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Resoconto della seduta n.6 del 22/09/2015

SEDUTA N. 6 DEL 22 SETTEMBRE 2015

La seduta inizia alle ore 10,20

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 6 del 22 settembre 2015.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di deliberazione:
n. 1 in data 15 settembre, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, concernente: “Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, degli articoli 38, commi 1, 1-bis e 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, nonché dell’articolo 57, comma 3-bis, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e dell’articolo 1, comma 8-bis, della legge 23 agosto 2004, n. 239 “Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia”, introdotto dal decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 2 in data 15 settembre, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, concernente: “Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, dell’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, come sostituito dall’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 ”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 3 in data 15 settembre, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, concernente: “Designazione di un delegato effettivo e di un delegato supplente agli effetti stabiliti nella legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” relativamente alla “Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, degli articoli 38, commi 1, 1-bis e 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, nonché dell’articolo 57, comma 3-bis, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e dell’articolo 1, comma 8-bis, della legge 23 agosto 2004, n. 239 “Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia”, introdotto dal decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna);
n. 4 in data 15 settembre, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi, concernente: “Designazione di un delegato effettivo e di un delegato supplente agli effetti stabiliti nella legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” relativamente alla “Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, dell’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dall’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente (iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna).
E' stata presentata la seguente mozione:
n. 17 dei Consiglieri Biancani, Traversini, Talè, Minardi “Linea ferroviaria Fano-Urbino”.
Ha chiesto congedo l'Assessore Bora.

Ringraziamento

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo un minuto, Presidente, semplicemente per ringraziare lei e l'Aula per la commemorazione che avete fatto nella seduta precedente all'indirizzo dell'ex Consigliere Lorenzo Marconi, io ero assente purtroppo causa malattia, ma ho il privilegio, il piacere e il dovere di farlo in diretta, rivolto a tutta l'Assemblea ed a nome della mia famiglia, di mia madre e di mio fratello. Grazie.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Presidente chiedo scusa, vorrei intervenire per capire come è stato fatto l'ordine del giorno. L'altra volta abbiamo interrotto per mancanza di tempo la discussione delle interrogazioni ed ora vedo che non sono state reinserite. Capisco che l'interrogazione a risposta immediata è molto importante perché inerente al tema della sicurezza, molto significativo, però ce ne sono altre che sono altrettanto importanti perché investono il destino di tante piccole aziende. Parlo della Direttiva Bolkestein, parlo dello stoccaggio del gas e quant'altro, quindi, vorrei capire quando si discuteranno e perché oggi non è stata prevista la consueta ora e mezza per la discussione di queste. Il tempo passa, se le presentiamo a luglio e le discutiamo a dicembre, non hanno più senso.
Ci dobbiamo mettere in mente di attualizzarle altrimenti è meglio non farle ed il discorso è che viene svilita anche l'azione del Consigliere. Diteci come dobbiamo comportarci, tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Per le interrogazioni, Consigliere, sono previsti 30 minuti, abbiamo allargato a 45 nell'ultima seduta.
La sua osservazione è giusta, però nell'ultima Conferenza dei capigruppo, devo dire all'unanimità, è stata presa la decisione di trattare innanzitutto gli atti amministrativi e le proposte che sono all'ordine del giorno e fare tutte le nomine perché oggi è l'ultimo giorno utile per adempiere a questo obbligo.
Per il prossimo Consiglio, che sarà martedì 6 ottobre, questa mattina abbiamo deciso che saranno discusse tutte le interrogazioni in giacenza.

Mozione n. 2
ad iniziativa dei Consiglieri Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi
"Vigilanza della Giunta regionale per la verifica dell'appropriatezza dell'invio degli avvisi di pagamento da parte del Consorzio di bonifica delle Marche"

Interrogazione n. 12
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia
"Consorzio di bonifica delle Marche - Contributi di bonifica per gli anni 2014 e 2015"
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 2 dei Consiglieri Bisonni, Fabbri, Giorgini, Maggi, Pergolesi e l'interrogazione n. 12 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia.
Ha la parola, per l'illustrazione, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente, buongiorno a tutti. Quando a luglio abbiamo presentato questo atto, io che l'ho scritta, mi sono posto il quesito se una mozione così logica fosse o meno accoglibile, addirittura. Leggendo la mozione quello che noi chiediamo alla Giunta è l'applicazione della legge, un'ovvietà, ecco perché mi sono posto tale quesito in riferimento all'applicazione della legge 13 del 2004 che prevede l'esercizio del potere di vigilanza da parte della Giunta su alcuni enti, tra cui quello del Consorzio di bonifica.
Veniamo ai fatti. Nel mese di luglio sono arrivate a diverse famiglie, a diversi cittadini marchigiani, degli avvisi bonari di pagamento, migliaia, per sopperire ai costi di alcune opere realizzate.
Il problema è che questi cittadini che si sono visti recapitare questi avvisi di pagamento, sono rimasti disorientati perché non sanno, non capiscono, perché devono pagare questa cosa.
Centinaia di cittadini si sono rivolti a noi ed, immagino, forse anche alle altre forze politiche, per capire che cosa sono questi avvisi di pagamento e se li debbono pagare o meno.
Da questo si evidenzia il fatto che quanto meno l'informazione verso i cittadini, del perché questi avvisi di pagamento fossero stati recapitati nelle case dei marchigiani, è stata carente.
Cercherò di entrare un po' nel dettaglio, semplificando perché la questione è abbastanza complessa e va studiata a fondo, per capire come nascono questi avvisi di pagamento e se e quanto è dovuto.
Tutto parte dal fatto che giustamente è stato costituito questo Consorzio di bonifica che realizza nel territorio una serie di opere, opere importantissime che riguardano sia la manutenzione che un'azione di prevenzione sui fiumi, sui corsi d'acqua. Azione importantissima perché rientra in quel capitolo che noi spesso e volentieri chiamiamo lotta al dissesto idrogeologico.
Non siamo a dire che l'opera del Consorzio non sia importante, anzi il contrario, la riteniamo estremamente utile, qual è allora il problema? Il problema è la poca chiarezza, come abbiamo detto, capire se effettivamente questi avvisi sono stati recapitati alle persone giuste.
La Regione deve approvare quello che si chiama il piano generale di bonifica, che cos'è? Il piano generale di bonifica non è altro che un atto di indirizzo necessario per dare le linee guida e gli indirizzi sui quali il Consorzio di bonifica deve poi muoversi.
Incominciamo a dire che questo atto di indirizzo, cioè il piano generale di bonifica, ad oggi, per lo meno a luglio, non esiste, o meglio non è stato mai approvato, per cui formalmente questo piano generale di bonifica non c'è. Cosa c'è? C'è quello che si chiama piano di classifica, cioè il corso naturale vorrebbe che all'interno di questo piano di bonifica si realizzi un piano di classifica che serve a determinare i reali benefici e quindi gli oneri verso i contribuenti.
Da qui si delinea quello che si chiama il perimetro di contribuenza. Qual è la ratio? La ratio è che fatta l'opera, chi ha beneficiato di quell'intervento debba poi contribuirne al pagamento, debba coprire i costi per cui devono essere determinati dei perimetri di contribuenza per stabilire quali sono le persone che sono interessate dall'opera e che quindi devono pagare. Poi mi correggerete se ho detto delle cose imprecise.
Il Consorzio di bonifica ha delimitato come perimetro di contribuenza tutte le Marche, esiste un perimetro di contribuenza unico. Questo è corretto? A me verrebbe da dire: “Vi piace vincere facile” perché così sono buoni tutti, cioè fare così significa fare tutto e niente. Spesso e volentieri a difesa di questi avvisi che sono mandati viene citato il codice civile, l'articolo 868 che dice che: anche in assenza del piano generale di bonifica, i proprietari degli immobili situati in prossimità dei corsi d'acqua sono tenuti al pagamento. Qui si dice: “situati in prossimità”, ossia è giusto che chi non è in prossimità vada a pagare per opere che sostanzialmente non lo interessano?
Che cosa nascerà? Nasceranno molti contenziosi in quanto molti cittadini, se lo ritengono opportuno, faranno ricorso, perché il principio sarebbe questo: se l'intervento realizzato interessa le persone che stanno vicino all'opera, queste sono tenute al pagamento, ma se questo non è vero, cioè se quest'opera è stata realizzata a chilometri di distanza, la domanda è: “E' giusto che persone che stanno a chilometri di distanza paghino per queste opere?”.
La legge prevede che la Giunta eserciti un potere di vigilanza su diversi atti tra cui, ad esempio, il bilancio. Se diversi cittadini dovessero ricorrere e questi ricorsi avessero esito positivo ..., ricordo tra parentesi che esistono numerose sentenze al riguardo tra cui l'ultima della Cassazione della Sezione tributaria n. 2241 del 6 febbraio 2015, che sostanzialmente afferma che quando il piano di classifica viene contestato nel merito o nella legittimità, questo principio dell'onere della prova spetta al Consorzio e non ai contribuenti.
Ripeto, noi vi invitiamo a fare semplicemente quello che dice la legge, cioè esercitare il potere di vigilanza ed assicurare che questi ricorsi non portino poi delle sorprese al bilancio di questo ente, ma soprattutto per tutelare i cittadini che non avendo benefici diretti da determinate opere, non sarebbero, dal nostro punto di vista, tenuti al pagamento di questi avvisi.
Concludo dicendo che noi abbiamo presentato questa mozione e stiamo cercando di fare informazione perché vogliamo tutelare questi cittadini, siamo dalla parte dei cittadini, e se anche, come penso, altre forze politiche lo sono, credo che sia impossibile votare contro questa mozione, se viceversa questo accadrà, allora mi rivolgo a lei, Presidente Ceriscioli, perchè se questa mozione non passerà, vorrà dire che quel suo slogan, mi perdoni, che girava in campagna elettorale: “C'è voglia di nuovo” rimarrà solo uno slogan e fra qualche anno i cittadini continueranno a dire che c'è veramente voglia di nuovo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Lei prima si è riferito ai vantaggi diretti ed indiretti, ma la legge 13 li prevede entrambi, sia vantaggi diretti che indiretti. Forse questo è uno dei problemi della legge che prevede che, lei sa benissimo, se vengono fatti degli interventi a monte di un corso d'acqua, specialmente nel reticolo minore, il vantaggio teorico è anche a valle, soprattutto per non aumentare i tempi di corrivazione che sono quelli che poi determinano le esondazioni, quindi, non possiamo dire che non c'è un intervento a favore di tutta la collettività se facciamo un'opera ben fatta all'interno di un corso d'acqua, specialmente del reticolo minore.
Questo tipo di lavoro ben fatto o malfatto, il Consorzio di bonifica come lo fa o non lo fa? Cosa? (...) Certamente no, ma quello di San Benedetto avrà degli interventi che probabilmente riguarderanno l'Autorità di bacino del fiume Tronto che prevede, per esempio, interventi sul Fluvione e i suoi affluenti per una riduzione dei tempi di corrivazione per cui il Sentino non esonderà in maniera così veloce.
Questa è idraulica, non le voglio fare una lezione perché non ho neanche le competenze, ma per quel poco che so, è così.
Premesso questo, è da decidere se il vantaggio indiretto, nel caso del dissesto idrogeologico e del reticolo idrogeologico, sia maggiore di quello diretto perché se il vantaggio diretto è quello di non far esondare il corso d'acqua nel mio terreno, quello indiretto ha una rilevanza maggiore, se è ben fatto, mediante un piano che, come dice lei, non abbiamo ancora visto perché non è stato redatto. Come lei ha detto prima, la legge prevede la costituzione di un Consorzio, questo lo dico prima di rispondere nel merito alla mozione, dotato di organismi, il cui controllo noi effettuiamo per il tramite, data la normativa, dei nostri dirigenti e dei nostri uffici. Non è che noi andiamo a controllare se emana o meno le bollette, ma chiediamo ai dirigenti competenti di fare una verifica.
Come lei ha detto, il Consorzio essendo dotato di organismi decide autonomamente alcune procedure e se ne assume tutta la responsabilità, quindi, è il Consorzio che fa, ad esempio, il piano di bonifica generale che anch'io credo debba essere fatto e debba essere valutato, ma lo valuteremo quando arriverà e lo vedremo tutti insieme.
Detto questo, rispondo alla mozione su cui gli uffici hanno relazionato e la risposta è stata redatta insieme agli uffici che tecnicamente, dal punto di vista amministrativo, effettuano l'azione di controllo tecnico-amministrativa perché non è una competenza dell'Assessore il controllo tecnico.
Con mozione del 7 luglio 2015 è stata richiesta una relazione con risposta scritta in merito all'esercizio di vigilanza ai sensi della legge n. 13 del 2004, anche con verifica che i criteri con i quali sono stati emessi gli avvisi di pagamento del Consorzio di bonifica delle Marche 2014-2015 risultino appropriati e siano chiaramente definiti ed individuati al fine di evitare errati recapiti, esplicare le motivazioni del contributo con riferimento alle attività specifiche eseguite ed ai benefici procurati evitare possibili contenzioni, ricorsi o mancati pagamenti.
Non tutti i cittadini sono stati raggiunti dalle richieste di pagamento, ma i proprietari di aree agricole e/o commerciali-artigianali, cioè non tutti i cittadini le hanno ricevute. Ci possono essere stati degli errori, per carità, errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Preliminarmente si chiarisce che l'attività di vigilanza è esplicitata nei confronti del Consorzio di bonifica delle Marche ai sensi della legge 13 del 2013 e secondo le disposizioni contenute nella delibera di Giunta regionale n. 621/2004 che esplicitano anche le attività inerenti agli atti inoltrati "... non ha lo scopo di verificarne la legittimità quanto quello di consentire alla Regione di avere una visione completa della attività di Enti che in quanto operanti in materie di sua competenza perseguono i suoi stessi fini".
Inoltre gli atti di maggiore importanza quali i bilanci, gli statuti, i regolamenti, gli atti di variazione delle piante organiche e di assunzione del personale possono essere oggetto di invito al riesame qualora gli stessi risultino non conformi all'indirizzo ed agli obiettivi di programmazione regionale ovvero contrastino con gli interessi della regione.
Qualora l'ente non provveda o non renda sufficienti motivazioni al diniego la Regione può provvedere al commissariamento dell'ente.
Risulta pertanto che la vigilanza è svolta con costanza di attività nel corso dell'anno proprio in considerazione del continuo flusso di atti provenienti dal Consorzio di bonifica delle Marche.
Si ripropongono alcuni tratti essenziali della legge 13 del 2013 utili per comprendere gli aspetti trattati e il ruolo del Consorzio di bonifica delle Marche.
Il Consorzio è ente pubblico economico dotato di autonomia statutaria funzionale contabile, chiamato ad operare secondo criteri di efficienza, efficacia, economicità ed equilibrio di bilancio (articolo 5). E' costituito in forma obbligatoria tra tutti i proprietari degli immobili inclusi nel comprensorio per il beneficio che ricevono o possono ricevere dall'attività di manutenzione idraulico-forestale. Ricevono o possono ricevere, questo è il problema che lei ha evidenziato.
La contribuenza per gli immobili che traggono beneficio dall'attività del Consorzio, è determinata sulla base di un piano di classifiche di riparto solo in assolvimento degli obblighi a carico dei privati ai sensi dell'articolo 868 del codice civile. Esercita le funzioni dei Consorzi idraulici secondo quanto previsto dagli articoli 8, 9, 10 del regio decreto 523 del 1904 ed esegue le opere idrauliche di sola difesa dei beni compresa la manutenzione delle stesse opere, la sistemazione dell'alveo dei minori corsi d'acqua, distinti dai fiumi e torrenti con la denominazione di fossati rivi e colatoi pubblici.
Il Consorzio di bonifica delle Marche è stato costituito per fusione dei preesistenti tre Consorzi di bonifica di cui due in stato di commissariamento e l'altro in amministrazione straordinaria e opera dal 2014 ai sensi della legge 13 del 2013 come detto, a seguito dell'approvazione del progetto di fusione e dello statuto avvenuta con delibera di Giunta regionale 1715/2013.
Nell'ambito delle funzioni conferite l'amministratore straordinario, per adempiere alla fusione dei Consorzi ai sensi dell'articolo 18 della legge 13, ha indetto l'elezione degli organi consortili in relazione all'approvazione del piano di classifica (delibera consortile 61 del 15 maggio 2014) e di riparto degli immobili (delibera consortile n. 99 del 16 luglio 2015) necessari per la definizione della contribuenza e quindi della composizione della platea degli elettori.
Inoltre nell'ambito delle funzioni ordinarie e straordinarie conferite dalla legge ha adottato il bilancio di previsione del 2014 (progetto di fusione e successivo aggiornamento approvato con delibera consortile 77 del 12 giugno 2014 e 2015 delibera consortile n. 136 del 10 novembre 2014) con cui sono state definite finanziariamente le attività da svolgere.
Il piano di classifica e quello di riparto, pubblicati sul sito del Consorzio ai sensi di legge, contengono tutte le informazioni riguardanti il territorio dove si esplica: l'attività di manutenzione idraulico-forestale, il beneficio che i proprietari inclusi nel comprensorio ricevono o possono ricevere dalle attività (articolo 6), la parametrazione del beneficio per ogni singolo immobile, la ripartizione della spesa tra le categorie di immobili, il dettaglio delle aree e degli immobili connessi al beneficio.
I dati catastali utilizzati per l'identificazione dei contribuenti sono stati acquisiti dall'Agenzia delle entrate con riferimento all'anno 2013.
Le informazioni riportate nell'avviso di pagamento identificano anche con rimando al portuale web del Consorzio, gli elementi necessari alla comprensione del soggetto che lo emette, del responsabile del procedimento, della motivazione dell'emissione, della quantificazione del contributo dovuto, dell'immobile chiamato a contribuire, delle attività svolte o da svolgere, delle modalità di pagamento, delle modalità per ricevere informazioni e per richiedere correzioni. Oltre ciò si informa il consorziato della possibilità di segnalare la necessità di interventi di manutenzione idraulica e forestale e della possibilità di detrarre fiscalmente il contributo.
Nel caso di comproprietà l'avviso è emesso nei confronti di uno solo dei nominativi presenti nella visura catastale.
Circa il metodo di calcolo l'avviso riporta l'identificazione catastale dell'immobile sottoposto a contributo, la dimensione dell'immobile, la parametrazione della dimensione dell'immobile in funzione del beneficio ricevuto dall'attività del Consorzio e la tariffa applicata in funzione della posizione in area montana o meno.
Gli elementi di calcolo sono contenuti nel piano di classifica degli immobili e di riparto consultabili sul portale del Consorzio di bonifica delle Marche.
Riguardo alla evidenziazione ed alla dimostrazione del beneficio derivante dall'attività del Consorzio, la nota informativa a firma del responsabile del procedimento, riportata nell'avviso, specifica le attività eseguite o in via di esecuzione sul reticolo idrografico regionale e rinviano per maggiori informazioni alla consultazione del sito web sopra indicato dove infatti è presente una mappa degli interventi con riportato il loro grado di attuazione.
Si sottolinea che il contributo consortile ai sensi dell'articolo 6 della legge 13, è in relazione al beneficio che gli immobili inclusi nel comprensorio ricevono o possono ricevere ( o come specificato: utile diretto o indiretto presente o futuro) dalle attività di manutenzione idraulico forestale di cui al D.p.r. 14 aprile 1993, seguite dal Consorzio.
Dall'esame degli atti pertanto non si evidenziano elementi in contraddizione con la giurisprudenza di settore, tra cui quella citata nella mozione, ancorché non è possibile rassicurare sull'esistenza di un contenzioso anche alla luce dell'esperienza tratta in occasione dell'emissione degli avvisi di pagamento per il contributo di fondo bonifica del 2010 da parte dell'ex Consorzio di bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera. In quella occasione infatti a fronte di 40.000 avvisi circa, furono presentati circa 140 ricorsi in commissione tributaria provinciale, tutti poi respinti con condanna al pagamento delle spese.
Rispondo anche all'interrogazione.
Gli avvisi di pagamento sono stati definiti sulla scorta degli interventi programmati con i bilanci di previsione 2014 e 2015. Risultano essere riferiti al riparto della spesa consortile, sulla base dello specifico centro di costo, per gli interventi di manutenzione del reticolo idrografico regionale di competenza del Consorzio di bonifica delle Marche.
II Consorzio opera dal 2014 ai sensi della l.r. 13/2013 a seguito dell'approvazione del progetto di fusione e dello Statuto avvenuta con deliberazione di Giunta regionale n. 1715/2013.
Gli avvisi di pagamento sono emessi in coerenza con il Piano di classifica e quello di riparto, pubblicati sul sito del Consorzio ai sensi di legge, i quali contengono tutte le informazioni riguardanti il territorio dove si esplica l'attività di manutenzione idraulico forestale, il beneficio (specifico e diretto) che i proprietari inclusi nel comprensorio ricevono o possono ricevere dalle attività, la parametrazione del beneficio per ogni singolo immobile, la ripartizione della spesa tra le categorie di immobili, il dettaglio delle aree e degli immobili connesse al beneficio.
I dati catastali utilizzati per l'identificazione dei contribuenti sono stati acquisiti dall'Agenzia delle entrate con riferimento all'anno 2013.
Dell'attività svolta e in corso il Consorzio dà conto sia nell'avviso di pagamento che nel sito web http://www.bonificamarche.it/ a cui fa riferimento.
Dall'esame degli atti e dei contenuti dell'avviso di pagamento inviato ai consorziati pertanto non si evidenziano elementi in contraddizione con la giurisprudenza di settore.
Ogni eventuale intervento sul contributo di bonifica relativo ai bilanci adottati, ancorché legittimato da adeguati interventi normativi, comporterà la necessità di interventi di riequilibrio del bilancio del Consorzio.
Ai sensi dell'articolo 16 della l.r. 13/2013 "II consorzio provvede alla redazione del piano di classifica e alla riscossione delle quote di spesa gravanti sui consorziati, determinando la quota dovuta da ciascun consorziato per le spese di cui all'articolo 6, relative alla manutenzione del reticolo idrografico regionale di competenza, nonché per le spese di funzionamento del consorzio". Alla formazione dell'importo degli avvisi come sopra riferito non partecipa il debito dei soppressi consorzi di bonifica.
Occorre ricordare che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 326/1998, è già intervenuta sull'argomento dichiarando l'illegittimità costituzionale degli articoli 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 (limitatamente ai commi 2, 3, 4 e 5) e 14 della legge regionale n. 30/1997 "Disciplina regionale della bonifica. Attribuzione di funzioni alle Province in attuazione della legge 8 giugno 1990, n. 142. Soppressione dei consorzi di bonifica". Come tutti saprete la Corte si è espressa contro l'abolizione dei Consorzi di bonifica.
L'affermazione degli interroganti, "se risponde a verità che il Consorzio di bonifica delle Marche intende effettuare un pacchetto di assunzioni che sfiora le 300 unità", non trova riscontro in alcun atto consortile trasmesso alla Regione anche ai fini della vigilanza esercitata ai sensi della l.r. 13/2004.
Su tale punto il Consorzio ha specificamente comunicato l'inesistenza di alcun piano di incremento della dotazione organica ed ha informato che i dipendenti del Consorzio sono passati da 84 unità a 52 oltre alla soppressione di tre dirigenti di prima fascia ed un dirigente di quinta fascia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente per avermi dato la parola.
Dell'esistenza di due Regolamenti dentro quest'Aula ne vengo a conoscenza questa mattina. L'interrogazione e la mozione sono abbinate e so per certo che è possibile parlare dell'interrogazione anche durante la discussione della mozione. Chiudo la parentesi.
Per quanto riguarda la difesa d'ufficio dell'Assessore personalmente la comprendo ed è giusto nel momento in cui, in questa regione, avete scelto di creare un ulteriore carrozzone. Questa è la sostanza, perché quando il Consorzio invia senza trasparenza, mandati di pagamento e gli stessi mandati di pagamento vengono inviati alle banche, violando la privacy, credo che esista un problema serio.
Adesso la Giunta e l'esecutivo fanno finta di non vedere questo problema, tanto che questa mattina abbiamo sentito la difesa di questa ulteriore creatura. Ci sono delle sentenze in termini di giurisprudenza che sono talmente chiare che non capiamo come voi non riusciate a vederle.
Per quanto riguarda l'invio indiscriminato dei mandati di pagamento ai proprietari agricoltori - sono stati inviati in modo indiscriminato dato che non solo manca il progetto - il problema è che anche l'agricoltore che cura il suo fosso, questo è il problema, deve pagare. L'agricoltore per fare manutenzione nella regione Marche paga.
Questo è il problema, Assessore, paga su sè stesso e sul lavoro che fa, e quello che sta in collina e che prende la prima goccia d'acqua paga per prenderla.
Credo che l'impostazione di questo Consorzio sia inutile e rispetto a questo contesto credo che lei abbia visto un film “Beautiful” o non so cos'altro.
Questa cosa è illegittima, noi vi mostreremo che è illegittima e che è stata violata la privacy, la trasparenza, probabilmente anche riguardo alle assunzioni che si faranno in questo nuovo carrozzone.
In quest'Aula anche i muri hanno sentito le parole: trasparenza, riduzione dei costi, quando questi costi, ne è la dimostrazione tangibile questa mattina, sono aumentati ed agli agricoltori sono arrivati questi mandati di pagamento.
I mandati di pagamento che sono arrivati agli agricoltori non sono veri? Sono dei fantasmi? No, sono dei pezzi di carta che sono arrivati ed il problema che abbiamo capito in modo chiarissimo questa mattina è che continuerete a tenere in piedi questo Consorzio senza rivederlo, senza cercare di integrare dei progetti che mancano, senza chiedere la sospensione dei pagamenti per gli agricoltori.
Credo che su questo problema, sugli aspetti che voi evidenziate questa mattina, il popolo che lavora in questa realtà - gli imprenditori - sia molto agitato. Questo a voi non interessa, per carità, vedremo se questa agitazione potrà tramutarsi, come noi pensiamo, in una richiesta di danni e se questo problema porterà ad una revisione della vostra proposta e della protezione che state dando a questo consorzio.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Parto dal presupposto che questa tassa è sicuramente una tassa ingiusta che è stata abolita 14 anni fa e reintrodotta oggi, addirittura con effetto retroattivo. Era stata abolita grazie ai ricorsi dei marchigiani, soprattutto degli agricoltori, ed oggi andiamo ad aggravare ancora di più la situazione degli agricoltori.
Vorrei chiarire quello che ha detto il Consigliere Zaffiri.
Ho avuto modo di vedere gli avvisi di pagamento, avvisi bonari a dei contribuenti, nei quali mancava proprio il presupposto per applicare quella tassa, ossia, addirittura, i destinatari non erano più titolari dell'immobile. Sono arrivati questi avvisi di pagamento con effetto retroattivo 2014-2015, ma alcuni non erano più proprietari delle aree agricole.
Questi errori sono gravi e devono essere assolutamente controllati. Non si può continuare a far si che arrivino questi avvisi ai contribuenti agricoli, il controllo deve essere assolutamente fatto, perché poi ci ritroveremo tantissimi ricorsi.
Le proteste sono enormi da parte degli imprenditori agricoli e, come ha detto il Consigliere Zaffiri, vedremo alla fine se avranno ragione e riusciranno a farvi fare marcia indietro.
Dico anche che questo, è evidente, serve a mantenere questo carrozzone. In Italia parliamo tanto di internazionalizzazione, di far crescere le aziende, poi, per continuare a mantenere degli enti carrozzone, mettiamo una tassa proprio a discapito dell'imprenditore agricolo
Questo non è giusto e in futuro vedremo cosa accadrà in seguito alle proteste che stanno portando avanti gli imprenditori agricoli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Credo che siamo andati dentro ad un fosso, per rimanere in tema, e si sta difendendo l'indifendibile. Questa è una cosa chiara, palese, negare il contrario credo che non sia lecito.
Penso che ci sia stato un atto di abuso tributario da parte del Consorzio che potrebbe avere risvolti anche molto pesanti, adesso cercherò di farvi capire il perché di questo ed in cinque minuti cercherò di spiegare considerato che sono state dette cose aleatorie e non si è entrati nello specifico.
Il Consorzio redige ed è regolamentato da un Piano di bonifica che è approvato dal Consiglio regionale, ma tra i suoi elaborati non c'è solo il Piano di classifica, il piano di classifica è uno, ci sono anche la relazione tecnica, le relazioni specialistiche e le cartografie.
I Piani di classifica costituiscono gli strumenti necessari per quantificare il contributo di bonifica gravante sui beni immobili che traggono beneficio dall'attività di bonifica, sono composti dal piano di classifica per l'irriguo. Cosa significa? Significa che tu consorziato usufruisci dell'irriguo, non ci sono scuse da prendere, se usi l'acqua devi pagare, se non usi l'acqua non devi pagare; poi c'è il piano di classifica idraulica o di bonifica che stabilisce i criteri attraverso i quali ripartire gli oneri sostenuti dal Consorzio e ci sono anche i piani infrastrutturali che sono quelli delle strade, eccetera.
Un piano di classifica, attenzione perché noi poi parliamo, ma ..., deve essere composto principalmente da un perimetro cartografico, si chiama zonizzazione e da una legenda degli indici di beneficio di cui ogni consorziato ha beneficiato. Cosa significa Assessore? Che se tu mi hai dato un beneficio nella zonizzazione, mi indichi la particella, la zonizzazione, i lavori che hai fatto su quel terreno, non basta fare il perimetro e dire: “Noi tassiamo tutto”.
Questi tre piani che vi ho spiegato sono propedeutici a due cose importanti: gli indici di beneficio di cui ho parlato adesso, quindi se tu fai un lavoro, mi devi dimostrare che ne ho avuto un beneficio, ma non è sufficiente, perché mi devi dimostrare anche gli indici di efficacia, perché se tu mi fai un lavoro e lo hai fatto male e non mi risolvi il problema, devi, quindi, dimostrare gli indici di efficacia e per verificare questo basta cliccare su un qualsiasi Consorzio italiano, qualsiasi, e vedere come si sviluppa un piano di classifica.
Fatto tutto questo, quindi fatta la zonizzazione, dimostrato particella per particella, lotto per lotto, opificio per opificio, allora tu puoi fare il piano di riparto delle spese consortili dove decidi e in base alle spese che hai avuto suddividi i costi dei lavori per ogni consorziato.
Questa è la legge, questo è l'iter, parlare di altre cose è buffa, non serve a niente.
A noi risulta che il piano di bonifica non è stato realizzato, non c'è perché non c'è un piano di classifica, il piano di classifica che è stato fatto non conta niente, non conta nulla perché generalizzato, manca una zonizzazione specifica, puntuale, che indichi gli indici di beneficio che ogni consorziato ha avuto.
Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, ho dovuto scriverlo perché la materia è molto complessa, non è semplice come la sto spiegando io, è molto più complessa, questo viene pagato già dalla fiscalità generale ed è compito del Genio Civile farlo, quindi se il Consorzio si autorizza a fare una cosa che poi non fa, sarebbe un danno ulteriore alle finanze della Regione.
La domanda che farò domani al nostro amico Netti, al nostro amico tramatore Netti, è: "Dov'è l'elenco delle opere realizzate?" Deve essere pubblicato.
Il piano di riparto economico che viene redatto sulla scorta del piano di classifica e i relativi indici di beneficio e di efficacia risultano non essere specifici per ogni consorziato, ma semplicemente di carattere generale, con tariffe generiche, 190.000 contribuenti e 90.000 cartelle sono state mandate senza nessuna cognizione di causa. Su questo la Regione e lei Presidente Ceriscioli non potete fare orecchie da mercante, lei ci deve mettere mano perché quello che è stato fatto è gravissimo, non solo verso i cittadini, ma anche nei vostri confronti, a meno che voi non siate complici di questa cosa e l'avallate. Questo sarebbe ancora più grave.
Penso che molti pagheranno, ma molti altri no, quindi ci sarà una valanga di ricorsi quando arriveranno le cartelle esattoriali. Noi già sappiamo che molte associazioni sono pronte ad impugnare non l'avviso bonario che non è impugnabile, ma la cartella esattoriale.
Credo che su questo noi andremo avanti e chiederemo le copie dei bandi di gara, i responsabili di ogni procedimento di gara, le ditte appaltanti e la relativa documentazione prevista dal codice dei contratti, quindi domani chiederemo a Netti questi documenti, vogliamo vedere su che base lui ha emesso questa tassazione e se ha fatto o non ha fatto un abuso tributario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Ho chiesto la parola soltanto per dire due parole crude a quello che è stato già detto.
Il mio collega ha parlato di 90.000 avvisi, non so se sono 90.000 o 60.000, sicuramente sono tanti, e sono convinto che se ad ognuno di quelle 90.000 persone andassimo a chiedere cosa ne pensano di questa normativa, tutti 90.000 risponderebbero che è l'ennesima tassa che ci fanno pagare, perché c'è un certo avv. Netti che si è convinto di farci del bene, ma a noi non ci interessa il bene fatto dall'avv. Netti, non ci piace e non lo vogliamo.
La cosa mi ricorda molto il governo centrale di Roma in merito all'inceneritore della mia zona, quando scrisse quelle parole e le misure atte a contenere le proteste dei cittadini. Sta accadendo, mese dopo mese, anno dopo anno, quello che succedeva nei Paesi dell'est, quando c'era il compagno che comandava e gli altri ubbidivano buoni e zitti, che sia l'inceneritore, una cosa marginale o i 10-15 euro l'anno ... alla fine ci campano tutti, ma le 80-90 mila persone è certo che nessuna, e voi lo sapete, reputano giusta la tassa. Perché uno deve mettere una tassa? Perché la Regione Marche deve approvare questo progetto? E' assurdo, non ha senso.
Lasciamo stare le conseguenze. Questa storia l'ho seguita anche in Provincia, tre anni fa, e ricordo che il grande Netti, che è uno raffinato, non è l'ultimo arrivato, ci ha fatto trovare sui banchi una letterina dolce in cui spiegava ed io ho pensato: "Questa è una persona raffinata, non è uno strafalcione", ed è andato avanti. Tre anni fa si è inventato la diga a Fiuminata per portare l'acqua alla Vallesina, nemmeno al tempo dei faraoni progetti del genere erano stati ipotizzati, proprio perchè quando il piatto è ricco mi ci ficco, non è tanto che io porto l'acqua da Fiuminata a Jesi, ma il piatto deve essere ricco ed io mi ci butto.
A noi queste cose non piacciono, anzi ci fanno proprio schifo, come questa mattina quando ai capigruppo si disquisiva sul contributo mensile di 500 euro e poi c'è la Corte dei Conti che se tocchi una lira ti indaga, quindi, il concetto lo tenete sui giornali per 10 giorni consecutivi? L'abbassiamo ancora? Sarebbe meglio toglierlo del tutto, tanto chi lo tocca! Poi qui, l'avv. Netti fa il brillante, lo sciapo, sulla pelle dei cittadini marchigiani. Non è possibile, questi comportamenti ci fanno schifo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Voglio soltanto aggiungere alcune riflessioni, perché a mio avviso il consorzio obbligatorio di bonifica potrebbe avere delle capacità gestionali anche da potenziare, però bisogna assolutamente fare chiarezza sulla sua costituzione.
Per primi abbiamo sollevato il problema, incontrato Netti già due, tre volte, e siamo andati a fondo della situazione, avete sentito i miei colleghi come sono ferrati. Se questo viene equiparato ad un condominio, io che sono un condomino e vengo chiamato a pagare in millesimi la mia parcella, devo in ogni caso riuscire a nominare gli enti che gestiscono il Consorzio. Su questa cosa bisogna migliorare la legislatura.
Seconda cosa, se è vero che dobbiamo investire, come è vero, nella prevenzione, questa non può essere ridondante su diversi attori: Comuni, Provincia, Genio civile, Protezione civile, Autorità di bacino, eccetera, quindi mettiamo mano e riordiniamo ciascun ente in modo che non ci siano sovrapposizioni.
La trasparenza e la comunicazione, chiaramente questa cosa viene subìta e non viene capita. Se io sono proprietario di qualche ettaro nella mia cartella ci deve essere scritto: "Ti ho rimesso a posto con la gabbionata quel pezzo di albero che andava giù" o "C'era una frana che ... adesso puoi stare tranquillo", altrimenti non svolgiamo una buona azione, quindi bisogna rimettere mano e riformare questo ente e gli altri che interagiscono tra loro.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Velocemente perché quello che è stato detto è abbastanza.
Ho avuto una fitta corrispondenza con l'avv. Netti, non vi leggo le sue risposte, faccio venia, e domani in Commissione probabilmente con i colleghi non dico che ci divertiremo, però è una cosa incredibile.
Le risposte sono pretestuose e a volte anche arroganti, indicando nei politici la colpa di tutto, per cui c'è il Consorzio di bonifica che risolleva le sorti della regione Marche.
Io ho cercato di resistere un po' su questa corrispondenza poi ho abbandonato, ho provato a dire all'avvocato che questo è un caso di accanimento terapeutico di una burocrazia testarda verso cittadini esasperati, apriti cielo per quello che ha detto.
Dico questo perché se è vero che occorre che ci sia qualcuno che si occupi di questi problemi, del risanamento, del dissesto idrogeologico, torno a ripetere che non possiamo avere più enti, più strutture, più istituzioni, che fanno la stessa cosa. Il vero problema è questo, l'avv. Netti e chi per lui non capisce che è un ente inutile in questo senso perché ci sono altre istituzioni che se ne possono occupare a costo zero, senza tenere in piedi un apparato burocratico come quello del Consorzio che, in questo senso, non ha dato grande dimostrazione di sè nella gestione del territorio.
C'è ad esempio il servizio del Genio civile della Regione Marche, prima le competenze erano delegate alle Province ed adesso torneranno alla Regione. Una volta c'era il Servizio decentrato delle opere pubbliche e difesa del suolo alle dipendenze del Ministero dei lavori pubblici, poi le competenze sono passate alla Regione ed in seguito delegate alle Province.
Cosa ci sta a fare il Consorzio di bonifica del Tronto? Questo è il vero problema! Noi stiamo pagando un apparato che fa le stesse cose che potrebbe fare una istituzione. Il Consorzio non è un ente di secondo livello perchè è un ente obbligatorio, in Italia ce ne sono circa 6.000, ne cito un altro perché mi sta proprio qui: il Bacino imbrifero montano, il BIM. Noi abbiamo costituito un ente per riscuotere una concessione, un fitto, come se io per riscuotere dei fitti faccio un consorzio e poi li ridistribuisco ai Comuni.
Consigliere Maggi sa che cosa fa il Bacino imbrifero montano? Non fa altro che riscuotere la tassa di concessione dall'Enel per le derivazioni sui fiumi. Riscuote soltanto poi, per legge, dovrebbe ridistribuirla ai Comuni montani per migliorare le infrastrutture, per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti, se invece guardiamo i bilanci dei Bacino imbrifero montano vediamo cosa si fa con quei soldi. Si fa un po' tutto, anche la formazione professionale, la promozione del territorio, finanzia il campo di bocce, i convegni degli ordini degli architetti, di tutto e di più e noi per riscuotere abbiamo un ente!
Il problema è di fondo, non è tassa si, tassa no, complimenti al Consigliere Giorgini che ha fatto una disquisizione bellissima sui piani di classifica, perché e così, ma il problema va oltre, il problema riguarda l'esistenza dell'ente che non dovrebbe esserci e le funzioni dovrebbero essere delegate a chi di dovere, ad esempio ai Servizi del genio civile i quali hanno esatta contezza di quelli che sono i dissesti sul territorio e non deve venire il Consorzio di bonifica a dire se c'è un fiumiciattolo, se c'è un torrente, se c'è un fosso che sta procurando dei danni.
Il Servizio del genio civile sa tutto perché è capillare, è a livello provinciale, è diffuso e si interfaccia con i Comuni ed ha la competenza per fare queste cose. Risparmieremo quei fondi che invece paghiamo per sostenere l'apparato perché ha una sede, prima erano cinque Consorzi di bonifica, e anche delle sedi decentrate, mi sembra, di cui paghiamo l'affitto, la luce, l'acqua, il gas, paghiamo il Presidente, il Direttore, il Consiglio di Amministrazione, gli impiegati, i tecnici, mentre ci sono i Servizi del genio civile che probabilmente si girano i pollici.
Questo è il discorso molto importante se vogliamo seriamente affrontare il discorso della riforma della pubblica amministrazione ed eliminare lo spreco. Lo spreco non sono i 500 euro di cui avete discusso questa mattina, ridicolo questo aspetto, sono lì che si annidano gli sprechi, sono nei 6000 enti, nei 5999 organismi simili a quello del Consorzio di bonifica che strutturalmente costano circa 8 miliardi l'anno allo Stato. Facciamo la proporzione, vediamo quanti ce ne sono nella regione Marche e vediamo quanti soldi potremmo risparmiare, quante risorse potremmo risparmiare, se quelle funzioni fossero assegnate all'organo istituzionale che potrebbe essere ciò che resta della Provincia, se resta qualche cosa, o ai Servizi decentrati della Regione Marche.
E' questo il concetto, il dibattito è su questo. Caro avv. Netti si prepari domani perché il vero problema è la sua esistenza, non quello che fa. E' questo il vero problema!

