Resoconto della seduta n.98 del 08/05/2018

SEDUTA N. 98 DELL’8 MAGGIO 2018

La seduta inizia alle ore 11,25

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, mi scuso per il ritardo, ma c’è stata una lunga Conferenza dei Presidenti dei Gruppi. Dichiaro aperta la seduta n. 98 dell’8 maggio 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 97 del 24 aprile 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che per quanto riguarda la seduta odierna è stato chiesto dal Consigliere Bisonni il rinvio della mozione n. 305 alla prima seduta di giugno e durante la Conferenza dei capigruppo è stata chiesta l’iscrizione di due mozioni, la prima del Consigliere Marconi a cui lascio la parola.

Luca MARCONI. Non c’è una particolare motivazione legata all’urgenza se non che abbiamo già avuto una intitolazione da parte della Quadrilatero a nostro giudizio, mio e dell’Assessore Pieroni, poco motivata. Non vorremo che l’altro braccio della Quadrilatero venga intestato senza che ci sia una consultazione, quindi con questa mozione chiediamo che il Presidente si faccia promotore presso la Provincia di Macerata e i Comuni interessati di questa iniziativa.

PRESIDENTE. Bene, ora lascio la parola al Consigliere Biancani per la richiesta di un’altra iscrizione.

Andrea BIANCANI. Propongo l’iscrizione della mozione che chiede l’abolizione dell’articolo 35 del d.p.c.m. 10 agosto 2016, ne avevamo già parlato in Aula e avevamo preso l’impegno di portare una mozione in Commissione, di farla firmare a tutti i Consiglieri, che l’hanno firmata, quindi chiedo che venga portata oggi in Aula.

PRESIDENTE. Iscrizione della mozione n. 361 a firma del Consigliere Marconi e dell’Assessore Pieroni. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)

PRESIDENTE. Iscrizione della mozione n. 362 a firma del Consigliere Biancani. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei votanti)

Comunicazioni ai sensi del comma 4 dell’articolo 55 del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Prima dell’inizio dei lavori una comunicazione che credo faccia piacere a tutti, già lo sapete perché anche nella Conferenza dei capigruppo se ne è parlato, credo che l’Assemblea prenda atto con soddisfazione dell’elezione del nostro Presidente Antonio Mastrovincenzo a Vicepresidente della Conferenza nazionale dei Presidenti delle Assemblee legislative.
Ovviamente facciamo gli auguri e i complimenti al nostro Presidente, lui si è già espresso nella Conferenza dei capigruppo in modo molto sobrio, come è nella sua persona, dicendo che non è soltanto un riconoscimento alla sua persona, ma anche un riconoscimento alla Regione Marche in questo momento che di difficoltà ne ha tantissime. L’Ufficio di Presidenza è composto dal Presidente della Campania e da due Vicepresidenti uno del Veneto e l’altro delle Marche.
Questo comporta un impegno maggiore per il Presidente, ma anche un pizzico di soddisfazione e di orgoglio di questa Assemblea nel sapere che le nostre istanze possono arrivare molto prima alla Conferenza nazionale dei Presidenti, buon lavoro e ancora auguri.

PRESIDENTE. Grazie. L’ho detto prima nella Conferenza dei capigruppo, è un riconoscimento anche alla nostra Regione proprio perché è stata purtroppo colpita dal gravissimo evento del terremoto.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Chiedo di posticipare la proposta di legge n. 153 all’ultimo punto delle proposte di legge perché ci sono degli approfondimenti tecnici che stiamo facendo.

PRESIDENTE. Se nessuno ha obiezioni, posticipiamo la discussione del punto 2 al punto 5 bis e poi proseguiamo come da ordine del giorno.

Proposta di legge n. 107
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Modifiche alla legge regionale 30 ottobre 2008, n. 30 ‘Disciplina delle attività regionali in materia di commercio estero, promozione economica ed internazionalizzazione delle imprese e del sistema territoriale’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 107 ad iniziativa del Consigliere Fabbri.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Iniziamo il Consiglio con la proposta di legge n. 107 che è stata ampiamente discussa in Commissione e trattiamo un argomento tanto attuale quanto importante, come quello dell’internazionalizzazione.
Come abbiamo anche visto dalle ultime manifestazioni importanti, faccio riferimento al Vinitaly ma anche a tante altre, l’internazionalizzazione ormai riveste un aspetto fondamentale per l’economia nazionale, in particolare per un’economia come la nostra basata sulla qualità, basata sul manifatturiero e basata su tante imprese che negli anni hanno avuto in questo settore, quello dell’internazionalizzazione, un grande punto di forza.
E’ ovvio che nell’era della globalizzazione le modifiche sono tante, i percorsi sono molto veloci e gli scenari cambiano anche improvvisamente, quindi sentiamo l’esigenza a livello legislativo di affrontare questo tema, soprattutto rendere le nostre leggi, i nostri procedimenti anche tecnici, i nostri regolamenti, molto più vicini alle imprese cercando di renderli uniformi a quelli che sono i cambiamenti che ci impone la globalizzazione.
Questa è una legge molto semplice però per me importantissima perché va a regolare e a verificare l’impatto delle nostre politiche sull’internazionalizzazione, in particolare sul piano triennale, bisognerà specificare prima quali sono stati i risultati dei piani precedenti, ed abbiamo inserito, questa è una novità che ha portato anche il nuovo regolamento, la clausola valutativa all’interno della legge in modo che il Consiglio, la Commissione preposta, siano costantemente informati dei risultati.
Noi crediamo di essere andati incontro alle esigenze delle nostre imprese, alle rappresentanze di categoria, che abbiamo audito in Commissione per diverse volte, e penso che siamo arrivati alla fine di un percorso che ci porterà ad una buona sintesi, sicuramente abbiamo reso più snello ed attuale un procedimento che ci dovrà vedere presenti anche su tante altre questioni che riguardano la nostra economia e le nostre imprese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Premetto che in Commissione è stato fatto un buon lavoro su questa proposta di legge che modifica la legge n. 30 in atto, l’abbiamo aggiustata abbastanza bene per i motivi che adesso dirò, premetto inoltre che sono favorevole, quindi il mio giudizio è positivo su questa proposta di legge condividendo quanto il Consigliere Urbinati ha detto nel merito.
Provo a dire il perché siamo favorevoli e perché in Commissione abbiamo votato unanimemente questa proposta di legge.
Dico questo in pochi concetti, oggi il problema delle nostre aziende non sta soltanto nella produzione, nel fare produzione nel miglior modo possibile, ma sta nei due processi che sono a monte della produzione, il primo è quello di cui riempiamo sempre i nostri ragionamenti, l’innovazione, la ricerca, lo sviluppo e la formazione del personale, una cosa fondamentale per poter produrre nel migliore dei modi, per poter essere competitivi, nel mezzo c’è la produzione del prodotto, c’è la fase a valle che è il marketing e la ricerca di nuovi mercati per poter vendere il prodotto innovativo delle nostre aziende.
Ecco, questa modifica della legge 30, che oggi stiamo esaminando, la n. 107, incide su questo processo a valle, sul processo della ricerca di nuovi mercati e quindi della internazionalizzazione, cioè dà la possibilità alle nostre imprese di poter, in modo molto più semplice e più competitivo, trovare nuovi sbocchi nella globalizzazione.
Questa legge modifica un po’ la programmazione, dà dei tempi certi, in pratica si dice che entro un certo periodo la Giunta deve fare la programmazione che non può essere mai mensile o trimestrale, deve essere di lunga gittata e la cosa più importante, non sta scritto qui, sono le risorse.
Voi sapete che le fiere, o per lo meno i momenti di marketing, che la Regione fa in giro per il mondo vengono organizzate almeno 6/8 mesi prima, un evento non si organizza un mese prima, quindi c’è la necessità di avere certezza delle risorse per poter internazionalizzare.
Qui siamo difettosi perché noi di solito le risorse le mettiamo a disposizione alla fine dell’anno quando facciamo gli assestamenti, in realtà la programmazione inizia già a giugno, massimo a settembre/ottobre ci dovrebbe essere la certezza delle risorse.
Dopo questa legge noi dovremo occuparci nelle prossime variazioni di bilancio, di individuare risorse certe per dare la possibilità ai nostri dirigenti ed ai nostri funzionari di scegliere di concerto con le associazioni di categoria le modalità di internazionalizzare.
Dal prossimo anno questo processo di internazionalizzazione cambia completamente perché non saranno più le Camere di Commercio, con la riforma delle Camere di Commercio, con la Camera unica, l’internazionalizzazione a livello mondiale non farà più capo alle Camere di Commercio, ma quest’ultima di concerto con l’Istituto centrale delle camere di commercio, con l’ICE.
Quindi c’è tutta una materia che stiamo rivedendo e la modifica della legge 30 va proprio in questo verso, quello della riorganizzazione, di dare dati certi. Soprattutto l’introduzione di questa clausola valutativa è molto importante e significativa perché entro marzo di ogni anno, la Giunta deve produrre una relazione di quello che è stato fatto, di quali sono stati i risultati ottenuti, di quali sono state le difficoltà che si sono riscontrate, le criticità, in modo tale che ci sia il tempo da marzo fino a settembre di eliminare le storture, quindi di programmare gli eventi futuri dell’anno successivo nel modo più accurato e preciso possibile.
Le clausole valutative sono dei concetti che stiamo introducendo adesso che cominciano a funzionare perché significa avere certezza che i nostri fondi piccoli o grandi che siano, in questo momento sono veramente pochi, verranno spesi nel modo giusto e risponderanno alle esigenze delle nostre aziende per renderle più competitive ed anche un po’ più attrattive per quanto riguarda le produzioni che fanno, quindi, ripeto, sono favorevole a questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Questa mia proposta di legge è stata discussa ampiamente in Commissione, è stata modificata in alcuni passi, potenziata anche in altri. Con molto piacere ho lasciato la relazione di minoranza al Consigliere Celani per dimostrare come effettivamente sia stata condivisa in tutti i suoi passi.
Il processo di internazionalizzazione è molto complesso, ha un passo pluriennale e con questa specificazione sui contenuti dei piani triennali ed annuali vogliamo collegare un piano all’altro in modo da verificare se gli investimenti e gli sforzi che la Regione fa in questo ambito abbiano i risultati e aggiustare il tiro tenendo in particolare attenzione l’effetto dei risultati ottenuti e delle difficoltà eventualmente riscontrate.
Non ripeto, perché l’illustrazione è stata molto dettagliata e l’articolato è semplice in quanto andiamo a modificare un paio di articoli, pongo soltanto l’attenzione sul fatto che è il sistema regionale che si deve muovere in maniera concertata, quindi il coinvolgimento puntuale della Commissione all’interno della valutazione del piano e della programmazione è stato esplicitato in modo che abbia il suo peso e possa consentire di tracciare delle linee guida concordate.
Il 30 novembre dell’anno precedente al piano annuale si chiede di avere un programma esecutivo degli interventi in modo da muoverci in anticipo e si chiede al 31 marzo di ogni anno l’analisi del pregresso, quindi si collega tutto sia a livello triennale sia a livello annuale.
Riteniamo che questa modifica potenzi la normativa e dia maggiore trasparenza, maggiore partecipazione, maggiore controllo, quindi mi aspetto che venga votata all’unanimità, come è stato fatto in Commissione.
Oggi discuteremo altre normative che andremo a modificare perché il clima positivo che abbiamo riscontrato finora consente di aprire il dibattito su diversi aspetti e di migliorare la normativa esistente per renderla più incisiva, questo è uno dei primi esempi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Anche noi esprimiamo una considerazione positiva su questa legge, credo che un provvedimento sia importante se c’è squadra e la regia funziona, però mentre esprimiamo una considerazione positiva su questa legge, siamo fortemente preoccupati per la depauperazione dell’internazionalizzazione avvenuta prima che fosse approvato il referendum, questa è la consequenzialità dei fatti.
L’Ice è molto lontano dal territorio e noi siamo preoccupati di questo. Per quanto riguarda l’Ice il Consigliere Zura Puntaroni mi dice che il problema c’è e noi siamo preoccupati per il mancato funzionamento. Assessore è inutile che lei rida, lei sa che le cose non funzionano e invece di stare vicino ai nostri imprenditori vi siete allontanati.
Questo è il problema politico, vi siete allontanati attraverso una struttura centralizzata depauperando il ruolo delle Camere di Commercio. Avete soltanto razionalizzato le risorse economiche, avete tolto alla Camera di Commercio le loro attività che le avete trasferite alla sede centrale dell’Ice e le cose non funzionano, ecco perché chiedo una regia.
Assessore Cesetti, sull’internazionalizzazione occorrono soldi, lei i soldi non li dà, lei non la finanzia, io sono d’accordo, Consigliere Fabbri, che si facciano le leggi, ma le leggi bisogna riempirle di contenuti e di attività che funzionano e le attività non funzionano perché stanno a Roma e non stanno sul territorio marchigiano, anche se l’Assessore Bora fra poco dirà che questo non è vero, ma è così, e per quanto riguarda i finanziamenti l’Assessore Cesetti non mette delle risorse per l’internazionalizzazione e dice che non ne ha.
Questo è il problema, ecco perché è necessaria una regia, perché le cose che facciamo qui in Aula hanno un senso se funzionano tutti gli altri passaggi, ma voi siete abituati - e per fortuna il popolo è attento a queste cose - a non fare regia, non fate regia, ma fate provvedimenti disconnessi rispetto al territorio, che non si connettono alle attività del territorio, infatti avete dato le responsabilità del mondo all’Ice di Roma, queste sono le cose.
Consigliere Fabbri la legge va bene, però noi dobbiamo trovare delle condizioni e delle possibilità per dare le risposte ai nostri imprenditori, partendo dal finanziamento, perché le fiere, come dice il Consigliere Celani, non si fanno con i fichi secchi e siccome l’Assessore Cesetti è abituato a fare le nozze con i fichi secchi non mette i soldi per l’internazionalizzazione.
Questo è un problema che il Partito Democratico ha, questa maggioranza ha, quindi le cose non funzionano, speriamo che con questa legge perlomeno, mettendo dei paletti stabilendo prima il finanziamento e poi la programmazione da fare per dare possibilità agli uffici di poter intervenire, qualcosa si possa muovere. Penso che la situazione si muova se noi rimuoviamo gli ostacoli, questo dico al governo di maggioranza di questa regione che è disattento, non ascolta, fa finta di capire, di comprendere, poi comprende poco, ma gli elettori capiscono e poi il Partito Democratico si accorgerà di queste cose.
Come si fa, Assessore, se c’è una legge regionale che obbliga il piccolo imprenditore marchigiano che vuole internazionalizzare ad andare all’Ice a Roma, rispetto ad un contesto nazionale in cui tutte le Regioni vogliono andare fuori? Come fate? Come avete pensato questa maledetta riforma? Per fortuna il popolo italiano vi ha punito, è successo questo, vi ha punito pesantemente, però ancora continuate a far finta che non sia successo niente.
Questa cosa dell’Ice va immediatamente rimossa, non è possibile che l’Ice sia uno strumento nazionale che dà le risposte all’internazionalizzazione, Assessore Bora, scherziamo! Bisogna riportare sul territorio l’internazionalizzazione, darla a chi sapeva fare un po’ il mestiere, cioè le camere di Commercio d’intesa con la Regione, che è l’ente programmatore, questa è la capacità, altrimenti è tutta aria fritta che continuate a produrre voi della maggioranza senza dare risposte alla comunità.
Questo è il vero problema, spero che questa legge possa per lo meno tracciare delle impostazioni precise affinché l’Assessore al bilancio possa prima stanziare i soldi e gli uffici programmare per l’anno successivo. Questo sarebbe un aspetto positivo, ma credo che di strada ne dovremmo fare ancora molta per cercare di dare risposte precise alla nostra comunità, ai nostri imprenditori che vivono sull’internazionalizzazione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Condivido questa proposta di legge che va ad incidere sull’internazionalizzazione, va quindi nella giusta direzione auspicata dalle imprese. Giusta la maggiore specificità nella rendicontazione, giusta anche una puntuale e costante analisi sui flussi finanziari legati all’internazionalizzazione, vorrei infatti ricordare che quella che guarda all’estero tra promozione economica e internazionalizzazione è oggi l’unica strada percorribile dalle nostre aziende per restare a galla.
Forti di una eccellenza e di una qualità unica al mondo le nostre aziende devono poter godere e far leva su risorse e fondi chiaramente e puntualmente dettagliati, ma anche su una facilità di accesso al credito che oggi purtroppo stenta ad arrivare.
Nel ginepraio di fondi e finanziamenti il pubblico ha il dovere di sostenere i processi di internazionalizzazione del mondo aziendale ed economico marchigiano partendo proprio da una attenta programmazione e controllo oltre che, aspetto questo molto importante, con una guida chiara e semplice per accedere alle contribuzioni su scala europea ed internazionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Un breve intervento per dichiarare il voto favorevole su questo provvedimento che, se ho capito bene, trova un consenso unanime o quasi, al di là del popolo che ci ha punito.
Direi anche che abbiamo dei precedenti interessanti nel metodo, perché in altri settori, penso al turismo, la Regione Marche con grande fatica, superando l’inevitabile individualismo che ci caratterizza, ha cominciato a renderlo evitabile ed ha cominciato a fare delle cose insieme, esattamente nello spirito di questa legge, e qualche risultato, seppur non immediato, si è visto.
Per decenni la logica del sostegno all’attività di impresa è sempre stata quella di dire: dammi 5.000 euro, 10.000 euro, a volte 5 milioni, 10 milioni e con questi mi faccio tutto per conto mio. Questo è lo spirito ordinario dell’imprenditore marchigiano, lo era, la difficoltà a mettersi insieme è la nostra dannazione.
Ora o questo viene fatto da qualcuno che assume l’iniziativa, cito per tutti ovviamente Diego Della Valle, che mette insieme una iniziativa che potrebbe essere fatta tramite un consorzio.
L’internazionalizzazione secondo il mio modestissimo parere, non ha senso neanche a livello regionale, perché l’internazionalizzazione dovrebbe essere fatta con risorse adeguate e noi ne abbiamo oggettivamente poche, spero che le troveremo, ma è difficile, ed almeno con qualche Regione vicina con la quale facciamo le stesse cose, abbiamo ipotizzato una macroregione che non mi piace, quella del centro Italia, con questa macroregione abbiamo per esempio in comune la calzatura, il turismo, tante piccole produzioni di manifatturiero avanzato e estremamente ricco nella qualità ed anche nella tecnologica che non ha nulla da temere dal confronto con i grandi produttori europei o asiatici. La macroregione ha bisogno di questo tipo di produzione che poi semplicemente significa farsi conoscere ed accedere a qualche canale che magari uno da solo non può raggiungere, questo è l’obiettivo minimo che c’è dietro tante parole e suntuosi piani e programmi.
Credo che questo non ce lo dobbiamo dimenticare, io non me lo dimenticherò, Assessore Bora, non se lo dimentichi neanche lei, perché in sede di bilancio, e sosterrò volentieri qualsiasi iniziativa la Giunta volesse prendere, deve trovare una adeguata risposta, piano piano, non dobbiamo partire con grandissime cifre, partiamo con lo sperimentato, ma sicuramente questa è la strada alla condizione esclusiva che sia fatto insieme area di crisi o non area di crisi, singole aziende necessarie o non necessarie, ma deve essere fatto insieme, va soprattutto in questi casi promosso il prodotto.
Lo dico per il settore del tartufo che per esempio, magari non c’entra niente con questo, ha trovato una adeguata pubblicizzazione, conoscenza e diffusione per quanto riguarda il nord delle Marche, mentre i produttori da Fermo in giù non sono riusciti a trovare uno sbocco unitario, lo so perché li ho intervistati personalmente in una fiera e mi hanno detto: “Noi veniamo qui ed abbiamo un prodotto ugualmente interessante, ugualmente di qualità come quello che viene prodotto in ben più note località del pesarese”. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Non volevo intervenire perché già in Commissione abbiamo più volte affrontato e condivisa la discussione su questa proposta di legge, però lo faccio perché il Consigliere Zaffiri mi ha citato più volte e quindi lo voglio ringraziare, perché poi quando gli attacchi sono così evanescenti, ripetitivi e banali, per noi è una fortuna, perché significa che staremo da questa parte, se questi sono gli interventi delle minoranze, per altri 20 anni.
Mi sembra che in realtà di confusione ce ne sia tanta, ma non sicuramente da parte di chi governa, ma da parte di chi punta il dito senza nemmeno approfondire le questioni, perché se citiamo il referendum e l’Ice, quelle sono due partite assolutamente a sé stanti, nel senso che la volontà da parte del legislatore di poter svolgere l’internazionalizzazione in un modo triangolare, Regioni/Camere di Commercio/Ice, non era assolutamente prevista all’interno del referendum, era prevista all’interno della riforma delle Camere di Commercio.
Questa Regione ha fatto proprio quello che chiede il Consigliere Zaffiri, ed ha detto, poiché avremo la fortuna di avere la Camera delle Marche, questa sarà un nuovo interlocutore anche dal punto di vista della programmazione, dei progetti che riguarderanno l’internazionalizzazione e se vorremo condividere, portare avanti dei progetti con l’Ice, è proprio perché non vogliamo che i nostri imprenditori, come lei ha detto, vadano a Roma per interloquire con l’Ice, lo faremo qua e lo faremo tutti insieme.
Mi dispiace, però quando uno fa degli attacchi e li fa così concisi, deve anche essere nelle condizioni di poterli fare, nel senso che io sono stata zitta, però forse era meglio leggersi bene quello che si andava a votare e se prendiamo l’articolo 13, comma 2 della legge 30/2008, c’è ancora un vecchio refuso del 2008, ancora si parla dello stanziamento di 300.000 euro del 2008, forse prima di attaccare chi sta al governo, visto che poi probabilmente ci andrete voi e me lo auguro, iniziate a studiare perché sennò di figuracce quando si sta da questa parte se ne fanno di molto più grandi. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 107. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 189
ad iniziativa della Giunta regionale
“Modifica dell’articolo 7 della legge regionale 2 settembre 1997 n. 60 ‘Istituzione dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam)’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 189 ad iniziativa della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. In poche parole con questa breve proposta di legge si mette mano all’armonizzazione dei trattamenti economici degli uffici dirigenziali di vertice degli enti dipendenti con quelli dei dirigenti dei servizi della Giunta regionale.
Si uniforma il trattamento economico previsto per il Direttore dell’Arpam al limite massimo consentito per i dirigenti della struttura della Giunta regionale, cosa che prima non avveniva. Sembra una proposta corretta sotto il profilo di merito e di equanimità dei trattamenti indennitari nei confronti di queste figure di vertice. Tutto qui, una proposta di legge che pone rimedio ad una distonia alla quale ci sentiamo di mettere riparo.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Abbiamo aderito a questa proposta di legge per una questione di giustizia ed equità e, come diceva il Consigliere Giacinti, il trattamento del Direttore generale, del Direttore tecnico e di quello amministrativo oltre a essere un rapporto a tempo pieno, non compatibile con altre attività professionali, incarichi elettivi e subordinati al collocamento in aspettativa e fuori ruolo da parte dell’ente previdenziale per i pubblici dipendenti, deve essere uniformato a quello delle corrispondenti figure apicali regionali. Precedentemente i dirigenti dell’Arpam avevano un trattamento migliore dal punto di vista economico rispetto alla figura apicale della Giunta regionale.
Noi siamo favorevoli a questo nella speranza, Assessore Cesetti, che i trattamenti economici delle figure apicali della Regione Marche e della Giunta regionale non subiscano degli innalzamenti nelle loro retribuzioni e quindi rimanga lo spirito di questa legge sia per quanto riguarda i dirigenti dell’Arpam che per i dirigenti regionali. Naturalmente voteremo favorevolmente questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

Non ha preso? Chi deve ancora votare? Consigliere Carloni, Assessore Sciapichetti. Consigliere Volpini?
Ripetiamo la votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Proposta di legge n. 189. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di regolamento n. 13
ad iniziativa del Consigliere Talè
“Ulteriore modifica al regolamento regionale 9 febbraio 2009, n. 3 ‘Attività funebri e cimiteriali ai sensi dell’articolo 11 della legge regionale 1 febbraio 2005, n. 3’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di regolamento n. 13 ad iniziativa del Consigliere Talè.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Talè.

