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Resoconto della seduta n.8 del 22/06/2010

SEDUTA N. 8 DEL 22 GIUGNO 2010



La seduta inizia alle ore 10,30


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 7 del 15 giugno 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 34/2010, del Consigliere Carloni “Incremento del fattore sicurezza a bordo dei mezzi di trasporto pubblico”;
- n. 35/2010, del Consigliere Bugaro “Rimettere l’Ente Regione al centro della pianificazione strategica nelle Marche”;
- n. 36/2010, del Consigliere Latini, “Manovra finanziaria 2011-2013 contenuta nel decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010. Tagli alle Regioni”.
Il Presidente della Giunta ha trasmesso, in data 7 giugno 2010, le seguenti deliberazioni:
- n. 936: “Art. 6 comma 1 lett. a) della l.r. n. 31/2009 - reiscrizione nel bilancio di previsione per l’anno 2010 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione - euro 13.884,504,26";
- n. 937: “Art. 6 comma 2 della l.r. n. 31/2009 - variazione compensativa al POA 2010 approvato con d.g.r. n. 2191/2009 e sue successive modificazioni ed integrazioni - spese di personale – euro 9.000,00”;
- n. 938: “Art. 29 della l.r. n. 31/2001 - art. 27 della l.r. 32/2009 - variazione compensativa al POA 2010 – euro 69.000,00”.
Hanno chiesto congedo gli Assessori Canzian, Giannini e il Consigliere Bucciarelli.


PRESIDENTE. Debbo innanzitutto informare l’Aula di una richiesta da parte del Presidente della Giunta in merito a comunicazioni a questa Assemblea circa il tema dell’attuale manovra finanziaria del Governo. Quindi direi di iniziare la seduta dando subito la parola al Presidente della Giunta Spacca.
Per regolamentare meglio i lavori della giornata in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, sapendo appunto che ci sarebbe stata questa richiesta, si deciso che su tale comunicazione l’eventuale dibattito che seguirà dovrà essere regolamentato, ossia dovrà esserci l’impegno ad intervenire dei soli Capigruppo oppure di un loro delegato. Quindi sostanzialmente gli interventi dovranno svilupparsi uno per ogni Gruppo assembleare.


Comunicazioni della Giunta sulla manovra finanziaria 2011-2013
(Discussione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Spacca.

Gian Mario SPACCA. Credo sia giusto ed opportuno che l’Assemblea legislativa sia informata e che soprattutto esprima una sua valutazione sulla posizione che nella Conferenza dei Presidenti delle Regioni tutte le Regioni italiane, senza eccezione alcuna, hanno assunto attraverso un documento sottoscritto all’unanimità. Documento che si deciso di portare nelle Assemblee legislative affinché ci sia una maggiore consapevolezza, e contemporaneamente prenda le mosse un’azione di carattere istituzionale, non di carattere politico, che salvaguardi il ruolo e le funzioni delle Regioni italiane in quel contesto che definisce il sistema dei poteri repubblicani del nostro Paese, contesto che, viceversa, viene messo in squilibrio dalla manovra finanziaria predisposta dal Governo nazionale.
I Presidenti delle Regioni hanno sottoscritto un documento su cui chiedo all’Assemblea legislativa – come faranno anche tutti gli altri Presidenti – un pronunciamento affinché, appunto, la voce delle Assemblee legislative si riunisca a quella dei Presidenti proprio nel momento in cui si sta aprendo uno spiraglio nella trattativa con il Governo nazionale rispetto al profilo e ai contenuti della manovra. E’ uno spiraglio dai contenuti ancora molto incerti che appunto richiede una mobilitazione molto significativa di tutte le Istituzioni.
Il profilo della manovra fatta dal Governo pesa enormemente sulle Regioni, al punto che la manovra stata dichiarata dalle stesse – ripeto, con una valutazione rigorosamente istituzionale – inaccettabile, irricevibile, come pure incostituzionale, quindi se non si modificherà verrà presentato da parte delle Regioni un ricorso alla Corte Costituzionale.
La manovra prevede dei tagli pesantissimi a carico delle Regioni italiane in misura sicuramente non ponderata ed equilibrata rispetto ad altre Istituzioni.
E’ chiaro, come dice il Ministro Tremonti, che ci troviamo di fronte ad un passaggio storico, che non saremo cioè più in grado di sostenere quel trend di spesa pubblica che fino ad oggi ha caratterizzato le istituzioni italiane, quindi ad ogni livello saremo chiamati a un drastico ridimensionamento della spesa pubblica.
L’Europa, per la definizione della sua strategia di carattere economico e finanziario, esige che questa manovra sia fatta soprattutto sul taglio della spesa pubblica e non su altri versanti. Ovvero non proponibile che la manovra faccia ricorso alla pressione fiscale, può unicamente espletarsi sul taglio alla spesa pubblica.
Noi come Regioni abbiamo detto che giusto che sia così e se sacrifici ci devono essere debbono essere equamente ripartiti tra tutti i soggetti che compongono l’architettura istituzionale del nostro Paese, quindi Comuni, Province, Regioni, Stato.
Però la manovra predisposta non corrisponde a questo principio di equilibrio. Carica moltissimo il peso sulle Regioni, fino a caricare su di esse, dei 36 miliardi complessivi che la manovra descrive in due anni (12+24), quasi la metà, addirittura, secondo alcuni calcoli fatti dalla Regione Lombardia con il suo gruppo di ricerca, oltre la metà.
I tagli non riguardano soltanto le spese improduttive, ma anche i servizi che le Regioni e gli Enti locali erogano ai cittadini, alle famiglie, alle imprese.
Si tratta cioè di 2 miliardi sulla spesa corrente della sanità, su 2 miliardi sulla spesa per investimenti nella sanità viene azzerato il fondo per la non autosufficienza, viene azzerato il fondo per la famiglia, viene fatto un taglio di 1 miliardo sul trasporto pubblico locale. Vengono sostanzialmente azzerati tutti i fondi unici che definiscono la Bassanini.
Da qui dunque la possibilità, secondo noi, di far ricorso alla Corte Costituzionale. Perché nella fase di definizione della nuova architettura del nostro Paese, nel momento in cui si modificata la seconda parte del Titolo V della Costituzione, si stabilito un principio di correttezza e responsabilità basato sul fatto che le attribuzioni delle competenze doveva essere seguito anche dal trasferimento delle risorse necessarie per esercitarle.
In questo caso non siamo più in questa condizione, pertanto esistono i presupposti per fare ricorso alla Corte Costituzionale, dunque lo faremo se questa manovra non sarà modificata.
Per darvi un’idea sulla nostra Regione, il taglio di fatto sarà di 400 milioni di euro nel prossimo biennio, con un’incidenza per la nostra Regione di circa il 67%.
Nella declinazione virtuale che stata fatta significa che il Dipartimento per le politiche di sicurezza passerà già dal 2011 dagli attuali 9 milioni di euro disponibili a 3, le attività istituzionali e legislative da 2,6 milioni a 0,8, le risorse umane e l’organizzazione del personale da 6 milioni di euro a 1,9, la programmazione, bilancio e politiche comunitarie da 6 milioni a 1,9, per la salute – e non parlo del fondo sanitario nazionale ma degli altri fondi che lo accompagnano – da 19 milioni a 6, per le politiche sociali da 36 milioni a 11, per l’istruzione e formazione lavoro da 18 milioni a 6, per la cultura da 500 mila euro a 165, per l’ambiente da 4,6 milioni a 1,5, per il governo del territorio – e qui c’è anche la mobilità e il trasporto pubblico locale – da 51 milioni a 17, per l’agricoltura da 9 milioni a 3, per l’industria e artigianato da 28 milioni a 9, per l’internazionalizzazione da 380 mila euro a 125. Questi sarebbero i trasferimenti dallo Stato.
La cosa più insopportabile che questi trasferimenti avvengono secondo un metodo lineare, ovvero si basano sulla spesa storica su cui poi avverranno i tagli. Questo vuol dire che le Regioni che negli ultimi anni hanno maggiormente agito sul contenimento dei costi verranno penalizzate molto più delle altre.
Soprattutto la Regione Marche negli ultimi anni ha fatto un’azione di forte responsabilizzazione dell’organizzazione amministrativa come pure un taglio di costi; vorrei ricordare che il costo unitario per ogni cittadino delle Marche per la burocrazia regionale sceso dal 2004 da 105 euro pro-capite a 90 euro, con un trasferimento di risorse dalla burocrazia verso i servizi di circa 23 milioni di euro ogni anno.
Ma di fatto verremo penalizzati molto più di quelle Regioni che nello stesso periodo non hanno fatto nulla, perché essendo il 2008 l’anno di riferimento su cui si eserciteranno i tagli, chiaro che chi non ha fatto niente in precedenza, essendo un taglio lineare e percentuale, oggi ha dei margini più alti per poter trovare un equilibrio dei propri conti.
Faccio ancora un esempio, che ho già fatto in questi giorni, che credo sia esemplificativo della situazione in cui ci troviamo come Regione Marche. Prendendo sempre come anno di riferimento il 2004, avevamo allora 6 milioni di euro di consulenze esterne, nel 2009 le abbiamo ridotte a 128 mila euro. Per cui a seguito di questo taglio programmato dalla finanziaria potremo fare nel 2010 soltanto 25 mila euro di consulenze, che tra l’altro abbiamo già utilizzato nel momento in cui abbiamo rinnovato la convenzione con Marco Bellardi per seguire il progetto della Macro Regione Adriatica. Dovremmo chiudere qui!
Ci sono invece altre Regioni che non hanno fatto questo processo di rientro, di razionalizzazione, di consolidamento dei propri conti, e quindi hanno ancora milioni di euro di riferimento sul 2008, che seppure si vedranno applicare questa tagliola dell’80% potranno ancora avere milioni di euro a disposizione.
Pertanto anche questo concetto di taglio lineare non accettabile, soprattutto quando l’applicazione della Legge 42 sul federalismo richiamava la necessità di entrare in un processo virtuoso di benchmarking regionale e l’applicazione di costi standard rispetto ai servizi erogati ai cittadini.
Quindi questa manovra di fatto cancella uno dei presupposti su cui si sviluppa tutta l’evoluzione del nostro sistema istituzionale, ovvero quello della tendenza verso il federalismo.
E’ una manovra verticistica, centralistica, che riporta tutto in capo al Governo centrale. Con questa manovra praticamente vedremo, se non sarà cambiata, tra due anni, ossia nel 2012, che il 98% delle risorse regionali saranno dedicate alla sanità e ai servizi sociali, quindi ci sarà un radicale cambiamento del profilo istituzionale delle Regioni, della loro missione e del loro ruolo istituzionale.
Ecco perché crediamo che su questo tema si debba sviluppare il dibattito dell’Assemblea legislativa, una cosa fondante rispetto al ruolo che esercitiamo e rispetto alle funzioni cui siamo chiamati, su cui credo che i Consiglieri non possano rimanere in silenzio.
Certamente condividiamo la necessità di fare questa manovra, quindi di tagliare nel nostro Paese la spesa pubblica di 36 miliardi nel prossimo biennio, non mettiamo in discussione la necessità del taglio, vogliamo soltanto che sia più equilibrato.
Peraltro anche a fronte del fatto che pur essendo diversi i comportamenti tra le Regioni italiane, il risultato complessivo è stato che negli ultimi tre anni, ovvero tra il 2007 e il 2009, le Regioni italiane, appunto, hanno abbassato il loro contributo alla formazione della spesa pubblica, il disavanzo dei conti dello Stato, con un meno 6,7%, a fronte del fatto che invece l’Amministrazione centrale dello Stato ha incrementato la spesa pubblica del 10,8%.
Questi sono dati che esistono nelle relazioni del Ministero dell’economia, quindi del Ministro Tremonti. Noi li abbiamo esibiti, confermati, sottolineati all’attenzione del Ministro affinché ci sia una diversa modulazione, un diverso equilibrio della manovra, che pesa, ripeto, per il 50% sulle Regioni.
Si dice che bisogna lavorare sui costi della politica, su cui, come voi sapete, c’è un ipersensibilità da parte dell’opinione pubblica e dei cittadini. Argomento che credo sarà quindi oggetto di un’altra comunicazione più strutturata, anche noi, come Assemblea legislativa e come Giunta regionale, non possiamo esimerci nella fase che stiamo attraversando da questa esigenza, e quindi predisporre manovre che vadano in questa direzione.
Delle cose infatti che dice Tremonti una sola condivisibile, ossia che ci troviamo di fronte ad una fase completamente nuova nella vita dei Paesi europei e nella vita di tutte le Istituzioni. Quindi saremo costretti ad avere un comportamento radicalmente diverso rispetto al passato, cercando un rapporto veramente attento nella relazione tra costi e benefici, tra costi e servizi per i cittadini.
Noi come Giunta stiamo predisponendo una serie di misure – in ogni caso, infatti, qualsiasi sia la conclusione di questa vicenda, saremo chiamati a razionalizzare e consolidare ulteriormente i nostri conti e la nostra azione di governo – molto significative che stanno ripensando il ruolo complessivo dell’organizzazione amministrativa regionale. Perché chiaramente, nel momento in cui registreremo un taglio delle risorse a nostra disposizione, diminuiranno anche le azioni che potremo fare nei confronti della società esterna, sarà inevitabile.
Certamente nella misura in cui oggi siamo chiamati a farlo in base alla manovra del Governo nazionale inaccettabile, ma in ogni caso, accettando il principio della razionalizzazione, saremo chiamati ad avere a disposizione una quantità minore di risorse che dovrà inevitabilmente determinare una modifica del profilo dell’organizzazione amministrativa della nostra Regione.
Quindi stiamo lavorando per far corrispondere l’organizzazione alle strategie di servizio. Prima di tutto ci sono i servizi e i bisogni dei cittadini, quindi il maggior numero di risorse le dovremo indirizzare verso tale obiettivo, cercando di definire una macchina amministrativa che vi corrisponda.
Con l’Assessore Marcolini, con l’Assessore Viventi, con tutta la Giunta regionale stiamo predisponendo delle misure che vadano appunto in questa direzione.
Sono misure rigorose che si riferiscono a tutti gli enti strumentali della Regione, che a questo punto avranno un significato diverso rispetto al passato. Perché è chiaro che se non avremo più il fondo unico per le attività produttive – ora ci troviamo sostanzialmente in questa condizione – non potremo fare più politiche industriali. Ovvero, quei soggetti che oggi hanno una ragione proprio nell’ausilio che danno alla Regione Marche per svolgere quest’azione, non avranno più senso di esistere. Lo stesso accadrà se verrà cancellato radicalmente il fondo per l’agricoltura, e così via, non credo di dover aggiungere altro.
Quindi essendo la situazione davvero drammatica e molto complicata credo che un pronunciamento unanime dell’Assemblea legislativa delle Marche di natura rigorosamente istituzionale, come istituzionale questo documento sottoscritto da tutte le Regioni italiane, finalizzato alla salvaguardia dell’autonomia e del ruolo delle Regioni e all’affermazione del federalismo, sia particolarmente utile per raggiungere quell’obiettivo, che ci prepariamo a conseguire nelle prossime ore, verso una modifica sostanziale della manovra predisposta in questo momento dal Ministero dell’economia.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaspina.

