non si capisce bene da quale ufficio sia uscita, emergono alcune discrepanze sulla conformità della proposta di legge presentata nel 2016 con le normative vigenti,. Alcuni vizi di illegittimità e alcune prescrizioni il Comitato tecnico li prevedeva.
Prima fra tutte la questione dell'impugnazione della proposta di legge simile dell'Emilia-Romagna che riguardava l'accesso ai servizi imponendo di fatto l’assolvimento dell'obbligo vaccinale per vaccini che in Italia non era possibile reperire, quindi con legge regionale si normava un qualcosa definito a livello nazionale.
Per quanto riguarda i requisiti per l'ingresso in istituti di istruzione pubblici e privati anche qui alcuni dubbi sulla competenza legislativa sono stati messi in rilievo, perché se è pur vero che la Regione sulla base dell'articolo 117, terzo comma della Costituzione può legiferare in materia di tutela della salute, resta comunque da definire e verificare se la stessa disciplina regionale può legiferare in riferimento all'ingresso nelle istituzioni, con particolare riferimento all'articolo 32 della Costituzione.
Le conclusioni di queste 8 pagine vanno a richiamare ..., ve le leggo così sono più precisa: “Alla luce nei limiti di quanto sopra esposto con le particolari cautele espresse nel paragrafo 3 pare potersi concludere nel senso che la disciplina in corso di approvazione - cioè la proposta di legge 95 - pur richiedendo qualche modifica nella sua formulazione letterale non presenta in sè particolari dubbi di costituzionalità - quindi non è esente da dubbi di costituzionalità - se intesa a fornire un presidio di effettività ai quattro obblighi vaccinali stabiliti dalla normativa statale, mentre a diversa ed opposta conclusione dovrebbe pervenirsi allorché la Regione intendesse estendere in tal modo l'obbligo vaccinale e le vaccinazioni meramente raccomandate a livello statale e ciò anche in considerazione del conseguente obbligo di indennizzo derivante dalla giurisprudenza costituzionale sopra richiamata”. Quindi di fatto una legge discutibile dal punto di vista politico ed anche non perfetta dal punto di vista giuridico.
Che dire, allora noi avevamo presentato degli emendamenti, sempre con il nostro spirito costruttivo, pur esprimendo la nostra contrarietà per questi obblighi che comunque sia non andavano verso l'obiettivo che ci si poneva, cioè quello della massima copertura vaccinale, e di sicuro non tutelavano il diritto di libera scelta. Avevamo proposto degli emendamenti che volevamo ripresentare stamattina in Commissione, purtroppo dalle ore 9,30, orario di convocazione della Commissione, si è tergiversato per due ore, successivamente avevamo già una conferenza stampa programmata ed io mi sono trattenuta un po' di più. La seduta della Commissione è stata sospesa perché avevo richiesto la presentazione, come previsto dal regolamento, degli emendamenti proposti sia dal Consigliere Busilacchi che dal Consigliere Volpini, è stata fatta una sospensione di mezz'ora e successivamente non c'erano più le condizioni per portare avanti la discussione della modifica di una proposta di legge che andava a sovvertire le iniziali finalità. Da qui decadeva il senso per continuare la discussione.
Abbiamo ripresentato gli stessi emendamenti in Aula e sono tutti volti a garantire il corretto procedimento della profilassi vaccinali.
Noi siamo qui non per dire che siamo contro le vaccinazioni, quindi mi auguro che nei vari interventi continuiate su questo piano, ma entrando nel merito ci sono delle accortezze, in special modo quello che riguarda l'accesso a tutti gli esami preventivi che escludono pericoli per la salute del bambino, come previsto dallo stesso decreto.
Abbiamo presentato questi emendamenti e ci auguriamo da parte della maggioranza un minimo di apertura mentale per recepire, seppur proposte dall'opposizione, quelle che sono semplicemente delle richieste di maggiore garanzia e tutela per i bambini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Intanto la soddisfazione che finalmente si discuta questa proposta di legge, credo la soddisfazione di tutti coloro che pensano che i problemi dei cittadini si affrontano parlando nel merito delle questioni e non rinviando continuamente al Regolamento e facendo mancare il numero legale.
Come ricordava bene il relatore di maggioranza questa proposta di legge è stata presentata e protocollata a novembre 2016 ma il suo iter, la sua discussione è iniziata prima, è iniziata con una mozione che abbiamo votato qui. Devo dire che è dall’inizio della legislatura che insieme a molti Consiglieri stiamo lavorando su questo tema, siamo stati probabilmente anche degli apripista insieme alla Regione Emilia-Romagna. Credo che sia anche per l'impulso che è venuto dalle Regioni che il Governo ha deciso di intervenire.
Oggi chiaramente aggiorniamo la proposta di legge rendendola attuativa alla luce delle norme nazionali, quindi non c'è alcuna contraddizione, ovviamente facciamo alcune modifiche perché è intervenuta una legge nazionale, facciamo però bene, e voglio dirlo con grande chiarezza, ad essere qui perché credo che sia giusto che su un tema così importante diamo un segnale, credo che sia giusto che le istituzioni diano un segnale sul piano istituzionale, ma anche sul piano politico. E' un dovere delle istituzioni su questo tema prendere posizione.
Purtroppo su questo argomento, colleghi, il clima è molto brutto in tutta Italia, ce lo dobbiamo dire, in tutto il Paese.
Fatemi subito dire una cosa, personalmente ho la massima comprensione per i genitori dei bambini malati che sono in uno stato emotivo in cui nessuno di noi si vorrebbe mai trovare e trovo naturale che in quello stato emotivo ogni spiegazione offerta sia un'ancora di salvezza. Lo ricordava prima il Consigliere Volpini, io stesso, quando presiedevo la Commissione, ho incontrato alcuni di questi genitori con bambini affetti da autismo che credevano nella relazione tra autismo e vaccini, non la condivido, non è vera, però non mi permetto di giudicare quelle persone, non mi sento di giudicarli proprio per la loro condizione.
Mi sento invece di giudicare chi sfrutta il dolore di queste persone per fini elettorali più o meno consapevolmente o addirittura per fini di business. Ecco, per queste persone io provo disprezzo, perché è a causa di questi pseudoscienziati e pseudopolitici che noi oggi siamo in questo clima. Si è creata un'onda, un'onda che ha navigato nel web, dove qualsiasi notizia nell'epoca delle fake news è vera anche senza essere verificata. Per continuare ad utilizzare l'inglese, più che fake news spesso sono true lies, sono vere e proprie bugie, in quest'epoca della post verità tante bufale si sono sviluppate intorno al tema dei vaccini, l'ultima che ho letto oggi è che addirittura ci sarebbero dei feti umani nei vaccini! La nostra brillante collega recentemente ha anche rilanciato due di queste bufale, da questo punto di vista essendo ripresa dall’Istituto superiore di sanità, dicendo che l'epidemia del morbillo è un'epidemia inventata, le ha risposto uno dei medici più importanti d’Italia ricordando che da 392 casi dell'anno scorso siamo passati ad oltre 4000 casi con tre morti. E' stato detto, sempre da questa nostra brillante collega, che i vaccini sono sperimentazioni sui bambini, è una cosa gravissima per un rappresentante delle istituzioni dire una cosa di questo genere sapendo, o almeno dovendo sapere, che i vaccini sono i farmaci più controllati prima di entrare nel mercato, che sono sottoposti a migliaia di controlli e vengono utilizzati da centinaia di milioni di bambini in tutto il mondo.
L'altra famosa bufala, utilizziamo questa Aula anche per smentirle, è quella della relazione tra vaccini e autismo. Sappiamo tutti, o perlomeno lo sa chi vuole leggere la letteratura scientifica, che nel 1998 Wakefield che era uno pseudoscienziato inglese, ha ingannato i dati, ha pubblicato dei dati falsi, avendo prima pronto un brevetto, guarda caso, che voleva immettere sul mercato, a proposito di business, e per la prima volta nella storia del The Lancet un articolo è stato ritirato dalla rivista.
L’autismo, noi lo sappiamo da centinaia di studi, ha origini genetiche e insorge proprio intorno ai tre anni. Si è detto ancora che il Veneto ha i tassi di vaccinazione più alti, mentre noi sappiamo che ha i più bassi rispetto alla media nazionale. Si è detto che una sola puntura con tanti vaccini fa male non sapendo che, a parte che il bambino ha tantissimi antigeni, è molto meglio per ridurre le razione avverse avere una sola volta iniettato il coagulante, che è quello che dà le reazioni avverse, invece che in 10 punture. Voglio ricordare che le reazioni avverse sono nella stragrande maggioranza dei casi, 99%, febbri e arrossamenti.
Queste cose però non si vogliono dire, si continua a dire che ci sono gli interessi delle case farmaceutiche. L'1% della spesa farmaceutica italiana è riferibile ai vaccini, il 45% è per gli antibiotici, secondo voi le case farmaceutiche hanno interesse a produrre vaccini o a produrre antibiotici? Basta guardare i dati.
Per ragioni di tempo non parlerò dell'incredibile bufala sugli indennizzi su cui ci sarebbe molto da dire e su cui la politica dovrebbe fare mea culpa perché sono stati utilizzati come ammortizzatore sociale fuori dagli scopi per cui furono creati ai tempi delle prime vaccinazioni contro la poliomielite che, in un caso su 1 milione, provocava la paralisi placida che poi si poteva curare e per cui era previsto dalla legge un indennizzo.
Tutte queste false verità diventano verità, tanto che qualche mese fa uno di questi comitati ha proposto di portare in piazza un bambino e di iniettargli 10 vaccini anziché 1 iniezione con 10 vaccini, ma di cosa stiamo parlando? Questi sono reati!
Qualche giorno fa ho letto su internet che una mamma è venuta a dire: “Datemi il morbillo perché è l'unica malattia che mio figlio ancora non ha avuto. Ragazzi siamo arrivati a questi effetti reali, le false verità ripetute diventano verità e producono effetti reali e questo ci ha portato a fare una legge, perché anche nelle Marche queste false verità diventano verità e producono effetti reali.
Un effetto che hanno prodotto è che nel 2016, l’anno scorso, anche nelle Marche, siamo scesi sotto la soglia del 95% per gli obbligatori, 83% per quelli che all'epoca erano raccomandati. Questo, lo sappiamo perché ce lo dice la letteratura scientifica e non gli pseudoscienziati che non sottopongono mai ai controlli le loro ricerche, evita che si determini quell’effetto gregge e dei bambini che non si possono vaccinare, perché hanno dei problemi di immunodeficienza, possano rischiare.
Qui è entrato il discorso dell'obbligatorietà, e mi avvio a concludere perché vorrei parlare adesso del tema dell'obbligatorietà non tanto dei vaccini, del tema dell'obbligatorietà e della libertà di scelta.
Qualcuno dice: “Ma perché obbligatorietà, lasciamo che siano le persone liberamente a scegliere. Che cosa c'è più bello della libertà”. Io invece credo che ci siano casi in cui sia utile alla comunità ed anche a noi stessi limitare una parte della nostra libertà di scelta. Ne abbiamo tantissimi casi, è grazie all'obbligo del casco o della cintura di sicurezza che sono diminuiti gli incidenti sulla strada, certo rinunciamo alla libertà di avere il vento nei capelli, per chi li ha, certo rinunciamo alla libertà di poter guidare dopo esserci scolati una bottiglia di vino, ma credo che l'obbligo di guidare sobri abbia prodotto, anche limitando alcune nostre libertà di scelta, alcuni vantaggi per tutta la comunità.
E’ grazie all'obbligo scolastico che rinunciamo alla libertà di avere i nostri figli in casa e di istruirli, magari andare nella scuola e di azzuffarsi con i loro compagni, ma è stato dimostrato che l'obbligo scolastico è un enorme strumento di opportunità per tutti i bambini.
Potrei continuare ma mi fermo qui, la libertà, ho letto una volta una bellissima frase, è la possibilità di poter muovere il mio braccio liberamente nell'aria senza però prendere il tuo volto, altrimenti non è più libertà, altrimenti diventa un sopruso, e allora è grazie alla vaccinazione obbligatoria che in Italia abbiamo diffuso gratuitamente i vaccini, è stata un'arma contro la disuguaglianza. Abbiamo quasi eradicato nel mondo la poliomielite, l’ultimo caso in Italia è del 1982, rimane in pochissimi paesi al mondo, in Pakistan ed in Afghanistan, abbiamo eradicato il vaiolo grazie alla vaccinazione obbligatoria, abbiamo combattuto la difterite, molti genitori più grandi che sono qui si ricordano che in Italia si moriva, abbiamo combattuto il tetano che oggi non c'è più nelle generazioni più giovani, quali sono gli ultimi casi di tetano? Alcune persone anziane che non si sono sottoposte alla vaccinazione obbligatoria.
Va benissimo l'obbligatorietà per il morbillo perché è uno scandalo che ancora oggi una malattia eradicabile come il morbillo ci possa essere.
Un mio amico qualche mese fa è stato uno dei malati di morbillo, ha rischiato quasi di perdere la vista, sono questi i casi che noi dovremmo raccontare, su queste cose non si scherza, quindi ben vengano le informazioni e ben venga la creazione di consapevolezza. Io sono d'accordo che chi ha dei dubbi, e sono sacrosanti i dubbi, possa avere delle risposte, possa avere, come previsto dal piano vaccinale nazionale ma anche dalla nostra Regione, delle risposte all'altezza, delle risposte in cui uno non vale uno, perché un medico non vale come il mio giornalaio sotto casa. Abbiamo necessità per queste persone e per chiunque abbia un dubbio di fare il numero verde, le campagne informative, come abbiamo proposto nei nostri emendamenti.
Credo che oggi noi scriviamo una bellissima pagina di questa Regione e voglio ringraziare tutti i colleghi che insieme a me hanno firmato la legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Mi stavo divertendo alla gag del Consigliere Busilacchi …

PRESIDENTE. Per favore, non sono ammessi applausi o cenni di dissenso.

Giovanni MAGGI. Ci sarebbe da piangere? Ed infatti io piango molto e sono anche molto arrabbiato.
Tornando alla concretezza dei fatti e non alle facili battute, noi come Movimento 5 Stelle avevamo chiesto l'inversione della mozione prima e della proposta di legge dopo, non a caso, perché questa proposta di legge è evanescente, questa proposta di legge è come il cane da guardia del Governo, con tutto il rispetto per i Commissari della Commissione sanità con i quali condivido molte battaglie soprattutto sui diritti civili e sono vicino politicamente e umanamente ad alcune loro posizioni, ma questa proposta di legge è veramente acqua fresca. Sembra che ci sia la tutela di questa legge del Governo di cui nessuno è convinto e addirittura come cane da guardia si abbaia ferocemente contro gli asili e i nidi imponendo multe da 1.000 a 10.000 euro a chi non chiede ai genitori che portano i loro bambini il certificato di vaccinazione.
Quindi sono più realisti del re qui nella maggioranza, quindi volevo fare un intervento di altro tipo, ma sollecitato dall'intervento del Consigliere Busilacchi, devo entrare nella polemica che ha sollevato.
Questa legge e questa opposizione alla legge vengono sfruttate per fini elettorali. Ci vuole una bella faccia di bronzo per dire queste cose da parte sua. Voglio dire per sfruttare per fini elettorali questa legge, vediamo un momentino l'anamnesi della legge.
Questa legge è stata presentata da tale Beatrice Lorenzin, maturità classica, Ministro della sanità dopo aver fatto carriera all'interno di Forza Italia dalla quale si è staccata per andare da Alfano. Noi abbiamo precedenti illustri di persone che non sono medici, che non hanno a che fare con la medicina, penso al nostro Assessore alla sanità, che è professore di matematica, però Beatrice Lorenzin non è neanche laureata, ma ovviamente il titolo accademico non fa la persona, ed adesso è impegnata, credo che lo sfruttamento elettorale sia evidente, nella campagna elettorale e Beatrice Lorenzin e il suo mentore Alfano devono vedere se stare con il PD o con la destra, vedere cosa gli conviene di più. Questo è il quadro politico della Ministra della sanità.
Devo dire che la Ministra della sanità si è distinta soprattutto nel Fertility Day, aveva pubblicato un manifesto grande 100 x 140 dove c'erano due famiglie bianche contente perché avevano procreato, mentre dall'altra parte c'erano dei ragazzi che fumavano con un ragazzo nero, di colore, e la dicitura era “abbandonate i cattivi compagni”, questo è il contesto in cui la Ministra Lorenzin opera. A livello di curiosità posso dire che ha detto che a Gardaland, riprendendo una comunicazione dell'Austria, c’è il morbillo e poi è assolutamente contraria alla legalizzazione della cannabis e noi abbiamo approvato la legge l’altra volta.

PRESIDENTE. Noi abbiamo approvato la legge sull’uso terapeutico della cannabis, giusto per chiarezza, Consigliere Maggi, bisogna dire le cose in maniera corretta, tutto qui.
Deve affermare cose vere, siccome sono il garante dell’Aula preciso cosa ha approvato l’Aula. Grazie.