Federico TALE’. Il 3 marzo 2017 abbiamo modificato il regolamento sulle attività funebri, a dire il vero io non lo votai perché non ero d’accordo, ed abbiamo messo 100 metri di distanza dalle civili abitazioni, cioè abbiamo previsto che le case del commiato dovessero stare ad almeno 100 metri dalle civili abitazioni.
Naturalmente gli operatori del settore hanno impugnato il nostro regolamento e adesso il Tar con la sentenza del 18 novembre 2017 n. 886 ha accolto l’impugnativa, quindi noi oggi dobbiamo andare a eliminare ciò che abbiamo fatto nel marzo 2017.
Questo è in soldoni quello che propongo, ma lo propongo perché il Tar si è espresso in tal senso.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Sul regolamento in base alla sentenza del Tar vengono ripristinate le condizioni antecedenti, questo è chiaro.
La sentenza del Tar ha dichiarato che la legge approvata non andava bene, c’era stata un po’ di velocizzazione.
C’è da prendere atto di questo e basta, la sentenza del Tar ha affermato queste cose e noi siamo perfettamente d’accordo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Mi fa piacere che a distanza di diversi mesi, dopo che noi del Movimento 5 Stelle nella votazione della proposta di legge avevamo evidenziato diverse criticità, dopo alcune audizioni ed un iter piuttosto appassionato e complesso, finalmente si metta mano e si risolva un problema che inizialmente poteva essere evitato, quindi annuncio il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di regolamento n. 13. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 193
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Modifica alla legge regionale 1 febbraio 2005, n. 3 ‘Norme in materia di attività e servizi necroscopici funebri e cimiteriali’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 193 ad iniziativa del Consigliere Marconi.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Non esprimo alcuna valutazione sull’iter che abbiamo chiuso, semplicemente mi permetto di ricordare che con quel precedente regolamento la IV Commissione sanità e servizi sociali si era avventurata in un terreno nel quale la determinazione non era tanto di natura sanitaria quanto di natura urbanistica, quindi mi sorge anche un dubbio, Presidente, al di là del fatto che a posteriori tutti hanno capito che quella era una cosa che non doveva essere fatta ed in Aula l’abbiamo votata tutti con qualche astensione, forse non abbiamo imboccato la strada giusta, forse la strada giusta era quella della Commissione che si occupa di urbanistica.
Detto questo, l’Aula determinò con un voto unanime e con diverse astensioni, ma sostanzialmente approvando lo spirito, la necessità di una regolamentazione del settore che forse attraverso lo strumento legislativo è più nobile, più pregnante rispetto ad un piccolo intervento che tocca solo una determinazione di natura regolamentare e di distanze.
Noi adesso dobbiamo fare la stura con la sentenza che il Tar ha espresso, mi permetto di ricordare all’Aula che il Tar non è la Corte Costituzionale, interviene a livello amministrativo dicendo che determinate cose non rispondono a determinate leggi, siamo in un campo un po’ diverso, adesso non voglio fare il Solone di diritto amministrativo, ma siamo in un campo che dice che la fonte regolamentare soggiace a leggi, le leggi disciplinano genericamente la libera concorrenza, le leggi disciplinano la possibilità di normare a livello urbanistico in capo alle Regioni.
Non voglio mettermi a fare il contropelo alla sentenza del Tar, ma sulla seconda ragione, illuminato anche dalla brava Assessore Casini, non è vero che noi non normiamo in campo urbanistico, mi sembra che in campo urbanistico la Regione normi abbondantemente dando ai Comuni indicazioni, quindi su questo punto siamo perfettamente legittimati e secondo me il Tar ha toppato.
Sull’altra questione noi indicammo una linea di tendenza che venne largamente condivisa, ricordo l’intervento del Consigliere della Lega, allora capogruppo, ricordo l’intervento del vicecapogruppo del PD, oggi capogruppo, Consigliere Urbinati, noi avevamo maturato l’idea che la casa del commiato non potesse essere considerata a tutti gli effetti una normale attività commerciale, perché non lo è, non perché lo diciamo noi, ma perché nella percezione del nostro popolo, che è quello marchigiano, questa indicazione c’è, poi l’abbiamo condivisa a pezzi, l’abbiamo condivisa strada facendo con il Vicepresidente Celani, introducendo un emendamento che adesso è all’interno della proposta di legge, l’abbiamo condiviso con l’Assessore Sciapichetti ed abbiamo condiviso sostanzialmente una cosa, e lo ricordo all’Aula, che il Cal ha votato all’unanimità e ricordo anche, ero presente a quella seduta, che il relatore di maggioranza di questa proposta era l’attuale Presidente dell’Anci nonché Sindaco di Senigallia.
Quindi c’è una necessità, perché le leggi non vengono fatte a capocchia, c’è una sensibilità che dice: va bene, riconosciamo alle case del commiato il diritto di esistere perché sollevano il settore pubblico da una incombenza che non riesce più a sopportare, lo dico al Consigliere Busilacchi, lui non so se tendenzialmente è vicino a Rifondazione Comunista, io a quella democristiana, però io lo dico anche al socialista irredento, che questa abdicazione del settore pubblico riguardo ai morti, che tra le altre cose sono un enorme traffico di natura commerciale, ed è brutta.
Il fatto che i Comuni dovrebbero avere le camere mortuarie e non ce le hanno, che gli ospedali dovrebbero averle con adeguata accessibilità e non ce l’hanno, espone oggettivamente le fasce più deboli, più povere della popolazione, delle quali normalmente ci si dimentica, alla necessità anche in caso di morte di pagare pesanti tasse, in questo caso non al pubblico ma al privato, perché già i funerali costano, in più ci mettiamo che la sala dove si può portare il compianto, il defunto, non è più gratis, ma tocca pagarla. Questa è una cosa che si deve chiaramente sapere.
Detto ciò, ringrazio quelle strutture dell’Asur e delle altre aziende che con grande solerzia continuano a garantire questo servizio presso strutture ospedaliere o presso strutture socio sanitarie, penso alle case di riposo e alle residenze protette.
Noi oggi andiamo a presentare una proposta che rispetto alla precedente, che è stata cassata da questa sentenza del Tar, è decisamente più mite.
Qual è la ratio di questa norma? La ratio di questa norma è: con un articolo si stabilisce che i Comuni all’interno del proprio territorio destinino specifiche aree individuate da strumenti urbanistici per questo tipo di attività in modo da garantire la compatibilità del servizio, che in esse è svolto, con le altre attività dell’area nonché una adeguata accessibilità alle strutture e la disponibilità di idonei spazi di sosta.
Quindi stabilendo un principio di carattere generale si dice: cari Comuni c’è una nuova realtà che può creare qualche tensione, perché una casa del commiato è posizionata per esempio in un edificio isolato, come sono isolate tutte le strutture che stanno nei cimiteri o negli ospedali, che hanno adeguate aree di rispetto, spesso violate le distanze da indiscriminati abusi edilizi perché nel corso di decenni questo abbiamo fatto, abbiamo costruito a ridosso dei cimiteri, a ridosso degli ospedali, ma le aree di rispetto sono previste.
Detto ciò introduciamo questa norma che sollecita i Comuni in questa direzione, nel rispetto della accessibilità alle strutture e degli idonei spazi di sosta, cioè si deve pensare che una casa del commiato come una normale camera mortuaria può avere 10 ospiti, ma può averne anche 100, quindi non si può piazzare una casa del commiato in un luogo qualsiasi che non abbia questi standard che, come li richiediamo al commercio, vengono richiesti qua. Questo è quasi pleonastico perché a norma di legge chiunque apra una attività deve avere certi spazi stabiliti dalla legge per parcheggi e quant’altro.
Introduciamo anche una norma che viene con un emendamento presentato dal sottoscritto e dall’Assessore Pieroni, con una procedura abbastanza anomala perché il relatore di maggioranza che ha proposto una cosa alla Commissione e che la Commissione ha votato a maggioranza, astensione e voto contrario, propone un emendamento, perché? Perché da parte del Consigliere Zaffiri, relatore di minoranza, erano state manifestate alcune difficoltà che lo hanno portato a votare contro e da parte di altri componenti del Consiglio non presenti in Commissione c’erano state evidenziate le stesse cose, quindi, secondo una logica, questa tutta democristiana, della mediazione, abbiamo cercato di ascoltare tutti e di arrivare ad una determinazione.
L’ascolto poteva essere, Consigliere Zaffiri, al 30%, al 40%, forse io e lei ci saremo messi d’accordo sul 40%, poi è arrivato l’Assessore Pieroni e siamo arrivati al 95%, in pratica alla fine abbiamo scritto una norma secondo indicazioni di massima che dicono che le case del commiato si possono fare ovunque senza alcuna limitazione di aree, in tutte le aree escluse le zone agricole, questo lo abbiamo escluso, perché è come immaginare una persona in mezzo ad un campo, al di fuori di tutti gli standard urbanistici, che faccia una casa del commiato quando non diamo la possibilità di costruire una abitazione, ci è sembrato un po’ eccessivo, quindi in tutte le aree escluse le zone agricole, con una sola distinzione, la distinzione viene introdotta con questa specifica: edifici singoli che non contengono unità immobiliari residenziali.
Questa specifica significa che in quell’edificio ci può stare la casa del commiato, le attività commerciali e artigianali, ma non la civile residenza, vale solo per le aree A, B, C, per le altre, D, E e F, cioè per tutte le aree dove c’è il commerciale, lì è assolutamente libero, quindi questa è l’unica indicazione che poi è quella che era già emersa largamente in quest’Aula.
Non so se è stato depositato, un sub emendamento del Consigliere Urbinati che aggiunge a questo emendamento Marconi/Pieroni la riproposizione (è stata credo solo una dimenticanza tecnica), di due criteri che già erano presenti nell’emendamento precedente, cioè che ci sia adeguata accessibilità alle strutture e disponibilità di idonei spazi di sosta, quindi la cosa che è scritta sopra viene scritta sotto, ma è ovvio, perché una cosa che noi immaginiamo nel regolamento che fa il Comune va anche immaginata in questa norma transitoria.
Credo che dopo lunga e penosa malattia, che non ha condotto alla morte, perché poteva esserci anche la morte e quindi l’uso delle case del commiato, siamo arrivati ad una serena composizione del quadro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che questa mattina sia arrivata, per quanto ho capito dall’introduzione e dall’illustrazione del relatore di maggioranza, la conclusione di questa legge il cui iter si sta concludendo questa mattina.
Per quanto ci riguarda la fine di questo iter non ci piace, assolutamente, perché nella proposta di legge ancora ci sono delle restrizioni per la realizzazione di questa attività imprenditoriale, che è importante, ed è attorno a questa realizzazione, che diverse imprese vogliono portare a termine, in quanto c’è una attività lavorativa fatta anche da artigiani e da lavoratori dell’indotto.
Ci sembra che questa proposta, come dice il Consigliere Marconi che ha illustrato la legge, recepisca il 95% delle nostre preoccupazioni, ma ancora non l’abbiamo vista, infatti abbiamo presentato un sub emendamento che va eliminare il comma 3 dell’articolo 9 così come inserito dal comma dell’articolo 1, perché sono tutte qui le osservazioni che gli imprenditori hanno fatto e stanno facendo.
Non vorremmo ricadere, per quanto ci riguarda, in un’ulteriore vertenza amministrativa o giudiziaria con queste imprese, mi sembra che già l’hanno fatto e poc’anzi abbiamo dovuto correggere le cose che quest’Aula ha approvato, allora per non incappare in un’ulteriore, probabile vertenza delle imprese, noi ci dissociamo da questa proposta di legge e per dimostrarlo abbiamo presentato degli emendamenti.
Su questo contesto poi qualcuno dirà quello che vuole, non capiamo, è qui tutta la nostra filosofia di ragionamento, l’osservazione del nostro ragionamento è questa, ci possono essere attività imprenditoriali nel settore del commercio una a fianco all’altra, ed è previsto dalle leggi di questo Stato italiano, la stessa attività la posso fare sia al civico 38 che al civico 39, nessuno me lo vieta, sono un imprenditore e voglio fare così, sono un imprenditore e vorrei fare la mia attività nel contesto di questa legge che stiamo approvando. Vogliamo mettere una serie di paletti ed io i paletti nell’emendamento non li do, anzi dico che dall’approvazione di questa legge, con l’emendamento che toglie il comma 3, i Comuni entro 90 giorni devono approvare il loro regolamento.
Noi abbiamo le autonomie locali, abbiamo i Comuni, i Sindaci, le amministrazioni, se un imprenditore nel comune Vattelapesca vuole aprire una attività dovrà essere l’amministrazione che dà o no l’autorizzazione, questo è il ragionamento che ci ha portato a fare gli emendamenti in questo contesto proprio perché rende più libera e responsabile la comunità locale, responsabilizza l’amministrazione comunale se rilasciare un determinato permesso o un altro. Se un imprenditore vuole realizzare l’impresa il Comune risponde che non si può fare, è legittimo, ma perché vietare la concessione delle autorizzazioni agli enti locali? Questa è la filosofia dei due emendamenti che abbiamo proposto.
Se l’impostazione di questa legge non lo permette, noi abbiamo ragionato in un altro modo, certo con le regole, non nella libertà di mercato dove ognuno fa quello che vuole. L’ente locale dà l’autorizzazione, questa è la filosofia della nostra impostazione che non riscontriamo nella legge presentata dal Consigliere Marconi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ho ascoltato ora l’intervento del Consigliere Zaffiri, la relazione del Consigliere Marconi prima, credo che nella proposta di legge del Consigliere Marconi ci sia un punto importante, ovvero nel comma 2, dell’articolo 1, i Comuni stabiliscono l’ubicazione nel proprio territorio delle sale del commiato in specifiche aree individuate dagli strumenti urbanistici in maniera da garantire una adeguata accessibilità alle stesse e la disponibilità di idonei spazi di sosta.
Nella fase di transizione ci possono pure essere, rispetto agli emendamenti che sono stati presentati, anche l’ultimo emendamento del Consigliere Urbinati, delle interpretazioni, ma una volta a regime credo che la titolarità dei Comuni sia un dato di fatto, se non ho capito male. Quindi il punto di caduta mi sembra importante, però forse potevamo fare a meno, a volte abbiamo dato il segnale di essere autoreferenziali, di entrare nel merito di una materia come questa, perché in molte regioni senza alcun provvedimento si opera con una certa tranquillità. Poi qui c’è stato il provvedimento che è stato ricordato, però non è stata detta una cosa, è vero che il legislatore deve esprimere un voto senza mai essere preso dall’emotività, però voglio ricordare la lettera che è arrivata a tutti i Consiglieri regionali il giorno stesso del voto di quel provvedimento in cui di fatto si dava la responsabilità ai Consiglieri regionali delle Marche, a tutti, di essere amici di chi voleva costruire.
Ripeto, deve prevalere sempre la razionalità e l’intelligenza, però di fronte ad una nota non soltanto ingiusta, ma non rispondente affatto a verità, è passato quel provvedimento del Consigliere Marconi ed altri, magari, come diceva prima il Consigliere Talè, altri colleghi non l’avrebbero nemmeno votato, ma di fronte ad una presa di posizione del tutto infondata nei confronti nostri …, questo lo dico perché ormai appartiene alla storia, quel giorno le cose sono andate così.
Poi c’è stato il pronunciamento del Tar al quale dobbiamo adeguarci, di fatto è stato annullato quanto fatto da quest’Aula, il Tar ha annullato tutto.
Oggi siamo in presenza, non soltanto di un recepimento pieno del pronunciamento del Tar, ma anche di un provvedimento di legge. Ho scoperto in questi mesi, con le audizioni che la Commissione ha fatto, pur conoscendo in parte questo mondo per ragioni professionali, perché lavoravo al Dipartimento di prevenzione di Senigallia, a parte questo conoscevo l’igiene e la sanità pubblica - il Consigliere Marconi prima parlava di enorme traffico di natura commerciale io voglio metterla diversamente – un enorme dinamismo di natura imprenditoriale, adesso non vi dico chi sono i proprietari, chi è l’amministratore delegato, dove sono ubicate queste aziende, ma ci sono dei veri e propri brand, terra-cielo, il posto più bello dove dirsi addio, parliamo di morte eppure …, diciamo che la sala del commiato deve essere il luogo dove c’è l’ultimo saluto alla persona cara, questo è quello che deve animarci e per il credente è anche un momento di preghiera rispetto a questioni molto più profonde legate alle persone stesse.
Oggi noi andiamo a legiferare, superiamo quella fase della regolamentazione, tenendo conto del luogo dove viene tributato l’ultimo saluto alla persona cara, un luogo che sicuramente deve essere funzionale per il quale demandiamo alla pianificazione urbanistica comunale la scelta definitiva.
Tra l’altro nelle nostre leggi, non soltanto nei nostri regolamenti, già è previsto e nessuno di noi lo ha mai messo in discussione, che le sale del commiato non possono essere realizzate da soggetti che hanno queste finalità: sia strutture sanitarie pubbliche o private che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero e residenziale a ciclo continuativo e di diurno, sia strutture sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale.
Quindi questo aspetto molto importante è già presente ed è nell’articolo 20 della legge 9 febbraio n. 3, ma ci sono anche altri momenti, ad esempio nell’articolo 7 della stessa legge regionale c’è un comma che dice: la Regione d’intesa con le associazioni rappresentative dei Comuni e di categoria promuove l’adozione del codice deontologico delle ditte individuali, società ed altre persone giuridiche che svolgono attività funebre ai fini della tutela dei cittadini e della concorrenza.
Secondo me, già nella legislazione marchigiana e nei regolamenti dell’Assemblea legislativa marchigiana rispetto a questa materia ci sono affermazioni importanti, ci sono decisioni importanti rispetto all’igiene ed alla sanità pubblica, ma anche rispetto agli aspetti se volete molto più legati agli affetti ed alla cura della persona, soprattutto quando si tratta di tributare l’ultimo saluto.
In questo quadro particolare, se volete, che nasce da una proposta dei colleghi si inserisce una brutta lettera dell’imprenditoria, in quel caso di una parte di una associazione imprenditoriale perché poi altre si sono dissociate da quella lettera, però quella lettera comunque ha influito.
C’è stato poi tutto il percorso che qui i colleghi hanno ricordato e oggi mi sembra che il punto di caduta sia un punto importante perché in qualche modo ritorniamo alla sussidiarietà, ovvero sono le istituzioni locali, i Comuni, che all’interno della pianificazione urbanistica stabiliscono dove realizzare queste infrastrutture e lo stabiliscono tenendo conto non soltanto della conoscenza vera del territorio, ma anche della capacità imprenditoriale, di questo dinamismo imprenditoriale, che in un settore anche molto delicato come questo è presente, si è sviluppato.
In Commissione abbiamo avuto modo di approfondire con loro, questi aspetti (il Presidente Volpini lo sa bene), animati, come dice la nostra legge e questo mi sembra il punto più importante, all’adozione di un codice deontologico anche delle aziende. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Oggi abbiamo appreso che oltre alla figura di sindacalista il Consigliere Zaffiri è anche rappresentante di Confindustria, quindi si fa portatore degli interessi …, il problema è che quando lei dice di non voler mettere paletti all’attività imprenditoriale omette di dire che questi paletti li mettete o li vorreste mettere solo nei confronti di chi apre ristorazione non tipica italiana, penso ai “kebabbari” che spesso vengono ostacolati.
Il problema però, a parte le battute, è che la legge che andiamo ad approvare dice esattamente quello che dice lei, cioè che i Comuni stabiliscono l’ubicazione nel proprio territorio delle sale del commiato, quindi è nel perfetto diritto dei Comuni, e la legge individua e tutela questo diritto.
Il problema è che oggi i Comuni, come lei sa, non possono scegliere autonomamente quali attività commerciali fare aprire e quali non fare aprire, devono semplicemente attenersi al rispetto delle regole e della normativa, quindi di fatto è un atto d’ufficio quello del Comune, se io voglio aprire una attività che non contrasta con alcuna norma il singolo Comune non me lo può impedire, questa norma va incontro a questa esigenza che i Comuni, attraverso il Cal, come ricordava prima il Consigliere Marconi, hanno evidenziato, cioè la carenza normativa di fronte ad un tema importante, che è quello del passaggio da una vita all’altra per chi ci crede, comunque un momento importante della nostra esistenza, che oggi è scarsamente normato. Quindi credo che questa legge regionale vada esattamente incontro alle esigenze dei singoli Comuni che laddove vogliono approvano gli strumenti urbanistici per decidere nel loro territorio ovvero dove mettere o dove non mettere le sale del commiato.
Laddove i Comuni per carenza, per impedimento, per mancanza di volontà devono attenersi alla normativa regionale, che prevede, come vorremmo, alcune zone individuate che non sono per esempio i centri storici, questo mi sembra che sia un elemento che era venuto fuori indipendentemente da chi ha votato o da chi non ha votato, ma era venuto fuori in maniera unanime nella discussione della scorsa volta, cioè la volontà di rispettare la sensibilità del Comune nei confronti del popolo italiano, quindi in qualche modo di limitare il proliferare di queste strutture o almeno farle emergere nel rispetto, come giustamente dicevate, dell’attività imprenditoriale di ciascuno, ma farle emergere in alcune località che tendenzialmente sono più facilmente predisposte ad accogliere queste attività.
Mi sembra che questa normativa vada assolutamente incontro a questa esigenza, che allora era stata espressa in maniera unanime, senza distinguo, da quello che ricordo, quindi non vedo ostacoli ad approvare questa norma se non un voler fare, di fronte a spinte che, come ricordava il Consigliere Giancarli, a volte sono state fatte anche in maniera eccessiva, i pesci in barile per evitare di prendere posizione un po’ come sta avvenendo a livello romano con gli impedimenti a formare il nuovo Governo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. Soltanto per rimarcare, ribadire e ringraziare la Commissione per il lavoro fatto, per il contributo dato da tutti i Consiglieri ed anche da coloro che hanno emendato la bozza iniziale, anche perché il tutto nasce dalla consapevolezza di dare una risposta vera e forte al sistema imprenditoriale funebre delle Marche che rischiava di aggrovigliarsi in una serie di normative, tra la legge approvata e poi bocciata dal Tar, non avendo più certezze nei territori.
Da questo punto di vista è stato fatto un lavoro importante, un lavoro di buon senso e di responsabilità da parte di tutti, spero che l’Aula voti con grande determinazione questa proposta di legge.
Mi rimane difficile capire oggi, dopo tutto questo tempo, dopo una serie di incontri e confronti che abbiamo avuto anche con il Consigliere Zaffiri, avendo una norma così chiara, così definita, che dà oltretutto la possibilità ai Comuni in un tempo non definito - giustamente secondo me non viene inserita una tempistica - il perché dell’emendamento presentato dalla Lega e credo anche da altre forze di opposizione, se non ho capito male, “diamo un tempo di 90 giorni ai Comuni entro i quali devono adeguarsi a questa normativa”.
Penso che nella loro libertà ed autonomia i Comuni abbiano la possibilità e la capacità, anche dal punto di vista temporale e delle opportunità, di valutare la possibilità di regolamentare questa legge.
Credo che l’emendamento sia restrittivo, se non ho capito male, Consigliere Zaffiri, rispetto alla proposta che nasce oggi dalla maggioranza per cui non penso che vada incontro a quello che le imprese funebri vorrebbero nel nostro territorio. Spero che venga respinto, altrimenti metterebbe in difficoltà per la tempistica rigida i Comuni, darebbe restrizioni ed i Comuni potrebbero anche lavorare per dire no alle imprese funebri nei propri territori, mentre la proposta presentata e condivisa dalla maggioranza e da alcuni Consiglieri della minoranza, è quella di dire: facciamo noi la legge e diamo responsabilmente una serie di opportunità, magari mettendo anche dei giusti parametri che sono legati agli spazi. Abbiamo aggiunto anche questo passaggio, che per me è fondamentale: “in case singole all’interno delle zone residenziali”, credo che sia veramente una proposta di grande buon senso, mi sembra assurdo che oggi la Lega, non so se parlava a nome del gruppo o a nome di tutte le opposizioni, cerchi di restringere questa norma dando una tempistica di 90 giorni ai Comuni per fare dei regolamenti interni ai propri territori, quindi un segnale inverso rispetto a quello che noi vogliamo.
Una aggiunta a questo, quello che votiamo oggi è un atto importante, ma non definitivo per regolamentare meglio il sistema delle imprese funebri e regolamentarlo equiparandolo in tutto il territorio regionale in maniera uniforme. Credo che ci sia un altro passaggio, un altro tassello da aggiungere a questa regolamentazione che diventa fondamentale avere in tutti i nostri territori un sistema univoco per valorizzare e dare risposte, in questo caso, ai nostri concittadini che in alcune zone hanno un sistema legato ad un’interpretazione meno restrittiva da parte di chi deve attuare le varie autorizzazioni.
Penso che oggi votando questa proposta di legge diamo un bel segnale di rispetto sia delle imprese che di tutti i nostri concittadini.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Magari in sede di dichiarazione di voto faremo le repliche più politiche, ma non ci tengo, porteremo fuori dall’Aula l’eventuale polemica o le posizioni.
Qui ci tengo a precisare alcuni aspetti che ho visto carenti da parte mia nella presentazione perché poi sono emerse delle domande alle quali in parte hanno risposto i Consiglieri di maggioranza che sono intervenuti, ma in parte rimangono aperte.
L’ultima, proprio perché era una cosa che avevamo valutato, noi non possiamo dire ai Comuni fate per forza una normativa di settore in questo campo, è una assurdità anche perché le case del commiato che dovrebbero nascere da qui a qualche anno sono relativamente poche, non è una cosa che riguarda tutti, devi fare le aree di civile abitazione, si. In primo luogo non puoi obbligarli, in secondo luogo, non puoi dargli neanche una scadenza perché i Comuni possono decidere di farla quando gli pare.
L’unica cosa che noi possiamo fare è inserire che, nel tempo in cui i Comuni non hanno provveduto a questa cosa, non possono essere rilasciate licenze per l’apertura di case del commiato e, come diceva l’Assessore Pieroni, questo è estremamente restrittivo anche perché i 90 giorni non sarebbero quelli per rilasciare una licenza, sarebbero 90 giorni per fare una variante al piano regolatore e per questo ci possono volere anche anni, quindi è una proposta che non sta in piedi, anche perché ripeto i Comuni interessati sono pochi, la vastità del fenomeno …, Consigliere Giancarli, non facevo riferimento alla vastità economica delle case del commiato, che è molto limitata, quindi anche questa preoccupazione di dire sosteniamo le partite Iva …, qui non stiamo parlando di migliaia di soggetti, stiamo parlando di una piccola lobby, di un piccolo gruppo, che alla fine si riduce a pochi soggetti, mentre abbiamo una vastità, una platea, che io penso che abbiamo interpretato, di cittadini che non ritengono che la casa del commiato sia uguale ad un kebab e neanche un kebab è uguale a qualsiasi altra attività commerciale, ma la casa del commiato non è un luogo dove si vende qualcosa, è un luogo dove si offre un servizio estremamente delicato ed io ricordo bene in questo senso interventi dai banchi della minoranza in cui con toni estremamente chiari dicevano: “Voglio vedere chi vuole la casa del commiato dentro il proprio condominio”. Potrei anche dire chi l’ha detto, ma non mi interessa dirlo perché non voglio fare polemiche, ma oggi manifesta opinioni differenti, però il punto che noi abbiamo stabilito, Assessore Pieroni, alla fine è solo questo, escludere in assoluto soltanto i condomini o situazioni in cui la casa del commiato va ad incastrarsi, come in una zona fortemente abitata, dove non ci sono parcheggi a sufficienza, perché lo sappiamo tutti, la celebrazione di un defunto avviene nell’arco di 24, 30 ore e comporta il movimento di decine e decine di automobili, quindi è chiaro che chiunque viva a fianco ad una casa del commiato troverebbe parcheggi occupati, divieti di sosta, un intralcio alla circolazione. Quindi in maniera molto mite si è detto che deve esserci un criterio in base al quale questi posti vengono collocati, anche perché ripeto la casa del commiato è dove viene stabilita, fuori da ogni concorrenza, perché non è che c’è una casa del commiato ogni via, come può essere un alimentari, c’è una casa del commiato ogni gruppo di comuni, quindi nel comune in cui si decide di collocarla, normalmente in un grosso comune, si può scegliere l’area che vuole ma non si può dire che il Comune stabilisce l’area, perché il Comune, ripeto, per questo avrebbe bisogno di un tempo adeguato.
Alla fine con quell’emendamento diciamo che la struttura può essere collocata in edifici se non contengono unità peculiari residenziali, diciamo soltanto che nel condominio ad un terzo piano, ad un quarto piano o ad un piano terra sarebbe da escluderla per ovvie ragioni già ampiamente motivate.
Quindi alla fine di tutte le restrizioni possibili ed immaginabili quella del regolamento è oggettivamente draconiana, credo che sia stato anche un errore autointerpretativo da parte nostra, al quale avremo emendato rispetto ad un esame non competente che in questo caso ha fatto la Commissione se non fosse avvenuto quello che ha ricordato opportunamente il Consigliere Giancarli, cioè se in quella seduta non ci fosse arrivata a tutti, cosa mai successa in questa legislatura, una lettera con toni minatori e insulti con la quale ci veniva dato dei palazzinari, come se fossimo noi i venduti a chissà quale lobby di edili, però non voglio essere neanche il venduto di altre lobby, quindi in maniera molto libera stabiliamo una cosa che disciplina (consentendo di fare case del commiato in tutta la regione), fatta sostanziale eccezione dei condomini o di aree a forte intensità abitativa che non hanno sufficienti parcheggi o una accessibilità adeguata.
Questo è l’unico criterio restrittivo che mi sembra veramente poco, insieme alle aree agricole, rispetto a quello che era stato immaginato inizialmente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Ho chiesto di intervenire alzando la mano perché probabilmente non mi sono spiegato bene e voglio riprendere un po’ l’articolo 1 della legge, evidenziato dal dibattito.
E’ vero che è al comma 2 c’è scritto: i Comuni stabiliscono l’ubicazione nel proprio territorio, ma poi al comma 3 il legislatore mette dei vincoli al comma 2, questo è il problema della legge! Secondo noi questo è l’argomento! L’Aula approva - io sono un fautore della democrazia, chi ha la maggioranza è giusto che faccia così ed applichi la democrazia - la proposta che le sembra più giusta in quel momento, però sono preoccupato dal comma 3, questo è il problema, quando mettiamo delle indicazioni su come realizzare queste cose.
Significa che i Comuni probabilmente non saranno interessati e se non saranno interessati non interverranno mai su questa cosa. Il legislatore secondo me approva questa legge con una particolarità, che è quella sì di dare la libertà di fare intervenire gli enti locali, ma a condizione che … Questo è l’aspetto importante che contiene la legge e non va verso le cose che ho detto nel primo intervento, voglio evidenziare solo questo e l’emendamento che noi presentiamo è per cercare di togliere questo comma 3 che secondo noi mette dei vincoli alla legge. Noi abbiamo evidenziato solo questo, poi l’Aula è sovrana, i numeri sono sovrani, la democrazia è una cosa bella, chi ha la maggioranza è giusto che la applichi, se voi siete convinti che questa legge va bene, contenti voi contenti tutti, però abbiamo una legge che è stata bocciata sonoramente dal Tar, quindi la riflessione è una cautela che noi vogliamo evidenziare. Siete convinti? Bene così, pazienza, vorrà dire che noi ci siamo sbagliati, ma credo proprio di no ed anche questa volta avremo probabilmente ragione.
L’altra volta non è vero che tutti hanno votato la proposta di legge, io per esempio non la votai, ed ha avuto quel percorso che tutti qui abbiamo riconosciuto, infausto, che ci ha costretto a correggere il regolamento. Allora si corregge il regolamento e si lascia una vacatio temporanea per poter costruire anche le nuove …, perché succede questo, lo sapete, facciamo finta di non saperlo, in questa regione Marche ci sono già delle attività nuove che vanno in questo contesto e ci sono delle imprese che non possono usufruire di questa cosa, perciò c’è una disparità di trattamento tra le stesse imprese che operano nel territorio marchigiano, e questo credo che sia un aspetto molto importante per quanto riguarda l’imprenditorialità. Grazie.