Maura MALASPINA. Innanzitutto saluto il Presidente, la Giunta e tutti i Consiglieri.
In qualità di Capogruppo dichiaro che noi dell’UdC, pur ritenendo necessari gli interventi per ridurre la spesa pubblica in un momento così difficile, non possiamo condividere un taglio indiscriminato e uguale per tutti, un taglio cioè che non tenga conto delle situazioni particolari che riguardano ogni singola Regione.
Non si può imporre la stessa riduzione di spesa ad una Regione che è stata virtuosa rispetto ad altre che magari hanno margini superiori proprio perché non hanno mai fatto azioni di risparmio.
Come UdC, sia a livello nazionale che regionale, siamo per l’applicazione del concetto dei costi standard in tutti i servizi della Regione, sanità, trasporto pubblico, personale, costi della politica. Inoltre riteniamo che provvedimenti siffatti andranno nella direzione completamente opposta all’obiettivo dichiarato dal Governo, quello cioè di raggiungere il federalismo fiscale.
Quindi meglio arrivare subito al federalismo fiscale piuttosto che subire questi tagli indiscriminati.
Quindi invitiamo tutti, maggioranza, opposizione, tutti i Parlamentari, a premere sul Governo affinché si facciano le giuste distinzioni tra Regioni virtuose e Regioni meno virtuose.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Il nostro intervento è dovuto, visto che un giorno ci accusate di essere secessionisti e il giorno dopo di essere troppo centralisti. Ora sono contento che anche da parte dell’UdC ci sia questa fretta di arrivare al federalismo fiscale. Se l’effetto della manovra è questo ne siamo molto contenti.
Purtroppo, invece, non viviamo ancora in un Paese federale, non abbiamo i costi standard, non abbiamo la possibilità di gestire autonomamente nelle nostre Regioni le tasse. E questa situazione si è creata proprio a seguito di tanti anni di centralismo.
Pertanto come Lega, in questo breve lasso di tempo che rimane dell’attuale legislatura, abbiamo questa grande obiettivo di raggiungere.
Il documento della Conferenza dei Presidenti delle Regioni è stato approvato anche dai nostri rappresentanti, quindi la Lega Nord con i suoi massimi rappresentanti in merito alla manovra finanziaria si è già espressa, lo ha fatto sia con i Presidenti delle Regioni Veneto e Piemonte, Zaia e Cota, che appunto hanno concordato il documento in questione, sia con le dichiarazioni di domenica di Bossi e Calderoli a Pontida.
Pur rimanendo valido lo spirito della manovra e l’obiettivo dei saldi da raggiungere, così come l’Europa ci incoraggia fare, ovvero adottare con urgenza drastici tagli ai tanti sprechi, è però necessario non tagliare i servizi, perché, come ha ricordato Calderoli, a far donare il sangue sempre agli stessi poi si finisce dissanguati.
Da qui dunque l’impegno del mio partito affinché si cambi rotta, si trovi cioè un compromesso che rassicuri gli amministratori e le richieste che arrivano dal territorio.
Queste correzioni devono andare a vantaggio delle Regioni virtuose, come la maggior parte delle Regioni del centro-nord, Marche comprese. Certamente le Marche sono virtuose, malgrado la gestione in tutti questi anni molto allegra e troppo clientelare del centro-sinistra, come vediamo fare ora anche con la nomina e il mantenimento delle tredici Asur, è veramente uno spreco!
La Lega ha interpretato e colto i segnali dei suoi numerosi amministratori tramite i suoi tecnici della Commissione bilancio al Senato – dove è ora in lettura la manovra – e abbiamo presentato ben 88 emendamenti che vanno tutti nella direzione indicata dalle giuste lamentele dei governatori e dei sindaci.
Gli emendamenti presentati vogliono ridurre i tagli per gli enti più virtuosi e tagliare di più dove c’è più margine.
C’è un emendamento correttivo che chiede che il taglio non sia più lineare, come diceva il Presidente Spacca, ma che abbia dei parametri di riferimento che taglino gli sprechi e non i servizi.
Per distinguere tra chi è virtuoso e chi invece è sprecone si possono usare dei parametri precisi, come il rispetto del patto di stabilità, il costo del personale pubblico rispetto agli abitanti, l’uso dei fondi europei. Quindi l’indicazione della Lega è che chi ha utilizzato meglio le risorse pubbliche deve conseguentemente sopportare meno sacrifici.
Un altro emendamento dice di differenziare l’incidenza del turnover negli enti a seconda del numero dei dipendenti. Ossia chi ne ha di più della media nazionale avrà meno margini per il turnover, mentre quelle Regioni, Province e Comuni più snelli avranno meno vincoli ad assumere. Al contempo, però, dobbiamo dire basta con il posto statale sicuro al sud, all’assistenzialismo clientelare, basta con i finti posti di lavoro al sud, basta con i finti invalidi che al sud sono sempre doppi . Questo dobbiamo dirlo con forza.
Queste sono solo alcune nostre richieste di modifiche in corso, ci si sta ancora lavorando, i giornali di oggi dicono infatti che proprio con la spinta della Lega si sta cercando di arrivare ad una correzione.
Questa manovra non è pertanto blindata, ci si sta lavorando, ripeto, per modificarla e per portare queste giuste e dovute richieste pervenute dalle Regioni.
Voglio ora fare un complimento all’Assessore Marcolini, perché sono rimasto ben impressionato quando in Commissione bilancio – mi dispiace che in questo momento sia assente – nell’esposizione della sua relazione ha riconosciuto finalmente l’esistenza in Italia di Regioni canaglia. Noi sono vent’anni che lo diciamo! Ora c’è arrivato anche lui, ha parlato finalmente con orgoglio di difesa dell’economia e della finanza marchigiana prima di tutto. Anche questo noi è un pezzo che lo diciamo. Per cui alla fine mandando a quel paese, in questo momento di ristrettezze reali, ogni ipotesi di federalismo solidale, federalismo perequativo, ossia di quel federalismo con tutti quegli aggettivi che il centro-sinistra ha sempre aggiunto.
Quindi, Assessore Marcolini, è stato proprio bravo, le diamo la nostra tessera!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Intanto ringrazio il Presidente Spacca per la sua sintesi dal taglio istituzionale, schietta e precisa.
Questo Governo deve cambiare questa finanziaria, non è solo un auspicio, è completamente sbagliata, quindi sono convinto che lo farà.
Contro la manovra non c’è solo la voce dei Presidenti delle Regioni che poi hanno firmato un documento, ma c’è anche ciò che si raccoglie sui territori, dai Comuni, dalle Province. E questo è il susseguirsi di quel percorso scelto da questo Governo che appunto vuole scaricare i problemi sul territorio.
Possiamo togliere di mezzo anche la polemica politica, però è comunque evidente che una manovra di questo tipo, come ricordava anche il Consigliere Zaffini, che taglia in maniera lineare su tutte le Regioni, anche quelle virtuose, è davvero irricevibile.
Sono convinto che ci sarà anche un’azione dei partiti di Governo – c’è una sorta di difficoltà all’interno della coalizione – volta a segnalare i punti sbagliati di una simile manovra.
Il mio partito e questa coalizione non ha mai avuto problemi a parlare di federalismo, ma non è certo questa la strada. Un federalismo solidale, che riconosce il ruolo delle Regioni e che penalizza quelle meno virtuose, è un federalismo che si può accettare, ma mi pare che questa manovra sia del tutto in contro tendenza con una visione solidale e chiara di quel federalismo, appunto, che anche noi saremo pronti a discutere.
Questa Regione uno sforzo lo sta facendo, lo ha fatto nella tornata legislativa precedente riducendo i costi della politica e della macchina organizzativa. Per cui alla fine risparmieremo sì qualche milione di euro, ma se questa manovra non si modifica rispetto ai 400 milioni che verranno tagliati nel triennio, il nostro sforzo non sarà solo vanificato, ma addirittura marginale, ridicolo, inutile.
Pertanto si tratta di capire fino in fondo che un federalismo ha bisogno di destinare risorse alle autonomie regionali, per i servizi, per la sanità per il sociale, per i trasporti. Ma tutto questo non c’è.
Per cui credo che alla fine non ci saranno decisioni che manterranno questa impostazione. Anche se mi pare di capire dal dibattito di queste ore che, da un lato c’è la necessità di far sentire la voce delle Assemblee legislative affinché questa manovra venga cambiata e come pure ci sono alcune forze politiche di maggioranza che stanno andando in quella direzione – diamo atto a chi lo sta facendo –, dall’altro però – lo ricordava anche l’Assessore Marcolini alla Conferenza dei Capigruppo – i Ministri non ci sentono ancora.
Allora sarà il caso di far capire bene al Governo che non è solo una volontà dei Presidenti delle Regioni, bensì delle intere Assemblee legislative, maggioranza e opposizione, delle Autonomie locali, dei Comuni e delle Province.
Vorrei che da questo nostro Paese si elevi una voce chiara per far capire che qualora si voglia andare verso un federalismo certamente questa non è la forma adeguata, questa manovra finanziaria lo boccia nel suo processo iniziale.
Credo che l’iniziativa di oggi di questa nostra Assemblea legislativa sia più che adeguata, ringrazio quindi il Presidente, l’Assessore delegato e tutta la Giunta per aver fatto partire una voce in più a sostegno di una modifica necessaria di questa manovra finanziaria, che auspico, anzi sono certo, ci sarà.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Il Presidente Spacca ha inteso, giustamente e legittimamente, riassumere con il suo intervento le posizioni della maggioranza e della Giunta, cercando di attenersi ad un taglio istituzionale, a suo dire corretto, nel confronto tra una Regione e il Governo. Devo dire che questo suo sforzo, Presidente, è da apprezzare.
Inoltre ha toccato alcuni argomenti e possibili metodi, come il ricorso alla Corte Costituzionale, preannunciando anche una battaglia che, secondo lei, Presidente, potrebbe profilarsi anche di taglio particolarmente politico. Certamente anche questo è legittimo, ma sicuramente attiene anche allo sviluppo della situazione che si modifica di ora in ora.
Noi conosciamo bene il contenuto del documento approvato da tutti i Presidenti delle Regioni, ma se permette, Presidente, ne siamo anche abbastanza orgogliosi, perché per la nostra educazione politica qualunque sia il colore del Governo un amministratore locale porta avanti la sua battaglia a difesa e nell’interesse del territorio a prescindere, appunto, dal colore politico del Governo.
Debbo dire che in passato questo non è avvenuto, ad esempio quando ci sono state manovre di taglio del Governo Prodi ci fu un silenzio terribile di tutti gli amministratori del centro-sinistra, che subivano la manovra e che per ragione di partito e di coalizione stavano zitti.
Noi abbiamo invece un altro taglio e un’altra educazione politica, per cui se riteniamo che un Governo anche del nostro stesso colore stia portando avanti una manovra pesante cerchiamo, nei limiti del possibile, di dialogare e di confrontarci come pure di non essere assoggettati soltanto ad una ragione politica.
Ecco perché, se la volontà è quella di portare in votazione un documento approvato da tutti i Presidenti delle Regioni, noi siamo per approvarlo proprio perché riteniamo ci siano inserite ragioni di buonsenso.
Noi riteniamo infatti, seppure ci troviamo in uno scenario completamente cambiato e che è cambiato anche per ragioni internazionali e di problemi all’interno dell’Unione europea (vedi ad esempio la Grecia), che questa invocazione ad una manovra più equa e meno pesante sia giusta. Quindi non abbiamo nessuna preclusione ideologica nei confronti di questo documento.
Ma il problema che voglio porre qui, Presidente, è un altro. E mi deve dare atto che in questi anni queste parole lei le ha già ascoltate, non solo da me ma da questa opposizione, e mi permetto di dire anche dai colleghi dell’UdC con i quali su questi banchi abbiamo fatto, insieme, la battaglia per chiedere alla maggioranza, in occasione dell’approvazione del bilancio, della variazione, degli assestamenti, dei riequilibri, di rivedere certe spese che a nostro parere andavano a comprimere le risorse che dovevano essere sempre più destinate al sostegno delle famiglie e delle imprese. Mi rendo conto che siamo monotoni, ma certi concetti vanno comunque ribaditi.
Voi avete detto, anche all’inizio di questa legislatura, che siete soddisfatti di come in questi anni la spesa per le consulenze sia scesa da quasi 35 milioni di euro a 7-8 milioni di euro. Ma è dal 2000 che il sottoscritto dice, insieme a Viventi e ai capigruppo di AN e di Forza Italia: “attenzione, perché in questa Regione la spesa per le vostre consulenze — solo vostre! – è una spesa abnorme”. Ed oggi, ripeto, dopo dieci anni, avete detto di aver tagliato quasi 30 milioni di euro di consulenze. Ma in un clima come questo – qui mi dovete dare atto che non ci abbiamo speculato più di tanto, nella campagna elettorale la cosa doveva essere forse anche più accentuata, ma i cittadini l’hanno somatizzata e metabolizzata più di noi politici – i 2 milioni per Dustin Hoffman non l’avreste neppure deliberati.
Cosa voglio dire? Che questa Regione, Presidente, a prescindere dalla manovra governativa, in questo anno aveva bisogno di rivedere certe politiche di spesa.
Adesso stiamo alla stretta finale. Il Presidente dice che la Regione è virtuosa. Certamente, ve l’ho detto altre volte, noi siamo più alti della media delle Regioni, quindi non credo di essere blasfemo se dico di essere orgoglioso che la nostra Regione, tra quelle del centro-sud, è sicuramente la migliore, però siamo anche qualcosa sotto di quelle del centro-nord. E certe cose possiamo migliorarle da soli, a prescindere dalla manovra governativa che ora ci chiama alla stretta finale.
Dobbiamo però porre, e lo poniamo qui ufficialmente, il problema della strategia di una rivisitazione complessiva del ruolo della Regione, come pure della organizzazione del suo apparato, nel governo strategico di questo territorio.
Presidente, lei appartiene ad una formazione che potremo definire liberista dell’economia, attenuata, una formazione sociale, una formazione cristiana-sociale che io conosco bene. (...) Sì. Assessore, ma qui c’è da porsi il problema di quante spa pubbliche abbiamo ancora. Sappiamo benissimo quanto costi l’organizzazione di spa pubbliche, ma che per antico tabù, salvo qualche eccezione, non viene toccata.
Nel fine settimana abbiamo partecipato ad un importante incontro con un sindacato che ha posto il problema della riorganizzazione dei nostri Comuni, ma qui, permettetemi di dirlo, in dieci anni non è stato messo mano alla riorganizzazione dei servizi comunali, seppure sia una competenza che rientra – senza stare ad aspettare Berlusconi o Prodi, Tremonti o Visco – nella programmazione della Regione.
Non è stato fatto! Noi dall’opposizione l’abbiamo invocato spessissimo, ci siamo divisi ogni volta che c’era “l’atto sulle briciole” da dare alle Unioni dei Comuni, una cosa ridicola, si parlava di 100 mila euro per tutta la Regione, oppure alle Comunità montane, altra guerra tra poveri. Ossia non abbiamo mai dato un respiro strategico alla riorganizzazione e alla riprogrammazione dei servizi comunali.
Allora oggi quando parliamo di minori risorse, dallo Stato alla Regione, dalla Regione ai Comuni, dobbiamo anche dire che paghiamo anche per questo ritardo nella programmazione.
Oggi i partiti di maggioranza sono in fermento perché la stessa Giunta ha annunciato accorpamenti e tagli agli enti, rientri da partecipate, che significando meno posti, e che comporta anche una fibrillazione rispetto a quella trattativa fatta prima, durante e dopo le elezioni da parte dei partiti di maggioranza.
Dico questo per sottolineare che con la massima responsabilità siamo qui per votare questo documento votato da tutti i Presidenti delle Regioni. Però, aggiungo, noi presenteremo anche un ordine del giorno in cui chiediamo fortemente alla Giunta e alla maggioranza di confrontarsi nelle Commissioni con l’opposizione anche su quegli argomenti che ho ora richiamato. Argomenti, ripeto, che erano già urgenti a prescindere dalla manovra, e che oggi divengono, se la Regione non ci mette mano subito, drammaticamente urgenti e in maniera preoccupante attuali, perché su questi c’è l’attenzione dei cittadini e l’ansia che tutti conosciamo.

PRESIDENTE. Presidente Massi, ho iscritti a parlare per il Popolo della Libertà i Consiglieri D’Anna, Carloni, Zinni, quindi chiedo: il Gruppo non si attiene all’accordo della Conferenza dei Presidenti?

Francesco MASSI. Noi abbiamo detto che sarebbe ottimale che ci sia un intervento per ogni Gruppo, quindi i Capigruppo o chi per loro, però abbiamo anche detto che dovevamo vedere come sarebbe andato l’andamento del dibattito.

PRESIDENTE. Ma questa è una sua versione, lo voglio solo far notare perché la correttezza....

Francesco MASSI. Non è un problema, semmai i Consiglieri del PdL possono anche ritirare la prenotazione...

PRESIDENTE. Dicevo, la correttezza credo sia necessaria. Però se il Popolo delle Libertà non vuole ottemperare all’impegno, che naturalmente non è sanzionato da alcun provvedimento, ne prendo atto. Va bene comunque.

Francesco MASSI. No, no, Presidente! Allora mi permetto di dire che di fronte al silenzio della maggioranza, qui infatti ho sentito parlare solo il Consigliere Ricci...

PRESIDENTE. No! Intanto è iscritto a parlare anche il Consigliere Eusebi, ma lei non si preoccupi di questo, non voglio aprirci un dibattito, io le ho chiesto solo se il Popolo della Libertà intende attenersi a quanto sottoscritto dalla Conferenza dei Capigruppo oppure no.

Francesco MASSI. Sì.

PRESIDENTE. Quindi cancellate gli altri interventi?

Francesco MASSI. Certo, per ora sì.

PRESIDENTE. Bene. Grazie, Consigliere Massi. Ha la parola il Consigliere Eusebi.

