Resoconto della seduta n.101 del 18/12/2012
SEDUTA N. 101 DEL 18 DICEMBRE 2012

La seduta inizia alle ore 10,50


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 101 del 18 dicembre 2012.
Comunico che:
Sono state presentate le seguenti proposte di legge regionali:
n. 276 in data 10 dicembre, ad iniziativa del Consigliere Solazzi, concernente: “Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 “Finanziamento delle attività dei gruppi consiliari”, in attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213", assegnata alla I Commissione in sede referente (iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna);
n. 277 in data 10 dicembre, ad iniziativa del Consigliere Solazzi, concernente: “Modifiche alla legge regionale 13 marzo 1995, n. 23 “Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali”, assegnata alla I Commissione in sede referente (iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna);
n. 278 in data 14 dicembre, ad iniziativa dei Consiglieri Ciriaci, Trenta, Marangoni, Zaffini, Marinelli, Foschi, Zinni, Carloni, D'Anna, Natali, Silvetti, Camela, Acquaroli, concernente: “Disposizioni in materia di prevenzione delle malattie dentarie”, assegnata alla V Commissione in sede referente.
Sono state presentate le seguenti proposte di atto amministrativo:
n. 54 in data 11 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Delibera Amministrativa n. 52 del 26 luglio 2012 – Programmazione rete scolastica per l'anno scolastico 2013/2014”, assegnata alla I Commissione in sede referente, trasmessa al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b), n. 2 della legge regionale n. 15/2008” (Iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna);
n. 55 in data 17 dicembre, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Adeguamento del Piano energetico ambientale regionale (DACR 175/2005) alla normativa “burden sharing” e individuazione delle aree non idonee alla installazione di impianti a biomasse e a biogas”, assegnata alla IV Commissione in sede referente e trasmessa al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, lett. c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lett. b), della legge regionale n. 15/2008.
E' stata presentata la seguente proposta di deliberazione:
n. 20 in data 13 dicembre, ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, concernente: “Elezione di una componente la Commissione regionale per le Pari Opportunità tra uomo e donna (l.r. 18 aprile 1986, n. 9 – articolo 3)” (iscritta all’ordine del giorno della seduta odierna).
Sono state presentate le seguenti mozioni:
n. 440 del Consigliere Cardogna “Adesione alla campagna per una convenzione per l'abolizione delle armi nucleari”;
n. 441 dei Consiglieri Giancarli, Latini “Norme per la protezione della fauna selvatica”;
n. 442 dei Consiglieri Acquaroli, Massi, Marinelli “Difesa della sanità maceratese”;
n. 443 del Consigliere Pieroni “Eliminazione tariffa SIAE per manifestazioni sportive di carattere amatoriale o dilettantistiche”.
Comunico, inoltre, che ho provveduto con decreto n. 44 del 17 dicembre alla nomina per la sostituzione di un componente del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) in attuazione dell'articolo 1, comma 1, lettera C) della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4.
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
n. 36 in data 26 novembre 2012 “Rendiconto generale della Regione per l'anno 2012”;
n. 37 in data 27 novembre 2012 “Assestamento del bilancio 2012”;
n. 38 in data 3 dicembre 2012 “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”
n. 39 in data 3 dicembre 2012 “Promozione dell'attività di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari per contrastare la povertà e il disagio sociale”;
n. 40 in data 3 dicembre 2012 “Istituzione del Collegio dei Revisori dei Conti della Regione Marche”.
Hanno chiesto congedo i Consiglieri Bucciarelli e Ciriaci.

Comunicazioni ai sensi dell'art. 35, VI comma, del R.I.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Volevo comunicare il resoconto all'Aula e ringraziare tutti i Consiglieri per la riuscita della manifestazione “Insieme si può” a cui hanno aderito tutti i Consiglieri con propria liberalità, dando disponibilità, alla Dott.ssa Santoncini, di concretizzare questa liberalità il giorno di Natale, al mattino (non so se farla in Consiglio a Piazza Cavour o direttamente al Salesi, ma questo è un accordo che va fatto con la Direzione sanitaria del Salesi e con la cooperativa Zefiro).
Adesso raccoglieremo i fondi, tutti i Consiglieri regionali con liberalità daranno il contributo alle Patronesse ed alla cooperativa Zefiro che gestisce una casa rifugio per le donne che hanno subìto violenza familiare con bambini minori a carico. Tutti i capigruppo hanno dato questa disponibilità, il resto è nostra liberalità con disposizione al servizio amministrativo.
Il 25, il giorno di Natale, porteremo gli assegni alle due realtà che sono vicine a quei bambini morenti ed alle donne che hanno subìto violenza con figli minori a carico.
La manifestazione è riuscita. Rai news 24 ha dato il servizio dell'evento in anteprima nazionale, alle ore 14,00 ed alle ore 24,00, dopo il servizio di guerra sull'Egitto. Questa manifestazione è andata all'attenzione pubblica, piccolo esempio di pace, con la citazione: “Ad Ancona per iniziativa del Consiglio regionale”. Bel servizio al TG3, nelle TV locali ed anche nella stampa locale, ma devo dire di più, Presidente le consegno ufficialmente il resoconto della manifestazione “Insieme si può”, dove tutto è a mio carico, ma l'ho fatto volentieri, e ieri nell'anteprima della partita Ascoli-Brescia, il Presidente della Lega calcio Abodi, ha voluto firmare il manifesto e adesso io le do il proseguo del progetto con le firme: del Presidente della Lega calcio Abodi, lo sport veicolo di pace e il calcio a favore dei diritti umani, dei Presidenti delle società Ancona ed Ascoli, dei capitani delle squadre ma, soprattutto, ripeto, del Presidente della Lega Abodi. Questo progetto diventerà progetto della Lega Calcio, quindi, la Regione Marche insieme con la Lega calcio, la UEFA, il CONI, il Csen, la FIFA e la FGCI porteranno avanti questo progetto come iniziativa perpetua.
Ho fatto fare, sempre a cura e spese mie, tre stampe di cartoline che lei avrà l'obbligo istituzionale di spedire agli Stati aderenti all'ONU - per questo ho dato disponibilità per dare dieci cartoline di pregio artistico a firma del Presidente del Consiglio Solazzi, quindi dell'intero Consiglio - all'Ancona Calcio ed all'Ascoli calcio; più duecento cartoline per la Lega calcio al Presidente Abodi che avrà cura di inviarle a tutte le squadre di serie A e di serie B, il resto, istituzionalmente, all'Unione Europea, Premio Nobel per la Pace, perchè questo è il tema che inizia dalla pace parlata alla pace operata. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei Consigliere per l'impegno, la determinazione e soprattutto la passione con cui ha ideato, e per molti aspetti gestito, questo evento.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Chiedo il rinvio dell'atto amministrativo 54 "Programma rete scolastica per l'anno 2013/2014" perché come Commissione dobbiamo vedere i pareri del Cal e del Crel e, quindi, chiedo che venga messo a margine dei lavori di giovedì o venerdì, insomma quando chiudiamo il Consiglio.

PRESIDENTE. Può essere messo solo dopo l'approvazione del bilancio perché la sessione di bilancio non consente la discussione di altre proposte quindi lo possiamo mettere dopo l'approvazione della finanziaria.

Rosalba ORTENZI. Chiedo di rinviare anche la proposta di legge n. 231 che riguarda "Disposizioni organizzative relative all'utilizzo di alcune tipologie di farmaci nell'ambito del Servizio sanitario regionale", il primo atto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Scusate, devo capire: per quanto riguarda il punto otto è stato chiesto il rinvio, invece per quanto riguarda il punto tre c'è una richiesta da parte di tutti i proponenti? La proposta di legge n. 231 è a firma dei Consiglieri Ortenzi, Perazzoli, Traversini, Canzian, Badiali, Busilacchi, Giannini, Sciapichetti, Giancarli, Petrini, Ricci, sono tutti d'accordo nel rinviarla a gennaio. Allora se c'è accordo dell'Aula e non ci sono obiezioni ... Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Presidente, la ringrazio e le chiedo anche scusa, noi avevamo già chiesto la settimana scorsa di poter discutere ed approvare il provvedimento sulle aree non idonee. Noi, come Commissione, giovedì della scorsa settimana, ci siamo riuniti ed abbiamo discusso nel merito il provvedimento ma non eravamo ufficialmente in possesso dell'atto, per cui oggi non siamo nella condizione di produrre ufficialmente l'atto, le chiedo, quindi, se possibile di mettere in coda questo provvedimento relativo all'individuazione delle aree non idonee.

PRESIDENTE. Chiede di iscriverlo oggi? (...) In fondo al bilancio insieme al dimensionamento scolastico? Va bene, allora, è quasi sicuro che dovremo fare la seduta anche venerdì. Se non ci sono pareri contrari, do per accolte le proposte di rinvio relative al punto 8 e al punto 3 dell'ordine del giorno e la proposta di iscrivere l'atto relativo alle aree non idonee.
Adesso vi chiedo una cortesia, la relatrice di maggioranza della proposta di legge n. 276 e di altre proposte di legge (abbinate) concernenti il finanziamento delle attività dei gruppi è impegnata, quindi, se siete d'accordo passerei al punto cinque, saltando anche le interrogazioni, e vi spiego anche perché. Noi abbiamo l'obbligo, in base alla legge nazionale, di approvare questi atti entro il 23 dicembre, quindi, partirei con l'approvazione delle leggi, poi, se abbiamo tempo riprenderemo le interrogazioni. Queste proposte di legge devono essere obbligatoriamente approvate entro il 23 ed è impensabile metterle alla fine della sessione di bilancio, quindi, se siamo d'accordo e non si sono obiezioni, partirei con il punto 5 all'ordine del giorno.

Proposta di legge n. 277 (testo base)
del Consigliere Solazzi
“Modifiche alla legge regionale 13 marzo 1995 n. 23 'Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali' in attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213";

Proposta di legge n. 202
ad iniziativa popolare
“Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei Consiglieri della Regione Marche”;
Proposta di legge n. 198
del Consigliere Pieroni
“Modifica alla legge regionale 13 marzo 1995, n. 23 “Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei Consiglieri regionali”

(Nuova titolazione) “Modifiche alla legge regionale 13 marzo 1995, n. 23 “Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei Consiglieri regionali” e alla legge regionale 23 dicembre 2011, n. 27 concernente modifiche alla l.r. 23/1995. Attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213”

