NORMATO L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' ENOTURISTICA NELLE MARCHE
Il Consiglio regionale approva la proposta di legge ad iniziativa dell’Esecutivo. Strumento legislativo utile agli operatori per una migliore gestione e implementazione della loro attività. Via libera anche all'aggiornamento del Programma di sviluppo rurale 2014/2022 e ad una modifica statutaria di ordine tecnico.
Via libera del Consiglio regionale alla proposta di legge, ad iniziativa della Giunta regionale, sull’esercizio dell’attività enoturistica nelle Marche. Uno strumento normativo redatto allo scopo di contribuire ad una migliore gestione e allo sviluppo delle attività degli operatori del settore vitivinicolo della regione. Attraverso il vino passa anche la valorizzazione dei territori e delle singole produzioni, la promozione turistica, la conoscenza delle tradizioni regionali, le nuove opportunità occupazionali per i giovani. Il testo di legge, relazionato in Aula dai consiglieri Mirko Bilò (Lega) per la maggioranza, e Antonio Mastrovincenzo (Pd), per la minoranza, si prefigge di rendere il settore vitivinicolo sempre più protagonista muovendosi nel solco della programmazione integrata tra i settori dell’agricoltura, del turismo e del commercio. Nell’articolato di legge, oltre ad una puntuale definizione dell’attività da considerarsi enoturistica, viene disciplinata la promozione del settore, anche attraverso specifiche azioni di comunicazione. Il testo di legge è stato integrato da diversi emendamenti condivisi e un ordine del giorno sul tema della copertura assicurativa per responsabilità civile dei gestori nei confronti degli avventori dei locali.

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE E MODIFICA STATUTARIA

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’aggiornamento del Programma di sviluppo rurale 2014/2022. Modifiche e integrazioni determinate da quanto disposto dal Regolamento UE relativamente all’estensione di due annualità, 2021 e 2022, alla precedente pianificazione di settore. La strategia così aggiornata è orientata verso gli obiettivi della qualità, della crescita e della semplificazione. Le azioni sono conseguentemente rivolte principalmente alla semplificazione delle procedure, alle strategie di sviluppo di settore, a premiare la complementarietà degli interventi con altre misure di finanziamento e programmazione, a esplicitare più chiaramente il ruolo dei diversi soggetti coinvolti con particolare attenzione alla distinzione tra i compiti dei GAL (Gruppi di azione locale) e quelli dei consulenti da formare ad hoc per l’animazione territoriale e per la progettazione dei PIL, onde evitare eventuali sovrapposizioni tra le attività dei due soggetti. Il provvedimento è stato relazionato in Aula dal consigliere Marco Marinangeli (Lega) per la maggioranza e del consigliere Antonio Mastrovincenzo (Pd). Il Consiglio ha poi proceduto ad una modifica statutaria di ordine tecnico. Le future ed eventuali deliberazioni assembleari saranno inviate, sottoforma di proposte di legge, alle “Camere” e non più al “Parlamento”.

L.B.
Martedì 9 Novembre 2021