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Sarò brevissimo. Su questa vicenda sono meravigliato perché il Presidente Ceriscioli, io l'ho seguito in campagna elettorale come candidato, ha sempre dato un segnale di nuovo, invece appena insediata questa nuova Giunta è divenuto lo sceriffo di Nottingham ed ha messo le tasse a tutti. Questo è stato un autogol gigantesco.
Abbiamo sentito l'avv. Netti e abbiamo sentito una sollevazione di un sacco di gente - io ho un amico che ha un e mi ha domandato: "Dobbiamo pagare? Non dobbiamo pagare? Perché dobbiamo pagare?". Gli avvisi di pagamento sono stati mandati anche ad aziende che usufruivano della rete idrica pubblica, quindi è un tributo non dovuto, ed a loro è stato risposto: "Poi annulleremo la cartella". L'avviso di pagamento è stato inviato ad una delle cinque persone che hanno ereditato un terreno, cinque fratelli, questo perché hanno trovato solo un nome, e questa persona mi ha detto: "Io ho un quinto del terreno, devo pagare tutta la cartella?" E' stato un autogol gigantesco da una Giunta che si era insediata in quel momento.
Nella nostra mozione, siamo sempre pronti a scatenare il Consigliere Giorgini che con la sua competenza inchioda il problema nel punto nevralgico della questione normativa, perché lui è uno che studia e si informa, abbiamo chiesto: "Al fine di evitare che eventuali errati ..., esplicitare le motivazioni ..., evitare numerosi possibili contenziosi che si preannunciano", e quello che mi ha meravigliato, oltre all'autogol della Giunta, è la risposta burocratica dell'Assessore per la quale ho grande simpatia, per cui adesso attendo la risposta del Presidente Ceriscioli, non dico che non deve difendere, nella sua posizione istituzionale, il Consorzio di bonifica, però ammettere gli errori, come diceva l'Assessore, è umano, perseverare è diabolico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per la replica, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Ringrazio l'arch. Casini che cerca ogni tanto di darmi delle lezioni però la informo, architetto, che anche ad ingegneria, io sono un ingegnere, si studia idraulica per cui la ringrazio, ma non ne avevo bisogno.
Per quanto riguarda la mozione, vorrei cortesemente riportare l'attenzione dei Consiglieri su una cosa, non aspettate sempre il Consigliere Busilacchi che vi dice il colore: giallo, verde, rosso, leggiamo per favore la mozione, non si sta chiedendo di giudicare se il Consorzio di bonifica ha fatto o meno un errore nel mandare quelle cartelle, qui, con questa mozione, si sta chiedendo alla Giunta di rispettare la legge. Volete votare contro? Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Informo anche il Consiglio che domani metà di questo consesso si riunirà in seduta comune e la II e la III Commissione incontreranno l'avv. Netti, quindi, molti dei temi che oggi sono stati affrontati, saranno ripresi. Mi sembra importante dirlo, forse era necessario che la mozione fosse dibattuta dopo, ma i tempi del Consiglio e delle Commissioni non sono gli stessi e domani affronteremo, con l'avv. Netti, molti dei problemi tecnici che sono stati sollevati.
Una breve considerazione nel merito del dibattito della mozione.
Negli anni '90 ero Sindaco di un Comune della provincia di Pesaro e andai con i miei cittadini a raccogliere le firme per chiedere l'abolizione del Consorzio di bonifica, quindi le idee che oggi avete, gran parte di quello che avete detto, era il mio pensiero 20 anni fa ed ho lavorato anche per questo.
Ci siamo accorti che questa ribellione era abbastanza forte nei confronti del Consorzio di bonifica perché era una macchina che non funzionava, non usiamo termini particolari, era un po' il carrozzone che si diceva prima e che non dava risposte, ma ci siamo anche resi conto che l'abolizione era impossibile perché la normativa nazionale l'impediva. Di fatto ci siamo accorti che era impossibile abolirlo, questo per quanto riguarda il nostro operato nel territorio a livello regionale.
A questo punto sono cambiate le cose, ma non è cambiato il fatto che si potesse abolire perché ciò era impossibile ed abbiamo pensato a come far funzionare questo Consorzio che, in una situazione di riforme dove enti perdono competenze e c'è bisogno di dare risposte, avrebbe potuto dare delle risposte e, al di là del giudizio che rimane generalmente di incertezza, di non funzionamento, rendere efficace ciò che avevamo.
E' arrivata una risposta abbastanza seria che affronteremo domani nell'incontro con l'avv. Netti il quale si è dimostrato capace, insieme all'organizzazione regionale, di fare una piccola riforma della competenza regionale e dare contenuti a questo Consorzio.
Ci sono delle cose da modificare tecnicamente, è un ragionamento che va affrontato e domani in Commissione cercheremo di capire le cose che potrebbero non essere corrette tecnicamente, però la discussione sul Consorzio di bonifica va fatta a livello nazionale.
Ci sono Regioni in cui i Consorzi di bonifica sono intoccabili perché funzionano. Regioni vicine a noi come la Toscana e l'Emilia Romagna incassano dai cittadini cinque volte quello che incassiamo noi e funzionano.
Occorre un dibattito a carattere nazionale e se ci sarà una riforma l'importante è che le risposte vengano date. La disponibilità c'è, però di fatto i Consorzi esistono e sono intoccabili. In alcune regioni da anni funzionano e non possono essere toccati. La problematica è renderli efficaci il più possibile e dare risposte alla gente cercando di non sprecare soldi, visto che ne sono stati spesi abbastanza. Questo è il senso.
Il dibattito dovrebbe servire a questo, a dare una risposta a questo obiettivo, e domani la Commissione vorrebbe, con l'avv. Netti davanti, dare delle risposte anche a quei dubbi che possiamo avere, per migliorare qualcosa che abbiamo e che vogliamo rendere efficace per i cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Presidente della Giunta Ceriscioli.