(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di legge n. 277 del Consigliere Solazzi, n. 202 ad iniziativa popolare, n. 198 del Consigliere Pieroni, abbinate.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Anche questa legge è un atto sotto dettatura, dettata da un Parlamento incapace di riformare se stesso ma capace di tante nefandezze, come abbiamo potuto vedere nel corso della recente legislatura, che non è sicuramente tra le più brillanti della storia repubblicana, da Ruby a quant'altro.
Dobbiamo dire, però, che le Regioni hanno meritato questo trattamento e, nel loro complesso, hanno abusato della fiducia degli italiani, con comportamenti scandalosi, con sprechi, quando non si è trattato di ruberie ed hanno arrecato un danno alla politica.
Penso che ieri sera molti abbiano visto Roberto Benigni, un comico, parlare della Costituzione italiana che, al di là delle parti politiche, è un inno alla politica, alla partecipazione popolare, alla politica come una delle più alte attività umane. Il comportamento di tanti colleghi, purtroppo troppi, in giro per l'Italia, ha dato discredito alla politica nel suo insieme e alla Regione come istituzione. Rompendo anche un rapporto corretto tra i livelli istituzionali, Stato e Regioni.
Le Regioni non sono un semplice ente territoriale ma una struttura legislativa.
Questa legge è frutto dell'applicazione della legge 213 che ha convertito in legge il decreto legge 174, abbastanza famoso, che impone a tutte le Regioni di allinearsi alle Regioni più virtuose su ogni fattore di costo.
Per quanto ci riguarda, come abbiamo visto, il cambiamento più significativo è la riduzione a trenta Consiglieri, per il resto, su tutti i parametri noi siamo tra le Regioni più virtuose, merito di una certa sobrietà del popolo marchigiano, con qualche smagliatura ma, sostanzialmente, con un andamento abbastanza uniforme. Tanto è vero che ci siamo incontrati con un Comitato promotore di una proposta di legge ad iniziativa popolare ed è venuto fuori che, sostanzialmente, questo testo che noi oggi andiamo ad approvare, supera nei fatti e in modo ancora più virtuoso la stessa proposta di legge popolare. E' chiaro che chi l'ha proposta facendo capo ad un neo movimento, fa sempre più uno, quindi, anche se avessimo tagliato di più avrebbero detto che era, comunque, insufficiente.
Su questo voglio dire una cosa, chi veste i panni di fustigatore dei costumi, dovrebbe farlo basandosi su dati reali, perché parlare di cifre, di 11.100 euro, se uno lo lascia nell'indeterminatezza, dice una cosa vera, se dice che è al lordo dice una cosa vera ed esatta, se dice la cifra netta, circa sei mila euro, compreso il contributo al proprio partito, dice una cosa esatta, se dice 11.100 euro netti dice una cosa falsa e lo dice per ingannare i cittadini, per gettare discredito all'opinione pubblica, una base veramente sbagliata per far nascere e far crescere, eventualmente, il consenso dei cittadini.
Noi proponiamo per l'approvazione una legge e dobbiamo sapere che al di là del fatto della virtuosità, della sobrietà dei nostri comportamenti, c'è un discredito generale verso le istituzioni politiche, non è tanto, ed io mi sforzo di dirlo ogni volta, rispetto alle somme che si percepiscono, perché è anche comprensibile, ma va detto, per esempio, che la legge prevede per chi è in aspettativa, come il sottoscritto, la reintegrazione a conclusione del mandato. Si viene reintegrati ma il posto nel frattempo è stato occupato da altri, soprattutto, nelle aziende private uno non ritrova il posto e va, … non parlo per me perché, probabilmente, riesco ad andare in pensione ma per tanti altri questo problema esiste. Chi è libero professionista e svolge l'attività politica a tempo pieno, come dovrebbe essere, rischia di perdere clientela e quant'altro e di trovarsi danneggiato alla fine del mandato, ma il discredito nasce dalla frequente azione inefficace, dalla difficoltà e incapacità di risolvere i problemi.
Noi con questa proposta di legge stabiliamo i paletti generali, complessivi, delegando all'Ufficio di Presidenza la gestione nel corso del tempo e di questa prima fase perché ci sono molti aspetti tecnici che vanno confrontati con le leggi che riguardano i contributi e quant'altro.
Stabiliamo il limite di 11.100 euro lordi per i Consiglieri omnicomprensivo e di 13.800 per il Presidente della Giunta, lordi, mentre per gli Assessori, i Presidenti ed i Vicepresidenti delle varie situazioni, compensi intermedi.
L'Ufficio di Presidenza avrà sessanta giorni per approvare gli atti esecutivi.
C'è un problema non facile, ed io ho avuto la possibilità di confrontarmi con i collaboratori della Dott.ssa Santoncini, che p quello relativo alla presenza di molte variabili che rendono difficile la quadratura del cerchio ed evitare che ci siano alcuni colleghi penalizzati da questi limiti.
Parliamo di trattamento omnicomprensivo, spariranno telepass, via card e rimborsi chilometrici per andare alle riunioni nelle varie situazioni, sparirà il parcheggio personalizzato, nel senso che ci sarà un parcheggio riservato all'istituzione e fino a che c'è posto uno potrà andarci.
All'articolo 2 si cambia, mentre fino ad oggi l'indennità era legata all'indennità dei deputati, d'ora in avanti l'indennità sarà determinata dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni. Si conferma il divieto di cumulo della indennità di Consigliere regionale con quella di altri enti che in qualche modo sono rapportati o controllati o hanno contributi dalla Regione.
L’articolo 4 rimanda all'Ufficio di Presidenza, come per altre questioni, la definizione dell'ammontare delle trattenute per l'indennità di fine mandato e vitalizio; vitalizio che vale fino alla fine di questa legislatura, che, come sapete e come ribadiamo in altri articoli, abbiamo eliminato a partire dalla prossima legislatura, sapendo che è da vedere come applicare, eventualmente, il meccanismo che adotta la Regione Emilia Romagna, un meccanismo diverso dal nostro che credo potrà essere praticato.
All'articolo 5 si inserisce l'indennità di funzione che supera le diverse voci: la diaria e il rimborso forfettario.
All’art. 7 si individua un nuovo meccanismo composto da una parte fissa ed una parte variabile legata alla distanza dell'abitazione del Consigliere. In questo articolo viene confermata la decurtazione per le mancate partecipazioni ai Consigli regionali , alle riunioni di Commissioni e di Giunta se non giustificate.
All'articolo 8 viene confermato il diritto all'assicurazione.
L'articolo 9 stabilisce che l'indennità di fine mandato viene calcolata sulla media delle mensilità, non più sull'ultima come era in passato.
L'articolo 10 prevede le modalità di calcolo di liquidazione che vengono demandate all'Ufficio di Presidenza.
All'articolo 10 bis riguarda la scelta che abbiamo approvato lo scorso anno relativa alla possibilità di rinunciare al vitalizio, tale scelta viene estesa anche ai Consiglieri che hanno svolto tale ruolo nel passato e che non hanno ancora maturato il diritto.
L'ultima questione riguarda l'articolo 11, per i Consiglieri che superano gli 11.100 euro e che abitano distanti da Ancona - alcuni vengono da Ascoli o dall'Umbria, quasi - la decurtazione sarà temporanea in attesa che l'Ufficio di Presidenza, entro febbraio, provveda.
Mi pare una legge buona che adegua la nostra Regione ai meccanismi decisi a livello nazionale, non ci comporta grandi sacrifici proprio per la sobrietà e la virtuosità a cui facevo riferimento all'inizio.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Il collega Perazzoli ha illustrato articolo per articolo il contenuto di questa normativa sulla quale, naturalmente, siamo d'accordo anche noi dell'opposizione e, quindi, non ripeterò le parti che lui ha illustrato. Su quelle norme, su quei contenuti siamo tutti d'accordo.
Mi associo e rilancio la necessità di una riaffermazione del ruolo dei Consigli regionali e delle Assemblee. Vorrei capire se questo Paese è maturo al punto che, ogni volta che vanno in galera 5 Sindaci o 10 ladri della Regione, qualcuno non si permetta di dire di sopprimere i Comuni o le Regioni.
Credo che tutti quanti abbiamo il compito di rilanciare anche nel modo e nei contenuti che ieri, a parte la satira che si rispetta in un artista, un grande artista, Benigni ha fatto con una lezione di diritto costituzionale, diretto ai giovani e spero che molti l'abbiano visto, in cui esaltava il ruolo della politica.
Bisogna dire ai nostri cittadini, che con la stessa tenacia con cui su pagine bianche o gialle, su internet cercano quello che ritengono il medico migliore, lo specialista migliore, l'idraulico e l'elettricista migliore, di adoperarsi per trovare i politici migliori
Quanta amarezza, collega Perazzoli, nel constatare che noi siamo qui a discutere di questo argomento mentre dall'alto, purtroppo, non è arrivato nessun esempio. Abbiamo una casta politica parlamentare che non solo non ha tagliato se stessa, non ha tagliato nulla di se stessa, non si è rimessa in gioco neanche con un sistema elettorale che doveva permettere, come era nell'auspicio di tutti, ai cittadini di poter scegliere.
Siamo qui oggi nell'occhio del ciclone perché la nostra stimatissima Guardia di Finanza che ha fatto ingresso, non dico irruzione, nel Consiglio regionale, ha fatto notizia, come notizia l'ha fatta Fiorito, però, non fa altrettanto notizia uno scandalo di una casta vera, e purtroppo lo dico con amarezza, che non rimette in discussione se stessa e che si ripropone con tutte le garanzia e con tutti i privilegi anche in questa fase di passaggio in cui il cittadino sta con le antenne dritte.
Credo che questa legge ci riporta, d'intesa con la Conferenza Stato-Regione, con la Conferenza dei Presidenti, per quanto al minimo possibile, in linea con la figura del Consigliere regionale retribuita in maniera proporzionata alle responsabilità.
Credo che questo sia un momento di soddisfazione, ha fatto bene il collega Perazzoli a citare l'audizione che abbiamo avuto in Commissione con chi ha proposto una legge ad iniziativa popolare. Mi sono permesso di chiedere ad uno di quei cittadini, che in quella occasione rappresentava un movimento, di scrivere su una lavagna quelle che secondo loro dovevano essere le retribuzioni dei diversi livelli di responsabilità nella società, parlo di arti e mestieri, parlo di quelli pubblici, di scrivere quanto avrebbe dovuto prendere il Sindaco di Roma, il Sindaco di Bologna, il Sindaco di Pesaro, il Sindaco di Montefortino, credo che le responsabilità siano differenziate e come tali ci devono essere indennità e retribuzioni.
Se non si rifà un patto con il cittadino sulla retribuzione delle responsabilità siamo in preda alla demagogia più imperante, ma senza demagogia, quanto deve prendere un Pretore, un ragioniere capo di un Comune, quanto deve prendere un primario ospedaliero. Siamo in un momento in cui in certi movimenti senza testa, mi dispiace dirlo, cavalcati da molti per comodità, ti direbbero che un primario chirurgo del pronto soccorso deve prendere 2.000 euro. Siamo in questo momento, purtroppo, e la politica c'è dentro per i suoi esempi negativi ma anche perché, e qui abbiamo grandi responsabilità, soprattutto, le parti politiche non hanno ridisegnato i valori secondo le responsabilità e le responsabilità secondo il valore ed il merito.
Lo sappiamo, purtroppo, che l'appiattimento che c'è stato dei meriti è dovuto anche ad una invadenza forte della politica, anche laddove la politica doveva stare in disparte. L'ingerenza della politica ha portato ad appiattimenti pericolosi, ne abbiamo parlato qui quando abbiamo parlato di sanità, e sappiamo che se vogliamo rilanciare le nostre strutture e chiamarle eccellenze dobbiamo ripartire dai meriti e dal rispetto dei sacrifici fatti, dall'esperienza, dalle esperienze dimostrate e maturate sul campo.
Se noi non riusciamo a dare questo messaggio in tutti i settori della società, figuriamoci quanto è difficile darlo sulle responsabilità delle cariche politiche e sulla conseguente retribuzione.
Ci proviamo con una legge che fissa dei paletti e qui nella Regione Marche riduce all'osso, se non a zero, i benefici. Ribadiamo il nostro stupore, non ingenuo, nei confronti di Consigli regionali che hanno permesso uno spreco colossale ed inconcepibile perché, cari amici, Fiorito è stato un ladro e su questo non ci piove e per quanto mi riguarda l'espulsione dal partito era il minimo che dovesse fare il capo del mio partito, quindi, va bene, ma non si capisce come nel silenzio generale, nella Regione Lazio tutti i Gruppi prendessero 16 milioni di euro, mi pare che quella stessa quota da noi è meno di 400 mila euro e mi pare che la Regione Lazio sia sei volte la Regione Marche, quindi, in proporzione nel Lazio avrebbero dovuto spartirsi tre milioni e mezzo di euro, invece prendevano 16 milioni di euro nel silenzio generale. Due o tre hanno rubato, gli altri non hanno rubato, però, facevano parte di un sistema di benefici assolutamente inaccettabile per quantità e non parliamo di altre Regioni che hanno dato lo stesso una dimostrazione pessima.
Ripartiamo con i piedi per terra, ripartiamo con umiltà, confrontiamoci con il cittadino, personalmente in questa fase in cui l'attenzione della politica si incentrerà sul Parlamento nazionale e sulle elezioni politiche, se siete d'accordo, vorrei promuovere insieme a voi sul territorio, una iniziativa di dibattito con i cittadini che si chiamerà “Lo stipendio del Consigliere regionale”, andiamo in piazza e nelle assemblee, facciamoci invitare, poi mettiamo la colonna delle retribuzioni delle diverse responsabilità nella società, parlo di quelle pubbliche, non possiamo parlare di quelle private, ed in mezzo ci mettiamo anche la retribuzione, lo stipendio del Consigliere regionale. Andiamo dai cittadini a farci dire quanto vorrebbero che prendesse il loro Consigliere regionale, paragonandolo con quello che prendono il Sindaco, gli Assessori provinciali, i Deputati, gli altri incarichi pubblici ottenuti per concorso o per nomina.
Riapriamo un confronto con i cittadini senza nasconderci sotto la sabbia, credo che dovremmo farlo, e permettetemi di dirlo in maniera anche sanamente anarchica e leggermente aggressiva, per coinvolgere il cittadino su un dibattito che riguarda anche il futuro fuori da questo momento particolare che stiamo attraversando, che per quanto mi riguarda, per quanto posso ricordare personalmente ho già attraversato vent'anni fa, anche per i più anziani, nel 1975-76.