Giovanni MAGGI. Va bene accetto questa cosa. L'ultima cosa della vostra alleata Lorenzin, di cui difendete la legge dei vaccini, è venuta fuori proprio perché i Parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno esaminato le dazioni che hanno avuto i partiti dalle società private, c’è l'obbligo di mettere sopra i 5.000 euro il nome di chi ha dato i contributi, e la Ministra Lorenzin e il suo Alfano dall'associazione italiana ospedalità privata di Lazio, Toscana e Lombardia hanno preso 60.000 euro.
I centri medici privati finanziano chi occupa il dicastero della sanità? C'è un conflitto di interessi o forse no?
Assessore Pieroni, 60.000 euro sono stati dati dalla AIOP, Associazione italiana ospedalità privata, allora se uno deve tutelare la sanità pubblica deve avere le mani libere e non deve avere debiti di riconoscenza con nessuno, tanto meno 60.000 euro.
Vittorio de Micheli, chi è costui? Vittorio de Micheli ha retto le sorti della sanità in Piemonte quando era Governatrice Mercedes Bresso, che ha fatto molto bene in Piemonte ed è del vostro Partito, ora è parlamentare europea. Questo Vittorio de Micheli ha dichiarato che potrebbe esserci un nesso tra il decreto vaccini e l'attenzione che le strutture private rivolgono al decreto stesso. Perché? Vista l'inadeguatezza delle strutture pubbliche saranno i privati a sostenere un tale carico di lavoro. Quindi se lo dice un esponente del PD ed ha delle riserve sull’applicazione di questa legge, la cui applicazione non potrà essere retta dalla struttura pubblica ma dovranno intervenire le strutture private, il conflitto di interesse potrebbe delinearsi. Non era solo Berlusconi col conflitto di interessi, ma ci sono anche gli ex alleati che adesso sono alleati con il PD.
La sanità pubblica per noi deve essere trasparente, senza conflitto di interessi e quando ci sono sospetti, credo che si dovrebbe togliere ogni dubbio ai propri cittadini, e non parlo di questa legge che è veramente inconsistente, e fare come ha fatto il Veneto: chiedere alla Corte Costituzionale se questa legge è costituzionale o no.
Questo è un atto dovuto a chi ci ha eletto, non a chi vi ha eletto, a chi ci ha eletto, la legge è passata, la legge regionale passerà perché l’accetterete, ma credo che sia un atto di rispetto per gli elettori e un atto di trasparenza e di correttezza e di legalità se c'è qualche dubbio. Qualche dubbio è stato manifestato non solo dall'opposizione ma anche da elementi della vostra maggioranza, io penso che, per rispetto degli elettori, per rispetto dei cittadini che ci hanno messo su questi scranni a governare questa Regione, sia un atto dovuto chiedere alla Corte Costituzionale senza pregiudizi, senza preconcetti: “Questa legge è legittima? Lo chiedo a nome dei nostri cittadini”, questo mi sembra semplice da fare, dalle indiscrezioni mi sembra che c'è un blocco unico e continuo, noi non siamo, lo diceva la Consigliera Pergolesi, contrari ai vaccini, anche se io la varicella, il morbillo, li ho presi tutti, sono grande e grosso, ho una mia età, sono stato sempre bene e credo di aver sviluppato gli anticorpi, ma questa è una indiscrezione, una boutade che non ha un presupposto scientifico. Il presupposto scientifico non lo sto invocando, sto dicendo che nel momento in cui c'è un dubbio sull'applicazione corretta per la salute dei cittadini, la Corte europea ci invita al principio di precauzione, ed è per il principio di precauzione che io sto chiedendo alla maggioranza e alla Giunta di approvare successivamente la nostra mozione che chiede alla Corte Costituzionale: questa legge rispetta la Costituzione o no? E' solo questo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Annuncio in anticipo il mio voto favorevole, così come il gruppo di Forza Italia, a questa proposta di legge n. 95.
Noi abbiamo già una legge a livello nazionale, la 119 pubblicata il 5 agosto sulla Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 6 agosto.
Sono favorevole non perché a livello nazionale il gruppo di Forza Italia ha votato favorevolmente, ma perché la sottoscritta è fortemente convinta dell'importanza delle vaccinazioni.
Il Consigliere Busilacchi ha parlato di un suo amico che ha avuto il morbillo ed io credo che oggi nel 2017 la vita delle persone non possa essere messa a repentaglio a causa del morbillo.
Faccio un esempio, in classe di mio figlio dodicenne un suo amichetto anche lui dodicenne ha avuto il morbillo ed ha rischiato la vita, non solo la sua vita, ma anche quella dei familiari e della sorella, mio figlio dodicenne mi ha detto: “Mamma ma è possibile che non si sia vaccinato e che oggi rischi la vita?”
Credo sia impensabile che oggi si possa rischiare la vita per il morbillo!
E’ condivisibile perseguire un miglioramento delle coperture vaccinali della popolazione. Se d'altronde, in altri Paesi, quote ragguardevoli di popolazione vaccinata sono state conseguite attraverso un invito a procedere alle vaccinazioni fortemente raccomandate, bisogna prendere atto che in Italia questo sistema ha funzionato poco. La raccomandazione alle vaccinazioni non ha funzionato.
Regione Marche: si è scesi sotto la soglia del 95%, così come hanno detto i Consiglieri Volpini e Busilacchi, che rappresenta la soglia di sicurezza prevista dai livelli essenziali di assistenza, in particolare per il morbillo, la parotite e la rosolia. Quindi è necessario cambiare la stessa modalità di offerta del vaccino passando da una raccomandazione ad un sostanziale obbligo. E’ chiaro che le conseguenze di tale passaggio non sono di poco conto nel momento in cui, tra l'altro, si stabiliscono sistemi sanzionatori per le inadempienze.
Senza entrare troppo nei meriti della vicenda dal punto di vista medico che appartengono a quell'ambito, la politica a questo punto, soprattutto a livello decentrato, dovrebbe impegnarsi per individuare le strategie migliori per applicare la legge esistente. Le scadenze di settembre e ottobre 2017, soprattutto di ottobre 2018, richiedono un’organizzazione efficace delle campagne ed offerte vaccinali. Siamo certi che gli ambulatori di medicina preventiva dell'Asur sono in grado di garantire questi risultati? Oggi dobbiamo occuparci di questo! Una volta che la legge c'è bisogna applicarla. Quindi ribadisco ancora una volta il mio voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Il tema è molto delicato e non dobbiamo nasconderci che in questi mesi, sia a livello regionale che a livello nazionale, la discussione abbia assunto più la forma della contrarietà alla vaccinazione o il favore ai vaccini piuttosto che il tema fondamentalmente oggi in discussione, di quando è arrivata la proposta di legge in Commissione sanità che era fondamentalmente legata all'obbligatorietà della vaccinazione per l'accesso alla scuola.
Ora cercherò di porre alcuni elementi di riflessione e poiché porrò anche alcune critiche a ciò che oggi viene discusso in Aula, voglio dire subito, in maniera molto chiara, proprio per evitare dei fraintendimenti o delle strumentalizzazioni, che sia io che il partito che rappresento, Fratelli d’Italia, siamo favorevoli ai vaccini perché sono degli strumenti, e lo sono stati nel corso dei decenni, indispensabili per la tutela della salute e per debellare malattie che purtroppo negli anni passati, complici anche altre serie di fattori ambientali, hanno causato sia la malattia che purtroppo anche molti decessi. Quindi per sgombrare il dubbio a chi può pensare ad una contrarietà in toto ai vaccini voglio chiarire questo aspetto.
In Commissione abbiamo fatto l'esame della proposta arrivata ed abbiamo audito nel corso dei mesi passati una serie di soggetti, sia la componente medica che ovviamente ha portato un contributo fondamentalmente favorevole alla diffusione dei vaccini, proponendo questa pratica e la positività anche dei risultati, che una serie di soggetti privati, di comitati, che sono venuti. Devo dire mi sono anche favorevolmente stupita, confrontandomi con alcuni di loro anche fuori dall'Aula della Commissione, perché la maggior parte di queste persone mi ha detto di non essere contraria ai vaccini, persone che pativano quotidianamente dentro casa, nella situazione dei propri figli, la gravità magari dovuta alla reazione avversa subìta o a quella che reputavano essere la causa in via di accertamento per quanto riguarda la correlazione fra la patologia sviluppata e il vaccino. Situazioni molto gravi e molto pesanti che pur tuttavia, da parte di questi genitori, hanno fatto dire alla sottoscritta ed anche agli altri che erano presenti: “Noi non siamo contro i vaccini a prescindere, ma vogliamo maggiori tutele per i nostri bambini” ed anche un bambino in meno che sviluppa una reazione avversa per noi è un risultato positivo, perché si gioca sulla pelle dei bambini.
Penso che in questa sede sia difficile per non dire impossibile addentrarci nella parte medica, perché non è quello che oggi viene in discussione, ma far finta che questa componente non ci sia, credo che sarebbe riduttivo rispetto alla discussione di questi mesi sia nella nostra regione che fuori.
Ho voluto sentire, l’ho detto anche in altri interventi, una terza voce, quindi i medici che ovviamente portano la loro esperienza anche professionale, i comitati, chi ha una un'esperienza negativa nei confronti di vaccini e un po' di gente comune. Io non ho figli, ma ho una sorella che ha tre bambini, molte amiche con figli, ho cercato di fare un mini sondaggio fra persone che non si occupano quotidianamente di politica o di questioni vaccinali e devo dire che nella maggior parte delle mamme, per non dire in tutte, ho sentito dire due cose primariamente: essere favorevoli alla pratica vaccinale per tutelare i propri figli e da tutte fondamentalmente la mancanza di quel consenso informato che dovrebbe esserci realmente, la maggior parte non sapeva neanche cosa fosse la farmacovigilanza. Due punti importanti che noi anche nella discussione in Commissione abbiamo sollevato e che hanno sollevato anche questi comitati e che sono degli strumenti fondamentali a tutela sia del minore sia di quel rapporto di collaborazione, ed oggi lo dico criticando questa legge, che secondo me è indispensabile, sarebbe indispensabile, fra la parte medica, fra chi è deputato a tutelare la salute di tutti i cittadini e le famiglie, quella componente che ha ovviamente la patria potestà dei bambini e che quindi è chiamata ad essere responsabile, non solo perché ha un legame affettivo e di tutela con il minore, che è costretto ad essere vaccinato, e che vuole esercitare questo diritto in maniera consapevole.
Credo che questi due elementi siano emersi in maniera trasversale - forse qualcuno della maggioranza mi smentirà – e mi sembra che questa cosa purtroppo sia stata riscontrata da molti, non c’è oggettivamente un'informazione approfondita fatta dalle strutture ai genitori, su quelle che potrebbero essere non solo le reazioni avverse, ma quelle che potrebbero essere le conseguenze a cui si va incontro con la vaccinazione.
C’è fondamentalmente l'inoculazione dei vaccini e l’informazione la fa il pediatra se ha tempo e voglia di farla, oppure è lasciata un po' alla individualità del singolo genitore che oggi, si, è vero, è in balia della malainformazione, ma la maggior parte, vorrei dire tutti, ma diciamo la maggior parte, sono genitori che si vogliono informare, che non vogliono prendere tutto per oro colato o a cui va bene tutto quello che è imposto dall’alto. Credo che questa presa di coscienza vada vista in maniera positiva e vada vista come la voglia di esercitare in maniera consapevole la tutela nei confronti dei figli.
Mi sembra che questi due punti purtroppo non siano stati ben sviscerati, non solo in quella che era la proposta che oggi sarebbe dovuta venire in discussione, che in parte verrà stralciata per sovrapposizione con la proposta Lorenzin, ma in sede di …
Lo ha detto uno dei colleghi che mi ha preceduto ed io ho fatto questa richiesta proprio in Commissione, poiché già sappiamo e da più voci ci viene detto che ci saranno delle difficoltà oggettive nel porre attuazione a questa legge, perché? Perché la scadenza della iscrizione scolastica è vicina e sembra che le strutture sanitarie non siano pronte alle conseguenze da adempiere a quanto previsto dalla legge. Sapendo che c’è un ricorso pendente fatto dalla Regione Veneto, avevo chiesto in Commissione se era possibile soprassedere, sospendere gli effetti della legge, in attesa del ricorso anche perché sarebbe stata l'opportunità per mettere effettivamente le strutture sanitarie nelle condizione di assolvere a questo obbligo. Mi è stato detto che non è possibile, neanche presentando un emendamento in questo senso, per cui questa cosa non sarà accettata e non sarà ammissibile.
Concludo dichiarando che mi asterrò dalla votazione di questa legge e lo faccio riportando i due motivi con i quali sono partita nella mia dichiarazione: fondamentalmente una non contrarietà al vaccino in sé, ma una fondamentale contrarietà al modo con cui è stato posto. L'obbligatorietà posta in questi termini credo che determini più danni che effetti positivi perché crea una diffidenza magari da parte di chi ha nel proprio vissuto quotidiano una esperienza negativa. Non credo che la coercizione sia la strada giusta, credo che sarebbe più corretta una collaborazione, come ho detto, con le famiglie, con chi ha la potestà genitoriale, per arrivare a dei risultati migliori per la tutela di tutti, e poi perché credo che per tutelare il diritto alla salute si rischi di andare a ledere un altro diritto che è quello allo studio.
Ora dall'analisi che abbiamo fatto in Commissione è emerso chiaramente come un bambino non vaccinato possa contrarre o non contrarre una patologia per cui c'è l'obbligo vaccinale. Per un bambino vaccinato non si ha la certezza che non potrà mai contrarre una delle patologie per le quali è stato vaccinato, quindi paradossalmente mio figlio non vaccinato non può accedere all'istruzione e gli viene negato il diritto allo studio, mentre un altro bambino vaccinato potrebbe contrarre una delle malattie, non perché gli viene iniettato il vaccino ma perché la prende da altri, come farebbe mio figlio non vaccinato, e quindi infettare e creare un'epidemia.
Allora per tutelare la salute io rischio di creare una disparità rispetto ad un altro diritto che è il diritto all'istruzione. Per questo non posso votare favorevolmente una legge che può aprire uno spiraglio creando una disparità nel diritto di ogni bambino a studiare pur premettendo che lo strumento della vaccinazione ha aiutato ed è utile, ma fatto in questo modo rischia di creare un'ulteriore disparità alla quale sono assolutamente contraria e per questo non posso votare favorevolmente la legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Gradirei, se fosse possibile, siccome le cose che dirò adesso saranno un po' pesanti, niente applausi oppure fischi nel caso in cui fossero da fare.
Consigliere Busilacchi, sono rimasto basito perché un suo collega parlamentare del Movimento democratico e progressista ha fatto una conferenza stampa ed ha detto: “Decreto Lorenzin fascismo sanitario”, lei invece qui acclama il decreto Lorenzin come fosse la cosa più bella del mondo. Forse sono inutili questi trasformismi di parata. Poi anche sui dati che ha dato, io ho quelli del Ministero della salute, ad oggi nel 2017 ci sono stati 2.988 casi di morbillo, nel 2011 ce ne sono stati 4.611, nel 2008 5.312, nel 2004 12.000. Quindi tutto rientra nella norma, ma adesso cercherò di far capire ..., anzi io capisco che il Partito Democratico in Regione debba essere espressione del Governo nazionale, ma Roma non è governata dalla sinistra, allora o voi siete come lo stesso Governo di Roma, cioè meticcio, oppure quelli di Roma sono misti, perché non è possibile che voi accettiate una situazione del genere.
Premetto che ho tre figli, negli anni '80, quando la democrazia aveva un valore assoluto, li ho vaccinati per quello che era l’obbligo, quindi non sono contrario ai vaccini, sono contrario all'imposizione di fare determinati vaccini perché la scelta ha un significato politico e sociale che significa democrazia e se tu non mi dai la possibilità di scegliere è una dittatura.
Questo è il senso, perché? Perché se io leggo i dati, e poi arrivo sul pesante, qui stiamo parlando …, vorrei essere anche razionale su quello che dico perché una volta per tutte la dovete smettere di dichiararvi di sinistra, perché voi non avete più niente di sinistra, non avete più nulla, l'etica nella sanità era un'espressione della sinistra dagli anni ’70, voi l’avete persa, quindi non ditemi che siete di sinistra.
Il 20 marzo 2017 Bloomberg Global Health Index dichiara “gli italiani popolo più sano al mondo, primo su 163 Paesi”, allora la domanda che mi pongo è: c’è un problema di vaccini per il popolo più sano del mondo? La domanda che mi faccio.
Ho qui davanti i dati, sapete che parlo sempre con i dati alla mano: Italia 10 vaccini, Romania 9 obbligatori, tra cui il morbillo e guarda caso in Romania c’è stata un'epidemia di morbillo pur essendoci l'obbligatorietà, 3 sono senza raccomandazione, andiamo ai Paesi più sviluppati: Germania 11 raccomandati, 1 senza neanche la raccomandazione (questi sono dati pubblicati, li potete trovare su internet), la Germania non ha l’obbligo di vaccini, Francia 3 obbligatori (antidifterica, antitetanica, antipolio), il resto è tutto raccomandato, il meningococco è senza raccomandazione, andiamo in Spagna 11 raccomandati, 1 quello del meningococco senza raccomandazione, Regno Unito 12, solo raccomandati.
Allora per quale motivo solo l'Italia deve avere l'obbligatorietà di fare i vaccini, per quale motivo? Adesso ve lo dico.
Settembre 2014 il Ministro della salute Lorenzin va alla Casa Bianca accompagnata da Sergio Pecorelli, Presidente dell'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, per rappresentare l'Italia e assumersi un importante incarico: l'Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. Questi sono tutti dati confermati, c’è pure la foto fatta alla casa Bianca con Obama. Perché questo? Perché dietro alle ditte mondiali di sanità c'è un business spaventoso e tutto è dominato da un'associazione che si chiama Trilateral.
Andiamo avanti, dicembre 2015, Sergio Pecorelli, Presidente dell'Aira, che era stato con la Lorenzin da Obama, si è dimesso dopo le accuse su legami dubbi con aziende farmaceutiche e società di venture capital, si è dimesso perché è stato riscontrato che aveva preso tangenti dalle ditte farmaceutiche, tra l'altro questo professor Pecorelli era anche Rettore all'Università di Padova, mi pare, e si è dimesso anche da questo incarico.
La domanda che io mi pongo: vogliamo parlare seriamente di questo obbligo di vaccinazione? La sanità pubblica attiene alla politica e non è detto che tutta la politica debba essere controllata dalle multinazionali, perché ancora un popolo che si rivolta c'è!
Vogliamo riportare un po' di tranquillità in questo Paese? Se per il Partito Democratico la parola “democratico” ha ancora un valore, questa pseudosinistra dovrebbe dire: “Vediamo, parliamo con i cittadini, discutiamo, vediamo come si può fare”, non dire: “Facciamo un decreto e quello è”.
Il Ministro della salute è andato alla Casa Bianca per arrogarsi la facoltà di essere capofila in Europa per i vaccini, il 22 ottobre 2014, ma vi rendete conto di che basso profilo? Di chi stiamo parlando? Qui stiamo parlando di persone con basso profilo, che non possono fare i Ministri della Repubblica italiana, non lo possono fare, perché se io dico una cosa sbagliata qui dentro per 10 giorni sono sui giornali, invece di questa signora non è stato detto nulla! Capite qual è il problema “democratico” di questo Paese?
La signora va a “Porta a Porta” il 22 ottobre 2014 ed al minuto 36,20 il Ministro alla salute dice: “Lo scorso anno solo a Londra - cioè in Inghilterra, nel 2013 - sono morti 270 bambini per una grave epidemia di morbillo”. 270 bambini! Il Governo inglese ha smentito, c'è stato un solo decesso di un uomo di 25 anni che ha avuto una complicanza con una polmonite. Ma alla Ministra Lorenzin questo non è bastato e qualche mese dopo, il 22 ottobre 2015 - capite il progetto dal 2014 quando è stata a New York - minuto 5,57 ripete la bufala e dice che lo scorso anno - quindi 2015 - i bambini morti sono diventati 200. Quindi la domanda che mi pongo e pongo a voi perché siete tutti padri di famiglia e avete dei figli è: come possiamo dare credito a un Ministro della salute che va in televisione dove ci sono migliaia …, vorrei vedere il Presidente o un’altra persona andare in televisione a dire una bufala del genere, non so cosa potrebbe succedere. Come può aver credito un Ministro della salute di questo genere che propone una legge che obbliga tutti gli italiani a vaccinarsi? Come può aver credito una persona che va in televisione a dire queste bufale grandiose e nessuno ..., l'avete visto voi? Io l’ho visto all’1,45 di notte questa qui e l’ho trovata su internet, sapete perché? Sapete chi è il Presidente della Trilateral Italia? Una certa Monica Maggioni - queste cose non è la Spectre, sono scritte su wikipedia, le leggete tutti quanti - che è la Presidente della Rai e la Presidente della Trilateral Italia, in televisione di questa cosa qui non è passato nulla. La domanda finale che faccio e concludo.
Ho un nipotino di tre anni che amo come i miei figli anche perché è il primo maschietto della famiglia, gli ho fatto la trivalente, ma non credo che gli farò gli altri vaccini a costo di far venire gli insegnanti a casa, a costo di pagare multe di continuo, non lo farò mai perché al mio nipotino voglio fare i vaccini che io e la madre riterremo opportuni, non quello che un Governo politico mi obbliga a fare. Questo è il concetto, la democrazia è libertà di scelta! Poi tutti possiamo sbagliare, però, ripeto, la parola democrazia in questo Paese è persa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Grazie Presidente. Ho condiviso le prime tre parole del Consigliere Giorgini, per il resto faccio fatica a capirlo, però mi piace partire dalle sue prime due frasi.
Il Consigliere Giorgini ha detto: “Nei primi anni ’80 ho vaccinato i miei figli perché era un obbligo previsto per legge e in quel momento la democrazia era un valore assoluto”, io penso che dagli anni ‘80 ad oggi lei Consigliere Giorgini si deve essere radicalizzato in qualche modo magari su facebook, perché la democrazia è un valore assoluto esattamente oggi come negli anni ’80.
La democrazia, secondo me, è un valore a cui ho dedicato gran parte della mia vita finora, è un valore assoluto e lo era negli anni ‘80 come è oggi, ma la democrazia non significa che ogni cittadino fa quello che vuole, come lei ha incitato a fare, la democrazia significa che esistono delle maggioranze che hanno il dovere e la responsabilità di governare, significa che esistono delle autorità alle quali ci si riferisce per scegliere che cosa è giusto fare. Io quando ho vaccinato mia figlia ero preoccupato esattamente come penso la maggior parte delle persone che sono qua oggi anziché essere al mare, e credo che questo sia anche un senso civico che hanno, ma quella preoccupazione mi è passata nel momento in cui il medico preposto della mia Asur mi ha spiegato tutto quello che comportava fare quei vaccini e i benefici in senso di collettività che traeva mia figlia come tutti gli altri bambini e se nel mondo sono scomparse tante malattie, sono venute meno tante morti. Nel nostro territorio fino a sessanta, settant'anni in campagna si moriva perchè non si avevano i vaccini. Tante famiglie avevano 10/12 figli ed una metà moriva perchè non c'era l'accesso e la possibilità di vaccinarsi.
Oggi abbiamo l'ardire di non conoscere più certe malattie perché non esistono più, ma, caro Consigliere Giorgini, non esistono più e sono state debellate perché nel frattempo la popolazione si è vaccinata.
L'organizzazione mondiale della sanità ha messo un limite, che è del 95% della popolazione, se quel limite su alcune malattie in Italia è sceso, è giusto che si ricostituisca quell'immunità di gregge che permette anche a chi non le ha alcuni vaccini di non contrarre quella malattia di cui oggi per fortuna ne parliamo come se fosse un ricordo passato.
Su questa vicenda bisogna evitare la demogogia perché è chiaro che ognuno di noi ha affetto verso i propri figli e verso i propri nipoti, questo non significa però che può scegliere che cosa fare per loro prescindendo da quello che stabilisce la scienza, la ricerca e l’autorità, altrimenti non è una democrazia questa, non è più una Repubblica e un domani se saranno o non saranno i 5 Stelle a governare lo Stato comunque si dovranno riferire a delle autorità e quelle autorità dovranno essere riconosciute anche in termini scientifici.
Se voi aizzate il popolo, la gente, l'emozione popolare, contro qualunque autorità costituita, lo dico con simpatia perché vi osservo sempre con simpatia e rispetto, va a finire che non si crederà più in nulla. L'epoca della post verità prima o poi emergerà che è un bluff, è un bluff da tutti i punti di vista,. Questo non significa che noi dobbiamo difendere a qualunque costo coloro che sbagliano o che hanno altri interessi, però non è nemmeno possibile, cari colleghi, che chiunque non la pensi come voi sia a libro paga delle case farmaceutiche.
Io non ho nessun rapporto con le case farmaceutiche, voterò a favore di questa legge, perché credo che sia giusto riportare quell'asticella di salute pubblica verso gli indici e i parametri stabiliti, non da Carloni che ha una laurea in giurisprudenza e non ha la competenza per parlare di salute, ma dall'Organizzazione mondiale della sanità, dai ricercatori scientifici, dai medici.
Prima di questo Consiglio, visto che abbiamo fissato una data così importante per parlare di un tema importante, ho parlato con i medici delle Asur dirigenti degli sportelli per i vaccini, molti di questi mi hanno riferito, lo voglio dire perché va dato loro atto che con questa campagna di demagogia che c’è sui social network, i medici responsabili degli uffici dei vaccini sono sottoposti a una pressione incredibile, che la maggior parte delle famiglie acquisendo informazioni sommarie, molto spesso notizie false, tendenziose, strumentali vanno negli uffici dell’Asur e con teorie loro teorie le contrappongono a quelle del medico, cercando di giustificare la loro volontà di non vaccinare i propri figli, costringono i medici a spiegare quello che è previsto dalla legge.

