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Resoconto della seduta n.9 del 29/06/2010

SEDUTA N. 9 DEL 29 GIUGNO 2010



La seduta inizia alle ore 10,10


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 8 del 22 giugno 2010, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
- n. 7/2010, in data 15 giugno 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Bugaro, Foschi, Romagnoli, Acquaroli, Zinni, D'Anna, Natali, Massi, Ciriaci, Carloni, Marinelli, concernente: "Iniziative volte a tutelare la vita umana nascente e a sostenere economicamente nella scelta di maternità quelle donne che sarebbero indotte ad interrompere la gravidanza esclusivamente per motivi economici", assegnata alla V Commissione in sede referente ed alla II Commissione per il parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento Interno;
- n. 8/2010, in data 15 giugno 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Bugaro, Foschi, Romagnoli, Acquaroli, Zinni, D'Anna, Natali, Massi, Ciriaci, Carloni, Marinelli, concernente: "Istituzione della "Giornata del ricordo dei caduti militari e civili impegnati nelle missioni internazionali", assegnata alla I Commissione in sede referente e alla II Commissione per il parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento interno;
 n. 9/2010, in data 15 giugno 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Bugaro, Foschi, Romagnoli, Acquaroli, Zinni, Natali, D'Anna, Massi, Ciriaci, Carloni, Marinelli, concernente: "Interventi per la promozione e la valorizzazione delle famiglie marchigiane", assegnata alla V Commissione in sede referente e alla II Commissione per il parere ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento interno;
 n. 10/2010, in data 8, giugno 2010, ad iniziativa dei Consiglieri Bugaro, Marinelli, Foschi, Acquaroli, Zinni, Natali, Massi, Ciriaci, Silvetti, concernente: "Modifica e integrazione alla legge regionale n. 35 del 16 settembre 2001 finalizzata all'applicazione di un'aliquota IRPEF agevolata a favore delle famiglie numerose", assegnata alla II Commissione in sede referente e trasmessa alla V Commissione ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento interno.
E' stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
 n. 10/2010, in data, 21 giugno 2010, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente "Decreto legislativo n. 152/06, legge regionale n. 24/2009 - Approvazione del piano regionale per la bonifica delle aree inquinate, corredato del relativo rapporto ambientale, e conseguente aggiornamento del piano regionale per la gestione dei rifiuti approvato con DACR n. 284/99", assegnata alla IV Commissione in sede referente, al Consiglio delle autonomie locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 11, comma 2, lett. c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'economia e del lavoro per il,parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) n. 2 della legge regionale n. 15/2008.
E' stato presentato il seguente rapporto:
- n. 1/2010, in data 21 giugno 2010, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Legge regionale n. 14/06, art. 8 - Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie per la Sessione comunitaria del Consiglio", assegnata alla VI Commissione in sede referente, alle Commissioni I, II, III, IV, V per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento interno e al Consiglio delle autonomie locali per il parere di cui all'articolo 11, comma 4, legge regionale n. 4/2007.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 37/2010 del Consigliere Carloni: "Procedure di controllo autorizzazione diffusione KDrink realizzata con estratti foglie di coca";
- n. 38/2010 dei Consiglieri Acquaroli, Marinelli: "Mareggiata del 21 giugno 2010";
- n. 39/2010 dei Consiglieri Bucciarelli, Binci "Situazione Fincantieri".
Hanno chiesto congedo l'Assessore Marcolini ed i Consiglieri Latini e Pieroni.


Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Come noto, Presidente, abbiamo chiesto, come Capigruppo di opposizione, di poter avere oggi in Aula, se possibile, una relazione dell'Assessore o del Presidente della Giunta a chiarimento di quello che sta avvenendo in merito alla vicenda dell'inchiesta della Guardia di Finanza sul prezzo dei farmaci sborsato dalla Regione.

PRESIDENTE. Consigliere Massi, io ho già fatto presente questa richiesta all'Assessore, che sta arrivando, il quale mi ha detto che non ha difficoltà a relazionare, seppure, ha aggiunto, le informazioni di cui al momento dispone sono quelle già note in quanto oggetto anche di notizie di stampa. Però, ripeto, non ha nessun problema a relazionare sulle cose di cui allo stato attuale dei fatti è a conoscenza.
L'Assessore tarderà ancora qualche minuto, per cui ora, se siete d'accordo, proporrei una modifica all'ordine del giorno, ossia passerei subito alla trattazione del primo punto di cui alla proposta di atto amministrativo n. 6 e a seguire quanto appunto richiesto dal Consigliere Massi.
Se non ci sono valutazioni contrarie darei per approvato il procedere in questo modo. Bene.


Proposta di atto amministrativo n. 6
della Giunta regionale
“Modifica dei termini di realizzazione degli interventi e del pagamento degli aiuti previsti dalla deliberazione 29 luglio 2008, n. 101 concernente: Programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo – saccarifero. Piano d'azione regionale. Regolamento CE 320/2006”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 6 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Badiali.

Fabio BADIALI. Questo è un atto molto semplice che riguarda il piano bieticolo nazionale, nel quale era stata indicata la scadenza del 30 settembre 2010 per accedere ai finanziamenti e per portare a termine tutti i provvedimenti legati, appunto, a questi finanziamenti di riconversione e di ristrutturazione. Ora, visto che non è stato possibile rimanere nel termine stabilito, a livello nazionale è stata fatta una proroga, quindi di conseguenza la Regione Marche recepisce tale proroga stabilendo la data del 30 settembre 2011.
Tutto resta invariato, c'è soltanto lo spostamento di un anno per quanto riguarda, ripeto, l'ultimazione delle riconversioni e ristrutturazioni per poter accedere ai finanziamenti.

PRESIDENTE. Non essendo in questo momento in Aula la Consigliera di minoranza Ciriaci direi intanto di aprire la discussione. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Presidente, soltanto per chiedere all'Assessore Petrini notizie in merito ai progetti di ristrutturazione relativi agli impianti ex Sadam. Questo perchè sono entrambi in stand-by sia per i progetti sia per l'accettazione dei progetti stessi da parte per lo meno dei territori.
Chiedo inoltre, visto che c'è ancora un anno di tempo, se c'è la possibilità di andare ad un aggiustamento della progettazione riguardo agli interventi e ai finanziamenti per le imprese che hanno gestito gli zuccherifici.
Ovvero, se questo periodo di un anno può essere utilizzato per trovare delle alternative a quella parte di programmazione che ha creato interrogativi sui territori. Quindi sapere se anche l'Assessorato è in fase di contrattazione con l'impresa per mettere in campo progetti alternativi, almeno in parte, alle soluzioni che sono solo in campo energetico. Cioè se in questo anno di tempo non sia possibile trovare per i due ex zuccherifici anche delle soluzioni di tipo industriale relative magari a nuove tecnologie o a nuovi prodotti nel settore degli eco-materiali, come avviene per esempio in Umbria dove si realizza, in sostituzione della plastica, materiale derivante da produzioni agricole.
Si vuole cioè sapere a che punto è la fase di contrattazione con le imprese riguardo ai progetti industriali e se c'è la possibilità di andare a richiedere progetti alternativi rispetto a quelli che, in parte, sono anche contestati dai territori.

PRESIDENTE. Essendo ora in Aula la relatrice di minoranza, Consigliera Ciriaci, le do la parola.

Graziella CIRIACI. Scusate per il ritardo, ma stavo proprio presso l'ufficio che segue il tema dell'energia alternativa proprio per capire quale potrebbe essere l'eventuale alternativa alla soluzione presa per lo zuccherificio della zona del fermano.
Invece per quanto riguarda questo atto come minoranza non abbiamo osservazioni particolari da fare – così come avvenuto anche in Commissione – in quanto è un atto che noi stessi avevamo sollecitato. Inoltre va anche in sintonia con quanto volevano i produttori, i cui tempi a loro disposizione per la riconversione, infatti, non erano sufficienti. Ciò anche in considerazione delle colture alternative messe in atto e non remunerate dal punto di vista economico. Con una conseguente eccessiva difficoltà economica di tutto il settore.
Abbiamo votato a favore in Commissione quindi voteremo a favore anche in questo consesso, proprio perché, appunto, è soltanto un allargamento dei termini.
Ricollegandomi ora anche a ciò che ha detto nel suo intervento il Consigliere Binci, vorrei sottolineare che anche noi come minoranza vorremmo conoscere, così come lo sa la Giunta, quale sia il progetto di vera riconversione. Che oltre ad essere un'alternativa è anche un modo per ricreare economia su un qualcosa che comunque abbiamo dismesso.
Occorre togliere il dubbio a chi è del settore, inoltre sapere se tutto l'intervento è stato fatto solo attraverso un progetto campato in aria. Serve sapere tutto questo soprattutto perchè siamo in un momento di difficoltà economica che dunque impone assoluta attenzione a tutto ciò che riguarda il mondo produttivo.
Il nostro voto su questo atto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. Il piano di azione bieticolo-saccarifero è uno strumento previsto dall'OCM, che poi ha riformato tutto il mercato dello zucchero portando quindi alla chiusura della maggior parte degli stabilimenti presenti in Italia.
Però è uno strumento che riguarda solo gli ex bieticoltori ed è finalizzato alla riconversione della loro attività. Riconversione che per quel che riguarda quei terreni e quelle attività imprenditoriali abbraccia una notevole messe di possibilità.
E' uno strumento che non ha nulla a che fare con la riconversione dei siti produttivi, cioè degli ex zuccherifici. Tra l'altro non esistono fondi finalizzati alla riconversione, questo perché gli ex zuccherifici sono stati incentivati alla chiusura con delle risorse economiche che di fatto li ristoravano per quello che era il loro lucro cessante. E avranno queste risorse completamente nel momento in cui dimostreranno di aver bonificato i propri siti.
Nella regione Marche, come tutti sapete, ce n'erano due, Fermo e Jesi, le cui vicende sono da tutti conosciute molto bene.
Per quanto riguarda Fermo la società ha presentato una nuova proposta che di fatto ricalca quella precedente, seppure abbia cambiato alcuni parametri. Parametri riguardanti l'approvvigionamento della materia prima e che è tutto relativo alla filiera locale. Filiera locale per la quale oggi c'è un accordo nazionale con tutte le associazioni, in particolare la Coldiretti. Anzi, nell'ultimo accordo nazionale anche le associazioni ambientaliste vi hanno aderito. Ricordo, per chi non lo sapesse, che due settimane fa si è svolta una manifestazione a Venezia dove è stato consolidato questo accordo.
Quindi per Fermo, dicevo, ci si è attestati su una diversa dimensione e su una diversa provenienza delle materie prime.
Per quel che riguarda Jesi il progetto è rimasto tale, si è in attesa degli ulteriori step previsti dall'accordo già firmato dal Sindaco, ossia la firma della convenzione, oltre che la presentazione definitiva dei progetti di riconversione per affrontare le procedure autorizzative.
La Giunta regionale non ha pregiudizi su tali interventi di riconversione, tant'è che oggi le parti in campo hanno tutte raggiunto un sostanziale accordo, eccetto la questione legata all'accordo con gli enti locali della provincia di Fermo e del Comune di Fermo.
Per quanto riguarda altre soluzioni siamo impegnati a risolvere la questione, dopodiché le soluzioni in campo le valuteremo di volta in volta. Ma certo non possiamo chiedere a questo gruppo industriale di fare qualsiasi cosa, ogni gruppo ha una determinata tipologia industriale, una determinata caratteristica che certamente può permettere di fare alcune cose e non altre.
L'impegno della Giunta è seguire, come ha fatto fino ad oggi, tutto questo processo, in maniera tale che si chiuda per il meglio. In principal modo che si chiuda al meglio per i tanti occupati che rischiano di rimanere a casa.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 6. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)


PRESIDENTE. Saluto ora, a nome dell'intera Assemblea legislativa regionale, i dipendenti della Fincantieri qui intervenuti... (applausi dall’area riservata al pubblico)... a seguito della grave crisi. Dichiaro la vicinanza di questa Assemblea regionale ai vostri problemi, per cui adesso troveremo il modo, insieme all'Assessore competente, di realizzare un incontro con una vostra delegazione, ma contemporaneamente vi devo chiedere, siccome siamo in fase di lavori assembleari, il rispetto dell'Assemblea...(contestazioni dall’area riservata al pubblico)...Per favore! Ripeto, do il benvenuto ai dipendenti della Fincantieri ed esprimo a nome dell'Assemblea la vicinanza rispetto al vostro problema, quindi ci incontreremo insieme agli Assessori, però... (continuano le contestazioni)...però se questo è il modo ritengo che l'incontro potrebbe anche non essere produttivo! (continuano le contestazioni)
Il Consigliere Bucciarelli ha chiesto di intervenire.

Raffaele BUCCIARELLI. Presidente, vorrei proporre... (continuano le contestazioni)...Scusate un attimo! Dicevo, propongo la sospensione della seduta e una riunione con i Presidenti dei Gruppi assembleari e una delegazione della RSU della Fincantieri. (applausi dall’area riservata al pubblico).

PRESIDENTE. E' esattamente l'obiettivo che si voleva raggiungere, quello cioè di incontrare i rappresentanti della Fincantieri con una delegazione composta da rappresentanti dell'Assemblea legislativa, della Giunta e dai Presidenti dei Gruppi assembleari. Io pensavo di andare avanti con i lavori dell'Aula mentre questo avveniva, ma se siete d'accordo possiamo anche sospendere.
Quindi se non ci sono pareri contrari sospendiamo i lavori fin quando la delegazione non ha finito l'incontro. Bene. La seduta assembleare è sospesa.


