Resoconto della seduta n.9 del 20/01/2026
SEDUTA N. 9 DEL 20 GENNAIO 2026
La seduta inizia alle ore 10:50
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 9 del 20 gennaio 2026. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 7 e n. 8 rispettivamente del 23 dicembre 2025 e del 13 gennaio 2026, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Prima di passare all'ordine del giorno, a nome del Consiglio regionale delle Marche, desidero esprimere il più profondo cordoglio per la recente scomparsa di Gabriele Martoni, già Consigliere regionale e componente dell'Ufficio di Presidenza. Gabriele Martoni ha servito le istituzioni con serietà, rigore e grande senso umano, lasciando un segno autentico nel lavoro consiliare e nel rapporto con i territori. Il suo impegno politico e civile, unito a una naturale disponibilità verso gli altri, lo ha reso una figura stimata e ben voluta dentro e fuori le istituzioni. Alla sua famiglia, alla moglie e alle figlie giunga la vicinanza sincera dell'intero Consiglio regionale. Il ricordo del suo impegno e dei valori che ha incarnato continuerà a vivere nella comunità marchigiana. Vorrei, inoltre, esprimere, a nome mio personale e dell'intero Consiglio regionale delle Marche, che ha trovato anche questa mattina la condivisione unanime dell'intera Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.
La più ferma e sincera solidarietà alla Consigliera regionale Micaela Vitri, vittima in queste ore di attacchi sessisti, insulti e vere e proprie istigazioni alla violenza apparse sui social network. I commenti che sono stati rivolti alla Consigliera Vitri sotto un post social, a seguito di un confronto televisivo su un tema delicato e centrale come quello della sicurezza, non sono semplicemente offese, rappresentano una forma di violenza verbale grave, inaccettabile, che supera ogni limite del confronto politico e civile. Arrivare ad augurare lo stupro, ad usare un linguaggio degradante e disumanizzante, non è opinione, non è critica, non è dissenso, è semplicemente odio. Colpisce ancora di più che questi attacchi siano stati rivolti a una donna, non per ciò che ha detto nel merito del dibattito, ma per ciò che rappresenta. Questo dimostra quanto il sessismo sia purtroppo ancora radicato e quanto sia necessario continuare a contrastarlo con determinazione, dentro e fuori le istituzioni. Nel corso dei cinque anni della scorsa legislatura ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con la Consigliera Vitri all'interno dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. In quell'esperienza ho potuto apprezzarne non solo la serietà e la competenza istituzionale, ma anche le qualità umane, il rispetto per le istituzioni, il senso di responsabilità e l'impegno autentico nel rappresentare i cittadini marchigiani. Chi la conosce sa bene che non merita in alcun modo questo trattamento ignobile. Voglio anche sottolineare un aspetto importante: la Consigliera Vitri ha scelto di non alimentare polemiche, ribadendo di voler essere giudicata per il proprio lavoro e le proprie idee, non come vittima. È una scelta che merita rispetto, ma che non può e non deve tradursi nel silenzio delle istituzioni. Il silenzio di fronte all'odio non è neutralità, è resa. La questione degli insulti via social riguarda tutti noi. I social network non possono diventare zone franche in cui si sospendono le regole della convivenza civile e del rispetto della persona. La libertà di espressione è un valore fondamentale della democrazia, ma non può mai trasformarsi in libertà di insultare, minacciare o incitare alla violenza. Dietro uno schermo non si smette di essere responsabili delle proprie parole.
Come Istituzione abbiamo il dovere di promuovere una cultura del rispetto, di condannare senza ambiguità ogni forma di odio e di sostenere chi subisce aggressioni verbali, soprattutto quando queste mirano a intimidire e zittire chi partecipa alla vita pubblica. Se permettiamo che l'odio diventi normale, se accettiamo che la violenza sia il prezzo da pagare per l'impegno politico, allora mettiamo a rischio la qualità stessa della nostra democrazia. Per questo rinnovo la mia piena solidarietà alla Consigliera Micaela Vitri e ribadisco che il Consiglio regionale delle Marche non può e non vuole essere indifferente di fronte a simili episodi. Il confronto politico può essere acceso, anche duro, ma deve sempre rimanere umano, rispettoso e fondato sulle idee, mai e dico mai sull'odio. Difendere la dignità di una Consigliera significa difendere la dignità di tutte le donne, delle istituzioni e della comunità marchigiana nel suo insieme. Su questo non possono esserci divisioni politiche, è una responsabilità comune. Grazie.
Interrogazione n. 46
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Intendimenti della Giunta regionale in merito all'attuazione della sentenza n. 1644/2025 della Corte d'Appello di Milano sull'onere delle rette RSA a carico del Servizio Sanitario Nazionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 46 dei Consiglieri Caporossi, Seri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Pare opportuno ricordare in premessa che la sentenza citata della Corte d’Appello, la n. 1644 del 2025, fa stato, dal momento del passaggio in giudicato e per quanto accertato in quel processo, solamente tra le parti, i loro eredi o ovviamente aventi causa, di talché della stessa sentenza non è possibile avvalersi nei confronti di chi sia estraneo al processo e, tanto meno, se ne può richiedere l'attuazione a questa Giunta regionale, salvo, appunto, l'instaurazione di un ulteriore contenzioso. Volendo considerare l'orientamento a cui la citata sentenza di merito fa esplicito richiamo, espresso, pure in più pronunce, dalla Corte di Cassazione, occorre precisare, innanzitutto, che esso non si configura come un orientamento consolidato, giacché le pronunce che si sono susseguite sul tema, pur pervenendo alla medesima conclusione della totale imputazione al Sistema sanitario nazionale delle rette di degenza per i malati di Alzheimer e similari, ricostruiscono la questione con motivazioni differenti e principi non univoci. Peraltro, tali sentenze sono state pronunciate solo da Sezioni Semplici e non è mai intervenuta la Cassazione in Sezioni Unite.
In estrema sintesi, le pronunce in questione hanno concluso per porre totalmente a carico del Sistema sanitario nazionale le rette di degenza in RSA stabilendo che anche gli oneri per le prestazioni socio-assistenziali - non attribuibili invece al Sistema sanitario nazionale ex articolo 30 della legge 730/1983 - siano posti a carico del Sistema sanitario nazionale laddove risulti che le prestazioni sanitarie necessarie al paziente non possano essere eseguite se non congiuntamente all'attività di natura socio-assistenziale.
Tuttavia, si ritiene che i principi di diritto formulati individuano nella presenza di un trattamento terapeutico personalizzato, che non può essere somministrato se non congiuntamente alla prestazione assistenziale, come detto sopra, il discrimine per considerare inscindibilmente connesse le attività sanitarie ed assistenziali e prevedono, quindi, una valutazione in concreto con riguardo al singolo paziente, anche al fine di determinare la competenza degli oneri relativi ai costi di degenza, in quanto malattia degenerativa di lungo termine. Trattasi, difatti, di trattamento non standardizzato la cui durata viene stabilita in funzione delle condizioni dell'assistito e delle rispettive evoluzioni da esaminare attraverso specifica valutazione multidimensionale secondo le modalità definite dalle Regioni, così come è stabilito dagli articoli 29 e 30 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017. Occorre quindi evidenziare che l'assistenza residenziale alle persone non autosufficienti rientra nella disciplina di cui all’articolo 30 del DCPM LEA del 2017; in particolare, l'attuale assetto normativo distingue due tipi assistenziali nella fattispecie in questione: da una parte ci sono i trattamenti estensivi, che hanno l'obiettivo di assicurare cura e recupero funzionale in un'ottica temporanea, di norma, non superiore ai 60 giorni, a carico del Sistema sanitario nazionale; poi ci sono i trattamenti che mirano ad assicurare la lungoassistenza, recupero e mantenimento funzionale, con costi a carico del Sistema sanitario nazionale per il 50% e con la restante quota a carico dell'utente o dell'ente locale. Me lo ricordo bene. Ciò dimostra che nei EA la lungoassistenza residenziale è considerata a rilevanza non esclusivamente sanitaria, peraltro confermata poi dal decreto legislativo n. 29 del 2024 che, in materia di riforma dell'assistenza agli anziani, mantiene, nel setting in parola, le regole di compartecipazione previste appunto dall'articolo 30 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017. Per questo non è possibile affermare la riconducibilità tout court delle prestazioni complessivamente erogate ai malati di Alzheimer tra quelle a carico del Fondo Sanitario nazionale, quindi del Sistema sanitario nazionale. Peraltro, tali principi, pur pronunciati con riguardo a casi di specie relativi a pazienti malati di Alzheimer o demenze, secondo la Corte di Cassazione possono essere estesi anche in presenza di altre patologie degenerative. Appare, allora, evidente, considerando la diffusione di tali patologie, che l'applicazione di questi orientamenti porterebbe a un incremento esorbitante, non …
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta.
Vorrei sottolineare una questione di fondo, è nelle ultime parole che poi sono state tagliate, il fatto che, sostanzialmente, quando si è affetti da una patologia cronico-degenerativa, ha detto l'Assessore che tutto ciò è in grande crescita dal punto di vista dell’incidenza nei confronti della prevalenza di queste patologie, noi abbiamo una sorta di “terra di nessuno”, nella quale tutto l'onere di ciò che accade alle persone e alle famiglie ricade direttamente sulle stesse. Si è detto che è inscindibile l'assistenza quotidiana, quella che prende in carico all'interno delle residenze protette, delle resistenze assistite, rispetto alla profilo di cura che riguarda le persone, perché in presenza di patologie croniche come queste, lo dice la parola stessa, c'è un percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale di cronicità che riguarda quello che si chiama chronic care model, cioè il modello di cura dei cronici, che deve ricadere per forza in una unitarietà fra ciò che accade a livello esistenziale, cioè nella vita delle persone, e ciò che accade dal punto di vista della assistenza di tipo sanitario.
La sentenza della Corte d'Appello di Milano è esplicativa di tutto ciò e vorrebbe un atteggiamento da parte di tutti, e anche della nostra Regione, che sia tale da poter mettere al centro della discussione non una questione di carattere semplicemente giuridico, dicendo se siamo nel giusto o no da quel punto di vista, ma una questione di carattere sociale e politico che significa riprendere il tema e, lo dico subito, riprendere nel suo complesso l'articolazione, che nel nostro caso è assolutamente casuale e inadeguata, della residenzialità, di tutto il sistema della residenzialità. Lo abbiamo detto a proposito degli ospedali di comunità che sono stati moltiplicati, che sono semplicemente un momento di accudimento, di riacutizzazione o di situazioni di difficoltà da parte dei pazienti attraverso i medici di famiglia. Lo diciamo nel senso di proporre, ancora una volta, il fatto che ci sia un atto completo nel quale siano previste tutte le fattispecie della residenzialità pubblica e privata accreditata, con il quale si possa dare una risposta completa e togliere di mezzo quel trattino fra sociale e sanitario che è quello che impedisce di dare una cura universale alle persone. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
Interrogazione n. 49
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti “Cancellato l’archivio nell’albo pretorio online dell’Azienda Sanitaria Territoriale Pesaro-Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 49 dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Riporto quanto riferitomi dalla stessa Azienda sanitaria territoriale, per cui si dice che: “Questa Azienda ha provveduto a ripristinare la visione delle determine nell'albo pretorio, nonché nella sezione del sito ‘Amministrazione Trasparente’. La segnalazione era pervenuta già da qualche operatore, ancora prima della presente interrogazione, a seguito della creazione del nuovo sito aziendale.
Nel restare a disposizione per ogni eventuale, ulteriore chiarimento, l'occasione è gradita per porgere i più cordiali saluti”. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Colgo l'occasione per ringraziarla anche dell'intervento, non mi sarei aspettata quelle parole, quindi ammetto di essere rimasta commossa. Grazie infinite, grazie a tutto il Consiglio regionale per la solidarietà.
Quanto all'interrogazione, ringrazio l'Assessore perché avevo già verificato io stessa questa mattina, ho visto che è stato ripristinato l'archivio dell'albo pretorio, mi fa piacere, perché non è solo un segnale di trasparenza, ma anche di rispetto nei confronti di chi deve verificare e vuole verificare tutti gli atti dell'Azienda sanitaria.
Grazie per aver ripristinato l'archivio, era rimasto assente tutto il pregresso, mi pare da metà novembre a metà dicembre, quindi oggi ho verificato e per fortuna è stato ripristinato. Grazie.
Interrogazione n. 50
ad iniziativa del Consigliere Caporossi
“Situazione distribuzione farmaci ex Crass di Ancona”
Interrogazione n. 52
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Disservizi e condizioni indegne per il ritiro dei farmaci presso l’ex Crass di Ancona”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 50 del Consigliere Caporossi e l’interrogazione n. 52 del Consigliere Nobili, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. È una tematica che ho affrontato già nelle prime settimane, in cui ne sono venuto a conoscenza, quella dell'ex Crass, mi dicono, è una tematica che viene da lontano. Quello che ho potuto vedere è stata la disponibilità immediata dell’AST 2 di fare dei primi provvedimenti per migliorare questa situazione in attesa di soluzioni più strutturali, come quella, per esempio, del trasferimento a Torrette del punto di distribuzione farmaceutica.
Ringrazio l’AST 2 per aver già allungato, con l'inserimento di due pomeriggi, gli orari. Ci saranno anche delle strutture, ovviamente non fisse, per cercare di migliorare l'afflusso in attesa, appunto, di una nuova e diversa sede.
Tra l'altro, sappiamo che è un immobile storico, quindi non è così facile fare delle coperture fisse, anche se su questo si può assolutamente lavorare Si sta già iniziando a interloquire con la Soprintendenza perché quello è …, è restringere, lo so. Le Sovrintendenze le conosciamo e parlo all’ex Sindaco.
Dopodiché penso che sia anche importante, appunto, l'aumento dell'orario, così come l'assunzione di un ulteriore farmacista che è in corso, tra l'altro prendendo da altra graduatoria, quindi più veloce rispetto al concorso in sé.
E’ anche rilevante che, a partire dalle prossime settimane, se non giorni, verrà ampliata la lista dei medicinali erogati in distribuzione per conto (DPC) per il tramite delle farmacie convenzionate, includendo nuove classi di farmaci attualmente erogati solamente dal sistema di distribuzione diretta. Credo che questa sia una soluzione organica. Parliamo di farmaci antidiabetici, per la sclerosi multipla, per le terapie per il controllo del colesterolo e altri sulle patologie croniche. Questo si può fare anche perché, ci tengo anche a dirlo, abbiamo appena rinnovato l'accordo con le farmacie andando anche incontro a problematiche che mi dicevano essere aperte da un decennio, quindi con grande soddisfazione delle parti.
È ovvio che il traguardo è quello di trasferire tutto su un punto di buona evidenza e raggiungibilità presso Torrette. È ovvio che bisogna attendere anche la conclusione dei lavori per i nuovi parcheggi di Torrette, sennò si risolve un problema e se ne crea un altro.
Ringrazio l'operato dell’AST 2, che ha preso in considerazione questa problematica che, ripeto, mi dicono che risale a molti anni addietro riguardo a questo punto di distribuzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Io non ringrazio l'operato di AST 2 e del suo Direttore generale che ad ogni piè sospinto o dà le scuse per le cose che non vanno, come nel caso del paziente di Senigallia, o si mette addirittura ad interloquire con i Consiglieri regionali sul piano della discussione politica. Non è questo il tipo di metodo che può essere usato da un direttore di azienda nei confronti di questo Consiglio e, quindi, ci torneremo a proposito di altre vicende, come quella delle guardie mediche durante le festività natalizie.
Sicuramente ci aspettiamo molto di più dal fatto che ci sia un'articolazione nuova rispetto al passato, c'era l'Asur, adesso ci stanno 5 aziende e le 5 aziende potrebbero essere una buona occasione, una buona opportunità per superare quelle che potevano essere le angustie e le strettoie di un'Azienda unica. Ma non è questo il modo con cui si affrontano le cose, per cui, ovviamente, l'Assessore dovrà verificare anche gli stili, le attitudini e i comportamenti da parte delle direzioni aziendali.
In merito alla questione in sé per sé non ci sono risposte immediate, perché parliamo di cose che si andranno a realizzare in un futuro che non è prossimo, sia per quanto riguarda il riattamento degli spazi all'interno dell’ex Crass, sia, tantomeno, all'interno della previsione che a Torrette ci possa essere uno spazio dedicato a questo.
Nel frattempo sono corse le voci che si fosse pronti, anche attraverso il trasferimento di farmacisti a Torrette, al fatto di concentrare subito sic et simpliciter all'interno del polo di Torrette questa funzione. Ricordo che il polo di Torrette è molto meno raggiungibile dal punto di vista dei trasporti pubblici, che sono molto frequentati da parte di tanti utenti che si recano all’ex Crass, è molto più difficile andarci. Ci sono oltre 10.000 persone al giorno che si recano presso l'Ospedale regionale e, quindi, come tale, un salto nel vuoto di questa natura è assolutamente da evitare. Non basta l'assunzione di un farmacista, c'è bisogno, anche qui, di una unità di crisi, come dico in generale in merito alla situazione della sanità oggi. Questa parola la useremo come un mantra a proposito del fatto che non si può stare zitti nei confronti di questa perdurante, anzi crescente, inaccessibilità del sistema. Quindi invito caldamente a rivedere questa questione e a fare in modo di prenderla in mano, caro Assessore, direttamente, perché la questione non può finire con le influenze, con il freddo, ma deve avere una risposta concreta e definitiva. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Aggiungo poco a quello che ha detto il Consigliere Caporossi.
Ringrazio l'Assessore Calcinaro, anche se non sono del tutto soddisfatto della sua risposta, perché mi pare che siamo più sul piano degli annunci che delle misure concrete. Apprezzo la sua onestà intellettuale, laddove riconosce che questi problemi, che riguardano la sanità marchigiana, non nascono oggi, ma nascono negli ultimi anni con la legislatura Acquaroli. Prendiamo atto di questa sua lettura, che coincide con la lettura che diamo anche noi di una sanità davvero in crisi. Non passa giorno in cui non vediamo immagini dolorosissime, non solo quelle della persona costretta a sdraiarsi per terra in assenza di una barella a Senigallia, ma anche le immagini dell'ex Crass dove anziani, che sono in attesa di farmaci salvavita, devono attendere ore al freddo.
Credo che questi interventi, a cui ha fatto riferimento l'Assessore Calcinaro, non possano stare esclusivamente su un piano emergenziale, non possono intervenire solo dopo che determinate situazioni sono state denunciate pubblicamente, magari con l'attenzione da parte dei media.
Siamo di fronte a un problema che è un problema di sistema, che richiede un ragionamento di sistema, non annunci spot periferici, ma un ragionamento che prenda atto del fallimento delle politiche della Giunta Acquaroli sul versante della sanità pubblica.
Ci attendiamo dall'Assessore Calcinaro un impegno in favore di una stagione davvero diversa, non mancheremo di dare il nostro contributo a partire dalla riscrittura del Piano socio-sanitario. Grazie.
PRESIDENTE. Le interrogazioni abbinate n. 55 e n. 64 sono state rinviate.
Interrogazione n. 57
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“L.R. n. 17/2021 ‘Istituzione dell’Itinerario ebraico marchigiano’ – Attuazione e finanziamento”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 57 dei consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, la Sottosegretaria Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutta l'Aula, ai colleghi Consiglieri e anche al Presidente, che adesso non vedo perché è appena uscito.
In merito all'interrogazione n. 57, diciamo che poi ci sono un paio di interrogazioni più o meno su questo tenore e, ovviamente, abbiamo già parlato in maniera molto ampia e circostanziata lo scorso 23 dicembre di come abbiamo impostato la legge di bilancio e di come ci siamo dati delle priorità condivise, in base a delle legittime osservazioni che sono state fatte rispetto a diversi settori ed a legittime attenzioni che sono state richieste da certa parte politica. Ovviamente un'Amministrazione di qualsiasi natura, meglio se un'Amministrazione regionale, si deve interrogare in base anche alle urgenze. Stiamo ragionando sul finanziamento del percorso ebraico e nel corso delle prossime settimane andremo a costituire il Comitato di cui voi chiedete. L’iter si era fermato, come sapete, perché ci sono state le elezioni regionali, la costituzione della Giunta e l'insediamento dell'Assemblea, ma sicuramente sarà una delle attività che andremo a fare nel corso delle prossime settimane. Questo mi sento di dire con molta serenità.
I dovuti approfondimenti ed i dovuti paragoni mi riservo di farli nella risposta alla prossima interrogazione, la n. 60, mettendo insieme le varie richieste delle minoranze, anche per renderci conto di quanto determinate richieste siano legittime da un lato e di quanto non lo siano dall'altro, ma sarò sicuramente più precisa nella prossima risposta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Sottosegretaria per la risposta, ma il suo posto è nel tavolo della Giunta in quanto coadiuva il Presidente.
Mi soddisfa l'impegno a costituire o, meglio, a ricostituire il Comitato per l'Itinerario ebraico marchigiano, di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 17 del 2021, istituito dalla Regione per il coordinamento degli interventi previsti dalla legge medesima.
Non mi soddisfa, anzi mi preoccupa, la risposta in merito al finanziamento della legge, perché il finanziamento della legge regionale n. 17 ‘Istituzione dell’Itinerario ebraico marchigiano’ non è un fatto di maggioranza o di minoranza, non si chiede di finanziare una richiesta della minoranza, Sottosegretaria, dovrebbe avere, mi pare, una sufficiente cultura istituzionale, il finanziamento di una legge, lei me lo dovrebbe insegnare, non è una questione di parte, la legge non è patrimonio di tutti, è patrimonio dell’istituzione, è la legge e c'è l’obbligo di finanziarla, come, tra l'altro, più volte ha ricordato la Corte dei Conti in sede di parifica. Quindi non mi deve rispondere nell'interrogazione successiva del Consigliere Catena, deve rispondere ai doveri della Giunta, che ha nella sua disponibilità la proposta di bilancio e che deve garantire le risorse perché l'attività legislativa, addirittura, una volta che si è concretizzata ed ha parlato attraverso la legge possa dispiegare i propri effetti. Questa non è una facoltà, ma è un dovere che ricordiamo noi, ma, ripeto, che ricorda più volte la Corte dei Conti, non solo in sede di parifica, ma anche come comunicazioni formali che ci ha inviato la scorsa legislatura.
Non è una questione di parte, ma è un dovere di una parte, della vostra parte, garantire il dispiegamento appieno della funzione legislativa e se non ci sono le risorse diventa tamquam non essent. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
Interrogazione n. 59
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri
“Cardiochirurgia Pediatrica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche” (Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 59 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Estendo la nota che è stata mandata dall’Azienda di Torrette, con cui, per questa vicenda, sono comunque in contatto.
Bisogna dire che è stato individuato il facente funzioni del direttore dell'Unità operativa di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica e Congenita nella figura della dottoressa XY, che già era nell’equipe ed è il Cardiologo pediatrico con maggiore esperienza dell'equipe e rimarrà in carica fino alle nuove determinazioni. In questo periodo di temporanea sospensione dell'attività di Cardiologia pediatrica, l’Azienda di Torrette, con il contributo di tutte le strutture del Dipartimento cardiovascolare, ha elaborato un protocollo operativo, di seguito sintetizzato.
La presa in carico di pazienti pediatrici con patologie (pericardite, miocardite, malattia di Kawasaki, malattia Reumatica, aritmie in età neonatale, pazienti GUCH, pazienti con cardiopatia congenita semplice, pazienti GUCH in gravidanza) che accedono al pronto soccorso o nei reparti di Torrette continuerà in modo analogo rispetto a quanto avvenuto sino a questo momento.
Per quanto riguarda, invece, le attività di interventistica e chirurgia, per pazienti selezionati in base a specifici criteri clinici, continueranno ad essere effettuate le seguenti procedure: l'emodinamica strutturale, l'elettrofisiologia, gli interventi correttivi su pazienti per patologie congenite quali DIA, stenosi/insufficienze valvolari, gli aneurismi, re-interventi valvolari. Per questa tipologia di interventi sarà garantito l'impegno diretto o lo stand-by cardiochirurgico nell'Unità operativa di cardiochirurgia.
Quello che voglio ulteriormente dire è che il settore è molto delicato, un settore elettivo, sappiamo che ce ne sono pochi in Italia, quindi sarà un passaggio importante, anche quello di fare uno scouting sulla possibilità di sostituzione, ma deve essere una sostituzione valida, non deve essere per rimettere un tassello su un mosaico. Su questo nelle prossime settimane, andremo a valutare anche con il Direttore per trovare le possibilità per andare a incidere in maniera significativa in questo settore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non sono, ovviamente, soddisfatto della risposta. Lei con questa risposta, di fatto, purtroppo, sancisce la chiusura della Cardiochirurgia pediatrica a Torrette perché non traccia soluzioni di prospettiva. Ci ha indicato soluzioni tampone e, anche nella buona volontà della risposta, vedo che non c'è una chiara decisione sul da farsi in queste settimane e non vedo nessun tipo di provvedimento concreto attivato nelle scorse settimane, perché la partenza del dottor XY già si conosceva da tempo, è andato via la scorsa settimana, ma, purtroppo, non si sono prese decisioni conseguenti.
Ricordo che la Cardiochirurgia e la Cardiologia pediatrica sono ed erano un fiore all'occhiello dell'ospedale regionale, sono anche un punto di riferimento per bambini e gestanti di altre regioni, Molise, Umbria, Abruzzo. Credo che avremmo dovuto dare delle risposte più concrete ai bambini e alle mamme che, spesso, si rivolgono per problemi seri al nostro ospedale di Torrette. C'è stata negli anni una riduzione di personale, si è passati da 10 a 6 cardiologi e da 4 ad 1 cardiochirurgo in questi pochi anni, quindi la riduzione c'è, c’è un taglio di posti letto da 22 a 8 posti letto dal 2019 ad oggi. I
Penso che questi siano segnali abbastanza chiari e il protocollo di cui lei ha parlato, Assessore, offre soluzioni tampone, ma che non danno certezze sul futuro, tanto più che il 19 dicembre è stata sospesa, si dice temporaneamente, l'attività cardiochirurgica. Temo che sia una scelta definitiva e con una direttiva interna si è descritto un nuovo assetto che, di fatto, trasferisce i casi più complicati fuori regione. Quindi c'è un trasferimento, una presa in carico esterna e una delega totale all'esterno, ad altre strutture, Bologna, Roma, Massa Carrara, e questo delinea un quadro di incertezza, devo dire intollerabile che non dà risposte alle famiglie, alle mamme e ai bambini che hanno queste gravi patologie.
Sono totalmente insoddisfatto, Assessore, mi auguro che si prendano provvedimenti immediati per la sostituzione del dottor XY e per il rilancio di tutto il reparto. Grazie.
Interrogazione n. 60
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Chiarimenti in merito all’assegnazione e all’utilizzo del contributo regionale di € 15.000 destinato al ‘Festival del Libro’ del Comune di Macerata e assegnati all'associazione Castelli di Carta”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 60 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, la Sottosegretaria Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. All'interrogazione precedente ho risposto a braccio, anche preannunciando che avrei fatto le dovute considerazioni specifiche su quella successiva, quindi rispondo ai colleghi, rispondo anche al Consigliere Catena e ringrazio il Consigliere Cesetti per avermi detto “sufficientemente conoscente della materia istituzionale”, ma, ovviamente, ho ancora tanto da imparare, soprattutto da lei che è veterano su questi banchi del Consiglio regionale.
Con questa interrogazione, quali sono i fatti contestati? Sono quelli relativi all'iter di assegnazione di un contributo di 15.000 euro al Comune di Macerata, previsto dalla legge regionale n. 21 del 2024, per un generico “Festival del Libro” senza bando o progetto specifico. Secondo la stampa il contributo assegnato, su indicazione di un ex Consigliere regionale, sarebbe stato poi indirizzato, quindi, le criticità rilevate con questa interrogazione sono relative al fatto che sembra che questo contributo, che genericamente la Regione Marche ha elargito, il Comune di Macerata lo abbia trasferito, per l'intero importo più, se non vado errata, 100 euro comunali, all'associazione Castelli di Carta APS, che sembra che abbia, in base a quello che leggo, ovviamente, delle presunte vicinanze alla destra estrema locale, eccetera, su cui io non entro, perché questa non è materia regionale, Consigliere Catena.
Adesso spero di avere il tempo giusto, perché ho preso nota di tutti i punti, sui quale vi voglio dire. Sulla procedura di assegnazione, il contributo di 15.000 euro è stato inserito nella legge regionale n. 21/2024, approvata democraticamente dall'Assemblea legislativa, anche qui rispondo indirettamente al Consigliere Cesetti, con destinazione al Comune di Macerata per iniziative di promozione culturale. Sull'individuazione del soggetto attuatore, il Comune di Macerata con delibera di Giunta n. 441 del 19 novembre 2025 ha legittimamente individuato l'associazione beneficiaria nell'esercizio …, ma è il Comune, quindi questo tipo di interrogazione avrebbe dovuto essere posta all'interno del Consiglio comunale di Macerata, se conosco abbastanza bene come funzionano le istituzioni. Il Comune lo ha fatto nella propria autonomia amministrativa, garantita dagli articoli 5 e 114 della Costituzione.
Preciso un dato fondamentale, che rende questa interrogazione ancora più paradossale, ad oggi il Comune di Macerata non ha ancora presentato la rendicontazione delle spese sostenute e, pertanto, non ha ancora ricevuto alcun importo dalla Regione, in quanto l'erogazione del contributo è subordinata alla presentazione della rendicontazione e alla verifica della regolarità della spesa.