PRESIDENTE. Appello nominale chiesto a nome dell’Assessore Pieroni e dei Consiglieri Marconi e Urbinati, su ogni votazione relativa dell’atto.
Articolo 1.
Sub emendamento 1/1/1 a firma del Consigliere Zaffiri. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini;
Astenuti: Celani.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 1/1 a firma del Consigliere Marconi. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Pieroni, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

L’Assemblea legislativa approva)

Sub emendamento 1/2/1 a firma del Consigliere Zaffiri. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Contrari: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Ceriscioli, Celani, Giacinti, Giancarli, Marconi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Rapa, Sciapichetti, Traversini, Volpini;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Sub emendamento 1/2/2 a firma del Consigliere Urbinati. Ritirato.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Ho seguito bene il dibattito, però un po’ di confusione mi resta dal punto di vista urbanistico perché è stato fatto un pot-pourri incredibile. Credo che dobbiamo scindere, in quanto abbiamo un problema sociale, di dignità della morte, di rispetto, ed un problema tecnico.
I due casi vanno scorporati altrimenti non ne veniamo fuori. Ognuno ha un canale ed è chiaro che se vogliamo dare dignità alla fine vita dobbiamo fare in modo che queste strutture nascano in un contesto dignitoso.
Qui sono stati fatti degli emendamenti che vanno però in senso opposto. Quando si dice in zona D e in zona F sono d’accordo perché la zona D è una zona produttiva e la zona F è una zona adibita ai servizi di interesse generale, si presuppone che siano zone urbanizzate, quindi non devo ripetere altre cose, sono già strutture esistenti, non voglio entrare nei particolari, ma noi ad Ascoli abbiamo una di sala del commiato inserita in una zona artigianale e funziona benissimo, perché è una zona produttiva, questo è il discorso, non ci sono residenze, punto e basta.
Ma quando vado a fare un emendamento nel quale dico che anche in altre zone, purché ci siano edifici che non contengono strutture residenziali, ed io l’ho condiviso anche l’altra volta, dobbiamo stare attenti perché oltre a metterci le zone B e C che sono quelle urbanizzate, non c’è bisogno di dire: purché ci sia accessibilità e parcheggio perché sono urbanizzate, ci sono già gli standard, però c’è un rischio, ci sono anche le zone E, le zone agricole, “D e F nonché in altre zone solo se in edifici singoli che non contengono unità immobiliari residenziali”, le altre zone sono A, centro storico …, bisogna stare attenti quando facciamo queste cose perché, ripeto, noi incrociamo due aspetti che sono diversi e quando si ragiona su queste cose dobbiamo stare molto attenti, questa non funziona perché comprende anche il centro storico, non può essere zona E zona agricola, non può essere perché quella dignità di cui noi parlavamo prima non la diamo più perché quelle zone non sono urbanizzate, io ho un edificio singolo, un capannone, lo trasformo e ci faccio la sala del commiato, sulla strada per arrivarci non ci sono standard, … è così!
Leggo: “Ai sensi dell’articolo 17 della legge … nonché nelle altre zone solo se in edifici singoli che non contengono unità immobiliari e residenziali”.
Dal punto di vista urbanistico del D.M. 1444/68 le altre zone sono: A centro storico, B zone di completamento, C zone di espansione, E zone agricole, allora diamoci una calmata, ragioniamoci, non andiamo di fretta sennò l’aspetto sociale confligge con quello urbanistico e abbiamo fatto un patatrak incredibile, pensateci un attimo, io vi ho ascoltato ma avete fatto una confusione incredibile!
Sospendiamo questa seduta perché così non si va da nessuna parte, qui noi le sale del commiato le mettiamo nei centri storici!
Queste cose vanno viste e vanno affrontate, non possono essere fatte in questo modo, perché è vero che questa è un’attività che va difesa perché c’è un aspetto imprenditoriale, sociale della dignità e c’è l’aspetto urbanistico, quindi, ripeto, faccio una proposta: fermiamoci un attimo, discutiamone, riprendiamo questi emendamenti e poi ripartiamo.

PRESIDENTE. Ha la parola, sulla richiesta di sospensione, il Consigliere urbinati.

Fabio URBINATI. Effettivamente noi abbiamo fatto un’ampia discussione sia in Commissione che nei gruppi consiliari, infatti c’è l’ultimo emendamento, quello sottoscritto da me, che richiama i regolamenti urbanistici per quanto riguarda gli standard, quindi limiterebbe fortemente le aperture soprattutto in zona A. Però propongo anch’io 10 minuti di sospensione per vedere di sistemare gli emendamenti perché effettivamente quello delle zone E è un problema che esiste. Vediamo di sistemare questo aspetto e perfezioniamo questo ultimo punto perché su tutto il resto della legge credo che siamo arrivati ad un’ottima mediazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. La richiesta di sospensione è in base all’articolo e vorrei capire in quanto l’articolo 60 prevede le sospensioni e dice che non sono ammesse nei confronti degli articoli e degli emendamenti, cioè la sospensione si richiede per l’emendamento, per l’articolo o per la discussione generale? Quindi si riuniranno la III Commissione e la IV Commissione?

PRESIDENTE. Lei parla della sospensiva che è un’altra cosa, questa è la sospensione della seduta, quindi si sospende la seduta come abbiamo sempre fatto.
Ha la parola sulla sospensione, perché dopo rientriamo nel merito, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Io sono contento se si sospende per leggere meglio le cose perché qua dentro è pericoloso far passare una legge. Fortuna che quelle quattro cose che chiedevo per la strada, le cose vere, qui dentro non le ho fatte passare per niente. Qui entri vivo, scappi morto, altro che la legge, mamma mia dove sono capitato!

PRESIDENTE. Sospendiamo 10 minuti.

La seduta è sospesa alle ore 13,05

La seduta riprende alle ore 13,20

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Sinceramente non pensavo di discutere per mesi un argomento che dovrebbe essere di una semplicità disarmante, addirittura ci sono sentenze del Tar, ricorsi e via dicendo.
Avendo fatto degli approfondimenti tecnici, perché una volta definito l’indirizzo politico ci siamo soffermati molto sulla parte tecnica, torniamo necessariamente al testo base perché crediamo che lì sia stata fatta la scelta migliore, definire quelle aree come le aree più idonee, quindi per quanto mi riguarda ritiro il mio sub emendamento e propongo al Consigliere Marconi ed all’Assessore Pieroni di ritirare il loro per poi votare il testo base.
Noi ci siamo indirizzati su questo che riteniamo sia il provvedimento più calzante alle necessità degli imprenditori e del territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Sono disposto a ritirare la firma dall’emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Intervengo per dare un ulteriore contributo di chiarezza su questa vicenda.
Il comma 2 dice che i Comuni possono stabilire l’ubicazione di queste sale del commiato individuando apposite zone all’interno dei piani urbanistici.
Qualcuno si preoccupa delle tempistiche, io vi dico che da un punto di vista tecnico, e qui c’è anche l’Assessore Casini che potrebbe darmi conforto, la stragrande maggioranza dei Comuni della regione Marche ha i piani regolatori adeguati al Ppar per cui fare una variantina di questo tipo è risibile, basta fare la variante, pubblicarla, 60 giorni, tutti possono osservare, la Provincia può solo osservare non deve approvare nulla, quindi viene trattato alla stregua di un privato, si torna in Consiglio, si approva e si finisce. Quindi c’è la possibilità di un’apertura massima, perché se i Comuni hanno questa sensibilità, in quanto ci sono imprenditori che vogliono fare queste cose, fanno la variante urbanistica nell’arco di 90 giorni.
Addirittura c’è lo sportello unico che è all’interno dell’attività di questo tipo, quindi è una cosa velocissima, se uno vuole un’ulteriore garanzia, dato che è veramente veloce, potrebbe scrivere a questo punto che i Comuni stabiliscono entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge l’ubicazione nel proprio territorio, in modo tale che metti loro un po’ di pepe sulla coda.
Da questo punto di vista sarebbe effettivamente un quadro composto molto bene perché D e F possono fare quello che vogliono e nel frattempo i Comuni che hanno queste esigenze nell’arco di 90/120 giorni possono fare tutto.
Mi sembra che il testo base sia messo bene e qualche emendamento andava a complicare maledettamente questo percorso. Non ci sarà Tar che tenga o che possa inficiare questa cosa perché il Tar non può entrare nel merito di un discorso di questo tipo in quanto la competenza della pianificazione urbanistica è regionale, quindi che ci viene a dire? E’ la Regione che ha la competenza sulla pianificazione e dà gli indirizzi ai Comuni di come dislocare le attività produttive, le attività commerciali e quant’altro. Ripeto, sono favorevole alla stesura del testo base se poi volete mettere “ulteriore passaggio entro 12 mesi” per mettere un po’ di sale alla vicenda … Grazie.

