Resoconto della seduta n.8 del 13/01/2026
SEDUTA N. 8 DEL 13 GENNAIO 2026

La seduta inizia alle ore 10:40

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 8 del 13 gennaio 2026. Comunico che il processo verbale della seduta n. 7 del 23 dicembre 2025 sarà distribuito insieme a quello odierno ed entrambi saranno sottoposti all'approvazione dell'Assemblea legislativa regionale nella prossima seduta assembleare.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione dei Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.

Interrogazione n. 73 - a risposta immediata:
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Presenza e attacchi dei lupi sul territorio regionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 73 - a risposta immediata - del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Buongiorno. La questione di lupi dovrà vederci impegnati nel prossimo futuro, posto che la specie è in crescita e che in Italia continua a essere particolarmente protetta.
Ricordo a quest'Aula che l'8 maggio 2025 il Parlamento europeo ha ratificato la decisione di declassificare da “particolarmente protetta” a “protetta” la specie lupo e gli Stati membri hanno 18 mesi di tempo per recepire questo downgrade del livello di protezione.
Che cosa ha fatto la Regione Marche per cercare di contribuire alla tranquillità della popolazione? Quando ci siamo insediati, pochi giorni dopo, abbiamo scritto una PEC, a firma mia e dell’Assessore all'ambiente Consoli, a tutti i Sindaci delle Marche, inviando loro il protocollo ISPRA, che è un protocollo molto puntuale, che stabilisce una serie di gradazioni di intervento da parte delle pubbliche amministrazioni di fronte ai vari comportamenti e fenomeni dei lupi.
Sappiamo che i lupi sono sempre più presenti nei centri abitati e soprattutto nelle città. Ad esempio, ad Ancona ne abbiamo stanziali, residenti, diversi esemplari perché trovano le condizioni ottimali nelle città per poter vivere in assoluta tranquillità. Mi sento di dire, usando un termine un po' colorito, che le città sono i ristoranti con annesso menù dei lupi perché trovano dalla frazione umida, che spesso è mal gestita, ai cibi per gatti, spesso gestiti in maniera impropria dalle cosiddette gattare, a tutte gli animali di affezione che sono sicuramente i cibi più semplici per i lupi sui quali possono agire indisturbati.
La scorsa settimana, su mia iniziativa, ho chiesto al Prefetto di Ancona la convocazione di una riunione, presenti i vertici dei Carabinieri forestali, i Sindaci della provincia di Ancona ed abbiamo preso alcune decisioni. La prima è quella di emanare delle ordinanze per un comportamento corretto da parte della popolazione, che non può continuare a gestire la frazione umida in questa maniera e non può nemmeno continuare a alimentare i gatti e via dicendo nella maniera in cui viene fatta perché è motivo di attrazione dei lupi.
Ma ricalcando, c'era anche il responsabile nazionale dell'ISPRA, ricalcando il protocollo …

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. E’ finito il tempo. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Sarei stato curioso di sentire la conclusione del dell'Assessore, che comunque ringrazio per aver posto un'attenzione particolare a questo fenomeno.
Prima all'ingresso qualcuno mi ha detto: "Ma mi spiega perché lei ce l'ha con i lupi?” Io non ce l'ho con i lupi, io sono una persona che vive il territorio e vede questo fenomeno che è in costante crescita, non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia. Quindi è chiaro che qualche provvedimento va preso.
Come ha detto l'Assessore, il lupo è passato da specie “particolarmente protetta” a specie “protetta” ed il tutto sarà recepito a livello nazionale, quindi in attesa delle misure, che potranno essere messe in campo, ho chiesto quello che la Regione intende fare. Adesso avrò la risposta scritta da parte dell'Assessore.
È chiaro che il fenomeno c'è e va seguito. Adesso si accorge anche il PD che esistono i lupi. Mi fa ridere, perché è appoggiato da quella parte di ambientalismo, diciamo, estremista che mette nella scala biologica l'uomo all'ultimo posto, quindi noi dovremmo essere succubi di branchi di lupi, non solo nelle nostre montagne, ma anche nelle nostre città. Mi fa specie che se ne siano accorti anche loro e sono contento perché il sottoscritto sulla questione ha ricevuto anche pesanti minacce pubbliche, quindi non è da adesso, ma sono anni che me ne occupo. Comunque adesso vedremo la risposta dell'Assessore, la confronteremo, intanto lo ringraziamo per quello che …

PRESIDENTE. Prima di passare all'interrogazione n. 74, così come è stato discusso nella Conferenza dei Presidenti di gruppo, che ha espresso parere favorevole, mettiamo in votazione l'anticipazione del punto 7 che riguarda le mozioni nn. 7, 19 e l’interrogazione n. 71 (abbinate) al punto 4 bis. Se c'è un intervento a favore e uno contro, altrimenti mettiamo in votazione.
Anticipazione delle mozioni nn. 7, 19 e dell’interrogazione n. 71, abbinate (al punto 4 bis). La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 74 - a risposta immediata:
ad iniziativa dei Consiglieri Mangialardi, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Redazione del Piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 74- a risposta immediata - dei Consiglieri Mangialardi, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda questo tema, che è molto sentito, molto importante, partiamo da un dato di fatto, purtroppo si parte da un vuoto legislativo, che viene dallo Stato. È un vuoto legislativo che, tra l’altro, viene da lontano perché l'articolo 8 della legge n. 130 del 2001, quella sulle disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri, avrebbe dovuto definire con un decreto interministeriale, quindi il Ministero della sanità, il Ministero dell'ambiente ed anche il Ministero dell'industria e artigianato, gli standard nazionali unici per i limiti emissivi dedicati ai crematori, i criteri specifici di progettazione, ma tali norme non sono state mai effettivamente emanate, anche se potevano esserlo con un decreto interministeriale.
La legge n. 130 del 2001 all'articolo 6 prevedeva il Piano di coordinamento che doveva essere elaborato entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, appunto, per la realizzazione dei crematori negli ambiti regionali. E’ evidente che mancando il criterio, su cui le Regioni dovevano uniformarsi, sono pochissime le Regioni che hanno emesso un piano regionale, lo hanno fatto alcune province
L'intendimento di questa Regione, compatibilmente con le tante partite che sono oggi aperte negli Assessorati, sia alla sanità che all'ambiente che alle attività produttive, è quello di iniziare un percorso di ascolto dei territori per le necessità e per le criticità relative agli impianti ed alla loro collocazione. Lo potremmo iniziare a fare, venga tra 6 mesi a chiedermene conto perché, lo dico subito, questo non è attualmente possibile, anche perché coinvolge più settori. Credo, però, che un primo screening sia una cosa molto utile per iniziare ad avere un'idea, in attesa delle disposizioni governative, per cui chiedo …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Buon anno a tutti. Assessore, non nasciamo ieri e sono contento di una ricostruzione abbastanza parziale fatta in quanto manca un passaggio.
Questo gruppo consiliare nel 2021 mise a disposizione di quest’Assise una proposta per redigere il piano regionale di coordinamento. Come spesso accade, come si dice, una mozione non si nega mai a nessuno - e ne farete esperienza - non solo siamo arrivati ad approvare la mozione, ma siamo anche siamo giunti con una risoluzione, sempre nel 2021, a dare mandato alla Giunta precedente. Assessore, 2021, non sono i 6 mesi che lei oggi, giustamente, chiede. Sono passati 5 anni, purtroppo non avete fatto nulla e non lo dico con una sottolineatura critica, è un dato di fatto che non ci avete messo mano. Nel frattempo le cose, anche nelle more di quel provvedimento, sono andate avanti, i privati si propongono e le amministrazioni sono in grande difficoltà.
Saluto con favore la posizione assunta dal Sindaco di Ancona rispetto al crematorio di Tavernelle, ma non ci sarà solo Ancona, ce ne saranno tanti altri, quindi un ritardo incolmabile.
Chiedo oggi, senza soddisfazione, di procedere rapidamente perché sennò avremo altri …

Interrogazione n. 75 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Posizione definitiva della Regione Marche sulla nuova classificazione dei Comuni montani in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni, a partire dalla prima seduta del 15 gennaio 2026”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 75 - a risposta immediata - dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Salve, buongiorno a tutti e auguri di buon anno. La tematica è stata affrontata di concerto tra il mio Assessorato e l'Assessorato dell’Assessore Baldelli, in quanto io mi occupo di enti pubblici e lui di politiche della montagna. Quindi, ogni decisione è stata concordata, condivisa e naturalmente valutata congiuntamente.
Ad ogni modo vi dico che a partire dal 16 dicembre 2025 la Commissione politiche per la montagna, interna alla Conferenza delle Regioni, è stata chiamata all'esame dello schema del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la quale, ai sensi e per gli effetti del comma 1 dell'articolo 2 della legge 19 settembre 25 n. 131, dovrà definire i criteri per la nuova classificazione dei Comuni montani in base ai parametri altimetrico e della pendenza.
In particolare la Regione Marche nel corso dei coordinamenti tecnici e delle sedute politiche di Commissione, che si sono susseguiti, da ultimo lo scorso 12 gennaio 2026, praticamente ieri, ha manifestato di non essere favorevole alla proposta presentata e ha chiesto l'approfondimento della tematica con proposte alternative di salvaguardia dei territori appenninici. Gli approfondimenti e la questione sono tuttora in corso. Si sono succedute delle mozioni che sono state presentate dalla Regione Marche in relazione alla modifica, alla proposta di modifica del quadro normativo del decreto legislativo, soprattutto sull'altimetria, ed abbiamo chiesto a voce unanime, soprattutto i territori del centro Italia, una valutazione e una valorizzazione dell'area dell'Appennino. C'è la diatriba tra Alpi ed Appennini, negli Appennini i Comuni hanno un'altimetria più bassa rispetto a quelli collocati nelle Alpi.
Questa richiesta di modifica è stata oggetto da prima di una proposta della Regione Abruzzo, che naturalmente ha chiesto un abbassamento dei limiti altimetrici, unitamente alle nostre richieste, che sono entrate in discussione nell'ambito della Conferenza delle Regioni. Successivamente è venuta fuori una proposta della Regione Calabria, che inserisce un punto b) rispetto al comma 1 dell'articolo 2 di questo decreto legislativo. In forza di questo la misura attualmente si è ridotta ai 400 metri. Noi chiediamo anche una modifica rispetto a questa altimetria, chiedendo naturalmente le giuste convergenze per poter approdare al raggiungimento di un numero complessivo più alto di Comuni che possono essere tutelati.
Vi dico che la legge sulla montagna tende a ridurre il numero dei Comuni e attualmente dovrebbero essere all'incirca 3.400. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi fa piacere che mi abbia messo in evidenza la disponibilità della Regione ad opporsi alla linea del Ministro per gli affari regionali, che è quella di tagliare fuori diversi Comuni, soprattutto nella mia provincia, quella di Pesaro-Urbino. Sarebbero 21 quelli che verrebbero esclusi secondo i nuovi criteri che definiscono le aree montane, quindi perderebbero importanti benefici.
Ad ogni modo mi pare che ancora la discussione sia in itinere e non abbiamo nessuna certezza.
Ha fatto riferimento alla possibilità di ridurre il criterio dell'altimetria a 400 metri e in questo caso, non so perché, non mi ha detto quanti sarebbero i Comuni della nostra regione che verrebbero inclusi e quali quelli esclusi. Mi auguro di poter avere ulteriori aggiornamenti.
Ho visto che ieri già c'è stato uno sviluppo perché nella Conferenza Stato-Regioni in sede di Commissione per le politiche della montagna è stata chiesta la revisione dei criteri e mi auguro si possa procedere cercando di fare tabula rasa di una proposta che danneggia tutte le aree interne. Non serve riempirsi la bocca di attenzione alle aree interne, al nostro Appennino, se poi a livello centrale, a Roma, presentano queste proposte.
Mi aspetto ulteriori garanzie per fare in modo che i nostri Comuni non siano esclusi dai benefici delle aree interne. Ho visto che alcune Regioni ci hanno già lavorato in maniera fattiva.
Lei ha fatto riferimento alla Calabria, ma penso anche alla Liguria o ad altre Regioni e spero che anche le Marche possano avere un ruolo attivo su questo fronte. Grazie.

Interrogazione n. 76 – a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Aggiornamento Piano strategico ZES”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 76 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri .
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Avremo modo poi di parlarne, mi sembra di capire, nella seconda parte del Consiglio quando parleremo più compiutamente di ZES.
Voglio ricordare agli interroganti che in base al decreto legge 124/2023, articolo 11, comma 2, il piano strategico non è in capo alla Regione, ma è in capo all'unità di missione della ZES, quindi noi abbiamo semplicemente ottemperato, entro i 60 giorni, nel dare il contributo, di concerto con la struttura di missione, rispetto alle nostre indicazioni. Abbiamo assolto a questo nostro incarico e il documento è a disposizione di tutti i Consiglieri che ne facciano semplice richiesta.
Aggiungo che mi sembra che in uno dei capoversi dell’interrogazione ci sia un errore perché l'accesso al regime semplificato non è intercluso a nessuna categoria diretta o in filiera e tutte le imprese delle Marche possono godere dei benefici della ZES. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Come dice l'Assessore sulle questioni di merito e su come si sta gestendo la partita ZES parleremo quando discuteremo le mozioni.
L'interrogazione era per conoscere quale contributo la Regione Marche aveva dato e in concreto su quali eventuali ulteriori settori o filiere, rispetto a quelli già presenti nel piano strategico della ZES unica precedente all'ingresso delle Marche e dell'Umbria, e per quali settori o filiere aveva segnalato l’esigenza o l'opportunità che fossero inseriti nel piano strategico. Presente anche il fatto che il concetto di filiera, come l'Assessore credo sappia quanto me, è genericamente indicato nella legge istitutiva della ZES, tanto che perfino il capo della struttura ZES, che è venuto qui ad Ancona, in quell'occasione presso l'università, in cui avete fatto una riflessione sull'attuazione della ZES, segnalava qualche dubbio in generale sul meccanismo delle filiere, proprio per la genericità dell'indicazione della filiera. Questo volevamo conoscere e stamattina pensavo ci sarebbe stato detto dall'Assessore in cosa concretamente è consistito il contributo della Regione Marche e come è stato costruito, perché non ci risulta che ci sia una delibera di Giunta, se c'è la segnali, né ci risulta che ci sia stato un coinvolgimento trasparente dei soggetti istituzionali, né del Consiglio regionale né di soggetti non istituzionali, ma rappresentanti degli interessi diffusi delle categorie, eccetera.
Siccome non è una questione privata, tra il Presidente o l'Assessore e la struttura di missione, è importante che su una cosa così rilevante …

Interrogazione n. 78 - a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Mangialardi, Vitri
“Riconversione e ampliamento degli attuali impianti a biogas situati nel Comune di Osimo”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 78 - a risposta immediata - dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Mangialardi, Vitri .
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la tematica sollevata relativa alla gestione degli impianti Osimo 1 e Osimo 2, che riguarderebbero due impianti per la produzione di energia elettrica di biometano in località Coppa di Osimo, gestiti dalla società SGR Bio Osimo 1 srl, si comunica che sono state svolte, rispetto alle richieste che sono state avanzate, cinque riunioni della conferenza servizi. Per le attività istruttorie e per la verifica delle interferenze sono stati coinvolti: Comune di Osimo, Arpam, Vigili del Fuoco, MIMIT, Ispettorato Marche e Umbria, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle Marche, Ast, Provincia di Ancona, Regione Marche - Settore Genio civile Marche nord, Regione Marche - Settore rischio sismico, SNAM, Comando militare esercito Marche, Telecom Italia, Terna, Open Fiber, E-Distribuzione, Distribuzione elettrica Adriatica, Astea, APM Macerata, Viva Servizi. Quindi sono state fatte 5 riunioni corpose, conferenze di servizi. L'ultima riunione si è tenuta il 18 novembre dello scorso mese e la Conferenza è in attesa di ricevere dalla ditta alcune precisazioni e chiarimenti relativi agli aspetti catastali e tecnici non ancora perfettamente sviluppati, nonché un riallineamento di tutti gli elaborati progettuali con le modifiche introdotte a seguito dell’integrazione e delle prescrizioni richieste.
Tra l'altro, occorre precisare che il sottoscritto ha incontrato la Sindaca del Comune di Osimo e alcuni rappresentanti dei comitati lì presenti.
Le problematiche sono fondamentalmente due, una è legata al traffico, l'altra è l'immissione di odori maleodoranti in ambiente e per questo sono state messe da parte di Arpam delle stazioni provvisorie che possono monitorare l'aria.
Per quanto riguarda Osimo 2, tutta la trafila è stata fatta dal Settore fonti energetiche, rifiuti, cavi e miniere, sono stati invitati gli stessi soggetti coinvolti nel procedimento sopra riportato.
Alla luce di quanto sopra, appare chiaro che la decisione relativa all'opportunità di concedere o negare l'autorizzazione compete solo alla conferenza dei servizi, intesa quale sede collegiale deputata a rappresentare la sintesi dei vari interessi da tutelare e garantire. Su questo monitoreremo la situazione, anche in accordo con il Comune di Osimo, però vi dico che questi impianti in base alla legislazione vigente sono dichiarati di pubblica utilità sono soggetti ad un'autorizzazione unica e sono idonei anche ad essere ubicati nelle zone agricole. Sarà massima l'attenzione per monitorare la questione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. È un tema che, come ha evidenziato l'Assessore, desta molta preoccupazione, lo testimonia la presenza qui in Aula dei cittadini di Osimo e della Sindaca, che saluto.
È un tema molto delicato, Assessore, lei ha riepilogato le Conferenze di servizio, in realtà sono state 8 complessamente per i due impianti, lo scrivo nella interrogazione, e la conferma di quanto sono problematici questi impianti è il numero delle conferenze di servizio che si sono riunite e anche le molteplici diffide che la Regione ha dovuto emettere a seguito di controlli ed eventi verificatisi recentemente.
Credo che la sua sia una risposta molto interlocutoria e devo dire poco chiara, mentre in realtà ricordo che su questo tema il Comune di Osimo si è espresso in modo molto netto, ha espresso con propri atti ufficiali la contrarietà sia come Consiglio comunale che come Giunta comunale, quindi il parere non favorevole. Il Comune ha sempre ribadito che per entrambi gli impianti il nuovo strumento urbanistico vigente PUC non ha incluso tra le destinazioni di uso di zona gli insediamenti civili produttivi e zootecnici.
Ricordo anche che l'Arpam, tra le varie osservazioni, ha sempre evidenziato le criticità relative alla mancanza di conoscenza dell'ubicazione dei terreni su cui andrebbe effettuato lo spandimento del digestato. Da ultimo sono stati presentati dei generici documenti da cui si rileva il possibile e inverosimile interessamento dei territori di ben tre Regioni. Su questo ricordo che il Consiglio si era espresso esattamente un anno fa, il 14 gennaio 2025, mi auguro che la Giunta mantenga quell'impegno che le aveva assegnato il Consiglio in quella data. Grazie.

Interrogazione n. 79 -a risposta immediata
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Provvedimenti per il sistema di emergenza-urgenza (Pronto soccorso) degli Enti del SSR”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 79 - a risposta immediata - dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. E’ indubbio che le festività hanno portato un momento di sovraccarico delle tipologie di accessi, perché magari in alcune AST …, per esempio quella di Fermo si è rilevato un numero di accessi inferiori rispetto a quello medio annuo, però la portata del picco di influenza è stata maggiore.
Allora, abbiamo dei i report delle varie AST, delle varie Aziende, per cui tutte hanno cercato di trovare disponibilità in quei reparti che potevano procedere a dei ricoveri direttamente dai pronti soccorsi, reparti che potevano dare al sistema alcuni posti letto.
In verità la risposta sistematica dovrà venire dalla riforma delle case di comunità, per cercare di limitare gli accessi al pronto soccorso dei codici bianchi, dei codici verdi, che dovrà vedere gli ospedali di comunità dare quel serbatoio in più alla nostra regione per permettere ricoveri maggiori. Attenzione ad un effetto diretto/indiretto, quello diretto per le dimissioni da pronto soccorso di quei casi che prevedono un ricovero in condizioni magari più lievi, l'indiretto è quello che dovrà servire ai reparti per acuti per fare, in questo caso, dei turnover piuttosto veloci, evitando l'ospedalizzazione a lungo termine delle cronicità, che è quello il problema. Sto girando vari ospedali ed è il problema viene rappresentato da molti reparti per acuti. Ci vorrà del tempo per mettere questo sistema a terra.
Credo che possiamo avere delle discrete notizie per la messa a terra di fondi anche per le strutture in ritardo sui tempi.
E’ un sistema che necessita del suo tempo e mi pare strano che dopo due mesi il Consigliere Cesetti, molto operativo sul tema della sanità, dica che la responsabilità è dell’attuale Assessore. Lo immaginavo, era scontato …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Il Consigliere Cesetti si è sempre occupato di sanità a livello regionale, non solo della sua provincia, quando era Assessore, Consigliere di opposizione la scorsa legislatura e anche adesso.
Ho ricevuto segnalazioni scritte da ogni parte della regione, mi sono attivato a fare questa interrogazione, tra l'altro, dopo aver ascoltato il Consigliere Caporossi, che ovviamente è una voce autorevole, che ha detto di come durante le feste mancassero le guardie mediche, tanti cittadini aspettavano invano al pronto soccorso; poi segnalazioni scritte da Jesi e Fabriano nelle quali si diceva che i codici rossi venivano respinti. Oppure che dire di Ascoli Piceno, della stessa Fermo, ne parleremo poi, in cui dopo 9 ore e 20 minuti di attesa una persona è stata ricoverata in UTIC, pensate con quanto ritardo; oppure a Macerata, dove la stessa Azienda sanitaria territoriale dice che non sono garantite le professionalità necessarie. Di fronte a tutto questo, che cosa fa l’Assessore Calcinaro? Dice che io ce l'avrei con lui. Io non chiamo in causa lui, anche perché non è nella condizione di dare risposte, ma chiamo in causa la Giunta. Tra l'altro non è dopo 2 mesi, questa Giunta c'è da 6 anni, il Presidente c’è da 6 anni. L’Assessore Calcinaro qui non sta facendo uno stage, non c'è il tempo di farlo, altrimenti gli si dovrebbe affiancare qualcuno, o meglio lui dovrebbe fare l'affiancamento perché le risposte bisogna darle subito e lui dovrebbe darle, tra l'altro, con disciplina e onore, non dicendo il falso. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

Interrogazione n. 18
ad iniziativa dei Consiglieri Ruggeri, Seri, Mastrovincenzo, Caporossi, Nobili
“Grave e persistente disservizio di continuità assistenziale (guardia medica) presso il Distretto sanitario di Moie di Maiolati Spontini (AN)”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 18 dei Consiglieri Ruggeri, Seri, Mastrovincenzo, Caporossi, Nobili.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Premetto che anche grazie all'organizzazione dell'Assessore Consoli, abbiamo partecipato sul posto ad una sentita assemblea cittadina, ho avuto modo di conoscere dal punto di vista diretto e personale l'impegno dell'AST e del Distretto per cercare di ovviare a questa situazione perché il problema è oggettivo.
Vado a sottolineare quello che mi viene dal territorio. Devo dire che tra l'altro in quella sede la cittadinanza ha capito quali sono i limiti, che sono oggettivi, anche di collaborazione che dovrà essere implementata ovviamente con i medici di medicina generale per coprire questo servizio.
Comunque l'AST, nel comprendere il disagio dei cittadini derivante dall'ormai cronica mancanza di medici di continuità assistenziale presso il Distretto sanitario di Moie, specifica che per far fronte a questa carenza sono stati in questi mesi effettuati numerosissimi interpelli attingendo dalla graduatoria aziendale e regionale, ma sempre con esito negativo, allo stato attuale si sta procedendo con ulteriori interpelli.
Posso dire che, per esempio, in altre situazioni pur di carenza ci sono dei passi in avanti. Mi riferisco in questi giorni all'interpello aperto anche per il PP di Tolentino, che è un altro punto critico. In questo caso possiamo dire che si iniziano a trovare delle soluzioni a valle dell'interpello, che si sta per chiudere.
Si fa presente, inoltre, che non essendo i medici dipendenti, la Direzione è impossibilitata a fare ordini di servizio a chi non è un dipendente diretto.
L'auspicio è quello che il problema possa essere risolto con una nuova organizzazione delle aggregazioni funzionali territoriali (AFT), appunto, che sono state istituite con una delibera del 24 marzo 2025, e con il recente AIR, cioè l'accordo integrativo regionale, che è stato recepito con delibera di Giunta regionale l'11 agosto 2025 in cui ogni AFT si impegna a realizzare la continuità della presa in carico del paziente per l'intero arco della giornata, per 7 giorni alla settimana.
A valle di questo, personalmente ho chiesto al Dipartimento una serie di riunioni con tutti i vari territori per iniziare a fotografare una mappa di ciò che c'è sulla carta, di ciò che c'è effettivamente, di ciò che funziona e di ciò che non funziona. Anche perché, diciamocelo, se dobbiamo arrivare a una nuova disegnazione del sistema alternativo per gli ingressi al pronto soccorso, che è fondamentale anche in funzione, come ho detto prima, dell’attivazione delle case di comunità, occorre ridisegnare qualcosa, forse razionalizzare e ottimizzare. Questo è qualcosa di possibile. Lo dovremmo fare con un lavoro scrupoloso, partendo da cosa? Dalla fotografia attuale. Fotografia che, ripeto, includerà quello che c'è, quello che è garantito, quello che purtroppo è solo sulla carta e non è garantito per mancanza di turni ricoperti dai medici di medicina generale. Sarà un lavoro che intraprenderemo subito nella prima decade, anzi nella prima settimana di febbraio, questo lo posso dire, poi ovviamente andremo a condividere eventuali ipotesi nella Commissione sanità perché credo che sia un discorso che coinvolga tutti quanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la risposta. Ci tengo anche a ringraziare i Consiglieri di opposizione che hanno sottoscritto quest’interrogazione, che nasce da una segnalazione arrivata direttamente alla nostra casella di posta elettronica dal Sindaco di Castelplanio.
La situazione di Moie purtroppo è simile a quella di altre guardie mediche della nostra regione e i risultati sono quelli di cui si è discusso poco fa con l'interrogazione proposta dal Consigliere Cesetti, cioè un intasamento del pronto soccorso.
Andando direttamente alla risposta dell'Assessore, che si riferisce a quella del Direttore socio-sanitario dell'AST di Ancona, devo rilevare che è insoddisfacente perché i primi due punti indicano una difficoltà oggettiva ed insormontabile e nella risposta non si vedono vie di uscita, cioè gli interpelli numerosissimi hanno sempre esito negativo. Adesso l'Assessore ci ha detto che c'è una piccola luce dall'ultimo interpello che è stato fatto, speriamo, a Tolentino. Sì, speriamo che sia qualcosa di positivo e che si riverberi anche su altri territori.
L'altra questione che non ci lascia per niente tranquilli è anche l'impossibilità di fare ordini di servizio, visto che i medici non sono dipendenti. Motivo per il quale nella prima parte della risposta si dice quali sono i problemi e non vengono indicate alternative.
Un auspicio finale è che, si spera, queste nuove organizzazioni, aggregazioni funzionali territoriali funzionino, ma la cosa che più mi preoccupa è quello che ha aggiunto l'Assessore, che ha detto che bisogna partire da una mappatura dell'esistente, vedere dove ci sono le lacune e in caso arrivare a razionalizzazioni e ottimizzazioni. Lei ha usato questi termini che per noi vogliono dire una sola cosa: chiusura, quindi, torniamo a tagliare i servizi piuttosto che a trovare alternative. Grazie.