Caro collega Perazzoli approviamo anche noi in maniera convinta questo atto, facendo un patto tra noi per il rilancio dell'immagine e della dignità avendo il coraggio di riaffrontare i discorsi con i nostri cittadini e credo, veramente, che la lezione di ieri di Benigni nella parte dell'esaltazione del ruolo della politica sia stato un momento importante per questo Paese.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Penso che sia importante la sistemazione di quelli che sono i costi della politica, che ci viene imposta, non per nostra scelta, da una legge nazionale. Una legge nazionale che, come è stato osservato, ha lavorato sui Consigli regionali e forse sulle Province, ma non ha quasi per niente intaccato quelli che sono i privilegi dei parlamentari. Questo è un semplice appunto, non è una giustificazione rispetto a quello che è necessario fare ed è bene che le Regioni inizino a fare. Lo hanno iniziato per propria scelta, nel senso che hanno avanzato al Governo questo tipo di proposte, innanzitutto, che tutte le Regioni abbiano lo stesso limite sia per gli emolumenti complessivi dei Consiglieri e per i finanziamenti ai gruppi consiliari. Si è preso il finanziamento più virtuoso, noi eravamo tra quelli perché avevamo una media di 11.000 euro, ed è stato tagliato del 50%. L'Abruzzo aveva 10.000 euro, è stato tagliato del 50%, quindi, ogni Consigliere avrà diritto per le iniziative istituzionali e politiche a 5.000 euro annui di contributi, dietro documentazione delle spese effettuate, all'interno di quelle permesse.
Penso che ancora ci siano dei margini su cui in qualche modo lavorare se si parte dall'idea che ogni eletto è un rappresentante dei cittadini e che la vita politica è un momento della vita di un cittadino che vuole dare un servizio e una disponibilità agli altri cittadini della Regione, della Provincia, dello Stato, del Comune in cui vive; quindi, in qualche modo contesto chi paragona la paga del politico, alla paga di un professionista o di un lavoratore, perché di fatto non siamo lavoratori, siamo qui a rappresentare i cittadini, questa deve essere principalmente la nostra motivazione a rappresentare, la nostra volontà a rappresentare, il nostro onore a rappresentare e non si può essere spinti ad essere politici per avere una retribuzione pari a quella di un manager.
Partendo da questo, dico che abbiamo fatto una cosa importante, in tutta Italia i Consiglieri regionali costeranno ai cittadini, ai contribuenti, nello stesso modo e, da adesso in poi, il costo della politica dovrà essere trattato come ogni altro costo all'interno della pubblica amministrazione. Perché, e lo affronteremo domani e dopodomani, l'Assessore Marcolini ci dirà, come negli anni passati, che ci sono dei tagli orizzontali del 10, 15, 20 per cento su settori importanti come i servizi sociali - non è un titolo -, gli interventi infrastrutturali, i trasporti. Tutte le voci verranno tagliate, quindi, noi allo stesso modo dovremmo iniziare a tagliare, con le stesse percentuali, anche quelli che sono gli stipendi dei Consiglieri regionali. Non possiamo sottrarci rispetto a tutti gli altri cittadini che vengono decurtati nei contributi, nelle loro esigenze anche primarie, è stato detto i servizi sociali no, però non ci sono i contributi per chi non riesce a pagare gli affitti, non ci sono i contributi per chi deve mandare i propri genitori anziani nelle case di riposo, c'è un fabbisogno che aumenterà sempre di più a fronte di crisi economica non riusciamo a fronteggiare, quindi, dobbiamo assieme a tutti gli altri concorrere, in primo luogo, con i nostri stipendi.
Dovremmo intervenire in ogni bilancio, dovremmo intervenire proporzionalmente come per gli altri settori e ridurre le nostre indennità.
Un’altra questione riguarda i vitalizi, rimangono per noi ma dalla prossima legislatura non ci saranno più, quindi, bisogna, anche rispetto a questo, prendere una posizione minima, considerato che, nel frattempo, in Italia le pensioni sono state innalzate a 68 anni, secondo me bisognerà proporre l'innalzamento dei vitalizi per chi li gode minimo a 65 anni.
Il minimo è quello di dire mettiamoci nelle stesse condizioni degli altri cittadini e non tiriamoci fuori rispetto ai sacrifici che gli altri devono fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Come diceva un rappresentante del Consiglio lombardo padano, quindi, non so se inquadrarlo nel contesto nazionale o in un contesto para nazionale, più para che nazionale “Sai più la giriamo più la cosa puzza”. Signori miei io chiedo se fare il Consigliere regionale sia una cosa moralmente giusta o una cosa immorale.
Quando ascolto il Consigliere Binci, mi sento cretino, dico questo perché, signori miei, la vita del Consigliere regionale è oggi la vita di un povero cristo che viene valutato solo per le ruberie di …, o per l'ingiusta o immorale questione dei vitalizi e viene dipinto, nell'immaginario collettivo, come chissà quale casta che costa.
Io mi misuro e nell'utilizzo dell'articolo 35 del Regolamento del Consiglio ho detto: “Benissimo signori, siamo tutti moralmente a posto, facciamo questa iniziativa e diamo un esempio, un lustro della grande eticità e moralità dei Consiglieri regionali delle Marche”.
Io mi sono fatto carico di tutta la manifestazione, voi contribuirete con la vostra liberalità per i bambini del Salesi e per le donne della comunità Zefiro. Questo è un fatto; significa liberalità, significa che noi ci sentiamo portati ad aiutare la classe debole perché al Salesi, visitatelo, non ci vanno i figli dei Consiglieri regionali, mi auguro che non abbiano bisogno. Dico un'altra cosa, Dott.ssa Santoncini, lei vedrà come risponderanno, poi risponderò io. La magna casta, così come è stata definita dai signori, con propria liberalità darà atto di concretezza a queste parole vuote e prive di significato.
Io laureato, laureando con sette specializzazioni, mi debbo paragonare al basso? Chi è la comunità che rappresentiamo, signori miei, quale comunità rappresentiamo noi? Noi non siamo il Fate Bene Fratelli, dobbiamo essere moralmente ineccepibili, dobbiamo avere capacità dimostrata, dobbiamo essere capaci di fare una proposta di legge che vada ad incidere nel bisogno dei cittadini amministrati, di una regione come la Regione Marche.
Io non sono amico di Fiorito e non me ne frega niente dei vari Fiorito d'Italia, siano essi della regione Emilia Romagna, della Lombardia, del Veneto, della Sicilia, delle Puglie, della Sardegna. Noi siamo poveracci che vengono accumunati ad un malcostume che appartiene ad altri, quindi caro Consigliere Binci, Umberto Trenta sa leggere, scrivere e fare di conto, gioca in casa, fuori casa e in campo neutro, e la sfido a fare altrettanto. Prenda carta e penna, scriviamo un pensiero di senso compiuto in un'ora, il tema è libero e sfido la capacità dei Consiglieri che sono stati votati, da quel popolo e da questi elettori, a comporlo in maniera chiara ed ineccepibile.
Io ragiono per meriti, la meritocrazia. Quando noi chiamiamo gli esperti, quando un Consiglio di somari ha bisogno degli esperti, allora tocchiamo la classe dirigente, quando un dirigente mette in balia l'operato di un Consigliere regionale fa bene, ci gioca in casa, fuori casa e campo neutro, perché conosce le leggi, le leggi di ogni dipartimento e ne ha una conoscenza specifica.
Noi abbiamo dei dirigenti che ognuno nel proprio settore è capace di farci vedere il bianco ed il nero, nel settore poi del bilancio, signori miei, io dico sempre che l’Assessore Marcolini è un grandissimo equilibrista, potrebbe fare la cascata delle Marmore, da filo a filo, trecento metri nel vuoto, a 500 metri di altezza, passeggiare tranquillamente avanti ed indietro (…). Dico, quindi, che quando parliamo dei Consiglieri regionali, dobbiamo avere rispetto ed autostima, cosa che non mi verrà mai meno, perché io sono capace di leggere, scrivere e fare di conto, non ho bisogno di esperti e se qualche volta sorrido con la mia estroversità è perché mi riporto al teatro greco dove chi non era capace nè di argomentare, nè di parlare ma, soprattutto, di essere autoironico, non aveva ragione di appartenere a quel consesso.
Allora di cosa parliamo?! Pensi caro Consigliere Binci che mi faccio prendere per il naso perché porto la pensione a 100 anni? Io rinuncio alla pensione, anche a 200 anni, poi lei mi dovrà spiegare il senso anche della giustizia del welfare del lavoro e che cosa significa la nostra presenza in questa Aula, non è un mercanteggiare, non è un mercimonio, non è campagna elettorale nel dire rinuncio all'indennità, via i vitalizi, fuori di qua, fuori di su, ma di cosa parliamo?
Noi siamo amministratori di questi dirigenti e quando non siamo in grado di confrontarci con loro non abbiamo il diritto di sedere in Aula, perché allora bastano dieci Consiglieri regionali, capaci di amministrare una regione di 1.500 abitanti compresi quelli che hanno diritto di voto, i bambini, le donne, i disabili, le persone che se ne fregano perché fanno parte degli astensionisti.
L'astensionismo caro Consigliere Binci, deriva dall'incapacità di argomentare il proprio ruolo politico in un consesso regionale, provinciale, comunale e di circoscrizione, perché la gente dice “Ma di cosa mi parla questo? Come pretende di amministrare la cosa pubblica?”. Il buon amministrare caro Consigliere Binci si verifica sugli atti, sulle leggi, se noi non siamo capaci di andare né avanti, né indietro, siamo in balia, impastoiati nella nostra incapacità, questo la gente giudica, (…) no parlo per lei perché io so leggere, scrivere e fare di conto e la sfido: prenda un foglio di carta bianca, una penna, il tema libero ce lo dettano loro, tra un'ora ripassano e se ha scritto tre righe .., caro Consigliere Binci forse mi può raccontare la storia di Marx ma ormai ci fanno le figurine Panini, è una questione mentale, politica, ideologica, retroattiva fuori dalla modernità, impari a leggere, ascolti i giovani, il disagio giovanile che viene da questo modo di fare politica, che ha ormai stufato, ha stufato pure la sinistra.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Presidente e colleghi vorrei che si riportasse un po' di dignità che tutti noi abbiamo e che dobbiamo sentire di avere, altrimenti, ogni volta assisteremo a fughe in avanti, nella ricerca di far bella figura rispetto agli altri.
Io non mi faccio velo nel ricordare che ogni volta che si è trattato questo tema, che qualcuno può definire scottante, delicato, ma che io ritengo del tutto normale, anche agli incontri dei capigruppo, con tutte le forze politiche presenti, ho sempre detto che ritengo questo argomento non opportuno, ma non perché non ci conviene, ma perché è poco dignitoso per noi.
Io ho il vezzo, lo riconosco, forse, perché sono figlia unica, viziata da mio padre che è morto tantissimi anni fa, di essere un po’ autoreferenziale. Ricordo che ho fatto l'insegnante elementare, che ho lavorato con gli handicappati, forse per farmene un vanto, per avere un riscontro, un placet da parte di chi mi ascolta, però, voglio dire ai cittadini che mi hanno votato, che hanno apposto il mio nome nella scheda, quindi, con tanto di preferenza, che svolgo un lavoro, che vengo qui, come tutti noi, a svolgere questo unico lavoro e se sono un po' aggressiva quando parlo di questo e mi faccio prendere la mano ed anche da un po' di rabbia ma non è rabbia, è perchè vorrei che si ragionasse sul fatto che la Regione Marche è stata riconosciuta, più volte, virtuosa, non è un termine abusato. Nel nostro caso, nel caso della Regione Marche, di quest'istituzione, è da ricordare la virtuosità. Credo che dobbiamo vantarci di avere sempre operato in maniera sobria, in maniera direi certosina. I benefit, mi dispiace che un collega, anzi una collega in questo caso, non sia presente, perché le vorrei ricordare e dire che si rinuncia al telepass, si rinuncia al cellulare ma io ho un solo cellulare e chiamo solo il 4146 per accedere agli uffici della Regione, perché giornalmente, mattina e sera, chiamo per informarmi su delle situazioni, per interpretare i funzionari, i dirigenti, per chiedere, per fare il mio lavoro, va bene? Certo se qualcuno lo usa perché fa l'imprenditore, perché fa l'avvocato, per fare il suo lavoro, e magari ha bisogno del 4146 perché è, parliamoci chiaro, una piccola condizione di privilegio, questo non è per me, io il telepass, per esempio, non lo uso per andare a fare un secondo lavoro.
Riportiamo un attimo le carte a posto, come dire la bevuta deve essere pari e non mi sta bene perché io vivo e potrei vivere benissimo della mia pensione di insegnante elementare e, ripeto, non faccio il secondo lavoro e apprezzo coloro che hanno rinunciato al proprio lavoro, che probabilmente sarebbe stato ancor di più vantaggioso che fare il Consigliere regionale, ovviamente, non lo dico per tutti.
Se andiamo a ben guardare, e questo lo diceva bene il collega Massi, con il quale tra l'altro mi trovo spesso in sintonia, dovremmo valutare se è troppo onerosa la nostra indennità? Certamente, se facciamo il paragone con le pensioni, con i precari, con coloro che hanno contratti Co.Co.Co., potremo fare 1000 paragoni in questa società ingiusta, siamo e viviamo, chiaramente, in una società ingiusta e potremo fare 1000 valutazioni, però, ripeto, fino allo sfinimento, che non mi sta bene che facciano i soloni coloro che, in fondo, hanno più vantaggi del Consigliere regionale semplice, che fa il suo lavoro e non ha altre condizioni di vantaggio. Mi fa un po' specie quando si dice: “rinuncio al vitalizio”, io non ci rinuncio, non ci ho rinunciato, l'ho trovato, abbiamo posto le condizioni perché dalla prossima legislatura non ci sia ma io, tra l'altro, ho il mio pensiero, e non lo dico qui, su quante legislature un Consigliere regionale o nelle istituzioni dovrebbe fare ma questo è un fatto più politico, tra l'altro voglio dire, che non ritengo, per fare bella figura, che questo debba essere.
Ritengo che quanto ha rappresentato …, non perché abbiamo avuto il coltello sotto alla gola, ma perché da sempre, e ci è stato riconosciuto, siamo una Regione virtuosa a confronto con quasi tutte le altre Regioni di questo paese; allora colleghi cerchiamo di avere un po' di buon senso prima di tutto, ma anche di non sminuirci, di non sottovalutare e svilire il nostro lavoro, perché io lo faccio, come la maggior parte di voi, come un lavoro, studiando, aggiornandomi, facendo quello che avrei fatto in un'altra mansione, in un altro ruolo, in un'altra funzione.
Credo che non dobbiamo raccontare ai concittadini, ai cittadini che c'hanno votato ma anche a quelli che non c'hanno votato, quanto prendiamo, io vorrei dire a coloro che hanno apposto il mio nome, che hanno dato il consenso alla mia persona, le due volte che mi sono presentata, che valutassero il lavoro fatto, i compiti che abbiamo fatto a casa, io li davo prima quando ero insegnante adesso li svolgo.
Per quello che mi riguarda lo faccia attraverso i metodi e strumenti che abbiamo a disposizione: il web, i net work, tutte quelle cose che possiamo fare, scrivendo l'e-mail e vorrei che i cittadini ci chiedessero questo perché, se andiamo a ben vedere, non mi pare che siano tanto interessati se il collega o la collega rinuncia al telepass. Tra l'altro questa storia del telepass e del parcheggio, è nella legge e dal 1 gennaio non ce l'avremmo più, come non abbiamo mai avuto i benefit che in altre condizioni, in altre situazioni erano stati dati a iosa nelle altre Regioni d'Italia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. E' un tema ed un argomento sul quale non si può, come forza politica, aggiungere qualcosa …