Luca CERISCIOLI. La mia storia personale è molto simile a quella del Consigliere Traversini nel senso che anch'io ho partecipato a numerose raccolte di firme per l'abolizione del Consorzio di bonifica anche perché, parlo di tanti anni fa, pagavo al Consorzio di bonifica in quanto famiglia proprietaria di una casetta da 100 metri quadrati all'interno di un quartiere, non capendo perché in alcune case erano arrivate le richieste di contributi ed in altre no. Irrazionalità totale sulla forma di pagamento in quanto non si comprendeva come potevamo entrarci, con il contributo del Consorzio di bonifica, stando, immaginate, al centro di un quartiere
Negli anni ho anche seguito dei parlamentari che di volta in volta hanno cercato, a livello nazionale, di mettere all'ordine del giorno il tema dell'abolizione del Consorzio di bonifica, quello almeno della provincia di Pesaro-Urbino, con quella gestione delle risorse assolutamente fuori da qualunque logica. Dipendenti che, facendo lo stesso servizio, venivano pagati tre volte i loro omologhi di altri enti
Fa piacere dire: "la Regione ha messo una nuova tassa", ma è il Consorzio di bonifica che riceve i contributi consortili. Si parla di tassa regionale, ma entra nelle nostre casse? Ha una dinamica con la Regione? Assolutamente no!
Enti che sono andati costantemente verso il dissesto, dilapidando anche i beni messi a loro disposizione, per star dietro al deficit creato in un'inattività costantemente crescente - se si riceveva il contributo, non si faceva quasi nulla, tutto serviva a coprire i costi generali di gestione ed ora è particolare per me confrontarmi sui Consorzi di bonifica in quanto ho partecipato per anni ad una lunga battaglia che tendeva all'abolizione. L'obiettivo era quello di abolirli.
Cosa ha fatto la Regione Marche qualche mese prima che noi ci insediassimo? Ha promosso una legge di riordino, i diversi Consorzi di bonifica sono stati unificati in un unico Consorzio e sono state messe in fila quelle che sono le regole per la formazione degli organi consortili e via dicendo.
Rapporto tra Regione e Consorzio di bonifica. Il Consorzio obbligatorio, stabilito con legge dello Stato, che risponde al codice civile e tutto quello che abbiamo ascoltato, non è un ente regionale, un ente della Regione, un ente partecipato, non c'entra nulla, è un consorzio obbligatorio fra chi condivide la necessità di sistemare determinati beni, come i corsi d'acqua e i fossi che fanno parte di tantissime proprietà. C'è, quindi, bisogno della struttura del Consorzio per poterli sistemare e mantenere efficienti.
Cosa ha fatto la Regione? Ha fatto una legge di riordino. Noi appena eletti abbiamo sentito dire dai cittadini che era arrivata una cartella, una lettera del Consorzio di bonifica. Non è stata un'azione della Regione che ha concordato chi doveva pagare, chi non doveva pagare, i criteri, le liste, gli elenchi, le verifiche. Infatti la prima cosa che abbiamo chiesto è stata un'azione ispettiva. Abbiamo chiesto all'ufficio agricoltura che ha seguito la legge di verificare se quello che stava facendo il Consorzio era conforme alla legge regionale. E' stato il primo atto, esattamente come si ragiona in quest'Aula.
Insistere con i tasti che sono cari alla propaganda: "la Regione ha messo una tassa" - che tassa abbiamo messo? - oppure "Questo ente regionale è un carrozzone" - che carrozzone regionale? - se noi avessimo la possibilità di abolirlo, potrei dire portiamo qui l'abolizione, aboliamolo ed in due giorni risolviamo il problema.
Bisogna raccontare ai cittadini la verità, dire le cose come stanno perché infarcirle di propaganda politica, offusca gli obiettivi raggiungibili, reali e concreti.
Condivido la questione dell'ordine del giorno perché ha contenuti naturali. Deve pagare chi deve pagare, bisogna evitare di insistere con il cittadino perché anche un soggetto grande come il Consorzio non può accanirsi con il cittadino che dovendo pagare 50 euro di contributo, prima di dire "chiamo un avvocato e metto in moto ..." preferisce subire un'ingiustizia anziché attivare questi meccanismi. E' un fatto naturale, tutela chi fa parte del consorzio.
Con quanto ho detto prima, ho stabilito con chiarezza le cose: non è una tassa regionale, non è un ente regionale, non è abolibile dalla Regione che ne ha semplicemente riordinato la materia. Come l'ha riordinata? Semplificando, non più tanti consorzi, ma uno solo, immaginando di fare scelte in termini di economia. I meccanismi elettivi possono essere perfetti e perfettibili, ma certamente non passano per la politica. L'avv. Netti non l'abbiamo messo noi, né quando è stato nominato Commissario né quando è stato eletto dai consorziati. Con la Regione non c'entra nulla, né con la Giunta né con il Consiglio, non c'è un atto che dice "nominiamo ..." segue regole consortili perfettibili. La legge si può scrivere meglio? Benissimo scriviamola meglio.
L'obiettivo è, visto che non possiamo abolirlo, di farlo funzionare al meglio perché tenere in ordine i corsi d'acqua è nell'interesse generale della Regione. Se il privato fa, qui parliamo di diritto privato, quello che deve fare nel mantenere correttamente i corsi d'acqua, ne abbiamo un beneficio tutti. Passando ai benefici indiretti, aveva ragione il Consorzio di bonifica anche per me che stavo in una città costiera, perchè se tutto il reticolo delle acque funzionava forse un beneficio indiretto ce l'avevo anch'io.
Chiarire i contorni per evitare delle forme di ingiustizia credo sia l'obiettivo di tutti. Un lavoro concreto che mette in fila le scelte, guarda meglio e cerca di fare meglio.
In riferimento al mandato, alla lettera astrusa con cui si chiede di pagare, oggi siamo abituati, forse anche troppo, che per qualunque pagamento ci vengono spiegati i motivi, segnalati i numeri di telefono a cui ci si può rivolgere, con cui si può chiarire i propri diritti, c'è un modo moderno di relazionarsi in termini di trasparenza con il cittadino. Sono elementi che oggi si possono fornire con molta facilità - suppongo non sia un librone cartaceo quello dal quale si prendono i dati - utilizzando strumenti adeguati che permettono, in maniera altrettanto adeguata, di fornire una spiegazione possibile, un rapporto amichevole con il cittadino, perché, come abbiamo detto prima, se il cittadino ha ragione e non c'entra niente con il pagamento, uno può rispondere: "Si, effettivamente hai ragione" e con spirito di autotutela il Consorzio farà le scelte.
Credo che il nostro compito sia quello di utilizzare il più possibile lo strumento che abbiamo, in questo caso la legge, che possiamo migliorare, qualificare, per rendere questa dinamica ancora più chiara, ancora più trasparente.
Perché come Regione ci interessano i piani? Altro ragionamento, il consorziato deve capire per cosa paga, ma perché interessano anche alla Regione? Perché un comportamento efficace, razionale dei Consorzi di bonifica significa un mantenimento corretto della rete del sistema idrico.
Dal punto di vista sostanziale di quest'Aula, votare o non votare quest'atto non cambia nulla nel percorso delle cose. Quegli obiettivi che votiamo oggi con l'atto di indirizzo, sono già contenuti nei principi generali della nostra legge, quindi, dal mio punto di vista non cambia il risultato.
Condivido l'intervento del Consigliere Fabbri che, depurato dalla propaganda, è andato nella sostanza ed ha detto: "Bisogna mettere in fila le cose perché sia efficace quel comportamento e permetta di traguardare i risultati".
Sono convinto che su questo piano, su quello vero, difficilmente ci sono differenze all'interno di quest'Aula. Se ci depuriamo dal desiderio di poter dire: "Il nuovo Governo regionale ha messo una tassa" - trovatela negli atti che abbiamo fatto - secondo me siamo in grado di rendere più efficace questo percorso e di migliorare la legge laddove ha lasciato qualche spazio eccessivo in termini di ambiguità e fare in modo che questa presenza che fin da bambino ho sentito nelle battaglie di quelli più grandi di me per abolirla - certamente i compagni dentro non ci sono mai stati, sentir parlare del compagno Netti mi sembra una cosa eccessiva, non ci sono mai stati - sia invece, considerato che dobbiamo subire la presenza del consorzio, utilizzata in maniera efficace. Questo mi sembra un lavoro che tutti quanti possiamo portare avanti.
Voterò secondo quella che sarà l'indicazione del nostro capogruppo con la consapevolezza, sono abituato così, sono abituato male, di perseguire gli obiettivi che fanno parte di questo atto che oggi è stato oggetto della discussione.

PRESIDENTE. Emendamento n. 1 a firma del Consigliere Bisonni, ha chiesto la parola per illustrarlo, ne ha facoltà.

Sandro BISONNI. Questa mozione è stata presentata il 7 luglio e prevedeva una scadenza per la fine mese, era riportata la data del 21 luglio, essendo oggi questa data superata e nella speranza che questa mozione sia condivisa ed approvata, chiedo di cambiare la data al 31 marzo 2016.

PRESIDENTE. Fondamentalmente è solo un cambio di data.
Emendamento 1, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Una brevissima dichiarazione di voto perché credo che il dibattito sia stato molto interessante e tutta l'Aula ha potuto apprezzare le parole di grande apertura del Presidente Ceriscioli.
Ci sono alcune cose ed alcuni aspetti contenuti nella mozione che credo possano essere recepiti però tengo anche conto del fatto che domani c'è una Commissione congiunta e dell'intervento della Vicepresidente Casini.
Il nostro sarà un voto contrario alla mozione, però, ed è per questo che intervengo, non è una bocciatura su tutta la linea e, fin da domani su questo tema, anche alla luce di quello che ha detto il Presidente Ceriscioli, c'è una disponibilità a lavorare in merito ad alcuni aspetti contenuti nella mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Premetto che voterò questa mozione perché la ritengo utile, anche se il Presidente ha detto che non cambierà sicuramente il corso degli eventi. Ne sono certo, però, proprio per questo, credo che la maggioranza abbia perso un'occasione in questo senso, dato che il Presidente ha dato, come ha detto il Consigliere Busilacchi, segni di apertura.
Una piccola considerazione: io sono stato Sindaco, ma su questo tema non sono un Sindaco pentito, a differenza del Presidente Ceriscioli e del Consigliere Traversini, nel senso che io mi sono sempre battuto per l'abolizione di questo consorzio e testardamente sono ancora convinto che sia un ente inutile seppur obbligatorio.
Mi aspettavo dalla Giunta, dall'amministrazione, dal Presidente e dall'Assessore che, nell'ottica della riorganizzazione dei servizi che la Regione andrà ad assumere da qui ad un prossimo futuro con il riordino delle Province e quant'altro, ci fosse un'apertura e si dicesse: "Forse una riflessione su questo consorzio la possiamo fare".
Non tutte le Regioni, Presidente, hanno i Consorzi di bonifica, per cui si può fare una piccola riflessione su questa legge nazionale e chiedere di gestire direttamente questi servizi. Non è detto che dobbiamo fare una sovrastruttura, perché salvaguardando quello che è il know-how del Consorzio di bonifica, quindi le risorse umane e strumentali, una volta assorbite da un ente, che può essere la Regione attraverso i suoi servizi decentrati, il discorso finisce lì. Anche perché la mappatura dei dissesti e delle esigenze dei territori li abbiamo, non li fa il Consorzio di bonifica, ce l'abbiamo, ce l'hanno i Comuni, ce l'hanno le Province, ce l'ha la Regione Marche e se c'è stata la necessità di riorganizzare in un unico consorzio, significa che tutto non funzionava. Stendo un velo pietoso su quello che è stato il Consorzio di bonifica del Tronto, con tutti i suoi debiti, con tutti i suoi ammennicoli, miliardi di debiti di vecchie lire. Se si è riorganizzato facendone uno, vuol dire che non funzionava, e siccome ci sono delle strutture che fanno la stessa cosa, mi aspetto e mi auguro che in un prossimo futuro - quando parleremo di quei servizi di cui si dovrà far carico la Regione Marche, in sostituzione degli enti di secondo grado come le Province, è una burlesque, possiamo solo sorridere perché non fanno più niente - qualcuno dica: "Bene, mettiamo mano anche a questi enti che sono si obbligatori, ma possono essere sostituiti recuperando risorse" - questo è molto importante - "dalla gestione corrente, dalla spesa corrente di questi enti, di questi consorzi e destinarle agli investimenti".
Questo anche per altri consorzi obbligatori che invece di essere emanati con legge regionale, mi auguro possano essere subito depennati, tipo il Piceno Consid, glielo lancio lì Presidente, poi ne discuteremo in futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Solo una riflessione in extremis.
Credo che alla luce dell'intervento sia del Presidente Ceriscioli che del Presidente della Commissione Traversini, l'occasione perduta è quella di non votare un documento tutto insieme, cioè non capisco l'insistenza di voler votare una cosa nel momento in cui la maggioranza ha dichiarato apertamente le stesse cose che ha dichiarato la minoranza.
Premetto che il problema c'è! Nessuno nega il problema! Tra le altre cose abbiamo anche altre iniziative che sono partite nella precedente legislatura che riguardano anche i comportamenti dei privati, qui non è emerso, però è evidente che rispetto a 40, 50 anni fa, soprattutto con la diminuzione della presenza dei coltivatori diretti, il problema della manutenzione non riguarda soltanto i corsi d'acqua più significativi, che alla fine sono quelli di cui il consorzio si occupa, ma anche i corsi d'acqua minori.
Io ho presentato ed abbiamo approvato una legge sull'agricoltore custode del territorio che mette in conto non l'agricoltore che paga, Consigliere Celani, ma quello che, se si occupa del fondo, viene favorito dai Comuni attraverso una diminuzione delle imposte immobiliari. Da parte della maggioranza sia precedente che attuale, c'è stata e c'è la massima disponibilità che si arrivi, è anche un fatto educativo, perché non ce la facciamo con i pochi fondi pubblici, oppure, se il consorzio deve funzionare, dovremmo immaginare una tassa ben superiore di quella attuale. Non facciamoci illusioni, qui non è la questione dell’avv. Netti, né di leggi né di organizzazioni, è soprattutto una questione di fondi perché stiamo parlando, ad occhio, di decine di migliaia di chilometri, e se mettiamo insieme tutti i fossi delle Marche considerando che siamo (…)
La Commissione è domani, la mozione potrete sempre votarla fra una settimina, due, in maniera separata, oggi possiamo sospendere, teniamo buona questa discussione, e vediamo cosa emerge dalla Commissione per riuscire ad arrivare ad una votazione unanime. Credo che tutti abbiamo da guadagnarci soprattutto le minoranze che troverebbero un impegno ben più significativo perché maturerebbe dell'intero Consiglio.
Faccio quindi un invito esplicito, Presidente, a che i proponenti ritirino questa mozione altrimenti mi vedo costretto a votare contro, ma non vorrei farlo, vorrei che ci fosse una disponibilità diversa.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente, vorrei dire due semplici parole, nel senso che ci siamo fatti l'idea che parlate bene e razzolate male e, quindi, ogni cosa è fatta.
Forse il professore Ceriscioli conosce Schopenhauer, evidentemente siete ben istruiti con Schopenhauer a fare queste cose.
Noi non ritireremo la mozione e vedremo cosa farete, naturalmente il mio voto sarà favorevole e quelli che voteranno no se ne assumeranno la responsabilità di fronte ai cittadini, non di fronte al partito, di fronte ai cittadini perché noi informeremo i cittadini di come avete votato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. E' un breve intervento per esprimere una considerazione positiva in riferimento a questa mozione a cui noi voteremo favorevolmente in modo particolare dopo l'intervento del Presidente perché in questa Regione, mi sembra che accadono delle cose e la Regione non è responsabile di niente, l'esecutivo non c'entra mai niente.
Continuamente ci vengono ribadite queste affermazioni che ascoltiamo, che leggiamo sulla stampa, personalmente e come Partito credo che le cose non stiano così. La Regione c'entra, c'entra perché governa il territorio, perché è responsabile di questo territorio che si chiama Marche, pertanto per la situazione indegna che si sta affrontando, per gli agricoltori di questa regione Marche, credo che non si può non avere una posizione positiva in merito alla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Resto un po' basito dalla dichiarazione di voto del Capogruppo Consigliere Busilacchi.
Vorrei riportare, ripeto, l'attenzione sul corpo della mozione. Oggi, colleghi, non votiamo l'abolizione del Consorzio di bonifica, non votiamo se questi avvisi di pagamento sono giusti o ingiusti, diciamo alla Giunta che deve esercitare il potere di vigilanza previsto dall'articolo 5 della legge 13.
Chiediamo alla Giunta la legalità, di rispettare l'articolo 5 della legge 13: “Potere di vigilanza”.
Stiamo chiedendo di applicare la legge e di esercitare il potere di vigilanza previsto. Non stiamo chiedendo altro.
Volete assumervi questa responsabilità e dire alla Giunta che questo non va fatto? Ve lo chiedo (…) anche ai cittadini ovviamente.
All’inizio, ripeto, quando ho presentato la mozione, quando l'ho scritta, mi sono domandato se era possibile scrivere una cosa così ovvia? E’ possibile scrivere e dire alla Giunta di rispettare la legge? Questo stiamo votando signori!
Riportiamo la discussione sul corpo della mozione, non stiamo dicendo di abolire il Consorzio di bonifica, non stiamo dicendo che i pagamenti sono giusti o sbagliati, stiamo dicendo alla Giunta di esercitate il potere di vigilanza previsto per legge.
Rispettate la legalità, rispettate le leggi della Regione.
Il nostro voto sarà favorevole, vi chiedo di fare un atto di responsabilità e votare insieme a noi questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Casini.

Anna CASINI. Proponiamo come soluzione il fatto che la mozione venga scritta insieme, eliminando la gran parte delle premesse narrative delle quali non condividiamo alcune impostazioni, lasciando tutto il dispositivo così com'è, compreso l'ultimo punto delle premesse narrative.
In buona sostanza lasciamo il dispositivo e l'ultimo punto che dice: "In base all'articolo 5 della legge regionale delle Marche 18 maggio 2003, numero 13, alla Giunta regionale spetta il potere di vigilanza sui consorzi", togliendo tutte le premesse.

PRESIDENTE. Sospendiamo per cinque minuti la seduta.

La seduta è sospesa alle ore 11,50.

La seduta riprende alle ore 12,05

PRESIDENTE. Consiglieri riprendiamo la seduta. Informo che è stato presentato un emendamento.
Emendamento n. 2 a firma dei Consiglieri Bisonni, Giorgini, Busilacchi, Fabbri, Casini. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Abbiamo concordato di togliere una parte delle premesse, sostanzialmente alcune sentenze, mantenendo però tutto il corpo dispositivo e parte della premessa. Siccome il Movimento 5 Stelle è un movimento critico, ma anche costruttivo al quale interessano le azioni concrete ed il risultato, pensiamo che questa modifica sia accettabile per cui, ripeto, non modificando il dispositivo, lasciandolo la parte politica delle premesse, togliendo solo alcune sentenze, riteniamo che la sostanza non cambi per cui proponiamo questo emendamento e chiediamo a tutti di votarlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Pochissime parole perché anche il gruppo del PD saluta con favore quest'accordo. Anche da parte nostra c'è e ci sarà sempre in quest'Aula un atteggiamento non ideologico, ma orientato al bene comune e al raggiungimento di risultati per la nostra comunità.
Specie dopo le parole del Presidente Ceriscioli credo che siamo riusciti a trovare un accordo utile.
Credo che questo atteggiamento possa orientare, lo dico anche per il futuro, un metodo volto alla cooperazione tra maggioranza e minoranza anche perché quando si riesce ad individuare, anche nel corso del dibattito, una soluzione, si può cercare di fare dei passi avanti, senza che ognuno rimanga troppo geloso delle proprie posizioni iniziali, un comportamento questo che non facilita gli accordi.
Oggi credo che si sia fatto un passo in avanti importante, nel senso che si è trovata una soluzione, quindi avendo proposto insieme questo emendamento, lo voteremo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Per sottolineare anch'io l'esito positivo di questa discussione e anche il fatto di come quest'Aula, Presidente, possa trovare in questa collaborazione, in questa volontà di comprendersi, anche un importante aspetto che ho evidenziato in apertura di legislatura e cioè la nostra attività e funzione ispettiva fondamentale.
Secondo me, Consigliere Bisonni, scusi se mi rivolgo a lei direttamente, va oltre l'applicazione della legge. Lei nel suo ultimo intervento ha sottolineato: “Chiediamo alla Giunta di applicare la legge", ma questo è scontato, noi dobbiamo essere bravi, come lo siamo stati questa mattina, nell'approfondire l'argomento ed andare oltre, entrare in quella parte che riguarda il merito, non la legge, perché la legge è scontato che ci sia.
Il nostro compito e non solo il nostro è rilevare se qualcuno non lo fa e c'è un altro organo che non è il Consiglio regionale, ma la Procura della Repubblica che interviene se la legge non viene applicata. Noi entriamo nel merito e nel merito dobbiamo, come Consiglio regionale, essere di stimolo all'esecutivo che quando accetta questo tipo di stimolo non può che vedere una soluzione concordata quale quella che abbiamo trovato oggi sperando che ci sia insieme alla Commissione, confido che il Presidente Traversini lo farà, questa capacità di condivisione chiara.
Ricordo un solo precedente di condivisione con l'Avv. Netti e mi permetto di dire pubblicamente che non ha nascosto niente, Presidente. Non è un commissario che sta lì a difendere chi sa che cosa, ti dice tutto quello che c'è da sapere e da fare, credo, quindi, che dalla Commissione emergeranno indicazioni positive e, sullo stimolo di questa mozione, qualcosa di concreto da poter fare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Ho chiesto di intervenire per esprimere il nostro voto.
Noi votiamo contro per il semplice motivo che le cose ovvie, le cose previste, non le votiamo.
Questa nuova formulazione rientra nella logica che l'esecutivo doveva fare d'ufficio, cioè di controllare questo ente e non che, come ha detto il Presidente, l'esecutivo su questo problema non c'entra niente.
Per quanto ci riguarda non possiamo che confermare un voto contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Solo per sottolineare la prossima esigenza che è quella di impegnarci velocemente a rimettere mano alla legge regionale e migliorarla.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Intervengo anch’io soltanto per dire che il nostro gruppo voterà contro perché il concetto è quello che a noi non piace il Consorzio di bonifica. Non ci piacciono neanche queste belle parole, questa comunione di intenti perché di solito quando c'è una comunione di intenti molto allargata, è certo, non si fa niente e non cambia niente.
In considerazione della nostra visione votiamo contro. Riguardo poi alle parole del Consigliere Marconi che ha detto: "il Presidente del Consorzio Netti non ci ha mai nascosto niente" insomma … Va bene. Grazie signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Voglio ribadire, non è un intervento asettico, la nostra soddisfazione per questo e ricordare che il Movimento 5 Stelle non ha interesse a mettere le bandierine su le cose che sono giuste. Se sono giuste, da qualunque parte vengano, noi le accettiamo e se possiamo le miglioriamo anche, per cui non è una questione di bandierine o di tessera di partito. A coloro che ci hanno detto: "E’ arrivato il bollettino, è illegittimo il pagamento ..." noi possiamo rispondere: abbiamo impegnato la Giunta a fare il controllo dovuto che fino adesso non è stato fatto e ci siamo mossi nei vostri interessi. Non so se la Lega potrà dire altrettanto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Ho un certo disagio adesso, perché il Consigliere Marconi ha fatto l'elogio di questa ritrovata unità, però è una ritrovata unità ai minimi termini, nel momento in cui andiamo a togliere la parte della premessa. Non è un fatto prettamente tecnico, non è perché c'erano delle sentenze, le togliamo perché tanto quello che incide è soltanto la parte finale dove si dice " In base all'articolo 5 della legge regionale ..." che richiama al potere di vigilanza,
Caro Consigliere Bisonni, effettivamente condivido la sua titubanza iniziale: "Ma che la presento a fare se è una cosa che la Giunta f?" Però a questo punto lei ha la certezza che questa mozione sarà inutile. Perché?
Io ho apprezzato molto tutta la parte narrativa perché se la leggo attentamente c'è un contenuto politico molto forte, perché se leggo ed incrocio con quello che ha fatto il Consorzio di bonifica sicuramente qualcosa non ha funzionato. Sicuramente questa ripartizione non ha tenuto conto di quanto dicono le sentenze della Cassazione a sessioni riunite, di quanto dice la legge e di quanto dicono le Commissioni tributarie, perché i benefici non sono stati ripartiti nel modo probabilmente giusto.
La parte che incideva era quella narrativa, la parte politica della mozione e se oggi la togliamo abbiamo questa unità di intenti, Consigliere Marconi, ma è un’unità di intenti che non serve assolutamente a nulla, perché è un’unità di intenti che fa piacere al Consigliere Busilacchi che giustamente fa il suo mestiere di capogruppo di maggioranza, e quindi ha tirato l'acqua al suo mulino. Ma sicuramente non era questo l'intento della mozione.
Ecco il mio disagio, una mozione ha sempre un contenuto politico, non ha un contenuto tecnico, il Presidente Ceriscioli se la ride sotto i baffi.
La mozione non ha un contenuto tecnico, ha sempre un indirizzo politico: "Controllate che queste cose vengano fatte in quest'altro modo e vigilate, vi do lo spunto per vigilare perché la Cassazione dice che nel fare queste cartelle esattoriali si deve tenere conto di a), b), c), d) e quant'altro”. Cosa che mi sembra, a parere di tutti, il Consorzio non ha fatto perché manca il piano di bonifica, manca il piano di classifica, manca l'indice di beneficio, manca tutto. Le cartelle esattoriali sono state così, tirate a sorte, facendo dei cerchietti sulla carta per individuare le zone di influenza e tutto ha quadrato.
Non è così, ecco il motivo del mio estremo disagio, perché questa è un'altra mozione e con estremo disagio devo dire no a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente, solo per chiarire il fatto che noi abbiamo lasciato il punto focale che è quello dell'articolo del Codice civile che dice che i pagamenti effettuati devono essere in ragione di un indice di beneficio. Questo è il concetto generale che noi abbiamo ribadito.
Non ci sono né il piano di classifica, né gli indici di beneficio, quindi il discorso è semplice.
Gli indici di beneficio sono quelle particelle, quei lotti, in cui il consorzio deve dimostrare di aver fatto i lavori.
Crediamo che il testo sia rimasto inalterato, le sentenze le possono trovare tutti perché basta scrivere su internet: "sentenza Corte di Cassazione Consorzi di bonifica" e vengono fuori tutte. Noi le abbiamo trascritte per un dovere di cronaca, ma agli effetti politici, secondo noi, non hanno nessuna efficacia. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento n. 2, lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 2, così come emendata. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Interrogazione n. 33 a risposta immediata
ad iniziativa del Consigliere Giancarli
"Diritto alla sicurezza dei cittadini"
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 33 - a risposta immediata - del Consigliere Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Partendo da un gravissimo fatto riportato dalla cronaca: un cittadino, un imprenditore di questa regione all'esito di una rapina in villa è stato selvaggiamente picchiato, mentre legittimamente difendeva l'interno della sua abitazione, la propria figlia, almeno a quanto è dato sapere, il Consigliere Giancarli chiede quali siano le iniziative e se la Regione Marche intenda o meno fare qualche cosa di fronte a questi fenomeni.
Personalmente nell'evidenziare che quella dell'ordine e della sicurezza pubblica è una materia di competenza esclusiva statale, è evidente che la Regione all'interno delle sue competenze istituzionali è molto attenta e da sempre presta particolare attenzione alla questione relativa alla sicurezza dei cittadini intrattenendo rapporti con gli organi dello Stato a ciò preposti, ai sensi dell'art. 117, comma 2, lett. h) della Costituzione e, quindi, le Prefetture e le Forze dell'ordine.
Tale attenzione è sfociata nella legge regionale n. 11/2002, successivamente modificata e, se si può dire, ampliata nelle competenze e nelle attività, e nella l.r. n. 16 del 12014, che tra l'altro il Consigliere Giancarli avrà anche varato nel suo ruolo di Consigliere regionale: "Disposizioni per l'attuazione delle politiche regionali per la promozione della cultura della legalità" che all'articolo 2 statuisce che: "La regione promuove la collaborazione istituzionale con gli organi dello Stato e con gli altri enti pubblici nazionali e locali al fine di favorire lo scambio di conoscenze ed informazioni sui fenomeni criminali e la loro incidenza sul territorio nonché di realizzare specifiche iniziative di rilievo regionale volte in particolare a rafforzare la prevenzione in relazione ad aree a rischio di radicamento di attività criminose di tipo organizzato e mafioso o nei confronti di categorie o gruppi sociali a rischio di infiltrazione".
Questa Regione è da tempo componente del Comitato direttivo del forum europeo per la sicurezza urbana (F.I.S.U.) e negli anni, anche tramite il Dipartimento per le politiche integrate di sicurezza e per la protezione civile, ha finanziato numerosi progetti presentati dagli enti locali per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle città marchigiane. Pensiamo ad esempio ai progetti per la videosorveglianza.
Un percorso virtuoso che anche alla luce dei sempre più frequenti fatti di cronaca, si intende portare avanti con determinazione anche per il futuro, sempre in piena collaborazione con le strutture statali competenti per materia. Sarà quindi necessario progettare interventi che vedano l'azione sinergica della Regione, delle Prefetture e delle Questure per prevenire il radicamento sul territorio di attività criminose. Inoltre è necessario coinvolgere la scuola e tutte le forze sane del territorio per far crescere nelle giovani generazioni la cultura della legalità, del rispetto delle regole e per favorire il cambiamento della mentalità e la completa integrazione anche nelle persone di recente immigrazione.
Questo Consigliere Giancarli è il testo scritto che le consegno, ci sono due refusi, la legge come ho detto è la 16 del 2014, l'articolo è il 2 e non l'1.
Aggiungo personalmente questo. Viviamo per fortuna in una regione abbastanza sicura dove però ci sono questi fenomeni inquietanti e preoccupanti come quello che lei opportunamente, secondo me, ha voluto portare all'attenzione di quest'Aula.
Sono, se vogliamo, episodi di criminalità odiosi da una parte, pericolosi dall'altra e tra l'altro creano un vero allarme perché, se pensiamo alla rapina in villa o in casa, alla penetrazione all'interno della propria intimità familiare, del proprio domicilio domestico, sono senz’altro qualcosa di estremamente grave rispetto al quale è necessario che lo Stato presti maggiore attenzione. Come? Nella sua competenza.
Bisognerà intervenire innanzitutto nella legislazione affinchè questi tipi di reati, secondo me, siano puniti più severamente e sia garantita l'effettività della pena perché troppo spesso vediamo che questi criminali, sebbene processati e condannati, usufruiscono di sistemi premiali come la sospensione condizionale della pena.
Dobbiamo pensare che per certi tipi di reati ci vuole da una parte un inasprimento drastico delle pene e dall'altra che vengano effettive scontate nelle patrie galere. Di questo si tratta.
In più ci vuole la prevenzione. Non sono un esperto, dico la mia esperienza anche di amministratore e di politico, ho fatto il Presidente della Provincia, anche nella realtà in cui vivo ci sono purtroppo questi fenomeni reiterati emolto spesso sono legati anche a bande straniere che vengono qua, stazionano per brevi periodi, organizzano e scappano, ripeto, questo lo immagino, ma con qualche fondatezza. Bisogna, e chiudo, intervenire sulla prevenzione e credo che lo Stato, il Ministero degli interni, debba mettere in campo, probabilmente lo fa, ma lo deve fare in modo più incisivo, un’azione di intelligence per individuare preventivamente questi criminali che troppo spesso attraversano i nostri territori.
Credo che questo serva: un’azione di prevenzione più efficace.
Noi, Consigliere Giancarli, come ho detto, per quel che ci riguarda cercheremo, lo farò anche come Assessore competente, di integrare tutte queste azioni, a partire, ad esempio, credo che sia molto efficace, dallo strumento della videosorveglianza che noi dobbiamo intensificare su tutto il territorio regionale di concerto con gli enti locali, i Comuni e con le locali Prefetture, perché penso che la videosorveglianza, attenendo ad un controllo preventivo, possa essere efficace in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Colleghi Consiglieri, aggiungo pochissime parole perché condivido pienamente la risposta dell'Assessore Cesetti, al di là della prima parte legata alla nostra legislazione e ad alcune considerazioni di carattere più tecnico.
La filosofia vera del ragionamento che l'Assessore ha fatto nella seconda parte del suo intervento non soltanto è giusta, ma trova in me una piena condivisione.
Voglio partire da una considerazione, quando affrontiamo questi temi e quando affronto questi temi, tra l'altro l'Assessore facendo riferimento alla mia interrogazione, non ha citato la città, in questo caso è Jesi, ma cambia poco Jesi o San Benedetto del Tronto, va fatta innanzitutto una premessa, anche per esperienze passate sono stato per un lungo periodo nel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, e va detto che le forze di polizia, tutte, ovunque, ma nella nostra regione ho avuto modo di verificarlo, hanno una grande professionalità e un forte senso del dovere.
Siamo in presenza di situazioni difficili, pesanti, che richiedono, ed è qui anche il senso dell'interrogazione, una continua azione culturale, politica, preventiva. L’Assessore insisteva sulla prevenzione, perché dobbiamo fare in modo che il diritto alla sicurezza sia veramente garantito. Troppi fatti accadono non soltanto nel nord o nel sud, ma in tutta la regione. Avvengono di notte quando le persone stanno riposando e si trovano questi delinquenti in casa, allora noi dobbiamo far si che, ed ha ragione l'Assessore, ci sia non soltanto inasprimento e ma anche la certezza della pena e dobbiamo fare in modo che il reato contro il patrimonio sia superato perché qui abbiamo il reato contro la persona, non siamo al reato contro il patrimonio, ma contro la persona. Quindi effettività della pena, certezza della pena, azioni politico culturali che garantiscano questo diritto e in questo senso, Assessore, non escluderei nemmeno, accanto al lavoro continuo, prezioso, delle forze di polizia, del coordinamento dei Prefetti, un'ulteriore azione di sensibilizzazione nei confronti del Ministero dell'interno.
Una sua lettera, secondo me, farebbe bene a farla e farebbe bene alla causa, le chiedo scusa se la vede come un'ingerenza, ma non è questo, anzi è una dichiarazione di fiducia nel suo operato.