(dissenso del pubblico)

Mirco CARLONI. Chiedo scusa, ma questa è una Assemblea legislativa dove è chiaro che ognuno esercita la propria attività facendo anche mostra del proprio pensiero e se io sono qui a dire quello che penso non devo aver paura di voi che la pensate diversamente, altrimenti non è una democrazia.
Avete i vostri rappresentanti che vi hanno ben rappresentato, li avete applauditi, adesso fate dire anche le opinioni a coloro che non la pensano come loro.
Stavo dicendo che il medico della mia Asur, con cui ho un rapporto diretto, mi ha raccontato di casi estremi in cui le famiglie si sono convinte di teorie per dare sollievo ai propri figli che non hanno nulla a che fare con qualunque riferimento scientifico. Non voglio fare casi specifici, però noi abbiamo un dovere che è quello di dare informazioni precise alla popolazione, di non giocare sulle emozioni e di difendere la vita, se in Italia sono scomparse alcune malattie che hanno attanagliato la nostra società 20, 30, 40, 50 anni fa è perché la ricerca scientifica, la cura medica, ha superato quelle malattie popolari che hanno ucciso e falcidiato la nostra società.
Oggi di alcune malattie noi ne parliamo come se fossero un ricordo, non riusciamo nemmeno a capire il motivo per cui immunizzarsi rispetto ad una malattia che non esiste più, questo è chiaro, ma non esiste più perché nel passato sono state fatte campagne di vaccinazione.
Questa è la verità e la ricerca scientifica e l'autorità costituita in materia di salute pubblica non può essere ridicolizzata. Non giocate su questo, altrimenti fate un danno soprattutto alle persone più fragili che non hanno la possibilità di informarsi e non si può mettere sullo stesso piano chi ha studiato, chi ha fatto specialistiche, chi fa ricerca scientifica, chi fa organizzazione mondiale della sanità e salva milioni di persone, con opinioni personali autorevoli ma che non possono essere un’autorità da contrapporre, mi dispiace.
Ritorni Consigliere Giorgini come ha fatto negli anni '80 a credere nella democrazia come valore assoluto.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Credo che questa Aula stia discutendo una cosa molto importante. All'inizio, in apertura di seduta ha discusso della modifica dell'ordine del giorno. Si, Consigliere Urbinati, è stata chiesta una modifica all’ordine del giorno ed il suo partito nelle ultime due sedute ha sempre modificato l'ordine del giorno, perché ha i numeri per farlo, purtroppo le minoranze non hanno i numeri, speriamo che le minoranze diventino maggioranza e per questo lavoreremo. Però ci si stupisce delle modifiche dell'ordine del giorno quando vengono chieste dalla minoranza, le ricordo che ultimamente il suo partito ha fatto questa richiesta e l'ha ottenuta perché ha i numeri per governare questa Regione. Questo per la cronaca, l’ho voluto ricordare perché si pensa che qua ci siano persone che sono arrivate all'improvviso dentro quest'Aula e non so che cosa. Voglio ricordarlo e lei pensi che ogni volta che chiederà la modifica all'ordine del giorno il Consigliere Zaffiri le ricorderà queste cose. Chiusa parentesi.
Stiamo parlando di un argomento molto importante che nasce di riflesso da una legge nazionale, perché così è, questa proposta di legge era stata presentata e poi è stata fermata perché una legge nazionale stava per essere approvata.
Premetto che sono a favore dei vaccini, li ho fatti fare, i miei nipoti li stanno facendo in questo momento, però sono fortemente contro l’obbligatorietà. Nel 2017, in questo Paese che si chiama Italia, il metodo coercitivo è usato e inserito in una legge. Questa è la cosa grave. Poi cosa succede in questa legge? Chi ha soldi può pagare e può pagare parecchie migliaia di euro, questa è una cosa che non capisco o faccio finta di non capire, qui è la risposta politica, cari compagni del Partito Democratico, qui la risposta, no per il vaccino, questo è il problema per quanto riguarda Sandro Zaffiri.
Qui c’è un problema di fondo, questa legge è pericolosa perché immette in un sistema democratico l'obbligatorietà. Si dovrebbe fare un'altra cosa, investire, fare una riforma con i soldi, mettere i soldi perché si prende il bambino appena nato, si fa il monitoraggio e lo si accompagna fino a tutto il periodo che fa i vaccini, fino a 18 anni per verificare se l’effetto del vaccino nel periodo è stato mantenuto.
In questo Paese non c'è più il grigio, vi siete accorti che c’è il bianco e il nero? E' una cosa assurda! Non c'è più il buon senso nel ragionare delle cose. Questo è il problema, è saltato un meccanismo ed io sono preoccupato. Questo è il problema di fondo.
Su questa legge noi abbiamo già espresso la nostra valutazione con il nostro segretario federale, noi siamo contro questa legge e lo ha detto anche il nostro capo.
Ritorno all’argomento, è questo il problema di fondo, soldi a non finire nel problema delle sanzioni e se ho i soldi pago la sanzione!
Credo che questa legge a livello regionale non servisse a questo punto, perchè siamo in Italia, a meno che per quanto ci riguarda come Lega non facciamo un pezzo di un’altra Lega quella che …, fra poco fanno un referendum, a meno che non succeda questo. Siamo in Italia e la legge nazionale vale anche per la Regione Marche. Capisco però che chi l’ha firmata, ad esempio il Consigliere Busilacchi che ne è stato protagonista con altri, ha soddisfazione che arrivi in Aula, se ne discuta e si approvi. Capisco tutte le cose, però a livello nazionale c’è già la “Lorenzin” che basta ed avanza, come si dice in gergo.
Credo che a questa legge, a prescindere dalle persone che sono contrarie, e dentro quest’Aula ce n’è una rappresentanza, e che sono a favore, manchi essenzialmente il controllo. Questo è l’aspetto essenziale, cari colleghi. Qui non c’è da essere protagonisti per una posizione o per un’altra, manca il controllo perché poi alla fine nel ragionamento di buonsenso, come molte volte faccio e chiedo di fare a qualche mio collega, qualcosa c’è. Adesso non ci sono tutte queste persone che sono informate o disinformate dalla rete.
Credo che esista qualche problema. Qualche problema si risolve in termini scientifici e non solo, ma si risolve anche con un monitoraggio che costa, è vero, questo è il problema: costa!
Per esempio nel caso della Regione Marche problemi non ce ne sono perché in un Consiglio regionale di pochi giorni fa i soldi c’erano, Presidente. Ce n'erano tanti da ripartire per la sanità. Credo che questo sia il problema vero. C’erano i soldi per fare il monitoraggio, ma questo l’ho portato solo come esempio.
Penso che questo problema esista e noi speriamo che il metodo coercitivo e obbligatorio venga rimosso, noi lavoreremo per rimuovere queste cose e per far sì che queste cose cambino perché siamo contro l'obbligatorietà.
Questo è l'aspetto che ci riguarda come Lega, in particolare questi motivi. Poi il Vicepresidente del Consiglio, che è del mio partito, esprimerà le dichiarazioni di voto della Lega rispetto a questo problema.
Io ho voluto soltanto evidenziare questo aspetto che ritengo estremamente importante, in Italia è successo una cosa abbastanza pesante, l'obbligatorietà in una legge è una cosa che non va, fra l'altro appoggiata da una sanzione amministrativa. Addirittura la proposta prevedeva di togliere la patria potestà dei genitori sui bambini, siamo fuori dal mondo! Una proposta di legge di questo genere, che è stata corretta cassando il comma, credo che la Lorenzin se la poteva risparmiare, però voleva diventare importante, c’è riuscita, non solo in Italia ma in gran parte del mondo perché una legge di questo genere rispetto anche a quello che io ho ascoltato qui dentro, ma che c’è ..., non dite che non è vero, raccontatele giuste, non dite che non è vero, è vero perché era scritto così.
Rispetto a questa situazione credo che effettivamente vada corretta completamente l'impostazione e quando arriveremo al Governo interverremo sul problema dell’obbligatorietà e la toglieremo. Grazie.
Scusate mi è sfuggita una cosa: questa mattina noi abbiamo fatto una conferenza stampa sul terremoto e adesso Curcio si è dimesso!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Pochissime considerazioni anche perché condivido pienamente la relazione di maggioranza del Presidente Volpini ed interverrà poi il nostro gruppo il Consigliere Urbinati, però il fatto stesso di essere stato in questi mesi impegnato su questo tema con il Presidente e con gli altri colleghi della Commissione mi porta a fare alcune considerazioni, brevi considerazioni.
La prima è rispetto al percorso della Commissione stessa, un percorso sicuramente democratico dal punto di vista del metodo e delle procedure e un percorso ricco dal punto di vista del confronto sul merito e sui contenuti. Credo che questi siano dati di fatto. Mentre da un lato nel Consiglio regionale, nelle sue articolazioni, si costruiva la proposta di legge, dall'altro c'era stato un confronto nel territorio, sono state una decina le iniziative che sono state organizzate.
Parto però da qualche altra considerazione. Il Consigliere Giorgini, proprio con il rispetto che ho delle persone, dei colleghi, di tutti, delle opinioni, ci chiedeva chi siamo? A me piace rispondere con le parole di uno scrittore, di un partigiano e di un prete, Don Primo Mazzolari che diceva che l’importante, proprio quando chiamava, come noi, all’impegno, al rischio, al coraggio, le persone, e noi abbiamo responsabilità non soltanto individuali ma di una comunità, l’importante non è essere al centro, a destra o a sinistra, ma sapere essere in alto. Credo che noi dobbiamo saper stare in alto e a me piace anche rivolgermi con lo stesso rispetto una domanda al Consigliere Giorgini. “Ma ci dite voi chi siete?” Cioè noi non dobbiamo definirci sinistra, centro sinistra, Partito Democratico, ma ci dite voi chi siete? Siete la sinistra, siete la sinistra-sinistra, siete altro, siete …? Ditecelo voi. Questo mi farebbe piacere e poi non aggiungo altre considerazioni se non questa.
Ho sentito un intervento tutto rivolto al Ministro della salute, ma voi avete una rappresentanza significativa, notevole, in Parlamento, quindi queste cose oltre che qui andrebbero opposte anche lì. Ci sono degli atti, se un Ministro della Repubblica fa dichiarazioni, assume atteggiamenti, atteggiamenti che non sono condivisi, fa delle dichiarazioni che non rispondono al vero, credo che in quella sede che è quella parlamentare vada posta con forza necessaria l'azione politica, istituzionale, parlamentare.
Non voglio parlare di questo, ho fatto riferimento al modo di fare del Presidente Volpini che va sicuramente apprezzato, non soltanto per la competenza ma anche per la disponibilità che sempre mette nella sua azione. Qui ho sentito riferimenti al Comitato tecnico per la legislazione, poi al Parlamento, al Consiglio regionale, alla Commissione, dubbi di costituzionalità.
Questa mattina non abbiamo concluso l’atto perché non abbiamo avuto ad un certo punto il numero legale in Commissione, la verità va sempre detta, c’era un Consigliere della maggioranza assente e da soli non potevamo garantire il numero legale e la minoranza non se l'è sentita perché alcuni avevano altri impegni. Questi sono i fatti, non è successo nulla, abbiamo seguito il percorso che la legge, non la maggioranza, Consigliere Zaffiri, ci consente ed abbiamo presentato gli emendamenti che fra un po' discuteremo, il Presidente li illustrerà, ma non abbiamo voluto fare assolutamente, mi dispiace se viene letta così, nessuna forzatura. Percorso corretto e trasparente.
Siamo andati in Commissione, ma il punto politico - questa è una risposta che mi sento di dare a molti degli interventi che ho ascoltato, tutti della minoranza - non è che la Regione Marche, Consigliere Maggi, fa il cane da guardia al Parlamento, tra l’altro un rapporto di collaborazione con il Parlamento ed il Pese sarebbe quanto di più bello in una democrazia esista, il rapporto fra Assemblee legislative, non è che in questo caso noi siamo trainati dal Governo o dal Parlamento, la nostra proposta di legge è stata licenziata dalla Commissione prima che il Parlamento ed il Governo approvassero e mettessero in discussione la loro, quindi al di là dei percorsi che il Ministro ha fatto, andare alla Casa Bianca o in altri posti, io nemmeno li conoscevo, noi abbiamo agito con la nostra coscienza e con la nostra responsabilità, siamo arrivati prima noi e poi ci siamo fermati. Oggi sento anche dire per la verità che non è questo il momento perché fra un po' c’è l'apertura dell'anno scolastico e non ci sono i tempi, anche questo non è un rimprovero perché io non mi permetto mai di rimproverare nessuno perché ascolto e su quello poi costruisco una posizione, ma questo Consiglio regionale è stato fatto perché c'è stato chiesto dalle minoranze, sennò molto probabilmente l’8 agosto noi non saremmo stati qui, nulla di male essere qui perché dobbiamo essere a disposizione della nostra comunità, ma anche questo c’è stato chiesto, quindi credo che per quello che riguarda il merito, ma soprattutto il metodo, il percorso è stato sicuramente un percorso responsabile.
Siccome ho firmato la proposta di legge insieme a tutti i Consiglieri del gruppo, mi sento di fare soltanto alcune brevissime considerazioni. Sono convinto che la scomparsa nel nostro Paese di malattie infettive o la notevole riduzione di altre non sia dovuta soltanto alle migliorate condizioni socio-economico del Paese, ma questo non sarebbe mai accaduto senza le vaccinazioni. Quindi i servizi di prevenzione, i servizi igienico sanitari, gli elevati standard di vita, non garantiscono a mio avviso la protezione dalle malattie infettive e mi pongo una domanda: se si dovesse smettere di vaccinare non si potrebbe determinare l'insorgenza di malattie al momento scomparse? Questo è il ragionamento che abbiamo cercato di fare.
Credo che negli ultimi anni abbiamo perso la percezione del rischio legato alla conoscenza dei danni determinati da alcune malattie infettive, mentre, ed è legittimo, destano preoccupazioni eventi avversi dovuti alla somministrazione del vaccino.
Rispetto a questo quadro, rispetto a questa percezione, rispetto ad alcuni dati di fatto, chi deve avere spazio? Spazio non può che averlo la scienza, la medicina, l'informazione, lo studio, la ricerca, la trasparenza nell'agire, la discussione di gruppo, la responsabilità. Quindi conoscere le probabilità di contrarre una certa malattia, conoscere la probabilità di effetti collaterali, rispondere alle domande e alle preoccupazioni di tutti, ma questo dobbiamo farlo con tanta serenità, con tanta consapevolezza, con tanta responsabilità ed il fatto che oggi siamo qui, che c'è questa discussione nel Consiglio regionale delle Marche, credo che risponda a questa domanda di consapevolezza e di democrazia, Consigliere Giorgini.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. E’ stato detto abbastanza, non essendo un tecnico della materia il mio intervento non può che avere come riferimento una dose di buon senso, ovviamente del sottoscritto non di altri, che cerca anche come cittadino di rimettersi a quello che la comunità scientifica fino ad oggi ci ha mostrato, ci ha detto, altrimenti se la mettessi su un piano prettamente diverso, di democrazia o ideologico, sicuramente la mia buona dose di buon senso, che voglio mettere in questo breve intervento, verrebbe meno.
Parto proprio da queste considerazioni: cosa dice la comunità scientifica? La comunità scientifica, l’Organizzazione mondiale per la sanità, dice che le vaccinazioni vanno considerate uno degli interventi più efficaci e sicuri di prevenzione primaria in sanità pubblica, giudicato secondo solo alla potabilizzazione dell’acqua per la capacità di proteggere da alcune malattie infettive. Questo è quello che dice la comunità scientifica e siccome mi sembra di capire che il mondo vada sempre più verso i tecnici, le specializzazioni, io non posso convenire che chi dice questo lo faccia per puri interessi speculativi, perché deve vendere qualcosa. Mi sembra strana una cosa di questo tipo, che poi possa esserci qualcosa n+el mondo ovviamente nessuno lo può escludere, ma credo che la comunità scientifica su questo tema abbia detto la sua in modo inequivocabile.
Ho fatto un altro ragionamento e mi sono chiesto perché vaccinarsi alla luce di tutto questo? Sono tanti i motivi, però una cosa mi ha colpito molto, il valore sociale della protezione. Noi viviamo in una collettività dove ci sono dei valori che non sono in qualche modo delegabili a nessuno, sono valori che tutti dobbiamo condividere, di cui dobbiamo esserne certi e dobbiamo in qualche modo impegnarci per attuarli. Sono i valori delle comunità dove siamo, il valore sociale della protezione.
Questo è importante e la vaccinazione rappresenta forse uno degli aspetti più significativi ed importanti dopodiché possiamo dire che il valore sociale è quella immunità di gregge di cui si parlava prima, può essere l'eradicazione stessa della malattia, può essere in qualche modo una riduzione della spesa sanitaria e dei costi per quanto riguarda la degenerazione di certe malattie.
Quindi credo che l'aspetto sociale della vaccinazione - è un aspetto di cui si parla pochissimo, si parla sempre dell'autodeterminazione, della libertà di ciascuno di noi, ma credo che l’autodeterminazione io la cercherei in altri aspetti molto diversi, in un concetto di libertà molto più forte e molto più intrinseco – sia una motivazione che pian piano mi ha spinto a convincermi che pur nelle difficoltà questa legge, pur nel dibattito che ha prodotto, possa andare nel modo giusto.
L’altro aspetto che ho valutato sentendo questo dibattito e di cui mi sono convinto è che in sintesi i vaccini sono vittima di loro stessi. Paradossalmente! Sono vittima di loro stessi!
Perché ho provato a fare questo ragionamento? Perché i rischi associati alle malattie, che sono prevenibili con la vaccinazione, sono di gran lunga superiori a quelli rilevati dal ricevere i vaccini e questo la comunità scientifica lo dice chiaramente.
Tuttavia il fatto che i vaccini abbiano ridotto la diffusione di alcune malattie gravi e mortali, o ne abbiano limitato la letalità, o le abbiano eliminate, ha determinato la percezione della loro gravità, pertanto paradossalmente a creare problemi è la loro accettazione. E' inevitabile! In pratica, quello che diceva pure il Consigliere Carloni, noi abbiamo percepito pian piano negli anni quasi l'inutilità di questi vaccini perché pare che queste malattie non ci siano più, ma paradossalmente, torno a ripetere, i vaccini sono vittima di loro stessi, sono troppo efficaci, funzionano, quindi non occorrono più. Questa è la deriva del ragionamento della prevenzione sociale, dell’aspetto sociale delle vaccinazioni. Dobbiamo stare molto attenti da questo punto di vista!