Interrogazione n. 23
ad iniziativa del Consigliere Rossi
“Tutela ittiofauna regionale, controllo della specie cormorano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 23 del Consigliere Rossi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Lei tocca con quest’interrogazione un tema sensibile. La specie cormorano è una specie protetta, in crescita, è considerata una specie opportunistica e in alcune parti del nostro paese, mi riferisco in particolar modo alle valli venete, ha depredato buona parte del patrimonio ittico presente e la sua presenza nelle aste fluviali della nostra regione è sempre in aumento. Che cosa ha fatto l'Assessorato sin dai primi giorni in cui si è insediato? Ha chiesto a ISPRA, con la quale c'è un’interlocuzione aperta e ancora non conclusa, di poter avere l'autorizzazione a fare un censimento non solo della specie cormorano, ma di tutte le specie opportunistiche, i corvi e via dicendo, perché si rileva dai praticanti delle zone rurali una presenza, sembra, superiore rispetto alla normalità. E questo causa chiaramente una compressione delle altre specie di cui i corvi e i cormorani sono particolarmente voraci.
Ricordo che un cormorano ha la necessità di cibarsi di minimo mezzo chilogrammo di pesce al giorno e i nostri sforzi per l'introduzione della trota mediterranea per tutta la piscicoltura rischiano di essere completamente vanificati.
Siamo in attesa che l'ISPRA ci autorizzi ai censimenti per prendere poi quelle che si riterranno essere le misure più significative e più attinenti al contenimento di questa specie, che è particolarmente vorace e sta dando delle forti preoccupazioni. Pur essendo una specie protetta, l'ISPRA ha già concesso in altre parti d'Italia la possibilità di un prelievo selettivo, ma sempre, lo sottolineo, a valle di censimenti che ne stabiliscono il corretto rapporto rispetto al territorio dove la specie insiste.
L’aggiornerò molto volentieri sull'evoluzione di questo quadro rispetto al cormorano, ma più in generale su tutte le specie opportunistiche che stanno diventando un problema vero nella gestione della ittiofauna della nostra regione e non solo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rossi.

Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Rispondo ringraziandola di nuovo per l'attenzione che anche su questa tematica sta mettendo in campo su un'altra specie.
Anche questo è un problema serio, quello dei cormorani, ma in generale, dei corvidi, cosiddetti uccelli neri.
Quindi si apre ad un'azione che è chiaramente preceduta da un censimento, come avviene in altre Regioni, ma soprattutto lo si fa per tutelare la nostra ittiofauna. L’ha detto bene: da una parte si finanziano anche con diversi milioni (2 milioni) dei progetti di riemissione della trota mediterranea, il progetto Life Più e dall’atra non si controlla questa specie che purtroppo porta dei problemi importanti, visto anche il sovrannumero e le nidificazioni costanti, anche perché è una specie che prima era migratoria ed ora sostanzialmente è stanziale.
Occuparsi di questa tematica non è solo occuparsi della pesca e dei nostri pescatori, ma significa occuparsi della tutela della ittiofauna a 360 gradi, soprattutto di quella che fa parte di quei programmi di conservazione.
Vorrei ringraziare, tra l'altro, tutte le associazioni di categoria della pesca come la FIPSAS che da anni denuncia questa situazione, che in altre regioni è stata affrontata e che ora, grazie al suo intervento, Assessore, verrà affrontata anche nelle Marche. C'è un passo in avanti.
Grazie Assessore, di nuovo, grazie alla Giunta Acquaroli perché è un argomento serio.
Una piccola rettifica, io nell’interrogazione parlo di 3.240 chilogrammi, oltre 32 tonnellate, no, è 3,2 tonnellate, c'è un refuso, manca una virgola nella battitura. Si parla di 3 tonnellate di fauna, di cui questa specie può cibarsi nel giro di un anno.
Ancora grazie, aspettiamo la risposta dell'ISPRA, che spero dia parere favorevole ai censimenti e quindi al piano di contenimento. Grazie.

Interrogazione n. 25
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Cesetti
“Emergenza idrica e interruzione dell’erogazione nei Comuni gestiti da Tennacola S.p.A.”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca interrogazione n. 25 dei Consiglieri Catena, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Qui si chiede se la Regione Marche, nella fattispecie il mio Assessorato, è a conoscenza della problematica che si è sviluppata nelle aree di gestione della società Tennacola, organo di gestione del servizio idrico, che ricade tra l'ascolano, il fermano ed il maceratese.
La questione è conosciuta, purtroppo, a causa di alcuni mesi molto secchi, tra il periodo di ottobre e novembre 2025 la captazione delle risorse idropotabili nella zona del Tenna è diventata particolarmente complessa. Da qui è avvenuta una richiesta importante da parte della società Tennacola, che naturalmente ha messo subito all'attenzione del sottoscritto la problematica. Il sottoscritto, naturalmente, ha parlato con il Presidente del Parco dei Sibillini, nel quale il fiume Tenna passa e dove la società Tennacola attinge la propria acqua. Dall’incontro è venuto fuori che la società richiede una deroga al deflusso minimo vitale. Nel corso degli anni, al di là delle proroghe che sono state concesse precedentemente per la gestione del sistema idrico destinato alle utenze, che sono cresciute nel corso degli anni, quindi tante utenze in più ha in gestione la società Tennacola, è sorta la necessità di maggiori approvvigionamenti. Nel corso degli anni sono stati concessi 95 litri secondo per l'approvvigionamento delle utenze domestiche, mentre negli ultimi mesi la società Tennacola richiede una deroga al deflusso minimo vitale che naturalmente postula la riduzione dei 50 litri/secondo per l'ecosistema legato naturalmente al fiume Tenna. Su questo è necessaria, appunto, una valutazione da parte del Parco nazionale che deve accogliere e derogare alla normativa sul deflusso minimo vitale.
Sono state fatte diverse proroghe nel corso del tempo, sarà necessario valutare l'ipotesi di un'ordinanza di terzo livello assoggettata al procedimento Vinca. Quindi, di concerto con il Ministero dell'ambiente, si potrà valutare anche eventuali misure compensative che potranno essere destinate ad una possibile e probabile riduzione del deflusso minimo vitale, laddove il Ministero sia favorevole.
Su questo l'interlocuzione tra la Direzione del Servizio risorse idriche della Regione Marche, l’Egato ed il gestore è costante, naturalmente scambiamo tutte le informazioni e monitoriamo la situazione, per cui dovremmo intervenire.
Il vero tema non è tanto la deroga al deflusso minimo vitale su quell'area, ma saranno gli interventi per realizzare potabilizzatori per invasi d'acqua. Sicuramente sono sotto l'attenzione della Regione Marche, soprattutto un intervento nell'ambito della difesa del suolo: agire sui corpi idrici e ricostituire quello che potrebbe essere definito il circuito dei Sibillini, attraverso il quale si potrà garantire la conservazione da un lato dei corpi idrici e la regimentazione corretta delle acque e dall'altro la destinazione alle utenze domestiche di tutta la l'acqua necessaria rispetto alla normativa vigente.
Stiamo monitorando la situazione, ci stiamo organizzando per valutare progettazioni in loco che richiedono tempo. Non si interviene da oggi a domani sulla difesa del suolo, risolvendo due problematiche, però sarà impegno della Regione, non solo per la parte di gestione della società Tennacola, ma anche per altre aree delle Marche, valutare progettazioni volte a garantire l'autosufficienza idrica di tutti i distretti ed assicurare da un lato gestioni efficienti ed efficaci dei gestori nei singoli ATO e dall'altro garantire alle entità territoriali un regime di autosufficienza idrica che possa essere utile per poter governare questi processi all'interno della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena.

Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Diciamo che la risposta non mi soddisfa, non mi può soddisfare perché sembra che al centro ci sia più l'attenzione all'emergenza del momento, cioè alla scarsità della risorsa idrica legata alle difficoltà delle sorgenti, alla diminuzione della disponibilità di acqua nelle sorgenti, al mancato rinnovo delle concessioni di queste sorgenti, così come la mancata deroga al deflusso minimo vitale. Si tratta evidentemente di trovare delle soluzioni che siano di equilibrio tra la necessità di tutelare l'ambiente e quella di garantire il diritto all'acqua potabile e non solo, perché la mancanza della risorsa idrica ha ripercussioni non solo da un punto di vista civile, ma anche sulle attività agricole ed economiche in genere.
La chiusura e la turnazione dell'erogazione dell'acqua in tanti Comuni del maceratese e del fermano, facenti parte dell’ATO 4 …, ricordiamo che insieme all’ATO 3 sono due degli ambiti territoriali che presentano maggiore criticità a livello di centro Italia, credo, quindi, che richiedano una doppia risposta, una di carattere emergenziale, rapida, perché non parliamo di un'emergenza una tantum, ma di un’emergenza che si ripete costantemente, quindi non temporanea, ma strutturale e sappiamo, almeno dovremmo sapere, quanto la risorsa idrica sia sempre più strategica.
Cosa non ho capito dalla risposta dell'Assessore? Le tempistiche degli investimenti per realizzare gli invasi, per realizzare dei sistemi di accumulo o che vadano a ridurre le perdite, che conosciamo, delle reti idriche.
L’Assessore ha accennato a progetti importanti come l'anello dei Sibillini, come l'investimento dei CIIP per le zone di Ascoli Piceno e Fermo con la Banca europea per gli investimenti, però non conosciamo le tempistiche.
Immagino che siano progetti che necessitino di anni sia per la fase di progettazione che per la fase di esecuzione e nel frattempo non possiamo lasciare i territori sprovvisti delle risorse idriche.
Sono stato in contatto in quei giorni con alcuni amministratori locali, immaginate le difficoltà di garantire servizi legati all'importanza dell'acqua. Pensate alle famiglie che hanno persone fragili, minori, anziani, disabili in casa, pensate alle scuole, agli esercizi commerciali (bar, ristoranti) che con …

Interrogazione n. 42
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Taglio totale dei fondi regionali destinati ai festival, alle rassegne e ai premi cinematografici delle Marche nel Programma annuale della cultura 2025”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 42 del Consigliere Nobili.
Ha la parola, per la risposta, la Sottosegretaria della Presidenza della Giunta regionale Luconi.

Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Ritorniamo a parlare dei fondi destinati ai festival, alle rassegne, l’abbiamo fatto alla vigilia delle feste natalizie, con un ordine del giorno presentato in quest'Aula, dove si è spiegato l'iter di tutto quello che è stato nel corso di questi 5 anni, con investimenti importanti. Però oggi questa interrogazione è utile per mettere una pietra, come dire, tombale su quello che è accaduto e che accadrà. Cosa che non è mai accaduta, tra l'altro, Consigliere Nobili, prima della Giunta Acquaroli, perché la Regione Marche tiene a sottolineare con forza che il Settore del cinema e dell'audiovisivo rappresenta una priorità strategica, come è dimostrato dall'investimento senza precedenti di 16 milioni di euro, credo che questo non possa essere smentito da nessuno, risorse mai stanziate prima, che hanno consentito di rendere le Marche una vera e propria terra del cinema. Lo vediamo anche con le produzioni che ci sono state sulle TV nazionali anche negli ultimi anni, non ultimi il 2025 ed il 2024.
Grazie a questa misura la nostra regione ha conquistato una rilevanza nazionale e internazionale, ospitando numerose produzioni (film, serie e docufilm) che hanno generato anche un importante indotto economico e turistico. Un risultato che viene riconosciuto dagli stessi operatori di settore, dalle associazioni di categoria, che dimostra quindi la bontà delle scelte fatte.
Siamo ovviamente consapevoli dell'importanza di festival, rassegne e premi cinematografici che da anni valorizzano giovani autori e creano anche occasioni di promozione culturale di grande qualità. Condividiamo con lei l'esigenza di sostenerli e confermiamo la volontà, tra l'altro, di proseguire in questa direzione.
È però doveroso chiarire che non si tratta di una cancellazione delle misure per esigenze legate alla programmazione di bilancio. In questa fase non è stato possibile attivarle, come talvolta accade nella ciclicità degli strumenti di sostegno. La scelta è stata dettata da un utilizzo razionale delle risorse disponibili, ma l'impegno ovviamente della Regione è quello di riattivare i bandi culturali dedicati e restituire continuità a queste esperienze.
Il successo del cinema nelle Marche è un patrimonio collettivo, costruito grazie ad investimenti mirati ed alla passione degli operatori del settore: la Regione intende proseguire su questa strada, dando dignità e prospettiva a tutte le realtà che contribuiscono a far conoscere e amare le Marche nel mondo.
L'unica cifra con la quale chiudo la risposta a questa interrogazione, nella quale si parla di tagli di 160.000, 130.000 e 10.000 euro …, l'investimento fatto per il cinema è stato di 16 milioni di euro, cifra mai investita e forse mai pensata prima di oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.

Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Consigliera Luconi, sottosegretaria della cultura, che oggi ci ha aiutato a capire un po' meglio, nel senso che ha confermato il taglio che io ho evidenziato in sede di discussione del bilancio, oggetto dell'interrogazione.
La Regione Marche ha tagliato, temo definitivamente, quelle risorse che andavano ad una produzione diversa da quella a cui la Consigliera oggi fa riferimento. Sembra non si voglia capire che ci sono finanziamenti orientati per un certo tipo di cinema, che è quello a cui fa riferimento la Consigliera Luconi, cioè il cinema commerciale, il cinema che ottiene incassi importanti nei botteghini, ma noi stiamo parlando di una cosa completamente diversa, possibile che non si riesca a cogliere questo punto? Noi stiamo parlando, stiamo domandando che idea di cultura e che idea di cinema ha questa Regione. Un'idea orientata a sostenere le grandi produzioni cinematografiche, che per carità fanno bene al territorio, producono lavoro, ma quello di cui stiamo parlando oggi, di cui ho discusso in sede di bilancio, che è oggetto dell'interrogazione, è un'altra cosa, è il sostegno ad una produttività culturale giovane, indipendente, legata ai territori. È un'idea di cultura differente da quella tutta commerciale che si concretizza nella produzione cinematografica a cui ha fatto riferimento lei.
In merito all'oggetto dell'interrogazione lei purtroppo ha dato una risposta lapidaria, queste risorse non ci sono e si faranno morire una pluralità di iniziative che sono espressione della vivacità culturale più autentica che esprimono i territori. Non c'è bisogno di sottolineare come questi festival, queste produzioni culturali siano distribuiti in tutta la regione, anche in piccoli Comuni, per cui è importantissimo quel festival che diventa un presidio culturale, un presidio di vita. Non so, penso anche alle zone del sisma. Voi evocate continuamente il sostegno alle zone del sisma, bene, pensare che un festival del cinema che si teneva a Ussita non si terrà più, credo che sia una sconfitta, ma non è una sconfitta del centro-sinistra, è una sconfitta di un'idea di cultura che voi purtroppo non avete. Grazie.

Interrogazione n. 43
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Carenza di personale medico dipendente presso il pronto soccorso di Fermo, scadenza del contratto dei medici ‘gettonisti’ e adozione dei necessari provvedimenti per il sistema di Emergenza e Urgenza rivolti agli Enti del Servizio sanitario regionale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 43 dei Consiglieri Cesetti, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Fa piacere vedere questa interrogazione arrivare nei primi giorni di lavoro della nuova Primaria del pronto soccorso, a cui vanno i miei più fervidi complimenti per questo incarico che ha assunto e sono convinto che ci sarà un effetto positivo anche nei prossimi bandi per i dipendenti pubblici di area dirigenziale medica. Quindi, questa è una prima risposta che si dà su questo campo, Così come voglio ringraziare chi ha retto per vario tempo, per un lungo tempo, chi da facente funzioni ha retto un ruolo rimasto scoperto per troppo tempo.
È ovvio che la fine, la doverosa fine del periodo delle cooperative aprirà la possibilità di una maggiore selezione dei nostri ospedali sugli incarichi professionali. Questo è un dato positivo, che si può immediatamente capire, con la fine, che sarà a fine maggio, di questo passaggio, che credo sia dovuto. Su questo penso che il nostro ospedale di Fermo stia già mappando possibilità concrete di adesione.
Diciamo anche un'altra cosa, che c'è stata una forte adesione con il nuovo primario, che è appena giunto, di anestesisti, che forniscono il loro apporto al pronto soccorso. Questo è un dato molto positivo, che ci fa avere una base pubblica e utile da questo punto di vista.
Certo, il vero nodo, secondo me, per aumentare i posti pubblici è quello di migliorare la qualità del lavoro. Finché c'è una realtà difficile, sarà anche complicato avere grandi numeri di persone che aderiscono ai bandi pubblici, questo è evidente. Per avere una migliore qualità …, adesso non so chi replicherà a questa interrogazione, magari potrebbe essere il Consigliere Cesetti, forse sarebbe stato meglio, che so, il Consigliere Mangialardi, perché la storia del pronto soccorso di Fermo è piuttosto travagliata. Sa benissimo il Consigliere Cesetti che ci sono state chiusure di altri punti che erano fondamentali per un territorio in cui c'era un solo ospedale principale ed i pronto soccorso di Sant'Elpidio a Mare, di Monte Giorgio, Porto San Giorgio erano presidi che dovevano essere negli anni valorizzati nei migliori dei modi, perché era chiaro che tutto si sarebbe riversato sul pronto soccorso. So che quando il pronto soccorso è stato spostato nella nuova location, addirittura credo sul finire dell'amministrazione Spacca, se non sbaglio …, però l'indirizzo su questi ospedali territoriali ed in altre direzioni è venuto successivamente.
E dico anche un'altra cosa, il boarding, quello che fa lavorare male, lo stazionamento delle barelle di cui alla precedente interrogazione, è un fenomeno che si combatte solamente con maggiori posti letto e se facciamo un nuovo ospedale lì sarebbero serviti maggiori posti letto perché sul decreto ministeriale in qualche modo si poteva aumentarli. Come abbiamo fatto anche nel precedente quinquennio, stiamo cercando e riusciremo ad aumentare i posti di letto del nuovo ospedale di Fermo per ...

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Assessore, Calcinaro, volevo quasi esprimere la mia soddisfazione per una risposta onesta e consapevole, poi, come al solito, lei si è perso.
Una cosa deve essere chiara, ribadisco, Assessore e lo dico anche al Presidente, che mi occupo, come mi sono sempre occupato e mi occuperò della sanità regionale, non soltanto di quella di Fermo, perché io sono un Consigliere regionale, l'ho detto anche alla mia capogruppo. Tra l'altro, anche se non ne faccio parte, andrò in Commissione dove potrò avvalermi della grande esperienza dei Consiglieri Caporossi, Nobili, Mangialardi e anche di tutti gli altri perché a me arrivano segnalazioni da ogni dove della regione, quindi il mio dovere è intervenire.
L’Assessore Calcinaro non può chiedere tempo perché non sta qui a fare uno stage. Il Presidente della Regione è 6 anni che c'è, quindi, quando pongo queste domande con le interrogazioni, mi rivolgo al Presidente ce è titolare della delega. L’Assessore Calcinaro non mi può rispondere. sia chiaro, Presidente, dicendo cose non vere, spostando l'attenzione, perché l'Assessore lo deve fare, come lo devo fare io Consigliere, con disciplina ed onore.
La disciplina impone lo studio, l'approfondimento, l'onore impone innanzitutto di dire la verità. Ad esempio, è falso, e non fa onore ad un Assessore, che è un ruolo istituzionale, affermare che io avrei chiuso il pronto soccorso di Sant'Elpidio a Mare, Monte Giorgio e Porto San Giorgio, è falso, completamente falso. Va bene? Anzi, da Assessore ho aperto, progettato da Presidente della Provincia, finanziato e fatto realizzare l'ospedale di Fermo, i cui posti letto da 290 sono passati a 378 e nella variante di 30 milioni c'è la mia firma perché venni delegato dal precedente Presidente e ci sono le firme dell’Assessore XY, che era Assessore dell’ex Sindaco di Fermo Calcinaro e della Presidente della Provincia XX. Io ho fatto la variante per portare i posti letto a 378.
L’Assessore Calcinaro queste cose non le sa e, allora, deve studiare prima di parlare. Presidente, lo faccia studiare perché non può stare qui a fare lo stage a lungo. Grazie.