PRESIDENTE. Scusi collega, con il suo intervento chiudo gli interventi perché non ci sono altri iscritti a parlare.

Adriano CARDOGNA. ... a ciò che già gli altri colleghi Consiglieri hanno detto, trovando, sostanzialmente, una convergenza che, secondo me, è data da quello che è stato ricordato qui, un atteggiamento ed un comportamento da parte del nostro Consiglio ritenuto da tutti noi particolarmente attento negli anni agli aspetti che vengono trattati in questo caso, i costi della politica e quant'altro.
Io sono felice e mi sento onorato di fare il Consigliere regionale anche per quegli aspetti che alcuni Consiglieri hanno ricordato, soprattutto per quello della rappresentanza e sono d'altra parte molto onorato di avere ereditato in questa Regione il lavoro e la militanza di tante persone che si sono riconosciute nel tempo, nelle battaglie ambientaliste ed ecologiste dentro al partito dei Verdi.
Non mi sento personalmente coinvolto dalle questioni legate ai costi della politica e da quanto i cittadini, giustamente, in questi ultimi tempi hanno con forza rimarcato, d'altra parte comportamenti assurdi li abbiamo visti e sono da tutti, e penso soprattutto da una Assemblea come questa, deprecati.
E' bene che ci sia un comportamento unificato a livello nazionale sui costi dei Consigli, io per la verità pensavo che già ci fosse, devo essere sincero, confesso questa mia ignoranza. Non credevo mai che ogni Consiglio regionale potesse, nella sua autonomia, decidere tutto e il contrario di tutto, rispetto alle altre realtà presenti a livello nazionale.
Bene quello che stiamo facendo, bene che tutti quanti gli altri lo facciano, quindi, non mi sento coinvolto da questo, ma quello che mi preoccupa e quello su cui mi sento molto coinvolto invece, e lo dico non perché attiene a questa legge, lo so andiamo un po' fuori tema, ma questa legge è l'occasione per fare un minimo di riflessione, ripeto, quello che mi coinvolge e mi preoccupa molto, non è tanto il comportamento dei cittadini quanto quello di uno Stato, di un Governo e di Governi che stanno facendo di tutto per inficiare un dettato costituzionale, che è quello delle funzioni decentrate, che è quello delle amministrazioni portate a livello più basso, nel senso più buono del termine, più vicino ai cittadini, il governo più vicino ai cittadini. Stiamo mettendo in discussione tutto questo, per che cosa non so, sicuramente, non per questioni di risparmio, ci sono logiche, ormai ,in questo paese che portano verso l'accentramento delle decisioni, verso l'esproprio dei governi locali e, quindi, dei cittadini, delle loro prerogative. Non mi voglio dilungare, cito soltanto come sta evolvendo la gestione del risultato dei referendum del giugno scorso, ciò che decidono i cittadini più è possibile negare, meglio è.
Questo, secondo me, sta avvenendo in questo paese, la logica definita, da tutti, come neoliberista nella vita economica, nella vita sociale, regola la vita dei cittadini ed ha bisogno di governi accentrati, ha bisogno di mortificare il decentramento, le autonomie e i governi locali.
Se devo utilizzare l'occasione di oggi per sollevare una preoccupazione, dopo le cose virtuose, tra virgolette, che abbiamo fatto, questa è quella che voglio sollevare come partito dei Verdi, come partito che appartiene a questa maggioranza.
Attenzione c'è una grande questione democratica che attiene i territori ed i cittadini e che forse stiamo troppo sottovalutando.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2
Sub emendamento 2/1/1 dei Consiglieri Giorgi e Marangoni. Sub emendamento all’emendamento del Consigliere Pieroni, è stato presentato adesso e, quindi, lo leggo: “All’emendamento 2/1 aggiungere infine il seguente periodo: nel caso in cui il Consigliere, durante il suo mandato percepisca un reddito da lavoro dipendente o autonomo non ha diritto alla corresponsione dell’indennità di carica, salvo rinuncia allo svolgimento dell’attività lavorativa”.
Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. (…) no è aggiuntivo infatti, il sub emendamento aggiunge all'emendamento. L'emendamento del Consigliere Pieroni chiede la riduzione del 30 o 50% dell'indennità, io sono perfettamente d'accordo a patto che chi svolge un doppio lavoro, opti o comunque non abbia un doppio incasso, un doppio guadagno.
A mio avviso chi fa il Consigliere regionale dovrebbe fare solo quello, perché è un lavoro che impiega, per essere ben fatto, molto tempo perché occorre studiare, impegnarsi, essere presenti in Aula, sul territorio, negli uffici, nelle Commissioni, quindi non credo che per svolgere bene questo lavoro si possa svolgere anche un altro lavoro autonomo o che sia, qualsiasi altro tipo di lavoro.
(…) No è aggiuntiva. Si. (…) Esatto. (…) No quello può rimanere ma io aggiungo anche questo, è un sub emendamento, c'è una riduzione ma in più c'è anche quest'altra cosa, non si può fare un doppio lavoro.
(…) Non importa, io faccio un sub emendamento, viene chiesta la riduzione? Va bene, io però dico in più che non ci può essere un doppio lavoro, che non si può svolgere un doppio lavoro (…) Non è sostitutivo.

PRESIDENTE. Scusate colleghi, la collega nell'esercizio delle sue funzioni e facoltà ha presentato un emendamento che può essere accolto o non accolto è nelle nostre prerogative, si può votare a favore, contro o astenersi.
Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Io intervengo per dire che sono contrario sia al sub emendamento che all'emendamento, perché misure così delicate che vanno a intaccare anche le attività consolidate di ogni Consigliere, premetto che lo faccio a tempo pieno, quindi, non ho problemi di sorta, l'abbiamo affrontate in Commissione ed approvate in questo Consiglio non più di qualche mese fa.
Adesso, ritornarci in Consiglio, quando chi capisce una cosa, chi ne capisce un'altra, perché lì per lì le cose non si capiscono bene, mi sembrerebbe una cosa per andare a finire sui giornali e siccome la legge l'abbiamo approvata io credo che sia giusto respingere tutti e due, sub emendamento ed emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. lo chiedo alla collega Giorgi di rivedere il senso dell'emendamento, di ritirare questo emendamento, per evitare una figuraccia, più che altro perché il suo emendamento è privo di fondamento ed è assolutamente in contrasto con la realtà dei fatti.
(…) Con la mia? Allora noi vogliamo dire a qualche imprenditore qui di spogliarsi della propria impresa e di smettere di fare l'imprenditore? Vogliamo dire a un avvocato di smettere di fare l'avvocato e di andare in aspettativa ma non esiste questo istituto per l'avvocatura. Ha capito!? Lei sta dicendo una boiata, lei sta proponendo un emendamento che è una emerita boiata, ha capito o no? Io voglio cercare di evitare una figuraccia perché quello che lei oggi sostiene con l'emendamento non è assolutamente votabile. Ha capito!? Io sto cercando di evitarle una vergognosa figuraccia di fronte a tutta l'Assemblea. Chi è dipendente pubblico e va in aspettativa per fare il Consigliere regionale, poi, torna al suo posto di lavoro se non viene rieletto o decide di non ricandidarsi ma per il libero professionista non esiste l'istituto dell'aspettativa, per cui cosa fa? Smette di fare l'avvocato? Non va più a fare le udienze? Non segue più i propri assistiti? Lei si rende conto di cosa sta sostenendo oggi con questo emendamento. Per me è addirittura invotabile un emendamento del genere, però, siccome è nelle sue facoltà, ammettendo che siano delle facoltà.

PRESIDENTE. Io ho iscritti a parlare i Consiglieri Pieroni, Marinelli e Natali e mi dispiace di non aver tempo, perché sto presiedendo, se no avrei presentato un sub emendamento con il quale avrei chiesto, dalla prossima legislatura, di pagare per fare il Consigliere regionale. Ritengo questa sia la soluzione più seria per rispondere all'opinione pubblica. Scusate l'ironia.
Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Un anno fa ho presentato una proposta di legge e oggi ho ritenuto opportuno presentare questo emendamento per una questione che ritengo importante, per dare un segnale, in questo momento ad una serie di situazioni che, non sto qui a dirvi ma che, comunque, sono sotto gli occhi di tutti.
Il mio è un emendamento che sento ormai da un anno, come dicevo e, quindi, la speranza è che venga poi votato dall'Aula.
Voglio dire soltanto alla Consigliera Giorgi, (…) chi lo presenta è sicuramente convinto ma c'è un dato, non bisogna pensare che chi fa il doppio lavoro possa essere soltanto, come ricordava il Consigliere Silvetti l’avvocato o il libero professionista, possono esserci artigiani, commercianti e imprenditori piccoli, medi e grandi, quindi, credo che dovremmo valutare questa cosa e non pensare a chi oggi siede in questa Aula, pensiamo a chi in futuro potrà essere presente, potrà essere eletto in questa Aula assembleare.
Bisognerebbe vedere, per carità, lei ci crede se no non l'avrebbe presentato, conoscendola, quali sfaccettature e quali conseguenze il suo emendamento potrebbe avere nel tessuto sociale economico perché significa che non può essere più candidato, ma soprattutto eletto, chi ha un'attività professionale ma anche chi ha un'attività commerciale, artigianale, imprenditoriale o chi ha attività nelle cooperative varie. Credo che, molto probabilmente, non abbia tenuto conto di questa valutazione.
Oggi in questa Aula ci sono professionisti o quant'altro, però, in futuro con questo emendamento noi blocchiamo un voto che viene dato, il voto democratico, e significa che in questa Aula, in futuro non ci saranno neanche operai perché un operaio o un impiegato che lavora in una azienda privata, obbligatoriamente, volendo rimanere qui sarà costretto a dimettersi da quell'azienda, perché in un’azienda privata non si può andare in aspettativa, l'azienda privata non è come l'ente pubblico che ti tiene il posto per cinque anni, il privato ti dice lavora se no, specialmente in questo momento…
Io credo che questo sub emendamento sia un po' forte.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marinelli.

Erminio MARINELLI. Io credo che siamo in una fase così difficile che chi la spara più grossa va sul giornale.
Siamo arrivati al punto tale in cui, come diceva il Vicepresidente Bugaro, dovremmo darci un tetto per il contributo che ognuno di noi dovrebbe dare. Sono d'accordo, quindi, facciamo il tetto, non al lordo, ma facciamolo così ognuno di noi potrà dare.
Io chiedo e lo sto chiedendo da due anni e mezzo, Presidente, ma nessuno mi da la risposta. Per cortesia qualcuno mi deve dire chi può fare il Consigliere regionale? Chi lo può fare? Un dipendente, un pensionato, una persona di partito? Va bene. Una persona che può permettersi di non lavorare, ma l'attività libero professionale è disdicevole farla? Io ho studiato per far quello, mio padre mi ha fatto studiare per fare il medico, non sono dipendente, perché? La vogliamo raccontare tutta, questa è una bella favola. Quando stavo in Ancona non avevo la tessera di partito per entrare all'Umberto I, posso dire nome e cognome, ma qui dopo diventa un po’ pesante anche perché sono personaggi che ancora vivono in politica, in quell'ambiente.
Una persona che è libero professionista, che non può andare in aspettativa perché non può chiudere l’ambulatorio per incompatibilità, che deve fare? Non fare politica, io sono disposto anche a non fare politica, oppure, datemi una stanza in cui fare l'ambulatorio qui nel palazzo. Credo che bisogna darsi una regolata, se stiamo in queste condizioni la colpa è di tutti noi che ci mettiamo in una situazione di prostituzione politica, cercando di vendere il tutto per un'immagine che non so neanche a cosa serva.
Chiedo di nuovo, qui abbiamo la Dott.ssa Santoncini, chi può fare il Consigliere regionale? Rispondetemi perché in base alla risposta se mi si dice: “Tu medico di famiglia sei chiaramente non dipendente, non lo puoi fare”, io accetto volentieri questa possibilità e me ne torno a casa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Io mi meraviglio che dall'Ufficio di Presidenza, mi dispiace che non ci sia il Presidente Solazzi, di fronte a tali partorienti, che non rientrano secondo me, Dott. Marinelli, tra il cesareo, il naturale o il forbice, a me viene in mente un altro tipo di partorimento, una famosa barzelletta raccontava del terzo partorimento, non so se ve la ricordate, era anale, possono venire fuori certe cose.
Io voglio sapere di più, voglio sapere se uno che è titolare di una quota di uno studio associato può fare il Consigliere regionale? Se uno ha il padre che fa l'avvocato, un fratello che fa l'avvocato ed un figlio che fa l'avvocato, può fare il Consigliere regionale?
Io devo sapere questo per la mia vita, io parlo come sempre per me, devo sapere come fare? Io sono convinto che se ho preso dieci voti, li ho presi perché facevo il professionista, non certo perché ero uomo di partito; non sono mai stato un uomo di partito, sono sempre stato contro quelli che comandavano nel partito, quindi, ero un morto, un morto che cammina. Altri hanno altre fortune, Dott. Marinelli, mica hanno l'ambulatorio come lei, altri hanno il partito che li prende, li alza, se li mette sulle spalle e corre. Non a caso, ci sono persone che cambiano partiti perché cosa conta il partito in fin dei conti? Basta che trovi uno che ti porta, uno che ti mette sulle spalle, uno che ti si incolla e ti fa prendere x preferenze, come a lei no? Se lei cambiasse partito prenderebbe le stesse preferenze perché stimano lei, Dott. Martinelli, il professionista stimato e la gente potrebbe anche capire, fino ad un certo punto, modifiche di pensiero o di collocazione. Molto più grave è invece, chi potrebbe fare il Consigliere regionale e dare un grosso contributo, perché il contributo è quantitativo, Dott. Marinelli e se lei fa una ricetta, il suo impegno per i problemi della Regione scema, decade, si vanifica, scema in un altro senso. Si vanifica, svapora, diciamo, e qui stiamo parlando di questo, Presidente Bugaro, sono contento che lei presieda, però, la prego di riprendere tutto e raccontare al Presidente Solazzi, quando viene, quando torna, nei particolari questa vicenda ...

PRESIDENTE. Sarà mio compito.

