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Resoconto della seduta n.124 del 26/02/2019

SEDUTA N. 124 DEL 26 FEBBRAIO 2019

La seduta inizia alle ore 11,10

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 124 del 26 febbraio 2019. Do per letto il processo verbale della seduta 123 del 19 febbraio 2019, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo inoltre ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Per quanto riguarda la seduta odierna, è assente l’Assessore Pieroni, il quale ha chiesto di rinviare tutti gli atti che lo riguardano: l’interrogazione n. 741 del Consigliere Bisonni, l’interrogazione n. 742 del Consigliere Rapa, su questo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi ha espresso parere favorevole; l'interrogazione n. 776, a risposta immediata, del Consigliere Fabbri sarà formalmente ritirata e ripresentata come interrogazione orale e l’iscriveremo all'ordine giorno del 19 marzo.
Per quanto riguarda le mozioni nn. 463, 465 e l’interrogazione n. 771 (abbinate) il rinvio è sottoposto al voto dell'Aula.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Sono arrivato in ritardo alla Conferenza dei capigruppo, vorrei capire le motivazioni del rinvio dell'interrogazione.

PRESIDENTE. Manca l’Assessore Pieroni, che quindi non può rispondere all’interrogazione.

Sandro BISONNI. Non può rispondere un altro Assessore?

PRESIDENTE. L’Assessore Pieroni ha chiesto di rispondere lui per cui l’interrogazione verrà inserita nell’ordine del giorno della seduta del 19 marzo.
Sul rinvio delle mozioni, ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Io parlo in merito alla mia mozione, per carità, che l'Assessore Pieroni voglia essere presente quando si discute una mozione che riguarda anche una sua competenza è legittimo, credo però, trattandosi delle concessioni demaniali e del ruolo che la Regione deve esercitare per garantire l'applicazione uniforme della legge su tutto il territorio regionale, visto che ci avviciniamo alla stagione balneare, aspettare quasi un mese … Il prossimo Consiglio regionale sarà il 19 marzo, questa è una questione urgente da trattare oggi perché avrebbe messo in sicurezza le concessioni, dato tranquillità ai concessionari ed espresso in maniera univoca e chiara le procedure per l'estensione, ci tengo a dire che non è una proroga, delle concessioni demaniali di 15 anni.
Quindi capisco la volontà dell'Assessore Pieroni di voler dire la sua, però attendere più di 20 giorni, quasi un mese, per esprimerci su questo argomento è sbagliato, credo che sarebbe un segnale più giusto, nei confronti di una categoria che ha lottato tanto contro la direttiva Bolkestein, affrontare oggi questa discussione. Prenderci 22 giorni, perché l'Assessore oggi non c'è, equivale a mandare da quest’Aula un segnale sbagliato.

PRESIDENTE. Non c’è un intervento a favore del rinvio pertanto votiamo.
Rinvio delle mozioni nn. 463, 475 e dell’interrogazione n. 771, abbinate (punto 11). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

PRESIDENTE. C'è anche la richiesta, da parte del Consigliere Giorgini, assente per malattia, di rinviare la mozione n. 442, che è abbinata alla mozione n. 443.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Intervengo su questa richiesta di rinvio, siccome è una cosa che interessa i territori, chiedo ai colleghi del Movimento 5 Stelle di anteporre gli interessi del territorio alla comprensibile assenza del Consigliere Giorgini, magari qualcuno di loro, può farsi parte attiva in questo senso perché penso che le esigenze del territorio siano più importanti. Discutere fra un mese di questa vicenda, facendo aspettare i territori, non mi sembra la cosa più giusta.
Dopodiché chiedo, Presidente, formalmente se, ai sensi del Regolamento, visto che ho presentato una mozione sullo stesso argomento, è possibile disgiungere le due mozioni e discutere la mia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Chiediamo il rinvio perché su questa mozione c’è già stato un incontro con uno scambio di opinioni con l'Assessore Cesetti.
Ieri il Consigliere Giorgini era in ufficio a lavorare, poi improvvisamente ha avuto la febbre, lui ha dei documenti arrivati dai Comuni, firmati dai rispettivi Sindaci a sostegno di questa mozione, farla ora significa probabilmente non avere elementi sufficienti per convincere anche la maggioranza della bontà di questo atto e quindi non riuscire a avere l'effetto voluto.
Il Consigliere Giorgini ci ha chiesto di rinviarla, noi ci atteniamo per rispetto della sua volontà a questa richiesta.

PRESIDENTE. Per capire, il rinvio della mozione del Consigliere Giorgini? Però la proposta del Consigliere Bisonni era di trattare comunque la sua e questo si può fare da un punto di vista regolamentare.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Se serve al ragionamento posso dire che con molta probabilità i documenti a cui ha fatto cenno il Consigliere Maggi sono gli stessi che ho io, perché i Comuni li hanno inviati anche a me, ovviamente non ho la certezza che siano gli stessi, però, con probabilità, verosimilmente, sono quelli.

PRESIDENTE. Questo non è un problema. Il problema è sulla procedura e sull'economia procedurale, discutere due volte, in due sedute diverse lo stesso argomento diventa un po’ farraginoso, tutto qui.
Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Chiedo il rinvio dell’intero punto perché parlarne due volte sarebbe sbagliato, vista la richiesta di rinvio del Consigliere Giorgini. Credo che trattarlo la prossima volta sia la cosa più corretta.

PRESIDENTE. Il rinvio va chiesto a nome di tre Consiglieri. (…) Consiglieri Traversini, Biancani e Busilacchi, bene.
E’ stato chiesto il rinvio del punto relativo alle mozioni nn. 442 e 443.
Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Sulla mozione del Consigliere Giorgini, c’è la richiesta, però la mia non credo che vada votata.

PRESIDENTE. L’ha richiesta è stata fatta dal Consigliere Traversini.

Sandro BISONNI. Di forza il Consiglio può decidere?

PRESIDENTE. Da regolamento, in questi casi, le leggo l’articolo …

Sandro BISONNI. Voglio dire solo una cosa, mi auguro che la richiesta di rinvio non venga approvata, perchè se la rinviamo verrà discussa fra un mese, mentre c'è un'esigenza del territorio che va rispettata.
Non possiamo aspettare un mese per discutere una cosa che interessa il territorio, è stata iscritta all’ordine del giorno, io ho tutti i documenti, spiegatemi perché rinviarla.

PRESIDENTE. In termini regolamentari l’articolo 48, comma 5, prevede che l'Assemblea può decidere, su proposta del Presidente della Giunta o di almeno 3 Consiglieri, il rinvio ad altra seduta degli argomenti iscritti all'ordine giorno, dopo aver sentito un oratore a favore e uno contro. In questo caso la proposta è stata fatta dal Presidente Traversini anche a nome dei Consiglieri Biancani e Busilacchi, quindi i termini regolamentari ci sono.
Rinvio delle mozioni nn. 442 e 443 (punto 8). Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 777 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Erosione costiera: lavori urgenti sul litorale di Marina di Montemarciano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 777, a risposta immediata, del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. La struttura regionale competente conferma la possibilità di finanziare l'intervento a Montemarciano a difesa della strada litoranea e delle retrostanti abitazioni nel tratto di litorale soggetto ai recenti fenomeni erosivi causati dalla mareggiata del 2/3 febbraio scorso che nella notte ha agito sulla costa con un livello idrometrico misurato nel porto di Ancona di più 69 centimetri sul livello medio del mare.
Si rappresenta a titolo di esempio che l'ultimo evento di mareggiata del 24 febbraio scorso, pur con moto ondoso paragonabile all'evento del 2/3 febbraio, ha agito con un livello medio idrometrico commisurato nel porto di Ancona di meno 30 centimetri sul livello medio/mare, quindi, di quasi un metro inferiore rispetto alla mareggiata del 2/3 febbraio.
L'intervento sarà effettuato dal Comune di Montemarciano che, contattato per le vie brevi, si è già attivato per l'affidamento dell'incarico di progettazione.
L'ufficio competente non appena avrà ricevuto il progetto procederà all'assegnazione delle menzionate risorse finanziarie.
Questo è l’aggiornamento dell'ufficio.
Il verbale di somma urgenza l’ha fatto il tecnico venerdì scorso, la ditta ha fatto il sopralluogo e per l’affidamento si vedranno domani mattina perché l'intervento è delicato e perché si rischia di danneggiare un locale.
Il problema di Marina di Montemarciano è noto da tempo, questa Regione ha cercato di fare il possibile e l'ha fatto. Le risorse per l’intervento sono ingenti perché lì la mareggiata ormai mette in serio pericolo sia la strada che le abitazioni ubicate dopo la carreggiata.
Abbiamo fatto una serie di ricerche per quanto riguarda la disponibilità di denaro, sono a disposizione 12 milioni di euro che dovranno essere utilizzati per fare un intervento risolutivo che metterà fine a un problema annoso.
A questo proposito ci siamo riuniti una decina di giorni in Prefettura ed abbiamo avuto un incontro, voluto dal Prefetto, con i tecnici del Comune e della Regione. Se si dà il via all'intervento questo può essere realizzato in tempi brevi, l'autorizzazione è ferma al Ministero, aspettiamo che ci venga l’ok definitivo per lo sblocco e appena arriva l’autorizzazione il Comune è già allertato, come dicevo prima, ed è nelle condizioni di fare tutto quello che riguarda la parte della progettazione. Possiamo finalmente dire che lì i lavori in breve tempo potranno essere realizzati per mettere fine ad uno dei problemi più drammatici che investe la costa marchigiana.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Voglio ringraziare l'Assessore Sciapichetti perché come sempre risponde in modo concreto, in modo puntuale e tra l'altro non mi ha risposto soltanto su quando daremo corso ai lavori di somma urgenza, ma anche rispetto ai 12 milioni che ci sono a disposizione, le pratiche che non sono solo a livello marchigiano, ma anche ministeriale, e c’è la volontà di fare presto anche sui 12 milioni di euro.
Prendo atto con soddisfazione del suo modo di agire e non soltanto del suo, mi permetto di dire che rispetto alla serietà del problema che tocca Marina di Montemarciano, che ha a che fare con le persone che abitano lì, con le persone che hanno l'abitazione lì, con le imprese che esercitano la loro attività lì, che a causa di questi moti ondosi a volte non sono nelle condizioni di poter esercitare la loro attività o comunque debbono vivere forti momenti di preoccupazione, so di poter contare sulla sensibilità del Presidente Ceriscioli, perché ho avuto modo di parlarne con lui che segue il problema ed ha un’attenzione continua, ma anche con il Sindaco di Montemarciano e con la dottoressa Serrani, che è molto sensibile oltre che persona capace.
Un problema serio, però la guida della Regione Marche, l'Assessorato all'ambiente, e il Comune di Montemarciano lo stanno vivendo da vicino, per quanto mi riguarda, come ho fatto in questi mesi, cercherò di mettermi continuamente a disposizione perché se posso dare un piccolo contributo non mi tiro indietro.
Quindi grazie per quello che avete fatto e che state facendo e speriamo di poter dare tranquillità non soltanto alle persone che hanno le abitazioni lì, ma anche a quelle che lì hanno una attività commerciale e traggono dal loro impegno e dalla loro capacità di impresa il proprio sostentamento.