Interrogazione n. 44
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“Vendita della Raffineria API di Falconara”

Interrogazione n. 58
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Golden power sulla vendita della raffineria API di Falconara Marittima”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 44 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Piergallini, Vitri e l’interrogazione n. 58 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. La Regione Marche non è stata informata della trattativa di vendita della raffineria API, non per una scortesia istituzionale, ma perché …, non so se lei, Consigliere Mastrovincenzo, ha avuto occasione nella sua vita di partecipare a operazioni di M&A. Questo tipo di operazioni sono sempre precedute da un accordo di riservatezza, che in termine tecnico viene chiamato NDA, non disclosure agreement, che vincola le parti all'assoluto riservo. Quindi, abbiamo appreso ufficialmente del raggiungimento di un accordo preliminare fra la società API e la SOCAR solamente nel momento in cui quest’accordo è stato sottoscritto dalle parti e reso pubblico. E’ una prassi consolidata e mi sento di dire che il golden power, di cui parlerò dopo, è uno strumento che è stato creato apposta, perché laddove ci possono essere delle compravendite strategiche lo Stato si riserva la possibilità di poter intervenire. Questa è la ragione principale per la quale tutti questi tipi di operazioni sono gestiti - ricordo che sono aziende private - nel riserbo più totale, spesso, quando ci sono condizioni e cifre di questa rilevanza, con penali molto rilevanti per chi trasgredisce ai patti di riservatezza.
Venendo a noi, l'attuale proprietà ha confermato la procedura di cessione, che dovrà vedere nella prossima primavera il closing finale, che ancora non è stato perfezionato.
Chiaro che il golden power spetta, lo voglio ricordare a quest'Aula, al Governo nazionale, non è stato ancora deciso, abbiamo sentito il Governo, non è stato ancora deciso se verrà applicato o meno e la stessa Regione Marche, la Giunta regionale che non ha la competenza diretta sulla posizione del golden power, sta ragionando se chiedere informalmente, altro non può fare, al Governo se utilizzare questo strumento.
A beneficio della tranquillità dei livelli occupazionali in merito alla presenza e alle intenzioni di SOCAR, voglio leggervi quanto dichiarato: “SOCAR intende agire in continuità per preservare e valorizzare la forte posizione di mercato di IP e la sua reputazione, assicurando una fornitura stabile di servizi di alta qualità ai propri clienti partner e stakeholder. SOCAR preserverà i livelli occupazionali ….”
PRESIDENTE. Scusi, Assessore, chiediamo agli assistenti di intervenire perché non è permesso esporre striscioni ed altro nell'Aula consiliare. Richiamerei anche all'ordine i cittadini presenti, pur riconoscendo la libertà d'espressione, però dal Regolamento è vietato.
Ringrazio gli assistenti e diamo di nuovo la parola all'Assessore Bugaro, concedendo altri minuti, prego

Giacomo BUGARO. “SOCAR preserverà i livelli occupazionali e, in linea con la strategia del gruppo, la tutela dell'ambiente rimarrà una priorità per le proprie attività in Italia”.
Aggiungo che la società API ha chiesto al sottoscritto un incontro che si svolgerà il 16 di questo mese.
Per quanto riguarda il golden power ho già detto.
Vado alla seconda interrogazione, la n. 58, leggo perché è abbastanza tecnica.
La bonifica dei siti di interesse nazionale è disciplinata dall'articolo 252 del decreto legislativo 152/2006, il comma 4 cita testualmente: "La procedura di bonifica di cui all'articolo 242 dei siti di interesse nazionale è attribuita alla competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministero dello sviluppo economico". Pertanto il responsabile del procedimento di bonifica è il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.
Per quanto concerne la richiesta di uno specifico fondo a garanzia della bonifica del sito si segnala che il MASE, responsabile del procedimento, in sede di approvazione del progetto di bonifica, ha il compito di richiedere l'attivazione delle garanzie finanziarie previste dalla legge a favore del Comune di Falconara Marittima in base al combinato disposto dell'articolo 242, comma 7, del decreto legislativo 152/2006 e della legge regionale 13/2006.
Per quanto concerne la bonifica del sito e delle aree limitrofe, si comunica che è stato sottoscritto un apposito Accordo di programma “per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel sito di interesse nazionale di Falconara Marittima” il 5 giugno 2023, tra il Ministero dell'ambiente, della sicurezza energetica e gli enti locali.
Successivamente è stata sottoscritta un'apposita Convenzione tra la Regione Marche e l'ARPAM che prevede interventi di bonifica nelle aree limitrofi di proprietà pubblica. Tale azione è tuttora in corso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Intanto dico subito che stiamo parlando di un territorio che da decenni è sottoposto a forti pressioni ambientali ed è riconosciuto tra i siti contaminati di interesse nazionale.
Stiamo parlando di una raffineria che è stata triste teatro, purtroppo, di incidenti anche mortali, incidenti gravi, roghi, e che spesso e volentieri … Assessore, se mi segue un attimo è importante perché voglio dire alcune cose, puntualizzare alcune cose rispetto a quanto lei ha detto, in particolar modo, ad esempio, rispetto alla non conoscenza da parte della Regione della trattativa di vendita.
Ricordo che solo pochi mesi fa avevo presentato un'altra interrogazione, forse anche la Consigliera Ruggeri, su questo tema, l'avevamo presentata insieme, e l'ex Assessore competente cadendo dalle nuvole aveva detto di aver saputo dai corridoi di questa vendita e leggendo le nostre interrogazioni. Parliamo di 6 o 7 mesi fa, quindi la Regione sapeva e aveva anche preso l'impegno di fronte a tutta l’Aula di intervenire durante la trattativa, e questo non è avvenuto. Quindi non è che qui c'è la privacy e la riservatezza, qui c'è stata la scelta di non intervenire. La Giunta non ha seguito affatto questo percorso, non ha mosso un dito.
Ora abbiamo letto il suo comunicato, Assessore, si esalta l'investimento di 14 milioni di euro di denaro pubblico per la produzione di idrogeno verde, che in realtà sostituirà non più del 10% l'attuale idrogeno grigio e comunque rappresenta un'attività accessoria del ciclo produttivo della raffineria, dello stabilimento.
La società si impegna nel realizzare l'intervento, ma nel frattempo vende la raffineria. Il Governo nicchia sul l'esercizio del golden power e lei Assessore dice che noi non abbiamo poteri. Lo so che non avete poteri, ma potete sollecitare il Governo. Ci state pensando, è grave che ci stiate pensando e non l'abbiate ancora fatto. È grave in quanto sulle bonifiche (mi ha citato un Accordo di programma e la bonifica del terreno pubblico) del sito e dei territori circostanti si dovrebbe fare molto di più in termini di prescrizioni e questo non è stato fatto assolutamente.
Credo che stiamo assistendo, anzi voi state assistendo a tutto quello che sta accadendo senza fare nulla, nonostante le nostre continue sollecitazioni. Non state coinvolgendo le istituzioni locali, le associazioni, i sindacati, i comitati, che peraltro sono presenti qui in sala. Vi chiedo di destarvi da questo torpore perché il territorio di Falconara non merita questo trattamento, merita attenzione che finora non è mai stata data. Grazie.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore, per la sua risposta, voglio ringraziare anche il Consigliere Mastrovincenzo che, come ha ricordato, propone di solito le interrogazioni in coppia con il Movimento 5 Stelle, nel senso che sia il PD che il Movimento 5 Stelle da anni seguono questa questione.
Nella passata legislatura abbiamo presentato ben tre interrogazioni. L'ultima è stata discussa a luglio dello scorso anno, quando abbiamo saputo della probabile vendita, e l'ex Assessore competente ci ha detto di esserne a conoscenza grazie alle interrogazioni ed alle poche notizie di stampa che erano uscite.
Vorrei leggere all'Assessore Bugaro, sono pignola e sono andata a prendere i resoconti, come ha risposto il suo predecessore: “La Regione non è stata interessata dalla possibile ed eventuale vendita - e qui siamo d'accordo, poi l'Assessore ha continuato - sarà mia cura capire se c'è effettivamente un qualcosa in movimento convocando i diretti interessati”. Poi prosegue, Assessore, se vuole glielo consegno, dicendo che avrebbe avvisato l'Aula dell'esito di quell’incontro, cosa che non è successa. Dopo questa affermazione dell'ex Assessore, il Presidente Acquaroli il 2 settembre ha detto di essere in attesa di comunicazioni ufficiali, a distanza di una ventina di giorni abbiamo saputo della vendita, quindi il minimo che potevamo fare era riproporre il tema in quest'Aula. Sappiamo che ancora la Giunta regionale sta pensando se chiedere l'attivazione del golden power, sinceramente ci sentiamo di invitarvi a farlo, a smettere di ragionare e di fare i fatti, slogan che vi piace tanto.
Naturalmente la SOCAR dice che difenderà i dipendenti e l'ambiente, noi confidiamo che possa essere così, però la Regione non può avere un ruolo passivo, deve essere garante di questo procedimento.
Torno un attimo, se ho qualche secondo, velocemente, alla questione dell'impianto a idrogeno di cui lei ha parlato. Vorrei ricordare che sarà finanziato dal PNRR, quindi non è un progetto nuovo, se ne sente parlare da almeno 2 anni e ha una tempistica molto serrata, anche questo, perché a giugno dovremmo averlo completato. Anche su questo aspetto pregherei l'Assessore e la Regione nella sua interezza a prestare la massima attenzione. Sicuramente Falconara ha già dato, quindi tutti insieme, noi come opposizione, con atti ispettivi, e voi che siete all'esecutivo dobbiamo fare in modo che sia preservata la salute, la sicurezza e anche l’occupazione di chi in raffineria lavora. Non vorremmo tornare nuovamente qui a presentare atti ispettivi per chiedere conto di incidenti, che purtroppo …

Interrogazione n. 45
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini
“Ozonoterapia nell’AST di Pesaro e Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 45 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mastrovincenzo, Mangialardi, Piergallini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.

Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Molto rapidamente, la risposta arriva dal Dipartimento, il quale mi sottolinea due dati. Uno è che allo stato attuale questa terapia non rientra nei Lea, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017, quindi sappiamo che non è sostenuta dal Fondo sanitario nazionale e ogni investimento dovrà andare sui nostri fondi ed oggi non riusciamo a dare su questo una prognosi certa.
Quello che possiamo dire è che, magari dibattendo con la AST 1 con cui abbiamo già aperto un confronto, potrà esserci una verifica più puntuale sulla possibilità della sostenibilità economica, perché è un dato che dobbiamo mettere sul tavolo.
Voglio dire che quest'anno nei budget che abbiamo approvato il 30 dicembre, quello dell'AST 1 cresce di circa 10 milioni di euro nella parte corrente, una buona notizia sul quel territorio la possiamo dare, con una crescita dell' 1,5% rispetto al budget scorso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore per la risposta perché mi pare non ci sia una totale chiusura rispetto alla mia richiesta, che è una proposta nello spirito della massima collaborazione per fare in modo che chi vive nella nostra regione possa usufruire di servizi sanitari adeguati, e questa può essere l'occasione per intervenire dando una risposta attesa da tempo.
L'impiego dell'ozonoterapia, Assessore, non ha un costo elevato, anzi, in base a quello che lei mi ha appena detto, sull'aumento del budget dell'1,5% credo che possa incidere di uno zero virgola nelle casse della AST 1, ma al tempo stesso potrebbe dare una risposta importante a tantissime persone sia affette da fibromialgia che da altre patologie, così come nell'impiego di tutte quelle terapie del dolore, che oggi trovano altri tipi di terapie, magari più invasive.
Le dico perché le chiedo di farsi carico di questa richiesta più in fretta possibile, perché si tratta di un intervento che, per esempio, la Regione Lombardia ha già effettuato con l'acquisto di strumentazioni adeguate e l'ha inserito nel prontuario terapeutico regionale rendendolo mutuabile dal Servizio sanitario nazionale con prescrizione di uno specialista del servizio sanitario e copertura economica del servizio regionale.
Tenga conto, Assessore, glielo ricordo, che è stato siglato già l'accordo tra Stato e Regioni per l'inserimento della sindrome fibromialgica tra le patologie croniche invalidanti riconosciute nei nuovi Lea, ma manca solo - è rimasta al 2017, c'è già nei Lea la fibromialgia - lo step finale, l’inserimento nella Gazzetta Ufficiale.
Occorre intervenire subito per capire anche quali saranno le terapie offerte nella nostra Regione, le chiedo di considerare proprio l'ozonoterapia perché i pazienti che non possono permettersela economicamente ricorrono alla cannabis, che è una terapia riconosciuta e valida, ma dovete assumervi anche la responsabilità di quali terapie offrire a chi soffre di fibromialgia. Il costo di 10 sedute di ozonoterapia varia in base al tipo di trattamento, oscillando generalmente tra 800 euro e 1.000 euro se si tratta di ozonoterapia paravertebrale, mentre può arrivare a 1.000 euro per solo quattro sedute se si sceglie il trattamento con guida RX, con un costo unitario di circa 250 euro.
La prego di valutare la mia proposta, che va nello spirito della massima collaborazione, affinché chi ha bisogno di interventi legati alla terapia del dolore possa anche nelle Marche, come in Lombardia, avere l’ozonoterapia. Grazie.

Interpellanza n. 5
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Politiche regionali sulla gestione dei rifiuti”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 5 del Consigliere Mangialardi, che ha la parola per l’illustrazione.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Un’interpellanza che penso sia quanto mai opportuna per aggiornarci reciprocamente e forse ricongiungerci rispetto al percorso che si è fatto in passato.
Il Piano regionale dei rifiuti è stato approvato con la deliberazione dell'Assemblea legislativa n. 128 il 14 aprile 2015 e come sa, Assessore, ha validità 3 anni, quindi il piano è scaduto nel 2018, ovviamente lei non ha nessuna responsabilità, ma la memoria ci riporta ad un percorso di qualche periodo fa.
La Consigliera Vitri, quando tutti eravamo preoccupati del ritardo che si era accumulato rispetto al piano regionale dei rifiuti, che aveva avuto delle interferenze, quelle del sisma e le difficoltà del 2016 che conosciamo tutti, fece un'interrogazione al suo predecessore nei primi mesi del 2020 e devo dire che fummo spiazzati dall'approccio così determinato, così chiaro che l'ex Assessore competente mise a disposizione dell'Aula in quella fattispecie ed oltre che prendere i rimbrotti per i nostri ritardi, che erano evidenti, avevamo avuto delle grandi assicurazioni. Consigliera, ci disse che in 6 mesi quella Giunta avrebbe avuto la capacità di recuperare tutto il ritardo, il maltolto alla comunità rispetto ai provvedimenti che erano sacrosanti. Le dico pure, Assessore, che c'erano anche delle motivazioni che abbiamo rivisto oggi, cioè il ritardo che si era accumulato era stato così argomentato: “Se non c’è un piano efficace, se non c’è una lettura territoriale adeguata, se non ci sono provvedimenti che rimettono in fila le vostre incapacità, noi rischiamo …”. Lo dico senza paura di essere smentito perché poi non è successo, dopo l'interrogazione del sottoscritto e l'interrogazione della Consigliera Ruggeri noi ci siamo ritornati a più riprese preoccupati perché il Piano regionale della gestione dei rifiuti è uno strumento determinante, altrimenti quelle politiche che ci avevano visto protagonisti negli anni rispetto all'economia circolare e all'approccio strategico che questa Regione doveva mettere in campo e doveva anche rilanciare, rischiavano di essere inficiate.
L'ex Assessore ci ricordò tutte quelle implicazioni, dicendo poi che il privato avrebbe potuto investire in impianti di biodigestione senza nessun tipo di controllo, che le discariche sarebbero andate ad esaurimento e che gli impianti pubblici dovevano avere una lettura, sono assolutamente d'accordo, sul piano regionale e che quindi c'era la necessità di un'assoluta accelerazione.
Potrei fermarmi qui perché quello che lei si trova, che vi trovate e ci troviamo è il nulla perché in 6 mesi non è successo niente, tranne come in quella fattispecie.
Ricordo a me, lo ricordo ai cittadini, ci fu l'impegno solenne dell'Assessore sull’interrogazione, non ricordo di chi, comunque sempre nostra, sempre molto attenti, che l'impianto di inceneritore non si sarebbe mai fatto.
L'interpellanza, Assessore, è in questi termini: dite cosa volete fare perché ad oggi c’è un documento che è arrivato …

PRESIDENTE. Ha la parola, per la riposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Colgo l'occasione per tornare su un tema che ha investito negli ultimi giorni molte testate giornalistiche, un tema sensibile, quello del piano gestione dei rifiuti, che è sensibile a tante anime e che credo sia doveroso darne contezza all'Assemblea legislativa.
Ciò di cui stiamo parlando è il percorso amministrativo della delibera di Giunta del 3 dicembre 2025, che è finalizzata a consentire il riavvio dell'iter in sede legislativa, quindi i contenuti e le progettualità che sono state realizzate nel corso degli anni precedenti con delle lungaggini non indifferenti legate all'attivazione di un processo democratico partecipativo in seno alla Giunta esecutiva di allora ed alle Commissioni, soprattutto dopo un procedimento molto complesso, quello della VAS. Quindi, la valutazione ambientale strategica ha una sua rilevanza per la partecipazione all'interno di quel procedimento degli stakeholder, di tutti quei soggetti a cui vanno riferite le problematiche relativamente alla gestione dei rifiuti.
Riguardo alle questioni che vengono richieste, il sottoscritto ha cercato di sollecitare le ATA di riferimento perché il piano gestione dei rifiuti prevede un ambito unico, con cinque sub ambiti. Questa è come è stato congegnato il piano gestione rifiuti, con una VAS che prevede l'utilizzo della termovalorizzazione come elemento di fine ciclo del rifiuto.
Oggi l'Unione europea ci chiede due cose: che entro il 2035 dobbiamo raggiungere il 10% del rifiuto conferibile in discarica ed il 65% di differenziazione del rifiuto, cioè recupero da rifiuto differenziato, che oggi si attesta nella Regione Marche intorno al 67/68%; recuperiamo dalla differenziazione il 50%, più o meno.
Abbiamo questi due parametri indefettibili: uno è il raggiungimento del 90% del rifiuto che non deve andare più in discarica e all'altro il 65% della differenziazione, quindi saranno importanti le valutazioni circa la realizzazione di un termovalorizzatore, che una volta approvato il piano gestione rifiuti seguirà un proprio corso. Ci sarà una valutazione ambientale strategica sulla localizzazione, sulla procedura di individuazione dell'area in base al criterio di vocazionalità, quindi si prediligeranno le aree dismesse, le aree industriali con basso incremento demografico. Questo iter dovrà proseguire nelle sedie opportune, prima di arrivare all'Assemblea legislativa, nelle Commissioni si dovranno affrontare le audizioni con i soggetti portatori di interessi collettivi. Già in parte questo grosso lavoro è stato fatto in sede di valutazione ambientale strategica, quindi il piano si dimensiona naturalmente con i tre criteri fondamentali: 1) prevedere la termovalorizzazione a fine ciclo; 2) prevedere la realizzazione di discariche per impianti di rifiuti speciali non pericolosi a una distanza di 1500 metri rispetto alle altre regioni, una distanza superiore, addirittura abbiamo regioni con aree a 500 metri o altre senza vincoli, 3) prevedere il 30% di conferimento di rifiuti speciali nelle discariche autorizzate. Questi sono i tre capisaldi sui quali è stato dimensionato il piano. È chiaro che tutti i dati e gli elementi indicati per il dimensionamento del piano fanno riferimento a una fotografia del 2020, del 2021, oggi potrebbe essere diversa. Da qui l'appello ad ampliare le discariche autorizzate per rifiuti solidi urbani, perché eventuali riempimenti potrebbero incidere in maniera negativa sulla TARI.
Questo è il percorso che dovremmo proseguire tutti quanti assieme nella speranza di non incorrere in sanzioni, in infrazioni europee e di correre quanto prima per …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Assessore, come dire: posso essere soddisfatto? Assolutamente no, è coerente con una impostazione al contrario.
Intanto le do atto di aver certificato un ritardo abnorme perché tutta questa impostazione …, non sono i suoi 2 mesi quelli glieli sconto prima di iniziare, ci mancherebbe. Non sono i 2 mesi, sono i 5 anni precedenti, perché non è vero che è stata avviata la procedura, anche se la struttura è molto competente non ha avuto gli incipit adeguati, adeguati per essere una Regione sfidante. Lei lo conferma, noi ci muoviamo in funzione delle indicazioni che ci arrivano dall'Europa. quasi subendole e senza mettere in campo un'operazione che questa Regione in maniera virtuosa era stata in grado di avviare nel decennio precedente, e che poi in parte si è fermata dal 2015 al 2020 per le ragioni che sappiamo, poi paralizzata completamente in questo quinquennio. E cosa significa? Significa che ci troviamo in una situazione quasi di emergenza, anzi di emergenza su tutti gli impianti, dalle discariche ai biodigestori. L’avete visto prima, non sappiamo più nemmeno che cosa dire ai cittadini, perché se non facciamo i piani e non individuiamo le aree idonee, non abbiamo un quadro complessivo delle necessità sfidanti dell'impiantistica in quell'ambito e alla fine dovremmo prendere il numerino che ci dà l'Europa, avendo delle difficoltà a raggiungere l’obiettivo. Siamo mediocri su questo. Quindi il percorso riparte dal fondo, dicendo abbiamo bisogno dell'inceneritore, una Regione come la nostra che ha bisogno dell'inceneritore diventerà l'inceneritore dell'Umbria, che ha detto no ed ha avviato un percorso sfidante, e dell'Abruzzo, che sta attendendo il nostro per risolvere i propri problemi. Così non può funzionare, Assessore. Ci saranno, ovviamente lei è arrivato adesso, quei passaggi in Commissione e noi avremo quella posizione che non guarda indietro, ma può …

Interpellanza n. 6
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Catena, Cesetti, Mancinelli, Piergallini, Vitri
“Emergenza abitativa e politiche per la casa”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 6 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Catena, Cesetti, Mancinelli, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione , il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Questo è un tema che abbiamo già dibattuto in altre occasioni in questo primo scorcio di legislatura, l'abbiamo fatto per la verità anche nella scorsa legislatura.
Nelle Marche si sta registrando una vera e propria emergenza abitativa e questo non è un tema che emerge solo in questi ultimi mesi, ma ormai è un trend progressivo. La situazione si sta aggravando sempre di più a causa del caro affitti, della precarietà economica delle famiglie e della scarsità di alloggi di edilizia popolare disponibili.
Anche nell'ultima legge di bilancio del 2025, di nuovo, il Governo Meloni non ha finanziato né il fondo sostegno affitti né il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli.
Nelle Marche la percentuale di cittadini a rischio povertà di esclusione sociale è del 13,6%, questo è un dato ISTAT, le famiglie in povertà relativa sono l'11,6% della popolazione. Nella nostra regione gli immobili destinati all'edilizia popolare sono 16.000, ma è un numero totalmente inadeguato perché sono vecchi e molto spesso inutilizzabili. Nelle Marche ogni 100 domande di alloggi di edilizia popolare se ne riesce a soddisfare appena il 17%. Il 70% degli alloggi è stato costruito nell'arco temporale 1948-1990. Un terzo degli alloggi gestiti dall'Erap si trova nella provincia di Ancona, ma ben 666 sono sfitti perché in manutenzione, in attesa di assegnazione o addirittura non utilizzabili.
Anche l'Erap ultimamente si è espresso, ormai il Consiglio amministrazione dell'Erap è un'entità abbastanza astratta, devo dire, dicendo che la situazione è drammatica. Se non facciamo qualcosa alla svelta la crisi abitativa ci esploderà tra le mani, l'ha affermato il Presidente in un convegno recente.
Noi chiediamo al Presidente della Giunta e all'Assessore competente quali sono gli interventi di politica abitativa che si intendono attivare nel più breve tempo possibile, vista la drammaticità della situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la riposta, l’Assessore Consoli.