La Regione esercita comunque un controllo ex-post sull'utilizzo delle risorse e l'opposizione sta contestando di fatto un trasferimento di risorse che tecnicamente ancora non è avvenuto.
La Regione non entra nel merito delle scelte culturali e operative degli enti locali beneficiari. Il principio di sussidiarietà, se conosco abbastanza bene le istituzioni, impone il rispetto dell'autonomia comunale, il Comune di Macerata è un ente democraticamente eletto, non un suddito della Regione.
Detto questo, è necessario evidenziare una contraddizione talmente palese da rendere questa interrogazione, secondo me, anche un discreto autogol piuttosto che un atto di controllo. Tre giorni, il 12 dicembre, interrogazione n. 57, gli stessi firmatari chiedono adeguate risorse per l'Itinerario ebraico nel bilancio regionale, senza bando, senza criteri, senza procedure selettive; il 15 dicembre, tre giorni dopo, questa interrogazione contesta il contributo a Macerata perché “assegnato senza criteri, avvisi e graduatorie”. Nell'interrogazione n. 57 chiedono di ricostituire celermente un Comitato senza procedura competitiva; nell'interrogazione n. 60 contestano l'autonomia comunale nell'individuare un soggetto attuatore. Quale principio vale? I contributi culturali possono essere inseriti nelle leggi di bilancio oppure serve sempre un bando pubblico? Perché se la risposta dipende dall'orientamento del beneficiario, allora non stiamo parlando di trasparenza amministrativa, stiamo parlando di selezione ideologica, correggetemi se sbaglio.
Questa interrogazione chiede esplicitamente alla Regione di verificare preventivamente l'orientamento politico culturale delle associazioni coinvolte dai Comuni prima di permettere loro di accedere ai contributi, sbaglio? …
PRESIDENTE. Deve prenotarsi nuovamente. Le diamo un minuto così conclude. Prego.
Silvia LUCONI. Vogliamo introdurre una schedatura ideologica come condizione per ricevere fondi pubblici? Chiedo. Quando governava il centro-sinistra, e gli atti sono pubblici, finanziava attraverso contributi nominativi in legge di bilancio eventi, associazioni e rassegne con chiare connotazioni valoriali? Legittimo, però, chiedo.
Oggi contestano la stessa identica procedura perché non condividono l'orientamento culturale dell'iniziativa. Questa non è coerenza, è doppia morale, permettetemi. L'apologia di fascismo è un reato penale, se ci sono gli estremi, l'opposizione denunci nelle sedi opportune o chieda anche al Consiglio comunale di Macerata, magari, perché no? Ma non si può trasformare ogni iniziativa culturale di area conservatrice in un caso costituzionale solo perché non piace alla sinistra.
La Costituzione tutela il pluralismo democratico, non il monopolio culturale dell'opposizione. Se ho detto qualcosa di sbagliato, correggetemi. Grazie.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena
.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Mi rivolgo alla Consigliera Luconi, non posso essere soddisfatto di questa risposta, perché lei ha ricostruito da un punto di vista procedurale, formale i passaggi di assegnazione delle risorse, fra l'altro, in questo caso, assegnazioni fatte senza bando ad un'associazione che ha sede in Lombardia, che non c'entra nulla con il nostro territorio, un'associazione vicina a CasaPound, che notoriamente si autodefinisce “fascista del terzo millennio”.
Ricordo che la nostra Costituzione è dalla sua nascita, storicamente, giuridicamente, da un punto di vista valoriale, antifascista e mi sarei aspettato una presa di distanza, quantomeno da un punto di vista politico, perché qui non è in discussione se l'assegnazione è avvenuta correttamente da un punto di vista formale, ma se si sono fatte le adeguate verifiche da chi queste risorse sarebbero state utilizzate e fruite per organizzare un festival che ha utilizzato, Consigliera, mi rivolgo anche agli altri Consiglieri, Assessori e al Presidente, dei chiari richiami al regime fascista del ventennio. Non so se avete visto la locandina di questa rassegna.
Rimango fortemente deluso che non ci sia stata l'occasione per prendere le distanze da un punto di vista politico dall'uso dissennato che ne ha fatto il Comune di Macerata, che, magari, dovrà rispondere e giustificare le spese che ha fatto. Però, eludere il tema delle finalità con cui sono state utilizzate queste risorse, mi sembra una risposta debole, che evita di affrontare il nodo del problema.
Guardi, Consigliera, sono per la democrazia e per la possibilità di confrontarsi con tutte le idee, però, vi ricordo che il fascismo non è un'opinione, è stato un regime che ha schiacciato le libertà, ha punito il dissenso, ha carcerato ed esiliato i dissidenti politici causando morte e distruzione nel nostro Paese. Il fascismo non è un'opinione. Dare spazio, attraverso risorse regionali, quindi risorse pubbliche, ad eventi che sono così fortemente connotati …, mi sarei aspettato non tanto una descrizione formale di quelle che sono le competenze, i livelli di Governo, ma una presa di distanza politica, dicendo, come ha fatto il sindaco di Macerata: “Io non ne so niente”. Se ne è lavato le mani, ha dichiarato che lui non era a conoscenza di questa cosa. Forse sarebbe uscita meglio anche la maggioranza dicendo che non era a conoscenza, purtroppo, dell'utilizzo di questi fondi e, magari, quando si fanno assegnazioni dirette, prima vanno fatti un’analisi e un controllo su quale poi …
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, ci palesi i motivi, ai sensi dell'articolo 61, comma 2, del fatto personale.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Semplice, Presidente, perché il Sottosegretario nell'occasione di questa risposta ha risposto alla mia prima, citandomi.
PRESIDENTE. Questo non è fatto personale, andiamo avanti.
Fabrizio CESETTI. Un fatto personale che riguarda … ma lo dirò dopo, non è un problema, però non neanche c'era il motivo, Presidente, di dare un minuto in più alla Sottosegretaria per consentirle di fare delle … nei confronti dell’opposizione …
PRESIDENTE. Questa è un’altra questione, non voglio togliere …
Fabrizio CESETTI. Lei non può pensare di fare quello che vuole qua dentro con me.
PRESIDENTE. Grazie, ne parla dopo.
Interpellanza n. 8
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri
“Politiche regionali per far fronte alla grave carenza di grandi apparecchiature sanitarie nelle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 8 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Il livello tecnologico delle apparecchiature sanitarie e la loro adeguata distribuzione sul territorio rivestono un ruolo fondamentale nel garantire la qualità dell'assistenza erogata dal Servizio sanitario nazionale, l'equità nell'accesso alle prestazioni, la riduzione dei tempi di degenza e delle liste di attesa, l'utilizzo razionale delle risorse pubbliche.
L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) ha realizzato una ricognizione nazionale sulla distribuzione e sulle caratteristiche delle grandi apparecchiature sanitarie in Italia. Le grandi apparecchiature censite sono di varia natura e le Marche hanno una dotazione di 166 grandi apparecchiature sanitarie: l'81,9% è di proprietà pubblica mentre le rimanenti 30 sono private e quasi tutte accreditate. Le Marche hanno una dotazione di grandi apparecchiature sanitarie pubbliche e private di 11,2 ogni 100.000 abitanti rispetto alla media nazionale che è di 14: si tratta di una differenza molto importante, pari al 20% in meno rispetto alla media nazionale. Se la Regione Marche avesse avuto la stessa media italiana, la sua dotazione avrebbe dovuto raggiungere la cifra di 207 apparecchiature, 41 in più rispetto alle attuali. Le diverse apparecchiature sanitarie delle Marche registrano quasi sempre una diffusione più bassa di quella nazionale: questo provoca delle conseguenze nelle possibilità di accesso alle apparecchiature da parte di pazienti perché la scarsità di risorse produce impatti su liste d'attesa, tempi dei ricoveri e trasferimenti nel privato.
Nelle Marche la situazione è questa: ci sono 26,3 mammografi per milione di abitanti mentre la media nazionale è di 35,2%; 9,4 per milione di abitanti di angiografi mentre la media nazionale è di 13,8; 26,9 risonanze magnetiche per milione di abitanti mentre la media nazionale è di 32,9 e potremmo continuare, tutto scritto nell’interpellanza, per esempio la PET 2,7 per milione di abitanti mentre la media nazionale è di 3,2. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha destinato quote significative di finanziamento per il rafforzamento e la sostituzione delle apparecchiature sanitarie medie e grandi da destinare a tutte le regioni italiane.
La Regione Marche con il PNRR ha ricevuto 27,5 milioni di euro poi saliti a 29,7 milioni (con il contributo di Stato e Regione) per l'acquisto di 57 apparecchiature, di cui 27 grandi apparecchiature sanitarie. I dati a disposizione non indicano quante di queste grandi apparecchiature saranno destinate alla sostituzione delle vecchie. Intanto ci appare chiaro che è stata colta la necessità di aumentare il numero di mammografi, ma non in modo sufficiente a raggiungere quella che oggi è la media nazionale. Non viene recepita affatto la necessità impellente di aumentare il numero di angiografi.
Sembra emergere un quadro in cui non si programmano gli acquisti di tecnologie in base alle necessità della popolazione. Le grandi apparecchiature sanitarie sono in gran parte pubbliche (81,9%) e questo pone il tema dell'adeguata presenza di personale per il funzionamento, per tutta la giornata, delle attrezzature che hanno un costo molto elevato e sono di alta qualità. Sembra chiaro che la dotazione di personale adeguata al pieno funzionamento di queste tecnologie non sia una priorità della Regione Marche e che la situazione potrebbe addirittura peggiorare, senza una svolta organizzativa, nel caso auspicabile di un aumento significativo di queste apparecchiature.
È chiaro che come gruppo consiliare del Partito Democratico chiediamo al Presidente della Giunta e all'Assessore competente: quali sono le politiche che si intendono attivare per incrementare il numero di grandi apparecchiature sanitarie, in particolare di quelle maggiormente carenti; quali criteri sono stati seguiti per scegliere le 27 nuove apparecchiature finanziate con il PNRR; quali politiche si attueranno per garantire un'adeguata presenza di personale per garantire il pieno funzionamento delle nuove apparecchiature acquistate con le risorse PNRR e quelle che auspicabilmente dovranno essere acquisite nel prossimo futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Io mi trovo a affrontare questa interpellanza e sentendo anche le altre interrogazioni, soprattutto alcuni toni, mi viene da pensare: com'è possibile che i marchigiani abbiano votato questa maggioranza? Questo è un mistero. Poi largamente, non è stato neanche un testa a testa.
Evidentemente la narrazione è piuttosto forte e se vogliamo …, io sono una persona molto tranquilla, non particolarmente …, solo a volte con il Consigliere Cesetti, ma viene da un pregresso di partite a carte insieme, non per altri motivi. Scherzo.
Se dobbiamo essere intellettualmente onesti, non possiamo anche in questo caso, e vengo all'interpellanza, dipingere un teatro di guerra, come una sanità …, che io ho preso adesso, non devo per forza mettermi a difendere chissà cosa, sono due mesi, qualcuno ha detto che in due mesi avrei dovuto cambiarla, però non è Mash, vi ricordate il telefilm?
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, per favore.
Paolo CALCINARO. Vi ricordate il telefilm Mash, il punto medico in Vietnam? Non è quello, però sentendo certe interrogazioni pare proprio.
Entro nel merito del discorso sulle tecnologie, su cui con il PNRR si sta lavorando e tra l’altro siamo in linea con l'ottenimento di tutti i target. Peraltro, di recente ho avuto anche una buona notizia, tornerà la risonanza magnetica al Salesi, che mancava da diverso tempo e non per colpa probabilmente di questa Amministrazione, anzi di chi mi precedeva, quindi sono politicamente onesto.
Non sono 27, ma sono 57 le grandi apparecchiature che sono state identificate nel percorso – ho sentito una voce fuori microfono, è sempre del Consigliere Cesetti, per gli stenografi era: “dagli sulla testa”, termine politico stretto – e rappresentano una possibilità importante di crescita, che noi dobbiamo monitorare.
Questa crescita è un fattore di propulsione della nostra sanità, però giustamente, lo chiede al terzo punto, come accompagniamo questa crescita di apparecchiature? Le apparecchiature hanno bisogno di un'implementazione anche di personale per funzionare. Oggi abbiamo chiuso anche quella dell’Ast di Ancona, abbiamo le implementazioni straordinarie fuori tetto per il territorio. Adesso, in questa sede, posso anticipare che nelle prossime due o tre settimane andremo ad innalzare il tetto di spesa per il personale - questo ce lo consente l'essere una Regione benchmark - delle singole Ast e potranno esserci anche delle assunzioni ospedaliere che potranno implementare questo tipo di tecnologie. Attenzione, però, la tecnologia va anche al passo con la funzionalizzazione e non significa che per alcune tecnologie, non mi metto a fare l'elenco, serva più personale, perché possono essere tecnologie che creano un meccanismo scalare di funzionamento direttamente con il personale che abbiamo. Per quanto riguarda i criteri, per i quali non ero ovviamente presente, posso dire che la definizione delle esigenze di sostituzione delle apparecchiature è stata …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, se cortesemente mi dà la risposta, in modo che possa leggere la parte mancante della sua risposta orale relativa ai criteri.
Sarò breve in questa replica, semplicemente per precisare che qui non c'è nessun teatro di guerra, generalmente quando propongo interrogazioni, interpellanze mi baso su dati certi, oggettivi e chi meglio dell'AGENAS, che ha fornito questi dati, può dirci lo stato dell'arte delle grandi apparecchiature nella nostra Regione? A proposito, preciso che lei parla di 57 apparecchiature, anch'io nella mia interpellanza parlavo di 57 apparecchiature nel complesso, ma solo 27 sono definite grandi apparecchiature sanitarie. Aggiungo, la carenza è evidente, so che c'è stata anche un'interrogazione in tal senso del Consigliere Caporossi.
In questi giorni vediamo la PET di Torrette che è ferma per manutenzione ed è molto chiara la situazione. Se ci sono solo 2,7 PET per milione di abitanti nella nostra regione, quando la media nazionale è più alta, 3,2 per milione di abitanti, è evidente che è una gravissima carenza se una PET manca nella sua funzionalità ormai da diversi mesi, la PET dell'Ospedale regionale di Torrette. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Cesetti, ma ci dica la motivazione.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La motivazione è semplice, ancorché in modo simpatico, ed è reciproco, l'Assessore Calcinaro ha riferito, ai fini del verbale, che il Consigliere Cesetti ha detto al Consigliere Mastrovincenzo: “Dagli sulla testa”. E’ una battuta simpatica, però va chiarita, da qui il fatto personale. Chiarito in questo senso, è vero, essendo cofirmatario dell'interpellanza ho detto al Consigliere Mastrovincenzo: “Dagli sulla testa” politica, ovviamente, perché l’Assessore Calcinaro ogni volta che viene qui, sulla stampa e sui post dice che sono due mesi che è qua, come se noi dovessimo dare tempo, come se i pazienti dovessero dare tempo. Perché “dare sulla testa?” L’Assessore Calcinaro esercita una delega che è del Presidente, per Costituzione e Statuto il responsabile della politica regionale è il Presidente Acquaroli, che è qui da 6 anni, è lui il massimo responsabile della sanità. L’Assessore Calcinaro non può dire che ha bisogno di tempo perché sono soltanto due mesi, perché a lui non riguarda quello che è successo in passato. No, lui esercita la delega senza soluzione di continuità, quindi non può chiedere tempo, ma deve risolvere nel tempo immediato i problemi della sanità, laddove possibile, se non è possibile, adotti dei provvedimenti alternativi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. È evidente che era una battuta. Ovviamente il Consigliere Cesetti, adesso richiama un'altra volta il fatto personale, ha ricamato politica anche su una semplice battuta. E’ lui, lo conosciamo. Grazie.
Interpellanza n. 9
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Realizzazione di un nuovo parcheggio presso il Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 9 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non nel tempo dell'illustrazione, sull'ordine dei lavori faccio presente che serpeggia in Aula una certa preoccupazione relativamente al fatto che nessuno sta preparando la famosa mozione che abbiamo concordato in sede di Conferenza dei Presidenti di gruppo . Faccio presente alla Presidenza che sono stato investito direttamente da un altro collega Presidente di gruppo, quindi, rischiamo che la mozione annunciata sull'Iran possa non essere pronta e rimane solo quella che ha presentato il gruppo del Partito Democratico. C’era un accordo in questo senso, altrimenti rischiamo …
PRESIDENTE. Magari i Presidenti dei Gruppi, se vogliono, possono confrontarsi sulla tematica.
Prego, Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda l’interpellanza, è semplicissima.
Faccio presente all'Assessore Calcinaro che, in verità, è arrivato da due mesi, quindi non posso imputargli niente, al di là degli attuali due mesi, se non il fatto che sta girando come un matto per le Marche, giovedì sarà nella mia città e mi sembra che non sia l'unica che sta seguendo, offrendo a queste grande attenzione, perché va dappertutto, cercando di rendersi conto di quello che sta succedendo.
Questa interpellanza non è una interrogazione, perché non so se ci sia niente in corso, ma è, appunto, una interpellanza perché chiedo se da parte, primo, dell'Azienda Sanitaria Territoriale, secondo, se ce ne fosse bisogno, del Dipartimento e, quindi, dell'Assessorato, un finanziamento speciale una tantum per la realizzazione di un ampliamento dell'attuale parcheggio presso l'ospedale di Civitanova. Non è nuovo questo problema, l'abbiamo già sollevato come Partito, come UDC, da alcuni anni, addirittura non solo in questa, ma anche nella precedente legislatura, ma, purtroppo, non se n'è fatto nulla.
La preoccupazione da una parte ed anche il fastidio dall'altra, sono determinati dal fatto, Assessore, che, mentre la gran parte degli Ospedali delle Marche, fatta eccezione per Torrette, Civitanova Marche e pochi altri, la possibilità di ampliare i parcheggi è praticamente impossibile, penso a Fano, a Pesaro, a Macerata, perché sono tutti incastrati dentro i nuclei storici delle città, questo nuovo presidio ospedaliero, per fortuna, è stato fatto in campagna, come stiamo cercando di fare in campagna tutti gli altri nuovi ospedali programmati. Quindi un ampliamento a costi decisamente ridicoli, perché si tratta di un parcheggio a raso, né sopraelevato, né interrato, e potrebbe essere rapidamente realizzato. Faccio presente che non solo, attualmente, nell'ospedale di Civitanova non c'è posto per il personale che ci lavora, che non staziona qualche minuto o qualche ora per una prestazione, ma sta lì per intere giornate, intere notti, ma neanche per i disabili. I posti per i disabili sono appena 4, lo so perché accompagno un disabile regolarmente in quell'ospedale e non c'è quasi mai o mai posto per loro, almeno dopo le 9 - 9:30 di mattina.
Ritengo che la necessità dell'opera sia evidente, non abbia bisogno di ulteriori spiegazioni. L'unica cosa, attendo dall'Assessore indicazioni in merito, sperando che si apra una porta, una finestra su questo argomento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Lancio un appello metodologico, non ho poche di interrogazioni, almeno quelle sui lavori pubblici, risparmiatemele. Io adoro i cantieri, però, laddove possibile …, non so come vengono smistate, però adesso mi trovo a rispondere dopo aver interloquito con il settore dell'Assessore Baldelli.
Intanto vado a leggere la risposta firmata dal Direttore del Dipartimento infrastrutture e territorio che ci dice che è in corso di realizzazione presso l'ospedale di Civitanova Marche la nuova palazzina, il nuovo polo dell’emergenza-urgenza. Nell'ambito del progetto è prevista anche la realizzazione di un nuovo parcheggio per un totale di 54 nuovi posti auto, di cui 5 per handicap. A questi posti si aggiungeranno anche 6 stalli riservati alle ambulanze e ulteriori 6 spazi per i mezzi dedicati alle operazioni di carico e scarico. La stessa cosa ci conferma il Direttore generale dell’Azienda sanitaria territoriale di Macerata, questi nuovi 60 posti complessivi. Quindi una prospettiva c'è.
Certo, quello del carico del traffico e del parcheggio intorno agli ospedali è un problema conosciuto, lo vediamo a Torrette, lo posso vedere a Fermo, lo posso vedere in altre realtà, adesso che sto girando, in diversi ospedali. Questo è un aspetto in cui si dovrà, ovviamente, tenere conto e Civitanova Marche, rispetto ad altre situazioni che sono un po' più congestionate e senza prospettiva, la possibilità ce l'ha, in questo caso ce la teniamo stretta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Assessore, indubbiamente la risposta è soddisfacente nell'immediato, se noi possiamo immaginare …
Mi dispiace che debba rispondere ad interrogazioni che non sono di sua diretta competenza, ma penso che lo smistamento delle interrogazioni avvenga in Giunta, non in Consiglio, è un problema che va riversato sulla Segreteria della Giunta o altro.
54 + 6, ambulanze a parte, 54 su 50 + 4 per persone con disabilità, ad oggi, per come frequento, i 50 posti sarebbero sufficienti per evitare che non 50, ma 60 o 70 macchine vengano messe completamente fuori sosta o addirittura sulle strade di grossa percorrenza.
Assessore, se posso raccomandare, e lei trasferire questa raccomandazione, direi che 30 posti in più con un minimo di lungimiranza …, che non è tipica del nostro Paese, noi facciamo sempre le cose sulla base dell'emergenza maturata, mai rispetto a una previsione. Sarebbe bello se ci fosse questo intervento, allargando di poco nella parte, per esempio, dei parcheggi dedicati al pubblico, non so in quale punto verrebbero posizionati e non solo in concomitanza con una nuova struttura che viene realizzata. Ritengo che questo sia dovuto, sia necessario, perché almeno immaginiamo che l'ospedale Civitanova, da qui ai prossimi 5 - 10 anni, non venga ridotto nelle sue competenze, nella sua capacità di erogazione dei servizi, ma venga accresciuto. Penso che 30 posti macchina in più non siano del tutto fuori luogo. Grazie.
Proposta di legge n. 4 (proposta di legge statutaria)
ad iniziativa della Giunta regionale “Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Marche)”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 4 (proposta di legge statutaria) della Giunta regionale.
Dichiaro aperta la discussione generale, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, oggi andiamo ad approvare la proposta di legge n. 4 che riguarda la modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1, per adeguare il nostro Statuto alla legge nazionale che è stata approvata l’8 agosto 2025, la n. 122, che riguarda il numero massimo degli Assessori regionali.
L'articolo 1, comma 1, della legge 8 agosto 2025, n. 122, consente alle Regioni, con popolazione fino a 2 milioni di abitanti, di aumentare, quindi, incrementare il numero massimo degli Assessori di due unità rispetto al limite ordinario che è stato previsto dal decreto legge 13 agosto 2011, n. 138. La legge a livello nazionale, voglio precisare, stabilisce che ai fini del calcolo del numero massimo degli Assessori regionali, il Presidente della Giunta è incluso nel numero dei componenti del Consiglio regionale.
Il comma 3, inoltre, prevede che “le regioni possono adeguare, nell’ambito della propria autonomia statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti alle disposizioni di cui al comma 1, nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.
La legge è formata da due articoli e vediamo l'articolato: l’articolo 1 sostituisce il comma 1 dell'articolo 27 della legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1, specificando che la Giunta regionale è composta dal Presidente e da un numero di Assessori, compreso anche il Vicepresidente, non superiore a quello massimo previsto dalla legislazione statale. È in tal modo consentito l'adeguamento dell'ordinamento regionale alla normativa statale in materia senza necessità di ulteriori modifiche statutarie.
L'articolo 2, al comma 1, prevede che all'aumento del numero degli Assessori si può provvedere anche a decorrere dalla legislazione in corso al momento dell'entrata in vigore della legge statutaria, nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e comunque senza incremento di costi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Al comma 2 dello stesso articolo viene indicato che ai fini dell'aumento del numero degli Assessori si provvede previo adeguamento della legislazione regionale al fine di assicurare il rispetto delle condizioni fissate dal comma 1 del medesimo articolo.
La norma ha natura ordinamentale, quindi mi auguro che questa modifica dello Statuto possa essere approvata all'unanimità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. La Consigliera Marcozzi è stata molto precisa nell'illustrazione della modifica, quindi andrei subito con grande rapidità ad affrontare la parte più politica di questa modifica.
Veniamo da un lungo dibattito in Commissione, anche proficuo, produttivo e voglio motivare il perché la minoranza non sarà in maniera tribunizia contraria a questa modifica, il che non significa che la voteremo a favore, però voglio spiegare perché questa apertura.
Prima di tutto perché è una modifica di legge, quindi, di fatto, adeguiamo lo Statuto ad una norma nazionale che, però, non può essere ristretta solo a questa modifica perché, ed è il secondo aspetto, in effetti, la norma deve prevede che l'eventuale ampliamento della Giunta ad otto persone deve essere fatto ad invarianza finanziaria e, purtroppo, su questo ancora una posizione … per i tempi, naturalmente, perché deve essere sviluppata, perché altre Regioni ancora non hanno affrontato il punto. Su questo noi vorremmo vigilare, cioè vorremmo vedere come l'invarianza finanziaria verrà realizzata. Poi per ragioni anche un po' più generali e anche per darvi la conferma che questa minoranza vuole essere collaborativa in questo frangente.
Ci rendiamo conto che, in effetti, il carico delle deleghe sui singoli Assessori è enorme e che, quindi, e questa è una buona legge di democrazia, più un organo collegiale come la Giunta è largo più è una garanzia di democrazia, perché noi preferiamo organi collegiali in cui siedano più persone rispetto a meno persone. Quindi quando un organo viene ampliato è comunque una garanzia di collegialità. Temo personalmente, ma penso che anche i miei colleghi temano molto, organismi ristretti, che certe volte coincidono con una sola persona. Soprattutto facciamo questa apertura di credito anche perché in Commissione abbiamo visto la disponibilità da parte della maggioranza di interloquire su altre due modifiche statutarie che avremmo discusso oggi se fosse stata presente la Consigliera Ruggeri, che è la prima firmataria. Due modifiche statutarie che prevedono all'interno della Giunta, e saremmo una delle poche Regioni ad averle, la rappresentanza delle pari opportunità di genere e l'adeguamento dello Statuto ad un lessico più inclusivo. Se fosse stato possibile discuterle oggi, avremmo avuto plasticamente l'immagine di una sezione dedicata al cambio dello Statuto. Questo non è possibile farlo, ma l'interlocuzione con la Presidente Marcozzi c'è stata e, quindi, al prossimo Consiglio porteremo queste altre due modifiche allo Statuto che lo rinnoveranno e lo adegueranno agli Statuti regionali più avanzati.
Credo questo e concludo. Lo Statuto della Regione Marche, lo Statuto per una Regione è come la Costituzione per il nostro Stato, è la legge fondamentale che tutti dobbiamo conoscere e rispettare e sono convinto che le regole vadano scritte insieme, perché abbiamo avuto un ottimo esempio di regole scritte bene insieme in Italia da posizioni opposte. Anche in questo caso, se c'è la comprensione, la buona disponibilità di noi Consiglieri, potremmo raggiungere una modifica statutaria importante senza che magari sulla stampa appaiano le polemiche su poltronifici ed ampliamenti. Non è questa la politica nella quale crediamo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ovviamente condivido integralmente la relazione del Vicepresidente Piergallini che, di fatto, preannuncia anche la posizione del Partito Democratico su questo tema perché, oggettivamente, questa riforma statutaria …
PRESIDENTE. Chiedo per cortesia silenzio in Aula perché il Consigliere Cesetti deve intervenire, sennò poi chiede minuti in più.
Prego, Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. E’ una proposta di modifica della legge statutaria, peraltro, scritta bene, cosa che non sempre succede in questa Assemblea, che non è altro che l'adeguamento dello Statuto regionale alla legislazione nazionale, perché, appunto, il nostro Statuto limita il numero degli Assessori a 6, se non vado errato. Quindi scrivere che “la Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da un numero di Assessori, compreso il Vicepresidente, non superiore a quello massimo previsto dalla legislazione statale ai fini del coordinamento della finanza pubblica”, è ovviamente una modifica dovuta del nostro Statuto per uniformarsi alla legislazione nazionale.
Tra l'altro c'è l’articolo 2 che prevede che l'aumento del numero degli Assessori - eventuale, com’è scritto in questa legge, perché non è detto che poi ci sia - debba avvenire ad invarianza finanziaria, come ci ha ricordato anche la Presidente Marcozzi.
È un adeguamento, personalmente ritengo, che una Regione come le Marche abbia la necessità di avere un numero di otto Assessori. Lo verificammo noi all'epoca, io ero Assessore al bilancio quando ci trovammo a gestire la vicenda del terremoto e poi la pandemia, le varie crisi, che pure c'erano. Quindi noi abbiamo toccato con mano, io personalmente ho toccato con mano quanto fosse difficile operare con 6 componenti in una Giunta che si doveva misurare con un'infinità di materie e di questioni assai complesse. Tant’è vero che noi a quel tempo facemmo una modifica legislativa per sollevare gli Assessori gravati da tante responsabilità, da tante incombenze, facemmo l'unica legge possibile a quel tempo, sulla quale, tra l'altro, avevo molte riserve, che però votai per disciplina di maggioranza, una legge che prevedeva, come prevede, il cosiddetto istituto della supplenza, cioè l'Assessore che veniva chiamato a svolgere responsabilità di Giunta, di Governo, di fatto, veniva sgravato dalle funzioni di Consigliere regionale per consentirgli di dedicarsi a tutte quelle materie. Da qui l'istituto della supplenza, con il subentro del primo dei non eletti e questo, ovviamente, immettendo maggiori figure, in più nel Consiglio regionale. Di fatto, aumentava il numero dei Consiglieri, sostanzialmente, formalmente no, perché i Consiglieri sostituiti cessavano dalle loro funzioni per assumere quelle di Assessori, quindi la questione diventava “neutra” per quanto riguardava il Consiglio. In più la Giunta istituì la figura del Sottosegretario, lo dico alla Sottosegretaria Consigliera Luconi che dovrebbe distinguere tra il finanziamento di una legge e il finanziamento di un bando, è l’abbiccì. Questo giusto per rispondere, ma lei mi ha capito.