Dico un altro aspetto che è stato toccato, diritto alla salute/diritto allo studio. Ragazzi, io credo che siano facce della stessa medaglia. Io ho diritto alla salute e non posso metterlo in alternativa al diritto allo studio e il diritto allo studio non può essere in alternativa al diritto della salute, sono due cose fondamentali, c’è una corrispondenza biunivoca, ad una cosa corrisponde esattamente l’altra e viceversa, non può essere diversamente, un ragazzino di 5 anni, 3 anni, all’asilo come fa a non avere il diritto allo studio e il diritto alla salute?
Molto spesso per avere il diritto allo studio devi avere quello alla salute, ma per avere diritto alla salute devi avere anche il diritto allo studio. Si integrano, hanno una corrispondenza biunivoca. Questa è una cosa molto significativa.
Guardo la legge, non leggo il testo originario, leggo gli emendamenti che il Consigliere Volpini e gli altri Consiglieri hanno proposto. Tra l’altro, faccio una parentesi, c’è uno studio alla Comunità europea Asset che dice che la copertura vaccinale non dipende tanto dall’obbligo che si impone quanto dall’informazione e dalla formazione, lo dice la Comunità europea tanto bistrattata, dice, guardate, che la copertura vaccinale non dipende proprio dall’imposizione, dipende dalla consapevolezza che uno ha nel fare una cosa.
Allora credo che, ad esempio, l'articolo 3 rimodificato della legge che andremo ad approvare, che parla di informazione e formazione, va proprio in questo verso e dice: “Per le finalità previste all’articolo 1 la Regione attraverso l’Asur promuove ed organizza campagne informative rivolte alla cittadinanza, predispone opuscoli informativi, attiva un numero verde regionale”. Credo che questo sia il passaggio più significativo. Non discutiamo della legge originaria perché non ha più senso, è stata eliminata dalla legge nazionale e a noi cosa resta? Ci resta sul campo il compito di informare, di fare cultura della prevenzione, cultura della salute dei nostri cittadini per far capire l’importanza del valore sociale della protezione vaccinale.
Questo è adesso il nostro compito, non parliamo di altre cose perché altrimenti ci parliamo addosso e ognuno fa una speculazione politica, che non ha senso, sulla pelle dei bambini e dei nostri cittadini.
Se noi vogliamo dare un contributo alla comunità che amministriamo questo adesso dobbiamo fare perché c’è una legge nazionale. Poi qualcuno l’ha impugnata se sarà incostituzionale ce lo diranno, ma oggi il nostro compito è quello di responsabilizzarci al massimo per dare la massima informazione e la massima applicazione di questa legge, perché poi alla fine arriveremo al 100%, l'obbligo non ci sarà più, la legge verrà tolta, e avremo raggiunto i nostri risultati, così come dice la Comunità europea.
Questa è la sintesi del dibattito che dobbiamo fare oggi, tutto il resto a me non mi appartiene. Questo è al mio buonsenso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Fabio MICUCCI. Grazie Presidente. Ho apprezzato diversi interventi, altri meno ovviamente, credo che, come ho già avuto modo di dire nell’altro Consiglio regionale a proposito della legge sul terremoto, anche qui sia arrivato il momento della coerenza e della responsabilità.
Ho sentito tutti gli interventi, quasi unanimemente concordi sull'utilità della vaccinazione, però qui delle due l’una, poi bisogna essere coerenti con quello che diciamo.
Ho sentito la relazione del relatore di minoranza disquisire affatto sul merito della legge, ma tutto sulla forma, quindi sull'ordine del giorno, sui vizi di illegittimità, sui tempi, sulle procedure. Stamattina, dopo che, come diceva il Consigliere Giancarli, siamo stati convocati d'urgenza in forma straordinaria, e nessuna obiezione su questo siamo quasi tutti presenti in Aula, per meri giochi politici è stata fatta saltare la Commissione sanità dopo che si era aperta la discussione e si stava andando semplicemente alla votazione. Quindi anche qui solo nel metodo e nella formalità e non nella sostanza.
Si è discusso del curriculum della Lorenzin, come se ci azzeccasse qualcosa nel merito della legge che andremo ad approvare, il solito dietrologismo 5 Stelle, poi qui, mi permetta Consigliere Giorgini, lezioni di democrazia da chi sceglie la linea politica a casa Casaleggio o sceglie gli Assessori nello studio Previti non le prendo.
Si può discutere, ognuno è giusto che abbia le proprie posizioni, però sulle vicende democratiche ognuno ha le sue, anche perché ricordo a me stesso e ai colleghi che l’obbligo delle vaccinazioni nasce proprio, ho appresso anch’io un po’ di storia perché all’epoca ancora non ero nato, da una volontà democratica di mettere tutte le persone sullo stesso piano perché prima dell’obbligo di vaccinazione solo i più ricchi ed i benestanti potevano avere accesso alla salute mentre il popolo, i poveri, si usciva dalla guerra, chi aveva meno disponibilità non poteva vaccinarsi e quindi era più facile per questa popolazione ammalarsi ed all’epoca morire. L’obbligo che all’epoca, anni ’60-’70, fu inserito fu proprio stimolato da una volontà democratica perché si potesse attuare la Costituzione che prevedeva che tutti gli italiani erano uguali.
Questa è la storia della democrazia per cui lei stesso l'ha detto nel suo intervento, e qualcuno lo ha ripreso, io all’epoca ho fatto i vaccini ai miei figli – io ero tra i figli di quella generazione che è stata vaccinata – perché era obbligatorio, quindi non perché avessimo uno stato d’animo particolarmente sensibile ma perché probabilmente i nostri genitori ne comprendevano, essendo vissuti in periodo di guerra ed in periodo in cui c’erano quelle malattie, il rischio e cosa quelle malattie comportassero. C’era la corsa alla vaccinazione che oggi qualcuno disconosce.
Io do questa interpretazione, posso sbagliare, oggi viviamo in una società in cui c’è il rischio non da parte di tutti, ma che ognuno di noi si voglia sostituire. E' stato portato l’esempio della scuola che vedo molto calzante, all’epoca mia se un insegnante riprendeva me a casa non avevo l’avvocato, avevo il boia che mi sanzionava pesantemente rispetto alle critiche dell’insegnante. Oggi purtroppo abbiamo una serie di avvocati difensori dei nostri figli perché si disconosce spesso il ruolo di chi ha studiato quella materia, dell’insegnante, del pedagogista, del preside e quindi non sempre ma spesso si ha di fronte il genitore che si sostituisce all’avvocato difensore del proprio figlio e questo crea un danno.
Il rischio potrebbe essere lo stesso, non della mancanza di informazione che a volte c’è, è vero quello che dicevano alcuni Consiglieri e quindi bisogna lavorare e un emendamento lavora proprio in questo senso, ma, rispetto ad alcuni casi che reputo minoritari per cui è giusto lavorare sulla maggiore informazione, c’è un limite che alcuni obiettori di queste leggi hanno, manca l’ABC, cioè manca la fiducia nella scienza e nella medicina che invece hanno lavorato ed hanno studiato su queste materie dando delle risposte concrete, perché il rischio è che oggi ci vogliamo sostituire a queste personalità, a chi fa il proprio mestiere. Ognuno di noi digitando su google la prima parola che gli viene in mente, pensa di avere le risposte, rispetto ai molti altri che hanno studiato.
Allora la volontà ..., lei portava l’esempio della Germania e di altri Paesi, io mi interrogo: il problema è della politica che obbliga o della politica che invece sottintende che in fondo vaccinarsi non serve e quindi fa diminuire il livello di vaccinazione? E' un problema della politica che obbliga o di quella parte di popolazione che non per problemi sanitari di salute, che anche qui la legge prevede, tutela e norma, ma per mancanza di volontà non vaccina e fa abbassare il livello di guardia e quindi “costringe” all’obbligo?
Voi pensate che noi oggi non vedevamo l’ora e non avevamo di meglio da fare che porre un obbligo? O il Governo non aveva meglio da fare che porre un obbligo? Quale politico ha la soddisfazione di obbligare la popolazione a fare qualcosa? Questa volontà di obbligare può nascere solamente in alcuni determinati casi, che erano gli stessi che hanno permesso a lei di vaccinare i suoi figli perché aveva l’obbligo di farlo.
Il problema è che oggi anche quell’obbligo …, Consigliere dico quello che è …, io il vaccino per il vaiolo l’ho fatto perché era obbligatorio, altri ne ho fatti perché erano obbligatori, venivano a scuola, ho questo ricordo del responsabile sanitario che veniva a scuola e mi faceva la puntura sul braccio …, va bene parliamo allora di tutte le fake news che i 5 Stelle mettono su … Chiudiamo questa parentesi.
Ripeto, quello era l’obbligo. Il problema è che l’obbligo, rispetto a quello che non c’era prima, quando ad un certo punto la risposta non è più sufficiente per quel problema di tutela di gregge di cui si parlava prima, diventa fittizio, perché poi in realtà la stragrande maggioranza delle persone continuano a vaccinarsi, ma c’è una parte della popolazione che decide di non vaccinare i propri figli mettendo a repentaglio la salute degli altri. Credo che questo vada in qualche modo affrontato e la Commissione in questi mesi di discussione ha sviscerato e approfondito questa tematica. E' chiaro che l’arrivo della norma nazionale ha superato la norma regionale che è stata rivista, ma all’epoca non c’era la norma nazionale e la IV Commissione ha fatto una serie di colloqui. E' venuto anche un appello accorato da parte degli operatori del settore sanitario, non delle case farmaceutiche, ma dei pediatri, di chi opera in quel settore che hanno detto: “Estendete questo obbligo se possibile non solo ai nidi, perché ne va della salute della cittadinanza”, perché se poi, come tutti avete detto, siamo tutti d’accordo sull’obbligo vaccinale dovremmo in qualche modo essere tutti tutelati, però se qualcuno ha qualche dubbio e potrebbe non vaccinarsi, vorrei capire su che basi si seleziona la popolazione che deve rispondere a quel 90-95% per l’immunità di gregge. Chi è che lo fa?
Siccome ci sono i tonti di turno che vaccinano i propri figli, altri possono permettersi di non vaccinarli perché comunque sono tutelati da quella percentuale, oppure dobbiamo trovare degli strumenti, ripeto, fatti salvi chi per problemi di salute non può farlo? Io mi pongo anche un problema, forse siamo mosche bianche, un problema sociale nei confronti proprio di chi ..., la Consigliera Leonardi poneva un dubbio che in senso lato condivido anch’io quando ha detto che dobbiamo fare tutta una serie di riscontri perché si gioca sulla pelle dei bambini e anche se ci fosse un solo qualcuno che potrebbe avere un danno dalle vaccinazioni, così l’ho intesa, bisognerebbe tutelarlo.
E’ vero, ma io mi pongo anche la domanda al rovescio: se ci fosse anche un solo dubbio, e ce ne sono più di uno perché qui la comunità scientifica ha approfondito la tematica, che abbassandosi il livello di vaccinazione qualche altro bambino fosse in pericolo? Dobbiamo attivarci e questo stiamo facendo, perché questo è il tema di oggi.
Questa legge e altre nei territori regionali italiani sono state portate avanti per l'abbassamento preoccupante dei livelli di vaccinazione e anche qui aspettiamo la sentenza della Corte di Cassazione, però le poche sentenze che ci sono state finora hanno in qualche modo tutelato quelle Regioni e quei Comuni che hanno intrapreso delle azioni concrete a tutela del livello di vaccinazione. Soni stati tutelati dalle Corti che si sono espresse.
Credo che sia importante approvare questa norma. Gli emendamenti che adesso andremo a discutere sulla scorta della norma nazionale in qualche modo vengono incontro a chi, io dico in buona fede, ha posto dei dubbi e non semplicemente in maniera strumentale cercando di affossare tout court la normativa.
Credo che in qualche modo delle risposte migliori vengano date, penso che siano assolutamente esplicative delle problematiche poste, laddove non fosse così, nel corso dell'applicazione della legge avremmo eventualmente, ma non credo, l’opportunità di apportare delle modifiche. Ripeto, credo che sia arrivato da parte di tutti il momento della responsabilità, di prendere azioni a tutela della salute pubblica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Farò un intervento breve.
Questa mattina, e non lo dico così per dire, parto da questo ed è la verità, mio figlio si è andato a vaccinare, l'ho mandato a vaccinare perché sono convinto che questo sia a suo favore e a sua tutela, sia per una sua protezione che per una sua tutela, quindi sono come padre di tre figli a favore dei vaccini, ma questo mi sembra che l’abbiano detto un po’ tutti, nessuno in Aula mi sembra si sia mostrato contrario alla vaccinazione, semmai il tema è un altro, secondo me, è quello di imporre un obbligo, se sia opportuno o meno imporre un obbligo.
Io dico come la penso, dico che non condivido la legge nazionale che impone questo obbligo e spiego perché non la condivido. Non mi sembra, credo che l'Italia sia la prima nazione al mondo ad avere un obbligo di 10 vaccini, che a livello mondiale ci sia un'emergenza Italia sul tema dei vaccini, tale da imporre questo obbligo.
Avrei preferito grandemente che ci fosse stato un investimento da parte dello Stato su una corretta informazione, in maniera tale che, non tramite l'obbligo, ma tramite informazione, si fosse spinta la popolazione consapevole a vaccinare i propri figli.
Questo obbligo tra parentesi lo trovo anche discriminatorio perché il ricco che può pagare la multa può evitare il vaccino, il povero che non la può pagare si trova magari costretto non volendo a vaccinare i figli.
Non drammatizziamo però e non estremizziamo nemmeno perché in Italia l'obbligo vaccinale esiste già da tantissimo tempo. Sto solo dicendo di spostare e di riportare un po' secondo me la questione nei giusti termini, la questione non è “sono favorevole al vaccino, sono contrario al vaccino”, penso che molti qui dentro, anzi forse tutti, siamo favorevoli ai vaccini, non è nemmeno la questione dell'obbligo vaccinale che già esiste in Italia, la questione è che questo obbligo è stato anticipato e l'Italia è la prima Nazione al mondo ad aver fatto questo.
Sinceramente questa scelta nazionale, per i motivi che ho detto, non la condivido, ripeto, avrei preferito investimenti sull’informazione.
Detto questo però rientriamo anche nella nostra veste istituzionale, noi qui non stiamo né discutendo della carriera politica della Lorenzin, né discutendo se la legge nazionale è giusta o sbagliata. Io sono una persona, l’ho già detto in un'altra occasione, molto rispettosa delle istituzioni e pertanto nel momento in cui c'è una legge, io quella legge la rispetto, poi posso provare se ho la forza politica a modificarla con gli strumenti democratici che la Repubblica italiana mi offre, però la legge io la rispetto, sia che la condivida, sia che non la condivida.
Ritornando nella sede istituzionale regionale, a me non sembra che questa legge cozzi, vada contro, la legge nazionale per cui non riesco a trovare dei motivi per cui debba essere dall'Aula bocciata, pur dicendo che non condivido la legge nazionale. La legge regionale va contro la legge nazionale? No, semmai bisognerebbe cambiare, ed io sarei il primo, la legge nazionale, ma dire che la legge regionale è sbagliata quando è perfettamente in linea con la legge nazionale, penso che l'Aula non lo possa dire.
Per tutti questi motivi io non voterò né favorevolmente né contrariamente a questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Non pensavo di intervenire. Comunque tutto quello che diciamo oggi lo diciamo per coloro che ci ascoltano. Capisco che il Partito dei 5 Stelle deve rispondere alle persone che oggi giustamente sono qui …. - per me è un bel partito, è un partito monotematico ed io lo chiamerò sempre partito - ma non parla sul tema specifico, tant'è che non ho sentito nessun intervento, al di là di quello del Consigliere Busilacchi, entrare nel merito della legge.
Ho sentito tutta una serie di affermazioni riconducibili alla Lorenzin, della quale a me non interessa niente, ma sul tema specifico … Guardate parla un padre che ha tre figlie che sono state vaccinate, perché credo, così tolgo subito i dubbi sul mio pensiero, che la vaccinazione sia un senso di responsabilità paterna e materna, poi ognuno la vede, la porta, la valuta come vuole. Ho anche l'esperienza di un mio caro amico, della mia stessa età, che purtroppo giovanissimo non ha fatto in tempo ad essere vaccinato contro la polio e se l'è beccata, adesso zoppica, queste esperienze, che non sono scientifiche ma personali, mi hanno fatto capire l’importanza di vaccinare i nostri figli.
Ho sentito qualcuno, giustamente anche il Consiglio Bisonni, dire che i vaccini vanno bene ma non ritiene giusta che sia stata inserita l’obbligatorità. Credo che, sempre per una questione poco politica ma molto di coscienza, che questa obbligatorietà, per come la vedo personalmente, tuteli i nostri figli e garantisca anche i figli dei nostri vicini. Quel sistema che è di rete rischia di abbattere troppo la percentuale dei non vaccinati ed il rischio grosso è che chi ha delle gravi difficoltà immunitarie e non può fare questi vaccini rischia di morire.
Anche alla Consigliera Leonardi dico che è vero, non so se scientificamente ci sono dei casi, sicuramente possono esserci anche stati dei casi che sono accaduti e che sono nati dal vaccino, bisogna vedere poi la situazione come era, però in quanti centinaia di casi i vaccini hanno salvato la vita e limitato le disabilità? Parliamo anche di queste situazioni perché ci nascondiamo dietro a questa realtà, perché questa è una realtà.
E' chiaro che il Partito dei 5 Stelle parla alla pancia di queste persone che oggi sono presenti, che ringrazio per la loro presenza, ma dovrebbe anche parlare all'altro 80-85% che condivide fortemente questa legge. Questo è opportuno dirlo, noi qui potremmo far venire altrettante e forse più persone che ci possono applaudire e poi andare via felici e contente, consapevoli di essere stati gli utili idioti di coloro che li hanno invitati.
E' chiaro che da questo punto di vista non condivido la politica del Partito dei 5 stelle, ma condivido un progetto che poteva essere …, siamo tutti genitori, qui parla un genitore, come parlano tanti altri genitori, e credo che su questa tematica i partiti non dovrebbero strumentalizzare le persone, ma dovrebbero ragionare con una coscienza che non è sicuramente quella che oggi ho sentito da parte dei quattro esponenti del Partito di Grillo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Anch’io sono favorevole all'approvazione della legge.