La seduta è sospesa alle ore 10,35

La seduta riprende alle ore 11,45

PRESIDENTE. Colleghi Consiglieri, riprendiamo i lavori.
Informo che l'incontro con le rappresentanze dell'Assemblea legislativa, della Giunta e della Fincantieri si è concluso con l'impegno di convocare un'Assemblea legislativa regionale aperta per la data di martedì 13 luglio dalle ore 9,30 sino alle ore 11,00, a cui seguirà un'Assemblea ordinaria che vedrà al primo punto dell'ordine del giorno una mozione unitaria votata da tutta l'Assemblea legislativa.
Inoltre tutti i Presidenti dei Gruppi, su proposta anche del Presidente della Giunta regionale, hanno preso l'impegno di aprire una vertenza dal livello regionale al livello nazionale. Quindi sia il Presidente della Giunta regionale che i due Assessori competenti Luchetti e Giannini si sono assunti l'impegno di affrontare questo tema nella Conferenza nazionale dei Presidenti delle Regioni e nel tavolo nazionale, che fa riferimento alla Conferenza dei Presidenti, delle attività produttive e dei problemi del lavoro.
Ciò nell'intento dichiarato e condiviso da tutti, ossia che su un tema di così grande importanza e di così grande rilevanza per l'occupazione nella nostra regione la “battaglia” va fatta ai massimi livelli. Non ci si può accontentare di votare un documento sul quale, certo, siamo tutti d'accordo, va altresì intrapresa una strada di impegno forte per sollevare il tema nei tavoli importanti a livello nazionale.
Questo è quanto è stato concordato. Come si è concordato, ripeto, per una seduta assembleare aperta per il giorno martedì 13 luglio. Vorrei qui spiegare che seppure l'Assemblea legislativa ordinaria è convocata anche per martedì 6 luglio, la scelta è caduta sul martedì successivo in quanto alla seduta aperta ci si vorrebbe arrivare avendo a disposizione quelle ulteriori informazioni ed elementi che nel frattempo verranno reperiti dai tavoli nazionali, ossia nella Conferenza dei Presidenti delle Regioni e nei tavoli nazionali delle attività produttive e del lavoro.
Questa è una comunicazione che dovevo dare all'Assemblea. Detto questo, saluto nuovamente a nome di tutta l'Aula i rappresentanti della Fincantieri, ai quali riformuliamo la vicinanza non retorica e non formale bensì vera e sentita rispetto ad un problema così grave quale appunto quello del lavoro. (i rappresentanti della Fincantieri lasciano l’area riservata al pubblico)
Direi ora di proseguire, Consiglieri, con l'esame dei punti all'ordine del giorno, facendo però una modifica rispetto a quanto avevamo ipotizzato all'inizio di seduta. Ossia, anticiperei il punto 4) sulle nomine e poi darei la parola all'Assessore Mezzolani per le richieste comunicazioni. Ripeto, procederei, se siete d'accordo, con il punto 4). E siccome siete d'accordo procediamo con le nomine.


Nomina
Sostituzione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'Ente regionale per l'abitazione pubblica (ERAP) di Macerata (l.r. 16 dicembre 2005, n. 36 – articolo 24)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la sostituzione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (ERAP) di Macerata. Il voto è limitato a uno. Prego distribuire le schede.
(…) Consigliere, rimane quello che abbiamo detto prima, ma mentre in precedenza eravamo d'accordo nel dare la parola, rispetto alla richiesta formulata dal Consigliere Massi, all'Assessore Mezzolani, io ora ho proposto di andare avanti con le nomine e poi riprendere da quel punto. (...) Consigliere Binci, è quello che abbiamo stabilito. (…) Ho capito, ma bisogna chiedere la parola in tempo, ora siamo già in fase di votazione! Prima ho chiesto se eravate d'accordo su questa mia proposta...(...) Consigliere Binci, siamo in fase di voto! (…) Stiamo votando! Ripeto, avevo detto: “se non ci sono richieste particolari distribuiamo le schede”. Quindi ora prima finiamo la votazione dopodiché potrà chiedere la parola. Prego votiamo. (…) Consigliere Binci, per favore, per favore! Lei non può prendere la parola quando vuole, va bene! La deve smettere, è chiaro! La deve smettere! (…) Benissimo! (intanto proseguono le procedure di nomina). (…) Consigliere, io non è che non le voglio dare la parola, ma prima ho detto: “passiamo alla nomina riguardante la sostituzione..”, e ho letto il punto, poi ho proseguito dicendo: “Se non c'è nulla in contrario prego gli addetti di distribuire le schede”, dopodichè nessuno ha detto nulla - poi controlleremo anche la registrazione -. Ora è chiaro che quando si è in fase di votazione nessuno può più richiedere la parola, che sia maggioranza o minoranza, non mi interessa, il mio stile è sempre lo stesso, altrimenti non si governa, si fa confusione. A me dispiace, e non è che voglio dare torto al Consigliere Binci, lo farei anche per il Consigliere Eusebi o per il Consigliere D'Anna e via dicendo. Qui il tema è solo questo: se si è in votazione non si può prendere la parola, punto!
(…) Guardate, a questo punto per ottimizzare i tempi adotterò un sistema, quello di dire: “se su questa proposta non ci sono contrarietà la do per approvata”. Se però - parliamoci chiaramente! - secondo voi così non va bene, ogni singola questione, anche quelle scontate, la metterò ai voti, anche se perderemo più di tempo. Perché qui tutti a parole sono efficientisti, dopodiché, anche quando non è il caso, tutti diventano formalisti all'eccesso! (…) Non c'è nessun problema, voteremo ogni volta! (…) Allora lei non ascolta, scusi! Ho detto che di prassi, quando si dà per scontata una determinata decisione, si dirà: “se non c'è nessuno contrario la do per approvata”. Però, ripeto (…) Va bene, metteremo in votazione tutto, benissimo, viva il formalismo estremo!

(Segue votazione)

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione. Votanti n. 36, schede bianche n. 3, schede nulle n. 1, schede valide n. 32. Hanno ricevuto voti: Orazi Ulderico n. 17, Giampaoli Giordano n. 15.
Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della prima Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità dei candidati.
Proclamo quindi eletto quale componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (ERAP) di Macerata il signor Orazi Ulterico.

PRESIDENTE. Ha chiesto la parola il Consigliere Binci, ne ha facoltà.

Massimo BINCI. Presidente, chiedo il rinvio della prossima nomina che riguarda la sostituzione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'ERAP di Pesaro, in quanto la Giunta ha comunicato in più parti e più volte la volontà di accorpare gli ERAP. Quindi questa sostituzione la ritengo assolutamente non necessaria.
Chiedo dunque di mettere ai voti il rinvio di questa nomina.

PRESIDENTE. Guardi, Consigliere, a questo punto, formalismo per formalismo, le devo dire che siamo già nella trattazione del punto 4), quindi...

Massimo BINCI. Pero io chiedo, Presidente, il rinvio specificatamente di questa nomina, il cui procedere, secondo me, è ancora più grave.

PRESIDENTE. Le stavo dicendo che a questo punto non è possibile procedere al rinvio, perché siamo già all'interno del punto 4) dell'ordine del giorno che si articola in due votazioni. (…) Guardi, Consigliere Binci, lei non ha ragione, però se vogliamo comunque procedere alla votazione di questa richiesta di rinvio non c'è nessun problema.
Per cui ora, Consiglieri, c'è una proposta di rinvio da parte del Consigliere Binci che, ripeto, non ho nessun problema di porla in votazione, anche se va comunque detto che si tratta di una sostituzione per assicurare l'operatività ad un organismo che fin quando non viene... (…) Consigliere Binci, non mi interrompa!! Dicevo, che fin quando non viene modificato deve continuare ad operare, pertanto si tratta di fare una mera sostituzione di un componente.
Pongo in votazione la richiesta di rinvio del Consigliere Binci.

(L'Assemblea legislativa non approva)


Nomina
Sostituzione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'ente regionale per l'abitazione pubblica (ERAP) di Pesaro (l.r. 16 dicembre 2005, n. 36 – articolo 24)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la sostituzione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (ERAP) di Pesaro. Il voto è limitato a uno. Prego distribuire le schede.

(Segue votazione)

Presidenza della vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione. Votanti n. 37, schede bianche n. 19, schede nulle n. 1, schede valide n. 17. Hanno ricevuto voti: Martinotti Silvano n. 16, Rovinelli Federico n. 1.
Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della prima Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità dei candidati.
Proclamo quindi eletto quale componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica (ERAP) di Pesaro il signor Martinotti Silvano.


Comunicazioni sull'inchiesta della Guardia di Finanza sui farmaci inseriti nel prontuario farmaceutico
(Discussione)

PRESIDENTE. Seconda la programmazione decisa in apertura di seduta do ora la parola all'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Innanzitutto mi scuso con i Consiglieri perché le informazioni che possiamo dare sono poche. Peraltro è un'indagine che non riguarda solo le Marche, è partita in tutta Italia, e le stesse contestazioni sono state fatte anche alle altre Regioni; forse avrete visto la polemica fatta dal Presidente Formigoni in Lombardia, poi c’è in Veneto, in Friuli, ecc.
Naturalmente ci siamo messi a completa disposizione sia della Guardia di Finanzia che della Corte dei Conti per cercare di chiarire tutte le eventuali responsabilità che dovessero stare dietro a tale vicenda.
Vicenda sulla quale, però, chiedo il massimo della prudenza, perché al momento non ragioniamo su atti che conosciamo, ossia non è dato sapere quali siano gli atti contestati dalla Corte dei Conti sull'indagine della Guardia di Finanza, ma ragioniamo sulle dichiarazioni fatte alla stampa dal Generale D'Urso della Guardia di Finanza...

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Mi scusi, Assessore, le chiedo solo un minuto, perché c'è stato un disguido. In Aula in questo momento c’è la presenza di un notevole numero di Sindaci, di cui non ero stato informato. Intanto saluti tutti a nome dell'Assemblea legislativa regionale.
Informo che abbiamo predisposto una delegazione composta dal Presidente Spacca, dal sottoscritto e dall'Assessore competente per un incontro come richiesto dall'Uncem Marche e dai Sindaci del territorio. (…) Non ho nessun problema se vorranno partecipare anche i Capigruppo. (…) Però, scusatemi, siccome ora andrò ad incontrare una delegazione di questi Sindaci magari chiederò di precisare il tipo di incontro, ossia se deve essere solo con l'Esecutivo o anche con una rappresentanza dell'Assemblea, dopodichè vi informerò personalmente.
Mi scusi ancora, Assessore, prego, continui pure.

Almerino MEZZOLANI. Stavo dicendo che ci basiamo esclusivamente sulle dichiarazioni giornalistiche fornite dal Generale della Guardia di finanza, su comunicazioni Ansa, inoltre sulle indiscrezioni che, sempre sui giornali, ne sono conseguite.
La dichiarazione del Generale è che: “la normativa predisposta dalla Regione Marche è stata disattesa perché sono state prescritte altre tipologie di farmaci o farmaci con preziario diverso”, che poi non collima esattamente con la versione Ansa, dove si dice che sarebbero stati prescritti farmaci fuori dal prontuario, che sono cose leggermente differenti.
Questo è per dirvi della delicatezza che ha la questione, che ovviamente merita tutta la nostra attenzione, la nostra collaborazione e il nostro impegno a fare il massimo della chiarezza.
Perché dico che non possiamo fornirvi indicazioni diverse da quelle che vi sto dicendo? Perché anche noi stiamo attendendo l'evoluzione di questa vicenda. Ad esempio non ci è dato sapere il periodo di riferimento di questa eventuale disattesa del prontuario, né i criteri usati per fare la valutazione.
Non ci è dato sapere quali siano o a quali strutture appartengano i ventisei dirigenti del servizio sanitario. So che nell’interrogazione presentata si vuole conoscere chi è stato chiamato in causa e per quali ragioni. Ma finché non abbiamo gli atti, ammesso che la Corte dei Conti li trasmetta, è del tutto evidente che non possiamo fornirli proprio perché, appunto, non li conosciamo neppure noi.
Ad esempio il rimborso di quanto dovuto alle farmacie convenzionate avviene sul dichiarato ed è soggetto ad un controllo delle Zone territoriali. E' chiaro quindi che laddove nelle realtà periferiche emerga l'omesso controllo oppure si siano disattese per dolo o per negligenza o per errore le linee di indirizzo da noi indicate in questo progetto - che per gli obiettivi che persegue viene copiato in altre realtà del Paese -, perseguiremo senza reticenze chi si è reso responsabile.
E’ un progetto, peraltro, che per le regole che ci siamo dati, per la rigidità del controllo, ha reso possibile anche questa indagine. E naturalmente ha reso possibile anche la collaborazione, perché le informazioni e i dati che possediamo, in virtù appunto di tale progetto, oggi consentono controlli di questo genere sia da parte nostra che della Guardia di Finanza.
Perché dico che bisogna fare attenzione e quindi che prima bisogna conoscere bene gli atti? Perché il progetto Marche, che detta le linee guida e che è nato per il ridimensionamento e il controllo della spesa farmaceutica, è un progetto sperimentale e che via via è stato aggiornato sulla base delle nuove esigenze che venivano fuori dal nostro sistema sanitario. Annualmente è stato implementato attraverso gli accordi che abbiamo fatto con le farmacie.
Dico questo perché i farmaci presenti nel progetto Marche sono quelli che stanno dentro il piano ospedale-territorio, ma non tutti, ossia, alcune ditte farmaceutiche, non essendoci l'obbligo dentro quel progetto almeno fino al 2007, non hanno fornito i farmaci per la distribuzione per conto del progetto Marche. Quindi bisognerà capire se quei farmaci stavano qui dentro o erano altra cosa.
Faccio un altro esempio. Alcuni farmaci, come le eparine a basso peso molecolare, sono presenti nel progetto ospedale-territorio, ma solo per alcune indicazioni terapeutiche, ad esempio per l'intervento ortopedico maggiore, per altre, invece, stanno fuori. Ecco allora che bisogna andare a vedere come è stata fatta quella prescrizione, perché se è stata fatta di tutta l'erba un fascio è chiaro che poi vengano fuori dati di quel genere.
Ovviamente è obbligo nostro guardare con estrema attenzione all'evoluzione di questa vicenda, però solo potendo possedere i dati potremo produrre controdeduzioni, quelle che non siamo in grado di fare oggi per la mancanza appunto degli elementi di conoscenza.
Questi farmaci sono stati introdotti nel progress del progetto dentro il prontuario sin dal gennaio 2008, quindi se la vicenda si riferisce a prima è chiaro che andavano prescritti fuori dal prontuario.
Oggi quindi possiamo ragionare solo su quelle potenziali contestazioni che sembrano avere l'indirizzo verso un eventuale mancato controllo delle Zone territoriali, che però è tutto da verificare. Ed è per questo che si ritiene opportuno attendere gli ulteriori sviluppi della vicenda.
Voglio concludere dicendo che non ci sottrarremo, né sottrarremo questa Assemblea legislativa, nel momento in cui li avremo, a tutti gli elementi di conoscenza.
Abbiamo introdotto queste linee guida proprio per assicurare la trasparenza del sistema, oltre che il controllo della spesa farmaceutica che in questi anni ha prodotto risparmi di notevole portata.
Quindi credo sia legittimo, ripeto, che qualora ci siano state disfunzioni, negligenze o peggio ancora dolo, dovremo perseguire senza reticenze chi si è reso responsabile di questa situazione.
Tuttavia credo che la cosa vada presa con le pinze, oltre naturalmente ad essere indagata fino in fondo non appena potremo avere gli elementi di conoscenza di cui potremo disporre, cosa che allo stato attuale non possiamo fare.
Quindi c'è da parte nostra la piena intenzione, non solo di fare trasparenza, ma di rendere disponibili i dati che verranno fuori e non ci sottrarremo a nessun elemento che possa fare chiarezza in maniera approfondita su tutta la vicenda.