Paolo EUSEBI. Su un argomento come questo si dovrebbe parlare a lungo, ma i concetti essenziali sono stati già evidenziati benissimo nella brevissima relazione del Presidente Spacca, a cui va il nostro ringraziamento per l’impegno e per la qualità che mette a livello nazionale.
Questa manovra secondo noi ha anche degli aspetti di anticostituzionalità sostanziale. Perché mentre con gli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione si conferiscono ruoli, con questa manovra se ne impedisce il loro espletamento.
L’aspetto più fastidioso è che con questo meccanismo di tagli indiscriminati si dà un premio alle Regioni “lazzarone” mentre si puniscono le Regioni più virtuose.
Quindi dovremmo veramente iniziare una discussione – come dicevano bene sia il collega Ricci che il collega della Lega – su un federalismo fiscale serio.
Perdonatemi se faccio ora una piccolissima parentesi polemica. Mentre si affossa il ruolo delle Regioni in questi giorni a Roma si sta istituendo un nuovo e certamente inutile Ministero, significherà come minimo 10 milioni di euro fino alla fine della legislatura.
Ma la cosa più pesante e più fastidiosa per noi dell’Italia dei Valori è che con questa manovra si incide pesantemente sulla vita dei più deboli e delle loro famiglie. Come pure vengono penalizzate le persone down, i ciechi, i sordomuti, gli autistici, i veri invalidi civili – quelli falsi un sistema per continuare a rubare lo trovano quasi sempre! –.Speriamo quindi che questa manovra venga immediatamente corretta.
Un ultimo appunto lo vorrei rivolgevere all’amico e collega Francesco Massi, che come sempre fa interventi equilibrati e intelligenti, seppure non sempre li condivida. Forse egli dimentica i pronunciamenti pesantemente critici fatti dall’Anci a livello locale e a livello nazionale anche sui tagli applicati dal Governo Prodi, noi consideravamo sperequativi anche quelli,

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. In Conferenza dei Capigruppo era stato detto che dovevamo ascoltare una relazione del Presidente della Giunta in quanto questa Assise doveva essere portata a conoscenza del momento politico ed economico che stiamo vivendo. Vedo però che dalle valutazioni delle criticità della manovra finanziaria, firmata all’unanimità da tutti i Presidenti delle Regioni, si sta passando ad una discussione povera di contenuto. E’ povera di contenuto perché al momento abbiamo solo delle linee generali di un certo programma. Programma sul quale successivamente, mi auguro, dovremo intervenire, visto che vi sono delle variazioni, degli emendamenti, delle pressioni, come quella che noi giustamente stiamo ora realizzando, al Governo centrale affinché riveda certe posizioni.
E’ indubbio che stiamo vivendo un momento di crisi difficile, è una crisi totale che, secondo me, ha radici sin dal momento in cui siamo entrati in Europa quando abbiamo avuto un cambio lira-euro a 1.936,27. Da qui sono iniziate le difficoltà, si è avuta una politica allegra che ha accompagnato la nostra vita nazionale, regionale e locale.
Si vive anche un momento di estrema confusione, un momento dettato da una ripresa – perlomeno così sembrava – debole e incostante. Alla fine del tunnel si pensava di vedere la luce poi è successo un patatrac, ossia il problema della Grecia – che io proprio non riesco a capire, ma forse molti di voi sapranno darsi una giustificazione –, è subentrata la problematica dell’Europa, Merkel. Dunque la necessità di rimettere mano ai conti perché molto probabilmente non erano veritieri oppure c’è stata una situazione di leggerezza nel condurre l’amministrazione a livello nazionale, regionale e locale.
Indipendentemente da questo documento, già votato dai Presidenti delle Regioni e che chiaramente voteremo, non penso che il Governo, avendo anche più Regioni di centro-destra rispetto al centro-sinistra, voglia fare una finanziaria che penalizzi le Regioni. Credo invece sia stato costretto a dare degli input ben precisi, che sono veramente difficili da assorbire in maniera logica e intelligente proprio perché la situazione veramente drammatica.
Credo, Presidente Spacca, peraltro dopo tanto tempo la rivedo con piacere qui seduto in mezzo a noi (…) No, Presidente, la mia non è una battuta, sono contento, il mio è davvero un saluto cordiale. Io non faccio polemica, la campagna elettorale finita, quindi la rivedo con piacere, ma lei ha la coda di paglia. (…) Allora non la saluto cordialmente, la saluto solo! Stavo dicendo che non tutti i mali vengano per nuocere, credo che la politica seria debba mettere mano in maniera diretta a tante cose, lasciando da parte ad inizio legislatura quelle speculazioni, quei certi privilegi che possono avere i Consiglieri, bensì intervenendo in maniera diretta.
Bene ha fatto il Presidente Solazzi dall’alto della sua competenza e capacità a mettere mano al regolamento in merito ai nostri lavori assembleari. Mi sembra giusto e doveroso dare un piccolo esempio alla vita quotidiana di quei tanti cittadini che hanno difficoltà ad andare avanti. Credo però che occorra mettere mano alla situazione della nostra Regione, che è sì virtuosa in base a ciò che hanno detto sia l’Assessore che il Presidente, ma è anche una Regione che nel suo bilancio – che conosco solo parzialmente – non è intervenuta in maniera diretta su determinati sprechi ed iniziative. Dico questo perché, ad esempio, la settimana scorsa dovevamo votare le tante nomine di enti iscritte all’ordine del giorno, ma poi ci siamo responsabilmente dovuti fermare proprio perché non era possibile visto questo taglio grossissimo in atto a livello nazionale.
Quindi, ripeto, occorre mettere mano a determinate situazioni. Si parla di un Ersu regionale, di Erap, e noto con piacere che si comincia a parlare sulla questione sanità di cose che io è da tempo che sollevo, ossia che non si possono avere tutte queste Zone territoriali, tutte queste aziende, tutti questi direttori, sufficiente un’azienda per ogni provincia, tenendo conto della peculiarità di alcune aziende del nord, del sud e della zona di Ancona.
Evitare parcellizzazioni significherebbe avere un grosso risparmio e soprattutto significherebbe eliminare quello sperpero che è stato sotto gli occhi di tutti, occorre una gestione sanitaria realizzata nel bilancio non più in negatività bensì con la vendita dei beni di famiglia che porteranno ad un pareggio.
E’ così, poi ne parleremo anche in qualche prossima seduta. Il bilancio l’ho comincio ad analizzare. Parleremo dei bond, parleremo della preoccupazione dei cittadini marchigiani, parleremo anche della preoccupazione dei tanti Assessori che già trovandosi in difficoltà per un settore che non stato mai valorizzato si trovano ora anche con minori risorse.
Quindi daremo forza a questi Assessori perché se dobbiamo ripartire lo dobbiamo fare con scelte coraggiose, anche con critiche feroci al nostro Governo, ma al tempo stesso con esempi virtuosi, non virtuali, che però finora non ho visto.
Sicuramente con l’input che ci arrivato, Presidente Solazzi, tutti noi avremo il coraggio di fare, di controfirmare, di appoggiare, nell’interesse di quella politica seria che dovremmo fare come pure nell’interesse della nostra collettività.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ringrazio il Presidente Spacca per l’impegno che in questo periodo ha profuso nelle negoziazioni con il Governo.
Le Regioni, come ci ha detto il Presidente, hanno diminuito la spesa mentre lo Stato l’ha aumentata del 10%.
La Lega parla tanto di Roma ladrona, ma andando a Roma non è riuscita a diminuire le spese bensì ad aumentarle. Berlusconi infatti parla di alleggerimento dello Stato ma di fatto mantiene gli stessi livelli di spesa. Magari è perché ha bisogno di finanziare senza nessun controllo le varie protezioni civili spa o e i vari interventi o eventi che vuole mettere in campo.
Sono state praticamente cancellate tutte le risorse per le funzioni trasferite. Ma senza le risorse come può nascere il federalismo? Quali funzioni possono essere esercitate a livello locale?
Eravamo arrivati ad un certo livello di federalismo, perché da parte delle Regioni oltre alla sanità ci si stava avviando verso una programmazione di settori quali il coordinamento delle politiche industriali, il coordinamento delle politiche agricole, lo sviluppo e il coordinamento delle politiche turistiche. Ora però non ci sono più risorse, quindi l’unica funzione trasferita sarà soltanto quella della sanità.
Quindi pensare sia ancora in atto un percorso verso il federalismo ci vuole proprio tanta fantasia, perché esercitare funzioni senza risorse significa proprio prendersi in giro.
Oltretutto si vogliono applicare tagli fatti senza fare valutazioni e senza strategie. Al contrario, invece, quando diminuiscono le risorse l’azione da fare dovrebbe essere quella di mirare quei settori su cui convogliare, appunto, le risorse. La Merkel in Germania ha messo in piedi un piano di tagli, che pure poteva evitare, inserendo finanziamenti importanti proprio per quei settori considerati strategici.
Penso quindi che anche nella manovra dei tagli del nostro Governo si sarebbero dovuti indicare dei percorsi strategici.
Questa manovra economica supera il federalismo, favorisce la secessione, separa, c’è il sud che va verso la Grecia e il nord verso la Germania. Ciò corrisponde al progetto del centro-destra, ossia indebolire e smantellare lo stato sociale a vantaggio del libero mercato, senza se e senza ma, senza cercare mediazioni.
La Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che si sarebbe dovuto azzerare, ad esempio, il finanziamento di 13 miliardi per gli aerei da combattimento, perché soprassedere ad un finanziamento di questo genere non avrebbe portato grossi danni né all’economia né ai cittadini italiani. Oppure bloccare le grandi opere inutili, come il ponte sullo Stretto, di circa altri 10 miliardi di euro. Ancora, ridurre – se ne parla da tempo, quindi facciamolo! – del 50% i membri del Parlamento, e non dei Consiglieri comunali che seppure rappresentino la democrazia non rappresentano costi. Sopprimiamo le protezioni civili spa, gli incarichi diretti che favoriscono gli amici della cricca e su cui non c’è il controllo della spesa.
Inseriamo la tobin tax. Ci sono speculazioni finanziarie a breve termine che vengono tassate al 12%, cioè la metà di quello con cui vengono tassati i nostri conti correnti, però non si ha ancora il coraggio di proporre questa semplice misura finanziaria ed economica.
Secondo la Sinistra Ecologia e Libertà i tagli andrebbero dunque fatti su ben altre questioni, a cui dovrebbero seguire investimenti su punti strategici.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Credo che il dibattito sulla manovra finanziaria qui rappresentato, voluto dal Presidente Spacca e dalla Giunta regionale, sia un momento importante per questo consesso regionale. Ritengo che quelle preoccupazioni che tutti noi avevamo appena uscita la Finanziaria, preoccupazioni che soprattutto abbiamo percepito stando tra la gente, sia giusto confrontarle anche all’interno di questa Assemblea legislativa.
Al di là delle sfaccettature, delle sfumature, delle varie valutazioni di carattere politico, quello che a me ha fatto piacere ascoltare fino ad ora è che tutti condividono le preoccupazioni sul fatto che una manovra finanziaria così importante vada a colpire indiscriminatamente tutti gli enti locali (Regioni, Province, Comuni), penalizzando maggiormente quelli che fino ad oggi sono stati più virtuosi.
Questo è il primo punto su cui dobbiamo fare leva, come peraltro è qui emerso e come si può leggere dal documento presentato all’unanimità da tutti i Presidenti delle Regioni d’Italia.
E’ indubbio che quei Comuni, Province e Regioni che in questi anni sono stati parsimoniosi, hanno rispettato i patti di stabilità, hanno lavorato per recuperare al massimo tutte le potenzialità e ridurre al massimo gli sprechi, per cui non possono essere quelli che pagano con questa manovra finanziaria.
Quindi, al di là di tutte le disquisizioni di carattere politico, dovremmo fortemente votare, spero all’unanimità, la risoluzione presentata oggi in Assemblea legislativa. In questo modo rafforzeremo in maniera forte e chiara davanti al Governo nazionale sia la posizione della Regione Marche, sia la pozione di tutte le Regioni.
La Regione Marche è considerata una regione virtuosa, i dati danno ragione al Presidente Spacca e alla Giunta che hanno appunto svolto un lavoro corretto e coerente con gli impegni davanti ai cittadini. Quindi se da qui partirà questo messaggio sicuramente le Marche ne usciranno ancora più rafforzate.
E’ indubbio che dovremmo stare molto attenti affinché questa manovra finanziaria non vada ad incidere in maniera drastica sulle famiglie e sulle criticità sociali. E per criticità sociali intendo tutte le varie posizioni che esistono, dalla criticità della terza età a quella di chi ha un handicap. Soprattutto infatti sarà difficile dire ai soggetti di cui alla legge 104, quelli cioè che hanno una pensione in quanto raggiungono l’80% di invalidità, che questo livello verrà innalzato all’85%. Che significherebbe veramente disconoscere fortemente quei valori sociali che hanno contraddistinto fino ad oggi l’Italia e tutte le Regioni, come pure tutti coloro che si sono fortemente impegnati nel dare risposte importanti dal punto di vista sociale.
Pertanto il Partito Socialista, che io rappresento in questa Assemblea legislativa, sicuramente voterà la risoluzione presentata dal Presidente e dalla Giunta, affinché potremo dare una risposta forte, e in un certo qual modo anche critica, ad una posizione presa dal Governo, in particolare dal Ministro Tremonti, senza che vi sia una razionalità nel differenziare le regioni da altre.
Questo è sicuramente un impegno forte, come altro nostro impegno forte sarà quello di verificare, come annunciato dal Presidente Spacca, se ci saranno delle possibilità per ridurre e quindi per dare un segnale ai nostri concittadini marchigiani.
Su questo dobbiamo lavorare, senza però creare facile demagogia e facile populismo, non daremmo né una risposta forte né soprattutto potremmo risolvere i forti e tanti problemi della gente. Dobbiamo inoltre state attenti alle criticità dei nostri concittadini e alle problematiche del lavoro, cercando di dare risposte forti anche all’imprenditoria che oggi nelle Marche si trova in grandi difficoltà.
Quindi, ripeto, siamo pronti a votare questa risoluzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Innanzitutto ritengo si debba ribadire la necessità di votare la risoluzione presentata, una voce dell’Assemblea legislativa delle Marche da presentare al Parlamento e agli organi deputati, in particolar modo al Governo. Una posizione sulle valutazioni in ordine alle principali criticità della manovra finanziaria 2011-2013 presentata dal Governo nazionale, che non è soltanto quella di un organo amministrativo bensì di un’intera Assemblea legislativa,.
Credo sia una linea su cui non dobbiamo indietreggiare, anche perché non ci rendiamo forse ancora completamente conto della drammaticità dei tagli imposti a tutte le Regioni. Ossia di quel 40% di tagli complessivi previsti per il 2011 e di quel 30-35% per il 2012, che ingesseranno nello svolgimento delle loro funzioni tutte le Regioni a statuto ordinario, come appunto la nostra. Questo ci riporterà veramente indietro alla legge 382 e al decreto 616 del 1977. Si vuole insomma privare di quelle capacità che le Regioni, in particolare la Regione Marche, hanno saputo svolgere in vasti campi ai fini della crescita sociale ed economica delle comunità.
Vorrei aggiungere ora una mia personale considerazione. Quella cioè che per uscire da questa impostazione di ristrettezza economica dovremmo anche presentare delle proposte alternative alla posizione assunta dal Governo, che siano in funzione positiva e quindi non soltanto di natura politica.
Pertanto credo che il primo segnale che dovrebbe uscire dalla prossima Conferenza delle Regioni e delle Province autonome debba essere proprio quello di un diverso riparto della manovra, con la conseguente riduzione del contributo delle Regioni non in termini di saldi bensì in termini di proporzionalità rispetto a quelle che sono le necessità imposte dal Governo centrale.
Inoltre, nell’ambito di una applicazione futura del federalismo fiscale, occorre una riforma fiscale con l’aumento delle aliquote per le fasce ritenute più alte. Ciò in considerazione della necessità di una partecipazione proporzionale delle categorie produttive nei confronti di quello sforzo economico a cui tutti quanti in questa fase siamo chiamati a gestire. Per quanto riguarda le Regioni, invece, il possibile sblocco delle aliquote Irap, dell’addizionale regionale Irpef e altri tributi. Quindi la partecipazione delle Regioni alla lotta contro l’evasione fiscale.
Se questo non succederà l’attuale manovra, che comunque verrà partorita dal Parlamento, rischierà di dare un risultato, certo, di saldo in termini di rispetto delle linee indicate dall’Unione europea, ma che nella fase strutturale, cioè dal 2012 in poi, creerà una penalizzazione non soltanto dal punto di vista economico finanziario, ma in maniera fortemente drammatica anche sulle capacità di rapporto delle azioni della pubblica amministrazione rispetto alle richieste dei cittadini utenti, andandosi così a creare quelle condizioni di contraddizione sociale che certamente nessuno si augura.
Concludo richiamando la necessità, come segnalato in Aula da vari Consiglieri, di riprendere un dibattito anche sull’opportunità di quei tagli autonomi che la Giunta regionale ha in mente di fare, tagli che da soli certamente non basteranno a contribuire a quella richiesta estrema che oggi la nazione ci impone di seguire e di realizzare. Un dibattito che però dovrebbe seguire la logica non soltanto di una razionalizzazione e diminuzione della spesa, ma anche di uno snellimento capace di dare ulteriori risposte a quelle funzioni sociali a cui la Regione Marche, a quel punto, sarà chiamata a dare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Sarò telegrafico. Voglio intervenire, oltre che per onorare la mia presenza in quest’Aula, anche perché, in base all’andamento che hanno preso i lavori di questa mattina, occorre dire qualche cosa, quindi lo farò.
Certamente apprezziamo l’impegno che sulla questione hanno preso il Presidente Spacca e l’Assessore Marcolini, come auspichiamo la condivisione del documento delle Regioni, ma credo che il vero dibattito lo faremo a manovra approvata.
Una manovra che se verrà fatta, da quello che ho capito, a saldi invariati confermerà – noi ci auguriamo di no – che sarà una manovra depressiva sul piano economico, una manovra svilente della democrazia, così come costruita nelle sue articolazioni nel nostro Paese, che vedrà una conseguente forte penalizzazione dei territori.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, quindi ringrazio tutti i Consiglieri e i Gruppi per la modalità con cui si è svolta la discussione. In poco più di un’ora, con interventi pacati, siamo riusciti ad affrontare un tema importante. E di questo ringrazio anche il Presidente Spacca che ha introdotto ed illustrato il tema.
Passiamo ora alla votazione della proposta di risoluzione…(…) Prego, Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Presidente, mi scusi, ma prima avevamo detto che abbiamo firmato e quindi votiamo questa risoluzione, ma che in aggiunta ne volevamo presentare un’altra. Come peraltro è stato fatto anche altre volte. Giusto?