Interrogazione n. 778 - a risposta immediata
Ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Casette SAE danneggiate dal vento”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 778, a risposta immediata, della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispetto a questa interrogazione, che chiede se intendiamo attivarci verso gli organismi competenti per fare avere agli sfollati che hanno la casetta danneggiata immediatamente una soluzione abitativa, i tecnici, sentiti da me ieri mattina, mi hanno riferito che ieri il personale del consorzio ha eseguito l'intervento di riparazione, se questo è, e questo è perché ce lo hanno detto i tecnici, credo che non ci sia bisogno di prendere in considerazione le altre misure, perché le casette sono state sistemate, quindi il problema a quest’ora è risolto.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Vede, Assessore Sciapichetti, chiedere ai tecnici e non ai cittadini che in quelle casette ci abitano, secondo me, non è un buon modo di far fronte alle istanze da parte di un Assessore, che dovrebbe rappresentare i cittadini e non i tecnici.
Ho già chiesto alla signora in questione, che si è vista cadere un'antenna all'interno del proprio bagno, lo stato dell'arte e mi ha giustamente riportato quello che lei ora ha evidenziato, cioè che la ditta sta sistemando il danno. Però la mia interrogazione mirava anche ad accendere un focus su tutte le casette danneggiate, sui risultati delle analisi fatte sulle muffe, sui problemi degli allacci alle fognature e sulla sicurezza strutturale delle casette che sono soggette ad eventi atmosferici, in una contesto geografico come quello delle zone montane, che storicamente sono di rilevante portata, quindi, secondo me, andrebbe data maggiore attenzione alle richieste dei cittadini che abitano nelle casette, che tutti i giorni ci vivono e si sentono quotidianamente degli sfollati, perché su queste strutture ci sono delle criticità e dei problemi che vanno verificati.
Chiedo quindi una ricognizione da parte dell'Assessorato e soprattutto chiedo di rivolgersi maggiormente ai cittadini, piuttosto che solo ed esclusivamente ai tecnici. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Credo che dobbiamo stare all'interrogazione agli atti. Lei ora ha fatto un'altra serie di richieste alle quali puntualmente risponderemo, come abbiamo sempre fatto in passato. Non si preoccupi, perché tutti i giorni siamo in mezzo ai terremotati.
Le ho riportando la relazione tecnica del gruppo in riferimento all’oggetto, non quello che ha detto adesso, della sua interrogazione: “interroga il Presidente della Giunta regionale per sapere se intende attivarsi, presso gli organismi competenti, per fare avere agli sfollati che hanno la casetta SAE danneggiata immediatamente altre soluzioni abitative”.
Lei ha fatto riferimento solo a questo, per fortuna carta canta. Lei poi ha integrato e ha fatto un’altra serie di interrogazioni alle quali daremo risposta puntuale, come abbiamo sempre fatto in passato, non appena arriveranno.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Mi interessa ampliare la risposta perché aiuta, rispetto alla vulgata, alle cose che si ascoltano, ad inquadrare un po’ meglio la questione per lavorare tutti meglio, noi, i Consiglieri ed altri.
Tutto il percorso di realizzazione delle strutture abitative di emergenza ha avuto un iter molto chiaro: la gara, una gara Consip fatta prima del sisma, la Protezione civile nazionale ha aderito ai contratti per poter avere le casette, la Regione ha sostenuto con Erap la realizzazione delle aree, chiamiamole, di urbanizzazione, quindi le opere necessarie a impiantare le casette, poi è seguito il montaggio della fornitura, si tratta di una fornitura di servizi, in questo caso le casette, finito il montaggio, consegnate le chiavi e fatto il collaudo le casette, che sono della Protezione civile nazionale e le aree in generale sono in affitto dai proprietari. Quindi il bene “casetta” è nella disponibilità della Protezione civile nazionale.
Noi abbiamo proposto nel mese di novembre, sempre attraverso l’Erap, alla Protezione civile nazionale uno strumento che permettesse di seguire queste casette come fossero alloggi Erap, quindi con un meccanismo in termini di manutenzione, di presenza di tecnici, di risposta, proprio per andare incontro alle esigenze di chi vive nelle quasi 2000 SAE. Ora questa cosa capitata dell’antenna è straordinaria, però ci sono anche esigenze che vanno al di là dell'antenna che è andata a finire dentro casa.
Ad oggi ancora non c'è stata una definizione di questo percorso, noi continuiamo, ovviamente, e ci mancherebbe altro, a seguire, a interessarci di tutte le vicende che riguardano i nostri cittadini nel sisma, quindi ci stiamo sopra e ci interessano, ma in una dinamica che ha una sua logica anche sotto il profilo amministrativo, questi difetti strutturali, come può essere l’antenna che si è infilata dentro l’appartamento, riguardano in modo particolare la prima parte, quella in cui le strutture sono state terminate in un certo modo ed anche i pavimenti delle SAE di CNS, lo stesso, sono a livelli progettuali,
Quindi, tutto il percorso che viene fuori, le necessità e il tipo di risposta corrispondono ad un'articolazione di responsabilità che non è quella di dire: le case sono della Regione, ha una sua logica, una sua filiera, una catena di responsabilità, ci tengo a precisarlo, perché capisco che nel discorso da bar si mette tutto assieme, ma i ruoli, le attività e le funzioni sono distinte.
Il fatto che l’Erap regionale abbia avanzato la proposta di seguire in termini di manutenzione gli interventi alle casette, penso sia un atto di grande disponibilità ed attenzione.
Speriamo che venga accolto perché permetterebbe di avere un livello di attenzione diversa rispetto a come la Protezione civile nazionale può seguire da Roma le casette sul territorio, ci credo poco, si rischia solo di fare interventi di emergenza, in alcuni casi imputabili alla ditta che ha realizzato, ma non sempre quello che si rompe è imputabile alla ditta, nel tempo possono capitare tante cose legate semplicemente all'usura, all'uso di questi spazi.
Questo passaggio sarebbe molto importante farlo e siccome quest'ultima striscia temporale va dalla fine della realizzazione dell'ultima casetta ad oggi, crediamo sia rilevante avere questo tipo di risposta, però quello è l'ordine, le funzioni, le attività, le attribuzioni e tutto il resto.
Se teoricamente noi ce ne fregassimo potremmo dire: “No sulle casette, le aree, eccetera, non abbiamo neanche titolo forse per metterci le mani”. Non so se è chiaro, in realtà non è così perché teniamo a chi ci sta dentro e tutto quello che possiamo fare per adoperarci lo facciamo. E’ come la strada di Montemarciano distrutta dalle mareggiate, se uno guarda alle regole dovrebbe essere il proprietario dell'infrastruttura a preoccuparsi di proteggerla, dovrebbe essere il Comune di Montemarciano, immaginate se è in grado di seguire interventi di quella misura e di quella natura.
È chiaro che la Regione ci sta, ma con una chiara comprensione dei ruoli che gli attori hanno all'interno dello scenario, altrimenti si rischia di fare attribuzioni strane.
Riteniamo molto importante assicurare a chi sta nelle casette un adeguato riscontro, in maniera più diretta e più immediata o attraverso l’Erap o se non dovesse essere fatto attraverso Erap in un’altra maniera, ma che ci sia, specialmente con il tempo che passa e tutto quello che può capitare, un'azione più diretta.
Ricordo che Protezione civile nazionale è emanazione diretta di Palazzo Chigi, non ha un'altra filiera, Palazzo Chigi - Protezione civile nazionale.
Noi ci siamo offerti, continueremo a dare il massimo impegno, però in un ruolo chiaro rispetto a quelle che sono le responsabilità e le attività che oggi sono dovute a chi sta in quelle casette.

Interrogazione n. 779 - a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi
“Centro clinico Ne.M.O presso gli Ospedali riuniti di Ancona: stato dell'arte”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 779, a risposta immediata, del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Ho la risposta, ma ho seguito personalmente anche gli ultimi passaggi, quindi sono aggiornato su un percorso al quale tengo molto, che è questo di Ne.M.O., presso la struttura di Torrette, questa integrazione e rafforzamento dei servizi su persone che hanno avuto danni di natura neurologica.
All'ultimo incontro è stato fatto da parte dell'Azienda un quadro comparativo fra l’impostazione fatta attraverso la sperimentazione o altre forme.
Da quello che è emerso in termini di efficienza, quindi anche in termini gestionali, costi, peso sul tetto del personale e via dicendo, è che molto probabilmente è più conveniente la via dell'accreditamento di una presenza all'interno della struttura che sviluppi le attività della Fondazione attraverso il progetto Ne.M.O.
C'è un impegno da parte dell'Azienda di portare fino in fondo queste considerazioni che ci permetterebbero, diciamo, entro la metà del prossimo mese di poter definire tutti gli aspetti per l'attivazione di questo servizio.
Il passaggio è stato importante, giustamente in maniera estremamente laica e con l'obiettivo di realizzare il progetto l'Azienda ha valutato quello che era possibile e quello che era più conveniente e più facile.
Quindi c'è stato un cambio di rotta, ma secondo me utile all'obiettivo, che è quello di realizzare il tutto. Siccome sono servizi estremamente importanti, noi probabilmente da qui a metà mese avremo questo tipo di risposta definita in tutti i suoi aspetti che ci permetterà di fare l'ultimo passo per l'attivazione del servizio.
Le do anche la risposta formale, ma avendo partecipato direttamente forse è più chiaro così.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Prendo volentieri anche la risposta.
Mi fa piacere questa cosa, è un tema che seguiamo da molto tempo, comprendo perfettamente le giuste ragioni dell'Azienda nel valutare diversi modelli gestionali, questo è ovvio e fa parte della buona amministrazione.
Sono passati dall'inizio della vicenda alcuni anni, capisco anche, allo stesso modo, le sollecitazioni della Fondazione dei pazienti, dei malati, che vedono passare dei mesi ed in questo caso un paio di anni. Credo che giustamente sollecitino la risposta, una risposta politica e dell'Azienda, anche perché nel frattempo una Regione, che era partita un po' dopo di noi, ha tagliato il nastro qualche giorno fa.
Chiaramente di fronte a queste cose è arrivata una sollecitazione, però meglio fare le cose bene e speriamo anche di farle presto.
E’ un’ottima risposta il fatto che a metà del prossimo mese, finalmente, saremo pronti, quindi grazie.

Interrogazione n. 780 - a risposta immediata
ad iniziativa della Consigliera Malaigia
“Mancata richiesta di liquidazione del fondo previsto dal ‘Bando sisma 2018’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 780, a risposta immediata, della Consigliera Malaigia.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Bora.

Manuela BORA. Grazie Presidente. Con riferimento all'oggetto, si premette quanto segue.
L'articolo 20 del DL 189/2016 stabilisce che una quota pari a 35 milioni di euro sia finalizzata alla concessione di contributi in conto capitale alle imprese che realizzino, ovvero abbiano realizzato, a partire dal 24 agosto 2016, investimenti produttivi nei territori dei comuni, di cui all'articolo 1, con priorità per le imprese con sede o unità locali ubicati nei territori dei comuni, di cui all'articolo 1, che abbiano subìto danni per effetto degli eventi sismici, di cui all'articolo 1.
Con decreto interministeriale del 10 maggio 2018, si è stabilito, oltre ai criteri e alle modalità di concessione di contributi alle imprese, anche la suddivisione del fondo, in particolare alla Regione Marche sono stati assegnati 21.700.000 euro, pari al 62% delle risorse complessivamente stanziate.
A seguito dell'emanazione del richiamato decreto le Regioni Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria si sono incontrate più volte a Roma, Terni e Perugia per definire criteri omogenei validi per tutte e 4 le Regioni, nel mese di novembre si è concluso l'iter che ha portato alla predisposizione di una bozza di avviso pubblico standardizzato per tutte e 4 le Regioni.
Durante questo periodo, le 4 Regioni, principalmente Lazio e Marche si sono fatte parte diligente a chiedere ripetutamente e a recarsi diverse volte al Mise e al Mef perché venissero accreditati i fondi alle Regioni, ciò risulta dalle email tra i dirigenti delle 4 Regioni.
Fatte queste premesse si significa che non corrisponde al vero quanto sostenuto nell'interrogazione, in quanto nessuna Regione ad oggi è partita con il bando, solo con nota 17734/P13 del dicembre 2018, il Commissario straordinario del Governo, ai fini della ricostruzione nei territori interessati dagli eventi sismici, ha fatto richiesta ai Vicecommissari delle Regioni interessate dal sisma di far pervenire alla struttura commissariale, una richiesta di trasferimento per la quota assegnata, cosa tra l'altro inusuale in quanto il trasferimento dovrebbe essere automatico. Immediatamente il Vicecommissario della Regione Marche, il Presidente Luca Ceriscioli, in data 17 dicembre, con nota protocollo 138769, provvedeva a chiedere il trasferimento delle risorse spettanti alla Regione Marche, fu il primo a rispondere tra i quattro.
Peraltro, non corrisponde assolutamente al vero che la Regione Marche non abbia fatto richiesta di fondi, anzi, dalla documentazione risulta che è stata la prima a farne richiesta.
Nessuna risposta avuta dal Commissario Farabollini, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria hanno più volte interloquito tra di loro, per conoscere se e quando il Commissario avrebbe provveduto al trasferimento dei fondi e, in data 17 gennaio a Roma i dirigenti delle 4 Regioni hanno stabilito che avrebbero proposto ai loro Presidenti di sollecitare nuovamente il Commissario al trasferimento dei fondi.
Con nota congiunta del 31 gennaio si è proceduto ulteriormente ad inviare il sollecito a seguito del quale il Commissario asserisce di non aver ricevuto nulla, anzi, ci sollecita a chiedere nuovamente il trasferimento dei fondi.
Gli uffici regionali della ricostruzione hanno confermato recentemente che in data 8 febbraio i fondi sono stati finalmente accreditati, il decreto è stato poi firmato dal Presidente Ceriscioli e contemporaneamente gli uffici hanno iniziato il tour di confronto con le associazioni e gli imprenditori.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Qui è evidente che facciamo a non capirci, perché da una parte si chiede una cosa, ma la sostanza qual è? Che gli imprenditori del cratere aspettavano di essere aiutati grazie ad un bando che poteva essere emanato, con una spesa prevista e regolamentata dal decreto 189, quindi, non necessitava di disponibilità effettiva perché già stanziata, solo che tutti i passaggi debbono essere fatti.
In data 1 febbraio, come ha detto anche l'Assessore Bora, il Commissario Farabollini ha chiesto, appunto, alla Regione Marche di attivarsi per la richiesta.
Ho una lettera con la quale il Commissario Farabollini chiede, nonostante la medesima nota del 13 dicembre 2018, ai Vicecommissari in indirizzo “di far pervenire alla struttura commissariale una richiesta di trasferimento della quota assegnata senza la quale non sarebbe possibile procedere al trasferimento complessivo delle risorse previste dalla struttura commissariale mancando la richiesta della Regione Marche”.