PRESIDENTE. Preciso che il sub emendamento 1/2/2 del Consigliere Urbinati è stato ritirato, mentre dall’emendamento 1/2 è stata ritirata la firma del Consigliere Marconi, che era congiunta con quella dell’Assessore Pieroni.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Sono de relato perché non è certo la tematica che più mi è consona, però mi rappresentano che allo stato attuale alcuni Comuni prevedono la possibilità di acconsentire la costruzione di case del commiato in zone cosiddette M2, ovvero che hanno una natura commerciale pur se facenti parte della zonizzazione di tipo B magari, questo mi sembra di aver intuito, però con questa chiusura alle sole zone E e F resterebbero escluse le possibilità che attualmente nei Comuni, secondo gli strumenti urbanistici vigenti, renderebbero possibile l’esercizio di queste attività, sempre sulla scorta di quell’orientamento nazionale. Quindi richiamo solo l’attenzione, perché me l’hanno rappresentata, su questa particolarità che può essere una di diverse, ma stiamo attenti a non incappare ulteriormente nei rigori, ne siamo appena usciti, anzi stiamo cercando di uscirne ma forse facciamo ancor più danno di quello che presumibilmente si stava facendo.
Richiamo l’attenzione su questo perché me lo hanno giustamente, proprio adesso, rappresentato, pur non essendo ripeto uno specialista di queste tematiche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Se i Comuni lo consentono significa che hanno una norma specifica all’interno del Prg, questo è chiaro, se lo consentono significa che c’è una norma che lo consente all’interno della pianificazione, come il discorso relativo alle attrezzature di interesse generale, probabilmente le inquadrano come attrezzature di interesse generale all’interno delle zone B oppure delle zone C.
Ma se ci vogliamo tutelare, a mio modesto giudizio e parere, da quelli che potrebbero essere gli strali di qualche ricorso, o Tar o contro Tar, anche se invece che al Tar, sarei andato al Consiglio di Stato e basta, perché secondo me il Tar ha poco da dire su questo punto di vista, confido con il costituzionalista Consigliere Marconi, mettiamo un limite temporale che entro 12 mesi il Comune si devi adeguare, ripeto adeguarsi è una cosa ridicola nel senso che in 90/120 giorni il Comune può disporre quello che vuole perché fa in un attimo, variantina pubblica, sportello unico, anzi quell’impresa lo potrà chiedere anche facendo uno sportello unico che è variante urbanistica, se la vuole mettere lì, presenta l’istanza, ci sono i parcheggi, fa lo sportello unico, il Comune fa la variante e la mette lì se ci sono tutti i criteri.
Quindi, ripeto, non tocchiamo il testo base perché dopo è dura, dobbiamo normare tutto, le B, le A, le C, le E, il testo base va bene mettiamoci un limite temporale, la stessa cosa che diceva il Consigliere Zaffiri, fa uno sportello unico, fa la variante e ci mette tutto quello che vuole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Mi permetto solo per continuare il dibattito, Consigliere Celani, potremmo a scanso di equivoci inserire la possibilità di fare salve queste situazioni che nel frattempo, giusto per non mettersi nella condizione …, se mi rassicurate in questo senso va bene.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Fuori da una regola degli interventi che sono stati tutti brevi e tutti tecnici e quindi accogli bili, Presidente, però credo che dobbiamo continuare con quel modo di procedere perché su questa cosa c’è stata la Commissione, siamo ritornati a livello personale, abbiamo fatto il confronto con i tecnici, adesso ogni situazione nuova può essere presa in considerazione, però non dimentichiamoci, lo dico al Consigliere Giacinti, che c’è il comma 2, dove la disciplina in capo ai Comuni è prevista, se mettiamo dei termini, credo che sia d’accordo anche il Consigliere Zaffiri riflettendo, significa che entro 90 giorni o un anno non fai nulla perché se c’è un termine per l’adeguamento nessuno costruisce, nessuno prende una licenza, e noi non vogliamo che questo avvenga.
Noi vogliamo che da subito in D e F si proceda alla costruzione di case del commiato, se poi c’è un’emergenza, se c’è una situazione in cui il Comune X deve costruire in una zona B, il Comune farà il suo adeguamento, lo stabilirà perché magari non c’è niente contro quel tipo di norma.
Questo voglio dire, allora non mi sembra che ci sia tutta questa difficoltà di andare avanti in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Forse ci siamo dimenticati da dove siamo partiti, qualcuno lo ha detto in maniera veloce, però poi ci siamo scordati.
Noi partiamo da una legge che abbiamo votato tutti, per carità, va bene così, circa un anno fa, una legge che delimitava i 100 metri nelle zone residenziali. E’ una legge che abbiamo votato, ce ne assumiamo tutti la responsabilità, però è una legge che il Tar ha bocciato.
La politica forse doveva essere più attenta, io per primo, perché abbiamo veramente bloccato un sistema che riguarda un certo tipo di imprese, perché significava far costruire case del commiato o case come le vogliamo chiamare, soltanto nelle zone industriali ed artigianali.
Con questa norma davamo un segnale al sistema, con tutta una serie di paletti in case singole o altro e davamo la possibilità di costruire nelle zone artigianali industriali o anche in zone residenziali, benissimo.
Se noi facciamo una legge, e lo dico ai Consiglieri Marconi e Celani, che prevede che si può costruire soltanto nelle zone D e F, quindi in zone artigianali, industriali e altro, e diamo la possibilità ai Comuni di verificare le loro disponibilità, o ai Sindaci di verificare le loro disponibilità, significa che in maniera furbesca carichiamo di responsabilità i Comuni, responsabilità che dovremmo prendere noi come amministratori regionali ogni tanto, secondariamente rischiamo che questo sistema ci faccia un’altra volta il ricorso, perché l’hanno fatto allora. Noi abbiamo fatto una norma restrittiva e pensavamo che il Governo la impugnasse, poi non l’ha impugnata, ed oggi andiamo a fare un’altra norma restrittiva, che comunque è limitativa rispetto alla liberalizzazione che potrebbe esserci. Potevamo avere un sistema imprenditoriale sereno, perché alla fine parliamo solo e soltanto di quante case del commiato? Sembra che qui parliamo di case del commiato che escono come funghi in tutti i territori, in ogni zona e quant’altro.
Credo che il buon senso della politica questa volta debba dare una risposta vera, partiamo dal testo emendato, il testo emendato porta ad una serie di situazioni, il Consigliere Celani ha messo all’attenzione di tutti noi il problema che gli emendamenti potevano far pensare anche alle zone E, togliamo quel discorso, facciamo un altro in cui togliamo le zone E e arriviamo alla conclusione della votazione. Se il problema che ha posto riguarda la zona E, togliamola, lasciamo le zone A, B, C, D e F, quelle che sono.
Noi ci poniamo mille problemi urbanistici che non sono né di competenza di questa Assemblea né della Regione, ma sono di competenza dei Comuni che valuteranno poi questa cosa. Noi dobbiamo fare una legge, non dobbiamo fare tanti tatticismi, perché qui veramente, stiamo diventando di questa norma come se dovessimo decidere dell’apertura di grandi infrastrutture commerciali nelle Marche!
Non so se i Consiglieri si rendono conto che comunque andremo a forzare ancora una volta, però per quello che mi riguarda credo che l’emendamento (anche se il Consigliere Marconi ha tolto la sua firma), sia giusto, di grande legittimità, di grande libertà da questo punto di vista. Penso che possa rimanere perché nei centri storici si possa fare, in tempi brevi, in sei mesi, tutte le zonizzazioni e i piani urbanistici che vogliono per limitare questa grande nostra apertura che abbiamo fatto a queste dieci case del commiato, di più non saranno.
Quindi per quello che mi riguarda l’emendamento che ho presentato con il Consigliere Marconi rispetta una logica di buon senso, ed anche se il Consigliere Marconi ha ritirato la sua firma per me rimane e si vota.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Quando si parla di questioni che riguardano l’ambito mortuale c’è un codice e ci sono molti aspetti, c’è quello igienico sanitario, c’è quello urbanistico e c’è quello anche antropologico.
Credo che queste zone abbiano rispetto nei confronti delle altre aree, cioè oggi approvando questo emendamento noi potremmo trovarci nel caso di una zona C, quindi di una lottizzazione a villette, nel quale decido di mettere in una villetta la casa del commiato senza valutare peraltro se ho un adeguato sistema stradale, se ho dei parcheggi adeguati e senza il rispetto della “possibile decisione” condivisa con gli altri proprietari delle zone C, questo è un esempio per dire che anche l’edificio unifamiliare può da solo creare dei problemi.
Altro problema, le zone E, in zona agricola è vero che ci si può fare di tutto ma noi abbiamo una legge regionale, che è la 13/90, che stabilisce cosa si può fare in zona agricola e non credo che questa sia una cosa conforme.
L’Assessore Pieroni dice chi ci vuole andare, se fossi libera forse la sceglierei la zona agricola, perché sarei a 100 metri isolata da tutti e potrei trasformare una vecchia casa, un vecchio fienile, dopo 10 anni che l’ho realizzato, in casa del commiato cambiando tranquillamente la destinazione, quindi oggi, fatti salvi sempre i controlli degli standard, potrei cambiare, non necessariamente deve essere d’accordo il Comune, cambio destinazione d’uso, ma non è urbanistica è soltanto edilizia in quel caso perché io ci metterei un’attività commerciale.
Qual è la vocazione ideale? A mio avviso la vocazione ideale è nelle zone F che sono a servizi perché il d.m. le definisce, non è che noi ci inventiamo le zone A, B, C, D è dal ’68 che vengono definite così, e le zone D sono anche le commerciali perché questa viene considerata, io non lo sapevo, una attività commerciale.
Qual è lo strumento che può avere il Comune? Lo strumento più snello che può avere un Comune è lo sportello unico per le imprese perché se la zona è commerciale e quindi un D, secondo il d.m., se serve la variante urbanistica può essere fatta con lo sportello unico per le imprese che ha una procedura accelerata nella quale c’è tutta la valutazione anche dal punto di vista ambientale perché è chiaro che c’è anche una parte ambientale e sanitaria che va autorizzata da questo punto di vista, non è soltanto una questione commerciale.
Oggi probabilmente si può fare in ogni luogo, allora penso che questo Consiglio dovrebbe restringere e dire nelle zone A, nei centri storici, che hanno tutti problemi per esempio anche di ipertrofia di funzioni, non mi sembra opportuno, sia per i defunti, sia per chi ci abita, idem dicasi per le zone C, quindi si possono scegliere aree vocate.
Se il Comune poi intende individuare in una zona anche centro storico, abbiamo tante realtà diverse nella regione Marche, siamo plurali anche in questo, o in una zona C ma si confronta con i cittadini con una procedura che è quella dello sportello unico che prevede anche un confronto e una pubblicazione per le possibili osservazioni che poi controdeduce, quindi c’è una scelta che viene condivisa con i cittadini.
Questo è quello che penso, altrimenti mi dovete spiegare che senso ha la legge oggi. Le zone D e F rimangono così come era stato deciso dalla Commissione, nelle altre farei salve quelle già realizzate ovviamente, perché mi sembra assurdo che si possa pensare ad una delocalizzazione, non ne avremo né il potere, né sarebbe opportuno dal punto di vista politico.
Quindi credo che dalla Commissione siano state ben individuate le zone F e D, poi, se ci sono esigenze specifiche per cui il Comune che è sovrano nel suo territorio decide di farle in altre zone, attiva una variante urbanistica ordinaria oppure, uno sportello unico per le imprese dove tutte le questioni vengono esaminate.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Un punto di domanda, chiedo per quale motivo questa legge - visto che circa all’80% riguarda l’urbanistica e l’edilizia - non sia passata in III Commissione, la trattiamo in Aula solo oggi, quindi mi sembra strano che una cosa così importante non sia passata in III Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. La competenza è prevalentemente sanitaria.

Emendamento 1/2 a firma dell’Assessore Pieroni. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Pieroni, Rapa;
Contrari: Biancani, Bora, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Malaigia, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa non approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Leonardi, Malaigia, Pieroni, Rapa, Zaffiri;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Busilacchi, Casini, Carloni, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Giacinti, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Leonardi, Malaigia, Pieroni, Rapa, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Casini, Celani, Ceriscioli, Cesetti, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Leonardi, Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Pieroni.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge 193, così come emendata. La pongo in votazione.
Favorevoli: Biancani, Bora, Carloni, Casini, Celani, Ceriscioli, Marconi, Marcozzi, Mastrovincenzo, Micucci, Minardi, Sciapichetti, Traversini, Urbinati, Volpini;
Contrari: Leonardi, Malaigia, Pieroni, Rapa, Zaffiri, Zura Puntaroni;
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 160
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Norme per la rideterminazione delle indennità e per la previdenza dei Consiglieri della Regione Marche”
(Iscritta ai sensi del comma 13 dell’articolo 86 del R.I.)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 160 ad iniziativa del Consigliere Bisonni.
Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Chiedo la parola per far presente all’Aula di avvalersi dell’articolo 60 del regolamento interno ponendo la questione pregiudiziale su questa proposta di legge.
Tale osservazione non è dettata dal merito della questione, ma dal fatto molto semplice che su questa tematica nella Commissione che io presiedo, ci sono altre tre proposte di legge e a suo tempo decidemmo di accorparle tutte e quattro. La tematica ormai è nota anche a questi tavoli e riguarda i vitalizi. Abbiamo assistito al dibattito nazionale ed ancora stiamo assistendo. Senza giri di parole, abbiamo voluto prenderci un po’ di tempo prima di iniziare l’esame di questo tema che andava affrontato addirittura con quattro proposte di legge, in attesa anche di qualche input e di una legge nazionale, cosiddetta legge Richetti, che era stata approvata alla Camera e che era in attesa di essere calendarizzata al Senato, che poi è venuto meno per la fine della legislatura. Devo dare atto anche dell’onestà intellettuale del Consigliere Maggi che in sede di Conferenza dei capigruppo ha fatto presente questa motivazione, che è la motivazione principale.
Pensavamo di fare una discussione ben corposa ed anche completa approfittando anche di un chiarimento che poteva venire dal pensiero del Governo o del Parlamento, ma questo sappiamo non è arrivato.
Per questo motivo mi sembra giusto avvalersi dell’articolo 60 e poter fare una discussione che tenga conto di tutti questi aspetti, di tutte le questioni che ho brevemente riassunto per far si che si possa effettuare un esame più completo, da più punti di vista.
D’altro canto sono quattro proposte di legge che provengono da quattro gruppi distinti per cui anche sotto il profilo della pluralità del pensiero mi sembra molto stimolante il confronto, se così possiamo dire, che tutto è nato perché (ci tengo solo a dire questo), più che privilegiare un tuziorismo sterile, abbiamo voluto dare maggior valore alla razionalità e al ragionamento che può discendere da un esame più approfondito. Tra l’altro le Commissioni consiliari sono i luoghi deputati a questo, allo studio ed alla disamina più puntuale delle questioni.
Queste sono le motivazioni per cui all’epoca in Commissione, e lo dico in qualità di Presidente della I Commissione, ed oggi mi sento di avvalermi di questa possibilità che ci dà l’articolo 60 del regolamento tenendo in considerazione quanto ho esposto. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che sulla richiesta di pregiudiziale si possono esprimere due Consiglieri per un massimo di tre minuti, uno a favore ed uno contro.
Ha la parola, come oratore a favore, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Quanto già ampiamente dibattuto in Conferenza dei capigruppo e quanto ribadito molto bene dal Consigliere Giacinti nell’intervento che mi ha preceduto, che ringrazio anche per il lavoro fatto, è esattamente ciò che è accaduto negli ultimi mesi su questa vicenda, perché qui non parliamo di uno dei tanti disegni di legge di riordino del sistema dei vitalizi presenti in Parlamento e chiusi in un cassetto, qui parliamo della legge Richetti che è stata approvata dalla Camera dei Deputati, fosse passato il referendum, quello che aboliva il Senato, forse oggi avremmo un Governo ed anche la legge Richetti. Quindi cominciamo a pensare che forse di quegli argomenti bisognerà tornare a parlare.
Detto questo, ci sono altre proposte di legge e la prima presentata in ordine di tempo è del Partito Democratico, la legge Richetti prevedeva il ricalcolo di tutti i vitalizi sia parlamentari che regionali. Fino a prova contraria la Camera dei Deputati è un organismo democratico sovraordinato al nostro, quindi avrebbe dato un indirizzo chiaro e, siccome quella legge la conosco, alcuni aspetti di quel provvedimento avrebbero reso del tutto inutili alcune applicazioni, alcune proposte fatte nelle nostre leggi.
Nel merito, soprattutto nella prima parte ritengo che la legge presentata dal Consigliere Bisonni sia molto seria e secondo me quell’argomento merita di essere discusso in I Commissione insieme a tutti gli altri, tipo l’innalzamento ai 65 anni per tutti.
Condivido quello che è stato oggi, l’atteggiamento del Consigliere Maggi e degli altri capigruppo in Conferenza dei Presidenti, ritengo che la I Commissione sia l’organo deputato al più presto a farlo, perché quando parliamo di legge Richetti non parliamo dell’anno scorso o di due anni fa, parliamo di ieri, perché fino all’ultimo giorno al Senato è stata fatta pressione sul Presidente Grasso per la calendarizzazione di quella legge, ripeto, non parliamo di un atto che era chiuso in un cassetto, ma di una legge che era già stata approvata dalla Camera dei Deputati.
Condivido e il gruppo del Partito Democratico voterà a favore della pregiudiziale presentata dal Consigliere Giacinti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, come oratore contro, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Ovviamente sono contrario a questa pregiudiziale.
Al di là dei tecnicismi voglio spiegare quello che è avvenuto e perché quello che si sta votando ora, secondo me, è un atto politico gravissimo.
Questa proposta di legge è stata “ostacolata” nel suo percorso in tutti i modi possibili, la Commissione si è rifiutata di discuterla, ha avuto quattro mesi di tempo e non l’ha fatto, non è stata discussa neanche, su mio specifico sollecito come da regolamento, negli ulteriori due mesi di tempo, oltre a questo doveva essere iscritta d’ufficio in aprile e non è stato fatto, solo su mia ulteriore richiesta è stata iscritta l’8 maggio e qui Presidente c’è anche una cosa che non è tanto bella perché lei scrive nella lettera che ha inviato per l’iscrizione all’ordine del giorno della mia proposta di legge: “risulta essere come data utile la seduta dell’8 maggio” quando lei sa benissimo che non è vero, perché l’iscrizione doveva essere fatta in aprile, la mia richiesta è scaduta il 9 aprile e l’atto doveva essere calendarizzato il 10 aprile per la seduta del 20 aprile. Quindi quello che sta scritto qui non è vero, sono state mandate in giro anche cose non vere.
Nel rispetto invece di quelle che dovrebbero essere le minoranze e l’attività di ogni singolo Consigliere, oggi si viene qui non per altri motivi, ma il fatto di ricorrere a questo strumento, quello che io ho chiesto è stato fatto già altre volte, è perché si sta parlando di vitalizi, un argomento scomodo che nessuno vuole affrontare ed allora si chiede la pregiudiziale che è un atto gravissimo, ripeto, perché, come spiega il dizionario del buon parlamentare, è un atto teso ad ostacolare l’iniziativa legislativa di un Consigliere, voi state facendo questo.
Questa cosa è grave e vi assumete tutta la responsabilità di quello che state facendo, voi state impedendo questa discussione e nei fatti state respingendo questa proposta.
In Conferenza dei capigruppo tutti mi hanno chiesto di ritirare questo atto: PD, Lega, Movimento 5 Stelle, l’unica ad onor del vero che non l’ha chiesto è stata la Consigliera Leonardi, tutti gli altri hanno fatto pressione affinché questa proposta fosse ritirata e non dico delle continue telefonate che ho ricevuto in questi giorni.
La verità è che questa legge è scomoda, non la volete affrontare e state utilizzando uno strumento legittimo, però politicamente gravissimo, per limitare la capacità legislativa di un singolo Consigliere e, ripeto, di questo non ne dovrete rispondere a me, ma ne risponderete ai vostri elettori ed a tutti i marchigiani.

PRESIDENTE. Questione pregiudiziale sulla proposta di legge n. 160, votazione palese semplice mediante alzata di mano.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. A questo punto dobbiamo sospendere perché nell’ordine ci sono due Commissioni che si devono riunire, prima però è convocata d’urgenza la Conferenza dei capigruppo perché deve dichiarare l’urgenza della proposta di legge 197, di cui abbiamo parlato questa mattina, subito dopo, cioè fra due minuti, nella sala Europa è convocata la I Commissione per l’esame della proposta di legge n 197 e nella sala Agricoltura è convocata la II Commissione per valutare gli emendamenti alla proposta di legge n. 153.
Ci rivediamo fra mezz’ora in Aula.

La seduta è sospesa alle ore 14,00

La seduta riprende alle ore 14,50

Presiede il Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Riapriamo la seduta, prima di andare a discutere la proposta di legge n. 153 per cui si è riunita la II Commissione, dobbiamo procedere all’iscrizione d’urgenza della proposta di legge 197 che riguarda “Disposizioni finanziarie relative al riordino delle funzioni in materia di mercato del lavoro”, si è riunita la Conferenza dei capigruppo che ne ha dichiarato l’urgenza, l’iscrizione però va votata dall’Aula.
Iscrizione d’urgenza all’ordine del giorno della proposta di legge 197. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 153
ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Marconi, Volpini, Giancarli, Micucci, Traversini, Rapa, Urbinati, Minardi
“Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 1997, n. 76 ‘Disciplina dell’agricoltura biologica’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 153 ad iniziativa dei Consiglieri Talè, Marconi, Volpini, Giancarli, Micucci, Traversini, Rapa, Urbinati, Minardi.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Talè.