PRESIDENTE. Consigliere Massi, ma questa proposta di risoluzione è stata presentata?

Francesco MASSI. Le chiedo scusa, Presidente, sta arrivando, la stiamo predisponendo.

PRESIDENTE. Però, scusate, Consiglieri, tecnicamente un dibattito come questo si dovrebbe chiudere con una risoluzione. Comunque ora, visto che la Presidenza è in possesso di una sola proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Latini, Malaspina, Eusebi, Ricci, Pieroni Marinelli, Massi, Marangoni, Binci, Cardogna, ne do lettura e poi la porrò al voto:
“L’Assemblea legislativa delle Marche
Visto il documento della Conferenza della Regioni e delle Province autonome del 15 giugno 2010 contenente valutazioni in ordine alle principali criticità della manovra finanziaria 2011-2013 di cui al decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010;
Condivisa la necessità di una manovra tempestiva rispetto alla situazione economica attuale per dare una risposta concreta ai mercati e all’Unione europea;
Ritenuto tuttavia che le misure disposte nei confronti delle Regioni e degli Enti locali compromettano gravemente il livello dei servizi erogati, sino a limitare significativamente lo stesso profilo istituzionale degli enti stessi;
Ritenuto necessario sostenere come Assemblee legislative l’azione degli esecutivi regionali volta al raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa, secondo criteri di equa distribuzione, dei pesi tra i vari livelli istituzionali;
Ritenuto che si debba, nell’ambito della manovra, tenere conto delle misure già adottate dalle Regioni più virtuose in tema di razionalizzazione della spesa;
Considerata la necessità di garantire il principio della corrispondenza tra le funzioni attribuite e le risorse necessarie ad esercitarle, nonché di assicurare la compiuta attuazione del federalismo fiscale;
Fa proprio il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 15 giugno 2010, contenente “Valutazioni in ordine alle principali criticità della manovra finanziaria 2011-2013, 10/043/CR1/C2, di cui al decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010;
Impegna il Presidente della Giunta regionale e il Presidente dell’Assemblea legislativa a sostenere in tutte le sedi di confronto interistituzionale le iniziative finalizzate alla modifica delle misure predette.”.
Passiamo ora alla votazione di tale proposta di …(…) Consigliere Massi, prego.

Francesco Massi. Presidente, le stiamo consegnando la proposta di risoluzione che le avevo preannunciato.

PRESIDENTE. Però ora, Consigliere, devo porre in votazione la proposta di risoluzione che ho poc’anzi letto, poi metterò in votazione, visto che mi dice che verrà depositata, anche quest’altra proposta di risoluzione.

Francesco MASSI. Bene, Presidente, ripeto, noi questa prima risoluzione la votiamo, ma credo debba essere letta come pure illustrata anche questa seconda proposta. Giusto?

PRESIDENTE. Intanto pongo in votazione la proposta di risoluzione che vi ho letto.

(L’Assemblea legislativa approva)

Ora, essendo stata presentata in questo momento anche una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Zinni, Massi, Ciriaci, Marinelli, Carloni, D’Anna, Silvetti, Natali, Foschi, Acquaroli, vorrei intanto capire se c’è qualcuno che la vuole illustrare, oppure se ne devo dare subito lettura. Dopodiché, appena avuta questa risposta, avendo io solo l’originale in mano, sarà nostra cura far distribuire a tutti i Consiglieri questo testo ulteriore. (…) No, un dibattito scaturito dalla richiesta da parte della Giunta di intervenire – una facoltà appunto della Giunta alla quale l’Assemblea deve conformarsi – può concludersi solo con una risoluzione; naturalmente se le richieste di risoluzione sono due, tre, quattro o diciotto non possiamo passare al voto solo di una ma comunque di tutte. Qui però si tratta di un giudizio politico da dare rispetto ad una iniziale partenza che appunto prevedeva una risoluzione peraltro su un documento condiviso dai Presidenti di tutte le Regioni, mentre ora qui è stata presentata anche una risoluzione diversa. Questo ovviamente è un giudizio politico che non devo dare io, ma visto che prima mi ero complimentato con i Gruppi, insomma!
Sinceramente trovo anche un po' contraddittorio il fatto che ci sia la firma in questa seconda proposta di risoluzione di alcuni Consiglieri che hanno firmato anche quella approvata. Ma a questo punto suggerisco, visto che tecnicamente nel corso di un dibattito di questo tipo ci sta che si possa presentare una mozione, di trasformare eventualmente questa seconda proposta di risoluzione in mozione, che però non può essere discussa ora e quindi semmai se ne chiederà l’iscrizione alla prossima seduta. Altrimenti votiamo questa e basta. (…) Bene, allora votiamo questa
C’è qualcuno che la vuole illustrare o la leggo io? Prego, Consigliere Zinni. Intanto chiedo agli uffici di distribuire copia di questa seconda proposta di risoluzione.

Giovanni ZINNI. Vorrei innanzitutto fugare le perplessità del Capogruppo Ricci facendo presente che ci tenevamo a fare questo documento, credo sia un nostro diritto politico poter dire in quest’Assemblea che non tutto quello che fa il Governo è negativo. Lei nel suo sintetico intervento ha comunque utilizzato un termine che per noi politicamente non è condivisibile, ovvero ha detto che questa manovra è interamente sbagliata. Per noi non è così.
Quindi se da un lato abbiamo voluto accogliere l’appello del Presidente della Regione – ma che se vogliamo dirla tutta è un appello che nasce dall’Assessore Marcolini in Commissione bilancio – è perché abbiamo il senso della responsabilità, ossia ci rendiamo conto che comunque siamo Consiglieri regionali e come tali abbiamo quindi anche il dovere di intervenire a favore dell’Ente per il quale siamo stati eletti.
Per cui abbiamo votato a favore del documento della Conferenza delle Regioni in quanto è documento che, vorrei fosse chiaro, ha individuato in maniera chiara e netta una serie di campi d’azione sui quali emendare e modificare la manovra, non ritirarla.
Ci rendiamo conto che questo nostro secondo documento, aggiunto alla prima risoluzione, assume un carattere più politico rispetto all’appello tecnico-istituzionale portato in Aula dall’Assessore Marcolini. Però ci rendiamo anche conto che pur di essere di supporto all’Istituzione non possiamo diventare servi sciocchi di una strumentalizzazione politica complessiva in atto da parte delle forze politiche alle quali la nostra maggioranza appartiene, una strumentalizzazione che tende ad individuare in questa manovra il disastro più assoluto.
Vorrei allora qui ricordare gli aspetti buoni di questa manovra.
Innanzitutto essa nasce e si confeziona per cercare di ripianare il debito pubblico, per cercare di razionalizzare e ridurre i costi degli apparati amministrativi, come ad esempio sopprime enti inutili o tagliare le indennità del 10%. Insomma interviene concretamente su tutti quei comparti che prima o poi dovevano essere affrontati.
Pertanto il PdL in quest’Aula vuole comunque ringraziare il Governo per questa manovra in quanto è convinto che sia necessaria.
Oltre questo riteniamo sia essenziale, per quel rispetto del principio di sussidiarietà verticale e cioè del rapporto di trasferimento delle materie fra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali, una dialettica costante che non dovrebbe mai esaurirsi.
Riteniamo inoltre che a parità di saldo di manovra si debba rivedere, su questo dobbiamo essere anche tutti molto chiari e seri.
Certamente credo sia più che giusto che un Presidente di Regione e la sua Giunta rivendichino di più, è un po’ come un presidente di una squadra di calcio che all’interno di una Champions League magari fa finta di niente o non vuole fare la campagna acquisti per migliorare la sua squadra. Quindi è più che legittimo quello che fanno il Presidente Spacca e l’Assessore Marcolini e altri. Ma noi siamo un’Assemblea legislativa, siamo un qualcosa di diverso dall’organo di governo, noi siamo classe dirigente in senso più ampio, quindi dobbiamo assumerci delle responsabilità ed essere seri fino in fondo. E per essere seri fino in fondo, allora, credo che non si possa dire solo che questa manovra è necessaria, ma dovremmo essere noi i primi a non incancrenire questo dibattito e questa concertazione Stato-Regioni.
Il primo punto su cui non si può far finta di niente è che qualunque modifica, se vogliamo essere non solo realisti ma anche propositivi, dovrà avvenire all’interno di una parità di saldo della manovra. Si dovranno rivedere i parametri, si dovrà trovare il modo di ridare strumenti per andare avanti con il federalismo fiscale, per andare avanti sulla sanità, sul sociale, ma questo è un punto cardine.
Il secondo aspetto, che non è differente ma aggiuntivo alla risoluzione votata, è che chiediamo, a prescindere dalla manovra, una serie di impegni a questa maggioranza, al suo Presidente e alla sua Giunta, per cercare di intervenire direttamente, laddove si potrà farlo, con una serie di operazioni di riforma politica, al fine di comprimere i costi, gli sprechi e cercare di razionalizzare.
Come allora non citare il discorso dell’Asur, che per noi è un impegno prioritario, manifestato non solo in campagna elettorale ma anche da altri colleghi della precedente legislatura, manifestato sui giornali dai nostri vertici di partito. Ossia più volte abbiamo chiesto una riforma della sanità che riduca le tredici Zone territoriali vigenti a cinque di natura provinciale, con necessaria diminuzione dei dirigenti e accorpamento dei centri di costo.
Noi siamo per la riduzione delle società partecipate, la loro soppressione o l’accorpamento. Siamo per andare a riorganizzare il personale della Regione che, vorrei ricordare, è un numero molto consistente. Bisogna lavorare sulla mobilità volontaria, su strumenti in concertazione per cercare di snellire la macchina amministrativa.
Noi vorremmo sopprimere enti come la SVIM, vorremmo verificare bene se qualunque sede all’estero ha prodotto risultati per gli imprenditori, quindi se necessaria o se dovrà essere soppressa.
Vorremmo raggiungere una riorganizzazione all’interno delle pubbliche amministrazioni e i Comuni per la gestione dei servizi.
Insomma, chiediamo una serie di impegni netti, chiediamo un segnale. Ci perdoneranno sicuramente gli esponenti della Giunta e i Capigruppo se abbiamo “spezzato” l’armonia del documento precedente, però credo che ognuno debba poter recitare il proprio ruolo.
Sarebbe patetico avere in quest’Aula un’opposizione che non sollecita, che non fa delle richieste chiare e nette, non manifesta il suo dissenso sulla gestione locale. Come pure sarebbe stato assai negativo avere un’opposizione che pur di essere tale non avesse votato il documento precedente, un documento che comunque consta della rivendicazione necessaria al Governo per apportare alcune modifiche.
Quindi perdonateci questo, credo però che ne sarete più contenti sul piano della lealtà politica. Ritengo sia doveroso da parte nostra chiedere al Presidente e alla sua maggioranza di intervenire, laddove non siamo d’accordo, su spese e centri di costo.
Tutto questo ci sembra il modo migliore di onorare questo dibattito, che per l’appunto è sia quello di chiedere al Governo, sia quello di dare al Governo un esempio locale, però non solo sulle tabelle che certificano com’è efficiente la Regione, ma anche sul discorso del taglio dei costi delle pubbliche amministrazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. A dire la sincera verità volevo intervenire per commentare.

PRESIDENTE. Consigliere, non è possibile.

Giancarlo D’ANNA. Va bene, prendo atto che in quest’Aula non si può più parlare!

PRESIDENTE. Consigliere, a norma del regolamento c’è solo la possibilità di dichiarare il voto.

Giancarlo D’ANNA. Si, lo so, quando si tratta del “vogliamoci bene” è bene finire col “vogliamoci bene”, però francamente non credo che questo sia il nostro ruolo. Qui si fa a gara nel dire che cosa devono fare gli altri e mai si prende in seria considerazione cosa dovremmo fare noi, ritengo invece ci sia proprio bisogno di dichiarare anche le problematiche della nostra Regione.
Vede, Presidente, nella scorsa legislatura c’era una proposta che proveniva dai banchi di Alleanza Nazionale che prevedeva alcuni tagli ai cosiddetti costi della politica, se non ricordo male alcuni riguardavano l’incompatibilità tra il vitalizio del Consigliere regionale e quello del Parlamentare.
Ricordo che l’allora Capogruppo Giannini disse: “ma questa è una proposta che deve essere analizzata, ci torneremo sopra, ne parleremo, entreremo nel merito della questione”, però da allora, sono passati due anni, non è ancora successo niente.
E il dibattito di oggi assomiglia proprio a quello di due anni fa. Ossia, diciamo al Governo che ha fatto una manovra finanziaria che non sta bene ai Governatori di tutta Italia, però allo stesso tempo approviamo un documento degli altri e poi facciamo una proposta di risoluzione.
Qualche settimana fa, prima che il Governo parlasse di tagli, il sottoscritto lanciò un’idea in merito vitalizio dei Consiglieri regionali. Apriti cielo! Fu detto che era una proposta demagogica, bisogna fare questo, bisogna fare quell’altro, insomma, ognuno di noi ha fatto il professore su quello che doveva fare. Però poi alla fine che cosa è successo? E’ successo che, ad esempio, in una interrogazione presentata dal sottoscritto nella scorsa legislatura di parlava di un immobile della Regione Marche, dal valore di 1.395.071,00 euro, venduto in conto servizi e tra questi servizi c’era l’analisi della realtà produttiva del comparto florovivaistico: 200 mila per pesce povero corretta alimentazione, 90 mila per promozione territoriale attraverso la visione integrata uomo-mare. Noi abbiamo ceduto un immobile di 1 milione 395 mila euro circa in conto servizi, che significa rapporto uomo-mare, rapporto florovivaistico, ecc..
Non solo, c’è un’altra mia interrogazione, alla quale non venne neppure data una risposta, che riguardava il pagamento di 648.524,00 euro a favore della Fincoop per un impianto di depurazione di Fermo e Porto San Giorgio. Però nessuno ha mai detto chi era il responsabile dell’errore che era stato commesso, nessuno, ripeto, ha ma risposto all’interrogazione. (…) Consigliere, non si preoccupi, quando lei presenterà le interrogazioni...

PRESIDENTE. No, no, non interrompete! Però, Consigliere D’Anna, lei non può parlare di tutto il mondo, deve solo fare una dichiarazione di voto sulla proposta di risoluzione!

Giancarlo D’ANNA. Io utilizzo il poco tempo che ho a disposizione per dire le cose...

PRESIDENTE. No, lei non può parlare su quello che vuole, altrimenti le tolgo la parola!

Giancarlo D’ANNA. Lei mi tolga pure la parola, così di quest’Aula daremo proprio un bell’esempio!

PRESIDENTE. Lei non può parlare di quello che vuole! E’ in fase di votazione...

Giancarlo D’ANNA. Io sono stato eletto per parlare, caro Presidente! Qua la parola non la toglie nessuno, io continuerò a parlare anche senza microfono!

PRESIDENTE. No, Consigliere, se lei continua gliela tolgo subito!

Giancarlo D’ANNA. Io prima avevo chiesto la parola, Presidente, e siccome non ho revocato la richiesta...

PRESIDENTE. Lo ha fatto il suo Capogruppo.

Giancarlo D’ANNA. Comunque non l’ho fatto io, per cui la prossima volta, Presidente, lo chieda a me, sono io che ho richiesto di intervenire!

PRESIDENTE. Consigliere, gli sono rimasti quattro minuti, la prego, concluda!