Che cosa successe? Ad esempio per quanto riguardava la figura del Sottosegretario … e qui entriamo nel tema dell'invarianza finanziaria, poi vi dico come, secondo me, potrà essere perseguita, perché io sono d'accordo a portare ad 8 Assessori, per quel che può valere la mia opinione.
Sul Sottosegretario la Corte dei Conti, anche questo la Presidente Marcozzi lo sa bene, in tutte le parifiche che ci sono state, di cui l'ultima, che ho qua, dice che oltre che essere una figura ad invarianza della Giunta, che non serviva perché era una sovrapposizione di ruoli già assegnati agli Assessori, ribadisce, quest'anno, che il Sottosegretario non persegue il tema dell’invarianza finanziaria e determina un aumento di costi, io vado a braccio, ma afferma questo sostanzialmente, con seri problemi di legittimità costituzionale di questa vicenda, perché l'aumento di costi incide sui limiti che la Costituzione pone, articolo 81, sugli equilibri di bilancio, eccetera. Non lo sto a ricordare a voi che lo sapete meglio di me. Lo dice qui, quindi non è …, non fosse altro per gli uffici di supporto, il personale di supporto che incide sulla spesa del personale, altro limite messo dalla Costituzione, oltre che dalla legislazione vigente.
Qual è il tema e lo voglio anticipare. Credo che l'invarianza che prevede la legge nazionale presupponga che gli Assessori siano anche Consiglieri regionali, questo è il punto. Come si persegue l'invarianza? Siccome gli Assessori prendono la stessa indennità dei Consiglieri, come eravamo noi, come ad esempio è in Puglia, dove ci sono soltanto due Assessori esterni, è perseguita con la legislazione regionale che appunto prevede questo. Se noi allarghiamo domani, nell'ipotesi che allargate a 8, vi consiglio di rivedere la legislazione regionale e l'istituto della supplenza, perché la supplenza non esiste più, non ci sono più i motivi delle competenze che dicevo prima, perché, se portiamo la Giunta 8, non c'è più bisogno che gli Assessori vengano sgravati delle funzioni di Consigliere regionali, anzi, secondo me, devono essere integrati nelle stesse e, allora, bisogna fare una modifica per eliminare l'istituto della supplenza. Abbiate pazienza, come fa ad essere ad invarianza finanziaria se gli Assessori già annunciati … In questo caso citiamo il mio amico e collega di vecchia data Consigliere Marinelli, tra l'altro, se mi posso permettere, credo che sia uno che meriti di assumere quel ruolo per esperienza e per competenza, per come l'ho conosciuto io. Se l'Assessore Marinelli viene chiamato a svolgere funzioni di Assessore ed a lui subentra il primo dei non eletti, al primo dei non eletti bisognerà dargli l'indennità e come facciamo a perseguire l'invarianza finanziaria? E così per l'altro Assessore. Non si giustificano più neanche l’attuale istituto della supplenza, perché gli Assessori regionali non sono più Consiglieri, tant'è che sono sospesi nell'esercizio delle loro funzioni. Guardate bene la legge.
La materia è assai delicata. Non l'ho voluto dire prima per evitare poi …, infatti avrei voluto presentare un oltre del giorno, non lo presento perché, ripeto, questa norma adegua e va bene, personalmente sono d'accordo con l'allargamento a 8, ma è evidente che l'invarianza finanziaria è una questione dalla quale non si può prescindere, non solo per l'indennità, ma anche per gli uffici di supporto e quindi per il personale. Pertanto, quando andiamo a modificare la legislazione regionale, come previsto all'articolo 2, che dovrà cristallizzare e attuare l'invarianza finanziaria, teniamo conto delle considerazioni che poc'anzi ho fatto, che non mi sembrano siano campate per aria, perché le ho tratte dalle considerazioni della Corte dei Conti in materia di parifica, che vale, in quel caso, per il Sottosegretario, ma vale anche per gli Assessori, per i Consiglieri, per i cosiddetti costi della politica che devono essere contenuti nei limiti previsti dalla legge nazionale, che, appunto, prevede l'invarianza finanziaria. Grazie.
Presidente. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Prendo volentieri la parola su questo argomento importante. Nel 1970 il Consiglio regionale contava 40 Consiglieri, compreso il Presidente, e 8 Assessori, lo stile che ha ricordato il Consigliere Cesetti. Nel 2026 con questa modifica avremo 31 Consiglieri, con il Presidente, ed 8 Assessori, in totale 39. Ci abbiamo messo, fate un po' i conti, 70/75 anni per ritornare a capire esattamente quello che doveva essere da sempre. In mezzo, lo dico soprattutto ai più storici amici del Partito Democratico che hanno conosciuto anche il Partito Comunista, come me la Democrazia Cristiana, un rispetto per un'Istituzione che nel tempo è stata considerata, forse, da qualcuno che ha preso tanti voti, poi non li ha presi più, ringraziando Dio ed il popolo italiano, alla stregua di una associazione di quartiere.
Su un bilancio di 5,2 miliardi della Regione Marche, la questione che pone in maniera ipocrita il legislatore nazionale con questa stupidaggine dell’invarianza finanziaria, è difficile interpretare. Un genio, penso che sia stato un genio, ho seguita questa cosa fatta da un genio. Stiamo discutendo di due stipendi di dirigenti di medio livello, tanto è quello che prende il Consigliere regionale delle Marche che, insieme a quelli dell'Umbria e dalla Toscana, sono fra i meno pagati d'Italia, abbiamo questo primato che dobbiamo evidenziare a grande voce.
Io sono, colleghi Consiglieri più giovani, fra i tre presentatori della legge sulla supplenza, quindi tutti quelli che sono entrati grazie alla supplenza, si mettano in coda, paghino una cena da qui al 2030. Quando l’abbiamo presentata ci siamo presi tanti insulti, però è stata votata all'unanimità, perché era una legge che ci riportava esattamente alla condizione del 1970. Allora, o questa Istituzione … a partire dalla Giunta che oggi, a differenza del 1970, ha molti più poteri rispetto al Consiglio, perché è evidente lo sbilanciamento dei poteri a favore del Presidente eletto direttamente dal popolo marchigiano, e dalla Giunta, che è di eletta direttamente dal popolo marchigiano, che lui nomina.
Io ho fatto l’Assessore con altri 10 Assessori ed avevamo la fortuna di poter ricevere, io venivo qui dal lunedì al venerdì, tutti i giorni anche i singoli cittadini. Oggi noi Consiglieri, ho tessuto adesso le lodi dell'Assessore Calcinaro, se dobbiamo prendere un appuntamento con un Assessore, a meno che vogliamo fare una chiacchierata veloce qui in Consiglio, dobbiamo aspettare dei mesi. Ringrazio l'Assessore Bugaro e l’Assessore Consoli che verranno in III^ Commissione, ma è stato difficile anche per voi fissare un appuntamento per la Commissione, alla quale, in teoria, l'Assessore, come il Ministro ed i Sottosegretari, dovrebbe partecipare regolarmente. In Parlamento funziona così.
Ristabiliamo un po' di verità e un po' di serietà all'interno di questo organo, dandoci, non dico importanza, ma un minimo di dignità. Abbiamo dei Comuni - grazie, poi, a tutte le strane norme che abbiamo fatto, dopo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, per recuperare qualche soldo attraverso gli eletti - sotto a 50.000 abitanti con 9 Assessori e una Regione con una marea di competenze … La III^ Commissione, che presiedo, ha 17 competenze distribuite su 4 Assessori, io piango e prego per loro perché stare dietro a questa roba si diventa matti. Stamattina l'Assessore alla sanità ed ai servizi sociali ha risposto a 10/2 interrogazioni, a quella che ho fatto io non doveva rispondere lui, ma un altro Assessore e si è lamentato di questo, ma è chiaro che è sommerso da competenze e da lavoro e rispetto a tutto ciò noi ci facciamo problemi di questo genere.
Troviamo la soluzione, Consigliere Cesetti, lei è stato al bilancio per tanti anni, è sicuramente più esperto di me, io non so quale sia la soluzione ideale, però troviamola e facciamo in modo che, almeno sul piano della rappresentanza politica, non venga meno la presenza dei Consiglieri regionali, i quali già ridotti di numero, in 30, possano svolgere questo fondamentale rapporto con i cittadini. Non dimentichiamo che la percentuale del 90% dei votanti del 1970 è scesa al 50%. Se diminuiamo ancora la nostra presenza, se siamo meno disponibili, non riusciremo nella maniera adeguata ad ascoltare tutti. Non dobbiamo andare in giro a fare le prediche, dobbiamo ascoltare i cittadini e questo lo deve fa pure l'Assessore. Ho detto dell'Assessore Calcinaro che va in giro, dedicherà un'intera mattinata a una città, neanche troppo importante, cioè la mia, per vedere tutte le strutture, questo va fatto. Se l'Assessore non fa questo, non va sui luoghi, non li capisce, non sente le persone. Se sta solo dietro le carte non fa quell'attività politica fondamentale. Se ci neghiamo questo, se non abbiamo la coscienza, la forza di ottenerlo e ci neghiamo questo, veramente facciamo un cattivo servizio a chi ci ha eletto e a questa Istituzione. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi Consiglieri per la discussione. Credo sia importante ristabilire la verità, “apprezzo” tutti gli interventi, ma, ancora una volta, mi trovo davanti alla strumentalizzazione politica, tra l'altro sono stati citati dei dati errati. Lo dico ai colleghi dell'opposizione che hanno parlato, ad esempio, del Sottosegretario che ha personale in più. Il Sottosegretario, vi avvisiamo, non ha personale in più. Il Sottosegretario, in questo caso la Consigliera Luconi, ma poteva essere anche un altro Consigliere, non ha personale in più all'interno della Giunta, quindi la scelta di far fare il Sottosegretario è ad invarianza zero, dal punto di vista sia dei compensi e trattamenti da Consigliere regionale che del personale. Quindi è giusto ristabilire la verità dei fatti, perché qualcuno ha detto, addirittura, che c'era la questione del personale. Ricordo a tutti, per chi non lo sapesse, ed è giusto ricordarlo, che il Sottosegretario non si avvale di personale aggiuntivo rispetto a quello che ha il gruppo, di cui ho l'onore di essere Presidente, non percepisce indennità in più e non ha dipendenti in più.
Per quanto riguarda la questione degli Assessori, penso che voi lo sappiate benissimo, anche perché, giustamente, ne ha parlato prima il Consigliere Marconi, che è veterano dell'Aula e di cui ho ascoltato con attenzione l’intervento. Vorrei ricordare anche il passaggio della spending review dei Governi del Partito Democratico, che hanno cercato di tagliare dappertutto. Se vi ricordate, il Consigliere Cesetti era il Presidente della Provincia di Fermo quando fecero quel vergognoso taglio, ad esempio, sulle Province, che sono diventate enti di secondo livello che, purtroppo, riescono a decidere pochissimo. Ovviamente non ho visto nessuno in questa Aula di Consiglio regionale, in quegli anni, trapparsi le vesti per tutelare le Province. Capisco, qualcuno dice che la filiera istituzionale per noi funziona, magari per voi non ha funzionato, ogni tanto lo ricordo perché credo sia importante.
In quegli anni, il Vice Segretario nazionale del Partito Democratico era marchigiano, tra l'altro sconfitto alle ultime elezioni regionali dal Presidente Acquaroli e da questa maggioranza, che non mosse paglia, nessuno del Partito Democratico riuscì a muovere paglia su questo.
Per quanto riguarda la questione degli Assessori, vedete, non è una questione politica o di dibattito interno per dare qualche posto a qualcuno, voi lo sapete benissimo, perché questa maggioranza non ha bisogno di litigare su chissà che cosa, ma penso che sia fondamentale anche per l'opposizione, per avere una Giunta che possa rappresentare al meglio tutte le Marche e questo territorio. Tra l'altro, ricordiamocelo tutti, è frutto di una legge nazionale votata da tutto il Parlamento, da quasi tutto il Parlamento, il Partito Democratico ha votato a favore. Mi piacerebbe capire se siete collegati anche con il Partito Democratico dell'Umbria, se la pensate alla stessa maniera, perché anche il Partito Democratico dell'Umbria propone l'ampliamento della Giunta, che noi crediamo che sia giusto, scontato e rispettoso. Tra l'altro, ricordiamoci pure, come ha detto il veterano Consigliere Marconi, che anni fa in questa Aula c'erano più Consiglieri regionali, c'erano più Assessori. Permettetemi anche di dire che ci sono Città capoluogo che hanno più Assessori degli Assessori regionali e questo ritengo che faccia comodo. Ad esempio, quando la Consigliera Mancinelli era Sindaco, avere 6 Assessori, piuttosto che 8 o 9, sarebbe stato meglio per avere una maggiore rappresentanza nella città.
E così dico: perché la Regione Marche non può avere una rappresentanza maggiore nei territori anche per dare risposte continue ai cittadini? Su questo pensoche sia fondamentale trovare un punto di caduta, un punto di equilibrio per dare risposte ai marchigiani, per cercare di essere più rappresentativi a livello istituzionale e politico. Quindi, proprio per questo, chiedo all'opposizione di trovare un punto di caduta insieme a noi per dare una risposta su questo tema, perché questa legge regionale, oltretutto, voglio ripeterlo, va ad adattarsi ad una legge nazionale.
Si sta ragionando nelle varie Regioni sulla questione dell'invarianza finanziaria e questo mi preme specificarlo perché poi qualcuno dice: “Ma perché qui non mettete l'aspetto finanziario?” Perché si sta ragionando tra varie Regioni, la Liguria è partita per prima, ma sono certo che il Presidente Acquaroli, che è persona molto umile, persona a disposizione, avrà già interloquito con i vari Presidenti di Regione per cercare di trovare una soluzione che non vada ad intaccare le tasche dei marchigiani, perché credo che questo sia l'obiettivo di tutti noi, che i costi della politica non vadano a gravare sulle tasche dei marchigiani. Tra l'altro, se nel bilancio, che voi avete criticato, avessimo aumentato, come hanno fatto altre Regioni del PD, il bollo, il ticket sanitario, l'Irpef, avreste detto che lo facevamo per i costi della politica, invece, così non è. Lo abbiamo dimostrato a tutti.
Su questo ritengo che si possa trovare con serietà una soluzione che possa dare dignità a quest'Aula, che finalmente il PD possa essere d'accordo con una legge nazionale votata dai propri parlamentari, in modo da evitare le convergenze, ma soprattutto degli attacchi che, a volte, Sono pretestuosi, magari per prendere qualche voto in più, ma a volte vediamo che il pretesto non fa prendere voti, anzi li fa perdere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Vicepresidente Piergallini per questa apertura. Invito a votare compatti, tutta l'Aula favorevole perché è una modifica dello Statuto ed è alla prima lettura. Anche a livello nazionale l'approvazione della legge n. 122 dell'8 agosto 2025 è stata votata all'unanimità, quasi. Quindi vi invito, invece di astenervi, a votare favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di minoranza Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente. Abbiamo fatto una lunga interlocuzione, Presidente, quindi, l'abbiamo condivisa, non è che possiamo cambiare posizioni nell'Assemblea.
Rinnovo l'invito ad apprezzare il nostro atteggiamento perché in altre Regioni, dove si è aperto il dibattito, le minoranze non sono state così collaborative, poi ogni Regione ha le sue caratteristiche, le sue dinamiche, quindi, non vogliamo giudicare a casa di altri.
A tal proposito è stata tirata fuori l'Umbria, una Regione nella quale ancora la questione dell'allargamento della Giunta non è stata affrontata, vedremo i colleghi umbri quale scelta prenderanno.
Invito anche a capire che un'eventuale nostra astensione, poi nel voto vedremo, è, comunque un'apertura di credito significativa che, per esempio, non è stata fatta dalla maggioranza su altre cose. Vado nello specifico, in Umbria una mozione molto simile alla nostra presentata l'altra volta, che presupponeva l'ampliamento della ZES a quei Comuni che non rientravano attraverso altri strumenti, è stata votata all'unanimità, quindi la maggioranza di centro-sinistra ha accolto, con qualche leggera modifica, una mozione molto simile alla nostra, presentata alla minoranza di centro-destra. Ora non stiamo a vedere le altre Regioni, nel senso che il dibattito è stato molto chiaro sia in Commissione che in Assemblea legislativa. Penso che con grande uniformità abbiamo capito che il lavoro che pesa sugli Assessori è molto grande, quindi, c'è una nostra apertura.
Nella prossima seduta dell'Assemblea interverremo su altre parti determinanti dello Statuto. Credo che sia stato fatto già un bel lavoro di interlocuzione. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Articolo 1. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi ero distratta un momento e chiedo scusa. Faccio la dichiarazione di voto o, comunque, intervengo sull'articolo 1 e chiarisco perché ci asterremo in questa votazione.
Come hanno già detto il Vicepresidente Piergallini, componente del nostro gruppo consiliare, ed il Consigliere Cesetti, nel merito della questione non c'è disaccordo. Siamo tutti d'accordo circa la possibilità di allargare ad 8 i componenti della Giunta, ovviamente, con quella condizione che pone la legge nazionale dell'invarianza finanziaria, sulla quale ancora non c'è chiarezza, non solo qui, certo. Ma io voglio essere ancora più esplicita. In Commissione consiliare si è discusso, giustamente, di due proposte di modifica statutaria, questa, relativamente all'adeguamento alla nuova normativa, al nuovo ordinamento nazionale, per carità atto dovuto in qualche misura, e l’altra relativa alla rappresentanza di genere, su proposta, tra l'altro, della Consigliera Ruggeri che oggi non è purtroppo presente perché influenzata. Su questo abbiamo anche apprezzato il fatto che ci sia stata una convergenza tra maggioranza e minoranze e si sia trovato un punto di intesa sulla formulazione nel merito della proposta, cioè quella di una rappresentanza di ciascun genere pari ad almeno il 30% dei componenti dell'organismo collegiale. Sulla modifica, che non viene discussa oggi, anche per l'assenza della Consigliera Ruggeri, che verrà portata al prossimo Consiglio, è stata posta la condizione da parte della maggioranza che trovi attuazione non alla prima modifica di Giunta, ma dalla prossima legislatura Per noi non ha francamente molto senso questa posizione della maggioranza. L’altra questione ci ha fatto riflettere su quale posizione prendere su questa tematica. Quindi, da un lato l'incertezza su come verrà realizzata l'invarianza economico-finanziaria e dall'altro questo limite espresso dalla maggioranza in relazione all'altra modifica statutaria circa la sua attuazione, ci hanno fatto maturare per un voto di astensione. Faccio presente che in situazioni simili in altre sedi le minoranze …
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Abbiamo già detto che l'astensione, l'ha detto la Presidente del gruppo, è una apertura per un adeguamento.
L’articolo 2, che è scritto bene, dice quello che ho detto poc'anzi, si può provvedere all'aumento a decorrere da questa legislatura nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente, comunque senza nuovi e maggiori oneri.
Il comma 2 prevede che “all'attuazione del comma 1 si provvede previo adeguamento della legislazione regionale al fine di assicurare il rispetto delle condizioni fissate dal comma 1”. È scritto molto bene. Qual è la legislazione regionale che deve essere adeguata? Ovviamente una sola può essere, quella che prevede l'istituto della supplenza, perché soltanto attraverso la rivisitazione dell'istituto della supplenza possono essere perseguiti gli obiettivi di cui al comma 1 e della cosiddetta invarianza finanziaria.
In questa Regione c'è un unicum che è l’istituto della supplenza, che non esisteva, introdotto da noi per quelle ragioni per le quali oggi si chiede, si dà la possibilità dell'ampliamento per sollevare gli Assessori. È evidente, noi lo diciamo fin d'ora, che debba essere rivisto per adeguarlo, appunto, e riportarlo ad invarianza finanziaria. Non c'è, ovviamente, lo voglio dire, Presidente, alcun problema per quanto riguarda i subentranti. Perché non ci può essere alcun problema? Perché è evidente che il primo dei non eletti non può coltivare un'aspettativa in questo senso. Tra l'altro, quella si potrebbe concretizzare soltanto a seguito della chiamata dell'eletto a ruolo di Assessore, quindi, non è un'aspettativa che può fare affidamento su una decisione del Presidente che forma la Giunta. E’ una questione di lana caprina: se per dare attuazione a questa legge bisogna rivedere la legislazione regionale. Lo voglio dire fin d'ora perché noi vorremmo votare …, alla fine chiederò l'autorizzazione a votare a favore, però deve essere garantita, appunto, l'invarianza finanziaria. Quindi si mettano a lavoro anche gli uffici in questo senso perché credo che con qualche adeguamento possa essere tranquillamente perseguita e la Giunta regionale potrà avere 8 componenti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente per puntare l'attenzione su un aspetto. Ho capito il senso dell'intervento del collega Consigliere, probabilmente è vero che sulla politica, sui costi della politica, si sono fatti discorsi molto demagogici, perché non è l'aumento di due Assessori che può compromettere il buon funzionamento della Regione Marche. Io condivido. Il problema è che questa spinta demagogica di tanti anni, di alcuni anni fa, è stata inseguita un po' da tutti, da tutto l'arco costituzionale del Parlamento, prima cosa. Seconda cosa, bisogna anche capire che, probabilmente, la politica negli anni prima aveva dato motivo ai cittadini per prendere i forconi, per dare sponda a chi voleva fare demagogia su questo argomento. Speriamo che sia una fase chiusa della politica e che, in effetti, il tema si sposti su quanto un eletto sia all'altezza del ruolo che ricopre, ed è anche nostra responsabilità dare all'esterno l'immagine di Consiglieri regionali, Parlamentari, Consiglieri comunali, Assessori, che siano all'altezza del ruolo per il quale sono stati eletti. Dico questo, però, con un correttivo, non vorrei che questo discorso, poi, sdogani un atteggiamento sull'invarianza finanziaria che potrebbe apparire come un gioco delle tre carte. Non facciamo giochi, nel senso che se l'aumento sarà ad invarianza finanziaria, invarianza finanziaria dovrà essere e su questo noi saremo collaborativi se sarà fatta la scelta più razionale, più chiara, più trasparente, che può essere comunicata con maggiore chiarezza ai cittadini. Se, invece, facciamo nel bilancio giochi delle tre carte per rispettare l'invarianza finanziaria, ecco, questo non va bene, perché questo richiede la legge, l'invarianza finanziaria autentica, e autentica deve essere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per dire che l’articolo 2, comma 1, risolve il problema dell'invarianza finanziaria, c'è scritto chiaramente “nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale”. Significa che non possiamo mettere nuove tasse, fine. Dopodiché dove troviamo … No, questo è chiarissimo, quindi il problema non esiste. 300 mila, 400 mila, 500 mila, non mi riguarda, io non ho un Assessore da far entrare, quindi non ho questo problema, che è una questione di principio. Qui c'è tutto, al di fuori di questo c'è il suicidio della classe politica. Mi permetto di dirle che non tutto l'arco costituzionale è d’accordo su questo, perché qualcuno, e qualche pezzo qui c'è, dei socialisti e democristiani non avevano per niente questa idea, l'abbiamo difesa, forse prendendo gli sputi da tutti, ma l'abbiamo difesa. Oggi ho la soddisfazione di poter dire che, dopo 75 anni, avevamo ragione in merito a quello che i padri costituenti della Regione Marche hanno deciso. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Possiamo anche aggiungere il voto del Presidente tra i favorevoli.
Prima della dichiarazione di voto sulla proposta di legge n. 4, poiché la Consigliera Ruggeri oggi è assente causa malattia, prego la Consigliera Vitri di accomodarsi come Consigliere Segretario
Proposta di legge n. 4. (proposta di legge statutaria). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
PRESIDENTE: Andiamo ad iscrivere la mozione n. 31 ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi scusi Presidente, se ho capito bene, questa è la mozione presentata da noi?
PRESIDENTE. Sì, è la mozione “Condanna del regime della Repubblica Islamica …” L'andiamo ad iscrivere dopo la mozione presentata dal Consigliere Rossi.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Chiedo una sospensione della seduta del Consiglio per cinque minuti e la riunione urgente dei Presidenti dei Gruppi, così come abbiamo concordato nella riunione precedente, prima della seduta, perché, lo dico per capirci, noi abbiamo dichiarato la disponibilità a modificare il testo della mozione, come lei sa benissimo e come ho fatto mettere a verbale nella riunione dei Presidenti dei Gruppi, così come richiedeva la maggioranza.
Sono due ore che stiamo cercando di avere un testo dalla maggioranza, qualunque esso sia, e ancora non è arrivato, dieci righe solo sul sostegno agli studenti, non si tratta di fare un trattato di politica estera. Siccome abbiamo la netta sensazione che si voglia sfuggire a questa questione, chiedo la sospensione di cinque minuti della seduta del Consiglio e la riunione urgente dei Presidenti dei Gruppi, nella quale concordare le dieci righe, così come lo richiedeva la maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Consigliera Mancinelli, accolgo e sospendo per cinque minuti i lavori dell'Aula. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 12:55
La seduta riprende alle ore 13:25
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Proposta di iscrizione della mozione n. 31 ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
La inseriamo al punto 11 dell'ordine del giorno, dopo la mozione n. 13 del Consigliere Rossi “Modifiche al Regolamento regionale che disciplina la realizzazione e gestione dei servizi per l'infanzia”.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi scusi, siccome abbiamo un impegno a chiudere oggi alle 14, mi permetto semplicemente, visto lo sforzo apprezzabile, lo dico senza nessuna ironia, fatto da tutti i gruppi consiliari per sottoscrivere un testo condiviso sul punto che lei ha appena menzionato e siccome quel testo così condiviso può essere votato in trenta secondi, senza neanche bisogno di fare una discussione generale, proprio perché totalmente condiviso e siccome … con tutto il rispetto per il tema avanzato dal Vicepresidente Rossi, questo, mi sembra, come dire, di un'altra urgenza. Quindi, chiederei all'Aula, se siamo d'accordo, senza discussione, senza dibattito e senza dichiarazioni di voto, di dare priorità temporale a questa mozione, come lei ha indicato da noi presentata. Si va solo al voto, direttamente al voto e poi passiamo subito … con l'impegno a rimanere in Aula finché non si è discussa la mozione del Vicepresidente. Grazie.
PRESIDENTE. Consigliera, prima abbiamo la convalida, che dobbiamo fare ed è al punto 6. Lei dice di inserire la mozione e di votarla contestualmente?
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Presidente, Segretario, come ritenete possibile fare …
PRESIDENTE. Quello che lei ha proposto.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Dico con l'impegno di votarla prima che si sciolga la seduta, perché possiamo farla in trenta secondi. Per le modalità, ovviamente, mi rimetto a lei e al Segretario, ma potremmo farla subito. Dopodiché andiamo avanti, con l'impegno nostro a rimanere qui finché non si sia discussa e votata anche la mozione del Vicepresidente. Grazie.
PRESIDENTE. Propongo di inserire la mozione al punto 6 bis, dopo la proposta di atto amministrativo n. 4, con le modalità indicate dalla Consigliera Mancinelli.
Un intervento a favorevole ed uno contro per l’iscrizione della mozione 31.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Putzu
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Sono favorevole, non so chi sarà contrario, però chiedo una cortesia, che venga discussa anche la mozione del Consigliere Rossi, perché secondo l’ordine cronologico è stata iscritta prima. Ci tengo, per essere chiaro, per non aver problemi, ecco, tutto qua.
PRESIDENTE. Consigliere Putzu e colleghi, seguiamo le indicazioni che ci ha dato la Consigliera Mancinelli, la mozione n. 31 la mettiamo al punto 6 bis e naturalmente chiudiamo, Consigliere Putzu, con la mozione del Consigliere Rossi. L'unica cosa è che andremo a votare, se tutti d'accordo, senza nessun tipo di illustrazione, dandola per conosciuta.
Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Presidente, solo un chiarimento, siccome la mozione del Partito Democratico è stata emendata, come facciamo a votarla? Non facciamo un emendamento? Non lo so. C'è un emendamento …, non vorrei che creiamo un precedente pericoloso. E’ vero che siamo tutti d'accordo, però l'emendamento andrebbe votato.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento sostitutivo. Si vota l'emendamento che sostituisce la mozione e poi finisce …
Luca MARCONI. A meno che la mozione così nuova come viene presentata sia un emendamento.
PRESIDENTE. No, l'emendamento lo dobbiamo votare
Luca MARCONI. A posto
PRESIDENTE. C'è un altro intervento nel discorso favorevoli o contrari, dopo quello del Consigliere Putzu? Non ci sono.