Tiziano CONSOLI. Grazie, Presidente. Abbiamo già affrontato la tematica del fondo morosità e del fondo a supporto delle locazioni, una problematica sentita sulla quale non vogliamo non entrare come Giunta e come Assessorato, però vorremmo anche vedere dei passi in avanti che sono stati fatti in termini di investimenti sul settore delle politiche abitative. Questo lo dico perché la Regione Marche è stata una delle prime Regioni che ha investito in fondi FSE e FESR.
In data 19 dicembre 2025, a seguito di quest’interpellanza, ho brevemente fatto riassumere i dati più importanti sui quali porre l'attenzione in termini di investimenti che la Regione Marche ha fatto sulle politiche abitative. Ebbene, è emerso che dal 2020 al 2024 sono stati effettuati investimenti per un valore di 155.450.000 euro, di cui 10 milioni di euro per riattamento degli alloggi. Si precisa che l'importo naturalmente non tiene conto delle somme percepite e utilizzate per il recupero degli immobili danneggiati dal sisma che segue una propria autonoma via. Inoltre l'incremento, che era stato annunciato anche sull’interpellanza proposta, è segno inequivocabile che sotto l'aspetto abitativo siamo cresciuti dai 15.600 alloggi a più di 16.000, 16.200/16.300 alloggi, il che ci conforta anche in merito ad un minimo di incremento a seguito di una fase temporalmente complessa, che è stato il 2020, in cui c'è stato un incremento per la crisi finanziaria internazionale dei costi delle materie prime, il che ha indotto a bloccare diverse gare d'appalto e diverse situazioni che erano in corso per la realizzazione di nuovi alloggi e per il riattamento di quelli che erano già presenti, oppure le gare per l’efficientamento energetico.
Ad ogni modo vorrei dire sugli assi di intervento che la Regione Marche ha fatto in tema di edilizia popolare residenziale: l'asse “Sicuro, verde e “sociale, sulla riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica con interventi effettuati in tutta la regione per un importo complessivo di 62.769.000 euro; il progetto Pinqua, innovativo per la qualità dell'abitare, per 44.750.000 euro, con il quale sono stati finanziati tre progetti dal Ministero delle infrastrutture, “Connettere per rigenerare Senigallia e Falconara”, “La città contemporanea oltre le mura nella Vallesina” e “Rinnova Marche: nove interventi per riabitare i centri storici in qualità urbana e di sicurezza”: Osimo, Muccia, Palmiano, Petriano, Sassoferrato, Cagli, Visso, Montelupone, Monsampolo del Tronto.
Oltre a questi è stato redatto un programma integrato di edilizia residenziale per 4.880.000 euro con due interventi localizzati a Senigallia e Fermo, con i fondi per le Regioni terremotate, 19 milioni di euro per 6 interventi con la creazione di 91 alloggi e n. 20 interventi per 30 milioni di euro finanziati per un numero di 186 alloggi, sempre selezionati con bando. I beneficiari sono l'Erap, naturalmente i Comuni per un importo complessivo di 54 milioni di euro. A ciò si aggiunge che nell'ambito di ricollocazione dei fondi FESR sono stati aggiunti 17 milioni di euro per l'housing sociale. Quindi, la Giunta della Regione Marche, di concerto con l'Assessore Bugaro alle attività produttive, ha proceduto a ricollocare 17 milioni di euro nell'ambito dei 60 milioni che erano previsti in sede di ricollocazione per l'housing sociale. Questo naturalmente dimostra un'attenzione importante sull'edilizia abitativa da parte della Regione Marche. Certo, non bisogna fermarsi, bisogna programmare nuovi interventi, bisogna valorizzare gli immobili che abbiamo destinati. Non per questo, come Assessore ho fatto inserire in bilancio anche 500 mila euro da destinare all'Erap per le manutenzioni straordinarie urgenti, che sono necessarie al fine di riadeguare le sistemazioni abitative.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.

Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Sì, prendo atto, Assessore, dell'elenco degli interventi che avete fatto in passato, ma interventi assolutamente non sufficienti, i risultati ce lo dimostrano.
Prendo atto anche degli impegni che state assumendo per il futuro. 500 mila euro, Assessore converrà che è una cifra abbastanza irrisoria per tutte le emergenze che ho evidenziato nell'illustrazione dell'interpellanza, emergenze diffuse in tutta la regione, ma in particolar modo nella provincia d'Ancona per quanto riguarda gli appartamenti Erap.
Io mi limito a ricordare quelle quattro righe che sono scritte nel DEFR sul tema casa: “La Regione intende continuare nel perseguimento dell'obiettivo primario relativo all'edilizia residenziale pubblica, ovvero garantire il diritto alla casa e ai ceti sociali più deboli, migliorando la qualità dell'abitare nel suo complesso”. Ecco, mi sembra che siano molto riduttive queste quattro righe su un tema così complesso. Non dite come volete farlo, al di là di questo incremento di risorse, ripeto, molto esiguo, a cui ha fatto riferimento lei.
Aggiungo che sulla rimodulazione del FESR, che domani andremo a trattare in Commissione, il tema casa è residuale quando doveva essere una delle priorità assolute, visto l'emergenza che stiamo vivendo.
In conclusione dico una cosa: monitorerò e monitoreremo costantemente quello che farete annualmente su questo tema perché è una questione fondamentale e vi invito ancora una volta, primo, a sollecitare il Governo a ripristinare il fondo affitti abrogato ormai più di 3 anni fa; a prendere in considerazione quello che vi è stato chiesto dagli inquilini, dal sindacato degli inquilini, di approvare e finanziare un piano casa triennale con risorse certe pari almeno al 2% del bilancio regionale, ogni anno, per interventi di politiche abitative che devono diventare una priorità assoluta della nostra legislatura, di questa legislatura. Questo, Assessore, lei l'ha sentito in quel convegno a cui spesso facciamo riferimento. Il sindacato di inquilini ha espresso questa richiesta. Mi auguro che sia accolta per il futuro perché finora le risorse stanziate sono troppo poche e non c'è una programmazione adeguata su questo tema. Grazie.

PRESIDENTE. Interrogazione n. 41
ad iniziativa del Consigliere Mangialardi
“Iter per la realizzazione della nuova struttura per le emergenze presso il presidio ospedaliero Principe di Piemonte di Senigallia”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 41 del Consigliere Mangialardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Baldelli.

Francesco BALDELLI. Grazie, Presidente. Scusi il ritardo, per un impegno istituzionale. Ringrazio anche il Consigliere Mangialardi per quest’interrogazione che ci permette, per quanto riguarda il polo dell'emergenza urgenza, di fare il punto della situazione.
Il Consigliere chiede quali siano il cronoprogramma, i tempi di realizzazione e se questi siano compatibili con le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
In relazione all'interrogazione presentata, sentiti anche gli uffici che seguono i lavori e gli uffici competenti, si relaziona quanto segue.
Il cantiere per la realizzazione del nuovo polo per le emergenze urgenze presso l'ospedale Principe di Piemonte di Senigallia procede come da cronoprogramma indicato.
L'attuale cronoprogramma, formalizzato dalla ditta esecutrice, prevede la conclusione delle opere strutturali e il collaudo statico entro la scadenza prevista dal PNRR, come previsto per l'intervento in oggetto (Missione “Ospedali sicuri”), ad ogni modo, l’ho ripetuto anche per l'altro polo dell'emergenza urgenza che ha una parte di fondi relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza, ossia quello di Fano, gli uffici competenti della Regione Marche vigilano sull'andamento del cantiere e sul rispetto del cronoprogramma formalizzato dalla ditta esecutrice e attiveranno in caso di mancato rispetto tutte le tutele previste dal contratto e dalle normative vigenti, onde evitare danni economici-finanziari alla Regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mangialardi.

Maurizio MANGIALARDI. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Dichiaro la mia soddisfazione sul piano formale, però ho fatto l'amministratore, guardo l'interrogazione che ha fatto la Consigliera Ruggeri per la stessa palazzina di Fano, ed ho dei seri dubbi che le fondamenta che vedo oggi si possano trasformare in un'opera finita da 20 milioni di euro, più o meno, vado a memoria, in parte coperti dal PNRR, entro il 30 giugno di quest’anno.
Ho seri dubbi, però non siamo nelle condizioni della palazzina, non è polemica, ormai siamo vecchi, di Fabriano, che inaugurammo nel 2022 e ancora non c'è nulla.
Qui non basta solo il provvedimento rispetto all'impresa e le attenzioni dei funzionari nella verifica del cronoprogramma perché io continuo a rimanere alle norme che conosco e all’impostazioni che il Commissario europeo per le politiche regionale ci ricorda a ogni piè sospinto, dicendoci che non ci saranno deroghe e proroghe, ma ogni tanto vengono fuori delle alchimie che non conosco, magari subito dopo un'interrogazione c'è un'accelerazione a presenza di massa.
Mi fido dell'Assessore, che si fida a sua volta della struttura, che si fida dell'impresa. Siccome non solo conosco bene quella città, abito di fronte, ci sono passato l'altro giorno e da un intervento di 1 milione arrivare ad uno di 20 milioni in 4 mesi la vedo molto complicata. Però attendo senza polemica, sono lì, prendo per buono quello che lei oggi mi dice, ci dice e verificheremo. Quei lavori dovevano partire 3 anni fa e, non sicuramente per responsabilità sua, sono rimasti lì. Io conosco bene la vicenda della collocazione della palazzina, le difficoltà dei sottoservizi, che non erano stati calcolati. Attendiamo con qualche preoccupazione, ma con l'apertura …

Interpella n. 7
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini
“Individuazione delle ‘aree idonee’ per impianti da fonti rinnovabili sul territorio regionale, alla luce del D.L. 175/2025”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 7 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
‘Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho presentato questa interpellanza perché ad inizio legislatura credo sia importante capire quale direzione prenderà la Giunta per evitare ciò che abbiamo dovuto sopportare, mi permetto di dire, negli anni precedenti, perché quest’Assemblea ha dovuto lavorare più volte con mozioni presentate ad hoc per bloccare richieste di impianti fotovoltaici nel nostro territorio. Sono state diverse, sono state preparate da Consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, me compresa. Per esempio, per la mia provincia avevano riguardato richieste di impianti fotovoltaici a Sant'Angelo in Vado, a Montecalvo in Foglia e ogni volta tutta l'Aula all'unanimità aveva bocciato quelle richieste perché venivano considerate invasive, progetti che deturpavano il territorio. Ci sono stati degli sviluppi a livello nazionale, dopo aver aspettato per anni decreti attuativi, ieri in particolare e mi auguro lei sappia aggiornarci. Credo che sia necessario evitare nuovamente che quest’Assemblea venga impegnata per singole istanze e che si diano delle linee guida valide per tutta la regione. Ed è per questo che sempre con lo spirito di massima collaborazione vorrei lei mi potesse rispondere alle 7 precise richieste. Le chiedo: 1) se alla luce del nuovo decreto c'è già una percentuale di aree idonee individuate nella nostra regione per l'installazione di pannelli fotovoltaici, di progetti di produzione di energie rinnovabili; 2) se la Regione Marche intende adottare, sempre alla luce del nuovo decreto legge 175 del 2025, una normativa regionale, ovvero un provvedimento attuativo, per definire le proprie “aree idonee” e “aree non idonee”, così come ha già fatto l'Umbria con la legge n. 7 del 2025; 3) se ritiene di poter rispettare i tempi dell'adempimento richiesto dal decreto legge n.175, articolo 2, comma 3, che prevede “120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto”, quindi dal 21 di novembre, per cui mi pare che entro marzo si debba intervenire se viene rispettata questa tempistica; 4) quale posizione intende portare in merito alle fonti d'energia rinnovabili e in particolare per l’agrivoltaico/fotovoltaico nella Conferenza Stato Regioni relativamente alla problematica introdotta dallo stesso decreto; 5) se in assenza di un provvedimento regionale ad hoc, ritiene sufficiente l'applicazione “in bianco” dei criteri nazionali del decreto n. 175 e come intende, al tempo stesso, garantire la trasparenza, la partecipazione, la tutela del paesaggio, del suolo agricolo, del territorio e del patrimonio ambientale e culturale marchigiano; 6) se questa Giunta regionale intende promuovere uno strumento normativo/regolamentare che contempli le istanze di “piccola scala” (piccoli impianti domestici, comunità energetiche rinnovabili), similmente alla ratio della legge umbra, favorendo su queste tipologie un trattamento autorizzativo differenziato rispetto ai grandi impianti industriali, quindi agevolando queste richieste in modo da bilanciare decarbonizzazione, sviluppo energetico e tutela del territorio; 7) (richiesta a cui spero mi possa rispondere) come la Regione intende garantire che i vantaggi economici, ovviamente innegabili, derivanti dalla produzione energetica, sia da fonti rinnovabili che da gas, ricadano realmente sulle comunità locali, attraverso misure di compensazione, riduzione di bollette, incentivi all'autoconsumo e sostegno alle comunità energetiche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Ringrazio la Consigliera Vitri perché questa interpellanza contiene profondi elementi di serietà e la ringrazio anche perché sollecita un tema che sarà insieme a quello dei rifiuti e a quello della sanità centrale in questa legislatura.
Voglio fare una premessa prima di leggere le risposte alle domande puntuali che ci sono state rivolte. Questa Giunta regionale è certamente a favore dello sviluppo, chi non lo è, ma ha un'attenzione particolare all'ambiente. Sarebbe una contraddizione in termini finanziare in maniera corposa le aree interne …, lo abbiamo fatto con la legge dei borghi, lo abbiamo fatto in questi giorni con un nuovo bando per quasi 9 milioni per le -aree interne, ne parleremo e saremo, sarete chiamati in Consiglio regionale a votare la mid term review del FESR che rimodulerà gli interventi del fine programma 2025, 2026 e 2027. Quindi c'è una assonanza, mi auguro, di vedute sulla salvaguardia del paesaggio e sulla sua possibilità di poter sviluppare energia verde.
Arrivo al punto, alla prima domanda le rispondo così: la mappatura delle aree idonee è affidata al GSE, al gestore dei servizi energetici, che, in attesa dell'approvazione definitiva del decreto legge n. 175, ha sospeso la mappatura. Lei sa che il decreto n. 175 è passato la scorsa settimana con la fiducia al Senato, è in attesa di passare alla Camera per l'approvazione definitiva. La Regione Marche nella scorsa legislatura ha approvato il PREC, che fissa un target ben preciso al 2030, quello della produzione di 2.3 giga nelle Marche da fonti rinnovabili. Ho chiesto in questi giorni conto del work in progress agli uffici e sarà mia cura far sapere a tutti i componenti di quest'Aula a che punto siamo. Mi dicono che spannometricamente oggi siamo circa a metà percorso, quindi siamo di già autorizzato e allacciato, perché l'autorizzazione è un conto, l'allacciato è un altro. Chi vi parla ha montato nella sua vita qualche decina di centinaia di megawatt di fotovoltaico, quindi ho qualche contezza in merito.
Detto questo, il nostro PREC prevede un consumo pari allo 0,25% del territorio perché riteniamo che le aree industriali dismesse, le ex cave, i tetti dei capannoni e tutte quelle aree che hanno una vocazione industriale siano sufficienti a raggiungere l'obiettivo dei 2.3 mega di produzione. Quindi sulla prima domanda penso di aver esaudito la sua curiosità.
Sulla seconda domanda: se la Regione Marche intende adottare, alla luce …, e questa è una domanda difficile, Consigliera, perché lei sa che il decreto legge consente di andare in estensione, ma non in retrocessione rispetto alle aree interne. E lei dovrebbe sapere, visto che l’ha inserito, che la legge dell'Umbria è stata impugnata dal governo perché è ritenuta non costituzionale, quindi aspettiamo l'approvazione definitiva della conversione del decreto legge per prendere le opportune decisioni, sicuramente rispettando il termine dei 120 giorni. Quindi ho risposto alla domanda n. 3.
Alla domanda n. 4, sia io, che ho la delega all'energia, che il Consigliere Consoli, che ha la delega all'ambiente, abbiamo partecipato a diverse volte alle riunioni della Conferenza Stato-Regioni e di concerto con i nostri colleghi del resto d'Italia, di qualsiasi espressione politica, abbiamo avanzato diverse …

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliere Vitri.

Micaela VITRI. Io sono favorevole, non possiamo dare più tempo all'Assessore?

PRESIDEENTE. Guardate, come detto anche ai Capigruppo, ci atteniamo al Regolamento, che abbiamo anche la possibilità di cambiarlo, quindi nel ruolo mi sento di portare avanti quanto scritto nel Regolamento. Se poi abbiamo intenzione di cambiarlo, possiamo farlo e prevedere tempistiche di tipo diverso.

Giacomo BUGARO. Si suol dire che l’Aula è sovrana. Se siamo tutti d'accordo, vista l'importanza, chiedo di poter votare la concessione di altri minuti per poter rispondere a tutte le domande.

PRESIDENTE. Assessore, credo che questa non sia una cosa fattibile, mentre è fattibile quella di poter cambiare il Regolamento.
Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliere Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Capisco che le regole debbano essere uguali per tutti, ma apprezzo la proposta dell'Assessore, magari possiamo trovare una soluzione e può lasciarmi la risposta scritta, così me la leggo dopo per non togliere altro tempo agli altri.
Ciò che voglio semplicemente aggiungere è che i 120 giorni, ho avuto degli aggiornamenti, non ci sono più con le modifiche perché la Regione dovrà fare la legge con modalità ordinaria, quindi sono superati i 120 giorni, ma se c'è l'intenzione di intervenire in tempi rapidi mi fa piacere.
Quanto all'incostituzionalità della legge umbra è riferita solo ad alcuni aspetti della legge. Quindi, per altri versi è vero che non possono essere restrittive le misure di autorizzazione, ma solo estensive, ma è anche vero che questa Regione deve intervenire in qualche modo per evitare, come ho detto inizialmente, di avere altre mobilitazioni dei territori, nei quali sono presentati i progetti.
Le energie rinnovabili vanno agevolate, incentivate, ma al tempo stesso non devono deturpare il nostro territorio, come è avvenuto molto spesso.
Tra l'altro, ho notato che dagli aggiornamenti di ieri, mi pare, siano stati aggiunti anche nuovi criteri per definire le aree idonee, in particolare vengono ampliate alcune aree ammesse, ma viene aggiunto un criterio particolare per l'agrivoltaico nel senso che per essere definita area idonea a impianti agrivoltaici occorre una perizia asseverata della proponente che garantisca almeno l'80% della produzione agricola, e questo mi pare un passo importante per evitare speculazioni su nuovi progetti.
Ad ogni modo credo che sia un tema sul quale continuare a lavorare, anche in tempi rapidi, per cui la ringrazio per la risposta puntuale e mi riservo di intervenire ulteriormente dopo averla letta integralmente. Grazie.

Elezione di un componente del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM) in sostituzione del dimissionario
(legge regionale 27 marzo 2001, n 8) ) – Voto limitato a uno.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di un componente del Comitato per le comunicazioni (CORECOM), in sostituzione del dimissionario.
Ricordo che ciascun Consigliere può votare un solo nome e che l’Assemblea legislativa nel votare prende atto delle risultanze istruttorie, comprese quelle contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità ed inconferibilità dei candidati. Indico la votazione a scrutinio segreto e chiedo al Consigliere Ausili, gentilmente, di effettuare la chiama.

(il Consigliere Segretario Ausili effettua la chiama)

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi

PRESIDENTE. Votanti n. 29
Voti validi n. 18
Schede bianche n. 11
Schede nulle n. 0

Ha ricevuto voti:
Emanuele Maffei n. 18

Proclamo eletto componente del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM) Emanuele Maffei.

Mozione n. 7
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Ruggeri
“Applicazione della ZES nelle Marche”

Mozione n. 19
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Piergallini
“Misure compensative per le zone delle Marche non inserite nella carta degli aiuti”

Interrogazione n. 71
ad iniziativa della Consigliera Ruggeri
“Chiarimenti su ZES, carta degli aiuti, PSNAI”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 7 dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Ruggeri, la mozione n. 19 dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Vitri, Piergallini e l’interrogazione n. 71 della Consigliera Ruggeri (abbinate).
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi scusi, sull'ordine dei lavori, l'abbinamento non è con un'interrogazione?

PRESIDENTE. Sì, due mozioni ed un'interrogazione.

Valeria MANCINELLI. Avevo capito che ci fosse un'ulteriore mozione. La Consigliera Vitri sta rientrando in Aula.