Giancarlo D’ANNA. Allora con questi miei quattro minuti vado avanti a dire altre cose.
Siccome, ripeto, siamo sempre capaci di dire quello che devono fare gli altri, che allora la Giunta dia una dimostrazione di serietà e di coerenza, iniziando ad esempio a togliere subito gli Assessori esterni. Non c’è necessità, togliamoli, diamolo questo segnale! Dopodiché invieremo alle altre Regioni il nostro provvedimento, la nostra legge che dice che non ci possono essere Assessori esterni. Visto che non c’è la necessità, visto che tutti devono fare i sacrifici. A qua i sacrifici li devono fare sempre gli altri!
Il Consigliere Binci dice che il Parlamento deve ridurre i parlamentari, casomai prima dovremmo pensare di ridurli qua! Perché dobbiamo chiedere agli altri di farlo! Lo vogliamo dare questo esempio o non lo vogliamo dare! Oppure andiamo sempre a chiedere agli altri di fare le cose! Su questa SVIM vogliamo intervenire una volta per tutte o no! E’ utile, non utile, cosa ci ha portato in questi anni? Questo dobbiamo chiederci!
Ancona, per i locali che sono ancora in via Don Gioia cosa stiamo facendo? E’ stato fatto un investimento forte sul Palazzo delle Ferrovie, allora come mai ancora abbiamo gli uffici in via Don Gioia e dobbiamo pagare da una parte e dall’altra?
Vedete bene, allora, che i modi per intervenire per fare un lavoro serio di riduzione dei costi da parte nostra, senza andare solo a criticare gli altri, ci sono.
Io la risoluzione l’ho votata però vorrei vedere anche qui degli impegni concreti da questo punto di vista. Allora, ripeto, che il Presidente Spacca ci dia un segnale eliminando gli Assessori esterni, affrontando seriamente anche il discorso del vitalizio.
Ad esempio il Presidente Solazzi ha proposto di smarcare quando si viene in Aula, un’idea che noi avevamo avanzato anche lo scorso anno, ma non è quello il taglio che si deve fare, oppure la decurtazione delle assenze, quello già c’era, Presidente, ed è pure giusto che sia così; tra l’altro dobbiamo anche capire che un conto sono le assenze un conto è l’assenteismo!
Credo che al di là delle dichiarazioni e dei documenti del “vogliamoci bene” bisogna incidere realmente e seriamente sulle situazioni, quindi ritengo che questo documento se non altro affronta, almeno in parte, questi argomenti, seppure io avrei aggiunto anche altre situazioni, come quella, appunto, degli Assessori esterni e quel discorso che riguarda non solo i compensi ma anche i vitalizi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Il mio intervento sarà semplice e breve. Qui tutti parliamo di rigore ed io conosco bene il rigore del Presidente Spacca, quindi non ho dubbi che abbia partecipato alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome contribuendo a questo documento sulle valutazioni in merito alle principali criticità della manovra finanziaria 2011-2013.
La criticità è sicuramente generale e nazionale, io però essendo un attento osservatore dei numeri ho notato, come sicuramente avrà notato anche l’Assessore Marcolini, collaborativo della Giunta del Presidente Spacca ormai da ben quindici anni, anche la grande criticità della nostra regione.
Fermo restando che i tagli sono inevitabili e che sono sotto la lente di ingrandimento dell’Unione europea, noi della VI Commissione che ci occupiamo di politiche comunitarie e che stiamo lavorando, grazie anche al Presidente Cardogna, in maniera intelligente, ci stiamo rendendo conto che sono come scatole cinesi.
Noi oggi per un gioco delle parti abbiamo a volte anche sottratto una certa tranquillità al Presidente Solazzi, giustamente incalzato dal Consigliere D’Anna che ad ogni piè sospinto non coglie occasione per richiamare riferimenti concreti del fare politica e per rimarcare le incongruenze che ci sono in quest’Aula. Voglio dire, cioè, che innanzitutto bisognerebbe guardare ciò che succede al nostro interno, all’interno della regione Marche. E quindi vado in maniera diretta al sistema sanitario regionale che assorbe l’83% delle risorse della finanziaria regionale.
Proviamo ora a ribaltare questo discorso a livello nazionale, capiremo allora da dove nasce questa drammatica bancarotta del sistema della finanziaria nazionale. Con 1.800 miliardi e più sarebbe o no il momento di fermarci un attimo a guardare ognuno all’interno della propria Regione?! Lo chiedo a lei, Presidente Spacca, che è sempre così sensibile ai conti economici del mondo della grande industria, del mondo della sanità, del mondo dell’amministrazione regionale.
Lei, peraltro, da buon ambasciatore nei paesi esteri – guardiamo l’ultimo viaggio che ha fatto in Cina –, sicuramente avrà portato un consiglio a chi ha regole diverse dalla nostra finanziaria regionale. Voglio dire che in un confronto intelligente lei sicuramente avrà rappresentato ai cinesi anche il nostro sistema finanziario regionale. Ovvero, in base a quel principio di internazionalizzazione della nostra Regione, avrà detto, che noi esportiamo solo la nostra industria, oppure avrà detto che è la nostra industria ad essere in difficoltà e che quindi cerca nei mercati esteri un rilancio possibile e, mi auguro, sostenibile?
Sono d’accordo che nel gioco delle parti la nostra risoluzione vada in un senso, però nel senso dell’onestà intellettuale, Presidente Spacca, le chiedo anche di puntare il dito sul nostro sistema sanitario regionale, su cui interverrò anche con una mia interrogazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Vorrei solo dire una cosa al Consigliere Zinni, ossia, che forse ho sbagliato a dire che la manovra non è totalmente sbagliata però è sicuramente totalmente quasi sbagliata.
Sono almeno due i presupposti che mi fanno dare questo giudizio. Il primo è il fatto che produce solo tagli lineari e non mirati sulle Regioni più o meno virtuose, il secondo è perché colpisce tutti i settori, dal sociale, alla sanità, all’agricoltura.
Quindi è chiaro che non posso che dire che è totalmente quasi sbagliata, non ho alternativa.
Inoltre, qui si riprende sempre il disco rotto della sanità, quando invece questa Regione è stata in grado di dimostrare con i dati e con gli atti che ha un bilancio sulla sanità in ordine. Allora cosa bisogna dire ancora su questo! Continuate solo a specularci sopra!
La sanità è un tema delicato che ogni volta va sicuramente affrontato con attenzione per vedere se ci sono sprechi ecc., ma riprodurre sempre questa vicenda mi sembra proprio un disco rotto.
Al di là di questo, voglio esprimere un giudizio contrario alla risoluzione che proponete perché è limitata e parziale, non va fino in fondo, non attende che la Giunta proponga qualcosa di diverso e di mirato sui risparmi da fare.
Una risoluzione che individua due o tre punti, di cui uno lo condivido e l’altro no, credo sia inadeguata proprio perché, ripeto, tocca parzialmente e in maniera spaiata solo qualche settore su cui risparmiare.
Ritengo che sarà la stessa Giunta a produrre, e presto lo farà, un documento che individui in maniera precisa, puntuale, verificato con i dati, un percorso di risparmio e di riforma. Quindi che io debba votare un documento dove su cinque punti c’è solo una cosa che mi può stare anche bene, proprio no. E’ una risoluzione che non va al nodo, specula solo su un passaggio.
Poi certamente ognuno è libero di giocare, per la parte politica che rappresenta, le possibilità che ha a disposizione, però, ripeto, questa vostra risoluzione mi sembra molto limitata, parziale ed inutile.
Quindi ritengo si debba votare contro proprio perché non coglie fino in fondo ciò che la Giunta deve produrre e produrrà così come il Presidente si è impegnato a fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Anch’io solo pochi secondi. Voglio dire innanzitutto che sono rimasto stupefatto dell’intervento del collega Zinni che ha davvero dimostrato un’assenza del senso istituzionale. Noi abbiamo votato una risoluzione che è atto istituzionale di tutta l’Assemblea, però lei, Consigliere, ha voluto trasformare questo dibattito istituzionale in un dibattito tutto politico e strumentale.
Dalle nostre parti i Consiglieri regionali del PdL non sono abituati a governare, non sono abituati a rendersi conto che non sono solo esponenti di partito ma anche amministratori locali che devono avere il senso delle istituzioni.
Allora credo sarebbe opportuno ricordare, visto che, ripeto, avete trasformato questo dibattito in un dibattito politico, che il federalismo di cui vi riempite la bocca è stato ucciso proprio da questo Governo. Su 24 miliardi di manovra, 16 miliardi riguardano tagli alla spesa e di questi 14,7 miliardi sono tagli a Regioni, Province, Comuni, ossia più del 90%. Quando invece dal 2004, caro Consigliere Zinni, in un momento in cui la spesa veniva sempre tagliata, gli enti locali hanno prodotto un + 2,5% di contributo a risanamento dei conti pubblici.
Quindi andate a guardare eventualmente di far funzionare meglio i Ministeri. – (…) Io non l’ho interrotta, Consigliere Zinni, capisco che ha poco senso delle regole, ma chiedo le chiedo stesso mio rispetto –. C’è ad esempio il Ministero dell’economia al cui interno – si vada a fare un giro in via XX Settembre – c’è un supermercato. Questo è il funzionamento dei Ministeri e della pubblica amministrazione che ha questo Governo!
Invece poi le Regioni e gli enti locali, che sono i destinatari finali di questa manovra – anzi, i destinatari finali sono i cittadini, gli utilizzatori finali sono altri! –, si ritrovano costretti tagliare in modo indiscriminato servizi per l’assistenza, per i trasporti, ecc..
Oggi avevamo l’occasione di votare una risoluzione su cui si era avviato un dibattito pacato, che voi però avete voluto trasformare, ne prendo atto, in un dibattito di parte. Ritengo abbiate perso un’occasione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Credo non si possa prescindere da un fatto, ossia che rimangono quaranta giorni per convertire in legge questo decreto di 24,9 miliardi di euro. Che non è una velleità o una insensibilità di questo Governo oppure una forzatura maniacale del Ministro Tremonti, serve ad allinearci con gli altri Paesi europei. E’ una misura necessaria che vuole sollevarci dal quel baratro che purtroppo stanno vivendo altre realtà europee.
Io ho aderito con piacere e anche con ragionevolezza a quello che ha detto in Commissione l’altro giorno l’Assessore Marcolini, quindi per senso di responsabilità abbiamo votato l’atto della Conferenza delle Regioni. Documento che in qualche modo avverte l’esigenza di segnalare tutti i problemi che questo provvedimento potrà creare in particolare ai Comuni e alle Regioni.
Però qui l’attenzione rivolta ai tagli che subiranno le Regioni e gli enti locali ha fatto dimenticare che la norma prevede anche un taglio alla spesa pubblica del 10% per quanto riguarda i Ministeri e gli enti centrali, lo fa attraverso la soppressione e il riordino di ventisette enti, un qualcosa che concretamente nella Repubblica italiana non era stata mai fatta.
Così come non è mai stata trattata adeguatamente l’introduzione di meccanismi di riduzione e controllo della spesa. In particolare credo che il Ministro Tremonti, nella novità con cui ha impostato la seria riduzione della spesa pubblica, abbia in mente il taglio degli incarichi, delle relazioni pubbliche, delle sponsorizzazioni non sempre così indispensabili e inevitabili come si è fatto credere in passato.
Sono piovute molte critiche un po’ da tutte le Regioni sia del centro-destra che del centro-sinistra, quindi vi è una sofferenza generalizzata, però le nuove norme in materia di procedure fallimentari, l’introduzione di fatture telematiche, l’abbassamento della soglia entro cui non saranno più consentiti i pagamenti in contanti, rappresentano altrettanti interventi nel settore privato che possono in qualche modo aiutare a sollevare la situazione finanziaria.
E se da un lato c’è la richiesta per i dipendenti pubblici di fermare e adeguare i loro stipendi, dall’altro questo serve anche a parificare la situazione dei dipendenti pubblici a quella dei dipendenti privati. Infatti i dipendenti privati in questo momento stanno probabilmente rischiando molto di più a causa dei licenziamenti, a causa delle varie instabilità aziendali che mettono in discussione lo stesso loro contratto di lavoro. I dipendenti pubblici, invece, che pure in passato hanno visto adeguarsi il loro stipendio, in questo momento di crisi hanno almeno la certezza di non subire licenziati. Quindi è giusto che la misura della manovra voglia creare equità tra il pubblico impiego e l’impiego privato.
Inoltre questo decreto legge prevede diverse sanzioni che in qualche modo rendono anche più serio e trasparente le transazioni finanziarie tra privati.
Quindi siamo di fronte, come ha detto lo stesso Ministro Tremonti, ad un tornante della storia, dove il comportamento della politica a tutti i livelli rende effettive le scelte per il futuro del nostro Paese.
Siamo di fronte ad un taglio dolorosissimo, però in queste ore abbiamo anche assistito al fatto – e qui non è stato detto, quindi mi dispiace che si cerchi la polemica quando non serve –, fatta salva la necessità di mantenere questo saldo di 24,9 miliardi di euro, che il Governo ha dato ampia disponibilità a modificare i tagli. I 2.500 emendamenti presentati in Commissione finanza del Senato dimostrano che c’è la volontà di modificare, soprattutto nella parte dei tagli alla spesa pubblica degli enti locali, questa manovra.
Quindi aspettiamo fiduciosi e rispettosi delle Istituzioni superiori alla nostra che questi tagli siano adeguati alle misure.
Certamente ci aspettano anni difficili, però non si possono aumentare le difficoltà mettendoci dentro anche la strumentalizzazione politica: quando si governa si può difendere il Governo, quando non si governa si può attaccare dando dello scellerato al Ministro di turno.
Ritengo che oggi abbiamo dimostrato serietà. Con questa proposta di risoluzione, che ho firmato anch’io, chiediamo che vengano dati dei segnali seri anche da parte della Regione Marche. Abbiamo individuato alcuni punti su cui la spesa può essere compressa, su cui può vedersi anche un impegno serio del governo marchigiano nell’eliminare alcune spese probabilmente improduttive.
Vi preghiamo quindi di accogliere anche voi questa risoluzione perché va nella stessa direzione di quella vostra risoluzione che tutti prima abbiamo votato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Sarò brevissimo ma sono stato invogliato ad intervenire da chi si permette da maestrina o maestrino di dare bacchettate sulle mani con la penna rossa.
Oggi abbiamo votato la risoluzione spiegata dal Presidente Spacca, però poi i Capigruppo nei loro interventi hanno sicuramente fatto politica, infatti l’intervento del Capogruppo Ricci è stato un chiaro intervento di natura politica. Quindi non pensavamo che avremmo dovuto spegnere il quadro facendo passare tutto in sottordine.
Pertanto con grande senso dell’istituzione, aspetto che qui qualcuno ci ha addirittura contestato, abbiamo voluto porre la Regione di fronte a precisi problemi e a precise domande a cui naturalmente deve rispondere.
Prima il Consigliere D’Anna, nel suo intervento a favore della risoluzione Zinni (primo firmatario), ha parlato degli Assessori esterni, ma qualche Assessore si è risentito richiamando poi la Regione Lazio. Peccato, però, che qui da noi gli Assessori esterni siano stati bocciati dall’elettorato! Qui contro il volere dell’elettore si sprecano dei soldi, anzi direi si investono dei soldi, nessuno di noi è ovviamente in grado di dire se gli Assessori esterni potranno essere veramente il fulcro di questa Giunta e quindi se riusciremmo ad apportare un grande beneficio al cittadino marchigiano, ma in ogni caso sono stati bocciati. Bocciati!
Quindi vogliamo fare una riflessione anche su questo, nessuno ci può impedire di farla.
E questo significa avere il senso dell’istituzione. Quel senso dell’istituzione che manca ad altri forse troppo abituati a governare, che non essendo figli di quella sana opposizione che tante volte fa capire anche come si governa, pensano che i ruoli non siano anche mutabili. Questo mi ricorda l’amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, lo abbiamo visto, lì ancora piangono!
Forse in questa Assemblea legislativa non si è più abituati ad un’opposizione che fa opposizione. Ma questa volta di questo potete stare sicuri! Questa volta l’opposizione ci sarà e cercherà di farsi sentire ogni giorno. Sicché la Regione dovrà rispondere anche a quelle domande poste in questa nostra proposta di risoluzione, come ad esempio su cosa si vuole fare sulla sanità.
Dopodiché se qualcuno si offende perché vogliamo porre domande ne saremo contenti perché a quel punto incalzeremo ancora.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Eusebi, dopodiché chiuderei la discussione lasciando la parola per le conclusioni all’Assessore Marcolini.

Paolo EUSEBI. Rispondendo al suo appello, Presidente, nella mia dichiarazione di voto sarò velocissimo.
Questa seconda proposta di risoluzione contiene solo alcuni accenni di proposta di risparmio, e visto che alcuni ne condivido mentre altri no, ho avuto un attimo di indecisione se votarla o meno. Poi ho notato che neppure i proponenti sono d’accordo sul quel contenuto. Per esempio il Consigliere D’Anna ha richiamato almeno sei o sette volte la questione riguardante l’eliminazione degli Assessori esterni, su cui avremmo potuto discutere, però quello che lui considera a questo punto sia il punto principale del risparmio per la Regione Marche in questa loro risoluzione addirittura non c’è. Quindi posso anche pensare che neppure lui voterà questo documento, ma sono ovviamente problemi suoi, semmai non sarà d’accordo con se stesso.
Pertanto esprimo il voto contrario mio personale e del Gruppo Italia dei Valori.

PRESIDENTE. Lascio ora la parola all’Assessore Marcolini… no, scusate, Consigliere Marangoni, mi perdoni, non l’avevo vista. Prego.