Federico TALE’. Quella che andiamo a discutere - finalmente parliamo di un atto più allegro - è una legge che avrà un grosso impatto anche sulle amministrazioni pubbliche e per la quale abbiamo già avuto il parere favorevole da parte dell’Anci ed anche del Cral e del Crel, in più, colgo l’occasione per ringraziare i Commissari ed il Presidente della II Commissione, è stata votata all’unanimità.
Questa legge, che è la modifica della legge 76 del 29 dicembre 1997, introduce l’obbligo normativo di utilizzare in tutte le mense pubbliche, siano esse scolastiche o ospedaliere, almeno il 40% di prodotto biologico.
E’ una legge che ritengo molto innovativa, coraggiosa, audace ed anche molto chiara, grazie anche all’approfondimento in Commissione, perché guardando altre Regioni a noi limitrofe, come si fa spesso, abbiamo visto che la nostra è più chiara ad esempio di quella dell’Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna ha messo una percentuale più alta, il 70%, noi abbiamo messo il 40%, noi parliamo di 40% di prodotto biologico, di là il 70% non è solo di biologico, è un po’ uno specchietto per le allodole, perché prevede prodotti tipici, del territorio e biologici, quindi per assurdo possono essere prodotti tipici e del territorio al 70%, ma non biologici. Noi qui abbiamo scritto che il 40% dei prodotti devono provenire da agricoltura biologica o comunque da allevamenti di origine biologica.
Tra le mense pubbliche ricordiamo le mense dei nidi d’infanzia, fino agli ospedali, passando per tutte le scuole comprese le università.
Abbiamo anche messo che entro il 30 giugno di ogni anno facciamo un monitoraggio concreto sullo stato di attuazione della legge perché entro giugno di ogni anno l’amministrazione deve far pervenire alla Giunta l’elenco dei prodotti biologici con la relativa percentuale utilizzati nell’anno scolastico precedente.
Quando parliamo del 40% parliamo del 40% del peso, abbiamo usato questo criterio, che deve provenire da agricoltura biologica.
Approvare questa proposta di legge penso che sia un atto di riqualificazione dei servizi regionali della Regione Marche e sia un atto di prevenzione nei confronti della salute dei cittadini della regione e di tutela del consumatore ed ultimo, ma non ultimo, dell’ambiente, perché usando prodotti biologici salvaguardiamo e tuteliamo anche l’ambiente.
Qui voglio fare un sollecito all’Assessore, anche se non è presente, di controllare attraverso l’Assam, dalla prossima settimana, dico io per essere concreto, in virtù del fatto che approveremo, mi auguro, da qui a qualche minuto questa legge, procedendo a delle ispezioni a tutti coloro che fanno agricoltura biologica, a campione, però queste ispezioni vanno incentivate e vanno intensificate, perché non c’è cosa più orribile che prendere per il naso il cittadino fornendogli un prodotto biologico, da qui la sfiducia dei cittadini qualche volta verso il prodotto biologico, perché sai che lo paghi di più ma non hai la certezza che sia stata utilizzata tutta la filiera del biologico.
L’Assessore è tornato in Aula, quello che voglio dire è questo: incentivare, chiamare l’Assam da qui alla prossima settimana per cercare di fare più controlli possibili alle aziende che producono biologico - con questa legge noi obblighiamo anche le mense scolastiche e gli ospedali, badate bene sia pubblici o convenzionati, ad utilizzare il 40% di prodotto biologico - e che prendono dei contributi pubblici, partecipando ai bandi, noi abbiamo anche gli elenchi delle aziende che partecipano al Psr. Io non so quale sia la multa che viene applicata a queste aziende, però quanto meno, penso che ci possa essere la revoca del contributo o addirittura la restituzione del contributo stesso, più una multa. Questa è una sollecitazione che faccio all’Assessore.
La legge, come dicevo, è chiara, non lascia spazio a nessun tipo di dubbio, il 40%, non è soltanto indicativo, è un obbligo perché una volta che la legge sarà approvata voi sapete che tutti i Comuni dovranno far approvare il proprio menù dall’ufficio competente dell’Asur - ricordo quando facevo il Sindaco di aver avuto dei battibecchi con l’Asur perché non approvava il menù - e gli addetti dell’Asur dovranno attenersi, prima dell’approvazione o durante l’approvazione, alla nostra legge.
Ripeto, abbiamo il parere favorevole dell’Anci, nonostante siano i Comuni quelli più “colpiti” da questo provvedimento. L’unica cosa che dice l’Anci è: “se riuscite a darci anche qualche soldo saremmo più contenti”.
In questa fase, visto e considerato che abbiamo già la legge, la n. 76 del 29 dicembre 1997, quello che andiamo a modificare è l’articolo 12 che riguardava la promozione dei prodotti biologici e in questo articolo c’era anche la restituzione del 50% della spesa, però, ahimè, sono anni che non viene finanziato.
La questione del finanziamento l’abbiamo per il momento tolta, possiamo rimetterla, aggiungerla da qui a qualche tempo, per ora obblighiamo tutte le mense pubbliche ad utilizzare il 40% di prodotto biologico.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. La normativa sull’agricoltura biologica ormai ha più di 20 anni, quindi andrebbe rivista complessivamente, però con questa modifica all’articolo 12 abbiamo introdotto un concetto rilevante.
In precedenza c’era la quantificazione del rimborso del 50% per i conduttori di mense pubbliche in ambito scolastico, sanitario, fino a un massimo di 77 euro a studente o a posto letto occupato per il primo anno, e di 38 euro per il secondo anno, purtroppo questi fondi non ci sono, la legge giace praticamente inapplicata, abbiamo sostituito l’articolo introducendo il 40%.
Abbiamo dibattuto molto a lungo in Commissione sulla percentuale del 40% di prodotto biologico sul peso del pasto, perché effettivamente manca uno storico che ci possa dare certezza sulla capacità produttiva marchigiana dei prodotti, sulla domanda del mercato, sui flussi di import ed export marchigiani rispetto all’estero, ma purtroppo anche alle altre regioni, quindi questa riformulazione normativa è di stimolo per approfondire la questione e accertarci - ci è stato detto che gli uffici stanno lavorando per determinare il flusso - che ci sia capacità produttiva.
Il discorso è tentare di portare nelle mense delle scuole di ogni ordine e grado fino ad arrivare alle Università, alle strutture sanitarie di vario titolo, sia private che convenzionate pubbliche, il 40% di prodotti biologici ha un assoluto riscontro anche sulla salute.
Quali sono a parte le cose buone, le cose ancora da migliorare all’interno di questa normativa? Il fatto che non esistono sanzioni cogenti per i soggetti che non applicano la normativa, vedremo se l’Asur avrà la capacità di imporre sugli appalti futuri queste quantità; non ci sono fondi regionali per cui è stato sostituito questo articolo rispetto alla quantificazione che era stata fatta a suo tempo, l’ultima modifica risale al 2002. Oltre ai dati è importante con la clausola valutativa porre sotto monitoraggio l’applicazione di questa normativa per essere certi che abbia un riscontro effettivo se vogliamo puntare, a livello strategico regionale vogliamo, come sembra e ci sono numerosi atti, sul biologico per questioni di salute, per questioni ambientali, per questioni di filiera corta, di tipicità e di qualità dei prodotti che portiamo nei nostri piatti. Occorre che piano piano reindirizziamo i fondi su questo settore sforzandoci, per esempio anche nella riscrittura del prossimo Psr, di diminuire la platea degli afferenti ai fondi perché una distribuzione a pioggia magari dà un po’ di consenso ma non risolve e non svolta la strategia dell’economia marchigiana.
Puntiamo su dei filoni determinati, il filone del biologico, dei prodotti tipici di qualità della filiera corta, che a mio avviso vanno assolutamente incentivati, quindi occorrerà fare delle scelte. Questa potrebbe essere una prima avvisaglia se vogliamo realmente portare sui piatti di tutti gli studenti e dei nostri pazienti, di chi ha problemi di salute, il 40% di prodotto biologico.
Noi appoggiamo questa prima stesura della legge, ci riserviamo di monitorarne attentamente gli effetti, e magari di riporre mano un po’ all’intera normativa con il tempo ed agli strumenti di finanziamento perché è un filone sul quale crediamo, quindi primo passo di tanti altri che andranno assolutamente monitorati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Devo dire che i relatori hanno spiegato benissimo il lavoro che si è fatto in Commissione che può sembrare, visti gli articoli, abbastanza semplice, in realtà c’è stato un lungo dibattito anche sul discorso delle percentuali, del valore, e siamo stati attenti a molti passaggi oltre alle audizioni e, come diceva il Consigliere Talè, abbiamo avuto il parere favorevole dell’Anci, del Cal e del Crel. Su questo sicuramente è stato fatto un ottimo lavoro.
Vorrei focalizzare un po’ l’attenzione sul valore della legge che è qualcosa di attuale rispetto all’utilizzo del cibo, all’avvicinamento delle persone al cibo, soprattutto dei giovani, e alla qualità della vita, si sceglie per avere una qualità maggiore un cibo di qualità e sempre di più i giovani, più delle persone adulte, si avvicinano soprattutto al biologico. Credo che questo vada incentivato e questa legge è un grosso stimolo.
I dati che vengono dal panorama nazionale sono estremamente positivi, il biologico nasce alla fine degli anni ’70, lo conosco abbastanza bene sono pesarese e nella provincia di Pesaro è nato uno dei padri dell’agricoltura biologica che alla fine degli anni ’70 ed all’inizio degli anni ’80 ha combattuto per convincere della bontà dei prodotti biologici. Oggi è molto più semplice parlare di prodotti biologici, in quanto fa “in”, allora non era così ed è stato uno di quelli che ha portato avanti queste battaglie.
Ora il panorama è completamente cambiato, per fortuna ci si avvicina al prodotto biologico con un’altra logica, si capisce l’importanza di questo cibo e devo dire che questo settore da un punto di vista economico sta dando maggiori risultati, soprattutto per le nuove imprese e i giovani che si avvicinano sempre di più a prodotti di nicchia, di qualità, che si legano molto al biologico.
A livello nazionale abbiamo 1.900.000 ettari di colture biologiche e 70/75 mila imprese agricole che lavorano in questo settore. Le Marche sono oltre la metà del panorama nazionale e gli indicatori sono quelli di una crescita continua, anno dopo anno. Nella regione Marche siamo a 2.400 imprese agricole e c’è un aumento continuo dal 2015 in poi del 7-8%, addirittura si passa al 14% per quello che riguarda l’aumento delle dimensioni delle superfici legate al biologico. Quindi una prospettiva legata all’agricoltura sicuramente positiva.
Questo è un elemento in più, l’obiettivo della legge è quello di portare non solo nelle scuole ma anche negli ospedali e in tutte le mense pubbliche una qualità di cibo maggiore ed è anche andare incontro a una crescita dell’utilizzo del biologico.
Dico questo perché basta andare nei nostri supermercati per vedere che già la grande distribuzione ha messo le mani sul biologico. Le grandi ditte di distribuzione degli alimenti ormai hanno un settore dedicato, sono convintissimo che da qui non so a quanti anni la produzione biologica sarà prevalente rispetto al resto.
Quindi questa nostra legge non fa altro che andare incontro ad un’esigenza e ad una realtà che si sta verificando. E’ un lavoro estremamente positivo che noi abbiamo portato avanti e lo scopo è quello di incrementare anche a livello regionale e dare un impulso ad un’economia diretta, nostra.
Dico questo anche perché ci sono degli emendamenti che abbiamo discusso in Commissione, questa mattina ho chiesto di spostare la discussione di questo atto alla fine delle proposte di legge, perché bisognava fare chiarezza su alcuni punti e dato che 20 giorni fa è stato approvato il decreto ministeriale che riguarda le mense biologiche a livello nazionale, dove lo Stato mette anche dei soldi, noi avevamo l’obbligo di rispettare la normativa nazionale, bisognava approfondire meglio anche se noi l’avevamo già fatto, devo dire, in maniera approfondita, però c’erano alcuni elementi che potevano essere rivisti e corretti perché l’approvazione è di 20 giorni fa.
La nostra legge è perfettamente in linea, sono stati proposti due emendamenti tecnici che come Commissione abbiamo approvato e di cui do lettura: al posto di “ristorazione prescolastica” va usato il termine “refezione” e le parole “prodotti provenienti da allevamenti e coltivazioni biologiche” sono sostituite dalle parole “prodotti biologici”, significa che dentro c’è anche il concetto della trasformazione, quindi l’interezza del prodotto biologico.
Questi sono due emendamenti, poi abbiamo l’emendamento presentato dalla Consigliera Leonardi che dopo le parole “da allevamenti e coltivazioni biologiche” introduce le parole “privilegiando quelli del territorio marchigiano”, di questo noi proponiamo l’approvazione, però va detto che in Commissione ne avevamo discusso ed avevamo affrontato questo dibattito, ma abbiamo avuto dei problemi tecnici che ce lo hanno fatto accantonare in quanto spesso queste diciture vengono interloquite in quanto privilegiano un prodotto di settore regionale.
La legge non è solo di indicazione, ha dei paletti abbastanza seri da rispettare soprattutto nel rapporto con l’Asur, ha anche questo quindi non avrà dei tempi di attuazione velocissimi, questo rischio se lo vogliamo correre lo possiamo fare tranquillamente.
C’è anche un altro elemento nuovo che questa mattina mi è stato posto, che ci dà la possibilità di votare meglio l’emendamento, c’è già la legge regionale 16/2009 che prevede l’utilizzo di prodotti agricoli regionali nei servizi di ristorazione collettiva pubblica, siccome è andata bene allora perché non dovrebbe andare bene oggi? Quindi ci proviamo, poi se ci sarà qualche problema ci torneremo sopra, però credo che ne valga la pena anche perché va a favore, come dicevo prima, dello sviluppo dell’agricoltura biologica marchigiana.
Ringrazio l’intera Commissione per il lavoro e la serietà con cui si è dedicata, per l’ennesima volta, a questo tema. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Esprimo la soddisfazione ed il ringraziamento alla Commissione per l’approvazione di questa legge e per quanto mi riguarda voglio soffermarmi sugli aspetti più sanitari della questione.
Nel lontano 1984 la mia tesi di specializzazione è stata su “cancro e alimentazione”, e quindi fin da allora trattavamo il biologico nelle nostre tesi, capite che arrivare a distanza di oltre 30 anni a poter votare una legge nella nostra regione che valorizzi questo aspetto dell’agricoltura, ma soprattutto dell’alimentazione umana, è motivo di soddisfazione e se volete anche di orgoglio.
L’altro aspetto riguarda la mia esperienza amministrativa, nella mia città, che è Senigallia, l’80% dei prodotti che utilizziamo nelle nostre mense, nei nidi piuttosto che nelle materne, non ci riferiamo alle strutture sanitarie, ma trattiamo solo la parte che riguarda le scuole, soprattutto le scuole primarie ed i nidi, è di origine biologica, tra l’altro si cerca di rispondere anche a quello che diceva nella parte finale del suo intervento il Consigliere Traversini, rispettare la cosiddetta filiera corta, cioè reperire il materiale nella produzione locale, sapendo che questo è uno degli aspetti più delicati e più difficili da realizzare, soprattutto per quanto riguarda alcuni tipi di prodotti, tipo frutta e verdura, perché per il resto è più facile, ma per i prodotti stagionali, il reperimento - e lo diceva anche il Consigliere Fabbri - se poi aggiungiamo la filiera corta, diventa ancora più complicato e su frutta e verdura l’importanza della filiera corta e della stagionalità è fondamentale se non vogliamo utilizzare i prodotti di serra che arrivano non si sa da dove.
Se l’integrale, che è la parte importante, non è biologico, non dico che è tossico, ma sicuramente non apporta benefici, perché la stragrande maggioranza dei prodotti chimici che vengono usati in agricoltura si localizza nel mantello del chicco cereale e chiaramente diventa tossico nel momento in cui viene introdotto. Necessariamente l’integrale deve provenire da coltivazioni biologiche, pena non solo vanificare gli effetti positivi, ma addirittura provocarne di negativi.
Da quello che diceva il Consigliere Traversini mi sembra di aver capito che c’è un interesse sempre maggiore da parte dei giovani nei confronti del biologico, i dati e le statistiche ci dicono qualche volta il contrario. L’obesità infantile dovuta prevalentemente ai cosiddetti cibi spazzatura è in aumento, siamo il Paese con la più alta percentuale di obesità infantile o di sovrappeso infantile. Nella stragrande maggioranza delle nostre scuole si vendono le merendine piuttosto che prodotti provenienti da agricoltura biologica, per esempio potrebbe essere un terreno di lavoro importante portare questi prodotti all’interno delle superiori affinché anche le merendine, magari di un certo tipo, non so quali merendine, provengano da quel tipo di impostazione. Questo può essere importante ai fini di.
C’è una nuova sensibilità in aumento, ne prendo atto, ma nella quotidianità vedo ancora purtroppo i McDonald piuttosto che i fast food pieni, non solo di famiglie, ma soprattutto di giovani, quindi c’è ancora tanto lavoro da fare e chi esercita il potere amministrativo, legislativo, come noi, deve avere anche un ruolo pedagogico rispetto all’approccio nei confronti di una sana e corretta alimentazione nel complesso di un sano e corretto stile di vita. Penso che sia fondamentale.
Altrettanto importante è la parte che riguarda i controlli, che sono importanti perché, sempre un ricordo che appartiene alla nostra storia, alla mia storia, a Senigallia abbiamo avuto il primo istituto di certificazione del biologico, aveva sede nella nostra città.
Tante altre cose si potrebbero dire per quanto riguarda l’aspetto salutistico o salutare di questo tipo di proposta, ci affidiamo anche all’Assessore all’agricoltura per quanto riguarda i controlli, che sono importanti e fondamentali, perché la fiducia del cittadino se viene tradita, dopo aver faticato molto per portarlo a cambiare le sue abitudini, magari perché c’è chi non rispetta le regole del gioco, è difficile recuperarla.
Quindi grazie ai proponenti, tra l’altro ho messo la mia firma con convinzione su questa proposta di legge, e penso che si stia scrivendo una pagina importante e positiva della nostra attività di legislatori.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Grazie di questo lavoro che è stato fatto e che si è mosso in maniera parallela al lavoro che la Commissione politiche agricole nazionale stava facendo, rispetto ad un decreto nazionale, di cui questa legge è un’integrazione, un completamento, e che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale soltanto qualche giorno fa. Abbiamo fatto un lavoro parallelo e complementare, di questo mi congratulo con il Presidente della Commissione, con la Commissione e con tutti quelli che ci hanno lavorato.
Prima si parlava del biologico e di quello che la Regione fa per il biologico, innanzitutto parliamo di numeri, il biologico cresce nella regione Marche del 20% sia in quantità di produzione, sia in quantità di acquisto, ed è questo che è importante, l’unica realtà sulla quale l’aumento per assurdo non è corrispondente è l’olio. L’olio d’oliva viene forse un po’ demonizzato perché probabilmente viene considerato un cibo che fa ingrassare e chi è salutista, ma non lo è in maniera corretta, pensa forse che l’olio debba essere ridotto. In realtà la Regione Marche, l’Assessorato all’agricoltura, pensando che l’imprinting sia importantissimo proprio all’inizio della vita, cioè nella scuola primaria, fa informazione anche nelle scuole per spiegare come si leggono le etichette, come si riconosce un cibo biologico, quali sono gli ingredienti che devono essere letti all’interno delle etichette, ad esempio il primo ingrediente è quello che ha una maggior quantità, esistono le percentuali, se non c’è l’olio di palma, che è una cosa che devia in realtà l’acquirente rispetto al problema reale che è quello di cosa c’è rispetto a quello che non c’è, quindi una serie di attenzioni e una serie anche di abitudine ai sapori ed anche agli aspetti perché non sempre una mela biologica è bella come una mela gonfiata, non sempre, anzi mai, il nostro olio - e noi abbiamo degli oli forti che piccano perché hanno i polifenoli - che ha dei sapori molto forti è gradito soprattutto ai bambini se non li abituiamo subito a questi sapori, quindi ben venga l’utilizzo del biologico e dei prodotti locali. Ringrazio la Consigliera Leonardi per averlo proposto perché noi parliamo di filiere locali e quindi anche di biologico marchigiano e secondo me provare a mettere una priorità, non assoluta, sui prodotti marchigiani è una cosa buona visto che noi parliamo dei 70 chilometri di raggio delle filiere, quindi secondo me ha un senso molto importante.
Non è vero che la Regione Marche non fa nulla perché in tre anni abbiamo messo a disposizione del biologico e non a pioggia, ma con il censimento delle aziende biologiche che abbiamo nelle Marche, 110 milioni di euro, questo soltanto per il biologico, sia per il mantenimento che per la trasformazione del biologico. A questo, che non basta sicuramente, abbiamo aggiunto delle priorità sia sulla 4.1 che sulla 6.1 e quindi sugli investimenti, chi produce qualità ha un punteggio ovviamente più alto rispetto a chi non la produce, a chi fa il convenzionale per intenderci, che non è da demonizzare, ma è cosa diversa.
Abbiamo messo in campo uno strumento importantissimo, sono gli accordi agroambientali d’area, ne abbiamo già approvati tre ed altri sono in approvazione, e prevedono che si mettano insieme dei territori molto vasti e le aziende agricole insieme ai Comuni, insieme a Legambiente, ad esempio nel caso dell’Aso, insieme ad altri soggetti fanno un accordo finalizzato con degli obiettivi.
Tre sono gli obiettivi che abbiamo inserito: il primo è la riduzione degli inquinanti nelle acque, quindi è chiaro che ci deve essere un’azione virtuosa perché lì si va a misurare il pre e il post, si verifica l’azione virtuosa o non di chi partecipa che viene ovviamente indennizzato ad ettaro; il secondo è finalizzato alla riduzione e prevenzione del dissesto idrogeologico e dei rischi idrogeologici; il terzo, non meno importante, è dedicato alle aziende che ricadono nelle perimetrazioni della rete natura 2000, quindi per intenderci Sic e Zps, laddove il comportamento dell’agricoltore è più “costoso”, l’agricoltore si può muovere in maniera meno libera in queste zone perché ha dei paletti che riguardano determinati distacchi.
I controlli non li fa l’Assam perché la Regione controlla gli organismi accreditati di controllo, organismi accreditati a livello nazionale, organismi che devono controllare sia il prodotto che il percorso e il processo del prodotto oltre tutta la parte amministrativa.
I controlli vengono fatti a tappeto e la Regione controlla i controllori, proprio perché, come si diceva negli interventi precedenti al mio, non è possibile che si perda la reputazione. La reputazione del mondo del biologico è importantissima perché non c’è niente di più dannoso di dire: “C’è la fogliolina, ma sarà biologico?”, se c’è la fogliolina è biologico e se qualcuno non si comporta in maniera corretta nel mondo del biologico deve essere punito severamente, e così viene fatto.
Noi siamo una Regione ogm free come voi sapete ed è anche capitato che siano stati distrutti dei campi, quindi il controllo viene fatto e viene fatto in maniera seria in tutti e due i versi.
Cosa incentiva la Regione oltre agli accordi agro ambientali? Ovviamente, come si diceva prima e come diceva il Consigliere Volpini, il biologico risolve molti problemi e ci aiuta a raggiungere molti obiettivi, il primo è la salute perché è chiaro che se noi mangiamo un prodotto biologico che non ha pesticidi e che è il più possibile naturale possiamo solo avere dei benefici rispetto invece ai “malefici” che ci darebbero delle sostanze aggiunte nocive, quindi la salute; il secondo è la salute anche di chi lavora nei campi e questo non è secondario, nelle trasmissioni vediamo la disinfestazione delle vigne nei campi del Chianti, da noi questa roba non esiste, anche chi fa il convenzionale non usa questi pesticidi, quindi i nostri vini sono vini, sia quelli biologici che non, più sani di quelli che vengono prodotti in altre zone e così il nostro olio ed i nostri prodotti.
Facendo una agricoltura di questo tipo, abbiamo un paesaggio variegato e migliore rispetto ad altri che sono molto più omogenei, perché in genere il biologico non si fa su grandi appezzamenti e le nostre aziende sono piuttosto piccole.
Rispetto al biologico, se aziende locali marchigiane, come la Fileni, o aziende come Barilla vanno verso il biologico e fanno dei contratti di filiera è perché hanno capito che in quel filone si comincia a lavorare in maniera più redditizia, evidentemente quella è la strada che a noi fa comodo e che noi seguiamo. Quindi il Psr è impostato così, sulla qualità e sul biologico.
Che cosa dire? Sono contenta che si sono fatti questi piccoli assestamenti che riguardano le definizioni così da non avere problemi, spero che sia una scelta che dal 40% ci porti all’80 al 90% di Senigallia e con la cui amministrazione mi congratulo.
Ripeto, ringrazio la Commissione per il lavoro fatto e credo che questo sia un grande passo, perché già questa quantità ci consente di far capire ai bambini, soprattutto nelle scuole, che un olio che picca ed è amaro è migliore di un olio che non sa di nulla, perché un olio biologico messo su un alimento lo cambia, mentre un altro olio che vale meno in termini di polifenoli non lo cambia, quindi ce ne metti di più, siccome molti bambini sono obesi e nelle Marche l’obesità c’è, bisogna cominciare a pensare di mangiare meno e di mangiare meglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Credo che oggi con l’approvazione di questa proposta di legge si scriva una bella pagina della Regione Marche e del Consiglio regionale.
Ringrazio la II Commissione, il primo firmatario, i colleghi che l’hanno firmata, perché credo che sia una legge rilevante che guarda al futuro, che guarda la compatibilità ambientale, alla sostenibilità, alla qualità della vita.
Riuscire ad approvare una legge che prevede un limite minimo nella ristorazione pubblica, che riguarda le scuole, le strutture sanitarie, le strutture socio sanitarie, credo che sia una scelta importante e, come è stato detto prima dall’Assessore Casini, ben sappiamo come l’agricoltura biologica, senza demonizzare la convenzionale - ho partecipato anche ieri pomeriggio ad una iniziativa dove si parlava di agricoltura e di agricoltura biologica, l’agricoltura tradizionale non va sicuramente demonizzata - guarda verso la qualità, guarda al rispetto delle regole, all’utilizzo di prodotti che servono per la produzione, ed è ovvio che inserire nella refezione una percentuale minima del 40% di prodotti che provengono dall’agricoltura biologica è una scelta molto importante ed anche molto positiva.