Iscrizione della mozione n. 31 (al punto 6 bis). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Proposta di atto amministrativo n. 4
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Convalida dell’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei Consiglieri regionali eletti a seguito della consultazione svoltasi i giorni 28 e 29 settembre 2025 e verifica della condizione dei Consiglieri supplenti”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 4 dell’Ufficio di Presidenza. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha la parola il relatore Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Cercherò di essere veloce e sintetico. In premessa va precisato che la Regione Marche non si è dotata di una propria legge in materia di ineleggibilità e incandidabilità alla carica di Consigliere regionale, pertanto si fa riferimento alla normativa nazionale, la legge 23 aprile del 1981, n.154. La convalida della elezione dei componenti, compreso il Presidente della Giunta, è assegnata in base alla legge regionale n. 27 del 2004, secondo le norme del proprio Regolamento interno, all'Assemblea legislativa. La norma stabilisce, inoltre, che nessuna elezione può essere convalidata prima che siano trascorsi 15 giorni dalla proclamazione e che l'Assemblea legislativa deve in sede d'ufficio esaminare la condizione degli eletti. In caso di sussistenza di cause di ineleggibilità, procede ad annullare l'elezione sostituendo i non aventi diritto.
L'articolo 17 del Regolamento interno individua nell'Ufficio di Presidenza l'organo competente a verificare le condizioni degli eletti. A tal fine i Consiglieri eletti devono, entro 15 giorni dalla proclamazione, trasmettere al Presidente dell'Assemblea apposita dichiarazione in merito all'inesistenza di cause di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità. Esperite le dovute verifiche, l'Ufficio di Presidenza propone all'Assemblea la convalida dell’elezione dei Consiglieri nei confronti dei quali non si siano accertate le suddette cause. Nel caso in cui l'Ufficio di Presidenza accerti cause di incandidabilità o ineleggibilità nei confronti di uno o più eletti, propone all'Assemblea l'annullamento delle relative elezioni. Laddove venisse accolta la proposta, l'Assemblea annulla l'elezione e provvede alla sostituzione in base alla normativa vigente. Nel caso in cui l'Ufficio di Presidenza abbia accertato cause di incompatibilità in capo ad eletti, le contesta per iscritto ai Consiglieri interessati, i quali entro 10 giorni possono presentare controdeduzioni o provvedere a rimuoverle. Se l'Ufficio di Presidenza, anche dopo la presentazione delle controdeduzioni, ritiene ancora sussistenti le cause di incompatibilità, propone all'Assemblea di contestare l'elezione e di richiedere quale delle cariche il Consigliere intende conservare. Qualora il Consigliere entro 10 giorni non provveda, l'Assemblea lo dichiara decaduto dalla carica di Consigliere regionale. In data 6 ottobre 2025 il Presidente dell'Ufficio elettorale presso la Corte di Appello ha proclamato gli eletti a Presidente della Giunta regionale e i Consiglieri regionali. Nella seduta dell'Assemblea legislativa del 27 ottobre 2025 si è preso atto della rinuncia al seggio da parte di un Consigliere eletto provvedendo alla sua surrogazione. In data 25 ottobre 2025, con proprio decreto, il Presidente della Giunta ha nominato gli Assessori regionali in applicazione della legge regionale n. 27 del 2004 che prevede l'incompatibilità delle funzioni di Assessore con quelle di Consigliere. Nella seduta del 27 ottobre 2025 l'Assemblea ha preso atto dell'intervenuta sospensione dei nominati Assessori provvedendo alla temporanea sostituzione nominando alla carica di Consigliere regionale quei candidati che, nella stessa lista e nella stessa circoscrizione, dei nominanti Assessori seguono immediatamente l'ultimo eletto. I Consiglieri eletti, il Presidente della Giunta regionale e i Consiglieri subentrati in temporanea sostituzione degli Assessori hanno inviato alla Segreteria dell'Assemblea la dichiarazione in merito all'esistenza/inesistenza di cause di incandidabilità, ineleggibilità e di incompatibilità. Successivamente gli uffici hanno provveduto a richiedere il certificato generale al Casellario giudiziale per tutti i Consiglieri. Dall'esame della documentazione prodotta non sono emerse fattispecie di incandidabilità e di ineleggibilità in capo agli eletti.
Per quello che concerne, invece, la causa di incompatibilità si è evidenziato che per 10 Consiglieri a vario titolo esistevano cause di incompatibilità. In 9 casi su 10 è stata rimossa la causa. Nel restante caso l'Ufficio di Presidenza ha rilevato la non rimozione della causa di incompatibilità, poiché il Consigliere in questione ricopre contemporaneamente la carica di Commissario straordinario in una Fondazione soggetta a vigilanza della Regione Marche e, come previsto dal Regolamento, con propria deliberazione ha avviato il procedimento di contestazione. Il Consigliere in questione ha presentato le proprie controdeduzioni concludendo per l'insussistenza delle cause e, in via subordinata, ha dichiarato la disponibilità alla rinuncia alla carica considerata incompatibile. L'Ufficio di Presidenza nella fattispecie ha ritenuto opportuno chiedere un parere al Comitato consiliare per la legislazione. Con deliberazione n. 48 del 22 dicembre 2025 l'Ufficio di Presidenza ha convalidato l'elezione nei confronti di 28 Consiglieri non sussistendo cause di incompatibilità e di altri 9 Consiglieri, poiché le cause di incompatibilità sono state rimosse. Con il medesimo atto l'Ufficio di Presidenza ha rinviato, all'esito del parere richiesto al Comitato consiliare per la legislazione ogni determinazione nei confronti del Consigliere eletto a cui è stato avviato il procedimento di contestazione della causa di incompatibilità. In data 8 gennaio 2026 il Comitato consiliare per la legislazione ha espresso il proprio parere confermando la sussistenza dell'ipotesi di incompatibilità in capo al Consigliere. In data 13 gennaio 2026 il Consigliere in questione ha rassegnato le proprie dimissioni da Commissario straordinario della Fondazione, andando di fatto a rimuovere la causa di incompatibilità. Nella riunione del 14 gennaio 2026 l'Ufficio di Presidenza ha esaminato il caso e con deliberazione n. 51 ha proposto la convalida dell'elezione del Consigliere visto che le cause di incompatibilità sono state rimosse ed ha, inoltre, approvato un emendamento alla proposta di atto amministrativo n. 4/26 da sottoporre all'Assemblea legislativa che propone la convalida dell'elezione anche del Consigliere in questione non trovandosi più lo stesso in condizioni di incompatibilità. Pertanto, così come enunciati nel documento con l’atto amministrativo n. 4/26 e con il successivo emendamento si propone all'Assemblea di convalidare l’elezione sia dei Consiglieri eletti nella tornata elettorale del 28 e 29 settembre 2025 sia quella dei candidati subentranti temporaneamente a seguito degli eletti nominati Assessori regionali. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale.
Emendamento 1 a firma del Presidente Pasqui. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 4, emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Mozione n. 31
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Condanna del regime della Repubblica Islamica dell’Iran e sostegno agli studenti iraniani dell’Università Politecnica e delle altre Università delle Marche”
L’ordine del giorno prevede la mozione n. 31 dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Alla mozione n. 31 è stato presentato un emendamento, sostitutivo della mozione, a firma de Consiglieri Putzu, Marinelli, Marcozzi, Caporossi, Mancinelli, Seri, Marconi, Piergallini, Nobili, Vitri, Mastrovincenzo, Rossi G., Catena, Cesetti, Sebastiani, vi leggo il dispositivo: “Impegna la Giunta regionale: a condannare con fermezza le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime iraniano, in linea con le posizioni espresse da ONU, Unione Europea e Governo italiano; a sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, ogni iniziativa volta alla tutela dei diritti fondamentali del popolo iraniano, con particolare attenzione alla libertà di espressione, di manifestazione e di comunicazione; a coinvolgere le Università delle Marche ed ERDIS Marche, associazioni del territorio e realtà del terzo settore per individuare gli studenti iraniani che si trovano in condizioni di difficoltà per costruire una rete di accoglienza e sostegno; a valutare l'attivazione di misure straordinarie di supporto economico e sociale a sostegno degli studenti provenienti dall'Iran iscritti alle università marchigiane”.
Emendamento alla mozione n. 31. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 13
ad iniziativa del Consigliere Giacomo Rossi
“Modifiche al Regolamento Regionale che disciplina la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 13 del Consigliere Giacomo Rossi.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giacomo Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico per cercare di rispettare anche i tempi di chiusura del Consiglio. Innanzitutto vorrei ringraziare subito la nostra Dirigente XY che mi ha sottoposto la questione, che non è di poco conto e che va a influire seriamente nei bilanci di alcune famiglie con bambini che frequentano gli asili nido. Premettiamo che c'è la legge regionale n. 9 del 13 maggio 2003 che disciplina i servizi per l'infanzia. Il Regolamento applicativo di questa legge dal 2003 non è stato aggiornato e risulta oramai carente di alcune tipologie di servizi per l'infanzia. Dal 2003, tra l'altro, la richiesta dei servizi per l'infanzia da parte dell'utenza è considerevolmente aumentata. Nella Regione Marche esistono già diverse strutture private che offrono una vasta gamma di servizi per l'infanzia. Ci sono strutture pubbliche adibite a servizi per l'infanzia quali asilo nido e che sono in gran parte, spesso, anche completi, costringendo le famiglie ad usufruire di servizi alternativi privati. Visto, appunto, che esistono ulteriori possibili alternative a servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale, come per esempio i “Baby Parking”, andiamo ad impegnare il Presidente e la Giunta a mettere in atto tutte le azioni necessarie volte ad inserire all'interno della normativa regionale tutte le forme di servizi per l'infanzia per venire incontro alle nostre famiglie. Tra l'altro ho saputo che gli uffici avevano già intenzione di lavorare su questo aggiornamento. Lo andiamo a chiedere come Consiglio regionale, chiederei il voto favorevole di tutti quanti.
Ho inserito anche un emendamento al punto “Visto”, che è sostituito dal seguente: “Visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”. Ho fatto una piccola modifica per essere più generico. Credo che sia un'iniziativa di buon senso ed auspico che ci sia il voto unanime dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non è neanche in discussione il fatto di approvare una mozione che miri, come ha presentato il Consigliere Rossi, ad avere altri servizi integrativi all'interno degli asili nido.
Mi permetto di segnalare una situazione che era presente nell'antichità, Assessore, spero che non ci sia più, nel tentativo di rivedere anche la legge, che riguarda i cosiddetti servizi di “babysitteraggio”. Capisco che per le famiglie che non trovano posto negli asili pubblici o in quelli convenzionati …, che, tra altre cose, abbiamo modificato a suo tempo con la regola del bonus, stracciando le vesti di qualcuno, però è stato introdotto questo criterio del bonus tipico della Regione Lombardia. Non so, mi auguro che queste situazioni non ci siano più, io non ho situazioni precise da denunciare, perché sarebbero al limite del penale, però, certamente, non è corretto per chi gestisce asili nido, Consigliere Rossi, anche privati - non parlo di quelli pubblici - trovarsi una concorrenza spietata da parte di chi ufficialmente fa il babysitter, ma, di fatto, tiene asili nido, con orari, modalità, tipo di bambini, età dei bambini, che ricadono sotto la normativa della legge n. 9, anche perché non tutti hanno i criteri per poterlo fare.
Esiste la possibilità sia dei convenzionamenti, sia dei nidi domiciliari, sia degli agrinido, sia dei nidi aziendali, le possibilità sono tante date dalla normativa regionale in vigore, quindi, chi vuole può fare le cose per bene. Quindi, Assessore, solo una raccomandazione affinché il nostro ufficio servizi sociali, unitamente ai Comuni - non è immaginabile che un funzionario regionale si faccia il giro dei duecento Comuni delle Marche - dia un'occhiata anche a questa situazione, che non va bene. C’è babysitter e babysitter e sappiamo cos'è, la tenuta di bambini durante la giornata è una cosa, la tenuta di un bambino per l'intero arco della giornata, dalle 7 di mattina fino alle 9 di sera, anche di neonati, è un'altra e si chiama nido. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo a titolo personale, lo voglio sottolineare perché poi la decisione compete sempre alla Presidente del Gruppo, Mi permetto di suggerire al Consigliere Rossi un rinvio di questa mozione per trattare la questione seriamente in Aula. Non perché la mozione non sia seria, ci mancherebbe, però già c'è un dato di metodo. Un Consigliere di maggioranza, per di più Vicepresidente dell'Assemblea legislativa di maggioranza, se c'è la necessità di modificare la normativa regionale, fa una proposta di modifica della normativa regionale. Fa una proposta di legge di modifica, come l'abbiamo fatta prima, o una proposta di modifica del Regolamento. Tra l'altro posso capire una mozione della minoranza non ha i numeri, quindi si appella alla bontà e impegna il Presidente della Giunta a sostenerla, ma in questo caso è di un Consigliere di maggioranza. Poi si dice che il regolamento applicativo della legge non è stato aggiornato e risulta carente di alcune tipologie di servizi per l'infanzia, quindi si propone l'aggiornamento.
Nel prendere atto con soddisfazione della critica che viene fatta in questo caso alla Giunta regionale, perché non si propone l'aggiornamento? Che lo si faccia. Da ultimo, qui si svela un po' … Nella mozione si dice che le famiglie che usufruiscono dei servizi alternativi privati quali i “Baby Parking” non possono avvalersi del bonus previsto dallo Stato perché nella normativa regionale queste strutture non sono contemplate. Capisco che una mozione è una mano tesa ai servizi privati, però questo diventa un atto politico.
Consigliere Rossi, sono assolutamente d'accordo che ci sia la necessità di aggiornare questo regolamento applicativo della legge 13 maggio 2003. Sono assolutamente d'accordo nel modificare questa legge in meglio per uniformarla alle esigenze attuali, anche alle normative attuali. Sono d'accordo anche sul fatto che le famiglie che usufruiscono di servizi alternativi privati possano avvalersi del bonus previsto dallo Stato. Sono d'accordo anche su questo, ci mancherebbe altro, però prima modifichiamo laddove il pubblico non è nella condizione … perché non sempre i privati riescono a garantire la qualità e l'efficienza del servizio. Poi devono essere predeterminati i criteri per i quali si possa usufruire di quel bonus, perché se mandi un bambino in una struttura che non garantisce quei criteri, non puoi usufruire di quel bonus. Ma come si fanno i criteri? Attraverso la modifica del Regolamento, un suo aggiornamento. Allora, chiedo rinvio, perché si venga in Aula con una proposta di modifica legislativa, di cui nessuno negherà la paternità, ci mancherebbe, al Consigliere Rossi, ma discutiamo di quello, non di roba così, che impegna - siamo noi i legislatori – “a mettere in atto le azioni necessarie per inserire all'interno della normativa regionale tutte le forme dei servizi”. Siamo noi che dobbiamo farlo, perché noi siamo i legislatori regionali, quindi, chiedo al Consigliere Rossi di rinviare questo punto nel cui merito sono d'accordo, ma è il metodo che è sbagliato. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Rossi, nelle premesse: “il punto “Visto” è sostituito dal seguente: “Visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, dopo il Considerato, c'è Visto, che dice che le famiglie che usufruiscono dei servizi alternativi privati …, questo viene sostituito con: “Visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Non vorrei fare confusione, la dichiarazione di voto vorrei farla sulla mozione, ma se siamo sull'emendamento la farei lo stesso.
PRESIDENTE. È sull'emendamento che dobbiamo votare prima. Prego, Consigliera.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Prima si vota l'emendamento, certo, però per economia dei lavori dell'Aula …
Noi ci asterremo su questa mozione e anche sull'emendamento, ovviamente per le ragioni che ha detto prima il Consigliere Cesetti, che in qualche modo, se non esplicitamente, erano contenute anche nell'intervento del Consigliere Marconi, cioè che ci possa essere l'esigenza di rivedere il Regolamento di cui si diceva e di fare un ragionamento di aggiornamento, su questo nulla quaestio. Sia la formulazione originaria della mozione sia l'emendamento, che in qualche modo rende un po' più generica la formulazione, fanno riferimento specifico ad ulteriori servizi non compresi, che andrebbero evidentemente compresi secondo i proponenti della mozione, però, non si capisce quali siano, con quali caratteristiche e anche con le preoccupazioni, che faccio mie, espresse dal Consigliere Marconi. Quindi, o c'è il ritiro della mozione e arriva in Aula o in Commissione una proposta di modifica del Regolamento, così da poterla valutare nel merito, oppure se, come mi è parso di capire, il Consigliere Rossi intende, comunque, come suo legittimo diritto, porre in votazione oggi questa mozione, proprio perché è un po' al buio, tanto per intenderci, noi, pur riconoscendo l’opportunità di una possibile revisione del Regolamento, ci asterremo, perché non vogliamo dare un'indicazione al buio senza prima conoscere quali siano le concrete ipotesi e proposte di modifica. La dichiarazione di voto vale per l'emendamento e per la mozione sia emendata che non emendata, così guadagniamo tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Rossi. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ovviamente noi ci asterremo. Prima ho parlato a titolo personale, invece, adesso, su delega della Presidente del Gruppo Mancinelli, a nome del Gruppo, per annunciare la nostra astensione e anche la mia.
Oltre che le argomentazioni della Presidente del Gruppo Mancinelli, mi ha convinto anche l'emendamento presentato dal Consigliere Rossi, che è correttivo in meglio, perché la parte prima era evidentemente non una mano tesa, ma un'autostrada aperta al privato, o meglio, è un autostrada … questo emendamento mi pare che riconduca la vicenda a maggiore armonia, ne do atto perché si dice “visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”, questo è corretto.
Noi ci asteniamo, però, per le considerazioni che ha fatto la Presidente del Gruppo si potrebbe pervenire … sarebbe meglio un rinvio e venire qui con una proposta di modifica del Regolamento e delle leggi che attualmente disciplinano la materia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Una mozione, Consigliere Cesetti, è un atto di indirizzo politico. Quindi, prendendo atto che abbiamo un regolamento desueto a differenza di altre Regioni, invitiamo a porre in atto tutte le azioni volte a inserire all'interno della normativa regionale, quindi il regolamento regionale … Lei ha detto più volte, fortunatamente c'è il video, che bisogna modificare il regolamento. Ecco, noi chiediamo questo, modificare il regolamento e aprirlo alle altre forme di servizi per l'infanzia, in modo che possono accedere ai contributi statali anche quelle famiglie che ne sono escluse perché usufruiscono di queste nuove forme di servizi per l'infanzia. Credo che sia una cosa molto semplice, poi il regolamento sarà cambiato dagli uffici e verrà posto in atto con queste nuove forme. Ritengo che non ci sia niente di trascendentale, evidentemente qualcuno non ha il contatto con la realtà, non parla con le famiglie, non parla con chi ha dei bambini, altrimenti tutti potrebbero confermare la validità di questa mozione, quindi non capisco il voto d'astensione, penso che sia una cosa doverosa da fare, che va incontro alle nostre famiglie. Votiamo all'unanimità, se vi astenete …, non lo so, forse vi astenete per motivazioni politiche. Con l’emendamento ho cercato di migliorare la mozione anche su suggerimento di alcuni Consiglieri di maggioranza, in particolare della Consigliera Luconi. Ho cercato di non andare troppo nello specifico, ma di far maturare al Consiglio regionale questa esigenza, che in molti casi è un'esigenza economica per molte famiglie che vengono escluse dai bonus dell'INPS. Non capisco perché le altre Regioni si siano adeguate e noi dal 2023 … Mi ricordo che c'eravate anche voi in Regione e c'erano anche queste nuove forme di servizi. Quindi non credo che ci voglia un'ulteriore legge che cambi il regolamento, che vada a “smacchinare” ancora una volta il tutto. C'è un atto di indirizzo che può essere recepito nel regolamento dalla Giunta e dagli uffici, punto. Non c'è bisogno di una proposta di legge per cambiare il regolamento. È un atto di indirizzo, una forma più semplificata di azione, se poi vogliamo parlare del sesso degli angeli, possiamo anche farlo, però la richiesta è molto semplice. Ripeto, parlate con qualche genitore, parlate con chi ha i figli piccoli, parlate con quei genitori che risiedono in città dove gli asili nido sono saturi e vedrete se questa modifica è di buon senso, se è una richiesta di buon senso quella che avanzo.
C'è un atto di indirizzo, la Giunta e gli uffici provvederanno, senza che venga presentata una proposta di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Non so cosa è stato fatto, ero fuori Aula un secondo, quindi, non so che cosa abbia detto la Consigliera Mancinelli, però, quando mi sono confrontata con il Consigliere Rossi, ho suggerito, ho consigliato … questa è una materia un po' spigolosa e ci sono anche delle doverose differenze da fare, lo dico da Consigliera, da rappresentante delle istituzioni, lo dico anche da madre, che magari usufruisce di determinati servizi. Bisogna fare delle doverose distinzioni, perché ci sono i servizi per l'infanzia che sono quelli educativi, dove all'interno ci sono le insegnanti di ruolo che hanno fatto degli studi appositi e che quindi possono lavorare all'interno degli asili nido pubblici, come li abbiamo nei Comuni, o all'interno degli asili nido privati, che ovviamente devono rispettare delle determinate normative, altrimenti, non avrebbero senso di esistere. Queste realtà possono usufruire del bonus INPS, lo dico da madre che ai tempi ne ha usufruito.
Detto ciò, visti i tempi moderni, gli impegni dei genitori, vista anche la volontà di normare quello che è stato fino a un certo punto il servizio di babysitter … I baby parking, di cui parla il Consigliere Rossi, nello specifico non li conosco, ammetto la mia ignoranza, non so nemmeno se esistono nella mia provincia e se sono normati … credo comunque che, oltre ai “baby parking” di cui ha parlato il Consigliere Rossi, ci siano altre realtà magari similari ma non uguali a quelle dei servizi educativi, quindi gli ho suggerito di non andare nel merito citando nello specifico i “baby parking” perché avremmo sicuramente fatto un errore, semmai, di valutare che cosa c'è sul piatto e poi capire come poter normare quello che c'è, facendo - questo sarà messo agli atti - anche le dovute differenze rispetto a quelli che sono prettamente servizi educativi e quelli che sono servizi di assistenza ai bambini, che, però, non hanno carattere educativo. Ritengo che il nocciolo della questione, non avendo sentito i colleghi della minoranza, sia questo, la differenza.
Se le altre Regioni o le altre realtà hanno già iniziato a prevedere una normativa di riferimento in questo senso, ci possiamo ragionare, ovviamente, però, facendolo con senso critico sufficiente e tenendo in debita considerazione le differenze fra un servizio e l'altro. Questa è anche la modifica e l'emendamento che è stato fatto e, secondo me, un emendamento e una mozione possono essere un punto di partenza, ma da qui dobbiamo fare tanto lavoro per cercare di essere il più possibile precisi e lavorare di cesello per non mettere tutto insieme in un calderone, in quanto tutto insieme in un calderone non ci può stare. Questo l'ho condiviso con il Consigliere, penso che lo abbia capito, quindi c'è da fare una proposta concreta e una distinzione doverosa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Piergallini, in dissenso.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. In dissenso perché nel dibattito ho maturato un'altra posizione e magari invito i miei colleghi della minoranza a valutare questo ragionamento. Perché in dissenso? Perché non c'è stata un’apertura ad affrontare insieme questo argomento. Perché con l'emendamento presentato, c’è stato un tentativo di ricompattare la maggioranza, tatticamente di ricompattarla, senza guardare la specificità dell'argomento. La nostra Presidente del Gruppo aveva proposto il rinvio del punto e, secondo me, valeva la pena rinviarlo, il che significa prendersi un po' di tempo, perché qui c'è un regolamento sui servizi che devono essere erogati dalla Regione e una legge regionale sui servizi per l'infanzia sui quali va fatto un ragionamento specifico.
Ora, a monte la mozione aveva un peccato originale, che non avrei segnalato se il dibattito non si fosse acceso così tanto. Se andiamo a leggere il “considerato” e il “visto” in un passaggio della mozione, sembra quasi che il pubblico non riesca a rispondere a tutte le esigenze …
PRESIDENTE. Chiedo scusa, per favore, silenzio in Aula.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Sembra quasi che il pubblico non riesca a rispondere a tutte quante le esigenze e che, quindi, bisogna assecondare per forza l'intervento privato, che bisogna incentivare il più possibile mettendolo tra i soggetti che possono beneficiare dei contributi. E’ impostata male, innanzitutto perché il PNRR ha finanziato tantissimo i nidi da 0 a 6 anni ed il problema dei Comuni sarà quello di avere risorse vive per poter accogliere minori da 0 a 6 anni negli asili nido e nei servizi intorno.
Io sono disposto a fare un ragionamento serio sulla questione, anche ad aprire ad altre forme di servizi 0-6 anni, purché rientrino nella legge, siano regolamentati e abbiano sostanza. Così com’è emendata questa mozione è zero, perché è vuota, non dice a che cosa allargare, il “baby parking” è stato tolto ed avete fatto bene a toglierlo.
Se vogliamo ragionarci in maniera concreta, io sono disposto, come penso anche i colleghi della minoranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per dire che, a differenza dei colleghi della minoranza, o meglio, come i colleghi della minoranza, ho già espresso perplessità sul contenuto, ma apprezzo l'iniziativa del Consigliere Rossi per il fatto che, comunque, apriamo, come si diceva nell'antichità, un dibattito. Per capirci, la necessità di modifica ad altre forme è apertissima, nel senso che noi abbiamo, però, una forma, Consigliere Rossi, che si chiama asilo nido. Sotto quella forma ci sono dei criteri, un assistente ogni 7 bambini. Il babysitteraggio, inteso come un assistente ogni 15 bambini, non si può fare, non si può fare per legge regionale, ma sopra c'è una legge nazionale, i Sindaci lo sanno bene, che impedisce di farlo e, come ho detto prima, quello potrebbe essere un modo truffaldino di venire meno alla norma. Ma se ci sono altre forme - io non escludo niente - che noi non conosciamo e che ci mettono in condizione di allargare questo campo, per cui se all'asilo nido pubblico, all'asilo nido privato convenzionato, all'asilo nido privato accreditato ma non convenzionato, all'agrinido, al nido domiciliare, al nido aziendale, al nido forestale - adesso abbiamo anche i nidi forestali, abbiamo chi fa i nidi nelle foreste - si introducono altre tipologie, va benissimo, purché siamo dentro quei criteri. A meno che, per determinate condizioni, non possiamo immaginare che quei criteri possano essere leggermente aggiustati in base ad esperienze maturate nel tempo, però, rimaniamo dentro quelli, perché, se cambiamo quelle regole, significa che le cambiamo non solo per le nuove realtà che entrano, ma per tutte, ciò significa che anche a partire dal pubblico cambiamo le regole che già ci sono. Allora, su questo il ragionamento diventa estremamente serio. Ma se, in base a questa mozione, come mi auguro, il Presidente della IV^ Commissione Consigliere Baiocchi intenderà aprire una riflessione sul regolamento attualmente in vigore ed anche sulla stessa legge, che al momento prevede la disciplina e l'elencazione di tutti i tipi di nido, va benissimo, è un'occasione per fare una riflessione su questo argomento, stante che le risorse che ci arrivano dallo Stato e che la Regione destina ai Comuni sono sempre più limitate, e questo è il dato di fatto. Però allargare più di tanto i confini delle regole per poter mettere dentro altro, diventa veramente complicato. Per me diventa complicato, però nulla impedisce che un dibattito, così come il Consigliere Rossi suggerisce, possa essere aperto, anzi, per questo lo ringrazio. Grazie.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione per appello nominale, che spiego. La votazione nominale è prevista dall’articolo 66, comma 2, lettera c), il quale prevede che si proceda alla votazione nominale qualora sia intervenuto un Consigliere per dichiarazione di voto in dissenso dal gruppo di appartenenza.
Questa è la motivazione per cui si procede alla votazione per appello nominale.
Mozione n.13, emendata. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Antonini, Assenti, Ausili, Baiocchi, Barbieri, Battistoni, Biondi, Borroni, Luconi, Marconi, Marcozzi, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Sebastiani.
Contrari: Nobili, Piergallini.
Astenuti: Caporossi, Cardilli, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mastrovincenzo, Seri, Vitri.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:15.
La seduta inizia alle ore 10:50
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta dell’Assemblea legislativa regionale n. 9 del 20 gennaio 2026. Do per letti i processi verbali delle sedute n. 7 e n. 8 rispettivamente del 23 dicembre 2025 e del 13 gennaio 2026, i quali, ove non vi siano opposizioni, si intendono approvati ai sensi del comma 4 dell'articolo 53 del Regolamento interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite, con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
Prima di passare all'ordine del giorno, a nome del Consiglio regionale delle Marche, desidero esprimere il più profondo cordoglio per la recente scomparsa di Gabriele Martoni, già Consigliere regionale e componente dell'Ufficio di Presidenza. Gabriele Martoni ha servito le istituzioni con serietà, rigore e grande senso umano, lasciando un segno autentico nel lavoro consiliare e nel rapporto con i territori. Il suo impegno politico e civile, unito a una naturale disponibilità verso gli altri, lo ha reso una figura stimata e ben voluta dentro e fuori le istituzioni. Alla sua famiglia, alla moglie e alle figlie giunga la vicinanza sincera dell'intero Consiglio regionale. Il ricordo del suo impegno e dei valori che ha incarnato continuerà a vivere nella comunità marchigiana. Vorrei, inoltre, esprimere, a nome mio personale e dell'intero Consiglio regionale delle Marche, che ha trovato anche questa mattina la condivisione unanime dell'intera Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.