Enzo MARANGONI. Ritengo che la proposta di risoluzione presentata dal PdL sia condivisibile. Nel dispositivo gli impegni che vengono chiesti al Presidente della Giunta regionale sono da sprone all’azione, uno sprone ad agire su alcuni punti. Che poi sia parziale lo posso anche condividere, si potrebbe dire di più, ma intanto cominciamo a fare questo.
Ripeto, è uno sprone ad agire e non ci vedo niente di polemico e di particolarmente contraddittorio rispetto al documento approvato in precedenza e che è stato votato da tutte le Regioni comprese quelle governate dalla Lega.
Quindi questa polemica non la capisco, secondo me è comunque un buon inizio.
Apprezzo, piuttosto, il sentir parlare da parte del Consigliere Eusebi di Regioni lazzarone, come mi fa piacere che l’Assessore Marcolini in Commissione abbia parlato di Regioni canaglia. E questi termini “lazzarone e canaglia” sono stati ascritti a molte Regioni soprattutto del centro-sud – ovviamente Marche escluse che fa parte di quelle poche virtuose – che hanno abusato alla grande. Ossia a quelle Regioni che non hanno fatto tutte quelle operazioni, come ci ha ricordato il Presidente Spacca, di progressivo contenimento dei costi e che in questi anni non hanno fatto una buona azione di autogoverno, anzi, hanno approfittato alla grande della situazione ormai insostenibile e ingestibile.
Apprezzo anche questa conversione al federalismo da parte di tutti, ormai siamo tutti federalisti, ci fa piacere, quindi applichiamolo. Anzi, ho già chiesto varie volte che si introduca l’attuazione del federalismo nelle attività della prima Commissione, proprio per cominciare ad applicarlo concretamente dove possiamo già farlo, a partire ad esempio dal federalismo demaniale.
Mentre nell’intervento del Consigliere Busilacchi non apprezzato quando ha detto che il centro-destra non ha il senso delle istituzioni. Guardi, non ci siamo proprio! Il senso delle istituzioni lo abbiamo, anzi, a questo punto mi chiedo come si possa avere il senso delle istituzioni quando da parte di una sinistra ai tempi di D’Ambrosio si spendevano 35 milioni di euro di consulenze. Quello era per voi il senso delle istituzioni! Il Presidente Spacca ci ha detto infatti che si spendevamo 6 milioni di euro – e non ho ben capito se si spendiamo tutt’ora –, ora siamo a 128 mila. (…) Presidente Spacca, lei infatti non ha precisato l’anno. (…) Nel 2004, perfetto. (…) Lo apprezziamo, ma vuol dire che avete mangiato troppo fino al 2004, avete mangiato troppo voi e i vostri amici!

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, diamoci una regolata e andiamo avanti sul punto!

Enzo MARANGONI. Concludo, Presidente. Leggo oggi nella rassegna stampa che abbiamo aperto un ufficio a Belgrado. Se questi sono i comportamenti virtuosi che ha accennato nel suo intervento, Presidente, beh, siamo in contraddizione.
Mi dicono anche – ma le chiedo conferma, non so bene, è una voce che gira, verificheremo, visto che si è parlato dell’esempio che dovremmo dare, noi per primo, come amministratori nei nostri comportamenti – che nel recente viaggio in Cina lei (e qualcun’altro) abbia viaggiato in business class, quindi con un costo doppio rispetto a chi viaggia più correttamente in classe economy. Non so, magari è solo una diceria, me lo confermi o meno lei. Insomma, voglio dire che sin da noi stessi dovremmo applicare i comportamenti virtuosi, a cominciare da lei, Presidente Spacca, e dalla sua Giunta.
Così come la spesa che si sostiene per il fatto che lei abbia scelto due Assessori esterni non eletti – sono tre, ma lasciamo perdere l’Assessore Marcolini – e che sono stati bocciati dal popolo. Mi dicono che la spesa in cinque anni dovrebbe aggirarsi attorno a 1,5 milioni di euro. Beh, non è un bel comportamento, non è certamente un esempio virtuoso.
Quindi apprezzo questo sprone all’agire e queste buone parole, trasformiamole però su noi stessi in comportamenti virtuosi, l’apprezzeremo di più e saremo ancor più felici.

PRESIDENTE. Lascio la parola all’Assessore Marcolini per le conclusioni.

Pietro MARCOLINI. Devo dire che c’è un po’ di rammarico – come diceva prima il Consigliere Zinni –, perché nella discussione si è spezzato quella sorta di incanto e di armonia che si sarebbe voluta, ed è un peccato. E non è certo in discussone il diritto di illustrare l’attività del Governo sul piano nazionale o viceversa di trovare le ragioni dell’opposizione al Governo.
Nel documento che abbiamo approvato all’unanimità si è provato a sostenere una cosa che non mette certamente in discussione gli approfondimenti che sono seguiti e che inevitabilmente ci dividono permanentemente perché abbiamo valutazioni, analisi e anche uno strumentario diverso rispetto all’analisi stessa.
Però non è neppure possibile fare confusione tra spese e investimenti. Voglio citare due casi, quello di Dustin Hoffman e questo ultimo richiamato delle spese aeree. Ad esempio il caso di Dustin Hoffman non è uno spreco, è un investimento con rendimenti differiti e che sono da manuale di marketing sul piano nazionale. Poter spendere uno e ricevere dieci è una cosa auspicabile in ogni buona organizzazione ed è una delle operazioni culturalmente e commercialmente più consistenti.
Fatemi poi dire una cosa anche sui viaggi. Se vi fate fate una distinta dei viaggi del Presidente oppure degli Assessori quando vanno all’estero – con i poteri ispettivi di questo ne potete chiede risposta – vi rendereste conto; io ad esempio purtroppo vado verso i sessanta, quindi vi assicuro che ritmi quali quelli che impongono il calendario e gli spostamenti in Cina non sarei più in grado materialmente di reggerli se non dovendo scontare un periodo di riposo al ritorno particolarmente consistente. Per cui lavorare in termini ragionevoli per voli nazionali oppure continentali, avendo nell’arco della giornata lavori impegnativi, è del tutto comprensibile. Fare invece voli intercontinentali per poi spostarsi ripetutamente nell’arco di una settimana, cumulando sette-otto di voli aerei intermezzati da impegni di lavoro particolarmente esigenti, vi assicuro che è una condizione che milita a favore dell’efficienza.
Per cui un conto è la spesa, cioè lo spreco, un conto è l’investimento, cioè una spesa che produce utilità. Quindi non bisogna generalizzare.
Sulle consulenze bisogna pensare che la nostra Amministrazione – che con la Presidenza Spacca la cosa si era ulteriormente accentuata – ha cercato di portare all’interno la progettazione, valutando i regolamenti in economia, utilizzando la legge Merloni che premia per l’1% la progettazione fatta in casa, che però prima confluiva in capitoli per progettazione esterna che figuravano come consulenze.
Quindi è un riorientamento paziente che produce effetti in periodi lunghi.
Fatemi inoltre dire che sul versante del federalismo – non se ne abbiano i nostri amici della Lega – non ci sentiamo affatto imbarazzati. Ovvero, ne chiederemo l’applicazione più semplice, che è quella che ogni comunità definisce un contratto sociale in cui servizi e tributi si compensano liberamente, chiedendo un consenso alla comunità amministrata.
Pertanto invito tutti, con l’onestà intellettuale che ci deve contraddistinguere come Istituzione, a vedere se questo documento, che taglia 38 miliardi in tre anni e che all’articolo 14 dice che il federalismo fiscale dal 2014, tamquam non esset, riprenderà dai valori del 2009, sia ragionevole. E lo dico con le parole del Presidente Formigoni o con quelle del coordinatore nazionale degli Assessori alle finanze. Quindi, o i 38 miliardi in questi tre anni si mettono da parte in un fondo segretato oppure alla fine dei tre anni non ci saranno. Anzi, si è voluto dire a Bruxelles che i tagli sono strutturali quindi non recuperabili. Questo è vero soltanto in parte ma in ogni caso non sono recuperabili.
Il federalismo, purtroppo, si regge sulle risorse che vengono distribuite e su un concetto, che non ci intimorisce, non ci imbarazza, i costi standard.
Ritengo che le Regioni debbano essere pesate e debbano conoscere tagli. Infatti nel documento approvato le Regioni ribadiscono la disponibilità a concorrere al risanamento dei conti pubblici ma secondo principi di proporzionalità e secondo l’attribuzione di spese dovute per servizi erogati che conoscono una misurazione di carattere nazionale. Questi sono i LEA, i LEAVAS o i costi standard.
Vi pare allora sensato che un’Amministrazione regionale che amministra 4 miliardi di euro abbia su base annuale 25 mila euro per le consulenze, ossia quei lavori non internalizzabili e che producono un allargamento delle opportunità?! Penso che sia ragionevole per tutti, chiunque abbia amministrato un Comune sa che questo aumenta l’efficienza, non la riduce.
Lo stesso dicasi per quanto riguarda il personale o gli asili nido. Sapete che sugli asili nido la nostra Regione è tra quelle che più hanno investito, la prima è la Regione Emilia che ha 30 bambini serviti su 100 rispetto ad una media nazionale che è di 9.
Se allora il federalismo fosse che fino a 9 riesce ad ammettere la spesa lo Stato e il di più, cumulato nei quarant’anni di stato sociale, viene cancellato, penso che non sia quel federalismo che chiede la Lega bensì il federalismo del buonsenso.
Invece questa manovra pesante, devastante, esattamente come diceva il Presidente Spacca all’inizio, rischia di riportarci indietro, il federalismo viene cancellato, quindi facciamocene una ragione e soprattutto combattiamo per riaffermarlo, non per difendere a partito preso. Questa manovra ci riporta indietro al decentramento amministrativo della fine degli anni settanta, che dopo circa quarant’anni di attività politica è una partita particolarmente deludente.
Ci eravamo già detti, pur capendo le ragioni sottostanti la presentazione di questo documento, sia in Commissione che alla Conferenza dei Capigruppo, di riservare una riunione apposita per valutare quella che concretamente sarà la manovra finanziaria dopo il passaggio di un ramo del Parlamento.
Quindi mi permetto di dire – senza che questo suoni arrogante oppure il non riconoscere i diritti di chiunque in quest’Aula –, di evitare un voto negativo che sul versante istituzionale, come l’introduzione del Presidente ha cercato di blindare, sarebbe assolutamente controproducente. Ripeto, c’è l’impegno della Giunta a fornire tutte le informazioni su base settimanale attraverso gli organi assembleari in Commissione e a fissare, almeno dopo un passaggio in un ramo del Parlamento, una riflessione che ci farà dire le ragioni dei pro e dei contro della manovra che viene sviluppandosi in Parlamento. E’ partita al Senato, dovrà andare alla Camera e poi tornare in terza lettura al Senato.
I tempi sono la prima decade di luglio, abbiamo quindi il tempo di fissare una riunione, magari istruita attraverso le Commissioni, dunque non soltanto quella degli affari finanziari che li ricomprende. Inoltre abbiamo la possibilità, ed è una facoltà del Presidente di fissare addirittura oggi, una seduta per discutere di questo.
Non facciamo un gioco che sarebbe incomprensibile. Abbiamo approvato una risoluzione che, ribadisco, è quella dei Presidenti delle Regioni e non della minoranza. Fermiamoci lì e riserviamoci la divisione nel merito, che inevitabilmente ci sarà, solo quando avremo un documento, su cui anche un nostro piccolo respiro cerca di modificare in termini positivi.

PRESIDENTE. Il testo di questa seconda proposta di risoluzione è il seguente:
L’Assemblea legislativa delle Marche premesso che:
– il decreto n. 78 del 2010 inerente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” ha suscitato preoccupazioni nelle Regioni e negli Enti locali per l’entità della manovra;
Considerato che:
1. la manovra attua, nello spirito della normativa europea di risanamento dei debiti pubblici degli Stati appartenenti alla Unione europea, una serie di tagli importanti che dovranno portare le Regioni, le Province e i Comuni, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, a concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, in particolare:
- le Regioni a statuto ordinario per 4.000 milioni di euro per l’anno 2011 e per 4.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012;
- le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano per 500 milioni di euro per l’anno 2011 e 1.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012;
- le Province per 300 milioni di euro per l’anno 2011 e per 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012, attraverso la riduzione di cui al comma 2;
- i Comuni per 1.500 milioni di euro per l’anno 2011 e 2.500 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2012, attraverso la riduzione di cui al comma 2;
2. il decreto in oggetto presentato dal Governo si impegna a sopprimere i cosiddetti “enti inutili”, a ridurre i costi degli apparati amministrativi e a razionalizzarne le spese, a controllare la spesa sanitaria e ad intervenire in materia previdenziale;
3. in un’ottica di risanamento dello Stato Italiano tutti gli enti della pubblica amministrazione devono concorrere al risanamento del debito pubblico e al rispetto del patto di stabilità in particolare quello interno che verrà ripartito proporzionalmente con un successivo decreto ministeriale, una volta approvata la manovra;
4. i tagli devono concorrere alla realizzazione di una maggiore competitività del sistema Paese, senza pregiudicare le attività inerenti le materie delegate dallo Stato alle Regioni e agli Enti locali;
5. la Conferenza delle Regioni ha approvato all’unanimitàun documento denominato “Valutazioni in ordine alle principali criticità della manovra finanziaria 2011-2013”, che ha espresso la necessità urgente di riconfigurare i tagli al fine di consentire il mantenimento gli standards dei servizi sociali e della sanità e al fine di non pregiudicare la concretizzazione del “federalismo fiscale”;
6. sono stati presentati in Parlamento, in larga parte dalla maggioranza, a seguito del documento della Conferenza delle Regioni e di altri organismi degli Enti locali, una serie di emendamenti volti, a parità di saldo della manovra, a modificare alcune materie del decreto;
7. il principio di sussidiarietà verticale impone una costante dialettica fra Stato e Regioni, che deve prevedere da un lato la piena realizzazione delle materie trasferite, dall’altro la necessità di non moltiplicare sprechi e costi inutili, tant’è che il decreto prevede il taglio dei costi della politica, riducendo del 10% i compensi di tutte le cariche elettive e di governo e altri tagli fra i quali i costi degli apparati amministrativi; l’80% delle spese per incarichi di studio e di consulenza, l’80% per le relazioni pubbliche, convegni e altri di simile, il 100% per le sponsorizzazioni, il 50% per la formazione del personale e il 20% delle spese per autovetture;
Impegna il Presidente della Regione Marche a manifestare al Governo la necessità di rivedere, a parità del saldo della manovra, le parti del Decreto che limitano la programmazione economica e finanziaria dell’Ente, attraverso la concertazione Stato-Regioni;
Impegna altresì il Presidente e la Giunta regionale a realizzare la seguente serie di azioni per ottimizzare le risorse esistenti e quelle che arriveranno a seguito della manovra:
1) realizzare un piano di riorganizzazione del personale della Regione Marche, che consti di uno snellimento degli attuali circa 1.500 dipendenti (esclusa l’ASUR) e 80 dirigenti, attraverso un intervento di mobilità volontaria debitamente concertata con le organizzazioni sindacali e il personale stesso;
2) intervenire con urgenza sulla razionalizzazione dei costi e sulla riduzione delle spese in materia sanitaria, riducendo a 5 ASLL territoriali provinciali le 13 Zone territoriali vigenti, in maniera tale da diminuire i dirigenti ed accorpare centri di costo;
3) sopprimere l’Ente SVIM e accorpare e/o sopprimere le altre società partecipate e strumentali;
4) riprogrammare costi, sedi e funzioni delle sedi estere della Regione Marche soprattutto di quelle che non hanno dato risultati imprenditoriali, mantenendo aperta la sede di Bruxelles per i rapporti con il Parlamento europeo;
5) incentivare e con gli Enti locali la progressiva riduzione delle spa pubbliche per la gestione dei servizi;
6) programmare gli ambiti ottimali per la gestione dei servizi comunali in forma associata.”.

Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Avendo compreso che la maggioranza non la voterà, vorrei sottolineare che noi prima abbiamo dato la nostra responsabilità per un voto unanime, quindi trasmetterete il documento al Governo facendovi forza anche di un consenso unanime di tutta l’Assemblea legislativa, credo allora che adesso sia legittimo chiedere la stessa cosa, qual è il problema!

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.

(L’Assemblea legislativa non approva)


Interrogazione n. 19
della Consigliera Romagnoli
“Concorso ASUR assunzione 61 amministrativi”
(Decadenza)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 19 della Consigliera Romagnoli, che essendo assente ha chiesto di rinviare la trattazione alla prossima seduta. Ritengo di accogliere la sua richiesta. (…) No, in merito a questo non c’è da intervenire. Comunque, prego.

Massimo BINCI. Presidente, il decadimento delle interrogazioni è sempre stato applicato in caso di assenza dell’interrogante, quindi, se questo è l’intendimento, chiedo venga applicato a tutti.

PRESIDENTE. Bene. Allora la dichiaro decaduta.