Proposta di atto amministrativo n. 3
ad iniziativa della Giunta regionale
"Linee guida per la programmazione della rete scolastica del sistema educativo marchigiano per l'anno scolastico 2016/2017. Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articolo 138"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 3 ad iniziativa della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Come lei ha annunciato è un’iniziativa della Giunta che fa riferimento al decreto legislativo 112 del 1998. Parliamo di scuola, per l'esattezza di organizzazione scolastica in quanto questo decreto, poco fa citato, dà facoltà alla Regione di individuare le linee guida per la formazione e la programmazione, soprattutto la migliore perequazione delle risorse negli istituti scolastici e in tutte quelle amministrazioni locali che hanno facoltà successivamente di provvedere all'organizzazione.
Questo provvedimento quest'anno arriva in un momento molto particolare in quanto, come sappiamo tutti, la scuola è oggetto di una riforma ed anche le Province sono in una fase di grandissima trasformazione, tant'è che quest'Aula entro la fine dell'anno si occuperà di questa problematica.
Questo è un atto che annualmente viene portato in Regione e non ci sono grosse modifiche rispetto agli anni passati salvo che, per la prima volta, si mette in maniera esplicita il limite all'organizzazione degli istituti omnicompresivi che nella nostra regione attualmente sono tre, due nella provincia di Pesaro-Urbino e uno nella provincia di Fermo. Mi sembra che questi siano i numeri esatti e nonostante i continui e minori trasferimenti rispetto agli anni passati a tutti quanti gli enti, la Regione ha cercato di focalizzare l'attenzione su quella che è la trasformazione della scuola, ovvero migliorare i servizi, soprattutto nelle aree montane in quanto sappiamo che nelle cinque province abbiamo una caratterizzazione che riguarda alcune aree nonchè il crescente aumento nelle scuole marchigiane di ragazzi stranieri.
Gli enti locali che, a loro volta, hanno delle funzioni importanti, ricordiamolo perché i Comuni e le Province hanno la facoltà di effettuare riorganizzazioni, soppressioni accorpamenti, negli ultimi anni hanno avuto, in virtù delle riforme che si sono susseguite, un’accelerazione molto importante, oltre a questo in particolare i Comuni gestiscono, come sappiamo, la scuola dell'infanzia fino alla superiore, scuola secondaria di primo grado e scuole medie, ed organizzano tutti i servizi connessi. Ad esempio i servizi delle mense scolastiche e del trasporto scolastico hanno risentito fortemente della crisi economica e della mancanza di risorse all'interno delle famiglie. Ricordo anche l'importanza delle Province nell'organizzazione scolastica per quanto riguarda l'offerta formativa per gli adulti.
Questo provvedimento è stato votato in Commissione lunedì scorso e come negli altri anni la Regione Marche riesce ad offrire degli standard di istruzione in linea con tutte le altre Regioni italiane. Grazie.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie. Il relatore di maggioranza ha citato il decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112, articolo 138, che dice che ai sensi dell'articolo 118, comma 2, della Costituzione sono delegate alle Regioni le seguenti funzioni amministrative: la programmazione dell'offerta formativa integrata, la programmazione sul piano regionale nei limiti delle disponibilità di risorse, la suddivisione sulla base anche delle proposte degli enti locali interessati del territorio regionale in ambito funzionale al miglioramento dell'offerta formativa e altre cose di questo genere. Tutte competenze che sono in capo alla Regione.
Sono andato a vedere che cosa e qual è stato l'indirizzo della scorsa legislatura per il piano 2014-2015. La deliberazione sulla programmazione diceva: punto 1) di approvare l'atto di programmazione della rete scolastica per l'anno 2015-2016, di condizionare l'istituzione di nuovi corsi ad indirizzo musicale ed altre cose, di approvare l'offerta formativa di istruzione e formativa professionale negli istituti professionali di Stato, come descritto da un allegato che veniva proposto e che era parte integrante dell’atto amministrativo, di approvare corsi di II livello, di determinare per l'anno scolastico che doveva aprirsi il numero massimo di classi, eccetera. Tutte funzioni che la Costituzione delega alla Regione e la Regione si era assunta questo tipo di responsabilità nella legislazione precedente, la legislazione con il Governo Spacca, mentre leggo, per quanto riguarda questo atto amministrativo, che tutto è in capo alle Province: "delibera di stabilire che le Province predispongano un elenco dell'offerta formativa degli istituti professionali in riferimento ai percorsi triennali di formazione, formazione professionale, di stabilire che le Province predispongono un elenco dell'offerta formativa sia per gli istituti di secondo livello che per l'istruzione degli adulti per le scuole serali, di stabilire che i Comuni di concerto con la Provincia abbiano altre funzioni, di stabilire che la Provincia in accordo con gli uffici regionali attivi la concertazione con gli istituti scolastici, eccetera".
Quello che lascia perplesso me e il mio gruppo è che nel momento in cui vengono abolite le Province si delega in pratica tutto alle Province, mentre nella scorsa legislatura, quando questi enti erano nel pieno delle loro funzioni, tutto era arrogato come diritto costituzionale alla Regione.
Non abbiamo i criteri e gli strumenti per capire cosa faranno le Province, ma la perplessità è che la Regione, nel momento in cui queste sono state abolite - questa falsa abolizione che ha creato più problemi di quelli che c'erano quando queste erano in essere - nel momento in cui la Provincia viene sulla carta e non di fatto abolita, nel momento in cui non si sa che fine faranno le Province, perché non lo sa neppure il Governo, non lo sappiamo neppure noi, tutto viene delegato in capo alla Provincia.
Questo, secondo noi, crea parecchia preoccupazione soprattuttoora che la scuola vive un momento delicatissimo grazie anche alla scellerata proposta della buona scuola che sta scontentando sia le famiglie che le scuole, per cui io credo che su questo orientamento noi ci asterremo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. In verità gran parte del mio intervento è stato assorbito da quello del Consigliere Maggi in quanto volevo dire esattamente le stesse cose che lui ha detto riguardo alle Province.
Mi rivolgo all'Assessore, so con quanta dedizione ed impegno ha affrontato questo suo primo atto per quanto riguarda la programmazione scolastica, per dirle che non vorremo correre il rischio, a volte corso nel passato, di tornare qui, Consigliere Maggi, a ratificare quello che le Province hanno fatto e chi osa presentare un emendamento è cattivo, cioè non ha rispetto delle autonomie locali o non ha rispetto dei compromessi a volte molto faticosi, ma non sempre brillanti che vengono raggiunti in sede locale.
Questo rischio, fatta forse eccezione per la Provincia di Macerata che è l'unica a conservare un Consiglio provinciale elettivo, è oggi ancora più forte perché avremmo un parere espresso non so se dal Presidente o dai Consigli provinciali, non lo so, le competenze mi sfuggono, ma espresso dai nuovi Consigli provinciali composti da pochi Sindaci, neanche da una rappresentanza territoriale vasta che poteva essere quella precedente fatta dai partiti e dalle liste.
Si corre quindi il rischio che quelle tre, quattro, situazioni critiche, Assessore, che verranno a manifestarsi in ogni Provincia verranno composte a favore ed a vantaggio di chi … Capisco che a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca.
Non vorrei che questa cosa si ripetesse, quindi ribadisco una ovvietà anche qui legale, nel senso che la Regione deve seguire questo iter e naturalmente, Assessore, saremo molto attenti a tutto quello che i territori andranno a segnalare, a modificare e quant'altro.
Mi sembra che i criteri siano anche un po’ più stringenti e canalizzanti rispetto al passato e questo ci aiuta decisamente perché mette dei paletti ben precisi, e mi auguro, ripeto, che quando l'atto sarà rivisto in Commissione, non so se è previsto un parere, ma se verrà in Aula sicuramente sarà così, ci sia da parte nostra, Assessore Bravi, questa capacità e questa libertà di poter giudicare il lavoro fatto e non trovarci di fronte ad accuse di lesa maestà se dovessimo in qualche caso apportare delle modifiche.
Lo dico perché, come evidenziava il Consigliere Maggi, questo dovrebbe essere il criterio su cui essere rigorosi dai Consorzi di Bonifica, all'Ersu, a tutto il resto, tagliamo, accorpiamo, riduciamo, non facciamo menzione di quello che abbiamo detto nella Conferenza dei Capigruppo, milioni di risparmio realizzato, però vorrei che anche in queste sedi avvenisse la stessa cosa e anche qui, mi permetta Assessore, un criterio imporrebbe, in passato abbiamo visto strane cose intercomunali, non dico l'individuazione di poli a livello comunale, ma una razionalizzazione che riporti, ad esempio, dentro i confini comunali, dove possibile, la distribuzione dei plessi affinché non siano a cavallo fra Comuni, con grosse difficoltà di natura organizzativa anche per quanto riguarda i trasporti.
Per quanto riguarda i trasporti in IV Commissione ci stiamo accingendo a dettare i criteri, per esempio, per quanto riguarda la mobilità, in questa sede la mobilità scolastica e dovremmo tener presente che questa mobilità non riguarda soltanto le scuole, ma anche la sanità, l'industria, il settore dei divertimenti ed avere, quindi, una unità di visione. Questa si raggiunge, per esempio, partendo dai Comuni che sono capolinea di mezzi di trasporto. Un piccolo criterio aggiuntivo che non è scritto, ma che potremmo tenere in considerazione.
Attenti, ripeto, a questi scavalchi che sono purtroppo frequenti e servono a volte a compensare situazioni che non stanno più in piedi.
Abbiamo il coraggio di dire che l'istituto che non ha più i numeri, e qui è scritto, va chiuso in quella sede e tenuto aperto in un'altra, per evitare di correre il rischio che poi vengano chiusi entrambi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Pietro CELANI. Questo atto amministrativo ricalca ormai da anni una serie di problematiche e dà una serie di indirizzi che francamente si ripetono e che sono tutti abbastanza condivisibili.
Assessore lei è donna di scuola e credo che condivida che uno degli aspetti più importanti che abbiamo in questo momento, in seguito alle riforme ed al calo demografico dei nostri studenti, sia dare stabilità in ogni territorio. Quella che noi chiamiamo rete scolastica provinciale è automaticamente regionale.
Dico questo perché una cosa è avere un dirigente fisso in una scuola, una cosa è avere qualcuno che se ne occupi a tempo perso, magari qualche ora alla settimana o addirittura affidando il tutto ad un ipotetico vicario che ha il compito anche di insegnare e, quindi, difficilmente potrà occupersi anche di organizzazione.
Questi indirizzi vanno visti in un’ottica di medio e lungo termine, in modo tale che il sistema degli istituti scolastici possa progettare e gestire con una certa stabilità quella che è l’offerta formativa che determinati territori richiedono.
Credo che l’indirizzo dato e ripetuto da anni ormai, facendo il Presidente di Provincia l’ho visto ogni anno, vada condiviso nel modo giusto.
La cosa che va concordata, anche in seguito alla riforma che c’è stata, è quella di creare i poli tecnico professionali, lo dobbiamo fare perché poi ci riempiamo la bocca con l’alternanza scuola lavoro.
Ultimamente c’è stata una conferenza qui ad Ancona, organizzata dall’Ufficio scolastico regionale, molto importante ed è chiaro che dobbiamo mettere insieme la formazione con la filiera, gli studi tecnici e professionali e le aziende, ossia la “filiera corta delle attività produttive”.
Questi due aspetti, secondo me, sono molto importanti per dare un indirizzo e creare poli tecnici professionali.
Non bisogna considerare gli istituti professionali come una scuola di seconda serie, perché questo è il guaio che abbiamo avuto negli anni passati ma, abbinandole a ruoli tecnici, potranno nascere dei poli superiori molto importanti. Dall’altra parte il sistema burocratico amministrativo deve essere stabile, deve esserci un dirigente scolastico, deve essere un DSGA.
Considerata la mia esperienza, quello che mi preoccupata, mi dispiace che il consigliere Marconi sia andato via, perché sono in netto disaccordo con lui, è che molto spesso la Regione disconosce quello che viene dalle autonomie locali. Le Province quando presentavano delle proposte in Regione lo fanno a ragion veduta. Adesso non saranno più le Province, non so chi sarà, parlo al passato perché questo compito era loro e lo facevano incontrando sul territorio i dirigenti scolastici, i sindacati, confrontandosi, incontrando tutti ed avanzando delle proposte che andavano nel senso di dare stabilità e formare poli tecnici e professionalità.
La proposta arrivava in Regione e la politica interveniva con delle spinte e sospendeva certi accorpamenti perché si andava a ledere il potere di qualche vicario, di qualche incaricato, o perché si doveva avere qualche reggenza in più. Questo lo dobbiamo evitare. Posso farvi esempi lampanti degli anni passati, mi auguro che ci sia un cambiamento molto forte.
Parlo per la mia Provincia in cui, in questo momento, abbiamo un disastro per effetto del mancato accoglimento da parte della Regione della razionalizzazione. Noi volevamo creare un polo tecnico professionale, un polo creativo, mettendo insieme il liceo artistico con altri istituti. Oggi abbiamo solo reggenze, affidate in modo cervellotico, ed un sistema che sta crollando. Qualcuno mi dovrà spiegare come vengono affidate queste reggenze, non è certamente compito della Regione, è compito dell'Ufficio scolastico regionale, ma credo che la Regione anche su questo debba incidere, debba chiedere spiegazioni su come mai una reggenza ad Ascoli venga data a chi ha la titolarità in un'altra provincia, ha chi ha altri compiti, non entro nello specifico e nel particolare, creando dei conflitti di interesse molto forti.
E' su questo che noi dobbiamo stare attenti.
Mi auguro che la conseguenza di questa delibera che ha ottimi indirizzi, lo dico anch'io come uomo di scuola, possa, se applicata nel modo giusto, procedere ad una razionalizzazione della rete scolastica regionale, dando stabilità al sistema nel modo migliore possibile. Stiamo attenti, però, a non stravolgere quello che viene dal territorio.
Seguirò molto attentamente l'iter di questo atto amministrativo, di quelle che sono le richieste dei territori e se queste sono in accordo con questi indirizzi, non capisco perché ogni volta, anno dopo anno, non vengono accettate e vengono stravolte. Poi andiamo a vedere il perché, lì c'è una reggenza da salvare, c'è l'omino incaricato e quant'altro e la politica è entrata a gamba tesa.
Questo non possiamo più permettercelo perché ci va di mezzo la formazione dei nostri ragazzi e la qualità della nostra scuola che, per quanto se ne dica, è di discreta qualità, anche se in questo modo noi potremmo rovinarla veramente. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENZA. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. L'aspetto tecnico è fatto di normative, nomine, accorpamenti. Da sempre è così, ricordo che quando ero studente elementare ci dicevano: "il nuovo Preside è andato a fare educazione fisica a piedi a due chilometri di distanza". Due chilometri per andare, due per tornare, facevamo una passeggiata. Ricordo anche che un anno, all'istutito tecnico, eravamo 36 in classe, oggi con 36 studenti si fanno 3 classi.
A parte tutto questo, come Consigliere vorrei fare un invito, se posso, sopra le parti a chi governa la Regione, a chi ha interesse. Si è parlato di strutture, di scuole, di agibilità in funzione di cosa? Del fatto che uno studente impari bene, si qualifici e si inserisca nel mondo del lavoro nel quale si troverà in competizione con altri studenti. Noi sotto questo aspetto siamo indietro di millenni, da noi ci si preoccupa se piove nella scuola, dei pullman, ma io direi che dovremmo offrire, anche se le competenze della Regione oggi sono minime, una qualità stratosferica perché il bambino dall'asilo inizia un percorso che lo porterà a 20, 22, 24 anni nel mondo del lavoro nel quale troverà una concorrenza globalizzata. Il nostro universitario dopo il V anno, con la sua valutazione quale essa sia, è anche importante dove uno si forma, si trova in competizione con un suo coetaneo che arriva da Shanghai, da Hong Kong o da Pechino luoghi in cui si usano sistemi che funzionano, basati su una forte selezione degli elementi migliori, con lo scopo di creare una elite di persone competenti pronte a dominare il mondo a livello commerciale ed economico.
Noi non abbiamo rappresentanti a quel livello, oggi la nostra scuola stenta a formare, tolta qualche eccezione, come ad esempio la famiglia benestante che sceglie di mandare i figli a studiare fuori, ma il 90% delle famiglie fa studiare i figli .
Noi ci troviamo a competere con il mondo e quanto quello studente di Hong Kong, di Los Angeles, di quelle zone molto spinte, andrà a guidare la Cola cola, l'IBM, la Fiat o altre multinazionali, vuoi che non abbia un occhio di riguardo verso il suo territorio quando deciderà dove stabilire nuove sedi per quell'azienda?
Più che pensare alle strutture, alle nomine, dovremmo fare un discorso più ampio, più raffinato. Dare delle linee guida, mettere in atto dei provvedimenti affinché nelle nostre scuole ci sia un miglioramento significativo.
Abbiamo un Assessore che viene dal mondo della scuola e si rende conto che con una autonomia limitata queste cose ..., però il sogno è avere un'autonomia totale, un federalismo come diceva la Lega, per organizzare scuole migliori, con insegnanti migliori, con risorse proprie, per catturare studenti anche da altre parti, perché la struttura scolastica, la rete, il plesso, il Preside, se non sono finalizzati a dare qualità, non servono a niente. Poi arriva giugno e gli studenti dicono: "Io sono stato promosso", "Anch'io sono stato promosso anche se era destinato a non esserlo, però vogliamoci bene e tiriamo a campare", "Io ero impresentabile, ma siccome lo ero solo io, mi hanno promosso". Questi ragazzi quando arrivano a vent'anni dove li metti?. Sono impresentabili. Come possono competere con le altre realtà?
E' chiaro che in proiezione la nostra è una società destinata a scomparire. Ci passeranno sopra tutti quanti e ci sarà un momento in cui si dovrà fare un cambio di marcia e pensare ad un programma a 20-25 anni, altrimenti si rischia di parlare a vuoto.
Per quanto riguarda le competenze della Provincia, io sto in provincia di Macerata che, pur essendo eletta e considerando i meccanismi, a volte ha discusso in merito ad una nuova specializzazione. Ricordo le risse: "Mettiamola a Sarnano, mettiamola lì, mettiamola là", anche quando le aule non ci sono, quindi, sulle compentenze lasciamo perdere e stendiamo un velo pietoso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Signor Presidente la ringrazio per la parola.
Questo piano scolastico annuale sembra arrivato un po’ in ritardo e credo che in quest’Aula, in questa assise, vada fatto un approfondimento in termini diversi: che tipo di indirizzo e di controllo, come Regione Marche, vogliamo dare?
La Regione Marche deve portare dei contrubuti particolari alla scuola in considerazione della diversità del territorio e in considerazione del tessuto produttivo ed economico che hanno bisogno di professionalità particolari. Mi aspettavo che questo venisse presentato dall’esecutivo perché il confronto deve esserci con gli istituti scolastici e con la direzione regionale.
Che modello di scuola vogliamo per i marchigiani? Se viene a mancare questo modello cosa facciamo? I passacarte! Prendiamo dei documenti e li approviamo. Qual è l’indirizzo? Quale risposta diamo ai territori dove ci sono delle particolari attività produttive? E’ questo, Assessore, quello che dobbiamo fare. Dobbiamo fare uno sforzo per dare delle risposte.
Su questo punto l’esecutivo doveva portare delle indicazioni e vari progetti per aprire un confronto con la direzione scolastica e discutere se quanto sottoposto poteva interessare al territorio. Altrimenti, prendiamo atto che il piano viene dal Ministero, facciamo i passacarte e vediamo se, nella regione Marche, la circolare del Ministro Giannini viene applicata o meno, come ad esempio l'insegnamento gender.
Non è questo. Io non discuto di questo. Io discuto se in questo atto ci sia una risposta per i miei colleghi e miei cittadini marchigiani che hanno bambini e ragazzi che dovranno avere un insegnamento che potrà sfociare in un lavoro anche nel proprio territorio.
Abbiamo bisogno di sviluppare determinate e particolari professionalità. Questo chi lo dice? Lo stabilisce il direttore scolastico? No, lo deve dire la Regione in base alle esigenze di produzione e di attività del territorio. E’ questo il confronto che ci aspettiamo, altrimenti che confronto è? Si dovrà dire se serve più l'insegnamento per l’addetto, l’operaio, il tecnico che andrà a fare le scarpe oppure se servono addetti nella ristorazione o altro, cito degli esempi a caso.
Credo che questi indirizzi devono essere contenuti nella programmazione dell'anno scolastico e per questo andava aperto un confronto.
Prendiamo atto che la Giunta è arrivata di corsa per il 2015, ma se per il 2016 si ripeterà la stessa cosa, credo che non faremo un servizio utile e buono ai marchigiani che anche in merito alla scuola hanno bisogno di risposte particolari perché le esigenze sono diverse da territorio a territorio.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie. Intervengo brevemente per mettere a fuoco dei punti fondamentali che mi stanno a cuore e che sono emersi dal dibattito.
Parto proprio dall’ultimo intervento che ci ha portato nel futuro: quello che noi vorremmo. Non è così facile! Queste linee guida non sono così perché siamo arrivati tardi, sono così perché è un anno di interregno, e viene fuori il discorso fatto sia dal Consigliere Maggi che dal Consigliere Zaffiri.
In questo atto la Provincia viene ancora individuata, con la Provincia intendo anche tutti gli enti locali che stanno dietro, come quell'utenza capace di dare le prime linee guida, poi se questa cosa cambierà, lo vedremo. Per ora è il territorio che dà le linee guida.
Questo può essere interpretato negativamente, ma anche positivamente, perché, come ha detto il Consigliere Celani, la scuola parte da certi territori anche se va rivisto il discorso di dimensionamento.
Le linee guida di quest’anno sono di interregno e dovrebbero traghettare a qualcosa di nuovo e mi auguro che il discorso della Provincia si chiarirà. Come mi auguro si chiarisca il discorso della professionalità e della formazione. Sono la prima a dire, Consigliere Zaffiri, che le linee guida sono un po’ morte, ma non perché non vi abbiamo lavorato, e qui rispondo al suo intervento.
Gli omnicomprensivi non sono così facili. E' una diatriba molto forte, su questo avremo anche degli ostacoli. Gli omnicomprensivi sono tre e chi hanno detto che non debbono più esistere, ma arrivano delle richieste: "Questi onnicomprensivi che funzionano, cosa facciamo, li lasciamo o no?" Questa è una problematica.
Secondo problema: lei ha parlato dell'educazione gender. L'educazione gender è un tormentone incredibile. La Ministra Giannini ed altri l'hanno ritirata dalla scuola e l’hanno distinta dalle linee della buona scuola.
Terzo problema: cosa vogliamo per i marchigiani? Personalmente, visto che nella scuola ci vivo e ci ho vissuto trenta anni, voglio delle scuole professionali che guardino alle gamma scuola/lavoro. Ho pensato anche a delle scuole dei mestieri per quei ragazzi che potrebbero perdersi nella dispersione scolastica senza avere la capacità di scegliere un liceo o quant’altro.
Questo atto non deriva, secondo me, dal passaggio della Giunta, ma dal fatto che in questo interregno la scuola sta passando dalla sperimentazione alla riforma.
La scuola ha avuto due riforme: quella di Gentile e quella di Berlinguer che poi è rimasta a piedi. Dopodiché siamo vissuti in tanti anni di sperimentazione a modello americano. Abbiamo provato a fare di tutto e di più, ma niente di tutta questa energia è confluita in una riforma.
La buona scuola ha la pretesa di essere una riforma. Ora vedremo come verranno declinate tutte le caratteristiche che fanno di un ddl una riforma.
Voglio precisare al Consigliere Celani l’argomento dei dirigenti. Ci sono carenze in organico per 110 unità dirigenziali. Quest’altro anno verrà fatto un concorso. Sono notizie che ho appreso dall’Ufficio scolastico regionale, però la ratio del mio intervento, quello che mi interessa dire è che le linee sono povere perché in questo momento non c'è spazio per altro. Dopo di che mi auguro che queste linee le potremmo cambiare totalmente, si chiarirà il discorso della Provincia e potremmo puntare alla professionalità ed alla formazione dei giovani. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 3. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 1
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi
“Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352, “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, degli articoli 38, commi 1, 1-bis e 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, nonché dell’articolo 57, comma 3-bis, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e dell’articolo 1, comma 8-bis, della legge 23 agosto 2004, n. 239 “Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia”, introdotto dal decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”