Presidenza del Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ricordo ai Consiglieri che il nostro regolamento prevede che su comunicazioni della Giunta si svolga una breve discussione. Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Ritengo che questa vicenda abbia necessariamente bisogno di alcuni chiarimenti.
Dopo le informazioni rilasciate all'ANSA l'Assessore si è affrettato subito a dire che la Regione si sarebbe costituita parte civile nell'eventualità ci fossero stati dei problemi. Oggi invece l'Assessore ci dice che non sa nemmeno lui quali sono i problemi coinvolti.
Quindi va bene costituirsi parte civile, ma bisogna vedere chi sarà! Perché la responsabilità potrebbe averla anche lo stesso Assessorato a seguito delle scelte fatte dalla Giunta. Ossia quelle scelte che magari, attraverso il progetto Marche, hanno portato a risultati che non sono quelli che si auspicavano, oppure hanno creato un percorso che doveva essere necessariamente tenuto in considerazione dai dirigenti, ossia proprio quei dirigenti che in un primo momento sono stati individuati come gli eventuali soggetti autori di abusi. Ed ora l'Assessore ci dice che non sa assolutamente niente!
Quindi francamente l'uscita fatta dall'Assessore mi sembra, se i dati non li aveva in mano, un po' esagerata, perchè la cosa ha messo in allarme, oltre noi dell'opposizione, anche i cittadini.
Pertanto sulla questione del progetto Marche credo ci sia la necessità – e questa situazione ci dà lo spunto per verificare meglio – di conoscere anche i risultati. Perché da alcune informazioni in mio possesso sembra che tutto il risparmio auspicato in definitiva non ci sia stato. Ossia, a fronte di un trasferimento della distribuzione di alcuni medicinali direttamente dagli ospedali attraverso le farmacie pubbliche, c'è stato un aumento di costo per il servizio sanitario nazionale di circa il 13%, di cui il 10% va alle farmacie e il 3% al grossista.
Quindi, non so, può darsi anche che questa indagine della Corte dei Conti si riferisca proprio a questo, caro Assessore. Per cui prima di accusare o crocifiggere i dirigenti bisognerebbe verificare che non sia proprio un problema che riguardi il progetto Marche. Perché se quello che sto dicendo risponde a verità, ossia se lo stesso medicinale fornito dalla farmacia ospedaliera costa il 13% di meno può darsi che ci siano gli estremi per un danno erariale oppure può darsi che di questo si tratti.
Per cui la sua non risposta non fa altro che avvalorare anche questo tipo di ipotesi.
Teniamo inoltre presente che nonostante la legge 405 del 2001 stabilisca che le Regioni con proprio provvedimento amministrativo possono stipulare accordi con le rappresentanze sindacali delle farmacie, ci sono comunque Regioni che non l'hanno fatto, vedi la Regione Abruzzo.
Quindi su questa vicenda, ripeto, bisogna necessariamente fare chiarezza. Noi ieri abbiamo fatto una conferenza stampa nella quale abbiamo indicato che sarebbe opportuno aprire una commissione d'inchiesta. Perché se dobbiamo attendere le informazioni che ci vengono dalla Corte dei Conti presumibilmente dovremmo aspettare forse anche tempi non consoni per una situazione dove in effetti c’è un problema anche economico.
Penso invece sia opportuno dare delle risposte immediate. Quindi mi auguro che su questa vicenda ci sia una maggiore chiarezza, magari anche venerdì quando l’Assessore incontrerà la V Commissione. Come ritengo debba esserci una maggiore chiarezza anche sui risultati del progetto Marche. Perché, ripeto, se la questione dovesse essere come quella che ho poc’anzi espresso, da me ricavata da informazioni che ho raccolto in queste ultime ore, allora questa indagine potrebbe riferirsi proprio a questo.
Quindi mi auguro, Assessore, che venerdì in Commissione ci dia maggiori ragguagli di quelli che ci ha dato oggi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. E' difficile poter dire qualcosa d’altro rispetto a quello che si è letto, certamente mi aspettavo qualche notizia in più, ma se l'Assessore non ce l'ha non possiamo ovviamente chiedere di più.
Il progetto Marche è un progetto intelligente, valido, giudizioso, che serve soprattutto per controllare la spesa e per evitare un utilizzo eccessivo dei farmaci che hanno un costo esorbitante. E secondo me fin qui è riuscito in questo intento. Perché calmierando i prezzi e soprattutto per il controllo dell'erogazione del farmaco il risultato si è ottenuto; lo dico dal mio piccolo osservatorio come medico di famiglia massimalista.
Evito quindi di dare giudizi, evito soprattutto di colpevolizzare i dirigenti, i farmacisti, i medici, voglio solo rivolgere un invito alla Giunta, all'Assessore a rendersi pressante con chi di dovere al fine di portare poi gli elementi a conoscenza dell'Assemblea legislativa.
Ma un altro invito che vorrei fare, come ha detto in Conferenza dei Capigruppo anche l'ex Presidente Bucciarelli, è quello che dobbiamo cercare di parlare di queste cose qui in Assemblea legislativa, non di leggerle prima sui giornali, altrimenti il nostro ruolo verrà meno. Un conto è il giornale che interviene in maniera autonoma, un conto se la parte esecutiva, quindi la Giunta, interviene prima dei giornali in Assemblea legislativa.
E' chiaro che questa è una situazione che fa notizia, che preoccupa, la sanità infatti impegna molte risorse, ed il cittadino è sempre molto attento più sui disservizi che non sulle tantissime buone cose. Per cui quando si parla di uno sperpero di 5,5 milioni di euro – così sembra – è certamente visto come un dato allarmante.
Vorrei qui chiedere all'Assessore come mai siamo stati interpellati dalla Guardia di Finanza e come mai la Regione, attraverso i suoi organi preposti, non abbia capito in maniera preventiva che c'era qualcosa – se qualcosa c’è - che non andava.
La mia preoccupazione ricade quindi in quel controllo che dovremmo avere dei nostri servizi attraverso appunto i vari organi di controllo. Come mai non sono riusciti a controllare? Oppure sono gli stessi controllori ad essere diventati parte in causa di questo papocchio?
Questa è una cosa importante da capire, perché, indipendentemente dall'azione fatta dalla Guardia di Finanza, da parte nostra ci deve essere comunque un controllo. In una fase economica così difficile 5,5 milioni di euro non sono poca cosa.
Quindi mi auguro di avere notizie più precise qui in Aula. E secondo me, Assessore, alla fine la parte lesa non è la Regione, ma sono i cittadini con le loro difficoltà, siamo tutti noi che veramente abbiamo bisogno di avere notizie precise, in quanto certamente consapevoli, se la cosa dovesse essere confermata, del danno sia di immagine che soprattutto economico.
Inoltre siamo anche dispiaciuti, sempre se così si dimostrerà, della mancata professionalità – voglio solo usare questo termine - di alcuni funzionari e di alcuni dirigenti. E non dobbiamo coprire nessuno, ma essere seri e determinati nel rispetto di ciò che si riferisce alla sanità, ovvero la salute. Come certamente anche nel rispetto del riscontro economico; prima abbiamo parlato con i rappresentanti della Fincantieri che ci hanno detto che hanno difficoltà enormi, quindi sapere che 5,5 milioni di euro potrebbero essere stati allegramente buttati per mancanza di controllo o per superficialità da parte di qualcuno, è veramente qualcosa a dir poco disdicevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Intanto ringrazio l'Assessore Mezzolani per il fatto che è venuto a riferire in Assemblea legislativa che, non dimentichiamolo, è la sede giusta per discutere di tutto ciò che accade nella nostra regione e non solo.
Ora, dagli elementi che abbiamo ascoltato, appare quanto meno non appropriato né dare giudizi, né esprimere indicazioni, proprio perché gli elementi basilari più importanti non li ha ancora neanche la Giunta.
Noi quindi non ci accodiamo a coloro che favoriscono un clima da giustizialisti prima di conoscere bene la materia, ma vogliamo attirare l'attenzione su due elementi.
Il primo, come ho già detto alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi assembleari, è che la sede di conoscenza e di discussione, Assessore, è l'Assemblea legislativa, quindi la invito a continuare su questa strada prima ancora che i Consiglieri apprendano notizie dalla stampa.
Il secondo entra nel merito. Ossia, se questo è accaduto è evidente che qualcosa non ha funzionato. Ora è vero che la Guardia di Finanza e la Magistratura faranno il loro percorso, ma ritengo che un accertamento interno debba essere fatto anche dalla Giunta. Perché quello che è avvenuto offende il costume di buon governo di questa Regione, e tanto più lo offende perché va a provocare sprechi che in questi momenti non sono davvero ammissibili.
Inoltre, se è vero che ci sono tante persone in difficoltà - prima abbiamo ricevuto una delegazione della RSU della Fincantieri i cui dipendenti a novembre non sapranno come sbarcare il lunario - , è anche vero che tutti i Consiglieri si dovrebbero indignare – ma credo che tutti lo siano – di fronte a tanti yacht che solcano il mare Adriatico di cui sappiamo bene che molti dei proprietari sono sconosciuti al fisco.
Quindi nel momento in cui c'è bisogno di riprendere nelle nostre mani un modo di fare politica serio e alto, credo che veramente non possiamo permettere che in luoghi vitali per la sanità marchigiana, come in questo caso, possano avvenire cose che provocano danni così consistenti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. I colleghi D'Anna e Marinelli sono stati completi ed esaustivi, quindi voglio aggiungere solo una cosa.
Noi siamo preoccupati della sua relazione, Assessore, perché lei non sa niente. Questo da una parte per noi è una bella cosa, ma dall'altra ci allarma particolarmente.
Pertanto credo sarà comprensibile a tutti che già nelle prossime ore e nei limiti di quanto prevede il regolamento, chiederemo l'istituzione di una commissione d'inchiesta. Di fronte alle sue dichiarazioni, Assessore, penso sia il minimo che possiamo fare.
Perché se veramente dovesse sfuggire il controllo su una cosa di questo genere c'è da essere quanto mai allarmati. E purtroppo si avverte che potrebbe essere solo la punta dell'iceberg.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Siamo rimasti molto delusi dall'intervento dell'Assessore. Perché? Perché ha usato termini come “non ci è dato sapere”, “non siamo in grado di fare considerazioni”, “possiamo ragionare solo su eventuali contestazioni”. Insomma ci ha detto aspettiamo, vediamo, vedremo. In sintesi, non c'ero e se c'ero dormivo.
Praticamente l'Assessore non sa nulla. Allora ci chiediamo cosa ci stesse a fare in questi anni!
La commissione d'inchiesta, certo, va fatta subito. Ma valuti lei, Assessore, visto che la stampa parla di 5,5 milioni di euro di danni nei confronti dei contribuenti marchigiani, delle persone che pagano le tasse, i nostri elettori, la nostra gente – quindi è un danno enorme e forse è solo la punta dell'iceberg, noi vogliamo vedere cosa c'è sotto l'acqua –, se a questo punto non sia il caso, proprio in termini cautelativi, che lei, prudenzialmente, si autosospenda. Sarebbe in linea con quella sua prudenza vantata poc'anzi. Quindi valuti se in maniera cautelativa non sia il caso di farsi un attimo da parte per agevolare questa commissione d'inchiesta e anche per tutto quello che potrà emergere da sotto la punta dell'iceberg.
La sinistra ha parlato in questi anni, e continua a farlo, di buona sanità. Invece questo è sicuramente un caso di grave mala sanità e chissà cos'altro c'è.
Lei non ci può venire a dire che non sa nulla. Questa è una vera e propria farmacopoli, noi in questo senso la denunciamo, denunciamo questo gravissimo inizio di mala sanità, che, certo, non è l'unico aspetto, ce ne sono ben altri, ma questo direi che è il più eclatante.
Per cui, Assessore, oltre a ribadire negativamente il fatto che ha detto che non sa nulla, oltre a ribadire la nostra contrarietà a questo atteggiamento che io definirei di prudenza burocratica - qui infatti c'è una responsabilità politica sua in particolare come di tutta la Giunta -, le vogliamo offrire, per agevolare appunto questa sua riflessione prudenziale e cautelativa, un piccolo cadeau: “Farmacopoli”, in modo che lei leggendolo più volte avrà modo, ci auguriamo, in questi giorni, in queste settimane, in questi mesi, di pensare se non sia il caso di fare qualche cosa. (in Aula viene mostrato un manifesto)

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, non può esporlo, per favore lo abbassi, grazie.

Enzo MARANGONI. Presidente, io continuerò ad esporlo finché parlo, ne ho il diritto, visto che anche oggi voi avete “occupato” l'Aula fuori dall'ordine del giorno, come fatto l'altra volta. Allora parlo finché mi pare ed espongo ciò che desidero! Quindi, Assessore…

PRESIDENTE. Consigliere Marangoni, il regolamento va rispettato!

Enzo MARANGONI. … la invitiamo a riflettere sulle sue…

PRESIDENTE. Chiedo cortesemente al commesso di togliere lo striscione!

Enzo MARANGONI. …responsabilità politiche. (…) Consigliera, non vorrei essere scurrile solo con la cravatta, che a lei non piace! (…) A me basta la sua maglia rossa!