La più ferma e sincera solidarietà alla Consigliera regionale Micaela Vitri, vittima in queste ore di attacchi sessisti, insulti e vere e proprie istigazioni alla violenza apparse sui social network. I commenti che sono stati rivolti alla Consigliera Vitri sotto un post social, a seguito di un confronto televisivo su un tema delicato e centrale come quello della sicurezza, non sono semplicemente offese, rappresentano una forma di violenza verbale grave, inaccettabile, che supera ogni limite del confronto politico e civile. Arrivare ad augurare lo stupro, ad usare un linguaggio degradante e disumanizzante, non è opinione, non è critica, non è dissenso, è semplicemente odio. Colpisce ancora di più che questi attacchi siano stati rivolti a una donna, non per ciò che ha detto nel merito del dibattito, ma per ciò che rappresenta. Questo dimostra quanto il sessismo sia purtroppo ancora radicato e quanto sia necessario continuare a contrastarlo con determinazione, dentro e fuori le istituzioni. Nel corso dei cinque anni della scorsa legislatura ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con la Consigliera Vitri all'interno dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. In quell'esperienza ho potuto apprezzarne non solo la serietà e la competenza istituzionale, ma anche le qualità umane, il rispetto per le istituzioni, il senso di responsabilità e l'impegno autentico nel rappresentare i cittadini marchigiani. Chi la conosce sa bene che non merita in alcun modo questo trattamento ignobile. Voglio anche sottolineare un aspetto importante: la Consigliera Vitri ha scelto di non alimentare polemiche, ribadendo di voler essere giudicata per il proprio lavoro e le proprie idee, non come vittima. È una scelta che merita rispetto, ma che non può e non deve tradursi nel silenzio delle istituzioni. Il silenzio di fronte all'odio non è neutralità, è resa. La questione degli insulti via social riguarda tutti noi. I social network non possono diventare zone franche in cui si sospendono le regole della convivenza civile e del rispetto della persona. La libertà di espressione è un valore fondamentale della democrazia, ma non può mai trasformarsi in libertà di insultare, minacciare o incitare alla violenza. Dietro uno schermo non si smette di essere responsabili delle proprie parole.
Come Istituzione abbiamo il dovere di promuovere una cultura del rispetto, di condannare senza ambiguità ogni forma di odio e di sostenere chi subisce aggressioni verbali, soprattutto quando queste mirano a intimidire e zittire chi partecipa alla vita pubblica. Se permettiamo che l'odio diventi normale, se accettiamo che la violenza sia il prezzo da pagare per l'impegno politico, allora mettiamo a rischio la qualità stessa della nostra democrazia. Per questo rinnovo la mia piena solidarietà alla Consigliera Micaela Vitri e ribadisco che il Consiglio regionale delle Marche non può e non vuole essere indifferente di fronte a simili episodi. Il confronto politico può essere acceso, anche duro, ma deve sempre rimanere umano, rispettoso e fondato sulle idee, mai e dico mai sull'odio. Difendere la dignità di una Consigliera significa difendere la dignità di tutte le donne, delle istituzioni e della comunità marchigiana nel suo insieme. Su questo non possono esserci divisioni politiche, è una responsabilità comune. Grazie.
Interrogazione n. 46
ad iniziativa dei Consiglieri Caporossi, Seri
“Intendimenti della Giunta regionale in merito all'attuazione della sentenza n. 1644/2025 della Corte d'Appello di Milano sull'onere delle rette RSA a carico del Servizio Sanitario Nazionale”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 46 dei Consiglieri Caporossi, Seri. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Pare opportuno ricordare in premessa che la sentenza citata della Corte d’Appello, la n. 1644 del 2025, fa stato, dal momento del passaggio in giudicato e per quanto accertato in quel processo, solamente tra le parti, i loro eredi o ovviamente aventi causa, di talché della stessa sentenza non è possibile avvalersi nei confronti di chi sia estraneo al processo e, tanto meno, se ne può richiedere l'attuazione a questa Giunta regionale, salvo, appunto, l'instaurazione di un ulteriore contenzioso. Volendo considerare l'orientamento a cui la citata sentenza di merito fa esplicito richiamo, espresso, pure in più pronunce, dalla Corte di Cassazione, occorre precisare, innanzitutto, che esso non si configura come un orientamento consolidato, giacché le pronunce che si sono susseguite sul tema, pur pervenendo alla medesima conclusione della totale imputazione al Sistema sanitario nazionale delle rette di degenza per i malati di Alzheimer e similari, ricostruiscono la questione con motivazioni differenti e principi non univoci. Peraltro, tali sentenze sono state pronunciate solo da Sezioni Semplici e non è mai intervenuta la Cassazione in Sezioni Unite.
In estrema sintesi, le pronunce in questione hanno concluso per porre totalmente a carico del Sistema sanitario nazionale le rette di degenza in RSA stabilendo che anche gli oneri per le prestazioni socio-assistenziali - non attribuibili invece al Sistema sanitario nazionale ex articolo 30 della legge 730/1983 - siano posti a carico del Sistema sanitario nazionale laddove risulti che le prestazioni sanitarie necessarie al paziente non possano essere eseguite se non congiuntamente all'attività di natura socio-assistenziale.
Tuttavia, si ritiene che i principi di diritto formulati individuano nella presenza di un trattamento terapeutico personalizzato, che non può essere somministrato se non congiuntamente alla prestazione assistenziale, come detto sopra, il discrimine per considerare inscindibilmente connesse le attività sanitarie ed assistenziali e prevedono, quindi, una valutazione in concreto con riguardo al singolo paziente, anche al fine di determinare la competenza degli oneri relativi ai costi di degenza, in quanto malattia degenerativa di lungo termine. Trattasi, difatti, di trattamento non standardizzato la cui durata viene stabilita in funzione delle condizioni dell'assistito e delle rispettive evoluzioni da esaminare attraverso specifica valutazione multidimensionale secondo le modalità definite dalle Regioni, così come è stabilito dagli articoli 29 e 30 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017. Occorre quindi evidenziare che l'assistenza residenziale alle persone non autosufficienti rientra nella disciplina di cui all’articolo 30 del DCPM LEA del 2017; in particolare, l'attuale assetto normativo distingue due tipi assistenziali nella fattispecie in questione: da una parte ci sono i trattamenti estensivi, che hanno l'obiettivo di assicurare cura e recupero funzionale in un'ottica temporanea, di norma, non superiore ai 60 giorni, a carico del Sistema sanitario nazionale; poi ci sono i trattamenti che mirano ad assicurare la lungoassistenza, recupero e mantenimento funzionale, con costi a carico del Sistema sanitario nazionale per il 50% e con la restante quota a carico dell'utente o dell'ente locale. Me lo ricordo bene. Ciò dimostra che nei EA la lungoassistenza residenziale è considerata a rilevanza non esclusivamente sanitaria, peraltro confermata poi dal decreto legislativo n. 29 del 2024 che, in materia di riforma dell'assistenza agli anziani, mantiene, nel setting in parola, le regole di compartecipazione previste appunto dall'articolo 30 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017. Per questo non è possibile affermare la riconducibilità tout court delle prestazioni complessivamente erogate ai malati di Alzheimer tra quelle a carico del Fondo Sanitario nazionale, quindi del Sistema sanitario nazionale. Peraltro, tali principi, pur pronunciati con riguardo a casi di specie relativi a pazienti malati di Alzheimer o demenze, secondo la Corte di Cassazione possono essere estesi anche in presenza di altre patologie degenerative. Appare, allora, evidente, considerando la diffusione di tali patologie, che l'applicazione di questi orientamenti porterebbe a un incremento esorbitante, non …
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore per la risposta.
Vorrei sottolineare una questione di fondo, è nelle ultime parole che poi sono state tagliate, il fatto che, sostanzialmente, quando si è affetti da una patologia cronico-degenerativa, ha detto l'Assessore che tutto ciò è in grande crescita dal punto di vista dell’incidenza nei confronti della prevalenza di queste patologie, noi abbiamo una sorta di “terra di nessuno”, nella quale tutto l'onere di ciò che accade alle persone e alle famiglie ricade direttamente sulle stesse. Si è detto che è inscindibile l'assistenza quotidiana, quella che prende in carico all'interno delle residenze protette, delle resistenze assistite, rispetto alla profilo di cura che riguarda le persone, perché in presenza di patologie croniche come queste, lo dice la parola stessa, c'è un percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale di cronicità che riguarda quello che si chiama chronic care model, cioè il modello di cura dei cronici, che deve ricadere per forza in una unitarietà fra ciò che accade a livello esistenziale, cioè nella vita delle persone, e ciò che accade dal punto di vista della assistenza di tipo sanitario.
La sentenza della Corte d'Appello di Milano è esplicativa di tutto ciò e vorrebbe un atteggiamento da parte di tutti, e anche della nostra Regione, che sia tale da poter mettere al centro della discussione non una questione di carattere semplicemente giuridico, dicendo se siamo nel giusto o no da quel punto di vista, ma una questione di carattere sociale e politico che significa riprendere il tema e, lo dico subito, riprendere nel suo complesso l'articolazione, che nel nostro caso è assolutamente casuale e inadeguata, della residenzialità, di tutto il sistema della residenzialità. Lo abbiamo detto a proposito degli ospedali di comunità che sono stati moltiplicati, che sono semplicemente un momento di accudimento, di riacutizzazione o di situazioni di difficoltà da parte dei pazienti attraverso i medici di famiglia. Lo diciamo nel senso di proporre, ancora una volta, il fatto che ci sia un atto completo nel quale siano previste tutte le fattispecie della residenzialità pubblica e privata accreditata, con il quale si possa dare una risposta completa e togliere di mezzo quel trattino fra sociale e sanitario che è quello che impedisce di dare una cura universale alle persone. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
Interrogazione n. 49
ad iniziativa dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti “Cancellato l’archivio nell’albo pretorio online dell’Azienda Sanitaria Territoriale Pesaro-Urbino”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 49 dei Consiglieri Vitri, Piergallini, Mangialardi, Mastrovincenzo, Catena, Cesetti.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Riporto quanto riferitomi dalla stessa Azienda sanitaria territoriale, per cui si dice che: “Questa Azienda ha provveduto a ripristinare la visione delle determine nell'albo pretorio, nonché nella sezione del sito ‘Amministrazione Trasparente’. La segnalazione era pervenuta già da qualche operatore, ancora prima della presente interrogazione, a seguito della creazione del nuovo sito aziendale.
Nel restare a disposizione per ogni eventuale, ulteriore chiarimento, l'occasione è gradita per porgere i più cordiali saluti”. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Vitri.
Micaela VITRI. Grazie, Presidente. Colgo l'occasione per ringraziarla anche dell'intervento, non mi sarei aspettata quelle parole, quindi ammetto di essere rimasta commossa. Grazie infinite, grazie a tutto il Consiglio regionale per la solidarietà.
Quanto all'interrogazione, ringrazio l'Assessore perché avevo già verificato io stessa questa mattina, ho visto che è stato ripristinato l'archivio dell'albo pretorio, mi fa piacere, perché non è solo un segnale di trasparenza, ma anche di rispetto nei confronti di chi deve verificare e vuole verificare tutti gli atti dell'Azienda sanitaria.
Grazie per aver ripristinato l'archivio, era rimasto assente tutto il pregresso, mi pare da metà novembre a metà dicembre, quindi oggi ho verificato e per fortuna è stato ripristinato. Grazie.
Interrogazione n. 50
ad iniziativa del Consigliere Caporossi
“Situazione distribuzione farmaci ex Crass di Ancona”
Interrogazione n. 52
ad iniziativa del Consigliere Nobili
“Disservizi e condizioni indegne per il ritiro dei farmaci presso l’ex Crass di Ancona”
(abbinate)
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 50 del Consigliere Caporossi e l’interrogazione n. 52 del Consigliere Nobili, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. È una tematica che ho affrontato già nelle prime settimane, in cui ne sono venuto a conoscenza, quella dell'ex Crass, mi dicono, è una tematica che viene da lontano. Quello che ho potuto vedere è stata la disponibilità immediata dell’AST 2 di fare dei primi provvedimenti per migliorare questa situazione in attesa di soluzioni più strutturali, come quella, per esempio, del trasferimento a Torrette del punto di distribuzione farmaceutica.
Ringrazio l’AST 2 per aver già allungato, con l'inserimento di due pomeriggi, gli orari. Ci saranno anche delle strutture, ovviamente non fisse, per cercare di migliorare l'afflusso in attesa, appunto, di una nuova e diversa sede.
Tra l'altro, sappiamo che è un immobile storico, quindi non è così facile fare delle coperture fisse, anche se su questo si può assolutamente lavorare Si sta già iniziando a interloquire con la Soprintendenza perché quello è …, è restringere, lo so. Le Sovrintendenze le conosciamo e parlo all’ex Sindaco.
Dopodiché penso che sia anche importante, appunto, l'aumento dell'orario, così come l'assunzione di un ulteriore farmacista che è in corso, tra l'altro prendendo da altra graduatoria, quindi più veloce rispetto al concorso in sé.
E’ anche rilevante che, a partire dalle prossime settimane, se non giorni, verrà ampliata la lista dei medicinali erogati in distribuzione per conto (DPC) per il tramite delle farmacie convenzionate, includendo nuove classi di farmaci attualmente erogati solamente dal sistema di distribuzione diretta. Credo che questa sia una soluzione organica. Parliamo di farmaci antidiabetici, per la sclerosi multipla, per le terapie per il controllo del colesterolo e altri sulle patologie croniche. Questo si può fare anche perché, ci tengo anche a dirlo, abbiamo appena rinnovato l'accordo con le farmacie andando anche incontro a problematiche che mi dicevano essere aperte da un decennio, quindi con grande soddisfazione delle parti.
È ovvio che il traguardo è quello di trasferire tutto su un punto di buona evidenza e raggiungibilità presso Torrette. È ovvio che bisogna attendere anche la conclusione dei lavori per i nuovi parcheggi di Torrette, sennò si risolve un problema e se ne crea un altro.
Ringrazio l'operato dell’AST 2, che ha preso in considerazione questa problematica che, ripeto, mi dicono che risale a molti anni addietro riguardo a questo punto di distribuzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Caporossi.
Michele CAPOROSSI. Grazie, Presidente. Io non ringrazio l'operato di AST 2 e del suo Direttore generale che ad ogni piè sospinto o dà le scuse per le cose che non vanno, come nel caso del paziente di Senigallia, o si mette addirittura ad interloquire con i Consiglieri regionali sul piano della discussione politica. Non è questo il tipo di metodo che può essere usato da un direttore di azienda nei confronti di questo Consiglio e, quindi, ci torneremo a proposito di altre vicende, come quella delle guardie mediche durante le festività natalizie.
Sicuramente ci aspettiamo molto di più dal fatto che ci sia un'articolazione nuova rispetto al passato, c'era l'Asur, adesso ci stanno 5 aziende e le 5 aziende potrebbero essere una buona occasione, una buona opportunità per superare quelle che potevano essere le angustie e le strettoie di un'Azienda unica. Ma non è questo il modo con cui si affrontano le cose, per cui, ovviamente, l'Assessore dovrà verificare anche gli stili, le attitudini e i comportamenti da parte delle direzioni aziendali.
In merito alla questione in sé per sé non ci sono risposte immediate, perché parliamo di cose che si andranno a realizzare in un futuro che non è prossimo, sia per quanto riguarda il riattamento degli spazi all'interno dell’ex Crass, sia, tantomeno, all'interno della previsione che a Torrette ci possa essere uno spazio dedicato a questo.
Nel frattempo sono corse le voci che si fosse pronti, anche attraverso il trasferimento di farmacisti a Torrette, al fatto di concentrare subito sic et simpliciter all'interno del polo di Torrette questa funzione. Ricordo che il polo di Torrette è molto meno raggiungibile dal punto di vista dei trasporti pubblici, che sono molto frequentati da parte di tanti utenti che si recano all’ex Crass, è molto più difficile andarci. Ci sono oltre 10.000 persone al giorno che si recano presso l'Ospedale regionale e, quindi, come tale, un salto nel vuoto di questa natura è assolutamente da evitare. Non basta l'assunzione di un farmacista, c'è bisogno, anche qui, di una unità di crisi, come dico in generale in merito alla situazione della sanità oggi. Questa parola la useremo come un mantra a proposito del fatto che non si può stare zitti nei confronti di questa perdurante, anzi crescente, inaccessibilità del sistema. Quindi invito caldamente a rivedere questa questione e a fare in modo di prenderla in mano, caro Assessore, direttamente, perché la questione non può finire con le influenze, con il freddo, ma deve avere una risposta concreta e definitiva. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Nobili.
Andrea NOBILI. Grazie, Presidente. Aggiungo poco a quello che ha detto il Consigliere Caporossi.
Ringrazio l'Assessore Calcinaro, anche se non sono del tutto soddisfatto della sua risposta, perché mi pare che siamo più sul piano degli annunci che delle misure concrete. Apprezzo la sua onestà intellettuale, laddove riconosce che questi problemi, che riguardano la sanità marchigiana, non nascono oggi, ma nascono negli ultimi anni con la legislatura Acquaroli. Prendiamo atto di questa sua lettura, che coincide con la lettura che diamo anche noi di una sanità davvero in crisi. Non passa giorno in cui non vediamo immagini dolorosissime, non solo quelle della persona costretta a sdraiarsi per terra in assenza di una barella a Senigallia, ma anche le immagini dell'ex Crass dove anziani, che sono in attesa di farmaci salvavita, devono attendere ore al freddo.
Credo che questi interventi, a cui ha fatto riferimento l'Assessore Calcinaro, non possano stare esclusivamente su un piano emergenziale, non possono intervenire solo dopo che determinate situazioni sono state denunciate pubblicamente, magari con l'attenzione da parte dei media.
Siamo di fronte a un problema che è un problema di sistema, che richiede un ragionamento di sistema, non annunci spot periferici, ma un ragionamento che prenda atto del fallimento delle politiche della Giunta Acquaroli sul versante della sanità pubblica.
Ci attendiamo dall'Assessore Calcinaro un impegno in favore di una stagione davvero diversa, non mancheremo di dare il nostro contributo a partire dalla riscrittura del Piano socio-sanitario. Grazie.
PRESIDENTE. Le interrogazioni abbinate n. 55 e n. 64 sono state rinviate.
Interrogazione n. 57
ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri
“L.R. n. 17/2021 ‘Istituzione dell’Itinerario ebraico marchigiano’ – Attuazione e finanziamento”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 57 dei consiglieri Cesetti, Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Mangialardi, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, la Sottosegretaria Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Buongiorno a tutta l'Aula, ai colleghi Consiglieri e anche al Presidente, che adesso non vedo perché è appena uscito.
In merito all'interrogazione n. 57, diciamo che poi ci sono un paio di interrogazioni più o meno su questo tenore e, ovviamente, abbiamo già parlato in maniera molto ampia e circostanziata lo scorso 23 dicembre di come abbiamo impostato la legge di bilancio e di come ci siamo dati delle priorità condivise, in base a delle legittime osservazioni che sono state fatte rispetto a diversi settori ed a legittime attenzioni che sono state richieste da certa parte politica. Ovviamente un'Amministrazione di qualsiasi natura, meglio se un'Amministrazione regionale, si deve interrogare in base anche alle urgenze. Stiamo ragionando sul finanziamento del percorso ebraico e nel corso delle prossime settimane andremo a costituire il Comitato di cui voi chiedete. L’iter si era fermato, come sapete, perché ci sono state le elezioni regionali, la costituzione della Giunta e l'insediamento dell'Assemblea, ma sicuramente sarà una delle attività che andremo a fare nel corso delle prossime settimane. Questo mi sento di dire con molta serenità.
I dovuti approfondimenti ed i dovuti paragoni mi riservo di farli nella risposta alla prossima interrogazione, la n. 60, mettendo insieme le varie richieste delle minoranze, anche per renderci conto di quanto determinate richieste siano legittime da un lato e di quanto non lo siano dall'altro, ma sarò sicuramente più precisa nella prossima risposta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ringrazio la Sottosegretaria per la risposta, ma il suo posto è nel tavolo della Giunta in quanto coadiuva il Presidente.
Mi soddisfa l'impegno a costituire o, meglio, a ricostituire il Comitato per l'Itinerario ebraico marchigiano, di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 17 del 2021, istituito dalla Regione per il coordinamento degli interventi previsti dalla legge medesima.
Non mi soddisfa, anzi mi preoccupa, la risposta in merito al finanziamento della legge, perché il finanziamento della legge regionale n. 17 ‘Istituzione dell’Itinerario ebraico marchigiano’ non è un fatto di maggioranza o di minoranza, non si chiede di finanziare una richiesta della minoranza, Sottosegretaria, dovrebbe avere, mi pare, una sufficiente cultura istituzionale, il finanziamento di una legge, lei me lo dovrebbe insegnare, non è una questione di parte, la legge non è patrimonio di tutti, è patrimonio dell’istituzione, è la legge e c'è l’obbligo di finanziarla, come, tra l'altro, più volte ha ricordato la Corte dei Conti in sede di parifica. Quindi non mi deve rispondere nell'interrogazione successiva del Consigliere Catena, deve rispondere ai doveri della Giunta, che ha nella sua disponibilità la proposta di bilancio e che deve garantire le risorse perché l'attività legislativa, addirittura, una volta che si è concretizzata ed ha parlato attraverso la legge possa dispiegare i propri effetti. Questa non è una facoltà, ma è un dovere che ricordiamo noi, ma, ripeto, che ricorda più volte la Corte dei Conti, non solo in sede di parifica, ma anche come comunicazioni formali che ci ha inviato la scorsa legislatura.
Non è una questione di parte, ma è un dovere di una parte, della vostra parte, garantire il dispiegamento appieno della funzione legislativa e se non ci sono le risorse diventa tamquam non essent. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Rossi
Interrogazione n. 59
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri
“Cardiochirurgia Pediatrica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche” (Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 59 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Estendo la nota che è stata mandata dall’Azienda di Torrette, con cui, per questa vicenda, sono comunque in contatto.
Bisogna dire che è stato individuato il facente funzioni del direttore dell'Unità operativa di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica e Congenita nella figura della dottoressa XY, che già era nell’equipe ed è il Cardiologo pediatrico con maggiore esperienza dell'equipe e rimarrà in carica fino alle nuove determinazioni. In questo periodo di temporanea sospensione dell'attività di Cardiologia pediatrica, l’Azienda di Torrette, con il contributo di tutte le strutture del Dipartimento cardiovascolare, ha elaborato un protocollo operativo, di seguito sintetizzato.
La presa in carico di pazienti pediatrici con patologie (pericardite, miocardite, malattia di Kawasaki, malattia Reumatica, aritmie in età neonatale, pazienti GUCH, pazienti con cardiopatia congenita semplice, pazienti GUCH in gravidanza) che accedono al pronto soccorso o nei reparti di Torrette continuerà in modo analogo rispetto a quanto avvenuto sino a questo momento.
Per quanto riguarda, invece, le attività di interventistica e chirurgia, per pazienti selezionati in base a specifici criteri clinici, continueranno ad essere effettuate le seguenti procedure: l'emodinamica strutturale, l'elettrofisiologia, gli interventi correttivi su pazienti per patologie congenite quali DIA, stenosi/insufficienze valvolari, gli aneurismi, re-interventi valvolari. Per questa tipologia di interventi sarà garantito l'impegno diretto o lo stand-by cardiochirurgico nell'Unità operativa di cardiochirurgia.
Quello che voglio ulteriormente dire è che il settore è molto delicato, un settore elettivo, sappiamo che ce ne sono pochi in Italia, quindi sarà un passaggio importante, anche quello di fare uno scouting sulla possibilità di sostituzione, ma deve essere una sostituzione valida, non deve essere per rimettere un tassello su un mosaico. Su questo nelle prossime settimane, andremo a valutare anche con il Direttore per trovare le possibilità per andare a incidere in maniera significativa in questo settore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Non sono, ovviamente, soddisfatto della risposta. Lei con questa risposta, di fatto, purtroppo, sancisce la chiusura della Cardiochirurgia pediatrica a Torrette perché non traccia soluzioni di prospettiva. Ci ha indicato soluzioni tampone e, anche nella buona volontà della risposta, vedo che non c'è una chiara decisione sul da farsi in queste settimane e non vedo nessun tipo di provvedimento concreto attivato nelle scorse settimane, perché la partenza del dottor XY già si conosceva da tempo, è andato via la scorsa settimana, ma, purtroppo, non si sono prese decisioni conseguenti.
Ricordo che la Cardiochirurgia e la Cardiologia pediatrica sono ed erano un fiore all'occhiello dell'ospedale regionale, sono anche un punto di riferimento per bambini e gestanti di altre regioni, Molise, Umbria, Abruzzo. Credo che avremmo dovuto dare delle risposte più concrete ai bambini e alle mamme che, spesso, si rivolgono per problemi seri al nostro ospedale di Torrette. C'è stata negli anni una riduzione di personale, si è passati da 10 a 6 cardiologi e da 4 ad 1 cardiochirurgo in questi pochi anni, quindi la riduzione c'è, c’è un taglio di posti letto da 22 a 8 posti letto dal 2019 ad oggi. I
Penso che questi siano segnali abbastanza chiari e il protocollo di cui lei ha parlato, Assessore, offre soluzioni tampone, ma che non danno certezze sul futuro, tanto più che il 19 dicembre è stata sospesa, si dice temporaneamente, l'attività cardiochirurgica. Temo che sia una scelta definitiva e con una direttiva interna si è descritto un nuovo assetto che, di fatto, trasferisce i casi più complicati fuori regione. Quindi c'è un trasferimento, una presa in carico esterna e una delega totale all'esterno, ad altre strutture, Bologna, Roma, Massa Carrara, e questo delinea un quadro di incertezza, devo dire intollerabile che non dà risposte alle famiglie, alle mamme e ai bambini che hanno queste gravi patologie.
Sono totalmente insoddisfatto, Assessore, mi auguro che si prendano provvedimenti immediati per la sostituzione del dottor XY e per il rilancio di tutto il reparto. Grazie.
Interrogazione n. 60
ad iniziativa dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Chiarimenti in merito all’assegnazione e all’utilizzo del contributo regionale di € 15.000 destinato al ‘Festival del Libro’ del Comune di Macerata e assegnati all'associazione Castelli di Carta”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 60 dei Consiglieri Catena, Mancinelli, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per la risposta, la Sottosegretaria Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. All'interrogazione precedente ho risposto a braccio, anche preannunciando che avrei fatto le dovute considerazioni specifiche su quella successiva, quindi rispondo ai colleghi, rispondo anche al Consigliere Catena e ringrazio il Consigliere Cesetti per avermi detto “sufficientemente conoscente della materia istituzionale”, ma, ovviamente, ho ancora tanto da imparare, soprattutto da lei che è veterano su questi banchi del Consiglio regionale.
Con questa interrogazione, quali sono i fatti contestati? Sono quelli relativi all'iter di assegnazione di un contributo di 15.000 euro al Comune di Macerata, previsto dalla legge regionale n. 21 del 2024, per un generico “Festival del Libro” senza bando o progetto specifico. Secondo la stampa il contributo assegnato, su indicazione di un ex Consigliere regionale, sarebbe stato poi indirizzato, quindi, le criticità rilevate con questa interrogazione sono relative al fatto che sembra che questo contributo, che genericamente la Regione Marche ha elargito, il Comune di Macerata lo abbia trasferito, per l'intero importo più, se non vado errata, 100 euro comunali, all'associazione Castelli di Carta APS, che sembra che abbia, in base a quello che leggo, ovviamente, delle presunte vicinanze alla destra estrema locale, eccetera, su cui io non entro, perché questa non è materia regionale, Consigliere Catena.
Adesso spero di avere il tempo giusto, perché ho preso nota di tutti i punti, sui quale vi voglio dire. Sulla procedura di assegnazione, il contributo di 15.000 euro è stato inserito nella legge regionale n. 21/2024, approvata democraticamente dall'Assemblea legislativa, anche qui rispondo indirettamente al Consigliere Cesetti, con destinazione al Comune di Macerata per iniziative di promozione culturale. Sull'individuazione del soggetto attuatore, il Comune di Macerata con delibera di Giunta n. 441 del 19 novembre 2025 ha legittimamente individuato l'associazione beneficiaria nell'esercizio …, ma è il Comune, quindi questo tipo di interrogazione avrebbe dovuto essere posta all'interno del Consiglio comunale di Macerata, se conosco abbastanza bene come funzionano le istituzioni. Il Comune lo ha fatto nella propria autonomia amministrativa, garantita dagli articoli 5 e 114 della Costituzione.
Preciso un dato fondamentale, che rende questa interrogazione ancora più paradossale, ad oggi il Comune di Macerata non ha ancora presentato la rendicontazione delle spese sostenute e, pertanto, non ha ancora ricevuto alcun importo dalla Regione, in quanto l'erogazione del contributo è subordinata alla presentazione della rendicontazione e alla verifica della regolarità della spesa.
La Regione esercita comunque un controllo ex-post sull'utilizzo delle risorse e l'opposizione sta contestando di fatto un trasferimento di risorse che tecnicamente ancora non è avvenuto.
La Regione non entra nel merito delle scelte culturali e operative degli enti locali beneficiari. Il principio di sussidiarietà, se conosco abbastanza bene le istituzioni, impone il rispetto dell'autonomia comunale, il Comune di Macerata è un ente democraticamente eletto, non un suddito della Regione.