PRESIDENTE. Sì. Può intervenire dopo. Intervenga lei, poi la Consigliera.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Per l'illustrazione della prima mozione interviene la Consigliera Vitri, sulla seconda interverrò io. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Questa mozione l'abbiamo presentata come gruppo consiliare perché riteniamo opportuno intervenire non in chiave polemica, ma con alcune proposte importanti, per migliorare l'impostazione della Zes, così come immaginata e proposta dal decreto legge recante “Disposizioni per il rilancio dell'economia nei territori delle regioni Marche e Umbria”, presentato dal Governo il 4 agosto e approvato in via definitiva alla Camera dei Deputati il 12 novembre 2025.
L'estensione della Zes Marche e Umbria si è perfezionata giuridicamente nel quadro dell'Accordo di partenariato tra Italia e Commissione europea relativo al ciclo di programmazione 2021-2027, approvato con decisione di esecuzione della Commissione europea il 15 luglio 2022, che classifica entrambe le Regioni, per l'intero settennato, come Regioni in transizione, sulla base di parametri macroeconomici definiti a livello europeo.
L'inclusione nella Zes permette agli operatori economici appartenenti alle filiere indicate nell'aggiornamento del piano strategico dell'intero territorio marchigiano di beneficiare del regime autorizzatorio semplificato e accelerato, come lo sportello unico digitale e l'autorizzazione unica, una misura importante che va apprezzata, così come altre opportunità economico-fiscali (bonus, assunzioni), non configurate come aiuti di Stato, ma non consente all'intera platea di operatori economici di beneficiare delle agevolazioni economico-fiscali che l'Unione europea configura come aiuti di Stato, in particolare il credito di imposta rafforzato per gli investimenti nella Zes unica.
Nell'ambito della Carta di aiuti 2021/2027 la Commissione europea ha posto un limite legato alla popolazione complessiva delle zone C ammesse al credito di imposta agevolato. Questo tetto per le Marche riguarda 728.000 abitanti, ma la selezione dei singoli Comuni rientranti in questo tetto di popolazione è stato discrezionalmente affidato alle Regioni. A una riunione della Conferenza Stato-Regioni, che si era tenuta nel 2021, il Presidente Acquaroli aveva portato una lista di 122 Comuni ammessi alle zone C, aggiornandola nel 2023 con l'aggiunta di altri due Comuni, dimenticandosi in questo caso di buona parte del territorio del nord delle Marche e non solo, visto che anche in questa revisione sono stati aggiunti solo due Comuni, arrivando a 124 Comuni ammessi.
Nelle zone C saranno ammessi alle agevolazioni, di cui abbiamo parlato, il 28% dei Comuni della provincia di Ancona, l'87% di quelli della provincia di Macerata, il 77% della provincia di Fermo, il 91% della provincia di Ascoli Piceno e appena il 4% dei Comuni della provincia di Pesaro Urbino, solo Frontone e Serra Sant’Abondio, che non sono esattamente i Comuni più industrializzati, bene che ci siano, ma male perché saranno escluse tutte le aree produttive più importanti che hanno bisogno di rilancio. Penso ad esempio ad un importante distretto come quello del mobile o della metalmeccanica.
Partiamo, comunque, dal presupposto fondamentale che il nostro gruppo consiliare, il gruppo PD, è favorevole all'istituzione della Zes, come ampiamente dimostrato nel corso della passata legislatura, nella quale, ricordo, abbiamo presentato diversi atti ufficiali, appelli a mezzo stampa, per ribadire che la Zes è uno strumento prezioso per il nostro territorio. Un supporto necessario oggi più che mai anche a causa della congiuntura politico-economica internazionale. Basti pensare alla guerra russa-ucraina, ai dazi del Presidente Trump e ai rincari delle materie prime. Per questo siamo favorevoli a tutti gli strumenti che offre la Zes nel territorio regionale. Benissimo, ripeto, gli sgravi sull'apertura di nuove attività e assunzioni, ma un credito di imposta agevolato che vale, però, solo in 124 Comuni e che darà agevolazioni importanti solo ad alcune zone delle Marche, non può essere condivisibile. Qui sarà possibile un investimento minimo di 200 mila euro fino a 50 milioni in misura articolata, poi piccole imprese 35%, medie imprese 25%, grandi 15%, solo nel caso in cui l'investimento sia destinato ad avviare una nuova attività economica.
Riteniamo che questa impostazione della ZES, così come formulata dalla Giunta Acquaroli, possa provocare l'impoverimento del tessuto economico produttivo nei Comuni esclusi dalle zone C con gravi ricadute sociali che ne conseguiranno, in particolare nelle aree interne, oltre ad alimentare una forma insana di competizione, di concorrenza intraregionale tra Comuni delle stesse province.
Per queste ragioni, con questa mozione chiediamo, in primis, alla Giunta regionale di ricostruire l'elenco dei territori ammessi alle zone C, tenendo conto del livello di industrializzazione dei Comuni marchigiani e delle relative necessità di sviluppo. La cosa che noi proponiamo è già stata fatta dalla Regione Abruzzo, una Regione amministrata da una Giunta di centro-destra con un Presidente di Fratelli d'Italia. Così potremmo garantire al nostro territorio uno sviluppo armonico, evitando di avere una regione a doppia velocità, una che corre e l'altra che arranca, perché priva di strumenti adeguati che possono incentivare la crescita economica delle Marche.
Inoltre, con questo atto impegniamo la Giunta regionale: 1) ad inserire fin dalla revisione del piano strategico della Zes unica, conseguente all'entrata in vigore della legge statale, le filiere e i settori ritenuti strategici per il territorio marchigiano, al fine di garantirne l'accesso al regime semplificato dell'autorizzazione unica. Questo non è un dettaglio burocratico, ma una scelta di politica economica; 2) la valutazione della realizzazione di una o più zone doganali semplificate, appunto le ZDS, in particolare nell'area del porto di Ancona e nella piattaforma logistica regionale, secondo le esigenze del territorio, operando attraverso le seguenti linee: a) promuovere presso le competenti autorità l'estensione della popolazione complessiva ammissibile; b) ricostruire l'elenco dei territori ammessi in modo da garantire maggiore omogeneità ed equità territoriale in tutte le province, valutando anche l'inserimento di porzioni di territorio comunale, quindi isole produttive, aree industriali, nel rispetto dei vincoli di popolazione complessiva ammessa, quindi alle regole attuali rivalutare quali aree ammettere; c) includere nell'individuazione delle aree ammissibili: territori delle aree marchigiane riconosciute come crisi industriale complessa e/o semplice; territori delle aree funzionali alla valorizzazione della piattaforma logistica delle Marche, a partire dal porto di Ancona; territori delle aree colpite da eventi calamitosi che abbiano inciso sulla continuità produttiva e sul tessuto socio-economico, penso, ad esempio, alle aree alluvionate come quella di Cantiano e dintorni; 4) a garantire la piena trasparenza del processo di revisione della Carta degli aiuti e degli strumenti connessi alla Zes unica, su cui si tornerà anche con altri atti, informando periodicamente l'Assemblea regionale e prevedendo la formale approvazione della Giunta sugli atti di competenza.
Siamo convinti che questo atto sia di buon senso perché, senza alcuna polemica, contiene proposte concrete e attuabili per rilanciare la competitività delle Marche, sostenere le nostre imprese, favorire l'occupazione e far ripartire le aree interne di tutto l'Appennino. Auspichiamo, dunque, che non ci sia una regione di serie A e una regione di serie B e che il Consiglio regionale possa votare favorevolmente questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. La seconda mozione che abbiamo presentato sul tema è strettamente connessa a quella già illustrata dalla Consigliera Vitri.
Mi preme innanzitutto fare un chiarimento, Assessore Bugaro, proprio nello spirito di poter utilizzare al massimo lo strumento di cui stiamo parlando, quindi non è un appunto per spirito di polemica, poiché lei prima nel rispondere all'interrogazione ha fatto riferimento, a proposito delle filiere, al fatto che l'accesso alla misura della semplificazione amministrativa, cioè l’autorizzazione unica, è consentita a tutte le imprese marchigiane a prescindere dalle filiere. Se è così sono contenta, però faccio presente che l'errore sta nel portale della struttura di missione, che invece dice un'altra cosa. Quindi segnalate l'errore alla struttura di missione perché nel portale c'è scritto: “Possono accedere al regime semplificato dell'autorizzazione unica i progetti afferenti le seguenti filiere e tecnologie come individuate nel piano strategico Zes”. Se, evidentemente, la struttura di missione si è sbagliata, le giri l’opportuna correzione, se invece si è sbagliato lei …, ma qui il problema non è fare a gara a chi si è sbagliato.
Venendo all'ulteriore sostanza delle questioni, noi riteniamo, e l'abbiamo detto in tutte le salse, che il fatto che la misura più incisiva, obiettivamente, cioè quella del credito d’imposta, dei soldi, si applichi per effetto del meccanismo della Carta degli aiuti solo a metà regione, sia un problema, e sia un problema da affrontare. Vorremmo capire se la Giunta e la maggioranza di questa Regione lo ritenga un problema e come tale da affrontare. Non basta ritenerlo un problema, uno può dire: "Vabbè, ho una misura che complessivamente è positiva, c'è una criticità, ce la teniamo così com'è” Ma la domanda è: “Ve la volete tenere così com'è o volete intervenire per modificare?” Noi riteniamo che occorra intervenire per modificare. Di più, diciamo che poteva essere fatta diversamente anche la Carta degli aiuti e proprio l'esperienza dell'Abruzzo dimostra che poteva essere fatta per aree contigue e omogenee su base provinciale, come del resto ha fatto la Regione Abruzzo.
La Carta degli aiuti che la Regione Marche ha proposto alla Conferenza Stato-Regioni, che poi lo Stato nazionale ha proposto alla Commissione europea, quella del 2022, non obbligatoriamente doveva essere così. Ma quello è stato fatto, guardiamo avanti.
Volete modificare , iniziare l'iter, prendere un'iniziativa formale, non solo gli informali contatti che sono sempre utili, ovviamente, con i commissari europei, con chiunque altro? Vogliono questa Giunta e questa maggioranza fare atti formali per avviare il percorso per la modifica della Carta degli aiuti a regole invariate, alle attuali regole europee, cioè con il budget di 700.000 abitanti e le altre regole vigenti?. Ritenete di fare questo o no? Se ritenete che a regole vigenti non sia opportuno iniziare un iter per la modifica della Carta degli aiuti, allora dite chiaramente che la modifica della Carta degli aiuti, o comunque dell'estensione della misura del credito d’imposta a tutto il territorio regionale, la ritenete rinviata, se e quando la Commissione europea, su proposta degli Stati nazionali, quindi per esempio dello Stato italiano, modificherà il parametro del contingente degli abitanti, dei residenti, o altri parametri.
Nel frattempo, e qui vengo alla seconda mozione, quella che sto illustrando, in attesa che la Regione possa e debba mettere in campo altri strumenti tra quelli disponibili, ovviamente, per promuovere politiche di sostegno e per rafforzare gli interventi di sostegno all'apparato produttivo in quella metà di regione, che oggi è esclusa dal credito d’imposta Zes.
Abbiamo fatto in questo senso alcune proposte. Riteniamo, per esempio, che una parte dei finanziamenti europei sia ancora oggi possibile orientarli su alcuni di questi interventi …, io adesso non voglio, possiamo fare in un'altra occasione, non c'è problema, la discussione su quanto sia la parte di finanziamenti europei ancora oggi utilizzabile. Faccio solo un esempio, Assessore, arriverà, come ha detto, tra poco in Aula, una delibera con cui proponete la rimodulazione della programmazione dell'utilizzo dei finanziamenti europei per 60 milioni di euro. Quindi è evidente che l'altro ieri, quando sapevate che il problema della Zes si sarebbe presentato in questi termini, era del tutto possibile rimodulare la programmazione dell'utilizzo dei fondi europei per orientarne una parte su specifiche parti del territorio, eccetera. Ma di più, anche a programmazione invariata per quella parte di finanziamenti non ancora attivati, non solo impegnati, non ancora attivati o seppure attivati a cui non sono seguiti bandi o fatti definitivi, impegnativi, rilevanti per la parte FESR ed anche per la parte FSE sul piano delle azioni concrete, cioè nella traduzione della programmazione in concrete azioni, in concreti bandi, eccetera, possono essere attivati bandi e meccanismi di allocazione delle risorse che tengano conto dell’esigenza di supportare e spingere filiere produttive e territori che non fruiscono della Zes. Il che, peraltro, è perfettamente possibile anche a norma del Regolamento Way, il 1060 del 2021, che stabilisce le disposizioni sia per il FESR che per il FSE, che per il fondo di coesione, che, per esempio, agli articoli 23 e 28, dice che è possibile individuare strategie territoriali integrate per aree funzionali, parti di regione, aree urbane o rurali selezionate, così come l'articolo 29, finanziamento di azioni localizzate in porzioni delimitate del territorio. Insomma gli strumenti, volendo, ci possono essere.
Noi riteniamo che una parte dei fondi europei sia ancora spendibile e utilizzabile anche all'interno dell'attuale programmazione, sia ancora spendibile e orientabile nel senso che abbiamo detto. Ma se voi ritenete di no, allora dite quali altri strumenti e soldi intendete mettere in campo per affrontare il problema, se lo ritenete un problema, se invece la ritenete una piccola disgrazia accessoria, da sopportare con pazienza e basta, allora ditelo oppure fate delle proposte alternative. Può darsi che dal dibattito di questa mattina vengano proposte diverse, saremo contenti se venissero.
Fino ad oggi non sono venute proposte diverse di intervento nel frattempo della modifica della Carta degli aiuti, soprattutto non sono venuti atti concreti, atti deliberativi concreti e siccome le intenzioni e le volontà si capiscono non solo dalle dichiarazioni, ma dai fatti concreti, ad oggi dobbiamo rilevare che la sensazione netta è che non considerate questo un problema e soprattutto che non avete la più pallida idea su come affrontarlo e risolverlo. Se invece ce l'avete, dovreste darne stamattina testimonianza, individuando strumenti precisi, risorse finanziarie precise, a cui dovranno seguire nelle prossime settimane atti formali, coerenti, saremo i primi ad esserne contenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Rispondo volentieri nel merito. 4 minuti e 52 secondi per rispondere ad una mole così elevata e così intensa di domande, considerata anche l'importanza del tema, non sono facili da gestire.
Rilevo dal punto di vista politico una sorta di ravvedimento operoso da parte del Partito Democratico, sullo stile di quanto avviene nel settore fiscale, perché da zona elettorale speciale siamo passati, e lo dico con apprezzamento, da parte della Consigliera Vitri ad uno strumento importante per la nostra economia. Questo mi fa piacere, lo dico senza ironia, anche il goffo tentativo che ho sentito nelle scorse settimane di dire: “No, noi abbiamo detto che era zona elettorale speciale solo perché era nel momento preelettorale”, ma non tiene perché c'è una biblioteca di vostre dichiarazioni e di video, una videoteca di tutto quello che avete riversato contro la Zes.
La Zes è stata presentata il 4 agosto, il 20 novembre era in Gazzetta Ufficiale ed è stato trovato lo strumento in prestito delle ZLS per poter finanziare quelle imprese che avevano già operato degli investimenti nella finestra 15 novembre - 2 dicembre, producendo 159 domande, 69,9 milioni di investimenti e un recupero di imposte di 18,6 milioni. Questo per dare la dimensione di quanto eravate fuori strada.
Registro con piacere che oggi siete con noi nel sostenere ed esaltare le potenzialità di questo strumento, che ci è stato dato dopo un lavoro intenso partito dall’intuizione del Presidente Acquaroli e recepito dal Governo nazionale.
Chi non ha la più pallida idea, Consigliera Mancinelli, è lei, perché ha tentato abilmente di dribblare la castroneria, mi passi il termine, che lei ha avuto il coraggio di scrivere in questa mozione, che mi sento di leggere a beneficio di questa Aula: “totale risorse non impegnate 785 milioni di euro”, la seconda castroneria l’ha ripetuto adesso, dimostrando di non sapere.
Il Consigliere Cesetti prima ha detto a qualcuno che deve studiare, probabilmente quella che gli sta seduta a fianco dovrebbe studiare meglio. Gli FSC non sono un programma europeo, gli FSC sono un asse totalmente nazionale a cui non si applicano i criteri del Regolamento 2021/1060 per la revisione, perché l'accordo di coesione è riservato ai Paesi europei meno sviluppati, con un PIL pro capite inferiore al 90% della media europea.
Lo strumento delle ZDS è riservato, nell'ambito più ampio delle ZLS, alle Regioni in sviluppo. Noi ricadiamo nella Zes e abbiamo le zone franco doganali intercluse. Segnalo a quest'Aula che il 29 di questo mese avremo una riunione con l'Autorità portuale, il Direttore dell'Ufficio delle dogane Marche e Emilia Romagna, l'Amministratore di interporto e dell'aeroporto per l'istituzione, non solo se possibile, nel porto di Ancona, come prevede la legge, di una o più zone franche doganali intercluse. Quindi l'iter è in corso.
Devo anche sottolineare che dal momento in cui ci siamo insediati abbiamo immediatamente chiesto la revisione della Carta degli aiuti, avendo contezza che ci sono dei parametri fissi per tutte le Regioni d'Europa e li vado ad elencare: per le regioni in zona A e in zona C la quota di cittadini riservata allo Stato italiano del 9,9%, quindi escluso il sud Italia. La nostra quota era di 728.000 abitanti nelle Marche, poi portata nella revisione del mid term review del 2023 a 730.000 abitanti, ragione per la quale sono stati inseriti gli ulteriori due Comuni. La revisione della quota di cittadini non è in capo alla nostra Regione, al Governo italiano, dovrebbe modificare la quota solo per le Marche e per l'Umbria con la quale, vi do notizia, stiamo ragionando di concerto - mi sento spesso con la Presidente della Regione Umbria, estremamente collaborativa, poi ritornerò su questo punto - perché la modifica della Carta europea non potrà ufficialmente avvenire prima del 31 dicembre 2027, e non perché lo stabiliscono l’Assessore Bugaro, il Presidente Acquaroli, la Consigliera Mancinelli o chi che sia, perché è nelle leggi europee. Tant'è che quando ci siamo insediati ho scritto immediatamente al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, chiedendo, il tramite è sempre il Governo nazionale, di poter modificare la Carta degli aiuti europei su una diversa modulazione.
Ho una richiesta, fate l'accesso agli atti, vi sarà risposto perché è stata la mia prima firma da Assessore. La Segreteria del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione mi ha detto che non è possibile perché non è previsto dagli strumenti europei, ma questo non significa che noi non possiamo tentare di aprire un negoziato, cosa che abbiamo fatto. 15 giorni fa il Presidente Acquaroli ha scritto una lettera, cofirmata dalla Presidente della Regione Umbria, indirizzata alla Commissaria Ribera, con la quale ho avuto un contatto per aprire un negoziato e modificare la Carta europea prima della sua naturale scadenza. Questo non so se sarà possibile. Abbiamo anche individuato gli strumenti, le zone censuarie per modificare allargando la platea, avendo come stella polare il fatto che se dovessimo recuperare una platea di cittadini, estrapolandoli dai centri delle città, dove non ci sono aziende che possono fare investimenti superiori ai 200.000 euro, le zone che dovremmo andare ad allargare dovrebbero essere, passatemi il termine, delle bolle di cittadini di minimo 100.000 abitanti con Comuni conseguenti a mo’ di serpentone uno con l'altro. E’ un lavoro estremamente complesso.
Quanto poi a come si è formata questa Carta degli aiuti, è bene fare chiarezza perché nel 2021 la Zes non si sapeva neanche cosa fosse, quindi oggi un elemento di chiarezza lo voglio sottolineare. Come si è formata la Carta degli aiuti? Su tre parametri che non sono né soggettivi né politici. Il primo, le tre grandi aree di crisi complessa della nostra regione sottoscritte con il MIMIT: fabrianese, civitanovese, fermano e ascolano; il secondo, le zone del cratere sismico; il terzo elemento la disoccupazione superiore al 75%. Il combinato disposto di questi tre parametri ha portato all'attuale Carta degli aiuti. Tenete sempre presente, questo come titolo principale, che stiamo parlando di aiuti di Stato e non di un utilizzo normale delle programmazioni europee. Stiamo parlando di aiuti di Stato in deroga perché voi sapete che l'Unione europea non riconosce gli aiuti di Stato. Quindi è stata fatta quella Carta degli aiuti e mi sembra che quando sia stata approvata non abbia suscitato in quest'Aula da parte della maggioranza o della minoranza alcun rilievo, appunto perché all'epoca non vi era nessuna necessità di doverla modificare perché non si sapeva nemmeno che cosa fosse la ZES. Oggi siamo in un'epoca nuova, nella quale vogliamo dare corpo e sostanza a questo strumento perché riteniamo che l'intuizione del Presidente Acquaroli e devo dire anche il lavoro serio, puntuale e quotidiano della Consigliera Marcozzi e di tanti altri politici a lei legati hanno portato a questo risultato.
La cosa fondamentale, che è giusto che sappiate, è che noi nel secondo semestre 2026, quindi di quest'anno, a prescindere da quello che la Commissaria Ribera deciderà …, anzi, visto che appartiene al vostro gruppo politico in Europa, date dimostrazione di collaborazione, come ha fatto la Presidente del Partito Democratico della Regione Umbria, nel cercare un'interlocuzione seria con la Vicepresidente Ribera. Questa è la maniera corretta, non queste castronerie che avete scritto nelle mozioni, avete avuto anche l'ardimento di farci due, non una, conferenze stampa, attivando e suscitando uno sbagliato interesse da parte dei cittadini e degli imprenditori che hanno bisogno di serietà, soprattutto dal più grande partito di opposizione come al Partito Democratico. E se questo è successo è l'ennesima dimostrazione di immaturità da parte vostra, perché ancora non avete compreso e metabolizzato le ragioni per le quali il 28 settembre avete avuto una così sonora sconfitta. Allora, chiedo un salto di qualità che in alcuni esponenti del vostro schieramento rilevo con piacere.
Questa partita è aperta, si giocherà nel secondo semestre del 2026 in cui inizieremo il nuovo negoziato per la programmazione 2028/2034, che è la vera sfida e che conterrà obbligatoriamente una nuova Carta degli aiuti.
Vi voglio introdurre anche un ulteriore ragionamento, voi sapete che del credito d’imposta ne possono beneficiare solo quelle aziende - poi ricordatemi di dirvi anche le filiere - che fanno un investimento superiore ai 200 mila euro. Bene, quelle aziende non potranno avere accesso ai bandi ordinari del FESR e FSE perché c'è il divieto di cumulo. Di conseguenza, Consigliera Vitri, vi è un surrettizio vantaggio da questo punto di vista per le aziende che stanno fuori dalla Carta degli aiuti nell’accedere ai fondi perché non possono, quelle che stanno nella Carta degli aiuti, sommare i due benefici. E’ già questa surrettiziamente una prima misura che può non dico garantire, ma comunque far stare un po’ più tranquille le aziende che sono escluse dal credito d’imposta. Aggiungo anche che per fare le somme reali, rispetto a quanto ha detto la Consigliera Mancinelli, sul FESR ci sono liberi 60 milioni, sul FSE 30 milioni e sul FSC zero, perché lei, dopo aver fatto il Sindaco diversi anni, deve ancora capire fra le somme che sono state impiegate e le somme che sono ancora in attesa di spesa, ma già nei bilanci degli enti locali o degli enti e società a cui sono state trasferite, c'è una profonda differenza, per questo avete scritto questa cosa dei 785 milioni di euro, che è una cosa che bisognerebbe farci un quadretto tanto è sbagliata.
Noi stiamo lavorando in maniera seria per rendere la Zes uno strumento efficace. L'abbiamo voluta, l'abbiamo cercata e adesso la stiamo coccolando come un piccolo bebè. Aggiungo anche che non c’è errore, né in quanto ho detto prima, né nel sito della Zes, perché, ripeto quanto ho detto questa mattina sull’interrogazione a risposta urgente, l'articolo 11, comma 2, della legge 171/2025 dà in maniera precisa e puntuale il compito alla struttura Zes di fare il piano strategico, che è un parolone grande, ma che in realtà se ci andate dentro vi renderete conto che è molto più semplice, tant'è che ci siamo anche posti il fatto di fare una lettera, cosa che ho fatto e se volete ne potete averne copia, o una delibera di Giunta.
Sia il nostro ufficio legislativo che la struttura unica hanno detto che era sufficiente la metodologia della lettera. Noi abbiamo comunicato che tutti i codici ateco della nostra regione e tutte le aziende in filiera, che lavorano con le aziende più grandi, possono avere accesso e dovranno avere accesso alle misure, laddove è richiesto e dove sussistano i presupposti perché, ricordo a me stesso e a voi, gli investimenti devono essere superiori ai 200 mila euro e per poter avere un beneficio l'azienda deve avere degli utili superiori, sennò il credito di imposta rimane attaccato ad un bilancio in perdita.
Detto questo, stiamo lavorando seriamente su questa misura, vi daremo puntualmente nel corso di quest'anno contezza dei risultati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie, Presidente. Credo di poter replicare alla prima parte dell'intervento dell'Assessore Bugaro in quanto ho presentato l'interrogazione, giusto? Poi, in caso, interverrò nella fase di discussione delle mozioni.

PRESIDENTE. No, la discussione è unica.
Prego, Consigliera Ruggeri.