PRESIDENTE. Consiglieri, per favore! Per favore! Consigliere Marangoni, cortesemente!
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Io ritengo che qui non si tratti di mala sanità, perché il termine mala sanità viene usato quando per i cittadini c’è un intervento sanitario non adeguato ai loro bisogni. Penso, invece, sia una truffa ai danni della sanità regionale e dei cittadini in qualità di contribuenti.
Al momento questo è ciò che si delinea. Da quello che si può capire, infatti, sembra che si sia data troppa libertà alle strutture private convenzionate nella distribuzione di farmaci ad alto costo, a fronte, come ha detto l'Assessore, di una contabilità che non può essere preventiva. Ossia, non è che l'Assessorato alla sanità deve mettere la controfirma su ogni ricetta per certificare la necessità dell'urgenza del farmaco. Deve esserci un controllo a valle rispetto alle spese, come pure un controllo di tipo statistico rispetto all'incidenza di alcuni farmaci o del fatto che siano concentrati in alcune strutture o presso alcuni medici (come ad esempio è successo per le ricette di alcuni medici che hanno prescritto farmaci per tossicodipendenti).
Ci si accorge, quindi, in una fase di controllo successiva, per cui credo che ora siamo in questa situazione. Ovvero siamo in una fase di controllo, che non so se sia partita dall'interno della sanità oppure dalla Corte dei Conti o su denunce di privati alla Guardia di Finanza, dove comunque c'è l'ipotesi di truffa.
Ricordo che l'evento si qualifica in 5,5 milioni di euro rispetto a 1 miliardo di acquisti che è il monte acquisti della sanità regionale, quindi è un'ipotesi del 5 per mille. (…) Non ho detto questo, ho detto che in una fase di controlli - che, certo, ben vengano, quindi è bene che la Magistratura vada avanti ecc. – può riscontrarsi che nelle attività economiche c’è anche chi approfitta della sua situazione per andare a aumentare i profitti personali. Ed anche qui in qualche modo, soprattutto per le strutture private, benché convenzionate, sono attività economiche.
Sappiamo addirittura di chirurghi che per prendere la parcella effettuano interventi non necessari, ossia dei pazienti vengono operati (alcuni semplicemente “aperti”) solo per poter segnalare che è stato effettuato un intervento.
Quindi anche questa questione si trova all'interno di quella degenerazione presente in tutte le sanità regionali.
Vorrei ora approfittare di questo mio intervento per invitare l'Assessore a relazionare, magari in altro momento o tramite comunicazione alla Commissione oppure ai Consiglieri, in merito alla centrale unica di acquisto.
Infatti la centrale unica di acquisto, che ha come pre-condizione l'informatizzazione del controllo e degli acquisti dei farmaci e dei materiali per gli ospedali, potrebbe essere la soluzione anche di altri eventuali interventi truffaldini che potrebbero verificarsi nel futuro. Oltretutto era uno dei pochi impegni concreti che la Giunta aveva preso all'interno del piano sanitario approvato a metà della scorsa legislatura.
Quindi chiedo a che punto sia la centrale unica di acquisto e l'informatizzazione della sanità a livello regionale, che, ripeto, permetterebbe il controllo di questi tipi di episodi, ma allo stesso tempo anche quel famoso 5-10% di riduzione dei costi, che tra l'altro dovrebbero essere liberati per andare a finanziare il socio-sanitario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Solo poche parole. Innanzitutto per ringraziare l'Assessore Mezzolani, perché da un lato, se volete, è suo dovere, ma ci ha comunque fornito tutto ciò che poteva dire. In fondo c'è un'indagine in corso e gli elementi sono quelli.
Vorrei però andare anche più in là, nella logica della trasparenza, della conoscenza, dell'informazione, del mettere l'Assemblea legislativa sempre a conoscenza di ciò che riguarda gli aspetti del governo di questa Giunta.
Certamente credo che l'Assessore, come ha ricordato anche il Consigliere Binci, debba essere sollecitato a venire nuovamente in Aula per dare altre informazioni rispetto a questo tema, a relazionare anche in Commissione sul progetto Marche e su ciò che sta determinando, magari anche a votare una commissione d'inchiesta. Ma non mi sembra che siano questi i problemi che abbiamo di fronte. Il problema vero e serio è che c'è un'indagine diffusa sull'intero territorio nazionale, sia su Regioni di centro-destra che di centro-sinistra, sul tema di questa ipotizzata truffa a danno di noi tutti rispetto ai farmaci.
E’ un grosso tema che dobbiamo affrontare con attenzione e con prudenza.
Ho apprezzato molto gli interventi dei Consiglieri di opposizione, fuorché la pagliacciata messa in atto dai colleghi della Lega, che addirittura a volte mi sembra siano un corpo estraneo alla stessa minoranza. Perché un conto è esaltare un tema, altra cosa, invece, è voler porre l'attenzione e la prudenza rispetto alla delicatezza di un passaggio – e qui c'è un’indagine in corso -, seppure fatto in maniera precisa e determinata dalla maglietta che si porta.
Il mio partito chiede chiarezza, attenzione, così come questa mattina l'Assessore ha dimostrato di avere su temi dentro i quali c'è un percorso di quel tipo.
Peraltro l'Assessore Mezzolani non è né un magistrato né un pubblico ministero, è un Assessore di questa Giunta, che conosce e informa l'Assemblea legislativa. Quindi ritengo che chiedere qualcosa di più di ciò che non può essere chiesto non è possibile farlo.
D'altro canto nessun dirigente è targato da un partito o da una formula politica, oltre che Consiglieri regionali siamo tutti adulti e vaccinati. Insomma, qui l'ingenuità non è ammessa. E’ ammessa la chiarezza e la coerenza delle proprie posizioni, che io rispetto a questo tema ho riconosciuto all'Assessore Mezzolani, che quindi ringrazio per la comunicazione che ci ha voluto fare.
Certamente sarò il primo a sollecitarlo per avere ulteriori informazioni su questa questione, per poter conoscere, ripeto, il percorso di risparmio all'interno della sanità, a cominciare dal tema dei farmaci e il progetto Marche. E qualora qualcuno in questa Regione avesse intenzione, così come faranno in Veneto e in Lombardia, di fare una commissione d'inchiesta assembleare, benvenga. L'abbiamo fatta in passato sulla discarica di Rosciano, c'è stato un lavoro dei Commissari, poi l'esito è stato quello che più o meno molti si aspettavano, non tanto di più, ed anche lì si era all'interno di un percorso giudiziale che poi ha dato un risultato definitivo.
Quindi se possiamo dare una mano a conoscere e a far conoscere è auspicabile, e lo è specie in situazioni dove si ha a che fare con la gestione di un patrimonio della sanità, argomento che riguarda tutti i cittadini delle Marche e non solo.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Semplicemente per apprezzare i modi pacati usati dalla minoranza. Fatto eccetto la Lega che è estranea innanzitutto, prima ancora del rispetto delle istituzioni, al senso di responsabilità e del buonsenso. Non mi pare questo il tono con cui affrontare una vicenda di questo tipo, non giova a nessuno.
Dicevo che apprezzo invece i toni pacati con i quali dall'altra parte della minoranza si chiede di far luce su questo tipo di vicenda.
Noi abbiamo istituito regole attraverso un progetto che ha prodotto la sua efficacia. Può darsi che vada migliorato. Ed io sono perfettamente d’accordo, Consigliere D'Anna, a venire in Commissione e a guardare attentamente quello che è stato fatto con questo progetto e se, ripeto, è migliorabile.
E’ del tutto evidente, infatti, che il nostro interesse comune, dopo aver risanato il bilancio della sanità di questa Regione, è quello di continuare a farlo. E considerati i chiari di luna del momento il nostro compito, laddove non ci sono risorse, è spendere bene quelle che abbiamo. Questo è il nostro intento.
Abbiamo istituito controlli, anche rigidi, centrali e periferici. E' sfuggito qualcosa? Ci sono responsabilità? Ci sono state infedeltà? E' quello che dobbiamo appurare dentro questo passaggio. Credo sia interesse di tutti. Ci stiamo già muovendo in questa direzione – per dirla con le parole del Consigliere Marinelli –.
Aggiungo che andrei piano rispetto al ragionamento che Marinelli faceva. Perché se abbiamo fatto cose buone naturalmente queste non ci devono minimamente indurre a sederci sulle cose che abbiamo fatto, anzi, dobbiamo evitare tutti i lassismi possibili e continuare su questa strada, peraltro proprio in un passaggio come questo in cui il Paese ne ha bisogno e i cittadini ce lo chiedono.
Naturalmente io non ho crocefisso nessuno né voglio accusare nessuno, aspetto in maniera paziente i riscontri che verranno dalle indagini fatte dalla Guardia di Finanza.
L'altra cosa che vi chiedo è di andare piano con le cifre. Su che cosa realmente sia accaduto lo sapremo meglio nel dettaglio. Può darsi che sia sfuggito proprio il meccanismo del progetto. Quindi chiederei molta attenzione su questo. Capisco che fa sensazione la cifra che è stata elencata, ma seppure io non sia convinto che sia questa, se anche ci fosse un solo euro che evade è nostro compito indagare.
Quindi massimo della trasparenza. Io darò tutte le informazioni appena le avrò, appena potrò comunicarle, perché è giusto che tutti sappiano tutto.
Inoltre non ho nessun ostacolo a che si componga una commissione d'inchiesta che vada a fondo, sarebbe solo un aiuto alla trasparenza e anche per l'Assessorato che di questa trasparenza non solo ha bisogno ma se ne deve anche far carico.


Interrogazione n. 32
del Consigliere Bucciarelli
“Situazione della manifattura tabacchi di Chiaravalle”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 32 del Consigliere Bucciarelli.
Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Come in molte altre situazioni anche in merito alla vicenda dell'azienda in oggetto siamo impegnati, insieme alla Provincia di Ancona e al Comune di Chiaravalle, nel seguire la situazione e la sua evoluzione. Lo facciamo sempre con la massima attenzione, attivandoci per giungere a soluzioni positive per tutelare la prosecuzione dell'attività che coinvolge sessantotto lavoratori.
Stiamo lavorando in contatto con le organizzazioni sindacali, Confindustria Ancona, l'azienda e le altre istituzioni.
Ferme restando le rispettive prerogative di autonomia di ognuno di questi soggetti, stiamo operando per giungere ad una soluzione condivisa con l'obiettivo primario di salvaguardare l'occupazione e il sito produttivo Consapevoli che in un momento così delicato è oltremodo importante condividere tutti insieme, istituzioni, aziende, lavoratori e loro rappresentanze, lo sforzo per evitare ulteriori effetti negativi sull'occupazione nel nostro territorio.
Giovedì 24 giugno u.s. si è svolto un primo incontro per l'esame congiunto previsto dalla normativa che regola la concessione della CIGS.
Svolgiamo appieno il nostro ruolo istituzionale valutando approfonditamente tutte le ragioni e le proposte delle componenti, anche perché un’eventuale richiesta della Cassa integrazione straordinaria, prima di essere inoltrata al Ministero del lavoro, deve avere obbligatoriamente, seppur non vincolante, il parere regionale.
La trattativa non è semplice, ma i rappresentanti delle istituzioni hanno assunto l'iniziativa di preparare un documento che può rappresentare un tentativo per ricomporre la controversia.
Il documento sembra essere interamente condiviso sia dall'azienda che dalle organizzazioni sindacali; verrà allegato al verbale di accordo per il ricorso alla CIGS e ne farà parte integrante e sostanziale.
I rappresentanti dell'azienda hanno garantito che contestualmente alla firma della bozza di accordo sarà ritirata formalmente la procedura di mobilità avviata. Al fine della ratifica della bozza di verbale di consultazione sindacale, già oggetto di esame tra le parti, integrata e modificata secondo quanto sopra, le parti sono state convocate per oggi, 29 giugno, alle ore 14,30.
Abbiamo ragione di credere che attraverso l'iniziativa delle istituzioni e l'impegno di tutti si possa arrivare con certezza alla ricomposizione dei contrasti e alla condivisione del processo di riorganizzazione che l'azienda ha in procinto di realizzare.
In altri termini. Qui si tratta di un prodotto che come sapete ha avuto un'evoluzione piuttosto importante, il crollo della produzione di tabacco per sigarette è evidente. Quindi l’azienda ha proposto un piano che porta gli addetti da 68 a quasi 50. Il sindacato in questo accordo – ripeto, oggi ci si vede alle ore 14,30 - è arrivato a concepire che in effetti quel polo produttivo per il piano industriale proposto più di una cinquantina di persone non può coprire.
Il problema ora è trovare alternative in quell'azienda che ha 70 mila metri quadrati di superficie, ossia la possibilità di utilizzare altri strumenti per sviluppare qualche altra attività alternativa. Nell'accordo ovviamente verranno tutelati soprattutto quelli che rimangono fuori.
Quindi siamo impegnati sia a gestire la trattativa per portarla a conclusione rispetto al piano industriale presentato, sia per il dopo, ossia per verificare l'ipotesi di trovare soluzioni per coloro che rimarranno in cassa integrazione speciale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Prendo atto della risposta dell'Assessore, che ringrazio per aver seguito la vertenza.
Vertenza che ha avuto, da quando è stata formulata l'interrogazione, un'evoluzione in parte positiva e in parte preoccupante. Perché se dovessimo chiudere le vertenze, Assessore Luchetti, con le imprese che sono proprietarie di diversi ettari di terreno e per attività alternative dovessimo fare – e dico una cosa a caso. Andreotti diceva: “a pensare male si fa peccato ma si indovina” – tutte le varianti urbanistiche, avremmo le soluzioni delle vertenze sindacali con due caratteristiche: la prima è che lo Stato, cioè tutti noi, paghiamo la Cassa integrazione speciale, la seconda è che l'azienda guadagna con le trasformazioni urbanistiche del territorio.
Credo sia uno scenario da evitare. Quindi la invito a seguire con molta attenzione e a riferire a questa Assemblea legislativa eventuali modificazioni, che spero non vadano nel senso da me indicato.


PRESIDENTE. L'interrogazione n. 8 del Consigliere D’Anna per il momento è rinviata in quanto l'Assessore Canzian è impegnato all'incontro con i Sindaci, la faremo al suo rientro.


Interrogazione n. 34
della Consigliera Ciriaci
“Lavori A 14 Rimini Nord-Porto sant’Elpidio”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 34 della Consigliera Ciriaci. Ha la parola l'Assessore Viventi.