(interrompe il Presidente Ceriscioli)

Marzia MALAIGIA. Comunque sia, se c’era la volontà, il bando poteva essere emesso, al di là di queste incomprensioni, perché il nodo centrale è aiutare le imprese, se c’è qualche incomprensione ci si viene incontro per raggiungere il fine, se veramente si tiene a questo.
Non è possibile giocare su “lui non l’ha vista, io non l'ho mandata”, non è possibile giocare perché sono due anni che si sta giocando sulla pelle di chi aspetta e non può più aspettare.
Presidente, capisco che sia arrabbiato, ma qui chi deve essere arrabbiato è qualcun altro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Forse lei non ha capito una cosa che noi, invece di far polemica sui giornali come fa lei normalmente, le richieste le facciamo al Commissario, quindi per quanto riguarda le sollecitazioni su questi fondi da trasferire, anziché dirle sulla stampa, le abbiamo dette al Commissario: “Trasferiscici i fondi”.
Il 13 dicembre è arrivata una lettera: “Richiedeteci i fondi” e noi il 17 abbiamo risposto: “Certo che i fondi li vogliamo, te li stiamo chiedendo da mesi, figurati”, quindi ad una richiesta irrituale, noi invece di irritarci abbiamo risposto, ma tutto in maniera diretta, uno con l'altro.
Ci arriva quest’altra lettera i primi di febbraio che dice: “Non avete risposto”, noi ribattiamo: “Guarda che la risposta ce l’hai”, qui non è un discorso di opinioni, perché la tracciabilità delle nostre risposte c’è, quindi noi abbiamo risposto per primi non per ultimi, prima delle altre Regioni.
Chiariamo questa cosa, che la risposta c'è già stata, e finalmente vengono erogati questi fondi, mi sa dire dov’è che siamo stati manchevoli nei confronti delle nostre imprese?
Il bando è stato firmato ieri, i fondi sono stati trasferiti il 6/7 febbraio, ed è stato fatto il bando, se fossero stati trasferiti a novembre, a dicembre, il bando sarebbe già uscito, ma che questo problema sia un problema nostro, inteso come comportamento della Regione, mi dispiace, però non sta in capo a noi, se quei fondi li avessero trasferiti prima, avremmo fatto il bando prima e per poter fare il bando ci servono le coperture, siamo fatti così, siamo fatti strani, anche perché se chiedi, chiedi, chiedi e non ti vengono mai dati qualche dubbio ti viene: “Che fine faranno questi fondi?”
I fondi sono arrivati, il bando è stato firmato e adesso queste risorse andranno finalmente ai destinatari.
Solo per il fatto che in maniera istituzionale e diretta abbiamo tenuto questo rapporto, non facendo chiasso, è una colpa della Regione? Se questo è quello che ci chiede, non si preoccupi, di cose ferme ce ne sono tante, non si stupisca del fatto che tutte le mattine non urliamo quello che non viene fatto, perché cerchiamo una soluzione, ma se questa è la richiesta, guardi, sono pronto ad esaudirla, nel senso di farle sapere tutti i fondi che sono bloccati da mesi e in maniera ingiustificata non vengono erogati, se questa è la richiesta ce l’avrà.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Sono contenta che il bando, guarda caso proprio ieri, sia stato messo in cantiere, ma vorrei sapere la data in cui i fondi sono stati trasferiti alla Regione. (…) L’8 febbraio, quindi successivamente alla e-mail di sollecito, va bene.

Interrogazione n. 727
Ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Attività di zincatura nel Comune di Fermignano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 727 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. In merito all’interrogazione si precisa quanto segue.
La diffida è stata inviata dal legale rappresentante della ditta XX, impianto confinante con quella dei F.lli YY, concorrente della ditta in questione.
L'installazione e, in particolare, i tre fabbricati nei quali si svolge l'attività, sono compresi in zona industriale, mentre una piccola porzione di area scoperta si trova in zona agricola.
Per quanto riguarda la questione delle non conformità urbanistiche, le sentenze del Tar Marche che hanno riguardato i procedimenti Ditta YY/Comune di Fermignano, hanno visto il Comune soccombere nella quasi totalità dei punti in discussione tanto da essere condannato al pagamento delle spese di lite e oneri a difesa e competenza.
Nel ricorso per l'annullamento dei decreti n. 53 del 2009 e n. 52 del 2010 presentato dal Comune di Fermignano davanti al Tar Marche, il Tribunale amministrativo ha respinto le censure avversarie.
In ordine a quanto rappresentato dal legale rappresentante della ditta XX relativamente ad un piazzale per zona di scarico non coperta si fa presente che tale questione deve essere chiarita direttamente dal Comune di Fermignano e non attiene alla sfera di competenza dell'ufficio regionale.
In riferimento alla problematica concernente la "Direttiva Seveso" inerente le attività soggette a rischio di incidente rilevante in relazione alla Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata, si fa presente che l'A.I.A. è un titolo che comprende le autorizzazioni di cui all'elenco contenuto nell'Allegato IX alla Parte Seconda del D.Lgs.152/2006.
Il suddetto elenco non contempla i titoli autorizzativi stabiliti dalla disciplina sul controllo delle industrie a rischio di incidente rilevante connesso all'utilizzo di sostanze pericolose (cosiddetta disciplina "Seveso"), attualmente rappresentata dal D.Lgs. 105/2015 le cui competenze a livello regionale fanno capo al Servizio di Protezione Civile.
In relazione al rischio di incidente rilevante, si vuole preliminarmente evidenziare che come sopra riportato, la questione è già stata oggetto di esame da parte del giudice amministrativo che all'ultimo punto della sentenza del Tar Marche n. 1/2014, ha respinto le censure avversarie, secondo le quali l'attività della ditta F.lli YY avrebbe dovuto essere assoggettata alla direttiva "Seveso".
Oltre alla visita ispettiva ordinaria svolta nei giorni 13, 14, 26 e 30 novembre u.s., sono stati effettuati anche dei campionamenti, come richiesti dalla Regione Marche.
In particolare Arpam ha provveduto ad effettuare diversi campionamenti ed ha concluso che l'installazione non supera il valore soglia inferiore prevista dalla legge Seveso III all'allegato 1, sez. E (100 tonnellate) e non supera i limiti imposti dal calcolo fattore "q" di cui alla nota 4 dell'allegato 1 al D.Lgs 105/2015, pertanto non è sottoposta agli obblighi della normativa "Seveso III".
Poi lei chiede: quali atti e provvedimenti specifici si intende adottare a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente”
La risposta è: i principi sui quali si fonda l'A.I.A. ed in base ai quali effettuare la valutazione delle domande presentate dalle aziende sono riportati nell'articolo 3 della direttiva comunitaria 1996/61.
Il principio cardine è quello di prevenire l'inquinamento piuttosto che ridurlo a valle del ciclo produttivo adottando sistemi di contenimento.
La Regione Marche con delibera di Giunta regionale n. 447/2003 si è dotata, inoltre, di una sua disciplina amministrativa per la valutazione dell'istruttoria, basata sui criteri sopra citati e validi per tutti gli impianti.
La valutazione dell'impianto dei F.lli YY è stata svolta scrupolosamente seguendo tali principi come riportato nel Rapporto istruttorio integrato allegato al decreto di A.I.A..
Lei chiede inoltre: “se sia stato richiesto, da parte del Comune di Fermignano, specifico parere alla Regione e, in tal caso, chiede di essere reso edotto in relazione alla questione ambientale e alla variante del PRG in itinere, e in particolare se la stessa variante vada ad incidere sull'autorizzazione in essere”.
La struttura regionale non ha ricevuto richieste di specifico parere da parte del Comune di Fermignano.
Sul punto 4 dell’interrogazione, il Contenzioso pendente presso il Consiglio di Stato fa seguito alla sentenza Tar n. 848/2010 per l'annullamento del decreto di A.I.A. per l'esercizio dell'impianto dei F.lli YY dove il collegio giudicante ha ritenuto infondate tutte le censure.
Si ritiene dover resistere in giudizio al fine di sostenere i provvedimenti rilasciati come anche riconosciuto dal Tar Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore. Credo che la risposta sia sostanzialmente tecnica, però rimane un focus aperto su questo territorio.
Penso che gli organi della Regione, poi vedremo quelli territoriali, rispetto al Comune, preposti ai controlli, come l'Agenzia Arpam, debbano verificare con attenzione, perché è chiaro dalla risposta che siamo in una zona a rischio che va monitorata con molta attenzione.
Sono parzialmente soddisfatto della sua risposta e cercherò di vigilare e sostenere l'intervento dell'Arpam affinché controlli con più attenzione in quanto le cose che accadono vanno verificate in termini qualitativamente migliori, perché effettivamente ci sono dei problemi in questa realtà territoriale che vanno a svantaggio sia del territorio che della comunità di quel Comune. Grazie.

Interrogazione n. 737
ad iniziativa del Consigliere Busilacchi.
“Situazione reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Salesi di Ancona”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 737 del Consigliere Busilacchi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Rispondo ovviamente per conto dell’Assessore Ceriscioli. In riferimento all'interrogazione relativa all'oggetto, si forniscono i seguenti elementi di risposta, sulla base di quanto relazionato dal Direttore generale dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona con nota protocollo n. 9842 dell'11 febbraio 2019.
Nella struttura semplice Dipartimentale di oncoematologia pediatrica, a seguito dell'incremento dei ricoveri ordinari registrati nel 2018, l'Azienda ha adeguato il fabbisogno di personale alle nuove esigenze di reparto, risultando ora previsti in dotazione organica n. 6 dirigenti medici (rispetto ai n. 5 dirigenti previsti in precedenza), n. 17 infermieri e n. 1 O.S.S..
La suddetta dotazione di personale garantisce uno standard assistenziale di 300 minuti di assistenza per paziente al giorno, a fronte di un tempo assistenza minimo di 180 minuti previsto dal Manuale di autorizzazione attualmente in vigore presso la Regione Marche (DGR 2200/2000).
In caso di assenza dal servizio per astensione per maternità o aspettativa, le unità infermieristiche vengono sostituite con dipendenti a tempo determinato, che garantiscono in maniera stabile la continuità assistenziale ai pazienti del reparto.
Il necessario supporto psicologico ai pazienti del reparto è garantito da psicologi che operano contestualmente in più ambiti in relazione alle esigenze aziendali e alle professionalità maturate.
È al vaglio della Direzione la proposta di un incarico di coordinamento per il personale del comparto della SOSD in oggetto.
Considerato quanto sopra, si ritiene che l'azienda ha già valutato e posto in essere adeguamenti alle aumentate necessità della struttura. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Sinceramente mi dispiacerebbe che un’interrogazione come questa, lo dico per l'importanza e il valore che do a quest’Aula, passasse in cavalleria come altre interrogazioni.
Quando parliamo di oncoematologia pediatrica stiamo parlando forse di una cosa tra le più drammatiche che può coinvolgere la vita di una persona, una situazione in cui un bambino è ricoverato per un problema di natura oncologica, quindi auspico che questa interrogazione, adesso verrò nel merito, possa trovare in modo bipartisan, lo dico a tutti i colleghi, una particolare attenzione perché su queste cose non possiamo limitarci a guardare i numeri, dobbiamo sollevare le coscienze e dobbiamo creare un’opinione pubblica, anche perché sono convinto che la sensibilità di tutti colleghi sia particolarmente attenta a vicende come questa.
Sono contento che la struttura sia stata un po' adeguata, era inadeguata, adesso, da quanto mi dice l’Assessore, è aumentata la dotazione di organico, sappiamo che fintanto non sarà spostato il Salesi ci sono anche dei problemi legati alla logistica, dei problemi murari, dei problemi di spazi. Va bene che sono aumentati i dirigenti medici, però rimane l'assenza di una caposala esclusiva per il reparto.
Ho sentito la risposta dell'Assessore, che comunque ringrazio, per quanto riguarda lo psicologo, però mi viene segnalato, questo vorrei dirlo, che l'associazione Gaia, che è l'associazione dei genitori dei bambini ricoverati in quel reparto, che ho incontrato qualche giorno fa, scrive da tempo all'Assessorato e alla Direzione generale del Salesi, avendo poca attenzione e poca risposta.
Capisco tutto, nel senso che immagino quante e-mail possa ricevere ogni giorno la Direzione generale dell'Azienda ospedaliera universitaria di Torrette, così come, ancora di più, quella del Presidente della Giunta, però credo che ci siano alcune questioni che non sono come le altre e hanno bisogno di una particolare attenzione ed anche, probabilmente, di sensibilità, e sono convinto che chi presiede questa Giunta e chi dirige l’Azienda ospedaliera di Torrette ce l’ha.
Penso che sia importante, visto che sono convinto che queste sensibilità non mancano, essere conseguenti, non solamente nelle azioni che facciamo, ma anche nella modalità con cui le facciamo. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

