VIA LIBERA DEL CONSIGLIO PER LA RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
Dopo tre giorni di dibattito approvata a maggioranza la proposta di legge ad iniziativa della Giunta. Cinquanta articoli che ridisegnano l’assetto complessivo nelle Marche. Dal gennaio 2023 entreranno in funzione le nuove Aziende sanitarie territoriali
Dopo tre giorni di dibattito il Consiglio regionale approva a maggioranza (19 favorevoli,8 contrari, due astenuti) la proposta di legge, ad iniziativa della Giunta, sulla riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Cinquanta articoli che ridisegnano l’assetto complessivo nelle Marche e che nel corso della discussione sono stati accompagnati da 170 emendamenti (nella quasi totalità presentati dalle opposizioni e respinti in fase di votazione).
In sintesi, saranno Enti dello stesso servizio le nuove Ast (Aziende sanitarie territoriali) di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro – Urbino; l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e l'Inrca di Ancona. Ciascuna Ast si articolerà in distretti, dipartimenti (tra cui quello di Prevenzione) e uno o più presidi ospedalieri.
L'Azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Marche Nord" sarà incorporata nell’Ast di Pesaro e Urbino. Per ottimizzare la spesa si prevede di costituire all’interno dell’Agenzia Regionale Sanitaria, una apposita unità organizzativa, a supporto del soggetto aggregatore (Suam) nell’espletamento delle procedure di acquisto da avviare nell’interesse di uno o più Enti del Servizio sanitario regionale.
Alla data del 31 dicembre di quest’anno l’Asur sarà soppressa e decorrerà la nomina dei Direttori generali delle nuove Ast, che assorbiranno rapporti e competenze.
La legge prevede la presenza di alcuni specifici organismi, come la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, che svolgerà le proprie competenze e funzioni in raccordo con il Consiglio delle autonomie locali (Cal), la Conferenza dei sindaci e il Comitato dei sindaci di distretto.
Approvati anche due ordini del giorno sottoscritti dai consiglieri di maggioranza. Il primo impegna la Giunta regionale a “garantire che la delimitazione degli Ambiti sociali e dei Distretti sanitari sia garantita previa adeguata concertazione e confronto con le autonomie locali e le assemblee dei sindaci per favorire il potenziamento dei servizi sociosanitari per le aree montane svantaggiate”.
Il secondo indica la possibilità di istituire specifici dipartimenti relativi alle professioni infermieristiche, alla veterinaria e sicurezza degli alimenti di origine animale, alle professioni tecniche delle aree diagnostica e assistenziale, alla professione ostetrica, al servizio sociale professionale, alla farmaceutica, all’emergenza – urgenza 118, alla psicologia.
Ha ottenuto il via libera anche un terzo ordine del giorno (sottoscritto dal consigliere Simona Lupini) che impegna sempre la Giunta a valutare la possibilità di istituire il Dipartimento delle professioni sanitarie, “comprendente l’area infermieristico – ostetrica, l’area della riabilitazione, l’area tecnica e quella della prevenzione”. Chiesta anche la messa in essere di un Dipartimento di psicologia. Il gruppo del Pd non ha inteso partecipare alla votazione degli ordini del giorno.
Altro passo importante da compiere nei prossimi mesi, come evidenziato in tutti gli interventi effettuati in Aula, sarà quello inerente l’elaborazione del nuovo Piano sanitario regionale.
Al termine del dibattito generale gli interventi dell’assessore alla sanità e del Presidente della Giunta regionale.

A.Is.
Giovedì 4 Agosto 2022