Luigi VIVENTI. Ho una relazione fatta dagli uffici tecnici, Consigliera Ciriaci, di cui potrò fornirle una copia. Nel frattempo ovviamente ne anticipo il contenuto.
Nel rispetto del punto 4 del "Protocollo unilaterale per la gestione dei lavori di potenziamento della rete autostradale in concessione", elaborato dalla Società Autostrade per l'Italia, la sicurezza stradale è una priorità assoluta; pertanto, anche in presenza di cantieri la stessa società è impegnata a prevenire le cause di incidentalità adottando una segnaletica di cantiere potenziata ed integrata rispetto a quanto previsto dal codice della strada. Il progetto di ampliamento prevede la chiusura della sola corsia dì emergenza in modo da garantire sempre e comunque le due corsie di marcia per ciascuna carreggiata. La cantierizzazione avviene per tratti della lunghezza massima di dieci chilometri e disposti in modo sfalsato alternativamente in carreggiata nord e sud.
Con decreto del Ministro dell'interno del 27 gennaio 2005 (G.U. n. 26/2005) è stato istituito il "Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità”, quale struttura di coordinamento tecnico-amministrativa con il compito di disporre gli interventi operativi, anche di carattere preventivo, per fronteggiare le situazioni di crisi derivanti da attività atmosferiche e da altri eventi, anche connessi con l'attività dell'uomo, che interessino la viabilità stradale ed autostradale o siano suscettibili di avere riflessi sul regolare andamento dei servizi della mobilità generale del paese.
A livello periferico l'attività dei Centro nazionale è assicurata per il tramite di strutture di coordinamento temporaneo che assumono la denominazione di Comitati operativi per la viabilità, istituiti presso ogni Prefettura, avvalendosi della protezione civile regionale e delle sue articolazioni volontaristiche presenti sul territorio.
Inoltre la Società Autostrade per l'Italia adotta un sistema di sensori di rilevamento di eventi impattanti nelle aree cantierizzate (incidenti, mezzi in fiamme, mezzi in avaria) e procedure di gestione delle emergenze volte a garantire la sicurezza stradale e la fluidità del traffico anche in presenza di traffico intenso come in occasione degli esodi estivi.
Nei tratti interessati dai lavori sono presenti, sia in ingresso alle stazioni autostradali, sia nei tratti elementari in itinere (da stazione a stazione), pannelli a messaggio variabile che in tempo reale informano l'utente della effettiva situazione presente su strada; in aggiunta, la stessa comunicazione è diramata tramite canali di informazione radio (frequenze 103,3 MHz e 102,5 MHz).
La Regione Marche per il 12 luglio 2010 ha organizzato con la Società Autostrade l'iniziativa "Cantieri aperti", durante la quale verrà presentato lo stato di avanzamento dell'opera; in tale sede saranno illustrate tutte le problematiche relative alla realizzazione della stessa.
I lavori del tratto Ancona sud-Porto Sant'Elpidio sono attualmente in una fase di ultimazione e a breve verrà consentito il traffico con tre corsie di marcia per tutto il tratto, che riguarda circa 37 km ad eccezione di quello a cavallo della galleria Corva.
Al di là di queste informazioni tecniche, penso sia inevitabile che durante il corso di lavori così importanti lungo la A14, si creino dei disagi, come immagino si saranno creati, fino a completamento dei lavori.
Però ritengo che la realizzazione di un’opera così importante per il territorio marchigiano ci debba mettere nelle condizioni di poter sopportare anche qualche disagio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Ho ascoltato con attenzione la puntualizzazione fatta dall’Assessore e l'aggiornamento in base ai lavori che si stanno svolgendo.
Assessore, noi ormai da due anni ci troviamo con una percorribilità quasi impossibile, è assolutamente di disagio.
La mia interrogazione è frutto anche di una sollecitazione della polizia autostradale in merito al fatto che subito dopo l'inizio dei lavori si è verificato quasi il 50% in più di incidenti, tra l'altro provocati anche dalla mancanza di una corsia di emergenza, come da lei sottolineato.
Prima di presentare l'interrogazione mi sono informata, ho fatto in modo che il protocollo d'intesa unilaterale fatto con la Società Autostrade fosse stato messo in atto. Mi sono permessa di fare questo proprio a tutela del cittadino che qui tutti rappresentiamo.
Vi garantisco che tutti gli accorgimenti presi, tutte le piazzole che prima lei ha elencato, non sono adeguate per la percorribilità di quella strada. Una percorribilità che aumenta soprattutto durante l’esodo estivo.
Ora il 12 luglio ci sarà questo incontro con la Società autostrade in merito all'interruzione dei lavori – a tal proposito le chiedo scusa, Assessore, per la sollecitazione che le ho fatto quasi in modo provocatorio la settimana scorsa, però io sapevo già di questo incontro -, ma sappiamo che ci sono altre autostrade che sono interessate da interventi così importanti. Mi riferisco all'A1 o alla zona del Mugello che mette in collegamento l'Adriatico con il Tirreno, un'arteria importantissima anche quella sollecitata da interventi che durano ormai da dieci anni, ma ameno lì nei periodi estivi e di massima percorribilità si mette sempre in atto l’interruzione dei lavori.
Invece da noi, Assessore, vengono fatti dei lavori a serpentina, cioè si va da una corsia all'altra nel giro di un chilometro. Tra l'altro la variazione dei lavori di questo serpente, che va da destra a sinistra, cambia di continuo da un giorno all'altro. Nei momenti di pioggia le corsie sono assolutamente imbrigliate dal new jersey, sicchè c’è acqua, ci sono percorsi difficili, ci sono camion che camminano uno dietro l’altro, c’è inoltre una totale impossibilità di sorpasso.
Allora chiedo a lei, Assessore, soprattutto a nome degli utenti, di fare un intervento che possa permettere almeno di avere un minimo di garanzia per l’incolumità soprattutto di quelle persone che con gli automezzi sono quotidianamente sulle strade.

Interrogazione n. 40
della Consigliera Foschi
“Ripascimento degli arenili delle città costiere della Provincia di Pesaro e Urbino”

Interrogazione n. 46
del Consigliere Zaffini
“Ripascimento degli arenili delle città costiere: esclusione del comune di Fano ed altri comuni costieri della Provincia di Pesaro e Urbino”

(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 40 della Consigliera Foschi e l'interrogazione n. 46 del Consigliere Zaffini, abbinate. Ha la parola l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Le due interrogazioni vertono su un problema comune che è quello del finanziamento degli interventi nell'area costiera della provincia di Pesaro
Quanto al punto 1) dell'interrogazione della Consigliera Foschi del 27 maggio, che chiedeva di sapere se sarebbero stati integrati stanziamenti per gli arenili di Gabicce, Fano e Mondolfo, posso confermarle quanto probabilmente le è noto, cioè che, nelle more di questa risposta, con decreti emanati dalla PF Difesa della costa in data 15 giugno 2010, sono stati assegnati con fondi regionali 40.000 euro a ciascuno dei tre Comuni sopra citati per lavori urgenti di ripascimento a protezione di alcuni tratti del litorale soggetti ad erosione.
Quanto al punto 2) della stessa interrogazione relativa agli impegni che avrebbe assunto il Presidente della Regione in campagna elettorale per la difesa della costa marchigiana, si evidenzia che sono stati prontamente tradotti fin dal mese di marzo 2010 in atti concreti. I "Criteri ed indirizzi di utilizzo delle risorse finanziarie per la difesa della costa per l'anno 2010" sono stati infatti approvati con delibera di Giunta regionale n. 368 del 1° marzo 2010. Le risorse regionali proprie ammontano a quasi tre milioni di euro.
Ciò va a testimoniare l'impegno con cui la Giunta regionale e gli uffici preposti affrontano quotidianamente le problematiche oggetto delle due interrogazioni, al fine di dare seguito a quanto programmato per questa legislatura, pur potendo a tutt'oggi, a fine giugno 2010, utilizzare solo risorse proprie della Regione.
Infatti, qui è possibile dare risposta anche al punto 4) dell'interrogazione del Consigliere Zaffini. La Regione Marche è ancora in attesa, e su ciò continuerà a sollecitare il Ministero dell'ambiente, della conclusione della concertazione introdotta dall'articolo 2, comma 240, della legge finanziaria dello Stato per il 2010, che ha stanziato per la difesa del suolo (con fondi CIPE) 1 miliardo di euro, di cui alla Regione Marche spetta il 3.08% secondo il criterio ministeriale di riparto. Questi fondi statali, una volta assegnati, andranno ad aggiungersi agli interventi finanziati da fondi regionali previsti dalla delibera n. 368 del 1° marzo 2010 e ciò consentirà di poter realizzare ulteriori interventi anche sul tratto di litorale oggetto dell'interrogazione.
Ancora una volta e ancora una volta con dati oggettivi si deve purtroppo rilevare che le difficoltà a dare corso ad incisivi interventi ambientali trovano difficoltà per i ritardi dello Stato, una situazione che per altro rischia di acuirsi sul piano finanziario se non verrà modificata la recente manovra che tutte le Regioni hanno giudicato penalizzante per le Autonomie locali.
Quanto al punto 1) dell'interrogazione del Consigliere Zaffini (criteri di scelta degli interventi), si precisa che le scelte sono state effettuate sulla base dei "Criteri ed indirizzi di utilizzo delle risorse finanziarie per la difesa della costa per l'anno 2010", approvati con delibera di Giunta n. 368 del 1° marzo 2010, estremamente chiari e puntuali.
Quanto al punto 2) dell'interrogazione (monitoraggio) si evidenzia che il sistema di monitoraggio, ideato e sviluppato dalla Regione Marche, tiene conto di tutta una serie di indicatori scientifici per il rilievo periodico. della linea di riva e, quando del caso, delle variazioni del profilo della spiaggia sommersa. La subsidenza non è invece un fenomeno che interessa la costa marchigiana: va da sé perciò che il monitoraggio del suo tasso non è contemplato nel sistema adottato che è, in ogni caso, "reale ed affidabile".
Quanto al punto 3) dell'interrogazione posso assicurare al Consigliere Zaffini che tutti i Comuni hanno pari dignità ed attenzione. I Comuni del territorio della provincia di Pesaro Urbino, come tutti i Comuni marchigiani, sono i soggetti beneficiari delle risorse regionali previste nella delibera di Giunta regionale n. 368/2010, pari a 2.898.509,00 euro, da utilizzare per interventi strutturali da effettuare con priorità sui centri abitati e le infrastrutture pubbliche (interventi che la Regione è obbligata ad effettuare), e in seconda istanza per interventi di ricostruzione del demanio ad uso turistico (come da indicazione del CAL). L'unico Comune del litorale pesarese che venne escluso, perché già beneficiario di interventi finanziati e non attuati ai tempi dell'approvazione della delibera 368/2010 (che poneva questa condizione come motivo di esclusione), fu il Comune di Gabicce Mare. Simile condizione è riscontrabile anche per i Comuni di Numana e Sirolo e ciò smentisce l'insinuazione dell'interrogante su un trattamento di disfavore dei Comuni della costa pesarese.
Oltre alle risorse assegnate con la deliberazione di Giunta regionale n. 368/2010 citata, ricordo che il 15 giugno u.s. il Comune di Gabicce Mare è stato destinatario di un finanziamento straordinario da parte della Regione Marche di 40.000 euro per far fronte alle situazioni emergenziali del proprio litorale e, come già evidenziato in risposta all'interrogazione della Consigliera Foschi, altrettante risorse sono state assegnate anche ai Comuni di Fano e Mondolfo.
Sarebbe auspicabile che anche i Parlamentari di riferimento degli interroganti, che appartengono ai partiti che sostengono il. Governo nazionale, sensibilizzassero la Ministro Prestigiacomo affinché provveda quanto prima all'assegnazione puntuale ed al trasferimento degli oltre tre milioni di euro (fondi ordinari) che spettano alle Marche e previsti dalla legge 191 (legge finanziaria del 2010) la quale, mi preme sottolineare, risale al 23 dicembre scorso e che su questo punto ancora attende attuazione.
Come in parte accennato nella risposta al Consigliere Zaffini, la Regione è obbligata a far fronte agli interventi emergenziali a difesa di edifici di civile abitazione e di infrastrutture pubbliche (ad esempio: strade litoranee, linee ferroviarie, piste ciclabili, ecc); le necessità di ricostruzione del demanio ad uso turistico hanno dignità secondaria, e prevedono interventi onerosi dell'ordine di milioni di euro a singolo progetto, da attuare con fondi straordinari, di cui lo Stato deve perciò farsi carico. La Regione, alla luce anche dei tagli previsti dall'attuale manovra finanziaria, non potrà provvedere anche a queste voci di spesa straordinaria, in assenza di adeguate risorse statali che garantiscano una programmazione pluriennale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Questa interrogazione nasce da un dato di fatto alla data del 27 maggio 2010, quindi a stagione turistica già iniziata, ossia quando a Pesaro si registrava l'erogazione di un finanziamento da parte della Regione di 40 mila euro. Tra l'altro in quegli stessi giorni già Pesaro denunciava l'insufficienza delle risorse, un po' perché, meteorologicamente parlando, forse sono stati poco fortunati, ma soprattutto perché il mare a quella data aveva praticamente rimangiato tutto quel ripascimento che era stato fatto con quei 40 mila euro.
A quella data non risultava nessun contributo erogato ai Comuni di Fano, Mondolfo e Gabicce. Però poi ho preso atto che con decreto del 15 giugno la Regione Marche ha riparato a questa lacuna erogando 40 mila euro a ciascuno dei Comuni. Ma si tratta comunque, se consideriamo la data, sia di un finanziamento tardivo, a metà giugno è infatti praticamente impossibile effettuare ripascimenti sulle coste, sia insufficiente. Perché insufficiente? Perché anche a fronte della richiesta dei Comuni appare chiaro come quel finanziamento non possa risolvere il problema che hanno le coste della nostra regione. E mi riferisco a quelle della provincia di Pesaro Urbino perché le conosco meglio.
Il discorso della possibile disparità tra la provincia di Pesaro Urbino e le altre province – credo che di questo parlerà anche il collega Zaffini – nasceva anche da una motivazione - che di fatto è riportata nel decreto di finanziamento dei 40 mila euro -, in quanto si dice chiaramente che si riesce a erogare 40 mila euro a Mondolfo, 40 mila euro a Gabicce, 40 mila euro a Fano perché altri due Comuni, ovvero Porto Recanati e Porto Potenza Picena, hanno rinunciato ai finanziamenti che la Regione aveva loro erogato: 99 mila euro per Porto Recanati e 367 mila euro per Porto Potenza picena.
La domanda che allora sorge è che se questi Comuni non avessero rinunciato o non avessero avuto modo di utilizzare quei finanziamenti, Mondolfo, Gabicce, Fano sarebbero rimasti senza il contributo per il ripascimento.
Capisco il riferimento da parte sua, Assessore, alla necessità di fondi statali, però voglio anche aggiungere che si sarebbe davvero creata una oggettiva disparità, perché, ripeto, se quei Comuni non avessero rinunciato non avremmo avuto nessun finanziamento, a parte i 40 mila euro al Comune di Pesaro.
Relativamente al suo invito di attivarci presso il Ministero, le dico che questo intervento è in corso.
Però a questo proposito le ricordo un'altra cosa. Già lo scorso anno ci interessammo presso il Ministero per risolvere un altro problema sul quale si era un po' impantanata la Giunta regionale delle Marche, ovvero il dragaggio del porto di Fano. Si era risolto poi il problema che c'era con il Ministero che impediva la realizzazione di una cassa di colmata.
Ormai è passato un anno, non c'è più nessun problema ministeriale, quindi chiedo che si proceda quanto prima alla realizzazione della cassa di colmata e al dragaggio del porto, altra emergenza che va assolutamente risolta.
Per quanto invece da lei chiesto, ripeto, ci stiamo già attivando, credo che si possa arrivare alla soluzione al più presto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Il tema delle coste la Provincia di Pesaro lo reputa importante. Ed è anche uno dei temi che ci allontana dalla Regione Marche e da Ancona. Ci sembra veramente impossibile di essere trattati in questo modo.
Voglio solo citare i finanziamenti a difesa delle coste per il 2010: provincia di Ascoli Piceno 860 mila euro, provincia di Fermo 982 mila euro, provincia di Macerata 728 mila euro, provincia di Ancona 119 mila euro ma teniamo conto che è stata ampiamente finanziata negli anni precedenti per il ripascimento e altro a Numana e Sirolo, mentre per la provincia di Pesaro sono “zero tituli”, come direbbe un grande allenatore di calcio.
Per noi questo è veramente inconcepibile. Peraltro noi vediamo anche quello che avviene in Romagna, ossia come vengono gestite le spiagge vicino a noi, lì funzionano e c’è un grande business economico. In quindici anni in Romagna sono stati depositati 5 milioni di metri cubi di sedimenti e hanno acquistato una draga. E’ da qui che si vede il diverso sistema, un sistema che è impiantato proprio per cercare di risolvere il problema dalla base. E’ stato compreso che la difesa della costa significa anche difesa dell’economia, oltre che ovviamente sicurezza per i cittadini, come ad esempio in zona Sassonia a Fano.
Apprezzo il sopralluogo che ha fatto l’Assessore Donati, ma voglio rivolgermi più che altro al nostro “capitano Gian Mario”, perché, a prescindere dallo Stato o meno, bisogna investire molti più soldi. Con il federalismo demaniale andremo verso una gestione totale delle coste, quindi dobbiamo assolutamente valorizzare il nostro patrimonio turistico.
Però qui abbiamo spesso la consapevolezza o il sospetto che alcuni finanziamenti vengono fatti in modo preelettorale – l’abbiamo visto a Senigallia –. Quindi bisogna cambiare assolutamente tendenza, dobbiamo avere la capacità di capire che l’economia delle Marche, l’economia delle nostre coste e la difesa di una attività come la concessione balneare, che verrà appunto gestita in modo unico dalla Regione, necessita di un cambiamento di rotta.
Quindi siamo assolutamente insoddisfatti. Anche perché le iniziative che dovranno portare ad un miglioramento della nostra zona, a sentire i tecnici, avranno un ritardo che arriverà oltre la stagione invernale. Peraltro saranno due piccoli granelli di intervento che ho paura non risolveranno niente, considerato che l’erosione marina è molto, molto avanzata.
Pertanto ci riteniamo assolutamente insoddisfatti del comportamento della Regione assunto per la provincia di Pesaro e per la tutela che si dà del lavoro a livello di concessioni balneari.