Marta RUGGERI. Grazie Presidente. Va bene, allora faccio un intervento complessivo.
Al di là del fervore che ci ha messo l'Assessore nel rispondere al PD, in particolare alla Consigliera Mancinelli, ho apprezzato il fatto che anche in quest'Aula, come ha fatto diverse volte sulla stampa, ha detto che vuole rendere questo strumento efficace.
Noi in campagna elettorale ne abbiamo criticato l'arrivo, come anche lei ha ricordato, della Presidente Meloni che ha annunciato in pompa magna la Zes a ridosso delle elezioni perché era proprio una telefonata alla rielezione del Presidente Acquaroli, almeno noi l'abbiamo interpretata così. In più abbiamo visto che c'erano diverse criticità, quelle stesse che sono emerse anche in questa discussione in Aula e tante volte sulla stampa.
Partendo dal fatto che, al netto di queste divisioni, siamo tutti d'accordo sul fatto che la Zes sia un opportunità per la nostra regione, chi era in questo Consiglio regionale nella passata legislatura si ricorderà perfettamente che sia l’opposizione che la maggioranza hanno presentato prima del 2023 delle mozioni per chiedere che nella Zes entrassero anche le Marche. C'era stata una grandissima delusione, soprattutto da parte della Consigliera Marcozzi, citata anche dall'Assessore Bugaro, perché nel 2023 questo non è stata fatta; abbiamo dovuto aspettare la campagna elettorale del 2025 perché le Marche entrassero nella Zes. Allora, vi state adoperando perché sia ampliata ai cittadini che sono rimasti fuori. Lei ha parlato: del limite dei 720.000 cittadini e passa, in questi sono conteggiati anche quelli dei centri storici; della bolla dei centri storici, di quanto sia difficile estrapolare queste bolle perché poi ci sono altre limitazioni, io non voglio sottovalutare i problemi che esistono dal punto di vista burocratico, però su parte dell’interrogazione, purtroppo, non ha avuto il tempo di rispondere. Non so se le è risultato poco interessante o perché non è entrato in questi giorni nel dibattito pubblico, non so, però le rilancio in questa sede i nostri dubbi.
Lei dice che il piano strategico è in fase di redazione, che non è una cosa così complessa, noi chiedevamo se nel piano strategico rientrava anche il piano strategico nazionale per le aree interne. Di questo passaggio ho parlato anche nel mio intervento nel secondo Consiglio regionale perché in quel piano leggiamo, così c'è scritto pagina 45, che “alcune aree non possono porsi obiettivi di inversione di tendenza, ma devono essere accompagnate in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento”, territori in cui non è più possibile immaginare un'inversione di tendenza, a cui viene promesso un accompagnamento dignitoso.
Su questo passaggio innanzitutto chiedevo una valutazione politica da parte della Giunta regionale, che si riempie da 5 anni e passa la bocca del fatto che le aree interne devono avere tutti i servizi, devono essere sviluppate, bisogna rafforzare la viabilità, eccetera, eccetera, ma poi a livello nazionale leggiamo, nero su bianco, queste cose che sinceramente ci preoccupano moltissimo, quindi, un giudizio politico su quello che c'è scritto nel piano strategico nazionale per le aree interne.
Vorrei anche sapere se questi passaggi rientreranno anche nel piano strategico che è in fase di redazione, soprattutto come si riesce ad equiparare una Zes, che ha una finalità di un certo tipo con delle parole così, che secondo noi vorrebbe quasi dire alzare bandiera bianca e che qualsiasi iniziativa, anche la Zes, ha le armi spuntate. Spero di sbagliarmi e che l'Assessore abbia modo di chiarire questo passaggio.
Naturalmente ho sottoscritto la prima mozione e la voterò, ringrazio la Consigliera Vitri per averla proposta. Non ho sottoscritto la seconda mozione, ma annuncio già che la sosterrò.
Attendo un chiarimento sulla seconda parte dell'interrogazione, su cui non c'è stato modo di approfondire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire perché lo ha fatto molto bene la nostra capogruppo, la quale poi interverrà, con la stessa abbiamo condiviso questi atti. Una capogruppo che conosce molto bene la materia, lo posso affermare, Assessore Bugaro, perché la conosco anch’io.
Intervengo per apportare delle correzioni a quello che lei ha detto, peraltro sull'insussistenza delle castronerie risponderà poi la capogruppo Mancinelli.
Tra l'altro nella mozione, se mi posso permettere, la parte dispositiva, in tutti gli atti politici, è quella che conta, anche in Aula, ad esempio, viene ripresa qualora si giunga ad una risoluzione unitaria. Quel che conta è la parte dispositiva e mi pare che ictu oculi non ci sia alcuna castroneria, sebbene l'impegno alla Giunta a porre rimedio a quelle che sono le incongruenze della Zes, seppure uno strumento assolutamente importante.
Che cosa voglio chiarire all’Assessore Bugaro? Ha detto che nella scorsa legislatura l'Aula, l'opposizione non se n'è occupata. Non è vero, Assessore Bugaro, non è vero. Può leggere gli atti di questo Consiglio regionale, dell'opposizione, anche miei in particolare, specifici, devo dirlo, devo riconoscerlo, provocati, usiamo questo termine, dall'impegno in questa materia dell’attuale Presidente della Commissione Consigliera Marcozzi. Io sono abituato a riconoscere e a dare atto. A suo tempo, quando fecero il provvedimento, quell'ordine del giorno alla Camera dei Deputati nella finanziaria di 2 anni fa, del 2024, sulla decontribuzione del costo di lavoro, che pure era ed è una misura importantissima per le Marche - se sta in Abruzzo come si fa? - dissi alla Consigliera Marcozzi che quella era acqua calda, era uno slogan a livello nazionale: gli ordini del giorno non si negano a nessuno. Criticai forte quel nulla cosmico che era stato approvato. Ora do atto alla Consigliera Marcozzi di aver messo un impegno importante per l'ottenimento della Zes nella nostra regione, dove c'è stato anche un impegno importante da parte dell'opposizione, con continue iniziative in quel senso.
Voglio dire anche un'altra cosa, l'Assessore Bugaro ha fatto correttamente riferimento nella delimitazione, diciamo, dei territori o delle filiere che ci rientrano alle aree di crisi. Ebbene, sono stato anche Assessore alle aree di crisi, insieme all’ex Consigliera XY, alla fine bisognava fare la fermano-maceratese pelli calzature, assunsi la delega e l'abbiamo portata a casa: sottoscritto l'Accordo di programma con il governo nazionale. In quell'area fermano-maceratese c'erano i Comuni del fermano, 32 su 40, gli altri 8 erano nell'area di crisi piceno-Valvibrata. 32 stavano nell'area di crisi fermano-maceratese e perché la Zes ha escluso 9 Comuni di quei 32, a partire la Grottazzolina, ad esempio? Perché sono stati esclusi e non si è fatto riferimento a quello? Questo è il punto di domanda. Penso che oggi questo si possa rimediare. All'epoca è stata un'omissione perché evidentemente non si conosceva neanche il quadro delle crisi, che ha richiamato prima l’Assessore.
L'altro aspetto che voglio sottolineare è l'impegno. Quando la Zes è stata portata, noi giustamente l'abbiamo definita in un primo momento: importantissima zona elettorale speciale, perché? Assessore Bugaro, quando è arrivata la Zes sono venuti ad Ancona il Presidente del Consiglio e i due Vice e nel provvedimento, nella bozza di decreto c'era scritto: “Articolo 4. Dal presente provvedimento non potranno derivare oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato”. Questo era scritto nell'articolo 4. Poi, noi abbiamo, come si dice, menato di brutto - ricordo che feci un video, non so se ebbe 40-50.000 visualizzazioni, dopo 2 ore lo feci per dire che era una presa in giro . e quando hanno presentato il disegno di legge al Senato, perché la procedura è partita al Senato, hanno messo la copertura finanziaria, tant'è che hanno previsto 80 milioni aggiuntivi per collegarla alla cosiddetta Zes Sud, ma in un primo momento c'era scritto da questo provvedimento per …

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Canafoglia.

Corrado CANAFOGLIA. Grazie, Presidente. Innanzitutto prendo atto, giustamente, come l'Assessore Bugaro ha rilevato, del mutato atteggiamento da parte del PD, lui si è limitato a dirlo così.
Solitamente sono sempre abituato ad andare sui documenti: “Zes nelle Marche, il PD insorge”, “Propaganda elettorale. Ricci, se è vero, è utile”, Giornale, “Matteo Ricci sulla Zes: siamo in campagna elettorale, è il caso di parlare di zona elettorale speciale alla quale rispondiamo con una squadra reale speciale”. Quello a cui, credo, il Consigliere Cesetti ha fatto riferimento. Peggio, Cronaca maceratesi, siamo sempre ad agosto 2025: “Zes? (sempre Ricci) Zero risorse, è una truffa”. Il PD: “Bluff Zes, Marche in crisi”. Questa era la vostra posizione. Questo è quello che avete scritto sui giornali. Anzi, l’ha scritto Ricci che non mi sembra stare all'interno di quest'Aula perché non lo vedo, salvo venire a fare qualche conferenza stampa, ogni tanto, per non si sa che cosa, lui dovrebbe essere un parlamentare europeo.
Detto tutto questo, un grande passo in avanti ve lo riconosco perché anche il Consigliere Cesetti dice: "Sì, in effetti la cosa è andata avanti ed è positiva". Però ancora non riesco a vedere in voi … Sembrate Fonzi quando non riusciva a dire scusa. Voi non riuscite a dirla, non riuscite a dire: “Grazie Francesco Acquaroli, che ha portato all'interno di questa regione la Zes”. Guardate, non riuscite a farle, è più forte di voi.
Detto questo, vi aiuto, faccio il vostro difensore d'ufficio, gratuitamente. Il PD, caro Francesco Acquaroli, ci sta dicendo grazie nel suo modo, nelle sue forme, lo sta dicendo perché in realtà non è riuscito a capire un passaggio, che è la cosa che non mi fa ridere, che questa Regione è una Regione in transizione, caro PD. Vi ricordate da dove arriva questo problema o anche di questo vi siete dimenticati? Il Presidente Acquaroli governava prima del 2020 questa Regione? Non mi sembra. Governava le crisi del bianco (Beko, Whirpool), governava Banca Marche? Vi ricordo questo perché ha una bruttissima assonanza questa situazione. Che cosa vi ha chiesto l'Assessore Bugaro in maniera molto delicata? “Date una mano alla popolazione marchigiana, alle imprese. Voi in Europa comandate, avete il Governo, quindi potete aiutarci". Quell'aiuto che, ricordo al PD, non ha dato durante la crisi di Banca Marche, perché con il decreto salvabanche l’allora Premier Renzi firmò la morte di quell'istituto, portando via miliardi da questo territorio. Ma guarda un po', c'era anche un altro personaggio che ogni tanto, oggi non c'è, viene a fare le conferenze stampa. Si era presentato in questa Regione, voleva fare il candidato governatore, se non sbaglio, ma non disse nulla quando gli si chiese: "Aiutaci, dai una mano a non farci portare via la banca". Ricordatevi che in Europa bisogna andare compatti, quello che fanno gli altri Paesi europei, a differenza di quello che fanno gli italiani. E in questo momento la Regione Marche, le imprese, i dipendenti, i lavoratori e tutte le persone fuori, che non hanno occupazione, hanno bisogno di un intervento importante e la Giunta regionale fa il suo lavoro. Voi aiutate questa Giunta in Europa e laddove si fallisse, ricordatevi, cari signori, che il problema non è soltanto della Giunta Acquaroli, ma è anche il vostro, che non battete i pugni con chi governa in Europa, cioè voi, per cercare di far modificare la Zes, perché si può. Ricordo ancora la Commissaria Vestager, andammo in delegazione e ci domandò “Sapete cosa fanno i politici italiani? Dentro quelle stanze parlano in un modo, escono fuori e fanno le conferenze stampa”. La Zes era un bluff, sapete perché? Perché volevate i voti. Ma sapevate che era un'opportunità perché è un metodo diverso.
Il centro-destra e il popolo del centro-destra si muovono diversamente. La Zes è un contributo alle imprese, che fanno occupazione e creano, perdonatemi, ricchezza vera, non la ricchezza delle piccole cooperative con soggetti a 700/800 all'ora, e poi gli date un po' di prebende. Questo è il vostro modo di agire, quindi da vostro difensore d'ufficio dico grazie alla Giunta Acquaroli, grazie al Presidente Acquaroli. Assessore Bugaro, glielo garantisco, le stanno chiedendo scusa, quindi, grazie ancora a nome del PD. Grazie.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Rimettiamo un po' di ordine in Aula.
Ha la parola il Consigliere Barbieri.

Nicola BARBIERI. Grazie, Presidente. Intervengo per portare un contributo alla discussione. Queste mozioni sono anche l'occasione per confermare che la Zes rappresenta un'enorme opportunità per la nostra Regione. Lo voglio ribadire, si tratta di un grande risultato frutto di un lavoro complesso, che avrà ricadute positive sull'intero territorio marchigiano e non era affatto un traguardo scontato.
Come istituzione abbiamo il dovere di valorizzarlo, riconoscendo con onestà intellettuale il lavoro del governo regionale guidato dal Presidente Acquaroli, del Governo Meloni e di una filiera istituzionale che ha funzionato Ho sentito il Consigliere Cesetti dire che prima le risorse non c'erano, poi grazie al suo video e alle visualizzazioni il governo Meloni ha deciso di metterle per la zona economica speciale. Secondo me dobbiamo essere credibili ed è quello che non avete fatto in campagna elettorale perché avete provato a far passare l'idea che questo risultato non sarebbe mai arrivato, mettendo in dubbio l'efficacia dello strumento e finendo di fatto per andare contro gli interessi della nostra regione.
Guardate, dietro alla Zes non ci sono soltanto le imprese marchigiane, non dobbiamo dimenticare che ci sono aziende di altre regioni italiane, realtà imprenditoriali europee che ora guardano con attenzione alle Marche e che potrebbero decidere di investire proprio grazie a questo strumento.
E’ per questo che certe definizioni, quelle che abbiamo ribadito più volte, la zona elettorale speciale, le avete fatte con leggerezza, ma fanno ancora più male. Non indeboliscono questa maggioranza, ma rischiano di danneggiare l'immagine e l'attrattività della nostra regione agli occhi di chi vuole investire.
La Zes porta con sé tre misure chiave, lo è stato già detto, ma è giusto ribadirle: la sburocratizzazione, sappiamo quanto la velocità amministrativa sia oggi un fattore competitivo essenziale; i bonus occupazionali, una misura che può diventare un volano importante per dare nuova energia al nostro sistema economico e riguardano l'intera nostra regione; il credito di imposta (la terza misura che è stata richiamata più volte anche nelle vostre mozioni), una misura rilevante, ma che presenta le maggiori criticità, che non possiamo di certo ignorare e che questa Giunta non ha ignorato. Da Consigliere che proviene dalla provincia di Pesaro Urbino dico con chiarezza che la mia provincia e buona parte della provincia di Ancona sono quelle che presentano più criticità. Questo è un problema reale, concreto, che va affrontato ed è ciò che questa Giunta regionale con il Presidente Acquaroli e l'Assessore regionale Bugaro, che ringrazio, hanno iniziato a fare fin dall'inizio, una forte interlocuzione con l'Europa, con il Governo e con tutti i livelli istituzionali competenti, anche in collaborazione con la Regione Umbria di diverso colore politico per rappresentare con chiarezza quanto alcune modifiche siano necessarie. Queste necessità le deve comprendere soprattutto l'Europa, che deve dimostrare di essere un valore aggiunto per i territori, non un apparato burocratico distante, che applica parametri astratti senza guardare le esigenze reali delle comunità locali. Un'Europa che sappia ascoltare le Regioni e riconoscere le specificità produttive dei nostri territori.
A mio avviso i documenti che la minoranza ha presentato in Aula non aggiungono niente di più rispetto a quanto la Giunta regionale sta portando avanti già da diversi mesi, contengono anche, come si è detto prima, alcuni errori e appare evidente a tutti che da questa discussione, con i documenti che avete presentato e i vostri comunicati stampa delle scorse settimane, tentate di accreditare come vostre le indicazioni che da mesi sono al centro dell'azione della Giunta regionale. Quindi, non servono esercizi di retorica ex post, va bene sollecitare ciò che non va, che si può migliorare, ma serve riconoscere oggi in Aula il lavoro che è già in corso.
Concludo aggiungendo un'ultima considerazione, lavoriamo sulla corretta informazione perché spesso sono proprio le polemiche a generare confusione, sfiducia e a far perdere opportunità concrete. Nonostante i numeri già in questa fase iniziale mostrino quanto questo strumento sia apprezzato dagli imprenditori, tra imprese, tecnici, amministrazioni locali, associazioni di categoria permangono elementi di criticità interpretativa, ed è comprensibile, vista la complessità dello strumento.
Ecco, non contribuiamo con le polemiche a generare ulteriore disorientamento, lavoriamo per comunicare meglio, per accompagnare meglio, perché la Zes è troppo importante per essere letta attraverso le contrapposizioni politiche o utilizzata come pretesto per attaccare il Governo.

Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Battistoni.

Mirella BATTISTONI. Grazie, Presidente. Come sappiamo, come è stato ricordato, dal 12 novembre 2025 la Zes unica è stata estesa anche alle Regioni in transizione, Marche e Umbria. È un passaggio molto importante che inserisce finalmente la nostra Regione in uno strumento nazionale ed europeo pensato per sostenere lo sviluppo economico dei territori più fragili.
Il credito di imposta sugli investimenti previsto dalla Zes si applica, però, come abbiamo sentito, esclusivamente ai Comuni ricompresi nelle aree 107.3.c della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Nelle Marche sono stati individuati 124 Comuni su 225, individuati sulla base di parametri oggettivi: PIL pro-capite, tasso di disoccupazione, criticità strutturali.
Zes significa zona economica speciale perché nasce con l'obiettivo di ridurre le diseguaglianze tra territori più sviluppati e quelli più fragili. Per questo ritengo francamente eccessivo affermare, come riportato nella mozione n. 7, come abbiamo ascoltato, che l'applicazione degli incentivi in questi territori favorirebbe l'impoverimento dei Comuni esclusi o alimenterebbe una concorrenza intraregionale. Al contrario, applicando gli incentivi in modo indifferenziato si può rischiare di aumentare le diseguaglianze tra i territori.
Ricordo, inoltre, che le altre misure della Zes unica: la semplificazione amministrativa e gli incentivi all'occupazione, si applicano all'intero territorio regionale con strumenti strategici che possono attrarre nuovi investimenti e che fisiologicamente si concentrano nelle aree più industrializzate e meglio collegate.
Detto questo, concordo naturalmente sul fatto che la Carta degli aiuti, che risale al 2022, debba essere aggiornata. Sono già state apportate diverse modifiche, quattro alla Carta degli aiuti, fondamentalmente per aumentare l'intensità dei contributi.
Ora, certo, è necessario rivedere anche la mappa dei territori che comunque già comprende le zone di crisi complessa, il cratere sismico e i Comuni con maggiore tasso di disoccupazione, a differenza di quanto veniva chiesto nella mozione. Su questo, come è stato già detto dall'Assessore, sono in corso delle interlocuzioni tra la nostra Giunta, la Regione Umbria e le istituzioni europee per un aggiornamento anche prima del 2027, considerato che per la programmazione 2028-2032 dovrà essere aggiornata.
Sinceramente dissento un po' dalla richiesta di ricostruire l'elenco dei territori per garantire omogeneità tra le province, perché qui non si tratta di fare una scelta politica, ma piuttosto di politica economica. Lo scopo degli incentivi, ricordo, è sempre quello di distribuire risorse non necessariamente in modo uguale per tutti, ma per ridurre le diseguaglianze.
Quanto alla piattaforma logistica al porto di Ancona, ricordo che nella Zes è possibile istituire delle zone franche doganali intercluse e su questo la Giunta, come è stato detto, sta già lavorando. Sarà un passo molto importante anche per il porto di Ancona, per favorire la non applicazione dell'IVA e dei dazi doganali per le merci che transitano a livello extraeuropeo.
Infine, per quanto riguarda la programmazione 2021-2027, ricordo che la Giunta ha già approvato la rimodulazione del programma FESR, riallocando circa 42,7 milioni di euro per il rafforzamento delle filiere strategiche e dei distretti produttivi, di cui quasi 9 milioni destinati alle aree interne. E’ una delle misure compensative insieme anche al fatto che ci sono molti altri incentivi a livello nazionale - ricordo l'iperammortamento a livello regionale - che possono essere applicati in tutto il territorio e che non sono cumulabili con la Zes nel momento in cui si superano le percentuali massime di ESL, equivalente sovvenzione lordo, applicate nei territori.
Per quanto riguarda la richiesta di misure compensative per le zone delle Marche non inserite nella Carta d'aiuto, certo, sarebbe interessante iniziare a valutare i territori che rispettano finora le condizioni per rientrare nelle aree 107.3.c, non necessariamente tutti i 101 Comuni, anche se, è chiaro, sarebbe auspicabile che la Zes oltre a essere applicata al Mezzogiorno, possa essere applicata in tutta Italia, però dobbiamo rispettare le attuali regole europee.
In conclusione, abbiamo di fronte un’opportunità straordinaria, come dimostra il successo del credito di imposta sugli investimenti, solamente nell'applicazione dal 20 novembre al 2 dicembre 2025 ci sono stati 18,6 milioni di incentivi a fronte di 70 milioni di investimento. Tra l'altro un credito di imposta che è stato potenziato con un contributo aggiuntivo del 14,6%, addirittura portato al 58,7% per le imprese agricole. Una misura rifinanziata dalla legge di bilancio con 4 miliardi di euro per il triennio 2028-2026, che dobbiamo usare in coerenza con le regole europee perché non credo che costituiscano un problema, ma piuttosto una grande opportunità.
L'obiettivo è chiaro: ridurre le diseguaglianze, sostenere le aree di crisi e accompagnare la crescita del sistema produttivo marchigiano affinché la nostra Regione torni ad essere, come merita, una delle più sviluppate d'Italia e anche d'Europa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ho chiesto di intervenire non solo come prima proponente della mozione, ma anche per fare chiarezza su alcuni aspetti. Mi pare che la conversazione sia rimasta ferma ad un livello un po' superficiale rispetto a quello che chiede la nostra mozione, che dovrebbe tutelare gli interessi di chi lavora nel nostro territorio, ridotta di nuovo a campagna elettorale. Sinceramente mi sembra che la cosa non faccia onore a chi sta in quest'Aula, soprattutto eletto con la maggioranza.
Personalmente non ho mai usato l'espressione zona elettorale speciale, ma questo è un dettaglio irrilevante. Qualcuno dei miei colleghi ha già spiegato cosa significava questa espressione. Non c'erano risorse quando è stata annunciata, non c'era un soldo, solo questo significava. Adesso che voi passate ore a discutere di una espressione, sinceramente mi sembra che non vi interessino le sorti delle imprese e delle attività economiche delle Marche.
Ribadisco, faccio una sintesi, nella nostra regione le misure proposte dalla Zes che valgono in tutto il territorio regionale sono: la sburocratizzazione delle pratiche per aprire una nuova attività, il bonus per le nuove assunzioni. Benissimo, noi siamo favorevoli e, vi ricordo, non da oggi. Qualcuno ha detto: “Mi fa piacere che vi siete ravveduti”, qualcun altro: “Chiedo scusa a nome loro”, lo voglio dire chiaramente, Consigliere, non siamo qua a far cabaret, siamo qua a parlare. Le battute simpatiche le apprezzo anch'io, ma non siamo in un cabaret, non siamo a Zelig, siamo in Consiglio regionale, Consigliere Canafoglia. Mi pare che lei non abbia nemmeno letto l'atto, altrimenti non avrebbe fatto quell'intervento perché noi siamo qui a chiedere di tutelare le nostre imprese e lei mi parla della campagna elettorale? Mi parla di Ricci? Ha capito cosa stiamo chiedendo? Glielo ricordo perché evidentemente non ha letto l'atto.
Stiamo chiedendo una cosa importante, non siamo qua a fare battute sarcastiche, ironiche sulla campagna elettorale, evidentemente non le interessa l'economia del nostro territorio, mi spiace. Quindi glielo ripeto, le misure della Zes valide in tutto il territorio regionale sono apprezzabilissime, ci fa piacere; sburocratizzazione e bonus assunzioni, ma il credito agevolato di imposta non possiamo dire che va bene solo per 122 Comuni.
Tra le righe l'ha detto qualcuno della mia provincia, se ci sono solo 124 Comuni ammessi al credito agevolato di imposta, significa che chi vuole aprire una nuova attività sceglierà uno di questi Comuni perché tutte le tasse o parte di esse lì saranno azzerate, a Marotta, a Mondolfo no. Quello è il credito agevolato di imposta, lo semplifico per chi ci ascolta. Per cui tra Marotta, Mondolfo e Porto Sant'Elpidio, mi pare che sia ammesso, come nuovo imprenditore non andrei a Marotta e Mondolfo, andrei a Porto Sant'Elpidio dove non pago le tasse o dove mi vengono ridotte. Stiamo parlando di questo, di una misura che farà la differenza. Soprattutto voglio dire, anche a chi forse ancora non l'ha capito, che i primi ad essere arrabbiati sono gli imprenditori. Non penso vengano a parlare solo con me, penso che parlino anche con voi. Le informazioni le ho avute soprattutto da chi lavora nel nostro territorio. Qualcuno mi ha detto: "Mi trasferisco, vado via dalla provincia di Pesaro Urbino, voglio ampliare, voglio aprire un'altra sede, vado via dalla provincia di Pesaro Urbino". Queste sono le preoccupazioni che oggi hanno i nostri imprenditori e credo non debba essere compito mio tutelarli, ma compito di tutto il Consiglio regionale a partire dall'Assessore regionale.
Ciò che abbiamo chiesto è semplicemente di fare ciò che ha fatto l'Abruzzo. L'Assessore che ha capito cosa stiamo chiedendo, almeno ha letto l'atto, mi ha detto: "Non è una cosa facile perché si tratta di creare un serpentone”. Ha usato questa espressione perché so che la norma prevede che i territori siano in continuità, non ci possono essere isole staccate. Lo capisco, non è facile, infatti chiediamo un impegno importante perché non siamo qua a chiedere di regalare cioccolatini, chiediamo di valutare una nuova mappatura affinché non si crei una regione che va avanti a due velocità.
Voglio dire al Consigliere Canafoglia che è esclusa anche Senigallia, quindi se fossi stata in lei avrei fatto un altro intervento questa mattina a tutela di tutto il territorio del nord delle Marche, per cui magari rileggetevi la mia mozione.