E’ positivo anche il fatto che l’agricoltura biologica stia crescendo nella nostra regione, diceva prima l’Assessore Casini, sta crescendo del 20%, non solo nella produzione ma anche negli acquisti. Anche nel piano di sviluppo rurale si sono fatte scelte importanti rispetto agli investimenti, circa 110 milioni di euro, che sull’agricoltura biologica sono destinati alla trasformazione e al mantenimento della produzione biologica.
Credo che fare questa scelta sia doverosa, opportuna, importante, in quanto guarda al futuro anche rispetto alla qualità della vita della nostra regione.
Noi siamo una delle regioni più longeve d’Europa, perché la longevità è una nostra caratteristica e la longevità non è casuale, deriva dalla qualità dei servizi sanitari, dalla qualità dei servizi sociali, dalla qualità del rispetto dell’ambiente, delle regole che sono date e che vengono seguite.
La qualità ambientale sicuramente contribuisce alla longevità, ma incide anche la qualità del cibo, la qualità di quello che ingeriamo quotidianamente nel nostro organismo. Quello che mangiamo non è secondario.
Tutto il lavoro fatto in questi anni di crescita della qualità, le certificazioni, le Dop, le Igp, le Doc, sono scelte che hanno portato la nostra regione tra le prime ad avere prodotti di altissimo profilo e di altissima qualità sulle nostre tavole.
Mangiare bene, mangiare di qualità, mangiare biologico è una scelta, ma mangiare biologico significa nel momento in cui si va a fare la spesa spendere qualche euro in più, ma significa anche fare un investimento sulla propria persona, significa fare un investimento sulla propria salute perché mangiare bene, mangiare di qualità significa rispettare il proprio organismo e avere la possibilità di una vita più sana e più lunga. Quindi è un investimento sulla propria salute, ed è anche un risparmio per le casse pubbliche perché se ci ammaliamo di meno, il servizio sanitario nazionale e il servizio sanitario regionale dovrà affrontare meno spesa per curare o per far comprare i farmaci, o per i ricoveri nelle strutture sanitarie.
Concludo dicendo che è una scelta importante, una pagina importante, molto positiva che si sta facendo nella giornata di oggi e ribadisco che fare questa scelta come obbligo per la refezione pubblica è importante e doverosa. Dall’altra parte sono altrettanto convinto che acquistare prodotti di qualità, prodotti biologici sia un investimento per l’organismo, per la salute e anche un risparmio per le casse pubbliche del sistema sanitario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che questo Consiglio stia approvando una legge molto importante, anche l’intervento del Vicepresidente del Consiglio, che dice che ci salviamo se mangiamo biologico, mi ha commosso veramente.
Quando si enfatizza una legge mi hanno insegnato che c’è qualcosa. Ho sentito molta enfasi su questa legge, però da cittadino vorrei capire dove sono i controlli, chi controlla la qualità, dove vengono fatte queste cose, se effettivamente ci sono controlli nelle mense, oppure si lascia al libero mercato, a qualche imprenditore un po’ spregiudicato del settore, che personalmente conosco.
So cos’è questo mondo, credo che occorra andare con i piedi di piombo perché una legge è bella se funziona e se ci sono i controlli, altrimenti è aria fritta perché non serve a niente.
Credo, mi rivolgo all’Assessore, che questa legge debba essere accompagnata da strumenti o leggi per i controlli, sennò i nostri figli non avranno una vita meravigliosa, come ho sentito dal Vicepresidente Minardi, perché mangiano nelle mense e basta aprire le pagine dei giornali, anche in questa città recentemente c’è stata un po’ di fibrillazione sulle mense scolastiche, dove di frequente succedono queste cose.
Credo che il cittadino marchigiano debba riflettere perché se qui sente un’enfasi sulle leggi: belle, buone, il Consiglio approva, poi accadono dei fatti incresciosi, vuol dire che qualcosa non funziona, santo cielo!
O la legge non è da enfatizzare, ed è uno strumento normale, o i controlli mancano, perché ci sono degli imprenditori spregiudicati. Credo che questo sia il problema vero. Prima abbiamo approvato una legge bella, importante, però credo che dobbiamo riflettere se poi non funziona perché non ci sono gli strumenti economici, i controlli, le possibilità per farla funzionare.
Ecco perché dico: stiamo con i piedi per terra, noi esprimiamo una considerazione positiva su questa legge, per carità, ma chiediamo nello stesso tempo, con forza, con autorevolezza, che si mettano in moto strumenti di controllo affinché queste leggi che vengono presentate dalla maggioranza alla fine funzionino, sennò sono solo degli annunci.
Continuo a dire che c’è un popolo molto attento che qualcosa comprende e che di conseguenza si mette in moto attraverso l’attuazione di determinati strumenti.
Credo che noi dobbiamo fare questo con molta umiltà, lo dico con molta umiltà, altrimenti troppe cose vengono fuori.
Il senso della legge è questo, se questa verrà supportata da provvedimenti dell’esecutivo, della Giunta, di quest’Aula, che vanno verso le cose che ho detto, può essere una cosa importante per i marchigiani, Bisogna anche valutare l’altro aspetto del fenomeno del biologico, bisogna controllare se effettivamente tutto è biologico, è facile dire biologico, attenzione perché poi i Nas, purtroppo, il più delle volte, scoprono che il prodotto non è biologico, queste sono le cose importanti per le persone normali che quotidianamente affrontano questi problemi, soprattutto le mamme che portano nelle mense scolastiche i nostri figli.
Credo che questo sia un aspetto importante. Se riempiremo questa legge di contenuti relativi al controllo faremo una cosa bella, Assessore Casini, dando una risposta seria ai marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Il settore ci appassiona, io faccio il mio olio che per esempio non è biologico, perché io non devo raccontare niente a nessuno, io punto alla qualità e la qualità con il biologico la fai male ad oggi, però la cosa delle scuole, della refezione, è interessante, ma è tutta poesia. Quando il Consigliere Minardi si scalda tanto, mi domando per chi si scalda. Un uomo freddo come Minardi non si scalda mai, abbiamo qualche nostro corregionale che dovrebbe rifornire tutte le mense? Le mense sono tante, non credo a questa cosa, ma anche se fosse, comunque è lo stimolo per dare il la ad una nuova tendenza e questo sicuramente è interessante.
Tutte queste cose sono belle, ma poi non abbiamo gli strumenti per controllarle, le famiglie tutto sommato sono “tonte” perché credono a quello che la maestra dice: adesso abbiamo il 40% di biologico, tutti contenti, magari se vanno a vedere meglio la situazione è peggiore di prima.
Tutta questa roba che parte da qui dentro, noi siamo famosi per elaborare dei progetti eccezionali, stellari, che non si vedono nemmeno nei film, poi concretamente non portano frutti.
L’altro giorno ero a Bologna da appassionato di olio, a vedere i monovarietali, la Regione Marche ha portato la rassegna all’estero, nel senso che Bologna per noi è estero perché siamo abituati a farla sempre in regione, questa volta siamo andati fuori, a suo tempo domandai anche a quelli dell’Assam: perché quest’anno andiamo in trasferta? Lassù c’è un contesto molto importante, innovativo, la città di Bologna e la Regione hanno fatto quella grandissima fiera, dove mi sono addirittura perso. Pescara, barriera sulla A14, 15 caselli, una cosa faraonica, poi vai a vedere …, ho parlato con gli espositori, i soliti 30/40 che vanno in giro, l’anno scorso erano da me perché città terremotata e c’erano 296 campioni selezionati.
Venire dalla Sicilia o dalla Sardegna per due persone vuol dire spendere 600/700 euro per cui c’erano i soliti 30/35 irriducibili. Io li ho contati, ci ho parlato e mi hanno detto: “E’ vero che noi partiamo da Bari, ma da te nelle Marche non costava niente e qui ci hanno fatto spendere 150 euro per esporre, forse dobbiamo arricchire non so chi. Forse il Comune di Bologna. E’ una cosa vergognosa”. Ho chiesto: “Sarà pieno di gente?” Mi hanno risposto: “No, per essere un’area così importante, in rapporto all’altra area che era di qualche ettaro, non c’è un cane”. “Scusa, quante bottiglie hai venduto?” “Ho venduto più bottiglie da te l’anno scorso, in quel paese scalcinato che qui a Bologna”. “Allora a che è servito? Sarà servito, sarà un tentativo?”.
Potrei divertirmi chiedendo loro, visto che ormai li conosco, se mi fanno una relazione su quanto hanno venduto in un paesino piccolo come San Severino e quanto hanno venduto a Bologna e quanti contatti hanno avuto.
Non voglio criticare perché io stesso l’avrei internazionalizzata, perché comunque ci devi provare, ma poi vai lì e ti rendi conto che è solo un grande specchio per le allodole, mangiare, mangi bene perché giri fra gli stand e per una pizzetta e un bicchiere di vino che qui paghi 1,80 euro lì paghi 7,90 euro.
Mi sono chiesto: ma questa differenza di prezzo va al produttore? No, va a quattro birbi che organizzano quel grande circus, che è un circus politico, perché penso che lì per fare la struttura ci avranno buttato 150/200 milioni di euro, ci sarà qualche azionista, qualcuno che becca sulla pelle dei poveri produttori espositori che vanno lì e vengono presi per il collo. Per mangiare volevo un panino, mi hanno risposto di no, che c’erano i taglieri e che si sarei dovuto accomodare. Cocco mio, non hai capito niente, io non lascio 30 euro qui perché dalle mie parti con questa cifra ci mangiamo in tre con la massima qualità.
Quindi tutte queste nostre belle idee, teorie, innovazioni, quello che ho notato da due anni e mezzo che sto qui, nella pratica non funzionano perché qui le nostre idee sono tutte belle, le possiamo portare ad una sfilata del settore mio, però non funzionano perché non sono applicabili, per mille motivi, perché siamo in Italia, perché spesso queste idee vengono stimolate da qualche birbetto che ci vede così tolleranti e dice: “Siccome sono tolleranti, sono aperti, mi insinuo per fare gli affari miei”.
A questa bellissima idea non si può votare contro, quindi mi asterrò, voglio dire che tutte le nostre idee non funzionano, quando funziona è a senso unico per qualche birbo che ci viene a saccheggiare ed a me, Consigliere eletto da metà provincia di Macerata, mi dà fastidio che qualcuno pensi di saccheggiarmi, a me non mi saccheggia nessuno, non mi faccio portare in giro, non mi faccio prendere per il sedere, non mi va bene, perché rappresento un’istituzione, quindi se faccio una legge la faccio concreta che porti frutto, oppure posso dire prosaicamente buttiamola là, sarà l’inizio di una fase e fra cinque anni la miglioreranno.
Ma qui dentro stiamo passando il tempo a migliorare leggi fatte male da 5 anni fa, quindi su una cosa che non funziona io non ci butto fiato e tanto meno Consigliere Minardi mi sarei scaldato come lei nel vantarla perché è una cosa che non funziona e non la voto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Non volevo intervenire, non posso dire che mi ha tirato per i capelli il Consigliere Zaffiri, mi ha tirato per la barba ed ha puntualizzato quanto si è detto e discusso anche in sede di gruppo, il discorso dei controlli.
Il controllo è essenziale, anche perché il biologico è diventato, non so chi lo ha detto, un business. Se avete visto un servizio su Report, che ritengo sia attendibile, basta costituire una azienda agricola o produttori agricoli che non hanno tanti scrupoli ed andare in Romania per ottenere la certificazione europea del biologico, quindi secondo me i controlli partono a monte, dallo Stato, fino ad arrivare nei territori, ma deve essere un controllo serio perché, come diceva il Consigliere Zaffiri, queste non siano solo leggi spot, ma vadano nel senso che gli articoli di legge recitano.
Per esempio, è successo un grande parapiglia quando l’Unione olio di palma di Milano, a cui aderiscono le multinazionali, comprese Ferrero, Nestlé, ha diffidato la Regione Marche su due miei emendamenti approvati dal Consiglio regionale sulla limitazione dell’olio di palma e suoi derivati, non impedire, ma preferire cibi che non contenessero olio di palma e suoi derivati per le mense scolastiche, per gli ospedali, per gli uffici pubblici, e privilegiare coloro a cui era affidata una convenzione per la ristorazione e, nella nuova legge sul diritto allo studio, per le mense universitarie
Abbiamo ricevuto minacce intimidatorie da questo consorzio di produttori di olio di palma che chiedeva di togliere dalla legge queste indicazioni, che poi erano soltanto indicazioni, non erano divieti. Vorrei sapere se in effetti gli emendamenti che sono stati approvati dal Consiglio hanno avuto concretezza nei bandi per la ristorazione di ospedali, uffici pubblici, mense universitarie, se hanno avuto concretezza nella richiesta e nell’aggiudicazione e se queste indicazioni sono state fatte valere concretamente.
Vengo da una famiglia …, soprattutto mia figlia è quasi una “talebana” ed ho anche nipoti che mi mettono sul frigorifero il decalogo di quello che devono mangiare e di quello che non devono mangiare, poi gli effetti sulla salute si vedono, per carità. Se venite a casa mia ho un foglio dove c’è scritto: “non devi bere la Coca Cola, non devi fare …”, ho una serie di indicazioni in questo senso, per cui io sono ben felice che questa discussione e questa approvazione di legge vada a buon fine perché spero che la produzione biologica, visto che deve essere messa in pratica nelle mense delle scuole per i nostri ragazzi, negli ospedali, sia efficace e controllata.
Devo anche dire che in effetti il biologico diventa un business quasi speculativo, io che vado a fare la spesa vedo i pensionati e quelli che hanno perso il lavoro che contano le monetine e prendono il prodotto dal prezzo più conveniente, qualche volta vedo anche vecchietti o vecchiette che nel momento in cui vanno alla cassa tolgono il prodotto perché non arrivano con i soldi, quindi queste sono indicazioni importanti, sono indicazioni che devono tenere nella dovuta considerazione e rispettare le condizioni economiche soprattutto degli anziani che hanno 450 euro di pensione e che in effetti fanno i salti mortali per arrivare alla fine del mese e non ci arrivano; d’inverno tengono il riscaldamento spento e muoiono di freddo perché non riescono a pagare una bolletta del gas che per il 50% è fatta da tasse e balzelli rispetto al consumo del gas.
Ben vengano queste cose, che ci siano i controlli e che queste proposte di legge, che condivido e che noi voteremo favorevolmente, non siano soltanto degli spot che rimangono fini a se stessi, ma abbiano una applicazione pratica, un controllo costante, perché la salute è importante e la nostra credibilità nei confronti di chi ci ha votato deve essere fatta valere da tutti, sia dalla Giunta che dal Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Non entro nel merito delle virtù terapeutiche e sanitarie dei prodotti biologici perché mi sembra sia stato spiegato molto e bene.
Esprimo positività per l’approvazione di questa legge sull’incentivazione all’utilizzo dei prodotti biologici. D’altra parte la Regione impegna molte risorse economiche con il Psr per favorire queste produzioni, anzi siamo in deficit rispetto alle domande di coltivazioni biologiche per i contributi che diamo per ettaro di coltivazioni, quindi è giusto che dall’altra parte ci sia l’incentivo alla consumazione di questi prodotti.
Faccio due considerazioni relativamente all’aspetto tecnico di questa norma. Il primo è quello relativo al 40%, ne abbiamo discusso tanto, si è partiti anche da percentuali maggiori, in parte le condividevo anche, c’è solo un problema, noi dobbiamo prevedere che in futuro i Comuni, che sono i principali indiziati nell’utilizzo di questa legge, nel fare i capitolati per gli appalti provvedano a “spacchettare” questo 40% in varie percentuali relativamente ai vari gruppi di cibo. Credo che sia necessario in quanto la legge parla del 40% in peso globale, ma non lo può fare la norma regionale, penso che si debba fare secondo le caratteristiche locali perché magari in zone montane si adopera più formaggio e latte, nelle zone marinare altri tipi di prodotti biologici. E’ necessario che questa percentuale venga spacchettata nel peso per consentire - latticini, verdure e quant’altro - che si abbia una percentuale adeguata di prodotto biologico, anche perché alla fine potrebbe essere che questo 40% di peso si raggruppi tutto sulle verdure, niente sulla frutta, oppure viceversa con altro tipo di alimenti.
Credo che questo sia compito del servizio veterinario, il servizio della Regione Marche, la Giunta stessa, può indirizzare attraverso circolari, attraverso direttive, i Comuni nel redigere i capitolati d’appalto e sarebbe anche bene che questi capitolati in qualche modo siano visionati dalle Asur locali che possono dare il loro contributo.
L’altro aspetto, cosa accennata dal Consigliere Zaffiri, è quello del controllo, che è l’aspetto più importante proprio in virtù della relazione che faranno i Comuni e la Giunta stessa per vedere come questo atto viene applicato.
Per il resto mi sembra una norma di civiltà, senza dubbio. Ricordo che vengo da una famiglia di coltivatori diretti, avevamo la campagna, il sapore delle pesche che mangiavo subito dopo averle raccolte dalla pianta 40 anni fa non è lo stesso di quelle che mangio oggi, per cui credo che tornare a quella antica produzione, a quei metodi “primitivi” di produzione, sia un aspetto positivo e per molti ragazzi sarà una novità perché abituati a mangiare un certo tipo di frutta e quanto porti loro il biologico hanno da ridire. Ci stiamo disabituando a quelli che sono i valori, i sapori naturali che tanto bene hanno fatto nel crescere tante generazioni, quindi positivo all’approvazione di questa legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Mi unisco alle persone che hanno fatto un apprezzamento su questa legge. Ritengo che sia importante che in futuro ci sia sempre, dal mio punto di vista, più agricoltura biologica e meno agricoltura cosiddetta tradizionale con l’uso massiccio di pesticidi, diserbanti, sia perché si fa ovviamente un favore all’ambiente, sia perché facciamo un favore a noi stessi mangiando cibi più sani, quindi partire dalle scuole anche con percentuali importanti, come è stato detto, del 40%, mi sembra un ottimo passo, mi augurerei quasi un punto di partenza.
Sono convinto che biologico e biodinamico sia un mangiare di qualità, sia anche produrre prodotti di qualità, non è vero che chi produce biologico non produce la qualità, questo non è assolutamente vero, anzi a mio modo di vedere è esattamente il contrario.
Sicuramente andiamo verso il futuro perché un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e più sana è quella che nel futuro avrà modo di svilupparsi e mi sembra che la tendenza sia proprio questa.
Bene questa legge, ovviamente sottolineo anch’io l’importanza, come hanno fatto altri, dei controlli, sono fondamentali, però è chiaro che ad un certo punto dobbiamo affidarci alle certificazioni, però ovviamente i controlli delle autorità competenti sono assolutamente importanti e fondamentali, quindi per i motivi che ho appena detto voterò a favore di questa legge e ringrazio i proponenti e la Commissione che l’hanno studiata, approfondita e portata in Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Grazie Presidente. Ho sentito colleghi che mi hanno richiamato per l’entusiasmo perché mi sono accalorato, addirittura il Consigliere Zura Puntaroni ha intravisto un qualche interesse.
Forse i Consiglieri Zaffiri e Zura Puntaroni non conoscono la mia storia, io ho sempre seguito la valorizzazione dei prodotti tipici marchigiani, prodotti tipici di qualità ed ho sempre sostenuto che il biologico è una scelta opportuna per la qualità ed anche per la salute dei cittadini, dopo è chiaro che non è una scelta obbligatoria, ma riuscire a rendere obbligatorio il 40% nella refezione pubblica credo che sia una scelta quanto mai importante.
Per il resto, per quello che riguarda gli acquisti, la refezione, ci sono gli appalti, c’è il codice dei contratti e degli appalti che regolamenta e mette le regole, come ci sono i soggetti certificatori, io sono per la linea dura, chi sgarra, fa delle truffe nei confronti dei contribuenti deve pagare nel modo più duro possibile perché sulla salute della gente non si scherza e non si può assolutamente scherzare.
La Regione ha i soggetti certificatori che dipendono dal Ministero e da questo controllati, anche la Regione ha delle competenze che l’Assessore Casini prima confermava, funzioni che vengono espletate con il rigore massimo.
I controlli vanno fatti sempre in modo molto approfondito, però vorrei mettere in chiaro che questo mio accalorarmi o enfatizzare questo tipo di scelta è legato al fatto che profondamente ci credo, ci ho creduto da sempre e su questo ho sempre lavorato cercando di portare avanti questo risultato. Peraltro vengo da una provincia, come diceva prima il Consigliere Traversini, dove c’è un’azienda pioniera del biologico in Italia e forse nel mondo. In quell’azienda abbiamo sempre creduto perché è un soggetto che da sempre ha dato grandi e importanti risposte al settore del biologico e credo che il biologico possa essere una bella opportunità dopodiché le regole, i contratti degli appalti …, ci sarà chi sarà in grado di fornire questi prodotti, ma lungi da me e credo lungi da ognuno di noi, pensare che ci possa essere qualcuno dietro le quinte che spinge per questa cosa, Dio ce ne guardi.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/01 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1/1 a firma della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Sarò breve perché è già stato in parte richiamato questo mio emendamento.
Vorrei anche ringraziare l’Assessore Casini e il Consigliere Traversini per essersi espressi nei loro interventi favorevolmente rispetto all’emendamento che ora mettiamo in discussione, ovviamente utilizzo, non essendo intervenuta prima, questo momento per dichiarare il mio favore a questa proposta di legge che ho cercato di arricchire portando un contributo attraverso questo emendamento.
In particolar modo introducendo all’articolo 1 la seguente frase che leggo per brevità: “la Regione nel rispetto della normativa europea e statale promuove il consumo di prodotti provenienti da allevamenti e coltivazioni biologiche - e qui c’è il mio emendamento - privilegiando quelli del territorio marchigiano”, mi sembrava opportuno in un momento come questo in cui c’è anche un ritorno a questo settore importante dell’economia reale, guardando anche con un occhio a quelle che sono le zone terremotate che possono vedere attraverso il rilancio dell’agricoltura anche un modo per rilanciare se stesse, portare un contributo positivo e propositivo a questa legge che dichiaro voterò favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Emendamento di coordinamento tecnico/1 a firma della II Commissione. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 153, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 197
ad iniziativa del Consiglieri Cesetti, Giacinti
“Disposizioni finanziarie relative al riordino delle funzioni in materia di mercato del lavoro”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 197 ad iniziativa dei Consiglieri Cesetti, Giacinti.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Questa proposta di legge si è resa necessaria per adeguare le risorse, e quindi gli stanziamenti di competenza del bilancio di previsione 2018/2020, ad un ritardo di natura formale che si sta compiendo per portare a termine l’iter procedurale che metterà a disposizione della Regione i fondi già stabiliti e già ripartiti in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il decreto è alla firma presso la Corte dei Conti, insomma manca questa fase formale.
In assenza di questo adempimento questi fondi, peraltro stanziati e disponibili, non possono essere utilizzati tecnicamente, per questo motivo si fa fronte all’esigenza di pagare gli stipendi del personale dipendente dei Centri per l’impiego, funzioni che sono passate alla competenza regionale, prendendo complessivi 865.000 euro da un altro capitolo, indicato nell’articolo 1, mettendoli a disposizione di questa missione, di questo programma al fine di poter adempiere a questa incombenza.
Si è reso necessario, come ci ha illustrato l’Assessore Cesetti alla Conferenza dei Capigruppo, per questi motivi e l’urgenza è dettata dall’essere conseguenti in attesa che si compia e si definisca tutto l’iter che ho poc’anzi delineato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Questa mattina in Conferenza dei capigruppo l’Assessore Cesetti ha esposto il problema: si tratta dello stipendio dei dipendenti del Ciof, indipendentemente da tutto non mi sento in tutta onestà, con tutte le critiche che ho da fare, di impedire che i lavoratori vengano giustamente pagati alla fine del mese.
Però dopo l’intervento dell’Assessore ho fatto una battuta dicendo: bisogna approvare questa proposta di legge altrimenti si bloccano le assunzioni che il Ciof fa, ovviamente era una provocazione, poi il Consigliere Busilacchi aveva articolato meglio dicendo, ed io sono d’accordo in questo senso, che era opportuno creare un dibattito sull’efficienza del centro dell’impiego.
Conosco amici dei miei figli, delle mie figlie, figli di persone che conosco da tempo, che ai centri per l’impiego vanno da anni, periodicamente, si iscrivono, rinnovano l’iscrizione, da anni fanno file e code interminabili anche perché nei centri per l’impiego, parlo di quello di Ancona non so se negli altri viene rispettato lo stesso orario, l’orario di lavoro è dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00, tre ore al giorno, le altre cinque ore questi centri per l’impiego le dedicano a che cosa?
Quindi nel momento in cui tutto è in capo alla Regione il dibattito sull’efficienza e l’efficacia di questi centri per l’impiego è assolutamente improrogabile, anche perché la situazione di ripresa è molto lenta, molto faticosa e soprattutto nelle Marche ci sono dei dati che non sono confortanti rispetto ai dati dell’Istat nazionale.
Siamo favorevoli a questa proposta di legge urgente perché rispettiamo il lavoro, però il passaggio di competenze alla Regione deve essere il momento, lo stimolo, l’occasione improrogabile e imprescindibile per rimettere in discussione questi centri per l’impiego in generale, ma soprattutto in un momento come questo va rimessa in discussione e verificata la funzione in un settore così importante che è quello del lavoro e che la nostra Costituzione mette al primo articolo: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Per quanto riguarda questa proposta di legge 197 non c’è niente da dire, ormai è chiaro che bisogna adempiere ad un provvedimento che è rimasto a terra, che è rimasto fermo, non c’è ombra di dubbio, le Province non ci sono più e anche se ci sono queste sono le conseguenze della legge mostruosa voluta da chi governava prima, che ha chiuso le Province prima di fare il referendum. Pazienza, questa è stata una svista legislativa. Prima compriamo la frusta e poi il cavallo ed il cavallo non è stato comprato.
Detto questo, vorrei dare un modesto contributo a questi uffici che purtroppo conosco molto bene, ho visto anche l’ordine del giorno presentato, per carità, qui non si capisce se è tutto proposto dalla maggioranza perché vede come primo firmatario il Consigliere Busilacchi, ne prendo atto e sono contento, però vedo altre firme …