Interrogazione n. 743
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Mancata attuazione del Progetto Longevity Hub di Fabriano”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 743 del Consigliere Fabbri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Riepilogo le fasi di sviluppo del Progetto Casa Intelligente.
Nel maggio 2011 con delibera di Giunta regionale 649/11 la Regione Marche incarica l’Inrca di redigere un progetto di fattibilità per la "Casa intelligente per una longevità attiva ed indipendente dell'anziano" a fronte di un contributo di 200.000 euro. Ad ottobre 2013 viene consegnato in Regione l'elaborato richiesto.
Successivamente con delibera di Giunta regionale 1464/2011 la Regione affida all'Inrca la realizzazione della "Casa intelligente per una longevità attiva ed indipendente dell'anziano".
L'accordo prevede nello specifico: la nomina di un comitato tecnico scientifico finalizzato alla redazione di specifiche tecnico-scientifiche ed alla predisposizione di bandi. A tale scopo vengono destinati i 4 milioni di euro previsti dal bilancio regionale per il progetto al netto dei 200.000 euro stanziati per lo studio di fattibilità. A marzo 2012 viene consegnato in Regione l'elaborato relativo alle specifiche tecnico scientifiche.
In accordo con quanto proposto nel documento redatto tra aprile e dicembre 2012 l'Inrca in collaborazione con il Servizio industria della Regione contribuisce a redigere un bando di Ricerca e Sviluppo per le aziende marchigiane. Il bando viene approvato con delibera di Giunta regionale 1004/2012 e vengono svolte dall'Inrca tutte le attività per l'avvio del bando compresi incontri divulgativi, ricezione delle domande, istruttoria amministrativa, invio per la valutazione a esperti selezionati sull'albo del Miur e redazione della graduatoria finale formalizzata il 17 gennaio 2013.
Nel frattempo nel settembre 2012 la Regione comunica di aver individuato, quale sede per la realizzazione del progetto, uno stabile posto a Fabriano in via Serraloggia precedentemente destinato a Centro di salute mentale ed al momento in stato di totale abbandono. Con delibera di Giunta comunale 224 del 28 novembre 2012 il Comune di Fabriano concedeva all'Inrca in comodato d'uso gratuito per 20 anni il suddetto stabile ed autorizzava la realizzazione di lavori di ristrutturazione.
Nei primi mesi del 2013 vengono avviati i lavori di ristrutturazione dello stabile ed acquistati i materiali necessari agli allestimenti interni per attivare la prima parte delle funzioni previste nel progetto presentato a marzo.
Il 28 febbraio 2014 la struttura di Fabriano Longevity Hub viene inaugurata.
Con delibera di Giunta regionale 236/2014 viene approvato un addendum all'accordo di novembre 2011 per meglio definire le attività svolte per cui l'Inrca riceverà un rimborso e gli importi corrispondenti. Viene esplicitata la divisione delle attività di realizzazione in 2 stralci di cui uno completato ed uno da realizzare successivamente in accordo con la Regione. Con tale atto il contributo iniziale di 4.000.000 di euro (200.000 più 3.800.000) venivano ridimensionali in 1.460.000 e pertanto nell'addendum la quota stanziata di 3.800.000 veniva riaccertata in 1.260.000.
Contemporaneamente con delibera di Giunta regionale 298/2014 l’Inrca riceve l'incarico di redigere un piano di sviluppo per il Longevity Hub. Tale piano che comprende sia la gestione di quanto già realizzato che un'ipotesi di progetto per il secondo stralcio viene consegnato nel giugno 2014.
Le spese sostenute dall'Inrca per la ristrutturazione dello stabile, per gli allestimenti e per le attività connesse al progetto sono state rendicontate in Regione con tre distinte note: prot. 12933/14 DAR del 22 agosto 2014, prot 12934/14 DAR del 22 agosto 2014, prot. 14790/14 DAR del 29 settembre 2014.
A febbraio 2015 si chiudono i progetti finanziati dal bando. Nei due anni di svolgimento dei progetti stessi l'Inrca ha svolto attività di monitoraggio su quanto veniva realizzato con frequenti incontri con i capo-progetto e con gruppi di lavoro congiunti. Alla fine delle attività sono state valutate le rendicontazioni finali sia tecniche che amministrative e predisposti gli atti necessari affinché la Regione erogasse la quota finale dello finanziamento. Tale attività si è completata a settembre 2015, in sede di chiusura del bilancio d'esercizio 2017 sono stati contabilizzati ed esposti gli esiti del progetto.
Nel settembre 2016 la Direzione dell'istituto, nelle persone del Direttore generale e del direttore scientifico, ha segnalato al Presidente la disponibilità a mettersi a disposizione al fine di perseguire gli obiettivi regionali in quanto debitamente finanziati.
Pertanto l'Inrca con lettera prot. 13304/18 DG del 3 maggio 2018 ha ribadito al Comune di Fabriano la sua decisione di pervenire alla risoluzione del contratto di comodato e di restituire le chiavi.
Successivamente in data 26 novembre 2018 con verbale sottoscritto dalle parti sono state riconsegnate le chiavi dell'immobile che è pertanto rientrato nel possesso del Comune di Fabriano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Grazie Assessore per l'illustrazione. Lei ha ripercorso la storia dal lontano 2011, siamo nel 2019, dopo 8 anni non siete riusciti a far funzionare questa struttura, pur avendo sprecato soldi, perché avete dato all'Inrca che poi ha fatto, adeguato, eccetera …
Adesso l’Inrca ha alzato le braccia, ha ridato, da quello che ho capito poi approfondirò meglio le due pagine che ha letto, al Comune di Fabriano la struttura dopo averla tenuta 7 anni in pancia, con tutti i posti letto che necessitano nel settore.
Questo è un fulgido esempio di come sprecare soldi e tempo. Quindi non sono soddisfatto della risposta, in quanto avete una responsabilità politica molto pesante.

Interrogazione n. 750
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Attuazione della legge regionale 21 marzo 2014, n. 4 ‘Interventi a favore della sicurezza stradale’”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 750 del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Il Consigliere chiede: con quale atto sono stati definiti i criteri di funzionamento dell'Osservatorio ed entro quanto tempo tale Osservatorio si insedierà.
I criteri e le modalità di costituzione dell'Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale, ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 4/2014, dovevano essere adottati entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa, cioè entro agosto 2014; ad oggi non sono stati adottati perché non sono mai stati proposti dal Dirigente competente alla Giunta.
Non sono state avviate le azioni per l'approvazione, ai sensi dell'articolo 3 della legge 4 2014 del programma annuale per le politiche di sicurezza stradale, né sono state previste risorse finanziarie necessarie per la sua attuazione.
La Regione Marche, punto 3 dell’interrogazione, nel promuovere azioni finalizzate a realizzare nel territorio migliori condizioni sicurezza stradale, al fine di coordinare la legge regionale 4/2014 ed il Piano nazionale della sicurezza stradale sta portando avanti un progetto per la realizzazione del centro di monitoraggio regionale di sicurezza stradale che nel corso del 2016 è stato rimodulato ed è stato oggetto di apposita convenzione con il Mit e con l'Università la Sapienza di Roma, che è partner del progetto stesso.
È inoltre in corso di perfezionamento un accordo col Istat Marche, che svolge periodicamente anche elaborazioni sull'incidentalità, per la trasmissione ed analisi dei dati degli incidenti.
L'implementazione del Centro di Monitoraggio consentirà di avere tutte le informazioni necessarie ad impostare le idonee politiche di prevenzione sui temi della sicurezza stradale e di dare piena attuazione alla legge regionale in questione, compreso il quadro conoscitivo di riferimento necessario per poterla attuare.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Mi è sembrato di capire, Vicepresidente, poi leggerò con attenzione la risposta, che si sta lavorando per l'attuazione di questa legge, ma soprattutto per garantire il diritto alla sicurezza stradale. Questo credo che sia un fatto molto importante, perché ha a che fare con la vita delle persone, la sicurezza della e nella mobilità.
Prendo atto con piacere e con soddisfazione di questa attenzione nel voler garantire un diritto così importante, quindi la ringrazio.

Interrogazione n. 766
ad iniziativa del Consigliere Volpini
“Cure palliative, mancanza attivazione posti letto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 766 del Consigliere Volpini, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Fabrizio VOLPINI. Colgo la disponibilità della Vicepresidente nel dare risposta a questa interrogazione, ma preferisco che a rispondere sia l’Assessore e il Presidente, perché credo, lo sottolineava prima anche il Consigliere Busilacchi, che ha fatto un'importante interrogazione sull'oncoematologia pediatrica, sulla situazione grave in cui versa quella struttura, che le risposte, torno a ripetere, date con disponibilità dagli altri Assessori, per quanto mi riguarda, siano fuori luogo.
Ringrazio la Vicepresidente, ma preferisco che questa risposta, su un tema così importante e delicato, dove peraltro registriamo delle carenze, sia l'Assessore a darla.

PRESIDENTE. Ora il Presidente è occupato, se non ci sono obiezioni la rinviamo a quando rientra in Aula.