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, Consigliere. Consigliera per favore. Parliamo uno alla volta. Prego, Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Ciò che chiediamo è un invito a fare in modo che la Zes possa essere davvero uno strumento utile a tutto il territorio e non solo ad una parte.
Visto che continuate a tornare indietro alla campagna elettorale, ad accusarci di non essere stati favorevoli alla Zes, se volete vi passiamo gli atti, ma non spreco il mio tempo a ricordare a chi non ha studiato i documenti che abbiamo presentato a favore della Zes negli anni scorsi, invito a studiarli, a riguardarli a chi li ha dimenticati.
Vi ricordo anche che nel 2023, quando si è portata la proposta di legge in Parlamento, a votare contro è stata la destra e non la mia area. Quindi nel 2023 chi era contrario alla proposta di Zes, all'inserimento delle Marche, sicuramente non eravamo noi inizialmente, per cui ora …

PRESIDENTE. Non so cosa è successo perché c'era un altro minuto. Ha la parola Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Non lo utilizzerò tutto, ma grazie perché mancava un minuto, semplicemente per concludere e per invitare chi non ha letto la mozione, chi non ha capito cosa significhi la Zes per tutto il territorio, compreso il nord delle Marche, a rileggere l'atto e magari ad intervenire con cognizione di causa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Mi rifaccio intanto all'ultimo intervento della Consigliera Vitri, che dice la verità e dice: "Non siamo a Zelig, non siamo in un cabaret”. Consigliera Vitri, credo che la politica non sia Zelig, non sia cabaret, seppure qualcuno, qualche comico, ha fatto la fortuna politica di un partito, ma questo è già tramontato perché era tutta finzione, tutto cabaret.
Vi ricordo, però, che durante la campagna elettorale voi siete stati più bravi nel fare cabaret e cito: pane antifascista, passeggiata con le biciclette, riconoscimento della Palestina. Lì i marchigiani hanno capito chi faceva proposte serie per le Marche e chi faceva cabaret. In effetti ho visto molti andare in giro in bicicletta, forse, per avere qualche consenso nelle aree interne, nelle quali non vi siete mai visti, forse per avere un po' di consenso tra i ciclisti, che tra l'altro, forse, neanche ve lo hanno dato.
A prescindere da questo, ho avuto modo di capire e di rendermi conto del vostro modo di fare cabaret, anche perché il Consigliere Canafoglia non ha detto cose sbagliate, ha citato articoli di giornale. Tra l'altro il 4 agosto è venuta la Presidente del Consiglio Meloni ad annunciare la Zes e voi a dire - ricordo i vostri due Parlamentari, ne avete sempre di meno, ne avevate tantissimi prima e ne avete sempre di meno in Parlamento che vi rappresentano – che erano false promesse, poi il 5 agosto c'è stata una conferenza stampa dell'eterno sconfitto Matteo Ricci, ricordo benissimo la Segretaria del PD che diceva: “Acquaroli è debole, Ricci è fortissimo”, ma su questo, ovviamente, c’erano i punti di vista. I marchigiani hanno premiato la persona più umile, piuttosto uno che faceva cabaret, che diceva che era una finzione e parlava di zona elettorale speciale.
Naturalmente noi abbiamo contrapposto alla zona elettorale speciale una squadra reale speciale. Ce ne siamo accorti, i marchigiani se ne sono accorti, perché oggi state discutendo di un tema su cui il Governo Meloni ha già dato una risposta, su cui già il Governo regionale sta cercando di dare delle risposte importanti
Su questo credo che sia altrettanto importante l'intervento della Consigliera Mancinelli che ha detto che dovevamo fare come l'Abruzzo, non so se la Consigliera Mancinelli si ricorda che il Partito Democratico criticava il Presidente della Regione Abruzzo per la zonizzazione della regione, dicendo che era vergognosa. Il PD è famosissimo per non essere collegato al proprio interno a livello regionale, figuriamo essere collegato tra regioni vicine.
Permettetemi anche di fare i complimenti perché su un unico argomento siete riusciti a presentare tre mozioni, due con stessi firmatari, una del Movimento 5 Stelle che ogni tanto cerca giustamente di sganciarsi da voi perché forse dopo la sconfitta cerca di …

PRESIDENTE. Consigliera, per favore, uno alla volta. Prego, Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Tanto il Presidente credo che mi possa far recuperare il tempo, come nel calcio.

PRESIDENTE Sono stati 2 secondi, Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Quindi, l'interrogazione, che è sempre un atto utile, ma immagino che il Movimento 5 Stelle l’abbia fatta dopo la batosta elettorale, magari dicendo che è meglio che ogni tanto si distingua dal PD, almeno non fa figuracce insieme a loro.
Il Consigliere Cesetti era riuscito anche a dire che Forza Italia, che voglio ringraziare per l'impegno messo a disposizione, aveva fatto un ordine del giorno sulla decontribuzione che era acqua calda, che era … Bene, ma ricordo che lo stesso Consigliere Cesetti era stato l'unico che si era lamentato che la sua collega, Sottosegretario dello sviluppo economico del Governo Conte, che, talmente innamorata delle Marche, aveva fatto un atto, il cosiddetto decreto agosto, che dava l'opportunità solo alle regioni del sud di avere uno sgravio fiscale del 30%. Dobbiamo dire che aveva fatto quest'atto contro le Marche, creando non solo la concorrenza sleale tra le Marche e i Balcani, ma anche tra il sud delle Marche perché bastavano 500 metri ed uno poteva andare ad investire in Abruzzo, che aveva lo sgravio fiscale del 30%. All’interno del PD, tolto il Consigliere Cesetti, sono stati tutti zitti. Il Consigliere Cesetti politicamente è scaltro, si è distinto, ma gli altri non li ho visti strapparsi le vesti per un atto che andava contro i marchigiani.
La Consigliera Vitri dice: “Siamo qui a tutelare l'interesse di chi lavora”, ma lo potevate fare quando governavate questa nazione! Tra l'altro, vi ricordo che la Regione Marche va in transizione nel 2018, non c'era né il Governo Meloni, né il Governo Acquaroli, ogni tanto ve lo ricordo perché è giusto avere memoria. Dal 2018 al 2022 avete quasi sempre governato voi al Governo nazionale e non avete mai pensato di riportare la Zes. Ogni tanto, io che non sono un filosofo, mi appunto qualche frase che mi viene in mente, allora dico che la politica si misura quando si governa, non quando si sta all'opposizione. Voi avete avuto questo tempo, l'avete avuto dal 2015 al 2020 a livello regionale e non mi sembra che dal 2018 al 2020, quando siamo entrati in transizione, siete riusciti a portare la zona economica speciale; non mi risulta che quando voi governavate a livello nazionale con i Parlamentari, con un Sottosegretario allo sviluppo economico, non alle noccioline e popcorn, non siete riusciti a fare un atto per tutelare le nostre imprese ed i nostri Comuni. Raccontiamola tutta perché poi …, chiedo un minuto di recupero, Presidente, prima che fischi l'arbitro per la fine della partita, ma non credo che sarà la fine del primo tempo.
Ricordiamoci bene, mi dispiace che ci sia una grande disinformazione di una parte del centro-sinistra, non di tutto, perché si inizia a dire …, prima il Consigliere Cesetti ha detto che la Zes per i Comuni di Grottazzolina, faccio un esempio, di Pontano di Fermo, aggiungo, di Petritoli non c'è. Consigliere Cesetti, mi meraviglio di lei perché a fare strumentalizzazione politica siamo bravi tutti. La Zes, grazie al Governo Meloni è per tutte le Marche, solo una misura ….
Ma vi dico un'altra cosa, vi siete dimenticati quando avete tolto dal cratere questi Comuni? Ma voi dove stavate quando …

PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Putzu. No, vi chiedo gentilmente di non mettermi in difficoltà, faccio semplicemente quello che è il mio dovere, cioè attenermi al Regolamento che esiste, quindi mi attengo a quello. I 2 secondi o i 5 secondi di interruzione credo che non dovremmo farli, anzi ne sono certo.
Vi invito a non fare più interruzioni e di seguire il Regolamento di questa istituzione.
Ha la parola il Consigliere Borroni.

Pierpaolo BORRONI. Grazie, Presidente. Penso che un intervento su questo argomento sia dovuto, anche perché, secondo me, oggi abbiamo avuto un esempio di buona politica, avendo ascoltato l'intervento dell'Assessore Bugaro, che è stato preciso e puntuale.
Le mozioni fatte dal centro-sinistra, specie la seconda riguardante il finanziamento della Zes ed i 780 milioni di euro avanzati sono un tecnicismo, secondo me, che dovrebbero essere gli uffici a smentire, altrimenti l'Assessore avrebbe immediatamente sposato questa tesi che non sussiste.
Premesso questo, non bisogna dimenticare quello che abbiamo trovato quando ci siamo insediati nel 2020, una Regione in transizione, come ha detto il Consigliere Canafoglia, che aveva subito delle enormi crisi, come quella di Banca Marche, come quella di Fabriano che ha causato migliaia di licenziamenti e problemi economici incredibili, con l'ordine di perdita di PIL del 3% per ognuno di questi eventi. Quindi una situazione grave, a cui oggi stiamo tentando di porre rimedio.
Invece di fare un intervento sulla Zes, questa enorme possibilità, il 12 novembre abbiamo avuto un vero e proprio regalo per la nostra regione, l'inserimento delle nostre terre e dell'Umbria all'interno di questo quadro economico, vorrei fare un resoconto velocissimo della situazione che quest’amministrazione dal primo mandato ad oggi sta tentando di fare, rilanciando i fondi e la gestione dei fondi europei, che oggi sono all'uso e consumati a soglie, che prima non si avevano. Quindi l'accordo con le associazioni, i bandi, che vengono fatti in accordo con le associazioni, cosa di cui ci danno conoscenza …, ci danno ragione le associazioni come Confartigianato, Confcommmercio o Confindustria. Un accordo con le parti produttive che sono fondamentali per il nostro territorio. Ed è proprio questo che fa parte delle direttive dateci dal Presidente Acquaroli, che tiene molto al rapporto con le società, con le associazioni del territorio.
A fianco di questo abbiamo l'enorme rilancio infrastrutturale che le Marche stanno facendo grazie ai fondi del PNRR, come la pedemontana, le infrastrutture che stiamo facendo ovunque, l'ultimo miglio di Ancona, il porto di Ancona, proprio ieri l'Assessore Bugaro sul giornale ne parlava.
E’ un quadro di rilancio della nostra Regione che prima non si è avuto. È vero che godiamo della possibilità del PNRR, che ci dà anche l'enorme responsabilità di metterlo a terra nella maniera dovuta, ma è un quadro che dalla problematica economica che abbiamo nel 2020, in pieno Covid, stiamo portando avanti ed oggi grazie al rapporto di vicinanza con il Governo nazionale - che avevate anche voi quando eravate al Governo e non avete sfruttato - ci viene data la possibilità della Zes.
Ricordo che il 4 agosto, eravamo a Cessapalombo, se non sbaglio, ad inaugurare un cantiere della pedemontana e quel giorno la Presidente Meloni annunciò la Zes, io rimasi a bocca aperta perché nessuno si aspettava un così forte intervento per la nostra terra e questo è dovuto ad un rapporto di vicinanza fra la nostra terra e il governo nazionale.
Una Zes che è realtà, che sta andando nella direzione giusta con investimenti che superano i 200.000 euro, che darà dei bonus assunzioni, il credito di imposta e soprattutto, la parte che ritengo più importante, la semplificazione e la velocizzazione degli interventi che chi vuole imprendere potrà avere. Delle novità enormi che saranno fondamentali per il nostro territorio, tutto ovviamente in deroga all'articolo 107 dell'Unione europea.
Detto questo, trovo che le vostre mozioni siano ridondanti, nel senso che sono un rincorrere quello che la maggioranza sta già facendo.
È vero, come dite voi, che ci sono dei Comuni che sono fuori da questo intervento, ma la Regione, la Giunta sta già provvedendo a trovare delle soluzioni a questa problematica e l'Assessore Bugaro è stato bravo nel far notare che chi accede ai fondi Zes non accede ai bandi ordinari, quindi già quello, come ha detto l'Assessore, è un'ottima risposta a questa problematica.
Chiudo, facendo un commento alle parole della Consigliera Ruggeri, spero di averle segnate bene: “Bisognava aspettare il 2025 per la Zes”, sbagliato, avrebbe dovuto dire: “Bisognava aspettare il Governo Meloni per la Zes, visto che il Governo Conte non l'ha fatta”, questo avrebbe dovuto dire.

(intervento fuori microfono)

Pierpaolo BORRONI. Lo sto dicendo, infatti, ne sono molto orgoglioso e ne sono convinto.
Premesso questo, un brevissimo inciso, se mi dà un minuto alla fine Presidente perché vorrei chiudere velocemente.
La Consigliera Vitri ha parlato della situazione del PD nei confronti della Zes, la zona elettorale speciale, come ha detto lei, ma io è qualche anno che faccio politica, dal 2000, e ricordo situazioni come queste. Situazioni in cui il PD rincorre il centro-destra ne ho viste molte, iniziando dalla Quadrilatero del Ministro XY del 2001, che all'inizio mise 2 miliardi di euro ed il PD disse: "Non è vero, sono tutte favole", poi, quando il Governo iniziò a fare le opere pubbliche e fondò la Quadrilatero disse: “E’ una bella cosa, va bene, ci piace”, infine quando una parte di quelle opere venne inaugurata, ad esempio, la 77 della provincia di Macerata, disse: "È vero, siamo stati bravi, l'abbiamo fatta noi". Una cosa simile è successa anche nel 2023 quando si è parlato di Zes in Parlamento, è vero che avete presentato la legge, ma l'avete presentata per rincorrere un’operazione ….

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, rilevo con soddisfazione che la Zes sia per l’opposizione che per la maggioranza rappresenta uno strumento importantissimo per la nostra regione.
Non mi soffermo su quanto ha già detto l'Assessore Bugaro che è stato esaustivo, ma voglio rilevare un fatto: ci sono due Regioni, le Marche e l'Umbria di colore politico opposto, le Marche governate dal centro-destra e l'Umbria governata dal centro-sinistra, che collaborano. Che cosa significa collaborare? Collaborare per arrivare ad un risultato comune che vada a soddisfare le esigenze dei Comuni che sono rimasti fuori. Stiamo collaborando, cosa che non è avvenuta nel 2021.
Voglio fare una precisazione. Non si poteva estendere la Zes alle Marche nel 2018 perché entrarono in transizione nel 2019, però, colleghi della minoranza, voglio ricordarvi che noi eravamo insieme nel Governo nazionale con il Presidente Draghi, in un governo di unità nazionale, e lì non c'è stata la stessa unità di intenti come l'Umbria ha fatto con le Marche. Dico questo perché sono testimone in prima persona in quanto nel 2021 abbiamo iniziato il percorso della Zes. Le Marche entrarono in transizione nel 2019. Noi chiedemmo, all'epoca c'era il Ministro XY, andando a Roma, d'accordo con il Presidente Acquaroli, di estendere la Zes anche alle Marche perché l'Abruzzo l’aveva ottenuta con il porto di Ancona. Voi mi direte per quale motivo? Perché la Zes veniva costruita attorno ad un porto, era a microzone e noi avevamo 1800 ettari. Il Presidente del Consiglio era Draghi, noi siamo andati a Roma, ma non solo, abbiamo chiesto con forza l'estensione della Zes alle Marche, facendo capire quali erano i benefici. All'epoca chi aveva la Zes aveva la tassazione a metà, un credito di imposta che arrivava quasi all'80% sugli investimenti effettuati, semplificazione o sburocratizzazione. Questo era fondamentale e noi l'avevamo capito, ma forse a voi non era molto chiaro perché nessuno del Partito Democratico, e non guardo il Consigliere Cesetti che comunque sapeva dell'importanza della zona economica speciale, a livello nazionale ci ha dato una mano, nonostante fossimo al Governo insieme. Questo è un dato di fatto, potete riprendere tutti gli articoli che noi abbiamo fatto, riunioni con le associazioni di categoria. Voglio ricordare solo una cosa, il 1° maggio 2022 la sottoscritta è andata a parlare con un Presidente di Confindustria che non aveva ancora capito bene che cosa significasse estendere la Zes anche alle Marche.
Per il Presidente Acquaroli non era semplice, sapete perché non lo era? Lo capiamo anche oggi: alcuni Comuni sono rimasti fuori e si è generato un tumulto, all'epoca la stessa identica cosa perché 1800 ettari erano pochi. Noi abbiamo fatto uno studio nel fermano, c'eravamo portati avanti, ma a livello nazionale nessuno del Partito Democratico ci ha dato una mano.
Oggi rilevo con soddisfazione che avete capito l'importanza della zona economica speciale e c'è un’unità di intenti con la Presidente dell'Umbria, che è del Partito Democratico. Questo significa il bene di una regione.
E’ vero che il credito di imposta non è per tutti i Comuni, ma la semplificazione è fondamentale, vi leggo alcune cose: consente di ridurre in modo significativo i tempi autorizzativi in condizioni ordinarie. E qui c'è un esempio: la realizzazione di un opificio in un'area non urbanisticamente compatibile richiede anni per ottenere la variante al piano urbanistico, con l'autorizzazione unica, che produce essa stessa variante, i tempi si accorciano drasticamente. Sapete che cosa significa per un'impresa chiedere un'autorizzazione per iniziare un'attività, per cui ci vogliono anni, ed averla nel più breve tempo possibile? Questo è fondamentale.
Colleghi della minoranza, l'Assessore Bugaro ha risposto in maniera lodevole non solo alle vostre all'interrogazioni, ma anche alle mozioni.
Il mio rammarico sapete qual è? Che potevamo ottenere la Zes già nel 2022 se avessimo avuto l'aiuto vostro al Governo, cosa che non abbiamo avuto. Questo è un dato di fatto. Andatevi a prendere un articolo, poi vi darò ragione, se c'è stato un aiuto da parte del Partito Democratico a livello nazionale. Noi abbiamo perso 4 anni, ma non per colpa nostra, perché non c'è stata unità di intenti, come c'è in questo momento tra l'Umbria e le Marche, Partito Democratico e centro-destra, cosa che nel 2022 non c'è stata. Questo è il dato di fatto.
Il Consigliere Cesetti sapeva cosa significava estendere la Zes che, lo ripeto anche per i Consiglieri di maggioranza, potevamo farlo solo dal 2019. Noi siamo andati a governare, l'abbiamo fatto subito, però c'è una differenza tra voi a livello nazionale e la Presidente dell'Umbria, che sta collaborando con le Marche per arrivare a un risultato importantissimo, strategico per le nostre imprese, per il nostro tessuto produttivo.
Quindi un grazie va al Presidente, all'Assessore e al Governo perché dopo l'ordine del giorno che abbiamo portato avanti a Roma, grazie all'onorevole XX, non ci siamo mica fermati. La sottoscritta ha parlato più volte con XX e con il Vicepresidente del Consiglio Tajani per attivarsi a livello europeo. Non abbiamo fatto un ordine del giorno che è finito lì. Assolutamente no. Questo si ottiene non solo con gli atti che rimangono lì, ma procedendo in maniera attiva e collaborativa, anche in questo momento con una regione di colore politico opposto al nostro.
Colleghi Consiglieri della minoranza, collaborate perché questa è un'opportunità per tutti noi, per il nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Consigliera Marcozzi chiudo qui la discussione. Preciso che la Consigliera Vitri come prima firmataria è già intervenuta e la ringrazio. Come prima firmataria adesso può intervenire la Consigliera Mancinelli e l'Assessore, che ha già utilizzato il tempo precedente, però può intervenire nelle dichiarazioni di voto.
Ha la parola, per replica, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Rapidamente, dalle dichiarazioni dell'Assessore è confermato quello che dicevamo e cioè che per ottenere anche solo l'accesso alla semplificazione burocratica è necessario rientrare nelle filiere. Tant'è che l'Assessore nel suo intervento ha detto: "Tranquilli, entreranno tutte le imprese marchigiane perché abbiamo chiesto che tutti i codici ateco di tutte le imprese marchigiane siano ricompresi nei settori o nelle filiere indicate nel piano strategico”. Adesso chiederemo l'accesso agli atti per vedere questo atto, però questo conferma che se non stavi e non stai nelle filiere non puoi accedere alla semplificazione burocratica, come esattamente dice il portale di accesso alla richiesta per essere ammessi alla semplificazione burocratica della struttura di missione.
La Carta degli aiuti, quella del 2022, Assessore, non ha trovato in Consiglio regionale, dai nostri colleghi allora presenti, fiera resistenza per il semplice motivo che non è arrivata in Consiglio regionale, perché, a differenza dell'Abruzzo, la Regione Marche ha ritenuto, forse legittimamente, non lo so, di proporre alla Conferenza Stato-Regioni una articolazione territoriale della Carta degli aiuti, senza una delibera del Consiglio regionale. Quindi era difficile che i Consiglieri allora di opposizione potessero stracciarsi le vesti su un atto che in Consiglio regionale non c'è mai arrivato, a differenza dell'Abruzzo.
Noi abbiamo indicato la prassi dell'Abruzzo non per le singole scelte delle singole zone incluse, che ovviamente non conosciamo nemmeno nel merito, ma a proposito del fatto che si potevano fare zone diversificate su tutto il territorio, o meglio estese a tutto il territorio regionale, provincia per provincia. È vero che modificare la Carta degli aiuti è un procedimento complesso? Certo e proprio perché è un procedimento complesso bisogna cominciarlo subito ad iniziativa della Regione Marche ed anche della Regione Umbria con quella collaborazione di cui ha parlato prima la Consigliera Marcozzi. Il percorso per la modifica della Carta degli aiuti si conclude alla Commissione europea, ma parte da qui e deve partire formalmente.
Il nostro modo di collaborare è questo, nella mozione c'è scritto quello che ha detto la Consigliera Marcozzi: si impegna la Giunta a far partire subito il percorso per la modifica. Dopodiché faccio presente che in Europa - siccome qui pare che il gioco prevalente sia allo scarica barile: ci devi pensare te, no ci devi pensare te - il Governo europeo, che è la Commissione europea, vede la presenza di esponenti del Partito socialista democratico europeo ed anche di esponenti di questa maggioranza, se non vado errata il Vicepresidente del Consiglio di Europa è un autorevole esponente della maggioranza di governo. In Europa collaboreremo. L'europarlamentare Ricci ha già dichiarato che su questa questione, per quello che deve fare un europarlamentare, ovviamente, è impegnato nella direzione che ha detto la Consigliera Marcozzi.
Bisogna però chiarire altre due cose molto rapidamente. Uno, io non voglio tornare sempre indietro, a noi interessa oggi capire come fare funzionare al meglio questo strumento e farlo funzionare al meglio significa sapere che c'è metà del territorio che è escluso dalla misura più importante. Quindi ci stiamo adoperando per chiedere misure che compensino questo problema. Solo per capirci, sennò non finiamo più, nel 2023, quando è stata approvata la legge, prima decreto legge e poi legge, che ha istituito la Zes unica, 2023, Governo Meloni imperante, il Partito Democratico, così come altre forze di opposizione a livello nazionale, ha presentato una proposta formale in Parlamento perché fosse inserita anche la Regione Marche, che non è stata inserita, ha votato contro la maggioranza di centro-destra, Consigliera Marcozzi. Quindi, ammesso e non concesso che prima abbiamo avuto qualche timidezza, il che non è, nel 2023, quando si è votato in Parlamento per l'istituzione della Zes unica, le Marche sono state escluse, nonostante la proposta del Partito Democratico e di altri, di includerla. Adesso guardiamo avanti, a me interessa affrontare il problema che metà regione è esclusa dalla misura più importante.
A proposito del Consigliere Canafoglia, se uno vuole fare un albergo mega, super galattico a Civitanova Marche piglia un pacco di soldi, a Senigallia no, tanto per essere chiari. A proposito di situazioni di disparità, Civitanova Marche è notoriamente una delle zone più depresse della Regione Marche, in cui il livello del reddito e il livello dell'occupazione sono terribili, però, mi interessa adesso capire come si affronta il problema di mezza regione fuori. Devo dire che l'Assessore Bugaro su una cosa è stato chiaro: da qui al 2028 o oltre la nuova definizione della Carta degli aiuti non vedrà comunque la luce - il che può anche essere – e nel frattempo non c'è nient'altro da fare perché la programmazione dei fondi europei del settennio in corso non può essere utilizzabile a questo fine - secondo noi sì, almeno in parte sì – ma non ha proposto altre misure attivabili prima della nuova programmazione 2028-2032. Quindi prendo atto che la risposta della Giunta è: prima del 2028-2029 non se ne parla.
Non solo, Assessore Bugaro, non devo chiedere scusa di niente, ma le annuncio che faremo la terza conferenza stampa su questa cosa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Cara Capogruppo, ognuno è libero di farsi male come crede, per me può fare 10 conferenze stampa se il tenore è questo.
Prima devo una risposta alla Consigliera Ruggeri sul PSNAI, sul piano strategico delle aree interne. Mi dispiace contraddirla, Consigliera, ma il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione non ha mai attaccato le aree interne. Le considerazioni per un momento, per un transito, riprese dal Fatto Quotidiano, passate nella discussione della formazione del piano strategico sono state fatte dal dottor XY, membro del CNEL, su nomina del Quirinale, non da membri del Governo italiano. C'è di più, il Ministro ha smentito quella cosa, ma la risposta migliore, basta leggerli, sono gli atti del piano strategico nazionale dove è vero il contrario, dove c'è un rilancio delle aree interne come strategia, come asse di sviluppo del nostro Paese. E’ così vero che come Regione Marche abbiamo messo 110 milioni nelle aree interne.
Venendo alla risposta sulla rimodulazione del FESR e del FSE, Consigliera Mancinelli, rispetto ai 785 milioni, che voi avete scritto, come vi ho ricordato prima, abbiamo 60 milioni nel FESR, che possono essere utilizzati, mi ascolti bene, a suo beneficio, in cinque direzioni - non lo dice l’Assessore Bugaro, non lo dice la Consigliera Mancinelli, ce lo impone l'Europa - che sono: la difesa, cosa che non ci riguarda perché nelle Marche non ci sono aziende di difesa; la cooperazione; il credito; l'housing sociale e le attività produttive. Possiamo rimodulare quei fondi solo all'interno di questo asse. 17,5 milioni, l’abbiamo fatto di concerto in una trattativa serrata che ho condotto personalmente nel tavolo con il Governo e con le Regioni perché volevano darci il 6% della quota residua del FESR per l'housing sociale, invece abbiamo ridotto per una miglior rimodulazione anche in chiave Zes al 3%, essendo Regione virtuosa, essendo stata riconosciuta dalla Commissione europea terza sul FESR e prima sul FSE. Quindi abbiamo già destinato 17 milioni di euro all'housing sociale e l'intero piano di rimodulazione del FESR abbisogna: della proposta della Giunta nella sua globalità, dell'approvazione dell'Unione europea e di un passaggio qui in Aula perché il Consiglio regionale dovrà ratificarlo. Non è così automatico come lei ha voluto farci pensare.
Aggiungo anche che Civitanova Marche non prende, come ha detto lei, un sacco di soldi perché per poter avere il credito di imposta bisogna avere un sacco di utili e non è detto che quello … Ricordo a quest'Aula e a me per primo che la materia fiscale non è in capo alla Regione Marche, non è in capo alla Regione, non è materia concorrente, è materia esclusiva dello Stato e noi non abbiamo possibilità di poter incidere su questi meccanismi, tant'è che la Zes per il credito di imposta non è sul portale Zes, ma è sul portale dell'ufficio delle entrate e noi ci guardiamo bene da dare indicazioni da questo punto perché non è nostra materia.
Il 27 ottobre 2025 sono entrato nella stanza da Assessore, il 18 novembre ho scritto al Governo chiedendo formalmente la rivisitazione della Carta degli aiuti. Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione mi ha risposto. Fate accesso agli atti, leggetevi cosa mi ha scritto. E quanto mi ha risposto è quello che ho già detto prima nel mio precedente intervento, non è una risposta politica, è una risposta che si basa sui regolamenti europei. La Carta degli aiuti può essere modificata solo se c'è una concessione straordinaria ed esclusiva per Marche e Umbria da parte della Commissione europea e la Vicecommissaria Ribera è quella incaricata, non è il Commissario europeo per la politica regionale, ma è …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Noi ovviamente voteremo a favore, visto che l'abbiamo presentata e faccio presente che alcune delle cose che ha detto l'Assessore Bugaro, cioè che lui ha interloquito con il Governo, è quello che chiediamo con la mozione. Siamo contenti che ci dica che sta interloquendo, però bisogna chiarirsi, che la revisione eccezionale, diciamo, della Carta degli aiuti, che in realtà è un atto di carattere nazionale, che la Commissione europea deve validare, possa essere fatto su concessione della Commissione europea, questo è evidente, ma il problema è che alla Ribera o a chiunque sia il commissario delegato e alla Commissione europea qualcuno gliela deve chiedere. Se non la si chiede …