Detto questo, è necessario evidenziare una contraddizione talmente palese da rendere questa interrogazione, secondo me, anche un discreto autogol piuttosto che un atto di controllo. Tre giorni, il 12 dicembre, interrogazione n. 57, gli stessi firmatari chiedono adeguate risorse per l'Itinerario ebraico nel bilancio regionale, senza bando, senza criteri, senza procedure selettive; il 15 dicembre, tre giorni dopo, questa interrogazione contesta il contributo a Macerata perché “assegnato senza criteri, avvisi e graduatorie”. Nell'interrogazione n. 57 chiedono di ricostituire celermente un Comitato senza procedura competitiva; nell'interrogazione n. 60 contestano l'autonomia comunale nell'individuare un soggetto attuatore. Quale principio vale? I contributi culturali possono essere inseriti nelle leggi di bilancio oppure serve sempre un bando pubblico? Perché se la risposta dipende dall'orientamento del beneficiario, allora non stiamo parlando di trasparenza amministrativa, stiamo parlando di selezione ideologica, correggetemi se sbaglio.
Questa interrogazione chiede esplicitamente alla Regione di verificare preventivamente l'orientamento politico culturale delle associazioni coinvolte dai Comuni prima di permettere loro di accedere ai contributi, sbaglio? …
PRESIDENTE. Deve prenotarsi nuovamente. Le diamo un minuto così conclude. Prego.
Silvia LUCONI. Vogliamo introdurre una schedatura ideologica come condizione per ricevere fondi pubblici? Chiedo. Quando governava il centro-sinistra, e gli atti sono pubblici, finanziava attraverso contributi nominativi in legge di bilancio eventi, associazioni e rassegne con chiare connotazioni valoriali? Legittimo, però, chiedo.
Oggi contestano la stessa identica procedura perché non condividono l'orientamento culturale dell'iniziativa. Questa non è coerenza, è doppia morale, permettetemi. L'apologia di fascismo è un reato penale, se ci sono gli estremi, l'opposizione denunci nelle sedi opportune o chieda anche al Consiglio comunale di Macerata, magari, perché no? Ma non si può trasformare ogni iniziativa culturale di area conservatrice in un caso costituzionale solo perché non piace alla sinistra.
La Costituzione tutela il pluralismo democratico, non il monopolio culturale dell'opposizione. Se ho detto qualcosa di sbagliato, correggetemi. Grazie.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Catena
.
Leonardo CATENA. Grazie, Presidente. Mi rivolgo alla Consigliera Luconi, non posso essere soddisfatto di questa risposta, perché lei ha ricostruito da un punto di vista procedurale, formale i passaggi di assegnazione delle risorse, fra l'altro, in questo caso, assegnazioni fatte senza bando ad un'associazione che ha sede in Lombardia, che non c'entra nulla con il nostro territorio, un'associazione vicina a CasaPound, che notoriamente si autodefinisce “fascista del terzo millennio”.
Ricordo che la nostra Costituzione è dalla sua nascita, storicamente, giuridicamente, da un punto di vista valoriale, antifascista e mi sarei aspettato una presa di distanza, quantomeno da un punto di vista politico, perché qui non è in discussione se l'assegnazione è avvenuta correttamente da un punto di vista formale, ma se si sono fatte le adeguate verifiche da chi queste risorse sarebbero state utilizzate e fruite per organizzare un festival che ha utilizzato, Consigliera, mi rivolgo anche agli altri Consiglieri, Assessori e al Presidente, dei chiari richiami al regime fascista del ventennio. Non so se avete visto la locandina di questa rassegna.
Rimango fortemente deluso che non ci sia stata l'occasione per prendere le distanze da un punto di vista politico dall'uso dissennato che ne ha fatto il Comune di Macerata, che, magari, dovrà rispondere e giustificare le spese che ha fatto. Però, eludere il tema delle finalità con cui sono state utilizzate queste risorse, mi sembra una risposta debole, che evita di affrontare il nodo del problema.
Guardi, Consigliera, sono per la democrazia e per la possibilità di confrontarsi con tutte le idee, però, vi ricordo che il fascismo non è un'opinione, è stato un regime che ha schiacciato le libertà, ha punito il dissenso, ha carcerato ed esiliato i dissidenti politici causando morte e distruzione nel nostro Paese. Il fascismo non è un'opinione. Dare spazio, attraverso risorse regionali, quindi risorse pubbliche, ad eventi che sono così fortemente connotati …, mi sarei aspettato non tanto una descrizione formale di quelle che sono le competenze, i livelli di Governo, ma una presa di distanza politica, dicendo, come ha fatto il sindaco di Macerata: “Io non ne so niente”. Se ne è lavato le mani, ha dichiarato che lui non era a conoscenza di questa cosa. Forse sarebbe uscita meglio anche la maggioranza dicendo che non era a conoscenza, purtroppo, dell'utilizzo di questi fondi e, magari, quando si fanno assegnazioni dirette, prima vanno fatti un’analisi e un controllo su quale poi …
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, ci palesi i motivi, ai sensi dell'articolo 61, comma 2, del fatto personale.
Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Semplice, Presidente, perché il Sottosegretario nell'occasione di questa risposta ha risposto alla mia prima, citandomi.
PRESIDENTE. Questo non è fatto personale, andiamo avanti.
Fabrizio CESETTI. Un fatto personale che riguarda … ma lo dirò dopo, non è un problema, però non neanche c'era il motivo, Presidente, di dare un minuto in più alla Sottosegretaria per consentirle di fare delle … nei confronti dell’opposizione …
PRESIDENTE. Questa è un’altra questione, non voglio togliere …
Fabrizio CESETTI. Lei non può pensare di fare quello che vuole qua dentro con me.
PRESIDENTE. Grazie, ne parla dopo.
Interpellanza n. 8
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri
“Politiche regionali per far fronte alla grave carenza di grandi apparecchiature sanitarie nelle Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 8 dei Consiglieri Mastrovincenzo, Mancinelli, Catena, Cesetti, Piergallini, Vitri.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Il livello tecnologico delle apparecchiature sanitarie e la loro adeguata distribuzione sul territorio rivestono un ruolo fondamentale nel garantire la qualità dell'assistenza erogata dal Servizio sanitario nazionale, l'equità nell'accesso alle prestazioni, la riduzione dei tempi di degenza e delle liste di attesa, l'utilizzo razionale delle risorse pubbliche.
L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) ha realizzato una ricognizione nazionale sulla distribuzione e sulle caratteristiche delle grandi apparecchiature sanitarie in Italia. Le grandi apparecchiature censite sono di varia natura e le Marche hanno una dotazione di 166 grandi apparecchiature sanitarie: l'81,9% è di proprietà pubblica mentre le rimanenti 30 sono private e quasi tutte accreditate. Le Marche hanno una dotazione di grandi apparecchiature sanitarie pubbliche e private di 11,2 ogni 100.000 abitanti rispetto alla media nazionale che è di 14: si tratta di una differenza molto importante, pari al 20% in meno rispetto alla media nazionale. Se la Regione Marche avesse avuto la stessa media italiana, la sua dotazione avrebbe dovuto raggiungere la cifra di 207 apparecchiature, 41 in più rispetto alle attuali. Le diverse apparecchiature sanitarie delle Marche registrano quasi sempre una diffusione più bassa di quella nazionale: questo provoca delle conseguenze nelle possibilità di accesso alle apparecchiature da parte di pazienti perché la scarsità di risorse produce impatti su liste d'attesa, tempi dei ricoveri e trasferimenti nel privato.
Nelle Marche la situazione è questa: ci sono 26,3 mammografi per milione di abitanti mentre la media nazionale è di 35,2%; 9,4 per milione di abitanti di angiografi mentre la media nazionale è di 13,8; 26,9 risonanze magnetiche per milione di abitanti mentre la media nazionale è di 32,9 e potremmo continuare, tutto scritto nell’interpellanza, per esempio la PET 2,7 per milione di abitanti mentre la media nazionale è di 3,2. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha destinato quote significative di finanziamento per il rafforzamento e la sostituzione delle apparecchiature sanitarie medie e grandi da destinare a tutte le regioni italiane.
La Regione Marche con il PNRR ha ricevuto 27,5 milioni di euro poi saliti a 29,7 milioni (con il contributo di Stato e Regione) per l'acquisto di 57 apparecchiature, di cui 27 grandi apparecchiature sanitarie. I dati a disposizione non indicano quante di queste grandi apparecchiature saranno destinate alla sostituzione delle vecchie. Intanto ci appare chiaro che è stata colta la necessità di aumentare il numero di mammografi, ma non in modo sufficiente a raggiungere quella che oggi è la media nazionale. Non viene recepita affatto la necessità impellente di aumentare il numero di angiografi.
Sembra emergere un quadro in cui non si programmano gli acquisti di tecnologie in base alle necessità della popolazione. Le grandi apparecchiature sanitarie sono in gran parte pubbliche (81,9%) e questo pone il tema dell'adeguata presenza di personale per il funzionamento, per tutta la giornata, delle attrezzature che hanno un costo molto elevato e sono di alta qualità. Sembra chiaro che la dotazione di personale adeguata al pieno funzionamento di queste tecnologie non sia una priorità della Regione Marche e che la situazione potrebbe addirittura peggiorare, senza una svolta organizzativa, nel caso auspicabile di un aumento significativo di queste apparecchiature.
È chiaro che come gruppo consiliare del Partito Democratico chiediamo al Presidente della Giunta e all'Assessore competente: quali sono le politiche che si intendono attivare per incrementare il numero di grandi apparecchiature sanitarie, in particolare di quelle maggiormente carenti; quali criteri sono stati seguiti per scegliere le 27 nuove apparecchiature finanziate con il PNRR; quali politiche si attueranno per garantire un'adeguata presenza di personale per garantire il pieno funzionamento delle nuove apparecchiature acquistate con le risorse PNRR e quelle che auspicabilmente dovranno essere acquisite nel prossimo futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Io mi trovo a affrontare questa interpellanza e sentendo anche le altre interrogazioni, soprattutto alcuni toni, mi viene da pensare: com'è possibile che i marchigiani abbiano votato questa maggioranza? Questo è un mistero. Poi largamente, non è stato neanche un testa a testa.
Evidentemente la narrazione è piuttosto forte e se vogliamo …, io sono una persona molto tranquilla, non particolarmente …, solo a volte con il Consigliere Cesetti, ma viene da un pregresso di partite a carte insieme, non per altri motivi. Scherzo.
Se dobbiamo essere intellettualmente onesti, non possiamo anche in questo caso, e vengo all'interpellanza, dipingere un teatro di guerra, come una sanità …, che io ho preso adesso, non devo per forza mettermi a difendere chissà cosa, sono due mesi, qualcuno ha detto che in due mesi avrei dovuto cambiarla, però non è Mash, vi ricordate il telefilm?
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, per favore.
Paolo CALCINARO. Vi ricordate il telefilm Mash, il punto medico in Vietnam? Non è quello, però sentendo certe interrogazioni pare proprio.
Entro nel merito del discorso sulle tecnologie, su cui con il PNRR si sta lavorando e tra l’altro siamo in linea con l'ottenimento di tutti i target. Peraltro, di recente ho avuto anche una buona notizia, tornerà la risonanza magnetica al Salesi, che mancava da diverso tempo e non per colpa probabilmente di questa Amministrazione, anzi di chi mi precedeva, quindi sono politicamente onesto.
Non sono 27, ma sono 57 le grandi apparecchiature che sono state identificate nel percorso – ho sentito una voce fuori microfono, è sempre del Consigliere Cesetti, per gli stenografi era: “dagli sulla testa”, termine politico stretto – e rappresentano una possibilità importante di crescita, che noi dobbiamo monitorare.
Questa crescita è un fattore di propulsione della nostra sanità, però giustamente, lo chiede al terzo punto, come accompagniamo questa crescita di apparecchiature? Le apparecchiature hanno bisogno di un'implementazione anche di personale per funzionare. Oggi abbiamo chiuso anche quella dell’Ast di Ancona, abbiamo le implementazioni straordinarie fuori tetto per il territorio. Adesso, in questa sede, posso anticipare che nelle prossime due o tre settimane andremo ad innalzare il tetto di spesa per il personale - questo ce lo consente l'essere una Regione benchmark - delle singole Ast e potranno esserci anche delle assunzioni ospedaliere che potranno implementare questo tipo di tecnologie. Attenzione, però, la tecnologia va anche al passo con la funzionalizzazione e non significa che per alcune tecnologie, non mi metto a fare l'elenco, serva più personale, perché possono essere tecnologie che creano un meccanismo scalare di funzionamento direttamente con il personale che abbiamo. Per quanto riguarda i criteri, per i quali non ero ovviamente presente, posso dire che la definizione delle esigenze di sostituzione delle apparecchiature è stata …
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Mastrovincenzo.
Antonio MASTROVINCENZO. Grazie, Presidente. Assessore, se cortesemente mi dà la risposta, in modo che possa leggere la parte mancante della sua risposta orale relativa ai criteri.
Sarò breve in questa replica, semplicemente per precisare che qui non c'è nessun teatro di guerra, generalmente quando propongo interrogazioni, interpellanze mi baso su dati certi, oggettivi e chi meglio dell'AGENAS, che ha fornito questi dati, può dirci lo stato dell'arte delle grandi apparecchiature nella nostra Regione? A proposito, preciso che lei parla di 57 apparecchiature, anch'io nella mia interpellanza parlavo di 57 apparecchiature nel complesso, ma solo 27 sono definite grandi apparecchiature sanitarie. Aggiungo, la carenza è evidente, so che c'è stata anche un'interrogazione in tal senso del Consigliere Caporossi.
In questi giorni vediamo la PET di Torrette che è ferma per manutenzione ed è molto chiara la situazione. Se ci sono solo 2,7 PET per milione di abitanti nella nostra regione, quando la media nazionale è più alta, 3,2 per milione di abitanti, è evidente che è una gravissima carenza se una PET manca nella sua funzionalità ormai da diversi mesi, la PET dell'Ospedale regionale di Torrette. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Cesetti, ma ci dica la motivazione.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. La motivazione è semplice, ancorché in modo simpatico, ed è reciproco, l'Assessore Calcinaro ha riferito, ai fini del verbale, che il Consigliere Cesetti ha detto al Consigliere Mastrovincenzo: “Dagli sulla testa”. E’ una battuta simpatica, però va chiarita, da qui il fatto personale. Chiarito in questo senso, è vero, essendo cofirmatario dell'interpellanza ho detto al Consigliere Mastrovincenzo: “Dagli sulla testa” politica, ovviamente, perché l’Assessore Calcinaro ogni volta che viene qui, sulla stampa e sui post dice che sono due mesi che è qua, come se noi dovessimo dare tempo, come se i pazienti dovessero dare tempo. Perché “dare sulla testa?” L’Assessore Calcinaro esercita una delega che è del Presidente, per Costituzione e Statuto il responsabile della politica regionale è il Presidente Acquaroli, che è qui da 6 anni, è lui il massimo responsabile della sanità. L’Assessore Calcinaro non può dire che ha bisogno di tempo perché sono soltanto due mesi, perché a lui non riguarda quello che è successo in passato. No, lui esercita la delega senza soluzione di continuità, quindi non può chiedere tempo, ma deve risolvere nel tempo immediato i problemi della sanità, laddove possibile, se non è possibile, adotti dei provvedimenti alternativi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. È evidente che era una battuta. Ovviamente il Consigliere Cesetti, adesso richiama un'altra volta il fatto personale, ha ricamato politica anche su una semplice battuta. E’ lui, lo conosciamo. Grazie.
Interpellanza n. 9
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Realizzazione di un nuovo parcheggio presso il Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche”
(Svolgimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 9 del Consigliere Marconi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non nel tempo dell'illustrazione, sull'ordine dei lavori faccio presente che serpeggia in Aula una certa preoccupazione relativamente al fatto che nessuno sta preparando la famosa mozione che abbiamo concordato in sede di Conferenza dei Presidenti di gruppo . Faccio presente alla Presidenza che sono stato investito direttamente da un altro collega Presidente di gruppo, quindi, rischiamo che la mozione annunciata sull'Iran possa non essere pronta e rimane solo quella che ha presentato il gruppo del Partito Democratico. C’era un accordo in questo senso, altrimenti rischiamo …
PRESIDENTE. Magari i Presidenti dei Gruppi, se vogliono, possono confrontarsi sulla tematica.
Prego, Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda l’interpellanza, è semplicissima.
Faccio presente all'Assessore Calcinaro che, in verità, è arrivato da due mesi, quindi non posso imputargli niente, al di là degli attuali due mesi, se non il fatto che sta girando come un matto per le Marche, giovedì sarà nella mia città e mi sembra che non sia l'unica che sta seguendo, offrendo a queste grande attenzione, perché va dappertutto, cercando di rendersi conto di quello che sta succedendo.
Questa interpellanza non è una interrogazione, perché non so se ci sia niente in corso, ma è, appunto, una interpellanza perché chiedo se da parte, primo, dell'Azienda Sanitaria Territoriale, secondo, se ce ne fosse bisogno, del Dipartimento e, quindi, dell'Assessorato, un finanziamento speciale una tantum per la realizzazione di un ampliamento dell'attuale parcheggio presso l'ospedale di Civitanova. Non è nuovo questo problema, l'abbiamo già sollevato come Partito, come UDC, da alcuni anni, addirittura non solo in questa, ma anche nella precedente legislatura, ma, purtroppo, non se n'è fatto nulla.
La preoccupazione da una parte ed anche il fastidio dall'altra, sono determinati dal fatto, Assessore, che, mentre la gran parte degli Ospedali delle Marche, fatta eccezione per Torrette, Civitanova Marche e pochi altri, la possibilità di ampliare i parcheggi è praticamente impossibile, penso a Fano, a Pesaro, a Macerata, perché sono tutti incastrati dentro i nuclei storici delle città, questo nuovo presidio ospedaliero, per fortuna, è stato fatto in campagna, come stiamo cercando di fare in campagna tutti gli altri nuovi ospedali programmati. Quindi un ampliamento a costi decisamente ridicoli, perché si tratta di un parcheggio a raso, né sopraelevato, né interrato, e potrebbe essere rapidamente realizzato. Faccio presente che non solo, attualmente, nell'ospedale di Civitanova non c'è posto per il personale che ci lavora, che non staziona qualche minuto o qualche ora per una prestazione, ma sta lì per intere giornate, intere notti, ma neanche per i disabili. I posti per i disabili sono appena 4, lo so perché accompagno un disabile regolarmente in quell'ospedale e non c'è quasi mai o mai posto per loro, almeno dopo le 9 - 9:30 di mattina.
Ritengo che la necessità dell'opera sia evidente, non abbia bisogno di ulteriori spiegazioni. L'unica cosa, attendo dall'Assessore indicazioni in merito, sperando che si apra una porta, una finestra su questo argomento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Calcinaro.
Paolo CALCINARO. Grazie, Presidente. Lancio un appello metodologico, non ho poche di interrogazioni, almeno quelle sui lavori pubblici, risparmiatemele. Io adoro i cantieri, però, laddove possibile …, non so come vengono smistate, però adesso mi trovo a rispondere dopo aver interloquito con il settore dell'Assessore Baldelli.
Intanto vado a leggere la risposta firmata dal Direttore del Dipartimento infrastrutture e territorio che ci dice che è in corso di realizzazione presso l'ospedale di Civitanova Marche la nuova palazzina, il nuovo polo dell’emergenza-urgenza. Nell'ambito del progetto è prevista anche la realizzazione di un nuovo parcheggio per un totale di 54 nuovi posti auto, di cui 5 per handicap. A questi posti si aggiungeranno anche 6 stalli riservati alle ambulanze e ulteriori 6 spazi per i mezzi dedicati alle operazioni di carico e scarico. La stessa cosa ci conferma il Direttore generale dell’Azienda sanitaria territoriale di Macerata, questi nuovi 60 posti complessivi. Quindi una prospettiva c'è.
Certo, quello del carico del traffico e del parcheggio intorno agli ospedali è un problema conosciuto, lo vediamo a Torrette, lo posso vedere a Fermo, lo posso vedere in altre realtà, adesso che sto girando, in diversi ospedali. Questo è un aspetto in cui si dovrà, ovviamente, tenere conto e Civitanova Marche, rispetto ad altre situazioni che sono un po' più congestionate e senza prospettiva, la possibilità ce l'ha, in questo caso ce la teniamo stretta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Assessore, indubbiamente la risposta è soddisfacente nell'immediato, se noi possiamo immaginare …
Mi dispiace che debba rispondere ad interrogazioni che non sono di sua diretta competenza, ma penso che lo smistamento delle interrogazioni avvenga in Giunta, non in Consiglio, è un problema che va riversato sulla Segreteria della Giunta o altro.
54 + 6, ambulanze a parte, 54 su 50 + 4 per persone con disabilità, ad oggi, per come frequento, i 50 posti sarebbero sufficienti per evitare che non 50, ma 60 o 70 macchine vengano messe completamente fuori sosta o addirittura sulle strade di grossa percorrenza.
Assessore, se posso raccomandare, e lei trasferire questa raccomandazione, direi che 30 posti in più con un minimo di lungimiranza …, che non è tipica del nostro Paese, noi facciamo sempre le cose sulla base dell'emergenza maturata, mai rispetto a una previsione. Sarebbe bello se ci fosse questo intervento, allargando di poco nella parte, per esempio, dei parcheggi dedicati al pubblico, non so in quale punto verrebbero posizionati e non solo in concomitanza con una nuova struttura che viene realizzata. Ritengo che questo sia dovuto, sia necessario, perché almeno immaginiamo che l'ospedale Civitanova, da qui ai prossimi 5 - 10 anni, non venga ridotto nelle sue competenze, nella sua capacità di erogazione dei servizi, ma venga accresciuto. Penso che 30 posti macchina in più non siano del tutto fuori luogo. Grazie.
Proposta di legge n. 4 (proposta di legge statutaria)
ad iniziativa della Giunta regionale “Modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Marche)”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 4 (proposta di legge statutaria) della Giunta regionale.
Dichiaro aperta la discussione generale, ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, oggi andiamo ad approvare la proposta di legge n. 4 che riguarda la modifica alla legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1, per adeguare il nostro Statuto alla legge nazionale che è stata approvata l’8 agosto 2025, la n. 122, che riguarda il numero massimo degli Assessori regionali.
L'articolo 1, comma 1, della legge 8 agosto 2025, n. 122, consente alle Regioni, con popolazione fino a 2 milioni di abitanti, di aumentare, quindi, incrementare il numero massimo degli Assessori di due unità rispetto al limite ordinario che è stato previsto dal decreto legge 13 agosto 2011, n. 138. La legge a livello nazionale, voglio precisare, stabilisce che ai fini del calcolo del numero massimo degli Assessori regionali, il Presidente della Giunta è incluso nel numero dei componenti del Consiglio regionale.
Il comma 3, inoltre, prevede che “le regioni possono adeguare, nell’ambito della propria autonomia statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti alle disposizioni di cui al comma 1, nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.
La legge è formata da due articoli e vediamo l'articolato: l’articolo 1 sostituisce il comma 1 dell'articolo 27 della legge statutaria 8 marzo 2005, n. 1, specificando che la Giunta regionale è composta dal Presidente e da un numero di Assessori, compreso anche il Vicepresidente, non superiore a quello massimo previsto dalla legislazione statale. È in tal modo consentito l'adeguamento dell'ordinamento regionale alla normativa statale in materia senza necessità di ulteriori modifiche statutarie.
L'articolo 2, al comma 1, prevede che all'aumento del numero degli Assessori si può provvedere anche a decorrere dalla legislazione in corso al momento dell'entrata in vigore della legge statutaria, nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e comunque senza incremento di costi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Al comma 2 dello stesso articolo viene indicato che ai fini dell'aumento del numero degli Assessori si provvede previo adeguamento della legislazione regionale al fine di assicurare il rispetto delle condizioni fissate dal comma 1 del medesimo articolo.
La norma ha natura ordinamentale, quindi mi auguro che questa modifica dello Statuto possa essere approvata all'unanimità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. La Consigliera Marcozzi è stata molto precisa nell'illustrazione della modifica, quindi andrei subito con grande rapidità ad affrontare la parte più politica di questa modifica.
Veniamo da un lungo dibattito in Commissione, anche proficuo, produttivo e voglio motivare il perché la minoranza non sarà in maniera tribunizia contraria a questa modifica, il che non significa che la voteremo a favore, però voglio spiegare perché questa apertura.
Prima di tutto perché è una modifica di legge, quindi, di fatto, adeguiamo lo Statuto ad una norma nazionale che, però, non può essere ristretta solo a questa modifica perché, ed è il secondo aspetto, in effetti, la norma deve prevede che l'eventuale ampliamento della Giunta ad otto persone deve essere fatto ad invarianza finanziaria e, purtroppo, su questo ancora una posizione … per i tempi, naturalmente, perché deve essere sviluppata, perché altre Regioni ancora non hanno affrontato il punto. Su questo noi vorremmo vigilare, cioè vorremmo vedere come l'invarianza finanziaria verrà realizzata. Poi per ragioni anche un po' più generali e anche per darvi la conferma che questa minoranza vuole essere collaborativa in questo frangente.
Ci rendiamo conto che, in effetti, il carico delle deleghe sui singoli Assessori è enorme e che, quindi, e questa è una buona legge di democrazia, più un organo collegiale come la Giunta è largo più è una garanzia di democrazia, perché noi preferiamo organi collegiali in cui siedano più persone rispetto a meno persone. Quindi quando un organo viene ampliato è comunque una garanzia di collegialità. Temo personalmente, ma penso che anche i miei colleghi temano molto, organismi ristretti, che certe volte coincidono con una sola persona. Soprattutto facciamo questa apertura di credito anche perché in Commissione abbiamo visto la disponibilità da parte della maggioranza di interloquire su altre due modifiche statutarie che avremmo discusso oggi se fosse stata presente la Consigliera Ruggeri, che è la prima firmataria. Due modifiche statutarie che prevedono all'interno della Giunta, e saremmo una delle poche Regioni ad averle, la rappresentanza delle pari opportunità di genere e l'adeguamento dello Statuto ad un lessico più inclusivo. Se fosse stato possibile discuterle oggi, avremmo avuto plasticamente l'immagine di una sezione dedicata al cambio dello Statuto. Questo non è possibile farlo, ma l'interlocuzione con la Presidente Marcozzi c'è stata e, quindi, al prossimo Consiglio porteremo queste altre due modifiche allo Statuto che lo rinnoveranno e lo adegueranno agli Statuti regionali più avanzati.
Credo questo e concludo. Lo Statuto della Regione Marche, lo Statuto per una Regione è come la Costituzione per il nostro Stato, è la legge fondamentale che tutti dobbiamo conoscere e rispettare e sono convinto che le regole vadano scritte insieme, perché abbiamo avuto un ottimo esempio di regole scritte bene insieme in Italia da posizioni opposte. Anche in questo caso, se c'è la comprensione, la buona disponibilità di noi Consiglieri, potremmo raggiungere una modifica statutaria importante senza che magari sulla stampa appaiano le polemiche su poltronifici ed ampliamenti. Non è questa la politica nella quale crediamo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ovviamente condivido integralmente la relazione del Vicepresidente Piergallini che, di fatto, preannuncia anche la posizione del Partito Democratico su questo tema perché, oggettivamente, questa riforma statutaria …
PRESIDENTE. Chiedo per cortesia silenzio in Aula perché il Consigliere Cesetti deve intervenire, sennò poi chiede minuti in più.
Prego, Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. E’ una proposta di modifica della legge statutaria, peraltro, scritta bene, cosa che non sempre succede in questa Assemblea, che non è altro che l'adeguamento dello Statuto regionale alla legislazione nazionale, perché, appunto, il nostro Statuto limita il numero degli Assessori a 6, se non vado errato. Quindi scrivere che “la Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da un numero di Assessori, compreso il Vicepresidente, non superiore a quello massimo previsto dalla legislazione statale ai fini del coordinamento della finanza pubblica”, è ovviamente una modifica dovuta del nostro Statuto per uniformarsi alla legislazione nazionale.
Tra l'altro c'è l’articolo 2 che prevede che l'aumento del numero degli Assessori - eventuale, com’è scritto in questa legge, perché non è detto che poi ci sia - debba avvenire ad invarianza finanziaria, come ci ha ricordato anche la Presidente Marcozzi.
È un adeguamento, personalmente ritengo, che una Regione come le Marche abbia la necessità di avere un numero di otto Assessori. Lo verificammo noi all'epoca, io ero Assessore al bilancio quando ci trovammo a gestire la vicenda del terremoto e poi la pandemia, le varie crisi, che pure c'erano. Quindi noi abbiamo toccato con mano, io personalmente ho toccato con mano quanto fosse difficile operare con 6 componenti in una Giunta che si doveva misurare con un'infinità di materie e di questioni assai complesse. Tant’è vero che noi a quel tempo facemmo una modifica legislativa per sollevare gli Assessori gravati da tante responsabilità, da tante incombenze, facemmo l'unica legge possibile a quel tempo, sulla quale, tra l'altro, avevo molte riserve, che però votai per disciplina di maggioranza, una legge che prevedeva, come prevede, il cosiddetto istituto della supplenza, cioè l'Assessore che veniva chiamato a svolgere responsabilità di Giunta, di Governo, di fatto, veniva sgravato dalle funzioni di Consigliere regionale per consentirgli di dedicarsi a tutte quelle materie. Da qui l'istituto della supplenza, con il subentro del primo dei non eletti e questo, ovviamente, immettendo maggiori figure, in più nel Consiglio regionale. Di fatto, aumentava il numero dei Consiglieri, sostanzialmente, formalmente no, perché i Consiglieri sostituiti cessavano dalle loro funzioni per assumere quelle di Assessori, quindi la questione diventava “neutra” per quanto riguardava il Consiglio. In più la Giunta istituì la figura del Sottosegretario, lo dico alla Sottosegretaria Consigliera Luconi che dovrebbe distinguere tra il finanziamento di una legge e il finanziamento di un bando, è l’abbiccì. Questo giusto per rispondere, ma lei mi ha capito.