Mozione n. 448
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Celani, Giancarli, Urbinati
“Collegamento ferroviario da Monaco di Baviera fino a San Benedetto del Tronto”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 448 dei Consiglieri Zaffiri, Celani, Giancarli e Urbinati.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mozione è stata firmata da me e dai Consiglieri Urbinati, Giancarli e Celani, è una richiesta che facciamo alla Giunta affinché si impegni a mettere in moto una serie di iniziative per contattare la società austriaca/tedesca delle Ferrovie che nel periodo estivo, con un treno, collega Monaco con Rimini.
Questo collegamento, per la cronaca, è da 3 anni che va avanti, con un impegno delle Regioni che usufruiscono di questo servizio, un servizio estremamente importante che potrebbe interessare, e secondo noi deve interessare, la Regione Marche perché c'è bisogno di un collegamento che arrivi anche a San Benedetto via Rimini.
Chiediamo questa sensibilizzazione, perché c'è un turismo non più giovane per le nostre realtà territoriali, per questa nostra stupenda costa marchigiana, che purtroppo non usufruisce più dei nuovi treni ad alta velocità che passano per Bologna, creando delle difficoltà ai viaggiatori e chi sa tecnicamente e logisticamente come funziona la stazione di Bologna, si rende conto che salire dall'alta velocità sotterranea ai binari in superficie non è cosa semplice per tutti.
C'è questo treno che è già sperimentato da 3 anni, arriva a Rimini, noi vorremmo impegnare l'Assessore, che qui non c'è, affinché la Giunta metta in moto tutti gli strumenti necessari per far sì che questo treno possa proseguire fino a San Benedetto del Tronto. Questa non è solo la richiesta dei Consiglieri firmatari della mozione, ma è una richiesta che proviene dal mondo dell'imprenditoria che svolge la propria attività lungo la costa, dal mondo del turismo, per dare la possibilità ai turisti di frequentare le nostre coste, i nostri stabilimenti, le nostre località.
Monte persone usufruiscono di questi treni, anche perché il collegamento prima era fatto da Ferrovie italiane, che nei fine settimana offriva questo servizio da Monaco, oggi purtroppo, con le ristrutturazioni aziendali che ci sono state, questo servizio è stato abbandonato, però è subentrata questa società delle Ferrovie austriache e tedesche ed il servizio, che a dir la verità l’abbiamo trovato e l’abbiamo guardato con molta attenzione dalla cronaca, è efficiente e funzionale.
L'Emilia-Romagna ed il Veneto si sono impegnate per far sì che questo treno arrivi a Rimini, adesso chiediamo alla Regione Marche questo impegno per far sì, Assessore Sciapichetti, che da Rimini arrivi a San Benedetto del Tronto.
Spero che l’Aula gli affidi questo compito, perché il collegamento non serve per quest'Aula, ma per la comunità marchigiana, soprattutto per gli operatori turistici della zona che va da Pesaro a San Benedetto Tronto.
Questa è la richiesta che ci sentiamo di inoltrarle e che lei possa svolgere tutte le adempienze necessarie affinchè questo treno arrivi anche nella tratta marchigiana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Avrei voluto sottoscrivere questa mozione, ma il Consigliere Celani non ha voluto e poi spiegherà, ovviamente è una battuta.
Questo treno c’è sempre stato e mi permetto di ricordare che ce n'era un altro, qualche tempo più in là, che addirittura faceva un collegamento da Lecce a Torino fino a Monaco, con sdoppiamento del treno a Bologna ed incrociava un altro notturno che faceva Roma-Torino, Roma-Monaco.
So che Trenitalia questi sdoppiamenti e tagli di treni non li fa più, ovviamente, per questioni anche di sicurezza, però, riprendere un'ipotesi di questo genere non sarebbe male anche perché segnalo che l'unico aereo che funziona da Falconara è Ancona/Monaco ed è sempre pieno, lo so perché da due anni ho un familiare che è un utente regolare di questa tratta, perché da Monaco si va dappertutto, anche con costi relativi.
L'ipotesi che possa esserci una linea non solo in questo periodo, ma anche in altri periodi dell'anno, non sarebbe male, Assessore Sciapichetti.
L’altra cosa che mi permetto di segnalare riguarda gli orari, i tempi di questi nostri treni, qualcuno un giorno ce li spiegherà perché il problema di questa linea è che in estate il treno da Rimini in giù, almeno per quello che ricordo, forse sarà ancora così, ferma a tutte le stazioni e non arriva mai, per un turista non c'è problema arrivare mezz’ora prima o mezz’ora dopo, il sole aspetta.
Su questo aggiungo, Assessore, che sugli orari c'è qualcosa di strano, perché se uno ha la possibilità di mettersi di fronte alla linea adriatica, vedrà raramente un treno che segue l'altro per un tempo massimo o superiore ai 10 minuti, quindi abbiamo sempre treni con intervalli di molto superiori ai 10 minuti, questo significa che quella linea è poco utilizzata e di fatto abbiamo dei treni, con tutte le stazioni in cui potrebbero fermarsi, molto rallentati.
Questa cosa è incredibile, perché tutti i tipi di convoglio potrebbero raggiungere, forse i più vecchi non ce la fanno, la velocità dei Frecciarossa, perché non c'è nessun problema, quello è il limite massimo che possono raggiungere e che non può superare una velocità che danneggerebbe le case vicine, abbiamo parlato anche nell'ultimo Consiglio delle barriere antirumore, quindi problemi tecnici veramente esistenti, ma per il resto potrebbero andare un po’ più veloci.
Con treni un po’ più veloci la tratta da San Benedetto del Tronto a Monaco, o da Ancona a Monaco, sarebbe estremamente interessante anche durante il resto dell'anno perché le Marche, verso tutta quell'area geografica, ha rapporti consistenti, ripeto, prova ne è il fatto che i 3 voli giornalieri, Ancona/Monaco, sono quasi sempre pieni. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Velocemente perché il Consigliere Zaffini ha dettagliatamente illustrato questa mozione.
Quando si parla di turismo non si può non parlare di infrastrutture, c'è una corrispondenza biunivoca fondamentale fra turismo e infrastrutture, siano esse materiali e immateriali per quanto riguarda la promozione, che materiali per quanto riguarda lo spostamento delle persone.
Fra le infrastrutture materiali il trasporto su ferro rappresenta uno degli aspetti più significativi ed importanti, sia per la sicurezza che per l'ambiente, ed anche per i costi che sono una cosa fondamentale.
Quello che ci interessa è il turismo giovanile, una statistica dice che i giovani preferiscono molto spesso viaggiare in treno, soprattutto quelli che fanno un turismo particolare, come il campeggio, o che si spostano volentieri all'interno di un territorio anche abbastanza ampio. I ragazzi hanno ripreso a viaggiare con lo zaino in spalla e sono quelli che quando crescono magari portano ulteriore turismo, ad esempio quando mettono su famiglia.
Il viaggio con questo treno, che parte da Monaco e arriva a Cesena/Rimini, costa appena 39 euro, significa che c'è un forte investimento del pubblico, qui c’è un accordo, come diceva il Consigliere Zaffiri, con il Veneto e l’Emilia-Romagna per abbattere i costi e i risultati sono interessanti.
In questo momento ho chiesto anche qual è il volume del traffico passeggeri che questi treni hanno e mi hanno detto che non possiedono ancora un valore specifico, però, questi dati ci dicono che è consistente, quindi credo che la Regione debba attivarsi in questo senso per tornare a sviluppare quel turismo nordeuropeo, che tanto ha dato alla costa adriatica.
Un dettaglio e un piccolo suggerimento, San Benedetto del Tronto quale hub ferroviario non è tale da poter accogliere treni di questo tipo, perché lì per lo scambio ci vogliono più binari, sarebbe il caso, perché avremmo ancora più forza, Assessore, di coinvolgere la Regione Abruzzo, perché spostandosi un po' più a sud con 25 minuti, non di più, si arriva a Pescara e lì avremmo fatto Bingo, perché avremmo un hub di scambio fondamentale ed importante, potremmo farci dare un aiutino economico dalla Regione Abruzzo per chiudere questo discorso.
Quindi ci auguriamo, noi sottoscrittori, che tutto il Consiglio voglia accogliere l’invito contenuto in questa mozione, perché, ripeto, l’l’industria del turismo, l'industria che negli anni ‘60 veniva chiamata “l’industria del forestiero”, immaginate, può dare un contributo allo sviluppo economico di questo territorio in questo momento di grande difficoltà dal punto di vista economico produttivo. Lavoriamo sui servizi, quindi lavoriamo sull'industria del forestiero. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Brevemente, perché sono stato più volte chiamato in causa, per la verità questa è una delega, il turismo, dell’Assessore Pieroni che non c’è.
Voglio sostenere la mozione perché mi pare che possa essere di grande interesse per la nostra regione, che opera e lavora da tempo per incentivare il turismo, quindi credo che sia una delle cose più importanti che noi possiamo realizzare, se può andare, se andrà, fatte tutte le dovute verifiche, a compimento penso che possa essere un servizio importante per tutta una fascia di turisti e non solo.
Anche i ragazzi e i giovani possono, in quel periodo, avvicinarsi più direttamente alle Università marchigiane, anche venendo da altri Paesi, mettendoci in contatto con un serbatoio molto grande che è quello della Germania che turisticamente parlando per noi è molto importante. Quindi, per quanto mi riguarda, sono assolutamente d'accordo e voterò favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Vorrei prima di tutto ringraziare il Consigliere Zaffiri che ha posto questa questione che, secondo me, è un'intuizione importante.
Praticamente si cerca di sviluppare nella nostra regione un collegamento con l'Europa.
Spesso in quest’Aula abbiamo parlato del nostro aeroporto internazionale, l'aeroporto di Falconara, che con un volo di grandissimo valore, secondo me, ci collega giornalmente con la città di Monaco, che, come sappiamo, è un hub importantissimo per il trasporto aereo ed è anche uno snodo del centro Europa che muove milioni e milioni di passeggeri, quindi turisti che girano tutta l'Europa e di conseguenza tutto il mondo.
Oltre che dichiarare il mio essere favorevole a questa iniziativa, vorrei riprendere degli argomenti che abbiamo trattato in passato, soprattutto per quanto riguarda le fermate ed in particolare le fermate del Frecciabianca, dove noi avevamo ottenuto delle fermate aggiuntive per le stazioni di San Benedetto del Tronto e di Civitanova Marche, fermate che hanno dato dei numeri importanti, i numeri ce li siamo fatti dare come Consiglieri regionali da Trenitalia, purtroppo, per quanto riguarda le corse della stagione attuale, quindi inverno e primavera che verrà, non mi sembra che ci sia la grandissima attenzione che avevamo chiesto per due città importanti per il turismo, Civitanova Marche in particolare, e per l'Università, le avevamo chieste nel periodo post terremoto.
“Sembra” che sia stata annunciata una fermata di un Frecciarossa, ma non c'è nulla di certo e non c'è nulla di definitivo, quindi questo sarà anche motivo per fare il punto sulle fermate nella nostra regione, dove io continuo a denunciare il fatto che purtroppo Trenitalia sottovaluta e trascura spesso le stazioni del sud delle Marche, parlo da Civitanova Marche a San Benedetto del Tronto che, secondo me, in maniera alternata potrebbero avere molte più fermate dei treni che oggi raccolgono oltre il 50% dei passeggeri sulle tratte nord/sud e viceversa.
Parlo anche a nome del Consigliere Giancarli anche lui sottoscrittore di questa mozione e spero che questa iniziativa per la prossima stagione vada in porto. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 448. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 383
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Utilizzo del ‘Taser’ per la difesa degli agenti di Polizia Municipale – previsione nel regolamento applicativo della legge regionale n. 1/2014”
(Rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 383 della Consigliera Leonardi, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Parto da una doverosa premessa, questa mozione nasce nel mese di luglio dello scorso anno, dopo alcune dichiarazioni del Capo della Polizia Gabrielli che aveva dichiarato che la Polizia avrebbe iniziato la sperimentazione per dotarsi del ‘Taser’.
Forte di una esperienza personale fatta invece sulla Polizia locale, avevo ragionato fra me e me sulla possibilità di dotare anche la Polizia locale eventualmente di questo strumento visto non come strumento di offesa, ma come strumento di difesa meno ingerente, per quanto di mia opinione, rispetto all'arma da fuoco.
Da questo era scaturita la mozione che, lo abbiamo visto nel corso di questi mesi, è stata in parte superata dal decreto sicurezza, fatto dal Governo che ha previsto per la Polizia municipale una sperimentazione di 6 mesi solo per i Comuni sopra i 100 mila abitanti, ed anche da un parere che è stato fornito che inquadra il ‘Taser’ come arma da fuoco, nonostante non spari.
Resta fermo, per quanto mi riguarda, il principio che era alla base di questa mozione, cioè quello, attraverso gli strumenti di cui è dotata la Regione, di poter aiutare i vari corpi, i vari membri delle polizie locali nella propria autodifesa, quindi nella formazione e in altro che possa essere utile allo scopo.
Faccio questa doverosa premessa perché ho interloquito poco fa anche con l’Assessore Cesetti per rinviare ed eventualmente ritirare questa mozione. Avevo presentato una serie di emendamenti per modificare in questo senso la mozione, anche in maniera sostanziale, lasciando fermo il principio di difesa e di tutela della Polizia municipale, ma distanziandomi da una mozione che nasceva in un periodo al quale sono poi seguite altre normative.
Decido quindi di rinviare la mozione per poi presentarne una nuova, con contenuti diversi anche in accordo con l'Assessore, che verrà discussa nella prossima occasione. In questo momento la discussione è rinviata.
Ho voluto spiegare le motivazioni perché avevo chiesto varie volte di discuterla, è stato anche emesso un parere da parte del Comitato rispetto a come viene inteso lo strumento ‘Taser’ che all'epoca della presentazione della mozione non era emerso, quindi considerato in un modo piuttosto che in un altro.
E’ un argomento al quale tengo, che credo sia interesse anche per l'Assessore. Questo passaggio mi sembra doveroso anche tecnicamente alla luce del fatto che gli emendamenti andrebbero a modificare in maniera sostanziosa la mozione, fermo restando lo stesso principio.
I contenuti sarebbero modificati, quindi credo che sia nell'interesse del principio, che è alla base di questo mio atto, fare questo ulteriore passaggio.

PRESIDENTE. La mozione, la ritira o la rinvia? (…) Formalmente la rinvia.
Ha la parola l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. Come ho avuto modo di dire, per le vie brevi alla Consigliera Leonardi, questa mozione va ritirata perché, diversamente, andrebbe bocciata per la semplice ragione che la parte dispositiva non è di competenza regionale. Più volte abbiamo detto in quest'Aula che è lo Stato che ha la competenza esclusiva a legiferare sulle questioni generali della sicurezza, dell'ordine pubblico.
Per quanto riguarda la dotazione degli strumenti per la Polizia municipale, che non è Polizia, ma Polizia municipale, che non è una forza dell'ordine e non è classificata come tale, la norma demanda ad appositi regolamenti comunali che ne devono disciplinare l'armamento.
Questo significa che la Regione, purtroppo, non ha su questo, l’ho detto più volte, alcuna competenza, se non quella di stabilire distintivi, gradi e di fare la cosiddetta formazione.
Ho lamentato più volte che, tra l'altro lo trovo strano, ma questo è, la Regione è l'unica istituzione che non può dotarsi di un corpo di Polizia, ancorché di Polizia locale. Abbiamo dovuto riallocare la Polizia provinciale presso le Province, altrimenti avrebbero perso la divisa, gli armamenti e altro. Questa cosa, ahimè, è alquanto strana, le funzioni di Polizia giudiziaria le può assumere la Polizia locale quando è nell'esercizio delle funzioni, in base, se non sbaglio, all'articolo 55, combinato disposto articoli 55 e 57 del Codice di Procedura Penale, la Polizia locale assume funzioni di Polizia giudiziaria per la prevenzione, la repressione dei reati, i rapporti dell'autorità giudiziaria. Questo non può farlo il personale regionale, quindi non sarebbe stato possibile.
I principi che volevano essere sanciti dalla Consigliera Leonardi io li condivido, sono quelli, ad esempio, di dare maggiore dignità al Corpo di Polizia municipale o di Polizia locale, anche attraverso dei riconoscimenti “dello status giuridico ed economico”, io li condivido assolutamente, tant'è che ho avuto modo di dirlo da ultimo, oltre che in Consiglio regionale, nella manifestazione di Pesaro quando abbiamo celebrato la festa della Polizia locale.
Dico di più, li condivido talmente tanto che oltre ad essere impegnato anche a livello nazionale per cercare di far modificare le norme nazionali, ho anche dato mandato agli uffici di predisporre, lo ribadisco in questa sede, una modifica delle attuali leggi regionali che disciplinano la materia, per arrivare ad un concorso/corso unico regionale per il Corpo di Polizia municipale che lo andrebbe a qualificare maggiormente, lo qualificherebbe attraverso una formazione adeguata che si integrerebbe con lo stesso concorso, sulla scia, tra l'altro, di una norma che ha fatto la Regione Emilia-Romagna. L’ho voluto dire per anticipare che qualora venisse ripresentata una mozione, che va in questa direzione, che tende ad un maggior riconoscimento giuridico ed economico dei corpi di Polizia locale, che va ad un maggior impegno per la loro formazione, quindi per una maggiore qualificazione, troverà l’Assessore senz'altro d'accordo, quindi anticipo il giudizio.

PRESIDENTE. Ricordo che la mozione della Consigliera Leonardi, se l’Aula è d’accordo, viene rinviata alla seduta successiva, quindi al 19 marzo, oppure se vorrà potrà ripresentarla.