(interventi fuori microfono)

Valeria MANCINELLI. Avete scritto al Governo, il Ministro ha risposto.

PRESIDENTE Chiedo ancora una volta e ve lo chiedo per cortesia, sappiamo tutti il Regolamento, sappiamo come funziona, vi chiedo cortesemente di intervenire uno alla volta. Grazie.
Prego, Consigliera Mancinelli.

Valeria MANCINELLI. Io sto alla risposta dell'Assessore, che ci ha detto che ha scritto al Ministro, quindi al Governo italiano, e che il Ministro ha risposto che dipende da una decisione della Commissione europea. Benissimo, il Governo italiano chieda alla Commissione europea questa possibilità, primo. Secondo, proprio perché il procedimento di modifica della Carta degli aiuti è complesso, sicuramente lo è, e i tempi non saranno rapidissimi, nel frattempo cosa si fa? E’ un tema che secondo noi è essenziale e rispetto a questo, anche nell'ultimo intervento, l'Assessore Bugaro ci ha detto che non c'è nient'altro da fare.
Sull'utilizzo dei fondi europei ci torneremo ovviamente, al di là della rimodulazione che evidentemente era possibile, l'ha appena detto, è stata fatta come proposta per 60 milioni di euro, uno degli assi su cui era possibile rimodulare era quello dei settori produttivi, appunto, esattamente quello che stiamo dicendo, ma anche a programmazione esistente, dunque, anche rispetto alle ipotesi di intervento già contenute nella programmazione esistente, tutto quello che non si è ancora tradotto in bandi pubblicati e conclusi, cioè con aggiudicazioni ad imprese o a soggetti diversi, può essere riorientato su progetti specifici a sostegno di settori produttivi, filiere e pezzi di territorio che non possono fruire del credito di imposta.
Su Civitanova Marche, nessuno dice che le si danno un sacco di soldi, si dice semplicemente che in una realtà come quella, che è tutto meno che depressa, con un prodotto interno lordo del Comune o con un tasso di disoccupazione diverso da quello di Senigallia, piuttosto che di Ancona o di Fano - non ce l'ho neanch'io con Civitanova Marche, tutt'altro - opera il credito di imposta e a Senigallia, Fano o Ancona no.
Nel frattempo, mentre si lavora per la modifica della Carta degli aiuti, si può anche intervenire in quei territori, in quelle filiere ed in quei distretti produttivi che non possono usufruire del credito di imposta, questo riteniamo sia un tema ancora attuale e le risposte date, e cioè che possono fruire dei bandi già emanati perché non avranno la concorrenza, diciamo così, delle imprese a cui è stato concesso con la Zes il credito di imposta … Certo, può essere uno degli elementi che attenua un po' il problema, ma sicuramente non lo affronta in maniera decisiva, mentre secondo noi ci sono possibilità e risorse, non per i 700 milioni di euro, questo lo spiegheremo in altra sede, ma ci sono ancora risorse e strumenti possibili che volendo la Giunta regionale e la maggioranza regionale potrebbero utilizzare. Abbiamo però preso atto che, qui si dice, prima del 2028-2032 non si muoverà niente. Questo riferiremo alle nostre imprese, non alle piccole cooperative, della provincia di Ancona e della provincia di Pesaro, in particolar modo del pesarese, che fino al 2028-2032 devono mettersi il cuore in pace perché non vedranno niente di concreto, al di là della semplificazione amministrativa, che se rientrano nelle filiere …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ovviamente mi riallaccio alla Consigliera Mancinelli, fa benissimo a dire alla provincia di Ancona, alle imprese delle province di Ancona e Pesaro che non si può modificare da Carta degli aiuti, ma non per colpa delle Marche, ma dite che quando eravate al Governo per loro non c'è stato 1 euro, non c'era nessuna misura compensativa sugli investimenti che avevano fatto. Dite pure che, se vi ricordate, dal 2015 al 2020 eravamo il fanalino di coda sulle politiche europee a livello nazionale perché non riuscivate a spendere tutti i fondi del FSE e del FESR, mentre ora ne abbiamo investiti moltissimi. Quindi ci troviamo in una situazione tale … Anche qui voglio fare chiarezza con il Partito Democratico che è riuscito a dire che i fondi FSE si possono dare a compensazione del credito di imposta. È un errore clamoroso perché i fondi FSE vengono dati, e la Consigliera Mancinelli lo sa benissimo, per le assunzioni. Tra l'altro permettetemi anche dire che questa amministrazione regionale senza la Zes ha investito moltissimo per dare l'opportunità a chi ha un dipendente con contratto a tempo determinato di trasformarlo a tempo indeterminato, incentivi per chi vuole assumere del personale anche a tempo determinato ed altri, questo grazie al Presidente Acquaroli e alle politiche di questa maggioranza.
Permettetemi anche di dire che nessuno di noi è contrario alla modifica della Carta degli aiuti, ma dobbiamo raccontare la verità, ricordiamocelo tutti, e mi riferisco ai vari comici che in campagna elettorale abbiamo avuto, ai tanti sketch che abbiamo visti sui giornali, su Facebook, su Instagram e sui vari social.
Permettetemi di dire che su questa mozione noi voteremo contro, ma non perché siamo contrari alla Zes, noi siamo i fautori della Zes, siamo coloro che hanno portato la Zes nelle Marche ed ovviamente se la Commissione europea decidesse che tutte le Regioni in transizione, ad esempio, possono essere equiparate alle Regioni del sud ed avere il credito di imposta per tutto il territorio, noi saremmo contentissimi.
Tra l'altro, permettetemi anche di dire, vi do un'opportunità politica da utilizzare, che voi avete un europarlamentare bravissimo, che dice che vi telecomanda da Bruxelles, lo stesso europarlamentare che viene qui ogni tanto a fare le conferenze stampa insieme a voi, quello stesso europarlamentare che in campagna elettorale, lo sapevamo tutti, diceva che non avrebbe perso, che sarebbe andato a fare il Presidente di Regione quando tutti sapevamo che non avrebbe mai rinunciato al posto all'Europarlamento, anche perché voi sapete bene il perché. E’ più duro fare opposizione qui o starsene a Bruxelles? Vi posso dire che l'europarlamentare ha l'opportunità di fare l'ultimo sketch per le Marche, ma non comico. stavolta si può, diciamo, rimettere in sesto per dare un supporto ai marchigiani, andando realmente a parlare con la Commissaria Ribera, che è quello delegato per quanto riguarda questo tema, credo anche del vostro stesso partito. So che per voi la fiera istituzionale non esiste, vediamo che litigate per i congressi, per le primarie, non vi mettete d'accordo tra di voi, figuriamoci se riuscite ad avere un accordo con il Partito socialista europeo, però, visto che l’europarlamentare dice che conta molto, può parlare tranquillamente con la Commissaria Ribera e chiedere di togliere il vincolo per le Regioni in transizione per quanto riguarda il credito di imposta e non darlo solo alla metà degli abitanti di ogni regione, in modo che tutte le Marche, tutti i Comuni delle Marche possano avere anche la terza misura, il credito d’imposta.
Su questo vi ringrazio, voi siete sempre bravi a fare gli insegnanti quando siete all'opposizione, ma quando siete al Governo vi dimostrate pessimi alunni, tra l'altro vi siete anche dimostrati pessimi oppositori ed i cittadini marchigiani non vi hanno premiato a governare questa Regione, magari avevano paura che le Marche potessero fare un gemellaggio con la Palestina o che tutti i marchigiani dovessero mangiare il pane antifascista, lì c'era un po' di comicità politica.
Permettetemi anche di dire che su queste mozioni noi siamo contrari, anche perché ancora una volta siete arrivati secondi dopo la Giunta Acquaroli. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento alla mozione n. 7 a firma dei Consiglieri Vitri, Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Vitri.

Micaela VITRI. Grazie, Presidente. È un emendamento che ho presentato solo per una questione stilistica, diciamo, nella doverosa presentazione dell'atto. Sono due parole che sono state trascritte in prima persona, invece le ho messe in modo impersonale, semplicemente per evitare che potesse essere un atto soggettivo. Una questione stilistica, tutto qua, vi invito a votarlo. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento alla mozione n. 7. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 7. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 19. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Su delega della capogruppo, intervengo, oltre che per annunciare il voto favorevole, per ricordare all’Assessore Bugaro che è giustificato, voglio dirlo, che il gruppo PD e l'opposizione tutta si sono ben ricordati la scorsa legislatura della vicenda Zes e vorrei che andassero a verbale - solo per il tempo che non mi consente di andare oltre – gli atti che abbiamo presentato: interrogazione n. 487 dell’1 giugno 2022, interrogazione n. 492 del 9 giugno 2022, interrogazione n. 753 del 24 marzo 2023, interrogazione n. 886 del 20 luglio 2023, interrogazione n. 926 del 14 settembre 2023, mozione n. 401 del 19 settembre 2023 sulla Zes unica, interrogazione n. 1222 del 13 giugno 2024, interrogazione 1284 dell’11 settembre 2024, mozione n. 493 del 10 ottobre 2024, mozione n. 524 del 21 novembre 2024, mozione n. 529 del 16 dicembre 2024, interrogazione n. 426 del 16 gennaio 2025, interrogazione n. 1543 del 16 aprile 2025. Sono agli atti, di tutto il gruppo PD, alcuni anche del gruppo Movimento 5 Stelle. Questi atti, tra l'altro, hanno prodotto l'approvazione all’unanimità di due risoluzioni, una del 13 aprile 2021 nella seduta n. 21, in cui si impegnava la giunta ad intraprendere ogni iniziativa utile per l'attivazione di un tavolo di natura tecnico-politica, che non hanno mai fatto, tra l'altro, finalizzato all'istituzione della zona economica speciale, all'interno del tavolo rientravano le zonizzazioni. All'unanimità, votata dal gruppo PD, su iniziativa del Gruppo PD, primo firmatario in questo caso il Consigliere XY, poi il Consigliere Marinelli e le Consigliere del Movimento 5 Stelle. Inoltre, ha prodotto la risoluzione approvata all'unanimità nella seduta n. 7 del 9 dicembre 2020, con la quale si impegnava la Giunta ad intervenire presso il Governo, il Parlamento affinché nella prossima legge finanziaria venissero estesi i benefici della zona decontributiva, eccetera, eccetera e la Zes. Questi sono gli atti, non sono le chiacchiere, documentalmente provati,
Vedete, ad esempio, qui c'è un punto, le nostre mozioni vanno nella direzione di dare una mano. Noi riteniamo che sia un fatto che la Zes sia venuta e l'abbia fatta il Governo Meloni, ci mancherebbe, chi lo disconosce? Diciamo semplicemente che deve essere fatta un po' meglio, tutto qui, perché non produca danni ad alcuni territori, però voi non avete, a differenza della scorsa legislatura, in cui pure c'erano i Consiglieri Marinelli, Putzu, Marcozzi, lo stesso Presidente che si sono adoperati per questa votazione unanime …, oggi si poteva fare la stessa cosa.
Da ultimo voglio dire al Consigliere Barbieri, non so se sia stato il mio video a provocare il ripensamento della Presidente del Consiglio Meloni, sicuramente non l’ha visto, ci mancherebbe, però qualcuno probabilmente glielo ha detto perché è un fatto che soltanto il sottoscritto evidenziò per primo la mancanza di copertura finanziaria, perché questo è lo schema del disegno di legge uscito dal sito del Consiglio dei Ministri la sera del giorno in cui sono venuti qua e c’è scritto che “dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Dopo quel sollevamento generale, compreso quello del candidato a governatore, il disegno di legge presentato al Senato conteneva la copertura finanziaria con 80 milioni di euro aggiuntivi, altrimenti sarebbe stato ad invarianza finanziaria. Questo Consigliere Canafoglia non è cabaret, cabaret è quello che fa lei e le riesce anche abbastanza bene. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Per concludere la serie di queste due mozioni. Ovviamente concordo con il Consigliere Cesetti, ha fatto benissimo a citare tutte le interrogazioni e le mozioni dell'opposizione, ma io ho fatto l'operazione inversa, sono andato a vedere, sperando di trovare qualcosa, tutti gli atti che avete fatto dal 2018, quando siamo entrati in transizione fino al 2020, quando governavate le Marche. Pensavo a qualche articolo di giornale, qualcosa, non sono riuscito a trovare nulla, ho cercato anche su chi l'ha visto, cercando magari l’ex Presidente …, posso parlare?

(interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Per favore. Prego, Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Qui funziona che noi non possiamo interromperli, ma loro ci possono insultare.

PRESIDENTE. Nessuno può interrompere e nessuno può insultare, tanto meno insultare, quindi richiamo di nuovo a questo.
Prego, Consigliere Putzu.

Andrea PUTZU. Non so se l’ex Presidente era su chi l'ha visto, perché di questo tema il Partito Democratico quando governava le Marche non ne ha mai parlato.
Tra l'altro sono contento delle aree di crisi industriale, tutti noi siamo favorevoli e contenti e visto che il Consigliere Cesetti ne è stato fautore può spiegare alla Consigliera Mancinelli, che Civitanova Marche …, è vero, è una città fiorente, ovviamente perché governa il centro-destra. Lo sappiamo benissimo.
Sappiamo bene, mi dispiace dirlo, dopo aver lasciato Ancona alla candidatura di XY, ovviamente ha visto il risultato perché i cittadini non erano contentissimi della gestione precedente, quindi ha vinto il centro-destra e lì dovremmo dare delle risposte per le mancanze precedenti.
Mi permetto anche di dire alla Consigliera Mancinelli, immagino che sia molto impegnata nel collegio di Ancona, non lo può sapere, che a Civitanova Marche ci sono delle aziende ed alcune di queste sono all'interno dell'area di crisi industriale che il Consigliere Cesetti ha voluto. Quindi, c'è il credito di imposta perché quelle aree di crisi industriali, proprio perché erano aree di crisi, meritavano una risposta.
Il Consigliere Cesetti può spiegare alla Consigliera Mancinelli, in modo da coordinarvi almeno su questo perché vedo che il Partito Democratico ultimamente è un po' scoordinato dappertutto. Forse siete uniti per liberarvi della gestione regionale, però spero nella vostra capacità politica nel farla rimanere per supportarci anche nelle elezioni comunali che avremo in tutti i Comuni nel 2026, poi magari potete liberarvene.
Su questo tema chiedo ancora una volta serietà perché è vero che non siamo a Zelig, che non facciamo cabaret, ma è altrettanto vero che quando si fa politica ci vuole serietà.
Soprattutto capisco che il ruolo dell'opposizione è quello di proporre, però su questo tema non possiamo votare a favore perché, l’ho già spiegato, ancora una volta siete arrivati secondi. Siamo noi e voi, se ci fosse qualcun altro arrivereste terzi.
Chiedo a voi, invece di fare demagogia politica, invece di andare a raccontare frottole ai marchigiani, di iniziare a collaborare, ve lo ripeto, lo potete fare adesso con l'europarlamentare che può tranquillamente chiamare il Presidente Acquaroli e mettersi a disposizione. Non so se l'onnipotente eurodeputato ama chiedere collaborazione agli altri, però quando si è sconfitti bisogna chiedere una collaborazione istituzionale. Tra l'altro ricordo che è stato talmente bravo che lo stesso Consigliere Mangialardi 5 anni fa ha fatto meglio di lui, dati alla mano, senza avere il Movimento 5 Stelle, senza avere più liste che l’appoggiassero, addirittura vi siete uniti a tutti solo per vincere contro il Presidente Acquaroli, poi siete tornati in frantumi ed ho visto quello che sta succedendo non solo nel PD, ma anche nella vostra coalizione. Su questo non voglio darvi lezioni perché non sono mai stato un professore, sono sempre stato un alunno umile, che ha cercato di studiare quanto poteva, però di certo posso dirvi di stare più attenti perché poi i marchigiani ancora una volta non crederanno alle vostre frottole, ma andranno in giro ad ascoltare le nostre promesse, che soprattutto cerchiamo di realizzare.
Ricordatevi bene che il 4 agosto, quando venne la Presidente Meloni, voi da una parte rosicavate, come si dice a Roma, perché non eravate mai riusciti a portare nelle Marche ciò che il Governo Meloni e la filiera istituzionale hanno portato. Abbiate almeno la compiacenza di collaborare, non ricriticare tanto che a voi stessi …

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, l’Assessore Bugaro.

Giacomo BUGARO. Grazie, Presidente. Per concludere alcune considerazioni, alcune precisazioni. La prima, Consigliere Cesetti, io mi riferivo alla Carta degli aiuti, non a tutto il materiale, che, ringrazio, lei ha elencato, semplicemente a quella. Le voglio anche dire, prima l’ho dimenticato, che i 9 Comuni li abbiamo incontrati ed abbiamo spiegato loro perché, purtroppo, sono rimasti, come un’enclave nel fermano. esclusi dai benefici della 107.3. Ciò è dovuto al combinato disposto di tre parametri che dà quel risultato oggettivo, cioè area di crisi, cratere, tasso di disoccupazione. Purtroppo è un algoritmo che dà quel risultato.
Voglio anche chiarire, chiedo scusa se non l'ho fatto, che faremo di tutto per cercare da una parte di modificare prima della sua naturale scadenza la Carta degli aiuti, dall'altra trovare misure compensative, ma non è la Giunta regionale che dispone di un fondo cassa sic et simpliciter da poter utilizzare dalla mattina alla sera, ha bisogno di tempi anche perché l'ultima parte dell'utilizzo dei fondi FESR ha necessità di avere un’autorizzazione in quanto deve rispondere ai cinque parametri, che prima ho detto, della Comunità europea e poi passare in quest'Aula per la ratifica finale. Quindi non è così automatico, non è tambureggiante lo spostamento di risorse.
Certo che noi abbiamo a cuore, io sono anche anconetano, di poter dare risposte concrete al resto della platea di imprenditori, che chiedono la possibilità di avere accesso ai benefici della 107.3.c.
Vi voglio dire anche una cosa, nelle mie ben 25 deleghe in questi due mesi abbiamo già attivato il tavolo con i sindacati, che si è svolto ieri, il tavolo dell'industria, il tavolo delle attività produttive, il tavolo del credito, il tavolo della cooperazione, mi pare che qualcuno abbia detto che manca una strategia, ma non è vero.
Una delle ragioni per cui la Giunta Acquaroli è stata premiata nelle scorse elezioni è perché ha condiviso con tutti gli attori del territorio, con tutti i corpi intermedi del territorio, i passaggi degli ultimi 5 anni che sono stati drammatici. Voglio ricordare il Covid, le guerre, l'impennata dell'inflazione, il costo dell'energia, tutti i temi … Consigliera Vitri, prima mi sono dimenticato, rispetto alla prima mozione, dei costi dell’energia, noi non possiamo farci nulla perché è una competenza nazionale. Ogni tanto mi viene in mente qualcosa, ma oggi le materie sono tante.
Noi non abbiamo lesinato nulla e vi invito per una seria analisi politica, ne parlavamo prima con i colleghi Consiglieri, a rileggervi quello che XY ha scritto all'indomani delle elezioni. Lì sta il cuore della strategia di questa Giunta, che lui ha ben colto, fare della condivisione con i corpi intermedi, con i portatori di interessi diffusi, la cifra del suo governare le Marche. È lì che noi andiamo a formare parte importante del consenso perché parte dal dialogo con i territori, la costruzione, non dico solo delle Marche di domani, che è una grande aspirazione, anche il contenimento di una crisi generale, che non è una crisi nazionale marchigiana, è una crisi dell'occidente, investito ripetutamente e ciclicamente da vicende che ci passano sopra, che condizionano necessariamente anche i dati della nostra economia. Vi invito quando leggete i dati della crescita - 0,5, 0,6, 0,7 – a contestualizzare il momento storico che stiamo vivendo. Noi che siamo una piccola comunità di circa 1,5 milioni di abitanti, quali strumenti abbiamo oltre a quelli che ci sono dati dai fondi europei, dal bilancio ordinario dello Stato, per arginare … Come dicevano Mogol e Battisti, come può uno scoglio arginare il mare? Colleghi, su questo vi invito a riflettere.
Queste mozioni vanno bocciate perché, seppure colgo lo spirito positivo con le quali sono state redatte, sono troppo dense di imprecisioni, di errori, di errori di interpretazione, quindi, pur essendo positivo lo spirito non possono …

PRESIDENTE. Mozione n. 19. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

PRESIDENTE. Mi è giunta notizia che si sta cercando di fare una risoluzione sulle mozioni nn. 8, 11 e 16 sulla violenza di genere, magari le rinviamo, sono le 15:30 e la discussione che dovremmo affrontare è di estrema importanza. Se siete d'accordo, questa è la proposta che faccio, può andare?

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 15:30