L’ATRIO DI PALAZZO DELLE MARCHE DEDICATO AD ALDO DAVANZALI
Cerimonia aperta dall’intervento del Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, presenti le figlie dell’imprenditore marchigiano, collaboratori e testimoni del suo percorso di vita. La lunga battaglia per il riscatto dopo la tragedia di Ustica
“Partigiano bianco, grande imprenditore marchigiano, tenace difensore della sua dignità alla luce dell’ingiustizia subita”. Usa queste parole il Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, aprendo la cerimonia per l’intitolazione dell’atrio di Palazzo delle Marche ad Aldo Davanzali, nato a Sirolo e deceduto nel 2005 a Loreto, Presidente della compagnia aerea Itavia salita alle cronache per la tragedia di Ustica avvenuta il 27 giugno 1980. Quel giorno persero la vita 81 persone e la compagnia fu costretta a chiudere, nel breve tempo, ogni sua attività. La ricerca della verità imboccò una strada lunga, irta di ostacoli e depistaggi, ma per l’imprenditore marchigiano, alla fine, è arrivata anche la sentenza definitiva di riscatto, come evidenziato dall’avvocato Cataldo D’Andria.
Più complesso il percorso per stabilire cosa accadde effettivamente 42 anni fa ad Ustica, lungo il quale continua a lavorare senza alcun cedimento l’associazione dei “Parenti delle vittime”, rappresentata dalla Presidente Daria Bonfietti, intervenuta attraverso un videomessaggio.
“Noi tutti chiediamo verità – ha aggiunto il Presidente Dino Latini – e desideriamo che questa iniziativa sia un monito e il ricordo perenne di quanto un uomo ha fatto per ridare dignità alla sua immagine, alla sua famiglia, al suo lavoro. Palazzo delle Marche vuole accogliere tutte queste esperienze, vuole aprirsi alla società, con l’auspicio che la nostra regione veda crescere altri grandi imprenditori”.
Presenti all’iniziativa i consiglieri regionali Carlo Ciccioli, che ha percorso alcune tappe fondamentali della vicenda Ustica, Luca Santarelli e Carmine Bassetti, amministratore delegato dell’aeroporto delle Marche.
“Ai noti tragici eventi che segnarono irrimediabilmente la sua impresa reagì con coraggio e determinazione nell’incessante ricerca della verità. A noi il compito di conservarne la memoria”, così è scritto nella parte finale della targa che da oggi sarà situata a Palazzo delle Marche.
Un concetto che ha trovato ospitalità negli interventi delle figlie di Davanzali, Tiziana e Luisa, dei suo collaboratori, dei testimoni del percorso di vita dell’imprenditore, che non hanno mancato di ricordare le 81 vittime e la lunga battaglia portata avanti dalle loro famiglie. Nel corso dell’evento proiettato il video di Giovanni Gaggia “Quello che doveva accadere”, che si inserisce in un progetto culturale molto più ampio illustrato dalla giornalista Cristiana Colli.

A.Is.

Lunedì 27 Giugno 2022