Giulio NATALI. Perchè io spero che dopo due anni e mezzo nella rotazione che ci dovrebbe essere, ci sia una rotazione in tutto, non so se in diminuzione o meno, anche confermando l’Ufficio di Presidenza, per non far fare a questo Ufficio di Presidenza delle figure di questo tipo, quei partorimenti, quelle figure che si attagliano perfettamente al terzo tipo di partorimento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Io ho firmato questo sub emendamento, insieme alla Consigliera Giorgi, pur essendo un libero professionista, perché mi sono accorto, facendo il Consigliere regionale, fin dall'inizio, che lo puoi fare in tanti modi, lo puoi fare con un impegno minimo, lo puoi fare con un impegno medio o con un impegno massimo, lo puoi fare in tanti modi. Io ho chiesto all'inizio del mandato, per iscritto, all'Ufficio di Presidenza, pur essendo un libero professionista, di avere un cartellino orologio, volevo timbrare un badget come i dipendenti, l'ho chiesto per me, non per il mio partito, allora avevo un partito, né per altri, per la mia documentazione, mi è stato negato per iscritto.
Tra l'altro sono presente quasi tutti i giorni e quando esco sono sempre l'ultimo, il guardiano, di sotto, mi caccia via alle otto di sera, perché ho degli orari un po’ particolari e mi sono accorto che se ci metti tanto impegno, tanto studio, tanta analisi, tanta attività nel fare il Consigliere regionale non hai il tempo, poi, per fare la libera professione, parliamoci chiaro, se invece cerchi di mediare uno e l'altro è chiaro che trovi gli escamotage di tutti i tipi.
Su questo sub emendamento non c'è nessuna incompatibilità, ho sentito degli interventi anche giustificati per il fatto che è stato un sub emendamento presentato all'ultimo momento e, quindi, non c'è stato il tempo di leggerlo, ma c'è scritto che c'è un’alternativa tra la corresponsione economica dell'indennità di carica e il lavoro subordinato o autonomo che è, esattamente, come accade per chi è lavoratore dipende e ha preso l'aspettativa, quindi, non è che stiamo parlando di incompatibilità giuridica ma di sovrapposizione economica tra due redditi, il reddito derivante dall'indennità di carica per chi svolge, e dovrebbe farlo bene, il ruolo di Consigliere regionale e il reddito di chi esercita l'attività di impresa o lavoro autonomo.
Ricordo che l'articolo 1 di questa legge che stiamo approvando, che come dice il Consigliere Perazzoli, peraltro, subìta dalla legislazione statale, prevede quattro tipi di trattamenti economici che sono: indennità di carica, indennità di funzione, rimborso spese per l'esercizio del mandato, indennità di fine mandato, il tutto riformulato, da parte dell’Ufficio di Presidenza, in un range che sta tra gli 11.100 ed i 13.800 euro lordi.
Stiamo parlando della possibilità di sovrapporre una di queste voci e, cioè, l'indennità di carica, non tutte e quattro, per quanto riguarda il lavoro autonomo e il lavoro dipendente, rispetto, appunto, a queste indennità.
Probabilmente è un sub emendamento che non sarebbe neanche stato presentato se non ci fosse stato l'emendamento che vorrebbe cassare e, quindi, l'equilibrio ci dovrebbe essere da ambo le parti. Questo è il discorso. Se non fosse stato presentato l'emendamento del Consigliere Pieroni, non ci sarebbe stata la reazione un po' nervosa, mi rendo conto, di questo sub emendamento, che però ha una logica, non è che non ce l'ha. Ha una logica e me ne sono reso conto personalmente, sapete benissimo meglio di me, voi che fate politica da più tempo di me, che il Consigliere regionale è impegnato anche la sera perché la gente è libera la sera, il sabato, la domenica, quindi, se ci dedichi anche l'intera giornata ed hai un’attività lavorativa autonomo professionale, non hai il tempo di fare l'una o l'altra.
Non è che abbiamo il dono dell'ubiquità qui dentro, quindi, questo sub-emendamento ha una logica, secondo me, e a questo punto direi di ritirarli entrambi forse andiamo tutti d'accordo, se no siamo costretti a votarli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Io intervengo per dare il mio voto favorevole ai due emendamenti e vorrei invitare tutti i colleghi Consiglieri che sono liberi professionisti, che hanno un reddito legato non direttamente, diciamo così, alla pubblica amministrazione, o altro ma hanno la propria attività professionale, a votarlo. Lo si deve fare in tono di sfida rispetto a quella che è una sorta di rivendicazione, credo che il significato profondo dell’emendamento è ben captabile: è quello che non possiamo rivedere la questione delle nostre indennità perché altrimenti il primo, che deve in qualche modo rinunciare, è chi propone o fa questa battaglia.
Io credo, non voglio fare l'idealista, che fare politica deve essere superiore ad ogni volontà, ad ogni esigenza personale e se si deve dare dimostrazione che si può fare politica anche in "povertà”, e qua nessuno è povero, bisogna, in qualche modo, darla. Non a caso quando è morto De Gasperi fu fatta una legge per fare il funerale e penso che il Consigliere Trenta che idealizza De Gasperi, lo può tranquillamente ricordare. (…) De Gasperi ha avuto una legge apposita per poter svolgere il proprio funerale perché non aveva i fondi necessari.
Al di là di questa situazione il tema profondo su cui vorrei inserirmi è che non può la politica essere in qualche modo coartata alla volontà di chi fa una professione o chi è dipendente a tempo indeterminato o di chi ha la possibilità di farla per agi personali. La politica è qualcosa di più ampio, di più certo, non legata alle singole esigenze personali, deve essere posta come primo obiettivo, come primo servizio, più che obiettivo, in senso programmatico.
Il mio voto è un voto favorevole ma di sfida perché sono d'accordissimo con l'intervento che ha fatto il Consigliere Silvetti, con quello che ha fatto il collega Marinelli, ma la dimostrazione più alta, rispetto a chi propone una rivendicazione e una sorta di ricatto - perché così la intendo, che ci taglia e che ci impone di non farla perché siamo “della categoria dei professionisti” - è quella di accettare questa sfida ed arrivare anche ad una sorta "non solo di minor compensi ma di gratuità” perché se questo è il rilancio attraverso cui dare la dimostrazione che c’è una vocazione al servizio della politica lo si fa anche con gesti concreti.
Io voto a favore di questi due emendamenti per le motivazioni che ho espresso.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Voglio dire, innanzitutto, al Consigliere Natali che questo sub emendamento l’ho presentato non come Vicepresidente, ho parlato da qui, perché questa è la mia posizione, non l'ho chiarito prima ed ha fatto bene il Consigliere Natali, allora lo dico adesso, ci mancherebbe altro, una giusta osservazione.
Io ho ascoltato con molto interesse questo piccolo dibattito che c'è stato, chiaramente, il mio sub emendamento non sarebbe nato se non ci fosse stato un certo emendamento.
Vede Consigliere Latini, non è una sorta di sfida, è una riflessione, perché molte volte si guarda sempre al proprio interno senza vedere la realtà generale in cui si vive.
Io credo, e parlo a titolo personale, di essere l'unica persona a fare una professione indipendente che facendo il Consigliere regionale non posso assolutamente svolgere perché il dono dell'ubiquità il Signore non me lo ha dato. Se faccio il Consigliere regionale io sto qui, sto sul territorio, studio, faccio le Commissioni, faccio quello che sappiamo deve fare un Consigliere regionale e nello stesso momento non posso essere in tournè, in giro per l'Italia.
La libera professione Consigliere Silvetti è anche la mia e quando avrò finito i miei cinque anni in Consiglio regionale, cioè fra due anni, lei ha parlato della sua professione, ora parlo della mia, se permette, non ho nessuno che …, ma va bene è una scelta che ho fatto, mica mi hanno puntato il fucile, mi sono candidata, voglio dire, ho investito, sono stata sul territorio, ho fatto la campagna elettorale perché volevo dare un contributo e, infatti, lo sto dando e quando finirà saranno affari miei di rimettermi nel mondo del lavoro.
Chi fa una libera professione non è uguale (…) perché se uno continua a farla non è uguale, io non la posso fare, ma non perché io non la posso fare, ma perché ritengo, veramente, non consono il fatto che uno continui a fare un'altra libera professione, perché come diceva, giustamente, il Consigliere Marangoni, io non credo che le due cose siano compatibili. Se qui ci sono dei Superman bene, ne prendo atto per la razza marchigiana, però, nessuno ha detto, Consigliere Marinelli, che se fa il medico non può fare il Consigliere regionale, certo che lo può fare, si candida ma quando fa il Consigliere regionale non fa il medico. Io non sono una di quelle che dice riduciamoci lo stipendio del 50 e del 30%, lo stipendio noi lo dobbiamo prendere perché svolgiamo un lavoro, però, dobbiamo svolgere questo lavoro non altri lavori, va bene?
Io non vado a fare le demagogie, il 50% in meno, il 30% in meno, non mi sento di rubare niente, mi sento di impegnarmi e di lavorare qui dentro, quindi, sento consono quello che ci viene dato perché, giustamente, la politica la devono fare tutti, non solo chi ha i soldi, quindi, voglio dire che a provocazione, perché è provocazione, rispondo non con provocazione, ma seguendo quella linea.
Ci dobbiamo ridurre lo stipendio? Va bene, allora facciamo solo un lavoro, ritiro l'emendamento se lo ritira il Consigliere Pieroni, altrimenti, non lo ritiro, perché il mio discorso è conseguente, è quello che faccio e ci credo veramente.

PRESIDENTE. Io non ho nessuno iscritto a parlare. Ritirate gli emendamenti? Non vengono ritirati.
Due cose prima di votare il sub emendamento, chiedo agli uffici di predisporre, visto che sto presiedendo, un sub emendamento che preveda che tutti i nominati dal Consiglio regionale o dalla Giunta regionale nelle aziende partecipate dalla Regione, non godano dei benefit che fino ad adesso si è .. oppure predisponiamo un ordine del giorno di questo tenore, il Presidente della Svim piuttosto che l’amministratore dell'Assam e via dicendo non abbiano, al pari dei Consiglieri regionali, nessun tipo di benefit. A caduta non vedo perché quelli che stanno sotto di noi devono avere più di noi, devono avere più del Consigliere regionale, la figura politica apicale, istituzionale apicale, quindi, presenterò questo emendamento, questo ordine del giorno che spero la Giunta faccia proprio o lo farà l'Ufficio di Presidenza.

Sub emendamento 2/1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento 2/1 del Consigliere Pieroni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 9. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 10. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 10 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 11. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 12 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 277. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio l'autorizzazione di poter predisporre l'ordine del giorno che avevo preannunciato prima e di votarlo alla fine della seduta non appena tecnicamente sarà redatto. Se l'Aula decide di accordare ... l'ordine del giorno lo dobbiamo approvare subito … Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Volevo sapere se l'ordine del giorno conterrà le incompatibilità sugli autonomi, liberi professionisti o altro, no?

PRESIDENTE. No!

Giulio NATALI. Questo indica che i nominati possono essere esentati da tutto ciò. Grazie.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno è complesso da scrivere, quindi, lo mettiamo nel bilancio, lo accludiamo al bilancio.
Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Completo in maniera irrituale ma se me lo consente …

PRESIDENTE. Su quale punto?

Umberto TRENTA. Un secondo sull’anticipazione che avevo fatto prima perché ho dimenticato una cosa. Volevo ringraziare la Struttura Informazione e Comunicazione del Consiglio per la manifestazione, l'ho omesso prima perché sono stato interrotto dall'Assessore, ringrazio e un grazie anche a lei.

Proposta di legge n. 276
del Consigliere Solazzi
(Testo base) “Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 ‘Finanziamento delle attività dei Gruppi consiliari’ in attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213”

Proposta di legge n. 247
del Consigliere Acacia Scarpetti
“Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 ‘Finanziamento delle attività dei Gruppi consiliari’”

Proposta di legge n. 249
del Consigliere Marinelli
“Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34: ‘Finanziamento delle attività dei Gruppi consiliari’”

Proposta di legge n. 253
del Consigliere Latini
“Modifiche alla legge regionale 10 agosto 1988, n. 34 ‘Finanziamento delle attività dei Gruppi consiliari’”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di legge n. 276 del Consigliere Solazzi, n. 247 del Consigliere Acacia Scarpetti, n. 249 del Consigliere Marinelli, n. 253 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Con la presente proposta di legge si provvede all'attuazione, da parte della nostra Regione, delle disposizioni previste dal decreto legislativo 174, recentemente convertito in legge, in materia di gruppi consiliari.
Come è noto il decreto-legge 174 del 2012 ha introdotto diverse misure rivolte al controllo da parte della Corte dei Conti sull'amministrazione regionale e al contenimento delle spese di funzionamento delle istituzioni regionali inclusi i gruppi consiliari, disposizioni che devono essere recepite dalla Regione entro il 23 dicembre, per questo stiamo accelerando i lavori dell'Aula, per non incorrere in certe sanzioni previste proprio dal decreto stesso, cioè, la riduzione dell'80% dei trasferimenti erariali diversi da quelli relativi al servizio sanitario nazionale, al trasporto pubblico locale e ulteriore riduzione degli stessi trasferimenti per un importo corrispondente alla metà della spesa regionale del 2013 relativa al trasferimento economico dei Consiglieri ed Assessori.
Le disposizioni concernenti i gruppi consiliari sono contenute all'articolo 1 comma 9 e seguenti “Controllo della Corte dei Conti sui rendiconti dei gruppi”, nell'articolo 2, comma 1, lettere g, h, e, l, del decreto-legge 174, nel testo risultante dal disegno di legge di conversione.
In particolare per quanto attiene alla riduzione dei contributi per il finanziamento dell'attività dei gruppi, il decreto legge citato ha previsto che essi non debbano eccedere l'importo riconosciuto dalla Regione più virtuosa ridotto della metà.
La Regione più virtuosa doveva essere individuata dalla Conferenza Stato Regioni. La Conferenza Stato Regioni in data 30 ottobre 2012, in tema di contributo per il finanziamento dell'attività dei gruppi, ha individuato quale Regione più virtuosa l'Abruzzo, con il relativo importo, ponderato in relazione a ciascun Consigliere, ridotto della metà.
Vorrei ricordare che nell’individuazione della Regione più virtuosa anche per quanto concerne i gruppi, dico anche, perché nella Conferenza Stato Regioni sono state, praticamente, spacchettate tutte le voci per andare, per ogni singola voce, ad individuare la Regione più virtuosa e la nostra Regione si è dimostrata la più virtuosa. Nel tema degli importi corrisposti per il funzionamento dei gruppi la Regione Marche si è dimostrata un pelino inferiore per virtuosità, ma appena, appena, rispetto alla Regione Abruzzo che è stata presa come riferimento.
L'importo individuato in base a questa ponderazione, è di 5.000 euro per ciascun componente di ogni gruppo, annui.
Nel corso dell'esame in Parlamento del disegno di legge di conversione sono stati, poi, inseriti due ulteriori parametri a cui commisurare i contributi ai gruppi, la popolazione residente e l'estensione territoriale regionale.
La Conferenza Stato Regioni, infatti, in data 6 dicembre 2012 ha integrato la misura del contributo, già fissata, cioè 5.000 euro, con un’ulteriore quota risultante dal prodotto di 0,05 per la popolazione residente nella regione, che per la nostra regione equivale a circa 78.000 euro, l'avevamo già detto la scorsa settimana, in fase di approvazione del bilancio dell'Assemblea, perché noi l'avevamo già previsto.
La lettera h, dell'articolo 2 del decreto-legge 174 convertito, prevede che le Regioni a decorrere dalla legislatura successiva a quella in corso, salvaguardando per la legislatura corrente i contratti in essere, dovranno rideterminare la spesa per il personale dei gruppi, secondo parametri omogenei, tenendo conto del numero dei Consiglieri, delle dimensioni del territorio e dei modelli organizzativi di ciascuna Regione.
La Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea ha proposto, anche per questo aspetto, di individuare un criterio omogeneo tra le diverse Regioni che è stato fatto proprio nella Conferenza Stato Regioni in data 6 dicembre 2012 e che noi riportiamo, naturalmente, nella nostra legge.
La nostra proposta di legge provvede al recepimento di questa come di tutte le altre misure recate dal decreto-legge citato in tema di gruppi consiliari, modificando la nostra attuale legge regionale la numero 34 del '98 che ne contiene la disciplina.
Nel dettaglio, l'articolo 1 della legge riduce la misura dei contributi ai gruppi dell'importo della Regione più virtuosa ridotto la metà come ho detto, quindi, 5.000 euro più questa quota di 0,05 moltiplicata per gli abitanti della regione che sono circa 78.000 euro, inoltre all'articolo 1 si recepiscono altre indicazioni ivi previste escludendo, questo è importante, la corresponsione dei contributi ai gruppi composti da un solo Consigliere a meno che questo risulti unico eletto di una lista che ha partecipato autonomamente alle elezioni e il gruppo sia corrispondente alla lista medesima.
Io ho presentato un emendamento che specifica quanto previsto dalla legge, cioè, se un gruppo è composto inizialmente da tre o quattro elementi ma poi rimane un solo esponente, perché tre se ne vanno, quel gruppo ha diritto di rimanere in vita e ha diritto alla corresponsione del contributo.
Per quanto riguarda l'articolo 2 questo recepisce la disciplina prevista dall’articolo 1 commi 9, 10, 11, 12 del decreto-legge 174, in tema di presentazione dei rendiconti dei gruppi consiliari e controlli sugli stessi da parte della Corte dei Conti. Noi in Aula, circa tre sedute fa, abbiamo istituito il Collegio dei revisori dei conti della Regione, esclusi i conti dei gruppi, che vanno mandati direttamente alla Corte dei Conti.
Gli articoli 3 e 4 apportano alcune modifiche alle spese ammissibili da parte dei gruppi, praticamente, sono degli adeguamenti ai criteri delle linee guida stabilite dalla Conferenza Stato Regioni e l'articolo 5 recepisce la disposizione della lettera h, del comma 1, dell'articolo 2, sempre del decreto-legge 174, in materia di spesa per il personale dei gruppi assembleari aderendo, quindi, al criterio omogeneo individuato dalla Conferenza delle Assemblee legislative regionali e fatto proprio dalla Conferenza Stato Regioni in data 6 dicembre.
Secondo tale criterio, questo è importante, la spesa regionale per il personale dei gruppi non può eccedere il costo di un dipendente regionale di categoria D6 che sono circa 50.000 euro lordi per ciascun componente del gruppo. Il gruppo inoltre, secondo una disposizione preesistente nel testo dell'articolo 4 della legge regionale 34/98, la nostra vigente in materia, potrà assumere personale in quantità e categorie diverse da quelle indicate purché non superi il tetto di spesa rappresentato da tale assegnazione, cioè, il gruppo avrà a disposizione la spesa relativa ad un D6 per ogni componente del gruppo che potrà essere gestita, tecnicamente, noi diciamo spacchettata in altre categorie, purché non si superi quel limite massimo del D6 per Consigliere.
Abbiamo inserito anche dei parametri per quanto riguarda il personale esterno che può essere assunto da ogni gruppo. Praticamente gruppi di un solo Consigliere possono accedere ad un'unità esterna, gruppi composti da due a tre Consiglieri due unità, tre unità di categoria D6 per i gruppi da quattro a sei Consiglieri, cinque unità per i gruppi da sette a dieci Consiglieri, sei unità per i gruppi da oltre dieci Consiglieri.
Nell’articolo 6 si prevedono, inoltre, alcune disposizioni finali transitorie stabilendo una diversa decorrenza dell'applicazione degli articoli 1, 2, 3 cioè, da gennaio 2013 andrà subito in vigore la riduzione dell'importo a disposizione dei gruppi, quindi 5.000 euro a Consigliere più quell'incremento dato dallo 0,05 per il numero degli abitanti, mentre il personale come ho già detto prima, resterà in carica per tutta la legislatura, la modifica rispetto al personale entrerà in vigore dalla prossima legislatura.
Questo è importante per garantire l'occupazione attuale di chi è attualmente occupato qui in Consiglio regionale.
Credo che noi come Regione abbiamo fatto veramente il nostro dovere, in fondo c'era imposto per legge, però, eravamo già la Regione più virtuosa. Abbiamo seguito le disposizioni governative, volevo solo aggiungere una cosa, ritengo che gli importi a disposizione dei gruppi per fare politica con questo provvedimento siano notevolmente diminuiti, per quanto ci riguarda, lo abbiamo visto con il bilancio, sono praticamente dimezzati, eravamo una delle Regioni che spendevano di meno, saremmo così bravi da continuare, io spero, la nostra attività politica, l'attività dei gruppi consiliari anche con meno risorse a disposizione e per questo ritengo, ritorno al discorso di prima, che le indennità dei Consiglieri inevitabilmente andranno anche a coprire alcune spese che i gruppi non potranno coprire e non possono essere ridotte ancora di più perché allora veramente la politica la potrà fare solo chi ha i soldi o solo chi magari li recepisci in maniera particolare.

PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Romagnoli.

Franca ROMAGNOLI. Poco da aggiungere a quanto ha già espresso la relatrice di maggioranza Consigliera Giorgi. E’ un atto in parte imposto dal decreto 174 dell'ottobre 2012 ma che ritengo abbastanza equo ed equilibrato e non svolto, forse, sotto la spinta emotiva che mai dovrebbe trascinare le decisioni riformiste e di natura istituzionale come quelle che vanno a toccare, in ogni caso, le spese di funzionamento della democrazia, della partecipazione e, quindi, del funzionamento del Consiglio e dei gruppi consiliari.
Spinta emotiva che mai è foriera di buoni consigli, come prima abbiamo ben visto nella discussione, dove si può trascendere per demagogia, per populismo, perdendo di vista quei punti di riferimento, quei valori alla base della politica che, invece, dobbiamo in ogni caso salvaguardare.
Una certa fierezza per il fatto che la nostra Regione dopo l'Abruzzo, e di poco, è stata individuata per le indennità, come per il resto ma, in particolare, per i costi di funzionamento dei gruppi, come la più virtuosa e, quindi, il trattamento base, diciamo, parte dall'Abruzzo, parte dalle Marche e viene, poi, ulteriormente dimezzato, per le cifre, ora davvero residue, che vengono riservate al finanziamento dei gruppi.
Ci tengo a dire che sono davvero spese di funzionamento della democrazia, probabilmente, non basteranno per far funzionare un gruppo perché tutti sappiamo che la politica costa, che c'è bisogno, sicuramente, di più, e che i Consiglieri regionali, come credo facevamo e come credo fanno tutti, si dovranno mettere le mani in tasca, perché questo facciamo con la nostra indennità, finanziamo, giustamente, perché l'indennità è anche questo, la politica e il territorio, le iniziative degne e, soprattutto, le iniziative di natura istituzionale e di gruppo, come così dev'essere.
Ci tengo a dire facendo un piccolo riferimento alla discussione di prima che l'indennità, e come tutti hanno sottolineato, è cosa diversa dall'emolumento, cosa diversa dalla retribuzione, concetto ben più alto che fin dalla classicità venne inserito proprio per indennizzare, per far sì che i migliori tra virgolette, e non solo i ricchi, potessero fare politica. Deve essere tale, deve essere individuata e, come dire, quantificata in modo tale che consenta di fare politica in maniera libera, che consenta di fare politica senza condizionamenti e senza la necessità di appoggiarsi a questa o a quella lobby, a questo o a quel finanziatore della campagna elettorale; tale che non consenta nessuna commistione, perché il problema delle professioni private e non privare è la commistione, non è il fatto di svolgerle o di non svolgerle, è la commistione che non deve essere svolta e qui mi appello naturalmente alla onestà e alla incorruttibilità dei soggetti che fanno politica.
Apro e chiudo una parentesi, ho visto la trasmissione dell'altra domenica sull'Eni e su questi mega Presidenti e mega stipendi e mi chiedo quando quel tipo di casta, questi grandi enti con questi milioni - domenica si parlava dello stipendio di Scaloni che da 2 milioni e mezzo è arrivato al 5 milioni nel giro di pochi mesi, parliamo di milioni di euro all'anno - verrà toccata e quando si eliminerà con provvedimenti adeguati la corruttela, la corruzione e la disonestà, oltre che con l'appello alle coscienze, che temo possa lasciare il tempo che trova se non c'è una riforma educativa e culturale forte, una spinta forte. Credo che questo debba essere adeguatamente punito, questi atteggiamenti dovranno essere sanzionati e si dovrà evitare di mettere a capo di certi enti, che sono la marmellata - questa sì rispetto ad un Consiglio regionale, perché il potere dell'Eni, il potere di tutti gli appalti e, faccio riferimento a quanto la Gabanelli ha detto l'altra domenica, è smisurato, rispetto a quanto può fare, non dico un Consigliere regionale ma un Parlamentare - le persone sbagliate, le persone che sono emanazione di un potere politico deviato, corrotto, per fare gli appalti, per fare contratti che penalizzano l'interesse nazionale in favore di questa o quella lobby, di questo o quel gruppo industriale, di questo o quel politico, che spesso è anche imprenditore, questa si è commistione. Questo è, rispetto a quanto stiamo discutendo oggi, davvero inverosimile ed forse è ora che su questo, evitando la miopia di questo periodo, si metta la mano e si ponga l'attenzione.
Credo che se elimineremo radicalmente questi atteggiamenti e questi dispendi il nostro Pil, la nostra crescita faranno un balzo avanti, come ci raccomanda la Corte dei Conti, che vede proprio nella corruzione una delle voci negative, peggiori, dei nostri bilanci e soprattutto della crescita nazionale.
I cittadini vogliono che le cose funzionino senza i disonesti e noi per i disonesti ci troviamo a fare questo discorso, la nostra virtuosità per fortuna è emersa, però, spero che questo Paese si dia, davvero, un profilo riformista e di pulizia generale che non si limiti al contentino da mandare in pasto alla popolazione.
Concludo dicendo che riguardo la riduzione del finanziamento, la ratio dei mono gruppi, anche lì un atto dovuto, si è cercato di dare un parametro che è quello della rappresentatività di un gruppo. Un gruppo che si è presentato in una maniera alle elezioni e si riduce, poi, ad essere mono gruppo a seguito di una scissione, e non ha avuto il vaglio della elezione elettorale, è stato dalla legge nazionale, non da noi, individuato e penalizzato e, quindi, delle ripercussioni per quanto minime ci saranno anche nel nostro Consiglio regionale. Per il resto abbiamo cercato davvero di essere equi, di applicare la legge nazionale partendo da una base che non era dispendiosa, non era di spreco, era di per sé già virtuosa.
Spero che almeno su questo atto non ci siano punte demagogiche o altre sparate perché è stato abbastanza condiviso e credo possa essere approvato da tutti. Sarà compito, poi, dell'Ufficio di Presidenza, sentita la Conferenza dei Capigruppo, fare i provvedimenti attuativi di tutto questo, anche in riferimento, come è stato detto nel precedente atto, all’individuazione e alla quantificazione finale dell'indennità nei limiti stabiliti.
E' un compito oneroso che l'Ufficio di Presidenza si sobbarca volentieri, mettendone, ovviamente, a conoscenza in particolare la Conferenza dei Capigruppo.
Un'ultima cosa, un ringraziamento ai nostri dirigenti, in particolare alla dott.ssa Santoncini ed al dott. Misiti che hanno lavorato non solo qui ma anche a Roma, è vero il Presidente Solazzi ha spianato la strada ma i dirigenti hanno svolto un compito che significava criptare, si è trattato proprio di questo, i provvedimenti e le leggi delle altre Regioni che spesso apparivano virtuose ma, poi, sotto scaricavano di tutto, aumentando ad libitum la parte diciamo indennitaria, quindi, la parte esente e facendo figurare un lordo sicuramente più basso ma un netto, decisamente, più alto in busta. E’ stato svolto un lavoro importante da parte dei dirigenti nella direzione, ripeto, della chiarezza, della trasparenza e del rendere giustizia anche ai provvedimenti che portavamo dalla nostra Regione, quindi, un grazie; da questo, poi, è stato compilato nel tavolo dei Presidenti delle Regioni il testo che oggi, più o meno condiviso da tutte le Regioni e da tutti i Consiglieri regionali, stiamo approvando.
Importante è la politica ma la struttura ha funzionato, spianando davvero la strada per Roma in questi ultimi mesi.

PRESIDENTE . Passiamo alla votazione.
Articolo 1
Emendamento 1/1 del Consigliere Marangoni ricordo che se passa decade l'1/2, se non passa decadono il 3/1, il 4/1, il 5bis/1, il 6/1 e il 6/2.
Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Intervengo semplicemente per precisare una questione che è quella del personale esterno. Ritengo che questa norma debba essere rivista per l'impatto che ha, non tanto sul personale esterno, quanto sui costi e sul personale interno.
Questa composizione dei gruppi porterà alla costituzione di 28 D6, ognuno corrisponde a 50.000 euro, per un costo totale di 1.400.000 euro all'anno per il personale esterno, che è molto di più di quello che attualmente si spende. Quello che viene recuperato, che viene giustamente risparmiato, diminuendo il finanziamento ai gruppi, che viene tagliato del 50%, da 480 mila euro a 250 mila euro, viene poi buttato in ulteriori spese per il personale esterno. Attualmente noi abbiamo 15 contratti esterni e passeremo a 28 e non saranno come gli attuali 15 esterni di categoria C che costano 1.500 € mensili, ma saranno 28 contratti, ogni gruppo avrà un corrispondente economico pari a 28 contratti di categoria D6 con un costo di 1.400.000 euro all'anno.
L'altra questione è che questo porterà i gruppi ad assumere con contratti part-time, Co.Co.Co., eccetera e porterà un sacco di personale con contratti provvisori dentro al Consiglio regionale e, allo stesso tempo, diverse unità impiegate nei gruppi consiliari, proprio perché costano troppo, ma sono comunque pagati, ritorneranno ai servizi. Si dirà il personale interno costa troppo, mettiamo personale esterno, però, non si può licenziare il personale interno che sarà nuovamente assegnato ai servizi della Giunta ma, in questo momento, nei servizi della Giunta non ci sono risorse, abbiamo un bilancio poverissimo, non è come quando si è costituita la Regione, che si è assunto tutto il personale della Giunta perché c'erano risorse da distribuire, bandi da fare e, quindi, requisiti da verificare ed il personale aveva molto lavoro da fare. Adesso siamo in un momento in cui c'è, Assessore Petrini, la questione del personale dei gruppi che viene riportato in Giunta, sostituito da personale esterno. Tutto questo di fatto si configura come un aumento dei costi reali perché il personale che ritorna in Giunta viene, comunque, pagato, non può essere licenziato o altro, e vengono spesi 1.400.000 euro all'anno per pagare il personale esterno ai gruppi consiliari.
Io credo che questa norma, come ha detto giustamente qualche altro collega, non possa essere modificata in questa sede, va approfondita. Io chiedo che venga approfondita e la II^ Commissione, quindi, il Presidente della II^ Commissione Consigliere Latini indica una riunione specifica su questo aspetto, sui costi del personale esterno, se è vero che c'è un risparmio con il personale esterno, se c'è il rischio che il personale attualmente occupato presso i gruppi venga poi riassegnato in Giunta senza nessun effettivo ufficio da svolgere, se questo rischia di essere un aumento, un aggravio dei costi, considerato che si assumeranno dall'esterno personale che si illuderà ma che avrà un contratto certamente precario e a termine.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Volevo ricordare al consigliere Binci che la questione del personale andrà in vigore dalla prossima legislatura, quando, come abbiamo votato la scorsa settimana, non saremo più 43 ma 30 Consiglieri più uno e ci sarà un grande risparmio per quanto riguarda il personale.
Attualmente noi oltre ad avere il personale del gruppo abbiamo gli assistenti dei Consiglieri questa figura sparirà, non ci sarà più. Questo è un’ulteriore riduzione di personale, tra l'altro se si dovesse, alla fine, liberare del personale interno, questo rappresenterà una risorsa di cui sia l'Assemblea che la Giunta hanno bisogno perché le ricordo che c'è il blocco del turnover e, quindi, non è vero che non si fa più un bando, che non si fa più nulla, comunque, l'attività regionale, soprattutto, in Giunta andrà avanti e il personale interno servirà assolutamente. Ci sarà una notevole riduzione del costo dei gruppi ed un notevole recupero delle risorse interne, quindi, un duplice valore.
Non è come pensa lei, forse non ha tenuto in considerazione il fatto della riduzione del numero dei Consiglieri e di quello che sarà la valorizzazione il personale interno. Non c'è nessun surplus in questo momento, anzi, lo vediamo anche noi, nello svolgimento dei nostri lavori, che a volte gli uffici sono in affanno per mancanza di personale, quindi, ben venga il recupero. (…) diminuisce il numero dei Consiglieri da 43 a 30, ogni gruppo consiliare avrà il personale in base al numero dei Consiglieri che comporrà il gruppo.