(interrompe il Consigliere Busilacchi)

Sandro ZAFFIRI. E’ aperto alle firme? Allora se posso lo firmo anch’io.
Il problema di questi uffici è stata sempre una organizzazione, dopo il passaggio dal Ministero del lavoro alle Province, simile ad un carrozzone, purtroppo, per collocare di volta in volta dei dirigenti ai quali non è stata mai data una struttura in grado di essere messa o di tentare di essere messa in competizione con le strutture private - questa è stata la drammaticità della cosa - mentre da una parte si è accettato con molta facilità, provengo da quel mondo e voi lo sapete, le agenzie private che inizialmente sono nate nel mondo sindacale. Queste hanno iniziato a funzionare, a fare corsi di formazione, a prendere i soldi, ad andare avanti con un meccanismo anche importante perché conosco persone che hanno costituito questo tipo di agenzie. Quelle private funzionano, perché il pubblico non funziona? Questa è la domanda. C’è un problema a livello dirigenziale o ci sono stati messi dirigenti solo per dar loro la promozione, si mette là un dirigente con un premio di risultato abbastanza corposo, almeno fino a poco tempo fa, ultimamente non li ho seguiti più, ma poi non funzionano.
Il Consigliere Maggi ha detto dell’orario dalle 9,00 alle 12,00, magari fosse tutti i giorni dalle 9,00 alle 12,00, ci sono i giorni pari ed i giorni dispari, si riceve i giorni pari, ma non quelli dispari, ma che film è?
A queste condizioni non c’è bisogno di continuare a tenerli in quegli uffici laggiù, portiamoli direttamente in Regione, dentro i nostri uffici, l’Assessore Bravi non c’è, ma bisogna che queste cose le faccia funzionare perché queste strutture devono essere uguali alle associazioni private: Quanta, Synergie, Agenzia per il lavoro, Adecco.
Nei Centri per l’impiego ci sono delle persone, ed in quella di Ancona c’è anche qualche mio amico, che aspettano che arrivino degli ordini, delle linee guida, per poter lavorare, è una cosa assurda! Allora bisogna rivedere.
Assessore al personale lei ha il comando e con l’Assessore Bravi - lei è l’Assessore al personale, l’altra è l’Assessore competente - dovete dare delle linee guida per farli funzionare, perché il personale faccia le selezioni, perché prepari la scheda di ogni disoccupato, che ogni disoccupato venga chiamato per un impegno lavorativo, queste sono le cose da fare altrimenti, Assessore Cesetti, è meglio portarlo qua almeno fa qualcosa nel palazzo della Regione o del Consiglio, anche per la dignità personale di quei lavoratori nel percepire uno stipendio a fine mese e non aver prodotto niente, non c’è nessuna dignità, la cosa è seria, ogni tanto queste persone me lo dicono per telefono o di persona, è questa la drammaticità della cosa.
Noi abbiamo un potenziale enorme che non viene utilizzato, so che lei ha le capacità in quanto Assessore al personale, allora con l’altra sua collega metta in funzione gli uffici di collocamento perché non abbiamo niente da imparare dalle società private che si sono arricchite dal fallimento della struttura pubblica. Questo è il vero problema.
Credo che non si voglia questa cosa, non credo sia questo il percorso, quella struttura va valorizzata perché all’interno ci sono le capacità, molte persone provengono dal Ministero del lavoro e sono state parcheggiate là, bisogna rivitalizzarle, soprattutto bisogna dar loro delle linee guida, cosa che spetta ora alla Regione, all’Assessorato dell’Assessore Bravi e all’Assessorato al personale, queste due cose vanno messe insieme perché credo che sia il modo per raggiungere un risultato positivo per la dignità di questi lavoratori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Voterò ovviamente, come hanno già espresso gli altri colleghi, positivamente questa proposta di legge. Giustamente chi lavora anche se non è in grado di esprimere tutto il proprio potenziale all’interno degli uffici, come diceva il Consigliere Zaffiri c’è un diritto sancito dalla Costituzione, ha diritto allo stipendio, quindi bene ha fatto l’Assessore Cesetti a preoccuparsi nel fare questa variazione di bilancio.
Cosa che invece non mi sento di votare, quindi mi asterrò, è l’ordine del giorno se rimane tal quale, perché questo atto doveva fare una premessa: visto il fallimento della legge Delrio dobbiamo riorganizzare immediatamente.
Credo che l’Assessore Cesetti per carità di popolo voterà questo ordine del giorno ma in sé, dentro di sé, avrà tanti dubbi a non finire.
Visto il fallimento della legge Delrio adesso dobbiamo mettere mano al riordino di questa cosa. A parte questa piccola polemica, effettivamente tutto nasce dallo smantellamento di una struttura che faticava a lavorare bene, ma che adesso non lavora assolutamente. Prima che entrasse in vigore la legge Delrio c’era stato un tentativo del Ministero del lavoro, di un sottosegretario, non ricordo il nome ma ho partecipato a quelle riunioni, per creare una agenzia nazionale, quindi una confusione grandissima, si voleva tornare ai vecchi uffici di collocamento, questo era in animo: “prima che entri in vigore questa legge spacchettiamo la formazione professionale delle politiche attive del lavoro”, un errore grossissimo perché le due cose devono andare di pari passo. La formazione professionale, le politiche attive devono stare insieme perché formo le persone e poi incrocio domanda ed offerta in quanto so già che cosa ho fatto e quindi lo propongo alle aziende. Questo era in animo da parte del Ministero, con una confusione incredibile, prima del Ministro Poletti non mi ricordo chi ci fosse, stavano lavorando a questo tipo di discorso, quello di fare una agenzia nazionale che racchiudesse tutti i Centri per l’impiego per andare poi sul mercato.
Sarebbe stato un disastro, ma il disastro è ancora peggiore dopo la legge Delrio, quando in pratica questi uffici sono rimasti “separati in casa” e soprattutto non sanno che cosa fare. C’è di più Consigliere Maggi, la stragrande maggioranza di questi dipendenti sono precari perché vengono pagati, l’Assessore Cesetti lo sa, addirittura con i fondi della formazione, quindi a fine anno ci sarà anche il problema della stabilizzazione, perché è stata fatta una legge per la stabilizzazione del personale precario da vari anni, assunti tutti con una selezione pubblica, quindi la stabilizzazione dal punto di vista normativo è possibile perché le persone non sono state prese a chiamata, ma attraverso una selezione pubblica.
I dipendenti stanno lì, non sanno cosa fare anche perché non c’è nemmeno un dirigente che li coordina, c’è un dirigente a livello centrale che non conosce nemmeno il territorio, quindi che cosa devono fare?
Secondo aspetto, sono un po’ demotivati e depressi perché alla fine di oggi anno, quando arriva settembre, si chiedono che fine faranno al 31 dicembre, ancora non si sa nemmeno che cosa fanno, per cui c’è proprio un disfacimento totale per quanto riguarda i Centri per l’impiego.
Quali sono le funzioni che non si fanno più? Prima di fare l’incrocio fra domanda e offerta questi Centri per l’impiego devono fare il bilancio delle competenze dei singoli lavoratori, sapete cosa significa? E’ quello che fanno le agenzie private di collocamento, devono prendere il lavoratore che ha una scheda personale, il grado di istruzione, il curriculum, per vedere cosa ha fatto, quali sono le aspettative, ed aspirazioni, avere quindi una scheda personale precisa da poter incrociare successivamente quando vanno in azienda, perché devono andare nelle aziende, così come fanno le agenzie di somministrazione del lavoro, a vedere cosa serve, quindi formano le persone, poi prendono le schede ed incrociano i dati.
Questo è il vero problema e la legge Delrio ha smantellato tutto, non è che facessero tanto, ma quel poco che si faceva è stato smantellato completamente.
Per cui metterci mano adesso …, faccio gli auguri all’Assessore Bravi per poter riordinare tutte queste cose, ma farà veramente fatica perché è difficile mettere mano al riordino della normativa ed all’organizzazione dei Centri per l’impiego.
Il gesto mi sembra che sia esaustivo, facciamo fatica perché è un mondo abbandonato a sé stesso. Devo dire che in questo, ha contribuito pure la Regione Marche, perché quando queste competenze sono state riassorbite, non poteva riassorbirsi tutto mettendo un dirigente centrale, bravo che può essere, non può gestire tutto il territorio regionale, può essere pure mago Merlino, può essere pure uno scienziato, ma non ce la fa a gestire le problematiche del Centro per l’impiego di Ascoli, che ha già Ascoli e San Benedetto decentrati, di Macerata, Fermo, Pesaro ed Ancona, è impossibile! Il funzionario ogni volta si deve confrontare con il dirigente qua, è impossibile, io vedo il pellegrinaggio, lo vedo in treno la mattina quando partono i funzionari da Ascoli e vengono qua, una volta ogni 15 giorni, a prendere le istruzioni. Non è possibile, si doveva gestire diversamente, fare delle aree, ad esempio Fermo ed Ascoli insieme con un dirigente, Macerata con Ancona, Pesaro da solo, non so, però ci voleva un minimo di concertazione da questo punto di vista perché così non può funzionare. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la formazione professionale, vedete il numero dei corsi che facevano i centri di formazione dislocati sui territori e quelli che vengono fatti oggi, ne sono meno della metà.
Bene la legge, ma mi dispiace sull’ordine del giorno così come è fatto, se non si prende atto delle responsabilità che il Governo ha avuto sul disfacimento di un servizio che anche se non andava benissimo, funzionava sui territori, io mi asterrò. Condivido che venga riveduta, ma non in questo modo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Sulla proposta di legge n. 197 nessuno si sente di lasciare i lavoratori del Ciof senza stipendio, ci mancherebbe, e quindi non voglio aggiungere altro.
Voglio invece fare una riflessione sull’ordine del giorno dato che abbiamo aperto la discussione su questo aspetto.
Ritengo il dispositivo poco chiaro, propongo di riscriverlo, Consiglieri Busilacchi, Urbinati, Traversini e Mastrovincenzo, perché se lo leggiamo insieme non si sa che cosa vogliamo ristrutturare: “Adottare ogni utile iniziativa finalizzata a sostenere il processo di ristrutturazione delle funzioni e del ruolo dei Centri per l’impiego - e su questo siamo d’accordo - con l’obiettivo di rafforzare …”, a mio avviso qui va cambiato il dispositivo …

PRESIDENTE. Consigliere Fabbri mi scusi, vorrei solo ricordarle che oltre a quei firmatari si sono aggiunti i Consiglieri Leonardi, Zaffiri, Maggi, Bisonni, Giancarli e Minardi.

Piergiorgio FABBRI. Nella mia edizione non c’è, però ci mancherebbe …, propongo di modificare il dispositivo, riprendo il concetto, perché ristrutturare le funzioni e il ruolo dei Centri per l’impiego con l’obiettivo di rafforzare la strategicità del mercato del lavoro - tra l’altro non è compito del Ciof, ma sono politiche nazionali e c’è un dettato costituzionale - per garantire l’effettività del diritto al lavoro - l’effettività del diritto al lavoro non è il Ciof, che è uno strumento, che può garantirla - nell’ambito di definiti livelli essenziali di prestazione - i livelli essenziali di prestazione riferiti al Ciof non so come si possano definire, quindi a mio avviso non è chiara la scrittura del dispositivo.
Quello che mi piacerebbe veder scritto all’interno del dispositivo è che il compito del Ciof è quello di mecciare con molta più efficienza il mercato del lavoro con le caratteristiche del lavoratore, parliamo di Rei che è già in una fase primordiale di attuazione. Come Movimento 5 Stelle parliamo di reddito di cittadinanza, è chiaro che la funzione di questo organo, che all’estero è cento volte più potente e più efficiente di quello che è in Italia, va rafforzata.
Sposo l’intervento del Consigliere Celani in quanto conosco la realtà urbinate che è riconosciuta anche come un’eccellenza all’interno della regione. La formazione e l’aggiornamento dei dipendenti e dei componenti del Ciof vanno assolutamente fatti, sfruttando le già presenti capacità, implementandole e motivando nuovamente tutto il sistema. Sull’unico dirigente che possa più o meno ristrutturare e gestire il Ciof, chiaramente sono realtà molto diverse, quindi va fatto riferimento ad una elevata elasticità mentale per potersi calare di volta in volta nelle situazioni che partono da realtà e difficoltà pluriennali.
Mi piacerebbe inserire e modificare il dispositivo per dire incrementiamo, potenziamo il ruolo del Ciof che deve portare al 70-80% di match tra la richiesta del lavoratore e la richiesta dell’ente pubblico e dell’impresa. Una formulazione di questo tipo mi lascia indifferente perché non riesco a capire in che verso andiamo a potenziare il Ciof.
Lodevole, e voglio che l’ordine del giorno sia concretamente indirizzato a quello che vogliamo poi ottenere. La discussione che abbiamo iniziato in Commissione da mesi purtroppo langue sul discorso di portare le leggi regionali in applicazione di quelle nazionali sul reddito minimo garantito, reddito di cittadinanza, il Rei è uno strumento che socialmente reputiamo assolutamente necessario, che, con questa struttura non riusciamo a realizzarlo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Anch’io sono a favore della proposta di legge pur con le considerazioni che sono state fatte dai colleghi, nel senso che di fatto si tratta sostanzialmente di un atto dovuto, giusto, nei confronti dei dipendenti in seguito alla nuova competenza della Regione su questo tema.
Questa mattina alla Conferenza dei capigruppo, come è stato ricordato, sono intervenuto per evitare che un tema così importante si limitasse in questa discussione ad un aspetto pur rilevante ma tombale rispetto ad un dibattito che abbiamo la necessità di affrontare.
Per questo l’ordine del giorno che ho predisposto molto brevemente …, però Consigliere Fabbri c’è scritto con l’obiettivo di rafforzare la strategicità dei Centri per l’impiego all’interno del mercato del lavoro! E’ vero che non è compito dei Centri per l’impiego rafforzare il mercato del lavoro, è invece loro compito rafforzare il loro ruolo dentro al mercato del lavoro. E’ molto sintetico, non poteva essere altrimenti perché rimanda ad una discussione, è una pezza d’appoggio per non evitare una discussione che dovremo affrontare sulla ristrutturazione dei Centri per l’impiego.
Vi leggo un paio di dati che secondo me sono abbastanza sintomatici della realtà in Italia, sono di qualche anno fa, ma non credo che la situazione sia molto cambiata: i Centri per l’impiego intermediano circa tre persone su cento, sono soprattutto fasce deboli, quindi i lavoratori più deboli, solamente un laureato disoccupato su dieci si rivolge ai Centri per l’impiego ritenendoli una struttura all’altezza, mentre in Italia tre persone su dieci trovano lavoro grazie alla rete di relazioni personali, familiari.
Perché avviene questo? Perché i disoccupati specie giovani in Italia aumentano mentre altri Paesi, come per esempio la Germania che ha fatto alcuni anni fa una importantissima riforma, la riforma Hartz del mercato del lavoro e dei Centri per l’impiego, hanno visto diminuire il tasso di disoccupazione giovanile? Vi dico perché. In Italia abbiamo un operatore dei Centri per l’impiego ogni centocinquanta disoccupati, in Inghilterra c’è un operatore del Centro per l’impiego ogni 24 disoccupati, in Germania si spende tre volte quello che spende da noi per i centri per l’impiego, in Inghilterra si spende quindici volte quello che si spende da noi, ovviamente a parità di popolazione. C’è un investimento e si crede in modo diverso in queste strutture, quindi è chiaro che questa legge va bene perché è un atto dovuto, ma se non affrontiamo insieme a questa legge il dibattito che questo ordine del giorno, perfettibile, limitato, apre, non solo non possiamo chiedere ai Centri per l’impiego di essere efficaci ed efficienti, ma lasciamo sole delle persone di buona volontà che in questo momento rischiano di lavorare nel deserto. Anzi approfitto del fatto per ringraziare un collaboratore dei gruppi consiliari che ha fatto questo ordine del giorno, fino a poco tempo fa era direttore di un centro per l’impiego, quindi immagino che le parole che sono qui scritte siano funzionanti, però credo che questa sia una delle battaglie più importanti per i prossimi anni per quest’Aula insieme al terremoto ed alla sanità.
Il tema del lavoro e di come formiamo le politiche attive per il lavoro efficienti è uno dei tre temi su cui non i partiti, ma questa classe politica e questa istituzione si giocheranno la loro credibilità nei prossimi anni nei confronti dei cittadini.
Immagino che tutti quanti noi abbiamo piacere, non tanto per la nostra credibilità, ma per fare un lavoro, per il bene comune, per le giovani generazioni, per chi sta peggio, a partire da chi un lavoro non ce l’ha, credo che questa discussione la dovremmo affrontare, ringrazio quindi tutti coloro che hanno sottoscritto questo ordine del giorno, anzi, ripeto, mi scuso se l’abbiamo fatto circolare negli ultimi minuti, ma abbiamo visto la legge poco fa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Il mio intervento sarà breve per sottolineare due/tre cose e fare una battuta.
Per quanto riguarda la legge credo che facciamo bene ad approvarla, io la voterò, risulta essere un atto indispensabile per garantire gli stipendi a dei lavoratori, la mancanza danneggerebbe queste persone e non ritengo corretto che avvenga questo. Quindi un atto dovuto, ha fatto bene l’Assessore Cesetti a portarlo oggi in Aula, e credo che tutti lo voteremo.
Detto questo, l’occasione è anche per aprire un piccolo dibattito, ma non è questa la giornata, ci saranno altre occasioni e altre opportunità di approfondimento, perché quello sui Centri per l’impiego è un tema importante che questa Assemblea, visto che si fa carico di questa funzione che prima era della Provincia, è giusto che affronti con la serietà dovuta.
Sui Centri per l’impiego tutti quanti siamo d’accordo che vanno migliorati, che così non funzionano, però io non vorrei - voglio spezzare una lancia a loro favore - nemmeno colpevolizzare il personale perché dobbiamo dare ai dipendenti che lavorano là dentro le risorse, gli strumenti per poter operare nelle migliori condizioni possibili, perché se non abbiamo né risorse, né strumenti è chiaro che le persone non sono messe nelle condizioni di poter “mecciare”, il Consigliere Fabbri prima ha usato questa parola, l’offerta con la domanda.
Una revisione di questi centri è importante e sarà importante anche metterci delle risorse e questo, lo sottolineava anche l’Assessore Cesetti, non sarà un problema da poco perché la Regione si fa carico di un onere che prima era assegnato alle Province e che inciderà sul bilancio in qualche modo, anzi, non mi rendo conto adesso della percentuale, credo che non sia del tutto indifferente. Quindi un lavoro importante che i due Assessori competenti dovranno affrontare e confido che in questi due anni che rimangono di legislatura si riesca a trattare con la serietà necessaria.
Detto questo, ho firmato anche l’ordine del giorno che condivido, consentitemi una battuta, l’Assessore Cesetti oggi è arrivato in Conferenza dei capigruppo dicendo che c’era un urgenza e che si doveva fare questa cosa, benissimo, ha fatto bene, però voglio sottolineare che quando c’è la volontà politica di fare le cose si risolvono in cinque minuti: si è riunita la Commissione competente sul bilancio e in mezza giornata è stata fatta questa legge. Ritornando al caso di prima ed ai vitalizi, la Commissione competente in sei mesi non ha avuto il tempo di guardarla e faccio anche una battuta al Consigliere Celani che oggi in Conferenza dei capigruppo proprio sulla questione vitalizi sosteneva che sarebbe meglio ritirare questa proposta perché non abbiamo avuto il tempo di approfondirla. Consigliere Celani, questa proposta di oggi sui Centri per l’impiego è arrivata questa mattina, lei ha avuto il tempo di approfondirla? I suoi approfondimenti cambiano a seconda delle proposte di legge, forse lei ha delle proprietà “paragnostiche” che per alcune leggi sono più attive e per altre meno, avrà dei poteri che a me sfuggono! E’ una battuta, ma mi dovevo togliere questa cosa, perché questo dimostra che quando c’è la volontà politica di fare una cosa la si fa in mezza giornata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Non vi nascondo che faccio un po’ fatica a parlare di riforme in un momento in cui non riusciamo nemmeno purtroppo a costruire governi, nemmeno ad ascoltare il Presidente della Repubblica, quindi parlare di riforme come la grande riforma del lavoro, che ha inizio una ventina di anni fa con il Governo Prodi, con il Ministro del lavoro Treu ...
In quel periodo questa riforma del lavoro, che stava la stagione del decentramento e della semplificazione, aveva due obiettivi fondamentali, uno era quello, lo ricordava prima il Consigliere Celani, di incrociare la domanda e l’offerta di lavoro, l’altro era quella di superare un modello di formazione rigido, e non mi riferisco tanto alla scuola secondaria superiore o all’università, ma a quelle scuole di formazione in cui in una parte del territorio venivano formati soltanto meccanici, in un’altra soltanto cuochi, in un’altra soltanto esperti per la lavorazione del legno e così via.
L’obiettivo era quello in una società, in una organizzazione del lavoro che mutava di avere una formazione che fosse continua e flessibile, ed oggi debbo registrare che flessibile è diventato il lavoro e non la formazione.
Da questo punto di vista credo che noi dobbiamo riorganizzare molte cose e scusate se la mia formazione politica, riformista, di sinistra, mi porta a dire che importante è riorganizzare il mercato del lavoro, perché da allora di riforme del mercato del lavoro ce ne sono state moltissime, anzi credo che dovremo fermarci sulle riforme del mercato del lavoro perché, ad esempio, su questo provvedimento dico subito che condivido la proposta di legge, ho visto i contenuti, ma debbo dire che a me bastava anche la firma dei proponenti, quindi nel merito di questa legge non ho alcuna difficoltà, come pure sull’ordine del giorno. Tra l’altro dopo che il Consigliere Busilacchi ha fatto un cenno ed ha parlato dei collaboratori dei gruppi, ho capito chi ha scritto l’ordine del giorno e quindi mi sono sentito in dovere, di fronte a queste persone che sono state citate e lasciate intendere dal Consigliere Busilacchi, mi sono sentito in dovere di firmare l’ordine del giorno che comunque è condivisibile, ma qui c’è anche una questione legata alla fiducia ed alla stima delle persone che l’hanno scritto.
Non mi prendete per uno statalista, perché io credo nella democrazia economica, credo nella democrazia, ma credo anche che noi dobbiamo migliorare l’organizzazione. Ho sentito il Consigliere Zaffiri parlare di linee guida, il Consigliere Busilacchi ha portato dei dati sulla necessità, anche rispetto ad altri Paesi europei, di avere un maggior numero di persone addette nel settore, tutto quello che vogliamo, ma voglio chiudere l’intervento, anche se da qui potrei partire per fare un lungo intervento, ma non voglio andare fuori tema, su questo che credo sia il punto: se non c’è un intervento pubblico nei settori strategici dell’economia noi non riusciremo a dare una risposta alle giovani generazioni, soprattutto non saremo coerenti e non riusciremo ad attuare quell’articolo 1 della Costituzione italiana.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Brevemente. Innanzitutto per ringraziare la Conferenza dei capigruppo ed il Consiglio di aver votato e consentito l’esame urgente di questa proposta di legge che è evidentemente finanziaria.
Anticipo fin d’ora il voto favorevole all’ordine del giorno che è stato presentato a margine della proposta stessa e mi rallegro che la presentazione di questa proposta di legge sia stata l’occasione per una discussione approfondita intorno ai temi del lavoro e della funzione che i Centri per l’impiego devono svolgere. Ho ravvisato una condivisa consapevolezza che intorno a questo tema si deve fare molto, ma tanto e tanto è stato fatto dall’Assessore Bravi e tanto sta facendo in questa direzione.
Ringrazio il Consigliere Zaffiri che mi attribuisce delle capacità che spero siano meritate, su questo tema, Consigliere Zaffiri, io che ho avuto la fortuna di svolgere le funzioni di Presidente della Provincia per sei anni, come ha fatto tra l’altro il Consigliere Celani, posso dire ed affermare che i Centri per l’impiego hanno svolto una funzione importante e a quel tempo, per lo meno nella mia provincia, funzionavano e funzionavano abbastanza bene. Funzionavano anche perché c’era la consapevolezza di tenere unito il ruolo dei Centri per l’impiego con la formazione professionale e secondo me, è un’opinione da ex Presidente della Provincia, queste due funzioni devono parlarsi tra di loro.
Certo, nessuna difficoltà a dirlo, l’ho già detto altre volte, è arrivata quella pessima legge Delrio - questo lo dico a titolo personale, però sono abituato a dire ciò che penso - fosse altro perché premetteva in attesa della riforma costituzionale, non si scrive una legge così, riforma che poi è stata bocciata dal corpo elettorale e che ha disarticolato il sistema e noi ci siamo fatti carico di quel riordino e guardate, l’ho detto più volte, è stato un impegno difficile, lo è stato sotto il profilo organizzativo, lo è stato e lo è sotto il profilo della sostenibilità finanziaria e quella di oggi ne è la prova. Quando c’è stato il riordino delle funzioni, ad esempio la separazione tra la formazione professionale e le politiche del lavoro, la gestione dei centri per l’impiego sotto il profilo economico era fino a poco fa un terzo a carico delle Regioni, due terzi a carico dello Stato, lo sa l’Assessore Bravi quanta fatica ha dovuto fare e sta facendo, e quanta ne ho dovuta fare io con la delega al personale e quella al bilancio, capite che c’entro sempre in qualche modo.
Quindi noi siamo d’accordo su questo ordine del giorno, siamo d’accordo quando si dice si impegna la Giunta ad adottare ogni utile iniziativa finalizzata a sostenere il processo di ristrutturazione delle funzioni e dei ruoli dei Centri per l’impiego, perché è quello che stiamo facendo, è quello che sta facendo bene l’Assessore Bravi e il provvedimento di oggi va in questa direzione perché per pagare gli stipendi attendiamo che venga vidimato il decreto ministeriale per l’assegnazione dei fondi. Noi abbiamo cercato di anticipare questo processo di ristrutturazione delle funzioni, perché il termine era fino a giugno, noi l’abbiamo anticipato ed ho avuto un incontro con le organizzazioni sindacali, perché, altro aspetto, noi questi processi li abbiamo condivisi con le istituzioni ed anche con le organizzazioni sindacali, e in questo incontro si è convenuto di anticipare il passaggio del personale dalle Province alla Regione, anche per dare certezze dall’1 maggio e lo abbiamo fatto, questo atto dà la copertura finanziaria in attesa della bollinatura di quel provvedimento.
Abbiamo deciso di uniformare i trattamenti del salario accessorio degli ex provinciali con quelli regionali per dare identica dignità economica ed organizzativa e questo comporterà un onere di qualche milione di euro a carico della Regione; abbiamo deciso, e qui ulteriore risposta a quello che diceva il Consigliere Celani, sul tema dei precari, abbiamo concordato in quella sede, condiviso in quella sede e lo faremo, di stabilizzare il personale precario attualmente allocato presso i Centri per l’impiego, una stabilizzazione che avverrà, così come lo prevede le norme della finanziaria, per coloro che sono stati assunti tramite procedura selettiva, quindi con concorso, verranno stabilizzati puramente e semplicemente, per coloro che invece non sono stati assunti, sebbene a tempo determinato, attraverso una procedura selettiva verranno espletate le procedure concorsuali necessarie. Questo lo abbiamo deciso, abbiamo stabilito dei tempi e lo faremo, quindi andiamo in questa direzione.
Concludo dicendo che le funzioni ed il modo di operare dei Centri per l’impiego purtroppo sono mutati nel tempo e da tempo, a noi il compito di ricondurli in una dimensione ottimale per dare quelle risposte che sono necessarie per affermare il diritto al lavoro che è il diritto principe non solo previsto dalla nostra Costituzione, ma è il diritto principe per la realizzazione degli uomini e delle donne di questo nostro Paese ed è il diritto intorno al quale gravitano tutti e possono dispiegarsi e vivere tutti gli altri diritti.
Quindi ringrazio il Consiglio regionale per il voto urgente di questo atto che consente di dare certezza a tutti coloro che operano in questo importante settore.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Chiedo scusa all’Assessore Cesetti se intervengo in maniera imprevista, vorrei solo ringraziarlo per quello che ha detto per i Centri per l’impiego e anche per quello che ha detto del mio lavoro, però voglio aggiungere alcune piccole cose.
I Centri per l’impiego stanno dentro un cambio di mentalità che ci è chiesto nelle politiche attive e per le quali, come diceva l’Assessore Cesetti, bisogna lavorare molto, molto è stato fatto, però molto è da fare.
Il collega ha parlato soprattutto del personale, chiaramente, e legate al personale ci sono le sedi, c’è la razionalizzazione dei costi, vedere quante sedi servono, dove servono, come sono state usate, quindi la Regione è chiamata a fare questo lavoro di monitoraggio.
Il mio intervento vuole mettere in evidenza due cose, quello che a fatica abbiamo chiesto ai Centri per l’impiego in questi due anni è di andare verso le aziende e di andare verso l’alternanza scuola/lavoro, queste sono due frontiere che reputo il volano del mio Assessorato, altrimenti stiamo parlando di una formazione stantia di cui le aziende non hanno necessità, non hanno bisogno, è superflua e al contempo le persone necessitano di una motivazione nuova, molto forte, perché molte persone ai centri per l’impiego hanno lavorato senza il giusto riconoscimento.
Credo che questo nell’occasione di rivederlo a fondo può essere fatto, infatti stiamo lavorando sulla formazione del personale, una formazione mirata che non è il solito “inglese” e la solita “informatica” ma è un qualcosa di diverso, al contempo dobbiamo tener conto che noi abbiamo un terzo, un quarto del personale che nelle altre nazioni europee lavorano nel centro per l’impiego, abbiamo un personale ridotto al quale abbiamo chiesto molte volte di portare avanti tanti tipi di bandi, quelli delle politiche attive, quelli delle politiche passive, l’inclusione, la conciliazione, la disabilità, quello che ho chiesto è una sorta di discernimento, ora che la programmazione è regionale vediamo bene chi fa cosa e dentro quelle misure che stiamo dando si cerca di lavorare in una maniera molto più razionale.
Chiaramente c’è molta ostilità ed io di questo sono pienamente cosciente, credo che l’ostilità non nasca da una cattiva coscienza, ma dal fatto che ognuno di noi vuole essere motivato in quello che fa.
Sicuramente si apre anche un altro fronte, si è aperto per le altre Regioni e si deve aprire anche per noi, i Centri per l’impiego sono una costola della Regione nei territori, quindi hanno un’importanza strategica, ma devono lavorare insieme ad altri enti. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Articolo 2 (Dichiarazione d’urgenza). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