Interrogazione n. 45
del Consigliere Pieroni
“Aumenti tariffe parcheggi Ospedali Riuniti di Torrette di Ancona”

Interrogazione n. 49
del Consigliere Busilacchi
“Tariffe parcheggio Ospedale regionale di Torrette”

abbinate

(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 45 del Consigliere Pieroni, e l'interrogazione n. 49 del Consigliere Busilacchi. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Le interrogazioni n. 45 e n. 49 sono abbinate, quindi la relazione è congiunta. Quindi in relazione ad entrambe le interrogazioni si riporta di seguito la nota del Direttore generale dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona.
II parcheggio per visitatori dell'Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Ancona è gestito da una cooperativa vincitrice di concorso pubblico.
Da tempo si sono lamentate inefficienze del sistema parcheggi dell'ospedale e parte di questa inefficienza è stata attribuita alla scarsa rotazione delle auto nel parcheggio stesso, stante il costo irrisorio per alcune ore mattutine e la gratuità nella rimanente parte della giornata.
Dati tecnici indicano la leva tariffaria come strumento principale per un aumento della rotazione delle auto nei parcheggi e per un uso più appropriato dell'uso dell'auto.
L'analisi degli altri ospedali della Regione Marche e degli ospedali di grandi dimensioni in Italia ha mostrato come le tariffe di parcheggio auto siano allineate su valori molto più alti di quelli presenti a Torrette.
Tutte queste osservazioni e la scadenza della gara hanno portato l'azienda a preparare un nuovo capitolato di gara prevedendo le nuove tariffe (1 euro/ora dalle 7.00 alle 14.00; 0,70 euro/ora al pomeriggio sino alle 19.00 e 0,50 euro/ora nelle ore notturne).
Prima di avviare la gara è stata sentita la consulta delle associazioni di tutela ed è stata data anche notifica al sindaco di Ancona (in quel momento era commissariato).
La cooperativa vincitrice della gara dovrà applicare le nuove tariffe con alcune eccezioni per facilitare le persone che debbono effettuare assistenza agli ammalati. Tali facilitazioni sono:
- sosta gratuita ai donatori di sangue con documentazione fornita dall'azienda;
- sosta gratuita ai portatori di handicap;
- sosta gratuita nella fascia notturna per utenti che fanno assistenza ai propri familiari, con permesso rilasciato dall'azienda;
- prima mezz'ora di sosta gratuita;
- abbonamento settimanale H24 a 28 euro;
- abbonamento settimanale dalle 7 alle 14 a 26 euro;
- abbonamento settimanale dalle 14 alle 22 a 16 euro;
- abbonamento settimanale dalle 22 alle 7 a 13 euro;
- sosta gratuita nelle giornate festive.
Infine la cooperativa a norma di contratto ha il compito di rivedere l'accesso al parcheggio e la relativa viabilità con aumento della segnaletica e l'indicazione di disponibilità di posti auto liberi all'interno dell'area, oltre al presidio del parcheggio anche nelle ore notturne
Per i dipendenti delle imprese dì pulizia sono previsti 5 posti gratuiti dalle 5.00 alle 10.30 e posti gratuiti all'interno dell'azienda nelle ore pomeridiane.
Peraltro si evidenzia che a seguito di un incontro tra lo scrivente ed il Direttore generale dell'Azienda Ospedali Riuniti, il termine indicato al 1° giugno 2010 era stato procrastinato al 1° luglio 2010, previa intesa da attuarsi tra questo Assessorato, l'Azienda ospedaliera ed il Comune di Ancona. Considerato che eravamo nella fase di commissariamento allorquando vennero emanate queste direttive, al punto che si riteneva opportuno fissare un altro incontro per cercare di avere chiara quale fosse l’opinione del Comune, per definire una strategia che possa soddisfare tutte le esigenze.
Voglio altresì precisare che l’incontro con l’Azienda, il Comune e l’Assessorato è stato indetto per il prossimo 30 giugno. Quindi è del tutto evidente che il termine del 1° luglio, fissato per l’avvio della sosta fatta in questo modo, sarà prorogato per consentire una predisposizione che tenga conto dell’esigenze di tutti e la formulazione degli atti che si rendono necessari.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Voglio innanzitutto ringraziare l’Assessore per l’attenzione data all’interrogazione. Devo dire che si era occupato della questione anche prima dell’interrogazione, visto appunto che proprio per una sua richiesta di approfondimenti è slittata la data di inizio di modifica delle tariffe.
Quando pensiamo al servizio sanitario dovremmo pensare anche a tutti i servizi connessi. Quindi anche i servizi di trasporto e la logistica riguardano il mondo sanità. Specie quando si hanno dei valori di flusso di circa 10 mila persone che transitano, vedi appunto l’ospedale di Torrette, dove peraltro in seguito al trasferimento dell’ospedale pediatrico si rischia di vedere il tutto aumentare.
Rispetto a questi dati soltanto il 20% delle persone che si recano all’ospedale di Torrette utilizzano il trasporto pubblico. Quindi è compito dell’Azienda ospedaliera regolare il restante 80%, ma avendo attenzione a che vi sia una regolazione. Perché il rischio, considerando che il parcheggio ha una capienza limitata, è quello di una sosta selvaggia, che alla fine deborda anche nel quartiere, come dimostra l’elevato numero di multe.
Capisco l’iniziativa dell’Azienda ospedaliera volta a contenere dei fenomeni di cattivo utilizzo del parcheggio. Ad esempio in conferenza stampa l’Azienda ha rimarcato il fatto che questo parcheggio viene addirittura utilizzato come parcheggio scambiatore. Però non credo che l’innalzamento delle tariffe possa essere uno strumento risolutivo da questo punto di vista, in realtà andrà a penalizzare chi invece fa un utilizzo corretto del parcheggio o perché lavoratori o perché persone che vanno a trovare malati.
Quindi tali tipologie, cioè le persone che si recano all’ospedale per visitare parenti e amici malati, ritengo vadano particolarmente tutelate.
Nell’interrogazione segnalavo anche il caso di una categoria particolare, che l’Assessore ha ripreso, ossia i lavoratori della cooperativa che si occupa delle pulizie, che a differenza degli altri lavoratori di Torrette non avevano accesso, mentre ora ho appreso che ci sono dei parcheggi anche per loro. Bene, è una cosa giusta.
Quindi sono soddisfatto della risposta dell’Assessore, rimaniamo in attesa e monitoreremo gli sviluppi.


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Se il Consigliere Pieroni sarà d’accordo la risposta dell’Assessore gliela manderemo per iscritto.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Consiglieri, sono le ore 13,30, quindi rimetto all’Aula la decisione se sospendere la seduta da adesso fino alle ore 14,30 e poi riprendere nel pomeriggio, oppure chiudere la seduta.
Quindi, visto che prima ho sentito alcune critiche sul fatto che non si vota sulle decisioni che deve prendere l’Assemblea… (…) No, la prosecuzione non era prevista, nella convocazione mettiamo solo con eventuale prosecuzione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Questa mattina ci sono state in modo molto irrituale due occupazioni abusive dell’ordine del giorno.
Fermo restando tutta la comprensione, la solidarietà umana, personale, professionale e persino politica, rispetto agli operai della Fincantieri, ai quali ho già detto pubblicamente come capogruppo che ci adopereremo anche a livello politico nazionale per appoggiare la proposta che ha fatto il Presidente Spacca di coinvolgere tutte le Regioni e il livello centrale.
Fermo restando questo, dicevo, c’è stata una vera occupazione dell’ordine del giorno preorganizzata dall’estrema sinistra, e questo non va bene. Ad esempio, se io la prossima volta portassi tutti gli operatori di spiaggia di Porto Recanati e qualcun altro tutti gli agricoltori del maceratese o del pesarese, dopodiché questi si mettessero di fatto ad occupare l’Aula, questo non va bene.
La seconda parziale occupazione dell’ordine del giorno l’abbiamo avuta con i Sindaci; questa volta parziale perché almeno siamo comunque andati avanti con i lavori.
Pertanto chiedo il diritto-dovere di questa Assemblea di lavorare anche nel pomeriggio. Noi siamo stati votati per lavorare anche al pomeriggio non solo la mattina.
Quindi chiedo di fare un piccolo break, ci mangiamo tutti un panino qua, mezz’ora è più che sufficiente, massimo tre quarti d’ora, poi riprendiamo alla grande per concludere l’ordine del giorno che abbiamo appena iniziato. Ci sono tante cose da fare, andiamo avanti. Perché se tutte le volte occupiamo l’Aula in questo modo – è stato fatto anche la volta scorsa, a mio avviso in modo abusivo – penso che qui gli atti andranno avanti per dei mesi o degli anni. Poi ai voglia parlare di efficienza di questa Assemblea legislativa! Quindi non va bene, bisogna lavorare anche nel pomeriggio. Tanto più, ripeto, che abbiamo avuto sempre delle occupazioni abusive dell’ordine del giorno, questa mattina addirittura due.
Quindi non sono d’accordo per la conclusione mattutina, bisogna riprendere a lavorare anche oggi pomeriggio.

PRESIDENTE. Nel sottolineare che non si tratta di occupazione, forse può esserci stata una irritualità, ma, insomma, abbiamo avuto la visita dei Sindaci che rappresentano i territori e quella di dipendenti che rischiano la perdita dei posti di lavoro. Quindi chiedo moderazione anche nel definire le manifestazioni.
Il tema è un altro. Ossia, se riconvochiamo la seduta dell’Assemblea legislativa nel pomeriggio potremo anche trovarci senza numero legale, allora per scongiurare questa cosa, perché eventualmente bisogna trattenere il personale e quant’altro, chiedo di sapere preventivamente se appunto si intende proseguire oppure rinviare alla prossima seduta i punti all’ordine del giorno.
Faccio comunque presente che i punti che riguardavano la proposta di atto amministrativo e le nomine sono stati fatti, quindi sono rimaste in piedi solo le interrogazioni e le mozioni, che peraltro sono sempre state discusse in modo abbondante in tutte le sedute finora svolte.
Ha chiesto la parola la Consigliera Ortenzi. Ne ha facoltà.

Rosalba ORTENZI. Sono rimaste tre interrogazioni, quindi magari finire queste subito e poi andare nel pomeriggio. Però ricominciare alle ore 15,00 mi sembra un po’ eccessivo, tanto faremo un pasto frugale.

PRESIDENTE. Consigliera, non ho capito, qual è la sua proposta?

Rosalba ORTENZI. Di fare un altro paio di interrogazioni, sospendere la seduta per fare un break di non più di mezz’ora e poi riprendere…(…)

PRESIDENTE. Consigliera, non ho capito! Non ho capito!