Si è fatto anche un lavoro lungo. Ricordo le critiche di un paio di Consigli fa quando si diceva che agiamo con gran fretta, questo percorso dimostra che non c’è certo una tecnica di Governo che miri ad accorciare i percorsi amministrativi per evitare il confronto ed il dibattito.
C’è stato un percorso molto lungo, c’è stato anche un approfondimento sul rispetto della Costituzione da parte dell’impostazione normativa data da quest’Aula, è stato fatto un lavoro con forte coscienziosità.
Sono molto d'accordo con il ragionamento fatto dal Consigliere Carloni, ovvero che il centro di questo ragionamento va al di là del tema dei vaccini, perché mina nella parte più centrale l'idea che sia possibile condividere un metodo - lavorare dentro un percorso e poi trarre le conclusioni migliori rispetto ad una scelta. Ogni forma di autorità, autorità intesa modernamente, non l’autorità aristotelica di chi si poneva ed era autorità senza andare a vedere, a verificare e a dimostrare quello che diceva e si lasciava lì, nasce da una costruzione, da un metodo, da un sistema che guida le scelte attraverso un lavoro scientifico molto importante – e se le autorità fanno una scelta, una dichiarazione è perché dietro c'è un interesse materiale economico, che tutto in questo sistema è corrotto e corruttibile, non ci si può fidare di nessun tipo di giudizio e a quel punto questa forma di “libertà” di poter dire, affermare, promuove qualunque cosa indifferentemente.
Invece nel lavoro quotidiano che fa per esempio il Consigliere Volpini nel momento in cui fa il medico, quando deve prendere una decisione rispetto ad una prescrizione non è che dietro la scelta di come mi sono svegliato questa mattina e faccio questa prescrizione, ci sono studi, valutazioni, analisi di quello che la scelta che fa sia quella che ha una correlazione più forte e positiva con il suo lavoro. Alle spalle c’è un lavoro scientifico che gli permette quel giorno di fare quella prescrizione, capita in tutte le nostre strutture quando si seguono in maniera corretta protocolli, percorsi che alle spalle hanno un lungo lavoro di verifica e di analisi. Altrimenti come farebbero a scegliere? Lo fanno arbitrariamente in base a come ci si è svegliati quella mattina? O lo si fa attraverso un criterio ed un percorso?
E’ molto importante più della materia specifica lavorare per ricostruire questo tessuto, altrimenti non è impossibile votare o valutare insieme una legge, diventa impossibile una convivenza tra persone che hanno bisogno di un metodo dentro il quale ritrovarsi, dentro il quale confrontarsi.
Tra parentesi con il Consigliere Volpini ho fatto outing, sono uno che molto difficilmente prende farmaci perché ho l’abitudine di leggere i cartigli e quando uno va a leggere anche nell’aspirina trova che le controindicazioni in casi rari sono pesantissime, allora preferisco tenermi il mal di testa piuttosto che rischiare le controindicazioni che sono scritte in quel cartiglio per qualunque farmaco, per qualunque prodotto che arrivi ed entri in un sistema così complesso come il corpo umano. Ogni farmaco ha una casistica nella quale sono previste forti controindicazioni, ma il medico quando lo prescrive ti dice: “Questo è il prodotto di cui hai bisogno” e lo fa sapendo che la parte positiva dell’azione del farmaco supera in termini statistici e scientifici la negatività della stessa azione, quindi fa una scelta attraverso la sua competenza e la sua professionalità.
Senza l’autorevolezza perché dovremmo sprecarci a pagare i medici, chiamiamo persone qualunque le mettiamo lì con un camice e gli facciamo fare questo lavoro. Se ogni principio di autorevolezza viene meno, perché sprechiamo tutti questi soldi per pagare tutti questi medici? Potremmo semplificare di molto l'intero sistema avendo anche il problema di reperirli, soprattutto i pediatri, semplificheremo anche la capacità di recuperare figure e professionalità.
Nello specifico, dietro il percorso di ogni vaccino, nel momento in cui viene proposto e fatto c’è quella stessa metodologia, quello stesso percorso che permette alla fine di utilizzare un prodotto con i suoi vantaggi, con le sue controindicazioni e di poterlo fare in maniera ampia e diffusa.
Ma se noi non troviamo il modo per recuperare quel senso comune nel fare le cose, io mi immagino una ingovernabilità più totale per qualunque scelta, per qualunque percorso, per qualunque sistema. E' questo il limite della libertà? Questo è il tema. Il Consigliere Zaffiri parlava di una libertà specifica, “la libertà di vaccinarsi o di non vaccinarsi” gli avrei fatto notare che anche le libertà più elementari in realtà non vengono garantite. La libertà di muoversi, di trovare e cercare un lavoro, è una libertà garantita? Assolutamente no. Se decido di partire e di andare negli Stati Uniti a cercarmi un lavoro non lo posso fare, perché ci sono delle regole che dicono che quando entri in un paese, quando sei dentro a quel paese, puoi o non puoi metterti a trovare un lavoro. Quindi anche le libertà più elementari sono regolate, ma mica a caso, mica quel paese regola questa libertà perché è arbitrariamente contro il movimento o contro il lavoro, perché ritiene che le disponibilità di una nazione, quelle opportunità che devono andare a vantaggio della propria comunità, abbiano dei limiti che possono essere condivisi con chi viene da un altro paese, pone quindi delle regole, delle leggi che limitano la libertà di muoversi e di trovare dentro quel paese un lavoro. Le cose più elementari.
Ogni forma di libertà, anche quelle che riteniamo più scontate, se l'analizziamo con un minimo di attenzione trova un suo limite in un interesse di carattere più generale che viene affermato attraverso la legge, quindi un interesse di carattere più generale è quello di avere determinate limitazioni anche su cose molto semplici e la scelta fatta sull'obbligatorietà dei vaccini segue lo stesso principio. Esiste la libertà di , nel limite di un interesse più generale e collettivo che viene riconosciuto attraverso la legge. Questo è il meccanismo elementare che regola questo percorso.
Anche in termini di libertà tutte queste affermazioni su una sorta di libertà assoluta che si deve applicare solo dove voglio io, perché quella diventa poi la modalità astratta, si dimostra un argomento estremamente fragile perché lo possiamo testare tutti giorni su qualunque forma di libertà.
Da Sindaco tante volte ho firmato dei TSO, chi ha fatto il Sindaco lo sa, vedo il Consigliere Celani ed immagino che anche lui abbia firmato dei TSO che sono dei trattamenti sanitari fatti al di fuori della volontà della persona, ma la Costituzione stabilisce l'inviolabilità del corpo, ma lo stesso corpo normativo dice che ci sono situazioni in cui è giusto e corretto sostituirsi alla volontà di quella persona perché ha bisogno in quel momento che venga fatto quel trattamento.
Ultima fattispecie, il valore e l’importanza delle regole e della legge. A me piaceva molto quell’allenatore di calcio che si chiamava Boskov che diceva: “Rigore è quando arbitro fischia”, voi immaginate il calcio, il gioco più conosciuto e più elementare, che per essere giocato ha bisogno di una persona che si chiama arbitro che decide determinate situazioni che altrimenti non avrebbero altro decisore. L’arbitro non è un soggetto infallibile, non è quello che non sbaglia mai, ma è comunque essenziale perché attraverso le regole e il suo ruolo permette lo svolgimento della partita.
La funzione delle leggi non è quella di essere perfetta, o immodificabile, ma sono essenziali per permettere a questa partita di essere giocata fino in fondo e nella misura in cui ci si dà un obiettivo. In questo caso è quello di risollevare il numero, che sta scendendo in maniera preoccupante, delle persone che liberamente scelgono di vaccinarsi ed il legislatore usa lo strumento che ha, ed è appunto la legge, per poter regolare e fare una scelta che ha un obiettivo.
Ci sono altri strumenti? Altre leggi migliori? Sicuramente! Una legge che riuscisse a superare il punto numero uno, quindi a far ritrovare alle persone un corretto rapporto con un'informazione seria di quello che serve o non serve ad una comunità, aiuterebbe molto di più, ma probabilmente i tempi della risposta sono stati valutati dal legislatore come quelli in grado di darci il risultato in maniera utile.
Si fa una scelta diversa, più coercitiva, più forte, che uno può ritenere giustamente sbagliata. Ho detto che le leggi non sono assolute, possono essere modificate, migliorate, cambiate, si può interpretare lo stesso problema in maniera opposta, però capite quanto è importante, quanto è necessario da parte dello Stato individuare una strada per poter dare una risposta ad un problema che diventa preoccupante.
Voglio ricordare il caso famoso che diede l’avvio tanti anni fa a tutto il dibattito sulle vaccinazioni. C’era uno studio che affermava una correlazione fra una vaccinazione trivalente e l’autismo, dopo quello studio – come è stato detto in quest’Aula – sono stati fatti tanti altri studi e tutti hanno negato la correlazione. La correlazione è un fatto statistico, la matematica entra anche nella medicina, perché in una relazione con un corpo complesso come è l'uomo, come possono essere i miliardi di atomi in un gas, è l’elemento statistico quello che permette di governare e dare un valore al sistema.
Quindi ad un certo punto ci si è chiesti come è possibile che quello studio dica il contrario di quello che dicono tutti gli altri. E' stata fatta una analisi più approfondita, quindi è stato preso in mano lo studio in questione ed è stato approfondito.
Dall’analisi di questo studio cosa è emerso? Che tre dei nove casi riportati, fonte Organizzazione Mondiale della Sanità, nello studio come affetti da autismo regressivo non erano mai stati diagnosticati come autistici, nonostante lo studio riportasse che prima delle vaccinazioni 12 bambini non ne erano affetti, 5 avevano la documentazione che attestava precedenti problemi dello sviluppo.
E’ stato riportato che alcuni bambini avevano sviluppato sintomi comportamentali nei giorni successivi alla vaccinazione, ma nella documentazione clinica veniva riportato che l’inizio di tali sintomi era avvenuto alcuni mesi dopo, nove casi risultavano - e qui c’è il tema istopatologico del colon – alterati da nessuna ad una minima fluttuazione delle cellule infiammatorie, era un fatto legato al meccanismo che immaginavano l’interferenza fra la malattia e la vaccinazione.
I soggetti erano stati reclutati, l’ultimo punto assomiglia all'argomentazione che più viene usata contro l’obbligatorietà dei vaccini, attraverso gruppi di persone contrarie alle vaccinazioni e lo studio era stato commissionato e finanziato con l'obiettivo di avviare una vertenza legale.
Questa è l'analisi di quello studio che poi sapete è stato ritirato dalla rivista, il medico venne cacciato e via dicendo, ma il suo effetto comunicativo è andato molto al di là dello studio stesso. Quindi tante le analisi, la verifica scientifica che i dati riportati da altri studi erano differenti, un'analisi più approfondita di quello studio, la rivista scientifica che ritira lo studio e via dicendo. Stando dentro una procedura che è una procedura standard che si fa in questi percorsi per tutti i casi.
Capite quanto per me sia importante, nel rispetto dell’opinione di ognuno, perché questo fa parte dello spirito del rapporto democratico, lavorare per ricostruire questo senso, perché è difficile in una comunità al di fuori di un metodo condiviso affrontare un qualunque tema. Vale per questo, vale per altri. Il campo delle opinioni è molto ampio ma tutto quello che possiamo condividere come metodo, come scelta, è bene che si faccia.
Spero che il lavoro fatto attorno a questa legge, il dibattito che è nato in tutto il paese, con limiti, errori ed altro, ci permetta di lavorare per recuperare questo spirito, questa possibilità di avere un confronto che non sia solo scontro di opinioni ma ricerca di un percorso attraverso il quale poter ragionare insieme.
Sul Ministro Lorenzin, ho avuto modo diverse volte di stare a tavoli nazionali, non bisogna essere medici per fare il Ministro della salute o Generale per fare il Ministro della difesa, anzi sarebbe consigliabile evitare queste forme di interferenza, ho sempre trovato una persona attenta, disponibile, competente, preparata, con uno staff, devo dire a livello ministeriale, robusto con il quale ci dobbiamo confrontare, lo facciamo in maniera molto positiva, ma riconoscendo al nostro interlocutore forti elementi di robustezza e qualità.
Inoltre il Ministro, voglio ricordarlo, è più volte intervenuto su scelte importanti ad esempio il rinnovo dei fondi statali destinati al Salesi, quando erano in scadenza, stessa cosa per l’Ospedale di Fermo, e ci ha liberato anche da alcuni dubbi interpretativi in merito alla sottoscrizione con la Lega del Filo d’oro della convenzione che ci ha permesso di contribuire con 7 milioni alla realizzazione della nuova struttura. Voglio segnalare alcuni atti di sensibilità nei confronti del nostro territorio.
Sono convinto che possa, come tutti noi, far bene, far male, sbagliare in altra maniera, ma ci troviamo di fronte ad un Ministro che ha interpretato il suo ruolo con grande coscienziosità, grande impegno, in un momento non facile quando, ricordo, il famoso patto per la salute, che doveva dare a livello economico 6 miliardi in più di euro al sistema sanitario nazionale per ragioni legate a dinamiche di bilancio, non ha potuto realizzarsi ed ha lavorato perché i Lea, che erano attesi da tantissimo tempo, ricordo gli ultimi introdotti pochi mesi fa, trovasse comunque lo spazio di risorse per potersi applicare. Lea che non erano frutto di chissà quale dinamica strana, ma devo dire quelli più richiesti anche da chi oggi ha fortemente criticato il Ministro, quindi mi sembra corretto nei confronti di una figura che ha avuto per le Marche grande attenzione e grande impegno ricordare, se non altro, quello che ha fatto, promosso e dato al nostro territorio in termini di risorse e di servizi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Come ho detto nella relazione iniziale abbiamo presentato una serie di emendamenti che adeguano la proposta di legge 95, ormai obsoleta rispetto alla legge nazionale, in modo da renderla coerente e quindi applicabile.
Sono una serie di emendamenti che se volete illustro uno per uno.
Un solo passaggio sul Ministro - tra le varie cose il dibattito sui vaccini ha a che fare con le evidenze scientifiche, per lo meno io l’ho sempre interpretato in questo modo, ed il clima da guelfi e ghibellini che si è instaurato su argomento non mi ha mai appassionato - vorrei ricordare come la Lorenzin, facendo dei parallelismi con quanto successo in passato, ha preso di petto la questione del metodo Stamina, non so se qualcuno se lo ricorda, riferito magari a quanto era successo in passato con il metodo Di Bella piuttosto che con il siero di Bonifacio, dove c’è stato uno Stato che ha tergiversato rispetto ad un problema, ha preso la questione di petto, ha fatto la sperimentazione e il metodo Stamina è morto, forse non avrebbe dovuto nemmeno nascere.
Se non altro per questo credo che un giudizio positivo sul Ministro, per quello che mi riguarda, sempre tenendo conto del metodo scientifico, delle evidenze scientifiche, vada fatto.
Passiamo agli emendamenti. Il primo riguarda l’articolo 1 e dice: “1 bis. La Regione riconosce la vaccinazione come fondamentale strumento di prevenzione e sostiene interventi finalizzati ad assicurare l’attuazione degli obblighi vaccinali, ai sensi del decreto legge 7 giugno 2017 n. 73 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci), convertito in legge 31 luglio 2017 n. 119, con riferimento ai nidi di infanzia, ai centri per l’infanzia pubblici e privati accreditati, nonché ai servizi sperimentali di cui all'articolo 2, del comma l), della lettera c) della legge regionale 13 maggio 2003 (Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l'infanzia, per l’adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie e modifica della legge 12 aprile 1995).
Passo indietro, c’è un primo emendamento che riguarda il titolo della legge, perché la proposta di legge n. 95 riguardava disposizioni relative all’obbligo vaccinale nei nidi, noi dobbiamo chiaramente adeguarla e renderla coerente con la normativa nazionale e la nuova titolazione è: “Disposizioni relative all'esercizio della funzione regionale concernente la prevenzione vaccinale” perché è la legge nazionale che norma e la Regione deve adeguare la sua azione a quel tipo di normativa.
Poi abbiamo un altro emendamento all’articolo 2 della proposta di legge regionale n. 95/2016 e riguarda le competenze della Regione, in questo caso diventano competenze dell'Asur perchè i servizi vaccinatori sono in capo all'Asur e non alle Aziende che hanno funzioni per lo più ospedaliere, mentre i servizi vaccinatori sono espressione della territorialità.
L’azienda sanitaria unica regionale (Asur) provvede all'accertamento, alla contestazione, alla erogazione delle sanzioni previste dall’articolo 1, comma 4, del decreto legge n. 73/2017, convertito in legge n. 119/2017 e al versamento in apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato delle sanzioni pecuniarie di cui alla legge, così come previsto dalla legge nazionale.
L'emendamento 3, la stragrande maggioranza di questi emendamenti portano la mia firma, quella del Consigliere Busilacchi e di tutti i Consiglieri di maggioranza, prevede che l'articolo 3 è sostituito dal seguente: (Informazione e formazione). Per le finalità previste dall'articolo 1 la Regione, attraverso l’Asur, promuove e organizza campagne informative rivolte alla cittadinanza, predispone opuscoli informativi - è una materia ben normata dalla legge nazionale, ma proprio in virtù delle cose che anche questa mattina si sono sentite: sviluppare una cultura della vaccinazione, anche la Regione da questo punto di vista può fare la propria parte su questo terreno che riguarda l’informazione - assicura la formazione del personale sanitario operante in tutte le articolazioni del Servizio sanitario regionale, nonché la formazione del contesto relazione dei minori - assicurare per esempio la formazione del personale sanitario è importante perché non è vero che tutti i medici conoscono le problematiche dei vaccini in maniera esaustiva, quindi un ripasso della materia vaccinazione a tutto il personale sanitario, credo che sia importante e giusto.
L'articolo 4 viene soppresso, perché è superato dalla legge nazionale ed anche l’articolo 5 viene soppresso.
Gli emendamenti rimanenti sono firmati da noi e non so se qualcuno vuole intervenire.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Presidente, mi scusi, ma io ho presentato un ordine del giorno e mi piacerebbe discuterlo prima della votazione degli articoli.