Che cosa successe? Ad esempio per quanto riguardava la figura del Sottosegretario … e qui entriamo nel tema dell'invarianza finanziaria, poi vi dico come, secondo me, potrà essere perseguita, perché io sono d'accordo a portare ad 8 Assessori, per quel che può valere la mia opinione.
Sul Sottosegretario la Corte dei Conti, anche questo la Presidente Marcozzi lo sa bene, in tutte le parifiche che ci sono state, di cui l'ultima, che ho qua, dice che oltre che essere una figura ad invarianza della Giunta, che non serviva perché era una sovrapposizione di ruoli già assegnati agli Assessori, ribadisce, quest'anno, che il Sottosegretario non persegue il tema dell’invarianza finanziaria e determina un aumento di costi, io vado a braccio, ma afferma questo sostanzialmente, con seri problemi di legittimità costituzionale di questa vicenda, perché l'aumento di costi incide sui limiti che la Costituzione pone, articolo 81, sugli equilibri di bilancio, eccetera. Non lo sto a ricordare a voi che lo sapete meglio di me. Lo dice qui, quindi non è …, non fosse altro per gli uffici di supporto, il personale di supporto che incide sulla spesa del personale, altro limite messo dalla Costituzione, oltre che dalla legislazione vigente.
Qual è il tema e lo voglio anticipare. Credo che l'invarianza che prevede la legge nazionale presupponga che gli Assessori siano anche Consiglieri regionali, questo è il punto. Come si persegue l'invarianza? Siccome gli Assessori prendono la stessa indennità dei Consiglieri, come eravamo noi, come ad esempio è in Puglia, dove ci sono soltanto due Assessori esterni, è perseguita con la legislazione regionale che appunto prevede questo. Se noi allarghiamo domani, nell'ipotesi che allargate a 8, vi consiglio di rivedere la legislazione regionale e l'istituto della supplenza, perché la supplenza non esiste più, non ci sono più i motivi delle competenze che dicevo prima, perché, se portiamo la Giunta 8, non c'è più bisogno che gli Assessori vengano sgravati delle funzioni di Consigliere regionali, anzi, secondo me, devono essere integrati nelle stesse e, allora, bisogna fare una modifica per eliminare l'istituto della supplenza. Abbiate pazienza, come fa ad essere ad invarianza finanziaria se gli Assessori già annunciati … In questo caso citiamo il mio amico e collega di vecchia data Consigliere Marinelli, tra l'altro, se mi posso permettere, credo che sia uno che meriti di assumere quel ruolo per esperienza e per competenza, per come l'ho conosciuto io. Se l'Assessore Marinelli viene chiamato a svolgere funzioni di Assessore ed a lui subentra il primo dei non eletti, al primo dei non eletti bisognerà dargli l'indennità e come facciamo a perseguire l'invarianza finanziaria? E così per l'altro Assessore. Non si giustificano più neanche l’attuale istituto della supplenza, perché gli Assessori regionali non sono più Consiglieri, tant'è che sono sospesi nell'esercizio delle loro funzioni. Guardate bene la legge.
La materia è assai delicata. Non l'ho voluto dire prima per evitare poi …, infatti avrei voluto presentare un oltre del giorno, non lo presento perché, ripeto, questa norma adegua e va bene, personalmente sono d'accordo con l'allargamento a 8, ma è evidente che l'invarianza finanziaria è una questione dalla quale non si può prescindere, non solo per l'indennità, ma anche per gli uffici di supporto e quindi per il personale. Pertanto, quando andiamo a modificare la legislazione regionale, come previsto all'articolo 2, che dovrà cristallizzare e attuare l'invarianza finanziaria, teniamo conto delle considerazioni che poc'anzi ho fatto, che non mi sembrano siano campate per aria, perché le ho tratte dalle considerazioni della Corte dei Conti in materia di parifica, che vale, in quel caso, per il Sottosegretario, ma vale anche per gli Assessori, per i Consiglieri, per i cosiddetti costi della politica che devono essere contenuti nei limiti previsti dalla legge nazionale, che, appunto, prevede l'invarianza finanziaria. Grazie.
Presidente. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Prendo volentieri la parola su questo argomento importante. Nel 1970 il Consiglio regionale contava 40 Consiglieri, compreso il Presidente, e 8 Assessori, lo stile che ha ricordato il Consigliere Cesetti. Nel 2026 con questa modifica avremo 31 Consiglieri, con il Presidente, ed 8 Assessori, in totale 39. Ci abbiamo messo, fate un po' i conti, 70/75 anni per ritornare a capire esattamente quello che doveva essere da sempre. In mezzo, lo dico soprattutto ai più storici amici del Partito Democratico che hanno conosciuto anche il Partito Comunista, come me la Democrazia Cristiana, un rispetto per un'Istituzione che nel tempo è stata considerata, forse, da qualcuno che ha preso tanti voti, poi non li ha presi più, ringraziando Dio ed il popolo italiano, alla stregua di una associazione di quartiere.
Su un bilancio di 5,2 miliardi della Regione Marche, la questione che pone in maniera ipocrita il legislatore nazionale con questa stupidaggine dell’invarianza finanziaria, è difficile interpretare. Un genio, penso che sia stato un genio, ho seguita questa cosa fatta da un genio. Stiamo discutendo di due stipendi di dirigenti di medio livello, tanto è quello che prende il Consigliere regionale delle Marche che, insieme a quelli dell'Umbria e dalla Toscana, sono fra i meno pagati d'Italia, abbiamo questo primato che dobbiamo evidenziare a grande voce.
Io sono, colleghi Consiglieri più giovani, fra i tre presentatori della legge sulla supplenza, quindi tutti quelli che sono entrati grazie alla supplenza, si mettano in coda, paghino una cena da qui al 2030. Quando l’abbiamo presentata ci siamo presi tanti insulti, però è stata votata all'unanimità, perché era una legge che ci riportava esattamente alla condizione del 1970. Allora, o questa Istituzione … a partire dalla Giunta che oggi, a differenza del 1970, ha molti più poteri rispetto al Consiglio, perché è evidente lo sbilanciamento dei poteri a favore del Presidente eletto direttamente dal popolo marchigiano, e dalla Giunta, che è di eletta direttamente dal popolo marchigiano, che lui nomina.
Io ho fatto l’Assessore con altri 10 Assessori ed avevamo la fortuna di poter ricevere, io venivo qui dal lunedì al venerdì, tutti i giorni anche i singoli cittadini. Oggi noi Consiglieri, ho tessuto adesso le lodi dell'Assessore Calcinaro, se dobbiamo prendere un appuntamento con un Assessore, a meno che vogliamo fare una chiacchierata veloce qui in Consiglio, dobbiamo aspettare dei mesi. Ringrazio l'Assessore Bugaro e l’Assessore Consoli che verranno in III^ Commissione, ma è stato difficile anche per voi fissare un appuntamento per la Commissione, alla quale, in teoria, l'Assessore, come il Ministro ed i Sottosegretari, dovrebbe partecipare regolarmente. In Parlamento funziona così.
Ristabiliamo un po' di verità e un po' di serietà all'interno di questo organo, dandoci, non dico importanza, ma un minimo di dignità. Abbiamo dei Comuni - grazie, poi, a tutte le strane norme che abbiamo fatto, dopo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, per recuperare qualche soldo attraverso gli eletti - sotto a 50.000 abitanti con 9 Assessori e una Regione con una marea di competenze … La III^ Commissione, che presiedo, ha 17 competenze distribuite su 4 Assessori, io piango e prego per loro perché stare dietro a questa roba si diventa matti. Stamattina l'Assessore alla sanità ed ai servizi sociali ha risposto a 10/2 interrogazioni, a quella che ho fatto io non doveva rispondere lui, ma un altro Assessore e si è lamentato di questo, ma è chiaro che è sommerso da competenze e da lavoro e rispetto a tutto ciò noi ci facciamo problemi di questo genere.
Troviamo la soluzione, Consigliere Cesetti, lei è stato al bilancio per tanti anni, è sicuramente più esperto di me, io non so quale sia la soluzione ideale, però troviamola e facciamo in modo che, almeno sul piano della rappresentanza politica, non venga meno la presenza dei Consiglieri regionali, i quali già ridotti di numero, in 30, possano svolgere questo fondamentale rapporto con i cittadini. Non dimentichiamo che la percentuale del 90% dei votanti del 1970 è scesa al 50%. Se diminuiamo ancora la nostra presenza, se siamo meno disponibili, non riusciremo nella maniera adeguata ad ascoltare tutti. Non dobbiamo andare in giro a fare le prediche, dobbiamo ascoltare i cittadini e questo lo deve fa pure l'Assessore. Ho detto dell'Assessore Calcinaro che va in giro, dedicherà un'intera mattinata a una città, neanche troppo importante, cioè la mia, per vedere tutte le strutture, questo va fatto. Se l'Assessore non fa questo, non va sui luoghi, non li capisce, non sente le persone. Se sta solo dietro le carte non fa quell'attività politica fondamentale. Se ci neghiamo questo, se non abbiamo la coscienza, la forza di ottenerlo e ci neghiamo questo, veramente facciamo un cattivo servizio a chi ci ha eletto e a questa Istituzione. Grazie
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Putzu.
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi Consiglieri per la discussione. Credo sia importante ristabilire la verità, “apprezzo” tutti gli interventi, ma, ancora una volta, mi trovo davanti alla strumentalizzazione politica, tra l'altro sono stati citati dei dati errati. Lo dico ai colleghi dell'opposizione che hanno parlato, ad esempio, del Sottosegretario che ha personale in più. Il Sottosegretario, vi avvisiamo, non ha personale in più. Il Sottosegretario, in questo caso la Consigliera Luconi, ma poteva essere anche un altro Consigliere, non ha personale in più all'interno della Giunta, quindi la scelta di far fare il Sottosegretario è ad invarianza zero, dal punto di vista sia dei compensi e trattamenti da Consigliere regionale che del personale. Quindi è giusto ristabilire la verità dei fatti, perché qualcuno ha detto, addirittura, che c'era la questione del personale. Ricordo a tutti, per chi non lo sapesse, ed è giusto ricordarlo, che il Sottosegretario non si avvale di personale aggiuntivo rispetto a quello che ha il gruppo, di cui ho l'onore di essere Presidente, non percepisce indennità in più e non ha dipendenti in più.
Per quanto riguarda la questione degli Assessori, penso che voi lo sappiate benissimo, anche perché, giustamente, ne ha parlato prima il Consigliere Marconi, che è veterano dell'Aula e di cui ho ascoltato con attenzione l’intervento. Vorrei ricordare anche il passaggio della spending review dei Governi del Partito Democratico, che hanno cercato di tagliare dappertutto. Se vi ricordate, il Consigliere Cesetti era il Presidente della Provincia di Fermo quando fecero quel vergognoso taglio, ad esempio, sulle Province, che sono diventate enti di secondo livello che, purtroppo, riescono a decidere pochissimo. Ovviamente non ho visto nessuno in questa Aula di Consiglio regionale, in quegli anni, trapparsi le vesti per tutelare le Province. Capisco, qualcuno dice che la filiera istituzionale per noi funziona, magari per voi non ha funzionato, ogni tanto lo ricordo perché credo sia importante.
In quegli anni, il Vice Segretario nazionale del Partito Democratico era marchigiano, tra l'altro sconfitto alle ultime elezioni regionali dal Presidente Acquaroli e da questa maggioranza, che non mosse paglia, nessuno del Partito Democratico riuscì a muovere paglia su questo.
Per quanto riguarda la questione degli Assessori, vedete, non è una questione politica o di dibattito interno per dare qualche posto a qualcuno, voi lo sapete benissimo, perché questa maggioranza non ha bisogno di litigare su chissà che cosa, ma penso che sia fondamentale anche per l'opposizione, per avere una Giunta che possa rappresentare al meglio tutte le Marche e questo territorio. Tra l'altro, ricordiamocelo tutti, è frutto di una legge nazionale votata da tutto il Parlamento, da quasi tutto il Parlamento, il Partito Democratico ha votato a favore. Mi piacerebbe capire se siete collegati anche con il Partito Democratico dell'Umbria, se la pensate alla stessa maniera, perché anche il Partito Democratico dell'Umbria propone l'ampliamento della Giunta, che noi crediamo che sia giusto, scontato e rispettoso. Tra l'altro, ricordiamoci pure, come ha detto il veterano Consigliere Marconi, che anni fa in questa Aula c'erano più Consiglieri regionali, c'erano più Assessori. Permettetemi anche di dire che ci sono Città capoluogo che hanno più Assessori degli Assessori regionali e questo ritengo che faccia comodo. Ad esempio, quando la Consigliera Mancinelli era Sindaco, avere 6 Assessori, piuttosto che 8 o 9, sarebbe stato meglio per avere una maggiore rappresentanza nella città.
E così dico: perché la Regione Marche non può avere una rappresentanza maggiore nei territori anche per dare risposte continue ai cittadini? Su questo pensoche sia fondamentale trovare un punto di caduta, un punto di equilibrio per dare risposte ai marchigiani, per cercare di essere più rappresentativi a livello istituzionale e politico. Quindi, proprio per questo, chiedo all'opposizione di trovare un punto di caduta insieme a noi per dare una risposta su questo tema, perché questa legge regionale, oltretutto, voglio ripeterlo, va ad adattarsi ad una legge nazionale.
Si sta ragionando nelle varie Regioni sulla questione dell'invarianza finanziaria e questo mi preme specificarlo perché poi qualcuno dice: “Ma perché qui non mettete l'aspetto finanziario?” Perché si sta ragionando tra varie Regioni, la Liguria è partita per prima, ma sono certo che il Presidente Acquaroli, che è persona molto umile, persona a disposizione, avrà già interloquito con i vari Presidenti di Regione per cercare di trovare una soluzione che non vada ad intaccare le tasche dei marchigiani, perché credo che questo sia l'obiettivo di tutti noi, che i costi della politica non vadano a gravare sulle tasche dei marchigiani. Tra l'altro, se nel bilancio, che voi avete criticato, avessimo aumentato, come hanno fatto altre Regioni del PD, il bollo, il ticket sanitario, l'Irpef, avreste detto che lo facevamo per i costi della politica, invece, così non è. Lo abbiamo dimostrato a tutti.
Su questo ritengo che si possa trovare con serietà una soluzione che possa dare dignità a quest'Aula, che finalmente il PD possa essere d'accordo con una legge nazionale votata dai propri parlamentari, in modo da evitare le convergenze, ma soprattutto degli attacchi che, a volte, Sono pretestuosi, magari per prendere qualche voto in più, ma a volte vediamo che il pretesto non fa prendere voti, anzi li fa perdere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, la relatrice di maggioranza Consigliera Marcozzi.
Jessica MARCOZZI. Grazie, Presidente. Ringrazio il Vicepresidente Piergallini per questa apertura. Invito a votare compatti, tutta l'Aula favorevole perché è una modifica dello Statuto ed è alla prima lettura. Anche a livello nazionale l'approvazione della legge n. 122 dell'8 agosto 2025 è stata votata all'unanimità, quasi. Quindi vi invito, invece di astenervi, a votare favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per replica, il relatore di minoranza Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente. Abbiamo fatto una lunga interlocuzione, Presidente, quindi, l'abbiamo condivisa, non è che possiamo cambiare posizioni nell'Assemblea.
Rinnovo l'invito ad apprezzare il nostro atteggiamento perché in altre Regioni, dove si è aperto il dibattito, le minoranze non sono state così collaborative, poi ogni Regione ha le sue caratteristiche, le sue dinamiche, quindi, non vogliamo giudicare a casa di altri.
A tal proposito è stata tirata fuori l'Umbria, una Regione nella quale ancora la questione dell'allargamento della Giunta non è stata affrontata, vedremo i colleghi umbri quale scelta prenderanno.
Invito anche a capire che un'eventuale nostra astensione, poi nel voto vedremo, è, comunque un'apertura di credito significativa che, per esempio, non è stata fatta dalla maggioranza su altre cose. Vado nello specifico, in Umbria una mozione molto simile alla nostra presentata l'altra volta, che presupponeva l'ampliamento della ZES a quei Comuni che non rientravano attraverso altri strumenti, è stata votata all'unanimità, quindi la maggioranza di centro-sinistra ha accolto, con qualche leggera modifica, una mozione molto simile alla nostra, presentata alla minoranza di centro-destra. Ora non stiamo a vedere le altre Regioni, nel senso che il dibattito è stato molto chiaro sia in Commissione che in Assemblea legislativa. Penso che con grande uniformità abbiamo capito che il lavoro che pesa sugli Assessori è molto grande, quindi, c'è una nostra apertura.
Nella prossima seduta dell'Assemblea interverremo su altre parti determinanti dello Statuto. Credo che sia stato fatto già un bel lavoro di interlocuzione. Grazie.
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Articolo 1. Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi ero distratta un momento e chiedo scusa. Faccio la dichiarazione di voto o, comunque, intervengo sull'articolo 1 e chiarisco perché ci asterremo in questa votazione.
Come hanno già detto il Vicepresidente Piergallini, componente del nostro gruppo consiliare, ed il Consigliere Cesetti, nel merito della questione non c'è disaccordo. Siamo tutti d'accordo circa la possibilità di allargare ad 8 i componenti della Giunta, ovviamente, con quella condizione che pone la legge nazionale dell'invarianza finanziaria, sulla quale ancora non c'è chiarezza, non solo qui, certo. Ma io voglio essere ancora più esplicita. In Commissione consiliare si è discusso, giustamente, di due proposte di modifica statutaria, questa, relativamente all'adeguamento alla nuova normativa, al nuovo ordinamento nazionale, per carità atto dovuto in qualche misura, e l’altra relativa alla rappresentanza di genere, su proposta, tra l'altro, della Consigliera Ruggeri che oggi non è purtroppo presente perché influenzata. Su questo abbiamo anche apprezzato il fatto che ci sia stata una convergenza tra maggioranza e minoranze e si sia trovato un punto di intesa sulla formulazione nel merito della proposta, cioè quella di una rappresentanza di ciascun genere pari ad almeno il 30% dei componenti dell'organismo collegiale. Sulla modifica, che non viene discussa oggi, anche per l'assenza della Consigliera Ruggeri, che verrà portata al prossimo Consiglio, è stata posta la condizione da parte della maggioranza che trovi attuazione non alla prima modifica di Giunta, ma dalla prossima legislatura Per noi non ha francamente molto senso questa posizione della maggioranza. L’altra questione ci ha fatto riflettere su quale posizione prendere su questa tematica. Quindi, da un lato l'incertezza su come verrà realizzata l'invarianza economico-finanziaria e dall'altro questo limite espresso dalla maggioranza in relazione all'altra modifica statutaria circa la sua attuazione, ci hanno fatto maturare per un voto di astensione. Faccio presente che in situazioni simili in altre sedi le minoranze …
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Articolo 2. PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Abbiamo già detto che l'astensione, l'ha detto la Presidente del gruppo, è una apertura per un adeguamento.
L’articolo 2, che è scritto bene, dice quello che ho detto poc'anzi, si può provvedere all'aumento a decorrere da questa legislatura nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente, comunque senza nuovi e maggiori oneri.
Il comma 2 prevede che “all'attuazione del comma 1 si provvede previo adeguamento della legislazione regionale al fine di assicurare il rispetto delle condizioni fissate dal comma 1”. È scritto molto bene. Qual è la legislazione regionale che deve essere adeguata? Ovviamente una sola può essere, quella che prevede l'istituto della supplenza, perché soltanto attraverso la rivisitazione dell'istituto della supplenza possono essere perseguiti gli obiettivi di cui al comma 1 e della cosiddetta invarianza finanziaria.
In questa Regione c'è un unicum che è l’istituto della supplenza, che non esisteva, introdotto da noi per quelle ragioni per le quali oggi si chiede, si dà la possibilità dell'ampliamento per sollevare gli Assessori. È evidente, noi lo diciamo fin d'ora, che debba essere rivisto per adeguarlo, appunto, e riportarlo ad invarianza finanziaria. Non c'è, ovviamente, lo voglio dire, Presidente, alcun problema per quanto riguarda i subentranti. Perché non ci può essere alcun problema? Perché è evidente che il primo dei non eletti non può coltivare un'aspettativa in questo senso. Tra l'altro, quella si potrebbe concretizzare soltanto a seguito della chiamata dell'eletto a ruolo di Assessore, quindi, non è un'aspettativa che può fare affidamento su una decisione del Presidente che forma la Giunta. E’ una questione di lana caprina: se per dare attuazione a questa legge bisogna rivedere la legislazione regionale. Lo voglio dire fin d'ora perché noi vorremmo votare …, alla fine chiederò l'autorizzazione a votare a favore, però deve essere garantita, appunto, l'invarianza finanziaria. Quindi si mettano a lavoro anche gli uffici in questo senso perché credo che con qualche adeguamento possa essere tranquillamente perseguita e la Giunta regionale potrà avere 8 componenti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Piergallini.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Molto rapidamente per puntare l'attenzione su un aspetto. Ho capito il senso dell'intervento del collega Consigliere, probabilmente è vero che sulla politica, sui costi della politica, si sono fatti discorsi molto demagogici, perché non è l'aumento di due Assessori che può compromettere il buon funzionamento della Regione Marche. Io condivido. Il problema è che questa spinta demagogica di tanti anni, di alcuni anni fa, è stata inseguita un po' da tutti, da tutto l'arco costituzionale del Parlamento, prima cosa. Seconda cosa, bisogna anche capire che, probabilmente, la politica negli anni prima aveva dato motivo ai cittadini per prendere i forconi, per dare sponda a chi voleva fare demagogia su questo argomento. Speriamo che sia una fase chiusa della politica e che, in effetti, il tema si sposti su quanto un eletto sia all'altezza del ruolo che ricopre, ed è anche nostra responsabilità dare all'esterno l'immagine di Consiglieri regionali, Parlamentari, Consiglieri comunali, Assessori, che siano all'altezza del ruolo per il quale sono stati eletti. Dico questo, però, con un correttivo, non vorrei che questo discorso, poi, sdogani un atteggiamento sull'invarianza finanziaria che potrebbe apparire come un gioco delle tre carte. Non facciamo giochi, nel senso che se l'aumento sarà ad invarianza finanziaria, invarianza finanziaria dovrà essere e su questo noi saremo collaborativi se sarà fatta la scelta più razionale, più chiara, più trasparente, che può essere comunicata con maggiore chiarezza ai cittadini. Se, invece, facciamo nel bilancio giochi delle tre carte per rispettare l'invarianza finanziaria, ecco, questo non va bene, perché questo richiede la legge, l'invarianza finanziaria autentica, e autentica deve essere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per dire che l’articolo 2, comma 1, risolve il problema dell'invarianza finanziaria, c'è scritto chiaramente “nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale”. Significa che non possiamo mettere nuove tasse, fine. Dopodiché dove troviamo … No, questo è chiarissimo, quindi il problema non esiste. 300 mila, 400 mila, 500 mila, non mi riguarda, io non ho un Assessore da far entrare, quindi non ho questo problema, che è una questione di principio. Qui c'è tutto, al di fuori di questo c'è il suicidio della classe politica. Mi permetto di dirle che non tutto l'arco costituzionale è d’accordo su questo, perché qualcuno, e qualche pezzo qui c'è, dei socialisti e democristiani non avevano per niente questa idea, l'abbiamo difesa, forse prendendo gli sputi da tutti, ma l'abbiamo difesa. Oggi ho la soddisfazione di poter dire che, dopo 75 anni, avevamo ragione in merito a quello che i padri costituenti della Regione Marche hanno deciso. Grazie.
PRESIDENTE. Articolo 2. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Possiamo anche aggiungere il voto del Presidente tra i favorevoli.
Prima della dichiarazione di voto sulla proposta di legge n. 4, poiché la Consigliera Ruggeri oggi è assente causa malattia, prego la Consigliera Vitri di accomodarsi come Consigliere Segretario
Proposta di legge n. 4. (proposta di legge statutaria). La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)
PRESIDENTE: Andiamo ad iscrivere la mozione n. 31 ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi scusi Presidente, se ho capito bene, questa è la mozione presentata da noi?
PRESIDENTE. Sì, è la mozione “Condanna del regime della Repubblica Islamica …” L'andiamo ad iscrivere dopo la mozione presentata dal Consigliere Rossi.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Chiedo una sospensione della seduta del Consiglio per cinque minuti e la riunione urgente dei Presidenti dei Gruppi, così come abbiamo concordato nella riunione precedente, prima della seduta, perché, lo dico per capirci, noi abbiamo dichiarato la disponibilità a modificare il testo della mozione, come lei sa benissimo e come ho fatto mettere a verbale nella riunione dei Presidenti dei Gruppi, così come richiedeva la maggioranza.
Sono due ore che stiamo cercando di avere un testo dalla maggioranza, qualunque esso sia, e ancora non è arrivato, dieci righe solo sul sostegno agli studenti, non si tratta di fare un trattato di politica estera. Siccome abbiamo la netta sensazione che si voglia sfuggire a questa questione, chiedo la sospensione di cinque minuti della seduta del Consiglio e la riunione urgente dei Presidenti dei Gruppi, nella quale concordare le dieci righe, così come lo richiedeva la maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Consigliera Mancinelli, accolgo e sospendo per cinque minuti i lavori dell'Aula. Grazie.
La seduta è sospesa alle ore 12:55
La seduta riprende alle ore 13:25
Presidenza del Presidente
Gianluca Pasqui
PRESIDENTE. Proposta di iscrizione della mozione n. 31 ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
La inseriamo al punto 11 dell'ordine del giorno, dopo la mozione n. 13 del Consigliere Rossi “Modifiche al Regolamento regionale che disciplina la realizzazione e gestione dei servizi per l'infanzia”.
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Mi scusi, siccome abbiamo un impegno a chiudere oggi alle 14, mi permetto semplicemente, visto lo sforzo apprezzabile, lo dico senza nessuna ironia, fatto da tutti i gruppi consiliari per sottoscrivere un testo condiviso sul punto che lei ha appena menzionato e siccome quel testo così condiviso può essere votato in trenta secondi, senza neanche bisogno di fare una discussione generale, proprio perché totalmente condiviso e siccome … con tutto il rispetto per il tema avanzato dal Vicepresidente Rossi, questo, mi sembra, come dire, di un'altra urgenza. Quindi, chiederei all'Aula, se siamo d'accordo, senza discussione, senza dibattito e senza dichiarazioni di voto, di dare priorità temporale a questa mozione, come lei ha indicato da noi presentata. Si va solo al voto, direttamente al voto e poi passiamo subito … con l'impegno a rimanere in Aula finché non si è discussa la mozione del Vicepresidente. Grazie.
PRESIDENTE. Consigliera, prima abbiamo la convalida, che dobbiamo fare ed è al punto 6. Lei dice di inserire la mozione e di votarla contestualmente?
Ha la parola la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Presidente, Segretario, come ritenete possibile fare …
PRESIDENTE. Quello che lei ha proposto.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Dico con l'impegno di votarla prima che si sciolga la seduta, perché possiamo farla in trenta secondi. Per le modalità, ovviamente, mi rimetto a lei e al Segretario, ma potremmo farla subito. Dopodiché andiamo avanti, con l'impegno nostro a rimanere qui finché non si sia discussa e votata anche la mozione del Vicepresidente. Grazie.
PRESIDENTE. Propongo di inserire la mozione al punto 6 bis, dopo la proposta di atto amministrativo n. 4, con le modalità indicate dalla Consigliera Mancinelli.
Un intervento a favorevole ed uno contro per l’iscrizione della mozione 31.
Ha la parola, oratore a favore, il Consigliere Putzu
Andrea PUTZU. Grazie, Presidente. Sono favorevole, non so chi sarà contrario, però chiedo una cortesia, che venga discussa anche la mozione del Consigliere Rossi, perché secondo l’ordine cronologico è stata iscritta prima. Ci tengo, per essere chiaro, per non aver problemi, ecco, tutto qua.
PRESIDENTE. Consigliere Putzu e colleghi, seguiamo le indicazioni che ci ha dato la Consigliera Mancinelli, la mozione n. 31 la mettiamo al punto 6 bis e naturalmente chiudiamo, Consigliere Putzu, con la mozione del Consigliere Rossi. L'unica cosa è che andremo a votare, se tutti d'accordo, senza nessun tipo di illustrazione, dandola per conosciuta.
Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Presidente, solo un chiarimento, siccome la mozione del Partito Democratico è stata emendata, come facciamo a votarla? Non facciamo un emendamento? Non lo so. C'è un emendamento …, non vorrei che creiamo un precedente pericoloso. E’ vero che siamo tutti d'accordo, però l'emendamento andrebbe votato.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento sostitutivo. Si vota l'emendamento che sostituisce la mozione e poi finisce …
Luca MARCONI. A meno che la mozione così nuova come viene presentata sia un emendamento.
PRESIDENTE. No, l'emendamento lo dobbiamo votare
Luca MARCONI. A posto
PRESIDENTE. C'è un altro intervento nel discorso favorevoli o contrari, dopo quello del Consigliere Putzu? Non ci sono.