PRESIDENTE. Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Busilacchi, Urbinati, Traversini, Mastrovincenzo, Leonardi, Zaffiri, Maggi, Bisonni, Giancarli, Minardi.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Devo dire che questo ordine del giorno anche se fatto frettolosamente è un’esigenza che è venuta dalla Conferenza dei capigruppo e l’esigenza è quella di approfondire finalmente in Aula un dibattito sui Centri per l’impiego, indipendentemente, anche se l’ordine del giorno non lo prevede in maniera specifica.
Credo che l’Assessore Cesetti sia uomo d’onore, nessun riferimento alla citazione shakesperiana per quanto riguarda Bruto assassino di Giulio Cesare, è venuto solo casualmente questo raffronto, quindi sarà ben lieto di affrontare il dibattito. Quello che mi lascia un po’ perplesso è quello che lei ha detto nel suo intervento, c’è ostilità da parte dei lavoratori dei Centri per l’impiego.
Cito un esempio non mio, nella sala Ricci c’è stata l’audizione dei disoccupati, un componente la delegazione dei disoccupati ha detto: “Io ho perso il lavoro quattro anni fa, sono quattro anni che io vado regolarmente al Centro per l’impiego e in quattro anni non sono stato neppure una volta chiamato non per l’impiego, ma per un colloquio” quindi fare qualcosa e mettere mano a questa cosa è importante e improrogabile.
Questa ostilità, questa poca gratificazione e stimolo vorrei approfondirla, non adesso ovviamente, ma nel dibattito che ci sarà sui Centri per l’impiego, visto che io conosco persone che sono state all’estero ed hanno trovato lavoro attraverso la struttura pubblica che mette in contatto le aziende con il lavoro.
Questo è quanto, voglio dare il senso a questo appoggio all’ordine del giorno ed ovviamente il voto favorevole alla proposta di legge dell’Assessore Cesetti e vorrei concludere, Consigliere Giancarli, dicendo che io sono un uomo d’altri tempi, non faccio riferimento alla riforma del lavoro, al Ministro Treu, ma faccio riferimento a Giacomo Brodolini con lo Statuto dei lavoratori.

Proposta di ordine del giorno. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 197. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Vorrei chiedere se è possibile, dopo le interrogazioni, rinviare le mozioni al prossimo Consiglio vista anche l’importanza degli argomenti trattati per riuscire ad avere anche un tempo più adeguato.

PRESIDENTE. Se l’Aula è d’accordo su questa proposta e non ci sono obiezioni, direi di procedere con le interrogazioni e poi di chiudere la seduta, le mozioni saranno trattate nel prossimo Consiglio.
Annuncio che è rinviata l’interrogazione della Consigliera Marcozzi, quindi rimangono solo tre interrogazioni a cui risponderà l’Assessore Sciapichetti.

Interrogazione n. 588
ad iniziativa del Consigliere Biancani
“Assegnazione dell’ulteriore personale mancante all’Unità operativa dipartimentale semplice dei disturbi del comportamento alimentare (UOSD-DCA) a Pesaro”

Interrogazione n. 604
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Stato di attuazione della delibera n. 247/2015”
(abbinate)
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 588 del Consigliere Biancani e l’interrogazione n. 604 del Consigliere Rapa, abbinate.
Ha la parola, per la risposta, L’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Con riferimento al contenuto dell'interrogazione si precisa quanto segue.
Punto 1 "Se in ottemperanza alla nota dell'Asur unica regionale del 28 febbraio 2017, si intende attivarsi per assicurare, in tempi rapidi, all'Unità operativa dipartimentale semplice per i disturbi del comportamento alimentare (UOSD-DCA) presso l'Area Vasta n. 1, la presenza di: uno psichiatra a tempo pieno (attualmente 3 giorni a settimana salvo necessità di coprire turni); un secondo psicologo; un nutrizionista dedicato a tempo pieno (attualmente 18 ore); un educatore".
Presso l’Unità operativa dei disturbi dei comportamenti alimentari istituita presso l'RSA di Galantara di Pesaro, sono in servizio i seguenti professionisti:
1 medico psichiatra a tempo indeterminato a 38 ore settimanali, Responsabile dell’Unità operativa suddetta;
1 psichiatra afferente al DSM per 5 giorni alla settimana;
1 dietista per 18 ore;
1 psicologo a 38 ore settimanali;
1 infermiera a 36 ore settimanali.
L'Asur Area vasta n. 1 prevede di assumere il secondo psicologo da destinare all’Unità operativa dalla graduatoria a tempo indeterminato in corso di pubblicazione.
Per il dietista è stato attivato l'iter concorsuale.
Il Direttore generale dell'Asur ha dichiarato che allo stato attuale il personale è adeguato all'attività svolta ed è prevista l'assunzione di un ulteriore dirigente medico psichiatra attraverso l'utilizzo della graduatoria esistente presso l'Area vasta 5.
Punto 2 Per quanto riguarda il prossimo pensionamento del Responsabile dell’Unità operativa, è intenzione dell'Asur Area vasta 1 ricoprire tale incarico nel rispetto della organizzazione di cui alla determina del dirigente generale dell’Asur 361/2017 nei tempi utili e senza interruzione. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie, intervengo solo per dichiararmi soddisfatto della risposta data dall’Assessore Sciapichetti a nome del Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

PRESIDENTE: Il Consigliere Rapa si ritiene soddisfatto della risposta.

Interrogazione n. 594
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Relazione sulla gestione ed efficienza dei servizi sanitari ai sensi della legge regionale n. 26/1996”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 594 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Rispondo per il Presidente. In relazione all'interrogazione in oggetto, si evidenziano gli elementi di seguito riportati.
1. "Quando verrà consegnata al Consiglio Regionale la "relazione generale sulla gestione ed efficienza dei servizi sanitari, sullo stato di salute della popolazione, sullo stato di attuazione del piano sanitario regionale, sull'andamento della spesa sanitaria e sull'attività dei servizi e presidi della regione che evidenzi il grado di raggiungimento degli obiettivi" come indicato dal comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale 26/96".
La relazione indicata, relativa agli anni 2016 e 2017, è stata trasmessa dal Servizio sanità al Presidente dell'Assemblea regionale in data 26 aprile 2018 con nota prot. 462027.
2. "Se ritenga gravemente carenti di contenuti le relazioni sullo stato di attuazione e sugli effetti del piano socio-sanitario per gli anni 2015 e 2016".
Si ritiene che le relazioni precedentemente prodotte e relative agli anni 2015 e 2016 contengano tutti gli elementi richiesti al punto 2 della deliberazione amministrativa n. 38 del 20 dicembre 2011. Tuttavia, con la relazione di cui al punto precedente, sono stati forniti dati e informazioni che integrano le relazioni 2015 e 2016.
3. "Quando verrà consegnata al Consiglio regionale la relazione sullo stato di attuazione e sugli effetti del piano socio-sanitario per l'anno 2017"
La relazione relativa all'anno 2017 è stata trasmessa insieme alla relazione di cui al primo punto. E' d'altra parte necessario tenere conto che la raccolta dei dati relativi all'anno 2017 non si è ancora conclusa come anche la loro valutazione ai fini della completezza e della qualità.
Con la piena disponibilità dei dati, sarà possibile puntualizzare gli argomenti specifici e integrare la relazione. E' infatti da sottolineare che, in particolare, i dati definitivi relativi alla mobilità sanitaria richiedono un percorso particolarmente complesso e lungo legato alle verifiche incrociate tra le Regioni e tra le Regioni e il Ministero e non sono mai disponibili nei primi mesi dell'anno successivo all'anno di riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Assessore Sciapichetti, purtroppo non mi reputo soddisfatto. Primo, perché la relazione per l’anno 2017 ancora non l’abbiamo ricevuta, quindi chiedo di poterla acquisire quanto prima; secondo, perché dichiarate che le relazioni per l’anno 2015/2016 sono esaustive e poi vi contraddite perché nella relazione del 2017 dite che ci saranno delle integrazioni.
Voglio mostrare in Aula la relazione del 2015, un foglio fronte e retro e la relazione del 2016 due fogli fronte e retro, queste sono le relazioni che mi dicono che 3 miliardi di euro per la sanità sono stati spesi con l’efficienza dovuta.
La normativa prevede che la relazione deve esprimersi sulla gestione e l’efficienza dei servizi sanitari, sullo stato di salute della popolazione, sullo stato di attuazione del piano sanitario regionale, sull’andamento della spesa sanitaria, sull’attività dei servizi e presidi della regione che evidenzi il grado di raggiungimento degli obiettivi. Inoltre l’altra relazione, che ancora dobbiamo recepire, deve illustrare i risultati conseguiti in riferimento agli obiettivi fissati dal piano sanitario regionale, l’attività di vigilanza svolta accompagnata da una analisi del rapporto tra i costi dei servizi e relativi benefici. E’ un insulto all’intelligenza umana dire che tutto questo è contenuto in questa paginetta fronte retro e per l’anno 2016 due pagine su quattro parlano del terremoto.
Queste due relazioni vergognose sono soltanto l’elenco delle delibere approvate dalla Giunta regionale, quindi sul comparto sanitario si evidenzia l’inadeguatezza dell’azione della Giunta. Non mi reputo soddisfatto, non vedo l’ora di leggere la relazione relativa all’anno 2017 per vederne i contenuti perché fino adesso non siamo in grado di dare nessun tipo di giudizio sull’efficacia e l’efficienza dell’attuazione del piano sanitario.

Interrogazione n. 595
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Sicurezza sul lavoro”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 595 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Diamo atto dell’insoddisfazione preventiva del Consigliere Fabbri, insoddisfatto prima ancora di leggere la relazione. Questo è un fatto nuovo che apprendiamo per la prima volta.
In relazione all’interrogazione in oggetto, si precisa quanto di seguito riportato.
Punto 1. “Se vi sono criticità nella qualità dei dati trasmessi o se i valori rilevati corrispondono alla effettiva situazione in essere nella Regione”.
I dati risultano corretti e corrispondono alla situazione in essere nella Regione Marche.
Punto 2. “Quali valori hanno gli indicatori della griglia LEA e dell'Osservatorio Sant'Anna per l'anno 2017”.
Per quanto riguarda l'indicatore della griglia LEA (% di unità locali controllate sul totale da controllare), nel 2017 sono state controllate 3.802 aziende su 74.680 presenti sul territorio, per un valore pari al 5.1% (indicatore LEA: valore normale >=5,0%).
Sono in fase di acquisizione i dati definitivi relativi alle attività dei Servizi per la prevenzione e la sicurezza ambienti di lavoro delle Aree vaste Asur) per l'anno 2017, raccolti tramite scheda ministeriale, e a breve si potranno calcolare gli indicatori utilizzati anche dall'Osservatorio S. Anna della Scuola universitaria superiore di Pisa, con il quale la Regione Marche collabora e con il quale è stata recentemente rinnovata la convenzione.
Punto 3. “Quali tipo di azioni si intende porre in essere per elevare il livello di controllo e con quali tempi”
Dopo un periodo di sospensione (dal luglio 2016) dell'attività del Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e dell'Ufficio operativo, dovuto sia ai processi di riorganizzazione che hanno interessato vari Enti rappresentati (Asur, Ispettorato nazionale del lavoro, Inps e Inail), sia allo stato di emergenza correlato agli eventi sismici, si è proceduto all'aggiornamento dei componenti del CRC, dell'Ufficio operativo e degli organismi provinciali.
In data 7 febbraio 2018 si è tenuto il primo incontro del CRC da cui ha preso spunto l'organizzazione dell'Ufficio operativo, che si è riunito il 29 marzo scorso.
Dalla riunione sono emerse le prime indicazioni per la programmazione delle attività di vigilanza con individuazione del numero minimo di controlli da effettuare in maniera congiunta e/o coordinata tra i vari Enti e dei settori lavorativi di maggior interesse.
Gli enti rappresentati forniranno per la prossima riunione del CRC i rispettivi dati di attività riferiti all'anno precedente, in modo da avere una mappatura della situazione regionale nel "mondo del lavoro" che, oltre alle attività di vigilanza e all'andamento degli infortuni e malattie professionali, tenga conto anche dei dati relativi alle tipologie contrattuali, al lavoro sommerso, eccetera.
Particolare attenzione è data al settore dell'edilizia, in previsione dell'importante aumento del numero di cantieri edili nell'area di ricostruzione post-terremoto. Per questo è prevista l'istituzione di un gruppo di lavoro dedicato che, a partire dall'analisi di problemi più cogenti (es. opere di demolizione, rischio amianto), predisponga linee di indirizzo per gli organi di vigilanza.
Oltre alle azioni di controllo, il piano regionale della prevenzione 2014-2018, prorogato al 2019, prevede azioni di prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro ed interventi di informazione e formazione. In particolare, a sostegno della rete dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), il PRP è stato ampliato, un progetto di formazione e ricerca per promuovere una maggiore consapevolezza dei fabbisogni e di competenze, oltre alla acquisizione di conoscenze ed abilità.
Inoltre, è in fase di avanzamento il VI Protocollo di Intesa tra Regione Marche e Inail in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Infine una importante azione da mettere in atto è costituita dall'adeguamento del personale dei Servizi PSAL. I dati di rilevazione del personale impiegato nei SPSAL nel periodo 1 gennaio 2011 - 1 gennaio 2018, mostrano una costante diminuzione pari al 20%. L'adeguamento del personale si rende necessario anche per far fronte all'aumento di attività nel settore edilizia che deriva dalla ricostruzione delle aree terremotate, con una stima di almeno 50.000 edifici interessati nelle opere di ricostruzione. L'obiettivo relativo alla vigilanza nei cantieri edili viene infatti calcolato sul numero totale di notifiche preliminari (ovvero di inizio lavori) pervenute ai Servizi PSAL nell'anno precedente, a cui vanno sommati i cantieri edili già attivi, presenti sul territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Mi ritengo soddisfatto della risposta e ringrazio l’Assessore per averla letta.
Visto che l’argomento è abbastanza importante occorre tenere sempre monitorata la situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Aggiungo su questo tema che una delle cose buone che sono state fatte è la riunificazione di tutti gli Ispettori, Inail, Inps e Ispettorato del Lavoro, in unico ente per impedire che le aziende siano tormentate continuamente dai vari Ispettori, e questo è un aspetto significativo.
I lavori si chiudono qui, buona serata.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,25