Rosalba ORTENZI. Finiamo le interrogazioni e poi…(…)

PRESIDENTE. Allora, bene, la proposta della Consigliera Ortenzi è quella di finire con lo svolgimento delle tre interrogazioni e poi chiudere la seduta.
Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Scusi, Presidente, ma qui non può essere che uno chiede di fare le interrogazioni che interessano e poi si chiude. Che giochino è! Per cui bisognerebbe meglio motivare, e la motivazione per proseguire c’è, perché ci sono delle mozioni, alcune delle quali, ricordo Presidente, che ce le portiamo addirittura dalla scorsa legislatura, andando di questo passo le porteremo a quella successiva.
Siccome adesso siamo tutti qua e abbiamo anche l’opportunità di avere una volta tanto la Giunta al completo, se permettete chiedo di continuare anche nel pomeriggio. Se vogliamo fare una pausa di mezz’ora piuttosto che di tre quarti è un altro discorso, però non si possono rinviare le mozioni di volta in volta.
Quindi sono favorevole al proseguimento dei lavori.

PRESIDENTE. Bene, allora faccio questa proposta, ossia quella di mettere in votazione la ripresa pomeridiana della seduta, fatta dal Consigliere D’Anna, che se dovesse essere accolta sospendiamo subito i lavori per riprenderli alle ore 14,30. Se invece dovesse essere respinta metterò in votazione l’ulteriore proposta della Consigliera Ortenzi di andare avanti con le tre interrogazioni e poi chiudere la seduta.
Metto quindi ai voti la proposta di prosecuzione dei lavori assembleari dopo una sospensione di circa tre quarti d’ora.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Metto ora in votazione la proposta della Consigliera Ortenzi di proseguire con le tre interrogazioni e poi chiudere la seduta.

(L’Assemblea legislativa approva)

Bene, quindi proseguiamo fino allo svolgimento delle interrogazioni 41, 53 e 47, poi chiuderò la seduta.


Interrogazione n. 41
della Consigliera Ciriaci
“Mancata rilevanza pubblicità delle aziende marchigiane nella Fiera Cibus di Parma 2010”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 41 della Consigliera Ciriaci. Ha la parola l'Assessore Petrini.

Paolo PETRINI. Questa interrogazione riguarda la recente fiera CIBUS svoltasi a Parma neanche due mesi fa. Una fiera alla quale io stesso ero presente e dove tra l’altro ho incontrato l’interrogante Graziella Ciriaci presente con la sua azienda.
Ho incontrato la sua azienda così come le altre diciotto presenti. E da parte delle aziende marchigiane la delegazione non era molto numerosa …

(contestazioni di alcuni Consiglieri di opposizione per l’esito della precedente votazione risultata a favore della chiusura dei lavori).

PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, la prego, lei ora non può prendere la parola. Assessore, continui.

(il Consigliere D’Anna continua a contestare)

Paolo PETRINI. Presidente, chiami magari i commessi.

PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, la questione di serietà significa parlare solo quando viene concesso di parlare. (…) Consigliere D’Anna, lei non può parlare, dia retta! (…) Assessore, continui.

Paolo PETRINI. Se la protesta volgerà al termine potremo anche cercare di continuare i lavori. Oppure probabilmente, visto che riguarda solo la Consigliera Ciriaci, non vogliono ascoltare! (…) Ci sono mozioni di maggioranza e di opposizione…(…)

(il Consigliere D’Anna continua a contestare)

PRESIDENTE. Assessore Petrini, la prego, o risponde oppure chiudiamo qui la seduta! (…) Assessore Petrini, se lei non continua con la sua risposta il Consigliere D’Anna non se la finirà più!

Paolo PETRINI. Presidente, chiudiamo la seduta.

PRESIDENTE. No, risponda! (…) Consiglieri, fatemi la cortesia! Invito il Vicepresidente Petrini a rispondere a questa interrogazione. E si continua con i lavori!

Paolo PETRINI. Stavo dicendo che l’interrogazione tratta della recente fiera CIBUS di Parma…

(il Consigliere D’Anna continua a contestare)

PRESIDENTE. Consigliere D’Anna, la informo che per questo suo atteggiamento io posso prendere dei provvedimenti. Non li sto ancora prendendo proprio per cercare di mantenere un certo clima (…) Lei faccia come vuole, però ora lei non può parlare, ha capito! Altrimenti, ripeto, sarò costretto a prendere provvedimenti nei suoi confronti.
Assessore, la prego di continuare.

(il Consigliere D’Anna continua a contestare)

PRESIDENTE. Assessore Petrini, la prego, prosegua nella risposta!

Paolo PETRINI. Per la Fiera CIBUS di Parma 2010 la Regione Marche all'interno del proprio stand vedeva la presenza di diciannove aziende.
Tale manifestazione ha visto quest'anno due elementi importanti: l'Ente Fiera di Parma ha disposto lo spostamento delle collettive al padiglione n. 6 dell'area fieristica, mentre negli anni precedenti eravamo al Padiglione 2, quindi su questo non abbiamo potuto fare nessun intervento; invece lo stand istituzionale della Regione Marche, indipendentemente dalla nostra volontà, è stato completamente rinnovato a seguito di apposita gara effettuata per la specifica fiera. In questo stand di circa 360 mq vi abbiamo messo le 19 aziende che hanno partecipato alla fiera, ognuna con circa 11 mq a testa.
La struttura completamente rinnovata, anche in coordinamento con la nuova immagine della Regione Marche – che abbiamo già utilizzato con grande successo al Vinitaly – vede non solo un coordinamento riguardo ai colori, quindi all’immagine complessiva, ma soprattutto in relazione all’utilizzo dell’immagine di Dustin Hoffman e dello spot che lo stesso attore ha realizzato per la Regione Marche.
Tale impostazione dello stand è stata riconosciuta positiva da parte di tutte le aziende presenti. Io ho delle e-mail sulla mia posta elettronica dove insieme alla fotografia di quel giorno, ossia di quanto ho visitato quello stand, c’erano anche i ringraziamenti di quelle aziende.
Allora, Consigliera Ciriaci, se lei, attraverso la sua azienda, non è stata soddisfatta di questa partecipazione, così come fanno le altre, che in questo caso hanno ringraziato, mi invii delle osservazioni, in maniera tale che potremo utilizzarle per il prossimo anno.
Ma in tutte le riunioni che facciamo questa visione dell’efficacia promozionale della Regione Marche, questa volta, sia per il CIBUS e soprattutto per il Vinitaly, davvero non l’abbiamo ricevuta.
Ognuno ha una diversa strategia aziendale su cui probabilmente non sempre combaciamo, però la prego, Consigliera Ciriaci, anche per quello che è il suo ruolo di imprenditrice, oltre che di espositrice, di circostanziare maggiormente queste sue osservazioni. Altrimenti, come molte volte accade, le sue interrogazioni e le sue mozioni francamente non le capisco.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Ringrazio l’Assessore per la solerzia nella risposta. Per quanto riguarda invece l’aspetto che riguarda la mia azienda, che purtroppo o per fortuna sono venti anni che partecipa al CIBUS, voglio sottolineare che io non mi sono assolutamente riferita ad essa - anzi, visto che il Presidente ci tiene, voglio approfittare di questa occasione per ringraziarlo -. La sollecitazione era orientata soltanto ai fini di un miglioramento. Quindi non capisco, Assessore, questo suo atteggiamento quasi indisponente al confronto.
Io ho solo detto ciò che è successo nel momento in cui ci siamo recati come delegazione – e non come azienda che è rimasta presente durante tutta la fiera – ed abbiamo raccolto osservazioni di alcuni espositori – se vuole le facciamo avere anche i nomi –.
Peraltro, Assessore, se le mia osservazione al suo ruolo di assessore non è interessante posso anche smettere, comunque mi dispiace che lei la prenda come una questione personale e non come una proposta. (…) Assessore, guardi, io non ho fatto assolutamente, lo ribadisco ancora, un’interrogazione personale; tra l’altro mi dispiace che si svolga in una seduta dove c’è una tensione assoluta. Io ho sempre cercato di creare, adesso come in altre occasioni, un rapporto di collaborazione, quindi certamente non un rapporto provocatorio. La mia non voleva essere una critica, voleva soltanto essere – ripeto, soltanto – un momento di riflessione, in quanto le gigantografie di Hoffman potevano essere alternate a foto di prodotti. Tutto qui, Assessore.
E le mie non vogliono essere osservazioni con una criticità di assoluto rigore, bensì con una criticità di assoluto confronto.
Quindi la ringrazio ancora. E sarò solerte a non farle più interrogazioni visto che lei a volte non ne vuole! Non vuole cioè essere messo a confronto, non vuole che la minoranza solleciti le questioni. Questo lo dico con tutta la stima che ho in lei e con la collaborazione che abbiamo sempre messo in qualsiasi…(…) Non c’entra nulla…(…) Assessore, io qua svolgo un ruolo assolutamente diverso. (…) No, non è vero, Assessore, comunque avremo modo magari di fare un confronto reale, quando lo deciderà lei e con le associazioni che vorrà o altro, però che stia tranquillo!


Interrogazione n. 47
del Consigliere Natali
“Formazione continua nelle Zone territoriali”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 47 del Consigliere Natali. Ha la parola l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In merito a questa interrogazione sulla formazione continua nelle Zone territoriali, il Consigliere Natali poneva quattro interrogativi: quante domande di partecipazione erano state presentate, suddividendole per le 13 Zone territoriali; quante domande sono state ammesse alla partecipazione, con suddivisione per le 13 Zone territoriali; se esistessero oneri per la partecipazione al Master di che trattasi e, in caso positivo, chi li avrebbe dovuti affrontare; come sono stati, in effetti, fronteggiati tali oneri.
In merito ai primi due punti, relativi al numero delle domande, si propone la seguente tabella riepilogativa, che poi le fornirò e che ora leggo brevemente:
- per l’ASUR sono pervenute 8 entro i termini erano, 7 sono stati gli ammessi e 4 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 1 sono pervenute 5 domande entro i termini, 4 ammesse in graduatoria, 4 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 2 sono pervenute 4 domande entro i termini, 4 ammesse in graduatoria, 4 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 3 sono pervenute 7 domande entro i termini, 6 ammesse in graduatoria, 6 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 4 sono pervenute 4 domande entro i termini, 3 ammesse in graduatoria, 3 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 5 sono pervenute 8 domande entro i termini, 5 ammesse in graduatoria, 3 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 6 sono pervenute 3 domande entro i termini, 2 ammesse in graduatoria, 1 iscritto definitivo;
- nella Zona territoriale 7 sono pervenute 8 domande entro i termini, 8 ammesse in graduatoria, 4 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 8 sono pervenute 2 domande entro i termini, 1 ammesse in graduatoria, 1 iscritto definitivo;
- nella Zona territoriale 9 sono pervenute 2 domande entro i termini, 1 ammessa in graduatoria, 0 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 10 sono pervenute 8 domande entro i termini, 4 ammesse in graduatoria, 2 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 11 sono pervenute 8 domande entro i termini, 7 ammesse in graduatoria, 6 gli iscritti definitivi;
- nella Zona territoriale 12 sono pervenute 7 domande entro i termini, 6 ammesse in graduatoria, 1 iscritto definitivo;
- nella Zona territoriale 13 sono pervenute 4 domande entro i termini, 2 ammesse in graduatoria, 2 gli iscritti definitivi;
- per gli esterni, 5 pervenute entro i termini, 5 ammessi e 4 iscritti definitivi.
Per un totale di 83 domande pervenute entro i termini, 65 entrati in graduatoria, 45 gli iscritti definitivi.
In merito alla spesa sostenuta per il master si precisa che l'Asur ha pagato 21.500,00 euro per i propri dipendenti e per quelli delle Zone territoriali utilizzati presso l'ASUR medesima; le singole Zone hanno sostenuto la spesa secondo i singoli regolamenti vigenti in materia di formazione obbligatoria e facoltativa. I dati relativi alle singole Zone territoriali potranno essere comunicati magari nel corso della prossima seduta dell'Assemblea legislativa perché non sono pervenuti nel dettaglio ripartiti per Zona.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Assessore, attendo quindi di avere il documento che ha letto con il riscontro successivo suddiviso per Zone territoriali.
L’interrogazione era diretta a conoscere se vi erano state delle disparità di trattamento, come presupponeva chi mi ha indirizzato quelle informazioni, sui costi del master. Cioè, in alcune Zone territoriali il costo del master veniva chiesto al partecipante, mentre in altre era stato supportato direttamente dalla Zona.
Al di là del fatto che mi sembra un po’ strano che le singole Zone territoriali possano avere regolamenti diversi sul punto, considerata la centralità dell’ASUR, ci dovrebbe essere quanto meno una conformità, una cosa contraria sarebbe assurda, sarebbe interessante saperlo sempre per quel discorso di controllo che io tante volte le ho sottoposto.
Quindi le chiedo la cortesia di farmi avere quel documento prima che debba rifare un’altra interrogazione.

PRESIDENTE. (…) Per favore, Consigliere D’Anna! Siccome è rientrato l’Assessore Canzian ritorniamo ora all’interrogazione n. 8…(…) Guardi, Consigliere, lei rischia, continuando con questo comportamento, a vedersi applicato il regolamento! (…) Io l’avviso, punto! Dia magari una lettura al regolamento così un’altra volta si regola!