Mozione n. 411
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni
“Richiesta al Governo Italiano di giungere in tempi rapidissimi alla approvazione dell'atto normativo a tutela dei minori facendo proprio il DdL 247 del Senato ‘Abrogazione degli articoli 574 e 574 bis, nonché introduzione dell'articolo 60 bis del codice penale in materia di sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci’”

Mozione n. 452
ad iniziativa dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, Maggi, Pergolesi, Fabbri, Carloni, Leonardi, Marconi, Urbinati, Giancarli, Talè, Traversini, Micucci, Marcozzi, Giorgini, Celani, Mastrovincenzo, Rapa, Minardi
“Richiesta al Governo italiano di giungere in tempi rapidissimi all’approvazione dell'atto normativo a tutela dei minori, facendo proprio il Ddl 692 del Senato ‘Abrogazione degli articoli 574 e 574 bis, nonché introduzione dell'articolo 605 bis del codice penale in materia di sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci’”
(abbinate)
(Discussione e votazione mozione n. 452)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 411 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni e la mozione n. 452 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni, Maggi, Pergolesi, Fabbri, Carloni, Leonardi, Marconi, Urbinati, Giancarli, Talè, Traversini, Micucci, Marcozzi, Giorgini, Celani, Mastrovincenzo, Rapa, Minardi, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. Ritiro la mozione n. 411 perché sostituita dalla n. 452.
La mozione n. 411 riguardava lo stesso identico argomento, però c’era stata una richiesta di approfondimento perché probabilmente i Consiglieri presenti non avevano ben valutato la questione, quindi sono ben felice che poi si sia giunti ad un accordo su un argomento che senz'altro deve trovarci concordi.
La richiesta di far sì che questo Consiglio chieda ai propri Parlamentari di riferimento di dar seguito al Ddl 692 è successiva al fatto che nella precedente legislatura tutti i gruppi parlamentari avevano avviato un iter sulla problematica dei minori sottratti da uno dei genitori e portati illecitamente all'estero, molto spesso è il genitore non affidatario che letteralmente rapisce il minore e lo porta all'estero. Questo capita sia in coppie di stessa nazionalità, ma anche e soprattutto quando uno dei genitori ha nazionalità straniera.
E’ senz'altro necessario che si dia seguito anche a quello che è stato stabilito dalla Convenzione Internazionale dell'Aja, che si vada a risolvere questo problema e che lo Stato italiano intervenga anche al livello sanzionatorio verso quello che è un vero e proprio rapimento di chi viene allontanato da uno dei genitori.
Ringrazio anche il Presidente della IV Commissione, il Consigliere Volpini, perché si è reso disponibile ad un ulteriore esame di questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Presidente. Intervengo per dichiarare il voto favorevole del gruppo e anche per giustificare l'assenza del mio nome: quando è stata fatta la mozione ero malato e non ho potuto firmarla, comunque ci abbiamo lavorato e siamo d'accordo sui contenuti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Brevemente per annunciare il voto favorevole, ovviamente, e per farci, noi del gruppo Movimento 5 Stelle, parte diligente con i nostri Parlamentari, come dice il dispositivo di questa mozione, che è un atto di grande giustizia perché dà maggiore forza e maggiori poteri alla parte più debole. Casi di cui purtroppo sempre più spesso sono piene le cronache dei giornali e dei telegiornali.
Questa è la salvaguardia di un diritto del minore, di un diritto della persona che in questi casi è il tutore, quindi noi convintamente abbiamo firmato questa mozione che veniva dai colleghi della Lega e altrettanto convintamente la voteremo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Annuncio il voto favorevole perché con la mozione n. 452 questa assise cerca di dare una spinta ad una maggiore tutela dei minori, perché, al netto delle vicende legali nazionali e internazionali e giudiziarie spesso lunghe e contorte, vanno tutelati i minorenni che oserei dire sono sempre la parte maggiormente lesa.
Bene, dunque, la connotazione di delitti contro la libertà personale, bene anche l'adozione di strumenti coercitivi e investigativi, che però non devono in alcun modo peggiorare il clima psicologico a cui i bambini, i ragazzini, spesso sono sottoposti con presumibili gravi conseguenze, quindi, chiarezza, determinazione e tatto sono a questo punto imprescindibili per un fenomeno che in Italia si sta espandendo in maniera esponenziale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Mi sembra che sui contenuti siamo tutti d’accordo, è una materia estremamente delicata, l'appoggio ad una iniziativa nazionale ci sta tutto, mi auguro che la nostra piccola Regione possa essere significativa per un dato relativo all'unanimità.
Intervengo anche per dire che nella discussione precedente c'è stata un po’ di tensione ed a volte, come mi ero permesso di dire, non perché avessi ragione, con un po' di pazienza, un po' di dialogo si possono raggiungere anche questi tipi di risultati. Quindi, nell'ambito di un democraticamente corretto, ci può anche stare quello che ho detto l'altra volta, quando non era tanto il contenuto in sé, che era fuori discussione, ma il fatto che arrivassimo con l'accordo di tutti, perché si sa che nelle Aule parlamentari, anche con l’attuale clima, tutto scivola sopra tutto, invece è importante il fatto che da tutti i banchi della maggioranza e della minoranza si giunga ad un risultato unanime, per questo ringrazio anche per la proposta e la sollecitazione che ci è arrivata e anche per la firma che mi è stato consentito mettere a questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 452. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 416
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Avvio sperimentazione di progetti di housing e cohousing sociale”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 416 del Consigliere Fabbri, che ha la parola per illustrarla.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Questa è una mozione a cui tengo particolarmente perché chiedo alla Giunta di introdurre all'interno del futuro piano socio-sanitario, che noi rigettiamo in grandissima parte nella sostanza, però è un documento che occorre e prima o poi vedrà luce, dei progetti di housing e cohousing sociale, che cosa sono? Sono dei progetti pilota, sono delle modalità abitative un po' alternative che favoriscono l'invecchiamento attivo, che favoriscono e tutelano le fasce della popolazione più fragili perché le reintroducono in una relazione umana con altri nuclei familiari, all'interno di stesse strutture.
Ci sono diversi progetti in giro per l'Italia, a Verona c'è il progetto Itaca, a Trento c'è la Casa della Vela, ci sono anziani che coabitano con gli studenti, hanno, ad esempio, la lavanderia, la cucina, il soggiorno in comune, ma poi ognuno ha le camere e gli studi a livello separato. E’ un modello alternativo alle case di riposo classiche dove, piano piano, i nostri anziani, purtroppo, tendono un po’ a spegnersi. E’ una lotta attiva contro la solitudine, fornisce un'assistenza reciproca ed anche i giovani, che sono a rischio di esclusione, possono trovare giovamento da questa tipologia di residenzialità, perché inseriti con famiglie e non soltanto con anziani, ma anche all'interno di strutture dove le famiglie possono prendersi un po' cura di loro (ad esempio ragazze madri).
Sono strutture che possono essere realizzate con i soldi pubblici, possiamo spingere sul riutilizzo di strutture nei centri storici, che come sappiamo sono purtroppo mezzo abbandonati, quindi un'edilizia che può dare valore e ripopolare anche i nostri centri storici. E’ un'opportunità anche per chi è in difficoltà economica, che può essere ospitato con affitti calmierati in queste strutture in cui la vita sociale è quasi comunitaria.
Si vedono ormai nuclei familiari molto esigui i figli che hanno a carico degli anziani dicono: “Vieni una settimana da me”, “Fai il mese da mia sorella”, “Vai dallo zio” si parla di barbonismo domestico, queste potrebbero essere anche iniziative che aiutano le famiglie a prendersi cura di questi aspetti.
Purtroppo nella regione Marche, o per fortuna, stiamo invecchiando, vuol dire che si vive relativamente bene, però il 13% della popolazione ormai è ultrasettantacinquenne con tutti i problemi sociali che giustamente dobbiamo attrezzarci a risolvere. Fino adesso le politiche sociali sono state relativamente deboli, abbiamo una schiera di badanti estere che si prendono cura dei nostri anziani, ritengo che questa possa essere un'iniziativa interessante che investe molteplici aspetti e che può essere di giovamento a tutte le fragilità che abbiamo, dal giovane, all'anziano, al portatore di handicap, sperimentando, con molta attenzione, in modo da non mandare in risonanza le varie fragilità, dando supporto in una struttura ecosana al portatore che è un attimo più in difficoltà. Quindi chiedo che si apra il dibattito su questa iniziativa e spero che venga accolta con favore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Ringrazio il Consigliere Fabbri per aver posto il focus su questo argomento.
Nel piano sociale che sta redigendo il Servizio sociale della Regione Marche, le cui linee direttrici sono venute in IV Commissione qualche tempo fa, c'è un capitolo legato alle politiche per la casa, intendendo la politica della casa in maniera trasversale, legata al disagio, a quelle fragilità sulle quali la mozione del Consigliere Fabbri pone attenzione, ad esempio l'anziano non autosufficiente.
La politica della casa non più vista solo ed esclusivamente come una problematica legata all'Assessorato, all'Erap, ma trasversale a tutte le attività, che riguardano il sociale e il disagio nella sua accezione più generale.
Lo stesso REI, lo strumento varato dal precedente Governo, prevedeva un passaggio che riguardava nell'ambito della risposta alla povertà le politiche abitative, che peraltro non sono state smentite dall'attuale reddito di cittadinanza.
In questa Regione sono state effettuate in maniera un po’ estemporanea una serie di esperienze di housing e di cohousing dai vari ambiti, piuttosto che dai vari comuni, tant'è che il Servizio sociale della Regione insieme all’Istao non più di una settimana fa, presso la sede dell’Istao, ha dedicato una giornata di studio ed ha fotografato, scambiando le esperienze, tutto ciò che in questa Regione, su quel tema era stato effettuato.
Dispiace che ci sia stata l'assenza della politica, perché erano presenti i coordinatori d'ambito, i vari Dirigenti dei Servizi, le scuole, i rappresentati sindacali, è mancata la politica, ma questa è una sottolineatura che non inficia l'esito di quella riunione, dove ci si è focalizzati su una serie di esperienze positive che verranno magari anche inserite all'interno del piano sociale.
Il tema che riguarda l’anziano è di grande attualità, riguarda la non autosufficienza, il disagio nella sua accezione più generale, per cui parlarne e magari trovare anche delle sottolineature, piuttosto che degli indirizzi anche all'interno di quello che è il piano socio-sanitario, credo che sia opportuno. Sarà un tema che la Commissione, quando comincerà ad esaminare questo faldone, prenderà in considerazione.
Annuncio il voto positivo del gruppo del PD alla mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Vorrei completare argomentando anche quello che è stato detto dal presentatore, Consigliere Fabbri, e dal Consigliere Volpini. Quelli più vecchi si ricorderanno che questo esperimento del cohousing era la vecchia comune dei giovani degli anni ’60, che partiva da presupposti diversi, certo, era una promiscuità diversa, però era una forma di inserimento, che non è solo, anche in questo caso, il disagio e la non autosufficienza, è sicuramente un inserimento sociale di una categoria, quella degli anziani, che si sta facendo sempre più massiccia e che le Marche hanno, siamo al secondo posto in Italia per la longevità, ma siamo al tredicesimo posto per la salute, per cui ci invecchiamo e stiamo male.
Il cohousing non è rivolto soltanto ai non autosufficienti e a quelli in condizioni di disagio, è una pratica che nell'invecchiamento attivo è importantissima e garantisce anche l'allungamento della vita attiva e la salute. Non si tratta quindi di una situazione, di un esperimento, che non è più esperimento, di disagio fisico o di disagio economico, per quelli che non possono, ci sono gli esempi in Italia e in Europa di gente con i soldi che sta facendo questo esperimento di cohousing, ristrutturano dei posti bellissimi, pagano delle rette altissime, mettendo in comune cucine, sala di conversazione, televisione, mettendo in comune tutti i servizi e sicuramente da questa esperienza ne traggono grandissimi benefici.
Ovviamente non è la casa di riposo per i non autosufficienti, che molte volte, così come è gestita, è l’anticamera della morte. Vengo dall'esperienza di mia madre, per cui queste cose mi hanno toccato profondamente.
Il cohousing è reintrodurre socialmente ed utilmente questa popolazione che invecchia sempre di più, è un esperimento, e mi dispiace che il Consigliere Volpini abbia denunciato l'assenza della politica, ed in effetti la politica in questo momento deve prenderlo in considerazione, visto come stanno andando le cose dal punto di vista demografico della nostra nazione, ed in particolare della nostra regione.
La politica deve farsi carico di questo, perché in effetti, oltre ad essere un esempio di grande solidarietà e di grande amore e di fratellanza, per usare un sostantivo che non mi è molto familiare, riguarda anche l'aspetto utilitaristico, è un grande risparmio per la cosa pubblica.
Ripeto, mi dispiace che la politica sia stata assente in quell’incontro, è una problematica che deve essere affrontata e bene, con un'organizzazione e con un disegno precisi. Naturalmente il voto, visto che il presentatore è del nostro gruppo, è favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Vorrei dire che rispetto a questa mozione, presentata dal Consigliere Fabbri, anch'io annuncio il mio voto favorevole.
Vorrei ricordare che nel territorio ci sono già diverse esperienze di strutture in cui si sta impostando il cohousing. Nel pesarese ci sono due strutture molto importanti che spero apriranno il prima possibile, dove c’è questo progetto che prevede la convivenza all'interno dello stesso appartamento, dove le persone anziane si aiutano in maniera reciproca, riducendo anche i costi e l’obiettivo principale è garantire, per quanto possibile, l'autonomia delle persone.
Vorrei segnalare inoltre il voto del Consiglio regionale sull'ultima legge relativa all’edilizia popolare nella quale abbiamo inserito un comma che prevede la possibilità per l'Erap di raggiungere accordi con i Comuni per attività di sperimentazione. E’ una cosa che non era prevista prima, all'interno delle attività di sperimentazione c'è anche la possibilità di individuare le persone che hanno i requisiti necessari per vivere in queste case dell'Erap, e stiamo verificando. C’è almeno un’esperienza nella quale l’amministrazione comunale fa un accordo con l'Erap per destinare un appartamento non a una famiglia, ma ad un insieme di soggetti anziani, aventi tutti i requisiti, ma non la capacità di vivere in maniera autonoma.
Ricordo che abbiamo inserito nella nuova legge sull’Erap la possibilità di chiudere accordi con i Comuni per fare sperimentazioni su progetti di cohousing. Mi sembra importante ricordarlo a questa Assemblea perché è un’opportunità che abbiamo previsto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Vorrei tornare, per correttezza, sull’argomento della presenza o assenza della politica, io c’ero, ma non so se rappresentavo degnamente o indegnamente la politica, comunque il convegno l’ho seguito tutto, tra l’altro portando a casa molte notizie importanti di molte esperienze fatte in questa regione.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Vorrei annunciare il voto favorevole di Fratelli d'Italia alla mozione del Consigliere Fabbri.
Credo che il cohousing favorisca anche in una maniera dignitosa la fase finale della vita dei marchigiani, prevedendo delle possibilità in cui viene rispettata l'autonomia personale, in cui viene rispettata anche la dignità delle persone laddove abbiano un'autonomia, penso che questo sia assolutamente un obiettivo importante e prioritario.
Fortunatamente mi sembra che in questo senso un campanello d'allarme sta suonando.
Non solo sulla legge riguardo all'edilizia economica-popolare ne avevamo discusso, ma anche in Commissione sanità riguardo alla norma sull'invecchiamento attivo, prevedendo delle misure, anche con il sostegno della Regione, di forme di aggregazione nelle quali la centralità è il bisogno della persona e il mantenimento di una vita autonoma pur nelle difficoltà di una società moderna in cui magari i figli devono andare a lavorare lontano o fuori, oppure ci sono problematiche economiche per il sostentamento delle persone anziane.
Questa opportunità credo che possa offrire, anche attraverso lo strumento del piano socio-sanitario, una tutela in più ed una forma di attenzione in più dovuta, per quanto mi riguarda, ai nostri anziani, a chi ha avuto un ruolo importante nel costruire questa nostra società in cui viviamo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 416. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 436
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
“Cittadella della salute di Jesi”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 436 del Consigliere Giancarli, che ha la parola per illustrarla.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Brevemente, questa volta non ho bisogno, per illustrare la mozione, di parlare del piano socio-sanitario, o di ospedali, o di dotazioni organiche, o di liste di attesa, tratta soltanto di adempimenti di carattere tecnico, che non solo migliorano, come la demolizione del vecchio ospedale, il decoro urbano, ma riducono anche la spesa in quanto, ad esempio, mantenere in piedi il vecchio ospedale di Viale della Vittoria comporta spese improduttive perché va garantita la sicurezza (statica degli edifici in ammaloramento, sanitaria e sociale, contro le intrusioni), il recupero del vecchio ospedale Murri, la sistemazione degli spazi esterni del nuovo ospedale (parcheggi, aree di sosta), che in parte esistono, ma che vanno razionalizzati, la sistemazione di un parco meraviglioso di 4 ettari che già esiste e che può costituire anche un momento importante di integrazione con la città, un momento importante di integrazione socio-sanitaria.