.PRESIDENTE. E’ chiarissimo collega ed è evidente il risparmio Ha la parola il Consigliere Marangoni per illustrare l’emendamento 1/1 e ricordo che se passa decade l'1/2, se non passa decadono il 3/1, il 4/1, il 5bis/1, il 6/1 e il 6/2.

Enzo MARANGONI. Con questa legge noi riduciamo il finanziamento dei gruppi regionali di questo Consiglio da circa 500.000 euro, più o meno, sto arrotondando, a circa 300.000 euro.
Con questo emendamento io chiedo che il finanziamento non sia ridotto ma venga azzerato e l'importo che ne scaturisce, circa 300.000 euro annui, venga devoluto al sociale, ai servizi sociali oppure, eventualmente, al sostegno dei problemi dell'occupazione.

PRESIDENTE. Scusate colleghi c’è un Consigliere che sta intervenendo.

Enzo MARANGONI. In caso di approvazione di questo emendamento, le altre cose, per quanto riguarda i gruppi, rimarrebbero tali, il personale rimarrebbe, la dotazione, l’informatica e quant'altro rimarrebbe tale e quale.
Il senso dell'emendamento, ringrazio gli uffici tecnici per la collaborazione perché era abbastanza complesso, è quello di azzerare il finanziamento ai gruppi regionali e non è, come potrebbe sembrare, visto che ci siamo passati poco fa, un discorso demagogico, ma è un discorso legato al fatto che quasi tutti i nostri gruppi consiliari sono in realtà espressione di partiti politici, sono legati ai partiti e i partiti politici, sappiamo bene, hanno milioni e milioni di euro, una valanga di soldi di finanziamento pubblico per i partiti, i cosiddetti rimborsi elettorali che non sono per nulla rimborsi, è un euro all'anno per ogni voto e, quindi, ogni volta che ci sono le elezioni politiche, ogni volta che ci sono le elezioni europee, ogni volta che ci sono le elezioni regionali i nostri partiti hanno una valanga enorme di soldi e, quindi, dico i gruppi consiliari delle Marche attingano per la loro attività alla valanga di denaro disponibile dei partiti a cui fanno riferimento.
Chiedo che ci sia un azzeramento e che questi denari, questi pochi soldi, 300.000 euro all'anno vengano dati al sociale o come incentivo all'occupazione.
Questo è il senso di questo emendamento, già che ci sono faccio un cenno, per economizzare i tempi, sui successivi miei emendamenti, dove c'è scritto è soppresso, è soppresso, è soppresso, praticamente è la conseguenza della legge che andiamo ad approvare, di questa logica, cioè la parte connessa al finanziamento è sempre soppressa. Interverrò, poi, sugli emendamenti dell’art. 6, sull'ultimo.

PRESIDENTE. Emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Decadono gli emendamenti nn. 3/1, 4/1, 5bis/1, 6/1 e 6/2.

Emendamento 1/2 della Consigliera Giorgi. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3
Emendamento 3/1 del Consigliere Marangoni. Decaduto.

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4
Emendamento 4/1 del Consigliere Marangoni. Decaduto.

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5
Emendamento 5/1 dei Consiglieri Zinni, Ciriaci, Foschi, Natali, Massi, Marinelli. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Approfitto per dire perché voto contro e la perplessità di fondo, collega Perazzoli, difficilmente inconfutabile, è quella di dire che la figura tecnica dell'assistente non è più meritevole di esistere per ogni singolo Consigliere. Diciamoci la verità, è una grave sconfitta della Conferenza Stato-Regioni perché, purtroppo, l'impalcatura, ed io lo dico, con la quale si è creato il mostro del finanziamento ai gruppi consiliari era dovuta al fatto che uno invece di avere assistenti tecnici aveva dipendenti galoppini che dovevano fare cose per il partito e non per il Consigliere regionale.
Detto questo è, ovvio, che è una sconfitta. Personalmente mi asterrò dall'atto, lo dico adesso, da un lato sono favorevole, giustamente, alla riduzione della spesa, dall'altra non mi piace come è strutturato il concetto di mucchio.
Questo emendamento serve a chiarire anche un concetto, invito tutti i Consiglieri a valutarlo attentamente e chiedo un attimo di attenzione anche al Presidente e agli altri, perché questo emendamento ha un senso importante e dal momento in cui non esisterà più un dipendente assegnato ad ogni Consigliere o potrebbe non esistere - ha ragione il collega Bugaro potrebbe non esistere perché, ovviamente, si parla di un budget, di un monte - serve ad impedire che il capogruppo si monti la testa come Fiorito, per fare un esempio, e decida arbitrariamente di utilizzare quel budget D6 come gli pare. Vale a dire, non è detto che non sia più capogruppo, collega Bugaro, ma potrebbe accadere una spaccatura in cui rimane in maggioranza ma nessuno sa che è stata fatta una forzatura all'interno del gruppo.
Questa è una norma che dice due cose: la prima è che si presuppone che un gruppo consiliare sia una cosa seria e che ci sia l'unanimità della decisione sul personale da prendere, si presuppone, ovviamente, che questo sia un lavoro intelligente fra i Consiglieri, ma potrebbe anche accadere che non ci sia unanimità e allora credo che sia giusto che avvenga una votazione verbalizzata all’interno del gruppo e che ne sia data comunicazione all'Ufficio di Presidenza in maniera tale che se un gruppo non è serio non ha il vantaggio di non esser serio nell'ombra, ma tutti, in Aula, devono sapere che non c'è questa serietà. Deve essere pubblico, lo devono sapere anche i giornali che un gruppo litiga per il personale. E’ una figuraccia, una cosa brutta.
Questa è una norma che dice di ricercare l'unanimità, si fa una votazione a maggioranza assoluta e la si comunica all'Ufficio di Presidenza che la rende pubblica.
Vi invito a votare questa cosa perché è un modo per non creare dei nuovi Fiorito nei capigruppo ed allo stesso tempo consente al capigruppo di gestire la questione. Ci deve essere armonia in maniera tale che non vengano fuori cose strane e se è giusto spender di meno e, quindi, creare una situazione in cui non c'è più un dipendente a Consigliere - perché quello che dice il Consigliere Bugaro è vero, potrebbe coincidere ma potrebbe anche non coincidere se il capogruppo non vuole - allora fissiamo il principio della trasparenza e dell'armonia della scelta di questo personale.
Questa è una norma che consentirebbe di mantenere il risparmio dell'impianto della legge ma non consentirebbe ad un padre padrone capogruppo di fare un po' quello che gli pare. Di Fiorito ne abbiamo già visti tanti in Italia, adesso cerchiamo di fare le cose serie, non solo nel ridurre la spesa ma anche nel creare un metodo di scelta del personale che sia politicamente trasparente insieme all'Aula.

PRESIDENTE. Emendamento 5/1. Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa approva)

(…) Scusate colleghi, io non voglio pendere da nessuna parte e del resto ci sono stati innumerevoli precedenti di questo tipo, anche prima in questa stessa seduta, quando a qualcuno non ha preso il voto. Il Consigliere Marangoni cosa ha fatto prima? Ha dichiarato il suo voto. Cosa ho detto ai Consiglieri Natali e Acquaroli quando la votazione non è stata presa? “Registro il voto contrario”. (…) Consigliere Trenta, la collega Malaspina e la collega Ortenzi erano in Aula. (…) Consigliere Trenta se lo fa, non fa altro che farmi un piacere (…) Detto questo, ed il fatto le assicuro non mi crea nessun tipo di spavento, decidiamo se rifare la votazione o mettere a verbale la votazione della Consigliera Malaspina e della collega Ortenzi, decidete voi. Esattamente come ho fatto prima con i Consiglieri Natali, Acquaroli e Marangoni, non posso fare figli e figliastri, quindi, ripetiamo la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Semplicemente per ripuntualizzare la questione precedente che riguarda la prossima legislatura. Con questo articolo per un gruppo da due a tre Consiglieri c'è il finanziamento corrispondente alla spesa per due dipendenti di categoria D6, cioè un gruppo di due o di tre Consiglieri ha un corrispettivo di due D6 di personale esterno, quindi, su tre dipendenti un gruppo composto da due Consiglieri può prendere tutto personale esterno, un gruppo di tre Consiglieri può prendere due esterni su tre, un gruppo da sette può prendere cinque unità esterne, un gruppo da quattro può prendere tre unità esterne, questo vuol dire che il 90% del personale dei gruppi sarà esterno e che l'attuale personale assegnato ai gruppi, che è dipendente regionale, sarà inutilizzato con la propria competenza acquisita in anni di lavoro.
Penso che sia una percentuale troppo alta, che vada come minimo dimezzata e contesto anche il fatto che il personale della Regione sia carente. In riferimento al patto di stabilità, dobbiamo pensare che non è ancora chiuso il discorso delle Province e del loro personale, l'eventuale accorpamento comporterà esuberi in tutta la parte amministrativa, in altri settori la legge prevede che non può esserci il completo riassorbimento del turnover. Questa è una legge che va nel senso della riduzione della spesa della pubblica amministrazione, quindi, non andrà in qualche modo a scomparire ma per molti anni, finché ci sarà la crisi economica, ci sarà questa tendenza.
Contesto, quindi, il fatto che c'è carenza di personale, secondo me ci sarà il problema del collocamento, in funzioni adeguate, dei dipendenti che attualmente stanno ai gruppi. Questa legge, secondo me, va rivista e va rivista con calma anche perché abbiamo due anni e mezzo di tempo e la II^ Commissione potrà iniziare a fare una valutazione con l'aiuto dei dirigenti di Giunta e di Consiglio, alla luce dei costi reali, perché ritengo che se non saranno 1.400.000 euro, per il fatto che diminuiranno i Consiglieri dalla prossima legislatura, da 40 a 30, sicuramente saranno all'incirca 1 milione di euro di costi esterni aggiuntivi rispetto agli attuali che vanificheranno i risparmi fatti dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Articolo 5 così come emendato, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 5bis/1 del Consigliere Marangoni. Decaduto.

Articolo 6
Emendamento 6/1 del Consigliere Marangoni. Decaduto.
Emendamento 6/2 del Consigliere Marangoni. Decaduto.

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7 (dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 276, così come emendata, la pongo in votazione,

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 156
ad iniziativa della Giunta regionale
“Individuazione dei limiti demografici minimi per le forme associative dei Comuni”