Proposta di deliberazione n. 2
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi
“Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, dell’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, come sostituito dall’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”

Proposta di deliberazione n. 3
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi
“Designazione di un delegato effettivo e di un delegato supplente agli effetti stabiliti nella legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” relativamente alla “Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 dellalegge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, degli articoli 38,commi 1, 1-bis e 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, nonché dell’articolo 57, comma 3-bis, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e dell’articolo 1, comma 8-bis, della legge 23 agosto 2004, n. 239 “Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di 3 energia”, introdotto dal decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”

Proposta di deliberazione n. 4
ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo, Minardi
“Designazione di un delegato effettivo e di un delegato supplente agli effetti stabiliti nella legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo” relativamente alla “Richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dell’articolo 29 della legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, dell’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dall’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del paese”, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134"
(Discussione generale congiunta)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di deliberazione n. 1, 2, 3, 4, ad iniziativa dei Consiglieri Mastrovincenzo e Minardi.
Passiamo alla discussione generale congiunta di queste quattro proposte di deliberazione che hanno attinenza con il tema dei referendum, dopo di che voteremo gli atti in modo separato.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Biancani.

Andrea BIANCANI. Grazie Presidente. Procediamo con l’illustrazione di tutti i quattro atti deliberativi.
In queste ultime settimane e negli ultimi mesi il dibattito sulle trivelle e sulle trivellazioni in Adriatico è stato seguito da molti consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Dal punto di visto politico, noi, io come Presidente della II Commissione ed il Consigliere Bisonni della III Commissione, abbiamo deciso di fare una serie di audizioni in III commissione ed abbiamo chiesto ai tecnici della Regione di venirci ad illustrare lo stato dei fatti. Capire come e a che livello siamo oggi, se ci sono o no autorizzazioni per trivellazioni a mare e a terra. E’ un dibattito che in Commissione abbiamo affrontato in maniera serena.
L’Assessore, da parte sua, si è già espresso diverse volte, a nome della Giunta, ed ha evidenziato la contrarietà della Regione nel modo di procedere del governo nei confronti di scelte che noi pensiamo debbano essere fatte insieme e non sulla nostra testa.
Oggi ci prestiamo a proporre sei quesiti referendari. Pensiamo che sia una scelta molto importante per la Regione perché non è un atto così comune. Non facciamo referendum tutti i giorni! L’atto che ci apprestiamo a votare è di estrema importanza anche politica.
La possibilità di poter fare i referendum è data solamente, così dice la norma, se cinque Regioni, a livello nazionale, propongono il quesito referendario. Ad oggi mi risulta che queste cinque Regioni ci sono, mi sembra che sei Regioni abbiano espresso la volontà di proporre il quesito, in particolare: la Puglia, la Basilicata, l’Abruzzo, il Molise, la Sicilia, il Veneto, e non ho capito se anche la Lombardia intende o meno portare avanti lo stesso quesito referendario.
Vogliamo recuperare il ruolo delle Regioni e il principio di sussidiarietà che aveva portato alla loro nascita per un decentramento amministrativo, che doveva portare le decisioni sempre più vicine ai cittadini e che fossero i territori, come in questo caso, a definire scelte così importanti.
Riteniamo che la Regione che è l’ente che si occupa della pianificazione sia dal punto di vista energetico che territoriale, debba avere l’ultima parola e poter decidere o scegliere che tipo di sviluppo energetico volere nel proprio territorio.
La Regione Marche, da tempo, ma sicuramente in questa legislatura, si sta orientando alla sostenibilità e all’individuazione di forme di energie che siano sostenibili e alternative, puntando l’attenzione in modo particolare all’ambiente.
I temi dei sei quesiti referendari si possono riassumere nel fatto che vogliamo ribadire con forza la necessità che si trovi l’intesa tra Stato e Regione e che lo Stato, qualora non ci fosse l’intesa, non decida con i poteri sostitutivi, ma consideri il parere delle Regioni nei confronti dei vari temi.
Cercherò di evidenziare e di far capire a tutti i Consiglieri, essendo l’argomento abbastanza complesso, quelli che sono in maniera oculata i vari quesiti referendari. Non è semplice, ma in sintesi cercherò di far capire a tutta l’Assemblea di che cosa stiamo parlando.
La prima proposta di deliberazione propone cinque quesiti referendari, aventi ad oggetto alcune disposizioni legate al decreto sbocca Italia n. 133 del 2014, al decreto n. 5 del 2012 sulla semplificazione e alla legge 239 del 2004, nel settore energetico.
Il primo quesito riguarda l’art. 38, comma 1, dello sbocca Italia, dove viene inserita la strategicità, l’indifferibilità e l’urgenza delle attività di prospezione e di ricerca degli idrocarburi liquidi e gassosi, andando ad introdurre il concetto del titolo concessorio unico che noi non vogliamo, ma vogliamo che valga il concetto della pubblica utilità. Questo è importante anche per gli espropri. Con il titolo concessorio unico ci sarebbe un esproprio immediato anche nella fase della ricerca, invece oggi c’è l’occupazione di urgenza nel momento in cui uno è autorizzato a fare la verifica, la prospezione, e solamente in un secondo momento c’è l’esproprio e vengono lesi i diritti dei vari proprietari.
Il quesito secondo riguarda l’art. 38, comma 1 bis, che introduce il piano delle aree.
Scopo dell’abrogazione referendaria è quello di fare esprimere la Conferenza unificata sul Piano nella sua interezza: terra ferma e mare, per evitare che con il mancato raggiungimento dell’intesa si ricorra al potere sostitutivo.
Noi riteniamo che l’intesa debba sempre essere raggiunta e che lo Stato non possa agire con il potere sostitutivo Vogliamo che questo valga non solo per le autorizzazioni in terraferma, ma anche per il mare. La necessità di trovare un accordo tra Regioni e Stato deve valere non solo per la terraferma ma anche per le prospezioni a mare.
Il terzo quesito riguarda la durata. Il comma 5, dell'articolo 38, prevede la possibilità di proroga. Oggi la fase di ricerca dura sei anni, con la possibilità di due proroghe di tre anni, e la fase di coltivazione dura trent'anni con la possibilità di proroga di altri dieci anni.
Noi pensiamo che questo debba essere modificato. Con il quesito referendario si propone l'eliminazione della possibilità della proroga affinchè ci sia una durata sia per la coltivazione che per il permesso di ricerca.
Il quarto ed il quinto sono due quesiti che ribadiscono la nostra contrarietà legata al potere sostitutivo.
In particolare il quarto quesito si riferisce all'articolo 57, della legge del 2012 sulla semplificazione. Stabilisce che per le infrastrutture ed insediamenti strategici, quanto per le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio ed al trasferimento di idrocarburi in raffineria e più in generale per le opere strumentali allo strumento degli idrocarburi, quando anche localizzate al di fuori del perimetro delle aree di concessione e di coltivazione, le autorizzazioni relative sono rilasciate d’intesa con le Regioni interessate. Tuttavia se non c’è questa intesa c’è la possibilità di applicare il potere sostitutivo, questo viene anche ribadito nel rilascio dei titoli minerari.
I quesiti quattro e cinque ribadiscono che sia nel caso delle infrastrutture, legate sempre all’estrazione di idrocarburi, raffinerie, che nel caso in cui dobbiamo dare concessioni di titoli minerari, è necessario, e noi lo vogliamo, che ci sia l’intesa tra la Regione e lo Stato, ovviamente fino a quando non si raggiunge l'intesa non si autorizza niente. All’intesa prima o poi bisogna arrivarci.
La deliberazione n. 2 riguarda in particolare il problema che avete sentito più volte dalla stampa, legato alle 12 miglia. La possibilità di poter estrarre, di poter avere concessioni all’interno delle 12 miglia. Da questo punto di vista ci siamo espressi in maniera nettamente contraria.
L'articolo 35, comma 1, del decreto-legge n. 83 del 2012: “Misure urgenti per la crescita del Paese”, abroga l'articolo 6, comma 17, del decreto legge n. 152 del 2006 sull'ambiente.
Il divieto riguarda la ricerca, la prospezione e la coltivazione in mare entro le 12 miglia, ma con l’eccezione dei procedimenti concessori in essere.
Il referendum che noi proponiamo vuole che il divieto si applichi anche nei procedimenti amministrativi in corso. Ribadiamo, quindi, che valgono solamente quei titoli rilasciati prima del decreto n. 128 del 2010.
La materia è piuttosto complessa, capisco che seguire per chi non è stato in Commissione non è così semplice, però il concetto è chiaro: noi vogliamo con queste proposte referendarie fare in modo che la Regione riacquisti una sua dignità, la possibilità di decidere se e che tipo di sviluppo prevedere all’interno del proprio territorio, in quanto riteniamo che un ente come il nostro, un ente che si relaziona bene con i Comuni, con i cittadini e con le Province, possa riuscire in qualche modo a condividere un percorso che può portare a fare delle scelte condividendole con i cittadini.
Con le proposte di deliberazione nn. 3 e 4 vengono designati il delegato effettivo, il sottoscritto Consigliere Biancani, e il delegato supplente, Consigliere Bisonni. Il delegato effettivo dovrà recarsi a Roma per portare alla Corte Costituzionale i quesiti referendari che ci apprestiamo a votare.
Una cosa importante che mi è stata chiesta dagli uffici riguarda il voto del coordinamento tecnico perché è necessario che questi testi siano uniformati a quelli di tutte le altre Regioni - 5 o 6 - che dichiarano di aderire alla proposta dei quesiti referendari, per cui è necessario portare delle piccole variazioni formali che non modificano la nostra volontà per cui chiedo il voto sul coordinamento tecnico.
La maggioranza ha preso una posizione netta: siamo contrari alle trivelle, ma soprattutto contrari al modo in cui le trivellazioni vengono fatte nel nostro territorio. Vogliamo una maggiore possibilità di incidere nelle scelte relative ai nostri territori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Avevo preparato una spiegazione più tecnica, ma non serve in quanto il Consigliere Biancani ha spiegato benissimo i quesiti referendari per cui non trovo la necessità di fare questo tipo di esposizione.
Questi atti sono stati analizzati anche in Commissione, ma soprattutto voglio far risaltare l'aspetto politico.
Il Movimento 5 Stelle da anni fa una battaglia sul territorio per contrastare quella che noi definiamo una follia, quella cioè di andare a fare queste attività di prospezione, ricerche e coltivazione di idrocarburi e soprattutto di stoccaggio, soprattutto nel nostro territorio e soprattutto in zone altamente popolate.
E’ una battaglia che il Movimento 5 Stelle persegue da tanto tempo perché siamo convinti che facendo queste cose ci sarà una pressione ambientale fortissima sul territorio, con conseguenze importanti non solo sull'ambiente, ma probabilmente anche sulla sicurezza dei cittadini, sulla salute e sugli aspetti sanitari.
Detto questo, siamo favorevoli a questo referendum e voteremo a favore di queste proposte.
Temiamo una cosa che, come per tutti i referendum, ci sia il rischio che non si raggiunga il quorum. Non vorremmo che questo pericolo portasse qualcuno a pensare che visto che non si è raggiunto il quorum, i marchigiani, gli italiani, chiamati a votare, sono favorevoli alle trivelle o agli stoccaggi.
Anche se riteniamo che questo pericolo esista, non possiamo sottrarci dal provare questa strada con molta forza, anzi, il Consigliere Giorgini ha presentato anche un ordine del giorno che sarà discusso successivamente, per impegnare la Giunta affinché ci sia la massima pubblicità e che i quesiti referendari siano pubblicizzati con tutte le forze che la Regione può mettere in campo per far si che si raggiunga il quorum e si blocchi quest'azione scellerata.
Devo constatare purtroppo anche un'altra cosa, questi decreti, "lo sbocca Italia", "riparti Italia", decreti per lo sviluppo e via dicendo, che hanno questi titoloni così altisonanti che già dal titolo sembrano portare chissà quale beneficio, nascondono insidie, pericoli, tolgono l'autonomia alle Regioni, impongono scelte non condivise. Sotto i titoloni di questi decreti purtroppo troviamo tante insidie e tante trappole.
Ci domandiamo anche una cosa, se è vero che dobbiamo dare atto al Governo Ceriscioli che c'è la volontà di portare avanti questi quesiti, però prendiamo anche atto che il PD potrebbe a Roma bloccare queste iniziative, se ha la volontà di fare questo passo, potrebbe farlo, non ci sarebbe nemmeno bisogno del referendum, potrebbe farlo modificando le leggi, modificando i decreti.
Questo comportamento, passatemi il termine, schizofrenico della politica del PD che da una parte a Roma fa queste cose, approva questi decreti, e dall'altra sul territorio con i Governatori va contro le decisioni romane, sinceramente ci lascia un po' perplessi.
Per cui ribadiamo il nostro sì convintissimo a questi quesiti e speriamo che la Giunta faccia altrettanto. Noi ce la metteremo tutta, staremo con i banchetti sulle strade, cercheremo con i nostri scarsissimi mezzi economici di pubblicizzare al massimo questi quesiti referendari. Speriamo che altrettanto si faccia da tutte le parti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Io mi domando sinceramente: “Come fate? Come riuscite a tenere insieme questa capacità di lotta e di governo?” Provo ammirazione per questa vostra abilità nel riuscire a tenere insieme posizioni completamente opposte. Vi leggo una dichiarazione di qualche giorno fa evidentemente non avete ...: "Semplicemente è importante evitare demagogie e allarmismi chiarendo in particolare iter e tempi di un progetto che riguarda in questa fase non le trivellazioni, ma una istanza di ricerca su terraferma avanzata da una società". Chi ha scritto questa dichiarazione è Camilla Fabbri del PD. Capisco che ora è finito il tour, Presidente, della festa dell'unità in cui insieme a Renzi avete inneggiato allo "sbocca Italia", avete fatto intendere alle imprese italiane, in modo particolare agli italiani, che l'Italia sarebbe ripartita grazie allo "sblocca Italia" ed oggi siete qui a proporre un referendum per bloccare lo "sbocca Italia".
Mi domando: “Come ci riuscite?” Siete bravissimi, oggi più che un Consiglio regionale mi sembra una prima cinematografica e vorrei dare qualche informazione perché in questa vicenda non si può giocare a fare gli ambientalisti radical chic, anche se capisco che questa posizione paga, perché sapete che la responsabilità se la prenderanno altri.
Governare significa assumersi la responsabilità di guidare, di spiegare, ed è questo che manca in questa vicenda.
Sinceramente sono molto stupito anche perché ho visto il rapporto che c'è tra il Governatore e Renzi che su questa vicenda ha una visione completamente diversa e gli atti che il PD ha votato alla Camera sono completamente opposti a questa vicenda tanto che insieme avete presentato i vantaggi dello "sblocca Italia", non tanto tempo fa. Non penso che in così poco tempo vi siete dimenticati quello che avete detto, ma ripeto il mio intervento non è soltanto politico, perché capisco che in questo momento ci sono dinamiche anche di dibattito interno. Credo che in questa vicenda si innesti anche un dibattito interno tra Emiliano e Renzi, quindi, in questo momento, in modo cautelativo, il Presidente Ceriscioli dice: "Vediamo con chi stare".
Politicamente lo capisco. Tuttavia c'è un fatto amministrativo, istituzionale, che va compreso e informandomi un po', questa mattina, su quello che andavamo a votare, ho trovato della documentazione dell'Assomineraria che è l'associazione di parte che rappresenta la categoria. Ho visto che nessuno ha fatto una menzione oggettiva di cosa stiamo parlando, piuttosto c'è già la rincorsa al consenso sul referendum, senza veramente affrontare il tema.
Se non partiamo da questo presupposto tutto questo argomento non si può comprendere. Noi siamo il Paese che ha il costo energetico più alto d'Europa, le nostre imprese pagano l'energia, in modo particolare quelle energivore, la piccola e media impresa, più alto d'Europa, abbiamo il 90% di dipendenza da energia importata e ci permettiamo ancora in un dibattito, ripeto, radical chic finto ambientalista, di dire che possiamo evitare di sfruttare le nostre risorse di idrocarburi o di gas del nostro sottosuolo.
Questo dibattito è veramente allucinante e contemporaneamente non si fa menzione di quanto ci costa importare il petrolio, ma soprattutto non si fa menzione di quanto inquina importare materiale fossile. Questa è la verità!
Se non si affronta questa vicenda con una strategia di politiche energetiche di lungo termine, con una strategia di politiche industriali di lungo termine, si fa demagogia, sia quando si va dagli imprenditori a dire che si sta lavorando per la competitività, Presidente, che quando si parla ai cittadini dicendo che impediremo l'inquinamento dei nostri mari, perché il fatto di estrarre, di fare upstream non significa inquinare i nostri mari, significa sfruttare le nostre risorse in modo intelligente, con una tecnologia che probabilmente è all'avanguardia mondiale, la nostra, ma soprattutto significa non cadere nell'ipocrisia di chi sta a guardare la Croazia, il Montenegro, l'Albania mentre sfruttano l'energia del sottosuolo e noi, rispetto a queste dinamiche, rimaniamo indietro e riusciamo a perdere anche questo treno, costando ai cittadini ed alle imprese sempre di più perché devono comprare l'energia e non sono più competitive sui mercati.
Questo è il risultato di questa scelta che oggi prendete, io non lo so per quale motivo, probabilmente ce ne sarà qualcuno. Ritengo però che un modello di sviluppo, Presidente, che non prevede la valorizzazione delle risorse nazionali, porta ad un impoverimento del Paese a favore della produzione estera e di un movimento di risorse finanziarie fuori dall'Italia. Questo implica necessariamente la deindustrializzazione di importanti distretti del nostro Paese che vantano un importante patrimonio tecnologico, un esempio su tutti, a Fano c'è la più grande e importante base di ingegneria logistica offshore e pay plain del mondo probabilmente, e veramente possiamo permetterci di dire che quella tecnologia non ci appartiene, che quella capacità industriale e produttiva non ci appartiene. Ho visto molti di voi difendere i lavoratori, ma come li difendete i lavoratori? Sottraendo fette di mercato per rincorrere un ideologismo di maniera, di facciata?
Ammesso e non concesso che questa tecnologia sia inquinante, e non lo è per ragioni che ormai tutti conoscono, perché utilizza una tecnologia non inquinante, non ci sono detriti che vengono sversati in mare neanche durante la fase di lavoro, ma ripeto, lo dico anche alla stampa, qui stiamo parlando ancora della ricerca e di fronte alla ricerca se ci sono o meno delle risorse oggi ci permettiamo il lusso di dire di no.
Se succedesse qualcosa in Croazia pensate che l'inquinamento, se mai ci sarebbe perché non è in alcun modo collegabile a questa attività, si fermebbe alla dogana, si fermerebbe al confine delle acque internazionali? Dobbiamo dare ulteriore vantaggio a questi Paesi nostri confinanti?
Credo che in questo ci sia una visione veramente miope di tutta la vicenda, Presidente, e in questo momento l'Italia dipende energeticamente dagli altri Paesi.
Voglio fare anche un riferimento che ho trovato molto interessante sul valore ambientale: "Aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici significa contrastare il fabbisogno di importazione di gas e petrolio. La produzione nazionale contribuisce a ridurre il traffico di petroliere nei mari e la riduzione stimata è - l'ha calcolato l'Assomineraria non io - di una petroliera di medie dimensioni ogni 3 giorni. Garantisce per disponibilità di know-how i mezzi in caso di sversamento di idrocarburi da impianti e petroliere in altri Paesi costieri e un pronto ed efficace intervento a difesa delle nostre coste, garantisce l'utilizzo di tecnologie e metodologie rispettose dell'ambiente marino, delle aree di interdizione e soprattutto l'aggregazione di flora e fauna marina" - il trasporto del gas dall'estero, Presidente, ha un costo energetico equivalente al 7% del gas importato - "Per ogni miliardo di metro cubo in più prodotti in Italia si ha un risparmio energetico pari al 7% del volume, corrispondente a mancata emissione per circa 160.000 tonnellate di anidride carbonica CO2. La produzione di gas già oggi permette di risparmiare emissioni per 1,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, se si arrivasse con questo sforzo di ricerca e drenaggio di upstream al raddoppio della produzione ci saranno meno emissioni per 2 milioni di tonnellate di CO2, quindi di anidride carbonica”.
Di fronte al fatto che importiamo materiale fossile con navi che rischiano sversamenti, che inquinano, che per essere trasportate emettono idrocarburi in acqua, che nel traffico marino creano inquinamento, noi ci permettiamo il lusso di dire che un gas come il metano che potremmo estrarre dai nostri territori non ci serve, ed è un gas che non produce inquinamento.
Questa è ipocrisia allo stato puro e mi dispiace che un partito che dimostra di essere serio, almeno quando fa alcune cose, in questo contesto rincorre il facile e banale ambientalismo di facciata che non si merita.
Per fortuna ci sono esponenti del vostro partito che non dicono quello che avete detto voi stamattina.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Marcozzi.