PRESIDENTE. Ora glielo lascio presentare, infatti le ho dato la parola per presentarlo, però l’avviso fin d’ora che qualora fossero bocciati gli emendamenti da lei presentati, ai sensi dell’articolo 84, comma 2, dichiarerò inammissibile il suo ordine del giorno, perché ripropone pari pari gli emendamenti che lei ha proposto.
Glielo lascio presentare, però visto l’esito delle votazioni deciderò se sarà ammissibile o meno.

Romina PERGOLESI. Mi auguro che questo ordine del giorno, visto che richiama il famoso decreto 73, venga approvato. Non facciamo altro che riprendere quelle che sono le disposizioni …

PRESIDENTE. Scusi, Consigliera Pergolesi, ripeto, il dubbio non è se verrà o meno approvato l'ordine del giorno. Si, si, poi le lascio la parola.

Romina PERGOLESI. Auspico che la maggioranza approvi questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ripeto, non è che l’ordine del giorno sarà posto in votazione, prima saranno posti in votazione gli emendamenti, qualora gli emendamenti saranno respinti, dichiarerò inammissibile l’ordine del giorno, mi sembra di essere stato chiaro.

Romina PERGOLESI. Perfetto, come da Regolamento. (…) Infatti sarebbe più intelligente e non è detto che questa cosa non avvenga. Se posso proseguire? Se avete un attimo di attenzione? Capisco che l'ora tarda e molti sono abituati a …
Premesso che il decreto legge 73 del 7 giugno 2017, coordinato con la legge di conversione 31 luglio 2017 n. 119, prevede quanto segue: l'articolo 1 (Disposizioni in materia di vaccini). L’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata la notifica effettuata dal medico curante, ai sensi dell'articolo 1 del decreto del Ministero della sanità, ovvero degli esiti dell'analisi sierologica esonera dall'obbligo della relativa vaccinazione. Conseguentemente il soggetto immunizzato adempie all’obbligo vaccinale di cui al presente articolo, di norma e comunque nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale.
Salvo quanto disposto dal comma 2, le vaccinazioni di cui al comma 1 e al comma 1 bis possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.
Ritenuto perciò chiaro ed evidente, nello spirito della norma richiamata, l’obbligo di somministrare solamente le vaccinazioni riferite a malattie per le quali non sussista già immunizzazione e nel caso in cui non ricorrano pericoli per la salute preventivamente accertati, conseguentemente è necessario effettuare i dovuti e preventivi accertamenti diagnostici, nonché gli esami chimico-clinici volti a stabilire proprio l'eventuale sussistenza di immunizzazione nonché le eventuali condizioni di pericolo per la salute.
Premesso inoltre che il Ministero della salute ha recentemente pubblicato il V aggiornamento della Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni, luglio 2017, all'interno delle quali sono indicate e dettagliate le situazioni di: reazione temporaneamente associate a una precedente dose, allergie, condizioni e circostanze particolari, terapie e trattamenti. Scopo della suddetta guida risulta essere quello di fornire un supporto tecnico per una corretta valutazione di controindicazioni o di precauzioni alla somministrazione di un vaccino, tenuto conto che la somministrazione di un vaccino, in presenza di controindicazioni e precauzioni può aumentare il rischio di reazioni avverse e gravi. Al contrario può accadere che alcuni sintomi e condizioni vengano erroneamente considerate controindicazioni o situazioni che inducono ad un atteggiamento di prudenza (precauzioni) quando in realtà non precludono la vaccinazione.
Questi errori comportano opportunità perse per la somministrazione di vaccini, quindi vi sto venendo incontro, Presidente Volpini, visto che lei non era a conoscenza di queste linee guida e nemmeno il funzionario intervenuto in Commissione oggi.
Considerata la sentenza della Corte Costituzionale n. 258 del 23 giugno 1994 e in particolare i precisi richiami della Consulta al legislatore (all’evidenza, di ogni livello istituzionale) ivi contenuti, come di seguito riportato, si renderebbe necessario porre in essere una complessa e articolata normativa di carattere tecnico a livello primario, attesa la riserva relativa di legge, ed eventualmente a livello secondario integrativo, che, alla luce delle conoscenze scientifiche acquisite, individuasse con la maggiore precisione possibile le complicanze potenzialmente derivabili dalla vaccinazione e determinasse se e quali strumenti diagnostici idonei a prevederne la concreta verificabilità fossero praticabili su un piano di effettiva fattibilità.
Inoltre, taglio altrimenti credo di non leggere tutto nei tempi previsti, si dovrebbero fissare standard di fattibilità che nella discrezionale valutazione del legislatore potrebbero dover tenere anche conto del rapporto tra costi e benefici, eventualmente stabilendo criteri selettivi in ordine all’utilità apprezzata, anche in termini statistici, di eseguire gli accertamenti in questione.
Il giudice a quo chiede in definitiva un adeguamento a Costituzione che si prospetta comunque non a rime obbligate e quindi implicherebbe ineludibilmente l’intervento del legislatore, al quale questa Corte non potrebbe sottrarsi.
Da qui la pronunciata inammissibilità che la Corte va a rendere, non senza richiamare, peraltro, l'attenzione del legislatore stesso sul problema affinché, ferma l’obbligatorietà generalizzata delle vaccinazioni ritenute necessarie alla luce delle conoscenze mediche, siano individuati e siano prescritti in termini normativi, specifici e puntuali, ma sempre entro limiti di compatibilità con le sottolineate esigenze di generalizzata vaccinazione, gli accertamenti preventivi idonei a prevedere ed a prevenire possibili rischi di complicanze.
Impegna quindi la Giunta regionale a garantire, ai sensi dell’articolo 1, commi 2 e 3 del decreto legge 73 del 2017, richiamato in premessa, ai soggetti per i quali incorrono gli obblighi vaccinali stabiliti dalla normativa vigente l'accesso gratuito ai preventivi esami chimico-clinici, al fine di accertare la sussistenza di immunizzazione per le patologie di cui agli obblighi vaccinali previsti, nonché per escludere qualsiasi pericolo per la salute.
Al punto 2, a prevedere che il personale medico responsabile della vaccinazione garantisca la verifica dello stato di salute del vaccinando attestandone l'assenza di condizioni e di controindicazioni alla vaccinazione medesima, così come indicato nelle schede tecniche dei relativi vaccini a somministrazione, nonché nella citata Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni, ove per assenza delle condizioni di controindicazione di cui al comma precedente si intende inoltre l'assenza di stati, anche se transitori, di intolleranza o allergia ai componenti dei vaccini o di immunodeficienza congenita o acquisita, o di altre patologie che mettano in pericolo la salute del vaccinando anche sulla base di certificazioni mediche specialistiche. Infine a prevedere comunque, in caso di immunodeficienza transitoria, il rinvio della vaccinazione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 a firma dei Consiglieri Volpini, Busilacchi, Micucci, Talè, Giancarli.
Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Faccio un solo intervento. Questi emendamenti mi lasciano molto perplesso. Chiedo scusa, avete detto tutti, riempiendovi la bocca, che volete persone informate, l’ordine del giorno dice esattamente di informare i genitori che vaccinano i figli. (…) Sono stato provocato e rispondo!
Avete chiesto un cittadino informato e questo ordine del giorno chiede ed auspica l’informazione dei cittadini, non è contro la legge regionale né contro la legge …

PRESIDENTE. Consigliere Maggi, non dobbiamo parlare di questo adesso …

Giovanni MAGGI. Allora Presidente non mi faccia interrompere, perché se sono interrotto io ho un carattere fumantino e rispondo.

PRESIDENTE. Lei deve intervenire, per precisione, sull’emendamento 1/1.

Giovanni MAGGI. Intervengo su tutti. In questa cosa il cane da guardia è diventato un Pitbull, perché se leggo gli emendamenti: “sostiene interventi finalizzati ad assicurare l’attuazione degli obblighi ai cittadini” chiedo: con cosa? Con le forze dell’ordine? Le parole vanno anche pesate, voi vi riempite la bocca di democrazia.
Il secondo emendamento “all’accertamento, alla contestazione e all’irrogazione delle sanzioni previste dall’articolo 1”, ma questa è una legge di Stato di Polizia! Ma che accidenti di democrazia state dicendo?
Avete detto che c’è un dibattito nel Paese su queste cose e voi comunque fate i Maduro della situazione? Ma vergognatevi!

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1 bis/1 (articolo aggiuntivo) a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Per chiarimento vorrei capire quali sono, secondo lei, gli emendamenti che potrebbero inficiare la votazione dell’ordine del giorno.

PRESIDENTE. Glielo spiego dopo. Lei adesso proceda e visto l’esito delle votazioni decideremo sull'ammissibilità o meno.

Romina PERGOLESI. Mi scusi, siccome lei ha detto ….

PRESIDENTE. Glieli dico subito: 1 bis/1, 1 bis/2, 1 bis/3, almeno è contenta, ora proceda, grazie.

Romina PERGOLESI. Anche l'1 bis/2?

PRESIDENTE. Si ed anche l'1 bis/3.

Romina PERGOLESI. Mi scusi, ma quello sulle linee guida? Non sono previste nell’ordine del giorno!

PRESIDENTE. Ripeto, sul primo punto facciamo riferimento all’1 bis/1, sul secondo punto all’1 bis/3.

Romina PERGOLESI. Perfetto, allora se me lo consente Presidente, vorrei ritirare gli emendamenti 1 bis/1 e 1 bis/3 ed illustrare l'emendamento 1 bis/2 che prevede l’inserimento dopo l’articolo 1 dell’articolo 1 bis, cioè le linee guida.
La Giunta regionale, sentita l’Asur e previo di parere della competente Commissione consiliare permanente, emana entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge le linee guida per gli esami chimico-clinici prevaccinali, idonei a prevenire possibili complicanze a seguito di somministrazione da vaccino e a ridurre, se non a eliminare radicalmente, il rischio di lesioni di integrità psicofisica del vaccinando per eventuali reazioni avverse a seguito della somministrazione del vaccino.
Nelle linee guida di cui al comma 1 saranno regolate e previste le modalità di anamnesi completa e il quadro clinico dettagliato del paziente e dei familiari, utile ad un più consapevole giudizio di idoneità alla vaccinazione; le modalità di individuazione di eventuale immunizzazione già presente nel paziente per le malattie prevedibili da vaccino, le modalità di rivelazione di eventuali avvertenze, precauzioni e controindicazioni nonché della valutazione sia dei benefici che dei rischi alla vaccinazione, la determinazione degli strumenti diagnostici idonei a escludere qualsiasi tipo di complicanza prevenibile; le modalità di valutazione delle condizioni del bambino nei 40 giorni antecedenti l’inoculo vaccinale in relazione a comparsa di febbre, virosi, patologie esentematiche fruste, somministrazioni anche estemporanee di farmaci a qualunque livello immuno-interferenti, quali ad esempio steroidi anche in formulazione topica dermatologica, anche banali, patologie contratte in ambito scolastico o da nido materno.
Tutto questo, per chi non ne fosse a conoscenza, è parzialmente già predisposto e già approvato dalla Giunta nel 2003 con vecchie delibere di Giunta, quindi non mi sembra di chiedere nulla di eccessivo. Grazie.

Emendamento 1 bis/1. Ritirato

PRESIDENTE. Emendamento 1 bis/2 (articolo aggiuntivo) a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 1 bis/3 (articolo aggiuntivo) a firma della Consigliera Pergolesi. Ritirato

Articolo 2.
Emendamento 2/01 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Con questo emendamento andiamo a chiedere l’abrogazione delle disposizioni della vecchia proposta di legge 95/2016 “Accesso ai servizi”, non sto a ripeterla perché prevede l’obbligo e la sottomissione dell'assolvimento degli obblighi vaccinali per gli accessi ai nidi, visto che questo articolo è superato dal decreto nazionale.

PRESIDENTE. Emendamento 2/01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 2/1 a firma dei Consiglieri Volpini, Micucci, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 2/2 a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.

Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 2 bis/1 (articolo aggiuntivo) a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Sempre per essere costruttivi e cercare di tutelare al meglio i diritti dei pazienti che dovranno essere sottoposti a vaccinazione, con questo emendamento chiediamo che venga istituito l’Archivio regionale digitalizzato delle vaccinazioni e delle segnalazioni delle reazioni avverse.
Con l'altro emendamento chiediamo la pubblicazione dei dati regionali delle vaccinazione e delle segnalazioni di reazioni avverse. Questo perché? Perché giusto stamattina il funzionario che è venuto in Commissione, e il Presidente Volpini ha chiesto al tecnico di dargli quelli che erano i dati relativi alla regione Marche, non è stato in grado di rispondere nell'immediato. Sono intervenuta io dicendo che per quanto riguarda la regione Marche erano già pubblici i dati sul sito dell’Istituto superiore di sanità.
Sono stata sorpresa dal fatto che il tecnico non avesse questi dati e, siccome i dati del sito del Ministero non sono aggiornati, ma si fermano al 2016, abbiamo chiesto ulteriori aggiornamenti. Il tecnico ci ha inviato per e-mail, mezz'ora prima della seduta di oggi, i dati relativi e confrontandoli con quelli del sito del Ministero abbiamo notato delle discrepanze, seppur minime, però discrepanze, su quelle che sono le varie segnalazioni.
Quindi per questo chiediamo l’istituzione e la pubblicazione di questi dati che secondo noi potrebbero incentivare alcuni genitori ad avere maggiore sicurezza nell'approccio della profilassi vaccinale, se come Regione siamo trasparenti noi in primis. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 2 bis/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 2 bis/2 (articolo aggiuntivo) a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Chiedo l’appello nominale a nome dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi.

PRESIDENTE. Emendamento 2 bis/2. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Maggi, Fabbri, Pergolesi.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Leonardi, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri,
Contrari: Bora, Busilacchi, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti. Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 3.
Emendamento 3/01 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Speravo che questa nostra proposta fosse accolta, purtroppo così non è stato. Qualcuno una volta ha detto che una mozione non si nega a nessuno, speravamo che per un emendamento con il quale si chiedeva la pubblicazione dei dati ci fosse maggiore apertura.
Con questo emendamento chiediamo l'abrogazione delle deroghe previste dal testo della proposta di legge 95/2016, cioè l’accesso ai servizi previsti dall'accordo in deroga all’assolvimento degli obblighi vaccinali, in caso di minori affetti da immunodeficienza congenita e/o acquisita da altre patologie che rendono la vaccinazione pericolosa per la salute. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 3/01. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 3/1 a firma dei Consiglieri Volpini, Busilacchi, Micucci, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 4.
Emendamento 4/1 (emendamento soppressivo dell'articolo 4) a firma dei Consiglieri Volpini, Micucci, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislazione approva)

Emendamento 4/2 a firma della Consigliera Pergolesi. Decaduto.