Interrogazione n. 30
del Consigliere Bugaro
“Concorso ASUR Marche – Responsabile sicurezza ASUR”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 19 della Consigliera Romagnoli, e l’interrogazione n. 30 del Consigliere Bugaro, abbinate. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Al riguardo, sulla base di informazioni assunte direttamente presso il Direttore generale dell’ASUR, si precisa quanto segue:
Da informazioni assunte direttamente presso il Direttore amministrativo dell’ASUR Dott.ssa Maria Luisa Velardi risulta che effettivamente il figlio, ricompreso tra i 22 vincitori, abbia partecipato al concorso per assistente amministrativo nell’Area vasta n. 2, mentre ciò non è avvenuto per nessun altro soggetto con vincoli di parentela. Va comunque evidenziato che, per tali situazioni, la vigente normativa non pone nessun vincolo alla libera partecipazione a qualsiasi pubblico concorso. In questo senso viene citato ed allegato dall’ASUR specifico parere dell’Avv. Marco Bertinelli Terzi;
I competenti uffici dell’ASUR non dispongono dell’informazione richiesta in quanto, nell’ambito delle informazioni richieste ai candidati per la partecipazione al concorso, non rientrano quelle relative ai rapporti di parentela con il personale del Servizio sanitario regionale;
Premessa l’assoluta estraneità dell’Assessore alla salute innanzitutto per motivi di correttezza istituzionale e, poi, perché, anche a volerlo fare, il provvedimento relativo sarebbe stato nullo per incompetenza, il Responsabile della Sicurezza, prevenzione e protezione aziendale è il dr. Massimo del Moro che, riferisce l’ASUR, sentito sul punto ha dichiarato di non avere alcun rapporto di parentela o affinità con alcuna delle assistenti dell’Assessore alla Salute.
In conclusione va ribadito che la questione posta dall’interrogante nei punti 1) e 2) rilevi sul piano dell’opportunità, che appartiene ad ognuno di noi, e non certo sul piano della legittimità, tenuto conto che il quadro normativo di riferimento non pone alcuna limitazione a chi, avendo i requisiti previsti dal bando, voglia partecipare ad un pubblico concorso. Appare quindi ovvio che il comportamento tenuto attiene alla sensibilità della persona nell’uso di discrezionalità in relazione alla carica ricoperta.
Solo i componenti delle Commissioni esaminatrici sono tenuti a sottoscrivere, e nella fattispecie così è avvenuto, la dichiarazione di non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità previste dall’art. 51 del codice di procedura civile.
Appare quindi ovvio che il comportamento tenuto attiene alla sensibilità, all’etica della persona nell’uso di discrezionalità in relazione alla carica ricoperta.
Si evidenzia, infine, che il Direttore amministrativo non ha svolto né sottoscritto alcun atto di gestione del concorso pubblico cui si riferisce l’interrogazione stessa.



PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Non sono soddisfatto della risposta ricevuta dall’Assessore Mezzolani, innanzitutto perché mi era stato assicurato che su questa vicenda si sarebbe aperta un’indagine interna, cosa che invece l’Assessore…(…) non l’ha detto ufficialmente quindi prendo atto… (…) Assessore, la prego, affinché possa rimanere agli atti, di parlare a microfono aperto.

Almerino MEZZOLANI. La risposta è legato a questo, ossia, non solo è stata aperta l’indagine interna, ma ancora prima che lo sollecitasse anche la Consigliera Romagnoli, è stata estesa a tutti. E nel frattempo sono state sospese all’ASUR tutte le procedure di assunzione.

Giacomo BUGARO. Bene. Ora le do qualche altro elemento, sa perché, perché guardando la graduatoria di questo concorso non c’è soltanto il figlio dell’allora direttrice amministrativa, ma c’è anche la fidanzata, c’è il figlio di un’altra dipendente del servizio amministrativo e che lo scorso anno aveva già stabilizzato un altro figlio, c’è il figlio di un altro importante dirigente dell’ufficio personale dell’ASUR, c’è il fratello di un altro dirigente dell’ASUR, c’è il figlio di un ex dirigente dell’ASUR.
Come dire, lei ha usato un termine corretto, è questione di opportunità. Tante coincidenze creano indizio, creano una prova? Decidetelo voi, certo è che sicuramente c’è una pratica – mettetevi nei panni dell’opposizione – quanto mai dubbiosa su come è stato gestito questo concorso. Pratica che – mi estendo un attimo all’ente locale che ci ospita – Ancona ha visto negli ultimi giorni altri tipi di pratiche similari.
Allora è proprio il sistema che deve essere posto sotto una lente di ingrandimento. Lei sa che vengo da una cultura assolutamente moderata, lei sa che sono persona che fa del buonsenso una pratica, nella politica questo è un mio atteggiamento costante, quindi non mi piace la politica urlata, non mi piacciono certi tipi di atteggiamento. Anche perché ritengo che alla fine non porti nulla sia in termini di consenso spiccio sia in termini di beneficio alla comunità che si intende amministrare.
In ogni caso quando le vicende sono così evidenti, Assessore, ho piacere di sapere che qualcuno inizia ad indagare. Quindi mi auguro che questa commissione d’inchiesta porti ad avere la chiarezza; e perché dico che me lo auguro, perché l’Italia è piena di commissioni d’inchiesta che non hanno portato a nulla, quando non si voleva arrivare ad un punto in Italia si istituiva una commissione d’inchiesta, questa è la storia del nostro Parlamento, è avvenuto per le grandi stragi ecc. insomma, per tutto.
Qui ci sono troppe coincidenze, e guardi, mi sono fermato ad enunciare, nel foglio pieno che ho, solo le più evidenti. Non è possibile che su 22 assegnatari 15 sono parenti di persone o dirigenti che lavorano da anni nel sistema sanitario regionale. Questo è un insulto per tutti quei giovani che con difficoltà riescono a malapena ad introdursi nel mondo del lavoro. Visto che poi delle questioni giovanili alcuni di voi ne fa una bandiera, sono state riempite pagine di giornali, dibattiti parlamentari, consiliari e vai dicendo.
Ad Ancona mi è stato detto che la figlia della dirigente è laureata, come pure la figlia del consigliere a cui è stato dato il co.co.co. I laureati sono tutti uguali, viva Iddio! In giro ce ne sono tanti che non hanno il padre o la madre dirigenti o iscritti al Partito Democratico – e qui mi riferisco alla vicenda di Ancona –. Le ansie e le aspettative di quelle famiglie non sono meritevoli di attenzione allo stesso modo?
Siccome con questo metodo, consentitemelo di dirlo con molta pacatezza, la sinistra ha creato un reticolo forte di consenso elettorale, è giunta l’ora di metterci una lente di ingrandimento, iniziando un’opera moralizzatrice, ed uso un termine forse improprio che non mi piace, ma rende l’idea, non ne trovo un altro più calzante.
Questo è il vero costo sociale della politica! Tra l’altro non si rifà a criteri di efficienza, Assessore, e lei lo sa bene, perché se mettessi il naso – e sarei tentato di farlo – in tante cooperative che gestiscono i servizi collaterali della sanità verrebbero fuori cose ben più gravi.
Quindi la invito a vigilare sia dal punto di vista delle attinenze parentali sia dal punto di vista delle assegnazioni delle gare dei gestori dei servizi.
Non voglio buttare il sasso e ritirare la mano, tutti noi sappiamo di cosa stiamo parlando, quindi cambiamo questo metodo.
Capisco che è un metodo che può portare consenso elettorale, che può ingessare intorno ai grandi interessi la politica regionale, ma non è comunque un metodo corretto.
Tra l’altro i tempi economici che stiamo vivendo ci impongono un diverso atteggiamento. E non è la demagogia del Presidente Spacca, che mi dispiace non sia ora in Aula, sul fatto di non prendere l’auto da Fabriano, quello può ricevere l’applauso momentaneo solo di qualche sciocco. Essere classe dirigente significa dare l’esempio e guidare una comunità senza dargli in pasto cavolate come queste, fanno ridere solo i polli! Mi dispiace che un uomo come Spacca, che ritengo molto intelligente e capace dal punto di vista professionale e politico, abbia ceduto ad una banalità come quella, una banalità che non potrebbe sostenere nemmeno l’ultimo dei consiglieri di circoscrizione neoeletti.
Quindi da questa commissione d’inchiesta ci aspettiamo dei risultati. Su questa vicenda ci ritornerò, perché è la nostra gente che ce lo chiede, ma non quella di centro-destra o di centro-sinistra, ce lo chiedono i marchigiani. E’ una vicenda, infatti, che ha destato nell’opinione pubblica una forte sensibilità.
Pertanto tutti aspettiamo di conoscere le risultanze della commissione d’indagine da lei istituita, Assessore.


Interrogazione n. 26
della Consigliera Giorgi
“Un posto Direttore ASUR Zona 8”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 26 della Consigliera Giorgi. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. La Consigliera Giorgi ha interrogato il Presidente della Giunta regionale per sapere, se in merito al concorso indetto dalla Zona territoriale n. 8 per un posto di Direttore medico di chirurgia generale, a causa delle gravi affermazioni e conseguenti ingerenze del Consigliere Marinelli sul regolare svolgimento del concorso, sussistano i presupposti per presentare un esposto alla Procura della Repubblica territorialmente competente.
Su tale questione è stato opportunamente richiesto un parere all’Avvocatura regionale, che nella persona dell’avv. Paolo Costanzi ha risposto con nota prot. 3430633 del 7 giugno 2010, ritenendo che: “le affermazioni contenute, sia nell’intervento in Aula del Consigliere regionale Erminio Marinelli, sia nell’interrogazione del Consigliere Paola Giorgi, vadano segnalate alla Procura della Repubblica per la valutazione dell’eventuale sussistenza di notizie di reato nei fatti ivi menzionati”.
Sul punto è stato anche acquisito, dal suddetto Servizio attività istituzionali, legislative e legale, l’avviso del prof. avv. Gaetano Insolera.
A tal fine si chiede anche di trasmettere copia conforme degli atti contenenti le affermazioni qui in esame, acquisibili agli atti degli uffici dell’Assemblea legislativa regionale.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Ringrazio l’Assessore Mezzolani per la risposta. Naturalmente mi ritengo soddisfatta in quanto la mia interrogazione è stata esaudita, ora aspettiamo la risposta della Procura.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola, per chiarire un aspetto personale, il Consigliere Marinelli, ne ha facoltà.

Erminio MARINELLI. Solo per dare un contributo, Assessore Mezzolani e Consigliera Giorgi, in merito a questa interrogazione.
Prendo atto di questa risposta, anzi, mi fa piacere perché è quello che pensavo, vedremo anche nelle sedi opportune ciò che andavo dicendo. Peraltro io non ho bisogno di visibilità e neppure di fare denunce campate in aria, e pur venendo da Civitanova, città di Pasqualina, non sono certamente preveggente.
Il problema è che tutta la città sapeva il nome del chirurgo, proprio perché chi di dovere aveva dato questo nome prima della chiusura dei termini.
Quindi l’Italia dei Valori, che fa dei valori il proprio credo, dovrebbe approvare questo modo di fare, ossia che nella scelta la cosa principale deve essere, in un settore difficile come la chirurgia, oltre che la capacità del chirurgo soprattutto la meritocrazia.
E non è possibile che prima della chiusura in ospedale e in città vox populi dica tranquillamente nome e cognome del professionista.
E questo è stato gestito dall’ex direttore Morosini, quindi sono ben felice che non sia stato riconfermato, e molto probabilmente anche per questa caduta non di stile ma di contenuto su un settore quanto mai difficile .
Io ho fatto decine di denunce, sono arrivato anche alla Corte Costituzionale, e le ho sempre brillantemente superate. Qui fa piacere che di questo argomento, che ha messo in difficoltà Morosini e la Giunta regionale, ne parleremo ancora qui, come ne parleremo anche nelle sedi opportune.
Comunque, la meritocrazia la Giunta non la conosce!

Interrogazione n. 32
del Consigliere Bucciarelli
“Situazione della manifattura tabacchi di Chiaravalle”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 32 del Consigliere Bucciarelli viene rinviata in quanto l’interrogante ha chiesto congedo.


PRESIDENTE. L’Assessore Mezzolani chiede la cortesia di poter trattare le successive interrogazioni a cui lui deve rispondere in quanto deve recarsi a Roma. Quindi chiedo la cortesia al Consigliere Silvetti e all’Assessore Viventi di poter trattare l’interrogazione n. 29 fra cinque minuti, ossia dopo quelle in materia di sanità. Grazie.


Interrogazione n. 31
dei Consiglieri D’Anna, Natali
“Nomina direttore sanitario ASUR”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 31 dei Consiglieri D’Anna, Natali. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Premesso che ai sensi dell’art. 3 comma 1 quinquies il direttore amministrativo e il direttore sanitario sono nominati dal direttore generale e ai sensi dell’art. 4 della l.r. n. 13/2003 il direttore generale dell’Asur è responsabile della gestione aziendale ed è coadiuvato dal direttore amministrativo e Sanitario, trattandosi quindi di questione di competenza aziendale, con successive note prot. n. 310599 del 21 maggio 2010 e prot. n. 358220 del 4 giugno 2010 si è richiesta una relazione in merito all’attuale direttore generale.
In merito ai singoli punti dell’interrogazione con nota prot. n. 14921 del 14 giugno 2010 il Direttore generale fornisce i seguenti elementi di risposta:
“omissis... La scrivente Direzione non può che esplicitare quanto è dato desumere dalle evidenze di cui alla documentazione depositata agli atti: la determina n. 12 del 13 gennaio 2010 risulta adottata in autonomia dal Direttore generale; il punto 4) del dispositivo della determina prevede ‘di dare atto che il trattamento economico spettante al dott. Gentili per la durata dell’incarico sarà quello previsto per il Direttore Sanitario’; l’atto non contiene il documento istruttorio, come peraltro coerente con la natura dell’atto.
Si evidenzia, altresì, come sia stata successivamente adottata la determina n. 103 del 27 gennaio 2010 di rettifica del precedente atto n. 12/2010.
La determina n. 103 ASURDG del 27 gennaio 2010 risulta adottata egualmente in autonomia dal Direttore generale. Con la stessa il direttore generale ha inteso rettificare il precedente atto n. 12/2010, precisando, tra l’altro, “che le competenze stipendiali saranno corrisposte direttamente dal competente servizio della Zona territoriale n. 4 di Senigallia per un importo complessivo al trattamento economico non inferiore a quello previsto per Direttore sanitario”.
L’atto non contiene del pari documento istruttorio.
Sulla base delle sopra richiamate risultanze si ritiene di potere esprimere le seguenti considerazioni in riscontro all’interrogazione in oggetto.
La determina n. 12/2010 si colloca in un contesto temporale in cui la prospettiva organizzativa risulta connotata da incertezza, in quanto influenzata probabilmente dalle procedure concernenti le nuove nomine delle direzioni aziendali e zonali.
L’atto in parola esprime l’obiettivo di sopperire temporaneamente ad una funzione necessaria con personale in possesso dei requisiti, sia pure titolare di altro contestuale incarico.
In questo senso appare conforme al principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione che il dipendente goda del trattamento economico più favorevole, essendo, per converso, del tutto illogico e contraddittorio, rispetto al su richiamato principio e oltre che in aperto contrasto con la normativa in materia di pubblico impiego, che possa farsi luogo alla duplicazione di compensi.
Alla luce di questo si ritiene che il direttore generale dell’ASUR abbia risposto in modo sufficientemente esauriente ai quesiti posti .

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Questa risposta francamente merita un approfondimento, perché è abbastanza lunga e fa riferimento a diverse leggi e decreti. Quindi mi riservo di leggerla con calma dopodiché esprimerò un giudizio complessivo.
Credo però, Assessore, che siamo alle solite. Nel senso che le risposte che vengono date non sono mai molto chiare, non sono mai puntuali e comunque… (…) Certo, la lungaggine del tempo non dipende da lei. Sta di fatto che intanto le cose vanno avanti, quindi dobbiamo prendere atto che quando noi solleviamo delle obiezioni i procedimenti vanno comunque avanti e poi si trovano sempre delle giustificazioni.
Questo dunque non è un modo trasparente di portare avanti le cose, soprattutto in un settore, quello della sanità, dove ci sono moltissime situazioni di questo tipo.
Anche prima il Consigliere Bugaro ha evidenziato alcuni aspetti della gestione della sanità nella nostra regione. Per cui credo che anche questa nomina del direttore faccia parte di quel contesto nel quale, guarda caso, sono sempre i soliti noti che riescono a spuntarla, creando così una vera e propria associazione di eletti o di eleggibili a discapito di un mare di persone con professionalità ma che puntualmente vengono escluse da ruoli importanti.
Ripeto, mi riservo di leggere attentamente tutta la risposta, però intanto da quello che ho potuto capire non posso ritenermi soddisfatto.