Jessica MARCOZZI. Grazie Presidente. Il Consigliere Carloni ha chiesto ai Consiglieri del Partito Democratico come fanno a fare questo atto, a votare questo atto, a proporlo.
Io vi dico complimenti perché il Partito Democratico oggi ha dimostrato tutta la sua incoerenza e soprattutto sta prendendo in giro i marchigiani.
Lo "sblocca Italia" è stato portato avanti dal premier Renzi che ha fatto tanta campagna elettorale quest'estate, con le feste dell'unità e, come ha ricordato il Consigliere Carloni, lo "sblocca Italia" serve per far ripartire l'economia, per far ripartire le nostre aziende, le nostre piccole e medie imprese marchigiane, e oggi voi dite no a che cosa? Alle trivellazioni che fanno parte del "salva Italia?"
Consigliere Biancani, lei dice le Marche debbono ritrovare una loro dignità, devono decidere lo sviluppo di questo territorio, allora perché a livello nazionale il Partito Democratico ha approvato questa legge che consente le perforazioni? Perché non avete impugnato la legge dello Stato? Visto e considerato che quest'estate sono stati fatti tanti proclami su questa legge ottima per far ripartire l'economia ed oggi voi siete contro.
Credo che sia ora di smettere di prendere in giro i marchigiani. A livello nazionale votate la legge del vostro premier, a livello regionale dite no, facciamo un referendum contro le trivellazioni che fanno parte dello "sblocca Italia”. Perché non l'avete fatto subito? Ci sono tante contraddizioni, da una parte riuscite ad essere Governo di maggioranza e dall’altra Governo di opposizione e su questo devo dire che, e non lo dico in senso ironico, seriamente, siete un partito veramente bene organizzato per gettare fumo negli occhi ai cittadini, in questo caso ai marchigiani. Cosa che, purtroppo a noi, al nostro partito, non riesce. E’ questa la realtà perché appoggiate il premier e poi fate un referendum contro le trivellazioni.
Vi chiedo di smetterla e di essere seri perché non è così che si va avanti, prendendo in giro i marchigiani. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Prima di iniziare il mio discorso devo dire alle gentili funzionarie che assolutamente non devono fare modifiche anche se formali al referendum, perché questo potrebbe perdere di efficacia. I testi delle deliberazioni devono essere esattamente tutti uguali, non si possono fare modifiche anche formali, si deve rispettare il testo che è stato inviato dalla Basilicata. Questo è molto importante, quindi è da tenerne conto.
Qualcuno questa notte non ha dormito perché ha abbagli ed allucinazioni, ma può succedere, in campo politico succede.
Noi in Italia, poi vi faccio l'esempio di Ancona, estraiamo 8 miliardi di metri cubi di gas su un fabbisogno al 2014 di 72 miliardi, quasi niente. Questo è un Paese dove il metano viene estratto con sistemi forzatori, nel senso che non ne abbiamo più di tanto, se pensiamo che in Egitto dall’Eni è stato trovato un pozzo di 874 miliardi di metri cubi, dieci 10 volte il fabbisogno annuale dell'Italia, ci rendiamo conto di quanto siamo mediocri.
Le coste di Ancona, Pesaro e Fano sono inondate da pozzi di trivellazione e di ricerca e anche di stoccaggio. Facendo un paragone, qui di fronte in due zone naturali, Natura 2000 e Z.P.S., ci sono 11 pozzi di coltivazione che producono 790 milioni di metri cubi. Distruggono una parte dell'Adriatico per quattro giorni di produzione nazionale. Stiamo parlando del nulla, tenendo conto che di gas ce n'è talmente tanto, che per i Paesi che lo producono è importante distribuirlo in quanto vivono solo di questo, per cui è matematicamente impossibile avere delle interruzioni di gas.
Noi siamo un Paese turistico. Viviamo di turismo e di agricoltura, quindi, non possiamo permetterci queste invasioni di metanodotti, frontline, stoccaggi, riclassificazioni e trivellazioni. Questo Paese la deve finire e deve prendere una strada che è quella del turismo e dell’agricoltura.
Forse i signori che sono intervenuti prima non sanno di cosa stanno parlando oppure non so chi li consiglia, ma non si rendono conto dell'inquinamento ambientale, del pericolo.
Il rapporto Ichese, per chi lo non conosce, è stato fatto da cinque luminari quando c'è stato il terremoto in Emilia-Romagna, e conclude dicendo: “Non possiamo smentire né dire che il terremoto è stato provocato dagli stoccaggi e dalle trivellazioni”. Vi faccio presente che il rapporto Ichese è stato redatto da cinque luminari di cui quattro a libro paga del Gas Storace Europa, sono consulenti, quindi il terremoto dell'Emilia Romagna in gran parte è stato provocato da questo, come del resto tutti i terremoti che noi abbiamo. I terremoti da terzo al quinto grado della scala Richter sono provocati da stoccaggi e trivellazioni. Basta dire che sulle prescrizioni del Ministero, per chi non lo sapesse, anche quelle riprese dalla Regione Marche, basta chiedere al dott. Piccinini, c'è scritto: “Qualora il terremoto”, sto parlando di iniezione o di trivellazione, “superi il terzo grado della scala Richter è obbligo per la società proponente di abbassare la pressione di inserimento”, quindi, di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di niente, stiamo parlando di cose che non si conoscono.
Penso che questo referendum deve essere assolutamente fatto perché ridà alle Regioni l'autonomia che la Costituzione consente loro. Questo è un fatto importante perché non è possibile che una Regione non possa decidere le sorti del proprio territorio. Questo è un fatto importantissimo.
Renzi ha fatto un carico su questo, ma non è stato lui l’artefice, perché tutto è iniziato col decreto sviluppo di Passera: “Fatti salvi i titoli concessori già rilasciati”, ed è proseguito con la strategia energetica nazionale (SEN) fatta sempre da Passera e Clini. L’8 marzo 2013, giorno dell'insediamento del nuovo Consiglio, con decreto legge è stata approvata la strategia energetica nazionale che prevede l’energia rinnovabile. La legge delega con cui è stata approvata la strategia energetica nazionale non prevedeva idrocarburi, invece a pagina 111 il signor Passera ha inserito gli idrocarburi, quindi ha allargato le coste di trivellazione, ha allargato la possibilità di fare stoccaggi, ha allargato la possibilità di fare metanodotti che attraverseranno le Marche ed in uno dei prossimi Consigli vi farò vedere una bella cartina per farvi rendere conto.
Credo che questo sia un atto dovuto e in questo caso credo che il Partito Democratico, non sono solito dire queste cose, abbia avuto coscienza di fare una cosa per il bene del territorio e di tutta la regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Credo che sia utile ricordare che oggi con queste proposte di deliberazione non entriamo nel merito della questione, ma riteniamo utile ribadire un principio e cioè che le Regioni devono potersi esprimere. Non entriamo nel merito, però dirò qualcosa su questo tema delle trivellazioni. Non entriamo nel merito delle trivellazioni si o delle trivellazioni no, ma riteniamo utile che in tutte le scelte che riguardano il rapporto tra Governo centrale e Regioni e che incidono sull'ambiente delle Regioni, queste devono poter dire la loro.
Questo aspetto non è in contraddizione, non solo con il programma del nostro partito, ma è pienamente coerente con l'identità e persino con il nome di un partito che si professa democratico.
Tra l'altro voglio ricordare che questa scelta è stata presa congiuntamente da Presidenti di Regioni dello stesso colore politico, da Presidenti del Consiglio. C'è anche un'iniziativa politica intrapresa insieme ad alcuni colleghi che ho portato avanti anche con i capigruppi del PD delle Regioni che sono coinvolte, quindi, la questione è di metodo, noi vogliamo indire, secondo quanto previsto dall'articolo 75 della Costituzione e dall'articolo 29 della legge 352 del 1970, un referendum - quando cinque Consigli regionali lo richiedono - ed avere la possibilità che su questi temi le Regioni possano far sentire le loro voci. La voce delle Regioni è importante e fondamentale.
Del resto credo che questo sia un principio politico importante perché i partiti, adesso non voglio fare la storia dei partiti di massa, ma i grandi partiti che hanno possibilità di governo a livello locale e nazionale, su alcune grandi scelte, concorrono alle decisioni e laddove ritengono che alcune parti di una scelta presa a livello nazionale possa essere modificata, mi pare una cosa buona e giusta utilizzare tutti gli strumenti e concorrere a questa scelta, non solo in un Paese che ha ambizioni di livello federale, ma anche nella struttura del nostro partito che è federale e costituito di livelli locali e nazionali.
Noi diciamo sì a tutte le possibilità in cui le Regioni possono e debbono esprimersi su scelte le cui ricadute sono regionali, anche a scelte del Governo. Vale per oggi e vale anche per altre questioni. Del resto il nostro partito, lo ricordo, è stato uno di quelli che ha aperto la discussione sulle riforme istituzionali. Stiamo andando ad un Senato delle autonomie locali, stiamo andando verso una scelta pienamente regionale, credo che sia giusto ribadire che a tutte le scelte che hanno ricadute regionali debbono concorrere le Regioni.
Fin qui è il mio intervento di carattere generale a nome del gruppo PD.
Vorrei aggiungere alcuni aspetti anche più puntuali che però voglio fare a titolo personale e che riguardano in particolare il tema dell'ambiente. Non è la prima volta che in quest'Aula ci troviamo su un tema così delicato, penso anche alla passata legislatura, ad intervenire su scelte difficili che rischiano di mettere in contrapposizione aspetti legati allo sviluppo e aspetti legati all'ambiente e alla comunità locale. Credo che in tutti questi casi sia giusto abbandonare le scelte ideologiche e guardare agli interessi della nostra comunità e per questo le scelte vanno il più possibile condivise dal basso.
Non so se, Presidente, si riaprirà la questione dei gassificatori, ma anche su quel tema c'era una linea del Partito Democratico nazionale, da tempo, però io votai contro il rigassificatore nel nostro territorio e ritengo che su temi che riguardano l'ambiente e la salute dei cittadini sia giusto aprire un dibattito esteso, un dibattito estremamente democratico.
Lo dico perché non sfugge a nessuno che le scelte energetiche, prese a livello nazionale, hanno una ricaduta molto importante sul nostro tessuto industriale. Noi siamo uno dei Paesi che maggiormente ha un deficit da questo punto di vista e, dal punto di vista energetico, ritardi. Questa parte non deve sfuggire, io sono contrario a chi dice sempre no, senza se e senza ma, però dobbiamo essere estremamente attenti a che questa giusta esigenza tenga conto del forte incremento di ricadute per i territori.
L'aumento, ad esempio, dei decreti di VIA che, negli ultimi mesi, il Ministero dell'ambiente ha dato per i progetti di prospezione di idrocarburi davanti alle nostre coste, credo che non debba lasciarci neutri, ma richiede un nostro intervento perché il rischio è - oggi nei nostri mari sono attive nove piattaforme, sessantotto pozzi petroliferi - che si possa arrivare a settanta piattaforme.
Voglio ricordare che è giusto che le istituzioni locali concorrano a questo dibattito, senza dire no, senza se e senza ma, senza si, senza se e senza ma, e si vada ad un concorso del dibattito, tenendo conto di quello che ci dice l'Europa che spesso viene vista come una madre matrigna, cattiva. Recentemente il Parlamento europeo ha votato il quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030, e non dico tutte le cose utili che questa disposizione del Parlamento europeo prevede, è stata votata anche dal Partito Democratico, dai nostri rappresentanti. Cosa dice questa risoluzione? Dice che bisogna sempre spingere verso una politica energetica a favore delle rinnovabili e che l'Italia, da questo punto di vista, deve recuperare un suo storico deficit che, ahimè, la nostra cultura, al di là del colore politico, ha sempre portato avanti e, quindi, l'obiettivo di decarbonizzazione per il 2050 sarà rispettato solo attraverso la transizione dai combustibili fossili evitando le politiche che potrebbero vincolare a tali combustibili.
Questi obiettivi di lungo periodo, hanno una scadenza molto lunga e credo che debbano trovare conseguenza in tutte le nostre politiche, per cui noi dobbiamo tenere insieme le due questioni.
Una scelta riformista e liberata dagli elementi ideologici è quella che da un lato evita di dire sì a scelte giuste per l'energia, ma che possono avere delle ricadute, delle conseguenze sull'ambiente e dall'altro lato evita di dire sempre no a qualsiasi nuova forma di rilancio di fonti energetiche sapendo che una soluzione va trovata anche per il bene delle nostre comunità, del nostro lavoro.
Questo intervento non è solo per dire attenzione nel merito, anche se da questo punto di vista, è un dibattito che dobbiamo aprire, ma anche per dare ulteriore forza all'idea che su scelte così delicate le istituzioni locali e le comunità locali debbono concorrere alla decisione finale.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. La tematica che oggi è in discussione credo che sia assolutamente importante e sensibile perché riguarda tutti noi, non solo il nostro presente, ma anche il nostro futuro. Riguarda la visione che abbiamo dei nostri territori e di come debbono essere sviluppati.
Reputo che il nostro mare, il mare Adriatico, vada tutelato e soprattutto considero essenziale intervenire, proteggere ed incentivare le reali forme di economia per cui la nostra Italia è grande nel mondo, come il turismo e come l'economia reale basata, ad esempio, sulla pesca e su quelle realtà oggettive territoriali che potrebbero essere penalizzate da questi interventi.
Voglio sottolineare, come hanno fatto alcuni colleghi che mi hanno preceduto, questa dicotomia fra un PD nazionale che sceglie una strada, forza una strada, riattivando lo “sblocca Italia” che a suo tempo era stato da alcune normative bloccato, e il PD locale che all'interno dei Consigli regionali vuole fermare nuovamente lo “sblocca Italia”.
Credo che questo sia un forte limite della politica e il risultato lo vedremo alla fine di questi referendum. Chi vincerà? Quale parte del PD vincerà? Quella che vuole le trivellazioni o quella che non le vuole? Questo lo scopriremo solo nel momento in cui questo referendum si farà e ci saranno i risultati. Il dato oggettivo però è questo, è una programmazione che non tiene conto dei territori, tant’è che gli stessi luoghi si rivoltano alla decisione del Governo.
Non posso trovarmi d'accordo con le decisioni del Governo Renzi né con quelle che il Governo Monti ha portato avanti in precedenza, ma posso solo ribadire la contrarietà e la volontà di difendere il nostro territorio.
Non sappiamo le politiche che l’Italia applicherà in materia di trivellazione e di sfruttamento delle risorse del sottosuolo, sarà bianco, sarà nero, sarà a favore, sarà contro, i territori vinceranno? Noi siamo all'interno della Macroregione Adriatico-Ionica oltrepassato il confine territoriale italiano, le acque italiane, come di comportano le altre regioni che ne fanno parte? So che la Croazia in parte si è già espressa contro il discorso delle trivellazioni, ma solo in parte, e le altre Province, la Serbia, la Grecia, le altre Regioni che fanno parte di questo sistema, saranno avvantaggiate e le utilizzeranno o saranno svantaggiate? Se entriamo in un discorso di sfruttamento energetico, anche fuori dai nostri confini - ricordo brevemente, solo per citarle, quali sono le tematiche all’interno della Macroregioni: crescita blu, qualità ambientale e turismo sostenibile - dobbiamo fare delle politiche che ci tutelino in questo senso, non avvantaggiando i nostri dirimpettai di costa che sono anche i nostri competitors in vari settori, come quello della pesca e del turismo.
E' importante che le decisioni vengano portate ad un più ampio raggio, che vengano portate all’interno di queste realtà delle quali noi facciamo parte, altrimenti entriamo in contesti senza avere la capacità di gestire in maniera unitaria gli interventi che vengono fatti all’interno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie. Qua si fa un gran parlare, pensavo che essendo stato eletto in Consiglio regionale avrei fatto un salto di qualità.
Sono componente della III Commissione e lì ci siamo accordati per dare seguito alla proposta della Basilicata. Questo è stato stabilito con coerenza.
C'è poi l’aspetto affascinante del PD, superate anche Netti, a monte fate una cosa, qui un’altra. Noi non possiamo neanche fare opposizione perché tutto è fatto, tutto è pronto e confezionato. Noi siamo il nulla, voi siete i più bravi, ed anche nella mia professione chi è bravo, è bravo. Questo è fuori discussione.
Sentire il Consigliere Busilacchi che parla di federalismo potrebbe portarmi alle dimissioni perché sentire certe cose da lui mi fa sentire indegno di stare qui e mi fa dire che non ho capito niente, che ho sbagliato tutto nella vita.
I decreti nazionali a cui ha accennato il Consigliere Giorgini - fatti da Clini e Passera, Clini l'hanno messo dentro e poi scarcerato, su Passera probabilmente non hanno trovato elementi - fatti sulla pelle della povera gente, da persone poco raccomandabili, stonano, non se ne può più, c’è una tale decadenza che quella del Verga in confronto è niente. E' troppo quello che stanno facendo e noi perdiamo tempo in disquisizioni inutili: "E' fatto male, è fatto bene", stiamo qui ad opporci senza condizione alcuna.
E' certo e scientifico che il quorum non sarà raggiunto perché solo cinque o sei Regioni adriatiche sono più sensibili a questo problema, mentre non ne sono toccate le regioni tirreniche, ma a votare ci andranno tutte. E' chiaro il quorum non si raggiungerà, forse è per fare pressione a Roma, questo si, anche se la pressione ancora la devo vedere. Siamo qui da pochi mesi, in quest’Aula chi dirige, chi governa, chi ha potere, va a Roma, io non ci vado, ci va chi comanda, non comando io, ma non vedo gente determinata ad andar su e a farsi sentire. Se avessi governato io, se una legge così l'avessero fatta i miei, anche per la legge più idiota, più scellerata, sarei andato a Roma per dire no e farmi sentire.
Ho capito che nei prossimi cinque anni tutto sarà molto blando. C’è un partito che governa, che fa maggioranza, che fa opposizione, adesso è anche federale. Onestamente non ho più argomenti. A chi mi ha votato dirò che ha sbagliato perché mi ha mandato in un posto dove ci sono persone più brave di me, per lo meno a parole.
Se poi vogliamo fare un discorso a medio e lungo termine è giusto quello che dice lui. Noi viviamo di idrocarburi, abbiamo piccole attività, piccole aziende, e siamo in un mondo che ti affoga di petrolio, di gas, di tutto, ci sono poi Paesi strutturati a venderlo perchè non hanno altre possibilità ed è loro interesse mantenere i loro oleodotti. Anche i governi instabili raramente distruggono un oleodotto perchè a prescindere da chi comanda, gli oleodotti sono mantenuti perché portano soldi. Questo è certo!
Se il mondo sopravviverà - se fra 40, 50, 60 anni non sopravviverà, non ci interessa neanche la politica regionale - probabilmente io non ci sarò, ma penso che ci sarà una tutela assoluta, integrale, totale del territorio, perché noi viviamo di terittorio e la gente, anche se povera, vuole campare a lungo. Quel poco che campa, uno lo vuole vivere bene perché è vero che poi c’è l’eternità, ma all’eternità non tutti ci credono. Il paradiso per me è la mia regione, quando mi affaccio da un collina e guardo il panorama, guardo l’ambiente e mi dico di essere fortunato perché, io giro l’Italia per lavoro, vedo che di paesaggi come i nostri ce ne sono pochi. D'inverno guardo a sinistra e vedo il bianco delle montagne, guardo a destra e vedo l’azzurro del mare. Non è poco, lo dico io che giro per lavoro.
C’è una visione lunga, proiettata avanti negli anni - non adesso che faccio la mia protesta, mi arruolo alla Basilicata, faccio il referendum che so già di perdere - e c'è da capire cosa vogliamo fare di serio nei prossimi quattro anni, perché se lavoreremo in maniera seria, è un conto, e uno anche dall’opposizione può dare un contributo, ma se anche la maggioranza è federale, io che ci sto a fare qui? Vado a casa. Vi ringrazio per l’attenzione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Il sottoscritto è da sempre convinto che nei partiti esista la disciplina, ma i partiti non sono delle caserme, ne ero convinto quando erano qualcosa di più serio e di meno liquido di quello che sono oggi, lo sono ancor di più oggi che i partiti non sono delle caserme, per cui non mi scandalizza, anzi sono contento, che il PD a livello locale abbia fatto questa scelta che si discosta da quelle fatte a livello nazionale.
Prima ancora che si decidesse avevo firmato il referendum contro le trivellazioni perché in giro ci sono ormai da diverse settimane dei banchetti in cui è possibile firmare per i vari quesiti referendari. Io l'ho già fatto, sono perfettamente coerente.
Ho fatto un percorso, faccio parte della III Commissione, ma questa materia non è di mia competenza, ho partecipato alle Commissioni che hanno svolto quel ruolo per cui, secondo me, sono nate, ovvero approfondire le questioni. Ho ascoltato i tecnici della Regione ed anche il super tecnico, Consigliere Giorgini del Movimento 5 Stelle - rispetto a questo tema credo che sia un'enciclopedia vivente - che hanno inquadrato la problematica secondo tutte le angolazioni e secondo tutti gli aspetti anche quelli economici. Per dirla con un linguaggio che mi è più congeniale, mettendo sulla bilancia i costi e i benefici, credo che non ci sia partita. Ci sono rischi che non ripeto perché li ha elencati meglio di me il Consigliere Giorgini e andiamo a stoccare, a trivellare, per avere che cosa? Una quantità irrisoria e, Consigliere Carloni, l’approvvigionamento energetico del nostro Paese non viene da quelle trivellazioni per cui credo che sia scontato che la Regione Marche, insieme alle altre Regioni, abbia fatto valere l'autonomia che giustamente i territori devono avere nei confronti del centro, per cui, secondo me, è una scelta giusta da condividere e da portare avanti.