Articolo 5.
Emendamento 5/1 (emendamento soppressivo dell'articolo 5) a firma dei Consiglieri Volpini, Micucci, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento di coordinamento tecnico a firma dei Consiglieri Volpini, Micucci, Talè, Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Mi verrebbe da dire oggi: “Dio perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. E spiego il perchè. Il mio intervento un po' si distanzia da quelli ascoltati in precedenza. Io sono un'operatrice scolastica per cui il mio punto di vista è totalmente diverso.
La finalità di questa legge è quella di tutelare la salute della comunità, e su questo penso proprio che nessuno possa dichiararsi in disaccordo.
Ora, le modalità per garantire questo possono essere diverse, dal momento che non possiamo mettere in isolamento le persone in ambienti sterili, cosa ovviamente paradossale, è chiaro che bisogna considerare come tutelare la salute in tutti gli spazi di grande aggregazione; si potrebbe quindi intraprendere un percorso serio di formazione, informazione e soprattutto vigilanza, come abbiamo detto finora, oppure si potrebbero ricattare le famiglie, negando loro servizi essenziali sanciti dalla Costituzione, come il diritto all'istruzione e il diritto ad essere educati.
Ecco, sia lo Stato centrale che la Regione hanno scelto questa seconda opzione, cioè quella che produrrà a mio avviso effetti contrari a quelli che ci si auspica. Ora non voglio fare la Cassandra della situazione, ma l'esperienza mi insegna e ci insegna che le prassi corrette in ogni campo, non sono mai state raggiunte attraverso la coercizione.
Basti considerare l'impatto che queste leggi hanno avuto sulle famiglie: ne sono testimonianza le reazioni di tanti genitori, che pare si stiano indirizzando verso un allontanamento dalle pratiche vaccinali, piuttosto che verso la consapevolezza. Tanto che c'è chi si sta organizzando e chi si è già organizzato, e l’ho detto sia in Commissione che in altri riunioni, in modo autonomo e non parlo degli asili domiciliari, ma di veri e propri asili abusivi. Attenzione, io questo l'ho espresso anche al Garante, ci sono già esempi di asili abusivi e non so fino a che punto questo tuteli i nostri bambini. Stanno crescendo come funghi le iniziative di home-schooling, per carità, sono previste dalla Costituzione, ma ora nascono come forma di reazione e sfiducia verso l'istituzione (e questo non è un vanto).
Voi avete procurato ansia con comunicati, spot a tappeto, a ripetizione, avete terrorizzato i genitori, e ve lo dice una che con i genitori ha condiviso la quotidianità, una che li conosce, non li legge, o non li incontra di tanto in tanto in Commissione. Voi li avete terrorizzati piuttosto che tranquillizzati, rassicurati, ed accompagnati ed è proprio sulla sicurezza dei vaccini che gira tutta la questione, sulla sicurezza che basterebbe da sola ad incoraggiare verso le pratiche vaccinali.
Con questo io non mi dichiaro contro i vaccini, noi non siamo contro i vaccini, siamo contro questa modalità. E invece no, si sceglie la strada dell'obbligo, della negazione di uno dei diritti primari dei minori, quello dell'istruzione.
E se si sposta l’attenzione sulla scuola e sul diritto di tutti i bambini ad essere accolti, vediamo che l'approccio cambia totalmente.
La scuola ha tra le sue finalità educative e formative prioritari quella fondamentale dell'inclusione: la scuola accoglie perché deve accogliere.
Nella mia più che ventennale esperienza come insegnante, ho avuto persino casi di minori sieropositivi che stavano lì in classe, o minori che avevano seri problemi che potevano minacciare la sicurezza dell'intero gruppo classe. Non parlo solo di sicurezza a livello sanitario, ma anche di incolumità fisica eppure né io né altri colleghi abbiamo mai chiuso la porta e lasciato fuori alcun bambino.
Gli ambienti in cui i minori sono in contatto per più ore sono tanti, non si tratta solo di scuola, ma ci sono anche le palestre, le piscine, le ludoteche, i centri di aggregazione, le colonie estive, non si può pensare di negare la formazione scolastica, pensando così di risolvere il problema. E con i bambini ci sono anche gli adulti, oppure come ho detto questa mattina in Commissione, pensiamo che il gregge sia composto solo da agnellini? Pare che per gli operatori sanitari e scolastici sia prevista una semplice autocertificazione, ora le difficoltà di certificare da parte di adulti di fasce di età non più giovani sono alquanto difficoltose, ci sono difficoltà, io stessa non ricordo a quali vaccini sono stata sottoposta, né c'è un registro vaccinale che comprovi come persone di una certa età siano più o meno immuni a determinati vaccini. Io non ricordo di aver fatto tanti vaccini, né mia madre me lo può certificare, quindi, tra qualche anno, a sessant'anni, quando dovessi ritornare a scuola che cosa autocertifico, che ho fatto tutte le vaccinazioni perché non sapendo …
Questo è il mio punto di vista, un punto di vista da insegnante, da persona che ha sempre garantito l'accesso a tutti, e non potrò smentire oggi questa mia convinzione, non solo in termini affettivi, ma soprattutto di garanzia verso diritti inderogabili di tutti i minori.
Per questo motivo voterò contro, voteremo contro, intendiamoci, non contro i vaccini, ripeto ancora, non contro i vaccini, ma contro questa modalità di questo Governo statale e regionale ancora una volta arrogante e irrispettoso del ruolo primario dei genitori nelle scelte che riguardano i loro figli, perché i figli sono prima dei genitori e poi dello Stato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Darò due motivazioni e due risposte agli illustri Consiglieri per spiegare il “no” a questa legge che secondo me non ha un valore democratico.
Per il rispetto che ho per tutti i Consiglieri e per le istituzioni, rispondo ai Consiglieri Carloni e Micucci. Credo che in un’Aula di un Consiglio regionale quando si fanno dei discorsi politici sono indiscutibili, quanto si fanno dei discorsi tecnici bisogna essere precisi e dire esattamente le cose che si affermano.
Per la legge sui vaccini 833 del 1978, l'allora Ministro della salute Tina Anselmi, puntò tutto sull'informazione e non sulla repressione, puntò tutta la sua campagna sull'informazione ai cittadini sui vaccini che non erano obbligatori o ognuno fece le proprie scelte.
Con il decreto del Presidente della Repubblica 355 del 1999 addirittura venne soppresso il divieto di frequenza scolastica per i non vaccinati.
Nel 1978 c'era un Governo fatto da Andreotti, appoggiato dal Partito Comunista e dal Partito Socialista, quindi stiamo parlando della sinistra vera che esisteva a quel tempo, che vedeva una logica democratica e dava la possibilità ai cittadini di scegliere, nel 1999 c’era un Governo D'Alema, quindi di che cosa stiamo parlando? Di che cosa parliamo? Cioè leggi fatte dalla sinistra vera vengono bypassate completamente, annullate da una sinistra che non è più sinistra e che segue esclusivamente un pifferaio magico e che non ha più la capacità di comprendere e di capire le esigenze dei cittadini. D'altronde, caro Presidente, il Ministro Lorenzin se fosse stata in un altro Paese sarebbe stata cacciata appena uscita dalla sala di registrazione, nel nostro probabilmente no.
Rispondo al Consigliere Giancarli, lei dice a noi chi siamo? Noi che siamo nati nel 2013? Le ricordo che il Partito Comunista è nato nel 1921, ha circa 96 anni e ancora non sapete chi siete e venite a dire a noi chi siamo? Quando voi, fra altri 96 anni, avrete capito che razza siete, probabilmente nel 2109, fra 100 anni, le dirò che cosa siamo noi.
Detto questo voglio chiudere con una battuta visto che lei ha tirato fuori un aforisma, è da un po' di tempo che studio i filosofi, e li sto rileggendo un po’ tutti, Aristotele, Jean-Jacques Rousseau, e mi è rimasta impressa una frase di un filosofo del ‘900: “La tragedia delle democrazie moderne - quelle di oggi - è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia”.
Questa è la tragedia delle democrazie di oggi, non sono riuscite ancora a realizzare la democrazia vera, questa è una realtà e veniva già detta nel ‘900 ed è quello che dico io.
Il mio voto sarà un no convinto, non perché sono contrario ai vaccini ma perché credo che questa sia una forma autoritaria che un Partito di sinistra non dovrebbe mai avere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Colgo l’occasione per esprimere la mia dichiarazione di voto, su un tema così importante mi sembrava giusto intervenire, ed esprimo convintamente il mio voto favorevole.
Ho sentito in diversi interventi, quelli che magari sono contrari e si sono espressi contrariamente alla approvazione di questa legge, una scarsità di legame con il merito specifico della questione.
Le motivazioni vanno dall’estremizzazione di passaggi e momenti giuridici e regolamentari, all'estremizzazione della negazione delle varie libertà individuali, equiparando a questa azione la parte coercitiva che invece è contenuta nella legge che ci accingiamo ad approvare e si fa un'interpretazione dei dati senza invece guardare, ed è per questo che sono favorevole a questa legge, a che cosa?
Prima di tutto è vero che siamo un’Assemblea legislativa ed abbiamo il dovere di scrivere delle norme, ma queste norme vanno scritte con l'aiuto, l'ausilio e l'appoggio di studi, della scienza, di dati scientifici, non a colpi di estremizzazioni di varie questioni, come poc'anzi ho toccato.
Credo che la nostra funzione sia quella di indirizzare verso ciò che è più utile per la collettività, per la comunità tutta, noi abbiamo soprattutto questa funzione oltre a quella di legiferare, perché una classe dirigente ha il dovere di porsi di fronte a delle questioni che vanno a toccare un po' tutte le influenze di queste azioni legislative nei confronti delle comunità.
Questo è un dovere che abbiamo perché i cittadini ci hanno dato questo onore e questo onere nel contempo, ma da questo onore deve discendere il dovere di saper interpretare e andare in questa direzione.
In questo senso dobbiamo interpretare leggi che possono anche sembrare forti, proprio perché la finalizzazione di una cogenza di norme va verso la salute, la qualità della vita, l’estensione della vita media. Se nel corso di vari decenni siamo passati ad una vita più lunga, viva Dio, è il frutto di innumerevoli azioni, ivi compresa anche quella della vaccinazione, perché la mortalità prenatale, quando abbiamo studiato la demografia, è la mortalità più elevata di tutta la questione demografica.
Credo che su questa linea di azione si debba collocare questa norma, questa normativa, questa legge, lasciando agli altri il giudizio più specifico delle questioni squisitamente giuridiche, quando si va a trattare un tema importante come quello della sanità. Nemmeno ha senso tenere sullo stesso livello le estremizzazioni delle negazioni dei diritti e delle libertà individuali, non è una negazione questa, è un aiuto, è una cogenza richiesta per giungere a risultati che vanno veramente verso la libertà individuale che è quella di preservare e migliorare la salute di un'intera comunità.
Questo è il senso vero che ha questa legge e per questo ripeto sono favorevole.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Come gruppo consiliare Uniti per le Marche votiamo convintamente a favore di questa proposta di legge.
Troviamo assurdo che nel 2017 si debba ancora spiegare l'utilità delle vaccinazioni e rincorrere spesso il dilagare preoccupante che viene messo soprattutto su internet e nel web con teorie che non hanno niente di scientifico.
Ricopriamo un ruolo di responsabilità e riteniamo necessario questo provvedimento, innanzitutto per la tutela dei più piccoli, dei nostri figli.
Le vaccinazioni sono senza ombra di dubbio uno strumento fondamentale di tutela della salute pubblica, uno strumento che va in nome di un bene superiore come quello della salute collettiva, per cui votiamo a favore di questa proposta di legge ritenendo anche corretto monitorare tutto il percorso per eventualmente apportare anche delle modifiche migliorative. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Non dirò che votiamo contro questa legge perché ormai si è capito.
Vorrei puntualizzare tristemente un dato perché ormai la radicalizzazione tra opposizione e maggioranza è al di là di ogni ragionevole dubbio, di ogni convincimento, è un muro contro muro, per cui io credo che a questo punto anche le cose di buon senso siano state rigettate perché vengono dalla minoranza.
Penso che ci sia questa involuzione della maggioranza, soprattutto del Partito Democratico, da partito politico a partito di potere!
E' ormai evidente in ogni manifestazione che il partito di potere è prevalente al partito politico, e in questo caso c'è una chiusura totale a qualsiasi apporto anche di buon senso, anche informato, che venga da parte della minoranza e trova una chiusura a prescindere da parte del PD, ma non solo del PD.
Mi dispiace che una affermazione di questo tipo sia venuta dall’Assessore Pieroni, quando ha detto che i cittadini che sono venuti qui, sono stati chiamati da noi, questo dare dei pecoroni alla gente che vuole informarsi e che vuole venire qui e che è venuta, mi creda Assessore Pieroni, glielo dico col cuore, io non ho avuto contatti con nessuno di loro, loro sono venuti, noi abbiamo una posizione che a volte è vicina alla loro, però non può dire che loro sono venuti perché noi li abbiamo chiamati, loro sono persone libere, probabilmente voi non siete più abituati alla libertà della gente, non siete più abituati ad ascoltare la gente e ad entrare … Può dire che sono venuti perché sono stati chiamati? Secondo me è veramente disdicevole questa cosa e dico solo disdicevole.
Bisogna dare rispetto alla gente, ma d’altra parte Consigliere Talè, i dati sono quelli, voi siete un Partito di potere e la gente vi sta abbandonando, non ci sono storie, o la gente sbaglia ed è stupida, oppure voi vi state allontanando dalla gente.
Questa è una riflessione che io faccio in tutta tranquillità, se poi questa cosa a voi brucia, mi dispiace per voi, io sono contento che vi bruci.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Utilizzo la dichiarazione di voto non solo ovviamente per annunciare il voto favorevole di Articolo 1 MDP, ma per rispondere a due questioni che mi sono state poste direttamente.
Il Consigliere Giorgini mi è simpatico anche quando dice cose non vere, ne ha dette due, e quindi mi corre l'obbligo di rispondergli.
Innanzitutto Articolo 1 MDP ha votato favorevolmente al decreto Lorenzin, le manderò la dichiarazione di voto dell'on. Zogia. C'è stato un singolo parlamentare che viene dal Movimento 5 Stelle che per questioni di coscienza ha votato in difformità da tutto il resto del gruppo.
L'altra cosa invece più generale è quella che riguarda la Romania. Utilizzerò una cosa che non è scritta da me e poi vi dirò chi l’ha scritta: nella Romania il tasso di vaccinazione era altissimo fino a quando non è iniziata una virulenta campagna condotta dalla Federazione Provita - un gruppo di cristiani ortodossi - che ha convinto moltissime persone a non vaccinare i loro figli. Un ruolo fondamentale lo ha giocato una dottoressa con un libro intitolato “Vaccini: prevenzione o malattia?”, di grande popolarità. Il successo si è tradotto in un calo della percentuale dei vaccinati contro il morbillo dal 95% del 2013 al 86% del 2015. Nel 2015 si sono contati solo quattro casi di morbillo, il che a detta degli antivaccinisti, confermava l’inutilità della vaccinazione. Nel 2016 è scoppiata un'epidemia terribile con migliaia di casi e a tutt'oggi sono morte 14 persone, perlopiù bambini, non solo figli di genitori antivaccinisti che non li avevano vaccinati, ma anche figli di genitori che li avrebbero voluti vaccinare ma non hanno fatto in tempo. Sappiate quindi a cosa corrisponde la vittoria della superstizione antivaccinista sulla ragione della scienza, corrisponde a 14 bare bianche con dentro 14 bambini morti. Se tutti avessero vaccinato i loro figli il virus sarebbe sparito grazie all'immunità di gregge e questi 14 bambini sarebbero ancora vivi, starebbero giocando ancora con i loro amici, invece sono morti a causa del successo della campagna dell'Associazione Provita, al libro della dottoressa e allo spazio dato alle loro bugie. Gli antivaccinisti combattono la loro battaglia e se la vincono la loro vittoria è segnata da piccole bare bianche con sopra un Pippo o una Peppa Pig e con dentro un bambino senza nessuna colpa, privato della vita dall'oscurantismo, dalla superstizione e dalla tolleranza che lo Stato ha nei confronti dei delinquenti che diffondono pericolosissime bugie. E’ bene saperlo quando si parla di rispettare la libertà di scelta, di parola, stanno solo chiedendo il potere di guidare impunente ubriachi. Queste sono le parole del prof. Burioni che molti di voi conoscono.
Segnalo una cosa che l'ultimo sondaggio che ho visto, a fronte delle famiglie che, come ho già detto rispetto, non credono nell'importanza dei vaccini, dice che il 92,7% delle famiglie è a favore dell’obbligatorietà vaccinale. Quando si parla di popolo che ascoltiamo, noi ascoltiamo questo 92%.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Tutto quello che dirò, lo dirò nel rispetto assoluto di tutti i cittadini che oggi assistono a questo dibattito, però credo che non si possa non stigmatizzare alcuni comportamenti che sono avvenuti durante l'iter della discussione e in tutto il percorso legislativo sui vaccini.
Oggi siamo qui non dico perché costretti, perché questo è il nostro lavoro, abbiamo convocato un Consiglio regionale straordinario, ma noi volevamo portare questa discussione qualche mese più in là, qualche settimana più in là, non perché non volevamo discutere o fuggire dalla discussione, come abbiamo fatto oggi e per la maggior parte degli interventi, abbiamo assistito ad una discussione serena, volevamo solamente che la discussione serena potesse essere allargata con più elementi. Noi avremmo atteso perché quando come minoranza legittimamente avete chiesto la convocazione del Consiglio straordinario, la legge nazionale sui vaccini ancora non era pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Quindi voi ci avete costretto a venire qui in Consiglio, oggi avete fatto saltare una Commissione, in maniera legittima, perché il Regolamento ve lo permette, ma non è democrazia questa, quando si fugge dal confronto su un atto che noi dovevamo portare in Consiglio regionale, non è democrazia.
Vede, Consigliera Pergolesi, credo che oggi tutti l'abbiano visto tutti, anche i tanti cittadini che sono venuti, si è mossa in un percorso burocratico degno dei migliori professionisti della burocrazia, delle vere e proprie eccellenze, ho fatto fatica a capire nel merito quale messaggio lei oggi ha lanciato a tutte le persone che avete portato qui in Consiglio regionale, non so se c’è qualche mio collega, qualcuno che lo ha capito, aiutatemi a capire anche voi, io non l’ho capito!
Ho capito diversi interventi e parto da quelli perché vedete il Consigliere Celani è partito dal presupposto del buon senso. Il buon senso è quello che hanno avuto i miei genitori, i genitori di chi è nato prima degli anni ‘70, ad esempio il Consigliere Micucci credo che faccia parte dell'ultima generazione che è stata vaccinata per il vaiolo, credo che la vaccinazione sia sparita nei primi anni ’70, io sono della generazione prima, i miei genitori che avevano un livello culturale basso si affidavano al buon senso, al buon senso dell'autorità, al buon senso del Servizio sanitario nazionale. E’ questo il discorso e quello che è inaccettabile è che spesso le forze politiche che voi rappresentate sono le stesse forze politiche che sono a favore dell'accanimento terapeutico e sono contro l’eutanasia. Capite che è una contraddizione enorme questa! Quando ci domandate voi chi siete, noi siamo un partito che ha una linea politica, noi siamo un partito democratico, noi siamo un partito che al suo interno discute, permette anche posizioni differenti a volte, pensate un po’! Non credo che avvenga nel vostro Movimento o Partito quello che è.
Su questo ho forti dubbi, come ho forti dubbi sulle vostre convinzioni su questa tematica, ho dei fortissimi dubbi, perché vedete i vaccini sono una delle più grandi scoperte dell’umanità e mi dico, dopo aver sentito certe cose, certe questioni che provengono soprattutto dal Movimento 5 Stelle, perché qui bisogna iniziare a fare nomi e cognomi, Presidente, meno male che Fleming sia nato nel 1881, quando non c’era la rete, quando c’era un'informazione limitata e la scienza aveva una certa libertà che oggi forse certi metodi, certi sistemi e certa comunicazione non permette.
Guardate, autorevoli scienziati di tutto il mondo dicono che la scienza non è democratica, la scienza non va a maggioranza, la democrazia implica che quando c’è un confronto, ci siano delle competenze che si confrontano, sulla rete non possiamo mettere a confronto ciò che dice uno scienziato che viene da studi rigorosi, da pubblicazioni certificate, da anni di studi e sacrifici, con chi si arroga il diritto di competere alla pari, magari essendo esperto di basket, di calcio, di musica o di tutt’altra cosa. Questo è il discorso inaccettabile!
Vedete, noi abbiamo fatto una legge e l'abbiamo fatta molto prima di quella nazionale, e noi principalmete siamo orgogliosi di una cosa: siamo riusciti a vedere al di là dell’ostacolo, perché noi sapevamo che la nostra legge era molto limitata perché è chiaro che, come ci ha sempre detto il Consigliere Volpini, è difficile andare a coprire quelle percentuali obbligando alla vaccinazione solo negli asili nido, siano essi privati o pubblici.
Noi sapevamo benissimo che la copertura doveva essere totale ed io credo che grazie alla Regione Marche, alla Regione Emilia-Romagna, che l’ha fatta prima di noi, ma anche alle tante altre Regioni che non lo hanno fatto ma si sono dichiarate favorevolissime ai vaccini, come la Lombardia, che non è amministrata dal centro-sinistra, siamo arrivati ad una legge nazionale.
Una legge nazionale che la Francia sta pensando di fare, addirittura con 11 vaccini, non con 10 come noi, ma con 11, e vi porto un esempio molto importante perché è accaduto, ed è accaduto nella mia città che è la stessa del Consigliere Giorgini che chiede cosa significa essere di sinistra?
Essere di sinistra significa garantire la salute a tutti i cittadini e garantirla con il servizio pubblico, garantirla a tutti, questo significa essere di sinistra ed è un concetto che noi abbiamo mantenuto e vogliamo mantenere negli anni, perché quando in una scuola oggi, grazie a Dio e grazie ai progressi della scienza ..., e ben venga la ricerca e gli studi nella medicina, oggi si vive molto di più e fortunatamente vivono anche di più le persone disabili, bambini che hanno problemi, che 20 anni fa sarebbero morti senza i progressi della medicina. Se un bambino non è vaccinabile, ad esempio prendo il caso dei bambini SMA, una malattia gravissima e totalmente invalidante, oggi riesce a frequentare anche gli altri bambini, cosa impensabile solo 10 anni fa.
Se io porto avvicino un bambino malato di SMA con un bambino portatore di morbillo o qualche altra patologia, il bambino con la SMA muore perché non può essere vaccinato e non può sopportare quel tipo di malattia che magari un altro bambino supererebbe tranquillamente.
Questo è il concetto che va ribadito, questo significa avere la tutela dei cittadini, ma di cosa abbiamo paura? Non ci fidiamo delle nostre istituzioni sanitarie? Guardate che io spesso, da quando sono qui in Regione, mi infervoro quando sento parlar male del nostro sistema sanitario nazionale che avrà tante pecche, a prescindere dal fatto che le Marche sono una regione virtuosa insieme alla Lombardia e le altre non lo sono, ma il nostro è un sistema universale che io non cambierei con nessun altro sistema sanitario al mondo.
E' attraverso il sistema sanitario nazionale che noi garantiamo la copertura totale dei vaccini a tutti bambini, come deve essere in un Paese civile, come deve essere in un paese democratico.
Oggi la scienza dei vaccini ha raggiunto un livello di sicurezza talmente elevato che i casi di controindicazioni gravi sono veramente sporadici, è molto più rischiso, chi fa il medico lo sa meglio di me, un antibiotico preso male o una aspirina presa male, siamo a questi livelli.
Quindi vorrei un attimo rientrare nel discorso del buon senso, affidiamoci al buon senso che hanno avuto i nostri genitori, credo che sia la cosa migliore, però vedete quello che mi dispiace è mettere, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle, tutta questa burocrazia in un certo senso una politica oscurantista, perché questa è una politica oscurantista che non si chiede di quello che realmente c'è nella società.
Noi come Partito Democratico, come partito di centro-sinistra, abbiamo fatto una campagna d'informazione in tutta la regione aperta a tutti, abbiamo portato degli illustri scienziati, abbiamo portato il personale delle nostre Asur, l'abbiamo fatto per mesi, abbiamo girato tutte le province. Questo fa un partito, capito Consigliere Giorgini?
Questo fa un partito di sinistra, va in mezzo alla gente, perché noi su qualsiasi cosa mettiamo sempre la faccia e non abbiamo paura di affrontare le persone. come abbiamo fatto oggi. Ben vengano i cittadini, siamo pronti per un ennesimo confronto con loro, ci mancherebbe altro!
Detto questo, è facilmente intuibile che il voto del Partito Democratico sia favorevole. Presidente questa volta lo chiediamo noi il voto per appello nominale a nome del capogruppo, del Consigliere Busilacchi e del Consigliere Talè. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Consentitemi una battuta iniziale, secondo me dalle 15,00 ad ora abbiamo parlato di aria fritta, scusate il termine, perché abbiamo dibattuto vaccini si, vaccini no, in presenza di una legge nazionale ben definita, quando potevamo discutere molto più approfonditamente di quella che è la proposta di legge regionale, emendata dal Presidente Volpini, che indica quali sono le direttive che la Regione deve attuare per migliorare o rendere più esplicativa ai nostri cittadini la legge nazionale.
Questa è una riflessione amara, abbiamo dibattuto del sesso degli angeli, di una cosa che non potevamo assolutamente cambiare. Questo dibattito potevamo farlo anche al bar e non abbiamo parlato di cose molto più serie.
Ecco per questo motivo dico che dobbiamo riflettere quando facciamo queste cose.
Nel merito, la legge che noi stiamo approvando, dico stiamo approvando perché sono fermamente convinto di votarla, sta tutta nell’articolo 3. E' quello il nostro compito, fare informazione, formazione, impegnarsi a predisporre opuscoli informativi, attivare campagne informative, la formazione dei medici, dei pediatri di libera scelta che soprattutto devono consigliare le famiglie, renderle più serene nell’affrontare il tema della vaccinazione. Questo è il compito della Regione, del Servizio sanitario regionale, su questo dovevamo confrontarci e se era possibile all’interno dell’articolo 3 dire qualcosa in più.
Credo che sia stato fatto abbastanza bene, però questo è il nostro compito Vaccini si, vaccini no, non ha senso, c'è una legge nazionale, piaccia o non piaccia, a me piace, perché va verso la prevenzione sociale, piace moltissimo, anche se devo rinunciare a qualcosa con qualche titubanza, però quando c’è un interesse nazionale di questo tipo va affrontata in modo sereno.
Proprio per questo motivo, ci tengo a dirlo, scusatemi la battuta fatta nell’introduzione, però credo che ci stava, siamo favorevoli a questa legge, così come è stata riformulata nell’interesse della prevenzione sociale dal punto di vista vaccinale.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno a firma Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. A nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi e Fabbri chiedo la votazione per appello nominale sull’ordine del giorno.