Interrogazione n. 33
del Consigliere Zinni
“Incompatibilità del neo nominato Direttore generale ASUR”

Interrogazione n. 42
del Consigliere Marinelli
“Concorso indetto dall’ASUR – Zona territoriale 8 – Civitanova Marche – per il conferimento di un incarico di Direttore della U.O.C. di Chirurgia generale presidio ospedaliero unificato”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 33 del Consigliere Zinni e l'interrogazione n. 42 del Consigliere Marinelli, abbinate. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Rispetto all’interrogazione n. 33 del Consigliere Zinni, con una delibera di Giunta n. 766 del 17 maggio 2010 la Giunta regionale aveva nominato il dott. Piero Ciccarelli direttore dell’ASUR ai sensi dell’articolo 4 della l.r. 13/2003, scegliendo lo stesso dall’elenco degli idonei previsto dall’articolo 3 bis del d.l. 502/1992 e aggiornato con una d.g.r. n. 2160 del 21 dicembre 2009.
Il dott. Ciccarelli è stato direttore della Zona territoriale n. 9 senza soluzione di continuità a decorrere dal 31 dicembre 2003, in applicazione delle delibere di Giunta n. 1880 del 31 dicembre 2003, n. 1517 del 28 dicembre 2006 e n. 70 del 29 gennaio 2007.
Risulta pertanto che da quella data è in aspettativa senza assegni presso la Zona territoriale n. 8 di Civitanova Marche, presso la quale è dipendente con la qualifica di direttore di struttura complessa di nefrologia, in virtù di contratto individuale di lavoro e di attribuzione di incarico quinquennale di dirigente medico di secondo livello, oggi direttore di struttura complessa, stipulato in data 12 febbraio 1998.
La problematica sollevata dal Consigliere regionale relativamente alla presunta compatibilità, ex articolo 3 comma 9 del d.l. 502/1992, del direttore ASUR per la sua qualità di dipendente in aspettativa presso la Zona territoriale n. 8 di Civitanova Marche, va esaminata tenendo conto delle particolarità del servizio sanitario regionale, così come disciplinato dalla l.r. 13/2003, rispetto al modello organizzativo delineato dalla normativa statale.
Nel d.l. n. 502/1992 tutti i poteri di gestione dell’Unità sanitaria locale, compresi quelli riferiti allo stato giuridico ed economico del personale dipendente, sono riservati al direttore generale (articolo 3, comma 6).
Coerentemente con tale disposizione l’articolo 3 comma 9 dello stesso decreto legge stabilisce che il direttore generale non può essere nello stesso tempo dipendente della stessa Unità sanitaria locale presso cui esercita le funzioni.
Le ragioni della prevista incompatibilità pare evidente, evitare un possibile conflitto di interessi tra la figura del direttore generale e quella di dipendente della stessa Unità sanitaria locale.
Il sistema organizzativo definito dalla legge 13/2003 è almeno in parte diverso. Sinteticamente il quadro organizzativo è il seguente.
Il direttore generale dell’ASUR ha la rappresentanza legale dell’azienda ed è responsabile della gestione aziendale (articolo 4, comma 2).
Le Zone territoriali sono articolazioni dell’ASUR con compiti di programmazione e gestione dei servizi sanitari e socio-sanitari nel rispettivo ambito territoriale e provvedono fra l’altro: alla programmazione organizzativa e operativa per la gestione delle risorse strumentali e umane dei servizi sanitari; alla distribuzione delle risorse assegnate e alla corretta utilizzazione delle stesse; alla negoziazione con le organizzazioni sindacali sulla base di indirizzi aziendali per le intese e gli accordi aventi valenza regionale (articolo 9, comma 1).
Ogni Zona territoriale, relativamente alle attività e alle funzioni stabilite dall’atto aziendale, è dotata di autonomia gestionale e tecnico-professionale, è soggetta a rendicontazione analitica, dà corso alle procedure e agli atti finalizzati all’instaurazione con terzi di rapporti giuridici aventi valenza zonale, provvede alla gestione diretta dei relativi rapporti procedendo all’utilizzazione autonoma dei fattori produttivi e delle risorse assegnate (articolo 2, comma 4).
Le Zone territoriali, ai fini della contrattazione collettiva, sono considerate unità amministrative autonome (articolo 9, comma 2).
Il direttore di Zona, ai sensi dell’articolo 10, commi 1 e 2, è responsabile delle funzioni di programmazione e coordinamento, nonché della gestione complessiva del relativo ambito territoriale e in particolare, fra l’altro, della nomina del direttore di dipartimento zonale e dell’attribuzione di responsabilità delle posizioni organizzative dirigenziali.
Da quanto sopra esposto risulta pertanto che il direttore di zona ha la piena titolarità della gestione del personale, della contrattazione di secondo livello che sottoscrive in via definitiva, nonché della definizione della dotazione organica della Zona medesima.
In conclusione, mentre tutti i poteri di gestione previsti dal decreto legge 502 sono in capo al direttore generale dell’ASUR, articolo 3, comma 9, la l.r. 13/2003 riserva poteri di gestione, fra cui la piena titolarità della gestione del personale al direttore della Zona territoriale.
Si deve pertanto ritenere che la nomina del direttore dell’ASUR, di cui alla d.g.r. 776/2010, non sia in contrasto con la richiamata norma statale relativa all’incompatibilità (articolo 3, comma 9 del d.l. 502), in considerazione degli specifici poteri gestionali assegnati ai direttori delle Zone territoriali dalla legge 13/2003.
Infatti, le ragioni che secondo la normativa statale impediscono di cumulare la carica di direttore generale con la sussistenza di un rapporto di lavoro presso l’ASUR non hanno ragione di essere secondo la normativa regionale.
Non sembra infatti ipotizzabile un analogo conflitto di interesse non avendo il direttore generale dell’ASUR poteri gestionali sul personale dipendente, essendo questi riservati ai direttori di zona.
La presente risposta è stata predisposta d’intesa con il Servizio attività istituzionali, legislativi e legali che fanno capo alla Giunta regionale.
Leggo ora anche la risposta all’interrogazione n. 42 del Consigliere Marinelli.
In merito ai singoli punti si risponde sulla base della relazione della Zona territoriale, dott. Pierpaolo Morosini, inviata con nota n. 22368 del 16 giugno 2010, nonché sulla base della relazione del direttore generale dell’ASUR, dott. Piero Ciccarelli, inviata con nota prot. n. 30500 del 10 dicembre 2009.
Punto 1. La selezione per la copertura del posto di direttore medico di chirurgia generale della Zona territoriale n. 8 di Civitanova, che si renderà vacante dall’1 luglio 2010, è stata indetta con determina del direttore di Zona n. 39 del 2 febbraio 2010. Il sorteggio per la designazione dei componenti della commissione incaricata di effettuare la selezione si è svolto in data 27 maggio 2010 ed il relativo esito è stato trasmesso alla Zona n. 8 con nota dell’Area politiche del personale dell’ASUR con nota prot. 13858 del 28 maggio 2010.
L’attuale direzione non intende sospendere la procedura concorsuale che è del tutto legittima, ricordando inoltre che non è stata ancora fissata la data per il conferimento dell’idoneità. Pertanto i tempi si prolungheranno, naturalmente fino alle nomine dei nuovi direttori di Zona, senza bisogno di alcuna sospensione.
Punto 2. Pur non ravvicinandosi alcun motivo plausibile né per la sospensione della procedura selettiva, né tanto meno per una riapertura dei termini, è di tutta evidenza che i tempi tecnici, non ancora peraltro avviati, per l’accertamento del possesso dei requisiti dei candidati, nonché per l’espletamento dei colloqui con un adeguato termine di preavviso nei confronti degli aspiranti all’incarico, sono tali da consentire di poter operare la nomina del direttore medico di chirurgia generale esclusivamente al nuovo direttore della Zona territoriale n. 8 di Civitanova Marche, che scaturirà, così come scaturito anche nei giorni scorsi, dalla procedura in corso per le nuove nomine da parte della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola al Consigliere Zinni per la replica, faccio presente che, come da accordi, i lavori dovranno terminare alle ore 13,30. Quindi è ragionevole pensare che svolgeremo le ulteriori interrogazioni ad esclusione di quella del Consigliere D’Anna che non potrà ricevere risposta in quanto l’Assessore Canzian è in congedo.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Devo dire, Assessore, che sono abbastanza sconcertato, in quanto la sua risposta – che tra le altre cose, mi permetta una piccola provocazione, è stata partorita e licenziata nell’arco di un mese in quest’Aula, ma in realtà, a fronte della mia presentazione, il Presidente Spacca era già intervenuto sui giornali – è una sorta di interpretazione dottrinaria giuridica. Ossia si interpreta la norma della legge 502 e successive modificazioni con l’individuazione delle competenze dei direttori di zona territoriali e del direttore generale.
E’ evidente che questo è un artifizio interpretativo, ma solo in parte, perché è vero che un direttore di zona territoriale ha poteri di gestione diretta del personale, ma è anche vero che li ha sempre anche in via sussidiaria laddove esistono dei conflitti e dei problemi.
Quindi non è l’individuazione delle competenze il discrimine, semmai il problema è un altro. Ovvero che nell’ambito di una riforma che avete fatto in passato sostanzialmente avete creato un unico grande ente. E’ evidente che si deve applicare la legge 502, però vorrei ricordare, Assessore, che prevede che la carica di direttore generale è altresì incompatibile anche in caso di regime di aspettativa senza assegni.
Allora qui qualcuno ci deve chiarire che cosa fa il direttore Ciccarelli, si licenzia, ha avuto un contratto in scadenza. Insomma, qui c’è una norma che dice chiaramente che se uno è dipendente dell’ente non può ricoprire questo incarico neanche in aspettativa non retribuita.
Quindi sono fortemente dispiaciuto innanzitutto dei tempi tecnici di questa risposta. Perché, per quanto io possa dire forse anche cose inesatte o formulare quesiti politici non graditi a una maggioranza, questa Assemblea, Assessore, avrebbe meritato questa risposta prima della nomina dei direttori delle Zone territoriali.
Quindi le dico con estrema franchezza, non se la prenda sul piano personale, che c’è una mancanza di rispetto istituzionale. L’Istituzione – visto che qualcuno in quest’Aula prima ne parlava in questi termini – si rispetta fino in fondo, nelle mozioni come nelle interrogazioni.
E’ molto grave venire qui a dare una risposta che è puramente interpretativa dal punto di vista della dottrina giuridica. Non c’è alcuna legge chiara e netta che stabilisce che quello che avete fatto era in norma con la legge stessa.
Ritengo che da un punto di vista politico sia grave, riferirò al mio partito quello che è appena accaduto, dopodiché valuteremo se inoltrare altre azioni in altre sedi.
Credo veramente che quando si parla di massime cariche dirigenziali dell’ASUR si debba fugare ogni dubbio. Ed in questo caso i dubbi permangono, anzi, indeboliscono la figura del dott. Ciccarelli agli occhi della collettività.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Assessore, dopo aver visto la scelta delle nuove nomine dei direttori – in questo caso parlo di Civitanova – ed essendo state create delle situazioni di difficoltà con la nomina del nuovo chirurgo, mi aspettavo da lei una risposta diversa.
La nomina di un dirigente che occupa un ruolo così importante è a discrezione del direttore, l’iter è stato ineccepibile, perfetta la presentazione delle domande, nomina e accertamento della commissione, i tre che vengono migliori dal punto di vista dei curricula, poi il direttore, motivandolo, sceglie il migliore professionista.
Ed i risultati che il direttore ottiene nella sua Zona territoriale dipendono dalla qualità dei servizi erogati, dipendono dalle strutture, ma soprattutto dipendono dalla professionalità. Perché se chi occupa determinati posti non ha la professionalità dovuta certamente non avrà riscontro sul territorio e si vedrà aumentare la mobilità passiva.
Dico questo perché secondo me è inconcepibile che il nuovo direttore debba scegliere il professionista in base a tutto un lavoro svolto dal un altro direttore, ovvero dall’ex direttore Morosini. Secondo me sarebbe stato allora più logico riaprire i termini e fare in modo che il nuovo direttore potesse avere la possibilità di scegliere autonomamente, in base ai curricula e alle motivazioni, la professionalità migliore.
Certo, non è detto che Morosini non abbia scelto la professionalità migliore, ma in questa fase di difficoltà, nella quale ci sarà appunto un nuovo direttore generale, non è sicuramente corretto.
Molto probabilmente Morosini pensava di poter rimanere in quel posto, quindi ha pensato bene di andare avanti su questa strada e di far sì che dal primo giorno del mese di luglio ci fosse già il nuovo professionista.
Ora il nuovo direttore si troverà un professionista non scelto da lui, oppure lo sceglierà dopo comunque un iter gestito dall’ex direttore. Non è un bel modo per iniziare questa avventura, né per il nuovo direttore, con il quale parlerò a giorni, né per il collega professionista che andrà ad occupare un ruolo difficile quale quello della chirurgia.


Interrogazione n. 29
del Consigliere Silvetti
“Situazione Aerdorica”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 29 del Consigliere Silvetti. Ha la parola l’Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. L’interrogazione del collega Silvetti ci consente di ritornare sull’argomento dell’Aerdorica.
La Società ha iniziato un percorso di privatizzazione con la richiesta di manifestazione di interesse, nel mese di febbraio ne sono pervenute cinque. A seguito della pubblicazione del bando è pervenuta una sola domanda di presentazione dei requisiti per poter essere ammessi a partecipare alla gara.
La commissione provvederà ad analizzare il contenuto della busta venerdì di questa settimana. Quindi sarà mio impegno personale di far sapere all’Assemblea quali saranno i contenuti.
Nel frattempo chiaramente le condizioni finanziarie e operative della società Aerdorica rispetto alla situazione originaria sono cambiate. Quindi questa manifestazione di interesse dovrà essere valutata sotto il profilo dell’importanza economica dello scalo aeroportuale di Falconara. Per capire cioè se è un’offerta che ha un valore aggiunto oppure se ne è priva. Una considerazione che andrà fatta.
Per quanto riguarda, invece, il possibile interessamento da parte di società cinesi rispetto all’aeroporto di Ancona, esse sono interessate soprattutto al possibile incremento del trasporto merci. E proprio in questa direzione l’Aerdorica sta investendo circa 860.000,00 euro per lo sviluppo di infrastrutture idonee a questa attività.
Vado ora all’aspetto contabile. II bilancio al 31 dicembre 2009 si è chiuso con un pareggio sostanziale, ovvero con un utile di euro 65.898,00. Sempre alla data del 31 dicembre 2009 non sono presenti perdite di bilancio di precedenti esercizi riportate a nuovo.
II Patrimonio netto della società, sempre a quella data, è di euro 6.437.721,00. Non è dunque necessaria alcuna ricapitalizzazione.
II direttore generale Marco Morriale non ha subito alcun ridimensionamento in termini di ruolo e funzioni. Il nuovo Cda nominato dall’assemblea dei soci lo scorso 24 maggio ha confermato le procure ed i poteri già in possesso del direttore generale stesso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Grazie, Assessore, per la sua puntuale risposta. Essendo questa un’interrogazione datata, ha circa un mese di vita, ovviamente si sono succeduti alcuni altri eventi. Parto dall’ultimo, che è quello di queste ore, di cui penso ne sia al corrente, Assessore.
Ossia, il management dell’azienda sta incontrando le rappresentanze sindacali perché i famosi contratti di solidarietà scadranno al 30 giugno. Quindi ovviamente l’azienda prospetta il piano di cassa integrazione.
Questo è un fatto che ovviamente preoccupa non poco i lavoratori e chi è detentore del 50,01% delle azioni. Ed è bene ricordarsi che, nonostante gli indirizzi del Governo, la Regione Marche detiene la maggioranza delle azioni di questa azienda.
Allora non voglio neppure immaginare cosa possa accadere nel caso in cui nemmeno quell’unica manifestazione di interesse fosse non accolta dall’azienda.
Perché dico questo? Lei sa bene, Assessore, che sono stati messi nel bilancio della Regione Marche 1,5 milioni di euro per la vendita del pacchetto di maggioranza. Quindi la mancata cessione ai privati comporterebbe un buco di bilancio che sarebbe difficilmente giustificabile da questa Amministrazione regionale.
Non solo, comporterebbe anche il mancato introito per l’azienda – perché era nelle condizioni delle manifestazioni di interesse – di circa 7 milioni di euro. Che vorrebbe dire rilancio, vorrebbe dire potenziamento, vorrebbe dire una nuova e seconda fase per l’azienda Aerdorica.
Infatti è assolutamente vero che Aerdorica sta pian piano risanando i suoi debiti e i suoi bilanci, come è assolutamente vero – è qui il paradosso – che rispetto al primo quadrimestre del 2009 oggi Aerdorica ha un +15% in termini di movimentazione. A dimostrazione del fatto che l’intuizione che ebbero i sindacati e l’azienda stessa nel fare i contratti di solidarietà ha portato comunque dei risultati importanti e positivi, che però potrebbero essere invece inficiati o pregiudicati nel caso in cui non si dovesse procedere alla cessione del pacchetto di maggioranza.
Perché allora oggi ci sono delle gravi perplessità? Proprio perché è stato nominato da poco un nuovo consiglio di amministrazione, come pure un nuovo amministratore delegato di cui non se ne vedeva assolutamente la necessità. Primo perché non ha le competenze, diciamo chiaramente che è stata una nomina assolutamente politica, non attenta e puntuale alle competenze e alle professionalità precedentemente maturate. Poi, se è vero, come auspico che sia vero, che la Regione è in procinto di cedere il proprio pacchetto, non si capisce perché a pochi mesi da questa cessione oggi si dovrebbe cambiare un consiglio di amministrazione, chiaramente con un aggravio di spese e di costi.
Queste sono perplessità legittime ma che purtroppo oggi non hanno ancora una risposta. Vedremo venerdì ma io ho qualche ragionevole dubbio che possa essere accolta quell’unica manifestazione di interesse.
Peraltro quella sorta di bando, emesso proprio per raccogliere queste dichiarazioni di interesse, ha talmente tanti paletti e vincoli che è risultato assolutamente non percorribile, quindi non accettabile anche da parte di grandi finanziatori e grandi soggetti che invece sul mercato potevano vedere appetibile la possibilità di acquistare questo pacchetto.
Questa è un’ulteriore dimostrazione del fatto che sembra – ripeto, sembra – che questo Ente non sia più tanto interessato a cedere e a disfarsi di questo pacchetto, ma che invece voglia salvaguardare un ulteriore parcheggio che possa essere di utilità e di soddisfazione per chi deve piazzare l’amico a fronte di qualche marchetta elettorale.

PRESIDENTE. Come da accordo, la seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,40
 

 
 
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