Ora non è presente il Presidente Ceriscioli, ma ha avuto modo, alcune volte, di sottolineare che la nuova struttura ospedaliera, come è quella del Carlo Urbani, voglio ricordarlo perché è motivo di vanto per l'intera Regione Marche, è l'unico nuovo ospedale realizzato nella legislatura 2010/2015, una struttura nuova, che deve essere integrata con altre esistenti, che ci sono e che vanno ottimizzate e razionalizzate.
Ho detto che non ho bisogno di parlare di sanità, ma è un ragionamento legato alla sollecitazione, soprattutto degli organi tecnici, come poi al primo punto della mozione c'è, l’ampliamento del pronto soccorso, inteso anche questo come razionalizzazione e ottimizzazione degli spazi esistenti.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Giancarli per questa mozione che, naturalmente, il mio gruppo voterà favorevolmente soprattutto perché ci sono alcuni aspetti che andavano sistemati già da diverso tempo. Quindi, ritornare ad accendere un faro, ad esempio, sull’ampliamento del pronto soccorso che, secondo le dichiarazioni fatte dai Direttori sanitari diversi mesi fa, doveva già essere eseguito o la demolizione dell’Ospedale del Viale della Vittoria, sicuramente garantisce un’accelerazione all'attuazione di quanto già predisposto in passato.
Sulla progettazione definitiva per il recupero del vecchio ospedale Murri, mi auguro che ci sia anche un passaggio che ascolti le esigenze e le necessità del territorio e dei cittadini che vivono lì e che sicuramente possono dare degli ottimi suggerimenti.
Per quanto riguarda la questione parcheggi, diverse sono state le segnalazioni anche degli addetti ai lavori sulla difficoltà delle ambulanze di circolare, visto che i parcheggi sono carenti. Per i necessari interventi di decoro e di recupero dell'area verde, dal punto vista botanico, un input, un'azione propulsiva della Regione sarà sicuramente positiva. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 436. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 445
ad iniziativa dei Consiglieri Maggi, Giorgini, Pergolesi
“Intervento della Giunta regionale presso il Governo nazionale per l’introduzione di misure normative idonee a garantire la continuazione dell’informazione sui territori della Regione”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 445 dei Consiglieri Maggi, Giorgini. Pergolesi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Questa mozione è per la tutela dell'emittenza privata.
Con la legge recentemente approvata, esattamente la n. 145 del 30 dicembre 2018, l'emittenza privata, in generale, viene penalizzata, oltre le particolari criticità del momento e le difficoltà economiche, visto che vive di pubblicità, nonostante il fatto che nella nostra regione abbia un ruolo importante, che non ha nessun altro organo di informazione.
Ricordo che per la funzione svolta due emittenti televisive locali, precisamente Etv Marche e Video Tolentino, nel momento di difficoltà e di emergenza sismica, sono state premiate a Roma dal Garante.
Oltre alle difficoltà, voglio ricordare che a livello europeo le frequenze, che attualmente sono destinate alle tv private, passeranno alla telefonia, al nuovo sistema G5, quindi si toglieranno i canali dal 49 al 60 alle tv, la cosiddetta banda 700, perché nel 2022 in Italia, in Europa nel 2020, verrà inserito il DVB-T2. Tanto per capirci, chi ha acquistato il televisore prima del 2018, dovrà comprare un decoder per ricevere il DVB-T2, in Italia rimarranno soltanto 14 canali e ci dovrà essere una nuova assegnazione delle frequenze, alle Marche ne spetterà una sola e le televisioni, attualmente in esercizio nella nostra regione, dovranno dividersi questa banda così ristretta.
Come firmatari abbiamo presentato due emendamenti, il primo riguarda un refuso, l’anno “2018” è stato sostituito dall’anno “2019”, il secondo chiede che sia completata l'erogazione dei contributi, di cui al DPR 146/2017 per le tv commerciali, relativa al 2016 e che siano erogati i contributi per radio e tv locali per gli anni 2017/2018. Questi sono i due emendamenti che abbiamo presentato.
L'emittenza locale oltre che a svolgere la funzione che ha svolto e che sta svolgendo, occupa parecchie persone, sia come impiegati che come giornalisti.
Questa mozione poteva essere direttamente espletata nell'invito al Governo per il riferimento contenuto, invece abbiamo deciso, per renderla istituzionale e aumentarne maggiormente il peso politico, di chiedere a quest'Aula di condividere questa nostra preoccupazione nei confronti dell'emittenza locale marchigiana.
Credo che la situazione di queste aziende, che fanno informazione, che danno occupazione, che si stanno trovando in un momento di particolare difficoltà, incontri la sensibilità sia della maggioranza che dell'opposizione, quindi, noi chiediamo di avere un’attenzione, non tanto per le provvidenze economiche che sono state tolte e che per le televisioni si risolvevano soltanto nel 50% delle bollette telefoniche - tenete presente che ormai con i social e con WhatsApp il costo del telefono e la sua funzione è ridotta moltissimo - ma soprattutto chiediamo in quest'Aula che il Presidente si faccia parte diligente, come già ha fatto
Ho una risoluzione del 13 febbraio 2019, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha sollecitato al Governo la liquidazione delle provvidenze degli anni passati che non sono state liquidate e di focalizzare l'attenzione sul mondo variegato dell'emittenza privata.
Non si chiede un'assistenza di carattere economico, quanto un'attenzione per la vita stessa delle emittenze locali in quanto con la ripartizione nuova delle frequenze, con il G5 che prenderà le frequenze delle televisioni private, avranno una sola banda molto ristretta e avranno difficoltà nelle loro trasmissioni, soprattutto per quanto riguarda la zona della costa, che ha interferenze di confine con l'altra parte dell'Adriatico, con la costa croata.
Mi auguro che questa sensibilità, che abbiamo voluto manifestare con questa mozione nei confronti di questi operatori dell'informazione e nei confronti dell'occupazione nelle Marche, sia raccolta e sostenuta anche da tutta l'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 445/1 a firma del Consigliere Maggi, Giorgini, Pergolesi.
Lo leggo: “il terzo alinea indicato in premessa è sostituito dal seguente: ‘Deve essere ancora completata l’erogazione dei contributi di cui al DPR n. 146/2017 per le tv locali commerciali relativa all’anno 2016 e devono essere ancora erogati i contributi per radio e tv locali per gli anni 2017 e 2018’” Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Emendamento 445/2 a firma del Consigliere Maggi, Giorgini, Pergolesi. Lo leggo: “Nel quarto alinea indicato in premessa la parola ‘2018’ e sostituita dalla seguente ‘2019’” Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 445, così come emendata. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 451
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“Mancata realizzazione dell’impianto riguardante lo stoccaggio di gas naturale in strato denominato ‘San Benedetto Stoccaggio’”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 451 del Consigliere Urbinati, che ha la parola per illustrarla.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Questo atto si aggiunge ad un altro già approvato all'inizio del 2016, eravamo ad inizio legislatura e ponemmo l'attenzione su una vicenda che aveva toccato profondamente la comunità del piceno, in particolare la città di San Benedetto del Tronto e della bassa vallata del Tronto.
Questo impianto di stoccaggio “precipitò” sul territorio da un bando ministeriale, che successivamente fu vinto e assegnato per il progetto alla società Gas Plus, una joint venture nata in quel momento, appositamente per quel bando, e al suo interno tra i soci principali aveva l'Acea, l'attuale società di servizi, con sede a Roma, e soprattutto la maggioranza delle azioni era in capo alla Gas de France, che è un colosso internazionale che, come sappiamo, gestisce in Europa e nel nord Africa i più grandi impianti di stoccaggio di gas naturale.
Questo impianto piombò all’attenzione dell'opinione pubblica tra il 2011 e il 2012, ci furono parecchie iniziative, la Regione ci mise a conoscenza dell'impianto e non riuscissimo ad opporci in nessun modo in quanto, come sappiamo, l’energia è una materia prettamente nazionale. Già dai primi studi fatti dagli uffici dei Comuni, in cui l’impianto doveva essere installato, vennero fuori delle criticità, principalmente dovute al fatto che, a differenza di altre zone, sarebbe stato costruito in un centro molto urbanizzato, in una città che vive principalmente di economia turistica.
Successivamente ci fu una sollevazione dei comitati, molta partecipazione popolare, ci fu anche uno studio che il Comune di San Benedetto del Tronto, insieme al Comune di Monteprandone e a tutte le associazioni ambientaliste e non solo commissionò allo spin-off dell'Università di Camerino, “Terre.it”.
Da questo studio, stiamo parlando del 2013/2014, scaturirono dei dati molto importanti, eravamo prima degli eventi sismici che poi hanno caratterizzato nel 2016 tutta quell'area in cui doveva insistere l’impianto di stoccaggio.
Lo studio di “Terre.it” mise in evidenza tante osservazioni che ne sconsigliavano fortemente la realizzazione, la Regione Marche fu “costretta” ad autorizzare in maniera positiva la valutazione di impatto ambientale, perché a livello giuridico e di riconoscimento non c'erano le condizioni tecniche per potersi opporre.
Lo studio di “Terre.it” andò ad integrare quell’autorizzazione di Via e da quel momento, siamo convinti, si è creato qualche problema a chi voleva realizzare quell'impianto, tant'è che subito dopo, è questa la ricostruzione esatta degli eventi, Gas de France, ripeto, un colosso che era in grado di gestire quell'impianto, uscì dalla joint venture, scrisse alla Regione e a tutti gli enti che non era più interessata a questo progetto, quindi le azioni e le partecipazioni furono acquisite direttamente dalla Gas Plus, ma la Gas Plus oggi è un'azienda che, a mio avviso, non è in grado di garantire la corretta messa in opera di un impianto del genere.
E’ importante fare questa ricostruzione e votare questa mozione, perché dove ad oggi dovrebbe insistere quell'impianto c'era un vecchio impianto di estrazione dell’Eni, non è stato effettuato nessun tipo di lavoro per realizzare un impianto di stoccaggio, ci dicevano, ci vogliono un paio d'anni, se non tre, ad oggi non è stato realizzato nessun lavoro e l'autorizzazione di Via, così come stabilito dal decreto-legge, scade a fine giugno, a 5 anni dalla data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Questa è la situazione ed il nodo centrale della mozione, la Regione ha già indirizzo a negare qualsiasi tipo d'intesa con il Ministero per quanto riguarda la realizzazione di questo impianto, così chiediamo alla Giunta regionale di intervenire presso il Ministero dell'ambiente, il Ministro Costa, di non concedere nessuna proroga nell'eventualità in cui la Gas Plus dovesse chiedere ulteriore tempo e la riapertura della procedura di Via.
Lo chiediamo fortemente anche perché il Movimento 5 Stelle fu una grande spalla, per noi che in quel periodo amministravamo la città, per scongiurare la realizzazione di quell'impianto e quello studio fu commissionato anche su indicazione del Movimento 5 Stelle. Sappiamo che il Ministro Costa è sensibile a questi temi, solo lui, solo il Ministero in questo momento può riaprire la partita dello stoccaggio di gas a San Benedetto.
Sono convinto e certo che i nostri Parlamentari, sia quelli del Movimento 5 Stelle che quelli del PD, ma tutti i parlamentari marchigiani, sapranno spiegare al Ministro Costa le ragioni per cui non vale più la pena, soprattutto dopo gli eventi sismici del 2016, di realizzare questo impianto di stoccaggio, credo che entro l'estate potremmo mettere definitivamente la parola fine a quella storia che tanto ha turbato quella parte della regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Contrariamente al capogruppo del PD non ripongo tutta questa speranza sul Ministro Costa, anche perché ricordo a gennaio, quindi un mese fa, le dichiarazioni del Ministro che diceva che non avrebbe mai firmato, piuttosto si sarebbe dimesso, le autorizzazioni per le concessioni di coltivazione e ricerca di idrocarburi, poco dopo, precisamente il 25 gennaio, se non ricordo male, con l'accordo che c'è stato con la Lega, l'emendamento al decreto semplificazioni, è stato previsto non solo di riconfermare tutte le concessioni di coltivazione e ricerca che erano pendenti, non solo di non eliminare l’airgun che era così tanto contestata, ma è stato dato via libera su tutto e il Ministro Costa, che aveva detto di dimettersi, firmò due giorni dopo un decreto con cui dava la concessione per la coltivazione a Ravenna e dava la concessione di ricerca nel Mar Ionio.
Questo tradimento del Movimento 5 Stelle sul tema delle trivellazioni è palese per cui come faccia lei, Consigliere Urbinati, a riporre tutta questa fiducia, sinceramente non lo so. E’ chiaro che la posizione del Movimento 5 Stelle su questo tema si è completamente ribaltata.
Ora è vero che gli stoccaggi non rientrano in quel decreto, quindi non stiamo parlando di coltivazione e ricerca, ma stiamo parlando di stoccaggio, sinceramente l'unica speranza che potrebbe esserci secondo me è che la ditta non sia più interessata, ma se questa dovesse avanzare una qualsiasi richiesta, esempio di proroga, sono sicuro che sarà concessa.
Mi dispiace che oggi sia assente il Consigliere Giorgini, che ho conosciuto come “no-triv”, si è battuto per anni contro le trivellazioni, ci ha creduto veramente, vedere il Movimento 4 Stelle, perché abbiamo detto che l’ambiente è scomparso da questo movimento, ribaltare completamente le posizioni su queste tematiche …, inviterei il Consigliere Giorgini a passare al gruppo misto, ad abbandonare il Movimento 5 Stelle e a venirmi a fare compagnia, perché non so come può conciliare la sua coscienza, sono convintissimo che lui sia contrario alle trivellazioni, contrario agli stoccaggi, sono convintissimo della sua buona fede.
Addirittura abbiamo fatto il referendum contro le trivelle, ve lo ricordate tutti, io sono andato a Roma alla Tribuna Referendaria a sostenere la posizione della Regione Marche; abbiamo fatto un referendum, siamo stati promotori e poi il Ministro Costa fa? Permettetemi il termine, la sceneggiata: “Non firmerò niente, piuttosto mi dimetto”, sceneggiata durata una settimana. Di cosa stiamo parlando, Consigliere Urbinati? Se con questa mozione voleva provocarmi, c’è riuscito pienamente, però oltre a me penso che agli altri, in particolare ai Consiglieri del Movimento 4 Stelle, questa cosa interessi poco.
Io questa fiducia non la ripongo, voterò però la sua mozione, ovviamente, perché sono convinto che questo stoccaggio non vada fatto, e nel caso ci sia la richiesta di proroga non deve essere assolutamente concessa, però speriamo più sul fatto che alla ditta non interessi, piuttosto che il Ministro la rifiuti, perché il Ministro se vede la richiesta, non rifiuta niente, questo glielo assicuro io.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Io mi atterrò alla mozione del Consigliere Urbinati, ieri nel gruppo che facciamo solitamente prima del Consiglio, abbiamo sentito il Consigliere Giorgini che è particolarmente interessato, visto che come il Capogruppo Urbinati è di San Benedetto del Tronto.
Noi condividiamo questa mozione e la voteremo convintamente, non solo, ci faremo parte diligente per chiedere quello che ha detto il Capogruppo Urbinati al Ministro Costa, affinchè tutto quello richiesto in questa mozione avvenga. Naturalmente abbiamo grande fiducia del Ministro Costa perché è competente in questo.
Permettetemi una raccomandazione, chiederei agli altri gruppi di dare garanzie al Consigliere Bisonni per la sua presentazione alle elezioni regionali del 2020, lui ce la sta mettendo tutta per sputare sul piatto in cui ha mangiato, perché era un insegnante a Tolentino e il Movimento 5 Stelle l'ha fatto diventare un rappresentante della Regione Marche e adesso che è stato cacciato dal Movimento 5 Stelle è un personaggio in cerca d'autore. Vi invito con tutto il cuore a dare qualche garanzia per il 2020 al Consigliere Bisonni sennò continuerà a sparare a zero contro il Movimento 5 Stelle, a noi non ci tocca, ma sta facendo una figura patetica, perché ormai l'hanno capito tutti che la sua avversione al Movimento 5 Stelle viene dal fatto che deve far vedere che non è più un appartenente per convincere qualche altro gruppo a candidarlo per la prossima legislatura.
Favorevole alla mozione del Consigliere Urbinati, favorevole al contatto con il Ministro Costa, ovviamente ce la metteremo tutta, ovviamente annuncio il nostro voto favorevole alla mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Noi del gruppo della Lega esprimiamo una valutazione positiva per questa mozione e la voteremo convintamente perché effettivamente la realizzazione di questo impianto in questo territorio creerebbe dei seri problemi a tutta la comunità.
La votiamo e nello stesso tempo la sosterremo anche contro quanto abbiamo ascoltato dal Consigliere Bisonni che nell'ultimo periodo, non so se usa qualcosa di particolare per gli interventi, è sempre contro il Governo, contro queste cose, sapendo che fra l'altro la sua rappresentanza dentro quest'Aula scaturisce da forze politiche che in questo momento sono al Governo come maggioranza. Credo che questo sia l'aspetto più importante. Non vorrei dilungarmi molto, ma penso che le convenga cambiare strategia, Consigliere, per quanto riguarda i suoi interventi e forse quello che lei auspica lo può trovare con più facilità.
Siamo a favore di questa mozione pertanto la Lega la voterà.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Velocemente, quando uno non ha argomentazioni, quando uno tradisce una promessa elettorale, che per anni è stata no-triv e poi diventa si-triv, a quell’alto tradimento del Movimento 5 Stelle non rimane altro che fare l'attacco personale, gratuito, che non mi scalfisce e di questo tradimento penso se ne siano accorti sia gli elettori dell'Abruzzo sia quelli della Sardegna.
Continuate a tradire gli elettori, continuate a rinnegare tutti i principi del Movimento 5 Stelle e questo Movimento 4 Stelle, 3 Stelle, non so quante ne sono rimaste, farà la fine che merita.