Proposta di ordine del giorno. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, Fabbri.
Favorevoli: Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi.
Contrari: Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Astenuti: Leonardi, Malaigia, Zaffiri.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Proposta di legge n. 95, così come emendata, la pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Urbinati, Busilacchi e Talè.
Favorevoli: Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Talè, Traversini, Urbinati, Volpini.
Contrari: Fabbri, Giorgini, Maggi, Malaigia, Pergolesi, Zaffiri.
Astenuti: Leonardi.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Prima di passare al secondo punto all’ordine del giorno faccio una comunicazione di servizio: il Palazzo delle Marche chiude alle ore 20,00, quindi se qualcuno deve rientrare nel Palazzo lo dica subito altrimenti lasciamo libere le guardie giurate che sono lì. Nessuno deve rientrare, quindi procediamo con l’ordine del giorno.

Mozione n. 270
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri
“Ricorso per la dichiarazione di illegittimità costituzionale del ‘decreto legge vaccini’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 270 dei Consiglieri Pergolesi, Fabbri.
Ha la parola, per l'illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio innanzitutto i Consiglieri che hanno sottoscritto la richiesta la volta precedente e ringrazio i Consiglieri di maggioranza per essere ancora qui presenti in Aula.
Dopo numerosi solleciti, finalmente arriva qui in Aula questa mozione che ho presentato diverse settimane fa con la quale si impegna la Regione Marche ad impugnare in Corte Costituzionale il decreto vaccini n. 73 del 7 giugno 2017, ovvero la legge di conversione approvata in definitiva lo scorso 27 luglio 2017.
Un decreto che introduce l'obbligo di 10 vaccini nel nostro Paese rischiando di pregiudicare il diritto allo studio, alla frequenza delle scuole dell'obbligo ed alla fruizione di servizi essenziali, come scuole materne e nido, visto che l'accesso a tali servizi verrà subordinato all’assolvimento degli obblighi vaccinali imposti.
Sono molti i punti di diritto e sui diritti che giustamente preoccupano migliaia di genitori e famiglie che in queste settimane hanno giustamente fatto sentire la loro forte preoccupazione nelle piazze di tutta Italia ed anche in questa sede.
Non è nostra intenzione mettere in discussione gli aspetti scientifici e l'efficacia di una corretta profilassi vaccinale, a questo mi riferivo Consigliere Urbinati quando ho espresso le mie perplessità sull'approvazione di questa legge, né tantomeno alimentare l’acceso dibattito di queste settimane che non ha permesso un'adeguata discussione nel merito della questione, anche perché nell'iter di questo decreto credo si sia adottato un approccio ed un metodo tutt'altro che scientifico, come più volte dichiarato, relegando una questione così delicata a poco più di una contrapposizione elettoralistica, come anche la discussione di oggi in Aula ha dimostrato.
Basti pensare che da 4 vaccini obbligatori si è sparato a 12, poi con un semplice emendamento di un politico in una Commissione parlamentare, si è passato allo sconticino di 2, per un totale finale di 10 vaccini obbligatori. Nulla di attinente con un minimale approccio scientifico.
Sono usciti dall’obbligatorietà l’anti-meningococco B e l’anti-meningococco C nonostante ricorderete l'allarmismo (poi rivelatosi bufala) sull'epidemia di meningite ad inizio anno, e da qui queste urgenze conclamate e dichiarate senza supporto di dati scientifici.
Ci troviamo in una specie di “sperimentazione” (non saprei come altro definirla) come unico Paese con 12 o scusate 10 vaccini obbligatori imposti in così poco tempo e con così pochi studi scientifici di supporto.
Gli stessi dati 2014/2016 sulle vaccinazioni non erano stati pubblicati e come sapete l’Aifa li ha resi pubblici solamente dopo la diffida e l'esposto presentato dal Codacons, successivamente alla pubblicazione del decreto, a giugno di quest’anno.
Basti pensare ai dati e alle informazioni fuorvianti su presunte epidemie di morbillo (in Italia, in Inghilterra, eccetera) come giustamente i miei colleghi hanno evidenziato prima di me. Per questo oggi non mi addentrerò troppo in dettagli tecnici o scientifici.
Mi interessa soprattutto il punto sul diritto e sui diritti che vengono coinvolti in questa vicenda. Oltreché, naturalmente, gli aspetti politici e le conseguenze dirette sulla quotidianità di ciascuno di noi.
Anche in questa occasione si vanno a comprimere dei diritti primari ed incoercibili delle persone. E questo è il punto che mi interessa di più sottolineare.
Ogni giorno ci mangiano un po’ di diritti, è un processo inesorabile che va avanti da decenni in cui il sistema si sta riprendendo ogni giorno, un po' alla volta, quei diritti per i quali, bene o male, nel secolo scorso i nostri padri ed i nonni avevano lottato.
Lavoro, salute, tutela dell'ambiente, del patrimonio, sicurezza, autodeterminazione. Tutto ogni giorno messo sempre più in discussione.
Hanno messo le mani su beni e servizi primari (sanità, lavoro, eccetera). Hanno messo le mani sui nostri risparmi con i vari decreti salva banche. Oggi forse si supera l'inimmaginabile e si pretende di mettere le mani persino sui nostri bambini.
Ricorderete tutti che di vaccini abbiamo già iniziato ad occuparci a fine anno scorso in occasione della proposta di legge presentata dal Consigliere Busilacchi, primo firmatario, nella quale si prevedeva l’assolvimento degli obblighi vaccinali per l’accesso a nidi e scuole dell’infanzia in tutta la regione.
Dal momento che entravano in gioco già in quell'occasione i diritti primari e la persona, a partire da quello della scelta della cura, al consenso informato e all'adesione consapevole a terapie mediche, avevo chiesto, come già anticipato, il parere al Segretario generale del Consiglio regionale. Un parere tecnico affinché si prendesse la responsabilità per le quali è ben pagato con i nostri soldi, come giustamente la dottoressa mi ha ricordato anche qualche giorno fa, e mettesse la propria firma sul fatto che quella legge fosse pienamente legittima e che non avrebbe arrecato nessun possibile danno ingiusto o pregiudizi ai cittadini marchigiani e/o direttamente o indirettamente all'ente regionale.
Oggi vorrei proprio riprendere quel parere che si è guardato bene dall'escludere totalmente possibili ripercussioni per i cittadini o per la Regione derivanti da quella proposta.
Ricordo che quella proposta di legge, come già anticipato nel mio intervento di poc'anzi, prevedeva, come l’odierno decreto in questione, di precludere ai non vaccinati la frequenza dei nidi d’infanzia e centri per l’infanzia pubblici e privati accreditati, subordinando l'utilizzo di un servizio pubblico alla violazione del diritto individuale e incoercibile stabilito dall'articolo 32 della Costituzione, secondo cui “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge”.
Questo il passaggio del parere del Segretario generale del Consiglio Elisa Moroni (inviatomi addirittura la vigilia di Natale e per questo ringrazio ancora la dottoressa) che a mio ha giudizio occorre richiamare in questo specifico ordine del giorno: “Considerato il complessivo quadro normativo statale e la giurisprudenza che si è sviluppata, non possono essere esclusi dubbi di legittimità costituzionale rispetto alle disposizioni degli articoli 2 e 5 della proposta di legge regionale n. 95/2016. Tali disposizioni, infatti, pur non imponendo direttamente la vaccinazione, precludono ai non vaccinati la frequenza dei nidi d'infanzia e centri per l’infanzia pubblici e privati accreditati. A seguito dell'approvazione della proposta, i dubbi potranno essere sciolti dalla Corte in sede di giudizio in via principale, se il Governo deciderà di promuovere la questione di legittimità entro i 60 giorni dalla pubblicazione della legge, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, oppure in via incidentale, se la medesima questione sarà posta nel corso di un giudizio davanti ad un’autorità giurisdizionale”.
Quindi lo stesso segretario del nostro Consiglio regionale metteva già in avviso che su questa norma sarebbero arrivati fondati contenziosi sulla sua presumibile illegittimità.
Basterebbe già questo ragionamento trasponendolo al decreto legge oggi in questione che aggrava ulteriormente le criticità aumentando il numero dei vaccini obbligatori, le sanzioni e allargando l'approccio anche alla scuola dell'obbligo, per porci dei seri dubbi sulla legittimità di questo provvedimento.
Oggi quelle criticità e quei dubbi sulla legittimità quindi sono ancora più calzanti.
Mi chiedo se sia possibile e rispettoso del diritto e dei diritti che uno Stato possa imporre la somministrazione di farmaci e l'obbligo a trattamenti sanitari a pena, in caso contrario, di pesanti sanzioni senza che sia stato affatto dimostrato un pericolo diretto, reale, concreto e contingente per la pubblica incolumità.
E ancora, se sia possibile e rispettoso del diritto e dei diritti un intervento così coercitivo adottato con decretazione d'urgenza senza che effettivamente ne ricorrano le condizioni (come ammesso dallo stesso Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni).
Preoccupante inoltre il fatto che non risultino simili precedenti in altri Paesi, facendo essere di fatto il nostro Paese una sorta di “capofila”, con effetti che ovviamente ricadranno sui nostri bambini, come peraltro concordato dalla stessa Lorenzin a Washington al Global Health Security Agenda (GHSA) a settembre del 2014.
Queste sono solo alcune delle criticità fra le molteplici richiamate nella mozione e supportate da atti ufficiali e giurisprudenza della Corte Costituzionale.
Ricordo che nella nostra Regione, come nella maggioranza delle altre Regioni, non esistono linee guida per gli esami chimico-clinici prevaccinali, idonei a prevedere e prevenire possibili complicanze da vaccinazione ed a ridurre, se non ad eliminare radicalmente, il rischio di lesioni all'integrità psicofisica per complicanze da vaccino, come richiesto dalla stessa Corte Costituzionale con la sentenza n. 258/1994 - che ho richiamato nella precedente discussione - che ha dato indicazioni e raccomandazioni al legislatore gravemente disattese da governi e parlamenti successivi.
Credo che sulla tutela dei diritti e sul rispetto della legalità dovremmo ritrovarci sempre tutti, a prescindere dalle proprie convinzioni politiche. Per tale ragione sono fiduciosa che la mozione venga approvata dall'Aula, permettendo così di chiarire se sia davvero legittimo quanto approvato dai nostri legislatori, cercando anche in questo modo di ridurre la marea di contenziosi che credo stiano per arrivare nei confronti dello Stato e degli enti interessati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Per portare a conoscenza dell'Aula quanto è successo poco fa.
All'uscita dall'Aula questi professionisti della democrazia e della tolleranza hanno verbalmente aggredito una signora, una mamma, che era presente sugli spalti, che aveva e che ha l'unica colpa di essere a favore dei vaccini in quanto ama i suoi figli come quelle dei Novax.
Questa signora è stata accerchiata ed aggredita verbalmente fuori da questa Aula, più o meno quello che è successo qualche giorno fa fuori dal Parlamento nei confronti di alcuni deputati, non mi interessa di quale colore fossero, che avevano votato a favore della legge. Questi sono i campioni ed i professionisti della democrazia.
Nel merito della mozione, credo, essendomi confrontato con i colleghi del gruppo, che come gruppo PD ci sentiamo ampiamente rappresentati, dal punto di vista costituzionale, dalla firma che il Presidente Mattarella ha apposto sulla legge nazionale. Pertanto votiamo contro la mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Veramente 10 secondi perché mi ritrovo in quello che ha detto il Consigliere Volpini. Approfitto però per dire una cosa, per ricordare una cosa, durante l’iter dei lavori in Commissione il Movimento 5 Stelle chiese la sospensione dell'iter della legge perché la legge regionale avrebbe avuto un difetto di costituzionalità in quanto la competenza era nazionale.
Oggi con questa mozione dice che la legge nazionale ha un difetto di costituzionalità perché la competenza è regionale, complimenti poche idee e ben confuse.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.

Emendamento 270/1 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 270/2 a firma della Consigliera Pergolesi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ricordando al Consigliere Busilacchi che mi può accusare di cose che dico in Commissione e non di cose che non faccio, ma che lui sogna la notte. Ricordando questa cosa, e l’ho anche rispiegato stamattina, vorrei far presente che bocciando gli emendamenti di fatto si rende nulla la mozione perché la maggioranza ha deciso di non approvarla nei tempi previsti ed i tempi tecnici per presentare l’impugnazione scadevano ieri.
Quindi mi auguro che questa presa di posizione della maggioranza venga in qualche modo assorbita, digerita e per le prossime e successive volte ci sia più correttezza e serietà quando si approvano gli atti. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 270/2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 270/3 a firma della Consigliera Pergolesi. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento di Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Due precisazioni, Consigliere Busilacchi, complimenti per aver nominato la Romania che ha 10 vaccini, però le ricordo che non ha nominato - non dice le cose che non le fanno comodo, io sono onesto, dico le cose sia che mi vengono a favore sia che mi vengono contro – la Germania, la Spagna, la Gran Bretagna, la Svezia e il Portogallo che non hanno nessun obbligo di vaccini, quindi non parli della Romania, con tutto il rispetto per la Romania, non è al nostro livello, la Francia ne ha tre, ma le persone di cui parlavo prima hanno piazzato Macron ex bancario, ex amministrativo finanziario, in Francia.
Una risposta anche al Consigliere Urbinati, il PD crede tanto nella sanità, io sono di San Benedetto, nel Piceno, e vedo che fine stanno facendo due ospedali, se questo è quello che lei intende nel credere nella sanità, per lo meno quella pubblica, io nella mia zona non lo sto vedendo.
Detto questo, il 4 dicembre 2016 avete preso una mazzata tra capo e collo di quelle che non fanno rialzare nessuno, adesso alle prossime elezioni vedremo cosa succederà, se succederà che voi ancora una volta avrete avuto ragione, io dirò “signori …” .
Caro Presidente lei non faccia il furbo, il 4 dicembre avete preso una mazzata tra capo e collo, è vero o no? Voi siete capaci di smentire anche questo! Lei Schopenhauer lo conosce, conoscendo Schopenauer, lo insegnate a scuola, siete capaci di tutto, quindi il mio voto sarà favorevole alla nozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Sta diventando una barzelletta! Vorrei ricordare i punti di diritto presentati in Aula oggi e più volte espressi sia in sede di Commissione che per i corridoi, quando cercavo di interloquire con la maggioranza, sempre nell'auspicio che ci fosse un'apertura da parte dei membri del PD, ricordo che tutti gli appunti in merito erano specifici e attribuiti alle discussioni sulla proposta di legge 95 quando si discuteva la pdl 95, come lo sono ora che si discute dell'impugnazione del decreto 73.
Detto questo, io non ho parole, siete riusciti a mortificare quello che altre Regioni e altri Presidenti di altre Regioni, con una sensibilità probabilmente diversa e più attenta a quella che è la tutela della salute della popolazione ...
Credo che oggi si sia disegnata una delle giornate più tristi di questo Consiglio regionale e quindi faccio i complimenti alla maggioranza.

Mozione. 270. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 19,35.

 

 
 
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