Presidenza della Vicepresidente
Marzia Malaigia

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Voglio esprimere il mio pensiero, stiamo parlando del nulla perché il referendum non raggiungerà il quorum e il PD alimenta le due facce che ha.
L’ordine del giorno che proponiamo tenta di impegnare il PD e gli altri partiti nella crescita culturale, nel dibattito, e questa ritengo che sia l'unica cosa concreta, positiva, che riusciremo ad ottenere, anche perché noi siamo nati in un modello energetico che mi consente di schiacciare il bottone e di amplificarmi, ma che ormai a distanza di molti decenni ha evidenziato delle criticità, delle criticità economiche, sociali, ambientali.
Criticità economiche perché i Paesi che sono riusciti a sfruttare a basso costo la produzione, il trasporto e l'utilizzo dell'energia hanno fatto un certo cammino, mentre i Paesi che non sono riusciti a sfruttare questa cosa sono rimasti indietro e questo ha comportato uno sviluppo sociale differente. Noi abbiamo una società strutturata, abbiamo il welfare che difendiamo con i denti, altri purtroppo non sono riusciti a sviluppare queste cose.
Abbiamo un grado di democrazia relativo, ma che ancora ci permette di essere qui a parlare in maniera difforme, e Paesi che non sono riusciti a sfruttare quest'onda lunga ed hanno ancora una democrazia un po' involuta.
Sul danno ambientale ormai la comunità scientifica, dopo diversi decenni di diatriba, è concorde, quindi pensiamo globalmente e agiamo localmente e dobbiamo assolutamente crescere dal punto di vista culturale. Dobbiamo sfruttare tutte le nostre capacità, e parliamo di politica, per traghettare il nostro sistema verso un modello energetico differente che risani le tre criticità che ormai a livello globale abbiamo constatato.
In Italia abbiamo delle realtà industriali che sono un'eccellenza, hanno un potere finanziario, gestionale e tecnico molto forte ed è dovere nostro, della politica, indirizzare queste grandi realtà industriali per traghettarci verso un nuovo modello energetico.
Noi che siamo nati con lo sviluppo di questo modello energetico dobbiamo consentire ai nostri figli di vivere con un esempio maggiormente sostenibile che risani le tre criticità che ormai sono sotto il punto di vista di chiunque, sono forse anche la nostra vergogna, anche il Papa parla di questo e, quindi, ritorno a noi e dico al Presidente Ceriscioli e all’Assessore Sciapichetti: confrontiamoci nel merito quando riformeremo il Pear.
Il referendum ho detto che non raggiungerà il quorum e questo ci permetterà di entrare, come politica, in un'azione che ci consentirà di rendere la regione Marche all'avanguardia per i prossimi anni, questo perché a livello politico e normativo globale, da Kyoto in giù, non riusciamo a concretizzare tanto e a livello nazionale facciamo acqua, non abbiamo una politica chiara, mi sembra, pur avendo la possibilità di sfruttarla. Io sono in Regione e voglio che la Regione diventi un qualcosa che assicuri ai miei figli quel modello energetico sostenibile verso cui ineluttabilmente dobbiamo andare, quindi sul Pear che è qualcosa di concreto, che come politica dobbiamo prendere assolutamente per le corna dando degli indirizzi chiari, ci confronteremo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Non vorrei entrare nel merito tecnico del referendum perché l'hanno fatto Consiglieri più preparati di me, però voglio spendere due parole in difesa di questo bistrattato Partito Democratico che quando discute diventa sempre oggetto di scandalo.
Prendere adesso lezioni da chi in quest’Aula si opponeva al Presidente Spacca e fuori da quest’Aula ci faceva accordi, mi sembra francamente eccessivo. E' chiaro che c’è una discussione aperta in questo partito, lo ha detto bene il capogruppo e si fa una discussione sul fatto che è bene che i territori - in questo caso la Regione e noi come rappresentanti di questo ente ci battiamo - vengano investiti di un tema così delicato e così sensibile, come per esempio il tema dei rifiuti che lo è stato in parte e lo sarà nel futuro, oggetto di discussione.
Non c'è una contraddizione tra il Partito Democratico nazionale e quello locale, ma c’è una discussione per valutare alcuni aspetti di alcune leggi che magari possono essere migliorati, affinati e sui quali credo che anche i partiti locali e gli ambiti locali del Partito Democratico, come negli altri partiti, possano discutere.
E’ chiaro che condivido anch'io le perplessità, l’ho fatto presente anche in Commissione, su un referendum che rischia di essere un boomerang nei confronti di chi oggi lo sostiene, tra cui noi.
Oggi in qualsiasi referendum chi deve arrivare al si, deve prendere il 51%, chi deve arrivare al no deve prendere il 5, il 10% perché poi fa scopa con tutti quelli che non vanno a votare.
Credo che su questo dovremo sollecitare tutti gli organi competenti della Regione Marche, ma anche delle altre Regioni che insieme a noi sottoscrivono questa proposta e convincere i legislatori romani ad attuare quelle modifiche che noi oggi richiediamo.
Penso che questo tipo di pressione possa e debba essere attuata. Sono convinto che non ci saranno opposizioni di merito alle richieste fatte dai territori che sono assolutamente comprensibili e condivisibili e non vanno certamente contro una mozione di principio che il Governo sta portando avanti per organizzare l'Italia da un punto di vista energetico per il futuro, ma ogni territorio ha una sua peculiarità, ogni territorio giustamente si autodetermina in alcune politiche e, quindi, credo che questo diritto vada confermato nelle normative.
Non vedo contraddizioni, tutt’al più, Consigliere Zura Puntaroni mi passi la battuta, per la legge dei vasi comunicanti, dove c’è un vuoto ci tocca fare opposizione, maggioranza, dobbiamo fare tutto noi, anche per questo siamo sempre sui giornali perché dobbiamo fare tutto per conto nostro. Dateci una mano in questo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che tante cose siano state dette e probabilmente si rischia di ripetersi. Si rischia di ripetersi quando si conoscono da molti decenni le realtà politiche, le conosce il sottoscritto che ha lavorato a fianco di un grandissimo sindacato italiano, che io riconosco, ma la musica è sempre la stessa, proposte e mancata difesa dei lavoratori e poi sottoscrizione di accordi.
Questa è una telenovela che va avanti oramai da decenni, da dopo la guerra, da quando è iniziata la storia della Repubblica italiana, qui non è su un grande partito che si discute, perché fa parte della storia e della cultura di questa realtà politica, ma di cose che si dicono ai cittadini e di altre che se ne dicono in un altro contesto.
E' vero quello che dice la minoranza, che questo "sblocca Italia" non porta benefici, non porta un interesse positivo all'industria, alle aziende, al mondo dell'economia, perché quando si crea incertezza l'economia non si sviluppa. Questa è una regola fissa.
Personalmente capisco la posizione del Movimento 5 Stelle, è chiarissima, però non è chiara quella del Partito Democratico che come arriva un banchetto in piazza, realtà che io conosco, movimentato magari dai centri sociali, corre a firmare perché ha paura dell'erosione dei voti.
Credo che questo, tramite anche questa Aula, si possa trasmettere al popolo marchigiano, questo Giano bifronte, che dice determinate cose, che fa determinate cose e poi come si crea qualcosa di nuovo - magari il Movimento 5 Stelle lo mette in atto - corre ai ripari.
Questa è una politica che, ormai ho i capelli grigi, l'ho detto prima all'inizio dell'intervento, conosco perché avendo avuto la fortuna o la sfortuna di lavorare al fianco di questo grande sindacato in termini numerici, poi ognuno farà le valutazioni che vuole, quotidianamente si discuteva di proposte e il giorno dopo di non proposte.
E' vero, ho sentito qualcuno dirlo, anche delle battute, forse c'è questo ruolo perché manca la minoranza, certo, probabilmente è vero, ma se in situazioni particolari si trasmettono dei messaggi e questi non passano, probabilmente c'è qualcosa che non funziona oppure ci sono cose che dovremmo, per quanto ci riguarda, correggere, ma rimane difficile trasmettere qualche posizione dell'opposizione.
Credo che quest'Aula che ascolta dovrebbe trasmettere, quest'oggi, un'altra musica perchè dice al popolo marchigiano che da una parte c'è lo sviluppo, lo si è sbandierato, si sono fatte riunioni, è stata girata tutta la regione, si è andati da tutte le parti, è venuto anche il Primo Ministro per dire queste cose, ma nello stesso tempo cerca di mettere in difficoltà un'economia.
Perché dico questo? Se tutto quello che ho ascoltato fosse vero, sarei pienamente d'accordo, però se spostiamo le trivelle di un miglio e mezzo vanno in un'altra area ed accade come in estate per il fermo pesca, tutti qui dentro lo sappiamo, è una presa in giro per le nostre marinerie perchè il pesce arriva in continuazione tutti i giorni.
Fino a che ci sarà questa politica, io non posso essere d'accordo con questa situazione, da una parte si fa una cosa e dall'altra se ne fa un'altra, e poi si viene anche qui a prenderci in giro con la grande Macroregione. Ma quale Macroregione? Di cosa stiamo parlando? Da una parte si cerca di fare un'economia per quei popoli e dall'altra parte se ne fa un'altra a svantaggio.
Fino che non ci sarà un chiarimento, fino a quando non ci sarà una linea di comportamento più omogenea in merito a quello che sostengo, credo che avremo difficoltà, difficoltà vere e reali perché non ci confrontiamo su che modello vorremmo, così si arriva sempre tardi, si arriva raffazzonati.
Per quanto riguarda le Regioni, guarda caso, capofila di questa, chiamiamola, vertenza anti Renzi, è una Regione che per 30-40 anni ha beneficiato di contributi pubblici, di interessi economici a non finire.
Credo che la coerenza paghi, in politica la coerenza paga, le cose che noi riusciamo a trasmettere hanno un senso se effettivamente trovano un riscontro nei confronti dei cittadini.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Bel dibattito anche se credo che manchi in pratica l'ipotesi iniziale, cioè l'assioma.
Vede Consigliere Micucci, noi non facciamo opposizione a prescindere, facciamo opposizione sugli atti, non a prescindere, le barricate le fanno altri e sappiamo come le sanno fare, dico, quindi, di lavorare sugli atti riconoscendo ognuno le proprie manchevolezze.
Il problema serio è che quest'Italia e questo Governo, come tanti altri, non ha una politica energetica, non ce l'ha, questo è il vero problema!
Anche Renzi che vuol far ripartire l'Italia attraverso lo sblocca, il salva e quant'altro, non ha messo giù uno straccio di ipotesi di come soddisfare il fabbisogno energetico nazionale.
Le Marche fino a qualche lustro fa importava il 50% di energia, adesso credo sia un po' meno, ma non perché abbiamo migliorato l'approvvigionamento, ma perché sono diminuite le esigenze, manca chi utilizza l'energia elettrica. Credo che le ultime stime siano al 35-40%.
Non siamo stati in grado di fare un'analisi dettagliata di quante e quali risorse abbiamo, integrando nel modo giusto le rinnovabili.
Ci siamo fissati sul solare, depauperando anche bellissime colline, paesaggi incredibili. Da Presidente della Provincia feci un atto per impedire lo scempio dei bellissimi paesaggi collinari che abbiamo - credo che poi lo fece anche il Presidente Cesetti - però la Regione ce lo annullò in quanto la competenza non era delle Province.
Ci siamo fissati con il solare, ma non abbiamo capito che, ad esempio, la geotermia è una grandissima risorsa. Non abbiamo capito che potevano essere create tante piccole centrali di distretto per dare sostegno alle nostre aziende. Non lo ha capito il Governo centrale, non lo hanno capito le Regioni, qualche Regione l'ha capito, la Regione Marche no, ha corso dietro a polemiche biomasse si, biomasse no, quando c'erano tante situazioni alternative, come il processo dell'energia che può essere ricavato dai rifiuti. Noi siamo all'anno zero, altri pedalano a 100 all'ora, noi siamo ancora fermi, stiamo ancora a pensare di scavare le buche per nascondere i rifiuti. Questo è il concetto.
E' la politica energetica che manca. Noi crediamo che i decreti "sblocca Italia", "salva Italia" risolveranno questi problemi? Assolutamente no. Pensate che la ricerca attraverso le perforazioni possa in qualche modo, nel medio breve periodo, perché noi abbiamo questa necessità, risolvere i problemi energetici delle Marche o dell'Italia in generale? Assolutamente no. Qualche anno fa si era iniziato a parlare di approvvigionamento energetico, soprattutto di gas naturale proveniente dalla Russia, proveniente dalla Libia, qualcuno non ha capito nulla, probabilmente mosso anche da interessi nazionalistici particolari, ed è stato bocciato e noi siamo ancora a dibattere su questa modestissima risorsa nazionale che potrebbe creare problemi anche di carattere molto più pregnante. Penso ad esempio al rischio sismico.
Non entro nei particolari perché qui ci sono due teorie, due correnti di pensiero, chi dice che l'estrazione non produce alcun danno, la ricarica nemmeno perché si ripristinano le condizioni iniziali, questi sono scienziati, io non entro assolutamente nel merito, però è naturale che noi una attenzione a questo sistema la dobbiamo dare, e la dobbiamo dare riappropriandoci di alcune decisioni che il territorio deve prendere nell'ambito di un progetto energetico molto più ampio che non guardi soltanto all'estrazione del gas, ma che veda come sia possibile implementare, nel modo giusto, le risorse che abbiamo per sopperire a questo deficit.
Per quanto riguarda le contraddizioni all'interno del PD, della maggioranza, oppure la mancanza di opposizione da parte nostra, vede Consigliere Micucci, io di contraddizione ne dico una grossa: mentre qui siete tutti pronti, e potremmo essere d'accordo, come ha detto prima qualche Consigliere, questo referendum è comunque di facciata perché non porterà a nulla, quindi c'è una politica a monte a cui io credo, non al referendum che non porterà a nulla. Su temi molto più importanti abbiamo visto un'affluenza del 15-20%, figuriamoci su temi localistici che interessano quattro Regioni quale potrebbe essere l'affluenza ad un referendum fatto a maggio, giugno, come sempre fanno.
Qui siete tutti convinti di fare questo referendum per preservare questo nostro bellissimo mare, questo nostro bellissimo territorio, dalle trivellazioni e quant'altro, però si danno autorizzazioni per fare stoccaggi e la Regione si ostina a non revocare in autotutela alcuni provvedimenti, faccio riferimento allo stoccaggio della Gas Plus di San Benedetto. Ci sono dei rischi grossissimi, da un anno il territorio chiede di approfondire questo tema e di revocare alcune autorizzazioni e la Regione non lo fa.
C'è qualche contraddizione di carattere ideologico, di carattere politico, di carattere demagogico, non so come chiamarlo questo tema, poi lo affronteremo, io lo lancio là Presidente, non è che dico cose ..., sono scritte, qui oggi siamo tutti convinti che non si debba fare, lì invece siamo convinti che si debba fare.
Nell'analisi del bilancio costi-benefici che cosa porta al territorio? La prima domanda che il politico si deve porre è questa: qual è il vantaggio di un meccanismo del genere per il territorio? Quali sono gli svantaggi? Si pesano e poi si decide.
Questo è quello che effettivamente manca e le contraddizioni, Consigliere Micucci, dico che sono chiarissime, dopo di che, ripeto, quello che ho già detto, noi l'opposizione non la facciamo a prescindere, non ci appartiene, la facciamo sugli atti, sui progetti e sulle idee e se qualcuno vuole fare le barricate dall'altra parte, le faccia pure, noi non abbiamo i cannoni per cui ci opporremo soltanto con la forza delle idee.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Non voglio allungare un brodo denso di conversazione e di civile dialogo che c'è stato su questo punto all'ordine del giorno, sicuramente interessante, ma che mette in evidenza alcune criticità. La prima e l'unica che mi vede veramente convinto ad un voto favorevole è che - anch'io partecipo a questo Governo nazionale come partito ed ho proprio il Ministro all'ambiente, Presidente Ceriscioli lo dico a lei che ci rappresenta in maniera unica, oltre agli Assessori nelle varie Commissioni, nella Conferenza Stato-Regioni - è in atto da alcuni anni il tentativo di svuotare dei poteri, di delegittimare tutte le periferie. E' evidente, non me ne frega niente delle periferie statali, perché con buona pace di alcuni amici della Lega, io da cattolico popolare mi sento estremamente federalista, visto che il federalismo l'abbiamo inventato noi nell'800 e credo che Bossi non fosse ancora nato, quindi è una cosa che fa parte delle nostre radici. Dopo tra l'idea di farlo e il modo concreto per realizzarlo ci passa la storia, ci passano i governi liberali dell'800 e del '900, ci passa il fascismo. E' chiaro che tutto non è così automatico, ma nel cuore abbiamo quest'idea.
Vedere i Comuni a terra da un punto di vista finanziario, le Province svuotate e ridimensionate nelle loro competenze, le Regioni continuamente delegittimate e presentate come fonti di spese inutili e come centro di tutte le corruttele, è un quadro che merita, da parte nostra, un minimo di riflessione.
Ne approfitto perché l'iniziativa referendaria, oltre che essere nel quadro di quello che la Costituzione ci consente di fare, è una cosa molto dignitosa, potevamo fare altro, Assessore Sciapichetti, potevamo andare a raccomandarci ai nostri partiti nazionali, non l'abbiamo fatto, io non lo farò neanche con il Ministro dell'ambiente, dirò semplicemente che la Regione Marche insieme ad altre promuove un referendum. Non si farà? Va bene, sarà stato lo strumento, come è già stato detto, di riflessione, di attenzione, ed evitarlo, da parte del Governo nazionale, sarà un fatto che si tradurrà quasi sicuramente in una revisione della legge in oggetto, lo "sblocca Italia".
Dal punto di vista del metodo, questa scelta fatta mi convince anche se non sono un fanatico del referendum, ne farei tanti, ma li farei in corrispondenza con le azioni politiche perché non credo che possa essere questa la soluzione per ogni tipo di problema.
Molto rapidamente nel merito. Sinceramente questa è una discussione che mi ha appassionato un po' meno perché trovo un'oggettiva difficoltà, soprattutto da parte nostra, ad avere tutte le competenze e tutti gli elementi per poter dire "si” ed in qualche maniera anche questo deve far parte della nostra valutazione". Mi convince il ragionamento del Consigliere Celani che non ho capito alla fine come voterà, se voterà a favore o contro, forse voterà a favore. Consigliere Celani mi ha convinto una cosa che lei ha detto: l'unica valutazione da fare è forse quella dei costi, benefici, vantaggi. E' vero, noi purtroppo dobbiamo giocare con un elemento che non ha nulla di razionale, ha molto di irrazionale certamente per le nostre coste e per il nostro turismo che rappresenta all'incirca il 10% del fatturato regionale. Qui il Consigliere Giorgini ha dato nei numeri molto puntuali riguardo alle cubature che potrebbero venire fuori. Questo vantaggio colmerebbe, semmai ci fosse, un deficit energetico che questa regione purtroppo ha, rispetto alla preoccupazione che da qui a qualche anno le trivellazioni potrebbero pesare sulle presenze turistiche? Credo che la valutazione penda verso il no, o almeno dire no entro le 12 miglia, oltre le 12 miglia il ragionamento potrebbe essere riaperto, ma vale la pena farlo? Anche perché nel concreto non è da oggi che l'Eni perfora nell'Adriatico e non ha trovato nulla. Non credo, come ha detto qualche Consigliere, che un chilometro più in qua, un chilometro più in là, se questo benedetto metano e petrolio c'erano andavano trovati, può darsi che stia giusto sotto la costa, ma se sta giusto sotto la costa, faccia le trivellazioni sulla terra ferma. Troviamo una forma in base alla quale ...Ho visto anche pozzi di metano fra Montefano e Osimo, piccole realtà che non risolvono nulla perché questo nostro Paese che ha seminato il grano nei fossi in altre epoche e in altri regimi, giustamente va a recuperare tutto quello che può essere recuperato.
Qui ragioniamo sui grandi numeri e credo che non debba essere questa la cosa sulla quale impiccarci, ripeto, non perché possa essere eccessivamente pericolosa, ma perchè non può essere la soluzione definitiva di ogni problema di natura energetica.
Per questo motivo esprimerò un voto favorevole alla proposta che è stata avanzata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Naturalmente voglio dire qualcosa, poi ci sarà la dichiarazione di voto del nostro rappresentante. Non dico niente perché nel nostro gruppo abbiamo delle autorità in merito a questo argomento e in generale sul territorio.
Noi voteremo a favore, ma pensate che noi non sappiamo, non conosciamo, il ghigno freddo e grigio del partito del business che vuole mascherarlo con questi referendum, con un make-up colorato da democrazia partecipata? Lo sappiamo perfettamente perché al di là del favellar forbito, è dal partito del business che viene la scelta degli idrocarburi, mentre l'Europa dà indicazioni per le energie alternative, per lo smaltimento dei rifiuti, per il riciclo dei rifiuti, e Renzi piazza qui un inceneritore da 200.000 tonnellate all'anno. Soprattutto, e l'ho già citato in questa Aula, il partito del business non rispetta il principio di precauzione dettato dall'Unione europea. Questo principio, volgarizzandolo, sta a dire che se qualcosa, se qualche legge, se qualche atto amministrativo non si sa che effetti negativi produce, si deve bloccare. Questo è il principio di precauzione che in Italia da decenni a questa parte non viene mai applicato.
Per cui noi votiamo affinchè ci sia il referendum, consapevoli, non siamo certo la principessa sul pisello o la bella addormentata nel bosco, e faremo di tutto perché questo referendum raggiunga il quorum. Votiamo sì perché si apra nel Paese un dibattito che tolga questa nebbia e foschia di disinformazione che c'è intorno all'energia e al territorio.
Dico disinformazione anche da questi banchi, ho sentito degli interventi di Consiglieri che hanno detto delle cose che non stanno né in cielo né in terra, una di queste riguarda il fabbisogno energetico. Queste leggi vengono fatte passare per assolutamente necessarie, mentre sappiamo benissimo, ormai lo sanno tutti, che i rigassificatori, gli stoccaggi gas, i metanodotti, servono soprattutto per immagazzinare questi idrocarburi e venderli quando il prezzo sale. Con il fabbisogno energetico hanno poco a vedere, non lo dico io che sono in questo Consiglio regionale, ma questo orientamento per l'energia verso gli idrocarburi è in netto contrasto con le indicazioni che vengono dall'Europa e vengono fatte passare per sviluppo.
Sviluppo, occupazione, ma di cosa stiamo parlando? Qui lo sviluppo e l'occupazione sono soltanto un paravento per interessi di pochi, soprattutto delle grosse compagnie multinazionali, mentre lo sviluppo e l'occupazione, se noi non cambiamo orientamento e ancora ci attacchiamo a questi vecchi simulacri, stanno finendo, stanno perdendo di efficacia e di considerazione nel mondo. L'economia sta cambiando e noi rimarremo indietro, non solo rimarremo sempre un Paese suddito, ma creeremo un futuro, per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti, in un Paese così bello, veramente grigio.
Per questo votiamo sì a questo referendum, per questo vogliamo che nel Paese si apra un dibattito che tolga questa disinformazione che la politica e gli affari stanno creando.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Ho ascoltato con grande interesse gli interventi che ci sono stati, tanti per la verità, e stanno a testimoniare la sensibilità che c'è intorno a questo argomento.
Non voglio ritornare sulle questioni tecniche che sono state illustrate molto bene dal Presidente della Commissione Biancani, che ringrazio per il lavoro svolto e voglio ringraziare anche i tecnici che hanno collaborato in questi giorni ad un lavoro importante e prezioso.
Su due o tre questioni vorrei soffermarmi a modo di spot, come flash.
Vorrei innanzitutto riaffermare a tutti in Aula, ai colleghi Consiglieri e a me stesso, che quando parliamo di temi ambientali dobbiamo, lo dico soprattutto con grande umiltà, tener conto che è un argomento da affrontare con grande delicatezza perché la scelta ambientale implica decisioni difficili che possono determinare in un senso o nell'altro lo sviluppo del nostro territorio e quindi della nostra regione.
Sui temi ambientali, in fatto di trivellazioni, oggi come in futuro, non possiamo permetterci, secondo me, degli scontri ideologici e saluto molto positivamente il fatto che, per esempio, anche nel dibattito che c'è stato in Commissione, c'è una convergenza con il Movimento 5 Stelle.
Mi pare un fatto positivo, oggi come in futuro, dovremmo sui temi ambientali sviluppare un confronto serio, leale, costruttivo, ma soprattutto dire a noi stessi e alla nostra comunità marchigiana la verità senza ingenerare equivoci.
Vorrei fare chiarezza su un punto che a me sembra fondamentale e che è stato ripreso più volte anche dall'opposizione, noi con questo provvedimento non diciamo no al decreto "sblocca Italia" del Governo, diciamo no all'articolo 38 del decreto "sblocca Italia" del Governo, nel quale si stabilisce che la ricerca e la quantità del petrolio sono argomenti di carattere e di interesse strategico e di pubblica utilità, quindi, si sottrae uno spazio che noi riteniamo fondamentale per le Regioni. Ecco il motivo del referendum che nel recente passato non ha precedenti. Sei Regioni a cui credo se ne aggiungeranno altre, la Sicilia e la Sardegna, senz'altro, forse il Veneto, significa che su argomenti importanti come questi vogliamo svolgere il nostro ruolo, riappropriarci del ruolo utilizzando un metodo istituzionale previsto dalla Costituzionale all'articolo 35. Questo è il punto che noi dobbiamo sottolineare.
Noi abbiamo discusso del riappropriarci di un ruolo che le Regioni vogliono svolgere in un dialogo competitivo con il Governo. Qualcuno di voi dice: "Adesso volete mettere in discussione, in crisi, in difficoltà il Governo Renzi", non c'entra niente, noi non mettiamo in crisi nessuno, anche perché siamo tutti, fino a prova contraria, dello stesso partito. Ripeto, vogliamo, e lo fanno tutte le Regioni guidate dal PD, riappropriarci di un ruolo, vogliamo che le Regioni abbiano un ruolo. Questo è il tema.
Capisco che dal punto di vista delle opposizioni questo sia facile da mettere in evidenza, però mi pare che il fondo dell'argomento sia questo. Dobbiamo ricondurre le questioni a quelle che sono.
Non voglio fare nessuna polemica, ma qualche Consigliere, a noi del Partito Democratico, ci invita alla coerenza. Lasciamo perdere perché la coerenza è una cosa abbastanza difficile, bisogna capire quale criterio uno ha, perché se dobbiamo spostare il tema del dibattito lo portiamo sulle riforme istituzionali, chi oggi invoca la coerenza ha votato per diverse volte il provvedimento sulla riforma del Senato e adesso non lo vota più. Capite, quindi, che la questione della coerenza è un argomento delicato che tutti i partiti usano. E' un argomento a geometria variabile ed ognuno ne fa l'interpretazione che crede.
Vedo che il Consigliere Carloni ha una nostalgia incredibile del centralismo democratico, io appartengo ad una cultura politica che l'ha sempre combattuto, quindi, non ne ho nessuna nostalgia.
Dico che il PD è un grande partito, è un partito nel quale si discute, ci si confronta, anche aspramente, anche duramente. Ieri abbiamo fatto, nell'arco di non so quanti mesi, la XXV Direzione nazionale per discutere, abbiamo questo maledetto vizio di confrontarci, e superando anche gli amici del Movimento 5 Stelle l'abbiamo fatta pubblicamente in streaming, quindi, come si diceva una volta, tutto in piazza e tutto in pubblico. Ci diciamo tutto e tutto può essere ascoltato. In questo vi abbiamo seguito con grande attenzione. E' un percorso che stiamo praticando, le nostre direzioni sono pubbliche, tutti possono seguire.
Ritornando al tema, credo che dobbiamo difendere con forza la peculiarità della nostra regione. Una regione vocata al turismo ed alla pesca non poteva non opporsi al problema delle trivellazioni in Adriatico, al di là delle questioni di merito.
Questo provvedimento che andiamo ad approvare ha un testo che, qualcuno lo sottolineava e mi pare importante precisarlo, non può variare a seconda della Regione. E' stato concordato con il Presidente del Consiglio a livello istituzionale. Anche la faccenda del coinvolgimento, non solo dei Presidenti delle Regioni, ma delle Assemblee legislative e, quindi, dei Presidenti del Consiglio, è un fatto assolutamente nuovo ed è importante valorizzarlo. E' un documento che viene approvato in queste ore contestualmente da altri Consigli regionali.
Per quanto riguarda il Consigliere Fabbri voglio dire che sul Pear abbiamo di fronte a noi una sfida importante, difficilissima, complessa.
Memori delle esperienze del passato dobbiamo fare un percorso assolutamente partecipato, dobbiamo fare un confronto che entri nel merito e questa settimana riprendono gli incontri con tutte le associazioni, con il mondo produttivo e con tutto il mondo interessato alla formulazione di un Pear. Le pre-riunioni le abbiamo iniziate prima delle ferie e da questa settimana, credo, adesso non ho il calendario, riprenderanno gli incontri perché vogliamo che ci sia un confronto serio su cui tutti dobbiamo essere impegnati. Ovviamente poi arriverà in Commissione, arriverà in Aula. Si vuole fare una concertazione a monte più che a valle, come spesso avviene, e su questa ci confronteremo, fermo restando che il Governo e la Giunta regionale hanno il dovere ed il compito di fare le scelte, quelle scelte le vedremo insieme se saranno condivise o meno. Nella fase di costruzione del Pear ci deve essere, e noi la chiediamo, la partecipazione di tutti quelli che possono essere interessati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Vorrei chiarire un fatto, una precisazione più che altro, i referendum girano solo ed esclusivamente sui procedimenti in corso e non toccano quelli precedenti. I titoli concessori già rilasciati non vengono toccati perché in questo caso scatterebbe l'aspettativa, quindi il legittimo affidamento, per cui il proponente si potrebbero rivalere sullo Stato e ci sarebbe un esborso di denaro pubblico, per cui titoli concessori rilasciati rimangono. Sono quelli in essere.
Vi dico perché voterò si. Sei anni fa quando parlavo di queste cose mi davano del matto, del Testimone di Geova, perché la gente non si rendeva conto e si chiedeva che cosa dicessi per cui mi sono portato dietro un fardello molto pesante e ne ho anche sofferto sapendo cosa comportavano, se potessi avere dei filmati vi rendeste conto di quello di cui sto parlando.
Mancano all'appello le due Regioni più disastrate in questo campo, la Lombardia e l'Emilia-Romagna, che danno l'80% del contributo, quindi quasi 6 miliardi di metri cubi di gas, che hanno decine di stoccaggi, che hanno avuto un terremoto, probabilmente, se non sicuramente, per colpa delle trivellazioni e degli stoccaggi. Mancano solo queste due Regioni insieme alla Toscana, le altre sono tutte presenti, però ancora abbiamo tempo e si sta decidendo.
Su questo sono molto fiducioso, perchè credo che con l'aiuto della Giunta - questo riguarda il mio ordine del giorno - e delle migliaia di associazione di cittadini che hanno aderito a questo referendum, si possa raggiungere l'obiettivo. Ricordatevi che nella vita i cavalli vincenti si vedono quando arrivano non quanto partono. Prima di dire che questo referendum non andrà in porto aspettiamo l'arrivo.
Le trivellazioni, gli stoccaggi e i rigassificatori vivono solo ed esclusivamente in Italia per gli incentivi statali. Sono stati tolti alle rinnovabili e lasciati dal precedente Governo agli stoccaggi ed ai rigassificatori, ma se non ci fossero questi incentivi le ditte scapperebbero come topi davanti ai gatti, tant'è vero che l'Eni va a trivellare in Egitto, a trovare il formaggio quello buono, non perde tempo a fare lavori qui.
Concludo dicendo che voto si perché il Movimento 5 Stelle è un movimento popolare, nato con i referendum. Com'è possibile che il Movimento 5 Stelle dica no ad un referendum in cui si avvantaggiano tutti cittadini non solo quelli della Regione Marche, ma di tutta l'Italia? E' assurdo e per questo motivo voterò si. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Intervengo per spiegare il mio voto contrario a questa proposta di legge referendaria. Voto contro perché, dopo il dibattito, sono ancora più convinto che ci sia un'ipocrisia di fondo, dato non si vede una proposta di strategia energetica per diminuire l'inquinamento dovuto anche al trasporto di petrolio nel nostro Paese, per diminuire la dipendenza del nostro Paese da fonti energetiche straniere, per non far pagare agli imprenditori il conto più salato di questa nostra dipendenza energetica.
Vedo un dibattito fintamente dedicato al blocco delle trivellazioni e, mentre sono convinto che il Movimento 5 Stelle sia sincero quando dice che spera che questo referendum vada avanti, sono profondamente convinto che il PD lo stia facendo sperando che non venga mai approvato. In questo trovo una grande differenza tra chi crede in quello che dice e chi fa il contrario di quello che racconta a Roma.
Mi dispiace se qualcuno si è offeso, ma l'ho già detto all'inizio, ho una profonda ammirazione per questa vostra capacità di lotta di governo, non volevo offendere nessuno, Consigliere Micucci, non ho detto ...
Io non ho nostalgia del centralismo democratico perché sono nato nel 1981, quindi non credo di averlo vissuto, ma vedo una forte nostalgia di Spacca perché è il secondo Consiglio regionale che si parla di lui, al quale ho fatto sempre opposizione coerente, non ho nulla da rimproverarmi se a livello politico, sotto campagna elettorale, ci sono state scelte di altro genere, però è la seconda volta che viene evocato, evidentemente la nostalgia è più forte di quello che sembra.
Credo che una cosa vada detta con maggiore chiarezza, il Consigliere Maggi dice che il Consigliere Giorgini è un'autorità, non lo metto in discussione, però che possa sapere se ci sono o meno idrocarburi da estrarre mi pare un po' eccessivo. Qui si sta trattando e parlando della fase di ricerca e in questa fase credo che non possiamo aprioristicamente permetterci il lusso di giocare a fare gli ambientalisti radical chic. Con tutte le tutele ambientali perchè non deve esserci nessun danno per il nostro ambiente, credo che l'atteggiamento serio e coerente con il momento che viviamo e con lo stato di dipendenza energetica dagli altri Paesi, non possa vederci ulteriormente tardare. Mentre la Croazia, il Montenegro, l'Albania corrono verso le concessioni, noi stiamo ancora parlando della ricerca in un dibattito davvero stucchevole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Mi ritengo relativamente ancora giovane considerato il tempo che mi interesso di politica, ma devo dire che, dal mio punto di vista, un decreto come quello di "sblocca Italia" fatto così male, che rovina l'Italia, a memoria non lo ricordo.
Per i motivi che ha detto prima il Consigliere Maggi anch'io voterò sì, perché è importante, anche se non dovessimo raggiungere il quorum, porre all'attenzione dei cittadini italiani questo tema, farli riflettere.
A tal proposito sono rammaricato che in Commissione non ci siano stati i tempi tecnici per inserire anche il quesito relativo all'abrogazione dell'articolo 35 del decreto "sblocca Italia" che dà il via agli inceneritori.
Al Consigliere Celani dico con affetto che quello che ha dichiarato in merito agli inceneritori probabilmente deriva da una scarsa informazione, se vuole sono disposto a fare due giorni, un full-immertion, per spiegare con documenti, atti studi, prove, ricerche, perché gli inceneritori sono una follia e un'assurdità. Una cosa che non sta né in cielo né in terra.
Detto questo ribadisco il mio si ai quesiti, rammaricandomi, ancora una volta, che non ci siano stati i tempi tecnici per porre l'attenzione sulla questione degli inceneritori, ossia inserire l'abrogazione dell'articolo 35 dello "sblocca Italia". Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di deliberazione n. 1 sulla quale è stata presentata una proposta di ordine del giorno.
Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Bisonni, Fabbri. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 1. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di deliberazione n. 2 sulla quale è stata presentata una proposta di ordine del giorno.
Proposta di ordine del giorno a firma dei Consiglieri Giorgini, Maggi, Bisonni, Fabbri. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 2. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di deliberazione n. 3.
Coordinamento tecnico