Interrogazione n. 8
del Consigliere D’Anna
“Rimodulazione orari degli uffici postali minori”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 8 del Consigliere D'Anna. Ha la parola l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Premetto che alcune considerazioni contenute nella promessa dell’interrogazione del Consigliere D’Anna sono condivisibili, tanto è vero che la Giunta regionale ha ben presente la situazione dei piccoli comuni e delle frazioni scarsamente popolate, dove effettivamente gli uffici postali svolgono un ruolo indispensabile per la comunità.
Come noto, però, la determinazione degli orari di apertura degli uffici postali è materia che non rientra nella competenza della Regione, ma spetta alle Poste Italiane. Quindi ad una società per azioni che ha per oggetto in particolare l'esercizio del servizio postale, nel rispetto ovviamente dei criteri stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico, dipartimento per le comunicazioni.
Ciò detto la Giunta regionale si impegna, così come suggerito dal Consigliere D’Anna, a predisporre un documento di monitoraggio concernente la reale situazione dei comuni marchigiani che rischiano la chiusura degli uffici postali. Successivamente si impegnerà anche a sensibilizzare gli amministratori di Poste Italiane sulla questione, promuovendo un incontro al quale invitare anche i rappresentanti dell'Anci, dell’Uncem e dell’Upi Marche, con l'obiettivo di attivare un tavolo comune nel quale ricercare soluzioni e dove valutare sia le esigenze dell'azienda sia quelle delle comunità locali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Ho apprezzato sia il tono che l’interesse dimostrato dall’Assessore in merito ad una problematica che sta colpendo soprattutto le piccole realtà. E sappiamo che c’è sensibilità anche a livello nazionale.
I piccoli comuni sono un po’ la spina dorsale, non solo dal punto di vista della logistica, del nostro territorio. Però a fronte di questo poi le zone soprattutto dell’entroterra sono quelle che vengono escluse maggiormente da tutta una serie di servizi, da quelli sanitari alla viabilità,
La Regione Marche, seppure con importi non consistenti, si sta adoperando per quelli che vengono definiti centri commerciali naturali, cioè i centri storici delle città e ovviamente anche dei paesi, però poi la stessa Regione non riesce neppure a contrattare con le Poste. Ovviamente non è nostra competenza, Assessore, allora qui andiamo a vedere anche i precedenti che si sono verificati. Ad esempio di quando la Regione Marche sottoscrisse un contratto con le Ferrovie dello Stato per il trasporto locale poi appena dopo un mese ci siamo ritrovati con l’abolizione di alcune fermate di treni importanti.
Voglio dire che anche allora, pur non essendo nazionale la nostra competenza, avevamo comunque lo strumento della contrattazione. Certo, con le Poste questo risulta un po’ più difficile, in ogni caso la Regione con le Poste italiane deve poter instaurare un rapporto per dire: “attenzione, per noi queste piccole realtà sono importanti e quindi anche il ruolo che svolge l’ufficio postale è fondamentale”.
Oggi non tutti hanno il conto corrente quindi potersi appoggiare ad un ufficio postale è veramente importante. Nei paesi dove sono rimasti soprattutto gli anziani, l’andare magari a ritirare la pensione presso un ufficio postale è anche, oltre che un sevizio, un momento di socializzazione, lì si possono incontrare altre persone ecc..
Pertanto non vorremmo che dietro la rimodulazione degli orari degli uffici postali si utilizzino parole poco chiare per poi poter fare proprio ciò che non c’è scritto, ovvero una chiusura.
Realtà come Cartoceto, Novilara, Focara, Schieti sono dei presìdi importanti, sono luoghi dove si svolgono manifestazioni di grande interesse, c’è un impegno delle amministrazioni a rivitalizzare il centro e così via. Quindi è chiaro che se si va a togliere una struttura importante come appunto un ufficio postale non va bene.
Da una parte si danno gli incentivi per i centri storici naturali, dall’altra poi non si fa assolutamente niente per evitare che gli stessi centri storici riducano il loro appeal.
Quindi mi auguro che nelle prossime settimane, Assessore, lei riesca ad avere dei contatti con le Poste italiane per sensibilizzare su questa problematica. Ritengo che anche la presentazione di una interrogazione le potrà dare maggiore forza. E se sarà necessario potremmo pensare anche ad una mozione, se qualcuno, però, ce la fa discutere!


Interrogazione n. 53
del Consigliere Bucciarelli
“Applicazione dell'accordo di programma a favore dei territori e dell'indotto coinvolti nella crisi della Antonio Merloni”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 53 del Consigliere Bucciarelli. Ha la parola l'Assessore Giannini.

Sara GIANNINI. Con riferimento all’interrogazione in oggetto si riferisce quanto segue.
L'accordo di programma, avente per oggetto la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del Gruppo A. Merloni, è stato sottoscritto in data 19 marzo 2010, tra il Ministro dello sviluppo economico e i Presidenti delle Regioni E. Romagna, Marche ed Umbria territori dove hanno sede gli opifici del Gruppo aziendale.
Il provvedimento è attualmente alla registrazione della Corte dei Conti e successivamente dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, quindi non è ancora operativo.
Quasi tutte le misure riferite all'Asse 3 dell'accordo, il pacchetto indotto e sviluppo territoriale, gestite dalle regioni Marche ed Umbria, sono già operative. In particolare è stato espletato il bando relativo al trasferimento tecnologico, è stato rifinanziato il fondo di garanzia, sono stati messi a disposizione gli ammortizzatori in deroga e attivate le misure di sostegno alla costituzione di cooperative tra i lavoratori provenienti dalle aree di crisi. Non è stata ancora attuata la misura destinata a finanziare le opere di urbanizzazione a valere sul FAS in quanto, nonostante il PAR/FAS sia stato approvato dal CIPE lo scorso anno, il Governo non ha ancora trasferito alla Regione i relativi fondi. Mentre per il FEG è ancora pendente l'approvazione del programma da parte della Commissione europea. Tra l’altro nella manovra finanziaria c’è proprio una questione che riguarda tutti i fondi FAS. Pertanto siamo in attesa di capire quali saranno le misure colpite, per cui siamo preoccupati che possano anche essere queste.
Per quanto riguarda l'Asse 1 e 2 si tratta di misure a gestione governativa, in particolare:
a) Asse 2 riguarda l'applicazione a 56 comuni marchigiani dei benefici della legge 181//89, gli interventi sono gestiti da Invitalia. Tali interventi diventeranno operativi a seguito della pubblicazione dell'accordo sulla Gazzetta ufficiale;
b) l'Asse 1 riguarda la valorizzazione delle attività e degli assets immobiliari e tecnologici del gruppo industriale, è quindi una misura che verrà attivata a seguito del bando per raccogliere le manifestazioni di interesse ad acquisire il Gruppo A. Merloni che dovrebbe essere emanato dai Commissari straordinari entro qualche settimana.
A seconda dell'esito del bando potrebbe essere attivata la misura 1 sub a) relativo al sostegno alla rioccupazione dei lavoratori degli impianti A. Merloni nel caso di cessione "in discontinuità" ovvero quella 1 sub b) che prevede la reindustrializzazione dei siti produttivi nel caso in cui l'esito della procedura ad evidenza pubblica di cessione avesse esito negativo ovvero un mix delle due qualora la cessione delle attività e assets abbia dei perimetri variabili (cioè parte "in continuità" e parte "in discontinuità");
Si sottolinea che nel corso di questi ultimi mesi si sono manifestati interessi da parte di imprese straniere, in particolare cinesi, diretti ad acquisire gran parte del perimetro produttivo della A. Merloni.
Nel corso di incontri, anche in occasione delle missioni di sistema che la Regione ha effettuato in Cina, si sono svolti incontri con alcune imprese cinesi che sono interessate ad effettuare investimenti finanziari nel Gruppo (oltre a dare supporto logistico e distributivo ai prodotti sui mercati asiatici), a condizione di identificare partner industriali italiani con cui condividere il progetto di rilancio dell'azienda;
Sono in corso colloqui, avviati in queste ultime settimane con partner italiani che stanno identificando ed elaborando un progetto industriale da sottoporre prima ai partner cinesi e ad altri investitori finanziari.
Sviluppo Marche Spa (SVIM) e Sviluppo Umbria Spa, in attuazione dell'Accordo di programma sottoscritto il 19 marzo 2010, stanno verificando l'interesse dei diversi soggetti interessati a promuovere una cordata per la presentazione di proposte dirette ad acquisire il Gruppo Antonio Merloni e ad assumere tutte le iniziative idonee per agevolare la predisposizione e la presentazione di piani industriali strumentali all'acquisizione del complesso aziendale, e ciò anche al fine di mantenere il progetto industriale di rilancio delle attività del Gruppo per il più possibile ancorato ai territori e ai lavoratori delle due regioni.

PRESIDENTE. Visto che non ci sono altre interrogazioni…(…) Mi scusi, Consigliere Bucciarelli, mi ero distratto. Prego, a lei la parola per dichiararsi soddisfatto o meno.

Raffaele BUCCIARELLI. Capisco la fretta, Presidente, visto che siete una maggioranza che non vuole lavorare e che fa occupare l’Assemblea legislativa dai lavoratori guidati dall’estrema sinistra che dovrei essere io! .
A parte le battute, ringrazio l’Assessore per la risposta su un tema complesso e di non facile soluzione. Quindi faccio solo alcune raccomandazioni.
La sua risposta se non confortante è comunque promettente, sicchè la mia osservazione è che non seguiamo ciò che il Manzoni raccomandava agli agricoltori lombardi, poi riuniti in lega, quando è arrivato Barbarossa, i quali cambiavano padrone ed erano contenti.
Questi sono problemi grossi, complessi, profondi, di difficile soluzione, allora svolgere un’azione di governo significa accompagnare il processo con l’accortezza di favorire al massimo investitori e imprenditori locali, che sicuramente danno più garanzie. Favorendo inoltre tutti quei progetti che propongono la reindustrializzazione dei luoghi, anziché eventuali e ipotetiche trasformazioni per altri fini, che impoverirebbe il nostro territorio sia sul piano occupazionale sia sul piano delle conoscenze.


Interpellanza n. 3
della Consigliera Foschi
“Prospettive ERSU Urbino”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. Direi ora di fare anche l'interpellanza n. 3 della Consigliera Foschi, in quanto è da un po’ che è iscritta all’ordine del giorno.
Risponde l'Assessore Luchetti. Prego, Assessore.

Marco LUCHETTI. In merito alla interpellanza n. 3/2010 del Consigliere Foschi “Prospettive ERSU Urbino" si fa presente che qualsiasi modifica organizzativa dell'attuale assetto degli ERSU delle Marche viene effettuata con legge regionale, per cui i Consiglieri regionali potranno svolgere pienamente il loro ruolo in sede Assemblea legislativa.
Già nella passata legislatura sono state presentate proposte di legge tendenti a riformare l'assetto organizzativo degli Enti dipendenti regionali, proposte che poi non sono state convertite in legge regionale.
Nell'attuale situazione di crisi economica e finanziaria, in cui sono richiesti sacrifici generalizzati, la Giunta regionale ha valutato la necessità di procedere al riordino degli Enti regionali per il diritto allo studio universitario, così come anche altri enti, prevedendo la sostituzione dei rispettivi presidenti e consigli di amministrazione con un direttore che eserciterà i poteri di governo e di gestione.
II progetto di riordino, con il quale si tende a ridurre le spese di funzionamento degli apparati pubblici, va inquadrato nel più generale contesto degli interventi di riequilibrio del bilancio regionale, per compensare i minori trasferimenti dello Stato a seguito della approvazione della manovra finanziaria del Governo (d.l. 31 maggio 2010, n. 78. "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica").
Le ragioni di questa scelta non sono solamente di ordine finanziario (i risparmi di spesa che derivano dall'eliminazione del presidente e dell'organo collegiale il consiglio di amministrazione), ma sono legate anche all'esigenza di dare concreta attuazione ai principi di efficienza, efficacia e buon andamento che devono permeare nell'operato della pubblica amministrazione; trattandosi infatti di enti strumentali e pertanto sottoposti agli indirizzi e alla vigilanza della Regione (articolo 47 dello Statuto regionale), la proposta di legge della Giunta regionale in itinere intende, per quanto possibile, ricondurre gli organi direttivi degli ERSU ad un più stretto rapporto con l'Amministrazione regionale, assimilandone il regime giuridico a quello dei dirigenti dei servizi della Giunta, anche al fine di razionalizzare lo svolgimento dell'attività degli enti medesimi mediante la creazione di opportune sinergie con le strutture organizzative regionali.
Va comunque sottolineato il fatto che dalla soppressione degli attuali organi di amministrazione degli ERSU (presidenti, consigli di amministrazione) dovrebbe derivare, a regime, una riduzione della spesa di oltre 100/150 mila euro all'anno.
Questa scelta organizzativa permette di mantenere sul territorio un organo di governo e soprattutto permette di mantenere i servizi agli studenti nella loro interezza.
Aggiungo in merito a questa proposta di legge - che, ripeto, andrà in Assemblea legislativa, per cui ne discuteremo tutti quanti insieme -, che al di là di questa organizzazione di carattere amministrativo, si sta riflettendo anche su come mantenere la partecipazione sul territorio degli stessi organi. Per cui non c’è più quel discorso dell’organo unico, ma c’è il mantenimento degli strumenti del diritto allo studio sul territorio. Quindi dovremo stabilire in che modo magari attivare una partecipazione adeguata a livello di territorio. Perché anche se il direttore generale dell’ERSU sarà in stretto collegamento con l’Amministrazione regionale, credo che suggerimenti su alcune questioni di carattere locale possano provenire anche da quegli organismi di partecipazione che potrebbero essere individuati nel dibattito.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. La sottoscritta in questa sua interpellanza intendeva farsi portavoce di una serie di documenti che nella Provincia di Pesaro Urbino e nel Comune di Urbino sono stati approvati dai rispettivi Consigli, che tendono a chiedere alla Giunta regionale il mantenimento dello stato attuale. E’ quindi un farsi interprete dell’istanza di un intero territorio e non di una esclusiva parte politica.
La preoccupazione deriva anche dalla considerazione del fatto – come emerso nel dibattito che c’è stato in Provincia di Pesaro Urbino – che nel recente passato in Urbino si era verificata una situazione spiacevole, ovvero era l’unico caso in cui, a fronte di borse di studio ammesse e assegnate, non erano stati dati i finanziamenti per coprire tutte le borse calcolate. A Camerino, a Macerata ad Ancona le borse di studio si erano coperte al 100% mentre ad Urbino no, dopodichè quella lacuna era stata sanata con un intervento dello stesso Ministro Gelmini.
Dai calcoli fatti il risparmio non è enorme – ora non entro troppo nel merito, non essendo di mia competenza e non avendo neppure gli strumenti per fare un calcolo preciso –, però sicuramente l’autonomia decisionale, organizzativa e la partecipazione a cui l’Assessore faceva riferimento vanno assolutamente salvaguardate.
Dalla Provincia di Pesaro si suggeriva anche a costo zero, cioè non prevedendo alcun gettone per i componenti, peraltro anche per sottolineare che in realtà non è quello il motivo di spreco, come invece adesso viene indicato.
Rimaniamo quindi in attesa di vedere la formulazione della proposta che ovviamente valuteremo quando sarà portata all’attenzione dell’Aula.

PRESIDENTE. Grazie a tutti. La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,20


 

 
 
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