PRESIDENTE. Voglio esprimere anch'io la mia posizione favorevole, ovviamente, a questa mozione, essendomi occupato insieme al Consigliere Urbinati del problema relativo allo stoccaggio del gas che il territorio ha sentito tanto perché non investe soltanto la costa di San Benedetto del Tronto, ma anche parte dell’entroterra, un territorio accogliente, che fa del turismo, della sicurezza, della bellezza di quei luoghi una delle bandiere da sventolare.
Sull’impianto di stoccaggio, che ovviamente non dà tutte queste garanzie, non si può che essere d'accordo nel rispedirlo al mittente, quindi sono favorevole.
Mozione n. 451. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 766
ad iniziativa del Consigliere Volpini
“Cure palliative, mancanza attivazione posti letto”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 766 del Consigliere Volpini.
Ha la parola, per la risposta, il Presidente Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. L’interrogazione si articola su due punti, il primo è sul percorso per l'attivazione di ulteriori 20 posti letto nelle more dell'approvazione dei nuovi criteri di autorizzazione e accreditamento.
La Giunta nell'obiettivo di attivare questi posti letto ha deliberato alla fine del 2018 lo sblocco di alcune situazioni in anticipazione al riordino complessivo, auspicando che prima possibile si possa completare tutto l'iter degli accreditamenti.
Per questo ed anche per altre modalità ci è sembrato opportuno non tenere tutto il sistema in attesa, ma dare la possibilità di attivarsi, seguono poi i tempi normali per avere risposta e contezza per attivare questi posti letto oltretutto ovunque molto apprezzati.
Sono cure che riscontrano una grande attenzione, una grande positività da parte dei cittadini.
Il bisogno purtroppo cresce anche perché le cure palliative si stanno sempre più estendendo non solo al malato oncologico terminale, ma anche a chi ha malattie degenerative. Sta crescendo questa richiesta importante, devo dire, in termini di servizio e di risposta. Quindi con la delibera di Giunta regionale si è rimesso in moto l’iter che dovrebbe arrivare all'attivazione dei 20 posti letto.
I 662 mila euro erano il residuo di un finanziamento di 5,8 milioni del 1991, che ha avuto il suo iter realizzativo nelle 7 strutture previste in regione sotto il profilo dell'Hospice.
Il residuo è stato più volte proposto ad Asur in termini di attivazione, non c'è mai stata l'esigenza o la risposta per questo fine specifico in quanto era destinato a questo settore e dopo 10 anni, dal 2009, nel decorso della decorrenza dei residui perenti, sono stati cancellati.
La somma residua non è stata utilizzata anche dietro sollecitazioni dell’ufficio che segue i fondi che più volte l’ha proposto, quindi molto probabilmente la quota residuale non trova più spazio all'interno delle iniziative relative allo stesso capitolo di spesa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Ho voluto che fosse presente il Presidente perché so della sensibilità che ha su questo tema.
La settimana scorsa, nell'ultima Commissione, abbiamo approvato una proposta di legge sulle cure palliative, proposta dal Consigliere Biancani, ma sottoscritta anche da altri, e mi hanno detto che il Presidente si era fatto parte attiva affinché fosse presentata.
Il tema è complesso, di grande attualità e di grande delicatezza, soprattutto per quel che riguarda la palliazione in ambito non oncologico, che è quello di cui oggi si ha un'estrema necessità.
Aver individuato l'ampliamento dell’Hospice di Fossombrone di 10 unità di cure palliative, proprio con questa finalità, perché all'interno ci sono delle professionalità in grado di intercettare il bisogno assistenziale dei pazienti non oncologici, una tipologia su tutte, quelli affetti da Sla che necessitano di una serie di interventi, alcuni a volte invasivi, piuttosto che tecnologici è una risposta ad un'estrema necessità.
Siamo in carenza di posti, non parliamo della domiciliarità, ma siamo anche in carenza di posti come Hospice, tant'è che la Giunta ha emanato nel novembre del 2018 una deliberazione per l’attivazione di ulteriori 100 posti di Hospice nella nostra regione, di cui 20 almeno per Area vasta, proprio per la carenza in cui ci troviamo.
Per i familiari è una grande fatica, lo dico per esperienza personale, trovare dell'ospitalità in ambienti qualificati ed appropriati.
Un solo cenno poi chiudo, noi abbiamo 61 posti letto nei nostri 7 Hospice, l'Emilia-Romagna che non ha una popolazione 5 volte la nostra, ha 22 Hospice per 290 posti letto.
Credo che su questo, Presidente, dobbiamo essere più incisivi perché la domanda è in aumento, chiaramente poi c'è la domiciliarità sulla quale, evidentemente, bisognerà fare un ragionamento importante. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono più atti da esaminare.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 14,00
 

 
 
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