(Nuova titolazione) “Individuazione dei limiti demografici minimi delle Unioni dei Comuni e modifica alla legge regionale 1 luglio 2008, n. 18 “Norme in materia di Comunità montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 156 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Torniamo a parlare di questa legge, la n. 156 che è stata portata in Aula e iscritta all'ordine del giorno lo scorso anno, se vi ricordate, proprio in questo periodo e poi è stata rinviata. Allora c’era un panorama giuridico completamente diverso, c'era la 148 del settembre 2011, che poneva degli obblighi, soprattutto, ai Comuni di 1.000 abitanti, come quello di unirsi in Unione dei Comuni e mettere insieme le funzioni fondamentali.
Un altro obbligo importante era quello che i Comuni fino a 5.000 abitanti, 3.000 se appartenenti alla Comunità montana o appartenuti alle Comunità montane, dovevano convenzionarsi o mettere in Unione dei Comuni due delle sei funzioni fondamentali, entro il 31 dicembre dello scorso anno e le rimanenti entro l'anno successivo, entro quest'anno.
Noi avevamo preparato la proposta di legge n. 156 e, grazie anche alla richiesta dei Comuni - le Marche sono formate da 239 Comuni, tanti piccoli Comuni, 157 sono sotto i 5.000 abitanti – avevamo assecondato quella che era la richiesta dell'Anci, perché in tre mesi avrebbero dovuto risolvere il problema di mettere due funzioni fondamentali in convenzione con l'Unione dei Comuni. La proposta riguardava i Comuni di 5.000 e 3.000 abitanti e se da una parte favoriva la risposta alla legge, dall'altra, in qualche modo, preoccupava perché comportava la frammentazione delle Unioni dei Comuni o delle convenzioni. Alla fine, poi, è stata rinviata anche per la sollevazione che c'è stata dei piccoli Comuni all'Anci nazionale e perchè si parlava di proroga o, comunque, di cambiare quella normativa.
In effetti la normativa è stata cambiata e oggi ragioniamo su questa legge con una normativa diversa. Sono sparite le differenze tra i Comuni di 1.000, 3.000 e 5.000 abitanti, i 1.000 non esistono più come categoria da riassociare ma esistono 5.000 abitanti o 3.000 se appartenenti alle comunità montane o appartenute alle Comunità montane (…). Esatto la categoria dei 1.000 è stata tolta.
Sono state aumentate le funzioni fondamentali, non più sei ma nove, e l'obbligo è di convenzionare o in Unione dei Comuni tre delle nove funzioni fondamentali entro quest'anno, entro il 31 dicembre, e le rimanenti entro l'anno successivo.
Le grandi novità sono che non c’è più l'obbligo dell'Unione dei Comuni, ma c'è la convenzione, e non c'è più il limite demografico di 10.000 abitanti. Nella vecchia normativa si doveva raggiunge un limite demografico di 10.000 abitanti, nella nuova non c'è più questo obbligo nel caso della convenzione ed il limite demografico di 10.000 abitanti è rimasto esclusivamente per quanto riguarda l'Unione dei Comuni.
Oggi noi con questa legge andiamo, ed è competenza regionale, ad abbassare questi limiti demografici, ad agire su questo limite dell'Unione dei Comuni, non più dalle convenzioni. L'altra volta abbassare questi limiti demografici favoriva il frazionamento, ora non c'è più questo rischio, perché i Comuni non hanno l'obbligo di arrivare a 10.000 abitanti nel caso della convenzione e per questo stanno scegliendo le convenzioni perché impegnano meno ed i Comuni rimangono, in qualche modo, in una posizione più forte, che perderebbero con l'Unione dei Comuni, quindi, sono tutti orientati verso le convenzioni. L’'abbassamento dei limiti favorisce la formazione delle Unioni dei Comuni, perché, come dicevo, abbiamo 157 Comuni sotto i 5.000 abitanti e, quindi, abbassarlo significa promuovere le Unioni dei Comuni che altrimenti sceglierebbero la convenzione che, sicuramente, è molto più semplice per i Comuni stessi.
Facendo questo si favorisce meno l'Unione dei Comuni ma si va anche incontro a quelle Unioni che sono sorte negli anni precedenti e che sono di poco superiori ai 5.000 abitanti che, se noi abbassiamo il limite a 5.000 abitanti, sarebbero fuorilegge dal 31 dicembre e dovrebbero portare a 10.000 abitanti il loro limite demografico, mettendo dentro nuovi Comuni e rompendo, magari, un equilibrio che si è creato; è un passaggio, sicuramente, più graduale e migliore rispetto ai 10.000 abitanti.
Il cambiamento è stato notevole nel senso che l'abbattimento dello scorso anno aiutava la frammentazione, quest'anno, invece, aiuta la formazione di Unioni dei Comuni.
Nella legge abbiamo fatto un ragionamento importante anche perché - lo abbiamo sempre detto, lo ha detto il Cal lo scorso anno, nel suo parere: “Chiediamo alla Regione di fare un programma di gestione del territorio, di riordino del territorio”- la normativa nazionale prevede l'individuazione da parte della Regione degli ambiti ottimali dove fare servizi associati. Lo prevede la legge 18, all'articolo 22, però, le difficoltà per la Regione di mettere in piedi geograficamente, dall'alto, gli ambiti ottimali di gestione, le aree omogenee di gestione sul territorio marchigiano, sono notevoli. Abbiamo, quindi, pensato che questo processo si potesse in qualche modo invertire facendo partire la proposta dal basso, tant'è che la norma lascia ai Comuni la proposta, chiaramente non decidono, chi decide è la Giunta, cioè, l'Assemblea legislativa. La Giunta presenta all'Assemblea legislativa il programma di riordino territoriale su proposta della Conferenza delle autonomie provinciali, lascia, quindi, a loro il dibattito, anche se sarà l'Assemblea legislativa, su proposta della Giunta regionale, sentito il Cal, secondo le procedure normali della legge, a decidere. Dà la possibilità di risolvere all’interno di ogni provincia, che è la specificità, quello che oggi come oggi diventa importantissimo, avere degli ambiti omogenei dove gestire i servizi associati, tanto più in presenza di Province che stanno perdendo, in qualche modo, i loro poteri. Avere, quindi, territori omogenei di dimensioni notevoli che non sono i 10.000 abitanti, perché se parliamo di un possibile territorio omogeneo, un ambito ottimale potrebbe essere la comunità montana. Alcune comunità montane sono 20, 30 mila abitanti e, quindi, si parla di aree vaste.
Questo è un passaggio importantissimo che questa modifica di legge prevede. Abbiamo dato anche tre mesi di tempo per arrivare a questa proposta, possono sembrare pochi, però, in realtà diventano importanti perché entro la fine dell'anno i Comuni, i 157 Comuni, devono mettere insieme le nuove funzioni fondamentali e associarsi, quindi, se lo facciamo velocemente evitiamo di ritornare indietro rispetto ad una programmazione territoriale.
Hanno tre mesi di tempo, ogni Provincia può vedere quali sono le proprie caratteristiche e fare una proposta appropriata al proprio territorio; queste proposte sono anche modificabili nel senso che approvato il programma di riordino territoriale questo è modificabile, con lo stesso procedimento, quindi, un Comune può chiedere la modifica.
Il Cal su questo ha espresso parere favorevole con alcune raccomandazioni che secondo la Commissione, ne abbiamo parlato, possono essere recepite perché questa è una prima parte di un approccio di riordino, abbiamo colto l'occasione anche per quello che riguarda l'assetto amministrativo regionale marchigiano, la seconda parte deve essere affrontata, io spero, entro due mesi, non di più, perché ormai siamo a buon punto, l'Assessore ha messo in piedi i tavoli di confronto con l'Uncem e con i Comuni sul riordino delle comunità montane, l'altra parte importante, e in quel contesto andremo anche a definire quelle che sono le regole all'interno dell'ambito ottimale in cui staranno insieme i Comuni perché può essere più graduale o più forzata, ci sono delle cose che ancora vanno definite.
L'importante è che questa prima fase degli ambiti ottimali si chiuda velocemente, è una scommessa, che significa avere una Regione che possiamo amministrare in maniera più efficace, dove le autonomie locali hanno ancora più potere.
Chiudo ringraziando le strutture della I Commissione e dell’Assessorato che hanno permesso di tradurre in un articolato questa seconda parte che è una parte delicata della modifica che riguarda la programmazione degli ambiti ottimali di gestione.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Ritengo questo provvedimento incentivante, tale da richiamare l'attenzione dei nostri amministratori sulla futura responsabilità che, poi, non è troppo lontana nel tempo.
E' chiaro che nel quadro generale di quella che dovrebbe essere una riforma indirizzata dalla Regione è un primo piccolo mattone. Abbiamo sempre detto che dovevamo puntare ad una riforma complessiva, con l'individuazione degli ambiti ottimali, con criteri molto precisi, però, la saggezza di questo provvedimento, caro collega Traversini, sta nel fatto che intanto si individua una soglia che per le dimensioni delle Marche, del nostro tessuto socioeconomico amministrativo, è accettabile e dall'altra parte carica di responsabilità la Conferenza delle autonomie locali provinciali.
Sono convinto del fatto che pur dovendo essere la Regione a mettersi a capo di un provvedimento di riforma sull'organizzazione dei servizi locali è difficile calare uno schema dall'alto, è difficile, tanto più, ordinarlo per legge, bene, quindi, la sollecitazione ai Sindaci, a chi fa parte della Conferenza delle autonomie, a partire dal basso, a proporsi, con una mano sulla coscienza, perché sappiamo cosa significa Unione. Qualcuno la ritiene una perdita di sovranità, una lesa maestà del proprio mandato di Sindaco e di amministratore io, invece, sono convinto, e qui mi pare lo abbiamo detto altre volte, che una nuova classe dirigente amministrativa e politica verrà fuori dagli enti locali, tra quelli che sapranno in qualche modo programmarsi per il futuro, lanciare degli schemi nuovi. Credo che riselezioneremo dalla gavetta degli enti locali, che è molto sana, guardando qui siamo tutti amministratori o ex amministratori, credo che adesso la frontiera nuova sarà questa: il Sindaco che rinunciando ad una fetta di sovranità campanilistica si mette in gioco per aggregare i Comuni e per studiare come risparmiare di più nei servizi dando servizi di qualità.
Questa è una prima spinta poi a gennaio ci ritorneremo, quando parleremo delle comunità montane, del loro futuro, credo, però, che questo sia un passo saggio, un primo passo, che inchioda molti amministratori, quasi tutti gli amministratori della nostra Regione, ad una scelta di responsabilità.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Condivido pienamente le relazioni dei Consiglieri Traversini e Massi e le parole che pronunciava il Consigliere Massi che, chiudendo il suo intervento, parlava di saggezza e responsabilità.
Ho ascoltato con molta attenzione quanto diceva il Consigliere Traversini e condivido questo percorso che è stato portato avanti e anche la filosofia a cui faceva riferimento il collega Traversini.
Tra l'altro vedo che questo provvedimento delicato, ha il parere favorevole del Cal con delle raccomandazioni che debbono stare, a mio avviso, dentro il percorso. La chiarezza di questo provvedimento, negli articoli che sono stati citati dal Consigliere Traversini, in particolare il 2 bis e il 3 (forse i numeri sono cambiati) e la stessa relazione che viene dall'Anci e dal Cal, sottolinea con forza i principi che credo vadano sempre ricordati: sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e, quindi, rispetto del territorio e delle sue vocazioni.
E’ un provvedimento importante e, tra l'altro, voglio ricordare perché credo che sia un bel segnale che viene dalla comunità marchigiana, che in questi ultimi cinque o sei giorni, tre Consigli comunali si sono pronunciati per la fusione e sono quelli dei Comuni di Ripe, di Castelcolonna e di Monterado, quindi, non solo siamo in presenza come è stato sottolineato, di una nuova volontà rispetto anche all'utilizzo della convenzione stessa ma anche a forme più avanzate.
Su quel percorso di responsabilità le istituzioni locali, ancora una volta, stanno facendo la loro parte, come è stato riconosciuto anche nelle relazioni relative a questo provvedimento.
Da parte mia un grazie per questo provvedimento anche perché siamo in presenza, com'è stato detto, di una sfida importante che parte dal basso e ancora una volta dobbiamo registrare, ma l'hanno fatto i colleghi che sono intervenuti questa mattina, che dall'alto questi esempi non vengono, faccio riferimento, ormai ne abbiamo parlato tantissime volte, a quelle che sono le misure mancate del Parlamento come la riforma elettorale o la riduzione del numero dei parlamentari.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Soppresso.

Articolo 2 bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 156. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 20
ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza
“Elezione di una componente della Commissione regionale per le Pari Opportunità tra uomo e donna – legge regionale 18 aprile 1986, n. 9, articolo 3”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di deliberazione n. 20 ad iniziativa dell'Ufficio di Presidenza. Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. La legge regionale 18 aprile 1986 n. 9 istituisce una Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna e all'art. 3 stabilisce che la citata commissione è composta da 21 donne che abbiano riconosciuta esperienza sulla condizione femminile, nei suoi diversi aspetti e profili e siano rappresentative dei movimenti e delle diverse culture del mondo femminile ed attribuisce al Consiglio regionale la competenza di eleggere le componenti e gli organismi in argomento su proposta dell'Ufficio di Presidenza.
Con l'avvio della IX legislatura dovendo formulare la proposta relativa alla composizione della Commissione in argomento, l'Ufficio di Presidenza nella seduta del 5 maggio 2010 ha deciso di pubblicare su tre quotidiani locali: Resto del Carlino, Messaggero e Corriere Adriatico l'avviso per la presentazione delle candidature da parte dei soggetti interessati, fissando il 15 giugno 2010 il termine entro cui far pervenire i nominativi. Entro detta scadenza sono state presentate diverse candidature, vista la proposta contenuta nella deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 30 settembre 2010, l'Assemblea legislativa regionale con deliberazione 15 del 5 ottobre 2010 ha eletto le 21 componenti la commissione istituita con legge regionale n. 9/86.
In data 18 ottobre 2012 la signora Antonietta Masturzo, componente della commissione, ha comunicato al Presidente della Commissione per le pari opportunità ed al Direttore generale dell'Assemblea legislativa le proprie dimissioni dall'incarico di componente di Vicepresidente la commissione per le pari opportunità. Vista la candidatura presentata, in data 30 ottobre 2012, dal Consigliere Latini, l’Ufficio di Presidenza in virtù dei principi di economicità e pubblicità, ha adottato il criterio di prendere in considerazione le candidature pervenute a seguito dell'avviso del 2010, quindi l'Ufficio di Presidenza nella seduta n. 103 del 4 dicembre 2012, con determinazione a verbale, ha deciso di proporre al Consiglio regionale in sostituzione della dimissionaria Masturzo, il nominativo di Ilari Cristiana, la cui candidatura è stata presentata nei tempi e con le modalità indicate nell'avviso pubblicato sui tre quotidiani locali nel 2010. Come da curriculum acquisito agli atti dal protocollo del 2010, la signora Ilari possiede i requisiti richiesti all'assunzione dell'incarico in quanto dal 2000 al 2009, dal 2007 al 2009 è stata responsabile del coordinamento femminile rispettivamente di Cisl Ust Ancona e di Cisl Usr Marche, quindi, l'Ufficio di Presidenza propone all'Assemblea legislativa di sostituire la dimissionaria Antonietta Masturzo con la signora Ilari Cristiana.

PRESIDENTE. Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 20. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Nomina

Elezione di due componenti il Consiglio di Presidenza dell'Associazione per la formazione al giornalismo (sede Urbino) voto limitato a uno.
(articolo 2, comma 3, l.r. 3 giugno 2003, n. 10 – articoli 8 e 10, Statuto Ente)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la nomina di due componenti il Consiglio di Presidenza dell'Associazione per la formazione al giornalismo (sede di Urbino), voto limitato ad uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Consigliere segretario Pieroni effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l’Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I^ Commissione assembleare e dell’accertamento relativo alle cause di ineleggibilità dei candidati.
Comunico il risultato della votazione:

Votanti n. 28,
Schede bianche n. 1,
Schede nulle n. 0,
Schede valide n. 27.

Hanno ricevuto voti:
Frattini Jacopo n. 13;
Tapanelli Pietro n. 13;
Pietrella Federica n. 1.

Proclamo eletti componenti il Consiglio di Presidenza dell'Associazione per la formazione al giornalismo (sede di Urbino) il Sig. Jacopo Frattini e l’Avv. Pietro Tapanelli.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,30.