Iscrizione della mozione n. 31 (al punto 6 bis). Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti)
Proposta di atto amministrativo n. 4
ad iniziativa dell’Ufficio di Presidenza
“Convalida dell’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei Consiglieri regionali eletti a seguito della consultazione svoltasi i giorni 28 e 29 settembre 2025 e verifica della condizione dei Consiglieri supplenti”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 4 dell’Ufficio di Presidenza. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha la parola il relatore Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Cercherò di essere veloce e sintetico. In premessa va precisato che la Regione Marche non si è dotata di una propria legge in materia di ineleggibilità e incandidabilità alla carica di Consigliere regionale, pertanto si fa riferimento alla normativa nazionale, la legge 23 aprile del 1981, n.154. La convalida della elezione dei componenti, compreso il Presidente della Giunta, è assegnata in base alla legge regionale n. 27 del 2004, secondo le norme del proprio Regolamento interno, all'Assemblea legislativa. La norma stabilisce, inoltre, che nessuna elezione può essere convalidata prima che siano trascorsi 15 giorni dalla proclamazione e che l'Assemblea legislativa deve in sede d'ufficio esaminare la condizione degli eletti. In caso di sussistenza di cause di ineleggibilità, procede ad annullare l'elezione sostituendo i non aventi diritto.
L'articolo 17 del Regolamento interno individua nell'Ufficio di Presidenza l'organo competente a verificare le condizioni degli eletti. A tal fine i Consiglieri eletti devono, entro 15 giorni dalla proclamazione, trasmettere al Presidente dell'Assemblea apposita dichiarazione in merito all'inesistenza di cause di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità. Esperite le dovute verifiche, l'Ufficio di Presidenza propone all'Assemblea la convalida dell’elezione dei Consiglieri nei confronti dei quali non si siano accertate le suddette cause. Nel caso in cui l'Ufficio di Presidenza accerti cause di incandidabilità o ineleggibilità nei confronti di uno o più eletti, propone all'Assemblea l'annullamento delle relative elezioni. Laddove venisse accolta la proposta, l'Assemblea annulla l'elezione e provvede alla sostituzione in base alla normativa vigente. Nel caso in cui l'Ufficio di Presidenza abbia accertato cause di incompatibilità in capo ad eletti, le contesta per iscritto ai Consiglieri interessati, i quali entro 10 giorni possono presentare controdeduzioni o provvedere a rimuoverle. Se l'Ufficio di Presidenza, anche dopo la presentazione delle controdeduzioni, ritiene ancora sussistenti le cause di incompatibilità, propone all'Assemblea di contestare l'elezione e di richiedere quale delle cariche il Consigliere intende conservare. Qualora il Consigliere entro 10 giorni non provveda, l'Assemblea lo dichiara decaduto dalla carica di Consigliere regionale. In data 6 ottobre 2025 il Presidente dell'Ufficio elettorale presso la Corte di Appello ha proclamato gli eletti a Presidente della Giunta regionale e i Consiglieri regionali. Nella seduta dell'Assemblea legislativa del 27 ottobre 2025 si è preso atto della rinuncia al seggio da parte di un Consigliere eletto provvedendo alla sua surrogazione. In data 25 ottobre 2025, con proprio decreto, il Presidente della Giunta ha nominato gli Assessori regionali in applicazione della legge regionale n. 27 del 2004 che prevede l'incompatibilità delle funzioni di Assessore con quelle di Consigliere. Nella seduta del 27 ottobre 2025 l'Assemblea ha preso atto dell'intervenuta sospensione dei nominati Assessori provvedendo alla temporanea sostituzione nominando alla carica di Consigliere regionale quei candidati che, nella stessa lista e nella stessa circoscrizione, dei nominanti Assessori seguono immediatamente l'ultimo eletto. I Consiglieri eletti, il Presidente della Giunta regionale e i Consiglieri subentrati in temporanea sostituzione degli Assessori hanno inviato alla Segreteria dell'Assemblea la dichiarazione in merito all'esistenza/inesistenza di cause di incandidabilità, ineleggibilità e di incompatibilità. Successivamente gli uffici hanno provveduto a richiedere il certificato generale al Casellario giudiziale per tutti i Consiglieri. Dall'esame della documentazione prodotta non sono emerse fattispecie di incandidabilità e di ineleggibilità in capo agli eletti.
Per quello che concerne, invece, la causa di incompatibilità si è evidenziato che per 10 Consiglieri a vario titolo esistevano cause di incompatibilità. In 9 casi su 10 è stata rimossa la causa. Nel restante caso l'Ufficio di Presidenza ha rilevato la non rimozione della causa di incompatibilità, poiché il Consigliere in questione ricopre contemporaneamente la carica di Commissario straordinario in una Fondazione soggetta a vigilanza della Regione Marche e, come previsto dal Regolamento, con propria deliberazione ha avviato il procedimento di contestazione. Il Consigliere in questione ha presentato le proprie controdeduzioni concludendo per l'insussistenza delle cause e, in via subordinata, ha dichiarato la disponibilità alla rinuncia alla carica considerata incompatibile. L'Ufficio di Presidenza nella fattispecie ha ritenuto opportuno chiedere un parere al Comitato consiliare per la legislazione. Con deliberazione n. 48 del 22 dicembre 2025 l'Ufficio di Presidenza ha convalidato l'elezione nei confronti di 28 Consiglieri non sussistendo cause di incompatibilità e di altri 9 Consiglieri, poiché le cause di incompatibilità sono state rimosse. Con il medesimo atto l'Ufficio di Presidenza ha rinviato, all'esito del parere richiesto al Comitato consiliare per la legislazione ogni determinazione nei confronti del Consigliere eletto a cui è stato avviato il procedimento di contestazione della causa di incompatibilità. In data 8 gennaio 2026 il Comitato consiliare per la legislazione ha espresso il proprio parere confermando la sussistenza dell'ipotesi di incompatibilità in capo al Consigliere. In data 13 gennaio 2026 il Consigliere in questione ha rassegnato le proprie dimissioni da Commissario straordinario della Fondazione, andando di fatto a rimuovere la causa di incompatibilità. Nella riunione del 14 gennaio 2026 l'Ufficio di Presidenza ha esaminato il caso e con deliberazione n. 51 ha proposto la convalida dell'elezione del Consigliere visto che le cause di incompatibilità sono state rimosse ed ha, inoltre, approvato un emendamento alla proposta di atto amministrativo n. 4/26 da sottoporre all'Assemblea legislativa che propone la convalida dell'elezione anche del Consigliere in questione non trovandosi più lo stesso in condizioni di incompatibilità. Pertanto, così come enunciati nel documento con l’atto amministrativo n. 4/26 e con il successivo emendamento si propone all'Assemblea di convalidare l’elezione sia dei Consiglieri eletti nella tornata elettorale del 28 e 29 settembre 2025 sia quella dei candidati subentranti temporaneamente a seguito degli eletti nominati Assessori regionali. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale.
Emendamento 1 a firma del Presidente Pasqui. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Proposta di atto amministrativo n. 4, emendata. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
PRESIDENTE. Mozione n. 31
ad iniziativa dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri
“Condanna del regime della Repubblica Islamica dell’Iran e sostegno agli studenti iraniani dell’Università Politecnica e delle altre Università delle Marche”
L’ordine del giorno prevede la mozione n. 31 dei Consiglieri Mancinelli, Catena, Cesetti, Mangialardi, Mastrovincenzo, Piergallini, Vitri.
Alla mozione n. 31 è stato presentato un emendamento, sostitutivo della mozione, a firma de Consiglieri Putzu, Marinelli, Marcozzi, Caporossi, Mancinelli, Seri, Marconi, Piergallini, Nobili, Vitri, Mastrovincenzo, Rossi G., Catena, Cesetti, Sebastiani, vi leggo il dispositivo: “Impegna la Giunta regionale: a condannare con fermezza le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime iraniano, in linea con le posizioni espresse da ONU, Unione Europea e Governo italiano; a sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, ogni iniziativa volta alla tutela dei diritti fondamentali del popolo iraniano, con particolare attenzione alla libertà di espressione, di manifestazione e di comunicazione; a coinvolgere le Università delle Marche ed ERDIS Marche, associazioni del territorio e realtà del terzo settore per individuare gli studenti iraniani che si trovano in condizioni di difficoltà per costruire una rete di accoglienza e sostegno; a valutare l'attivazione di misure straordinarie di supporto economico e sociale a sostegno degli studenti provenienti dall'Iran iscritti alle università marchigiane”.
Emendamento alla mozione n. 31. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Mozione n. 13
ad iniziativa del Consigliere Giacomo Rossi
“Modifiche al Regolamento Regionale che disciplina la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia”
(Discussione generale e votazione)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 13 del Consigliere Giacomo Rossi.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giacomo Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Sarò telegrafico per cercare di rispettare anche i tempi di chiusura del Consiglio. Innanzitutto vorrei ringraziare subito la nostra Dirigente XY che mi ha sottoposto la questione, che non è di poco conto e che va a influire seriamente nei bilanci di alcune famiglie con bambini che frequentano gli asili nido. Premettiamo che c'è la legge regionale n. 9 del 13 maggio 2003 che disciplina i servizi per l'infanzia. Il Regolamento applicativo di questa legge dal 2003 non è stato aggiornato e risulta oramai carente di alcune tipologie di servizi per l'infanzia. Dal 2003, tra l'altro, la richiesta dei servizi per l'infanzia da parte dell'utenza è considerevolmente aumentata. Nella Regione Marche esistono già diverse strutture private che offrono una vasta gamma di servizi per l'infanzia. Ci sono strutture pubbliche adibite a servizi per l'infanzia quali asilo nido e che sono in gran parte, spesso, anche completi, costringendo le famiglie ad usufruire di servizi alternativi privati. Visto, appunto, che esistono ulteriori possibili alternative a servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale, come per esempio i “Baby Parking”, andiamo ad impegnare il Presidente e la Giunta a mettere in atto tutte le azioni necessarie volte ad inserire all'interno della normativa regionale tutte le forme di servizi per l'infanzia per venire incontro alle nostre famiglie. Tra l'altro ho saputo che gli uffici avevano già intenzione di lavorare su questo aggiornamento. Lo andiamo a chiedere come Consiglio regionale, chiederei il voto favorevole di tutti quanti.
Ho inserito anche un emendamento al punto “Visto”, che è sostituito dal seguente: “Visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”. Ho fatto una piccola modifica per essere più generico. Credo che sia un'iniziativa di buon senso ed auspico che ci sia il voto unanime dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Non è neanche in discussione il fatto di approvare una mozione che miri, come ha presentato il Consigliere Rossi, ad avere altri servizi integrativi all'interno degli asili nido.
Mi permetto di segnalare una situazione che era presente nell'antichità, Assessore, spero che non ci sia più, nel tentativo di rivedere anche la legge, che riguarda i cosiddetti servizi di “babysitteraggio”. Capisco che per le famiglie che non trovano posto negli asili pubblici o in quelli convenzionati …, che, tra altre cose, abbiamo modificato a suo tempo con la regola del bonus, stracciando le vesti di qualcuno, però è stato introdotto questo criterio del bonus tipico della Regione Lombardia. Non so, mi auguro che queste situazioni non ci siano più, io non ho situazioni precise da denunciare, perché sarebbero al limite del penale, però, certamente, non è corretto per chi gestisce asili nido, Consigliere Rossi, anche privati - non parlo di quelli pubblici - trovarsi una concorrenza spietata da parte di chi ufficialmente fa il babysitter, ma, di fatto, tiene asili nido, con orari, modalità, tipo di bambini, età dei bambini, che ricadono sotto la normativa della legge n. 9, anche perché non tutti hanno i criteri per poterlo fare.
Esiste la possibilità sia dei convenzionamenti, sia dei nidi domiciliari, sia degli agrinido, sia dei nidi aziendali, le possibilità sono tante date dalla normativa regionale in vigore, quindi, chi vuole può fare le cose per bene. Quindi, Assessore, solo una raccomandazione affinché il nostro ufficio servizi sociali, unitamente ai Comuni - non è immaginabile che un funzionario regionale si faccia il giro dei duecento Comuni delle Marche - dia un'occhiata anche a questa situazione, che non va bene. C’è babysitter e babysitter e sappiamo cos'è, la tenuta di bambini durante la giornata è una cosa, la tenuta di un bambino per l'intero arco della giornata, dalle 7 di mattina fino alle 9 di sera, anche di neonati, è un'altra e si chiama nido. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Intervengo a titolo personale, lo voglio sottolineare perché poi la decisione compete sempre alla Presidente del Gruppo, Mi permetto di suggerire al Consigliere Rossi un rinvio di questa mozione per trattare la questione seriamente in Aula. Non perché la mozione non sia seria, ci mancherebbe, però già c'è un dato di metodo. Un Consigliere di maggioranza, per di più Vicepresidente dell'Assemblea legislativa di maggioranza, se c'è la necessità di modificare la normativa regionale, fa una proposta di modifica della normativa regionale. Fa una proposta di legge di modifica, come l'abbiamo fatta prima, o una proposta di modifica del Regolamento. Tra l'altro posso capire una mozione della minoranza non ha i numeri, quindi si appella alla bontà e impegna il Presidente della Giunta a sostenerla, ma in questo caso è di un Consigliere di maggioranza. Poi si dice che il regolamento applicativo della legge non è stato aggiornato e risulta carente di alcune tipologie di servizi per l'infanzia, quindi si propone l'aggiornamento.
Nel prendere atto con soddisfazione della critica che viene fatta in questo caso alla Giunta regionale, perché non si propone l'aggiornamento? Che lo si faccia. Da ultimo, qui si svela un po' … Nella mozione si dice che le famiglie che usufruiscono dei servizi alternativi privati quali i “Baby Parking” non possono avvalersi del bonus previsto dallo Stato perché nella normativa regionale queste strutture non sono contemplate. Capisco che una mozione è una mano tesa ai servizi privati, però questo diventa un atto politico.
Consigliere Rossi, sono assolutamente d'accordo che ci sia la necessità di aggiornare questo regolamento applicativo della legge 13 maggio 2003. Sono assolutamente d'accordo nel modificare questa legge in meglio per uniformarla alle esigenze attuali, anche alle normative attuali. Sono d'accordo anche sul fatto che le famiglie che usufruiscono di servizi alternativi privati possano avvalersi del bonus previsto dallo Stato. Sono d'accordo anche su questo, ci mancherebbe altro, però prima modifichiamo laddove il pubblico non è nella condizione … perché non sempre i privati riescono a garantire la qualità e l'efficienza del servizio. Poi devono essere predeterminati i criteri per i quali si possa usufruire di quel bonus, perché se mandi un bambino in una struttura che non garantisce quei criteri, non puoi usufruire di quel bonus. Ma come si fanno i criteri? Attraverso la modifica del Regolamento, un suo aggiornamento. Allora, chiedo rinvio, perché si venga in Aula con una proposta di modifica legislativa, di cui nessuno negherà la paternità, ci mancherebbe, al Consigliere Rossi, ma discutiamo di quello, non di roba così, che impegna - siamo noi i legislatori – “a mettere in atto le azioni necessarie per inserire all'interno della normativa regionale tutte le forme dei servizi”. Siamo noi che dobbiamo farlo, perché noi siamo i legislatori regionali, quindi, chiedo al Consigliere Rossi di rinviare questo punto nel cui merito sono d'accordo, ma è il metodo che è sbagliato. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Rossi, nelle premesse: “il punto “Visto” è sostituito dal seguente: “Visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Consigliere Cesetti, dopo il Considerato, c'è Visto, che dice che le famiglie che usufruiscono dei servizi alternativi privati …, questo viene sostituito con: “Visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Mancinelli.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Non vorrei fare confusione, la dichiarazione di voto vorrei farla sulla mozione, ma se siamo sull'emendamento la farei lo stesso.
PRESIDENTE. È sull'emendamento che dobbiamo votare prima. Prego, Consigliera.
Valeria MANCINELLI. Grazie, Presidente. Prima si vota l'emendamento, certo, però per economia dei lavori dell'Aula …
Noi ci asterremo su questa mozione e anche sull'emendamento, ovviamente per le ragioni che ha detto prima il Consigliere Cesetti, che in qualche modo, se non esplicitamente, erano contenute anche nell'intervento del Consigliere Marconi, cioè che ci possa essere l'esigenza di rivedere il Regolamento di cui si diceva e di fare un ragionamento di aggiornamento, su questo nulla quaestio. Sia la formulazione originaria della mozione sia l'emendamento, che in qualche modo rende un po' più generica la formulazione, fanno riferimento specifico ad ulteriori servizi non compresi, che andrebbero evidentemente compresi secondo i proponenti della mozione, però, non si capisce quali siano, con quali caratteristiche e anche con le preoccupazioni, che faccio mie, espresse dal Consigliere Marconi. Quindi, o c'è il ritiro della mozione e arriva in Aula o in Commissione una proposta di modifica del Regolamento, così da poterla valutare nel merito, oppure se, come mi è parso di capire, il Consigliere Rossi intende, comunque, come suo legittimo diritto, porre in votazione oggi questa mozione, proprio perché è un po' al buio, tanto per intenderci, noi, pur riconoscendo l’opportunità di una possibile revisione del Regolamento, ci asterremo, perché non vogliamo dare un'indicazione al buio senza prima conoscere quali siano le concrete ipotesi e proposte di modifica. La dichiarazione di voto vale per l'emendamento e per la mozione sia emendata che non emendata, così guadagniamo tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento a firma del Consigliere Rossi. Lo pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Cesetti.
Fabrizio CESETTI. Grazie, Presidente. Ovviamente noi ci asterremo. Prima ho parlato a titolo personale, invece, adesso, su delega della Presidente del Gruppo Mancinelli, a nome del Gruppo, per annunciare la nostra astensione e anche la mia.
Oltre che le argomentazioni della Presidente del Gruppo Mancinelli, mi ha convinto anche l'emendamento presentato dal Consigliere Rossi, che è correttivo in meglio, perché la parte prima era evidentemente non una mano tesa, ma un'autostrada aperta al privato, o meglio, è un autostrada … questo emendamento mi pare che riconduca la vicenda a maggiore armonia, ne do atto perché si dice “visto che esistono ulteriori possibili alternative ai servizi di infanzia non inseriti nella normativa regionale”, questo è corretto.
Noi ci asteniamo, però, per le considerazioni che ha fatto la Presidente del Gruppo si potrebbe pervenire … sarebbe meglio un rinvio e venire qui con una proposta di modifica del Regolamento e delle leggi che attualmente disciplinano la materia. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Rossi.
Giacomo ROSSI. Grazie, Presidente. Una mozione, Consigliere Cesetti, è un atto di indirizzo politico. Quindi, prendendo atto che abbiamo un regolamento desueto a differenza di altre Regioni, invitiamo a porre in atto tutte le azioni volte a inserire all'interno della normativa regionale, quindi il regolamento regionale … Lei ha detto più volte, fortunatamente c'è il video, che bisogna modificare il regolamento. Ecco, noi chiediamo questo, modificare il regolamento e aprirlo alle altre forme di servizi per l'infanzia, in modo che possono accedere ai contributi statali anche quelle famiglie che ne sono escluse perché usufruiscono di queste nuove forme di servizi per l'infanzia. Credo che sia una cosa molto semplice, poi il regolamento sarà cambiato dagli uffici e verrà posto in atto con queste nuove forme. Ritengo che non ci sia niente di trascendentale, evidentemente qualcuno non ha il contatto con la realtà, non parla con le famiglie, non parla con chi ha dei bambini, altrimenti tutti potrebbero confermare la validità di questa mozione, quindi non capisco il voto d'astensione, penso che sia una cosa doverosa da fare, che va incontro alle nostre famiglie. Votiamo all'unanimità, se vi astenete …, non lo so, forse vi astenete per motivazioni politiche. Con l’emendamento ho cercato di migliorare la mozione anche su suggerimento di alcuni Consiglieri di maggioranza, in particolare della Consigliera Luconi. Ho cercato di non andare troppo nello specifico, ma di far maturare al Consiglio regionale questa esigenza, che in molti casi è un'esigenza economica per molte famiglie che vengono escluse dai bonus dell'INPS. Non capisco perché le altre Regioni si siano adeguate e noi dal 2023 … Mi ricordo che c'eravate anche voi in Regione e c'erano anche queste nuove forme di servizi. Quindi non credo che ci voglia un'ulteriore legge che cambi il regolamento, che vada a “smacchinare” ancora una volta il tutto. C'è un atto di indirizzo che può essere recepito nel regolamento dalla Giunta e dagli uffici, punto. Non c'è bisogno di una proposta di legge per cambiare il regolamento. È un atto di indirizzo, una forma più semplificata di azione, se poi vogliamo parlare del sesso degli angeli, possiamo anche farlo, però la richiesta è molto semplice. Ripeto, parlate con qualche genitore, parlate con chi ha i figli piccoli, parlate con quei genitori che risiedono in città dove gli asili nido sono saturi e vedrete se questa modifica è di buon senso, se è una richiesta di buon senso quella che avanzo.
C'è un atto di indirizzo, la Giunta e gli uffici provvederanno, senza che venga presentata una proposta di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Luconi.
Silvia LUCONI. Grazie, Presidente. Non so cosa è stato fatto, ero fuori Aula un secondo, quindi, non so che cosa abbia detto la Consigliera Mancinelli, però, quando mi sono confrontata con il Consigliere Rossi, ho suggerito, ho consigliato … questa è una materia un po' spigolosa e ci sono anche delle doverose differenze da fare, lo dico da Consigliera, da rappresentante delle istituzioni, lo dico anche da madre, che magari usufruisce di determinati servizi. Bisogna fare delle doverose distinzioni, perché ci sono i servizi per l'infanzia che sono quelli educativi, dove all'interno ci sono le insegnanti di ruolo che hanno fatto degli studi appositi e che quindi possono lavorare all'interno degli asili nido pubblici, come li abbiamo nei Comuni, o all'interno degli asili nido privati, che ovviamente devono rispettare delle determinate normative, altrimenti, non avrebbero senso di esistere. Queste realtà possono usufruire del bonus INPS, lo dico da madre che ai tempi ne ha usufruito.
Detto ciò, visti i tempi moderni, gli impegni dei genitori, vista anche la volontà di normare quello che è stato fino a un certo punto il servizio di babysitter … I baby parking, di cui parla il Consigliere Rossi, nello specifico non li conosco, ammetto la mia ignoranza, non so nemmeno se esistono nella mia provincia e se sono normati … credo comunque che, oltre ai “baby parking” di cui ha parlato il Consigliere Rossi, ci siano altre realtà magari similari ma non uguali a quelle dei servizi educativi, quindi gli ho suggerito di non andare nel merito citando nello specifico i “baby parking” perché avremmo sicuramente fatto un errore, semmai, di valutare che cosa c'è sul piatto e poi capire come poter normare quello che c'è, facendo - questo sarà messo agli atti - anche le dovute differenze rispetto a quelli che sono prettamente servizi educativi e quelli che sono servizi di assistenza ai bambini, che, però, non hanno carattere educativo. Ritengo che il nocciolo della questione, non avendo sentito i colleghi della minoranza, sia questo, la differenza.
Se le altre Regioni o le altre realtà hanno già iniziato a prevedere una normativa di riferimento in questo senso, ci possiamo ragionare, ovviamente, però, facendolo con senso critico sufficiente e tenendo in debita considerazione le differenze fra un servizio e l'altro. Questa è anche la modifica e l'emendamento che è stato fatto e, secondo me, un emendamento e una mozione possono essere un punto di partenza, ma da qui dobbiamo fare tanto lavoro per cercare di essere il più possibile precisi e lavorare di cesello per non mettere tutto insieme in un calderone, in quanto tutto insieme in un calderone non ci può stare. Questo l'ho condiviso con il Consigliere, penso che lo abbia capito, quindi c'è da fare una proposta concreta e una distinzione doverosa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Piergallini, in dissenso.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. In dissenso perché nel dibattito ho maturato un'altra posizione e magari invito i miei colleghi della minoranza a valutare questo ragionamento. Perché in dissenso? Perché non c'è stata un’apertura ad affrontare insieme questo argomento. Perché con l'emendamento presentato, c’è stato un tentativo di ricompattare la maggioranza, tatticamente di ricompattarla, senza guardare la specificità dell'argomento. La nostra Presidente del Gruppo aveva proposto il rinvio del punto e, secondo me, valeva la pena rinviarlo, il che significa prendersi un po' di tempo, perché qui c'è un regolamento sui servizi che devono essere erogati dalla Regione e una legge regionale sui servizi per l'infanzia sui quali va fatto un ragionamento specifico.
Ora, a monte la mozione aveva un peccato originale, che non avrei segnalato se il dibattito non si fosse acceso così tanto. Se andiamo a leggere il “considerato” e il “visto” in un passaggio della mozione, sembra quasi che il pubblico non riesca a rispondere a tutte le esigenze …
PRESIDENTE. Chiedo scusa, per favore, silenzio in Aula.
Enrico PIERGALLINI. Grazie, Presidente. Sembra quasi che il pubblico non riesca a rispondere a tutte quante le esigenze e che, quindi, bisogna assecondare per forza l'intervento privato, che bisogna incentivare il più possibile mettendolo tra i soggetti che possono beneficiare dei contributi. E’ impostata male, innanzitutto perché il PNRR ha finanziato tantissimo i nidi da 0 a 6 anni ed il problema dei Comuni sarà quello di avere risorse vive per poter accogliere minori da 0 a 6 anni negli asili nido e nei servizi intorno.
Io sono disposto a fare un ragionamento serio sulla questione, anche ad aprire ad altre forme di servizi 0-6 anni, purché rientrino nella legge, siano regolamentati e abbiano sostanza. Così com’è emendata questa mozione è zero, perché è vuota, non dice a che cosa allargare, il “baby parking” è stato tolto ed avete fatto bene a toglierlo.
Se vogliamo ragionarci in maniera concreta, io sono disposto, come penso anche i colleghi della minoranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.
Luca MARCONI. Grazie, Presidente. Solo per dire che, a differenza dei colleghi della minoranza, o meglio, come i colleghi della minoranza, ho già espresso perplessità sul contenuto, ma apprezzo l'iniziativa del Consigliere Rossi per il fatto che, comunque, apriamo, come si diceva nell'antichità, un dibattito. Per capirci, la necessità di modifica ad altre forme è apertissima, nel senso che noi abbiamo, però, una forma, Consigliere Rossi, che si chiama asilo nido. Sotto quella forma ci sono dei criteri, un assistente ogni 7 bambini. Il babysitteraggio, inteso come un assistente ogni 15 bambini, non si può fare, non si può fare per legge regionale, ma sopra c'è una legge nazionale, i Sindaci lo sanno bene, che impedisce di farlo e, come ho detto prima, quello potrebbe essere un modo truffaldino di venire meno alla norma. Ma se ci sono altre forme - io non escludo niente - che noi non conosciamo e che ci mettono in condizione di allargare questo campo, per cui se all'asilo nido pubblico, all'asilo nido privato convenzionato, all'asilo nido privato accreditato ma non convenzionato, all'agrinido, al nido domiciliare, al nido aziendale, al nido forestale - adesso abbiamo anche i nidi forestali, abbiamo chi fa i nidi nelle foreste - si introducono altre tipologie, va benissimo, purché siamo dentro quei criteri. A meno che, per determinate condizioni, non possiamo immaginare che quei criteri possano essere leggermente aggiustati in base ad esperienze maturate nel tempo, però, rimaniamo dentro quelli, perché, se cambiamo quelle regole, significa che le cambiamo non solo per le nuove realtà che entrano, ma per tutte, ciò significa che anche a partire dal pubblico cambiamo le regole che già ci sono. Allora, su questo il ragionamento diventa estremamente serio. Ma se, in base a questa mozione, come mi auguro, il Presidente della IV^ Commissione Consigliere Baiocchi intenderà aprire una riflessione sul regolamento attualmente in vigore ed anche sulla stessa legge, che al momento prevede la disciplina e l'elencazione di tutti i tipi di nido, va benissimo, è un'occasione per fare una riflessione su questo argomento, stante che le risorse che ci arrivano dallo Stato e che la Regione destina ai Comuni sono sempre più limitate, e questo è il dato di fatto. Però allargare più di tanto i confini delle regole per poter mettere dentro altro, diventa veramente complicato. Per me diventa complicato, però nulla impedisce che un dibattito, così come il Consigliere Rossi suggerisce, possa essere aperto, anzi, per questo lo ringrazio. Grazie.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione per appello nominale, che spiego. La votazione nominale è prevista dall’articolo 66, comma 2, lettera c), il quale prevede che si proceda alla votazione nominale qualora sia intervenuto un Consigliere per dichiarazione di voto in dissenso dal gruppo di appartenenza.
Questa è la motivazione per cui si procede alla votazione per appello nominale.
Mozione n.13, emendata. La pongo in votazione per appello nominale.
Favorevoli: Antonini, Assenti, Ausili, Baiocchi, Barbieri, Battistoni, Biondi, Borroni, Luconi, Marconi, Marcozzi, Marinelli, Pasqui, Putzu, Rossi, Sebastiani.
Contrari: Nobili, Piergallini.
Astenuti: Caporossi, Cardilli, Catena, Cesetti, Mancinelli, Mastrovincenzo, Seri, Vitri.
(L’Assemblea legislativa regionale approva)
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 14:15.