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 3. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di deliberazione n. 4.
Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di deliberazione n. 4. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è sospesa alle ore 15,00

La seduta riprende alle ore 15,50

PRESIDENTE. Procediamo con il punto n. 8 all'ordine del giorno.

Nomine

Elezione dell'Autorità di garanzia per il rispetto dei diritti di adulti e bambini - Ombudsman regionale
(articolo 3 l.r. 28 luglio 2008, n. 23 - l.r. 17 dicembre 2012, n. 41) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina dell'Autorità di garanzia per il rispetto dei diritti di adulti e bambini - Ombudsman regionale. Voto limitato a uno.
Comunico che non possono essere nominati i signori Cutini Alberto e Micciarelli Elisabetta in quanto dipendenti di pubblica amministrazione che non hanno ricevuto l'autorizzazione.
Ricordo inoltre che l’elezione dell’Ombudsman ha luogo a scrutinio segreto e nelle prime quattro votazioni è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei componenti l’Assemblea, dopo la quarta votazione, se nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza prevista, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti, se risulterà parità di voto tra i candidati, verrà eletto il candidato più giovane di età. Ciascun consigliere può votare un solo nome.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità. Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 28
Schede bianche n. 9
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 19

Hanno ricevuti voti:
Nobili Andrea n. 14
Talevi Albarosa n. 3
Donini Ninel n. 1
Animali Samuele n. 1
Bartolomei Maria Rita n. 0
Chiuri Alessandro n. 0
Iovino Maurizio Sergio Eric n. 0
Maroni Maria Vittorio n. 0
Totò Anna Rita n. 0

PRESIDENTE Constatato che nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum dei voti necessari per l’elezione, indico la seconda votazione a scrutinio segreto.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuti voti:
Nobili Andrea n. 16
Talevi Albarosa n. 10
Donini Ninel n. 1
Totò Anna Rita n. 1
Animali Samuele n. 0
Bartolomei Maria Rita n. 0
Chiuri Alessandro n. 0
Iovino Maurizio Sergio Eric n. 0
Maroni Maria Vittorio n. 0

PRESIDENTE Constatato che nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum dei voti necessari per l’elezione, indico la terza votazione a scrutinio segreto.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuti voti:
Nobili Andrea n. 16
Talevi Albarosa n. 11
Donini Ninel n. 1
Animali Samuele n. 0
Bartolomei Maria Rita n. 0
Chiuri Alessandro n. 0
Iovino Maurizio Sergio Eric n. 0
Maroni Maria Vittorio n. 0
Totò Anna Rita n. 0

PRESIDENTE Constatato che nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum dei voti necessari per l’elezione, indico la quarta votazione a scrutinio segreto.
Prego distribuire le schede.
(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 28
Schede bianche n. 7
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 21

Hanno ricevuti voti:
Nobili Andrea n. 15
Talevi Albarosa n. 3
Animali Samuele n. 2
Donini Ninel n. 1
Bartolomei Maria Rita n. 0
Chiuri Alessandro n. 0
Iovino Maurizio Sergio Eric n. 0
Maroni Maria Vittorio n. 0
Totò Anna Rita n. 0

PRESIDENTE Constatato che nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum dei voti necessari per l’elezione, procedo al ballottaggio tra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti: Nobili Andrea e Talevi Albarosa. Indico la quinta votazione a scrutinio segreto.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 28
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 28

Hanno ricevuti voti:
Nobili Andrea n. 17
Talevi Albarosa n. 11

PRESIDENTE Proclamo eletto Autorità di garanzia per il rispetto dei diritti di adulti e bambini - Ombudsman regionale l'avv. Nobili Andrea.

Designazione di tre componenti, di cui due di maggioranza e uno di minoranza, del Comitato per la cooperazione e la solidarietà internazionale
(articolo 12, comma 1, lettera e), l.r. 18 giugno 2002, n. 9) - Voto limitato a due.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di tre componenti, di cui due di maggioranza e uno di minoranza, del Comitato per la cooperazione e la solidarietà internazionale. Voto limitato a due.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 28
Schede bianche n. 1
Schede nulle n. 3
Schede valide n. 24

Hanno ricevuti voti:
Ilari Cristiana n.15
Re Anna Maria n. 15
Bitti Luigina n. 7
Veroli Eva n. 2
Mazzieri Fausto n. 0

Proclamo eletti componenti, di cui due di maggioranza e uno di minoranza, del Comitato per la cooperazione e la solidarietà internazionale le sigg.re Ilari Cristiana, Re Anna Maria e Bitti Luigina.

Designazione di tre componenti della Consulta regionale per la cooperazione.
(articolo 10, comma 2, lett. e), l.r. 16 aprile 2003, n. 9) – voto limitato a due

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di tre componenti della Consulta regionale per la cooperazione. Voto limitato a due.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 27
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 27

Hanno ricevuti voti:
Comandini Alessandro n. 15
Torelli Nunzio n.15
Gambacorta Maria Ausilia n. 12
Occhionero Donato n. 1
Giangiacomi Eraldo n. 0
Sordoni Giorgia n. 0

Proclamo eletti componenti della Consulta regionale per la cooperazione i sigg.ri Comandini Alessandro, Torelli Nunzio e Gambacorta Maria Ausilia.

Nomina di cinque rappresentanti nell'Assemblea dell'Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT)
(articolo 7, Statuto Ente) – voto limitato a tre

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di cinque rappresentanti nell'Assemblea dell'Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT). Voto limitato a tre.
Comunico che non può essere votato il candidato Puliani Massimo in quanto non provvisto della necessaria autorizzazione.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 27
Schede bianche n. 0
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 26

Hanno ricevuti voti:
De Sanctis Giannicola n.15
Marini Benilde n. 15
Pacifici Claudio n. 11
Cirilli Fioravanti Luciano n. 8
Casadei Cecilia n. 1
Bastianelli Franco n. 0
Blasi Francesca n. 0

Proclamo eletti rappresentanti nell'Assemblea dell'Associazione marchigiana attività teatrali (AMAT) i sigg.ri De Sanctis Giannicola, Marini Benilde, Pacifici Claudio, Cirilli Fioravanti Luciano e Casadei Cecilia.

Designazione di un componente della Commissione amministratrice dell'Azienda speciale consorziale del Catria.
(articolo 5, Statuto Ente - articolo 4, Regolamento Ente) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un componente della Commissione amministratrice dell'Azienda speciale consorziale del Catria. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parre della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 26
Schede bianche n. 3
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 22

Hanno ricevuti voti:
Ravaioli Mirco n. 14
Amadori Luca n. 8
Pala Sabrina n. 0

Proclamo eletto componente della Commissione amministratrice dell'Azienda speciale consorziale del Catria il sig. Ravaioli Mirco.

Designazione di un rappresentante nell'Assemblea dei soci della Fondazione cassa di risparmio di Fermo
(30 luglio 1990, n. 218 - articolo 4, d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153 - Statuto Ente) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un rappresentante nell'Assemblea dei soci della Fondazione cassa di risparmio di Fermo. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 25
Schede bianche n. 4
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 20

Hanno ricevuti voti:
Sebastiani Milena n. 14
Vita Luciano n. 6

Proclamo eletta rappresentante nell'Assemblea dei soci della Fondazione cassa di risparmio di Fermo la sig.ra Sebastiani Milena.

Nomina di due componenti del Consiglio di amministrazione della "Cooperativa artigiana di garanzia Giordano Kuferle società cooperativa a r.l." (sede Ascoli Piceno)
(articolo 29, Statuto Ente) – voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di due componenti del Consiglio di amministrazione della "Cooperativa artigiana di garanzia Giordano Kuferle società cooperativa a r.l." (sede Ascoli Piceno). Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 25
Schede bianche n. 3
Schede nulle n. 1
Schede valide n. 21

Hanno ricevuti voti:
De Vecchis Roberto n. 9
Troli Natascia n. 8
Starnoni Giovanni n. 4
Calvignoni Marisa n. 0
Cambiaso Barbara n. 0
Di Luigi Patrizia n. 0
Menzietti Nazzareno n. 0
Piergentili Giacomino n. 0
Santancini Laura n. 0
Soricetti Luca n. 0

Proclamo eletti componenti del Consiglio di amministrazione della "Cooperativa artigiana di garanzia Giordano Kuferle società cooperativa a r.l." (sede Ascoli Piceno) i sigg.ri De Vcchis Roberto e Troli Natascia.

Nomina di un componente del Consiglio generale della Fondazione patrimonio fiere (sede Pesaro)
(articolo 5, Statuto Ente) – Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di un componente del Consiglio generale della Fondazione patrimonio fiere (sede Pesaro). Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 24
Schede bianche n. 10
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 14

Ha ricevuto voti:
Bartolini Giorgio n. 14

Proclamo eletto componente del Consiglio generale della Fondazione Patrimonio Fiere (sede Pesaro) il sig. Bartolini Giorgio.

Nomina di due componenti del Consiglio di amministrazione della Cooperativa artigiana di garanzia "Confartigianato fidi Pesaro e Urbino società cooperativa" - sede Pesaro, in sostituzione di due dimissionari.
(Statuto Ente, articolo 29) – Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina di due componenti del Consiglio di amministrazione della Cooperativa artigiana di garanzia "Confartigianato fidi Pesaro e Urbino società cooperativa" - sede Pesaro, in sostituzione di due dimissionari. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 24
Schede bianche n. 15
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 9

Hanno ricevuti voti:
Biagiotti Roberto n. 6
Perkins Elisa n. 3

Proclamo eletti componenti del Consiglio di amministrazione della Cooperativa artigiana di garanzia "Confartigianato fidi Pesaro e Urbino società cooperativa" - sede Pesaro - i sigg.ri Biagiotti Roberto e Perkins Elisa.

Nomina del Revisore unico dell'Immobiliare Regione Marche S.r.l. - IRMA
(articolo 3, comma 2, lettera c), l.r. 9 dicembre 2005, n. 29 - Statuto Ente) – Voto limitato a uno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina del Revisore unico dell'Immobiliare Regione Marche S.r.l. - IRMA. Voto limitato a uno.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 24
Schede bianche n. 2
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 22

Hanno ricevuti voti:
Cecchetelli Carla n. 12
Gambacorta Maria Ausilia n. 10
Giorgetti Riccardo n. 0
Marcattili Moira n. 0
Marchiani Fulvia n. 0
Maurizi Giancarlo n. 0
Mei Francesco n. 0
Ruggeri Ivan n. 0
Serafini Andrea n. 0
Tarozzi Giuseppe n. 0
Volpini Ilaria n. 0

Proclamo eletta Revisore unico dell'Immobiliare Regione Marche S.r.l. - IRMA la sig.ra Cecchetelli Carla.

Designazione di quattro esperti nell'Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale.
(articolo 6, comma 4, lettera c), l.r. 21 marzo 2014, n. 4) – Voto limitato a due

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la designazione di quattro esperti nell'Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale. Voto limitato a due.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

PRESIDENTE. Ricordo che l'Assemblea legislativa nel votare ha preso atto delle risultanze istruttorie contenute nel parere della I Commissione assembleare e dell'accertamento relativo alle cause di ineleggibilità.
Comunico i risultati della votazione:
Votanti n. 24
Schede bianche n. 1
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 23

Hanno ricevuti voti:
Fuligno Giorgio n. 13
Serfilippi Sara n. 13
Del Bene Elvino n. 5
Mariotti Michela n. 5
Pierleoni Andrea n. 5
Vitali Lucia n. 2
Faraoni Mara n. 0

Proclamo esperti nell'Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale i sigg.ri Fuligno Giorgio e Serfilippi Sara. Preso atto che c'è parità di voti, procedo al ballottaggio tra tre candidati: Del Bene Elvino, Mariotti Michela, Pierleoni Andrea. I primi due saranno eletti. Ricordo che ciascun Consigliere può votare due nomi.
Prego distribuire le schede.

(Il Vicepresidente Minardi effettua la chiamata)

Votanti n. 19
Schede bianche n. 9
Schede nulle n. 0
Schede valide n. 10

Hanno ricevuti voti:
Del Bene Elvino n. 10
Pierleoni Andrea n. 7
Mariotti Michela n. 1

Proclamo esperti nell'Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale i sigg.ri Del Bene Elvino e Pierleoni Andrea.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 17,35.

 

 
 
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